Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.46.0-wmf.24 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Ken il guerriero 0 49 1410671 1410626 2026-04-15T14:16:04Z Mariomassone 17056 /* Episodio 4, Cacciatori di taglie */ 1410671 wikitext text/x-wiki [[File:Hokuto no ken logo.png|right|400 px]] '''''Ken il guerriero''''', manga scritto da [[Buronson]] e disegnato da [[Tetsuo Hara]], diventato poi una serie televisiva anime. ==Manga== {{fumetto |immagine= Manga di Kenshiro 03.JPG |tipo = manga |titolo = Ken il guerriero |titolo originale = 北斗の拳 |titolo traslitterato = Hokuto no Ken |lingua originale = giapponese |paese = Giappone |genere = |target = shōnen |autore = [[Buronson]] |editore = Shūeisha |pubblicazione = 1983 – 1988 |editoreitaliano = Granata Press |pubblicazioneitaliana = 1990 – 1994 }} ===Volume 1=== *Alla fine del XX secolo, il mondo venne avvolto dalle fiamme atomiche! I mari si prosciugarono, la terra si spezzò... e sembrò che ogni forma di vita si fosse estinta. Eppure... La razza umana era sopravvissuta! *In quest'epoca non ci si può permettere di avere il cuore tenero! ('''Bat''') *Ormai l'acqua e il cibo sono i beni più preziosi, e solo i più forti riescono a sopravvivere. È la legge della giungla. ('''Bat''') *Di questi tempi i bambini non servono a nulla. ('''Bat''') *Secondo la leggenda, molto tempo fa in Cina esisteva una temibile arte marziale assassina chiamata Divina scuola di Hokuto. Chi la praticava, poteva concentrare tutta la propria energia in un singolo pugno prima di colpire i punti di pressione del corpo, infliggendo danni interni tali da causare morte certa! ('''Anziano''') *Tu sei già morto. ('''Kenshiro''') *Dinnanzi alla Divina scuola di Hokuto, la tecnica assassina definitiva tramandata esclusivamente a un unico successore, una freccia non è nulla di più di un bastoncino immobile. ('''Kenshiro''') *Il [[domani]] è più importante del presente. ('''Sig. Misumi''') *Gli esseri umani usano solo il 30% della loro reale forza. Grazie agli insegnamenti della Divina scuola di Hokuto, io posso accedere al restante 70%. ('''Kenshiro''') *Ho colpito i tōi, due punti dei 708 punti segreti di pressione. Quando estrarrò i miei pollici, ti rimarranno tre secondi di vita. Approfitta di quei tre secondi per pentirti dei tuoi crimini. ('''Kenshiro''') *Sei così lento da farmi sbadigliare. ('''Kenshiro''') *La Divina scuola di Hokuto è un'arte marziale assassina. È proprio col favore delle tenebre che esprime al meglio le sue potenzialità. ('''Kenshiro''') *Il firmamento ha due poli: nord e sud, Hokuto e Nanto. Ogni cosa del creato condivide un opposto polare. Uomo e donna, ombra e luce, yin e yang... persino i guardiani niō. Lo stesso vale per le tecniche assassine, con la Divina scuola di Hokuto e la Sacra scuola di Nanto! La Divina scuola di Hokuto è capace di causare un esplosione dall'interno colpendo i punti segreti di pressione del corpo, ed è quindi yin, l'ombra... mentre la Sacra scuola di Nanto, il pugno che distrugge i suoi avversari con colpi esterni, è yang, la luce! ('''Shin''') *La [[forza]] è [[giustizia]]. Che grande epoca che è quella in cui viviamo! Chi è forte può impossessarsi di tutto ciò che vuole senza farsi scrupoli! ('''Shin''') *La Divina scuola di Hokuto e la Sacra scuola di Nanto sono due facce della stessa medaglia. Non devono combattersi, ma collaborare per tramandare le loro discipline alle generazioni future. ('''Ryuken''') *Uno come te non potrà mai battermi! Tra noi due c'è una differenza fatale... l'ambizione e l'ossessione! È l'[[ossessione]] che rende un uomo forte. E tu non ne hai. ('''Shin''') *Terribile quanto il cuore delle [[Donna|donne]] sia volubile, eh?! ('''Shin''') *'''Shin''': T... tu non sei davvero più il Kenshiro di una volta... Come è possibile...?<br>'''Kenshiro''': L'ossessione! Ciò che mi ha cambiato è l'ossessione che tu mi hai insegnato! *Hai forse scordato che sono un esperto dell'assassinio? Non basta certo avvicinarsi silenziosamente per prendermi alle spalle. ('''Kenshiro''') *È stata la rabbia a sconfiggere le tue tecniche segrete. La mia rabbia più grande di qualunque ossessione! ('''Kenshiro''') *Per la prima volta in vita mia, piansi. Nonostante tutti gli sforzi, fino all'ultimo momento, non sono riuscito a conquistare il suo cuore... e tutto perché nel suo animo ci sei sempre stato tu. ('''Shin''') *'''Bat''': Perché hai scavato una tomba per un simile uomo?!<br>'''Kenshiro''': Perché amavamo la stessa donna. ===Volume 2=== *Se non volete morire, fatevi da parte. Fra me e voi c'è un abisso. [...] Pare che solo morendo riuscirete ad afferrare il concetto. ('''Kenshiro''') *Per me i Berretti rossi non sono che dei bambini. ('''Kenshiro''') *Pensavi davvero che avrei lasciato in vita feccia come te?! ('''Kenshiro''') *Si dice che i cacciatori provetti siano in grado di percepire le prede anche solo dal movimento dell'aria. ('''Colonnello''') *Nessuna delle mie prede era mai riuscita ad avvicinarsi così tanto che me ne accorgessi. ('''Kenshiro''') *'''Colonnello''': I Berretti rossi... Precise macchine da guerra e valorosi soldati. Ma più di ogni cosa, erano uomini motivati da una fede cieca! La lealtà verso il loro paese! Però un giorno... quando andai al palazzo del generale per fare rapporto, trovai tutti completamente ubriachi... [...] In quella stanza c'erano le alte sfere di governo e i proprietari di grosse aziende... Quelle erano le persone che governavano il paese... Rimasi scioccato nello scoprire che genere di uomini fossero quelli che davano ordini a noi militari! Non ci eravamo addestrati rischiando la vita per giurare fedeltà a quei porci corrotti! E poi un giorno, quei maiali disgustosi scelsero il sistema più stupido per assicurarsi di conservare i propri interessi! Desiderosi di risolvere in fetta il conflitto, decisero di premere il pulsante che nessuno avrebbe mai dovuto premere. E fu la fine di tutto. Quei maledetti porci si seppellirono con le proprie mani, mentre noi sopravvivemmo grazie ai nostri corpi fortificati! Dio ci ha scelto! Ora hai capito? Non permetterò che quella follia si ripeta! E perché ciò avvenga, è necessaria la creazione di un popolo straordinario, unito dalla stessa ideologia.