Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.46.0-wmf.23 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Orson Welles 0 525 1410271 1385164 2026-04-12T17:20:09Z Camelia.boban 17423 +1 su Carmen Amaya + ordine alfabetico 1410271 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Orson Welles 1937.jpg|thumb|Orson Welles nel 1937]] {{Premio|Oscar|'''[[Quarto potere]]''' *Miglior sceneggiatura originale (1942) Oscar alla carriera (1971)}} '''Orson Welles''' (1915 – 1985), attore, sceneggiatore, produttore e regista cinematografico, teatrale e radiofonico statunitense. == Citazioni di Orson Welles == *{{NDR|Su [[Eduardo De Filippo]] in una conversazione con [[Peter Bogdanovich]]}} Bravo? Eduardo? Per l'amor di Dio, Peter, è un grande! Ma qualche volta ti capiterà ti vederlo in un film e vedrai cosa volevo dire. La macchina da presa non lo ama.<ref>Da Peter Bogdanovich, ''Il cinema secondo Orson Welles'', citato in Ilaria Urbani, ''Quella volta che Orson Welles stroncò Eduardo'', ''la Repubblica Napoli.it'', 5 ottobre 2016, [https://napoli.repubblica.it/cronaca/2016/10/05/foto/quella_volta_che_orson_welles_stronco_eduardo-149160404/1/#1]</ref> *Ecco: io sono un pendolare. Vado dove c'è del lavoro, come un raccoglitore di frutta. Tutto ciò di cui ho bisogno sono un sorriso d'incoraggiamento ed una proposta, ed arrivo subito, col primo aereo. (da ''Saturday Evening Post'', 8 dicembre 1962) *Hollywood è un quartiere dorato adatto ai giocatori di golf, ai giardinieri, a vari tipi di uomini mediocri ed ai cinematografi soddisfatti. Io non sono nulla di tutto ciò. (citato in Peter Noble, ''The fabulous Orson Welles'', 1956) *{{NDR|Su [[Carmen Amaya]]}} La miglior ballerina del mondo. :''La mejor bailarina del mundo.''<ref>{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://www.abc.es/cultura/20131102/abci-carmen-amaya-centenario-201311012037.html Carmen Amaya, la Capitana que fascinó al mundo con su baile salvaje]'', ''abc.es'', 2 novembre 2013.</ref> *Le promesse sono molto più divertenti delle spiegazioni. (da ''Girando Otello'') *L'Italia conta oltre cinquanta milioni di attori. I peggiori stanno sul palcoscenico.<ref>Citato in [[Gino e Michele]], [[Matteo Molinari]], ''Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano. Opera omnia'', Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1997, n. 2446. ISBN 88-04-43263-2</ref> *Odio la [[televisione]]. La odio come le noccioline. Ma non riesco a smettere di mangiar noccioline.<ref>Dal ''New York Herald Tribune'', 1956; citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref> *Per me, il cinema è [[recitazione]]. Quando tiri le somme, la qualità di un film è tutta questione di quali attori hai, e di come recitano. (da ''Chi c'è in quel film?'') *Sono solo un poveraccio che cerca di fare del cinema. (citato in James Naramore, ''Orson Welles'') *{{NDR|Sul suo lavoro con [[Anthony Perkins|Perkins]] durante "Il processo"}} Tony e io abbiamo passato buona parte del tempo a sganasciarci da ridere! Che meraviglia avere Tony in un film. (da ''Chi c'è in quel film?'', p. 569) *Val la pena di ricordare che molti tra i suoi colleghi, anche i più intelligenti, si preoccupano di apparire stupidi. La signorina [[Oriana Fallaci|Fallaci]] non ha bisogno di ricorrere a questi trucchi, sa nascondere la giornalista più agguerrita sotto la più ingannevole delle maschere femminili. (citato in ''I sette peccati di Hollywood'', introduzione) ==''Io, Orson Welles''== *Il ''[[Macbeth (film 1948)|Macbeth]]'' mentre lo si fa, ha davvero un effetto opprimente su tutti. Sul serio, è tremendo, ti resta addosso tutto il giorno. L'atmosfera che si produce è talmente orrenda e paurosa che non è difficile capire perché sopravviva la vecchia superstizione. (p. 228) *Personalità. Non presumo di risolvere questo mistero. Ma conta sempre più della tecnica. Per esempio, chi conosce la tecnica meglio di [[Laurence Olivier|Olivier]]? Certo che, se la recitazione cinematografica dipendesse in modo significativo da una tecnica particolare [[Laurence Olivier|Larry]] se ne sarebbe impadronito. Eppure per quanto bravo sia al cinema, è solo un'ombra dell'attore che impone la sua presenza sulle scene teatrali. Perché la macchina da presa sembra diminuirlo? E ingrandire [[Gary Cooper]], che di tecnica non ne sapeva un bel niente? *{{NDR|Alla domanda se esista qualcosa che si chiama recitazione cinematografica}} Esistono attori cinematografici. [[Gary Cooper|Cooper]] era un attore cinematografico, il caso classico. Lo vedevi lavorare sul set e pensavi: "Dio mio, questa dovranno rigirarla!". Praticamente, sembrava che non ci fosse. E poi vedevi i giornalieri, e riempiva lo schermo. *Non mi piace parlare di cinema, ne ho abbastanza, di parlare di film. [...] Giusto. Naturalmente hai ragione tu. Se il nostro amato cinema (e naturalmente quando dico "amato" sono serissimo, perché in effetti noi lo amiamo appassionatamente), be', se il nostro amato cinema smette di essere la grande ossessione contemporanea, allora la creta per le nostre amate statue resterà in mano ai distributori. Cioè, sará gettata ai cani – e noi dove andiamo a finire? *Anzitutto, credo che un [[critico]] ne sappia sempre di più sull'opera di un artista dell'artista stesso. Ma, allo stesso tempo, ne sa di meno: la funzione del critico è proprio quella di saperne contemporaneamente di più e di meno dell'artista. *Non sará sembrato che dicessi che il teatro è finito, vero? Ci sono dei grandi artisti che continuano a lavorarci, ma non è più collegato alla centrale elettrica principale. Il teatro resiste come un divino anacronismo; come l'opera lirica e il balletto classico. Un'arte che è rappresentazione più che creazione, una fonte di gioia e di meraviglia, ma non una cosa del presente. *Ho cominciato dalla cima e mi sono fatto strada verso il fondo. *[...] la semplice regia è il lavoro più facile del mondo. *[...] non c'è un altro mestiere al mondo in cui un uomo possa andare allegramente avanti per trent'anni senza che nessuno mai s'accorga ch'è un incompetente. Dagli un buon copione, un buon cast, e un buon montatore o anche uno solo di questi elementi – e tutto quel che deve dire è "azione" e "buona", e il film si fa da solo. *La regia cinematografica è il perfetto rifugio per i mediocri. Ma quando un buon regista fa un cattivo film, l'universo intero sa chi ne è responsabile. *Il vero autore-regista deve essere tanto ma tanto migliore del normale professionista. Quando non lo è, si vede eccome. Gli [[impiegato|impiegati]] stanno al sicuro, i [[creatività|creativi]] su qualche ciglio di burrone – che è proprio il posto loro, naturalmente. *Credo di essere fatto per Conrad. Secondo me, ogni storia di Conrad è un film. Non c'è mai stato un film da Conrad, per la semplice ragione che nessuno l'ha mai fatto com'è scritto. La mia sceneggiatura era fedelissima a Conrad. E io credo che appena qualcuno farà come dico si ritroverà un successo fra le mani ==''Orson Welles''== *Ho avuto più fortuna di chiunque altro. Certo, sono anche stato scalognato più di chiunque altro, nella storia del cinema, ma ciò è nell'ordine delle cose. Dovevo pagare il fatto d'aver avuto, sempre nella storia del cinema, la più grande fortuna... *Quando arrivai a Dublino dovetti vendere l'asino all'asta, ed anche me stesso. Penso che avrei potuto trovare un onesto lavoro come giardiniere o lavapiatti: purtroppo diventai attore. *Per quello che abbiamo fatto sarei dovuto finire in galera, ma al contrario, sono finito a Hollywood. *Quarto potere racconta la storia dell'inchiesta fatta da un giornalista di nome Thompson per scoprire il senso delle ultime parole di Charles Foster Kane. Poiché il suo parere è che le ultime parole di un uomo devono spiegare la sua vita. Forse è vero. Lui non capirà mai cosa Kane volesse dire, ma il pubblico, invece, lo capisce. La sua inchiesta lo porta da cinque persone che conoscevano bene Kane, che lo amavano e lo odiavano. Gli raccontano cinque storie diverse, ognuna delle quali molto parziale, in modo che la verità su Kane possa essere dedotta soltanto – come d'altronde ogni verità su un individuo – dalla somma di tutto quello che è stato detto su di lui. Secondo alcuni Kane amava soltanto sua madre, secondo altri amava solo il suo giornale, solo la sua seconda moglie, solo se stesso. Forse amava tutte queste cose, forse non ne amava nessuna. Il pubblico è l'unico giudice. Kane era insieme egoista e disinteressato, contemporaneamente un idealista e un imbroglione, un uomo grandissimo e un uomo mediocre. Tutto dipende da chi ne parla. Non viene mai visto attraverso l'occhio obiettivo di un autore. Lo scopo del film risiede, d'altra parte, nel proporre un problema piuttosto che risolverlo. *Riuscivo appena a muovermi, per via del corsetto e del cerone sul viso. Norman Mailer, una volta, ha scritto che quando ero giovane ero il più bell'uomo che mai si fosse visto. Grazie tante! Era tutto merito del trucco di Quarto potere. *Odiavo Harry Lime. Non aveva passioni, era freddo: era Lucifero, l'angelo caduto. *Più studiavo la parte, meno mi sembrava allegra. Questo problema mi ha preoccupato per tutto il tempo delle riprese... Non mi piacciono molto le scene in cui sono soltanto divertente. Mi sembra che Falstaff sia più un uomo di spirito che un pagliaccio... È il personaggio cui credo di più, è l'uomo più buono di tutto il dramma. Le sue colpe sono colpe da poco, e lui se ne fa beffe. È buono come il pane, come il vino. Per questo ho trascurato un po' il lato comico del personaggio: ogni volta che l'ho interpretato mi sono persuaso sempre di più del fatto che rappresenta la bontà e la purezza. {{NDR|Joseph McBride, ''Orson Welles'', Harcourt Brace, 1977.}} ==''Cahiers du cinema''== *Di quello ho visto tutti i film: è un dilettante. I film di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] provano solo che gli italiani sono attori nati e che in Italia basta prendere una macchina da presa e metterci delle persone davanti per far credere che si è registi. (n. 88, ''1958'') *Il cinema è un mestiere... Nulla può essere paragonato al cinema. Il cinema appartiene al nostro tempo. È la cosa da fare. (n. 165 – ''1965'') *Mi sono sempre sentito isolato. Credo che ogni bravo artista si senta isolato. (n. 165 – ''1965'') *Io credo, pensando ai miei film, che siano imperniati non tanto sul conseguimento di qualcosa, ma piuttosto sulla ricerca. Se noi cerchiamo qualcosa, il [[labirinto]] è il posto più adatto alla ricerca. Non so perché, ma i miei film sono tutti, in gran parte' una ricerca fisica. (n. 165, ''1965'') ==Citazioni su Orson Welles== *Appartengo a una generazione di cineasti che hanno deciso di fare film avendo visto ''[[Quarto potere]]''. ([[François Truffaut]]) *Il paragone fra [[Erich von Stroheim|Stroheim]] e Orson Welles è particolarmente calzante. Welles ottenne un grande successo con il suo primo film, cui fece seguire un'opera cinematografica tra le più interessanti, ''L'orgoglio degli Ambersons'' (''The Magnificent Ambersons''); al pari di Stroheim anch'egli aveva un carattere difficile, era un uomo ostinato, intelligentissimo, versatile, sempre in lotta con i finanziatori, e scrisse, diresse e interpretò i propri film, per finire schiacciato con «i sistemi di Hollywood». ([[Peter Noble]]) *Orson Welles era veramente grande. Non i suoi film. Lui. ([[Andy Warhol]]) *Orson Welles, in un celebre documentario, affermava che l’Italia era il paese della vita, mentre la Spagna era il paese della morte: pensava alla splendida [[Firenze]], e, come opposto, alla corrida, alle processioni della settimana santa, ai volti nei dipinti di [[El Greco]]. In entrambi i casi, vedeva la grande bellezza di paesi in perenne affanno per essere all’altezza dell’Europa che conta. ([[Egidio Ivetic]]) *Orson Welles lo ricordo soprattutto come un attore eccezionale, sublime... Sono convinto che Welles avesse in testa un meraviglioso brusio, grazie anche al suo stupendo alcol, e che fosse un genio, ma non mi va di rinchiuderlo in una definizione: era troppo avventuriero, troppo fuori dagli schemi, troppo imprevedibile, perché noi oggi si possa fare un'operazione del genere... A me Welles ricorda Raffaello. Raffaello che cammina per le strade di Roma nel Cinquecento e che a ogni passo si deve fermare perché la gente gli bacia le mani, le vesti. ([[Carmelo Bene]]) *Orson Welles nasce bambino prodigio e cresce genio obeso. ([[Morando Morandini]]) *Per me è solo una bufala. Non è interessante. È morto. ''[[Quarto potere]]'', di cui ho una copia, è il prediletto dei critici, sempre in cima ai sondaggi, ma io credo sia una noia totale. Soprattutto, le interpretazioni non meritano. La dose massiccia di rispetto che ha ricevuto è assolutamente inverosimile. ([[Ingmar Bergman]]) *Quando lo vedo e gli parlo, mi sento come una pianta dopo che l'hanno annaffiata. ([[Marlene Dietrich]]) *Questo film fu realizzato in evidente antitesi a ''[[Quarto potere]]'', come se fosse l'opera d'un altro regista, che, detestando il primo, volesse dargli una lezione di modestia. ([[François Truffaut]] parlando dell' ''Orgoglio degli Amberson'') *Welles andò in Messico per girare una pellicola per la RKO Radio, la casa produttrice dei suoi primi tre film, ''Quarto potere'' (''Citizen Kane''), ''L'orgoglio degli Ambersons'', ''Viaggio nel paese della paura'' (''Journey Into Fear''); quando tornò a Hollywood, si rese conto che (in seguito a un cambiamento nelle alte sfere della RKO) lo avevano «fatto fuori». ([[Peter Noble]]) *Welles ricorre di rado al montaggio campo-contro-campo, in cui due attori stanno semplicemente in piedi o seduti e vengono inquadrati uno per volta in primo piano, mentre recitano a turno le battute. Di solito posiziona invece la cinepresa in basso, mostrando una visuale ampia dei due attori, uno dei quali parla, attraversa l'inquadratura e ne esce nel momento in cui l'altro si gira e risponde; poi torna con uno stacco sull'attore fuori campo, che si gira di nuovo e parla ancora. Il risultato è un effetto dinamico, leggermente vertiginoso o allucinatorio: un'atmosfera quasi onirica spesso enfatizzata dalle particolari angolazioni della cinepresa e dal modo insolito di sovrapporre i dialoghi. ([[James Naremore]]) ===[[Jesús Franco]]=== *Era imprevedibile, come per qualsiasi altra cosa. Se gli andava di girare una scena in un dato momento lo faceva e si arrabbiava con l’attore se non era pronto. *Geniale. La persona più intelligente e acuta che abbia mai conosciuto. Era capace di capire che tipo di persona eri e sapere cosa stavi pensando solo con uno sguardo. *Orson Welles, il mio grande amico, è uno che dovrebbe essere ricordato come un genio. Ho lavorato con lui per molto tempo, ed era così intelligente e brillante. *Una volta gli chiesi se, in assoluto, preferisse girare un buon film da regista o interpretare un grande ruolo d’attore. Mi rispose che era lo stesso. Capisci? Per metà era un regista e per metà attore, non dava più importanza al fatto di dirigere un film. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *AA. VV., ''Orson Welles'', [[Cahiers du cinéma]], numero fuori serie, 1982 *Claudio M. Valentinetti, ''"Il Castoro; Orson Welles"'' pubblicato da "''L'Unità"'' 1988 *James Naremore, ''Orson Welles'', Marsilio editore 1993. *Joseph McBride, ''Orson Welles'', Harcourt Brace, 1977. *Orson Welles, Peter Bogdanovich, ''Io, Orson Welles'', traduzione di Roberto Buffagni, Edizioni Baldini Castoldi Dalai, 1996. ISBN 8885989306 *[[Oriana Fallaci]], ''I sette peccati di Hollywood (1958)'', Bur Rizzoli, 2009. ISBN 9788817028363 *Peter Bogdanovich, ''Chi c'è in quel film? Ritratti e conversazioni con le stelle di Hollywood'', Fandango Libri, 2008. ==Filmografia== {{div col}} *''[[Quarto potere]]'' (1941) – attore, sceneggiatore, regista e produttore *''[[La porta proibita]]'' (1943) – attore *''[[Duello al sole]]'' (1946) – voce *''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]'' (1946) – attore, sceneggiatore e regista *''[[La signora di Shanghai]]'' (1947) – attore, sceneggiatore, regista e produttore *''[[Monsieur Verdoux]]'' (1947) – soggetto *''[[Macbeth (film 1948)|Macbeth]]'' (1948) – attore, sceneggiatore e regista *''[[Il terzo uomo]]'' (1949) – attore *''[[Rapporto confidenziale]]'' (1955) – attore, sceneggiatore e regista *''[[L'infernale Quinlan]]'' (1958) – attore, sceneggiatore e regista *''[[David e Golia]]'' (1960) – attore *''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961) – voce *''[[Il processo (film)|Il processo]]'' (1962) – attore, sceneggiatore e regista *''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]'' (1965) – attore *''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966) – attore *''[[Comma 22]]'' (1970) – attore *''[[F come falso]]'' (1974) – attore, sceneggiatore e regista *''[[...e poi, non ne rimase nessuno]]'' (1974) – voce *''[[Ro.Go.Pa.G.]]'' (1963) – attore *''[[La pazza storia del mondo]]'' (1981) – voce {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Welles, Orson}} [[Categoria:Attori statunitensi]] [[Categoria:Conduttori radiofonici statunitensi]] [[Categoria:Produttori cinematografici statunitensi]] [[Categoria:Produttori teatrali]] [[Categoria:Registi statunitensi]] [[Categoria:Sceneggiatori statunitensi]] [[Categoria:Registi teatrali statunitensi]] n8o2ut6mnk5vawdiwblbzuos90qdjki Charlie Chaplin 0 1658 1410270 1398465 2026-04-12T17:14:47Z Camelia.boban 17423 /* Citazioni di Charlie Chaplin +1 su Carmen Amaya */ 1410270 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Charlie Chaplin.jpg|right|thumb|Charlie Chaplin nel 1915]] Sir '''Charles Spencer Chaplin''' (1889 – 1977), attore, regista, sceneggiatore, compositore e produttore britannico. {{Premio|Oscar| Oscar alla carriera (1929) Oscar alla carriera (1972) '''[[Luci della ribalta]]''' *Migliore colonna sonora (1973)}} ==Citazioni di Charlie Chaplin== *{{NDR|Su [[Carmen Amaya]]}} È un vulcano illuminato da superbi lampi di musica spagnola. :''Es un volcán alumbrado por soberbios resplandores de música española.''<ref>{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://www.abc.es/cultura/20131102/abci-carmen-amaya-centenario-201311012037.html Carmen Amaya, la Capitana que fascinó al mundo con su baile salvaje]'', ''abc.es'', 2 novembre 2013.</ref> *{{NDR|[[Grammelot]]}} ''Se bella giu satore | je notre so cafore | je notre si cavore | je la tu la ti la twah. || La spinash o la bouchon | cigaretto portobello | si rakish spaghaletto | ti la tu la ti la twah. || Senora pilasina | voulez vous le taximeter? | Le zionta su la seata | tu la tu la tu la wa. || Sa montia si n'amora | la sontia sogravora | la zontcha con sora | je la possa ti la twah. || Je notre so lamina | je notre so cosina | je le se tro savita | je la tossa vi la twah. || Se motra so la sonta | chi vossa l'otra volta || Li Zoscha si catota | tra la la la la la la.''<ref>''La canzone di Titina'', citato in ''[https://vecchiocircolo16.wordpress.com/2015/08/22/film-tempi-moderni-di-c-chaplin-e-la-canzone-di-titina/ Tempi Moderni di C. Chaplin e La canzone di Titina]'', ''vecchiocircolo16.wordpress.com'', 22 agosto 2015.</ref> *{{NDR|[[Ultime parole famose]] nel 1916}} Il [[cinema]] è poco più di una moda. È dramma in scatola. Ciò che gli spettatori vogliono vedere è carne e sangue sul palcoscenico. :''The cinema is little more than a fad. It's canned drama. What audiences really want to see is flesh and blood on the stage.''<ref>Citato in Christopher Cerf e Victor Navasky, ''The Experts Speak'', New York, Villard, 1998, p. 190. ISBN 0-679-77806-3</ref> *Il [[silenzio]] è un dono universale che pochi sanno apprezzare. Forse perché non può essere comprato. I ricchi comprano rumore. L'animo umano si diletta nel silenzio della natura, che si rivela solo a chi lo cerca.<ref>Da ''My Trip Abroad'', New York, 1922.</ref> *{{NDR|[[Ultime parole famose]] nel 1914}} Intendo smetterla col cinema. È troppo per me. Non ci riuscirò mai. È troppo rapido. Non riesco a capire che cosa stia facendo né che cosa si voglia che io faccia. :''I'm going to get out of this [film] business. It's too much for me. I'll never catch on. It's too fast. I can't tell what I'm doing or what anybody wants me to do.''<ref>Citato in Christopher Cerf e Victor Navasky, ''The Experts Speak'', New York, Villard, 1998, p. 310. ISBN 0-679-77806-3</ref> *Le mie pagliacciate, come le chiama la gente – e io detesto la parola pagliaccio, perché io non sono un pagliaccio – possono avere un significato più recondito. Preferisco definirmi un satirista mimetico, perché in tutte le mie commedie ho mirato a parodiare, a mettere in satira il genere umano… o perlomeno quegli esseri umani la cui stessa esistenza è una inconsapevole satira di questo mondo. Quanto al genere umano, preferisco immaginarlo come la malavita degli dèi. Quando gli dèi vogliono farsi un giro nei bassifondi, vengono a visitare la terra. Capisce, non nutro esattamente il massimo rispetto per il genere umano. Le mie buffonate sullo schermo le appariranno senza dubbio ridicole. Ebbene, le buffonate degli uomini – perfino nelle loro occupazioni più serie, e in quelle che scelgono di chiamare le più sublimi – appaiono altrettanto ridicole agli dèi o agli esseri che abitano le dimensioni superiori. In una parola l'umanità nel suo complesso, vista con gli occhi dell'immaginazione comica, è composta di tanti piccoli Charlot. Con le mie buffonate, i miei abiti, i miei scherzi grossolani, i miei gesti illogici e il pathos comico io mostro l'umanità stessa come deve apparire agli spettatori che stanno Lassù, se pure ce n'è qualcuno intento a osservare questa cagnara terrestre.<ref>Intervista riportata in: Charlie Chaplin, ''Opinioni di un vagabondo. Mezzo secolo di interviste'', a cura di Kevin J. Hayes, Minimum Fax 2017, pp. 96-7.</ref> *{{NDR|All'osservazione che forse i movimenti di macchina delle sue regie non erano così interessanti}} Non devono essere interessanti "loro": sono interessante "io".<ref>Citato in Enos Mantoani, ''[http://www.ubitennis.com/sport/tennis/2011/04/18/489199-little_miss_poker_face_helen_wills.shtml Little Miss Poker Face: Helen Wills]'', ''Ubitennis.com'', 19 aprile 2011.</ref> *{{NDR|Rivolto all'amico Thomas Burke, nel 1931}} Non è patetico, non è terribile che tutta questa gente mi circondi gridando «Dio ti benedica, Charlie!» e che voglia toccarmi il capotto, e ridere o persino piangere? Li ho visti farlo, quando riescono a toccarmi la mano. E perché? Perché? Semplicemente perché li ho rallegrati. Dio, Tommy, che lurido mondo è questo, che permette alla gente di passare una vita tanto abietta che se qualcuno li fa ridere vogliono inginocchiarsi e toccargli il cappotto come fosse Gesù Cristo che li risuscita. Ecco un commento sulla vita. Ecco un bel mondo in cui vivere. Quando la folla mi circonda così – per quanto personalmente mi gratifichi – spiritualmente mi fa male, perché so cosa c'è dietro. Uno squallore, una bruttezza, e una disperazione tale che solo perché qualcuno li fa ridere e li aiuta a dimenticare, chiedono a Dio di benedirlo.<ref>Riportato in David Robinson, ''Chaplin. La vita e l'arte'', Biblioteca Marsilio, 2005, p. 491.</ref> *Non si ha ogni volta la fortuna che un lavoro cresca come un albero. ''[[La febbre dell'oro|La Febbre dell'oro]]'', ''Vita da cani'', ''Il Monello'' sono eccezionali. Quando rendevo perfetta una scena, si staccava dall'albero. Ho scosso i rami e sacrificato i migliori episodi. Sono autosufficienti. Li potrei proiettare separatamente, a uno a uno, come le mie prime pellicole.<ref>Citato in [[Jean Cocteau]], ''Il mio primo viaggio'', traduzione di Olga Koudacheff, De Agostini, Novara, 1964.</ref> *Sento di avere il privilegio di esprimere una speranza. La speranza è questa: che avremo finalmente la pace in tutto il mondo: che aboliremo le guerre, e risolveremo tutte le differenze internazionali al tavolo delle conferenze: che aboliremo tutte le bombe atomiche e all'idrogeno, prima che siano esse ad abolire noi. :''I feel I am privileged to express a hope. The hope is this: that we shall have peace throughout the world: that we shall abolish wars, and settle all international differences at the conference table: that we shall abolish all atom and hydrogen bombs, before they abolish us.''<ref>Citato nel documentario ''[[Charlie Chaplin - Les années suisses]]'' (2003).</ref> *Serve il potere solo quando si vuole fare qualcosa di dannoso, altrimenti l'amore è sufficiente per fare il resto.<ref>Citato in G. Vota, [https://books.google.it/books?id=BiZAEAAAQBAJ&pg=PT30&lpg=PT30 ''L'azienda quantica: Come creare e gestire olisticamente un'impresa di successo''], p. 30.</ref> *Un giorno senza un [[sorriso]] è un giorno perso.<ref>Citato in Anna Lupo Bari, ''Inseguire una stella'', Greco&Greco editori, Milano, 2004, [http://books.google.it/books?id=4PDd8iSyLQAC&pg=PA78 p. 78]. ISBN 88-7980-333-6</ref> *Vivi! È veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perché il mondo appartiene a chi osa! La Vita è troppo bella per essere insignificante!<ref>Citato in [[Jean Cocteau]], ''Il mio primo viaggio'', p. 76.</ref> ==''La mia autobiografia''== ===[[Incipit]]=== Prima che il ponte di Westminster venisse aperto al traffico, Kennington Road era solo una mulattiera. Dopo il 1750 fu tracciata una nuova strada che partendo dal ponte collegava direttamente Londra a Brighton. Di conseguenza Kennington Road, dove ho trascorso gran parte della mia infanzia, vantava alcune belle case di notevole valore architettonico, provviste sulla facciata di balconi con la ringhiera di ferro dai quali gli occupanti avevano potuto vedere [[Giorgio IV]] passare in carrozza diretto a Brighton. (p. 9) ===Citazioni=== *Sapevo appena di avere un padre, e non ricordo che abbia mai vissuto con noi. Anche lui era un artista di varietà, un uomo silenzioso e meditabondo dagli occhi scuri. Mia madre diceva che somigliava a [[Napoleone]]. (p. 16) *Nella stanza buia del seminterrato di Oakley Street mia madre {{NDR|con le sue letture appassionate del [[Vangelo]]}} mi accese della fiamma più ardente che questo mondo abbia mai visto, e che da allora ha sempre arricchito teatro e letteratura con i suoi temi più grandi e appassionanti: pietà, amore e umanità. (p. 25) *Mi è rimasto in mente un incidente. In fondo alla via {{NDR|dove abitava con la madre e il fratello Sydney}} c'era un macello, e davanti a casa nostra passavano le pecore ivi destinate. Ricordo che ne scappò una, e corse giù per la strada tra le risa degli astanti. Alcuni tentarono di acciuffarla, altri inciamparono e caddero per terra. Mi ero divertito un mondo alle capriole dell'animale, tanto sembrava comico il suo panico. Ma quando esso fu catturato e ricondotto al macello, compresi tutta la realtà della tragedia e corsi a casa da mia madre strillando e piangendo: «L'ammazzano! L'ammazzano!». Per parecchi giorni non riuscii a dimenticare la buffa caccia di quel rigido pomeriggio di primavera; e mi domando se non fu proprio quell'episodio a creare la premessa delle mie future opere cinematografiche: la combinazione di tragico e di comico. (p. 46) *Se non fosse stato per il rispetto dovuto agli scrupoli religiosi di mia madre avrei potuto convertirmi al cattolicesimo con la massima facilità, perché mi piacevano il suo misticismo e gli altarini fatti in casa con una Vergine Maria di gesso adorna di fiori e candele accese che i ragazzi erigevano in un angolo della stanza da letto, e davanti ai quali facevano una genuflessione ogni volta che passavano. (p. 50) *A un amico [[Joseph Conrad]] scrisse così: che la [[vita]] gli dava l'impressione di essere un topo cieco con le spalle al muro incapace di sfuggire a una solenne bastonatura. La similitudine potrebbe attagliarsi benissimo alle brutte situazioni in cui finiamo tutti per trovarci, prima o poi. Ciò nonostante, per qualcuno gira il vento della fortuna, ed è questo che accadde a me. (p. 89) *Capisco benissimo l'atteggiamento psicologico del [[teddy boy]] col suo abito edoardiano; come tutti noi, egli vuole che la sua vita balzi al centro dell'attenzione, evochi il dramma e l'avventura. Perché non dovrebbe abbandonarsi a momenti di sfrenato esibizionismo, come lo scolaro indulge ai vagabondaggi e agli scherzi rumorosi? Non è naturale che quando vede le cosiddette classi abbienti affermare la loro fatuità egli voglia affermare la sua?<br />Di questi tempi egli sa che la macchina obbedisce alla sua volontà come obbedisce a quella dell'esponente di qualsiasi ceto; che per cambiare una marcia o premere un bottone non occorre una speciale intelligenza. In quest'era insensata egli è pari a qualsiasi [[Lancillotto]], aristocratico o scienziato che sia; il suo dito può distruggere una città con la stessa facilità di un esercito napoleonico. Non è dunque il teddy boy, una fenice che sorge dalle ceneri di una classe dirigente criminale, con un atteggiamento forse motivato da una subconscia convinzione, e cioè che l'uomo è solo un animale semi-addomesticato che per generazioni ha dominato gli altri con l'inganno, la crudeltà e la violenza? (pp. 110-111) *{{NDR|Durante una tournée a Parigi}} Una sera l'interprete venne a dirmi che un celebre musicista desiderava conoscermi: non potevo raggiungerlo nel suo palco? L'invito presentava un certo interesse perché nel palco, insieme a lui, c'era una bellissima signora dall'aria esotica, che faceva parte del Balletto Russo. L'interprete mi presentò. Il signore disse che il mio numero lo aveva divertito e che era rimasto sorpreso dalla mia giovane età. A questi complimenti io mi inchinai educatamente, lanciando di tanto in tanto una occhiata furtiva alla sua amica. «Lei ha l'istinto del musicista e del ballerino» disse lui.<br />Rendendomi conto che non potevo rispondere al complimento altro che con un sorriso, lanciai un'occhiata all'interprete e tornai a inchinarmi educatamente. Il musicista si alzò in piedi e mi tese la mano; mi alzai anch'io. «Sì» disse, stringendomi la mano «lei è un vero artista.» Dopo esserci congedati, mi rivolsi all'interprete: «Chi era la signora che lo accompagnava?».<br />«È una danzatrice del Balletto Russo, mademoiselle...» Era un nome molto lungo e difficile.<br />«E come si chiamava quel signore?» domandai.<br />«[[Claude Debussy|Debussy]]» rispose «il celebre compositore.»<br />«Mai sentito nominare» commentai. (pp. 135-6) *Se non fosse stato per l'acquisto di un libro sull'allevamento scientifico dei [[maiale|maiali]], forse avrei abbandonato il teatro per diventare un allevatore, ma quel libro, che illustrava graficamente la tecnica per [[castrazione|castrare]] gli animali, e l'idea di eseguire una simile operazione, gettarono acqua sul fuoco del mio entusiasmo; presto dimenticai il progetto. (p. 150) *Il giorno prima di lasciare San Francisco feci quattro passi per Market Street, dove m'imbattei in una botteguccia con la vetrina coperta da una tenda e un cartello che diceva: «Fatevi leggere la fortuna sulle mani e sulle carte. Un dollaro». Entrai, un po' imbarazzato, e mi trovai di fronte a una donna rubiconda sulla quarantina che uscì da una stanza interna masticando un boccone del pasto interrotto. Con aria noncurante m'indicò un tavolino addossato al muro opposto alla vetrina, e senza guardarmi disse: «Prego, si accomodi». Poi sedette davanti a me. I suoi modi erano bruschi. «Mescoli queste carte e tagli il mazzo tre volte, poi metta le mani sul tavolo col palmo in alto, per favore.» Voltò le carte e le sparse sul tavolo, le studiò, poi mi guardò le mani. «Lei sta pensando a un lungo viaggio, il che significa che presto lascerà gli Stati Uniti. Ma vi tornerà fra breve per dedicarsi a un'altra attività... diversa da quella che fa ora.» Qui la donna esitò e parve confondersi. «Be', è quasi la stessa, però è diversa. Vedo un enorme successo coronare questa nuova iniziativa; lei ha davanti a sé una carriera straordinaria, ma non so dirle quale sia.» Per la prima volta alzò lo sguardo su di me, poi mi prese la mano. «Oh sì, ecco tre matrimoni: i primi due non riusciranno, ma lei giungerà alla fine dei suoi giorni felicemente ammogliato e con tre figli.» (Qui sì che si sbagliava!) Poi tornò a studiarmi la mano. «Sì, farà una fortuna eccezionale, è una mano da soldi la sua.» Scrutandomi in viso, disse: «Morirà di broncopolmonite all'età di ottantadue anni. Un dollaro, prego. Ha qualche domanda da fare?».<br />«No» dissi ridendo «mi pare che basti.» (pp. 155-156) *A Filadelfia mi trovai inavvertitamente fra le mani un'edizione degli ''Essays and Lectures'' di [[Robert G. Ingersoll|Robert Ingersoll]]. Fu una scoperta entusiasmante; il suo ateismo confermava la mia convinzione che l'orribile crudeltà dell'[[Antico Testamento]] fosse degradante per lo spirito umano. (p. 161) *{{NDR|Su [[Ralph Waldo Emerson]]}} Dopo aver letto il suo saggio sulla «Fiducia in se stessi» ebbi l'impressione che mi fosse stato concesso un prezioso diritto di primogenitura. (p. 161) *{{NDR|Sul ''[[Tannhäuser (opera)|Tannhäuser]]'' di [[Richard Wagner]]}} Non avevo mai visto un'opera lirica, solo qualche brano in un teatro di varietà, e la detestavo. Ma adesso avevo voglia di andarci. Comprai un biglietto e presi posto in seconda galleria. L'opera era in tedesco e non ne capii una parola; non conoscevo nemmeno l'argomento. Ma quando la defunta regina venne portata in scena alla musica del coro dei pellegrini, piansi amaramente. Mi parve una ricapitolazione di tutte le pene della mia vita. A stento riuscii a dominarmi; non so che cosa dovette pensare la gente che mi sedeva vicino, ma venni via tremante e coi nervi a pezzi, uno straccio. (pp. 163-164) *{{NDR|Il primo giorno agli studi della Keystone}} Sennett mi prese in disparte e mi spiegò il loro metodo di lavoro. «Giriamo senza copione: troviamo un'idea, poi seguiamo il corso naturale degli eventi finché esso non sfocia in un inseguimento, che è il nucleo della nostra comica.»<br />La cosa era istruttiva ma non troppo consolante; personalmente non potevo soffrire gli inseguimenti. Annullano la personalità dell'attore; e per poco che m'intendessi di cinema, sapevo che nulla trascende la personalità. (p. 170) *{{NDR|Sulla sua prima interpretazione del personaggio di [[Charlot]]}} Non avevo la minima idea del personaggio. Ma come fui vestito, il costume e la truccatura mi fecero capire che tipo era. Cominciai a conoscerlo, e quando mi incamminai verso l'enorme pedana di legno esso era già venuto al mondo. (p. 174) *Il mio era un personaggio originale e poco familiare agli americani; poco familiare persino a me. Ma una volta nei suoi panni io m'immedesimavo in esso, per me era una realtà e un essere vivente. Anzi m'infiammava di idee folli di tutti i generi, che non avrei mai avuto se non mi fossi messo il suo costume e la sua truccatura. (p. 176) *Il [[successo]] rende simpatici [...]. Ormai avevo fiducia nelle mie idee, e di questo posso ringraziare [[Mack Sennett|Sennett]] poiché, pur essendo poco istruito come me, egli credeva nel proprio gusto, e infuse anche in me un'autentica fiducia. La sua osservazione, quel primo giorno allo studio: «Giriamo senza copione. Trovata un'idea, seguiamo il corso naturale degli eventi» mi aveva acceso la fantasia e mi parve la chiave di volta di ogni soggetto. (p. 184) *{{NDR|Rivolto a Sennett}} Per fare una comica non mi serve altro che un parco, un poliziotto e una bella ragazza. (p. 190) *Ricordo che un grande attore un giorno mi domandò: «Ora che siamo arrivati, Charlie, che cosa abbiamo ottenuto?». «Arrivati dove?» risposi. (p. 214) *La [[solitudine]] è una cosa repellente. Ha un lievissimo alone di tristezza, non riesce ad attrarre o a interessare; se ne prova un po' di vergogna. Ma, in misura maggiore o minore, è la compagna di tutti. (p. 216) *È indubbio che chi ha raggiunto il successo vive in un mondo diverso; pur essendo intellettualmente un parvenu, le mie opinioni erano tenute in seria considerazione. Quando incontravo qualcuno, scoprivo sempre visi sorridenti ed espressioni improntate alla massima gentilezza. Tutti volevano stringere amicizia con me e partecipare ai miei problemi quasi fossero dei parenti. Certo la cosa mi lusingava, ma la mia natura non ama una simile intimità. Mi piacciono gli [[amicizia|amici]] come la musica: quando sono in vena. Questa libertà, comunque, doveva costarmi lunghi periodi di solitudine. (p. 227) *In un'occasione il consolato russo diede in suo onore {{NDR|[[Anna Pavlovna Pavlova]]}} una cena alla quale partecipai anch'io. Fu un incontro internazionale che si svolse in una atmosfera di grande solennità. Durante la cena vennero pronunciati molti brindisi e discorsi, alcuni in francese e altri in russo. Credo fui l'unico inglese invitato. Però, prima che venisse il mio turno di parlare, un professore russo tenne un brillante panegirico sull'arte della Pavlova, nella sua lingua. A un certo punto scoppiò in lacrime, poi si avvicinò alla ballerina e la baciò con ardore. Dopodiché, compresi che qualsiasi discorso da parte mia sarebbe stato straordinariamente insipido, e allora mi alzai per dire che, essendo il mio inglese del tutto insufficiente ad esprimere la grandezza dell'arte della Pavlova, avrei parlato in cinese. Finsi dunque di parlare in cinese, entusiasmandomi come aveva fatto il professore e finendo per baciare la Pavlova con maggiore trasporto di lui: presi anzi un tovagliolo e me lo misi sopra la testa per nascondere quella gragnuola di baci. Tutti i presenti cominciarono a sghignazzare e il ricevimento si spogliò della sua solennità. (p. 232) *Parecchi intervistatori mi hanno chiesto dove vado a prendere le idee per i miei film e ancora oggi non sono in grado di dare una risposta soddisfacente. Col passare degli anni ho scoperto che le idee vengono quando se ne ha un intenso desiderio; a forza di desiderare, la mente diventa una specie di osservatorio sempre all'erta per cogliere gli incidenti capaci di stimolare l'immaginazione: la musica, un tramonto, possono dare un volto a un'idea.<br />Direi: scegliete un tema in grado di stimolarvi, elaboratelo e svolgetelo, poi, se non riuscite a svilupparlo ulteriormente, scartatelo e prendetene un altro. Questa eliminazione progressiva è il migliore sistema per trovare quello che cercate.<br />Come si fa ad avere delle idee? Perseverando fin quasi a impazzire. Bisogna avere la forza di soffocare l'angoscia e dare sfogo all'entusiasmo per un lungo periodo di tempo. Forse per alcuni è più facile che per altri, ma ho i miei dubbi. (p. 252) *Attraverso la [[comicità]] vediamo l'irrazionale in ciò che ci sembra razionale; il folle in ciò che ci sembra sensato; l'insignificante in ciò che sembra pieno di importanza. Essa ci aiuta anche a sopravvivere preservando il nostro equilibrio mentale. Grazie all'umorismo siamo meno schiacciati dalle vicissitudini della vita. Esso attiva il nostro senso delle proporzioni e ci insegna che in un eccesso di serietà si annida sempre l'assurdo. (p. 253) *Alcuni sostenevano che {{NDR|la [[Prima guerra mondiale]]}} dipendeva dall'assassinio di un arciduca; ma questo non sembrava un motivo sufficiente per lo scoppio di una conflagrazione mondiale. La gente aveva bisogno di una spiegazione più realistica. Allora si disse che era una guerra per la difesa della democrazia. Anche se la minoranza aveva più cose da difendere della maggioranza, le perdite furono crudelmente democratiche. (p. 255) *{{NDR|Riguardo alla prima volta che vide danzare [[Vaclav Fomič Nižinskij|Nižinskij]]}} Nell'attimo in cui apparve rimasi elettrizzato. Ho visto pochi geni sulla terra, ma Nižinskij è stato uno di loro. Era ipnotico, divino, la sua tristezza suggeriva atmosfere di altri mondi; ogni movimento era poesia, ogni balzo un volo nella fantasia più sfrenata. [...] Il mistico mondo che ha creato, l'invisibile tragedia annidata nell'ombra della bellezza pastorale mentre egli si muoveva attraverso il suo mistero, divinità di appassionata tristezza: riusciva a esprimere tutte queste cose con pochi gesti di estrema semplicità e senza sforzo apparente. (pp. 230-231) *Quando la [[Eleonora Duse|Duse]] venne a Los Angeles, nemmeno l'età e la fine incombente poterono oscurare il fulgore del suo genio. L'accompagnava un'eccellente compagnia italiana. Prima della sua entrata in scena un giovane e bell'attore fornì una prestazione superba, tenendo magnificamente il palcoscenico. Come avrebbe fatto la Duse a superare la straordinaria prestazione di questo giovanotto?<br />Poi, dal fondo del palcoscenico, all'estrema sinistra, la Duse entrò in scena sbucando da un archivolto, piano piano, quasi senza farsi notare. Si fermò dietro un cestello di crisantemi bianchi che troneggiava su un pianoforte a coda e, silenziosamente, cominciò a rimetterli a posto. Un mormorio percorse la platea, e la mia attenzione lasciò immediatamente il giovane attore per concentrarsi sulla Duse. Ella non guardò né il collega né alcuno degli altri personaggi, ma continuò silenziosamente a disporre i fiori nel cestello e ad aggiungerne altri che aveva portato con sé. Quand'ebbe finito attraversò diagonalmente il palcoscenico, sedette in una poltrona accanto al caminetto e guardò il fuoco. Solo una volta fissò il giovanotto, e quell'occhiata racchiudeva tutta la saggezza e il dolore dell'umanità. Poi continuò ad ascoltare e a scaldarsi le mani: quelle mani così belle, così sensibili.<br />Dopo il veemente discorso di lui, ella parlò pacatamente guardando il fuoco. Non c'era traccia di istrionismo; la sua voce veniva dalle ceneri di una tragica passione. Non compresi una parola, ma mi resi conto di essere alla presenza della più grande attrice che avessi mai visto. (pp. 232-3) *{{NDR|Finita la [[prima guerra mondiale]], con la vittoria degli Alleati}} Una cosa era sicura: la civiltà che avevamo conosciuta non sarebbe mai più stata la stessa – quella fase era tramontata. E tramontati erano pure i suoi così detti decori fondamentali – ma, d'altra parte, nessun decoro era stato nulla di straordinario in alcun periodo della storia. (p. 270) *Non riesco a immedesimarmi nei problemi di un principe. La madre di [[Amleto]] avrebbe anche potuto andare a letto con tutti i cortigiani e io sarei rimasto assolutamente indifferente al dolore inflitto a suo figlio. (p. 305) *La caratteristica essenziale del grande attore è che egli si piace mentre recita. (p. 307) *L'atteggiamento di chi vuol rendere la [[miseria]] attraente per gli altri è piuttosto antipatico. Devo ancora conoscerlo un povero che abbia nostalgia della povertà, o che vi veda la libertà. [...] Io non trovo nessuna costrizione nella ricchezza: al contrario, vi trovo molta libertà. [...]<br />Non ho trovato la miseria né attraente né edificante. Non mi ha insegnato altro che a falsare i valori, a sopravvalutare le virtù e le grazie dei ricchi e dei cosiddetti ceti abbienti.<br />Ricchezza e celebrità, al contrario, mi hanno insegnato a vedere il mondo nella giusta prospettiva, a scoprire che gli uomini importanti, quando li avvicinavo, erano a loro modo deficienti quanto il resto di noi. Ricchezza e celebrità mi hanno anche insegnato a disdegnare le insegne della spada, del bastone da passeggio e del frustino da cavallerizzo come sinonimi di snobismo, a riconoscere che non basta l'accento preso al college per valutare i meriti e l'intelligenza di un uomo, e la paralizzante influenza che questo mito ha esercitato sul cervello della borghesia inglese, a sapere che l'intelligenza non deriva necessariamente dall'istruzione o dalla conoscenza dei classici. (pp. 322-323) *L'atteggiamento di [[Herbert George Wells|Wells]] verso il cinema era di benevola tolleranza. «Non esiste un brutto film» diceva «è già abbastanza straordinario il fatto che si muovano!» (p. 326) *Gli dissi {{NDR|a H. G. Wells}} che non ero ben informato sul [[socialismo]], e osservai scherzosamente che vedevo pochi vantaggi in un sistema nel quale l'uomo deve lavorare per vivere. «Francamente, ne preferisco uno che gli permetta di vivere senza lavorare.»<br />Lui rise. «E i suoi film?»<br />«Quello non è un lavoro: è un gioco da ragazzi» dissi, in tono faceto. (p. 327) *Il [[genialità|genio]] e il [[crimine|criminale]] hanno molto in comune, essendo ambedue sfegatati [[Individualismo|individualisti]]. (p. 345) *Io non credo, né mi rifiuto di credere, in nulla. (p. 346) *Non ci si avvicina alla verità attraverso la ragione, essa ci confina in una matrice geometrica di pensiero che esige logica e attendibilità; in sogno vediamo i morti e li accettiamo come vivi, sapendo al tempo stesso che sono morti. E benché questo stato di sogno sia privo di ragione, non ha forse una sua attendibilità? Vi sono cose che trascendono la ragione. Come possiamo comprendere la miliardesima parte di un secondo? Eppure esiste, se crediamo alla scienza matematica. [...] {{NDR|La [[fede]]}} È un'estensione dello spirito, un potere inverso oltre che infinito. Negare la fede è confutare se stessi e lo spirito che genera tutte le nostre forze creative. (p. 347) *È paradossale che nell'elaborazione di una comica la tragedia stimoli il senso del [[ridicolo]]; perché il ridicolo, immagino, è un atteggiamento di sfida: dobbiamo ridere in faccia alla tragedia, alla sfortuna e alla nostra impotenza contro le forze della natura, se non vogliamo impazzire. (pp. 362-363) *[[Cornelius Vanderbilt|Vanderbilt]] mi spedì una serie di fotografie formato cartolina che mostravano [[Adolf Hitler|Hitler]] durante un discorso. Il viso era oscenamente comico: una brutta copia del mio, con i suoi assurdi baffetti, le lunghe ciocche ribelli e una boccuccia disgustosamente sottile. Non riuscivo a prenderlo sul serio. Ogni cartolina ne illustrava una posa diversa: una con le mani simili ad artigli, mentre arringava la folla, un'altra con un braccio levato e l'altro lungo il corpo, come un giocatore di cricket che sta per lanciare la palla, e un'altra con le mani strette davanti a sé come se stesse sollevando un manubrio immaginario. Il saluto con la mano rovesciata all'indietro sulla spalla e col palmo rivolto all'insù mi faceva venir voglia di metterci sopra un vassoio di piatti sporchi. «Questo è matto!» pensai. Ma quando [[Albert Einstein|Einstein]] e [[Thomas Mann]] furono costretti a lasciare la Germania, il viso di Hitler non era più comico ma sinistro. (pp. 381-382) *Io ho una teoria, secondo la quale [[scienziato|scienziati]] e filosofi non sono che dei romantici idealisti che hanno incanalato le loro passioni in un'altra direzione. Questa teoria si adattava benissimo alla personalità di [[Albert Einstein|Einstein]]. Aveva l'aria del tipico tirolese, nel miglior senso della parola, affabile e gioviale. E benché i suoi modi fossero calmi e gentili, sentii che nascondevano un temperamento estremamente emotivo, e che era da questa fonte che proveniva la sua straordinaria energia intellettuale. (p. 382) *La [[Elsa Einstein|signora Einstein]] parlava un ottimo inglese, assai migliore di quello del marito. Era una donna quadrata, provvista di una straordinaria vitalità; francamente si divertiva ad essere la moglie di un grand'uomo e non faceva nessun tentativo per nasconderlo; il suo entusiasmo la rendeva simpatica a tutti. (p. 382) *{{NDR|La signora Einstein}} mi raccontò la storia del mattino in cui suo marito aveva concepito la [[teoria della relatività]]. Disse che il dottore era sceso in vestaglia, come sempre, ma aveva appena toccato la colazione. «Capii subito che qualcosa bolliva in pentola e gli chiesi quale problema fosse a tormentarlo. "Cara" disse lui "ho un'idea formidabile." E dopo aver bevuto il caffè andò al piano e si mise a suonare. Di tanto in tanto s'interrompeva, prendeva qualche appunto e ripeteva: "È un'idea formidabile, un'idea fantastica!"<br />"Allora, per amor del cielo, dimmi di che si tratta" dissi io. "Non tenermi così in sospeso."<br />"È difficile" disse lui. "La devo ancora sviluppare."»<br />Mi disse che continuò a suonare il piano e a prendere appunti per circa mezz'ora, poi salì nel suo studio, informandola che non voleva essere disturbato, e vi rimase due settimane. «Tutti i giorni gli mandavo su i pasti» disse «e la sera faceva una passeggiatina igienica e poi tornava al suo lavoro.»<br />«Finalmente» disse «uscì dallo studio: era pallidissimo. "Ecco qua" disse stancamente, posando sul tavolo due fogli di carta. E quella era la teoria della relatività.» (p. 383) *{{NDR|L'appartamento berlinese dei coniugi Einstein}} Sembrava uno di quegli alloggi che si possono trovare nel Bronx, con una sola stanza adibita a soggiorno-sala da pranzo, e con il pavimento coperto da vecchi tappeti logori. Il mobile più prezioso era il pianoforte nero sul quale egli prese quegli storici appunti preliminari sulla quarta dimensione. Mi sono chiesto spesso che fine abbia fatto. Può darsi che sia allo Smithsonian Institute o al Metropolitan Museum; ma può anche darsi che i nazisti se ne siano serviti per accendere il fuoco. (p. 384) *Il suo film {{NDR|di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Ėjzenštejn]]}} ''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan il Terribile]]'', che vidi dopo la seconda guerra mondiale, fu certo il migliore di tutti i film storici. Egli trattò la storia poeticamente, il che è un ottimo sistema per fare della [[storia]]. Quando penso alla distorsione che subiscono anche i fatti più recenti, la storia come tale desta solo il mio scetticismo, laddove un'interpretazione poetica consegue l'effetto generale del periodo. Alla fin fine c'è più autenticità storica nelle opere d'arte che nei libri di storia. (pp. 386-387) *All'inizio nessuno sapeva dosare il [[cinema sonoro|sonoro]]: il cavaliere errante dentro la sua armatura sferragliava come un'acciaieria; una semplice cenetta in famiglia sembrava l'ora di punta in una trattoria e chi versava l'acqua in un bicchiere faceva un rumore da sfondare i timpani. Uscii dal teatro convinto che il sonoro avesse i giorni contati. (p. 388) *{{NDR|Dopo il successo delle prime [[cinema sonoro|pellicole sonore]]}} Era il tramonto del cinema muto. Fu un peccato, perché cominciava a perfezionarsi proprio allora. (p. 389) *{{NDR|Durante la prima di ''[[Luci della città]]''}} Accadde una cosa assolutamente incredibile. A un tratto, nel bel mezzo di una risata, il film fu interrotto. Si accesero le luci in sala e da un altoparlante una voce annunciò: «Prima di riprendere la proiezione di questo bellissimo film, permetteteci di rubarvi cinque minuti per segnalarvi i pregi di questo nuovo, elegante teatro». Non credevo ai miei orecchi. Ero furioso. Balzai dalla poltrona e di corsa mi lanciai su per la corsia. «Dov'è quell'idiota, quel figlio di puttana del direttore? Ma io lo ammazzo!»<br />Il pubblico era con me e cominciò a pestare i piedi e a battere le mani mentre l'imbecille continuava a magnificare i pregi del teatro. S'interruppe, tuttavia, quando il pubblico cominciò a fischiare. Occorse un'intera bobina perché le risate riprendessero come prima. (p. 395) *La cosa più triste che possa immaginare è l'assuefazione al lusso. Io non mi ci abituerò mai. (p. 399) *Conversai con [[John Maynard Keynes|Maynard Keynes]], l'economista, al quale dissi di avere letto in una rivista inglese un articolo sul funzionamento del credito nella Banca d'Inghilterra, che era allora una società privata: durante la guerra la Banca aveva esaurito le proprie riserve auree, restando solo con 400.000.000 di sterline in titoli esteri, e quando il governo aveva chiesto un prestito di 500.000.000 di sterline essa non aveva fatto altro che prendere questi titoli, guardarli e rimetterli in camera di sicurezza, per poi effettuare il prestito al governo; e la transazione si era ripetuta diverse volte. Keynes annuì e disse: «Sì, le cose sono andate pressappoco così».<br />«Ma» chiesi educatamente io «come furono riscattati quei prestiti?»<br />«Con lo stesso danaro fiduciario» disse Keynes. (p. 400) *Il fascino di [[Winston Churchill|Churchill]] consiste nella sua tolleranza e nel suo rispetto per le opinioni altrui. Si direbbe che non nutra né rancore né collera per coloro che non la pensano come lui. (p. 404) *La camera da letto di Churchill era in parte una biblioteca con un numero enorme di libri accatastati contro il muro, dappertutto. [...] C'erano anche molti volumi su [[Napoleone Bonaparte|Napoleone]]. «Sì» ammise «sono un suo grande ammiratore.» (p. 405) *Ho sempre rispettato e ammirato [[Mahatma Gandhi|Gandhi]] per l'acume politico e la volontà di ferro da lui dimostrata in innumerevoli occasioni. Ma secondo me la sua visita a Londra fu un errore. La leggendaria importanza della sua figura diminuì sulla scena londinese, e la sua ostentazione religiosa fece poca impressione sulla gente. Nel clima freddo e umido dell'Inghilterra, con la fascia tradizionale che gli cingeva le reni ricadendogli in disordine attorno alle gambe, egli parve un personaggio assurdo. Fu così che la sua presenza a Londra divenne materia per barzellette e caricature. Si fa colpo sulla gente quando si tengono le [[Distanza|distanze]]. (pp. 405-406) *{{NDR|Il [[Mahatma Gandhi]] ribatte alla critica di Chaplin riguardo le ragioni dell'avversione dimostrata dal politico nei confronti delle macchine}} «In passato le macchine ci hanno fatto dipendere dall'Inghilterra, e l'unico modo che abbiamo per liberarci da questa dipendenza è di boicottare tutte le merci prodotte da queste macchine. Ecco perché abbiamo reso patriottico dovere di ogni indiano filarsi il proprio cotone e tessersi la propria tela. Questa è la nostra forma di attacco a una nazione potente come l'Inghilterra: e, naturalmente, vi sono altre ragioni. L'India ha un clima diverso da quello inglese, diversi sono i suoi bisogni e le sue usanze. In Inghilterra il rigore delle stagioni rende necessaria un'industria sviluppata e una complessa economia. A voi occorrono utensili per mangiare, noi usiamo le dita. E ciò si traduce in molteplici differenze.»<br />Ricevetti una lucida lezione di tattica nella lotta dell'India per la libertà, ispirata, paradossalmente, da un visionario realista e virile dotato della volontà di ferro necessaria per condurla in porto. Egli mi disse anche che la suprema indipendenza consiste nel disfarsi degli oggetti inutili, e che la violenza finisce sempre per distruggere se stessa. (p. 407) *Il clero britannico vanta una tradizione di sincerità e spregiudicatezza che è un riflesso del lato migliore dell'Ighilterra. Sono uomini come il Dr. Hewlett Johnson, il canonico Collins e numerosi altri prelati a conferire alla [[Chiesa anglicana|Chiesa inglese]] la sua vitalità. (p. 410) *[[Herbert George Wells|Wells]] mi domandò quando fosse nato il mio interesse per il [[socialismo]]. Risposi che risaliva alla mia venuta negli Stati Uniti e all'incontro con [[Upton Sinclair]]. Stavamo andando in macchina a Pasadena, per pranzare a casa sua, quando mi chiese sommessamente se credevo nel [[Capitalismo|sistema capitalistico]]. Dissi in tono faceto che per rispondere avrei avuto bisogno di un ragioniere. Era una domanda disarmante, ma compresi istintivamente che toccava proprio il nocciolo del problema, e da quel momento cominciai a interessarmi e a vedere la [[politica]] non come storia ma come un problema esclusivamente economico. (pp. 415-416) *{{NDR|L'[[Olocausto]]}} [...] è successo in Germania; ma le stesse cellule malate si trovano nel corpo di ogni nazione, pronte a entrare in attività.<br />Io non posso parlare di [[nazionalismo|orgoglio nazionale]]. Se uno è attaccato alla tradizione familiare, alla casa e al giardino, a un'infanzia felice, alla famiglia e agli amici, posso capire questo sentimento: ma io non ho un passato del genere. Nel migliore dei casi per me il patriottismo si nutre delle usanze locali: corse ippiche, caccia, Yorkshire pudding, hamburger americani e Coca-Cola, ma al giorno d'oggi questi affetti si possono coltivare in ogni parte del mondo. Naturalmente, se il paese in cui vivo stesse per essere invaso, come la maggior parte di noi, credo che sarei pronto al supremo sacrificio. Ma non ho nessuna voglia di rinunciare alla vita o alla carriera per un editto del parlamento o del congresso, se non credo alla causa: non sono un martire per ragioni nazionalistiche e non intendo morire per un presidente, un primo ministro o un dittatore. (p. 424) *{{NDR|[[Emil Ludwig]]}} Mi domandò quali fossero le cose più belle che avessi mai visto. I movimenti di [[Helen Wills Moody|Helen Wills]] mentre gioca a [[tennis]], gli dissi confidenzialmente: erano pieni di grazia, di spontaneità, e avevano un sano sex appeal. Un'altra era la sequenza cinematografica di un documentario di attualità, subito dopo l'armistizio, nella quale si vedeva un contadino che arava un campo nelle Fiandre dove erano morti migliaia di soldati. [...] Ma ricordo altri spettacoli meravigliosi: il [[Perseo con la testa di Medusa|Perseo]] di [[Benvenuto Cellini]] in Piazza della Signoria, a Firenze. Una notte, con la piazza illuminata, fui attirato dalla figura del [[David (Michelangelo)|David]] di [[Michelangelo]]. Ma appena vidi il Perseo tutto il resto passò in seconda linea. Rimasi affascinato dallo straordinario equilibrio delle sue magnifiche proporzioni. Perseo, che leva alta la testa di Medusa col suo corpo patetico contorto ai suoi piedi, è l'epitome della tristezza, e mi fece pensare al mistico verso di [[Oscar Wilde]]: «Perché ogni uomo uccide ciò che ama». Nella lotta di quell'eterno mistero, il bene e il male, il suo scopo era stato raggiunto. (pp. 425-426) *Sul lavoro le donne non mi hanno mai interessato. Era solo tra un film e l'altro, quando non avevo nulla da fare, che offrivo il fianco. Come disse [[Herbert George Wells|H. G. Wells]]: «Quando, nel corso della giornata, ti accorgi di avere scritto al mattino le tue cartelle, sbrigato la corrispondenza nel pomeriggio, e non hai altro da fare, viene il momento in cui ti annoi: ecco l'ora del [[sesso]]». (p. 429) *{{NDR|A [[Stratford-on-Avon]]}} Vi arrivai un sabato sera a tarda ora, e dopo cena feci una passeggiata, nella speranza di trovare la casa di [[Shakespeare]]. La notte era nera come la pece ma io svoltai istintivamente per una traversa e mi fermai davanti a uno stabile, accedi un fiammifero e lessi: «Casa di Shakespeare». Solo lo spirito del Bardo poteva avermi condotto fin là! (p. 434) *Dall'avvento del [[cinema sonoro|sonoro]], non riuscivo a fare progetti per il futuro. [...] Certuni mi dissero che il vagabondo poteva anche acquistare la parola. La cosa era inconcepibile, perché la prima parola che avesse pronunciato lo avrebbe trasformato in un'altra persona. (p. 436) *Gli abitanti dell'isola di [[Bali]] non applaudono mai, e non hanno nemmeno una parola per dire «amore» o «grazie». (p. 441) *{{NDR|Durante una vacanza nell'isola di Bali}} In molti villaggi vidi berline nuove di zecca usate come pollai. Ne chiesi la ragione a [[Walter Spies|Spies]], che mi disse: «Il villaggio si regge su basi [[comunismo|comuniste]], e i soldi che guadagna con l'esportazione di pochi capi di bestiame finiscono in un libretto di risparmio che col passare degli anni raggiunge una somma considerevole. Un giorno un intraprendente piazzista in automobili li ha convinti a comprare delle berline [[Cadillac]]. Per i primi due o tre giorni se ne sono andati in giro godendosela un mondo, finché non è finita la benzina. Allora hanno scoperto che il mantenimento di una macchina sarebbe costato loro in un giorno quanto guadagnano in un mese, e perciò le hanno abbandonate nei villaggi, dove si sono trasformate in pollai».<br />[...] Bali era allora un paradiso. Gli indigeni lavoravano quattro mesi nelle risaie e dedicavano gli altri otto all'arte e alla cultura. Gli svaghi erano gratuiti in tutta l'isola, dove un villaggio si esibiva per un altro. Ma ormai il paradiso non esiste più nemmeno là. La civiltà ha insegnato alle donne a coprirsi il petto e ad abbandonare le loro divinità amanti del piacere per le usanze occidentali. (p. 443-444) *Tutte le navi dovrebbero chiamarsi ''Panacea'', poiché non c'è nulla di più tonificante di un viaggio per mare. Le preoccupazioni sono tutte rinviate a data da destinarsi, la nave ti adotta, ti cura, e quando finalmente entra in porto ti restituisce, riluttante, alla noia e alla monotonia del mondo. (p. 461) *Se avessi conosciuto gli orrori dei campi di concentramento tedeschi non avrei potuto fare ''[[Il grande dittatore|Il dittatore]]''; non avrei certo potuto prendermi gioco della follia omicida dei nazisti. Ma ero ben deciso a mettere in ridicolo le loro mistiche scemenze sulla purezza del sangue e della razza. Come se una cosa simile fosse mai esistita al di fuori delle tribù degli aborigeni australiani! (p. 472) *{{NDR|A New York negli anni '40}} Era strano sentire giovani e abili nazisti arringare da piccoli pulpiti in mogano capannelli di passanti lungo la Quinta Avenue. [...] Un giovanotto, tipico rampollo della nuova generazione newyorkese, mi chiese con aria benevola perché fossi tanto [[nazionalsocialismo|antinazista]]. «Perché loro sono antiuomo» risposi. «Ah, già» disse lui, come se facesse una improvvisa scoperta. «Ma lei è ebreo, nevvero?»<br />«Non occorre essere ebreo per essere antinazista» risposi. «Basta essere un normale essere umano con un briciolo di dignità.» E la discussione finì lì. (pp. 484-5) *Quando ti colpisce una [[disgrazia]] o una profonda delusione, se non ti abbandoni alla disperazione ricorri alla filosofia o al tuo senso dell'humour. (p. 542) *Will {{NDR|[[Will Durant|Durant]]}}, un entusiasta, che per intossicarsi non aveva bisogno di stimolanti diversi dalla vita, una volta mi chiese: «Qual è il suo concetto della [[bellezza]]?» Risposi che secondo me era un'onnipresenza di morte e leggiadria, una sorridente tristezza che discerniamo nella natura e in tutte le cose, la mistica comunione avvertita dal poeta: potrebbe esserne un'espressione una pattumiera colpita da un raggio di sole, o una rosa nel rigagnolo. [[El Greco]] la vide nel nostro Redentore sulla croce. (p. 546) *Quando ''[[Luci della ribalta]]'' fu terminato, avevo meno dubbi sul suo successo che per qualsiasi altro film avessi mai fatto. (p. 547) *La vera felicità è qualcosa di molto vicino alla tristezza. (p. 553) *{{NDR|Tornato a Londra dopo 20 anni, dopo aver lasciato gli Stati Uniti}} Guardai [[Oona O'Neill|Oona]] mentre ammirava il panorama, il volto teso dall'eccitazione che la faceva sembrare più giovane dei suoi ventisette anni. Dal giorno delle nozze aveva affrontato coraggiosamente molte prove al mio fianco; e mentre i suoi occhi erravano su Londra, e il sole le giocava tra i capelli neri, vidi per la prima volta qualche filo bianco. Non feci commenti, ma in quel momento, mentre diceva tranquillamente: «mi piace Londra» provai per lei il senso di dedizione di uno schiavo. (p. 555) *La [[violenza]] ha assunto una carica sessuale. (p. 556) ===[[Explicit]]=== [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]] ha detto che la felicità è uno stato negativo, ma io non sono d'accordo. Negli ultimi vent'anni ho capito che cosa significa felicità. Perché ho la fortuna di essere sposato con una moglie meravigliosa. Vorrei poter scrivere di più su questo tema, ma si tratta di amore, e il perfetto amore è la più bella di tutte le frustrazioni perché è più di ciò che si possa esprimere. Dacché vivo con Oona, la profondità e la bellezza del suo carattere sono per me una continua rivelazione. Anche quando mi precede lungo gli stretti marciapiedi di Vevey, semplice e dignitosa nella figurina eretta ed elegante, con i capelli neri pettinati all'indietro che mostrano qualche filo argenteo, mi sento sommergere da un'improvvisa ondata di amore e ammirazione per tutto ciò che è: e mi viene un nodo alla gola.<br />Pago di queste gioie, talvolta siedo sul terrazzo, al tramonto, e al di là dell'ampio prato verde contemplo il lago lontano, e oltre il lago i monti silenziosi, e in questo stato d'animo non penso che a godermi la loro magnifica serenità. (pp. 579-580) ==Citazioni su Charlie Chaplin== *Chaplin è stato contemporaneamente il più grande comico e il più grande personaggio drammatico. ([[Massimiliano Gallo]]) *Chaplin ha speso tutto il suo genio per comprare sesso [...]. Seppe addirittura fingersi ebreo, cosa difficilissima, per accattivarsi il potere finanziario a Hollywood... Un amabile cinico, creatore di un personaggio umanitario. ([[Guido Ceronetti]]) *Charlie Chaplin e io ci affronteremo in un'amichevole sfida: chi realizzerà il lungometraggio con il minor numero di sottotitoli? ([[Buster Keaton]]) *l mio eroe cinematografico è Charlie Chaplin, come regista, attore, scrittore e compositore. Uno che è riuscito a creare maschere come [[Charlot]], pilastri della storia del cinema. Che ha lavorato nel muto e ha fatto Il ''Grande Dittatore'' con il nazismo ancora al potere: aveva già capito tutto ed è riuscito a fare le parodie di [[Benito Mussolini|Mussolini]] e [[Adolf Hitler|Hitler]]. ([[Damiano Michieletto]]) *La grandezza e la miseria di Chaplin sta nella sua capacità di adattamento e seduzione, nel suo dialogo con la storia. Quella di [[Buster Keaton|Keaton]] nella sua inadattabilità, nella sua fedeltà, nella sua irriducibilità alla storia. Chaplin è sociale, Keaton è metafisico. ([[Goffredo Fofi]]) *Non basterebbe un'intera enciclopedia a narrare la sua attività. Lo ricordiamo sempre per la sua intelligenza, il suo umorismo, la sua bontà... la sua "straordinaria bontà!" ([[Bruno Amatucci]]) *Per lui il sonoro guasta l'arte più antica del mondo, la pantomima e annienta la grande bellezza del silenzio. ([[Bruno Amatucci]]) *Quando [[Sergej Michajlovič Ejzenštejn|Eisenstein]] si recò a Hollywood e gli venne domandato che cosa ammirasse di più del cinema americano, rispose senza esitare: «Chaplin, [[Erich von Stroheim|Stroheim]] e [[Walt Disney]]». ([[Peter Noble]]) *Tutto il mio amore è per Charlie Chaplin: il divino vagabondo, il divino fanciullo, il comico, il clown. ([[Roberto Benigni]]) *Un pagliaccio del cinema a nome Charlot. ([[Henry de Montherlant]]) ===[[Peter Bogdanovich]]=== *È paradossale che questa star, che appartiene essenzialmente al cinema muto, abbia girato due dei suoi migliori film quando il sonoro aveva ormai preso saldamente piede. *La ragione dell'enorme successo che riscosse è ancora chiarissima: la potente mistura di farsa irriverente della 'slapstick comedy' con un profondo senso di squallore e di tragedia. *La sagoma del suo vagabondo è una delle icone del ventesimo secolo. *Quando [[Douglas Fairbanks|Fairbanks]] e Chaplin facevano le loro tournée europee, negli anni Venti, erano accolti da un'universale adulazione, da un'apoteosi di massa di un'intensità che la storia non aveva mai registrato sino ad allora. ===[[Jean Cocteau]]=== *Chaplin deve essere pronunciato alla francese: è la famiglia del pittore.<br />Di due origini è orgoglioso. Questa discendenza francese e una nonna zingara. *Charlie Chaplin è a bordo. La notizia mi sconvolge. Più tardi Chaplin mi disse: «Il vero compito di un'opera è quello di permettere ad amici come noi di bruciare le tappe. Ci conosciamo da sempre». *Non parlo l'inglese. Chaplin non parla il francese. E parliamo senza il minimo sforzo. Che cosa succede? Che lingua è la nostra? È la lingua viva, la più viva di tutte, che nasce dalla volontà di comunicare ad ogni costo, la lingua dei mimi, la lingua dei poeti, la lingua del cuore. ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Charlie Chaplin, ''La mia autobiografia'', traduzione di Vincenzo Mantovani, Mondadori, 1964. *Charlie Chaplin, ''Opinioni di un vagabondo. Mezzo secolo di interviste'', a cura di Kevin J. Hayes, Minimum Fax, 2017. ==Filmografia== *''[[Charlot soldato]]'' (1918) – attore, montatore, produttore, regista, sceneggiatore *''[[Il monello]]'' (1921) – attore, montatore, produttore, regista, sceneggiatore *''[[La febbre dell'oro]]'' (1925) – attore, montatore, produttore, regista, sceneggiatore *''[[Luci della città]]'' (1931) – attore, montatore, produttore, regista, sceneggiatore *''[[Tempi moderni]]'' (1936) – attore, montatore, produttore, regista, sceneggiatore *''[[Il grande dittatore]]'' (1940) – attore, produttore, regista, sceneggiatore *''[[Monsieur Verdoux]]'' (1947) – attore, produttore, regista, sceneggiatore *''[[Luci della ribalta]]'' (1952) – attore, produttore, regista, sceneggiatore *''[[Zelig (film)|Zelig]]'' (1983) ==Voci correlate== *[[Charlot]], personaggio *[[Paulette Goddard]], terza moglie *[[Oona O'Neill]], quarta moglie *[[Geraldine Chaplin]], figlia (con Oona) *[[Eugene O'Neill]], suocero (con Oona) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Chaplin, Charlie}} [[Categoria:Attori britannici]] [[Categoria:Comici britannici]] [[Categoria:Compositori britannici]] [[Categoria:Premi Oscar]] [[Categoria:Produttori cinematografici britannici]] [[Categoria:Registi britannici]] [[Categoria:Sceneggiatori britannici]] qgh1byj0v34o2scurwl9ixon4yxck7k Jean Cocteau 0 1822 1410269 1391735 2026-04-12T17:12:18Z Camelia.boban 17423 /* Citazioni di Jean Cocteau +1 su Carmen Amaya */ 1410269 wikitext text/x-wiki [[File:Jean Cocteau b Meurisse 1923.jpg|thumb|Jean Cocteau, 1923]] '''Jean Maurice Eugène Clément Cocteau''' (1889 – 1963), poeta, saggista, drammaturgo, sceneggiatore, disegnatore, scrittore, librettista, regista e attore francese. ==Citazioni di Jean Cocteau== *{{NDR|Su [[Carmen Amaya]]}} È grandine sulle finestre, il grido di una rondine, la sigaretta fumata da una donna sognante, una tempesta di applausi. Quando i suoi personaggi arrivano in una città, bandiscono la bruttezza, la monotonia, la tristezza; come uno sciame di insetti che divora le foglie degli alberi. Dai tempi dei Balletti russi di [[Sergej Pavlovič Djagilev|Sergej Djagilev]] non si vedeva un incontro romantico di questo tipo a teatro. :''Es el granizo sobre los cristales, un grito de golondrina, el cigarro que fuma una mujer soñadora, una tormenta de aplausos. Cuando su gente llega a una ciudad, suprime la fealdad, la monotonía, la tristeza; cual vuelo de insectos devora las hojas de los árboles. Desde el ballet ruso de Serge Diaghilev no habíamos vuelto a encontrarnos este tipo de citas de amor en una sala de teatro.''<ref>{{es}} Citato in ''[https://www.neh.gov/humanities/2013/julyaugust/statement/flamenco-family-portrait Flamenco Family Portrait]'', ''neh.gov'', luglio – agosto 2013.</ref> *È indubbio che, se il nostro secolo ha uno specchio della sua vita psicologica, questo specchio è lo [[sport]].<ref>Citato in ''Focus'', n. 88, p. 106.</ref> *Gli [[specchio|specchi]] dovrebbero riflettere un momentino, prima di riflettere le immagini.<ref>Da ''Des beaux-arts''.</ref><ref name=e>Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref> *Ho avuto la fortuna di vedere Radiguet scrivere il suo libro come un compito, durante le vacanze del 1921. Lo dico perché questo ragazzo prodigio stupisce per la sua mancanza di mostruosità. [[Arthur Rimbaud|Rimbaud]] può venir spiegato dai suoi incubi infantili. Mi domando dove ficca le mani codesto prestigiatore. Radiguet lavora in pieno giorno con le maniche rimboccate. Rimbaud soddisfa l'idea drammatica, breve e folgorante, che la gente si fa del genio. Radiguet ha avuto la fortuna di nascere dopo l'epoca in cui una luce opaca attraeva il fulmine. Egli ci sorprende dunque per la sua scipitezza. Sono molti a esprimersi in tal modo. Il foglio trasparente dello scandolo c'impedisce ancora di ammettere che alla nostra epoca l'anarchia si presenti sotto forma di colomba. (in una conferenza del 3 maggio 1923; citato in [[Roberto Rossi Precerutti]], ''[[Raymond Radiguet]]. Le guance in fiamme'', ''Poesia'', Anno XII, marzo 1999, Crocetti Editore) *I critici giudicano le opere e non sanno di essere giudicati da esse.<ref>Da ''La Difficulté d'être''.</ref><ref name=diz>Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, 2013. ISBN 9788858654644</ref> *Il ''[[Macbeth (film 1948)|Macbeth]]'' di Orson Welles è un film maledetto, nel senso nobile del termine [...]. Lascia gli spettatori sordi e ciechi [...]. Il Macbeth di Welles è di una forza libera e selvaggia. Con il capo coperto di corna e di corone di cartone, vestiti di pelli come i primi automobilisti, gli eroi del dramma si muovono nei corridoi di una specie di metropolitana di sogno, in sotterranei distrutti dove l'acqua gocciola, in una miniera di carbone abbandonata. Nessuna ripresa è casuale. La cinepresa è sempre piazzata dove l'occhio del destino può seguire le sue vittime.<ref>Traduzione da Alberto Anile, ''Orson Welles in Italia'', Il Castoro, Milano, 2006, p. 118. ISBN 9788880333814.</ref> :''Le Macbeth d'Orson Welles est un film maudit, dans le sens noble du terme'' [...] ''laisse les spectateurs sourds et aveugles'' [...] ''Welles a très vite tourné ce film après d'innombrables répétitions. C'est-à-dire qu'il voulait lui conserver son style de théâtre, cherchant à prouver que le cinématographe peut mettre sa loupe sur toutes les oeuvres et mépriser le rythme qu'on s'imagine être celui du cinéma.'' [...] ''Le Macbeth d'Orson Welles est d'une force sauvage et désinvolte. Coiffés de cornes et de couronnes de carton, vêtus de peaux de bêtes comme les premiers automobilistes, les héros du drame se meuvent dans les couloirs d'une sorte de métropolitain de rêve, dans des caves détruites où l'eau suinte, dans une mine de charbon abandonné. Jamais une prise de vue n'est hasardeuse. L'appareil se trouve toujours placé d'où l'oeil du destin suivrait ses victimes.'' (dall'introduzione di ''Orson Welles'', a cura di [[André Bazin]], 1950<ref>{{fr}} Citato in [http://www.sabzian.be/article/profil-d%E2%80%99orson-welles ''Profil d’Orson Welles''], ''Sabzian.be'', 30 novembre 2016.</ref>) *Il Papa è a Roma, [[Dio]] è a [[Napoli]].<ref>Citato in Istituto Italiano di Cultura – Bruxelles, ''Wonders of Italy'', a cura di Pialiusa Bianco, L'«Erma» di Bretschneider, [https://books.google.it/books?id=Ov4s2p15LegC&lpg=PA28&dq=&pg=PA28#v=onepage&q=napoli%20&f=false p. 28].</ref> *Il segreto del [[blu]] è ben custodito. Il blu arriva da laggiù. Man mano che avanza s'indurisce e si muta in montagna. La cicala vi lavora. Gli uccelli vi lavorano. In realtà, non si sa niente. Si parla del blu di Prussia. A Napoli la [[Maria|Santa Vergine]] resta nei buchi dei muri quando il cielo si ritira.<br>Ma qui tutto è mistero. Mistero lo zaffiro, mistero la Santa Vergine, mistero il sifone, mistero il collo del marinaio, mistero i raggi blu che accecano ed il tuo occhio blu che attraversa il mio cuore. :''Le secret du bleu est bien gardé. Le bleu arrive de là-bas. En route, il durcit et se change en montagne. La cigale y travaille. Les oiseaux y travaillent. En realité, on ne sait rien. On parle du bleu de Prusse. A Naples, la Sainte-Vierge reste dans les trous des murs quand le ciel se retire.<br>Mais ici tout est mystère. Mystère le saphir, mistère la Sainte-Vierge, mystère le siphon, mystère le col du matelot, mystère les rayons bleus qui rendent aveugle et ton œil bleu qui traverse mon cœur.''<ref>Citato in {{fr}} [[Robert Sabatier]], ''Histoire de la poésie française'', ''{{small|La poésie du XX<sup>e</sup> siècle, II, Revolutons et conquêtes}}'', Albin Michel, [https://books.google.it/books?id=ijS8IIStT2gC&lpg=PA103&dq=&pg=PA103#v=onepage&q&f=false p. 103].</ref> *Il [[tatto (qualità)|tatto]] nell'audacia, è sapere fino a che punto ci si può spingere troppo avanti. (da ''Il richiamo all'ordine'') *La [[luna]] è il sole delle statue. :''La lune est le soleil des statues.''<ref>{{fr}} Da ''Des beaux arts considerées comme un assasinat'', in ''Essai de critique indirecte'', Grasset, Parigi, 1932, p. 188. {{fr}} Citato in Jennifer Hatte, ''La langue secrète de Jean Cocteau: {{small|la mythologie personnelle du poète et l'histoire cachée des Enfants terribles}}'', Peter Lang, Berna, 2007, [https://www.google.it/books/edition/La_langue_secr%C3%A8te_de_Jean_Cocteau/irnTKsiIVCIC?hl=it&gbpv=1&dq=&pg=PA119&printsec=frontcover&bs p. 119]. ISBN 9783039107070</ref> *La massa può amare un poeta solo per malinteso.<ref>Da ''Secrets de beauté''.</ref><ref name="e" /> *''Mio caro Andrè,<br/>Mi avete rimproverato un giorno di essere troppo teso, di non saper lasciarmi andare con noncuranza, e, come esempio di noncuranza, citavate con noncuranza una mia nota del'' «Gallo e l'Arlecchino», ''nella quale descrivevo il primo jazz-band. <br/>Ci avete anche insegnato a viaggiare.<br/>Dopo questi appunti di viaggio, che vi offro con cuore fedele, non potrete più rimproverarmi d'essere incapace di facile abbandono''. '''J. C.''' (dedica a [[Andrè Gide]], da ''Il mio primo viaggio'') *Nel ''Diavolo in corpo'' la pianta misteriosa che fu [[Raymond Radiguet|Radiguet]] racconta il segreto delle proprie origini. Nel ''Ballo del conte d'Orgel'', essa fiorisce. E il suo profumo è parola. (citato in Roberto Cantini, introduzione a Raymond Radiguet 1975) *Non ci sono solo rovine in [[Sicilia]] e commoventi testimonianze di un passato con il quale tutte le civiltà si sono sposate. Non ci sono solo le strade solitarie dove circolano i carretti dipinti con scene della Bibbia, trainati da cavalli piumati che sembrano dover partecipare ad un torneo. Non ci sono solo i templi morti e i chiostri con i mosaici colorati. Non ci sono solo i giardini della Bella e la Bestia e le terrazze battute da ondate di profumi. Non ci sono solo i feudi misteriosi pieni di specchiere nere e di busti che tendono le mani fuori dalle nicchie. C'è una grande diga in costruzione vicino a Troina, dove ingegneri e operai sembrano volare su carrelli sopra la voragine, c'è Palermo che ricostruisce il suo Duomo, c'è lo sforzo di tutte le persone per connettere il passato con il futuro, ed essere così degne della loro autonomia, e alle quali auguro buona fortuna con tutto il cuore.<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/08/20/non-solo-templi-cocteau-ammiro-la-sicilia-che-rinascevaPalermo11.html]'', ''la Repubblica'', 20 agosto 2014.</ref> *Se preferisco i [[cane e gatto|gatti]] ai [[cane e gatto|cani]], è perché non ci sono gatti poliziotti.<ref>Citato in Brigitte Bulard-Cordeau, ''Il piccolo libro dei gatti'', traduzione di Giovanni Zucca, Fabbri Editori, Milano, 2012, [https://books.google.it/books?id=CJVtc6ESC-UC&pg=PA86 p. 86]. ISBN 978-88-58-66237-3</ref> *Tutte queste cicatrici Terra sono il fascino della tua figura guerriera. (citato in ''Il mio primo viaggio'', fuori testo a pag. 8) ==''Diario (1942 – 1945)''== ===[[Incipit]]=== Ogni giorno mi dicevo: è inutile scrivere ora un diario. Ho vissuto molte esistenze. Non ho scritto. Perché cominciare così, a caso? Mi sbaglio. Bisogna proprio scrivere a caso. ===Citazioni=== *Una certa angoscia del silenzio sull'inattualità dei poeti mi ha spinto a prendere contatto con [[Panama Al Brown|Al Brown]]. Al Brown è un poeta del ring, uno stregone, un fantasma. A tale titolo mi sono occupato di lui ed ho ottenuto il miracolo: rimetterlo sul ring e rendergli il titolo di campione del mondo. (p. 6) *{{NDR|Sul pugile Panama Al Brown}} Mi obbediva come un sonnambulo e certi imbecilli del mondo dello sport hanno persino creduto che io lo ipnotizzassi. (p. 6) *Dopo l'incontro con Angelmann, vinto per K.O., in una lettera aperta ho pregato Al Brown di abbandonare il ring. Un fenomeno che perdura cessa di essere un fenomeno. Un fantasma che non sparisce diventa seccante. E si è verificata una cosa sorprendente: coloro che, all'inizio dell'impresa, mi prendevano in giro, non mi concedevano il diritto di abbandonarla. (p. 6) *[[Sem (illustratore)|Sem]] credeva di disegnare male. Me lo ripeteva spesso. Aveva un gran rispetto per Forain. A distanza, Forain, giornalista, è nessuno. Sem brilla. (p. 14) *{{NDR|Sull'illustratore Sem}} Cercava in punta di penna ciò che c'è di più arguto nella moda. Il risultato è che quell'impressione resta e le sue caricature, di cui riconosciamo pochi modelli, a forza di somiglianza, fissano tutto quello che una fotografia dello stesso periodo non è riuscita a fissare. (p. 14) *Una donna alla moda, fotografata da una rivista e ritratta da Sem la stessa sera, era contenta della fotografia e furiosa della caricatura. Con l'andare del tempo, la fotografia la rende ridicola mentre la caricatura rivela il fascino della donna. (p. 14) *Vista Loulou ([[Louise de Vilmorin]]). Ha sempre un'aria da collegio, il vocabolario da collegio, il modo di ridere da collegio, gli occhi pallidi, freddi, splendidi. (p. 15) *Entro nel [[Palais-Royal]] e di cortile in cortile, di colonnato in colonnato, rientro a casa mia, nella città proibita, la città cinese, Padova, Venezia, Hong-Kong dei teatranti di [[Balzac]]. (pp. 15-16) *Il Palais-Royal è una piccola città nella città, circondata da una muraglia cinese, da case ammassate, che sporgono, si schiacciano, si compenetrano, forate da ripide scale e sordidi passaggi che sbucano si Parigi. Di notte, i cancelli di questi passaggi pieni di gatti neri vengono chiusi. Si chiudono i cancelli del Palais-Royal. Si chiude la città dei fantasmi della Rivoluzione. (p. 17) *Stato a trovare [[Chanel]]. «Non ho mai fatto vestiti, dice, ho fatto la moda. Per chi la farei oggi? Non lavoro più perché non ci sono più le donne che potrei vestire.» (p. 39) *Cena con [[Misia Sert]] al Realis de Porquerolles. La trovo leggera, generosa, ''giovane''. «Non ho mai avuto bisogno del necessario, dice, ma non saprei fare a meno del superfluo». Parliamo di [[Stéphane Mallarmé|Mallarmé]]: «Era fiero della sua barca. Aveva paura che [[Toulouse-Lautrec|Lautrec]] gliela sporcasse. Aveva una bella vela bianca e, sulla bandiera, la scritta S.M. Lui diceva: ''Sua Maestà''. S.M. Era lui, la sua personale maestà». (p. 40) *{{NDR|Su Misia Sert}} Penso ai tesori che sono passati tra le mani di questa donna straordinaria. I menù decorati da Lautrec. Il ritratto eseguito da [[Pierre-Auguste Renoir|Renoir]]. Va a trovare Renoir e gli confessa che ha bisogno di denaro e vuol vendere il ritratto. E Renoir, mostrando le sue tele: «Lo venda e ne prenda un'altra. Sono tutte sue». (p. 40) *{{NDR|A Misia Sert}} I mercanti d'arte. I Rosenberg. Le racconto di [[Paul Rosenberg]] e della sua nipotina. «È incredibile! Pipí è [[Camille Pissarro|Pissarro]], Caca è [[Picasso]]. E l'altra mattina, nel suo bagnetto, si picchiava il culetto dicendo: [[Edgar Degas|Degas]]! Degas!» (p. 40) *Vogliono demolire la bellezza della piccola città del Palais-Royal. Il progetto di isolare il Palais-Royal prende forma. Il Palais, in questa sordida città, è splendido. Isolato, l'allineamento, i giardinetti, i nuovi immobili, si vedrà che è vecchio e sporco. Rovineranno Parigi. Hanno rovinato Roma. Rovineranno tutto. (p. 46) *Il Palais-Royal, il cortile del Louvre, i giardini di accesso, costituiscono un mondo a parte, un susseguirsi di palazzi fatati, di archi, di prati all'inglese, dove le statue fanno da piedistallo ai piccioni, dove i tulipani oscillano. (p. 62) *[[Fréhel]] è una barbona sul tipo di [[Yvonne de Bray]]. [...] Nella metropolitana è spaventosa. Spaventosa e insolente (sicura di sé), sdentata, enorme, sporca, grassa, una specie di entità femminile – come a Marsiglia. Parte per la Germania, va a cantare nelle fabbriche. Che strana propaganda! (p. 65) *Incontrato [[Tahra-Bey|Tahra Bey]], il celebre fachiro. Mi invita delle sedute da lui. «Da quando [[Mussolini]] non mi consulta più, dice, le cose gli vanno male.» Mi assicura che tutti gli uomini molto importanti consultano veggenti o fachiri. (p. 70) *Bérard dice: «Ogni volta che Picasso cerca di avvicinarsi all'umano, cade nel conformismo, nell'accademismo, nell'oleografia spagnola. Lo ritroviamo solo nelle sue opere indecifrabili. In esse regna con un senso plastico quasi infernale. La sua penan che sputa, macchia, strappa il foglio. La firma è sempre il suo miglior disegno». (p. 178) *Cena con [[Christian Bérard|C. Bérard]] al ristorante cinese. Parliamo della nostra impresa. Il metodo di Bérard sta nello spaventarsi, nel demoralizzarsi, nel disperdersi, nel sudare per l'angoscia, appena non è più in diretto contatto con la tecnica. Vi attinge le energie e mescola onde che poi gli sono utili quando ritrova la calma. (p. 183) *[[Yvonne de Bray]] (in gran forma) si ubriaca, strappa tutti i bozzetti di Annenkov, devasta la casa dei Rochas, mi telefona che non reciterà nel film, e mi ritelefona il giorno dopo dicendo che reciterà. È un ciclone. Annenkov che passa per uno scenografo di prim'ordine sembrava, in un attimo, un povero portinaio in confronto a lei. Piccola epoca di piccole sagge pazzie, che non sopporta più i mostri sacri, di cui Yvonne rimane un modello. Se riesco a scatenare questo ciclone nel film, sarà magnifico. Ci riuscirò? (p. 183) *A Bérard piacciono solo il disordine e le discussioni infuocate. Accende il fuoco e lo alimenta con dei ramoscelli. Il suo arrivo nei luoghi pubblici. La barba, il feltro tagliuzzato, i suoi stracci. Stupore. Come incoraggiamento tira fuori delle scatolette d'oro e mette dei biglietti da mille sul tavolo del ristorante. La gente pensa che siano oggetti rubati. Bérard porta lo stupore al massimo decorando il pane di senape e salsa inglese che cola da tutte le parti. (pp. 188-189) *Pranzo da Maxim's. Dopo le prove, una carrozza con un cavallo bianco aspettava [[Marie Bell]] all'uscita della Comédie-Française. Sale, seguita dal suo segretario sovraccarico di pellicce e manoscritti. Apro il manoscritto e chiedo a Bell di lavorare su certi passi con un altro stile. Quando la carrozza parte mi trovo davanti trecento persone che guardano lo spettacolo. (p. 192) *Abbiamo fatto molta fatica a mettere sul treno Yvonne de Bray. Si rifiutava di partire senza vagone letto. Era ubriaca fradicia. [...] Rideva per gli angeli. Per lei era tutto lo stesso. Ha viaggiato in piedi. È arrivata a Nizza morta di stanchezza. (p. 195) *Ieri sera, a teatro, è stato appassionante. Gli attori, le scene, i tamburi, la sala, tutto ha fatto la sua parte al massimo. Marie Bell è stata una grande, grandissima attrice tragica. Per lodarla, si deve risalire al grande ricordo di [[Sarah Bernhardt]]. (p. 197) *Bisognerebbe non dimenticare che [[Arno Breker|Breker]] ci ha fatto grandi favori. Ha liberato prigionieri. Mia amicizia con lui. Poiché non ho mai sconfessato un'amicizia inglese o americana o ebrea, perché dovrei sconfessare una tedesca? Non mi piegherò mai a simili bassezze. Gli uomini me lo rimproverano. Dio me ne sarà riconoscente. (p. 362) ==''I ragazzi terribili''== *Questo amore era tanto più bruciante in quanto precedeva la conoscenza dell'amore. Era un malessere vago ed intenso, contro cui non esisteva alcun rimedio, un desiderio casto, senza sesso e senza scopo. *Invece di imparare la grammatica, l'aritmetica, la storia, la geografia, le scienze naturali, aveva imparato a dormire da sveglio un sonno che mette al riparo e restituisce agli oggetti il loro vero significato. *Delle droghe orientali avrebbero agito su questi ragazzi nervosi con minor efficacia di una gomma o di un portapenne masticati di nascosto dietro il loro banco. *Nessuno degli attori di questo teatro, e persino colui che faceva la parte dello spettatore, avevano coscienza di recitare. Era a questa incoscienza primitiva che la commedia doveva una giovinezza eterna. Senza che loro lo sospettassero, la commedia (o camera, se volete) oscillava ai limiti del mito. *Una corrente li trascinava verso la notte, verso la camera dove ricominciavano a vivere. *Vi sono case, esistenze, che riempirebbero di stupore le persone ragionevoli. Esse non capirebbero come un disordine che sembra debba continuare appena per quindici giorni, possa durare per parecchi anni. Ora, queste case, queste esistenze problematiche, perdurano numerose, illegali, contro ogni aspettativa. *Le stesse notti violente, gli stessi mattini torpidi, gli stessi lunghi pomeriggi in cui i ragazzi diventavano dei relitti, delle talpe in piena luce. *Ciò che vedevano ed ascoltavano non costituiva una proprietà privata. Servitori di una legge inflessibile, riportavano tutto nella camera in cui si fabbricava il miele. *I ragazzi erano così ricchi che nessuna ricchezza avrebbe potuto cambiare la loro vita. La fortuna poteva visitarli mentre dormivano; non se ne sarebbero accorti, al risveglio. *Progetti per l'avvenire, studi, impieghi, trafile, non li preoccupavano più di quanto il far la guardia alle pecore possa tentare un cane di lusso. *Questi ragazzi terribili si rimpinzano di disordine, di una appiccicosa macedonia di sensazioni. *Che cosa sarebbero diventate le notti? Il miracolo scaturiva da un contatto ininterrotto tra fratello e sorella. Questa rottura, questa fine del mondo, questo naufragio non rattristavano né Paul né Elisabeth. Essi non pesavano le conseguenze dirette o indirette del loro atto, né s'interrogavano al riguardo, più di quanto un capolavoro drammatico non si preoccupi dello sviluppo dell'intreccio e dell'avvicinarsi dello scioglimento. [...] Ma il genio della camera vegliava. C'è bisogno di dirlo? Sulla strada tra Cannes e Nizza, Michael rimase ucciso. *Le notti bianche non erano più lo spettro leggero che fugge al canto del gallo, ma uno spettro inquieto che ondeggia. *Il genio della camera si sostituiva a lei, la duplicava, al pari di un genio che, impossessandosene, detta a un uomo d'affari gli ordini che impediscono il fallimento, a un marinaio i gesti che salvano la nave, a un criminale le parole che forniscono un alibi. ==''Il gallo e l'arlecchino''== *Bisogna essere un uomo vivo e un artista postumo.<ref name="e" /> *Il bello ha l'aria facile, ed è proprio la cosa che il pubblico disprezza.<ref name="e" /> *La [[verità]] è troppo nuda, non eccita gli uomini.<ref name=diz /> *Quel che il pubblico ti rimprovera, coltivalo, sei tu.<ref name="moralisti">Da ''Il gallo e l'arlecchino. Note intorno alla musica'', in Aa. Vv., ''Moralisti francesi. Classici e contemporanei'', a cura di Adriano Marchetti, Andrea Bedeschi, Davide Monda, Rizzoli, Milano, 2012. ISBN 978-88-58-62915-4</ref> *Quando bisogna scegliere un uomo crocifisso, la folla salva sempre Barabba.<ref name="moralisti" /> *Quando un'opera sembra in anticipo sul suo tempo, è vero invece che il tempo è in ritardo rispetto all'opera.<ref name="e" /> *Un [[poeta]] ha sempre troppe parole nel suo vocabolario, un pittore troppi colori sulla sua tavolozza, un [[musicista]] troppe note sulla sua tastiera.<ref name="e" /> ==''Il mio primo viaggio''== ===[[Incipit]]=== Prima di iniziare il racconto di questo giro del mondo, è molto importante spiegarne il motivo e mettere chiaramente al corrente il lettore della nostra impresa.<poem></poem>Tutti conoscono il ''Giro del mondo in ottanta Giorni''. Il capolavoro di [[Jules Verne]], con la copertina rossa e oro da libro di premio, la commedia che ne hanno tratta, dietro il sipario rosso e oro dello Châtelet, hanno eccitato la nostra infanzia e ci hanno dato, più che la vista di un mappamondo, l'amore delle avventure e il desiderio di viaggiare. ===Citazioni=== *Amare, dormire a occhi aperti, aspettare miracoli, questa fu l'unica mia politica. (p. 11) *[[Roma]] di notte. Città morta. Città muta. Città nella quale il solo grido che ci permettono le facciate e le mura, sempre lo stesso con piccole variazioni, è Duce: il volto, di fronte e di profilo, berretto con ''aigrette'' o elmetto, amabile o terribile.<br/>La città cieca, sorda, con la lingua tagliata, si esprime soltanto attraverso le smorfie liriche di [[Benito Mussolini|Mussolini]]. (p. 16) *Mi rivedo con [[Pablo Picasso|Picasso]] mentre tornavamo di notte dall'Albergo Minerva, dove alloggiavano le ballerine russe, al nostro albergo in Piazza del Popolo.<br/>Preferivamo la Roma al chiaro di luna perché di notte si vede come è fatta una città. (p. 16) *[[Venezia]], metà donna, metà pesce, è una sirena che si disfà di una palude dell'Adriatico. Roma invece, tante volte sotterrata e disotterrata, continua nel suo solenne seppellimento. Non vi è cosa che non si inclini, che non ceda, che non si comprima e che non scavi la propria fossa. (p. 17) *Roma non mi commuove. Mi confonde.<br/>Il canto delle fontane rivela la vera città, la necropoli che sfugge al piccone dell'ex manovale Mussolini. [...] Qui tutto sembra obbedire al pollice verso dell' ''Imperator'', che con quel gesto decreta la fine del vinto, così come riempie la pipa o come si pianta un seme. (p. 17) *L'[[anima]] di un [[paese]] non cambia. Ci osserva da dietro i palazzi blindati e dietro la calma, dietro la disciplina, dietro le uniformi romanzesche, dietro la maschera tragicomica del [[Benito Mussolini|Duce]]. (p. 18) *Il [[Atene|Pireo]] (alle dieci del mattino). La nebbia ci nasconde l'Acropoli. I [[Grecia|Greci]] a bordo sono desolati: non succede mai. Dentro di me me ne rallegro. È la prospettiva di una sorpresa e la mia classica rottura con i contatti ufficiali. [...] Questa [[Atene|Acropoli]] che si nasconde ci permette di pensare soltanto al nostro sbarco, che ha luogo su una banchina piena di negozi, di bancarelle sporche, di insegne che si accavallano e di venditori che ti chiamano tirandoti per la manica. (p. 20) *Non dimentichiamoci che i Greci sono avidi e che i nostri dollari devono cambiarsi in dracme. (p. 20-21) *Improvvisamente i miei occhi si spalancano. Che cosa vedo? Incorniciata da quel corpo femmineo vedo una piccola gabbia rotta molto lunga e bassa, come quelle che intrecciano i bambini con erbe per imprigionare le cavallette. Riposa per aria circondata dal vuoto. Cos'è mai? Il cuore mi batte. Quella piccola gabbia sventrata... è forse...? Ma sì, è lui, è il Partenone! (p. 21) *Roma, città pesante. [[Atene]], città leggera. Roma affonda. Atene prende il volo. A Roma ogni cosa è attirata verso il basso. Ad Atene tutto è attirato verso l'alto, palpita alato e occorre tagliare le ali alle statue, come i Greci lo fecero alla [[Vittoria]], per impedire che prendano il volo. (p. 22-23) *Il [[colosso di Rodi]] è esistito?<br/>Anche se si tratta di una favola, rimane ugualmente una delle meraviglie di questo mondo attraversato dalla linea del nostro itinerario. (p. 27) *Diamante di Roma. Perla d'Atene. Domani, scarabeo d'Egitto. Rodi è la prima pietra barocca della collana. (p. 27) *Micene, la Grecia, l'esattezza, Bisanzio, le crociate, i cavalieri di San Giovanni, i Turchi, Patmo, dove l'Evangelista mangiò il libro e compone l'[[Apocalisse]], [[Ippocrate]], [[Omero]], [[Tiberio Claudio Nerone|Tiberio]], [[Cesare]], [[Augusto (imperatore romano)|Augusto]], [[Cicerone]], [[Solimano il Magnifico]], ecco il luogo d'incontro di razze, di città e di glorie, che la Venere di Rodi contempla appoggiata su un ginocchio, scostando le chiome. (p. 27) *Chi ha bevuto l'acqua delle fontane di Rodi, a Rodi sempre tornerà. (p. 28) *In [[Egitto]] niente si decide e nulla si paga senza assumere atteggiamenti misteriosi e senza che il più ingenuo mercato prenda l'aspetto di losco traffico. Il più piccolo acquisto richiede una sceneggiatura fatta di occhiate e di conciliaboli. (p. 34) *Sulla carta d'Egitto, l'Egitto è una pietra funeraria. (p. 36) *[[Il Cairo]] è una città di morte. Vi si indovina fin dall'arrivo che la morte è l'industria principale dell'Egitto, che l'Egitto è una necropoli e che la preoccupazione delle tombe dominava la vita egiziana. (p. 36) *La [[sfinge]] non è un enigma. Inutile interrogarla. È una risposta: «''Eccomi''», dice, «custodisco le tombe piene e custodisco le tombe vuote. Ciò ha poca importanza. La volontà di bellezza, il fuoco del genio, fenice umana, rinascono perpetuamente dalle loro ceneri. Perfino nella distruzione attingono a nuove forze. Siamo poche pietre miliari sparse per il mondo che riuniscono gli spiriti sparpagliati e li obbligano, malgrado le credenze morte e la velocità, a fare pellegrinaggi e soste». (p. 41) *La [[Grande Sfinge di Giza|Sfinge]] e le [[piramide|Piramidi]] sono uno scenario atto a spaventare un popolo credulo. (p. 42) *Temevo il lato colossale dell'Egitto: invece, i suoi colossi non sono smisurati e non disturbano l'armonia di una terra proporzionata agli uomini. È una razza di giganti e basta. (p. 45) *[[Aden]], porta dell'inferno, dove ci depongono quei fauni di marmo nero dai riccioletti biondi, dalle guance vermiglie, dalle narici, dalle labbra, dagli archi sopracciliari e dalle giunture delicati. (p. 59) *Aden, valle dei lebbrosi. Miniera senza minerali. Calore del Sud più lugubre freddo del Nord, suolo infecondo che non si cura di produrre alcuna cosa. È un incrocio di razze e di merci, un luogo di convegno di aeroplani e di navi da guerra, una caserma di sentinelle britanniche. (p. 59) *La bellezza affascina e stanca. Alla bruttezza ci si abitua e la si sposa, e quelli che amano Aden non vogliono più partire.<br/>Come i capolavori escono dalla miseria, dalla solitudine, dalla mancanza di beni materiali, dalle ripulse accumulate, così Aden la deserta fa nascere purisangue umani di tutte le razze. (p. 59-60) *Aden, anticamera dell'[[India]], magro luogo, scorpione, cactus, crogiuolo di razze enigmatiche, non offre risorsa alcuna né di mollezza né di grazia. È il contrario di Rodi. È senza speranza, estrema, amara, piantata nel mondo come un coltello. (p. 61) *L'indù povero chiede meno l'elemosina dell'egiziano povero. Chiede l'elemosina con minor bassezza. È uno stile più ipocrita, più pericoloso. (p. 67) *La grande Pagoda di [[Rangoon]] è di una bellezza, di una importanza che superano di gran lunga gli spettacoli superficiali ai quali ci condanna il nostro percorso. Può stare accanto al [[Roma|Castel Sant'Angelo]], all'[[Atene|Acropoli]], alle [[Egitto|Piramidi]]. (p. 76) *{{NDR|Rangoon}} Città birmana, città sikh, città cinese. (p. 78) *E ciò che spiega le nostre abitudini rapide è il fatto che la bellezza è una vecchia conoscenza; la si incontra come se la si conoscesse da sempre. Breve abitudini; è così. Ogni scalo si creava delle nuove abitudini. Al mio ritorno, leggo di [[Friedrich Nietzsche]]: «Amo le brevi abitudini e le considero mezzo inestimabile per imparare a conoscere molte cose». (p. 80-81) *Più la [[Cina]] è povera, più è ricca. I suoi filosofi possiedono la pietra filosofale. Non sporcano: patinano. Conoscono il segreto per fabbricare oro con il letame. (p. 84) *[[Penang]] puzza di patronato. Scuole. Signorine cinesi con occhiali e crocette d'oro. Aria da ipocriti. Collegiali in bicicletta. Non incontriamo mai un bianco. (p. 85) *Di notte, Penang è magica. La strada è una scena di commedia che non finisce mai tra le quinte delle insegne strette e alte che la costeggiano. Insegne di legno e di carta. Il delitto deve esservi cosa del tutto naturale. È impossibile immaginare qui uno dei locali di Montmartre o di [[Marsiglia]]. (p. 85) *Già il fatto di vivere a Penang vuol dire non poter più vivere altrove... e non poter più vivere a Penang! (p. 88) *L'animo, irrigidito, perde la sua elasticità (p. 98) *Motivi potentissimi e quasi sempre segreti sono all'origine di mille particolari che compongono la bellezza brulicante dell'universo. Una singolarità può sembrarci gratuita, ma la sua forza espressiva nasconde sempre delle radici. (p. 99) *Più la Cina ci imita, e più abbandona i suoi misteriosi privilegi. L'erotismo ritorna alla rozzezza europea. (p. 99-100) *[[Singapore]] è una giungla ammaestrata, addomesticata. Dappertutto questa forza mostruosa della giungla esplode, trasformata in prati, in parchi, in culture, in campi di orchidee. È il porto più salubre dell'[[Asia]]. (p. 104) *Nelle infime strade di Singapore si può acquistare un gorilla, una leonessa, un pitone di quattordici metri, un cobra, uno di quei [[tapiro|tapiri]] senza zanne né unghie né veleno ma di una tale bruttezza, di una tale sporcizia che nessuna bestia li vorrebbe in pasto. (p. 114) *Ciascuno occupa il posto che si merita, in virtù di un sistema di pesi e misure che funziona più profondamente dei nostri passi, ci spezza, ci spinge e ci sistema più profondamente dei nostri passi, ci spezza, ci spinge e ci sistema con un'esattezza cieca. A poco a poco si siamo abituati a vedere delle ricompense e delle punizioni in questo sistema che non è sottoposto a nessuna morale. (p. 120) *Non si dice che una bilancia funziona con giustizia; si dice che funziona con giustezza. Costatiamo la giustezza che dirige le vite umane e che l'uomo si ostina a considerare giustizia. Quando questa giustizia disturba i suoi calcoli o lo disorienta, cioè lo manovra suo malgrado, la taccia di ingiustizia. (p. 120) *Ci si innalza secondo le proprie ali. Si affonda secondo il proprio peso. (p. 120) *Non si addomesticano impunemente luoghi che si esprimono per mezzo del cobra e della tigre. I prati, il tennis, le banche non impediscono a Singapore di ansimare come il ventre di una bestia feroce vicino all'Equatore. È l'estremo limite dell'Asia. […]. Quest'isola elegante, questa città elegante possiedono ancora facoltà segrete che deformano il tempo e lo investono, come il peytol deforma la prospettiva e inventa i colori. Lasciano in voi semi di morte. (p. 121) *La magnificenza sordida e la pompa teatrale di [[Hong Kong]] sono di gan lunga superiori allo spettacolo che offrono le città cinesi della penisola. In confronto ad esse [[Rangoon]], [[Penang]] lasciano un ricordo di grandi villaggi, di mercati di pulci. (p. 127) *[[Hong Kong]] è il drago. Ondeggia e si impenna e si tuffa e si attorciglia con tutti i viali irti di vie traverse, di mercati che sono viuzze, di vicoli ciechi equivoci e di scale a picco. E sembra che tutte quelle vie, quei viali, quelle viuzze, quei vicoli ciechi, quei mercati, quei gradini aspettino una processione religiosa, siano imbandierati per qualche festa spaventosa, che conducano al patibolo di un re. (p. 127) *{{NDR|Hong Kong}} Scenario mobile, alle cui sorprese nessun regista, anche geniale, può aspirare. (p. 128) *[[Hong Kong]] è simile alla Hong Kong notturna. Più misteriosa forse sotto quel sole che esalta le réclames multicolori, il bronzo roseo rosso nel quale è scolpito il popolo e la cornice dei quadri nei quali vive. (p. 132) *[[Charlie Chaplin]] è a bordo. La notizia mi sconvolge. Più tardi Chaplin mi disse: «Il vero compito di un'opera è quello di permettere ad amici come noi di bruciare le tappe. Ci conosciamo da sempre» *Non parlo l'inglese. Chaplin non parla il francese. E parliamo senza il minimo sforzo. Che cosa succede? Che lingua è la nostra? È la lingua viva, la più viva di tutte, che nasce dalla volontà di comunicare ad ogni costo, la lingua dei mimi, la lingua dei poeti, la lingua del cuore. (p. 136) *{{NDR|''[[La febbre dell'oro]]''}} Film tra la vita e la morte, tra la veglia e il sogno: è il lume di candela dei Natali tristi. Là Chaplin fa scendere nel più profondo di se stesso la campana dei fratelli Williamson. Gira la flora e la fauna delle grandi profondità. Raggiunge, con l'episodio della capanna, le leggende popolari del Nord, con l'episodio del pollo, la commedia e la tragedia greche. (p. 139) *Chaplin deve essere pronunciato alla francese: è la famiglia del pittore.<br>Di due origini è orgoglioso. Questa discendenza francese e una nonna zingara. (p. 141) *Il [[palazzo imperiale di Tokyo]], città a forma di ruota, è il mozzo intorno al quale tutto gira. La muraglia grigia, i larghi fossati d'acqua stagnante, non lasciano mai intravedere il Mikado. Se viaggia, tra il Palazzo e la stazione, la folla s'inginocchia e abbassa gli occhi. […] Il palazzo imperiale è il Vaticano di quella religione del dovere. (p. 149) *Il [[Giappone]] esce dal mare. Il mare l'ha respinto come una conchiglia di madreperla. Il mare conserva il diritto di distruggerlo e di riprenderselo. (p. 150) *Tokyo la distrutta e la ricostruita è una piovra dagli elastici tentacoli. *«Il tempo degli uomini è eternità ripiegata», dice Anubis nella Macchina Infernale. *I nostri atti più gratuiti assomigliano alle figurine che i bambini ritagliano sul bordo della piega. Interiormente si dispone il merletto e i nostri atti, che zoppicano, per lo più trovano una simmetria. (p. 175) *Il [[poeta]] vive nel mondo «reale». Lo si teme perché mette l'uomo col naso nelle sue caccole. L'idealismo umano cede di fronte alla sua probità, alla sua inattualità (la vera attualità), al suo realismo che la gente considera pessimismo, al suo ordine che chiama anarchia. Il poeta è antiprotocollare. Si è creduto per molto tempo che fosse il capo del protocollo della inesattezza. Il giorno in cui il pubblico ha capito quello che era veramente, lo ha temuto. (p. 174) *L'intensità dell'[[Europa]] è soltanto nel [[vizio]], nel [[delitto]]. La sua [[virtù]], purtroppo è scialba. La virtù intensa è rara. È la santità: quella del [[poeta]], quella dell'orientale. (p. 175) *La caduta degli angeli non sarà forse la caduta degli angoli? (In ebraico esiste una parola sola per esprimere le due cose). (p. 175) *La [[forza]] del [[vizio]] sta nel fatto che non sopporta la mediocrità. La debolezza della nostra virtù è che la sopporta, che si condanna ad essa e che ne fa la propria fine. Matrimonio, ecc. (p. 175) *Una forza che porta un nome (fosse anche il fulmine) è già una forza indebolita. (p. 176) *[...] la vera [[politica]] è come il vero amore. Si nasconde. (pp. 176-7) ==''La spaccata''== ===[[Incipit]]=== Jacques Forestier piangeva con facilità. Il cinema, la cattiva musica, un romanzo d'appendice gli strappavano le lacrime. Non confondeva simili ingannevoli dimostrazioni di delicatezza d'animo con le lacrime profonde: queste sembrano scorrere senza motivo.<br/>Poiché nascondeva le lacrime di poco conto all'ombra di un palco o standosene solo con un libro, e poiché le lacrime autentiche sono rare, lo consideravano una persona insensibile e spiritosa.<br/>La sua reputazione di persona spiritosa derivava dalla prontezza di spirito. Tutto al mondo gli suggeriva versi in rima, e lui li combinava in modo tale che le rime sembravano esistere da sempre. Per rime intendiamo: qualsiasi cosa.<br/>Forzava brutalmente i nomi propri, i volti, gli atti, i discorsi esitanti, spingendoli ai limiti, abitudine che gli procurò la reputazione di bugiardo.<br/>Aggiungiamo che ammirava i bei corpi e i bei visi, a qualsiasi sesso appartenessero. A causa di questa strana vaganza gli venivano addebitati cattivi costumi, perché i cattivi costumi sono l'unica cosa di cui le persone fanno credito senza esitare. ===Citazioni=== *Arrivare. Jacques si domanda a che cosa si arrivi. [[Napoleone Bonaparte|Bonaparte]] è arrivato all'incoronazione o a Sant'Elena? Un treno che fa parlare di sé perché ha deragliato e ucciso i suoi passeggeri è arrivato? O è più arrivato se arriva in stazione? (p. 11) *È un dato di fatto che il ballo in [[maschera]] smaschera. (p. 16) *La mappa della nostra vita è piegata in modo tale che noi non la vediamo attraversata da un'unica grande strada, ma, mano a mano che l'apriamo, da una piccola strada ogni volta diversa. Crediamo di scegliere e non abbiamo scelta. (p. 21) *Un giovane giardiniere persiano disse al suo principe:<br/>«Stamattina ho incontrato la [[morte]]. Mi ha fatto un gesto di minaccia. Mi salvi. Vorrei che un miracolo mi facesse essere a [[Esfahan|Ispahan]], stasera».<br />Il buon principe gli presta i suoi cavalli. Nel pomeriggio, il principe incontra la morte.<br/>«Perché», le chiede, «stamattina hai fatto un gesto di minaccia al mio giardiniere?».<br/>«Non era un gesto di minaccia», rispose, «ma di sorpresa, perché avevo visto che stamattina era così lontano da Ispahan, ed è a Ispahan che devo prenderlo stasera». (p. 21) *[...] i [[fiume|fiumi]] scorrono senza badare ai bagnanti e agli alberi di cui riflettono l'immagine. Desiderano il mare. Lo baciano alla fine di un viaggio eterno, gettandovisi con voluttà. (p. 45) *Quando tutto si muove insieme, nulla sembra muoversi. (p. 57) *Il [[sonno]] ha il suo universo, la sua geografia, la sua geometria, il suo calendario. Capita che a volte ci trasporti in ere antidiluviane. Allora ritroviamo una scienza del mare misteriosa. Nuotiamo e crediamo di volare senza fatica. (p. 91) *Il sonno non è ai nostri ordini. È un pesce cieco che sale dagli abissi, un uccello che piomba dall'alto su di noi. (p. 104) *Nel momento del risveglio, chi pensa, in noi, è l'animale, la pianta. Pensiero primitivo senza nessun cosmetico. L'universo che vediamo è terribile, perché vediamo bene. Poco tempo ancora, e l'intelligenza ci imbottisce di artifici. Fornisce quei piccoli giocattoli che l'uomo inventa per nascondere il vuoto. È allora che crediamo di veder bene. (p. 106) *[[Occhiali da sole|Occhiali scuri]] o [[malinconia]] spengono i colori del mondo; ma, attraverso loro, possiamo fissare il sole e la morte. (p. 114) *[...] per vivere sulla terra bisogna seguirne le mode, e il cuore è un capo che non si indossa più. (p. 140) ==''Oppio''== *Un eremita vive nell'estasi? I suoi disagi saranno il colmo degli agi. Bisognerà che ne esca. (p. 29) *Vivere è una caduta orizzontale. (p. 29) *La noia mortale del fumatore guarisce. Tutto ciò che facciamo in vita, anche l'amore, lo facciamo nel treno espresso che corre verso la morte. Fumare l'oppio è lasciare il treno in corsa: occuparsi d'altro che della vita e della morte. (p. 34) *È difficile, dopo avere conosciuto l'[[oppio]], viverne senza, perché è difficile, dopo averlo conosciuto, prendere sul serio la terra. E, a meno di essere un santo, è difficile vivere senza prendere sul serio la terra. (p. 110) *Il [[genio]] è il punto estremo del senso pratico. (p. 135) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Diario di uno sconosciuto''=== L'[[invisibilità]] mi sembra il requisito primario dell'[[eleganza]]; perché l'eleganza finisce se si fa notare.<ref>Citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993.</ref> ===''Thomas l'impostore''=== La guerra cominciò in un gran caos.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ==Citazioni su Jean Cocteau== *Dilettante di tutte le esperienze estetiche e mondane, umanista che non conosce il greco, futurista, dadaista, surrealista, e a un certo momento perfino neocattolico, Cocteau ha fatto il ragazzaccio a spese dei classici, s'è divertito a spostare e a capovolgere tutte le posizioni della più venerabile tradizione. ([[Silvio D'Amico]]) *L'editore francese Bernard Grasset disse una volta a Jean Cocteau che gli editori erano molto più importanti degli scrittori. «Dovresti fare come i produttori cinematografici» commentò Cocteau. «Annunciando per esempio a grossi caratteri "UN LIBRO DI GRASSET" e sotto, in piccolo, "Parole di Cocteau"» ([[Jean Galtier-Boissière]]) *Noto falso poeta, un verseggiatore a cui capita di avvilire, invece di elevare, ogni cosa che tocca. ([[André Breton]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Jean Cocteau, ''Diario (1942 – 1945)'', traduzione di Giovanna Parodi, a cura di Jean Touzot, introduzione di Marco Vallora, Mursia, Milano, 1993. ISBN 88-425-1081-5 *Jean Cocteau, ''I ragazzi terribili'', traduzione di Giovanni Fattorini, Rizzoli, Milano, 1989. *Jean Cocteau, ''Il mio primo viaggio'' (''Mon premier Voyage – tour du monde en 80 jours''), traduzione di Olga Koudacheff, Istituto Geografico De Agostini, 1964. *Jean Cocteau, ''La spaccata'' (''Le grand écart''), traduzione di Francesco Bergamasco, Alberto Castelvecchi Editore, 2009. *Jean Cocteau, ''Oppio'', traduzione di Renata Debenedetti, SE, Milano, 2001. ISBN 88-7710-506-2 *Raymond Radiguet, ''Il ballo del conte d'Orgel'' (''Le bal du comte d'Orgel''), traduzione di Enrico Emanuelli, introduzione di Roberto Cantini, Oscar Mondadori 1975. ==Filmografia== ===Regia=== *''[[La bella e la bestia (film 1946)|La bella e la bestia]]'' (1946) ===Sceneggiatura=== *''[[La bella e la bestia (film 1946)|La bella e la bestia]]'' (1946) == Voci correlate == *[[Jean Marais]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Cocteau, Jean}} [[Categoria:Designer francesi]] [[Categoria:Diaristi francesi]] [[Categoria:Drammaturghi francesi]] [[Categoria:Poeti francesi]] [[Categoria:Registi francesi]] [[Categoria:Saggisti francesi]] [[Categoria:Sceneggiatori francesi]] [[Categoria:Scrittori francesi]] mybuik862tkvl81u8cmb00jw1qc159t Odio 0 2430 1410345 1409782 2026-04-13T06:43:31Z Spinoziano 2297 +1 1410345 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Hate.zh.PNG|thumb|Ideogramma cinese che rappresenta l'odio]] Citazioni sull{{'}}'''odio'''. ==Citazioni== *All'odio è più facile credere. ([[Publio Cornelio Tacito]]) *Anche l'odio è creativo. Talvolta mi chiedo se l'uomo, se l'animale, sulla terra, non siano stati creati dall'odio, se qualche demonio non abbia presieduto a tutta questa creazione fantastica ed inutile che talvolta contempla dal suo angolo d'esilio un Dio eccellente, impotente e alquanto indifferente. ([[Maurice Sachs]]) *''Anche odiare è un diritto, sai?'' ([[Afterhours]]) *Chi dovevo combattere era il me stesso prigioniero di quella stregoneria chiamata odio. (''[[Ken il guerriero - La trilogia]]'') *Chi odia un male semplicemente ne crea un altro. ([[Jane Roberts]]) *Chiunque abbandoni i suoi princìpi per vivere nell'odio è un mostro. (''[[Kirby (anime)|Kirby]]'') *Colui che vede tutti gli esseri nel Sé e vede il Sé in tutti gli esseri, questi non odia nessuno. (''[[Isa Upanishad]]'') *Come si fa a vincere? [...] Te lo dico io. In tutto, non solo nella boxe, ci vuole una cosa, se no non si vince. [...] L'odio. L'odio ci vuole. Odia chi vuole batterti, odialo a morte! E vedrai che i soldi ti pioveranno addosso. E coi soldi verranno le donne. E tutte le altre cose belle della vita. (''[[La polizia bussa alla porta]]'') *Con la violenza puoi uccidere colui che odia, ma non uccidi l'odio. La violenza aumenta l'odio e nient'altro. ([[Martin Luther King]]) *Di tutti gli oggetti d'odio, una donna un tempo amata è il più odioso. ([[Max Beerbohm]]) *È possibile provare così tanto odio che smetti di sentirlo come un pesce che non sa di essere nell'acqua. (''[[G.I. Joe - La vendetta]]'') *È qui infatti, nelle liti di cortile, che l'odio umano si raffina e si esalta fino a raggiungere vette insuperabili, diventa un assoluto. È l'odio puro: astratto, disincantato, disinteressato; quello che muove l'universo, e che sopravvive a tutto. ([[Sebastiano Vassalli]]) *– E tu come stai?<br>– Come quando odi qualcuno... e all'improvviso nun ce sta più... e t'accorgi che te manca... perché nun lo puoi manco più odià. (''[[Suburra - La serie]]'') *È uno de' vantaggi di questo mondo, quello di poter odiare ed esser odiati, senza conoscersi. ([[Alessandro Manzoni]], ''[[I promessi sposi]]'') *Ecco! All'inizio anche io pensavo fosse odio, l'odio era l'unica cosa che conoscevo, l'odio aveva costituito il mio mondo, mi aveva imprigionato, mi aveva insegnato a mangiare, bere, respirare. Pensavo che l'odio che mi scorreva nelle vene mi avrebbe ucciso. Ma poi è successo qualcosa... a me, come è successo a te. (''[[V per Vendetta]]'') *''Finché senti il senso dell'odio potrai dire di essere vivo!'' ([[Salmo (rapper)|Salmo]]) *Finché si odia si ama ancora. ([[Alphonse Karr]]) *Il vero odio è un sentimento che si impara col tempo. ([[Carlos Ruiz Zafón]]) *I mezzi di lotta impiegati dall'odio recidono la possibilità di un dialogo umano. Dall'odio non nasce che l'odio. ([[Remo Cantoni]]) *Io so che l'odio come l'[[ira]] hanno la loro funzione nello sviluppo della società, perché l'odio dà la forza e l'ira sprona al mutamento. ([[Ivo Andrić]]) *– Io vi odio! [...]<br>– Non mi conoscete abbastanza per odiarmi. L'odio è un sentimento che mi è molto familiare. È pericoloso, ti si ritorce contro. So di un tale che passò cinque anni a cercare un uomo che odiava. Continuava a vivere solo per l'odio e per la sete di vendetta. Passò tutti quegli anni a dargli la caccia. Quando lo trovò fu il giorno più brutto della sua vita. Si sarebbe vendicato, certo. Ma avrebbe perso quello per cui aveva vissuto. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]'') *L'odio, a differenza dell'amore, circoscrive la propria identità. Dimmi chi odi e ti dirò chi sei; dimmi chi ami e ne saprò quanto prima. ([[Aldo Busi]]) *L'odio appartiene ad attimi di impotenza. ([[Fabio Volo]]) *L'odio che parla solo attraverso gli sguardi, è sofferenza. ([[Karl Kraus]]) *L'odio come fattore di lotta; l'odio intransigente contro il nemico, che permette all'uomo di superare i suoi limiti naturali e lo trasforma in una efficace, violenta, selettiva e fredda macchina per uccidere. I nostri soldati devono essere così: un popolo senza odio non può distruggere un nemico brutale. Bisogna portare la guerra fin dove il nemico la porta: nelle sue case, nei suoi luoghi di divertimento. Renderla totale. Non bisogna lasciargli un minuto di tranquillità [...] farlo sentire come una belva braccata. ([[Che Guevara]]) *L'odio come impulso non è cattivo, vuole costringerci a liberarci dell'altro e a crearci uno spazio nostro, nel quale possiamo vivere. ([[Anselm Grün]]) *L'odio deve rendere produttivi, altrimenti è più intelligente amare. ([[Karl Kraus]]) *L'odio è il [[piacere]] più duraturo; gli [[uomo|uomini]] amano in fretta, ma odiano con calma. ([[George Gordon Byron]]) *L'odio è la catena più grave insieme e più abietta, con la quale l'uomo possa legarsi all'uomo. ([[Ugo Foscolo]]) *L'odio è la cosa meno costosa da distribuire quando la gente non ha più niente, e rende molto. ([[François Maspero]]) *L'odio è un liquore prezioso, un veleno più caro di quello dei Borgia; perché è fatto con il nostro sangue, la nostra salute, il nostro sonno e due terzi del nostro amore. Bisogna esserne avari. ([[Charles Baudelaire]]) *L'odio è un tonico, fa vivere, ispira vendetta; invece la pietà uccide, indebolisce ancora di più la nostra debolezza. ([[Honoré de Balzac]]) *L'odio è una palla al piede: la vita è troppo breve per passarla sempre arrabbiati, non ne vale la pena. (''[[American History X]]'') *– L'odio fa sprecare molte energie e fa aumentare la sete, e voi sapete che abbiamo molto bisogno di acqua.<br>– L'odio non si può soffocare.<br>– Molti hanno soffocato l'odio, e sono stati felici per questo. (''[[Reverendo Colt]]'') *''L'odio feroce, l'odio ruggente, | fa male dentro e brucia la mente, | io ti capisco ne so qualcosa, | esser civile come pesa.'' ([[Lucio Battisti]]) *L'odio non è l'unica alternativa possibile in un mondo pieno di altri. ([[Stephen Marche]]) *L'odio non libera, ma vincola per l'eternità, genera solo mostri, ostruisce il dispiegamento della vita. ([[Massimo Recalcati]]) *L'odio può essere sconfitto soltanto con l'amore. Rispondendo all'odio con l'odio non si fa altro che accrescere la grandezza e la profondità dell'odio stesso. ([[Mahatma Gandhi]]) *L'[[orgoglio]] non ha niente di proprio; altro non è che il nome dato all'anima che divora sé stessa. Quando questa sconcertante perversione dell'amore ha dato il suo frutto, essa porta ormai un altro nome, più ricco di senso, sostanziale: odio. ([[Georges Bernanos]]) *L'uomo comincia a non odiare il suo prossimo soltanto quando tra lui e il suo prossimo può esserci almeno un muro di mezzo. ([[Vittorio Giovanni Rossi]]) *L'uomo è nato per odiare in misura quasi maggiore d'amare: e l'odio non si stanca di afferrare qualsiasi situazione disponibile. ([[Albert Einstein]]) *Le cose che odiamo veramente ci nauseano e usiamo questa espressione per manifestare l'odio più profondo di cui la nostra natura è capace; ma, se sentiamo di odiare, il nostro odio è di fatto lieve e inoffensivo. ([[Samuel Butler]]) *Mai, invero, si placano quaggiù gli odii con l'odiare: col non-odiare si placano. Questa è legge eterna. ([[Gautama Buddha]]) *Nel definire l'«odio» occorre sottolineare che oggetto di questa emozione è una determinata personalità. L'odio si sostanzia certamente in un comportamento aggressivo, ma non va confuso con gli attacchi motivati da un normale istinto d'aggressione. A differenza del normale comportamento aggressivo, l'odio si distingue per la persistenza. ([[Konrad Lorenz]]) *Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai d'un peccato per lui. (''[[Levitico]]'') *Non importa molto che cosa un uomo odia, purché odi qualcosa. ([[Samuel Butler]]) *«Odia il [[peccato]] e non il peccatore» è un precetto che, benché abbastanza facile da comprendere, viene messo in pratica raramente, ed è per questo che il veleno dell'odio si diffonde nel mondo. ([[Mahatma Gandhi]]) *Odiamo chi ci incute timore; ciascuno desidera con ardore che coloro che odia crepino. ([[Quinto Ennio]]) *Odiare è dar troppa importanza all'odiato. ([[Ugo Bernasconi]]) *''Odio il poema ciclico, né mi piace la via | che porta molti qua e là; | odio anche l'amasio di tutti, né alla fontana pubblica | bevo: disprezzo tutte le cose popolari.'' ([[Callimaco]]) *Odio (''s.m.''). Il sentimento più appropriato di fronte all'altrui superiorità. ([[Ambrose Bierce]]) *Odio, rabbia, paura. È ciò che usano per mettervi l'uno contro l'altro. Quando vi liberate dell'odio, al quale vi costringono, vi appare chiaro che l'amore è la nostra natura. (''[[Ben-Hur (film 2016)|Ben-Hur]]'') *Ora il senso dell'identità si fonda sull'odio, sull'odio per chi non è identico. Bisogna coltivare l'odio come passione civile. Il nemico è l'amico dei popoli. Ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria. L'odio è la vera passione primordiale. È l'amore che è una situazione anomala. Per questo Cristo è stato ucciso: parlava contro natura. Non si ama qualcuno per tutta la vita, da questa speranza impossibile nascono adulterio, matricidio, tradimento dell'amico... Invece si può odiare qualcuno per tutta la vita. Purché sia sempre là a rinfocolare il nostro odio. L'odio riscalda il cuore. ([[Umberto Eco]]) *Per quanto esecrabile, l'odio è un sentimento, un'emozione che non può essere represso nell'aula di un tribunale. Se questa è l'era dei diritti allora, come lo fece [[Oriana Fallaci]], rivendico a gran voce anche il diritto all'odio e al disprezzo e a poterli manifestare liberamente nei toni e nelle maniere dovute. ([[Roberto Vannacci]]) *Puoi odiare, e perderti; puoi, con un tuo sentimento, allontanar da te ogni benedizione. ([[Alessandro Manzoni]], ''[[I promessi sposi]]'') *Quanti si ritengono miserevoli odiano tenacemente quelli che vorrebbero attrarli nella cerchia dei felici. ([[Erica Jong]]) *Quello che mi fa paura è constatare ogni giorno che persiste un grave peccato profondamente radicato nel cuore dell'uomo: l'odio verso il fratello. E se pensiamo che accada solo nelle guerre e nei soprusi dell'economia capitalistica siamo lontani dal vero. L'odio, l'esclusione del fratello, prende forma sotto i nostri occhi nella vita di ogni giorno: dai rapporti familiari alle relazioni amicali, dall'ansia di carrierismo che porta ognuno di noi a prevaricare l'altro ai giudizi lapidari e gratuiti sugli individui e sui diversi. ([[Andrea Gallo]]) *Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. ([[Gesù]]) *Se si ammettono le parole dell'odio nel contesto pubblico, se si accoglie lo hate speech nella ritualità del quotidiano, si legittimano rapporti imbarbariti. Io l'odio l'ho visto. L'ho sofferto. E so dove può portare. Per questo vado a parlare con gli studenti. Gli racconto un passato figlio dell'odio e del rancore disumano e loro mi ascoltano con un'attenzione di cui non smetto di essergli grata. ([[Liliana Segre]]) *Se [[uccidere]] è un dovere, perché non farlo senza odio? ([[Avner]]) *Un cristiano non può considerare "giustificabili" l'odio o l'esecrazione in nessuna occasione e qualunque sia la tua opinione in merito, non ci sono dubbi sulle conseguenze pratiche che la cosa avrebbe su di te. Potresti ingoiare una dose di acido prussico in due sorsi e pensare di proteggerti dicendo: «Questo è per Robespierre, quest'altro è per l'assassino di Bristol», ma sarà difficile avere dubbi su chi beneficerà del veleno. ([[Emmet Fox]]) *Una malattia conosciuta col nome di odio. Non è un virus, né un microbo, né un germe. Ma nonostante questo è una malattia anche altamente contagiosa, con effetti mortali. Non la cercate ai confini della realtà, cercatela nello specchio. Trovatela prima che la luce vada via del tutto. (''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (quinta stagione)|Ai confini della realtà]]'') *Una volta ho letto di una specie di fungo che cresce negli alberi. Il fungo comincia a invadere le vie che portano l'acqua e il nutrimento dalle radici ai rami. Le mette fuori servizio, una alla volta, le soffoca. Ben presto, il fungo toglie all'albero l'acqua e gli elementi chimici, e tutto ciò di cui ha bisogno per sopravvivere. Contemporaneamente, piano piano fa marcire l'albero dal di dentro, trasformandolo in marciume, minuto per minuto.<br />È così anche l'odio. Ti nutrirà e allo stesso tempo ti trasformerà in qualcosa di marcio.<br />È duro, profondo e spigoloso, un sistema di barricate. È assoluto e totale.<br />L'odio è una torre alta. Nelle Terre Selvagge, comincio a costruirla e ad arrampicarmi. ([[Lauren Oliver]]) ===[[Marcello Marchesi]]=== *A me capita di odiare non una classe ma solo una persona. Alla volta. *La verità è che odio bonariamente tutti. *Padre nostro che sei nei cieli dacci odio, il nostro pane quotidiano. ==[[Proverbi italiani]]== *Chi semina odio, raccoglie pentimenti. *Chi semina odio, raccoglie vendetta. *Dove governano l'odio e l'invidia, non c'è né felicità né pace. *Due cose son sorde e cieche: odio e favore. *L'odio è cieco come l'amore. *L'odio e l'invidia lacerano se stessi. *L'odio tra parenti è peggiore della puntura di uno scorpione. *Meglio aperto rimprovero, che odio segreto. *Nessun odio è così forte come quello che nasce dall'amore. *Odio di principe e sugo di cicuta son pericolosi. *Più perversa è la natura, più tenace è l'odio. ===[[Proverbi toscani]]=== *Grande amicizia genera grand'odio. *La [[verità]] è madre dell'odio. ==Bibliografia== *Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903 ==Voci correlate== *[[Amore]] *[[Amore e odio]] *[[Crimini d'odio]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|wikt|preposizione=sull'}} [[Categoria:Relazioni]] [[Categoria:Sentimenti]] e292iji7ugyn5qlfznrmk53rpy3mfci Greta Garbo 0 3281 1410272 1407096 2026-04-12T17:21:52Z Camelia.boban 17423 +1 su Carmen Amaya 1410272 wikitext text/x-wiki [[File:Greta Garbo 1924 2.jpg|right|thumb|Greta Garbo nel 1924]] {{Premio|Oscar|Oscar alla carriera (1955)}} '''Greta Garbo''', pseudonimo di '''Greta Lovisa Gustafsson''' (1905 – 1990), attrice svedese. ==Citazioni di Greta Garbo== *{{NDR|Su [[Carmen Amaya]]}} L'arte stessa. :''El arte.''<ref>{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://www.abc.es/cultura/20131102/abci-carmen-amaya-centenario-201311012037.html Carmen Amaya, la Capitana que fascinó al mundo con su baile salvaje]'', ''abc.es'', 2 novembre 2013.</ref> *Sono sempre stata incline alla malinconia, anche quando andavo a scuola preferivo sempre starmene da sola.<ref>Citato in Malcolm Folley, ''Borg vs. McEnroe: {{small|la più grande rivalità del tennis moderno}}'', prefazione di [[Adriano Panatta]], traduzione di Chiara Basso, Effepi Libri, Monte Porzio Catone, 2006, [http://books.google.it/books?id=_ArUWRRxCuUC&lpg=PP1&pg=PA54 p. 54], ISBN 88-6002-004-2</ref> *Spesso seguo chi mi sta davanti. Non potrei sopravvivere qui se non camminassi. Non potrei stare per ventiquattr’ore in questo appartamento. Esco e guardo gli esseri umani.<ref>Dalla rivista ''People'', 30 aprile 1990; citato in ''[https://www.ilpost.it/2018/05/28/greta-garbo/ ilpost.it]'', 28 maggio 2018.</ref> ==Citazioni su Greta Garbo== *Greta Garbo e [[Anna Magnani]]: la differenza tra la luna e un temporale. ([[Dino Risi]]) *Greta Garbo l'incontrai in una sala d'[[Assisi]], dove faceva così freddo da rannicchiarsi sotto al cappello e tenere alzato il bavero del cappotto. Quel freddo umbro-toscano che spacca le pietre, e odora lontanamente di polenta dolce e castagne arroste. ([[Emilio Cecchi]]) *Il volto della Garbo esprime un'Idea, quello della [[Audrey Hepburn|Hepburn]] un Evento. ([[Roland Barthes]]) *La Garbo appartiene ancora a quel momento del cinema in cui la sola cattura del volto umano provocava nelle folle il massimo turbamento, in cui ci si perdeva letteralmente in un'immagine umana come in un filtro, in cui il viso costituiva una specie di stato assoluto della carne, che non si poteva raggiungere né abbandonare. [...] La Garbo offriva una specie di idea platonica della creatura [...] Il suo appellativo di Divina mirava indubbiamente a rendere, più che uno stato superlativo della bellezza, l'essenza della sua persona corporea, scesa da un cielo dove le cose sono formate e finite nella massima chiarezza. ([[Roland Barthes]]) *La prima volta che la vidi fu nello studio del capo-scenografo della MGM, Cedric Gibbons. Strettamente avvolta in una specie di tuta, in pantaloni, il capo coperto da un turbante che le nasconde i capelli, gli occhi protetti da grandi occhiali neri, appare così decisa a «difendersi» da ogni assalto indiscreto che perfino mio marito non la riconosce. La conversazione verte sulla scelta degli abiti che dovrebbe indossare, ma lei non apre bocca, o quasi. Molto riservata, in ogni circostanza, sa come preservare il mito del suo mistero. Quando si gira, se ne sta rinchiusa nella sua roulotte, o nel camerino, fino all'ultimo, affidando alla sua controfigura la prova di tutti gli spostamenti, di tutte le posizioni. In tal modo la sua «apparizione» dà luogo a un effetto per così dire moltiplicato. Sebbene la sua controfigura sia una splendida donna, vestita e pettinata esattamente come lei, il fascino che irradia Greta Garbo non conosce uguali. ([[Margarita Wallmann]]) ==Filmografia== {{div col}} *''[[Anna Christie]]'' (1930) *''[[Cortigiana (film)|Cortigiana]]'' (1931) *''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]'' (1931) *''[[Grand Hotel (film 1932)|Grand Hotel]]'' (1932) *''[[La regina Cristina]]'' (1933) *''[[Margherita Gauthier]]'' (1936) *''[[Ninotchka]]'' (1939) {{div col end}} ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:Garbo, Greta}} [[Categoria:Attori svedesi]] rstia6t36lib3pnqo0e9519skcn0spz 1410361 1410272 2026-04-13T07:11:07Z Spinoziano 2297 /* Citazioni su Greta Garbo */ +1 1410361 wikitext text/x-wiki [[File:Greta Garbo 1924 2.jpg|right|thumb|Greta Garbo nel 1924]] {{Premio|Oscar|Oscar alla carriera (1955)}} '''Greta Garbo''', pseudonimo di '''Greta Lovisa Gustafsson''' (1905 – 1990), attrice svedese. ==Citazioni di Greta Garbo== *{{NDR|Su [[Carmen Amaya]]}} L'arte stessa. :''El arte.''<ref>{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://www.abc.es/cultura/20131102/abci-carmen-amaya-centenario-201311012037.html Carmen Amaya, la Capitana que fascinó al mundo con su baile salvaje]'', ''abc.es'', 2 novembre 2013.</ref> *Sono sempre stata incline alla malinconia, anche quando andavo a scuola preferivo sempre starmene da sola.<ref>Citato in Malcolm Folley, ''Borg vs. McEnroe: {{small|la più grande rivalità del tennis moderno}}'', prefazione di [[Adriano Panatta]], traduzione di Chiara Basso, Effepi Libri, Monte Porzio Catone, 2006, [http://books.google.it/books?id=_ArUWRRxCuUC&lpg=PP1&pg=PA54 p. 54], ISBN 88-6002-004-2</ref> *Spesso seguo chi mi sta davanti. Non potrei sopravvivere qui se non camminassi. Non potrei stare per ventiquattr’ore in questo appartamento. Esco e guardo gli esseri umani.<ref>Dalla rivista ''People'', 30 aprile 1990; citato in ''[https://www.ilpost.it/2018/05/28/greta-garbo/ ilpost.it]'', 28 maggio 2018.</ref> ==Citazioni su Greta Garbo== *{{NDR|''[[Margherita Gauthier]]''}} È, forse, la più grande interpretazione di G. Garbo, in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo. (''[[il Morandini]]'') *Greta Garbo e [[Anna Magnani]]: la differenza tra la luna e un temporale. ([[Dino Risi]]) *Greta Garbo l'incontrai in una sala d'[[Assisi]], dove faceva così freddo da rannicchiarsi sotto al cappello e tenere alzato il bavero del cappotto. Quel freddo umbro-toscano che spacca le pietre, e odora lontanamente di polenta dolce e castagne arroste. ([[Emilio Cecchi]]) *Il volto della Garbo esprime un'Idea, quello della [[Audrey Hepburn|Hepburn]] un Evento. ([[Roland Barthes]]) *La Garbo appartiene ancora a quel momento del cinema in cui la sola cattura del volto umano provocava nelle folle il massimo turbamento, in cui ci si perdeva letteralmente in un'immagine umana come in un filtro, in cui il viso costituiva una specie di stato assoluto della carne, che non si poteva raggiungere né abbandonare. [...] La Garbo offriva una specie di idea platonica della creatura [...] Il suo appellativo di Divina mirava indubbiamente a rendere, più che uno stato superlativo della bellezza, l'essenza della sua persona corporea, scesa da un cielo dove le cose sono formate e finite nella massima chiarezza. ([[Roland Barthes]]) *La prima volta che la vidi fu nello studio del capo-scenografo della MGM, Cedric Gibbons. Strettamente avvolta in una specie di tuta, in pantaloni, il capo coperto da un turbante che le nasconde i capelli, gli occhi protetti da grandi occhiali neri, appare così decisa a «difendersi» da ogni assalto indiscreto che perfino mio marito non la riconosce. La conversazione verte sulla scelta degli abiti che dovrebbe indossare, ma lei non apre bocca, o quasi. Molto riservata, in ogni circostanza, sa come preservare il mito del suo mistero. Quando si gira, se ne sta rinchiusa nella sua roulotte, o nel camerino, fino all'ultimo, affidando alla sua controfigura la prova di tutti gli spostamenti, di tutte le posizioni. In tal modo la sua «apparizione» dà luogo a un effetto per così dire moltiplicato. Sebbene la sua controfigura sia una splendida donna, vestita e pettinata esattamente come lei, il fascino che irradia Greta Garbo non conosce uguali. ([[Margarita Wallmann]]) ==Filmografia== {{div col}} *''[[Anna Christie]]'' (1930) *''[[Cortigiana (film)|Cortigiana]]'' (1931) *''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]'' (1931) *''[[Grand Hotel (film 1932)|Grand Hotel]]'' (1932) *''[[La regina Cristina]]'' (1933) *''[[Margherita Gauthier]]'' (1936) *''[[Ninotchka]]'' (1939) {{div col end}} ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:Garbo, Greta}} [[Categoria:Attori svedesi]] tnr8o38zvk93t6xbzldgn3n22j7odbn Pauline Kael 0 4101 1410227 1362577 2026-04-12T12:42:50Z Udiki 86035 1410227 wikitext text/x-wiki [[File:Pauline Kael (1968).jpg|thumb|Pauline Kael, 1968]] '''Pauline Kael''' (1919 – 2001), critica cinematografica statunitense. ==Citazioni di Pauline Kael== *{{NDR|Su ''Il lamento sul sentiero''}} Bello, a volte divertente, e pieno d'amore.<ref>Da ''The New Yorker''. Citato in AA.VV., ''Il libro dei film'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2020, p. 133. ISBN 9788858025864</ref> *{{NDR|Su [[Gene Wilder]]}} Da isterico qual è, è più divertente di [[Peter Sellers]]. Per Sellers l'isteria è solo un'arma in più nel suo arsenale comico — la sua isteria si prende gioco dell'isteria — ma l'isteria di Wilder sembra perfettamente naturale. :''As a hysteric, he's funnier even than Peter Sellers. For Sellers, hysteria is just one more weapon in his comic arsenal — his hysterya mocks hysteria — but Wilder's hysteria seems perfectly natural.''<ref name="magnetic blur">Da ''[http://www.newyorker.com/magazine/1974/12/30/a-magnetic-blur A magnetic blur]'', ''The New Yorker'', 30 dicembre 1974, p. 58.</ref> *''[[Detective's Story]]'' sembrava promettente: Paul Newman in un tentativo di ricreare il mondo dei detective privati alla Bogart, come in ''[[Il grande sonno]]'', con i suoi personaggi viziati e la civiltà decadente della California del Sud. Ma si tratta di un tentativo disprezzabilmente maldestro. Questo tipo di film richiede arguzia (ma che lo sceneggiatore, William Goldman, non riesce a offrire) e una regia pienamente professionale. Jack Smight si dimostra un pasticcione dall'inizio alla fine. Niente ha bisogno di giustificazione meno dell'intrattenimento; ma quando qualcosa pensato unicamente per intrattenere fallisce, non c'è alcuna giustificazione. Un film sui detective privati senza stile e raffinatezza è un'ignominia. Non conosco donna o ragazza che di solito non apprezzi guardare [[Paul Newman]]; ma qui recita in modo rozzo – è la sua peggior interpretazione dai tempi del suo esordio (''[[Il calice d'argento]]''). A sua parziale discolpa: cosa può fare un attore con un ruolo che lo costringe a essere mezzo annegato e pestato a sangue – tutto questo serve solo come un afrodisiaco? Potrebbe almeno smetterla di fare le smorfie; sarebbe stato meglio se si fosse limitato semplicemente a recitare (e probabilmente sarebbe stato meglio per lui se si fosse defilato). :''Harper sounded promising - Paul Newman in an attempt to recapture the Bogart private-eye world of The Big Sleep, with its spoiled people and overripe Southern California civilization. But it's a despicably incompetent attempt. This kind of movie requires wit (which the scenarist, William Goldman, fails to provide) and thoroughly professional directorial skill. Jack Smight is a bungler from start to finish. Nothing needs justification less than entertainment; but when something planned only to entertain fails, it has no justification. A private-eye movie without style and sophistication is ignominious. I don't know a woman or a girlchild who doesn't ordinarily enjoy looking at Paul Newman; but he performs coarsely in this-it's his worst performance since his first (The Silver Chalice). In mitigation of his offensiveness: What can an actor do with a role that calls for him to be halfdrowned and beaten to a bloody pulp-all of which merely serves him as an aphrodisiac? He could at least stop mugging; it would be better if he just walked through (and probably better for him if he walked out).''<ref>Citato in {{cita web|autore=Pauline Kael|url=https://archive.org/details/sim_rosie_1966-04_93_7/page/192/mode/1up?view=theater|editore=Gruner + Jahr|lingua={{en}}|titolo=At the movies|opera=McCall's Magazine|volume=93|pagina=192|=|accesso=8 gennaio 2025|data=Aprile 1966}}</ref> *{{NDR|Su ''[[A qualcuno piace caldo]]''}} Esilarante e innocente, sebbene sempre sull'orlo di un doppio senso con effetti disastrosi.<ref>Da ''5001 nights at the movies'', 1982. Citato in AA.VV., ''Il libro dei film'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2020, p. 148. ISBN 9788858025864</ref> *''[[I pugni in tasca]]'' di [[Marco Bellocchio]] è probabilmente l’opera d’esordio più sconvolgente della storia del cinema.<ref>Citato in ''[http://distribuzione.ilcinemaritrovato.it/per-conoscere-i-film/i-pugni-in-tasca/ladolescenza-e-la-rabbia/ L'adolescenza e la rabbia]'', ''ilcinemaritrovato.it''.</ref> *{{NDR|''[[A Venezia... un dicembre rosso shocking]]''}} L'enigma più elegante e meglio montato visto sul grande schermo.<ref>Da ''5001 nights at the movies'', 1982. Citato in AA.VV., ''Il libro dei film'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2020, p. 213. ISBN 9788858025864</ref> *L'irresponsabilità è parte del piacere di ogni [[arte]]; è la parte che le scuole non riconoscono. :''Irresponsibility is part of the pleasure of all art; it is the part the schools cannot recognize''.<ref name=gs/> *Nelle arti, i critici sono le uniche fonti d'informazione indipendenti. Il resto è [[pubblicità]]. :''In the arts, the critic is the only independent source of information. The rest is advertising''.<ref>Da ''Newsweek'', 24 dicembre 1973.</ref> *{{NDR|Rispetto al romanzo satirico di Wallace Markfield da cui viene preso spunto}} nella versione cinematografica di Sidney Lumet, [[Addio Braverman]], i personaggi difficilmente potrebbero passare per intellettuali, e sono diventati ancor più che “ebraici”, sono diventati comici ebraici. Sebbene il film non sia meschino, non è nemmeno molto satirico; è grossolanamente affettuoso e, spesso, piuttosto volgare. Gli attori ebrei che interpretano ebrei tendono a esagerare, come se temessero di essere scambiati per gentili se si comportassero normalmente, e Lumet sembra aver incoraggiato questo approccio. Ti viene continuamente da desiderare che la macchina da presa si allontani per un po'. Tuttavia, la retorica ebraica ha una certa vitalità, e nel film c’è un po’ di energia, come quasi sempre accade nel lavoro di Lumet. Nessuno dovrà mai dire che [[Sidney Lumet]] ha fatto addormentare qualcuno col suo buon gusto. Tuttavia, il milieu è così particolare che alcune parti del film potrebbero risultare quasi incomprensibili per chi non conosce il romanzo di Markfield o il ristretto gruppo di persone su cui si basa, soprattutto perché il film è realizzato in modo così approssimativo e buttato insieme in modo così frettoloso (con brutti passaggi musicali) che non c’è nessuna esposizione o sviluppo per spiegare chi sono i personaggi e cosa significhi tutto questo. Solo un regista negligente o un newyorkese straordinariamente sciovinista (Lumet potrebbe essere entrambi) penserebbe che rapide riprese che mostrano i personaggi riunirsi da diverse parti della città ce li possano “collocare”. Nonostante l’importanza della commedia verbale per l’intera concezione del film, i dialoghi sono spesso rovinati da letture goffe e imprecise. [...] Se il film fosse stato costruito meglio, il lungo discorso pronunciato da Alan King nel ruolo del rabbino sarebbe stato davvero forte. :''In Sidney Lumet’s film version, “Bye Bye Braverman,” the characters could hardly pass for intellectuals, but they have become even more “Jewish.” Now, however, they're Jewish comics. Though the movie isn’t meanspirited, it isn’t very satirical, either; it’s crudely affectionate, and often rather gross. Jewish actors playing Jews have a tendency to overdo it, as if they thought they would be taken for Gentiles if they behaved normally, and Lumet appears to have encouraged this. One keeps wishing the camera would back away a bit. But the Jewish rhetoric has some juice in it, and there’s some vitality in the movie, as there almost always is in Lumet’s work. No one is ever likely to say that he was put to sleep by Sidney Lumet’s good taste. Nevertheless, the milieu is so special that parts of the movie may be almost incomprehensible to those who don’t know the Markfield novel or the rather small group of people it was based on — particularly since the movie is so sloppily made and thrown together (with coy musical bridges) that there is no exposition or development of who they are and what it all means. Only a careless director or an extraordinarily chauvinistic New Yorker (Lumet may be both) would think that quick shots showing the characters assembling from different parts of the city would “place” them for us. Despite the importance of verbal comedy to the whole conception, the dialogue is often wrecked by clumsy, imprecise readings. ''[...]'' If the movie had been better constructed, the long speech made by Alan King as the rabbi might be very good indeed.''<ref>{{Cita web|url=https://www.geocities.ws/paulinekaelreviews/b9.html|titolo=Bye Bye Braverman|autore=Pauline Kael|data=1968|lingua=en|opera=Going steady|p=52|urlarchivio=https://archive.org/details/goingsteady0000unse/page/52/mode/2up}}</ref> *{{NDR|su ''[[Frankenstein Junior]]''}} Non è una commedia da dialogo; è più viscerale e bassa. È ciò che viene chiamata una commedia pazza, ed era da anni che non c'era questo tipo di pazzia sullo schermo. È un film da vedere quando il proprio ritmo è rallentato e si è troppo stanchi per pensare. :''It isn't a dialogue comedy; it's visceral and lower. It's what used to be called a crazy comedy, and there hasn't been this kind of craziness on the screen in years. It's a film to go to when your rhythm is slowed down and you're too tired to think.''<ref name="magnetic blur"/> *Quando ripulisci i film per renderli rispettabili, li uccidi.<ref name=gs>Da ''Going Steady'', "Trash, Art and the Movies", Marion Boyars, 1969, ISBN 0-714-52976-1.</ref><ref>Citato in AA.VV., ''Il libro dei film'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2020, p. 15. ISBN 9788858025864</ref> *Quando vedo quelle pubblicità che dicono «Un film che vorrete vedere due volte!», capisco subito che è quel genere di film che non voglio vedere nemmeno una volta.<ref>Citato in ''Portala al cinema'', p. 70</ref> *{{NDR|Su ''[[Amanti perduti]]''}} Un poema sulla natura e la varietà dell'amore: sacro e profano, altruista e possessivo.<ref>Da ''5001 Nights at the Movies'', 1982. Citato in AA.VV., ''Il libro dei film'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2020, p. 80. ISBN 9788858025864</ref> *{{NDR|Su ''[[Settimo velo]]''}} Una ricca, portentosa mistura di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]], [[Kitsch]] e [[Sigmund Freud|Freud]].<ref>1968; citato in Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', Zanichelli, Bologna, 2000, p. 1210. ISBN 88-08-03105-5</ref> *{{NDR|Su ''Zero in condotta''}} Uno dei film più poetici mai realizzati e uno dei più influenti.<ref>Da ''5001 Nights at the Movies''. Citato in AA.VV., ''Il libro dei film'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2020, p. 50. ISBN 9788858025864</ref> ==Note== <references /> ==Bibliografia== *''Portala al cinema'' (''The Moviegoer's Companion'', Think Publishing, Londra, 2004), a cura di Rhiannon Guy, traduzione di Luigi Giacone, Einaudi, Torino, 2006. ISBN 8806183044 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Kael, Pauline}} [[Categoria:Critici cinematografici statunitensi]] jq8n6a0p9025a42v77mqa33rqlrcj78 Template:SelezioneNuove 10 4465 1410266 1410205 2026-04-12T16:52:29Z Gaux 18878 Francesco Albani 1410266 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. 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Waters]] |sceneggiatore= [[Tina Fey]] |attori= *[[Rachel McAdams]]: Regina George *[[Lacey Chabert]]: Gretchen Wieners *[[Amanda Seyfried]]: Karen Smith *[[Lizzy Caplan]]: Janis Ian *[[Daniel Franzese]]: Damian *[[Jonathan Bennett]]: Aaron Samuels *[[Tina Fey]]: Miss. Norbury *[[Tim Meadows]]: Preside Duvall |doppiatoriitaliani= *[[Federica De Bortoli]]: Regina George *[[Perla Liberatori]]: Gretchen Wieners *[[Maria Letizia Scifoni]]: Karen Smith *[[Domitilla D'Amico]]: Janis Ian *[[Alessandra Korompay]]: Miss Norbury *[[David Chevalier]]: Aaron Samuels *[[Gabriele Sabatini]]: Damian *[[Teo Bellia]]: Preside Duvall }} '''''Mean Girls''''', film commedia statunitense del 2004 con [[Lindsay Lohan]] e [[Rachel McAdams]], regia di [[Mark S. Waters]]. == Frasi == *Scusa ma se vieni dall'Africa perché sei bianca? ('''Karen''') *Oh ciao, vuoi comprare un po' di droga? ('''Prof Norbury''') *{{NDR|Pensando mentre parla con Regina al telefono}} Beccata! Comincia a piangere e a chiedere perdono! No, fai finta di niente.. ('''Cady''') *{{NDR|Mentre la figlia amoreggia sul letto con un ragazzo}} Avete bisogno di qualcosa cucciolini? Una merendina? Un preservativo? Fatemi sapere... oh, dio come vi amo... ('''Madre di Regina''') *Trang Pak è una grezissima strilonza. ('''Karen''') *Ehi scherzavo..a volte anche i vecchi scherzano.. ('''Prof Norbury''') *{{NDR|Ironicamente}} I saponi a prezzi scontati sono la mia vocazione.. ('''Janis''') *Lui è Damian... è quasi troppo frocio per essere vero... ('''Janis''') *{{NDR|Alle amiche}} Tornate a casa a piedi, puttane! ('''Regina''') *Mi piace incontrare prof fuori dalla scuola, è come vedere un cane camminare su due zampe... ('''Janis''') *Regina è come la barbie che ho sempre desiderato, non ho mai visto nessuna così...barbie! ('''Cady''') *Nel mondo delle ragazze ogni lotta deve essere subdola... ('''Cady''') *Frico! ('''Cady''') *Lo so, poteva sembrare che fossi diventata stronza, ma solo perché recitavo la parte della stronza.. ('''Cady''') *{{NDR|A Cady}} Ti piace la banana? ('''Jason''') *Dovete smetterla di dirvi continuamente stronza e troia, sennò ai ragazzi verrà naturale dirvi che siete stronze e troie! ('''Prof Norbury''') *Dire che uno è grasso non ti fa dimagrire, dire che uno è scemo non ti rende più intelligente, e rovinare la vita di Regina George non mi aveva certo resa più felice... ('''Cady''') *Sua madre si è rifatta le tette, toccagliele, sono dure come rocce! ('''Gretchen''') *{{NDR|Riferita alla prof Norbury}} Oddio, quella fa davvero pena! ('''Janis''') *Ma amico, egli sovrasta lo stretto mondo come un colosso potrebbe tradursi con... perché è tanto antipatico e grosso? ('''Prof di letteratura''') *Non fate sesso perché sennò rimarrete incinte e morite. Non fate sesso nella posizione del missionario, non fate sesso in piedi... non lo fate e basta, promesso? Ok, ora prendete dei preservativi.. ('''Prof Carr''') == Dialoghi == *'''Damian''': In nome di tutto ciò che è sacro, guarda come si è vestita Karen Smith! <br/> '''Janis''': Ma certo, tutte le Barbie frequentano lo stesso corso di ginnastica... <br/>'''Cady''': Chi sono le Barbie? <br/>'''Damian''': Le regine dei teen-agers... se North Shore fosse Cosmopolitan sarebbero sempre in copertina! <br/>'''Janis''': Quella lì è Karen Smith..è la ragazza più stupida che incontrerai in vita tua... Damian l'anno scorso era seduto vicino a lei a lettere.. <br/>'''Damian''': Mi ha chiesto come si scrive arancia! <br/>'''Janis''': E quella nanetta lì è Gretcen Winners.. <br/>'''Damian''': I soldi le escono dal culo perché il padre ha inventato lo scaldamerendine.. <br/>'''Janis''': Gretcen Winners sa i cazzi di tutti, sa tutto sui cazzi di tutti... <br/>'''Damian''': Per questo ha tutti quei capelli... ha un segreto per ogni capello! <br/>'''Janis''': E il male per eccellenza è Regina George..non cascarci perché può sembrare la tipica egoista, traditrice, bastarda, troia..ma in realtà è molto peggio.. <br/>'''Damian''': Lei è l'ape regina, la star, e quelle due sono le sue piccole schiave... <br/>'''Janis''': Regina George... come potrei solo cominciare a spiegare Regina George? *'''Karen''': Perché ti sei vestita da far paura? <br/>'''Cady''': È Halloweeen... *'''Cady''': Regina sembra gentile.. <br/>'''Janis''': Regina George non è gentile, è una puttana, una stronza ciucciacazzi, mi ha rovinato l'esistenza! <br/>'''Damian''': È divina ma è maligna! *'''Damian''': Mia nonna si leva la parrucca quando è sbronza.. !<br/>'''Prof Norbury''': Ecco una cosa che ho in comune con tua nonna! *'''Regina''': Ma dai, ti prego! !<br/>'''Cady''': Che ti devo dare? *'''Damian''': Oh mio Dio io adoro questa canzone! <br/>'''Janis''': Io odio questa canzone! <br/>'''Cady''': Io conosco questa canzone! *'''Cady''': {{NDR|A Regina}} Senti tu li mandi i bastoncini di zucchero? <br/>'''Regina''': No, io non li mando, li ricevo e basta..quindi è meglio che me ne mandi uno stronzilla... ciao amore! *'''Prof Norbury''': Cady spero che entrerai nei matleti, cominciamo fra due settimane... vorrei avere una ragazza in squadra, perché così la squadra saprà come sono fatte le ragazze! <br/>'''Cady''': Penso che ci entrerò... <br/>'''Prof Norbury''': Bene. <br/>'''Damian''': Non puoi entrare nei matleti, è un suicidio sociale! <br/>'''Prof Norbury''': Grazie Damian! *'''Regina''': Ma dai, ti prego! !<br/>'''Cady''': Che ti devo dare? <br/>'''Regina''': Studiavi in casa... questo è molto interessante... <br/>'''Cady''': Grazie! <br/>'''Regina''': Però, sei veramente carina! <br/>'''Cady''': Grazie... <br/>'''Regina''': Così sei d'accordo? Ti senti veramente carina? *'''Cady''': Oddio.<br/>'''Janis''': Che maledetta sporca bugiarda!<br/>'''Cady''': Mi dispiace. Posso spiegare.<br/>'''Janis''': Vuoi spiegare come ti sei dimenticata di invitarci?<br/>'''Damian''': Janis non posso fermarmi, devo tornare a casa. Coprifuoco.<br/>'''Cady''': Non potevo invitarvi! Dovevo fare finta di essere una Barbie!<br/>'''Janis''': {{NDR|Ride}} Amore tu non fai più finta, tu sei una Barbie! Di fredda, dura e lucida plastica!<br/>'''Damian''': Coprifuoco, era l'una. È già l'una e dieci.<br/>'''Janis''': È stata una serata troppo fica, ha bevuto roba troppo fica, ha ascoltato musica troppo fica, ha parlato solo ed esclusivamente con gente troppo fica!<br/>'''Cady''': Sai che ti dico? Sei stata tu a volermi così, mi hai usata per la tua vendetta da terza media!<br/>'''Janis''': Cazzo! Perlomeno io e Regina George sappiamo di essere perfide! Tu cerchi tanto di fare la santarellina! Continui "Eh, io vivo in Africa, con tutti gli uccellini e le scimmiette!"<br/>'''Cady''': Sai che ti dico? Non è colpa mia se ti sei innamorata di me in questo modo!<br/>'''Janis''': Che cosa?!<br/>'''Damian''': {{NDR|Frena improvvisamente la macchina}} Questo non è vero!<br/>'''Janis''': Lo vedi? Ecco qual è il problema di voi Barbie. Vi illudete che siano tutti innamorati di voi, quando in realà non vi sopporta nessuno! Come Aaron Samuels, per esempio! Che ha pisciato Regina e guarda un po'? Non ti vuole lo stesso! E allora perché te la prendi ancora con Regina Cady? Te lo dico io perché. Perché sei una pezza di merda! Sei perfida! {{NDR|Tira un rotolo di carta a Cady}} Ecco, questo te lo regaliamo. Damian ha vinto un premio.<br/>'''Damian''': {{NDR|Mentre riparte, con rabbia}} E ridammi la mia maglietta rosa! Rivoglio la mia maglietta rosa! ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Mean Girls''|w}} [[Categoria:Film commedia]] 7hkvreh35c7kra6ik90khok8gbj39u7 Formula 1 0 18159 1410321 1405506 2026-04-12T22:37:01Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +1 1410321 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:F1.svg|right|250px]] Citazioni sulla '''Formula 1'''. ==Citazioni== *{{NDR|Nel 2022, «cosa pensa che sia necessario che la Formula 1 faccia per assicurare un maggiore equilibrio in griglia?»}} A meno che non si corra con le stesse macchine, come avviene in Formula 2, ci saranno sempre persone che faranno un lavoro migliore degli altri. [...] Penso però che la combinazione dei regolamenti tecnici con quelli finanziari livellerà il gruppo nel corso degli anni. ([[Mike Krack]]) *Chi è senza peccato in F1 non c'è. ([[Carlo Cavicchi]]) *Chi sono le stelle nell'automobilismo? I piloti di Formula 1: sono loro ad affascinare la gente, il pubblico specialmente televisivo. ([[Keke Rosberg]]) *{{NDR|«La Formula Uno appare ai più come un mondo eccessivamente tecnologico e forse lontano dalla realtà delle vetture di serie. È una interpretazione corretta?»}} Come in tanti altri sport l'esasperazione la fa da padrona; lo si deduce dai regolamenti tecnici, eccessivamente articolati, talvolta nebulosi, contorti, dalla sofisticazione e complessità meccanica e aerodinamica delle monoposto, dalla preparazione atletica che i piloti devono possedere per sopportare le elevate sollecitazioni che subiscono al volante. L'obiettivo rimane quello di primeggiare. ([[Giancarlo Bruno]]) *Credo di aver corso in generale nel miglior periodo della F1 perché le macchine degli anni Ottanta col motore Turbo erano pazzesche, con quasi 1500 cavalli e una tenuta molto limitata che le rendeva incredibili da guidare, come una bomba sul punto di esplodere... Non penso ci sarà mai un'altra era come quella: la qualità dei piloti era altissima, quando sono arrivato in F1 c'erano ben sei campioni del mondo. ([[Stefan Johansson]]) *{{NDR|Nel 2019}} Guardo i Gran premi, ho amici legati al mondo delle corse, ma ho l'impressione che la Formula 1 oggi sia peggiorata rispetto a quando correvo io. Ci sono troppe regole, le penalizzazioni, succede che chi arriva primo viene retrocesso per qualche motivo... No, credo che il periodo in cui ho corso io fosse sportivamente migliore, un'epoca in cui la macchina e il pilota, per emergere, dovevano dare qualcosa di più. {{NDR|«Qualcosa che talvolta costava molto caro.»}} Sì, rischiavamo la vita ogni settimana. Anche adesso, sia chiaro. Ma allora le auto erano diverse. Correvamo con i piedi oltre l'asse delle ruote anteriori... Lo so bene: sono stato molto fortunato. ([[Jody Scheckter]]) *Ho avuto la fortuna di vivere la Formula 1 in un'epoca secondo me molto bella, piena di campioni di talento. Ho vissuto l'era di [[Ayrton Senna|Senna]] e [[Alain Prost|Prost]], della McLaren-Honda, ma di tanti personaggi prima che piloti, che hanno fatto la storia dell'automobilismo sportivo. La mia è stata l'epoca precedente [[Michael Schumacher|Schumacher]] [...] ma come dicevo Senna, Prost, [[Gerhard Berger|Berger]], [[Nigel Mansell|Mansell]], Piquet, gli italiani, Nannini, [[Riccardo Patrese|Patrese]], [[Michele Alboreto|Alboreto]], De Angelis [...] però voglio dire era una F1 molto diversa dall'attuale, se vogliamo anche molto più umana ma divertente... ([[Gabriele Tarquini]]) *Ho capito che non c'è niente di sicuro in Formula 1. Anche se hai vinto, se hai tenuto testa ad un doppio campione del mondo come [[Fernando Alonso|Fernando]], non hai la certezza di avere un futuro garantito. [...] Bisogna sempre essere al top, guai a mollare. ([[Esteban Ocon]]) *{{NDR|Nel 2014, «com'è cambiata la F1 rispetto ai tuoi tempi?»}} Ho fatto recentemente un confronto: oggi le F1, a parità di tracciati, impiegano 12 secondi al giro in meno rispetto a quelle che guidavo io vent'anni fa. Ma non c'è la percezione di questa maggior [[velocità]] perché oggi le macchine viaggiano sui binari e non danno spettacolo. Quando, quasi trent'anni fa, al GP del Belgio, circuito di Spa-Francorchamps, mi buttavo giù dalla discesa che porta alla esse dell'Eau Rouge e poi al Radillon, mi chiedevo starà dentro la macchina, ce la farò a venirne fuori? Oggi non è più così. ([[Ivan Capelli]]) *Ho vissuto sia il periodo ancora "romantico" della F1, con tecnologie e mezzi molto inferiori a quelli di oggi, con i piloti veri "Cavalieri del rischio", con auto molto pericolose, sia il periodo dell'alta tecnologia e della super-sicurezza. Ebbene, debbo dire che nel primo periodo c'era più passione, e i piloti contavano di più, potevi vincere con un mezzo inferiore; oggi, anche se sei bravissimo, senza un mezzo competitivo, non puoi fare molto [...]. Poi c'è troppa tecnologia, i piloti sembrano telecomandati dai box, quasi conta di più l'ingegnere, lo stratega, che non il pilota, e questo non è giusto, perché penso che anche i piloti bravi vorrebbero più autonomia, e si divertirebbero e farebbero divertire di più. ([[Daniele Audetto]]) *{{NDR|Nel 2015}} I miei parametri sono assolutamente diversi da quelli con cui adesso fanno le corse. Magari noi eravamo anche troppo gladiatori, ma adesso è ridicolo: intendo il drive through, le penalità, e roba del genere. Poi lo chiamano campionato piloti e se si deve sostituire il motore, che è problema della scuderia, la penalità la danno al pilota. Ma non puoi punire il pilota se il problema è della scuderia. Se una squadra usa un motore in più, i punti vanno tolti alla squadra nella classifica costruttori. Fanno veramente cose che sono dei veri controsensi. È ridicolo che anche i piloti si siano adeguati a questa regola. Ed è ridicolo che se uno che non ti fa passare, dici al team di chiamare [...] per prendere provvedimenti. Ma che Formula 1 è? Roba da matti! ([[Riccardo Patrese]]) *Il coraggio, per chi arriva in Formula 1, non esiste. Altrimenti vorrebbe dire che i piloti non soltanto hanno paura, ma sono pure degli incoscienti. Ma non funziona così. Chi arriva a quel livello sa perfettamente quello che sta facendo. ([[Andrea de Adamich]]) *{{NDR|Nel 1984}} In Formula Uno ci sono troppe variabili, troppe differenze. [...] Ci sono troppi salti qualitativi tra le varie macchine. Ti puoi chiamare Lauda, Prost, Piquet, ma se non hai una macchina vincente non fai niente. {{NDR|«Ritieni quindi, che se non si è in possesso di una vettura vincente, è giusto non dare il massimo?»}} Esattamente. Anzi, si dovrebbe andare ancora più piano, dal momento che si verificano ancora incidenti fra vetture che lottano nelle retrovie. Un pilota deve dare il massimo quando ha la macchina competitiva. Non puoi pretendere chissà cosa da una vettura che gira più lenta di tre secondi. Puoi andare più forte del tuo compagno di squadra, non potrai certo pretendere di vincere la corsa. È inutile rischiare per niente. ([[Elio De Angelis]]) *In nessun altro sport come nella F.1 l'uomo ha portato all'esasperazione il concetto della sfida alla frontiera del tempo e del pericolo. Le scoperte tecnologiche hanno trasformato la F.1 in un baraccone da fantascienza. L'uomo-pilota, come il torero, è sempre solo nell'arena: sa di entrarci, non sa come ne uscirà. In cambio di questo patto col diavolo, i campioni del circo della morte hanno spuntato contratti miliardari. Col tempo si sono abituati a convivere col rischio, pane quotidiano, e ad esorcizzare la paura. Se va bene, vivi da miliardario; se va male, muori da giovane miliardario. Bruciata ogni categoria morale, con la patetica giustificazione che i rischi fanno parte del mestiere e dell'accordo. Cinismo inaccettabile. ([[Domenico Morace]]) *{{NDR|Nel 2023}} La F1 è un insieme di fattori che si amalgamano insieme. Non per caso, ma quasi. Ci sono stati anni in cui c'è stato un dominio assoluto di alcune case che avevano un vantaggio tecnico importante. Poi però questo all'improvviso è svanito. Teoricamente si può dire: "Se erano così bravi prima, perché ora non riescono più a fare una macchina decente?". Questo è il motivo per cui dicevo che a volte ci sono delle combinazioni che fanno sì che ci sia un pacchetto che funziona al 100%. [...] Ma non è una persona sola che può fare la differenza. Il pilota in questo momento, per il livello a cui siamo arrivati in F1, può fare un po' di differenza. Però se hai una macchina non competitiva, non c'è pilota che possa chiudere questo gap. ([[Rinaldo Capello]]) *La F.1 è una categoria come le altre, né meglio né peggio. ([[Alex Caffi]]) *La Formula 1 è cambiata molto nel corso degli anni, si è trasformata in uno sport più atletico. Come piloti, siamo sottoposti ad alte temperature, a una forza di gravità da tre a sei volte maggiore, a molto rumore e vibrazioni. Durante la corsa, la frequenza cardiaca può arrivare al 90% del suo massimo e la temperatura corporea aumenta fino a un massimo di 39,8 gradi. Sono sicuramente tanti di numeri ma, in breve, durante una gara si bruciano circa lo stesso numero di calorie che bruceresti correndo una mezza maratona. {{NDR|«Qual è, dunque, la sfida più impegnativa?»}} Senz'altro mantenere la [[concentrazione]] durante la corsa. Questo significa prendere continuamente decisioni ad alto rischio per la guida, ma anche comunicare costantemente con il team per la strategia e premere oltre 20 diversi pulsanti del volante durante i giri. Direi quindi che bisogna essere sicuramente in forma per riuscirci. ([[Max Verstappen]]) *La Formula 1 è dinamica non solo in pista alla domenica quando si disputano le corse, ma anche in fabbrica, fuori dall'inquadratura delle telecamere, con il tanto lavoro dei team. Dimostrazione che la vera gara è quella che si corre nelle aziende e nelle strutture. ([[Robert Kubica]]) *La Formula 1 è spettacolo, intrattenimento. Molti, purtroppo, se lo dimenticano spesso. A qualcuno può sembrare solo una sfida fra ingegneri, mentre la gente si aspetta corse combattute. Dobbiamo fare in modo che le gare siano comprensibili per gli appassionati, senza regole astruse. ([[Franz Tost]]) *La Formula 1 la seguo e mi piace seguirla. Forse la trovo un ambiente un po' poco attraente per noi piloti delle altre categorie, poiché nel circus ci sono tanti piloti che sono lì non tanto per merito quanto per soldi e per business. Perché in fin dei conti è naturale che quando attorno ad un mondo girano così tanti soldi, l'interesse di chi sia lì dentro siano i soldi. Quindi a parte i team che hanno le Academy [...], gli altri team vanno a prendere i piloti paganti, per non parlare dei terzi piloti o i development driver d'occasione. È tutto un insieme di cose che rende quell'ambiente un po' poco affascinante per noi piloti ma dopotutto è il circus no? È un grande circo, e alla fine piace guardarlo. ([[Michela Cerruti]]) *{{NDR|Nel 2011}} La Formula 1 non ha più a che fare con lo spettacolo, ha a che fare con lo spreco, con l'appiattimento dato dalla tecnologia, il pilota conta poco o niente ormai. L'unico vero talento è quello dei meccanici nel cambiare le gomme, loro dovrebbero essere pagati come i piloti. ([[Oliviero Toscani]]) *La Formula 1 non può continuare ad andare contro la realtà mondiale: deve essere più economica e più attraente per il pubblico. Quello che il pubblico vede il weekend è lo sport, ma quando si dà lavoro a 1000 persone non si può parlare solo di sport. ([[Flavio Briatore]]) *La Formula non è un vero e proprio campionato piloti. Per me il fascino della F1 sta nell'importanza delle auto [...] quando penso alla F1, penso a un campionato costruttori. Si cercano di costruire le auto più veloci possibili all'interno di un budget che dovrei definire irragionevole. Questo è quello che è emozionante. ([[Josef Newgarden]]) *La Formula Uno è la guerra di Troia catapultata negli autodromi, è la sagra del coraggio vero e non fittizio. ([[Vladimiro Caminiti]]) *{{NDR|Nel 2022}} La struttura di una squadra in Formula 1 non è mai statica, ma si evolve in continuazione. C'è chi arriva e chi parte, ci sono i cambiamenti regolamentari e il rafforzamento di alcuni dipartimenti a volte viene fatto proprio per le novità del regolamento. L'aspetto finanziario credo sia un ottimo esempio: anni fa i dipartimenti delle finanze erano molto piccoli, mentre adesso con i regolamenti economici queste divisioni stanno crescendo. ([[Mike Krack]]) *{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemilaventi}} Le piste sono più sicure e gli stipendi aumentati come le velocità delle auto. E lo dico senza polemica: ne paghiamo tutti il prezzo, perché il carattere delle corse del passato non esiste più. ([[Jochen Mass]]) *{{NDR|Nel 2020}} Mancano tanto nel paddock di oggi i rapporti umani, negli anni 90 era più semplice, l'amicizia ci legava. Ricordo di tante serate passate con piloti e team manager a scherzare, l'atmosfera era diversa. ([[Claudia Peroni]]) *Mi piacerebbe tornare ai tempi d'oro in cui la F1 rivoluzionava per la prima volta la sua aerodinamica. Essere in Lotus, quella di Colin Chapman. A quei tempi si rivoluzionava di continuo con meno limiti. Le minigonne e non solo. Un periodo purista mai rivissuto, per l'aerodinamica e il concetto del telaio che gli andava intorno. ([[Luca Furbatto]]) *Mi ricordo che nel 1983 o '84 mio padre mi porta a vedere le prove libere a Monza, in parabolica. Era il periodo dei turbo. Quindi vedo [[René Arnoux|Arnoux]], e la visione di quella velocità mi sciocca. Cosa sto vedendo? Questi sono dei mostri. Io magari guardavo i [[cartoni animati]] dei robot, dove c'era dentro un uomo che li guidava, e la Formula Uno era la cosa più vicina possibile a [[Mazinga Z|Mazinga]]. ([[Francesco Mandelli]]) *Nell'automobilismo l'unico mondiale che conta è quello della Formula 1. ([[Teo Fabi]]) *{{NDR|Nel 2013}} Nello [[sport]] di alto livello, e parlo in generale di tutti gli sport, manca quel rapporto che avevamo noi all'epoca. Non vedo oggi quella capacità di essere [[Amicizia|amici]] e [[nemici]] allo stesso tempo. Spesso si è nemici fuori e dentro il campo, fuori e dentro la pista. Con la cattiveria addosso, insomma. Fino agli anni Ottanta, finito il lavoro, si era amici e si andava al [[Bar (pubblico esercizio)|bar]] a bere insieme. Anche allora girava il [[denaro]], ma non girava tutto intorno ai soldi. C'era di più. C'era più cuore. E l'[[invidia]] rappresentava uno stimolo, non un sentimento da trasformare in qualcosa di brutto. E poi, diciamola tutti. Nella mia Formula 1 correvano i più bravi, quelli che avevano dimostrato di saperci fare. Oggi corrono soltanto i piloti che portano in dote un bel po' di quattrini. ([[Arturo Merzario]]) *{{NDR|Nel 1973}} Non cambiare mai solo per il gusto di cambiare. Questa F.1 è molto popolare, alla gente piace guardarla e noi abbiamo avuto folle da primato ovunque. I cambiamenti che migliorano le cose, come la sicurezza, sono buoni, ma non penso che sia necessario cambiare totalmente la Formula. ([[Ken Tyrrell]]) *{{NDR|Nel 2013, «la F1 di allora e quella di adesso sono due mondi diversi, quale le piace di più?»}} Non mi interessa tornare indietro. Preferisco la tecnologia, il maggiore business e lo spettacolo generale che è diventata la F1 attuale, in grado di attirare molti personaggi in gamba sia dal punto di vista tecnico che commerciale. Credo che anche il pubblico possa capire e apprezzare meglio quello che facciamo, che è uno sport sofisticato. ([[Frank Williams]]) *{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemiladieci}} Oggi abbiamo uno show molto bello all'esterno, nel contorno. Ma in gara mancano i [[Sorpasso|sorpassi]]. [...] E questo a mio parere penalizza l'aspetto umano, la possibilità di utilizzare e mostrare tutta la propria forza. Credo che soluzioni tecniche dovrebbero lasciare più spazio al pilota, per utilizzare e mostrare in modo più libero il proprio talento. La tecnica è importantissima, ma è il gesto umano a emozionare. ([[Daniel Ricciardo]]) *{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemiladieci}} Oggi c'è molta enfasi sulla raccolta e lo sviluppo dei dati, cosa che appiattisce molto il livello perché è possibile copiare la strategia degli avversari. La telemetria è un po' un male: se potessi, darei più potere ai piloti, inserendo più comandi manuali. Ho guidato una Ferrari del 1988, quella di [[Gerhard Berger|Berger]], senza servosterzo, con tre pedali e il cambio manuale. Era molto semplice, un po' più lenta ma più viva di quelle di oggi. ([[Sebastian Vettel]]) *{{NDR|«Che differenza vede tra la sua Formula 1 e quella di oggi?»}} Oggi c'è più competitività che permette anche alle scuderie minori di lottare per buone posizioni. Non comprendo quelle persone che criticano la Formula 1 attuale. Ai miei tempi il distacco tra i team più forti e quelli più deboli era di quattro-cinque secondi, oggi in meno di tre ci sono 20 monoposto su un circuito di 5,3 chilometri e 15 curve. Alla competitività vengono però meno i sorpassi e contano di più le strategie, gli ingegneri e le abilità dei piloti. ([[Gian Carlo Minardi]]) *Passare dalla F.2 alla F.1? Lo confesso, il salto è stato superiore alle mie aspettative, pensavo sarebbe stato difficile, ma non così. Oggi un debuttante in F.1 ha più problemi rispetto al passato, perché una volta i piloti potevano debuttare dopo aver percorso parecchi km di prove, oggi invece no. Le prove le fai al simulatore e poi quando entri in macchina davvero, devi scoprire tutto un mondo nuovo. Non fai molti km di test, per cui arrivi alla prima gara che guidi a intuito, a sensazioni, scopri giro per giro come va una F.1. Un conto è il simulatore di F.1, un altro guidarla davvero. ([[Charles Leclerc]]) *{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemilaventi}} Possiamo discutere se le regole sono giuste o meno, ovvero se è corretto condividere dei pezzi tra più squadre, ma dobbiamo partire dall'inizio e ricordarci perché sono stati scritti e approvati questi regolamenti. {{NDR|«Ti riferisci alla riduzione del gap?»}} Anni fa avevamo griglie di partenza con cinque secondi di differenza tra la prima e l'ultima fila, un aspetto che non era molto bello per lo sport. Si discusse della possibilità di ridurre il gap, provando ad arrivare ad un margine tra i due e i tre secondi, e si approvò un regolamento che consentiva, e consente tutt'ora, di condividere delle componenti, come cambio e sospensioni. Ci sono stati dei progressi ma non dei miracoli [...], questo perché tra le componenti condivisibili non sono stati inseriti pezzi molto sensibili in termini di performance, preferendo puntare su parti con un rapporto sviluppo/costo elevato sul fronte finanziario. In più questo regolamento puntava a favorire anche un nuovo modello di business, ovvero offrire la possibilità ad una squadra di Formula 1 di poter essere in pista senza costringerla a sostenere investimenti molto importanti per alcune componenti, come ad esempio la trasmissione. ([[Laurent Mekies]]) *Quando correvo in Formula 1 anch'io ero fatalista, mi ripetevo sempre che a me non sarebbe mai capitato. Ho capito che l' incidente mortale sarebbe potuto capitare a chiunque quando ho visto morire [[Ayrton Senna|Senna]], che era il migliore pilota del mondo, aveva la migliore macchina della Formula 1, curata nel modo migliore del mondo. Allora capii e dissi basta: e le corse sono riuscito a mandarle a quel paese. ([[Riccardo Patrese]]) *{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemilaventi}} Quando ero bambino mi sono innamorato delle emozioni che può dare questo sport, non dello spettacolo che lo circondava, e credo che da pilota questo aspetto non dovrebbe avere molta importanza. [...] Ovviamente capisco che anche i fan possano aver bisogno di qualcosa da fare in pista, ma penso che sia più importante far capire loro ciò che facciamo nel nostro sport. Non trovo molto senso nel venire ad un Gran Premio solo per fare festa o vedere lo spettacolo di un DJ, voglio dire, questo puoi farlo in tutto il mondo, puoi andare a Ibiza no? Onestamente non mi piace pensare che ci siano dei fan che vengono in pista a bere qualche drink con i loro amici senza in realtà capire cosa stiamo facendo e cosa stiamo mettendo in gioco per esibirci al nostro meglio. ([[Max Verstappen]]) *Quando sei in Formula Uno, devi sempre dimostrare di essere all'altezza e ci sono due modi per riuscirci: o vinci, grazie anche a una macchina che ti aiuta, oppure hai un compagno di scuderia forte e non perdi il confronto con lui. E allora puoi dire: "Noi due stiamo facendo il massimo, se i risultati non arrivano la responsabilità non è nostra". [...] quando correvo io, volevo la competizione nel team, mi aiutava. ([[Jarno Trulli]]) *Quello che voglio vedere è un regolamento che dia libertà alle innovazioni, alle idee, all'ispirazione dei tecnici. La F1 ha bisogno di questo, altrimenti la sola alternativa è avere pezzi standard. Bisogna premiare le soluzioni più intelligenti: fa parte dell'essenza della F1. ([[Ross Brawn]]) *Questa è la Formula 1. I venti piloti migliori del mondo sono qui e inevitabilmente dovrai competere contro di loro se vuoi diventare campione del mondo, anche se sono compagni di squadra. Fa parte del gioco. Se hai timore di andare contro un qualsiasi pilota, allora questo sport non fa per te. ([[Carlos Sainz Jr.]]) *Questo è uno sport di squadra, ma quando tagli il traguardo tu sei la persona che ha vinto, tu sei il campione del mondo. ([[Jenson Button]]) *{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemiladieci}} Riportare un grosso nome nei gran premi mondiali è un ricco business: basti osservare la mania ecclestoniana di riproporre una finta Lotus, o di far ponti d'oro a una Mercedes, che solo gli ignoranti o i più servili chiamano macchina tedesca o macchina di Stoccarda, con un telaio costruito nell'ex team Brawn a Brackley (Inghilterra) e con un motore realizzato dalla ex Ilmor a Brixworth (sempre Inghilterra), con capitali germanici. Eppure, il grande Jack Brabham, imitato dai suoi ammirevoli eredi, disse no allo stesso Ecclestone, che pure ebbe in gestione la squadra già a fine anni Settanta. La saga dei Chapman (Lotus) o Brabham o Cooper o Maserati o Bugatti non può continuare, se mancano valide discendenze. Questi sono i grandi valori che ancora contano in uno sport dell'automobile in declino. ([[Enrico Benzing]]) *Sapete che l'idea di portare le qualifiche {{NDR|di Formula 1}} alle ore 14 del sabato è farina del sacco proprio della Rai? Fino agli anni '80 le qualifiche F1 si svolgevano alle 13, non alle 14. Poi un bel giorno qualcuno da viale Mazzini, in fase di rinnovo del contratto tv, convinse Bernie {{NDR|Ecclestone}} a spostare l'inizio delle prove del sabato alle 14 spiegandogli che in Italia (ma anche in altri paesi europei) i ragazzi alle 13 erano ancora a scuola e la F1 si stava perdendo l'audience dei giovanissimi. Bernie scaltramente capì che era una buona idea e l'applicò subito. ([[Alberto Sabbatini]]) *Sappiamo bene che la Formula 1 è uno sport ma allo stesso tempo anche un terreno d'affari. ([[Daniel Ricciardo]]) *Si dice che vincono sempre gli stessi, ma d'altronde non è che nel campionato di calcio si faccia tutto per far vincere il Chievo. ([[Giorgio Terruzzi]]) *{{NDR|Nel 1984, «piloti di Formula Uno si nasce?»}} Si nasce e ci si costruisce per diventarlo. [...] Occorre fare una scelta a 14 anni. Invece del motorino, bisogna comperare il go-kart. Bisogna rinunciare alla prima ragazzina perché non la si può portare in pista. {{NDR|«E alla seconda?»}} Alla seconda no. Però è una vita di sacrifici. La gente spesso non sa che la nostra è una vita difficile, una vita stressante. Un uomo che vuol fare carriera, ad esempio un imprenditore, ha vent'anni a disposizione per mostrare agli altri ciò che sa fare. Noi no, solo quattro o cinque. Dieci quando va benissimo. Quindi è tutto molto più accellerato. Si invecchia in fretta. ([[Elio De Angelis]]) *{{NDR|Nel 2015}} Sicuramente una volta era molto più difficile sorpassare, perché dovevi fare azioni molto più aggressive. Adesso quasi tutti i sorpassi si fanno in rettilineo. ([[Teo Fabi]]) *Sono nato con la Formula 1 anni '80 ma penso che l'apice si sia raggiunto a cavallo tra gli anni '60 e '70: quella per me è l'epoca d'oro, perché le macchine erano spettacolari e veloci. Ma era il pilota a fare la differenza. Nella Formula 1 contemporanea è la [[tecnologia]] a fare la differenza. ([[Gerhard Berger]]) *{{NDR|Nel 2003}} Tornando alla F1 ed ai gommisti in particolare [...] c'è da notare che in questo momento sono loro i "depositari" delle performance delle monoposto odierne. Mi spiego meglio! I pneumatici sono sempre stati importanti, ma a mio avviso, mai come oggi. Questo elemento che era considerato un accessorio fino a qualche tempo fa, ora è diventato così determinante da tenere in mano le sorti delle squadre che al contrario si affannano a migliorare questo o quell'altro particolare, per guadagnare, in termini di tempo, solo qualche spicciolo di centesimo di secondo. Una volta c'erano il bravo motorista e il bravo telaista che facevano fare il salto di qualità alle loro monoposto. Oggi i "gommisti" sono diventati i maggiori artefici dei successi dei loro assistiti. Dispongono di un margine di miglioramento enorme. A loro basta "azzeccare" una mescola appropriata al tipo di asfalto nel momento giusto per "regalare" ai propri partner parecchi decimi di secondo. Pertanto sono loro che rappresentano la componente tecnica più importante dell'intero apparato della F1 di oggi. Per fortuna dei team, i costruttori di pneumatici non si sono ancora resi conto quanto sia grande la loro forza contrattuale. Infatti, continuano a pagare ai team fior di milioni, per avere il privilegio di fornirgli le "armi" vincenti. Quando realizzeranno realmente quanto sono potenti... Allora ne vedremo delle belle. ([[Sandro Munari]]) ===[[Alessandro Alunni Bravi]]=== *{{NDR|Nel 2023, «c'è una caratteristica, un regolamento o una cultura di un altro sport a cui la Formula 1 dovrebbe ispirarsi?»}} A Miami abbiamo avuto tutti insieme un incontro importante con il commissioner della NFL. Loro ad esempio hanno il sistema del draft, dove le migliori scelte dei giocatori vengono assegnate alle squadre inferiori, permettendo di avere un campo livellato. Anche l'NBA è così. In Formula 1 questo è molto difficile, perché ognuno ha la propria academy per i piloti. Inoltre, siamo uno sport molto tecnologico. Questo principio però può essere declinato anche in altri settori. Già lo facciamo con le restrizioni alle analisi in galleria del vento, le ATR. C'è un numero massimo di risorse per le simulazioni, attribuite al 110% all'ultimo classificato per poi andare scalando verso l'alto. Questo sistema in futuro potrebbe essere introdotto anche su altri aspetti regolamentari. È un meccanismo automatico che, a differenza del Balance of Performance, non è soggetto a interpretazione. Dobbiamo capire che avere una competizione più stretta è nell'interesse di tutti, della Formula 1 e dei nostri fan. Ciò non toglie che si debba rendere merito a quello che Max Verstappen e la Red Bull stanno facendo. La convergenza non può andare a discapito di chi ha saputo fare il suo lavoro. *{{NDR|Nel 2023}} La Formula 1 è sempre più legata ai risultati. Se c'è un aspetto negativo degli ultimi anni è che questo sport sta diventando sempre più come il calcio. Gli allenatori devono fare risultato, altrimenti vanno cambiati. [...] nessuno vuole prendersi questa responsabilità. [...] Credo fortemente che le strutture in Formula 1 debbano avere una struttura piramidale, dove chi è al vertice si assume la responsabilità della scelta. Chi guida un gruppo deve avere le capacità e la personalità di essere un leader. È facile andare sul podio quando si vince. Il difficile è tornare in fabbrica il lunedì dopo una gara difficile e motivare tutti, è fondamentale. Ci sono stati Team Principal con questa grandissima capacità, uno tra tutti Jean Todt. Era così anche il dottor Marchionne. La differenza non la fa la struttura o la ripartizione dei ruoli, ma la personalità delle figure chiave. *{{NDR|Nel 2023}} Oggi in Formula Uno ci siamo abituati ad avere a che fare con tanti nomi che identificano dei ruoli. Ricordo quando non esistevano team manager o team principal perché a decidere tutto erano i fondatori, i proprietari delle squadre che svolgevano molte le funzioni in sede come in pista. Le mie origini sono di Passignano sul Trasimeno, e ricordo bene Enzo Coloni proprietario dell'omonimo team che di fatto era team principal, direttore commerciale, ed anche ingegnere di pista! Poi la Formula 1 si è evoluta con l'ingresso dei costruttori e abbiamo iniziato ad avere molte figure di responsabilità poiché è diventato impossibile racchiudere tante competenze in una singola persona. ===[[Stefano Domenicali]]=== *{{NDR|«A chi dice che la F1 ormai è solo uno show e non uno sport che cosa replica?»}} Che è uno sport e anche uno spettacolo. I due elementi sono combinati. *I cambiamenti in Formula Uno hanno bisogno di tempo: non funziona come nel calcio che cambi allenatore, o due giocatori, e la partita successiva la vinci. Si può dire quel che si vuole ma alla fine contano solo le cose che fanno vincere in pista: prestazioni, affidabilità e organizzazione. *{{NDR|Nel 2021, sull'introduzione delle Sprint Race}} I piloti la sera prima del GP d'Ungheria mi hanno chiesto: ma facciamo ancora giri liberi mentre è più divertente una gara sprint? Abbiamo avuto un grandissimo riscontro a livello mondiale e questo dà già una prima indicazione di quale sarà il futuro della F.1 dal punto di vista sportivo. Noi abbiamo l'obbligo di avere al centro dell'interesse i nostri clienti. Che sono i tifosi e gli appassionati. E nelle varie parti del mondo sono diversi per cultura, età, tradizione e conoscenza del motorsport. I segnali che ci stanno mandando sono quelli che dobbiamo raccogliere a livello commerciale. Visto il successo del primo esperimento a Silverstone, poi ci sarà Monza e Brasile, ci darà gli elementi per una proposta diversa che vada nella direzione di una F.1 sempre più attenta al mondo che sta cambiando. Inutile che ce la raccontiamo fra di noi, apparteniamo a una generazione che guarda al passato, invece dobbiamo guardare avanti e accettare i cambiamenti. *{{NDR|Nel 2022}} Il campionato è seguito da 2 miliardi di telespettatori, ogni evento dà lavoro, per un periodo fra due settimane e un mese, a 8.000-15.000 persone. Con un indotto economico di 100-150 milioni di euro, parlare solo di sport è riduttivo. *Io dico sempre che la gente che si lamenta del proprio lavoro in F.1 vuol dire che non ha mai lavorato in altri posti. Siamo mossi dalla passione e quindi seguire la propria passione non è lavorare, ma una fortuna anche se è un impegno totalizzante, non ci sono margini. Non ho intenzione di aumentare le gare, ma se sono così belle e spettacolari, attirano l'attenzione e i tifosi che ne vorrebbero di più. *La F1 deve andare dove è possibile pensare che possa crescere, con nuovi paesi e nuovi circuiti ma nel rispetto di quelli tradizionali. Non c'è ombra di dubbio su questo. Ma la spinta innovativa che stiamo portando anche con nuovi promotori deve essere vista da quelli che potremmo definire "tradizionali", quelli europei per parlare chiaramente, come una spinta per crescere ed evolvere. Parlare anche qui di storia non è più sufficiente. E questo è il valore aggiunto che dà la volontà di espandersi dove prima non eravamo presenti e ci dà la possibilità di mantenere questa tensione evolutiva, senza voler copiare le parole di Lorenzo Jovanotti... ma che ci fa crescere per essere presenti in maniera forte in tutto il mondo. *{{NDR|Nel 2022}} La F1 di oggi si è aperta e fa vivere un'esperienza non solo sportiva ma anche emozionale. E deve interpretare i linguaggi e i modi di comunicazione che sono diversi rispetto al passato. Deve rispettare i tifosi tradizionali o super appassionati, ma anche valorizzare i giovani che si stanno avvicinando a questo sport. Quelli che non conoscono i dettagli regolamentari ma sono affascinati da questo mondo. La capacità di aprirti nel parlare in maniera diversa da un mondo che è diverso da una parte all'altra, con realtà che stanno crescendo ma che sono diverse l'una dall'altra. E questo è stato lo stimolo che ho cercato di dare questo gruppo e devo dire che fortunatamente le cose stanno andando nella direzione giusta. Non avevo mai visto, non dico una rinascita, ma un momento di così grande intensità nella crescita, nell'attenzione e nella volontà di essere coinvolti nella F1. *{{NDR|«Una F1 senza Ferrari potrebbe esistere?»}} No, è un binomio inseparabile. ===[[Cesare Fiorio]]=== {{cronologico}} *{{NDR|Nel 1993}} Essendo la Formula 1 la massima espressione dell'automobilismo con la partecipazione e il coinvolgimento dei più grandi gruppi di costruttori automobilistici, è difficile imporre delle economie nella ricerca. Fatto un regolamento, inevitabilmente si faranno dei passi in quella direzione, e il costo sarà sempre lo stesso. Questa è l'eccellenza e l'eccellenza è sempre costosa. *{{NDR|Nel 1993}} Essendo la tecnologia della Formula 1 talmente avanzata rispetto a quella delle vetture di serie, quanto si sviluppa non è immediatamente trasferibile da un settore all'altro. Ma sicuramente nel medio e nel lungo termine tutte le ricerche che si porteranno avanti e tutte le cose che si sperimenteranno in competizione, arriveranno nella produzione di serie. *{{NDR|Nel 1993, «cosa consiglierebbe a chi governa la Formula 1?»}} Direi di non lanciarsi in avventure tipo quella della pace-car che vuol rallentare la vettura di testa per riportarla nel gruppo. Bisognerebbe invece ridurre le spese e aiutare i team minori, che hanno delle grosse difficoltà. Aiutare i team minori non vuol dire livellare verso il basso le squadre migliori, vuol dire offrire quelle agevolazioni, quegli incentivi e quei contributi economici che sono stati dirottati su altri settori. *{{NDR|Nel 2012}} Purtroppo oggi i motori in Formula 1 non contano più nulla. [...] Oggi è solo l'aerodinamica che determina chi vince e chi perde. Dal mio punto di vista questa impostazione è un errore grave della Formula 1, perché privilegia un solo aspetto della tecnologia che non porta ricadute di sorta sulla produzione delle auto di serie. ===[[Mauro Forghieri]]=== *{{NDR|Nel 2021}} Ai miei tempi c'era più libertà, si rischiava molto di più in termini tecnici, oggi i progettisti sono assai condizionati dall'aspetto economico. *La denominazione Formula 1 venne adottata nel 1948. Circa dieci anni dopo entravo in Ferrari. Ero poco più che un ragazzo fresco di laurea in ingegneria, considerato un "imparatore" in quanto dovevo ancora conoscere tutto del lavoro che mi aspettava. Però avevo già chiara l'idea – che nel tempo si è sempre più rafforzata in definitivo convincimento – sul ruolo avuto dall'Alfa Romeo nel mondo delle competizioni. Autentiche opere d'arte di ingegneria meccanica, sono state automobili che hanno marchiato l'inizio della storia che ha generato lo sviluppo delle corse fino alla Formula 1. [...] Ritengo di poter affermare che senza i presupposti segnati dall'Alfa Romeo, oggi probabilmente non esisterebbe il campionato mondiale della massima espressione motoristica così come lo conosciamo. *{{NDR|«[...] lei inventò gli alettoni o quantomeno lì applicò alla F.1»}} Si e ho fatto male perché l'aerodinamica che ne è scaturita ha rovinato un po' tutta la F.1. *Sulle vicende della Formula 1 è stato scritto molto, ragione per cui non è il caso di ripetere vicende note ampiamente documentate, bensì [...] trovo importante sottolineare come dalla fine degli anni '70 fino alla scomparsa di Ayrton Senna, quello sia stato il tempo che considero "Periodo aureo". La Formula 1 di allora aveva tutto: innovazioni tecnologiche epocali logiche e utili, un seguito di spettatori sempre più folto, personaggi che animavano quel mondo identificati come gli eroi che insieme alle squadre appartenevano alla gente che li poteva "toccare" per cui erano gli amati "cavalieri del rischio", appassionati che capivano lo svolgimento delle gare. Mai come allora i team sono stati così numerosi. La Formula 1 proprio in quel decennio ha seminato il virus contagioso della popolarità per le generazioni più giovani, garantendo uno squarcio di futuro a questo sport. ===[[Marco Franzelli]]=== *Capisco che i tempi cambiano. Non è possibile vivere di ricordi e nostalgie. Però in questo momento la Formula 1 si è spinta ben oltre il confine del logico e del consentito. Al punto che non si capisce più se un sorpasso è frutto della capacità del pilota o dei dispositivi che la tecnologia gli ha messo a disposizione o se per effetto della strategia che è stata pianificata a tavolino. Tutto questo rende finto lo spettacolo, costringendo il pilota a limitarsi in funzione dei risparmi di gomme e benzina e delle criticità segnalate dagli ingegneri ai box, pur di raggiungere il risultato. L'impressione che la Formula 1 offre allo spettatore è proprio quella della mancanza di autenticità. *La Formula 1 dei giorni nostri sta diventando uno sport finto. La causa sono le troppe regole, incomprensibili per il pubblico, al punto che hanno reso finto lo spettacolo di una corsa. Oggi gli spettatori non si rendono conto di cosa stia esattamente accadendo, non lo capiscono o non lo sanno. Il mito della Formula 1 si è creato quando la realtà ha incontrato l'immaginazione della gente che dalla tribuna o dalla televisione guardava un Gran Premio, con venti macchine che prendevano il via con un motore, quattro gomme e una certa quantità di carburante, dove la vettura e il pilota migliore vincevano. Per questi motivi il grande pubblico è arrivato ad amare la Formula 1. *Preservare e migliorare la sicurezza è un aspetto importante, ma il "fattore rischio" dovrebbe continuare a caratterizzare una Formula 1 in cui i piloti non devono rischiare la vita, ma possono rischiare il sorpasso che facile o difficile, che riesca o meno, non può rappresentare occasione per una possibile sanzione, perché esprime la vera cifra di questa disciplina sportiva. Il sorpasso è la principale regola del gioco sulla quale si fonda la Formula 1. ===[[Nick Fry]]=== {{NDR|Sull'elemento dell'imprevedibilità nella Formula 1 degli anni Duemilaventi}} {{cronologico}} *Le squadre sono quasi troppo brave in quello che fanno [...] quando ho iniziato, si poteva quasi contare sul fatto che il 20% si sarebbe ritirato a causa di un incidente o di un guasto. Oggi non succede più, ed è molto insolito vedere auto ferme a bordo pista. Il rifornimento di carburante è pericoloso per le persone coinvolte, ma era un ulteriore elemento di imprevedibilità. La F1 ha avuto un grande successo negli ultimi anni e Netflix ha contribuito in modo massiccio a questo risultato. Tuttavia, credo che lo sport debba proporre altre variazioni oltre alle location. *Ci sono due strade che la F1 potrebbe prendere per rendere lo sport più imprevedibile [...] una sarebbe quella di rivedere i regolamenti tecnici, ma la storia dimostra che queste strategie raramente funzionano. È stato provato numerose volte che i team con maggiori risorse hanno trovato per primi le soluzioni ottimali. Il mio punto di vista è che la F1 deve farlo attraverso i regolamenti sportivi. Ciò significa il format della gara e il numero di pit-stop, il modo in cui si usano le gomme e così via. Non so quale sia la risposta, ma credo che sia in quell'area. *Devo purtroppo ammettere che l'omogeneità delle gare di F1 non è salutare per lo sport nel suo complesso. [...] il calcio è lo sport di maggior successo perché le partite possono cambiare in pochi secondi. Non importa se la tua squadra è in svantaggio per 2 a 1 nei tempi supplementari, hai ancora la possibilità di vincere. È questo che tiene gli spettatori con il fiato sospeso. I team, da cima a fondo, sono così bravi in quello che fanno che è difficile che si verifichino situazioni inaspettate, a parte quando piove, perché in quel caso si verifica un imprevisto. La Formula 1 ha sempre lottato con questo problema. Non riesco a contare il numero di riunioni a cui ho partecipato in cui ci è stato chiesto come introdurre il tipo di casualità che si ottiene con il bagnato. ===[[Piercarlo Ghinzani]]=== *La Formula 1 nostra, quella di allora, era più bella perché più umana. Alla sera se c'era da bere un bicchiere di vino con i meccanici lo facevi, oggi i piloti mi sembrano tutti dei robot. I pilotini che arrivano adesso in Formula 1, ma non solo, portano il dottore, il coach che li va a vedere in curva, il procuratore che gli cura le pierre. Ai nostri tempi, saltavi in macchina, pigiavi giù l'acceleratore e cercavi di tirarlo su il meno possibile. Oggi tutto è più sofisticato. Intanto l'età: arrivano a 16 o 17 anni a guidare le F3 o le Porsche con 400 cavalli sotto il sedere e devi comportarti con loro più come padre che come manager, perché sono quasi dei bambini. Insomma, non parli più con il pilota, ma con tutta la gente che lo segue. Riccardo Patrese ha ragione sui sorpassi che non avvengono più in staccata. Oggi aprono l'ala e via. Avrei fatto un sacco di sorpassi anch'io con l'Osella se avessi potuto aprire l'ala! *{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Ottanta}} Oggi le macchine sono praticamente tutte uguali, invece una volta c'era libertà per i progettisti. C'erano vetture che andavano due o tre secondi più veloci al giro perché avevano soluzioni aerodinamiche spaventose. Ai miei tempi è vero che ci sono stati dei grandi campioni, ma è anche vero che hanno avuto la possibilità di correre per delle squadre che avevano grandi ingegneri. Ricordo che fra la prima e l'ultima dello schieramento di partenza a volte c'erano anche 5 secondi al giro... C'erano pneumatici da qualifica che la Pirelli dava gratuitamente alla Osella: ogni tanto erano di gomma, altre volte erano di legno... E poi i motori turbo: una volta Nelson Piquet mi confidò che la sua Brabham aveva 1380 cavalli. Io ne avevo 850 e mi sembravano una marea. Erano davvero due categorie diverse, dove le case ufficiali avevano propulsori e tecnologie che i piccoli team se le sognavano. *{{NDR|Nel 2015}} Onestamente, con questi regolamenti, la Formula 1 è diventata una schifezza. Il rumore delle monoposto sembra quello di un tagliaerba. Per me hanno perso la testa. Un pilota deve disporre di mille cavalli con un sibilo che lo senti a 200 chilometri di distanza e le macchine devono essere belle da vedere. Tanti luminari a lavorare attorno ai regolamenti per produrre cosa? Qualcosa di assolutamente ridicolo... ===[[Claudio Lombardi]]=== *{{NDR|Nel 2014}} Della Formula 1 ho una conoscenza tecnica, mentre non sono aggiornato sui meccanismi che regolano lo spettacolo sportivo. Non lo ritengo un aspetto negativo l'allargamento del calendario in paesi che non hanno una tradizione con la Formula 1, perché la platea televisiva è quella che governa gli orientamenti degli organizzatori, anche se in alcuni autodromi il pubblico è scarso. Invece proprio non mi piacciono alcuni tracciati privi di contenuti tecnici, quelli piatti, dove è molto difficile superare. Spa e Suzuka sono l'esempio da considerare quando si vuole immaginare un nuovo progetto di pista per la Formula 1. *{{NDR|Nel 2014}} La Formula 1 degli anni '70 era una palestra tecnica di grande livello, dove tutti si potevano esercitare al massimo. Oggi tutto questo è limitato [...]: è ammessa una sola soluzione. *{{NDR|Nel 2015}} La Formula 1 di oggi non ha perso di interesse a causa della power unit: sostenere questa tesi, mi sia concesso, nasconde secondi fini... Abbandonare le attuali unità propulsive sarebbe una decisione di retroguardia, miope. Ritornare al passato significherebbe sacrificare gli obiettivi raggiunti in termini di reale progresso tecnico che hanno portato, tra i tanti vantaggi, un livello di efficienza del motore superiore del 40% rispetto agli aspirati della Formula 1 di un tempo. Sono invece contrario agli investimenti giganteschi per l'aerodinamica necessari a introdurre soluzioni sempre più sofisticate sulle monoposto che nessun ritorno hanno sulle vetture di serie: ogni minuto speso in galleria del vento sono soldi buttati al vento per esercizi che producono alette e alettine – io le chiamo "pennette" – il cui rendimento è minimale. L'obiettivo della Formula 1, sin dagli albori, è sempre stato incentrato sulla ricerca della prestazione. Dopo oltre sessant'anni, il nuovo obiettivo imposto dall'evoluzione tecnica in campo motoristico è quello della ricerca della massima efficienza del propulsore: questa è la chiave di lettura che costituisce la vera differenza tra la Formula 1 di ieri e quella che verrà [...]. Oggi è già domani. *La Formula 1 rappresenta la massima espressione della ricerca tecnica, un'attività che deve essere sviluppata in casa senza chiudersi in se stessi, bensì guardando lontano attraverso un nucleo stabile di ingegneri in grado di sedimentare nel tempo insieme il grande patromonio di esperienza acquisita progetto dopo progetto. Il team tecnico di una scuderia di Formula 1 non può essere gestito come una squadra di calcio dove c'è un continuo cambio di giocatori o dove si sostituisce l'allenatore in pieno campionato, nella speranza di raggiungere un risultato migliore. Nemmeno nel calcio una strategia del genere premia, figuriamoci nella Formula 1 che fonda l'attività sul patrimonio tecnico e cioè sugli uomini che compongono l'azienda. La miglior macchina è sempre figlia di una evoluzione progettuale che si arricchisce nel tempo di soluzioni e intuizioni maturate con l'esperienza del gruppo di lavoro. Ripartire ogni stagione sportiva da un foglio bianco, spesso significa azzerare gli elementi acquisiti con i precedenti modelli di progetto. *Ognuno vive nel suo motorhome, i piloti fuggono dopo le gare, si è tutti diffidenti per via di una stampa aggressiva. ===[[Mario Poltronieri]]=== *{{NDR|Sul confronto tra la Formula 1 passata e quella del 2015}} Allora il pilota prevaleva sull'auto. Oggi vediamo chi sono i migliori ma è difficile dare un giudizio consolidato, specie se la vettura non ha interpretato gli ondivaghi e a volte misteriosi regolamenti. ([[Mario Poltronieri]]) *{{NDR|«Fino alla metà degli Anni '70 la F.1 in diretta ci andava di rado, però»}} Il salto di qualità ci fu con Lauda. Il suo titolo nel '75 e l'incidente col fuoco del Nurburgring, l'anno dopo, proiettarono le corse nel cuore della massa. E nel '77 per la prima volta la Rai decise di seguire quasi tutto il mondiale. Fu un giallo. Mi ritrovai in Argentina, con la giunta militare al potere. A fine gara mi chiamano da Roma: "Non torni, vai anche in Brasile a seguire il secondo Gp". "Sì, ma io ho finito i soldi" – rispondo preoccupato. "Te li manderà la Rai di New York". Pochi giorni e i soldi arrivano. Vado in banca a prenderli, ma mi chiedono di spogliarmi. Boh, okay. Entro in slip in un cunicolo, sotto l'occhio di due mitragliatrici e vado a ritirare il malloppo. Mica potevo sapere che con quell'atto eroico aveva inizio la continuità della F.1 in Rai. *La mia F.1 ideale è pronti-via e chi resta davanti vince. *{{NDR|Nel 2007}} Le F.1 sembrano carri da guerra, con tutte quelle lame. Il Circus vive una filosofia distorta. Continuano ad aumentare le velocità in curva e fanno di tutto per limitare quelle in rettilineo, tanto che si volta a 240 all'ora e di massima si va a poco più di 300. È una follia, questa. Ma la vogliamo capire o no che da trent’anni – ossia dall'inizio dell'era turbo –, non è la F.1 che fa da banco di prova per la grande produzione, ma viceversa? Sai che di recente ho parlato con Dupasquier, ex uomo forte della Michelin, il quale mi ha confidato che solo il 10% dell'esperienza fatta in F.1 può essere riversata sulle gomme di serie? La verità è che qui nessuno vuole sostituire i mattoni rotti per paura che crolli la baracca. No, bisogna dare ai Costruttori solo una quantità d'energia imposta. E che poi si arrangino loro, con libertà e creatività. *{{NDR|«La tua F.1 ideale?»}} Quella Anni '70. Con tanti possibili vincitori. Oppure Anni '50, con le Mercedes carenate. *{{NDR|Nel 2007, «ti piace questa F.1?»}} Sarò breve. No. {{NDR|«Perché?»}} Una volta chiesi a Schumi perché a metà Gp non aveva attaccato Damon Hill. Mi rispose: "Tanto l'avrei comunque passato col pit-stop". Ecco, visto? *{{NDR|Nel 2007}} Un pilota non può essere confinato a mero controllore di apparecchiature elettroniche. [...] queste F.1 non sono più macchine da competizione, ma solo degli attrezzi da corsa. Non fosse per i temporali improvvisi, era meglio prima. Sicurezza a parte... ===[[Enrique Scalabroni]]=== *{{NDR|Nel 2020}} I piccoli team dovrebbero inventare, ma il regolamento non lo permette. Come può venire fuori un Colin Chapman, come può la Ferrari mettere un alettone dove nessuno aveva pensato di porlo. Questo è quello che manca, nei regolamenti rigidi è una questione di specialisti di parti. [...] La creatività è quella che ha creato le grandi squadre, ma quando diventa importante il particolare allora la potenza motore fa la differenza. *{{NDR|Nel 2020}} In Formula 1 ammiro tutti, ma i quattro principali sono: Patrick Head, Harvey Postlethwaite, l'Ingegner Mauro Forghieri e John Barnard. *{{NDR|Nel 2020, sui «limiti del regolamento»}} La macroaerodinamica non costa molto, perché la macchina la devi fare, ma quando limiti troppo il regolamento esce fuori la microaerodinamica, arrivando ad un punto in cui inizi a mettere correttori, deflettori generatori di vortice che servono a far funzionare quella soluzione, ma incrementano il budget. *{{NDR|Nel 2012}} Le massime squadre della F1 sanno molto bene che perdendo un "cervello pensante", non è possibile rimpiazzarlo istantaneamente. C'è la necessità di una comunicazione totale fra i direttori ed il personale operativo. Quando cambia un dirigente tecnico di riferimento, serve il tempo per ristabilire la "brain communication" di quel dipartimento, con il risultato che soffre un ritardo operativo e questo in F1 è fatale. *{{NDR|Nel 2012}} Oggi la competizione è puramente internazionale, pertanto chi si limita ad avere solo gente del "proprio giardino", ha molto da perdere... Tre esempi molto chiari nei risultati al top della F1 [motori, ''ndr'']: Mercedez Benz trova il suo top con un pilota argentino chamato Juan Manuel Fangio. Ferrari trova il suo maggior risultato con due piloti non italiani: Schumacher e Lauda... Honda trova i suoi migliori risultati con due piloti brasiliani: Nelson Piquet e Ayrton Senna. Resta qualche dubbio? ===[[Andreas Seidl]]=== *{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemilaventi}} Dal mio punto di vista, il divario tra i top team e gli altri [...] non è una sorpresa quando in Formula 1 si affrontano dei nuovi regolamenti tecnici. Le squadre che hanno le infrastrutture migliori e che in passato hanno disposto di finanze illimitate per creare il miglior team possibile con i migliori strumenti e le migliori metodologie, forse hanno persino più motivi per creare qualcosa da un foglio bianco e assicurarsi un vantaggio più grande, utilizzando tutto quello che hanno a disposizione. [...] Allo stesso tempo però, sono convinto che con il budget cap in vigore e con una stabilità regolamentare nel tempo le prestazioni tra le squadre convergeranno e lo sport migliorerà sempre di più. Ne sono assolutamente convinto. *La ragione per cui amo questo sport è perché oltre ai soldi e alla tecnologia resta uno sport umano e di squadra, dove il pilota gioca ancora un ruolo. *{{NDR|Nel 2022, sulla questione "squadre B" in Formula 1}} Non è un segreto che queste collaborazioni consentite all'interno delle regole siano una preoccupazione per noi. Per questo motivo sono dell'opinione che in futuro si debbano regolamentare queste collaborazioni per fare in modo che la Formula 1 torni ad essere un campionato con 10, 11 o 12 costruttori reali. Dal mio punto di vista l'unica condivisione possibile dovrebbe essere quella relativa alle power unit ed al cambio, mentre tutti il resto deve essere realizzato in maniera autonoma. Sappiamo che appena vai oltre questo scambio hai un trasferimento di dati che diventa rilevante per migliorare le prestazioni della monoposto. [...] è necessario che venga definito con certezza il limite di ciò che può essere condiviso tra i team. ===[[Andrea Stella (ingegnere)|Andrea Stella]]=== *{{NDR|Nel 2024}} Gestire un team di Formula 1 è tutto meno che qualcosa di statico. [...] Mi piace dire che ogni 24 ore aggiorniamo i nostri piani, ogni 24 ore aggiorniamo quello che c'è da fare perché la Formula 1 si evolve in maniera estremamente veloce, se si resta sullo stesso programma per due mesi può accadere che quel piano diventi vecchio. Quindi richiede un'intensità importante dal punto di vista della leadership, un approccio che si deve propagare a tutte le mille persone che compongono la squadra, direi che questo modello non ha uguali in nessun altro tipo di industria. *{{NDR|Nel 2022}} La Formula 1 è essenzialmente un gioco di aerodinamica. *{{NDR|Nel 2022}} La Formula 1 ruota attorno all'ingegneria, ma dipende essenzialmente dalle persone. ===[[Nicholas Tombazis]]=== *La Formula 1 non è uno sport per il divertimento di chi progetta le macchine, anche se c'è a chi piace, me compreso. C'è una responsabilità anche verso i tifosi. *{{NDR|Nel 2023, «in una Formula 1 in cui le risorse sono bilanciate dal cost cap, perché è così irrealistico pensare a una reintroduzione dei test privati?»}} Questo è un dibattito ricorrente. Riteniamo che sia importante avere i regolamenti finanziari, ma che anche quelli tecnici e sportivi debbano andare nella stessa direzione. Noi potremmo dare libertà assoluta alle squadre su come spendere i loro 150 milioni, dal fare i test in pista al produrre componenti in oro. A quel punto però creeremo una iper-pressione sul meccanismo del cost cap. Ad esempio, noi abbiamo squadre in Inghilterra, Italia e Svizzera, poi alcune di loro fanno parte di una grande azienda automobilistica, come Ferrari o Alpine, mentre altre sono indipendenti. Ci sono grandi differenze strutturali tra i team, con degli effetti sulle spese. Se avessimo dato loro totale libertà sulla parte tecnica, queste differenze di struttura avrebbero assunto una rilevanza molto più elevata, creando dei disequilibri. Per questo abbiamo sempre creduto di dover limitare i costi anche attraverso i regolamenti tecnico e sportivo, non solo per mezzo di quello finanziario. Non dimentichiamo che nei tempi in cui i test erano concessi, si sprecavano molte più gomme e molti più motori. Inoltre esistevano delle squadre dedicate solo ai test. Non è qualcosa che va in una direzione coerente con i tempi moderni. *{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemilaventi}} Vogliamo che i compiti del pilota rimangano essenzialmente quelli attuali. Non vogliamo che chi guida diventi un aerodinamico o un ingegnere. L'elemento di differenziazione deve essere il puro talento di guida e non necessariamente giocare una partita a scacchi con la strategia. Allo stesso modo, non vogliamo che la competizione ingegneristica sia un'altra battaglia navale tra ingegneri che fanno simulazioni per ottimizzare la strategia. Questo porterebbe a delle macchine che si superano non perché in battaglia, ma per delle differenze di strategia. Non vogliamo una cosa del genere, ma che ci siano delle battaglie in pista dove le auto siano al limite di trazione e controllo, garantendo una certa componente drammatica nei sorpassi. Quando si parla di aerodinamica attiva o di strategie del motore, non vogliamo aprire un campo che, per quanto molto interessante dal punto di vista ingegneristico, risulterebbe molto noioso per uno spettatore. ===[[Leo Turrini]]=== *La Formula Uno, per me, è un impasto irresistibile di umanità e tecnologia. Io la vivo e la racconto come un romanzo popolare. E nei romanzi la trama è sempre un intreccio, un intrigo, una implausibile somma di contraddizioni. *Quando, poco più che ventenne, iniziai a frequentare i circuiti della F1, ero ovviamente circondato da colleghi che avevano trenta, talvolta anche quarant'anni più di me. Naturalmente, questi adorabili compagni di viaggio non la smettevano mai di spiegarmi quanto diverso e migliore fosse l'automobilismo della loro giovinezza. Avevano visto guidare Clark, Stewart, Fangio, qualcuno addirittura millantava di aver fatto in tempo ad ammirare dal vivo Nuvolari. Altro che i "miei" Prost, Piquet, Alboreto, Mansell! E il pubblico, signora mia! Che decadenza! Nella seconda metà degli anni Ottanta la gente andava negli autodromi con bandiere, fischietti, tamburi. Talvolta per la gioia invadeva pure la pista. Barbari! Vuoi mettere con la compostezza dei tifosi degli anni belli? Inoltre, una volta sì che gli appassionati di corse erano preparati. Mica come nella mia era, quando freschissimo e lancinante era il ricordo delle mattane di Gilles. Perbacco, si era proprio abbassato il livello della competenza, se ci eravamo innamorati di uno che sbrindellava sempre semiassi, motori, fiancate... Infine, per carità, c'era un degrado persino filosofico. A Ecclestone interessavano solo i soldi. A Ferrari e ai suoi competitors pure. [...] Era ormai tutto un wrestling, infatti la definizione Circo a quattro ruote nacque allora. E noi giovani degli anni Ottanta non capivamo che era tutto un grande imbroglio, dagli ottani delle benzine alle furbate aerodinamiche di Ducarouge, non capivamo, noi giovani del 1985 e dintorni, perché eravamo ignoranti, ci bastava dire di essere stati fisicamente a Imola o a Monza o a Zeltweg ma non eravamo degni di confrontarci con chi era stato, per sua fortuna, giovane decenni prima. Siamo nel 2023, mi sento raccontare le stesse cose, sebbene vecchio sia diventato io. *Sulla noia da F1 bisogna intendersi, magari una volta per tutte. [...] In Formula Uno, storicamente, è persino normale che molte competizioni possano risultare noiose, almeno con riferimento alla battaglia per il primo posto. Questo perchè la F1, nella accezione migliore, è il pinnacolo della tecnologia più sofisticata applicata alle corse. E se uno lavora meglio dei concorrenti, magari anche interpretando meglio le regole, è giusto che vinca facile. Il guaio è pretendere di combattere la noia inventandosi tarocchi a tavolino. Dopo di che [...], non è colpa mia se Senna-Prost-Mansell non ci sono più. ===[[Frédéric Vasseur]]=== *{{NDR|Nel 2022}} Le capacità per poter emergere, nel tempo sono cambiate, perché è cambiato l'approccio al weekend di gara {{NDR|in Formula 1}}. Non potendo fare test, e con sempre meno prove libere a disposizione, possiamo provare in pista solo poche configurazioni e gli stessi piloti hanno molto meno tempo per stare in macchina. Ma è così, fa parte del gioco, anche in passato quando il venerdì pioveva e il sabato era asciutto si ricominciava da zero, ma alla fine il pilota che è in pole position è sempre quello che ha fatto meglio degli altri. Per me va bene, forse è anche questo il prezzo che dobbiamo pagare se vogliamo aumentare il numero delle gare. *{{NDR|Nel 2023, sulla gestione di un team di Formula 1}} Oggi il peso specifico del lavoro di squadra è molto più importante di quello dei singoli, molto più di quanto non fosse appena qualche anno fa. Si tratta più di una questione di risultati dell'intero team, perché le squadre di grandi dimensioni richiedono un maggiore coordinamento all'interno dei diversi reparti. L'influenza del singolo è minore, ma non significa che sia meno determinante, perché parliamo di persone più specializzate che mai. *{{NDR|Nel 2022, sul calendario della Formula 1}} Oggi si lamentano tutti per le 23 gare, ma recentemente ho pranzato con il capo produzione Sauber che è in F1 da molti anni, e mi diceva che nel 1993 c'erano sì 17 gare in calendario, ma ogni settimana era programmata una sessione di test! Personalmente avere 23 Gran Premi credo sia una notizia positiva, vuol dire che la Formula 1 sta crescendo e sta aumentando l'interesse, se oggi volessero potrebbero fare un calendario con 30 o più gare considerando il numero di promotori che si sono fatti avanti per avere una gara. [...] credo che nel complesso il trend sia molto positivo, e personalmente sognavo la Formula 1 da quando avevo dieci anni, e oggi non mi lamento di certo se il numero di gare è aumentato, sto vivendo il mio sogno. *{{NDR|Nel 2022}} Oggi tra gli obiettivi generali dei tecnici di Formula 1 c'è quello di portare il più possibile la realtà sui simulatori, è un mega-esercizio che da ingegnere mi piace, ma non dobbiamo dimenticare che non è la pista, e a volte vedo che gli ingegneri più anziani lo ricordano ai giovani. ==Voci correlate== {{Div col}} *[[Alfa Romeo in Formula 1]] *[[F1 Academy]] *[[Formula E]] *[[Gran Premio di Formula 1]] *[[Livree degli sponsor in Formula 1]] *[[Renault in Formula 1]] *[[Rivalità Prost-Senna]] *[[Vettura di Formula 1]] *[[W Series]] {{Div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|n=Categoria:Formula Uno|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Competizioni sportive]] 1782ew7uelm1kekxwq4ewhtgphxt9lf 1410331 1410321 2026-04-13T01:28:56Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +3 / sottoparagrafo Martini 1410331 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:F1.svg|right|250px]] Citazioni sulla '''Formula 1'''. ==Citazioni== *{{NDR|Nel 2022, «cosa pensa che sia necessario che la Formula 1 faccia per assicurare un maggiore equilibrio in griglia?»}} A meno che non si corra con le stesse macchine, come avviene in Formula 2, ci saranno sempre persone che faranno un lavoro migliore degli altri. [...] Penso però che la combinazione dei regolamenti tecnici con quelli finanziari livellerà il gruppo nel corso degli anni. ([[Mike Krack]]) *Chi è senza peccato in F1 non c'è. ([[Carlo Cavicchi]]) *Chi sono le stelle nell'automobilismo? I piloti di Formula 1: sono loro ad affascinare la gente, il pubblico specialmente televisivo. ([[Keke Rosberg]]) *{{NDR|«La Formula Uno appare ai più come un mondo eccessivamente tecnologico e forse lontano dalla realtà delle vetture di serie. È una interpretazione corretta?»}} Come in tanti altri sport l'esasperazione la fa da padrona; lo si deduce dai regolamenti tecnici, eccessivamente articolati, talvolta nebulosi, contorti, dalla sofisticazione e complessità meccanica e aerodinamica delle monoposto, dalla preparazione atletica che i piloti devono possedere per sopportare le elevate sollecitazioni che subiscono al volante. L'obiettivo rimane quello di primeggiare. ([[Giancarlo Bruno]]) *Credo di aver corso in generale nel miglior periodo della F1 perché le macchine degli anni Ottanta col motore Turbo erano pazzesche, con quasi 1500 cavalli e una tenuta molto limitata che le rendeva incredibili da guidare, come una bomba sul punto di esplodere... Non penso ci sarà mai un'altra era come quella: la qualità dei piloti era altissima, quando sono arrivato in F1 c'erano ben sei campioni del mondo. ([[Stefan Johansson]]) *{{NDR|Nel 2019}} Guardo i Gran premi, ho amici legati al mondo delle corse, ma ho l'impressione che la Formula 1 oggi sia peggiorata rispetto a quando correvo io. Ci sono troppe regole, le penalizzazioni, succede che chi arriva primo viene retrocesso per qualche motivo... No, credo che il periodo in cui ho corso io fosse sportivamente migliore, un'epoca in cui la macchina e il pilota, per emergere, dovevano dare qualcosa di più. {{NDR|«Qualcosa che talvolta costava molto caro.»}} Sì, rischiavamo la vita ogni settimana. Anche adesso, sia chiaro. Ma allora le auto erano diverse. Correvamo con i piedi oltre l'asse delle ruote anteriori... Lo so bene: sono stato molto fortunato. ([[Jody Scheckter]]) *Ho avuto la fortuna di vivere la Formula 1 in un'epoca secondo me molto bella, piena di campioni di talento. Ho vissuto l'era di [[Ayrton Senna|Senna]] e [[Alain Prost|Prost]], della McLaren-Honda, ma di tanti personaggi prima che piloti, che hanno fatto la storia dell'automobilismo sportivo. La mia è stata l'epoca precedente [[Michael Schumacher|Schumacher]] [...] ma come dicevo Senna, Prost, [[Gerhard Berger|Berger]], [[Nigel Mansell|Mansell]], Piquet, gli italiani, Nannini, [[Riccardo Patrese|Patrese]], [[Michele Alboreto|Alboreto]], De Angelis [...] però voglio dire era una F1 molto diversa dall'attuale, se vogliamo anche molto più umana ma divertente... ([[Gabriele Tarquini]]) *Ho capito che non c'è niente di sicuro in Formula 1. Anche se hai vinto, se hai tenuto testa ad un doppio campione del mondo come [[Fernando Alonso|Fernando]], non hai la certezza di avere un futuro garantito. [...] Bisogna sempre essere al top, guai a mollare. ([[Esteban Ocon]]) *{{NDR|Nel 2014, «com'è cambiata la F1 rispetto ai tuoi tempi?»}} Ho fatto recentemente un confronto: oggi le F1, a parità di tracciati, impiegano 12 secondi al giro in meno rispetto a quelle che guidavo io vent'anni fa. Ma non c'è la percezione di questa maggior [[velocità]] perché oggi le macchine viaggiano sui binari e non danno spettacolo. Quando, quasi trent'anni fa, al GP del Belgio, circuito di Spa-Francorchamps, mi buttavo giù dalla discesa che porta alla esse dell'Eau Rouge e poi al Radillon, mi chiedevo starà dentro la macchina, ce la farò a venirne fuori? Oggi non è più così. ([[Ivan Capelli]]) *Ho vissuto sia il periodo ancora "romantico" della F1, con tecnologie e mezzi molto inferiori a quelli di oggi, con i piloti veri "Cavalieri del rischio", con auto molto pericolose, sia il periodo dell'alta tecnologia e della super-sicurezza. Ebbene, debbo dire che nel primo periodo c'era più passione, e i piloti contavano di più, potevi vincere con un mezzo inferiore; oggi, anche se sei bravissimo, senza un mezzo competitivo, non puoi fare molto [...]. Poi c'è troppa tecnologia, i piloti sembrano telecomandati dai box, quasi conta di più l'ingegnere, lo stratega, che non il pilota, e questo non è giusto, perché penso che anche i piloti bravi vorrebbero più autonomia, e si divertirebbero e farebbero divertire di più. ([[Daniele Audetto]]) *{{NDR|Nel 2015}} I miei parametri sono assolutamente diversi da quelli con cui adesso fanno le corse. Magari noi eravamo anche troppo gladiatori, ma adesso è ridicolo: intendo il drive through, le penalità, e roba del genere. Poi lo chiamano campionato piloti e se si deve sostituire il motore, che è problema della scuderia, la penalità la danno al pilota. Ma non puoi punire il pilota se il problema è della scuderia. Se una squadra usa un motore in più, i punti vanno tolti alla squadra nella classifica costruttori. Fanno veramente cose che sono dei veri controsensi. È ridicolo che anche i piloti si siano adeguati a questa regola. Ed è ridicolo che se uno che non ti fa passare, dici al team di chiamare [...] per prendere provvedimenti. Ma che Formula 1 è? Roba da matti! ([[Riccardo Patrese]]) *Il coraggio, per chi arriva in Formula 1, non esiste. Altrimenti vorrebbe dire che i piloti non soltanto hanno paura, ma sono pure degli incoscienti. Ma non funziona così. Chi arriva a quel livello sa perfettamente quello che sta facendo. ([[Andrea de Adamich]]) *{{NDR|Nel 1984}} In Formula Uno ci sono troppe variabili, troppe differenze. [...] Ci sono troppi salti qualitativi tra le varie macchine. Ti puoi chiamare Lauda, Prost, Piquet, ma se non hai una macchina vincente non fai niente. {{NDR|«Ritieni quindi, che se non si è in possesso di una vettura vincente, è giusto non dare il massimo?»}} Esattamente. Anzi, si dovrebbe andare ancora più piano, dal momento che si verificano ancora incidenti fra vetture che lottano nelle retrovie. Un pilota deve dare il massimo quando ha la macchina competitiva. Non puoi pretendere chissà cosa da una vettura che gira più lenta di tre secondi. Puoi andare più forte del tuo compagno di squadra, non potrai certo pretendere di vincere la corsa. È inutile rischiare per niente. ([[Elio De Angelis]]) *In nessun altro sport come nella F.1 l'uomo ha portato all'esasperazione il concetto della sfida alla frontiera del tempo e del pericolo. Le scoperte tecnologiche hanno trasformato la F.1 in un baraccone da fantascienza. L'uomo-pilota, come il torero, è sempre solo nell'arena: sa di entrarci, non sa come ne uscirà. In cambio di questo patto col diavolo, i campioni del circo della morte hanno spuntato contratti miliardari. Col tempo si sono abituati a convivere col rischio, pane quotidiano, e ad esorcizzare la paura. Se va bene, vivi da miliardario; se va male, muori da giovane miliardario. Bruciata ogni categoria morale, con la patetica giustificazione che i rischi fanno parte del mestiere e dell'accordo. Cinismo inaccettabile. ([[Domenico Morace]]) *{{NDR|Nel 2023}} La F1 è un insieme di fattori che si amalgamano insieme. Non per caso, ma quasi. Ci sono stati anni in cui c'è stato un dominio assoluto di alcune case che avevano un vantaggio tecnico importante. Poi però questo all'improvviso è svanito. Teoricamente si può dire: "Se erano così bravi prima, perché ora non riescono più a fare una macchina decente?". Questo è il motivo per cui dicevo che a volte ci sono delle combinazioni che fanno sì che ci sia un pacchetto che funziona al 100%. [...] Ma non è una persona sola che può fare la differenza. Il pilota in questo momento, per il livello a cui siamo arrivati in F1, può fare un po' di differenza. Però se hai una macchina non competitiva, non c'è pilota che possa chiudere questo gap. ([[Rinaldo Capello]]) *La F.1 è una categoria come le altre, né meglio né peggio. ([[Alex Caffi]]) *La Formula 1 è cambiata molto nel corso degli anni, si è trasformata in uno sport più atletico. Come piloti, siamo sottoposti ad alte temperature, a una forza di gravità da tre a sei volte maggiore, a molto rumore e vibrazioni. Durante la corsa, la frequenza cardiaca può arrivare al 90% del suo massimo e la temperatura corporea aumenta fino a un massimo di 39,8 gradi. Sono sicuramente tanti di numeri ma, in breve, durante una gara si bruciano circa lo stesso numero di calorie che bruceresti correndo una mezza maratona. {{NDR|«Qual è, dunque, la sfida più impegnativa?»}} Senz'altro mantenere la [[concentrazione]] durante la corsa. Questo significa prendere continuamente decisioni ad alto rischio per la guida, ma anche comunicare costantemente con il team per la strategia e premere oltre 20 diversi pulsanti del volante durante i giri. Direi quindi che bisogna essere sicuramente in forma per riuscirci. ([[Max Verstappen]]) *La Formula 1 è dinamica non solo in pista alla domenica quando si disputano le corse, ma anche in fabbrica, fuori dall'inquadratura delle telecamere, con il tanto lavoro dei team. Dimostrazione che la vera gara è quella che si corre nelle aziende e nelle strutture. ([[Robert Kubica]]) *La Formula 1 è spettacolo, intrattenimento. Molti, purtroppo, se lo dimenticano spesso. A qualcuno può sembrare solo una sfida fra ingegneri, mentre la gente si aspetta corse combattute. Dobbiamo fare in modo che le gare siano comprensibili per gli appassionati, senza regole astruse. ([[Franz Tost]]) *La Formula 1 la seguo e mi piace seguirla. Forse la trovo un ambiente un po' poco attraente per noi piloti delle altre categorie, poiché nel circus ci sono tanti piloti che sono lì non tanto per merito quanto per soldi e per business. Perché in fin dei conti è naturale che quando attorno ad un mondo girano così tanti soldi, l'interesse di chi sia lì dentro siano i soldi. Quindi a parte i team che hanno le Academy [...], gli altri team vanno a prendere i piloti paganti, per non parlare dei terzi piloti o i development driver d'occasione. È tutto un insieme di cose che rende quell'ambiente un po' poco affascinante per noi piloti ma dopotutto è il circus no? È un grande circo, e alla fine piace guardarlo. ([[Michela Cerruti]]) *{{NDR|Nel 2011}} La Formula 1 non ha più a che fare con lo spettacolo, ha a che fare con lo spreco, con l'appiattimento dato dalla tecnologia, il pilota conta poco o niente ormai. L'unico vero talento è quello dei meccanici nel cambiare le gomme, loro dovrebbero essere pagati come i piloti. ([[Oliviero Toscani]]) *La Formula 1 non può continuare ad andare contro la realtà mondiale: deve essere più economica e più attraente per il pubblico. Quello che il pubblico vede il weekend è lo sport, ma quando si dà lavoro a 1000 persone non si può parlare solo di sport. ([[Flavio Briatore]]) *La Formula non è un vero e proprio campionato piloti. Per me il fascino della F1 sta nell'importanza delle auto [...] quando penso alla F1, penso a un campionato costruttori. Si cercano di costruire le auto più veloci possibili all'interno di un budget che dovrei definire irragionevole. Questo è quello che è emozionante. ([[Josef Newgarden]]) *La Formula Uno è la guerra di Troia catapultata negli autodromi, è la sagra del coraggio vero e non fittizio. ([[Vladimiro Caminiti]]) *{{NDR|Nel 2022}} La struttura di una squadra in Formula 1 non è mai statica, ma si evolve in continuazione. C'è chi arriva e chi parte, ci sono i cambiamenti regolamentari e il rafforzamento di alcuni dipartimenti a volte viene fatto proprio per le novità del regolamento. L'aspetto finanziario credo sia un ottimo esempio: anni fa i dipartimenti delle finanze erano molto piccoli, mentre adesso con i regolamenti economici queste divisioni stanno crescendo. ([[Mike Krack]]) *{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemilaventi}} Le piste sono più sicure e gli stipendi aumentati come le velocità delle auto. E lo dico senza polemica: ne paghiamo tutti il prezzo, perché il carattere delle corse del passato non esiste più. ([[Jochen Mass]]) *{{NDR|Nel 2020}} Mancano tanto nel paddock di oggi i rapporti umani, negli anni 90 era più semplice, l'amicizia ci legava. Ricordo di tante serate passate con piloti e team manager a scherzare, l'atmosfera era diversa. ([[Claudia Peroni]]) *Mi piacerebbe tornare ai tempi d'oro in cui la F1 rivoluzionava per la prima volta la sua aerodinamica. Essere in Lotus, quella di Colin Chapman. A quei tempi si rivoluzionava di continuo con meno limiti. Le minigonne e non solo. Un periodo purista mai rivissuto, per l'aerodinamica e il concetto del telaio che gli andava intorno. ([[Luca Furbatto]]) *Mi ricordo che nel 1983 o '84 mio padre mi porta a vedere le prove libere a Monza, in parabolica. Era il periodo dei turbo. Quindi vedo [[René Arnoux|Arnoux]], e la visione di quella velocità mi sciocca. Cosa sto vedendo? Questi sono dei mostri. Io magari guardavo i [[cartoni animati]] dei robot, dove c'era dentro un uomo che li guidava, e la Formula Uno era la cosa più vicina possibile a [[Mazinga Z|Mazinga]]. ([[Francesco Mandelli]]) *Nell'automobilismo l'unico mondiale che conta è quello della Formula 1. ([[Teo Fabi]]) *{{NDR|Nel 2013}} Nello [[sport]] di alto livello, e parlo in generale di tutti gli sport, manca quel rapporto che avevamo noi all'epoca. Non vedo oggi quella capacità di essere [[Amicizia|amici]] e [[nemici]] allo stesso tempo. Spesso si è nemici fuori e dentro il campo, fuori e dentro la pista. Con la cattiveria addosso, insomma. Fino agli anni Ottanta, finito il lavoro, si era amici e si andava al [[Bar (pubblico esercizio)|bar]] a bere insieme. Anche allora girava il [[denaro]], ma non girava tutto intorno ai soldi. C'era di più. C'era più cuore. E l'[[invidia]] rappresentava uno stimolo, non un sentimento da trasformare in qualcosa di brutto. E poi, diciamola tutti. Nella mia Formula 1 correvano i più bravi, quelli che avevano dimostrato di saperci fare. Oggi corrono soltanto i piloti che portano in dote un bel po' di quattrini. ([[Arturo Merzario]]) *{{NDR|Nel 1973}} Non cambiare mai solo per il gusto di cambiare. Questa F.1 è molto popolare, alla gente piace guardarla e noi abbiamo avuto folle da primato ovunque. I cambiamenti che migliorano le cose, come la sicurezza, sono buoni, ma non penso che sia necessario cambiare totalmente la Formula. ([[Ken Tyrrell]]) *{{NDR|Nel 2013, «la F1 di allora e quella di adesso sono due mondi diversi, quale le piace di più?»}} Non mi interessa tornare indietro. Preferisco la tecnologia, il maggiore business e lo spettacolo generale che è diventata la F1 attuale, in grado di attirare molti personaggi in gamba sia dal punto di vista tecnico che commerciale. Credo che anche il pubblico possa capire e apprezzare meglio quello che facciamo, che è uno sport sofisticato. ([[Frank Williams]]) *{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemiladieci}} Oggi abbiamo uno show molto bello all'esterno, nel contorno. Ma in gara mancano i [[Sorpasso|sorpassi]]. [...] E questo a mio parere penalizza l'aspetto umano, la possibilità di utilizzare e mostrare tutta la propria forza. Credo che soluzioni tecniche dovrebbero lasciare più spazio al pilota, per utilizzare e mostrare in modo più libero il proprio talento. La tecnica è importantissima, ma è il gesto umano a emozionare. ([[Daniel Ricciardo]]) *{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemiladieci}} Oggi c'è molta enfasi sulla raccolta e lo sviluppo dei dati, cosa che appiattisce molto il livello perché è possibile copiare la strategia degli avversari. La telemetria è un po' un male: se potessi, darei più potere ai piloti, inserendo più comandi manuali. Ho guidato una Ferrari del 1988, quella di [[Gerhard Berger|Berger]], senza servosterzo, con tre pedali e il cambio manuale. Era molto semplice, un po' più lenta ma più viva di quelle di oggi. ([[Sebastian Vettel]]) *{{NDR|«Che differenza vede tra la sua Formula 1 e quella di oggi?»}} Oggi c'è più competitività che permette anche alle scuderie minori di lottare per buone posizioni. Non comprendo quelle persone che criticano la Formula 1 attuale. Ai miei tempi il distacco tra i team più forti e quelli più deboli era di quattro-cinque secondi, oggi in meno di tre ci sono 20 monoposto su un circuito di 5,3 chilometri e 15 curve. Alla competitività vengono però meno i sorpassi e contano di più le strategie, gli ingegneri e le abilità dei piloti. ([[Gian Carlo Minardi]]) *Passare dalla F.2 alla F.1? Lo confesso, il salto è stato superiore alle mie aspettative, pensavo sarebbe stato difficile, ma non così. Oggi un debuttante in F.1 ha più problemi rispetto al passato, perché una volta i piloti potevano debuttare dopo aver percorso parecchi km di prove, oggi invece no. Le prove le fai al simulatore e poi quando entri in macchina davvero, devi scoprire tutto un mondo nuovo. Non fai molti km di test, per cui arrivi alla prima gara che guidi a intuito, a sensazioni, scopri giro per giro come va una F.1. Un conto è il simulatore di F.1, un altro guidarla davvero. ([[Charles Leclerc]]) *{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemilaventi}} Possiamo discutere se le regole sono giuste o meno, ovvero se è corretto condividere dei pezzi tra più squadre, ma dobbiamo partire dall'inizio e ricordarci perché sono stati scritti e approvati questi regolamenti. {{NDR|«Ti riferisci alla riduzione del gap?»}} Anni fa avevamo griglie di partenza con cinque secondi di differenza tra la prima e l'ultima fila, un aspetto che non era molto bello per lo sport. Si discusse della possibilità di ridurre il gap, provando ad arrivare ad un margine tra i due e i tre secondi, e si approvò un regolamento che consentiva, e consente tutt'ora, di condividere delle componenti, come cambio e sospensioni. Ci sono stati dei progressi ma non dei miracoli [...], questo perché tra le componenti condivisibili non sono stati inseriti pezzi molto sensibili in termini di performance, preferendo puntare su parti con un rapporto sviluppo/costo elevato sul fronte finanziario. In più questo regolamento puntava a favorire anche un nuovo modello di business, ovvero offrire la possibilità ad una squadra di Formula 1 di poter essere in pista senza costringerla a sostenere investimenti molto importanti per alcune componenti, come ad esempio la trasmissione. ([[Laurent Mekies]]) *Quando correvo in Formula 1 anch'io ero fatalista, mi ripetevo sempre che a me non sarebbe mai capitato. Ho capito che l' incidente mortale sarebbe potuto capitare a chiunque quando ho visto morire [[Ayrton Senna|Senna]], che era il migliore pilota del mondo, aveva la migliore macchina della Formula 1, curata nel modo migliore del mondo. Allora capii e dissi basta: e le corse sono riuscito a mandarle a quel paese. ([[Riccardo Patrese]]) *{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemilaventi}} Quando ero bambino mi sono innamorato delle emozioni che può dare questo sport, non dello spettacolo che lo circondava, e credo che da pilota questo aspetto non dovrebbe avere molta importanza. [...] Ovviamente capisco che anche i fan possano aver bisogno di qualcosa da fare in pista, ma penso che sia più importante far capire loro ciò che facciamo nel nostro sport. Non trovo molto senso nel venire ad un Gran Premio solo per fare festa o vedere lo spettacolo di un DJ, voglio dire, questo puoi farlo in tutto il mondo, puoi andare a Ibiza no? Onestamente non mi piace pensare che ci siano dei fan che vengono in pista a bere qualche drink con i loro amici senza in realtà capire cosa stiamo facendo e cosa stiamo mettendo in gioco per esibirci al nostro meglio. ([[Max Verstappen]]) *Quando sei in Formula Uno, devi sempre dimostrare di essere all'altezza e ci sono due modi per riuscirci: o vinci, grazie anche a una macchina che ti aiuta, oppure hai un compagno di scuderia forte e non perdi il confronto con lui. E allora puoi dire: "Noi due stiamo facendo il massimo, se i risultati non arrivano la responsabilità non è nostra". [...] quando correvo io, volevo la competizione nel team, mi aiutava. ([[Jarno Trulli]]) *Quello che voglio vedere è un regolamento che dia libertà alle innovazioni, alle idee, all'ispirazione dei tecnici. La F1 ha bisogno di questo, altrimenti la sola alternativa è avere pezzi standard. Bisogna premiare le soluzioni più intelligenti: fa parte dell'essenza della F1. ([[Ross Brawn]]) *Questa è la Formula 1. I venti piloti migliori del mondo sono qui e inevitabilmente dovrai competere contro di loro se vuoi diventare campione del mondo, anche se sono compagni di squadra. Fa parte del gioco. Se hai timore di andare contro un qualsiasi pilota, allora questo sport non fa per te. ([[Carlos Sainz Jr.]]) *Questo è uno sport di squadra, ma quando tagli il traguardo tu sei la persona che ha vinto, tu sei il campione del mondo. ([[Jenson Button]]) *{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemiladieci}} Riportare un grosso nome nei gran premi mondiali è un ricco business: basti osservare la mania ecclestoniana di riproporre una finta Lotus, o di far ponti d'oro a una Mercedes, che solo gli ignoranti o i più servili chiamano macchina tedesca o macchina di Stoccarda, con un telaio costruito nell'ex team Brawn a Brackley (Inghilterra) e con un motore realizzato dalla ex Ilmor a Brixworth (sempre Inghilterra), con capitali germanici. Eppure, il grande Jack Brabham, imitato dai suoi ammirevoli eredi, disse no allo stesso Ecclestone, che pure ebbe in gestione la squadra già a fine anni Settanta. La saga dei Chapman (Lotus) o Brabham o Cooper o Maserati o Bugatti non può continuare, se mancano valide discendenze. Questi sono i grandi valori che ancora contano in uno sport dell'automobile in declino. ([[Enrico Benzing]]) *Sapete che l'idea di portare le qualifiche {{NDR|di Formula 1}} alle ore 14 del sabato è farina del sacco proprio della Rai? Fino agli anni '80 le qualifiche F1 si svolgevano alle 13, non alle 14. Poi un bel giorno qualcuno da viale Mazzini, in fase di rinnovo del contratto tv, convinse Bernie {{NDR|Ecclestone}} a spostare l'inizio delle prove del sabato alle 14 spiegandogli che in Italia (ma anche in altri paesi europei) i ragazzi alle 13 erano ancora a scuola e la F1 si stava perdendo l'audience dei giovanissimi. Bernie scaltramente capì che era una buona idea e l'applicò subito. ([[Alberto Sabbatini]]) *Sappiamo bene che la Formula 1 è uno sport ma allo stesso tempo anche un terreno d'affari. ([[Daniel Ricciardo]]) *Si dice che vincono sempre gli stessi, ma d'altronde non è che nel campionato di calcio si faccia tutto per far vincere il Chievo. ([[Giorgio Terruzzi]]) *{{NDR|Nel 1984, «piloti di Formula Uno si nasce?»}} Si nasce e ci si costruisce per diventarlo. [...] Occorre fare una scelta a 14 anni. Invece del motorino, bisogna comperare il go-kart. Bisogna rinunciare alla prima ragazzina perché non la si può portare in pista. {{NDR|«E alla seconda?»}} Alla seconda no. Però è una vita di sacrifici. La gente spesso non sa che la nostra è una vita difficile, una vita stressante. Un uomo che vuol fare carriera, ad esempio un imprenditore, ha vent'anni a disposizione per mostrare agli altri ciò che sa fare. Noi no, solo quattro o cinque. Dieci quando va benissimo. Quindi è tutto molto più accellerato. Si invecchia in fretta. ([[Elio De Angelis]]) *{{NDR|Nel 2015}} Sicuramente una volta era molto più difficile sorpassare, perché dovevi fare azioni molto più aggressive. Adesso quasi tutti i sorpassi si fanno in rettilineo. ([[Teo Fabi]]) *Sono nato con la Formula 1 anni '80 ma penso che l'apice si sia raggiunto a cavallo tra gli anni '60 e '70: quella per me è l'epoca d'oro, perché le macchine erano spettacolari e veloci. Ma era il pilota a fare la differenza. Nella Formula 1 contemporanea è la [[tecnologia]] a fare la differenza. ([[Gerhard Berger]]) *{{NDR|Nel 2003}} Tornando alla F1 ed ai gommisti in particolare [...] c'è da notare che in questo momento sono loro i "depositari" delle performance delle monoposto odierne. Mi spiego meglio! I pneumatici sono sempre stati importanti, ma a mio avviso, mai come oggi. Questo elemento che era considerato un accessorio fino a qualche tempo fa, ora è diventato così determinante da tenere in mano le sorti delle squadre che al contrario si affannano a migliorare questo o quell'altro particolare, per guadagnare, in termini di tempo, solo qualche spicciolo di centesimo di secondo. Una volta c'erano il bravo motorista e il bravo telaista che facevano fare il salto di qualità alle loro monoposto. Oggi i "gommisti" sono diventati i maggiori artefici dei successi dei loro assistiti. Dispongono di un margine di miglioramento enorme. A loro basta "azzeccare" una mescola appropriata al tipo di asfalto nel momento giusto per "regalare" ai propri partner parecchi decimi di secondo. Pertanto sono loro che rappresentano la componente tecnica più importante dell'intero apparato della F1 di oggi. Per fortuna dei team, i costruttori di pneumatici non si sono ancora resi conto quanto sia grande la loro forza contrattuale. Infatti, continuano a pagare ai team fior di milioni, per avere il privilegio di fornirgli le "armi" vincenti. Quando realizzeranno realmente quanto sono potenti... Allora ne vedremo delle belle. ([[Sandro Munari]]) ===[[Alessandro Alunni Bravi]]=== *{{NDR|Nel 2023, «c'è una caratteristica, un regolamento o una cultura di un altro sport a cui la Formula 1 dovrebbe ispirarsi?»}} A Miami abbiamo avuto tutti insieme un incontro importante con il commissioner della NFL. Loro ad esempio hanno il sistema del draft, dove le migliori scelte dei giocatori vengono assegnate alle squadre inferiori, permettendo di avere un campo livellato. Anche l'NBA è così. In Formula 1 questo è molto difficile, perché ognuno ha la propria academy per i piloti. Inoltre, siamo uno sport molto tecnologico. Questo principio però può essere declinato anche in altri settori. Già lo facciamo con le restrizioni alle analisi in galleria del vento, le ATR. C'è un numero massimo di risorse per le simulazioni, attribuite al 110% all'ultimo classificato per poi andare scalando verso l'alto. Questo sistema in futuro potrebbe essere introdotto anche su altri aspetti regolamentari. È un meccanismo automatico che, a differenza del Balance of Performance, non è soggetto a interpretazione. Dobbiamo capire che avere una competizione più stretta è nell'interesse di tutti, della Formula 1 e dei nostri fan. Ciò non toglie che si debba rendere merito a quello che Max Verstappen e la Red Bull stanno facendo. La convergenza non può andare a discapito di chi ha saputo fare il suo lavoro. *{{NDR|Nel 2023}} La Formula 1 è sempre più legata ai risultati. Se c'è un aspetto negativo degli ultimi anni è che questo sport sta diventando sempre più come il calcio. Gli allenatori devono fare risultato, altrimenti vanno cambiati. [...] nessuno vuole prendersi questa responsabilità. [...] Credo fortemente che le strutture in Formula 1 debbano avere una struttura piramidale, dove chi è al vertice si assume la responsabilità della scelta. Chi guida un gruppo deve avere le capacità e la personalità di essere un leader. È facile andare sul podio quando si vince. Il difficile è tornare in fabbrica il lunedì dopo una gara difficile e motivare tutti, è fondamentale. Ci sono stati Team Principal con questa grandissima capacità, uno tra tutti Jean Todt. Era così anche il dottor Marchionne. La differenza non la fa la struttura o la ripartizione dei ruoli, ma la personalità delle figure chiave. *{{NDR|Nel 2023}} Oggi in Formula Uno ci siamo abituati ad avere a che fare con tanti nomi che identificano dei ruoli. Ricordo quando non esistevano team manager o team principal perché a decidere tutto erano i fondatori, i proprietari delle squadre che svolgevano molte le funzioni in sede come in pista. Le mie origini sono di Passignano sul Trasimeno, e ricordo bene Enzo Coloni proprietario dell'omonimo team che di fatto era team principal, direttore commerciale, ed anche ingegnere di pista! Poi la Formula 1 si è evoluta con l'ingresso dei costruttori e abbiamo iniziato ad avere molte figure di responsabilità poiché è diventato impossibile racchiudere tante competenze in una singola persona. ===[[Stefano Domenicali]]=== *{{NDR|«A chi dice che la F1 ormai è solo uno show e non uno sport che cosa replica?»}} Che è uno sport e anche uno spettacolo. I due elementi sono combinati. *I cambiamenti in Formula Uno hanno bisogno di tempo: non funziona come nel calcio che cambi allenatore, o due giocatori, e la partita successiva la vinci. Si può dire quel che si vuole ma alla fine contano solo le cose che fanno vincere in pista: prestazioni, affidabilità e organizzazione. *{{NDR|Nel 2021, sull'introduzione delle Sprint Race}} I piloti la sera prima del GP d'Ungheria mi hanno chiesto: ma facciamo ancora giri liberi mentre è più divertente una gara sprint? Abbiamo avuto un grandissimo riscontro a livello mondiale e questo dà già una prima indicazione di quale sarà il futuro della F.1 dal punto di vista sportivo. Noi abbiamo l'obbligo di avere al centro dell'interesse i nostri clienti. Che sono i tifosi e gli appassionati. E nelle varie parti del mondo sono diversi per cultura, età, tradizione e conoscenza del motorsport. I segnali che ci stanno mandando sono quelli che dobbiamo raccogliere a livello commerciale. Visto il successo del primo esperimento a Silverstone, poi ci sarà Monza e Brasile, ci darà gli elementi per una proposta diversa che vada nella direzione di una F.1 sempre più attenta al mondo che sta cambiando. Inutile che ce la raccontiamo fra di noi, apparteniamo a una generazione che guarda al passato, invece dobbiamo guardare avanti e accettare i cambiamenti. *{{NDR|Nel 2022}} Il campionato è seguito da 2 miliardi di telespettatori, ogni evento dà lavoro, per un periodo fra due settimane e un mese, a 8.000-15.000 persone. Con un indotto economico di 100-150 milioni di euro, parlare solo di sport è riduttivo. *Io dico sempre che la gente che si lamenta del proprio lavoro in F.1 vuol dire che non ha mai lavorato in altri posti. Siamo mossi dalla passione e quindi seguire la propria passione non è lavorare, ma una fortuna anche se è un impegno totalizzante, non ci sono margini. Non ho intenzione di aumentare le gare, ma se sono così belle e spettacolari, attirano l'attenzione e i tifosi che ne vorrebbero di più. *La F1 deve andare dove è possibile pensare che possa crescere, con nuovi paesi e nuovi circuiti ma nel rispetto di quelli tradizionali. Non c'è ombra di dubbio su questo. Ma la spinta innovativa che stiamo portando anche con nuovi promotori deve essere vista da quelli che potremmo definire "tradizionali", quelli europei per parlare chiaramente, come una spinta per crescere ed evolvere. Parlare anche qui di storia non è più sufficiente. E questo è il valore aggiunto che dà la volontà di espandersi dove prima non eravamo presenti e ci dà la possibilità di mantenere questa tensione evolutiva, senza voler copiare le parole di Lorenzo Jovanotti... ma che ci fa crescere per essere presenti in maniera forte in tutto il mondo. *{{NDR|Nel 2022}} La F1 di oggi si è aperta e fa vivere un'esperienza non solo sportiva ma anche emozionale. E deve interpretare i linguaggi e i modi di comunicazione che sono diversi rispetto al passato. Deve rispettare i tifosi tradizionali o super appassionati, ma anche valorizzare i giovani che si stanno avvicinando a questo sport. Quelli che non conoscono i dettagli regolamentari ma sono affascinati da questo mondo. La capacità di aprirti nel parlare in maniera diversa da un mondo che è diverso da una parte all'altra, con realtà che stanno crescendo ma che sono diverse l'una dall'altra. E questo è stato lo stimolo che ho cercato di dare questo gruppo e devo dire che fortunatamente le cose stanno andando nella direzione giusta. Non avevo mai visto, non dico una rinascita, ma un momento di così grande intensità nella crescita, nell'attenzione e nella volontà di essere coinvolti nella F1. *{{NDR|«Una F1 senza Ferrari potrebbe esistere?»}} No, è un binomio inseparabile. ===[[Cesare Fiorio]]=== {{cronologico}} *{{NDR|Nel 1993}} Essendo la Formula 1 la massima espressione dell'automobilismo con la partecipazione e il coinvolgimento dei più grandi gruppi di costruttori automobilistici, è difficile imporre delle economie nella ricerca. Fatto un regolamento, inevitabilmente si faranno dei passi in quella direzione, e il costo sarà sempre lo stesso. Questa è l'eccellenza e l'eccellenza è sempre costosa. *{{NDR|Nel 1993}} Essendo la tecnologia della Formula 1 talmente avanzata rispetto a quella delle vetture di serie, quanto si sviluppa non è immediatamente trasferibile da un settore all'altro. Ma sicuramente nel medio e nel lungo termine tutte le ricerche che si porteranno avanti e tutte le cose che si sperimenteranno in competizione, arriveranno nella produzione di serie. *{{NDR|Nel 1993, «cosa consiglierebbe a chi governa la Formula 1?»}} Direi di non lanciarsi in avventure tipo quella della pace-car che vuol rallentare la vettura di testa per riportarla nel gruppo. Bisognerebbe invece ridurre le spese e aiutare i team minori, che hanno delle grosse difficoltà. Aiutare i team minori non vuol dire livellare verso il basso le squadre migliori, vuol dire offrire quelle agevolazioni, quegli incentivi e quei contributi economici che sono stati dirottati su altri settori. *{{NDR|Nel 2012}} Purtroppo oggi i motori in Formula 1 non contano più nulla. [...] Oggi è solo l'aerodinamica che determina chi vince e chi perde. Dal mio punto di vista questa impostazione è un errore grave della Formula 1, perché privilegia un solo aspetto della tecnologia che non porta ricadute di sorta sulla produzione delle auto di serie. ===[[Mauro Forghieri]]=== *{{NDR|Nel 2021}} Ai miei tempi c'era più libertà, si rischiava molto di più in termini tecnici, oggi i progettisti sono assai condizionati dall'aspetto economico. *La denominazione Formula 1 venne adottata nel 1948. Circa dieci anni dopo entravo in Ferrari. Ero poco più che un ragazzo fresco di laurea in ingegneria, considerato un "imparatore" in quanto dovevo ancora conoscere tutto del lavoro che mi aspettava. Però avevo già chiara l'idea – che nel tempo si è sempre più rafforzata in definitivo convincimento – sul ruolo avuto dall'Alfa Romeo nel mondo delle competizioni. Autentiche opere d'arte di ingegneria meccanica, sono state automobili che hanno marchiato l'inizio della storia che ha generato lo sviluppo delle corse fino alla Formula 1. [...] Ritengo di poter affermare che senza i presupposti segnati dall'Alfa Romeo, oggi probabilmente non esisterebbe il campionato mondiale della massima espressione motoristica così come lo conosciamo. *{{NDR|«[...] lei inventò gli alettoni o quantomeno lì applicò alla F.1»}} Si e ho fatto male perché l'aerodinamica che ne è scaturita ha rovinato un po' tutta la F.1. *Sulle vicende della Formula 1 è stato scritto molto, ragione per cui non è il caso di ripetere vicende note ampiamente documentate, bensì [...] trovo importante sottolineare come dalla fine degli anni '70 fino alla scomparsa di Ayrton Senna, quello sia stato il tempo che considero "Periodo aureo". La Formula 1 di allora aveva tutto: innovazioni tecnologiche epocali logiche e utili, un seguito di spettatori sempre più folto, personaggi che animavano quel mondo identificati come gli eroi che insieme alle squadre appartenevano alla gente che li poteva "toccare" per cui erano gli amati "cavalieri del rischio", appassionati che capivano lo svolgimento delle gare. Mai come allora i team sono stati così numerosi. La Formula 1 proprio in quel decennio ha seminato il virus contagioso della popolarità per le generazioni più giovani, garantendo uno squarcio di futuro a questo sport. ===[[Marco Franzelli]]=== *Capisco che i tempi cambiano. Non è possibile vivere di ricordi e nostalgie. Però in questo momento la Formula 1 si è spinta ben oltre il confine del logico e del consentito. Al punto che non si capisce più se un sorpasso è frutto della capacità del pilota o dei dispositivi che la tecnologia gli ha messo a disposizione o se per effetto della strategia che è stata pianificata a tavolino. Tutto questo rende finto lo spettacolo, costringendo il pilota a limitarsi in funzione dei risparmi di gomme e benzina e delle criticità segnalate dagli ingegneri ai box, pur di raggiungere il risultato. L'impressione che la Formula 1 offre allo spettatore è proprio quella della mancanza di autenticità. *La Formula 1 dei giorni nostri sta diventando uno sport finto. La causa sono le troppe regole, incomprensibili per il pubblico, al punto che hanno reso finto lo spettacolo di una corsa. Oggi gli spettatori non si rendono conto di cosa stia esattamente accadendo, non lo capiscono o non lo sanno. Il mito della Formula 1 si è creato quando la realtà ha incontrato l'immaginazione della gente che dalla tribuna o dalla televisione guardava un Gran Premio, con venti macchine che prendevano il via con un motore, quattro gomme e una certa quantità di carburante, dove la vettura e il pilota migliore vincevano. Per questi motivi il grande pubblico è arrivato ad amare la Formula 1. *Preservare e migliorare la sicurezza è un aspetto importante, ma il "fattore rischio" dovrebbe continuare a caratterizzare una Formula 1 in cui i piloti non devono rischiare la vita, ma possono rischiare il sorpasso che facile o difficile, che riesca o meno, non può rappresentare occasione per una possibile sanzione, perché esprime la vera cifra di questa disciplina sportiva. Il sorpasso è la principale regola del gioco sulla quale si fonda la Formula 1. ===[[Nick Fry]]=== {{NDR|Sull'elemento dell'imprevedibilità nella Formula 1 degli anni Duemilaventi}} {{cronologico}} *Le squadre sono quasi troppo brave in quello che fanno [...] quando ho iniziato, si poteva quasi contare sul fatto che il 20% si sarebbe ritirato a causa di un incidente o di un guasto. Oggi non succede più, ed è molto insolito vedere auto ferme a bordo pista. Il rifornimento di carburante è pericoloso per le persone coinvolte, ma era un ulteriore elemento di imprevedibilità. La F1 ha avuto un grande successo negli ultimi anni e Netflix ha contribuito in modo massiccio a questo risultato. Tuttavia, credo che lo sport debba proporre altre variazioni oltre alle location. *Ci sono due strade che la F1 potrebbe prendere per rendere lo sport più imprevedibile [...] una sarebbe quella di rivedere i regolamenti tecnici, ma la storia dimostra che queste strategie raramente funzionano. È stato provato numerose volte che i team con maggiori risorse hanno trovato per primi le soluzioni ottimali. Il mio punto di vista è che la F1 deve farlo attraverso i regolamenti sportivi. Ciò significa il format della gara e il numero di pit-stop, il modo in cui si usano le gomme e così via. Non so quale sia la risposta, ma credo che sia in quell'area. *Devo purtroppo ammettere che l'omogeneità delle gare di F1 non è salutare per lo sport nel suo complesso. [...] il calcio è lo sport di maggior successo perché le partite possono cambiare in pochi secondi. Non importa se la tua squadra è in svantaggio per 2 a 1 nei tempi supplementari, hai ancora la possibilità di vincere. È questo che tiene gli spettatori con il fiato sospeso. I team, da cima a fondo, sono così bravi in quello che fanno che è difficile che si verifichino situazioni inaspettate, a parte quando piove, perché in quel caso si verifica un imprevisto. La Formula 1 ha sempre lottato con questo problema. Non riesco a contare il numero di riunioni a cui ho partecipato in cui ci è stato chiesto come introdurre il tipo di casualità che si ottiene con il bagnato. ===[[Piercarlo Ghinzani]]=== *La Formula 1 nostra, quella di allora, era più bella perché più umana. Alla sera se c'era da bere un bicchiere di vino con i meccanici lo facevi, oggi i piloti mi sembrano tutti dei robot. I pilotini che arrivano adesso in Formula 1, ma non solo, portano il dottore, il coach che li va a vedere in curva, il procuratore che gli cura le pierre. Ai nostri tempi, saltavi in macchina, pigiavi giù l'acceleratore e cercavi di tirarlo su il meno possibile. Oggi tutto è più sofisticato. Intanto l'età: arrivano a 16 o 17 anni a guidare le F3 o le Porsche con 400 cavalli sotto il sedere e devi comportarti con loro più come padre che come manager, perché sono quasi dei bambini. Insomma, non parli più con il pilota, ma con tutta la gente che lo segue. Riccardo Patrese ha ragione sui sorpassi che non avvengono più in staccata. Oggi aprono l'ala e via. Avrei fatto un sacco di sorpassi anch'io con l'Osella se avessi potuto aprire l'ala! *{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Ottanta}} Oggi le macchine sono praticamente tutte uguali, invece una volta c'era libertà per i progettisti. C'erano vetture che andavano due o tre secondi più veloci al giro perché avevano soluzioni aerodinamiche spaventose. Ai miei tempi è vero che ci sono stati dei grandi campioni, ma è anche vero che hanno avuto la possibilità di correre per delle squadre che avevano grandi ingegneri. Ricordo che fra la prima e l'ultima dello schieramento di partenza a volte c'erano anche 5 secondi al giro... C'erano pneumatici da qualifica che la Pirelli dava gratuitamente alla Osella: ogni tanto erano di gomma, altre volte erano di legno... E poi i motori turbo: una volta Nelson Piquet mi confidò che la sua Brabham aveva 1380 cavalli. Io ne avevo 850 e mi sembravano una marea. Erano davvero due categorie diverse, dove le case ufficiali avevano propulsori e tecnologie che i piccoli team se le sognavano. *{{NDR|Nel 2015}} Onestamente, con questi regolamenti, la Formula 1 è diventata una schifezza. Il rumore delle monoposto sembra quello di un tagliaerba. Per me hanno perso la testa. Un pilota deve disporre di mille cavalli con un sibilo che lo senti a 200 chilometri di distanza e le macchine devono essere belle da vedere. Tanti luminari a lavorare attorno ai regolamenti per produrre cosa? Qualcosa di assolutamente ridicolo... ===[[Claudio Lombardi]]=== *{{NDR|Nel 2014}} Della Formula 1 ho una conoscenza tecnica, mentre non sono aggiornato sui meccanismi che regolano lo spettacolo sportivo. Non lo ritengo un aspetto negativo l'allargamento del calendario in paesi che non hanno una tradizione con la Formula 1, perché la platea televisiva è quella che governa gli orientamenti degli organizzatori, anche se in alcuni autodromi il pubblico è scarso. Invece proprio non mi piacciono alcuni tracciati privi di contenuti tecnici, quelli piatti, dove è molto difficile superare. Spa e Suzuka sono l'esempio da considerare quando si vuole immaginare un nuovo progetto di pista per la Formula 1. *{{NDR|Nel 2014}} La Formula 1 degli anni '70 era una palestra tecnica di grande livello, dove tutti si potevano esercitare al massimo. Oggi tutto questo è limitato [...]: è ammessa una sola soluzione. *{{NDR|Nel 2015}} La Formula 1 di oggi non ha perso di interesse a causa della power unit: sostenere questa tesi, mi sia concesso, nasconde secondi fini... Abbandonare le attuali unità propulsive sarebbe una decisione di retroguardia, miope. Ritornare al passato significherebbe sacrificare gli obiettivi raggiunti in termini di reale progresso tecnico che hanno portato, tra i tanti vantaggi, un livello di efficienza del motore superiore del 40% rispetto agli aspirati della Formula 1 di un tempo. Sono invece contrario agli investimenti giganteschi per l'aerodinamica necessari a introdurre soluzioni sempre più sofisticate sulle monoposto che nessun ritorno hanno sulle vetture di serie: ogni minuto speso in galleria del vento sono soldi buttati al vento per esercizi che producono alette e alettine – io le chiamo "pennette" – il cui rendimento è minimale. L'obiettivo della Formula 1, sin dagli albori, è sempre stato incentrato sulla ricerca della prestazione. Dopo oltre sessant'anni, il nuovo obiettivo imposto dall'evoluzione tecnica in campo motoristico è quello della ricerca della massima efficienza del propulsore: questa è la chiave di lettura che costituisce la vera differenza tra la Formula 1 di ieri e quella che verrà [...]. Oggi è già domani. *La Formula 1 rappresenta la massima espressione della ricerca tecnica, un'attività che deve essere sviluppata in casa senza chiudersi in se stessi, bensì guardando lontano attraverso un nucleo stabile di ingegneri in grado di sedimentare nel tempo insieme il grande patromonio di esperienza acquisita progetto dopo progetto. Il team tecnico di una scuderia di Formula 1 non può essere gestito come una squadra di calcio dove c'è un continuo cambio di giocatori o dove si sostituisce l'allenatore in pieno campionato, nella speranza di raggiungere un risultato migliore. Nemmeno nel calcio una strategia del genere premia, figuriamoci nella Formula 1 che fonda l'attività sul patrimonio tecnico e cioè sugli uomini che compongono l'azienda. La miglior macchina è sempre figlia di una evoluzione progettuale che si arricchisce nel tempo di soluzioni e intuizioni maturate con l'esperienza del gruppo di lavoro. Ripartire ogni stagione sportiva da un foglio bianco, spesso significa azzerare gli elementi acquisiti con i precedenti modelli di progetto. *Ognuno vive nel suo motorhome, i piloti fuggono dopo le gare, si è tutti diffidenti per via di una stampa aggressiva. ===[[Pierluigi Martini]]=== *È l'unico ambiente che ti fa avvertire la reale necessità di riposarti, di «staccare la luce». *Il giusto equilibrio tra incoscienza ed esperienza credo sia il cocktail migliore per un pilota di F.1. *In F.1 non puoi fare la parte della pecora. A una ruotata devi rispondere nella stessa maniera, devi comportarti da lupo. ===[[Mario Poltronieri]]=== *{{NDR|Sul confronto tra la Formula 1 passata e quella del 2015}} Allora il pilota prevaleva sull'auto. Oggi vediamo chi sono i migliori ma è difficile dare un giudizio consolidato, specie se la vettura non ha interpretato gli ondivaghi e a volte misteriosi regolamenti. ([[Mario Poltronieri]]) *{{NDR|«Fino alla metà degli Anni '70 la F.1 in diretta ci andava di rado, però»}} Il salto di qualità ci fu con Lauda. Il suo titolo nel '75 e l'incidente col fuoco del Nurburgring, l'anno dopo, proiettarono le corse nel cuore della massa. E nel '77 per la prima volta la Rai decise di seguire quasi tutto il mondiale. Fu un giallo. Mi ritrovai in Argentina, con la giunta militare al potere. A fine gara mi chiamano da Roma: "Non torni, vai anche in Brasile a seguire il secondo Gp". "Sì, ma io ho finito i soldi" – rispondo preoccupato. "Te li manderà la Rai di New York". Pochi giorni e i soldi arrivano. Vado in banca a prenderli, ma mi chiedono di spogliarmi. Boh, okay. Entro in slip in un cunicolo, sotto l'occhio di due mitragliatrici e vado a ritirare il malloppo. Mica potevo sapere che con quell'atto eroico aveva inizio la continuità della F.1 in Rai. *La mia F.1 ideale è pronti-via e chi resta davanti vince. *{{NDR|Nel 2007}} Le F.1 sembrano carri da guerra, con tutte quelle lame. Il Circus vive una filosofia distorta. Continuano ad aumentare le velocità in curva e fanno di tutto per limitare quelle in rettilineo, tanto che si volta a 240 all'ora e di massima si va a poco più di 300. È una follia, questa. Ma la vogliamo capire o no che da trent’anni – ossia dall'inizio dell'era turbo –, non è la F.1 che fa da banco di prova per la grande produzione, ma viceversa? Sai che di recente ho parlato con Dupasquier, ex uomo forte della Michelin, il quale mi ha confidato che solo il 10% dell'esperienza fatta in F.1 può essere riversata sulle gomme di serie? La verità è che qui nessuno vuole sostituire i mattoni rotti per paura che crolli la baracca. No, bisogna dare ai Costruttori solo una quantità d'energia imposta. E che poi si arrangino loro, con libertà e creatività. *{{NDR|«La tua F.1 ideale?»}} Quella Anni '70. Con tanti possibili vincitori. Oppure Anni '50, con le Mercedes carenate. *{{NDR|Nel 2007, «ti piace questa F.1?»}} Sarò breve. No. {{NDR|«Perché?»}} Una volta chiesi a Schumi perché a metà Gp non aveva attaccato Damon Hill. Mi rispose: "Tanto l'avrei comunque passato col pit-stop". Ecco, visto? *{{NDR|Nel 2007}} Un pilota non può essere confinato a mero controllore di apparecchiature elettroniche. [...] queste F.1 non sono più macchine da competizione, ma solo degli attrezzi da corsa. Non fosse per i temporali improvvisi, era meglio prima. Sicurezza a parte... ===[[Enrique Scalabroni]]=== *{{NDR|Nel 2020}} I piccoli team dovrebbero inventare, ma il regolamento non lo permette. Come può venire fuori un Colin Chapman, come può la Ferrari mettere un alettone dove nessuno aveva pensato di porlo. Questo è quello che manca, nei regolamenti rigidi è una questione di specialisti di parti. [...] La creatività è quella che ha creato le grandi squadre, ma quando diventa importante il particolare allora la potenza motore fa la differenza. *{{NDR|Nel 2020}} In Formula 1 ammiro tutti, ma i quattro principali sono: Patrick Head, Harvey Postlethwaite, l'Ingegner Mauro Forghieri e John Barnard. *{{NDR|Nel 2020, sui «limiti del regolamento»}} La macroaerodinamica non costa molto, perché la macchina la devi fare, ma quando limiti troppo il regolamento esce fuori la microaerodinamica, arrivando ad un punto in cui inizi a mettere correttori, deflettori generatori di vortice che servono a far funzionare quella soluzione, ma incrementano il budget. *{{NDR|Nel 2012}} Le massime squadre della F1 sanno molto bene che perdendo un "cervello pensante", non è possibile rimpiazzarlo istantaneamente. C'è la necessità di una comunicazione totale fra i direttori ed il personale operativo. Quando cambia un dirigente tecnico di riferimento, serve il tempo per ristabilire la "brain communication" di quel dipartimento, con il risultato che soffre un ritardo operativo e questo in F1 è fatale. *{{NDR|Nel 2012}} Oggi la competizione è puramente internazionale, pertanto chi si limita ad avere solo gente del "proprio giardino", ha molto da perdere... Tre esempi molto chiari nei risultati al top della F1 [motori, ''ndr'']: Mercedez Benz trova il suo top con un pilota argentino chamato Juan Manuel Fangio. Ferrari trova il suo maggior risultato con due piloti non italiani: Schumacher e Lauda... Honda trova i suoi migliori risultati con due piloti brasiliani: Nelson Piquet e Ayrton Senna. Resta qualche dubbio? ===[[Andreas Seidl]]=== *{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemilaventi}} Dal mio punto di vista, il divario tra i top team e gli altri [...] non è una sorpresa quando in Formula 1 si affrontano dei nuovi regolamenti tecnici. Le squadre che hanno le infrastrutture migliori e che in passato hanno disposto di finanze illimitate per creare il miglior team possibile con i migliori strumenti e le migliori metodologie, forse hanno persino più motivi per creare qualcosa da un foglio bianco e assicurarsi un vantaggio più grande, utilizzando tutto quello che hanno a disposizione. [...] Allo stesso tempo però, sono convinto che con il budget cap in vigore e con una stabilità regolamentare nel tempo le prestazioni tra le squadre convergeranno e lo sport migliorerà sempre di più. Ne sono assolutamente convinto. *La ragione per cui amo questo sport è perché oltre ai soldi e alla tecnologia resta uno sport umano e di squadra, dove il pilota gioca ancora un ruolo. *{{NDR|Nel 2022, sulla questione "squadre B" in Formula 1}} Non è un segreto che queste collaborazioni consentite all'interno delle regole siano una preoccupazione per noi. Per questo motivo sono dell'opinione che in futuro si debbano regolamentare queste collaborazioni per fare in modo che la Formula 1 torni ad essere un campionato con 10, 11 o 12 costruttori reali. Dal mio punto di vista l'unica condivisione possibile dovrebbe essere quella relativa alle power unit ed al cambio, mentre tutti il resto deve essere realizzato in maniera autonoma. Sappiamo che appena vai oltre questo scambio hai un trasferimento di dati che diventa rilevante per migliorare le prestazioni della monoposto. [...] è necessario che venga definito con certezza il limite di ciò che può essere condiviso tra i team. ===[[Andrea Stella (ingegnere)|Andrea Stella]]=== *{{NDR|Nel 2024}} Gestire un team di Formula 1 è tutto meno che qualcosa di statico. [...] Mi piace dire che ogni 24 ore aggiorniamo i nostri piani, ogni 24 ore aggiorniamo quello che c'è da fare perché la Formula 1 si evolve in maniera estremamente veloce, se si resta sullo stesso programma per due mesi può accadere che quel piano diventi vecchio. Quindi richiede un'intensità importante dal punto di vista della leadership, un approccio che si deve propagare a tutte le mille persone che compongono la squadra, direi che questo modello non ha uguali in nessun altro tipo di industria. *{{NDR|Nel 2022}} La Formula 1 è essenzialmente un gioco di aerodinamica. *{{NDR|Nel 2022}} La Formula 1 ruota attorno all'ingegneria, ma dipende essenzialmente dalle persone. ===[[Nicholas Tombazis]]=== *La Formula 1 non è uno sport per il divertimento di chi progetta le macchine, anche se c'è a chi piace, me compreso. C'è una responsabilità anche verso i tifosi. *{{NDR|Nel 2023, «in una Formula 1 in cui le risorse sono bilanciate dal cost cap, perché è così irrealistico pensare a una reintroduzione dei test privati?»}} Questo è un dibattito ricorrente. Riteniamo che sia importante avere i regolamenti finanziari, ma che anche quelli tecnici e sportivi debbano andare nella stessa direzione. Noi potremmo dare libertà assoluta alle squadre su come spendere i loro 150 milioni, dal fare i test in pista al produrre componenti in oro. A quel punto però creeremo una iper-pressione sul meccanismo del cost cap. Ad esempio, noi abbiamo squadre in Inghilterra, Italia e Svizzera, poi alcune di loro fanno parte di una grande azienda automobilistica, come Ferrari o Alpine, mentre altre sono indipendenti. Ci sono grandi differenze strutturali tra i team, con degli effetti sulle spese. Se avessimo dato loro totale libertà sulla parte tecnica, queste differenze di struttura avrebbero assunto una rilevanza molto più elevata, creando dei disequilibri. Per questo abbiamo sempre creduto di dover limitare i costi anche attraverso i regolamenti tecnico e sportivo, non solo per mezzo di quello finanziario. Non dimentichiamo che nei tempi in cui i test erano concessi, si sprecavano molte più gomme e molti più motori. Inoltre esistevano delle squadre dedicate solo ai test. Non è qualcosa che va in una direzione coerente con i tempi moderni. *{{NDR|Sulla Formula 1 degli anni Duemilaventi}} Vogliamo che i compiti del pilota rimangano essenzialmente quelli attuali. Non vogliamo che chi guida diventi un aerodinamico o un ingegnere. L'elemento di differenziazione deve essere il puro talento di guida e non necessariamente giocare una partita a scacchi con la strategia. Allo stesso modo, non vogliamo che la competizione ingegneristica sia un'altra battaglia navale tra ingegneri che fanno simulazioni per ottimizzare la strategia. Questo porterebbe a delle macchine che si superano non perché in battaglia, ma per delle differenze di strategia. Non vogliamo una cosa del genere, ma che ci siano delle battaglie in pista dove le auto siano al limite di trazione e controllo, garantendo una certa componente drammatica nei sorpassi. Quando si parla di aerodinamica attiva o di strategie del motore, non vogliamo aprire un campo che, per quanto molto interessante dal punto di vista ingegneristico, risulterebbe molto noioso per uno spettatore. ===[[Leo Turrini]]=== *La Formula Uno, per me, è un impasto irresistibile di umanità e tecnologia. Io la vivo e la racconto come un romanzo popolare. E nei romanzi la trama è sempre un intreccio, un intrigo, una implausibile somma di contraddizioni. *Quando, poco più che ventenne, iniziai a frequentare i circuiti della F1, ero ovviamente circondato da colleghi che avevano trenta, talvolta anche quarant'anni più di me. Naturalmente, questi adorabili compagni di viaggio non la smettevano mai di spiegarmi quanto diverso e migliore fosse l'automobilismo della loro giovinezza. Avevano visto guidare Clark, Stewart, Fangio, qualcuno addirittura millantava di aver fatto in tempo ad ammirare dal vivo Nuvolari. Altro che i "miei" Prost, Piquet, Alboreto, Mansell! E il pubblico, signora mia! Che decadenza! Nella seconda metà degli anni Ottanta la gente andava negli autodromi con bandiere, fischietti, tamburi. Talvolta per la gioia invadeva pure la pista. Barbari! Vuoi mettere con la compostezza dei tifosi degli anni belli? Inoltre, una volta sì che gli appassionati di corse erano preparati. Mica come nella mia era, quando freschissimo e lancinante era il ricordo delle mattane di Gilles. Perbacco, si era proprio abbassato il livello della competenza, se ci eravamo innamorati di uno che sbrindellava sempre semiassi, motori, fiancate... Infine, per carità, c'era un degrado persino filosofico. A Ecclestone interessavano solo i soldi. A Ferrari e ai suoi competitors pure. [...] Era ormai tutto un wrestling, infatti la definizione Circo a quattro ruote nacque allora. E noi giovani degli anni Ottanta non capivamo che era tutto un grande imbroglio, dagli ottani delle benzine alle furbate aerodinamiche di Ducarouge, non capivamo, noi giovani del 1985 e dintorni, perché eravamo ignoranti, ci bastava dire di essere stati fisicamente a Imola o a Monza o a Zeltweg ma non eravamo degni di confrontarci con chi era stato, per sua fortuna, giovane decenni prima. Siamo nel 2023, mi sento raccontare le stesse cose, sebbene vecchio sia diventato io. *Sulla noia da F1 bisogna intendersi, magari una volta per tutte. [...] In Formula Uno, storicamente, è persino normale che molte competizioni possano risultare noiose, almeno con riferimento alla battaglia per il primo posto. Questo perchè la F1, nella accezione migliore, è il pinnacolo della tecnologia più sofisticata applicata alle corse. E se uno lavora meglio dei concorrenti, magari anche interpretando meglio le regole, è giusto che vinca facile. Il guaio è pretendere di combattere la noia inventandosi tarocchi a tavolino. Dopo di che [...], non è colpa mia se Senna-Prost-Mansell non ci sono più. ===[[Frédéric Vasseur]]=== *{{NDR|Nel 2022}} Le capacità per poter emergere, nel tempo sono cambiate, perché è cambiato l'approccio al weekend di gara {{NDR|in Formula 1}}. Non potendo fare test, e con sempre meno prove libere a disposizione, possiamo provare in pista solo poche configurazioni e gli stessi piloti hanno molto meno tempo per stare in macchina. Ma è così, fa parte del gioco, anche in passato quando il venerdì pioveva e il sabato era asciutto si ricominciava da zero, ma alla fine il pilota che è in pole position è sempre quello che ha fatto meglio degli altri. Per me va bene, forse è anche questo il prezzo che dobbiamo pagare se vogliamo aumentare il numero delle gare. *{{NDR|Nel 2023, sulla gestione di un team di Formula 1}} Oggi il peso specifico del lavoro di squadra è molto più importante di quello dei singoli, molto più di quanto non fosse appena qualche anno fa. Si tratta più di una questione di risultati dell'intero team, perché le squadre di grandi dimensioni richiedono un maggiore coordinamento all'interno dei diversi reparti. L'influenza del singolo è minore, ma non significa che sia meno determinante, perché parliamo di persone più specializzate che mai. *{{NDR|Nel 2022, sul calendario della Formula 1}} Oggi si lamentano tutti per le 23 gare, ma recentemente ho pranzato con il capo produzione Sauber che è in F1 da molti anni, e mi diceva che nel 1993 c'erano sì 17 gare in calendario, ma ogni settimana era programmata una sessione di test! Personalmente avere 23 Gran Premi credo sia una notizia positiva, vuol dire che la Formula 1 sta crescendo e sta aumentando l'interesse, se oggi volessero potrebbero fare un calendario con 30 o più gare considerando il numero di promotori che si sono fatti avanti per avere una gara. [...] credo che nel complesso il trend sia molto positivo, e personalmente sognavo la Formula 1 da quando avevo dieci anni, e oggi non mi lamento di certo se il numero di gare è aumentato, sto vivendo il mio sogno. *{{NDR|Nel 2022}} Oggi tra gli obiettivi generali dei tecnici di Formula 1 c'è quello di portare il più possibile la realtà sui simulatori, è un mega-esercizio che da ingegnere mi piace, ma non dobbiamo dimenticare che non è la pista, e a volte vedo che gli ingegneri più anziani lo ricordano ai giovani. ==Voci correlate== {{Div col}} *[[Alfa Romeo in Formula 1]] *[[F1 Academy]] *[[Formula E]] *[[Gran Premio di Formula 1]] *[[Livree degli sponsor in Formula 1]] *[[Renault in Formula 1]] *[[Rivalità Prost-Senna]] *[[Vettura di Formula 1]] *[[W Series]] {{Div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|n=Categoria:Formula Uno|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Competizioni sportive]] 7xj8dl8sjr8qwmcgt6lv2w5c8t6mnxc Gianni Ferrio 0 20703 1410357 1198909 2026-04-13T07:00:51Z Spinoziano 2297 Colonne sonore 1410357 wikitext text/x-wiki [[File:Gianni Ferrio (cropped).jpeg|miniatura|Gianni Ferrio nel 2008]] '''Gianni Ferrio''' (1924 – 2013), compositore italiano. ==Citazioni di Gianni Ferrio== *Le doti non si acquisiscono, si sa. Le doti [[Mina]] le aveva. Si capiva che era intonata, quadrata e soprattutto che dava un grande significato alle parole, riusciva a far diventare gradevole, piacevole e "molto musicale" anche la nostra lingua; che per quanto "sembri" molto musicale non lo è. In inglese, cantare è molto più facile ad esempio. Se si avesse dovuto cantare Night and day in Italiano, pensa un po', "notte e dì"... sarebbe stato un bel problema... E Mina questo problema ha saputo risolverlo, ne ha avuto la capacità fin dall'inizio; e poi... un esempio per tutti "e sottolineo se..."<ref name=Cerri>Dall'intervista di Lele Cerri, ''[https://www.minamazzini.it/it/interviste/gianni-ferrio/ Gianni Ferrio]'', ''MinaMazzini.it'', 4 marzo 2002.</ref> *Mi ricordo un passo da un libro, di [[Philip Roth]], "nella vita si è giovani una volta sola, ma si può essere immaturi per tutta la vita". Non c'è niente di peggio che diventare adulti. Si può migliorare, ma non si tratta nemmeno di quello: si tratta di tirare fuori da noi stessi quello che già abbiamo dentro. Non possiamo prenderlo da fuori. Non è che si matura: è che ci vuole tempo, ci vuole l'occasione, non si può scrivere tutto in un anno. E non è detto che quello che uno scrive quando ha sessant'anni sia migliore... è diverso, perché sono passati anni, ma non perché siamo maturati: ...perché le esperienze, perché una ricerca continua, anche inconscia...<ref name=Cerri/> *{{NDR|su [[Mina (cantante)|Mina]]}} Non legge la musica e, comunque, non ne ha bisogno: ha un tale orecchio, una musicalità innata, un dono proprio di natura e poi ha un modo tutto particolare di valorizzare il testo di una canzone. Perché [[Mina (cantante)|Mina]] si esprime molto in un brano e si fa interprete non solo del punto di vista musicale ma anche di una parola specifica, quella lì, messa lì con delle note. Lo posso dire perché, nell'interpretare i miei pezzi, da ''Parole parole'' a ''Non gioco più'' che sono tra le canzoni che ha interpretato con maggiore emozione, mi ha sempre stupito come riuscisse a intuire esattamente quello che volevo [...]. Accadeva sempre così: io componevo la canzone, gliela facevo sentire e poi lei "se la metteva addosso", la faceva diventare sua, sempre con risultati grandi.<ref>Citato in Dora Giannetti, ''Divina Mina'', Zelig Editore, Milano, 1998.</ref> ==Collaborazioni== {{collaborazioni}} *[[Loretta Goggi]] *[[Mina (cantante)|Mina]] ==Colonne sonore== {{div col}} *''[[Chi si ferma è perduto]]'' (1960) *''[[Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi]]'' (1960) *''[[Signori si nasce]]'' (1960) *''[[Totòtruffa 62]]'' (1961) *''[[I due colonnelli]]'' (1962) *''[[Totò contro i quattro]]'' (1963) *''[[Reverendo Colt]]'' (1970) *''[[L'infermiera di notte]]'' (1979) *''[[Mi faccio la barca]]'' (1980) *''[[L'onorevole con l'amante sotto il letto]]'' (1981) *''[[Tex e il signore degli abissi]]'' (1985) *''[[Incontri proibiti]]'' (1998) {{div col end}} ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ferrio, Gianni}} [[Categoria:Compositori italiani]] ouabl9p16106m5zywyd953f1hdwc2dh Andrea Scanzi 0 64582 1410353 1395968 2026-04-13T06:56:12Z SirPsych0 33615 /* Citazioni di Andrea Scanzi */+1 1410353 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Andrea Scanzi 2017.jpg|thumb|Andrea Scanzi]] '''Andrea Scanzi''' (1974 – vivente), giornalista e scrittore italiano. ==Citazioni di Andrea Scanzi== *A [[Giuseppe Cruciani|Cruciani]] non frega nulla della politica: da buon ex radicale è un trasformista dichiarato che pilucca di qua e di là in base al proprio tornaconto. Una sorta di Capezzone, però bravo e consapevole. Cruciani ha un unico obiettivo: portare chi parla con lui a dire una frase che, subito dopo averla pronunciata, l'ospite non ridirebbe mai. Neanche sotto tortura. Ma non è facile, perché se Salvini non aspetta altro, molti altri sono più guardinghi e timorosi. Addirittura politicamente corretti, che è per Cruciani la colpa più grave. Qualcosa di inaccettabile e anzi empio. Se gli racconti che hai appena sgozzato tre cani si esalta ("Ecco, questo è interessante"), ma se ti azzardi a dire "Non bisogna essere islamofobi" lui sbotta subito ("Che palle", "Che banalità", "Come sei noioso"). Cruciani è sadico, va di fretta e non ama le convenzioni: la sola frase "Ciao Giuseppe" lo esaspera.<ref>Citato in ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/18/giuseppe-cruciani-che-vita-dura-essere-per-forza-una-zanzara/2316193/ Giuseppe Cruciani, che vita dura essere per forza una Zanzara]'' ''Ilfattoquotidiano.it'', 18 dicembre 2015.</ref> *A proposito, diffidate anche da chi ascolta i [[Red Hot Chili Peppers|Red Hot]]. Sono persone che nascondono qualcosa, come gli astemi e le mani di Silvan. I Red Hot sono tutto o niente, né rock né pop, cerchiobottisti: insidiosissimi, perché melliflui e finto rivoluzionari.<ref>Da ''[http://scanzi-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/10/28/i-tre-dell%E2%80%99ave-berlusca-spinoso-lupi-la-russa/ I tre dell'Ave Berlusca: Spinoso, Lupi, La Russa]'', ''MicroMega'', 28 ottobre 2009.</ref> *Anche [[Stefan Edberg|Edberg]] era "tacchino freddo", ma Edberg aveva ben altre frecce: non era un dittatore efferato; ha avuto avversari veri [...]; aveva un gioco molto più romantico; non era asettico, bensì mostruosamente fragile.<ref name=marto>Da ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/federer-martone-sfigati/186989/ Federer, Martone e gli sfifati]'', ''Il Fatto Quotidiano.it'', 27 gennaio 2012.</ref> *''[[Belve]]'' è un programma che serve soltanto alla Fagnani e alla Rai... e a chi produce. Ma non serve minimamente all'ospite. Anzi, l'ospite quasi sempre ne esce male.<ref>Da un video pubblicato nel suo canale ''youtube'', 11 dicembre 2024; citato in Domenico Agrizzi, ''[https://mowmag.com/attualita/andrea-scanzi-francesca-fagnani-la-sua-aria-di-intoccabilita-fa-ridere-belve-mi-ha-chiamato-e-poi-ha-cancellato-censura-rai-e-su-mammucari-corona-e-travaglio Andrea Scanzi: "Francesca Fagnani? La sua aria di intoccabilità fa ridere. Belve mi ha chiamato e poi ha cancellato. Censura Rai?". E su Mammucari, Corona e Travaglio...]'', ''mowmag.com'', 12 dicembre 2024.</ref> *E ''[[Dr. House - Medical Division|Dottor House]]'' ha codificato l'antipatia come tratto positivamente distintivo: il protagonista è amato in quanto burbero. Proprio House è la serie più didascalica, tra quelle quasi-cattive. Al punto da essere spesso andata in testacoda, tra svolte narrative improbabili, citazioni stanche di ''[[Qualcuno volò sul nido del cuculo]]'' e financo ammicchi al musical.<ref name=boris>Da ''[http://www.lastampa.it/2011/03/10/spettacoli/i-neocattivi-cucinano-l-anfetamina-Ptbu3NxJTvnQHYoOHcXitO/pagina.html I neocattivi cucinano l'anfetamina]'', ''LaStampa.it'', 10 marzo 2011.</ref> *{{NDR|[[Ultime parole famose]], 20 giugno 2015}} Finalmente il tennis ci regalerà un ricambio drastico. Perché ciò si realizzi appieno, manca però ancora un anno o poco più. Ovvero la fine del 2016 e buona parte del 2017. Periodo durante il quale [[Novak Đoković|Djokovic]] vincerà tutto. O quasi.<ref>Citato in ''[http://www.andreascanzi.it/?p=4194 Wimbledon: istruzioni per l'uso]'', ''AndreaScanzi.it'', 23 giugno 2016.</ref> *[[Richard Gasquet|Gasquet]] è ancora quello di sempre. Servizio discreto, dritto dal movimento smisuratamente ampio (ma in grado di incenerire) e rovescio a una mano divino: lo preferisco anche a quello di Wawrinka, Kohlschreiber e Youzhny. Anche il gioco di volo, a cui ricorre troppo poco, è tra i migliori del circuito. Gasquet gioca sempre sul filo dell'implosione mentale: finché si sente sopra una nuvola è una meraviglia: può riuscirgli tutto. Basta però un inciampo e la magia svanisce.<ref name=gasquet>Da ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/30/roland-garros-2016-richard-gasquet-per-la-prima-volta-ai-quarti-giochera-contro-la-sua-bestia-nera-andy-murray-foto/2779566/ Roland Garros 2016, Richard Gasquet per la prima volta ai quarti: giocherà contro la sua bestia nera Andy Murray]'', ''ilFattoQuotidiano.it'', 30 maggio 2016.</ref> *[[Richard Gasquet|Gasquet]] è uno dei pochi tennisti che merita quasi sempre la visione. Chi ama solo i vincenti gli imputa di aver vinto troppo poco. Chi ama i circensi, coloro ovvero che io chiamo da sempre "orteghiani" per quel loro feticismo nei confronti del tennista che indovina due colpi a partita, gli rinfaccia di essere diventato troppo attendista e poco spettacolare. Sia come sia, per quanto mi riguarda il "disastro" accadde a Montecarlo 2005. Gasquet aveva solo 19 anni, ma lo si conosceva già. Purtroppo per lui, da bambino i francesi lo avevano maldestramente definito "il Mozart del tennis", dando per scontato che avrebbe vinto tutto e responsabilizzando troppo un ragazzo smisuratamente fragile. Fraintesero la bellezza dei suoi gesti, soprattutto di quel rovescio a una mano, per prova inconfutabile del suo essere Campione. Si immaginarono un nuovo McEnroe, quando era invece un nuovo [[Henri Leconte|Leconte]]. Erano i quarti di finale di Montecarlo e quel Federer non perdeva mai. Gasquet, giocando uno degli incontri più belli a cui abbia mai insistito, lo sconfisse 6-7 6-2 7-6. Bellezza pura. Da allora, io come milioni di appassionati, l'ho seguito con affetto. Affetto, ma anche rabbia. Le sconfitte, spesso con la stessa trama (inizio da leone e finale da coglione), sono state così tante che da qualche anno gli preferisco altri [...].<ref name=gasquet/> *Ho amato McEnroe, Edberg, Cash, Korda, Rafter. Ma Federer non ne è erede. Al massimo è continuazione asettica del dittatore lungolinguato Sampras. Federer piace a chi si accontenta della retorica, delle apparenti buone maniere, dell'approccio finto bipartisan. Piace a chi cita i grandi scrittori (DFW) senza averli letti. Piace a chi ama il progressive, i vini supertuscans. È fortissimo, Federer. E geniale, oltremodo. Chi lo nega? Ma è anche algido, privo di carisma, infantilmente ancorato al feticcio dei record. Non gioca per divertire: gioca per mostrare che ce l'ha più lungo. Il suo non è gesto bianco: è onanismo.<ref name=marto/> *Il concetto, fascista e meschino, che per dieci anni ha messo in scacco la comunicazione tennistica: la ''Obbligatorietà di tifare Federer''. Per decreto regio, lo si doveva tifare. Perché? Perché Roger (sempre da pronunciare come un'orazione: "''R-o-g-e-r''") è classico, è marziale, è corretto (quando vince), non sposa le veline (è un pregio?), va a rete (''seeeeh'': 8 anni fa, forse), piaceva a David Foster Wallace ed è contrario all'occhio di falco (è contrario alla moviola per motivi ''asimoviani'': in quanto robot, non accetta che in campo ce ne sia un altro. È gelosia tra microchip, non fatto etico).<ref name=marto/> [[Immagine:Andrea Scanzi.jpeg|thumb|Andrea Scanzi]] *Il problema di [[Carlo Tavecchio|Tavecchio]] è Tavecchio; lui, in un paese normale, non sarebbe mai divenuto quello che è diventato. Sarebbe bastato ascoltare le dichiarazioni su Optì Poba o sul calcio femminile:<ref>Riferendosi alle dichiarazioni rilasciate da Tavecchio nel 2014, {{cfr}} «L'Inghilterra individua dei soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare, noi invece diciamo che ''Optì Pobà'' è venuto qua che prima mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così.» e «Finora si riteneva che la donna fosse un soggetto handicappato rispetto al maschio sulla resistenza, sul tempo, sull'espressione anche atletica e invece abbiamo riscontrato che sono molto simili.»</ref> è un personaggio la cui pochezza e disponibilità racconta tutte le problematiche nel mondo del calcio. Se in un paese straordinario e calciofilo, come il nostro, eleggi come capo di tutto uno come Tavecchio, vuol dire che hai tantissimi problemi.<ref>Da ''[http://www.zonacalcio.net/2017/11/22/scanzi-italia-tavecchio-milan-inter-juventus-ventura/ Scanzi a ZC "Tavecchio presidente della FIGC scelta folle, deluso da Ventura, Suso unica nota lieta di questo Milan, Juventus non più unica favorita e occhio a Spalletti]'', ''ZonaCalcio.net'', 22 novembre 2017.</ref> *{{NDR|[[Carlo Sibilia]]}} incarna il problema della classe dirigente dei 5 Stelle, dove trovi quelli bravi e quelli imbarazzanti. [...] Sibilia nel Direttorio di un partito accreditato al 30% fa ridere: a uno così non darei in mano neanche un condominio a Vitiano, figurati la seconda forza politica nazionale. Sibilia, al massimo, va bene al circo come troll complottista. È il [[Maurizio Gasparri|Gasparri]] grillino.<ref name="roger waters"/> *Io accetto, eccome, che Federer piaccia. È lapalissiano che l'anti-federastismo sia un gioco. Ma non accetto l'obbligo regio di tifarlo. E nemmeno il postulato tonto secondo cui il tennis è "solo" Federer. Roger (anzi: ''R-o-g-e-r'') è un secchione di talento, uno yuppie di successo col complesso edipico della moglie matrona. Federer è il Martone del tennis. E io preferisco gli sfigati. Di talento, di cuore. Ma sfigati.<ref name=marto/> *La stessa ''[[Boris]]'', (fuori)serie in apparenza ironica e in realtà serissima, rappresenta con rara genialità lo squallore della tivù: registi sciatti, attori cani, stagisti schiavi e direttori della fotografia che si rilassano tirando coca.<ref name=boris/> *Ma i colpevoli, negli ultimi sette giorni di [[Morte di Stefano Cucchi|Stefano Cucchi]], non sono (solo) i poliziotti che lo hanno pestato. E non sono neanche (solo) i medici che lo hanno lasciato morire di inedia, "perché il ragazzo rifiuta le cure". Il decesso in carcere di Cucchi, nelle prime ore del 22 ottobre 2009, è il numero 148. Al 31 dicembre dello stesso anno, quindi dopo poco più di due mesi, quella cifra è già salita a 176. Non vi sembra una cifra - e una crescita - spaventosamente enorme? Quella cifra è figlia anche dei veri colpevoli: noi. Tutti noi. Nei suoi ultimi sette giorni, Stefano viene a contatto con 140 persone. Centoquaranta. Carabinieri, giudici, agenti di polizia penitenziaria, medici, infermieri, prigionieri. Pochi o forse nessuno capiscono che quel ragazzo, di per sé destino a scomparsa con un suo codice per il quale anche esser pestato rientrava in una sorta di logica tra "buoni" e "cattivi", stia morendo. O forse lo capiscono, ma se ne fregano. Nessuno fa nulla per aiutarlo sul serio. Chi fa finta di niente, chi si volta dall'altra parte. Nonostante gli occhi pesti, i lividi, i dolori e le ecchimosi. O forse proprio per quelli. Stefano Cucchi è morto per le botte e per la dimenticanza. Era un essere umano "prescindibile" per il sistema. Sacrificabile e dunque facilmente dimenticabile. Se non è stato poi dimenticato, è solo per la battaglia di una famiglia eroica (come lo sono sempre le famiglie di chi è ammazzato senza colpe, dalla madre di Federico Aldrovandi alla famiglia di Denis Bergamini).<ref name=fb>Da un [https://www.facebook.com/AndreaScanzi/posts/2341978235818491 post] sulla pagina ufficiale ''Facebook.com'', 14 settembre 2018.</ref> *Non credo affatto che il movimento sia vicino a Trump. Anzi, penso che il [[Movimento 5 Stelle|M5S]] sia ciò per cui oggi non abbiamo Trump [...]. Il M5S nei suoi aspetti concreti, giuridici, parlamentari e politici, è molto più vicino alla sinistra, al punto che sull'immigrazione e sulla famiglia vota spesso in modo simile al Pd [...]. Per questa ragione, Grillo dovrebbe chiarire le sue idee su quello che è il suo movimento.<ref>Dalla trasmissione televisiva ''Otto e Mezzo'', 30 gennaio 2017; citato in Gisella Ruccia, ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/31/m5s-scanzi-non-e-vicino-a-trump-ma-e-cio-per-cui-oggi-non-abbiamo-trump/3353748/ M5s, Scanzi: "Non è vicino a Trump, ma è ciò per cui oggi non abbiamo Trump"]'', ''IlFattoQuotidiano.it'', 31 gennaio 2017.</ref> *Per questo il più convincente {{NDR|al Concerto del Primo Maggio 2012}} è stato [[Caparezza]], un pazzo di talento che declina la protesta in salsa obliquamente allegra.<ref>Da ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/03/basta-discorsi-primo-maggio/216711/ Basta discorsi al Primo Maggio]'', ''Il Fatto Quotidiano.it'', 3 maggio 2012.</ref> *Quando guardo [[Matteo Renzi|Renzi]], è come se vedessi un cocktail in cui ci sono shakerati un terzo di [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], un terzo del peggior [[Bettino Craxi|Craxi]] e un terzo di [[Jerry Calà]]. Ecco, quando vedo un presidente del Consiglio così, un po' di paura onestamente mi viene.<ref>Dalla trasmissione televisiva ''Otto e mezzo'', La7; citato in ''[http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/09/23/scanzi-renzi-un-cocktail-un-terzo-di-berlusconi-un-terzo-del-peggior-craxi-un-terzo-di-jerry-cala/417481/ Scanzi: "Renzi? Un cocktail: un terzo di Berlusconi, un terzo del peggior Craxi, un terzo di Jerry Calà"]'', ''ilFattoQuotidiano.it'', 23 settembre 2015.</ref> *{{NDR|[[Ultime parole famose]] sul [[Pandemia di COVID-19|COVID-19]] il 25 febbraio 2020}} Questa non è una malattia mortale, porca di una put***, tr*** ladra [...]. Cosa state a casa? Pensate che si va in guerra? Con il coronavirus non succede una se** nel 99,7 o 8 per cento [...]. Perché vi viene un piccolo ca*** di raffreddore vi preoccupate? Avete bisogno della Nutella per sopravvivere alla quarantena [...]. Sono inc**** nero con la deficienza dei giornalisti che vanno in giro con amuchina e mascherina. Non è una pandemia. Mi sono visto annullare tutte le date a teatro [...]. Continuate a uscire, a scop***, a venire a teatro.<ref>Da un video pubblicato sui suoi canali social il 25 febbraio 2020; citato in ''[https://www.liberoquotidiano.it/video/personaggi/21617268/andrea_scanzi_coronavirus_no_malattia_mortale_continuate_uscire_venire_teatro.html Andrea Scanzi sul coronavirus: "Questa non è una malattia mortale, uscite e venite a vedermi a teatro"]'', ''liberoquotidiano.it'', 25 marzo 2020.</ref> *[[Matteo Salvini|Salvini]] li conosce tutti i conduttori e gli dà del tu. Una cosa che io non sopporto di lui, ma proprio dialetticamente, è la lista della spesa, detesto le sue ripetizioni. Salvini è uno che ripete le stesse cose in continuazione [...] Una lista della spesa insopportabile, aggiornati Matteo Salvini, fallo un piccolo corso di dizione, ma anche di [[dialettica]], perché non si può parlare sempre con lo stesso meccanismo dialettico e sempre con gli stessi odiosi stratagemmi populisti.<ref>Da una diretta ''Facebook''; citato in Domenico Camodeca, Mario Massimo Perri, ''[https://it.blastingnews.com/politica/2020/04/giletti-intervista-salvini-andrea-scanzi-deliri-ripetuti-in-continuazione-003119859.html Giletti intervista Salvini, Andrea Scanzi: "Deliri ripetuti in continuazione"]'', ''Balstingnews.com'', 20 aprile 2020.</ref> *Si possono individuare due Gasquet: quello iniziale, estemporaneo e bellissimo, che aveva però un'autonomia limitata. E quello più attendista e pragmatico, benché comunque dotato di accelerazioni inaudite: il primo è durato fino al 2008, l'altro è nato dalla squalifica per doping. Oddio, "doping": il famoso "bacio alla cocaina". Al tempo – era il 2009 – tutti dissero che Gasquet non sarebbe tornato mai più al top: troppo fragile psicologicamente. In quel periodo Gasquet veniva anche preso malamente in giro per una sua presunta omosessualità.<ref name=gasquet/> *[[Rivalità Alcaraz-Sinner|Sinner e Alcaraz]] stanno vivendo una carriera che è sistematicamente oltre ogni limite, e dunque (pur considerando il loro talento) assai innaturale. Giocano un altro sport e sono sideralmente superiori a tutti gli altri, come dimostra la parabola di Zverev, numero tre al mondo e autentico "Salieri del tennis" […] che fa sempre il suo per poi però venire inesorabilmente piallato in semi o finale da quei due lì. Altro mondo, a parte qualche luna storta ogni tanto (più dello spagnolo che dell'italiano).<ref>Da ''Sinner, il sorpasso: dominio a Montecarlo'', ''Il Fatto Quotidiano'', 13 aprile 2026, p. 14.</ref> *''[[Sulla mia pelle (film 2018)|Sulla mia pelle]]'' è quello che deve essere: un film che ti devasta. È insostenibile dall'inizio alla fine, fa un male che non guarisce - non può guarire - e dice e mostra tutto quel che c'è da dire e mostrare. Non celebra e tutto sommato neanche dà giudizi. Chi lo ha criticato ritenendolo "un'agiografia" è un idiota conclamato, non meno di quei decerebrati neuronali che hanno insultato Ilaria Cucchi colpevole "d'aver costruito una carriera sulla morte del fratello" (sì, al mondo c'è anche gente così. E purtroppo coi social tocca pure leggerla). Non mi interessa, qui, fare una recensione (a chi interessa: è il classico tre stelle su quattro di Mereghetti). Alessandro Borghi è di una bravura sconcertante, e lo era già in Suburra (e non solo in Suburra). Jasmine Trinca è condannata da sempre a essere intensa e perfetta. Max Tortora fa quello che deve fare (e lo fa benissimo). E il regista Alessio Cremonini rifugge buoni sentimenti e retorica com'è giusto che sia. Cento minuti intollerabili, che neanche so se consigliarvi (al cinema o su Netflix) perché non è un film per tutti [...]. Diffidate da chi, alla fine, vorrà darvi una sintesi rassicurante e auto-assolutoria tipo: "Grazie a questo film impareremo dai nostri errori". Figuriamoci. Non impariamo mai niente e lo dimostrano le polemiche che da quasi nove anni circondano questo ragazzo, insultato e deturpato da una giustizia talora alla cazzo e da un paese che non sa più ragionare ma solo tifare [...]. Per quella famiglia e per quel senso di colpa che ci arriva sempre tardi, quando la disgrazia è già avvenuta e a quel punto non resta che il gusto per la lacrima. A volte sincera e a volte no. E in ogni caso tardiva. Un senso di colpa che, ovviamente, non ci insegna mai nulla. E che anzi a lungo andare ci fa venire la voglia perversa di sentirci in qualche modo assolti: "Ho pianto, mi sono commosso, quindi nel mio piccolo ho espiato". ''Sulla mia pelle'' ci ricorda l'esatto contrario: siamo colpevoli. Tutti. Colpevoli di perdurante aridità. Colpevoli di abitudine all'insensibilità. Colpevoli di pensare - e una parte di noi lo pensa - che in fondo Stefano se la sia andata a cercare e la sua fine faccia parte delle regole del gioco. Regole di merda, e dunque fatte di una materia che conosciamo bene. Forse perché spesso ci somiglia.<ref name=fb/> *Tutti dicono bugie, ma in politica devi saperle dire. I [[Movimento 5 Stelle|grillini]] non sanno ancora dirle. Oltretutto, reputandosi migliori degli altri, si sono autocondannati a non sbagliare mai.<ref name="roger waters">Da [http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/09/10/il-caso-roma-m5s-spiegato-a-roger-waters/3024460/ ''Il caso Roma-M5S spiegato a Roger Waters''], ''IlFattoQuotidiano.it'', 10 settembre 2016.</ref> {{Int|Da ''[http://www.andreascanzi.it/ilvinodeglialtri/?m&#61;201405 Ops, sto quasi diventando vegano]''|''AndreaScanzi.it'', 24 maggio 2014}} *Il [[vegetarianismo|vegetariano]] ha un grande difetto alimentare: se non sta attento, si rimpinza di formaggi e si ritrova in un amen sovrappeso e con colesterolo e trigliceridi a mille. È per questo che ho cominciato a comprare prodotti per vegetariani e vegani. Li si trova anche all'ipermercato, ormai. Dalla cotoletta di soia surgelata ai burger di miglio, di soia, di farro, di spinaci. Fino alle (mini)cotolette alla milanese di seitan o al tofu classico o aromatizzato, passando per il seitan fresco o alla piastra. I carnivori, che hanno sempre questo atteggiamento da bulli quando si trovano davanti un [[veganismo|vegano]], sono convinti che queste pietanze facciano schifo e rispondono col sempiterno "fatti una fiorentina": al contrario, sono prodotti quasi sempre buonissimi. Ho capito perché i vegani stanno bene: perché mangiano sano, sì, ma pure perché mangiano bene. *{{NDR|[[Seitan]]}} Ricco di glutine e dunque non per celiaci. L'alta concentrazione di glutine è anche il suo limite, perché l'organismo umano non possiede gli enzimi necessari alla scissione del glutine e una dose alta di seitan può quindi – a lungo andare – rivelarsi controproducente [...]. Il seitan si può fare da soli, ma ci vogliono tre giorni di ferie. *[[Formaggio vegetale|Formaggi di soia]]. Quasi sempre deludenti. Dei prodotti per vegani, sono quelli che mi convincono di meno. Chi vuole, comunque, può provare il Cheddar vegano o il parmigiano vegan da grattugiare. *[[Lupino bianco|Lupini]]. Medaglioni di lupini, salame di lupini, arrosto di lupini. Perfino la maionese di lupini. Davvero buonissimi. *{{NDR|[[Tempeh]]}} In qualche modo simile al tofu, ma leggermente più saporito, si presenta con i semi di soia chiaramente visibili nel prodotto e quasi miniaturizzati uno accanto all'altro. [...] È discreto ma non indimenticabile. *La galassia vegana è variegata e sconfinata. In rete si trova di tutto. È un bel cercare e un bel mangiare, sano e leggero ma senza soffrire (io no, almeno). Purtroppo la stragrande maggioranza dei ristoranti non è minimamente attrezzata [...]. ===Dal blog ''Monty Brogan'', ''Lastampa.it''=== {{cronologico}} *L'unico rischio di ''Romanzo Criminale'' – [[Giancarlo_De_Cataldo#Romanzo_criminale|libro]], [[Romanzo criminale (film)|film]], [[Romanzo criminale - La serie|serie]] – è quello di dare una dignità letteraria a personaggi che tutto erano fuorché eroi.<ref name=rc>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=42&ID_sezione=&sezione Goodfellas all'amatriciana]'', 17 gennaio 2009.</ref> *La serie [''[[Romanzo criminale - La serie|Romanzo criminale]]''], prodotta appunto da Sky e Cattleya, è stata la vera sorpresa televisiva del 2008. Forse la migliore serie mai prodotta in Italia. Una sorta di ''[[Quei bravi ragazzi|Goodfellas]]'' all'amatriciana, che piacerebbe a [[Martin Scorsese]]. Su questo sono concordi pubblico (400mila spettatori a puntata) e critica.<ref name=rc/> *{{NDR|Su [[Fabrice Santoro]]}} Non è sempre stato Mago. A inizio carriera (molto, molto tempo fa) era un pallettaro anonimo. Poi si è messo improvvisamente a giocare a un gioco tutto suo, da quadrumane, dritto e rovescio a due mani e ricami continui. Intortatore sublime, creatore di colpi impensabili.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=47&ID_sezione=523 Australian Open Day 3: Le ultime magie di Santoro]'', 21 gennaio 2009.</ref> *{{NDR|Su [[Jo-Wilfried Tsonga|Tsonga]]}} Dritto che è maglio, servizio che è devastazione, gioco di volo e copertura come ce ne sono (oggi) pochi. Ganci e uppercut come se piovesse. Ha una mano, parafrasando Mario Brega, che può essere piuma o ferro. Fluttua come una farfalla e punge come un'ape (anche se a volte fluttua come un pachiderma e punge come un calabrone). Ogni suo match è spettacolo nello spettacolo. E quella somiglianza impressionante con The Greatest lo rende ancora più irrinunciabile.<ref name=tifo>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=74&ID_sezione=523 Tennis Playlist: la top ten dei tifabili]'', 20 febbraio 2009.</ref> [[Immagine:Andrea Scanzi 1.jpeg|thumb|Andrea Scanzi]] *{{NDR|Su [[Jo-Wilfried Tsonga|Tsonga]]}} Il Muhammad Ali del tennis. Il Salvatore. Cassius Jo. Nell'era buonista dell'Atp, nel presepe del politicamente corretto, Egli è gioia e beatitudine. La quintessenza del carisma, della passionalità. Inarrivabile quando entra in trance agonistica e trascina sontuosamente la folla. Con lui si torna a Kinshasa, si torna Re.<ref name=tifo/> *{{NDR|Su [[Andy Roddick]]}} Totalmente sprovvisto di grazia, senza un briciolo di talento, ha vinto (troppo) per mancanza di avversari sfruttando, come Lleyton Hewitt, l'interregno Sampras/Federer. Da tempo staziona stancamente nella top ten, per il colpevole lassismo degli avversari. Un tennista-clavatore, senza la prima di servizio faticherebbe a stare nei primi 50. A rete commette sciagure, tatticamente è dadaista (ma non sa cosa vuol dire dadaista). Uno scempio estetico prolungato, inenarrabile. Inaccettabile. E non lo aiuta quel cappellino perennemente gocciolante (mai vista una visiera sudare così). Malissimo.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=75&ID_sezione=523 Tennis Playlist: la Flop Ten]'', 20 febbraio 2009.</ref> *Ah, quanto è stato lungo, mellifluo e – in buona sostanza – palloso il suo quinquennio (o giù di lì) dittatoriale. Neanche un piano sequenza di mezz'ora di Abbas Kiarostami avrebbe devastato così in profondità gli zebedei di tutti coloro che non si chiamano [[Miroslava Vavrinec|Mirka Vavrinec]] e non appartengono alla tribù fondamentalista dei Federasti Piangenti. Dalla fine del 2003 alla metà del 2008, fatto salvo Nadal e un Safin occasionale, giornali e tivù erano un coro unanime di peana politicamente corretti: Quanto è bello [[Roger Federer|Federer]], quanto è bravo, quanto è garbato, quanto è imbattibile. "Il più grande di sempre", bla bla bla. L'opposizione era negata, gli avversari non esistevano.<ref name=fab>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=76&ID_sezione=523 Tennis Playlist: I Fab Four]'', 22 febbraio 2009.</ref> *[[Roger Federer|Federer]] è (senz'altro) un tennista straordinario. Lo ricorderemo in eterno. La speranza (vana) è che la polvere gli restituisca umanità e lo liberi da cotanto inseguito torpore. È però un peccato che tale talento, tale grazia, tale anelito alla perfezione sia stato donato a un frigorifero. Re Frigidaire. Il primo Federer era stupendo, iconoclasta, folle. Quel Federer pre-robotico ha abiurato se stesso in nome del Dominio. Da Gilles Villeneuve a Michael Schumacher. Che tristezza. Federer è un robot capace di accendere la folla come un battipanni di vimini (di plastica no, sarebbe troppo poco cool). Un Churchill col carisma di Quiesling. La sua dittatura è stata un terrificante soliloquio egoriferito, politicamente corretto, protetto dall'intoccabilità come neanche il Papa. Neanche il gibboso e linguapenzoluto Sampras era così caratterialmente amorfo. La sua kryptonite si chiama Nadal.<ref name=fab/> *L'atletismo ai massimi livelli. Costantemente capace di migliorarsi, in grado di stupire (Wimbledon) e ristupire (Australian Open). Ha liberato il tennis dalla affliggente Dittatura Catacombale del Vegano, e questo basta per benedirlo. Poi, certo, non è il bene maggiore ma il male minore. Lo spettacolo è un'altra cosa, come il talento puro. [[Rafael Nadal|Nadal]] è la straordinarietà della grinta, il recupero impossibile, la resistenza inumana: da qui, e da alcune sue frequentazioni non immacolate, la strisciante accusa di doping. Però non è neanche giusto definirlo mano quadra: nel tempo ha migliorato rovescio, servizio e persino gioco di volo, grazie a quella umiltà che Federer mai ha avuto.<ref name=fab/> *{{NDR|Su [[Novak Đoković]]}} Mira al potere, anela alla dittatura, baratterebbe qualsiasi cosa per lo Scettro, ma tiene alle buone maniere. Non vuole solo la botte piena, ma pure la moglie ubriaca. Il plauso di pubblico e critica. E allora fa burlesche imitazioni (dei colleghi), racconta barzellette (come Berlusconi), continua a canticchiare quel motivetto celentaniano che fa "Eppure son simpatico". Col risultato di non essere né carne né pesce. Né buono, né cattivo. Solo antipatico. E soporifero: non un tennista ma un Meccano. La filosofia di Djokovic è il chiagnefottismo. È l'uomo dei capelli a spazzola tenuti insieme dal Vinavil, dei ritiri e del medical time out. Se perde è colpa di infortuni imprecisati, di dolori impalpabili, del buco nell'ozono o della crisi finanziaria. È sotto di un set? Tac, chiama il medico, un quarto d'ora di pausa e l'altro perde il ritmo.<ref name=fab/> *Il Duce Serbo è il male maggiore, ma toccherà sopportarlo a lungo, perché non è solo forte: è sadico. Cannibalmente attratto dal trionfo plebiscitario. Federer, al di là delle iperboli, delle metafore politiche e del carisma obitoriale, gioca sontuosamente (non sempre, spesso sì) a tennis. È un bel vedere, per quanto somigliante a un disco di David Gilmour o un libro di Alessandro Baricco. [[Novak Đoković|Djokovic]], no: il suo tennis è una palla sovrumana. Piace a chi vuole vincere e a chi stravede per la tattica. Piace a chi concepisce il tennis come una {{sic|branchia}} della geometria e dell'architettura. Bravi, bene 8 +, ma se è così meglio avvicinarsi a Renzo Piano. Djokovic è il nuovo [[Ivan Lendl|Lendl]], e già questo basterebbe a detestarlo.<ref name=fab/> *{{NDR|Su [[Andy Murray]]}} Era a inizio carriera, un bambino alle prime armi, ma c'era in lui quello che appare adesso manifesto: le capacità geometriche, la buona mano, la dote non comune di trascinare il pubblico. Il suo limite era il fisico, dopo due set era cotto. Oggi no, oggi – dopo una cura di sushi e spinaci Braccio style- è il quarto del mondo. Il suo primo Slam è solo questione di mesi. A volte gioca ricordando Mecir, a volte si fa pavido rammentando il peggior Wilander. Ma ha carattere. Anche troppo: personaggio vero, amato e odiato. È lui, non Djokovic, quello che più merita il ruolo del Cattivo. Perché non insegue, a differenza del situazionista del medical time out Djokovic, il plauso unanime. Lui ama dispiacere, riuscendoci alla grande. Murray è respingente in tutto quello che fa e mostra: nella pettinatura da comparsa di Dario Argento, nei denti aguzzi da Vampiro. In quelle urla virulente. Nelle espressioni mefistofeliche.<ref name=fab/> *Lendl, nella sua personificazione del Male, anzi del Maligno, in quella sua liturgia di tic bestiali (le ciglia spulciate, l'orrido detergersi nella segatura) e look orrorifico (quei polsini più lunghi del Tamigi) aveva un merito. Uno solo: rappresentava benissimo il ruolo del Cattivo. Non aveva pregi e non pretendeva di averne. Era l'uomo da odiare, l'anti McEnroe, l'anti-Bellezza. E il mondo (quello salvo, almeno) gioiva nel vederlo umiliato a Wimbledon, più ancora irriso dal servizio "da sotto" di Chang.<ref name=fab/> *È una serie straordinaria, uno dei molti capolavori di [[David Lynch]]. Il primo caso, riuscito, di serie tv ambiziosa e di qualità. Invecchiato benissimo. In realtà la scoperta dell'omicida di Laura non è che la punta dell'iceberg. È come se Lynch avesse riversato dentro la serie tutti i suoi sogni/incubi, come del resto sempre ha fatto in ogni sua opera, fino al caso estremo ''Inland Empire''. ''[[I segreti di Twin Peaks]]'' (questo il vero titolo della serie, che in un primo momento doveva chiamarsi ''Passaggio a Nord-Ovest''), è come un canto per l'adolescenza perduta e il tempo che fu. Un'elegia misteriosa e lunare, zeppa di riferimenti allegorici e situazioni oniriche, incentrata sulle vicende di un piccolo paese americano al confine con il Canada (le riprese vere furono effettuate a Snoqualmie e North Bend, a nord-ovest dello stato di Washington).<ref name=twinpeaks>Da ''[http://archive.is/1E8M Ripensando a Twin Peaks (i gufi non sono quello che sembrano)]'', ''Lastampa.it'', 14 marzo 2009.</ref> *''[[i segreti di Twin Peaks|Twin Peaks]]'' è un trip. A mostrare i segni del tempo sono cose marginali: il doppiaggio (spesso pure sbagliato), il look (agghiacciante), le pettinature da fine anni Ottanta. Ma non la storia, la fascinazione. Il vivo senso di terrore che scaturisce dagli incubi di Dale Cooper, dalle urla di Laura, dalle tende rosse della Loggia Nera. Dagli unti capelli grigi di Bob. È una serie anche leggera, bucolica a tratti, spensierata (ad esempio la ''liaison'' tra Lucy e Andy), ma Lynch concede pochissimo. E infatti il finale è apocalittico: nessuna speranza, l'eroe verrà posseduto e tutti o quasi moriranno.<ref name=twinpeaks/> *La beatificazione postuma, nonché acritica, è una italianissima maniera per sdoganare artisti sottovalutati in vita. È certo il caso di [[Rino Gaetano|Gaetano]]: troppo ironico e troppo poco «schierato», nel marasma politicizzato dei Settanta. La sua morte (nel 1981) ne ha complicato l'analisi artistica. E non hanno aiutato, se non nel riverbero del ricordo, certe fiction ben poco filologiche. Gaetano era una supernova. Ha brillato tre anni, dal '76 di ''Mio fratello è figlio unico'' al '78 di ''Nuntereggae più''. Il successo sanremese di ''Gianna'' lo spiazzò, non ebbe il tempo di venirne a capo.<ref name=rino>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/musica/grubrica.asp?ID_blog=37&ID_articolo=1334 Ancora Rino, fratello unico e immortale]'', 25 marzo 2009.</ref> *''Live & Rarities'', la raccolta di Rino Gaetano autorizzata dalla famiglia, dice soprattutto due cose: che Rino era un gigante (e questo si sapeva) e che è più vivo lui da morto che molti suoi colleghi da vivi (e questo non avremmo voluto saperlo).<ref name=rino/> *Riascoltati oggi, perfino gli «scarti» di [Rino] Gaetano raccontano il presente più della maggior parte dei suoi colleghi vivi. Anche nelle sue tracce figlie di un Dio minore, c'è quel mix di lunarietà e ironia disillusa.<ref name=rino/> *[[Roger Federer|Federer]], se non altro, era espressione di gran Tennis. Proprio per questo, Federer è doppiamente colpevole. Poteva essere un trascinatore, un iconoclasta, un ribelle indimenticabile. Ha preferito essere un impiegato di talento, un contabile di se stesso. Uno Schumacher con racchetta. Imperdonabile.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=109&ID_sezione=523 E Federer perse l'ultimo microchip]'', 4 aprile 2009.</ref> *{{NDR|Su [[Patrick Rafter]]}} Bello e possibile. Così sfortunato da non vincere mai Wimbledon per colpa di Federer 1 (Sampras) e della favola di Goran. L'ultimo volleatore vincente.<ref name=amati>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=113&ID_sezione=523 Tennis Playlist: i 10 più amati di sempre]'', 9 aprile 2009.</ref> *Che meraviglia. Nessuno è mai stato, né sarà mai, bello come il gioco di [[Stefan Edberg]]. Perfino il suo calvario anticipato, derivante da guai fisici, servizio imploso e cambi di telaio/superfici, ebbe un che di eroico: di epico. Non avrai altro Dio all'infuori di Stefan.<ref name=amati/> *{{NDR|Su [[Stefan Edberg]]}} La bellezza, l'estetica, la purezza. Il serve and volley ai massimi livelli. La volèe di rovescio era accecante, così come il rovescio.<ref name=amati/> *{{NDR|Su [[Pat Cash]]}} Quella fascetta a scacchi, quella scalata sulle tribune di Wimbledon. Quel suo modo, tra il playboy e l'ombroso, di sbertucciare il malefico Lendl nella sacra finale erbivora. Serve and volley paradigmatico. Era ancora un tempo in cui gli australiani giocavano così e non come Hewitt. Era buontempo.<ref name=amati/> *Tra i miei rimpianti anagrafici, oltre a non avere avuto il tempo di vedere De André con la Pfm, Gaber in ''Polli di allevamento'' e i Led Zeppelin che si trippavano copiosamente in Galles, c'è quello di aver potuto godere soltanto degli scampoli finali di SuperBrat. L'Era del Moccioso l'ho solo studiata nei libri di testo (Tommasi). Il giorno in cui perse a Parigi con Lendl, terrificante Duce Sadico, fu un giorno tragico. L'11 settembre del tennis. [[John McEnroe|McEnroe]] è stato uno dei più grandi geni del Novecento. Quello era tennis.<ref name=amati/> *Ero edberghiano e [[Boris Becker|Becker]], al tempo, mi appariva come il Nemico. Coscia grosse, mezzo albino, esibizionista: quante volte non ho certo pianto per sue sconfitte. Anche – soprattutto – quando scontò la pena con Michael Stich, l'Ariano odioso e bellissimo. Oggi sono passati gli anni, Becker è uno stanco giocatore di poker, nella vita ha sbagliato quasi tutto e mi accorgo di quanto farebbe bene al circuito.<ref name=meno>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=114&ID_sezione=523 Tennis Playlist: i 10 meno amati di sempre]'', 10 aprile 2009.</ref> *{{NDR|Su [[Brad Gilbert]]}} Ha scritto un libro intitolato ''Winning Ugly'', che più o meno vuol dire Come vincere da carogne. Credo che possa bastare. Ha fatto della scorrettezza un'arte. Era un McEnroe col talento di Bottazzi. Ha mantenuto l'atteggiamento borioso-dittatoriale anche da allenatore.<ref name=meno/> *{{NDR|Su [[Novak Đoković]]}} Il Lendl di oggi, senza però il coraggio di essere pienamente cattivo. In campo è scorretto, simula infortuni, boccheggia come se vivesse in continua apnea. Poi fa un punto decisivo ed esulta belluinamente, come neanche un ustascia. Cattivissimo. Ma fuori dal campo, no: si presenta come simpatico, imitatore di colleghi, raccontatore di barzellette.<ref name=meno/> *Ogni arte ha bisogno del Male, ogni teatro insegue il Cattivo. Eccolo, al suo massimo "splendore": [[Ivan Lendl]]. Il Tiranno cecoslovacco è stato il Memento Mori del tennis. La quintessenza della cattiveria, del sadismo. Dell'antipatia. Brutto come una scena tagliata di Pino Quartullo (ammesso che ne esistano), soleva farsi il bagno nella segatura e spulciarsi scimmiescamente le sopracciglia prima di servire. Indossava polsini ascellari, il volto era scavato dall'odio, lo sguardo quello di un collezionista di bulbi.<ref name=meno/> *{{NDR|Su [[Mats Wilander]]}} Pallettaro, pallettaro, pallettaro. Lento, soporifero, meditabondo. Tic tac, tic tac, tic tac. Ronf. Un Borg senza Borg. Uccise Leconte a suon di prime palle. Devastò l'estetica lungo tutto l'arco della sua carriera. Sembrava imperturbabile. Poi la vita gli chiese pegno, andò tutto in cortocircuito (come per Borg) e addio.<ref name=meno/> *{{NDR|Su [[Tommy Haas]]}} Di lui si dice che è antipatico, "ariano" e quant'altro: menate. Rovescio e gioco di volo sono d'altissima scuola e, con un minimo di salute in più, sarebbe stato uno dei giocatori più tifati e benedetti degli ultimi dieci anni. Purtroppo è stato falcidiato da infortuni, a cui va aggiunta una testa poco lucida e non di rado masochistica.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=144&ID_sezione=523 Se vince Haas, vince il Tennis]'', 14 giugno 2009.</ref> *Dopo aver vinto Melbourne 05, il paonazzo [[Marat Safin|Marat]] ha smesso di giocare, fatti salvi due risvegli estemporanei (Halle 06 e Wimbledon 08). Non sono mai stato un safiniano smodato, trovando alla lunga noiosa questa sua volontà di buttare via tutto tra il fantozziano e lo psicotico. Da mesi (anni) siamo ormai oltre il patetico. Ieri è riuscito a perdere persino con Levine. Safin ha detto che smetterà a fine anno: potrebbe farlo anche prima.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=151&ID_sezione=523 Wimbledon Day 2: La sfiga di chiamarsi Kendrick]'', 24 giugno 2009.</ref> *È stato uno [[Michael Stich|Stich]] contemporaneo. Egualmente stilizzato, ariano, definitivo. I movimenti disegnati, i fraseggi del corpo a scolpire capolavori. Il suo è un tennis erotico, sensuale, conturbante. per Bellezza abbacinante, non totemica ma michelangiolesca. Qualcosa di Magistrale. E questo è, quando può e vuole, [[Tommy Haas]] L'Ariano: magistrale. Un trattato di Estetica applicata al tennis. C'è, nella sua maniera di scardinare l'ottusità avversaria, una marzialità irresistibile. Vederlo giocare, da un mese a questa parte, come ai bei tempi, è qualcosa che ha a che fare con la Beatitudine.<ref name=haas>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=158&ID_sezione=523 Wimbledon semifinals: Haas, L'Ariano]'', 2 luglio 2009.</ref> *{{NDR|Su [[Tommy Haas]]}} Uno che non ha mai avuto abbastanza applausi, men che meno fortuna. Rotto, sfibrato, incazzoso. Pure antipatico. Nei forum più surreali, qualche esperto di ramino l'ha definito "Il peggior numero 2 nella storia del tennis". Quante se ne sono lette, sentite, viste. Blasfemie inaccettabili.<ref name=haas/> *Quanto a Federer, lodi e peana. Definitivamente schumacheriano, totalitario e imperturbabile nel correre da solo. Quindicesimo slam, record su record e tanti altri vassalli da spennare. Direte: ma lui che colpa ha? Nessuna, al di là di quella stitica frigidità passionale. Non è certo colpa sua se è troppo più forte degli altri, né – più ancora – se gli altri si accontentano di esserci. Preferendo, al morso, un imprecisato quanto sterile abbaiare. Senza mai smettere di scodinzolare al Padrone.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=160&ID_sezione=523 Wimbledon finale: Un vassallo è per sempre]'', 5 luglio 2009.</ref> *Leggo adesso di un [[Novak Đoković|Djokovic]] involuto da due anni, bruttino e insipiente: l'idea di un peggioramento presuppone però un'antecedente epoca dell'oro, durante la quale Djokovic sciorinava spettacolo e praticava un tennis champagne. Quando, di grazia? Sa dirmi qualcuno quando mai il gioco del Fingitore Fiorelliano è andato oltre un'idea soporifera di Meccano? Quando, per dirla coi filosofi presocratrici, Djokovic è stato meno palloso di adesso? Rispondiamo con certezza iconoclasta: mai. Djokovic è (sempre stato) il più brutto tennista dei Fab Four, noioso e ripetitivo, tignoso e allegramente chiagnefottista.<ref name=jurgen>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=269&ID_sezione=523 Roland Garros: Jurgen vive (Eurosport no)]'', 3 giugno 2010.</ref> *{{NDR|Su [[Jürgen Melzer]]}} Uomo dal braccio che non fa sconti e dalla testa troppo spesso in ferie, l'Austriaco è tra i pochi in pieno controllo della situazione a rete. Egli ricama col suo mancino estremo, cesellando stop volley e altri incanti ancestrali.<ref name=jurgen/> *Se mi chiedessero di fare il nome del tennista più sottovalutato del tennis attuale, non avrei dubbi: [[Ivan Ljubičić]].<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=240 Ljubo, il grande sottovalutato]'', 21 marzo 2010.</ref> *[[Francesca Schiavone]] non è una tennista facile. È la sua fortuna e sfortuna. Fortuna, perché gioca un tennis quasi del tutto diverso dalle colleghe. Sfortuna, perché ha carattere poco smussato, non brilla in eleganza, fa poco per apparire simpatica (riuscendoci) e in campo sciorina una carrellata di smorfie scarsamente avvenenti.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=270&ID_sezione=523 Roland Garros: L'impresa di Francesca]'', 3 giugno 2010.</ref> [[File:Andrea Scanzi - veDrò 2012 (cropped).jpg|thumb|Andrea Scanzi nel 2012]] *Credo che ad avermi fregato sia stato [[Muhammad Ali]]. L'idea che, oltre al grande sportivo, potesse esistere al contempo un grande uomo. Non sempre condivisibile, ma coraggioso e pienamente inserito nel suo presente. Purtroppo lo [[sport]] non è più quello degli Ali e dei [[Luigi Meroni|Gigi Meroni]]. Lo dimostra la letteratura sportiva: un libro su [[Gilles Villeneuve]] o [[Ayrton Senna]] puoi scriverlo, uno su [[Michael Schumacher]] o [[Roger Federer]] (sinonimi) no. Perché, a parte i numeri, aridi numeri, non c'è nulla.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=300&ID_sezione=&sezione= Lady Schiavone, la berlusconiana che non conosce la Costituzione]'', 13 luglio 2010.</ref> *Alcuni hanno gridato nuovamente al capolavoro, altri parlato di delusione. La [[Romanzo criminale - La serie (seconda stagione)|seconda stagione]] è stata meno avvincente della prima, ma il livello è rimasto sostanzialmente alto al punto da confermare Romanzo Criminale come miglior serie italiana.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=349&ID_sezione=519 Romanzo Criminale 2: conferma o delusione?]'', 23 dicembre 2010.</ref> *{{NDR|Su [[Novak Đoković]]}} Non sono mai stato un suo tifoso: me ne darete atto. Non mi piace né il suo gioco, né quel fare fiorello-paraculeggiante di chi fa il simpatico furbino in favor di telecamera. Situazionista e chiagnefottista, da sempre e per sempre. Però, però. Però quanto avremmo avuto bisogno di gente con questa tigna, questa arroganza, questa tempra, quando Federer e Nadal si spartivano il bottino tra sorrisi melliflui e faide stolte tra fanboys evasi dall'asilo.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=403&ID_sezione=523 Roland Garros: Il dramma di Andujar (tennis is unfair)]'', 26 maggio 2011.</ref> *Poi lo vidi a Melbourne 2008. Oh, amici miei, se non l'avete visto o non lo ricordate nella semifinale con Nadal, vuol dire che avete sempre fatto l'amore solo su Second Life e ad occhi chiusi. Vuol dire che non sapete niente di tennis. [[Jo-Wilfried Tsonga|Tsonga]], quel giorno, fu folgore e tuono, incendiò e devastò, visse e generò redenzione. Uno scintillio di bellezza, di carisma, di veemenza agonistica, come non se ne vedevano da decenni.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=415&ID_sezione=523 Il giorno che tornammo a sorridere (Tsonga signoreggia e soverchia)]'', 30 giugno 2011.</ref> ==''Facebook.com – Profilo ufficiale''== {{cronologico}} *Dopo [[Carlo Tavecchio|Tavecchio]] e [[Massimo Ferrero|Viperetta]] credevate di avere visto tutto. Forse però non conoscevate [[Ezio Capuano|Eziolino Capoluogo Capuano]] [...]. Le polemiche sulla sua (inesistente) omofobia sono forzate, ma il personaggio semanticamente merita. [...] Scoprite ogni sua gemma su Youtube: la vostra vita non sarà più la stessa.<ref>Da un [https://www.facebook.com/andreascanzi74/posts/984752921541036 post], 6 novembre 2014.</ref> *[[Gianni Mura|Gianni]] era un talento puro. I suoi racconti dal tour de France resteranno vette rare, e non solo quelli. Aveva cuore, talento, ego, spigoli, genio e generosità. Molti lo definiranno una volta di più "l'unico erede di Brera", che peraltro adorava e aveva ben conosciuto, ma per me Mura era Mura: aveva il suo stile, la sua originalità, la sua musica, la sua utopia. Per chi ha amato la letteratura sportiva, e per chi ha creduto anche in tempi non sospetti che lo sport potesse essere epica, Gianni è stato un amico, un faro, un punto di riferimento. Un compagno di strada e di sogni. Oggi questo paese perde un grande uomo e un irripetibile scriva. Sono molto triste.<ref>Da un [https://www.facebook.com/andreascanzi74/posts/3438805559469081 post], 21 marzo 2020.</ref> *[[Oliviero Toscani]] era un fotografo sublime, un artista libero e un uomo meravigliosamente pazzo e divertente [...]. Non era mai banale e non risultava mai scontato, che sono poi due dei requisiti (rarissimi) degli irregolari autentici [...]. In tivù era un vulcano, e per questo stava ancora più sui coglioni al potere (di qualsiasi colore) e ai benpensanti (di questa fava). I suoi scatti resteranno in eterno, anche se a lui dell'eternità interessava meno di nulla. Quando ti fotografava non potevi fingere [...]. Più che fotografarti ti metteva a nudo. E il nudo non mente [...]. La sua scomparsa rende più soli e vuoti non il paese, ma parte del paese: quella più libera, quella più esigente, quella più talentuosa e matta. Oliviero adorava stare sulle palle a chi odiava [...].<ref>Da un ''[https://www.facebook.com/andreascanzi74/posts/pfbid0KdapDfneHfVm4usAF2iUjw1e3oKtRgXai46Dpco98xAiSUboxzuRjMEstpZhcrBkl?locale=it_IT post]'', 13 gennaio 2025.</ref> *Circense dichiarato e ostentato, [[Corentin Moutet|Moutet]] cerca sempre il colpo a effetto. Strafottente dentro e fuori dal campo (lo odiano quasi tutti, chiedere per conferma a Fognini e Bublik), provoca di continuo con dichiarazioni a {{sic|caxxo}} (che gli si ritorcono puntualmente contro). Gioca un tennis da tutto o niente, che può essere divertimento puro o vomito distillato. Non segue logiche ed ha una capacità di inventare colpi letteralmente assurdi. Gli esteti lo adorano, i bacchettoni lo infilzerebbero. Essendo un panda in un mondo di addomesticati, come per molti versi il nostro Bellucci, tendo molti più a difenderlo che non ad attaccarlo, perché un tennista – un giorno prima o poi lo capiranno tutti. – della sua vita e della sua carriera fa il gran {{sic|caxxo}} che vuole.<ref>Da un [https://www.facebook.com/andreascanzi74/posts/pfbid0xtGKFXXVtRAezXisaz89b5kzSYTvDny7mNLNvcvPxUW4UTAB25fF3pzuLfRECdyml post], 19 novembre 2025.</ref> ==''I cani lo sanno''== *Gli amanti dei [[gatto|gatti]] dicono che la qualità principale dei loro prediletti sia l'indipendenza. Sono proprietari senza proprietà, che lodano il sostanziale egoismo dei loro animali. Un gatto, garantiscono, è desiderabile in quanto fiero e altero. Interessato e distaccato. Più che amare l'uomo, lo sfrutta. Lo cerca quando ne ha bisogno.<br />In questo senso, il gattaro è un amante masochista. (cap. 10) *I [[cane|cani]] sono [[Diogene di Sinope]] senza bisogno di botti per sentirsi stoici. E di Diogene di Sinope, peraltro e non a caso, erano ispiratori. Secondo il filosofo greco, gli umani dovevano trarre insegnamento da loro. L'uomo, già allora, era ipocrita e artificiale. Il cane, no. Mangia quel che trova, dorme dove capita, caga quando gli gira. Non si interessa di filosofia astratta ed è immerso nel suo presente senza ansietà. Al contrario degli umani, riconosce sempre l'inganno e fiuta istintivamente la verità. (cap. 11) *Sono stato [[vegetarianismo|vegetariano]] due volte. La prima è durata dal 2001 al 2008. La seconda è adesso e non smetterà.<br />Era l'aprile del 2010. In aeroporto acquistai ''[[Jonathan Safran Foer#Se niente importa|Niente importa]]'' di [[Jonathan Safran Foer]]. Lo lessi tutto d'un fiato.<br />Safran Foer, da non vegetariano, fa una inchiesta sugli allevamenti industriali. Racconta in dettaglio come vengono ammazzati suini e bovini, tonni e polli. Si sofferma sulla vita a cui sono costrette le galline ovipare.<br />Fa menzione dettagliata del sadismo umano.<br />E poi racconta una delle nostre molte stranezze. Di come ci faremmo svenare per il nostro cane e di come non ci interessi nulla dell'olocausto quotidiano di animali non meno sensibili e intelligenti dei cani.<br />La domanda è: perché un maiale sì e un cane no? Perché riteniamo inaccettabili i coreani, che mangiano carne canina, e reputiamo normale crescere i figli con carne equina? Come è possibile commuoversi per un agnello visto alla tivù, o un piccolo cinghiale allo zoo, salvo poi mangiare voluttuosamente entrambi?<br />Lo so, tale dilemma ci porterebbe lontano. E molti di voi non condividono il mio approccio. Poche cose infastidiscono come i vegetariani convinti. Un po' perché sono pallosi e un po' perché toccano nervi scoperti: ci ricordano quanto siamo incongrui, ipocriti e sostanzialmente insensibili.<br />Non ho mai cercato di fare proseliti. Non parlo mai di questa scelta etica in pubblico. Però ne vado fiero. (cap. 27) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Andrea Scanzi, ''[https://books.google.it/books?id=uXXx6xMV-kgC&pg=PT0 I cani lo sanno. Elogio dello sguardo rasoterra]'', Feltrinelli, Milano, 2011. ISBN 978-88-07-49112-2 ==Film== *''[[Italiano medio (film)|Italiano medio]]'' (2015) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Scanzi, Andrea}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] guslt71npl4r6awy5afswdkhi8dzfae 1410355 1410353 2026-04-13T06:58:24Z SirPsych0 33615 /* Citazioni di Andrea Scanzi */+1 1410355 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Andrea Scanzi 2017.jpg|thumb|Andrea Scanzi]] '''Andrea Scanzi''' (1974 – vivente), giornalista e scrittore italiano. ==Citazioni di Andrea Scanzi== *A [[Giuseppe Cruciani|Cruciani]] non frega nulla della politica: da buon ex radicale è un trasformista dichiarato che pilucca di qua e di là in base al proprio tornaconto. Una sorta di Capezzone, però bravo e consapevole. Cruciani ha un unico obiettivo: portare chi parla con lui a dire una frase che, subito dopo averla pronunciata, l'ospite non ridirebbe mai. Neanche sotto tortura. Ma non è facile, perché se Salvini non aspetta altro, molti altri sono più guardinghi e timorosi. Addirittura politicamente corretti, che è per Cruciani la colpa più grave. Qualcosa di inaccettabile e anzi empio. Se gli racconti che hai appena sgozzato tre cani si esalta ("Ecco, questo è interessante"), ma se ti azzardi a dire "Non bisogna essere islamofobi" lui sbotta subito ("Che palle", "Che banalità", "Come sei noioso"). Cruciani è sadico, va di fretta e non ama le convenzioni: la sola frase "Ciao Giuseppe" lo esaspera.<ref>Citato in ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/18/giuseppe-cruciani-che-vita-dura-essere-per-forza-una-zanzara/2316193/ Giuseppe Cruciani, che vita dura essere per forza una Zanzara]'' ''Ilfattoquotidiano.it'', 18 dicembre 2015.</ref> *A proposito, diffidate anche da chi ascolta i [[Red Hot Chili Peppers|Red Hot]]. Sono persone che nascondono qualcosa, come gli astemi e le mani di Silvan. I Red Hot sono tutto o niente, né rock né pop, cerchiobottisti: insidiosissimi, perché melliflui e finto rivoluzionari.<ref>Da ''[http://scanzi-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/10/28/i-tre-dell%E2%80%99ave-berlusca-spinoso-lupi-la-russa/ I tre dell'Ave Berlusca: Spinoso, Lupi, La Russa]'', ''MicroMega'', 28 ottobre 2009.</ref> *Anche [[Stefan Edberg|Edberg]] era "tacchino freddo", ma Edberg aveva ben altre frecce: non era un dittatore efferato; ha avuto avversari veri [...]; aveva un gioco molto più romantico; non era asettico, bensì mostruosamente fragile.<ref name=marto>Da ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/federer-martone-sfigati/186989/ Federer, Martone e gli sfifati]'', ''Il Fatto Quotidiano.it'', 27 gennaio 2012.</ref> *''[[Belve]]'' è un programma che serve soltanto alla Fagnani e alla Rai... e a chi produce. Ma non serve minimamente all'ospite. Anzi, l'ospite quasi sempre ne esce male.<ref>Da un video pubblicato nel suo canale ''youtube'', 11 dicembre 2024; citato in Domenico Agrizzi, ''[https://mowmag.com/attualita/andrea-scanzi-francesca-fagnani-la-sua-aria-di-intoccabilita-fa-ridere-belve-mi-ha-chiamato-e-poi-ha-cancellato-censura-rai-e-su-mammucari-corona-e-travaglio Andrea Scanzi: "Francesca Fagnani? La sua aria di intoccabilità fa ridere. Belve mi ha chiamato e poi ha cancellato. Censura Rai?". E su Mammucari, Corona e Travaglio...]'', ''mowmag.com'', 12 dicembre 2024.</ref> *E ''[[Dr. House - Medical Division|Dottor House]]'' ha codificato l'antipatia come tratto positivamente distintivo: il protagonista è amato in quanto burbero. Proprio House è la serie più didascalica, tra quelle quasi-cattive. Al punto da essere spesso andata in testacoda, tra svolte narrative improbabili, citazioni stanche di ''[[Qualcuno volò sul nido del cuculo]]'' e financo ammicchi al musical.<ref name=boris>Da ''[http://www.lastampa.it/2011/03/10/spettacoli/i-neocattivi-cucinano-l-anfetamina-Ptbu3NxJTvnQHYoOHcXitO/pagina.html I neocattivi cucinano l'anfetamina]'', ''LaStampa.it'', 10 marzo 2011.</ref> *{{NDR|[[Ultime parole famose]], 20 giugno 2015}} Finalmente il tennis ci regalerà un ricambio drastico. Perché ciò si realizzi appieno, manca però ancora un anno o poco più. Ovvero la fine del 2016 e buona parte del 2017. Periodo durante il quale [[Novak Đoković|Djokovic]] vincerà tutto. O quasi.<ref>Citato in ''[http://www.andreascanzi.it/?p=4194 Wimbledon: istruzioni per l'uso]'', ''AndreaScanzi.it'', 23 giugno 2016.</ref> *[[Richard Gasquet|Gasquet]] è ancora quello di sempre. Servizio discreto, dritto dal movimento smisuratamente ampio (ma in grado di incenerire) e rovescio a una mano divino: lo preferisco anche a quello di Wawrinka, Kohlschreiber e Youzhny. Anche il gioco di volo, a cui ricorre troppo poco, è tra i migliori del circuito. Gasquet gioca sempre sul filo dell'implosione mentale: finché si sente sopra una nuvola è una meraviglia: può riuscirgli tutto. Basta però un inciampo e la magia svanisce.<ref name=gasquet>Da ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/30/roland-garros-2016-richard-gasquet-per-la-prima-volta-ai-quarti-giochera-contro-la-sua-bestia-nera-andy-murray-foto/2779566/ Roland Garros 2016, Richard Gasquet per la prima volta ai quarti: giocherà contro la sua bestia nera Andy Murray]'', ''ilFattoQuotidiano.it'', 30 maggio 2016.</ref> *[[Richard Gasquet|Gasquet]] è uno dei pochi tennisti che merita quasi sempre la visione. Chi ama solo i vincenti gli imputa di aver vinto troppo poco. Chi ama i circensi, coloro ovvero che io chiamo da sempre "orteghiani" per quel loro feticismo nei confronti del tennista che indovina due colpi a partita, gli rinfaccia di essere diventato troppo attendista e poco spettacolare. Sia come sia, per quanto mi riguarda il "disastro" accadde a Montecarlo 2005. Gasquet aveva solo 19 anni, ma lo si conosceva già. Purtroppo per lui, da bambino i francesi lo avevano maldestramente definito "il Mozart del tennis", dando per scontato che avrebbe vinto tutto e responsabilizzando troppo un ragazzo smisuratamente fragile. Fraintesero la bellezza dei suoi gesti, soprattutto di quel rovescio a una mano, per prova inconfutabile del suo essere Campione. Si immaginarono un nuovo McEnroe, quando era invece un nuovo [[Henri Leconte|Leconte]]. Erano i quarti di finale di Montecarlo e quel Federer non perdeva mai. Gasquet, giocando uno degli incontri più belli a cui abbia mai insistito, lo sconfisse 6-7 6-2 7-6. Bellezza pura. Da allora, io come milioni di appassionati, l'ho seguito con affetto. Affetto, ma anche rabbia. Le sconfitte, spesso con la stessa trama (inizio da leone e finale da coglione), sono state così tante che da qualche anno gli preferisco altri [...].<ref name=gasquet/> *Ho amato McEnroe, Edberg, Cash, Korda, Rafter. Ma Federer non ne è erede. Al massimo è continuazione asettica del dittatore lungolinguato Sampras. Federer piace a chi si accontenta della retorica, delle apparenti buone maniere, dell'approccio finto bipartisan. Piace a chi cita i grandi scrittori (DFW) senza averli letti. Piace a chi ama il progressive, i vini supertuscans. È fortissimo, Federer. E geniale, oltremodo. Chi lo nega? Ma è anche algido, privo di carisma, infantilmente ancorato al feticcio dei record. Non gioca per divertire: gioca per mostrare che ce l'ha più lungo. Il suo non è gesto bianco: è onanismo.<ref name=marto/> *Il concetto, fascista e meschino, che per dieci anni ha messo in scacco la comunicazione tennistica: la ''Obbligatorietà di tifare Federer''. Per decreto regio, lo si doveva tifare. Perché? Perché Roger (sempre da pronunciare come un'orazione: "''R-o-g-e-r''") è classico, è marziale, è corretto (quando vince), non sposa le veline (è un pregio?), va a rete (''seeeeh'': 8 anni fa, forse), piaceva a David Foster Wallace ed è contrario all'occhio di falco (è contrario alla moviola per motivi ''asimoviani'': in quanto robot, non accetta che in campo ce ne sia un altro. È gelosia tra microchip, non fatto etico).<ref name=marto/> [[Immagine:Andrea Scanzi.jpeg|thumb|Andrea Scanzi]] *Il problema di [[Carlo Tavecchio|Tavecchio]] è Tavecchio; lui, in un paese normale, non sarebbe mai divenuto quello che è diventato. Sarebbe bastato ascoltare le dichiarazioni su Optì Poba o sul calcio femminile:<ref>Riferendosi alle dichiarazioni rilasciate da Tavecchio nel 2014, {{cfr}} «L'Inghilterra individua dei soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare, noi invece diciamo che ''Optì Pobà'' è venuto qua che prima mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così.» e «Finora si riteneva che la donna fosse un soggetto handicappato rispetto al maschio sulla resistenza, sul tempo, sull'espressione anche atletica e invece abbiamo riscontrato che sono molto simili.»</ref> è un personaggio la cui pochezza e disponibilità racconta tutte le problematiche nel mondo del calcio. Se in un paese straordinario e calciofilo, come il nostro, eleggi come capo di tutto uno come Tavecchio, vuol dire che hai tantissimi problemi.<ref>Da ''[http://www.zonacalcio.net/2017/11/22/scanzi-italia-tavecchio-milan-inter-juventus-ventura/ Scanzi a ZC "Tavecchio presidente della FIGC scelta folle, deluso da Ventura, Suso unica nota lieta di questo Milan, Juventus non più unica favorita e occhio a Spalletti]'', ''ZonaCalcio.net'', 22 novembre 2017.</ref> *{{NDR|[[Carlo Sibilia]]}} incarna il problema della classe dirigente dei 5 Stelle, dove trovi quelli bravi e quelli imbarazzanti. [...] Sibilia nel Direttorio di un partito accreditato al 30% fa ridere: a uno così non darei in mano neanche un condominio a Vitiano, figurati la seconda forza politica nazionale. Sibilia, al massimo, va bene al circo come troll complottista. È il [[Maurizio Gasparri|Gasparri]] grillino.<ref name="roger waters"/> *Io accetto, eccome, che Federer piaccia. È lapalissiano che l'anti-federastismo sia un gioco. Ma non accetto l'obbligo regio di tifarlo. E nemmeno il postulato tonto secondo cui il tennis è "solo" Federer. Roger (anzi: ''R-o-g-e-r'') è un secchione di talento, uno yuppie di successo col complesso edipico della moglie matrona. Federer è il Martone del tennis. E io preferisco gli sfigati. Di talento, di cuore. Ma sfigati.<ref name=marto/> *La stessa ''[[Boris]]'', (fuori)serie in apparenza ironica e in realtà serissima, rappresenta con rara genialità lo squallore della tivù: registi sciatti, attori cani, stagisti schiavi e direttori della fotografia che si rilassano tirando coca.<ref name=boris/> *Ma i colpevoli, negli ultimi sette giorni di [[Morte di Stefano Cucchi|Stefano Cucchi]], non sono (solo) i poliziotti che lo hanno pestato. E non sono neanche (solo) i medici che lo hanno lasciato morire di inedia, "perché il ragazzo rifiuta le cure". Il decesso in carcere di Cucchi, nelle prime ore del 22 ottobre 2009, è il numero 148. Al 31 dicembre dello stesso anno, quindi dopo poco più di due mesi, quella cifra è già salita a 176. Non vi sembra una cifra - e una crescita - spaventosamente enorme? Quella cifra è figlia anche dei veri colpevoli: noi. Tutti noi. Nei suoi ultimi sette giorni, Stefano viene a contatto con 140 persone. Centoquaranta. Carabinieri, giudici, agenti di polizia penitenziaria, medici, infermieri, prigionieri. Pochi o forse nessuno capiscono che quel ragazzo, di per sé destino a scomparsa con un suo codice per il quale anche esser pestato rientrava in una sorta di logica tra "buoni" e "cattivi", stia morendo. O forse lo capiscono, ma se ne fregano. Nessuno fa nulla per aiutarlo sul serio. Chi fa finta di niente, chi si volta dall'altra parte. Nonostante gli occhi pesti, i lividi, i dolori e le ecchimosi. O forse proprio per quelli. Stefano Cucchi è morto per le botte e per la dimenticanza. Era un essere umano "prescindibile" per il sistema. Sacrificabile e dunque facilmente dimenticabile. Se non è stato poi dimenticato, è solo per la battaglia di una famiglia eroica (come lo sono sempre le famiglie di chi è ammazzato senza colpe, dalla madre di Federico Aldrovandi alla famiglia di Denis Bergamini).<ref name=fb>Da un [https://www.facebook.com/AndreaScanzi/posts/2341978235818491 post] sulla pagina ufficiale ''Facebook.com'', 14 settembre 2018.</ref> *Non credo affatto che il movimento sia vicino a Trump. Anzi, penso che il [[Movimento 5 Stelle|M5S]] sia ciò per cui oggi non abbiamo Trump [...]. Il M5S nei suoi aspetti concreti, giuridici, parlamentari e politici, è molto più vicino alla sinistra, al punto che sull'immigrazione e sulla famiglia vota spesso in modo simile al Pd [...]. Per questa ragione, Grillo dovrebbe chiarire le sue idee su quello che è il suo movimento.<ref>Dalla trasmissione televisiva ''Otto e Mezzo'', 30 gennaio 2017; citato in Gisella Ruccia, ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/31/m5s-scanzi-non-e-vicino-a-trump-ma-e-cio-per-cui-oggi-non-abbiamo-trump/3353748/ M5s, Scanzi: "Non è vicino a Trump, ma è ciò per cui oggi non abbiamo Trump"]'', ''IlFattoQuotidiano.it'', 31 gennaio 2017.</ref> *Per questo il più convincente {{NDR|al Concerto del Primo Maggio 2012}} è stato [[Caparezza]], un pazzo di talento che declina la protesta in salsa obliquamente allegra.<ref>Da ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/03/basta-discorsi-primo-maggio/216711/ Basta discorsi al Primo Maggio]'', ''Il Fatto Quotidiano.it'', 3 maggio 2012.</ref> *Quando guardo [[Matteo Renzi|Renzi]], è come se vedessi un cocktail in cui ci sono shakerati un terzo di [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], un terzo del peggior [[Bettino Craxi|Craxi]] e un terzo di [[Jerry Calà]]. Ecco, quando vedo un presidente del Consiglio così, un po' di paura onestamente mi viene.<ref>Dalla trasmissione televisiva ''Otto e mezzo'', La7; citato in ''[http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/09/23/scanzi-renzi-un-cocktail-un-terzo-di-berlusconi-un-terzo-del-peggior-craxi-un-terzo-di-jerry-cala/417481/ Scanzi: "Renzi? Un cocktail: un terzo di Berlusconi, un terzo del peggior Craxi, un terzo di Jerry Calà"]'', ''ilFattoQuotidiano.it'', 23 settembre 2015.</ref> *{{NDR|[[Ultime parole famose]] sul [[Pandemia di COVID-19|COVID-19]] il 25 febbraio 2020}} Questa non è una malattia mortale, porca di una put***, tr*** ladra [...]. Cosa state a casa? Pensate che si va in guerra? Con il coronavirus non succede una se** nel 99,7 o 8 per cento [...]. Perché vi viene un piccolo ca*** di raffreddore vi preoccupate? Avete bisogno della Nutella per sopravvivere alla quarantena [...]. Sono inc**** nero con la deficienza dei giornalisti che vanno in giro con amuchina e mascherina. Non è una pandemia. Mi sono visto annullare tutte le date a teatro [...]. Continuate a uscire, a scop***, a venire a teatro.<ref>Da un video pubblicato sui suoi canali social il 25 febbraio 2020; citato in ''[https://www.liberoquotidiano.it/video/personaggi/21617268/andrea_scanzi_coronavirus_no_malattia_mortale_continuate_uscire_venire_teatro.html Andrea Scanzi sul coronavirus: "Questa non è una malattia mortale, uscite e venite a vedermi a teatro"]'', ''liberoquotidiano.it'', 25 marzo 2020.</ref> *[[Matteo Salvini|Salvini]] li conosce tutti i conduttori e gli dà del tu. Una cosa che io non sopporto di lui, ma proprio dialetticamente, è la lista della spesa, detesto le sue ripetizioni. Salvini è uno che ripete le stesse cose in continuazione [...] Una lista della spesa insopportabile, aggiornati Matteo Salvini, fallo un piccolo corso di dizione, ma anche di [[dialettica]], perché non si può parlare sempre con lo stesso meccanismo dialettico e sempre con gli stessi odiosi stratagemmi populisti.<ref>Da una diretta ''Facebook''; citato in Domenico Camodeca, Mario Massimo Perri, ''[https://it.blastingnews.com/politica/2020/04/giletti-intervista-salvini-andrea-scanzi-deliri-ripetuti-in-continuazione-003119859.html Giletti intervista Salvini, Andrea Scanzi: "Deliri ripetuti in continuazione"]'', ''Balstingnews.com'', 20 aprile 2020.</ref> *Si possono individuare due Gasquet: quello iniziale, estemporaneo e bellissimo, che aveva però un'autonomia limitata. E quello più attendista e pragmatico, benché comunque dotato di accelerazioni inaudite: il primo è durato fino al 2008, l'altro è nato dalla squalifica per doping. Oddio, "doping": il famoso "bacio alla cocaina". Al tempo – era il 2009 – tutti dissero che Gasquet non sarebbe tornato mai più al top: troppo fragile psicologicamente. In quel periodo Gasquet veniva anche preso malamente in giro per una sua presunta omosessualità.<ref name=gasquet/> *[[Rivalità Alcaraz-Sinner|Sinner e Alcaraz]] stanno vivendo una carriera che è sistematicamente oltre ogni limite, e dunque(pur considerando il loro talento) assai innaturale. Giocano un altro sport e sono sideralmente superiori a tutti gli altri, come dimostra la parabola di Zverev, numero tre al mondo e autentico "Salieri del tennis" […] che fa sempre il suo per poi però venire inesorabilmente piallato in semi o finale da quei due lì. Altro mondo, a parte qualche luna storta ogni tanto (più dello spagnolo che dell'italiano).<ref>Da ''Sinner, il sorpasso: dominio a Montecarlo'', ''Il Fatto Quotidiano'', 13 aprile 2026, p. 14.</ref> *''[[Sulla mia pelle (film 2018)|Sulla mia pelle]]'' è quello che deve essere: un film che ti devasta. È insostenibile dall'inizio alla fine, fa un male che non guarisce - non può guarire - e dice e mostra tutto quel che c'è da dire e mostrare. Non celebra e tutto sommato neanche dà giudizi. Chi lo ha criticato ritenendolo "un'agiografia" è un idiota conclamato, non meno di quei decerebrati neuronali che hanno insultato Ilaria Cucchi colpevole "d'aver costruito una carriera sulla morte del fratello" (sì, al mondo c'è anche gente così. E purtroppo coi social tocca pure leggerla). Non mi interessa, qui, fare una recensione (a chi interessa: è il classico tre stelle su quattro di Mereghetti). Alessandro Borghi è di una bravura sconcertante, e lo era già in Suburra (e non solo in Suburra). Jasmine Trinca è condannata da sempre a essere intensa e perfetta. Max Tortora fa quello che deve fare (e lo fa benissimo). E il regista Alessio Cremonini rifugge buoni sentimenti e retorica com'è giusto che sia. Cento minuti intollerabili, che neanche so se consigliarvi (al cinema o su Netflix) perché non è un film per tutti [...]. Diffidate da chi, alla fine, vorrà darvi una sintesi rassicurante e auto-assolutoria tipo: "Grazie a questo film impareremo dai nostri errori". Figuriamoci. Non impariamo mai niente e lo dimostrano le polemiche che da quasi nove anni circondano questo ragazzo, insultato e deturpato da una giustizia talora alla cazzo e da un paese che non sa più ragionare ma solo tifare [...]. Per quella famiglia e per quel senso di colpa che ci arriva sempre tardi, quando la disgrazia è già avvenuta e a quel punto non resta che il gusto per la lacrima. A volte sincera e a volte no. E in ogni caso tardiva. Un senso di colpa che, ovviamente, non ci insegna mai nulla. E che anzi a lungo andare ci fa venire la voglia perversa di sentirci in qualche modo assolti: "Ho pianto, mi sono commosso, quindi nel mio piccolo ho espiato". ''Sulla mia pelle'' ci ricorda l'esatto contrario: siamo colpevoli. Tutti. Colpevoli di perdurante aridità. Colpevoli di abitudine all'insensibilità. Colpevoli di pensare - e una parte di noi lo pensa - che in fondo Stefano se la sia andata a cercare e la sua fine faccia parte delle regole del gioco. Regole di merda, e dunque fatte di una materia che conosciamo bene. Forse perché spesso ci somiglia.<ref name=fb/> *Tutti dicono bugie, ma in politica devi saperle dire. I [[Movimento 5 Stelle|grillini]] non sanno ancora dirle. Oltretutto, reputandosi migliori degli altri, si sono autocondannati a non sbagliare mai.<ref name="roger waters">Da [http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/09/10/il-caso-roma-m5s-spiegato-a-roger-waters/3024460/ ''Il caso Roma-M5S spiegato a Roger Waters''], ''IlFattoQuotidiano.it'', 10 settembre 2016.</ref> {{Int|Da ''[http://www.andreascanzi.it/ilvinodeglialtri/?m&#61;201405 Ops, sto quasi diventando vegano]''|''AndreaScanzi.it'', 24 maggio 2014}} *Il [[vegetarianismo|vegetariano]] ha un grande difetto alimentare: se non sta attento, si rimpinza di formaggi e si ritrova in un amen sovrappeso e con colesterolo e trigliceridi a mille. È per questo che ho cominciato a comprare prodotti per vegetariani e vegani. Li si trova anche all'ipermercato, ormai. Dalla cotoletta di soia surgelata ai burger di miglio, di soia, di farro, di spinaci. Fino alle (mini)cotolette alla milanese di seitan o al tofu classico o aromatizzato, passando per il seitan fresco o alla piastra. I carnivori, che hanno sempre questo atteggiamento da bulli quando si trovano davanti un [[veganismo|vegano]], sono convinti che queste pietanze facciano schifo e rispondono col sempiterno "fatti una fiorentina": al contrario, sono prodotti quasi sempre buonissimi. Ho capito perché i vegani stanno bene: perché mangiano sano, sì, ma pure perché mangiano bene. *{{NDR|[[Seitan]]}} Ricco di glutine e dunque non per celiaci. L'alta concentrazione di glutine è anche il suo limite, perché l'organismo umano non possiede gli enzimi necessari alla scissione del glutine e una dose alta di seitan può quindi – a lungo andare – rivelarsi controproducente [...]. Il seitan si può fare da soli, ma ci vogliono tre giorni di ferie. *[[Formaggio vegetale|Formaggi di soia]]. Quasi sempre deludenti. Dei prodotti per vegani, sono quelli che mi convincono di meno. Chi vuole, comunque, può provare il Cheddar vegano o il parmigiano vegan da grattugiare. *[[Lupino bianco|Lupini]]. Medaglioni di lupini, salame di lupini, arrosto di lupini. Perfino la maionese di lupini. Davvero buonissimi. *{{NDR|[[Tempeh]]}} In qualche modo simile al tofu, ma leggermente più saporito, si presenta con i semi di soia chiaramente visibili nel prodotto e quasi miniaturizzati uno accanto all'altro. [...] È discreto ma non indimenticabile. *La galassia vegana è variegata e sconfinata. In rete si trova di tutto. È un bel cercare e un bel mangiare, sano e leggero ma senza soffrire (io no, almeno). Purtroppo la stragrande maggioranza dei ristoranti non è minimamente attrezzata [...]. ===Dal blog ''Monty Brogan'', ''Lastampa.it''=== {{cronologico}} *L'unico rischio di ''Romanzo Criminale'' – [[Giancarlo_De_Cataldo#Romanzo_criminale|libro]], [[Romanzo criminale (film)|film]], [[Romanzo criminale - La serie|serie]] – è quello di dare una dignità letteraria a personaggi che tutto erano fuorché eroi.<ref name=rc>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=42&ID_sezione=&sezione Goodfellas all'amatriciana]'', 17 gennaio 2009.</ref> *La serie [''[[Romanzo criminale - La serie|Romanzo criminale]]''], prodotta appunto da Sky e Cattleya, è stata la vera sorpresa televisiva del 2008. Forse la migliore serie mai prodotta in Italia. Una sorta di ''[[Quei bravi ragazzi|Goodfellas]]'' all'amatriciana, che piacerebbe a [[Martin Scorsese]]. Su questo sono concordi pubblico (400mila spettatori a puntata) e critica.<ref name=rc/> *{{NDR|Su [[Fabrice Santoro]]}} Non è sempre stato Mago. A inizio carriera (molto, molto tempo fa) era un pallettaro anonimo. Poi si è messo improvvisamente a giocare a un gioco tutto suo, da quadrumane, dritto e rovescio a due mani e ricami continui. Intortatore sublime, creatore di colpi impensabili.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=47&ID_sezione=523 Australian Open Day 3: Le ultime magie di Santoro]'', 21 gennaio 2009.</ref> *{{NDR|Su [[Jo-Wilfried Tsonga|Tsonga]]}} Dritto che è maglio, servizio che è devastazione, gioco di volo e copertura come ce ne sono (oggi) pochi. Ganci e uppercut come se piovesse. Ha una mano, parafrasando Mario Brega, che può essere piuma o ferro. Fluttua come una farfalla e punge come un'ape (anche se a volte fluttua come un pachiderma e punge come un calabrone). Ogni suo match è spettacolo nello spettacolo. E quella somiglianza impressionante con The Greatest lo rende ancora più irrinunciabile.<ref name=tifo>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=74&ID_sezione=523 Tennis Playlist: la top ten dei tifabili]'', 20 febbraio 2009.</ref> [[Immagine:Andrea Scanzi 1.jpeg|thumb|Andrea Scanzi]] *{{NDR|Su [[Jo-Wilfried Tsonga|Tsonga]]}} Il Muhammad Ali del tennis. Il Salvatore. Cassius Jo. Nell'era buonista dell'Atp, nel presepe del politicamente corretto, Egli è gioia e beatitudine. La quintessenza del carisma, della passionalità. Inarrivabile quando entra in trance agonistica e trascina sontuosamente la folla. Con lui si torna a Kinshasa, si torna Re.<ref name=tifo/> *{{NDR|Su [[Andy Roddick]]}} Totalmente sprovvisto di grazia, senza un briciolo di talento, ha vinto (troppo) per mancanza di avversari sfruttando, come Lleyton Hewitt, l'interregno Sampras/Federer. Da tempo staziona stancamente nella top ten, per il colpevole lassismo degli avversari. Un tennista-clavatore, senza la prima di servizio faticherebbe a stare nei primi 50. A rete commette sciagure, tatticamente è dadaista (ma non sa cosa vuol dire dadaista). Uno scempio estetico prolungato, inenarrabile. Inaccettabile. E non lo aiuta quel cappellino perennemente gocciolante (mai vista una visiera sudare così). Malissimo.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=75&ID_sezione=523 Tennis Playlist: la Flop Ten]'', 20 febbraio 2009.</ref> *Ah, quanto è stato lungo, mellifluo e – in buona sostanza – palloso il suo quinquennio (o giù di lì) dittatoriale. Neanche un piano sequenza di mezz'ora di Abbas Kiarostami avrebbe devastato così in profondità gli zebedei di tutti coloro che non si chiamano [[Miroslava Vavrinec|Mirka Vavrinec]] e non appartengono alla tribù fondamentalista dei Federasti Piangenti. Dalla fine del 2003 alla metà del 2008, fatto salvo Nadal e un Safin occasionale, giornali e tivù erano un coro unanime di peana politicamente corretti: Quanto è bello [[Roger Federer|Federer]], quanto è bravo, quanto è garbato, quanto è imbattibile. "Il più grande di sempre", bla bla bla. L'opposizione era negata, gli avversari non esistevano.<ref name=fab>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=76&ID_sezione=523 Tennis Playlist: I Fab Four]'', 22 febbraio 2009.</ref> *[[Roger Federer|Federer]] è (senz'altro) un tennista straordinario. Lo ricorderemo in eterno. La speranza (vana) è che la polvere gli restituisca umanità e lo liberi da cotanto inseguito torpore. È però un peccato che tale talento, tale grazia, tale anelito alla perfezione sia stato donato a un frigorifero. Re Frigidaire. Il primo Federer era stupendo, iconoclasta, folle. Quel Federer pre-robotico ha abiurato se stesso in nome del Dominio. Da Gilles Villeneuve a Michael Schumacher. Che tristezza. Federer è un robot capace di accendere la folla come un battipanni di vimini (di plastica no, sarebbe troppo poco cool). Un Churchill col carisma di Quiesling. La sua dittatura è stata un terrificante soliloquio egoriferito, politicamente corretto, protetto dall'intoccabilità come neanche il Papa. Neanche il gibboso e linguapenzoluto Sampras era così caratterialmente amorfo. La sua kryptonite si chiama Nadal.<ref name=fab/> *L'atletismo ai massimi livelli. Costantemente capace di migliorarsi, in grado di stupire (Wimbledon) e ristupire (Australian Open). Ha liberato il tennis dalla affliggente Dittatura Catacombale del Vegano, e questo basta per benedirlo. Poi, certo, non è il bene maggiore ma il male minore. Lo spettacolo è un'altra cosa, come il talento puro. [[Rafael Nadal|Nadal]] è la straordinarietà della grinta, il recupero impossibile, la resistenza inumana: da qui, e da alcune sue frequentazioni non immacolate, la strisciante accusa di doping. Però non è neanche giusto definirlo mano quadra: nel tempo ha migliorato rovescio, servizio e persino gioco di volo, grazie a quella umiltà che Federer mai ha avuto.<ref name=fab/> *{{NDR|Su [[Novak Đoković]]}} Mira al potere, anela alla dittatura, baratterebbe qualsiasi cosa per lo Scettro, ma tiene alle buone maniere. Non vuole solo la botte piena, ma pure la moglie ubriaca. Il plauso di pubblico e critica. E allora fa burlesche imitazioni (dei colleghi), racconta barzellette (come Berlusconi), continua a canticchiare quel motivetto celentaniano che fa "Eppure son simpatico". Col risultato di non essere né carne né pesce. Né buono, né cattivo. Solo antipatico. E soporifero: non un tennista ma un Meccano. La filosofia di Djokovic è il chiagnefottismo. È l'uomo dei capelli a spazzola tenuti insieme dal Vinavil, dei ritiri e del medical time out. Se perde è colpa di infortuni imprecisati, di dolori impalpabili, del buco nell'ozono o della crisi finanziaria. È sotto di un set? Tac, chiama il medico, un quarto d'ora di pausa e l'altro perde il ritmo.<ref name=fab/> *Il Duce Serbo è il male maggiore, ma toccherà sopportarlo a lungo, perché non è solo forte: è sadico. Cannibalmente attratto dal trionfo plebiscitario. Federer, al di là delle iperboli, delle metafore politiche e del carisma obitoriale, gioca sontuosamente (non sempre, spesso sì) a tennis. È un bel vedere, per quanto somigliante a un disco di David Gilmour o un libro di Alessandro Baricco. [[Novak Đoković|Djokovic]], no: il suo tennis è una palla sovrumana. Piace a chi vuole vincere e a chi stravede per la tattica. Piace a chi concepisce il tennis come una {{sic|branchia}} della geometria e dell'architettura. Bravi, bene 8 +, ma se è così meglio avvicinarsi a Renzo Piano. Djokovic è il nuovo [[Ivan Lendl|Lendl]], e già questo basterebbe a detestarlo.<ref name=fab/> *{{NDR|Su [[Andy Murray]]}} Era a inizio carriera, un bambino alle prime armi, ma c'era in lui quello che appare adesso manifesto: le capacità geometriche, la buona mano, la dote non comune di trascinare il pubblico. Il suo limite era il fisico, dopo due set era cotto. Oggi no, oggi – dopo una cura di sushi e spinaci Braccio style- è il quarto del mondo. Il suo primo Slam è solo questione di mesi. A volte gioca ricordando Mecir, a volte si fa pavido rammentando il peggior Wilander. Ma ha carattere. Anche troppo: personaggio vero, amato e odiato. È lui, non Djokovic, quello che più merita il ruolo del Cattivo. Perché non insegue, a differenza del situazionista del medical time out Djokovic, il plauso unanime. Lui ama dispiacere, riuscendoci alla grande. Murray è respingente in tutto quello che fa e mostra: nella pettinatura da comparsa di Dario Argento, nei denti aguzzi da Vampiro. In quelle urla virulente. Nelle espressioni mefistofeliche.<ref name=fab/> *Lendl, nella sua personificazione del Male, anzi del Maligno, in quella sua liturgia di tic bestiali (le ciglia spulciate, l'orrido detergersi nella segatura) e look orrorifico (quei polsini più lunghi del Tamigi) aveva un merito. Uno solo: rappresentava benissimo il ruolo del Cattivo. Non aveva pregi e non pretendeva di averne. Era l'uomo da odiare, l'anti McEnroe, l'anti-Bellezza. E il mondo (quello salvo, almeno) gioiva nel vederlo umiliato a Wimbledon, più ancora irriso dal servizio "da sotto" di Chang.<ref name=fab/> *È una serie straordinaria, uno dei molti capolavori di [[David Lynch]]. Il primo caso, riuscito, di serie tv ambiziosa e di qualità. Invecchiato benissimo. In realtà la scoperta dell'omicida di Laura non è che la punta dell'iceberg. È come se Lynch avesse riversato dentro la serie tutti i suoi sogni/incubi, come del resto sempre ha fatto in ogni sua opera, fino al caso estremo ''Inland Empire''. ''[[I segreti di Twin Peaks]]'' (questo il vero titolo della serie, che in un primo momento doveva chiamarsi ''Passaggio a Nord-Ovest''), è come un canto per l'adolescenza perduta e il tempo che fu. Un'elegia misteriosa e lunare, zeppa di riferimenti allegorici e situazioni oniriche, incentrata sulle vicende di un piccolo paese americano al confine con il Canada (le riprese vere furono effettuate a Snoqualmie e North Bend, a nord-ovest dello stato di Washington).<ref name=twinpeaks>Da ''[http://archive.is/1E8M Ripensando a Twin Peaks (i gufi non sono quello che sembrano)]'', ''Lastampa.it'', 14 marzo 2009.</ref> *''[[i segreti di Twin Peaks|Twin Peaks]]'' è un trip. A mostrare i segni del tempo sono cose marginali: il doppiaggio (spesso pure sbagliato), il look (agghiacciante), le pettinature da fine anni Ottanta. Ma non la storia, la fascinazione. Il vivo senso di terrore che scaturisce dagli incubi di Dale Cooper, dalle urla di Laura, dalle tende rosse della Loggia Nera. Dagli unti capelli grigi di Bob. È una serie anche leggera, bucolica a tratti, spensierata (ad esempio la ''liaison'' tra Lucy e Andy), ma Lynch concede pochissimo. E infatti il finale è apocalittico: nessuna speranza, l'eroe verrà posseduto e tutti o quasi moriranno.<ref name=twinpeaks/> *La beatificazione postuma, nonché acritica, è una italianissima maniera per sdoganare artisti sottovalutati in vita. È certo il caso di [[Rino Gaetano|Gaetano]]: troppo ironico e troppo poco «schierato», nel marasma politicizzato dei Settanta. La sua morte (nel 1981) ne ha complicato l'analisi artistica. E non hanno aiutato, se non nel riverbero del ricordo, certe fiction ben poco filologiche. Gaetano era una supernova. Ha brillato tre anni, dal '76 di ''Mio fratello è figlio unico'' al '78 di ''Nuntereggae più''. Il successo sanremese di ''Gianna'' lo spiazzò, non ebbe il tempo di venirne a capo.<ref name=rino>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/musica/grubrica.asp?ID_blog=37&ID_articolo=1334 Ancora Rino, fratello unico e immortale]'', 25 marzo 2009.</ref> *''Live & Rarities'', la raccolta di Rino Gaetano autorizzata dalla famiglia, dice soprattutto due cose: che Rino era un gigante (e questo si sapeva) e che è più vivo lui da morto che molti suoi colleghi da vivi (e questo non avremmo voluto saperlo).<ref name=rino/> *Riascoltati oggi, perfino gli «scarti» di [Rino] Gaetano raccontano il presente più della maggior parte dei suoi colleghi vivi. Anche nelle sue tracce figlie di un Dio minore, c'è quel mix di lunarietà e ironia disillusa.<ref name=rino/> *[[Roger Federer|Federer]], se non altro, era espressione di gran Tennis. Proprio per questo, Federer è doppiamente colpevole. Poteva essere un trascinatore, un iconoclasta, un ribelle indimenticabile. Ha preferito essere un impiegato di talento, un contabile di se stesso. Uno Schumacher con racchetta. Imperdonabile.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=109&ID_sezione=523 E Federer perse l'ultimo microchip]'', 4 aprile 2009.</ref> *{{NDR|Su [[Patrick Rafter]]}} Bello e possibile. Così sfortunato da non vincere mai Wimbledon per colpa di Federer 1 (Sampras) e della favola di Goran. L'ultimo volleatore vincente.<ref name=amati>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=113&ID_sezione=523 Tennis Playlist: i 10 più amati di sempre]'', 9 aprile 2009.</ref> *Che meraviglia. Nessuno è mai stato, né sarà mai, bello come il gioco di [[Stefan Edberg]]. Perfino il suo calvario anticipato, derivante da guai fisici, servizio imploso e cambi di telaio/superfici, ebbe un che di eroico: di epico. Non avrai altro Dio all'infuori di Stefan.<ref name=amati/> *{{NDR|Su [[Stefan Edberg]]}} La bellezza, l'estetica, la purezza. Il serve and volley ai massimi livelli. La volèe di rovescio era accecante, così come il rovescio.<ref name=amati/> *{{NDR|Su [[Pat Cash]]}} Quella fascetta a scacchi, quella scalata sulle tribune di Wimbledon. Quel suo modo, tra il playboy e l'ombroso, di sbertucciare il malefico Lendl nella sacra finale erbivora. Serve and volley paradigmatico. Era ancora un tempo in cui gli australiani giocavano così e non come Hewitt. Era buontempo.<ref name=amati/> *Tra i miei rimpianti anagrafici, oltre a non avere avuto il tempo di vedere De André con la Pfm, Gaber in ''Polli di allevamento'' e i Led Zeppelin che si trippavano copiosamente in Galles, c'è quello di aver potuto godere soltanto degli scampoli finali di SuperBrat. L'Era del Moccioso l'ho solo studiata nei libri di testo (Tommasi). Il giorno in cui perse a Parigi con Lendl, terrificante Duce Sadico, fu un giorno tragico. L'11 settembre del tennis. [[John McEnroe|McEnroe]] è stato uno dei più grandi geni del Novecento. Quello era tennis.<ref name=amati/> *Ero edberghiano e [[Boris Becker|Becker]], al tempo, mi appariva come il Nemico. Coscia grosse, mezzo albino, esibizionista: quante volte non ho certo pianto per sue sconfitte. Anche – soprattutto – quando scontò la pena con Michael Stich, l'Ariano odioso e bellissimo. Oggi sono passati gli anni, Becker è uno stanco giocatore di poker, nella vita ha sbagliato quasi tutto e mi accorgo di quanto farebbe bene al circuito.<ref name=meno>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=114&ID_sezione=523 Tennis Playlist: i 10 meno amati di sempre]'', 10 aprile 2009.</ref> *{{NDR|Su [[Brad Gilbert]]}} Ha scritto un libro intitolato ''Winning Ugly'', che più o meno vuol dire Come vincere da carogne. Credo che possa bastare. Ha fatto della scorrettezza un'arte. Era un McEnroe col talento di Bottazzi. Ha mantenuto l'atteggiamento borioso-dittatoriale anche da allenatore.<ref name=meno/> *{{NDR|Su [[Novak Đoković]]}} Il Lendl di oggi, senza però il coraggio di essere pienamente cattivo. In campo è scorretto, simula infortuni, boccheggia come se vivesse in continua apnea. Poi fa un punto decisivo ed esulta belluinamente, come neanche un ustascia. Cattivissimo. Ma fuori dal campo, no: si presenta come simpatico, imitatore di colleghi, raccontatore di barzellette.<ref name=meno/> *Ogni arte ha bisogno del Male, ogni teatro insegue il Cattivo. Eccolo, al suo massimo "splendore": [[Ivan Lendl]]. Il Tiranno cecoslovacco è stato il Memento Mori del tennis. La quintessenza della cattiveria, del sadismo. Dell'antipatia. Brutto come una scena tagliata di Pino Quartullo (ammesso che ne esistano), soleva farsi il bagno nella segatura e spulciarsi scimmiescamente le sopracciglia prima di servire. Indossava polsini ascellari, il volto era scavato dall'odio, lo sguardo quello di un collezionista di bulbi.<ref name=meno/> *{{NDR|Su [[Mats Wilander]]}} Pallettaro, pallettaro, pallettaro. Lento, soporifero, meditabondo. Tic tac, tic tac, tic tac. Ronf. Un Borg senza Borg. Uccise Leconte a suon di prime palle. Devastò l'estetica lungo tutto l'arco della sua carriera. Sembrava imperturbabile. Poi la vita gli chiese pegno, andò tutto in cortocircuito (come per Borg) e addio.<ref name=meno/> *{{NDR|Su [[Tommy Haas]]}} Di lui si dice che è antipatico, "ariano" e quant'altro: menate. Rovescio e gioco di volo sono d'altissima scuola e, con un minimo di salute in più, sarebbe stato uno dei giocatori più tifati e benedetti degli ultimi dieci anni. Purtroppo è stato falcidiato da infortuni, a cui va aggiunta una testa poco lucida e non di rado masochistica.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=144&ID_sezione=523 Se vince Haas, vince il Tennis]'', 14 giugno 2009.</ref> *Dopo aver vinto Melbourne 05, il paonazzo [[Marat Safin|Marat]] ha smesso di giocare, fatti salvi due risvegli estemporanei (Halle 06 e Wimbledon 08). Non sono mai stato un safiniano smodato, trovando alla lunga noiosa questa sua volontà di buttare via tutto tra il fantozziano e lo psicotico. Da mesi (anni) siamo ormai oltre il patetico. Ieri è riuscito a perdere persino con Levine. Safin ha detto che smetterà a fine anno: potrebbe farlo anche prima.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=151&ID_sezione=523 Wimbledon Day 2: La sfiga di chiamarsi Kendrick]'', 24 giugno 2009.</ref> *È stato uno [[Michael Stich|Stich]] contemporaneo. Egualmente stilizzato, ariano, definitivo. I movimenti disegnati, i fraseggi del corpo a scolpire capolavori. Il suo è un tennis erotico, sensuale, conturbante. per Bellezza abbacinante, non totemica ma michelangiolesca. Qualcosa di Magistrale. E questo è, quando può e vuole, [[Tommy Haas]] L'Ariano: magistrale. Un trattato di Estetica applicata al tennis. C'è, nella sua maniera di scardinare l'ottusità avversaria, una marzialità irresistibile. Vederlo giocare, da un mese a questa parte, come ai bei tempi, è qualcosa che ha a che fare con la Beatitudine.<ref name=haas>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=158&ID_sezione=523 Wimbledon semifinals: Haas, L'Ariano]'', 2 luglio 2009.</ref> *{{NDR|Su [[Tommy Haas]]}} Uno che non ha mai avuto abbastanza applausi, men che meno fortuna. Rotto, sfibrato, incazzoso. Pure antipatico. Nei forum più surreali, qualche esperto di ramino l'ha definito "Il peggior numero 2 nella storia del tennis". Quante se ne sono lette, sentite, viste. Blasfemie inaccettabili.<ref name=haas/> *Quanto a Federer, lodi e peana. Definitivamente schumacheriano, totalitario e imperturbabile nel correre da solo. Quindicesimo slam, record su record e tanti altri vassalli da spennare. Direte: ma lui che colpa ha? Nessuna, al di là di quella stitica frigidità passionale. Non è certo colpa sua se è troppo più forte degli altri, né – più ancora – se gli altri si accontentano di esserci. Preferendo, al morso, un imprecisato quanto sterile abbaiare. Senza mai smettere di scodinzolare al Padrone.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=160&ID_sezione=523 Wimbledon finale: Un vassallo è per sempre]'', 5 luglio 2009.</ref> *Leggo adesso di un [[Novak Đoković|Djokovic]] involuto da due anni, bruttino e insipiente: l'idea di un peggioramento presuppone però un'antecedente epoca dell'oro, durante la quale Djokovic sciorinava spettacolo e praticava un tennis champagne. Quando, di grazia? Sa dirmi qualcuno quando mai il gioco del Fingitore Fiorelliano è andato oltre un'idea soporifera di Meccano? Quando, per dirla coi filosofi presocratrici, Djokovic è stato meno palloso di adesso? Rispondiamo con certezza iconoclasta: mai. Djokovic è (sempre stato) il più brutto tennista dei Fab Four, noioso e ripetitivo, tignoso e allegramente chiagnefottista.<ref name=jurgen>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=269&ID_sezione=523 Roland Garros: Jurgen vive (Eurosport no)]'', 3 giugno 2010.</ref> *{{NDR|Su [[Jürgen Melzer]]}} Uomo dal braccio che non fa sconti e dalla testa troppo spesso in ferie, l'Austriaco è tra i pochi in pieno controllo della situazione a rete. Egli ricama col suo mancino estremo, cesellando stop volley e altri incanti ancestrali.<ref name=jurgen/> *Se mi chiedessero di fare il nome del tennista più sottovalutato del tennis attuale, non avrei dubbi: [[Ivan Ljubičić]].<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=240 Ljubo, il grande sottovalutato]'', 21 marzo 2010.</ref> *[[Francesca Schiavone]] non è una tennista facile. È la sua fortuna e sfortuna. Fortuna, perché gioca un tennis quasi del tutto diverso dalle colleghe. Sfortuna, perché ha carattere poco smussato, non brilla in eleganza, fa poco per apparire simpatica (riuscendoci) e in campo sciorina una carrellata di smorfie scarsamente avvenenti.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=270&ID_sezione=523 Roland Garros: L'impresa di Francesca]'', 3 giugno 2010.</ref> [[File:Andrea Scanzi - veDrò 2012 (cropped).jpg|thumb|Andrea Scanzi nel 2012]] *Credo che ad avermi fregato sia stato [[Muhammad Ali]]. L'idea che, oltre al grande sportivo, potesse esistere al contempo un grande uomo. Non sempre condivisibile, ma coraggioso e pienamente inserito nel suo presente. Purtroppo lo [[sport]] non è più quello degli Ali e dei [[Luigi Meroni|Gigi Meroni]]. Lo dimostra la letteratura sportiva: un libro su [[Gilles Villeneuve]] o [[Ayrton Senna]] puoi scriverlo, uno su [[Michael Schumacher]] o [[Roger Federer]] (sinonimi) no. Perché, a parte i numeri, aridi numeri, non c'è nulla.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=300&ID_sezione=&sezione= Lady Schiavone, la berlusconiana che non conosce la Costituzione]'', 13 luglio 2010.</ref> *Alcuni hanno gridato nuovamente al capolavoro, altri parlato di delusione. La [[Romanzo criminale - La serie (seconda stagione)|seconda stagione]] è stata meno avvincente della prima, ma il livello è rimasto sostanzialmente alto al punto da confermare Romanzo Criminale come miglior serie italiana.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=349&ID_sezione=519 Romanzo Criminale 2: conferma o delusione?]'', 23 dicembre 2010.</ref> *{{NDR|Su [[Novak Đoković]]}} Non sono mai stato un suo tifoso: me ne darete atto. Non mi piace né il suo gioco, né quel fare fiorello-paraculeggiante di chi fa il simpatico furbino in favor di telecamera. Situazionista e chiagnefottista, da sempre e per sempre. Però, però. Però quanto avremmo avuto bisogno di gente con questa tigna, questa arroganza, questa tempra, quando Federer e Nadal si spartivano il bottino tra sorrisi melliflui e faide stolte tra fanboys evasi dall'asilo.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=403&ID_sezione=523 Roland Garros: Il dramma di Andujar (tennis is unfair)]'', 26 maggio 2011.</ref> *Poi lo vidi a Melbourne 2008. Oh, amici miei, se non l'avete visto o non lo ricordate nella semifinale con Nadal, vuol dire che avete sempre fatto l'amore solo su Second Life e ad occhi chiusi. Vuol dire che non sapete niente di tennis. [[Jo-Wilfried Tsonga|Tsonga]], quel giorno, fu folgore e tuono, incendiò e devastò, visse e generò redenzione. Uno scintillio di bellezza, di carisma, di veemenza agonistica, come non se ne vedevano da decenni.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=415&ID_sezione=523 Il giorno che tornammo a sorridere (Tsonga signoreggia e soverchia)]'', 30 giugno 2011.</ref> ==''Facebook.com – Profilo ufficiale''== {{cronologico}} *Dopo [[Carlo Tavecchio|Tavecchio]] e [[Massimo Ferrero|Viperetta]] credevate di avere visto tutto. Forse però non conoscevate [[Ezio Capuano|Eziolino Capoluogo Capuano]] [...]. Le polemiche sulla sua (inesistente) omofobia sono forzate, ma il personaggio semanticamente merita. [...] Scoprite ogni sua gemma su Youtube: la vostra vita non sarà più la stessa.<ref>Da un [https://www.facebook.com/andreascanzi74/posts/984752921541036 post], 6 novembre 2014.</ref> *[[Gianni Mura|Gianni]] era un talento puro. I suoi racconti dal tour de France resteranno vette rare, e non solo quelli. Aveva cuore, talento, ego, spigoli, genio e generosità. Molti lo definiranno una volta di più "l'unico erede di Brera", che peraltro adorava e aveva ben conosciuto, ma per me Mura era Mura: aveva il suo stile, la sua originalità, la sua musica, la sua utopia. Per chi ha amato la letteratura sportiva, e per chi ha creduto anche in tempi non sospetti che lo sport potesse essere epica, Gianni è stato un amico, un faro, un punto di riferimento. Un compagno di strada e di sogni. Oggi questo paese perde un grande uomo e un irripetibile scriva. Sono molto triste.<ref>Da un [https://www.facebook.com/andreascanzi74/posts/3438805559469081 post], 21 marzo 2020.</ref> *[[Oliviero Toscani]] era un fotografo sublime, un artista libero e un uomo meravigliosamente pazzo e divertente [...]. Non era mai banale e non risultava mai scontato, che sono poi due dei requisiti (rarissimi) degli irregolari autentici [...]. In tivù era un vulcano, e per questo stava ancora più sui coglioni al potere (di qualsiasi colore) e ai benpensanti (di questa fava). I suoi scatti resteranno in eterno, anche se a lui dell'eternità interessava meno di nulla. Quando ti fotografava non potevi fingere [...]. Più che fotografarti ti metteva a nudo. E il nudo non mente [...]. La sua scomparsa rende più soli e vuoti non il paese, ma parte del paese: quella più libera, quella più esigente, quella più talentuosa e matta. Oliviero adorava stare sulle palle a chi odiava [...].<ref>Da un ''[https://www.facebook.com/andreascanzi74/posts/pfbid0KdapDfneHfVm4usAF2iUjw1e3oKtRgXai46Dpco98xAiSUboxzuRjMEstpZhcrBkl?locale=it_IT post]'', 13 gennaio 2025.</ref> *Circense dichiarato e ostentato, [[Corentin Moutet|Moutet]] cerca sempre il colpo a effetto. Strafottente dentro e fuori dal campo (lo odiano quasi tutti, chiedere per conferma a Fognini e Bublik), provoca di continuo con dichiarazioni a {{sic|caxxo}} (che gli si ritorcono puntualmente contro). Gioca un tennis da tutto o niente, che può essere divertimento puro o vomito distillato. Non segue logiche ed ha una capacità di inventare colpi letteralmente assurdi. Gli esteti lo adorano, i bacchettoni lo infilzerebbero. Essendo un panda in un mondo di addomesticati, come per molti versi il nostro Bellucci, tendo molti più a difenderlo che non ad attaccarlo, perché un tennista – un giorno prima o poi lo capiranno tutti. – della sua vita e della sua carriera fa il gran {{sic|caxxo}} che vuole.<ref>Da un [https://www.facebook.com/andreascanzi74/posts/pfbid0xtGKFXXVtRAezXisaz89b5kzSYTvDny7mNLNvcvPxUW4UTAB25fF3pzuLfRECdyml post], 19 novembre 2025.</ref> ==''I cani lo sanno''== *Gli amanti dei [[gatto|gatti]] dicono che la qualità principale dei loro prediletti sia l'indipendenza. Sono proprietari senza proprietà, che lodano il sostanziale egoismo dei loro animali. Un gatto, garantiscono, è desiderabile in quanto fiero e altero. Interessato e distaccato. Più che amare l'uomo, lo sfrutta. Lo cerca quando ne ha bisogno.<br />In questo senso, il gattaro è un amante masochista. (cap. 10) *I [[cane|cani]] sono [[Diogene di Sinope]] senza bisogno di botti per sentirsi stoici. E di Diogene di Sinope, peraltro e non a caso, erano ispiratori. Secondo il filosofo greco, gli umani dovevano trarre insegnamento da loro. L'uomo, già allora, era ipocrita e artificiale. Il cane, no. Mangia quel che trova, dorme dove capita, caga quando gli gira. Non si interessa di filosofia astratta ed è immerso nel suo presente senza ansietà. Al contrario degli umani, riconosce sempre l'inganno e fiuta istintivamente la verità. (cap. 11) *Sono stato [[vegetarianismo|vegetariano]] due volte. La prima è durata dal 2001 al 2008. La seconda è adesso e non smetterà.<br />Era l'aprile del 2010. In aeroporto acquistai ''[[Jonathan Safran Foer#Se niente importa|Niente importa]]'' di [[Jonathan Safran Foer]]. Lo lessi tutto d'un fiato.<br />Safran Foer, da non vegetariano, fa una inchiesta sugli allevamenti industriali. Racconta in dettaglio come vengono ammazzati suini e bovini, tonni e polli. Si sofferma sulla vita a cui sono costrette le galline ovipare.<br />Fa menzione dettagliata del sadismo umano.<br />E poi racconta una delle nostre molte stranezze. Di come ci faremmo svenare per il nostro cane e di come non ci interessi nulla dell'olocausto quotidiano di animali non meno sensibili e intelligenti dei cani.<br />La domanda è: perché un maiale sì e un cane no? Perché riteniamo inaccettabili i coreani, che mangiano carne canina, e reputiamo normale crescere i figli con carne equina? Come è possibile commuoversi per un agnello visto alla tivù, o un piccolo cinghiale allo zoo, salvo poi mangiare voluttuosamente entrambi?<br />Lo so, tale dilemma ci porterebbe lontano. E molti di voi non condividono il mio approccio. Poche cose infastidiscono come i vegetariani convinti. Un po' perché sono pallosi e un po' perché toccano nervi scoperti: ci ricordano quanto siamo incongrui, ipocriti e sostanzialmente insensibili.<br />Non ho mai cercato di fare proseliti. Non parlo mai di questa scelta etica in pubblico. Però ne vado fiero. (cap. 27) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Andrea Scanzi, ''[https://books.google.it/books?id=uXXx6xMV-kgC&pg=PT0 I cani lo sanno. Elogio dello sguardo rasoterra]'', Feltrinelli, Milano, 2011. ISBN 978-88-07-49112-2 ==Film== *''[[Italiano medio (film)|Italiano medio]]'' (2015) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Scanzi, Andrea}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] ky7uy04ugz2nao5gt0jyk7xd9wtc56n 1410384 1410355 2026-04-13T09:13:38Z ~2026-22359-73 106793 /* Citazioni di Andrea Scanzi */ 1410384 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Andrea Scanzi 2017.jpg|thumb|Andrea Scanzi]] '''Andrea Scanzi''' (1974 – vivente), giornalista e scrittore italiano. ==Citazioni di Andrea Scanzi== *A [[Giuseppe Cruciani|Cruciani]] non frega nulla della politica: da buon ex radicale è un trasformista dichiarato che pilucca di qua e di là in base al proprio tornaconto. Una sorta di Capezzone, però bravo e consapevole. Cruciani ha un unico obiettivo: portare chi parla con lui a dire una frase che, subito dopo averla pronunciata, l'ospite non ridirebbe mai. Neanche sotto tortura. Ma non è facile, perché se Salvini non aspetta altro, molti altri sono più guardinghi e timorosi. Addirittura politicamente corretti, che è per Cruciani la colpa più grave. Qualcosa di inaccettabile e anzi empio. Se gli racconti che hai appena sgozzato tre cani si esalta ("Ecco, questo è interessante"), ma se ti azzardi a dire "Non bisogna essere islamofobi" lui sbotta subito ("Che palle", "Che banalità", "Come sei noioso"). Cruciani è sadico, va di fretta e non ama le convenzioni: la sola frase "Ciao Giuseppe" lo esaspera.<ref>Citato in ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/18/giuseppe-cruciani-che-vita-dura-essere-per-forza-una-zanzara/2316193/ Giuseppe Cruciani, che vita dura essere per forza una Zanzara]'' ''Ilfattoquotidiano.it'', 18 dicembre 2015.</ref> *A proposito, diffidate anche da chi ascolta i [[Red Hot Chili Peppers|Red Hot]]. Sono persone che nascondono qualcosa, come gli astemi e le mani di Silvan. I Red Hot sono tutto o niente, né rock né pop, cerchiobottisti: insidiosissimi, perché melliflui e finto rivoluzionari.<ref>Da ''[http://scanzi-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/10/28/i-tre-dell%E2%80%99ave-berlusca-spinoso-lupi-la-russa/ I tre dell'Ave Berlusca: Spinoso, Lupi, La Russa]'', ''MicroMega'', 28 ottobre 2009.</ref> *Anche [[Stefan Edberg|Edberg]] era "tacchino freddo", ma Edberg aveva ben altre frecce: non era un dittatore efferato; ha avuto avversari veri [...]; aveva un gioco molto più romantico; non era asettico, bensì mostruosamente fragile.<ref name=marto>Da ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/federer-martone-sfigati/186989/ Federer, Martone e gli sfifati]'', ''Il Fatto Quotidiano.it'', 27 gennaio 2012.</ref> *''[[Belve]]'' è un programma che serve soltanto alla Fagnani e alla Rai... e a chi produce. Ma non serve minimamente all'ospite. Anzi, l'ospite quasi sempre ne esce male.<ref>Da un video pubblicato nel suo canale ''youtube'', 11 dicembre 2024; citato in Domenico Agrizzi, ''[https://mowmag.com/attualita/andrea-scanzi-francesca-fagnani-la-sua-aria-di-intoccabilita-fa-ridere-belve-mi-ha-chiamato-e-poi-ha-cancellato-censura-rai-e-su-mammucari-corona-e-travaglio Andrea Scanzi: "Francesca Fagnani? La sua aria di intoccabilità fa ridere. Belve mi ha chiamato e poi ha cancellato. Censura Rai?". E su Mammucari, Corona e Travaglio...]'', ''mowmag.com'', 12 dicembre 2024.</ref> *E ''[[Dr. House - Medical Division|Dottor House]]'' ha codificato l'antipatia come tratto positivamente distintivo: il protagonista è amato in quanto burbero. Proprio House è la serie più didascalica, tra quelle quasi-cattive. Al punto da essere spesso andata in testacoda, tra svolte narrative improbabili, citazioni stanche di ''[[Qualcuno volò sul nido del cuculo]]'' e financo ammicchi al musical.<ref name=boris>Da ''[http://www.lastampa.it/2011/03/10/spettacoli/i-neocattivi-cucinano-l-anfetamina-Ptbu3NxJTvnQHYoOHcXitO/pagina.html I neocattivi cucinano l'anfetamina]'', ''LaStampa.it'', 10 marzo 2011.</ref> *{{NDR|[[Ultime parole famose]], 20 giugno 2015}} Finalmente il tennis ci regalerà un ricambio drastico. Perché ciò si realizzi appieno, manca però ancora un anno o poco più. Ovvero la fine del 2016 e buona parte del 2017. Periodo durante il quale [[Novak Đoković|Djokovic]] vincerà tutto. O quasi.<ref>Citato in ''[http://www.andreascanzi.it/?p=4194 Wimbledon: istruzioni per l'uso]'', ''AndreaScanzi.it'', 23 giugno 2016.</ref> *[[Richard Gasquet|Gasquet]] è ancora quello di sempre. Servizio discreto, dritto dal movimento smisuratamente ampio (ma in grado di incenerire) e rovescio a una mano divino: lo preferisco anche a quello di Wawrinka, Kohlschreiber e Youzhny. Anche il gioco di volo, a cui ricorre troppo poco, è tra i migliori del circuito. Gasquet gioca sempre sul filo dell'implosione mentale: finché si sente sopra una nuvola è una meraviglia: può riuscirgli tutto. Basta però un inciampo e la magia svanisce.<ref name=gasquet>Da ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/30/roland-garros-2016-richard-gasquet-per-la-prima-volta-ai-quarti-giochera-contro-la-sua-bestia-nera-andy-murray-foto/2779566/ Roland Garros 2016, Richard Gasquet per la prima volta ai quarti: giocherà contro la sua bestia nera Andy Murray]'', ''ilFattoQuotidiano.it'', 30 maggio 2016.</ref> *[[Richard Gasquet|Gasquet]] è uno dei pochi tennisti che merita quasi sempre la visione. Chi ama solo i vincenti gli imputa di aver vinto troppo poco. Chi ama i circensi, coloro ovvero che io chiamo da sempre "orteghiani" per quel loro feticismo nei confronti del tennista che indovina due colpi a partita, gli rinfaccia di essere diventato troppo attendista e poco spettacolare. Sia come sia, per quanto mi riguarda il "disastro" accadde a Montecarlo 2005. Gasquet aveva solo 19 anni, ma lo si conosceva già. Purtroppo per lui, da bambino i francesi lo avevano maldestramente definito "il Mozart del tennis", dando per scontato che avrebbe vinto tutto e responsabilizzando troppo un ragazzo smisuratamente fragile. Fraintesero la bellezza dei suoi gesti, soprattutto di quel rovescio a una mano, per prova inconfutabile del suo essere Campione. Si immaginarono un nuovo McEnroe, quando era invece un nuovo [[Henri Leconte|Leconte]]. Erano i quarti di finale di Montecarlo e quel Federer non perdeva mai. Gasquet, giocando uno degli incontri più belli a cui abbia mai insistito, lo sconfisse 6-7 6-2 7-6. Bellezza pura. Da allora, io come milioni di appassionati, l'ho seguito con affetto. Affetto, ma anche rabbia. Le sconfitte, spesso con la stessa trama (inizio da leone e finale da coglione), sono state così tante che da qualche anno gli preferisco altri [...].<ref name=gasquet/> *Ho amato McEnroe, Edberg, Cash, Korda, Rafter. Ma Federer non ne è erede. Al massimo è continuazione asettica del dittatore lungolinguato Sampras. Federer piace a chi si accontenta della retorica, delle apparenti buone maniere, dell'approccio finto bipartisan. Piace a chi cita i grandi scrittori (DFW) senza averli letti. Piace a chi ama il progressive, i vini supertuscans. È fortissimo, Federer. E geniale, oltremodo. Chi lo nega? Ma è anche algido, privo di carisma, infantilmente ancorato al feticcio dei record. Non gioca per divertire: gioca per mostrare che ce l'ha più lungo. Il suo non è gesto bianco: è onanismo.<ref name=marto/> *Il concetto, fascista e meschino, che per dieci anni ha messo in scacco la comunicazione tennistica: la ''Obbligatorietà di tifare Federer''. Per decreto regio, lo si doveva tifare. Perché? Perché Roger (sempre da pronunciare come un'orazione: "''R-o-g-e-r''") è classico, è marziale, è corretto (quando vince), non sposa le veline (è un pregio?), va a rete (''seeeeh'': 8 anni fa, forse), piaceva a David Foster Wallace ed è contrario all'occhio di falco (è contrario alla moviola per motivi ''asimoviani'': in quanto robot, non accetta che in campo ce ne sia un altro. È gelosia tra microchip, non fatto etico).<ref name=marto/> [[Immagine:Andrea Scanzi.jpeg|thumb|Andrea Scanzi]] *Il problema di [[Carlo Tavecchio|Tavecchio]] è Tavecchio; lui, in un paese normale, non sarebbe mai divenuto quello che è diventato. Sarebbe bastato ascoltare le dichiarazioni su Optì Poba o sul calcio femminile:<ref>Riferendosi alle dichiarazioni rilasciate da Tavecchio nel 2014, {{cfr}} «L'Inghilterra individua dei soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare, noi invece diciamo che ''Optì Pobà'' è venuto qua che prima mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così.» e «Finora si riteneva che la donna fosse un soggetto handicappato rispetto al maschio sulla resistenza, sul tempo, sull'espressione anche atletica e invece abbiamo riscontrato che sono molto simili.»</ref> è un personaggio la cui pochezza e disponibilità racconta tutte le problematiche nel mondo del calcio. Se in un paese straordinario e calciofilo, come il nostro, eleggi come capo di tutto uno come Tavecchio, vuol dire che hai tantissimi problemi.<ref>Da ''[http://www.zonacalcio.net/2017/11/22/scanzi-italia-tavecchio-milan-inter-juventus-ventura/ Scanzi a ZC "Tavecchio presidente della FIGC scelta folle, deluso da Ventura, Suso unica nota lieta di questo Milan, Juventus non più unica favorita e occhio a Spalletti]'', ''ZonaCalcio.net'', 22 novembre 2017.</ref> *{{NDR|[[Carlo Sibilia]]}} incarna il problema della classe dirigente dei 5 Stelle, dove trovi quelli bravi e quelli imbarazzanti. [...] Sibilia nel Direttorio di un partito accreditato al 30% fa ridere: a uno così non darei in mano neanche un condominio a Vitiano, figurati la seconda forza politica nazionale. Sibilia, al massimo, va bene al circo come troll complottista. È il [[Maurizio Gasparri|Gasparri]] grillino.<ref name="roger waters"/> *Io accetto, eccome, che Federer piaccia. È lapalissiano che l'anti-federastismo sia un gioco. Ma non accetto l'obbligo regio di tifarlo. E nemmeno il postulato tonto secondo cui il tennis è "solo" Federer. Roger (anzi: ''R-o-g-e-r'') è un secchione di talento, uno yuppie di successo col complesso edipico della moglie matrona. Federer è il Martone del tennis. E io preferisco gli sfigati. Di talento, di cuore. Ma sfigati.<ref name=marto/> *La stessa ''[[Boris]]'', (fuori)serie in apparenza ironica e in realtà serissima, rappresenta con rara genialità lo squallore della tivù: registi sciatti, attori cani, stagisti schiavi e direttori della fotografia che si rilassano tirando coca.<ref name=boris/> *Ma i colpevoli, negli ultimi sette giorni di [[Morte di Stefano Cucchi|Stefano Cucchi]], non sono (solo) i poliziotti che lo hanno pestato. E non sono neanche (solo) i medici che lo hanno lasciato morire di inedia, "perché il ragazzo rifiuta le cure". Il decesso in carcere di Cucchi, nelle prime ore del 22 ottobre 2009, è il numero 148. Al 31 dicembre dello stesso anno, quindi dopo poco più di due mesi, quella cifra è già salita a 176. Non vi sembra una cifra - e una crescita - spaventosamente enorme? Quella cifra è figlia anche dei veri colpevoli: noi. Tutti noi. Nei suoi ultimi sette giorni, Stefano viene a contatto con 140 persone. Centoquaranta. Carabinieri, giudici, agenti di polizia penitenziaria, medici, infermieri, prigionieri. Pochi o forse nessuno capiscono che quel ragazzo, di per sé destino a scomparsa con un suo codice per il quale anche esser pestato rientrava in una sorta di logica tra "buoni" e "cattivi", stia morendo. O forse lo capiscono, ma se ne fregano. Nessuno fa nulla per aiutarlo sul serio. Chi fa finta di niente, chi si volta dall'altra parte. Nonostante gli occhi pesti, i lividi, i dolori e le ecchimosi. O forse proprio per quelli. Stefano Cucchi è morto per le botte e per la dimenticanza. Era un essere umano "prescindibile" per il sistema. Sacrificabile e dunque facilmente dimenticabile. Se non è stato poi dimenticato, è solo per la battaglia di una famiglia eroica (come lo sono sempre le famiglie di chi è ammazzato senza colpe, dalla madre di Federico Aldrovandi alla famiglia di Denis Bergamini).<ref name=fb>Da un [https://www.facebook.com/AndreaScanzi/posts/2341978235818491 post] sulla pagina ufficiale ''Facebook.com'', 14 settembre 2018.</ref> *Non credo affatto che il movimento sia vicino a Trump. Anzi, penso che il [[Movimento 5 Stelle|M5S]] sia ciò per cui oggi non abbiamo Trump [...]. Il M5S nei suoi aspetti concreti, giuridici, parlamentari e politici, è molto più vicino alla sinistra, al punto che sull'immigrazione e sulla famiglia vota spesso in modo simile al Pd [...]. Per questa ragione, Grillo dovrebbe chiarire le sue idee su quello che è il suo movimento.<ref>Dalla trasmissione televisiva ''Otto e Mezzo'', 30 gennaio 2017; citato in Gisella Ruccia, ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/31/m5s-scanzi-non-e-vicino-a-trump-ma-e-cio-per-cui-oggi-non-abbiamo-trump/3353748/ M5s, Scanzi: "Non è vicino a Trump, ma è ciò per cui oggi non abbiamo Trump"]'', ''IlFattoQuotidiano.it'', 31 gennaio 2017.</ref> *Per questo il più convincente {{NDR|al Concerto del Primo Maggio 2012}} è stato [[Caparezza]], un pazzo di talento che declina la protesta in salsa obliquamente allegra.<ref>Da ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/03/basta-discorsi-primo-maggio/216711/ Basta discorsi al Primo Maggio]'', ''Il Fatto Quotidiano.it'', 3 maggio 2012.</ref> *Quando guardo [[Matteo Renzi|Renzi]], è come se vedessi un cocktail in cui ci sono shakerati un terzo di [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], un terzo del peggior [[Bettino Craxi|Craxi]] e un terzo di [[Jerry Calà]]. Ecco, quando vedo un presidente del Consiglio così, un po' di paura onestamente mi viene.<ref>Dalla trasmissione televisiva ''Otto e mezzo'', La7; citato in ''[http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/09/23/scanzi-renzi-un-cocktail-un-terzo-di-berlusconi-un-terzo-del-peggior-craxi-un-terzo-di-jerry-cala/417481/ Scanzi: "Renzi? Un cocktail: un terzo di Berlusconi, un terzo del peggior Craxi, un terzo di Jerry Calà"]'', ''ilFattoQuotidiano.it'', 23 settembre 2015.</ref> *{{NDR|[[Ultime parole famose]] sul [[Pandemia di COVID-19|COVID-19]] il 25 febbraio 2020}} Questa non è una malattia mortale, porca di una put***, tr*** ladra [...]. Cosa state a casa? Pensate che si va in guerra? Con il coronavirus non succede una se** nel 99,7 o 8 per cento [...]. Perché vi viene un piccolo ca*** di raffreddore vi preoccupate? Avete bisogno della Nutella per sopravvivere alla quarantena [...]. Sono inc**** nero con la deficienza dei giornalisti che vanno in giro con amuchina e mascherina. Non è una pandemia. Mi sono visto annullare tutte le date a teatro [...]. Continuate a uscire, a scop***, a venire a teatro.<ref>Da un video pubblicato sui suoi canali social il 25 febbraio 2020; citato in ''[https://www.liberoquotidiano.it/video/personaggi/21617268/andrea_scanzi_coronavirus_no_malattia_mortale_continuate_uscire_venire_teatro.html Andrea Scanzi sul coronavirus: "Questa non è una malattia mortale, uscite e venite a vedermi a teatro"]'', ''liberoquotidiano.it'', 25 marzo 2020.</ref> *[[Matteo Salvini|Salvini]] li conosce tutti i conduttori e gli dà del tu. Una cosa che io non sopporto di lui, ma proprio dialetticamente, è la lista della spesa, detesto le sue ripetizioni. Salvini è uno che ripete le stesse cose in continuazione [...] Una lista della spesa insopportabile, aggiornati Matteo Salvini, fallo un piccolo corso di dizione, ma anche di [[dialettica]], perché non si può parlare sempre con lo stesso meccanismo dialettico e sempre con gli stessi odiosi stratagemmi populisti.<ref>Da una diretta ''Facebook''; citato in Domenico Camodeca, Mario Massimo Perri, ''[https://it.blastingnews.com/politica/2020/04/giletti-intervista-salvini-andrea-scanzi-deliri-ripetuti-in-continuazione-003119859.html Giletti intervista Salvini, Andrea Scanzi: "Deliri ripetuti in continuazione"]'', ''Balstingnews.com'', 20 aprile 2020.</ref> *Si possono individuare due Gasquet: quello iniziale, estemporaneo e bellissimo, che aveva però un'autonomia limitata. E quello più attendista e pragmatico, benché comunque dotato di accelerazioni inaudite: il primo è durato fino al 2008, l'altro è nato dalla squalifica per doping. Oddio, "doping": il famoso "bacio alla cocaina". Al tempo – era il 2009 – tutti dissero che Gasquet non sarebbe tornato mai più al top: troppo fragile psicologicamente. In quel periodo Gasquet veniva anche preso malamente in giro per una sua presunta omosessualità.<ref name=gasquet/> *[[Rivalità Alcaraz-Sinner|Sinner e Alcaraz]] stanno vivendo una carriera che è sistematicamente oltre ogni limite, e dunque (pur considerando il loro talento) assai innaturale. Giocano un altro sport e sono sideralmente superiori a tutti gli altri, come dimostra la parabola di Zverev, numero tre al mondo e autentico "Salieri del tennis" […] che fa sempre il suo per poi però venire inesorabilmente piallato in semi o finale da quei due lì. Altro mondo, a parte qualche luna storta ogni tanto (più dello spagnolo che dell'italiano).<ref>Da ''Sinner, il sorpasso: dominio a Montecarlo'', ''Il Fatto Quotidiano'', 13 aprile 2026, p. 14.</ref> *''[[Sulla mia pelle (film 2018)|Sulla mia pelle]]'' è quello che deve essere: un film che ti devasta. È insostenibile dall'inizio alla fine, fa un male che non guarisce - non può guarire - e dice e mostra tutto quel che c'è da dire e mostrare. Non celebra e tutto sommato neanche dà giudizi. Chi lo ha criticato ritenendolo "un'agiografia" è un idiota conclamato, non meno di quei decerebrati neuronali che hanno insultato Ilaria Cucchi colpevole "d'aver costruito una carriera sulla morte del fratello" (sì, al mondo c'è anche gente così. E purtroppo coi social tocca pure leggerla). Non mi interessa, qui, fare una recensione (a chi interessa: è il classico tre stelle su quattro di Mereghetti). Alessandro Borghi è di una bravura sconcertante, e lo era già in Suburra (e non solo in Suburra). Jasmine Trinca è condannata da sempre a essere intensa e perfetta. Max Tortora fa quello che deve fare (e lo fa benissimo). E il regista Alessio Cremonini rifugge buoni sentimenti e retorica com'è giusto che sia. Cento minuti intollerabili, che neanche so se consigliarvi (al cinema o su Netflix) perché non è un film per tutti [...]. Diffidate da chi, alla fine, vorrà darvi una sintesi rassicurante e auto-assolutoria tipo: "Grazie a questo film impareremo dai nostri errori". Figuriamoci. Non impariamo mai niente e lo dimostrano le polemiche che da quasi nove anni circondano questo ragazzo, insultato e deturpato da una giustizia talora alla cazzo e da un paese che non sa più ragionare ma solo tifare [...]. Per quella famiglia e per quel senso di colpa che ci arriva sempre tardi, quando la disgrazia è già avvenuta e a quel punto non resta che il gusto per la lacrima. A volte sincera e a volte no. E in ogni caso tardiva. Un senso di colpa che, ovviamente, non ci insegna mai nulla. E che anzi a lungo andare ci fa venire la voglia perversa di sentirci in qualche modo assolti: "Ho pianto, mi sono commosso, quindi nel mio piccolo ho espiato". ''Sulla mia pelle'' ci ricorda l'esatto contrario: siamo colpevoli. Tutti. Colpevoli di perdurante aridità. Colpevoli di abitudine all'insensibilità. Colpevoli di pensare - e una parte di noi lo pensa - che in fondo Stefano se la sia andata a cercare e la sua fine faccia parte delle regole del gioco. Regole di merda, e dunque fatte di una materia che conosciamo bene. Forse perché spesso ci somiglia.<ref name=fb/> *Tutti dicono bugie, ma in politica devi saperle dire. I [[Movimento 5 Stelle|grillini]] non sanno ancora dirle. Oltretutto, reputandosi migliori degli altri, si sono autocondannati a non sbagliare mai.<ref name="roger waters">Da [http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/09/10/il-caso-roma-m5s-spiegato-a-roger-waters/3024460/ ''Il caso Roma-M5S spiegato a Roger Waters''], ''IlFattoQuotidiano.it'', 10 settembre 2016.</ref> {{Int|Da ''[http://www.andreascanzi.it/ilvinodeglialtri/?m&#61;201405 Ops, sto quasi diventando vegano]''|''AndreaScanzi.it'', 24 maggio 2014}} *Il [[vegetarianismo|vegetariano]] ha un grande difetto alimentare: se non sta attento, si rimpinza di formaggi e si ritrova in un amen sovrappeso e con colesterolo e trigliceridi a mille. È per questo che ho cominciato a comprare prodotti per vegetariani e vegani. Li si trova anche all'ipermercato, ormai. Dalla cotoletta di soia surgelata ai burger di miglio, di soia, di farro, di spinaci. Fino alle (mini)cotolette alla milanese di seitan o al tofu classico o aromatizzato, passando per il seitan fresco o alla piastra. I carnivori, che hanno sempre questo atteggiamento da bulli quando si trovano davanti un [[veganismo|vegano]], sono convinti che queste pietanze facciano schifo e rispondono col sempiterno "fatti una fiorentina": al contrario, sono prodotti quasi sempre buonissimi. Ho capito perché i vegani stanno bene: perché mangiano sano, sì, ma pure perché mangiano bene. *{{NDR|[[Seitan]]}} Ricco di glutine e dunque non per celiaci. L'alta concentrazione di glutine è anche il suo limite, perché l'organismo umano non possiede gli enzimi necessari alla scissione del glutine e una dose alta di seitan può quindi – a lungo andare – rivelarsi controproducente [...]. Il seitan si può fare da soli, ma ci vogliono tre giorni di ferie. *[[Formaggio vegetale|Formaggi di soia]]. Quasi sempre deludenti. Dei prodotti per vegani, sono quelli che mi convincono di meno. Chi vuole, comunque, può provare il Cheddar vegano o il parmigiano vegan da grattugiare. *[[Lupino bianco|Lupini]]. Medaglioni di lupini, salame di lupini, arrosto di lupini. Perfino la maionese di lupini. Davvero buonissimi. *{{NDR|[[Tempeh]]}} In qualche modo simile al tofu, ma leggermente più saporito, si presenta con i semi di soia chiaramente visibili nel prodotto e quasi miniaturizzati uno accanto all'altro. [...] È discreto ma non indimenticabile. *La galassia vegana è variegata e sconfinata. In rete si trova di tutto. È un bel cercare e un bel mangiare, sano e leggero ma senza soffrire (io no, almeno). Purtroppo la stragrande maggioranza dei ristoranti non è minimamente attrezzata [...]. ===Dal blog ''Monty Brogan'', ''Lastampa.it''=== {{cronologico}} *L'unico rischio di ''Romanzo Criminale'' – [[Giancarlo_De_Cataldo#Romanzo_criminale|libro]], [[Romanzo criminale (film)|film]], [[Romanzo criminale - La serie|serie]] – è quello di dare una dignità letteraria a personaggi che tutto erano fuorché eroi.<ref name=rc>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=42&ID_sezione=&sezione Goodfellas all'amatriciana]'', 17 gennaio 2009.</ref> *La serie [''[[Romanzo criminale - La serie|Romanzo criminale]]''], prodotta appunto da Sky e Cattleya, è stata la vera sorpresa televisiva del 2008. Forse la migliore serie mai prodotta in Italia. Una sorta di ''[[Quei bravi ragazzi|Goodfellas]]'' all'amatriciana, che piacerebbe a [[Martin Scorsese]]. Su questo sono concordi pubblico (400mila spettatori a puntata) e critica.<ref name=rc/> *{{NDR|Su [[Fabrice Santoro]]}} Non è sempre stato Mago. A inizio carriera (molto, molto tempo fa) era un pallettaro anonimo. Poi si è messo improvvisamente a giocare a un gioco tutto suo, da quadrumane, dritto e rovescio a due mani e ricami continui. Intortatore sublime, creatore di colpi impensabili.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=47&ID_sezione=523 Australian Open Day 3: Le ultime magie di Santoro]'', 21 gennaio 2009.</ref> *{{NDR|Su [[Jo-Wilfried Tsonga|Tsonga]]}} Dritto che è maglio, servizio che è devastazione, gioco di volo e copertura come ce ne sono (oggi) pochi. Ganci e uppercut come se piovesse. Ha una mano, parafrasando Mario Brega, che può essere piuma o ferro. Fluttua come una farfalla e punge come un'ape (anche se a volte fluttua come un pachiderma e punge come un calabrone). Ogni suo match è spettacolo nello spettacolo. E quella somiglianza impressionante con The Greatest lo rende ancora più irrinunciabile.<ref name=tifo>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=74&ID_sezione=523 Tennis Playlist: la top ten dei tifabili]'', 20 febbraio 2009.</ref> [[Immagine:Andrea Scanzi 1.jpeg|thumb|Andrea Scanzi]] *{{NDR|Su [[Jo-Wilfried Tsonga|Tsonga]]}} Il Muhammad Ali del tennis. Il Salvatore. Cassius Jo. Nell'era buonista dell'Atp, nel presepe del politicamente corretto, Egli è gioia e beatitudine. La quintessenza del carisma, della passionalità. Inarrivabile quando entra in trance agonistica e trascina sontuosamente la folla. Con lui si torna a Kinshasa, si torna Re.<ref name=tifo/> *{{NDR|Su [[Andy Roddick]]}} Totalmente sprovvisto di grazia, senza un briciolo di talento, ha vinto (troppo) per mancanza di avversari sfruttando, come Lleyton Hewitt, l'interregno Sampras/Federer. Da tempo staziona stancamente nella top ten, per il colpevole lassismo degli avversari. Un tennista-clavatore, senza la prima di servizio faticherebbe a stare nei primi 50. A rete commette sciagure, tatticamente è dadaista (ma non sa cosa vuol dire dadaista). Uno scempio estetico prolungato, inenarrabile. Inaccettabile. E non lo aiuta quel cappellino perennemente gocciolante (mai vista una visiera sudare così). Malissimo.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=75&ID_sezione=523 Tennis Playlist: la Flop Ten]'', 20 febbraio 2009.</ref> *Ah, quanto è stato lungo, mellifluo e – in buona sostanza – palloso il suo quinquennio (o giù di lì) dittatoriale. Neanche un piano sequenza di mezz'ora di Abbas Kiarostami avrebbe devastato così in profondità gli zebedei di tutti coloro che non si chiamano [[Miroslava Vavrinec|Mirka Vavrinec]] e non appartengono alla tribù fondamentalista dei Federasti Piangenti. Dalla fine del 2003 alla metà del 2008, fatto salvo Nadal e un Safin occasionale, giornali e tivù erano un coro unanime di peana politicamente corretti: Quanto è bello [[Roger Federer|Federer]], quanto è bravo, quanto è garbato, quanto è imbattibile. "Il più grande di sempre", bla bla bla. L'opposizione era negata, gli avversari non esistevano.<ref name=fab>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=76&ID_sezione=523 Tennis Playlist: I Fab Four]'', 22 febbraio 2009.</ref> *[[Roger Federer|Federer]] è (senz'altro) un tennista straordinario. Lo ricorderemo in eterno. La speranza (vana) è che la polvere gli restituisca umanità e lo liberi da cotanto inseguito torpore. È però un peccato che tale talento, tale grazia, tale anelito alla perfezione sia stato donato a un frigorifero. Re Frigidaire. Il primo Federer era stupendo, iconoclasta, folle. Quel Federer pre-robotico ha abiurato se stesso in nome del Dominio. Da Gilles Villeneuve a Michael Schumacher. Che tristezza. Federer è un robot capace di accendere la folla come un battipanni di vimini (di plastica no, sarebbe troppo poco cool). Un Churchill col carisma di Quiesling. La sua dittatura è stata un terrificante soliloquio egoriferito, politicamente corretto, protetto dall'intoccabilità come neanche il Papa. Neanche il gibboso e linguapenzoluto Sampras era così caratterialmente amorfo. La sua kryptonite si chiama Nadal.<ref name=fab/> *L'atletismo ai massimi livelli. Costantemente capace di migliorarsi, in grado di stupire (Wimbledon) e ristupire (Australian Open). Ha liberato il tennis dalla affliggente Dittatura Catacombale del Vegano, e questo basta per benedirlo. Poi, certo, non è il bene maggiore ma il male minore. Lo spettacolo è un'altra cosa, come il talento puro. [[Rafael Nadal|Nadal]] è la straordinarietà della grinta, il recupero impossibile, la resistenza inumana: da qui, e da alcune sue frequentazioni non immacolate, la strisciante accusa di doping. Però non è neanche giusto definirlo mano quadra: nel tempo ha migliorato rovescio, servizio e persino gioco di volo, grazie a quella umiltà che Federer mai ha avuto.<ref name=fab/> *{{NDR|Su [[Novak Đoković]]}} Mira al potere, anela alla dittatura, baratterebbe qualsiasi cosa per lo Scettro, ma tiene alle buone maniere. Non vuole solo la botte piena, ma pure la moglie ubriaca. Il plauso di pubblico e critica. E allora fa burlesche imitazioni (dei colleghi), racconta barzellette (come Berlusconi), continua a canticchiare quel motivetto celentaniano che fa "Eppure son simpatico". Col risultato di non essere né carne né pesce. Né buono, né cattivo. Solo antipatico. E soporifero: non un tennista ma un Meccano. La filosofia di Djokovic è il chiagnefottismo. È l'uomo dei capelli a spazzola tenuti insieme dal Vinavil, dei ritiri e del medical time out. Se perde è colpa di infortuni imprecisati, di dolori impalpabili, del buco nell'ozono o della crisi finanziaria. È sotto di un set? Tac, chiama il medico, un quarto d'ora di pausa e l'altro perde il ritmo.<ref name=fab/> *Il Duce Serbo è il male maggiore, ma toccherà sopportarlo a lungo, perché non è solo forte: è sadico. Cannibalmente attratto dal trionfo plebiscitario. Federer, al di là delle iperboli, delle metafore politiche e del carisma obitoriale, gioca sontuosamente (non sempre, spesso sì) a tennis. È un bel vedere, per quanto somigliante a un disco di David Gilmour o un libro di Alessandro Baricco. [[Novak Đoković|Djokovic]], no: il suo tennis è una palla sovrumana. Piace a chi vuole vincere e a chi stravede per la tattica. Piace a chi concepisce il tennis come una {{sic|branchia}} della geometria e dell'architettura. Bravi, bene 8 +, ma se è così meglio avvicinarsi a Renzo Piano. Djokovic è il nuovo [[Ivan Lendl|Lendl]], e già questo basterebbe a detestarlo.<ref name=fab/> *{{NDR|Su [[Andy Murray]]}} Era a inizio carriera, un bambino alle prime armi, ma c'era in lui quello che appare adesso manifesto: le capacità geometriche, la buona mano, la dote non comune di trascinare il pubblico. Il suo limite era il fisico, dopo due set era cotto. Oggi no, oggi – dopo una cura di sushi e spinaci Braccio style- è il quarto del mondo. Il suo primo Slam è solo questione di mesi. A volte gioca ricordando Mecir, a volte si fa pavido rammentando il peggior Wilander. Ma ha carattere. Anche troppo: personaggio vero, amato e odiato. È lui, non Djokovic, quello che più merita il ruolo del Cattivo. Perché non insegue, a differenza del situazionista del medical time out Djokovic, il plauso unanime. Lui ama dispiacere, riuscendoci alla grande. Murray è respingente in tutto quello che fa e mostra: nella pettinatura da comparsa di Dario Argento, nei denti aguzzi da Vampiro. In quelle urla virulente. Nelle espressioni mefistofeliche.<ref name=fab/> *Lendl, nella sua personificazione del Male, anzi del Maligno, in quella sua liturgia di tic bestiali (le ciglia spulciate, l'orrido detergersi nella segatura) e look orrorifico (quei polsini più lunghi del Tamigi) aveva un merito. Uno solo: rappresentava benissimo il ruolo del Cattivo. Non aveva pregi e non pretendeva di averne. Era l'uomo da odiare, l'anti McEnroe, l'anti-Bellezza. E il mondo (quello salvo, almeno) gioiva nel vederlo umiliato a Wimbledon, più ancora irriso dal servizio "da sotto" di Chang.<ref name=fab/> *È una serie straordinaria, uno dei molti capolavori di [[David Lynch]]. Il primo caso, riuscito, di serie tv ambiziosa e di qualità. Invecchiato benissimo. In realtà la scoperta dell'omicida di Laura non è che la punta dell'iceberg. È come se Lynch avesse riversato dentro la serie tutti i suoi sogni/incubi, come del resto sempre ha fatto in ogni sua opera, fino al caso estremo ''Inland Empire''. ''[[I segreti di Twin Peaks]]'' (questo il vero titolo della serie, che in un primo momento doveva chiamarsi ''Passaggio a Nord-Ovest''), è come un canto per l'adolescenza perduta e il tempo che fu. Un'elegia misteriosa e lunare, zeppa di riferimenti allegorici e situazioni oniriche, incentrata sulle vicende di un piccolo paese americano al confine con il Canada (le riprese vere furono effettuate a Snoqualmie e North Bend, a nord-ovest dello stato di Washington).<ref name=twinpeaks>Da ''[http://archive.is/1E8M Ripensando a Twin Peaks (i gufi non sono quello che sembrano)]'', ''Lastampa.it'', 14 marzo 2009.</ref> *''[[i segreti di Twin Peaks|Twin Peaks]]'' è un trip. A mostrare i segni del tempo sono cose marginali: il doppiaggio (spesso pure sbagliato), il look (agghiacciante), le pettinature da fine anni Ottanta. Ma non la storia, la fascinazione. Il vivo senso di terrore che scaturisce dagli incubi di Dale Cooper, dalle urla di Laura, dalle tende rosse della Loggia Nera. Dagli unti capelli grigi di Bob. È una serie anche leggera, bucolica a tratti, spensierata (ad esempio la ''liaison'' tra Lucy e Andy), ma Lynch concede pochissimo. E infatti il finale è apocalittico: nessuna speranza, l'eroe verrà posseduto e tutti o quasi moriranno.<ref name=twinpeaks/> *La beatificazione postuma, nonché acritica, è una italianissima maniera per sdoganare artisti sottovalutati in vita. È certo il caso di [[Rino Gaetano|Gaetano]]: troppo ironico e troppo poco «schierato», nel marasma politicizzato dei Settanta. La sua morte (nel 1981) ne ha complicato l'analisi artistica. E non hanno aiutato, se non nel riverbero del ricordo, certe fiction ben poco filologiche. Gaetano era una supernova. Ha brillato tre anni, dal '76 di ''Mio fratello è figlio unico'' al '78 di ''Nuntereggae più''. Il successo sanremese di ''Gianna'' lo spiazzò, non ebbe il tempo di venirne a capo.<ref name=rino>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/musica/grubrica.asp?ID_blog=37&ID_articolo=1334 Ancora Rino, fratello unico e immortale]'', 25 marzo 2009.</ref> *''Live & Rarities'', la raccolta di Rino Gaetano autorizzata dalla famiglia, dice soprattutto due cose: che Rino era un gigante (e questo si sapeva) e che è più vivo lui da morto che molti suoi colleghi da vivi (e questo non avremmo voluto saperlo).