<br>'''Kenshiro''': Non ti rendi conto che anche la tua soluzione è folle?! *'''Colonnello''': Dimmi perché. Perché sei così motivato a sconfiggermi? Cos'è che ti spinge ad affrontare un simile rischio?!<br>'''Kenshiro''': Io non ho più alcuna motivazione. Sono un uomo che ha perso tutto! Però... Le lacrime versate dai bambini che sono diventati le vittime di fanatici come voi... La loro tristezza... Ecco cosa mi ha portato ad affrontarti. La tua delirante ambizione finisce qui! *Ammetto che sei dotato di capacità straordinarie, che però in fin dei conti sono solo il risultato di venti o trenta anni di allenamento. Invece nelle mie vene scorre il sangue di un assassino, avendo appreso la Divina scuola di Hokuto e i suoi insegnamenti che vengono tramandati a un unico successore da 1800 anni. Io sono sempre stato un assassino, fin dal momento in cui sono nato. ('''Kenshiro''') *La [[pietà]] è fatale per un [[guerriero]]. Provando pietà si annullano le proprie abilità combattive, e le tue sono svanite per salvare quella marmocchia! ('''Colonnello''') *Non serve rischiare la vita per sconfiggere un [[elefante]]! Basta riuscire a mangiarne la carne prima o poi... ('''Jackal''') *Sono sordo alle suppliche dei malvagi. ('''Kenshiro''') *Basta camuffarsi un pochino da donna per far uscire allo scoperto vermi come voi! ('''Rei''') *'''Rei''': Quello è... il Nanto Suichō Ken, la tecnica dell'uccello d'acqua di Nanto!<br>'''Predone''': Sì, non mi sbaglio! È una branca del Nanto Seiken, la Sacra scuola di Nanto! Si dice che chi la conosce sia in grado di muoversi con la stessa eleganza degli uccelli d'acqua, e questo nonostante le sue tecniche abbiano una potenza e una crudeltà senza uguali! *I miei movimenti sono così veloci che l'occhio umano non può distinguerli! ('''Rei''') *Fin quando non scoverò e ammazzerò l'uomo con le sette cicatrici sul petto... farò di tutto per sopravvivere, dovessi nutrirmi anche di fango! ('''Rei''') *'''Mamiya''': E dimmi, Rin, perché viaggi con quel tipo sinistro?<br>'''Rin''': Parli di Ken?! Perché ha un cuore d'oro. ===Volume 3=== *In questo mondo è naturale che siano i più deboli a morire per primi! ('''Rei''') *Questo non è il momento di piangere, perché io ho il dovere di proteggere le vite dei nostri compagni. ('''Mamiya''') *Credevo di essermi abituata ai drammi di quest'epoca, invece... Non ero pronta a sopportare il dolore di rimanere sola... ('''Mamiya''') *Di fronte alla mia Sacra scuola di Nanto, voi non siete altro che spazzatura! Senza contare che oggi mi è venuta una gran voglia di farvi a fette... ('''Rei''') *I [[Lupo|lupi]] cacciano in branco in maniera metodica. Per quanto forte, nessuna preda può scappare a un branco di lupi! ('''Membro del Clan delle zanne''') *'''Kenshiro''': Ma tu perché sei qui...?!<br>'''Rei''': Pff! Probabilmente per la tua stessa ragione. Pare che siamo entrambi sensibili alle lacrima di una donna... *La scuola di Nanto è uno stile yang... poiché è una disciplina di luce, i suoi numerosi stili si sono rifratti e diffusi in tutto il mondo... Mentre la scuola di Hokuto è un'arte trasmessa a un solo successore, quindi non ci sono altre diramazioni... Tale è il destino di Nanto e Hokuto... ('''Rei''') *In quest'epoca di barbarie, più una donna è bella, più è alto il prezzo a cui può essere venduta! ('''Rei''') *Ne ho incontrati a bizzeffe di uomini malvagi durante il mio viaggio. Mi basta guardare uno negli occhi per capire che tipo è. ('''Rei''') *Gli occhi innocenti dei [[Bambino|bambini]] distinguono meglio di tutti il bene dal male! ('''Kenshiro''') *Se non sei una donna, non dovresti aver bisogno di nasconderti il petto! ('''Rei''') *Quando la Divina scuola di Hokuto e la Sacra scuola di Nanto si affrontano usando le loro tecniche segrete, nessuno ne esce vivo! ('''Capobranco del Clan delle zanne''') *Un tempo anch'io vivevo solo per una donna... Yuria... Lei era la mia fidanzata... ma un uomo la rapì! Così andai avanti unicamente per riaverla... Ma Yuria era già morta. E dopo che uccisi quell'uomo... l'unica cosa che provai fu una solitudine indescrivibile... ('''Kenshiro''') *Avrei preferito non usare i miei pugni su un buono a nulla come te, ma non ho altra scelta! ('''Kenshiro''') *Di' il mio nome! ('''Jagi''') *Non esistono fratelli minori migliori di quelli maggiori! ('''Jagi''') ===Volume 4=== *Kenshiro è ancora un bamboccio! Non potrà mai ereditare la conduzione della Divina scuola di Hokuto! ('''Jagi''') *Kenshiro, perché hai finto di perdere? Perché è tuo fratello maggiore...? Sappi che un giorno questa tua bontà d'animo ti si ritorcerà contro con conseguenze disastrose! Specialmente con un tipo come Jagi... ('''Ryuken''') *Scegli un posto! Ma decidilo con cura, perché quello sarà il luogo dove morirai! ('''Kenshiro''') *Fratelli...! Perché non protestate?! Lui è nostro fratello minore! Inoltre è il più inesperto! Non siete infuriati che ci abbia soffiato il titolo che ci spettava?! Grrr! Ma lo capite che significa?! L'Hokuto Shinken, la Divina scuola di Hokuto, prevede un unico successore! Io so che fine fanno coloro che non vengono scelti come successori! Gli viene proibito di praticare le tecniche della scuola e persino di definirsi esponenti della stessa! Per far rispettare questa regola, ad alcuni vengono distrutti i pugni e ad altri vengono cancellati i ricordi! Sono 1800 anni che un simile destino attende coloro che non sono riusciti a conquistare il titolo di legittimo successore della Divina scuola di Hokuto! [...] Vi siete forse rammolliti?! Ma io non lo accetto! Io non ci sto! Kenshiro è inferiore a me! Non permetterò che mi distrugga i pugni! ('''Jagi''') *Jagi non può sconfiggere Kenshiro...! Ma Kenshiro non avrà il coraggio di uccidere Jagi. Nostro padre ha sbagliato nella scelta del successore. [...] La Divina scuola di Hokuto ha i giorni contati! ('''Raoh''') *Ascolta, Kenshiro. La Divina scuola di Hokuto prevede un unico successore poiché è un'arte assassina senza eguali... Non deve essere usata in modo errato. Se un uomo corrotto diventasse il successore, il mondo cadrebbe in rovina... ('''Ryuken''') *'''Kenshiro''': Perché usi aghi e fucili? Perché non combatti affidandoti solo ai tuoi pugni?