<ref name=rino/> *Riascoltati oggi, perfino gli «scarti» di [Rino] Gaetano raccontano il presente più della maggior parte dei suoi colleghi vivi. Anche nelle sue tracce figlie di un Dio minore, c'è quel mix di lunarietà e ironia disillusa.<ref name=rino/> *[[Roger Federer|Federer]], se non altro, era espressione di gran Tennis. Proprio per questo, Federer è doppiamente colpevole. Poteva essere un trascinatore, un iconoclasta, un ribelle indimenticabile. Ha preferito essere un impiegato di talento, un contabile di se stesso. Uno Schumacher con racchetta. Imperdonabile.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=109&ID_sezione=523 E Federer perse l'ultimo microchip]'', 4 aprile 2009.</ref> *{{NDR|Su [[Patrick Rafter]]}} Bello e possibile. Così sfortunato da non vincere mai Wimbledon per colpa di Federer 1 (Sampras) e della favola di Goran. L'ultimo volleatore vincente.<ref name=amati>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=113&ID_sezione=523 Tennis Playlist: i 10 più amati di sempre]'', 9 aprile 2009.</ref> *Che meraviglia. Nessuno è mai stato, né sarà mai, bello come il gioco di [[Stefan Edberg]]. Perfino il suo calvario anticipato, derivante da guai fisici, servizio imploso e cambi di telaio/superfici, ebbe un che di eroico: di epico. Non avrai altro Dio all'infuori di Stefan.<ref name=amati/> *{{NDR|Su [[Stefan Edberg]]}} La bellezza, l'estetica, la purezza. Il serve and volley ai massimi livelli. La volèe di rovescio era accecante, così come il rovescio.<ref name=amati/> *{{NDR|Su [[Pat Cash]]}} Quella fascetta a scacchi, quella scalata sulle tribune di Wimbledon. Quel suo modo, tra il playboy e l'ombroso, di sbertucciare il malefico Lendl nella sacra finale erbivora. Serve and volley paradigmatico. Era ancora un tempo in cui gli australiani giocavano così e non come Hewitt. Era buontempo.<ref name=amati/> *Tra i miei rimpianti anagrafici, oltre a non avere avuto il tempo di vedere De André con la Pfm, Gaber in ''Polli di allevamento'' e i Led Zeppelin che si trippavano copiosamente in Galles, c'è quello di aver potuto godere soltanto degli scampoli finali di SuperBrat. L'Era del Moccioso l'ho solo studiata nei libri di testo (Tommasi). Il giorno in cui perse a Parigi con Lendl, terrificante Duce Sadico, fu un giorno tragico. L'11 settembre del tennis. [[John McEnroe|McEnroe]] è stato uno dei più grandi geni del Novecento. Quello era tennis.<ref name=amati/> *Ero edberghiano e [[Boris Becker|Becker]], al tempo, mi appariva come il Nemico. Coscia grosse, mezzo albino, esibizionista: quante volte non ho certo pianto per sue sconfitte. Anche – soprattutto – quando scontò la pena con Michael Stich, l'Ariano odioso e bellissimo. Oggi sono passati gli anni, Becker è uno stanco giocatore di poker, nella vita ha sbagliato quasi tutto e mi accorgo di quanto farebbe bene al circuito.<ref name=meno>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=114&ID_sezione=523 Tennis Playlist: i 10 meno amati di sempre]'', 10 aprile 2009.</ref> *{{NDR|Su [[Brad Gilbert]]}} Ha scritto un libro intitolato ''Winning Ugly'', che più o meno vuol dire Come vincere da carogne. Credo che possa bastare. Ha fatto della scorrettezza un'arte. Era un McEnroe col talento di Bottazzi. Ha mantenuto l'atteggiamento borioso-dittatoriale anche da allenatore.<ref name=meno/> *{{NDR|Su [[Novak Đoković]]}} Il Lendl di oggi, senza però il coraggio di essere pienamente cattivo. In campo è scorretto, simula infortuni, boccheggia come se vivesse in continua apnea. Poi fa un punto decisivo ed esulta belluinamente, come neanche un ustascia. Cattivissimo. Ma fuori dal campo, no: si presenta come simpatico, imitatore di colleghi, raccontatore di barzellette.<ref name=meno/> *Ogni arte ha bisogno del Male, ogni teatro insegue il Cattivo. Eccolo, al suo massimo "splendore": [[Ivan Lendl]]. Il Tiranno cecoslovacco è stato il Memento Mori del tennis. La quintessenza della cattiveria, del sadismo. Dell'antipatia. Brutto come una scena tagliata di Pino Quartullo (ammesso che ne esistano), soleva farsi il bagno nella segatura e spulciarsi scimmiescamente le sopracciglia prima di servire. Indossava polsini ascellari, il volto era scavato dall'odio, lo sguardo quello di un collezionista di bulbi.<ref name=meno/> *{{NDR|Su [[Mats Wilander]]}} Pallettaro, pallettaro, pallettaro. Lento, soporifero, meditabondo. Tic tac, tic tac, tic tac. Ronf. Un Borg senza Borg. Uccise Leconte a suon di prime palle. Devastò l'estetica lungo tutto l'arco della sua carriera. Sembrava imperturbabile. Poi la vita gli chiese pegno, andò tutto in cortocircuito (come per Borg) e addio.<ref name=meno/> *{{NDR|Su [[Tommy Haas]]}} Di lui si dice che è antipatico, "ariano" e quant'altro: menate. Rovescio e gioco di volo sono d'altissima scuola e, con un minimo di salute in più, sarebbe stato uno dei giocatori più tifati e benedetti degli ultimi dieci anni. Purtroppo è stato falcidiato da infortuni, a cui va aggiunta una testa poco lucida e non di rado masochistica.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=144&ID_sezione=523 Se vince Haas, vince il Tennis]'', 14 giugno 2009.</ref> *Dopo aver vinto Melbourne 05, il paonazzo [[Marat Safin|Marat]] ha smesso di giocare, fatti salvi due risvegli estemporanei (Halle 06 e Wimbledon 08). Non sono mai stato un safiniano smodato, trovando alla lunga noiosa questa sua volontà di buttare via tutto tra il fantozziano e lo psicotico. Da mesi (anni) siamo ormai oltre il patetico. Ieri è riuscito a perdere persino con Levine. Safin ha detto che smetterà a fine anno: potrebbe farlo anche prima.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=151&ID_sezione=523 Wimbledon Day 2: La sfiga di chiamarsi Kendrick]'', 24 giugno 2009.</ref> *È stato uno [[Michael Stich|Stich]] contemporaneo. Egualmente stilizzato, ariano, definitivo. I movimenti disegnati, i fraseggi del corpo a scolpire capolavori. Il suo è un tennis erotico, sensuale, conturbante. per Bellezza abbacinante, non totemica ma michelangiolesca. Qualcosa di Magistrale. E questo è, quando può e vuole, [[Tommy Haas]] L'Ariano: magistrale. Un trattato di Estetica applicata al tennis. C'è, nella sua maniera di scardinare l'ottusità avversaria, una marzialità irresistibile. Vederlo giocare, da un mese a questa parte, come ai bei tempi, è qualcosa che ha a che fare con la Beatitudine.<ref name=haas>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=158&ID_sezione=523 Wimbledon semifinals: Haas, L'Ariano]'', 2 luglio 2009.</ref> *{{NDR|Su [[Tommy Haas]]}} Uno che non ha mai avuto abbastanza applausi, men che meno fortuna. Rotto, sfibrato, incazzoso. Pure antipatico. Nei forum più surreali, qualche esperto di ramino l'ha definito "Il peggior numero 2 nella storia del tennis". Quante se ne sono lette, sentite, viste. Blasfemie inaccettabili.<ref name=haas/> *Quanto a Federer, lodi e peana. Definitivamente schumacheriano, totalitario e imperturbabile nel correre da solo. Quindicesimo slam, record su record e tanti altri vassalli da spennare. Direte: ma lui che colpa ha? Nessuna, al di là di quella stitica frigidità passionale. Non è certo colpa sua se è troppo più forte degli altri, né – più ancora – se gli altri si accontentano di esserci. Preferendo, al morso, un imprecisato quanto sterile abbaiare. Senza mai smettere di scodinzolare al Padrone.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=160&ID_sezione=523 Wimbledon finale: Un vassallo è per sempre]'', 5 luglio 2009.</ref> *Leggo adesso di un [[Novak Đoković|Djokovic]] involuto da due anni, bruttino e insipiente: l'idea di un peggioramento presuppone però un'antecedente epoca dell'oro, durante la quale Djokovic sciorinava spettacolo e praticava un tennis champagne. Quando, di grazia? Sa dirmi qualcuno quando mai il gioco del Fingitore Fiorelliano è andato oltre un'idea soporifera di Meccano? Quando, per dirla coi filosofi presocratrici, Djokovic è stato meno palloso di adesso? Rispondiamo con certezza iconoclasta: mai. Djokovic è (sempre stato) il più brutto tennista dei Fab Four, noioso e ripetitivo, tignoso e allegramente chiagnefottista.<ref name=jurgen>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=269&ID_sezione=523 Roland Garros: Jurgen vive (Eurosport no)]'', 3 giugno 2010.</ref> *{{NDR|Su [[Jürgen Melzer]]}} Uomo dal braccio che non fa sconti e dalla testa troppo spesso in ferie, l'Austriaco è tra i pochi in pieno controllo della situazione a rete. Egli ricama col suo mancino estremo, cesellando stop volley e altri incanti ancestrali.<ref name=jurgen/> *Se mi chiedessero di fare il nome del tennista più sottovalutato del tennis attuale, non avrei dubbi: [[Ivan Ljubičić]].<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=240 Ljubo, il grande sottovalutato]'', 21 marzo 2010.</ref> *[[Francesca Schiavone]] non è una tennista facile. È la sua fortuna e sfortuna. Fortuna, perché gioca un tennis quasi del tutto diverso dalle colleghe. Sfortuna, perché ha carattere poco smussato, non brilla in eleganza, fa poco per apparire simpatica (riuscendoci) e in campo sciorina una carrellata di smorfie scarsamente avvenenti.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=270&ID_sezione=523 Roland Garros: L'impresa di Francesca]'', 3 giugno 2010.</ref> [[File:Andrea Scanzi - veDrò 2012 (cropped).jpg|thumb|Andrea Scanzi nel 2012]] *Credo che ad avermi fregato sia stato [[Muhammad Ali]]. L'idea che, oltre al grande sportivo, potesse esistere al contempo un grande uomo. Non sempre condivisibile, ma coraggioso e pienamente inserito nel suo presente. Purtroppo lo [[sport]] non è più quello degli Ali e dei [[Luigi Meroni|Gigi Meroni]]. Lo dimostra la letteratura sportiva: un libro su [[Gilles Villeneuve]] o [[Ayrton Senna]] puoi scriverlo, uno su [[Michael Schumacher]] o [[Roger Federer]] (sinonimi) no. Perché, a parte i numeri, aridi numeri, non c'è nulla.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=300&ID_sezione=&sezione= Lady Schiavone, la berlusconiana che non conosce la Costituzione]'', 13 luglio 2010.</ref> *Alcuni hanno gridato nuovamente al capolavoro, altri parlato di delusione. La [[Romanzo criminale - La serie (seconda stagione)|seconda stagione]] è stata meno avvincente della prima, ma il livello è rimasto sostanzialmente alto al punto da confermare Romanzo Criminale come miglior serie italiana.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=349&ID_sezione=519 Romanzo Criminale 2: conferma o delusione?]'', 23 dicembre 2010.</ref> *{{NDR|Su [[Novak Đoković]]}} Non sono mai stato un suo tifoso: me ne darete atto. Non mi piace né il suo gioco, né quel fare fiorello-paraculeggiante di chi fa il simpatico furbino in favor di telecamera. Situazionista e chiagnefottista, da sempre e per sempre. Però, però. Però quanto avremmo avuto bisogno di gente con questa tigna, questa arroganza, questa tempra, quando Federer e Nadal si spartivano il bottino tra sorrisi melliflui e faide stolte tra fanboys evasi dall'asilo.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=403&ID_sezione=523 Roland Garros: Il dramma di Andujar (tennis is unfair)]'', 26 maggio 2011.</ref> *Poi lo vidi a Melbourne 2008. Oh, amici miei, se non l'avete visto o non lo ricordate nella semifinale con Nadal, vuol dire che avete sempre fatto l'amore solo su Second Life e ad occhi chiusi. Vuol dire che non sapete niente di tennis. [[Jo-Wilfried Tsonga|Tsonga]], quel giorno, fu folgore e tuono, incendiò e devastò, visse e generò redenzione. Uno scintillio di bellezza, di carisma, di veemenza agonistica, come non se ne vedevano da decenni.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=415&ID_sezione=523 Il giorno che tornammo a sorridere (Tsonga signoreggia e soverchia)]'', 30 giugno 2011.</ref> ==''Facebook.com – Profilo ufficiale''== {{cronologico}} *Dopo [[Carlo Tavecchio|Tavecchio]] e [[Massimo Ferrero|Viperetta]] credevate di avere visto tutto. Forse però non conoscevate [[Ezio Capuano|Eziolino Capoluogo Capuano]] [...]. Le polemiche sulla sua (inesistente) omofobia sono forzate, ma il personaggio semanticamente merita. [...] Scoprite ogni sua gemma su Youtube: la vostra vita non sarà più la stessa.<ref>Da un [https://www.facebook.com/andreascanzi74/posts/984752921541036 post], 6 novembre 2014.</ref> *[[Gianni Mura|Gianni]] era un talento puro. I suoi racconti dal tour de France resteranno vette rare, e non solo quelli. Aveva cuore, talento, ego, spigoli, genio e generosità. Molti lo definiranno una volta di più "l'unico erede di Brera", che peraltro adorava e aveva ben conosciuto, ma per me Mura era Mura: aveva il suo stile, la sua originalità, la sua musica, la sua utopia. Per chi ha amato la letteratura sportiva, e per chi ha creduto anche in tempi non sospetti che lo sport potesse essere epica, Gianni è stato un amico, un faro, un punto di riferimento. Un compagno di strada e di sogni. Oggi questo paese perde un grande uomo e un irripetibile scriva. Sono molto triste.<ref>Da un [https://www.facebook.com/andreascanzi74/posts/3438805559469081 post], 21 marzo 2020.</ref> *[[Oliviero Toscani]] era un fotografo sublime, un artista libero e un uomo meravigliosamente pazzo e divertente [...]. Non era mai banale e non risultava mai scontato, che sono poi due dei requisiti (rarissimi) degli irregolari autentici [...]. In tivù era un vulcano, e per questo stava ancora più sui coglioni al potere (di qualsiasi colore) e ai benpensanti (di questa fava). I suoi scatti resteranno in eterno, anche se a lui dell'eternità interessava meno di nulla. Quando ti fotografava non potevi fingere [...]. Più che fotografarti ti metteva a nudo. E il nudo non mente [...]. La sua scomparsa rende più soli e vuoti non il paese, ma parte del paese: quella più libera, quella più esigente, quella più talentuosa e matta. Oliviero adorava stare sulle palle a chi odiava [...].<ref>Da un ''[https://www.facebook.com/andreascanzi74/posts/pfbid0KdapDfneHfVm4usAF2iUjw1e3oKtRgXai46Dpco98xAiSUboxzuRjMEstpZhcrBkl?locale=it_IT post]'', 13 gennaio 2025.</ref> *Circense dichiarato e ostentato, [[Corentin Moutet|Moutet]] cerca sempre il colpo a effetto. Strafottente dentro e fuori dal campo (lo odiano quasi tutti, chiedere per conferma a Fognini e Bublik), provoca di continuo con dichiarazioni a {{sic|caxxo}} (che gli si ritorcono puntualmente contro). Gioca un tennis da tutto o niente, che può essere divertimento puro o vomito distillato. Non segue logiche ed ha una capacità di inventare colpi letteralmente assurdi. Gli esteti lo adorano, i bacchettoni lo infilzerebbero. Essendo un panda in un mondo di addomesticati, come per molti versi il nostro Bellucci, tendo molti più a difenderlo che non ad attaccarlo, perché un tennista – un giorno prima o poi lo capiranno tutti. – della sua vita e della sua carriera fa il gran {{sic|caxxo}} che vuole.<ref>Da un [https://www.facebook.com/andreascanzi74/posts/pfbid0xtGKFXXVtRAezXisaz89b5kzSYTvDny7mNLNvcvPxUW4UTAB25fF3pzuLfRECdyml post], 19 novembre 2025.</ref> ==''I cani lo sanno''== *Gli amanti dei [[gatto|gatti]] dicono che la qualità principale dei loro prediletti sia l'indipendenza. Sono proprietari senza proprietà, che lodano il sostanziale egoismo dei loro animali. Un gatto, garantiscono, è desiderabile in quanto fiero e altero. Interessato e distaccato. Più che amare l'uomo, lo sfrutta. Lo cerca quando ne ha bisogno.<br />In questo senso, il gattaro è un amante masochista. (cap. 10) *I [[cane|cani]] sono [[Diogene di Sinope]] senza bisogno di botti per sentirsi stoici. E di Diogene di Sinope, peraltro e non a caso, erano ispiratori. Secondo il filosofo greco, gli umani dovevano trarre insegnamento da loro. L'uomo, già allora, era ipocrita e artificiale. Il cane, no. Mangia quel che trova, dorme dove capita, caga quando gli gira. Non si interessa di filosofia astratta ed è immerso nel suo presente senza ansietà. Al contrario degli umani, riconosce sempre l'inganno e fiuta istintivamente la verità. (cap. 11) *Sono stato [[vegetarianismo|vegetariano]] due volte. La prima è durata dal 2001 al 2008. La seconda è adesso e non smetterà.<br />Era l'aprile del 2010. In aeroporto acquistai ''[[Jonathan Safran Foer#Se niente importa|Niente importa]]'' di [[Jonathan Safran Foer]]. Lo lessi tutto d'un fiato.<br />Safran Foer, da non vegetariano, fa una inchiesta sugli allevamenti industriali. Racconta in dettaglio come vengono ammazzati suini e bovini, tonni e polli. Si sofferma sulla vita a cui sono costrette le galline ovipare.<br />Fa menzione dettagliata del sadismo umano.<br />E poi racconta una delle nostre molte stranezze. Di come ci faremmo svenare per il nostro cane e di come non ci interessi nulla dell'olocausto quotidiano di animali non meno sensibili e intelligenti dei cani.<br />La domanda è: perché un maiale sì e un cane no? Perché riteniamo inaccettabili i coreani, che mangiano carne canina, e reputiamo normale crescere i figli con carne equina? Come è possibile commuoversi per un agnello visto alla tivù, o un piccolo cinghiale allo zoo, salvo poi mangiare voluttuosamente entrambi?<br />Lo so, tale dilemma ci porterebbe lontano. E molti di voi non condividono il mio approccio. Poche cose infastidiscono come i vegetariani convinti. Un po' perché sono pallosi e un po' perché toccano nervi scoperti: ci ricordano quanto siamo incongrui, ipocriti e sostanzialmente insensibili.<br />Non ho mai cercato di fare proseliti. Non parlo mai di questa scelta etica in pubblico. Però ne vado fiero. (cap. 27) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Andrea Scanzi, ''[https://books.google.it/books?id=uXXx6xMV-kgC&pg=PT0 I cani lo sanno. Elogio dello sguardo rasoterra]'', Feltrinelli, Milano, 2011. ISBN 978-88-07-49112-2 ==Film== *''[[Italiano medio (film)|Italiano medio]]'' (2015) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Scanzi, Andrea}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] hzsogz87ougm92f84rhnpzt723mnd1r Luciano Spalletti 0 65446 1410233 1410055 2026-04-12T13:32:20Z SirPsych0 33615 /* Citazioni di Luciano Spalletti */ 1410233 wikitext text/x-wiki [[File:Luciano Spalletti 2024.jpg|thumb|Luciano Spalletti nel 2024]] '''Luciano Spalletti''' (1959 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore italiano. ==Citazioni di Luciano Spalletti== {{cronologico}} *Sono d'accordo con Pelè, anche perché se ne intende più di me: è [[Francesco Totti|Totti]] il giocatore più forte al mondo. Dargli la palla è come metterla in banca, è lui l'allenatore di questa Roma.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Roma/Primo_Piano/2006/01_Gennaio/28/totti.shtml "Totti è il più forte al mondo"]'', ''gazzetta.it'', 28 gennaio 2006.</ref> *[...] avvicinare Francesco all'area di rigore è come mettere la volpe vicina al pollaio: trova sempre lo spazio per creare terrore. Totti fa gol, è bravo a mandare, a non dare punti di riferimento e quando calcia trova sempre i cantucci {{NDR|angoli in toscano}}. Io, poi, ho sempre valutato gli equilibri di squadra: lì è libero di fare quello che vuole, senza compiti di copertura.<ref group="fonte">Citato in Andrea Pugliese, ''[http://www.gazzetta.it/premium/plus/Calcio/Squadre/Roma/15-06-2012/totti-attaccante-volpe-pollaio-911540083964.shtml Spalletti: "Totti attaccante? Una volpe nel pollaio"]'', ''gazzetta.it'', 15 giugno 2012.</ref> *Ci sono questi giocatori che hanno un animaletto dentro: si chiama tigna. La Juventus ne ha qualcuno in più, ma [[Radja Nainggolan|Radja]] è uno di quelli: un giocatore normale non sarebbe sceso in campo. Chi non ha questo animaletto è più difficile da stimolare. È come un sassolino dentro le scarpe che ti fa male.<ref group="fonte">Dalle dichiarazioni a Sky Sport dopo la partita Roma-Juventus; citato in ''[http://gianlucadimarzio.com/it/roma-spalletti-nainggolan-ha-un-animaletto-dentro-si-chiama-tigna Roma, Spalletti: "Nainggolan? Ha un animaletto dentro: si chiama tigna"]'', ''gianlucadimarzio.com'', 14 maggio 2017.</ref> *[[Mauro Icardi|Icardi]] dentro l'area di rigore è un calciatore quasi impossibile, "serpentesco" direi guardando il nostro stemma.<ref group="fonte">Dalla conferenza stampa prima della partita Bologna – Inter; citato in ''[http://www.corrieredellosport.it/news/calcio/serie-a/inter/2017/09/18-30918323/spalletti_inter_non_distrarti_non_si_vive_di_rendita/ Spalletti: «Inter, non distrarti. Non si vive di rendita»]'', ''corrieredellosport.it'', 18 settembre 2017.</ref> *Il vero [[Leadership|leader]] sta bene in un gruppo. Non fa nulla di diverso dagli altri, ma quando c'è una situazione decisiva esce fuori e dice: "Questa la risolvo io".<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Inter/06-12-2017/inter-spalletti-mi-sento-come-se-fossi-divano-mezzo-tanti-interisti-24027873769.shtml Inter, Spalletti: "Mi sento sul divano di casa in mezzo a tanti interisti"]'', ''gazzetta.it'', 6 dicembre 2017.</ref> *{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Vedo molti dispiaciuti per questa prima sconfitta che tarda ad arrivare, come se pensassero che sia un incantesimo da spezzare per far tornare nuovamente il cigno un brutto anatroccolo... Sappiamo però che per adesso la fiaba è un'altra... È quella in cui sono tutti i gufi a diventare colombe. Bravi ragazzi, grande prova e fogne vuote anche questa settimana.<ref>Riferimento a una dichiarazione del giornalista di Sandro Pellò prima della partita Juventus-Inter: «Io sogno di asfaltarli, cancellarli dal pianeta, togliere loro ogni piccolo barlume, desiderio, speranza di essere una squadra normale. Devono stare nelle fogne dove sono stati negli ultimi anni, nei tombini nascosti al buio.» {{cfr}} ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/06-12-2017/su-juve-tv-interisti-fogne-polemica-poi-scuse-pello-24035406344.shtml Su Juve Tv: "Interisti nelle fogne". La polemica, poi le scuse]'', ''gazzetta.it'', 6 dicembre 2017.</ref><ref group="fonte">Da un [https://www.instagram.com/p/Bchn6PvFudD/?taken-by=lucianospalletti post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'' dopo la partita Juventus – Inter, 10 dicembre 2017.</ref> *Ci viene a mancare il supporto di essere convinti di avere determinate qualità o di avere la forza per reagire e non accettare mai quello che ti sta succedendo. Ho sempre detto che dipendiamo da noi stessi, bisogna andare a dar forza al nostro modo di pensare. Non ci dobbiamo fidare di quello che ci dicono, ma di quello che riusciamo a fare. Le certezze si ritrovano attraverso piccoli passettini in avanti giornalieri, in cui si creano obiettivi facili. Qualche volta bisogna anche vincere nel modo di fare e di preparare una cosa. Sentirsi vittoriosi, importanti, capaci di sviluppare un percorso.<ref group="fonte">Dalle dichiarazioni dopo la partita Inter – Crotone; citato in ''[http://www.fcinter1908.it/primo-piano/spalletti-sempre-detto-che-dipendiamo-da-noi-stessi-manca-convinzione-karamoh/ Spalletti: "Sempre detto che dipendiamo da noi stessi, manca convinzione. Karamoh..."]'', ''fcinter1908.it'', 3 febbraio 2018.</ref> *Chi lavora seriamente non ha il tempo di essere felice.<ref group="fonte">Dalla conferenza stampa dopo Udinese – Napoli, 4 maggio 2023; citato in ''[https://laragione.eu/life/sport/spalletti-e-il-napoli/ Spalletti: "Chi lavora seriamente non ha tempo per essere felice"]'', ''laragione.eu'', 5 maggio 2023.</ref> *[[Manuel Locatelli|Manuel]] ha buon piede, qualità difensive eccezionali, ma forse è un po' troppo conservativo per dove sta andando il suo ruolo.<ref group="fonte">Citato da ''[https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/sport/calcio/2024/05/31/euro24-spalletti-esclusione-bonaventura-e-locatelli-dispiace_16a04354-081e-4923-ba0b-849383a870f9.html Euro'24: Spalletti 'esclusione Bonaventura e Locatelli dispiace']'', ''ansa.it'', 31 maggio 2024.</ref> *Lo spessore e il livello [[Juventus Football Club|Juventus]] mette in condizione di sentire la pesantezza di quello che c'è dietro. [...] a vederla da fuori, sembra una bella cosa la Juve, con la sede e i campi, poi entri dentro ma ti sembra di non aver visto niente perché essere a quel livello così non è facile, alcuni lo subiscono.<ref group="fonte">Dall'intervista rilasciata a ''Sky Sport'' dopo la partita di campionato Cremonese-Juventus 1-2, 1º novembre 2025; citato in ''[https://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2025/11/01-144238626/spalletti_senza_filtri_la_storia_e_la_maglia_juve_ad_alcuni_pesa_koop_in_difesa_per_giocare_noi Spalletti senza filtri: "La storia e la maglia Juve ad alcuni pesa. Koop in difesa per giocare noi"]'', ''tuttosport.com''.</ref> *È una fortuna giocare la [[UEFA Champions League|Champions League]], è la suite del calcio, la lounge del calcio. Se il calcio fosse un Grand Hotel la Champions sarebbe la sua suite.<ref group="fonte">Dalla conferenza stampa prima della partita della UEFA Champions League 2025-2026 Juventus-Sporting Lisbona, 3 novembre 2025; citato in ''[https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/champions-league/2025/11/03-144286710/diretta_spalletti_champions_segui_la_conferenza_stampa_prima_di_juventus-sporting_lisbona Spalletti e Di Gregorio in conferenza stampa prima di Juventus-Sporting, rivivi la diretta]'', ''corriedellosport.it''.</ref> * [...] ogni giorno ci si confronta con questa storia, pure io mi dico: "ma davvero sono l'allenatore della Juventus?". Bisogna quindi essere disponibili a fare sempre di meglio, fino a che la matematica non ce lo vieta dobbiamo ambire a lottare per qualsiasi cosa. Lo slogan della Juventus dice "fino alla fine", io ci aggiungerei "oltre la fine".<ref group="fonte">Dalla conferenza stampa prima della partita della UEFA Champions League 2025-2026 Juventus-Sporting Lisbona, 3 novembre 2025; citato in Nicola Balice, ''[https://www.lastampa.it/sport/2025/11/03/news/la_carica_di_spalletti_ambire_a_lottare_per_qualsiasi_cosa_fino_alla_fine_aggiungerei_oltre-15380257/ La carica di Spalletti: "Ambire a lottare per qualsiasi cosa. Fino alla fine? Aggiungerei: oltre"]'', ''lastampa.it''.</ref> *Ogni partita di [[Jannik Sinner|Sinner]] è un pezzo di storia del tennis moderno e venire a vederlo è crearsi l'opportunità di dire "io c'ero". [...] Ogni volta vengo a vederlo, ci sono stato quasi sempre e l'ho visto fare sempre cose differenti, più futuristiche e più qualitative, anche all'interno dello stesso torneo.<ref group="fonte" name="sky">Dall'intervista a ''Sky Sport'' prima delle ''ATP Finals'' di Torino, 16 novembre 2025; citato in ''[https://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2025/11/16-144618857/spalletti_alle_finals_per_sinner_carezze_e_mazzate_ogni_volta_un_pezzo_di_storia Spalletti alle Finals per Sinner: "Carezze e mazzate. Ogni volta un pezzo di storia"]'', ''tuttosport.com''.</ref> *{{NDR|Sulla [[rivalità Alcaraz-Sinner]]}} [...] direi carezze e mazzate allo stesso tempo, durante la stessa partita. Anche questa è una sfida infinita, una sfida bellissima, perché poi loro sono molto amici ed è molto bello vederli insieme poi come si salutano e come giocano a tennis. Alcaraz è di un livello incredibile, ha una resistenza incredibile. Ma mi piace più Jannik [...]<ref group="fonte" name="sky"/> * [...] io sono stato poche volte a teatro, ma quando sono entrato qui dentro ho avuto quella sensazione lì. [...] è stato un po' come sentirsi al centro dell'attenzione dove tutti ti guardano, tutti ti ascoltano, tutti sono disponibili a vedere le scelte che farai e devo dire che poi c'è stata anche un po' d'emozione perché non riguarda solo entrare in uno stadio, entrare all'[[Juventus Stadium|Allianz]] è come entrare in una storia e questo un po' d'emozione te la crea. Poi se i tuoi musicisti [...] suonano bene e allora lo stadio apprezza e partecipa, diventa tutto più facile.<ref group="fonte">Dall'intervista di [[Carlo Pastore]] per il podcast ''Small Talk''; citato in ''[https://www.tuttojuve.com/primo-piano/spalletti-a-smart-talk-la-juventus-e-identita-il-rinnovo-responsabilita-importante-773971 Spalletti a Small Talk: "La Juventus è identità. Il rinnovo responsabilità importante"]'', ''tuttojuve.com'', 10 aprile 2026.</ref> ===Citazioni non datate=== *Ero scarso da giocatore e da allenatore, poi mi sono fatto il mazzo e mi è capitato di vincere contro squadre e allenatori più forti.<ref group="fonte">Citato in ''[https://www.ilpost.it/2024/06/19/spalletti-italia-europei-personaggio/ Luciano Spalletti, reazionario e rivoluzionario]'', ''ilpost.it'', 19 giugno 2024.</ref> *Uomini forti, destini forti. Uomini deboli, destini deboli. Non c'è altra strada.<ref group="fonte">Citato in Gennaro Arpaia, ''[https://www.ilmattino.it/sport/sscnapoli/spalletti_frasi_famose-5990609.html Spalletti, frasi famose tutte da ridere dal destino al prete di Frittole]'', ''ilmattino.it'', 19 maggio 2021.</ref> ==Interviste== *Io non sono nato in [[Toscana]], sono voluto nascere in Toscana. Infatti ho le gambe storte di chi fa solo sali e scendi e non può mai andare pari, su un terreno regolare. Guardi le mani. Anzi, no. Le tocchi proprio. Sono quelle di uno che ama stare nella campagna, potare le piante, dare da mangiare agli animali.<ref group="fonte">Da un'intervista a ''La Gazzetta dello Sport''; citato in ''[http://www.fcinter1908.it/copertina/spalletti-con-i-giocatori-saro-un-martello-voglio-appartenenza-i-tifosi-dellinter/ Spalletti: "Con i giocatori sarò un martello, voglio appartenenza. I tifosi dell'Inter..."]'', ''fcinter1908.it'', 24 giugno 2017.</ref> {{Int|''[https://www.corriere.it/sport/18_novembre_22/spalletti-inter-mio-castello-non-sara-carta-ma-mura-solide-7fec725a-edc6-11e8-be2f-fc429bf04a05.shtml Spalletti: «Vi spiego perché all'Inter sono molto meno aggressivo che a Roma»]''|Intervista di Guido De Carolis, ''corriere.it'', 22 novembre 2018.}} *Se non gestisci stress e pressioni non puoi [[Vittoria|vincere]], perché non gestirai neppure il successo. *[...] la grande [[intuizione]] è confinante con la [[follia]]. *In [[Toscana]] ti colpisce la natura rigogliosa, cresce sempre, noi siamo così: vogliamo sempre crescere. ==Citazioni su Luciano Spalletti== *Come allenatore niente da dire: un vincente. Ha riportato l'Inter in Champions e ha gettato le basi per il futuro, ma come uomo... lasciamo stare. Il peggior allenatore avuto in Italia in tal senso. [...] Spalletti viveva col terrore che qualcuno parlasse male di lui. Se ci fa caso sono pochi i calciatori ad aver avuto buoni rapporti con lui. [...] Litigammo per questioni di campo. Non ama chi gli si mette contro e ha opinioni diverse. ([[João Miranda]]) *Conoscendolo adesso da vicino devo dire che Spalletti mi sarebbe piaciuto averlo perché mi ci ritrovo tanto in certe sue considerazioni, in certi suoi pensieri e nel suo coraggio. A volte come dice lui "ha fatto casino", ma ha sempre dimostrato coraggio e di voler dare al gruppo la predominanza sul singolo. Questo è sinonimo di una persona che lotta per un'uguaglianza, che nel calcio non ci può mai essere fino in fondo perché ci sono i campioni e i meno campioni, come in tutti i lavori, ci sono gli architetti e gli operai. ([[Gianluigi Buffon]]) *Io parlo con la stampa perché sono obbligato. Spalletti parla prima della partita, parla durante l'intervallo e parla dopo la partita: è "primetime", è amico di tutti. Io non sono così. ([[José Mourinho]]) *Lui è un allenatore che vive nel futuro, un allenatore assolutamente progressista, però come uomo rientra perfettamente nel mondo rurale, bucolico, ci si integra benissimo, lì trova il suo senso della vita. ([[Giorgio Porrà]]) *Ti entra nella testa, ti arriva: a volte sa essere originale in ciò che ci dice, ma coglie sempre il punto [...]. {{NDR|«Passione, comunicazione e...»}} Cura del particolare, in ogni momento del lavoro: dal rinvio da fondo campo alla rimessa laterale al fischio di inizio. Vive di pallone ventiquattro ore al giorno, penso che veda migliaia di partite, il suo metodo è un metodo moderno di insegnare calcio. ([[Andrea Cambiaso]]) ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Spalletti, Luciano}} [[Categoria:Allenatori di calcio italiani]] [[Categoria:Calciatori italiani]] 550avnserwwbfiebqv9l0xifb0wzpp2 Juventus Stadium 0 67521 1410234 1410056 2026-04-12T13:35:06Z SirPsych0 33615 /* Citazioni */ 1410234 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Juventus v Real Madrid, Champions League, Stadium, Turin, 2013.jpg|thumb|Vista interna dello Juventus Stadium dalla curva Nord (2013)]] Citazioni sullo '''Juventus Stadium''', noto anche come '''Allianz Stadium''' per motivi di sponsorizzazione o più semplicemente come '''Stadium'''. ==Citazioni== *A Torino stavamo decidendo se costruire o no il nuovo stadio. Ho convinto tutti dicendo che secondo me un nuovo impianto, oltre alle ricadute economiche, avrebbe garantito anche dieci/dodici punti a campionato. E infatti è successo. ([[Gian Paolo Montali]]) *Acciaio scadente: nostalgia dell'Heysel.<ref>Striscione esposto dalla curva Nord (settore occupato da alcune frange della tifoseria organizzata dell'[[Internazionale Football Club|Inter]]) durante la partita Inter–Juventus del 30 ottobre 2011; lo striscione si riferisce a un'inchiesta della procura di Torino sulla costruzione dello Juventus Stadium – poi conclusasi con l'archiviazione –, e alla [[strage dell'Heysel]].</ref> ([[striscioni del calcio|striscione]]) *Come gli stadi inglesi? No, meglio. Molto meglio. Più comodo ed economico di Wembley, più bello e "atmosferico" di Stamford Bridge e ve lo dice una tifosa del Chelsea. Per certi versi mi ricorda l'Emirates Stadium, il più moderno degli impianti inglesi, ma che è costato molto di più. Dello stadio della Juventus mi ha colpito la visuale, perché anche in alto si riesce a vedere benissimo e questa è l'essenza del calcio. Fuori non è granché, ha un look vagamente Anni '70, ma dentro ha un impatto micidiale. E mi ha emozionato più durante la partita col Parma che nell'inaugurazione: rende al massimo con il calcio vero.<ref group="fonte">Citato in Guido Vaciago, ''L'inviata della Bbc: «Stadio? Oh yes»'', ''Tuttosport'', 12 settembre 2011, p. 5.</ref> (Emma Wallis<ref>Inviata della BBC.</ref>) *Complimenti per lo stadio. La [[Juventus Football Club|Juve]], come sem­pre, arriva prima degli altri. È un grande van­taggio, era ora di vedere un impianto decente anche in [[Italia]]. ([[Roberto Mancini]]) *{{NDR|Sullo Juventus Stadium prima della gara Milan-Juventus del 25 novembre 2012}} È molto più caldo e coinvolgente lo stadio bianconero che [[Stadio Giuseppe Meazza|San Siro]]. Il Meazza non ha lo stesso effetto perché è più grande e dispersivo: vabbé, quando ci arriva la Juventus sarà esaurito ma quando ci hanno giocato le mie squadre metà dei posti era vuoto. Invece a [[Torino]] è tutta un'altra cosa. Sentivo che squadra e pubblico erano come un'onda capace di travolgere tutti e tutto. ([[Davide Ballardini]]) *È sicuramente bellissimo. Uno stadio per il calcio, emozionante e perfetto per godersi la partita. Ho ritrovato il gusto di fare il tifoso, ma anche grazie alla squadra. ([[Giuseppe Furino]]) *È stata una cosa incredibile, non avevo mai provato un'emozione di questo tipo. Lo stadio poi è bellissimo e sentire così vicino quando si gioca dà una carica speciale. Anche nello stadio di Leverkusen gli spalti sono vicini al campo, ma la gente è meno "calda", quindi la sensazione che provo nel nostro nuovo stadio è davvero unica. ([[Arturo Vidal]]) [[File:20180406-JUVENTUS-ALLIANZ-STADIUM.jpg|thumb|Vista esterna (2018)]] *Ero stato in questo stadio da spettatore e l'atmosfera era speciale. Ma poi l'ho provata dal campo. Appena 40mila spettatori e ho subito pensato: "È incredibile". Quando chiudi gli occhi e assapori l'atmosfera pensi che è uno stadio da 100mila spettatori o più considerando l'entusiasmo dei tifosi. [...]. Il rumore, l'euforia, l'atmosfera nello stadio, è qualcosa di speciale. ([[Sami Khedira]]) *Ho invidiato perfino il vostro stadio. Sia chiaro: a me dà fastidio la sua stessa esistenza, mi dà fastidio anche solo passare sulla tangenziale di Torino e vedere le indicazioni per lo Juventus Stadium, basta il nome a farmi venire la gastroenterite. Ma siamo sinceri: come mi piacerebbe avere un Toro Stadium così... ([[Mario Giordano]]) *Il giorno dell'inaugurazione dello Juventus Stadium. Ho provato tante emozioni, tutte molto forti. Mi sono detto "ma in che società sto giocando". Sono riemersi pensieri che non mi toccavano da parecchio tempo. Ho risentito tutto l'orgoglio di far parte di un club con una storia unica, che fa tremare le gambe. Quella sera mi ha caricato a mille, è stata fondamentale a livello di motivazioni, è come se fossi tornato indietro nel tempo. ([[Gianluigi Buffon]]) *Io sono stato poche volte a teatro, ma quando sono entrato qui dentro ho avuto quella sensazione lì. [...] è stato un po' come sentirsi al centro dell'attenzione dove tutti ti guardano, tutti ti ascoltano, tutti sono disponibili a vedere le scelte che farai e devo dire che poi c'è stata anche un po' d'emozione perché non riguarda solo entrare in uno stadio, entrare all'Allianz è come entrare in una storia e questo un po' d'emozione te la crea. Poi se i tuoi musicisti [...] suonano bene e allora lo stadio apprezza e partecipa, diventa tutto più facile. ([[Luciano Spalletti]]) *La Juve è sempre stata un meraviglioso dipinto, e un meraviglioso dipinto ha bisogno di una cornice meravigliosa come questa ([[Alessandro Del Piero]]) *L'Allianz Stadium è coinvolgente, regala un senso d’appartenenza, è davvero la casa di noi tutti. E anche guardandolo in tv produce il desiderio di andarlo a vedere in prima persona. La forza della Juve di oggi è fatta anche di tutta questa passione. ([[Paolo Garimberti]]) *Lo Stadium è incredibile: non è più grande dell'Old Trafford, ma ti senti davvero a casa, come se niente ti potesse toccare. ([[Patrice Evra]]) *Lo Stadium [...] mi ricorda l'atmosfera che vivevo in [[Brasile]] o a [[Siviglia]]: i tifosi sono lì, proprio accanto a te, e vogliono la tua stessa cosa: questa, per noi {{NDR|della Juventus}}, è senza dubbio una forza in più. ([[Daniel Alves]]) *Nelle notti di Champions con 80.000 spettatori [[Stadio Giuseppe Meazza|San Siro]] è uno spettacolo. Ma per tifo, rimbombo ed effetto sonoro la nostra casa è molto simile: sono in 40.000 ma sembrano di più. ([[Andrea Pirlo]]) *Prima ancora dell'esordio, il primo grande momento della stagione 2011-12 è stata l'inaugurazione dello stadio: ho ancora i video e le foto, è stata una cosa fantastica. Uno spettacolo: noi giocatori eravamo in tribuna perché poi dovevamo giocare l'amichevole contro il Notts County e siamo rimasti incantati tutto il tempo a guardare. Da quella frase "Benvenuti a casa" a tutta la coreografia, passando per Del Piero e Boniperti sulla panchina: è stato più emozionante della prima gara nel nuovo stadio. [...] Era un'esperienza nuova, abituati com'eravamo a giocare in stadi in Italia che erano ben più vecchi. Con la gente affacciata sulla linea laterale invece è diverso: veramente senti la spinta che arriva dagli spalti. ([[Simone Pepe]]) *Se giochi anche solo una volta allo Juventus Stadium sai che sono solamente in 40.000, ma sembra che siano in 150.000. Sono una delle migliori tifoserie del mondo. ([[Sami Khedira]]) *Sono stato all'inaugurazione e sono rimasto impressionato. Chi cambia lo stadio cambia anche il suo pubblico. Da quando è stata rifatta l'Allianz Arena ad esempio c'è stato sempre il tutto esaurito perché la gente non è interessata soltanto alla partita ma anche all'impianto. Complimenti quindi ai dirigenti della Juve che da Antonio Giraudo in poi si sono adoperati per portare a compimento questo progetto. ([[Adriano Galliani]]) *{{NDR|Nel 2011}} Un modello e una svolta per il calcio italiano. ([[Carlo Ancelotti]]) ===Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive=== [[File:Allianz Stadium dal Colle della Maddalena.jpg|thumb|Vista aerea (2020)]] *{{NDR|Alla domanda: "Lo Juventus Stadium è costruito anche per punire chi sbaglia. Sta funzionando?"}} [...] da quando lo Juventus Stadium è entrato in funzione ci sono stati 79 Daspo di cui 24 con obbligo di firma e nell'ultimo campionato 51 denunciati e 12 arrestati. C'è un'attività di contrasto da parte delle forze dell'ordine estremamente significativa. Però a costo di essere noioso dico che il vero contrasto è riuscire a prevenire strutturalmente l'illegalità. Qualche anno fa era impossibile anche solo pensarlo. Adesso l'asticella della tolleranza si è abbassata e deve abbassarsi ancora.<ref group="fonte" name=massucci>Citato in ''[http://sport.panorama.it/calcio/Massucci-Viminale-Juventus_Stadium-Conte-cattivo-esempio Esclusivo - "Conte e Chiellini cattivi esempi, ma lo Juventus Stadium...."]'', ''panorama.it'', 30 gennaio 2013.</ref> (Roberto Massucci<ref name=mas>Responsabile dell'Osservatorio sulle manifestazioni sportive del Viminale.</ref>) *{{NDR|Alla domanda: "Dottor Massucci, è normale che lo Juventus Stadium sia lo stadio più multato d'Italia?"}} Il dato merita senza dubbio una riflessione, ma lo Juventus Stadium è e resta uno stadio sicuro, moderno, che risponde ai parametri condivisi a livello mondiale su come deve essere fatto uno stadio e su come devono starci gli spettatori. È però anche espressione di una situazione, che da qualche tempo come Osservatorio stiamo analizzando, legata al tema delle illegalità. Qualche anno fa avevamo l'emergenza violenza con incidenti, feriti, devastazioni, biglietti non pagati e altro...<ref group="fonte" name=massucci/> (Roberto Massucci<ref name=mas/>) *[...] un vero e proprio "laboratorio avanzato" verso un modello italiano di stadio moderno.<ref group="fonte">Citato in ''[//www.tuttosport.com/calcio/serie_a/2012/10/09-217760/Osservatorio%3A+Rafforzare+misure+per+Juve-Napoli Osservatorio: Rafforzare misure per Juve-Napoli]'', ''tuttosport.com'', 9 ottobre 2012.</ref> ==Note== ;Annotazioni <references /> ;Fonti <references group="fonte" /> ==Voci correlate== *[[J-Museum]] *[[Stadio delle Alpi]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante lo|preposizione=sullo}} {{Juventus FC}} [[Categoria:Architetture di Torino]] [[Categoria:Juventus F.C.]] [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] [[Categoria:Stadi di calcio d'Italia]] hrazakd6n5t2j5ntqpfjw3mbxbs5mas Domenica 0 70562 1410293 1408960 2026-04-12T18:23:05Z Udiki 86035 Doppione 1410293 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Anker Sonntagnachmittag 1861.jpg|thumb|''Domenica pomeriggio'' (A. Anker, 1861)]] Citazioni sulla '''domenica'''. *''Ah! Da quando [[Ayrton Senna|Senna]] non corre più... | Ah! Da quando [[Roberto Baggio|Baggio]] non gioca più... | Oh no, no! Da quando mi hai lasciato pure tu...| Non è più domenica!'' ([[Cesare Cremonini]]) *Anch'io ebbi il problema delle domeniche che in parte risolsi fotografando quelle degli altri: operai, piccoli impiegati e gli immigrati che scoprivano negli stabilimenti della Bovisa e di Baggio il fascino delle nuove cattedrali. E poi le coppie che passeggiavano al sole di Ripa Ticinese, quasi senza automobili, e nei prati divisi dalle rotaie della ferrovia, con lontane voci di giochi del calcio. ([[Paolo Monti]]) *Avete presente la sera della domenica, no? La conoscete quella sensazione di vuoto, quella piccola, latente frustrazione per un fine settimana passato troppo in fretta e troppo pieno di niente? Quell'immotivata malinconia, come se aveste dovuto incontrare una persona che non avete incontrato? Quella strana, sottile sofferenza, senza ragione, per qualcosa che sembra già finito prima di iniziare? Avete presente la sera della domenica? ([[Maurizio De Giovanni]]) *''Bisogna divertirsi, è domenica sera, | c'è da dimenticare la noia pesa e nera, | c'è da dimenticare la favola che fu...'' ([[Francesco Guccini]]) *''Che suono fa la domenica da te?'' ([[Zucchero Fornaciari]]) *Chi nasce di domenica sarà interamente buono o interamente cattivo, perché in quel giorno furono create la luce e l'oscurità. (''[[Talmud]]'') *Conoscevo solo l'esemplare domenicale di quell'uomo. ([[Stanisław Jerzy Lec]]) *''Diman tristezza e noia | recheran l'ore, ed al travaglio usato | ciascuno in suo pensier farà ritorno.'' ([[Giacomo Leopardi]]) *– Domenica del cazzo!<br />– Uno lavora tutta la settimana per aspetta' la domenica per divertirsi, e la domenica 'un vede l'ora di arrivare al lunedì per lavorare, Bella soddisfazione!<br />– E un altro si tira le seghe tutta la settimana tanto dice: "Domenica chiavo!", e invece arriva la domenica: Nisba! Tanto dice: "Domani gl'è lunedi... mi tiro una sega!" (''[[Berlinguer ti voglio bene]]'') *Domenica. Le cambiali in sosta, l'accertatore delle tasse alla partita. I creditori, fuori, nelle loro ville. Le amanti presso i mariti. Sfratti e sequestri, come tutto il resto, al lunedì. Benedetto giorno del Signore. ([[Marcello Marchesi]]) *''Domenica mattina, lode dell'alba. | C'è una sensazione di irrequietezza al mio fianco. | Le prime luci del giorno, domenica mattina. | Gli anni sprecati sono appena dietro di me.'' ([[The Velvet Underground]]) *''È domenica, è mattino, è inverno | Ho finito ieri il mio quadro. | Ma il cuore è molto triste. | Vedo gente che va in chiesa. | C'è chi è andato a caccia, | chi a pesca, ma la pioggia | cade, piano piano e dolcemente | mormora, che tutto è vano.'' ([[Giorgio de Chirico]]) *''E la domenica lenta rintoccava | nei ciottoli dei sacri ruscelli.'' ([[Dylan Thomas]]) *''E non sarà mai domenica | senza una frase poetica, | gridala tutta la notte, | tutta la notte.''<ref>Testo di Annalisa Scarrone, [[Davide Simonetta]] e [[Alessandro Raina]].</ref> ([[Annalisa (cantante)|Annalisa]]) *In una società dove non si santifica la domenica ogni cosa va in rivoluzione. ([[Giuseppe Marello]]) *La domenica è festiva ma non festosa. ([[Marcello Marchesi]]) *La domenica è in pericolo perché non rientra nel ritmo naturale della vita. Ciò che è naturale riesce ad affermarsi, ma la domenica affonda le proprie radici nella Rivelazione. ([[Romano Guardini]]) *La domenica pulisce tutta la ruggine della settimana. ([[Joseph Addison]]) *Le settimane finiscono sempre in una domenica. La domenica bisogna sedere sul canapè, con la fidanzata vicina. La fidanzata che vuole abitare a Mazarita in un appartamento con il gas, la luce e le finestre sul cimitero. ([[Fausta Cialente]]) *– Ma tu quando dormi?<br />– La domenica. (''[[Thank You for Smoking]]'') *Meno male che la domenica c'è la partita. Per me è come andare a messa. ([[Bruno Pesaola]]) *''Na dummeneca passa e n’ata vene, | e tutte ’o stesso e tutte tale e quale! | ’I<ref name=vi'>Vedi.</ref>quant’accunte<ref>Clienti.</ref>c’ ’o barbiere tene! | ’I<ref name=vi'/>quanta folla ’int’a dd’ ’o spezziale! || ’E tramme chine... ’E ccarruzzelle chiene... || Passano ’a princepala e ’o principale,<ref>'''O principale'', il titolare di una ditta, di un'azienda.</ref>| che vanno ’a messa e apparo apparo vanno. | Passa ’o cullegio... Duie carabiniere... | Na serva cu na guardia duganale, | ca s’alliscia ’o mustaccio<ref>Si liscia il baffo.</ref>e ca passanno, | se mmira ’int’ ’a vetrina d’ ’o barbiere. || Gente che vene e va senza penziere, | sott’all’arbere ’ncopp’ ’o marciappiere... | (E st’arbere ’e [[Via Foria|Furia]] c’ogne anno, ogne anno, | chiù s’acalano<ref name=china>Si piegano, si chinano.</ref>’ncopp’ ’o marciappiere, | ma chiù verde e chiù morbede se fanno...) || ’E tramme chine... ’E ccarruzzelle chiene...|| Chiù giovene esce 'accunto<ref>Il cliente.</ref>d' 'o barbiere... | Chiù cresce ’a folla ’int’add' ’o spezziale! | E comme addora ’sta pasticciaria! || Na dummeneca passa e n’ata vene, | e tutte ’o stesso e tutte tale e quale | pe’ me... che guardo l’arbere ’e Furia! | Chist’arbere ’e Furia c’ogne anno, ogne anno, | chiù s’abboccano<ref name=china/>’ncopp’ ’o marciappiere, | cchiù verde e malinconeche se fanno!'' ([[Rocco Galdieri]]) *«Niente fretta. Niente fretta, – dicevo. – La domenica vien dopo sei giorni. E è per questo che la chiamano festa.» ([[Silvio D'Arzo]]) *Non mi sono mai ammalato in un giorno di lavoro. C'era la domenica per questo. ([[Marcello Marchesi]]) *Non sento più il suono della domenica. Non ci sono più i vecchietti nelle piazze la domenica o le tavole apparecchiate. La domenica è diventato un giorno come un altro. ([[Zucchero Fornaciari]]) *Non v'è sabato senza sole, non v'è donna senza amore, né domenica senza sapore. ([[Proverbi toscani|proverbio toscano]]) **Ogni maledetta domenica si vince o si perde, resta da vedere se si vince o si perde da uomini. (''[[Ogni maledetta domenica - Any Given Sunday]]'') *''Perché, perché | la domenica mi lasci sempre sola | per andare a vedere la partita | di pallone.'' ([[Rita Pavone]]) *Quando mi viene a svegliare la domenica mattina col bicchiere di caffè, sento la puzza di lacca mentre si china su di me. Lacca e caffè mescolati: mi è diventato un po' l'odore della domenica. ([[Paola Mastrocola]]) *Quando un giorno che sapete essere mercoledì comincia subito a sembrarvi domenica, vuol dire che da qualche parte c'è qualcosa che proprio non funziona. ([[John Wyndham]]) *Se volete che il mondo intero venga a bussare alla vostra porta, provate a fare un pisolino la domenica pomeriggio. ([[Sam Ewing]]) *''Tedio domenicale: quanta droga consuma. | Tedio domenicale: quanti amori frantuma''. ([[CCCP Fedeli alla linea]]) *Tra noi e il mare vi era lo spazio della strada. L'odore salino era dovunque. Inebriava. Sul castello avevano innalzato una bandiera in onore di chi sa chi. All'improvviso un formidabile rombo assordò ogni cosa. Era un piccolo aereo a bassa quota. Lanciava manifestini pubblicitari. Non era stata mai tanto domenica. Arrivavano e partivano macchine, giovanotti e ragazze, gente bene, ilare, donne sigillate da abiti perfetti. Restandone al di fuori effettivamente «gli altri» si potevano considerare salvi e felici. Non si vedevano i trucchi, gl'imbrogli, i dolori, le cattiverie. Una domenica di primavera con l'odore salino o con quello di noce moscata che giungeva a ondate dal forno dei dolci del bar. ([[Domenico Rea]]) *''Vorrei una domenica pomeriggio | per ogni lunedì che non ho saputo iniziare.'' ([[Lo Stato Sociale]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{Giorni della settimana}} [[Categoria:Giorni della settimana]] 0bqh3kl0or8dod6gjir69t7qpahs4y4 Numeri (Bibbia) 0 91236 1410370 1344272 2026-04-13T07:43:54Z Spinoziano 2297 +1 1410370 wikitext text/x-wiki {{Template:Antico Testamento}} '''''Libro dei Numeri''''', testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana. ==[[Incipit]]== Il Signore parlò a [[Mosè]], nel deserto del Sinai, nella tenda del convegno, il primo giorno del secondo mese, il secondo anno dell'uscita dal paese d'Egitto, e disse: "Fate il censimento di tutta la comunità degli Israeliti, secondo le loro famiglie, secondo il casato dei loro padri, contando i nomi di tutti i maschi, testa per testa, dall'età di venti anni in su, quanti in Israele possono andare in guerra; tu e [[Aronne]] ne farete il censimento, schiera per schiera. A voi si associerà un uomo per ciascuna tribù, un uomo che sia capo del casato dei suoi padri". ==Citazioni== *Della tribù di [[Levi (tribù)|Levi]] non farai il censimento e non unirai la somma a quella degli Israeliti; ma incarica tu stesso i [[leviti]] del servizio della [[Tabernacolo (ebraismo)|Dimora]] della testimonianza, di tutti i suoi accessori e di quanto le appartiene. (1, 49 – 50) *Quando la Dimora dovrà partire, i leviti la smonteranno; quando la Dimora dovrà accamparsi in qualche luogo, i leviti la erigeranno; ogni estraneo che si avvicinerà sarà messo a morte. Gli Israeliti pianteranno le tende ognuno nel suo campo, ognuno vicino alla sua insegna, secondo le loro schiere. Ma i leviti pianteranno le tende attorno alla Dimora della testimonianza; così la mia ira non si accenderà contro la comunità degli Israeliti. I leviti avranno la cura della Dimora. (1, 51 – 53) *Quando Aronne e i suoi figli avranno finito di coprire il santuario e tutti gli arredi del santuario, al momento di muovere il campo, i [[Keatiti|figli di Keat]] verranno per trasportare quelle cose; ma non toccheranno le cose sante, perché non muoiano. Questo è l'incarico dei figli di Keat nella tenda del convegno. [[Eleazaro (figlio di Aronne)|Eleazaro]], figlio del sacerdote Aronne, avrà la sorveglianza dell'olio per il candelabro, del profumo aromatico dell'offerta perenne e dell'olio dell'unzione e la sorveglianza di tutta la Dimora e di quanto contiene, del santuario e dei suoi arredi. (4, 15 – 16) *Badate che la tribù delle famiglie dei [[Keatiti]] non venga eliminata dai leviti; ma fate questo per loro, perché vivano e non muoiano quando si accostano al luogo santissimo: Aronne e i suoi figli vengano e assegnino a ciascuno di essi il proprio servizio e il proprio incarico. Non entrino essi a guardare neanche per un istante le cose sante, perché morirebbero. (4, 18 – 20) *Questo è il servizio delle famiglie dei [[Ghersoniti]], quel che dovranno fare e quello che dovranno portare. Essi porteranno i teli della Dimora e la tenda del convegno, la sua copertura, la copertura di pelli di tasso che vi è sopra e la cortina all'ingresso della tenda del convegno; i tendaggi del recinto con la cortina all'ingresso del recinto, i tendaggi che stanno intorno alla Dimora e all'altare; le loro corde e tutti gli arredi necessari al loro impianto; faranno tutto il servizio che si riferisce a queste cose. Tutto il servizio dei figli dei Ghersoniti sarà sotto gli ordini di Aronne e dei suoi figli per quanto dovranno portare e per quanto dovranno fare; voi affiderete alla loro custodia quanto dovranno portare. Tale è il servizio delle famiglie dei figli dei Ghersoniti nella tenda del convegno; la loro sorveglianza sarà affidata a [[Itamar (Bibbia)|Itamar]], figlio del sacerdote Aronne. (4, 24 – 28) *Ciò è quanto è affidato alla loro custodia {{NDR|dei [[Merariti]]}} e quello che dovranno portare come loro servizio nella tenda del convegno: le assi della Dimora, le sue stanghe, le sue colonne, le sue basi, le colonne che sono intorno al recinto, le loro basi, i loro picchetti, le loro corde, tutti i loro arredi e tutto il loro impianto. [...] Tale è il servizio delle famiglie dei figli di Merari, tutto il loro servizio nella tenda del convegno, sotto gli ordini di Itamar, figlio del sacerdote Aronne. (4, 31 – 33) *Poi il sacerdote prenderà acqua santa in un vaso di terra; prenderà anche polvere che è sul pavimento della Dimora e la metterà nell'acqua. Il sacerdote farà quindi stare la donna davanti al Signore, le scoprirà il capo e porrà nelle mani di lei l'oblazione commemorativa, che è l'oblazione di gelosia, mentre il sacerdote avrà in mano l'[[Prova dell'acqua amara|acqua amara]] che porta maledizione. Il sacerdote farà giurare quella donna e le dirà: Se nessun uomo ha avuto rapporti disonesti con te e se non ti sei traviata per contaminarti ricevendo un altro invece di tuo marito, quest'acqua amara, che porta maledizione, non ti faccia danno! Ma se ti sei traviata ricevendo un altro invece di tuo marito e ti sei contaminata e un uomo che non è tuo marito ha avuto rapporti disonesti con te... Allora il sacerdote farà giurare alla donna con un'imprecazione; poi dirà alla donna: Il Signore faccia di te un oggetto di maledizione e di imprecazione in mezzo al tuo popolo, facendoti avvizzire i fianchi e gonfiare il ventre; quest'acqua che porta maledizione ti entri nelle viscere per farti gonfiare il ventre e avvizzire i fianchi! (5, 17 – 22) *Farà bere alla donna quell'acqua amara che porta maledizione e l'acqua che porta maledizione entrerà in lei per produrle amarezza; il sacerdote prenderà dalle mani della donna l'oblazione di gelosia, agiterà l'oblazione davanti al Signore e l'offrirà sull'altare; il sacerdote prenderà una manciata di quell'oblazione come memoriale di lei e la brucerà sull'altare; poi farà bere l'acqua alla donna. Quando le avrà fatto bere l'acqua, se essa si è contaminata e ha commesso un'infedeltà contro il marito, l'acqua che porta maledizione entrerà in lei per produrre amarezza; il ventre le si gonfierà e i suoi fianchi avvizziranno e quella donna diventerà un oggetto di maledizione in mezzo al suo popolo. Ma se la donna non si è contaminata ed è pura, sarà riconosciuta innocente e avrà figli. (5, 24 – 28) *Quando un uomo o una donna farà un voto speciale, il voto di [[nazireato]], per consacrarsi al Signore, si asterrà dal vino e dalle bevande inebrianti; non berrà aceto fatto di vino né aceto fatto di bevanda inebriante; non berrà liquori tratti dall'uva e non mangerà uva, né fresca né secca. Per tutto il tempo del suo nazireato non mangerà alcun prodotto della vigna, dai chicchi acerbi alle vinacce. Per tutto il tempo del suo voto di nazireato il rasoio non passerà sul suo capo; finché non siano compiuti i giorni per i quali si è consacrato al Signore, sarà santo; si lascerà crescere la capigliatura. Per tutto il tempo in cui rimane consacrato al Signore, non si avvicinerà a un cadavere [...]. (6, 2 – 6) *Il Signore aggiunse a Mosè: "Parla ad Aronne e ai suoi figli e riferisci loro: Voi benedirete così gli Israeliti; direte loro: ''Ti benedica il Signore e ti protegga. | Il Signore faccia brillare il suo volto su di te | e ti sia propizio. | Il Signore rivolga su di te il suo volto | e ti conceda pace''". (6, 22 – 26) *Quando Mosè entrava nella [[Tabernacolo (ebraismo)|tenda del convegno]] per parlare con il Signore, udiva la voce che gli parlava dall'alto del coperchio che è sull'[[Arca dell'Alleanza|arca della testimonianza]] fra i due cherubini; il Signore gli parlava. (7, 89) *Aronne fece così: collocò le lampade in modo che facessero luce davanti al [[Menorah|candelabro]], come il Signore aveva ordinato a Mosè. Ora il candelabro aveva questa fattura: era d'oro lavorato a martello, dal suo fusto alle sue corolle era un solo lavoro a martello. Mosè aveva fatto il candelabro secondo la figura che il Signore gli aveva mostrato. (8, 3 – 4) *Farai stare i [[leviti]] davanti ad Aronne e davanti ai suoi figli e li presenterai come un'offerta da farsi con il rito di agitazione in onore del Signore. Così separerai i leviti dagli Israeliti e i leviti saranno miei. Dopo, i leviti verranno a fare il servizio nella tenda del convegno; tu li purificherai e li presenterai come un'offerta fatta con la rituale agitazione; poiché mi sono tutti dediti tra gli Israeliti, io li ho presi con me, invece di quanti nascono per primi dalla madre, invece dei primogeniti di tutti gli Israeliti. Poiché tutti i primogeniti degli Israeliti, tanto degli uomini quanto del bestiame, sono miei; io me li sono consacrati il giorno in cui percossi tutti i primogeniti nel paese d'Egitto. Ho preso i leviti invece di tutti i primogeniti degli Israeliti. Ho dato in dono ad Aronne e ai suoi figli i leviti tra gli Israeliti, perché facciano il servizio degli Israeliti nella tenda del convegno e perché compiano il rito espiatorio per gli Israeliti, perché nessun flagello colpisca gli Israeliti, qualora gli Israeliti si accostino al santuario. (8, 13 – 19) *Nel giorno in cui la Dimora fu eretta, la nube coprì la Dimora, ossia la tenda della testimonianza; alla sera essa aveva sulla Dimora l'aspetto di un fuoco che durava fino alla mattina. Così avveniva sempre: la nube copriva la Dimora e di notte aveva l'aspetto del fuoco. Tutte le volte che la nube si alzava sopra la tenda, gli Israeliti si mettevano in cammino; dove la nuvola si fermava, in quel luogo gli Israeliti si accampavano. Gli Israeliti si mettevano in cammino per ordine del Signore e per ordine del Signore si accampavano; rimanevano accampati finché la nube restava sulla Dimora. (9, 15 – 18) *Quando nel vostro paese andrete in guerra contro il nemico che vi attaccherà, suonerete le [[Tromba|trombe]] con squilli di acclamazione e sarete ricordati davanti al Signore vostro Dio e sarete liberati dai vostri nemici. Così anche nei vostri giorni di gioia, nelle vostre solennità e al principio dei vostri mesi, suonerete le trombe quando offrirete olocausti e sacrifici di comunione; esse vi ricorderanno davanti al vostro Dio. (10, 9 – 10) *Così partirono dal monte del Signore e fecero tre giornate di cammino; l'[[Arca dell'Alleanza|arca dell'alleanza]] del Signore li precedeva durante le tre giornate di cammino, per cercare loro un luogo di sosta. La nube del Signore era sopra di loro durante il giorno da quando erano partiti. Quando l'arca partiva, Mosè diceva: "''Sorgi, Signore, | e siano dispersi i tuoi nemici | e fuggano da te coloro che ti odiano''". Quando si posava, diceva: "''Torna, Signore, | alle miriadi di migliaia di Israele''". (10, 33 – 36) *Ora il popolo cominciò a lamentarsi malamente agli orecchi del Signore. Li udì il Signore e il suo sdegno si accese e il fuoco del Signore divampò in mezzo a loro e divorò l'estremità dell'accampamento. Il popolo gridò a Mosè; Mosè pregò il Signore e il fuoco si spense. Quel luogo fu chiamato [[Tabera]], perché il fuoco del Signore era divampato in mezzo a loro. (11, 1 – 3) *Ora la [[Manna (Bibbia)|manna]] era simile al seme del coriandolo e aveva l'aspetto della resina odorosa. Il popolo andava attorno a raccoglierla; poi la riduceva in farina con la macina o la pestava nel mortaio, la faceva cuocere nelle pentole o ne faceva focacce; aveva il sapore di pasta all'olio. Quando di notte cadeva la rugiada sul campo, cadeva anche la manna. (11, 7 – 9) *Perché hai trattato così male il tuo servo? Perché non ho trovato grazia ai tuoi occhi, tanto che tu mi hai messo addosso il carico di tutto questo popolo? L'ho forse concepito io tutto questo popolo? O l'ho forse messo al mondo io perché tu mi dica: Pòrtatelo in grembo, come la balia porta il bambino lattante, fino al paese che tu hai promesso con giuramento ai suoi padri? Da dove prenderei la carne da dare a tutto questo popolo? Perché si lamenta dietro a me, dicendo: Dacci da mangiare carne! Io non posso da solo portare il peso di tutto questo popolo; è un peso troppo grave per me. Se mi devi trattare così, fammi morire piuttosto, fammi morire, se ho trovato grazia ai tuoi occhi; io non veda più la mia sventura! ([[Mosè]]: 11, 11 – 15) *Ebbene il Signore vi darà [[carne]] e voi ne mangerete. Ne mangerete non per un giorno, non per due giorni, non per cinque giorni, non per dieci giorni, non per venti giorni, ma per un mese intero, finché vi esca dalle narici e vi venga a noia, perché avete respinto il Signore che è in mezzo a voi e avete pianto davanti a lui, dicendo: Perché siamo usciti dall'Egitto? (11, 18 – 20) *Intanto, due uomini, uno chiamato [[Eldad e Medad|Eldad]] e l'altro [[Eldad e Medad|Medad]], erano rimasti nell'accampamento e lo spirito si posò su di essi; erano fra gli iscritti ma non erano usciti per andare alla tenda; si misero a profetizzare nell'accampamento. Un giovane corse a riferire la cosa a Mosè e disse: "Eldad e Medad profetizzano nell'accampamento". Allora Giosuè, figlio di Nun, che dalla sua giovinezza era al servizio di Mosè, disse: "Mosè, signor mio, impediscili!". Ma Mosè gli rispose: "Sei tu geloso per me? Fossero tutti [[Profeta|profeti]] nel popolo del Signore e volesse il Signore dare loro il suo spirito!". (11, 26 – 29) *Intanto si era alzato un vento, per ordine del Signore, e portò [[quaglia|quaglie]] dalla parte del mare e le fece cadere presso l'accampamento sulla distesa di circa una giornata di cammino da un lato e una giornata di cammino dall'altro, intorno all'accampamento e a un'altezza di circa due cubiti sulla superficie del suolo. Il popolo si alzò e tutto quel giorno e tutta la notte e tutto il giorno dopo raccolse le quaglie. Chi ne raccolse meno ne ebbe dieci homer; le distesero intorno all'accampamento. Avevano ancora la carne fra i denti e non l'avevano ancora masticata, quando lo sdegno del Signore si accese contro il popolo e il Signore percosse il popolo con una gravissima piaga. Quel luogo fu chiamato [[Kibrot-Taava]], perché qui fu sepolta la gente che si era lasciata dominare dalla [[Gola (ingordigia)|ingordigia]]. (11, 31 – 34) *[[Miriam (Esodo)|Maria]] e Aronne parlarono contro Mosè a causa della [[Sefora|donna etiope]] che aveva sposata; infatti aveva sposato una Etiope. Dissero: "Il Signore ha forse parlato soltanto per mezzo di Mosè? Non ha parlato anche per mezzo nostro?". Il Signore udì. Ora Mosè era molto più mansueto di ogni uomo che è sulla terra. [...] Il Signore disse: "''Ascoltate le mie parole! | Se ci sarà un vostro profeta, io, il Signore, | in visione a lui mi rivelerò, | in sogno parlerò con lui. | Non così per il mio servo Mosè: | egli è l'uomo di fiducia in tutta la mia casa. | Bocca a bocca parlo con lui, | in visione e non con enigmi | ed egli guarda l'immagine del Signore. | Perché non avete temuto | di parlare contro il mio servo Mosè?''". L'ira del Signore si accese [...] ed ecco Maria era lebbrosa, bianca come neve; Aronne guardò Maria ed ecco era lebbrosa. [...] Mosè gridò al Signore: "Guariscila, Dio!". Il Signore rispose a Mosè: "Se suo padre le avesse sputato in viso, non ne porterebbe essa vergogna per sette giorni? Stia dunque isolata fuori dell'accampamento sette giorni; poi vi sarà di nuovo ammessa". Maria dunque rimase isolata, fuori dell'accampamento sette giorni; il popolo non riprese il cammino, finché Maria non fu riammessa nell'accampamento. (12, 1 – 15) *Giunsero fino alla valle di [[Escol]], dove tagliarono un tralcio con un grappolo d'uva, che portarono in due con una stanga, e presero anche melagrane e fichi. Quel luogo fu chiamato valle di Escol a causa del grappolo d'uva che gli Israeliti vi tagliarono. (13, 23 – 24) *[[Caleb]] calmò il popolo che mormorava contro Mosè e disse: "Andiamo presto e conquistiamo il paese, perché certo possiamo riuscirvi". Ma gli uomini che vi erano andati con lui dissero: "Noi non saremo capaci di andare contro questo popolo, perché è più forte di noi". Screditarono presso gli Israeliti il paese che avevano esplorato, dicendo: "Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo è un paese che divora i suoi abitanti; tutta la gente che vi abbiamo notata è gente di alta statura; vi abbiamo visto i giganti, [[Anakiti|figli di Anak]], della razza dei giganti, di fronte ai quali ci sembrava di essere come locuste e così dovevamo sembrare a loro". (13, 30 – 33) *Ora se fai perire questo popolo come un solo uomo, le nazioni che hanno udito la tua fama, diranno: Siccome il Signore non è stato in grado di far entrare questo popolo nel paese che aveva giurato di dargli, li ha ammazzati nel deserto. Ora si mostri grande la potenza del mio Signore, perché tu hai detto: Il Signore è lento all'ira e grande in bontà, perdona la colpa e la ribellione, ma non lascia senza punizione; castiga la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione. Perdona l'iniquità di questo popolo, secondo la grandezza della tua bontà, così come hai perdonato a questo popolo dall'Egitto fin qui. (Mosè: 14, 15 – 19) *Il Signore disse: "Io perdono come tu hai chiesto; ma, per la mia vita, com'è vero che tutta la terra sarà piena della [[Gloria di Dio|gloria del Signore]], tutti quegli uomini che hanno visto la mia gloria e i prodigi compiuti da me in Egitto e nel deserto e tuttavia mi hanno messo alla prova già dieci volte e non hanno obbedito alla mia voce, certo non vedranno il paese che ho giurato di dare ai loro padri. Nessuno di quelli che mi hanno disprezzato lo vedrà; ma il mio servo [[Caleb]] che è stato animato da un altro spirito e mi ha seguito fedelmente io lo introdurrò nel paese dove è andato; la sua stirpe lo possiederà". (14, 20 – 24) *Mentre gli Israeliti erano nel deserto, trovarono un uomo che raccoglieva legna in giorno di sabato. Quelli che l'avevano trovato a raccogliere legna, lo condussero a Mosè, ad Aronne e a tutta la comunità. Lo misero sotto sorveglianza, perché non era stato ancora stabilito che cosa gli si dovesse fare. Il Signore disse a Mosè: "Quell'uomo deve essere messo a morte; tutta la comunità lo [[lapidazione|lapiderà]] fuori dell'accampamento". Tutta la comunità lo condusse fuori dell'accampamento e lo lapidò; quegli morì secondo il comando che il Signore aveva dato a Mosè. (15, 32 – 36) *Il Signore aggiunse a Mosè: "Parla agli Israeliti e ordina loro che si facciano, di generazione in generazione, [[Fiocco|fiocchi]] agli angoli delle loro vesti e che mettano al fiocco di ogni angolo un cordone di porpora viola. Avrete tali fiocchi e, quando li guarderete, vi ricorderete di tutti i comandi del Signore per metterli in pratica; non andrete vagando dietro il vostro cuore e i vostri occhi, seguendo i quali vi prostituite". (15, 37 – 39) [[File:040.The Death of Korah, Dathan, and Abiram.jpg|thumb|''Morte di Core, Datan e Abiram'' ([[Gustave Doré]], 1866)]] *[[Core (Bibbia)|Core]] [...] e [[Dathan|Datan]] e [[Abiram]] [...] insorsero contro Mosè, con duecentocinquanta uomini tra gli Israeliti, capi della comunità, membri del consiglio, uomini stimati; radunatisi contro Mosè e contro Aronne, dissero loro: "Basta! Tutta la comunità, tutti sono santi e il Signore è in mezzo a loro; perché dunque vi innalzate sopra l'assemblea del Signore?". (16, 1 – 3) *Mosè disse poi a Core: "Ora ascoltate, figli di Levi! È forse poco per voi che il Dio d'Israele vi abbia segregati dalla comunità d'Israele e vi abbia fatti avvicinare a sé per prestare servizio nella Dimora del Signore e per tenervi davanti alla comunità, esercitando per essa il vostro ministero? Egli vi ha fatti avvicinare a sé, te e tutti i tuoi fratelli figli di Levi con te e ora pretendete anche il sacerdozio? Per questo tu e tutta la gente che è con te siete convenuti contro il Signore!". (16, 8 – 11) *Poi Mosè mandò a chiamare Datan e Abiram, figli di Eliab; ma essi dissero: "Noi non verremo. È forse poco per te l'averci fatti partire da un paese dove scorre latte e miele per farci morire nel deserto, perché tu voglia fare il nostro capo e dominare su di noi? Non ci hai davvero condotti in un paese dove scorre latte e miele, né ci hai dato il possesso di campi e di vigne! Credi tu di poter privare degli occhi questa gente? Noi non verremo". (16, 12 – 14) *Core convocò tutta la comunità presso Mosè e Aronne all'ingresso della tenda del convegno; la gloria del Signore apparve a tutta la comunità. Il Signore disse a Mosè e ad Aronne: "Allontanatevi da questa comunità e io li consumerò in un istante". Ma essi, prostratisi con la faccia a terra, dissero: "Dio, Dio degli spiriti di ogni essere vivente! Un uomo solo ha peccato e ti vorresti adirare contro tutta la comunità?". Il Signore disse a Mosè: "Parla alla comunità e ordinale: Ritiratevi dalle vicinanze della dimora di Core, Datan e Abiram". (16, 19 – 24) *Mosè si alzò e andò da Datan e da Abiram; gli anziani di Israele lo seguirono. Egli disse alla comunità: "Allontanatevi dalle tende di questi uomini empi e non toccate nulla di ciò che è loro, perché non periate a causa di tutti i loro peccati". Così quelli si ritirarono dal luogo dove stavano Core, Datan e Abiram. [...] Mosè disse: "[...] se la terra spalanca la bocca e li ingoia con quanto appartiene loro e se essi scendono vivi agli inferi, allora saprete che questi uomini hanno disprezzato il Signore". Come egli ebbe finito di pronunciare tutte queste parole, il suolo si profondò sotto i loro piedi, la terra spalancò la bocca e li inghiottì: essi e le loro famiglie, con tutta la gente che apparteneva a Core e tutta la loro roba. (16, 25 – 32) *Il sacerdote [[Eleazaro (figlio di Aronne)|Eleazaro]] prese gli incensieri di rame presentati dagli uomini che erano stati arsi; furono ridotti in lamine per rivestirne l'altare, perché servano da memoriale agli Israeliti: nessun estraneo che non sia della discendenza di Aronne si accosti a bruciare incenso davanti al Signore e abbia la sorte di Core e di quelli che erano con lui. (17, 4 – 5) *Mosè parlò agli Israeliti e tutti i loro capi gli diedero un bastone ciascuno, secondo i loro casati paterni, cioè dodici bastoni; il bastone di Aronne era in mezzo ai loro bastoni. Mosè ripose quei bastoni davanti al Signore nella tenda della testimonianza. Il giorno dopo, Mosè entrò nella tenda della testimonianza ed ecco il bastone di Aronne per il casato di Levi era fiorito: aveva prodotto germogli, aveva fatto sbocciare fiori e maturato mandorle. (17, 21 – 23) *Queste sono le acque di [[Meriba|Mèriba]], dove gli Israeliti contesero con il Signore e dove Egli si dimostrò santo in mezzo a loro. (20, 13) *Mosè mandò da [[Kades]] messaggeri al re di [[Edomiti|Edom]] per dirgli: "Dice Israele tuo fratello: Tu sai tutte le tribolazioni che ci sono avvenute [...]; eccoci ora in Kades, che è città ai tuoi estremi confini. Permettici di passare per il tuo paese; non passeremo né per campi, né per vigne e non berremo l'acqua dei pozzi; seguiremo la via Regia, senza deviare né a destra né a sinistra, finché avremo oltrepassati i tuoi confini". Ma Edom gli rispose: "Tu non passerai sul mio territorio; altrimenti uscirò contro di te con la spada". (20, 14 – 18) *Il Signore disse a Mosè e ad Aronne al [[monte Cor]], sui confini del paese di Edom: "Aronne sta per essere riunito ai suoi antenati e non entrerà nel paese che ho dato agli Israeliti, perché siete stati ribelli al mio comandamento alle acque di Mèriba. Prendi Aronne e suo figlio [[Eleazaro (figlio di Aronne)|Eleazaro]] e falli salire sul monte Cor. Spoglia Aronne delle sue vesti e falle indossare a suo figlio Eleazaro; in quel luogo Aronne sarà riunito ai suoi antenati e morirà". Mosè fece come il Signore aveva ordinato ed essi salirono sul monte Cor, in vista di tutta la comunità. Mosè spogliò Aronne delle sue vesti e le fece indossare a Eleazaro suo figlio; Aronne morì in quel luogo sulla cima del monte. Poi Mosè ed Eleazaro scesero dal monte. (20, 23 – 28) *Il re cananeo di Arad, che abitava il Negheb, appena seppe che Israele veniva per la via di Atarim, attaccò battaglia contro Israele e fece alcuni prigionieri. Allora Israele fece un voto al Signore e disse: "Se tu mi metti nelle mani questo popolo, le loro città saranno da me votate allo sterminio". Il Signore ascoltò la voce di Israele e gli mise nelle mani i Cananei; Israele votò allo sterminio i Cananei e le loro città e quel luogo fu chiamato [[Corma]]. (21, 1 – 3) *Il popolo disse contro Dio e contro Mosè: "Perché ci avete fatti uscire dall'Egitto per farci morire in questo deserto? Perché qui non c'è né pane né acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero". Allora il Signore mandò fra il popolo [[serpente|serpenti]] velenosi i quali mordevano la gente e un gran numero d'Israeliti morì. Allora il popolo venne a Mosè e disse: "Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti". Mosè pregò per il popolo. Il Signore disse a Mosè: "Fatti un serpente e mettilo sopra un'asta; chiunque, dopo essere stato morso, lo guarderà resterà in vita". Mosè allora fece un [[Necustan|serpente di rame]] e lo mise sopra l'asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di rame, restava in vita. (21, 5 – 9) *Israele mandò ambasciatori a [[Sicon]], re degli [[Amorrei|Amorrèi]], per dirgli: "Lasciami passare per il tuo paese; noi non devieremo per i campi, né per le vigne, non berremo l'acqua dei pozzi; seguiremo la via Regia finché abbiamo oltrepassato i tuoi confini". Ma Sicon non permise a Israele di passare per i suoi confini; anzi radunò tutta la sua gente e uscì contro Israele nel deserto; giunse a Iaas e diede battaglia a Israele. Israele lo sconfisse, passandolo a fil di spada, e conquistò il suo paese dall'Arnon fino allo Iabbok [...]. (21, 21 – 24) *[[Chesbon|Chesbòn]] infatti era la città di Sicon, re degli Amorrèi, il quale aveva mosso guerra al precedente re di Moab e gli aveva tolto tutto il suo paese fino all'Arnon. Per questo dicono i poeti: "''Entrate in Chesbòn! | Ben costruita e fondata | è la città di Sicon! | Perché un fuoco uscì da Chesbòn, | una fiamma dalla città di Sicon | divorò [[Ar (città)|Ar-Moab]], | inghiottì le alture dell'Arnon. | Guai a te, Moab, | sei perduto, popolo di Camos! | Egli ha reso fuggiaschi i suoi figli | e le sue figlie ha dato in schiavitù | al re degli Amorrèi Sicon. | Ma noi li abbiamo trafitti! | È rovinata Chesbòn fino a Dibon. | Abbiamo devastato fino a Nofach | che è presso Madaba''". (21, 26 – 30) *Israele si stabilì dunque nel paese degli Amorrèi. Poi Mosè mandò a esplorare [[Iazer]] e gli Israeliti presero le città del suo territorio e ne cacciarono gli Amorrèi che vi si trovavano. (21, 31 – 32) *[[Og (personaggio biblico)|Og]], re di [[Bašan|Basan]], uscì contro di loro con tutta la sua gente per dar loro battaglia a Edrei. Ma il Signore disse a Mosè: "Non lo temere, perché io te lo dò in potere, lui, tutta la sua gente e il suo paese; trattalo come hai trattato Sicon, re degli Amorrèi, che abitava a Chesbòn". Gli Israeliti batterono lui, con i suoi figli e con tutto il suo popolo, così che non gli rimase più superstite alcuno, e si impadronirono del suo paese. (21, 33 – 35) *L'asina vide l'angelo del Signore e si accovacciò sotto [[Balaam]]; l'ira di Balaam si accese ed egli percosse l'asina con il bastone. Allora il Signore aprì la bocca all'asina ed essa disse a Balaam: "Che ti ho fatto perché tu mi percuota già per la terza volta? [...] Sono forse abituata ad agire così?". Ed egli rispose: "No". Allora il Signore aprì gli occhi a Balaam ed egli vide l'angelo del Signore, che stava sulla strada con la spada sguainata. Balaam si inginocchiò e si prostrò con la faccia a terra. L'angelo del Signore gli disse: "Perché hai percosso la tua asina già tre volte? Ecco io sono uscito a ostacolarti il cammino, perché il cammino davanti a me va in precipizio. Tre volte l'asina mi ha visto ed è uscita di strada davanti a me; se non fosse uscita di strada davanti a me, certo io avrei già ucciso te e lasciato in vita lei". (22, 27 – 33) *Allora Balaam pronunziò il suo poema e disse: "''Dall'Aram mi ha fatto venire [[Balak (re)|Balak]], | il re di [[Moabiti|Moab]] dalle montagne di oriente: | Vieni, maledici per me Giacobbe; | vieni, inveisci contro Israele! | Come imprecherò, se Dio non impreca? | Come inveirò, se il Signore non inveisce? | Anzi, dalla cima delle rupi io lo vedo | e dalle alture lo contemplo: | ecco un popolo che dimora solo | e tra le nazioni non si annovera. | Chi può contare la polvere di Giacobbe? | Chi può numerare l'accampamento d'Israele? | Possa io morire della morte dei giusti | e sia la mia fine come la loro''". (23, 7 – 10) *Balak disse a Balaam: "Vieni, ti condurrò in altro luogo: forse piacerà a Dio che tu me li maledica di là". Così Balak condusse Balaam in cima al [[Monte Peor|Peor]], che è di fronte al deserto. (23, 27 – 28) *''Come sono belle le tue tende, Giacobbe, | le tue dimore, Israele! | Sono come torrenti che si diramano, | come giardini lungo un fiume, | come àloe, che il Signore ha piantati, | come cedri lungo le acque. | Fluirà l'acqua dalle sue secchie | e il suo seme come acqua copiosa. | Il suo re sarà più grande di Agag | e il suo regno sarà celebrato. | Dio, che lo ha fatto uscire dall'Egitto, | è per lui come le corna del bùfalo. | Egli divora le genti che lo avversano, | addenta le loro ossa | e spezza le saette scagliate contro di lui.'' ([[Balaam]]: 24, 5 – 8) *Israele si stabilì a [[Sittim]] e il popolo cominciò a trescare con le figlie di Moab. Esse invitarono il popolo ai sacrifici offerti ai loro dèi; il popolo mangiò e si prostrò davanti ai loro dèi. Israele aderì al culto di [[Baal-Peor]] e l'ira del Signore si accese contro Israele. Il Signore disse a Mosè: "Prendi tutti i capi del popolo e fa' appendere al palo i colpevoli, davanti al Signore, al sole, perché l'ira ardente del Signore si allontani da Israele". Mosè disse ai giudici d'Israele: "Ognuno di voi uccida dei suoi uomini coloro che hanno aderito al culto di Baal-Peor". (25, 1 – 5) *Ed ecco uno degli Israeliti venne e condusse ai suoi fratelli una donna [[Madianiti|madianita]] [...]. Vedendo ciò, [[Fineas|Pincas]] figlio di Eleazaro, figlio del sacerdote Aronne, si alzò in mezzo alla comunità, prese in mano una lancia, seguì quell'uomo di Israele nella tenda e li trafisse tutti e due, l'uomo di Israele e la donna, nel basso ventre. [...] Il Signore disse a Mosè: "Pincas, figlio di Eleazaro, figlio del sacerdote Aronne, ha allontanato la mia ira dagli Israeliti, perché egli è stato animato dal mio zelo fra di loro, e io nella mia gelosia non ho sterminato gli Israeliti. Perciò digli che io stabilisco con lui un'alleanza di pace, che sarà per lui e per la sua stirpe dopo di lui un'alleanza di un sacerdozio perenne, perché egli ha avuto zelo per il suo Dio e ha fatto il rito espiatorio per gli Israeliti". Ora l'uomo d'Israele, che è stato ucciso con la donna madianita, si chiamava [[Zimri (principe)|Zimri]], figlio di Salu, capo di un casato paterno dei Simeoniti. La donna che è stata uccisa, la Madianita, si chiamava [[Cozbi]], figlia di Zur, capo della gente di un casato in Madian. Poi il Signore disse a Mosè: "Trattate i Madianiti da nemici e uccideteli, poiché essi vi hanno trattati da nemici con le astuzie mediante le quali vi hanno sedotti nella faccenda di Peor e nella faccenda di Cozbi, figlia di un principe di Madian, loro sorella, che è stata uccisa il giorno del flagello causato per la faccenda di Peor". (25, 6 – 18) *Il Signore disse a Mosè: "Prenditi [[Giosuè (condottiero biblico)|Giosuè]], figlio di Nun, uomo in cui è lo spirito; porrai la mano su di lui, lo farai comparire davanti al sacerdote [[Eleazaro (figlio di Aronne)|Eleazaro]] e davanti a tutta la comunità, gli darai i tuoi ordini in loro presenza e lo farai partecipe della tua autorità, perché tutta la comunità degli Israeliti gli obbedisca. Egli si presenterà davanti al sacerdote Eleazaro, che consulterà per lui il giudizio degli ''Urim'' davanti al Signore; egli e tutti gli Israeliti con lui e tutta la comunità usciranno all'ordine di Eleazaro ed entreranno all'ordine suo". (27, 18 – 21) *Il giorno delle primizie, quando presenterete al Signore una oblazione nuova, alla vostra [[Shavuot|festa delle settimane]], terrete una sacra adunanza; non farete alcun lavoro servile. Offrirete, in olocausto di soave profumo al Signore, due giovenchi, un ariete e sette agnelli dell'anno; in oblazione, fior di farina intrisa in olio: tre decimi per ogni giovenco, due decimi per l'ariete e un decimo per ciascuno dei sette agnelli; offrirete un capro per il rito espiatorio per voi. Offrirete questi sacrifici, oltre l'olocausto perpetuo e la sua oblazione. Sceglierete animali senza difetti e vi aggiungerete le loro libazioni. (28, 26 – 31) *Il [[Yom Kippur|decimo giorno]] di questo settimo mese terrete una sacra adunanza e vi mortificherete; non farete alcun lavoro e offrirete in olocausto di soave profumo al Signore un giovenco, un ariete, sette agnelli dell'anno senza difetti; come oblazione, fior di farina intrisa in olio: tre decimi per il giovenco, due decimi per l'ariete, un decimo per ciascuno dei sette agnelli e un capro in sacrificio espiatorio, oltre il sacrificio espiatorio proprio del rito dell'espiazione e oltre l'olocausto perenne con la sua oblazione e le loro libazioni. (29, 7 – 11) *Quando uno avrà fatto un [[voto (religione)|voto]] al Signore o si sarà obbligato con giuramento ad una [[astensione]], non violi la sua parola, ma dia esecuzione a quanto ha promesso con la bocca. (30, 3) *Mosè mandò in guerra quei mille uomini per tribù e con loro [[Fineas|Pincas]], figlio del sacerdote Eleazaro, il quale portava gli oggetti sacri e aveva in mano le trombe dell'acclamazione. Marciarono dunque contro [[Madianiti|Madian]] come il Signore aveva ordinato a Mosè, e uccisero tutti i maschi. Uccisero anche, oltre i loro caduti, i re di Madian Evi, Rekem, Sur, Ur e Reba cioè cinque re di Madian; uccisero anche di spada [[Balaam]] figlio di Beor. Gli Israeliti fecero prigioniere le donne di Madian e i loro fanciulli e depredarono tutto il loro bestiame, tutti i loro greggi e ogni loro bene; appiccarono il fuoco a tutte le città che quelli abitavano e a tutti i loro attendamenti e presero tutto il bottino e tutta la preda, gente e bestiame. Poi condussero i prigionieri, la preda e il bottino a Mosè [...]. Mosè disse loro: "Avete lasciato in vita tutte le femmine? Proprio loro, per suggerimento di Balaam, hanno insegnato agli Israeliti l'infedeltà verso il Signore, nella faccenda di [[Baal-Peor|Peor]], per cui venne il flagello nella comunità del Signore. Ora uccidete ogni maschio tra i fanciulli e uccidete ogni donna che si è unita con un uomo; ma tutte le fanciulle che non si sono unite con uomini, conservatele in vita per voi". (31, 6 – 18) *Così fecero i vostri padri, quando li mandai da [[Kades|Kades-Barnea]] per esplorare il paese. Salirono fino alla valle di [[Escol]] e, dopo aver esplorato il paese, scoraggiarono gli Israeliti dall'entrare nel paese che il Signore aveva loro dato. (32, 8 – 9) *Il sacerdote Aronne salì sul [[Monte Cor|monte Or]] per ordine del Signore e in quel luogo morì il quarantesimo anno dopo l'uscita degli Israeliti dal paese d'Egitto, il quinto mese, il primo giorno del mese. Aronne era in età di centoventitré anni quando morì sul monte Or. (33, 38 – 39) *Il Signore disse a Mosè [...]: "Quando avrete passato il Giordano e sarete entrati nel paese di [[Cananea|Cànaan]], caccerete dinanzi a voi tutti gli abitanti del paese, distruggerete tutte le loro immagini, distruggerete tutte le loro statue di metallo fuso e distruggerete tutte le loro alture. Prenderete possesso del paese e in esso vi stabilirete, perché io vi ho dato il paese in proprietà. [...] Ognuno avrà quello che gli sarà toccato in sorte; farete la divisione secondo le tribù dei vostri padri. Ma se non cacciate dinanzi a voi gli abitanti del paese, quelli di loro che vi avrete lasciati saranno per voi come spine negli occhi e pungoli nei fianchi e vi faranno tribolare nel paese che abiterete. Allora io tratterò voi come mi ero proposto di trattare loro". (33, 50 – 56) *Il Signore disse a Mosè: "Da' questo ordine agli Israeliti e riferisci loro: Quando entrerete nel paese di Cànaan, questa sarà [[Terra di Israele|la terra]] che vi toccherà in eredità: il paese di Cànaan. Il vostro confine meridionale comincerà al deserto di Sin, vicino a Edom; così la vostra frontiera meridionale partirà dall'estremità del Mar Morto, a oriente; questa frontiera volgerà al sud della salita di Akrabbim, passerà per Sin e si estenderà a mezzogiorno di Kades-Barnea; poi continuerà verso Cazar-Addar e passerà per Asmon. Da Asmon la frontiera girerà fino al torrente d'Egitto e finirà al mare. La vostra frontiera a occidente sarà il Mar Mediterraneo: quella sarà la vostra frontiera occidentale. Questa sarà la vostra frontiera settentrionale: partendo dal Mar Mediterraneo, traccerete una linea fino al monte Or; dal monte Or, la traccerete in direzione di Amat e l'estremità della frontiera sarà a Zedàd; la frontiera continuerà fino a Zifron e finirà a Cazar-Enan: questa sarà la vostra frontiera settentrionale. Traccerete la vostra frontiera orientale da Cazar-Enan a Sefam; la frontiera scenderà da Sefam verso Ribla, a oriente di Ain; poi la frontiera scenderà e si estenderà lungo il mare di Genèsaret, a oriente; poi la frontiera scenderà lungo il Giordano e finirà al Mar Morto. Questo sarà il vostro paese con le sue frontiere tutt'intorno". (34, 1 – 12) ==[[Explicit]]== Questi sono i comandi e le leggi che il Signore diede agli Israeliti per mezzo di Mosè, nelle steppe di Moab, presso il Giordano di Gerico. ==Citazioni sul ''Libro dei Numeri''== *I Numeri rappresentano il tempo della prova in cui Dio istruisce e castiga i suoi figli, preparando l'assemblea degli eletti. (''[[La Bibbia di Gerusalemme]]'') *L'opera risulta un insieme di leggi e narrazioni spesso vivaci e intense anche teologicamente. Il [[Monte Sinai biblico|Sinai]] è quasi il grande sfondo costante dei primi dieci capitoli: esso è lo spartiacque che divide i due grandi versanti dell'itinerario nel deserto verso la terra della libertà: dalla schiavitù d'Egitto all'intimità con Dio al Sinai, dal Sinai all'orizzonte tanto atteso della terra promessa. ([[Antonio Girlanda]]) ==Bibliografia== *''[http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974. ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul}} [[Categoria:Antico Testamento]] 35kjj2vwly9ikair6q9lty5798lep31 Nico Rosberg 0 91747 1410318 1263701 2026-04-12T22:31:46Z Danyele 19198 +voci correlate / fix di stile 1410318 wikitext text/x-wiki [[File:Nico Rosberg 2010 Malaysia.jpg|right|thumb|Nico Rosberg nel 2010]] '''Nico Rosberg''' (1985 – vivente), ex pilota automobilistico tedesco. ==Citazioni di Nico Rosberg== {{cronologico}} *{{NDR|Dopo le dichiarazioni di [[Sebastian Vettel]] durante il Gran Premio di Singapore 2013}} Forse non dovrebbe pensare alle mie palle. La sua uscita è stata sicuramente inappropriata. La mia squadra si spacca il culo e lui proprio non può sapere quanto lavoriamo rispetto a loro. I miei ragazzi lavorano come matti. Forse è questo uno dei motivi a causa dei quali Seb è stato fischiato a Singapore. Così facendo rischia di perdere il rispetto degli altri piloti.<ref>Citato in ''[http://www.formulapassion.it/2013/10/f1-rosberg-vettel-rischia-di-perdere-il-rispetto-dei-piloti/ Rosberg: "Vettel rischia di perdere il rispetto dei piloti]'', ''formulapassion.it'', 3 ottobre 2013.</ref> *Il circuito {{NDR|di [[Circuito di Suzuka|Suzuka]]}} è veramente uno spettacolo, ma è molto difficile e tecnico, probabilmente uno dei più difficili del mondiale. Qui si paga a caro prezzo ogni piccola sbavatura.<ref>Citato in ''[http://www.formulapassion.it/2013/10/f1-rosberg-qui-si-paga-caro-ogni-sbavatura/ Rosberg: "Qui si paga cara ogni piccola sbavatura"]'', ''formulapassion.it'', 11 ottobre 2013.</ref> *{{NDR|In seguito agli incidenti nel Gran Premio del Giappone 2013}} [[Sergio Pérez|Pérez]] è un po' un pirla. Chiedo scusa perché non so cosa vuol dire questa parola in italiano, ma ha sbagliato.<ref>Citato in ''[http://www.formulapassion.it/2013/10/f1-rosberg-furiosoperez-e-un-pirla/ Rosberg furioso: "Perez? È un pirla!"]'', ''formulapassion.it'', 13 ottobre 2013.</ref> *Se si pensa ad un'icona della [[Formula 1|Formula Uno]], balza sempre alla testa [[Ayrton Senna|Ayrton]], è ovvio. La sua morte è stata una grande tragedia, ma ha aiutato il motorsport a migliorare in sicurezza.<ref>Citato in ''[http://www.formulapassion.it/2014/04/f1-coulthard-rosberg-e-bottas-ricordano-senna/ F1 {{!}} Coulthard, Rosberg e Bottas ricordano Senna]'', ''formulapassion.it'', 29 aprile 2014.</ref> *{{NDR|Nel 2016, sull'introduzione dell'[[Halo (automobilismo)|Halo]] in Formula 1}} Quasi tutti vogliamo che sia montato sulle nostre auto il prima possibile. È logico che sia così, perché si tratta di un grande passo avanti per la sicurezza [...]<ref>Citato in ''[https://www.corrieredellosport.it/news/formula-1/2016/07/30-13888040/f1_rosberg_sull_halo_non_capisco_il_rinvio_ F1, Rosberg sull’Halo: «Non capisco il rinvio»]'', ''corrieredellosport.it'', 30 luglio 2016.</ref> *[[Michael Schumacher|Schumacher]] aveva una passione per la guida pura [...] faceva ogni test che poteva. Amava guidare e competere. A [[Lewis Hamilton|Lewis]] invece sappiamo che non piace fare i test. Quando ero io lì in Mercedes lui i test non li faceva. Li facevo solo io. La passione di Schumacher era bellissima da vedere, anche dopo sette titoli. Per Schumacher ogni dettaglio, tutto, doveva essere perfetto. Lewis invece va più sul talento [...] ha questo talento incredibile. Guida tanto su questo. Poi certo, lavora, ed è molto bravo sulla politica.<ref>Da un intervento a Sky Sport F1; citato in Matteo Senatore, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/rosberg-tra-schumi-hamilton-e-la-gioia-2016-verstappen-schumacher-mercedes-f1-gp-portogallo-portimao-2021-563510.html Rosberg tra Schumi, Hamilton e la gioia 2016 ]'', ''formulapassion.it'', 3 maggio 2021.</ref> ==Citazioni su Nico Rosberg== *Poche decisioni sportive ho apprezzato più del ritiro di Nico Rosberg subito dopo aver vinto il titolo mondiale piloti {{NDR|di Formula 1 nel 2016}}. [[Lewis Hamilton]] un po' se la prese, perché avrebbe voluto la rivincita, ma la lettura di Nico fu impeccabile: ho vinto perché io sono andato oltre i miei limiti mentre lui ha commesso alcuni errori, ma ciò non toglie che Lewis sia chiaramente più forte di me. Il prossimo anno sarà concentratissimo per la rabbia di aver perso un titolo, e io per non sfigurare dovrò spingermi ancora più lontano, accettando rischi dissennati. Perché? Il mio campionato l'ho vinto, e nessuno me lo potrà più togliere. In molti l'hanno definito un ragionamento da perdente, a me sembrò una prova di rara saggezza perché il testosterone in pista fa soltanto danni. ([[Paolo Condò]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Keke Rosberg]] – padre ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Rosberg, Nico}} [[Categoria:Piloti di Formula 1 tedeschi]] 7xwzya9esf70jc8476vaup1l15ny6qd Libro di Ezechiele 0 102154 1410373 1384499 2026-04-13T07:53:48Z Spinoziano 2297 +1 1410373 wikitext text/x-wiki {{Antico Testamento}} '''''Libro di Ezechiele''''', testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana, attribuito al profeta [[Ezechiele]]. ==[[Incipit]]== [[Immagine:Michelangelo - Sistine Chapel - Ezekiel, detail - 1510.jpg|thumb|left|upright=0.7|Ezechiele (a destra) dipinto da [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]]]] Il cinque del quarto mese dell'anno trentesimo, mentre mi trovavo fra i deportati sulle rive del canale Chebàr, i cieli si aprirono ed ebbi visioni divine. Il cinque del mese – era l'anno quinto della deportazione del re [[Ioiachin|Ioiachìn]] – la parola del Signore fu rivolta al sacerdote [[Ezechiele]] figlio di Buzì, nel paese dei Caldei, lungo il canale Chebàr. Qui fu sopra di lui la mano del Signore. ==Citazioni== *Poi egli mi disse: "Figlio dell'uomo, va', recati dagli Israeliti e riferisci loro le mie parole, poiché io non ti mando a un popolo dal linguaggio astruso e di lingua barbara, ma agli Israeliti: non a grandi popoli dal linguaggio astruso e di lingua barbara, dei quali tu non comprendi le parole: se a loro ti avessi inviato, ti avrebbero ascoltato; ma gli Israeliti non vogliono ascoltar te, perché non vogliono ascoltar me: tutti gli Israeliti sono di dura cervice e di cuore ostinato. Ecco io ti do una faccia tosta quanto la loro e una fronte dura quanto la loro fronte. Come diamante, più dura della selce ho reso la tua fronte. Non li temere, non impaurirti davanti a loro; sono una genìa di ribelli". (3, 4 – 9) *Al termine di questi sette giorni mi fu rivolta questa parola del Signore: "Figlio dell'uomo, ti ho posto per sentinella alla casa d'Israele. Quando sentirai dalla mia bocca una parola, tu dovrai avvertirli da parte mia. Se io dico al malvagio: Tu morirai! e tu non lo avverti e non parli perché il malvagio desista dalla sua condotta perversa e viva, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto a te. Ma se tu ammonisci il malvagio ed egli non si allontana dalla sua malvagità e dalla sua perversa condotta, egli morirà per il suo peccato, ma tu ti sarai salvato. Così, se il giusto si allontana dalla sua giustizia e commette l'iniquità, io porrò un ostacolo davanti a lui ed egli morirà; poiché tu non l'avrai avvertito, morirà per il suo peccato e le opere giuste da lui compiute non saranno più ricordate; ma della morte di lui domanderò conto a te. Se tu invece avrai avvertito il giusto di non peccare ed egli non peccherà, egli vivrà, perché è stato avvertito e tu ti sarai salvato". (3, 16 – 21) *L'ingiustizia fiorisce, germoglia l'orgoglio e la violenza si leva a scettro d'iniquità. È giunto il tempo, è vicino il giorno: chi ha comprato non si allieti, chi ha venduto non rimpianga; perché l'ira pende su tutti! (7, 10 – 12) *Io guardavo ed ecco sul firmamento che stava sopra il capo dei [[cherubino|cherubini]] vidi come una pietra di zaffìro e al di sopra appariva qualcosa che aveva la forma di un trono. Disse {{NDR|Dio}} all'uomo vestito di lino: "Va' fra le ruote che sono sotto il cherubino e riempi il cavo delle mani dei carboni accesi che sono fra i cherubini e spargili sulla città". Egli vi andò mentre io lo seguivo con lo sguardo. Ora i cherubini erano fermi a destra del tempio, quando l'uomo vi andò, e una nube riempiva il cortile interno. La gloria del Signore si alzò sopra il cherubino verso la soglia del tempio e il tempio fu riempito dalla nube e il cortile fu pieno dello splendore della gloria del Signore. Il fragore delle ali dei cherubini giungeva fino al cortile esterno, come la voce di Dio onnipotente quando parla. (10, 1 – 5) *Io stavo guardando: i cherubini avevano sotto le ali la forma di una mano d'uomo. Guardai ancora ed ecco che al fianco dei cherubini vi erano quattro ruote, una ruota al fianco di ciascun cherubino. Quelle ruote avevano l'aspetto del topazio. Sembrava che tutte e quattro fossero di una medesima forma, come se una ruota fosse in mezzo all'altra. Muovendosi, potevano andare nelle quattro direzioni senza voltarsi, perché si muovevano verso il lato dove era rivolta la testa, senza voltarsi durante il movimento. Tutto il loro corpo, il dorso, le mani, le ali e le ruote erano pieni di occhi tutt'intorno; ognuno dei quattro aveva la propria ruota. (10, 8 – 12) *Ogni cherubino aveva quattro sembianze: la prima quella di cherubino, la seconda quella di uomo, la terza quella di leone e la quarta quella di aquila. I cherubini si alzarono in alto: essi erano quegli esseri viventi che avevo visti al canale Chebàr. Quando i cherubini si muovevano, anche le ruote avanzavano al loro fianco: quando i cherubini spiegavano le ali per sollevarsi da terra, le ruote non si allontanavano dal loro fianco; quando si fermavano, anche le ruote si fermavano; quando si alzavano, anche le ruote si alzavano con loro perché lo spirito di quegli esseri era in loro. (10, 14 – 17) *Così dice il Signore Dio: Vi raccoglierò in mezzo alle genti e vi radunerò dalle terre in cui siete stati dispersi e a voi darò il paese d'Israele. Essi vi entreranno e vi elimineranno tutti i suoi [[idolatria|idoli]] e tutti i suoi abomini. Darò loro un cuore nuovo e uno spirito nuovo metterò dentro di loro; toglierò dal loro petto il cuore di pietra e darò loro un cuore di carne, perché seguano i miei decreti e osservino le mie leggi e li mettano in pratica; saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio. Ma su coloro che seguono con il cuore i loro idoli e le loro nefandezze farò ricadere le loro opere, dice il Signore Dio. (11, 17 – 21) *Mi fu ancora rivolta questa parola del Signore: "Figlio dell'uomo, che cos'è questo proverbio che si va ripetendo nel paese di Israele: Passano i giorni e ogni [[Visione (religione)|visione]] svanisce? Ebbene, riferisci loro: Così dice il Signore Dio: Farò cessare questo proverbio e non si sentirà più ripetere in Israele; anzi riferisci loro: Si avvicinano i giorni in cui si avvererà ogni visione. Infatti non ci sarà più visione falsa, né predizione fallace in mezzo agli Israeliti, perché io, il Signore, parlerò e attuerò senza indugio la parola che ho detta. Anzi, ai vostri giorni, o genìa di ribelli, pronunzierò una parola e l'attuerò: parola del Signore Dio". (12, 21 – 25) *Figlio dell'uomo, fa' conoscere a [[Gerusalemme]] tutti i suoi abomini. Dirai loro: Così dice il Signore Dio a Gerusalemme: Tu sei, per origine e nascita, del paese dei Cananei; tuo padre era Amorreo e tua madre Hittita. Alla tua nascita, quando fosti partorita, non ti fu tagliato l'ombelico e non fosti lavata con l'acqua per purificarti; non ti fecero le frizioni di sale, né fosti avvolta in fasce. Occhio pietoso non si volse su di te per farti una sola di queste cose e usarti compassione, ma come oggetto ripugnante fosti gettata via in piena campagna, il giorno della tua nascita. Passai vicino a te e ti vidi mentre ti dibattevi nel sangue e ti dissi: Vivi nel tuo sangue e cresci come l'erba del campo. Crescesti e ti facesti grande e giungesti al fiore della giovinezza: il tuo petto divenne fiorente ed eri giunta ormai alla pubertà; ma eri nuda e scoperta. Passai vicino a te e ti vidi; ecco, la tua età era l'età dell'amore; io stesi il lembo del mio mantello su di te e coprii la tua nudità; giurai alleanza con te, dice il Signore Dio, e divenisti mia. (16, 2 – 8) *Fra tutte le tue nefandezze e infedeltà non ti ricordasti del tempo della tua giovinezza, quando eri nuda e ti dibattevi nel sangue! Ora, dopo tutta la tua perversione, guai, guai a te! Oracolo del Signore Dio. (16, 22 – 23) *Ecco, ogni esperto di proverbi dovrà dire questo proverbio a tuo riguardo: Quale la [[madre]], tale la figlia. Tu sei la degna figlia di tua madre, che ha abbandonato il marito e i suoi figli: tu sei sorella delle tue sorelle, che hanno abbandonato il marito e i loro figli. Vostra madre era una [[Ittiti|Hittita]] e vostro padre un Amorreo. Tua sorella maggiore è [[Samaria (città antica)|Samaria]], che con le sue figlie abita alla tua sinistra; tua sorella più piccola è [[Sodoma|Sòdoma]], che con le sue figlie abita alla tua destra. Tu non soltanto hai seguito la loro condotta e agito secondo i loro costumi abominevoli, ma come se ciò fosse stato troppo poco, ti sei comportata peggio di loro in tutta la tua condotta. Per la mia vita – dice il Signore Dio – tua sorella Sòdoma e le sue figlie non fecero quanto hai fatto tu e le tue figlie! Ecco, questa fu l'iniquità di tua sorella Sòdoma: essa e le sue figlie avevano superbia, ingordigia, ozio indolente, ma non stesero la mano al povero e all'indigente: insuperbirono e commisero ciò che è abominevole dinanzi a me: io le vidi e le eliminai. (16, 44 – 50) *''Dice il Signore Dio: | Anch'io prenderò dalla cima del [[cedro del Libano|cedro]], | dalle punte dei suoi rami coglierò un ramoscello | e lo pianterò sopra un monte alto, massiccio; | lo pianterò sul monte alto d'Israele. | Metterà rami e farà frutti | e diventerà un cedro magnifico. | Sotto di lui tutti gli uccelli dimoreranno, | ogni volatile all'ombra dei suoi rami riposerà. | Sapranno tutti gli [[albero|alberi]] della foresta | che io sono il Signore, | che umilio l'albero alto e innalzo l'albero basso; | faccio seccare l'albero verde e germogliare l'albero secco. | Io, il Signore, ho parlato e lo farò.'' (17, 22 – 24) *Colui che ha peccato e non altri deve morire; il figlio non sconta l'[[iniquità]] del padre, né il padre l'iniquità del figlio. Al giusto sarà accreditata la sua giustizia e al [[Malvagità|malvagio]] la sua malvagità. Ma se il malvagio si ritrae da tutti i peccati che ha commessi e osserva tutti i miei decreti e agisce con giustizia e rettitudine, egli vivrà, non morirà. Nessuna delle colpe commesse sarà ricordata, ma vivrà per la giustizia che ha praticata. Forse che io ho piacere della morte del malvagio – dice il Signore Dio – o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva? (18, 20 – 23) *Eppure gli Israeliti van dicendo: Non è retta la via del Signore. O popolo d'Israele, non sono rette le mie vie o piuttosto non sono rette le vostre? Perciò, o Israeliti, io giudicherò ognuno di voi secondo la sua condotta. Oracolo del Signore Dio. Convertitevi e desistete da tutte le vostre iniquità, e l'iniquità non sarà più causa della vostra rovina. Liberatevi da tutte le iniquità commesse e formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo. Perché volete morire, o Israeliti? Io non godo della morte di chi muore. Parola del Signore Dio. Convertitevi e vivrete. (18, 29 – 32) *Allora io diedi loro perfino statuti non buoni e leggi per le quali non potevano vivere. Feci sì che si contaminassero nelle loro offerte facendo passare per il fuoco ogni loro primogenito, per atterrirli, perché riconoscessero che io sono il Signore. (20, 25 – 26) *Tu, figlio dell'uomo, profetizza e annunzia: "Così dice il Signore Dio agli [[Ammoniti (popolo)|Ammoniti]] e riguardo ai loro insulti. Di' dunque: La spada, la spada è sguainata per la strage, è affilata per sterminare, per lampeggiare, mentre tu hai false visioni e ti si predicono sorti bugiarde, la spada sarà messa alla gola degli empi perversi, il cui giorno è venuto, al colmo della loro malvagità". (21, 33 – 34) *Io ho cercato fra loro un uomo che costruisse un muro e si ergesse sulla breccia di fronte a me, per difendere il paese perché io non lo devastassi, ma non l'ho trovato. (22, 30) *Annunzierai agli Ammoniti: Udite la parola del Signore Dio. Dice il Signore Dio: Poiché tu hai esclamato: Ah! Ah! riguardo al mio santuario poiché è stato profanato, riguardo al paese di Israele perché è stato devastato, e riguardo alla casa di Giuda perché condotta in esilio, per questo: ''Ecco, io ti do in mano ai figli d'oriente. | Metteranno in te i loro accampamenti, | e in mezzo a te pianteranno le loro tende: | mangeranno i tuoi frutti e berranno il tuo latte. | Farò di [[Amman|Rabbà]] una stalla da cammelli | e delle città di Ammòn un ovile per pecore. | Allora saprete che io sono il Signore''. (25, 3 – 5) *''Anch'io stenderò la mano su [[Edomiti|Edom]], | sterminerò in esso uomini e bestie | e lo ridurrò a un deserto. | Da [[Teman (Edom)|Teman]] fino a Dedan cadranno di spada.'' (25, 13) *''Farò su di loro terribili vendette, | castighi furiosi, | e sapranno che io sono il Signore, | quando eseguirò su di loro la vendetta.'' (25, 17) *''Eccomi contro di te, [[Tiro (città antica)|Tiro]]. | Manderò contro di te molti popoli, | come il mare solleva le onde, | e distruggeranno le mura di Tiro, | e demoliranno le sue torri: | spazzerò via da essa anche la polvere | e la ridurrò a un arido scoglio. | Essa diverrà, in mezzo al mare, | un luogo dove stendere le reti, | poiché io ho parlato - oracolo del Signore.'' (26, 3 – 5) *''Chi era come Tiro, ora distrutta in mezzo al mare? | Quando dai mari uscivano le tue mercanzie, | saziavi tanti popoli; | con l'abbondanza delle tue ricchezze | e del tuo commercio | arricchivi i re della terra. | Ora tu giaci travolta dai flutti | nelle profondità delle acque: | il tuo carico e tutto il tuo equipaggio | sono affondati con te.'' (27, 32 – 34) *''Eccomi contro di te, [[Sidone|Sidòne]], | e mostrerò la mia gloria in mezzo a te. | Si saprà che io sono il Signore | quando farò giustizia di te | e manifesterò la mia santità. | Manderò contro di essa la peste | e il sangue scorrerà per le sue vie: | cadranno in essa i trafitti di spada | e questa da ogni parte graverà; | e sapranno che io sono il Signore.'' (28, 22 – 23) *''Ecco, l'[[Assiria]] era un [[cedro del Libano]], | bello di rami e folto di fronde, alto di tronco; | fra le nubi era la sua cima. | Le acque lo avevano nutrito, | l'abisso lo aveva fatto innalzare | inviando i suoi fiumi | attorno al suolo dov'era piantato | e mandando i suoi ruscelli | anche a tutti gli alberi dei campi. | Per questo aveva superato in altezza | tutti gli alberi dei campi: | i suoi rami si erano moltiplicati, | le sue fronde si erano distese | per l'abbondanza delle acque, durante la sua crescita. | Fra i suoi rami fecero il nido | tutti gli uccelli del cielo, | sotto le sue fronde partorirono | tutte le bestie selvatiche, | alla sua ombra sedettero | tutte le grandi nazioni.'' (31, 3 – 6) *Com'è vero ch'io vivo – oracolo del Signore Dio – io non godo della morte dell'[[empietà|empio]], ma che l'empio desista dalla sua condotta e viva. (33, 11) *La giustizia del giusto non lo salva se pecca, e l'empio non cade per la sua iniquità se desiste dall'iniquità, come il giusto non potrà vivere per la sua giustizia se pecca. (33, 12) *Se l'empio desiste dall'empietà e compie ciò che è retto e giusto, per questo vivrà. (33, 19) *Figlio dell'uomo, gli abitanti di quelle rovine, nel paese d'Israele, vanno dicendo: Abramo era uno solo ed ebbe in possesso il paese e noi siamo molti: a noi dunque è stato dato in possesso il paese! Perciò dirai loro: Così dice il Signore Dio: Voi mangiate la carne con il sangue, sollevate gli occhi ai vostri idoli, versate il sangue, e vorreste avere in possesso il paese? Voi vi appoggiate sulle vostre spade, compite cose nefande, ognuno di voi disonora la donna del suo prossimo e vorreste avere in possesso il paese? (33, 24 – 26) *In folla vengono da te, si mettono a sedere davanti a te e ascoltano le tue parole, ma poi non le mettono in pratica, perché si compiacciono di parole, mentre il loro cuore va dietro al guadagno. Ecco, tu sei per loro come una canzone d'amore: bella è la voce e piacevole l'accompagnamento musicale. Essi ascoltano le tue parole, ma non le mettono in pratica. (33, 31 – 32) *[...] poiché il mio [[gregge]] è diventato una preda e le mie pecore il pasto d'ogni bestia selvatica per colpa del pastore e poiché i miei pastori non sono andati in cerca del mio gregge – hanno pasciuto se stessi senza aver cura del mio gregge – udite quindi, pastori, la parola del Signore: Dice il Signore Dio: Eccomi contro i pastori: chiederò loro conto del mio gregge e non li lascerò più [[pascolo|pascolare]] il mio gregge, così i pastori non pasceranno più se stessi, ma strapperò loro di bocca le mie pecore e non saranno più il loro pasto. (34, 8 – 10) *Io stesso condurrò le mie [[Pecora|pecore]] al pascolo e io le farò riposare. Oracolo del Signore Dio. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all'ovile quella smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia. (34, 15 – 16) *Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli; vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi. (36, 25 – 27) *Dice il Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nel paese d'Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri, o popolo mio. (37, 12 – 13) *Dice il Signore Dio: Eccomi contro di te [[Gog e Magog|Gog]], principe capo di Mesech e Tubal, io ti aggirerò, ti metterò ganci alle mascelle e ti farò uscire con tutto il tuo esercito, cavalli e cavalieri tutti ben equipaggiati, truppa immensa con scudi grandi e piccoli, e tutti muniti di spada. [...] popoli numerosi sono con te. Sta' pronto, fa' i preparativi insieme con tutta la moltitudine che si è radunata intorno a te: sii a mia disposizione. Dopo molto tempo ti sarà dato l'ordine: sul finire degli anni tu andrai contro una nazione che è sfuggita alla spada, che in mezzo a molti popoli si è radunata sui monti d'Israele, rimasti lungamente deserti. Essa rimpatriò dalle genti e tutti abitano tranquilli. Tu vi salirai, vi giungerai come un uragano: sarai come un nembo che avvolge la terra, tu con tutte le tue schiere e con i popoli numerosi che sono con te. (38, 3 – 9) *Perciò predici, figlio dell'uomo, e annunzia a Gog: Così dice il Signore Dio: In quel giorno, quando il mio popolo Israele dimorerà del tutto sicuro, tu ti leverai, verrai dalla tua dimora, dagli estremi confini del settentrione, tu e i popoli numerosi che sono con te, tutti su cavalli, una turba grande, un esercito potente. Verrai contro il mio popolo Israele, come un nembo per coprire la terra. Sul finire dei giorni io ti manderò sulla mia terra perché le genti mi conoscano quando per mezzo tuo, o Gog, manifesterò la mia santità davanti ai loro occhi. Così dice il Signore Dio: Non sei tu quegli di cui parlai nei tempi antichi per mezzo dei miei servi, i profeti d'Israele, i quali, in quei tempi e per molti anni, profetizzarono che io ti avrei mandato contro di loro? Ma, quando Gog giungerà nel paese d'Israele – parola del Signore Dio – divamperà la mia collera. (38, 14 – 18) *E tu, figlio dell'uomo, profetizza contro Gog e annunzia: Così dice il Signore Dio: Eccomi contro di te, Gog, principe capo di Mesech e di Tubal. Io ti sospingerò e ti condurrò e dagli estremi confini del settentrione ti farò salire e ti condurrò sui monti d'Israele. Spezzerò l'arco nella tua mano sinistra e farò cadere le frecce dalla tua mano destra. Tu cadrai sui monti d'Israele con tutte le tue schiere e i popoli che sono con te: ti ho destinato in pasto agli uccelli rapaci d'ogni specie e alle bestie selvatiche. Tu sarai abbattuto in aperta campagna, perché io l'ho detto. Oracolo del Signore Dio. (39, 1 – 5) *Gli abitanti delle città d'Israele usciranno e per accendere il fuoco bruceranno armi, scudi grandi e piccoli e archi e frecce e mazze e giavellotti e con quelle alimenteranno il fuoco per sette anni. Non andranno a prendere la legna nei campi e neppure a tagliarla nei boschi perché faranno il fuoco con le armi: spoglieranno coloro che li avevano spogliati e deprederanno coloro che li avevano saccheggiati. (39, 9 – 10) *In quel giorno assegnerò a Gog come sepolcro un luogo famoso in Israele, la valle di [[Abarim|Abarìm]], a oriente del mare: essa chiude il passo ai viandanti. Lì sarà sepolto Gog e tutta la sua moltitudine e quel luogo si chiamerà [[Valle di Hamon-Gog|Valle della moltitudine di Gog]]. La casa di Israele darà loro sepoltura per sette mesi per purificare il paese. Lì seppellirà tutto il popolo del paese e sarà per loro glorioso il giorno in cui manifesterò la mia gloria. Parola del Signore Dio. Saranno scelti uomini che percorreranno di continuo il paese per seppellire con l'aiuto dei viandanti quelli che son rimasti a fior di terra, per renderla pura; cominceranno le ricerche alla fine del settimo mese. Quando percorrendo il paese vedranno ossa umane, vi porranno un segnale, finché i becchini non le seppelliscano nella valle della moltitudine di Gog: Hamonà sarà chiamata la città. (39, 11 – 16) *Dalla porta, dentro e fuori del tempio e su tutte le pareti interne ed esterne erano dipinti [[Cherubino|cherubini]] e palme. Fra cherubino e cherubino c'era una palma; ogni cherubino aveva due aspetti: aspetto d'uomo verso una palma e aspetto di leone verso l'altra palma, effigiati intorno a tutto il tempio. Da terra fino sopra la porta erano disposti cherubini e palme sulle pareti del santuario. (41, 17 – 20) *Anche i [[leviti]], che si sono allontanati da me nel traviamento d'Israele e hanno seguito i loro idoli, sconteranno la propria iniquità; serviranno nel mio santuario come guardie delle porte del tempio e come servi del tempio; sgozzeranno gli olocausti e le vittime del popolo e staranno davanti ad esso pronti al suo servizio. Poiché l'hanno servito davanti ai suoi idoli e sono stati per la gente d'Israele occasione di peccato, perciò io ho alzato la mano su di loro – parola del Signore Dio – ed essi sconteranno la loro iniquità. Non si avvicineranno più a me per servirmi come sacerdoti e toccare tutte le mie cose sante e santissime, ma sconteranno la vergogna degli abomini che hanno compiuti. Affido loro la custodia del tempio e ogni suo servizio e qualunque cosa da compiere in esso. (44, 10 – 14) *Dice il Signore Dio: "Questi saranno i confini della terra che spartirete fra le dodici tribù d'Israele, dando a Giuseppe due parti. Ognuno di voi possederà come l'altro la parte di territorio che io alzando la mano ho giurato di dare ai vostri padri: [[Terra di Israele|questa terra]] sarà in vostra eredità. Ecco dunque quali saranno i confini del paese. A settentrione, dal Mar Mediterraneo lungo la via di Chetlòn fino a Zedàd; il territorio di Amat, Berotà, Sibràim, che è fra il territorio di Damasco e quello di Amat, Cazer-Ticòn, che è sulla frontiera di Hauràn. Quindi la frontiera si estenderà dal mare fino a Cazer-Enòn, con il territorio di Damasco e quello di Amat a settentrione. Questo il lato settentrionale. A oriente, fra l'Hauràn, Damasco e Gàlaad e il paese d'Israele, sarà di confine il Giordano, fino al mare orientale, e verso Tamàr. Questo il lato orientale. A mezzogiorno, da Tamàr fino alle acque di Meriba-Kadès, fino al torrente verso il Mar Mediterraneo. Questo il lato meridionale verso il Negheb. A occidente, il Mar Mediterraneo, dal confine sino davanti all'ingresso di Amat. Questo il lato occidentale". (47, 13 – 20) ==[[Explicit]]== Le porte della città porteranno i nomi delle tribù d'Israele. Tre porte a settentrione: la porta di Ruben, una; la porta di Giuda, una; la porta di Levi, una. Sul lato orientale: quattromilacinquecento cubiti e tre porte: la porta di Giuseppe, una; la porta di Beniamino, una; la porta di Dan, una. Sul lato meridionale: quattromilacinquecento cubiti e tre porte: la porta di Simeone, una; la porta di Issacar, una; la porta di Zàbulon, una. Sul lato occidentale: quattromilacinquecento cubiti e tre porte: la porta di Gad, una; la porta di Aser, una; la porta di Nèftali, una. Perimetro totale: diciottomila cubiti. La città si chiamerà da quel giorno in poi: Là è il Signore. ==Bibliografia== *''[http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974. ==Voci correlate== *[[Ezechiele]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul}} [[Categoria:Antico Testamento|Ezechiele]] 354agngequ3yojkj1g31f71ca64x82r Rush Hour - Due mine vaganti 0 109525 1410316 973675 2026-04-12T22:27:32Z Udiki 86035 1410316 wikitext text/x-wiki {{Film |genere = commedia d'azione / poliziesco |attori = *[[Jackie Chan]]: detective ispettore Lee *[[Chris Tucker]]: detective James Carter *[[Ken Leung]]: Sang *[[Tom Wilkinson]]: Thomas Griffin/Juntao *[[Tzi Ma]]: console Solon Han *[[Elizabeth Peña]]: detective Tania Johnson *[[Julia Hsu]]: Soo Yung Han *[[Chris Penn]]: Clive Cod *[[Mark Rolston]]: agente speciale Warren Russ *[[Clifton Powell]]: Luke *[[John Hawkes]]: Stucky *[[Barry Shabaka Henley]]: Bobby |doppiatoriitaliani= *[[Angelo Maggi]]: detective ispettore Lee *[[Nanni Baldini]]: detective James Carter *[[Luigi Ferraro (doppiatore)|Luigi Ferraro]]: Sang *[[Michele Kalamera]]: Thomas Griffin/Juntao *[[Saverio Indrio]]: console Solon Han *[[Alessandra Cassioli]]: detective Tania Johnson *[[Stefano Mondini]]: agente speciale Warren Russ *[[Luca Dal Fabbro]]: Clive Cod *[[Bruno Conti (attore)|Bruno Conti]]: Luke *[[Alessandro Quarta]]: Stucky }} '''''Rush Hour – Due mine vaganti''''', film statunitense del 1998 con [[Jackie Chan]] e [[Chris Tucker]], regia di [[Brett Ratner]]. ==Frasi== *Questa è la polizia di Los Angeles, noi siamo i poliziotti più odiati del mondo. Mia madre si vergogna di me, dice a tutti che sono uno [[spacciatore]]. ('''Carter''') *Cinquanta milioni di dollari? Ma chi credete di aver rapito, Chelsea Clinton? ('''Carter''') *Forza, combatti da uomo! ('''Sang''') {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Rush Hour}} [[Categoria:Film commedia d'azione]] [[Categoria:Film polizieschi]] dmptwmvsr8z3huza9e5wwbablvfw1yz Viktor Orbán 0 109977 1410392 1405545 2026-04-13T11:02:40Z Mariomassone 17056 /* Citazioni su Viktor Orbán */ 1410392 wikitext text/x-wiki [[File:OrbanViktor 2011-01-07.jpg|thumb|Viktor Mihály Orbán nel 2011]] '''Viktor Mihály Orbán''' (1963 – vivente), politico ungherese. ==Citazioni di Viktor Orbán== {{cronologico}} *Dobbiamo abbandonare i metodi e i princìpi liberali nell'organizzazione di una società. [...] Stiamo costruendo uno stato volutamente illiberale, uno stato non liberale {{NDR|perché}} i valori liberali dell'occidente oggi includono la corruzione, il sesso e la violenza.<ref>Citato in [[Gwynne Dyer]], ''[http://www.internazionale.it/opinione/gwynne-dyer/2015/02/24/la-democrazia-illiberale-di-viktor-orban La democrazia illiberale di Viktor Orbán]'', ''Internazionale.it'', 24 febbraio 2015.</ref> *Siamo per la formazione di un consenso in Europa circa il fatto che la reintroduzione della [[pena di morte]] sia competenza nazionale. [...] Io sono per la vita, ma sono pronto ad accettare la pena di morte, se la maggioranza della gente pensa che questa rappresenti una difesa più efficace contro il dilagare della criminalità.<ref>Citato in ''[http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2015/05/08/pena-morte-orbanscelta-sia-per-paese_6b9dd9e0-b1b4-4c7b-936a-fd1f1669d386.html Pena morte: Orban, scelta sia per Paese]'', ''Ansa.it'', 8 maggio 2015</ref> *C'è un chiaro legame fra gli [[immigrati]] irregolari che arrivano in Europa e la diffusione del terrorismo. Questo rapporto è riconosciuto come evidente nei paesi anglosassoni: proprio di recente, un alto funzionario della sicurezza statunitense ha detto in Ungheria che il legame è lampante. Non possiamo però discernere e scoprire quali migranti, nella massa, siano dei terroristi.<ref>Citato in Diego Giuliani, ''[http://it.euronews.com/2015/07/25/l-equazione-di-orban-immigrati-uguale-terrorismo/ L'equazione di Orban: "Immigrati uguale terrorismo"]'', ''Euronews.com'', 25 luglio 2015.</ref> *Penso che sia un nostro diritto decidere di non volere un alto numero di musulmani nel nostro paese.<ref>Citato in ''[http://www.ilpost.it/2015/09/04/viktor-orban-non-vuole-troppi-musulmani-in-ungheria/ Viktor Orban non vuole troppi musulmani in Ungheria]'', ''Il Post.it'', 4 settembre 2015.</ref> *{{NDR|I cittadini non}} ci hanno dato l'autorizzazione per permettere a milioni di migranti di entrare nel nostro continente.<ref name=foglioit>Dal congresso del Partito Popolare Europeo di Madrid; citato in ''[https://web.archive.org/web/20151025133448/https://www.ilfoglio.it/esteri/2015/10/23/immigrazione-europa-orban___1-v-134191-rubriche_c268.htm Nell'Ue dei ciechi, Orban vede benissimo]'', ''il Foglio.it'', 23 Ottobre 2015</ref> *{{NDR|I [[Rifugiato|rifugiati]]}} sono vittime, ma considerarli vittime non significa che dobbiamo diventare vittime a nostra volta.<ref name=foglioit/> *Il dovere primario delle autorità pubbliche è sempre stato di fornire sicurezza alla propria comunità e proteggere le frontiere.<ref name=foglioit/> *Noi non ci lasceremo sovietizzare da Bruxelles e dalla Ue, noi resteremo nazione sovrana, lo vogliamo oggi come lo volemmo nel ‘56.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/esteri/2016/10/23/news/ungheria_orban_fischiato_in_piazza_a_commemorazione_rivolta_1956-150442657/?ref=HRER1-1 "Per Ungheria la Ue è come l'Urss": Orban fischiato alla cerimonia per la rivolta del 1956]'', ''Repubblica.it'', 23 ottobre 2016.</ref> *Non abbiamo bisogno di una politica comune europea sui migranti, e non abbiamo bisogno di un'agenzia comune europea per i migranti, perché porteranno soltanto caos, difficoltà e sofferenza.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/esteri/2017/07/21/news/migranti_ungherese_orban_a_gentiloni_italia_chiuda_i_porti-171327614/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P3-S1.8-T1 Migranti, dopo l'Austria ecco Orban. "Italia chiuda i porti". Gentiloni: "Non accettiamo lezioni improbabili"]'', ''Repubblica.it'', 21 luglio 2017.</ref> *I [[Progressismo|progressisti moderati]] non sono altro che comunisti con un diploma.<ref>Citato in Slavoj Žižek, Virus: Catastrofe e solidarietà, traduzione di Federico Ferrone, Bruna Tortorella e Valentina Salvati, Ponte alle Grazie, Milano, 27 marzo 2020 (quinta edizione), p. 35.</ref> :''A liberal is nothing more than a communist with a diploma.''<ref>Citato in Alastair Jamieson, ''[https://www.euronews.com/2020/02/16/hungary-s-orban-lashes-out-at-slow-eu-growth-sinister-menaces-and-george-soros Hungary's Orban lashes out at slow EU growth, 'sinister menaces' and George Soros]'', ''Euronews.com'', 17 febbraio 2020.</ref> *La mescolanza di [[razza|razze]] è il vero pericolo della [[migrazione]] di massa. ... I popoli dell'Europa occidentale ormai si mescolano con razze extra-europee, mentre gli [[Ungheria|ungheresi]] non vogliono mescolarsi. Entro il 2050, in Europa occidentale non esisteranno più nazioni, ma solo una popolazione incrociata. Noi, qui, nel bacino dei [[Carpazi]], lottiamo contro un destino simile<ref>Dall'intervento al Tusvanyos Summer, in Romania; citato in ''[https://www.ilmattino.it/primopiano/esteri/orban_razze_migranti_cosa_ha_detto-6834001.html Orban choc: «Non vogliamo mescolarci con altre razze: è il vero pericolo della migrazione di massa»]'', ''Il Mattino.it'', 25 luglio 2022.</ref> *L'Ungheria è l'unico paese che è per la pace, il resto dell'Ue alimenta la guerra. Questa non è la nostra guerra, dobbiamo rimanerne fuori, sollecitiamo un cessate il fuoco immediato, la Russia è un partner importante per l'energia, per cui dobbiamo dialogare, mantenere i rapporti con Mosca<ref>Citato in ''[https://www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/rubriche/altrenews/2023/02/18/ucraina-orban-europa-gia-coinvolta-nel-conflitto_5aa3a541-662b-40f0-bec5-d68d89f58958.html Ucraina: Orban, Europa già coinvolta nel conflitto]'', ''Ansa.it'', 18 febraio 2023.</ref> {{Int|Da ''[https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/eu-affairs/20110110STO11395/viktor-orban-non-temete-il-mio-buongiorno Viktor Orbán: non temete il mio "buongiorno"]''|Intervista di Affari UE, ''Europarl.europa.eu'', 21 gennaio 2011}} *Non è l'euro a essere in crisi, sono gli Stati membri a essere in difficoltà a causa dei loro debiti pubblici. *Ci serve una strategia che funzioni per evitare che i rom tornino al nomadismo. *L'Ungheria deve venire a patti con il fatto di essere un paese totalmente sconosciuto agli altri. *Quando dirò un semplice "buongiorno", alcuni mormoreranno che l'ho detto in un tono pericoloso. Ma dobbiamo portare avanti i compiti della presidenza e ci sentiamo a nostro agio nel farlo. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2019/05/01/news/victor-orban-denaro-sicurezza-mercato-oggi-ci-sono-gia-tre-europe-ma-fingiamo-sia-soltanto-una-1.33698927/ Victor Orban: “Denaro, sicurezza, mercato. Oggi ci sono già tre Europe, ma fingiamo sia soltanto una”]''|Intervista di Alberto Simoni, ''Lastampa.it'', 1 maggio 2019}} *Il mio miglior amico è sempre Berlusconi, persona grandiosa, epocale. *Salvini ha un ruolo politico importante, noi abbiamo interesse a consolidare con lui un buon rapporto. La gente qui lo vede come un compagno della stessa sorte, subiamo entrambi attacchi, ma lui è l’eroe che ha fermato per primo le migrazioni dal mare, noi sulla terra. *La migrazione è la questione più grande che ci pone di fronte la storia. Io la chiamo migrazione dei popoli, una grande migrazione di massa. Alla base di questa c’è una ragione demografica: gli europei sono sempre meno, in Sahel, nel mondo arabo e nell’Africa nera ci sono sempre più persone. Che si muovono, vagano, girovagano per approdare qui. Quando ci sono attentati terroristici o fatti criminali particolari la testa della gente si risveglia e capisce quanto il tema migrazione è vitale, ma quando casi così vistosi sono assenti, e grazie a Dio attualmente non ce ne sono, nella testa della gente questa preoccupazione decresce. *I grandi esodi devono essere previsti e, se non si riesce a prevenirli, vanno fermati. Per questo penso che Salvini sia oggi la persona più importante d’Europa. *Gli italiani vorrebbero sbarazzarsi degli immigrati e dividerli fra gli altri Paesi e per questa mossa a Bruxelles è stata inventata un’ideologia, si chiama solidarietà. La nostra posizione è diversa: ci siamo difesi e abbiamo impedito che arrivassero qui e non vorremmo nemmeno che i migranti arrivassero da voi. *Nella terminologia europea oggi il nazionalismo è visto con accezione negativa, per me non è così. La stragrande maggioranza degli intellettuali europei ritiene che guerre, dittature, sofferenze sono state provocate dai nazionalismi. Non sono d’accordo. Queste tragedie infatti sono state innescate dai tentativi fatti per la costruzione di vari imperi europei. E io in Bruxelles attualmente intravvedo proprio questo pericolo. Le élite bruxellesi dicono che noi stiamo alimentando il nazionalismo, noi pensiamo che siano le élite di Bruxelles a voler rianimare un pericolo maggiore volendo costruire un impero *Alla fine della Prima guerra mondiale e in seguito a Trianon milioni di ungheresi si sono trovati a vivere in territori di altri Paesi e sono stati trattati come cittadini di serie B, nel 1945 siamo stati occupati dall’Urss e nel 1956 ci siamo ribellati. Sono momenti che insieme hanno forgiato la nostra identità. *I grandi spiriti che determinano il pensiero degli occidentali festeggiano ogni qualvolta vedono l’Europa volgersi in una direzione post cristiana e post nazionale. Lo chiamano progresso. Questo modo di pensare mi è estraneo. Io non provo gioia, la considero invece una resa della nostra identità. Non metto in dubbio il diritto di qualcuno a bearsi del suo multiculturalismo, ma vorrei che loro prendessero atto che l’Ungheria non li seguirà. *Quando i liberali perdono le elezioni il giorno dopo annunciano subito che la democrazia è finita. *Il mio governo esercita la tolleranza zero all’antisemitismo. [...] L’Ungheria è il posto più sicuro per gli ebrei in Europa ==Citazioni su Viktor Orbán== *Il metodo di Orbán funziona. Se sollevi questioni che suscitano emozioni e ti atteggi a difensore della civiltà occidentale, specialmente all'estero, nessuno si accorgerà del nepotismo e della corruzione in patria. ([[Anne Applebaum]]) *Il Premier Orban non riuscirà a portare l'[[Ungheria]] fuori dall'Europa, il suo populismo sarà sconfitto. ([[Gianni Pittella]]) *Il primo ministro ungherese è un abile demagogo, e gli ungheresi sono molto suscettibili al fascino degli agitatori nazionalisti. ([[Gwynne Dyer]]) *Mi dispiace di aver sostenuto Orbán in passato e di averlo aiutato a vincere le elezioni: è stato uno dei miei grossi errori. Mi vergogno e mi dispiace aver commesso questo errore. Ho ricevuto da Orbán un'onorificenza e penso che la restituirò ([[Lech Wałęsa]]) *Orbán diventa importante quando forze politiche importanti gli danno forza, altrimenti vale poco. ([[Volodymyr Zelens'kyj]]) *Orban è un leader corrotto che ha legami ambigui con Putin. ([[Bill Browder]]) *Orbán parla sempre due linguaggi, uno a uso interno e uno per il resto del mondo: fuori dall'[[Ungheria]] loda [[Angela Merkel]], a casa spara a zero contro di lei. E cerca di far dimenticare a tutti che l'Ungheria oggi anti-migranti allora fu un Paese di migranti: dopo l'invasione russa fuggirono a centinaia di migliaia, trovarono solidarietà e salvezza. ([[Ágnes Heller]]) *Orban, più parli, più riveli la tua indole fascista. ([[Ilaria Salis]]) *Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? Lo chiedo sempre a Orbán. Sono infastidito dal suo continuo atteggiamento moderato nei confronti di [[Vladimir Putin|Putin]], ma purtroppo questa è la politica ungherese e bisogna tenerne conto ([[Mateusz Morawiecki]]) ===[[Péter Magyar]]=== *Orbán ha invitato nel nostro Paese i più esperti agenti russi per interferire nelle elezioni e privarci ancora una volta del bene più sacro, la libertà ungherese, per la quale i nostri antenati hanno dato la vita [...]. Menzogne, inganni e intimidazioni: questo è ciò che ci hanno preparato. Viktor Orbán ha tradito la libertà ungherese per trenta denari, per sé e per la sua dinastia. Vergogna, vergogna, vergogna. *Se volete che Viktor Orbán spii nella vostra camera da letto, allora votate pure per il partito di governo Fidesz. *Viktor Orbán è un traditore che ha tradito il nostro futuro comune. Non ha costruito un Paese, ma il proprio dominio. Non ha innalzato la patria, l'ha resa il Paese più povero e più corrotto dell'Ue. ===[[Péter Márki-Zay]]=== *Evidentemente Orbán è cambiato molto nel corso della sua carriera politica, passando dal comunismo al fascismo, ha coperto praticamente tutto lo spettro fino alla sua svolta a destra. L’unica cosa con cui è coerente è la corruzione. Sono solito dire che l’unica ideologia che ha è la corruzione. *Le aziende in Ungheria hanno bisogno di manodopera. Orbán l’ha già detto nel 2002… è una tale ipocrisia, continua ad attaccare e odiare i migranti quando è lui che fa arrivare più migranti in tutta Europa! *Orbán è così, è un opportunista. Se può vincere con una campagna d’odio contro i rom, li odierà. Se può vincere con una campagna pro-rom, li amerà. *Orbán ha iniziato la campagna di odio contro Soros, ma è stato pagato da Soros negli anni ’80 e ’90. *Orban viola i più basilari diritti umani, da cristiano ne sono inorridito, nega l'ingresso a profughi e rifugiati e fa passare invece i peggiori criminali. *Sono un cristiano conservatore prima ancora di Orban, lo sono sempre stato, è lui che è stato comunista. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Ungheria sotto Viktor Orbán]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Orban, Viktor Mihály}} [[Categoria:Politici ungheresi]] mtuhxjv8rqlcd65sgti5nhhvfsjnxmz Transparent 0 111630 1410369 1227634 2026-04-13T07:41:50Z Spinoziano 2297 typo 1410369 wikitext text/x-wiki {{FictionTV |titoloitaliano= Transparent |immagine= Cast of Transparent.jpg |didascalia= Il cast principale della serie. |titolooriginale= Transparent |titoloalfabetico= Transparent |paese= Stati Uniti d'America |annoprimatv= 2014 – in produzione |tipofiction= webserie |genere= commedia, drammatico |stagioni= 1 |episodi= 10 |linguaoriginale= inglese |ideatore= [[Jill Soloway]] |attori= * [[Jeffrey Tambor]]: Mort Pfefferman / Maura * [[Amy Landecker]]: Sarah Pfefferman * [[Gaby Hoffmann]]: Ali Pfefferman * [[Jay Duplass]]: Josh Pfefferman * [[Judith Light]]: Shelly Pfefferman |doppiatoriitaliani= * [[Stefano Albertini]]: Mort Pfefferman / Maura * [[Maddalena Vadacca]]: Sarah Pfefferman * [[Martina Felli]]: Ali Pfefferman * [[Ruggero Andreozzi]]: Josh Pfefferman * [[Rosalba Bongiovanni]]: Shelly Pfefferman }} '''''Transparent''''', webserie statunitense ideata e diretta da [[Jill Soloway]]. ==Stagione 1== ===Episodio 1, ''Rivelazioni''=== {{cronologico}} *'''Josh''': La band è molto forte. Ti piacerebbe.<br>'''Ali''': Ah, davvero?<br>'''Josh''': Sì.<br>'''Ali''': E come si chiama?<br>'''Josh''': Glitterish.<br>'''Ali''': Glitterish?<br>'''Josh''': Sì.<br>'''Ali''': Sembra quasi Clitoris.<br>'''Josh''': No, affatto!<br>'''Ali''': È quel tipo di band dove una donna se ne sta in disparte a suonare il triangolo?<br>'''Josh''': Sì, è così, ma... ma è molto importante per il suono. Davvero. *'''Mort/ Maura''': {{NDR|Sarcastico}} Sei sempre un vero fenomeno a ordianre da mangiare...<br>'''Sarah''': Mh, grazie. Potrei scriverlo sulla mia lapide. "Sapeva che cosa ordinare"... *'''Ali''': Sarah, non assumo glutine!<br>'''Mort / Maura''': Hai problemi con il glutine?<br>'''Ali''': Sì, ho problemi con il glutine!<br>'''Josh''': Sì, ha davvero un sacco di problemi con il glutine... Anche con le gambe senza riposo...<br>'''Ali''': È la sindrome della gamba senza riposo!<br>'''Josh''': E col virus di Epstein-Barr...<br>'''Sarah''': ...avvelenamento da mercurio... fibromialgia...<br>'''Josh''': ...affaticamento cronico ...[[malattia di Lyme]]...<br>'''Ali''': Sì, sul serio. È documentata!<br>'''Josh''': Ha sempre la malattia di Lyme! Saranno in quattro a Los Angeles...<br>'''Ali''': Scusate se ho un trauma sotto l'ascella!<br>'''Josh''': ...e Ali è una di loro! Anche se è durata poco! *Qui dentro a cena vige la [[regole dalle serie televisive|regola]] di ferro: lascia che si sporchi come vuole, poi lo ripuliremo. ('''Ali''') *La settimana scorsa mi ero imposto di dirlo ai ragazzi, ma non ce l'ho fatta. Non era ancora il momento giusto, capite? Ma lo farò. E succederà presto. Voglio promettervelo. {{NDR|Alza la mano}} Ve lo prometto! ('''Mort/Maura''') {{NDR|[[Giuramenti dalle serie televisive]]}} ===Episodio 2, ''Cambiamenti''=== {{cronologico}} *'''Mort/Maura''': Quando avevo cinque anni io se-sentivo che c'era qualcosa che non andava. Non sono riuscito a parlare con nessuno del mio lato femminile... Era un periodo diverso, sai... Del tutto diverso. [...] Così ho dovuto tenere tutti i sentimenti dentro di me...<br>'''Sarah''': Papà... Papà...<br>'''Mort/Maura''': No, lasciami parlare, ti prego, Dio, lasciami parlare! C'è qualcuno che ha una vita segreta e c'è chi vive profondamente solo e... si vede che è per questo che [[internet]] è stato inventato!<br>'''Tammy''': Internet, sì. Che grande cosa internet! È magico...<br>'''Sarah''': Scusa, ma io non... Scusa, papà, ma io non sto capendo... Potresti aiutarmi a venirne fuori? Stai... Mi stai dicendo che ti sei vestito da donna per tutta la vita?<br>'''Mort/Maura''': No, amore. Per tutta la mia vita... per tutta la mia vita mi sono travestito da uomo! Io sono così. {{NDR|[[Coming out dalle serie televisive]]}} *''Cosa dice il dottore? | Cosa dice il dottore?'' Dovrei scrivere una canzone. Potrei andare avanti così per tutta la vita! Potrei morire, portei marcire per bene nella mia bara e nessuno se ne accorgerebbe. ('''Shelly''') *Ho fatto, come posso dire... tutta la trafila ebraica. A partire dal gioco delle sedie, che poi arrivi ai venticinque anni e poi, santo cielo, scegli l-la tipa che ti sta più vicino! Poi abbiamo fatto tre figli, due case diverse e ho avuto una valanga di animali e poi... è finita la commedia. ('''Mort/Maura''') ===Episodio 3, ''Donne''=== {{cronologico}} *'''Mort/Maura''': Credo che il prossimo a cui lo dirò sarà Josh. [...] Pensi che sia pronto?<br>'''Sarah''': No, non si è mai pronti. È come partorire. Hai presente? Un bel giorno il bambino nasce e tu prendi coscienza. *Volevo farti sapere che stavo pensando a te e che mi ha fatto piacere ricevere il tuo messaggio. Allora per favore lasciamene ancora perché quando sento la tua voce io sto meglio. Ok, adesso ti saluto. Scusa se continuo a chiamarti! ('''Messaggio di Sarah nella segreteria di Tammy''') *Ehi, Kaya! Non capisco perché non richiami. Sono stufo di parlare con la segreteria, capisci? Possibile che non ti sia venuta voglia di rispondere anche solo per salutare? ('''Messaggio di Josh nella segreteria di Kaya''') *'''[[Segreterie telefoniche dalle serie televisive|Segreteria]] di Tammy''': Ciao, qui è Tammy Cashman. Sai che sao devi fare, per cui spara!<br>'''Sarah''': Tesoro, l'ho fatto. Ho lasciato Len. Oh, mio Dio. Sai, penso che sia andata bene, che l'abbia presa bene. Adesso devo... dirlo ai bambini. Domani li porto da mio padre. Secondo te è l'occasione giusta? Oddio, non so cosa fare. [...] Dove sei, amore? Devo parlare con te! Mi vuoi richiamare, per favore? *{{NDR|Ali è sotto l'effetto della droga "moon rock"}}<br>'''Ali''': Mi piace la tua macchina, è molto carina. Credo che ci si senta così a stare nell'utero materno, ma forse lì non si riesce a fare così con le braccia... Hai una faccia molto simpatica, sai? Da dove vieni?<br>'''Tigran, il tassista''': Vengo dall'Armenia.<br>'''Ali''': Oh, e là c'è la tua famiglia... <br>'''Tigran, il tassista''': Sì...<br>'''Ali''': E sei triste per questo?<br>'''Tigran, il tassista''': Vivere vuol dire essere tristi.<br>'''Ali''': Posso prendere una caramella? [...] E così tu vai sempre a comprare le caramelle da comprare ai tuoi clienti?<br>'''Tigran, il tassista''': Ma certo. Basta fare un salto al supermercato.<br>'''Ali''': Questo è talmente gentile da parte tua... andare al supermercato apposta per comprarci le caramelle... Mi dispiace così tanto per il [[genocidio armeno|genocidio del popolo armeno]]. ===Episodio 4, ''Domande''=== {{cronologico}} *{{NDR|Reagendo, sotto l'effetto di droghe, al coming out del padre}} Adesso ti vedo tutto come se non ti avessi mai visto prima! [...] Papà, oh santo cielo! E adesso come ti devo chiamare? ('''Ali''') *Rivelare il segreto di un [[transessualità|trans]] è come un atto di violenza. Sarebbe come spogliare una persona in una mensa e costringerla a mangiare da sola. ('''Sarah''') *Ha passato tutta la vita senza sapere dov'è la sua zona T sul viso? Povera anima persa... ('''Make-up artist''') {{NDR|Mentre trucca Mort/Maura}} ===Episodio 5, ''Rivelazioni atto secondo''=== {{cronologico}} *'''Mort/Maura''': Prendi anche delle pastiglie?<br>'''Davina''': No, non più. Prima prendevo queste: Premarin.<ref>{{Cfr}} [[:w:en:Premarin|Premarin]]</ref><br>'''Mort/Maura''': Oh, Premarin. Fa vedere.<br>'''Davina''': Sì.<br>'''Mort/Maura''': Ma... se le prendo?<br>'''Davina''': Non ti succede niente! Sono [[estrogeno|estrogeni]], non eroina, tesoro! {{NDR|Mort/Maura ingoia una pastiglia}} Allora?<br>'''Mort/Maura''': Mi si sta già gonfiando il seno. *Sono gli [[ebrei]] che hanno più ansie della media delle persone o io lo noto solo perché conosco più ebrei? ('''Josh''') *'''Rabbi Raquel''': Senta, pensa che a Ed faccia piacere la mia visita? Potrei leggergli qualcosa.<br>'''Shelly''': Sono libri ebrei quelli?<br>'''Rabbi Raquel''': Sì, stampati di fresco duemilacinquecento anni fa.<br>'''Shelly''': No, non gli piace quella roba. A lui piace [[Stephen King]]. Non ce l'ha Stephen King? *{{NDR|Mort, vestito da donna, incontra un vecchio amico}}<br>'''Mort/Maura''': Gary.<br>'''Gary''': Gesù Cristo! Morty?<br>'''Mort/Maura''': È passato un po' dalle partite di squash, vero?<br>'''Gary''': Puoi giurarlo. Che sarebbe quello che hai addosso?<br>'''Mort/Maura''': Oh, be'... Questo è... Qualcuno la chiama collana. Ehm, e questo è... Io credo che si chiami scialle. Un anello.<br>'''Gary''': Anche lo smalto sulle unghie... *'''Josh''': Ehi, stavo cercando di dire che papà è un cazzo di travestito!<br>'''Sarah''': Quella non è la parola giusta! Ok? È un trans!<br>'''Shelly''': Ah, quello. Certo che lo so. Pensate che sia una stupida?<br>'''Ali''': Ommioddio.<br>'''Josh''': Tu lo sai?! Lo sapevi?!<br>'''Shelly''': Era il suo... vizietto. Il suo vizietto personale. Tutti ne hanno uno. Questo lo può confermare anche lei, vero Rabbina? Tutti ce l'hanno, vero?<br>'''Rabbi Raquel''': Be', suppongo che tutti ne abbiano un paio...<br>'''Shelly''': Grazie.<br>'''Josh''': No-no-no-no. No-no-no. Solo desso lui è in quel modo! E si mostra anche in pubblico!<br>[...]<br>'''Shelly''': Volete dire che adesso si fa vedere in giro vestito da donna?<br>'''Sarah''': Sì.<br>'''Shelly''': Oh.<br>[...]<br>'''Josh''': Sono andate con lui al Beverly Center vestito in quel modo!<br>'''Shelly''': Oh. Nessuno dovrebbe andare al Beverly Center. ===Episodio 6, ''Incontri e scontri''=== {{cronologico}} *'''Josh''': {{NDR|Parlando di Mort/Maura}} Credo che abbia perso la ragione! Sono andato in rete a controllare i sintomi e il primo segno della demenza è il cambio di personalità!<br>'''Sarah''': Oddio...<br>'''Ali''': Non è demenza!<br>'''Josh''': Ha bisogno sempre di stare al centro dell'attenzione. Come quando al compleanno di Zack si è presentato vestito da apicoltore!<br>'''Sarah''': C'era da ammazzarsi dal ridere quella volta!<br>'''Josh''': No, invece. È inopportuno. Secondo voi è tutto vero?<br>'''Sarah''': Ma certo che è vero!<br>'''Ali''': È stravero.<br>'''Josh''': Ok, allora che cosa significa? Che tutto quello che ha fatto prima è stata una finzione? Che ha passato la vita a recitare?<br>'''Ali''': No... Significa che si può ricominciare. *'''Sarah''': Questa sera il nonno verrà da noi.<br>'''Ella''': Sììììì!<br>'''Sarah''': Il nonno adesso si veste co-come una donna.<br>'''Zack''': Ma resta sempre un maschio, vero?<br>'''Ella''': Eeeh?!<br>'''Sarah''': Per la verità no. Adesso lui è come... è proprio come una femmina. Prendi quest'orso. Come facciamo a sapere se è maschio o femmina?<br>'''Ella''': È femmina perché ha la vagina!<br>'''Sarah''': Non lo so, tu vedi la vagina?<br>'''Tammy''': No.<br>'''Sarah''': Non lo sappiamo.<br>'''Zack''': Non ha la vagina, non ha niente. Ha solo il pelo.<br>'''Sarah''': Allora come facciamo a saperlo?<br>'''Ella''': Non lo so.<br>'''Zack''': Non si vede se ha il pene, però. Non lo so neanch'io.<br>'''Ella''': I maghi possono cambiare. Il nonno è un mago?<br>'''Sarah''': Sì, già! Lui... Cioè... è una maga!<br>'''Tammy''': Devi raddrizzare il tiro. Cioè... Sai...<br>'''Sarah''': Ok, qui non c'entra la magia. In realtà lo può fare chiunque.<br>'''Tammy''': Cioè, non è una cosa facile. È abbastanza difficile in effetti. Non [che uno pu; andare avanti e indietro come vuole.<br>'''Ella''': Il nonno sarà pettinato bene quando viene? *'''Professoressa del corso sugli studi di genere''':<ref>Cameo di [[Jill Soloway]], ideatrice della serie.</ref> Le donne sanguinavano senza morire e gli uomini avevano paura, per cui è nata la storia. Il viaggio dell'eroe era soltanto un modo epr uscire dalla paura. Perché la donna sanguinava senza morire. Da la il passo verso il [[Test di Papanicolaou|pap test]] è stato breve. Anche il passo verso la teoria è stato breve e dalla teoria scaturiscono i commenti di [[Audre Lorde]] sull'assalto al castello del padrone effettuato proprio con gli strumenti del padrone. [...] Perché non è tanto quello che si prova, quanto quello che si sente! Il sentire non c'entra, perché il sentire è troppo femminile! [...] Il maschio insiste nel separare le cose con un [[punto esclamativo]]. Tutti questi punti di per sé rappresentano piccoli stupri. È proprio il modo con cui un punto esclamativo conclude una frase. Lui dice "Smettila di parlare, donna!"<br>'''Syd''': Sei mai stata stuprata da un punto esclamativo?<br>'''Ali''': Una volta mi ha violentata tutto il branco. Punti interrogativi, punti esclamativi e punti e virgola!<br>'''Syd''': Ah, che brutalità...<br>'''Ali''': Sì, è stato un trauma...<br>'''Syd''': E non ne parla nessuno... *'''Ali''': Grande il discorso sulla cultura dello stupro e l'allattamento al seno... Grazie per avermi fatto ascoltare la sua lezione.<br>'''Professoressa del corso sugli studi di genere''': È molto femminista ascoltare!<br>'''Ali''': Già, certo.<br>'''Professoressa del corso sugli studi di genere''': Non è per niente antifemminista! *Politicamente sono abbastanza lesbica. Vedo privilegi maschili ovunque... Anzi, mi piacerebbe essere lesbica, ma no. Non è così. A me piacciono i maschi, capisci? I maschi. I maschi. I mascolini maschi. ('''Ali''') *A me piacciono i libri. Sì, come elemento di design. ('''Tammy''') *{{NDR|Parlando della peregrinazione nel deserto del Sinai raccontata nel [[Libro dell'Esodo]]}} Se guardate la cartina, la [[Terra di Israele|Terra promessa]] non è poi così lontana da dove viveva [[Mosè]]. Era un po' come andare da qui {{NDR|in California}} fino in Messico. Non era così lontana. Ma metterci quarant'anni! [...] Però Dio ha avuto bisogno di tutti quegli anni per rendere degli schiavi degli uomini liberi. La generazione precedente ha dovuto morire, non è entrato nessuno di quella generazione. Solo quelli che sono nati liberi, quelli che sono nati nel mezzo del deserto hanno visto la Terra promessa. ('''Rabbi Raquel''') *Josh Pfefferman! Che cosa Pfeffer ci fai qui tutto vestito?! ('''Rabbi Raquel''') {{NDR|A Josh, che si è presentato alla sinagoga}} *'''Rabbi Raquel''': Adesso i miei ovuli sono fragili e raggrinziti, quelli di una vecchia signora... Un po' come se fossero...<br>'''Josh''': Scommetto che invece sono ancora belli arzilli, dai!<br>'''Rabbi Raquel''': Oh, sono sicura che lo dici a tutte quelle che incontri! *È colpa del mio tono? Be', questo è il registro delle mie corde vocali ed è questo che confonde sempre tutti. Ma se volete posso cambiare tono. {{NDR|Fa una vocina stridula}} Posso parlare in questo modo, come fossi una signora, ok? Vi sentireste meglio se poteste vivere su un pianeta abitato solamente da donne? Potete sempre partire a bordo di un'astronave a forma di utero! [...] {{NDR|Prende in mano un coltello}} E io mi posso tagliare l'uccello! Sarebbe più facile per tutti, non è vero, se fossi una femminuccia anch'io? ('''Len''') *'''Sarah''': Spero di non rovinare i bambini con tutte queste assurdità...<br>'''Mort/Maura''': Tu ricordi le nostre assurdità?<br>'''Sarah''': Sì. Solo che sono mescolate ai bei ricordi. ===Episodio 7, ''Talent show''=== {{cronologico}} *{{NDR|In un negozio d'abbigliamento}}<br>'''Ali''': Un uomo cosa intende per "molto femminile"? Questa qui con il pizzo? {{NDR|Mostrando un vestito}}<br>'''Syd''': No, quello è per quando trovano il tuo corpo nella stanza di un motel. *'''Syd''': Io sono poco femminile. Camicia da uomo.<br>'''Ali''': E io come sono?<br>'''Syd''': Sei della terra di mezzo.<br>'''Ali''': Tipo ''[[Lo Hobbit]]''?<br>'''Syd''': No, il tipo che vive nella metro. Sei una femmina di talpa. *'''Josh''': Cioè quello vorrebbe diventare una donna?<br>'''Ali''': No, quello è una donna.<br>'''Josh''': Non ci credo...<br>'''Sarah''': È stato operato sotto?<br>'''Ali''': Non ancora.<br>'''Josh''': Non è stato operato sotto?!<br>'''Ali''': Ha ancora la vagina.<br>'''Josh''': Cosa?! Quella?! Eh, mi rendo conto adesso che... ciò significa che ... quattro Pfefferman su cinque preferiscono la passera!<br>'''Ali''': Io concordo e ribadisco che quattro su cinque Pfefferman preferiscono la passera! ===Episodio 8, ''Gita autunnale''=== {{cronologico}} *'''Judy''': Perché non fate terapia di coppia?<br>'''Shelly''': Non ho intenzione sprecare soldi con un dottore per sentirmi dire che con mio marito devo fare più sesso orale! *{{NDR|Scena ambientata nel 1994}}<br>'''Shelly''': Credo che gli piacciano le cose strane.<br>'''Judy''': Strane?<br>'''Shelly''': Non posso... non... non posso dirlo.<br>'''Judy''': Andiamo, adesso devi parlare.<br>'''Shelly''': No... No...<br>'''Judy''': Che cosa?<br>'''Shelly''': Lui vuole, ecco... Ma tutti gli uomini lo fanno? Lui si... si mette le mie mutandine quando facciamo l'amore. Io ho dovuto... Ho dovuto farlo smettere di farlo...<br>'''Judy''': Aspetta, aspetta... Che vuole dire "se le mette"?<br>'''Shelly''': Sopra. Lui...<br>'''Judy''': Sopra?<br>'''Shelly''': ...Lui se lo impacchetta per bene dentro le mie mutandine! E così ha la vulva più grande che abbia mai visto!<ref>Nella versione originale: «It was the biggest camel toe I've ever seen!»</ref> {{NDR|Ridono}} *{{NDR|Al Camp Camelia, ritrovo per travestiti}}<br>'''Connie''': Lo sapete che siste una carta dei diritti delle mogli?<br>'''Mort/Maura''': Ma scherzi, davvero?<br>'''Connie''': Sì, non potete prenderci i vestiti senza prima chiederci il permesso.<br>'''Mark/Marcy''': Be', tanto mia moglie porta la trentotto! Io sono una trentotto alla seconda! *'''Jackie''': Siamo [[travestitismo|travestiti]], ma siamo ancora uomini!<br>[...]<br>'''Mark/ Marcy''': Siamo maschi!<br>'''Jackie''': {{NDR|[[Brindisi dalle serie televisive|Brindando]]}} Siamo uomini con la gonna! ===Episodio 9, ''Rivelazioni atto terzo''=== {{cronologico}} *'''Shelly''': Dimmi, adesso che hai deciso di essere per sempre così ti vedi ancora con qualche donna?<br>'''Mort/Maura''': Sì, insomma io... sono pur sempre un uomo.<br>'''Shelly''': Per cui sei lesbica?!<br>'''Mort/Maura''': Be'...<br>'''Shelly''': Perciò il nostro era un matrimonio gay prima che diventasse di moda? {{NDR|Ridono}} *'''Syd''': Ehi, so perché eri là {{NDR|a casa di Dale per corteggiarlo.}}<br>'''Ali''': Perché?<br>'''Syd''': Perché volevi imparare. La mia maestra aveva detto a mia madre di ritagliare le lettere e di darmele mentre facevo il bagnetto perché io apprendo con il tatto. Tu... apprendi con la vagina.<br>'''Ali''': Davvero?<br>'''Syd''': Sì, hai bisogno di ficcarci dentro qualcosa per imparare.<br>'''Ali''': {{NDR|Prende in mano un disco in vinile}} Ehi, che cos'è? Un momento, fammi controllare. {{NDR|Mima l'atto di inserire e poi tirare fuori il disco dalla propria vagina}} Oh! Oh, guarda un disco! {{NDR|Fa spuntare da sotto il tavolo il disco}}<br>'''Syd''': Esatto.<br>'''Ali''': Visto?<br>'''Syd''': O anche... Oddio, ma che cos'è questo gigante che ho dentro? Ah! {{NDR|Anche lei fa finta di tirare fuori qualcosa dalla vagina}} È la Statua della Libertà!<br>'''Ali''': Ahia! Finiscila! Non la metterei mai nella mia vagina. *{{NDR|Parlando dopo aver fumato marijuana}}<br>'''Len''': Ti dirò la verità: non c'è niente che batta le tue tette.<br>'''Sarah''': Tammy adora queste mie tette esagerate. {{NDR|Ride}}<br>'''Len''': Be', almeno c'è una cosa su cui siamo d'accordo.<br>'''Sarah''': Non però sui divani.<br>'''Len''': Siamo d'accordo anche su due cose.<br>'''Sarah''': Qual è quest'altra cosa?<br>'''Len''': Che le tette sono due! {{NDR|Ridono}} *{{NDR|Parlando dei rispettivi lavori}}<br>'''Josh''': [...] prima di tutto bisogna riuscire a scovare una band del tutto sconosciuta e quando ci riesci, quando l'istinto ti dice che è quella buona, che il sound della band è quello, allora a quel punto è fatta.<br>'''Rabbi Raquel''': Ecco, io invece sono letteralmente l'opposto di te. Devo prendere una storia molto molto ma molto vecchia che tutti hanno sentito un milione di volte e cercare di farla sembrare nuova di zecca. *{{NDR|Scena ambientata negli anni '90}} Dunque, il mio amico Harry è andato dal dottore l'altro giorno per ritirare gli esami del sangue che aveva fatto la moglie. L'infermiera gli ha detto che era stato commesso un grave errore dal laboratorio. C'erano due signore Finkelstein: gli esiti di una delle signore risultavano positivi all'[[Malattia di Alzheimer|Alzheimer]], gli esiti dell'altra signora Finkelstein erano positivi allo [[gonorrea|scolo]]. Harry gli ha detto: "Perché non rifate gli esami del sangue?" E l'infermiera: "L'assicurazione non pagherebbe." [...] Harry dice "Secondo gli esami mia moglie ha l'Alzheimer oppure ha la gonorrea. E che cosa diavolo dovrei fare secondo lei?" E l'infermiera "La porti fino a Burbank e se poi trova la via di casa... non vada a letto con lei!" ('''Ed''') {{NDR|[[Barzellette dalle serie televisive]]}} ===Episodio 10, ''La famiglia''=== {{cronologico}} *Oggi siamo qui riuniti per ricordare la vita di Ed Paskowitz che ha vissuto sempre con dignità, benevolenza e rispetto anche quando la malattia peggiorava è rimasto meravigliosamente positivo e so per certo che amava molto la sua famiglia. Per questo oggi celebreremo la sua vita. ('''Rabbi Raquel''') {{NDR|[[Elegie funebri dalle serie televisive]]}} *Salve, parente dello sposo o della sposa? ('''Mort/Maura''') {{NDR|Accogliendo i visitatori dopo il funerale di Ed}} *'''Ali''': Perché si devono coprire gli [[specchio|specchi]] {{NDR|durante un [[lutto]]}}? Cioè, che cosa c'è scritto sulla [[Bibbia]], sulla [[Torah]] o su altri libri a questo proposito?<br>'''Rabbi Raquel''': No, non è scritto sulla Bibbia, è solo una tradizione. È per liberarsi dalla vanità, liberarsi della sovrastruttura di farsi vedere per essere e basta.<ref>{{Cfr}} [[:w:it:Morte nell'ebraismo|Morte nell'ebraismo]]</ref> *Alla scuola elementare di Westlake c'era la signora Painter e io stavo nella fila delle bimbe e mi sembrava giusto [...] e, ehm lei mi ha fatto cambiare fila, dovevo stare con i maschietti. È stato allora che ho scoperto di avere qualcosa di... diverso. ('''Mort/Maura''') *'''Ali''': Mi stai dicendo che non ho fatto il Bat mitzvah perché papà è voluto andare nei boschi a vestirsi da donna?!<br>'''Shelly''': Questo e perché eri viziata. *Perché è questa la religione di famiglia: la segretezza! ('''Ali''') *'''Colton''': {{NDR|Cenando con una famiglia ebrea}} La [[Preghiere dalle serie televisive|preghiera]] avrà più forza se restiamo tutti uniti. Io ti ringrazio, Santo Padre, per questo cibo, per questo giorno e per queste splendide persone. Nel nome di Gesù, ti preghiamo.<br>'''Mort/Maura''': Poveri noi... ==Stagione 2== ===Episodio 1, ''Kina Hora''=== *{{NDR|Voto nuziale}} Mia dolce amata, ti prometto di crescere con te, di gioire della tua crescita, di fare l'amore con te, di rendere grande l'amore con te e soprattutto di ispirarti, di essere la parte migliore di te, la parte migliore di te. ('''Tammy''') ===Episodio 2, ''Flicky Flicky Tamp Tamp''=== {{cronologico}} *Bel taglio! [...] Sì, è una trecciona interessante. [...] Non dirmi che sei entrata in qualche setta poligama. Cos'è? La casetta punk nella prateria? ('''Syd''') {{NDR|ad Ali}} *'''Colton''': L'altro giorno ho cercato "trans" su YouTube e ho visto una donna molto buffa che indossava una mantella. Quella è... una roba da trans?<br>'''Mort / Maura''': No, no. Non credo. Ritengo sia più una roba da YouTube. *Ho scoperto che vado matta per la torta nuziale lesbica! ('''Ali''') {{NDR|mangiando la torta stantia del matrimonio}} *Sai una cosa, Sarah? Io ho un'anima meravigliosa! Voi invece siete tutti... dei mostri! ('''Tammy''') {{NDR|ubriaca}} *Io sto soffrendo! Io sono la tua sofferenza! ('''Tammy''') {{NDR|ubriaca}} ==Citazioni su ''Transparent''== *''Transparent'' è un capolavoro. È un romanzo borghese con implicazioni universali in forma di serie tv. Parla di identità sessuale ed egoismi personali. Di inevitabilità della famiglia e di liti immobiliari e di segreti. [...] E nessuno, in ''Transparent'', è un personaggio monoblocco. L'identità sessuale viene raccontata come un processo fluido, in continua definizione. ([[Maria Laura Rodotà]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:LGBT]] eanjc0ocog3aazwchmco0bp9dgeh34s Terra di Israele 0 112796 1410360 730383 2026-04-13T07:03:49Z Spinoziano 2297 +1 1410360 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Greater Israel map.jpg|thumb|upright=1.3|Mappa che mostra un'interpretazione dei confini della Terra promessa, basata sulla promessa fatta da Dio ad [[Abramo]] ([[Libro della Genesi|Genesi]], 15)]] Citazioni sulla '''Terra di Israele''' o '''Terra promessa'''. *– Che state leggendo di bello?<br>– È la Bibbia. Il capitolo sulla Terra promessa.<br>– E voi sperate di trovarla qui?<br>– E perché no? La Terra promessa è ovunque noi siamo. (''[[Reverendo Colt]]'') *Se guardate la cartina, la terra promessa non è poi così lontana da dove viveva [[Mosè]]. Era un po' come andare da qui {{NDR|California}} fino in Messico. Non era così lontana. Ma metterci quarant'anni! [...] Però Dio ha avuto bisogno di tutti quegli anni per rendere degli schiavi degli uomini liberi. La generazione precedente ha dovuto morire, non è entrato nessuno di quella generazione. Solo quelli che sono nati liberi, quelli che sono nati nel mezzo del deserto hanno visto la terra promessa. (''[[Transparent]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Luoghi biblici]] p0dc572cbti3co8340u96mhy783hsub 1410372 1410360 2026-04-13T07:45:08Z Spinoziano 2297 cambio immagine, +1, typo 1410372 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Map Land of Israel.jpg|thumb|Mappa che mostra un'interpretazione dei confini della Terra d'Israele basata sulla promessa fatta da Dio a [[Mosè]] ([[Numeri (Bibbia)|Numeri]] 34) e a [[Ezechiele]] ([[Libro di Ezechiele|Ezechiele]] 47)]] Citazioni sulla '''Terra di Israele''' o '''Terra promessa'''. *– Che state leggendo di bello?<br>– È la Bibbia. Il capitolo sulla Terra promessa.<br>– E voi sperate di trovarla qui?<br>– E perché no? La Terra promessa è ovunque noi siamo. (''[[Reverendo Colt]]'') *Il Signore disse a Mosè: "Da' questo ordine agli Israeliti e riferisci loro: Quando entrerete nel paese di Cànaan, questa sarà la terra che vi toccherà in eredità: il paese di Cànaan. Il vostro confine meridionale comincerà al deserto di Sin, vicino a Edom; così la vostra frontiera meridionale partirà dall'estremità del Mar Morto, a oriente; questa frontiera volgerà al sud della salita di Akrabbim, passerà per Sin e si estenderà a mezzogiorno di Kades-Barnea; poi continuerà verso Cazar-Addar e passerà per Asmon. Da Asmon la frontiera girerà fino al torrente d'Egitto e finirà al mare. La vostra frontiera a occidente sarà il Mar Mediterraneo: quella sarà la vostra frontiera occidentale. Questa sarà la vostra frontiera settentrionale: partendo dal Mar Mediterraneo, traccerete una linea fino al monte Or; dal monte Or, la traccerete in direzione di Amat e l'estremità della frontiera sarà a Zedàd; la frontiera continuerà fino a Zifron e finirà a Cazar-Enan: questa sarà la vostra frontiera settentrionale. Traccerete la vostra frontiera orientale da Cazar-Enan a Sefam; la frontiera scenderà da Sefam verso Ribla, a oriente di Ain; poi la frontiera scenderà e si estenderà lungo il mare di Genèsaret, a oriente; poi la frontiera scenderà lungo il Giordano e finirà al Mar Morto. Questo sarà il vostro paese con le sue frontiere tutt'intorno". (''[[Numeri (Bibbia)|Numeri]]'') *Se guardate la cartina, la Terra promessa non è poi così lontana da dove viveva Mosè. Era un po' come andare da qui {{NDR|in California}} fino in Messico. Non era così lontana. Ma metterci quarant'anni! [...] Però Dio ha avuto bisogno di tutti quegli anni per rendere degli schiavi degli uomini liberi. La generazione precedente ha dovuto morire, non è entrato nessuno di quella generazione. Solo quelli che sono nati liberi, quelli che sono nati nel mezzo del deserto hanno visto la Terra promessa. (''[[Transparent]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Luoghi biblici]] okeakuk0462lqht37e351yb969tchhl 1410374 1410372 2026-04-13T08:01:07Z Spinoziano 2297 forma, +1 1410374 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Map Land of Israel.jpg|thumb|I confini della Terra di Israele secondo la promessa fatta da Dio a [[Mosè]] (''[[Numeri (Bibbia)|Nm]]'' 34) e a [[Ezechiele]] (''[[Libro di Ezechiele|Ez]]'' 47)]] Citazioni sulla '''Terra di Israele''' o '''Terra promessa'''. *– Che state leggendo di bello?<br>– È la Bibbia. Il capitolo sulla Terra promessa.<br>– E voi sperate di trovarla qui?<br>– E perché no? La Terra promessa è ovunque noi siamo. (''[[Reverendo Colt]]'') *Dice il Signore Dio: "Questi saranno i confini della terra che spartirete fra le dodici tribù d'Israele, dando a Giuseppe due parti. Ognuno di voi possederà come l'altro la parte di territorio che io alzando la mano ho giurato di dare ai vostri padri: questa terra sarà in vostra eredità. Ecco dunque quali saranno i confini del paese. A settentrione, dal Mar Mediterraneo lungo la via di Chetlòn fino a Zedàd; il territorio di Amat, Berotà, Sibràim, che è fra il territorio di Damasco e quello di Amat, Cazer-Ticòn, che è sulla frontiera di Hauràn. Quindi la frontiera si estenderà dal mare fino a Cazer-Enòn, con il territorio di Damasco e quello di Amat a settentrione. Questo il lato settentrionale. A oriente, fra l'Hauràn, Damasco e Gàlaad e il paese d'Israele, sarà di confine il Giordano, fino al mare orientale, e verso Tamàr. Questo il lato orientale. A mezzogiorno, da Tamàr fino alle acque di Meriba-Kadès, fino al torrente verso il Mar Mediterraneo. Questo il lato meridionale verso il Negheb. A occidente, il Mar Mediterraneo, dal confine sino davanti all'ingresso di Amat. Questo il lato occidentale". (''[[Libro di Ezechiele]]'') *Il Signore disse a Mosè: "Da' questo ordine agli Israeliti e riferisci loro: Quando entrerete nel paese di Cànaan, questa sarà la terra che vi toccherà in eredità: il paese di Cànaan. Il vostro confine meridionale comincerà al deserto di Sin, vicino a Edom; così la vostra frontiera meridionale partirà dall'estremità del Mar Morto, a oriente; questa frontiera volgerà al sud della salita di Akrabbim, passerà per Sin e si estenderà a mezzogiorno di Kades-Barnea; poi continuerà verso Cazar-Addar e passerà per Asmon. Da Asmon la frontiera girerà fino al torrente d'Egitto e finirà al mare. La vostra frontiera a occidente sarà il Mar Mediterraneo: quella sarà la vostra frontiera occidentale. Questa sarà la vostra frontiera settentrionale: partendo dal Mar Mediterraneo, traccerete una linea fino al monte Or; dal monte Or, la traccerete in direzione di Amat e l'estremità della frontiera sarà a Zedàd; la frontiera continuerà fino a Zifron e finirà a Cazar-Enan: questa sarà la vostra frontiera settentrionale. Traccerete la vostra frontiera orientale da Cazar-Enan a Sefam; la frontiera scenderà da Sefam verso Ribla, a oriente di Ain; poi la frontiera scenderà e si estenderà lungo il mare di Genèsaret, a oriente; poi la frontiera scenderà lungo il Giordano e finirà al Mar Morto. Questo sarà il vostro paese con le sue frontiere tutt'intorno". (''[[Numeri (Bibbia)|Numeri]]'') *Se guardate la cartina, la Terra promessa non è poi così lontana da dove viveva Mosè. Era un po' come andare da qui {{NDR|in California}} fino in Messico. Non era così lontana. Ma metterci quarant'anni! [...] Però Dio ha avuto bisogno di tutti quegli anni per rendere degli schiavi degli uomini liberi. La generazione precedente ha dovuto morire, non è entrato nessuno di quella generazione. Solo quelli che sono nati liberi, quelli che sono nati nel mezzo del deserto hanno visto la Terra promessa. (''[[Transparent]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Luoghi biblici]] 3xza7fcgqeyawmrnesu4kommfgx7qbj Dicearco 0 118682 1410328 864627 2026-04-12T23:56:58Z AbelDionis 98772 1410328 wikitext text/x-wiki [[File:Dicearco di Messina.png|miniatura|Dicearco]] '''Dicearco''' (350 – 290 a.C.), filosofo, geografo e cartografo greco antico. ==Citazioni su Dicearco== *Dicearco afferma che {{NDR|i [[sette savi|sette sapienti]]}} non furono né sapienti né filosofi, ma uomini di senno pratico e legislatori. ([[Diogene Laerzio]]) *Dicearco, nei suoi libri sull'antichità greca, riferisce che sotto il segno di Saturno, quando la Terra era ancora spontaneamente fertile, nessun uomo mangiava carne, vivendo tutti di frutti e legumi che crescevano naturalmente. ([[San Girolamo]]) *Mandami, ti prego, i due libri di Dicearco, ''dell'anima'' e ''della Discesa''. Non trovo il ''Tripolitico'', e la lettera di lui scritta ad Aristosseno. Questi tre libri io mi consumo di avere; ché troppo m'acconcerebbono a quel che sto mulinando. ([[Marco Tullio Cicerone]]) *Nell'illustrare il modo di vita della Grecia primitiva, egli afferma che gli uomini nati nell'età antica e perciò vicina agli dèi – uomini di natura eccelsa i quali conducevano una vita meravigliosa tanto che, paragonati ai contemporanei, costituiti di materia adulterata e scadente, sono considerati «stirpe aurea» – non uccidevano gli esseri animati. ([[Porfirio]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Cartografi greci antichi]] [[Categoria:Filosofi greci antichi]] [[Categoria:Geografi greci antichi]] [[Categoria:Peripatetici]] [[Categoria:Sostenitori del vegetarianismo]] 42jmbnn86lpg85hcfbigasgdxlkix3w Gerone I 0 125505 1410323 1069221 2026-04-12T23:31:52Z AbelDionis 98772 1410323 wikitext text/x-wiki [[File:Gerone I.png|thumb|Gerone I]] '''Gerone I''', o '''Ierone I''' (...- 467-466 a.C.), tiranno di [[Siracusa]]. ==Citazioni su Gerone I== *Jerone circa il medesimo tempo cacciati avendo delle loro città i Catanesi, e i Nassj, mandò ad abitare in esse cinque mila uomini raccolti dal Peloponneso, ed altrettanti Siracusani; e a [[Catania]] mutò nome, dicendola Etna: a' nuovi abitanti della quale divise a sorte non il solo natural territorio, ma anche vasti tratti di campagne vicine, e ne portò gli abitanti al compiuto numero di dieci mila. Il che egli fece tanto per avere sempre in pronto contro ogni necessità che sopravvenisse, un buon soccorso, tanto perché ove fosse morto, potesse da città sì popolosa, che contava CCIↃↃ abitanti, avere gli onori conceduti agli eroi. Quelli poi, che cacciati avea da Nasso, e da Catania, mandò nella città de' Leontini; e fece comuni ad essi i diritti degli altri abitanti. ([[Diodoro Siculo]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Stub}} [[Categoria:Sovrani sicelioti]] rb8ghbkpuuzpakkv4fx9vnzilgp6i8p Fidesz 0 126748 1410333 1396602 2026-04-13T05:59:57Z Mariomassone 17056 Mariomassone ha spostato la pagina [[Fidesz - Unione Civica Ungherese]] a [[Fidesz]]: Allineamento a Wikipedia 1396602 wikitext text/x-wiki [[File:Fidesz 2015.svg|destra|senza_cornice]] '''Fidesz – Unione Civica Ungherese''', partito politico ungherese. ==Citazioni== *Io constato semplicemente che la Fidesz, il partito del premier, non solo pensa di essere lo Stato, ma se ne è appropriato, e nonostante la bassa partecipazione elettorale al ''referendum'' sulle quote di migranti esulta per un 98 per cento di sì ottenuti, percentuale che ricorda quelle cupe [[dittatura|dittature]]. ([[Ágnes Heller]]) ===[[Péter Márki-Zay]]=== *Fidesz era un partito liberale negli anni ’90, quindi è normale che ci siano molti gay, e anche giovani, molti di loro sono gay. Ma è la stessa cosa con Soros. Orbán ha iniziato la campagna di odio contro Soros, ma è stato pagato da Soros negli anni ’80 e ’90. *Menzionare il fatto che ci sono gay in Fidesz, che sempre più membri di Fidesz sono omosessuali, questo ferma le campagne anti-LGBT. *Mi sono identificato con Fidesz, quando si sono dichiarati dell’ideologia in cui credo oggi. Ma Fidesz fa solo dichiarazioni. Non è un partito politico, è un’organizzazione criminale. *Orbán è quello che fa venire i migranti. Quelli che odiano i migranti votano ancora per Fidesz! ==Voci correlate== *[[Ungheria sotto Viktor Orbán]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Partiti politici]] [[Categoria:Ungheria]] ok5ufiltqpdoscmmuozc9z060xwt7f9 Guido Reni 0 143335 1410250 1408469 2026-04-12T15:34:12Z Gaux 18878 /* Citazioni su Guido Reni */ Alfredo Melani 1410250 wikitext text/x-wiki [[File:Guido Reni - Self-portrait 2.jpg|miniatura|''Antoritratto'' di Guido Reni]] '''Guido Reni''' (1575 – 1642), pittore italiano. ==Citazioni su Guido Reni== *La celebre pittura di Guido Reni, ''L'Aurora'', nel palazzo Rospigliosi a Roma (1609), benché di colorito un po' stridente nella sua chiarezza e di troppo facile disegno, è una delle grandi opere della pittura decorativa. Guido Reni ha pure creato alcuni tipi del Cristo, della Vergine e della Maddalena, cui si può rimproverare una certa affettazione sentimentale; ma è certo che il loro prodigioso successo li dimostra rispondenti – e non è lieve merito – all'ideale religioso del tempo. ([[Salomon Reinach]]) *Nel grande quadro di Guido della ''Chiesa dei Mendicanti''<ref>Si tratta del quadro ''Madonna della Pietà'' oggi alla Pinacoteca di Bologna.</ref> c'è tutto quanto ci si può aspettare dalla pittura, ma anche quanto di più assurdo si può richiedere e pretendere dal pittore. È un quadro votivo, credo che l'intero Senato lo abbia non solo encomiato, ma anche progettato. I due angeli, che sarebbero degni di consolare l'infelicità di una Psiche, qui debbono... <br>San Procolo è una bella figura; ma tutti quegli altri vescovi e preti! In basso, bimbi celestiali che si trastullano con degli emblemi. Il pittore aveva il coltello puntato alla gola e ha cercato di cavarsela alla meglio, adoperandosi per dimostrare almeno che il barbaro non era lui. ([[Johann Wolfgang von Goethe]], ''[[Viaggio in Italia (saggio)|Viaggio in Italia]]'') *Nel ''palazzo Tanari'' si trova un celebre quadro di Guido, che raffigura una Madonna che allatta il Bambino<ref>Probabilmente si tratta della ''Madonna del latte'' oggi appartenente ad una collezione privata a [[New York]].</ref>, più grande del vero; la testa pare dipinta da un Dio, e indicibile è l'espressione dello sguardo rivolto al poppante. La definirei una tacita, profonda rassegnazione, come se non a un figlio dell'amore e della gioia, bensì a un figlio del cielo e non suo, furtivamente sostituito, ella stesse porgendo il seno, perché è così e non altrimenti, e nella sua profonda umiltà essa non comprende nemmeno come le sia toccata questa sorte. Tutto il resto dello spazio è riempito da un immenso drappeggio, assai lodato dagli intenditori; quanto a me, non saprei proprio che farmene. Per di più i colori si sono appannati, e la sala e la luce non erano molto favorevoli. ([[Johann Wolfgang von Goethe]], ''[[Viaggio in Italia (saggio)|Viaggio in Italia]]'') *Questa morale per addizione mi è prodigiosamente inconcepibile. Mi sembra lo stesso che dirmi di fronte a un [[Tiziano Vecellio|Tiziano]]: «Ah, se avesse avuto il disegno di [[Michelangelo]]!». Questa è stata l'addizione che sognavano i bolognesi, e si vede che cosa ha prodotto: Guido Reni. ([[Lucien Rebatet]]) *Simile a [[Perugino|Pietro Perugino]], il quale nella sua bottega di Perugia, si era lasciato andare in vecchiaia a fabbricare quadri devozionali, alla dozzina, per solo amor del guadagno, Guido Reni, aveva fatto del suo studio di Bologna una specie di ''officina'', di dove uscivano a {{sic|centinaie}} pitture originali e copie dei suoi quadri eseguite dagli scolari e poi ritoccate da lui. Si dice, che tanto grande era la richiesta dei quadri di Guido, per ornare chiese e palazzi, ch'egli lavorava ad un tanto l'ora per i negozianti, i quali aspettavano presso il suo cavalletto pronti a portare via la tela appena terminata ed ancora umida di colore! ([[Evelyn Franceschi Marini]]) *Tutti i biografi ecclesiastici convengono che [[Papa Innocenzo X|Innocenzo X]] fu piuttosto odiato che amato. Anche la sua figura non era troppo piacevole; tuttoché di corpo alto, e robusto, e fronte ampia, aveva gli occhi bianchicci, la barba rara, e le {{sic|guancie}} di color sanguigno, insomma brutto.<br>Mentre Innocenzo era ancora cardinale (e ciò non ostante sempre brutto), l'immortale Guido Reni seppe ch'egli aveva sparlato gravemente di lui; il pittore non gliela perdonò mai e se ne vendicò.<br>Faceva allora il famoso quadro di S. Michele Arcangelo, e dipintolo in seta lo inviò al cardinal Farnese, che glielo aveva commesso.<br>Fu rimproverato Guido della somiglianza del cardinal Pamphili (che fu poi Innocenzo X) colla figura del [[diavolo]] sotto i piedi dell'arcangelo; non negò il fatto Guido, ma riprese, che se ''per azzardo'' si rassomigliava, non era sua colpa, ma disgrazia del cardinale di somigliarsi al diavolo, del quale egli protestò di avere preso il ritratto dal vero, essendogli apparso.<br>Non si poteva mettere in dubbio un'apparizione sovrannaturale che il pittore giurava di avere avuta; e così il cardinale dovette adattarsi a fare la figura del diavolo: e così sta ancora sotto i piedi di San Michele Arcangelo nella [[Chiesa di Santa Maria Immacolata a via Veneto|chiesa de' Cappuccini]], e nella copia a {{sic|musaico}} in San Pietro in Vaticano.<br>Com'è terribile la vendetta dei pittori e dei letterati!! *Venuto dopo Raffaello e il [[Sassoferrato (pittore)|Sassoferrato]], (ambedue studiarono e ritrassero talora le pudiche idee dei Trecentisti) ottenne, Guido, nei volti da lui dipinti una bellezza propria; la quale segna fortemente il carattere del pittore. E se non giunse a imprimere nelle sue Vergini il divino di quella di S. Sisto e di Foligno, se non sempre mantenne la classica purità nei contorni che ci rapisce nelle Vergini del Sassoferrato, pur seppe Guido infondere nelle sue, grazia ineffabile che penetra nei cuori e vi lascia un'impressione durevole e profonda. ([[Alfredo Melani]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Reni, Guido}} [[Categoria:Pittori italiani]] ppjv72tsy8ey7pv676my1mzqmiqeztc Nando Orfei 0 144062 1410284 1095870 2026-04-12T17:59:37Z Camelia.boban 17423 Voci correlate 1410284 wikitext text/x-wiki '''Ferdinando "Nando" Orfei''' (1934 – 2014), attore e circense italiano. {{Int|Da ''[http://www.repubblica.it/spettacoli/2013/08/06/news/nando_orfei_ieri_fellini_oggi_il_circo_vuoto_che_umiliazione_per_noi_artisti_quei_cinquanta_spettatori_-64359173/ Nando Orfei: "Ieri Fellini, oggi il circo è vuoto che umiliazione quei cinquanta spettatori"]''|Intervista di Jenner Meletti, ''Repubblica.it'', 7 ottobre 2014.}} *Ognuno nasce con il suo sogno e il mio è il [[circo]]. E l'ho scelto anche quando avrei potuto fare un mestiere più facile e più redditizio. *{{NDR|Sulla sua esperienza in ''[[Amarcord]]''}} Ero il patacca romagnolo, lo zio di Titta che pensa solo alle donne e non lavora nemmeno un giorno. [[Federico Fellini|Fellini]] pensava ad [[Alberto Sordi]] poi ha scelto me non perché più bravo, ci mancherebbe, ma perché vero romagnolo. *Da anni le proteste degli animalisti stanno ammazzando il circo. Nelle scuole le maestre raccomandano ai bambini di non andare in quelli con animali e i Comuni fanno ordinanze per vietare la sosta e lo spettacolo a chi ancora non ha rinunciato a tigri o cavalli. ==Voci correlate== *[[Moira Orfei]] *[[Liana Orfei]] *[[Circo]] ==Filmografia== *''[[Amarcord]]'' (1973) *''[[L'ingorgo (film)|L'ingorgo]]'' (1978) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Orfei, Nando}} [[Categoria:Attori italiani]] 8vzygyh3y67s1mxmxvtzex8lc8fsg66 Template:Lingue/Dati 10 148341 1410313 1410189 2026-04-12T21:58:17Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1410313 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 65265 |lingua2 = it |voci2 = 54882 |lingua3 = pl |voci3 = 31727 |lingua4 = ru |voci4 = 17863 |lingua5 = cs |voci5 = 15441 |lingua6 = et |voci6 = 13689 |lingua7 = uk |voci7 = 12193 |lingua8 = pt |voci8 = 12056 }} 2zdovxttdhmsx93d4mpkj50ctentoox Domenichino 0 148649 1410245 1282162 2026-04-12T15:19:37Z Gaux 18878 /* Citazioni sul Domenichino */ Alfredo Melani 1410245 wikitext text/x-wiki [[File:LastCommunion.jpg|thumb|Domenichino: ''Comunione di San Girolamo'' (1614)]] '''Domenico Zampieri''' detto il '''Domenichino''' (1581 – 1641), pittore italiano. ==Citazioni sul Domenichino== *A tutti [...] son note le fiere persecuzioni di ''Domenico Zampieri'' cagionateli dall'invidia dello ''[[Jusepe de Ribera|Spagnoletto]]'' che giunsero a segno da farlo fuggire da Roma, nel colmo dell'estate, abbandonando la moglie, la famiglia e le sostanze; e lavorando in Napoli giunsero fino a corrompere il muratore che le preparava la colla a fresco per cui cadde subito la pittura! ([[Andrea Busiri Vici]]) *{{NDR|Commentando l'affresco ''Vergine che abbraccia l'unicorno'' nel Palazzo Farnese di Roma}} [...] Domenichino si rivela qui per un mediocre artista, inferiore assai al suo maestro, perché ha tutto il convenzionalismo raffaellesco di Annibale {{NDR|Carracci}}, senza raggiungere la robustezza statuaria michelangiolesca, e il vigore del colorito tizianesco; è biaccoso, cretaceo, molle; disegna anche scorrettamente, drappeggia scolasticamente, e non ha un proprio valore personale: è nulla di più che un aiuto. ([[Antonio Muñoz]]) *Non si può mettere fra i buoni coloritori il Domenichino; il suo stile è un po' secco e manca di quella eleganza che piace tanto la quale il nostro pittore non riescì a acquistare nemmeno dallo studio di [[Raffaello Sanzio|Raffaello]] che ebbe carissimo. ([[Alfredo Melani]]) ===[[Evelyn Franceschi Marini]]=== *Domenichino fu profondo nello studio della natura, in ispecie della fisionomia, e del sentimento. Si racconta che egli usava frequentare i mercati, le piazze e tutti i ritrovi pubblici, ovunque si radunava il popolo, per studiare la fisionomia, il gesto, il modo di muoversi e di parlare del volgo; poi, tornato a casa, faceva rapidi schizzi di ciò che gli aveva colpito la fantasia. Così egli si mostrò sempre verace nel rappresentare il sentimento, tanto che un critico, il Bellori<ref>Giovanni Pietro Bellori (1613-1696), scrittore e storico dell'arte.</ref>, disse di lui «che riuscì a delineare gli animi ed a colorire la vita». *Quantunque la sua maniera fosse grandiosa, egli era ricercatore del minuzioso nei particolari, come si può osservare nel suo {{sic|capo-lavoro}} ''la Comunione di S. Girolamo'' ove ogni accessorio è curato con la stessa esattezza delle figure.<br>Questo grande quadro che può numerarsi tra i più celebri del mondo artistico, trovasi nella Pinacoteca del Vaticano, di faccia alla ancora più celebre ''Trasfigurazione'' di Raffaello; ed il confronto dei due quadri prova la verità del parere di Poussin<ref>Nicolas Poussin (1594-1665), pittore francese.</ref>, cioè che il Domenichino fosse il miglior pittore dopo Raffaello. *Simile ai Carracci<ref>I pittori Agostino (1557-1602), Annibale (1560-1609) e Ludovico Carracci (1555-1619).</ref>, anche il Domenichino fu un grande colorista e si distinse per l'''impasto'' dei colori e per l'eleganza della forma; egli era lento nel lavoro, perché ricercava sempre la perfezione, il ''finito''.<br>Si narra di lui, che accusato dai frati di una chiesa ove dipingeva, di perdere il tempo stando per delle ore immobile davanti alla pittura, senza toccarla, egli rispose, meravigliato dell'ingiusto rimprovero:<br>–Eppure! Io la sto continuamente dipingendo entro di me!– ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Pittori italiani]] i9w3iz6yiuxvxaaqc5kzeze1q2ybj2d Ludovico Carracci 0 149262 1410356 952179 2026-04-13T06:59:24Z Gaux 18878 /* Citazioni su Ludovico Carracci */ Antonio Bolognini Amorini 1410356 wikitext text/x-wiki [[File:Carracci Ludovico Madonna Bargellini.jpg|thumb|Ludovico Carracci, ''Madonna dei Bargellini'' (1588)]] '''Ludovico Carracci''' (1555 – 1619), pittore italiano. ==Citazioni su Ludovico Carracci== *A {{sic|Lodovico}} Carracci {{sic|si appartiene}} l'onore di aver dato alla scuola eclettica la dottrina e l'esempio, la teorica e la pratica. Imperocché egli insegnava come bisognasse unire l'osservazione della natura alla imitazione di tutte le scuole, togliendone il meglio, e temperando insieme ogni maniera di stile; e, nelle grandi sue opere, si sforzava di porre in atto il medesimo pensiero. ([[Marco Minghetti]]) *Furono li primi suoi {{sic|studii}} da fanciullo il disegno alla scuola di [[Prospero Fontana]], il quale non riconoscendo sulle prime nel discepolo quello spirito, e vivacità, e scioltezza di cui egli era animato, non faceva della ponderata lentezza, e pesata meditazione sua quel conto, che dovevasi, anzi il consigliava ad abbandonare una professione, cui dalla natura non pareva chiamato. ([[Antonio Bolognini Amorini]]) ==Voci correlate== *[[Annibale Carracci]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Carracci, Ludovico}} [[Categoria:Pittori italiani]] k7grta7sftrxpuzalj5qo7hni51stcc 1410365 1410356 2026-04-13T07:16:01Z Gaux 18878 altra di Bolognini Amorini 1410365 wikitext text/x-wiki [[File:Carracci Ludovico Madonna Bargellini.jpg|thumb|Ludovico Carracci, ''Madonna dei Bargellini'' (1588)]] '''Ludovico Carracci''' (1555 – 1619), pittore italiano. ==Citazioni su Ludovico Carracci== *A {{sic|Lodovico}} Carracci {{sic|si appartiene}} l'onore di aver dato alla scuola eclettica la dottrina e l'esempio, la teorica e la pratica. Imperocché egli insegnava come bisognasse unire l'osservazione della natura alla imitazione di tutte le scuole, togliendone il meglio, e temperando insieme ogni maniera di stile; e, nelle grandi sue opere, si sforzava di porre in atto il medesimo pensiero. ([[Marco Minghetti]]) *Furono li primi suoi {{sic|studii}} da fanciullo il disegno alla scuola di [[Prospero Fontana]], il quale non riconoscendo sulle prime nel discepolo quello spirito, e vivacità, e scioltezza di cui egli era animato, non faceva della ponderata lentezza, e pesata meditazione sua quel conto, che dovevasi, anzi il consigliava ad abbandonare una professione, cui dalla natura non pareva chiamato. ([[Antonio Bolognini Amorini]]) *Sublimi modelli di perfettissima arte furono [...] riguardati sempre, e la Madonna degli Scalzi, che ora è in Pinacoteca, in cui vedesi la B. V. con una grazia singolare tenere fra le braccia il figlio, che stende la manina a san Francesco genuflesso; e dall'altra banda san Girolamo, pur genuflesso, contempla Maria, così risentito di muscoli, che lo direste di [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], ma insieme sì tenero e colorito, che il direste del [[Correggio]]. E la sublimissima Trasfigurazione fatta per il maggiore altare di s. Pier Martire tutta non ricorda la grandiosità di [[Paolo Veronese|Paolo]] ed il veneto colorito? ([[Antonio Bolognini Amorini]]) ==Voci correlate== *[[Annibale Carracci]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Carracci, Ludovico}} [[Categoria:Pittori italiani]] kfkek27hqzzgk7x1sdrafezd8vs1yfn 1410366 1410365 2026-04-13T07:16:43Z Gaux 18878 no stub 1410366 wikitext text/x-wiki [[File:Carracci Ludovico Madonna Bargellini.jpg|thumb|Ludovico Carracci, ''Madonna dei Bargellini'' (1588)]] '''Ludovico Carracci''' (1555 – 1619), pittore italiano. ==Citazioni su Ludovico Carracci== *A {{sic|Lodovico}} Carracci {{sic|si appartiene}} l'onore di aver dato alla scuola eclettica la dottrina e l'esempio, la teorica e la pratica. Imperocché egli insegnava come bisognasse unire l'osservazione della natura alla imitazione di tutte le scuole, togliendone il meglio, e temperando insieme ogni maniera di stile; e, nelle grandi sue opere, si sforzava di porre in atto il medesimo pensiero. ([[Marco Minghetti]]) *Furono li primi suoi {{sic|studii}} da fanciullo il disegno alla scuola di [[Prospero Fontana]], il quale non riconoscendo sulle prime nel discepolo quello spirito, e vivacità, e scioltezza di cui egli era animato, non faceva della ponderata lentezza, e pesata meditazione sua quel conto, che dovevasi, anzi il consigliava ad abbandonare una professione, cui dalla natura non pareva chiamato. ([[Antonio Bolognini Amorini]]) *Sublimi modelli di perfettissima arte furono [...] riguardati sempre, e la Madonna degli Scalzi, che ora è in Pinacoteca, in cui vedesi la B. V. con una grazia singolare tenere fra le braccia il figlio, che stende la manina a san Francesco genuflesso; e dall'altra banda san Girolamo, pur genuflesso, contempla Maria, così risentito di muscoli, che lo direste di [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], ma insieme sì tenero e colorito, che il direste del [[Correggio]]. E la sublimissima Trasfigurazione fatta per il maggiore altare di s. Pier Martire tutta non ricorda la grandiosità di [[Paolo Veronese|Paolo]] ed il veneto colorito? ([[Antonio Bolognini Amorini]]) ==Voci correlate== *[[Annibale Carracci]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Carracci, Ludovico}} [[Categoria:Pittori italiani]] oev1bdwswdq8so1utjhoyxdm3wglh1o Ultime parole da Il Trono di Spade 0 156243 1410247 1405780 2026-04-12T15:22:50Z DoctorMorte 68277 /* Terza stagione */ 1410247 wikitext text/x-wiki {{Raccolta}} Raccolta delle '''ultime parole''' pronunciate dai personaggi della serie televisiva '''''[[Il Trono di Spade]]''''' in punto di morte. ==Citazioni== ===[[Il Trono di Spade (prima stagione)|Prima stagione]]=== *Chiedo perdono.... ('''Will''') ::{{spiegazione|Nel primo episodio il disertore Will pronuncia queste parole prima di essere giustiziato da Ned Stark.}} *Lui è già morto. È un gesto di carità. ('''Sicario''') *Se continui a minacciare il mio signore...! ('''Jory Cassell''') ::{{spiegazione|Nel quinto episodio Jory Cassel pronuncia queste parole minacciando Jaime Lannister per proteggere il suo signore Ned Stark, venendo pugnalato a tradimento all'occhio.}} *Metti giù la spada! ('''Stiv''') *No, no! Non potete farlo! Io sono il Drago, io sono il Drago! No! No! Dany! Diglielo! Fermalo, fermalo! No, no... Non puoi farlo! Dany! Ti prego! ('''Viserys Targaryen''') :{{spiegazione|Nel sesto episodio Viserys pronuncia terrorizzato queste parole chiedendo invano alla sorella Daenerys di fermare suo marito Khal Drogo, che lo giustizia versandogli in testa dell'oro fuso.}} *La mia memoria... Re Robert Baratheon, messo a morte da un maiale! Dammi qualcosa per il dolore e lasciami morire. ('''Robert Baratheon''') ::{{spiegazione|Nel settimo episodio re Robert Baratheon pronuncia queste parole all'amico Ned Stark poco prima di spirare per una ferita infertagli da un cinghiale. In seguito si scoprirà che Robert era stato appositamente ubriacato da Lancel Lannister e sua moglie Cersei.}} *Cosa diciamo al Dio della morte? ('''Syrio Forel''') ::{{spiegazione|Nell'ottavo episodio Syrio Forel pronuncia queste parole per esortare l'allieva Arya Stark a fuggire, poco prima di impegnarsi in un duello mortale con Meryn Trant.}} *Il mio cavallo... Sangue del mio sangue... No, devo continuare a cavalcare... ('''Khal Drogo''') ::{{spiegazione|Nel nono episodio Drogo balbetta inconsciamente queste parole dopo essere caduto da cavallo e reso catatonico dalla strega Mirri Maz Duur, venendo soffocato per pietà dalla moglie Daenerys.}} *In nome dei Sette Dèi. ('''Eddard "Ned" Stark''') ::{{spiegazione|Nel nono episodio, Ned, incastrato dai Lannister con l'accusa di tradimento, decide di dichiararsi colpevole durante il processo a suo carico e chiedere come pena di unirsi ai Guardiani della notte in modo da salvare la figlia Sansa. Ned finisce il suo discorso pubblico di pentimento pronunciando queste parole, ma re Joffrey Baratheon decide all'ultimo istante di cambiare i propri piani ordinando al boia Ilyn Paine di decapitarlo davanti agli occhi della corte.}} *Non mi sentirai urlare! ('''Mirri Maz Duur''') ::{{spiegazione|La strega Mirri Maz Duur urla queste parole a Daenerys pochi istanti prima di essere gettata nella pira funebre di Kahl Drogo.}} ===[[Il Trono di Spade (seconda stagione)|Seconda stagione]]=== *Una coppa di vino per onorare l'unico e vero nostro Dio! ('''Mastro Cressen''') ::{{spiegazione|Nel primo episodio maestro Cressen pronuncia queste parole offrendo una coppa di vino alla strega Melisandre per avvelenarla ed impedirle di manipolare il suo signore Stannis Baratheon. Melisandre tuttavia fiuta l'inganno e fa in modo che sia Cressen a bere il veleno.}} *Ho sempre odiato le balestre...Troppo tempo per ricaricarle! ('''Yoren''') ::{{spiegazione|Nel terzo episodio il Guerriero della Notte Yoren pronuncia queste parole prima di attaccare alcuni soldati Lannister che hanno attaccato il suo gruppo di reclute, venendo giustiziato al termine dello scontro da sir Armory Lorch.}} *No. Devi portarmi. ('''Lommy Maniverdi''') ::{{spiegazione|Nel terzo episodio il giovane Lommy Maniverdi chiede al soldato Polliver di trasportarlo in quanto ferito alle gambe, ma il soldato Lannister per tutta risposta si limita a deriderlo e a trafiggerlo brutalmente.}} *Trattare con Stannis? L'hai sentito, là fuori: farei prima a parlare al vento! Ripeti a tuo figlio ciò che ho detto: penso che siamo alleati naturali, e potrà capirmi. Uniti, potremmo porre fine alla guerra. ('''Renly Baratheon''') ::{{spiegazione|Nel quinto episodio Renly Baratheon pronuncia queste parole rivolgendosi a Catelyn Stark per intrecciare un'alleanza con lei e suo figlio Robb, pochi istanti prima di essere pugnalato da un'ombra creata da Melisandre e suo fratello Stannis.}} *Che gli dei ti proteggano, Theon Greyjoy. Ora sei davvero perduto. ('''Rodrik Cassell''') ::{{spiegazione|Nel sesto episodio il castellano di Grande Inverno pronuncia queste parole pochi istanti prima di essere giustiziato dal traditore Theon Greyjjoy.}} *Dimmi! ('''Alton Lannister''') *Soltanto una nave...('''Matthos Seaworth''') ::{{spiegazione|Nel nono episodio Matthos Seaworth nota che vi è solo una nave Lannister ad affrontare la flotta di Stannis: prima che suo padre Davos si renda conto della trappola, una freccia incendiaria colpisce la nave carica di Altofuoco, che esplode uccidendo Matthos e tutto l'equipaggio ad eccezione di Davos.}} *Non voglio il Latte di Papavero. Fai in fretta...('''Maestro Luwin''') ::{{spiegazione|Nel decimo episodio Maestro Luwin proferisce questa richiesta alla bruta Osha chiedendo di essere finito per il dolore delle ferite infertigli da Dagmer.}} *Siamo sentinelle...Sulla barriera...('''Qhorin "Il Monco"''') ::{{spiegazione|Nel decimo episodio il Guardiano della Notte Qhorin detto "Il Monco" si lascia uccidere da Jon Snow per permettere di infiltrarlo tra i Bruti, decantando il giuramento dell'ordine mentre spira.}} *Ti supplico, io non volevo! ('''Doreah''') *Khaleesi! ('''Xaro Xoan Daxos''') ::{{spiegazione|Nel decimo episodio il ricco Xaro Xoan Daxos urla questa parola poco prima di essere rinchiuso da Daenerys nella camera del tesoro insieme alla sua amante Doreah per morire di fame.}} ===[[Il Trono di Spade (terza stagione)|Terza stagione]]=== *Taglierò le mani al prossimo che mi chiamerà bastardo! ('''Craster''') ::{{spiegazione|Nel quarto episodio il bruto Craster pronuncia queste parole sfidando il guardiano della notte Karl Tanner a chiamarlo nuovamente nastardo, ma questi dopo aver ripetuto l'insulto lo pugnala alla testa.}} *Lasciala andare! Avrò la tua testa... ('''Jeor Mormont''') ::{{spiegazione|Nel quarto episodio i Lord Comandante dei guardiani della notte Jeor Mormont rivolge queste parole a Karl Tanner intimandogli di lasciare le figlie di Craster, ma quando si prepara a giustiziarlo viene pugnalato ripetutamente alla schiena da Rast, un sodale di Karl.}} *Io sono il tuo padrone! Uccidila! Uccidila! Uccidila! ('''Kraznyz mo Nakloz''') ::{{spiegazione|Nel quarto episodio, lo schiavista Kraznyz mo Nakloz dà a Danerys tutti gli Immacolati, abili schiavi mercenari, in cambio di uno dei suoi draghi, Drogon. Danerys acconsente, ma come primo ordine manda gli Immacolati ad uccidere tutti gli schiavisti della città e a liberare i loro schiavi. Furente, Kraznyz prima tenta invano di costringere gli Immacolati a fermarsi, poi ordina a Drogon di uccidere Daenerys: tuttavia, come gli spiega la stessa Madre dei draghi Drogon non è uno schiavo ed è fedele solo a lei. L'attimo dopo, Drogon incenerisce Kraznyz.}} *Siete qui per salvarci? ('''Willeim Lannister''') *Vi scongiuro, io non ho fatto nulla, sono un semplice scudiero! ('''Martyn Lannister''') ::{{spiegazione|Nel quinto episodio, due soldati nonché nipoti di Tywin Lannister, Willeim e Martyn Lannister, vengono apparentemente liberati da uno dei più stretti collaboratori di Robb, Rickard Karstark. Tuttavia, quando prova a chiedere spiegazioni Willeim viene ucciso da Rickard: il lord infatti vuole vendicare il figlio, ucciso da Jaime Lannister a seguito del suo tentativo di fuga. Sconvolto, Martyn supplica per la sua vita, ma l'impassibile Rickard non esita ad ucciderlo.}} *Uccidimi, e che tu sia dannato! Tu non sei affatto il mio re! ('''Rickard Karstark''') ::{{spiegazione|Nel quinto episodio, a seguito dell'omicidio dei prigionieri Lannister, Robb giudica il delitto un atto di insubordinazione da parte di Rickard Karstark e decide di giustiziarlo per farne un esempio di chi infrange i suoi ordini e i diritti di ospitalità. Portato al patibolo, Rickard ricorda a Robb che essendo parenti verrà maledetto per il suo omicidio e che non lo considera più il suo re: pur turbato dalle sue parole, Robb non esita a decapitarlo.}} *Eddard. Non vorresti insegnare al piccolo Ned Stark a cavalcare? ('''Talisa Stark''') ::{{spiegazione|Nel nono episodio, durante le nozze tra Edmure Tully e Roslin Frey, volto a riparare il presunto affronto che Robb a commesso nei confronti di Walder Frey non sposando una sua figlia, Robb parla amorevolmente con la moglie Talisa, che gli propone come nome da dare al figlio quello di suo padre, Eddard. Sfortunatamente, presto viene messa in atto la congiura delle Nozze Rosse, organizzata da Walder Frey e Roose Bolton, vendutisi a Tywin Lannister: la prima vittima è proprio Talisa, pugnalata da Lothar Frey nello stomaco, quasi a voler uccidere il feto che ha costretto Robb a sposarla mandando a monte i piani di Frey.}} *Madre... ('''Robb Stark''') ::{{spiegazione|Nel nono episodio, dopo la morte di Talisa Robb viene ferito e le sue guardie e il suo metalupo Vento Grigio uccisi. Sua madre Catelyn prova allora a negoziare la vita del figlio prendendo in ostaggio la giovane moglie di Walder Frey, che tuttavia non sembra interessato alle sorti della giovane consorte: l'istante successivo Roose Bolton pugnala al cuore Robb, che cade dopo un ultimo sguardo alla madre. Il suo corpo verrà poi decapitato e esposto alle scherno dei Frey con al posto della testa il capo di Vento Grigio.}} *Sul mio onore di Tully, sul mio onore di Stark, lascialo andare, o taglierò la gola di tua moglie! ('''Catelyn Stark''') ::{{spiegazione|Nel nono episodio, dopo la morte di Talisa Robb viene ferito e le sue guardie e il suo metalupo Vento Grigio uccisi. Sua madre Catelyn prova allora a negoziare la vita del figlio prendendo in ostaggio la giovane moglie di Walder Frey, che tuttavia non sembra interessato alle sorti della giovane consorte: l'istante successivo Roose Bolton pugnala al cuore Robb, che cade dopo un ultimo sguardo alla madre.Scioccata, Catelyn taglia con noncuranza la gola della moglie di Walder e scoppia in lacrime: l'istante successiva, le viene tagliata la gola da uno dei figli bastardi del patriarca dei Frey, Walder il Nero.}} ===[[Il Trono di Spade (quarta stagione)|Quarta stagione]]=== *Cosa stai cercando di dirmi? ('''Polliver''') ::{{spiegazione|Nel primo episodio, il Mastino ed Arya si fermano in una taverna, nella quale ci sono dei soldati Lannister: tra di essi, Sansa riconosce subito Polliver, che uccise il suo amico Lommy dopo l'assalto alla carovana di Yoren. Riconosciuto, Il Mastino stermina i soldati, ma si limita a ferire Polliver: Arya allora gli si avvicina e, dopo avergli fatto capire chi sia ripetendo le stesse parole che il soldato aveva detto a Lommy prima di ucciderlo, trafigge Polliver alla gola.}} *Non è niente. ('''Joffrey Baratheon''') ::{{spiegazione|Nel secondo episodio, Joffrey festeggia, insieme ai suoi parenti ed ai Tyrell, il suo matrimonio con Margaery. Durante le celebrazioni tuttavia il giovane conferma il suo carattere sadico e irritante, in particolare verso lo zio Tyrion, che costringe a fargli da coppiere. Dopo aver bevuto il vino però Joffrey si sente male e cade a terra, morendo avvelenato tra le braccia della madre: il vino era stato infatti avvelenato con uno stratagemma da Lady Olenna e Petyr Baelish.}} *Aspettate! ('''Dontos Hollard''') *Tu! ('''Karl Tanner''') ::{{spiegazione|Nel quinto episodio, alcuni Guardiani della notte, tra i quali Jon Snow, vanno ad uccidere Karl Tanner, capo dei disertori, e i suoi compagni appostati nel castello di Craster, oltre la Barriera. Karl duella contro Jon e sta per prevalere, quando una delle mogli-figlie di Craster lo pugnala alla schiena. Mentre Karl, infuriato, si avvicina alla donna, Jon ne approfitta per ucciderlo, conficcandogli la spada nella nuca e vendicando in questo modo il comandante Mormont.}} *Continua a parlare e taglierò la gola ai tuoi amici, a cominciare dall'idiota. Hai capito? Hai capito? ('''Locke''') ::{{spiegazione|Nel quinto episodio, mentre infuria la battaglia tra Guardiani della notte e disertori la recluta Locke, in realtà una spia di Roose Bolton, va nella stalla in cui sono stati rinchiusi Bran e i suoi amici, deciso a rapire il giovane Stark per portarlo al suo signore. Tuttavia, Bran prende il controllo coi suoi poteri mentali del fido stalliere mezzo scemo Hodor e gli fa spezzare il collo di Locke.}} *Io ho mentito per te, ho ucciso per te! Perché l'hai portata qui, perché?! ('''Lysa Arryn''') ::{{spiegazione|Nel settimo episodio, l'ormai folle Lysa Arryn, convinta che l'amato Petyr Baelish abbia una relazione con sua nipote Sansa, prova a gettare la ragazza al di là della Porta della Luna, pozzo che dà direttamente sulla valle di Arryn sottostante. In quel momento sopraggiunge Baelish, che con la sua parlantina riesce a convince Lysa a lasciar andare Sansa, non prima che la donna abbia confessato di aver ucciso per lui il marito Jon. Baelish allora, dopo essersi avvicinato, le dice di aver amato solo una donna in vita sua, la sorella Catelyn: l'istante successivo, Ditocorto butta l'incredula Lysa nella Porta della Luna.}} *Aspetta, stai morendo? No, no, non te la puoi cavare così, devi ancora confessare! Dillo. Di il suo nome. Elia Martell. L'hai stuprata, e hai ucciso i suoi figli. Elia Martell! Chi è che diede quell'ordine? Chi è che diede quell'ordine?! Dì il suo nome! L'hai stuprata, l'hai ammazzata, hai ucciso i suoi bambini! Dillo! Dì il suo nome! Dillo! ('''Oberyn Martell''') ::{{spiegazione|Nell'ottavo episodio, essendo accusato dell'omicidio di Joffrey Tyrion decide che il processo venga risolto con un duello per singolar tenzone: come suo campione si propone il principe Oberyn Martell, desideroso di vendicarsi sul campione dei Lannister, Ser Gregor "La Montagna" Clegane, assassino di sua sorella Elia Martell. Grazie alla sua agilità e alla lancia avvelenata scelta come arma, Oberyn vince velocemente il duello, ma contrariamente a quanto si aspettava Tyrion lascia in vita Clegane, interrogandolo brutalmente su chi sia il mandante della morte della sorella: inaspettatamente la montagna riesce a buttare a terra il principe e, dopo aver confessato l'omicidio di Elia, schiaccia il cranio di Oberyn, vincendo in tal modo il duello.}} *Elia Martell! Ho ucciso i suoi figli, poi l'ho stuprata, e le ho schiacciato la testa in questo modo! ('''Gregor "La Montagna" Clegane/Robert Strong''') *Tu non sai niente...Jon Snow... ('''Ygritte''') ::{{spiegazione|Nel nono episodio, mentre combatte Jon si ritrova faccia a faccia con Ygritte, la sua amata appartenente al popolo dei bruti, che gli punta contro una freccia. Dopo un istante di esitazione, Ygritte abbassa l'arma, pronunciando la frase che usava per schernire Jon quando si erano conosciuti. L'istante successivo però la donna viene colpita alla schiena da una freccia della giovane recluta Olly, la cui famiglia era stata sterminata dai bruti: mentre i suoi compagni sconfiggono i bruti restanti, Ygritte spira tra le braccia del piangente Jon.}} *Io consacro la mia vita e il mio onore ai Guardiani della Notte, per questa notte e per tutte quelle che ci aspettano! ('''Grenn''') ::{{spiegazione|Nel nono episodio, mentre infuria la battaglia tra bruti e guardiani della notte, Jon ordina ad uno dei suoi uomini più fidati, Grenn, di andare a controllare con altri cinque compagni il tunnel sotterraneo della barriera. L'intuizione di Jon si rivela giusta, in quanto proprio quando il gruppo arriva al cancello del tunnel vi è un gigante alla carica che prova ad entrare: prima del confronto, Grenn e i suoi compagni gridano il motto dei Guardiani della notte, preparandosi allo scontro. A battaglia finita, Jon va a controllare il tunnel e scopre che purtroppo Grenn e i suoi compagni sono morti, riuscendo comunque ad uccidere a loro volta il gigante.}} *Va con loro... ('''Jojen Reed''') ::{{spiegazione|Nel decimo episodio, Bran, Hodor e i fratelli Reed hanno quasi raggiunto la grotta in cui si trova il corvo con tre occhi quando vengono attaccati da un Estraneo e da alcuni Non Morti. Hodor e Bran riescono presto a scappare, ma i Reed vengono circondati dai Non Morti: dopo aver ordinato alla sorella di raggiungere i compagni, Jojen trattiene i Non Morti, venendo infine pugnalato al petto ripetutamente da uno di essi.}} * Mi hai colpito! Non sei affatto mio figlio... ('''Tywin Lannister''') ::{{spiegazione|Nel decimo episodio, mentre fugge dalla sua cella Tyrion scopre la sua amante Shae nel letto del padre Tywin e, distrutto, la strangola. Successivamente, dopo aver rubato una balestra si reca nella latrina, dove si trova suo padre, e gli punta l'arma contro: inizialmente Tywin prova a far ragionare Tyrion, ricordandogli che dopotutto è suo padre, ma il nano come risposta gli tira una freccia contro. Mentre Tyrion ricarica l'arma, il padre getta la maschera e gli rivela sprezzante di non considerarlo come figlio: Tyrion allora gli fa notare che lo è comunque, e finisce Tywin impalandolo con una freccia.}} ===[[Il Trono di Spade (quinta stagione)|Quinta stagione]]=== *Vi auguro buona fortuna nelle guerre a venire. ('''Mance Rayder''') ::{{spiegazione|Nel primo episodio, non essendo riuscito a trovare un accordo col suo prigioniero, il capo dei bruti Mance Rayder, Stannis ordina la sua esecuzione, che dovrà essere un sacrificio al Dio della luce di Melisandre. Dopo aver salutato il suo avversario Jon Snow ed essere stato legato al rogo, Mance augura buona fortuna ai suoi carnefici. Melisandre dà quindi fuoco alla pira, e Mance inizia a soffrire terribilmente, riuscendo comunque a non urlare: preso dalla compassione, Jon pone fine alle sue sofferenze tirandogli una freccia nel cuore.}} *Ho sbagliato. Tu sei il Lord Comandante, tutti ti obbediamo. Mi dispiace, non solo per questo ma per tutto quello che ho fatto o detto. Ho sbagliato!Mio signore, pietà! Pietà, andrò, lo prometto! Ti supplico, ho paura! Ho sempre avuto paura... ('''Janos Slynt''') ::{{spiegazione|Nel terzo episodio, mentre riorganizza i guardiani della notte a seguito della battaglia contro i bruti, il nuovo Lord Comandante Jon Snow ordina a Janos Slynt di occupare una fortezza in rovina ai piedi della barriera. Slynt, da sempre sprezzante verso Jon, rifiuta e insulta il Lord Comandante. Ormai stanco dei suoi atteggiamenti e non considerandolo affidabile, Jon sceglie di giustiziarlo: nonostante le suppliche del guardiano della notte, che rivela il suo carattere vigliacco, il Lord Comandante decapita Slynt davanti a tutti.}} *Egg! Ho sognato...Che ero vecchio... ('''Maestro Aemon Targaryen''') ::{{spiegazione|Nel settimo episodio, l'anzianissimo maestro dei Guardiani della notte Aemon inizia a delirare al cospetto di Sam e di Gilly, convinto di star parlando col fratello Aegon, nonno di Daenerys. In quell'istante, il maestro muore di vecchiaia.}} *Madre, ti prego! No, no! ('''Shireen Baratheon''') ::{{spiegazione|Nel nono episodio, deciso a sconfiggere i Bolton una volta per tutte, Stannis chiede alla consigliera Melisandre cosa debba fare per compiacere il Dio della luce, da cui ormai è sempre più ossessionato. La sacerdotessa dichiara che dovrà sacrificare la figlia Shireen: pur visibilmente scosso, Stannis fa preparare una pira funeraria. Il giorno dopo, Melisandre fa prendere a sorpresa la bambina e la fa legare alla pira: nonostante provi a supplicare l'aiuto dei genitori, la piccola Shireen muore in agonia tra le fiamme, sotto gli sguardi terrorizzati della madre Selyse e degli uomini di Stannis, convinti della pazzia del loro signore.}} *Maestà! Maestà, seguimi! So come uscire da qui! ('''Hizdahr zo Loraq''') *Fa il tuo dovere. ('''Stannis Baratheon''') ::{{spiegazione|Nel decimo episodio, dopo che la moglie si è suicidata e quasi tutti i suoi uomini hanno disertato per la morte di Shireen, Stannis tenta comunque un assalto alle forze dei Bolton, che si risolve nel massacro delle sue forze. Ferito gravemente e abbandonato sui resti del campo di battaglia, Stannis riesce con le sue ultime forze a sconfiggere due nemici rimasti indietro, ma crolla a terra per la fatica. In quel momento giunge Brienne di Tarth, deciso a giustiziarlo per la morte del suo signore, il fratello Renly: ormai stanco e conscio di dover morire, Stannis ordina a Brienne di fare il proprio dovere e la donna lo decapita.}} *Reek! Fermo, lasciami! ('''Myranda''') ::{{spiegazione|Nel decimo episodio, approfittando della battaglia tra Ramsay Bolton e le forze di Stannis, Sansa tenta una fuga disperata da Grande Inverno, ma mentre si trova sulle mura viene fermata da Theon, divenuto da tempo con il nome di Reek lo schiavo di Ramsay, e la folle amante di quest'ultimo, Myranda. Contenta di potersi sfogare con quella che considera una rivale, Myranda descrive a Sansa le torture che lei e Ramsay le faranno subire e si prepara a colpirla con una freccia, ma in quel momento Theon, smosso dal terrore di Sansa, la scaraventa giù dalle mura dopo una breve colluttazione.}} *Voi due, fuori! ('''Ser Meryn Trant''') ::{{spiegazione|Nel decimo episodio, Ser Meryn Trant, uomo di fiducia del Lannister nonché assassino di Syrio Forell, si trova in un bordello in cui sfoga le sue pulsioni sadiche su due ragazzine. Ad un certo punto entra nella stanza un'altra giovane e Trant, trovandola particolarmente attraente, caccia via le altre due per stare solo con lei. Inaspettatamente la ragazza si toglie la faccia e rivela di essere Arya Stark, che subito acceca e pugnala il cavaliere: dopo avergli ricordato dell'omicidio di Syrio, la giovane Stark continua a pugnalare Trant, finendolo tagliandogli la gola.}} *Lo so. Di te e mia madre. Credo che una parte di me lo abbia sempre saputo... E sono contenta. Sono contenta che tu sia mio padre. ('''Myrcella baratheon''') ::{{spiegazione|Nel decimo episodio, dopo essersi congedati da Ellaria Sand, ex amante di Oberyn Martell, ed aver lasciato Dorne Myrcella Baratheon e Jaime vanno in barca ad Approdo del Re. Durante il viaggio, un imbarazzato Jaime prova a spiegare alla giovane di essere in realtà suo padre: Myrcella tuttavia lo ferma subito, rivelandogli di saperlo e di accettarlo. Jaime è contento, ma in quell'istante alla giovane inizia a sanguinare il naso e a mancare il respiro: le sue labbra sono infatti state avvelenate da Ellaria, e Myrcella muore tra le braccia del padre.}} *Olly... ('''Jon Snow''') ::{{spiegazione|Attirato allo scoperto dal giovane Olly, Jon scopre troppo tardi che si tratta di un'imboscata del giovane e di Alliser Thorne,Othell Yarwick e Bowen Marsh, Guardiani della Notte contrari alla sua scelta di accogliere i bruti oltre la Barriera, e viene pugnalato da ognuno di loro. Per ultimo, Jon viene raggiunto da Olly, che aveva perso la sua famiglia per mano dei bruti: il giovane gli dà il colpo di grazia, lasciandolo morente in mezzo alla neve. Verrà comunque riportato in vita dalla magia di Melisandre nella stagione successiva.}} ===[[Il Trono di Spade (sesta stagione)|Sesta stagione]]=== *Mio figlio... Trystane... ('''Doran Martell''') ::{{spiegazione|Nel primo episodio, Il principe di Dorne Doran Martell convoca al suo palazzo Ellaria Sand e sua figlia Tyene. Egli ordina a Ellaria di evitare ripercussioni sui Lannister, ma la donna gli rivela di aver già avvelnato la giovane Myrcella e che adesso i prossimi saranno Doran e suo figlio Trystane: in quel momento infatti Tyene taglia la gola al capo delle guardie Areo Hotath mentre Ellaria trafigge mortalmente Doran, che muore tra l'indifferenza delle sue guardie, ormai passate definitivamente dalla parte di Ellaria.}} *Tu. ('''Trystane Martell''') ::{{spiegazione|Nel primo episodio, Il principe di Dorne Trystane Martell si sta riposando alla sua nave, ancorata ad Approdo del Re, quando viene raggiunto dalla cugina bastarda Nymeria Sand, che gli rivela che sta per morire. Il principe le chiede se sarà lei ad ucciderlo, ma Nymeria nega: in quel momento, Trystane viene trafitto alla testa da Obara, sorella di Nymeria giunta alle sue spalle.}} *Tu sarai sempre il mio primogenito. ('''Roose Bolton''') ::{{spiegazione|Nel secondo episodio, Roose Bolton dà al suo figlio bastardo Ramsay la notizia che sua moglie, Lady Walda Frey, ha dato alla luce un figlio maschio, che di fatto è l'erede di Casa Bolton: pur scioccato, Ramsay sembra accogliere con gioia la notizia. Fiero di lui, Roose lo abbraccia, ma in quel momento Ramsay lo pugnala a morte alla schiena.}} *Per favore...Ramsay...È tuo fratello! ('''Walda Frey''') ::{{spiegazione|Nel secondo episodio, dopo aver ucciso il padre Roose Ramsay si auto nomina signore di casa Bolton e fa catturare la matrigna Walda Frey e il suo figlio neonato. Portati al canile, Ramsay comunica alla donna di aver ucciso il padre e di voler uccidere anche loro per evitare che il piccolo possa spodestarlo in futuro: nonostante le suppliche di Walda, il bastardo non esita ad aizzare contro i due i suoi mastini.}} *Quale uomo di ferro perderebbe i sensi durante una tempesta? ('''Balon Greyjoy''') ::{{spiegazione|Nel secondo episodio, Re Balon Greyjoy, dopo aver fatto consiglio di guerra con la figlia Yara, si reca nelle sue stanze, passando per uno dei ponti sospesi che collegano le varie torri di Pyke, pur essendo una notte tempestosa: a metà strada però si imbatte inaspettatamente nel fratello Euron, tornato dopo anni all'isola. I due fratelli hanno un'accesa discussione, che termina con Euron che afferma che è pericoloso camminare tra i ponti sospesi in una notte di tempesta: capendo troppo tardi le sue parole, Balon viene gettato nel vuoto dal fratello.}} *Vi auguro buona fortuna nelle guerre a venire. E ora cominciamo! ('''Ser Arthur Dayne''') ::{{spiegazione|Nel terzo episodio, Bran assiste tramite una visione al celebre duello tra il giovane Ned Stark, accompagnato da cinque compagni, e due membri della guardia reale dei Targaryien, Gerold Hightower e il leggendario Arthur Dayne, detto Spada dell'Alba, presso la Torre della Gioia, in cui Rhaegar Targaryen ha rinchiuso la sorella di Ned, Lyanna. Dopo aver augurato buona fortuna agli avversari, Dayne inizia il duello, e nonostante la morte di Hightower riesce con la sua abilità a uccidere gli uomini del nord, rimanendo solo contro Ned e Howland Reed. Tuttavia, contrariamente a quanto è stato raccontato a Bran, Ned sta per essere ucciso dalla Spada dell'Alba: è solo grazie all'aiuto di Reed, che ferisce a sorpresa Dayne, che Ned riesce a sopraffare l'avversario.}} *Dovresti essere morto...Non è giusto. ('''Bowen Marsh''') ::{{spiegazione|Nel terzo episodio, riportato in vita da Melisandre, Jon Snow decide di vendicarsi sui suoi assassini, facendo mettere al patibolo Bowen Marsh, Othell Yarwyck, Ser Alliser Thorne e il piccolo Olly. Prima però il Lord Comandante chiede ad ognuno quali siano le sue ultime parole: Marsh si limita a protestare su quanto sia ingiusto che Snow sia stato resuscitato. Poco dopo, viene impiccato insieme ai compagni.}} *Mia madre vive a Porto Bianco. Le scriverai? Dille che sono morto combattendo i bruti! ('''Othell Yarwyck''') ::{{spiegazione|Nel terzo episodio, riportato in vita da Melisandre, Jon Snow decide di vendicarsi sui suoi assassini, facendo mettere al patibolo Bowen Marsh, Othell Yarwyck, Ser Alliser Thorne e il piccolo Olly. Prima però il Lord Comandante chiede ad ognuno quali siano le sue ultime parole: Yarwyck chiede a Jon di scrivere a sua madre mentendo dicendo di essere stato ucciso dai bruti, ma non ottiene risposta. Poco dopo, viene impiccato insieme ai compagni.}} *Ho combattuto. Ho perso. E ora riposerò. Ma tu, Lord Snow, combatterai le loro battaglie per sempre. ('''Ser Alliser Thorne''') ::{{spiegazione|Nel terzo episodio, riportato in vita da Melisandre, Jon Snow decide di vendicarsi sui suoi assassini, facendo mettere al patibolo Bowen Marsh, Othell Yarwyck, Ser Alliser Thorne e il piccolo Olly. Prima però il Lord Comandante chiede ad ognuno quali siano le sue ultime parole: interrogato per ultimo, Ser Alliser si mostra sprezzante verso Snow e rivela di essere ancora convinto di quanto fatto, affermando che ora Jon dovrà affrontare battaglie più grandi di lui. Poco dopo, viene impiccato insieme ai compagni.}} *Quindi? ('''Osha''') ::{{spiegazione|Venuto a sapere che alcuni suoi soldati sono riusciti a catturare Rickon Stark e la sua protettrice Osha, Ramsay convoca quest'ultimo nel suo studio. Per cercare di ingraziarsi il signore e proteggere in questo modo Rickon, Osha prova a sedurre Ramsay, che ascolta divertito le sue avance, ma si limita a tagliarle la gola.}} *Tutto a posto. Nessun Dosh Khaleen per te. Invece, faremo a turno per scoparti. Poi lasceremo che i nostri cavalieri di sangue ti scopino. E se ti rimane qualcosa, lasceremo un turno ai nostri cavalli. Sei una fica pazza. Pensavi davvero che ti avremmo servito? ('''Khal Moro''') ::{{spiegazione|Decisa a riprendere il controllo del popolo Dothraki, Daenerys si reca nella tenda dove sono riuniti tutti i vari Khal, davanti ai quali si proclama regina. I Khal gli ridono in faccia e il loro capo, Khal Moro, rivela a Daenerys che hanno intenzione di usarla come puttana. Come risposta, Daenerys rovescia le torce presenti nella tenda sulle pareti e il pavimento in legno, mentre i fidi Daario e Ser Jorah bloccano all'esterno le porte: Moro e i suoi vanno così incontro ad una morte dolorosa, mentre Daenerys, grazie al proprio sangue Targaryen, si salva e viene celebrata dai Dothraki.}} *Devi lasciarmi. ('''Il Corvo con Tre Occhi''') ::{{spiegazione|Nel quinto episodio, a causa di un errore di Bran, gli Estranei scoprono la loro posizione, mentre lui e il suo maestro, il Corvo con Tre Occhi, restano bloccati nel passato, un giorno in cui Ned lascia Grande Inverno. Riusciti ad entrare, gli Estranei uccidono gli ultimi difensori rimasti, le Figlie della Foresta, mentre il Re della Notte trafigge il corpo del Corvo con Tre Occhi, che si dissolve dal flashback di Bran.}} *Hodor. ('''Hodor''') ::{{spiegazione|Nel quinto episodio, grazie al sacrificio delle Figlie della Foresta e del metalupo Estate, il corpo di Bran, Meera e Hodor riescono ad uscire all'esterno. Con i Non Morti alle calcagna, Meera incita Hodor a trovare un modo per fermarli. In quel momento Bran, sempre intrappolato nel passato, si imbatte nel giovane ragazzo che un giorno diventerà Hodor e, intuendo ciò che sta succedendo all'esterno, prende il controllo del giovane, che inizia a delirare gridando "Trova un modo". Egli inizia presto a contrarre la frase, da Modor fino ad arrivare ad Hodor: capendo quindi quale scopo Bran gli abbia imposto, Hodor blocca la porta della caverna mentre Meera e Bran fuggono, venendo purtroppo trafitto da vari Non Morti.}} *Stronzo! ('''Gatins''') *Va, sbrigati! È da anni che non faccio un vero duello con la spada, temo che proprio che non farò una bella figura! ('''Brynden "Il Pesce Nero" Tully''') ::{{spiegazione|Nell'ottavo episodio, mentre la battaglia tra Lannister e i ribelli Tully sta per volgere a termine, Brinden "Il Pesce Nero" Tully, zio di Catelyn nonché principale capo dei difensori del castello, fa uscire dal retro del castello Brienne e il suo scudiero Podrick, mettendoli su una barca che li porta via. Brienne invita il guerriero a seguirli, ma Brynden, rimasto deluso dal non aver combattuto per difendere il suo signore Robb alle Nozze Rosse, preferisce rimanere a trattenere i soldati Lannister, morendo valorosamente in combattimento.}} *Aspetta! Ti darò qualcosa... ('''Lem''') ::{{spiegazione|Nell'ottavo episodio, seguendo alcuni indizi, Sandor Clegane riesce a trovare gli assassini che hanno sterminato il villaggio del suo amico Septon Rey. Prima che possa ucciderli arrivano però gli uomini della Fratellanza senza Vessilli, che reclama la morte degli uomini, essendo disertori della loro compagnia. Dopo aver messo il cappio attorno al collo degli ammutinati, Beric Dondarion e Thoros di Myr, capi della Fratellanza, concedono a Sandor di uccidere uno dei tre assassini superstiti: egli sceglie il loro capo, Lem, che nonostante provi a supplicarlo viene impiccato dal Mastino.}} *Non ci siamo già passate? Quella non ti servirà a molto. ('''L'Orfana''') ::{{spiegazione|Nell'ottavo episodio, su ordine degli Assassini dai Mille Volti, Arya dovrebbe uccidere un attrice, Lady Crane, ma stringe amicizia con ella. Jaquen, capo della setta, invia allora l'Orfana, assassina al suo servizio, ad uccidere Lady Crane e Arya: la giovane Stark riesce comunque a fuggire e, rifugiatasi in una casa, spegne le candele che la illuminano portando il combattimento contro l'avversaria al buio. Poco dopo, Jaquen trova nella Casa dei Mille Volti la faccia dell'Orfana, segno che è stata uccisa da Arya.}} *Ecco, uccidete lui! Lui...Non è uno di noi, è un estraneo di bassa casta e non ci rappresenta! ('''Razdal mo Eraz''') ::{{spiegazione|Nel nono episodio, la guerra tra Daenerys e gli schiavisti giunge al suo culmine quando tre padroni, tra cui Razdal mo Eraz, parlamentano con Tyrion, Varys, Missandei e Vermo Grigio chiedendo la resa di Daenerys. In quel momento però spunta Daenerys che con i suoi tre draghi distrugge la flotta dei padroni, mentre il suo alleato Daario massacra con la cavalleria dei Dothraki la fanteria: i tre padroni chiedono allora pietà, ma Verme Grigio taglia la gola a Radzal e ad uno degli altri due, lasciando un solo superstite come monito con chi si oppone a Daenerys.}} *Mostratemelo. ('''Jon Umber''') ::{{spiegazione|Nel nono episodio, nel bel mezzo della Battaglia dei Bastardi, mentre le forze del nord sono decimate, l'alleato di Ramsay Smalijon Umber tenta una carica finale con i suoi uomini. Egli ingaggia personalmente battaglia contro Tormund, capo dei bruti, riuscendo a prevalere: tuttavia, Tormund riesce a risollevare le sorti dello scontro mordendolo alla gola e pugnalandolo ripetutamente.}} *Seduto! No! Fermo! Sta giù! ('''Ramsey Bolton''') ::{{spiegazione|Nel nono episodio, dopo la battaglia tra Stark e Bolton e la vittoria dei primi, Ramsay viene brutalmente picchiato da Jon e gettato in catene nel canile. Quella sera, il prigioniero riceve la visita dell'ex moglie Sansa: dopo un dialogo serrato, Sansa libera i mastini di Forte Terrore, che, tenuti proprio a digiuno in vista della battaglia proprio dal loro padrone, sbranano Ramsay, che tenta invano di placarli.}} *Ah. Ho cose più importanti da fare con il mio tempo che sprecarle in presenza di... ('''Gran Maestro Pycelle''') ::{{spiegazione|Nel decimo episodio, mentre si sta svolgendo il processo a Cercei per mano del Culto dei Sette, il Gran Maestro Pycelle viene convocato dal Maestro dei Sussurri della regina, Qyburn, nei suoi laboratori. Convinto che l'attenzione di Cercei sia tutta per il suo processo, il prudente Gran Maestro va al colloquio, non fiutando la trappola che la regina, che ormai lo ritiene inaffidabile, gli ha teso: nel bel mezzo del dialogo tra i due, spuntano da tutte le parti gli Uccelletti di Qyburn, che pugnalano ripetutamente Pycelle.}} *Cosa stai facendo? ('''Lancel Lannister''') ::{{spiegazione|Nel decimo episodio, Lancel Lannister si reca ad arrestare Cersei, su ordine dell'Alto Passero. All'esterno del Tempio del Baelor nota però un bambino sospetto che si dirige nelle catacombe, e lo insegue. Nel profondo delle catacombe, Lancel fa una scoperta terribile: Cercei ha posizionato le riserve di letale Altofuoco proprio sotto il Tempio, e ora grazie ad un sistema di candele sta per saltare tutto. Il giovane è inorridito, ma in quel momento viene pugnalato al fianco dal bambino che aveva seguito: Lancel tenta invano di fermare la trappola, che gli scoppia innanzi uccidendolo.}} *Se l'accusata non è qui, verrà condannata a prescindere. Non possiamo sfuggire alla giustizia degli dei! ('''Alto Passero''') ::{{spiegazione|Nel decimo episodio, Margaery Tyrell si insospettisce non vedendo arrivare Cercei e, fiutando una sua trappola, prova a fuggire col padre Mace e il fratello Loras. I tre vengono però fermati dall'Alto Passero, sacerdote principale del Culto dei Sette, che ordina alle sue guardie di trattenerli, iniziando un monologo in cui esprime tutto il suo fanatismo: in quel momento però la trappola di Cercei scatta e l'Alto Passero, essendo esattamente sopra al punto in cui si trova l'Altofuoco, è il primo a perire nell'esplosione.}} *Lasciateci passare! ('''Margaery Tyrell''') ::{{spiegazione|Nel decimo episodio, Margaery Tyrell si insospettisce non vedendo arrivare Cercei e, fiutando una sua trappola, prova a fuggire col padre Mace e il fratello Loras. I tre vengono però fermati dall'Alto Passero, sacerdote principale del Culto dei Sette, che ordina alle sue guardie di trattenerli: in quel momento però la trappola di Cercei scatta e nonostante Margaery tenti all'ultimo di fuggire viene uccisa dall'esplosione insieme al padre, al fratello, a Kevan Lannister e a tutti i presenti nella sala.}} *Devo andare. Sono... Sono in ritardo per il processo. ('''Tommen Baratheon''') ::{{spiegazione|Nel decimo episodio, Re Tommen Baratheon sta per recarsi al processo che dovrà subire la madre quando viene fermato dalla Montagna/Ser Robert Strong, che gli sbarra la strada: il giovane ordina alla sua guardia di spostarsi, ma in quel momento avviene l'esplosione che distrugge il Tempio del Baelor, a cui il re assiste. Conscio che l'amata Margaery sia morta e capendo in quel momento la follia e la spietatezza della madre, Tommen approfitta di un momento di distrazione della montagna per buttarsi dalla finestra della propria camera.}} *Dove sono quegli idioti dei miei figli? Walder Il Nero e Lothar non dovrebbero essere già qui? ('''Walder Frey''') ::{{spiegazione|Nel decimo episodio, a Walder Frey, ultimo responsabile delle Nozze Rosse ancora in vita, viene servito un pasticcio di carne da una cameriera. Mentre mangia con gusto, egli chiede dove siano i suoi due figli maggiori, Lothar e Walder Il nero: come risposta, la cameriera gli indica il pasticcio di carne, mostrando come sia farcito della carne dei due uomini. Esterrefatto, Frey scopre che la cameriera è in realtà Arya con una maschera, che gli taglia brutalmente la gola, vendicando così i parenti defunti.}} *Promettimelo, Ned... Promettimelo... ('''Lyanna Stark''') ::{{spiegazione|Nel decimo episodio, mentre viaggia nel passato Bran assiste a quello che accadde dopo il duello tra Ned e la Spada dell'Alba: salito nella Torre della Gioia, il giovane guerriero scopre la sorella Lyanna, evidentemente in cattive condizioni, che dopo avergli dato un neonato, che si intuisce essere Jon Snow, spira.}} ===[[Il Trono di Spade (settima stagione)|Settima stagione]]=== *Mamma! ('''Tyene Sand''') *Non voglio morire come tuo figlio. Con le mani al collo, la bocca che sbava e schiuma di bile. Gli occhi pieni di sangue, la pelle plumbea. Dev'essere stato terribile per te, come guardia del re, come padre. Di certo lo è stato per me, una scena orrenda. Non era affatto quello che io volevo. Capisci, non avevo mai visto come agisse quel veleno. Dillo a Cersei. Deve sapere che è stata opera mia. ('''Lady Olenna Tyrell''') ::{{spiegazione|Nel terzo episodio, venuti in rotta definitivamente con i pochi alleati Tyrell rimasti, Jaime, il suo braccio destro Bronn e il loro alleato Randyll Tarly riescono a sconfiggere gli ultimi soldati di Alto Giardino. Giunto al cospetto dell'anziana Lady Olenna, Jaime le offre, come segno di rispetto, di uccidersi con uno dei suoi veleni piuttosto che andare incontro ad una morte lenta e dolorosa: prima di morire, l'anziana Olenna tira comunque un ultimo duro colpo a Jaime, rivelandogli di aver avvelenato lei il figlio Joffrey, per poi spirare.}} *Uno stupido ragazzo. ('''Randyll Tarly''') {{spiegazione|Nel quinto episodio, Daenerys fa radunare i soldati Lannister e Tarly sopravvissuti alla battaglia tenutasi tra loro e l'esercito della Madre dei Draghi presso le Rapide Nere e dichiara loro che chi si sottometterà a lei avrà salva la vita. Solo Lord Randyll Tarly e suo figlio Dickon, rispettivamente padre e fratello di Sam Tarly, rifiutano sprezzanti: nonostante l'intercessione di Tyrion, Daenerys ordina ai suoi draghi di bruciarli vivi.}} *Io non lo farò. ('''Dickon Tarly''') {{spiegazione|Nel quinto episodio, Daenerys fa radunare i soldati Lannister e Tarly sopravvissuti alla battaglia tenutasi tra loro e l'esercito della Madre dei Draghi presso le Rapide Nere e dichiara loro che chi si sottometterà a lei avrà salva la vita. Solo Lord Randyll Tarly e suo figlio Dickon, rispettivamente padre e fratello di Sam Tarly, rifiutano sprezzanti: nonostante l'intercessione di Tyrion, Daenerys ordina ai suoi draghi di bruciarli vivi.}} *Solo il più ubriaco. ('''Thoros di Myr''') ::{{spiegazione|Nel sesto episodio, Il gruppo guidato da Jon oltre la barriera alla ricerca di un Non Morto viene attaccato da un orso Non Morto: i guerrieri riescono ad abbatterlo, ma Thoros di Myr, braccio destro di Beric Dondarion, viene ferito gravemente. Dopo essere stati assediati dai Non Morti, i nostri sono costretti a rifugiarsi in un isolotto. La situazione di Thoros peggiora sempre di più, e gli amici provano comunque a confortarlo, ma invano: il mattino dopo, Tormund e Beric scoprono che il sacerdote è morto.}} *Non c'è tempo, vai! ('''Benjen Stark''') ::{{spiegazione|Nel sesto episodio, dopo la morte del drago Viserion per mano del Re della Notte, Jon cade in acqua mentre Daenerys porta via lui e il suo gruppo: riuscito a riemergere, egli si ritrova presto circondato da Non Morti. In quel momento però giunge un cavaliere, che si rivela essere suo zio Benjen Stark, dichiarato disperso fin da quando Jon si unì per la prima volta ai Guardiani della Notte: dopo aver donato al nipote il suo cavallo e averlo esortato a fuggire, Benjen trattiene i Non Morti, cadendo valorosamente.}} *Sansa... ('''Petyr "Ditocorto" Baelish''') ::{{spiegazione|Nel settimo episodio, Ditocorto osserva soddisfatto come Sansa, che ha manovrato come pedina, stia processando la sorella Arya. Tuttavia, il suo sorriso svanisce presto quando scopre che il processo non è contro la giovane Stark, ma contro di lui: grazie alle visioni del passato di Bran, i tre Stark hanno scoperto tutti i suoi intrighi fatti nel corso degli anni. Gettata la maschera, Baelish prova a supplicare Sansa, ma la ragazza non lo ascolta più e lascia che Arya gli tagli la gola con la sua stessa daga.}} ===[[Il Trono di Spade (ottava stagione)|Ottava stagione]]=== *Sam, alzati! ('''Eddison "Edd l'addolorato" Tollett''') *Correte! Dobbiamo andare! ('''Beric Dondarrion''') *Che cosa diciamo noi al Dio della Morte? ('''Melisandre''') *Dracarys! ('''Missandei''') *Spero di meritarmelo, dico davvero. Spero di aver sbagliato. Addio, vecchio amico. ('''Varys''') *Hai ucciso un altro Re... Ho vinto io! Ti ho colpito! Sono l'uomo che ha ucciso Jaime Lannister... ('''Euron Greyjoy''') *Obbedisci alla tua Regina! ('''Mastro Quyburn''') *Muori, cazzo! Si! ('''Sandor "Il Mastino" Clegane''') *'''Cersei Lannister''': No, non così. Non così! Non così…<br>'''Jamie Lannister''': Non abbassare lo sguardo. Devi guardarmi, Cersei! Guardami! Su, guardami. Il resto non ha importanza. Non ha importanza. Solo noi. *Non sta a loro decidere. Rimani con me. Costruisci il nuovo mondo con me! È il nostro scopo! Fin dal principio, capisci? Da quando tu eri un bambino col nome di un bastardo e io non riuscivo neanche a contare fino a venti. Dobbiamo farlo insieme. Distruggiamo la ruota, insieme. ('''Daenerys Targaryen''') {{Il Trono di Spade}} [[Categoria:Ultime parole dai media| Trono di Spade]] elcuorq1ixljoshgo6a93rv1vyomaya Jannik Sinner 0 162999 1410230 1407433 2026-04-12T12:50:55Z SirPsych0 33615 +1 1410230 wikitext text/x-wiki [[File:Jannik Sinner (2024 US Open) 04 (cropped).jpg|thumb|upright=1.2|Jannik Sinner nel 2024]] '''Jannik Sinner''' (2001 – vivente), tennista italiano. ==Citazioni di Jannik Sinner== *Vorrei che tutti quanti avessero i miei genitori, come li ho avuti io perché mi hanno sempre permesso di scegliere anche quando ero giovane decidevo io. Non mi hanno mai messo sotto pressione anche quando facevo altri sport.<ref>Dall'intervista subito dopo aver vinto l'Australian Open 2024; citato in ''[https://www.fanpage.it/sport/tennis/la-lezione-di-sinner-vorrei-tutti-avessero-genitori-come-i-miei-mi-hanno-permesso-di-scegliere/ La lezione di Sinner: "Vorrei tutti avessero genitori come i miei, mi hanno permesso di scegliere"]'', ''fanpage.it'', 28 gennaio 2024.</ref> ==Citazioni su Jannik Sinner== *{{NDR|Sulla positività di Sinner al Clostebol}} Adoro questo ragazzo, è un grande. Ma se l'avessi fatto io, avrei avuto 20 anni {{NDR|di squalifica}}. Siamo onesti. Mi avrebbero tolto il Grande Slam. ([[Serena Williams]]) *Capita di provare una curiosa sensazione all'ingresso sul campo di Jannik Sinner, più che promessa del tennis italiano e mondiale. Si sente nell'aria la sigla di uno spettacolo annunciato, destinato a durare, l'irruzione di un campione che marcherà i capitoli delle vite come un segnalibro: dove eri quando vinse la Next Gen a Milano, cosa facevi quando conquistò quell'altro trofeo e a che punto era la tua esistenza quando infine... ([[Gabriele Romagnoli]]) *{{NDR|Sul patteggiamento tra la WADA e Sinner}} Che si creda o meno a Jannik, è chiaro che il processo seguito sembra tutt'altro che un processo. Sono tutte decisioni prese in modo casuale, senza prendere in considerazione molti fattori e con una brutale incoerenza in tutte le argomentazioni fornite [...] Il sistema antidoping è rotto, dobbiamo analizzarlo molto seriamente. Ci sono istituzioni che non procedono con chiarezza e hanno il potere di porre fine alla carriera degli atleti, questo mi sembra ingiusto. Credo che nessuno si fidi di questo sistema, è un'immagine orribile per questo sport ([[Jessica Pegula]]) *Dopo gli ultimi sviluppi, se giocassi ancora, ogni qualvolta mi trovassi davanti Sinner mi rifiuterei di scendere in campo, non importa se è il primo turno o la finale. Ma temo che nessuno avrà il coraggio di farlo. La Wada è un'organizzazione sporca, se ti accordi con loro è perché sai d'essere colpevole. Se sei sicuro al 100% della tua innocenza, come lo era Sinner, perché accetti 3 mesi di squalifica? Non ha senso secondo me ([[Evgenij Kafel'nikov]]) *[[Novak Đoković|Djokovic]] ha tanto nel suo arsenale, può giocare sia in attacco che in difesa. Sinner è unidimensionale. È stupidamente progettato per colpire. È una versione modificata degli stessi Hrbaty e [[Thomas Johansson|Johansson]]. Più modernizzata. ([[Evgenij Kafel'nikov]]) *{{NDR|Sul patteggiamento tra la WADA e Sinner}} È un caso politico sul quale potremmo discutere ore. Spero che la prossima volta che la Wada proporrà a un giocatore una sospensione da uno a due anni, il giocatore possa dire: non la voglio, preferisco un mese... ([[Daniil Medvedev]]) *Gli italiani sono passionali ed emotivi come me, mentre Jannik è serio e compassato. Diventare n. 1 da voi è un ruolo potenzialmente dirompente, [...]. Con quale generosità Sinner avrà voglia di donarsi a un Paese affamato? Lui ripete che è concentrato solo sui miglioramenti. Sono curioso di scoprirlo. [...] Una posizione {{NDR|il numero uno}} non facile da reggere, in effetti. Gli occhi sempre addosso, la pressione, tutti che ti tirano per la giacchetta. Dove si riposa in Italia, di solito, Sinner? Lo sa che dovrà andare in giro scortato? È un tipo silenzioso e riservato, a cui piace viaggiare sotto i radar: andrà a sbattere contro l'entusiasmo italiano. Io gli auguro di divertirsi nel ruolo di leader, di concedersi qualche spazio di manovra sennò il numero uno rischia di schiacciarlo. ([[John McEnroe]]) *Ho letto cose di Sinner che fanno prevedere un grande futuro per lui. Io spero che le cose che leggo si verificheranno, come quelle di [[Nicola Pietrangeli]] e la Davis. Io ormai ho novant'anni, e questa di Sinner rimane tra le giornate migliori che abbia passato. ([[Gianni Clerici]]) *Jannik Sinner, campione assoluto, elegante, consapevole, per niente sbruffone, pesa le parole, corretto con gli avversari, rappresenta l'Italia e il contrario degli italiani. ([[Massimiliano Parente]]) *{{NDR|Sul patteggiamento tra la WADA e Sinner}} La WADA aveva detto che avrebbe chiesto una sospensione di uno-due anni. Ovviamente il team di Sinner ha fatto tutto il possibile per ottenere solo una sospensione di tre mesi, senza perdere titoli e senza perdere premi in denaro. Colpevole o no? Un giorno triste per il tennis. La giustizia nel tennis non esiste. ([[Nick Kyrgios]]) *Lo ammiro. In qualche modo mi rivedo in lui: pensa al lavoro e alla prestazione più che all'apparire come personaggio al di fuori dello sport. ([[Lisa Vittozzi]]) *Non fa la Davis, è di madrelingua tedesca, paga le tasse a Montecarlo, gioca solo i tornei più lucrosi, si presta a mille pubblicità, il Codacons vuole che gli vengano ritirate tutte le onorificenze... Ma se tra i giovanissimi il tennis sta soppiantando il calcio è per effetto suo, dello Jannik Sinner che il mondo ci invidia. ([[Enrico Mentana]]) *Non mi preoccupa, mi stimola. E mi dà forza. Con Jannik c'è un buon rapporto e una sana rivalità, che farà bene ad entrambi. ([[Matteo Berrettini]]) *Ogni partita di Sinner è un pezzo di storia del tennis moderno e venire a vederlo è crearsi l'opportunità di dire "io c'ero". [...] Ogni volta vengo a vederlo, ci sono stato quasi sempre e l'ho visto fare sempre cose differenti, più futuristiche e più qualitative, anche all'interno dello stesso torneo. ([[Luciano Spalletti]]) *Se metti Novak Djokovic e [[Andre Agassi]] in un frullatore, ottieni Jannik Sinner. ([[Brad Gilbert]]) *Sinner è un atleta straordinario che ha allenato alla perfezione anche la capacità di gestire le emozioni in campo. [...] ma tutti parlano anche dei suoi valori umani. Sono tutte queste cose, insieme alla tecnica, a fare un campione. ([[Franco Bertoli]]) *Stiamo parlando di uno straordinario campione, e tra le doti di un fuoriclasse c'è indubbiamente quella di metabolizzare in fretta i cambiamenti. Quando possiedi le sue qualità, ti basta pochissimo per trovare i nuovi automatismi. ([[Fabio Fognini]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Sinner, Jannik}} [[Categoria:Tennisti italiani]] cl7dk0y4px30ko2t0csywf04apswh6j Emilio Cigoli 0 173213 1410352 1404983 2026-04-13T06:54:11Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1410352 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Emilio Cigoli 1950.png|miniatura|Emilio Cigoli nel film ''[[Domenica d'agosto]]'' (1950)]] '''Emilio Cigoli''' (1909 – 1980), attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano. ==Citazioni su Emilio Cigoli== *È stato il grande Emilio Cigoli ad introdurmi in questo mondo. Erano i primi anni '80 e recitavo in una serie poliziesca in cui lui era direttore del doppiaggio. Finito di girare mi chiamò e mi propose di doppiare una parte, tra l'altro molto difficile. Io ero un po' intimorito. Lui mi disse: "Non si preoccupi. Le spiegherò tutto io". E così fu. È stato un maestro straordinario oltre ad essere un vero grande signore. ([[Luca Biagini]]) *Io ho incominciato a lavorare anche con Cigoli e ovviamente io non ho la voce: in basso, chiudi, fonda, profonda. Perché lui voleva sempre le voci molte basse, tutte impostate in basso. Anche dei bambini. ([[Lorenza Biella]]) *Un giorno mio padre mi disse che mi aveva cercato un «certo Emilio Cigoli», il più grande doppiatore italiano. Doppiava le più famose star di Hollywood: tanto per capirci, era la voce di [[John Wayne]]. Lo chiamai da una cabina telefonica. Ricordo che ero a Ostia per uno spettacolo nelle scuole e alla telefonata assisté Annabella Cerliani, incuriosita come me: «Che vorrà Cigoli?». Quando lui rispose, sentii John Wayne con la sua voce calda, profonda e suadente. Stavo per rispondergli: «Ciao, John. Dove l'hai messo il cavallo?», ma mi trattenni. Non riuscivo a nascondere l'emozione. Intanto, dietro il vetro, Annabella doveva aver notato il mio disagio e cominciò a ridacchiare. Mi feci coraggio e cominciai a parlare con un tono di voce ancora più grave di quello di Cigoli. «Buongiorno signor Cigoli, desideravo proprio parlarle.» Lui si sentì sfidato, quindi abbassò ulteriormente il suo tono: «Mi dica, prego». Io, allora, scesi ancora di un'ottava e lui fece lo stesso. La telefonata finì praticamente a rutti.<br>Il lavoro, però, lo ottenni e cominciai a collaborare stabilmente con quel «certo Emilio Cigoli». ([[Gigi Proietti]]) *Era un vero signore, sempre molto professionale e impeccabile. Grazie a lui il lavoro di doppiatore divenne per me, a più riprese, un'ancora di salvezza. ([[Gigi Proietti]]) ==Filmografia== ===Attore=== {{div col}} *''[[Amo te sola]]'' (1935) *''[[Centomila dollari]]'' (1940) *''[[Giarabub (film)|Giarabub]]'' (1942) *''[[Noi vivi]]'' (1942) *''[[Addio Kira!]]'' (1942) *''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]'' (1942) *''[[Domenica d'agosto]]'' (1950) *''[[Pietà per chi cade]]'' (1954) *''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]'' (1955) *''[[Lettere di una novizia]]'' (1960) {{div col end}} ===Doppiatore=== ====Film==== {{div col|strette}} *''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'' (1931) *''[[Io sono un evaso]]'' (1932) *''[[Shanghai Express]]'' (1932) *''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]'' (1936) *''[[Il giardino di Allah]]'' (1936) *''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]'' (1936) *''[[I diavoli volanti]]'' (1939) *''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]'' (1939) *''[[Jess il bandito]]'' (1939) *''[[La grande pioggia]]'' (1939) *''[[La via dei giganti]]'' (1939) 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{{DEFAULTSORT:Cigoli, Emilio}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] 57bwq9jv219b7xw8aqsd07setd0bugm Luca Giordano 0 174969 1410240 1262014 2026-04-12T15:00:31Z Gaux 18878 /* Citazioni su Luca Giordano */ Alfredo Melani 1410240 wikitext text/x-wiki [[File:2013 12 diciembre (30)2.jpg|thumb|Luca Giordano]] '''Luca Giordano''' (1634 – 1705), pittore italiano. ==Citazioni su Luca Giordano== *E Luca Giordano, sempre più grande ai nostri occhi, cosciente com'è, si direbbe, del passato e del presente, del Veronese e del Settecento francese, con quei pimenti, quei velluti consunti, quei cilestrini che hanno superato tanti bucati, e le trasparenze che hanno l'Oriente delle perle. [...] questo suo quadro (il San Michele della Chiesa dell'Ascensione a Chiaia) composito non anticipa meno Sebastiano Ricci e Pellegrini, Guardi e Fragonard, di Pergolesi e Cimarosa. Che macchina, che intrighi, che festevolezza! ([[Cesare Brandi]]) *È un genio che si slancia nel mezzo del campo dissodato.<br>Egli non si produce man mano, ma scoppia. È detto seguace del {{sic|Ribèra}}<ref>[[Jusepe de Ribera]], detto lo ''Spagnoletto''.</ref> e di Pietro da Cortona, ma è seguace di tutti e di nessuno. Egli si forma un disegno, ma di pennello, e si forma una tavolozza con la quale ruba agli altri pittori quello che gli può servire e li manda poi, come suol dirsi, al diavolo, senza curarsene più. È il caso di dire: ''Voler mais tuer!'' Imita tutti talvolta, e non per servilità d'imitazione, ma per mostrare che egli sa fare come altri e meglio. ''Pancottone'' nel suo vivere, ma turbolento mariuolo in arte. ([[Carlo Tito Dalbono]]) *La novità, la prontezza, la bizzarria, le troviamo nell'arte del napoletano Luca Giordano, il quale lavorava tanto velocemente che lo si conosce nella storia dell'arte per Luca ''fa presto'' o ''priesto''; per dirlo alla napoletana. ([[Alfredo Melani]]) *Luca detto ''fa priesto'' è un uragano che piomba nel campo della pittura – scompiglia, scaccia e sradica – scompiglia i dotti e i Raffaellisti d'allora, schiaccia i discepoli del Calabrese e del Vaccaro, sradica tutti i {{sic|principii}} accademici {{sic|co'}} quali si voleva incatenato il genio e metodizzata la tavolozza. ([[Carlo Tito Dalbono]]) *Luca Giordano [...], fiacco di disegno, ardito di colore, fu sul finire del Seicento il più rinomato dei nostri pittori in tutta Europa, da Madrid dove affrescò, fino a Costantinopoli dove mandò tele ammirate. Bastano i ritratti da lui dipinti e le vaste e pingui {{sic|naturemorte}} a darci il rimpianto di quel ch'egli avrebbe potuto fare se avesse preferito la qualità alla quantità e l'arte al guadagno. ([[Ugo Ojetti]]) *Sono quasi infiniti i Quadri di Luca Giordano, di cui si può dire, che non fece mai cosa assolutamente pessima, poiché sempre si trova nelle sue Opere un certo gusto, ma a guisa d'embrione, delle cose eccellenti fatte dagli Uomini celebri delle Scuole d'Italia. Egli non arrivò mai alla perfezione in cosa alcuna. ([[Anton Raphael Mengs]]) ===[[Bernardo De Dominici]]=== *Abbiamo noi, nel principio di questa vita, parlato della sovrana abilità ch'ebbe di contraffar le maniere de' più eccellenti pittori. Fia bene qui aggiungere, che dal principe di Sonnino furon fatti chiamare Francesco di Maria<ref>Francesco Di Maria (1623 – 1690), pittore italiano.</ref>, e 'l cavaliere Giacomo Farelli<ref>Giacomo Farelli (1629 – 1706), pittore italiano.</ref>, acciocché dessero giudizio di un quadro, ch'egli {{sic|volea}} comperare, e fu da essi {{sic|riputato}} una delle belle opere del Tintoretto; ma avendovi per terzo chiamato Luca Giordano, egli si pose a ridere, e staccato un piccolo legnetto commesso nel telaio, fece osservarvi scritto il suo nome col giorno, il mese, e l'anno; del che restarono confusi gli emuli suoi. *Fu di memoria così felice, che si ricordava di quadri molti anni prima veduti, e perciò contraffece eccellentemente le opere di altri pittori, massimamente Veneziani; dicendo, che pareagli di aver presente l'opera di quel pittore ch'egli imitava. Che più? mostrandogli Raimondo un disegno del cavalier Calabrese, dove mancava la figura del Cristo, che apparisce agli Apostoli, presa la penna la disegnò simile al quadro veduto da lui venti anni prima; cosa che fece stupire i circostanti. *La maraviglia maggiore di quest'artefice è, che non essendo egli versato nelle lettere, né ammaestrato nelle storie e nelle favole, {{sic|fusse}} nondimeno così copioso di concetti poetici o di {{sic|episodj}}, come si osserva nelle opere sue; poiché non vi è quadro ove non ve ne siano bellissimi, e nobilmente ideati. Egli è però ben vero che suppliva a questo suo difetto con la pratica dei migliori letterati de' tempi suoi. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Cristo e l'adultera (Luca Giordano)|''Cristo e l'adultera''|(Pio Monte della Misericordia di Napoli, 1660 circa)}} {{Pedia|San Michele sconfigge gli angeli ribelli||(Kunsthistorisches Museum di Vienna, 1666 circa)}} {{Pedia|Deposizione di Cristo (Luca Giordano)|''Deposizione di Cristo''|(Pio Monte della Misericordia di Napoli, 1671)}} {{Pedia|Sposalizio della Vergine (Luca Giordano)|''Sposalizio della Vergine''|(Museo del Louvre di Parigi, 1688)}} {{Pedia|Ratto di Deianira (Luca Giordano)|''Ratto di Deianira''|(Palazzo Abatellis di Palermo, data ignota)}} {{DEFAULTSORT:Giordano, Luca}} [[Categoria:Pittori italiani]] t7pss86x7cv98ngl5548349xcjhu7cg 1410242 1410240 2026-04-12T15:04:54Z Gaux 18878 /* Citazioni su Luca Giordano */ ampliamento Melani 1410242 wikitext text/x-wiki [[File:2013 12 diciembre (30)2.jpg|thumb|Luca Giordano]] '''Luca Giordano''' (1634 – 1705), pittore italiano. ==Citazioni su Luca Giordano== *E Luca Giordano, sempre più grande ai nostri occhi, cosciente com'è, si direbbe, del passato e del presente, del Veronese e del Settecento francese, con quei pimenti, quei velluti consunti, quei cilestrini che hanno superato tanti bucati, e le trasparenze che hanno l'Oriente delle perle. [...] questo suo quadro (il San Michele della Chiesa dell'Ascensione a Chiaia) composito non anticipa meno Sebastiano Ricci e Pellegrini, Guardi e Fragonard, di Pergolesi e Cimarosa. Che macchina, che intrighi, che festevolezza! ([[Cesare Brandi]]) *È un genio che si slancia nel mezzo del campo dissodato.<br>Egli non si produce man mano, ma scoppia. È detto seguace del {{sic|Ribèra}}<ref>[[Jusepe de Ribera]], detto lo ''Spagnoletto''.</ref> e di Pietro da Cortona, ma è seguace di tutti e di nessuno. Egli si forma un disegno, ma di pennello, e si forma una tavolozza con la quale ruba agli altri pittori quello che gli può servire e li manda poi, come suol dirsi, al diavolo, senza curarsene più. È il caso di dire: ''Voler mais tuer!'' Imita tutti talvolta, e non per servilità d'imitazione, ma per mostrare che egli sa fare come altri e meglio. ''Pancottone'' nel suo vivere, ma turbolento mariuolo in arte. ([[Carlo Tito Dalbono]]) *La novità, la prontezza, la bizzarria, le troviamo nell'arte del napoletano Luca Giordano, il quale lavorava tanto velocemente che lo si conosce nella storia dell'arte per Luca ''fa presto'' o ''priesto''; per dirlo alla napoletana. Ammaestrato da [[Pietro da Cortona]], il Giordano che ebbe una prontezza quasi miracolosa nel concepire, una versatilità d'ingegno che niuno forse ebbe mai, una rapidità di mano sorprendente, può credersi che specie di pittore e' sia stato. ([[Alfredo Melani]]) *Luca detto ''fa priesto'' è un uragano che piomba nel campo della pittura – scompiglia, scaccia e sradica – scompiglia i dotti e i Raffaellisti d'allora, schiaccia i discepoli del Calabrese e del Vaccaro, sradica tutti i {{sic|principii}} accademici {{sic|co'}} quali si voleva incatenato il genio e metodizzata la tavolozza. ([[Carlo Tito Dalbono]]) *Luca Giordano [...], fiacco di disegno, ardito di colore, fu sul finire del Seicento il più rinomato dei nostri pittori in tutta Europa, da Madrid dove affrescò, fino a Costantinopoli dove mandò tele ammirate. Bastano i ritratti da lui dipinti e le vaste e pingui {{sic|naturemorte}} a darci il rimpianto di quel ch'egli avrebbe potuto fare se avesse preferito la qualità alla quantità e l'arte al guadagno. ([[Ugo Ojetti]]) *Sono quasi infiniti i Quadri di Luca Giordano, di cui si può dire, che non fece mai cosa assolutamente pessima, poiché sempre si trova nelle sue Opere un certo gusto, ma a guisa d'embrione, delle cose eccellenti fatte dagli Uomini celebri delle Scuole d'Italia. Egli non arrivò mai alla perfezione in cosa alcuna. ([[Anton Raphael Mengs]]) ===[[Bernardo De Dominici]]=== *Abbiamo noi, nel principio di questa vita, parlato della sovrana abilità ch'ebbe di contraffar le maniere de' più eccellenti pittori. Fia bene qui aggiungere, che dal principe di Sonnino furon fatti chiamare Francesco di Maria<ref>Francesco Di Maria (1623 – 1690), pittore italiano.</ref>, e 'l cavaliere Giacomo Farelli<ref>Giacomo Farelli (1629 – 1706), pittore italiano.</ref>, acciocché dessero giudizio di un quadro, ch'egli {{sic|volea}} comperare, e fu da essi {{sic|riputato}} una delle belle opere del Tintoretto; ma avendovi per terzo chiamato Luca Giordano, egli si pose a ridere, e staccato un piccolo legnetto commesso nel telaio, fece osservarvi scritto il suo nome col giorno, il mese, e l'anno; del che restarono confusi gli emuli suoi. *Fu di memoria così felice, che si ricordava di quadri molti anni prima veduti, e perciò contraffece eccellentemente le opere di altri pittori, massimamente Veneziani; dicendo, che pareagli di aver presente l'opera di quel pittore ch'egli imitava. Che più? mostrandogli Raimondo un disegno del cavalier Calabrese, dove mancava la figura del Cristo, che apparisce agli Apostoli, presa la penna la disegnò simile al quadro veduto da lui venti anni prima; cosa che fece stupire i circostanti. *La maraviglia maggiore di quest'artefice è, che non essendo egli versato nelle lettere, né ammaestrato nelle storie e nelle favole, {{sic|fusse}} nondimeno così copioso di concetti poetici o di {{sic|episodj}}, come si osserva nelle opere sue; poiché non vi è quadro ove non ve ne siano bellissimi, e nobilmente ideati. Egli è però ben vero che suppliva a questo suo difetto con la pratica dei migliori letterati de' tempi suoi. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Cristo e l'adultera (Luca Giordano)|''Cristo e l'adultera''|(Pio Monte della Misericordia di Napoli, 1660 circa)}} {{Pedia|San Michele sconfigge gli angeli ribelli||(Kunsthistorisches Museum di Vienna, 1666 circa)}} {{Pedia|Deposizione di Cristo (Luca Giordano)|''Deposizione di Cristo''|(Pio Monte della Misericordia di Napoli, 1671)}} {{Pedia|Sposalizio della Vergine (Luca Giordano)|''Sposalizio della Vergine''|(Museo del Louvre di Parigi, 1688)}} {{Pedia|Ratto di Deianira (Luca Giordano)|''Ratto di Deianira''|(Palazzo Abatellis di Palermo, data ignota)}} {{DEFAULTSORT:Giordano, Luca}} [[Categoria:Pittori italiani]] 91efz8y8x30k0d7jvhp4q4zug18gci1 1410243 1410242 2026-04-12T15:10:23Z Gaux 18878 cambio immagine (mi sembra migliore, almeno non è sghemba!) 1410243 wikitext text/x-wiki [[File:Luca Giordano Fapresto.jpg|thumb|Luca Giordano]] '''Luca Giordano''' (1634 – 1705), pittore italiano. ==Citazioni su Luca Giordano== *E Luca Giordano, sempre più grande ai nostri occhi, cosciente com'è, si direbbe, del passato e del presente, del Veronese e del Settecento francese, con quei pimenti, quei velluti consunti, quei cilestrini che hanno superato tanti bucati, e le trasparenze che hanno l'Oriente delle perle. [...] questo suo quadro (il San Michele della Chiesa dell'Ascensione a Chiaia) composito non anticipa meno Sebastiano Ricci e Pellegrini, Guardi e Fragonard, di Pergolesi e Cimarosa. Che macchina, che intrighi, che festevolezza! ([[Cesare Brandi]]) *È un genio che si slancia nel mezzo del campo dissodato.<br>Egli non si produce man mano, ma scoppia. È detto seguace del {{sic|Ribèra}}<ref>[[Jusepe de Ribera]], detto lo ''Spagnoletto''.</ref> e di Pietro da Cortona, ma è seguace di tutti e di nessuno. Egli si forma un disegno, ma di pennello, e si forma una tavolozza con la quale ruba agli altri pittori quello che gli può servire e li manda poi, come suol dirsi, al diavolo, senza curarsene più. È il caso di dire: ''Voler mais tuer!'' Imita tutti talvolta, e non per servilità d'imitazione, ma per mostrare che egli sa fare come altri e meglio. ''Pancottone'' nel suo vivere, ma turbolento mariuolo in arte. ([[Carlo Tito Dalbono]]) *La novità, la prontezza, la bizzarria, le troviamo nell'arte del napoletano Luca Giordano, il quale lavorava tanto velocemente che lo si conosce nella storia dell'arte per Luca ''fa presto'' o ''priesto''; per dirlo alla napoletana. Ammaestrato da [[Pietro da Cortona]], il Giordano che ebbe una prontezza quasi miracolosa nel concepire, una versatilità d'ingegno che niuno forse ebbe mai, una rapidità di mano sorprendente, può credersi che specie di pittore e' sia stato. ([[Alfredo Melani]]) *Luca detto ''fa priesto'' è un uragano che piomba nel campo della pittura – scompiglia, scaccia e sradica – scompiglia i dotti e i Raffaellisti d'allora, schiaccia i discepoli del Calabrese e del Vaccaro, sradica tutti i {{sic|principii}} accademici {{sic|co'}} quali si voleva incatenato il genio e metodizzata la tavolozza. ([[Carlo Tito Dalbono]]) *Luca Giordano [...], fiacco di disegno, ardito di colore, fu sul finire del Seicento il più rinomato dei nostri pittori in tutta Europa, da Madrid dove affrescò, fino a Costantinopoli dove mandò tele ammirate. Bastano i ritratti da lui dipinti e le vaste e pingui {{sic|naturemorte}} a darci il rimpianto di quel ch'egli avrebbe potuto fare se avesse preferito la qualità alla quantità e l'arte al guadagno. ([[Ugo Ojetti]]) *Sono quasi infiniti i Quadri di Luca Giordano, di cui si può dire, che non fece mai cosa assolutamente pessima, poiché sempre si trova nelle sue Opere un certo gusto, ma a guisa d'embrione, delle cose eccellenti fatte dagli Uomini celebri delle Scuole d'Italia. Egli non arrivò mai alla perfezione in cosa alcuna. ([[Anton Raphael Mengs]]) ===[[Bernardo De Dominici]]=== *Abbiamo noi, nel principio di questa vita, parlato della sovrana abilità ch'ebbe di contraffar le maniere de' più eccellenti pittori. Fia bene qui aggiungere, che dal principe di Sonnino furon fatti chiamare Francesco di Maria<ref>Francesco Di Maria (1623 – 1690), pittore italiano.</ref>, e 'l cavaliere Giacomo Farelli<ref>Giacomo Farelli (1629 – 1706), pittore italiano.</ref>, acciocché dessero giudizio di un quadro, ch'egli {{sic|volea}} comperare, e fu da essi {{sic|riputato}} una delle belle opere del Tintoretto; ma avendovi per terzo chiamato Luca Giordano, egli si pose a ridere, e staccato un piccolo legnetto commesso nel telaio, fece osservarvi scritto il suo nome col giorno, il mese, e l'anno; del che restarono confusi gli emuli suoi. *Fu di memoria così felice, che si ricordava di quadri molti anni prima veduti, e perciò contraffece eccellentemente le opere di altri pittori, massimamente Veneziani; dicendo, che pareagli di aver presente l'opera di quel pittore ch'egli imitava. Che più? mostrandogli Raimondo un disegno del cavalier Calabrese, dove mancava la figura del Cristo, che apparisce agli Apostoli, presa la penna la disegnò simile al quadro veduto da lui venti anni prima; cosa che fece stupire i circostanti. *La maraviglia maggiore di quest'artefice è, che non essendo egli versato nelle lettere, né ammaestrato nelle storie e nelle favole, {{sic|fusse}} nondimeno così copioso di concetti poetici o di {{sic|episodj}}, come si osserva nelle opere sue; poiché non vi è quadro ove non ve ne siano bellissimi, e nobilmente ideati. Egli è però ben vero che suppliva a questo suo difetto con la pratica dei migliori letterati de' tempi suoi. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Cristo e l'adultera (Luca Giordano)|''Cristo e l'adultera''|(Pio Monte della Misericordia di Napoli, 1660 circa)}} {{Pedia|San Michele sconfigge gli angeli ribelli||(Kunsthistorisches Museum di Vienna, 1666 circa)}} {{Pedia|Deposizione di Cristo (Luca Giordano)|''Deposizione di Cristo''|(Pio Monte della Misericordia di Napoli, 1671)}} {{Pedia|Sposalizio della Vergine (Luca Giordano)|''Sposalizio della Vergine''|(Museo del Louvre di Parigi, 1688)}} {{Pedia|Ratto di Deianira (Luca Giordano)|''Ratto di Deianira''|(Palazzo Abatellis di Palermo, data ignota)}} {{DEFAULTSORT:Giordano, Luca}} [[Categoria:Pittori italiani]] lz6f01fm8kq9s6aohwbp8eyi8bag3wf Alfredo Melani 0 175370 1410239 1409885 2026-04-12T14:58:03Z Gaux 18878 /* Parte seconda */ Luca Giordano 1410239 wikitext text/x-wiki [[File:Alfredo Melani, Manuale dell'ornatista 1896 (page 7 crop).jpg|thumb|Alfredo Melani, ''Manuale dell'ornatista'', 1896]] '''Alfredo Melani''' (1859 – 1928), architetto e critico d'arte italiano. ==''Architettura italiana''== ===Parte prima=== *Che l'[[Arte etrusca|arte degli Etruschi]] sia stata influenzala prima da quella [[Arte orientale|orientale]] e poi da quella [[Arte greca|greca]] non vi è alcuno che oggi lo nega. Negandolo, come si potrebbe spiegare il perché si trovi in Etruria l'istesso genere di sepolture che nell'Asia Minore; il perché il sistema delle vòlte, che è affatto orientale, non si trovi in tutto il bacino del Mediterraneo, se non presso gli Etruschi; il perché nel vestire avessero gli Etruschi costumi quasi identici a quelli degli orientali? ecc. Circa la influenza greca poi, non c'è tanto dà disputare; il difficile sta piuttosto nello stabilire giustamente il grado di questa influenza; perché vi sono di quelli che la spingono a tal segno da far credere che l'arte etrusca altro non sia che un'arte arcaica greca; e questo, ci pare, è un andar troppo in là. Comunque sia nell'arte degli Etruschi dapprima sono elementi orientali e in seguito elementi greci. (parte prima, cap. II, pp. 8-9) *La più interessante proprietà dell'architettura etrusca è l'impiego delle [[Volta (architettura)|vòlte]] fatte con pietre tagliate a cuneo e chiuse con serraglia. Molti si domandano: ma sarà veramente esatto che gli Etruschi furono primi ad usare di questo elemento costruttivo? [[Diodoro Siculo]] osa affermare di sì: ma anche lui ebbe questa notizia, come tante altre, dalla tradizione e le tradizioni ingannano talvolta.<br>Certo la posizione geologica dell' Etruria si prestava immensamente alla costruzione a vòlta. Gli Etruschi non avevano i graniti dell'Egitto ne i marmi della Grecia, perciò non potevano {{sic|costrurre}} soffitti monolitici di ampiezza considerevole. Da ciò la vòlta a vari pezzi (cunei) reggentisi fra loro mutuamente, usatissima in Etruria, la cui origine non è etrusca ma orientale. Agli Etruschi si appartiene dunque la gloria di avere utilizzato in Europa, prima d'ogni altro popolo, il sistema delle vòlte a cunei il quale era pertanto assai familiare agli antichi architetti dell'Egitto e della Caldea. (parte prima, cap. II, p. 13) *Ma è proprio accertato che è costruzione etrusca l'[[Arco Etrusco|Arco di Perugia]]? Non sono pochi gli archeologi i quali riflettendo seriamente sulle parole incise sulla cornice dell'Arco – ''Colon Vib'' – cioè Colonia Vibia, sospettarono che l'Arco di Perugia fosse lavoro romano dovuto ad [[Augusto]]. Tale opinione verrebbe afforzata dal fatto sicuro che il primo dei Cesari fece riedificare le mura di questa città stata una delle dodici lucumonie etrusche. Ma altri osservano acutamente se l'Arco di Perugia, così come è oggi, non sia piuttosto di due epoche differenti. La prima (alla quale apparterrebbe la involtatura dell'arco) etrusca; la seconda (a cui si riferirebbero gli ornamenti e particolarmente certi pilastrini con capitelli ionici che coronano la porta medesima) romana.<br>A nostro remissivo parere, questa seconda è la versione più logica che si possa dare dell'Arco di Perugia. (parte prima, cap. II, p. 28) *La perizia costruttiva degli Etruschi [...] in nessun'altra fabbrica si palesa evidente quanto nella famosa [[Cloaca Massima]] a Roma. L'elogio più grande che possa farsi di questa costruzione si è quello di dire che dopo tanto volger di secoli serve ancora allo scopo per il quale venne ordinata. (parte prima, cap. II, p. 30) *Cominciata da [[Tarquinio Prisco]], la Cloaca Massima, venne tirata su tutta quanta a secco. Può ognuno formarsi idea della vigorosissima costruzione guardandone dal Tevere l'arcata maggiore composta di tre ordini di cunei di travertino uniti tra loro senza cemento. (parte prima, cap. II, p. 30) *Chi ha capito bene il carattere dei [[Civiltà romana|Romani]] non può meravigliarsi a vedere, specialmente in Roma, tanti [[Arco trionfale|Archi di Trionfo]] e colonne onorarie erette a gloria dei guerrieri che combatterono per far grande la patria. Gli Archi di Trionfo sono monumenti affatto romani (si rammenti bene) e vennero decorati con le maggiori pompe dell'arte. Sotto i Cesari il loro carattere è pertanto sobrio e elegante, ma mano mano che si va in là si fa gonfio e pesante. Ai tempi di [[Settimio Severo]] e di [[Costantino I|Costantino]] la antica sobrietà si trova sacrificata ai particolari che si moltiplicano per ragione di lusso e in danno dell'arte. (parte prima, cap. IV, pp. 151-154) *I Romani hanno tramandato ai posteri la gloria dei loro guerrieri anche col mezzo di Colonne Onorarie. Questa forma artistica, applicata nel modo che la applicarono gli architetti romani, è completamente romana. Nessun popolo avanti il romano {{sic|imaginò}} le Colonne Onorarie. La prima colonna onoraria che sorse a Roma fu quella destinata a [[Gaio Duilio|Duilio]] e ricordante la prima vittoria navale dei Romani sui Cartaginesi (260 av. G. C). In seguito si eresse la Antonina, dedicata a [[Marco Aurelio]] e la [[Colonna Traiana|Traiana]] (che i Francesi vollero imitare con quella Vendôme) [...]. (parte prima, cap. IV, p. 154) *Col tempo le case {{NDR|di [[Pompei]]}} diventarono<ref>Nel testo "doventarono".</ref> comode e splendide; anzi se si deve rilevare dalla loro sontuosità bisogna dire che in Pompei doveva esservi molta gente ricca o per lo meno agiata. Tutti gli studi che sono stati fatti su Pompei mostrano che le fortune vi dovevano essere spartite molto bene. Il Nissen<ref>Heinrich Nissen (1839-1912), storico tedesco, autore di ''Pompeianische Studien'', Lipsia 1877.</ref> constata che a Pompei il gusto del lusso andò sempre crescendo dall'Impero in là. Si verificò a Pompei in quei tempi quello che oggi si verifica da noi; accanto all'antica nobiltà ingoffita, sorse una borghesia ricca, ambiziosa, petulante che amava il fasto, voleva viver bene e amava godere tutte le gioie le quali furono privilegio delle grandi famiglie. Ecco perché a Pompei si esumarono tante belle case, ecco la ragione di tanta sontuosità decorativa che se non era quella dei Crassi, degli Scauri, dei Luculli, rivelava nei Pompeiani sentimento delicato e agiatezza. (parte prima, cap. IV, p. 177) *[...] [[Marco Vitruvio Pollione]], vissuto ai tempi di [[Augusto]], acquistò tanta {{sic|riputazione}} da morto che, si ha ragione di supporre, altrettanta non ebbe da vivo. Difatti non si sa capire come mai l'imperatore Augusto, il quale durante il suo governo fe' costruire tante fabbriche pubbliche, non siasi mai rivolto a Vitruvio Pollione. Bisogna proprio credere o che Vitruvio fosse in uggia all'imperatore (gli uomini sono sempre gli stessi) o sia vero che egli fosse soltanto un teorico. (parte prima, appendice, p. 190) *[[Adriano]], uomo vanitoso se mai ve ne fu, volle dare i piani e dirigere la costruzione del [[Tempio di Venere e Roma|tempio di Venere]] a Roma. Compiuto che fu il tempio domandò ad [[Apollodoro di Damasco|Apollodoro]] il suo giudizio persuaso di averlo favorevole e Apollodoro disse franco il suo parere sulla costruzione dell'imperatore; il fatto è che Adriano fece uccidere Apollodoro, dopo poco, sotto un pretesto frivolissimo. (parte prima, appendice, pp. 195-196) ===Parte seconda=== *È certo che senza l'ardente iniziativa degli uomini di genio sorti in Firenze negli ultimi anni del XIV secolo, la rivoluziono che doveva, nel campo dell' arte, rinnovare le fonti dell'ispirazione e nel campo dei costumi, sostituire la civiltà moderna alla {{sic|medieva}}, si sarebbe fatta aspettare ancora un po'. Il [[Filippo Brunelleschi|Brunelleschi]] e l'[[Leon Battista Alberti|Alberti]] intesero a paganizzare l'architettura per la ragione che la società si paganizzava. Se non ci fosse stato il mutamento nelle idee sociali del XV secolo il seme gettato dal Brunelleschi e dall'Alberti non avrebbe dato alcun frutto: – un arte non ha vita duratura se non è l'{{sic|imagine}} dell'ambiente entro il quale deve svolgersi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Ouesta [[Cappella Pazzi|Cappella {{NDR|dei Pazzi di Firenze}}]] corretta nei profili, armonica nelle proporzioni, equilibrata negli effetti di chiaroscuro, aggraziata nei particolari ornamentali, è uno dei più interessanti fra i primi lavori del Brunelleschi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Il [[Baldassare Longhena|Longhena]] si distinse eziandio nella costruzione del Palazzo Rezzonico il cui basamento spartito a bugne, e la scala e l'atrio sono veramente da studiarsi. Ma è singolare questo architetto! Nell'Ospedaletto lo troviamo eccessivamente barocco, nel monumento Pesaro, nel palazzo Capovilla si mostra pure un nervoso manipolator di volute e di cartocci, ma che è che non è, la sua mano abituata a segnar curve stravaganti, pare senta il bisogno d'un po' di riposo; e segna sulla carta motivi semplici e freddi di una freddezza palladiana. Chi mai direbbe che il palazzo Giustinian Lolin sul Canal Grande, è disegnato dall'immaginoso Longhena? (parte seconda, cap. V, p. 233-234) ==''L'arte di distinguere gli stili''== *L'[[Arte egizia|architettura egizia]] orizzontale e simmetrica, si assimila alla greca; architettura calma, massiccia nel complesso dei muri rivestiti da intagli e da colori. Caratteristica immancabile: la rastremazione, cioè i muri esterni inclinati. Così tutto in Egitto ha tendenza piramidale nell'assoluto rispetto all'orizzontale; le piramidi che lo personificano intonano ogni architettura sia tomba sia tempio, e gli obelischi che ugualmente personificano la terra de' Faraoni, hanno tendenza piramidale pur contradicendo il principio dell'orizzontale trionfante; ma gli obelischi sono monumenti decorativi. (prima parte, cap. I, pp. 35-36) *Ho detto altrove che bisogna esser più misurati e meno assoluti; l'[[arte greca]], l'architettura, ha le sue imperfezioni, e il creare un'arte greca senza macchia, insuperata e insuperabile, è morbosità, tormento, allucinazione.<br>Volfango Goethe avrebbe dato il [[Partenone]] per tutte le cattedrali gotiche. Se lo poteva pigliare. (seconda parte, cap. I, p. 107) *L'ellenismo etrusco è preceduto da una plastica di sapore acutamente arcaico molto gustoso, e si raccoglie sulle urne che dimostrano l'attività realistica dei nostri plastici minuti, ostinati nella modellazione, duri, rozzi, ineleganti nel linguaggio d'arte. Bellissime antefisse con testa nel mezzo, ornamenti intorno sbalzati, al solito, dal colore; qui, nel verismo dei ritratti, nell'arcaismo delle forme, vibra lo [[Arte etrusca|stile etrusco]], vibra nei soggetti demoniaci che celebrano certe superstizioni diffuse nel popolo e si umilia, si spegne all'immigrazione greca che vince l'anima etrusca; – forma e soggetti. (seconda parte, cap. II, pp. 158-159) *[...] l'arco, la {{sic|vòlta}}, la cupola costituiscono l'[[architettura romana]], lo stile romano, cioè lo stile imperiale di Roma, l'Urbe nel periodo del suo dominio, il dominio romano che paralizza ogni sogno che dovesse tramutarsi in realtà. (seconda parte, cap. III, p. 164) *Eccellenti mattoni, eccellente cemento, eccellente {{sic|manualanza}}, ottimi costruttori: questo il trionfo tecnico dell'architettura romana, all'apogèo che segna il vero stile romano e questo il segreto della sua esistenza. Vastità e sontuosità, ordini architettonici sovrapposti, l'arco, la vòlta e la cupola sviluppatissime: questo il trionfo estetico della nostra architettura, del nostro stile, influenzato dall'Etruria, dalla Grecia, dallo stile ellenico e ellenistico, audace e gagliardo, imponente e fastoso. Il genio italico diè ad esso il suo tono, diè il suo accento che riassume e glorifica: riassume le architetture anteriori di cui l'architettura romana è, infatti, la sintesi e il téma finale. Dopo, il Medioevo: – contando poco, architettonicamente, lo stile paleo-cristiano. (seconda parte, cap. III, pp. 165-166) *Impressionante a Roma la sovrapposizione degli ordini che la Grecia adottò timidamente anche nel periodo ellenistico rispetto a Roma, che lo svolse quanto più poté negli edifici pubblici e nei privati, comprese le case che salirono alte per necessità di spazio, insegna Vitruvio. Un ordine sopra l'altro dunque; archi, vòlte, colonne, trabeazioni producevano uno spettacolo quasi nuovo e un'imponenza quasi miracolosa, e questo spettacolo e questa imponenza è lo stile romano, assieme che offusca quando non ingombra colla ricchezza. (seconda parte, cap. III, p. 183) *Lo [[Arte bizantina|stile {{sic|bisantino}}]] è lo stile delle cupole, il cui sviluppo si può assegnare al regno di [[Giustiniano I|Giustiniano]] – stile definitivo evocante l'insigne mecenate dell'architettura bisantina, la cui azione provocò utili sforzi come Pericle a Atene, Augusto a Roma. S. Sofia vicino al Partenone: lo stile architravato nel suo trionfo, lo stile voltato nei monumenti romani sovrattutto termali [...]. (terza parte, cap. I, p. 237) *[[Santa Sofia (Istanbul)|S. Sofia di Costantinopoli]] è sempre il faro, il monumento sublime che esemplifica: studiato, riprodotto, illustrato è il pilota dello stile {{sic|bisantino}}: – la pianta concentrica, la cupola immensa, le cupole secondarie leggiere, ariose, i capitelli pulvinati, fioriti, la interminabile veste musiva, il tono e la sostanza fastosa, le dimensioni corrispondenti a questo tono e a questa sostanza. Tuttociò ammaestra e in un solo libro monumentale riassume e commenta lo stile, tutto lo stile bisantino nel suo organismo compiuto, nel suo equilibrio statico ed estetico. (terza parte, cap. I, p. 238) *Lo stile {{sic|bisantino}} è dedito alla pittura non alla scultura e adopra lo {{sic|scarpello}} avaramente in statue e bassorilievi, {{sic|cuoprendo}} cupole, pareti, archi e sott'archi col {{sic|musaico}}. Perciò a conoscere lo stile bisantino, anche nella scultura, aiuta il mosaico nei suoi pittori bisantini e italo-bisantini contro i pittori classici e romani che offrono utili comparazioni. (terza parte, cap. I, p. 240) *Sontuosità, gemme saettanti, cumulo di smalti policromi: ecco lo stile {{sic|bisantino}} il quale esulta agli ori composti da' cordoni perlati, amico delle perle benché non scintillino e non parlino rumoreggiando. E le perle circondate da filigrane, associate agli smalti in un tumulto di colori, a parte la carezza formale, i ceselli ornativi e figurativi sullo stile della scultura lapidea, sono spesso negli ori. Frenesia di contrasti, accordo di ricchezze colpiscono le facoltà sensitive a svelare un'intima psicologia ardente, pulsante, irresistibile. Il primo organo rivelatore, appunto, è la sontuosità. (terza parte, cap. I, p. 246) *Il riposo, l'abbandono dei problemi complicati, ecco {{NDR|dopo il gotico}} il nuovo stile. Infatti il [[rinascimento]] è ritorno, amore alla serenità greca, alla regolarità romana, alla tradizione greco-latina i cui primi interpreti sono stati i fiorentini. (quarta parte, cap. I, p. 403) *[[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], forza suprema, energia multipla, inestinguibile. Si elevò qualche protesta contro l'erettore della cupola di S. Pietro, quasi avesse profanato il titolo d'architetto; Michelangelo reazionario, nel nome della libertà, suscitatore di ispirazioni nuove, consola invece il periodo finale del rinascimento. Un «contaminato», il padre dei contaminati, secondo l'''Jus'' dei parrucconi i quali {{sic|sobbillano}} chi non specula sopra i timidi e non glorifica il plagio. E, Michelangelo, esaurito il programma brunelleschiano e bramantesco, emanava la sua legge da cui sorse la scuola che da lui ha nome, la quale non s'infrena al romanismo e rompe la tradizione con un sistema non ancor tentato. (quarta parte, cap. II, p. 450) *La biblioteca [[Biblioteca Medicea Laurenziana|Mediceo-Laurenziana-Delciana]] a Firenze, insegna che il gusto rettilineo può sostituirsi al gusto curvilineo, insegna che i frontoni possono profilarsi nei risalti e le cornici possono spezzarsi al buon nome dell'architettura. (quarta parte, cap. II, p. 451) *Da Firenze a Roma, a Genova, a Milano la scuola michelangiolesca chiama a raccolta i maggiori, i quali si ascrivono volentieri esultando alla vivezza intellettuale contro la pigrizia e addomesticando al barocco di cui, cronologicamente e stilisticamente, la scuola michelangiolesca rappresenta la anticamera.<br>Sulla via barocca: e nessuno oggi si vergogna a dirlo. – Assalto al bigottismo lanciato dall'impalcatura della Sistina, ove il pennello dell'architetto, scultore e pittore onora la bellezza personale e subbiettiva e fonde l'architettura alle altre arti; architettura pittoresca nell'innesto magnifico della scultura applicata. La retta non teme la curva, la curva si assimila alla retta nella scuola michelangiolesca e le figure che s'inarcano e si avvoltolano, non soffrono più il digiuno a cui si sottoposero da rettilinei i quali mancarono del senso pittorico (Bramante). (quarta parte, cap. II, p. 451) *Stile della ricchezza, della maestà pomposa, il [[barocco]]; e stile dell'amabilità elegante il [[Rococò|{{sic|roccoccò}}]], il {{sic|Secento}} e il Settecento. Essi non vantano un organismo statico proprio come il greco o il gotico, e prolungano il rinascimento {{sic|cuoprendolo}} di curve, spezzando le cornici, tagliando i frontoni in una gioia di linee irrefrenabile e dilagano, stimolando, la libera fantasia. Stile decorativo, il barocco e il roccoccò, intende a meravigliare, a sbalordire. (quarta parte, cap. II, p. 481) *Complessivamente il barocco trasforma in un'immensa gloria di curve il {{sic|Secento}}, e il {{sic|roccoccò}} chiama a avvolgimenti leggiadri e scherzosi il Settecento. E il barocco, perché sia veramente tale, bisogna che innalzi<ref>Nel testo "inalzi".</ref> la ricchezza qualche volta ammucchiata {{sic|piucché}} odinata; bisogna che la innalzi alla maggiore potenza la quale si sostiene e si coordina ed appaga l'occhio in un effetto generale. Come se un grande decoratore vedesse tutto, dirigesse tutto ad onorare la sua dote più alta: la inesauribilità. (quarta parte, cap. II, p. 483) *{{NDR|Sul [[Vittoriano]]}} Lo Stato, vittima dell'eclettismo, nel suo passivo più lacerante ha il «Monumentissimo» di Roma, la Mole sacconiana che ingoia milioni dal 1885, eroismo degli antiquari, degli orecchianti e della burocrazia italica. Oggi non sono pochi a convenire sulla miseria di quelle pietre lavorate; ma quando io investii il «Monumentissimo», vivente il povero Giuseppe Sacconi, mi trovai solo, in un piacevole isolamento. A rigore il «Monumentissimo» potrebbe ispirare qualche indulgenza guardando il tempo in cui se ne aperse il concorso, però è insopportabile che vi si possa vedere il genio d'un architetto. (Appendice, p. 575) *In sott'ordine, rispetto al «Monumentissimo» {{NDR|il Vittoriano di Roma}}, fra molti {{NDR|edifici in stile eclettico del XIX secolo}}, cibreo<ref>Intingolo, miscuglio mal combinato.</ref> disgustoso il [[Palazzo della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia|palazzo della Cassa di Risparmio a Pistoia]]. Costato quasi un milione (il concorso fu bandito sulla somma di 300.000 lire) quella città toscana ha veduto sorgere, questi ultimi anni, un ampio dado di cui tutte le parti, dalle grandi alle piccole, sono copiate. Il basamento è copiato dal banco di giustizia nel Palazzo Pretorio della città, l'ingresso sulla facciata principale è copiato dalla porta di Leon Battista Alberti sulla facciata di S. Maria Novella a Firenze con squallide alterazioni (il dorico sostituito al corinzio), la imposta è copiata sotto il portico degli Uffizi a Firenze, i ferri sono copiati in un palazzo a Lucca e male applicati (troppo triti); e, nell'interno, le finestre dell'atrio appartengono alla facciata del palazzo della Cancelleria a Roma, e a Pistoia ingenuamente non si tolsero le rosette, sul fregio, emblema del cardinale Raffaello Riario che ordinò il celebre palazzo. Né curo i piccoli balaustri copiati dalla scala del palazzo Gondi a Firenze e il resto. Ma, almeno, il palazzo fosse comodo! (Appendice, pp. 575-576) ==''Pittura italiana''== ===Parte prima=== *Per quanto si sa questo popolo {{NDR|gli [[Etruschi]]}} esercitò con certa larghezza la pittura, ma difficilmente la sollevò a arte indipendente, vale a dire a pura espressione d'un concetto estetico; e si può dire che si limitò invece a servirsene come mezzo di decorazione; nel modo stesso che sì usò in Oriente, da ove anzi si vuole precisamente derivato il primo stile etrusco detto per ciò, ''orientalizzante''.<br>Gli Etruschi sentirono la compiacenza che deriva dalla vivacità dei colori nello stesso modo che la sentirono i popoli primitivi e la sentono tuttora i selvaggi d'Africa e d'Oceania. (Parte prima, cap. II, pp. 15-16) *Le [[Pittura etrusca|pitture etrusche]] in generale sono a tinte intere e mancanti di chiaro scuro, e corrispondono, come si è detto, a delle convenzioni talvolta ragionevoli. Così il rosso e il color carne servono per indicare la carnagione degli uomini, il roseo quello delle donne; il {{sic|pavonazzo}} è per colorire i vasetti, il bigio poi ed il turchino sono destinati alla colorazione degli animali e ai demoni. Talune volte s'incontrano figure e animali coloriti {{sic|bizzaramente}} come, ad esempio, cavalli rossi con criniera azzurra, o cavalli interamente azzurri con unghie rosse e verdi.<br>Il valore dunque di queste pitture sta tutto quanto nel disegno del contorno il quale se dapprima è alquanto impacciato dipoi si slancia ed è galante e distinto. (Parte prima, cap. II, pp. 16-17) *[...] notiamo ancora un fatto singolare che riguarda non la tecnica pittorica, ma il contenuto della pittura etrusca. I soggetti che solitamente svolgeva il pittore etrusco, per quanto fossero destinati all'ornamento di una [[tomba]] – perché si tenga bene in mente che le pitture murali delle tombe sono quelle che ci hanno dato qualche lume intorno alla pittura degli Etruschi – sono tutt'altro che mortuari; i soggetti lugubri sono rari, e abbondano invece soggetti gai come banchetti, {{sic|caccie}}, danze, ecc. E ciò è logico. Perocché le feste in occasione di [[Funerale|funerali]] si credevano un modo di propiziazione per l'estinto affinché diventasse un essere divinizzato; così come il cristiano colle preghiere e colle funzioni pei defunti ha la fede di contribuire pietosamente alla loro eterna beatitudine. (Parte prima, cap. II, p. 22) *La [[Pittura romana|pittura]] storico-figurativa ebbe a Roma un considerevole impulso allorché sorse nel desiderio dell'imperatori e dei magnati di far dipingere su grandi pareti gli episodi più cospicui delle vittorie romane.<br>Osserva il [[Désiré-Raoul Rochette|Raoul Rochette]] che l'uso delle feste trionfali dette vigoroso impulso alla pittura su tavola, la quale, lo stesso Autore riferendosi a un passo dello storico Appiano, afferma che doveva essere familiarissima a Roma. Se ciò è vero bisogna dire che gli storici dell'arte in generale sono censurabili in questa parte, perché di tale specie di pittura han tenuto ben poco conto. (Parte prima, cap. IV, pp. 55-56) *Si suole ritenere [[Cimabue]] per fondatore dell'arte nova del dipingere, ma è più corretto dire che Cimabue favorì il rinascimento della pittura italiana promosso da [[Giotto]].<br>Difatti in Cimabue «che dette i primi lumi all'arte della pittura» come scrive esattamente il [[Giorgio Vasari|Vasari]] (''Le vite'', ecc.) c'è l'artista il quale tenta di ribellarsi alle pratiche cosiddette {{sic|bisantine}} o greche; ma non ancora disposto l'ambiente a accettar novità è naturale che l'arte di Cimabue abbia sempre l'impronta della maniera antica; mentre nell'opera pittorica di Giotto quest'impronta è addirittura scomparsa [...]. L'arte di Cimabue rappresenta per noi l'arte di transizione fra la così detta greca e quella italica risorta con Giotto. (Parte prima, cap. VII, pp. 150-151) *[[Giunta Pisano|Giunta]] [...] ebbe l'ambizione di sollevarsi un po' dalla maniera dura dell'arte del suo tempo [...]; si è detto perfino che Giunta fu maestro di Cimabue: in tal caso lo scolaro avrebbe sopravanzato il maestro come risulta dalle pitture che maestro e scolaro fecero in Assisi. (Parte prima, cap. VII, p. 153) *Giunta Pisano il quale visse al tempo della canonizzazione di [[Francesco d'Assisi|San Francesco]] dipinse molto a [[Assisi]] e la sua arte, come si è scritto partecipa dei modi così detti bisantini. Figure stecchite e dure spiranti una certa aria mansueta e pia, la quale impressiona. Quelle figure non impressionano, badisi, per la fattura; imperocché se pur si voglia dire che Giunta Pisano tentò di spastoiarsi dalle norme dell'arte coeva, i suoi sforzi restarono umili tentativi. (Parte prima, cap. VII, p. 155) *Si tiene in molto conto il ritratto di S. Francesco attribuito a Giunta Pisano perché non è impossibile che riproduca l'effigie vera del Serafico d'Assisi che Giunta può aver conosciuto. (Parte prima, cap. VII, p. 157) ===Parte seconda=== *Le pitture che [[Giotto]] eseguì a Assisi vicino a quelle del maestro Cimabue mostrano quanto questi sia stato {{sic|sopravvanzato}} dallo scolaro. Chi guarda attentamente le varie istorie di Giotto nota che a misura l'opera va innanzi ivi crescono i pregi; e verso la fine le storie sono più vaghe e più vivaci, le figure sono più franche nel disegno delle estremità, le mosse sono più variate, il paese è più naturale. (Parte seconda, cap. I, p. 7) *Il [[Correggio]], o come a lui garbava talvolta chiamarsi, Antonio Lieto da Correggio, non ha rivali nel magistero del [[chiaroscuro]] a cui seppe dare fluidità e vaghezza meravigliose. Sta in questo la importanza dell'opera pittorica correggesca. Il passaggio dalla luce all'ombra nelle pitture dell'Allegri è insensibile; accanto al bianco è un grigio leggero e accanto allo scuro, viceversa, è un grigio robusto: per la qual cosa il passaggio fra il nero e il bianco non vi è mai ardito, ma moderato dalla mezza tinta; alla quale l'Allegri doveva non solo il rilievo delle figure ma la pastosità della pittura. (Parte seconda, cap. III, p. 163) *Davanti alle pitture dell'Allegri si prova un'emozione dolcissima. La prima volta che vedemmo le pitture del [[Duomo di Parma]] restammo così impressionati da quella vista che ci parve che il Correggio avesse certe attrattive che non ha Raffaello. La pittura correggesca è esempio parlante di quanto possa infonder vita a un'opera d'arte la poesia di un cuore gentile. (Parte seconda, cap. III, pp. 163-164) *Il [[Andrea Sabatini|{{sic|Sabbatini}}]] o Andrea da Salerno fu [...] valoroso pittore sì da esser detto da taluno il Raffaello napoletano. (Parte seconda, cap. III, p. 170) *La novità, la prontezza, la bizzarria, le troviamo nell'arte del napoletano [[Luca Giordano]], il quale lavorava tanto velocemente che lo si conosce nella storia dell'arte per Luca ''fa presto'' o ''priesto''; per dirlo alla napoletana. (Parte seconda, cap. III, pp. 176-177) ==''{{sic|Scoltura}} italiana''== *Qualunque sia il posto che il popolo romano si merita nella storia dell'arte in generale, in particolare rapporto alla [[Scultura romana|{{sic|scoltura}}]], lo ha considerevole, a pensare che il romano col suo temperamento positivista dette impulso grandissimo a una specie d'imitazione {{sic|scultorica}} che non è più né quella simbolica degli Egizi, né la imitazione dei Greci innalzata alla bellezza tipica, ma è una imitazione la quale ha per base il ''carattere''. Da ciò scaturì il ritratto. (cap. IV, pp. 43-44) *I [[Civiltà romana|Romani]] furono un popolo positivo e perciò poco inclinato all'arte. Perché gli uomini che si dicono positivi sono quelli i quali non hanno immaginazione e giudicano il mondo nella nuda {{sic|realità}}, nel modo che si presenta ai loro sensi; perciò non potranno essere artisti perché oltre a un fondo di buon senso, l'artista bisogna che sia sensitivo e possegga immaginazione infiammabile. Viceversa i Greci possedendo in grado eminente questa immaginazione, che dicemmo infiammabile, furono un popolo artista per eccellenza; e col sorriso dell'arte conquistò l'affetto dei popoli, mentre i Romani conquistarono i popoli colla forza prepotente. (cap. IV, p. 47) *[...] ai tempi di Commodo era venuto così in voga l'uso dei busti-ritratti che si tagliavano le teste delle statue per sostituirvi effigi note; e si trovò il modo di fare i busti colorati per potere a piacimento cambiar di essi la testa; e si giunse, in quel tempo, perfino a far ritratti di donna colla pettinatura posticcia (di marmo o di bronzo, s'intende) per poterla cavare e cambiare onde seguire la volubilità della moda; per modo che la effigiata trovavasi sempre con la testa acconciata secondo il costume del giorno. (cap. IV, p. 53) *La {{sic|scoltura}} romana essendo espressiva per eccellenza salì molto più insù nell'arte del ritratto di quello che salisse la scoltura dei Greci. Nei ritratti greci trovi sempre bellezza lieta e non mai scopri la indagine ferma e sicura del carattere del ritrattato. (cap. IV, p. 55) *Ecco come [[Luca Della Robbia]] oltre a aver portato nella scoltura i resultati della mano svelta e della mente immaginosa, ecco come si isola da tutti i coevi e dagli scultori avvenire per aver trovato il modo d'invetriare le scolture e i lavori in plastica con ismalto monocromo o a colori il quale difende le scolture stesse dalle azioni distruggitrici dell'atmosfera. Luca Della Robbia che morì vecchissimo lavorò pure moltissimo. Per la qual cosa ben disse il [[Giorgio Vasari|Vasari]] nel discorrere della vita di Luca: «Onde ne venne arricchito il mondo (si capisce delle scolture a smalto di Luca) e l'arte del disegno di un'arte nuova utile e bellissima; ed egli (cioè Luca) di gloria e lode immortale e perpetua.» (cap. VII, p. 134) *[[Cristoforo Solari]] esimio fra tutti gli egregi che ornarono di loro opere quel cospicuo tempio del Rinascimento {{NDR|la [[Certosa di Pavia]]}}, Cristoforo Solari notissimo pel soprannome di Gobbo e del quale si narra che allorquando fu collocata in S. Pietro di Roma la Pietà del [[Michelangelo Buonarroti|Buonarroti]] alcuni Milanesi asserirono che era lavoro suo (tantoché {{sic|Michelangiolo}} si determinò di incidervi il proprio nome perché si dileguasse questa voce che pare potesse prendere consistenza<ref>Nel testo "consisistenza".</ref>) Cristoforo Solari (se è vero che sono tutte sue le {{sic|scolture}} cosi della Certosa di Pavia come quelle del [[Duomo di Milano]], che gli si attribuiscono) bisogna notarlo fra gli eminenti scultori del secolo il quale ora c'interessa studiare. (cap. VII, pp. 141-142) *Non scopriamo nell'arte del Solari né la ingenuità carezzevole dell'arte di [[Donatello]], né la vigorosità fantasiosa di quella del [[Lorenzo Ghiberti|Ghiberti]], né vi sappiamo scorgere la semplicità della scoltura di Luca della Robbia, nondimeno è tale la verità dello scolture solariane che acconsentiamo a scrivere nel libro dei più ragguardevoli scultori del secolo XVI, Cristoforo Solari. (cap. VII, p. 142) *[...] dopo Michelangelo la {{sic|scoltura}}, per dir come dicono tutti, si [[Barocco|imbarocchisce]], cioè non cerca più il bello, ma il bizzarro, lo stravagante: – i muscoli delle figure si gonfiano, i manti onde sono vestite si avvolgono, si ripiegano goffamente; la personalità soverchia s'impone alla riproduzione del vero. (cap. VIII, p. 160) *Se parlando di oreficeria del periodo artistico fra Michelangelo e Canova s'impone il Cellini, discorrendo d'intaglio del legno s'impone alla mente [[Andrea Brustolon]] di Belluno le cui cornici a fogliami arricciati e ornati di putti ridenti sono esempi di gusto singolare e libero e di difficoltà tecniche superate con disinvoltura ammirabile. Ma in questo tempo {{NDR|il Seicento}} le difficoltà materiali non {{sic|faceano}} indietreggiar gli esecutori; il marmo allora si lavorava come se fosse stato legno e il legno si accartocciava in mille guise come se fosse stato carta. (cap. VIII, p. 181) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/architetturaita01melagoog/page/n5/mode/1up Architettura italiana]'', parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/gri_33125015056232/page/n4/mode/1up Architettura italiana]'', parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/lartedidistingue00mela_0/mode/1up L'arte di distinguere gli stili]'', Ulrico Hoepli editore, Milano, 1918. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/pitturaitaliana01mela/page/n8/mode/1up Pittura italiana]'', Parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1885. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_B-KzsqAUBnsC/page/n6/mode/1up Pittura italiana]'', Parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1886. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_M2sC3cInwMcC/page/n4/mode/1up {{sic|Scoltura}} italiana. Parte prima e seconda: statuaria e scoltura ornamentale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1885. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Melani, Alfredo}} [[Categoria:Architetti italiani]] [[Categoria:Critici d'arte italiani]] 3tibdo1a2epfy4xzpen4neoarvu2rk9 1410241 1410239 2026-04-12T15:03:03Z Gaux 18878 /* Parte seconda */ ampliamento Giordano 1410241 wikitext text/x-wiki [[File:Alfredo Melani, Manuale dell'ornatista 1896 (page 7 crop).jpg|thumb|Alfredo Melani, ''Manuale dell'ornatista'', 1896]] '''Alfredo Melani''' (1859 – 1928), architetto e critico d'arte italiano. ==''Architettura italiana''== ===Parte prima=== *Che l'[[Arte etrusca|arte degli Etruschi]] sia stata influenzala prima da quella [[Arte orientale|orientale]] e poi da quella [[Arte greca|greca]] non vi è alcuno che oggi lo nega. Negandolo, come si potrebbe spiegare il perché si trovi in Etruria l'istesso genere di sepolture che nell'Asia Minore; il perché il sistema delle vòlte, che è affatto orientale, non si trovi in tutto il bacino del Mediterraneo, se non presso gli Etruschi; il perché nel vestire avessero gli Etruschi costumi quasi identici a quelli degli orientali? ecc. Circa la influenza greca poi, non c'è tanto dà disputare; il difficile sta piuttosto nello stabilire giustamente il grado di questa influenza; perché vi sono di quelli che la spingono a tal segno da far credere che l'arte etrusca altro non sia che un'arte arcaica greca; e questo, ci pare, è un andar troppo in là. Comunque sia nell'arte degli Etruschi dapprima sono elementi orientali e in seguito elementi greci. (parte prima, cap. II, pp. 8-9) *La più interessante proprietà dell'architettura etrusca è l'impiego delle [[Volta (architettura)|vòlte]] fatte con pietre tagliate a cuneo e chiuse con serraglia. Molti si domandano: ma sarà veramente esatto che gli Etruschi furono primi ad usare di questo elemento costruttivo? [[Diodoro Siculo]] osa affermare di sì: ma anche lui ebbe questa notizia, come tante altre, dalla tradizione e le tradizioni ingannano talvolta.<br>Certo la posizione geologica dell' Etruria si prestava immensamente alla costruzione a vòlta. Gli Etruschi non avevano i graniti dell'Egitto ne i marmi della Grecia, perciò non potevano {{sic|costrurre}} soffitti monolitici di ampiezza considerevole. Da ciò la vòlta a vari pezzi (cunei) reggentisi fra loro mutuamente, usatissima in Etruria, la cui origine non è etrusca ma orientale. Agli Etruschi si appartiene dunque la gloria di avere utilizzato in Europa, prima d'ogni altro popolo, il sistema delle vòlte a cunei il quale era pertanto assai familiare agli antichi architetti dell'Egitto e della Caldea. (parte prima, cap. II, p. 13) *Ma è proprio accertato che è costruzione etrusca l'[[Arco Etrusco|Arco di Perugia]]? Non sono pochi gli archeologi i quali riflettendo seriamente sulle parole incise sulla cornice dell'Arco – ''Colon Vib'' – cioè Colonia Vibia, sospettarono che l'Arco di Perugia fosse lavoro romano dovuto ad [[Augusto]]. Tale opinione verrebbe afforzata dal fatto sicuro che il primo dei Cesari fece riedificare le mura di questa città stata una delle dodici lucumonie etrusche. Ma altri osservano acutamente se l'Arco di Perugia, così come è oggi, non sia piuttosto di due epoche differenti. La prima (alla quale apparterrebbe la involtatura dell'arco) etrusca; la seconda (a cui si riferirebbero gli ornamenti e particolarmente certi pilastrini con capitelli ionici che coronano la porta medesima) romana.<br>A nostro remissivo parere, questa seconda è la versione più logica che si possa dare dell'Arco di Perugia. (parte prima, cap. II, p. 28) *La perizia costruttiva degli Etruschi [...] in nessun'altra fabbrica si palesa evidente quanto nella famosa [[Cloaca Massima]] a Roma. L'elogio più grande che possa farsi di questa costruzione si è quello di dire che dopo tanto volger di secoli serve ancora allo scopo per il quale venne ordinata. (parte prima, cap. II, p. 30) *Cominciata da [[Tarquinio Prisco]], la Cloaca Massima, venne tirata su tutta quanta a secco. Può ognuno formarsi idea della vigorosissima costruzione guardandone dal Tevere l'arcata maggiore composta di tre ordini di cunei di travertino uniti tra loro senza cemento. (parte prima, cap. II, p. 30) *Chi ha capito bene il carattere dei [[Civiltà romana|Romani]] non può meravigliarsi a vedere, specialmente in Roma, tanti [[Arco trionfale|Archi di Trionfo]] e colonne onorarie erette a gloria dei guerrieri che combatterono per far grande la patria. Gli Archi di Trionfo sono monumenti affatto romani (si rammenti bene) e vennero decorati con le maggiori pompe dell'arte. Sotto i Cesari il loro carattere è pertanto sobrio e elegante, ma mano mano che si va in là si fa gonfio e pesante. Ai tempi di [[Settimio Severo]] e di [[Costantino I|Costantino]] la antica sobrietà si trova sacrificata ai particolari che si moltiplicano per ragione di lusso e in danno dell'arte. (parte prima, cap. IV, pp. 151-154) *I Romani hanno tramandato ai posteri la gloria dei loro guerrieri anche col mezzo di Colonne Onorarie. Questa forma artistica, applicata nel modo che la applicarono gli architetti romani, è completamente romana. Nessun popolo avanti il romano {{sic|imaginò}} le Colonne Onorarie. La prima colonna onoraria che sorse a Roma fu quella destinata a [[Gaio Duilio|Duilio]] e ricordante la prima vittoria navale dei Romani sui Cartaginesi (260 av. G. C). In seguito si eresse la Antonina, dedicata a [[Marco Aurelio]] e la [[Colonna Traiana|Traiana]] (che i Francesi vollero imitare con quella Vendôme) [...]. (parte prima, cap. IV, p. 154) *Col tempo le case {{NDR|di [[Pompei]]}} diventarono<ref>Nel testo "doventarono".</ref> comode e splendide; anzi se si deve rilevare dalla loro sontuosità bisogna dire che in Pompei doveva esservi molta gente ricca o per lo meno agiata. Tutti gli studi che sono stati fatti su Pompei mostrano che le fortune vi dovevano essere spartite molto bene. Il Nissen<ref>Heinrich Nissen (1839-1912), storico tedesco, autore di ''Pompeianische Studien'', Lipsia 1877.</ref> constata che a Pompei il gusto del lusso andò sempre crescendo dall'Impero in là. Si verificò a Pompei in quei tempi quello che oggi si verifica da noi; accanto all'antica nobiltà ingoffita, sorse una borghesia ricca, ambiziosa, petulante che amava il fasto, voleva viver bene e amava godere tutte le gioie le quali furono privilegio delle grandi famiglie. Ecco perché a Pompei si esumarono tante belle case, ecco la ragione di tanta sontuosità decorativa che se non era quella dei Crassi, degli Scauri, dei Luculli, rivelava nei Pompeiani sentimento delicato e agiatezza. (parte prima, cap. IV, p. 177) *[...] [[Marco Vitruvio Pollione]], vissuto ai tempi di [[Augusto]], acquistò tanta {{sic|riputazione}} da morto che, si ha ragione di supporre, altrettanta non ebbe da vivo. Difatti non si sa capire come mai l'imperatore Augusto, il quale durante il suo governo fe' costruire tante fabbriche pubbliche, non siasi mai rivolto a Vitruvio Pollione. Bisogna proprio credere o che Vitruvio fosse in uggia all'imperatore (gli uomini sono sempre gli stessi) o sia vero che egli fosse soltanto un teorico. (parte prima, appendice, p. 190) *[[Adriano]], uomo vanitoso se mai ve ne fu, volle dare i piani e dirigere la costruzione del [[Tempio di Venere e Roma|tempio di Venere]] a Roma. Compiuto che fu il tempio domandò ad [[Apollodoro di Damasco|Apollodoro]] il suo giudizio persuaso di averlo favorevole e Apollodoro disse franco il suo parere sulla costruzione dell'imperatore; il fatto è che Adriano fece uccidere Apollodoro, dopo poco, sotto un pretesto frivolissimo. (parte prima, appendice, pp. 195-196) ===Parte seconda=== *È certo che senza l'ardente iniziativa degli uomini di genio sorti in Firenze negli ultimi anni del XIV secolo, la rivoluziono che doveva, nel campo dell' arte, rinnovare le fonti dell'ispirazione e nel campo dei costumi, sostituire la civiltà moderna alla {{sic|medieva}}, si sarebbe fatta aspettare ancora un po'. Il [[Filippo Brunelleschi|Brunelleschi]] e l'[[Leon Battista Alberti|Alberti]] intesero a paganizzare l'architettura per la ragione che la società si paganizzava. Se non ci fosse stato il mutamento nelle idee sociali del XV secolo il seme gettato dal Brunelleschi e dall'Alberti non avrebbe dato alcun frutto: – un arte non ha vita duratura se non è l'{{sic|imagine}} dell'ambiente entro il quale deve svolgersi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Ouesta [[Cappella Pazzi|Cappella {{NDR|dei Pazzi di Firenze}}]] corretta nei profili, armonica nelle proporzioni, equilibrata negli effetti di chiaroscuro, aggraziata nei particolari ornamentali, è uno dei più interessanti fra i primi lavori del Brunelleschi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Il [[Baldassare Longhena|Longhena]] si distinse eziandio nella costruzione del Palazzo Rezzonico il cui basamento spartito a bugne, e la scala e l'atrio sono veramente da studiarsi. Ma è singolare questo architetto! Nell'Ospedaletto lo troviamo eccessivamente barocco, nel monumento Pesaro, nel palazzo Capovilla si mostra pure un nervoso manipolator di volute e di cartocci, ma che è che non è, la sua mano abituata a segnar curve stravaganti, pare senta il bisogno d'un po' di riposo; e segna sulla carta motivi semplici e freddi di una freddezza palladiana. Chi mai direbbe che il palazzo Giustinian Lolin sul Canal Grande, è disegnato dall'immaginoso Longhena? (parte seconda, cap. V, p. 233-234) ==''L'arte di distinguere gli stili''== *L'[[Arte egizia|architettura egizia]] orizzontale e simmetrica, si assimila alla greca; architettura calma, massiccia nel complesso dei muri rivestiti da intagli e da colori. Caratteristica immancabile: la rastremazione, cioè i muri esterni inclinati. Così tutto in Egitto ha tendenza piramidale nell'assoluto rispetto all'orizzontale; le piramidi che lo personificano intonano ogni architettura sia tomba sia tempio, e gli obelischi che ugualmente personificano la terra de' Faraoni, hanno tendenza piramidale pur contradicendo il principio dell'orizzontale trionfante; ma gli obelischi sono monumenti decorativi. (prima parte, cap. I, pp. 35-36) *Ho detto altrove che bisogna esser più misurati e meno assoluti; l'[[arte greca]], l'architettura, ha le sue imperfezioni, e il creare un'arte greca senza macchia, insuperata e insuperabile, è morbosità, tormento, allucinazione.<br>Volfango Goethe avrebbe dato il [[Partenone]] per tutte le cattedrali gotiche. Se lo poteva pigliare. (seconda parte, cap. I, p. 107) *L'ellenismo etrusco è preceduto da una plastica di sapore acutamente arcaico molto gustoso, e si raccoglie sulle urne che dimostrano l'attività realistica dei nostri plastici minuti, ostinati nella modellazione, duri, rozzi, ineleganti nel linguaggio d'arte. Bellissime antefisse con testa nel mezzo, ornamenti intorno sbalzati, al solito, dal colore; qui, nel verismo dei ritratti, nell'arcaismo delle forme, vibra lo [[Arte etrusca|stile etrusco]], vibra nei soggetti demoniaci che celebrano certe superstizioni diffuse nel popolo e si umilia, si spegne all'immigrazione greca che vince l'anima etrusca; – forma e soggetti. (seconda parte, cap. II, pp. 158-159) *[...] l'arco, la {{sic|vòlta}}, la cupola costituiscono l'[[architettura romana]], lo stile romano, cioè lo stile imperiale di Roma, l'Urbe nel periodo del suo dominio, il dominio romano che paralizza ogni sogno che dovesse tramutarsi in realtà. (seconda parte, cap. III, p. 164) *Eccellenti mattoni, eccellente cemento, eccellente {{sic|manualanza}}, ottimi costruttori: questo il trionfo tecnico dell'architettura romana, all'apogèo che segna il vero stile romano e questo il segreto della sua esistenza. Vastità e sontuosità, ordini architettonici sovrapposti, l'arco, la vòlta e la cupola sviluppatissime: questo il trionfo estetico della nostra architettura, del nostro stile, influenzato dall'Etruria, dalla Grecia, dallo stile ellenico e ellenistico, audace e gagliardo, imponente e fastoso. Il genio italico diè ad esso il suo tono, diè il suo accento che riassume e glorifica: riassume le architetture anteriori di cui l'architettura romana è, infatti, la sintesi e il téma finale. Dopo, il Medioevo: – contando poco, architettonicamente, lo stile paleo-cristiano. (seconda parte, cap. III, pp. 165-166) *Impressionante a Roma la sovrapposizione degli ordini che la Grecia adottò timidamente anche nel periodo ellenistico rispetto a Roma, che lo svolse quanto più poté negli edifici pubblici e nei privati, comprese le case che salirono alte per necessità di spazio, insegna Vitruvio. Un ordine sopra l'altro dunque; archi, vòlte, colonne, trabeazioni producevano uno spettacolo quasi nuovo e un'imponenza quasi miracolosa, e questo spettacolo e questa imponenza è lo stile romano, assieme che offusca quando non ingombra colla ricchezza. (seconda parte, cap. III, p. 183) *Lo [[Arte bizantina|stile {{sic|bisantino}}]] è lo stile delle cupole, il cui sviluppo si può assegnare al regno di [[Giustiniano I|Giustiniano]] – stile definitivo evocante l'insigne mecenate dell'architettura bisantina, la cui azione provocò utili sforzi come Pericle a Atene, Augusto a Roma. S. Sofia vicino al Partenone: lo stile architravato nel suo trionfo, lo stile voltato nei monumenti romani sovrattutto termali [...]. (terza parte, cap. I, p. 237) *[[Santa Sofia (Istanbul)|S. Sofia di Costantinopoli]] è sempre il faro, il monumento sublime che esemplifica: studiato, riprodotto, illustrato è il pilota dello stile {{sic|bisantino}}: – la pianta concentrica, la cupola immensa, le cupole secondarie leggiere, ariose, i capitelli pulvinati, fioriti, la interminabile veste musiva, il tono e la sostanza fastosa, le dimensioni corrispondenti a questo tono e a questa sostanza. Tuttociò ammaestra e in un solo libro monumentale riassume e commenta lo stile, tutto lo stile bisantino nel suo organismo compiuto, nel suo equilibrio statico ed estetico. (terza parte, cap. I, p. 238) *Lo stile {{sic|bisantino}} è dedito alla pittura non alla scultura e adopra lo {{sic|scarpello}} avaramente in statue e bassorilievi, {{sic|cuoprendo}} cupole, pareti, archi e sott'archi col {{sic|musaico}}. Perciò a conoscere lo stile bisantino, anche nella scultura, aiuta il mosaico nei suoi pittori bisantini e italo-bisantini contro i pittori classici e romani che offrono utili comparazioni. (terza parte, cap. I, p. 240) *Sontuosità, gemme saettanti, cumulo di smalti policromi: ecco lo stile {{sic|bisantino}} il quale esulta agli ori composti da' cordoni perlati, amico delle perle benché non scintillino e non parlino rumoreggiando. E le perle circondate da filigrane, associate agli smalti in un tumulto di colori, a parte la carezza formale, i ceselli ornativi e figurativi sullo stile della scultura lapidea, sono spesso negli ori. Frenesia di contrasti, accordo di ricchezze colpiscono le facoltà sensitive a svelare un'intima psicologia ardente, pulsante, irresistibile. Il primo organo rivelatore, appunto, è la sontuosità. (terza parte, cap. I, p. 246) *Il riposo, l'abbandono dei problemi complicati, ecco {{NDR|dopo il gotico}} il nuovo stile. Infatti il [[rinascimento]] è ritorno, amore alla serenità greca, alla regolarità romana, alla tradizione greco-latina i cui primi interpreti sono stati i fiorentini. (quarta parte, cap. I, p. 403) *[[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], forza suprema, energia multipla, inestinguibile. Si elevò qualche protesta contro l'erettore della cupola di S. Pietro, quasi avesse profanato il titolo d'architetto; Michelangelo reazionario, nel nome della libertà, suscitatore di ispirazioni nuove, consola invece il periodo finale del rinascimento. Un «contaminato», il padre dei contaminati, secondo l'''Jus'' dei parrucconi i quali {{sic|sobbillano}} chi non specula sopra i timidi e non glorifica il plagio. E, Michelangelo, esaurito il programma brunelleschiano e bramantesco, emanava la sua legge da cui sorse la scuola che da lui ha nome, la quale non s'infrena al romanismo e rompe la tradizione con un sistema non ancor tentato. (quarta parte, cap. II, p. 450) *La biblioteca [[Biblioteca Medicea Laurenziana|Mediceo-Laurenziana-Delciana]] a Firenze, insegna che il gusto rettilineo può sostituirsi al gusto curvilineo, insegna che i frontoni possono profilarsi nei risalti e le cornici possono spezzarsi al buon nome dell'architettura. (quarta parte, cap. II, p. 451) *Da Firenze a Roma, a Genova, a Milano la scuola michelangiolesca chiama a raccolta i maggiori, i quali si ascrivono volentieri esultando alla vivezza intellettuale contro la pigrizia e addomesticando al barocco di cui, cronologicamente e stilisticamente, la scuola michelangiolesca rappresenta la anticamera.<br>Sulla via barocca: e nessuno oggi si vergogna a dirlo. – Assalto al bigottismo lanciato dall'impalcatura della Sistina, ove il pennello dell'architetto, scultore e pittore onora la bellezza personale e subbiettiva e fonde l'architettura alle altre arti; architettura pittoresca nell'innesto magnifico della scultura applicata. La retta non teme la curva, la curva si assimila alla retta nella scuola michelangiolesca e le figure che s'inarcano e si avvoltolano, non soffrono più il digiuno a cui si sottoposero da rettilinei i quali mancarono del senso pittorico (Bramante). (quarta parte, cap. II, p. 451) *Stile della ricchezza, della maestà pomposa, il [[barocco]]; e stile dell'amabilità elegante il [[Rococò|{{sic|roccoccò}}]], il {{sic|Secento}} e il Settecento. Essi non vantano un organismo statico proprio come il greco o il gotico, e prolungano il rinascimento {{sic|cuoprendolo}} di curve, spezzando le cornici, tagliando i frontoni in una gioia di linee irrefrenabile e dilagano, stimolando, la libera fantasia. Stile decorativo, il barocco e il roccoccò, intende a meravigliare, a sbalordire. (quarta parte, cap. II, p. 481) *Complessivamente il barocco trasforma in un'immensa gloria di curve il {{sic|Secento}}, e il {{sic|roccoccò}} chiama a avvolgimenti leggiadri e scherzosi il Settecento. E il barocco, perché sia veramente tale, bisogna che innalzi<ref>Nel testo "inalzi".</ref> la ricchezza qualche volta ammucchiata {{sic|piucché}} odinata; bisogna che la innalzi alla maggiore potenza la quale si sostiene e si coordina ed appaga l'occhio in un effetto generale. Come se un grande decoratore vedesse tutto, dirigesse tutto ad onorare la sua dote più alta: la inesauribilità. (quarta parte, cap. II, p. 483) *{{NDR|Sul [[Vittoriano]]}} Lo Stato, vittima dell'eclettismo, nel suo passivo più lacerante ha il «Monumentissimo» di Roma, la Mole sacconiana che ingoia milioni dal 1885, eroismo degli antiquari, degli orecchianti e della burocrazia italica. Oggi non sono pochi a convenire sulla miseria di quelle pietre lavorate; ma quando io investii il «Monumentissimo», vivente il povero Giuseppe Sacconi, mi trovai solo, in un piacevole isolamento. A rigore il «Monumentissimo» potrebbe ispirare qualche indulgenza guardando il tempo in cui se ne aperse il concorso, però è insopportabile che vi si possa vedere il genio d'un architetto. (Appendice, p. 575) *In sott'ordine, rispetto al «Monumentissimo» {{NDR|il Vittoriano di Roma}}, fra molti {{NDR|edifici in stile eclettico del XIX secolo}}, cibreo<ref>Intingolo, miscuglio mal combinato.</ref> disgustoso il [[Palazzo della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia|palazzo della Cassa di Risparmio a Pistoia]]. Costato quasi un milione (il concorso fu bandito sulla somma di 300.000 lire) quella città toscana ha veduto sorgere, questi ultimi anni, un ampio dado di cui tutte le parti, dalle grandi alle piccole, sono copiate. Il basamento è copiato dal banco di giustizia nel Palazzo Pretorio della città, l'ingresso sulla facciata principale è copiato dalla porta di Leon Battista Alberti sulla facciata di S. Maria Novella a Firenze con squallide alterazioni (il dorico sostituito al corinzio), la imposta è copiata sotto il portico degli Uffizi a Firenze, i ferri sono copiati in un palazzo a Lucca e male applicati (troppo triti); e, nell'interno, le finestre dell'atrio appartengono alla facciata del palazzo della Cancelleria a Roma, e a Pistoia ingenuamente non si tolsero le rosette, sul fregio, emblema del cardinale Raffaello Riario che ordinò il celebre palazzo. Né curo i piccoli balaustri copiati dalla scala del palazzo Gondi a Firenze e il resto. Ma, almeno, il palazzo fosse comodo! (Appendice, pp. 575-576) ==''Pittura italiana''== ===Parte prima=== *Per quanto si sa questo popolo {{NDR|gli [[Etruschi]]}} esercitò con certa larghezza la pittura, ma difficilmente la sollevò a arte indipendente, vale a dire a pura espressione d'un concetto estetico; e si può dire che si limitò invece a servirsene come mezzo di decorazione; nel modo stesso che sì usò in Oriente, da ove anzi si vuole precisamente derivato il primo stile etrusco detto per ciò, ''orientalizzante''.<br>Gli Etruschi sentirono la compiacenza che deriva dalla vivacità dei colori nello stesso modo che la sentirono i popoli primitivi e la sentono tuttora i selvaggi d'Africa e d'Oceania. (Parte prima, cap. II, pp. 15-16) *Le [[Pittura etrusca|pitture etrusche]] in generale sono a tinte intere e mancanti di chiaro scuro, e corrispondono, come si è detto, a delle convenzioni talvolta ragionevoli. Così il rosso e il color carne servono per indicare la carnagione degli uomini, il roseo quello delle donne; il {{sic|pavonazzo}} è per colorire i vasetti, il bigio poi ed il turchino sono destinati alla colorazione degli animali e ai demoni. Talune volte s'incontrano figure e animali coloriti {{sic|bizzaramente}} come, ad esempio, cavalli rossi con criniera azzurra, o cavalli interamente azzurri con unghie rosse e verdi.<br>Il valore dunque di queste pitture sta tutto quanto nel disegno del contorno il quale se dapprima è alquanto impacciato dipoi si slancia ed è galante e distinto. (Parte prima, cap. II, pp. 16-17) *[...] notiamo ancora un fatto singolare che riguarda non la tecnica pittorica, ma il contenuto della pittura etrusca. I soggetti che solitamente svolgeva il pittore etrusco, per quanto fossero destinati all'ornamento di una [[tomba]] – perché si tenga bene in mente che le pitture murali delle tombe sono quelle che ci hanno dato qualche lume intorno alla pittura degli Etruschi – sono tutt'altro che mortuari; i soggetti lugubri sono rari, e abbondano invece soggetti gai come banchetti, {{sic|caccie}}, danze, ecc. E ciò è logico. Perocché le feste in occasione di [[Funerale|funerali]] si credevano un modo di propiziazione per l'estinto affinché diventasse un essere divinizzato; così come il cristiano colle preghiere e colle funzioni pei defunti ha la fede di contribuire pietosamente alla loro eterna beatitudine. (Parte prima, cap. II, p. 22) *La [[Pittura romana|pittura]] storico-figurativa ebbe a Roma un considerevole impulso allorché sorse nel desiderio dell'imperatori e dei magnati di far dipingere su grandi pareti gli episodi più cospicui delle vittorie romane.<br>Osserva il [[Désiré-Raoul Rochette|Raoul Rochette]] che l'uso delle feste trionfali dette vigoroso impulso alla pittura su tavola, la quale, lo stesso Autore riferendosi a un passo dello storico Appiano, afferma che doveva essere familiarissima a Roma. Se ciò è vero bisogna dire che gli storici dell'arte in generale sono censurabili in questa parte, perché di tale specie di pittura han tenuto ben poco conto. (Parte prima, cap. IV, pp. 55-56) *Si suole ritenere [[Cimabue]] per fondatore dell'arte nova del dipingere, ma è più corretto dire che Cimabue favorì il rinascimento della pittura italiana promosso da [[Giotto]].<br>Difatti in Cimabue «che dette i primi lumi all'arte della pittura» come scrive esattamente il [[Giorgio Vasari|Vasari]] (''Le vite'', ecc.) c'è l'artista il quale tenta di ribellarsi alle pratiche cosiddette {{sic|bisantine}} o greche; ma non ancora disposto l'ambiente a accettar novità è naturale che l'arte di Cimabue abbia sempre l'impronta della maniera antica; mentre nell'opera pittorica di Giotto quest'impronta è addirittura scomparsa [...]. L'arte di Cimabue rappresenta per noi l'arte di transizione fra la così detta greca e quella italica risorta con Giotto. (Parte prima, cap. VII, pp. 150-151) *[[Giunta Pisano|Giunta]] [...] ebbe l'ambizione di sollevarsi un po' dalla maniera dura dell'arte del suo tempo [...]; si è detto perfino che Giunta fu maestro di Cimabue: in tal caso lo scolaro avrebbe sopravanzato il maestro come risulta dalle pitture che maestro e scolaro fecero in Assisi. (Parte prima, cap. VII, p. 153) *Giunta Pisano il quale visse al tempo della canonizzazione di [[Francesco d'Assisi|San Francesco]] dipinse molto a [[Assisi]] e la sua arte, come si è scritto partecipa dei modi così detti bisantini. Figure stecchite e dure spiranti una certa aria mansueta e pia, la quale impressiona. Quelle figure non impressionano, badisi, per la fattura; imperocché se pur si voglia dire che Giunta Pisano tentò di spastoiarsi dalle norme dell'arte coeva, i suoi sforzi restarono umili tentativi. (Parte prima, cap. VII, p. 155) *Si tiene in molto conto il ritratto di S. Francesco attribuito a Giunta Pisano perché non è impossibile che riproduca l'effigie vera del Serafico d'Assisi che Giunta può aver conosciuto. (Parte prima, cap. VII, p. 157) ===Parte seconda=== *Le pitture che [[Giotto]] eseguì a Assisi vicino a quelle del maestro Cimabue mostrano quanto questi sia stato {{sic|sopravvanzato}} dallo scolaro. Chi guarda attentamente le varie istorie di Giotto nota che a misura l'opera va innanzi ivi crescono i pregi; e verso la fine le storie sono più vaghe e più vivaci, le figure sono più franche nel disegno delle estremità, le mosse sono più variate, il paese è più naturale. (Parte seconda, cap. I, p. 7) *Il [[Correggio]], o come a lui garbava talvolta chiamarsi, Antonio Lieto da Correggio, non ha rivali nel magistero del [[chiaroscuro]] a cui seppe dare fluidità e vaghezza meravigliose. Sta in questo la importanza dell'opera pittorica correggesca. Il passaggio dalla luce all'ombra nelle pitture dell'Allegri è insensibile; accanto al bianco è un grigio leggero e accanto allo scuro, viceversa, è un grigio robusto: per la qual cosa il passaggio fra il nero e il bianco non vi è mai ardito, ma moderato dalla mezza tinta; alla quale l'Allegri doveva non solo il rilievo delle figure ma la pastosità della pittura. (Parte seconda, cap. III, p. 163) *Davanti alle pitture dell'Allegri si prova un'emozione dolcissima. La prima volta che vedemmo le pitture del [[Duomo di Parma]] restammo così impressionati da quella vista che ci parve che il Correggio avesse certe attrattive che non ha Raffaello. La pittura correggesca è esempio parlante di quanto possa infonder vita a un'opera d'arte la poesia di un cuore gentile. (Parte seconda, cap. III, pp. 163-164) *Il [[Andrea Sabatini|{{sic|Sabbatini}}]] o Andrea da Salerno fu [...] valoroso pittore sì da esser detto da taluno il Raffaello napoletano. (Parte seconda, cap. III, p. 170) *La novità, la prontezza, la bizzarria, le troviamo nell'arte del napoletano [[Luca Giordano]], il quale lavorava tanto velocemente che lo si conosce nella storia dell'arte per Luca ''fa presto'' o ''priesto''; per dirlo alla napoletana. Ammaestrato da [[Pietro da Cortona]], il Giordano che ebbe una prontezza quasi miracolosa nel concepire, una versatilità d'ingegno che niuno forse ebbe mai, una rapidità di mano sorprendente, può credersi che specie di pittore e' sia stato. (Parte seconda, cap. III, pp. 176-177) ==''{{sic|Scoltura}} italiana''== *Qualunque sia il posto che il popolo romano si merita nella storia dell'arte in generale, in particolare rapporto alla [[Scultura romana|{{sic|scoltura}}]], lo ha considerevole, a pensare che il romano col suo temperamento positivista dette impulso grandissimo a una specie d'imitazione {{sic|scultorica}} che non è più né quella simbolica degli Egizi, né la imitazione dei Greci innalzata alla bellezza tipica, ma è una imitazione la quale ha per base il ''carattere''. Da ciò scaturì il ritratto. (cap. IV, pp. 43-44) *I [[Civiltà romana|Romani]] furono un popolo positivo e perciò poco inclinato all'arte. Perché gli uomini che si dicono positivi sono quelli i quali non hanno immaginazione e giudicano il mondo nella nuda {{sic|realità}}, nel modo che si presenta ai loro sensi; perciò non potranno essere artisti perché oltre a un fondo di buon senso, l'artista bisogna che sia sensitivo e possegga immaginazione infiammabile. Viceversa i Greci possedendo in grado eminente questa immaginazione, che dicemmo infiammabile, furono un popolo artista per eccellenza; e col sorriso dell'arte conquistò l'affetto dei popoli, mentre i Romani conquistarono i popoli colla forza prepotente. (cap. IV, p. 47) *[...] ai tempi di Commodo era venuto così in voga l'uso dei busti-ritratti che si tagliavano le teste delle statue per sostituirvi effigi note; e si trovò il modo di fare i busti colorati per potere a piacimento cambiar di essi la testa; e si giunse, in quel tempo, perfino a far ritratti di donna colla pettinatura posticcia (di marmo o di bronzo, s'intende) per poterla cavare e cambiare onde seguire la volubilità della moda; per modo che la effigiata trovavasi sempre con la testa acconciata secondo il costume del giorno. (cap. IV, p. 53) *La {{sic|scoltura}} romana essendo espressiva per eccellenza salì molto più insù nell'arte del ritratto di quello che salisse la scoltura dei Greci. Nei ritratti greci trovi sempre bellezza lieta e non mai scopri la indagine ferma e sicura del carattere del ritrattato. (cap. IV, p. 55) *Ecco come [[Luca Della Robbia]] oltre a aver portato nella scoltura i resultati della mano svelta e della mente immaginosa, ecco come si isola da tutti i coevi e dagli scultori avvenire per aver trovato il modo d'invetriare le scolture e i lavori in plastica con ismalto monocromo o a colori il quale difende le scolture stesse dalle azioni distruggitrici dell'atmosfera. Luca Della Robbia che morì vecchissimo lavorò pure moltissimo. Per la qual cosa ben disse il [[Giorgio Vasari|Vasari]] nel discorrere della vita di Luca: «Onde ne venne arricchito il mondo (si capisce delle scolture a smalto di Luca) e l'arte del disegno di un'arte nuova utile e bellissima; ed egli (cioè Luca) di gloria e lode immortale e perpetua.» (cap. VII, p. 134) *[[Cristoforo Solari]] esimio fra tutti gli egregi che ornarono di loro opere quel cospicuo tempio del Rinascimento {{NDR|la [[Certosa di Pavia]]}}, Cristoforo Solari notissimo pel soprannome di Gobbo e del quale si narra che allorquando fu collocata in S. Pietro di Roma la Pietà del [[Michelangelo Buonarroti|Buonarroti]] alcuni Milanesi asserirono che era lavoro suo (tantoché {{sic|Michelangiolo}} si determinò di incidervi il proprio nome perché si dileguasse questa voce che pare potesse prendere consistenza<ref>Nel testo "consisistenza".</ref>) Cristoforo Solari (se è vero che sono tutte sue le {{sic|scolture}} cosi della Certosa di Pavia come quelle del [[Duomo di Milano]], che gli si attribuiscono) bisogna notarlo fra gli eminenti scultori del secolo il quale ora c'interessa studiare. (cap. VII, pp. 141-142) *Non scopriamo nell'arte del Solari né la ingenuità carezzevole dell'arte di [[Donatello]], né la vigorosità fantasiosa di quella del [[Lorenzo Ghiberti|Ghiberti]], né vi sappiamo scorgere la semplicità della scoltura di Luca della Robbia, nondimeno è tale la verità dello scolture solariane che acconsentiamo a scrivere nel libro dei più ragguardevoli scultori del secolo XVI, Cristoforo Solari. (cap. VII, p. 142) *[...] dopo Michelangelo la {{sic|scoltura}}, per dir come dicono tutti, si [[Barocco|imbarocchisce]], cioè non cerca più il bello, ma il bizzarro, lo stravagante: – i muscoli delle figure si gonfiano, i manti onde sono vestite si avvolgono, si ripiegano goffamente; la personalità soverchia s'impone alla riproduzione del vero. (cap. VIII, p. 160) *Se parlando di oreficeria del periodo artistico fra Michelangelo e Canova s'impone il Cellini, discorrendo d'intaglio del legno s'impone alla mente [[Andrea Brustolon]] di Belluno le cui cornici a fogliami arricciati e ornati di putti ridenti sono esempi di gusto singolare e libero e di difficoltà tecniche superate con disinvoltura ammirabile. Ma in questo tempo {{NDR|il Seicento}} le difficoltà materiali non {{sic|faceano}} indietreggiar gli esecutori; il marmo allora si lavorava come se fosse stato legno e il legno si accartocciava in mille guise come se fosse stato carta. (cap. VIII, p. 181) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/architetturaita01melagoog/page/n5/mode/1up Architettura italiana]'', parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/gri_33125015056232/page/n4/mode/1up Architettura italiana]'', parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/lartedidistingue00mela_0/mode/1up L'arte di distinguere gli stili]'', Ulrico Hoepli editore, Milano, 1918. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/pitturaitaliana01mela/page/n8/mode/1up Pittura italiana]'', Parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1885. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_B-KzsqAUBnsC/page/n6/mode/1up Pittura italiana]'', Parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1886. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_M2sC3cInwMcC/page/n4/mode/1up {{sic|Scoltura}} italiana. Parte prima e seconda: statuaria e scoltura ornamentale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1885. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Melani, Alfredo}} [[Categoria:Architetti italiani]] [[Categoria:Critici d'arte italiani]] dcje7ortvc57b3mbjssleldtpwo6ww1 1410244 1410241 2026-04-12T15:17:22Z Gaux 18878 /* Parte seconda */ Domenichino 1410244 wikitext text/x-wiki [[File:Alfredo Melani, Manuale dell'ornatista 1896 (page 7 crop).jpg|thumb|Alfredo Melani, ''Manuale dell'ornatista'', 1896]] '''Alfredo Melani''' (1859 – 1928), architetto e critico d'arte italiano. ==''Architettura italiana''== ===Parte prima=== *Che l'[[Arte etrusca|arte degli Etruschi]] sia stata influenzala prima da quella [[Arte orientale|orientale]] e poi da quella [[Arte greca|greca]] non vi è alcuno che oggi lo nega. Negandolo, come si potrebbe spiegare il perché si trovi in Etruria l'istesso genere di sepolture che nell'Asia Minore; il perché il sistema delle vòlte, che è affatto orientale, non si trovi in tutto il bacino del Mediterraneo, se non presso gli Etruschi; il perché nel vestire avessero gli Etruschi costumi quasi identici a quelli degli orientali? ecc. Circa la influenza greca poi, non c'è tanto dà disputare; il difficile sta piuttosto nello stabilire giustamente il grado di questa influenza; perché vi sono di quelli che la spingono a tal segno da far credere che l'arte etrusca altro non sia che un'arte arcaica greca; e questo, ci pare, è un andar troppo in là. Comunque sia nell'arte degli Etruschi dapprima sono elementi orientali e in seguito elementi greci. (parte prima, cap. II, pp. 8-9) *La più interessante proprietà dell'architettura etrusca è l'impiego delle [[Volta (architettura)|vòlte]] fatte con pietre tagliate a cuneo e chiuse con serraglia. Molti si domandano: ma sarà veramente esatto che gli Etruschi furono primi ad usare di questo elemento costruttivo? [[Diodoro Siculo]] osa affermare di sì: ma anche lui ebbe questa notizia, come tante altre, dalla tradizione e le tradizioni ingannano talvolta.<br>Certo la posizione geologica dell' Etruria si prestava immensamente alla costruzione a vòlta. Gli Etruschi non avevano i graniti dell'Egitto ne i marmi della Grecia, perciò non potevano {{sic|costrurre}} soffitti monolitici di ampiezza considerevole. Da ciò la vòlta a vari pezzi (cunei) reggentisi fra loro mutuamente, usatissima in Etruria, la cui origine non è etrusca ma orientale. Agli Etruschi si appartiene dunque la gloria di avere utilizzato in Europa, prima d'ogni altro popolo, il sistema delle vòlte a cunei il quale era pertanto assai familiare agli antichi architetti dell'Egitto e della Caldea. (parte prima, cap. II, p. 13) *Ma è proprio accertato che è costruzione etrusca l'[[Arco Etrusco|Arco di Perugia]]? Non sono pochi gli archeologi i quali riflettendo seriamente sulle parole incise sulla cornice dell'Arco – ''Colon Vib'' – cioè Colonia Vibia, sospettarono che l'Arco di Perugia fosse lavoro romano dovuto ad [[Augusto]]. Tale opinione verrebbe afforzata dal fatto sicuro che il primo dei Cesari fece riedificare le mura di questa città stata una delle dodici lucumonie etrusche. Ma altri osservano acutamente se l'Arco di Perugia, così come è oggi, non sia piuttosto di due epoche differenti. La prima (alla quale apparterrebbe la involtatura dell'arco) etrusca; la seconda (a cui si riferirebbero gli ornamenti e particolarmente certi pilastrini con capitelli ionici che coronano la porta medesima) romana.<br>A nostro remissivo parere, questa seconda è la versione più logica che si possa dare dell'Arco di Perugia. (parte prima, cap. II, p. 28) *La perizia costruttiva degli Etruschi [...] in nessun'altra fabbrica si palesa evidente quanto nella famosa [[Cloaca Massima]] a Roma. L'elogio più grande che possa farsi di questa costruzione si è quello di dire che dopo tanto volger di secoli serve ancora allo scopo per il quale venne ordinata. (parte prima, cap. II, p. 30) *Cominciata da [[Tarquinio Prisco]], la Cloaca Massima, venne tirata su tutta quanta a secco. Può ognuno formarsi idea della vigorosissima costruzione guardandone dal Tevere l'arcata maggiore composta di tre ordini di cunei di travertino uniti tra loro senza cemento. (parte prima, cap. II, p. 30) *Chi ha capito bene il carattere dei [[Civiltà romana|Romani]] non può meravigliarsi a vedere, specialmente in Roma, tanti [[Arco trionfale|Archi di Trionfo]] e colonne onorarie erette a gloria dei guerrieri che combatterono per far grande la patria. Gli Archi di Trionfo sono monumenti affatto romani (si rammenti bene) e vennero decorati con le maggiori pompe dell'arte. Sotto i Cesari il loro carattere è pertanto sobrio e elegante, ma mano mano che si va in là si fa gonfio e pesante. Ai tempi di [[Settimio Severo]] e di [[Costantino I|Costantino]] la antica sobrietà si trova sacrificata ai particolari che si moltiplicano per ragione di lusso e in danno dell'arte. (parte prima, cap. IV, pp. 151-154) *I Romani hanno tramandato ai posteri la gloria dei loro guerrieri anche col mezzo di Colonne Onorarie. Questa forma artistica, applicata nel modo che la applicarono gli architetti romani, è completamente romana. Nessun popolo avanti il romano {{sic|imaginò}} le Colonne Onorarie. La prima colonna onoraria che sorse a Roma fu quella destinata a [[Gaio Duilio|Duilio]] e ricordante la prima vittoria navale dei Romani sui Cartaginesi (260 av. G. C). In seguito si eresse la Antonina, dedicata a [[Marco Aurelio]] e la [[Colonna Traiana|Traiana]] (che i Francesi vollero imitare con quella Vendôme) [...]. (parte prima, cap. IV, p. 154) *Col tempo le case {{NDR|di [[Pompei]]}} diventarono<ref>Nel testo "doventarono".</ref> comode e splendide; anzi se si deve rilevare dalla loro sontuosità bisogna dire che in Pompei doveva esservi molta gente ricca o per lo meno agiata. Tutti gli studi che sono stati fatti su Pompei mostrano che le fortune vi dovevano essere spartite molto bene. Il Nissen<ref>Heinrich Nissen (1839-1912), storico tedesco, autore di ''Pompeianische Studien'', Lipsia 1877.</ref> constata che a Pompei il gusto del lusso andò sempre crescendo dall'Impero in là. Si verificò a Pompei in quei tempi quello che oggi si verifica da noi; accanto all'antica nobiltà ingoffita, sorse una borghesia ricca, ambiziosa, petulante che amava il fasto, voleva viver bene e amava godere tutte le gioie le quali furono privilegio delle grandi famiglie. Ecco perché a Pompei si esumarono tante belle case, ecco la ragione di tanta sontuosità decorativa che se non era quella dei Crassi, degli Scauri, dei Luculli, rivelava nei Pompeiani sentimento delicato e agiatezza. (parte prima, cap. IV, p. 177) *[...] [[Marco Vitruvio Pollione]], vissuto ai tempi di [[Augusto]], acquistò tanta {{sic|riputazione}} da morto che, si ha ragione di supporre, altrettanta non ebbe da vivo. Difatti non si sa capire come mai l'imperatore Augusto, il quale durante il suo governo fe' costruire tante fabbriche pubbliche, non siasi mai rivolto a Vitruvio Pollione. Bisogna proprio credere o che Vitruvio fosse in uggia all'imperatore (gli uomini sono sempre gli stessi) o sia vero che egli fosse soltanto un teorico. (parte prima, appendice, p. 190) *[[Adriano]], uomo vanitoso se mai ve ne fu, volle dare i piani e dirigere la costruzione del [[Tempio di Venere e Roma|tempio di Venere]] a Roma. Compiuto che fu il tempio domandò ad [[Apollodoro di Damasco|Apollodoro]] il suo giudizio persuaso di averlo favorevole e Apollodoro disse franco il suo parere sulla costruzione dell'imperatore; il fatto è che Adriano fece uccidere Apollodoro, dopo poco, sotto un pretesto frivolissimo. (parte prima, appendice, pp. 195-196) ===Parte seconda=== *È certo che senza l'ardente iniziativa degli uomini di genio sorti in Firenze negli ultimi anni del XIV secolo, la rivoluziono che doveva, nel campo dell' arte, rinnovare le fonti dell'ispirazione e nel campo dei costumi, sostituire la civiltà moderna alla {{sic|medieva}}, si sarebbe fatta aspettare ancora un po'. Il [[Filippo Brunelleschi|Brunelleschi]] e l'[[Leon Battista Alberti|Alberti]] intesero a paganizzare l'architettura per la ragione che la società si paganizzava. Se non ci fosse stato il mutamento nelle idee sociali del XV secolo il seme gettato dal Brunelleschi e dall'Alberti non avrebbe dato alcun frutto: – un arte non ha vita duratura se non è l'{{sic|imagine}} dell'ambiente entro il quale deve svolgersi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Ouesta [[Cappella Pazzi|Cappella {{NDR|dei Pazzi di Firenze}}]] corretta nei profili, armonica nelle proporzioni, equilibrata negli effetti di chiaroscuro, aggraziata nei particolari ornamentali, è uno dei più interessanti fra i primi lavori del Brunelleschi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Il [[Baldassare Longhena|Longhena]] si distinse eziandio nella costruzione del Palazzo Rezzonico il cui basamento spartito a bugne, e la scala e l'atrio sono veramente da studiarsi. Ma è singolare questo architetto! Nell'Ospedaletto lo troviamo eccessivamente barocco, nel monumento Pesaro, nel palazzo Capovilla si mostra pure un nervoso manipolator di volute e di cartocci, ma che è che non è, la sua mano abituata a segnar curve stravaganti, pare senta il bisogno d'un po' di riposo; e segna sulla carta motivi semplici e freddi di una freddezza palladiana. Chi mai direbbe che il palazzo Giustinian Lolin sul Canal Grande, è disegnato dall'immaginoso Longhena? (parte seconda, cap. V, p. 233-234) ==''L'arte di distinguere gli stili''== *L'[[Arte egizia|architettura egizia]] orizzontale e simmetrica, si assimila alla greca; architettura calma, massiccia nel complesso dei muri rivestiti da intagli e da colori. Caratteristica immancabile: la rastremazione, cioè i muri esterni inclinati. Così tutto in Egitto ha tendenza piramidale nell'assoluto rispetto all'orizzontale; le piramidi che lo personificano intonano ogni architettura sia tomba sia tempio, e gli obelischi che ugualmente personificano la terra de' Faraoni, hanno tendenza piramidale pur contradicendo il principio dell'orizzontale trionfante; ma gli obelischi sono monumenti decorativi. (prima parte, cap. I, pp. 35-36) *Ho detto altrove che bisogna esser più misurati e meno assoluti; l'[[arte greca]], l'architettura, ha le sue imperfezioni, e il creare un'arte greca senza macchia, insuperata e insuperabile, è morbosità, tormento, allucinazione.<br>Volfango Goethe avrebbe dato il [[Partenone]] per tutte le cattedrali gotiche. Se lo poteva pigliare. (seconda parte, cap. I, p. 107) *L'ellenismo etrusco è preceduto da una plastica di sapore acutamente arcaico molto gustoso, e si raccoglie sulle urne che dimostrano l'attività realistica dei nostri plastici minuti, ostinati nella modellazione, duri, rozzi, ineleganti nel linguaggio d'arte. Bellissime antefisse con testa nel mezzo, ornamenti intorno sbalzati, al solito, dal colore; qui, nel verismo dei ritratti, nell'arcaismo delle forme, vibra lo [[Arte etrusca|stile etrusco]], vibra nei soggetti demoniaci che celebrano certe superstizioni diffuse nel popolo e si umilia, si spegne all'immigrazione greca che vince l'anima etrusca; – forma e soggetti. (seconda parte, cap. II, pp. 158-159) *[...] l'arco, la {{sic|vòlta}}, la cupola costituiscono l'[[architettura romana]], lo stile romano, cioè lo stile imperiale di Roma, l'Urbe nel periodo del suo dominio, il dominio romano che paralizza ogni sogno che dovesse tramutarsi in realtà. (seconda parte, cap. III, p. 164) *Eccellenti mattoni, eccellente cemento, eccellente {{sic|manualanza}}, ottimi costruttori: questo il trionfo tecnico dell'architettura romana, all'apogèo che segna il vero stile romano e questo il segreto della sua esistenza. Vastità e sontuosità, ordini architettonici sovrapposti, l'arco, la vòlta e la cupola sviluppatissime: questo il trionfo estetico della nostra architettura, del nostro stile, influenzato dall'Etruria, dalla Grecia, dallo stile ellenico e ellenistico, audace e gagliardo, imponente e fastoso. Il genio italico diè ad esso il suo tono, diè il suo accento che riassume e glorifica: riassume le architetture anteriori di cui l'architettura romana è, infatti, la sintesi e il téma finale. Dopo, il Medioevo: – contando poco, architettonicamente, lo stile paleo-cristiano. (seconda parte, cap. III, pp. 165-166) *Impressionante a Roma la sovrapposizione degli ordini che la Grecia adottò timidamente anche nel periodo ellenistico rispetto a Roma, che lo svolse quanto più poté negli edifici pubblici e nei privati, comprese le case che salirono alte per necessità di spazio, insegna Vitruvio. Un ordine sopra l'altro dunque; archi, vòlte, colonne, trabeazioni producevano uno spettacolo quasi nuovo e un'imponenza quasi miracolosa, e questo spettacolo e questa imponenza è lo stile romano, assieme che offusca quando non ingombra colla ricchezza. (seconda parte, cap. III, p. 183) *Lo [[Arte bizantina|stile {{sic|bisantino}}]] è lo stile delle cupole, il cui sviluppo si può assegnare al regno di [[Giustiniano I|Giustiniano]] – stile definitivo evocante l'insigne mecenate dell'architettura bisantina, la cui azione provocò utili sforzi come Pericle a Atene, Augusto a Roma. S. Sofia vicino al Partenone: lo stile architravato nel suo trionfo, lo stile voltato nei monumenti romani sovrattutto termali [...]. (terza parte, cap. I, p. 237) *[[Santa Sofia (Istanbul)|S. Sofia di Costantinopoli]] è sempre il faro, il monumento sublime che esemplifica: studiato, riprodotto, illustrato è il pilota dello stile {{sic|bisantino}}: – la pianta concentrica, la cupola immensa, le cupole secondarie leggiere, ariose, i capitelli pulvinati, fioriti, la interminabile veste musiva, il tono e la sostanza fastosa, le dimensioni corrispondenti a questo tono e a questa sostanza. Tuttociò ammaestra e in un solo libro monumentale riassume e commenta lo stile, tutto lo stile bisantino nel suo organismo compiuto, nel suo equilibrio statico ed estetico. (terza parte, cap. I, p. 238) *Lo stile {{sic|bisantino}} è dedito alla pittura non alla scultura e adopra lo {{sic|scarpello}} avaramente in statue e bassorilievi, {{sic|cuoprendo}} cupole, pareti, archi e sott'archi col {{sic|musaico}}. Perciò a conoscere lo stile bisantino, anche nella scultura, aiuta il mosaico nei suoi pittori bisantini e italo-bisantini contro i pittori classici e romani che offrono utili comparazioni. (terza parte, cap. I, p. 240) *Sontuosità, gemme saettanti, cumulo di smalti policromi: ecco lo stile {{sic|bisantino}} il quale esulta agli ori composti da' cordoni perlati, amico delle perle benché non scintillino e non parlino rumoreggiando. E le perle circondate da filigrane, associate agli smalti in un tumulto di colori, a parte la carezza formale, i ceselli ornativi e figurativi sullo stile della scultura lapidea, sono spesso negli ori. Frenesia di contrasti, accordo di ricchezze colpiscono le facoltà sensitive a svelare un'intima psicologia ardente, pulsante, irresistibile. Il primo organo rivelatore, appunto, è la sontuosità. (terza parte, cap. I, p. 246) *Il riposo, l'abbandono dei problemi complicati, ecco {{NDR|dopo il gotico}} il nuovo stile. Infatti il [[rinascimento]] è ritorno, amore alla serenità greca, alla regolarità romana, alla tradizione greco-latina i cui primi interpreti sono stati i fiorentini. (quarta parte, cap. I, p. 403) *[[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], forza suprema, energia multipla, inestinguibile. Si elevò qualche protesta contro l'erettore della cupola di S. Pietro, quasi avesse profanato il titolo d'architetto; Michelangelo reazionario, nel nome della libertà, suscitatore di ispirazioni nuove, consola invece il periodo finale del rinascimento. Un «contaminato», il padre dei contaminati, secondo l'''Jus'' dei parrucconi i quali {{sic|sobbillano}} chi non specula sopra i timidi e non glorifica il plagio. E, Michelangelo, esaurito il programma brunelleschiano e bramantesco, emanava la sua legge da cui sorse la scuola che da lui ha nome, la quale non s'infrena al romanismo e rompe la tradizione con un sistema non ancor tentato. (quarta parte, cap. II, p. 450) *La biblioteca [[Biblioteca Medicea Laurenziana|Mediceo-Laurenziana-Delciana]] a Firenze, insegna che il gusto rettilineo può sostituirsi al gusto curvilineo, insegna che i frontoni possono profilarsi nei risalti e le cornici possono spezzarsi al buon nome dell'architettura. (quarta parte, cap. II, p. 451) *Da Firenze a Roma, a Genova, a Milano la scuola michelangiolesca chiama a raccolta i maggiori, i quali si ascrivono volentieri esultando alla vivezza intellettuale contro la pigrizia e addomesticando al barocco di cui, cronologicamente e stilisticamente, la scuola michelangiolesca rappresenta la anticamera.<br>Sulla via barocca: e nessuno oggi si vergogna a dirlo. – Assalto al bigottismo lanciato dall'impalcatura della Sistina, ove il pennello dell'architetto, scultore e pittore onora la bellezza personale e subbiettiva e fonde l'architettura alle altre arti; architettura pittoresca nell'innesto magnifico della scultura applicata. La retta non teme la curva, la curva si assimila alla retta nella scuola michelangiolesca e le figure che s'inarcano e si avvoltolano, non soffrono più il digiuno a cui si sottoposero da rettilinei i quali mancarono del senso pittorico (Bramante). (quarta parte, cap. II, p. 451) *Stile della ricchezza, della maestà pomposa, il [[barocco]]; e stile dell'amabilità elegante il [[Rococò|{{sic|roccoccò}}]], il {{sic|Secento}} e il Settecento. Essi non vantano un organismo statico proprio come il greco o il gotico, e prolungano il rinascimento {{sic|cuoprendolo}} di curve, spezzando le cornici, tagliando i frontoni in una gioia di linee irrefrenabile e dilagano, stimolando, la libera fantasia. Stile decorativo, il barocco e il roccoccò, intende a meravigliare, a sbalordire. (quarta parte, cap. II, p. 481) *Complessivamente il barocco trasforma in un'immensa gloria di curve il {{sic|Secento}}, e il {{sic|roccoccò}} chiama a avvolgimenti leggiadri e scherzosi il Settecento. E il barocco, perché sia veramente tale, bisogna che innalzi<ref>Nel testo "inalzi".</ref> la ricchezza qualche volta ammucchiata {{sic|piucché}} odinata; bisogna che la innalzi alla maggiore potenza la quale si sostiene e si coordina ed appaga l'occhio in un effetto generale. Come se un grande decoratore vedesse tutto, dirigesse tutto ad onorare la sua dote più alta: la inesauribilità. (quarta parte, cap. II, p. 483) *{{NDR|Sul [[Vittoriano]]}} Lo Stato, vittima dell'eclettismo, nel suo passivo più lacerante ha il «Monumentissimo» di Roma, la Mole sacconiana che ingoia milioni dal 1885, eroismo degli antiquari, degli orecchianti e della burocrazia italica. Oggi non sono pochi a convenire sulla miseria di quelle pietre lavorate; ma quando io investii il «Monumentissimo», vivente il povero Giuseppe Sacconi, mi trovai solo, in un piacevole isolamento. A rigore il «Monumentissimo» potrebbe ispirare qualche indulgenza guardando il tempo in cui se ne aperse il concorso, però è insopportabile che vi si possa vedere il genio d'un architetto. (Appendice, p. 575) *In sott'ordine, rispetto al «Monumentissimo» {{NDR|il Vittoriano di Roma}}, fra molti {{NDR|edifici in stile eclettico del XIX secolo}}, cibreo<ref>Intingolo, miscuglio mal combinato.</ref> disgustoso il [[Palazzo della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia|palazzo della Cassa di Risparmio a Pistoia]]. Costato quasi un milione (il concorso fu bandito sulla somma di 300.000 lire) quella città toscana ha veduto sorgere, questi ultimi anni, un ampio dado di cui tutte le parti, dalle grandi alle piccole, sono copiate. Il basamento è copiato dal banco di giustizia nel Palazzo Pretorio della città, l'ingresso sulla facciata principale è copiato dalla porta di Leon Battista Alberti sulla facciata di S. Maria Novella a Firenze con squallide alterazioni (il dorico sostituito al corinzio), la imposta è copiata sotto il portico degli Uffizi a Firenze, i ferri sono copiati in un palazzo a Lucca e male applicati (troppo triti); e, nell'interno, le finestre dell'atrio appartengono alla facciata del palazzo della Cancelleria a Roma, e a Pistoia ingenuamente non si tolsero le rosette, sul fregio, emblema del cardinale Raffaello Riario che ordinò il celebre palazzo. Né curo i piccoli balaustri copiati dalla scala del palazzo Gondi a Firenze e il resto. Ma, almeno, il palazzo fosse comodo! (Appendice, pp. 575-576) ==''Pittura italiana''== ===Parte prima=== *Per quanto si sa questo popolo {{NDR|gli [[Etruschi]]}} esercitò con certa larghezza la pittura, ma difficilmente la sollevò a arte indipendente, vale a dire a pura espressione d'un concetto estetico; e si può dire che si limitò invece a servirsene come mezzo di decorazione; nel modo stesso che sì usò in Oriente, da ove anzi si vuole precisamente derivato il primo stile etrusco detto per ciò, ''orientalizzante''.<br>Gli Etruschi sentirono la compiacenza che deriva dalla vivacità dei colori nello stesso modo che la sentirono i popoli primitivi e la sentono tuttora i selvaggi d'Africa e d'Oceania. (Parte prima, cap. II, pp. 15-16) *Le [[Pittura etrusca|pitture etrusche]] in generale sono a tinte intere e mancanti di chiaro scuro, e corrispondono, come si è detto, a delle convenzioni talvolta ragionevoli. Così il rosso e il color carne servono per indicare la carnagione degli uomini, il roseo quello delle donne; il {{sic|pavonazzo}} è per colorire i vasetti, il bigio poi ed il turchino sono destinati alla colorazione degli animali e ai demoni. Talune volte s'incontrano figure e animali coloriti {{sic|bizzaramente}} come, ad esempio, cavalli rossi con criniera azzurra, o cavalli interamente azzurri con unghie rosse e verdi.<br>Il valore dunque di queste pitture sta tutto quanto nel disegno del contorno il quale se dapprima è alquanto impacciato dipoi si slancia ed è galante e distinto. (Parte prima, cap. II, pp. 16-17) *[...] notiamo ancora un fatto singolare che riguarda non la tecnica pittorica, ma il contenuto della pittura etrusca. I soggetti che solitamente svolgeva il pittore etrusco, per quanto fossero destinati all'ornamento di una [[tomba]] – perché si tenga bene in mente che le pitture murali delle tombe sono quelle che ci hanno dato qualche lume intorno alla pittura degli Etruschi – sono tutt'altro che mortuari; i soggetti lugubri sono rari, e abbondano invece soggetti gai come banchetti, {{sic|caccie}}, danze, ecc. E ciò è logico. Perocché le feste in occasione di [[Funerale|funerali]] si credevano un modo di propiziazione per l'estinto affinché diventasse un essere divinizzato; così come il cristiano colle preghiere e colle funzioni pei defunti ha la fede di contribuire pietosamente alla loro eterna beatitudine. (Parte prima, cap. II, p. 22) *La [[Pittura romana|pittura]] storico-figurativa ebbe a Roma un considerevole impulso allorché sorse nel desiderio dell'imperatori e dei magnati di far dipingere su grandi pareti gli episodi più cospicui delle vittorie romane.<br>Osserva il [[Désiré-Raoul Rochette|Raoul Rochette]] che l'uso delle feste trionfali dette vigoroso impulso alla pittura su tavola, la quale, lo stesso Autore riferendosi a un passo dello storico Appiano, afferma che doveva essere familiarissima a Roma. Se ciò è vero bisogna dire che gli storici dell'arte in generale sono censurabili in questa parte, perché di tale specie di pittura han tenuto ben poco conto. (Parte prima, cap. IV, pp. 55-56) *Si suole ritenere [[Cimabue]] per fondatore dell'arte nova del dipingere, ma è più corretto dire che Cimabue favorì il rinascimento della pittura italiana promosso da [[Giotto]].<br>Difatti in Cimabue «che dette i primi lumi all'arte della pittura» come scrive esattamente il [[Giorgio Vasari|Vasari]] (''Le vite'', ecc.) c'è l'artista il quale tenta di ribellarsi alle pratiche cosiddette {{sic|bisantine}} o greche; ma non ancora disposto l'ambiente a accettar novità è naturale che l'arte di Cimabue abbia sempre l'impronta della maniera antica; mentre nell'opera pittorica di Giotto quest'impronta è addirittura scomparsa [...]. L'arte di Cimabue rappresenta per noi l'arte di transizione fra la così detta greca e quella italica risorta con Giotto. (Parte prima, cap. VII, pp. 150-151) *[[Giunta Pisano|Giunta]] [...] ebbe l'ambizione di sollevarsi un po' dalla maniera dura dell'arte del suo tempo [...]; si è detto perfino che Giunta fu maestro di Cimabue: in tal caso lo scolaro avrebbe sopravanzato il maestro come risulta dalle pitture che maestro e scolaro fecero in Assisi. (Parte prima, cap. VII, p. 153) *Giunta Pisano il quale visse al tempo della canonizzazione di [[Francesco d'Assisi|San Francesco]] dipinse molto a [[Assisi]] e la sua arte, come si è scritto partecipa dei modi così detti bisantini. Figure stecchite e dure spiranti una certa aria mansueta e pia, la quale impressiona. Quelle figure non impressionano, badisi, per la fattura; imperocché se pur si voglia dire che Giunta Pisano tentò di spastoiarsi dalle norme dell'arte coeva, i suoi sforzi restarono umili tentativi. (Parte prima, cap. VII, p. 155) *Si tiene in molto conto il ritratto di S. Francesco attribuito a Giunta Pisano perché non è impossibile che riproduca l'effigie vera del Serafico d'Assisi che Giunta può aver conosciuto. (Parte prima, cap. VII, p. 157) ===Parte seconda=== *Le pitture che [[Giotto]] eseguì a Assisi vicino a quelle del maestro Cimabue mostrano quanto questi sia stato {{sic|sopravvanzato}} dallo scolaro. Chi guarda attentamente le varie istorie di Giotto nota che a misura l'opera va innanzi ivi crescono i pregi; e verso la fine le storie sono più vaghe e più vivaci, le figure sono più franche nel disegno delle estremità, le mosse sono più variate, il paese è più naturale. (Parte seconda, cap. I, p. 7) *Il [[Correggio]], o come a lui garbava talvolta chiamarsi, Antonio Lieto da Correggio, non ha rivali nel magistero del [[chiaroscuro]] a cui seppe dare fluidità e vaghezza meravigliose. Sta in questo la importanza dell'opera pittorica correggesca. Il passaggio dalla luce all'ombra nelle pitture dell'Allegri è insensibile; accanto al bianco è un grigio leggero e accanto allo scuro, viceversa, è un grigio robusto: per la qual cosa il passaggio fra il nero e il bianco non vi è mai ardito, ma moderato dalla mezza tinta; alla quale l'Allegri doveva non solo il rilievo delle figure ma la pastosità della pittura. (Parte seconda, cap. III, p. 163) *Davanti alle pitture dell'Allegri si prova un'emozione dolcissima. La prima volta che vedemmo le pitture del [[Duomo di Parma]] restammo così impressionati da quella vista che ci parve che il Correggio avesse certe attrattive che non ha Raffaello. La pittura correggesca è esempio parlante di quanto possa infonder vita a un'opera d'arte la poesia di un cuore gentile. (Parte seconda, cap. III, pp. 163-164) *Il [[Andrea Sabatini|{{sic|Sabbatini}}]] o Andrea da Salerno fu [...] valoroso pittore sì da esser detto da taluno il Raffaello napoletano. (Parte seconda, cap. III, p. 170) *La novità, la prontezza, la bizzarria, le troviamo nell'arte del napoletano [[Luca Giordano]], il quale lavorava tanto velocemente che lo si conosce nella storia dell'arte per Luca ''fa presto'' o ''priesto''; per dirlo alla napoletana. Ammaestrato da [[Pietro da Cortona]], il Giordano che ebbe una prontezza quasi miracolosa nel concepire, una versatilità d'ingegno che niuno forse ebbe mai, una rapidità di mano sorprendente, può credersi che specie di pittore e' sia stato. (Parte seconda, cap. III, pp. 176-177) *Non si può mettere fra i buoni coloritori il [[Domenichino]]; il suo stile è un po' secco e manca di quella eleganza che piace tanto la quale il nostro pittore non riescì a acquistare nemmeno dallo studio di Raffaello che ebbe carissimo. (Parte seconda, cap. IV, pp. 183) ==''{{sic|Scoltura}} italiana''== *Qualunque sia il posto che il popolo romano si merita nella storia dell'arte in generale, in particolare rapporto alla [[Scultura romana|{{sic|scoltura}}]], lo ha considerevole, a pensare che il romano col suo temperamento positivista dette impulso grandissimo a una specie d'imitazione {{sic|scultorica}} che non è più né quella simbolica degli Egizi, né la imitazione dei Greci innalzata alla bellezza tipica, ma è una imitazione la quale ha per base il ''carattere''. Da ciò scaturì il ritratto. (cap. IV, pp. 43-44) *I [[Civiltà romana|Romani]] furono un popolo positivo e perciò poco inclinato all'arte. Perché gli uomini che si dicono positivi sono quelli i quali non hanno immaginazione e giudicano il mondo nella nuda {{sic|realità}}, nel modo che si presenta ai loro sensi; perciò non potranno essere artisti perché oltre a un fondo di buon senso, l'artista bisogna che sia sensitivo e possegga immaginazione infiammabile. Viceversa i Greci possedendo in grado eminente questa immaginazione, che dicemmo infiammabile, furono un popolo artista per eccellenza; e col sorriso dell'arte conquistò l'affetto dei popoli, mentre i Romani conquistarono i popoli colla forza prepotente. (cap. IV, p. 47) *[...] ai tempi di Commodo era venuto così in voga l'uso dei busti-ritratti che si tagliavano le teste delle statue per sostituirvi effigi note; e si trovò il modo di fare i busti colorati per potere a piacimento cambiar di essi la testa; e si giunse, in quel tempo, perfino a far ritratti di donna colla pettinatura posticcia (di marmo o di bronzo, s'intende) per poterla cavare e cambiare onde seguire la volubilità della moda; per modo che la effigiata trovavasi sempre con la testa acconciata secondo il costume del giorno. (cap. IV, p. 53) *La {{sic|scoltura}} romana essendo espressiva per eccellenza salì molto più insù nell'arte del ritratto di quello che salisse la scoltura dei Greci. Nei ritratti greci trovi sempre bellezza lieta e non mai scopri la indagine ferma e sicura del carattere del ritrattato. (cap. IV, p. 55) *Ecco come [[Luca Della Robbia]] oltre a aver portato nella scoltura i resultati della mano svelta e della mente immaginosa, ecco come si isola da tutti i coevi e dagli scultori avvenire per aver trovato il modo d'invetriare le scolture e i lavori in plastica con ismalto monocromo o a colori il quale difende le scolture stesse dalle azioni distruggitrici dell'atmosfera. Luca Della Robbia che morì vecchissimo lavorò pure moltissimo. Per la qual cosa ben disse il [[Giorgio Vasari|Vasari]] nel discorrere della vita di Luca: «Onde ne venne arricchito il mondo (si capisce delle scolture a smalto di Luca) e l'arte del disegno di un'arte nuova utile e bellissima; ed egli (cioè Luca) di gloria e lode immortale e perpetua.» (cap. VII, p. 134) *[[Cristoforo Solari]] esimio fra tutti gli egregi che ornarono di loro opere quel cospicuo tempio del Rinascimento {{NDR|la [[Certosa di Pavia]]}}, Cristoforo Solari notissimo pel soprannome di Gobbo e del quale si narra che allorquando fu collocata in S. Pietro di Roma la Pietà del [[Michelangelo Buonarroti|Buonarroti]] alcuni Milanesi asserirono che era lavoro suo (tantoché {{sic|Michelangiolo}} si determinò di incidervi il proprio nome perché si dileguasse questa voce che pare potesse prendere consistenza<ref>Nel testo "consisistenza".</ref>) Cristoforo Solari (se è vero che sono tutte sue le {{sic|scolture}} cosi della Certosa di Pavia come quelle del [[Duomo di Milano]], che gli si attribuiscono) bisogna notarlo fra gli eminenti scultori del secolo il quale ora c'interessa studiare. (cap. VII, pp. 141-142) *Non scopriamo nell'arte del Solari né la ingenuità carezzevole dell'arte di [[Donatello]], né la vigorosità fantasiosa di quella del [[Lorenzo Ghiberti|Ghiberti]], né vi sappiamo scorgere la semplicità della scoltura di Luca della Robbia, nondimeno è tale la verità dello scolture solariane che acconsentiamo a scrivere nel libro dei più ragguardevoli scultori del secolo XVI, Cristoforo Solari. (cap. VII, p. 142) *[...] dopo Michelangelo la {{sic|scoltura}}, per dir come dicono tutti, si [[Barocco|imbarocchisce]], cioè non cerca più il bello, ma il bizzarro, lo stravagante: – i muscoli delle figure si gonfiano, i manti onde sono vestite si avvolgono, si ripiegano goffamente; la personalità soverchia s'impone alla riproduzione del vero. (cap. VIII, p. 160) *Se parlando di oreficeria del periodo artistico fra Michelangelo e Canova s'impone il Cellini, discorrendo d'intaglio del legno s'impone alla mente [[Andrea Brustolon]] di Belluno le cui cornici a fogliami arricciati e ornati di putti ridenti sono esempi di gusto singolare e libero e di difficoltà tecniche superate con disinvoltura ammirabile. Ma in questo tempo {{NDR|il Seicento}} le difficoltà materiali non {{sic|faceano}} indietreggiar gli esecutori; il marmo allora si lavorava come se fosse stato legno e il legno si accartocciava in mille guise come se fosse stato carta. (cap. VIII, p. 181) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/architetturaita01melagoog/page/n5/mode/1up Architettura italiana]'', parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/gri_33125015056232/page/n4/mode/1up Architettura italiana]'', parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/lartedidistingue00mela_0/mode/1up L'arte di distinguere gli stili]'', Ulrico Hoepli editore, Milano, 1918. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/pitturaitaliana01mela/page/n8/mode/1up Pittura italiana]'', Parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1885. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_B-KzsqAUBnsC/page/n6/mode/1up Pittura italiana]'', Parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1886. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_M2sC3cInwMcC/page/n4/mode/1up {{sic|Scoltura}} italiana. Parte prima e seconda: statuaria e scoltura ornamentale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1885. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Melani, Alfredo}} [[Categoria:Architetti italiani]] [[Categoria:Critici d'arte italiani]] fbhiqgnwoye10tfp8tq8tho5swwn558 1410246 1410244 2026-04-12T15:22:35Z Gaux 18878 /* Parte seconda */ correggo capitolo 1410246 wikitext text/x-wiki [[File:Alfredo Melani, Manuale dell'ornatista 1896 (page 7 crop).jpg|thumb|Alfredo Melani, ''Manuale dell'ornatista'', 1896]] '''Alfredo Melani''' (1859 – 1928), architetto e critico d'arte italiano. ==''Architettura italiana''== ===Parte prima=== *Che l'[[Arte etrusca|arte degli Etruschi]] sia stata influenzala prima da quella [[Arte orientale|orientale]] e poi da quella [[Arte greca|greca]] non vi è alcuno che oggi lo nega. Negandolo, come si potrebbe spiegare il perché si trovi in Etruria l'istesso genere di sepolture che nell'Asia Minore; il perché il sistema delle vòlte, che è affatto orientale, non si trovi in tutto il bacino del Mediterraneo, se non presso gli Etruschi; il perché nel vestire avessero gli Etruschi costumi quasi identici a quelli degli orientali? ecc. Circa la influenza greca poi, non c'è tanto dà disputare; il difficile sta piuttosto nello stabilire giustamente il grado di questa influenza; perché vi sono di quelli che la spingono a tal segno da far credere che l'arte etrusca altro non sia che un'arte arcaica greca; e questo, ci pare, è un andar troppo in là. Comunque sia nell'arte degli Etruschi dapprima sono elementi orientali e in seguito elementi greci. (parte prima, cap. II, pp. 8-9) *La più interessante proprietà dell'architettura etrusca è l'impiego delle [[Volta (architettura)|vòlte]] fatte con pietre tagliate a cuneo e chiuse con serraglia. Molti si domandano: ma sarà veramente esatto che gli Etruschi furono primi ad usare di questo elemento costruttivo? [[Diodoro Siculo]] osa affermare di sì: ma anche lui ebbe questa notizia, come tante altre, dalla tradizione e le tradizioni ingannano talvolta.<br>Certo la posizione geologica dell' Etruria si prestava immensamente alla costruzione a vòlta. Gli Etruschi non avevano i graniti dell'Egitto ne i marmi della Grecia, perciò non potevano {{sic|costrurre}} soffitti monolitici di ampiezza considerevole. Da ciò la vòlta a vari pezzi (cunei) reggentisi fra loro mutuamente, usatissima in Etruria, la cui origine non è etrusca ma orientale. Agli Etruschi si appartiene dunque la gloria di avere utilizzato in Europa, prima d'ogni altro popolo, il sistema delle vòlte a cunei il quale era pertanto assai familiare agli antichi architetti dell'Egitto e della Caldea. (parte prima, cap. II, p. 13) *Ma è proprio accertato che è costruzione etrusca l'[[Arco Etrusco|Arco di Perugia]]? Non sono pochi gli archeologi i quali riflettendo seriamente sulle parole incise sulla cornice dell'Arco – ''Colon Vib'' – cioè Colonia Vibia, sospettarono che l'Arco di Perugia fosse lavoro romano dovuto ad [[Augusto]]. Tale opinione verrebbe afforzata dal fatto sicuro che il primo dei Cesari fece riedificare le mura di questa città stata una delle dodici lucumonie etrusche. Ma altri osservano acutamente se l'Arco di Perugia, così come è oggi, non sia piuttosto di due epoche differenti. La prima (alla quale apparterrebbe la involtatura dell'arco) etrusca; la seconda (a cui si riferirebbero gli ornamenti e particolarmente certi pilastrini con capitelli ionici che coronano la porta medesima) romana.<br>A nostro remissivo parere, questa seconda è la versione più logica che si possa dare dell'Arco di Perugia. (parte prima, cap. II, p. 28) *La perizia costruttiva degli Etruschi [...] in nessun'altra fabbrica si palesa evidente quanto nella famosa [[Cloaca Massima]] a Roma. L'elogio più grande che possa farsi di questa costruzione si è quello di dire che dopo tanto volger di secoli serve ancora allo scopo per il quale venne ordinata. (parte prima, cap. II, p. 30) *Cominciata da [[Tarquinio Prisco]], la Cloaca Massima, venne tirata su tutta quanta a secco. Può ognuno formarsi idea della vigorosissima costruzione guardandone dal Tevere l'arcata maggiore composta di tre ordini di cunei di travertino uniti tra loro senza cemento. (parte prima, cap. II, p. 30) *Chi ha capito bene il carattere dei [[Civiltà romana|Romani]] non può meravigliarsi a vedere, specialmente in Roma, tanti [[Arco trionfale|Archi di Trionfo]] e colonne onorarie erette a gloria dei guerrieri che combatterono per far grande la patria. Gli Archi di Trionfo sono monumenti affatto romani (si rammenti bene) e vennero decorati con le maggiori pompe dell'arte. Sotto i Cesari il loro carattere è pertanto sobrio e elegante, ma mano mano che si va in là si fa gonfio e pesante. Ai tempi di [[Settimio Severo]] e di [[Costantino I|Costantino]] la antica sobrietà si trova sacrificata ai particolari che si moltiplicano per ragione di lusso e in danno dell'arte. (parte prima, cap. IV, pp. 151-154) *I Romani hanno tramandato ai posteri la gloria dei loro guerrieri anche col mezzo di Colonne Onorarie. Questa forma artistica, applicata nel modo che la applicarono gli architetti romani, è completamente romana. Nessun popolo avanti il romano {{sic|imaginò}} le Colonne Onorarie. La prima colonna onoraria che sorse a Roma fu quella destinata a [[Gaio Duilio|Duilio]] e ricordante la prima vittoria navale dei Romani sui Cartaginesi (260 av. G. C). In seguito si eresse la Antonina, dedicata a [[Marco Aurelio]] e la [[Colonna Traiana|Traiana]] (che i Francesi vollero imitare con quella Vendôme) [...]. (parte prima, cap. IV, p. 154) *Col tempo le case {{NDR|di [[Pompei]]}} diventarono<ref>Nel testo "doventarono".</ref> comode e splendide; anzi se si deve rilevare dalla loro sontuosità bisogna dire che in Pompei doveva esservi molta gente ricca o per lo meno agiata. Tutti gli studi che sono stati fatti su Pompei mostrano che le fortune vi dovevano essere spartite molto bene. Il Nissen<ref>Heinrich Nissen (1839-1912), storico tedesco, autore di ''Pompeianische Studien'', Lipsia 1877.</ref> constata che a Pompei il gusto del lusso andò sempre crescendo dall'Impero in là. Si verificò a Pompei in quei tempi quello che oggi si verifica da noi; accanto all'antica nobiltà ingoffita, sorse una borghesia ricca, ambiziosa, petulante che amava il fasto, voleva viver bene e amava godere tutte le gioie le quali furono privilegio delle grandi famiglie. Ecco perché a Pompei si esumarono tante belle case, ecco la ragione di tanta sontuosità decorativa che se non era quella dei Crassi, degli Scauri, dei Luculli, rivelava nei Pompeiani sentimento delicato e agiatezza. (parte prima, cap. IV, p. 177) *[...] [[Marco Vitruvio Pollione]], vissuto ai tempi di [[Augusto]], acquistò tanta {{sic|riputazione}} da morto che, si ha ragione di supporre, altrettanta non ebbe da vivo. Difatti non si sa capire come mai l'imperatore Augusto, il quale durante il suo governo fe' costruire tante fabbriche pubbliche, non siasi mai rivolto a Vitruvio Pollione. Bisogna proprio credere o che Vitruvio fosse in uggia all'imperatore (gli uomini sono sempre gli stessi) o sia vero che egli fosse soltanto un teorico. (parte prima, appendice, p. 190) *[[Adriano]], uomo vanitoso se mai ve ne fu, volle dare i piani e dirigere la costruzione del [[Tempio di Venere e Roma|tempio di Venere]] a Roma. Compiuto che fu il tempio domandò ad [[Apollodoro di Damasco|Apollodoro]] il suo giudizio persuaso di averlo favorevole e Apollodoro disse franco il suo parere sulla costruzione dell'imperatore; il fatto è che Adriano fece uccidere Apollodoro, dopo poco, sotto un pretesto frivolissimo. (parte prima, appendice, pp. 195-196) ===Parte seconda=== *È certo che senza l'ardente iniziativa degli uomini di genio sorti in Firenze negli ultimi anni del XIV secolo, la rivoluziono che doveva, nel campo dell' arte, rinnovare le fonti dell'ispirazione e nel campo dei costumi, sostituire la civiltà moderna alla {{sic|medieva}}, si sarebbe fatta aspettare ancora un po'. Il [[Filippo Brunelleschi|Brunelleschi]] e l'[[Leon Battista Alberti|Alberti]] intesero a paganizzare l'architettura per la ragione che la società si paganizzava. Se non ci fosse stato il mutamento nelle idee sociali del XV secolo il seme gettato dal Brunelleschi e dall'Alberti non avrebbe dato alcun frutto: – un arte non ha vita duratura se non è l'{{sic|imagine}} dell'ambiente entro il quale deve svolgersi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Ouesta [[Cappella Pazzi|Cappella {{NDR|dei Pazzi di Firenze}}]] corretta nei profili, armonica nelle proporzioni, equilibrata negli effetti di chiaroscuro, aggraziata nei particolari ornamentali, è uno dei più interessanti fra i primi lavori del Brunelleschi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Il [[Baldassare Longhena|Longhena]] si distinse eziandio nella costruzione del Palazzo Rezzonico il cui basamento spartito a bugne, e la scala e l'atrio sono veramente da studiarsi. Ma è singolare questo architetto! Nell'Ospedaletto lo troviamo eccessivamente barocco, nel monumento Pesaro, nel palazzo Capovilla si mostra pure un nervoso manipolator di volute e di cartocci, ma che è che non è, la sua mano abituata a segnar curve stravaganti, pare senta il bisogno d'un po' di riposo; e segna sulla carta motivi semplici e freddi di una freddezza palladiana. Chi mai direbbe che il palazzo Giustinian Lolin sul Canal Grande, è disegnato dall'immaginoso Longhena? (parte seconda, cap. V, p. 233-234) ==''L'arte di distinguere gli stili''== *L'[[Arte egizia|architettura egizia]] orizzontale e simmetrica, si assimila alla greca; architettura calma, massiccia nel complesso dei muri rivestiti da intagli e da colori. Caratteristica immancabile: la rastremazione, cioè i muri esterni inclinati. Così tutto in Egitto ha tendenza piramidale nell'assoluto rispetto all'orizzontale; le piramidi che lo personificano intonano ogni architettura sia tomba sia tempio, e gli obelischi che ugualmente personificano la terra de' Faraoni, hanno tendenza piramidale pur contradicendo il principio dell'orizzontale trionfante; ma gli obelischi sono monumenti decorativi. (prima parte, cap. I, pp. 35-36) *Ho detto altrove che bisogna esser più misurati e meno assoluti; l'[[arte greca]], l'architettura, ha le sue imperfezioni, e il creare un'arte greca senza macchia, insuperata e insuperabile, è morbosità, tormento, allucinazione.<br>Volfango Goethe avrebbe dato il [[Partenone]] per tutte le cattedrali gotiche. Se lo poteva pigliare. (seconda parte, cap. I, p. 107) *L'ellenismo etrusco è preceduto da una plastica di sapore acutamente arcaico molto gustoso, e si raccoglie sulle urne che dimostrano l'attività realistica dei nostri plastici minuti, ostinati nella modellazione, duri, rozzi, ineleganti nel linguaggio d'arte. Bellissime antefisse con testa nel mezzo, ornamenti intorno sbalzati, al solito, dal colore; qui, nel verismo dei ritratti, nell'arcaismo delle forme, vibra lo [[Arte etrusca|stile etrusco]], vibra nei soggetti demoniaci che celebrano certe superstizioni diffuse nel popolo e si umilia, si spegne all'immigrazione greca che vince l'anima etrusca; – forma e soggetti. (seconda parte, cap. II, pp. 158-159) *[...] l'arco, la {{sic|vòlta}}, la cupola costituiscono l'[[architettura romana]], lo stile romano, cioè lo stile imperiale di Roma, l'Urbe nel periodo del suo dominio, il dominio romano che paralizza ogni sogno che dovesse tramutarsi in realtà. (seconda parte, cap. III, p. 164) *Eccellenti mattoni, eccellente cemento, eccellente {{sic|manualanza}}, ottimi costruttori: questo il trionfo tecnico dell'architettura romana, all'apogèo che segna il vero stile romano e questo il segreto della sua esistenza. Vastità e sontuosità, ordini architettonici sovrapposti, l'arco, la vòlta e la cupola sviluppatissime: questo il trionfo estetico della nostra architettura, del nostro stile, influenzato dall'Etruria, dalla Grecia, dallo stile ellenico e ellenistico, audace e gagliardo, imponente e fastoso. Il genio italico diè ad esso il suo tono, diè il suo accento che riassume e glorifica: riassume le architetture anteriori di cui l'architettura romana è, infatti, la sintesi e il téma finale. Dopo, il Medioevo: – contando poco, architettonicamente, lo stile paleo-cristiano. (seconda parte, cap. III, pp. 165-166) *Impressionante a Roma la sovrapposizione degli ordini che la Grecia adottò timidamente anche nel periodo ellenistico rispetto a Roma, che lo svolse quanto più poté negli edifici pubblici e nei privati, comprese le case che salirono alte per necessità di spazio, insegna Vitruvio. Un ordine sopra l'altro dunque; archi, vòlte, colonne, trabeazioni producevano uno spettacolo quasi nuovo e un'imponenza quasi miracolosa, e questo spettacolo e questa imponenza è lo stile romano, assieme che offusca quando non ingombra colla ricchezza. (seconda parte, cap. III, p. 183) *Lo [[Arte bizantina|stile {{sic|bisantino}}]] è lo stile delle cupole, il cui sviluppo si può assegnare al regno di [[Giustiniano I|Giustiniano]] – stile definitivo evocante l'insigne mecenate dell'architettura bisantina, la cui azione provocò utili sforzi come Pericle a Atene, Augusto a Roma. S. Sofia vicino al Partenone: lo stile architravato nel suo trionfo, lo stile voltato nei monumenti romani sovrattutto termali [...]. (terza parte, cap. I, p. 237) *[[Santa Sofia (Istanbul)|S. Sofia di Costantinopoli]] è sempre il faro, il monumento sublime che esemplifica: studiato, riprodotto, illustrato è il pilota dello stile {{sic|bisantino}}: – la pianta concentrica, la cupola immensa, le cupole secondarie leggiere, ariose, i capitelli pulvinati, fioriti, la interminabile veste musiva, il tono e la sostanza fastosa, le dimensioni corrispondenti a questo tono e a questa sostanza. Tuttociò ammaestra e in un solo libro monumentale riassume e commenta lo stile, tutto lo stile bisantino nel suo organismo compiuto, nel suo equilibrio statico ed estetico. (terza parte, cap. I, p. 238) *Lo stile {{sic|bisantino}} è dedito alla pittura non alla scultura e adopra lo {{sic|scarpello}} avaramente in statue e bassorilievi, {{sic|cuoprendo}} cupole, pareti, archi e sott'archi col {{sic|musaico}}. Perciò a conoscere lo stile bisantino, anche nella scultura, aiuta il mosaico nei suoi pittori bisantini e italo-bisantini contro i pittori classici e romani che offrono utili comparazioni. (terza parte, cap. I, p. 240) *Sontuosità, gemme saettanti, cumulo di smalti policromi: ecco lo stile {{sic|bisantino}} il quale esulta agli ori composti da' cordoni perlati, amico delle perle benché non scintillino e non parlino rumoreggiando. E le perle circondate da filigrane, associate agli smalti in un tumulto di colori, a parte la carezza formale, i ceselli ornativi e figurativi sullo stile della scultura lapidea, sono spesso negli ori. Frenesia di contrasti, accordo di ricchezze colpiscono le facoltà sensitive a svelare un'intima psicologia ardente, pulsante, irresistibile. Il primo organo rivelatore, appunto, è la sontuosità. (terza parte, cap. I, p. 246) *Il riposo, l'abbandono dei problemi complicati, ecco {{NDR|dopo il gotico}} il nuovo stile. Infatti il [[rinascimento]] è ritorno, amore alla serenità greca, alla regolarità romana, alla tradizione greco-latina i cui primi interpreti sono stati i fiorentini. (quarta parte, cap. I, p. 403) *[[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], forza suprema, energia multipla, inestinguibile. Si elevò qualche protesta contro l'erettore della cupola di S. Pietro, quasi avesse profanato il titolo d'architetto; Michelangelo reazionario, nel nome della libertà, suscitatore di ispirazioni nuove, consola invece il periodo finale del rinascimento. Un «contaminato», il padre dei contaminati, secondo l'''Jus'' dei parrucconi i quali {{sic|sobbillano}} chi non specula sopra i timidi e non glorifica il plagio. E, Michelangelo, esaurito il programma brunelleschiano e bramantesco, emanava la sua legge da cui sorse la scuola che da lui ha nome, la quale non s'infrena al romanismo e rompe la tradizione con un sistema non ancor tentato. (quarta parte, cap. II, p. 450) *La biblioteca [[Biblioteca Medicea Laurenziana|Mediceo-Laurenziana-Delciana]] a Firenze, insegna che il gusto rettilineo può sostituirsi al gusto curvilineo, insegna che i frontoni possono profilarsi nei risalti e le cornici possono spezzarsi al buon nome dell'architettura. (quarta parte, cap. II, p. 451) *Da Firenze a Roma, a Genova, a Milano la scuola michelangiolesca chiama a raccolta i maggiori, i quali si ascrivono volentieri esultando alla vivezza intellettuale contro la pigrizia e addomesticando al barocco di cui, cronologicamente e stilisticamente, la scuola michelangiolesca rappresenta la anticamera.<br>Sulla via barocca: e nessuno oggi si vergogna a dirlo. – Assalto al bigottismo lanciato dall'impalcatura della Sistina, ove il pennello dell'architetto, scultore e pittore onora la bellezza personale e subbiettiva e fonde l'architettura alle altre arti; architettura pittoresca nell'innesto magnifico della scultura applicata. La retta non teme la curva, la curva si assimila alla retta nella scuola michelangiolesca e le figure che s'inarcano e si avvoltolano, non soffrono più il digiuno a cui si sottoposero da rettilinei i quali mancarono del senso pittorico (Bramante). (quarta parte, cap. II, p. 451) *Stile della ricchezza, della maestà pomposa, il [[barocco]]; e stile dell'amabilità elegante il [[Rococò|{{sic|roccoccò}}]], il {{sic|Secento}} e il Settecento. Essi non vantano un organismo statico proprio come il greco o il gotico, e prolungano il rinascimento {{sic|cuoprendolo}} di curve, spezzando le cornici, tagliando i frontoni in una gioia di linee irrefrenabile e dilagano, stimolando, la libera fantasia. Stile decorativo, il barocco e il roccoccò, intende a meravigliare, a sbalordire. (quarta parte, cap. II, p. 481) *Complessivamente il barocco trasforma in un'immensa gloria di curve il {{sic|Secento}}, e il {{sic|roccoccò}} chiama a avvolgimenti leggiadri e scherzosi il Settecento. E il barocco, perché sia veramente tale, bisogna che innalzi<ref>Nel testo "inalzi".</ref> la ricchezza qualche volta ammucchiata {{sic|piucché}} odinata; bisogna che la innalzi alla maggiore potenza la quale si sostiene e si coordina ed appaga l'occhio in un effetto generale. Come se un grande decoratore vedesse tutto, dirigesse tutto ad onorare la sua dote più alta: la inesauribilità. (quarta parte, cap. II, p. 483) *{{NDR|Sul [[Vittoriano]]}} Lo Stato, vittima dell'eclettismo, nel suo passivo più lacerante ha il «Monumentissimo» di Roma, la Mole sacconiana che ingoia milioni dal 1885, eroismo degli antiquari, degli orecchianti e della burocrazia italica. Oggi non sono pochi a convenire sulla miseria di quelle pietre lavorate; ma quando io investii il «Monumentissimo», vivente il povero Giuseppe Sacconi, mi trovai solo, in un piacevole isolamento. A rigore il «Monumentissimo» potrebbe ispirare qualche indulgenza guardando il tempo in cui se ne aperse il concorso, però è insopportabile che vi si possa vedere il genio d'un architetto. (Appendice, p. 575) *In sott'ordine, rispetto al «Monumentissimo» {{NDR|il Vittoriano di Roma}}, fra molti {{NDR|edifici in stile eclettico del XIX secolo}}, cibreo<ref>Intingolo, miscuglio mal combinato.</ref> disgustoso il [[Palazzo della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia|palazzo della Cassa di Risparmio a Pistoia]]. Costato quasi un milione (il concorso fu bandito sulla somma di 300.000 lire) quella città toscana ha veduto sorgere, questi ultimi anni, un ampio dado di cui tutte le parti, dalle grandi alle piccole, sono copiate. Il basamento è copiato dal banco di giustizia nel Palazzo Pretorio della città, l'ingresso sulla facciata principale è copiato dalla porta di Leon Battista Alberti sulla facciata di S. Maria Novella a Firenze con squallide alterazioni (il dorico sostituito al corinzio), la imposta è copiata sotto il portico degli Uffizi a Firenze, i ferri sono copiati in un palazzo a Lucca e male applicati (troppo triti); e, nell'interno, le finestre dell'atrio appartengono alla facciata del palazzo della Cancelleria a Roma, e a Pistoia ingenuamente non si tolsero le rosette, sul fregio, emblema del cardinale Raffaello Riario che ordinò il celebre palazzo. Né curo i piccoli balaustri copiati dalla scala del palazzo Gondi a Firenze e il resto. Ma, almeno, il palazzo fosse comodo! (Appendice, pp. 575-576) ==''Pittura italiana''== ===Parte prima=== *Per quanto si sa questo popolo {{NDR|gli [[Etruschi]]}} esercitò con certa larghezza la pittura, ma difficilmente la sollevò a arte indipendente, vale a dire a pura espressione d'un concetto estetico; e si può dire che si limitò invece a servirsene come mezzo di decorazione; nel modo stesso che sì usò in Oriente, da ove anzi si vuole precisamente derivato il primo stile etrusco detto per ciò, ''orientalizzante''.<br>Gli Etruschi sentirono la compiacenza che deriva dalla vivacità dei colori nello stesso modo che la sentirono i popoli primitivi e la sentono tuttora i selvaggi d'Africa e d'Oceania. (Parte prima, cap. II, pp. 15-16) *Le [[Pittura etrusca|pitture etrusche]] in generale sono a tinte intere e mancanti di chiaro scuro, e corrispondono, come si è detto, a delle convenzioni talvolta ragionevoli. Così il rosso e il color carne servono per indicare la carnagione degli uomini, il roseo quello delle donne; il {{sic|pavonazzo}} è per colorire i vasetti, il bigio poi ed il turchino sono destinati alla colorazione degli animali e ai demoni. Talune volte s'incontrano figure e animali coloriti {{sic|bizzaramente}} come, ad esempio, cavalli rossi con criniera azzurra, o cavalli interamente azzurri con unghie rosse e verdi.<br>Il valore dunque di queste pitture sta tutto quanto nel disegno del contorno il quale se dapprima è alquanto impacciato dipoi si slancia ed è galante e distinto. (Parte prima, cap. II, pp. 16-17) *[...] notiamo ancora un fatto singolare che riguarda non la tecnica pittorica, ma il contenuto della pittura etrusca. I soggetti che solitamente svolgeva il pittore etrusco, per quanto fossero destinati all'ornamento di una [[tomba]] – perché si tenga bene in mente che le pitture murali delle tombe sono quelle che ci hanno dato qualche lume intorno alla pittura degli Etruschi – sono tutt'altro che mortuari; i soggetti lugubri sono rari, e abbondano invece soggetti gai come banchetti, {{sic|caccie}}, danze, ecc. E ciò è logico. Perocché le feste in occasione di [[Funerale|funerali]] si credevano un modo di propiziazione per l'estinto affinché diventasse un essere divinizzato; così come il cristiano colle preghiere e colle funzioni pei defunti ha la fede di contribuire pietosamente alla loro eterna beatitudine. (Parte prima, cap. II, p. 22) *La [[Pittura romana|pittura]] storico-figurativa ebbe a Roma un considerevole impulso allorché sorse nel desiderio dell'imperatori e dei magnati di far dipingere su grandi pareti gli episodi più cospicui delle vittorie romane.<br>Osserva il [[Désiré-Raoul Rochette|Raoul Rochette]] che l'uso delle feste trionfali dette vigoroso impulso alla pittura su tavola, la quale, lo stesso Autore riferendosi a un passo dello storico Appiano, afferma che doveva essere familiarissima a Roma. Se ciò è vero bisogna dire che gli storici dell'arte in generale sono censurabili in questa parte, perché di tale specie di pittura han tenuto ben poco conto. (Parte prima, cap. IV, pp. 55-56) *Si suole ritenere [[Cimabue]] per fondatore dell'arte nova del dipingere, ma è più corretto dire che Cimabue favorì il rinascimento della pittura italiana promosso da [[Giotto]].<br>Difatti in Cimabue «che dette i primi lumi all'arte della pittura» come scrive esattamente il [[Giorgio Vasari|Vasari]] (''Le vite'', ecc.) c'è l'artista il quale tenta di ribellarsi alle pratiche cosiddette {{sic|bisantine}} o greche; ma non ancora disposto l'ambiente a accettar novità è naturale che l'arte di Cimabue abbia sempre l'impronta della maniera antica; mentre nell'opera pittorica di Giotto quest'impronta è addirittura scomparsa [...]. L'arte di Cimabue rappresenta per noi l'arte di transizione fra la così detta greca e quella italica risorta con Giotto. (Parte prima, cap. VII, pp. 150-151) *[[Giunta Pisano|Giunta]] [...] ebbe l'ambizione di sollevarsi un po' dalla maniera dura dell'arte del suo tempo [...]; si è detto perfino che Giunta fu maestro di Cimabue: in tal caso lo scolaro avrebbe sopravanzato il maestro come risulta dalle pitture che maestro e scolaro fecero in Assisi. (Parte prima, cap. VII, p. 153) *Giunta Pisano il quale visse al tempo della canonizzazione di [[Francesco d'Assisi|San Francesco]] dipinse molto a [[Assisi]] e la sua arte, come si è scritto partecipa dei modi così detti bisantini. Figure stecchite e dure spiranti una certa aria mansueta e pia, la quale impressiona. Quelle figure non impressionano, badisi, per la fattura; imperocché se pur si voglia dire che Giunta Pisano tentò di spastoiarsi dalle norme dell'arte coeva, i suoi sforzi restarono umili tentativi. (Parte prima, cap. VII, p. 155) *Si tiene in molto conto il ritratto di S. Francesco attribuito a Giunta Pisano perché non è impossibile che riproduca l'effigie vera del Serafico d'Assisi che Giunta può aver conosciuto. (Parte prima, cap. VII, p. 157) ===Parte seconda=== *Le pitture che [[Giotto]] eseguì a Assisi vicino a quelle del maestro Cimabue mostrano quanto questi sia stato {{sic|sopravvanzato}} dallo scolaro. Chi guarda attentamente le varie istorie di Giotto nota che a misura l'opera va innanzi ivi crescono i pregi; e verso la fine le storie sono più vaghe e più vivaci, le figure sono più franche nel disegno delle estremità, le mosse sono più variate, il paese è più naturale. (Parte seconda, cap. I, p. 7) *Il [[Correggio]], o come a lui garbava talvolta chiamarsi, Antonio Lieto da Correggio, non ha rivali nel magistero del [[chiaroscuro]] a cui seppe dare fluidità e vaghezza meravigliose. Sta in questo la importanza dell'opera pittorica correggesca. Il passaggio dalla luce all'ombra nelle pitture dell'Allegri è insensibile; accanto al bianco è un grigio leggero e accanto allo scuro, viceversa, è un grigio robusto: per la qual cosa il passaggio fra il nero e il bianco non vi è mai ardito, ma moderato dalla mezza tinta; alla quale l'Allegri doveva non solo il rilievo delle figure ma la pastosità della pittura. (Parte seconda, cap. III, p. 163) *Davanti alle pitture dell'Allegri si prova un'emozione dolcissima. La prima volta che vedemmo le pitture del [[Duomo di Parma]] restammo così impressionati da quella vista che ci parve che il Correggio avesse certe attrattive che non ha Raffaello. La pittura correggesca è esempio parlante di quanto possa infonder vita a un'opera d'arte la poesia di un cuore gentile. (Parte seconda, cap. III, pp. 163-164) *Il [[Andrea Sabatini|{{sic|Sabbatini}}]] o Andrea da Salerno fu [...] valoroso pittore sì da esser detto da taluno il Raffaello napoletano. (Parte seconda, cap. III, p. 170) *La novità, la prontezza, la bizzarria, le troviamo nell'arte del napoletano [[Luca Giordano]], il quale lavorava tanto velocemente che lo si conosce nella storia dell'arte per Luca ''fa presto'' o ''priesto''; per dirlo alla napoletana. Ammaestrato da [[Pietro da Cortona]], il Giordano che ebbe una prontezza quasi miracolosa nel concepire, una versatilità d'ingegno che niuno forse ebbe mai, una rapidità di mano sorprendente, può credersi che specie di pittore e' sia stato. (Parte seconda, cap. IV, pp. 176-177) *Non si può mettere fra i buoni coloritori il [[Domenichino]]; il suo stile è un po' secco e manca di quella eleganza che piace tanto la quale il nostro pittore non riescì a acquistare nemmeno dallo studio di Raffaello che ebbe carissimo. (Parte seconda, cap. IV, pp. 183) ==''{{sic|Scoltura}} italiana''== *Qualunque sia il posto che il popolo romano si merita nella storia dell'arte in generale, in particolare rapporto alla [[Scultura romana|{{sic|scoltura}}]], lo ha considerevole, a pensare che il romano col suo temperamento positivista dette impulso grandissimo a una specie d'imitazione {{sic|scultorica}} che non è più né quella simbolica degli Egizi, né la imitazione dei Greci innalzata alla bellezza tipica, ma è una imitazione la quale ha per base il ''carattere''. Da ciò scaturì il ritratto. (cap. IV, pp. 43-44) *I [[Civiltà romana|Romani]] furono un popolo positivo e perciò poco inclinato all'arte. Perché gli uomini che si dicono positivi sono quelli i quali non hanno immaginazione e giudicano il mondo nella nuda {{sic|realità}}, nel modo che si presenta ai loro sensi; perciò non potranno essere artisti perché oltre a un fondo di buon senso, l'artista bisogna che sia sensitivo e possegga immaginazione infiammabile. Viceversa i Greci possedendo in grado eminente questa immaginazione, che dicemmo infiammabile, furono un popolo artista per eccellenza; e col sorriso dell'arte conquistò l'affetto dei popoli, mentre i Romani conquistarono i popoli colla forza prepotente. (cap. IV, p. 47) *[...] ai tempi di Commodo era venuto così in voga l'uso dei busti-ritratti che si tagliavano le teste delle statue per sostituirvi effigi note; e si trovò il modo di fare i busti colorati per potere a piacimento cambiar di essi la testa; e si giunse, in quel tempo, perfino a far ritratti di donna colla pettinatura posticcia (di marmo o di bronzo, s'intende) per poterla cavare e cambiare onde seguire la volubilità della moda; per modo che la effigiata trovavasi sempre con la testa acconciata secondo il costume del giorno. (cap. IV, p. 53) *La {{sic|scoltura}} romana essendo espressiva per eccellenza salì molto più insù nell'arte del ritratto di quello che salisse la scoltura dei Greci. Nei ritratti greci trovi sempre bellezza lieta e non mai scopri la indagine ferma e sicura del carattere del ritrattato. (cap. IV, p. 55) *Ecco come [[Luca Della Robbia]] oltre a aver portato nella scoltura i resultati della mano svelta e della mente immaginosa, ecco come si isola da tutti i coevi e dagli scultori avvenire per aver trovato il modo d'invetriare le scolture e i lavori in plastica con ismalto monocromo o a colori il quale difende le scolture stesse dalle azioni distruggitrici dell'atmosfera. Luca Della Robbia che morì vecchissimo lavorò pure moltissimo. Per la qual cosa ben disse il [[Giorgio Vasari|Vasari]] nel discorrere della vita di Luca: «Onde ne venne arricchito il mondo (si capisce delle scolture a smalto di Luca) e l'arte del disegno di un'arte nuova utile e bellissima; ed egli (cioè Luca) di gloria e lode immortale e perpetua.» (cap. VII, p. 134) *[[Cristoforo Solari]] esimio fra tutti gli egregi che ornarono di loro opere quel cospicuo tempio del Rinascimento {{NDR|la [[Certosa di Pavia]]}}, Cristoforo Solari notissimo pel soprannome di Gobbo e del quale si narra che allorquando fu collocata in S. Pietro di Roma la Pietà del [[Michelangelo Buonarroti|Buonarroti]] alcuni Milanesi asserirono che era lavoro suo (tantoché {{sic|Michelangiolo}} si determinò di incidervi il proprio nome perché si dileguasse questa voce che pare potesse prendere consistenza<ref>Nel testo "consisistenza".</ref>) Cristoforo Solari (se è vero che sono tutte sue le {{sic|scolture}} cosi della Certosa di Pavia come quelle del [[Duomo di Milano]], che gli si attribuiscono) bisogna notarlo fra gli eminenti scultori del secolo il quale ora c'interessa studiare. (cap. VII, pp. 141-142) *Non scopriamo nell'arte del Solari né la ingenuità carezzevole dell'arte di [[Donatello]], né la vigorosità fantasiosa di quella del [[Lorenzo Ghiberti|Ghiberti]], né vi sappiamo scorgere la semplicità della scoltura di Luca della Robbia, nondimeno è tale la verità dello scolture solariane che acconsentiamo a scrivere nel libro dei più ragguardevoli scultori del secolo XVI, Cristoforo Solari. (cap. VII, p. 142) *[...] dopo Michelangelo la {{sic|scoltura}}, per dir come dicono tutti, si [[Barocco|imbarocchisce]], cioè non cerca più il bello, ma il bizzarro, lo stravagante: – i muscoli delle figure si gonfiano, i manti onde sono vestite si avvolgono, si ripiegano goffamente; la personalità soverchia s'impone alla riproduzione del vero. (cap. VIII, p. 160) *Se parlando di oreficeria del periodo artistico fra Michelangelo e Canova s'impone il Cellini, discorrendo d'intaglio del legno s'impone alla mente [[Andrea Brustolon]] di Belluno le cui cornici a fogliami arricciati e ornati di putti ridenti sono esempi di gusto singolare e libero e di difficoltà tecniche superate con disinvoltura ammirabile. Ma in questo tempo {{NDR|il Seicento}} le difficoltà materiali non {{sic|faceano}} indietreggiar gli esecutori; il marmo allora si lavorava come se fosse stato legno e il legno si accartocciava in mille guise come se fosse stato carta. (cap. VIII, p. 181) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/architetturaita01melagoog/page/n5/mode/1up Architettura italiana]'', parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/gri_33125015056232/page/n4/mode/1up Architettura italiana]'', parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/lartedidistingue00mela_0/mode/1up L'arte di distinguere gli stili]'', Ulrico Hoepli editore, Milano, 1918. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/pitturaitaliana01mela/page/n8/mode/1up Pittura italiana]'', Parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1885. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_B-KzsqAUBnsC/page/n6/mode/1up Pittura italiana]'', Parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1886. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_M2sC3cInwMcC/page/n4/mode/1up {{sic|Scoltura}} italiana. Parte prima e seconda: statuaria e scoltura ornamentale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1885. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Melani, Alfredo}} [[Categoria:Architetti italiani]] [[Categoria:Critici d'arte italiani]] 0ga7syaxcjhk1w91swbjx3a3si38f3x 1410248 1410246 2026-04-12T15:28:43Z Gaux 18878 /* Parte seconda */ Guido Reni 1410248 wikitext text/x-wiki [[File:Alfredo Melani, Manuale dell'ornatista 1896 (page 7 crop).jpg|thumb|Alfredo Melani, ''Manuale dell'ornatista'', 1896]] '''Alfredo Melani''' (1859 – 1928), architetto e critico d'arte italiano. ==''Architettura italiana''== ===Parte prima=== *Che l'[[Arte etrusca|arte degli Etruschi]] sia stata influenzala prima da quella [[Arte orientale|orientale]] e poi da quella [[Arte greca|greca]] non vi è alcuno che oggi lo nega. Negandolo, come si potrebbe spiegare il perché si trovi in Etruria l'istesso genere di sepolture che nell'Asia Minore; il perché il sistema delle vòlte, che è affatto orientale, non si trovi in tutto il bacino del Mediterraneo, se non presso gli Etruschi; il perché nel vestire avessero gli Etruschi costumi quasi identici a quelli degli orientali? ecc. Circa la influenza greca poi, non c'è tanto dà disputare; il difficile sta piuttosto nello stabilire giustamente il grado di questa influenza; perché vi sono di quelli che la spingono a tal segno da far credere che l'arte etrusca altro non sia che un'arte arcaica greca; e questo, ci pare, è un andar troppo in là. Comunque sia nell'arte degli Etruschi dapprima sono elementi orientali e in seguito elementi greci. (parte prima, cap. II, pp. 8-9) *La più interessante proprietà dell'architettura etrusca è l'impiego delle [[Volta (architettura)|vòlte]] fatte con pietre tagliate a cuneo e chiuse con serraglia. Molti si domandano: ma sarà veramente esatto che gli Etruschi furono primi ad usare di questo elemento costruttivo? [[Diodoro Siculo]] osa affermare di sì: ma anche lui ebbe questa notizia, come tante altre, dalla tradizione e le tradizioni ingannano talvolta.<br>Certo la posizione geologica dell' Etruria si prestava immensamente alla costruzione a vòlta. Gli Etruschi non avevano i graniti dell'Egitto ne i marmi della Grecia, perciò non potevano {{sic|costrurre}} soffitti monolitici di ampiezza considerevole. Da ciò la vòlta a vari pezzi (cunei) reggentisi fra loro mutuamente, usatissima in Etruria, la cui origine non è etrusca ma orientale. Agli Etruschi si appartiene dunque la gloria di avere utilizzato in Europa, prima d'ogni altro popolo, il sistema delle vòlte a cunei il quale era pertanto assai familiare agli antichi architetti dell'Egitto e della Caldea. (parte prima, cap. II, p. 13) *Ma è proprio accertato che è costruzione etrusca l'[[Arco Etrusco|Arco di Perugia]]? Non sono pochi gli archeologi i quali riflettendo seriamente sulle parole incise sulla cornice dell'Arco – ''Colon Vib'' – cioè Colonia Vibia, sospettarono che l'Arco di Perugia fosse lavoro romano dovuto ad [[Augusto]]. Tale opinione verrebbe afforzata dal fatto sicuro che il primo dei Cesari fece riedificare le mura di questa città stata una delle dodici lucumonie etrusche. Ma altri osservano acutamente se l'Arco di Perugia, così come è oggi, non sia piuttosto di due epoche differenti. La prima (alla quale apparterrebbe la involtatura dell'arco) etrusca; la seconda (a cui si riferirebbero gli ornamenti e particolarmente certi pilastrini con capitelli ionici che coronano la porta medesima) romana.<br>A nostro remissivo parere, questa seconda è la versione più logica che si possa dare dell'Arco di Perugia. (parte prima, cap. II, p. 28) *La perizia costruttiva degli Etruschi [...] in nessun'altra fabbrica si palesa evidente quanto nella famosa [[Cloaca Massima]] a Roma. L'elogio più grande che possa farsi di questa costruzione si è quello di dire che dopo tanto volger di secoli serve ancora allo scopo per il quale venne ordinata. (parte prima, cap. II, p. 30) *Cominciata da [[Tarquinio Prisco]], la Cloaca Massima, venne tirata su tutta quanta a secco. Può ognuno formarsi idea della vigorosissima costruzione guardandone dal Tevere l'arcata maggiore composta di tre ordini di cunei di travertino uniti tra loro senza cemento. (parte prima, cap. II, p. 30) *Chi ha capito bene il carattere dei [[Civiltà romana|Romani]] non può meravigliarsi a vedere, specialmente in Roma, tanti [[Arco trionfale|Archi di Trionfo]] e colonne onorarie erette a gloria dei guerrieri che combatterono per far grande la patria. Gli Archi di Trionfo sono monumenti affatto romani (si rammenti bene) e vennero decorati con le maggiori pompe dell'arte. Sotto i Cesari il loro carattere è pertanto sobrio e elegante, ma mano mano che si va in là si fa gonfio e pesante. Ai tempi di [[Settimio Severo]] e di [[Costantino I|Costantino]] la antica sobrietà si trova sacrificata ai particolari che si moltiplicano per ragione di lusso e in danno dell'arte. (parte prima, cap. IV, pp. 151-154) *I Romani hanno tramandato ai posteri la gloria dei loro guerrieri anche col mezzo di Colonne Onorarie. Questa forma artistica, applicata nel modo che la applicarono gli architetti romani, è completamente romana. Nessun popolo avanti il romano {{sic|imaginò}} le Colonne Onorarie. La prima colonna onoraria che sorse a Roma fu quella destinata a [[Gaio Duilio|Duilio]] e ricordante la prima vittoria navale dei Romani sui Cartaginesi (260 av. G. C). In seguito si eresse la Antonina, dedicata a [[Marco Aurelio]] e la [[Colonna Traiana|Traiana]] (che i Francesi vollero imitare con quella Vendôme) [...]. (parte prima, cap. IV, p. 154) *Col tempo le case {{NDR|di [[Pompei]]}} diventarono<ref>Nel testo "doventarono".</ref> comode e splendide; anzi se si deve rilevare dalla loro sontuosità bisogna dire che in Pompei doveva esservi molta gente ricca o per lo meno agiata. Tutti gli studi che sono stati fatti su Pompei mostrano che le fortune vi dovevano essere spartite molto bene. Il Nissen<ref>Heinrich Nissen (1839-1912), storico tedesco, autore di ''Pompeianische Studien'', Lipsia 1877.</ref> constata che a Pompei il gusto del lusso andò sempre crescendo dall'Impero in là. Si verificò a Pompei in quei tempi quello che oggi si verifica da noi; accanto all'antica nobiltà ingoffita, sorse una borghesia ricca, ambiziosa, petulante che amava il fasto, voleva viver bene e amava godere tutte le gioie le quali furono privilegio delle grandi famiglie. Ecco perché a Pompei si esumarono tante belle case, ecco la ragione di tanta sontuosità decorativa che se non era quella dei Crassi, degli Scauri, dei Luculli, rivelava nei Pompeiani sentimento delicato e agiatezza. (parte prima, cap. IV, p. 177) *[...] [[Marco Vitruvio Pollione]], vissuto ai tempi di [[Augusto]], acquistò tanta {{sic|riputazione}} da morto che, si ha ragione di supporre, altrettanta non ebbe da vivo. Difatti non si sa capire come mai l'imperatore Augusto, il quale durante il suo governo fe' costruire tante fabbriche pubbliche, non siasi mai rivolto a Vitruvio Pollione. Bisogna proprio credere o che Vitruvio fosse in uggia all'imperatore (gli uomini sono sempre gli stessi) o sia vero che egli fosse soltanto un teorico. (parte prima, appendice, p. 190) *[[Adriano]], uomo vanitoso se mai ve ne fu, volle dare i piani e dirigere la costruzione del [[Tempio di Venere e Roma|tempio di Venere]] a Roma. Compiuto che fu il tempio domandò ad [[Apollodoro di Damasco|Apollodoro]] il suo giudizio persuaso di averlo favorevole e Apollodoro disse franco il suo parere sulla costruzione dell'imperatore; il fatto è che Adriano fece uccidere Apollodoro, dopo poco, sotto un pretesto frivolissimo. (parte prima, appendice, pp. 195-196) ===Parte seconda=== *È certo che senza l'ardente iniziativa degli uomini di genio sorti in Firenze negli ultimi anni del XIV secolo, la rivoluziono che doveva, nel campo dell' arte, rinnovare le fonti dell'ispirazione e nel campo dei costumi, sostituire la civiltà moderna alla {{sic|medieva}}, si sarebbe fatta aspettare ancora un po'. Il [[Filippo Brunelleschi|Brunelleschi]] e l'[[Leon Battista Alberti|Alberti]] intesero a paganizzare l'architettura per la ragione che la società si paganizzava. Se non ci fosse stato il mutamento nelle idee sociali del XV secolo il seme gettato dal Brunelleschi e dall'Alberti non avrebbe dato alcun frutto: – un arte non ha vita duratura se non è l'{{sic|imagine}} dell'ambiente entro il quale deve svolgersi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Ouesta [[Cappella Pazzi|Cappella {{NDR|dei Pazzi di Firenze}}]] corretta nei profili, armonica nelle proporzioni, equilibrata negli effetti di chiaroscuro, aggraziata nei particolari ornamentali, è uno dei più interessanti fra i primi lavori del Brunelleschi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Il [[Baldassare Longhena|Longhena]] si distinse eziandio nella costruzione del Palazzo Rezzonico il cui basamento spartito a bugne, e la scala e l'atrio sono veramente da studiarsi. Ma è singolare questo architetto! Nell'Ospedaletto lo troviamo eccessivamente barocco, nel monumento Pesaro, nel palazzo Capovilla si mostra pure un nervoso manipolator di volute e di cartocci, ma che è che non è, la sua mano abituata a segnar curve stravaganti, pare senta il bisogno d'un po' di riposo; e segna sulla carta motivi semplici e freddi di una freddezza palladiana. Chi mai direbbe che il palazzo Giustinian Lolin sul Canal Grande, è disegnato dall'immaginoso Longhena? (parte seconda, cap. V, p. 233-234) ==''L'arte di distinguere gli stili''== *L'[[Arte egizia|architettura egizia]] orizzontale e simmetrica, si assimila alla greca; architettura calma, massiccia nel complesso dei muri rivestiti da intagli e da colori. Caratteristica immancabile: la rastremazione, cioè i muri esterni inclinati. Così tutto in Egitto ha tendenza piramidale nell'assoluto rispetto all'orizzontale; le piramidi che lo personificano intonano ogni architettura sia tomba sia tempio, e gli obelischi che ugualmente personificano la terra de' Faraoni, hanno tendenza piramidale pur contradicendo il principio dell'orizzontale trionfante; ma gli obelischi sono monumenti decorativi. (prima parte, cap. I, pp. 35-36) *Ho detto altrove che bisogna esser più misurati e meno assoluti; l'[[arte greca]], l'architettura, ha le sue imperfezioni, e il creare un'arte greca senza macchia, insuperata e insuperabile, è morbosità, tormento, allucinazione.<br>Volfango Goethe avrebbe dato il [[Partenone]] per tutte le cattedrali gotiche. Se lo poteva pigliare. (seconda parte, cap. I, p. 107) *L'ellenismo etrusco è preceduto da una plastica di sapore acutamente arcaico molto gustoso, e si raccoglie sulle urne che dimostrano l'attività realistica dei nostri plastici minuti, ostinati nella modellazione, duri, rozzi, ineleganti nel linguaggio d'arte. Bellissime antefisse con testa nel mezzo, ornamenti intorno sbalzati, al solito, dal colore; qui, nel verismo dei ritratti, nell'arcaismo delle forme, vibra lo [[Arte etrusca|stile etrusco]], vibra nei soggetti demoniaci che celebrano certe superstizioni diffuse nel popolo e si umilia, si spegne all'immigrazione greca che vince l'anima etrusca; – forma e soggetti. (seconda parte, cap. II, pp. 158-159) *[...] l'arco, la {{sic|vòlta}}, la cupola costituiscono l'[[architettura romana]], lo stile romano, cioè lo stile imperiale di Roma, l'Urbe nel periodo del suo dominio, il dominio romano che paralizza ogni sogno che dovesse tramutarsi in realtà. (seconda parte, cap. III, p. 164) *Eccellenti mattoni, eccellente cemento, eccellente {{sic|manualanza}}, ottimi costruttori: questo il trionfo tecnico dell'architettura romana, all'apogèo che segna il vero stile romano e questo il segreto della sua esistenza. Vastità e sontuosità, ordini architettonici sovrapposti, l'arco, la vòlta e la cupola sviluppatissime: questo il trionfo estetico della nostra architettura, del nostro stile, influenzato dall'Etruria, dalla Grecia, dallo stile ellenico e ellenistico, audace e gagliardo, imponente e fastoso. Il genio italico diè ad esso il suo tono, diè il suo accento che riassume e glorifica: riassume le architetture anteriori di cui l'architettura romana è, infatti, la sintesi e il téma finale. Dopo, il Medioevo: – contando poco, architettonicamente, lo stile paleo-cristiano. (seconda parte, cap. III, pp. 165-166) *Impressionante a Roma la sovrapposizione degli ordini che la Grecia adottò timidamente anche nel periodo ellenistico rispetto a Roma, che lo svolse quanto più poté negli edifici pubblici e nei privati, comprese le case che salirono alte per necessità di spazio, insegna Vitruvio. Un ordine sopra l'altro dunque; archi, vòlte, colonne, trabeazioni producevano uno spettacolo quasi nuovo e un'imponenza quasi miracolosa, e questo spettacolo e questa imponenza è lo stile romano, assieme che offusca quando non ingombra colla ricchezza. (seconda parte, cap. III, p. 183) *Lo [[Arte bizantina|stile {{sic|bisantino}}]] è lo stile delle cupole, il cui sviluppo si può assegnare al regno di [[Giustiniano I|Giustiniano]] – stile definitivo evocante l'insigne mecenate dell'architettura bisantina, la cui azione provocò utili sforzi come Pericle a Atene, Augusto a Roma. S. Sofia vicino al Partenone: lo stile architravato nel suo trionfo, lo stile voltato nei monumenti romani sovrattutto termali [...]. (terza parte, cap. I, p. 237) *[[Santa Sofia (Istanbul)|S. Sofia di Costantinopoli]] è sempre il faro, il monumento sublime che esemplifica: studiato, riprodotto, illustrato è il pilota dello stile {{sic|bisantino}}: – la pianta concentrica, la cupola immensa, le cupole secondarie leggiere, ariose, i capitelli pulvinati, fioriti, la interminabile veste musiva, il tono e la sostanza fastosa, le dimensioni corrispondenti a questo tono e a questa sostanza. Tuttociò ammaestra e in un solo libro monumentale riassume e commenta lo stile, tutto lo stile bisantino nel suo organismo compiuto, nel suo equilibrio statico ed estetico. (terza parte, cap. I, p. 238) *Lo stile {{sic|bisantino}} è dedito alla pittura non alla scultura e adopra lo {{sic|scarpello}} avaramente in statue e bassorilievi, {{sic|cuoprendo}} cupole, pareti, archi e sott'archi col {{sic|musaico}}. Perciò a conoscere lo stile bisantino, anche nella scultura, aiuta il mosaico nei suoi pittori bisantini e italo-bisantini contro i pittori classici e romani che offrono utili comparazioni. (terza parte, cap. I, p. 240) *Sontuosità, gemme saettanti, cumulo di smalti policromi: ecco lo stile {{sic|bisantino}} il quale esulta agli ori composti da' cordoni perlati, amico delle perle benché non scintillino e non parlino rumoreggiando. E le perle circondate da filigrane, associate agli smalti in un tumulto di colori, a parte la carezza formale, i ceselli ornativi e figurativi sullo stile della scultura lapidea, sono spesso negli ori. Frenesia di contrasti, accordo di ricchezze colpiscono le facoltà sensitive a svelare un'intima psicologia ardente, pulsante, irresistibile. Il primo organo rivelatore, appunto, è la sontuosità. (terza parte, cap. I, p. 246) *Il riposo, l'abbandono dei problemi complicati, ecco {{NDR|dopo il gotico}} il nuovo stile. Infatti il [[rinascimento]] è ritorno, amore alla serenità greca, alla regolarità romana, alla tradizione greco-latina i cui primi interpreti sono stati i fiorentini. (quarta parte, cap. I, p. 403) *[[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], forza suprema, energia multipla, inestinguibile. Si elevò qualche protesta contro l'erettore della cupola di S. Pietro, quasi avesse profanato il titolo d'architetto; Michelangelo reazionario, nel nome della libertà, suscitatore di ispirazioni nuove, consola invece il periodo finale del rinascimento. Un «contaminato», il padre dei contaminati, secondo l'''Jus'' dei parrucconi i quali {{sic|sobbillano}} chi non specula sopra i timidi e non glorifica il plagio. E, Michelangelo, esaurito il programma brunelleschiano e bramantesco, emanava la sua legge da cui sorse la scuola che da lui ha nome, la quale non s'infrena al romanismo e rompe la tradizione con un sistema non ancor tentato. (quarta parte, cap. II, p. 450) *La biblioteca [[Biblioteca Medicea Laurenziana|Mediceo-Laurenziana-Delciana]] a Firenze, insegna che il gusto rettilineo può sostituirsi al gusto curvilineo, insegna che i frontoni possono profilarsi nei risalti e le cornici possono spezzarsi al buon nome dell'architettura. (quarta parte, cap. II, p. 451) *Da Firenze a Roma, a Genova, a Milano la scuola michelangiolesca chiama a raccolta i maggiori, i quali si ascrivono volentieri esultando alla vivezza intellettuale contro la pigrizia e addomesticando al barocco di cui, cronologicamente e stilisticamente, la scuola michelangiolesca rappresenta la anticamera.<br>Sulla via barocca: e nessuno oggi si vergogna a dirlo. – Assalto al bigottismo lanciato dall'impalcatura della Sistina, ove il pennello dell'architetto, scultore e pittore onora la bellezza personale e subbiettiva e fonde l'architettura alle altre arti; architettura pittoresca nell'innesto magnifico della scultura applicata. La retta non teme la curva, la curva si assimila alla retta nella scuola michelangiolesca e le figure che s'inarcano e si avvoltolano, non soffrono più il digiuno a cui si sottoposero da rettilinei i quali mancarono del senso pittorico (Bramante). (quarta parte, cap. II, p. 451) *Stile della ricchezza, della maestà pomposa, il [[barocco]]; e stile dell'amabilità elegante il [[Rococò|{{sic|roccoccò}}]], il {{sic|Secento}} e il Settecento. Essi non vantano un organismo statico proprio come il greco o il gotico, e prolungano il rinascimento {{sic|cuoprendolo}} di curve, spezzando le cornici, tagliando i frontoni in una gioia di linee irrefrenabile e dilagano, stimolando, la libera fantasia. Stile decorativo, il barocco e il roccoccò, intende a meravigliare, a sbalordire. (quarta parte, cap. II, p. 481) *Complessivamente il barocco trasforma in un'immensa gloria di curve il {{sic|Secento}}, e il {{sic|roccoccò}} chiama a avvolgimenti leggiadri e scherzosi il Settecento. E il barocco, perché sia veramente tale, bisogna che innalzi<ref>Nel testo "inalzi".</ref> la ricchezza qualche volta ammucchiata {{sic|piucché}} odinata; bisogna che la innalzi alla maggiore potenza la quale si sostiene e si coordina ed appaga l'occhio in un effetto generale. Come se un grande decoratore vedesse tutto, dirigesse tutto ad onorare la sua dote più alta: la inesauribilità. (quarta parte, cap. II, p. 483) *{{NDR|Sul [[Vittoriano]]}} Lo Stato, vittima dell'eclettismo, nel suo passivo più lacerante ha il «Monumentissimo» di Roma, la Mole sacconiana che ingoia milioni dal 1885, eroismo degli antiquari, degli orecchianti e della burocrazia italica. Oggi non sono pochi a convenire sulla miseria di quelle pietre lavorate; ma quando io investii il «Monumentissimo», vivente il povero Giuseppe Sacconi, mi trovai solo, in un piacevole isolamento. A rigore il «Monumentissimo» potrebbe ispirare qualche indulgenza guardando il tempo in cui se ne aperse il concorso, però è insopportabile che vi si possa vedere il genio d'un architetto. (Appendice, p. 575) *In sott'ordine, rispetto al «Monumentissimo» {{NDR|il Vittoriano di Roma}}, fra molti {{NDR|edifici in stile eclettico del XIX secolo}}, cibreo<ref>Intingolo, miscuglio mal combinato.</ref> disgustoso il [[Palazzo della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia|palazzo della Cassa di Risparmio a Pistoia]]. Costato quasi un milione (il concorso fu bandito sulla somma di 300.000 lire) quella città toscana ha veduto sorgere, questi ultimi anni, un ampio dado di cui tutte le parti, dalle grandi alle piccole, sono copiate. Il basamento è copiato dal banco di giustizia nel Palazzo Pretorio della città, l'ingresso sulla facciata principale è copiato dalla porta di Leon Battista Alberti sulla facciata di S. Maria Novella a Firenze con squallide alterazioni (il dorico sostituito al corinzio), la imposta è copiata sotto il portico degli Uffizi a Firenze, i ferri sono copiati in un palazzo a Lucca e male applicati (troppo triti); e, nell'interno, le finestre dell'atrio appartengono alla facciata del palazzo della Cancelleria a Roma, e a Pistoia ingenuamente non si tolsero le rosette, sul fregio, emblema del cardinale Raffaello Riario che ordinò il celebre palazzo. Né curo i piccoli balaustri copiati dalla scala del palazzo Gondi a Firenze e il resto. Ma, almeno, il palazzo fosse comodo! (Appendice, pp. 575-576) ==''Pittura italiana''== ===Parte prima=== *Per quanto si sa questo popolo {{NDR|gli [[Etruschi]]}} esercitò con certa larghezza la pittura, ma difficilmente la sollevò a arte indipendente, vale a dire a pura espressione d'un concetto estetico; e si può dire che si limitò invece a servirsene come mezzo di decorazione; nel modo stesso che sì usò in Oriente, da ove anzi si vuole precisamente derivato il primo stile etrusco detto per ciò, ''orientalizzante''.<br>Gli Etruschi sentirono la compiacenza che deriva dalla vivacità dei colori nello stesso modo che la sentirono i popoli primitivi e la sentono tuttora i selvaggi d'Africa e d'Oceania. (Parte prima, cap. II, pp. 15-16) *Le [[Pittura etrusca|pitture etrusche]] in generale sono a tinte intere e mancanti di chiaro scuro, e corrispondono, come si è detto, a delle convenzioni talvolta ragionevoli. Così il rosso e il color carne servono per indicare la carnagione degli uomini, il roseo quello delle donne; il {{sic|pavonazzo}} è per colorire i vasetti, il bigio poi ed il turchino sono destinati alla colorazione degli animali e ai demoni. Talune volte s'incontrano figure e animali coloriti {{sic|bizzaramente}} come, ad esempio, cavalli rossi con criniera azzurra, o cavalli interamente azzurri con unghie rosse e verdi.<br>Il valore dunque di queste pitture sta tutto quanto nel disegno del contorno il quale se dapprima è alquanto impacciato dipoi si slancia ed è galante e distinto. (Parte prima, cap. II, pp. 16-17) *[...] notiamo ancora un fatto singolare che riguarda non la tecnica pittorica, ma il contenuto della pittura etrusca. I soggetti che solitamente svolgeva il pittore etrusco, per quanto fossero destinati all'ornamento di una [[tomba]] – perché si tenga bene in mente che le pitture murali delle tombe sono quelle che ci hanno dato qualche lume intorno alla pittura degli Etruschi – sono tutt'altro che mortuari; i soggetti lugubri sono rari, e abbondano invece soggetti gai come banchetti, {{sic|caccie}}, danze, ecc. E ciò è logico. Perocché le feste in occasione di [[Funerale|funerali]] si credevano un modo di propiziazione per l'estinto affinché diventasse un essere divinizzato; così come il cristiano colle preghiere e colle funzioni pei defunti ha la fede di contribuire pietosamente alla loro eterna beatitudine. (Parte prima, cap. II, p. 22) *La [[Pittura romana|pittura]] storico-figurativa ebbe a Roma un considerevole impulso allorché sorse nel desiderio dell'imperatori e dei magnati di far dipingere su grandi pareti gli episodi più cospicui delle vittorie romane.<br>Osserva il [[Désiré-Raoul Rochette|Raoul Rochette]] che l'uso delle feste trionfali dette vigoroso impulso alla pittura su tavola, la quale, lo stesso Autore riferendosi a un passo dello storico Appiano, afferma che doveva essere familiarissima a Roma. Se ciò è vero bisogna dire che gli storici dell'arte in generale sono censurabili in questa parte, perché di tale specie di pittura han tenuto ben poco conto. (Parte prima, cap. IV, pp. 55-56) *Si suole ritenere [[Cimabue]] per fondatore dell'arte nova del dipingere, ma è più corretto dire che Cimabue favorì il rinascimento della pittura italiana promosso da [[Giotto]].<br>Difatti in Cimabue «che dette i primi lumi all'arte della pittura» come scrive esattamente il [[Giorgio Vasari|Vasari]] (''Le vite'', ecc.) c'è l'artista il quale tenta di ribellarsi alle pratiche cosiddette {{sic|bisantine}} o greche; ma non ancora disposto l'ambiente a accettar novità è naturale che l'arte di Cimabue abbia sempre l'impronta della maniera antica; mentre nell'opera pittorica di Giotto quest'impronta è addirittura scomparsa [...]