<br>'''Jagi''': Non rompere! Per me le arti marziali non sono tutto! Basta essere i più forti! L'importante è vincere, non importa come! *'''Jagi''': Ho vissuto fino a oggi bruciando d'odio nei tuoi confronti...! Un risentimento che alimenta sempre più intensamente ogni volta che queste ferite mi causano dolore! Preparati, perché ora ridurrò la tua faccia come la mia! Quella volta hai vinto solo perché sono inciampato, ma stavolta non sarai così fortunato...<br>'''Kenshiro''': Ancora non l'hai capito? Quella volta non sei inciampato. Prima che tu mi attaccassi ti avevo colpito in un punto segreto di pressione, condizionando i movimenti delle tue gambe!<br>'''Jagi''': Cosa?!<br>'''Kenshiro''': Ma ora rimpiango la mia ingenuità per averti permesso di vivere tutto questo tempo! Rimedierò al mio errore, qui e ora! *'''Jagi''': Sei... spietato e aggressivo... Stento a riconoscerti... Cos'è che ti ha trasformato...?!<br>'''Kenshiro''': In tutti questi anni ho versato il sangue di innumerevoli avversari... rivali che consideravo miei amici. È stata la morte di quei formidabili rivali e amici a cambiarmi! *'''Jagi''': Hai presente Shin, colui che consideravi un rivale e amico?! Ebbene, sono stato io a fargli vendere... l'anima al diavolo!<br>'''Kenshiro''': Cosa?!<br>'''Jagi''': Ti odiavo non solo perché eri divenuto il successore della Divina scuola di Hokuto, ma anche perché eri riuscito a conquistare Yuria! Così puntai su Shin, che sapevo amava Yuria nonostante tutto! Non feci altro che rinvigorire quel fuoco di speranza che stava languendo dentro di lui! *Questa è un'era dove i diavoli la fanno da padrone! ('''Jagi''') *Hai dimenticato persino l'essenza della Divina scuola di Hokuto?! La rabbia rende il corpo resistente come l'acciaio! ('''Kenshiro''') *'''Kenshiro''': Ti si addice una morte così orrenda! Fra pochi secondi il tuo corpo sparirà dalla faccia della Terra. Quest'incubo è finalmente finito!<br>'''Jagi''': Finito?! Che idiota! Questo è solo l'inizio del tuo viaggio verso l'inferno! Hai scordato che hai ancora due fratelli?! Me lo vedo già il tuo inferno...! *Sotto la guida delle sette stelle che si susseguono nella volta celeste e senza interruzione per 1800 anni, l'arcana arte dell'Hokuto Shinken, la Divina scuola di Hokuto, è stata tramandata di generazione in generazione a un unico successore... Tuttavia Ryuken, il precedente maestro, non ricevette dal cielo la benedizione di un erede. Fu per questo che Ryuken... Adottò quattro bambini, con l'intenzione di nominare uno di loro come suo successore. Il più anziano, [[Raoul (Ken il guerriero)|Raoh]], il secondo figlio, Toki, il terzo, Jagi, e per finire il più giovane, Kenshiro. Questo è tutto quello sono riuscito a scoprire sulla Divina scuola di Hokuto. Non so cosa sia successo all'interno della famiglia al momento della nomina... Ma alla fine è stato Kenshiro, il più giovane dei quattro, a essere scelto come legittimo successore. ('''Rei''') *Io ho un sogno, Kenshiro. Al mondo ci sono migliaia di persone malate. Vorrei sfruttare le tecniche della Divina scuola di Hokuto per finalità mediche piuttosto che per combattere. ('''Toki''') *In un [[combattimento]], farsi prendere alle spalle o permettere all'avversario di trovarsi più in alto significa perdere! ('''Habu''') *Prima di provocare qualcuno, dovresti valutare meglio la sua forza... ('''Kenshiro''') *Io non sono cambiato! Sono i tempi che sono diversi! In quest'epoca è più utile la violenza della medicina! ('''Amiba''') *Non è la rabbia che rende più forti, ma l'ambizione! ('''Amiba''') *Non so chi tu sia, ma ti consiglio di non servirti di conoscenze approssimative! ('''Toki''') *Ti ho colpito il punto segreto di pressione Shitsugen! Le tue gambe cammineranno all'indietro indipendentemente dalla tua volontà! Fatti una bella passeggiata fino all'Inferno! ('''Kenshiro''') *Finché ci sarà Yuria nel suo cuore, nessun'altra donna potrà farvi breccia! ('''Rei''') *Una volta rinchiusi là dentro, è impossibile uscirne vivi. È una prigione mortale, isolata dal resto del mondo! Si dice che persino i criminali più spietati, un tempo temuti e disprezzati come demoni, supplichino in lacrime il proprio rilascio! Questa è Cassandra! ('''Mamiya''') *'''Rei''': Che tipo di persona è questo Toki che vuoi rivedere così tanto...?<br>'''Kenshiro''': Toki... è colui che sarebbe dovuto divenire il successore della Divina scuola di Hokuto.<br>'''Rei''': Cosa?!<br>'''Mamiya''': Eh?!<br>'''Kenshiro''': La precisione dei suoi colpi, la velocità e la fluidità dei suoi movimenti, lo spirito, le tecniche e persino le sue qualità fisiche erano strabilianti. Toki era impeccabile sotto ogni aspetto. *Kenshiro, d'ora in avanti vivrò per salvare la vita della gente... A breve morirò, ma durante il tempo che mi rimane voglio aiutare quante più persone mi sarà possibile. È questa la traccia che desidero lasciare del mio passaggio su questo mondo! ('''Toki''') ===Volume 5=== *Niente di ciò che faccio potrà mai definirsi incauto. ('''Kenshiro''') *Non c'è gusto a uccidere un detenuto disposto a morire! ('''Uighur''') *Gustatevi la vostra speranza che lentamente si tramuta in disperazione! ('''Uighur''') *Sarebbe questa la paura di cui blateravi tanto...? Se è così, allora lascia che ti insegni io cos'è il vero terrore! ('''Kenshiro''') *Trasmessa tra i miei antenati fin dall'antichità, la Via del dominio assoluto della Mongolia è una tecnica di lotta che mi permette di trasformare il mio corpo in un'invincibile arma da sfondamento! Grazie a essa, posso abbattere ogni avversario scagliandomici contro con tutta la forza di cui dispongo! In passato, quando soggiogammo completamente tutto il continente asiatico, questa era l'arma più potente del nostro arsenale... La più inarrestabile tecnica del glorioso popolo della Mongolia! ('''Uighur''') *Le mie dita possono squarciare anche l'acciaio! ('''Kenshiro''') *I malvagi non meritano lapidi! ('''Kenshiro''') *'''Rei''': Chi sarebbe questo Ken-Oh?