. L'arte di Cimabue rappresenta per noi l'arte di transizione fra la così detta greca e quella italica risorta con Giotto. (Parte prima, cap. VII, pp. 150-151) *[[Giunta Pisano|Giunta]] [...] ebbe l'ambizione di sollevarsi un po' dalla maniera dura dell'arte del suo tempo [...]; si è detto perfino che Giunta fu maestro di Cimabue: in tal caso lo scolaro avrebbe sopravanzato il maestro come risulta dalle pitture che maestro e scolaro fecero in Assisi. (Parte prima, cap. VII, p. 153) *Giunta Pisano il quale visse al tempo della canonizzazione di [[Francesco d'Assisi|San Francesco]] dipinse molto a [[Assisi]] e la sua arte, come si è scritto partecipa dei modi così detti bisantini. Figure stecchite e dure spiranti una certa aria mansueta e pia, la quale impressiona. Quelle figure non impressionano, badisi, per la fattura; imperocché se pur si voglia dire che Giunta Pisano tentò di spastoiarsi dalle norme dell'arte coeva, i suoi sforzi restarono umili tentativi. (Parte prima, cap. VII, p. 155) *Si tiene in molto conto il ritratto di S. Francesco attribuito a Giunta Pisano perché non è impossibile che riproduca l'effigie vera del Serafico d'Assisi che Giunta può aver conosciuto. (Parte prima, cap. VII, p. 157) ===Parte seconda=== *Le pitture che [[Giotto]] eseguì a Assisi vicino a quelle del maestro Cimabue mostrano quanto questi sia stato {{sic|sopravvanzato}} dallo scolaro. Chi guarda attentamente le varie istorie di Giotto nota che a misura l'opera va innanzi ivi crescono i pregi; e verso la fine le storie sono più vaghe e più vivaci, le figure sono più franche nel disegno delle estremità, le mosse sono più variate, il paese è più naturale. (Parte seconda, cap. I, p. 7) *Il [[Correggio]], o come a lui garbava talvolta chiamarsi, Antonio Lieto da Correggio, non ha rivali nel magistero del [[chiaroscuro]] a cui seppe dare fluidità e vaghezza meravigliose. Sta in questo la importanza dell'opera pittorica correggesca. Il passaggio dalla luce all'ombra nelle pitture dell'Allegri è insensibile; accanto al bianco è un grigio leggero e accanto allo scuro, viceversa, è un grigio robusto: per la qual cosa il passaggio fra il nero e il bianco non vi è mai ardito, ma moderato dalla mezza tinta; alla quale l'Allegri doveva non solo il rilievo delle figure ma la pastosità della pittura. (Parte seconda, cap. III, p. 163) *Davanti alle pitture dell'Allegri si prova un'emozione dolcissima. La prima volta che vedemmo le pitture del [[Duomo di Parma]] restammo così impressionati da quella vista che ci parve che il Correggio avesse certe attrattive che non ha Raffaello. La pittura correggesca è esempio parlante di quanto possa infonder vita a un'opera d'arte la poesia di un cuore gentile. (Parte seconda, cap. III, pp. 163-164) *Il [[Andrea Sabatini|{{sic|Sabbatini}}]] o Andrea da Salerno fu [...] valoroso pittore sì da esser detto da taluno il Raffaello napoletano. (Parte seconda, cap. III, p. 170) *La novità, la prontezza, la bizzarria, le troviamo nell'arte del napoletano [[Luca Giordano]], il quale lavorava tanto velocemente che lo si conosce nella storia dell'arte per Luca ''fa presto'' o ''priesto''; per dirlo alla napoletana. Ammaestrato da [[Pietro da Cortona]], il Giordano che ebbe una prontezza quasi miracolosa nel concepire, una versatilità d'ingegno che niuno forse ebbe mai, una rapidità di mano sorprendente, può credersi che specie di pittore e' sia stato. (Parte seconda, cap. IV, pp. 176-177) *Non si può mettere fra i buoni coloritori il [[Domenichino]]; il suo stile è un po' secco e manca di quella eleganza che piace tanto la quale il nostro pittore non riescì a acquistare nemmeno dallo studio di Raffaello che ebbe carissimo. (Parte seconda, cap. IV, p. 183) *{{NDR|[[Guido Reni]]}} Venuto dopo Raffaello e il Sassoferrato, (ambedue studiarono e ritrassero talora le pudiche idee dei Trecentisti) ottenne, Guido, nei volti da lui dipinti una bellezza propria; la quale segna fortemente il carattere del pittore. E se non giunse a imprimere nelle sue Vergini il divino di quella di S. Sisto e di Foligno, se non sempre mantenne la classica purità nei contorni che ci rapisce nelle Vergini del Sassoferrato, pur seppe Guido infondere nelle sue, grazia ineffabile che penetra nei cuori e vi lascia un'impressione durevole e profonda. (Parte seconda, cap. IV, pp. 183-184) ==''{{sic|Scoltura}} italiana''== *Qualunque sia il posto che il popolo romano si merita nella storia dell'arte in generale, in particolare rapporto alla [[Scultura romana|{{sic|scoltura}}]], lo ha considerevole, a pensare che il romano col suo temperamento positivista dette impulso grandissimo a una specie d'imitazione {{sic|scultorica}} che non è più né quella simbolica degli Egizi, né la imitazione dei Greci innalzata alla bellezza tipica, ma è una imitazione la quale ha per base il ''carattere''. Da ciò scaturì il ritratto. (cap. IV, pp. 43-44) *I [[Civiltà romana|Romani]] furono un popolo positivo e perciò poco inclinato all'arte. Perché gli uomini che si dicono positivi sono quelli i quali non hanno immaginazione e giudicano il mondo nella nuda {{sic|realità}}, nel modo che si presenta ai loro sensi; perciò non potranno essere artisti perché oltre a un fondo di buon senso, l'artista bisogna che sia sensitivo e possegga immaginazione infiammabile. Viceversa i Greci possedendo in grado eminente questa immaginazione, che dicemmo infiammabile, furono un popolo artista per eccellenza; e col sorriso dell'arte conquistò l'affetto dei popoli, mentre i Romani conquistarono i popoli colla forza prepotente. (cap. IV, p. 47) *[...] ai tempi di Commodo era venuto così in voga l'uso dei busti-ritratti che si tagliavano le teste delle statue per sostituirvi effigi note; e si trovò il modo di fare i busti colorati per potere a piacimento cambiar di essi la testa; e si giunse, in quel tempo, perfino a far ritratti di donna colla pettinatura posticcia (di marmo o di bronzo, s'intende) per poterla cavare e cambiare onde seguire la volubilità della moda; per modo che la effigiata trovavasi sempre con la testa acconciata secondo il costume del giorno. (cap. IV, p. 53) *La {{sic|scoltura}} romana essendo espressiva per eccellenza salì molto più insù nell'arte del ritratto di quello che salisse la scoltura dei Greci. Nei ritratti greci trovi sempre bellezza lieta e non mai scopri la indagine ferma e sicura del carattere del ritrattato. (cap. IV, p. 55) *Ecco come [[Luca Della Robbia]] oltre a aver portato nella scoltura i resultati della mano svelta e della mente immaginosa, ecco come si isola da tutti i coevi e dagli scultori avvenire per aver trovato il modo d'invetriare le scolture e i lavori in plastica con ismalto monocromo o a colori il quale difende le scolture stesse dalle azioni distruggitrici dell'atmosfera. Luca Della Robbia che morì vecchissimo lavorò pure moltissimo. Per la qual cosa ben disse il [[Giorgio Vasari|Vasari]] nel discorrere della vita di Luca: «Onde ne venne arricchito il mondo (si capisce delle scolture a smalto di Luca) e l'arte del disegno di un'arte nuova utile e bellissima; ed egli (cioè Luca) di gloria e lode immortale e perpetua.» (cap. VII, p. 134) *[[Cristoforo Solari]] esimio fra tutti gli egregi che ornarono di loro opere quel cospicuo tempio del Rinascimento {{NDR|la [[Certosa di Pavia]]}}, Cristoforo Solari notissimo pel soprannome di Gobbo e del quale si narra che allorquando fu collocata in S. Pietro di Roma la Pietà del [[Michelangelo Buonarroti|Buonarroti]] alcuni Milanesi asserirono che era lavoro suo (tantoché {{sic|Michelangiolo}} si determinò di incidervi il proprio nome perché si dileguasse questa voce che pare potesse prendere consistenza<ref>Nel testo "consisistenza".</ref>) Cristoforo Solari (se è vero che sono tutte sue le {{sic|scolture}} cosi della Certosa di Pavia come quelle del [[Duomo di Milano]], che gli si attribuiscono) bisogna notarlo fra gli eminenti scultori del secolo il quale ora c'interessa studiare. (cap. VII, pp. 141-142) *Non scopriamo nell'arte del Solari né la ingenuità carezzevole dell'arte di [[Donatello]], né la vigorosità fantasiosa di quella del [[Lorenzo Ghiberti|Ghiberti]], né vi sappiamo scorgere la semplicità della scoltura di Luca della Robbia, nondimeno è tale la verità dello scolture solariane che acconsentiamo a scrivere nel libro dei più ragguardevoli scultori del secolo XVI, Cristoforo Solari. (cap. VII, p. 142) *[...] dopo Michelangelo la {{sic|scoltura}}, per dir come dicono tutti, si [[Barocco|imbarocchisce]], cioè non cerca più il bello, ma il bizzarro, lo stravagante: – i muscoli delle figure si gonfiano, i manti onde sono vestite si avvolgono, si ripiegano goffamente; la personalità soverchia s'impone alla riproduzione del vero. (cap. VIII, p. 160) *Se parlando di oreficeria del periodo artistico fra Michelangelo e Canova s'impone il Cellini, discorrendo d'intaglio del legno s'impone alla mente [[Andrea Brustolon]] di Belluno le cui cornici a fogliami arricciati e ornati di putti ridenti sono esempi di gusto singolare e libero e di difficoltà tecniche superate con disinvoltura ammirabile. Ma in questo tempo {{NDR|il Seicento}} le difficoltà materiali non {{sic|faceano}} indietreggiar gli esecutori; il marmo allora si lavorava come se fosse stato legno e il legno si accartocciava in mille guise come se fosse stato carta. (cap. VIII, p. 181) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/architetturaita01melagoog/page/n5/mode/1up Architettura italiana]'', parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/gri_33125015056232/page/n4/mode/1up Architettura italiana]'', parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/lartedidistingue00mela_0/mode/1up L'arte di distinguere gli stili]'', Ulrico Hoepli editore, Milano, 1918. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/pitturaitaliana01mela/page/n8/mode/1up Pittura italiana]'', Parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1885. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_B-KzsqAUBnsC/page/n6/mode/1up Pittura italiana]'', Parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1886. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_M2sC3cInwMcC/page/n4/mode/1up {{sic|Scoltura}} italiana. Parte prima e seconda: statuaria e scoltura ornamentale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1885. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Melani, Alfredo}} [[Categoria:Architetti italiani]] [[Categoria:Critici d'arte italiani]] 9chm26qv5odjwpuxm0a9imlwenuy7ww 1410249 1410248 2026-04-12T15:30:24Z Gaux 18878 /* Parte seconda */ wlink 1410249 wikitext text/x-wiki [[File:Alfredo Melani, Manuale dell'ornatista 1896 (page 7 crop).jpg|thumb|Alfredo Melani, ''Manuale dell'ornatista'', 1896]] '''Alfredo Melani''' (1859 – 1928), architetto e critico d'arte italiano. ==''Architettura italiana''== ===Parte prima=== *Che l'[[Arte etrusca|arte degli Etruschi]] sia stata influenzala prima da quella [[Arte orientale|orientale]] e poi da quella [[Arte greca|greca]] non vi è alcuno che oggi lo nega. Negandolo, come si potrebbe spiegare il perché si trovi in Etruria l'istesso genere di sepolture che nell'Asia Minore; il perché il sistema delle vòlte, che è affatto orientale, non si trovi in tutto il bacino del Mediterraneo, se non presso gli Etruschi; il perché nel vestire avessero gli Etruschi costumi quasi identici a quelli degli orientali? ecc. Circa la influenza greca poi, non c'è tanto dà disputare; il difficile sta piuttosto nello stabilire giustamente il grado di questa influenza; perché vi sono di quelli che la spingono a tal segno da far credere che l'arte etrusca altro non sia che un'arte arcaica greca; e questo, ci pare, è un andar troppo in là. Comunque sia nell'arte degli Etruschi dapprima sono elementi orientali e in seguito elementi greci. (parte prima, cap. II, pp. 8-9) *La più interessante proprietà dell'architettura etrusca è l'impiego delle [[Volta (architettura)|vòlte]] fatte con pietre tagliate a cuneo e chiuse con serraglia. Molti si domandano: ma sarà veramente esatto che gli Etruschi furono primi ad usare di questo elemento costruttivo? [[Diodoro Siculo]] osa affermare di sì: ma anche lui ebbe questa notizia, come tante altre, dalla tradizione e le tradizioni ingannano talvolta.<br>Certo la posizione geologica dell' Etruria si prestava immensamente alla costruzione a vòlta. Gli Etruschi non avevano i graniti dell'Egitto ne i marmi della Grecia, perciò non potevano {{sic|costrurre}} soffitti monolitici di ampiezza considerevole. Da ciò la vòlta a vari pezzi (cunei) reggentisi fra loro mutuamente, usatissima in Etruria, la cui origine non è etrusca ma orientale. Agli Etruschi si appartiene dunque la gloria di avere utilizzato in Europa, prima d'ogni altro popolo, il sistema delle vòlte a cunei il quale era pertanto assai familiare agli antichi architetti dell'Egitto e della Caldea. (parte prima, cap. II, p. 13) *Ma è proprio accertato che è costruzione etrusca l'[[Arco Etrusco|Arco di Perugia]]? Non sono pochi gli archeologi i quali riflettendo seriamente sulle parole incise sulla cornice dell'Arco – ''Colon Vib'' – cioè Colonia Vibia, sospettarono che l'Arco di Perugia fosse lavoro romano dovuto ad [[Augusto]]. Tale opinione verrebbe afforzata dal fatto sicuro che il primo dei Cesari fece riedificare le mura di questa città stata una delle dodici lucumonie etrusche. Ma altri osservano acutamente se l'Arco di Perugia, così come è oggi, non sia piuttosto di due epoche differenti. La prima (alla quale apparterrebbe la involtatura dell'arco) etrusca; la seconda (a cui si riferirebbero gli ornamenti e particolarmente certi pilastrini con capitelli ionici che coronano la porta medesima) romana.<br>A nostro remissivo parere, questa seconda è la versione più logica che si possa dare dell'Arco di Perugia. (parte prima, cap. II, p. 28) *La perizia costruttiva degli Etruschi [...] in nessun'altra fabbrica si palesa evidente quanto nella famosa [[Cloaca Massima]] a Roma. L'elogio più grande che possa farsi di questa costruzione si è quello di dire che dopo tanto volger di secoli serve ancora allo scopo per il quale venne ordinata. (parte prima, cap. II, p. 30) *Cominciata da [[Tarquinio Prisco]], la Cloaca Massima, venne tirata su tutta quanta a secco. Può ognuno formarsi idea della vigorosissima costruzione guardandone dal Tevere l'arcata maggiore composta di tre ordini di cunei di travertino uniti tra loro senza cemento. (parte prima, cap. II, p. 30) *Chi ha capito bene il carattere dei [[Civiltà romana|Romani]] non può meravigliarsi a vedere, specialmente in Roma, tanti [[Arco trionfale|Archi di Trionfo]] e colonne onorarie erette a gloria dei guerrieri che combatterono per far grande la patria. Gli Archi di Trionfo sono monumenti affatto romani (si rammenti bene) e vennero decorati con le maggiori pompe dell'arte. Sotto i Cesari il loro carattere è pertanto sobrio e elegante, ma mano mano che si va in là si fa gonfio e pesante. Ai tempi di [[Settimio Severo]] e di [[Costantino I|Costantino]] la antica sobrietà si trova sacrificata ai particolari che si moltiplicano per ragione di lusso e in danno dell'arte. (parte prima, cap. IV, pp. 151-154) *I Romani hanno tramandato ai posteri la gloria dei loro guerrieri anche col mezzo di Colonne Onorarie. Questa forma artistica, applicata nel modo che la applicarono gli architetti romani, è completamente romana. Nessun popolo avanti il romano {{sic|imaginò}} le Colonne Onorarie. La prima colonna onoraria che sorse a Roma fu quella destinata a [[Gaio Duilio|Duilio]] e ricordante la prima vittoria navale dei Romani sui Cartaginesi (260 av. G. C). In seguito si eresse la Antonina, dedicata a [[Marco Aurelio]] e la [[Colonna Traiana|Traiana]] (che i Francesi vollero imitare con quella Vendôme) [...]. (parte prima, cap. IV, p. 154) *Col tempo le case {{NDR|di [[Pompei]]}} diventarono<ref>Nel testo "doventarono".</ref> comode e splendide; anzi se si deve rilevare dalla loro sontuosità bisogna dire che in Pompei doveva esservi molta gente ricca o per lo meno agiata. Tutti gli studi che sono stati fatti su Pompei mostrano che le fortune vi dovevano essere spartite molto bene. Il Nissen<ref>Heinrich Nissen (1839-1912), storico tedesco, autore di ''Pompeianische Studien'', Lipsia 1877.</ref> constata che a Pompei il gusto del lusso andò sempre crescendo dall'Impero in là. Si verificò a Pompei in quei tempi quello che oggi si verifica da noi; accanto all'antica nobiltà ingoffita, sorse una borghesia ricca, ambiziosa, petulante che amava il fasto, voleva viver bene e amava godere tutte le gioie le quali furono privilegio delle grandi famiglie. Ecco perché a Pompei si esumarono tante belle case, ecco la ragione di tanta sontuosità decorativa che se non era quella dei Crassi, degli Scauri, dei Luculli, rivelava nei Pompeiani sentimento delicato e agiatezza. (parte prima, cap. IV, p. 177) *[...] [[Marco Vitruvio Pollione]], vissuto ai tempi di [[Augusto]], acquistò tanta {{sic|riputazione}} da morto che, si ha ragione di supporre, altrettanta non ebbe da vivo. Difatti non si sa capire come mai l'imperatore Augusto, il quale durante il suo governo fe' costruire tante fabbriche pubbliche, non siasi mai rivolto a Vitruvio Pollione. Bisogna proprio credere o che Vitruvio fosse in uggia all'imperatore (gli uomini sono sempre gli stessi) o sia vero che egli fosse soltanto un teorico. (parte prima, appendice, p. 190) *[[Adriano]], uomo vanitoso se mai ve ne fu, volle dare i piani e dirigere la costruzione del [[Tempio di Venere e Roma|tempio di Venere]] a Roma. Compiuto che fu il tempio domandò ad [[Apollodoro di Damasco|Apollodoro]] il suo giudizio persuaso di averlo favorevole e Apollodoro disse franco il suo parere sulla costruzione dell'imperatore; il fatto è che Adriano fece uccidere Apollodoro, dopo poco, sotto un pretesto frivolissimo. (parte prima, appendice, pp. 195-196) ===Parte seconda=== *È certo che senza l'ardente iniziativa degli uomini di genio sorti in Firenze negli ultimi anni del XIV secolo, la rivoluziono che doveva, nel campo dell' arte, rinnovare le fonti dell'ispirazione e nel campo dei costumi, sostituire la civiltà moderna alla {{sic|medieva}}, si sarebbe fatta aspettare ancora un po'. Il [[Filippo Brunelleschi|Brunelleschi]] e l'[[Leon Battista Alberti|Alberti]] intesero a paganizzare l'architettura per la ragione che la società si paganizzava. Se non ci fosse stato il mutamento nelle idee sociali del XV secolo il seme gettato dal Brunelleschi e dall'Alberti non avrebbe dato alcun frutto: – un arte non ha vita duratura se non è l'{{sic|imagine}} dell'ambiente entro il quale deve svolgersi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Ouesta [[Cappella Pazzi|Cappella {{NDR|dei Pazzi di Firenze}}]] corretta nei profili, armonica nelle proporzioni, equilibrata negli effetti di chiaroscuro, aggraziata nei particolari ornamentali, è uno dei più interessanti fra i primi lavori del Brunelleschi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Il [[Baldassare Longhena|Longhena]] si distinse eziandio nella costruzione del Palazzo Rezzonico il cui basamento spartito a bugne, e la scala e l'atrio sono veramente da studiarsi. Ma è singolare questo architetto! Nell'Ospedaletto lo troviamo eccessivamente barocco, nel monumento Pesaro, nel palazzo Capovilla si mostra pure un nervoso manipolator di volute e di cartocci, ma che è che non è, la sua mano abituata a segnar curve stravaganti, pare senta il bisogno d'un po' di riposo; e segna sulla carta motivi semplici e freddi di una freddezza palladiana. Chi mai direbbe che il palazzo Giustinian Lolin sul Canal Grande, è disegnato dall'immaginoso Longhena? (parte seconda, cap. V, p. 233-234) ==''L'arte di distinguere gli stili''== *L'[[Arte egizia|architettura egizia]] orizzontale e simmetrica, si assimila alla greca; architettura calma, massiccia nel complesso dei muri rivestiti da intagli e da colori. Caratteristica immancabile: la rastremazione, cioè i muri esterni inclinati. Così tutto in Egitto ha tendenza piramidale nell'assoluto rispetto all'orizzontale; le piramidi che lo personificano intonano ogni architettura sia tomba sia tempio, e gli obelischi che ugualmente personificano la terra de' Faraoni, hanno tendenza piramidale pur contradicendo il principio dell'orizzontale trionfante; ma gli obelischi sono monumenti decorativi. (prima parte, cap. I, pp. 35-36) *Ho detto altrove che bisogna esser più misurati e meno assoluti; l'[[arte greca]], l'architettura, ha le sue imperfezioni, e il creare un'arte greca senza macchia, insuperata e insuperabile, è morbosità, tormento, allucinazione.<br>Volfango Goethe avrebbe dato il [[Partenone]] per tutte le cattedrali gotiche. Se lo poteva pigliare. (seconda parte, cap. I, p. 107) *L'ellenismo etrusco è preceduto da una plastica di sapore acutamente arcaico molto gustoso, e si raccoglie sulle urne che dimostrano l'attività realistica dei nostri plastici minuti, ostinati nella modellazione, duri, rozzi, ineleganti nel linguaggio d'arte. Bellissime antefisse con testa nel mezzo, ornamenti intorno sbalzati, al solito, dal colore; qui, nel verismo dei ritratti, nell'arcaismo delle forme, vibra lo [[Arte etrusca|stile etrusco]], vibra nei soggetti demoniaci che celebrano certe superstizioni diffuse nel popolo e si umilia, si spegne all'immigrazione greca che vince l'anima etrusca; – forma e soggetti. (seconda parte, cap. II, pp. 158-159) *[...] l'arco, la {{sic|vòlta}}, la cupola costituiscono l'[[architettura romana]], lo stile romano, cioè lo stile imperiale di Roma, l'Urbe nel periodo del suo dominio, il dominio romano che paralizza ogni sogno che dovesse tramutarsi in realtà. (seconda parte, cap. III, p. 164) *Eccellenti mattoni, eccellente cemento, eccellente {{sic|manualanza}}, ottimi costruttori: questo il trionfo tecnico dell'architettura romana, all'apogèo che segna il vero stile romano e questo il segreto della sua esistenza. Vastità e sontuosità, ordini architettonici sovrapposti, l'arco, la vòlta e la cupola sviluppatissime: questo il trionfo estetico della nostra architettura, del nostro stile, influenzato dall'Etruria, dalla Grecia, dallo stile ellenico e ellenistico, audace e gagliardo, imponente e fastoso. Il genio italico diè ad esso il suo tono, diè il suo accento che riassume e glorifica: riassume le architetture anteriori di cui l'architettura romana è, infatti, la sintesi e il téma finale. Dopo, il Medioevo: – contando poco, architettonicamente, lo stile paleo-cristiano. (seconda parte, cap. III, pp. 165-166) *Impressionante a Roma la sovrapposizione degli ordini che la Grecia adottò timidamente anche nel periodo ellenistico rispetto a Roma, che lo svolse quanto più poté negli edifici pubblici e nei privati, comprese le case che salirono alte per necessità di spazio, insegna Vitruvio. Un ordine sopra l'altro dunque; archi, vòlte, colonne, trabeazioni producevano uno spettacolo quasi nuovo e un'imponenza quasi miracolosa, e questo spettacolo e questa imponenza è lo stile romano, assieme che offusca quando non ingombra colla ricchezza. (seconda parte, cap. III, p. 183) *Lo [[Arte bizantina|stile {{sic|bisantino}}]] è lo stile delle cupole, il cui sviluppo si può assegnare al regno di [[Giustiniano I|Giustiniano]] – stile definitivo evocante l'insigne mecenate dell'architettura bisantina, la cui azione provocò utili sforzi come Pericle a Atene, Augusto a Roma. S. Sofia vicino al Partenone: lo stile architravato nel suo trionfo, lo stile voltato nei monumenti romani sovrattutto termali [...]. (terza parte, cap. I, p. 237) *[[Santa Sofia (Istanbul)|S. Sofia di Costantinopoli]] è sempre il faro, il monumento sublime che esemplifica: studiato, riprodotto, illustrato è il pilota dello stile {{sic|bisantino}}: – la pianta concentrica, la cupola immensa, le cupole secondarie leggiere, ariose, i capitelli pulvinati, fioriti, la interminabile veste musiva, il tono e la sostanza fastosa, le dimensioni corrispondenti a questo tono e a questa sostanza. Tuttociò ammaestra e in un solo libro monumentale riassume e commenta lo stile, tutto lo stile bisantino nel suo organismo compiuto, nel suo equilibrio statico ed estetico. (terza parte, cap. I, p. 238) *Lo stile {{sic|bisantino}} è dedito alla pittura non alla scultura e adopra lo {{sic|scarpello}} avaramente in statue e bassorilievi, {{sic|cuoprendo}} cupole, pareti, archi e sott'archi col {{sic|musaico}}. Perciò a conoscere lo stile bisantino, anche nella scultura, aiuta il mosaico nei suoi pittori bisantini e italo-bisantini contro i pittori classici e romani che offrono utili comparazioni. (terza parte, cap. I, p. 240) *Sontuosità, gemme saettanti, cumulo di smalti policromi: ecco lo stile {{sic|bisantino}} il quale esulta agli ori composti da' cordoni perlati, amico delle perle benché non scintillino e non parlino rumoreggiando. E le perle circondate da filigrane, associate agli smalti in un tumulto di colori, a parte la carezza formale, i ceselli ornativi e figurativi sullo stile della scultura lapidea, sono spesso negli ori. Frenesia di contrasti, accordo di ricchezze colpiscono le facoltà sensitive a svelare un'intima psicologia ardente, pulsante, irresistibile. Il primo organo rivelatore, appunto, è la sontuosità. (terza parte, cap. I, p. 246) *Il riposo, l'abbandono dei problemi complicati, ecco {{NDR|dopo il gotico}} il nuovo stile. Infatti il [[rinascimento]] è ritorno, amore alla serenità greca, alla regolarità romana, alla tradizione greco-latina i cui primi interpreti sono stati i fiorentini. (quarta parte, cap. I, p. 403) *[[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], forza suprema, energia multipla, inestinguibile. Si elevò qualche protesta contro l'erettore della cupola di S. Pietro, quasi avesse profanato il titolo d'architetto; Michelangelo reazionario, nel nome della libertà, suscitatore di ispirazioni nuove, consola invece il periodo finale del rinascimento. Un «contaminato», il padre dei contaminati, secondo l'''Jus'' dei parrucconi i quali {{sic|sobbillano}} chi non specula sopra i timidi e non glorifica il plagio. E, Michelangelo, esaurito il programma brunelleschiano e bramantesco, emanava la sua legge da cui sorse la scuola che da lui ha nome, la quale non s'infrena al romanismo e rompe la tradizione con un sistema non ancor tentato. (quarta parte, cap. II, p. 450) *La biblioteca [[Biblioteca Medicea Laurenziana|Mediceo-Laurenziana-Delciana]] a Firenze, insegna che il gusto rettilineo può sostituirsi al gusto curvilineo, insegna che i frontoni possono profilarsi nei risalti e le cornici possono spezzarsi al buon nome dell'architettura. (quarta parte, cap. II, p. 451) *Da Firenze a Roma, a Genova, a Milano la scuola michelangiolesca chiama a raccolta i maggiori, i quali si ascrivono volentieri esultando alla vivezza intellettuale contro la pigrizia e addomesticando al barocco di cui, cronologicamente e stilisticamente, la scuola michelangiolesca rappresenta la anticamera.<br>Sulla via barocca: e nessuno oggi si vergogna a dirlo. – Assalto al bigottismo lanciato dall'impalcatura della Sistina, ove il pennello dell'architetto, scultore e pittore onora la bellezza personale e subbiettiva e fonde l'architettura alle altre arti; architettura pittoresca nell'innesto magnifico della scultura applicata. La retta non teme la curva, la curva si assimila alla retta nella scuola michelangiolesca e le figure che s'inarcano e si avvoltolano, non soffrono più il digiuno a cui si sottoposero da rettilinei i quali mancarono del senso pittorico (Bramante). (quarta parte, cap. II, p. 451) *Stile della ricchezza, della maestà pomposa, il [[barocco]]; e stile dell'amabilità elegante il [[Rococò|{{sic|roccoccò}}]], il {{sic|Secento}} e il Settecento. Essi non vantano un organismo statico proprio come il greco o il gotico, e prolungano il rinascimento {{sic|cuoprendolo}} di curve, spezzando le cornici, tagliando i frontoni in una gioia di linee irrefrenabile e dilagano, stimolando, la libera fantasia. Stile decorativo, il barocco e il roccoccò, intende a meravigliare, a sbalordire. (quarta parte, cap. II, p. 481) *Complessivamente il barocco trasforma in un'immensa gloria di curve il {{sic|Secento}}, e il {{sic|roccoccò}} chiama a avvolgimenti leggiadri e scherzosi il Settecento. E il barocco, perché sia veramente tale, bisogna che innalzi<ref>Nel testo "inalzi".</ref> la ricchezza qualche volta ammucchiata {{sic|piucché}} odinata; bisogna che la innalzi alla maggiore potenza la quale si sostiene e si coordina ed appaga l'occhio in un effetto generale. Come se un grande decoratore vedesse tutto, dirigesse tutto ad onorare la sua dote più alta: la inesauribilità. (quarta parte, cap. II, p. 483) *{{NDR|Sul [[Vittoriano]]}} Lo Stato, vittima dell'eclettismo, nel suo passivo più lacerante ha il «Monumentissimo» di Roma, la Mole sacconiana che ingoia milioni dal 1885, eroismo degli antiquari, degli orecchianti e della burocrazia italica. Oggi non sono pochi a convenire sulla miseria di quelle pietre lavorate; ma quando io investii il «Monumentissimo», vivente il povero Giuseppe Sacconi, mi trovai solo, in un piacevole isolamento. A rigore il «Monumentissimo» potrebbe ispirare qualche indulgenza guardando il tempo in cui se ne aperse il concorso, però è insopportabile che vi si possa vedere il genio d'un architetto. (Appendice, p. 575) *In sott'ordine, rispetto al «Monumentissimo» {{NDR|il Vittoriano di Roma}}, fra molti {{NDR|edifici in stile eclettico del XIX secolo}}, cibreo<ref>Intingolo, miscuglio mal combinato.</ref> disgustoso il [[Palazzo della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia|palazzo della Cassa di Risparmio a Pistoia]]. Costato quasi un milione (il concorso fu bandito sulla somma di 300.000 lire) quella città toscana ha veduto sorgere, questi ultimi anni, un ampio dado di cui tutte le parti, dalle grandi alle piccole, sono copiate. Il basamento è copiato dal banco di giustizia nel Palazzo Pretorio della città, l'ingresso sulla facciata principale è copiato dalla porta di Leon Battista Alberti sulla facciata di S. Maria Novella a Firenze con squallide alterazioni (il dorico sostituito al corinzio), la imposta è copiata sotto il portico degli Uffizi a Firenze, i ferri sono copiati in un palazzo a Lucca e male applicati (troppo triti); e, nell'interno, le finestre dell'atrio appartengono alla facciata del palazzo della Cancelleria a Roma, e a Pistoia ingenuamente non si tolsero le rosette, sul fregio, emblema del cardinale Raffaello Riario che ordinò il celebre palazzo. Né curo i piccoli balaustri copiati dalla scala del palazzo Gondi a Firenze e il resto. Ma, almeno, il palazzo fosse comodo! (Appendice, pp. 575-576) ==''Pittura italiana''== ===Parte prima=== *Per quanto si sa questo popolo {{NDR|gli [[Etruschi]]}} esercitò con certa larghezza la pittura, ma difficilmente la sollevò a arte indipendente, vale a dire a pura espressione d'un concetto estetico; e si può dire che si limitò invece a servirsene come mezzo di decorazione; nel modo stesso che sì usò in Oriente, da ove anzi si vuole precisamente derivato il primo stile etrusco detto per ciò, ''orientalizzante''.<br>Gli Etruschi sentirono la compiacenza che deriva dalla vivacità dei colori nello stesso modo che la sentirono i popoli primitivi e la sentono tuttora i selvaggi d'Africa e d'Oceania. (Parte prima, cap. II, pp. 15-16) *Le [[Pittura etrusca|pitture etrusche]] in generale sono a tinte intere e mancanti di chiaro scuro, e corrispondono, come si è detto, a delle convenzioni talvolta ragionevoli. Così il rosso e il color carne servono per indicare la carnagione degli uomini, il roseo quello delle donne; il {{sic|pavonazzo}} è per colorire i vasetti, il bigio poi ed il turchino sono destinati alla colorazione degli animali e ai demoni. Talune volte s'incontrano figure e animali coloriti {{sic|bizzaramente}} come, ad esempio, cavalli rossi con criniera azzurra, o cavalli interamente azzurri con unghie rosse e verdi.<br>Il valore dunque di queste pitture sta tutto quanto nel disegno del contorno il quale se dapprima è alquanto impacciato dipoi si slancia ed è galante e distinto. (Parte prima, cap. II, pp. 16-17) *[...] notiamo ancora un fatto singolare che riguarda non la tecnica pittorica, ma il contenuto della pittura etrusca. I soggetti che solitamente svolgeva il pittore etrusco, per quanto fossero destinati all'ornamento di una [[tomba]] – perché si tenga bene in mente che le pitture murali delle tombe sono quelle che ci hanno dato qualche lume intorno alla pittura degli Etruschi – sono tutt'altro che mortuari; i soggetti lugubri sono rari, e abbondano invece soggetti gai come banchetti, {{sic|caccie}}, danze, ecc. E ciò è logico. Perocché le feste in occasione di [[Funerale|funerali]] si credevano un modo di propiziazione per l'estinto affinché diventasse un essere divinizzato; così come il cristiano colle preghiere e colle funzioni pei defunti ha la fede di contribuire pietosamente alla loro eterna beatitudine. (Parte prima, cap. II, p. 22) *La [[Pittura romana|pittura]] storico-figurativa ebbe a Roma un considerevole impulso allorché sorse nel desiderio dell'imperatori e dei magnati di far dipingere su grandi pareti gli episodi più cospicui delle vittorie romane.<br>Osserva il [[Désiré-Raoul Rochette|Raoul Rochette]] che l'uso delle feste trionfali dette vigoroso impulso alla pittura su tavola, la quale, lo stesso Autore riferendosi a un passo dello storico Appiano, afferma che doveva essere familiarissima a Roma. Se ciò è vero bisogna dire che gli storici dell'arte in generale sono censurabili in questa parte, perché di tale specie di pittura han tenuto ben poco conto. (Parte prima, cap. IV, pp. 55-56) *Si suole ritenere [[Cimabue]] per fondatore dell'arte nova del dipingere, ma è più corretto dire che Cimabue favorì il rinascimento della pittura italiana promosso da [[Giotto]].<br>Difatti in Cimabue «che dette i primi lumi all'arte della pittura» come scrive esattamente il [[Giorgio Vasari|Vasari]] (''Le vite'', ecc.) c'è l'artista il quale tenta di ribellarsi alle pratiche cosiddette {{sic|bisantine}} o greche; ma non ancora disposto l'ambiente a accettar novità è naturale che l'arte di Cimabue abbia sempre l'impronta della maniera antica; mentre nell'opera pittorica di Giotto quest'impronta è addirittura scomparsa [...]. L'arte di Cimabue rappresenta per noi l'arte di transizione fra la così detta greca e quella italica risorta con Giotto. (Parte prima, cap. VII, pp. 150-151) *[[Giunta Pisano|Giunta]] [...] ebbe l'ambizione di sollevarsi un po' dalla maniera dura dell'arte del suo tempo [...]; si è detto perfino che Giunta fu maestro di Cimabue: in tal caso lo scolaro avrebbe sopravanzato il maestro come risulta dalle pitture che maestro e scolaro fecero in Assisi. (Parte prima, cap. VII, p. 153) *Giunta Pisano il quale visse al tempo della canonizzazione di [[Francesco d'Assisi|San Francesco]] dipinse molto a [[Assisi]] e la sua arte, come si è scritto partecipa dei modi così detti bisantini. Figure stecchite e dure spiranti una certa aria mansueta e pia, la quale impressiona. Quelle figure non impressionano, badisi, per la fattura; imperocché se pur si voglia dire che Giunta Pisano tentò di spastoiarsi dalle norme dell'arte coeva, i suoi sforzi restarono umili tentativi. (Parte prima, cap. VII, p. 155) *Si tiene in molto conto il ritratto di S. Francesco attribuito a Giunta Pisano perché non è impossibile che riproduca l'effigie vera del Serafico d'Assisi che Giunta può aver conosciuto. (Parte prima, cap. VII, p. 157) ===Parte seconda=== *Le pitture che [[Giotto]] eseguì a Assisi vicino a quelle del maestro Cimabue mostrano quanto questi sia stato {{sic|sopravvanzato}} dallo scolaro. Chi guarda attentamente le varie istorie di Giotto nota che a misura l'opera va innanzi ivi crescono i pregi; e verso la fine le storie sono più vaghe e più vivaci, le figure sono più franche nel disegno delle estremità, le mosse sono più variate, il paese è più naturale. (Parte seconda, cap. I, p. 7) *Il [[Correggio]], o come a lui garbava talvolta chiamarsi, Antonio Lieto da Correggio, non ha rivali nel magistero del [[chiaroscuro]] a cui seppe dare fluidità e vaghezza meravigliose. Sta in questo la importanza dell'opera pittorica correggesca. Il passaggio dalla luce all'ombra nelle pitture dell'Allegri è insensibile; accanto al bianco è un grigio leggero e accanto allo scuro, viceversa, è un grigio robusto: per la qual cosa il passaggio fra il nero e il bianco non vi è mai ardito, ma moderato dalla mezza tinta; alla quale l'Allegri doveva non solo il rilievo delle figure ma la pastosità della pittura. (Parte seconda, cap. III, p. 163) *Davanti alle pitture dell'Allegri si prova un'emozione dolcissima. La prima volta che vedemmo le pitture del [[Duomo di Parma]] restammo così impressionati da quella vista che ci parve che il Correggio avesse certe attrattive che non ha Raffaello. La pittura correggesca è esempio parlante di quanto possa infonder vita a un'opera d'arte la poesia di un cuore gentile. (Parte seconda, cap. III, pp. 163-164) *Il [[Andrea Sabatini|{{sic|Sabbatini}}]] o Andrea da Salerno fu [...] valoroso pittore sì da esser detto da taluno il Raffaello napoletano. (Parte seconda, cap. III, p. 170) *La novità, la prontezza, la bizzarria, le troviamo nell'arte del napoletano [[Luca Giordano]], il quale lavorava tanto velocemente che lo si conosce nella storia dell'arte per Luca ''fa presto'' o ''priesto''; per dirlo alla napoletana. Ammaestrato da [[Pietro da Cortona]], il Giordano che ebbe una prontezza quasi miracolosa nel concepire, una versatilità d'ingegno che niuno forse ebbe mai, una rapidità di mano sorprendente, può credersi che specie di pittore e' sia stato. (Parte seconda, cap. IV, pp. 176-177) *Non si può mettere fra i buoni coloritori il [[Domenichino]]; il suo stile è un po' secco e manca di quella eleganza che piace tanto la quale il nostro pittore non riescì a acquistare nemmeno dallo studio di [[Raffaello Sanzio|Raffaello]] che ebbe carissimo. (Parte seconda, cap. IV, p. 183) *{{NDR|[[Guido Reni]]}} Venuto dopo Raffaello e il [[Sassoferrato (pittore)|Sassoferrato]], (ambedue studiarono e ritrassero talora le pudiche idee dei Trecentisti) ottenne, Guido, nei volti da lui dipinti una bellezza propria; la quale segna fortemente il carattere del pittore. E se non giunse a imprimere nelle sue Vergini il divino di quella di S. Sisto e di Foligno, se non sempre mantenne la classica purità nei contorni che ci rapisce nelle Vergini del Sassoferrato, pur seppe Guido infondere nelle sue, grazia ineffabile che penetra nei cuori e vi lascia un'impressione durevole e profonda. (Parte seconda, cap. IV, pp. 183-184) ==''{{sic|Scoltura}} italiana''== *Qualunque sia il posto che il popolo romano si merita nella storia dell'arte in generale, in particolare rapporto alla [[Scultura romana|{{sic|scoltura}}]], lo ha considerevole, a pensare che il romano col suo temperamento positivista dette impulso grandissimo a una specie d'imitazione {{sic|scultorica}} che non è più né quella simbolica degli Egizi, né la imitazione dei Greci innalzata alla bellezza tipica, ma è una imitazione la quale ha per base il ''carattere''. Da ciò scaturì il ritratto. (cap. IV, pp. 43-44) *I [[Civiltà romana|Romani]] furono un popolo positivo e perciò poco inclinato all'arte. Perché gli uomini che si dicono positivi sono quelli i quali non hanno immaginazione e giudicano il mondo nella nuda {{sic|realità}}, nel modo che si presenta ai loro sensi; perciò non potranno essere artisti perché oltre a un fondo di buon senso, l'artista bisogna che sia sensitivo e possegga immaginazione infiammabile. Viceversa i Greci possedendo in grado eminente questa immaginazione, che dicemmo infiammabile, furono un popolo artista per eccellenza; e col sorriso dell'arte conquistò l'affetto dei popoli, mentre i Romani conquistarono i popoli colla forza prepotente. (cap. IV, p. 47) *[...] ai tempi di Commodo era venuto così in voga l'uso dei busti-ritratti che si tagliavano le teste delle statue per sostituirvi effigi note; e si trovò il modo di fare i busti colorati per potere a piacimento cambiar di essi la testa; e si giunse, in quel tempo, perfino a far ritratti di donna colla pettinatura posticcia (di marmo o di bronzo, s'intende) per poterla cavare e cambiare onde seguire la volubilità della moda; per modo che la effigiata trovavasi sempre con la testa acconciata secondo il costume del giorno. (cap. IV, p. 53) *La {{sic|scoltura}} romana essendo espressiva per eccellenza salì molto più insù nell'arte del ritratto di quello che salisse la scoltura dei Greci. Nei ritratti greci trovi sempre bellezza lieta e non mai scopri la indagine ferma e sicura del carattere del ritrattato. (cap. IV, p. 55) *Ecco come [[Luca Della Robbia]] oltre a aver portato nella scoltura i resultati della mano svelta e della mente immaginosa, ecco come si isola da tutti i coevi e dagli scultori avvenire per aver trovato il modo d'invetriare le scolture e i lavori in plastica con ismalto monocromo o a colori il quale difende le scolture stesse dalle azioni distruggitrici dell'atmosfera. Luca Della Robbia che morì vecchissimo lavorò pure moltissimo. Per la qual cosa ben disse il [[Giorgio Vasari|Vasari]] nel discorrere della vita di Luca: «Onde ne venne arricchito il mondo (si capisce delle scolture a smalto di Luca) e l'arte del disegno di un'arte nuova utile e bellissima; ed egli (cioè Luca) di gloria e lode immortale e perpetua.» (cap. VII, p. 134) *[[Cristoforo Solari]] esimio fra tutti gli egregi che ornarono di loro opere quel cospicuo tempio del Rinascimento {{NDR|la [[Certosa di Pavia]]}}, Cristoforo Solari notissimo pel soprannome di Gobbo e del quale si narra che allorquando fu collocata in S. Pietro di Roma la Pietà del [[Michelangelo Buonarroti|Buonarroti]] alcuni Milanesi asserirono che era lavoro suo (tantoché {{sic|Michelangiolo}} si determinò di incidervi il proprio nome perché si dileguasse questa voce che pare potesse prendere consistenza<ref>Nel testo "consisistenza".</ref>) Cristoforo Solari (se è vero che sono tutte sue le {{sic|scolture}} cosi della Certosa di Pavia come quelle del [[Duomo di Milano]], che gli si attribuiscono) bisogna notarlo fra gli eminenti scultori del secolo il quale ora c'interessa studiare. (cap. VII, pp. 141-142) *Non scopriamo nell'arte del Solari né la ingenuità carezzevole dell'arte di [[Donatello]], né la vigorosità fantasiosa di quella del [[Lorenzo Ghiberti|Ghiberti]], né vi sappiamo scorgere la semplicità della scoltura di Luca della Robbia, nondimeno è tale la verità dello scolture solariane che acconsentiamo a scrivere nel libro dei più ragguardevoli scultori del secolo XVI, Cristoforo Solari. (cap. VII, p. 142) *[...] dopo Michelangelo la {{sic|scoltura}}, per dir come dicono tutti, si [[Barocco|imbarocchisce]], cioè non cerca più il bello, ma il bizzarro, lo stravagante: – i muscoli delle figure si gonfiano, i manti onde sono vestite si avvolgono, si ripiegano goffamente; la personalità soverchia s'impone alla riproduzione del vero. (cap. VIII, p. 160) *Se parlando di oreficeria del periodo artistico fra Michelangelo e Canova s'impone il Cellini, discorrendo d'intaglio del legno s'impone alla mente [[Andrea Brustolon]] di Belluno le cui cornici a fogliami arricciati e ornati di putti ridenti sono esempi di gusto singolare e libero e di difficoltà tecniche superate con disinvoltura ammirabile. Ma in questo tempo {{NDR|il Seicento}} le difficoltà materiali non {{sic|faceano}} indietreggiar gli esecutori; il marmo allora si lavorava come se fosse stato legno e il legno si accartocciava in mille guise come se fosse stato carta. (cap. VIII, p. 181) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/architetturaita01melagoog/page/n5/mode/1up Architettura italiana]'', parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/gri_33125015056232/page/n4/mode/1up Architettura italiana]'', parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/lartedidistingue00mela_0/mode/1up L'arte di distinguere gli stili]'', Ulrico Hoepli editore, Milano, 1918. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/pitturaitaliana01mela/page/n8/mode/1up Pittura italiana]'', Parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1885. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_B-KzsqAUBnsC/page/n6/mode/1up Pittura italiana]'', Parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1886. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_M2sC3cInwMcC/page/n4/mode/1up {{sic|Scoltura}} italiana. Parte prima e seconda: statuaria e scoltura ornamentale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1885. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Melani, Alfredo}} [[Categoria:Architetti italiani]] [[Categoria:Critici d'arte italiani]] 61fx587tjp2u6wdox4wxge93rinmaix 1410251 1410249 2026-04-12T15:53:31Z Gaux 18878 /* Parte seconda */ Francesco Albani 1410251 wikitext text/x-wiki [[File:Alfredo Melani, Manuale dell'ornatista 1896 (page 7 crop).jpg|thumb|Alfredo Melani, ''Manuale dell'ornatista'', 1896]] '''Alfredo Melani''' (1859 – 1928), architetto e critico d'arte italiano. ==''Architettura italiana''== ===Parte prima=== *Che l'[[Arte etrusca|arte degli Etruschi]] sia stata influenzala prima da quella [[Arte orientale|orientale]] e poi da quella [[Arte greca|greca]] non vi è alcuno che oggi lo nega. Negandolo, come si potrebbe spiegare il perché si trovi in Etruria l'istesso genere di sepolture che nell'Asia Minore; il perché il sistema delle vòlte, che è affatto orientale, non si trovi in tutto il bacino del Mediterraneo, se non presso gli Etruschi; il perché nel vestire avessero gli Etruschi costumi quasi identici a quelli degli orientali? ecc. Circa la influenza greca poi, non c'è tanto dà disputare; il difficile sta piuttosto nello stabilire giustamente il grado di questa influenza; perché vi sono di quelli che la spingono a tal segno da far credere che l'arte etrusca altro non sia che un'arte arcaica greca; e questo, ci pare, è un andar troppo in là. Comunque sia nell'arte degli Etruschi dapprima sono elementi orientali e in seguito elementi greci. (parte prima, cap. II, pp. 8-9) *La più interessante proprietà dell'architettura etrusca è l'impiego delle [[Volta (architettura)|vòlte]] fatte con pietre tagliate a cuneo e chiuse con serraglia. Molti si domandano: ma sarà veramente esatto che gli Etruschi furono primi ad usare di questo elemento costruttivo? [[Diodoro Siculo]] osa affermare di sì: ma anche lui ebbe questa notizia, come tante altre, dalla tradizione e le tradizioni ingannano talvolta.<br>Certo la posizione geologica dell' Etruria si prestava immensamente alla costruzione a vòlta. Gli Etruschi non avevano i graniti dell'Egitto ne i marmi della Grecia, perciò non potevano {{sic|costrurre}} soffitti monolitici di ampiezza considerevole. Da ciò la vòlta a vari pezzi (cunei) reggentisi fra loro mutuamente, usatissima in Etruria, la cui origine non è etrusca ma orientale. Agli Etruschi si appartiene dunque la gloria di avere utilizzato in Europa, prima d'ogni altro popolo, il sistema delle vòlte a cunei il quale era pertanto assai familiare agli antichi architetti dell'Egitto e della Caldea. (parte prima, cap. II, p. 13) *Ma è proprio accertato che è costruzione etrusca l'[[Arco Etrusco|Arco di Perugia]]? Non sono pochi gli archeologi i quali riflettendo seriamente sulle parole incise sulla cornice dell'Arco – ''Colon Vib'' – cioè Colonia Vibia, sospettarono che l'Arco di Perugia fosse lavoro romano dovuto ad [[Augusto]]. Tale opinione verrebbe afforzata dal fatto sicuro che il primo dei Cesari fece riedificare le mura di questa città stata una delle dodici lucumonie etrusche. Ma altri osservano acutamente se l'Arco di Perugia, così come è oggi, non sia piuttosto di due epoche differenti. La prima (alla quale apparterrebbe la involtatura dell'arco) etrusca; la seconda (a cui si riferirebbero gli ornamenti e particolarmente certi pilastrini con capitelli ionici che coronano la porta medesima) romana.<br>A nostro remissivo parere, questa seconda è la versione più logica che si possa dare dell'Arco di Perugia. (parte prima, cap. II, p. 28) *La perizia costruttiva degli Etruschi [...] in nessun'altra fabbrica si palesa evidente quanto nella famosa [[Cloaca Massima]] a Roma. L'elogio più grande che possa farsi di questa costruzione si è quello di dire che dopo tanto volger di secoli serve ancora allo scopo per il quale venne ordinata. (parte prima, cap. II, p. 30) *Cominciata da [[Tarquinio Prisco]], la Cloaca Massima, venne tirata su tutta quanta a secco. Può ognuno formarsi idea della vigorosissima costruzione guardandone dal Tevere l'arcata maggiore composta di tre ordini di cunei di travertino uniti tra loro senza cemento. (parte prima, cap. II, p. 30) *Chi ha capito bene il carattere dei [[Civiltà romana|Romani]] non può meravigliarsi a vedere, specialmente in Roma, tanti [[Arco trionfale|Archi di Trionfo]] e colonne onorarie erette a gloria dei guerrieri che combatterono per far grande la patria. Gli Archi di Trionfo sono monumenti affatto romani (si rammenti bene) e vennero decorati con le maggiori pompe dell'arte. Sotto i Cesari il loro carattere è pertanto sobrio e elegante, ma mano mano che si va in là si fa gonfio e pesante. Ai tempi di [[Settimio Severo]] e di [[Costantino I|Costantino]] la antica sobrietà si trova sacrificata ai particolari che si moltiplicano per ragione di lusso e in danno dell'arte. (parte prima, cap. IV, pp. 151-154) *I Romani hanno tramandato ai posteri la gloria dei loro guerrieri anche col mezzo di Colonne Onorarie. Questa forma artistica, applicata nel modo che la applicarono gli architetti romani, è completamente romana. Nessun popolo avanti il romano {{sic|imaginò}} le Colonne Onorarie. La prima colonna onoraria che sorse a Roma fu quella destinata a [[Gaio Duilio|Duilio]] e ricordante la prima vittoria navale dei Romani sui Cartaginesi (260 av. G. C). In seguito si eresse la Antonina, dedicata a [[Marco Aurelio]] e la [[Colonna Traiana|Traiana]] (che i Francesi vollero imitare con quella Vendôme) [...]. (parte prima, cap. IV, p. 154) *Col tempo le case {{NDR|di [[Pompei]]}} diventarono<ref>Nel testo "doventarono".</ref> comode e splendide; anzi se si deve rilevare dalla loro sontuosità bisogna dire che in Pompei doveva esservi molta gente ricca o per lo meno agiata. Tutti gli studi che sono stati fatti su Pompei mostrano che le fortune vi dovevano essere spartite molto bene. Il Nissen<ref>Heinrich Nissen (1839-1912), storico tedesco, autore di ''Pompeianische Studien'', Lipsia 1877.</ref> constata che a Pompei il gusto del lusso andò sempre crescendo dall'Impero in là. Si verificò a Pompei in quei tempi quello che oggi si verifica da noi; accanto all'antica nobiltà ingoffita, sorse una borghesia ricca, ambiziosa, petulante che amava il fasto, voleva viver bene e amava godere tutte le gioie le quali furono privilegio delle grandi famiglie. Ecco perché a Pompei si esumarono tante belle case, ecco la ragione di tanta sontuosità decorativa che se non era quella dei Crassi, degli Scauri, dei Luculli, rivelava nei Pompeiani sentimento delicato e agiatezza. (parte prima, cap. IV, p. 177) *[...] [[Marco Vitruvio Pollione]], vissuto ai tempi di [[Augusto]], acquistò tanta {{sic|riputazione}} da morto che, si ha ragione di supporre, altrettanta non ebbe da vivo. Difatti non si sa capire come mai l'imperatore Augusto, il quale durante il suo governo fe' costruire tante fabbriche pubbliche, non siasi mai rivolto a Vitruvio Pollione. Bisogna proprio credere o che Vitruvio fosse in uggia all'imperatore (gli uomini sono sempre gli stessi) o sia vero che egli fosse soltanto un teorico. (parte prima, appendice, p. 190) *[[Adriano]], uomo vanitoso se mai ve ne fu, volle dare i piani e dirigere la costruzione del [[Tempio di Venere e Roma|tempio di Venere]] a Roma. Compiuto che fu il tempio domandò ad [[Apollodoro di Damasco|Apollodoro]] il suo giudizio persuaso di averlo favorevole e Apollodoro disse franco il suo parere sulla costruzione dell'imperatore; il fatto è che Adriano fece uccidere Apollodoro, dopo poco, sotto un pretesto frivolissimo. (parte prima, appendice, pp. 195-196) ===Parte seconda=== *È certo che senza l'ardente iniziativa degli uomini di genio sorti in Firenze negli ultimi anni del XIV secolo, la rivoluziono che doveva, nel campo dell' arte, rinnovare le fonti dell'ispirazione e nel campo dei costumi, sostituire la civiltà moderna alla {{sic|medieva}}, si sarebbe fatta aspettare ancora un po'. Il [[Filippo Brunelleschi|Brunelleschi]] e l'[[Leon Battista Alberti|Alberti]] intesero a paganizzare l'architettura per la ragione che la società si paganizzava. Se non ci fosse stato il mutamento nelle idee sociali del XV secolo il seme gettato dal Brunelleschi e dall'Alberti non avrebbe dato alcun frutto: – un arte non ha vita duratura se non è l'{{sic|imagine}} dell'ambiente entro il quale deve svolgersi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Ouesta [[Cappella Pazzi|Cappella {{NDR|dei Pazzi di Firenze}}]] corretta nei profili, armonica nelle proporzioni, equilibrata negli effetti di chiaroscuro, aggraziata nei particolari ornamentali, è uno dei più interessanti fra i primi lavori del Brunelleschi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Il [[Baldassare Longhena|Longhena]] si distinse eziandio nella costruzione del Palazzo Rezzonico il cui basamento spartito a bugne, e la scala e l'atrio sono veramente da studiarsi. Ma è singolare questo architetto! Nell'Ospedaletto lo troviamo eccessivamente barocco, nel monumento Pesaro, nel palazzo Capovilla si mostra pure un nervoso manipolator di volute e di cartocci, ma che è che non è, la sua mano abituata a segnar curve stravaganti, pare senta il bisogno d'un po' di riposo; e segna sulla carta motivi semplici e freddi di una freddezza palladiana. Chi mai direbbe che il palazzo Giustinian Lolin sul Canal Grande, è disegnato dall'immaginoso Longhena? (parte seconda, cap. V, p. 233-234) ==''L'arte di distinguere gli stili''== *L'[[Arte egizia|architettura egizia]] orizzontale e simmetrica, si assimila alla greca; architettura calma, massiccia nel complesso dei muri rivestiti da intagli e da colori. Caratteristica immancabile: la rastremazione, cioè i muri esterni inclinati. Così tutto in Egitto ha tendenza piramidale nell'assoluto rispetto all'orizzontale; le piramidi che lo personificano intonano ogni architettura sia tomba sia tempio, e gli obelischi che ugualmente personificano la terra de' Faraoni, hanno tendenza piramidale pur contradicendo il principio dell'orizzontale trionfante; ma gli obelischi sono monumenti decorativi. (prima parte, cap. I, pp. 35-36) *Ho detto altrove che bisogna esser più misurati e meno assoluti; l'[[arte greca]], l'architettura, ha le sue imperfezioni, e il creare un'arte greca senza macchia, insuperata e insuperabile, è morbosità, tormento, allucinazione.<br>Volfango Goethe avrebbe dato il [[Partenone]] per tutte le cattedrali gotiche. Se lo poteva pigliare. (seconda parte, cap. I, p. 107) *L'ellenismo etrusco è preceduto da una plastica di sapore acutamente arcaico molto gustoso, e si raccoglie sulle urne che dimostrano l'attività realistica dei nostri plastici minuti, ostinati nella modellazione, duri, rozzi, ineleganti nel linguaggio d'arte. Bellissime antefisse con testa nel mezzo, ornamenti intorno sbalzati, al solito, dal colore; qui, nel verismo dei ritratti, nell'arcaismo delle forme, vibra lo [[Arte etrusca|stile etrusco]], vibra nei soggetti demoniaci che celebrano certe superstizioni diffuse nel popolo e si umilia, si spegne all'immigrazione greca che vince l'anima etrusca; – forma e soggetti. (seconda parte, cap. II, pp. 158-159) *[...] l'arco, la {{sic|vòlta}}, la cupola costituiscono l'[[architettura romana]], lo stile romano, cioè lo stile imperiale di Roma, l'Urbe nel periodo del suo dominio, il dominio romano che paralizza ogni sogno che dovesse tramutarsi in realtà. (seconda parte, cap. III, p. 164) *Eccellenti mattoni, eccellente cemento, eccellente {{sic|manualanza}}, ottimi costruttori: questo il trionfo tecnico dell'architettura romana, all'apogèo che segna il vero stile romano e questo il segreto della sua esistenza. Vastità e sontuosità, ordini architettonici sovrapposti, l'arco, la vòlta e la cupola sviluppatissime: questo il trionfo estetico della nostra architettura, del nostro stile, influenzato dall'Etruria, dalla Grecia, dallo stile ellenico e ellenistico, audace e gagliardo, imponente e fastoso. Il genio italico diè ad esso il suo tono, diè il suo accento che riassume e glorifica: riassume le architetture anteriori di cui l'architettura romana è, infatti, la sintesi e il téma finale. Dopo, il Medioevo: – contando poco, architettonicamente, lo stile paleo-cristiano. (seconda parte, cap. III, pp. 165-166) *Impressionante a Roma la sovrapposizione degli ordini che la Grecia adottò timidamente anche nel periodo ellenistico rispetto a Roma, che lo svolse quanto più poté negli edifici pubblici e nei privati, comprese le case che salirono alte per necessità di spazio, insegna Vitruvio. Un ordine sopra l'altro dunque; archi, vòlte, colonne, trabeazioni producevano uno spettacolo quasi nuovo e un'imponenza quasi miracolosa, e questo spettacolo e questa imponenza è lo stile romano, assieme che offusca quando non ingombra colla ricchezza. (seconda parte, cap. III, p. 183) *Lo [[Arte bizantina|stile {{sic|bisantino}}]] è lo stile delle cupole, il cui sviluppo si può assegnare al regno di [[Giustiniano I|Giustiniano]] – stile definitivo evocante l'insigne mecenate dell'architettura bisantina, la cui azione provocò utili sforzi come Pericle a Atene, Augusto a Roma. S. Sofia vicino al Partenone: lo stile architravato nel suo trionfo, lo stile voltato nei monumenti romani sovrattutto termali [...]. (terza parte, cap. I, p. 237) *[[Santa Sofia (Istanbul)|S. Sofia di Costantinopoli]] è sempre il faro, il monumento sublime che esemplifica: studiato, riprodotto, illustrato è il pilota dello stile {{sic|bisantino}}: – la pianta concentrica, la cupola immensa, le cupole secondarie leggiere, ariose, i capitelli pulvinati, fioriti, la interminabile veste musiva, il tono e la sostanza fastosa, le dimensioni corrispondenti a questo tono e a questa sostanza. Tuttociò ammaestra e in un solo libro monumentale riassume e commenta lo stile, tutto lo stile bisantino nel suo organismo compiuto, nel suo equilibrio statico ed estetico. (terza parte, cap. I, p. 238) *Lo stile {{sic|bisantino}} è dedito alla pittura non alla scultura e adopra lo {{sic|scarpello}} avaramente in statue e bassorilievi, {{sic|cuoprendo}} cupole, pareti, archi e sott'archi col {{sic|musaico}}. Perciò a conoscere lo stile bisantino, anche nella scultura, aiuta il mosaico nei suoi pittori bisantini e italo-bisantini contro i pittori classici e romani che offrono utili comparazioni. (terza parte, cap. I, p. 240) *Sontuosità, gemme saettanti, cumulo di smalti policromi: ecco lo stile {{sic|bisantino}} il quale esulta agli ori composti da' cordoni perlati, amico delle perle benché non scintillino e non parlino rumoreggiando. E le perle circondate da filigrane, associate agli smalti in un tumulto di colori, a parte la carezza formale, i ceselli ornativi e figurativi sullo stile della scultura lapidea, sono spesso negli ori. Frenesia di contrasti, accordo di ricchezze colpiscono le facoltà sensitive a svelare un'intima psicologia ardente, pulsante, irresistibile. Il primo organo rivelatore, appunto, è la sontuosità. (terza parte, cap. I, p. 246) *Il riposo, l'abbandono dei problemi complicati, ecco {{NDR|dopo il gotico}} il nuovo stile. Infatti il [[rinascimento]] è ritorno, amore alla serenità greca, alla regolarità romana, alla tradizione greco-latina i cui primi interpreti sono stati i fiorentini. (quarta parte, cap. I, p. 403) *[[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], forza suprema, energia multipla, inestinguibile. Si elevò qualche protesta contro l'erettore della cupola di S. Pietro, quasi avesse profanato il titolo d'architetto; Michelangelo reazionario, nel nome della libertà, suscitatore di ispirazioni nuove, consola invece il periodo finale del rinascimento. Un «contaminato», il padre dei contaminati, secondo l'''Jus'' dei parrucconi i quali {{sic|sobbillano}} chi non specula sopra i timidi e non glorifica il plagio. E, Michelangelo, esaurito il programma brunelleschiano e bramantesco, emanava la sua legge da cui sorse la scuola che da lui ha nome, la quale non s'infrena al romanismo e rompe la tradizione con un sistema non ancor tentato. (quarta parte, cap. II, p. 450) *La biblioteca [[Biblioteca Medicea Laurenziana|Mediceo-Laurenziana-Delciana]] a Firenze, insegna che il gusto rettilineo può sostituirsi al gusto curvilineo, insegna che i frontoni possono profilarsi nei risalti e le cornici possono spezzarsi al buon nome dell'architettura. (quarta parte, cap. II, p. 451) *Da Firenze a Roma, a Genova, a Milano la scuola michelangiolesca chiama a raccolta i maggiori, i quali si ascrivono volentieri esultando alla vivezza intellettuale contro la pigrizia e addomesticando al barocco di cui, cronologicamente e stilisticamente, la scuola michelangiolesca rappresenta la anticamera.<br>Sulla via barocca: e nessuno oggi si vergogna a dirlo. – Assalto al bigottismo lanciato dall'impalcatura della Sistina, ove il pennello dell'architetto, scultore e pittore onora la bellezza personale e subbiettiva e fonde l'architettura alle altre arti; architettura pittoresca nell'innesto magnifico della scultura applicata. La retta non teme la curva, la curva si assimila alla retta nella scuola michelangiolesca e le figure che s'inarcano e si avvoltolano, non soffrono più il digiuno a cui si sottoposero da rettilinei i quali mancarono del senso pittorico (Bramante). (quarta parte, cap. II, p. 451) *Stile della ricchezza, della maestà pomposa, il [[barocco]]; e stile dell'amabilità elegante il [[Rococò|{{sic|roccoccò}}]], il {{sic|Secento}} e il Settecento. Essi non vantano un organismo statico proprio come il greco o il gotico, e prolungano il rinascimento {{sic|cuoprendolo}} di curve, spezzando le cornici, tagliando i frontoni in una gioia di linee irrefrenabile e dilagano, stimolando, la libera fantasia. Stile decorativo, il barocco e il roccoccò, intende a meravigliare, a sbalordire. (quarta parte, cap. II, p. 481) *Complessivamente il barocco trasforma in un'immensa gloria di curve il {{sic|Secento}}, e il {{sic|roccoccò}} chiama a avvolgimenti leggiadri e scherzosi il Settecento. E il barocco, perché sia veramente tale, bisogna che innalzi<ref>Nel testo "inalzi".</ref> la ricchezza qualche volta ammucchiata {{sic|piucché}} odinata; bisogna che la innalzi alla maggiore potenza la quale si sostiene e si coordina ed appaga l'occhio in un effetto generale. Come se un grande decoratore vedesse tutto, dirigesse tutto ad onorare la sua dote più alta: la inesauribilità. (quarta parte, cap. II, p. 483) *{{NDR|Sul [[Vittoriano]]}} Lo Stato, vittima dell'eclettismo, nel suo passivo più lacerante ha il «Monumentissimo» di Roma, la Mole sacconiana che ingoia milioni dal 1885, eroismo degli antiquari, degli orecchianti e della burocrazia italica. Oggi non sono pochi a convenire sulla miseria di quelle pietre lavorate; ma quando io investii il «Monumentissimo», vivente il povero Giuseppe Sacconi, mi trovai solo, in un piacevole isolamento. A rigore il «Monumentissimo» potrebbe ispirare qualche indulgenza guardando il tempo in cui se ne aperse il concorso, però è insopportabile che vi si possa vedere il genio d'un architetto. (Appendice, p. 575) *In sott'ordine, rispetto al «Monumentissimo» {{NDR|il Vittoriano di Roma}}, fra molti {{NDR|edifici in stile eclettico del XIX secolo}}, cibreo<ref>Intingolo, miscuglio mal combinato.</ref> disgustoso il [[Palazzo della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia|palazzo della Cassa di Risparmio a Pistoia]]. Costato quasi un milione (il concorso fu bandito sulla somma di 300.000 lire) quella città toscana ha veduto sorgere, questi ultimi anni, un ampio dado di cui tutte le parti, dalle grandi alle piccole, sono copiate. Il basamento è copiato dal banco di giustizia nel Palazzo Pretorio della città, l'ingresso sulla facciata principale è copiato dalla porta di Leon Battista Alberti sulla facciata di S. Maria Novella a Firenze con squallide alterazioni (il dorico sostituito al corinzio), la imposta è copiata sotto il portico degli Uffizi a Firenze, i ferri sono copiati in un palazzo a Lucca e male applicati (troppo triti); e, nell'interno, le finestre dell'atrio appartengono alla facciata del palazzo della Cancelleria a Roma, e a Pistoia ingenuamente non si tolsero le rosette, sul fregio, emblema del cardinale Raffaello Riario che ordinò il celebre palazzo. Né curo i piccoli balaustri copiati dalla scala del palazzo Gondi a Firenze e il resto. Ma, almeno, il palazzo fosse comodo! (Appendice, pp. 575-576) ==''Pittura italiana''== ===Parte prima=== *Per quanto si sa questo popolo {{NDR|gli [[Etruschi]]}} esercitò con certa larghezza la pittura, ma difficilmente la sollevò a arte indipendente, vale a dire a pura espressione d'un concetto estetico; e si può dire che si limitò invece a servirsene come mezzo di decorazione; nel modo stesso che sì usò in Oriente, da ove anzi si vuole precisamente derivato il primo stile etrusco detto per ciò, ''orientalizzante''.<br>Gli Etruschi sentirono la compiacenza che deriva dalla vivacità dei colori nello stesso modo che la sentirono i popoli primitivi e la sentono tuttora i selvaggi d'Africa e d'Oceania. (Parte prima, cap. II, pp. 15-16) *Le [[Pittura etrusca|pitture etrusche]] in generale sono a tinte intere e mancanti di chiaro scuro, e corrispondono, come si è detto, a delle convenzioni talvolta ragionevoli. Così il rosso e il color carne servono per indicare la carnagione degli uomini, il roseo quello delle donne; il {{sic|pavonazzo}} è per colorire i vasetti, il bigio poi ed il turchino sono destinati alla colorazione degli animali e ai demoni. Talune volte s'incontrano figure e animali coloriti {{sic|bizzaramente}} come, ad esempio, cavalli rossi con criniera azzurra, o cavalli interamente azzurri con unghie rosse e verdi.<br>Il valore dunque di queste pitture sta tutto quanto nel disegno del contorno il quale se dapprima è alquanto impacciato dipoi si slancia ed è galante e distinto. (Parte prima, cap. II, pp. 16-17) *[...] notiamo ancora un fatto singolare che riguarda non la tecnica pittorica, ma il contenuto della pittura etrusca. I soggetti che solitamente svolgeva il pittore etrusco, per quanto fossero destinati all'ornamento di una [[tomba]] – perché si tenga bene in mente che le pitture murali delle tombe sono quelle che ci hanno dato qualche lume intorno alla pittura degli Etruschi – sono tutt'altro che mortuari; i soggetti lugubri sono rari, e abbondano invece soggetti gai come banchetti, {{sic|caccie}}, danze, ecc. E ciò è logico. Perocché le feste in occasione di [[Funerale|funerali]] si credevano un modo di propiziazione per l'estinto affinché diventasse un essere divinizzato; così come il cristiano colle preghiere e colle funzioni pei defunti ha la fede di contribuire pietosamente alla loro eterna beatitudine. (Parte prima, cap. II, p. 22) *La [[Pittura romana|pittura]] storico-figurativa ebbe a Roma un considerevole impulso allorché sorse nel desiderio dell'imperatori e dei magnati di far dipingere su grandi pareti gli episodi più cospicui delle vittorie romane.<br>Osserva il [[Désiré-Raoul Rochette|Raoul Rochette]] che l'uso delle feste trionfali dette vigoroso impulso alla pittura su tavola, la quale, lo stesso Autore riferendosi a un passo dello storico Appiano, afferma che doveva essere familiarissima a Roma. Se ciò è vero bisogna dire che gli storici dell'arte in generale sono censurabili in questa parte, perché di tale specie di pittura han tenuto ben poco conto. (Parte prima, cap. IV, pp. 55-56) *Si suole ritenere [[Cimabue]] per fondatore dell'arte nova del dipingere, ma è più corretto dire che Cimabue favorì il rinascimento della pittura italiana promosso da [[Giotto]].<br>Difatti in Cimabue «che dette i primi lumi all'arte della pittura» come scrive esattamente il [[Giorgio Vasari|Vasari]] (''Le vite'', ecc.) c'è l'artista il quale tenta di ribellarsi alle pratiche cosiddette {{sic|bisantine}} o greche; ma non ancora disposto l'ambiente a accettar novità è naturale che l'arte di Cimabue abbia sempre l'impronta della maniera antica; mentre nell'opera pittorica di Giotto quest'impronta è addirittura scomparsa [...]. L'arte di Cimabue rappresenta per noi l'arte di transizione fra la così detta greca e quella italica risorta con Giotto. (Parte prima, cap. VII, pp. 150-151) *[[Giunta Pisano|Giunta]] [...] ebbe l'ambizione di sollevarsi un po' dalla maniera dura dell'arte del suo tempo [...]; si è detto perfino che Giunta fu maestro di Cimabue: in tal caso lo scolaro avrebbe sopravanzato il maestro come risulta dalle pitture che maestro e scolaro fecero in Assisi. (Parte prima, cap. VII, p. 153) *Giunta Pisano il quale visse al tempo della canonizzazione di [[Francesco d'Assisi|San Francesco]] dipinse molto a [[Assisi]] e la sua arte, come si è scritto partecipa dei modi così detti bisantini. Figure stecchite e dure spiranti una certa aria mansueta e pia, la quale impressiona. Quelle figure non impressionano, badisi, per la fattura; imperocché se pur si voglia dire che Giunta Pisano tentò di spastoiarsi dalle norme dell'arte coeva, i suoi sforzi restarono umili tentativi. (Parte prima, cap. VII, p. 155) *Si tiene in molto conto il ritratto di S. Francesco attribuito a Giunta Pisano perché non è impossibile che riproduca l'effigie vera del Serafico d'Assisi che Giunta può aver conosciuto. (Parte prima, cap. VII, p. 157) ===Parte seconda=== *Le pitture che [[Giotto]] eseguì a Assisi vicino a quelle del maestro Cimabue mostrano quanto questi sia stato {{sic|sopravvanzato}} dallo scolaro. Chi guarda attentamente le varie istorie di Giotto nota che a misura l'opera va innanzi ivi crescono i pregi; e verso la fine le storie sono più vaghe e più vivaci, le figure sono più franche nel disegno delle estremità, le mosse sono più variate, il paese è più naturale. (Parte seconda, cap. I, p. 7) *Il [[Correggio]], o come a lui garbava talvolta chiamarsi, Antonio Lieto da Correggio, non ha rivali nel magistero del [[chiaroscuro]] a cui seppe dare fluidità e vaghezza meravigliose. Sta in questo la importanza dell'opera pittorica correggesca. Il passaggio dalla luce all'ombra nelle pitture dell'Allegri è insensibile; accanto al bianco è un grigio leggero e accanto allo scuro, viceversa, è un grigio robusto: per la qual cosa il passaggio fra il nero e il bianco non vi è mai ardito, ma moderato dalla mezza tinta; alla quale l'Allegri doveva non solo il rilievo delle figure ma la pastosità della pittura. (Parte seconda, cap. III, p. 163) *Davanti alle pitture dell'Allegri si prova un'emozione dolcissima. La prima volta che vedemmo le pitture del [[Duomo di Parma]] restammo così impressionati da quella vista che ci parve che il Correggio avesse certe attrattive che non ha Raffaello. La pittura correggesca è esempio parlante di quanto possa infonder vita a un'opera d'arte la poesia di un cuore gentile. (Parte seconda, cap. III, pp. 163-164) *Il [[Andrea Sabatini|{{sic|Sabbatini}}]] o Andrea da Salerno fu [...] valoroso pittore sì da esser detto da taluno il Raffaello napoletano. (Parte seconda, cap. III, p. 170) *La novità, la prontezza, la bizzarria, le troviamo nell'arte del napoletano [[Luca Giordano]], il quale lavorava tanto velocemente che lo si conosce nella storia dell'arte per Luca ''fa presto'' o ''priesto''; per dirlo alla napoletana. Ammaestrato da [[Pietro da Cortona]], il Giordano che ebbe una prontezza quasi miracolosa nel concepire, una versatilità d'ingegno che niuno forse ebbe mai, una rapidità di mano sorprendente, può credersi che specie di pittore e' sia stato. (Parte seconda, cap. IV, pp. 176-177) *Non si può mettere fra i buoni coloritori il [[Domenichino]]; il suo stile è un po' secco e manca di quella eleganza che piace tanto la quale il nostro pittore non riescì a acquistare nemmeno dallo studio di [[Raffaello Sanzio|Raffaello]] che ebbe carissimo. (Parte seconda, cap. IV, p. 183) *{{NDR|[[Guido Reni]]}} Venuto dopo Raffaello e il [[Sassoferrato (pittore)|Sassoferrato]], (ambedue studiarono e ritrassero talora le pudiche idee dei Trecentisti) ottenne, Guido, nei volti da lui dipinti una bellezza propria; la quale segna fortemente il carattere del pittore. E se non giunse a imprimere nelle sue Vergini il divino di quella di S. Sisto e di Foligno, se non sempre mantenne la classica purità nei contorni che ci rapisce nelle Vergini del Sassoferrato, pur seppe Guido infondere nelle sue, grazia ineffabile che penetra nei cuori e vi lascia un'impressione durevole e profonda. (Parte seconda, cap. IV, pp. 183-184) *Lo stile dell'Albani pecca d'uniformità; uniformità di fattura e di ispirazione. Quei tanti Amori, quelle solite Veneri, quegli Adoni, tutti eguali non garbano oggi quanto garbarono un tempo; così la fama di [[Francesco Albani]] in quest'ultimi tempi è diminuita anziché no. (Parte seconda, cap. IV, p. 186) ==''{{sic|Scoltura}} italiana''== *Qualunque sia il posto che il popolo romano si merita nella storia dell'arte in generale, in particolare rapporto alla [[Scultura romana|{{sic|scoltura}}]], lo ha considerevole, a pensare che il romano col suo temperamento positivista dette impulso grandissimo a una specie d'imitazione {{sic|scultorica}} che non è più né quella simbolica degli Egizi, né la imitazione dei Greci innalzata alla bellezza tipica, ma è una imitazione la quale ha per base il ''carattere''. Da ciò scaturì il ritratto. (cap. IV, pp. 43-44) *I [[Civiltà romana|Romani]] furono un popolo positivo e perciò poco inclinato all'arte. Perché gli uomini che si dicono positivi sono quelli i quali non hanno immaginazione e giudicano il mondo nella nuda {{sic|realità}}, nel modo che si presenta ai loro sensi; perciò non potranno essere artisti perché oltre a un fondo di buon senso, l'artista bisogna che sia sensitivo e possegga immaginazione infiammabile. Viceversa i Greci possedendo in grado eminente questa immaginazione, che dicemmo infiammabile, furono un popolo artista per eccellenza; e col sorriso dell'arte conquistò l'affetto dei popoli, mentre i Romani conquistarono i popoli colla forza prepotente. (cap. IV, p. 47) *[...] ai tempi di Commodo era venuto così in voga l'uso dei busti-ritratti che si tagliavano le teste delle statue per sostituirvi effigi note; e si trovò il modo di fare i busti colorati per potere a piacimento cambiar di essi la testa; e si giunse, in quel tempo, perfino a far ritratti di donna colla pettinatura posticcia (di marmo o di bronzo, s'intende) per poterla cavare e cambiare onde seguire la volubilità della moda; per modo che la effigiata trovavasi sempre con la testa acconciata secondo il costume del giorno. (cap. IV, p. 53) *La {{sic|scoltura}} romana essendo espressiva per eccellenza salì molto più insù nell'arte del ritratto di quello che salisse la scoltura dei Greci. Nei ritratti greci trovi sempre bellezza lieta e non mai scopri la indagine ferma e sicura del carattere del ritrattato. (cap. IV, p. 55) *Ecco come [[Luca Della Robbia]] oltre a aver portato nella scoltura i resultati della mano svelta e della mente immaginosa, ecco come si isola da tutti i coevi e dagli scultori avvenire per aver trovato il modo d'invetriare le scolture e i lavori in plastica con ismalto monocromo o a colori il quale difende le scolture stesse dalle azioni distruggitrici dell'atmosfera. Luca Della Robbia che morì vecchissimo lavorò pure moltissimo. Per la qual cosa ben disse il [[Giorgio Vasari|Vasari]] nel discorrere della vita di Luca: «Onde ne venne arricchito il mondo (si capisce delle scolture a smalto di Luca) e l'arte del disegno di un'arte nuova utile e bellissima; ed egli (cioè Luca) di gloria e lode immortale e perpetua.» (cap. VII, p. 134) *[[Cristoforo Solari]] esimio fra tutti gli egregi che ornarono di loro opere quel cospicuo tempio del Rinascimento {{NDR|la [[Certosa di Pavia]]}}, Cristoforo Solari notissimo pel soprannome di Gobbo e del quale si narra che allorquando fu collocata in S. Pietro di Roma la Pietà del [[Michelangelo Buonarroti|Buonarroti]] alcuni Milanesi asserirono che era lavoro suo (tantoché {{sic|Michelangiolo}} si determinò di incidervi il proprio nome perché si dileguasse questa voce che pare potesse prendere consistenza<ref>Nel testo "consisistenza".</ref>) Cristoforo Solari (se è vero che sono tutte sue le {{sic|scolture}} cosi della Certosa di Pavia come quelle del [[Duomo di Milano]], che gli si attribuiscono) bisogna notarlo fra gli eminenti scultori del secolo il quale ora c'interessa studiare. (cap. VII, pp. 141-142) *Non scopriamo nell'arte del Solari né la ingenuità carezzevole dell'arte di [[Donatello]], né la vigorosità fantasiosa di quella del [[Lorenzo Ghiberti|Ghiberti]], né vi sappiamo scorgere la semplicità della scoltura di Luca della Robbia, nondimeno è tale la verità dello scolture solariane che acconsentiamo a scrivere nel libro dei più ragguardevoli scultori del secolo XVI, Cristoforo Solari. (cap. VII, p. 142) *[...] dopo Michelangelo la {{sic|scoltura}}, per dir come dicono tutti, si [[Barocco|imbarocchisce]], cioè non cerca più il bello, ma il bizzarro, lo stravagante: – i muscoli delle figure si gonfiano, i manti onde sono vestite si avvolgono, si ripiegano goffamente; la personalità soverchia s'impone alla riproduzione del vero. (cap. VIII, p. 160) *Se parlando di oreficeria del periodo artistico fra Michelangelo e Canova s'impone il Cellini, discorrendo d'intaglio del legno s'impone alla mente [[Andrea Brustolon]] di Belluno le cui cornici a fogliami arricciati e ornati di putti ridenti sono esempi di gusto singolare e libero e di difficoltà tecniche superate con disinvoltura ammirabile. Ma in questo tempo {{NDR|il Seicento}} le difficoltà materiali non {{sic|faceano}} indietreggiar gli esecutori; il marmo allora si lavorava come se fosse stato legno e il legno si accartocciava in mille guise come se fosse stato carta. (cap. VIII, p. 181) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/architetturaita01melagoog/page/n5/mode/1up Architettura italiana]'', parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/gri_33125015056232/page/n4/mode/1up Architettura italiana]'', parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/lartedidistingue00mela_0/mode/1up L'arte di distinguere gli stili]'', Ulrico Hoepli editore, Milano, 1918. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/pitturaitaliana01mela/page/n8/mode/1up Pittura italiana]'', Parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1885. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_B-KzsqAUBnsC/page/n6/mode/1up Pittura italiana]'', Parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1886. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_M2sC3cInwMcC/page/n4/mode/1up {{sic|Scoltura}} italiana. Parte prima e seconda: statuaria e scoltura ornamentale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1885. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Melani, Alfredo}} [[Categoria:Architetti italiani]] [[Categoria:Critici d'arte italiani]] gajkbb2c88a8qy97i9tjb144q2vpqvs 1410254 1410251 2026-04-12T16:06:18Z Gaux 18878 /* Parte seconda */ altra sull'Albani 1410254 wikitext text/x-wiki [[File:Alfredo Melani, Manuale dell'ornatista 1896 (page 7 crop).jpg|thumb|Alfredo Melani, ''Manuale dell'ornatista'', 1896]] '''Alfredo Melani''' (1859 – 1928), architetto e critico d'arte italiano. ==''Architettura italiana''== ===Parte prima=== *Che l'[[Arte etrusca|arte degli Etruschi]] sia stata influenzala prima da quella [[Arte orientale|orientale]] e poi da quella [[Arte greca|greca]] non vi è alcuno che oggi lo nega. Negandolo, come si potrebbe spiegare il perché si trovi in Etruria l'istesso genere di sepolture che nell'Asia Minore; il perché il sistema delle vòlte, che è affatto orientale, non si trovi in tutto il bacino del Mediterraneo, se non presso gli Etruschi; il perché nel vestire avessero gli Etruschi costumi quasi identici a quelli degli orientali? ecc. Circa la influenza greca poi, non c'è tanto dà disputare; il difficile sta piuttosto nello stabilire giustamente il grado di questa influenza; perché vi sono di quelli che la spingono a tal segno da far credere che l'arte etrusca altro non sia che un'arte arcaica greca; e questo, ci pare, è un andar troppo in là. Comunque sia nell'arte degli Etruschi dapprima sono elementi orientali e in seguito elementi greci. (parte prima, cap. II, pp. 8-9) *La più interessante proprietà dell'architettura etrusca è l'impiego delle [[Volta (architettura)|vòlte]] fatte con pietre tagliate a cuneo e chiuse con serraglia. Molti si domandano: ma sarà veramente esatto che gli Etruschi furono primi ad usare di questo elemento costruttivo? [[Diodoro Siculo]] osa affermare di sì: ma anche lui ebbe questa notizia, come tante altre, dalla tradizione e le tradizioni ingannano talvolta.<br>Certo la posizione geologica dell' Etruria si prestava immensamente alla costruzione a vòlta. Gli Etruschi non avevano i graniti dell'Egitto ne i marmi della Grecia, perciò non potevano {{sic|costrurre}} soffitti monolitici di ampiezza considerevole. Da ciò la vòlta a vari pezzi (cunei) reggentisi fra loro mutuamente, usatissima in Etruria, la cui origine non è etrusca ma orientale. Agli Etruschi si appartiene dunque la gloria di avere utilizzato in Europa, prima d'ogni altro popolo, il sistema delle vòlte a cunei il quale era pertanto assai familiare agli antichi architetti dell'Egitto e della Caldea. (parte prima, cap. II, p. 13) *Ma è proprio accertato che è costruzione etrusca l'[[Arco Etrusco|Arco di Perugia]]? Non sono pochi gli archeologi i quali riflettendo seriamente sulle parole incise sulla cornice dell'Arco – ''Colon Vib'' – cioè Colonia Vibia, sospettarono che l'Arco di Perugia fosse lavoro romano dovuto ad [[Augusto]]. Tale opinione verrebbe afforzata dal fatto sicuro che il primo dei Cesari fece riedificare le mura di questa città stata una delle dodici lucumonie etrusche. Ma altri osservano acutamente se l'Arco di Perugia, così come è oggi, non sia piuttosto di due epoche differenti. La prima (alla quale apparterrebbe la involtatura dell'arco) etrusca; la seconda (a cui si riferirebbero gli ornamenti e particolarmente certi pilastrini con capitelli ionici che coronano la porta medesima) romana.<br>A nostro remissivo parere, questa seconda è la versione più logica che si possa dare dell'Arco di Perugia. (parte prima, cap. II, p. 28) *La perizia costruttiva degli Etruschi [...] in nessun'altra fabbrica si palesa evidente quanto nella famosa [[Cloaca Massima]] a Roma. L'elogio più grande che possa farsi di questa costruzione si è quello di dire che dopo tanto volger di secoli serve ancora allo scopo per il quale venne ordinata. (parte prima, cap. II, p. 30) *Cominciata da [[Tarquinio Prisco]], la Cloaca Massima, venne tirata su tutta quanta a secco. Può ognuno formarsi idea della vigorosissima costruzione guardandone dal Tevere l'arcata maggiore composta di tre ordini di cunei di travertino uniti tra loro senza cemento. (parte prima, cap. II, p. 30) *Chi ha capito bene il carattere dei [[Civiltà romana|Romani]] non può meravigliarsi a vedere, specialmente in Roma, tanti [[Arco trionfale|Archi di Trionfo]] e colonne onorarie erette a gloria dei guerrieri che combatterono per far grande la patria. Gli Archi di Trionfo sono monumenti affatto romani (si rammenti bene) e vennero decorati con le maggiori pompe dell'arte. Sotto i Cesari il loro carattere è pertanto sobrio e elegante, ma mano mano che si va in là si fa gonfio e pesante. Ai tempi di [[Settimio Severo]] e di [[Costantino I|Costantino]] la antica sobrietà si trova sacrificata ai particolari che si moltiplicano per ragione di lusso e in danno dell'arte. (parte prima, cap. IV, pp. 151-154) *I Romani hanno tramandato ai posteri la gloria dei loro guerrieri anche col mezzo di Colonne Onorarie. Questa forma artistica, applicata nel modo che la applicarono gli architetti romani, è completamente romana. Nessun popolo avanti il romano {{sic|imaginò}} le Colonne Onorarie. La prima colonna onoraria che sorse a Roma fu quella destinata a [[Gaio Duilio|Duilio]] e ricordante la prima vittoria navale dei Romani sui Cartaginesi (260 av. G. C). In seguito si eresse la Antonina, dedicata a [[Marco Aurelio]] e la [[Colonna Traiana|Traiana]] (che i Francesi vollero imitare con quella Vendôme) [...]. (parte prima, cap. IV, p. 154) *Col tempo le case {{NDR|di [[Pompei]]}} diventarono<ref>Nel testo "doventarono".</ref> comode e splendide; anzi se si deve rilevare dalla loro sontuosità bisogna dire che in Pompei doveva esservi molta gente ricca o per lo meno agiata. Tutti gli studi che sono stati fatti su Pompei mostrano che le fortune vi dovevano essere spartite molto bene. Il Nissen<ref>Heinrich Nissen (1839-1912), storico tedesco, autore di ''Pompeianische Studien'', Lipsia 1877.</ref> constata che a Pompei il gusto del lusso andò sempre crescendo dall'Impero in là. Si verificò a Pompei in quei tempi quello che oggi si verifica da noi; accanto all'antica nobiltà ingoffita, sorse una borghesia ricca, ambiziosa, petulante che amava il fasto, voleva viver bene e amava godere tutte le gioie le quali furono privilegio delle grandi famiglie. Ecco perché a Pompei si esumarono tante belle case, ecco la ragione di tanta sontuosità decorativa che se non era quella dei Crassi, degli Scauri, dei Luculli, rivelava nei Pompeiani sentimento delicato e agiatezza. (parte prima, cap. IV, p. 177) *[...] [[Marco Vitruvio Pollione]], vissuto ai tempi di [[Augusto]], acquistò tanta {{sic|riputazione}} da morto che, si ha ragione di supporre, altrettanta non ebbe da vivo. Difatti non si sa capire come mai l'imperatore Augusto, il quale durante il suo governo fe' costruire tante fabbriche pubbliche, non siasi mai rivolto a Vitruvio Pollione. Bisogna proprio credere o che Vitruvio fosse in uggia all'imperatore (gli uomini sono sempre gli stessi) o sia vero che egli fosse soltanto un teorico. (parte prima, appendice, p. 190) *[[Adriano]], uomo vanitoso se mai ve ne fu, volle dare i piani e dirigere la costruzione del [[Tempio di Venere e Roma|tempio di Venere]] a Roma. Compiuto che fu il tempio domandò ad [[Apollodoro di Damasco|Apollodoro]] il suo giudizio persuaso di averlo favorevole e Apollodoro disse franco il suo parere sulla costruzione dell'imperatore; il fatto è che Adriano fece uccidere Apollodoro, dopo poco, sotto un pretesto frivolissimo. (parte prima, appendice, pp. 195-196) ===Parte seconda=== *È certo che senza l'ardente iniziativa degli uomini di genio sorti in Firenze negli ultimi anni del XIV secolo, la rivoluziono che doveva, nel campo dell' arte, rinnovare le fonti dell'ispirazione e nel campo dei costumi, sostituire la civiltà moderna alla {{sic|medieva}}, si sarebbe fatta aspettare ancora un po'. Il [[Filippo Brunelleschi|Brunelleschi]] e l'[[Leon Battista Alberti|Alberti]] intesero a paganizzare l'architettura per la ragione che la società si paganizzava. Se non ci fosse stato il mutamento nelle idee sociali del XV secolo il seme gettato dal Brunelleschi e dall'Alberti non avrebbe dato alcun frutto: – un arte non ha vita duratura se non è l'{{sic|imagine}} dell'ambiente entro il quale deve svolgersi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Ouesta [[Cappella Pazzi|Cappella {{NDR|dei Pazzi di Firenze}}]] corretta nei profili, armonica nelle proporzioni, equilibrata negli effetti di chiaroscuro, aggraziata nei particolari ornamentali, è uno dei più interessanti fra i primi lavori del Brunelleschi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Il [[Baldassare Longhena|Longhena]] si distinse eziandio nella costruzione del Palazzo Rezzonico il cui basamento spartito a bugne, e la scala e l'atrio sono veramente da studiarsi. Ma è singolare questo architetto! Nell'Ospedaletto lo troviamo eccessivamente barocco, nel monumento Pesaro, nel palazzo Capovilla si mostra pure un nervoso manipolator di volute e di cartocci, ma che è che non è, la sua mano abituata a segnar curve stravaganti, pare senta il bisogno d'un po' di riposo; e segna sulla carta motivi semplici e freddi di una freddezza palladiana. Chi mai direbbe che il palazzo Giustinian Lolin sul Canal Grande, è disegnato dall'immaginoso Longhena? (parte seconda, cap. V, p. 233-234) ==''L'arte di distinguere gli stili''== *L'[[Arte egizia|architettura egizia]] orizzontale e simmetrica, si assimila alla greca; architettura calma, massiccia nel complesso dei muri rivestiti da intagli e da colori. Caratteristica immancabile: la rastremazione, cioè i muri esterni inclinati. Così tutto in Egitto ha tendenza piramidale nell'assoluto rispetto all'orizzontale; le piramidi che lo personificano intonano ogni architettura sia tomba sia tempio, e gli obelischi che ugualmente personificano la terra de' Faraoni, hanno tendenza piramidale pur contradicendo il principio dell'orizzontale trionfante; ma gli obelischi sono monumenti decorativi. (prima parte, cap. I, pp. 35-36) *Ho detto altrove che bisogna esser più misurati e meno assoluti; l'[[arte greca]], l'architettura, ha le sue imperfezioni, e il creare un'arte greca senza macchia, insuperata e insuperabile, è morbosità, tormento, allucinazione.<br>Volfango Goethe avrebbe dato il [[Partenone]] per tutte le cattedrali gotiche. Se lo poteva pigliare. (seconda parte, cap. I, p. 107) *L'ellenismo etrusco è preceduto da una plastica di sapore acutamente arcaico molto gustoso, e si raccoglie sulle urne che dimostrano l'attività realistica dei nostri plastici minuti, ostinati nella modellazione, duri, rozzi, ineleganti nel linguaggio d'arte. Bellissime antefisse con testa nel mezzo, ornamenti intorno sbalzati, al solito, dal colore; qui, nel verismo dei ritratti, nell'arcaismo delle forme, vibra lo [[Arte etrusca|stile etrusco]], vibra nei soggetti demoniaci che celebrano certe superstizioni diffuse nel popolo e si umilia, si spegne all'immigrazione greca che vince l'anima etrusca; – forma e soggetti. (seconda parte, cap. II, pp. 158-159) *[...] l'arco, la {{sic|vòlta}}, la cupola costituiscono l'[[architettura romana]], lo stile romano, cioè lo stile imperiale di Roma, l'Urbe nel periodo del suo dominio, il dominio romano che paralizza ogni sogno che dovesse tramutarsi in realtà. (seconda parte, cap. III, p. 164) *Eccellenti mattoni, eccellente cemento, eccellente {{sic|manualanza}}, ottimi costruttori: questo il trionfo tecnico dell'architettura romana, all'apogèo che segna il vero stile romano e questo il segreto della sua esistenza. Vastità e sontuosità, ordini architettonici sovrapposti, l'arco, la vòlta e la cupola sviluppatissime: questo il trionfo estetico della nostra architettura, del nostro stile, influenzato dall'Etruria, dalla Grecia, dallo stile ellenico e ellenistico, audace e gagliardo, imponente e fastoso. Il genio italico diè ad esso il suo tono, diè il suo accento che riassume e glorifica: riassume le architetture anteriori di cui l'architettura romana è, infatti, la sintesi e il téma finale. Dopo, il Medioevo: – contando poco, architettonicamente, lo stile paleo-cristiano. (seconda parte, cap. III, pp. 165-166) *Impressionante a Roma la sovrapposizione degli ordini che la Grecia adottò timidamente anche nel periodo ellenistico rispetto a Roma, che lo svolse quanto più poté negli edifici pubblici e nei privati, comprese le case che salirono alte per necessità di spazio, insegna Vitruvio. Un ordine sopra l'altro dunque; archi, vòlte, colonne, trabeazioni producevano uno spettacolo quasi nuovo e un'imponenza quasi miracolosa, e questo spettacolo e questa imponenza è lo stile romano, assieme che offusca quando non ingombra colla ricchezza. (seconda parte, cap. III, p. 183) *Lo [[Arte bizantina|stile {{sic|bisantino}}]] è lo stile delle cupole, il cui sviluppo si può assegnare al regno di [[Giustiniano I|Giustiniano]] – stile definitivo evocante l'insigne mecenate dell'architettura bisantina, la cui azione provocò utili sforzi come Pericle a Atene, Augusto a Roma. S. Sofia vicino al Partenone: lo stile architravato nel suo trionfo, lo stile voltato nei monumenti romani sovrattutto termali [...]. (terza parte, cap. I, p. 237) *[[Santa Sofia (Istanbul)|S. Sofia di Costantinopoli]] è sempre il faro, il monumento sublime che esemplifica: studiato, riprodotto, illustrato è il pilota dello stile {{sic|bisantino}}: – la pianta concentrica, la cupola immensa, le cupole secondarie leggiere, ariose, i capitelli pulvinati, fioriti, la interminabile veste musiva, il tono e la sostanza fastosa, le dimensioni corrispondenti a questo tono e a questa sostanza. Tuttociò ammaestra e in un solo libro monumentale riassume e commenta lo stile, tutto lo stile bisantino nel suo organismo compiuto, nel suo equilibrio statico ed estetico. (terza parte, cap. I, p. 238) *Lo stile {{sic|bisantino}} è dedito alla pittura non alla scultura e adopra lo {{sic|scarpello}} avaramente in statue e bassorilievi, {{sic|cuoprendo}} cupole, pareti, archi e sott'archi col {{sic|musaico}}. Perciò a conoscere lo stile bisantino, anche nella scultura, aiuta il mosaico nei suoi pittori bisantini e italo-bisantini contro i pittori classici e romani che offrono utili comparazioni. (terza parte, cap. I, p. 240) *Sontuosità, gemme saettanti, cumulo di smalti policromi: ecco lo stile {{sic|bisantino}} il quale esulta agli ori composti da' cordoni perlati, amico delle perle benché non scintillino e non parlino rumoreggiando. E le perle circondate da filigrane, associate agli smalti in un tumulto di colori, a parte la carezza formale, i ceselli ornativi e figurativi sullo stile della scultura lapidea, sono spesso negli ori. Frenesia di contrasti, accordo di ricchezze colpiscono le facoltà sensitive a svelare un'intima psicologia ardente, pulsante, irresistibile. Il primo organo rivelatore, appunto, è la sontuosità. (terza parte, cap. I, p. 246) *Il riposo, l'abbandono dei problemi complicati, ecco {{NDR|dopo il gotico}} il nuovo stile. Infatti il [[rinascimento]] è ritorno, amore alla serenità greca, alla regolarità romana, alla tradizione greco-latina i cui primi interpreti sono stati i fiorentini. (quarta parte, cap. I, p. 403) *[[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], forza suprema, energia multipla, inestinguibile. Si elevò qualche protesta contro l'erettore della cupola di S. Pietro, quasi avesse profanato il titolo d'architetto; Michelangelo reazionario, nel nome della libertà, suscitatore di ispirazioni nuove, consola invece il periodo finale del rinascimento. Un «contaminato», il padre dei contaminati, secondo l'''Jus'' dei parrucconi i quali {{sic|sobbillano}} chi non specula sopra i timidi e non glorifica il plagio. E, Michelangelo, esaurito il programma brunelleschiano e bramantesco, emanava la sua legge da cui sorse la scuola che da lui ha nome, la quale non s'infrena al romanismo e rompe la tradizione con un sistema non ancor tentato. (quarta parte, cap. II, p. 450) *La biblioteca [[Biblioteca Medicea Laurenziana|Mediceo-Laurenziana-Delciana]] a Firenze, insegna che il gusto rettilineo può sostituirsi al gusto curvilineo, insegna che i frontoni possono profilarsi nei risalti e le cornici possono spezzarsi al buon nome dell'architettura. (quarta parte, cap. II, p. 451) *Da Firenze a Roma, a Genova, a Milano la scuola michelangiolesca chiama a raccolta i maggiori, i quali si ascrivono volentieri esultando alla vivezza intellettuale contro la pigrizia e addomesticando al barocco di cui, cronologicamente e stilisticamente, la scuola michelangiolesca rappresenta la anticamera.<br>Sulla via barocca: e nessuno oggi si vergogna a dirlo. – Assalto al bigottismo lanciato dall'impalcatura della Sistina, ove il pennello dell'architetto, scultore e pittore onora la bellezza personale e subbiettiva e fonde l'architettura alle altre arti; architettura pittoresca nell'innesto magnifico della scultura applicata. La retta non teme la curva, la curva si assimila alla retta nella scuola michelangiolesca e le figure che s'inarcano e si avvoltolano, non soffrono più il digiuno a cui si sottoposero da rettilinei i quali mancarono del senso pittorico (Bramante). (quarta parte, cap. II, p. 451) *Stile della ricchezza, della maestà pomposa, il [[barocco]]; e stile dell'amabilità elegante il [[Rococò|{{sic|roccoccò}}]], il {{sic|Secento}} e il Settecento. Essi non vantano un organismo statico proprio come il greco o il gotico, e prolungano il rinascimento {{sic|cuoprendolo}} di curve, spezzando le cornici, tagliando i frontoni in una gioia di linee irrefrenabile e dilagano, stimolando, la libera fantasia. Stile decorativo, il barocco e il roccoccò, intende a meravigliare, a sbalordire. (quarta parte, cap. II, p. 481) *Complessivamente il barocco trasforma in un'immensa gloria di curve il {{sic|Secento}}, e il {{sic|roccoccò}} chiama a avvolgimenti leggiadri e scherzosi il Settecento. E il barocco, perché sia veramente tale, bisogna che innalzi<ref>Nel testo "inalzi".</ref> la ricchezza qualche volta ammucchiata {{sic|piucché}} odinata; bisogna che la innalzi alla maggiore potenza la quale si sostiene e si coordina ed appaga l'occhio in un effetto generale. Come se un grande decoratore vedesse tutto, dirigesse tutto ad onorare la sua dote più alta: la inesauribilità. (quarta parte, cap. II, p. 483) *{{NDR|Sul [[Vittoriano]]}} Lo Stato, vittima dell'eclettismo, nel suo passivo più lacerante ha il «Monumentissimo» di Roma, la Mole sacconiana che ingoia milioni dal 1885, eroismo degli antiquari, degli orecchianti e della burocrazia italica. Oggi non sono pochi a convenire sulla miseria di quelle pietre lavorate; ma quando io investii il «Monumentissimo», vivente il povero Giuseppe Sacconi, mi trovai solo, in un piacevole isolamento. A rigore il «Monumentissimo» potrebbe ispirare qualche indulgenza guardando il tempo in cui se ne aperse il concorso, però è insopportabile che vi si possa vedere il genio d'un architetto. (Appendice, p. 575) *In sott'ordine, rispetto al «Monumentissimo» {{NDR|il Vittoriano di Roma}}, fra molti {{NDR|edifici in stile eclettico del XIX secolo}}, cibreo<ref>Intingolo, miscuglio mal combinato.</ref> disgustoso il [[Palazzo della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia|palazzo della Cassa di Risparmio a Pistoia]]. Costato quasi un milione (il concorso fu bandito sulla somma di 300.000 lire) quella città toscana ha veduto sorgere, questi ultimi anni, un ampio dado di cui tutte le parti, dalle grandi alle piccole, sono copiate. Il basamento è copiato dal banco di giustizia nel Palazzo Pretorio della città, l'ingresso sulla facciata principale è copiato dalla porta di Leon Battista Alberti sulla facciata di S. Maria Novella a Firenze con squallide alterazioni (il dorico sostituito al corinzio), la imposta è copiata sotto il portico degli Uffizi a Firenze, i ferri sono copiati in un palazzo a Lucca e male applicati (troppo triti); e, nell'interno, le finestre dell'atrio appartengono alla facciata del palazzo della Cancelleria a Roma, e a Pistoia ingenuamente non si tolsero le rosette, sul fregio, emblema del cardinale Raffaello Riario che ordinò il celebre palazzo. Né curo i piccoli balaustri copiati dalla scala del palazzo Gondi a Firenze e il resto. Ma, almeno, il palazzo fosse comodo! (Appendice, pp. 575-576) ==''Pittura italiana''== ===Parte prima=== *Per quanto si sa questo popolo {{NDR|gli [[Etruschi]]}} esercitò con certa larghezza la pittura, ma difficilmente la sollevò a arte indipendente, vale a dire a pura espressione d'un concetto estetico; e si può dire che si limitò invece a servirsene come mezzo di decorazione; nel modo stesso che sì usò in Oriente, da ove anzi si vuole precisamente derivato il primo stile etrusco detto per ciò, ''orientalizzante''.<br>Gli Etruschi sentirono la compiacenza che deriva dalla vivacità dei colori nello stesso modo che la sentirono i popoli primitivi e la sentono tuttora i selvaggi d'Africa e d'Oceania. (Parte prima, cap. II, pp. 15-16) *Le [[Pittura etrusca|pitture etrusche]] in generale sono a tinte intere e mancanti di chiaro scuro, e corrispondono, come si è detto, a delle convenzioni talvolta ragionevoli. Così il rosso e il color carne servono per indicare la carnagione degli uomini, il roseo quello delle donne; il {{sic|pavonazzo}} è per colorire i vasetti, il bigio poi ed il turchino sono destinati alla colorazione degli animali e ai demoni. Talune volte s'incontrano figure e animali coloriti {{sic|bizzaramente}} come, ad esempio, cavalli rossi con criniera azzurra, o cavalli interamente azzurri con unghie rosse e verdi.<br>Il valore dunque di queste pitture sta tutto quanto nel disegno del contorno il quale se dapprima è alquanto impacciato dipoi si slancia ed è galante e distinto. (Parte prima, cap. II, pp. 16-17) *[...] notiamo ancora un fatto singolare che riguarda non la tecnica pittorica, ma il contenuto della pittura etrusca. I soggetti che solitamente svolgeva il pittore etrusco, per quanto fossero destinati all'ornamento di una [[tomba]] – perché si tenga bene in mente che le pitture murali delle tombe sono quelle che ci hanno dato qualche lume intorno alla pittura degli Etruschi – sono tutt'altro che mortuari; i soggetti lugubri sono rari, e abbondano invece soggetti gai come banchetti, {{sic|caccie}}, danze, ecc. E ciò è logico. Perocché le feste in occasione di [[Funerale|funerali]] si credevano un modo di propiziazione per l'estinto affinché diventasse un essere divinizzato; così come il cristiano colle preghiere e colle funzioni pei defunti ha la fede di contribuire pietosamente alla loro eterna beatitudine. (Parte prima, cap. II, p. 22) *La [[Pittura romana|pittura]] storico-figurativa ebbe a Roma un considerevole impulso allorché sorse nel desiderio dell'imperatori e dei magnati di far dipingere su grandi pareti gli episodi più cospicui delle vittorie romane.<br>Osserva il [[Désiré-Raoul Rochette|Raoul Rochette]] che l'uso delle feste trionfali dette vigoroso impulso alla pittura su tavola, la quale, lo stesso Autore riferendosi a un passo dello storico Appiano, afferma che doveva essere familiarissima a Roma. Se ciò è vero bisogna dire che gli storici dell'arte in generale sono censurabili in questa parte, perché di tale specie di pittura han tenuto ben poco conto. (Parte prima, cap. IV, pp. 55-56) *Si suole ritenere [[Cimabue]] per fondatore dell'arte nova del dipingere, ma è più corretto dire che Cimabue favorì il rinascimento della pittura italiana promosso da [[Giotto]].<br>Difatti in Cimabue «che dette i primi lumi all'arte della pittura» come scrive esattamente il [[Giorgio Vasari|Vasari]] (''Le vite'', ecc.) c'è l'artista il quale tenta di ribellarsi alle pratiche cosiddette {{sic|bisantine}} o greche; ma non ancora disposto l'ambiente a accettar novità è naturale che l'arte di Cimabue abbia sempre l'impronta della maniera antica; mentre nell'opera pittorica di Giotto quest'impronta è addirittura scomparsa [...]. L'arte di Cimabue rappresenta per noi l'arte di transizione fra la così detta greca e quella italica risorta con Giotto. (Parte prima, cap. VII, pp. 150-151) *[[Giunta Pisano|Giunta]] [...] ebbe l'ambizione di sollevarsi un po' dalla maniera dura dell'arte del suo tempo [...]; si è detto perfino che Giunta fu maestro di Cimabue: in tal caso lo scolaro avrebbe sopravanzato il maestro come risulta dalle pitture che maestro e scolaro fecero in Assisi. (Parte prima, cap. VII, p. 153) *Giunta Pisano il quale visse al tempo della canonizzazione di [[Francesco d'Assisi|San Francesco]] dipinse molto a [[Assisi]] e la sua arte, come si è scritto partecipa dei modi così detti bisantini. Figure stecchite e dure spiranti una certa aria mansueta e pia, la quale impressiona. Quelle figure non impressionano, badisi, per la fattura; imperocché se pur si voglia dire che Giunta Pisano tentò di spastoiarsi dalle norme dell'arte coeva, i suoi sforzi restarono umili tentativi. (Parte prima, cap. VII, p. 155) *Si tiene in molto conto il ritratto di S. Francesco attribuito a Giunta Pisano perché non è impossibile che riproduca l'effigie vera del Serafico d'Assisi che Giunta può aver conosciuto. (Parte prima, cap. VII, p. 157) ===Parte seconda=== *Le pitture che [[Giotto]] eseguì a Assisi vicino a quelle del maestro Cimabue mostrano quanto questi sia stato {{sic|sopravvanzato}} dallo scolaro. Chi guarda attentamente le varie istorie di Giotto nota che a misura l'opera va innanzi ivi crescono i pregi; e verso la fine le storie sono più vaghe e più vivaci, le figure sono più franche nel disegno delle estremità, le mosse sono più variate, il paese è più naturale. (Parte seconda, cap. I, p. 7) *Il [[Correggio]], o come a lui garbava talvolta chiamarsi, Antonio Lieto da Correggio, non ha rivali nel magistero del [[chiaroscuro]] a cui seppe dare fluidità e vaghezza meravigliose. Sta in questo la importanza dell'opera pittorica correggesca. Il passaggio dalla luce all'ombra nelle pitture dell'Allegri è insensibile; accanto al bianco è un grigio leggero e accanto allo scuro, viceversa, è un grigio robusto: per la qual cosa il passaggio fra il nero e il bianco non vi è mai ardito, ma moderato dalla mezza tinta; alla quale l'Allegri doveva non solo il rilievo delle figure ma la pastosità della pittura. (Parte seconda, cap. III, p. 163) *Davanti alle pitture dell'Allegri si prova un'emozione dolcissima. La prima volta che vedemmo le pitture del [[Duomo di Parma]] restammo così impressionati da quella vista che ci parve che il Correggio avesse certe attrattive che non ha Raffaello. La pittura correggesca è esempio parlante di quanto possa infonder vita a un'opera d'arte la poesia di un cuore gentile. (Parte seconda, cap. III, pp. 163-164) *Il [[Andrea Sabatini|{{sic|Sabbatini}}]] o Andrea da Salerno fu [...] valoroso pittore sì da esser detto da taluno il Raffaello napoletano. (Parte seconda, cap. III, p. 170) *La novità, la prontezza, la bizzarria, le troviamo nell'arte del napoletano [[Luca Giordano]], il quale lavorava tanto velocemente che lo si conosce nella storia dell'arte per Luca ''fa presto'' o ''priesto''; per dirlo alla napoletana. Ammaestrato da [[Pietro da Cortona]], il Giordano che ebbe una prontezza quasi miracolosa nel concepire, una versatilità d'ingegno che niuno forse ebbe mai, una rapidità di mano sorprendente, può credersi che specie di pittore e' sia stato. (Parte seconda, cap. IV, pp. 176-177) *Non si può mettere fra i buoni coloritori il [[Domenichino]]; il suo stile è un po' secco e manca di quella eleganza che piace tanto la quale il nostro pittore non riescì a acquistare nemmeno dallo studio di [[Raffaello Sanzio|Raffaello]] che ebbe carissimo. (Parte seconda, cap. IV, p. 183) *{{NDR|[[Guido Reni]]}} Venuto dopo Raffaello e il [[Sassoferrato (pittore)|Sassoferrato]], (ambedue studiarono e ritrassero talora le pudiche idee dei Trecentisti) ottenne, Guido, nei volti da lui dipinti una bellezza propria; la quale segna fortemente il carattere del pittore. E se non giunse a imprimere nelle sue Vergini il divino di quella di S. Sisto e di Foligno, se non sempre mantenne la classica purità nei contorni che ci rapisce nelle Vergini del Sassoferrato, pur seppe Guido infondere nelle sue, grazia ineffabile che penetra nei cuori e vi lascia un'impressione durevole e profonda. (Parte seconda, cap. IV, pp. 183-184) *{{NDR|[[Francesco Albani]]}} Egli dipinse quasi sempre soggetti mitologici e fra questi scelse i più amabili dove le antiche dee e gli antichi amori simboleggianti il piacere o la giocondità vi occupavano il posto principale. Se talvolta dipinse cose sacre la sua maniera voluttuosa vi si mantenne. Lo provano i quadri della Pinacoteca bolognese: la Vergine in Trono e il Battesimo di Cristo i quali sono fra i suoi primissimi dipinti. (Parte seconda, cap. IV, pp. 185-186) *Lo stile dell'Albani pecca d'uniformità; uniformità di fattura e di ispirazione. Quei tanti Amori, quelle solite Veneri, quegli Adoni, tutti eguali non garbano oggi quanto garbarono un tempo; così la fama di [[Francesco Albani]] in quest'ultimi tempi è diminuita anziché no. (Parte seconda, cap. IV, p. 186) ==''{{sic|Scoltura}} italiana''== *Qualunque sia il posto che il popolo romano si merita nella storia dell'arte in generale, in particolare rapporto alla [[Scultura romana|{{sic|scoltura}}]], lo ha considerevole, a pensare che il romano col suo temperamento positivista dette impulso grandissimo a una specie d'imitazione {{sic|scultorica}} che non è più né quella simbolica degli Egizi, né la imitazione dei Greci innalzata alla bellezza tipica, ma è una imitazione la quale ha per base il ''carattere''. Da ciò scaturì il ritratto. (cap. IV, pp. 43-44) *I [[Civiltà romana|Romani]] furono un popolo positivo e perciò poco inclinato all'arte. Perché gli uomini che si dicono positivi sono quelli i quali non hanno immaginazione e giudicano il mondo nella nuda {{sic|realità}}, nel modo che si presenta ai loro sensi; perciò non potranno essere artisti perché oltre a un fondo di buon senso, l'artista bisogna che sia sensitivo e possegga immaginazione infiammabile. Viceversa i Greci possedendo in grado eminente questa immaginazione, che dicemmo infiammabile, furono un popolo artista per eccellenza; e col sorriso dell'arte conquistò l'affetto dei popoli, mentre i Romani conquistarono i popoli colla forza prepotente. (cap. IV, p. 47) *[...] ai tempi di Commodo era venuto così in voga l'uso dei busti-ritratti che si tagliavano le teste delle statue per sostituirvi effigi note; e si trovò il modo di fare i busti colorati per potere a piacimento cambiar di essi la testa; e si giunse, in quel tempo, perfino a far ritratti di donna colla pettinatura posticcia (di marmo o di bronzo, s'intende) per poterla cavare e cambiare onde seguire la volubilità della moda; per modo che la effigiata trovavasi sempre con la testa acconciata secondo il costume del giorno. (cap. IV, p. 53) *La {{sic|scoltura}} romana essendo espressiva per eccellenza salì molto più insù nell'arte del ritratto di quello che salisse la scoltura dei Greci. Nei ritratti greci trovi sempre bellezza lieta e non mai scopri la indagine ferma e sicura del carattere del ritrattato. (cap. IV, p. 55) *Ecco come [[Luca Della Robbia]] oltre a aver portato nella scoltura i resultati della mano svelta e della mente immaginosa, ecco come si isola da tutti i coevi e dagli scultori avvenire per aver trovato il modo d'invetriare le scolture e i lavori in plastica con ismalto monocromo o a colori il quale difende le scolture stesse dalle azioni distruggitrici dell'atmosfera. Luca Della Robbia che morì vecchissimo lavorò pure moltissimo. Per la qual cosa ben disse il [[Giorgio Vasari|Vasari]] nel discorrere della vita di Luca: «Onde ne venne arricchito il mondo (si capisce delle scolture a smalto di Luca) e l'arte del disegno di un'arte nuova utile e bellissima; ed egli (cioè Luca) di gloria e lode immortale e perpetua.» (cap. VII, p. 134) *[[Cristoforo Solari]] esimio fra tutti gli egregi che ornarono di loro opere quel cospicuo tempio del Rinascimento {{NDR|la [[Certosa di Pavia]]}}, Cristoforo Solari notissimo pel soprannome di Gobbo e del quale si narra che allorquando fu collocata in S. Pietro di Roma la Pietà del [[Michelangelo Buonarroti|Buonarroti]] alcuni Milanesi asserirono che era lavoro suo (tantoché {{sic|Michelangiolo}} si determinò di incidervi il proprio nome perché si dileguasse questa voce che pare potesse prendere consistenza<ref>Nel testo "consisistenza".</ref>) Cristoforo Solari (se è vero che sono tutte sue le {{sic|scolture}} cosi della Certosa di Pavia come quelle del [[Duomo di Milano]], che gli si attribuiscono) bisogna notarlo fra gli eminenti scultori del secolo il quale ora c'interessa studiare. (cap. VII, pp. 141-142) *Non scopriamo nell'arte del Solari né la ingenuità carezzevole dell'arte di [[Donatello]], né la vigorosità fantasiosa di quella del [[Lorenzo Ghiberti|Ghiberti]], né vi sappiamo scorgere la semplicità della scoltura di Luca della Robbia, nondimeno è tale la verità dello scolture solariane che acconsentiamo a scrivere nel libro dei più ragguardevoli scultori del secolo XVI, Cristoforo Solari. (cap. VII, p. 142) *[...] dopo Michelangelo la {{sic|scoltura}}, per dir come dicono tutti, si [[Barocco|imbarocchisce]], cioè non cerca più il bello, ma il bizzarro, lo stravagante: – i muscoli delle figure si gonfiano, i manti onde sono vestite si avvolgono, si ripiegano goffamente; la personalità soverchia s'impone alla riproduzione del vero. (cap. VIII, p. 160) *Se parlando di oreficeria del periodo artistico fra Michelangelo e Canova s'impone il Cellini, discorrendo d'intaglio del legno s'impone alla mente [[Andrea Brustolon]] di Belluno le cui cornici a fogliami arricciati e ornati di putti ridenti sono esempi di gusto singolare e libero e di difficoltà tecniche superate con disinvoltura ammirabile. Ma in questo tempo {{NDR|il Seicento}} le difficoltà materiali non {{sic|faceano}} indietreggiar gli esecutori; il marmo allora si lavorava come se fosse stato legno e il legno si accartocciava in mille guise come se fosse stato carta. (cap. VIII, p. 181) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/architetturaita01melagoog/page/n5/mode/1up Architettura italiana]'', parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/gri_33125015056232/page/n4/mode/1up Architettura italiana]'', parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/lartedidistingue00mela_0/mode/1up L'arte di distinguere gli stili]'', Ulrico Hoepli editore, Milano, 1918. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/pitturaitaliana01mela/page/n8/mode/1up Pittura italiana]'', Parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1885. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_B-KzsqAUBnsC/page/n6/mode/1up Pittura italiana]'', Parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1886. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_M2sC3cInwMcC/page/n4/mode/1up {{sic|Scoltura}} italiana. Parte prima e seconda: statuaria e scoltura ornamentale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1885. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Melani, Alfredo}} [[Categoria:Architetti italiani]] [[Categoria:Critici d'arte italiani]] csfhfd4p8vl4qpefqf8f5gproicq5tu 1410255 1410254 2026-04-12T16:07:15Z Gaux 18878 /* Parte seconda */ wlink ripetuto 1410255 wikitext text/x-wiki [[File:Alfredo Melani, Manuale dell'ornatista 1896 (page 7 crop).jpg|thumb|Alfredo Melani, ''Manuale dell'ornatista'', 1896]] '''Alfredo Melani''' (1859 – 1928), architetto e critico d'arte italiano. ==''Architettura italiana''== ===Parte prima=== *Che l'[[Arte etrusca|arte degli Etruschi]] sia stata influenzala prima da quella [[Arte orientale|orientale]] e poi da quella [[Arte greca|greca]] non vi è alcuno che oggi lo nega. Negandolo, come si potrebbe spiegare il perché si trovi in Etruria l'istesso genere di sepolture che nell'Asia Minore; il perché il sistema delle vòlte, che è affatto orientale, non si trovi in tutto il bacino del Mediterraneo, se non presso gli Etruschi; il perché nel vestire avessero gli Etruschi costumi quasi identici a quelli degli orientali? ecc. Circa la influenza greca poi, non c'è tanto dà disputare; il difficile sta piuttosto nello stabilire giustamente il grado di questa influenza; perché vi sono di quelli che la spingono a tal segno da far credere che l'arte etrusca altro non sia che un'arte arcaica greca; e questo, ci pare, è un andar troppo in là. Comunque sia nell'arte degli Etruschi dapprima sono elementi orientali e in seguito elementi greci. (parte prima, cap. II, pp. 8-9) *La più interessante proprietà dell'architettura etrusca è l'impiego delle [[Volta (architettura)|vòlte]] fatte con pietre tagliate a cuneo e chiuse con serraglia. Molti si domandano: ma sarà veramente esatto che gli Etruschi furono primi ad usare di questo elemento costruttivo? [[Diodoro Siculo]] osa affermare di sì: ma anche lui ebbe questa notizia, come tante altre, dalla tradizione e le tradizioni ingannano talvolta.<br>Certo la posizione geologica dell' Etruria si prestava immensamente alla costruzione a vòlta. Gli Etruschi non avevano i graniti dell'Egitto ne i marmi della Grecia, perciò non potevano {{sic|costrurre}} soffitti monolitici di ampiezza considerevole. Da ciò la vòlta a vari pezzi (cunei) reggentisi fra loro mutuamente, usatissima in Etruria, la cui origine non è etrusca ma orientale. Agli Etruschi si appartiene dunque la gloria di avere utilizzato in Europa, prima d'ogni altro popolo, il sistema delle vòlte a cunei il quale era pertanto assai familiare agli antichi architetti dell'Egitto e della Caldea. (parte prima, cap. II, p. 13) *Ma è proprio accertato che è costruzione etrusca l'[[Arco Etrusco|Arco di Perugia]]? Non sono pochi gli archeologi i quali riflettendo seriamente sulle parole incise sulla cornice dell'Arco – ''Colon Vib'' – cioè Colonia Vibia, sospettarono che l'Arco di Perugia fosse lavoro romano dovuto ad [[Augusto]]. Tale opinione verrebbe afforzata dal fatto sicuro che il primo dei Cesari fece riedificare le mura di questa città stata una delle dodici lucumonie etrusche. Ma altri osservano acutamente se l'Arco di Perugia, così come è oggi, non sia piuttosto di due epoche differenti. La prima (alla quale apparterrebbe la involtatura dell'arco) etrusca; la seconda (a cui si riferirebbero gli ornamenti e particolarmente certi pilastrini con capitelli ionici che coronano la porta medesima) romana.<br>A nostro remissivo parere, questa seconda è la versione più logica che si possa dare dell'Arco di Perugia. (parte prima, cap. II, p. 28) *La perizia costruttiva degli Etruschi [...] in nessun'altra fabbrica si palesa evidente quanto nella famosa [[Cloaca Massima]] a Roma. L'elogio più grande che possa farsi di questa costruzione si è quello di dire che dopo tanto volger di secoli serve ancora allo scopo per il quale venne ordinata. (parte prima, cap. II, p. 30) *Cominciata da [[Tarquinio Prisco]], la Cloaca Massima, venne tirata su tutta quanta a secco. Può ognuno formarsi idea della vigorosissima costruzione guardandone dal Tevere l'arcata maggiore composta di tre ordini di cunei di travertino uniti tra loro senza cemento. (parte prima, cap. II, p. 30) *Chi ha capito bene il carattere dei [[Civiltà romana|Romani]] non può meravigliarsi a vedere, specialmente in Roma, tanti [[Arco trionfale|Archi di Trionfo]] e colonne onorarie erette a gloria dei guerrieri che combatterono per far grande la patria. Gli Archi di Trionfo sono monumenti affatto romani (si rammenti bene) e vennero decorati con le maggiori pompe dell'arte. Sotto i Cesari il loro carattere è pertanto sobrio e elegante, ma mano mano che si va in là si fa gonfio e pesante. Ai tempi di [[Settimio Severo]] e di [[Costantino I|Costantino]] la antica sobrietà si trova sacrificata ai particolari che si moltiplicano per ragione di lusso e in danno dell'arte. (parte prima, cap. IV, pp. 151-154) *I Romani hanno tramandato ai posteri la gloria dei loro guerrieri anche col mezzo di Colonne Onorarie. Questa forma artistica, applicata nel modo che la applicarono gli architetti romani, è completamente romana. Nessun popolo avanti il romano {{sic|imaginò}} le Colonne Onorarie. La prima colonna onoraria che sorse a Roma fu quella destinata a [[Gaio Duilio|Duilio]] e ricordante la prima vittoria navale dei Romani sui Cartaginesi (260 av. G. C). In seguito si eresse la Antonina, dedicata a [[Marco Aurelio]] e la [[Colonna Traiana|Traiana]] (che i Francesi vollero imitare con quella Vendôme) [...]. (parte prima, cap. IV, p. 154) *Col tempo le case {{NDR|di [[Pompei]]}} diventarono<ref>Nel testo "doventarono".</ref> comode e splendide; anzi se si deve rilevare dalla loro sontuosità bisogna dire che in Pompei doveva esservi molta gente ricca o per lo meno agiata. Tutti gli studi che sono stati fatti su Pompei mostrano che le fortune vi dovevano essere spartite molto bene. Il Nissen<ref>Heinrich Nissen (1839-1912), storico tedesco, autore di ''Pompeianische Studien'', Lipsia 1877.</ref> constata che a Pompei il gusto del lusso andò sempre crescendo dall'Impero in là. Si verificò a Pompei in quei tempi quello che oggi si verifica da noi; accanto all'antica nobiltà ingoffita, sorse una borghesia ricca, ambiziosa, petulante che amava il fasto, voleva viver bene e amava godere tutte le gioie le quali furono privilegio delle grandi famiglie. Ecco perché a Pompei si esumarono tante belle case, ecco la ragione di tanta sontuosità decorativa che se non era quella dei Crassi, degli Scauri, dei Luculli, rivelava nei Pompeiani sentimento delicato e agiatezza. (parte prima, cap. IV, p. 177) *[...] [[Marco Vitruvio Pollione]], vissuto ai tempi di [[Augusto]], acquistò tanta {{sic|riputazione}} da morto che, si ha ragione di supporre, altrettanta non ebbe da vivo. Difatti non si sa capire come mai l'imperatore Augusto, il quale durante il suo governo fe' costruire tante fabbriche pubbliche, non siasi mai rivolto a Vitruvio Pollione. Bisogna proprio credere o che Vitruvio fosse in uggia all'imperatore (gli uomini sono sempre gli stessi) o sia vero che egli fosse soltanto un teorico. (parte prima, appendice, p. 190) *[[Adriano]], uomo vanitoso se mai ve ne fu, volle dare i piani e dirigere la costruzione del [[Tempio di Venere e Roma|tempio di Venere]] a Roma. Compiuto che fu il tempio domandò ad [[Apollodoro di Damasco|Apollodoro]] il suo giudizio persuaso di averlo favorevole e Apollodoro disse franco il suo parere sulla costruzione dell'imperatore; il fatto è che Adriano fece uccidere Apollodoro, dopo poco, sotto un pretesto frivolissimo. (parte prima, appendice, pp. 195-196) ===Parte seconda=== *È certo che senza l'ardente iniziativa degli uomini di genio sorti in Firenze negli ultimi anni del XIV secolo, la rivoluziono che doveva, nel campo dell' arte, rinnovare le fonti dell'ispirazione e nel campo dei costumi, sostituire la civiltà moderna alla {{sic|medieva}}, si sarebbe fatta aspettare ancora un po'. Il [[Filippo Brunelleschi|Brunelleschi]] e l'[[Leon Battista Alberti|Alberti]] intesero a paganizzare l'architettura per la ragione che la società si paganizzava. Se non ci fosse stato il mutamento nelle idee sociali del XV secolo il seme gettato dal Brunelleschi e dall'Alberti non avrebbe dato alcun frutto: – un arte non ha vita duratura se non è l'{{sic|imagine}} dell'ambiente entro il quale deve svolgersi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Ouesta [[Cappella Pazzi|Cappella {{NDR|dei Pazzi di Firenze}}]] corretta nei profili, armonica nelle proporzioni, equilibrata negli effetti di chiaroscuro, aggraziata nei particolari ornamentali, è uno dei più interessanti fra i primi lavori del Brunelleschi. (parte seconda, cap. IV, p. 142) *Il [[Baldassare Longhena|Longhena]] si distinse eziandio nella costruzione del Palazzo Rezzonico il cui basamento spartito a bugne, e la scala e l'atrio sono veramente da studiarsi. Ma è singolare questo architetto! Nell'Ospedaletto lo troviamo eccessivamente barocco, nel monumento Pesaro, nel palazzo Capovilla si mostra pure un nervoso manipolator di volute e di cartocci, ma che è che non è, la sua mano abituata a segnar curve stravaganti, pare senta il bisogno d'un po' di riposo; e segna sulla carta motivi semplici e freddi di una freddezza palladiana. Chi mai direbbe che il palazzo Giustinian Lolin sul Canal Grande, è disegnato dall'immaginoso Longhena? (parte seconda, cap. V, p. 233-234) ==''L'arte di distinguere gli stili''== *L'[[Arte egizia|architettura egizia]] orizzontale e simmetrica, si assimila alla greca; architettura calma, massiccia nel complesso dei muri rivestiti da intagli e da colori. Caratteristica immancabile: la rastremazione, cioè i muri esterni inclinati. Così tutto in Egitto ha tendenza piramidale nell'assoluto rispetto all'orizzontale; le piramidi che lo personificano intonano ogni architettura sia tomba sia tempio, e gli obelischi che ugualmente personificano la terra de' Faraoni, hanno tendenza piramidale pur contradicendo il principio dell'orizzontale trionfante; ma gli obelischi sono monumenti decorativi. (prima parte, cap. I, pp. 35-36) *Ho detto altrove che bisogna esser più misurati e meno assoluti; l'[[arte greca]], l'architettura, ha le sue imperfezioni, e il creare un'arte greca senza macchia, insuperata e insuperabile, è morbosità, tormento, allucinazione.<br>Volfango Goethe avrebbe dato il [[Partenone]] per tutte le cattedrali gotiche. Se lo poteva pigliare. (seconda parte, cap. I, p. 107) *L'ellenismo etrusco è preceduto da una plastica di sapore acutamente arcaico molto gustoso, e si raccoglie sulle urne che dimostrano l'attività realistica dei nostri plastici minuti, ostinati nella modellazione, duri, rozzi, ineleganti nel linguaggio d'arte. Bellissime antefisse con testa nel mezzo, ornamenti intorno sbalzati, al solito, dal colore; qui, nel verismo dei ritratti, nell'arcaismo delle forme, vibra lo [[Arte etrusca|stile etrusco]], vibra nei soggetti demoniaci che celebrano certe superstizioni diffuse nel popolo e si umilia, si spegne all'immigrazione greca che vince l'anima etrusca; – forma e soggetti. (seconda parte, cap. II, pp. 158-159) *[...] l'arco, la {{sic|vòlta}}, la cupola costituiscono l'[[architettura romana]], lo stile romano, cioè lo stile imperiale di Roma, l'Urbe nel periodo del suo dominio, il dominio romano che paralizza ogni sogno che dovesse tramutarsi in realtà. (seconda parte, cap. III, p. 164) *Eccellenti mattoni, eccellente cemento, eccellente {{sic|manualanza}}, ottimi costruttori: questo il trionfo tecnico dell'architettura romana, all'apogèo che segna il vero stile romano e questo il segreto della sua esistenza. Vastità e sontuosità, ordini architettonici sovrapposti, l'arco, la vòlta e la cupola sviluppatissime: questo il trionfo estetico della nostra architettura, del nostro stile, influenzato dall'Etruria, dalla Grecia, dallo stile ellenico e ellenistico, audace e gagliardo, imponente e fastoso. Il genio italico diè ad esso il suo tono, diè il suo accento che riassume e glorifica: riassume le architetture anteriori di cui l'architettura romana è, infatti, la sintesi e il téma finale. Dopo, il Medioevo: – contando poco, architettonicamente, lo stile paleo-cristiano. (seconda parte, cap. III, pp. 165-166) *Impressionante a Roma la sovrapposizione degli ordini che la Grecia adottò timidamente anche nel periodo ellenistico rispetto a Roma, che lo svolse quanto più poté negli edifici pubblici e nei privati, comprese le case che salirono alte per necessità di spazio, insegna Vitruvio. Un ordine sopra l'altro dunque; archi, vòlte, colonne, trabeazioni producevano uno spettacolo quasi nuovo e un'imponenza quasi miracolosa, e questo spettacolo e questa imponenza è lo stile romano, assieme che offusca quando non ingombra colla ricchezza. (seconda parte, cap. III, p. 183) *Lo [[Arte bizantina|stile {{sic|bisantino}}]] è lo stile delle cupole, il cui sviluppo si può assegnare al regno di [[Giustiniano I|Giustiniano]] – stile definitivo evocante l'insigne mecenate dell'architettura bisantina, la cui azione provocò utili sforzi come Pericle a Atene, Augusto a Roma. S. Sofia vicino al Partenone: lo stile architravato nel suo trionfo, lo stile voltato nei monumenti romani sovrattutto termali [...]. (terza parte, cap. I, p. 237) *[[Santa Sofia (Istanbul)|S. Sofia di Costantinopoli]] è sempre il faro, il monumento sublime che esemplifica: studiato, riprodotto, illustrato è il pilota dello stile {{sic|bisantino}}: – la pianta concentrica, la cupola immensa, le cupole secondarie leggiere, ariose, i capitelli pulvinati, fioriti, la interminabile veste musiva, il tono e la sostanza fastosa, le dimensioni corrispondenti a questo tono e a questa sostanza. Tuttociò ammaestra e in un solo libro monumentale riassume e commenta lo stile, tutto lo stile bisantino nel suo organismo compiuto, nel suo equilibrio statico ed estetico. (terza parte, cap. I, p. 238) *Lo stile {{sic|bisantino}} è dedito alla pittura non alla scultura e adopra lo {{sic|scarpello}} avaramente in statue e bassorilievi, {{sic|cuoprendo}} cupole, pareti, archi e sott'archi col {{sic|musaico}}. Perciò a conoscere lo stile bisantino, anche nella scultura, aiuta il mosaico nei suoi pittori bisantini e italo-bisantini contro i pittori classici e romani che offrono utili comparazioni. (terza parte, cap. I, p. 240) *Sontuosità, gemme saettanti, cumulo di smalti policromi: ecco lo stile {{sic|bisantino}} il quale esulta agli ori composti da' cordoni perlati, amico delle perle benché non scintillino e non parlino rumoreggiando. E le perle circondate da filigrane, associate agli smalti in un tumulto di colori, a parte la carezza formale, i ceselli ornativi e figurativi sullo stile della scultura lapidea, sono spesso negli ori. Frenesia di contrasti, accordo di ricchezze colpiscono le facoltà sensitive a svelare un'intima psicologia ardente, pulsante, irresistibile. Il primo organo rivelatore, appunto, è la sontuosità. (terza parte, cap. I, p. 246) *Il riposo, l'abbandono dei problemi complicati, ecco {{NDR|dopo il gotico}} il nuovo stile. Infatti il [[rinascimento]] è ritorno, amore alla serenità greca, alla regolarità romana, alla tradizione greco-latina i cui primi interpreti sono stati i fiorentini. (quarta parte, cap. I, p. 403) *[[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], forza suprema, energia multipla, inestinguibile. Si elevò qualche protesta contro l'erettore della cupola di S. Pietro, quasi avesse profanato il titolo d'architetto; Michelangelo reazionario, nel nome della libertà, suscitatore di ispirazioni nuove, consola invece il periodo finale del rinascimento. Un «contaminato», il padre dei contaminati, secondo l'''Jus'' dei parrucconi i quali {{sic|sobbillano}} chi non specula sopra i timidi e non glorifica il plagio. E, Michelangelo, esaurito il programma brunelleschiano e bramantesco, emanava la sua legge da cui sorse la scuola che da lui ha nome, la quale non s'infrena al romanismo e rompe la tradizione con un sistema non ancor tentato. (quarta parte, cap. II, p. 450) *La biblioteca [[Biblioteca Medicea Laurenziana|Mediceo-Laurenziana-Delciana]] a Firenze, insegna che il gusto rettilineo può sostituirsi al gusto curvilineo, insegna che i frontoni possono profilarsi nei risalti e le cornici possono spezzarsi al buon nome dell'architettura. (quarta parte, cap. II, p. 451) *Da Firenze a Roma, a Genova, a Milano la scuola michelangiolesca chiama a raccolta i maggiori, i quali si ascrivono volentieri esultando alla vivezza intellettuale contro la pigrizia e addomesticando al barocco di cui, cronologicamente e stilisticamente, la scuola michelangiolesca rappresenta la anticamera.<br>Sulla via barocca: e nessuno oggi si vergogna a dirlo. – Assalto al bigottismo lanciato dall'impalcatura della Sistina, ove il pennello dell'architetto, scultore e pittore onora la bellezza personale e subbiettiva e fonde l'architettura alle altre arti; architettura pittoresca nell'innesto magnifico della scultura applicata. La retta non teme la curva, la curva si assimila alla retta nella scuola michelangiolesca e le figure che s'inarcano e si avvoltolano, non soffrono più il digiuno a cui si sottoposero da rettilinei i quali mancarono del senso pittorico (Bramante). (quarta parte, cap. II, p. 451) *Stile della ricchezza, della maestà pomposa, il [[barocco]]; e stile dell'amabilità elegante il [[Rococò|{{sic|roccoccò}}]], il {{sic|Secento}} e il Settecento. Essi non vantano un organismo statico proprio come il greco o il gotico, e prolungano il rinascimento {{sic|cuoprendolo}} di curve, spezzando le cornici, tagliando i frontoni in una gioia di linee irrefrenabile e dilagano, stimolando, la libera fantasia. Stile decorativo, il barocco e il roccoccò, intende a meravigliare, a sbalordire. (quarta parte, cap. II, p. 481) *Complessivamente il barocco trasforma in un'immensa gloria di curve il {{sic|Secento}}, e il {{sic|roccoccò}} chiama a avvolgimenti leggiadri e scherzosi il Settecento. E il barocco, perché sia veramente tale, bisogna che innalzi<ref>Nel testo "inalzi".</ref> la ricchezza qualche volta ammucchiata {{sic|piucché}} odinata; bisogna che la innalzi alla maggiore potenza la quale si sostiene e si coordina ed appaga l'occhio in un effetto generale. Come se un grande decoratore vedesse tutto, dirigesse tutto ad onorare la sua dote più alta: la inesauribilità. (quarta parte, cap. II, p. 483) *{{NDR|Sul [[Vittoriano]]}} Lo Stato, vittima dell'eclettismo, nel suo passivo più lacerante ha il «Monumentissimo» di Roma, la Mole sacconiana che ingoia milioni dal 1885, eroismo degli antiquari, degli orecchianti e della burocrazia italica. Oggi non sono pochi a convenire sulla miseria di quelle pietre lavorate; ma quando io investii il «Monumentissimo», vivente il povero Giuseppe Sacconi, mi trovai solo, in un piacevole isolamento. A rigore il «Monumentissimo» potrebbe ispirare qualche indulgenza guardando il tempo in cui se ne aperse il concorso, però è insopportabile che vi si possa vedere il genio d'un architetto. (Appendice, p. 575) *In sott'ordine, rispetto al «Monumentissimo» {{NDR|il Vittoriano di Roma}}, fra molti {{NDR|edifici in stile eclettico del XIX secolo}}, cibreo<ref>Intingolo, miscuglio mal combinato.</ref> disgustoso il [[Palazzo della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia|palazzo della Cassa di Risparmio a Pistoia]]. Costato quasi un milione (il concorso fu bandito sulla somma di 300.000 lire) quella città toscana ha veduto sorgere, questi ultimi anni, un ampio dado di cui tutte le parti, dalle grandi alle piccole, sono copiate. Il basamento è copiato dal banco di giustizia nel Palazzo Pretorio della città, l'ingresso sulla facciata principale è copiato dalla porta di Leon Battista Alberti sulla facciata di S. Maria Novella a Firenze con squallide alterazioni (il dorico sostituito al corinzio), la imposta è copiata sotto il portico degli Uffizi a Firenze, i ferri sono copiati in un palazzo a Lucca e male applicati (troppo triti); e, nell'interno, le finestre dell'atrio appartengono alla facciata del palazzo della Cancelleria a Roma, e a Pistoia ingenuamente non si tolsero le rosette, sul fregio, emblema del cardinale Raffaello Riario che ordinò il celebre palazzo. Né curo i piccoli balaustri copiati dalla scala del palazzo Gondi a Firenze e il resto. Ma, almeno, il palazzo fosse comodo! (Appendice, pp. 575-576) ==''Pittura italiana''== ===Parte prima=== *Per quanto si sa questo popolo {{NDR|gli [[Etruschi]]}} esercitò con certa larghezza la pittura, ma difficilmente la sollevò a arte indipendente, vale a dire a pura espressione d'un concetto estetico; e si può dire che si limitò invece a servirsene come mezzo di decorazione; nel modo stesso che sì usò in Oriente, da ove anzi si vuole precisamente derivato il primo stile etrusco detto per ciò, ''orientalizzante''.<br>Gli Etruschi sentirono la compiacenza che deriva dalla vivacità dei colori nello stesso modo che la sentirono i popoli primitivi e la sentono tuttora i selvaggi d'Africa e d'Oceania. (Parte prima, cap. II, pp. 15-16) *Le [[Pittura etrusca|pitture etrusche]] in generale sono a tinte intere e mancanti di chiaro scuro, e corrispondono, come si è detto, a delle convenzioni talvolta ragionevoli. Così il rosso e il color carne servono per indicare la carnagione degli uomini, il roseo quello delle donne; il {{sic|pavonazzo}} è per colorire i vasetti, il bigio poi ed il turchino sono destinati alla colorazione degli animali e ai demoni. Talune volte s'incontrano figure e animali coloriti {{sic|bizzaramente}} come, ad esempio, cavalli rossi con criniera azzurra, o cavalli interamente azzurri con unghie rosse e verdi.<br>Il valore dunque di queste pitture sta tutto quanto nel disegno del contorno il quale se dapprima è alquanto impacciato dipoi si slancia ed è galante e distinto. (Parte prima, cap. II, pp. 16-17) *[...] notiamo ancora un fatto singolare che riguarda non la tecnica pittorica, ma il contenuto della pittura etrusca. I soggetti che solitamente svolgeva il pittore etrusco, per quanto fossero destinati all'ornamento di una [[tomba]] – perché si tenga bene in mente che le pitture murali delle tombe sono quelle che ci hanno dato qualche lume intorno alla pittura degli Etruschi – sono tutt'altro che mortuari; i soggetti lugubri sono rari, e abbondano invece soggetti gai come banchetti, {{sic|caccie}}, danze, ecc. E ciò è logico. Perocché le feste in occasione di [[Funerale|funerali]] si credevano un modo di propiziazione per l'estinto affinché diventasse un essere divinizzato; così come il cristiano colle preghiere e colle funzioni pei defunti ha la fede di contribuire pietosamente alla loro eterna beatitudine. (Parte prima, cap. II, p. 22) *La [[Pittura romana|pittura]] storico-figurativa ebbe a Roma un considerevole impulso allorché sorse nel desiderio dell'imperatori e dei magnati di far dipingere su grandi pareti gli episodi più cospicui delle vittorie romane.<br>Osserva il [[Désiré-Raoul Rochette|Raoul Rochette]] che l'uso delle feste trionfali dette vigoroso impulso alla pittura su tavola, la quale, lo stesso Autore riferendosi a un passo dello storico Appiano, afferma che doveva essere familiarissima a Roma. Se ciò è vero bisogna dire che gli storici dell'arte in generale sono censurabili in questa parte, perché di tale specie di pittura han tenuto ben poco conto. (Parte prima, cap. IV, pp. 55-56) *Si suole ritenere [[Cimabue]] per fondatore dell'arte nova del dipingere, ma è più corretto dire che Cimabue favorì il rinascimento della pittura italiana promosso da [[Giotto]].<br>Difatti in Cimabue «che dette i primi lumi all'arte della pittura» come scrive esattamente il [[Giorgio Vasari|Vasari]] (''Le vite'', ecc.) c'è l'artista il quale tenta di ribellarsi alle pratiche cosiddette {{sic|bisantine}} o greche; ma non ancora disposto l'ambiente a accettar novità è naturale che l'arte di Cimabue abbia sempre l'impronta della maniera antica; mentre nell'opera pittorica di Giotto quest'impronta è addirittura scomparsa [...]. L'arte di Cimabue rappresenta per noi l'arte di transizione fra la così detta greca e quella italica risorta con Giotto. (Parte prima, cap. VII, pp. 150-151) *[[Giunta Pisano|Giunta]] [...] ebbe l'ambizione di sollevarsi un po' dalla maniera dura dell'arte del suo tempo [...]; si è detto perfino che Giunta fu maestro di Cimabue: in tal caso lo scolaro avrebbe sopravanzato il maestro come risulta dalle pitture che maestro e scolaro fecero in Assisi. (Parte prima, cap. VII, p. 153) *Giunta Pisano il quale visse al tempo della canonizzazione di [[Francesco d'Assisi|San Francesco]] dipinse molto a [[Assisi]] e la sua arte, come si è scritto partecipa dei modi così detti bisantini. Figure stecchite e dure spiranti una certa aria mansueta e pia, la quale impressiona. Quelle figure non impressionano, badisi, per la fattura; imperocché se pur si voglia dire che Giunta Pisano tentò di spastoiarsi dalle norme dell'arte coeva, i suoi sforzi restarono umili tentativi. (Parte prima, cap. VII, p. 155) *Si tiene in molto conto il ritratto di S. Francesco attribuito a Giunta Pisano perché non è impossibile che riproduca l'effigie vera del Serafico d'Assisi che Giunta può aver conosciuto. (Parte prima, cap. VII, p. 157) ===Parte seconda=== *Le pitture che [[Giotto]] eseguì a Assisi vicino a quelle del maestro Cimabue mostrano quanto questi sia stato {{sic|sopravvanzato}} dallo scolaro. Chi guarda attentamente le varie istorie di Giotto nota che a misura l'opera va innanzi ivi crescono i pregi; e verso la fine le storie sono più vaghe e più vivaci, le figure sono più franche nel disegno delle estremità, le mosse sono più variate, il paese è più naturale. (Parte seconda, cap. I, p. 7) *Il [[Correggio]], o come a lui garbava talvolta chiamarsi, Antonio Lieto da Correggio, non ha rivali nel magistero del [[chiaroscuro]] a cui seppe dare fluidità e vaghezza meravigliose. Sta in questo la importanza dell'opera pittorica correggesca. Il passaggio dalla luce all'ombra nelle pitture dell'Allegri è insensibile; accanto al bianco è un grigio leggero e accanto allo scuro, viceversa, è un grigio robusto: per la qual cosa il passaggio fra il nero e il bianco non vi è mai ardito, ma moderato dalla mezza tinta; alla quale l'Allegri doveva non solo il rilievo delle figure ma la pastosità della pittura. (Parte seconda, cap. III, p. 163) *Davanti alle pitture dell'Allegri si prova un'emozione dolcissima. La prima volta che vedemmo le pitture del [[Duomo di Parma]] restammo così impressionati da quella vista che ci parve che il Correggio avesse certe attrattive che non ha Raffaello. La pittura correggesca è esempio parlante di quanto possa infonder vita a un'opera d'arte la poesia di un cuore gentile. (Parte seconda, cap. III, pp. 163-164) *Il [[Andrea Sabatini|{{sic|Sabbatini}}]] o Andrea da Salerno fu [...] valoroso pittore sì da esser detto da taluno il Raffaello napoletano. (Parte seconda, cap. III, p. 170) *La novità, la prontezza, la bizzarria, le troviamo nell'arte del napoletano [[Luca Giordano]], il quale lavorava tanto velocemente che lo si conosce nella storia dell'arte per Luca ''fa presto'' o ''priesto''; per dirlo alla napoletana. Ammaestrato da [[Pietro da Cortona]], il Giordano che ebbe una prontezza quasi miracolosa nel concepire, una versatilità d'ingegno che niuno forse ebbe mai, una rapidità di mano sorprendente, può credersi che specie di pittore e' sia stato. (Parte seconda, cap. IV, pp. 176-177) *Non si può mettere fra i buoni coloritori il [[Domenichino]]; il suo stile è un po' secco e manca di quella eleganza che piace tanto la quale il nostro pittore non riescì a acquistare nemmeno dallo studio di [[Raffaello Sanzio|Raffaello]] che ebbe carissimo. (Parte seconda, cap. IV, p. 183) *{{NDR|[[Guido Reni]]}} Venuto dopo Raffaello e il [[Sassoferrato (pittore)|Sassoferrato]], (ambedue studiarono e ritrassero talora le pudiche idee dei Trecentisti) ottenne, Guido, nei volti da lui dipinti una bellezza propria; la quale segna fortemente il carattere del pittore. E se non giunse a imprimere nelle sue Vergini il divino di quella di S. Sisto e di Foligno, se non sempre mantenne la classica purità nei contorni che ci rapisce nelle Vergini del Sassoferrato, pur seppe Guido infondere nelle sue, grazia ineffabile che penetra nei cuori e vi lascia un'impressione durevole e profonda. (Parte seconda, cap. IV, pp. 183-184) *{{NDR|[[Francesco Albani]]}} Egli dipinse quasi sempre soggetti mitologici e fra questi scelse i più amabili dove le antiche dee e gli antichi amori simboleggianti il piacere o la giocondità vi occupavano il posto principale. Se talvolta dipinse cose sacre la sua maniera voluttuosa vi si mantenne. Lo provano i quadri della Pinacoteca bolognese: la Vergine in Trono e il Battesimo di Cristo i quali sono fra i suoi primissimi dipinti. (Parte seconda, cap. IV, pp. 185-186) *Lo stile dell'Albani pecca d'uniformità; uniformità di fattura e di ispirazione. Quei tanti Amori, quelle solite Veneri, quegli Adoni, tutti eguali non garbano oggi quanto garbarono un tempo; così la fama di Francesco Albani in quest'ultimi tempi è diminuita anziché no. (Parte seconda, cap. IV, p. 186) ==''{{sic|Scoltura}} italiana''== *Qualunque sia il posto che il popolo romano si merita nella storia dell'arte in generale, in particolare rapporto alla [[Scultura romana|{{sic|scoltura}}]], lo ha considerevole, a pensare che il romano col suo temperamento positivista dette impulso grandissimo a una specie d'imitazione {{sic|scultorica}} che non è più né quella simbolica degli Egizi, né la imitazione dei Greci innalzata alla bellezza tipica, ma è una imitazione la quale ha per base il ''carattere''. Da ciò scaturì il ritratto. (cap. IV, pp. 43-44) *I [[Civiltà romana|Romani]] furono un popolo positivo e perciò poco inclinato all'arte. Perché gli uomini che si dicono positivi sono quelli i quali non hanno immaginazione e giudicano il mondo nella nuda {{sic|realità}}, nel modo che si presenta ai loro sensi; perciò non potranno essere artisti perché oltre a un fondo di buon senso, l'artista bisogna che sia sensitivo e possegga immaginazione infiammabile. Viceversa i Greci possedendo in grado eminente questa immaginazione, che dicemmo infiammabile, furono un popolo artista per eccellenza; e col sorriso dell'arte conquistò l'affetto dei popoli, mentre i Romani conquistarono i popoli colla forza prepotente. (cap. IV, p. 47) *[...] ai tempi di Commodo era venuto così in voga l'uso dei busti-ritratti che si tagliavano le teste delle statue per sostituirvi effigi note; e si trovò il modo di fare i busti colorati per potere a piacimento cambiar di essi la testa; e si giunse, in quel tempo, perfino a far ritratti di donna colla pettinatura posticcia (di marmo o di bronzo, s'intende) per poterla cavare e cambiare onde seguire la volubilità della moda; per modo che la effigiata trovavasi sempre con la testa acconciata secondo il costume del giorno. (cap. IV, p. 53) *La {{sic|scoltura}} romana essendo espressiva per eccellenza salì molto più insù nell'arte del ritratto di quello che salisse la scoltura dei Greci. Nei ritratti greci trovi sempre bellezza lieta e non mai scopri la indagine ferma e sicura del carattere del ritrattato. (cap. IV, p. 55) *Ecco come [[Luca Della Robbia]] oltre a aver portato nella scoltura i resultati della mano svelta e della mente immaginosa, ecco come si isola da tutti i coevi e dagli scultori avvenire per aver trovato il modo d'invetriare le scolture e i lavori in plastica con ismalto monocromo o a colori il quale difende le scolture stesse dalle azioni distruggitrici dell'atmosfera. Luca Della Robbia che morì vecchissimo lavorò pure moltissimo. Per la qual cosa ben disse il [[Giorgio Vasari|Vasari]] nel discorrere della vita di Luca: «Onde ne venne arricchito il mondo (si capisce delle scolture a smalto di Luca) e l'arte del disegno di un'arte nuova utile e bellissima; ed egli (cioè Luca) di gloria e lode immortale e perpetua.» (cap. VII, p. 134) *[[Cristoforo Solari]] esimio fra tutti gli egregi che ornarono di loro opere quel cospicuo tempio del Rinascimento {{NDR|la [[Certosa di Pavia]]}}, Cristoforo Solari notissimo pel soprannome di Gobbo e del quale si narra che allorquando fu collocata in S. Pietro di Roma la Pietà del [[Michelangelo Buonarroti|Buonarroti]] alcuni Milanesi asserirono che era lavoro suo (tantoché {{sic|Michelangiolo}} si determinò di incidervi il proprio nome perché si dileguasse questa voce che pare potesse prendere consistenza<ref>Nel testo "consisistenza".</ref>) Cristoforo Solari (se è vero che sono tutte sue le {{sic|scolture}} cosi della Certosa di Pavia come quelle del [[Duomo di Milano]], che gli si attribuiscono) bisogna notarlo fra gli eminenti scultori del secolo il quale ora c'interessa studiare. (cap. VII, pp. 141-142) *Non scopriamo nell'arte del Solari né la ingenuità carezzevole dell'arte di [[Donatello]], né la vigorosità fantasiosa di quella del [[Lorenzo Ghiberti|Ghiberti]], né vi sappiamo scorgere la semplicità della scoltura di Luca della Robbia, nondimeno è tale la verità dello scolture solariane che acconsentiamo a scrivere nel libro dei più ragguardevoli scultori del secolo XVI, Cristoforo Solari. (cap. VII, p. 142) *[...] dopo Michelangelo la {{sic|scoltura}}, per dir come dicono tutti, si [[Barocco|imbarocchisce]], cioè non cerca più il bello, ma il bizzarro, lo stravagante: – i muscoli delle figure si gonfiano, i manti onde sono vestite si avvolgono, si ripiegano goffamente; la personalità soverchia s'impone alla riproduzione del vero. (cap. VIII, p. 160) *Se parlando di oreficeria del periodo artistico fra Michelangelo e Canova s'impone il Cellini, discorrendo d'intaglio del legno s'impone alla mente [[Andrea Brustolon]] di Belluno le cui cornici a fogliami arricciati e ornati di putti ridenti sono esempi di gusto singolare e libero e di difficoltà tecniche superate con disinvoltura ammirabile. Ma in questo tempo {{NDR|il Seicento}} le difficoltà materiali non {{sic|faceano}} indietreggiar gli esecutori; il marmo allora si lavorava come se fosse stato legno e il legno si accartocciava in mille guise come se fosse stato carta. (cap. VIII, p. 181) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/architetturaita01melagoog/page/n5/mode/1up Architettura italiana]'', parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/gri_33125015056232/page/n4/mode/1up Architettura italiana]'', parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1887<sup>2</sup>. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/lartedidistingue00mela_0/mode/1up L'arte di distinguere gli stili]'', Ulrico Hoepli editore, Milano, 1918. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/pitturaitaliana01mela/page/n8/mode/1up Pittura italiana]'', Parte prima, Ulrico Hoepli, Milano, 1885. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_B-KzsqAUBnsC/page/n6/mode/1up Pittura italiana]'', Parte seconda, Ulrico Hoepli, Milano, 1886. *Alfredo Melani, ''[https://archive.org/details/bub_gb_M2sC3cInwMcC/page/n4/mode/1up {{sic|Scoltura}} italiana. Parte prima e seconda: statuaria e scoltura ornamentale]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1885. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Melani, Alfredo}} [[Categoria:Architetti italiani]] [[Categoria:Critici d'arte italiani]] hsizxy7akv9xzbvh3advscwp8yynntt Carlo Cavicchi 0 178316 1410303 1410042 2026-04-12T19:31:17Z Danyele 19198 /* Autosprint */ +4 1410303 wikitext text/x-wiki [[File:Carlo Cavicchi (2011).jpg|thumb|Carlo Cavicchi (2011)]] '''Carlo Cavicchi''' (1947 – vivente), giornalista e scrittore italiano. ==Citazioni di Carlo Cavicchi== *{{NDR|Su [[Daniele Audetto]]}} Il più grande attore che Hollywood si sia mai fatta scappare.<ref>Da ''Destra 3 lunga chiude. Quando i rally avevano un'anima'', Vimodrone, Giorgio Nada Editore, 2016, ISBN 9788879116664; citato in Lorenzo Rondelli, ''[https://www.automotivespace.it/destra-3-lunga-chiude/ Destra 3 lunga chiude]'', ''automotivespace.it'', 21 settembre 2020.</ref> *{{NDR|Sulla [[Citroën 2CV]]}} [...] sarei anche pronto a decantarne gli enormi meriti, il peso che questa geniale vettura ha avuto nel tessuto sociale di un Paese come la Francia, l'immagine sbarazzina che l'ha accompagnata per oltre quattro decenni, sempre attuale anche quando ormai la sua tecnologia faceva tenerezza. Non lo faccio perché altri lo faranno molto meglio di me. Mi limito però a sintetizzarne un pregio che è virtù di poche cose buone nel mondo: tutti, nessuno escluso, quando ne vedono passare una sorridono. È la prova di qualche cosa che prima che nel cervello ha saputo entrare nel cuore.<ref>Citato in Vincenzo Borgomeo, ''[https://books.google.it/books?id=eY89DQAAQBAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false 101 storie sulla Citroën 2CV che non ti hanno mai raccontato]'', Roma, Newton Compton Editori, 2016, ISBN 978-88-227-0148-0</ref> {{Int|''[https://www.forlitoday.it/sport/altro/carlo-cavicchi-racconta-automobilismo-ferrari-senna.html F1 tra passato e presente con Carlo Cavicchi: "La Ferrari con Marchionne sarebbe tornata al vertice. Senna? Poteva essere un grande giornalista"]''|Da un evento al Motoclub Paolo Tordi di Cesena; citato in Giovanni Petrillo, ''forlitoday.it'', 25 aprile 2023.}} *Ho mangiato pane e auto per tutta la vita. *Ho smesso di dirigere ''Autosprint'' nel 1999 [...] ma ricordo benissimo il [[Campionato mondiale di Formula 1 1988|1988]] quando la McLaren con Ayrton Senna e Alain Prost vinse quindici gran premi su sedici, ad eccezione del Gran Premio d'Italia a Monza, con un "miracolo" dal cielo a pochi giorni dalla scomparsa di Enzo Ferrari [vinse Gerhard Berger davanti a Michele Alboreto grazie ad un incidente di un Senna fin li dominatore della gara durante un doppiaggio, ''ndr'']. Da direttore mettere una McLaren sempre vincente in copertina era angosciante e dura. *Chi è senza peccato in [[Formula 1|F1]] non c'è. *{{NDR|Su [[Enzo Ferrari]]}} Era un genio, acuto, insomma unico. Gli davano fastidio i piloti che chiedevano soldi per correre con la Rossa. Lui voleva vedere vincere la Ferrari. ==Citazioni tratte da articoli== *Ha fatto tutto di corsa [...]. [[Mauro Forghieri]] è diventato leggenda prima ancora di diventare un uomo fatto e finito. Troppo giovane per arrivare tanto in alto, troppo vecchio per essere considerato ancora una mente pensante, di quelle che non smetti mai di ascoltare perché c'è sempre da imparare.<ref>Da ''[https://www.quattroruote.it/news/eventi/2022/11/02/mauro_forghieri_il_ricordo_di_carlo_cavicchi.html Il ricordo di Carlo Cavicchi]'', ''quattroruote.it'', 3 novembre 2022.</ref> ===''Autosprint''=== {{cronologico}} *[...] il [[Rally di Sanremo|Sanremo]] rientra tra quelle gare all'antica in cui vedere il traguardo è già una vittoria.<ref>Da ''Tony e... fulmini (inutili) di Rohrl'', ''Autosprint'', 1979.</ref> *Molti anni fa un settimanale inglese definì [[Virgilio Conrero]] il più grande preparatore di tutti i tempi. Non si trattò di un complimento, bensì di una pura constatazione. Il «mago» è stato sicuramente quello che ha vinto di più e a più alto livello, ma la laurea ad honorem non gli deriva da questo, o solo da questo. E che lui è stato un preparatore nel senso più vero del termine. Un tempo abbondavano i re della lima, quelli che per tentativi arrivavano a risultati talvolta straordinari; oggi esistono solo i «montatori», abilissimi certosini cresciuti alla scuola del Lego, capaci di assemblare tutto ben attenti a non inventare nulla perché quello è compito delle Case e dei loro reparti corse. Il grande Virgilio, invece, ideava. Forte delle sue cognizioni di meccanica e della grande praticaccia con il regolo calcolatore studiava a tavolino le sue soluzioni. Non usava i prodotti lavorati dagli altri, si creava i suoi e quelli erano i suoi segreti, la «differenza», il suo quid in più. E spesso aveva avuto qualcosa in più delle vetture ufficiali. I cavalli, ad esempio.<ref name="Conrero">Da ''Addio mago'', ''Autosprint'' nº 2, 9-15 gennaio 1990, pp. 6-9.</ref> *{{NDR|Su Virgilio Conrero}} Adorava i suoi piloti, ma era capace di insultarli senza pietà se non rispettavano la meccanica, se buttavano via un risultato in seguito a una sciocchezza. In compenso, se si dovevano ritirare per un problema tecnico si intristiva oltre misura e se ne faceva una colpa gravissima. Spesso i suoi piloti privati, ritirando la vettura nell'officina di Moncalieri, se ne andavano gridando: «Ricordati mago, se non vinco, non ti pago...». Ma pagavano tutti, comunque, e facevano anche la fila.<ref name="Conrero"/> *[...] [[Jean-Marie Balestre|Balestrescu]] deve circondarsi di «signorsì» altrimenti non potrebbe imporre a piacimento i suoi voleri [...]<ref>''Il tiranno è alle strette'', dall'editoriale ''Monitor''; ''Autosprint'' nº 3, 16-22 gennaio 1990, p. 5.</ref> *Credo di essere uno dei più grandi estimatori delle qualita di condottiero di [[Cesare Fiorio]] [...]; credo però di conoscerlo anehe molto bene nei grandi amori e grandi odi che ne hanno costellato la vittoriosa carriera. Con me o contro di me, un rapporto, il suo, senza mezze misure. Ricordo quella fredda mattina del gennaio '73 sul molo di Montecarlo. Kallstrom aveva concluso con la sua Lancia ottavo, staccato di appena un misero seeondo dalla Fiat di Pinto dopo una interminabile settimana di lotta. Lo svedese gia avanti negli anni, il pilota che con le sue grandi vittorie al Rac aveva contribuito fortissimamente alla nascita del mito [[Lancia nei rally]], fu apostrofato con un durissimo: «Non sei nemmeno più capace di stare davanti a Pinto!». Fu la sua ultima corsa con la Casa torinese. Due mesi dopo, con una ingombrante Datsun vinse il Safari [...]<ref>''Nel rush finale ogni mossa... vale'', dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' nº 35, 28 agosto – 3 settembre 1990, p. 35.</ref> *[...] il signor [[Tom Walkinshaw]], uno che sullo stomaco ha tanto pelo da far concorrenza alla Lana Gatto. Quello stinco di santo che nel mondo delle corse tutti conoscono benissimo da anni e la cui immagine molti sub attaccano al petto per tener lontani i pescecani.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' nº 27, 4-10 luglio 1995, p. 11.</ref> *Tutti conoscono i limiti e le virtù di [[Jean Alesi|Alesi]]. [...] Lui non si fa passare facilmente, lui si esalta nella lotta, lui ama la pioggia, il fondo infido, la sfida al limite perché quando è sotto pressione sbaglia pochissimo. I suoi limiti sono ben altri: messa a punto, strategia, anche a volte la semplice tattica. [...] una gara da affrontare all'arma bianca, il suo terreno di lotta ideale. Se fosse stato un pirata, si sarebbe messo il coltello tra i denti e sarebbe partito all'assalto. Ma è un pilota e anziché il coltello tra i denti gli serve un'auto sotto il sedere. Questa [...] gli manca.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' nº 35, 29 agosto – 4 settembre 1995, p. 11.</ref> *[[Damon Hill|Damon]], pilota sicuramente veloce e capace, ha mostrato [...] quelli che sono i suoi limiti [...]: proiettato nel firmamento della F.1 nell'era del dopo Senna, dopo Prost, dopo Mansell, dopo Piquet, ha avuto sulla sua strada un solo pilota da battere per vincere {{NDR|Schumacher}} e ha perso nettamente il confronto. [...] Ecco, probabilmente Hill con i [...] sopracitati campioni non ha nulla da spartire, pertanto non gli basta l'auto migliore per primeggiare [...]. Diciamola, allora, la verità: Hill, in questa F.1, pur guidando la Williams, è il numero due. Quando ha corso, sempre con la Williams tra le mani, con Senna e Prost [...] è stato il numero tre. E se avesse corso ancora prima, con Mansell, Senna, Prost e Piquet?<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' nº 39, 26 settembre – 2 ottobre 1995, p. 11.</ref> *Alesi è stato generoso e esaltante, sfortunato e polemico. [...] adorabile e insopportabile, con le stimmate dei grandi e la jella dei predestinati.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' nº 44, 31 ottobre – 6 novembre 1995, p. 11.</ref> ===''la Repubblica''=== {{cronologico}} *Dovevate essere al Salone di Francoforte nelle giornate riservate agli addetti ai lavori, cioè a quella gente che con le auto ci ha a che fare tutti i giorni e oramai non si emoziona più per nulla. O quasi per nulla, perché erano tutti allo stand italiano dove faceva bella mostra il [[Lancia Fulvia Concept|prototipo Fulvia Coupé]], una stupenda rivisitazione dell'auto che ha emozionato la generazione che ha fatto prima il '68 e poi il diavolo a quattro per potersela permettere. Non si impazzisce per una vettura di trenta anni fa, per quanto ottimamente attualizzata, se dietro non c'è una storia con tanto di anima annessa.<ref name="Automotori">Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/20aucupea.html Lancia, finalmente rispunta l'orgoglio]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 20; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *[...] I [[Lancia (azienda)|lancisti]] sono un popolo educato e mite, che ne ha sopportate tante perché, prima, aveva goduto tanto sia nel lusso che nell'innovazione o nello sport.<ref name="Automotori"/> *Ci mancava solo l'autoalcova, così adesso noi vecchi delle quattro ruote possiamo dire di aver visto tutto. È arrivata con un nome riduttivo, [[Smart Forfour (W454)|Forfour]], che starebbe per quattro posti mentre in realtà ci si può stare anche in cinque senza incorrere in sanzioni, visto che ci sono cinque cinture di sicurezza a testimoniarlo. Beh, certo, vista da fuori questa microcar di poco più di tre metri e mezzo sembrerebbe fatta apposta per due, invece no, ti frega perché dentro è proprio grande al punto che ci si può stare persino distesi se non proprio sdraiati. La trovata, e da qui il concetto di vetturaalcova, è tutta nei sedili anteriori che si ripiegano in avanti e poi scorrono indietro allo stesso livello di quelli posteriori. Il risultato è una grande lettone dall'aspetto galeotto. Dai, l'occasione faceva l'uomo ladro anche quando non c'erano nemmeno i ribaltabili, figuriamoci con un metro quadro e mezzo.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/26ausmarti.html Forfour, l'auto alcova. E la Smart raddoppia]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 26; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *{{NDR|Nel 2003, sul futuro dello [[Progettazione di automobili|stile automobilistico]]}} [...] sembra che la traccia sia già netta: le auto di domani in gran parte saranno dolci da guidare e rotonde da ammirare. Tranne poche eccezioni, i più suggeriscono il rifiuto degli spigoli salvo che per una loro presenza furbetta proprio per accentuare l'armonia morbida dell'insieme. La ruga come il neo, insomma, per attirare l'attenzione e far apprezzare tutto il resto.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/32auconep.html Tonde al primo sguardo e così dolci da guidare]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 32; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *{{NDR|Sulla [[Renault Modus]]}} [...] la nipotina dell'Espace, o se si preferisce la figlia della Scenic, è un'auto che riesce sicuramente, a dispetto delle sue dimensioni da citycar nutrita ad estrogeni, a riproporre tutto quanto già c'è sulle progenitrici. Lo spazio, innanzitutto. [...] sembra impossibile che sia possibile trovare una volumetria così ben fruibile. Un miracolo anche perché la linea esterna non è condizionata dalla cubatura interna ma esprime una piacevolezza indiscutibile. [...] La francese Modus è infatti un'auto che strizza l'occhiolino, ammicca, seduce e [...] va diritta al cuore del cliente. Il porta biciclette opzionale è un tocco magico che affascina l'ambientalista, il portellone posteriore con doppia apertura per caricare roba anche con l'auto parcheggiata a filo tra due Tir è una furbata unica [...]. L'accerchiamento alle berline si fa insomma più stretto e convinto perché adesso l'attacco più serio parte proprio dal basso e per l'auto tradizionale è un po' come se cominciassero a crollare le fondamenta. Avevano cominciato le citycar utili, adesso, con la Modus stanno arrivando anche quelle più sfiziose, quelle che potrebbero fare anche moda. E per avere successo [...] non c'è davvero niente di meglio.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/26aupic3.html Quando lo spazio è un gioco provateci con la Modus]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 26; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *Incapace di invecchiare, la [[Renault Scénic|Scenic]] continua a piacere come se fosse la prima volta. Succede, va detto, e la storia dell'auto è ricca di esempi illustri, di modelli che sono stati bestseller per tempi lunghissimi. Ma la Scenic fa più impressione perché quando ha preso forma [...] nemmeno in Renault parevano crederci troppo. Era, per loro, soltanto una versione della Megane che doveva esplorare se mai fosse possibile ripetere in scala ridotta il successo dell'Espace, il primo minibus tascabile all'europea. Il successo fu travolgente ed è stato subito riprodotto da tutti i concorrenti, in certi casi con ancora più coraggio, in altri con maggiore fantasia. Eppure il mercato premia ostinatamente la Scenic a dispetto degli anni e dell'evoluzione [...]<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/28aumnv2.html Fantasia Scenic, l'originale]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 28; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *Mistero della fede. O della moda. O della fantasia. Pensatela come volete ma se c'era bisogno di una riprova che le idee pagano basta guardare alla [[Citroën C3 Pluriel|Citroen Pluriel]], al suo incredibile successo [...]. Un po' berlina, un po' coupé, un po' cabrio. Volendo anche un po' roadster: è soltanto una questione di pazienza (e nemmeno troppa) e si può avere quello che si vuole. Basta togliere un pezzetto qua e poi un pezzetto là e il gioco è fatto. Un'auto perfetta per la generazione Lego, quella che è cresciuta con i pezzetti di plastica con cui si fabbricava tutto a patto di avere manualità e inventiva. Si parte da una berlina a tre porte che è una C3 appena un po' più sbarazzina e si può arrivare a quasi un dune buggy di vecchia memoria perché il tetto si ripiega nel bagagliaio, perché poi i vetri scendono (anche quelli dietro) e infine perché gli archi sopra le porte scompaiono. Zac! Avete comprato un'auto, ve ne ritrovate la metà e siete pure felici di sfoggiare la vostra mezza macchina. Il segreto sta tutto in questa mutazione, nell'effetto sorpresa. [...] la Pluriel si acquista per poter andare a passo di lumaca sul lungomare e poi vedere l'effetto che fa.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/33aucabrio2.html Dossier]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 33; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *{{NDR|Sulla [[Pininfarina]]}} C'è stato un momento [...] che dall'atelier torinese uscivano esclusivamente capolavori. Il mondo dell'auto era continuamente a bocca aperta e c’era la fila dei costruttori che sognavano di avere almeno una loro vettura disegnata, se non addirittura direttamente fabbricata, dalla carrozzeria torinese. Le [[Ferrari]] prima di tutto, ma non soltanto. Le spider [[Alfa Romeo]] Giulietta e la Duetto, le Fiat 124 spider e la Dino Spider, la Lancia Flavia Coupé oppure la strepitosa Peugeot 406 Coupé sono tra le figurine più belle dell'album, ma non le sole. Non importava il cliente, la soluzione era sempre magica.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/classic-cars/2020/01/28/news/pininfarina_90_anni_e_non_sentirli-246997482/ Pininfarina, 90 anni e non sentirli]'', ''repubblica.it'', 29 gennaio 2020.</ref> {{Int|''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/20001216/10vichi.html Tecnica e cuore: imbattibili si torna]''|Da ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 16 dicembre 2000, p. 10; ripubblicato in ''repubblica.it''.|h=4}} {{NDR|Sulla [[Ferrari F1-2000]]}} *Pochi lo ricordano, parlando della trionfale annata 2000, ma in tutti i 17 Gran Premi disputati, almeno una monoposto modenese è salita sul podio, una marcia trionfale che si spiega con la qualità di base di un'auto costruita pescando il meglio dentro e fuori dal Reparto Corse. Fuori? Ma come, la Ferrari non si fa tutto in casa? Un tempo, forse, e sicuramente quando perdeva. [...] Una stima, mai smentita, fissa nel 70 per cento la percentuale di particolari costruiti all'esterno e montati assieme per realizzare l'indistruttibile ed efficace F1-2000. L'elenco è lungo e noioso, anche perché i contributi tecnici arrivano da mezzo mondo, persino dagli Stati Uniti con i dischi freno e le pastiglie prodotte dalla CCR. Scelte che vengono custodite gelosamente anche se si tratta spesso di segreti di Pulcinella, restando tali per gli appassionati o per la stampa, ma ben note ai rivali sul campo [...]. Tutti sanno, per esempio, che nel motore i pistoni sono della tedesca Mahle, che le frizioni sono Sachs o Ap, che l'impianto frenante è della Brembo, che da industrie molto vicine a McLaren e Williams arrivano gli ingranaggi del cambio e molti particolari in carbonio delle sospensioni. Ma non bisogna scandalizzarsi, anzi. Nessuno può illudersi di essere all'avanguardia in tutto e ci vuole molta abilità nello scoprire in giro che cosa c'è e capire se potrà funzionare bene una volta montato con altri particolari esistenti. *[...] a creare quella meraviglia tecnica che è stata la F1- 2000, sempre competitiva e a volte persino più efficace della McLaren MP4-15 concepita dal geniale Adrian Newey, ci ha pensato una vera multinazionale di cervelli che a grandi linee comprende il sudafricano Rory Byrne che l'ha concepita, il britannico Ross Brown che ne ha coordinato la realizzazione [...], l'italiano Claudio Costa, che ha diretto tutto l'ufficio tecnico, e il greco Nick Tombasis che si è occupato della galleria del vento. Il loro lavoro ha prodotto una delle monoposto più innovative delle ultime stagioni, per quanto all'occhio sembri di fatto molto simile alla pur riuscita F399 dello scorso anno. Un'auto nata subito bene, tanto bene che non ha avuto nell'arco dell'anno grandi modifiche al di là delle normali evoluzioni normalmente preventivate in occasione dei Gran Premi di San Marino, prima gara europea dell'anno, Francia, metà stagione, e Monza, ultimo sviluppo in vista del rush finale. Proprio in Francia, in passato, si era sempre visto un grande cambiamento per correre dietro alle soluzioni degli avversari, quest'anno invece non è stato così e in quel momento si è capito davvero che erano gli altri, finalmente a inseguire. Lo sforzo grosso è stato fatto solo per Monza, quando è stato adottato un nuovo pacchetto aerodinamico che ha permesso il grande finale di stagione (solo vittorie di lì in avanti). *[...] in quali particolari la F1- 2000 è stata migliore della concorrenza? Nel suo complesso, sostengono a Maranello. Nata bene, molto leggera, ben 50 chili sotto peso e quindi zavorrata puntualmente dove serviva (soprattutto davanti allorché si è capito che le gomme morbide della Bridgestone non venivano sfruttate al meglio), non ha mai mostrato cedimenti o difetti irrimediabili. Piuttosto i problemi sono stati evidenti nell'elettronica applicata alla trazione, un campo minato e sempre al limite del regolamento. La fatica di Schumacher a partire alla pari delle McLaren è sempre stata evidente [...] dando vita alla favola del pilota incapace di rilasciare la frizione. Di lì i continui test a Fiorano dove il pilota non faceva scuola di partenze, bensì provava sistemi diversi di differenziali. Per tanta gente era uno scolaretto con le orecchie da asino, in realtà era un professore che si ingegnava a tenere il passo di colleghi forse soltanto più furbi. {{Int|''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/20020622/27tratti.html Fenomeno Panda, l'immortale è qui ]''|Da ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 22 giugno 2002, p. 27; citato in ''repubblica.it''.|h=4}} {{NDR|Sulla [[Fiat Panda (1980)]]}} *Da sempre, chi sospira guardando alla gloriosa storia del Gruppo automobilistico nazionale sospira pronunciando i nomi delle varie Balilla, Topolino, Seicento, Cinquecento. Icone di un passato lontano a cavallo della seconda guerra o del boom economico, simboli di successi duraturi in anni in cui si costruivano pochi modelli differenti, vetture longeve sia per merito che per necessità. La Panda invece no, non viene mai ricordata [...]; eppure è nata che lo yuppismo non esisteva ancora (mentre da un bel pezzo è finito), in grande anticipo su Mani Pulite e la Seconda Repubblica, ha attraversato tutto il grande digiuno Ferrari in F.1 [...]. È, e rimarrà , una delle più grandi parentesi della nostra vita. *Il lusso è come il profumo, evapora in fretta. Le cose essenziali, senza troppi fronzoli entrano invece nel sangue, diventano indispensabili. Come il pane appena sfornato, l'olio crudo, le lenzuola di lino. [...] per resistere nel tempo ci vuole una grande idea sposata a una realizzazione senza fronzoli. La Panda, quando nacque, aveva poco e niente di cui vantarsi: un retrotreno ad assale rigido con balestre a due foglie, una sorta di amaca per sedile posteriore, due sdraio per i passeggeri davanti e una mensola portaoggetti sotto una plancia appesa davanti al volante che era un incrocio tra il fai da te di un allievo della Scuola Radio Elettra e un videocitofono. Una vera miseria [...], però era un approccio simpatico ad un'automobile che prima di tutto voleva essere utile, economica, funzionale. *Davanti aveva una previsione di durata di un decennio che sembrava viziata da un incrollabile ottimismo, invece si è rivelata [...] uno dei rarissimi casi di vetture che vengono tolte dal mercato quando ancora le loro vendite tirano [...]. Un fenomeno che, senza farsene vanto, ha diffuso anche grande tecnologia. La sua versione 4x4 resta un vero gioiello che ha motorizzato tutto l'arco alpino. Indistruttibile e capace di scalare qualsiasi pendio, la "integrale" è entrata nel paesaggio montano come le mucche nei quadri dell'Ottocento. *Caso unico [...] di macchina che si è affrancata dalle etichette: non è mai stata né di sinistra né di destra, per mamme o per architetti, da ricchi o da poveri. È entrata in tutte le case, l'hanno venduta di tutti i colori, non è mai stata oggetto di culto e non ha mai corso in pista o nei rally. Una vita così apparentemente normale che di più non si può, proprio come quelle delle vecchiette ultracentenarie che però, puntualmente, finiscono celebrate sui giornali. {{Int|''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/prodotto/2022/07/06/news/lamborghini_la_carica_delle_112_countach-356850939/ Sorpresa Lamborghini, la carica delle 112 Countach]''|''repubblica.it'', 6 luglio 2022.|h=4}} *[...] di certo la [[Lamborghini Countach (2021)|Countach Lpi 800-4]] [...] tocca il cuore dei vecchi appassionati di automobili. Pensata per glorificare i 50 anni del modello più iconico della Casa di Sant'Agata [...] la Countach attuale è più un pezzo imperdibile per i collezionisti più accaniti piuttosto che per chi vuole un'auto con cui andare per strada. D'altronde il suo prezzo parla chiaro, due milioni di euro [...] tanto per far capire quanto esclusiva sia, e non sorprende nemmeno che i soli 112 esemplari siano già stati tutti venduti. *La Countach Lpi 800-4 è [...] ricca di fascino, frutto di un lavoro tutt'altro che semplice perché richiamare lo stile di una vettura di successo con già mezzo secolo sulle spalle è roba da mandare giù di testa chi deve disegnarla, con tutti i limiti che vengono dal cucire addosso un abito nuovo a una vettura che ha a sua volta storia e gloria [...]. Eppure la Countach piace da impazzire perché il design è tutto nuovo pur basandosi fortemente sulle caratteristiche distintive della Countach originale. *Il tema minimalista ha tenuto banco e si esalta nella linea continua del tetto e nelle prese d'aria del motore integrate nelle fiancate posteriori dell'auto. Anche i magnifici cerchi non danno una calcio alla tradizione perché ripropongono i cinque grandi fori tipici di tutte le Countach dalla LP 400 S in poi. Riuscitissima è poi la parte posteriore, con i sei proiettori singoli racchiusi da forme esagonali tipicamente Countach e con lo spettacolo estetico che viene dal diffusore e dai quattro terminali di carico centrali. [...] un'auto già di per sé sbalorditiva seppure, per via dei pochi esemplari in cui sarà prodotta, non destinata come la sua progenitrice a finire sui poster che non mancavano mai nelle camerette dei baby boomers. ==Interviste== {{cronologico}} *{{NDR|«Gli anni 70/80 sono stati probabilmente la Golden era dei [[Rally]] [...]»}} Gare lunghissime, una valanga di piloti professionisti al via, una grande varietà di vetture ufficiali, coupé, spider, berline grosse e piccole, motori a 2, 4, 6 e 8 cilindri, trazione anteriore, posteriore, integrale e gomme di tanti costruttori diversi; poi il giorno e la notte, vetture che si rompevano e pneumatici che si bucavano. Bisognava prima di tutto arrivare in fondo e dopo essere anche più veloci degli avversari. Erano corse più umane, pur nella loro disumanità di fondo.<ref name="Secchi">Da Alessandro Secchi, ''[https://www.p300.it/f1-intervista-a-carlo-cavicchi/ F1 {{!}} Intervista a Carlo Cavicchi]'', ''p300.it'', 19 febbraio 2016.</ref> *Sono stato molto fortunato e di momenti belli ne ho collezionati tanti. La chiamata alla direzione di ''Autosprint'' a soli 37 anni ne è un esempio. Non mi davano che 3 mesi di... vita sul ponte di comando, invece ci sono rimasto per 15 anni con risultati di vendite strepitosi pur con una Ferrari che le buscava sempre. Poi certo, la direzione di ''Quattroruote'' è stata la mia vera consacrazione professionale.<ref name="Secchi"/> *Gli appassionati di rally hanno anche una buona cultura del passato, quindi il ricordo di [[Henri Toivonen|Toivonen]] è ancora fulgido perché è un pilota che in tutta Europa ha impressionato come nessun altro per la sua velocità. [...] nell'età d'oro tra gli anni '60 e i primi anni '90 Henri è stato sicuramente il pilota più veloce tra quelli di alto livello. Aveva un rapporto davvero unico con la velocità e soprattutto è l'unico pilota che riusciva a superare la "paura" di guidare la [[Lancia Delta S4|Delta S4]], mentre altri grandi campioni erano terrorizzati all'idea di doverci salire. Lui riusciva a stupire tutti alla guida, quella macchina era difficilissima da gestire, non c'era elettronica...<ref name="Ettori">Dall'intervista di Andrea Ettori, ''[https://www.p300.it/corsica-nera-carlo-cavicchi-ci-racconta-henri-toivonen-sergio-cresto-e-attilio-bettega/ Corsica nera: Carlo Cavicchi ci racconta Henri Toivonen, Sergio Cresto e Attilio Bettega]'', ''p300.it'', 2 maggio 2020.</ref> *[[Attilio Bettega|Attilio]] andava fortissimo ma ha sempre corso in squadra con piloti straordinari. E soprattutto era una persona estremamente onesta, dal punto di vista intellettuale: ricordo che al termine di una prova speciale lunghissima, in Grecia, Markku Alén e Walter Röhrl fecero un tempo simile mentre Attilio si prese circa 10 secondi, su mezzora di tempo; [[Cesare Fiorio|Fiorio]] gli chiese cos'era successo e Bettega rispose che era andato semplicemente più piano. Fiorio, da lui, si aspettava le prestazioni di Röhrl e Alén. Generalmente sarebbe stata un'ottima prova, ma quelle parole erano indice sia della stima che Fiorio aveva per Bettega, sia dell'onestà di Attilio. Avrebbe potuto inventarsi qualsiasi scusa, ma era troppo onesto. Anche in quel Rally di Corsica che se lo portò via stava andando forte. Un grande dispiacere di Attilio, e ne parlammo all'inizio di quel 1985, era quello di non avere vinto nulla: è stato messo subito nella squadra ufficiale del mondiale, contro i numeri uno, dove vincere era molto faticoso, ma ad esempio non lo hanno mai fatto correre nel campionato italiano o nell'europeo, dove invece avrebbe stravinto come i vari Tabaton, Cerrato e Biasion. Proprio nel 1985 aveva iniziato anche l'europeo con il team Tre Gazzelle [...], con l'obiettivo di vincerlo. Lui era bravo, aveva fatto dei podi, lottava con i migliori del mondo, ma alla fine aveva vinto solo il Trofeo 112 Abarth nel 1977.<ref name="Ettori"/> {{Int|''[https://www.p300.it/intervista-a-carlo-cavicchi-tra-osca-giornalismo-f1-e-rally/ Intervista a Carlo Cavicchi: tra Osca, giornalismo, F1 e Rally]''|Andrea Ettori, ''p300.it'', 26 febbraio 2020.}} *La [[OSCA|Osca]] la gente l'ha dimenticata ma è stata una casa che in vent'anni ha vinto praticamente tutto; ci hanno corso piloti grandissimi, da Moss che ha vinto a Sebring a Castellotti, Scarfiotti, Behra, Farina, Chiron, Villoresi, Fagioli. Nonostante avessero motori piccolissimi battevano le Ferrari, le Maserati, le Aston Martin, le Connaught, insomma le grandi macchine dell'epoca. *{{NDR|«Lei fa parte dei grandi maestri che hanno raccontato la storia del motorsport, che consiglio darebbe ad un giovane che vuole intraprendere la carriera da giornalista nel mondo di oggi?»}} Oggi è veramente difficile perché il mondo è molto ''liquido''. Una volta un giornale era un punto di arrivo, un riferimento. Oggi abbiamo un'informazione che gira per mille canali, non sempre accurata ma comunque immediata. Questo ha portato a svilire il lavoro della ricerca: è difficile crescere la gente perché oggi basta dire, urlare, arrivare prima. Allora succede che i giornali, quelli più importanti, che ancora tengono un po' di testa, sono restii a prendere chi non sa, perché devono allevarlo e non c'è tempo di allevare la gente. Gli altri li sfruttano e spesso non li pagano. Il vero problema della ''vostra'' generazione, dei giovani, è che è arrivata l'era digitale. Che non è un male, anzi, per tanti aspetti è un bene; ma mentre prima il mestiere del giornalista ti assicurava una vita serena, una famiglia da tirare su – se eri bravo facevi carriera, se lo eri meno restavi con un livello economico che ti permetteva di vivere dignitosamente – l'era digitale ha sostituito il vecchio giornalismo ma non ne ha presi i vantaggi economici, uccidendolo. I ragazzi sono sfruttati nella maggioranza dei casi. La rete ha insegnato che deve essere tutto gratis per forza e quindi c'è tanta gente che si offre volontaria e va avanti così finché ce la fa; poi deve trovarsi un altro lavoro e lascia il posto ad altri volontari. Non c'è la scuola, non ci sono i passaggi: io scrivevo qualcosa, un altro me lo leggeva, poi c'era un capo servizio o un capo redattore che lo leggeva ancora e poi finiva in pagina. Adesso bisogna andare fuori subito, chi scrive va direttamente su un sito. La scuola non c'è più, in questo senso è finita. Onestamente non saprei consigliare, anzi, mi verrebbe da dire ''cambia lavoro'', che è brutto detto da chi ha fatto sempre questo. *[...] le macchine di oggi vanno più forte ma, parlando in generale, erano meno potenti in assoluto delle [[Gruppo B]]: quelle erano inguidabili perché non c'era l'elettronica, per cui i piloti avevano paura a guidare. Le reazioni erano lente, la potenza era esagerata, la macchina non aveva tutti quegli ausili che permettevano il controllo. A parte l'eccezione di [[Henri Toivonen|Toivonen]], che riusciva a guidare la [[Lancia Delta S4|S4]] in una maniera che agli altri, anche i grandi campioni, metteva terrore, oggi invece tutti guidano senza timore. *Quando tutti fanno lo stesso tempo chi è il più bravo? {{NDR|«Forse chi ha la macchina migliore»}} Ma è sempre così nelle corse. La macchina migliore è fondamentale perché se tu, la macchina migliore, non la dai al pilota migliore, è molto difficile che vinca. Poi capitano le eccezioni come Vettel a Monza, Damon Hill a Spa ma sono situazioni che rimangono nella memoria. Se Hamilton guida tutte le gare la Toro Rosso non vince. Potrebbe vincere delle gare ma mai un campionato. La macchina nelle corse c'è sempre stata, non lamentiamoci. Oggi le gare sono molto più vivaci di un tempo, un tempo erano molto più noiose ma è tutto annegato nelle emozioni. Una volta il pilota era il cavaliere del rischio. ==''Via Mazzocchi 2.0 – blog''== {{cronologico}} *Gli anni di [[Gilles Villeneuve|Gilles]] li ho vissuti davvero da vicino, [...] lavoravo ad ''Autosprint'' e poi a ''Rombo'' sempre con il grande Marcello Sabbatini come direttore che con Villeneuve aveva un rapporto unico e aveva contribuito tantissimo a costruirne il mito. Fu Sabbatini ad avere l'idea di promuovere la "febbre Villeneuve" oppure a imbastire la celebre sfida [[Formula 1|F.1]] contro aereo da caccia sulla pista d'atterraggio di Istrana. Erano anni in cui accadevano cose incredibili, ad esempio con la Polstrada che ti invitava a farti da parte, fermandoti magari sulla corsia d'emergenza, sulla Ventimiglia-Genova perché stavano per arrivare Villeneuve e Pironi in corsa ravvicinata per arrivare per primo a Maranello. All'epoca c'era anche il doppio casello a Piacenza ma lì, sempre avvisato via radio dalla Stradale, il mitico Pupillo (casellante con il Cavallino impresso sul cuore) dava ordine di alzare le sbarre per non fare perdere tempo a nessuno dei due contendenti... Robe che a raccontarle adesso nessuno ci crede. Ma a Villeneuve era concesso di tutto, e ci si aspettava da lui proprio di tutto. Mio padre, buonanima, anche se Gilles a due giri dal traguardo era staccato di un giro diceva: "cosa c'entra? Con quello lì può sempre succedere che vinca...". Ovviamente non era vero, però nell'immaginario collettivo era così.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/gilles-e-quella-prima-intervista/ Gilles e quella prima intervista...]'', ''blog.quattroruote.it'', 7 maggio 2012.</ref> *Sono un [[Lancia (azienda)|lancista]] di vecchissima data, uno di quelli che in gioventù si divideva in clan, quelli della Fulvia Coupé da una parte e quelli dell'Alfa Romeo Gt Junior dall'altra. Con la Lancia ho corso a lungo e mi sono divertito un sacco. E come tutti i lancisti di vecchia data ho visto sempre questo marchio glorioso soffrire (negli anni 50 ero troppo piccolo e prima della guerra non c'ero). Ricordo bene che ne parlai a lungo con [[Vittorio Ghidella]], probabilmente era il 1980, a un rally dei Mille Laghi in Finlandia dov’era venuto con la moglie. Proprio il manager forse più "automobilaro" della storia Fiat mi parlò preoccupato della difficoltà di imporre questo marchio al di fuori dei confini italiani. "Io ce la metterò tutta, può scommetterci – mi disse quasi a tranquillizzarmi, anche se non ero certamente io il suo problema – ma la Fiat deve pensare in grande e nel grande la Lancia farà sempre fatica". Io riportai su ''Autosprint'' quelle parole, con il mio indimenticato direttore, Marcello Sabbatini, che ci fece un titolo impietoso "Ghidella non vede un futuro per la Lancia". Allora arrivano molte lettere in redazione (le mail erano una cosa inimmaginabile) e in tutte c'era un livore incredibile contro in capo della Fiat che, peraltro, a breve andava sfornando il meglio del marchio, la Thema, la Delta e la Prisma. Riporto questo episodio per sottolineare come la Lancia sia stata sempre un cruccio per tutti gli uomini sul ponte di comando del Gruppo. Il suo limite stava sempre nell'inesistente penetrazione sui mercati esteri, e questo anche quando la Stratos e poi la Delta vincevano tutto nei rally.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/la-lancia-il-cuore-e-la-ragione/ La Lancia, il cuore e la ragione]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 novembre 2012.</ref> *{{NDR|Nel 2013, sulla crisi del [[coupé]]}} [...] è proprio questa concezione di vettura ad essere uscita dagli schemi mentali dei nuovi automobilisti, che a parole sognano bolidi accessibili, ma nell'intimo privilegiano altre necessità. Se oggi si vendono soltanto [[Sport Utility Vehicle|SUV]] oppure, in minor quantità, le piccole monovolume, significa che a vincere sono esigenze pratiche. L'acquisto di un'auto comporta un impegnativo investimento di denaro ed è finita l'epoca del piacere emozionale che non è più la prima motivazione d'acquisto e nemmeno la seconda e probabilmente nemmeno la terza. I più avanti nell'età sognano sempre un ritorno delle Gta, delle Fulvia Coupé, delle Clio Williams, ma al dunque sono poi i primi a orientarsi su altri modelli, meno fascinosi ma più coerenti con gli odierni stili di vita. Un peccato, perché se uno si fa un giretto su una GT86 o su una BRZ poi non vorrebbe più scendere in quanto, anche andando pianissimo, si riscopre il gusto dell'adrenalina alle stelle. Però s'è definitivamente chiusa una porta, e probabilmente i costruttori non ci cascheranno più. Il tempo delle coupé dal prezzo abbordabile pare proprio finito.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/le-coupe-davvero-non-piacciono-piu/ Le coupé davvero non piacciono più]'', ''blog.quattroruote.it'', 30 luglio 2013.</ref> *Da quanto tempo non si vedeva [...] tanto entusiasmo per una vettura derivata dalle corse come la [[Toyota GR Yaris]] che tanto ricorda l'indimenticata Lancia Delta Integrale? Oggigiorno di solito le vetture "cattive" non suscitano più scalpore, non generano commenti entusiastici, scivolano via come l'acqua sulla pietra. Invece con la GR Yaris è successo il contrario: ne hanno parlato tutti [...]. Significa che in Toyota hanno colpito nel segno [...]. Sarà che la GR Yaris è piccola ma promette prestazioni esagerate, sarà che costa tutto sommato poco per quello che propone e per quello che lascia immaginare [...], sarà infine che un passaggio al contrario non si era preparati a vederlo (da un'auto da corsa a una di serie...) fatto sta che la scommessa dei giapponesi potrebbe aver centrato l'obiettivo vincendo anche lo scetticismo degli ultimi avversori del motore 3 cilindri. [...] Invidio chi, più giovane di me, potrà farci un pensiero. Soprattutto chi può vivere fuori dai grandi centri e magari vicino a colline e montagne [...]. Lontano dal traffico, guidarla promette un piacere assoluto, attaccandosi al cambio manuale come nel bel tempo che fu e godendo di reazioni cui non si è più abituati. Viene da una vettura che domina nel mondiale rally e già questo è un biglietto da visita niente male, se poi guidandola si potrà godere di prestazioni da vera supercar approfittando al contempo di dimensioni contenute e di un peso vettura attorno ai 1300 chili (anche qui come una volta, che bel passo indietro...) con un assetto rigido che ti fa credere di essere un pilota vero, bé c'è da brindare con bollicine di marca, altroché. Ma sì, una volta tanto, parliamo di adrenalina e non di infotainment, di differenziali autobloccanti e pure di sedili che ti stringono il bacino e ti obbligano a una postura vera: non eravamo più abituati a tanto ben di Dio!<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/lindimenticabile-delta-e-rinata-ma-e-una-toyota/ L'indimenticabile Delta è rinata, ma è una Toyota!]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 dicembre 2020.</ref> *{{NDR|Sulla [[Smart Fortwo (W450)]]}} Ricordo [...] le difficoltà degli inizi, con la voglia della Swatch di mettere per strada una vettura che fosse rivoluzionaria come lo erano i suoi orologi di plastica che stavano spopolando, irriverenti, sul mercato mondiale. Purtroppo [...] progettare una vettura è molto più complesso perché se da un lato ci può essere il rischio di sbagliare l'ora, con le auto si possono mettere a rischio delle vite. [...] ci volle l'alleanza con la Mercedes [...] per arrivare all'impertinente creazione comune con un nome facile da capire ma impossibile da brevettare perché smart è un aggettivo che può essere tradotto dall'inglese in rapido, veloce, abile, acuto, brillante, sveglio, intelligente, ma anche alla moda ed elegante. [...] Così nacque il simil acronimo S.M.art che stava per Swatch Mercedes Art, sintetizzando il concetto che era un colpo d'ingegno delle due case. L'oggetto che venne fuori fu un vero shock per un mondo bigotto quale è sempre stato quello dell'auto, e impiegò tanto tempo ad imporsi perché sì va bene la colorazione sempre esagerata, le prestazioni subito sorprendenti e la sicurezza della cellula che proteggeva gli occupanti, però era una cosetta così piccola e così strana che non si poteva digerire. In Italia ci volle l'intuito di un grande dirigente come Maurizio Alagna a segnarne il destino di successo. S'inventò mille trovate geniali tanto che [...] nessun mercato al mondo ha visto un successo paragonabile a quello italiano. A Roma, dove più che in qualsiasi altro posto le due posti tedesche sono finite nel traffico cittadino, la moda del parcheggio ortogonale rispetto al senso di marcia è diventata una regola.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/aiuto-dove-finita-la-smart-che-abbiamo-nel-cuore/ Aiuto! Dov'è finita la Smart che abbiamo nel cuore?]'', ''blog.quattroruote.it'', 6 maggio 2022.</ref> *{{NDR|Nel 2022}} È incredibile l'interesse che suscitano sempre le auto del biscione al di là di quelli che sono poi i dati di vendita. [...] È evidente che il marchio Alfa possiede ancora, e verrebbe da dire nonostante tutto, un fascino unico sulla gente, figlio di radici lontane che ci portiamo dentro magari senza nemmeno sapere bene perché. Il passato di storia e gloria è dimenticato da un pezzo, però il brand resta appiccicato addosso e si trasferisce di padre in figlio. Da mezzo secolo le Alfa Romeo sono vetture che faticano a imporsi sul mercato con poche eccezioni, [...] tanto che la frase "Le Alfa sono come la bella Cecilia: tutti le vogliono e nessuno le piglia" ha tenuto banco tra gli addetti ai lavori. Però il fascino resiste [...]<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/il-fascino-delle-alfa-sulla-gente-sorprende-sempre/ Il fascino delle Alfa sulla gente sorprende sempre]'', ''blog.quattroruote.it'', 3 giugno 2022.</ref> *{{NDR|Nel 2022}} In un mercato dove i listini, trainati dai costi all'acquisto delle [[Auto elettrica|vetture elettriche]], sono saliti alle stelle tanto tutti i costruttori li hanno alzati senza ritegno perché le auto tradizionali costano comunque poco rispetto alle vetture alla spina che dovrebbero essere il futuro imposto dai Governi, succede che anche le utilitarie diventano inaccessibili. [...] Questo ci deve far capire quello che succederà negli anni a venire quando l'imposizione forzata delle auto elettriche, i cui prezzi non caleranno troppo (meglio non farsi esagerate illusioni), vedrà un fiorire di oggetti di pseudo lusso pressoché inarrivabili, con la massa che allora troverà sfogo nell'arrivo di proposte cinesi queste sì con listini accettabili. Il mercato della Grande Muraglia già oggi è fitto di vetture a batteria che costano poco e quando si decideranno ad esportarle, dopo anni di esperienza in loco, lo faranno con listini aggressivi. Saranno vetture di bassa qualità, di scarse prestazioni e con una sicurezza molto elementare ma saranno alla portata di tante tasche altrimenti escluse dalla mobilità privata. I grandi marchi diventeranno di nicchia e noi regaleremo un secolo e passa di storia e di gloria ai nuovi invasori. Come la chiama [[Beppe Grillo|Grillo]]? La decrescita felice. Eccola alle porte.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/il-meritato-successo-della-dr-ci-fa-capire-che-futuro-ci-aspetta/ Il meritato successo della DR ci fa capire che futuro ci aspetta]'', ''blog.quattroruote.it'', 15 luglio 2022.</ref> *{{NDR|Nel 2022}} Voi da che parte state, siete per il lavoro o per l'ambiente? La domanda è in apparenza provocatoria, ma è quello che ha portato a sua giustificazione la Ford per mettere a casa tremila dipendenti al fine di ridistribuire le risorse e destinarle alla costosissima svolta elettrica. [...] Gli americani, sul lavoro, sono estremamente pragmatici, e questo modo di operare li ha sempre caratterizzati. Al contrario che in Europa, dove in genere gli Stati intervengono dando soldi per evitare i licenziamenti, negli States il Governo mette fuori i quattrini se il piano aziendale contempla sacrifici ma rimette a posto i conti di una azienda. [...] In sintesi Ford dice che i costi per sviluppare le nuove vetture elettriche sono enormi e ci vorrà molto tempo per avere un ritorno economico, quindi non ci sono alternative: se si vuole un mondo più pulito bisogna fare sacrifici. [...] Insomma, stiamo arrivando al nocciolo della questione elettrica: la transizione sarà molto crudele anche se per adesso tanti governanti non se ne stanno rendendo conto. I sindacati e le varie associazioni di categoria lo stanno denunciando da anni: in Italia sono a rischio almeno 70 mila posti, un'intera città di media grandezza. Ma la questione ambientale [...] viene sempre prima del lavoro, fa più effetto, piace di più ai giovani che sono già rassegnati a non trovarlo il lavoro. Il tema è invece centrale per quanto scomodo, si tratta di scegliere da che parte stare ed è una questione estremamente seria che potrebbe in fretta rivelarsi drammatica. Perché non la si affronta invece che far finta che il problema non sia a un passo dal materializzarsi?<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/ambiente-o-lavoro-scelta-drammatica/ Ambiente o lavoro, scelta drammatica]'', ''blog.quattroruote.it'', 26 agosto 2022.</ref> *Se un ubriaco va fuori strada e ammazza un povero innocente la prima reazione di chi amministra le città è di intervenire riducendo i [[Limite di velocità|limiti di velocità]] sulle strade e magari aumentando le sanzioni. Il problema è che la stragrande maggioranza degli automobilisti si muove usando la testa, ma sarà quella che ne pagherà direttamente le conseguenze: limiti di velocità a 30 all'ora in città [...], dissuasori sulla strada, autovelox [...], peso delle contravvenzioni aumentato. Tolleranza zero, insomma, così io che viaggio rispettando i limiti [...] dovrò sorbirmi la tortura di troppi dissuasori [...] per colpa di ubriacone se non peggio di un drogato. Probabilmente rischierò anche di essere multato per un eccesso di velocità minimo [...]. Il tutto senza arrivare alla soluzione perché quei delinquenti che guidano ubriachi, o peggio ancora impippati e spesso senza patente di guida, non si fermeranno certo se i limiti sono più bassi. Loro i limiti non li rispetteranno mai [...]. Il risultato è quello del vecchio cartello degli anni 50: per colpa di qualcuno non si farà più credito a nessuno. Finiremo incolonnati e viaggeremo come lumache col risultato che ci attaccheremo al più famoso apparecchio di distrazione di massa esistente, il telefonino, e peggioreremo ancora di più la situazione. Così dopo si stringeranno ancora di più i limiti fino a che non ci si potrà più spostare. Anzi no, i disgraziati non patentati ed ebbri o fatti continueranno a colpire vigliaccamente gli innocenti a bordo strada e chissà se allora si capirà che se al posto di vessare quelli ligi al codice della strada sarebbe stato meglio fermare quelli fuori regola. Non tutti, perché non è ovviamente possibile, ma un bel po' di più quello sì.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/per-colpa-di-qualcuno-pagheremo-tutti/ Per colpa di qualcuno pagheremo tutti]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 novembre 2022.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Cavicchi, Carlo}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 3806c9yskyl8utfpposkq5i945tjcgn 1410305 1410303 2026-04-12T19:34:25Z Danyele 19198 /* Autosprint */ refusi 1410305 wikitext text/x-wiki [[File:Carlo Cavicchi (2011).jpg|thumb|Carlo Cavicchi (2011)]] '''Carlo Cavicchi''' (1947 – vivente), giornalista e scrittore italiano. ==Citazioni di Carlo Cavicchi== *{{NDR|Su [[Daniele Audetto]]}} Il più grande attore che Hollywood si sia mai fatta scappare.<ref>Da ''Destra 3 lunga chiude. Quando i rally avevano un'anima'', Vimodrone, Giorgio Nada Editore, 2016, ISBN 9788879116664; citato in Lorenzo Rondelli, ''[https://www.automotivespace.it/destra-3-lunga-chiude/ Destra 3 lunga chiude]'', ''automotivespace.it'', 21 settembre 2020.</ref> *{{NDR|Sulla [[Citroën 2CV]]}} [...] sarei anche pronto a decantarne gli enormi meriti, il peso che questa geniale vettura ha avuto nel tessuto sociale di un Paese come la Francia, l'immagine sbarazzina che l'ha accompagnata per oltre quattro decenni, sempre attuale anche quando ormai la sua tecnologia faceva tenerezza. Non lo faccio perché altri lo faranno molto meglio di me. Mi limito però a sintetizzarne un pregio che è virtù di poche cose buone nel mondo: tutti, nessuno escluso, quando ne vedono passare una sorridono. È la prova di qualche cosa che prima che nel cervello ha saputo entrare nel cuore.<ref>Citato in Vincenzo Borgomeo, ''[https://books.google.it/books?id=eY89DQAAQBAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false 101 storie sulla Citroën 2CV che non ti hanno mai raccontato]'', Roma, Newton Compton Editori, 2016, ISBN 978-88-227-0148-0</ref> {{Int|''[https://www.forlitoday.it/sport/altro/carlo-cavicchi-racconta-automobilismo-ferrari-senna.html F1 tra passato e presente con Carlo Cavicchi: "La Ferrari con Marchionne sarebbe tornata al vertice. Senna? Poteva essere un grande giornalista"]''|Da un evento al Motoclub Paolo Tordi di Cesena; citato in Giovanni Petrillo, ''forlitoday.it'', 25 aprile 2023.}} *Ho mangiato pane e auto per tutta la vita. *Ho smesso di dirigere ''Autosprint'' nel 1999 [...] ma ricordo benissimo il [[Campionato mondiale di Formula 1 1988|1988]] quando la McLaren con Ayrton Senna e Alain Prost vinse quindici gran premi su sedici, ad eccezione del Gran Premio d'Italia a Monza, con un "miracolo" dal cielo a pochi giorni dalla scomparsa di Enzo Ferrari [vinse Gerhard Berger davanti a Michele Alboreto grazie ad un incidente di un Senna fin li dominatore della gara durante un doppiaggio, ''ndr'']. Da direttore mettere una McLaren sempre vincente in copertina era angosciante e dura. *Chi è senza peccato in [[Formula 1|F1]] non c'è. *{{NDR|Su [[Enzo Ferrari]]}} Era un genio, acuto, insomma unico. Gli davano fastidio i piloti che chiedevano soldi per correre con la Rossa. Lui voleva vedere vincere la Ferrari. ==Citazioni tratte da articoli== *Ha fatto tutto di corsa [...]. [[Mauro Forghieri]] è diventato leggenda prima ancora di diventare un uomo fatto e finito. Troppo giovane per arrivare tanto in alto, troppo vecchio per essere considerato ancora una mente pensante, di quelle che non smetti mai di ascoltare perché c'è sempre da imparare.<ref>Da ''[https://www.quattroruote.it/news/eventi/2022/11/02/mauro_forghieri_il_ricordo_di_carlo_cavicchi.html Il ricordo di Carlo Cavicchi]'', ''quattroruote.it'', 3 novembre 2022.</ref> ===''Autosprint''=== {{cronologico}} *[...] il [[Rally di Sanremo|Sanremo]] rientra tra quelle gare all'antica in cui vedere il traguardo è già una vittoria.<ref>Da ''Tony e... fulmini (inutili) di Rohrl'', ''Autosprint'', 1979.</ref> *Molti anni fa un settimanale inglese definì [[Virgilio Conrero]] il più grande preparatore di tutti i tempi. Non si trattò di un complimento, bensì di una pura constatazione. Il «mago» è stato sicuramente quello che ha vinto di più e a più alto livello, ma la laurea ad honorem non gli deriva da questo, o solo da questo. E che lui è stato un preparatore nel senso più vero del termine. Un tempo abbondavano i re della lima, quelli che per tentativi arrivavano a risultati talvolta straordinari; oggi esistono solo i «montatori», abilissimi certosini cresciuti alla scuola del Lego, capaci di assemblare tutto ben attenti a non inventare nulla perché quello è compito delle Case e dei loro reparti corse. Il grande Virgilio, invece, ideava. Forte delle sue cognizioni di meccanica e della grande praticaccia con il regolo calcolatore studiava a tavolino le sue soluzioni. Non usava i prodotti lavorati dagli altri, si creava i suoi e quelli erano i suoi segreti, la «differenza», il suo quid in più. E spesso aveva avuto qualcosa in più delle vetture ufficiali. I cavalli, ad esempio.<ref name="Conrero">Da ''Addio mago'', ''Autosprint'' nº 2, 9-15 gennaio 1990, pp. 6-9.</ref> *{{NDR|Su Virgilio Conrero}} Adorava i suoi piloti, ma era capace di insultarli senza pietà se non rispettavano la meccanica, se buttavano via un risultato in seguito a una sciocchezza. In compenso, se si dovevano ritirare per un problema tecnico si intristiva oltre misura e se ne faceva una colpa gravissima. Spesso i suoi piloti privati, ritirando la vettura nell'officina di Moncalieri, se ne andavano gridando: «Ricordati mago, se non vinco, non ti pago...». Ma pagavano tutti, comunque, e facevano anche la fila.<ref name="Conrero"/> *[...] [[Jean-Marie Balestre|Balestrescu]] deve circondarsi di «signorsì» altrimenti non potrebbe imporre a piacimento i suoi voleri [...]<ref>''Il tiranno è alle strette'', dall'editoriale ''Monitor''; ''Autosprint'' nº 3, 16-22 gennaio 1990, p. 5.</ref> *Credo di essere uno dei più grandi estimatori delle qualità di condottiero di [[Cesare Fiorio]] [...]; credo però di conoscerlo anche molto bene nei grandi amori e grandi odi che ne hanno costellato la vittoriosa carriera. Con me o contro di me, un rapporto, il suo, senza mezze misure. Ricordo quella fredda mattina del gennaio '73 sul molo di Montecarlo. Kallstrom aveva concluso con la sua Lancia ottavo, staccato di appena un misero secondo dalla Fiat di Pinto dopo una interminabile settimana di lotta. Lo svedese gia avanti negli anni, il pilota che con le sue grandi vittorie al Rac aveva contribuito fortissimamente alla nascita del mito [[Lancia nei rally]], fu apostrofato con un durissimo: «Non sei nemmeno più capace di stare davanti a Pinto!». Fu la sua ultima corsa con la Casa torinese. Due mesi dopo, con una ingombrante Datsun vinse il Safari [...]<ref>''Nel rush finale ogni mossa... vale'', dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' nº 35, 28 agosto – 3 settembre 1990, p. 35.</ref> *[...] il signor [[Tom Walkinshaw]], uno che sullo stomaco ha tanto pelo da far concorrenza alla Lana Gatto. Quello stinco di santo che nel mondo delle corse tutti conoscono benissimo da anni e la cui immagine molti sub attaccano al petto per tener lontani i pescecani.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' nº 27, 4-10 luglio 1995, p. 11.</ref> *Tutti conoscono i limiti e le virtù di [[Jean Alesi|Alesi]]. [...] Lui non si fa passare facilmente, lui si esalta nella lotta, lui ama la pioggia, il fondo infido, la sfida al limite perché quando è sotto pressione sbaglia pochissimo. I suoi limiti sono ben altri: messa a punto, strategia, anche a volte la semplice tattica. [...] una gara da affrontare all'arma bianca, il suo terreno di lotta ideale. Se fosse stato un pirata, si sarebbe messo il coltello tra i denti e sarebbe partito all'assalto. Ma è un pilota e anziché il coltello tra i denti gli serve un'auto sotto il sedere. Questa [...] gli manca.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' nº 35, 29 agosto – 4 settembre 1995, p. 11.</ref> *[[Damon Hill|Damon]], pilota sicuramente veloce e capace, ha mostrato [...] quelli che sono i suoi limiti [...]: proiettato nel firmamento della F.1 nell'era del dopo Senna, dopo Prost, dopo Mansell, dopo Piquet, ha avuto sulla sua strada un solo pilota da battere per vincere {{NDR|Schumacher}} e ha perso nettamente il confronto. [...] Ecco, probabilmente Hill con i [...] sopracitati campioni non ha nulla da spartire, pertanto non gli basta l'auto migliore per primeggiare [...]. Diciamola, allora, la verità: Hill, in questa F.1, pur guidando la Williams, è il numero due. Quando ha corso, sempre con la Williams tra le mani, con Senna e Prost [...] è stato il numero tre. E se avesse corso ancora prima, con Mansell, Senna, Prost e Piquet?<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' nº 39, 26 settembre – 2 ottobre 1995, p. 11.</ref> *Alesi è stato generoso e esaltante, sfortunato e polemico. [...] adorabile e insopportabile, con le stimmate dei grandi e la jella dei predestinati.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' nº 44, 31 ottobre – 6 novembre 1995, p. 11.</ref> ===''la Repubblica''=== {{cronologico}} *Dovevate essere al Salone di Francoforte nelle giornate riservate agli addetti ai lavori, cioè a quella gente che con le auto ci ha a che fare tutti i giorni e oramai non si emoziona più per nulla. O quasi per nulla, perché erano tutti allo stand italiano dove faceva bella mostra il [[Lancia Fulvia Concept|prototipo Fulvia Coupé]], una stupenda rivisitazione dell'auto che ha emozionato la generazione che ha fatto prima il '68 e poi il diavolo a quattro per potersela permettere. Non si impazzisce per una vettura di trenta anni fa, per quanto ottimamente attualizzata, se dietro non c'è una storia con tanto di anima annessa.<ref name="Automotori">Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/20aucupea.html Lancia, finalmente rispunta l'orgoglio]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 20; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *[...] I [[Lancia (azienda)|lancisti]] sono un popolo educato e mite, che ne ha sopportate tante perché, prima, aveva goduto tanto sia nel lusso che nell'innovazione o nello sport.<ref name="Automotori"/> *Ci mancava solo l'autoalcova, così adesso noi vecchi delle quattro ruote possiamo dire di aver visto tutto. È arrivata con un nome riduttivo, [[Smart Forfour (W454)|Forfour]], che starebbe per quattro posti mentre in realtà ci si può stare anche in cinque senza incorrere in sanzioni, visto che ci sono cinque cinture di sicurezza a testimoniarlo. Beh, certo, vista da fuori questa microcar di poco più di tre metri e mezzo sembrerebbe fatta apposta per due, invece no, ti frega perché dentro è proprio grande al punto che ci si può stare persino distesi se non proprio sdraiati. La trovata, e da qui il concetto di vetturaalcova, è tutta nei sedili anteriori che si ripiegano in avanti e poi scorrono indietro allo stesso livello di quelli posteriori. Il risultato è una grande lettone dall'aspetto galeotto. Dai, l'occasione faceva l'uomo ladro anche quando non c'erano nemmeno i ribaltabili, figuriamoci con un metro quadro e mezzo.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/26ausmarti.html Forfour, l'auto alcova. E la Smart raddoppia]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 26; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *{{NDR|Nel 2003, sul futuro dello [[Progettazione di automobili|stile automobilistico]]}} [...] sembra che la traccia sia già netta: le auto di domani in gran parte saranno dolci da guidare e rotonde da ammirare. Tranne poche eccezioni, i più suggeriscono il rifiuto degli spigoli salvo che per una loro presenza furbetta proprio per accentuare l'armonia morbida dell'insieme. La ruga come il neo, insomma, per attirare l'attenzione e far apprezzare tutto il resto.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/32auconep.html Tonde al primo sguardo e così dolci da guidare]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 32; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *{{NDR|Sulla [[Renault Modus]]}} [...] la nipotina dell'Espace, o se si preferisce la figlia della Scenic, è un'auto che riesce sicuramente, a dispetto delle sue dimensioni da citycar nutrita ad estrogeni, a riproporre tutto quanto già c'è sulle progenitrici. Lo spazio, innanzitutto. [...] sembra impossibile che sia possibile trovare una volumetria così ben fruibile. Un miracolo anche perché la linea esterna non è condizionata dalla cubatura interna ma esprime una piacevolezza indiscutibile. [...] La francese Modus è infatti un'auto che strizza l'occhiolino, ammicca, seduce e [...] va diritta al cuore del cliente. Il porta biciclette opzionale è un tocco magico che affascina l'ambientalista, il portellone posteriore con doppia apertura per caricare roba anche con l'auto parcheggiata a filo tra due Tir è una furbata unica [...]. L'accerchiamento alle berline si fa insomma più stretto e convinto perché adesso l'attacco più serio parte proprio dal basso e per l'auto tradizionale è un po' come se cominciassero a crollare le fondamenta. Avevano cominciato le citycar utili, adesso, con la Modus stanno arrivando anche quelle più sfiziose, quelle che potrebbero fare anche moda. E per avere successo [...] non c'è davvero niente di meglio.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/26aupic3.html Quando lo spazio è un gioco provateci con la Modus]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 26; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *Incapace di invecchiare, la [[Renault Scénic|Scenic]] continua a piacere come se fosse la prima volta. Succede, va detto, e la storia dell'auto è ricca di esempi illustri, di modelli che sono stati bestseller per tempi lunghissimi. Ma la Scenic fa più impressione perché quando ha preso forma [...] nemmeno in Renault parevano crederci troppo. Era, per loro, soltanto una versione della Megane che doveva esplorare se mai fosse possibile ripetere in scala ridotta il successo dell'Espace, il primo minibus tascabile all'europea. Il successo fu travolgente ed è stato subito riprodotto da tutti i concorrenti, in certi casi con ancora più coraggio, in altri con maggiore fantasia. Eppure il mercato premia ostinatamente la Scenic a dispetto degli anni e dell'evoluzione [...]<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/28aumnv2.html Fantasia Scenic, l'originale]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 28; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *Mistero della fede. O della moda. O della fantasia. Pensatela come volete ma se c'era bisogno di una riprova che le idee pagano basta guardare alla [[Citroën C3 Pluriel|Citroen Pluriel]], al suo incredibile successo [...]. Un po' berlina, un po' coupé, un po' cabrio. Volendo anche un po' roadster: è soltanto una questione di pazienza (e nemmeno troppa) e si può avere quello che si vuole. Basta togliere un pezzetto qua e poi un pezzetto là e il gioco è fatto. Un'auto perfetta per la generazione Lego, quella che è cresciuta con i pezzetti di plastica con cui si fabbricava tutto a patto di avere manualità e inventiva. Si parte da una berlina a tre porte che è una C3 appena un po' più sbarazzina e si può arrivare a quasi un dune buggy di vecchia memoria perché il tetto si ripiega nel bagagliaio, perché poi i vetri scendono (anche quelli dietro) e infine perché gli archi sopra le porte scompaiono. Zac! Avete comprato un'auto, ve ne ritrovate la metà e siete pure felici di sfoggiare la vostra mezza macchina. Il segreto sta tutto in questa mutazione, nell'effetto sorpresa. [...] la Pluriel si acquista per poter andare a passo di lumaca sul lungomare e poi vedere l'effetto che fa.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/33aucabrio2.html Dossier]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 33; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *{{NDR|Sulla [[Pininfarina]]}} C'è stato un momento [...] che dall'atelier torinese uscivano esclusivamente capolavori. Il mondo dell'auto era continuamente a bocca aperta e c’era la fila dei costruttori che sognavano di avere almeno una loro vettura disegnata, se non addirittura direttamente fabbricata, dalla carrozzeria torinese. Le [[Ferrari]] prima di tutto, ma non soltanto. Le spider [[Alfa Romeo]] Giulietta e la Duetto, le Fiat 124 spider e la Dino Spider, la Lancia Flavia Coupé oppure la strepitosa Peugeot 406 Coupé sono tra le figurine più belle dell'album, ma non le sole. Non importava il cliente, la soluzione era sempre magica.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/classic-cars/2020/01/28/news/pininfarina_90_anni_e_non_sentirli-246997482/ Pininfarina, 90 anni e non sentirli]'', ''repubblica.it'', 29 gennaio 2020.</ref> {{Int|''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/20001216/10vichi.html Tecnica e cuore: imbattibili si torna]''|Da ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 16 dicembre 2000, p. 10; ripubblicato in ''repubblica.it''.|h=4}} {{NDR|Sulla [[Ferrari F1-2000]]}} *Pochi lo ricordano, parlando della trionfale annata 2000, ma in tutti i 17 Gran Premi disputati, almeno una monoposto modenese è salita sul podio, una marcia trionfale che si spiega con la qualità di base di un'auto costruita pescando il meglio dentro e fuori dal Reparto Corse. Fuori? Ma come, la Ferrari non si fa tutto in casa? Un tempo, forse, e sicuramente quando perdeva. [...] Una stima, mai smentita, fissa nel 70 per cento la percentuale di particolari costruiti all'esterno e montati assieme per realizzare l'indistruttibile ed efficace F1-2000. L'elenco è lungo e noioso, anche perché i contributi tecnici arrivano da mezzo mondo, persino dagli Stati Uniti con i dischi freno e le pastiglie prodotte dalla CCR. Scelte che vengono custodite gelosamente anche se si tratta spesso di segreti di Pulcinella, restando tali per gli appassionati o per la stampa, ma ben note ai rivali sul campo [...]. Tutti sanno, per esempio, che nel motore i pistoni sono della tedesca Mahle, che le frizioni sono Sachs o Ap, che l'impianto frenante è della Brembo, che da industrie molto vicine a McLaren e Williams arrivano gli ingranaggi del cambio e molti particolari in carbonio delle sospensioni. Ma non bisogna scandalizzarsi, anzi. Nessuno può illudersi di essere all'avanguardia in tutto e ci vuole molta abilità nello scoprire in giro che cosa c'è e capire se potrà funzionare bene una volta montato con altri particolari esistenti. *[...] a creare quella meraviglia tecnica che è stata la F1- 2000, sempre competitiva e a volte persino più efficace della McLaren MP4-15 concepita dal geniale Adrian Newey, ci ha pensato una vera multinazionale di cervelli che a grandi linee comprende il sudafricano Rory Byrne che l'ha concepita, il britannico Ross Brown che ne ha coordinato la realizzazione [...], l'italiano Claudio Costa, che ha diretto tutto l'ufficio tecnico, e il greco Nick Tombasis che si è occupato della galleria del vento. Il loro lavoro ha prodotto una delle monoposto più innovative delle ultime stagioni, per quanto all'occhio sembri di fatto molto simile alla pur riuscita F399 dello scorso anno. Un'auto nata subito bene, tanto bene che non ha avuto nell'arco dell'anno grandi modifiche al di là delle normali evoluzioni normalmente preventivate in occasione dei Gran Premi di San Marino, prima gara europea dell'anno, Francia, metà stagione, e Monza, ultimo sviluppo in vista del rush finale. Proprio in Francia, in passato, si era sempre visto un grande cambiamento per correre dietro alle soluzioni degli avversari, quest'anno invece non è stato così e in quel momento si è capito davvero che erano gli altri, finalmente a inseguire. Lo sforzo grosso è stato fatto solo per Monza, quando è stato adottato un nuovo pacchetto aerodinamico che ha permesso il grande finale di stagione (solo vittorie di lì in avanti). *[...] in quali particolari la F1- 2000 è stata migliore della concorrenza? Nel suo complesso, sostengono a Maranello. Nata bene, molto leggera, ben 50 chili sotto peso e quindi zavorrata puntualmente dove serviva (soprattutto davanti allorché si è capito che le gomme morbide della Bridgestone non venivano sfruttate al meglio), non ha mai mostrato cedimenti o difetti irrimediabili. Piuttosto i problemi sono stati evidenti nell'elettronica applicata alla trazione, un campo minato e sempre al limite del regolamento. La fatica di Schumacher a partire alla pari delle McLaren è sempre stata evidente [...] dando vita alla favola del pilota incapace di rilasciare la frizione. Di lì i continui test a Fiorano dove il pilota non faceva scuola di partenze, bensì provava sistemi diversi di differenziali. Per tanta gente era uno scolaretto con le orecchie da asino, in realtà era un professore che si ingegnava a tenere il passo di colleghi forse soltanto più furbi. {{Int|''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/20020622/27tratti.html Fenomeno Panda, l'immortale è qui ]''|Da ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 22 giugno 2002, p. 27; citato in ''repubblica.it''.|h=4}} {{NDR|Sulla [[Fiat Panda (1980)]]}} *Da sempre, chi sospira guardando alla gloriosa storia del Gruppo automobilistico nazionale sospira pronunciando i nomi delle varie Balilla, Topolino, Seicento, Cinquecento. Icone di un passato lontano a cavallo della seconda guerra o del boom economico, simboli di successi duraturi in anni in cui si costruivano pochi modelli differenti, vetture longeve sia per merito che per necessità. La Panda invece no, non viene mai ricordata [...]; eppure è nata che lo yuppismo non esisteva ancora (mentre da un bel pezzo è finito), in grande anticipo su Mani Pulite e la Seconda Repubblica, ha attraversato tutto il grande digiuno Ferrari in F.1 [...]. È, e rimarrà , una delle più grandi parentesi della nostra vita. *Il lusso è come il profumo, evapora in fretta. Le cose essenziali, senza troppi fronzoli entrano invece nel sangue, diventano indispensabili. Come il pane appena sfornato, l'olio crudo, le lenzuola di lino. [...] per resistere nel tempo ci vuole una grande idea sposata a una realizzazione senza fronzoli. La Panda, quando nacque, aveva poco e niente di cui vantarsi: un retrotreno ad assale rigido con balestre a due foglie, una sorta di amaca per sedile posteriore, due sdraio per i passeggeri davanti e una mensola portaoggetti sotto una plancia appesa davanti al volante che era un incrocio tra il fai da te di un allievo della Scuola Radio Elettra e un videocitofono. Una vera miseria [...], però era un approccio simpatico ad un'automobile che prima di tutto voleva essere utile, economica, funzionale. *Davanti aveva una previsione di durata di un decennio che sembrava viziata da un incrollabile ottimismo, invece si è rivelata [...] uno dei rarissimi casi di vetture che vengono tolte dal mercato quando ancora le loro vendite tirano [...]. Un fenomeno che, senza farsene vanto, ha diffuso anche grande tecnologia. La sua versione 4x4 resta un vero gioiello che ha motorizzato tutto l'arco alpino. Indistruttibile e capace di scalare qualsiasi pendio, la "integrale" è entrata nel paesaggio montano come le mucche nei quadri dell'Ottocento. *Caso unico [...] di macchina che si è affrancata dalle etichette: non è mai stata né di sinistra né di destra, per mamme o per architetti, da ricchi o da poveri. È entrata in tutte le case, l'hanno venduta di tutti i colori, non è mai stata oggetto di culto e non ha mai corso in pista o nei rally. Una vita così apparentemente normale che di più non si può, proprio come quelle delle vecchiette ultracentenarie che però, puntualmente, finiscono celebrate sui giornali. {{Int|''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/prodotto/2022/07/06/news/lamborghini_la_carica_delle_112_countach-356850939/ Sorpresa Lamborghini, la carica delle 112 Countach]''|''repubblica.it'', 6 luglio 2022.|h=4}} *[...] di certo la [[Lamborghini Countach (2021)|Countach Lpi 800-4]] [...] tocca il cuore dei vecchi appassionati di automobili. Pensata per glorificare i 50 anni del modello più iconico della Casa di Sant'Agata [...] la Countach attuale è più un pezzo imperdibile per i collezionisti più accaniti piuttosto che per chi vuole un'auto con cui andare per strada. D'altronde il suo prezzo parla chiaro, due milioni di euro [...] tanto per far capire quanto esclusiva sia, e non sorprende nemmeno che i soli 112 esemplari siano già stati tutti venduti. *La Countach Lpi 800-4 è [...] ricca di fascino, frutto di un lavoro tutt'altro che semplice perché richiamare lo stile di una vettura di successo con già mezzo secolo sulle spalle è roba da mandare giù di testa chi deve disegnarla, con tutti i limiti che vengono dal cucire addosso un abito nuovo a una vettura che ha a sua volta storia e gloria [...]. Eppure la Countach piace da impazzire perché il design è tutto nuovo pur basandosi fortemente sulle caratteristiche distintive della Countach originale. *Il tema minimalista ha tenuto banco e si esalta nella linea continua del tetto e nelle prese d'aria del motore integrate nelle fiancate posteriori dell'auto. Anche i magnifici cerchi non danno una calcio alla tradizione perché ripropongono i cinque grandi fori tipici di tutte le Countach dalla LP 400 S in poi. Riuscitissima è poi la parte posteriore, con i sei proiettori singoli racchiusi da forme esagonali tipicamente Countach e con lo spettacolo estetico che viene dal diffusore e dai quattro terminali di carico centrali. [...] un'auto già di per sé sbalorditiva seppure, per via dei pochi esemplari in cui sarà prodotta, non destinata come la sua progenitrice a finire sui poster che non mancavano mai nelle camerette dei baby boomers. ==Interviste== {{cronologico}} *{{NDR|«Gli anni 70/80 sono stati probabilmente la Golden era dei [[Rally]] [...]»}} Gare lunghissime, una valanga di piloti professionisti al via, una grande varietà di vetture ufficiali, coupé, spider, berline grosse e piccole, motori a 2, 4, 6 e 8 cilindri, trazione anteriore, posteriore, integrale e gomme di tanti costruttori diversi; poi il giorno e la notte, vetture che si rompevano e pneumatici che si bucavano. Bisognava prima di tutto arrivare in fondo e dopo essere anche più veloci degli avversari. Erano corse più umane, pur nella loro disumanità di fondo.<ref name="Secchi">Da Alessandro Secchi, ''[https://www.p300.it/f1-intervista-a-carlo-cavicchi/ F1 {{!}} Intervista a Carlo Cavicchi]'', ''p300.it'', 19 febbraio 2016.</ref> *Sono stato molto fortunato e di momenti belli ne ho collezionati tanti. La chiamata alla direzione di ''Autosprint'' a soli 37 anni ne è un esempio. Non mi davano che 3 mesi di... vita sul ponte di comando, invece ci sono rimasto per 15 anni con risultati di vendite strepitosi pur con una Ferrari che le buscava sempre. Poi certo, la direzione di ''Quattroruote'' è stata la mia vera consacrazione professionale.<ref name="Secchi"/> *Gli appassionati di rally hanno anche una buona cultura del passato, quindi il ricordo di [[Henri Toivonen|Toivonen]] è ancora fulgido perché è un pilota che in tutta Europa ha impressionato come nessun altro per la sua velocità. [...] nell'età d'oro tra gli anni '60 e i primi anni '90 Henri è stato sicuramente il pilota più veloce tra quelli di alto livello. Aveva un rapporto davvero unico con la velocità e soprattutto è l'unico pilota che riusciva a superare la "paura" di guidare la [[Lancia Delta S4|Delta S4]], mentre altri grandi campioni erano terrorizzati all'idea di doverci salire. Lui riusciva a stupire tutti alla guida, quella macchina era difficilissima da gestire, non c'era elettronica...<ref name="Ettori">Dall'intervista di Andrea Ettori, ''[https://www.p300.it/corsica-nera-carlo-cavicchi-ci-racconta-henri-toivonen-sergio-cresto-e-attilio-bettega/ Corsica nera: Carlo Cavicchi ci racconta Henri Toivonen, Sergio Cresto e Attilio Bettega]'', ''p300.it'', 2 maggio 2020.</ref> *[[Attilio Bettega|Attilio]] andava fortissimo ma ha sempre corso in squadra con piloti straordinari. E soprattutto era una persona estremamente onesta, dal punto di vista intellettuale: ricordo che al termine di una prova speciale lunghissima, in Grecia, Markku Alén e Walter Röhrl fecero un tempo simile mentre Attilio si prese circa 10 secondi, su mezzora di tempo; [[Cesare Fiorio|Fiorio]] gli chiese cos'era successo e Bettega rispose che era andato semplicemente più piano. Fiorio, da lui, si aspettava le prestazioni di Röhrl e Alén. Generalmente sarebbe stata un'ottima prova, ma quelle parole erano indice sia della stima che Fiorio aveva per Bettega, sia dell'onestà di Attilio. Avrebbe potuto inventarsi qualsiasi scusa, ma era troppo onesto. Anche in quel Rally di Corsica che se lo portò via stava andando forte. Un grande dispiacere di Attilio, e ne parlammo all'inizio di quel 1985, era quello di non avere vinto nulla: è stato messo subito nella squadra ufficiale del mondiale, contro i numeri uno, dove vincere era molto faticoso, ma ad esempio non lo hanno mai fatto correre nel campionato italiano o nell'europeo, dove invece avrebbe stravinto come i vari Tabaton, Cerrato e Biasion. Proprio nel 1985 aveva iniziato anche l'europeo con il team Tre Gazzelle [...], con l'obiettivo di vincerlo. Lui era bravo, aveva fatto dei podi, lottava con i migliori del mondo, ma alla fine aveva vinto solo il Trofeo 112 Abarth nel 1977.<ref name="Ettori"/> {{Int|''[https://www.p300.it/intervista-a-carlo-cavicchi-tra-osca-giornalismo-f1-e-rally/ Intervista a Carlo Cavicchi: tra Osca, giornalismo, F1 e Rally]''|Andrea Ettori, ''p300.it'', 26 febbraio 2020.}} *La [[OSCA|Osca]] la gente l'ha dimenticata ma è stata una casa che in vent'anni ha vinto praticamente tutto; ci hanno corso piloti grandissimi, da Moss che ha vinto a Sebring a Castellotti, Scarfiotti, Behra, Farina, Chiron, Villoresi, Fagioli. Nonostante avessero motori piccolissimi battevano le Ferrari, le Maserati, le Aston Martin, le Connaught, insomma le grandi macchine dell'epoca. *{{NDR|«Lei fa parte dei grandi maestri che hanno raccontato la storia del motorsport, che consiglio darebbe ad un giovane che vuole intraprendere la carriera da giornalista nel mondo di oggi?»}} Oggi è veramente difficile perché il mondo è molto ''liquido''. Una volta un giornale era un punto di arrivo, un riferimento. Oggi abbiamo un'informazione che gira per mille canali, non sempre accurata ma comunque immediata. Questo ha portato a svilire il lavoro della ricerca: è difficile crescere la gente perché oggi basta dire, urlare, arrivare prima. Allora succede che i giornali, quelli più importanti, che ancora tengono un po' di testa, sono restii a prendere chi non sa, perché devono allevarlo e non c'è tempo di allevare la gente. Gli altri li sfruttano e spesso non li pagano. Il vero problema della ''vostra'' generazione, dei giovani, è che è arrivata l'era digitale. Che non è un male, anzi, per tanti aspetti è un bene; ma mentre prima il mestiere del giornalista ti assicurava una vita serena, una famiglia da tirare su – se eri bravo facevi carriera, se lo eri meno restavi con un livello economico che ti permetteva di vivere dignitosamente – l'era digitale ha sostituito il vecchio giornalismo ma non ne ha presi i vantaggi economici, uccidendolo. I ragazzi sono sfruttati nella maggioranza dei casi. La rete ha insegnato che deve essere tutto gratis per forza e quindi c'è tanta gente che si offre volontaria e va avanti così finché ce la fa; poi deve trovarsi un altro lavoro e lascia il posto ad altri volontari. Non c'è la scuola, non ci sono i passaggi: io scrivevo qualcosa, un altro me lo leggeva, poi c'era un capo servizio o un capo redattore che lo leggeva ancora e poi finiva in pagina. Adesso bisogna andare fuori subito, chi scrive va direttamente su un sito. La scuola non c'è più, in questo senso è finita. Onestamente non saprei consigliare, anzi, mi verrebbe da dire ''cambia lavoro'', che è brutto detto da chi ha fatto sempre questo. *[...] le macchine di oggi vanno più forte ma, parlando in generale, erano meno potenti in assoluto delle [[Gruppo B]]: quelle erano inguidabili perché non c'era l'elettronica, per cui i piloti avevano paura a guidare. Le reazioni erano lente, la potenza era esagerata, la macchina non aveva tutti quegli ausili che permettevano il controllo. A parte l'eccezione di [[Henri Toivonen|Toivonen]], che riusciva a guidare la [[Lancia Delta S4|S4]] in una maniera che agli altri, anche i grandi campioni, metteva terrore, oggi invece tutti guidano senza timore. *Quando tutti fanno lo stesso tempo chi è il più bravo? {{NDR|«Forse chi ha la macchina migliore»}} Ma è sempre così nelle corse. La macchina migliore è fondamentale perché se tu, la macchina migliore, non la dai al pilota migliore, è molto difficile che vinca. Poi capitano le eccezioni come Vettel a Monza, Damon Hill a Spa ma sono situazioni che rimangono nella memoria. Se Hamilton guida tutte le gare la Toro Rosso non vince. Potrebbe vincere delle gare ma mai un campionato. La macchina nelle corse c'è sempre stata, non lamentiamoci. Oggi le gare sono molto più vivaci di un tempo, un tempo erano molto più noiose ma è tutto annegato nelle emozioni. Una volta il pilota era il cavaliere del rischio. ==''Via Mazzocchi 2.0 – blog''== {{cronologico}} *Gli anni di [[Gilles Villeneuve|Gilles]] li ho vissuti davvero da vicino, [...] lavoravo ad ''Autosprint'' e poi a ''Rombo'' sempre con il grande Marcello Sabbatini come direttore che con Villeneuve aveva un rapporto unico e aveva contribuito tantissimo a costruirne il mito. Fu Sabbatini ad avere l'idea di promuovere la "febbre Villeneuve" oppure a imbastire la celebre sfida [[Formula 1|F.1]] contro aereo da caccia sulla pista d'atterraggio di Istrana. Erano anni in cui accadevano cose incredibili, ad esempio con la Polstrada che ti invitava a farti da parte, fermandoti magari sulla corsia d'emergenza, sulla Ventimiglia-Genova perché stavano per arrivare Villeneuve e Pironi in corsa ravvicinata per arrivare per primo a Maranello. All'epoca c'era anche il doppio casello a Piacenza ma lì, sempre avvisato via radio dalla Stradale, il mitico Pupillo (casellante con il Cavallino impresso sul cuore) dava ordine di alzare le sbarre per non fare perdere tempo a nessuno dei due contendenti... Robe che a raccontarle adesso nessuno ci crede. Ma a Villeneuve era concesso di tutto, e ci si aspettava da lui proprio di tutto. Mio padre, buonanima, anche se Gilles a due giri dal traguardo era staccato di un giro diceva: "cosa c'entra? Con quello lì può sempre succedere che vinca...". Ovviamente non era vero, però nell'immaginario collettivo era così.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/gilles-e-quella-prima-intervista/ Gilles e quella prima intervista...]'', ''blog.quattroruote.it'', 7 maggio 2012.</ref> *Sono un [[Lancia (azienda)|lancista]] di vecchissima data, uno di quelli che in gioventù si divideva in clan, quelli della Fulvia Coupé da una parte e quelli dell'Alfa Romeo Gt Junior dall'altra. Con la Lancia ho corso a lungo e mi sono divertito un sacco. E come tutti i lancisti di vecchia data ho visto sempre questo marchio glorioso soffrire (negli anni 50 ero troppo piccolo e prima della guerra non c'ero). Ricordo bene che ne parlai a lungo con [[Vittorio Ghidella]], probabilmente era il 1980, a un rally dei Mille Laghi in Finlandia dov’era venuto con la moglie. Proprio il manager forse più "automobilaro" della storia Fiat mi parlò preoccupato della difficoltà di imporre questo marchio al di fuori dei confini italiani. "Io ce la metterò tutta, può scommetterci – mi disse quasi a tranquillizzarmi, anche se non ero certamente io il suo problema – ma la Fiat deve pensare in grande e nel grande la Lancia farà sempre fatica". Io riportai su ''Autosprint'' quelle parole, con il mio indimenticato direttore, Marcello Sabbatini, che ci fece un titolo impietoso "Ghidella non vede un futuro per la Lancia". Allora arrivano molte lettere in redazione (le mail erano una cosa inimmaginabile) e in tutte c'era un livore incredibile contro in capo della Fiat che, peraltro, a breve andava sfornando il meglio del marchio, la Thema, la Delta e la Prisma. Riporto questo episodio per sottolineare come la Lancia sia stata sempre un cruccio per tutti gli uomini sul ponte di comando del Gruppo. Il suo limite stava sempre nell'inesistente penetrazione sui mercati esteri, e questo anche quando la Stratos e poi la Delta vincevano tutto nei rally.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/la-lancia-il-cuore-e-la-ragione/ La Lancia, il cuore e la ragione]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 novembre 2012.</ref> *{{NDR|Nel 2013, sulla crisi del [[coupé]]}} [...] è proprio questa concezione di vettura ad essere uscita dagli schemi mentali dei nuovi automobilisti, che a parole sognano bolidi accessibili, ma nell'intimo privilegiano altre necessità. Se oggi si vendono soltanto [[Sport Utility Vehicle|SUV]] oppure, in minor quantità, le piccole monovolume, significa che a vincere sono esigenze pratiche. L'acquisto di un'auto comporta un impegnativo investimento di denaro ed è finita l'epoca del piacere emozionale che non è più la prima motivazione d'acquisto e nemmeno la seconda e probabilmente nemmeno la terza. I più avanti nell'età sognano sempre un ritorno delle Gta, delle Fulvia Coupé, delle Clio Williams, ma al dunque sono poi i primi a orientarsi su altri modelli, meno fascinosi ma più coerenti con gli odierni stili di vita. Un peccato, perché se uno si fa un giretto su una GT86 o su una BRZ poi non vorrebbe più scendere in quanto, anche andando pianissimo, si riscopre il gusto dell'adrenalina alle stelle. Però s'è definitivamente chiusa una porta, e probabilmente i costruttori non ci cascheranno più. Il tempo delle coupé dal prezzo abbordabile pare proprio finito.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/le-coupe-davvero-non-piacciono-piu/ Le coupé davvero non piacciono più]'', ''blog.quattroruote.it'', 30 luglio 2013.</ref> *Da quanto tempo non si vedeva [...] tanto entusiasmo per una vettura derivata dalle corse come la [[Toyota GR Yaris]] che tanto ricorda l'indimenticata Lancia Delta Integrale? Oggigiorno di solito le vetture "cattive" non suscitano più scalpore, non generano commenti entusiastici, scivolano via come l'acqua sulla pietra. Invece con la GR Yaris è successo il contrario: ne hanno parlato tutti [...]. Significa che in Toyota hanno colpito nel segno [...]. Sarà che la GR Yaris è piccola ma promette prestazioni esagerate, sarà che costa tutto sommato poco per quello che propone e per quello che lascia immaginare [...], sarà infine che un passaggio al contrario non si era preparati a vederlo (da un'auto da corsa a una di serie...) fatto sta che la scommessa dei giapponesi potrebbe aver centrato l'obiettivo vincendo anche lo scetticismo degli ultimi avversori del motore 3 cilindri. [...] Invidio chi, più giovane di me, potrà farci un pensiero. Soprattutto chi può vivere fuori dai grandi centri e magari vicino a colline e montagne [...]. Lontano dal traffico, guidarla promette un piacere assoluto, attaccandosi al cambio manuale come nel bel tempo che fu e godendo di reazioni cui non si è più abituati. Viene da una vettura che domina nel mondiale rally e già questo è un biglietto da visita niente male, se poi guidandola si potrà godere di prestazioni da vera supercar approfittando al contempo di dimensioni contenute e di un peso vettura attorno ai 1300 chili (anche qui come una volta, che bel passo indietro...) con un assetto rigido che ti fa credere di essere un pilota vero, bé c'è da brindare con bollicine di marca, altroché. Ma sì, una volta tanto, parliamo di adrenalina e non di infotainment, di differenziali autobloccanti e pure di sedili che ti stringono il bacino e ti obbligano a una postura vera: non eravamo più abituati a tanto ben di Dio!<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/lindimenticabile-delta-e-rinata-ma-e-una-toyota/ L'indimenticabile Delta è rinata, ma è una Toyota!]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 dicembre 2020.</ref> *{{NDR|Sulla [[Smart Fortwo (W450)]]}} Ricordo [...] le difficoltà degli inizi, con la voglia della Swatch di mettere per strada una vettura che fosse rivoluzionaria come lo erano i suoi orologi di plastica che stavano spopolando, irriverenti, sul mercato mondiale. Purtroppo [...] progettare una vettura è molto più complesso perché se da un lato ci può essere il rischio di sbagliare l'ora, con le auto si possono mettere a rischio delle vite. [...] ci volle l'alleanza con la Mercedes [...] per arrivare all'impertinente creazione comune con un nome facile da capire ma impossibile da brevettare perché smart è un aggettivo che può essere tradotto dall'inglese in rapido, veloce, abile, acuto, brillante, sveglio, intelligente, ma anche alla moda ed elegante. [...] Così nacque il simil acronimo S.M.art che stava per Swatch Mercedes Art, sintetizzando il concetto che era un colpo d'ingegno delle due case. L'oggetto che venne fuori fu un vero shock per un mondo bigotto quale è sempre stato quello dell'auto, e impiegò tanto tempo ad imporsi perché sì va bene la colorazione sempre esagerata, le prestazioni subito sorprendenti e la sicurezza della cellula che proteggeva gli occupanti, però era una cosetta così piccola e così strana che non si poteva digerire. In Italia ci volle l'intuito di un grande dirigente come Maurizio Alagna a segnarne il destino di successo. S'inventò mille trovate geniali tanto che [...] nessun mercato al mondo ha visto un successo paragonabile a quello italiano. A Roma, dove più che in qualsiasi altro posto le due posti tedesche sono finite nel traffico cittadino, la moda del parcheggio ortogonale rispetto al senso di marcia è diventata una regola.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/aiuto-dove-finita-la-smart-che-abbiamo-nel-cuore/ Aiuto! Dov'è finita la Smart che abbiamo nel cuore?]'', ''blog.quattroruote.it'', 6 maggio 2022.</ref> *{{NDR|Nel 2022}} È incredibile l'interesse che suscitano sempre le auto del biscione al di là di quelli che sono poi i dati di vendita. [...] È evidente che il marchio Alfa possiede ancora, e verrebbe da dire nonostante tutto, un fascino unico sulla gente, figlio di radici lontane che ci portiamo dentro magari senza nemmeno sapere bene perché. Il passato di storia e gloria è dimenticato da un pezzo, però il brand resta appiccicato addosso e si trasferisce di padre in figlio. Da mezzo secolo le Alfa Romeo sono vetture che faticano a imporsi sul mercato con poche eccezioni, [...] tanto che la frase "Le Alfa sono come la bella Cecilia: tutti le vogliono e nessuno le piglia" ha tenuto banco tra gli addetti ai lavori. Però il fascino resiste [...]<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/il-fascino-delle-alfa-sulla-gente-sorprende-sempre/ Il fascino delle Alfa sulla gente sorprende sempre]'', ''blog.quattroruote.it'', 3 giugno 2022.</ref> *{{NDR|Nel 2022}} In un mercato dove i listini, trainati dai costi all'acquisto delle [[Auto elettrica|vetture elettriche]], sono saliti alle stelle tanto tutti i costruttori li hanno alzati senza ritegno perché le auto tradizionali costano comunque poco rispetto alle vetture alla spina che dovrebbero essere il futuro imposto dai Governi, succede che anche le utilitarie diventano inaccessibili. [...] Questo ci deve far capire quello che succederà negli anni a venire quando l'imposizione forzata delle auto elettriche, i cui prezzi non caleranno troppo (meglio non farsi esagerate illusioni), vedrà un fiorire di oggetti di pseudo lusso pressoché inarrivabili, con la massa che allora troverà sfogo nell'arrivo di proposte cinesi queste sì con listini accettabili. Il mercato della Grande Muraglia già oggi è fitto di vetture a batteria che costano poco e quando si decideranno ad esportarle, dopo anni di esperienza in loco, lo faranno con listini aggressivi. Saranno vetture di bassa qualità, di scarse prestazioni e con una sicurezza molto elementare ma saranno alla portata di tante tasche altrimenti escluse dalla mobilità privata. I grandi marchi diventeranno di nicchia e noi regaleremo un secolo e passa di storia e di gloria ai nuovi invasori. Come la chiama [[Beppe Grillo|Grillo]]? La decrescita felice. Eccola alle porte.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/il-meritato-successo-della-dr-ci-fa-capire-che-futuro-ci-aspetta/ Il meritato successo della DR ci fa capire che futuro ci aspetta]'', ''blog.quattroruote.it'', 15 luglio 2022.</ref> *{{NDR|Nel 2022}} Voi da che parte state, siete per il lavoro o per l'ambiente? La domanda è in apparenza provocatoria, ma è quello che ha portato a sua giustificazione la Ford per mettere a casa tremila dipendenti al fine di ridistribuire le risorse e destinarle alla costosissima svolta elettrica. [...] Gli americani, sul lavoro, sono estremamente pragmatici, e questo modo di operare li ha sempre caratterizzati. Al contrario che in Europa, dove in genere gli Stati intervengono dando soldi per evitare i licenziamenti, negli States il Governo mette fuori i quattrini se il piano aziendale contempla sacrifici ma rimette a posto i conti di una azienda. [...] In sintesi Ford dice che i costi per sviluppare le nuove vetture elettriche sono enormi e ci vorrà molto tempo per avere un ritorno economico, quindi non ci sono alternative: se si vuole un mondo più pulito bisogna fare sacrifici. [...] Insomma, stiamo arrivando al nocciolo della questione elettrica: la transizione sarà molto crudele anche se per adesso tanti governanti non se ne stanno rendendo conto. I sindacati e le varie associazioni di categoria lo stanno denunciando da anni: in Italia sono a rischio almeno 70 mila posti, un'intera città di media grandezza. Ma la questione ambientale [...] viene sempre prima del lavoro, fa più effetto, piace di più ai giovani che sono già rassegnati a non trovarlo il lavoro. Il tema è invece centrale per quanto scomodo, si tratta di scegliere da che parte stare ed è una questione estremamente seria che potrebbe in fretta rivelarsi drammatica. Perché non la si affronta invece che far finta che il problema non sia a un passo dal materializzarsi?<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/ambiente-o-lavoro-scelta-drammatica/ Ambiente o lavoro, scelta drammatica]'', ''blog.quattroruote.it'', 26 agosto 2022.</ref> *Se un ubriaco va fuori strada e ammazza un povero innocente la prima reazione di chi amministra le città è di intervenire riducendo i [[Limite di velocità|limiti di velocità]] sulle strade e magari aumentando le sanzioni. Il problema è che la stragrande maggioranza degli automobilisti si muove usando la testa, ma sarà quella che ne pagherà direttamente le conseguenze: limiti di velocità a 30 all'ora in città [...], dissuasori sulla strada, autovelox [...], peso delle contravvenzioni aumentato. Tolleranza zero, insomma, così io che viaggio rispettando i limiti [...] dovrò sorbirmi la tortura di troppi dissuasori [...] per colpa di ubriacone se non peggio di un drogato. Probabilmente rischierò anche di essere multato per un eccesso di velocità minimo [...]. Il tutto senza arrivare alla soluzione perché quei delinquenti che guidano ubriachi, o peggio ancora impippati e spesso senza patente di guida, non si fermeranno certo se i limiti sono più bassi. Loro i limiti non li rispetteranno mai [...]. Il risultato è quello del vecchio cartello degli anni 50: per colpa di qualcuno non si farà più credito a nessuno. Finiremo incolonnati e viaggeremo come lumache col risultato che ci attaccheremo al più famoso apparecchio di distrazione di massa esistente, il telefonino, e peggioreremo ancora di più la situazione. Così dopo si stringeranno ancora di più i limiti fino a che non ci si potrà più spostare. Anzi no, i disgraziati non patentati ed ebbri o fatti continueranno a colpire vigliaccamente gli innocenti a bordo strada e chissà se allora si capirà che se al posto di vessare quelli ligi al codice della strada sarebbe stato meglio fermare quelli fuori regola. Non tutti, perché non è ovviamente possibile, ma un bel po' di più quello sì.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/per-colpa-di-qualcuno-pagheremo-tutti/ Per colpa di qualcuno pagheremo tutti]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 novembre 2022.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Cavicchi, Carlo}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] q1lrqww7aew8l73sbgy0yz1ok0ojhnx 1410307 1410305 2026-04-12T19:37:03Z Danyele 19198 /* Autosprint */ +wikilink 1410307 wikitext text/x-wiki [[File:Carlo Cavicchi (2011).jpg|thumb|Carlo Cavicchi (2011)]] '''Carlo Cavicchi''' (1947 – vivente), giornalista e scrittore italiano. ==Citazioni di Carlo Cavicchi== *{{NDR|Su [[Daniele Audetto]]}} Il più grande attore che Hollywood si sia mai fatta scappare.<ref>Da ''Destra 3 lunga chiude. Quando i rally avevano un'anima'', Vimodrone, Giorgio Nada Editore, 2016, ISBN 9788879116664; citato in Lorenzo Rondelli, ''[https://www.automotivespace.it/destra-3-lunga-chiude/ Destra 3 lunga chiude]'', ''automotivespace.it'', 21 settembre 2020.</ref> *{{NDR|Sulla [[Citroën 2CV]]}} [...] sarei anche pronto a decantarne gli enormi meriti, il peso che questa geniale vettura ha avuto nel tessuto sociale di un Paese come la Francia, l'immagine sbarazzina che l'ha accompagnata per oltre quattro decenni, sempre attuale anche quando ormai la sua tecnologia faceva tenerezza. Non lo faccio perché altri lo faranno molto meglio di me. Mi limito però a sintetizzarne un pregio che è virtù di poche cose buone nel mondo: tutti, nessuno escluso, quando ne vedono passare una sorridono. È la prova di qualche cosa che prima che nel cervello ha saputo entrare nel cuore.<ref>Citato in Vincenzo Borgomeo, ''[https://books.google.it/books?id=eY89DQAAQBAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false 101 storie sulla Citroën 2CV che non ti hanno mai raccontato]'', Roma, Newton Compton Editori, 2016, ISBN 978-88-227-0148-0</ref> {{Int|''[https://www.forlitoday.it/sport/altro/carlo-cavicchi-racconta-automobilismo-ferrari-senna.html F1 tra passato e presente con Carlo Cavicchi: "La Ferrari con Marchionne sarebbe tornata al vertice. Senna? Poteva essere un grande giornalista"]''|Da un evento al Motoclub Paolo Tordi di Cesena; citato in Giovanni Petrillo, ''forlitoday.it'', 25 aprile 2023.}} *Ho mangiato pane e auto per tutta la vita. *Ho smesso di dirigere ''Autosprint'' nel 1999 [...] ma ricordo benissimo il [[Campionato mondiale di Formula 1 1988|1988]] quando la McLaren con Ayrton Senna e Alain Prost vinse quindici gran premi su sedici, ad eccezione del Gran Premio d'Italia a Monza, con un "miracolo" dal cielo a pochi giorni dalla scomparsa di Enzo Ferrari [vinse Gerhard Berger davanti a Michele Alboreto grazie ad un incidente di un Senna fin li dominatore della gara durante un doppiaggio, ''ndr'']. Da direttore mettere una McLaren sempre vincente in copertina era angosciante e dura. *Chi è senza peccato in [[Formula 1|F1]] non c'è. *{{NDR|Su [[Enzo Ferrari]]}} Era un genio, acuto, insomma unico. Gli davano fastidio i piloti che chiedevano soldi per correre con la Rossa. Lui voleva vedere vincere la Ferrari. ==Citazioni tratte da articoli== *Ha fatto tutto di corsa [...]. [[Mauro Forghieri]] è diventato leggenda prima ancora di diventare un uomo fatto e finito. Troppo giovane per arrivare tanto in alto, troppo vecchio per essere considerato ancora una mente pensante, di quelle che non smetti mai di ascoltare perché c'è sempre da imparare.<ref>Da ''[https://www.quattroruote.it/news/eventi/2022/11/02/mauro_forghieri_il_ricordo_di_carlo_cavicchi.html Il ricordo di Carlo Cavicchi]'', ''quattroruote.it'', 3 novembre 2022.</ref> ===''Autosprint''=== {{cronologico}} *[...] il [[Rally di Sanremo|Sanremo]] rientra tra quelle gare all'antica in cui vedere il traguardo è già una vittoria.<ref>Da ''Tony e... fulmini (inutili) di Rohrl'', ''Autosprint'', 1979.</ref> *Molti anni fa un settimanale inglese definì [[Virgilio Conrero]] il più grande preparatore di tutti i tempi. Non si trattò di un complimento, bensì di una pura constatazione. Il «mago» è stato sicuramente quello che ha vinto di più e a più alto livello, ma la laurea ad honorem non gli deriva da questo, o solo da questo. E che lui è stato un preparatore nel senso più vero del termine. Un tempo abbondavano i re della lima, quelli che per tentativi arrivavano a risultati talvolta straordinari; oggi esistono solo i «montatori», abilissimi certosini cresciuti alla scuola del Lego, capaci di assemblare tutto ben attenti a non inventare nulla perché quello è compito delle Case e dei loro reparti corse. Il grande Virgilio, invece, ideava. Forte delle sue cognizioni di meccanica e della grande praticaccia con il regolo calcolatore studiava a tavolino le sue soluzioni. Non usava i prodotti lavorati dagli altri, si creava i suoi e quelli erano i suoi segreti, la «differenza», il suo quid in più. E spesso aveva avuto qualcosa in più delle vetture ufficiali. I cavalli, ad esempio.<ref name="Conrero">Da ''Addio mago'', ''Autosprint'' nº 2, 9-15 gennaio 1990, pp. 6-9.</ref> *{{NDR|Su Virgilio Conrero}} Adorava i suoi piloti, ma era capace di insultarli senza pietà se non rispettavano la meccanica, se buttavano via un risultato in seguito a una sciocchezza. In compenso, se si dovevano ritirare per un problema tecnico si intristiva oltre misura e se ne faceva una colpa gravissima. Spesso i suoi piloti privati, ritirando la vettura nell'officina di Moncalieri, se ne andavano gridando: «Ricordati mago, se non vinco, non ti pago...». Ma pagavano tutti, comunque, e facevano anche la fila.<ref name="Conrero"/> *[...] [[Jean-Marie Balestre|Balestrescu]] deve circondarsi di «signorsì» altrimenti non potrebbe imporre a piacimento i suoi voleri [...]<ref>''Il tiranno è alle strette'', dall'editoriale ''Monitor''; ''Autosprint'' nº 3, 16-22 gennaio 1990, p. 5.</ref> *Credo di essere uno dei più grandi estimatori delle qualità di condottiero di [[Cesare Fiorio]] [...]; credo però di conoscerlo anche molto bene nei grandi amori e grandi odi che ne hanno costellato la vittoriosa carriera. Con me o contro di me, un rapporto, il suo, senza mezze misure. Ricordo quella fredda mattina del gennaio '73 sul molo di Montecarlo. [[Harry Källström|Källström]] aveva concluso con la sua Lancia ottavo, staccato di appena un misero secondo dalla Fiat di Pinto dopo una interminabile settimana di lotta. Lo svedese gia avanti negli anni, il pilota che con le sue grandi vittorie al Rac aveva contribuito fortissimamente alla nascita del mito [[Lancia nei rally]], fu apostrofato con un durissimo: «Non sei nemmeno più capace di stare davanti a Pinto!». Fu la sua ultima corsa con la Casa torinese. Due mesi dopo, con una ingombrante Datsun vinse il Safari [...]<ref>''Nel rush finale ogni mossa... vale'', dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' nº 35, 28 agosto – 3 settembre 1990, p. 35.</ref> *[...] il signor [[Tom Walkinshaw]], uno che sullo stomaco ha tanto pelo da far concorrenza alla Lana Gatto. Quello stinco di santo che nel mondo delle corse tutti conoscono benissimo da anni e la cui immagine molti sub attaccano al petto per tener lontani i pescecani.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' nº 27, 4-10 luglio 1995, p. 11.</ref> *Tutti conoscono i limiti e le virtù di [[Jean Alesi|Alesi]]. [...] Lui non si fa passare facilmente, lui si esalta nella lotta, lui ama la pioggia, il fondo infido, la sfida al limite perché quando è sotto pressione sbaglia pochissimo. I suoi limiti sono ben altri: messa a punto, strategia, anche a volte la semplice tattica. [...] una gara da affrontare all'arma bianca, il suo terreno di lotta ideale. Se fosse stato un pirata, si sarebbe messo il coltello tra i denti e sarebbe partito all'assalto. Ma è un pilota e anziché il coltello tra i denti gli serve un'auto sotto il sedere. Questa [...] gli manca.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' nº 35, 29 agosto – 4 settembre 1995, p. 11.</ref> *[[Damon Hill|Damon]], pilota sicuramente veloce e capace, ha mostrato [...] quelli che sono i suoi limiti [...]: proiettato nel firmamento della F.1 nell'era del dopo Senna, dopo Prost, dopo Mansell, dopo Piquet, ha avuto sulla sua strada un solo pilota da battere per vincere {{NDR|Schumacher}} e ha perso nettamente il confronto. [...] Ecco, probabilmente Hill con i [...] sopracitati campioni non ha nulla da spartire, pertanto non gli basta l'auto migliore per primeggiare [...]. Diciamola, allora, la verità: Hill, in questa F.1, pur guidando la Williams, è il numero due. Quando ha corso, sempre con la Williams tra le mani, con Senna e Prost [...] è stato il numero tre. E se avesse corso ancora prima, con Mansell, Senna, Prost e Piquet?<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' nº 39, 26 settembre – 2 ottobre 1995, p. 11.</ref> *Alesi è stato generoso e esaltante, sfortunato e polemico. [...] adorabile e insopportabile, con le stimmate dei grandi e la jella dei predestinati.<ref>Dall'editoriale ''Domenica notte''; ''Autosprint'' nº 44, 31 ottobre – 6 novembre 1995, p. 11.</ref> ===''la Repubblica''=== {{cronologico}} *Dovevate essere al Salone di Francoforte nelle giornate riservate agli addetti ai lavori, cioè a quella gente che con le auto ci ha a che fare tutti i giorni e oramai non si emoziona più per nulla. O quasi per nulla, perché erano tutti allo stand italiano dove faceva bella mostra il [[Lancia Fulvia Concept|prototipo Fulvia Coupé]], una stupenda rivisitazione dell'auto che ha emozionato la generazione che ha fatto prima il '68 e poi il diavolo a quattro per potersela permettere. Non si impazzisce per una vettura di trenta anni fa, per quanto ottimamente attualizzata, se dietro non c'è una storia con tanto di anima annessa.<ref name="Automotori">Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/20aucupea.html Lancia, finalmente rispunta l'orgoglio]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 20; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *[...] I [[Lancia (azienda)|lancisti]] sono un popolo educato e mite, che ne ha sopportate tante perché, prima, aveva goduto tanto sia nel lusso che nell'innovazione o nello sport.<ref name="Automotori"/> *Ci mancava solo l'autoalcova, così adesso noi vecchi delle quattro ruote possiamo dire di aver visto tutto. È arrivata con un nome riduttivo, [[Smart Forfour (W454)|Forfour]], che starebbe per quattro posti mentre in realtà ci si può stare anche in cinque senza incorrere in sanzioni, visto che ci sono cinque cinture di sicurezza a testimoniarlo. Beh, certo, vista da fuori questa microcar di poco più di tre metri e mezzo sembrerebbe fatta apposta per due, invece no, ti frega perché dentro è proprio grande al punto che ci si può stare persino distesi se non proprio sdraiati. La trovata, e da qui il concetto di vetturaalcova, è tutta nei sedili anteriori che si ripiegano in avanti e poi scorrono indietro allo stesso livello di quelli posteriori. Il risultato è una grande lettone dall'aspetto galeotto. Dai, l'occasione faceva l'uomo ladro anche quando non c'erano nemmeno i ribaltabili, figuriamoci con un metro quadro e mezzo.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/26ausmarti.html Forfour, l'auto alcova. E la Smart raddoppia]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 26; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *{{NDR|Nel 2003, sul futuro dello [[Progettazione di automobili|stile automobilistico]]}} [...] sembra che la traccia sia già netta: le auto di domani in gran parte saranno dolci da guidare e rotonde da ammirare. Tranne poche eccezioni, i più suggeriscono il rifiuto degli spigoli salvo che per una loro presenza furbetta proprio per accentuare l'armonia morbida dell'insieme. La ruga come il neo, insomma, per attirare l'attenzione e far apprezzare tutto il resto.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2003/10/21/32auconep.html Tonde al primo sguardo e così dolci da guidare]'', ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 ottobre 2003, p. 32; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *{{NDR|Sulla [[Renault Modus]]}} [...] la nipotina dell'Espace, o se si preferisce la figlia della Scenic, è un'auto che riesce sicuramente, a dispetto delle sue dimensioni da citycar nutrita ad estrogeni, a riproporre tutto quanto già c'è sulle progenitrici. Lo spazio, innanzitutto. [...] sembra impossibile che sia possibile trovare una volumetria così ben fruibile. Un miracolo anche perché la linea esterna non è condizionata dalla cubatura interna ma esprime una piacevolezza indiscutibile. [...] La francese Modus è infatti un'auto che strizza l'occhiolino, ammicca, seduce e [...] va diritta al cuore del cliente. Il porta biciclette opzionale è un tocco magico che affascina l'ambientalista, il portellone posteriore con doppia apertura per caricare roba anche con l'auto parcheggiata a filo tra due Tir è una furbata unica [...]. L'accerchiamento alle berline si fa insomma più stretto e convinto perché adesso l'attacco più serio parte proprio dal basso e per l'auto tradizionale è un po' come se cominciassero a crollare le fondamenta. Avevano cominciato le citycar utili, adesso, con la Modus stanno arrivando anche quelle più sfiziose, quelle che potrebbero fare anche moda. E per avere successo [...] non c'è davvero niente di meglio.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/26aupic3.html Quando lo spazio è un gioco provateci con la Modus]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 26; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *Incapace di invecchiare, la [[Renault Scénic|Scenic]] continua a piacere come se fosse la prima volta. Succede, va detto, e la storia dell'auto è ricca di esempi illustri, di modelli che sono stati bestseller per tempi lunghissimi. Ma la Scenic fa più impressione perché quando ha preso forma [...] nemmeno in Renault parevano crederci troppo. Era, per loro, soltanto una versione della Megane che doveva esplorare se mai fosse possibile ripetere in scala ridotta il successo dell'Espace, il primo minibus tascabile all'europea. Il successo fu travolgente ed è stato subito riprodotto da tutti i concorrenti, in certi casi con ancora più coraggio, in altri con maggiore fantasia. Eppure il mercato premia ostinatamente la Scenic a dispetto degli anni e dell'evoluzione [...]<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/28aumnv2.html Fantasia Scenic, l'originale]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 28; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *Mistero della fede. O della moda. O della fantasia. Pensatela come volete ma se c'era bisogno di una riprova che le idee pagano basta guardare alla [[Citroën C3 Pluriel|Citroen Pluriel]], al suo incredibile successo [...]. Un po' berlina, un po' coupé, un po' cabrio. Volendo anche un po' roadster: è soltanto una questione di pazienza (e nemmeno troppa) e si può avere quello che si vuole. Basta togliere un pezzetto qua e poi un pezzetto là e il gioco è fatto. Un'auto perfetta per la generazione Lego, quella che è cresciuta con i pezzetti di plastica con cui si fabbricava tutto a patto di avere manualità e inventiva. Si parte da una berlina a tre porte che è una C3 appena un po' più sbarazzina e si può arrivare a quasi un dune buggy di vecchia memoria perché il tetto si ripiega nel bagagliaio, perché poi i vetri scendono (anche quelli dietro) e infine perché gli archi sopra le porte scompaiono. Zac! Avete comprato un'auto, ve ne ritrovate la metà e siete pure felici di sfoggiare la vostra mezza macchina. Il segreto sta tutto in questa mutazione, nell'effetto sorpresa. [...] la Pluriel si acquista per poter andare a passo di lumaca sul lungomare e poi vedere l'effetto che fa.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/2004/12/21/33aucabrio2.html Dossier]'', ''la Repubblica Auto'', supplemento a ''la Repubblica'', 21 dicembre 2004, p. 33; ripubblicato in ''repubblica.it''.</ref> *{{NDR|Sulla [[Pininfarina]]}} C'è stato un momento [...] che dall'atelier torinese uscivano esclusivamente capolavori. Il mondo dell'auto era continuamente a bocca aperta e c’era la fila dei costruttori che sognavano di avere almeno una loro vettura disegnata, se non addirittura direttamente fabbricata, dalla carrozzeria torinese. Le [[Ferrari]] prima di tutto, ma non soltanto. Le spider [[Alfa Romeo]] Giulietta e la Duetto, le Fiat 124 spider e la Dino Spider, la Lancia Flavia Coupé oppure la strepitosa Peugeot 406 Coupé sono tra le figurine più belle dell'album, ma non le sole. Non importava il cliente, la soluzione era sempre magica.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/classic-cars/2020/01/28/news/pininfarina_90_anni_e_non_sentirli-246997482/ Pininfarina, 90 anni e non sentirli]'', ''repubblica.it'', 29 gennaio 2020.</ref> {{Int|''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/20001216/10vichi.html Tecnica e cuore: imbattibili si torna]''|Da ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 16 dicembre 2000, p. 10; ripubblicato in ''repubblica.it''.|h=4}} {{NDR|Sulla [[Ferrari F1-2000]]}} *Pochi lo ricordano, parlando della trionfale annata 2000, ma in tutti i 17 Gran Premi disputati, almeno una monoposto modenese è salita sul podio, una marcia trionfale che si spiega con la qualità di base di un'auto costruita pescando il meglio dentro e fuori dal Reparto Corse. Fuori? Ma come, la Ferrari non si fa tutto in casa? Un tempo, forse, e sicuramente quando perdeva. [...] Una stima, mai smentita, fissa nel 70 per cento la percentuale di particolari costruiti all'esterno e montati assieme per realizzare l'indistruttibile ed efficace F1-2000. L'elenco è lungo e noioso, anche perché i contributi tecnici arrivano da mezzo mondo, persino dagli Stati Uniti con i dischi freno e le pastiglie prodotte dalla CCR. Scelte che vengono custodite gelosamente anche se si tratta spesso di segreti di Pulcinella, restando tali per gli appassionati o per la stampa, ma ben note ai rivali sul campo [...]. Tutti sanno, per esempio, che nel motore i pistoni sono della tedesca Mahle, che le frizioni sono Sachs o Ap, che l'impianto frenante è della Brembo, che da industrie molto vicine a McLaren e Williams arrivano gli ingranaggi del cambio e molti particolari in carbonio delle sospensioni. Ma non bisogna scandalizzarsi, anzi. Nessuno può illudersi di essere all'avanguardia in tutto e ci vuole molta abilità nello scoprire in giro che cosa c'è e capire se potrà funzionare bene una volta montato con altri particolari esistenti. *[...] a creare quella meraviglia tecnica che è stata la F1- 2000, sempre competitiva e a volte persino più efficace della McLaren MP4-15 concepita dal geniale Adrian Newey, ci ha pensato una vera multinazionale di cervelli che a grandi linee comprende il sudafricano Rory Byrne che l'ha concepita, il britannico Ross Brown che ne ha coordinato la realizzazione [...], l'italiano Claudio Costa, che ha diretto tutto l'ufficio tecnico, e il greco Nick Tombasis che si è occupato della galleria del vento. Il loro lavoro ha prodotto una delle monoposto più innovative delle ultime stagioni, per quanto all'occhio sembri di fatto molto simile alla pur riuscita F399 dello scorso anno. Un'auto nata subito bene, tanto bene che non ha avuto nell'arco dell'anno grandi modifiche al di là delle normali evoluzioni normalmente preventivate in occasione dei Gran Premi di San Marino, prima gara europea dell'anno, Francia, metà stagione, e Monza, ultimo sviluppo in vista del rush finale. Proprio in Francia, in passato, si era sempre visto un grande cambiamento per correre dietro alle soluzioni degli avversari, quest'anno invece non è stato così e in quel momento si è capito davvero che erano gli altri, finalmente a inseguire. Lo sforzo grosso è stato fatto solo per Monza, quando è stato adottato un nuovo pacchetto aerodinamico che ha permesso il grande finale di stagione (solo vittorie di lì in avanti). *[...] in quali particolari la F1- 2000 è stata migliore della concorrenza? Nel suo complesso, sostengono a Maranello. Nata bene, molto leggera, ben 50 chili sotto peso e quindi zavorrata puntualmente dove serviva (soprattutto davanti allorché si è capito che le gomme morbide della Bridgestone non venivano sfruttate al meglio), non ha mai mostrato cedimenti o difetti irrimediabili. Piuttosto i problemi sono stati evidenti nell'elettronica applicata alla trazione, un campo minato e sempre al limite del regolamento. La fatica di Schumacher a partire alla pari delle McLaren è sempre stata evidente [...] dando vita alla favola del pilota incapace di rilasciare la frizione. Di lì i continui test a Fiorano dove il pilota non faceva scuola di partenze, bensì provava sistemi diversi di differenziali. Per tanta gente era uno scolaretto con le orecchie da asino, in realtà era un professore che si ingegnava a tenere il passo di colleghi forse soltanto più furbi. {{Int|''[https://www.repubblica.it/auto/supplemento/20020622/27tratti.html Fenomeno Panda, l'immortale è qui ]''|Da ''Repubblica Automotori'', supplemento a ''la Repubblica'', 22 giugno 2002, p. 27; citato in ''repubblica.it''.|h=4}} {{NDR|Sulla [[Fiat Panda (1980)]]}} *Da sempre, chi sospira guardando alla gloriosa storia del Gruppo automobilistico nazionale sospira pronunciando i nomi delle varie Balilla, Topolino, Seicento, Cinquecento. Icone di un passato lontano a cavallo della seconda guerra o del boom economico, simboli di successi duraturi in anni in cui si costruivano pochi modelli differenti, vetture longeve sia per merito che per necessità. La Panda invece no, non viene mai ricordata [...]; eppure è nata che lo yuppismo non esisteva ancora (mentre da un bel pezzo è finito), in grande anticipo su Mani Pulite e la Seconda Repubblica, ha attraversato tutto il grande digiuno Ferrari in F.1 [...]. È, e rimarrà , una delle più grandi parentesi della nostra vita. *Il lusso è come il profumo, evapora in fretta. Le cose essenziali, senza troppi fronzoli entrano invece nel sangue, diventano indispensabili. Come il pane appena sfornato, l'olio crudo, le lenzuola di lino. [...] per resistere nel tempo ci vuole una grande idea sposata a una realizzazione senza fronzoli. La Panda, quando nacque, aveva poco e niente di cui vantarsi: un retrotreno ad assale rigido con balestre a due foglie, una sorta di amaca per sedile posteriore, due sdraio per i passeggeri davanti e una mensola portaoggetti sotto una plancia appesa davanti al volante che era un incrocio tra il fai da te di un allievo della Scuola Radio Elettra e un videocitofono. Una vera miseria [...], però era un approccio simpatico ad un'automobile che prima di tutto voleva essere utile, economica, funzionale. *Davanti aveva una previsione di durata di un decennio che sembrava viziata da un incrollabile ottimismo, invece si è rivelata [...] uno dei rarissimi casi di vetture che vengono tolte dal mercato quando ancora le loro vendite tirano [...]. Un fenomeno che, senza farsene vanto, ha diffuso anche grande tecnologia. La sua versione 4x4 resta un vero gioiello che ha motorizzato tutto l'arco alpino. Indistruttibile e capace di scalare qualsiasi pendio, la "integrale" è entrata nel paesaggio montano come le mucche nei quadri dell'Ottocento. *Caso unico [...] di macchina che si è affrancata dalle etichette: non è mai stata né di sinistra né di destra, per mamme o per architetti, da ricchi o da poveri. È entrata in tutte le case, l'hanno venduta di tutti i colori, non è mai stata oggetto di culto e non ha mai corso in pista o nei rally. Una vita così apparentemente normale che di più non si può, proprio come quelle delle vecchiette ultracentenarie che però, puntualmente, finiscono celebrate sui giornali. {{Int|''[https://www.repubblica.it/motori/sezioni/prodotto/2022/07/06/news/lamborghini_la_carica_delle_112_countach-356850939/ Sorpresa Lamborghini, la carica delle 112 Countach]''|''repubblica.it'', 6 luglio 2022.|h=4}} *[...] di certo la [[Lamborghini Countach (2021)|Countach Lpi 800-4]] [...] tocca il cuore dei vecchi appassionati di automobili. Pensata per glorificare i 50 anni del modello più iconico della Casa di Sant'Agata [...] la Countach attuale è più un pezzo imperdibile per i collezionisti più accaniti piuttosto che per chi vuole un'auto con cui andare per strada. D'altronde il suo prezzo parla chiaro, due milioni di euro [...] tanto per far capire quanto esclusiva sia, e non sorprende nemmeno che i soli 112 esemplari siano già stati tutti venduti. *La Countach Lpi 800-4 è [...] ricca di fascino, frutto di un lavoro tutt'altro che semplice perché richiamare lo stile di una vettura di successo con già mezzo secolo sulle spalle è roba da mandare giù di testa chi deve disegnarla, con tutti i limiti che vengono dal cucire addosso un abito nuovo a una vettura che ha a sua volta storia e gloria [...]. Eppure la Countach piace da impazzire perché il design è tutto nuovo pur basandosi fortemente sulle caratteristiche distintive della Countach originale. *Il tema minimalista ha tenuto banco e si esalta nella linea continua del tetto e nelle prese d'aria del motore integrate nelle fiancate posteriori dell'auto. Anche i magnifici cerchi non danno una calcio alla tradizione perché ripropongono i cinque grandi fori tipici di tutte le Countach dalla LP 400 S in poi. Riuscitissima è poi la parte posteriore, con i sei proiettori singoli racchiusi da forme esagonali tipicamente Countach e con lo spettacolo estetico che viene dal diffusore e dai quattro terminali di carico centrali. [...] un'auto già di per sé sbalorditiva seppure, per via dei pochi esemplari in cui sarà prodotta, non destinata come la sua progenitrice a finire sui poster che non mancavano mai nelle camerette dei baby boomers. ==Interviste== {{cronologico}} *{{NDR|«Gli anni 70/80 sono stati probabilmente la Golden era dei [[Rally]] [...]»}} Gare lunghissime, una valanga di piloti professionisti al via, una grande varietà di vetture ufficiali, coupé, spider, berline grosse e piccole, motori a 2, 4, 6 e 8 cilindri, trazione anteriore, posteriore, integrale e gomme di tanti costruttori diversi; poi il giorno e la notte, vetture che si rompevano e pneumatici che si bucavano. Bisognava prima di tutto arrivare in fondo e dopo essere anche più veloci degli avversari. Erano corse più umane, pur nella loro disumanità di fondo.<ref name="Secchi">Da Alessandro Secchi, ''[https://www.p300.it/f1-intervista-a-carlo-cavicchi/ F1 {{!}} Intervista a Carlo Cavicchi]'', ''p300.it'', 19 febbraio 2016.</ref> *Sono stato molto fortunato e di momenti belli ne ho collezionati tanti. La chiamata alla direzione di ''Autosprint'' a soli 37 anni ne è un esempio. Non mi davano che 3 mesi di... vita sul ponte di comando, invece ci sono rimasto per 15 anni con risultati di vendite strepitosi pur con una Ferrari che le buscava sempre. Poi certo, la direzione di ''Quattroruote'' è stata la mia vera consacrazione professionale.<ref name="Secchi"/> *Gli appassionati di rally hanno anche una buona cultura del passato, quindi il ricordo di [[Henri Toivonen|Toivonen]] è ancora fulgido perché è un pilota che in tutta Europa ha impressionato come nessun altro per la sua velocità. [...] nell'età d'oro tra gli anni '60 e i primi anni '90 Henri è stato sicuramente il pilota più veloce tra quelli di alto livello. Aveva un rapporto davvero unico con la velocità e soprattutto è l'unico pilota che riusciva a superare la "paura" di guidare la [[Lancia Delta S4|Delta S4]], mentre altri grandi campioni erano terrorizzati all'idea di doverci salire. Lui riusciva a stupire tutti alla guida, quella macchina era difficilissima da gestire, non c'era elettronica...<ref name="Ettori">Dall'intervista di Andrea Ettori, ''[https://www.p300.it/corsica-nera-carlo-cavicchi-ci-racconta-henri-toivonen-sergio-cresto-e-attilio-bettega/ Corsica nera: Carlo Cavicchi ci racconta Henri Toivonen, Sergio Cresto e Attilio Bettega]'', ''p300.it'', 2 maggio 2020.</ref> *[[Attilio Bettega|Attilio]] andava fortissimo ma ha sempre corso in squadra con piloti straordinari. E soprattutto era una persona estremamente onesta, dal punto di vista intellettuale: ricordo che al termine di una prova speciale lunghissima, in Grecia, Markku Alén e Walter Röhrl fecero un tempo simile mentre Attilio si prese circa 10 secondi, su mezzora di tempo; [[Cesare Fiorio|Fiorio]] gli chiese cos'era successo e Bettega rispose che era andato semplicemente più piano. Fiorio, da lui, si aspettava le prestazioni di Röhrl e Alén. Generalmente sarebbe stata un'ottima prova, ma quelle parole erano indice sia della stima che Fiorio aveva per Bettega, sia dell'onestà di Attilio. Avrebbe potuto inventarsi qualsiasi scusa, ma era troppo onesto. Anche in quel Rally di Corsica che se lo portò via stava andando forte. Un grande dispiacere di Attilio, e ne parlammo all'inizio di quel 1985, era quello di non avere vinto nulla: è stato messo subito nella squadra ufficiale del mondiale, contro i numeri uno, dove vincere era molto faticoso, ma ad esempio non lo hanno mai fatto correre nel campionato italiano o nell'europeo, dove invece avrebbe stravinto come i vari Tabaton, Cerrato e Biasion. Proprio nel 1985 aveva iniziato anche l'europeo con il team Tre Gazzelle [...], con l'obiettivo di vincerlo. Lui era bravo, aveva fatto dei podi, lottava con i migliori del mondo, ma alla fine aveva vinto solo il Trofeo 112 Abarth nel 1977.<ref name="Ettori"/> {{Int|''[https://www.p300.it/intervista-a-carlo-cavicchi-tra-osca-giornalismo-f1-e-rally/ Intervista a Carlo Cavicchi: tra Osca, giornalismo, F1 e Rally]''|Andrea Ettori, ''p300.it'', 26 febbraio 2020.}} *La [[OSCA|Osca]] la gente l'ha dimenticata ma è stata una casa che in vent'anni ha vinto praticamente tutto; ci hanno corso piloti grandissimi, da Moss che ha vinto a Sebring a Castellotti, Scarfiotti, Behra, Farina, Chiron, Villoresi, Fagioli. Nonostante avessero motori piccolissimi battevano le Ferrari, le Maserati, le Aston Martin, le Connaught, insomma le grandi macchine dell'epoca. *{{NDR|«Lei fa parte dei grandi maestri che hanno raccontato la storia del motorsport, che consiglio darebbe ad un giovane che vuole intraprendere la carriera da giornalista nel mondo di oggi?»}} Oggi è veramente difficile perché il mondo è molto ''liquido''. Una volta un giornale era un punto di arrivo, un riferimento. Oggi abbiamo un'informazione che gira per mille canali, non sempre accurata ma comunque immediata. Questo ha portato a svilire il lavoro della ricerca: è difficile crescere la gente perché oggi basta dire, urlare, arrivare prima. Allora succede che i giornali, quelli più importanti, che ancora tengono un po' di testa, sono restii a prendere chi non sa, perché devono allevarlo e non c'è tempo di allevare la gente. Gli altri li sfruttano e spesso non li pagano. Il vero problema della ''vostra'' generazione, dei giovani, è che è arrivata l'era digitale. Che non è un male, anzi, per tanti aspetti è un bene; ma mentre prima il mestiere del giornalista ti assicurava una vita serena, una famiglia da tirare su – se eri bravo facevi carriera, se lo eri meno restavi con un livello economico che ti permetteva di vivere dignitosamente – l'era digitale ha sostituito il vecchio giornalismo ma non ne ha presi i vantaggi economici, uccidendolo. I ragazzi sono sfruttati nella maggioranza dei casi. La rete ha insegnato che deve essere tutto gratis per forza e quindi c'è tanta gente che si offre volontaria e va avanti così finché ce la fa; poi deve trovarsi un altro lavoro e lascia il posto ad altri volontari. Non c'è la scuola, non ci sono i passaggi: io scrivevo qualcosa, un altro me lo leggeva, poi c'era un capo servizio o un capo redattore che lo leggeva ancora e poi finiva in pagina. Adesso bisogna andare fuori subito, chi scrive va direttamente su un sito. La scuola non c'è più, in questo senso è finita. Onestamente non saprei consigliare, anzi, mi verrebbe da dire ''cambia lavoro'', che è brutto detto da chi ha fatto sempre questo. *[...] le macchine di oggi vanno più forte ma, parlando in generale, erano meno potenti in assoluto delle [[Gruppo B]]: quelle erano inguidabili perché non c'era l'elettronica, per cui i piloti avevano paura a guidare. Le reazioni erano lente, la potenza era esagerata, la macchina non aveva tutti quegli ausili che permettevano il controllo. A parte l'eccezione di [[Henri Toivonen|Toivonen]], che riusciva a guidare la [[Lancia Delta S4|S4]] in una maniera che agli altri, anche i grandi campioni, metteva terrore, oggi invece tutti guidano senza timore. *Quando tutti fanno lo stesso tempo chi è il più bravo? {{NDR|«Forse chi ha la macchina migliore»}} Ma è sempre così nelle corse. La macchina migliore è fondamentale perché se tu, la macchina migliore, non la dai al pilota migliore, è molto difficile che vinca. Poi capitano le eccezioni come Vettel a Monza, Damon Hill a Spa ma sono situazioni che rimangono nella memoria. Se Hamilton guida tutte le gare la Toro Rosso non vince. Potrebbe vincere delle gare ma mai un campionato. La macchina nelle corse c'è sempre stata, non lamentiamoci. Oggi le gare sono molto più vivaci di un tempo, un tempo erano molto più noiose ma è tutto annegato nelle emozioni. Una volta il pilota era il cavaliere del rischio. ==''Via Mazzocchi 2.0 – blog''== {{cronologico}} *Gli anni di [[Gilles Villeneuve|Gilles]] li ho vissuti davvero da vicino, [...] lavoravo ad ''Autosprint'' e poi a ''Rombo'' sempre con il grande Marcello Sabbatini come direttore che con Villeneuve aveva un rapporto unico e aveva contribuito tantissimo a costruirne il mito. Fu Sabbatini ad avere l'idea di promuovere la "febbre Villeneuve" oppure a imbastire la celebre sfida [[Formula 1|F.1]] contro aereo da caccia sulla pista d'atterraggio di Istrana. Erano anni in cui accadevano cose incredibili, ad esempio con la Polstrada che ti invitava a farti da parte, fermandoti magari sulla corsia d'emergenza, sulla Ventimiglia-Genova perché stavano per arrivare Villeneuve e Pironi in corsa ravvicinata per arrivare per primo a Maranello. All'epoca c'era anche il doppio casello a Piacenza ma lì, sempre avvisato via radio dalla Stradale, il mitico Pupillo (casellante con il Cavallino impresso sul cuore) dava ordine di alzare le sbarre per non fare perdere tempo a nessuno dei due contendenti... Robe che a raccontarle adesso nessuno ci crede. Ma a Villeneuve era concesso di tutto, e ci si aspettava da lui proprio di tutto. Mio padre, buonanima, anche se Gilles a due giri dal traguardo era staccato di un giro diceva: "cosa c'entra? Con quello lì può sempre succedere che vinca...". Ovviamente non era vero, però nell'immaginario collettivo era così.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/gilles-e-quella-prima-intervista/ Gilles e quella prima intervista...]'', ''blog.quattroruote.it'', 7 maggio 2012.</ref> *Sono un [[Lancia (azienda)|lancista]] di vecchissima data, uno di quelli che in gioventù si divideva in clan, quelli della Fulvia Coupé da una parte e quelli dell'Alfa Romeo Gt Junior dall'altra. Con la Lancia ho corso a lungo e mi sono divertito un sacco. E come tutti i lancisti di vecchia data ho visto sempre questo marchio glorioso soffrire (negli anni 50 ero troppo piccolo e prima della guerra non c'ero). Ricordo bene che ne parlai a lungo con [[Vittorio Ghidella]], probabilmente era il 1980, a un rally dei Mille Laghi in Finlandia dov’era venuto con la moglie. Proprio il manager forse più "automobilaro" della storia Fiat mi parlò preoccupato della difficoltà di imporre questo marchio al di fuori dei confini italiani. "Io ce la metterò tutta, può scommetterci – mi disse quasi a tranquillizzarmi, anche se non ero certamente io il suo problema – ma la Fiat deve pensare in grande e nel grande la Lancia farà sempre fatica". Io riportai su ''Autosprint'' quelle parole, con il mio indimenticato direttore, Marcello Sabbatini, che ci fece un titolo impietoso "Ghidella non vede un futuro per la Lancia". Allora arrivano molte lettere in redazione (le mail erano una cosa inimmaginabile) e in tutte c'era un livore incredibile contro in capo della Fiat che, peraltro, a breve andava sfornando il meglio del marchio, la Thema, la Delta e la Prisma. Riporto questo episodio per sottolineare come la Lancia sia stata sempre un cruccio per tutti gli uomini sul ponte di comando del Gruppo. Il suo limite stava sempre nell'inesistente penetrazione sui mercati esteri, e questo anche quando la Stratos e poi la Delta vincevano tutto nei rally.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/la-lancia-il-cuore-e-la-ragione/ La Lancia, il cuore e la ragione]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 novembre 2012.</ref> *{{NDR|Nel 2013, sulla crisi del [[coupé]]}} [...] è proprio questa concezione di vettura ad essere uscita dagli schemi mentali dei nuovi automobilisti, che a parole sognano bolidi accessibili, ma nell'intimo privilegiano altre necessità. Se oggi si vendono soltanto [[Sport Utility Vehicle|SUV]] oppure, in minor quantità, le piccole monovolume, significa che a vincere sono esigenze pratiche. L'acquisto di un'auto comporta un impegnativo investimento di denaro ed è finita l'epoca del piacere emozionale che non è più la prima motivazione d'acquisto e nemmeno la seconda e probabilmente nemmeno la terza. I più avanti nell'età sognano sempre un ritorno delle Gta, delle Fulvia Coupé, delle Clio Williams, ma al dunque sono poi i primi a orientarsi su altri modelli, meno fascinosi ma più coerenti con gli odierni stili di vita. Un peccato, perché se uno si fa un giretto su una GT86 o su una BRZ poi non vorrebbe più scendere in quanto, anche andando pianissimo, si riscopre il gusto dell'adrenalina alle stelle. Però s'è definitivamente chiusa una porta, e probabilmente i costruttori non ci cascheranno più. Il tempo delle coupé dal prezzo abbordabile pare proprio finito.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/le-coupe-davvero-non-piacciono-piu/ Le coupé davvero non piacciono più]'', ''blog.quattroruote.it'', 30 luglio 2013.</ref> *Da quanto tempo non si vedeva [...] tanto entusiasmo per una vettura derivata dalle corse come la [[Toyota GR Yaris]] che tanto ricorda l'indimenticata Lancia Delta Integrale? Oggigiorno di solito le vetture "cattive" non suscitano più scalpore, non generano commenti entusiastici, scivolano via come l'acqua sulla pietra. Invece con la GR Yaris è successo il contrario: ne hanno parlato tutti [...]. Significa che in Toyota hanno colpito nel segno [...]. Sarà che la GR Yaris è piccola ma promette prestazioni esagerate, sarà che costa tutto sommato poco per quello che propone e per quello che lascia immaginare [...], sarà infine che un passaggio al contrario non si era preparati a vederlo (da un'auto da corsa a una di serie...) fatto sta che la scommessa dei giapponesi potrebbe aver centrato l'obiettivo vincendo anche lo scetticismo degli ultimi avversori del motore 3 cilindri. [...] Invidio chi, più giovane di me, potrà farci un pensiero. Soprattutto chi può vivere fuori dai grandi centri e magari vicino a colline e montagne [...]. Lontano dal traffico, guidarla promette un piacere assoluto, attaccandosi al cambio manuale come nel bel tempo che fu e godendo di reazioni cui non si è più abituati. Viene da una vettura che domina nel mondiale rally e già questo è un biglietto da visita niente male, se poi guidandola si potrà godere di prestazioni da vera supercar approfittando al contempo di dimensioni contenute e di un peso vettura attorno ai 1300 chili (anche qui come una volta, che bel passo indietro...) con un assetto rigido che ti fa credere di essere un pilota vero, bé c'è da brindare con bollicine di marca, altroché. Ma sì, una volta tanto, parliamo di adrenalina e non di infotainment, di differenziali autobloccanti e pure di sedili che ti stringono il bacino e ti obbligano a una postura vera: non eravamo più abituati a tanto ben di Dio!<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/lindimenticabile-delta-e-rinata-ma-e-una-toyota/ L'indimenticabile Delta è rinata, ma è una Toyota!]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 dicembre 2020.</ref> *{{NDR|Sulla [[Smart Fortwo (W450)]]}} Ricordo [...] le difficoltà degli inizi, con la voglia della Swatch di mettere per strada una vettura che fosse rivoluzionaria come lo erano i suoi orologi di plastica che stavano spopolando, irriverenti, sul mercato mondiale. Purtroppo [...] progettare una vettura è molto più complesso perché se da un lato ci può essere il rischio di sbagliare l'ora, con le auto si possono mettere a rischio delle vite. [...] ci volle l'alleanza con la Mercedes [...] per arrivare all'impertinente creazione comune con un nome facile da capire ma impossibile da brevettare perché smart è un aggettivo che può essere tradotto dall'inglese in rapido, veloce, abile, acuto, brillante, sveglio, intelligente, ma anche alla moda ed elegante. [...] Così nacque il simil acronimo S.M.art che stava per Swatch Mercedes Art, sintetizzando il concetto che era un colpo d'ingegno delle due case. L'oggetto che venne fuori fu un vero shock per un mondo bigotto quale è sempre stato quello dell'auto, e impiegò tanto tempo ad imporsi perché sì va bene la colorazione sempre esagerata, le prestazioni subito sorprendenti e la sicurezza della cellula che proteggeva gli occupanti, però era una cosetta così piccola e così strana che non si poteva digerire. In Italia ci volle l'intuito di un grande dirigente come Maurizio Alagna a segnarne il destino di successo. S'inventò mille trovate geniali tanto che [...] nessun mercato al mondo ha visto un successo paragonabile a quello italiano. A Roma, dove più che in qualsiasi altro posto le due posti tedesche sono finite nel traffico cittadino, la moda del parcheggio ortogonale rispetto al senso di marcia è diventata una regola.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/aiuto-dove-finita-la-smart-che-abbiamo-nel-cuore/ Aiuto! Dov'è finita la Smart che abbiamo nel cuore?]'', ''blog.quattroruote.it'', 6 maggio 2022.</ref> *{{NDR|Nel 2022}} È incredibile l'interesse che suscitano sempre le auto del biscione al di là di quelli che sono poi i dati di vendita. [...] È evidente che il marchio Alfa possiede ancora, e verrebbe da dire nonostante tutto, un fascino unico sulla gente, figlio di radici lontane che ci portiamo dentro magari senza nemmeno sapere bene perché. Il passato di storia e gloria è dimenticato da un pezzo, però il brand resta appiccicato addosso e si trasferisce di padre in figlio. Da mezzo secolo le Alfa Romeo sono vetture che faticano a imporsi sul mercato con poche eccezioni, [...] tanto che la frase "Le Alfa sono come la bella Cecilia: tutti le vogliono e nessuno le piglia" ha tenuto banco tra gli addetti ai lavori. Però il fascino resiste [...]<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/il-fascino-delle-alfa-sulla-gente-sorprende-sempre/ Il fascino delle Alfa sulla gente sorprende sempre]'', ''blog.quattroruote.it'', 3 giugno 2022.</ref> *{{NDR|Nel 2022}} In un mercato dove i listini, trainati dai costi all'acquisto delle [[Auto elettrica|vetture elettriche]], sono saliti alle stelle tanto tutti i costruttori li hanno alzati senza ritegno perché le auto tradizionali costano comunque poco rispetto alle vetture alla spina che dovrebbero essere il futuro imposto dai Governi, succede che anche le utilitarie diventano inaccessibili. [...] Questo ci deve far capire quello che succederà negli anni a venire quando l'imposizione forzata delle auto elettriche, i cui prezzi non caleranno troppo (meglio non farsi esagerate illusioni), vedrà un fiorire di oggetti di pseudo lusso pressoché inarrivabili, con la massa che allora troverà sfogo nell'arrivo di proposte cinesi queste sì con listini accettabili. Il mercato della Grande Muraglia già oggi è fitto di vetture a batteria che costano poco e quando si decideranno ad esportarle, dopo anni di esperienza in loco, lo faranno con listini aggressivi. Saranno vetture di bassa qualità, di scarse prestazioni e con una sicurezza molto elementare ma saranno alla portata di tante tasche altrimenti escluse dalla mobilità privata. I grandi marchi diventeranno di nicchia e noi regaleremo un secolo e passa di storia e di gloria ai nuovi invasori. Come la chiama [[Beppe Grillo|Grillo]]? La decrescita felice. Eccola alle porte.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/il-meritato-successo-della-dr-ci-fa-capire-che-futuro-ci-aspetta/ Il meritato successo della DR ci fa capire che futuro ci aspetta]'', ''blog.quattroruote.it'', 15 luglio 2022.</ref> *{{NDR|Nel 2022}} Voi da che parte state, siete per il lavoro o per l'ambiente? La domanda è in apparenza provocatoria, ma è quello che ha portato a sua giustificazione la Ford per mettere a casa tremila dipendenti al fine di ridistribuire le risorse e destinarle alla costosissima svolta elettrica. [...] Gli americani, sul lavoro, sono estremamente pragmatici, e questo modo di operare li ha sempre caratterizzati. Al contrario che in Europa, dove in genere gli Stati intervengono dando soldi per evitare i licenziamenti, negli States il Governo mette fuori i quattrini se il piano aziendale contempla sacrifici ma rimette a posto i conti di una azienda. [...] In sintesi Ford dice che i costi per sviluppare le nuove vetture elettriche sono enormi e ci vorrà molto tempo per avere un ritorno economico, quindi non ci sono alternative: se si vuole un mondo più pulito bisogna fare sacrifici. [...] Insomma, stiamo arrivando al nocciolo della questione elettrica: la transizione sarà molto crudele anche se per adesso tanti governanti non se ne stanno rendendo conto. I sindacati e le varie associazioni di categoria lo stanno denunciando da anni: in Italia sono a rischio almeno 70 mila posti, un'intera città di media grandezza. Ma la questione ambientale [...] viene sempre prima del lavoro, fa più effetto, piace di più ai giovani che sono già rassegnati a non trovarlo il lavoro. Il tema è invece centrale per quanto scomodo, si tratta di scegliere da che parte stare ed è una questione estremamente seria che potrebbe in fretta rivelarsi drammatica. Perché non la si affronta invece che far finta che il problema non sia a un passo dal materializzarsi?<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/ambiente-o-lavoro-scelta-drammatica/ Ambiente o lavoro, scelta drammatica]'', ''blog.quattroruote.it'', 26 agosto 2022.</ref> *Se un ubriaco va fuori strada e ammazza un povero innocente la prima reazione di chi amministra le città è di intervenire riducendo i [[Limite di velocità|limiti di velocità]] sulle strade e magari aumentando le sanzioni. Il problema è che la stragrande maggioranza degli automobilisti si muove usando la testa, ma sarà quella che ne pagherà direttamente le conseguenze: limiti di velocità a 30 all'ora in città [...], dissuasori sulla strada, autovelox [...], peso delle contravvenzioni aumentato. Tolleranza zero, insomma, così io che viaggio rispettando i limiti [...] dovrò sorbirmi la tortura di troppi dissuasori [...] per colpa di ubriacone se non peggio di un drogato. Probabilmente rischierò anche di essere multato per un eccesso di velocità minimo [...]. Il tutto senza arrivare alla soluzione perché quei delinquenti che guidano ubriachi, o peggio ancora impippati e spesso senza patente di guida, non si fermeranno certo se i limiti sono più bassi. Loro i limiti non li rispetteranno mai [...]. Il risultato è quello del vecchio cartello degli anni 50: per colpa di qualcuno non si farà più credito a nessuno. Finiremo incolonnati e viaggeremo come lumache col risultato che ci attaccheremo al più famoso apparecchio di distrazione di massa esistente, il telefonino, e peggioreremo ancora di più la situazione. Così dopo si stringeranno ancora di più i limiti fino a che non ci si potrà più spostare. Anzi no, i disgraziati non patentati ed ebbri o fatti continueranno a colpire vigliaccamente gli innocenti a bordo strada e chissà se allora si capirà che se al posto di vessare quelli ligi al codice della strada sarebbe stato meglio fermare quelli fuori regola. Non tutti, perché non è ovviamente possibile, ma un bel po' di più quello sì.<ref>Da ''[https://blog.quattroruote.it/viamazzocchi/per-colpa-di-qualcuno-pagheremo-tutti/ Per colpa di qualcuno pagheremo tutti]'', ''blog.quattroruote.it'', 4 novembre 2022.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Cavicchi, Carlo}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] 1ybapaw97ik9838x3bqr5n4zim3fiqw Wikiquote:GLAM/BEIC/Voci 4 185964 1410378 1409958 2026-04-13T08:54:56Z Spinoziano (BEIC) 86405 1410378 wikitext text/x-wiki ==Voci create nell'ambito del progetto BEIC== {{vedi anche|w:Progetto:GLAM/BEIC}} Elenco delle voci create su Wikiquote nell'ambito del [[w:Progetto:GLAM/BEIC|progetto BEIC]], a partire da materiale messo a disposizione dalla [[w:Biblioteca europea di informazione e cultura|Fondazione BEIC]]. Totali: '''838 voci'''<!--, di cui 1 in inglese, 1 in spagnolo, 1 in francese e 1 in latino-->. {{div col}} ===Persone=== #[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small> #[[Giambattista Vasco]] - <small>2021-08-18</small> #[[Stefano da San Gregorio]] - <small>2021-08-29</small> #[[Christoph Scheiner]] - <small>2021-08-30</small> #[[Gian Rinaldo Carli]] - <small>2021-09-01</small> #[[Vittorio Saraceno]] - <small>2021-09-05</small> #[[Federico Sanvitale]] - <small>2021-09-06</small> #[[Antonio Sangiovanni]] - <small>2021-09-09</small> #[[Francesco Ricci (matematico)]] - <small>2021-09-11</small> #[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]] - <small>2021-09-11</small> #[[Filippo Antonio Revelli]] - <small>2021-09-14</small> #[[Onofrio Puglisi]] - <small>2021-09-22</small> #[[Bartolomeo Pollastri]] - <small>2021-09-23</small> #[[Giovanni Battista Pisani]] - <small>2021-09-27</small> #[[Giovanni Giacomo Pierantoni]] - <small>2021-09-27</small> #[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small> #[[Auguste Marmont‎]] - 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<small>2024-03-18</small> #[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small> #[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small> #[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small> #[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small> #[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small> #[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small> #[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small> #[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small> #[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small> #[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small> #[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small> #[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small> #[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small> #[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small> #[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small> #[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small> #[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small> #[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small> #[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small> #[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small> #[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small> #[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small> #[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small> #[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small> #[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small> #[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small> #[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small> #[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small> #[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small> #[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small> #[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small> #[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small> #[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small> #[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small> #[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small> #[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small> #[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small> #[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small> #[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small> #[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small> #[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small> #[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small> #[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small> #[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small> #[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small> #[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small> #[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small> #[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small> #[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small> #[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small> #[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small> #[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small> #[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small> #[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small> #[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small> #[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small> #[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small> #[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small> #[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small> #[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small> #[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small> #[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small> #[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small> #[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small> #[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small> #[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small> #[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small> #[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small> #[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small> #[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small> #[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small> #[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small> #[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small> #[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small> #[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small> #[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small> #[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small> #[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small> #[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small> #[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small> #[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small> #[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small> #[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small> #[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small> #[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small> #[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small> #[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small> #[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small> #[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small> #[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small> #[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small> #[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small> #[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small> #[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small> #[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small> #[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small> #[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small> #[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small> #[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small> #[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small> #[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small> #[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small> #[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small> #[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small> #[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small> #[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small> #[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small> #[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small> #[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small> #[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small> #[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small> #[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small> #[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small> #[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small> #[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small> #[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small> #[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small> #[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small> #[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small> #[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small> #[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small> #[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small> #[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small> #[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small> #[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small> #[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small> #[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small> #[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small> #[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small> #[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small> #[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small> #[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small> #[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small> #[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small> #[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small> #[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small> #[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small> #[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small> #[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small> #[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small> #[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small> #[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small> #[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small> #[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small> #[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small> #[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small> #[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small> #[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small> #[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small> #[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small> #[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small> #[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small> #[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small> #[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small> #[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small> #[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small> #[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small> #[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small> #[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small> #[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small> #[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small> #[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small> #[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small> #[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small> #[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small> #[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small> #[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small> #[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small> #[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small> #[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small> #[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small> #[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small> #[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small> #[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small> #[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small> #[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small> #[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small> #[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small> #[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small> #[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small> #[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small> #[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small> #[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small> #[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small> #[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small> #[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small> #[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small> #[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small> #[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small> #[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small> #[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small> #[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small> #[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small> #[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small> #[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small> #[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small> #[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small> #[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small> #[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small> #[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small> #[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small> #[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small> #[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small> #[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small> #[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small> #[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small> #[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small> #[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small> #[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small> #[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small> #[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small> #[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small> #[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small> #[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small> #[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small> #[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small> #[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small> #[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small> #[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small> #[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small> #[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small> #[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small> #[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small> #[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small> #[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small> #[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small> #[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small> #[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small> #[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small> #[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small> #[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small> #[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small> #[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small> #[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small> #[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small> #[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small> #[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small> #[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small> #[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small> #[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small> #[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small> #[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small> #[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small> #[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small> #[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small> #[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small> #[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small> #[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small> #[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small> #[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small> #[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small> #[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small> #[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small> #[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small> #[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small> #[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small> #[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small> #[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small> #[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small> #[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small> #[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small> #[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small> #[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small> #[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small> #[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small> #[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small> #[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small> #[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small> #[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small> #[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small> #[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small> #[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small> #[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small> #[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small> #[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small> #[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small> #[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small> #[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small> #[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small> #[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small> #[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small> #[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small> #[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small> #[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small> #[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small> #[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small> #[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small> #[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small> #[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small> #[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small> #[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small> #[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small> #[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small> #[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small> #[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small> #[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small> #[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small> #[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small> #[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small> #[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small> #[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small> #[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small> #[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small> #[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small> #[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small> #[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small> #[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small> #[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small> #[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small> #[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small> #[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small> #[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small> #[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small> #[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small> #[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small> #[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small> #[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small> #[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small> #[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small> #[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small> #[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small> #[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small> #[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small> #[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small> #[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small> #[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small> #[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small> #[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small> #[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small> #[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small> #[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small> #[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small> #[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small> #[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small> #[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small> #[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small> #[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small> #[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small> #[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small> #[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small> #[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small> #[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small> #[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small> #[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small> #[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small> #[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small> #[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small> #[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small> #[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small> #[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small> #[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small> #[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small> #[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small> #[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small> #[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small> #[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small> #[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small> #[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small> #[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small> #[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small> #[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small> #[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small> ===Tematiche=== #[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small> #[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small> #[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small> #[[Pellicola per negativi]] - <small>2021-10-01</small> #[[Fotografo]] - <small>2021-10-04</small> #[[Palma]] - <small>2021-10-21</small> #[[Casuario]] - <small>2021-10-21</small> #[[Sferoide]] - <small>2021-10-28</small> #[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small> #[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small> #[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small> #[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small> #[[Numero perfetto]] - <small>2021-11-10</small> #[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small> #[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small> #[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small> #[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small> #[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small> #[[Pineta di Ravenna]] - <small>2022-07-25</small> #[[Canale di Suez]] - <small>2022-08-22</small> #[[Ottica]] - <small>2023-01-16</small> #[[Simonia]] - <small>2023-05-02</small> #[[Eclettismo]] - <small>2023-05-02</small> #[[Maccabei]] - <small>2023-05-04</small> #[[Palla (sport)]] - <small>2023-05-12</small> #[[Solfeggio]] - <small>2023-08-02</small> #[[Tarantismo]] - <small>2023-08-08</small> #[[Tarantola]] - <small>2023-08-08</small> #[[Lenticchia d'acqua]] - <small>2023-10-01</small> #[[Lenticchia di palude]] - <small>2023-10-01</small> #[[Oceanografia]] - <small>2023-10-10</small> #[[Associazione (psicologia)]] - <small>2024-01-30</small> #[[Museo (Alessandria)]] - <small>2024-03-04</small> #[[Fortezza]] - <small>2024-03-08</small> #[[Animosità]] - <small>2024-03-13</small> #[[Traci]] - <small>2024-06-25</small> #[[Finanza pubblica]] - <small>2024-11-14</small> #[[Tufo]] - <small>2024-11-14</small> #[[Seghedino]] - <small>2025-01-10</small> #[[Nervo]] - <small>2025-02-28</small> #[[Valore (economia)]] - <small>2025-03-13</small> #[[Induzione elettrostatica]] - <small>2025-04-08</small> #[[Salmonide]] - <small>2025-04-11</small> #[[Basalto]] - <small>2025-04-23</small> #[[Pomice]] - <small>2025-04-24</small> #[[Feldspato]] - <small>2025-04-24</small> #[[Grotta del Cane]] - <small>2025-04-28</small> #[[Pisciarelli (area idrotermale)]] - <small>2025-04-28</small> #[[Zeolite]] - <small>2025-05-15</small> #[[Vulcano (vulcano)]] - <small>2025-06-12</small> #[[Vulcanello]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Panarea]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Basiluzzo]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Salina]] - <small>2025-06-17</small> #[[Isola di Stromboli]] - <small>2025-06-17</small> #[[Stromboli (vulcano)]] - <small>2025-06-17</small> #[[Canneto (Lipari)]] - <small>2025-06-19</small> #[[Teatro romano di Verona]] - <small>2025-07-01</small> #[[Agro romano]] - <small>2025-07-15</small> #[[Isola Filicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Isola Alicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Reno (Italia)]] - <small>2025-07-17</small> #[[Cerchia dei Navigli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Bevera (affluente dell'Olona)]] - <small>2025-07-23</small> #[[Santorini]] - <small>2025-07-23</small> #[[Cremasco]] - <small>2025-07-24</small> #[[Quattro elementi]] - <small>2025-07-31</small> #[[Candia]] - <small>2025-09-02</small> #[[Malvasia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Cocciniglia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Rondine riparia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Domodossola]] - <small>2025-09-11</small> #[[Scilla (Italia)]] - <small>2025-09-11</small> #[[Medusa luminosa]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ascidie]] - <small>2025-09-23</small> #[[Polipo (zoologia)]] - <small>2025-09-23</small> #[[Flora]] - <small>2025-09-24</small> #[[Vegetazione]] - <small>2025-09-24</small> #[[Legge del taglione]] - <small>2025-09-25</small> #[[Grazia (diritto)]] - <small>2025-09-25</small> #[[Fanano]] - <small>2025-10-03</small> #[[Val di Chiana]] - <small>2025-10-03</small> #[[Pila di Volta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Lampreda]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carcere minorile]] - <small>2025-11-05</small> #[[Enfiteusi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Duomo di Como]] - <small>2025-12-18</small> #[[Ambra]] - <small>2026-01-08</small> #[[Papiro]] - <small>2026-01-12</small> #[[Regalbuto]] - <small>2026-01-12</small> #[[Tempio di Segesta]] - <small>2026-01-13</small> #[[Marsala]] - <small>2026-01-13</small> #[[Cella (convento)]] - <small>2026-01-20</small> #[[Sfacteria]] - <small>2026-01-28</small> #[[Navarino (Grecia)]] - <small>2026-01-28</small> #[[Calamata]] - <small>2026-01-29</small> #[[Taigeto]] - <small>2026-01-29</small> #[[Modone]] - <small>2026-01-29</small> #[[Teoria del flogisto]] - <small>2026-01-30</small> #[[Epizoozia]] - <small>2026-02-03</small> #[[Marna (roccia)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Nauplia]] - <small>2026-02-05</small> #[[Tiepidezza]] - <small>2026-02-06</small> #[[Tirinto]] - <small>2026-02-09</small> #[[Argo (città antica)]] - <small>2026-02-11</small> #[[Spetses]] - <small>2026-02-12</small> #[[Idra (isola)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Porto di Malamocco]] - <small>2026-02-12</small> #[[Eubea]] - <small>2026-02-18</small> #[[Monumento di Filopappo]] - 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<small>2021-09-29</small> #[[:es:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small> #[[:fr:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small> #[[:la:Athanasius Kircherus]] - <small>2021-10-13</small> {{div col end}} eqmi4xd6eumlwsuutur3z63i42b6qxj 1410382 1410378 2026-04-13T09:07:40Z Marcella Medici (BEIC) 84396 1410382 wikitext text/x-wiki ==Voci create nell'ambito del progetto BEIC== {{vedi anche|w:Progetto:GLAM/BEIC}} Elenco delle voci create su Wikiquote nell'ambito del [[w:Progetto:GLAM/BEIC|progetto BEIC]], a partire da materiale messo a disposizione dalla [[w:Biblioteca europea di informazione e cultura|Fondazione BEIC]]. Totali: '''839 voci'''<!--, di cui 1 in inglese, 1 in spagnolo, 1 in francese e 1 in latino-->. {{div col}} ===Persone=== #[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small> #[[Giambattista Vasco]] - <small>2021-08-18</small> #[[Stefano da San Gregorio]] - <small>2021-08-29</small> #[[Christoph Scheiner]] - <small>2021-08-30</small> #[[Gian Rinaldo Carli]] - <small>2021-09-01</small> #[[Vittorio Saraceno]] - <small>2021-09-05</small> #[[Federico Sanvitale]] - <small>2021-09-06</small> #[[Antonio Sangiovanni]] - <small>2021-09-09</small> #[[Francesco Ricci (matematico)]] - <small>2021-09-11</small> #[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]] - <small>2021-09-11</small> #[[Filippo Antonio Revelli]] - <small>2021-09-14</small> #[[Onofrio Puglisi]] - <small>2021-09-22</small> #[[Bartolomeo Pollastri]] - <small>2021-09-23</small> #[[Giovanni Battista Pisani]] - <small>2021-09-27</small> #[[Giovanni Giacomo Pierantoni]] - <small>2021-09-27</small> #[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small> #[[Auguste Marmont‎]] - 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<small>2024-03-18</small> #[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small> #[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small> #[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small> #[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small> #[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small> #[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small> #[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small> #[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small> #[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small> #[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small> #[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small> #[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small> #[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small> #[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small> #[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small> #[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small> #[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small> #[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small> #[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small> #[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small> #[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small> #[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small> #[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small> #[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small> #[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small> #[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small> #[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small> #[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small> #[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small> #[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small> #[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small> #[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small> #[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small> #[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small> #[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small> #[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small> #[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small> #[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small> #[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small> #[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small> #[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small> #[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small> #[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small> #[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small> #[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small> #[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small> #[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small> #[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small> #[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small> #[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small> #[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small> #[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small> #[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small> #[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small> #[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small> #[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small> #[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small> #[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small> #[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small> #[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small> #[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small> #[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small> #[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small> #[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small> #[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small> #[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small> #[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small> #[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small> #[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small> #[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small> #[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small> #[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small> #[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small> #[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small> #[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small> #[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small> #[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small> #[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small> #[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small> #[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small> #[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small> #[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small> #[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small> #[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small> #[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small> #[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small> #[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small> #[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small> #[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small> #[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small> #[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small> #[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small> #[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small> #[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small> #[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small> #[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small> #[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small> #[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small> #[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small> #[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small> #[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small> #[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small> #[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small> #[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small> #[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small> #[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small> #[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small> #[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small> #[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small> #[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small> #[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small> #[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small> #[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small> #[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small> #[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small> #[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small> #[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small> #[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small> #[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small> #[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small> #[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small> #[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small> #[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small> #[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small> #[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small> #[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small> #[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small> #[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small> #[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small> #[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small> #[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small> #[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small> #[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small> #[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small> #[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small> #[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small> #[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small> #[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small> #[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small> #[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small> #[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small> #[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small> #[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small> #[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small> #[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small> #[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small> #[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small> #[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small> #[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small> #[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small> #[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small> #[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small> #[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small> #[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small> #[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small> #[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small> #[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small> #[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small> #[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small> #[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small> #[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small> #[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small> #[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small> #[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small> #[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small> #[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small> #[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small> #[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small> #[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small> #[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small> #[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small> #[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small> #[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small> #[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small> #[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small> #[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small> #[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small> #[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small> #[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small> #[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small> #[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small> #[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small> #[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small> #[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small> #[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small> #[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small> #[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small> #[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small> #[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small> #[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small> #[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small> #[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small> #[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small> #[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small> #[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small> #[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small> #[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small> #[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small> #[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small> #[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small> #[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small> #[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small> #[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small> #[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small> #[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small> #[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small> #[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small> #[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small> #[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small> #[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small> #[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small> #[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small> #[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small> #[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small> #[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small> #[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small> #[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small> #[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small> #[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small> #[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small> #[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small> #[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small> #[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small> #[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small> #[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small> #[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small> #[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small> #[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small> #[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small> #[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small> #[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small> #[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small> #[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small> #[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small> #[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small> #[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small> #[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small> #[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small> #[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small> #[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small> #[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small> #[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small> #[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small> #[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small> #[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small> #[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small> #[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small> #[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small> #[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small> #[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small> #[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small> #[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small> #[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small> #[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small> #[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small> #[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small> #[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small> #[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small> #[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small> #[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small> #[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small> #[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small> #[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small> #[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small> #[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small> #[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small> #[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small> #[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small> #[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small> #[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small> #[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small> #[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small> #[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small> #[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small> #[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small> #[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small> #[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small> #[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small> #[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small> #[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small> #[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small> #[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small> #[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small> #[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small> #[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small> #[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small> #[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small> #[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small> #[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small> #[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small> #[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small> #[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small> #[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small> #[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small> #[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small> #[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small> #[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small> #[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small> #[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small> #[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small> #[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small> #[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small> #[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small> #[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small> #[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small> #[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small> #[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small> #[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small> #[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small> #[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small> #[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small> #[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small> #[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small> #[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small> #[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small> #[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small> #[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small> #[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small> #[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small> #[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small> #[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small> #[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small> #[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small> #[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small> #[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small> #[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small> #[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small> #[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small> #[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small> #[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small> #[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small> #[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small> #[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small> #[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small> #[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small> #[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small> #[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small> #[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small> #[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small> #[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small> #[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small> #[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small> #[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small> #[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small> #[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small> #[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small> #[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small> #[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small> #[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small> #[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small> #[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small> #[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small> #[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small> #[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small> #[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small> #[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small> #[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small> #[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small> #[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small> #[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small> #[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small> #[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small> ===Tematiche=== #[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small> #[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small> #[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small> #[[Pellicola per negativi]] - <small>2021-10-01</small> #[[Fotografo]] - <small>2021-10-04</small> #[[Palma]] - <small>2021-10-21</small> #[[Casuario]] - <small>2021-10-21</small> #[[Sferoide]] - <small>2021-10-28</small> #[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small> #[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small> #[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small> #[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small> #[[Numero perfetto]] - <small>2021-11-10</small> #[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small> #[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small> #[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small> #[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small> #[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small> #[[Pineta di Ravenna]] - <small>2022-07-25</small> #[[Canale di Suez]] - <small>2022-08-22</small> #[[Ottica]] - <small>2023-01-16</small> #[[Simonia]] - <small>2023-05-02</small> #[[Eclettismo]] - <small>2023-05-02</small> #[[Maccabei]] - <small>2023-05-04</small> #[[Palla (sport)]] - <small>2023-05-12</small> #[[Solfeggio]] - <small>2023-08-02</small> #[[Tarantismo]] - <small>2023-08-08</small> #[[Tarantola]] - <small>2023-08-08</small> #[[Lenticchia d'acqua]] - <small>2023-10-01</small> #[[Lenticchia di palude]] - <small>2023-10-01</small> #[[Oceanografia]] - <small>2023-10-10</small> #[[Associazione (psicologia)]] - <small>2024-01-30</small> #[[Museo (Alessandria)]] - <small>2024-03-04</small> #[[Fortezza]] - <small>2024-03-08</small> #[[Animosità]] - <small>2024-03-13</small> #[[Traci]] - <small>2024-06-25</small> #[[Finanza pubblica]] - <small>2024-11-14</small> #[[Tufo]] - <small>2024-11-14</small> #[[Seghedino]] - <small>2025-01-10</small> #[[Nervo]] - <small>2025-02-28</small> #[[Valore (economia)]] - <small>2025-03-13</small> #[[Induzione elettrostatica]] - <small>2025-04-08</small> #[[Salmonide]] - <small>2025-04-11</small> #[[Basalto]] - <small>2025-04-23</small> #[[Pomice]] - <small>2025-04-24</small> #[[Feldspato]] - <small>2025-04-24</small> #[[Grotta del Cane]] - <small>2025-04-28</small> #[[Pisciarelli (area idrotermale)]] - <small>2025-04-28</small> #[[Zeolite]] - <small>2025-05-15</small> #[[Vulcano (vulcano)]] - <small>2025-06-12</small> #[[Vulcanello]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Panarea]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Basiluzzo]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Salina]] - <small>2025-06-17</small> #[[Isola di Stromboli]] - <small>2025-06-17</small> #[[Stromboli (vulcano)]] - <small>2025-06-17</small> #[[Canneto (Lipari)]] - <small>2025-06-19</small> #[[Teatro romano di Verona]] - <small>2025-07-01</small> #[[Agro romano]] - <small>2025-07-15</small> #[[Isola Filicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Isola Alicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Reno (Italia)]] - <small>2025-07-17</small> #[[Cerchia dei Navigli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Bevera (affluente dell'Olona)]] - <small>2025-07-23</small> #[[Santorini]] - <small>2025-07-23</small> #[[Cremasco]] - <small>2025-07-24</small> #[[Quattro elementi]] - <small>2025-07-31</small> #[[Candia]] - <small>2025-09-02</small> #[[Malvasia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Cocciniglia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Rondine riparia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Domodossola]] - <small>2025-09-11</small> #[[Scilla (Italia)]] - <small>2025-09-11</small> #[[Medusa luminosa]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ascidie]] - <small>2025-09-23</small> #[[Polipo (zoologia)]] - <small>2025-09-23</small> #[[Flora]] - <small>2025-09-24</small> #[[Vegetazione]] - <small>2025-09-24</small> #[[Legge del taglione]] - <small>2025-09-25</small> #[[Grazia (diritto)]] - <small>2025-09-25</small> #[[Fanano]] - <small>2025-10-03</small> #[[Val di Chiana]] - <small>2025-10-03</small> #[[Pila di Volta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Lampreda]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carcere minorile]] - <small>2025-11-05</small> #[[Enfiteusi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Duomo di Como]] - 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<small>2021-11-10</small> ===In altre lingue=== #[[:en:Paolo Monti]] - <small>2021-09-29</small> #[[:es:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small> #[[:fr:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small> #[[:la:Athanasius Kircherus]] - <small>2021-10-13</small> {{div col end}} gj758u9dks7bf9lu8v35o980bfmzszp Maestri comacini 0 190268 1410221 1391237 2026-04-12T12:19:28Z ~2026-22488-96 106801 1410221 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Como, basilica di sant'abbondio, esterno 09-edit.jpg|thumb|Particolare del portale principale della facciata della Basilica di Sant'Abbondio a Como]] Citazioni sui '''Maestri comacini'''. *Essendoci noi proposto di scrivere la storia di questi Maestri o artisti; ragion vuole che la si incominci colà dove deve incominciare, cioè dai primordi dell'età medioevale, e quasi quasi dalla [[Caduta dell'Impero romano d'Occidente|caduta dell'Impero Romano]], che secondo le nostre indagini, è il tempo della loro manifestazione. I nostri studi sui più credibili autori e documenti mettono in chiaro e ci pongono innanzi il succedersi e diffondersi di uomini e famiglie, ora più ora meno numerose, di artefici e di artisti, che sbucano in gran parte dai tre laghi e dalle valli e dai colli adiacenti e circostanti, e per il corso di mille e più anni migrano regolarmente, come per istinto, al pari delle rondini e delle {{sic|grù}}, dai loro paesi di nascita, si uniscono con altri delle contrade finitime, uguali di dialetto e di abitudini, e in squadre si recano colà dove si stanno per imprendere, o incominciano a fervere grandi lavori edilizi, e ovunque lasciano un'impronta onorata, sempre quella della forte resistenza, non di rado l'altra di un'elevata intelligenza, talvolta perfino quella del genio. È un fatto, che si può dire meraviglioso e quasi miracoloso, la esistenza e la persistenza di un piccolo popolo, che vive dell'arte e per l'arte attraverso molti secoli, in mezza a migliaia di cambiamenti di persone e di cose e a continue vicissitudini delle condizioni politiche e sociali. ([[Giuseppe Merzario]]) *I nomi di quei ''marmorarii'' comaschi hanno quasi tutti carattere nordico<ref>Di provenienza germanica sono i nomi di ''magister Enricus'', ''Rodolfinus'', ''Biduinus'', ''Rodbertus'', ''Gruamons'' e simili che troviamo segnati nelle sculture lucchesi, pistoiesi e pisane del secolo XII. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, e certe loro particolarità tecniche, i costumi di alcune figure, portano chiara talora l’impronta germanica. Il che sta ad indicare come l'arte nordica e longobarda avesse una notevole azione sulla scultura toscana prima di [[Nicola Pisano]]. ([[Alessandro Chiappelli]]) *La storia dei Maestri nostri si mantiene tutt'altro che ristretta, e isolata in breve cerchia; ma si allarga, e via via si intreccia colla storia civile e artistica d'Italia, e un po' anche con quella {{sic|forastiera}}. E la successione e trasmissione, per così dire, ereditaria di generazione in generazione, di secolo in secolo, dal 600 al 1800, dell'arte proteiforme ma ferma e stabile in una agglomerata unione di paese, quasi fosse una famiglia, legittima la conservazione del titolo d'antica data, ch'ebbe fino da' suoi primordî questa famiglia sempre vivente di ''Maestri {{sic|Comacìni}}''. ([[Giuseppe Merzario]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante i|preposizione=sui}} [[Categoria:Arte]] nlfkwea2ipg9pmh50h0x1uhwgbmc26x Péter Márki-Zay 0 191225 1410338 1396564 2026-04-13T06:16:05Z Mariomassone 17056 /* Citazioni di Péter Márki-Zay */ 1410338 wikitext text/x-wiki [[File:Márki-Zay Péter cropped.jpg|thumb|Márki-Zay nel 2018]] '''Péter Márki-Zay''' (1972 – vivente), politico, economista, ingegnere e storico ungherese. ==Citazioni di Péter Márki-Zay== {{Int|Da ''[https://it.euronews.com/2021/10/25/ungheria-la-battaglia-dell-opposizione-all-impero-di-orban?utm_source&#61yahoo&utm_campaign&#61feeds_news&utm_medium&#61referral Ungheria, la battaglia dell'opposizione all'impero di Orbán]''|Intervista di Gábor Tanács, ''It.euronews.com'', 13 ottobre 2021}} *Crediamo che il più grande problema, negli ultimi 30 anni, è che l'[[Ungheria sotto Viktor Orbán|Ungheria]] sia diventata un Paese senza prospettive. In un'elezione, qui, la vera domanda il più delle volte è chi ruberà e quanto. *Ciò di cui abbiamo bisogno è un leader onesto e integro, non solo per questo Paese, ma anche per l'Unione europea: un leader che non tradirà l'Ue e la Nato per amore di Putin *Siamo estremamente orgogliosi quando un leader corrotto cade in qualsiasi Paese d'Europa. Ma bisogna considerare che nessuno di questi esempi è nato in un regime autoritario come quello di [[Viktor Orbán|Orbán]], dove la libertà di stampa è stata praticamente eliminata, dove il potere giudiziario è completamente subordinato ai fini politici e dove, per esempio, una legge elettorale può essere riscritta in un giorno. E, continuando, un Paese dove un solo partito ha approvato la normativa elettorale e la costituzione, quel solo partito ha rappresentanti nella Corte costituzionale o nel Consiglio dei media. Quello che stiamo vedendo è così autoritario, così costruito su campagne propagandistiche di odio: sarà davvero difficile vincere, qui. {{Int|Da ''L'anti-Orbán''|Intervista di Monica Perosino, ''La Stampa'', 19 ottobre 2021}} *{{NDR|«L'Ungheria oggi è una dittatura?»}} È una dittatura corrotta. Corrotta come non si era mai visto in mille anni di Storia. *I cambiamenti fatti da [[Fidesz - Unione Civica Ungherese|Fidesz]] {{NDR|alla Costituzione}} sono serviti a creare un sistema "legale" che gli permetta di conservare il potere anche nel caso perdano le elezioni. *Sono un cristiano conservatore prima ancora di [[Viktor Orbán|Orban]], lo sono sempre stato, è lui che è stato comunista. *Orban viola i più basilari diritti umani, da cristiano ne sono inorridito, nega l'ingresso a profughi e rifugiati e fa passare invece i peggiori criminali. {{Int|Da ''[https://espresso.repubblica.it/mondo/2021/11/16/news/viktor_orban_ungheria_peter_marky_zay-326619871/ «Viktor Orban è una minaccia per l’Ungheria e l’Europa. Lo sconfiggerò per ricostruire il Paese»]''|Intervista di Federica Bianchi, ''Espresso.repubblica.it'', 16 novembre 2021}} *Orban unisce attraverso campagne d'odio contro le persone mentre noi crediamo nell'amore e nella pace come strumenti di unione e di costruzione. Ci stiamo ribellando contro odio e corruzione. *I nazisti non sono stati combattuti con le leggi naziste. Non importa con che maggioranza vinceremo. L'importante è vincere perché allora dovremo riformare l'intera struttura politica che è stata stravolta da [[Viktor Orbán|Orban]] per preservare il suo potere. *L'Ungheria è l'unico Paese ad avere acquistato 400mila dosi del vaccino cinese Sinopharm e di averlo somministrato alle persone più anziane quando nemmeno i cinesi l'hanno fatto con i propri cittadini. La realtà è che gli oligarchi di Orban hanno guadagnato milioni con questa operazione, mettendo a repentaglio la salute dei concittadini. *L'Ungheria è il secondo Paese più povero d'Europa nonostante vent'anni fa avrebbe potuto diventare ricco come l'Europa occidentale. Invece il 74 per cento della popolazione vive al disotto della soglia di povertà. Stesso discorso vale per il Covid: siamo uno dei Paesi europei con il più alto numero di morti e una quantità di respiratori di gran lunga superiore alle nostre capacità di assorbimento su cui la classe dirigente ha ampiamente lucrato. Questo è dove conduce lo stato illiberale. Corruzione e povertà. {{Int|Da ''[https://legrandcontinent.eu/it/2021/12/13/chi-sei-peter-marki-zay/ Chi sei, Péter Márki-Zay? Una conversazione con il principale oppositore di Orbán]''|Intervista di Thomas Laffitte, ''Legrandcontinent.eu'', 13 dicembre 2021}} *È vero che ho una laurea in ingegneria elettronica. Ma tendo a dire che la mia lingua madre è l’economia, e che l’ingegneria è una delle lingue straniere che padroneggio. *Dopo il 2002, [[Viktor Orbán|Orbán]] ha visto le cose in modo diverso. Ha concluso che non era abbastanza populista, non abbastanza spietato, che avrebbe dovuto usare le stesse tattiche dei socialisti. Così ha assunto un nuovo consigliere, un ebreo americano di nome [[Arthur J. Finkelstein|Arthur Finkelstein]]. Finkelstein era un ebreo gay. Ha condotto campagne elettorali omofobiche e antisemite per dittatori corrotti. Per dirvi quanto fosse spietato. *Orbán diceva che se l’opposizione avesse vinto le elezioni, migliaia, anche milioni di migranti sarebbero entrati in Ungheria, e avrebbero violentato tutte le donne, ci avrebbero rubato il lavoro, ecc. Purtroppo ha funzionato, molte persone votano per Fidesz perché hanno paura dei migranti. *Sono sempre stato a favore della comunità rom e della sua integrazione. Penso che Orbán voglia compensare, vuole essere loro amico. Credo che capisca che con un milione di rom in questo paese, è troppo rischioso perdere il loro voto! Orbán è così, è un opportunista. Se può vincere con una campagna d’odio contro i rom, li odierà. Se può vincere con una campagna pro-rom, li amerà. *Secondo me, il figlio di Orbán è probabilmente omosessuale. Ma d’altra parte, ho solo detto che aveva espresso una sensibilità omosessuale in diverse occasioni. E l’ho detto nel mezzo della campagna anti-LGBT di [[Fidesz - Unione Civica Ungherese|Fidesz]], sono indignato dal comportamento di Viktor Orbán. Stavo attaccando Orbán, non suo figlio. Rispettiamo e proteggiamo tutti gli omosessuali, il che include il figlio di Orbán, se lo è. *Fidesz era un partito liberale negli anni ’90, quindi è normale che ci siano molti gay, e anche giovani, molti di loro sono gay. Ma è la stessa cosa con Soros. Orbán ha iniziato la campagna di odio contro Soros, ma è stato pagato da Soros negli anni ’80 e ’90. *Evidentemente Orbán è cambiato molto nel corso della sua carriera politica, passando dal comunismo al fascismo, ha coperto praticamente tutto lo spettro fino alla sua svolta a destra. L’unica cosa con cui è coerente è la corruzione. Sono solito dire che l’unica ideologia che ha è la corruzione. *Penso di aver fatto molto per la comunità gay. E quelli che mi criticano… sapete, andare alla manifestazione del Gay Pride non impedirà a Orbán di portare avanti campagne di odio contro i gay. D’altra parte, menzionare il fatto che ci sono gay in Fidesz, che sempre più membri di Fidesz sono omosessuali, questo ferma le campagne anti-LGBT. *Orbán è quello che fa venire i migranti. Quelli che odiano i migranti votano ancora per Fidesz! [...] Per esempio, prendiamo il progetto della città di Tiszaújváros. C’è un piccolo villaggio dove vivono 3000 lavoratori stranieri. Sono tutti musulmani. Vengono dalla Turchia. Molti lavoratori vengono dal Vietnam, dalla Mongolia, ma anche dal Pakistan e dal Bangladesh. È vero che preferiscono i non musulmani, ma sono comunque una gran parte dei 55.000 migranti del 2019. Nel 2020, solo 40.000 sono venuti, di cui un terzo erano musulmani, che è ancora equivalente alla popolazione di Hódmezővásárhely. *Le aziende in Ungheria hanno bisogno di manodopera. Orbán l’ha già detto nel 2002… è una tale ipocrisia, continua ad attaccare e odiare i migranti quando è lui che fa arrivare più migranti in tutta Europa! *Orbán sta accettando i rifugiati afgani, cosa che io sostengo. È la cosa giusta da fare. Ma d’altra parte, le sue campagne d’odio, il suo trattamento dei rifugiati non è affatto cristiano. *Prima di tutto, entreremo a far parte del Procuratore europeo, cosa che Orbán si rifiuta di fare. Vogliamo tutte le misure anti-corruzione possibili. In secondo luogo, sapete che c’è già stata una buona esperienza in Romania. [[Laura Codruța Kövesi|Kövesi]] ha messo dietro le sbarre circa 120 politici in Romania, di destra e di sinistra, di governi di opposizione, tutti politici corrotti. Questo è esattamente quello che dobbiamo fare qui in Ungheria. *Mi sono identificato con Fidesz, quando si sono dichiarati dell’ideologia in cui credo oggi. Ma Fidesz fa solo dichiarazioni. Non è un partito politico, è un’organizzazione criminale. {{Int|Da ''[https://www.corriere.it/politica/22_marzo_01/sfidante-orban-marki-zay-basta-piedi-due-scarpe-l-ungheria-stia-100percento-la-nato-5f952cae-99a8-11ec-9c59-6d8197f09466.shtml Lo sfidante di Orbán, Márki-Zay: «Basta piedi in due scarpe. L’Ungheria stia al 100% con la Nato»]''|Intervista di Irene Soave sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]], ''Corriere.it'', 1 marzo 2022}} *Orbán tradisce la Nato in cose minori, ma Putin in quelle grandi. Da quasi dodici anni tiene i piedi in due scarpe. *Sui media filogovernativi impera la versione di Mosca. Così molti ungheresi pensano che la colpa sia dell’occidente imperialista. Sull’accoglienza ai rifugiati ucraini però lodo la risposta di Orbán, che ha detto che non c’è limite a quanti possiamo accoglierne. [...] Orbán sta mostrando responsabilità, certo aiuta il fatto che questi profughi siano bianchi, scolarizzati, cristiani. *Per me è molto chiaro che Putin sta lavorando per ricostituire la Cortina di ferro, e certo noi faremmo parte della sua sfera. Il mio paragone è con Hitler: in principio si era detto diamogli un pezzo di Cechia, poi accettiamo l’Anschluss perché la lingua è la stessa, e così via. È un male sul lungo termine. Noi dobbiamo invece essere solidamente al fianco dell’Ucraina. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/03/26/news/ungheria_ex_sfidante_di_orban_peter_marki-zay_magyar-425248191/ Elezioni in Ungheria, l’ex sfidante di Orbán: “Magyar può batterlo, ha più chance di me”]''|Intervista di Toni Mastrobuoni, ''Repubblica.it'', 26 marzo 2026}} *Orbán sta esercitando il suo diritto di veto nel Consiglio europeo a nome di Vladimir Putin. E ciò deve cambiare. L'Europa non può accettare una violazione della sua sovranità, che Orbán conceda il suo potere di veto a Putin. E purtroppo, non è l’unico. Anche il premier slovacco Robert Fico e quello ceco Andrej Babis sono legati a Mosca. E da voi in Italia c’è Matteo Salvini: anche lui è un agente di Putin. Sono politici che sostengono gli interessi russi in contrasto con quelli europei. Che non lavorano per la sovranità italiana, ungherese ed europea. Ma per quella russa. *Fare politica è come surfare sulle onde dell’oceano. E [[Péter Magyar|Magyar]] è un surfista migliore di quanto fossi io quattro anni fa, non c’è dubbio. È un ottimo comunicatore. Parla più lentamente. Ha battuto palmo a palmo la campagna ungherese. Io ho avuto tre mesi per la mia campagna elettorale, lui sta girando il Paese da quasi due anni, quasi ogni giorno. Inoltre ha strappato a Orbán la bandiera ungherese. *Magyar sta evitando [...] qualsiasi gesto di simpatia o sostegno all'Ucraina, perché Orbán lo accusa di sostenere l'Ucraina e di voler mandare soldati ungheresi in Ucraina a morire in guerra. Anche nel mancato sostegno a Kiev marca una differenza con me. Ed è per questo che dico che è intelligente, è molto cauto e sta giocando tutte le sue carte nel modo più logico possibile per sconfiggere Orbán. *Gli {{NDR|ungheresi}} anziani di solito consumano i media tradizionali, ovvero televisione, radio, quotidiani, giornali cartacei e così via. Mentre la generazione più giovane segue per lo più le notizie su internet, quindi è meno dipendente dai media tradizionali, che sono controllati per oltre il 90% da Orbán e i suoi accoliti. L'80% degli elettori più giovani non voterebbe mai per Fidesz. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Péter, Márki-Zay}} [[Categoria:Economisti ungheresi]] [[Categoria:Politici ungheresi]] [[Categoria:Storici ungheresi]] oqvtqtczkn5r3x91072cnaqebenxptt 1410394 1410338 2026-04-13T11:08:16Z Mariomassone 17056 /* Altri progetti */ 1410394 wikitext text/x-wiki [[File:Márki-Zay Péter cropped.jpg|thumb|Márki-Zay nel 2018]] '''Péter Márki-Zay''' (1972 – vivente), politico, economista, ingegnere e storico ungherese. ==Citazioni di Péter Márki-Zay== {{Int|Da ''[https://it.euronews.com/2021/10/25/ungheria-la-battaglia-dell-opposizione-all-impero-di-orban?utm_source&#61yahoo&utm_campaign&#61feeds_news&utm_medium&#61referral Ungheria, la battaglia dell'opposizione all'impero di Orbán]''|Intervista di Gábor Tanács, ''It.euronews.com'', 13 ottobre 2021}} *Crediamo che il più grande problema, negli ultimi 30 anni, è che l'[[Ungheria sotto Viktor Orbán|Ungheria]] sia diventata un Paese senza prospettive. In un'elezione, qui, la vera domanda il più delle volte è chi ruberà e quanto. *Ciò di cui abbiamo bisogno è un leader onesto e integro, non solo per questo Paese, ma anche per l'Unione europea: un leader che non tradirà l'Ue e la Nato per amore di Putin *Siamo estremamente orgogliosi quando un leader corrotto cade in qualsiasi Paese d'Europa. Ma bisogna considerare che nessuno di questi esempi è nato in un regime autoritario come quello di [[Viktor Orbán|Orbán]], dove la libertà di stampa è stata praticamente eliminata, dove il potere giudiziario è completamente subordinato ai fini politici e dove, per esempio, una legge elettorale può essere riscritta in un giorno. E, continuando, un Paese dove un solo partito ha approvato la normativa elettorale e la costituzione, quel solo partito ha rappresentanti nella Corte costituzionale o nel Consiglio dei media. Quello che stiamo vedendo è così autoritario, così costruito su campagne propagandistiche di odio: sarà davvero difficile vincere, qui. {{Int|Da ''L'anti-Orbán''|Intervista di Monica Perosino, ''La Stampa'', 19 ottobre 2021}} *{{NDR|«L'Ungheria oggi è una dittatura?»}} È una dittatura corrotta. Corrotta come non si era mai visto in mille anni di Storia. *I cambiamenti fatti da [[Fidesz - Unione Civica Ungherese|Fidesz]] {{NDR|alla Costituzione}} sono serviti a creare un sistema "legale" che gli permetta di conservare il potere anche nel caso perdano le elezioni. *Sono un cristiano conservatore prima ancora di [[Viktor Orbán|Orban]], lo sono sempre stato, è lui che è stato comunista. *Orban viola i più basilari diritti umani, da cristiano ne sono inorridito, nega l'ingresso a profughi e rifugiati e fa passare invece i peggiori criminali. {{Int|Da ''[https://espresso.repubblica.it/mondo/2021/11/16/news/viktor_orban_ungheria_peter_marky_zay-326619871/ «Viktor Orban è una minaccia per l’Ungheria e l’Europa. Lo sconfiggerò per ricostruire il Paese»]''|Intervista di Federica Bianchi, ''Espresso.repubblica.it'', 16 novembre 2021}} *Orban unisce attraverso campagne d'odio contro le persone mentre noi crediamo nell'amore e nella pace come strumenti di unione e di costruzione. Ci stiamo ribellando contro odio e corruzione. *I nazisti non sono stati combattuti con le leggi naziste. Non importa con che maggioranza vinceremo. L'importante è vincere perché allora dovremo riformare l'intera struttura politica che è stata stravolta da [[Viktor Orbán|Orban]] per preservare il suo potere. *L'Ungheria è l'unico Paese ad avere acquistato 400mila dosi del vaccino cinese Sinopharm e di averlo somministrato alle persone più anziane quando nemmeno i cinesi l'hanno fatto con i propri cittadini. La realtà è che gli oligarchi di Orban hanno guadagnato milioni con questa operazione, mettendo a repentaglio la salute dei concittadini. *L'Ungheria è il secondo Paese più povero d'Europa nonostante vent'anni fa avrebbe potuto diventare ricco come l'Europa occidentale. Invece il 74 per cento della popolazione vive al disotto della soglia di povertà. Stesso discorso vale per il Covid: siamo uno dei Paesi europei con il più alto numero di morti e una quantità di respiratori di gran lunga superiore alle nostre capacità di assorbimento su cui la classe dirigente ha ampiamente lucrato. Questo è dove conduce lo stato illiberale. Corruzione e povertà. {{Int|Da ''[https://legrandcontinent.eu/it/2021/12/13/chi-sei-peter-marki-zay/ Chi sei, Péter Márki-Zay? Una conversazione con il principale oppositore di Orbán]''|Intervista di Thomas Laffitte, ''Legrandcontinent.eu'', 13 dicembre 2021}} *È vero che ho una laurea in ingegneria elettronica. Ma tendo a dire che la mia lingua madre è l’economia, e che l’ingegneria è una delle lingue straniere che padroneggio. *Dopo il 2002, [[Viktor Orbán|Orbán]] ha visto le cose in modo diverso. Ha concluso che non era abbastanza populista, non abbastanza spietato, che avrebbe dovuto usare le stesse tattiche dei socialisti. Così ha assunto un nuovo consigliere, un ebreo americano di nome [[Arthur J. Finkelstein|Arthur Finkelstein]]. Finkelstein era un ebreo gay. Ha condotto campagne elettorali omofobiche e antisemite per dittatori corrotti. Per dirvi quanto fosse spietato. *Orbán diceva che se l’opposizione avesse vinto le elezioni, migliaia, anche milioni di migranti sarebbero entrati in Ungheria, e avrebbero violentato tutte le donne, ci avrebbero rubato il lavoro, ecc. Purtroppo ha funzionato, molte persone votano per Fidesz perché hanno paura dei migranti. *Sono sempre stato a favore della comunità rom e della sua integrazione. Penso che Orbán voglia compensare, vuole essere loro amico. Credo che capisca che con un milione di rom in questo paese, è troppo rischioso perdere il loro voto! Orbán è così, è un opportunista. Se può vincere con una campagna d’odio contro i rom, li odierà. Se può vincere con una campagna pro-rom, li amerà. *Secondo me, il figlio di Orbán è probabilmente omosessuale. Ma d’altra parte, ho solo detto che aveva espresso una sensibilità omosessuale in diverse occasioni. E l’ho detto nel mezzo della campagna anti-LGBT di [[Fidesz - Unione Civica Ungherese|Fidesz]], sono indignato dal comportamento di Viktor Orbán. Stavo attaccando Orbán, non suo figlio. Rispettiamo e proteggiamo tutti gli omosessuali, il che include il figlio di Orbán, se lo è. *Fidesz era un partito liberale negli anni ’90, quindi è normale che ci siano molti gay, e anche giovani, molti di loro sono gay. Ma è la stessa cosa con Soros. Orbán ha iniziato la campagna di odio contro Soros, ma è stato pagato da Soros negli anni ’80 e ’90. *Evidentemente Orbán è cambiato molto nel corso della sua carriera politica, passando dal comunismo al fascismo, ha coperto praticamente tutto lo spettro fino alla sua svolta a destra. L’unica cosa con cui è coerente è la corruzione. Sono solito dire che l’unica ideologia che ha è la corruzione. *Penso di aver fatto molto per la comunità gay. E quelli che mi criticano… sapete, andare alla manifestazione del Gay Pride non impedirà a Orbán di portare avanti campagne di odio contro i gay. D’altra parte, menzionare il fatto che ci sono gay in Fidesz, che sempre più membri di Fidesz sono omosessuali, questo ferma le campagne anti-LGBT. *Orbán è quello che fa venire i migranti. Quelli che odiano i migranti votano ancora per Fidesz! [...] Per esempio, prendiamo il progetto della città di Tiszaújváros. C’è un piccolo villaggio dove vivono 3000 lavoratori stranieri. Sono tutti musulmani. Vengono dalla Turchia. Molti lavoratori vengono dal Vietnam, dalla Mongolia, ma anche dal Pakistan e dal Bangladesh. È vero che preferiscono i non musulmani, ma sono comunque una gran parte dei 55.000 migranti del 2019. Nel 2020, solo 40.000 sono venuti, di cui un terzo erano musulmani, che è ancora equivalente alla popolazione di Hódmezővásárhely. *Le aziende in Ungheria hanno bisogno di manodopera. Orbán l’ha già detto nel 2002… è una tale ipocrisia, continua ad attaccare e odiare i migranti quando è lui che fa arrivare più migranti in tutta Europa! *Orbán sta accettando i rifugiati afgani, cosa che io sostengo. È la cosa giusta da fare. Ma d’altra parte, le sue campagne d’odio, il suo trattamento dei rifugiati non è affatto cristiano. *Prima di tutto, entreremo a far parte del Procuratore europeo, cosa che Orbán si rifiuta di fare. Vogliamo tutte le misure anti-corruzione possibili. In secondo luogo, sapete che c’è già stata una buona esperienza in Romania. [[Laura Codruța Kövesi|Kövesi]] ha messo dietro le sbarre circa 120 politici in Romania, di destra e di sinistra, di governi di opposizione, tutti politici corrotti. Questo è esattamente quello che dobbiamo fare qui in Ungheria. *Mi sono identificato con Fidesz, quando si sono dichiarati dell’ideologia in cui credo oggi. Ma Fidesz fa solo dichiarazioni. Non è un partito politico, è un’organizzazione criminale. {{Int|Da ''[https://www.corriere.it/politica/22_marzo_01/sfidante-orban-marki-zay-basta-piedi-due-scarpe-l-ungheria-stia-100percento-la-nato-5f952cae-99a8-11ec-9c59-6d8197f09466.shtml Lo sfidante di Orbán, Márki-Zay: «Basta piedi in due scarpe. L’Ungheria stia al 100% con la Nato»]''|Intervista di Irene Soave sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]], ''Corriere.it'', 1 marzo 2022}} *Orbán tradisce la Nato in cose minori, ma Putin in quelle grandi. Da quasi dodici anni tiene i piedi in due scarpe. *Sui media filogovernativi impera la versione di Mosca. Così molti ungheresi pensano che la colpa sia dell’occidente imperialista. Sull’accoglienza ai rifugiati ucraini però lodo la risposta di Orbán, che ha detto che non c’è limite a quanti possiamo accoglierne. [...] Orbán sta mostrando responsabilità, certo aiuta il fatto che questi profughi siano bianchi, scolarizzati, cristiani. *Per me è molto chiaro che Putin sta lavorando per ricostituire la Cortina di ferro, e certo noi faremmo parte della sua sfera. Il mio paragone è con Hitler: in principio si era detto diamogli un pezzo di Cechia, poi accettiamo l’Anschluss perché la lingua è la stessa, e così via. È un male sul lungo termine. Noi dobbiamo invece essere solidamente al fianco dell’Ucraina. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/03/26/news/ungheria_ex_sfidante_di_orban_peter_marki-zay_magyar-425248191/ Elezioni in Ungheria, l’ex sfidante di Orbán: “Magyar può batterlo, ha più chance di me”]''|Intervista di Toni Mastrobuoni, ''Repubblica.it'', 26 marzo 2026}} *Orbán sta esercitando il suo diritto di veto nel Consiglio europeo a nome di Vladimir Putin. E ciò deve cambiare. L'Europa non può accettare una violazione della sua sovranità, che Orbán conceda il suo potere di veto a Putin. E purtroppo, non è l’unico. Anche il premier slovacco Robert Fico e quello ceco Andrej Babis sono legati a Mosca. E da voi in Italia c’è Matteo Salvini: anche lui è un agente di Putin. Sono politici che sostengono gli interessi russi in contrasto con quelli europei. Che non lavorano per la sovranità italiana, ungherese ed europea. Ma per quella russa. *Fare politica è come surfare sulle onde dell’oceano. E [[Péter Magyar|Magyar]] è un surfista migliore di quanto fossi io quattro anni fa, non c’è dubbio. È un ottimo comunicatore. Parla più lentamente. Ha battuto palmo a palmo la campagna ungherese. Io ho avuto tre mesi per la mia campagna elettorale, lui sta girando il Paese da quasi due anni, quasi ogni giorno. Inoltre ha strappato a Orbán la bandiera ungherese. *Magyar sta evitando [...] qualsiasi gesto di simpatia o sostegno all'Ucraina, perché Orbán lo accusa di sostenere l'Ucraina e di voler mandare soldati ungheresi in Ucraina a morire in guerra. Anche nel mancato sostegno a Kiev marca una differenza con me. Ed è per questo che dico che è intelligente, è molto cauto e sta giocando tutte le sue carte nel modo più logico possibile per sconfiggere Orbán. *Gli {{NDR|ungheresi}} anziani di solito consumano i media tradizionali, ovvero televisione, radio, quotidiani, giornali cartacei e così via. Mentre la generazione più giovane segue per lo più le notizie su internet, quindi è meno dipendente dai media tradizionali, che sono controllati per oltre il 90% da Orbán e i suoi accoliti. L'80% degli elettori più giovani non voterebbe mai per Fidesz. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Márki-Zay, Péter}} [[Categoria:Economisti ungheresi]] [[Categoria:Politici ungheresi]] [[Categoria:Storici ungheresi]] 948ddzaboakj1pleaswwlqqzz46b66l Cesare Fiorio 0 196190 1410306 1405803 2026-04-12T19:35:28Z Danyele 19198 /* Citazioni su Cesare Fiorio */ +1 1410306 wikitext text/x-wiki [[File:Cesare Fiorio - Lancia Alitalia (1975 Automotive Tour of Italy).jpg|thumb|upright=1.2|Cesare Fiorio (1975)]] '''Cesare Fiorio''' (1939 – vivente), dirigente sportivo italiano. ==Citazioni di Cesare Fiorio== {{cronologico}} *{{NDR|Nel 1974}} [...] il pilota-[[rally]] deve essere un personaggio assoluto perché è il protagonista assoluto della competizione. Io, infatti, quando si cominciò a parlare di un Mondiale Rally, la prima proposta che avevo mandato [...] era come Campionato Mondiale Piloti, non Marche. Per me sarebbe giusto che ci fosse un campione del mondo rally piloti. Poi c'erano state varie opposizioni e alla fine era diventato un Campionato Marche. Io ritengo che debba essere un campionato piloti.<ref name="Sabbatini">Dall'intervista di Marcello Sabbatini, ''La ricetta Lancia'', ''Autosprint'' nº 50, 10-17 dicembre 1974, pp. 19-24.</ref> *{{NDR|Nel 1974}} La qualità vincente della [[Lancia Stratos|Stratos]] è l'essere una macchina che è stata costruita sei-sette-otto anni le altre che le corrono insieme. Per cui innanzitutto è più moderna, in secondo luogo ancora tutta da sviluppare, mentre le altre sono secondo me abbastanza stagionate. [...] Poi c'è l'adattabilità della macchina che può passare dall'Inghilterra, cioè da uno sconnesso, improvvisato, sterrato ecc., a una Corsica asfalto, stretto, tortuosissimo, pieno di buche e di sassi, a un Giro d'Italia cioè circuiti veloci e compagnia bella. È una macchina polivalente adattabile proprio per la sua condizione, proprio per come è stata studiata per tutti i tipi di gare e nelle quali si possono evolvere i rallies. Cioè i rallies si evolvono domani solo sul tipo di sterrati da Inghilterra? Benissimo la macchina è competitiva lì. Domani i rallies vengono vietati sulle strade e si andrà ai soli circuiti? Va bene, l'adatteremo ai circuiti: non è una macchina che sui circuiti fa brutta figura. Domani i rallies si faranno solo in Corsica, cioè si faranno solo su strada di asfalto perché strade su terra non se ne trovano più o perché le asfaltano tutte o che so io? Benissimo va sull'asfalto. La Stratos è una macchina che può essere impegnata indifferentemente nei tipi di gare più diverse e sempre al massimo livello.<ref name="Sabbatini"/> *Nello [[sport]] non esistono mezze misure. Se si partecipa bisogna farlo nel modo migliore. Nei motori poi è ancora più marcato questo aspetto: l'imperativo è essere superiori alla concorrenza.<ref>Dall'intervista di Franco Fiorucci, ''Smettere per continuare'', ''Rombo'' nº 23 (268), 4 giugno 1986, pp. 40-42.</ref> *Parlo sempre volentieri della [[Lancia Delta (1979)|Lancia Delta]] e del suo straordinario percorso agonistico. E sempre più mi sorprendono l'interesse, l'entusiasmo e le emozioni che questa macchina riesce ancora a generare anche dopo tanti anni e in alcune persone che, per la loro età, non hanno vissuto quelle incredibili stagioni. Il programma Delta è nato per caso, sulla scia di un improvviso cambio di regolamento tecnico imposto dalla Federazione che, con un preavviso di soli sei mesi, aveva decretato la fine delle vetture Gruppo B per ragioni di sicurezza. Ben 7 Costruttori pensarono in quel momento di poter sviluppare un progetto vincente in quella nuova categoria denominata Gruppo A. E altrettanti si presentarono al via della prima gara con questo regolamento, che era il Rally di Montecarlo. Tutti avevano avuto a disposizione lo stesso striminzito tempo per elaborare i loro programmi: ma fu solo la Lancia e la sua squadra corse, con la sua tradizione vincente, la sua migliore cultura tecnica, la sua capacità di innovare in tempi ristretti, a saper interpretare e sviluppare un progetto che resterà dominante nei sei anni successivi, dove furono portati in Italia sei titoli mondiali consecutivi. [...] Non c'era storia: tedeschi e giapponesi, francesi e inglesi, tutti ad inseguire e nessuno che riuscisse a prevalere contro la Delta e le sue continue evoluzioni e innovazioni [...]<ref name="newsauto">Dall'intervista ''[https://www.newsauto.it/manager/lancia-delta-integrale-cesare-fiorio-2015-18005/ Ricordi con Cesare Fiorio]'', ''newsauto.it'', 16 luglio 2015.</ref> *{{NDR|Sulla Lancia nei rally}} [...] il reparto corse Lancia era una macchina da guerra dove militavano i migliori progettisti, i migliori meccanici, i migliori strateghi e dove volevano correre i migliori piloti del momento.<ref name="newsauto"/> *A metà degli anni '80 dirigevo [...] la squadra corse Lancia e la specialità rally era all'apice della popolarità, generando un grande impatto mediatico, al punto che il Tg1 apriva l'edizione della sera annunciando i risultati delle gare, così come la ''Gazzetta dello Sport'', in prima pagina il lunedi, dedicava titoli importanti al rally di Monte Carlo. L'idea che accarezzavo era quella di riuscire a portare il rally, cioè una corsa vera, dentro alla casa del telespettatore, considerato che gli esperimenti fatti con Ezio Zermiani per la Rai – collocando telecamere lungo il percorso di gara – non erano stati ritenuti soddisfacenti. La mia idea diventò un progetto concreto con [...] un evento che si rivelò un successo senza precedenti: i grandi protagonisti, ovvero tutti i piloti con tutte le macchine ufficiali impegnate nel mondiale rally, riuniti insieme per una sfida nella grande arena della Fiera di Bologna, sotto gli occhi di decine di migliaia di spettatori in tribuna e di milioni di telespettatori a casa. Nasceva così il "[[Memorial Bettega|Memorial]]" che ho voluto dedicare ad [[Attilio Bettega]] – un grande campione che ha onorato il {{Sic|rellismo}} italiano, scomparso in seguito ad un incidente al Tour de Corse [...] – e che il [[Motor Show]] [...] lanciava per la prima volta nel dicembre 1985. Avevamo ideato il format, ma noi non eravamo i produttori, bensì i protagonisti con i personaggi che animavano le competizioni {{Sic|rellistiche}} ai massimi livelli [...]. Vetture e piloti ufficiali delle Case impegnate nel Mondiale si sfidavano due a due in una lotta serratissima, secondo un modello che è stato ampiamente copiato dopo di noi. [...] Con l'appuntamento di dicembre per il "Memorial Bettega" l'entusiasmo cresceva di anno in anno, dove i campioni impegnati non si risparmiavano: sembrava che il campionato dovesse aprirsi e concludersi a Bologna.<ref>Da ''[https://www.formulapassion.it/opinioni/cesarefiorio/dicembre-1985-memorial-bettega Dicembre 1985: "Memorial Bettega"]'', ''formulapassion.it'', 7 dicembre 2015.</ref> *Quando correva con me [[Fernando Alonso|Fernando]] era molto giovane, ma io di problemi non ne ho mai avuto. I suoi compagni di squadra, immagino di sì perché li bastonava.<ref>Citato in Andrea Cremonesi, ''[https://www.gazzetta.it/Formula-1/14-08-2018/fiorio-la-f1-senza-alonso-perde-miglior-pilota-via-290177401672.shtml Fiorio: "La F.1 senza Alonso perde il miglior pilota al via"]'', ''gazzetta.it'', 15 agosto 2018.</ref> *{{NDR|Nel 2018}} Il [[Gran Premio di Formula 1|Gran Premio]] non è più un evento, ma quasi una routine.<ref>Da una diretta Facebook per ''il Centro''; citato in Rocco Coletti, ''[https://www.ilcentro.it/sport/fiorio-un-mare-di-ricordi-io-trulli-e-l-avvocato-1.2088362 Fiorio, un mare di ricordi «Io, Trulli e l'Avvocato»]'', ''ilcentro.it'', 25 novembre 2018.</ref> *Avere un vincente e un piazzato serve a poco è decisamente più un valore che un problema avere due piloti forti. I due devono competere, mettersi sotto pressione, ciò che consente a entrambi di dare il massimo.<ref>Da un'intervista al ''Corriere dello Sport - Stadio''; citato in Paolo Mutarelli, ''[https://www.f1-news.eu/news/f1-ferrari-news-fiorio-meglio-avere-due-piloti-vincenti-che-uno-1469 F1/ Ferrari News, Fiorio: "Meglio avere due piloti vincenti che uno"]'', ''f1-news.eu'', 25 settembre 2019.</ref> *{{NDR|Sulla [[Lancia nei rally]]}} [...] quel gruppo affiatato che nella gestione dei rally dava sempre il massimo e superava ogni tipo di emergenza. Nemmeno negli anni successivi alla Ferrari ho vissuto esperienze emozionanti come quelle degli anni in Lancia. Gli avversari erano sorpresi da quanto facevamo, inoltre avevamo i migliori piloti. Ma non dimentichiamo che prima della Delta avevamo dominato le corse già con modelli vincenti come la Fulvia HF e la Stratos.<ref>Da un evento del Gruppo Dirigenti Fiat al Museo dell'Automobile di Torino, 14 novembre 2019; citato in Piero Bianco, ''[https://autologia.net/dopo-quarantanni-la-lancia-delta-continua-a-regalare-emozion/ Dopo quarant'anni la Lancia Delta continua a regalare emozioni]'', ''autologia.net'', 27 novembre 2019.</ref> *Il {{NDR|rally di}} [[Rally di Monte Carlo|Monte Carlo]] era una corsa pazzesca, che si disputava per tre giorni e tre notti, con migliaia di persone a bordo strada, in particolare sul Turini. La metà era francese e l'altra metà italiana. I francesi erano aggressivi e buttavano neve sulla strada al passaggio delle nostre auto. Così ho chiesto che sulle Lancia montassimo dei fendinebbia di colore giallo, in modo che loro le confondessero con le Alpine e non rovinassero il percorso. [...] Allora i rally erano ancora una specialità da prima pagina, appena dietro alla Formula 1 e ai Prototipi.<ref name="Perna">Dall'intervista di Luigi Perna a ''La Gazzetta dello Sport'', 23 gennaio 2020; citato in ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/rally/wrc-fiorio-e-il-mito-del-rally-monte-carlo-lancia-fulvia-delta-munari-turini WRC {{!}} Fiorio, la Lancia e il mito del Monte]'', ''formulapassion.it'', 23 gennaio 2020.</ref> *{{NDR|Sul [[Rallye Monte-Carlo 1983]]}} In teoria sulla neve non avevamo speranze contro le Audi a quattro ruote motrici, ma quell'anno non nevicò. Solo in una prova speciale, durante le ricognizioni che facevamo sia io sia Daniele Audetto, mi accorsi che c'era molta neve. Allora mi sfilai la divisa Lancia e mi presentai vestito da civile nell'ufficio della società locale di gestione delle strade, chiedendo che spalassero la neve e mandassero degli spargisale con la scusa del pericolo per gli automobilisti. È finita che abbiamo conquistato una doppietta e a fine stagione abbiamo vinto anche il Mondiale [...]<ref name="Perna"/> *Quella di [[Autodromo Enzo e Dino Ferrari|Imola]] è una pista che mi piace moltissimo: amo l'ambiente, le persone che ne fanno parte e lo popolano ed il calore che si crea ad ogni gara. E posso dirle che noi italiani non siamo secondi a nessuno, a livello mondiale, nell'organizzazione di un Gran Premio e Imola, sicuramente, ha una grandissima esperienza e capacità di ospitare la F1 nel miglior modo possibile.<ref>Dall'intervista di Raffaello Caruso, ''[http://www.sportsenators.it/23/04/2022/cesare-fiorio-racconta-il-gp-di-imola-dai-ricordi-in-formula-1-alle-corse-assieme-gilles-villeneuve/ Cesare Fiorio racconta il GP di Imola: dai ricordi in Formula 1 alle corse assieme Gilles Villeneuve]'', ''sportsenators.it'', 23 aprile 2022.</ref> *[...] il record conquistato con [[Destriero (nave)|Destriero]] ha un sapore tutto particolare: è stato un successo di una squadra altamente professionale, eravamo, l'equipaggio ed io, soli ad affrontare l'incognito dell'oceano Atlantico ma è stato soprattutto il successo della cantieristica italiana e di una tecnologia, nuova e, sotto certi aspetti, avveniristica. [...] I mesi di preparazione, autunno-inverno '91 e primavera '92 sono stati snervanti. Certo i test nel mare Tirreno tra Muggiano e Porto Cervo ci davano riscontri positivi ed erano anche momenti di "svago". Ma l'impresa richiedeva anche altro, e meno divertente, come il mese trascorso nei pressi di Pavia per impratichirci in tutte le procedure e comportamenti da attuare in caso di emergenze. Un vero tormento, che non auguro a nessuno, con tutte le prove da sostenere. Poi il saluto a Porto Cervo con meta New York dove fu effettuata l'ultima messa a punto in attesa della "finestra" meteo favorevole. E venne il giorno della partenza, sino a quel momento si era scherzato ma quando passammo davanti alla Statua della Libertà e sotto il ponte di Verazzano, lo ricordo benissimo, all'interno del ponte di comando calò il silenzio. Eravamo tutti concentrati sulle due ore che ci attendevano. Tanto concentrati che anche i turni di "lavoro" saltarono, nessuno osò parlare di riposo, tutti eravamo, come si dice ora, "sul pezzo". E Destriero andava, andava già da subito rispettando una media ben oltre le più ottimistiche previsioni. Nella notte precedente l'arrivo in terra britannica la tensione era palpabile nel silenzio e nel buio. Ad un tratto diedi l'ordine al capo dei motoristi... "Massima potenza", la risposta fu immediata... "È un rischio, potremmo rompere..." Non diedi neppure il tempo di continuare... "Se record dev'essere, deve essere imbattibile, solo così Destriero entrerà nella storia". Dagli 80 km/h passammo ai 125!!! [...] Ma che avessimo fatto qualcosa di grande lo abbiamo intuito al nostro ritorno in Sardegna... Già nelle acque di Palau siamo stati accolti da decine e decine di barche di ogni genere che ci hanno accompagnato sino a Porto Cervo. Le ultime miglia sono state le più difficili navigando tra una vera e propria marea di imbarcazioni, poi l'entrata in porto accompagnata da tre elicotteri della Aeronautica Militare che hanno sommerso Destriero di fumogeni tricolori. Un'emozione difficile da scordare.<ref>Dall'intervista di Umberto Zapelloni, ''[https://topspeedblog.it/trentanni-di-destriero-nel-ricordo-di-fiorio-i-primi-compimenti-me-li-fece-agnelli/ Trent'anni di Destriero nel ricordo di Fiorio: i primi compimenti me li fece Agnelli]'', ''topspeedblog.it'', 8 agosto 2022.</ref> {{Int|''Fior da Fiorio''|Intervista di Filippo Grassia, ''Guerin Sportivo'' nº 6 (932), 10-16 febbraio 1993, pp. 40-42.}} *[...] essendo la [[Formula 1]] la massima espressione dell'automobilismo con la partecipazione e il coinvolgimento dei più grandi gruppi di costruttori automobilistici, è difficile imporre delle economie nella ricerca. Fatto un regolamento, inevitabilmente si faranno dei passi in quella direzione, e il costo sarà sempre lo stesso. Questa è l'eccellenza e l'eccellenza è sempre costosa. *[...] essendo la tecnologia della Formula 1 talmente avanzata rispetto a quella delle vetture di serie, quanto si sviluppa non è immediatamente trasferibile da un settore all'altro. Ma sicuramente nel medio e nel lungo termine tutte le ricerche che si porteranno avanti e tutte le cose che si sperimenteranno in competizione, arriveranno nella produzione di serie. *{{NDR|«Sotto la sua gestione la Ferrari perse di un niente il Mondiale: cosa vi impedì di vincere il titolo nel [[Campionato mondiale di Formula 1 1990|1990]]?»}} Fondamentalmente l'incidente di Suzuka in Giappone fra Senna e Prost quando il francese, lanciato per superare Senna e passato in testa al Gran Premio, fu tamponato e messo fuori. Quell'episodio impedì alla Ferrari di vincere, tolse quei nove punti importantissimi, e Senna si portò via il titolo. Però fu un anno di grandi battaglie e di grandi soddisfazioni e quando non si vinceva il Gran Premio si arrivava secondi e, se si perdeva, si perdeva di venti metri. *{{NDR|«Qual era il team ideale della Ferrari per lei?»}} Il team ideale doveva significare il ritorno alle origini, con una massiccia presenza di tecnici italiani, nati e cresciuti in Italia, e quindi, poco a poco, con l'eliminazione dei tecnici stranieri che volere o no, qualcosa portano ma molto portano via e poi trasferiscono alle altre squadre. *{{NDR|«[...] cosa consiglierebbe a chi governa la Formula 1?»}} Direi di non lanciarsi in avventure tipo quella della pace-car che vuol rallentare la vettura di testa per riportarla nel gruppo. Bisognerebbe invece ridurre le spese e aiutare i team minori, che hanno delle grosse difficoltà. Aiutare i team minori non vuol dire livellare verso il basso le squadre migliori, vuol dire offrire quelle agevolazioni, quegli incentivi e quei contributi economici che sono stati dirottati su altri settori. *Io credo molto nel lavoro di equipe, ovvero in una [[Squadra (sport)|squadra]] che lavori tutta nella stessa direzione. Quando invece le squadre si dividono, quando ci sono tecnici che prendono una strada e altri che li contrastano, quando il gruppo diventa clan, la situazione degenera. {{Int|''[https://web.archive.org/web/20130220063850/http://www.f1passion.it/2012/12/cesare-fiorio-senna-senza-ferrari-cambio-la-storia-della-formula-1/ Cesare Fiorio: Senna senza Ferrari cambiò la storia della Formula 1]''|Intervista di Antonio Udine, ''f1passion.it'', 25 dicembre 2012.}} *La Formula 1 non è diversa dai rally: non c'è una differenza come tra università e liceo. Per vincere ci vuole lo stesso impegno, la stessa preparazione, lo stesso approccio, la stessa professionalità, lo stesso lavoro. *{{NDR|«Del suo primo approccio con Enzo Ferrari cosa ricorda?»}} Devo dire che ho avuto una prima esperienza durante l'attività Lancia, chiamato proprio da Enzo Ferrari, nel 1972. Ferrari chiese alla Lancia il permesso di potermi avere per dirigere la partecipazione della Scuderia alla [[Targa Florio 1972|Targa Florio]] che era una delle prove del Campionato del Mondo Sport Prototipi ed era tanto importante quanto la Formula 1, se non di più... La Ferrari schierava grandi campioni come Ickx e Redman e in quella occasione anche Merzario e Munari. La Targa Florio era una gara che si svolgeva su un circuito stradale di 72 chilometri da ripetere 11 volte, quindi una gara di velocità su un percorso con caratteristiche simili a quello dei rally e per questo motivo Enzo Ferrari pensò di affidare la gestione della squadra a qualcuno con esperienze di quel tipo. In quella occasione, per la prima volta nella storia delle corse d'automobili, organizzai una rete di radioamatori che collegavano i box con le varie postazioni lungo il tracciato e per cui potevamo informare minuto per minuto i nostri piloti di quello che stava succedendo in gara. Questo fu determinante per vincere. Infatti vincemmo con un vantaggio di 16 secondi che per una gara di quel tipo, era veramente un arrivo in volata. Poi fui chiamato anche l'anno successivo e quelle furono le uniche due volte in cui ebbi la direzione della Scuderia Ferrari chiamato da Enzo Ferrari in persona. *{{NDR|«Il suo arrivo in qualità di direttore della Scuderia Ferrari risale al 1989 [...]»}} È stato un periodo straordinario della mia vita, sebbene si lavorasse più di quindici ore al giorno, sette giorni su sette festività comprese, dove il lavoro era una religione e io mi sentivo il sacerdote di quella religione per la quale dovevo essere sempre disponibile a qualunque ora del giorno e della notte, per cercare di portare a casa il risultato. Risultati che in quell'epoca furono brillanti. [...] Mi sono trovato in una situazione in cui la Ferrari aveva vinto tre gare nei sei anni precedenti. Con il mio arrivo, riuscimmo a vincerne sei in una stagione. Da quando andai via da Maranello nel 1991, questo record di sei gare in una stagione fu eguagliato nel 1997 e battuto soltanto nel 1998. Del mio periodo a Maranello vado fiero. Con me, in due anni, sono arrivati 26 podi e 9 vittorie e abbiamo perso un mondiale perché [...] a Suzuka, Senna speronò volontariamente Prost. Chi venne dopo di me, fece sempre peggio di me... *{{NDR|«Cosa non sappiamo sui veri motivi che crearono la rottura tra Prost e la Scuderia Ferrari?»}} All'epoca io stavo portando avanti una trattativa segreta per avere Ayrton Senna a Maranello. Di questa trattativa Prost fu messo al corrente dall'allora presidente della Ferrari, Piero Fusaro che era probabilmente infastidito dalla mia presenza, dal mio ruolo, non lo so, forse aveva dei complessi di inferiorità, non lo so proprio cosa avesse con me... Non sapendo come fare per eliminarmi, pensò bene di allearsi con Prost. Quale occasione migliore poteva avere Fusaro per allearsi con Prost se non quella di dire al pilota francese che il proprio team manager stava per portare in casa Ayrton Senna con il quale Alain non aveva grandi rapporti? Venendo a conoscenza di questa situazione, Prost assunse un atteggiamento ostile nei miei confronti, non capendo che si stavano servendo di lui per mettere in difficoltà me. Il mancato arrivo di Senna a Maranello ha cambiato la storia della Formula 1, di Ayrton, che ha poi fatto la scelta di andare alla Williams e ha perso la vita a Imola, e la mia. Con lui al volante della Rossa sarei rimasto anche io... [...] Andandomene dalla Ferrari non ho avuto rapporti con Prost fino a quando, trovandomi alla Ligier, la scuderia fu comperata da Prost e da Flavio Briatore. E fu proprio Prost a chiedermi di rimanere nel team, spiegandomi, un anno dopo la nostra vicenda vissuta in Ferrari, di aver capito di essere stato usato a sproposito contro di me. Se ci fosse stato odio nel nostro rapporto, Prost non mi avrebbe chiesto di rimanere o io non sarei rimasto. *Quando sono arrivato alla Ligier questa contendeva alla Minardi le ultime due file dello schieramento [...]. Nei cinque anni che sono stato alla Ligier – Prost ho fatto dieci volte il podio di cui una vittoria, tre secondi posti e sei terzi posti. Per una squadra di quel tipo che era fatta da 107 persone ed avendo un budget ridicolo, arrivare quinti nel Mondiale Costruttori nel 1996 per me è stato un grande successo, visto che i primi posti erano occupati da Ferrari, McLaren, Williams che allora era un grande team e Benetton che a quell'epoca vinceva il Mondiale. Dopo "quelli" c'eravamo noi... Ricordo che a due terzi di stagione {{NDR|1997}}, al Gran Premio del Canada, Panis con la nostra macchina era terzo in campionato dietro a Schumacher e a Villeneuve. Purtroppo Panis a Montreal si fece male, per cui addio al terzo posto. A quel punto affidai la macchina di Panis infortunato al nostro Trulli che in quell'anno fece quaranta giri sempre in testa a Zeltweg prima di rompere il motore. {{NDR|«La Ligier diventa [[Prost Grand Prix]]: lei cosa fa?»}} Dopo due anni di lavoro con Prost, non condividendo più alcune scelte strategiche secondo me fondamentali che Alain portava avanti, come il trasferimento della scuderia da Magny Cours, dove avevamo il circuito a portata di mano, a Parigi, perdendo le maestranze più brave e dove tutto era più complicato, me ne andai. Inoltre ero contrario ad abbandonare i motori Honda in favore dei motori francesi della Peugeot, ma Alain voleva una macchina tutta francese e vedendo che tutto stava prendendo una brutta piega, a un certo punto lasciai [...] *{{NDR|Su [[Flavio Briatore]]}} Al di là degli aspetti folcloristici per i quale forse è più noto, Flavio è un grande professionista, è un gran lavoratore, è uno che arriva in ufficio molto presto al mattino e ci rimane fino a tardi la sera, sino a quando i lavori non sono finiti. Non lascia niente al caso, è un grande organizzatore. Non è assolutamente un tecnico di Formula 1, ma ha saputo sempre scegliere e gestire gli uomini giusti portando avanti dei programmi vincenti. *{{NDR|«[...] come ricorda l'avventura di [[Destriero (nave)|Destriero]] che per lei è stata una parentesi avvincente e vincente, con la conquista del Nastro Azzurro nel 1992?»}} È stato un progetto che mi ha occupato a tempo pieno da quando ho lasciato la Ferrari, dal maggio 1991 al settembre 1992. Un lavoro che ci ha consentito di portare a casa questo risultato importante che è una pietra migliare nella storia della navigazione, perchè segna il passaggio dai motori diesel associati alle eliche, alle turbine associate agli idrogetti. Un po' come la prima trasvolata atlantica con un jet anzichè con un aereo a eliche. Destriero è stato il salto importantissimo che ha generato la nuova serie di traghetti veloci con i quali oggi si raggiunge la Sardegna in quattro ore anzichè in dodici. Queste nuove navi sono tutte figlie di Destriero, progetto voluto Karim Aga Khan e sostenuto dall'avvocato Gianni Agnelli. Loro due decisero insieme di affidare a me la sfida per battere il record di attraversata dell'Atlantico. *Purtroppo oggi i motori in [[Formula 1]] non contano più nulla. [...] Oggi è solo l'aerodinamica che determina chi vince e chi perde. Dal mio punto di vista questa impostazione è un errore grave della Formula 1, perchè privilegia un solo aspetto della tecnologia che non porta ricadute di sorta sulla produzione delle auto di serie. {{Int|''[https://www.formulapassion.it/opinioni/interviste/cesare-fiorio-formula-1-a-monte-carlo Cesare Fiorio: Formula 1 a Monte Carlo]''|Intervista di Antonio Azzano, ''formulapassion.it'', 24 maggio 2013.}} {{NDR|Sul [[circuito di Monte Carlo]]}} *[...] dovendo classificare Monaco, lo posizionerei, in una media di pericolosità, in quella inferiore perchè le velocità sono molto contenute, il servizio in pista svolto dai commissari e dagli assistenti è forse il migliore dopo quelli di Monza e di Silverstone. È probabilmente uno dei circuiti meno pericolosi. *{{NDR|«Qual è il punto del tracciato più impegnativo per la Formula 1 a Monte Carlo?»}} Sicuramente la curva sotto al tunnel è quella in assoluto la più difficile e pericolosa per la sua conformazione e per la successiva staccata importante in discesa, dove ci si trova catapultati con un cambio di luce fastidioso – specialmente se c'è il sole, nonostante l'illuminazione artificiale dentro al tunnel – alla velocità più elevata del tracciato prima della chicane. È sicuramente un punto molto impegnativo, da sempre, per tutti i piloti di ieri e di oggi. *{{NDR|«Il peggior difetto di Monte Carlo?»}} Il pubblico. Un pubblico che viene qui per vivere la mondanità più della gara, al quale interessa poco della sfida sportiva. In altri circuiti il pubblico partecipa per assistere alla corsa, per partecipare all'agonismo e per vedere la competitività in pista, cosa che a Monaco invece non avviene perchè la gente viene qui per cazzeggiare. Per noi operativi di un team, Monaco è scomodo e molto complicato per lavorare. *Ricordo che quando Panis vinse il Gran Premio {{NDR|nel 1996 con la Ligier}}, avevamo calcolato un certo quantitativo di benzina ed eravamo pervasi dal dubbio se farlo rientrare ai box o meno per un rabbocco di carburante. Abbiamo rischiato non richiamandolo ai box e abbiamo vinto. Con un rischio elevatissimo appunto. Se non si rischia niente, non si vince mai niente. Questa è sempre stata la mia filosofia... {{Int|''[https://www.storiedirally.it/esclusiva-cesare-fiorio-i-rally-di-oggi-non-sono-eventi-importanti/ Esclusiva, Cesare Fiorio: "I rally di oggi non sono eventi importanti"]''|Intervista di Francesco Angelini, ''storiedirally.it'', 17 agosto 2020.}} *{{NDR|«Ci può raccontare l'esperienza con il [[Destriero (nave)|Destriero]], la nave [...] che tutt'ora detiene il record del mondo del Nastro Azzurro, impiegando 58 ore, 34 minuti e 50 secondi, alla media di 98,323 orari?»}} Mentre mi occupavo dei rally e delle corse, gareggiavo in motonautica. Ho vinto ben trentuno Gran Premi, due titoli Mondiali e sei Campionati Europei. Più tardi si era sviluppata l'idea di attraversare l'Atlantico. Fu una bellissima soddisfazione, perché oltre ad aver guidato la nave per più di cinquanta ore, avevo partecipato alla stesura del progetto e avevo fatto ben due anni di prove: avevo condotto questa squadra attuando gli stessi sistemi vincenti che utilizzavo per condurre il team Lancia e Ferrari nel mondo delle corse. *Quando mi sono spostato dai rally alla Formula 1 e agli sport prototipi [...] la Formula 1 non era dominante nell'interesse del pubblico. All'epoca la gente, a differenza di oggi, era interessata più che dalla Formula 1, dagli sport prototipi e dai rally. Ricordo che quando vincemmo il Rally di MonteCarlo nel 1972 [con Sandro Munari e Mario Mannucci, ''ndr''], eravamo in prima pagina sul ''Corriere della Sera'' ed eravamo finiti nell'edizione serale del telegiornale. Oggi se vai a vincere il MonteCarlo, finisci solamente in decima pagina. *{{NDR|Sulla [[Lancia Stratos]]}} [...] è la mia Lancia da rally preferita. Era una vettura nata e concepita per dominare i rally. Negli anni Settanta avevamo la Fulvia, ma vincevano solamente gare particolari o con meteo avverso. Io invece volevo un mezzo che potesse vincere in qualunque condizione di meteo o di strada, e per quello avevo concepito di costruire una vettura come la Stratos. Lancia non aveva un motore adatto per questa vettura, perciò andai a Maranello da Enzo Ferrari per chiedere e ricevere un motore. Rimasi sorpreso: Enzo Ferrari sapeva tutto di noi e ci diede i motori. Ad Enzo entusiasmava il fatto che vincevamo le competizioni con pochi soldi. *Nella mia carriera ho incontrato più di 200 piloti, tra F1, rally e sport prototipi. Il pilota che mi ha impressionato di più è stato [[Henri Toivonen]], perchè era l'unico che sapeva sfruttare e portare al limite una Gruppo B. *{{NDR|«La sua versione dell'episodio Fia-Peugeot avvenuto nel 1986?»}} Per me quello è stato un furto. Noi della Lancia avevamo vinto il titolo con Markku Alen, dato che a Sanremo le Peugeot furono escluse dalla classifica per un'irregolarità tecnica. Nonostante questo episodio le Peugeot non sarebbero mai riuscite a vincere il titolo, perché erano sempre dietro le Delta S4. Jean-Marie Balestre, a quel tempo capo della FIA, decise di annullare i risultati di Sanremo, favorendo la vittoria del titolo piloti e costruttori a Peugeot. {{Int|''[https://www.storiedirally.it/intervista-senza-sconti-a-cesare-fiorio-da-parte-dei-fans/ Intervista "senza sconti" a Cesare Fiorio da parte dei fans]''|Citato in Marco Cariati, ''storiedirally.it'', 29 novembre 2020.}} [[File:Sandro Munari - Lancia Stratos HF Marlboro (1974 Rallye Sanremo).jpg|thumb|upright=1.2|Fiorio fu tra i "padri" della [[Lancia Stratos]], vettura che ha segnato la storia dei rally: «gli oppositori, tanti, della Stratos dovettero assistere al suo grandissimo potenziale che le consentì di vincere i successivi tre Mondiali, il primo dei quali, vinto solo omologando per le gare la Stratos il primo di ottobre di quell'anno. Ma le gare mondiali erano ancora cinque [...] e la Stratos in queste poche gare si aggiudicò il primo dei Campionati del Mondo Rally».]] *{{NDR|Sulla «"genialata" delle lampadine gialle» di Lancia al Rally di Monte Carlo 1986}} [...] sulla prova del Turini, molti spettatori francesi lanciavano contro le nostre macchine della neve, per ritardarne l'azione. Fu allora che per confondere questi screanzati, montammo sulle nostre macchine dei fari gialli, in modo da sembrare macchine francesi, Peugeot e Alpine. La cosa funzionò e alla fine risultammo vincitori. *[...] gli oppositori, tanti, della Stratos dovettero assistere al suo grandissimo potenziale che le consentì di vincere i successivi tre Mondiali, il primo dei quali, vinto solo omologando per le gare la Stratos il primo di ottobre di quell'anno. Ma le gare mondiali erano ancora cinque, dopo quella gara, e la Stratos in queste poche gare si aggiudicò il primo dei Campionati del Mondo Rally. *La Stratos aveva vinto tre Campionati del Mondo Rally, terrorizzando molti avversari che avevano poi abbandonato il WRC. A quel punto la Fiat, di cui nel frattempo ero diventato, insieme a Lancia, responsabile, mi chiese se avremmo potuto vincere anche con la 131. A quel punto dovetti dire di sì, anche perché sapevo che unendo le squadre Lancia e Fiat, avevamo la migliore squadra sul campo: in effetti, pur con qualche difficoltà vincemmo con la 131 {{NDR|[[Fiat 131 Abarth Rally|Abarth Rally]]}}, anche se le Stratos, in mano a privati, vinsero ancora nel Campionato del Mondo, come fece Tony Fassina a Sanremo e Bernard Darniche a Monte Carlo. *Da noi {{NDR|in Lancia}} sono passati quasi tutti i grandi piloti dell'epoca, dato che gareggiare con una nostra macchina era considerato un privilegio. Ma un giorno arrivò l'Audi quattro che dominò improvvisamente molte classifiche, dato che era l'unica con quattro ruote motrici. Cosa fare? Noi non disponevamo ancora di quella tecnologia, ma avevamo la cultura di come costruire una macchina vincente e così, contro le Audi quattro schierammo la [[Lancia Rally 037|037]], leggerissima, a motore centrale molto manovrabile su qualunque terreno. Il risultato di quell'anno, il 1983, fu che noi vincemmo il Campionato del Mondo oltre a tante gare, anche coadiuvati dai nostri ottimi piloti, come Rohrl e Alen. Fu una sorpresa per tutti, e quel Mondiale è passato alla storia [...] *{{NDR|Su [[Nigel Mansell]]}} [...] una velocità eccellente e una sensibilità meccanica fuori dell'ordinario. [...] ma il suo punto debole era il carattere, eccessivamente influenzabile [...]. Se non fosse stato per questa sua fragilità caratteriale, il suo potenziale agonistico era eccezionale. *Purtroppo oggi la grande passione per i rally si è affievolita, dato che anziché gareggiare tre giorni e tre notti, si parte alle nove del mattino, all'una si entra in parco assistenza, poi la sera si va a dormire. Un tempo si stava tre giorni e tre notti al seguito dei concorrenti, le assistenze erano a bordo strada, in mezzo al pubblico, e non nei parchi assistenza, assolutamente vietati agli appassionati. E anziché addentare qualche panino, ci si siede nei mezzi posteggiati nei parchi assistenza a mangiare i manicaretti preparati da qualche chef. Questo ha allontanato il grande pubblico. E poi vi erano, fra i primi, una macchina italiana e dei piloti italiani... *{{NDR|Sul [[Gran Premio di San Marino 1989]]}} Eravamo a Imola [...] e [[Gerhard Berger|Berger]] si schiantò all'inizio del secondo giro alla curva del tamburello. La macchina prese fuoco e solo l'intervento tempestivo dei servizi di sicurezza della pista, lo salvarono in meno di 10 secondi. La gara fu interrotta, e a quei tempi l'interruzione durava in tutto 20 minuti. Avevo dunque da prendere una decisione: era stato un errore di Berger, o un cedimento meccanico? Il tempo passava in fretta e dovevo decidere se Mansell, che avendo vinto la prima gara in Brasile, Imola era la seconda, poteva ripartire o meno. Mi rivolgo a Barnard, nostro direttore tecnico, che mi dice: "Domani, quando esamino la macchina ti dirò". Mancano solo più quattro minuti. Incontro Piero Ferrari, figlio di Enzo, interpello anche lui, che mi risponde: "Tu comandi e tu decidi". Già, è proprio così. A Imola, le bandiere Ferrari sventolano ovunque, Berger non ha quasi nulla. Mancano ancora due minuti. Basta, mi dico, non mi sento di far partire Mansell, leader del Campionato. Le macchine sono schierate e mancano ancora 30". Fai un giro e rientra, dato che no so se Berger ha avuto o meno un problema. Mansell non ne vuole sapere, ma io la decisione ho dovuto prenderla, da solo. Le macchine partono e al primo giro Mansell non rientra, nonostante le chiamate radio e il segnale Box esposto. Ma dopo pochi giri, riesco a farlo rientrare. A quel punto inizia la mia terribile attesa, che deve durare fino al mattino seguente, quando esamineranno la F1 di Berger. Ebbene, quello è stato un momento difficile, per me. Avevo fermato proprio a Imola, sul circuito Dino Ferrari, la macchina che era in testa al Campionato. Il responso di Barnard, per mia fortuna, fu che aveva ceduto il supporto ala anteriore e che avrebbe potuto capitare anche all'altra macchina. Ma vi garantisco che quelle ore furono per me terribili [...] {{Int|''[https://www.corriere.it/cronache/22_agosto_06/cesare-fiorio-nella-masseria-gli-ulivi-conservo-ferrari-mansell-briatore-fenomeno-d9e81410-15bf-11ed-abe5-8e4532c50be0.shtml Cesare Fiorio: «Nella masseria fra gli ulivi conservo la Ferrari di Mansell. Briatore? Un fenomeno»]''|Intervista di Flavio Vanetti, ''corriere.it'', 6 agosto 2022.}} *{{NDR|Su [[Flavio Briatore]]}} A lui importavano gli affari, io guardavo di più, romanticamente, allo sport e ai risultati. Così una volta mi apostrofò: "Sei l'ultimo rimasto che cerca di vincere le gare". *{{NDR|«Come si vince in F1?»}} Con le intuizioni. Se non ne hai e vai a rimorchio, arrivi sempre dopo: il punto di rottura è la soluzione che altri non hanno pensato. Volete conoscere un aneddoto? [...] Nei rally ho avuto {{sic|Marku Alen}}, fuoriclasse assoluto. Costringeva l'ingegner [[Claudio Lombardi|Lombardi]], il direttore tecnico, a pasteggiare a pesce. E gli diceva, in italiano maccheronico: "Tu Lombardi mangiare pesce, così fosforo ti accende lampadina". *I piloti non devono volersi bene, al diavolo chi pensa il contrario. *Jean {{NDR|[[Jean Alesi|Alesi]]}} dovrebbe odiarmi: l'ho strappato alla Williams, dopo tre mesi ho lasciato la Ferrari e la Williams ha vinto tre Mondiali. *{{NDR|«[[Michael Schumacher]] avrebbe vinto [in Ferrari] anche senza [[Jean Todt]]?