<br>'''Raiga e Fūga''': Il... Il re di tutti gli stili di lotta mortali... Si fa chiamare anche il Dominatore di fine secolo. È un terrificante tiranno, la cui identità è avvolta nel mistero. Anche Cassandra non è altro che una città prigione costruita con l'unico scopo di condannare chiunque si opponga a lui! *Che voi possiate perlomeno morire serenamente, senza provare dolore alcuno... ('''Toki''') *Chi subisce i colpi dell'Hokuto Shinken di Toki, prova un'estasi paradisiaca in punto di morte. ('''Kenshiro''') *Liberare quel bambino equivarrebbe a liberare futuro odio nei miei confronti. Per quanto piccoli, i problemi vanno estirpati alla radice. È questo il modo di vivere! ('''Raoh''') *Per Ken-Oh non esistono né predecessori né successori! È convinto di essere l'unica persona che conti a questo mondo! È questa la folle ambizione del Dominatore di fine secolo! ('''Toki''') *'''Rei''': Dimmi... che uomo era questo Raoh?<br>'''Kenshiro''': Raoh... era veramente forte... Forse troppo forte. Così come lo era la sua ambizione. Non ha mai mostrato alcuna considerazione verso i precetti assassini stabiliti da 1800 anni per i praticanti della Divina scuola di Hokuto... Era l'uomo smarrito di Hokuto... *'''Ryuken''': Raoh, come pensi di impiegare l'Hokuto Shinken?<br>'''Raoh''': Mpf... Che domande. Per me stesso, ovviamente!<br>'''Ryuken''': Per te stesso?! E a cosa punti, dunque?!<br>'''Raoh''': Al cielo...!<br>'''Ryuken''': Intendi dire che vuoi ergerti nel cielo per poi sederti sul trono del potere?!<br>'''Raoh''': Dal momento stesso che il mio essere ha ricevuto il dono della vita, era scritto che io stringessi tutto il mondo in questo pugno!<br>'''Ryuken''': Dio non te lo permetterà mai!<br>'''Raoh''': Allora combatterò anche contro Dio! *'''Rei''': Che uomo sprezzante... Pur di soddisfare la propria ambizione, è disposto a sfidare persino Dio...<br>'''Kenshiro''': Poi scoppiò la guerra. Ora nel mondo vige la legge del più forte... Proprio ciò che desiderava Raoh! *'''Mamiya''': Davvero somiglio così tanto a Yuria...? E che tipo era Yuria?<br>'''Toki''': Mpf... È l'unica donna che io abbia amato.<br>'''Mamiya''': Eh?! Ma Yuria era la fidanzata di Ken!<br>'''Toki''': Eppure non ero il solo a esserne innamorato. Anche Raoh l'amava...<br>'''Mamiya''': Eh?! Pe... persino Raoh?!<br>'''Toki''': Per noi tutti, Yuria ha sempre rappresentato i nostri ricordi di gioventù. E forse è proprio questo il motivo per cui, fin dal primo momento in cui l'hanno incontrata, era già scritto nel fato di Kenshiro e Raoh che si sarebbero dovuti affrontare... *[[Alcor]], la stella ausiliaria... L'astro che brilla con luce fioca di fianco alle sette stelle di Hokuto. È anche conosciuta come la stella messaggera di morte. Si dice che chi la scorge morirà entro l'anno... È quindi giunta la mia ora... ('''Toki''') *È facile sorprendere un uomo che ha la mente annebbiata da una donna. ('''Toki''') *C'è chi per amore... desidera in silenzio la felicità dell'amata. ('''Toki''') *Cosa accadrebbe se rinunciassimo alla [[speranza]]?! La speranza è l'unica cosa che abbiamo! [...] Dobbiamo credere che prima o poi giungerà un futuro luminoso... Siamo sopravvissute fino a oggi credendo e pregando! Non possiamo arrenderci proprio ora! ('''Rin''') *È stato Ken a insegnarmi che sottomettersi ai demoni... significa perdere la propria umanità. ('''Rin''') *Di che colore è il vostro sporco sangue?! ('''Rei''') *Se proprio ti piace così tanto mascherarti, avresti fatto meglio a vestirti da grossa vacca. ('''Kenshiro''') *Ormai non ho più punti deboli. Airi è divenuta indipendente. È in grado di decidere come vivere e morire. ('''Rei''') *'''Rei''': Non smonti da cavallo...?!<br>'''Raoh''': Uhuhuh... Pensavi davvero che un guerriero con le tue capacità fosse in grado di farmi posare piede a terra?! Non esiste uomo a questo mondo che sia degno di farmi abbassare al suo stesso livello!<br>'''Rei''': Allora morirai in sella insieme al tuo cavallo! *'''Rei''': Ma... Ma che cosa?...! Non è possibile! Impugna ancora le briglie. Q-Quindi non si è mosso. Ma allora... cos'è che ho visto?! Cos'era quell'attacco formato da un'infinità di colpi insidiosi?!<br>'''Raoh''': Mpf... Solo coloro che sono riusciti ad acquisire i segreti ultimi delle tecniche assassine, arrivando a comprendere la loro quintessenza, possono generare un'aura attorno al proprio corpo. Ciò che hai visto era il mio spirito combattivo... La mia aura!<br>'''Rei''': L'aura?!