}} Difficile dirlo, la vera intuizione di Todt è stata quella di ingaggiare lo staff vincente della Benetton. Michael non ha dovuto sfidare super-fenomeni e ha perso dei Mondiali contro avversari normali. Quando ne è arrivato uno fortissimo, cioè Alonso, il Dream Team s'è sciolto [...] {{Int|''[https://www.p300.it/f1-intervista-a-cesare-fiorio-35-anni-dopo-rio-la-sua-ferrari/ F1 {{!}} Intervista a Cesare Fiorio: 35 anni dopo Rio, la sua Ferrari]''|Andrea Ettori, ''p300.it'', 15 febbraio 2024.}} *{{NDR|Sul [[Gran Premio del Brasile 1989]]}} In quel periodo la nostra macchina non percorreva più di 3/4 giri consecutivi. Già nel warm-up di Rio ci siamo ritrovati con le macchine di Mansell, Berger e anche il muletto sul carro attrezzi dopo pochi giri. Il problema non era l'affidabilità del sistema {{NDR|il cambio semiautomatico}} ma il sistema stesso che era inaffidabile. [...] Bisognava anche essere molto chirurgici nel saperlo utilizzare, perché bastava cambiare 100 giri prima o 100 giri dopo che il sistema andava KO. Devo dire che Mansell, oltre ad essere stato un pilota velocissimo, è stato bravissimo nell'utilizzo perché era anche un grande esperto di meccanica. [...] Dopo i problemi nel warm-up la discussione era sul quantitativo di carburante da imbarcare alla partenza. Molti mi suggerirono di far partire le macchine con poca benzina, consapevoli del fatto che avremmo fatto soltanto pochi giri in gara. Io mi opposi e decisi di fare partire le macchine con il carburante per percorrere tutta la distanza del GP. In tanti mi diedero del matto [...]. Berger si ritirò dopo un incidente al via, mentre Nigel arrivò fino al traguardo. Cambiammo anche il volante al pit-stop perché da quello potevano partire di problemi. Quella vittoria fu davvero un'impresa memorabile. {{NDR|«Lei scavalcò anche il muretto per esultare...»}} Sì e presi anche una multa per quella esultanza [sorride, ''ndr'']. *{{NDR|Sulla [[Ferrari 640 F1]]}} La stagione è stata condizionata da diversi ritiri, da suddividere tra problemi al cambio e altri tecnici. Questo era dovuto in particolare dal direttore tecnico che in quel periodo era [[John Barnard]], bravo a curare estremamente la parte aerodinamica, un pochino meno la tenuta dei materiali meccanici che stavano sotto a questa aerodinamica molto estremizzata. [...] Io avevo una cultura, che mi sono fatto in tanti anni di motorsport, dell'affidabilità. Questa per me era un punto fermo mentre quando sono arrivato in Ferrari era qualcosa da rivedere assolutamente. Avevamo una macchina molto avanzata tecnologicamente ma carente come affidabilità. Praticamente il mio primo anno in Ferrari è stato dedicato al lavoro su questo aspetto. *Nel [[Campionato mondiale di Formula 1 1990|1990]] la nostra monoposto {{NDR|Ferrari}} era leggermente superiore alla McLaren, ma loro avevano Ayrton Senna, che io ritengo il più grande di tutti i tempi. È lui che ha vinto il titolo in quella stagione perché riuscì a portare a casa vittorie e risultati che magari altri non sarebbero riusciti ad ottenere. *Anche i grandi piloti di quel periodo, come già i campioni del mondo, o chi lo sarebbe diventato successivamente, subivano una vera attrazione da parte della Ferrari. Quando io parlavo con loro la disponibilità di venire a Maranello era totale con condizioni anche d'ingaggio adeguate alle aspettative che avevano. Aspiravano alla Ferrari. ===Citazioni non datate=== {{Int|''[https://www.formulapassion.it/opinioni/pino-allievi/meta-pirata-meta-artista-cesare-fiorio-rally-lancia-fiat-ferrari-f1 Metà pirata, metà artista]''|Citato in Pino Allievi, ''formulapassion.it'', 25 maggio 2019.|h=4}} *Sono un rompiscatole, ho il vizio di voler fare tutto sempre bene, non tollero le cose fatte a metà. *[...] quello di Maranello non lo vedo come un periodo negativo. Se Senna non avesse buttato fuori Prost avremmo conquistato il titolo. In Ferrari mi è mancato il tempo. *{{NDR|Sulla [[Lancia Stratos]]}} Una macchina mia, voluta da me, concepita da me, per la quale andai a chiedere il motore 6 cilindri Dino a Enzo Ferrari. E me lo diede. Nacque così la più grande vettura da rally. ==Citazioni su Cesare Fiorio== *Cesare è stato il mio "scopritore", mio mentore e Maestro, senza Cesare non avrei potuto fare la carriera che poi ho fatto, "lanciato" da lui. ([[Daniele Audetto]]) *Come direttore sportivo ha una eccezionale rapidità nel prendere le decisioni, segno di grande e vivace intelligenza. Come uomo, la sua migliore qualità era sapere creare il team, far nascere una bella atmosfera tra chi ci lavorava, senza nessun processo del lunedì in caso di sconfitta: non l'ho mai visto scaricare la colpa su di un singolo. ([[Claudio Lombardi]]) *Credo di essere uno dei più grandi estimatori delle qualità di condottiero di Cesare Fiorio [...]; credo però di conoscerlo anche molto bene nei grandi amori e grandi odi che ne hanno costellato la vittoriosa carriera. Con me o contro di me, un rapporto, il suo, senza mezze misure. Ricordo quella fredda mattina del gennaio '73 sul molo di Montecarlo. Kallstrom aveva concluso con la sua Lancia ottavo, staccato di appena un misero secondo dalla Fiat di Pinto dopo una interminabile settimana di lotta. Lo svedese gia avanti negli anni, il pilota che con le sue grandi vittorie al Rac aveva contribuito fortissimamente alla nascita del mito Lancia nei rally, fu apostrofato con un durissimo: «Non sei nemmeno più capace di stare davanti a Pinto!». Fu la sua ultima corsa con la Casa torinese. Due mesi dopo, con una ingombrante Datsun vinse il Safari. ([[Carlo Cavicchi]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Dirigenti sportivi italiani|Fiorio, Cesare]] 6xvq6dr89eclweevooxui85l6lzyxag 1410308 1410306 2026-04-12T19:37:16Z Danyele 19198 /* Citazioni su Cesare Fiorio */ +wikilink 1410308 wikitext text/x-wiki [[File:Cesare Fiorio - Lancia Alitalia (1975 Automotive Tour of Italy).jpg|thumb|upright=1.2|Cesare Fiorio (1975)]] '''Cesare Fiorio''' (1939 – vivente), dirigente sportivo italiano. ==Citazioni di Cesare Fiorio== {{cronologico}} *{{NDR|Nel 1974}} [...] il pilota-[[rally]] deve essere un personaggio assoluto perché è il protagonista assoluto della competizione. Io, infatti, quando si cominciò a parlare di un Mondiale Rally, la prima proposta che avevo mandato [...] era come Campionato Mondiale Piloti, non Marche. Per me sarebbe giusto che ci fosse un campione del mondo rally piloti. Poi c'erano state varie opposizioni e alla fine era diventato un Campionato Marche. Io ritengo che debba essere un campionato piloti.<ref name="Sabbatini">Dall'intervista di Marcello Sabbatini, ''La ricetta Lancia'', ''Autosprint'' nº 50, 10-17 dicembre 1974, pp. 19-24.</ref> *{{NDR|Nel 1974}} La qualità vincente della [[Lancia Stratos|Stratos]] è l'essere una macchina che è stata costruita sei-sette-otto anni le altre che le corrono insieme. Per cui innanzitutto è più moderna, in secondo luogo ancora tutta da sviluppare, mentre le altre sono secondo me abbastanza stagionate. [...] Poi c'è l'adattabilità della macchina che può passare dall'Inghilterra, cioè da uno sconnesso, improvvisato, sterrato ecc., a una Corsica asfalto, stretto, tortuosissimo, pieno di buche e di sassi, a un Giro d'Italia cioè circuiti veloci e compagnia bella. È una macchina polivalente adattabile proprio per la sua condizione, proprio per come è stata studiata per tutti i tipi di gare e nelle quali si possono evolvere i rallies. Cioè i rallies si evolvono domani solo sul tipo di sterrati da Inghilterra? Benissimo la macchina è competitiva lì. Domani i rallies vengono vietati sulle strade e si andrà ai soli circuiti? Va bene, l'adatteremo ai circuiti: non è una macchina che sui circuiti fa brutta figura. Domani i rallies si faranno solo in Corsica, cioè si faranno solo su strada di asfalto perché strade su terra non se ne trovano più o perché le asfaltano tutte o che so io? Benissimo va sull'asfalto. La Stratos è una macchina che può essere impegnata indifferentemente nei tipi di gare più diverse e sempre al massimo livello.<ref name="Sabbatini"/> *Nello [[sport]] non esistono mezze misure. Se si partecipa bisogna farlo nel modo migliore. Nei motori poi è ancora più marcato questo aspetto: l'imperativo è essere superiori alla concorrenza.<ref>Dall'intervista di Franco Fiorucci, ''Smettere per continuare'', ''Rombo'' nº 23 (268), 4 giugno 1986, pp. 40-42.</ref> *Parlo sempre volentieri della [[Lancia Delta (1979)|Lancia Delta]] e del suo straordinario percorso agonistico. E sempre più mi sorprendono l'interesse, l'entusiasmo e le emozioni che questa macchina riesce ancora a generare anche dopo tanti anni e in alcune persone che, per la loro età, non hanno vissuto quelle incredibili stagioni. Il programma Delta è nato per caso, sulla scia di un improvviso cambio di regolamento tecnico imposto dalla Federazione che, con un preavviso di soli sei mesi, aveva decretato la fine delle vetture Gruppo B per ragioni di sicurezza. Ben 7 Costruttori pensarono in quel momento di poter sviluppare un progetto vincente in quella nuova categoria denominata Gruppo A. E altrettanti si presentarono al via della prima gara con questo regolamento, che era il Rally di Montecarlo. Tutti avevano avuto a disposizione lo stesso striminzito tempo per elaborare i loro programmi: ma fu solo la Lancia e la sua squadra corse, con la sua tradizione vincente, la sua migliore cultura tecnica, la sua capacità di innovare in tempi ristretti, a saper interpretare e sviluppare un progetto che resterà dominante nei sei anni successivi, dove furono portati in Italia sei titoli mondiali consecutivi. [...] Non c'era storia: tedeschi e giapponesi, francesi e inglesi, tutti ad inseguire e nessuno che riuscisse a prevalere contro la Delta e le sue continue evoluzioni e innovazioni [...]<ref name="newsauto">Dall'intervista ''[https://www.newsauto.it/manager/lancia-delta-integrale-cesare-fiorio-2015-18005/ Ricordi con Cesare Fiorio]'', ''newsauto.it'', 16 luglio 2015.</ref> *{{NDR|Sulla Lancia nei rally}} [...] il reparto corse Lancia era una macchina da guerra dove militavano i migliori progettisti, i migliori meccanici, i migliori strateghi e dove volevano correre i migliori piloti del momento.<ref name="newsauto"/> *A metà degli anni '80 dirigevo [...] la squadra corse Lancia e la specialità rally era all'apice della popolarità, generando un grande impatto mediatico, al punto che il Tg1 apriva l'edizione della sera annunciando i risultati delle gare, così come la ''Gazzetta dello Sport'', in prima pagina il lunedi, dedicava titoli importanti al rally di Monte Carlo. L'idea che accarezzavo era quella di riuscire a portare il rally, cioè una corsa vera, dentro alla casa del telespettatore, considerato che gli esperimenti fatti con Ezio Zermiani per la Rai – collocando telecamere lungo il percorso di gara – non erano stati ritenuti soddisfacenti. La mia idea diventò un progetto concreto con [...] un evento che si rivelò un successo senza precedenti: i grandi protagonisti, ovvero tutti i piloti con tutte le macchine ufficiali impegnate nel mondiale rally, riuniti insieme per una sfida nella grande arena della Fiera di Bologna, sotto gli occhi di decine di migliaia di spettatori in tribuna e di milioni di telespettatori a casa. Nasceva così il "[[Memorial Bettega|Memorial]]" che ho voluto dedicare ad [[Attilio Bettega]] – un grande campione che ha onorato il {{Sic|rellismo}} italiano, scomparso in seguito ad un incidente al Tour de Corse [...] – e che il [[Motor Show]] [...] lanciava per la prima volta nel dicembre 1985. Avevamo ideato il format, ma noi non eravamo i produttori, bensì i protagonisti con i personaggi che animavano le competizioni {{Sic|rellistiche}} ai massimi livelli [...]. Vetture e piloti ufficiali delle Case impegnate nel Mondiale si sfidavano due a due in una lotta serratissima, secondo un modello che è stato ampiamente copiato dopo di noi. [...] Con l'appuntamento di dicembre per il "Memorial Bettega" l'entusiasmo cresceva di anno in anno, dove i campioni impegnati non si risparmiavano: sembrava che il campionato dovesse aprirsi e concludersi a Bologna.<ref>Da ''[https://www.formulapassion.it/opinioni/cesarefiorio/dicembre-1985-memorial-bettega Dicembre 1985: "Memorial Bettega"]'', ''formulapassion.it'', 7 dicembre 2015.</ref> *Quando correva con me [[Fernando Alonso|Fernando]] era molto giovane, ma io di problemi non ne ho mai avuto. I suoi compagni di squadra, immagino di sì perché li bastonava.<ref>Citato in Andrea Cremonesi, ''[https://www.gazzetta.it/Formula-1/14-08-2018/fiorio-la-f1-senza-alonso-perde-miglior-pilota-via-290177401672.shtml Fiorio: "La F.1 senza Alonso perde il miglior pilota al via"]'', ''gazzetta.it'', 15 agosto 2018.</ref> *{{NDR|Nel 2018}} Il [[Gran Premio di Formula 1|Gran Premio]] non è più un evento, ma quasi una routine.<ref>Da una diretta Facebook per ''il Centro''; citato in Rocco Coletti, ''[https://www.ilcentro.it/sport/fiorio-un-mare-di-ricordi-io-trulli-e-l-avvocato-1.2088362 Fiorio, un mare di ricordi «Io, Trulli e l'Avvocato»]'', ''ilcentro.it'', 25 novembre 2018.</ref> *Avere un vincente e un piazzato serve a poco è decisamente più un valore che un problema avere due piloti forti. I due devono competere, mettersi sotto pressione, ciò che consente a entrambi di dare il massimo.<ref>Da un'intervista al ''Corriere dello Sport - Stadio''; citato in Paolo Mutarelli, ''[https://www.f1-news.eu/news/f1-ferrari-news-fiorio-meglio-avere-due-piloti-vincenti-che-uno-1469 F1/ Ferrari News, Fiorio: "Meglio avere due piloti vincenti che uno"]'', ''f1-news.eu'', 25 settembre 2019.</ref> *{{NDR|Sulla [[Lancia nei rally]]}} [...] quel gruppo affiatato che nella gestione dei rally dava sempre il massimo e superava ogni tipo di emergenza. Nemmeno negli anni successivi alla Ferrari ho vissuto esperienze emozionanti come quelle degli anni in Lancia. Gli avversari erano sorpresi da quanto facevamo, inoltre avevamo i migliori piloti. Ma non dimentichiamo che prima della Delta avevamo dominato le corse già con modelli vincenti come la Fulvia HF e la Stratos.<ref>Da un evento del Gruppo Dirigenti Fiat al Museo dell'Automobile di Torino, 14 novembre 2019; citato in Piero Bianco, ''[https://autologia.net/dopo-quarantanni-la-lancia-delta-continua-a-regalare-emozion/ Dopo quarant'anni la Lancia Delta continua a regalare emozioni]'', ''autologia.net'', 27 novembre 2019.</ref> *Il {{NDR|rally di}} [[Rally di Monte Carlo|Monte Carlo]] era una corsa pazzesca, che si disputava per tre giorni e tre notti, con migliaia di persone a bordo strada, in particolare sul Turini. La metà era francese e l'altra metà italiana. I francesi erano aggressivi e buttavano neve sulla strada al passaggio delle nostre auto. Così ho chiesto che sulle Lancia montassimo dei fendinebbia di colore giallo, in modo che loro le confondessero con le Alpine e non rovinassero il percorso. [...] Allora i rally erano ancora una specialità da prima pagina, appena dietro alla Formula 1 e ai Prototipi.<ref name="Perna">Dall'intervista di Luigi Perna a ''La Gazzetta dello Sport'', 23 gennaio 2020; citato in ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/rally/wrc-fiorio-e-il-mito-del-rally-monte-carlo-lancia-fulvia-delta-munari-turini WRC {{!}} Fiorio, la Lancia e il mito del Monte]'', ''formulapassion.it'', 23 gennaio 2020.</ref> *{{NDR|Sul [[Rallye Monte-Carlo 1983]]}} In teoria sulla neve non avevamo speranze contro le Audi a quattro ruote motrici, ma quell'anno non nevicò. Solo in una prova speciale, durante le ricognizioni che facevamo sia io sia Daniele Audetto, mi accorsi che c'era molta neve. Allora mi sfilai la divisa Lancia e mi presentai vestito da civile nell'ufficio della società locale di gestione delle strade, chiedendo che spalassero la neve e mandassero degli spargisale con la scusa del pericolo per gli automobilisti. È finita che abbiamo conquistato una doppietta e a fine stagione abbiamo vinto anche il Mondiale [...]<ref name="Perna"/> *Quella di [[Autodromo Enzo e Dino Ferrari|Imola]] è una pista che mi piace moltissimo: amo l'ambiente, le persone che ne fanno parte e lo popolano ed il calore che si crea ad ogni gara. E posso dirle che noi italiani non siamo secondi a nessuno, a livello mondiale, nell'organizzazione di un Gran Premio e Imola, sicuramente, ha una grandissima esperienza e capacità di ospitare la F1 nel miglior modo possibile.<ref>Dall'intervista di Raffaello Caruso, ''[http://www.sportsenators.it/23/04/2022/cesare-fiorio-racconta-il-gp-di-imola-dai-ricordi-in-formula-1-alle-corse-assieme-gilles-villeneuve/ Cesare Fiorio racconta il GP di Imola: dai ricordi in Formula 1 alle corse assieme Gilles Villeneuve]'', ''sportsenators.it'', 23 aprile 2022.</ref> *[...] il record conquistato con [[Destriero (nave)|Destriero]] ha un sapore tutto particolare: è stato un successo di una squadra altamente professionale, eravamo, l'equipaggio ed io, soli ad affrontare l'incognito dell'oceano Atlantico ma è stato soprattutto il successo della cantieristica italiana e di una tecnologia, nuova e, sotto certi aspetti, avveniristica. [...] I mesi di preparazione, autunno-inverno '91 e primavera '92 sono stati snervanti. Certo i test nel mare Tirreno tra Muggiano e Porto Cervo ci davano riscontri positivi ed erano anche momenti di "svago". Ma l'impresa richiedeva anche altro, e meno divertente, come il mese trascorso nei pressi di Pavia per impratichirci in tutte le procedure e comportamenti da attuare in caso di emergenze. Un vero tormento, che non auguro a nessuno, con tutte le prove da sostenere. Poi il saluto a Porto Cervo con meta New York dove fu effettuata l'ultima messa a punto in attesa della "finestra" meteo favorevole. E venne il giorno della partenza, sino a quel momento si era scherzato ma quando passammo davanti alla Statua della Libertà e sotto il ponte di Verazzano, lo ricordo benissimo, all'interno del ponte di comando calò il silenzio. Eravamo tutti concentrati sulle due ore che ci attendevano. Tanto concentrati che anche i turni di "lavoro" saltarono, nessuno osò parlare di riposo, tutti eravamo, come si dice ora, "sul pezzo". E Destriero andava, andava già da subito rispettando una media ben oltre le più ottimistiche previsioni. Nella notte precedente l'arrivo in terra britannica la tensione era palpabile nel silenzio e nel buio. Ad un tratto diedi l'ordine al capo dei motoristi... "Massima potenza", la risposta fu immediata... "È un rischio, potremmo rompere..." Non diedi neppure il tempo di continuare... "Se record dev'essere, deve essere imbattibile, solo così Destriero entrerà nella storia". Dagli 80 km/h passammo ai 125!!! [...] Ma che avessimo fatto qualcosa di grande lo abbiamo intuito al nostro ritorno in Sardegna... Già nelle acque di Palau siamo stati accolti da decine e decine di barche di ogni genere che ci hanno accompagnato sino a Porto Cervo. Le ultime miglia sono state le più difficili navigando tra una vera e propria marea di imbarcazioni, poi l'entrata in porto accompagnata da tre elicotteri della Aeronautica Militare che hanno sommerso Destriero di fumogeni tricolori. Un'emozione difficile da scordare.<ref>Dall'intervista di Umberto Zapelloni, ''[https://topspeedblog.it/trentanni-di-destriero-nel-ricordo-di-fiorio-i-primi-compimenti-me-li-fece-agnelli/ Trent'anni di Destriero nel ricordo di Fiorio: i primi compimenti me li fece Agnelli]'', ''topspeedblog.it'', 8 agosto 2022.</ref> {{Int|''Fior da Fiorio''|Intervista di Filippo Grassia, ''Guerin Sportivo'' nº 6 (932), 10-16 febbraio 1993, pp. 40-42.}} *[...] essendo la [[Formula 1]] la massima espressione dell'automobilismo con la partecipazione e il coinvolgimento dei più grandi gruppi di costruttori automobilistici, è difficile imporre delle economie nella ricerca. Fatto un regolamento, inevitabilmente si faranno dei passi in quella direzione, e il costo sarà sempre lo stesso. Questa è l'eccellenza e l'eccellenza è sempre costosa. *[...] essendo la tecnologia della Formula 1 talmente avanzata rispetto a quella delle vetture di serie, quanto si sviluppa non è immediatamente trasferibile da un settore all'altro. Ma sicuramente nel medio e nel lungo termine tutte le ricerche che si porteranno avanti e tutte le cose che si sperimenteranno in competizione, arriveranno nella produzione di serie. *{{NDR|«Sotto la sua gestione la Ferrari perse di un niente il Mondiale: cosa vi impedì di vincere il titolo nel [[Campionato mondiale di Formula 1 1990|1990]]?»}} Fondamentalmente l'incidente di Suzuka in Giappone fra Senna e Prost quando il francese, lanciato per superare Senna e passato in testa al Gran Premio, fu tamponato e messo fuori. Quell'episodio impedì alla Ferrari di vincere, tolse quei nove punti importantissimi, e Senna si portò via il titolo. Però fu un anno di grandi battaglie e di grandi soddisfazioni e quando non si vinceva il Gran Premio si arrivava secondi e, se si perdeva, si perdeva di venti metri. *{{NDR|«Qual era il team ideale della Ferrari per lei?»}} Il team ideale doveva significare il ritorno alle origini, con una massiccia presenza di tecnici italiani, nati e cresciuti in Italia, e quindi, poco a poco, con l'eliminazione dei tecnici stranieri che volere o no, qualcosa portano ma molto portano via e poi trasferiscono alle altre squadre. *{{NDR|«[...] cosa consiglierebbe a chi governa la Formula 1?»}} Direi di non lanciarsi in avventure tipo quella della pace-car che vuol rallentare la vettura di testa per riportarla nel gruppo. Bisognerebbe invece ridurre le spese e aiutare i team minori, che hanno delle grosse difficoltà. Aiutare i team minori non vuol dire livellare verso il basso le squadre migliori, vuol dire offrire quelle agevolazioni, quegli incentivi e quei contributi economici che sono stati dirottati su altri settori. *Io credo molto nel lavoro di equipe, ovvero in una [[Squadra (sport)|squadra]] che lavori tutta nella stessa direzione. Quando invece le squadre si dividono, quando ci sono tecnici che prendono una strada e altri che li contrastano, quando il gruppo diventa clan, la situazione degenera. {{Int|''[https://web.archive.org/web/20130220063850/http://www.f1passion.it/2012/12/cesare-fiorio-senna-senza-ferrari-cambio-la-storia-della-formula-1/ Cesare Fiorio: Senna senza Ferrari cambiò la storia della Formula 1]''|Intervista di Antonio Udine, ''f1passion.it'', 25 dicembre 2012.}} *La Formula 1 non è diversa dai rally: non c'è una differenza come tra università e liceo. Per vincere ci vuole lo stesso impegno, la stessa preparazione, lo stesso approccio, la stessa professionalità, lo stesso lavoro. *{{NDR|«Del suo primo approccio con Enzo Ferrari cosa ricorda?»}} Devo dire che ho avuto una prima esperienza durante l'attività Lancia, chiamato proprio da Enzo Ferrari, nel 1972. Ferrari chiese alla Lancia il permesso di potermi avere per dirigere la partecipazione della Scuderia alla [[Targa Florio 1972|Targa Florio]] che era una delle prove del Campionato del Mondo Sport Prototipi ed era tanto importante quanto la Formula 1, se non di più... La Ferrari schierava grandi campioni come Ickx e Redman e in quella occasione anche Merzario e Munari. La Targa Florio era una gara che si svolgeva su un circuito stradale di 72 chilometri da ripetere 11 volte, quindi una gara di velocità su un percorso con caratteristiche simili a quello dei rally e per questo motivo Enzo Ferrari pensò di affidare la gestione della squadra a qualcuno con esperienze di quel tipo. In quella occasione, per la prima volta nella storia delle corse d'automobili, organizzai una rete di radioamatori che collegavano i box con le varie postazioni lungo il tracciato e per cui potevamo informare minuto per minuto i nostri piloti di quello che stava succedendo in gara. Questo fu determinante per vincere. Infatti vincemmo con un vantaggio di 16 secondi che per una gara di quel tipo, era veramente un arrivo in volata. Poi fui chiamato anche l'anno successivo e quelle furono le uniche due volte in cui ebbi la direzione della Scuderia Ferrari chiamato da Enzo Ferrari in persona. *{{NDR|«Il suo arrivo in qualità di direttore della Scuderia Ferrari risale al 1989 [...]»}} È stato un periodo straordinario della mia vita, sebbene si lavorasse più di quindici ore al giorno, sette giorni su sette festività comprese, dove il lavoro era una religione e io mi sentivo il sacerdote di quella religione per la quale dovevo essere sempre disponibile a qualunque ora del giorno e della notte, per cercare di portare a casa il risultato. Risultati che in quell'epoca furono brillanti. [...] Mi sono trovato in una situazione in cui la Ferrari aveva vinto tre gare nei sei anni precedenti. Con il mio arrivo, riuscimmo a vincerne sei in una stagione. Da quando andai via da Maranello nel 1991, questo record di sei gare in una stagione fu eguagliato nel 1997 e battuto soltanto nel 1998. Del mio periodo a Maranello vado fiero. Con me, in due anni, sono arrivati 26 podi e 9 vittorie e abbiamo perso un mondiale perché [...] a Suzuka, Senna speronò volontariamente Prost. Chi venne dopo di me, fece sempre peggio di me... *{{NDR|«Cosa non sappiamo sui veri motivi che crearono la rottura tra Prost e la Scuderia Ferrari?»}} All'epoca io stavo portando avanti una trattativa segreta per avere Ayrton Senna a Maranello. Di questa trattativa Prost fu messo al corrente dall'allora presidente della Ferrari, Piero Fusaro che era probabilmente infastidito dalla mia presenza, dal mio ruolo, non lo so, forse aveva dei complessi di inferiorità, non lo so proprio cosa avesse con me... Non sapendo come fare per eliminarmi, pensò bene di allearsi con Prost. Quale occasione migliore poteva avere Fusaro per allearsi con Prost se non quella di dire al pilota francese che il proprio team manager stava per portare in casa Ayrton Senna con il quale Alain non aveva grandi rapporti? Venendo a conoscenza di questa situazione, Prost assunse un atteggiamento ostile nei miei confronti, non capendo che si stavano servendo di lui per mettere in difficoltà me. Il mancato arrivo di Senna a Maranello ha cambiato la storia della Formula 1, di Ayrton, che ha poi fatto la scelta di andare alla Williams e ha perso la vita a Imola, e la mia. Con lui al volante della Rossa sarei rimasto anche io... [...] Andandomene dalla Ferrari non ho avuto rapporti con Prost fino a quando, trovandomi alla Ligier, la scuderia fu comperata da Prost e da Flavio Briatore. E fu proprio Prost a chiedermi di rimanere nel team, spiegandomi, un anno dopo la nostra vicenda vissuta in Ferrari, di aver capito di essere stato usato a sproposito contro di me. Se ci fosse stato odio nel nostro rapporto, Prost non mi avrebbe chiesto di rimanere o io non sarei rimasto. *Quando sono arrivato alla Ligier questa contendeva alla Minardi le ultime due file dello schieramento [...]. Nei cinque anni che sono stato alla Ligier – Prost ho fatto dieci volte il podio di cui una vittoria, tre secondi posti e sei terzi posti. Per una squadra di quel tipo che era fatta da 107 persone ed avendo un budget ridicolo, arrivare quinti nel Mondiale Costruttori nel 1996 per me è stato un grande successo, visto che i primi posti erano occupati da Ferrari, McLaren, Williams che allora era un grande team e Benetton che a quell'epoca vinceva il Mondiale. Dopo "quelli" c'eravamo noi... Ricordo che a due terzi di stagione {{NDR|1997}}, al Gran Premio del Canada, Panis con la nostra macchina era terzo in campionato dietro a Schumacher e a Villeneuve. Purtroppo Panis a Montreal si fece male, per cui addio al terzo posto. A quel punto affidai la macchina di Panis infortunato al nostro Trulli che in quell'anno fece quaranta giri sempre in testa a Zeltweg prima di rompere il motore. {{NDR|«La Ligier diventa [[Prost Grand Prix]]: lei cosa fa?»}} Dopo due anni di lavoro con Prost, non condividendo più alcune scelte strategiche secondo me fondamentali che Alain portava avanti, come il trasferimento della scuderia da Magny Cours, dove avevamo il circuito a portata di mano, a Parigi, perdendo le maestranze più brave e dove tutto era più complicato, me ne andai. Inoltre ero contrario ad abbandonare i motori Honda in favore dei motori francesi della Peugeot, ma Alain voleva una macchina tutta francese e vedendo che tutto stava prendendo una brutta piega, a un certo punto lasciai [...] *{{NDR|Su [[Flavio Briatore]]}} Al di là degli aspetti folcloristici per i quale forse è più noto, Flavio è un grande professionista, è un gran lavoratore, è uno che arriva in ufficio molto presto al mattino e ci rimane fino a tardi la sera, sino a quando i lavori non sono finiti. Non lascia niente al caso, è un grande organizzatore. Non è assolutamente un tecnico di Formula 1, ma ha saputo sempre scegliere e gestire gli uomini giusti portando avanti dei programmi vincenti. *{{NDR|«[...] come ricorda l'avventura di [[Destriero (nave)|Destriero]] che per lei è stata una parentesi avvincente e vincente, con la conquista del Nastro Azzurro nel 1992?»}} È stato un progetto che mi ha occupato a tempo pieno da quando ho lasciato la Ferrari, dal maggio 1991 al settembre 1992. Un lavoro che ci ha consentito di portare a casa questo risultato importante che è una pietra migliare nella storia della navigazione, perchè segna il passaggio dai motori diesel associati alle eliche, alle turbine associate agli idrogetti. Un po' come la prima trasvolata atlantica con un jet anzichè con un aereo a eliche. Destriero è stato il salto importantissimo che ha generato la nuova serie di traghetti veloci con i quali oggi si raggiunge la Sardegna in quattro ore anzichè in dodici. Queste nuove navi sono tutte figlie di Destriero, progetto voluto Karim Aga Khan e sostenuto dall'avvocato Gianni Agnelli. Loro due decisero insieme di affidare a me la sfida per battere il record di attraversata dell'Atlantico. *Purtroppo oggi i motori in [[Formula 1]] non contano più nulla. [...] Oggi è solo l'aerodinamica che determina chi vince e chi perde. Dal mio punto di vista questa impostazione è un errore grave della Formula 1, perchè privilegia un solo aspetto della tecnologia che non porta ricadute di sorta sulla produzione delle auto di serie. {{Int|''[https://www.formulapassion.it/opinioni/interviste/cesare-fiorio-formula-1-a-monte-carlo Cesare Fiorio: Formula 1 a Monte Carlo]''|Intervista di Antonio Azzano, ''formulapassion.it'', 24 maggio 2013.}} {{NDR|Sul [[circuito di Monte Carlo]]}} *[...] dovendo classificare Monaco, lo posizionerei, in una media di pericolosità, in quella inferiore perchè le velocità sono molto contenute, il servizio in pista svolto dai commissari e dagli assistenti è forse il migliore dopo quelli di Monza e di Silverstone. È probabilmente uno dei circuiti meno pericolosi. *{{NDR|«Qual è il punto del tracciato più impegnativo per la Formula 1 a Monte Carlo?»}} Sicuramente la curva sotto al tunnel è quella in assoluto la più difficile e pericolosa per la sua conformazione e per la successiva staccata importante in discesa, dove ci si trova catapultati con un cambio di luce fastidioso – specialmente se c'è il sole, nonostante l'illuminazione artificiale dentro al tunnel – alla velocità più elevata del tracciato prima della chicane. È sicuramente un punto molto impegnativo, da sempre, per tutti i piloti di ieri e di oggi. *{{NDR|«Il peggior difetto di Monte Carlo?»}} Il pubblico. Un pubblico che viene qui per vivere la mondanità più della gara, al quale interessa poco della sfida sportiva. In altri circuiti il pubblico partecipa per assistere alla corsa, per partecipare all'agonismo e per vedere la competitività in pista, cosa che a Monaco invece non avviene perchè la gente viene qui per cazzeggiare. Per noi operativi di un team, Monaco è scomodo e molto complicato per lavorare. *Ricordo che quando Panis vinse il Gran Premio {{NDR|nel 1996 con la Ligier}}, avevamo calcolato un certo quantitativo di benzina ed eravamo pervasi dal dubbio se farlo rientrare ai box o meno per un rabbocco di carburante. Abbiamo rischiato non richiamandolo ai box e abbiamo vinto. Con un rischio elevatissimo appunto. Se non si rischia niente, non si vince mai niente. Questa è sempre stata la mia filosofia... {{Int|''[https://www.storiedirally.it/esclusiva-cesare-fiorio-i-rally-di-oggi-non-sono-eventi-importanti/ Esclusiva, Cesare Fiorio: "I rally di oggi non sono eventi importanti"]''|Intervista di Francesco Angelini, ''storiedirally.it'', 17 agosto 2020.}} *{{NDR|«Ci può raccontare l'esperienza con il [[Destriero (nave)|Destriero]], la nave [...] che tutt'ora detiene il record del mondo del Nastro Azzurro, impiegando 58 ore, 34 minuti e 50 secondi, alla media di 98,323 orari?»}} Mentre mi occupavo dei rally e delle corse, gareggiavo in motonautica. Ho vinto ben trentuno Gran Premi, due titoli Mondiali e sei Campionati Europei. Più tardi si era sviluppata l'idea di attraversare l'Atlantico. Fu una bellissima soddisfazione, perché oltre ad aver guidato la nave per più di cinquanta ore, avevo partecipato alla stesura del progetto e avevo fatto ben due anni di prove: avevo condotto questa squadra attuando gli stessi sistemi vincenti che utilizzavo per condurre il team Lancia e Ferrari nel mondo delle corse. *Quando mi sono spostato dai rally alla Formula 1 e agli sport prototipi [...] la Formula 1 non era dominante nell'interesse del pubblico. All'epoca la gente, a differenza di oggi, era interessata più che dalla Formula 1, dagli sport prototipi e dai rally. Ricordo che quando vincemmo il Rally di MonteCarlo nel 1972 [con Sandro Munari e Mario Mannucci, ''ndr''], eravamo in prima pagina sul ''Corriere della Sera'' ed eravamo finiti nell'edizione serale del telegiornale. Oggi se vai a vincere il MonteCarlo, finisci solamente in decima pagina. *{{NDR|Sulla [[Lancia Stratos]]}} [...] è la mia Lancia da rally preferita. Era una vettura nata e concepita per dominare i rally. Negli anni Settanta avevamo la Fulvia, ma vincevano solamente gare particolari o con meteo avverso. Io invece volevo un mezzo che potesse vincere in qualunque condizione di meteo o di strada, e per quello avevo concepito di costruire una vettura come la Stratos. Lancia non aveva un motore adatto per questa vettura, perciò andai a Maranello da Enzo Ferrari per chiedere e ricevere un motore. Rimasi sorpreso: Enzo Ferrari sapeva tutto di noi e ci diede i motori. Ad Enzo entusiasmava il fatto che vincevamo le competizioni con pochi soldi. *Nella mia carriera ho incontrato più di 200 piloti, tra F1, rally e sport prototipi. Il pilota che mi ha impressionato di più è stato [[Henri Toivonen]], perchè era l'unico che sapeva sfruttare e portare al limite una Gruppo B. *{{NDR|«La sua versione dell'episodio Fia-Peugeot avvenuto nel 1986?»}} Per me quello è stato un furto. Noi della Lancia avevamo vinto il titolo con Markku Alen, dato che a Sanremo le Peugeot furono escluse dalla classifica per un'irregolarità tecnica. Nonostante questo episodio le Peugeot non sarebbero mai riuscite a vincere il titolo, perché erano sempre dietro le Delta S4. Jean-Marie Balestre, a quel tempo capo della FIA, decise di annullare i risultati di Sanremo, favorendo la vittoria del titolo piloti e costruttori a Peugeot. {{Int|''[https://www.storiedirally.it/intervista-senza-sconti-a-cesare-fiorio-da-parte-dei-fans/ Intervista "senza sconti" a Cesare Fiorio da parte dei fans]''|Citato in Marco Cariati, ''storiedirally.it'', 29 novembre 2020.}} [[File:Sandro Munari - Lancia Stratos HF Marlboro (1974 Rallye Sanremo).jpg|thumb|upright=1.2|Fiorio fu tra i "padri" della [[Lancia Stratos]], vettura che ha segnato la storia dei rally: «gli oppositori, tanti, della Stratos dovettero assistere al suo grandissimo potenziale che le consentì di vincere i successivi tre Mondiali, il primo dei quali, vinto solo omologando per le gare la Stratos il primo di ottobre di quell'anno. Ma le gare mondiali erano ancora cinque [...] e la Stratos in queste poche gare si aggiudicò il primo dei Campionati del Mondo Rally».]] *{{NDR|Sulla «"genialata" delle lampadine gialle» di Lancia al Rally di Monte Carlo 1986}} [...] sulla prova del Turini, molti spettatori francesi lanciavano contro le nostre macchine della neve, per ritardarne l'azione. Fu allora che per confondere questi screanzati, montammo sulle nostre macchine dei fari gialli, in modo da sembrare macchine francesi, Peugeot e Alpine. La cosa funzionò e alla fine risultammo vincitori. *[...] gli oppositori, tanti, della Stratos dovettero assistere al suo grandissimo potenziale che le consentì di vincere i successivi tre Mondiali, il primo dei quali, vinto solo omologando per le gare la Stratos il primo di ottobre di quell'anno. Ma le gare mondiali erano ancora cinque, dopo quella gara, e la Stratos in queste poche gare si aggiudicò il primo dei Campionati del Mondo Rally. *La Stratos aveva vinto tre Campionati del Mondo Rally, terrorizzando molti avversari che avevano poi abbandonato il WRC. A quel punto la Fiat, di cui nel frattempo ero diventato, insieme a Lancia, responsabile, mi chiese se avremmo potuto vincere anche con la 131. A quel punto dovetti dire di sì, anche perché sapevo che unendo le squadre Lancia e Fiat, avevamo la migliore squadra sul campo: in effetti, pur con qualche difficoltà vincemmo con la 131 {{NDR|[[Fiat 131 Abarth Rally|Abarth Rally]]}}, anche se le Stratos, in mano a privati, vinsero ancora nel Campionato del Mondo, come fece Tony Fassina a Sanremo e Bernard Darniche a Monte Carlo. *Da noi {{NDR|in Lancia}} sono passati quasi tutti i grandi piloti dell'epoca, dato che gareggiare con una nostra macchina era considerato un privilegio. Ma un giorno arrivò l'Audi quattro che dominò improvvisamente molte classifiche, dato che era l'unica con quattro ruote motrici. Cosa fare? Noi non disponevamo ancora di quella tecnologia, ma avevamo la cultura di come costruire una macchina vincente e così, contro le Audi quattro schierammo la [[Lancia Rally 037|037]], leggerissima, a motore centrale molto manovrabile su qualunque terreno. Il risultato di quell'anno, il 1983, fu che noi vincemmo il Campionato del Mondo oltre a tante gare, anche coadiuvati dai nostri ottimi piloti, come Rohrl e Alen. Fu una sorpresa per tutti, e quel Mondiale è passato alla storia [...] *{{NDR|Su [[Nigel Mansell]]}} [...] una velocità eccellente e una sensibilità meccanica fuori dell'ordinario. [...] ma il suo punto debole era il carattere, eccessivamente influenzabile [...]. Se non fosse stato per questa sua fragilità caratteriale, il suo potenziale agonistico era eccezionale. *Purtroppo oggi la grande passione per i rally si è affievolita, dato che anziché gareggiare tre giorni e tre notti, si parte alle nove del mattino, all'una si entra in parco assistenza, poi la sera si va a dormire. Un tempo si stava tre giorni e tre notti al seguito dei concorrenti, le assistenze erano a bordo strada, in mezzo al pubblico, e non nei parchi assistenza, assolutamente vietati agli appassionati. E anziché addentare qualche panino, ci si siede nei mezzi posteggiati nei parchi assistenza a mangiare i manicaretti preparati da qualche chef. Questo ha allontanato il grande pubblico. E poi vi erano, fra i primi, una macchina italiana e dei piloti italiani... *{{NDR|Sul [[Gran Premio di San Marino 1989]]}} Eravamo a Imola [...] e [[Gerhard Berger|Berger]] si schiantò all'inizio del secondo giro alla curva del tamburello. La macchina prese fuoco e solo l'intervento tempestivo dei servizi di sicurezza della pista, lo salvarono in meno di 10 secondi. La gara fu interrotta, e a quei tempi l'interruzione durava in tutto 20 minuti. Avevo dunque da prendere una decisione: era stato un errore di Berger, o un cedimento meccanico? Il tempo passava in fretta e dovevo decidere se Mansell, che avendo vinto la prima gara in Brasile, Imola era la seconda, poteva ripartire o meno. Mi rivolgo a Barnard, nostro direttore tecnico, che mi dice: "Domani, quando esamino la macchina ti dirò". Mancano solo più quattro minuti. Incontro Piero Ferrari, figlio di Enzo, interpello anche lui, che mi risponde: "Tu comandi e tu decidi". Già, è proprio così. A Imola, le bandiere Ferrari sventolano ovunque, Berger non ha quasi nulla. Mancano ancora due minuti. Basta, mi dico, non mi sento di far partire Mansell, leader del Campionato. Le macchine sono schierate e mancano ancora 30". Fai un giro e rientra, dato che no so se Berger ha avuto o meno un problema. Mansell non ne vuole sapere, ma io la decisione ho dovuto prenderla, da solo. Le macchine partono e al primo giro Mansell non rientra, nonostante le chiamate radio e il segnale Box esposto. Ma dopo pochi giri, riesco a farlo rientrare. A quel punto inizia la mia terribile attesa, che deve durare fino al mattino seguente, quando esamineranno la F1 di Berger. Ebbene, quello è stato un momento difficile, per me. Avevo fermato proprio a Imola, sul circuito Dino Ferrari, la macchina che era in testa al Campionato. Il responso di Barnard, per mia fortuna, fu che aveva ceduto il supporto ala anteriore e che avrebbe potuto capitare anche all'altra macchina. Ma vi garantisco che quelle ore furono per me terribili [...] {{Int|''[https://www.corriere.it/cronache/22_agosto_06/cesare-fiorio-nella-masseria-gli-ulivi-conservo-ferrari-mansell-briatore-fenomeno-d9e81410-15bf-11ed-abe5-8e4532c50be0.shtml Cesare Fiorio: «Nella masseria fra gli ulivi conservo la Ferrari di Mansell. Briatore? Un fenomeno»]''|Intervista di Flavio Vanetti, ''corriere.it'', 6 agosto 2022.}} *{{NDR|Su [[Flavio Briatore]]}} A lui importavano gli affari, io guardavo di più, romanticamente, allo sport e ai risultati. Così una volta mi apostrofò: "Sei l'ultimo rimasto che cerca di vincere le gare". *{{NDR|«Come si vince in F1?»}} Con le intuizioni. Se non ne hai e vai a rimorchio, arrivi sempre dopo: il punto di rottura è la soluzione che altri non hanno pensato. Volete conoscere un aneddoto? [...] Nei rally ho avuto {{sic|Marku Alen}}, fuoriclasse assoluto. Costringeva l'ingegner [[Claudio Lombardi|Lombardi]], il direttore tecnico, a pasteggiare a pesce. E gli diceva, in italiano maccheronico: "Tu Lombardi mangiare pesce, così fosforo ti accende lampadina". *I piloti non devono volersi bene, al diavolo chi pensa il contrario. *Jean {{NDR|[[Jean Alesi|Alesi]]}} dovrebbe odiarmi: l'ho strappato alla Williams, dopo tre mesi ho lasciato la Ferrari e la Williams ha vinto tre Mondiali. *{{NDR|«[[Michael Schumacher]] avrebbe vinto [in Ferrari] anche senza [[Jean Todt]]?}} Difficile dirlo, la vera intuizione di Todt è stata quella di ingaggiare lo staff vincente della Benetton. Michael non ha dovuto sfidare super-fenomeni e ha perso dei Mondiali contro avversari normali. Quando ne è arrivato uno fortissimo, cioè Alonso, il Dream Team s'è sciolto [...] {{Int|''[https://www.p300.it/f1-intervista-a-cesare-fiorio-35-anni-dopo-rio-la-sua-ferrari/ F1 {{!}} Intervista a Cesare Fiorio: 35 anni dopo Rio, la sua Ferrari]''|Andrea Ettori, ''p300.it'', 15 febbraio 2024.}} *{{NDR|Sul [[Gran Premio del Brasile 1989]]}} In quel periodo la nostra macchina non percorreva più di 3/4 giri consecutivi. Già nel warm-up di Rio ci siamo ritrovati con le macchine di Mansell, Berger e anche il muletto sul carro attrezzi dopo pochi giri. Il problema non era l'affidabilità del sistema {{NDR|il cambio semiautomatico}} ma il sistema stesso che era inaffidabile. [...] Bisognava anche essere molto chirurgici nel saperlo utilizzare, perché bastava cambiare 100 giri prima o 100 giri dopo che il sistema andava KO. Devo dire che Mansell, oltre ad essere stato un pilota velocissimo, è stato bravissimo nell'utilizzo perché era anche un grande esperto di meccanica. [...] Dopo i problemi nel warm-up la discussione era sul quantitativo di carburante da imbarcare alla partenza. Molti mi suggerirono di far partire le macchine con poca benzina, consapevoli del fatto che avremmo fatto soltanto pochi giri in gara. Io mi opposi e decisi di fare partire le macchine con il carburante per percorrere tutta la distanza del GP. In tanti mi diedero del matto [...]. Berger si ritirò dopo un incidente al via, mentre Nigel arrivò fino al traguardo. Cambiammo anche il volante al pit-stop perché da quello potevano partire di problemi. Quella vittoria fu davvero un'impresa memorabile. {{NDR|«Lei scavalcò anche il muretto per esultare...»}} Sì e presi anche una multa per quella esultanza [sorride, ''ndr'']. *{{NDR|Sulla [[Ferrari 640 F1]]}} La stagione è stata condizionata da diversi ritiri, da suddividere tra problemi al cambio e altri tecnici. Questo era dovuto in particolare dal direttore tecnico che in quel periodo era [[John Barnard]], bravo a curare estremamente la parte aerodinamica, un pochino meno la tenuta dei materiali meccanici che stavano sotto a questa aerodinamica molto estremizzata. [...] Io avevo una cultura, che mi sono fatto in tanti anni di motorsport, dell'affidabilità. Questa per me era un punto fermo mentre quando sono arrivato in Ferrari era qualcosa da rivedere assolutamente. Avevamo una macchina molto avanzata tecnologicamente ma carente come affidabilità. Praticamente il mio primo anno in Ferrari è stato dedicato al lavoro su questo aspetto. *Nel [[Campionato mondiale di Formula 1 1990|1990]] la nostra monoposto {{NDR|Ferrari}} era leggermente superiore alla McLaren, ma loro avevano Ayrton Senna, che io ritengo il più grande di tutti i tempi. È lui che ha vinto il titolo in quella stagione perché riuscì a portare a casa vittorie e risultati che magari altri non sarebbero riusciti ad ottenere. *Anche i grandi piloti di quel periodo, come già i campioni del mondo, o chi lo sarebbe diventato successivamente, subivano una vera attrazione da parte della Ferrari. Quando io parlavo con loro la disponibilità di venire a Maranello era totale con condizioni anche d'ingaggio adeguate alle aspettative che avevano. Aspiravano alla Ferrari. ===Citazioni non datate=== {{Int|''[https://www.formulapassion.it/opinioni/pino-allievi/meta-pirata-meta-artista-cesare-fiorio-rally-lancia-fiat-ferrari-f1 Metà pirata, metà artista]''|Citato in Pino Allievi, ''formulapassion.it'', 25 maggio 2019.|h=4}} *Sono un rompiscatole, ho il vizio di voler fare tutto sempre bene, non tollero le cose fatte a metà. *[...] quello di Maranello non lo vedo come un periodo negativo. Se Senna non avesse buttato fuori Prost avremmo conquistato il titolo. In Ferrari mi è mancato il tempo. *{{NDR|Sulla [[Lancia Stratos]]}} Una macchina mia, voluta da me, concepita da me, per la quale andai a chiedere il motore 6 cilindri Dino a Enzo Ferrari. E me lo diede. Nacque così la più grande vettura da rally. ==Citazioni su Cesare Fiorio== *Cesare è stato il mio "scopritore", mio mentore e Maestro, senza Cesare non avrei potuto fare la carriera che poi ho fatto, "lanciato" da lui. ([[Daniele Audetto]]) *Come direttore sportivo ha una eccezionale rapidità nel prendere le decisioni, segno di grande e vivace intelligenza. Come uomo, la sua migliore qualità era sapere creare il team, far nascere una bella atmosfera tra chi ci lavorava, senza nessun processo del lunedì in caso di sconfitta: non l'ho mai visto scaricare la colpa su di un singolo. ([[Claudio Lombardi]]) *Credo di essere uno dei più grandi estimatori delle qualità di condottiero di Cesare Fiorio [...]; credo però di conoscerlo anche molto bene nei grandi amori e grandi odi che ne hanno costellato la vittoriosa carriera. Con me o contro di me, un rapporto, il suo, senza mezze misure. Ricordo quella fredda mattina del gennaio '73 sul molo di Montecarlo. [[Harry Källström|Källström]] aveva concluso con la sua Lancia ottavo, staccato di appena un misero secondo dalla Fiat di Pinto dopo una interminabile settimana di lotta. Lo svedese gia avanti negli anni, il pilota che con le sue grandi vittorie al Rac aveva contribuito fortissimamente alla nascita del mito Lancia nei rally, fu apostrofato con un durissimo: «Non sei nemmeno più capace di stare davanti a Pinto!». Fu la sua ultima corsa con la Casa torinese. Due mesi dopo, con una ingombrante Datsun vinse il Safari. ([[Carlo Cavicchi]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Dirigenti sportivi italiani|Fiorio, Cesare]] puha43b2t6xytjbd4ggkvolp21me2hj 1410311 1410308 2026-04-12T19:45:06Z Danyele 19198 fix 1410311 wikitext text/x-wiki [[File:Cesare Fiorio - Lancia Alitalia (1975 Automotive Tour of Italy).jpg|thumb|upright=1.2|Cesare Fiorio (1975)]] '''Cesare Fiorio''' (1939 – vivente), dirigente sportivo italiano. ==Citazioni di Cesare Fiorio== {{cronologico}} *{{NDR|Nel 1974}} [...] il pilota-[[rally]] deve essere un personaggio assoluto perché è il protagonista assoluto della competizione. Io, infatti, quando si cominciò a parlare di un Mondiale Rally, la prima proposta che avevo mandato [...] era come Campionato Mondiale Piloti, non Marche. Per me sarebbe giusto che ci fosse un campione del mondo rally piloti. Poi c'erano state varie opposizioni e alla fine era diventato un Campionato Marche. Io ritengo che debba essere un campionato piloti.<ref name="Sabbatini">Dall'intervista di Marcello Sabbatini, ''La ricetta Lancia'', ''Autosprint'' nº 50, 10-17 dicembre 1974, pp. 19-24.</ref> *{{NDR|Nel 1974}} La qualità vincente della [[Lancia Stratos|Stratos]] è l'essere una macchina che è stata costruita sei-sette-otto anni le altre che le corrono insieme. Per cui innanzitutto è più moderna, in secondo luogo ancora tutta da sviluppare, mentre le altre sono secondo me abbastanza stagionate. [...] Poi c'è l'adattabilità della macchina che può passare dall'Inghilterra, cioè da uno sconnesso, improvvisato, sterrato ecc., a una Corsica asfalto, stretto, tortuosissimo, pieno di buche e di sassi, a un Giro d'Italia cioè circuiti veloci e compagnia bella. È una macchina polivalente adattabile proprio per la sua condizione, proprio per come è stata studiata per tutti i tipi di gare e nelle quali si possono evolvere i rallies. Cioè i rallies si evolvono domani solo sul tipo di sterrati da Inghilterra? Benissimo la macchina è competitiva lì. Domani i rallies vengono vietati sulle strade e si andrà ai soli circuiti? Va bene, l'adatteremo ai circuiti: non è una macchina che sui circuiti fa brutta figura. Domani i rallies si faranno solo in Corsica, cioè si faranno solo su strada di asfalto perché strade su terra non se ne trovano più o perché le asfaltano tutte o che so io? Benissimo va sull'asfalto. La Stratos è una macchina che può essere impegnata indifferentemente nei tipi di gare più diverse e sempre al massimo livello.<ref name="Sabbatini"/> *Nello [[sport]] non esistono mezze misure. Se si partecipa bisogna farlo nel modo migliore. Nei motori poi è ancora più marcato questo aspetto: l'imperativo è essere superiori alla concorrenza.<ref>Dall'intervista di Franco Fiorucci, ''Smettere per continuare'', ''Rombo'' nº 23 (268), 4 giugno 1986, pp. 40-42.</ref> *Parlo sempre volentieri della [[Lancia Delta (1979)|Lancia Delta]] e del suo straordinario percorso agonistico. E sempre più mi sorprendono l'interesse, l'entusiasmo e le emozioni che questa macchina riesce ancora a generare anche dopo tanti anni e in alcune persone che, per la loro età, non hanno vissuto quelle incredibili stagioni. Il programma Delta è nato per caso, sulla scia di un improvviso cambio di regolamento tecnico imposto dalla Federazione che, con un preavviso di soli sei mesi, aveva decretato la fine delle vetture Gruppo B per ragioni di sicurezza. Ben 7 Costruttori pensarono in quel momento di poter sviluppare un progetto vincente in quella nuova categoria denominata Gruppo A. E altrettanti si presentarono al via della prima gara con questo regolamento, che era il Rally di Montecarlo. Tutti avevano avuto a disposizione lo stesso striminzito tempo per elaborare i loro programmi: ma fu solo la Lancia e la sua squadra corse, con la sua tradizione vincente, la sua migliore cultura tecnica, la sua capacità di innovare in tempi ristretti, a saper interpretare e sviluppare un progetto che resterà dominante nei sei anni successivi, dove furono portati in Italia sei titoli mondiali consecutivi. [...] Non c'era storia: tedeschi e giapponesi, francesi e inglesi, tutti ad inseguire e nessuno che riuscisse a prevalere contro la Delta e le sue continue evoluzioni e innovazioni [...]<ref name="newsauto">Dall'intervista ''[https://www.newsauto.it/manager/lancia-delta-integrale-cesare-fiorio-2015-18005/ Ricordi con Cesare Fiorio]'', ''newsauto.it'', 16 luglio 2015.</ref> *{{NDR|Sulla [[Lancia nei rally]]}} [...] il reparto corse Lancia era una macchina da guerra dove militavano i migliori progettisti, i migliori meccanici, i migliori strateghi e dove volevano correre i migliori piloti del momento.<ref name="newsauto"/> *A metà degli anni '80 dirigevo [...] la squadra corse Lancia e la specialità rally era all'apice della popolarità, generando un grande impatto mediatico, al punto che il Tg1 apriva l'edizione della sera annunciando i risultati delle gare, così come la ''Gazzetta dello Sport'', in prima pagina il lunedi, dedicava titoli importanti al rally di Monte Carlo. L'idea che accarezzavo era quella di riuscire a portare il rally, cioè una corsa vera, dentro alla casa del telespettatore, considerato che gli esperimenti fatti con Ezio Zermiani per la Rai – collocando telecamere lungo il percorso di gara – non erano stati ritenuti soddisfacenti. La mia idea diventò un progetto concreto con [...] un evento che si rivelò un successo senza precedenti: i grandi protagonisti, ovvero tutti i piloti con tutte le macchine ufficiali impegnate nel mondiale rally, riuniti insieme per una sfida nella grande arena della Fiera di Bologna, sotto gli occhi di decine di migliaia di spettatori in tribuna e di milioni di telespettatori a casa. Nasceva così il "[[Memorial Bettega|Memorial]]" che ho voluto dedicare ad [[Attilio Bettega]] – un grande campione che ha onorato il {{Sic|rellismo}} italiano, scomparso in seguito ad un incidente al Tour de Corse [...] – e che il [[Motor Show]] [...] lanciava per la prima volta nel dicembre 1985. Avevamo ideato il format, ma noi non eravamo i produttori, bensì i protagonisti con i personaggi che animavano le competizioni {{Sic|rellistiche}} ai massimi livelli [...]. Vetture e piloti ufficiali delle Case impegnate nel Mondiale si sfidavano due a due in una lotta serratissima, secondo un modello che è stato ampiamente copiato dopo di noi. [...] Con l'appuntamento di dicembre per il "Memorial Bettega" l'entusiasmo cresceva di anno in anno, dove i campioni impegnati non si risparmiavano: sembrava che il campionato dovesse aprirsi e concludersi a Bologna.<ref>Da ''[https://www.formulapassion.it/opinioni/cesarefiorio/dicembre-1985-memorial-bettega Dicembre 1985: "Memorial Bettega"]'', ''formulapassion.it'', 7 dicembre 2015.</ref> *Quando correva con me [[Fernando Alonso|Fernando]] era molto giovane, ma io di problemi non ne ho mai avuto. I suoi compagni di squadra, immagino di sì perché li bastonava.<ref>Citato in Andrea Cremonesi, ''[https://www.gazzetta.it/Formula-1/14-08-2018/fiorio-la-f1-senza-alonso-perde-miglior-pilota-via-290177401672.shtml Fiorio: "La F.1 senza Alonso perde il miglior pilota al via"]'', ''gazzetta.it'', 15 agosto 2018.</ref> *{{NDR|Nel 2018}} Il [[Gran Premio di Formula 1|Gran Premio]] non è più un evento, ma quasi una routine.<ref>Da una diretta Facebook per ''il Centro''; citato in Rocco Coletti, ''[https://www.ilcentro.it/sport/fiorio-un-mare-di-ricordi-io-trulli-e-l-avvocato-1.2088362 Fiorio, un mare di ricordi «Io, Trulli e l'Avvocato»]'', ''ilcentro.it'', 25 novembre 2018.</ref> *Avere un vincente e un piazzato serve a poco è decisamente più un valore che un problema avere due piloti forti. I due devono competere, mettersi sotto pressione, ciò che consente a entrambi di dare il massimo.<ref>Da un'intervista al ''Corriere dello Sport - Stadio''; citato in Paolo Mutarelli, ''[https://www.f1-news.eu/news/f1-ferrari-news-fiorio-meglio-avere-due-piloti-vincenti-che-uno-1469 F1/ Ferrari News, Fiorio: "Meglio avere due piloti vincenti che uno"]'', ''f1-news.eu'', 25 settembre 2019.</ref> *{{NDR|Sulla Lancia nei rally}} [...] quel gruppo affiatato che nella gestione dei rally dava sempre il massimo e superava ogni tipo di emergenza. Nemmeno negli anni successivi alla Ferrari ho vissuto esperienze emozionanti come quelle degli anni in Lancia. Gli avversari erano sorpresi da quanto facevamo, inoltre avevamo i migliori piloti. Ma non dimentichiamo che prima della Delta avevamo dominato le corse già con modelli vincenti come la Fulvia HF e la Stratos.<ref>Da un evento del Gruppo Dirigenti Fiat al Museo dell'Automobile di Torino, 14 novembre 2019; citato in Piero Bianco, ''[https://autologia.net/dopo-quarantanni-la-lancia-delta-continua-a-regalare-emozion/ Dopo quarant'anni la Lancia Delta continua a regalare emozioni]'', ''autologia.net'', 27 novembre 2019.</ref> *Il {{NDR|rally di}} [[Rally di Monte Carlo|Monte Carlo]] era una corsa pazzesca, che si disputava per tre giorni e tre notti, con migliaia di persone a bordo strada, in particolare sul Turini. La metà era francese e l'altra metà italiana. I francesi erano aggressivi e buttavano neve sulla strada al passaggio delle nostre auto. Così ho chiesto che sulle Lancia montassimo dei fendinebbia di colore giallo, in modo che loro le confondessero con le Alpine e non rovinassero il percorso. [...] Allora i rally erano ancora una specialità da prima pagina, appena dietro alla Formula 1 e ai Prototipi.<ref name="Perna">Dall'intervista di Luigi Perna a ''La Gazzetta dello Sport'', 23 gennaio 2020; citato in ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/rally/wrc-fiorio-e-il-mito-del-rally-monte-carlo-lancia-fulvia-delta-munari-turini WRC {{!}} Fiorio, la Lancia e il mito del Monte]'', ''formulapassion.it'', 23 gennaio 2020.</ref> *{{NDR|Sul [[Rallye Monte-Carlo 1983]]}} In teoria sulla neve non avevamo speranze contro le Audi a quattro ruote motrici, ma quell'anno non nevicò. Solo in una prova speciale, durante le ricognizioni che facevamo sia io sia Daniele Audetto, mi accorsi che c'era molta neve. Allora mi sfilai la divisa Lancia e mi presentai vestito da civile nell'ufficio della società locale di gestione delle strade, chiedendo che spalassero la neve e mandassero degli spargisale con la scusa del pericolo per gli automobilisti. È finita che abbiamo conquistato una doppietta e a fine stagione abbiamo vinto anche il Mondiale [...]<ref name="Perna"/> *Quella di [[Autodromo Enzo e Dino Ferrari|Imola]] è una pista che mi piace moltissimo: amo l'ambiente, le persone che ne fanno parte e lo popolano ed il calore che si crea ad ogni gara. E posso dirle che noi italiani non siamo secondi a nessuno, a livello mondiale, nell'organizzazione di un Gran Premio e Imola, sicuramente, ha una grandissima esperienza e capacità di ospitare la F1 nel miglior modo possibile.<ref>Dall'intervista di Raffaello Caruso, ''[http://www.sportsenators.it/23/04/2022/cesare-fiorio-racconta-il-gp-di-imola-dai-ricordi-in-formula-1-alle-corse-assieme-gilles-villeneuve/ Cesare Fiorio racconta il GP di Imola: dai ricordi in Formula 1 alle corse assieme Gilles Villeneuve]'', ''sportsenators.it'', 23 aprile 2022.</ref> *[...] il record conquistato con [[Destriero (nave)|Destriero]] ha un sapore tutto particolare: è stato un successo di una squadra altamente professionale, eravamo, l'equipaggio ed io, soli ad affrontare l'incognito dell'oceano Atlantico ma è stato soprattutto il successo della cantieristica italiana e di una tecnologia, nuova e, sotto certi aspetti, avveniristica. [...] I mesi di preparazione, autunno-inverno '91 e primavera '92 sono stati snervanti. Certo i test nel mare Tirreno tra Muggiano e Porto Cervo ci davano riscontri positivi ed erano anche momenti di "svago". Ma l'impresa richiedeva anche altro, e meno divertente, come il mese trascorso nei pressi di Pavia per impratichirci in tutte le procedure e comportamenti da attuare in caso di emergenze. Un vero tormento, che non auguro a nessuno, con tutte le prove da sostenere. Poi il saluto a Porto Cervo con meta New York dove fu effettuata l'ultima messa a punto in attesa della "finestra" meteo favorevole. E venne il giorno della partenza, sino a quel momento si era scherzato ma quando passammo davanti alla Statua della Libertà e sotto il ponte di Verazzano, lo ricordo benissimo, all'interno del ponte di comando calò il silenzio. Eravamo tutti concentrati sulle due ore che ci attendevano. Tanto concentrati che anche i turni di "lavoro" saltarono, nessuno osò parlare di riposo, tutti eravamo, come si dice ora, "sul pezzo". E Destriero andava, andava già da subito rispettando una media ben oltre le più ottimistiche previsioni. Nella notte precedente l'arrivo in terra britannica la tensione era palpabile nel silenzio e nel buio. Ad un tratto diedi l'ordine al capo dei motoristi... "Massima potenza", la risposta fu immediata... "È un rischio, potremmo rompere..." Non diedi neppure il tempo di continuare... "Se record dev'essere, deve essere imbattibile, solo così Destriero entrerà nella storia". Dagli 80 km/h passammo ai 125!!! [...] Ma che avessimo fatto qualcosa di grande lo abbiamo intuito al nostro ritorno in Sardegna... Già nelle acque di Palau siamo stati accolti da decine e decine di barche di ogni genere che ci hanno accompagnato sino a Porto Cervo. Le ultime miglia sono state le più difficili navigando tra una vera e propria marea di imbarcazioni, poi l'entrata in porto accompagnata da tre elicotteri della Aeronautica Militare che hanno sommerso Destriero di fumogeni tricolori. Un'emozione difficile da scordare.<ref>Dall'intervista di Umberto Zapelloni, ''[https://topspeedblog.it/trentanni-di-destriero-nel-ricordo-di-fiorio-i-primi-compimenti-me-li-fece-agnelli/ Trent'anni di Destriero nel ricordo di Fiorio: i primi compimenti me li fece Agnelli]'', ''topspeedblog.it'', 8 agosto 2022.</ref> {{Int|''Fior da Fiorio''|Intervista di Filippo Grassia, ''Guerin Sportivo'' nº 6 (932), 10-16 febbraio 1993, pp. 40-42.}} *[...] essendo la [[Formula 1]] la massima espressione dell'automobilismo con la partecipazione e il coinvolgimento dei più grandi gruppi di costruttori automobilistici, è difficile imporre delle economie nella ricerca. Fatto un regolamento, inevitabilmente si faranno dei passi in quella direzione, e il costo sarà sempre lo stesso. Questa è l'eccellenza e l'eccellenza è sempre costosa. *[...] essendo la tecnologia della Formula 1 talmente avanzata rispetto a quella delle vetture di serie, quanto si sviluppa non è immediatamente trasferibile da un settore all'altro. Ma sicuramente nel medio e nel lungo termine tutte le ricerche che si porteranno avanti e tutte le cose che si sperimenteranno in competizione, arriveranno nella produzione di serie. *{{NDR|«Sotto la sua gestione la Ferrari perse di un niente il Mondiale: cosa vi impedì di vincere il titolo nel [[Campionato mondiale di Formula 1 1990|1990]]?»}} Fondamentalmente l'incidente di Suzuka in Giappone fra Senna e Prost quando il francese, lanciato per superare Senna e passato in testa al Gran Premio, fu tamponato e messo fuori. Quell'episodio impedì alla Ferrari di vincere, tolse quei nove punti importantissimi, e Senna si portò via il titolo. Però fu un anno di grandi battaglie e di grandi soddisfazioni e quando non si vinceva il Gran Premio si arrivava secondi e, se si perdeva, si perdeva di venti metri. *{{NDR|«Qual era il team ideale della Ferrari per lei?»}} Il team ideale doveva significare il ritorno alle origini, con una massiccia presenza di tecnici italiani, nati e cresciuti in Italia, e quindi, poco a poco, con l'eliminazione dei tecnici stranieri che volere o no, qualcosa portano ma molto portano via e poi trasferiscono alle altre squadre. *{{NDR|«[...] cosa consiglierebbe a chi governa la Formula 1?»}} Direi di non lanciarsi in avventure tipo quella della pace-car che vuol rallentare la vettura di testa per riportarla nel gruppo. Bisognerebbe invece ridurre le spese e aiutare i team minori, che hanno delle grosse difficoltà. Aiutare i team minori non vuol dire livellare verso il basso le squadre migliori, vuol dire offrire quelle agevolazioni, quegli incentivi e quei contributi economici che sono stati dirottati su altri settori. *Io credo molto nel lavoro di equipe, ovvero in una [[Squadra (sport)|squadra]] che lavori tutta nella stessa direzione. Quando invece le squadre si dividono, quando ci sono tecnici che prendono una strada e altri che li contrastano, quando il gruppo diventa clan, la situazione degenera. {{Int|''[https://web.archive.org/web/20130220063850/http://www.f1passion.it/2012/12/cesare-fiorio-senna-senza-ferrari-cambio-la-storia-della-formula-1/ Cesare Fiorio: Senna senza Ferrari cambiò la storia della Formula 1]''|Intervista di Antonio Udine, ''f1passion.it'', 25 dicembre 2012.}} *La Formula 1 non è diversa dai rally: non c'è una differenza come tra università e liceo. Per vincere ci vuole lo stesso impegno, la stessa preparazione, lo stesso approccio, la stessa professionalità, lo stesso lavoro. *{{NDR|«Del suo primo approccio con Enzo Ferrari cosa ricorda?»}} Devo dire che ho avuto una prima esperienza durante l'attività Lancia, chiamato proprio da Enzo Ferrari, nel 1972. Ferrari chiese alla Lancia il permesso di potermi avere per dirigere la partecipazione della Scuderia alla [[Targa Florio 1972|Targa Florio]] che era una delle prove del Campionato del Mondo Sport Prototipi ed era tanto importante quanto la Formula 1, se non di più... La Ferrari schierava grandi campioni come Ickx e Redman e in quella occasione anche Merzario e Munari. La Targa Florio era una gara che si svolgeva su un circuito stradale di 72 chilometri da ripetere 11 volte, quindi una gara di velocità su un percorso con caratteristiche simili a quello dei rally e per questo motivo Enzo Ferrari pensò di affidare la gestione della squadra a qualcuno con esperienze di quel tipo. In quella occasione, per la prima volta nella storia delle corse d'automobili, organizzai una rete di radioamatori che collegavano i box con le varie postazioni lungo il tracciato e per cui potevamo informare minuto per minuto i nostri piloti di quello che stava succedendo in gara. Questo fu determinante per vincere. Infatti vincemmo con un vantaggio di 16 secondi che per una gara di quel tipo, era veramente un arrivo in volata. Poi fui chiamato anche l'anno successivo e quelle furono le uniche due volte in cui ebbi la direzione della Scuderia Ferrari chiamato da Enzo Ferrari in persona. *{{NDR|«Il suo arrivo in qualità di direttore della Scuderia Ferrari risale al 1989 [...]»}} È stato un periodo straordinario della mia vita, sebbene si lavorasse più di quindici ore al giorno, sette giorni su sette festività comprese, dove il lavoro era una religione e io mi sentivo il sacerdote di quella religione per la quale dovevo essere sempre disponibile a qualunque ora del giorno e della notte, per cercare di portare a casa il risultato. Risultati che in quell'epoca furono brillanti. [...] Mi sono trovato in una situazione in cui la Ferrari aveva vinto tre gare nei sei anni precedenti. Con il mio arrivo, riuscimmo a vincerne sei in una stagione. Da quando andai via da Maranello nel 1991, questo record di sei gare in una stagione fu eguagliato nel 1997 e battuto soltanto nel 1998. Del mio periodo a Maranello vado fiero. Con me, in due anni, sono arrivati 26 podi e 9 vittorie e abbiamo perso un mondiale perché [...] a Suzuka, Senna speronò volontariamente Prost. Chi venne dopo di me, fece sempre peggio di me... *{{NDR|«Cosa non sappiamo sui veri motivi che crearono la rottura tra Prost e la Scuderia Ferrari?»}} All'epoca io stavo portando avanti una trattativa segreta per avere Ayrton Senna a Maranello. Di questa trattativa Prost fu messo al corrente dall'allora presidente della Ferrari, Piero Fusaro che era probabilmente infastidito dalla mia presenza, dal mio ruolo, non lo so, forse aveva dei complessi di inferiorità, non lo so proprio cosa avesse con me... Non sapendo come fare per eliminarmi, pensò bene di allearsi con Prost. Quale occasione migliore poteva avere Fusaro per allearsi con Prost se non quella di dire al pilota francese che il proprio team manager stava per portare in casa Ayrton Senna con il quale Alain non aveva grandi rapporti? Venendo a conoscenza di questa situazione, Prost assunse un atteggiamento ostile nei miei confronti, non capendo che si stavano servendo di lui per mettere in difficoltà me. Il mancato arrivo di Senna a Maranello ha cambiato la storia della Formula 1, di Ayrton, che ha poi fatto la scelta di andare alla Williams e ha perso la vita a Imola, e la mia. Con lui al volante della Rossa sarei rimasto anche io... [...] Andandomene dalla Ferrari non ho avuto rapporti con Prost fino a quando, trovandomi alla Ligier, la scuderia fu comperata da Prost e da Flavio Briatore. E fu proprio Prost a chiedermi di rimanere nel team, spiegandomi, un anno dopo la nostra vicenda vissuta in Ferrari, di aver capito di essere stato usato a sproposito contro di me. Se ci fosse stato odio nel nostro rapporto, Prost non mi avrebbe chiesto di rimanere o io non sarei rimasto. *Quando sono arrivato alla Ligier questa contendeva alla Minardi le ultime due file dello schieramento [...]. Nei cinque anni che sono stato alla Ligier – Prost ho fatto dieci volte il podio di cui una vittoria, tre secondi posti e sei terzi posti. Per una squadra di quel tipo che era fatta da 107 persone ed avendo un budget ridicolo, arrivare quinti nel Mondiale Costruttori nel 1996 per me è stato un grande successo, visto che i primi posti erano occupati da Ferrari, McLaren, Williams che allora era un grande team e Benetton che a quell'epoca vinceva il Mondiale. Dopo "quelli" c'eravamo noi... Ricordo che a due terzi di stagione {{NDR|1997}}, al Gran Premio del Canada, Panis con la nostra macchina era terzo in campionato dietro a Schumacher e a Villeneuve. Purtroppo Panis a Montreal si fece male, per cui addio al terzo posto. A quel punto affidai la macchina di Panis infortunato al nostro Trulli che in quell'anno fece quaranta giri sempre in testa a Zeltweg prima di rompere il motore. {{NDR|«La Ligier diventa [[Prost Grand Prix]]: lei cosa fa?»}} Dopo due anni di lavoro con Prost, non condividendo più alcune scelte strategiche secondo me fondamentali che Alain portava avanti, come il trasferimento della scuderia da Magny Cours, dove avevamo il circuito a portata di mano, a Parigi, perdendo le maestranze più brave e dove tutto era più complicato, me ne andai. Inoltre ero contrario ad abbandonare i motori Honda in favore dei motori francesi della Peugeot, ma Alain voleva una macchina tutta francese e vedendo che tutto stava prendendo una brutta piega, a un certo punto lasciai [...] *{{NDR|Su [[Flavio Briatore]]}} Al di là degli aspetti folcloristici per i quale forse è più noto, Flavio è un grande professionista, è un gran lavoratore, è uno che arriva in ufficio molto presto al mattino e ci rimane fino a tardi la sera, sino a quando i lavori non sono finiti. Non lascia niente al caso, è un grande organizzatore. Non è assolutamente un tecnico di Formula 1, ma ha saputo sempre scegliere e gestire gli uomini giusti portando avanti dei programmi vincenti. *{{NDR|«[...] come ricorda l'avventura di [[Destriero (nave)|Destriero]] che per lei è stata una parentesi avvincente e vincente, con la conquista del Nastro Azzurro nel 1992?»}} È stato un progetto che mi ha occupato a tempo pieno da quando ho lasciato la Ferrari, dal maggio 1991 al settembre 1992. Un lavoro che ci ha consentito di portare a casa questo risultato importante che è una pietra migliare nella storia della navigazione, perchè segna il passaggio dai motori diesel associati alle eliche, alle turbine associate agli idrogetti. Un po' come la prima trasvolata atlantica con un jet anzichè con un aereo a eliche. Destriero è stato il salto importantissimo che ha generato la nuova serie di traghetti veloci con i quali oggi si raggiunge la Sardegna in quattro ore anzichè in dodici. Queste nuove navi sono tutte figlie di Destriero, progetto voluto Karim Aga Khan e sostenuto dall'avvocato Gianni Agnelli. Loro due decisero insieme di affidare a me la sfida per battere il record di attraversata dell'Atlantico. *Purtroppo oggi i motori in [[Formula 1]] non contano più nulla. [...] Oggi è solo l'aerodinamica che determina chi vince e chi perde. Dal mio punto di vista questa impostazione è un errore grave della Formula 1, perchè privilegia un solo aspetto della tecnologia che non porta ricadute di sorta sulla produzione delle auto di serie. {{Int|''[https://www.formulapassion.it/opinioni/interviste/cesare-fiorio-formula-1-a-monte-carlo Cesare Fiorio: Formula 1 a Monte Carlo]''|Intervista di Antonio Azzano, ''formulapassion.it'', 24 maggio 2013.}} {{NDR|Sul [[circuito di Monte Carlo]]}} *[...] dovendo classificare Monaco, lo posizionerei, in una media di pericolosità, in quella inferiore perchè le velocità sono molto contenute, il servizio in pista svolto dai commissari e dagli assistenti è forse il migliore dopo quelli di Monza e di Silverstone. È probabilmente uno dei circuiti meno pericolosi. *{{NDR|«Qual è il punto del tracciato più impegnativo per la Formula 1 a Monte Carlo?»}} Sicuramente la curva sotto al tunnel è quella in assoluto la più difficile e pericolosa per la sua conformazione e per la successiva staccata importante in discesa, dove ci si trova catapultati con un cambio di luce fastidioso – specialmente se c'è il sole, nonostante l'illuminazione artificiale dentro al tunnel – alla velocità più elevata del tracciato prima della chicane. È sicuramente un punto molto impegnativo, da sempre, per tutti i piloti di ieri e di oggi. *{{NDR|«Il peggior difetto di Monte Carlo?»}} Il pubblico. Un pubblico che viene qui per vivere la mondanità più della gara, al quale interessa poco della sfida sportiva. In altri circuiti il pubblico partecipa per assistere alla corsa, per partecipare all'agonismo e per vedere la competitività in pista, cosa che a Monaco invece non avviene perchè la gente viene qui per cazzeggiare. Per noi operativi di un team, Monaco è scomodo e molto complicato per lavorare. *Ricordo che quando Panis vinse il Gran Premio {{NDR|nel 1996 con la Ligier}}, avevamo calcolato un certo quantitativo di benzina ed eravamo pervasi dal dubbio se farlo rientrare ai box o meno per un rabbocco di carburante. Abbiamo rischiato non richiamandolo ai box e abbiamo vinto. Con un rischio elevatissimo appunto. Se non si rischia niente, non si vince mai niente. Questa è sempre stata la mia filosofia... {{Int|''[https://www.storiedirally.it/esclusiva-cesare-fiorio-i-rally-di-oggi-non-sono-eventi-importanti/ Esclusiva, Cesare Fiorio: "I rally di oggi non sono eventi importanti"]''|Intervista di Francesco Angelini, ''storiedirally.it'', 17 agosto 2020.}} *{{NDR|«Ci può raccontare l'esperienza con il [[Destriero (nave)|Destriero]], la nave [...] che tutt'ora detiene il record del mondo del Nastro Azzurro, impiegando 58 ore, 34 minuti e 50 secondi, alla media di 98,323 orari?»}} Mentre mi occupavo dei rally e delle corse, gareggiavo in motonautica. Ho vinto ben trentuno Gran Premi, due titoli Mondiali e sei Campionati Europei. Più tardi si era sviluppata l'idea di attraversare l'Atlantico. Fu una bellissima soddisfazione, perché oltre ad aver guidato la nave per più di cinquanta ore, avevo partecipato alla stesura del progetto e avevo fatto ben due anni di prove: avevo condotto questa squadra attuando gli stessi sistemi vincenti che utilizzavo per condurre il team Lancia e Ferrari nel mondo delle corse. *Quando mi sono spostato dai rally alla Formula 1 e agli sport prototipi [...] la Formula 1 non era dominante nell'interesse del pubblico. All'epoca la gente, a differenza di oggi, era interessata più che dalla Formula 1, dagli sport prototipi e dai rally. Ricordo che quando vincemmo il Rally di MonteCarlo nel 1972 [con Sandro Munari e Mario Mannucci, ''ndr''], eravamo in prima pagina sul ''Corriere della Sera'' ed eravamo finiti nell'edizione serale del telegiornale. Oggi se vai a vincere il MonteCarlo, finisci solamente in decima pagina. *{{NDR|Sulla [[Lancia Stratos]]}} [...] è la mia Lancia da rally preferita. Era una vettura nata e concepita per dominare i rally. Negli anni Settanta avevamo la Fulvia, ma vincevano solamente gare particolari o con meteo avverso. Io invece volevo un mezzo che potesse vincere in qualunque condizione di meteo o di strada, e per quello avevo concepito di costruire una vettura come la Stratos. Lancia non aveva un motore adatto per questa vettura, perciò andai a Maranello da Enzo Ferrari per chiedere e ricevere un motore. Rimasi sorpreso: Enzo Ferrari sapeva tutto di noi e ci diede i motori. Ad Enzo entusiasmava il fatto che vincevamo le competizioni con pochi soldi. *Nella mia carriera ho incontrato più di 200 piloti, tra F1, rally e sport prototipi. Il pilota che mi ha impressionato di più è stato [[Henri Toivonen]], perchè era l'unico che sapeva sfruttare e portare al limite una Gruppo B. *{{NDR|«La sua versione dell'episodio Fia-Peugeot avvenuto nel 1986?»}} Per me quello è stato un furto. Noi della Lancia avevamo vinto il titolo con Markku Alen, dato che a Sanremo le Peugeot furono escluse dalla classifica per un'irregolarità tecnica. Nonostante questo episodio le Peugeot non sarebbero mai riuscite a vincere il titolo, perché erano sempre dietro le Delta S4. Jean-Marie Balestre, a quel tempo capo della FIA, decise di annullare i risultati di Sanremo, favorendo la vittoria del titolo piloti e costruttori a Peugeot. {{Int|''[https://www.storiedirally.it/intervista-senza-sconti-a-cesare-fiorio-da-parte-dei-fans/ Intervista "senza sconti" a Cesare Fiorio da parte dei fans]''|Citato in Marco Cariati, ''storiedirally.it'', 29 novembre 2020.}} [[File:Sandro Munari - Lancia Stratos HF Marlboro (1974 Rallye Sanremo).jpg|thumb|upright=1.2|Fiorio fu tra i "padri" della [[Lancia Stratos]], vettura che ha segnato la storia dei rally: «gli oppositori, tanti, della Stratos dovettero assistere al suo grandissimo potenziale che le consentì di vincere i successivi tre Mondiali, il primo dei quali, vinto solo omologando per le gare la Stratos il primo di ottobre di quell'anno. Ma le gare mondiali erano ancora cinque [...] e la Stratos in queste poche gare si aggiudicò il primo dei Campionati del Mondo Rally».]] *{{NDR|Sulla «"genialata" delle lampadine gialle» di Lancia al Rally di Monte Carlo 1986}} [...] sulla prova del Turini, molti spettatori francesi lanciavano contro le nostre macchine della neve, per ritardarne l'azione. Fu allora che per confondere questi screanzati, montammo sulle nostre macchine dei fari gialli, in modo da sembrare macchine francesi, Peugeot e Alpine. La cosa funzionò e alla fine risultammo vincitori. *[...] gli oppositori, tanti, della Stratos dovettero assistere al suo grandissimo potenziale che le consentì di vincere i successivi tre Mondiali, il primo dei quali, vinto solo omologando per le gare la Stratos il primo di ottobre di quell'anno. Ma le gare mondiali erano ancora cinque, dopo quella gara, e la Stratos in queste poche gare si aggiudicò il primo dei Campionati del Mondo Rally. *La Stratos aveva vinto tre Campionati del Mondo Rally, terrorizzando molti avversari che avevano poi abbandonato il WRC. A quel punto la Fiat, di cui nel frattempo ero diventato, insieme a Lancia, responsabile, mi chiese se avremmo potuto vincere anche con la 131. A quel punto dovetti dire di sì, anche perché sapevo che unendo le squadre Lancia e Fiat, avevamo la migliore squadra sul campo: in effetti, pur con qualche difficoltà vincemmo con la 131 {{NDR|[[Fiat 131 Abarth Rally|Abarth Rally]]}}, anche se le Stratos, in mano a privati, vinsero ancora nel Campionato del Mondo, come fece Tony Fassina a Sanremo e Bernard Darniche a Monte Carlo. *Da noi {{NDR|in Lancia}} sono passati quasi tutti i grandi piloti dell'epoca, dato che gareggiare con una nostra macchina era considerato un privilegio. Ma un giorno arrivò l'Audi quattro che dominò improvvisamente molte classifiche, dato che era l'unica con quattro ruote motrici. Cosa fare? Noi non disponevamo ancora di quella tecnologia, ma avevamo la cultura di come costruire una macchina vincente e così, contro le Audi quattro schierammo la [[Lancia Rally 037|037]], leggerissima, a motore centrale molto manovrabile su qualunque terreno. Il risultato di quell'anno, il 1983, fu che noi vincemmo il Campionato del Mondo oltre a tante gare, anche coadiuvati dai nostri ottimi piloti, come Rohrl e Alen. Fu una sorpresa per tutti, e quel Mondiale è passato alla storia [...] *{{NDR|Su [[Nigel Mansell]]}} [...] una velocità eccellente e una sensibilità meccanica fuori dell'ordinario. [...] ma il suo punto debole era il carattere, eccessivamente influenzabile [...]. Se non fosse stato per questa sua fragilità caratteriale, il suo potenziale agonistico era eccezionale. *Purtroppo oggi la grande passione per i rally si è affievolita, dato che anziché gareggiare tre giorni e tre notti, si parte alle nove del mattino, all'una si entra in parco assistenza, poi la sera si va a dormire. Un tempo si stava tre giorni e tre notti al seguito dei concorrenti, le assistenze erano a bordo strada, in mezzo al pubblico, e non nei parchi assistenza, assolutamente vietati agli appassionati. E anziché addentare qualche panino, ci si siede nei mezzi posteggiati nei parchi assistenza a mangiare i manicaretti preparati da qualche chef. Questo ha allontanato il grande pubblico. E poi vi erano, fra i primi, una macchina italiana e dei piloti italiani... *{{NDR|Sul [[Gran Premio di San Marino 1989]]}} Eravamo a Imola [...] e [[Gerhard Berger|Berger]] si schiantò all'inizio del secondo giro alla curva del tamburello. La macchina prese fuoco e solo l'intervento tempestivo dei servizi di sicurezza della pista, lo salvarono in meno di 10 secondi. La gara fu interrotta, e a quei tempi l'interruzione durava in tutto 20 minuti. Avevo dunque da prendere una decisione: era stato un errore di Berger, o un cedimento meccanico? Il tempo passava in fretta e dovevo decidere se Mansell, che avendo vinto la prima gara in Brasile, Imola era la seconda, poteva ripartire o meno. Mi rivolgo a Barnard, nostro direttore tecnico, che mi dice: "Domani, quando esamino la macchina ti dirò". Mancano solo più quattro minuti. Incontro Piero Ferrari, figlio di Enzo, interpello anche lui, che mi risponde: "Tu comandi e tu decidi". Già, è proprio così. A Imola, le bandiere Ferrari sventolano ovunque, Berger non ha quasi nulla. Mancano ancora due minuti. Basta, mi dico, non mi sento di far partire Mansell, leader del Campionato. Le macchine sono schierate e mancano ancora 30". Fai un giro e rientra, dato che no so se Berger ha avuto o meno un problema. Mansell non ne vuole sapere, ma io la decisione ho dovuto prenderla, da solo. Le macchine partono e al primo giro Mansell non rientra, nonostante le chiamate radio e il segnale Box esposto. Ma dopo pochi giri, riesco a farlo rientrare. A quel punto inizia la mia terribile attesa, che deve durare fino al mattino seguente, quando esamineranno la F1 di Berger. Ebbene, quello è stato un momento difficile, per me. Avevo fermato proprio a Imola, sul circuito Dino Ferrari, la macchina che era in testa al Campionato. Il responso di Barnard, per mia fortuna, fu che aveva ceduto il supporto ala anteriore e che avrebbe potuto capitare anche all'altra macchina. Ma vi garantisco che quelle ore furono per me terribili [...] {{Int|''[https://www.corriere.it/cronache/22_agosto_06/cesare-fiorio-nella-masseria-gli-ulivi-conservo-ferrari-mansell-briatore-fenomeno-d9e81410-15bf-11ed-abe5-8e4532c50be0.shtml Cesare Fiorio: «Nella masseria fra gli ulivi conservo la Ferrari di Mansell. Briatore? Un fenomeno»]''|Intervista di Flavio Vanetti, ''corriere.it'', 6 agosto 2022.}} *{{NDR|Su [[Flavio Briatore]]}} A lui importavano gli affari, io guardavo di più, romanticamente, allo sport e ai risultati. Così una volta mi apostrofò: "Sei l'ultimo rimasto che cerca di vincere le gare". *{{NDR|«Come si vince in F1?»}} Con le intuizioni. Se non ne hai e vai a rimorchio, arrivi sempre dopo: il punto di rottura è la soluzione che altri non hanno pensato. Volete conoscere un aneddoto? [...] Nei rally ho avuto {{sic|Marku Alen}}, fuoriclasse assoluto. Costringeva l'ingegner [[Claudio Lombardi|Lombardi]], il direttore tecnico, a pasteggiare a pesce. E gli diceva, in italiano maccheronico: "Tu Lombardi mangiare pesce, così fosforo ti accende lampadina". *I piloti non devono volersi bene, al diavolo chi pensa il contrario. *Jean {{NDR|[[Jean Alesi|Alesi]]}} dovrebbe odiarmi: l'ho strappato alla Williams, dopo tre mesi ho lasciato la Ferrari e la Williams ha vinto tre Mondiali. *{{NDR|«[[Michael Schumacher]] avrebbe vinto [in Ferrari] anche senza [[Jean Todt]]?}} Difficile dirlo, la vera intuizione di Todt è stata quella di ingaggiare lo staff vincente della Benetton. Michael non ha dovuto sfidare super-fenomeni e ha perso dei Mondiali contro avversari normali. Quando ne è arrivato uno fortissimo, cioè Alonso, il Dream Team s'è sciolto [...] {{Int|''[https://www.p300.it/f1-intervista-a-cesare-fiorio-35-anni-dopo-rio-la-sua-ferrari/ F1 {{!}} Intervista a Cesare Fiorio: 35 anni dopo Rio, la sua Ferrari]''|Andrea Ettori, ''p300.it'', 15 febbraio 2024.}} *{{NDR|Sul [[Gran Premio del Brasile 1989]]}} In quel periodo la nostra macchina non percorreva più di 3/4 giri consecutivi. Già nel warm-up di Rio ci siamo ritrovati con le macchine di Mansell, Berger e anche il muletto sul carro attrezzi dopo pochi giri. Il problema non era l'affidabilità del sistema {{NDR|il cambio semiautomatico}} ma il sistema stesso che era inaffidabile. [...] Bisognava anche essere molto chirurgici nel saperlo utilizzare, perché bastava cambiare 100 giri prima o 100 giri dopo che il sistema andava KO. Devo dire che Mansell, oltre ad essere stato un pilota velocissimo, è stato bravissimo nell'utilizzo perché era anche un grande esperto di meccanica. [...] Dopo i problemi nel warm-up la discussione era sul quantitativo di carburante da imbarcare alla partenza. Molti mi suggerirono di far partire le macchine con poca benzina, consapevoli del fatto che avremmo fatto soltanto pochi giri in gara. Io mi opposi e decisi di fare partire le macchine con il carburante per percorrere tutta la distanza del GP. In tanti mi diedero del matto [...]. Berger si ritirò dopo un incidente al via, mentre Nigel arrivò fino al traguardo. Cambiammo anche il volante al pit-stop perché da quello potevano partire di problemi. Quella vittoria fu davvero un'impresa memorabile. {{NDR|«Lei scavalcò anche il muretto per esultare...»}} Sì e presi anche una multa per quella esultanza [sorride, ''ndr'']. *{{NDR|Sulla [[Ferrari 640 F1]]}} La stagione è stata condizionata da diversi ritiri, da suddividere tra problemi al cambio e altri tecnici. Questo era dovuto in particolare dal direttore tecnico che in quel periodo era [[John Barnard]], bravo a curare estremamente la parte aerodinamica, un pochino meno la tenuta dei materiali meccanici che stavano sotto a questa aerodinamica molto estremizzata. [...] Io avevo una cultura, che mi sono fatto in tanti anni di motorsport, dell'affidabilità. Questa per me era un punto fermo mentre quando sono arrivato in Ferrari era qualcosa da rivedere assolutamente. Avevamo una macchina molto avanzata tecnologicamente ma carente come affidabilità. Praticamente il mio primo anno in Ferrari è stato dedicato al lavoro su questo aspetto. *Nel [[Campionato mondiale di Formula 1 1990|1990]] la nostra monoposto {{NDR|Ferrari}} era leggermente superiore alla McLaren, ma loro avevano Ayrton Senna, che io ritengo il più grande di tutti i tempi. È lui che ha vinto il titolo in quella stagione perché riuscì a portare a casa vittorie e risultati che magari altri non sarebbero riusciti ad ottenere. *Anche i grandi piloti di quel periodo, come già i campioni del mondo, o chi lo sarebbe diventato successivamente, subivano una vera attrazione da parte della Ferrari. Quando io parlavo con loro la disponibilità di venire a Maranello era totale con condizioni anche d'ingaggio adeguate alle aspettative che avevano. Aspiravano alla Ferrari. ===Citazioni non datate=== {{Int|''[https://www.formulapassion.it/opinioni/pino-allievi/meta-pirata-meta-artista-cesare-fiorio-rally-lancia-fiat-ferrari-f1 Metà pirata, metà artista]''|Citato in Pino Allievi, ''formulapassion.it'', 25 maggio 2019.|h=4}} *Sono un rompiscatole, ho il vizio di voler fare tutto sempre bene, non tollero le cose fatte a metà. *[...] quello di Maranello non lo vedo come un periodo negativo. Se Senna non avesse buttato fuori Prost avremmo conquistato il titolo. In Ferrari mi è mancato il tempo. *{{NDR|Sulla [[Lancia Stratos]]}} Una macchina mia, voluta da me, concepita da me, per la quale andai a chiedere il motore 6 cilindri Dino a Enzo Ferrari. E me lo diede. Nacque così la più grande vettura da rally. ==Citazioni su Cesare Fiorio== *Cesare è stato il mio "scopritore", mio mentore e Maestro, senza Cesare non avrei potuto fare la carriera che poi ho fatto, "lanciato" da lui. ([[Daniele Audetto]]) *Come direttore sportivo ha una eccezionale rapidità nel prendere le decisioni, segno di grande e vivace intelligenza. Come uomo, la sua migliore qualità era sapere creare il team, far nascere una bella atmosfera tra chi ci lavorava, senza nessun processo del lunedì in caso di sconfitta: non l'ho mai visto scaricare la colpa su di un singolo. ([[Claudio Lombardi]]) *Credo di essere uno dei più grandi estimatori delle qualità di condottiero di Cesare Fiorio [...]; credo però di conoscerlo anche molto bene nei grandi amori e grandi odi che ne hanno costellato la vittoriosa carriera. Con me o contro di me, un rapporto, il suo, senza mezze misure. Ricordo quella fredda mattina del gennaio '73 sul molo di Montecarlo. [[Harry Källström|Källström]] aveva concluso con la sua Lancia ottavo, staccato di appena un misero secondo dalla Fiat di Pinto dopo una interminabile settimana di lotta. Lo svedese gia avanti negli anni, il pilota che con le sue grandi vittorie al Rac aveva contribuito fortissimamente alla nascita del mito [[Lancia nei rally]], fu apostrofato con un durissimo: «Non sei nemmeno più capace di stare davanti a Pinto!». Fu la sua ultima corsa con la Casa torinese. Due mesi dopo, con una ingombrante Datsun vinse il Safari. ([[Carlo Cavicchi]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Dirigenti sportivi italiani|Fiorio, Cesare]] frnvtcqkbm1ycbatgmq98dd28q8pamo Carlos Alcaraz 0 196614 1410223 1354292 2026-04-12T12:26:10Z SirPsych0 33615 +1, cronologico 1410223 wikitext text/x-wiki [[File:25th Laureus World Sports Awards - Red Carpet - Carlos Alcaraz - 240422 192324 (cropped).jpg|thumb|Carlos Alcaraz nel 2024]] '''Carlos Alcaraz Garfia''' (2003 – vivente), tennista spagnolo. ==Citazioni di Carlos Alcaraz== {{cronologico}} *Senza sorriso, non riuscirei a giocare. Mi viene spontaneo, sono fatto così. [...] Qualche mio collega sembra che in campo sia triste, non si diverta. Non io. Io sono ancora il bambino di Murcia che a dieci anni sognava di diventare professionista. {{NDR|«Davvero non ha mai desiderato fare l'astronauta, il pompiere, il cowboy?»}} Mai. Ho chiesto la prima racchetta a Babbo Natale: questa storia è cominciata così. A 14-15 anni, quando già mi allenavo a Villena, all'accademia di Ferrero, non avevo certezza del futuro ma sapevo che avrei dato tutto perché il tennis fosse il mio mestiere.<ref>Dall'intervista di Gaia Piccardi, ''[https://www.corriere.it/sport/tennis/22_settembre_13/alcaraz-sinner-sfide-fidanzata-intervista-8b7321a6-32cc-11ed-aa4e-c1e08594c6e6.shtml Alcaraz: «Io e Sinner ci stimiamo, per questo giochiamo grandi partite»]'', ''corriere.it'', 13 settembre 2022.</ref> *[[Roger Federer|Federer]] è talento allo stato puro, classe, eleganza. Per come gioca, ha saputo resistere davvero a lungo. Non si è ritirato in nessuna partita in carriera e io, invece, già in una l’ho dovuto fare. È un regalo che è stato fatto a noi amanti del tennis. Sono orgoglioso di averlo seguito per tutta la mia infanzia, posso solo ringraziarlo per quello che ha dato al nostro sport.<ref name="Boccardi">Da un'intervista a ''Marca''; citato in Mario Boccardi, ''[https://www.tennisitaliano.it/tennis-carlos-alcaraz-big-three-del-futurot-siamo-io-sinner-e-zverev-54462 Carlos Alcaraz: "Big Three del futuro? Siamo io, Sinner e Zverev"]'', ''tennisitaliano.it'', 20 settembre 2022.</ref> *Ho sempre voluto [...] giocare con i campioni che ho visto in TV. Non è sacrificio, né fatica, bensì quello che ho sempre sognato. Il tennis è la mia vita, è lo sport che amo. La maggior parte dei giorni non è uno sforzo. Nei giorni in cui non hai voglia di alzarti da letto, devi spronarti e fare ciò che ti fa stare bene.<ref name="Boccardi"/> *Io cerco solo di fare del mio meglio in ogni partita e in ogni torneo, e direi che [[Rivalità Alcaraz-Sinner|Jannik]] fa lo stesso. Sono felice di vederci giocare così bene in ogni torneo. La costanza che abbiamo è davvero notevole. Ogni volta che giochiamo uno contro l'altro, alziamo il livello al massimo. Direi che, in un certo senso, la gente aspetta sempre che ci incontriamo in ogni torneo. Però non siamo supereroi e non vinceremo tutte le partite. Questo è il primo incontro del 2026, quindi significa che abbiamo perso prima in altri tornei. Vedo anche altri giocatori avvicinarsi al nostro livello, quindi vedremo come andrà. Personalmente, sono felice perché ogni volta che perdo, o quando perde Jannik, impariamo da quella sconfitta e torniamo al torneo successivo ancora più forti.<ref>Dalla conferenza stampa dopo la sfida vinta contro Valentin Vacherot ai Masters di Montecarlo, 11 aprile 2026; citato in Simone Eterno, ''[https://www.eurosport.it/tennis/atp-monte-carlo/2026/alcaraz-allenta-la-pressione-io-favorito-contro-sinner-non-si-puo-mai-dire_sto23289495/story.shtml Alcaraz allenta la pressione: "Io favorito? Contro Sinner non si può mai dire"]'', ''eurosport.it''.</ref> ==Citazioni su Carlos Alcaraz== *Gioca diverso, nella misura in cui varia il modo di toccare la pallina. La picchia forte, in questo identico agli altri, ma l'addomestica costantemente al suo volere provocando traiettorie extra ordinarie, come se fosse il protagonista di un manga. La sua superiorità è fisica, in quanto arriva dappertutto rimanendo centrale con il corpo, ma la sua forza è mentale. Lo spagnolo è capace di capire in un lampo dove si trovi la soluzione migliore per ottenere il punto. Alcaraz non elabora un pensiero, non ne avrebbe il tempo, lo mette in pratica. Ed è sempre o quasi il pensiero migliore. ([[Alessandro Bonan]]) *La potenza che esprime, la sua forza, la sua agilità nei movimenti sembrano portare il tennis a un altro livello. ([[Barbara Schett]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Tennisti spagnoli|Alcaraz, Carlos]] swbyo540e0y0nqsgaq3bw5az0zevlvg 1410226 1410223 2026-04-12T12:28:15Z SirPsych0 33615 /* Citazioni di Carlos Alcaraz */ 1410226 wikitext text/x-wiki [[File:25th Laureus World Sports Awards - Red Carpet - Carlos Alcaraz - 240422 192324 (cropped).jpg|thumb|Carlos Alcaraz nel 2024]] '''Carlos Alcaraz Garfia''' (2003 – vivente), tennista spagnolo. ==Citazioni di Carlos Alcaraz== {{cronologico}} *Senza sorriso, non riuscirei a giocare. Mi viene spontaneo, sono fatto così. [...] Qualche mio collega sembra che in campo sia triste, non si diverta. Non io. Io sono ancora il bambino di Murcia che a dieci anni sognava di diventare professionista. {{NDR|«Davvero non ha mai desiderato fare l'astronauta, il pompiere, il cowboy?»}} Mai. Ho chiesto la prima racchetta a Babbo Natale: questa storia è cominciata così. A 14-15 anni, quando già mi allenavo a Villena, all'accademia di Ferrero, non avevo certezza del futuro ma sapevo che avrei dato tutto perché il tennis fosse il mio mestiere.<ref>Dall'intervista di Gaia Piccardi, ''[https://www.corriere.it/sport/tennis/22_settembre_13/alcaraz-sinner-sfide-fidanzata-intervista-8b7321a6-32cc-11ed-aa4e-c1e08594c6e6.shtml Alcaraz: «Io e Sinner ci stimiamo, per questo giochiamo grandi partite»]'', ''corriere.it'', 13 settembre 2022.</ref> *[[Roger Federer|Federer]] è talento allo stato puro, classe, eleganza. Per come gioca, ha saputo resistere davvero a lungo. Non si è ritirato in nessuna partita in carriera e io, invece, già in una l’ho dovuto fare. È un regalo che è stato fatto a noi amanti del tennis. Sono orgoglioso di averlo seguito per tutta la mia infanzia, posso solo ringraziarlo per quello che ha dato al nostro sport.<ref name="Boccardi">Da un'intervista a ''Marca''; citato in Mario Boccardi, ''[https://www.tennisitaliano.it/tennis-carlos-alcaraz-big-three-del-futurot-siamo-io-sinner-e-zverev-54462 Carlos Alcaraz: "Big Three del futuro? Siamo io, Sinner e Zverev"]'', ''tennisitaliano.it'', 20 settembre 2022.</ref> *Ho sempre voluto [...] giocare con i campioni che ho visto in TV. Non è sacrificio, né fatica, bensì quello che ho sempre sognato. Il tennis è la mia vita, è lo sport che amo. La maggior parte dei giorni non è uno sforzo. Nei giorni in cui non hai voglia di alzarti da letto, devi spronarti e fare ciò che ti fa stare bene.<ref name="Boccardi"/> *Io cerco solo di fare del mio meglio in ogni partita e in ogni torneo, e direi che [[Rivalità Alcaraz-Sinner|Jannik]] fa lo stesso. Sono felice di vederci giocare così bene in ogni torneo. La costanza che abbiamo è davvero notevole. Ogni volta che giochiamo uno contro l'altro, alziamo il livello al massimo. Direi che, in un certo senso, la gente aspetta sempre che ci incontriamo in ogni torneo. Però non siamo supereroi e non vinceremo tutte le partite. [...] Personalmente, sono felice perché ogni volta che perdo, o quando perde Jannik, impariamo da quella sconfitta e torniamo al torneo successivo ancora più forti.<ref>Dalla conferenza stampa dopo la sfida vinta contro Valentin Vacherot ai Masters di Montecarlo, 11 aprile 2026; citato in Simone Eterno, ''[https://www.eurosport.it/tennis/atp-monte-carlo/2026/alcaraz-allenta-la-pressione-io-favorito-contro-sinner-non-si-puo-mai-dire_sto23289495/story.shtml Alcaraz allenta la pressione: "Io favorito? Contro Sinner non si può mai dire"]'', ''eurosport.it''.</ref> ==Citazioni su Carlos Alcaraz== *Gioca diverso, nella misura in cui varia il modo di toccare la pallina. La picchia forte, in questo identico agli altri, ma l'addomestica costantemente al suo volere provocando traiettorie extra ordinarie, come se fosse il protagonista di un manga. La sua superiorità è fisica, in quanto arriva dappertutto rimanendo centrale con il corpo, ma la sua forza è mentale. Lo spagnolo è capace di capire in un lampo dove si trovi la soluzione migliore per ottenere il punto. Alcaraz non elabora un pensiero, non ne avrebbe il tempo, lo mette in pratica. Ed è sempre o quasi il pensiero migliore. ([[Alessandro Bonan]]) *La potenza che esprime, la sua forza, la sua agilità nei movimenti sembrano portare il tennis a un altro livello. ([[Barbara Schett]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Tennisti spagnoli|Alcaraz, Carlos]] 66h6sczv4n1bsktwns7q0svil0n8efi Fabio Fognini 0 203314 1410229 1307167 2026-04-12T12:49:53Z SirPsych0 33615 +4 1410229 wikitext text/x-wiki [[File:Fabio Fognini (15803357184).jpg|thumb|Fabio Fognini (2014)]] '''Fabio Fognini''' (1987 – vivente), tennista italiano. ==Citazioni di Fabio Fognini== {{cronologico}} *{{NDR|Sull'«incapacità di controllare le emozioni, le aspettative e la tensione sul campo»}} È il mio lavoro, e quando sono in campo, voglio farlo al meglio e molte volte non capisco che in determinate situazioni devo giocare con quello che ho. Se domani ho cinque, devo giocare con cinque e non posso pretendere sette. Questo è quello che mi è sempre costato in tutta la mia carriera, mi ha portato a un livello alto ma non tanto come magari avrei potuto fare. È il mio limite.<ref name="Leotta">Dall'intervista di [[Diletta Leotta]] a ''Goal Deejay One to One'', Sky Sport; citato in Luigi Gatto, ''[https://www.tennisworlditalia.com/tennis/news/Interviste_Tennis/53883/fabio-fognini-molte-volte-non-capisco-che-devo-giocare-con-quello-che-ho-/ Fabio Fognini: "Molte volte non capisco che devo giocare con quello che ho"]'', ''tennisworlditalia.com'', 16 novembre 2017.</ref> *Molti dicono "devi imparare da Rafa {{NDR|[[Rafael Nadal|Nadal]]}}, devi imparare da Roger {{NDR|[[Roger Federer|Federer]]}}", ma come fai? Di Rafa ce n'è uno, di Roger ce n'è uno.<ref name="Leotta"/> *{{NDR|Nel 2022}} Devo essere onesto, il futuro che si presenta per questo sport {{NDR|il [[tennis]]}} non mi piace. Sarà che faccio parte di una generazione più vecchia, ma ormai vedi solo ragazzi che tirano "bombe" di servizio e di diritto. Non mi diverte. Quando smetterò di giocare, non lo guarderò in televisione e non comprerò un biglietto per vedere uno spettacolo simile. Non credo ne valga la pena.<ref>Citato in ''[https://sport.tiscali.it/altrisport/tennis/articoli/fabio-fognini-il-tennis-oggi-non-mi-piace/ Fabio Fognini: "Il tennis di oggi non mi piace"]'', ''tiscali.it'', 11 febbraio 2022.</ref> {{Int|''[https://www.corriere.it/sport/20_settembre_12/fabio-fognini-io-flavia-sfuriate-tennis-che-vi-piaccia-o-no-vita-siamo-tutti-po-ba0f2b58-f530-11ea-814b-1722ae1ed93d.shtml Fabio Fognini: «Io, Flavia, le sfuriate e il tennis. Che vi piaccia o no, tutti abbiamo due facce come me»]''|Intervista di Gaia Piccardi, ''corriere.it'', 12 settembre 2020.}} *{{NDR|«Fabio, quante volte?»}} Quante volte cosa? {{NDR|«Quante volte ha frantumato la racchetta per terra?»}} Mai abbastanza. *Quando perdo la calma la bocca comincia a muoversi da sola [...] *[...] quando appenderò la racchetta al chiodo potrò dire di essere stato Fabio Fognini sotto tutti i punti di vista. Gli errori fanno parte della crescita: non me ne vanto, non ne vado fiero. E quando ho sbagliato ne ho sempre pagate le conseguenze. Mai avuto sconti in vita mia. *{{NDR|«Per vincere devi per forza essere egoista?»}} Sì ma per un tempo limitato. Mi spiego: quando io gioco contro di te non siamo amici, ma se poi vogliamo andare a bere una birra, io ci sto. Quello che succede in campo, finisce lì. Ecco perché dopo ogni multa o incidente di percorso sono sempre ripartito. *Non so neanche io perché mi succedono certe cose. [...] è come se in campo a volte Fabio smettesse di esistere e al suo posto arrivasse all'improvviso un altro tizio totalmente fuori controllo. Un nemico che mi porto dentro e che a volte non riesco a trattenere. *{{NDR|«Fognini con un'altra testa avrebbe vinto molto di più [...]: verità o stereotipo?»}} È tutta la vita che me lo sento ripetere, mi sono anche stufato. A me va bene così: sono entrato nei top-10 del ranking restando fedele a me stesso. Diventare come mi vogliono gli altri mi farebbe stare male. *{{NDR|«Nessun rimpianto di non aver fatto il calciatore, magari dell'Inter, come sognava suo padre?»}} Vicino a casa nostra, ad Arma, vivevano i Dellacasa: lui era il massaggiatore ufficiale dell'Inter ed era cliente al ferramenta di mio papà, che è anche un buon amico di Altobelli, tanto che nell'82 l'aveva invitato a seguire la Nazionale in Spagna per i Mondiali. Tutti i miei idoli di bambino sono calciatori: Materazzi il ribelle, Zamorano il guerriero. Con mio padre andavamo alla Pinetina a vedere gli allenamenti. Ma quando a 13 anni mi sono trovato davanti al bivio, non ho esitato: nel [[tennis]] sei solo, tuo il merito, tua la colpa. Non ci sono giustificazioni. È così che funziona. *Che, vi piaccia o no, siamo tutti un po' Fognini. Rassegnatevi. {{Int|''[https://www.ultimouomo.com/intervista-fabio-fognini/ La mente a volte mente, intervista a Fabio Fognini]''|Andrea Lamperti e Nicola Zapparoli, ''ultimouomo.com'', 8 aprile 2023.}} *Io scivolo anche sul cemento e tutto questo scivolare e ripartire, scivolare e ripartire, gli appoggi... le articolazioni ne risentono. Sono sempre stato uno che a livello fisico deve stare in una certa maniera, quando è in campo. Non sono alto un metro e novanta, non posso scendere in campo non al meglio e cavarmela col servizio e la potenza. Stare bene fisicamente è fondamentale per me [...] *L'ho sempre detto, anche se può suonare male: spero che mio figlio non giochi a [[tennis]]. Perché so quello che ho fatto io, i sacrifici che ha fatto mio papà... non che io non sia disposto a farli per i miei figli, ci mancherebbe, però allo stesso tempo è dura, perché se vuoi provare ad eccellere, nel nostro sport ci devi mettere tanta dedizione. Magari è un aggettivo che può sembrare forte: "duro" è svegliarsi alle 4 del mattino e andare a lavorare. La nostra è una vita molto bella, ma ci sono mille difficoltà. Stare da soli, lontano da casa e dagli amici, i viaggi, la stanchezza, il fuso orario: ci sono tantissimi momenti che gli appassionati non vedono. Lo sanno quelli che ci stanno vicino, chi ci segue, quanto sia duro. E a queste cose ti devi abituare già da quando sei piccolo. [...] questa è una vita dura. Allo stesso tempo so che siamo molto fortunati. Io, alla fine, nella vita ho fatto di uno sport un lavoro, e riuscire a guadagnarsi da vivere in questo modo non è da tutti ed è un privilegio. *Sono consapevole che non posso piacere a tutti. Ma la cosa più importante, l'ho sempre detto e lo ripeto, è che il giorno in cui Fabio Fognini chiuderà la carriera, magari avrà qualche recriminazione, sì, ma ne uscirà a testa alta. Per la splendida carriera che ha avuto, e perché non è mai cambiato. {{NDR|«A cosa ti riferisci?»}} Sono sempre rimasto me stesso, a prescindere dai risultati, dalla popolarità, dalle notizie, da tutto quello che avevo intorno. E di questo sono orgoglioso, perché secondo me è importante. Penso che puoi essere Valentino Rossi, il numero uno al Mondo sulle moto, oppure Michael Jordan, Tiger Woods... ma se queste cose ti cambiano, mi scadi un po' come persona. Fare dei nomi non sarebbe giusto, ma penso che molti miei colleghi siano cambiati col successo, ed è una cosa molto triste. *Anni fa, ad esempio, io non ero pronto a capire i tifosi. {{NDR|«Il pubblico degli Internazionali di Roma, per esempio?»}} Sì, e quello di Roma è un pubblico particolare, che probabilmente il Fabio Fognini del tempo non era pronto ad accogliere, a metterselo sulle spalle e portarlo con sé. Con Roma, soprattutto da giovane, ho avuto un rapporto di amore-odio. Io sono sempre stato uno a cui piace giocare nei grandi stadi, con giocatori forti, con il tifo. Mi ha sempre gasato. Il pubblico di Roma poi è uno dei più belli in assoluto. I tifosi che parlano la tua lingua, ti conoscono, vogliono il meglio di te... giocare a Roma non ha prezzo. D'altra parte, però, tutto questo ti può anche giocare contro. Possono ucciderti. Sei talmente teso e vuoi talmente fare bene, che puoi fare fatica, ed è una cosa che mi è successa in passato. E non capivo perché loro non mi supportassero quando ero in difficoltà, quando ne avevo realmente bisogno. Questo amore-odio c'è stato per parecchio tempo. Poi, credo che ci siamo capiti e soprattutto che mi abbiano capito. Allo stesso tempo, probabilmente anche io ho imparato ad accettare che il pubblico avesse delle aspettative, quasi delle pretese, nei miei confronti. Io sono sempre stato uno molto irascibile, che ci mette grande passione, e questa cosa è venuta fuori soprattutto quando le cose andavano male. Mi frustravo, mi incavolavo, spaccavo una racchetta, bisticciavo con qualcuno... Ma non c'è un giusto o uno sbagliato, ognuno ha le sue maniere di esternare e di soffrire nel non riuscire. *Negli anni ho capito che nel tennis la componente psicologica è forse quella principale. C'è un enorme carico di tensione, e se si vuole eccellere, la mente fa tanto e soprattutto ''la mente mente'', quindi devi allenarla. Come se fosse un muscolo, devi trovare la maniera. In passato pochi hanno allenato la mente come avrebbero potuto, ma secondo me è una cosa importante e oggi ci si lavora maggiormente. Io ho seguito sempre di più un certo tipo di allenamento mentale, se lo si può chiamare così, anche per l'esigenza di uscire da certe situazioni. {{NDR|«Ti va di parlarne?»}} Mi ricordo che un anno ero a Parigi, e una notte mi alzai quasi piangendo, vicino a Flavia {{NDR|Pennetta}}. Pensavo di morire. Stavo sudando, tachicardia, il braccio sinistro non lo sentivo, ho pensato "aiuto, mi sta venendo un infarto". E invece no, era un attacco di panico. Il giorno dopo sono entrato in campo e non sapevo che pesci prendere, non sapevo dove andare, non riuscivo a respirare bene. Questi attacchi di panico vanno gestiti, ci si deve lavorare, abituando la mente con degli esercizi ed essendo consapevoli che cose del genere possono succedere. All'inizio mi sono spaventato. Ma non come giocatore di tennis [...], come persona. Ho pensato: io così non voglio stare. Perché non si tratta di soffrire in campo, lottare, dare il meglio di me stesso, correre, vincere le partite: quella è una sofferenza che sono disposto a provare. Ma fuori dal campo non voglio soffrire in questa maniera. {{Int|''[https://www.gazzetta.it/Tennis/ATP/12-04-2026/fabio-fognini-intervista-sinner-alcaraz.shtml Fognini: "Sinner e Alcaraz sono due numeri uno, e il terzo incomodo non c'è. La mia finale? Mai più rivista"]''|Intervista di Riccardo Crivelli, ''gazzetta.it'', 12 aprile 2026.}} *Ormai, quando si affrontano [[Rivalità Alcaraz-Sinner|Jannik e Carlos]], bisogna aspettarsi uno straordinario equilibrio. Abbiamo visto che le partite tra di loro ormai si giocano su pochi punti, una volta il picco è di Jannik e un'altra di Carlos, e così finiscono per stimolarsi a vicenda. [...] Le loro sfide affascinano anche per la differenza di stili, Carlos ha senza dubbio qualche soluzione in più, però Sinner è solidissimo. *{{NDR|Su [[Jannik Sinner]]}} Stiamo parlando di uno straordinario campione, e tra le doti di un fuoriclasse c'è indubbiamente quella di metabolizzare in fretta i cambiamenti. Quando possiedi le sue qualità, ti basta pochissimo per trovare i nuovi automatismi. * [...] nella loro rivalità, essere uno davanti all'altro aggiunge qualcosa in più alle rispettive motivazioni. Credo però che il vero traguardo, oltre ai titoli, sia quello di stare al numero uno a fine stagione, perché i giocatori ci tengono molto. A ogni modo, è evidente che tanto Carlos quanto Jannik siano entrambi numeri uno: per sei mesi tocca a uno e per sei mesi all'altro, un'alternanza a cui dovremo abituarci. *Il problema è che per contrastare Jannik e Carlos bisogna avere una continuità di rendimento e di risultati che nessuno riesce a mettere in campo: nel singolo torneo possono anche perdere, ma nell'arco di una stagione intera sono inavvicinabili. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Flavia Pennetta]] – moglie ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Fognini, Fabio}} [[Categoria:Tennisti italiani]] kpww0ulcc9d3s3onra758q7fxu1i0xl Gruppo C 0 204961 1410288 1407516 2026-04-12T18:02:59Z Danyele 19198 +1 1410288 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Goodwood Festival of Speed 2007 - - - Flickr - exfordy.jpg|thumb|Una [[Lancia LC2]], automobile appartenente al Gruppo C]] Citazioni sul '''Gruppo C'''. *Avevo sempre guidato monoposto, eppure mi sono adattato subito. In realtà si tratta di due vetture molto simili. Il Gruppo C è forse più impegnativo perche dispone di maggior carico aerodinamico; inoltre ha un peso più elevato, che si sente, soprattutto in frenata. Direi che è come guidare una F.1 con il pieno di benzina. ([[Alex Caffi]]) *Io rivendico tuttora la paternità del Gruppo C, e non ho paura di dire che è stato un successo formidabile. In un'epoca in cui si era in pieno smarrimento, in cui gli organizzatori di [[24 Ore di Le Mans|Le Mans]] avevano cambiato tre o quattro volte di regolamento, tanto da pensare di trasformare la loro corsa in una specie di gara per [[Citroën 2CV|Citroën 2 Cavalli]], sono riuscito a mobilitare gli organizzatori, le federazioni nazionali e via via i grandi costruttori. Di ciò sono molto fiero, soprattutto pensando che siamo approdati al campionato Sport Prototipi. Nonostante ciò, ho fallito su due punti: l'avvicinamento con gli Stati Uniti, e il troppo smaccato dominio della Porsche, che ha tolto molto interesse al Gruppo C. ([[Jean-Marie Balestre]]) *{{NDR|«Quanto erano vicine le Gruppo C, in termini di performance, alle F1 di inizio anni '90?»}} Le Gruppo C erano molto potenti ma anche molto pesanti in confronto alle F1. Erano comunque vetture fantastiche con cui correre. ([[Mark Blundell]]) *Quelli erano ferri da saper prendere, privi di servosterzo e aiuti. Lì l'aiuto dovevi dartelo da solo. ([[Beppe Gabbiani]]) ==Voci correlate== *[[Endurance (automobilismo)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} [[Categoria:Tipi di automobili]] sn2ww1rnodn0oeyee0nlabw0siieos7 1410320 1410288 2026-04-12T22:36:33Z Danyele 19198 +1 1410320 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Goodwood Festival of Speed 2007 - - - Flickr - exfordy.jpg|thumb|Una [[Lancia LC2]], automobile appartenente al Gruppo C]] Citazioni sul '''Gruppo C'''. *Avevo sempre guidato monoposto, eppure mi sono adattato subito. In realtà si tratta di due vetture molto simili. Il Gruppo C è forse più impegnativo perche dispone di maggior carico aerodinamico; inoltre ha un peso più elevato, che si sente, soprattutto in frenata. Direi che è come guidare una [[Formula 1|F.1]] con il pieno di benzina. ([[Alex Caffi]]) *Io rivendico tuttora la paternità del Gruppo C, e non ho paura di dire che è stato un successo formidabile. In un'epoca in cui si era in pieno smarrimento, in cui gli organizzatori di [[24 Ore di Le Mans|Le Mans]] avevano cambiato tre o quattro volte di regolamento, tanto da pensare di trasformare la loro corsa in una specie di gara per [[Citroën 2CV|Citroën 2 Cavalli]], sono riuscito a mobilitare gli organizzatori, le federazioni nazionali e via via i grandi costruttori. Di ciò sono molto fiero, soprattutto pensando che siamo approdati al campionato Sport Prototipi. Nonostante ciò, ho fallito su due punti: l'avvicinamento con gli Stati Uniti, e il troppo smaccato dominio della Porsche, che ha tolto molto interesse al Gruppo C. ([[Jean-Marie Balestre]]) *{{NDR|«Quanto erano vicine le Gruppo C, in termini di performance, alle F1 di inizio anni '90?»}} Le Gruppo C erano molto potenti ma anche molto pesanti in confronto alle F1. Erano comunque vetture fantastiche con cui correre. ([[Mark Blundell]]) *Non penso che il Gruppo C potrà mai raggiungere la popolarità della Formula 1. Sarebbe sbagliato illudersi del contrario. [...] non ci sono le stelle. Chi sono le stelle nell'automobilismo? I piloti di Formula 1: sono loro ad affascinare la gente, il pubblico specialmente televisivo. ([[Keke Rosberg]]) *Quelli erano ferri da saper prendere, privi di servosterzo e aiuti. Lì l'aiuto dovevi dartelo da solo. ([[Beppe Gabbiani]]) ==Voci correlate== *[[Endurance (automobilismo)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} [[Categoria:Tipi di automobili]] du493165it82lrt4688red8c802wil5 Mario Donnini 0 212080 1410314 1407514 2026-04-12T22:13:29Z Danyele 19198 semplificazione marginale 1410314 wikitext text/x-wiki '''Mario Donnini''' (1965 – vivente), giornalista e scrittore italiano. {{Int|''[https://www.f1sport.it/2016/11/f1-mario-donnini-safety-first-e-una-follia/ F1 {{!}} Mario Donnini: "Safety first? È una follia"]''|Intervista di Alessandro Bucci, ''f1sport.it'', 24 novembre 2016.|h=2}} *[...] la F1 è diventata sempre più simile al Wrestling? Con tutto il rispetto per il Wrestling, s'intende. La risposta è: sì. Certo è gravissimo che il proprietario della massima serie {{NDR|Bernie Ecclestone}} dichiari addirittura di volere un vincitore di un campionato adeguato alla mediaticità richiesta [...]. Il vincitore di un Campionato del Mondo è semplicemente colui che assomma più punti. [...] Se iniziamo ad auspicare, così come per l'elezione di un Pontefice, di un Presidente del Consiglio che sia uno piuttosto che un altro perché egli è più o meno adeguato siamo dinanzi ad una valutazione politica di un risultato. Nel caso F1, una valutazione sportiva ed addirittura pregressa. È diventata una strana partita di pallavolo nella quale si fa continuamente invasione, nella quale si gioca esclusivamente addirittura sul campo avversario quando basterebbe giocare nel proprio campo per vedere delle belle partite. *Quando ero bambino, negli anni 70, le utopie / distopie dello sport recitavano che nel futuro lo sport sarebbe diventato molto più cupo, più terribile, come in "Rollerball" di Norman Jewison per intenderci. Era l'esempio di uno sport che in futuro, per "tirare", sarebbe diventato sempre più violento. C'era una specie di retro futuro che immaginava un'evoluzione di un ritorno alle origini primordiale e gladiatoriale. Qualcosa di terribile e che lo sarebbe diventato sempre di più per attirare maggior spettatori. Invece la realtà è stata opposta. Aumentando i soldi, lo sport si è "infighettato" ed ingentilito. Se quando prendevo il diploma al liceo mi avessero assegnato un tema sulle possibili evoluzioni, "strafatto" di Rollerball, avrei detto che saremmo andati incontro ad uno sport sempre più cattivo, gestito da multinazionali, rendendo i piloti bestie da macello, ecc. In realtà sono arrivati un oceano di soldi, in un clima da basso impero in cui gli imperatori e gli imperati sono grassi, flaccidi, stanchi e pigri, danno uno spettacolo di sé abbastanza risibile e addirittura pretenderebbero anche di essere attaccati sulle stanze altrui come dei miti. Questo non è possibile. *Il suo approccio è quello di una persona gentile e tranquilla, sembra tutto il contrario di quello che è in pista nei momenti di trance agonistica. Grazie a Dio abbiamo [[Max Verstappen|Verstappen]], averne due o tre come lui... *{{NDR|Su [[Juan Pablo Montoya]]}} Aveva davvero il sorpasso in canna. *Il [[Drag Reduction System|DRS]] che cos'è? Hanno allargato le porte, così segna anche mia zia. Ma che senso ha? L'avessero fatto nel calcio, gli ultras sarebbero scesi dagli spalti, avrebbero invaso la sede della FIFA e avrebbero appeso Blatter per le orecchie alla scrivania. *{{NDR|Sull'[[Halo (automobilismo)|Halo]]}} [...] è una vergogna anche scientifica. Il visus con qualcosa davanti è pericoloso. [...] Se ti arriva un comò in testa magari ti salva, ma se ti arriva addosso un oggetto più piccolo no. Al prezzo di vedere il mondo a scacchi o come in galera oltretutto. È assurdo! Dobbiamo tutelare il rischio, non la sicurezza. *{{NDR|Su [[Felipe Massa]]}} [...] è davvero una gran bella persona. Molto umano, molto latino. Sembra un amico del liceo. È un pilota che è sempre stato chiamato alla grande impresa, il brasiliano che più di chiunque altro nel dopo Senna ha rischiato di vincere un Mondiale. Il vero campione del 2008, per quanto mi riguarda, è lui. Perché per quanto concerne ciò che faceva, la parte del suo impegno e nella sua rendita di pilota era avanti di una vittoria e mezzo su Hamilton. *In certi momenti qualcuno è grande e merita di essere premiato. [[Jenson Button|Jenson]] è stato questo. [...] In certi momenti e in certe narrazioni qualcuno, improvvisamente, merita l'Oscar ed è questo il fascino [...] della F1 che, per certi versi, è una fiction seria, una narrazione che va anche al di là della realtà. E allora viva il Mondiale di Keke Rosberg, quello di Damon Hill, quello di Jenson Button e quello mancato da Massa! Se tutti i Mondiali li avessero vinti i più grandi [...] avremmo cinque papi e sarebbe molto noioso. *{{NDR|Su [[Héctor Rebaque]]}} [...] mi piaceva questo messicano che mi sembrava uno tipo me, cioè umano. Ricco, ma umano. Mi sembrava uno che grazie ai miliardi riusciva a portare la sua normalità in F1 e questo mi affascinava. Quando mi arrivò dall'Inghilterra la sua foto autografata fu una gioia indescrivibile. Ce l'ho ancora attaccata al muro. Quando Héctor andò a punti per la prima volta al GP di Germania 1978 con la Lotus privata, per me fu uno dei momenti più belli. [...] era considerato un pilota che era in F1 perché aveva i soldi, il che era vero, ma in realtà aveva gli attributi e sapeva guidare. In quell'occasione Chapman al taglio del traguardo tirò due cappellini in aria, uno per Andretti ed uno per Peterson, poi aspettò e quando passò Rebaque tirò il terzo cappellino. Fantastico [...]. *Un [...] personaggio che mi ha segnato è stato [[Bob Wollek]] nella sua corsa infinita per vincere Le Mans, impresa che non gli è riuscita perché è morto travolto da un camperista a Sebring. Ma mi ha sempre colpito perché era un uomo che da più di trent'anni inseguiva un sogno e anche se era oltre i sessant'anni di età continuava ad inseguirlo ed era sempre veloce. Mi è sempre sembrata una cosa estremamente romantica. L'assolutizzazione del sogno. ==''Autosprint''== ===Citazioni tratte da articoli=== {{cronologico}} *Il problema, se così si può chiamare, [...] sicuramente riguarda anche – ma non soprattutto – i piloti. [...] Quanti sono gli italiani che hanno la residenza all'estero? tanti; troppi. [...] Sportivi, manager, uomini di affari. Persone in vista. Soprattutto per il portafoglio. È duro da recepire ma non è detto che se un cittadino italiano non paga le tasse nel suo Paese, allora, non ha assolutamente diritto di cantare l'Inno di Mameli. E per converso che diritto accampa Michael Schumacher, tedesco di Germania con residenza in Svizzera, quando va a tempo con le dita [...] quando suona il nostro Inno nazionale? Chi può stabilire, in questo contesto, dei parametri? Come si fa a dire se è giusto o non è giusto? Chi si prende la briga di stabilirlo? Inutile cavillare. Davanti al tricolore si può piangere. E allora: non sono italiani? Difficile poter dare dei giudizi. Magari molto più semplice potrebbe essere l'istituzione, una volta per tutte, di un sitema fiscale diverso, più equo e meno vessatorio [...]. Senza la caccia alle streghe. [...] Con buona pace e tanti saluti ai nostri connazionali, che alla fine sono anche poco residenti a Montecarlo, San Marino o alle isole Cayman.<ref>''Inno di Mameli solo con la residenza'', dalla rubrica ''Fermo posta''; ''Autosprint'' nº 24, 15-21 giugno 1999, p. 8.</ref> *[...] l'[[automobilismo]] da corsa resta un fenomeno diversificato, multiforme, assai complesso e da godersi ben oltre le estremizzazioni, le massificazioni, le spettacolarizzazioni finte, le paperonate e le peperonate su Netflix, in ossequio alla tradizione dei marchi e dei luoghi in cui essi stessi si sfidano.<ref>Da ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/pista/endurance/2023/04/17-6281301/la_ferrari_499p_vale_anche_in_quanto_simbolo La Ferrari 499P vale anche in quanto simbolo]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 16 aprile 2023.</ref> *Una meraviglia. Sorta di capolavoro d'arte moderna, contemplata staticamente da una fiumana di spettatori al villaggio della 24 Ore di Le Mans, e puntualmente immortalata quasi fosse un capolavoro d'arte moderna, con i race fans che fanno la fila per farse anche solo uno scatto da tenere per ricordo, comunque vada. Al villaggio del circuito è la maquette più ammirata e amata dagli sportivi francesi e non solo da loro, se è vero che la [[Peugeot 9X8|9X8]] [...] per i transalpini è veramente una macchina da corsa affascinante, aggressiva visualmente, oltre che ambiziosa e complessa.<ref name="9X8">Da ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/pista/endurance/2023/06/07-6432024/i_francesi_tifano_per_la_peugeot_9x8_nata_per_le_mans I francesi tifano per la Peugeot 9X8, nata per Le Mans]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 7 giugno 2023.</ref> *{{NDR|Sulla Peugeot 9X8}} [...] questa è una Hypercar nata appositamente per Le Mans. Forse, anzi, con ogni probabilità quella studiata più per l'Hunaudieres, ovvero l'immenso rettilineo della matratona spezzato da due chicane. Di più: nata dichiaratamente più per la classica francese che non per puntare al campionato di riferimento, ossia il Wec. [...] deve il nome al fatto che il 9 caratterizza i modelli da competizione estremi del marchio, mentre la X rappresenta la tecnologia della trazione integrale e ibrida. Infine, l'8 corrisponde ai modelli contemporanei del marchio. Inoltre, moltiplicando 9 per 8, si ottiene 72, il numero del dipartimento della Sarthe, [...] dove è nato il marchio e anche la regione delle 24 Ore.<ref name="9X8"/> *{{NDR|Sulla [[Ferrari 499P]]}} L'Hypercar nata su misura per Le Mans, che [...] si fa rispettare ovunque, ma sui 13,6 km del lungo della [[Circuit des 24 Heures du Mans|Sarthe]] trova dentro quel soffio di vita in più per scrivere pagine di leggenda in diretta, mitografia live, saltando a pie' pari la cronaca per scolpire fatti e imprese tridimensionali e marmoree, come statue michelangiolesche.<ref name="LM">Da ''[https://www.autosprint.it/news/pista/endurance/2024/06/17-7312073/c_est_la_ferrari_ C'est la Ferrarì]'', ''autosprint.it'', 17 giugno 2024.</ref> *{{NDR|Sulla [[24 Ore di Le Mans]]}} [...] LA CORSA. Sì. La più bella del mondo. Ha condiviso questa nomea per un secolo con la [[500 Miglia di Indianapolis|Indy 500]], ma ora [...] Indianapolis non attira più mezza Casa, è un semplice monomarca plurimotore, eccitando solo piloti. Le Mans, tutto il contrario. Centinaia di migliaia di tifosi per ogni giorno di racing weekend [...], le Case più belle e forti del mondo, gli investimenti più ingenti, le storie più belle.<ref name="LM"/> *{{NDR|Nel 2024, sulla [[Renault in Formula 1]]}} con la chiusura certa del reparto motoristico di Viry Chatillon, il ruolo della Renault in F.1, anche se ribrandizzata Alpine, si chiude. Se non per sempre, per un numero indefinito di anni. [...] Termina un ciclo tecnico-sportivo che ebbe inizio addirittura nelle seconda metà degli Anni '70, con l'avventura del turbo V6, che nel giro di pochi anni cambiò il volto della F.1, portando in dote anche i radiali Michelin. Anche se i primi mondiali sarebbero arrivati da motoristi e grazie a propulsori aspirati, con la Williams nel 1992-1993 e da Costruttori completi con la Renault di Briatore nata sulle ceneri della ex Benetton, grazie a Fernando Alonso nel 2005-2006, per il successivo quadriennio di gloria delle unità francesi in chiave Red Bull, nel dominio di Vettel, 2010-2013. Quanto all'avventura brandizzata Alpine, poco da dire. Una girandola di team principal, tecnici e consiglieri vari per anni difficili, tumultuosi e rischiarati solo da una fortunosa vittoria di Ocon in un rocamblesco Gp d'Ungheria 2021. [...] ciò che resta di una discendenza nobile della bella F.1 che fu si sta sempre più preparando a finire in archivio.<ref>Da ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/formula1/2024/08/09-7443936/la_sola_cosa_certa_e_la_fine_del_sogno_renault_f_1 La sola cosa certa è la fine del sogno Renault F1]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 9 agosto 2024.</ref> *Nell'era moderna, negli anni del computer e del turbo, ibrido e non, nessuno mai era riuscito a far suo in tre mesi il Triplete dell'automobilismo sportivo sui tre circuiti più antichi, immortali e iconici del Motorsport, ovvero Monza, Monaco e Le Mans. [...] Ecco il senso immenso del trionfo Ferrari a [[Gran Premio d'Italia 2024|Monza 2024]]. [...] la morale alta del trionfo sta nel ritorno prepotente dell'orgoglio d'essere Ferrari e ferraristi, nel senso di serena diversità che promana da raggiungimenti e sequenze di questo genere. [...] La Ferrari per anni ha fatto ridere nei piani gara? Stavolta no. A Monza si libera dal complesso, perché mai trionfo fu più tattico-strategico e creativamente rinascimentale. Leclerc era un braccino corto e una mente stretta per i piani di battaglia? No, Charles diventa il vincitore di Monza più algebrico della storia e con lui il riscattato muretto Rosso. Il monegasco aveva vinto nel 2019 in Brianza con un motore riscontrato poi segretamente, ehm, diciamo così, non esente da rilievi? Okay, questa power unit qui però passa pure l'elettrcardiogramma sotto sforzo e l'esame prostatico. La Ferrari sbagliava tutti gli aggiornamenti di pacchetto, addirittura autorifilandosi pacchi? Stavolta no. Pacchetto monzese e andare. [...] con questo centro sontuoso e indimenticabile di Leclerc, la Ferrari si toglie dalla spalla e di torno non una sola scimmia, ma lo zoo intero, compresi i guardiani e le banane.<ref name="Ferrari">Da ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/formula1/2024/09/02-7488640/quel_favoloso_triplete_ferrari Quel favoloso triplete Ferrari]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 2 settembre 2024.</ref> *[...] la [[Ferrari]] è una Casa né migliore né peggiore delle altre, ma un pianeta particolare e splendente. Il solo dalle cui orbite hai vista piena su universi che motoristicamente guardano al paradiso dello Sport.<ref name="Ferrari"/> *[...] Max Verstappen [...] è marziano, sì, ma specialmente se ha un'astronave sotto il sedere. Se si ritrova una monoposto decente, buona ma non più eccezionale, [...] pure lui non vince più [...]. Lontani appaiono i tempi in cui l'unica preoccupazione di Max era quella di vincere con la pipa in bocca, senza mostrare la vera entità del distacco dei rivali, distanti sono i momenti in cui il campione deliziava lo universo mondo con cazziatoni live in team radio al malcapitato muretto RBR, accusato di chissà quali nefandezze tattiche e tecniche. Adesso Newey non c'è più, la supremazia in pista è perduta, la [[Red Bull RB20|RB20]] si comporta come una cavalla imbizzarrita [...]<ref>Da ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/formula1/2024/09/16-7513875/max_soffre_ma_nessuno_lo_buca_davvero Max soffre ma nessuno lo buca davvero]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 16 settembre 2024.</ref> *{{NDR|Su [[Oscar Piastri]]}} Velocissimo e talentuosissimo [...], ma ombroso, ghiaccio, mai empatico, quasi per niente uomo squadra e terribilmente discontinuo. Se si alza bene, ciao a tutti, se si alza male, si perde. [...] Con un'aggravante. Quella di apparire anaffettivo, distante, solo, scostato dal team.<ref>Da ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/formula1/2024/11/04-7677629/il_punto_debole_della_mclaren_e_nei_piloti Il punto debole della McLaren è nei piloti]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 4 novembre 2024.</ref> *{{NDR|Sul [[campionato mondiale di Formula 1 2024]]}} A La Vegas [...] Max Verstappen perfeziona l'impresa più grande della Formula Uno moderna, vincendo un mondiale piloti con una monoposto che [...] da un bel pezzo va meno delle altre. Sarebbe bene sottolinearla mille volte, questa cosa, perché è decisamente anomala, all'interno di una stagione che più strana e inconsueta non si potrebbe reimmaginare. A due stadi, del tutto bipolare, con un inizio [...] di dominio totale di Max e della Red Bull sulla scorta delle due stagioni precedenti, salvo prendere una piega completamente diversa, da Miami in poi. Con l'addio alla squadra del genio Adrian Newey, che tramuta il dream team in drink team. Ecco è da Miami in poi che Max Verstappen compie l'impresa seriale più grande nella storia recente del Circus. [...] perché la F1 moderna è di regola contrassegnata dalla superiorità del pilota più bravo, invariabilmente al volante della macchina migliore. [...] No, stavolta Max vince il titolo con una monoposto, la RB20, che dal dopo Barcellona [...] fatica addirittura ad andare a podio, riprendendosi alla stragrande nella gara più bagnata dell'anno [...], a [[Gran Premio di San Paolo 2024|Interlagos]], laddove nell'uragano le prestazioni dell'uomo tutto finalmente possono. Con l'Olandese Vogante in grado di realizzare un'impresa che sembra tanto fare pari con quelle di Coppi al Giro, Pantani al Tour o Nuvolari alla Mille Miglia [...]. E questo avviene in parallelo alla parziale disgregazione del team Red Bull, che perde morale, a volte decenza, tranquillità, pezzi pregiati nell'organigramma, competitività e fiducia [...], rimanendo aggrappata solo al tetragono istinto d'autodifesa aggressiva tipico del suo pupillo...<ref name="pilota">Da ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/formula1/2024/11/28-7751463/verstappen_come_tazio_nuvolari_il_pilota_pi_forte_della_vettura_ Verstappen come Tazio Nuvolari? Il pilota è più forte della vettura!]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 27 novembre 2024.</ref> *[...] se si può evidenziare un anno in cui al top iridato va un pilota con una vettura nettamente inferiore alle altre, il paradosso dice che quello è il [[Campionato mondiale di Formula 1 1982|1982]], con Keke Rosberg e la Williams. La stagione dell'ultimo centro mondiale del motore aspirato, il leggendario e vecchissimo Cosworth DFV, che aveva debuttato in campionato addirittura nel 1967 con le Lotus di Clark e Grahm Hill. Ma il 1982 non è certo l'anno dell'uomo che sopperisce alla macchina, ma il momento più buio e sfortunato per la Ferrari turbo, prima devastata dalla morte di Gilles Villeneuve in prova a Zolder, poi sfiancata dal crash di Didier Pironi ad Hockenheim e infine messa knock-out dall'infortunio alla spalla del supplente Patrick Tambay, nell'ultima parte della stagione. Cioè, quel mondiale se lo giocano al Caesar Palace Keke e John Watson con vetture che hanno in certe condizioni ben oltre cento cavalli in meno della Ferrari che ormai, per pura sfiga, nulla può più.<ref name="pilota"/> *{{NDR|Su [[Stefan Bellof]]}} [...] il ragazzo era considerato a buona ragione un campione in divenire, secondo alcuni addirittura un campionissimo. Un mondiale endurance vinto nel 1984, 20 Gp disputati e quattro punti ottenuti nel Circus, più una carriera in primo piano in F.2, dicono molto e dicono niente. Forse, a spiegare tanto, aiuta il record ''in saecula saeculorum amen'' del [[Nürburgring Nordschleife|vecchio Nurburgring]], in 6'11"130.<ref>Da ''[https://www.autosprint.it/news/formula1/2025/09/01-8357183/gabbiani_ricorda_e_onora_bellof Gabbiani ricorda e onora Bellof]'', ''autosprint.it'', 1º settembre 2025.</ref> {{Int|''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/formula1/2022/11/02-5862945/addio_forghieri_custode_dei_nostri_sogni Addio, Forghieri, custode dei nostri sogni]''|''autosprint.corrieredellosport.it'', 2 novembre 2022.|h=4}} *Una volta, anni fa, ci dovevamo vedere per un'intervista e [[Mauro Forghieri]] mi dette appuntamento fuori dal casello di Modena Nord. All'ora convenuta pagai il pedaggio, vidi alzarsi la sbarra e sulla destra cercai l'ingegnere, che già era lì ad aspettarmi. Tirai giù il vetro e lui venne a parlarmi, appoggiandosi al montante della macchina. ''"Allora, tutto bene? Come è andata? Traffico?"''. Lo guardai e il cuore mi mancò un colpo. Ero al volante e lui chino a parlarmi, con quelle domande. Poco importa avessi una Skoda da 200mila chilometri e non una Ferrari 330 P4. Era la sua postura a mandarmi in orbita. Sai quando ti si apre un universo in due secondi? Col cuore a mille stavo pensando in diretta: ''"Forghieri chino a farmi domande mentre lo guardo dall'abitacolo. È una cosa sacrale, la porta del paradiso, vedere un uomo che per decenni è stato in questa posizione con i più grandi piloti del mondo facendoli vincere, è un'immagine laicamente messianica, il senso della passione di noi tutti. Il simbolo del cuore per le corse, delle emozioni più belle, di Clay, Niki, Gilles e Jody. Questo non è solo un genio, un vincente, un uomo piacevole, l'effige fosforica della Ferrari primordiale e verace e il testimone privilegiato e decisivo del suo tempo... No, Mauro Forghieri è anche molto di più, per tutti noi malati di corse, specie di una certa Ferrari di una certa epoca. È la romantica password della nostra passione, il custode di un paradiso nostalgicamente perduto, che quando vuole tira fuori le chiavi e ci riaccompagna amabilmente dentro. Tra i nostri sogni belli che furono realtà. Quest'uomo è magico, ora come allora. È magico e lo sarà per sempre, perché ha il potere di far viaggiare le anime nostre solo evocando un ricordo, un nome, una sigla di macchina. È uno degli uomini più importanti delle nostre vite di appassionati e di sicuro il più evocativo, il più caldo, il più vero".'' ''"Be', alora?'' – Con una elle sola, all'emiliana, mi disse lui –: ''che hai, lacrimi?"''. Ma no, ingegnere, sarà l'allergia. *Maturo già quando era giovanissimo, fresco, freschissimo nel momento in cui l'anagrafe avrebbe potuto farlo vecchio. Lui è stato sempre lui, altroché. Il più rinascimentale dei geni ingegneristici della F.1, perché sapeva e sapeva fare tutto. Telaio, aerodinamica, motore, e che motori, sospensioni, viti, rondelle e prigionieri. Tutto. Come Pico della Mirandola. Dal foglio bianco alla macchina finita, passando per gestione in pista, sviluppo, tattiche, rapporto coi piloti e, ovviamente, litigate con Enzo Ferrari. *Se la F.1 ha una effe davanti, bloccata da un punto, l'unica spiegazione possibile è che quella effe, nel cuore di noi tutti, vuol dire Forghieri. {{Int|''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/pista/endurance/2023/06/10-6439431/l_incredibile_storia_della_ultima_vittoria_ferrari_a_le_mans L'incredibile storia della ultima vittoria Ferrari a Le Mans]''|''autosprint.corrieredellosport.it'', 10 giugno 2023.|h=4}} {{NDR|Sulla [[24 Ore di Le Mans 1965]]}} *[...] la sfida al calor bianco tra Ferrari e Ford. Una delle più epiche e palpitanti, con ogni probabilità tra le dieci corse più importanti della storia. Vinta dalla Ferrari 275 LM della Scuderia NART di Luigi Chinetti con Jochen Rindt e Masten Gregory al volante. Ad una ad una le vetture ufficiali, favorite, togate e ultraveloci, progressivamente si ritirano e prende corpo l'ipotesi di vittoria di un'auto data solo per piazzata, guidata da un 23enne di belle speranze, Rindt, appunto, e da un 33enne reduce da mille battaglie, coperto più di ferite che di medaglie. Sì, lui, Gregory. Ma è proprio questo il punto. Solo da loro due? *Alcuni [...] sussurrano [...] che [...] su quella Ferrari è salito un terzo uomo. Un pilota senza volto. Ma con un nome: [[Ed Hugus]]. [...] Valente e oscuro veterano di dieci 24 Ore, che nella notte tra il 19 e il 20 giugno 1965 avrebbe preso il volante [...] in una situazione d'emergenza, salvando capra e cavoli. Perché col buio e la nebbia Gregory, uno dei rari occhialuti nelle corse degli anni d'oro, non ci vede e Rindt in giro proprio non si trova. Insofferente ai saggi dettami delle corse di durata, il futuro iridato postumo di F.1 non vede l'ora di piantarla lì e accetta la sfida solo a patto di poter correre una 24 Ore a ritmo da Gran Premio. Il gioco riesce. Il pomeriggio di domenica Gregory e Rindt sono proclamati vincitori. Già, ma Ed Hugus dov’è finito? Perché non festeggia anche lui? Di più. Per quale motivo Rindt, Gregory e lo stesso Chinetti non riconoscono i suoi meriti, anzi, tengono le bocche ben cucite? *Ed Hugus è regolarmente iscritto a quella 24 Ore, in un'altra 275 LM sempre della NART, che in prova dà forfait. Così lui resta a piedi. Ma in extremis [...] Chinetti lo iscrive come riserva sulla n. 21 di Gregory-Rindt. [...] Nel cuore della notte il pilota prende il volante e piazza uno stint di quelli buoni, poi, verso l'alba, riconsegna la 275 LM a Gregory [...]. Secondo il regolamento di Le Mans '65, ciascun equipaggio è formato da due piloti, più una riserva. Il panchinaro può prendere il posto di un titolare [...]. Quello che capita ai box della NART. Momento, però. [...] La sostituzione ammessa [...] è stile calcio: esce Totti, entra Del Piero, ma poi Totti non può rigiocare. E invece Gregory al volante ci torna, altroché. [...] emerge una tonitruante realtà che sconvolge e tritura il mito: la vincente Ferrari di Gregory-Rindt era [...] da squalificare [...]. Fermi sulle sedie, però: non passa mica la storia che la Ferrari abbia "rubato" una delle sue vittorie più belle. [...] perché dietro quella Rossa in classifica finale ce ne sono imbullonate altre due, quindi, comunque la si metta, il Cavallino stravince. Piuttosto in questa chiave i silenzi di tutti i protagonisti della faccenda da inspiegabili diventano spiegabilissimi. Addirittura surrettizi. E acquistano ciò che prima mancava: un movente. [...] Una sola parola sul caso Hugus e il trionfo NART si squaglierebbe, quindi zitti tutti [...] ===''Cuore da corsa – rubrica''=== {{Int|''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/notizie/cuore-da-corsa/2020/04/01-2888382/formula_1_amon_af101_brutta_e_impossibile Formula 1: Amon Af101, brutta e impossibile]''|''autosprint.corrieredellosport.it'', 1º aprile 2020.|h=4}} {{NDR|Sulla [[Amon AF101]]}} *Anno 1966. [[Chris Amon|Amon]] è a piedi e fa il collaudatore per la GoodYear [...]. Così, quando non corre, cioè spesso, da tester prova tutto il giorno decine, centinaia di gomme [...], dicendo la sua in modo sereno e chirurgicamente preciso. Fino a che, un bel giorno, ai box meccanici e ingegneri, annoiati, decidono di fargli uno scherzo, architettando la burla più atroce che si possa concepire [...] verso il più bravo tester di tutti i tempi. Sentite come. Amon rientra in pit-lane e si ferma, attendendo che montino un nuovo treno. Già che c'è, come sempre, dà al volo il feedback al tecnico, che prende appunti. Intanto i meccanici smontano le gomme, ma, ecco la carognata: le rimontano tali e quali, mentre Chris, ignaro, continua a parlare con l'ingegnere. Il neozelandese riparte, fa quattro giri e si riferma. Alza la visiera, con un cenno richiama il tecnico e dice a bassa voce: «Due possibilità: la prima è che siete coglioni perché vi siete confusi, rimontando la stessa mescola. Possibile. Oppure mi state facendo uno scherzo, allora siamo nella seconda ipotesi: non siete coglioni. Oh, no, siete molto coglioni». *Quando toglie i veli, la Amon Af101 è non solo nuova, ma innovativa dalla punta del muso all'alettone posteriore. Tanto per cominciare, il serbatoio del carburante è posizionato tra cockpit e motore, a scomparto unico. Cosa che poi farà scuola, in F.1, abbassando il baricentro e aiutando a rendere la macchina più neutra, nel comportamento. Okay. Ma poi la famo strana pure troppo. Le barre di torsione sono in titanio, quindi i freni posteriori a disco si presentano in board e questo, da subito, si rivela un terribile tallone d'Achille. Poi c'è l'aspetto aerodinamico, curato dal professor Tom Boyce, che prevede uno strano alettone a sbalzo sul muso, più un'avveniristica presa d'aria per il motore, squadratissima e rettangolare. Morale della favola, al primo test a Goodwood la Af101 vibra come un martello pneumatico, ha semiassi di burro, va piano e si rompe spesso. [...] tutta la storia della Dalton-Amon in fondo sarà così. *Il debutto iridato non è neanche orrendo. Il 7 aprile 1974 la Amon dovrebbe prendere il via nell'International Trophy a Silverstone, ma, con oltre trenta partenti, Chris è 28esimo in prova davanti solo a qualche F.5000 bolsa e messa lì per riempiticcio. La AF101 proprio non sta in strada e continua a rompersi, quindi meglio rinunciare al via. Gli va meglio il 28 aprile, nel Gp di Spagna 1974 a Jarama, 23esimo in griglia e regolarmente al via, tanto da percorrere 22 giri nelle retrovie, prima di ritirarsi per aver fatto fuori un semiasse. Che importa, Chris Amon è già nella storia. È riuscito a prendere il via in un Gp iridato con una monoposto che porta il suo nome! *A Monaco prosegue la tormentata evoluzione aerodinamica, presentando un musone e, soprattutto, piantandosela con i dischi freno in board. [...] più si va avanti, più la Amon si sforza di diventare una F.1 simile alle altre, per cercare disperatamente prestazioni a livello col gruppone. In qualifica i riscontri non son male, perché un 20esimo posto a Montecarlo per un team debuttante è roba da applausi, ma le vibrazioni alle ruote e al semiasse anteriore sono martorianti e per motivi di sicurezza Chris preferisce dare forfait per la gara della domenica. [...] I tormentati rimaneggiamenti aerodinamici continuano, le fiancate evolvono, il muso ricambia e pure il pilota. Per il Gp di Germania al Nurburgring viene concessa una chance anche al giovane [...] Larry Perkins, che si alterna col boss Chris sulla monoposto [...], ma i ragguagli cronometrici sulla terribile Nordschleife paiono da torpedone. Perkins si ritrova a oltre 14" dall'ultimo dei qualificati [...], invece il crono di Amon è da maratoneta etiope. A Monza, infine, uno sfiduciato Chris tenta la qualificazione ma ormai è in smobilitazione psicologica, con una monoposto sfinita e un motore sfiatato. Stavolta resta a un secondo e mezzo dall'ammissione in griglia e la cosa quasi lo consola, perché non ha nessuna voglia di salire a bordo della AF101, per la corsa. E non lo farà mai più, nel mondiale. Fine della storia. ===''Le leggendarie – rubrica''=== {{Int|''Con la Rs01 la Renault aprì nel '77 l'era turbo''|''Autosprint'' nº 24, 15-21 giugno 1999, p. 14.|h=4}} {{NDR|Sulla [[Renault RS01]]}} *A volte una monoposto può passare alla storia non tanto per le vittorie ottenute in pista, quanto per essere portatrice di soluzioni tecniche che solo in seguito troveranno compiuta attuazione [...]. Tra le vetture «rompighiaccio» che hanno aperto un'epoca, un posto privilegiato spetta alla Renault Rs01, che portò al debutto il turbocompressore e i pneumatici radiali nel Mondiale di F.1. La casa francese utilizzò per questo programma un motore V6 [...] con le bancate cilindri a 90 gradi, sviluppato dalla Renault-Gordini a Viry Chatillon, nei pressi di Parigi, sotto la direzione tecnica dell'ingegnere Francois Castaign. La scelta della cilindrata di 1,5 litri fu imposta da regolamento che ammetteva il turbo, ma con un rapporto di cilindrata di 1 a 2 rispetto agli aspirati di 3000cc. Si trattava di una derivazione del propulsore atmosferico che aveva visto la luce nel '73, montato sulla biposto Alpine A440 e in seguito in F.2 sulla Elf Renault che conquistò il titolo europeo nel '76, con Jean-Pierre Jabouille, e nel '77, con Renè Arnoux su telaio Martini. *Dopo un lungo periodo di sviluppo, la Rs01 debuttò nelle mani di Jabouille in occasione del Gp d'Inghilterra 1977, disputato sul circuito di Silverstone. Fu quella la prima volta in assoluto, almeno per quanto riguarda la F.1, di un motore azionato da un turbocompressore a gas di scarico. Il V6 sviluppava una potenza di 500 cavalli a 11.000 giri. In virtù della sua potenza, la Rs01 era una delle monoposto più veloce sui rettifili, ma soffriva di una cronica mancanza di risposta in fase di accelerazione e di un'altrettanto cronica carenza di affidabilità, oltre che pagare un peso eccessivo. Nei quattro Gp disputati nel '77, le colonne di fumo sprigionate dalla Rs01 di Jabouille, col V6 «arrostito», divennero proverbiali. *[...] l'anno successivo le cose cominciarono a cambiare. A Montecarlo per la prima volta la Rs01 giunse al traguardo di una gara iridata, seppure con 4 giri di distacco dal vincitore e nel Gp Usa East, a Watkins Glen, Jabouille colse i primi punti iridati per un turbo, con un buon quarto posto. La carriera della gloriosa Rs01, ormai dotata di un motore vincente, di gomme performanti (i pneumatici a carcassa radiale si dimostrarono spesso più competitivi di quelli tradizionali a tele incrociate) e condotta da piloti esperti, si concluse al termine del Gp del Belgio 1979, per lasciare il posto alla Rs10. Vettura che nel Gp di Francia a Digione, avrebbe colto una vittoria storica con Jabouille. In quella gara, in pratica, si aprì l'era del turbo [...] ===''Sterzi a parte – rubrica''=== {{cronologico}} *Il successo di [[24 Ore di Le Mans 2023|Le Mans 2023]] è forse il conseguimento più inatteso ed entusiasmante in tutta la storia moderna delle attività sportive della Ferrari. Ed è anche la vittoria più complessivamente italiana nello sport del motore, unendo amministratori, dirigenti, tecnici, piloti e meccanici e perfino racing partner e aziende di supporto. In una vittoria ottenuta sul tracciato di quella che è considerata la gara più prestigiosa, bella e difficile del mondo, sconfiggendo una concorrenza di rilevanza planetaria [...]<ref name="Cavalieri">Da ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/sterzi-a-parte/2023/06/26-6480046/che_i_cavallini_diventino_cavalieri_ Che i Cavallini diventino Cavalieri!]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 25 giugno 2023.</ref> *Nelle corse di durata il vero mondiale è [[24 Ore di Le Mans|Le Mans]]. La maratona della Sarthe non solo da sola vale un titolo, ma la verità è che conta molto più dell'iride, perché secca, rifulgente prestigio, capricciosa, imprevedibile e ben più probante e priva d'appello di qualsiasi sfida o cimento a tappe.<ref name="Cavalieri"/> *La pressione dell'opinione pubblica è sempre a favore della Ferrari e mai a vantaggio dei piloti italiani. Quando, nel [[Gran Premio di San Marino 1983|Gp di San Marino 1983]] [...], Riccardo Patrese su Brabham uscì di pista scivolando sul breccino alle Acque Minerali aprendo la strada alla passerella trionfale del francese Tambay su Ferrari, quasi tutti i centomila italici ruggirono felici e tantissimi italioti in tribuna mostrarono a Riccardo il segno dell'ombrello.<ref name="Italia">Da ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/sterzi-a-parte/2023/08/07-6582854/il_peggior_digiuno_dello_sport_italiano_quelo_dal_mondiale_f_1 Il peggior digiuno dello Sport italiano è quello dal mondiale F.1]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 7 agosto 2023.</ref> *Qualsiasi pilota italiano post-Ascari che ha provato o proverà a rivincere il mondiale lo ha fatto e lo farà non grazie alla [[Scuderia Ferrari|Ferrari]], ma malgrado la Ferrari. È stato così per Alboreto, dalle ali tarpate per virus tecnici aziendali, è andata in questo modo per Patrese, prima corteggiato e poi non preso dalla Rossa, e sarà così per chiunque altro che riuscirà a farsi strada, di certo non potendo contare, almeno a corto raggio, sull'aiuto concreto del Cavallino. Ed è tabù parlarne, perche farlo vuol dire toccare concetti scomodini. Pertanto, piano quando si parla di Nazionale Rossa.<ref name="Italia"/> *[...] il Fuji resta a tutti gli effetti location e sinonimo della sconfitta più amara in tutta la storia del Cavallino Rampante. Ovvero l'esito dello shootout del mondiale 1976 datato [[Gran Premio del Giappone 1976|24 ottobre]] [...] tra Niki Lauda con la Ferrari 312 T2, reduce dai traumi del rogo del Nurburgring [...], e il britannico James Hunt, al volante della McLaren M23. Il resto è noto [...], con Niki Lauda che si ferma e rinuncia a proseguire la gara, disorientato dall'uragano iniziale, mentre il biondo rivale britannico non vince la battaglia ma si aggiudica la guerra, ghermendo i punti necessari per fare suo l'agognato titolo mondiale per un'incollatura. Lasciando il Drake e l'Italisportiva tutta nello sgomento. La corsa era partita alle cinque di mattina ora italiana, trasmessa dalla Rai in diretta [...]. Con uno share del 100%, milioni di sportivi tricolori vissero la più cocente delle delusioni, con un rovescio foriero, da lì a poco, di infinite polemiche sulla legittimità del cosiddetto coraggio d'avere paura mostrato dallo stesso Lauda. Una storiaccia che, alimentata e dilatata, porterà come esito finale al divorzio ricco di polemiche e recriminazioni tra il Drake e l'austriaco, il quale, dopo aver rivinto il mondiale e saldato il conto, a fine 1977 saluterà la compagnia, sbattendo la porta. [...] Di fatto segnando la fine dell'epoca felice della rinascita Rossa, inaugurata nel 1974, con l'arrivo del giovane Montezemolo artefice del rilancio e del lancio di Clay Regazzoni e dello stesso Lauda.<ref>Da ''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/sterzi-a-parte/2023/09/04-6644417/per_favore_lavate_la_macchia_del_fuji Per favore, lavate la macchia del Fuji]'', ''autosprint.corrieredellosport.it'', 4 settembre 2023.</ref> *Vengo da un altro automobilismo. Portavo le braghe corte quando sentivo dire: le case si sfidano nell'[[Endurance (automobilismo)|endurance]] e là vige la logica corporate. Quello è uno sport di squadra. La [[Formula 1|Formula Uno]] no, è la massima disciplina dell'intero motorsport, utile a stabilire l'uomo più veloce del mondo: lì vige un Umanesimo garantito e necessario, la preponderanza del talento sulla discipilina, dell'estro sul calcoletto, del pilota su chi vorrebbe pilotarlo. Dell'Uomo sulla macchina. A meno che non abbia firmato un contratto dichiaratamente da seconda guida, da sottomesso, da gregario. Ma, attenzione, il secondo pilota non era sottomesso alla squadra, ma al primo. [...] Adesso, nella Formula Uno del terzo millennio, sono tutti secondi piloti, poiché chiunque deve obbedienza alla corporation che lo schiera.<ref>Da ''[https://www.autosprint.it/news/sterzi-a-parte/2025/10/27-8481417/max_l_unico_uomo_libero_in_una_f_1_di_secondi_piloti Max è l'unico uomo libero in una F.1 di secondi piloti]'', ''autosprint.it'', 27 ottobre 2025.</ref> *C'era una volta la Formula Uno di [[Bernie Ecclestone]] e con essa il legame politico stretto, strettissimo col Cavallino, che aveva, come faccia oscura del pianeta, anche l'impegno esplicito e implicito della Ferrari a non militare in altri campionati attitudinalmente in grado di distogliere interesse e interessi dalla Formula Uno. La stessa [[Ferrari 333 SP|333 Sp]] dalla seconda metà degli Anni '90 era stata vista e vissuta dalle alte sfere [...] come fumo negli occhi e possibile elemento di disturbo. All'interno di un motorsport formulaunocentrico e non perturbabile in nessun modo dall'endurance [...]<ref name="499P">Da ''[https://www.autosprint.it/news/sterzi-a-parte/2025/11/03-8489038/la_ferrari_499p_la_sofia_loren_del_racing La Ferrari 499P è la Sofia Loren del racing]'', ''autosprint.it'', 3 novembre 2025.</ref> *[...] l'italianissima [[Ferrari 499P|499P]] si impone per la sua striscia vincente nella corsa più bella e famosa del mondo e per una prospettiva di vita bella, rigogliosa e mondialmente riconosciuta, che ne fa la [[Sophia Loren|Sofia Loren]] del Motorsport [...]<ref name="499P"/> {{Int|''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/sterzi-a-parte/2020/07/20-3187753/parlo_di_ferrari_ma_non_di_binotto Parlo di Ferrari ma non di Binotto]''|''autosprint.corrieredellosport.it'', 20 luglio 2020.|h=4}} *Vedi, cara Ferrari, d'insopportabile [...] non c'è tanto il fatto che stai perdendo in pista. Quello può capitare [...]. No, a far uscire dai gangheri tanto da meritare l'appellativo di inaccettabile, è, piuttosto, l'eclettismo e l'interdisciplinarietà delle tue [...] lacune e debolezze. Perché la [[Ferrari SF1000|SF1000]] ha pochi cavalli e troppo drag, pecca di trazione, non ha velocità di punta, è mal bilanciata, non appare briosa e temibile nell'utilizzazione del potenziale di cavalleria né tantomeno nell'erogazione. Il muretto, poi, spesso non risulta al massimo delle lucidità tattico-strategiche e c'è da capirlo. [...] Tra accordi riservati e punizioni mascherate, regolamenti più subiti che congetturati e attesi fantomatici piani d'evoluzione tecnica della SF1000, non c'è niente che dia solido affidamento e aperture di fiducia illimitate, tanto da poter pensare che la prossima gara possa ragionevolmente risultare migliore di quella scorsa. *Dal 1947 a oggi questa è non solo la Ferrari più distante dagli avversari, ma anche [...] quella inesorabilmente più distante dalla sua gente. Una Ferrari freddina, per niente italiana o neolatina nelle reazioni, taciturna, benaltrista e sostanzialmente priva di interessamento, dialogo ed empatia con e per l'opinione pubblica. [...] in Italia non si può non esser idealmente [[ferrari]]sti, così come Benedetto Croce sosteneva che non si può non essere culturalmente cristiani. Quindi percepirti silenziosa, altera, glaciale, impenetrabile se non addirittura lapalissiana, mai dialettica, totalmente priva di contraddittorio coi tifosi, con la stampa e soprattutto con te stessa, sinceramente fa un po' specie [...]. Con un lontano retrogusto di snobbante sgradevolezza. [...] forse, paradossalmente, non c'è alcuna fretta di tornare a vincere. Per ora l'emergenza vera è tutta nel comportamento. *[...] ce lo ha insegnato Enzo Ferrari: una Ferrari è di chi se la compra, ma la Ferrari è di tutti. {{Int|''[https://autosprint.corrieredellosport.it/news/sterzi-a-parte/2024/01/10-6967438/byrne_larma_segreta_della_rossa_compie_80_anni Byrne, l'arma segreta della Rossa compie 80 anni]''|''autosprint.corrieredellosport.it'', 9 gennaio 2024.|h=4}} *Uno capace di attraversare tutte le stagioni del Circus moderno, dalle minigonne scorrevoli ai fondi scalinati, passando per turbo, correttori d'assetto e chissà quante altre diavolerie. Lui c'era e non dormiva. Mai. E spesso vinceva. Sempre più spesso, per la verità. In F.1 ci sono i geni visibili e quelli invisibili. I primi appaiono istrionici, teatrali e fluviali sulla scena. Colin Chapman, Mauro Forghieri e Gordon Murray sono tra questi. Invece, tra color che nella civiltà della megainformazione iperconnessa manco lasciano traccia apparente, v'è [[Rory Byrne]] [...] *Rory Byrne non è un rivoluzionario, ma un evoluzionista. Mai s'atteggia a massimalista ma sempre a riformista. [...] Se gli altri geni della F.1 hanno la scintilla dell'invenzione, il bagliore gnoseologico agostiniano, il cortocircuito, la folgorazione dopo la quale nulla è più come prima, Byrne no. Insomma, Forghieri mette l'ala in F.1, perfeziona a modo suo il 12 cilindri piatto, sublima il cambio trasversale, ne studia più di mille, Chapman introduce la monoscocca, la guida sdraiata, il motore portante, l'effetto Venturi, Murray s'esercita con la sezione trapezoidale, i radiatori a sfioramento, il ventilatore, la sogliola e Dio sa cosa, Barnard crea la F.1 tutta in carbonio e mette il cambio al volante. Byrne invece non innova apparentemente un bel niente. Eppure è con lui che Senna rischia di vincere il suo primo Gp, è con lui che Schumi li vincerà tutti, i suoi, ed è con lui che la Ferrari cambierà pelle, mentalità, approccio [...]. Solita storia. Byrne non inventa niente, ma sublima tutto. È puro postmoderno racing. *Arriva a fine stagione la [[Toleman TG183|Tg183]] per la quale, per la prima volta in vita sua, Byrne tenta una soluzione ardita: il doppio alettone posteriore disassato. E [...] qui c'è un aneddoto meraviglioso. Rory chiama il manager Hawkridge e a matita gli spiega il sistema. Alla fine gli fa: «Domande?» Alex risponde: «Una. E il motore dove lo mettiamo?». Byrne, costernato, replica: «Ah, già...». ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Donnini, Mario}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] ahuu1vstewby2cu27zx87g0tnrmmg6j Detective's Story 0 216727 1410228 1369787 2026-04-12T12:47:00Z Udiki 86035 1410228 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Detective's Story |titolooriginale= Harper |linguaoriginale= inglese |paese= Stati Uniti |immagine = Paul Newman Harper.jpg |didascalia = Paul Newman nei panni di Lew Harper. |genere = giallo / noir |attori= *[[Paul Newman]]: Lew Harper *[[Lauren Bacall]]: Elaine Sampson *[[Julie Harris]]: Betty Fraley *[[Arthur Hill (attore)|Arthur Hill]]: Albert Graves *[[Janet Leigh]]: Susan Harper *[[Pamela Tiffin]]: Miranda Sampson *[[Robert Wagner]]: Allan Taggert *[[Robert Webber]]: Dwight Troy *[[Shelley Winters]]: Fay Estabrook *[[Harold Gould]]: sceriffo Spanner *[[Strother Martin]]: Claude Felix *[[Richard Carlyle]]: Fred Platt *[[Martin West]]: poliziotto |doppiatori italiani= *[[Giuseppe Rinaldi]]: Lew Harper *[[Anna Miserocchi]]: Elaine Sampson *[[Maria Pia Di Meo]]: Betty Fraley *[[Sergio Graziani]]: Albert Graves *[[Fiorella Betti]]: Susan Harper *[[Valeria Valeri]]: Miranda Sampson *[[Cesare Barbetti]]: Allan Taggert *[[Renato Turi]]: Dwight Troy *[[Dhia Cristiani]]: Fay Estabrook *[[Bruno Persa]]: sceriffo Spanner *[[Giorgio Capecchi]]: Claude *[[Gianfranco Bellini]]: Fred Platt *[[Massimo Turci]]: poliziotto }} '''''Detective's Story''''', film statunitense del 1966 con [[Paul Newman]], regia di [[Jack Smight]]. {{Tagline|Questo è un tipo diverso dal solito di nome Harper... e l'eccitazione lo avvolge come una dama!}} ==Frasi== {{cronologico}} *Il fondo è cosparso di uomini [[Onestà|onesti]], mio caro, la schiuma e i bastardi vengono a galla. ('''Lew Harper''') *Il [[male]] ognuno lo porta in sé e tutto dipende dalle circostanze. ('''Lew Harper''') *Io in [[Automobile|auto]] corro per incontrare qualcosa di nuovo, qualcosa di nudo e trasparente. ('''Miranda Sampson''') *La lunga mano della legge. Che roba! ('''Lew Harper''') *La [[vita]] non prende mai la piega che noi vorremmo darle. ('''Lew Harper''') *Tutto quello che posso fare è di continuare il mio sporco [[lavoro]] fino alla fine. ('''Lew Harper''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Miranda Sampson''': Andate di corsa perché volete fare colpo su di me?<br />'''Lew Harper''': Mi piace quel genere di pericolo che posso controllare. *'''Miranda Sampson''' {{NDR|riferendosi al lavoro da [[Investigatore|detective]]}}: Ma perché fate questo stupido lavoro?<br />'''Lew Harper''': [...] L'ho iniziato credendo che il mondo comprendesse gente buona e cattiva, che si potessero facilmente addossare le responsabilità e punire i colpevoli. Capito che razza di imbecille! *'''Miranda Sampson''': Per il momento cosa pensate di me?<br />'''Lew Harper''': Per me voi avete quasi tutto e potreste diventare qualunque cosa.<br />'''Miranda Sampson''': Che mi manca principalmente?<br />'''Lew Harper''': Il buongusto, solo quello. Smettetela di fare la gatta in calore tutte le volte che un uomo vi passa vicino. *'''Miranda Sampson''': Voi sapete di muffa, una mentalità preistorica, pensate anche voi che il posto di una [[donna]] sia nella casa.<br />'''Lew Harper''': Non nella mia. * '''Lew Harper''' {{NDR|con tono ironico}}: Potrete al massimo acciuffare un mandatario, avrete un delinquente di più in prigione e Sampson con la gola squarciata in un fosso.<br />'''Sceriffo Spanner''': Ma... chi è questo genio?<br />'''Albert Graves''': Un detective che lavora per loro.<br />'''Lew Harper''': Facevo lo sceriffo prima di prendere la licenza elementare.<br />'''Sceriffo Spanner''': Come vi permettete! *'''Elaine Sampson''': Riuscirete a restituirmi mio marito?<br />'''Albert Graves''': Non siate troppo preoccupata.<br />'''Elaine Sampson''' {{NDR|con tono ironico}}: Come potrei esserlo quando ci sono uomini come voi avete lavoro.<br />'''Sceriffo Spanner''': È una donna piena di spirito.<br />'''Lew Harper''': Si, è uno spirito indomito. *'''Sceriffo Spanner''': Ma lo sa chi sono io?<br />'''Lew Harper''': Si, uno sceriffo con una patata bollente in mano e nessuna idea in testa. Se foste venuto come una persona ragionevole invece che come un soldatino di piombo vi avrei dato qualche spunto. *'''Lew Harper''': Quando ci siamo conosciuti tu eri candidato come governatore di questo grande e prosperoso Stato di California. Oggi senza tanta esitazione ti sporchi dell'assassinio di Sampson. È un fatto normale negli aspiranti governatori? C'è da riflettere!<br />'''Albert Graves''': E tu avevi intenzione di diventare il più illustre paladino della giustizia che il grande e prosperoso Stato di California abbia mai avuto. Invece ti sei ridotto ad usare il flash nei meschini alberghi di periferia, spiando gli adulteri. *'''Albert Graves''': Una megera ti paga per trovare un bandito. E tu...<br />'''Lew Harper''': ... E io tutte le volte mi illudo che sia il principe azzurro che mi incarica di trovargli [[Cenerentola (personaggio)|Cenerentola]]. ==Citazioni su ''Detective's Story''== *Assassini a pagamento, spacciatori, poliziotti immaturi, servitori misteriosi e fanatici religiosi si gettano l'uno sull'altro in Detective's Story, e la convulsa trama richiede l'attenzione incrollabile del pubblico. Combinando una fiammeggiante suspense con uno spaccato di vita baciato dal sole e tanto buon divertimento, il regista Smight rende ogni indizio un piacere da seguire. ([[Richard Schickel]]) *Detective's Story è una misteriosa commedia contemporanea con Paul Newman nei panni di un sardonico investigatore privato coinvolto nella ricerca di una persona scomparsa. La produzione, vivace e raffinata, presenta alcuni eccellenti tocchi di regia e interpretazioni solide. L'abbondanza di elementi comici e l'enfasi a volte superflua sui personaggi secondari conferiscono un ritmo rilassato e un concetto sbilanciato, che portano a una durata eccessiva e a un finale prevedibile. In questo, si armonizza perfettamente con il linguaggio incisivo e spesso pungente di William Goldman. ([[Arthur D. Murphy]]) *''Detective's Story'' sembrava promettente: Paul Newman in un tentativo di ricreare il mondo dei detective privati alla Bogart, come in ''[[Il grande sonno]]'', con i suoi personaggi viziati e la civiltà decadente della California del Sud. Ma si tratta di un tentativo disprezzabilmente maldestro. Questo tipo di film richiede arguzia (ma che lo sceneggiatore, William Goldman, non riesce a offrire) e una regia pienamente professionale. Jack Smight si dimostra un pasticcione dall'inizio alla fine. Niente ha bisogno di giustificazione meno dell'intrattenimento; ma quando qualcosa pensato unicamente per intrattenere fallisce, non c'è alcuna giustificazione. Un film sui detective privati senza stile e raffinatezza è un'ignominia. Non conosco donna o ragazza che di solito non apprezzi guardare [[Paul Newman]]; ma qui recita in modo rozzo – è la sua peggior interpretazione dai tempi del suo esordio (''[[Il calice d'argento]]''). A sua parziale discolpa: cosa può fare un attore con un ruolo che lo costringe a essere mezzo annegato e pestato a sangue – tutto questo serve solo come un afrodisiaco? Potrebbe almeno smetterla di fare le smorfie; sarebbe stato meglio se si fosse limitato semplicemente a recitare (e probabilmente sarebbe stato meglio per lui se si fosse defilato). ([[Pauline Kael]]) *Il regista era un uomo di nome [[Jack Smight]], che mancava di sicurezza in sé: sua moglie era con lui sul set per l'intera durata delle riprese e sembrava fungere come una specie di coperta di conforto. Ciò era fastidioso, perché sono le star e il regista che creano quella particolare atmosfera in un set cinematografico. Il nostro regista era nervoso e poteva rendere nervosi anche il cast e la troupe. Ma Paul Newman finse di non accorgersene e la sua sicurezza si diffuse al resto del cast. Il motivo per cui era sicuro di sé era perché la sceneggiatura di [[William Goldman]] era serrata e divertente e il cast teneva le cose in fermento. ([[Robert Wagner]]) ==Voci correlate== *''[[Detective Harper: acqua alla gola]]'' ==Altri progetti== {{interprogetto}} ==Collegamenti esterni== *{{en}} Spezzoni, citazioni e trascrizioni del film ''[https://clip.cafe/harper-1966/ Detective's Story]'' n3kn7r9b4sacr7gkgdj4w13puk6xk4j Campionato mondiale di Formula 1 1982 0 217188 1410315 1363763 2026-04-12T22:16:32Z Danyele 19198 minuzie 1410315 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Anefo 932-2378 Keke Rosberg, Zandvoort, 03-07-1982.jpg|thumb|[[Keke Rosberg]], vincitore del mondiale piloti di Formula 1 1982]] Citazioni sul '''campionato mondiale di Formula 1 1982'''. *Se si può evidenziare un anno in cui al top iridato va un pilota con una vettura nettamente inferiore alle altre, il paradosso dice che quello è il 1982, con Keke Rosberg e la Williams. La stagione dell'ultimo centro mondiale del motore aspirato, il leggendario e vecchissimo Cosworth DFV, che aveva debuttato in campionato addirittura nel 1967 con le Lotus di Clark e Grahm Hill. Ma il 1982 non è certo l'anno dell'uomo che sopperisce alla macchina, ma il momento più buio e sfortunato per la Ferrari turbo, prima devastata dalla morte di Gilles Villeneuve in prova a Zolder, poi sfiancata dal crash di Didier Pironi ad Hockenheim e infine messa knock-out dall'infortunio alla spalla del supplente Patrick Tambay, nell'ultima parte della stagione. Cioè, quel mondiale se lo giocano al Caesar Palace Keke e John Watson con vetture che hanno in certe condizioni ben oltre cento cavalli in meno della Ferrari che ormai, per pura sfiga, nulla può più. ([[Mario Donnini]]) ==Voci correlate== *[[Formula 1]] *[[Gran Premio del Belgio 1982]] *[[Gran Premio di San Marino 1982]] *[[Keke Rosberg]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} {{S}} [[Categoria:Edizioni del campionato mondiale di Formula 1]] [[Categoria:Eventi degli anni 1980]] lqe3e0w7icd93altmfo5nmxi7uta9zf Carmen Amaya 0 218540 1410257 1373302 2026-04-12T16:09:32Z Camelia.boban 17423 Carmen Amaya 1410257 wikitext text/x-wiki '''Carmen Amaya''' (1913 – 1963), ballerina e cantante spagnola di flamenco di origini gitane. === Citazioni di Carmen Amaya === *Ho imparato a ballare con le onde del Somorrostro. Il mare mi ha insegnato a ballare. :''Aprendí a bailar con las olas del Somorrostro, a mí me enseñó a bailar el mar.''<ref name="abc2013">{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://www.abc.es/cultura/20131102/abci-carmen-amaya-centenario-201311012037.html Carmen Amaya, la Capitana que fascinó al mundo con su baile salvaje]'', ''abc.es'', 2 novembre 2013.</ref> *Mi lascio trasportare dalla musica e ballo ciò che mi viene naturale. So come iniziare un ballo e come finirlo. Ma nel mezzo, non so cosa succeda. :''Me dejo llevar por la música y bailo lo que me va saliendo. Sé cómo empezar un baile y cómo terminarlo. Pero en medio no sé lo que pasa.''<ref name="buenosaires">{{es}} Citato in ''[https://zocoflamenco.com/opiniones/carmen-amaya-el-baile-como-reto-al-misterio/ Carmen Amaya, el baile como reto al misterio]'', ''zocoflamenco.com''.</ref> *Voglio una tomba bianca senza nulla sopra, come dev'essere la tomba di un gitano. :''Quiero una tumba blanca sin nada encima, como debe ser la tumba de un gitano.''<ref name="allflamenco">{{es}} Citato in ''[https://allflamenco.net/blog/carmen-amaya-biografia-aniversario/ Carmen Amaya: de la miseria a Hollywood]'', ''allflamenco.net''.</ref> *In Spagna, purtroppo, i gitani... per la polizia spagnola, i gitani non meritano alcuna considerazione. Li trattano come cani. :''Aquí en España, desgraciadamente, a los gitanos... A la policía en España, los gitanos no merecen la consideración ninguna. Tratan como los perros.''<ref name="lafactoria">{{es}} Citato in ''[https://www.revistalafactoria.eu/carmen-amaya-el-somorrostro-a-hollywood/ Carmen Amaya: el Somorrostro a Hollywood]'', ''revistalafactoria.eu''.</ref> === Citazioni su Carmen Amaya === *È un vulcano illuminato da superbi lampi di musica spagnola. :''Es un volcán alumbrado por soberbios resplandores de música española.'' ([[Charlie Chaplin]]) *È grandine sulle finestre, il grido di una rondine, la sigaretta fumata da una donna sognante, una tempesta di applausi. Quando i suoi personaggi arrivano in una città, bandiscono la bruttezza, la monotonia, la tristezza; come uno sciame di insetti che divora le foglie degli alberi. Dai tempi dei Balletti Russi di Sergej Djagilev non si vedeva un incontro romantico di questo tipo a teatro.. :''Es el granizo sobre los cristales, un grito de golondrina, el cigarro que fuma una mujer soñadora, una tormenta de aplausos. Cuando su gente llega a una ciudad, suprime la fealdad, la monotonía, la tristeza; cual vuelo de insectos devora las hojas de los árboles. Desde el ballet ruso de Serge Diaghilev no habíamos vuelto a encontrarnos este tipo de citas de amor en una sala de teatro.'' ([[Jean Cocteau]]) <ref name="cocteau">{{fr}} , citato in ''[https://www.neh.gov/humanities/2013/julyaugust/statement/flamenco-family-portrait Flamenco Family Portrait]'', ''neh.gov'', luglio–agosto 2013.</ref> *Carmen Amaya farà una rivoluzione nel ballo flamenco, perché è la sintesi di due grandi stili fusi in modo geniale. :''Esta gitanilla hará una revolución en el baile flamenco, porque es la síntesis de dos grandes estilos fundidos de manera genial.''<ref name="escudero">{{es}} Citato in ''[https://pureflamencobarcelona.com/es/biografia.php biografia de Carmen Amaya, célebre bailaora de flamenco en Barcelona]'', ''pureflamencobarcelona.com''.</ref> *All'improvviso un salto. La zingarella ballava. Indescrivibile. Anima. Anima pura. Il sentimento fatto carne. :''De pronto, un brinco. Y la gitanilla baila. Lo indescriptible. Alma. Alma pura. El sentimiento hecho carne.''<ref name="gasch">{{es}} Sebastián Gasch, ''Mirador'', Barcellona, 1929.</ref> ==Note== <references /> === Voci correlate === * [[Flamenco]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Amaya, Carmen}} [[Categoria:Ballerini spagnoli]] ib9j8f8vrb1dl4hnfm7w162ej9ah8qr 1410258 1410257 2026-04-12T16:13:56Z Camelia.boban 17423 Img + cat cantanti 1410258 wikitext text/x-wiki [[File:Jardins de Joan Brossa - Barcelona 08.JPG|thumb|destra|250px|Carmen Amaya (scultura di Josep Cañas) collocata nel 1972 nei Giardini Joan Brossa.]] '''Carmen Amaya''' (1913 – 1963), ballerina e cantante spagnola di flamenco di origini gitane. === Citazioni di Carmen Amaya === *Ho imparato a ballare con le onde del Somorrostro. Il mare mi ha insegnato a ballare. :''Aprendí a bailar con las olas del Somorrostro, a mí me enseñó a bailar el mar.''<ref name="abc2013">{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://www.abc.es/cultura/20131102/abci-carmen-amaya-centenario-201311012037.html Carmen Amaya, la Capitana que fascinó al mundo con su baile salvaje]'', ''abc.es'', 2 novembre 2013.</ref> *Mi lascio trasportare dalla musica e ballo ciò che mi viene naturale. So come iniziare un ballo e come finirlo. Ma nel mezzo, non so cosa succeda. :''Me dejo llevar por la música y bailo lo que me va saliendo. Sé cómo empezar un baile y cómo terminarlo. Pero en medio no sé lo que pasa.''<ref name="buenosaires">{{es}} Citato in ''[https://zocoflamenco.com/opiniones/carmen-amaya-el-baile-como-reto-al-misterio/ Carmen Amaya, el baile como reto al misterio]'', ''zocoflamenco.com''.</ref> *Voglio una tomba bianca senza nulla sopra, come dev'essere la tomba di un gitano. :''Quiero una tumba blanca sin nada encima, como debe ser la tumba de un gitano.''<ref name="allflamenco">{{es}} Citato in ''[https://allflamenco.net/blog/carmen-amaya-biografia-aniversario/ Carmen Amaya: de la miseria a Hollywood]'', ''allflamenco.net''.</ref> *In Spagna, purtroppo, i gitani... per la polizia spagnola, i gitani non meritano alcuna considerazione. Li trattano come cani. :''Aquí en España, desgraciadamente, a los gitanos... A la policía en España, los gitanos no merecen la consideración ninguna. Tratan como los perros.''<ref name="lafactoria">{{es}} Citato in ''[https://www.revistalafactoria.eu/carmen-amaya-el-somorrostro-a-hollywood/ Carmen Amaya: el Somorrostro a Hollywood]'', ''revistalafactoria.eu''.</ref> === Citazioni su Carmen Amaya === *È un vulcano illuminato da superbi lampi di musica spagnola. :''Es un volcán alumbrado por soberbios resplandores de música española.'' ([[Charlie Chaplin]]) *È grandine sulle finestre, il grido di una rondine, la sigaretta fumata da una donna sognante, una tempesta di applausi. Quando i suoi personaggi arrivano in una città, bandiscono la bruttezza, la monotonia, la tristezza; come uno sciame di insetti che divora le foglie degli alberi. Dai tempi dei Balletti Russi di Sergej Djagilev non si vedeva un incontro romantico di questo tipo a teatro.. :''Es el granizo sobre los cristales, un grito de golondrina, el cigarro que fuma una mujer soñadora, una tormenta de aplausos. Cuando su gente llega a una ciudad, suprime la fealdad, la monotonía, la tristeza; cual vuelo de insectos devora las hojas de los árboles. Desde el ballet ruso de Serge Diaghilev no habíamos vuelto a encontrarnos este tipo de citas de amor en una sala de teatro.'' ([[Jean Cocteau]]) <ref name="cocteau">{{fr}} , citato in ''[https://www.neh.gov/humanities/2013/julyaugust/statement/flamenco-family-portrait Flamenco Family Portrait]'', ''neh.gov'', luglio–agosto 2013.</ref> *Carmen Amaya farà una rivoluzione nel ballo flamenco, perché è la sintesi di due grandi stili fusi in modo geniale. :''Esta gitanilla hará una revolución en el baile flamenco, porque es la síntesis de dos grandes estilos fundidos de manera genial.''<ref name="escudero">{{es}} Citato in ''[https://pureflamencobarcelona.com/es/biografia.php biografia de Carmen Amaya, célebre bailaora de flamenco en Barcelona]'', ''pureflamencobarcelona.com''.</ref> *All'improvviso un salto. La zingarella ballava. Indescrivibile. Anima. Anima pura. Il sentimento fatto carne. :''De pronto, un brinco. Y la gitanilla baila. Lo indescriptible. Alma. Alma pura. El sentimiento hecho carne.''<ref name="gasch">{{es}} Sebastián Gasch, ''Mirador'', Barcellona, 1929.</ref> ==Note== <references /> === Voci correlate === * [[Flamenco]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Amaya, Carmen}} [[Categoria:Ballerini spagnoli]] [[Categoria:Cantanti spagnoli]] kq9v827jp87zvpoeg5md76rkyf4oez4 1410267 1410258 2026-04-12T16:53:24Z Camelia.boban 17423 Altro (da sistemare) 1410267 wikitext text/x-wiki [[File:Jardins de Joan Brossa - Barcelona 08.JPG|thumb|destra|250px|Carmen Amaya (scultura di Josep Cañas) collocata nel 1972 nei Giardini Joan Brossa.]] '''Carmen Amaya''' (1913 – 1963), ballerina e cantante spagnola di flamenco di origini gitane. === Citazioni di Carmen Amaya === *Ho imparato a ballare con le onde del Somorrostro. Il mare mi ha insegnato a ballare. :''Aprendí a bailar con las olas del Somorrostro, a mí me enseñó a bailar el mar.''<ref>{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://www.abc.es/cultura/20131102/abci-carmen-amaya-centenario-201311012037.html Carmen Amaya, la Capitana que fascinó al mundo con su baile salvaje]'', ''abc.es'', 2 novembre 2013.</ref><ref>{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://carmenamaya8.webnode.es/conferencias-carmen-amaya-en-la-memoria/primera/ 1ª conferencia ciclo "Con Carmen Amaya en la memoria"]'', ''carmenamaya8.webnode.es''</ref> *Mi lascio trasportare dalla musica e ballo ciò che mi viene naturale. So come iniziare un ballo e come finirlo. Ma nel mezzo, non so cosa succeda. :''Me dejo llevar por la música y bailo lo que me va saliendo. Sé cómo empezar un baile y cómo terminarlo. Pero en medio no sé lo que pasa.''<ref>{{es}} Citato in ''[https://zocoflamenco.com/opiniones/carmen-amaya-el-baile-como-reto-al-misterio/ Carmen Amaya, el baile como reto al misterio]'', ''zocoflamenco.com''.</ref> *Lui mi prendeva e io iniziavo a ballare. Mi diceva: no, non così, fallo di nuovo, in questo modo, in quello; va bene, o va male, o non sei a tempo. Cantavo e ballavo. Poi ho iniziato a ballare il soleares, la farruca. E poi mio padre mi ha fatto indossare i pantaloni e ballare le alegrías. I pantaloni non perdonano: mostrano ogni difetto del mondo e non hai nulla a cui aggrapparti. :''Él cogía {{NDR|Suo padre José "El Chino" Amaya}} y yo me ponía a bailar. Me decía: no, eso no, hazlo otra vez, así, eso; está bien, o está mal, o no entras a compás. Cantaba y bailaba. Luego empecé a bailar por soleares, la farruca. Y luego fue cuando mi padre me hizo poner los pantalones y bailar por alegrías. Los pantalones no perdonan: se ven todos los defectos del mundo y no tienes dónde agarrarte.<ref name="allflamenco"/> *Voglio una tomba bianca senza nulla sopra, come dev'essere la tomba di un gitano. :''Quiero una tumba blanca sin nada encima, como debe ser la tumba de un gitano.''<ref name="allflamenco">{{es}} Citato in ''[https://allflamenco.net/blog/carmen-amaya-biografia-aniversario/ Carmen Amaya: de la miseria a Hollywood]'', ''allflamenco.net'', 6 marzo 2026.</ref> *Il fatto è che, qui in Spagna, purtroppo, i Rom... La polizia in Spagna non ha alcun riguardo per i Rom. Li trattano come cani. :''Es que aquí en España, desgraciadamente, a los gitanos… A la policía en España, los gitanos no le merecen consideración ninguna. Los tratan como perros.''<ref>{{es}} Citato in Francisco Hidalgo Gómez, ''[https://ojosdepapel.com/Index.aspx?article=3841 Carmen Amaya. La biografía]'', ''ojosdepapel.com'', 4 gennaio 2011.</ref> === Citazioni su Carmen Amaya === *È un vulcano illuminato da superbi lampi di musica spagnola. :''Es un volcán alumbrado por soberbios resplandores de música española.'' ([[Charlie Chaplin]]) <ref>{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://www.abc.es/cultura/20131102/abci-carmen-amaya-centenario-201311012037.html Carmen Amaya, la Capitana que fascinó al mundo con su baile salvaje]'', ''abc.es'', 2 novembre 2013.</ref> *È grandine sulle finestre, il grido di una rondine, la sigaretta fumata da una donna sognante, una tempesta di applausi. Quando i suoi personaggi arrivano in una città, bandiscono la bruttezza, la monotonia, la tristezza; come uno sciame di insetti che divora le foglie degli alberi. Dai tempi dei Balletti Russi di Sergej Djagilev non si vedeva un incontro romantico di questo tipo a teatro. :''Es el granizo sobre los cristales, un grito de golondrina, el cigarro que fuma una mujer soñadora, una tormenta de aplausos. Cuando su gente llega a una ciudad, suprime la fealdad, la monotonía, la tristeza; cual vuelo de insectos devora las hojas de los árboles. Desde el ballet ruso de Serge Diaghilev no habíamos vuelto a encontrarnos este tipo de citas de amor en una sala de teatro.'' ([[Jean Cocteau]]) <ref name="cocteau">{{fr}} Citato in ''[https://www.neh.gov/humanities/2013/julyaugust/statement/flamenco-family-portrait Flamenco Family Portrait]'', ''neh.gov'', luglio – agosto 2013.</ref> *La miglior ballerina del mondo. :''La mejor bailarina del mundo.'' ([[Orson Welles]]) <ref>{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://www.abc.es/cultura/20131102/abci-carmen-amaya-centenario-201311012037.html Carmen Amaya, la Capitana que fascinó al mundo con su baile salvaje]'', ''abc.es'', 2 novembre 2013.</ref> *L'arte stessa. :''El arte.'' ([[Greta Garbo]]) <ref>{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://www.abc.es/cultura/20131102/abci-carmen-amaya-centenario-201311012037.html Carmen Amaya, la Capitana que fascinó al mundo con su baile salvaje]'', ''abc.es'', 2 novembre 2013.</ref> Me dejo llevar por la música y bailo lo que me va saliendo. Sé cómo empezar un baile y cómo terminarlo. Pero entre medio no sé lo que pasa. *Questa giovane donna gitana rivoluzionerà il flamenco, perché è la sintesi di due grandi stili brillantemente fusi: quello della ballerina di flamenco tradizionale, dalla vita in su, con i suoi imperscrutabili movimenti delle braccia e quella rara scintilla negli occhi, e lo stile vibrante del ballerino uomo nelle sue prodigiose variazioni di passi. :''Esta gitanilla hará una revolución en el baile flamenco, porque es la síntesis de dos grandes estilos fundidos genialmente: el de la bailaora antigua, de la cintura a la cabeza, con un braceo imponderable y ese raro fulgor de sus ojos, y el estilo trepidante del bailaor en sus variaciones de pies, prodigiosas.''<ref name="escudero">{{es}} Citato in Vicente Escudero, ''[https://carmenamaya8.webnode.es/sobre-carmen-amaya/ Sobre Carmen]'', ''carmenamaya8.webnode.es''.</ref> *Immaginate una giovane gitana, di circa quattordici anni, seduta su una sedia sul palcoscenico. Carmencita rimane impassibile e statuaria, altezzosa e nobile, con un'ineffabile nobiltà razziale, enigmatica, assente, ignara di tutto ciò che accade intorno a lei, sola con la sua ispirazione, in una posa tremendamente ieratica, che permette alla sua anima di librarsi in regni inaccessibili. Improvvisamente, un salto. E la zingara danza. L'indescrivibile. Anima. Anima pura. Sentimento fatto carne. Movimenti di un'articolazione ad angolo retto dislocata che raggiunge una geometria vivente. :''Imagínense ustedes a una gitanilla de unos catorce años de edad sentada en una silla sobre el tablao. Carmencita permanece impasible y estatuaria, altiva y noble, con indecible nobleza racial, hermética, ausente, inatenta a todo cuanto sucede a su alrededor, solita con su inspiración, en una actitud tremendamente hierática, para permitir que el alma se eleve hacia regiones inaccesibles. De pronto, un brinco. Y la gitanilla baila. Lo indescriptible. Alma. Alma pura. El sentimiento hecho carne. Movimientos de un descoyuntamiento en ángulo recto que alcanza la geometría viva.''<ref>{{es}} Citato in Sebastián Gasch, ''[https://pureflamencobarcelona.com/es/biografia.php Biografia de Carmen Amaya, célebre bailaora de flamenco en Barcelona]'', ''pureflamencobarcelona.com''.</ref> ==Note== <references /> === Voci correlate === * [[Flamenco]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Amaya, Carmen}} [[Categoria:Ballerini spagnoli]] [[Categoria:Cantanti spagnoli]] jllk73vqgxac7mx3d90kk5bdyzokrjh 1410268 1410267 2026-04-12T17:00:25Z Camelia.boban 17423 Ordine alfabetico 1410268 wikitext text/x-wiki [[File:Jardins de Joan Brossa - Barcelona 08.JPG|thumb|destra|250px|Carmen Amaya (scultura di Josep Cañas) collocata nel 1972 nei Giardini Joan Brossa.]] '''Carmen Amaya''' (1913 – 1963), ballerina e cantante spagnola di flamenco di origini gitane. === Citazioni di Carmen Amaya === *Ho imparato a ballare con le onde del Somorrostro. Il mare mi ha insegnato a ballare. :''Aprendí a bailar con las olas del Somorrostro, a mí me enseñó a bailar el mar.''<ref>{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://www.abc.es/cultura/20131102/abci-carmen-amaya-centenario-201311012037.html Carmen Amaya, la Capitana que fascinó al mundo con su baile salvaje]'', ''abc.es'', 2 novembre 2013.</ref><ref>{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://carmenamaya8.webnode.es/conferencias-carmen-amaya-en-la-memoria/primera/ 1ª conferencia ciclo "Con Carmen Amaya en la memoria"]'', ''carmenamaya8.webnode.es''</ref> *Il fatto è che, qui in Spagna, purtroppo, i Rom... La polizia in Spagna non ha alcun riguardo per i Rom. Li trattano come cani. :''Es que aquí en España, desgraciadamente, a los gitanos… A la policía en España, los gitanos no le merecen consideración ninguna. Los tratan como perros.''<ref>{{es}} Citato in Francisco Hidalgo Gómez, ''[https://ojosdepapel.com/Index.aspx?article=3841 Carmen Amaya. La biografía]'', ''ojosdepapel.com'', 4 gennaio 2011.</ref> *Lui ({{NDR|suo padre}}) mi prendeva e io iniziavo a ballare. Mi diceva: no, non così, fallo di nuovo, in questo modo, in quello; va bene, o va male, o non sei a tempo. Cantavo e ballavo. Poi ho iniziato a ballare il soleares, la farruca. E poi mio padre mi ha fatto indossare i pantaloni e ballare le alegrías. I pantaloni non perdonano: mostrano ogni difetto del mondo e non hai nulla a cui aggrapparti. :''Él cogía ({{NDR|suo padre José "El Chino" Amaya}}) y yo me ponía a bailar. Me decía: no, eso no, hazlo otra vez, así, eso; está bien, o está mal, o no entras a compás. Cantaba y bailaba. Luego empecé a bailar por soleares, la farruca. Y luego fue cuando mi padre me hizo poner los pantalones y bailar por alegrías. Los pantalones no perdonan: se ven todos los defectos del mundo y no tienes dónde agarrarte.<ref name="allflamenco">{{es}} Citato in ''[https://allflamenco.net/blog/carmen-amaya-biografia-aniversario/ Carmen Amaya: de la miseria a Hollywood]'', ''allflamenco.net'', 6 marzo 2026.</ref> *Mi lascio trasportare dalla musica e ballo ciò che mi viene naturale. So come iniziare un ballo e come finirlo. Ma nel mezzo, non so cosa succeda. :''Me dejo llevar por la música y bailo lo que me va saliendo. Sé cómo empezar un baile y cómo terminarlo. Pero en medio no sé lo que pasa.''<ref>{{es}} Citato in ''[https://zocoflamenco.com/opiniones/carmen-amaya-el-baile-como-reto-al-misterio/ Carmen Amaya, el baile como reto al misterio]'', ''zocoflamenco.com''.</ref> *Voglio una tomba bianca senza nulla sopra, come dev'essere la tomba di un gitano. :''Quiero una tumba blanca sin nada encima, como debe ser la tumba de un gitano.''<ref name="allflamenco"/> === Citazioni su Carmen Amaya === *È grandine sulle finestre, il grido di una rondine, la sigaretta fumata da una donna sognante, una tempesta di applausi. Quando i suoi personaggi arrivano in una città, bandiscono la bruttezza, la monotonia, la tristezza; come uno sciame di insetti che divora le foglie degli alberi. Dai tempi dei Balletti Russi di Sergej Djagilev non si vedeva un incontro romantico di questo tipo a teatro. :''Es el granizo sobre los cristales, un grito de golondrina, el cigarro que fuma una mujer soñadora, una tormenta de aplausos. Cuando su gente llega a una ciudad, suprime la fealdad, la monotonía, la tristeza; cual vuelo de insectos devora las hojas de los árboles. Desde el ballet ruso de Serge Diaghilev no habíamos vuelto a encontrarnos este tipo de citas de amor en una sala de teatro.'' ([[Jean Cocteau]]) <ref name="cocteau">{{fr}} Citato in ''[https://www.neh.gov/humanities/2013/julyaugust/statement/flamenco-family-portrait Flamenco Family Portrait]'', ''neh.gov'', luglio – agosto 2013.</ref> *È un vulcano illuminato da superbi lampi di musica spagnola. :''Es un volcán alumbrado por soberbios resplandores de música española.'' ([[Charlie Chaplin]]) <ref>{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://www.abc.es/cultura/20131102/abci-carmen-amaya-centenario-201311012037.html Carmen Amaya, la Capitana que fascinó al mundo con su baile salvaje]'', ''abc.es'', 2 novembre 2013.</ref> *La miglior ballerina del mondo. :''La mejor bailarina del mundo.'' ([[Orson Welles]]) <ref>{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://www.abc.es/cultura/20131102/abci-carmen-amaya-centenario-201311012037.html Carmen Amaya, la Capitana que fascinó al mundo con su baile salvaje]'', ''abc.es'', 2 novembre 2013.</ref> *L'arte stessa. :''El arte.'' ([[Greta Garbo]]) <ref>{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://www.abc.es/cultura/20131102/abci-carmen-amaya-centenario-201311012037.html Carmen Amaya, la Capitana que fascinó al mundo con su baile salvaje]'', ''abc.es'', 2 novembre 2013.</ref> *Immaginate una giovane gitana, di circa quattordici anni, seduta su una sedia sul palcoscenico. Carmencita rimane impassibile e statuaria, altezzosa e nobile, con un'ineffabile nobiltà razziale, enigmatica, assente, ignara di tutto ciò che accade intorno a lei, sola con la sua ispirazione, in una posa tremendamente ieratica, che permette alla sua anima di librarsi in regni inaccessibili. Improvvisamente, un salto. E la zingara danza. L'indescrivibile. Anima. Anima pura. Sentimento fatto carne. Movimenti di un'articolazione ad angolo retto dislocata che raggiunge una geometria vivente. :''Imagínense ustedes a una gitanilla de unos catorce años de edad sentada en una silla sobre el tablao. Carmencita permanece impasible y estatuaria, altiva y noble, con indecible nobleza racial, hermética, ausente, inatenta a todo cuanto sucede a su alrededor, solita con su inspiración, en una actitud tremendamente hierática, para permitir que el alma se eleve hacia regiones inaccesibles. De pronto, un brinco. Y la gitanilla baila. Lo indescriptible. Alma. Alma pura. El sentimiento hecho carne. Movimientos de un descoyuntamiento en ángulo recto que alcanza la geometría viva.''<ref>{{es}} Citato in Sebastián Gasch, ''[https://pureflamencobarcelona.com/es/biografia.php Biografia de Carmen Amaya, célebre bailaora de flamenco en Barcelona]'', ''pureflamencobarcelona.com''.</ref> *Questa giovane donna gitana rivoluzionerà il flamenco, perché è la sintesi di due grandi stili brillantemente fusi: quello della ballerina di flamenco tradizionale, dalla vita in su, con i suoi imperscrutabili movimenti delle braccia e quella rara scintilla negli occhi, e lo stile vibrante del ballerino uomo nelle sue prodigiose variazioni di passi. :''Esta gitanilla hará una revolución en el baile flamenco, porque es la síntesis de dos grandes estilos fundidos genialmente: el de la bailaora antigua, de la cintura a la cabeza, con un braceo imponderable y ese raro fulgor de sus ojos, y el estilo trepidante del bailaor en sus variaciones de pies, prodigiosas.''<ref name="escudero">{{es}} Citato in Vicente Escudero, ''[https://carmenamaya8.webnode.es/sobre-carmen-amaya/ Sobre Carmen]'', ''carmenamaya8.webnode.es''.</ref> ==Note== <references /> ==Voci correlate == * [[Flamenco]] * [[Gitani]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Amaya, Carmen}} [[Categoria:Ballerini spagnoli]] [[Categoria:Cantanti spagnoli]] 9195oodwg1eylzl2yqqulpqkz0hluis 1410273 1410268 2026-04-12T17:23:35Z Camelia.boban 17423 Nuova voce scritta per International Roma Day Edit-a-thon 2026 1410273 wikitext text/x-wiki [[File:Jardins de Joan Brossa - Barcelona 08.JPG|thumb|destra|250px|Carmen Amaya (scultura di Josep Cañas) collocata nel 1972 nei Giardini Joan Brossa.]] '''Carmen Amaya''' (1913 – 1963), ballerina e cantante spagnola di flamenco di origini gitane. === Citazioni di Carmen Amaya === *Ho imparato a ballare con le onde del Somorrostro. Il mare mi ha insegnato a ballare. :''Aprendí a bailar con las olas del Somorrostro, a mí me enseñó a bailar el mar.''<ref>{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://www.abc.es/cultura/20131102/abci-carmen-amaya-centenario-201311012037.html Carmen Amaya, la Capitana que fascinó al mundo con su baile salvaje]'', ''abc.es'', 2 novembre 2013.</ref><ref>{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://carmenamaya8.webnode.es/conferencias-carmen-amaya-en-la-memoria/primera/ 1ª conferencia ciclo "Con Carmen Amaya en la memoria"]'', ''carmenamaya8.webnode.es''</ref> *Il fatto è che, qui in Spagna, purtroppo, i Rom... La polizia in Spagna non ha alcun riguardo per i Rom. Li trattano come cani. :''Es que aquí en España, desgraciadamente, a los gitanos… A la policía en España, los gitanos no le merecen consideración ninguna. Los tratan como perros.''<ref>{{es}} Citato in Francisco Hidalgo Gómez, ''[https://ojosdepapel.com/Index.aspx?article=3841 Carmen Amaya. La biografía]'', ''ojosdepapel.com'', 4 gennaio 2011.</ref> *Lui ({{NDR|suo padre}}) mi prendeva e io iniziavo a ballare. Mi diceva: no, non così, fallo di nuovo, in questo modo, in quello; va bene, o va male, o non sei a tempo. Cantavo e ballavo. Poi ho iniziato a ballare il soleares, la farruca. E poi mio padre mi ha fatto indossare i pantaloni e ballare le alegrías. I pantaloni non perdonano: mostrano ogni difetto del mondo e non hai nulla a cui aggrapparti. :''Él cogía ({{NDR|suo padre José "El Chino" Amaya}}) y yo me ponía a bailar. Me decía: no, eso no, hazlo otra vez, así, eso; está bien, o está mal, o no entras a compás. Cantaba y bailaba. Luego empecé a bailar por soleares, la farruca. Y luego fue cuando mi padre me hizo poner los pantalones y bailar por alegrías. Los pantalones no perdonan: se ven todos los defectos del mundo y no tienes dónde agarrarte.<ref name="allflamenco">{{es}} Citato in ''[https://allflamenco.net/blog/carmen-amaya-biografia-aniversario/ Carmen Amaya: de la miseria a Hollywood]'', ''allflamenco.net'', 6 marzo 2026.</ref> *Mi lascio trasportare dalla musica e ballo ciò che mi viene naturale. So come iniziare un ballo e come finirlo. Ma nel mezzo, non so cosa succeda. :''Me dejo llevar por la música y bailo lo que me va saliendo. Sé cómo empezar un baile y cómo terminarlo. Pero en medio no sé lo que pasa.''<ref>{{es}} Citato in ''[https://zocoflamenco.com/opiniones/carmen-amaya-el-baile-como-reto-al-misterio/ Carmen Amaya, el baile como reto al misterio]'', ''zocoflamenco.com''.</ref> *Voglio una tomba bianca senza nulla sopra, come dev'essere la tomba di un gitano. :''Quiero una tumba blanca sin nada encima, como debe ser la tumba de un gitano.''<ref name="allflamenco"/> === Citazioni su Carmen Amaya === *È grandine sulle finestre, il grido di una rondine, la sigaretta fumata da una donna sognante, una tempesta di applausi. Quando i suoi personaggi arrivano in una città, bandiscono la bruttezza, la monotonia, la tristezza; come uno sciame di insetti che divora le foglie degli alberi. Dai tempi dei Balletti Russi di Sergej Djagilev non si vedeva un incontro romantico di questo tipo a teatro. ([[Jean Cocteau]]) *È un vulcano illuminato da superbi lampi di musica spagnola. ([[Charlie Chaplin]]) *L'arte stessa. ([[Greta Garbo]]) *La miglior ballerina del mondo. ([[Orson Welles]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate == * [[Flamenco]] * [[Gitani]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Amaya, Carmen}} [[Categoria:Ballerini spagnoli]] [[Categoria:Cantanti spagnoli]] 4zxhcgeuzzpgfy8lwhi034m61ewfc84 1410274 1410273 2026-04-12T17:24:17Z Camelia.boban 17423 Camelia.boban ha spostato la pagina [[Utente:Camelia.boban/Carmen Amaya]] a [[Carmen Amaya]]: voce scritta per International Roma Day Edit-a-thon 2026 1410273 wikitext text/x-wiki [[File:Jardins de Joan Brossa - Barcelona 08.JPG|thumb|destra|250px|Carmen Amaya (scultura di Josep Cañas) collocata nel 1972 nei Giardini Joan Brossa.]] '''Carmen Amaya''' (1913 – 1963), ballerina e cantante spagnola di flamenco di origini gitane. === Citazioni di Carmen Amaya === *Ho imparato a ballare con le onde del Somorrostro. Il mare mi ha insegnato a ballare. :''Aprendí a bailar con las olas del Somorrostro, a mí me enseñó a bailar el mar.''<ref>{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://www.abc.es/cultura/20131102/abci-carmen-amaya-centenario-201311012037.html Carmen Amaya, la Capitana que fascinó al mundo con su baile salvaje]'', ''abc.es'', 2 novembre 2013.</ref><ref>{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://carmenamaya8.webnode.es/conferencias-carmen-amaya-en-la-memoria/primera/ 1ª conferencia ciclo "Con Carmen Amaya en la memoria"]'', ''carmenamaya8.webnode.es''</ref> *Il fatto è che, qui in Spagna, purtroppo, i Rom... La polizia in Spagna non ha alcun riguardo per i Rom. Li trattano come cani. :''Es que aquí en España, desgraciadamente, a los gitanos… A la policía en España, los gitanos no le merecen consideración ninguna. Los tratan como perros.''<ref>{{es}} Citato in Francisco Hidalgo Gómez, ''[https://ojosdepapel.com/Index.aspx?article=3841 Carmen Amaya. La biografía]'', ''ojosdepapel.com'', 4 gennaio 2011.</ref> *Lui ({{NDR|suo padre}}) mi prendeva e io iniziavo a ballare. Mi diceva: no, non così, fallo di nuovo, in questo modo, in quello; va bene, o va male, o non sei a tempo. Cantavo e ballavo. Poi ho iniziato a ballare il soleares, la farruca. E poi mio padre mi ha fatto indossare i pantaloni e ballare le alegrías. I pantaloni non perdonano: mostrano ogni difetto del mondo e non hai nulla a cui aggrapparti. :''Él cogía ({{NDR|suo padre José "El Chino" Amaya}}) y yo me ponía a bailar. Me decía: no, eso no, hazlo otra vez, así, eso; está bien, o está mal, o no entras a compás. Cantaba y bailaba. Luego empecé a bailar por soleares, la farruca. Y luego fue cuando mi padre me hizo poner los pantalones y bailar por alegrías. Los pantalones no perdonan: se ven todos los defectos del mundo y no tienes dónde agarrarte.<ref name="allflamenco">{{es}} Citato in ''[https://allflamenco.net/blog/carmen-amaya-biografia-aniversario/ Carmen Amaya: de la miseria a Hollywood]'', ''allflamenco.net'', 6 marzo 2026.</ref> *Mi lascio trasportare dalla musica e ballo ciò che mi viene naturale. So come iniziare un ballo e come finirlo. Ma nel mezzo, non so cosa succeda. :''Me dejo llevar por la música y bailo lo que me va saliendo. Sé cómo empezar un baile y cómo terminarlo. Pero en medio no sé lo que pasa.''<ref>{{es}} Citato in ''[https://zocoflamenco.com/opiniones/carmen-amaya-el-baile-como-reto-al-misterio/ Carmen Amaya, el baile como reto al misterio]'', ''zocoflamenco.com''.</ref> *Voglio una tomba bianca senza nulla sopra, come dev'essere la tomba di un gitano. :''Quiero una tumba blanca sin nada encima, como debe ser la tumba de un gitano.''<ref name="allflamenco"/> === Citazioni su Carmen Amaya === *È grandine sulle finestre, il grido di una rondine, la sigaretta fumata da una donna sognante, una tempesta di applausi. Quando i suoi personaggi arrivano in una città, bandiscono la bruttezza, la monotonia, la tristezza; come uno sciame di insetti che divora le foglie degli alberi. Dai tempi dei Balletti Russi di Sergej Djagilev non si vedeva un incontro romantico di questo tipo a teatro. ([[Jean Cocteau]]) *È un vulcano illuminato da superbi lampi di musica spagnola. ([[Charlie Chaplin]]) *L'arte stessa. ([[Greta Garbo]]) *La miglior ballerina del mondo. ([[Orson Welles]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate == * [[Flamenco]] * [[Gitani]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Amaya, Carmen}} [[Categoria:Ballerini spagnoli]] [[Categoria:Cantanti spagnoli]] 4zxhcgeuzzpgfy8lwhi034m61ewfc84 1410276 1410274 2026-04-12T17:28:01Z Camelia.boban 17423 Altra img 1410276 wikitext text/x-wiki [[File:Կարմեն Ամայա.jpg|thumb|destra|250px|Carmen Amaya.]] '''Carmen Amaya''' (1913 – 1963), ballerina e cantante spagnola di flamenco di origini gitane. === Citazioni di Carmen Amaya === *Ho imparato a ballare con le onde del Somorrostro. Il mare mi ha insegnato a ballare. :''Aprendí a bailar con las olas del Somorrostro, a mí me enseñó a bailar el mar.''<ref>{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://www.abc.es/cultura/20131102/abci-carmen-amaya-centenario-201311012037.html Carmen Amaya, la Capitana que fascinó al mundo con su baile salvaje]'', ''abc.es'', 2 novembre 2013.</ref><ref>{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://carmenamaya8.webnode.es/conferencias-carmen-amaya-en-la-memoria/primera/ 1ª conferencia ciclo "Con Carmen Amaya en la memoria"]'', ''carmenamaya8.webnode.es''</ref> *Il fatto è che, qui in Spagna, purtroppo, i Rom... La polizia in Spagna non ha alcun riguardo per i Rom. Li trattano come cani. :''Es que aquí en España, desgraciadamente, a los gitanos… A la policía en España, los gitanos no le merecen consideración ninguna. Los tratan como perros.''<ref>{{es}} Citato in Francisco Hidalgo Gómez, ''[https://ojosdepapel.com/Index.aspx?article=3841 Carmen Amaya. La biografía]'', ''ojosdepapel.com'', 4 gennaio 2011.</ref> *Lui ({{NDR|suo padre}}) mi prendeva e io iniziavo a ballare. Mi diceva: no, non così, fallo di nuovo, in questo modo, in quello; va bene, o va male, o non sei a tempo. Cantavo e ballavo. Poi ho iniziato a ballare il soleares, la farruca. E poi mio padre mi ha fatto indossare i pantaloni e ballare le alegrías. I pantaloni non perdonano: mostrano ogni difetto del mondo e non hai nulla a cui aggrapparti. :''Él cogía ({{NDR|suo padre José "El Chino" Amaya}}) y yo me ponía a bailar. Me decía: no, eso no, hazlo otra vez, así, eso; está bien, o está mal, o no entras a compás. Cantaba y bailaba. Luego empecé a bailar por soleares, la farruca. Y luego fue cuando mi padre me hizo poner los pantalones y bailar por alegrías. Los pantalones no perdonan: se ven todos los defectos del mundo y no tienes dónde agarrarte.<ref name="allflamenco">{{es}} Citato in ''[https://allflamenco.net/blog/carmen-amaya-biografia-aniversario/ Carmen Amaya: de la miseria a Hollywood]'', ''allflamenco.net'', 6 marzo 2026.</ref> *Mi lascio trasportare dalla musica e ballo ciò che mi viene naturale. So come iniziare un ballo e come finirlo. Ma nel mezzo, non so cosa succeda. :''Me dejo llevar por la música y bailo lo que me va saliendo. Sé cómo empezar un baile y cómo terminarlo. Pero en medio no sé lo que pasa.''<ref>{{es}} Citato in ''[https://zocoflamenco.com/opiniones/carmen-amaya-el-baile-como-reto-al-misterio/ Carmen Amaya, el baile como reto al misterio]'', ''zocoflamenco.com''.</ref> *Voglio una tomba bianca senza nulla sopra, come dev'essere la tomba di un gitano. :''Quiero una tumba blanca sin nada encima, como debe ser la tumba de un gitano.''<ref name="allflamenco"/> === Citazioni su Carmen Amaya === *È grandine sulle finestre, il grido di una rondine, la sigaretta fumata da una donna sognante, una tempesta di applausi. Quando i suoi personaggi arrivano in una città, bandiscono la bruttezza, la monotonia, la tristezza; come uno sciame di insetti che divora le foglie degli alberi. Dai tempi dei Balletti Russi di Sergej Djagilev non si vedeva un incontro romantico di questo tipo a teatro. ([[Jean Cocteau]]) *È un vulcano illuminato da superbi lampi di musica spagnola. ([[Charlie Chaplin]]) *L'arte stessa. ([[Greta Garbo]]) *La miglior ballerina del mondo. ([[Orson Welles]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate == * [[Flamenco]] * [[Gitani]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Amaya, Carmen}} [[Categoria:Ballerini spagnoli]] [[Categoria:Cantanti spagnoli]] qfwhjflqd6jpmcyoplu0mb3wi4mh77p 1410277 1410276 2026-04-12T17:30:07Z Camelia.boban 17423 La cat si chiama così 1410277 wikitext text/x-wiki [[File:Կարմեն Ամայա.jpg|thumb|destra|250px|Carmen Amaya.]] '''Carmen Amaya''' (1913 – 1963), ballerina e cantante spagnola di flamenco di origini gitane. === Citazioni di Carmen Amaya === *Ho imparato a ballare con le onde del Somorrostro. Il mare mi ha insegnato a ballare. :''Aprendí a bailar con las olas del Somorrostro, a mí me enseñó a bailar el mar.''<ref>{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://www.abc.es/cultura/20131102/abci-carmen-amaya-centenario-201311012037.html Carmen Amaya, la Capitana que fascinó al mundo con su baile salvaje]'', ''abc.es'', 2 novembre 2013.</ref><ref>{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://carmenamaya8.webnode.es/conferencias-carmen-amaya-en-la-memoria/primera/ 1ª conferencia ciclo "Con Carmen Amaya en la memoria"]'', ''carmenamaya8.webnode.es''</ref> *Il fatto è che, qui in Spagna, purtroppo, i Rom... La polizia in Spagna non ha alcun riguardo per i Rom. Li trattano come cani. :''Es que aquí en España, desgraciadamente, a los gitanos… A la policía en España, los gitanos no le merecen consideración ninguna. Los tratan como perros.''<ref>{{es}} Citato in Francisco Hidalgo Gómez, ''[https://ojosdepapel.com/Index.aspx?article=3841 Carmen Amaya. La biografía]'', ''ojosdepapel.com'', 4 gennaio 2011.</ref> *Lui ({{NDR|suo padre}}) mi prendeva e io iniziavo a ballare. Mi diceva: no, non così, fallo di nuovo, in questo modo, in quello; va bene, o va male, o non sei a tempo. Cantavo e ballavo. Poi ho iniziato a ballare il soleares, la farruca. E poi mio padre mi ha fatto indossare i pantaloni e ballare le alegrías. I pantaloni non perdonano: mostrano ogni difetto del mondo e non hai nulla a cui aggrapparti. :''Él cogía ({{NDR|suo padre José "El Chino" Amaya}}) y yo me ponía a bailar. Me decía: no, eso no, hazlo otra vez, así, eso; está bien, o está mal, o no entras a compás. Cantaba y bailaba. Luego empecé a bailar por soleares, la farruca. Y luego fue cuando mi padre me hizo poner los pantalones y bailar por alegrías. Los pantalones no perdonan: se ven todos los defectos del mundo y no tienes dónde agarrarte.<ref name="allflamenco">{{es}} Citato in ''[https://allflamenco.net/blog/carmen-amaya-biografia-aniversario/ Carmen Amaya: de la miseria a Hollywood]'', ''allflamenco.net'', 6 marzo 2026.</ref> *Mi lascio trasportare dalla musica e ballo ciò che mi viene naturale. So come iniziare un ballo e come finirlo. Ma nel mezzo, non so cosa succeda. :''Me dejo llevar por la música y bailo lo que me va saliendo. Sé cómo empezar un baile y cómo terminarlo. Pero en medio no sé lo que pasa.''