<br>'''Raoh''': E questo significa che tu non puoi nemmeno avvicinarti a me! *Anche a costo di distruggere il mio stesso corpo, ho il dovere di liberare il mondo dalla tua presenza! ('''Rei''') *Sono sopravvissuto fino a oggi trasformando ogni goccia del mio sangue in forza combattiva! Questo sangue non conosce la paura! Capirai a tue spese che io non sono più quello di un tempo! Il mio sangue spezzerà la tua aura! ('''Kenshiro''') *Sarai testimone dei miei progressi con la tua stessa morte! ('''Kenshiro''') *Se ora fosse notte, vedresti chiaramente la stella messaggera di morte! ('''Raoh''') *Io non uccido mai subito gli esperti di arti marziali che si oppongono a me...! E sai perché...? Perché se li uccidessi immediatamente, il mio terrore non si propagherebbe. Invece le persone a cui rimangono tre giorni di vita cadono in preda alla paura della morte... e urlano in lacrime travolti dalla tristezza! [...] Quel terrore diviene infine leggenda... rendendo indiscutibile il mio titolo di re delle techniche assassine... il titolo di Ken-Oh! ('''Raoh''') ===Volume 6=== *Io temo solamente una cosa a questo mondo... La tecnica di Toki! ('''Raoh''') *Solo l'acqua calma può domare una corrente violenta... Se due flutti impetuosi si scontrassero, finirebbero solo per travolgersi l'un l'altro per poi annientarsi inesorabilmente! ('''Toki''') *La tua aura omicida è decisamente potente... ma mosse mediocri come le tue non potranno mai abbattermi. [...] Il tuo padrone ti sta usando solo per tenermi qui e guadagnare tempo. Rinuncia alla lotta. ('''Toki''') *Se ci si oppone a una corrente violenta, si finisce per esserne inghiottiti. Bisogna invece abbandonarsi completamente a essa per divenire un tutt'uno. ('''Toki''') *Sia la tecnica di Raoh che quella di Ken sono correnti violente! Entrambi utilizzano quella che viene definita una "tecnica possente", ovvero un impetuoso stile di lotta che sprigiona completamente lo spirito combattivo di chi ne fa uso! Ecco il motivo per cui Kenshiro non può ancora sconfiggere Raoh. ('''Toki''') *'''Rei''': Tu devi vivere! Anche se riuscissi a sconfiggerlo sacrificando la tua vita, sarebbe comunque una sconfitta! Quest'epoca ha bisogna di te! Devi sopravvivere per Rin, Bat e tutte le persone indifese come loro!<br>'''Kenshiro''': Anche se avessi il 99% di probabilità di essere sconfitto... in qualità di successore della Divina scuola di Hokuto... è scritto nel mio destino che io combatta per quell'1%! *La [[vita]] non è un qualcosa da gettare via in maniera sconsiderata! ('''Toki''') *'''Toki''': Kenshiro... Rei si preoccupa per te dimenticandosi persino del fatto che la sua morte è imminente. Lui ti ha affidato tutti i suoi sogni. Non vanificare le sue speranze! Tu devi sopravvivere e dedicarti al futuro di quest'epoca!<br>'''Kenshiro''': Anche se avessi il 99% di probabilità di essere sconfitto, io...<br>'''Toki''': No... Ora non hai nemmeno l'1% di probabilità di vittoria.<br>'''Kenshiro''': Cosa?!<br>'''Raoh''': Mpf... Quindi l'hai capito.<br>'''Toki''': Kenshiro... {{NDR|indica Rin}} Potresti uccidere quella bambina?!<br>'''Kenshiro''': R-Rin?! Perché me lo chiedi...?<br>'''Toki''': Perché se tu fossi in grado di ucciderla, allora avresti una possibilità di battere Raoh. *'''Ryuken''': Sei dunque davvero intenzionato ad andartene...? Raoh!<br>'''Raoh''': Che senso avrebbe per me rimanere qui ora che hai scelto Kenshiro come successore?<br>'''Ryuken''': Allora dovrai rinunciare all'Hokuto Shinken. Ti è proibito farne uso ancora in futuro!<br>'''Raoh''': Te l'ho già detto! Io stringerò il cielo nel mio pugno! Mpf... Se avessi avuto intenzione di rinunciare all'Hokuto Shinken, non sarei mai diventato tuo figlio adottivo! Io non prendo ordini da nessuno! Nemmeno da Dio!<br>'''Ryuken''': Vedo che sei pronto ad affrontare le conseguenze della tua scelta! La legge della Divina scuola di Hokuto prevede che essa sia tramandata unicamente a un unico successore per ogni generazione. Mi costringi a sigillare i tuoi pugni e con essi le tecniche che hai appreso!<br>'''Raoh''': Mpf... Allora ti sconfiggerò qui e ora così da diventare l'uomo più potente al mondo!<br>'''Ryuken''': Che uomo terribile! Ho allevato una tale terribile serpe in seno! *Lascia che ti spieghi perché si dice che Hokuto sia la costellazione che presiede la morte. I movimenti degli esseri umani hanno sette punti ciechi. Seguendo tali punti, essi assumono la forma delle sette stelle di Hokuto! In altre parole, Hokuto funge da indicazione per condurre a morte certa l'avversario! ('''Ryuken''') *Adesso che è giunto Toki... mi vedo costretto a scendere al vostro stesso livello! E per voi non ci sarà nient'altro che la morte! ('''Raoh''') *La Divina scuola di Hokuto proibisce di combattere in due contro un singolo avversario. Una vittoria ottenuta in quel modo non avrebbe valore. ('''Toki''') *Non sono più Raoh! Chiamami Ken-Oh, il re delle tecniche assassine! E ora ti mostrerò la mia tecnica...! La tecnica dell'uomo che ambisce al cielo! ('''Raoh''') *Nelle arti marziali, soprattutto fra esperti, è necessaria una tremenda quantità di energia anche solo per restare di fronte all'avversario... Persino il minimo turbamento nell'animo può costare la vita. ('''Rei''') *È ammirevole volersi sacrificare per un ideale... Ma in fondo a che serve?! La morte vanifica qualsiasi cosa. La tua morte avrà lo stesso valore di quella di un cane randagio! ('''Raoh''') *Ken, muoviti! Senza di te... Senza di te, la nostra piccola, flebile luce di speranza sparirà! Tu sei l'unico che può impedire che si spengaaa! ('''Rin''') *'''Raoh''': Hai distrutto le catene imposte al tuo punto segreto di pressione dalla tecnica di Toki?! [...]<br>'''Kenshiro''': Non è stato il mio corpo a distruggerle, ma un cuore giovane e puro che tenta di vivere come un essere umano nonostante tutto... È stato quel cuore a infrangere l'effeto del punto di pressione! Raoh! Non sarà il cielo ciò che stringerai tra le tue mani, ma la stella messaggera di morte! *Kenshiro, una nullità come te non potrà mai battere il re delle tecniche assassine! In questo luogo seppellirò i 1800 anni di storia della Divina scuola di Hokuto! ('''Raoh''') *[...] in un combattimento tra esperti è impossibile evitare completamente le tecniche dell'avversario. L'unica possibilità di vincere è rinunciare alla propria incolumità per distruggere il corpo nemico! ('''Rei''') *Io sono Ken-Oh! E Ken-Oh non si inginocchierà mai a terra! ('''Raoh''') *'''Rin''': Bat... Dimmi perché devono ferirsi a quel modo... e spargere tutto quel sangue?!<br>'''Bat''': È inevitabile. Quello è il nostro sangue... Loro sanguinano al nostro posto. *'''Kenshiro''': Perdonami... Ti ho coinvolto nella mia battaglia.<br>'''Rei''': Pff... Non ti preoccupare... Non rimpiango ciò che ho fatto. Anzi, ti ringrazio... Avevo rigettato la mia umanità. Vivevo solo per salvare mia sorella! Odiavo il mondo e avevo maledetto quest'epoca! Ma poi ho incontrato te. E Toki, Rin, Bat, Mamiya... Ero come un lupo affamato e assetato, ma voi avete placato la mia anima... permettendomi di tornare umano. *Sappiate che i [[Cane|cani]] sono le creature più nobili al mondo! Sono affettuosi, fedeli e non mentono mai! Sono gli unici amici di cui mi posso fidare! ('''Garf''') *Non ho nome da rivelare a chi è condannato a morte! ('''Kenshiro''') *'''Yuda''': Ditemi. Pensate che io sia bello?<br>'''Concubine''': Sì, Signor Yuda.<br>'''Yuda''': Ben detto. Io sono l'essere più forte a questo mondo... Nonché il più bello! *Io sono l'uomo che Dio ha creato in qualità d'incarnazione suprema di bellezza e forza in questo mondo! Quindi solo gli esseri caratterizzati da una bellezza perfetta hanno il diritto di amarmi! ('''Yuda''') *Per quanto la lavi, questa cicatrice non andrà mai via. E anche se riuscissi a far sparire questo marchio, me ne rimarrà per sempre uno nell'anima. ('''Mamiya''') *'''Kenshiro''': Quindi sei intenzionato a sconfiggere Yuda?<br>'''Rei''': Sì... Io... Io lo conosco... Appartiene anche lui a Nanto.<br>'''Kenshiro''': Cosa?!<br>'''Rei''': Oltre a me e al tuo rivale e amico Shin, vi sono altri quattro uomini che hanno raggiunto i massimi livelli nella Sacra scuola di Nanto! Veniamo chiamati i Nanto Rokuseiken, i Sei sacri pugni di Nanto... E anche Yuda ne fa parte! *In quest'era la vita di un uomo è breve... ma una donna mette al mondo dei figli... e tramanda il passato raccontando loro delle storie... Storie di uomini che combattono! ('''Rei''') *Non è tradimento questo... È tattica! Ognuna delle sei stelle di Nanto porta con sé un differente destino! Quella di Shin è la stella del sacrificio, che lo ha destinato a sacrificarsi per amore! Quella di Rei è la stella della giustizia, che lo ha destinato a vivere per il prossimo! Mentre la mia è la stella più bella e splendente di tutte... La stella della malìa! La gente la chiama la stella del tradimento, ma non è affatto così! La stella della malìa è capace di smuovere persino il cielo, in quanto espressione ultima di bellezza e tattica! ('''Yuda''') *La gru rossa... si abbellisce tingendosi del sangue di coloro che le si avventano contro! ('''Yuda''') *La stella della giustizia non è altro che la stella di un buffone! È un astro minore che serve solo a far risaltare la stella della malìa! ('''Yuda''') *Un tempo anche chiamati i comandanti a guardia dei sei cancelli imperiali, i Sei sacri pugni di Nanto erano i guerrieri che avevano il compito di difendere il palazzo dell'imperatore... in quanto all'apice dei 108 stili che compongono la Sacra scuola di Nanto. Tuttavia, dopo la guerra, noi Sei sacri pugni di Nanto ci dividemmo in due fazioni: una che anelava la pace, e l'altra che, invece, bramava la conquista del potere! Fu allora che Yuda ci tradì! Resosi conto che la fazione pacifista era la più forte delle due, Yuda, insieme alle 23 branche di Nanto subordinate alla sua tecnica, decise di allearsi con il temibile re delle tecniche assssine, lo spietato Ken-Oh! Caduta una stella... anche le rimanenti cinque precipitarono nel caos, spargendo semi di grande tragedia in tutto il mondo! Ricorda queste mie parole, Kenshiro... Il mio triste destino e quello di Shin della stella del sacrificio sono solo il preludio a disgrazie ancora più grandi! ('''Rei''') *'''Yuda''': Co... Cos'è che ti rende così forte?!<br>'''Rei''': Pff... Tu che non sai cos'è l'amore, non potrai mai capirlo. *Yuda! Il trucco te lo rifarai, sì, ma col tuo stesso sangue! ('''Rei''') ===Volume 7=== *Io divento inerme dinnanzi a ciò che reputo bello con tutto il cuore. ('''Yuda''') *Dal momento stesso in cui la stella della malìa è rimasta affascinata dalla stella della giustizia, era destino che la luce del mio astro venisse spenta dal tuo. ('''Yuda''') *Rei... Sei l'unico uomo al mondo che io abbia mai ammirato... Perlomeno lascia che io spiri fra queste tue braccia... ('''Yuda''') *Yuda, anche tu sei rimasto solo! Ma presto... ti raggiungerò anch'io... ('''Rei''') *Per colpa di qualche misero dissapore, gli uomini sono costretti a combattere tra loro... arrivando a tramutare amicizie in efferati spargimenti di sangue... Non è giusto... ('''Rin''') *Mamiya... ascoltami bene. Fin quando la stella messaggera di morte non cadrà su di te, vivi intensamente ogni singolo giorno della tua vita! E anche se fosse per un solo secondo, vivi come una donna! E cerca la tua felicità in quanto tale! ('''Rei''') *Ken. Tu devi continuare a vivere. Non puoi morire. Quest'epoca ha bisogno della Divina scuola di Hokuto per trasformare le lacrime in sorrisi! ('''Rei''') *Rei... Non ti dimenticherò. Anche tu, come il mio rivale e amico Shin, continuerai a vivere dentro di me. ('''Kenshiro''') *Il Sacro imperatore è l'uomo che perfino il famoso re delle tecniche assassine, il cosiddetto Dominatore di fine secolo, si è rifiutato di affrontare! Proprio a causa della forza del nostro imperatore, Ken-Oh ha fallito nel suo tentativo di stringere il cielo nel proprio pugno! Il suo nome è Souther, e sarà lui a divenire il vero dominatore di questo mondo! ('''Comandante''') *'''Kenshiro''': Ma... tu sei cieco.<br>'''Shu''': Ciononostante, gli occhi della mia anima sono ben schiusi! *'''Shu''': Quando Nanto è nel caos, Hokuto fa la sua comparsa. Da quando le sei stelle sono in tumulto, era destino che io e te ci affrontassimo, Kenshiro!