<ref>{{es}} Citato in ''[https://zocoflamenco.com/opiniones/carmen-amaya-el-baile-como-reto-al-misterio/ Carmen Amaya, el baile como reto al misterio]'', ''zocoflamenco.com''.</ref> *Voglio una tomba bianca senza nulla sopra, come dev'essere la tomba di un gitano. :''Quiero una tumba blanca sin nada encima, como debe ser la tumba de un gitano.''<ref name="allflamenco"/> === Citazioni su Carmen Amaya === *È grandine sulle finestre, il grido di una rondine, la sigaretta fumata da una donna sognante, una tempesta di applausi. Quando i suoi personaggi arrivano in una città, bandiscono la bruttezza, la monotonia, la tristezza; come uno sciame di insetti che divora le foglie degli alberi. Dai tempi dei Balletti Russi di Sergej Djagilev non si vedeva un incontro romantico di questo tipo a teatro. ([[Jean Cocteau]]) *È un vulcano illuminato da superbi lampi di musica spagnola. ([[Charlie Chaplin]]) *L'arte stessa. ([[Greta Garbo]]) *La miglior ballerina del mondo. ([[Orson Welles]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate == * [[Flamenco]] * [[Gitani]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Amaya, Carmen}} [[Categoria:Danzatori spagnoli]] [[Categoria:Cantanti spagnoli]] dmyupxplkg0fqngx0843talqp0nvtu9 1410278 1410277 2026-04-12T17:30:58Z Camelia.boban 17423 No autore 1410278 wikitext text/x-wiki [[File:Կարմեն Ամայա.jpg|thumb|destra|250px|Carmen Amaya.]] '''Carmen Amaya''' (1913 – 1963), ballerina e cantante spagnola di flamenco di origini gitane. === Citazioni di Carmen Amaya === *Ho imparato a ballare con le onde del Somorrostro. Il mare mi ha insegnato a ballare. :''Aprendí a bailar con las olas del Somorrostro, a mí me enseñó a bailar el mar.''<ref>{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://www.abc.es/cultura/20131102/abci-carmen-amaya-centenario-201311012037.html Carmen Amaya, la Capitana que fascinó al mundo con su baile salvaje]'', ''abc.es'', 2 novembre 2013.</ref><ref>{{es}} Citato in ''[https://carmenamaya8.webnode.es/conferencias-carmen-amaya-en-la-memoria/primera/ 1ª conferencia ciclo "Con Carmen Amaya en la memoria"]'', ''carmenamaya8.webnode.es''</ref> *Il fatto è che, qui in Spagna, purtroppo, i Rom... La polizia in Spagna non ha alcun riguardo per i Rom. Li trattano come cani. :''Es que aquí en España, desgraciadamente, a los gitanos… A la policía en España, los gitanos no le merecen consideración ninguna. Los tratan como perros.''<ref>{{es}} Citato in Francisco Hidalgo Gómez, ''[https://ojosdepapel.com/Index.aspx?article=3841 Carmen Amaya. La biografía]'', ''ojosdepapel.com'', 4 gennaio 2011.</ref> *Lui ({{NDR|suo padre}}) mi prendeva e io iniziavo a ballare. Mi diceva: no, non così, fallo di nuovo, in questo modo, in quello; va bene, o va male, o non sei a tempo. Cantavo e ballavo. Poi ho iniziato a ballare il soleares, la farruca. E poi mio padre mi ha fatto indossare i pantaloni e ballare le alegrías. I pantaloni non perdonano: mostrano ogni difetto del mondo e non hai nulla a cui aggrapparti. :''Él cogía ({{NDR|suo padre José "El Chino" Amaya}}) y yo me ponía a bailar. Me decía: no, eso no, hazlo otra vez, así, eso; está bien, o está mal, o no entras a compás. Cantaba y bailaba. Luego empecé a bailar por soleares, la farruca. Y luego fue cuando mi padre me hizo poner los pantalones y bailar por alegrías. Los pantalones no perdonan: se ven todos los defectos del mundo y no tienes dónde agarrarte.<ref name="allflamenco">{{es}} Citato in ''[https://allflamenco.net/blog/carmen-amaya-biografia-aniversario/ Carmen Amaya: de la miseria a Hollywood]'', ''allflamenco.net'', 6 marzo 2026.</ref> *Mi lascio trasportare dalla musica e ballo ciò che mi viene naturale. So come iniziare un ballo e come finirlo. Ma nel mezzo, non so cosa succeda. :''Me dejo llevar por la música y bailo lo que me va saliendo. Sé cómo empezar un baile y cómo terminarlo. Pero en medio no sé lo que pasa.''<ref>{{es}} Citato in ''[https://zocoflamenco.com/opiniones/carmen-amaya-el-baile-como-reto-al-misterio/ Carmen Amaya, el baile como reto al misterio]'', ''zocoflamenco.com''.</ref> *Voglio una tomba bianca senza nulla sopra, come dev'essere la tomba di un gitano. :''Quiero una tumba blanca sin nada encima, como debe ser la tumba de un gitano.''<ref name="allflamenco"/> === Citazioni su Carmen Amaya === *È grandine sulle finestre, il grido di una rondine, la sigaretta fumata da una donna sognante, una tempesta di applausi. Quando i suoi personaggi arrivano in una città, bandiscono la bruttezza, la monotonia, la tristezza; come uno sciame di insetti che divora le foglie degli alberi. Dai tempi dei Balletti Russi di Sergej Djagilev non si vedeva un incontro romantico di questo tipo a teatro. ([[Jean Cocteau]]) *È un vulcano illuminato da superbi lampi di musica spagnola. ([[Charlie Chaplin]]) *L'arte stessa. ([[Greta Garbo]]) *La miglior ballerina del mondo. ([[Orson Welles]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate == * [[Flamenco]] * [[Gitani]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Amaya, Carmen}} [[Categoria:Danzatori spagnoli]] [[Categoria:Cantanti spagnoli]] bh3kld7wkhfny82vmpej0j88uau634l 1410291 1410278 2026-04-12T18:05:59Z Camelia.boban 17423 + Portale 1410291 wikitext text/x-wiki [[File:Կարմեն Ամայա.jpg|thumb|destra|250px|Carmen Amaya.]] '''Carmen Amaya''' (1913 – 1963), ballerina e cantante spagnola di flamenco di origini gitane. === Citazioni di Carmen Amaya === *Ho imparato a ballare con le onde del Somorrostro. Il mare mi ha insegnato a ballare. :''Aprendí a bailar con las olas del Somorrostro, a mí me enseñó a bailar el mar.''<ref>{{es}} Citato in Julio Bravo, ''[https://www.abc.es/cultura/20131102/abci-carmen-amaya-centenario-201311012037.html Carmen Amaya, la Capitana que fascinó al mundo con su baile salvaje]'', ''abc.es'', 2 novembre 2013.</ref><ref>{{es}} Citato in ''[https://carmenamaya8.webnode.es/conferencias-carmen-amaya-en-la-memoria/primera/ 1ª conferencia ciclo "Con Carmen Amaya en la memoria"]'', ''carmenamaya8.webnode.es''</ref> *Il fatto è che, qui in Spagna, purtroppo, i Rom... La polizia in Spagna non ha alcun riguardo per i Rom. Li trattano come cani. :''Es que aquí en España, desgraciadamente, a los gitanos… A la policía en España, los gitanos no le merecen consideración ninguna. Los tratan como perros.''<ref>{{es}} Citato in Francisco Hidalgo Gómez, ''[https://ojosdepapel.com/Index.aspx?article=3841 Carmen Amaya. La biografía]'', ''ojosdepapel.com'', 4 gennaio 2011.</ref> *Lui ({{NDR|suo padre}}) mi prendeva e io iniziavo a ballare. Mi diceva: no, non così, fallo di nuovo, in questo modo, in quello; va bene, o va male, o non sei a tempo. Cantavo e ballavo. Poi ho iniziato a ballare il soleares, la farruca. E poi mio padre mi ha fatto indossare i pantaloni e ballare le alegrías. I pantaloni non perdonano: mostrano ogni difetto del mondo e non hai nulla a cui aggrapparti. :''Él cogía ({{NDR|suo padre José "El Chino" Amaya}}) y yo me ponía a bailar. Me decía: no, eso no, hazlo otra vez, así, eso; está bien, o está mal, o no entras a compás. Cantaba y bailaba. Luego empecé a bailar por soleares, la farruca. Y luego fue cuando mi padre me hizo poner los pantalones y bailar por alegrías. Los pantalones no perdonan: se ven todos los defectos del mundo y no tienes dónde agarrarte.<ref name="allflamenco">{{es}} Citato in ''[https://allflamenco.net/blog/carmen-amaya-biografia-aniversario/ Carmen Amaya: de la miseria a Hollywood]'', ''allflamenco.net'', 6 marzo 2026.</ref> *Mi lascio trasportare dalla musica e ballo ciò che mi viene naturale. So come iniziare un ballo e come finirlo. Ma nel mezzo, non so cosa succeda. :''Me dejo llevar por la música y bailo lo que me va saliendo. Sé cómo empezar un baile y cómo terminarlo. Pero en medio no sé lo que pasa.''<ref>{{es}} Citato in ''[https://zocoflamenco.com/opiniones/carmen-amaya-el-baile-como-reto-al-misterio/ Carmen Amaya, el baile como reto al misterio]'', ''zocoflamenco.com''.</ref> *Voglio una tomba bianca senza nulla sopra, come dev'essere la tomba di un gitano. :''Quiero una tumba blanca sin nada encima, como debe ser la tumba de un gitano.''<ref name="allflamenco"/> === Citazioni su Carmen Amaya === *È grandine sulle finestre, il grido di una rondine, la sigaretta fumata da una donna sognante, una tempesta di applausi. Quando i suoi personaggi arrivano in una città, bandiscono la bruttezza, la monotonia, la tristezza; come uno sciame di insetti che divora le foglie degli alberi. Dai tempi dei Balletti Russi di Sergej Djagilev non si vedeva un incontro romantico di questo tipo a teatro. ([[Jean Cocteau]]) *È un vulcano illuminato da superbi lampi di musica spagnola. ([[Charlie Chaplin]]) *L'arte stessa. ([[Greta Garbo]]) *La miglior ballerina del mondo. ([[Orson Welles]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate == * [[Flamenco]] * [[Gitani]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Amaya, Carmen}} [[Categoria:Danzatori spagnoli]] [[Categoria:Cantanti spagnoli]] {{Portale|Donne}} 9i5t5r2sqprt0fbtd5f4bfgt91y61u9 Cher Lloyd 0 218541 1410294 1373303 2026-04-12T18:30:41Z Camelia.boban 17423 Nuova voce Cher Lloyd 1410294 wikitext text/x-wiki [[File:Cher-Lloyd-2020-Lostshoot.jpg|miniatura|250px|Cher Lloyd nel 2020]] '''Cher Lloyd''' (1993 - vivente), cantante britannica. ==Citazioni di Cher Lloyd== *Dopo X Factor ho dovuto fare gestione dei danni. Le persone mi vedevano come qualcuno che era aggressivo e si comportava male. Ma io ero solo una ragazza di sedici anni. Avevo paura. :''After The X Factor, I had to do damage control. People saw me as someone who was aggressive and acted out. But I was just a sixteen-year-old girl. I was scared.''<ref name="theguardian">{{en}} Citato in Elle Hunt, ''[https://www.theguardian.com/music/2020/jan/14/cher-lloyd-x-factor-singer-damage-control Cher Lloyd: ‘After The X Factor, I had to do damage control. I still have to’]'', ''theguardian.com'', 14 gennaio 2020.</ref> *Il venerdì ero una normale ragazza di sedici anni. Il sabato mi ero appena svegliata e a quanto pare ero diventata una celebrità? Non credo che nulla avrebbe potuto preparare una sedicenne ad affrontare una pressione del genere. :''On the Friday, I was a normal 16-year-old girl. On the Saturday - I've just woken up, and apparently now I'm a celebrity? I don't think anything could have prepared a 16-year-old to be able to deal with those pressures.''<ref name="theguardian"/> *Ma davvero, immaginate le critiche che ho ricevuto, solo per le mie sopracciglia. Vi verrebbe mai in mente di avvicinarvi a una ragazzina di sedici anni per strada e dirle: "Non ti conosco, ma sei disgustosa, con quelle sopracciglia orribili"? Ecco, questo è quello che mi hanno fatto. :''But truly, if you can imagine the shit that I got, just for my eyebrows. Would you go up to a 16-year-old girl in the street and say: ‘I don’t know you, but you look disgusting, with your disgusting eyebrows’? That’s what people did to me.''<ref name="theguardian"/> *Non avevo alcun controllo su come venivo giudicata. Credo che questo mi influenzi ancora oggi: sono sempre un po' suscettibile a quello che dico. :''I had no control over how I was being edited. I think that affects me to this day - like, I'm always just a bit touchy about what I say.''<ref name="theguardian"/> *Non mentirò: all'epoca ero in preda agli ormoni, un'adolescente ribelle. Desideravo disperatamente essere ascoltata per quello che ero e non capivo perché ora un milione di persone avessero qualcosa da dire su di me. :''I'm not going to lie; at the time I was very hormonal, a naughty teenager. I wanted so desperately to be heard for who I was, and didn't understand why now a million people had something to say about me.''<ref name="theguardian"/> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Lloyd, Cher}} [[Categoria:Cantanti britannici]] {{Portale|Donne}} dc6al9iliihm82nck6nr8rob3ixj2ny 1410295 1410294 2026-04-12T18:33:10Z Camelia.boban 17423 Traduzione 1410295 wikitext text/x-wiki [[File:Cher-Lloyd-2020-Lostshoot.jpg|miniatura|250px|Cher Lloyd nel 2020]] '''Cher Lloyd''' (1993 - vivente), cantante britannica. ==Citazioni di Cher Lloyd== *Dopo X Factor, ho dovuto correre ai ripari. Devo ancora farlo. :''After The X Factor, I had to do damage control. I still have to.''<ref name="theguardian">{{en}} Citato in Elle Hunt, ''[https://www.theguardian.com/music/2020/jan/14/cher-lloyd-x-factor-singer-damage-control Cher Lloyd: ‘After The X Factor, I had to do damage control. I still have to’]'', ''theguardian.com'', 14 gennaio 2020.</ref> *Il venerdì ero una normale ragazza di sedici anni. Il sabato mi ero appena svegliata e a quanto pare ero diventata una celebrità? Non credo che nulla avrebbe potuto preparare una sedicenne ad affrontare una pressione del genere. :''On the Friday, I was a normal 16-year-old girl. On the Saturday - I've just woken up, and apparently now I'm a celebrity? I don't think anything could have prepared a 16-year-old to be able to deal with those pressures.''<ref name="theguardian"/> *Ma davvero, immaginate le critiche che ho ricevuto, solo per le mie sopracciglia. Vi verrebbe mai in mente di avvicinarvi a una ragazzina di sedici anni per strada e dirle: "Non ti conosco, ma sei disgustosa, con quelle sopracciglia orribili"? Ecco, questo è quello che mi hanno fatto. :''But truly, if you can imagine the shit that I got, just for my eyebrows. Would you go up to a 16-year-old girl in the street and say: ‘I don’t know you, but you look disgusting, with your disgusting eyebrows’? That’s what people did to me.''<ref name="theguardian"/> *Non avevo alcun controllo su come venivo giudicata. Credo che questo mi influenzi ancora oggi: sono sempre un po' suscettibile a quello che dico. :''I had no control over how I was being edited. I think that affects me to this day - like, I'm always just a bit touchy about what I say.''<ref name="theguardian"/> *Non mentirò: all'epoca ero in preda agli ormoni, un'adolescente ribelle. Desideravo disperatamente essere ascoltata per quello che ero e non capivo perché ora un milione di persone avessero qualcosa da dire su di me. :''I'm not going to lie; at the time I was very hormonal, a naughty teenager. I wanted so desperately to be heard for who I was, and didn't understand why now a million people had something to say about me.''<ref name="theguardian"/> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Lloyd, Cher}} [[Categoria:Cantanti britannici]] {{Portale|Donne}} blsdt76cfmrtnrbellkuqx2n5betek6 1410296 1410295 2026-04-12T18:33:54Z Camelia.boban 17423 Levo questa 1410296 wikitext text/x-wiki [[File:Cher-Lloyd-2020-Lostshoot.jpg|miniatura|250px|Cher Lloyd nel 2020]] '''Cher Lloyd''' (1993 - vivente), cantante britannica. ==Citazioni di Cher Lloyd== *Dopo X Factor, ho dovuto correre ai ripari. Devo ancora farlo. :''After The X Factor, I had to do damage control. I still have to.''<ref name="theguardian">{{en}} Citato in Elle Hunt, ''[https://www.theguardian.com/music/2020/jan/14/cher-lloyd-x-factor-singer-damage-control Cher Lloyd: ‘After The X Factor, I had to do damage control. I still have to’]'', ''theguardian.com'', 14 gennaio 2020.</ref> *Il venerdì ero una normale ragazza di sedici anni. Il sabato mi ero appena svegliata e a quanto pare ero diventata una celebrità? Non credo che nulla avrebbe potuto preparare una sedicenne ad affrontare una pressione del genere. :''On the Friday, I was a normal 16-year-old girl. On the Saturday - I've just woken up, and apparently now I'm a celebrity? I don't think anything could have prepared a 16-year-old to be able to deal with those pressures.''<ref name="theguardian"/> :''I had no control over how I was being edited. I think that affects me to this day - like, I'm always just a bit touchy about what I say.''<ref name="theguardian"/> *Non mentirò: all'epoca ero in preda agli ormoni, un'adolescente ribelle. Desideravo disperatamente essere ascoltata per quello che ero e non capivo perché ora un milione di persone avessero qualcosa da dire su di me. :''I'm not going to lie; at the time I was very hormonal, a naughty teenager. I wanted so desperately to be heard for who I was, and didn't understand why now a million people had something to say about me.''<ref name="theguardian"/> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Lloyd, Cher}} [[Categoria:Cantanti britannici]] {{Portale|Donne}} n9c2pz3bcwv897hjuqouv8i0okmd3r7 1410297 1410296 2026-04-12T18:34:18Z Camelia.boban 17423 Camelia.boban ha spostato la pagina [[Utente:Camelia.boban/Cher Lloyd]] a [[Cher Lloyd]]: voce scritta per International Roma Day Edit-a-thon 2026 1410296 wikitext text/x-wiki [[File:Cher-Lloyd-2020-Lostshoot.jpg|miniatura|250px|Cher Lloyd nel 2020]] '''Cher Lloyd''' (1993 - vivente), cantante britannica. ==Citazioni di Cher Lloyd== *Dopo X Factor, ho dovuto correre ai ripari. Devo ancora farlo. :''After The X Factor, I had to do damage control. I still have to.''<ref name="theguardian">{{en}} Citato in Elle Hunt, ''[https://www.theguardian.com/music/2020/jan/14/cher-lloyd-x-factor-singer-damage-control Cher Lloyd: ‘After The X Factor, I had to do damage control. I still have to’]'', ''theguardian.com'', 14 gennaio 2020.</ref> *Il venerdì ero una normale ragazza di sedici anni. Il sabato mi ero appena svegliata e a quanto pare ero diventata una celebrità? Non credo che nulla avrebbe potuto preparare una sedicenne ad affrontare una pressione del genere. :''On the Friday, I was a normal 16-year-old girl. On the Saturday - I've just woken up, and apparently now I'm a celebrity? I don't think anything could have prepared a 16-year-old to be able to deal with those pressures.''<ref name="theguardian"/> :''I had no control over how I was being edited. I think that affects me to this day - like, I'm always just a bit touchy about what I say.''<ref name="theguardian"/> *Non mentirò: all'epoca ero in preda agli ormoni, un'adolescente ribelle. Desideravo disperatamente essere ascoltata per quello che ero e non capivo perché ora un milione di persone avessero qualcosa da dire su di me. :''I'm not going to lie; at the time I was very hormonal, a naughty teenager. 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Nonostante la forza che so di possedere e nonostante la mia grande [[energia]], mi lascio abbattere con estrema facilità perché sono ipersensibile. :''Soy una mujer supervaliente y muy fuerte pero también es muy fácil tumbarme. Dentro de esa fortaleza que sé que tengo y que está ahí y tengo muchísima energía, es muy fácil tumbarme porque soy hipersensible. ''.<ref name="revistavanityfair">{{es}} Citato in Nuria Hernández, ''[https://www.revistavanityfair.es/articulos/blanca-romero-entrevista-regreso-cine-la-abadesa Blanca Romero: "Soy una mujer supervaliente y muy fuerte, pero también es muy fácil tumbarme"]'', ''revistavanityfair.es'', 7 marzo 2024.</ref> *Sono una persona autentica e generosa. Prendo molto sul serio il mio lavoro di [[Artista|artista]] perché, se riesco a far sorridere anche solo una persona per un giorno, per me è già un grande risultato. Ispirare è più importante che impressionare. :''Soy real y generosa. Me tomo muy en serio lo de ser artista porque si puedes sacar una sonrisa a una persona en el mundo durante un día para mí ya está pagado. Es más valido inspirar que impresionar.''<ref name="revistavanityfair"/> *Sono perennemente insoddisfatta. Sì, ora ci sono progetti e lavoro, il che è positivo, ma le persone che ho sempre sognato non sono ancora arrivate. Sono un inguaribile romantica. :''Soy una eterna insatisfecha. Sí hay proyectos ahora y trabajo, que bienvenido sea, pero los personajes de mi vida todavía no aparecieron. Soy una eterna romántica .''<ref name="revistavanityfair"/> *Non ho studiato recitazione, ma non ho mai dimenticato come si vive, e se c'è una cosa di cui un attore ha bisogno, è la vita, per comprenderla e raccontarne la storia. Per me, [[Recitazione|recitare]] non è qualcosa di forzato, ma qualcosa di molto naturale. :''Yo no estudié interpretación, pero nunca me he olvidado de vivir, y si un actor necesita algo es vida, para entenderla y para contarla. Para mí, interpretar no es algo ortopédico, sino algo muy natural.''<ref name="elpais">{{es}} Citato in Elsa Fernández-Santos, ''[https://elpais.com/diario/2009/10/25/eps/1256452009_850215.html Blanca Romero: "Soy una mujer supervaliente y muy fuerte, pero también es muy fácil tumbarme"]'', ''elpais.es'', 25 ottobre 2009.</ref> *{{NDR|Parlando della sua casa sul monte Deva}} L'ho costruita molto lentamente. Sono venuta qui per perdermi tra le montagne, per camminare lungo il fiume. Ho pianto nei campi, e lì ho trovato calma e forza. Ho sognato quella casa fin da quando ero bambina, posso camminare per ore e ore tra le montagne, e lì la [[tristezza]] si ferma, le sciocchezze che mi frullano per la testa e mi distraggono. Lì sono sola con i miei [[Sogno|sogni]], e lì credo di poterli far sparire. :''La he hecho muy poco a poco. Voy allí para perderme en el monte, para bajar el río. Me criaron en el campo y es allí donde encuentro mi calma y mi fuerza. Desde niña he soñado con esa casa, puedo caminar horas y horas por el monte, y es allí donde me quito la tristeza, las tonterías que tengo en la cabeza y que me distraen. Allí estoy sola con mis sueños y allí me creo que puedo alcanzarlos.''<ref name="elpais"/> *Gli dei mi hanno dato una nuova opportunità per fare le cose per bene, e ora si tratta solo di non illudermi e di non arrendermi. :''Los dioses me han dado una nueva oportunidad para hacer las cosas bien y ahora sólo se trata de no tirar la toalla ni desmoronarme.''<ref name="elpais"/> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Romero, Blanca}} ù[[Categoria:Modelli spagnoli]] [[Categoria:Attori spagnoli]] {{Portale|Donne}} 6jh80cd68xt98ljxuwk5a69bj4ohajl 1410236 1410235 2026-04-12T13:47:06Z Camelia.boban 17423 Typo 1410236 wikitext text/x-wiki [[File:Goyas 2024 - Blanca Romero (cropped).jpg|miniatura|250px|Blanca Romero nel 2024]] '''Blanca Romero Ezama''' (1976 - vivente), modella e [[attrice]] spagnola di origini gitane. === Citazioni di Blanca Romero === *Sono una donna incredibilmente coraggiosa e forte, ma mi lascio anche abbattere molto facilmente. Nonostante la forza che so di possedere e nonostante la mia grande [[energia]], mi lascio abbattere con estrema facilità perché sono ipersensibile. :''Soy una mujer supervaliente y muy fuerte pero también es muy fácil tumbarme. Dentro de esa fortaleza que sé que tengo y que está ahí y tengo muchísima energía, es muy fácil tumbarme porque soy hipersensible. ''.<ref name="revistavanityfair">{{es}} Citato in Nuria Hernández, ''[https://www.revistavanityfair.es/articulos/blanca-romero-entrevista-regreso-cine-la-abadesa Blanca Romero: "Soy una mujer supervaliente y muy fuerte, pero también es muy fácil tumbarme"]'', ''revistavanityfair.es'', 7 marzo 2024.</ref> *Sono una persona autentica e generosa. Prendo molto sul serio il mio lavoro di [[Artista|artista]] perché, se riesco a far sorridere anche solo una persona per un giorno, per me è già un grande risultato. Ispirare è più importante che impressionare. :''Soy real y generosa. Me tomo muy en serio lo de ser artista porque si puedes sacar una sonrisa a una persona en el mundo durante un día para mí ya está pagado. Es más valido inspirar que impresionar.''<ref name="revistavanityfair"/> *Sono perennemente insoddisfatta. Sì, ora ci sono progetti e lavoro, il che è positivo, ma le persone che ho sempre sognato non sono ancora arrivate. Sono un inguaribile romantica. :''Soy una eterna insatisfecha. Sí hay proyectos ahora y trabajo, que bienvenido sea, pero los personajes de mi vida todavía no aparecieron. Soy una eterna romántica .''<ref name="revistavanityfair"/> *Non ho studiato recitazione, ma non ho mai dimenticato come si vive, e se c'è una cosa di cui un attore ha bisogno, è la vita, per comprenderla e raccontarne la storia. Per me, [[Recitazione|recitare]] non è qualcosa di forzato, ma qualcosa di molto naturale. :''Yo no estudié interpretación, pero nunca me he olvidado de vivir, y si un actor necesita algo es vida, para entenderla y para contarla. Para mí, interpretar no es algo ortopédico, sino algo muy natural.''<ref name="elpais">{{es}} Citato in Elsa Fernández-Santos, ''[https://elpais.com/diario/2009/10/25/eps/1256452009_850215.html Blanca Romero: "Soy una mujer supervaliente y muy fuerte, pero también es muy fácil tumbarme"]'', ''elpais.es'', 25 ottobre 2009.</ref> *{{NDR|Parlando della sua casa sul monte Deva}} L'ho costruita molto lentamente. Sono venuta qui per perdermi tra le montagne, per camminare lungo il fiume. Ho pianto nei campi, e lì ho trovato calma e forza. Ho sognato quella casa fin da quando ero bambina, posso camminare per ore e ore tra le montagne, e lì la [[tristezza]] si ferma, le sciocchezze che mi frullano per la testa e mi distraggono. Lì sono sola con i miei [[Sogno|sogni]], e lì credo di poterli far sparire. :''La he hecho muy poco a poco. Voy allí para perderme en el monte, para bajar el río. Me criaron en el campo y es allí donde encuentro mi calma y mi fuerza. Desde niña he soñado con esa casa, puedo caminar horas y horas por el monte, y es allí donde me quito la tristeza, las tonterías que tengo en la cabeza y que me distraen. Allí estoy sola con mis sueños y allí me creo que puedo alcanzarlos.''<ref name="elpais"/> *Gli dei mi hanno dato una nuova opportunità per fare le cose per bene, e ora si tratta solo di non illudermi e di non arrendermi. :''Los dioses me han dado una nueva oportunidad para hacer las cosas bien y ahora sólo se trata de no tirar la toalla ni desmoronarme.''<ref name="elpais"/> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Romero, Blanca}} [[Categoria:Modelli spagnoli]] [[Categoria:Attori spagnoli]] {{Portale|Donne}} rzadmxzuhor56bhlweq1fg1j7i59z4i Rivalità Alcaraz-Sinner 0 221911 1410224 1395229 2026-04-12T12:27:06Z SirPsych0 33615 +1 1410224 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} {{doppia immagine|right|Carlos Alcaraz - Roland Garros 2025 - serving (cropped).jpg|216|Jannik_Sinner_(2024_US_Open)_03.jpg|192|Carlos Alcaraz|Jannik Sinner}} Citazioni sulla '''rivalità tra [[Carlos Alcaraz|Alcaraz]] e [[Jannik Sinner|Sinner]]'''. ==Citazioni== *Direi carezze e mazzate allo stesso tempo, durante la stessa partita. Anche questa è una sfida infinita, una sfida bellissima, perché poi loro sono molto amici ed è molto bello vederli insieme poi come si salutano e come giocano a tennis. Alcaraz è di un livello incredibile, ha una resistenza incredibile. Ma mi piace più Jannik. ([[Luciano Spalletti]]) *{{NDR|Alcaraz}} ha punte più alte. Sinner è più costante. Un caterpillar: quasi imbattibile. Ha un gioco — non voglio sembrare irriverente — schematico, molto elementare, basato su fondamentali ottimi, meglio il rovescio del dritto. Si muove benissimo per la sua statura. È molto basico. L'altro può fare cose che non ti aspetti. Tipo il super tie break di Parigi: dopo 5 ore e mezza, una cosa da fenomeno. Ora cominciano a conoscersi meglio. Diventeranno i nuovi Federer e Nadal: giocheranno tante finali, una volta vincerà l'uno, una volta l'altro. ([[Adriano Panatta]]) *Io cerco solo di fare del mio meglio in ogni partita e in ogni torneo, e direi che Jannik fa lo stesso. Sono felice di vederci giocare così bene in ogni torneo. La costanza che abbiamo è davvero notevole. Ogni volta che giochiamo uno contro l'altro, alziamo il livello al massimo. Direi che, in un certo senso, la gente aspetta sempre che ci incontriamo in ogni torneo. Però non siamo supereroi e non vinceremo tutte le partite. Questo è il primo incontro del 2026, quindi significa che abbiamo perso prima in altri tornei. Vedo anche altri giocatori avvicinarsi al nostro livello, quindi vedremo come andrà. Personalmente, sono felice perché ogni volta che perdo, o quando perde Jannik, impariamo da quella sconfitta e torniamo al torneo successivo ancora più forti. ([[Carlos Alcaraz]]) *{{NDR|«[...] la testa è la miglior qualità di Sinner?»}} Sì: la mentalità, la dedizione. Alcaraz gioca meglio a tennis, ma si perde durante le partite. Sinner è sempre lì, giocherebbe così anche contro suo padre: quando entra in campo deve vincere a ogni costo. [...] Alza il livello nei momenti difficili, quando è spalle al muro. ([[Marco Fiocchetti]]) *Sinner dà un ritmo col dritto che è difficilissimo da reggere. È rapido nel colpire la palla presto e nel passare dalla difesa all'attacco. Carlos invece è più magico e imprevedibile: ha tutti i colpi e può raggiungere picchi che Jannik a volte non tocca. Però commette anche più errori. È spettacolare da vedere perché può fare cose incredibili ma anche sbagliare, ed è questo che lo rende umano. ([[Rafael Nadal]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Rivalità del tennis]] thjp9xpastu8fv0jwy1817r3dgdpryi 1410225 1410224 2026-04-12T12:27:50Z SirPsych0 33615 /* Citazioni */ 1410225 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} {{doppia immagine|right|Carlos Alcaraz - Roland Garros 2025 - serving (cropped).jpg|216|Jannik_Sinner_(2024_US_Open)_03.jpg|192|Carlos Alcaraz|Jannik Sinner}} Citazioni sulla '''rivalità tra [[Carlos Alcaraz|Alcaraz]] e [[Jannik Sinner|Sinner]]'''. ==Citazioni== *Direi carezze e mazzate allo stesso tempo, durante la stessa partita. Anche questa è una sfida infinita, una sfida bellissima, perché poi loro sono molto amici ed è molto bello vederli insieme poi come si salutano e come giocano a tennis. Alcaraz è di un livello incredibile, ha una resistenza incredibile. Ma mi piace più Jannik. ([[Luciano Spalletti]]) *{{NDR|Alcaraz}} ha punte più alte. Sinner è più costante. Un caterpillar: quasi imbattibile. Ha un gioco — non voglio sembrare irriverente — schematico, molto elementare, basato su fondamentali ottimi, meglio il rovescio del dritto. Si muove benissimo per la sua statura. È molto basico. L'altro può fare cose che non ti aspetti. Tipo il super tie break di Parigi: dopo 5 ore e mezza, una cosa da fenomeno. Ora cominciano a conoscersi meglio. Diventeranno i nuovi Federer e Nadal: giocheranno tante finali, una volta vincerà l'uno, una volta l'altro. ([[Adriano Panatta]]) *Io cerco solo di fare del mio meglio in ogni partita e in ogni torneo, e direi che Jannik fa lo stesso. Sono felice di vederci giocare così bene in ogni torneo. La costanza che abbiamo è davvero notevole. Ogni volta che giochiamo uno contro l'altro, alziamo il livello al massimo. Direi che, in un certo senso, la gente aspetta sempre che ci incontriamo in ogni torneo. Però non siamo supereroi e non vinceremo tutte le partite. [...] Personalmente, sono felice perché ogni volta che perdo, o quando perde Jannik, impariamo da quella sconfitta e torniamo al torneo successivo ancora più forti. ([[Carlos Alcaraz]]) *{{NDR|«[...] la testa è la miglior qualità di Sinner?»}} Sì: la mentalità, la dedizione. Alcaraz gioca meglio a tennis, ma si perde durante le partite. Sinner è sempre lì, giocherebbe così anche contro suo padre: quando entra in campo deve vincere a ogni costo. [...] Alza il livello nei momenti difficili, quando è spalle al muro. ([[Marco Fiocchetti]]) *Sinner dà un ritmo col dritto che è difficilissimo da reggere. È rapido nel colpire la palla presto e nel passare dalla difesa all'attacco. Carlos invece è più magico e imprevedibile: ha tutti i colpi e può raggiungere picchi che Jannik a volte non tocca. Però commette anche più errori. È spettacolare da vedere perché può fare cose incredibili ma anche sbagliare, ed è questo che lo rende umano. 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Ha un gioco — non voglio sembrare irriverente — schematico, molto elementare, basato su fondamentali ottimi, meglio il rovescio del dritto. Si muove benissimo per la sua statura. È molto basico. L'altro può fare cose che non ti aspetti. Tipo il super tie break di Parigi: dopo 5 ore e mezza, una cosa da fenomeno. Ora cominciano a conoscersi meglio. Diventeranno i nuovi Federer e Nadal: giocheranno tante finali, una volta vincerà l'uno, una volta l'altro. ([[Adriano Panatta]]) *Io cerco solo di fare del mio meglio in ogni partita e in ogni torneo, e direi che Jannik fa lo stesso. Sono felice di vederci giocare così bene in ogni torneo. La costanza che abbiamo è davvero notevole. Ogni volta che giochiamo uno contro l'altro, alziamo il livello al massimo. Direi che, in un certo senso, la gente aspetta sempre che ci incontriamo in ogni torneo. Però non siamo supereroi e non vinceremo tutte le partite. [...] Personalmente, sono felice perché ogni volta che perdo, o quando perde Jannik, impariamo da quella sconfitta e torniamo al torneo successivo ancora più forti. ([[Carlos Alcaraz]]) *{{NDR|«[...] la testa è la miglior qualità di Sinner?»}} Sì: la mentalità, la dedizione. Alcaraz gioca meglio a tennis, ma si perde durante le partite. Sinner è sempre lì, giocherebbe così anche contro suo padre: quando entra in campo deve vincere a ogni costo. [...] Alza il livello nei momenti difficili, quando è spalle al muro. ([[Marco Fiocchetti]]) *Sinner dà un ritmo col dritto che è difficilissimo da reggere. È rapido nel colpire la palla presto e nel passare dalla difesa all'attacco. Carlos invece è più magico e imprevedibile: ha tutti i colpi e può raggiungere picchi che Jannik a volte non tocca. Però commette anche più errori. È spettacolare da vedere perché può fare cose incredibili ma anche sbagliare, ed è questo che lo rende umano. ([[Rafael Nadal]]) ==[[Fabio Fognini]]== *Il problema è che per contrastare Jannik e Carlos bisogna avere una continuità di rendimento e di risultati che nessuno riesce a mettere in campo: nel singolo torneo possono anche perdere, ma nell'arco di una stagione intera sono inavvicinabili. *Nella loro rivalità, essere uno davanti all'altro aggiunge qualcosa in più alle rispettive motivazioni. Credo però che il vero traguardo, oltre ai titoli, sia quello di stare al numero uno a fine stagione, perché i giocatori ci tengono molto. A ogni modo, è evidente che tanto Carlos quanto Jannik siano entrambi numeri uno: per sei mesi tocca a uno e per sei mesi all'altro, un'alternanza a cui dovremo abituarci. *Ormai, quando si affrontano Jannik e Carlos, bisogna aspettarsi uno straordinario equilibrio. Abbiamo visto che le partite tra di loro ormai si giocano su pochi punti, una volta il picco è di Jannik e un'altra di Carlos, e così finiscono per stimolarsi a vicenda. [...] Le loro sfide affascinano anche per la differenza di stili, Carlos ha senza dubbio qualche soluzione in più, però Sinner è solidissimo. ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Rivalità del tennis]] f3iiobulfe1x9a0ytzmbg33qdjl8s0d 1410232 1410231 2026-04-12T12:52:55Z SirPsych0 33615 /* Fabio Fognini */ 1410232 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} {{doppia immagine|right|Carlos Alcaraz - Roland Garros 2025 - serving (cropped).jpg|216|Jannik_Sinner_(2024_US_Open)_03.jpg|192|Carlos Alcaraz|Jannik Sinner}} Citazioni sulla '''rivalità tra [[Carlos Alcaraz|Alcaraz]] e [[Jannik Sinner|Sinner]]'''. ==Citazioni== *Direi carezze e mazzate allo stesso tempo, durante la stessa partita. Anche questa è una sfida infinita, una sfida bellissima, perché poi loro sono molto amici ed è molto bello vederli insieme poi come si salutano e come giocano a tennis. Alcaraz è di un livello incredibile, ha una resistenza incredibile. Ma mi piace più Jannik. ([[Luciano Spalletti]]) *{{NDR|Alcaraz}} ha punte più alte. Sinner è più costante. Un caterpillar: quasi imbattibile. Ha un gioco — non voglio sembrare irriverente — schematico, molto elementare, basato su fondamentali ottimi, meglio il rovescio del dritto. Si muove benissimo per la sua statura. È molto basico. L'altro può fare cose che non ti aspetti. Tipo il super tie break di Parigi: dopo 5 ore e mezza, una cosa da fenomeno. Ora cominciano a conoscersi meglio. Diventeranno i nuovi Federer e Nadal: giocheranno tante finali, una volta vincerà l'uno, una volta l'altro. ([[Adriano Panatta]]) *Io cerco solo di fare del mio meglio in ogni partita e in ogni torneo, e direi che Jannik fa lo stesso. Sono felice di vederci giocare così bene in ogni torneo. La costanza che abbiamo è davvero notevole. Ogni volta che giochiamo uno contro l'altro, alziamo il livello al massimo. Direi che, in un certo senso, la gente aspetta sempre che ci incontriamo in ogni torneo. Però non siamo supereroi e non vinceremo tutte le partite. [...] Personalmente, sono felice perché ogni volta che perdo, o quando perde Jannik, impariamo da quella sconfitta e torniamo al torneo successivo ancora più forti. ([[Carlos Alcaraz]]) *{{NDR|«[...] la testa è la miglior qualità di Sinner?»}} Sì: la mentalità, la dedizione. Alcaraz gioca meglio a tennis, ma si perde durante le partite. Sinner è sempre lì, giocherebbe così anche contro suo padre: quando entra in campo deve vincere a ogni costo. [...] Alza il livello nei momenti difficili, quando è spalle al muro. ([[Marco Fiocchetti]]) *Sinner dà un ritmo col dritto che è difficilissimo da reggere. È rapido nel colpire la palla presto e nel passare dalla difesa all'attacco. Carlos invece è più magico e imprevedibile: ha tutti i colpi e può raggiungere picchi che Jannik a volte non tocca. Però commette anche più errori. È spettacolare da vedere perché può fare cose incredibili ma anche sbagliare, ed è questo che lo rende umano. ([[Rafael Nadal]]) ===[[Fabio Fognini]]=== *Il problema è che per contrastare Jannik e Carlos bisogna avere una continuità di rendimento e di risultati che nessuno riesce a mettere in campo: nel singolo torneo possono anche perdere, ma nell'arco di una stagione intera sono inavvicinabili. *Nella loro rivalità, essere uno davanti all'altro aggiunge qualcosa in più alle rispettive motivazioni. Credo però che il vero traguardo, oltre ai titoli, sia quello di stare al numero uno a fine stagione, perché i giocatori ci tengono molto. A ogni modo, è evidente che tanto Carlos quanto Jannik siano entrambi numeri uno: per sei mesi tocca a uno e per sei mesi all'altro, un'alternanza a cui dovremo abituarci. *Ormai, quando si affrontano Jannik e Carlos, bisogna aspettarsi uno straordinario equilibrio. Abbiamo visto che le partite tra di loro ormai si giocano su pochi punti, una volta il picco è di Jannik e un'altra di Carlos, e così finiscono per stimolarsi a vicenda. [...] Le loro sfide affascinano anche per la differenza di stili, Carlos ha senza dubbio qualche soluzione in più, però Sinner è solidissimo. ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Rivalità del tennis]] c9ah105uloare69lalmtbgdqhfjtd0d 1410359 1410232 2026-04-13T07:02:06Z SirPsych0 33615 /* Citazioni */+1 1410359 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} {{doppia immagine|right|Carlos Alcaraz - Roland Garros 2025 - serving (cropped).jpg|216|Jannik_Sinner_(2024_US_Open)_03.jpg|192|Carlos Alcaraz|Jannik Sinner}} Citazioni sulla '''rivalità tra [[Carlos Alcaraz|Alcaraz]] e [[Jannik Sinner|Sinner]]'''. ==Citazioni== *Direi carezze e mazzate allo stesso tempo, durante la stessa partita. Anche questa è una sfida infinita, una sfida bellissima, perché poi loro sono molto amici ed è molto bello vederli insieme poi come si salutano e come giocano a tennis. Alcaraz è di un livello incredibile, ha una resistenza incredibile. Ma mi piace più Jannik. ([[Luciano Spalletti]]) *{{NDR|Alcaraz}} ha punte più alte. Sinner è più costante. Un caterpillar: quasi imbattibile. Ha un gioco — non voglio sembrare irriverente — schematico, molto elementare, basato su fondamentali ottimi, meglio il rovescio del dritto. Si muove benissimo per la sua statura. È molto basico. L'altro può fare cose che non ti aspetti. Tipo il super tie break di Parigi: dopo 5 ore e mezza, una cosa da fenomeno. Ora cominciano a conoscersi meglio. Diventeranno i nuovi Federer e Nadal: giocheranno tante finali, una volta vincerà l'uno, una volta l'altro. ([[Adriano Panatta]]) *Io cerco solo di fare del mio meglio in ogni partita e in ogni torneo, e direi che Jannik fa lo stesso. Sono felice di vederci giocare così bene in ogni torneo. La costanza che abbiamo è davvero notevole. Ogni volta che giochiamo uno contro l'altro, alziamo il livello al massimo. Direi che, in un certo senso, la gente aspetta sempre che ci incontriamo in ogni torneo. Però non siamo supereroi e non vinceremo tutte le partite. [...] Personalmente, sono felice perché ogni volta che perdo, o quando perde Jannik, impariamo da quella sconfitta e torniamo al torneo successivo ancora più forti. ([[Carlos Alcaraz]]) *{{NDR|«[...] la testa è la miglior qualità di Sinner?»}} Sì: la mentalità, la dedizione. Alcaraz gioca meglio a tennis, ma si perde durante le partite. Sinner è sempre lì, giocherebbe così anche contro suo padre: quando entra in campo deve vincere a ogni costo. [...] Alza il livello nei momenti difficili, quando è spalle al muro. ([[Marco Fiocchetti]]) *Sinner dà un ritmo col dritto che è difficilissimo da reggere. È rapido nel colpire la palla presto e nel passare dalla difesa all'attacco. Carlos invece è più magico e imprevedibile: ha tutti i colpi e può raggiungere picchi che Jannik a volte non tocca. Però commette anche più errori. È spettacolare da vedere perché può fare cose incredibili ma anche sbagliare, ed è questo che lo rende umano. ([[Rafael Nadal]]) * Sinner e Alcaraz stanno vivendo una carriera che è sistematicamente oltre ogni limite, e dunque(pur considerando il loro talento) assai innaturale. Giocano un altro sport e sono sideralmente superiori a tutti gli altri, come dimostra la parabola di Zverev, numero tre al mondo e autentico "Salieri del tennis" […] che fa sempre il suo per poi però venire inesorabilmente piallato in semi o finale da quei due lì. Altro mondo, a parte qualche luna storta ogni tanto (più dello spagnolo che dell'italiano). ([[Andrea Scanzi]]) ===[[Fabio Fognini]]=== *Il problema è che per contrastare Jannik e Carlos bisogna avere una continuità di rendimento e di risultati che nessuno riesce a mettere in campo: nel singolo torneo possono anche perdere, ma nell'arco di una stagione intera sono inavvicinabili. *Nella loro rivalità, essere uno davanti all'altro aggiunge qualcosa in più alle rispettive motivazioni. Credo però che il vero traguardo, oltre ai titoli, sia quello di stare al numero uno a fine stagione, perché i giocatori ci tengono molto. A ogni modo, è evidente che tanto Carlos quanto Jannik siano entrambi numeri uno: per sei mesi tocca a uno e per sei mesi all'altro, un'alternanza a cui dovremo abituarci. *Ormai, quando si affrontano Jannik e Carlos, bisogna aspettarsi uno straordinario equilibrio. Abbiamo visto che le partite tra di loro ormai si giocano su pochi punti, una volta il picco è di Jannik e un'altra di Carlos, e così finiscono per stimolarsi a vicenda. [...] Le loro sfide affascinano anche per la differenza di stili, Carlos ha senza dubbio qualche soluzione in più, però Sinner è solidissimo. ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Rivalità del tennis]] bserjwxetn0xay8e8wawr5m8z1s1trr 1410383 1410359 2026-04-13T09:13:05Z ~2026-22359-73 106793 /* Citazioni */ 1410383 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} {{doppia immagine|right|Carlos Alcaraz - Roland Garros 2025 - serving (cropped).jpg|216|Jannik_Sinner_(2024_US_Open)_03.jpg|192|Carlos Alcaraz|Jannik Sinner}} Citazioni sulla '''rivalità tra [[Carlos Alcaraz|Alcaraz]] e [[Jannik Sinner|Sinner]]'''. ==Citazioni== *Direi carezze e mazzate allo stesso tempo, durante la stessa partita. Anche questa è una sfida infinita, una sfida bellissima, perché poi loro sono molto amici ed è molto bello vederli insieme poi come si salutano e come giocano a tennis. Alcaraz è di un livello incredibile, ha una resistenza incredibile. Ma mi piace più Jannik. ([[Luciano Spalletti]]) *{{NDR|Alcaraz}} ha punte più alte. Sinner è più costante. Un caterpillar: quasi imbattibile. Ha un gioco — non voglio sembrare irriverente — schematico, molto elementare, basato su fondamentali ottimi, meglio il rovescio del dritto. Si muove benissimo per la sua statura. È molto basico. L'altro può fare cose che non ti aspetti. Tipo il super tie break di Parigi: dopo 5 ore e mezza, una cosa da fenomeno. Ora cominciano a conoscersi meglio. Diventeranno i nuovi Federer e Nadal: giocheranno tante finali, una volta vincerà l'uno, una volta l'altro. ([[Adriano Panatta]]) *Io cerco solo di fare del mio meglio in ogni partita e in ogni torneo, e direi che Jannik fa lo stesso. Sono felice di vederci giocare così bene in ogni torneo. La costanza che abbiamo è davvero notevole. Ogni volta che giochiamo uno contro l'altro, alziamo il livello al massimo. Direi che, in un certo senso, la gente aspetta sempre che ci incontriamo in ogni torneo. Però non siamo supereroi e non vinceremo tutte le partite. [...] Personalmente, sono felice perché ogni volta che perdo, o quando perde Jannik, impariamo da quella sconfitta e torniamo al torneo successivo ancora più forti. ([[Carlos Alcaraz]]) *{{NDR|«[...] la testa è la miglior qualità di Sinner?»}} Sì: la mentalità, la dedizione. Alcaraz gioca meglio a tennis, ma si perde durante le partite. Sinner è sempre lì, giocherebbe così anche contro suo padre: quando entra in campo deve vincere a ogni costo. [...] Alza il livello nei momenti difficili, quando è spalle al muro. ([[Marco Fiocchetti]]) *Sinner dà un ritmo col dritto che è difficilissimo da reggere. È rapido nel colpire la palla presto e nel passare dalla difesa all'attacco. Carlos invece è più magico e imprevedibile: ha tutti i colpi e può raggiungere picchi che Jannik a volte non tocca. Però commette anche più errori. È spettacolare da vedere perché può fare cose incredibili ma anche sbagliare, ed è questo che lo rende umano. ([[Rafael Nadal]]) *Sinner e Alcaraz stanno vivendo una carriera che è sistematicamente oltre ogni limite, e dunque (pur considerando il loro talento) assai innaturale. Giocano un altro sport e sono sideralmente superiori a tutti gli altri, come dimostra la parabola di Zverev, numero tre al mondo e autentico "Salieri del tennis" […] che fa sempre il suo per poi però venire inesorabilmente piallato in semi o finale da quei due lì. Altro mondo, a parte qualche luna storta ogni tanto (più dello spagnolo che dell'italiano). ([[Andrea Scanzi]]) ===[[Fabio Fognini]]=== *Il problema è che per contrastare Jannik e Carlos bisogna avere una continuità di rendimento e di risultati che nessuno riesce a mettere in campo: nel singolo torneo possono anche perdere, ma nell'arco di una stagione intera sono inavvicinabili. *Nella loro rivalità, essere uno davanti all'altro aggiunge qualcosa in più alle rispettive motivazioni. 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La ricorrenza commemora il tentativo, nel 1945, delle truppe tedesche e delle SS di rompere l'assedio dell'Armata Rossa, e oggi è diventata un appuntamento per gruppi di estrema destra da tutta Europa. ([[Zerocalcare]]) *Conosco l'Ungheria dal suo luogo più oscuro: il carcere. Lì, sono stata detenuta in custodia cautelare, in condizioni dure, per 15 mesi. [...] Sotto il governo di Viktor Orbán, l'Ungheria è diventata un regime illiberale e oligarchico, uno stato etnico autoritario. Alcuni lo definiscono persino una "tirannia moderna". Quel che è certo è che lo stato di diritto e la libertà dei media non sono garantiti. Il dissenso è criminalizzato e la società civile è repressa. Mentre gli oligarchi fedeli al capo si sono arricchiti, le disuguaglianze sociali e regionali sono peggiorate. I diritti delle minoranze sono sistematicamente violati e il razzismo è divenuto mainstream. [...] Questa nuova e pericolosa forma di fascismo rappresenta la variante autoritaria del capitalismo globale dei nostri tempi. ([[Ilaria Salis]]) *Finora gli ungheresi hanno visto depredata la nostra patria, derubato il popolo. E abbiamo visto che, con la connivenza del potere, migliaia di minorenni sono stati distrutti spiritualmente, fisicamente, sessualmente, e sì, i responsabili sono loro, poiché sono stati loro a nominare questi mostri pedofili, sono stati loro a premiarli, a farsi fotografare con loro, a graziarli. ([[Péter Magyar]]) *Il governo di Viktor Orbán ha minato i valori europei attaccando l'indipendenza dei media, dei giudici e del mondo accademico e le persone vicine al governo e i loro amici e familiari si sono arricchiti a spese di contribuenti ungheresi ed europei. Il popolo ungherese merita di meglio, gli ungheresi hanno [...] diritto alla libertà di espressione, alla non discriminazione, alla tolleranza e alla giustizia sanciti dai trattati europei. ([[Judith Sargentini]]) *In questo momento in Ungheria hanno equiparato tutta la questione "antifa" al terrorismo: subito dopo che l'ha fatto Trump, Orban ha fatto un decreto a ruota neanche 48 ore dopo. ([[Zerocalcare]]) *In Ungheria, Orbán si avvale di consiglieri che assistono il lavoro del Parlamento e che hanno scritto nero su bianco che le donne nelle università sono un pericolo per la società ungherese, che la femminilizzazione dell'istruzione è un pericolo che compromette il contributo del valore degli uomini. ([[Federico Gianassi]]) *In Ungheria tutti possono vivere liberamente, le leggi tutelano anche le minoranze sessuali. I valori familiari tradizionali sono protetti dalla Costituzione: il padre è un uomo, la madre è una donna e il matrimonio è un'unione d'amore tra uomo e donna. ([[Katalin Novák]]) *L'Ungheria è uno Stato di diritto democratico. Nessuno finora è riuscito a dimostrare il contrario. Auspico che finisca al più presto questo indegno tiro alla fune. ([[Katalin Novák]]) *La maggior parte degli ungheresi sono fascisti. Non torno in Ungheria, nella mia Ungheria guidata da Orban, perché ho paura di essere offesa. Io spero che ci sarà un dopo Orban, la democrazia. ([[Edith Bruck]]) ===[[Péter Márki-Zay]]=== *Crediamo che il più grande problema, negli ultimi 30 anni, è che l'Ungheria sia diventata un Paese senza prospettive. In un'elezione, qui, la vera domanda il più delle volte è chi ruberà e quanto. *È una dittatura corrotta. Corrotta come non si era mai visto in mille anni di Storia. *L'Ungheria è il secondo Paese più povero d'Europa nonostante vent'anni fa avrebbe potuto diventare ricco come l'Europa occidentale. Invece il 74 per cento della popolazione vive al disotto della soglia di povertà. Stesso discorso vale per il Covid: siamo uno dei Paesi europei con il più alto numero di morti e una quantità di respiratori di gran lunga superiore alle nostre capacità di assorbimento su cui la classe dirigente ha ampiamente lucrato. Questo è dove conduce lo stato illiberale. Corruzione e povertà. ==Voci correlate== *[[Fidesz - Unione Civica Ungherese]] *[[Viktor Orbán]] *[[Ungheria]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Hungary under the Orbán regime|w_site=en|w_preposizione=riguardante l'}} [[Categoria:Storia dell'Ungheria]] 64nga3p6wjfxs5bpodlhm4w0fxhfw8n 1410343 1410342 2026-04-13T06:39:57Z Mariomassone 17056 /* Voci correlate */ 1410343 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Budapest Pride 20250628 163240.jpg|thumb|upright=1.3|Proteste contro Viktor Orbán durante il Budapest Pride, 28 giugno 2025]] Citazioni sull{{'}}'''Ungheria''' durante i governi di [[Viktor Orbán]]. ==Citazioni== *Budapest oggi è un po' il crocevia di tutti i neonazisti d'Europa che si ritrovano lì per il "Giorno dell'onore", che è un raduno neonazista che si tiene ogni anno intorno all'11 febbraio. La ricorrenza commemora il tentativo, nel 1945, delle truppe tedesche e delle SS di rompere l'assedio dell'Armata Rossa, e oggi è diventata un appuntamento per gruppi di estrema destra da tutta Europa. ([[Zerocalcare]]) *Conosco l'Ungheria dal suo luogo più oscuro: il carcere. Lì, sono stata detenuta in custodia cautelare, in condizioni dure, per 15 mesi. [...] Sotto il governo di Viktor Orbán, l'Ungheria è diventata un regime illiberale e oligarchico, uno stato etnico autoritario. Alcuni lo definiscono persino una "tirannia moderna". Quel che è certo è che lo stato di diritto e la libertà dei media non sono garantiti. Il dissenso è criminalizzato e la società civile è repressa. Mentre gli oligarchi fedeli al capo si sono arricchiti, le disuguaglianze sociali e regionali sono peggiorate. I diritti delle minoranze sono sistematicamente violati e il razzismo è divenuto mainstream. [...] Questa nuova e pericolosa forma di fascismo rappresenta la variante autoritaria del capitalismo globale dei nostri tempi. ([[Ilaria Salis]]) *Finora gli ungheresi hanno visto depredata la nostra patria, derubato il popolo. E abbiamo visto che, con la connivenza del potere, migliaia di minorenni sono stati distrutti spiritualmente, fisicamente, sessualmente, e sì, i responsabili sono loro, poiché sono stati loro a nominare questi mostri pedofili, sono stati loro a premiarli, a farsi fotografare con loro, a graziarli. ([[Péter Magyar]]) *Il governo di Viktor Orbán ha minato i valori europei attaccando l'indipendenza dei media, dei giudici e del mondo accademico e le persone vicine al governo e i loro amici e familiari si sono arricchiti a spese di contribuenti ungheresi ed europei. Il popolo ungherese merita di meglio, gli ungheresi hanno [...] diritto alla libertà di espressione, alla non discriminazione, alla tolleranza e alla giustizia sanciti dai trattati europei. ([[Judith Sargentini]]) *In questo momento in Ungheria hanno equiparato tutta la questione "antifa" al terrorismo: subito dopo che l'ha fatto Trump, Orban ha fatto un decreto a ruota neanche 48 ore dopo. ([[Zerocalcare]]) *In Ungheria, Orbán si avvale di consiglieri che assistono il lavoro del Parlamento e che hanno scritto nero su bianco che le donne nelle università sono un pericolo per la società ungherese, che la femminilizzazione dell'istruzione è un pericolo che compromette il contributo del valore degli uomini. ([[Federico Gianassi]]) *In Ungheria tutti possono vivere liberamente, le leggi tutelano anche le minoranze sessuali. I valori familiari tradizionali sono protetti dalla Costituzione: il padre è un uomo, la madre è una donna e il matrimonio è un'unione d'amore tra uomo e donna. ([[Katalin Novák]]) *L'Ungheria è uno Stato di diritto democratico. Nessuno finora è riuscito a dimostrare il contrario. Auspico che finisca al più presto questo indegno tiro alla fune. ([[Katalin Novák]]) *La maggior parte degli ungheresi sono fascisti. Non torno in Ungheria, nella mia Ungheria guidata da Orban, perché ho paura di essere offesa. Io spero che ci sarà un dopo Orban, la democrazia. ([[Edith Bruck]]) ===[[Péter Márki-Zay]]=== *Crediamo che il più grande problema, negli ultimi 30 anni, è che l'Ungheria sia diventata un Paese senza prospettive. In un'elezione, qui, la vera domanda il più delle volte è chi ruberà e quanto. *È una dittatura corrotta. Corrotta come non si era mai visto in mille anni di Storia. *L'Ungheria è il secondo Paese più povero d'Europa nonostante vent'anni fa avrebbe potuto diventare ricco come l'Europa occidentale. Invece il 74 per cento della popolazione vive al disotto della soglia di povertà. Stesso discorso vale per il Covid: siamo uno dei Paesi europei con il più alto numero di morti e una quantità di respiratori di gran lunga superiore alle nostre capacità di assorbimento su cui la classe dirigente ha ampiamente lucrato. Questo è dove conduce lo stato illiberale. Corruzione e povertà. ==Voci correlate== *[[Fidesz]] *[[Viktor Orbán]] *[[Ungheria]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Hungary under the Orbán regime|w_site=en|w_preposizione=riguardante l'}} [[Categoria:Storia dell'Ungheria]] d8sb5osmiss7xqs36smi8gbzokeveq5 1410347 1410343 2026-04-13T06:51:43Z Mariomassone 17056 /* Citazioni */ 1410347 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Budapest Pride 20250628 163240.jpg|thumb|upright=1.3|Proteste contro Viktor Orbán durante il Budapest Pride, 28 giugno 2025]] Citazioni sull{{'}}'''Ungheria''' durante i governi di [[Viktor Orbán]]. ==Citazioni== *Budapest oggi è un po' il crocevia di tutti i neonazisti d'Europa che si ritrovano lì per il "Giorno dell'onore", che è un raduno neonazista che si tiene ogni anno intorno all'11 febbraio. La ricorrenza commemora il tentativo, nel 1945, delle truppe tedesche e delle SS di rompere l'assedio dell'Armata Rossa, e oggi è diventata un appuntamento per gruppi di estrema destra da tutta Europa. ([[Zerocalcare]]) *Conosco l'Ungheria dal suo luogo più oscuro: il carcere. Lì, sono stata detenuta in custodia cautelare, in condizioni dure, per 15 mesi. [...] Sotto il governo di Viktor Orbán, l'Ungheria è diventata un regime illiberale e oligarchico, uno stato etnico autoritario. Alcuni lo definiscono persino una "tirannia moderna". Quel che è certo è che lo stato di diritto e la libertà dei media non sono garantiti. Il dissenso è criminalizzato e la società civile è repressa. Mentre gli oligarchi fedeli al capo si sono arricchiti, le disuguaglianze sociali e regionali sono peggiorate. I diritti delle minoranze sono sistematicamente violati e il razzismo è divenuto mainstream. [...] Questa nuova e pericolosa forma di fascismo rappresenta la variante autoritaria del capitalismo globale dei nostri tempi. ([[Ilaria Salis]]) *Finora gli ungheresi hanno visto depredata la nostra patria, derubato il popolo. E abbiamo visto che, con la connivenza del potere, migliaia di minorenni sono stati distrutti spiritualmente, fisicamente, sessualmente, e sì, i responsabili sono loro, poiché sono stati loro a nominare questi mostri pedofili, sono stati loro a premiarli, a farsi fotografare con loro, a graziarli. ([[Péter Magyar]]) *Il governo di Viktor Orbán ha minato i valori europei attaccando l'indipendenza dei media, dei giudici e del mondo accademico e le persone vicine al governo e i loro amici e familiari si sono arricchiti a spese di contribuenti ungheresi ed europei. Il popolo ungherese merita di meglio, gli ungheresi hanno [...] diritto alla libertà di espressione, alla non discriminazione, alla tolleranza e alla giustizia sanciti dai trattati europei. ([[Judith Sargentini]]) *In questo momento in Ungheria hanno equiparato tutta la questione "antifa" al terrorismo: subito dopo che l'ha fatto Trump, Orban ha fatto un decreto a ruota neanche 48 ore dopo. ([[Zerocalcare]]) *In Ungheria, Orbán si avvale di consiglieri che assistono il lavoro del Parlamento e che hanno scritto nero su bianco che le donne nelle università sono un pericolo per la società ungherese, che la femminilizzazione dell'istruzione è un pericolo che compromette il contributo del valore degli uomini. ([[Federico Gianassi]]) *In Ungheria tutti possono vivere liberamente, le leggi tutelano anche le minoranze sessuali. I valori familiari tradizionali sono protetti dalla Costituzione: il padre è un uomo, la madre è una donna e il matrimonio è un'unione d'amore tra uomo e donna. ([[Katalin Novák]]) *L'Ungheria è uno Stato di diritto democratico. Nessuno finora è riuscito a dimostrare il contrario. Auspico che finisca al più presto questo indegno tiro alla fune. ([[Katalin Novák]]) *La maggior parte degli ungheresi sono fascisti. Non torno in Ungheria, nella mia Ungheria guidata da Orban, perché ho paura di essere offesa. Io spero che ci sarà un dopo Orban, la democrazia. ([[Edith Bruck]]) ===[[Péter Márki-Zay]]=== *Crediamo che il più grande problema, negli ultimi 30 anni, è che l'Ungheria sia diventata un Paese senza prospettive. In un'elezione, qui, la vera domanda il più delle volte è chi ruberà e quanto. *È una dittatura corrotta. Corrotta come non si era mai visto in mille anni di Storia. *L'Ungheria è il secondo Paese più povero d'Europa nonostante vent'anni fa avrebbe potuto diventare ricco come l'Europa occidentale. Invece il 74 per cento della popolazione vive al disotto della soglia di povertà. Stesso discorso vale per il Covid: siamo uno dei Paesi europei con il più alto numero di morti e una quantità di respiratori di gran lunga superiore alle nostre capacità di assorbimento su cui la classe dirigente ha ampiamente lucrato. Questo è dove conduce lo stato illiberale. Corruzione e povertà. ===[[Viktor Orbán]]=== *Il mio governo esercita la tolleranza zero all’antisemitismo. [...] L’Ungheria è il posto più sicuro per gli ebrei in Europa. *L'Ungheria è l'unico paese che è per la pace, il resto dell'Ue alimenta la guerra. Questa non è la nostra guerra, dobbiamo rimanerne fuori, sollecitiamo un cessate il fuoco immediato, la Russia è un partner importante per l'energia, per cui dobbiamo dialogare, mantenere i rapporti con Mosca. *Noi non ci lasceremo sovietizzare da Bruxelles e dalla Ue, noi resteremo nazione sovrana, lo vogliamo oggi come lo volemmo nel '56. *Penso che sia un nostro diritto decidere di non volere un alto numero di musulmani nel nostro paese. *Siamo per la formazione di un consenso in Europa circa il fatto che la reintroduzione della pena di morte sia competenza nazionale. *Stiamo costruendo uno stato volutamente illiberale, uno stato non liberale [perché] i valori liberali dell'occidente oggi includono la corruzione, il sesso e la violenza. ==Voci correlate== *[[Fidesz]] *[[Viktor Orbán]] *[[Ungheria]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Hungary under the Orbán regime|w_site=en|w_preposizione=riguardante l'}} [[Categoria:Storia dell'Ungheria]] lnjx7aenqtun67i4tdzxyqe55tyk61t 1410349 1410347 2026-04-13T06:52:27Z Mariomassone 17056 /* Viktor Orbán */ 1410349 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Budapest Pride 20250628 163240.jpg|thumb|upright=1.3|Proteste contro Viktor Orbán durante il Budapest Pride, 28 giugno 2025]] Citazioni sull{{'}}'''Ungheria''' durante i governi di [[Viktor Orbán]]. ==Citazioni== *Budapest oggi è un po' il crocevia di tutti i neonazisti d'Europa che si ritrovano lì per il "Giorno dell'onore", che è un raduno neonazista che si tiene ogni anno intorno all'11 febbraio. La ricorrenza commemora il tentativo, nel 1945, delle truppe tedesche e delle SS di rompere l'assedio dell'Armata Rossa, e oggi è diventata un appuntamento per gruppi di estrema destra da tutta Europa. ([[Zerocalcare]]) *Conosco l'Ungheria dal suo luogo più oscuro: il carcere. Lì, sono stata detenuta in custodia cautelare, in condizioni dure, per 15 mesi. [...] Sotto il governo di Viktor Orbán, l'Ungheria è diventata un regime illiberale e oligarchico, uno stato etnico autoritario. Alcuni lo definiscono persino una "tirannia moderna". Quel che è certo è che lo stato di diritto e la libertà dei media non sono garantiti. Il dissenso è criminalizzato e la società civile è repressa. Mentre gli oligarchi fedeli al capo si sono arricchiti, le disuguaglianze sociali e regionali sono peggiorate. I diritti delle minoranze sono sistematicamente violati e il razzismo è divenuto mainstream. [...] Questa nuova e pericolosa forma di fascismo rappresenta la variante autoritaria del capitalismo globale dei nostri tempi. ([[Ilaria Salis]]) *Finora gli ungheresi hanno visto depredata la nostra patria, derubato il popolo. E abbiamo visto che, con la connivenza del potere, migliaia di minorenni sono stati distrutti spiritualmente, fisicamente, sessualmente, e sì, i responsabili sono loro, poiché sono stati loro a nominare questi mostri pedofili, sono stati loro a premiarli, a farsi fotografare con loro, a graziarli. ([[Péter Magyar]]) *Il governo di Viktor Orbán ha minato i valori europei attaccando l'indipendenza dei media, dei giudici e del mondo accademico e le persone vicine al governo e i loro amici e familiari si sono arricchiti a spese di contribuenti ungheresi ed europei. Il popolo ungherese merita di meglio, gli ungheresi hanno [...] diritto alla libertà di espressione, alla non discriminazione, alla tolleranza e alla giustizia sanciti dai trattati europei. ([[Judith Sargentini]]) *In questo momento in Ungheria hanno equiparato tutta la questione "antifa" al terrorismo: subito dopo che l'ha fatto Trump, Orban ha fatto un decreto a ruota neanche 48 ore dopo. ([[Zerocalcare]]) *In Ungheria, Orbán si avvale di consiglieri che assistono il lavoro del Parlamento e che hanno scritto nero su bianco che le donne nelle università sono un pericolo per la società ungherese, che la femminilizzazione dell'istruzione è un pericolo che compromette il contributo del valore degli uomini. ([[Federico Gianassi]]) *In Ungheria tutti possono vivere liberamente, le leggi tutelano anche le minoranze sessuali. I valori familiari tradizionali sono protetti dalla Costituzione: il padre è un uomo, la madre è una donna e il matrimonio è un'unione d'amore tra uomo e donna. ([[Katalin Novák]]) *L'Ungheria è uno Stato di diritto democratico. Nessuno finora è riuscito a dimostrare il contrario. Auspico che finisca al più presto questo indegno tiro alla fune. ([[Katalin Novák]]) *La maggior parte degli ungheresi sono fascisti. Non torno in Ungheria, nella mia Ungheria guidata da Orban, perché ho paura di essere offesa. Io spero che ci sarà un dopo Orban, la democrazia. ([[Edith Bruck]]) ===[[Péter Márki-Zay]]=== *Crediamo che il più grande problema, negli ultimi 30 anni, è che l'Ungheria sia diventata un Paese senza prospettive. In un'elezione, qui, la vera domanda il più delle volte è chi ruberà e quanto. *È una dittatura corrotta. Corrotta come non si era mai visto in mille anni di Storia. *L'Ungheria è il secondo Paese più povero d'Europa nonostante vent'anni fa avrebbe potuto diventare ricco come l'Europa occidentale. Invece il 74 per cento della popolazione vive al disotto della soglia di povertà. Stesso discorso vale per il Covid: siamo uno dei Paesi europei con il più alto numero di morti e una quantità di respiratori di gran lunga superiore alle nostre capacità di assorbimento su cui la classe dirigente ha ampiamente lucrato. Questo è dove conduce lo stato illiberale. Corruzione e povertà. ===[[Viktor Orbán]]=== *Il mio governo esercita la tolleranza zero all’antisemitismo. [...] L’Ungheria è il posto più sicuro per gli ebrei in Europa. *L'Ungheria è l'unico paese che è per la pace, il resto dell'Ue alimenta la guerra. Questa non è la nostra guerra, dobbiamo rimanerne fuori, sollecitiamo un cessate il fuoco immediato, la Russia è un partner importante per l'energia, per cui dobbiamo dialogare, mantenere i rapporti con Mosca. *Noi non ci lasceremo sovietizzare da Bruxelles e dalla Ue, noi resteremo nazione sovrana, lo vogliamo oggi come lo volemmo nel '56. *Penso che sia un nostro diritto decidere di non volere un alto numero di musulmani nel nostro paese. *Siamo per la formazione di un consenso in Europa circa il fatto che la reintroduzione della pena di morte sia competenza nazionale. *Stiamo costruendo uno stato volutamente illiberale, uno stato non liberale {{NDR|perché}} i valori liberali dell'occidente oggi includono la corruzione, il sesso e la violenza. ==Voci correlate== *[[Fidesz]] *[[Viktor Orbán]] *[[Ungheria]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Hungary under the Orbán regime|w_site=en|w_preposizione=riguardante l'}} [[Categoria:Storia dell'Ungheria]] b77hz2l98pmhcca8qwu64u13wzu4j3w Jean-Marie Balestre 0 222704 1410287 1408613 2026-04-12T18:01:35Z Danyele 19198 /* Citazioni di Jean-Marie Balestre */ +4 1410287 wikitext text/x-wiki [[File:1981 Argentine Grand Prix, Fangio Balestre.jpg|thumb|Jean-Marie Balestre (a destra) e [[Juan Manuel Fangio]] al Gran Premio d'Argentina 1981]] '''Jean-Marie Balestre''' (1921 – 2008), dirigente sportivo francese. ==Citazioni di Jean-Marie Balestre== *Noi abbiamo oggi questo mondiale di [[Formula 1]] che [...] è il top dell'automobilismo. Personalmente, pero, ho sempre considerato il pilota di [[rally]] come il più completo. Basta paragonare i rischi di un pilota che fa 17.000 curve del «Tour de Corse» in due giorni e due notti, con la nebbia o la pioggia, su strada con protezioni limitate, ai rischi di un pilota di Formula 1 che è impegnato per solo un'ora e mezza su di un circuito del quale ben conosciamo le condizioni di sicurezza. Anche lo sforzo umano non è comparabile. Purtroppo, però, esiste un fenomeno, contro il quale non possiamo nulla, che fa sì che il massimo livello venga identificato con la Formula 1.<ref name="Gremignani"/> *Ogni giorno io leggo tutta la stampa mondiale e deploro come [...] diano troppa importanza alla Formula 1. Quando vedo che certi quotidiani sportivi tre giorni prima di un rally di campionato del mondo parlano ancora del [[Gran Premio di Formula 1|Gran Premio]] di tre settimane prima [...], deduco che la stampa ha una parte di responsabilità grave nella minor popolarità dei rally. Anche e specialmente la stampa specializzata. Sono loro che creano lo «Star-system» della Formula 1.<ref name="Gremignani">Dall'intervista di Roberta Gremignani, ''Rally 1984: una rivoluzione!'', ''Autosprint'' nº 33, 17-22 agosto 1983, pp. 91-92.</ref> {{Int|''In verità vi dico...''|Intervista di Patrick Camus e Michel Lizin, ''AUTOhebdo''; tradotto in ''Autosprint'' nº 2, 9-15 gennaio 1990, pp. 41-70.}} *Tutti troviamo meraviglioso il calcio [...] che utilizza il cartellino rosso con una facilità sconcertante. In quattro secondi si esclude, si punisce e nessuno dice nulla. Nessun appello. Noi, nell'automobilismo, abbiamo fornito tutte le garanzie d'una buona giustizia, si ascolta Tizio, Caio e Sempronio, si rispettano le procedure, si accettano gli avvocati, i filmati e tutto quanto... alla fin fine questo sistema democraticissimo si ritorce contro di noi. Certo, l'errore di giudizio esisterà sempre, ma i nostri ufficiali non sono i peggiori in assoluto. Soprattutto ricordando il passato. *Certi personaggi della Formula 1 hanno la tendenza a confondere i loro sogni con la realtà. *{{NDR|Sulla [[McLaren MP4/5]]}} Sapete, i nostri ingegneri sono al corrente di tutto. Tenuti al segreto professionale, ma al corrente dî tutto. Prima di Monza, mi confidano che la differenza di potenza esistente tra il motore Honda e quello della Ferrari è di circa 20 cv. Io, vedendo che Prost non è in grado di tenere il passo di Senna, ma semplicemente di lottare con le Ferrari, ne desumo che il motore di Prost ha venti cavalli in meno di quello di Senna, Logico, no? {{NDR|«Se lo dice lei...»}} Insomma, non so, ma... Come poteva l'altro [Senna, ''ndr''] infliggerli più di un secondo al giro in un altro modo? Allora, ho dichiarato che Prost aveva venti cavalli di meno. *[...] io rivendico tuttora la paternità del [[Gruppo C]], e non ho paura di dire che è stato un successo formidabile. In un'epoca in cui si era in pieno smarrimento, in cui gli organizzatori di [[24 Ore di Le Mans|Le Mans]] avevano cambiato tre o quattro volte di regolamento, tanto da pensare di trasformare la loro corsa in una specie di gara per [[Citroën 2CV|Citroën 2 Cavalli]], sono riuscito a mobilitare gli organizzatori, le federazioni nazionali e via via i grandi costruttori. Di ciò sono molto fiero, soprattutto pensando che siamo approdati al campionato Sport Prototipi. Nonostante ciò, ho fallito su due punti: l'avvicinamento con gli Stati Uniti, e il troppo smaccato dominio della Porsche, che ha tolto molto interesse al Gruppo C. ==Citazioni su Jean-Marie Balestre== *Balestre, presidentissimo che fa malissimo all'automobilismo mondiale. ([[Leo Turrini]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Balestre, Jean-Marie}} [[Categoria:Dirigenti sportivi francesi]] pfz1gz38pvygahtesa6aj96jb2j12xi 1410304 1410287 2026-04-12T19:31:57Z Danyele 19198 /* Citazioni su Jean-Marie Balestre */ +1 1410304 wikitext text/x-wiki [[File:1981 Argentine Grand Prix, Fangio Balestre.jpg|thumb|Jean-Marie Balestre (a destra) e [[Juan Manuel Fangio]] al Gran Premio d'Argentina 1981]] '''Jean-Marie Balestre''' (1921 – 2008), dirigente sportivo francese. ==Citazioni di Jean-Marie Balestre== *Noi abbiamo oggi questo mondiale di [[Formula 1]] che [...] è il top dell'automobilismo. Personalmente, pero, ho sempre considerato il pilota di [[rally]] come il più completo. Basta paragonare i rischi di un pilota che fa 17.000 curve del «Tour de Corse» in due giorni e due notti, con la nebbia o la pioggia, su strada con protezioni limitate, ai rischi di un pilota di Formula 1 che è impegnato per solo un'ora e mezza su di un circuito del quale ben conosciamo le condizioni di sicurezza. Anche lo sforzo umano non è comparabile. Purtroppo, però, esiste un fenomeno, contro il quale non possiamo nulla, che fa sì che il massimo livello venga identificato con la Formula 1.<ref name="Gremignani"/> *Ogni giorno io leggo tutta la stampa mondiale e deploro come [...] diano troppa importanza alla Formula 1. Quando vedo che certi quotidiani sportivi tre giorni prima di un rally di campionato del mondo parlano ancora del [[Gran Premio di Formula 1|Gran Premio]] di tre settimane prima [...], deduco che la stampa ha una parte di responsabilità grave nella minor popolarità dei rally. Anche e specialmente la stampa specializzata. 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Soprattutto ricordando il passato. *Certi personaggi della Formula 1 hanno la tendenza a confondere i loro sogni con la realtà. *{{NDR|Sulla [[McLaren MP4/5]]}} Sapete, i nostri ingegneri sono al corrente di tutto. Tenuti al segreto professionale, ma al corrente dî tutto. Prima di Monza, mi confidano che la differenza di potenza esistente tra il motore Honda e quello della Ferrari è di circa 20 cv. Io, vedendo che Prost non è in grado di tenere il passo di Senna, ma semplicemente di lottare con le Ferrari, ne desumo che il motore di Prost ha venti cavalli in meno di quello di Senna, Logico, no? {{NDR|«Se lo dice lei...»}} Insomma, non so, ma... Come poteva l'altro [Senna, ''ndr''] infliggerli più di un secondo al giro in un altro modo? Allora, ho dichiarato che Prost aveva venti cavalli di meno. *[...] io rivendico tuttora la paternità del [[Gruppo C]], e non ho paura di dire che è stato un successo formidabile. In un'epoca in cui si era in pieno smarrimento, in cui gli organizzatori di [[24 Ore di Le Mans|Le Mans]] avevano cambiato tre o quattro volte di regolamento, tanto da pensare di trasformare la loro corsa in una specie di gara per [[Citroën 2CV|Citroën 2 Cavalli]], sono riuscito a mobilitare gli organizzatori, le federazioni nazionali e via via i grandi costruttori. Di ciò sono molto fiero, soprattutto pensando che siamo approdati al campionato Sport Prototipi. Nonostante ciò, ho fallito su due punti: l'avvicinamento con gli Stati Uniti, e il troppo smaccato dominio della Porsche, che ha tolto molto interesse al Gruppo C. ==Citazioni su Jean-Marie Balestre== *Balestre, presidentissimo che fa malissimo all'automobilismo mondiale. ([[Leo Turrini]]) *Balestrescu deve circondarsi di «signorsì» altrimenti non potrebbe imporre a piacimento i suoi voleri. ([[Carlo Cavicchi]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Balestre, Jean-Marie}} [[Categoria:Dirigenti sportivi francesi]] p7xkayh86032mj4c2esdpwy2zeeys7j Template:SelezioneAmpliate 10 223803 1410367 1410052 2026-04-13T07:18:46Z Gaux 18878 Ludovico Carracci: no stub 1410367 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 25 (magari col tempo lo aumenteremo). Le voci ammesse sono: - recenti destub con aggiunta di almeno due citazioni, nel caso di voci create recentemente la voce può rientrare in [[Template:SelezioneNuove]]; - voci recentemente wikificate; - voci recentemente ampliate mediante aggiunte di ricche sezioni (dedicate ad esempio a libri specifici) AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Ludovico Carracci]]{{,}} [[Benetton B195]]{{,}} [[Giulia Gonzaga]]{{,}} [[Bucarest]]{{,}} [[Alfredo Melani]]{{,}} [[Tiberio Fiorilli]]{{,}} [[Ruggiero Bonghi]]{{,}} [[Ciro Trabalza]]{{,}} [[Claudio Treves]]{{,}} [[Adolfo Venturi (storico dell'arte)]]{{,}} [[Roberto Papini]]{{,}} [[Lawrence d'Arabia (film)]]{{,}} [[Walter Verini]]{{,}} [[Gruppo C]]{{,}} [[Jean-Marie Balestre]]{{,}} [[La casa stregata]]{{,}} [[Costantino Maes]]{{,}} [[Giuseppe De Lorenzo]]{{,}} [[Gaetano Catanoso]]{{,}} [[Sumatra]]{{,}} [[Colin MacInnes]]{{,}} [[Giuseppe Mercalli]]{{,}} [[Michael Cunningham]]{{,}} [[Friederich Münter]]{{,}} [[Enrico Mauceri]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> lps05ih35bh2c9xpujzq9qnjpnpxmgj Utente:Camelia.boban/International Roma Day Edit-a-thon 2026 2 224072 1410299 1410168 2026-04-12T18:40:03Z Camelia.boban 17423 Aggiornamento 1410299 wikitext text/x-wiki {{Utente:Camelia.boban/IRD}} [[File:Romani barnstar gif.gif|destra|200px]] <h2 style="color:#FFFFFF;"><span style="padding-left:6px;padding-right:6px;padding-top:6px;padding-bottom:6px;background-color:#128c2b"> Già presenti in Wikipedia in italiano</span></h2> {{div col | 3}}ù * [[:w:it:Liana Orfei]] ([[Utente:Camelia.boban/Liana Orfei|sandbox]]) -> [[Liana Orfei]] {{fatto}} * [[:w:it:Blanca Romero]] ([[Utente:Camelia.boban/Blanca Romero|sandbox]]) -> [[Blanca Romero]] {{fatto}} * [[:w:it:Carmen Amaya]] ([[Utente:Camelia.boban/Carmen Amaya|sandbox]]) -> [[Carmen Amaya]] {{fatto}} ** +1 [[Charlie Chaplin]] {{fatto}} ** +1 [[Jean Cocteau]] {{fatto}} ** +1 [[Greta Garbo]] {{fatto}} ** +1 [[Orson Welles]] {{fatto}} * [[:w:it:Cher Lloyd]] ([[Utente:Camelia.boban/Cher Lloyd|sandbox]]) -> [[Cher Lloyd]] {{fatto}} * [[:w:it:Esma Redžepova]] ([[Utente:Camelia.boban/Esma Redžepova|sandbox]]) -> [[Esma Redžepova]] * [[:w:it:Jentina]] ([[Utente:Camelia.boban/Jentina|sandbox]]) -> [[Jentina]] * [[:w:it:Lolita Flores]] ([[Utente:Camelia.boban/Lolita Flores|sandbox]]) -> [[Lolita Flores]] * [[:w:it:Marianne Rosenberg]] ([[Utente:Camelia.boban/Marianne Rosenberg|sandbox]]) -> [[Marianne Rosenberg]] * [[:w:it:Marija Šerifović]] ([[Utente:Camelia.boban/Marija Šerifović|sandbox]]) -> [[Marija Šerifović]] * [[:w:it:Mariska Veres]] ([[Utente:Camelia.boban/Mariska Veres|sandbox]]) -> [[Mariska Veres]] * [[:w:it:Natalia Jiménez]] ([[Utente:Camelia.boban/Natalia Jiménez|sandbox]]) -> [[Natalia Jiménez]] * [[:w:it:Niña Pastori]] ([[Utente:Camelia.boban/Niña Pastori|sandbox]]) -> [[Niña Pastori]] * [[:w:it:Panna Czinka]] ([[Utente:Camelia.boban/Panna Czinka|sandbox]]) -> [[Panna Czinka]] * [[:w:it:Rosa López]] ([[Utente:Camelia.boban/Rosa López|sandbox]]) -> [[Rosa López]] * [[:w:it:Sofi Marinova]] ([[Utente:Camelia.boban/Sofi Marinova|sandbox]]) -> [[Sofi Marinova]] * [[:w:it:Lívia Járóka]] ([[Utente:Camelia.boban/Lívia Járóka|sandbox]]) -> [[Lívia Járóka]] * [[:w:it:Nina Dudarova]] ([[Utente:Camelia.boban/Nina Dudarova|sandbox]]) -> [[Nina Dudarova]] * [[:w:it:Alba Molina|Alba Molina]] ([[Utente:Camelia.boban/Alba Molina|sandbox]]) -> [[Alba Molina]] ; 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Hollibaugh|en]]) ;Dialetti e Para-Romani * [[Lingua baltico-romanì]] ([[:en:Baltic Romani|en]]) * [[Lingua romanì-kalderash]] ([[:en:Kalderash Romani|en]]) * [[Lingua romanì-sinti]] ([[:en:Sinte Romani|en]]) * [[Lingua para-romani]] ([[:en:Para-Romani|en]]) * [[Lingua anglo-romanì]] ([[:en:Angloromani language|en]]) * [[Lingua greco-romanì]] ([[:en:Romano-Greek language|en]]) * [[Lingua serbo-romanì]] ([[:en:Romano-Serbian language|en]]) * [[Lingua lomavren]] ([[:en:Lomavren language|en]]) * [[Lingua scando-romani]] ([[:en:Scandoromani language|en]]) * [[Lingua erromintxela]] ([[:en:Erromintxela language|en]]) {{div col end}} <h2 style="color:#FFFFFF;"><span style="padding-left:6px;padding-right:6px;padding-top:6px;padding-bottom:6px;background-color:#128c2b"> Altri progetti</span></h2> * [[:w:Progetto:WikiDonne/Giornata Internazionale dei Rom Edit-a-thon 2026|Edit-a-thon]] in Wikipedia in italiano * [[:m:International Roma Day Edit-a-thon 2026|International Roma Day Edit-a-thon 2026]] in Meta. * [[:w:en:List of Romani people|List of Romani people]] (enwiki) * [[:w:it:Categoria:Rom|Categoria Rom]] (itwiki). <h2 style="color:#FFFFFF;"><span style="padding-left:6px;padding-right:6px;padding-top:6px;padding-bottom:6px;background-color:#128c2b"> Dashboard</span></h2> Metriche [[wmfdashboard:courses/online/WDG_-_Giornata_Internazionale_dei_Rom_Edit-a-thon_2026|dashboard]]. b53nn1rabksmukt19679lmynu32mgo8 Luigi Amedeo di Savoia-Aosta 0 224184 1410379 1409860 2026-04-13T08:58:02Z Spinoziano (BEIC) 86405 1410379 wikitext text/x-wiki [[File:Luigi Amedeo, Duke of the Abruzzi.jpg|miniatura|Luigi Amedeo di Savoia]] '''Luigi Amedeo Giuseppe Maria Ferdinando Francesco di Savoia, I duca degli Abruzzi''' (1873 – 1933), nobile, ammiraglio, esploratore e alpinista italiano. ==[[Incipit]] di ''Il Ruwenzori''== Questo libro è il racconto particolareggiato della campagna esplorativa che ho diretta dall'Aprile al Settembre del 1906 alla catena nevosa del [[Ruwenzori]], situata sui confini fra il Congo e l'Uganda, nel centro dell'Africa equatoriale.<br> Esso contiene i dati delle osservazioni e tutti gli elementi di fatto che sono fondamento ai risultati d'assieme geografici e scientifici della Spedizione, da me riassunti nelle conferenze lette alla Società Geografica Italiana ed alla Reale Società Geografica Inglese, pubblicate di poi nel ''Bollettino'' e nel ''Geographical Journal''.<br> Non potendo disporre del tempo necessario per scrivere io stesso il resoconto per esteso, e non essendo possibile, per varie ragioni, ai miei compagni di viaggio di occuparsene, ho pregato il Dottor [[Filippo De Filippi (1869-1938)|Filippo de Filippi]], che era già stato fedele e diligente relatore di un'altra mia spedizione, alla quale aveva preso parte, di scrivere anche la storia della esplorazione del Ruwenzori, valendosi delle note di viaggio mie e dei miei compagni. ==Bibliografia== *Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7203615 Il Ruwenzori: viaggio di esplorazione e prime ascensioni delle più alte vette nella catena nevosa situata fra i più grandi laghi equatoriali dell'Africa centrale]'', relazione del dott. Filippo de Filippi, Ulrico Hoepli, Milano, 1908. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Alpinisti italiani|Savoia-Aosta, Luigi Amedeo di]] [[Categoria:Ammiragli italiani|Savoia-Aosta, Luigi Amedeo di]] [[Categoria:Casa Savoia|Luigi Amedeo]] [[Categoria:Esploratori italiani|Savoia-Aosta, Luigi Amedeo di]] [[Categoria:Nobili italiani|Savoia-Aosta, Luigi Amedeo di]] qqpur4zeqp2rbyukp2miuy4mr7czzje Ruwenzori 0 224201 1410377 1409962 2026-04-13T08:53:12Z Spinoziano (BEIC) 86405 +1 1410377 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Les neiges éternelles, Ruwenzori, Parc national des Virungas, 2004 - 4442805377.jpg|thumb|Il Ruwenzori]] Citazioni sul '''Ruwenzori'''. *A circa cinque miglia dal campo Nsabé, mentre guardavo distrattamente verso Sud-Est, meditando sugli eventi dell'ultimo mese, un servo richiamò la mia attenzione ad una montagna che si diceva coperta di sale, e vidi una nube di forma particolare, di un magnifico colore argenteo, che assumeva le proporzioni e l'apparenza di una grande montagna coperta di neve. Seguendone le forme in basso, fui colpito dal colore cupo azzurro-nero della sua base, e pensai che potesse significare l'approssimarsi di un altro temporale; ma poi, come lo sguardo discese allo spazio fra gli altipiani orientale ed occidentale, divenni cosciente per la prima volta di avere dinanzi agli occhi non una immagine, ma un reale vasto monte, colla sua vetta coperta di neve. ([[Henry Morton Stanley]]) *«Ruwenzori» è il nome scelto dallo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] tra i molti usati dagli indigeni che abitano attorno alla montagna, perché gli sembrò quello col quale essa veniva più frequentemente indicata.<br>Nessuno degli esploratori, che nei vent'anni precedenti avevano percorso quelle regioni e navigato le acque dei laghi pedemontani, aveva sospettato la presenza vicina di nevi e ghiacci eterni, gelosamente nascosti agli sguardi da un manto impenetrabile di nubi e di nebbie. [...] Lo Stanley nota perciò con ragione che i vapori esalati dai piani acquitrinosi attorno ai monti, riscaldati dal sole tropicale, debbono togliere ogni trasparenza all'atmosfera, anche nei giorni sereni, per modo da rendere invisibile la catena. Talvolta una corrente di vento spazza via i vapori, ed allora compaiono alla vista, come per incantesimo, lontani paesaggi, che in brev'ora svaniscono di nuovo, lasciando lo spettatore dubbioso ed incerto.<br>Colla scoperta di questo importante sistema di monti nevosi, che versano le loro acque nei laghi dove sono talune delle prime scaturigini del [[Nilo]], la ricerca delle sorgenti del gran fiume, che forma da sola così gran parte della storia della esplorazione geografica, poteva dirsi compiuta. ([[Filippo De Filippi (1869-1938)|Filippo De Filippi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Catene montuose]] [[Categoria:Luoghi dell'Uganda]] [[Categoria:Luoghi della Repubblica Democratica del Congo]] l2giqgum6b9m4pu747i0y6p65mhh832 Discussioni utente:Exsiler 3 224237 1410222 2026-04-12T12:25:06Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1410222 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 14:25, 12 apr 2026 (CEST)}} ohq5xx0ojx19tjn9jthe3rieng7nca2 1410238 1410222 2026-04-12T14:45:17Z Exsiler 106792 1410238 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 14:25, 12 apr 2026 (CEST)}} ;Gracia, Homer fzmrd5iai7yaa2v942pp4as7gfu158s Discussioni utente:Niccobianca01 3 224238 1410237 2026-04-12T14:35:09Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1410237 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 16:35, 12 apr 2026 (CEST)}} qfjhuewf2b0uk0fll5rsv6dra0ok79o Francesco Albani 0 224239 1410252 2026-04-12T15:58:06Z Gaux 18878 Francesco Albani 1410252 wikitext text/x-wiki '''Francesco Albani''' (1578 – 1660), pittore italiano. ==Citazioni su Francesco Albani== *Lo stile dell'Albani pecca d'uniformità; uniformità di fattura e di ispirazione. Quei tanti Amori, quelle solite Veneri, quegli Adoni, tutti eguali non garbano oggi quanto garbarono un tempo; così la fama di Francesco Albani in quest'ultimi tempi è diminuita anziché no. ([[Alfredo Melani]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Albani, Francesco}} [[Categoria:Pittori italiani]] 6n1q9od027sekfvonoeqxd82c2kshlc 1410253 1410252 2026-04-12T16:01:19Z Gaux 18878 immagine 1410253 wikitext text/x-wiki [[File:Francesco Albani, Autoritratto (1635 circa) 01.jpg|thumb|Francesco Albani, ''Autoritratto'']] '''Francesco Albani''' (1578 – 1660), pittore italiano. ==Citazioni su Francesco Albani== *Lo stile dell'Albani pecca d'uniformità; uniformità di fattura e di ispirazione. Quei tanti Amori, quelle solite Veneri, quegli Adoni, tutti eguali non garbano oggi quanto garbarono un tempo; così la fama di Francesco Albani in quest'ultimi tempi è diminuita anziché no. ([[Alfredo Melani]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Albani, Francesco}} [[Categoria:Pittori italiani]] avlbd4j7hds07jptev5nj5sivlcotre 1410256 1410253 2026-04-12T16:08:25Z Gaux 18878 /* Citazioni su Francesco Albani */ altra di Melani 1410256 wikitext text/x-wiki [[File:Francesco Albani, Autoritratto (1635 circa) 01.jpg|thumb|Francesco Albani, ''Autoritratto'']] '''Francesco Albani''' (1578 – 1660), pittore italiano. ==Citazioni su Francesco Albani== *Egli dipinse quasi sempre soggetti mitologici e fra questi scelse i più amabili dove le antiche dee e gli antichi amori simboleggianti il piacere o la giocondità vi occupavano il posto principale. Se talvolta dipinse cose sacre la sua maniera voluttuosa vi si mantenne. Lo provano i quadri della Pinacoteca bolognese: la Vergine in Trono e il Battesimo di Cristo i quali sono fra i suoi primissimi dipinti. ([[Alfredo Melani]]) *Lo stile dell'Albani pecca d'uniformità; uniformità di fattura e di ispirazione. Quei tanti Amori, quelle solite Veneri, quegli Adoni, tutti eguali non garbano oggi quanto garbarono un tempo; così la fama di Francesco Albani in quest'ultimi tempi è diminuita anziché no. ([[Alfredo Melani]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Albani, Francesco}} [[Categoria:Pittori italiani]] oylkvvqqap1e3xk2qj9n6pximcrn0vh 1410263 1410256 2026-04-12T16:48:48Z Gaux 18878 /* Citazioni su Francesco Albani */ Antonio Bolognini Amorini 1410263 wikitext text/x-wiki [[File:Francesco Albani, Autoritratto (1635 circa) 01.jpg|thumb|Francesco Albani, ''Autoritratto'']] '''Francesco Albani''' (1578 – 1660), pittore italiano. ==Citazioni su Francesco Albani== *Egli dipinse quasi sempre soggetti mitologici e fra questi scelse i più amabili dove le antiche dee e gli antichi amori simboleggianti il piacere o la giocondità vi occupavano il posto principale. Se talvolta dipinse cose sacre la sua maniera voluttuosa vi si mantenne. Lo provano i quadri della Pinacoteca bolognese: la Vergine in Trono e il Battesimo di Cristo i quali sono fra i suoi primissimi dipinti. ([[Alfredo Melani]]) *Lo stile dell'Albani pecca d'uniformità; uniformità di fattura e di ispirazione. Quei tanti Amori, quelle solite Veneri, quegli Adoni, tutti eguali non garbano oggi quanto garbarono un tempo; così la fama di Francesco Albani in quest'ultimi tempi è diminuita anziché no. ([[Alfredo Melani]]) *Non senza aver l'Albani sofferti molti disturbi, si maritò di nuovo con una bellissima giovane, nomata Doralice Fioravanti, la quale colle vaghissime forme gli servì spesso di pronto e gentile modello per le sue Veneri, per le sue Diane, per le sue Naiadi, e Flore, e simili femminili deità; e di molti e bellissimi suoi figli, di cui lo arricchì la sempre cortese moglie, si servì ad effigiare gli Amori, gli Adoni, gli Angeli, i giovanetti vari, per cui non è a far tanto caso, che tal volta ne risultasse in essi qualche somiglianza, non iscemando ciò punto, ne' suoi quadri , la vaghezza delle forme, la lucidezza del colorito, e la sempre graziosa invenzione, le idee ritraendo della più perfetta bellezza, che nella vivace sua fantasia aveva formata; col suo dottissimo pennello abbellendo la natura, che con tanta grazia imitava: per cui vantar si può a tutta ragione Bologna di avere in Albani il pittor delle grazie, e degli amori, assai poco inferiore al [[Correggio]], ed al [[Parmigianino]]. ([[Antonio Bolognini Amorini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Albani, Francesco}} [[Categoria:Pittori italiani]] p8qg5bg68n4glzg03t9bpc0ungxvkgz 1410264 1410263 2026-04-12T16:49:07Z Gaux 18878 no stub 1410264 wikitext text/x-wiki [[File:Francesco Albani, Autoritratto (1635 circa) 01.jpg|thumb|Francesco Albani, ''Autoritratto'']] '''Francesco Albani''' (1578 – 1660), pittore italiano. ==Citazioni su Francesco Albani== *Egli dipinse quasi sempre soggetti mitologici e fra questi scelse i più amabili dove le antiche dee e gli antichi amori simboleggianti il piacere o la giocondità vi occupavano il posto principale. Se talvolta dipinse cose sacre la sua maniera voluttuosa vi si mantenne. Lo provano i quadri della Pinacoteca bolognese: la Vergine in Trono e il Battesimo di Cristo i quali sono fra i suoi primissimi dipinti. ([[Alfredo Melani]]) *Lo stile dell'Albani pecca d'uniformità; uniformità di fattura e di ispirazione. Quei tanti Amori, quelle solite Veneri, quegli Adoni, tutti eguali non garbano oggi quanto garbarono un tempo; così la fama di Francesco Albani in quest'ultimi tempi è diminuita anziché no. ([[Alfredo Melani]]) *Non senza aver l'Albani sofferti molti disturbi, si maritò di nuovo con una bellissima giovane, nomata Doralice Fioravanti, la quale colle vaghissime forme gli servì spesso di pronto e gentile modello per le sue Veneri, per le sue Diane, per le sue Naiadi, e Flore, e simili femminili deità; e di molti e bellissimi suoi figli, di cui lo arricchì la sempre cortese moglie, si servì ad effigiare gli Amori, gli Adoni, gli Angeli, i giovanetti vari, per cui non è a far tanto caso, che tal volta ne risultasse in essi qualche somiglianza, non iscemando ciò punto, ne' suoi quadri , la vaghezza delle forme, la lucidezza del colorito, e la sempre graziosa invenzione, le idee ritraendo della più perfetta bellezza, che nella vivace sua fantasia aveva formata; col suo dottissimo pennello abbellendo la natura, che con tanta grazia imitava: per cui vantar si può a tutta ragione Bologna di avere in Albani il pittor delle grazie, e degli amori, assai poco inferiore al [[Correggio]], ed al [[Parmigianino]]. ([[Antonio Bolognini Amorini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Albani, Francesco}} [[Categoria:Pittori italiani]] qlgbph4zkphhwr6cwd0apyk4liudwae 1410265 1410264 2026-04-12T16:50:17Z Gaux 18878 didascalia 1410265 wikitext text/x-wiki [[File:Francesco Albani, Autoritratto (1635 circa) 01.jpg|thumb|Francesco Albani, ''Autoritratto'' (1635 circa)]] '''Francesco Albani''' (1578 – 1660), pittore italiano. ==Citazioni su Francesco Albani== *Egli dipinse quasi sempre soggetti mitologici e fra questi scelse i più amabili dove le antiche dee e gli antichi amori simboleggianti il piacere o la giocondità vi occupavano il posto principale. Se talvolta dipinse cose sacre la sua maniera voluttuosa vi si mantenne. Lo provano i quadri della Pinacoteca bolognese: la Vergine in Trono e il Battesimo di Cristo i quali sono fra i suoi primissimi dipinti. ([[Alfredo Melani]]) *Lo stile dell'Albani pecca d'uniformità; uniformità di fattura e di ispirazione. Quei tanti Amori, quelle solite Veneri, quegli Adoni, tutti eguali non garbano oggi quanto garbarono un tempo; così la fama di Francesco Albani in quest'ultimi tempi è diminuita anziché no. ([[Alfredo Melani]]) *Non senza aver l'Albani sofferti molti disturbi, si maritò di nuovo con una bellissima giovane, nomata Doralice Fioravanti, la quale colle vaghissime forme gli servì spesso di pronto e gentile modello per le sue Veneri, per le sue Diane, per le sue Naiadi, e Flore, e simili femminili deità; e di molti e bellissimi suoi figli, di cui lo arricchì la sempre cortese moglie, si servì ad effigiare gli Amori, gli Adoni, gli Angeli, i giovanetti vari, per cui non è a far tanto caso, che tal volta ne risultasse in essi qualche somiglianza, non iscemando ciò punto, ne' suoi quadri , la vaghezza delle forme, la lucidezza del colorito, e la sempre graziosa invenzione, le idee ritraendo della più perfetta bellezza, che nella vivace sua fantasia aveva formata; col suo dottissimo pennello abbellendo la natura, che con tanta grazia imitava: per cui vantar si può a tutta ragione Bologna di avere in Albani il pittor delle grazie, e degli amori, assai poco inferiore al [[Correggio]], ed al [[Parmigianino]]. ([[Antonio Bolognini Amorini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Albani, Francesco}} [[Categoria:Pittori italiani]] 9qo9lm6n10562e3l65xb7llntf6ih0l Antonio Bolognini Amorini 0 224240 1410259 2026-04-12T16:38:28Z Gaux 18878 Antonio Bolognini Amorini 1410259 wikitext text/x-wiki '''Antonio Bolognini Amorini''' (1767 – 1845), scrittore e storico italiano. ==Citazioni di Antonio Bolognini Amorini== *[...] non senza aver l'[[Francesco Albani|Albani]] sofferti molti disturbi, si maritò di nuovo con una bellissima giovane, nomata Doralice Fioravanti, la quale colle vaghissime forme gli servì spesso di pronto e gentile modello per le sue Veneri, per le sue Diane, per le sue Naiadi, e Flore, e simili femminili deità; e di molti e bellissimi suoi figli, di cui lo arricchì la sempre cortese moglie, si servì ad effigiare gli Amori, gli Adoni, gli Angeli, i giovanetti vari, per cui non è a far tanto caso, che tal volta ne risultasse in essi qualche somiglianza, non iscemando ciò punto, ne' suoi quadri , la vaghezza delle forme, la lucidezza del colorito, e la sempre graziosa invenzione, le idee ritraendo della più perfetta bellezza, che nella vivace sua fantasia aveva formata; col suo dottissimo pennello abbellendo la natura, che con tanta grazia imitava: per cui vantar si può a tutta ragione Bologna di avere in Albani il pittor delle grazie, e degli amori, assai poco inferiore al Correggio, ed al Parmigianino.<ref>Da ''Vite dei pittori e artefici bolognesi'', p. 136.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Bolognini Amorini, Antonio}} [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] k6uvrrjc9rmb4lyognlbxpphu01zrjm 1410260 1410259 2026-04-12T16:41:55Z Gaux 18878 immagine 1410260 wikitext text/x-wiki [[File:Monumento Bolognini Amorini by Stefano Galletti - Galleria a Tre Navate - Certosa di Bologna abc2.jpg|thumb|Monumento ad Antonio Bolognini Amorini nella Certosa di Bologna]] '''Antonio Bolognini Amorini''' (1767 – 1845), scrittore e storico italiano. ==Citazioni di Antonio Bolognini Amorini== *[...] non senza aver l'[[Francesco Albani|Albani]] sofferti molti disturbi, si maritò di nuovo con una bellissima giovane, nomata Doralice Fioravanti, la quale colle vaghissime forme gli servì spesso di pronto e gentile modello per le sue Veneri, per le sue Diane, per le sue Naiadi, e Flore, e simili femminili deità; e di molti e bellissimi suoi figli, di cui lo arricchì la sempre cortese moglie, si servì ad effigiare gli Amori, gli Adoni, gli Angeli, i giovanetti vari, per cui non è a far tanto caso, che tal volta ne risultasse in essi qualche somiglianza, non iscemando ciò punto, ne' suoi quadri , la vaghezza delle forme, la lucidezza del colorito, e la sempre graziosa invenzione, le idee ritraendo della più perfetta bellezza, che nella vivace sua fantasia aveva formata; col suo dottissimo pennello abbellendo la natura, che con tanta grazia imitava: per cui vantar si può a tutta ragione Bologna di avere in Albani il pittor delle grazie, e degli amori, assai poco inferiore al Correggio, ed al Parmigianino.<ref>Da ''Vite dei pittori e artefici bolognesi'', p. 136.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Bolognini Amorini, Antonio}} [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] fcynznc7tx72w0clcs62nl92qezy73v 1410261 1410260 2026-04-12T16:44:11Z Gaux 18878 /* Citazioni di Antonio Bolognini Amorini */ riferimenti bibliografici 1410261 wikitext text/x-wiki [[File:Monumento Bolognini Amorini by Stefano Galletti - Galleria a Tre Navate - Certosa di Bologna abc2.jpg|thumb|Monumento ad Antonio Bolognini Amorini nella Certosa di Bologna]] '''Antonio Bolognini Amorini''' (1767 – 1845), scrittore e storico italiano. ==Citazioni di Antonio Bolognini Amorini== *[...] non senza aver l'[[Francesco Albani|Albani]] sofferti molti disturbi, si maritò di nuovo con una bellissima giovane, nomata Doralice Fioravanti, la quale colle vaghissime forme gli servì spesso di pronto e gentile modello per le sue Veneri, per le sue Diane, per le sue Naiadi, e Flore, e simili femminili deità; e di molti e bellissimi suoi figli, di cui lo arricchì la sempre cortese moglie, si servì ad effigiare gli Amori, gli Adoni, gli Angeli, i giovanetti vari, per cui non è a far tanto caso, che tal volta ne risultasse in essi qualche somiglianza, non iscemando ciò punto, ne' suoi quadri , la vaghezza delle forme, la lucidezza del colorito, e la sempre graziosa invenzione, le idee ritraendo della più perfetta bellezza, che nella vivace sua fantasia aveva formata; col suo dottissimo pennello abbellendo la natura, che con tanta grazia imitava: per cui vantar si può a tutta ragione Bologna di avere in Albani il pittor delle grazie, e degli amori, assai poco inferiore al Correggio, ed al Parmigianino.<ref>Da ''[https://archive.org/details/vitedeipittoried245bolo/page/n6/mode/1up Vite dei pittori e artefici bolognesi]'', Tipi governativi alla Volpe, Bologna, 1843, p. 136.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Bolognini Amorini, Antonio}} [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] but5ncmhqdvfuj6xwl9mn5wz9mnzo5m 1410262 1410261 2026-04-12T16:45:01Z Gaux 18878 /* Citazioni di Antonio Bolognini Amorini */ wlink 1410262 wikitext text/x-wiki [[File:Monumento Bolognini Amorini by Stefano Galletti - Galleria a Tre Navate - Certosa di Bologna abc2.jpg|thumb|Monumento ad Antonio Bolognini Amorini nella Certosa di Bologna]] '''Antonio Bolognini Amorini''' (1767 – 1845), scrittore e storico italiano. ==Citazioni di Antonio Bolognini Amorini== *[...] non senza aver l'[[Francesco Albani|Albani]] sofferti molti disturbi, si maritò di nuovo con una bellissima giovane, nomata Doralice Fioravanti, la quale colle vaghissime forme gli servì spesso di pronto e gentile modello per le sue Veneri, per le sue Diane, per le sue Naiadi, e Flore, e simili femminili deità; e di molti e bellissimi suoi figli, di cui lo arricchì la sempre cortese moglie, si servì ad effigiare gli Amori, gli Adoni, gli Angeli, i giovanetti vari, per cui non è a far tanto caso, che tal volta ne risultasse in essi qualche somiglianza, non iscemando ciò punto, ne' suoi quadri , la vaghezza delle forme, la lucidezza del colorito, e la sempre graziosa invenzione, le idee ritraendo della più perfetta bellezza, che nella vivace sua fantasia aveva formata; col suo dottissimo pennello abbellendo la natura, che con tanta grazia imitava: per cui vantar si può a tutta ragione Bologna di avere in Albani il pittor delle grazie, e degli amori, assai poco inferiore al [[Correggio]], ed al [[Parmigianino]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/vitedeipittoried245bolo/page/n6/mode/1up Vite dei pittori e artefici bolognesi]'', Tipi governativi alla Volpe, Bologna, 1843, p. 136.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Bolognini Amorini, Antonio}} [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] gnvailkdy52lbe0l5998qkihlqoskf0 1410346 1410262 2026-04-13T06:47:02Z Gaux 18878 /* Citazioni di Antonio Bolognini Amorini */ altro riferimento bibliografico 1410346 wikitext text/x-wiki [[File:Monumento Bolognini Amorini by Stefano Galletti - Galleria a Tre Navate - Certosa di Bologna abc2.jpg|thumb|Monumento ad Antonio Bolognini Amorini nella Certosa di Bologna]] '''Antonio Bolognini Amorini''' (1767 – 1845), scrittore e storico italiano. ==Citazioni di Antonio Bolognini Amorini== *[...] non senza aver l'[[Francesco Albani|Albani]] sofferti molti disturbi, si maritò di nuovo con una bellissima giovane, nomata Doralice Fioravanti, la quale colle vaghissime forme gli servì spesso di pronto e gentile modello per le sue Veneri, per le sue Diane, per le sue Naiadi, e Flore, e simili femminili deità; e di molti e bellissimi suoi figli, di cui lo arricchì la sempre cortese moglie, si servì ad effigiare gli Amori, gli Adoni, gli Angeli, i giovanetti vari, per cui non è a far tanto caso, che tal volta ne risultasse in essi qualche somiglianza, non iscemando ciò punto, ne' suoi quadri , la vaghezza delle forme, la lucidezza del colorito, e la sempre graziosa invenzione, le idee ritraendo della più perfetta bellezza, che nella vivace sua fantasia aveva formata; col suo dottissimo pennello abbellendo la natura, che con tanta grazia imitava: per cui vantar si può a tutta ragione Bologna di avere in Albani il pittor delle grazie, e degli amori, assai poco inferiore al [[Correggio]], ed al [[Parmigianino]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/vitedeipittoried245bolo/page/n6/mode/1up Vite dei pittori e artefici bolognesi]'', Tipi governativi alla Volpe, Bologna, 1843, parte IV, p. 136.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Bolognini Amorini, Antonio}} [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] akzyh6341wr7wtkd563f3s5017915q8 1410348 1410346 2026-04-13T06:52:15Z Gaux 18878 /* Citazioni di Antonio Bolognini Amorini */ Lodovico Carracci 1410348 wikitext text/x-wiki [[File:Monumento Bolognini Amorini by Stefano Galletti - Galleria a Tre Navate - Certosa di Bologna abc2.jpg|thumb|Monumento ad Antonio Bolognini Amorini nella Certosa di Bologna]] '''Antonio Bolognini Amorini''' (1767 – 1845), scrittore e storico italiano. ==Citazioni di Antonio Bolognini Amorini== *{{NDR|[[Ludovico Carracci|Lodovico Carracci]]}} Furono li primi suoi studii da fanciullo il disegno alla scuola di Prospero Fontana, il quale non riconoscendo sulle prime nel discepolo quello spirito, e vivacità, e scioltezza di cui egli era animato, non faceva della ponderata lentezza, e pesata meditazione sua quel conto, che dovevasi , anzi il consigliava ad abbandonare una professione, cui dalla natura non pareva chiamato.<ref>Da ''[https://archive.org/details/vitedeipittoried245bolo/page/n6/mode/1up Vite dei pittori e artefici bolognesi]'', Tipi governativi alla Volpe, Bologna, 1843, parte IV, p. 8.</ref> *[...] non senza aver l'[[Francesco Albani|Albani]] sofferti molti disturbi, si maritò di nuovo con una bellissima giovane, nomata Doralice Fioravanti, la quale colle vaghissime forme gli servì spesso di pronto e gentile modello per le sue Veneri, per le sue Diane, per le sue Naiadi, e Flore, e simili femminili deità; e di molti e bellissimi suoi figli, di cui lo arricchì la sempre cortese moglie, si servì ad effigiare gli Amori, gli Adoni, gli Angeli, i giovanetti vari, per cui non è a far tanto caso, che tal volta ne risultasse in essi qualche somiglianza, non iscemando ciò punto, ne' suoi quadri , la vaghezza delle forme, la lucidezza del colorito, e la sempre graziosa invenzione, le idee ritraendo della più perfetta bellezza, che nella vivace sua fantasia aveva formata; col suo dottissimo pennello abbellendo la natura, che con tanta grazia imitava: per cui vantar si può a tutta ragione Bologna di avere in Albani il pittor delle grazie, e degli amori, assai poco inferiore al [[Correggio]], ed al [[Parmigianino]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/vitedeipittoried245bolo/page/n6/mode/1up Vite dei pittori e artefici bolognesi]'', Tipi governativi alla Volpe, Bologna, 1843, parte IV, p. 136.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Bolognini Amorini, Antonio}} [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 9gsparigkuryt7mqg8614qmulkuln4p 1410351 1410348 2026-04-13T06:53:00Z Gaux 18878 /* Citazioni di Antonio Bolognini Amorini */ riduco 1410351 wikitext text/x-wiki [[File:Monumento Bolognini Amorini by Stefano Galletti - Galleria a Tre Navate - Certosa di Bologna abc2.jpg|thumb|Monumento ad Antonio Bolognini Amorini nella Certosa di Bologna]] '''Antonio Bolognini Amorini''' (1767 – 1845), scrittore e storico italiano. ==Citazioni di Antonio Bolognini Amorini== *{{NDR|[[Ludovico Carracci|Lodovico Carracci]]}} Furono li primi suoi studii da fanciullo il disegno alla scuola di Prospero Fontana, il quale non riconoscendo sulle prime nel discepolo quello spirito, e vivacità, e scioltezza di cui egli era animato, non faceva della ponderata lentezza, e pesata meditazione sua quel conto, che dovevasi , anzi il consigliava ad abbandonare una professione, cui dalla natura non pareva chiamato.<ref>Da ''[https://archive.org/details/vitedeipittoried245bolo/page/n6/mode/1up Vite dei pittori e artefici bolognesi]'', Tipi governativi alla Volpe, Bologna, 1843, parte IV, p. 8.</ref> *[...] non senza aver l'[[Francesco Albani|Albani]] sofferti molti disturbi, si maritò di nuovo con una bellissima giovane, nomata Doralice Fioravanti, la quale colle vaghissime forme gli servì spesso di pronto e gentile modello per le sue Veneri, per le sue Diane, per le sue Naiadi, e Flore, e simili femminili deità; e di molti e bellissimi suoi figli, di cui lo arricchì la sempre cortese moglie, si servì ad effigiare gli Amori, gli Adoni, gli Angeli, i giovanetti vari, per cui non è a far tanto caso, che tal volta ne risultasse in essi qualche somiglianza, non iscemando ciò punto, ne' suoi quadri , la vaghezza delle forme, la lucidezza del colorito, e la sempre graziosa invenzione, le idee ritraendo della più perfetta bellezza, che nella vivace sua fantasia aveva formata; col suo dottissimo pennello abbellendo la natura, che con tanta grazia imitava: per cui vantar si può a tutta ragione Bologna di avere in Albani il pittor delle grazie, e degli amori, assai poco inferiore al [[Correggio]], ed al [[Parmigianino]].<ref>Da ''Vite dei pittori e artefici bolognesi'', cit., parte IV, p. 136.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Bolognini Amorini, Antonio}} [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] cv0r5y7fwj1xgs7h680qemk9uyguo6k 1410354 1410351 2026-04-13T06:56:46Z Gaux 18878 /* Citazioni di Antonio Bolognini Amorini */ wlink, typo e sic 1410354 wikitext text/x-wiki [[File:Monumento Bolognini Amorini by Stefano Galletti - Galleria a Tre Navate - Certosa di Bologna abc2.jpg|thumb|Monumento ad Antonio Bolognini Amorini nella Certosa di Bologna]] '''Antonio Bolognini Amorini''' (1767 – 1845), scrittore e storico italiano. ==Citazioni di Antonio Bolognini Amorini== *{{NDR|[[Ludovico Carracci|Lodovico Carracci]]}} Furono li primi suoi {{sic|studii}} da fanciullo il disegno alla scuola di [[Prospero Fontana]], il quale non riconoscendo sulle prime nel discepolo quello spirito, e vivacità, e scioltezza di cui egli era animato, non faceva della ponderata lentezza, e pesata meditazione sua quel conto, che dovevasi, anzi il consigliava ad abbandonare una professione, cui dalla natura non pareva chiamato.<ref>Da ''[https://archive.org/details/vitedeipittoried245bolo/page/n6/mode/1up Vite dei pittori e artefici bolognesi]'', Tipi governativi alla Volpe, Bologna, 1843, parte IV, p. 8.</ref> *[...] non senza aver l'[[Francesco Albani|Albani]] sofferti molti disturbi, si maritò di nuovo con una bellissima giovane, nomata Doralice Fioravanti, la quale colle vaghissime forme gli servì spesso di pronto e gentile modello per le sue Veneri, per le sue Diane, per le sue Naiadi, e Flore, e simili femminili deità; e di molti e bellissimi suoi figli, di cui lo arricchì la sempre cortese moglie, si servì ad effigiare gli Amori, gli Adoni, gli Angeli, i giovanetti vari, per cui non è a far tanto caso, che tal volta ne risultasse in essi qualche somiglianza, non iscemando ciò punto, ne' suoi quadri , la vaghezza delle forme, la lucidezza del colorito, e la sempre graziosa invenzione, le idee ritraendo della più perfetta bellezza, che nella vivace sua fantasia aveva formata; col suo dottissimo pennello abbellendo la natura, che con tanta grazia imitava: per cui vantar si può a tutta ragione Bologna di avere in Albani il pittor delle grazie, e degli amori, assai poco inferiore al [[Correggio]], ed al [[Parmigianino]].<ref>Da ''Vite dei pittori e artefici bolognesi'', cit., parte IV, p. 136.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Bolognini Amorini, Antonio}} [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] ql6hxc0vi83elvwhmqppisxdyj5puqo 1410362 1410354 2026-04-13T07:12:02Z Gaux 18878 /* Citazioni di Antonio Bolognini Amorini */ ampliamento 1410362 wikitext text/x-wiki [[File:Monumento Bolognini Amorini by Stefano Galletti - Galleria a Tre Navate - Certosa di Bologna abc2.jpg|thumb|Monumento ad Antonio Bolognini Amorini nella Certosa di Bologna]] '''Antonio Bolognini Amorini''' (1767 – 1845), scrittore e storico italiano. ==Citazioni di Antonio Bolognini Amorini== *{{NDR|[[Ludovico Carracci|Lodovico Carracci]]}} Furono li primi suoi {{sic|studii}} da fanciullo il disegno alla scuola di [[Prospero Fontana]], il quale non riconoscendo sulle prime nel discepolo quello spirito, e vivacità, e scioltezza di cui egli era animato, non faceva della ponderata lentezza, e pesata meditazione sua quel conto, che dovevasi, anzi il consigliava ad abbandonare una professione, cui dalla natura non pareva chiamato.<ref>Da ''[https://archive.org/details/vitedeipittoried245bolo/page/n6/mode/1up Vite dei pittori e artefici bolognesi]'', Tipi governativi alla Volpe, Bologna, 1843, parte IV, p. 8.</ref> *{{NDR|Lodovico Carracci}} Sublimi modelli di perfettissima arte furono [...] riguardati sempre, e la Madonna degli Scalzi, che ora è in Pinacoteca, in cui vedesi la B. V. con una grazia singolare tenere fra le braccia il figlio, che stende la manina a san Francesco genuflesso; e dall'altra banda san Girolamo, pur genuflesso, contempla Maria, così risentito di muscoli , che lo direste di Michelangelo, ma insieme si tenero e colorito, che il direste del Correggio. E la sublimissima Trasfigurazione fatta per il maggiore altare di s. Pier Martire tutta non ricorda la grandiosità di Paolo ed il veneto colorito?<ref>Da ''Vite dei pittori e artefici bolognesi'', cit., parte IV, p. 18.</ref> *[...] non senza aver l'[[Francesco Albani|Albani]] sofferti molti disturbi, si maritò di nuovo con una bellissima giovane, nomata Doralice Fioravanti, la quale colle vaghissime forme gli servì spesso di pronto e gentile modello per le sue Veneri, per le sue Diane, per le sue Naiadi, e Flore, e simili femminili deità; e di molti e bellissimi suoi figli, di cui lo arricchì la sempre cortese moglie, si servì ad effigiare gli Amori, gli Adoni, gli Angeli, i giovanetti vari, per cui non è a far tanto caso, che tal volta ne risultasse in essi qualche somiglianza, non iscemando ciò punto, ne' suoi quadri , la vaghezza delle forme, la lucidezza del colorito, e la sempre graziosa invenzione, le idee ritraendo della più perfetta bellezza, che nella vivace sua fantasia aveva formata; col suo dottissimo pennello abbellendo la natura, che con tanta grazia imitava: per cui vantar si può a tutta ragione Bologna di avere in Albani il pittor delle grazie, e degli amori, assai poco inferiore al [[Correggio]], ed al [[Parmigianino]].<ref>Da ''Vite dei pittori e artefici bolognesi'', cit., parte IV, p. 136.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Bolognini Amorini, Antonio}} [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] 7bscu0o5768nejiwc74swkrw2bbd04t 1410363 1410362 2026-04-13T07:13:00Z Gaux 18878 /* Citazioni di Antonio Bolognini Amorini */ typo 1410363 wikitext text/x-wiki [[File:Monumento Bolognini Amorini by Stefano Galletti - Galleria a Tre Navate - Certosa di Bologna abc2.jpg|thumb|Monumento ad Antonio Bolognini Amorini nella Certosa di Bologna]] '''Antonio Bolognini Amorini''' (1767 – 1845), scrittore e storico italiano. ==Citazioni di Antonio Bolognini Amorini== *{{NDR|[[Ludovico Carracci|Lodovico Carracci]]}} Furono li primi suoi {{sic|studii}} da fanciullo il disegno alla scuola di [[Prospero Fontana]], il quale non riconoscendo sulle prime nel discepolo quello spirito, e vivacità, e scioltezza di cui egli era animato, non faceva della ponderata lentezza, e pesata meditazione sua quel conto, che dovevasi, anzi il consigliava ad abbandonare una professione, cui dalla natura non pareva chiamato.<ref>Da ''[https://archive.org/details/vitedeipittoried245bolo/page/n6/mode/1up Vite dei pittori e artefici bolognesi]'', Tipi governativi alla Volpe, Bologna, 1843, parte IV, p. 8.</ref> *{{NDR|Lodovico Carracci}} Sublimi modelli di perfettissima arte furono [...] riguardati sempre, e la Madonna degli Scalzi, che ora è in Pinacoteca, in cui vedesi la B. V. con una grazia singolare tenere fra le braccia il figlio, che stende la manina a san Francesco genuflesso; e dall'altra banda san Girolamo, pur genuflesso, contempla Maria, così risentito di muscoli, che lo direste di Michelangelo, ma insieme sì tenero e colorito, che il direste del Correggio. E la sublimissima Trasfigurazione fatta per il maggiore altare di s. Pier Martire tutta non ricorda la grandiosità di Paolo ed il veneto colorito?<ref>Da ''Vite dei pittori e artefici bolognesi'', cit., parte IV, p. 18.</ref> *[...] non senza aver l'[[Francesco Albani|Albani]] sofferti molti disturbi, si maritò di nuovo con una bellissima giovane, nomata Doralice Fioravanti, la quale colle vaghissime forme gli servì spesso di pronto e gentile modello per le sue Veneri, per le sue Diane, per le sue Naiadi, e Flore, e simili femminili deità; e di molti e bellissimi suoi figli, di cui lo arricchì la sempre cortese moglie, si servì ad effigiare gli Amori, gli Adoni, gli Angeli, i giovanetti vari, per cui non è a far tanto caso, che tal volta ne risultasse in essi qualche somiglianza, non iscemando ciò punto, ne' suoi quadri , la vaghezza delle forme, la lucidezza del colorito, e la sempre graziosa invenzione, le idee ritraendo della più perfetta bellezza, che nella vivace sua fantasia aveva formata; col suo dottissimo pennello abbellendo la natura, che con tanta grazia imitava: per cui vantar si può a tutta ragione Bologna di avere in Albani il pittor delle grazie, e degli amori, assai poco inferiore al [[Correggio]], ed al [[Parmigianino]].<ref>Da ''Vite dei pittori e artefici bolognesi'', cit., parte IV, p. 136.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Bolognini Amorini, Antonio}} [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] f7uwmqto238rrqe7fl1pqqrbmvjov80 1410364 1410363 2026-04-13T07:14:11Z Gaux 18878 wlink 1410364 wikitext text/x-wiki [[File:Monumento Bolognini Amorini by Stefano Galletti - Galleria a Tre Navate - Certosa di Bologna abc2.jpg|thumb|Monumento ad Antonio Bolognini Amorini nella Certosa di Bologna]] '''Antonio Bolognini Amorini''' (1767 – 1845), scrittore e storico italiano. ==Citazioni di Antonio Bolognini Amorini== *{{NDR|[[Ludovico Carracci|Lodovico Carracci]]}} Furono li primi suoi {{sic|studii}} da fanciullo il disegno alla scuola di [[Prospero Fontana]], il quale non riconoscendo sulle prime nel discepolo quello spirito, e vivacità, e scioltezza di cui egli era animato, non faceva della ponderata lentezza, e pesata meditazione sua quel conto, che dovevasi, anzi il consigliava ad abbandonare una professione, cui dalla natura non pareva chiamato.<ref>Da ''[https://archive.org/details/vitedeipittoried245bolo/page/n6/mode/1up Vite dei pittori e artefici bolognesi]'', Tipi governativi alla Volpe, Bologna, 1843, parte IV, p. 8.</ref> *{{NDR|Lodovico Carracci}} Sublimi modelli di perfettissima arte furono [...] riguardati sempre, e la Madonna degli Scalzi, che ora è in Pinacoteca, in cui vedesi la B. V. con una grazia singolare tenere fra le braccia il figlio, che stende la manina a san Francesco genuflesso; e dall'altra banda san Girolamo, pur genuflesso, contempla Maria, così risentito di muscoli, che lo direste di [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]], ma insieme sì tenero e colorito, che il direste del [[Correggio]]. E la sublimissima Trasfigurazione fatta per il maggiore altare di s. Pier Martire tutta non ricorda la grandiosità di [[Paolo Veronese|Paolo]] ed il veneto colorito?<ref>Da ''Vite dei pittori e artefici bolognesi'', cit., parte IV, p. 18.</ref> *[...] non senza aver l'[[Francesco Albani|Albani]] sofferti molti disturbi, si maritò di nuovo con una bellissima giovane, nomata Doralice Fioravanti, la quale colle vaghissime forme gli servì spesso di pronto e gentile modello per le sue Veneri, per le sue Diane, per le sue Naiadi, e Flore, e simili femminili deità; e di molti e bellissimi suoi figli, di cui lo arricchì la sempre cortese moglie, si servì ad effigiare gli Amori, gli Adoni, gli Angeli, i giovanetti vari, per cui non è a far tanto caso, che tal volta ne risultasse in essi qualche somiglianza, non iscemando ciò punto, ne' suoi quadri , la vaghezza delle forme, la lucidezza del colorito, e la sempre graziosa invenzione, le idee ritraendo della più perfetta bellezza, che nella vivace sua fantasia aveva formata; col suo dottissimo pennello abbellendo la natura, che con tanta grazia imitava: per cui vantar si può a tutta ragione Bologna di avere in Albani il pittor delle grazie, e degli amori, assai poco inferiore al [[Correggio]], ed al [[Parmigianino]].<ref>Da ''Vite dei pittori e artefici bolognesi'', cit., parte IV, p. 136.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Bolognini Amorini, Antonio}} [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici italiani]] i2reev2tispg3v89bth5zlbao0cvdhb Utente:Camelia.boban/Carmen Amaya 2 224241 1410275 2026-04-12T17:24:18Z Camelia.boban 17423 Camelia.boban ha spostato la pagina [[Utente:Camelia.boban/Carmen Amaya]] a [[Carmen Amaya]]: voce scritta per International Roma Day Edit-a-thon 2026 1410275 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Carmen Amaya]] hclrmcxpb6kz7xbur6pqxt9p967vq2v Discussioni utente:Federico Bettaglio 3 224242 1410279 2026-04-12T17:50:24Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1410279 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 19:50, 12 apr 2026 (CEST)}} sbuvei6cgc68717rbf3gwu7n1mrigs0 Liana Orfei 0 224243 1410280 2026-04-12T17:57:42Z Camelia.boban 17423 Nuova voce Liana Orfei 1410280 wikitext text/x-wiki '''Liana Orfei''' (1937 – vivente), attrice, cantante e circense italiana di origine sinti. ==Citazioni di Liana Orfei== *Il circo è la più antica forma di spettacolo al mondo. Quando gli uomini delle caverne si sedevano intorno al fuoco e guardavano lo [[Stregoneria|stregone]] che danzava facendo apparire e sparire degli oggetti, quello è stato il primo circo. Quindi dalle caverne in poi, tutte le forme di spettacolo derivano dal circo, dal [[teatro]] alla [[Opera lirica|lirica]].<ref name="savoia">Citato in Alessandro Savoia, ''[https://www.alessandrosavoia.it/lintervista-liana-orfei-io-i-tendoni-toto-fellini-eduardo-e-orson-wells/ Liana Orfei: io, i tendoni, Totò, Fellini, Eduardo e Orson Welles]'', ''alessandrosavoia.it'', 10 giugno 2019.</ref> *[[Federico Fellini]] venne a vedere lo spettacolo dove io presentavo un numero, mi provinò, ma non mi prese. "Lianina", cosi mi chiamava, avevo un muso troppo pulito per il ruolo che voleva. Ma solo il fatto che lui avesse puntato gli occhi su di me fece muovere tutto il mondo cinematografico. Da lì in poi feci 54 film, persino 8 in un anno. Con lui c'è stata una grande amicizia, amava mia madre per i suoi tortellini e quando eravamo a Roma per Natale ci veniva a svegliare assieme a Giulietta la mattina per farci gli auguri. Scelse [[Nando Orfei|Nando]] mio fratello per il ruolo di Patacca in "Amarcord".<ref name="savoia"/> *Federico e [[Giulietta Masina|Giulietta]] venivano spesso a trovarci. Lui telefonava a mia mamma Alda e le diceva: "Prepara i tortellini che arriviamo...". Assisteva alle prove anche di notte, bussava a tutte le roulotte della carovana per salutare gli artisti. Fellini si nutriva del circo, ne era profondamente innamorato.<ref>Citato in ''[https://www.circo.it/liana-orfei-su-avvenire-il-circo-fa-parte-della-cultura-non-morira-mai/ Liana Orfei su Avvenire: "Il circo fa parte della cultura, non morirà mai"]'', ''circo.it'', 2 gennaio 2015.</ref> *{{NDR|Sul [[circo]]}} È stata la scuola di vita più importante. Il circo è un lavoro faticoso e pericoloso, fatto anche di solitudine, che mi ha insegnato tutto, soprattutto a vivere.<ref name="iltempo">Citato in Giulia Bianconi, ''[https://www.iltempo.it/attualita/2021/06/11/news/liana-orfei-intervista-circo-cinema-cuore-vita-fellini-toto-giornate-della-luce-di-spilimbergo-festival-27550432/ Liana Orfei si racconta: «Il cinema nel cuore, ma il circo è la mia vita. Mi ha scoperta Fellini, uno di famiglia»]'', ''iltempo.it'', 11 giugno 2021.</ref> *Siamo nati per la sopravvivenza giornaliera.<ref>Citato in Francesca Fabbri Fellini, ''[https://www.fellinimagazine.com/liana-orfei/ Liana Orfei]'', ''fellinimagazine.com''.</ref> ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Nando Orfei]] *[[Moira Orfei]] *[[Circo]] ==Altri progetti== {{Interprogetto}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Circensi italiani]] [[Categoria:Sinti]] 4hzz0r8vbojek4c8c81wmw53mofmfw3 1410281 1410280 2026-04-12T17:58:19Z Camelia.boban 17423 Wikilink 1410281 wikitext text/x-wiki '''Liana Orfei''' (1937 - vivente), attrice, cantante e circense italiana di origine sinti. ==Citazioni di Liana Orfei== *Il circo è la più antica forma di spettacolo al mondo. Quando gli uomini delle caverne si sedevano intorno al fuoco e guardavano lo [[Stregoneria|stregone]] che danzava facendo apparire e sparire degli oggetti, quello è stato il primo circo. Quindi dalle caverne in poi, tutte le forme di spettacolo derivano dal circo, dal [[teatro]] alla [[Opera lirica|lirica]].<ref name="savoia">Citato in Alessandro Savoia, ''[https://www.alessandrosavoia.it/lintervista-liana-orfei-io-i-tendoni-toto-fellini-eduardo-e-orson-wells/ Liana Orfei: io, i tendoni, Totò, Fellini, Eduardo e Orson Welles]'', ''alessandrosavoia.it'', 10 giugno 2019.</ref> *[[Federico Fellini]] venne a vedere lo spettacolo dove io presentavo un numero, mi provinò, ma non mi prese. "Lianina", cosi mi chiamava, avevo un muso troppo pulito per il ruolo che voleva. Ma solo il fatto che lui avesse puntato gli occhi su di me fece muovere tutto il mondo cinematografico. Da lì in poi feci 54 film, persino 8 in un anno. Con lui c'è stata una grande amicizia, amava mia madre per i suoi tortellini e quando eravamo a Roma per Natale ci veniva a svegliare assieme a Giulietta la mattina per farci gli auguri. Scelse [[Nando Orfei|Nando]] mio fratello per il ruolo di Patacca in "[[Amarcord]]".<ref name="savoia"/> *Federico e [[Giulietta Masina|Giulietta]] venivano spesso a trovarci. Lui telefonava a mia mamma Alda e le diceva: "Prepara i tortellini che arriviamo...". Assisteva alle prove anche di notte, bussava a tutte le roulotte della carovana per salutare gli artisti. Fellini si nutriva del circo, ne era profondamente innamorato.<ref>Citato in ''[https://www.circo.it/liana-orfei-su-avvenire-il-circo-fa-parte-della-cultura-non-morira-mai/ Liana Orfei su Avvenire: "Il circo fa parte della cultura, non morirà mai"]'', ''circo.it'', 2 gennaio 2015.</ref> *{{NDR|Sul [[circo]]}} È stata la scuola di vita più importante. Il circo è un lavoro faticoso e pericoloso, fatto anche di solitudine, che mi ha insegnato tutto, soprattutto a vivere.<ref name="iltempo">Citato in Giulia Bianconi, ''[https://www.iltempo.it/attualita/2021/06/11/news/liana-orfei-intervista-circo-cinema-cuore-vita-fellini-toto-giornate-della-luce-di-spilimbergo-festival-27550432/ Liana Orfei si racconta: «Il cinema nel cuore, ma il circo è la mia vita. Mi ha scoperta Fellini, uno di famiglia»]'', ''iltempo.it'', 11 giugno 2021.</ref> *Siamo nati per la sopravvivenza giornaliera.<ref>Citato in Francesca Fabbri Fellini, ''[https://www.fellinimagazine.com/liana-orfei/ Liana Orfei]'', ''fellinimagazine.com''.</ref> ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Nando Orfei]] *[[Moira Orfei]] *[[Circo]] ==Altri progetti== {{Interprogetto}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Circensi italiani]] [[Categoria:Sinti]] tit77b9vl9bbtmu2xnl7g6zwyxskssq 1410282 1410281 2026-04-12T17:58:31Z Camelia.boban 17423 [[Aiuto:Gadget-HotCatMulti|HotCatMulti]] : – [[Categoria:Sinti]] 1410282 wikitext text/x-wiki '''Liana Orfei''' (1937 - vivente), attrice, cantante e circense italiana di origine sinti. ==Citazioni di Liana Orfei== *Il circo è la più antica forma di spettacolo al mondo. Quando gli uomini delle caverne si sedevano intorno al fuoco e guardavano lo [[Stregoneria|stregone]] che danzava facendo apparire e sparire degli oggetti, quello è stato il primo circo. Quindi dalle caverne in poi, tutte le forme di spettacolo derivano dal circo, dal [[teatro]] alla [[Opera lirica|lirica]].<ref name="savoia">Citato in Alessandro Savoia, ''[https://www.alessandrosavoia.it/lintervista-liana-orfei-io-i-tendoni-toto-fellini-eduardo-e-orson-wells/ Liana Orfei: io, i tendoni, Totò, Fellini, Eduardo e Orson Welles]'', ''alessandrosavoia.it'', 10 giugno 2019.</ref> *[[Federico Fellini]] venne a vedere lo spettacolo dove io presentavo un numero, mi provinò, ma non mi prese. "Lianina", cosi mi chiamava, avevo un muso troppo pulito per il ruolo che voleva. Ma solo il fatto che lui avesse puntato gli occhi su di me fece muovere tutto il mondo cinematografico. Da lì in poi feci 54 film, persino 8 in un anno. Con lui c'è stata una grande amicizia, amava mia madre per i suoi tortellini e quando eravamo a Roma per Natale ci veniva a svegliare assieme a Giulietta la mattina per farci gli auguri. Scelse [[Nando Orfei|Nando]] mio fratello per il ruolo di Patacca in "[[Amarcord]]".<ref name="savoia"/> *Federico e [[Giulietta Masina|Giulietta]] venivano spesso a trovarci. Lui telefonava a mia mamma Alda e le diceva: "Prepara i tortellini che arriviamo...". Assisteva alle prove anche di notte, bussava a tutte le roulotte della carovana per salutare gli artisti. Fellini si nutriva del circo, ne era profondamente innamorato.<ref>Citato in ''[https://www.circo.it/liana-orfei-su-avvenire-il-circo-fa-parte-della-cultura-non-morira-mai/ Liana Orfei su Avvenire: "Il circo fa parte della cultura, non morirà mai"]'', ''circo.it'', 2 gennaio 2015.</ref> *{{NDR|Sul [[circo]]}} È stata la scuola di vita più importante. Il circo è un lavoro faticoso e pericoloso, fatto anche di solitudine, che mi ha insegnato tutto, soprattutto a vivere.<ref name="iltempo">Citato in Giulia Bianconi, ''[https://www.iltempo.it/attualita/2021/06/11/news/liana-orfei-intervista-circo-cinema-cuore-vita-fellini-toto-giornate-della-luce-di-spilimbergo-festival-27550432/ Liana Orfei si racconta: «Il cinema nel cuore, ma il circo è la mia vita. Mi ha scoperta Fellini, uno di famiglia»]'', ''iltempo.it'', 11 giugno 2021.</ref> *Siamo nati per la sopravvivenza giornaliera.<ref>Citato in Francesca Fabbri Fellini, ''[https://www.fellinimagazine.com/liana-orfei/ Liana Orfei]'', ''fellinimagazine.com''.</ref> ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Nando Orfei]] *[[Moira Orfei]] *[[Circo]] ==Altri progetti== {{Interprogetto}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Circensi italiani]] nsjptkkx8jzhdin2b3q96wyk506edmu 1410283 1410282 2026-04-12T17:58:47Z Camelia.boban 17423 [[Aiuto:Gadget-HotCatMulti|HotCatMulti]] : – [[Categoria:Circensi italiani]] 1410283 wikitext text/x-wiki '''Liana Orfei''' (1937 - vivente), attrice, cantante e circense italiana di origine sinti. ==Citazioni di Liana Orfei== *Il circo è la più antica forma di spettacolo al mondo. Quando gli uomini delle caverne si sedevano intorno al fuoco e guardavano lo [[Stregoneria|stregone]] che danzava facendo apparire e sparire degli oggetti, quello è stato il primo circo. Quindi dalle caverne in poi, tutte le forme di spettacolo derivano dal circo, dal [[teatro]] alla [[Opera lirica|lirica]].<ref name="savoia">Citato in Alessandro Savoia, ''[https://www.alessandrosavoia.it/lintervista-liana-orfei-io-i-tendoni-toto-fellini-eduardo-e-orson-wells/ Liana Orfei: io, i tendoni, Totò, Fellini, Eduardo e Orson Welles]'', ''alessandrosavoia.it'', 10 giugno 2019.</ref> *[[Federico Fellini]] venne a vedere lo spettacolo dove io presentavo un numero, mi provinò, ma non mi prese. "Lianina", cosi mi chiamava, avevo un muso troppo pulito per il ruolo che voleva. Ma solo il fatto che lui avesse puntato gli occhi su di me fece muovere tutto il mondo cinematografico. Da lì in poi feci 54 film, persino 8 in un anno. Con lui c'è stata una grande amicizia, amava mia madre per i suoi tortellini e quando eravamo a Roma per Natale ci veniva a svegliare assieme a Giulietta la mattina per farci gli auguri. Scelse [[Nando Orfei|Nando]] mio fratello per il ruolo di Patacca in "[[Amarcord]]".<ref name="savoia"/> *Federico e [[Giulietta Masina|Giulietta]] venivano spesso a trovarci. Lui telefonava a mia mamma Alda e le diceva: "Prepara i tortellini che arriviamo...". Assisteva alle prove anche di notte, bussava a tutte le roulotte della carovana per salutare gli artisti. Fellini si nutriva del circo, ne era profondamente innamorato.<ref>Citato in ''[https://www.circo.it/liana-orfei-su-avvenire-il-circo-fa-parte-della-cultura-non-morira-mai/ Liana Orfei su Avvenire: "Il circo fa parte della cultura, non morirà mai"]'', ''circo.it'', 2 gennaio 2015.</ref> *{{NDR|Sul [[circo]]}} È stata la scuola di vita più importante. Il circo è un lavoro faticoso e pericoloso, fatto anche di solitudine, che mi ha insegnato tutto, soprattutto a vivere.<ref name="iltempo">Citato in Giulia Bianconi, ''[https://www.iltempo.it/attualita/2021/06/11/news/liana-orfei-intervista-circo-cinema-cuore-vita-fellini-toto-giornate-della-luce-di-spilimbergo-festival-27550432/ Liana Orfei si racconta: «Il cinema nel cuore, ma il circo è la mia vita. Mi ha scoperta Fellini, uno di famiglia»]'', ''iltempo.it'', 11 giugno 2021.</ref> *Siamo nati per la sopravvivenza giornaliera.<ref>Citato in Francesca Fabbri Fellini, ''[https://www.fellinimagazine.com/liana-orfei/ Liana Orfei]'', ''fellinimagazine.com''.</ref> ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Nando Orfei]] *[[Moira Orfei]] *[[Circo]] ==Altri progetti== {{Interprogetto}} [[Categoria:Attori italiani]] nbmkkqkrnwafd7atqtvzr6m0qo11jp9 1410285 1410283 2026-04-12T18:00:11Z Camelia.boban 17423 Camelia.boban ha spostato la pagina [[Utente:Camelia.boban/Liana Orfei]] a [[Liana Orfei]]: voce scritta per International Roma Day Edit-a-thon 2026 1410283 wikitext text/x-wiki '''Liana Orfei''' (1937 - vivente), attrice, cantante e circense italiana di origine sinti. ==Citazioni di Liana Orfei== *Il circo è la più antica forma di spettacolo al mondo. Quando gli uomini delle caverne si sedevano intorno al fuoco e guardavano lo [[Stregoneria|stregone]] che danzava facendo apparire e sparire degli oggetti, quello è stato il primo circo. Quindi dalle caverne in poi, tutte le forme di spettacolo derivano dal circo, dal [[teatro]] alla [[Opera lirica|lirica]].<ref name="savoia">Citato in Alessandro Savoia, ''[https://www.alessandrosavoia.it/lintervista-liana-orfei-io-i-tendoni-toto-fellini-eduardo-e-orson-wells/ Liana Orfei: io, i tendoni, Totò, Fellini, Eduardo e Orson Welles]'', ''alessandrosavoia.it'', 10 giugno 2019.</ref> *[[Federico Fellini]] venne a vedere lo spettacolo dove io presentavo un numero, mi provinò, ma non mi prese. "Lianina", cosi mi chiamava, avevo un muso troppo pulito per il ruolo che voleva. Ma solo il fatto che lui avesse puntato gli occhi su di me fece muovere tutto il mondo cinematografico. Da lì in poi feci 54 film, persino 8 in un anno. Con lui c'è stata una grande amicizia, amava mia madre per i suoi tortellini e quando eravamo a Roma per Natale ci veniva a svegliare assieme a Giulietta la mattina per farci gli auguri. Scelse [[Nando Orfei|Nando]] mio fratello per il ruolo di Patacca in "[[Amarcord]]".<ref name="savoia"/> *Federico e [[Giulietta Masina|Giulietta]] venivano spesso a trovarci. Lui telefonava a mia mamma Alda e le diceva: "Prepara i tortellini che arriviamo...". Assisteva alle prove anche di notte, bussava a tutte le roulotte della carovana per salutare gli artisti. Fellini si nutriva del circo, ne era profondamente innamorato.<ref>Citato in ''[https://www.circo.it/liana-orfei-su-avvenire-il-circo-fa-parte-della-cultura-non-morira-mai/ Liana Orfei su Avvenire: "Il circo fa parte della cultura, non morirà mai"]'', ''circo.it'', 2 gennaio 2015.</ref> *{{NDR|Sul [[circo]]}} È stata la scuola di vita più importante. Il circo è un lavoro faticoso e pericoloso, fatto anche di solitudine, che mi ha insegnato tutto, soprattutto a vivere.<ref name="iltempo">Citato in Giulia Bianconi, ''[https://www.iltempo.it/attualita/2021/06/11/news/liana-orfei-intervista-circo-cinema-cuore-vita-fellini-toto-giornate-della-luce-di-spilimbergo-festival-27550432/ Liana Orfei si racconta: «Il cinema nel cuore, ma il circo è la mia vita. 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Quindi dalle caverne in poi, tutte le forme di spettacolo derivano dal circo, dal [[teatro]] alla [[Opera lirica|lirica]].<ref name="savoia">Citato in Alessandro Savoia, ''[https://www.alessandrosavoia.it/lintervista-liana-orfei-io-i-tendoni-toto-fellini-eduardo-e-orson-wells/ Liana Orfei: io, i tendoni, Totò, Fellini, Eduardo e Orson Welles]'', ''alessandrosavoia.it'', 10 giugno 2019.</ref> *[[Federico Fellini]] venne a vedere lo spettacolo dove io presentavo un numero, mi provinò, ma non mi prese. "Lianina", cosi mi chiamava, avevo un muso troppo pulito per il ruolo che voleva. Ma solo il fatto che lui avesse puntato gli occhi su di me fece muovere tutto il mondo cinematografico. Da lì in poi feci 54 film, persino 8 in un anno. Con lui c'è stata una grande amicizia, amava mia madre per i suoi tortellini e quando eravamo a Roma per Natale ci veniva a svegliare assieme a Giulietta la mattina per farci gli auguri. Scelse [[Nando Orfei|Nando]] mio fratello per il ruolo di Patacca in "[[Amarcord]]".<ref name="savoia"/> *Federico e [[Giulietta Masina|Giulietta]] venivano spesso a trovarci. Lui telefonava a mia mamma Alda e le diceva: "Prepara i tortellini che arriviamo...". Assisteva alle prove anche di notte, bussava a tutte le roulotte della carovana per salutare gli artisti. Fellini si nutriva del circo, ne era profondamente innamorato.<ref>Citato in ''[https://www.circo.it/liana-orfei-su-avvenire-il-circo-fa-parte-della-cultura-non-morira-mai/ Liana Orfei su Avvenire: "Il circo fa parte della cultura, non morirà mai"]'', ''circo.it'', 2 gennaio 2015.</ref> *{{NDR|Sul [[circo]]}} È stata la scuola di vita più importante. Il circo è un lavoro faticoso e pericoloso, fatto anche di solitudine, che mi ha insegnato tutto, soprattutto a vivere.<ref name="iltempo">Citato in Giulia Bianconi, ''[https://www.iltempo.it/attualita/2021/06/11/news/liana-orfei-intervista-circo-cinema-cuore-vita-fellini-toto-giornate-della-luce-di-spilimbergo-festival-27550432/ Liana Orfei si racconta: «Il cinema nel cuore, ma il circo è la mia vita. Mi ha scoperta Fellini, uno di famiglia»]'', ''iltempo.it'', 11 giugno 2021.</ref> *Siamo nati per la sopravvivenza giornaliera.<ref>Citato in Francesca Fabbri Fellini, ''[https://www.fellinimagazine.com/liana-orfei/ Liana Orfei]'', ''fellinimagazine.com''.</ref> ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Nando Orfei]] *[[Moira Orfei]] *[[Circo]] ==Altri progetti== {{Interprogetto}} [[Categoria:Attori italiani]] h4wql2i1uw148sgso06gmgli7ugra1y 1410290 1410289 2026-04-12T18:05:19Z Camelia.boban 17423 Portale 1410290 wikitext text/x-wiki [[File:Liana Orfei.png|thumb|destra|250px|Liana Orfei nel 1966]] '''Liana Orfei''' (1937 - vivente), attrice, cantante e circense italiana di origine sinti. ==Citazioni di Liana Orfei== *Il circo è la più antica forma di spettacolo al mondo. Quando gli uomini delle caverne si sedevano intorno al fuoco e guardavano lo [[Stregoneria|stregone]] che danzava facendo apparire e sparire degli oggetti, quello è stato il primo circo. Quindi dalle caverne in poi, tutte le forme di spettacolo derivano dal circo, dal [[teatro]] alla [[Opera lirica|lirica]].<ref name="savoia">Citato in Alessandro Savoia, ''[https://www.alessandrosavoia.it/lintervista-liana-orfei-io-i-tendoni-toto-fellini-eduardo-e-orson-wells/ Liana Orfei: io, i tendoni, Totò, Fellini, Eduardo e Orson Welles]'', ''alessandrosavoia.it'', 10 giugno 2019.</ref> *[[Federico Fellini]] venne a vedere lo spettacolo dove io presentavo un numero, mi provinò, ma non mi prese. "Lianina", cosi mi chiamava, avevo un muso troppo pulito per il ruolo che voleva. Ma solo il fatto che lui avesse puntato gli occhi su di me fece muovere tutto il mondo cinematografico. Da lì in poi feci 54 film, persino 8 in un anno. Con lui c'è stata una grande amicizia, amava mia madre per i suoi tortellini e quando eravamo a Roma per Natale ci veniva a svegliare assieme a Giulietta la mattina per farci gli auguri. Scelse [[Nando Orfei|Nando]] mio fratello per il ruolo di Patacca in "[[Amarcord]]".<ref name="savoia"/> *Federico e [[Giulietta Masina|Giulietta]] venivano spesso a trovarci. Lui telefonava a mia mamma Alda e le diceva: "Prepara i tortellini che arriviamo...". Assisteva alle prove anche di notte, bussava a tutte le roulotte della carovana per salutare gli artisti. Fellini si nutriva del circo, ne era profondamente innamorato.<ref>Citato in ''[https://www.circo.it/liana-orfei-su-avvenire-il-circo-fa-parte-della-cultura-non-morira-mai/ Liana Orfei su Avvenire: "Il circo fa parte della cultura, non morirà mai"]'', ''circo.it'', 2 gennaio 2015.</ref> *{{NDR|Sul [[circo]]}} È stata la scuola di vita più importante. Il circo è un lavoro faticoso e pericoloso, fatto anche di solitudine, che mi ha insegnato tutto, soprattutto a vivere.<ref name="iltempo">Citato in Giulia Bianconi, ''[https://www.iltempo.it/attualita/2021/06/11/news/liana-orfei-intervista-circo-cinema-cuore-vita-fellini-toto-giornate-della-luce-di-spilimbergo-festival-27550432/ Liana Orfei si racconta: «Il cinema nel cuore, ma il circo è la mia vita. Mi ha scoperta Fellini, uno di famiglia»]'', ''iltempo.it'', 11 giugno 2021.</ref> *Siamo nati per la sopravvivenza giornaliera.<ref>Citato in Francesca Fabbri Fellini, ''[https://www.fellinimagazine.com/liana-orfei/ Liana Orfei]'', ''fellinimagazine.com''.</ref> ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Nando Orfei]] *[[Moira Orfei]] *[[Circo]] ==Altri progetti== {{Interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Orfei, Liana}} [[Categoria:Attori italiani]] {{Portale|Donne}} bypljiwbfp81y0rf9xbmuuj9sucagyw Utente:Camelia.boban/Liana Orfei 2 224244 1410286 2026-04-12T18:00:11Z Camelia.boban 17423 Camelia.boban ha spostato la pagina [[Utente:Camelia.boban/Liana Orfei]] a [[Liana Orfei]]: voce scritta per International Roma Day Edit-a-thon 2026 1410286 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Liana Orfei]] fpj7j2pkteltdzl5rkr92g4lclb8ell McLaren MP4/5 0 224245 1410292 2026-04-12T18:08:30Z Danyele 19198 Creata pagina con "{{Voce tematica}} [[File:McLaren MP4-5 Honda Collection Hall.jpg|thumb|McLaren MP4/5 (1989)]] Citazioni sulla '''McLaren MP4/5'''. *Sapete, i nostri ingegneri sono al corrente di tutto. Tenuti al segreto professionale, ma al corrente dî tutto. Prima di Monza, mi confidano che la differenza di potenza esistente tra il motore Honda e quello della Ferrari è di circa 20 cv. Io, vedendo che Prost non è in grado di tenere il passo di Senna, ma semplicemente di lottare con..." 1410292 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:McLaren MP4-5 Honda Collection Hall.jpg|thumb|McLaren MP4/5 (1989)]] Citazioni sulla '''McLaren MP4/5'''. *Sapete, i nostri ingegneri sono al corrente di tutto. Tenuti al segreto professionale, ma al corrente dî tutto. Prima di Monza, mi confidano che la differenza di potenza esistente tra il motore Honda e quello della Ferrari è di circa 20 cv. Io, vedendo che Prost non è in grado di tenere il passo di Senna, ma semplicemente di lottare con le Ferrari, ne desumo che il motore di Prost ha venti cavalli in meno di quello di Senna, Logico, no? {{NDR|«Se lo dice lei...»}} Insomma, non so, ma... Come poteva l'altro [Senna, ''ndr''] infliggerli più di un secondo al giro in un altro modo? Allora, ho dichiarato che Prost aveva venti cavalli di meno. ([[Jean-Marie Balestre]]) ==Voci correlate== *[[Alain Prost]] *[[Ayrton Senna]] *[[Vettura di Formula 1]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] 4l5ujseh8maratc2acoe23t4hy27ndn Utente:Camelia.boban/Cher Lloyd 2 224246 1410298 2026-04-12T18:34:19Z Camelia.boban 17423 Camelia.boban ha spostato la pagina [[Utente:Camelia.boban/Cher Lloyd]] a [[Cher Lloyd]]: voce scritta per International Roma Day Edit-a-thon 2026 1410298 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Cher Lloyd]] iwhyafibhi8ehuws0slips39k8jesh8 Discussioni utente:MenkinAlRire 3 224247 1410300 2026-04-12T18:40:06Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1410300 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 20:40, 12 apr 2026 (CEST)}} bzzlwcl5024d9fuwveaw0ai3itu5arf Discussioni utente:MonteVettore 3 224248 1410301 2026-04-12T19:00:09Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1410301 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 21:00, 12 apr 2026 (CEST)}} 4oa8m036qpsu2rl62ponwha8umutoe7 Discussioni utente:Sumanta3023 3 224249 1410302 2026-04-12T19:05:35Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1410302 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 21:05, 12 apr 2026 (CEST)}} jqlwqsmyywtbii004ahh3yqb434g6n7 Harry Källström 0 224250 1410309 2026-04-12T19:43:41Z Danyele 19198 Creata pagina con "[[File:1969 Rallye Sanremo - Källström-Häggbom - Lancia Fulvia Coupé.jpg|thumb|Harry Källström (al volante) al termine del vittorioso Rally di Sanremo 1969]] '''Harry Källström''' (1939 – 2009), pilota di rally svedese. ==Citazioni su Harry Källström== *Credo di essere uno dei più grandi estimatori delle qualità di condottiero di [[Cesare Fiorio]] [...]; credo però di conoscerlo anche molto bene nei grandi amori e grandi odi che ne hanno costellato la vit..." 1410309 wikitext text/x-wiki [[File:1969 Rallye Sanremo - Källström-Häggbom - Lancia Fulvia Coupé.jpg|thumb|Harry Källström (al volante) al termine del vittorioso Rally di Sanremo 1969]] '''Harry Källström''' (1939 – 2009), pilota di rally svedese. ==Citazioni su Harry Källström== *Credo di essere uno dei più grandi estimatori delle qualità di condottiero di [[Cesare Fiorio]] [...]; credo però di conoscerlo anche molto bene nei grandi amori e grandi odi che ne hanno costellato la vittoriosa carriera. Con me o contro di me, un rapporto, il suo, senza mezze misure. Ricordo quella fredda mattina del gennaio '73 sul molo di Montecarlo. Källström aveva concluso con la sua Lancia ottavo, staccato di appena un misero secondo dalla Fiat di Pinto dopo una interminabile settimana di lotta. Lo svedese gia avanti negli anni, il pilota che con le sue grandi vittorie al Rac aveva contribuito fortissimamente alla nascita del mito Lancia nei rally, fu apostrofato con un durissimo: «Non sei nemmeno più capace di stare davanti a Pinto!». Fu la sua ultima corsa con la Casa torinese. Due mesi dopo, con una ingombrante Datsun vinse il Safari. ([[Carlo Cavicchi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Kallstrom, Harry}} [[Categoria:Piloti di rally]] [[Categoria:Sportivi svedesi]] an2ebtoebtxgzse4l0qbs4i8xqenr9p 1410310 1410309 2026-04-12T19:44:20Z Danyele 19198 /* Citazioni su Harry Källström */ +wikilink 1410310 wikitext text/x-wiki [[File:1969 Rallye Sanremo - Källström-Häggbom - Lancia Fulvia Coupé.jpg|thumb|Harry Källström (al volante) al termine del vittorioso Rally di Sanremo 1969]] '''Harry Källström''' (1939 – 2009), pilota di rally svedese. ==Citazioni su Harry Källström== *Credo di essere uno dei più grandi estimatori delle qualità di condottiero di [[Cesare Fiorio]] [...]; credo però di conoscerlo anche molto bene nei grandi amori e grandi odi che ne hanno costellato la vittoriosa carriera. Con me o contro di me, un rapporto, il suo, senza mezze misure. Ricordo quella fredda mattina del gennaio '73 sul molo di Montecarlo. Källström aveva concluso con la sua Lancia ottavo, staccato di appena un misero secondo dalla Fiat di Pinto dopo una interminabile settimana di lotta. Lo svedese gia avanti negli anni, il pilota che con le sue grandi vittorie al Rac aveva contribuito fortissimamente alla nascita del mito [[Lancia nei rally]], fu apostrofato con un durissimo: «Non sei nemmeno più capace di stare davanti a Pinto!». Fu la sua ultima corsa con la Casa torinese. Due mesi dopo, con una ingombrante Datsun vinse il Safari. ([[Carlo Cavicchi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Kallstrom, Harry}} [[Categoria:Piloti di rally]] [[Categoria:Sportivi svedesi]] g3i6v33i71iy1v2r8inh1buj114yvj6 Discussioni utente:Anaf Ibn Shahibul 3 224251 1410312 2026-04-12T20:00:01Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1410312 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 22:00, 12 apr 2026 (CEST)}} obv65z7s3gel0idazzfhnnc5pujmhvk Keke Rosberg 0 224252 1410317 2026-04-12T22:30:47Z Danyele 19198 Creata pagina con "[[File:Anefo 932-2378 Keke Rosberg, Zandvoort, 03-07-1982.jpg|thumb|Keke Rosberg nel 1982]] '''Keijo Erik Rosberg''', detto '''Keke''' (1948 – vivente), pilota automobilistico finlandese. ==Citazioni di Keke Rosberg== *Non penso che il [[Gruppo C]] potrà mai raggiungere la popolarità della [[Formula 1]]. Sarebbe sbagliato illudersi del contrario. [...] non ci sono le stelle. Chi sono le stelle nell'automobilismo? I piloti di Formula 1: sono loro ad affascinare la ge..." 1410317 wikitext text/x-wiki [[File:Anefo 932-2378 Keke Rosberg, Zandvoort, 03-07-1982.jpg|thumb|Keke Rosberg nel 1982]] '''Keijo Erik Rosberg''', detto '''Keke''' (1948 – vivente), pilota automobilistico finlandese. ==Citazioni di Keke Rosberg== *Non penso che il [[Gruppo C]] potrà mai raggiungere la popolarità della [[Formula 1]]. Sarebbe sbagliato illudersi del contrario. [...] non ci sono le stelle. Chi sono le stelle nell'automobilismo? I piloti di Formula 1: sono loro ad affascinare la gente, il pubblico specialmente televisivo.<ref>Dall'intervista di Roberto Boccafogli, ''Se son Rosberg'', ''Autosprint'' nº 35, 28 agosto – 3 settembre 1990, pp. 10-14.</ref> ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Campionato mondiale di Formula 1 1982]] *[[Nico Rosberg]] – figlio ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Rosberg, Keke}} [[Categoria:Piloti di Formula 1 finlandesi]] 8u5wcna5ad887p8jcxax9u0640lsrl6 1410319 1410317 2026-04-12T22:32:01Z Danyele 19198 fix incipit 1410319 wikitext text/x-wiki [[File:Anefo 932-2378 Keke Rosberg, Zandvoort, 03-07-1982.jpg|thumb|Keke Rosberg nel 1982]] '''Keijo Erik Rosberg''', detto '''Keke''' (1948 – vivente), ex pilota automobilistico finlandese. ==Citazioni di Keke Rosberg== *Non penso che il [[Gruppo C]] potrà mai raggiungere la popolarità della [[Formula 1]]. Sarebbe sbagliato illudersi del contrario. [...] non ci sono le stelle. Chi sono le stelle nell'automobilismo? I piloti di Formula 1: sono loro ad affascinare la gente, il pubblico specialmente televisivo.<ref>Dall'intervista di Roberto Boccafogli, ''Se son Rosberg'', ''Autosprint'' nº 35, 28 agosto – 3 settembre 1990, pp. 10-14.</ref> ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Campionato mondiale di Formula 1 1982]] *[[Nico Rosberg]] – figlio ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Rosberg, Keke}} [[Categoria:Piloti di Formula 1 finlandesi]] 0ng80ivroqzjvbz23cly2doq511lnxc Amilcare Ballestrieri 0 224253 1410324 2026-04-12T23:45:48Z Danyele 19198 Creata pagina con "[[File:Amilcare Ballestrieri - Alfa Romeo Alfetta GT (1975 Rallye Elba).jpg|thumb|Amilcare Ballestrieri (al vcolante) al Rally dell'Elba 1975]] '''Amilcare Ballestrieri''' (1935 – 2023), pilota motociclistico e pilota automobilistico italiano. ==Citazioni di Amilcare Ballestrieri== *[...] un uomo e un tecnico eccezionale; [[Virgilio Conrero|Virgilio]] è stato davvero un "mago" dei motori, un interprete come ce ne sono stati pochi altri. E lo ha dimostrato con le migl..." 1410324 wikitext text/x-wiki [[File:Amilcare Ballestrieri - Alfa Romeo Alfetta GT (1975 Rallye Elba).jpg|thumb|Amilcare Ballestrieri (al vcolante) al Rally dell'Elba 1975]] '''Amilcare Ballestrieri''' (1935 – 2023), pilota motociclistico e pilota automobilistico italiano. ==Citazioni di Amilcare Ballestrieri== *[...] un uomo e un tecnico eccezionale; [[Virgilio Conrero|Virgilio]] è stato davvero un "mago" dei motori, un interprete come ce ne sono stati pochi altri. E lo ha dimostrato con le migliaia di vittorie che le sue vetture hanno ottenuto in tutto il mondo. [...] le soluzioni che adottava per le sue "creature" erano il frutto di lunghi studi, di esperimenti, di ore passate al tecnigrafo, magari a disegnare un pistone o un collettore, e al banco prova; non andava per tentativi. Di Virgilio ricordo anche quanto fosse amante dell'ordine, di quanto fosse meticoloso nelle scelte. [...] era un accentratore, nel senso positivo del termine, desiderava che tutto passasse sotto i suoi occhi. Ma le piccole incomprensioni, peraltro normali in ogni squadra, subito si appianavano grazie all'umanità di Virgilio. Con lui i suoi collaboratori, piloti compresi, si sentivano coinvolti in qualcosa di importante, era un trascinatore, un uomo che si faceva voler bene da chi era accanto.<ref>Citato in ''Grande trascinatore'', ''Autosprint'' nº 2, 9-15 gennaio 1990, p. 11.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Rosberg, Keke}} [[Categoria:Piloti automobilistici italiani]] [[Categoria:Piloti motociclistici italiani]] gj3hh07wgyluyxfn1wrwpp1t8rj5ybo 1410325 1410324 2026-04-12T23:46:10Z Danyele 19198 correzioni 1410325 wikitext text/x-wiki [[File:Amilcare Ballestrieri - Alfa Romeo Alfetta GT (1975 Rallye Elba).jpg|thumb|Amilcare Ballestrieri (al volante) al Rally dell'Elba 1975]] '''Amilcare Ballestrieri''' (1935 – 2023), pilota motociclistico e pilota automobilistico italiano. ==Citazioni di Amilcare Ballestrieri== *[...] un uomo e un tecnico eccezionale; [[Virgilio Conrero|Virgilio]] è stato davvero un "mago" dei motori, un interprete come ce ne sono stati pochi altri. E lo ha dimostrato con le migliaia di vittorie che le sue vetture hanno ottenuto in tutto il mondo. [...] le soluzioni che adottava per le sue "creature" erano il frutto di lunghi studi, di esperimenti, di ore passate al tecnigrafo, magari a disegnare un pistone o un collettore, e al banco prova; non andava per tentativi. Di Virgilio ricordo anche quanto fosse amante dell'ordine, di quanto fosse meticoloso nelle scelte. [...] era un accentratore, nel senso positivo del termine, desiderava che tutto passasse sotto i suoi occhi. Ma le piccole incomprensioni, peraltro normali in ogni squadra, subito si appianavano grazie all'umanità di Virgilio. Con lui i suoi collaboratori, piloti compresi, si sentivano coinvolti in qualcosa di importante, era un trascinatore, un uomo che si faceva voler bene da chi era accanto.<ref>Citato in ''Grande trascinatore'', ''Autosprint'' nº 2, 9-15 gennaio 1990, p. 11.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Ballestrieri, Amilcare}} [[Categoria:Piloti automobilistici italiani]] [[Categoria:Piloti motociclistici italiani]] 4wax00ezgls867aw5vluis4165zw52y Antonio Fassina 0 224254 1410326 2026-04-12T23:52:08Z Danyele 19198 Creata pagina con "[[File:Tony Rudy Sanremo Rallye 1981.jpg|thumb|Tony Fassina (al volante) al Rally di Sanremo 1981]] '''Antonio Fassina''', detto '''Tony''' (1945 – vivente), pilota automobilistico italiano. ==Citazioni di Antonio Fassina== *Si è sempre parlato di [[Virgilio Conrero|Virgilio]] come di un grande tecnico, le cui realizzazioni hanno spopolato negli Anni Sessanta, Settanta e per una parte di quelli Ottanta; alcuni suoi modelli sono stati il massimo in campo italiano e an..." 1410326 wikitext text/x-wiki [[File:Tony Rudy Sanremo Rallye 1981.jpg|thumb|Tony Fassina (al volante) al Rally di Sanremo 1981]] '''Antonio Fassina''', detto '''Tony''' (1945 – vivente), pilota automobilistico italiano. ==Citazioni di Antonio Fassina== *Si è sempre parlato di [[Virgilio Conrero|Virgilio]] come di un grande tecnico, le cui realizzazioni hanno spopolato negli Anni Sessanta, Settanta e per una parte di quelli Ottanta; alcuni suoi modelli sono stati il massimo in campo italiano e anche europeo. Virgilio Conrero è stato anche un grande trascinatore: la sua squadra non poteva mai essere considerata tale, tanto piuttosto una vera e propria famiglia nella quale tutti, nessuno escluso, sì stringevano attorno alla figura, un po' paterna, del «mago» dai capelli bianchi. E per questo clima di grande amicizia i suoi team sono sempre stati invidiati da tutti [...]<ref>Citato in ''Grande trascinatore'', ''Autosprint'' nº 2, 9-15 gennaio 1990, p. 11.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Fassina, Antonio}} [[Categoria:Piloti automobilistici italiani]] 32fxt1nswerlzkgp5brch9bwchx1prr Virgilio Conrero 0 224255 1410327 2026-04-12T23:54:39Z Danyele 19198 Creata pagina con "'''Virgilio Conrero''' (1918 – 1990), imprenditore italiano. ==Citazioni di Virgilio Conrero== *{{NDR|Sull'insofferenza verso il soprannome "mago"}} Ho lavorato e studiato e imparato, non sono uno stregone.<ref>Citato in ''[https://www.formulapassion.it/auto/auto-news/virgilio-conrero-luomo-che-parlava-ai-cavalli-che-libro "Virgilio Conrero, l'uomo che parlava ai cavalli", che libro]'', ''formulapassion.it'', 8 dicembre 2023.</ref> ==Citazioni su Virgilio Conrero== *..." 1410327 wikitext text/x-wiki '''Virgilio Conrero''' (1918 – 1990), imprenditore italiano. ==Citazioni di Virgilio Conrero== *{{NDR|Sull'insofferenza verso il soprannome "mago"}} Ho lavorato e studiato e imparato, non sono uno stregone.<ref>Citato in ''[https://www.formulapassion.it/auto/auto-news/virgilio-conrero-luomo-che-parlava-ai-cavalli-che-libro "Virgilio Conrero, l'uomo che parlava ai cavalli", che libro]'', ''formulapassion.it'', 8 dicembre 2023.</ref> ==Citazioni su Virgilio Conrero== *Adorava i suoi piloti, ma era capace di insultarli senza pietà se non rispettavano la meccanica, se buttavano via un risultato in seguito a una sciocchezza. In compenso, se si dovevano ritirare per un problema tecnico si intristiva oltre misura e se ne faceva una colpa gravissima. Spesso i suoi piloti privati, ritirando la vettura nell'officina di Moncalieri, se ne andavano gridando: «Ricordati mago, se non vinco, non ti pago...». Ma pagavano tutti, comunque, e facevano anche la fila. ([[Carlo Cavicchi]]) *Molti anni fa un settimanale inglese definì Virgilio Conrero il più grande preparatore di tutti i tempi. Non si trattò di un complimento, bensì di una pura constatazione. Il «mago» è stato sicuramente quello che ha vinto di più e a più alto livello, ma la laurea ad honorem non gli deriva da questo, o solo da questo. E che lui è stato un preparatore nel senso più vero del termine. Un tempo abbondavano i re della lima, quelli che per tentativi arrivavano a risultati talvolta straordinari; oggi esistono solo i «montatori», abilissimi certosini cresciuti alla scuola del Lego, capaci di assemblare tutto ben attenti a non inventare nulla perché quello è compito delle Case e dei loro reparti corse. Il grande Virgilio, invece, ideava. Forte delle sue cognizioni di meccanica e della grande praticaccia con il regolo calcolatore studiava a tavolino le sue soluzioni. Non usava i prodotti lavorati dagli altri, si creava i suoi e quelli erano i suoi segreti, la «differenza», il suo quid in più. E spesso aveva avuto qualcosa in più delle vetture ufficiali. I cavalli, ad esempio. ([[Carlo Cavicchi]]) *Si è sempre parlato di Virgilio come di un grande tecnico, le cui realizzazioni hanno spopolato negli Anni Sessanta, Settanta e per una parte di quelli Ottanta; alcuni suoi modelli sono stati il massimo in campo italiano e anche europeo. Virgilio Conrero è stato anche un grande trascinatore: la sua squadra non poteva mai essere considerata tale, tanto piuttosto una vera e propria famiglia nella quale tutti, nessuno escluso, sì stringevano attorno alla figura, un po' paterna, del «mago» dai capelli bianchi. E per questo clima di grande amicizia i suoi team sono sempre stati invidiati da tutti. ([[Antonio Fassina]]) *Un uomo e un tecnico eccezionale; Virgilio è stato davvero un "mago" dei motori, un interprete come ce ne sono stati pochi altri. E lo ha dimostrato con le migliaia di vittorie che le sue vetture hanno ottenuto in tutto il mondo. [...] le soluzioni che adottava per le sue "creature" erano il frutto di lunghi studi, di esperimenti, di ore passate al tecnigrafo, magari a disegnare un pistone o un collettore, e al banco prova; non andava per tentativi. Di Virgilio ricordo anche quanto fosse amante dell'ordine, di quanto fosse meticoloso nelle scelte. [...] era un accentratore, nel senso positivo del termine, desiderava che tutto passasse sotto i suoi occhi. Ma le piccole incomprensioni, peraltro normali in ogni squadra, subito si appianavano grazie all'umanità di Virgilio. Con lui i suoi collaboratori, piloti compresi, si sentivano coinvolti in qualcosa di importante, era un trascinatore, un uomo che si faceva voler bene da chi era accanto. ([[Amilcare Ballestrieri]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Conrero, Virgilio}} [[Categoria:Imprenditori italiani]] 9i36r79re7vxwykwxtnjkrctxvm4jeo Pierluigi Martini 0 224256 1410330 2026-04-13T01:24:35Z Danyele 19198 Creata pagina con "[[File:Pierluigi Martini in 2016.jpg|thumb|Pierluigi Martini nel 2016]] '''Pierluigi Martini''' (1961 – vivente), ex pilota automobilistico italiano. {{Int|''Piccolo grande uomo''|Intervista di Cesare Maria Mannucci, ''Autosprint'' nº 2, 9-15 gennaio 1990, pp. 28-34.|h=2}} *In [[Formula 1|F.1]] non puoi fare la parte della pecora. A una ruotata devi rispondere nella stessa maniera, devi comportarti da lupo. Non sarò mai il primo a "fare l'asino" ma non voglio nemmen..." 1410330 wikitext text/x-wiki [[File:Pierluigi Martini in 2016.jpg|thumb|Pierluigi Martini nel 2016]] '''Pierluigi Martini''' (1961 – vivente), ex pilota automobilistico italiano. {{Int|''Piccolo grande uomo''|Intervista di Cesare Maria Mannucci, ''Autosprint'' nº 2, 9-15 gennaio 1990, pp. 28-34.|h=2}} *In [[Formula 1|F.1]] non puoi fare la parte della pecora. A una ruotata devi rispondere nella stessa maniera, devi comportarti da lupo. Non sarò mai il primo a "fare l'asino" ma non voglio nemmeno rimetterci per colpa di altri asini. Quando sei in lotta, sai sempre con chi hai a che fare. Ti comporti di conseguenza. *Le gare con il bagnato sono tutte uguali. Si parte dal presupposto che non si vede nulla da nessuna parte. [...] Se il direttore di gara decide che si può partire, abbiamo il dovere di farlo, così come abbiamo il diritto di esigere direttori di gara esperti e competenti in grado di garantire un certo standard di sicurezza. *In un pilota giovane, la qualità che bisogna appezzare, è quel tasso di incoscienza in più che ha rispetto a un pilota anziano. Il giusto equilibrio tra incoscienza ed esperienza credo sia il cocktail migliore per un pilota di F.1. *{{NDR|Sulla Formula 1}} È l'unico ambiente che ti fa avvertire la reale necessità di riposarti, di «staccare la luce». ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Martini, Pierluigi}} [[Categoria:Piloti di Formula 1 italiani]] p2ng5eocm98pei6eej5ctk1lzhvzgwj Fidesz - Unione Civica Ungherese 0 224257 1410334 2026-04-13T05:59:57Z Mariomassone 17056 Mariomassone ha spostato la pagina [[Fidesz - Unione Civica Ungherese]] a [[Fidesz]]: Allineamento a Wikipedia 1410334 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Fidesz]] f8cvm6eofbzeimgr7bq1sv2t79d4jkh Péter Magyar 0 224258 1410335 2026-04-13T06:00:30Z Mariomassone 17056 Creata pagina con "[[File:Péter Magyar MEP (2024).jpg|thumb|Magyar nel 2024]] '''Péter Magyar''' (1981 – vivente), politico e avvocato ungherese. ==Citazioni di Péter Magyar== *Siamo indipendenti da tutti i partiti, saremo solo dalla parte del popolo ungherese. Non stiamo con l’opposizione e i partiti dello status quo: raccogliamo il sentimento anti-establishment. [...] Se giri per Budapest, ma anche in qualsiasi parte dell’Ungheria, sono tutti pro-europei. È gente fortemente or..." 1410335 wikitext text/x-wiki [[File:Péter Magyar MEP (2024).jpg|thumb|Magyar nel 2024]] '''Péter Magyar''' (1981 – vivente), politico e avvocato ungherese. ==Citazioni di Péter Magyar== *Siamo indipendenti da tutti i partiti, saremo solo dalla parte del popolo ungherese. Non stiamo con l’opposizione e i partiti dello status quo: raccogliamo il sentimento anti-establishment. [...] Se giri per Budapest, ma anche in qualsiasi parte dell’Ungheria, sono tutti pro-europei. È gente fortemente orgogliosa di essere ungherese, dopodiché sono tutti fieri di essere europei. Teniamo sempre a mente da dove veniamo e dove andiamo: e non è la Russia, non è l’Asia.<ref>Citato in ''[https://www.linkiesta.it/2025/10/peter-magyar-ungheria-viktor-orban/ Péter Magyar vuole sfidare il potere dell’autocrazia ungherese]'', ''linkiesta.it'', 23 ottobre 2025.</ref> *Oggi molti giornalisti hanno ricevuto un link che mostra una stanza sorvegliata con telecamere. Sospetto che stiano pianificando di diffondere una registrazione, forse realizzata con apparecchiature dei servizi segreti e persino manipolata, che mi mostra in un momento intimo con la mia ex fidanzata. [...] Ho 45 anni e una vita sessuale con una partner adulta. Ma sappiate tutti: né prima né da ora cederò a ricatti di alcun tipo, né dalla mafia politico-economica ungherese, né dai membri della rete internazionale che la sostiene. L’Ungheria non è in vendita. Non esiste prezzo per cui tradirei i miei concittadini.<ref>Citato in ''[https://lespresso.it/c/mondo/2026/2/11/orban-diffusione-video-hot-avversario-politico-magyar-ungheria/59856 Il leader dell'opposizione ungherese denuncia le strategie intimidatorie di Viktor Orban per vincere le elezioni: "Potrebbe diffondere un mio video hot"]'', ''lespresso.it'', 11 febbraio 2026.</ref> *Finora gli ungheresi hanno visto depredata la nostra patria, derubato il popolo. E abbiamo visto che, con la connivenza del potere, migliaia di minorenni sono stati distrutti spiritualmente, fisicamente, sessualmente, e sì, i responsabili sono loro {{NDR|[[Fidesz]]}}, poiché sono stati loro a nominare questi mostri pedofili, sono stati loro a premiarli, a farsi fotografare con loro, a graziarli.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/04/11/news/magyar_ungheria_sfidante_accuse_moglie-425276041/ “Voglio un Paese europeista”. In Ungheria Magyar insegue il trionfo nonostante le accuse della ex]'', ''repubblica.it'', 11 aprile 2026.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Magyar, Péter}} [[Categoria:Avvocati]] [[Categoria:Politici ungheresi]] 57du9l62dghjufsruddgvzzmmws2e4z 1410337 1410335 2026-04-13T06:06:43Z Mariomassone 17056 /* Citazioni di Péter Magyar */ 1410337 wikitext text/x-wiki [[File:Péter Magyar MEP (2024).jpg|thumb|Magyar nel 2024]] '''Péter Magyar''' (1981 – vivente), politico e avvocato ungherese. ==Citazioni di Péter Magyar== *Siamo indipendenti da tutti i partiti, saremo solo dalla parte del popolo ungherese. Non stiamo con l’opposizione e i partiti dello status quo: raccogliamo il sentimento anti-establishment. [...] Se giri per Budapest, ma anche in qualsiasi parte dell’Ungheria, sono tutti pro-europei. È gente fortemente orgogliosa di essere ungherese, dopodiché sono tutti fieri di essere europei. Teniamo sempre a mente da dove veniamo e dove andiamo: e non è la Russia, non è l’Asia.<ref>Citato in ''[https://www.linkiesta.it/2025/10/peter-magyar-ungheria-viktor-orban/ Péter Magyar vuole sfidare il potere dell’autocrazia ungherese]'', ''linkiesta.it'', 23 ottobre 2025.</ref> *Oggi molti giornalisti hanno ricevuto un link che mostra una stanza sorvegliata con telecamere. Sospetto che stiano pianificando di diffondere una registrazione, forse realizzata con apparecchiature dei servizi segreti e persino manipolata, che mi mostra in un momento intimo con la mia ex fidanzata. [...] Ho 45 anni e una vita sessuale con una partner adulta. Ma sappiate tutti: né prima né da ora cederò a ricatti di alcun tipo, né dalla mafia politico-economica ungherese, né dai membri della rete internazionale che la sostiene. L’Ungheria non è in vendita. Non esiste prezzo per cui tradirei i miei concittadini.<ref>Citato in ''[https://lespresso.it/c/mondo/2026/2/11/orban-diffusione-video-hot-avversario-politico-magyar-ungheria/59856 Il leader dell'opposizione ungherese denuncia le strategie intimidatorie di Viktor Orban per vincere le elezioni: "Potrebbe diffondere un mio video hot"]'', ''lespresso.it'', 11 febbraio 2026.</ref> *Se volete che [[Viktor Orbán]] spii nella vostra camera da letto, allora votate pure per il partito di governo [[Fidesz]] [...]. Se possono divulgare la mia vita privata, possono fare lo stesso con altri.<ref>Citato in ''[https://it.euronews.com/my-europe/2026/02/15/magyar-risponde-a-orban-basta-corruzione-ricondurremo-lungheria-nelleuropa Magyar risponde a Orbán: "Basta corruzione, ricondurremo l'Ungheria nell'Europa"]'', ''euronews.com'', 15 febbraio 2026.</ref> *Finora gli ungheresi hanno visto depredata la nostra patria, derubato il popolo. E abbiamo visto che, con la connivenza del potere, migliaia di minorenni sono stati distrutti spiritualmente, fisicamente, sessualmente, e sì, i responsabili sono loro {{NDR|[[Fidesz]]}}, poiché sono stati loro a nominare questi mostri pedofili, sono stati loro a premiarli, a farsi fotografare con loro, a graziarli.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/04/11/news/magyar_ungheria_sfidante_accuse_moglie-425276041/ “Voglio un Paese europeista”. In Ungheria Magyar insegue il trionfo nonostante le accuse della ex]'', ''repubblica.it'', 11 aprile 2026.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Magyar, Péter}} [[Categoria:Avvocati]] [[Categoria:Politici ungheresi]] geoqr9c7iuvy0otmf75pe9sygsdk3oq 1410339 1410337 2026-04-13T06:17:17Z Mariomassone 17056 /* Citazioni di Péter Magyar */ 1410339 wikitext text/x-wiki [[File:Péter Magyar MEP (2024).jpg|thumb|Magyar nel 2024]] '''Péter Magyar''' (1981 – vivente), politico e avvocato ungherese. ==Citazioni di Péter Magyar== *Siamo indipendenti da tutti i partiti, saremo solo dalla parte del popolo ungherese. Non stiamo con l’opposizione e i partiti dello status quo: raccogliamo il sentimento anti-establishment. [...] Se giri per Budapest, ma anche in qualsiasi parte dell’Ungheria, sono tutti pro-europei. È gente fortemente orgogliosa di essere ungherese, dopodiché sono tutti fieri di essere europei. Teniamo sempre a mente da dove veniamo e dove andiamo: e non è la Russia, non è l’Asia.<ref>Citato in ''[https://www.linkiesta.it/2025/10/peter-magyar-ungheria-viktor-orban/ Péter Magyar vuole sfidare il potere dell’autocrazia ungherese]'', ''linkiesta.it'', 23 ottobre 2025.</ref> *Oggi molti giornalisti hanno ricevuto un link che mostra una stanza sorvegliata con telecamere. Sospetto che stiano pianificando di diffondere una registrazione, forse realizzata con apparecchiature dei servizi segreti e persino manipolata, che mi mostra in un momento intimo con la mia ex fidanzata. [...] Ho 45 anni e una vita sessuale con una partner adulta. Ma sappiate tutti: né prima né da ora cederò a ricatti di alcun tipo, né dalla mafia politico-economica ungherese, né dai membri della rete internazionale che la sostiene. L’Ungheria non è in vendita. Non esiste prezzo per cui tradirei i miei concittadini.<ref>Citato in ''[https://lespresso.it/c/mondo/2026/2/11/orban-diffusione-video-hot-avversario-politico-magyar-ungheria/59856 Il leader dell'opposizione ungherese denuncia le strategie intimidatorie di Viktor Orban per vincere le elezioni: "Potrebbe diffondere un mio video hot"]'', ''lespresso.it'', 11 febbraio 2026.</ref> *Se volete che [[Viktor Orbán]] spii nella vostra camera da letto, allora votate pure per il partito di governo [[Fidesz]] [...]. Se possono divulgare la mia vita privata, possono fare lo stesso con altri.<ref>Citato in ''[https://it.euronews.com/my-europe/2026/02/15/magyar-risponde-a-orban-basta-corruzione-ricondurremo-lungheria-nelleuropa Magyar risponde a Orbán: "Basta corruzione, ricondurremo l'Ungheria nell'Europa"]'', ''euronews.com'', 15 febbraio 2026.</ref> *Finora gli ungheresi hanno visto depredata la nostra patria, derubato il popolo. E abbiamo visto che, con la connivenza del potere, migliaia di minorenni sono stati distrutti spiritualmente, fisicamente, sessualmente, e sì, i responsabili sono loro {{NDR|[[Fidesz]]}}, poiché sono stati loro a nominare questi mostri pedofili, sono stati loro a premiarli, a farsi fotografare con loro, a graziarli.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/04/11/news/magyar_ungheria_sfidante_accuse_moglie-425276041/ “Voglio un Paese europeista”. In Ungheria Magyar insegue il trionfo nonostante le accuse della ex]'', ''repubblica.it'', 11 aprile 2026.</ref> ==Citazioni su Péter Magyar== *Fare politica è come surfare sulle onde dell’oceano. E Magyar è un surfista migliore di quanto fossi io quattro anni fa, non c’è dubbio. È un ottimo comunicatore. Parla più lentamente. Ha battuto palmo a palmo la campagna ungherese. Io ho avuto tre mesi per la mia campagna elettorale, lui sta girando il Paese da quasi due anni, quasi ogni giorno. Inoltre ha strappato a Orbán la bandiera ungherese. ([[Péter Márki-Zay]]) *Magyar sta evitando [...] qualsiasi gesto di simpatia o sostegno all'Ucraina, perché Orbán lo accusa di sostenere l'Ucraina e di voler mandare soldati ungheresi in Ucraina a morire in guerra. Anche nel mancato sostegno a Kiev marca una differenza con me. Ed è per questo che dico che è intelligente, è molto cauto e sta giocando tutte le sue carte nel modo più logico possibile per sconfiggere Orbán. ([[Péter Márki-Zay]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Magyar, Péter}} [[Categoria:Avvocati]] [[Categoria:Politici ungheresi]] skwcjdfq9lr095ib5mjytcqk5ghoygw 1410340 1410339 2026-04-13T06:38:03Z Mariomassone 17056 /* Citazioni di Péter Magyar */ 1410340 wikitext text/x-wiki [[File:Péter Magyar MEP (2024).jpg|thumb|Magyar nel 2024]] '''Péter Magyar''' (1981 – vivente), politico e avvocato ungherese. ==Citazioni di Péter Magyar== *Siamo indipendenti da tutti i partiti, saremo solo dalla parte del popolo ungherese. Non stiamo con l’opposizione e i partiti dello status quo: raccogliamo il sentimento anti-establishment. [...] Se giri per Budapest, ma anche in qualsiasi parte dell’Ungheria, sono tutti pro-europei. È gente fortemente orgogliosa di essere ungherese, dopodiché sono tutti fieri di essere europei. Teniamo sempre a mente da dove veniamo e dove andiamo: e non è la Russia, non è l’Asia.<ref>Citato in ''[https://www.linkiesta.it/2025/10/peter-magyar-ungheria-viktor-orban/ Péter Magyar vuole sfidare il potere dell’autocrazia ungherese]'', ''linkiesta.it'', 23 ottobre 2025.</ref> *Oggi molti giornalisti hanno ricevuto un link che mostra una stanza sorvegliata con telecamere. Sospetto che stiano pianificando di diffondere una registrazione, forse realizzata con apparecchiature dei servizi segreti e persino manipolata, che mi mostra in un momento intimo con la mia ex fidanzata. [...] Ho 45 anni e una vita sessuale con una partner adulta. Ma sappiate tutti: né prima né da ora cederò a ricatti di alcun tipo, né dalla mafia politico-economica ungherese, né dai membri della rete internazionale che la sostiene. L’Ungheria non è in vendita. Non esiste prezzo per cui tradirei i miei concittadini.<ref>Citato in ''[https://lespresso.it/c/mondo/2026/2/11/orban-diffusione-video-hot-avversario-politico-magyar-ungheria/59856 Il leader dell'opposizione ungherese denuncia le strategie intimidatorie di Viktor Orban per vincere le elezioni: "Potrebbe diffondere un mio video hot"]'', ''lespresso.it'', 11 febbraio 2026.</ref> *Se volete che [[Viktor Orbán]] spii nella vostra camera da letto, allora votate pure per il partito di governo [[Fidesz]] [...]. Se possono divulgare la mia vita privata, possono fare lo stesso con altri.<ref>Citato in ''[https://it.euronews.com/my-europe/2026/02/15/magyar-risponde-a-orban-basta-corruzione-ricondurremo-lungheria-nelleuropa Magyar risponde a Orbán: "Basta corruzione, ricondurremo l'Ungheria nell'Europa"]'', ''euronews.com'', 15 febbraio 2026.</ref> *{{NDR|Sull'[[Ungheria sotto Viktor Orbán]]}} Finora gli ungheresi hanno visto depredata la nostra patria, derubato il popolo. E abbiamo visto che, con la connivenza del potere, migliaia di minorenni sono stati distrutti spiritualmente, fisicamente, sessualmente, e sì, i responsabili sono loro {{NDR|[[Fidesz]]}}, poiché sono stati loro a nominare questi mostri pedofili, sono stati loro a premiarli, a farsi fotografare con loro, a graziarli.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/04/11/news/magyar_ungheria_sfidante_accuse_moglie-425276041/ “Voglio un Paese europeista”. In Ungheria Magyar insegue il trionfo nonostante le accuse della ex]'', ''repubblica.it'', 11 aprile 2026.</ref> ==Citazioni su Péter Magyar== *Fare politica è come surfare sulle onde dell’oceano. E Magyar è un surfista migliore di quanto fossi io quattro anni fa, non c’è dubbio. È un ottimo comunicatore. Parla più lentamente. Ha battuto palmo a palmo la campagna ungherese. Io ho avuto tre mesi per la mia campagna elettorale, lui sta girando il Paese da quasi due anni, quasi ogni giorno. Inoltre ha strappato a Orbán la bandiera ungherese. ([[Péter Márki-Zay]]) *Magyar sta evitando [...] qualsiasi gesto di simpatia o sostegno all'Ucraina, perché Orbán lo accusa di sostenere l'Ucraina e di voler mandare soldati ungheresi in Ucraina a morire in guerra. Anche nel mancato sostegno a Kiev marca una differenza con me. Ed è per questo che dico che è intelligente, è molto cauto e sta giocando tutte le sue carte nel modo più logico possibile per sconfiggere Orbán. ([[Péter Márki-Zay]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Magyar, Péter}} [[Categoria:Avvocati]] [[Categoria:Politici ungheresi]] 7j2zuweasx0n1yfy8o03rzqaiddfcee 1410341 1410340 2026-04-13T06:38:34Z Mariomassone 17056 /* Citazioni di Péter Magyar */ 1410341 wikitext text/x-wiki [[File:Péter Magyar MEP (2024).jpg|thumb|Magyar nel 2024]] '''Péter Magyar''' (1981 – vivente), politico e avvocato ungherese. ==Citazioni di Péter Magyar== *Siamo indipendenti da tutti i partiti, saremo solo dalla parte del popolo ungherese. Non stiamo con l’opposizione e i partiti dello status quo: raccogliamo il sentimento anti-establishment. [...] Se giri per Budapest, ma anche in qualsiasi parte dell’Ungheria, sono tutti pro-europei. È gente fortemente orgogliosa di essere ungherese, dopodiché sono tutti fieri di essere europei. Teniamo sempre a mente da dove veniamo e dove andiamo: e non è la Russia, non è l’Asia.<ref>Citato in ''[https://www.linkiesta.it/2025/10/peter-magyar-ungheria-viktor-orban/ Péter Magyar vuole sfidare il potere dell’autocrazia ungherese]'', ''linkiesta.it'', 23 ottobre 2025.</ref> *Oggi molti giornalisti hanno ricevuto un link che mostra una stanza sorvegliata con telecamere. Sospetto che stiano pianificando di diffondere una registrazione, forse realizzata con apparecchiature dei servizi segreti e persino manipolata, che mi mostra in un momento intimo con la mia ex fidanzata. [...] Ho 45 anni e una vita sessuale con una partner adulta. Ma sappiate tutti: né prima né da ora cederò a ricatti di alcun tipo, né dalla mafia politico-economica ungherese, né dai membri della rete internazionale che la sostiene. L’Ungheria non è in vendita. Non esiste prezzo per cui tradirei i miei concittadini.<ref>Citato in ''[https://lespresso.it/c/mondo/2026/2/11/orban-diffusione-video-hot-avversario-politico-magyar-ungheria/59856 Il leader dell'opposizione ungherese denuncia le strategie intimidatorie di Viktor Orban per vincere le elezioni: "Potrebbe diffondere un mio video hot"]'', ''lespresso.it'', 11 febbraio 2026.</ref> *Se volete che [[Viktor Orbán]] spii nella vostra camera da letto, allora votate pure per il partito di governo [[Fidesz]] [...]. Se possono divulgare la mia vita privata, possono fare lo stesso con altri.<ref>Citato in ''[https://it.euronews.com/my-europe/2026/02/15/magyar-risponde-a-orban-basta-corruzione-ricondurremo-lungheria-nelleuropa Magyar risponde a Orbán: "Basta corruzione, ricondurremo l'Ungheria nell'Europa"]'', ''euronews.com'', 15 febbraio 2026.</ref> *{{NDR|Sull'[[Ungheria sotto Viktor Orbán]]}} Finora gli ungheresi hanno visto depredata la nostra patria, derubato il popolo. E abbiamo visto che, con la connivenza del potere, migliaia di minorenni sono stati distrutti spiritualmente, fisicamente, sessualmente, e sì, i responsabili sono loro, poiché sono stati loro a nominare questi mostri pedofili, sono stati loro a premiarli, a farsi fotografare con loro, a graziarli.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/04/11/news/magyar_ungheria_sfidante_accuse_moglie-425276041/ “Voglio un Paese europeista”. In Ungheria Magyar insegue il trionfo nonostante le accuse della ex]'', ''repubblica.it'', 11 aprile 2026.</ref> ==Citazioni su Péter Magyar== *Fare politica è come surfare sulle onde dell’oceano. E Magyar è un surfista migliore di quanto fossi io quattro anni fa, non c’è dubbio. È un ottimo comunicatore. Parla più lentamente. Ha battuto palmo a palmo la campagna ungherese. Io ho avuto tre mesi per la mia campagna elettorale, lui sta girando il Paese da quasi due anni, quasi ogni giorno. Inoltre ha strappato a Orbán la bandiera ungherese. ([[Péter Márki-Zay]]) *Magyar sta evitando [...] qualsiasi gesto di simpatia o sostegno all'Ucraina, perché Orbán lo accusa di sostenere l'Ucraina e di voler mandare soldati ungheresi in Ucraina a morire in guerra. Anche nel mancato sostegno a Kiev marca una differenza con me. Ed è per questo che dico che è intelligente, è molto cauto e sta giocando tutte le sue carte nel modo più logico possibile per sconfiggere Orbán. ([[Péter Márki-Zay]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Magyar, Péter}} [[Categoria:Avvocati]] [[Categoria:Politici ungheresi]] 6hrjqjp768mrzg1ki4lsarwqpkf6py4 1410391 1410341 2026-04-13T11:00:50Z Mariomassone 17056 /* Citazioni di Péter Magyar */ 1410391 wikitext text/x-wiki [[File:Péter Magyar MEP (2024).jpg|thumb|Magyar nel 2024]] '''Péter Magyar''' (1981 – vivente), politico e avvocato ungherese. ==Citazioni di Péter Magyar== *Siamo indipendenti da tutti i partiti, saremo solo dalla parte del popolo ungherese. Non stiamo con l’opposizione e i partiti dello status quo: raccogliamo il sentimento anti-establishment. [...] Se giri per Budapest, ma anche in qualsiasi parte dell’Ungheria, sono tutti pro-europei. È gente fortemente orgogliosa di essere ungherese, dopodiché sono tutti fieri di essere europei. Teniamo sempre a mente da dove veniamo e dove andiamo: e non è la Russia, non è l’Asia.<ref>Citato in ''[https://www.linkiesta.it/2025/10/peter-magyar-ungheria-viktor-orban/ Péter Magyar vuole sfidare il potere dell’autocrazia ungherese]'', ''linkiesta.it'', 23 ottobre 2025.</ref> *Oggi molti giornalisti hanno ricevuto un link che mostra una stanza sorvegliata con telecamere. Sospetto che stiano pianificando di diffondere una registrazione, forse realizzata con apparecchiature dei servizi segreti e persino manipolata, che mi mostra in un momento intimo con la mia ex fidanzata. [...] Ho 45 anni e una vita sessuale con una partner adulta. Ma sappiate tutti: né prima né da ora cederò a ricatti di alcun tipo, né dalla mafia politico-economica ungherese, né dai membri della rete internazionale che la sostiene. L’Ungheria non è in vendita. Non esiste prezzo per cui tradirei i miei concittadini.<ref>Citato in ''[https://lespresso.it/c/mondo/2026/2/11/orban-diffusione-video-hot-avversario-politico-magyar-ungheria/59856 Il leader dell'opposizione ungherese denuncia le strategie intimidatorie di Viktor Orban per vincere le elezioni: "Potrebbe diffondere un mio video hot"]'', ''lespresso.it'', 11 febbraio 2026.</ref> *Se volete che [[Viktor Orbán]] spii nella vostra camera da letto, allora votate pure per il partito di governo [[Fidesz]] [...]. Se possono divulgare la mia vita privata, possono fare lo stesso con altri.<ref>Citato in ''[https://it.euronews.com/my-europe/2026/02/15/magyar-risponde-a-orban-basta-corruzione-ricondurremo-lungheria-nelleuropa Magyar risponde a Orbán: "Basta corruzione, ricondurremo l'Ungheria nell'Europa"]'', ''euronews.com'', 15 febbraio 2026.</ref> *Orbán ha invitato nel nostro Paese i più esperti agenti russi per interferire nelle elezioni e privarci ancora una volta del bene più sacro, la libertà ungherese, per la quale i nostri antenati hanno dato la vita [...]. Menzogne, inganni e intimidazioni: questo è ciò che ci hanno preparato. Viktor Orbán ha tradito la libertà ungherese per trenta denari, per sé e per la sua dinastia. Vergogna, vergogna, vergogna.<ref name=tradito>Citato in ''[https://it.euronews.com/my-europe/2026/03/15/magyar-orban-ha-tradito-la-liberta-ungherese-agenti-russi-per-falsare-il-voto Magyar: "Orbán ha tradito la libertà ungherese, agenti russi per falsare il voto"]'', ''euronews.com'', 15 marzo 2026.</ref> *Viktor Orbán è un traditore che ha tradito il nostro futuro comune. Non ha costruito un Paese, ma il proprio dominio. Non ha innalzato la patria, l'ha resa il Paese più povero e più corrotto dell'Ue.<ref name=tradito/> *{{NDR|Sull'[[Ungheria sotto Viktor Orbán]]}} Finora gli ungheresi hanno visto depredata la nostra patria, derubato il popolo. E abbiamo visto che, con la connivenza del potere, migliaia di minorenni sono stati distrutti spiritualmente, fisicamente, sessualmente, e sì, i responsabili sono loro, poiché sono stati loro a nominare questi mostri pedofili, sono stati loro a premiarli, a farsi fotografare con loro, a graziarli.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/04/11/news/magyar_ungheria_sfidante_accuse_moglie-425276041/ “Voglio un Paese europeista”. In Ungheria Magyar insegue il trionfo nonostante le accuse della ex]'', ''repubblica.it'', 11 aprile 2026.</ref> ==Citazioni su Péter Magyar== *Fare politica è come surfare sulle onde dell’oceano. E Magyar è un surfista migliore di quanto fossi io quattro anni fa, non c’è dubbio. È un ottimo comunicatore. Parla più lentamente. Ha battuto palmo a palmo la campagna ungherese. Io ho avuto tre mesi per la mia campagna elettorale, lui sta girando il Paese da quasi due anni, quasi ogni giorno. Inoltre ha strappato a Orbán la bandiera ungherese. ([[Péter Márki-Zay]]) *Magyar sta evitando [...] qualsiasi gesto di simpatia o sostegno all'Ucraina, perché Orbán lo accusa di sostenere l'Ucraina e di voler mandare soldati ungheresi in Ucraina a morire in guerra. Anche nel mancato sostegno a Kiev marca una differenza con me. Ed è per questo che dico che è intelligente, è molto cauto e sta giocando tutte le sue carte nel modo più logico possibile per sconfiggere Orbán. ([[Péter Márki-Zay]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Magyar, Péter}} [[Categoria:Avvocati]] [[Categoria:Politici ungheresi]] d6lh5xcfib6v6gl7if6acyy7qv8cpu0 1410393 1410391 2026-04-13T11:05:54Z Mariomassone 17056 /* Citazioni di Péter Magyar */ 1410393 wikitext text/x-wiki [[File:Péter Magyar MEP (2024).jpg|thumb|Magyar nel 2024]] '''Péter Magyar''' (1981 – vivente), politico e avvocato ungherese. ==Citazioni di Péter Magyar== *È ormai chiaro che il primo ministro {{NDR|[[Viktor Orbán]]}}, corrotto, stanco e screditato, vede gli ungheresi all'estero come un prodotto politico. Ha cercato e sta cercando di attirarvi a sé non per fede, non per impegno, non per amore dei suoi connazionali, ma solo per ottenere voti. E ora, per mantenere il potere, sta tremando, usando mezzi sempre più rozzi, superando tutti i confini, facendo tutto ciò che può, senza curarsi del danno che sta arrecando alla nazione [...]. Il popolo vuole una patria che ami tutti i suoi cittadini, una patria che non li stigmatizzi, che non li spinga all'esclusione. La divisione, l'incitamento e l'odio portano alla distruzione. ... La distruzione, l'odio e lo scavo di trincee di Orbán appartengono al passato. Il conto alla rovescia finale è iniziato.<ref>Citato in ''[https://it.euronews.com/2025/05/25/peter-magyar-a-oradea-la-campagna-dodio-di-orban-appartiene-al-passato Péter Magyar a Oradea: "La campagna d'odio di Orbán appartiene al passato"]'', ''euronews.com'', 25 maggio 2025.</ref> *Siamo indipendenti da tutti i partiti, saremo solo dalla parte del popolo ungherese. Non stiamo con l’opposizione e i partiti dello status quo: raccogliamo il sentimento anti-establishment. [...] Se giri per Budapest, ma anche in qualsiasi parte dell’Ungheria, sono tutti pro-europei. È gente fortemente orgogliosa di essere ungherese, dopodiché sono tutti fieri di essere europei. Teniamo sempre a mente da dove veniamo e dove andiamo: e non è la Russia, non è l’Asia.<ref>Citato in ''[https://www.linkiesta.it/2025/10/peter-magyar-ungheria-viktor-orban/ Péter Magyar vuole sfidare il potere dell’autocrazia ungherese]'', ''linkiesta.it'', 23 ottobre 2025.</ref> *Oggi molti giornalisti hanno ricevuto un link che mostra una stanza sorvegliata con telecamere. Sospetto che stiano pianificando di diffondere una registrazione, forse realizzata con apparecchiature dei servizi segreti e persino manipolata, che mi mostra in un momento intimo con la mia ex fidanzata. [...] Ho 45 anni e una vita sessuale con una partner adulta. Ma sappiate tutti: né prima né da ora cederò a ricatti di alcun tipo, né dalla mafia politico-economica ungherese, né dai membri della rete internazionale che la sostiene. L’Ungheria non è in vendita. Non esiste prezzo per cui tradirei i miei concittadini.<ref>Citato in ''[https://lespresso.it/c/mondo/2026/2/11/orban-diffusione-video-hot-avversario-politico-magyar-ungheria/59856 Il leader dell'opposizione ungherese denuncia le strategie intimidatorie di Viktor Orban per vincere le elezioni: "Potrebbe diffondere un mio video hot"]'', ''lespresso.it'', 11 febbraio 2026.</ref> *Se volete che [[Viktor Orbán]] spii nella vostra camera da letto, allora votate pure per il partito di governo [[Fidesz]] [...]. Se possono divulgare la mia vita privata, possono fare lo stesso con altri.<ref>Citato in ''[https://it.euronews.com/my-europe/2026/02/15/magyar-risponde-a-orban-basta-corruzione-ricondurremo-lungheria-nelleuropa Magyar risponde a Orbán: "Basta corruzione, ricondurremo l'Ungheria nell'Europa"]'', ''euronews.com'', 15 febbraio 2026.</ref> *Orbán ha invitato nel nostro Paese i più esperti agenti russi per interferire nelle elezioni e privarci ancora una volta del bene più sacro, la libertà ungherese, per la quale i nostri antenati hanno dato la vita [...]. Menzogne, inganni e intimidazioni: questo è ciò che ci hanno preparato. Viktor Orbán ha tradito la libertà ungherese per trenta denari, per sé e per la sua dinastia. Vergogna, vergogna, vergogna.<ref name=tradito>Citato in ''[https://it.euronews.com/my-europe/2026/03/15/magyar-orban-ha-tradito-la-liberta-ungherese-agenti-russi-per-falsare-il-voto Magyar: "Orbán ha tradito la libertà ungherese, agenti russi per falsare il voto"]'', ''euronews.com'', 15 marzo 2026.</ref> *Viktor Orbán è un traditore che ha tradito il nostro futuro comune. Non ha costruito un Paese, ma il proprio dominio. Non ha innalzato la patria, l'ha resa il Paese più povero e più corrotto dell'Ue.<ref name=tradito/> *{{NDR|Sull'[[Ungheria sotto Viktor Orbán]]}} Finora gli ungheresi hanno visto depredata la nostra patria, derubato il popolo. E abbiamo visto che, con la connivenza del potere, migliaia di minorenni sono stati distrutti spiritualmente, fisicamente, sessualmente, e sì, i responsabili sono loro, poiché sono stati loro a nominare questi mostri pedofili, sono stati loro a premiarli, a farsi fotografare con loro, a graziarli.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/04/11/news/magyar_ungheria_sfidante_accuse_moglie-425276041/ “Voglio un Paese europeista”. In Ungheria Magyar insegue il trionfo nonostante le accuse della ex]'', ''repubblica.it'', 11 aprile 2026.</ref> ==Citazioni su Péter Magyar== *Fare politica è come surfare sulle onde dell’oceano. E Magyar è un surfista migliore di quanto fossi io quattro anni fa, non c’è dubbio. È un ottimo comunicatore. Parla più lentamente. Ha battuto palmo a palmo la campagna ungherese. Io ho avuto tre mesi per la mia campagna elettorale, lui sta girando il Paese da quasi due anni, quasi ogni giorno. Inoltre ha strappato a Orbán la bandiera ungherese. ([[Péter Márki-Zay]]) *Magyar sta evitando [...] qualsiasi gesto di simpatia o sostegno all'Ucraina, perché Orbán lo accusa di sostenere l'Ucraina e di voler mandare soldati ungheresi in Ucraina a morire in guerra. Anche nel mancato sostegno a Kiev marca una differenza con me. Ed è per questo che dico che è intelligente, è molto cauto e sta giocando tutte le sue carte nel modo più logico possibile per sconfiggere Orbán. ([[Péter Márki-Zay]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Magyar, Péter}} [[Categoria:Avvocati]] [[Categoria:Politici ungheresi]] 6zhq76ke78vltctm52kkatce26qo3pn Reverendo Colt 0 224259 1410344 2026-04-13T06:42:38Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{Film |titolo italiano= Reverendo Colt |genere= western |regista= [[León Klimovsky]] |soggetto= [[Manuel Martínez Remís]] |sceneggiatore= [[Tito Carpi]], Manuel Martínez Remís |attori= *[[Guy Madison]]: Miller Colt *[[Richard Harrison]]: Donovan *[[Enio Girolami]]: Mestizo *[[Steven Tedd]]: Gary *[[María Martín]]: Mary MacMurray *[[Perla Cristal]]: Dorothy *[[Germán Cobos]]: Fred *[[Alfonso Rojas]]: Charles Jackson *[[Mariano Vidal Molina]]: Custer *Cris H..." 1410344 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano= Reverendo Colt |genere= western |regista= [[León Klimovsky]] |soggetto= [[Manuel Martínez Remís]] |sceneggiatore= [[Tito Carpi]], Manuel Martínez Remís |attori= *[[Guy Madison]]: Miller Colt *[[Richard Harrison]]: Donovan *[[Enio Girolami]]: Mestizo *[[Steven Tedd]]: Gary *[[María Martín]]: Mary MacMurray *[[Perla Cristal]]: Dorothy *[[Germán Cobos]]: Fred *[[Alfonso Rojas]]: Charles Jackson *[[Mariano Vidal Molina]]: Custer *[[Cris Huerta]]: Pat MacMurray *[[José Canalejas]]: Martinez *[[María Salerno]]: Katy *[[Nino Marchetti]]: Hopkins |doppiatori italiani= *[[Emilio Cigoli]]: Miller Colt *[[Pierangelo Civera]]: Donovan }} '''''Reverendo Colt''''', film italo-spagnolo del 1970 con [[Guy Madison]], regia di [[León Klimovsky]]. ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Hopkins''': Che state leggendo di bello?<br>'''Colt''': È la Bibbia. Il capitolo sulla [[Terra di Israele|Terra promessa]].<br>'''Hopkins''': E voi sperate di trovarla qui?<br>'''Colt''': E perché no? La Terra promessa è ovunque noi siamo. *'''Colt''': L'[[odio]] fa sprecare molte energie e fa aumentare la sete, e voi sapete che abbiamo molto bisogno di acqua.<br>'''Dorothy''': L'odio non si può soffocare.<br>'''Colt''': Molti hanno soffocato l'odio, e sono stati felici per questo. *'''Colt''': È una cosa grave, Fred?<br>'''Fred''': Abbastanza da scommettere preghiere e salmi al poker, nel caso decidessimo di fare un'altra partita, reverendo.<br>'''Colt''': Addio professione.<br>'''Fred''': Poco male, reverendo. Soprattutto se pensiamo che domani potremmo stare tutti all'altro mondo.<br>'''Colt''': Un'occasione per ricordare che siamo tutti fratelli. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film western]] je6oq9lv8do1xzpablvbr5hef6ka8z4 Lodovico Carracci 0 224260 1410358 2026-04-13T07:01:27Z Gaux 18878 variante diffusa 1410358 wikitext text/x-wiki #RINVIA[[Ludovico Carracci]] 0307coeceg4d0idfanf1ud14q71bl7w Terra promessa 0 224261 1410368 2026-04-13T07:23:50Z Spinoziano 2297 Redirect alla pagina [[Terra di Israele]] 1410368 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Terra di Israele]] m6m9fhugphv2i80r3nuyxtom9uu6bn1 Discussioni utente:Buongiorno260 3 224262 1410371 2026-04-13T07:45:01Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1410371 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 09:44, 13 apr 2026 (CEST)}} jb139lp9r8zt3czhupsbrc9c2vg1hpq Discussioni utente:FonzuHarp 3 224263 1410375 2026-04-13T08:10:38Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1410375 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 10:10, 13 apr 2026 (CEST)}} cwpq0dzuab1x34cb83z7mn5p8npdytp Filippo De Filippi (1869-1938) 0 224264 1410376 2026-04-13T08:52:53Z Spinoziano (BEIC) 86405 Creata pagina con "[[File:Filippo De Filippi 1900.jpg|miniatura|Filippo De Filippi]] '''Filippo De Filippi''' (1869 – 1938), medico e viaggiatore italiano. ==Citazioni di Filippo De Filippi== *«[[Ruwenzori]]» è il nome scelto dallo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] tra i molti usati dagli indigeni che abitano attorno alla montagna, perché gli sembrò quello col quale essa veniva più frequentemente indicata.<br>Nessuno degli esploratori, che nei vent'anni precedenti avevano percorso..." 1410376 wikitext text/x-wiki [[File:Filippo De Filippi 1900.jpg|miniatura|Filippo De Filippi]] '''Filippo De Filippi''' (1869 – 1938), medico e viaggiatore italiano. ==Citazioni di Filippo De Filippi== *«[[Ruwenzori]]» è il nome scelto dallo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] tra i molti usati dagli indigeni che abitano attorno alla montagna, perché gli sembrò quello col quale essa veniva più frequentemente indicata.<br>Nessuno degli esploratori, che nei vent'anni precedenti avevano percorso quelle regioni e navigato le acque dei laghi pedemontani, aveva sospettato la presenza vicina di nevi e ghiacci eterni, gelosamente nascosti agli sguardi da un manto impenetrabile di nubi e di nebbie. [...] Lo Stanley nota perciò con ragione che i vapori esalati dai piani acquitrinosi attorno ai monti, riscaldati dal sole tropicale, debbono togliere ogni trasparenza all'atmosfera, anche nei giorni sereni, per modo da rendere invisibile la catena. Talvolta una corrente di vento spazza via i vapori, ed allora compaiono alla vista, come per incantesimo, lontani paesaggi, che in brev'ora svaniscono di nuovo, lasciando lo spettatore dubbioso ed incerto.<br>Colla scoperta di questo importante sistema di monti nevosi, che versano le loro acque nei laghi dove sono talune delle prime scaturigini del [[Nilo]], la ricerca delle sorgenti del gran fiume, che forma da sola così gran parte della storia della esplorazione geografica, poteva dirsi compiuta.<ref>Da ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7203615 Il Ruwenzori]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1908, [[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 2-3.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:De Filippi, Filippo}} [[Categoria:Medici italiani]] [[Categoria:Viaggiatori italiani]] 5783eh3rhpmljpqyh5vb2etr86p1te9 1410381 1410376 2026-04-13T09:06:16Z Marcella Medici (BEIC) 84396 aggiunta citazione 1410381 wikitext text/x-wiki [[File:Filippo De Filippi 1900.jpg|miniatura|Filippo De Filippi]] '''Filippo De Filippi''' (1869 – 1938), medico e viaggiatore italiano. ==Citazioni di Filippo De Filippi== *«[[Ruwenzori]]» è il nome scelto dallo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] tra i molti usati dagli indigeni che abitano attorno alla montagna, perché gli sembrò quello col quale essa veniva più frequentemente indicata.<br>Nessuno degli esploratori, che nei vent'anni precedenti avevano percorso quelle regioni e navigato le acque dei laghi pedemontani, aveva sospettato la presenza vicina di nevi e ghiacci eterni, gelosamente nascosti agli sguardi da un manto impenetrabile di nubi e di nebbie. [...] Lo Stanley nota perciò con ragione che i vapori esalati dai piani acquitrinosi attorno ai monti, riscaldati dal sole tropicale, debbono togliere ogni trasparenza all'atmosfera, anche nei giorni sereni, per modo da rendere invisibile la catena. Talvolta una corrente di vento spazza via i vapori, ed allora compaiono alla vista, come per incantesimo, lontani paesaggi, che in brev'ora svaniscono di nuovo, lasciando lo spettatore dubbioso ed incerto.<br>Colla scoperta di questo importante sistema di monti nevosi, che versano le loro acque nei laghi dove sono talune delle prime scaturigini del [[Nilo]], la ricerca delle sorgenti del gran fiume, che forma da sola così gran parte della storia della esplorazione geografica, poteva dirsi compiuta.<ref>Da ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7203615 Il Ruwenzori]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1908, [[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 2-3.</ref> *Nel 1861, lo Speke credette di aver ritrovato i Monti della Luna nella catena vulcanica che si stende fra il lago Kivu e l'Alberto Edoardo, e specialmente nel più alto dei coni vulcanici, lo Nfumbiro. Nessuno di questi è però coperto di neve. Molto migliori argomenti aveva lo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] per credere di aver finalmente scoperto nel Ruwenzori i [[Monti della Luna]] di [[Claudio Tolomeo|Tolomeo]].<ref>Da ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7203615 Il Ruwenzori]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1908, [[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 4-5.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:De Filippi, Filippo}} [[Categoria:Medici italiani]] [[Categoria:Viaggiatori italiani]] 6kdftqbxmzcbbfz2ey2q6vp93gk9jil 1410386 1410381 2026-04-13T09:48:41Z Spinoziano (BEIC) 86405 amplio citazione 1410386 wikitext text/x-wiki [[File:Filippo De Filippi 1900.jpg|miniatura|Filippo De Filippi]] '''Filippo De Filippi''' (1869 – 1938), medico e viaggiatore italiano. ==Citazioni di Filippo De Filippi== *«[[Ruwenzori]]» è il nome scelto dallo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] tra i molti usati dagli indigeni che abitano attorno alla montagna, perché gli sembrò quello col quale essa veniva più frequentemente indicata.<br>Nessuno degli esploratori, che nei vent'anni precedenti avevano percorso quelle regioni e navigato le acque dei laghi pedemontani, aveva sospettato la presenza vicina di nevi e ghiacci eterni, gelosamente nascosti agli sguardi da un manto impenetrabile di nubi e di nebbie. [...] Lo Stanley nota perciò con ragione che i vapori esalati dai piani acquitrinosi attorno ai monti, riscaldati dal sole tropicale, debbono togliere ogni trasparenza all'atmosfera, anche nei giorni sereni, per modo da rendere invisibile la catena. Talvolta una corrente di vento spazza via i vapori, ed allora compaiono alla vista, come per incantesimo, lontani paesaggi, che in brev'ora svaniscono di nuovo, lasciando lo spettatore dubbioso ed incerto.<br>Colla scoperta di questo importante sistema di monti nevosi, che versano le loro acque nei laghi dove sono talune delle prime scaturigini del [[Nilo]], la ricerca delle sorgenti del gran fiume, che forma da sola così gran parte della storia della esplorazione geografica, poteva dirsi compiuta.<ref>Da ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7203615 Il Ruwenzori]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1908, [[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. I]], pp. 2-3.</ref> *Nel 1861, lo [[John Hanning Speke|Speke]] credette di aver ritrovato i [[Monti della Luna]] nella catena vulcanica che si stende fra il lago Kivu e l'Alberto Edoardo, e specialmente nel più alto dei coni vulcanici, lo Nfumbiro. Nessuno di questi è però coperto di neve.<br>Molto migliori argomenti aveva lo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] per credere di aver finalmente scoperto nel Ruwenzori i Monti della Luna di [[Claudio Tolomeo|Tolomeo]]. Il solo Ruwenzori risponde infatti alle descrizioni degli antichi geografi in tutti i loro dati essenziali. Esso forma una vasta catena di monti, coperta di nevi e di ghiacci eterni, che appartiene per tutti i suoi versanti al bacino del Nilo; ed è tale imponente ed inatteso spettacolo, nel paese tropicale dove sorge, che deve aver colpito l'immaginazione dei primi che lo videro, assai più di qualunque altro particolare del paesaggio, imprimendosi nella memoria per modo, da non poter essere cancellato da nessuna vicenda od avventura del viaggio.<ref>Da ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7203615 Il Ruwenzori]'', Ulrico Hoepli, Milano, 1908, [[s:Il Ruwenzori/Capitolo primo|cap. 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([[Filippo De Filippi (1869-1938)]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sui|w_preposizione=riguardante i}} {{s}} [[Categoria:Geografia]] f0tpry3v1qpn6zcgjtrkkglf4r4gl5s 1410387 1410380 2026-04-13T09:48:57Z Spinoziano (BEIC) 86405 piccole sistemazioni 1410387 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:113 of 'Great Explorers of Africa. With illustrations and map' (11227997164).jpg|thumb|I Monti della Luna in una cartina del 1819]] Citazioni sui '''Monti della Luna'''. *Nel 1861, lo [[John Hanning Speke|Speke]] credette di aver ritrovato i Monti della Luna nella catena vulcanica che si stende fra il lago Kivu e l'Alberto Edoardo, e specialmente nel più alto dei coni vulcanici, lo Nfumbiro. Nessuno di questi è però coperto di neve.<br>Molto migliori argomenti aveva lo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] per credere di aver finalmente scoperto nel [[Ruwenzori]] i Monti della Luna di [[Claudio Tolomeo|Tolomeo]]. Il solo Ruwenzori risponde infatti alle descrizioni degli antichi geografi in tutti i loro dati essenziali. Esso forma una vasta catena di monti, coperta di nevi e di ghiacci eterni, che appartiene per tutti i suoi versanti al bacino del Nilo; ed è tale imponente ed inatteso spettacolo, nel paese tropicale dove sorge, che deve aver colpito l'immaginazione dei primi che lo videro, assai più di qualunque altro particolare del paesaggio, imprimendosi nella memoria per modo, da non poter essere cancellato da nessuna vicenda od avventura del viaggio. ([[Filippo De Filippi (1869-1938)|Filippo De Filippi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sui|w_preposizione=riguardante i}} {{s}} [[Categoria:Montagne immaginarie]] olz0ryx8wv1odz0jlie9xlq8jnxu3sn 1410390 1410387 2026-04-13T10:01:53Z Spinoziano 2297 removed [[Category:Montagne immaginarie]]; added [[Category:Montagne e catene montuose immaginarie]] using [[Help:Gadget-HotCat|HotCat]] 1410390 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:113 of 'Great Explorers of Africa. With illustrations and map' (11227997164).jpg|thumb|I Monti della Luna in una cartina del 1819]] Citazioni sui '''Monti della Luna'''. *Nel 1861, lo [[John Hanning Speke|Speke]] credette di aver ritrovato i Monti della Luna nella catena vulcanica che si stende fra il lago Kivu e l'Alberto Edoardo, e specialmente nel più alto dei coni vulcanici, lo Nfumbiro. Nessuno di questi è però coperto di neve.<br>Molto migliori argomenti aveva lo [[Henry Morton Stanley|Stanley]] per credere di aver finalmente scoperto nel [[Ruwenzori]] i Monti della Luna di [[Claudio Tolomeo|Tolomeo]]. Il solo Ruwenzori risponde infatti alle descrizioni degli antichi geografi in tutti i loro dati essenziali. Esso forma una vasta catena di monti, coperta di nevi e di ghiacci eterni, che appartiene per tutti i suoi versanti al bacino del Nilo; ed è tale imponente ed inatteso spettacolo, nel paese tropicale dove sorge, che deve aver colpito l'immaginazione dei primi che lo videro, assai più di qualunque altro particolare del paesaggio, imprimendosi nella memoria per modo, da non poter essere cancellato da nessuna vicenda od avventura del viaggio. ([[Filippo De Filippi (1869-1938)|Filippo De Filippi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sui|w_preposizione=riguardante i}} {{s}} [[Categoria:Montagne e catene montuose immaginarie]] tgpo54l83bkb40sbdb17rt5y9et3h0g Discussioni utente:Sinfonica80 3 224266 1410385 2026-04-13T09:30:57Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1410385 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 11:30, 13 apr 2026 (CEST)}} bc18s7fh2wirswz6767piafl3b54mgx Categoria:Montagne e catene montuose immaginarie 14 224267 1410388 2026-04-13T09:50:18Z Spinoziano (BEIC) 86405 Creata pagina con "{{NotaCategorie|Argomenti}} {{interprogetto}} [[Categoria:Luoghi immaginari]] [[Categoria:Montagne|Immaginarie]]" 1410388 wikitext text/x-wiki {{NotaCategorie|Argomenti}} {{interprogetto}} [[Categoria:Luoghi immaginari]] [[Categoria:Montagne|Immaginarie]] ld6t8ccia3ymsbozb1yubvzb3stn7oq 1410389 1410388 2026-04-13T10:01:35Z Spinoziano 2297 Spinoziano ha spostato la pagina [[Categoria:Montagne immaginarie]] a [[Categoria:Montagne e catene montuose immaginarie]] senza lasciare redirect: Allineamento a Wikipedia 1410388 wikitext text/x-wiki {{NotaCategorie|Argomenti}} {{interprogetto}} [[Categoria:Luoghi immaginari]] [[Categoria:Montagne|Immaginarie]] ld6t8ccia3ymsbozb1yubvzb3stn7oq Discussioni utente:Sarjano 3 224268 1410395 2026-04-13T11:30:43Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1410395 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 13:30, 13 apr 2026 (CEST)}} cm8j77ve3e42tm1tpo1ro1xx4bvk6xt Discussioni utente:Maurizio.bex 3 224269 1410396 2026-04-13T11:40:18Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1410396 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 13:40, 13 apr 2026 (CEST)}} mikzctsq4dg4vz7ycptst4cvch7rklw