<br>'''Kenshiro''': A chiunque abbia l'ardire di provare a sconfiggermi, io rispondo con questi miei pugni. *La paura rivela la presenza di un guerriero, permettendo al suo nemico di studiarne la distanza e contrattaccarlo con facilità. ('''Shu''') *'''Kenshiro''': Io non morirò. Ho fatto una promessa a un uomo! Gli ho giurato che sarei sopravvissuto a quest'epoca e che avrei riportato la luce in questa oscura fine di secolo!<br>'''Shu''': Ti riferisci a Rei...? Anche lui era uno di quelli che avrebbe voluto salvare il mondo dall'oscurità... Ma quella luce non tornerà mai... A meno che tu non riesca a sconfiggermi! *L'Hokuto Shinken mi permette di assimilare le tecniche dei miei avversari anche solo dopo un singolo combattimento! ('''Kenshiro''') *Non permetterò a nessuno di rubare dai bambini... la loro luce in procinto di brillare! ('''Shu''') *Quando gli occhi mi si sono chiusi per sempre, il mio cuore si è aperto. ('''Shu''') *'''Shu''': Devo assolutamente parlarti del Sacro imperatore. La rovina dei Sei sacri pugni di Nanto è iniziata a causa dell'ambizione di Yuda della stella della malìa, ma è stato Souther a spingerlo all'azione! Souther non aspettava altro che cavalcare gli sconvolgimenti nel mondo in questa fine di secolo! La sua è la stella polare. Il centro di tutti gli astri di Nanto... La stella della croce del sud! È anche conosciuta come stella della sovranità, vale a dire la stella di un tiranno! Lui non ha né famigliari, né amici. E nemmeno pietà... L'unica cosa che possiede e se stesso e la stella dell'imperatore sotto cui è nato!<br>'''Kenshiro''': Dell'imperatore...?<br>'''Shu''': Esatto. Le altre cinque stelle sono solo satelliti sudditi della stella della sovranità! *Avranno anche perso la luce, ma questi miei inutili occhi... non riescono a smettere di piangere! ('''Shu''') *'''Souther''': Io padroneggio il Nanto Hō-ō Ken, la tecnica della fenice di Nanto, la più forte fra gli stili del Nanto Seiken... e nel mio corpo scorre il sangue di un imperatore! Fatti sotto come preferisci!<br>'''Kenshiro''': Perché non ti metti in guardia?!<br>'''Souther''': Perché la tecnica della fenice di Nanto non prevede guardie! La guardia è una forma di difesa, mentre il mio pugno contempla unicamente l'avanzata schiacciante! *I morti non sono un granché come vittime sacrificali. ('''Guardia''') *Non capisco i movimenti dei miei nemici con la vista e nemmeno con l'udito. È con l'anima che anticipo le loro mosse! ('''Shu''') *Non permetto nemmeno a una formica di opporsi a me! Un imperatore non è mosso dalla pietà, ma unicamente dal sangue sacrificale di coloro che gli si rivoltano contro! ('''Souther''') *A causa dell'amore le persone sono costrette a soffrire! A causa dell'amore le persone sono costrette a rattristarsi! ('''Souther''') ===Volume 8=== *'''Souther''': Puoi provarci quanto vuoi, ma con la tua Divina scuola di Hokuto non riuscirai mai a battermi! Di fronte al corpo che Dio ha donato al Sacro imperatore Souther, sei destinato unicamente alla sconfitta! Ti annienterò insieme all'amore!<br>'''Kenshiro''': L'amore non potrà mai essere annientato! *Questo mausoleo a croce rappresenta il mio ultimo atto di umanità verso il mio venerabile maestro! E sarà anche la tomba del mio amore e dei miei sentimenti! ('''Souther''') *Quando Nanto è nel caos, Hokuto fa la sua comparsa. I miei predecessori di Nanto sono stati costretti a una vita di paura e soprusi all'ombra di Hokuto. Però, oggi anche questa umiliazione avrà fine! Esiste un'unica stella polare! L'astro dell'imperaore del cielo che brillerà nel firmamento sarà la croce del sud... Sarà la stella della sovranità del Sacro imperatore Souther! ('''Souther''') *Tramite unicamente l'utilizzo dello spirito combattivo, la tecnica segreta del Tenha Kassatsu mi permette di colpire i punti di pressione dell'avversario senza neanche toccarli! ('''Kenshiro''') *Le correnti dell'energia vitale sono legate alla circolazione sanguigna e al sistema nervoso. I punti segreti di pressione sono i centri fondamentali di quelle correnti! ('''Kenshiro''') *'''Souther''': L'amore e i sentimenti portano con loro solo tristezza... Allora perché sei disposto a sopportare tale dolore? Perché ti vuoi fare carico di così tanta sofferenza?<br>'''Kenshiro''': Non portano solo tristezza e sofferenza. Sono sicuro che anche tu ricordi il calore dell'affetto. *'''Souther''': M-Maestro... [...] Mi... Mi faccia sentire ancora una volta quel calore... proprio come un tempo...<br>'''Kenshiro''': Che uomo triste. E tutto a causa dell'intensità del suo amore. *Toki, prima o poi dovrò combattere anche contro di te! Finché non avrò sconfitto sia te che Kenshiro, i miei più temibili avversari, non potrò stringere il cielo nel mio pugno! ('''Raoh''') *'''Toki''': Shin... Rei, Yuda, Shu... e infine Souther... Dei sei sacri pugni di Nanto ne sono già caduti cinque! Presto giungerà per te il momento in cui dovrai combattere anche contro l'ultimo di loro... Vai Kenshiro. È il destino a chiamarti.<br>'''Kenshiro''': E tu, Toki...?<br>'''Toki''': Anch'io... vivrò attenendomi al mio destino. La Divina scuola di Hokuto prevede un solo successore! *C... Che beffa del destino... Raoh, Toki e Kenshiro... Grazie a questi tre fratelli, la storia lunga 1800 anni della Divina scuola di Hokuto sta ora vivendo la sua epoca più gloriosa! Perché Dio ha inviato nella stessa era tre uomini così straordinari?! Ognuno di loro sarebbe potuto divenire un degno successore... ('''Koryu''') *La mia morte è vicina! Anch'io desidero terminare la mia vita come un guerriero. ('''Toki''') *'''Toki''': Avrei preferito concludere la mia vita in questo modo, aiutando i bambini e le persone malate...<br>'''Kenshiro''': E allora... perché?<br>'''Toki''': Il mio istinto... Quell'istinto che in passato mi ha portato a perseguire la via delle arti marziali, si è infine risvegliato! Ma più di ogni altra cosa, esiste per me un destino dal quale non potrò mai fuggire...<br>'''Kenshiro''': La battaglia contro Raoh... *'''Zengyo''': I palmi dell'ascesa al cielo di Hokuto... un gesto cerimoniale tramite il quale si giura che, anche se per errore l'avversario dovesse ucciderci, faremmo ritorno in cielo senza rancore o rimpianti!<br>'''Bat''': M... Ma allora hanno intenzione di...!<br>'''Zengyo''': Tutti gli uomini desiderano confrontarsi sempre con chi è più forte di loro... così da puntare alla supremazia! A maggior ragione se si tratta di maestri d'arti marziali... Anche se solo per un istante, combatteranno puntando il tutto per tutto! *'''Toki''': Probabilmente questa sarà la prima e ultima volta che io e te combatteremo... Ho sempre desiderato affrontarti. Lasciami sperimentare pienamente le tecniche del successore della Divina scuola di Hokuto.<br>'''Kenshiro''': Toki... L'uomo che ho sempre ammirato e a cui ho continuato a guardare come esempio... Colui che ha saputo padroneggiare le tecniche più aggraziate ed eleganti di tutti i 1800 anni di storia dell'Hokuto Shinken. *'''Kenshiro''': Toki, se solo tu non fossi stato afflitto dalla malattia...<br>'''Toki''': Era destino che io combattessi alla pari con te! Quello stesso destino che ancora non mi abbatte, ma che, anzi, sostiene e spingo questo mio corpo malato! *Kenshiro... Ti affido la mia anima. Mentre il mio corpo lo immolerò nel duello mortale con Raoh! ('''Toki''') *Se percorrerete la stessa strada, dovrete farvi carico dello stesso destino! Se siete fratelli, fareste meglio a scegliere cammini differenti. ('''Raoh''') *Stai venendo da me, Toki?! Dal giorno stesso in cui Ryuken ci adottò e cominciammo a muovere i primi passi nell'apprendimento della Divina scuola di Hokuto... il nostro destino era già segnato! ('''Raoh''') *Questo è il mio villaggio natio. È qui che sono nato e cresciuto. E una volta morto, è qui che tornerò. ('''Toki''') *Raoh... sei divenuto troppo forte, superando anche le aspettative del nostro maestro Ryuken! E di pari passo, è cresciuta in maniera spropositata anche la tua ambizione! ('''Toki''') *Movimento contro stasi... Irruenza contro calma... È proprio come se gli stili combattivi di entrambi rispecchiassero il loro modo di essere e vivere. ('''Kenshiro''') *'''Raoh''': Bene, non scorgo incertezze in te! E nemmeno timori! La morte imminente deve aver elevato la tua tecnica!<br>'''Toki''': Non è stato l'avvicinarsi della morte a elevare la mia tecnica! È stata la tua stessa esistenza, Raoh! *{{NDR|Flashback}}<br>Ascoltami, Toki. Se un giorno io dovessi perdere la retta via... voglio che sia tu stesso a sigillare il mio pugno! ('''Raoh''') *Toki... L'uomo che, dietro l'apparenza mansueta, nasconde nella profondità del suo animo un fuoco ardente! ('''Raoh''') *È giunto il momento che io onori la promessa! Oggi io ti supererò! ('''Toki''') *Musō Insatsu, l'ombra assassina libera da ogni pensiero! Rilasciato istintivamente e con la mente libera da pensieri, è un colpo midiciale con cui si riesce a percepire la presenza dell'avversario, comprendendone la distanza tramite l'aura omicida da questi emanata! ('''Kenshiro''') *'''Raoh''': Il timore della morte ti impedisce di trovare la giusta distanza per sferrare un colpo mortale. Contrariamente al tuo stile, la mia tecnica istintiva e scevra da pensieri rende la mia difesa impenetrabile, in quanto priva di ogni vulnerabilità!<br>'''Toki''': Di questo passo, non ho possibilità...<br>'''Kenshiro''': Con la sua tecnica flessibile, che sfrutta gli istanti in cui il nemico è più vulnerabile, Toki non può vincere contro la tecnica possente di Raoh... Inoltre, Toki è malato...<br>'''Raoh''': Toki! Se volevi davvero raggiungermi, perché non hai appreso la spietata tecnica possente?! La potenza equivale alla morte! La flessibilità alla compassione! Quella bontà d'animo che in passato non ti ha fatto perseguire la strada della forza, ti sarà ora fatale! *'''Toki''': Raoh, lo hai forse scordato?! Io volevo raggiungerti in tutto ciò che sei! [...] È stato il tuo stesso sangue che caldo mi scorre nelle vene a permettermi di padroneggiare il tuo stile di combattimento!<br>'''Raoh''': Tu hai acquisito la mia tecnica possente!<br>'''Toki''': Te l'ho già detto! Io volevo raggiungerti in tutto ciò che sei! [...] Avevo giurato a me stesso che non avrei usato questa tecnica... se non nel mio ultimo combattimento, ovvero quando ti avrei affrontato! Guarda il cielo! Dovresti scorgerla anche tu...! La stella messaggera di morte!<br>'''Raoh''': C... Cosa?! Su di me brilla la stella messaggera di morte!<br>[...]<br>'''Toki''': Avanti, Raoh! Caliamo il sipario sul nostro destino! *Il talento innato di Toki ha evocato la stella messaggera di morte su Raoh! Nemmeno Dio può presagire l'esito di questo duello voluto dal destino! Nella storia lunga 2000 anni di Hokuto esiste una profezia tramandata di generazione in generazione. "Quando due grandi guerrieri dotati di tecniche equivalenti si scontreranno, la stella messaggera di morte splenderà su entrambi!" ('''Kenshiro''') *Toki! L'uomo che ha sempre vissuto unicamente per il prossimo! Ma oggi, per la prima volta, questo stesso uomo ha deciso di combattere per realizzare le proprie aspirazioni! E sia! Prova pure a superarmi e a distruggere le ambizioni del grande Ken-Oh! ('''Raoh''') *Nei 2000 anni di storia di Hokuto, Toki è l'uomo che è riuscito a sviluppare le tecniche più eleganti della nostra arte! Ed è proprio negli scontri aerei che riesce a esprimere al meglio la loro quintessenza! ('''Kenshiro''') *'''Raoh''': La Divina scuola di Hokuto costituiva solo il primo passo verso la conquista del cielo. Non intendo fermarmi qui!<br>'''Toki''': Allora dovrò sigillare il tuo pugno!<br>'''Raoh''': Non ho scordato la nostra promessa. Sarai tu a impedirmi di usare le mie tecniche! Vieni e prova a sigillare i miei pugni quando preferisci. Uhuh...<br>'''Toki''': Raoh, fratello mio. Il più forte esponente dell'Hokuto Shinken. Se solo non fossi consumato da quella perversa ambizione, sia io che Kenshiro avremmo rinunciato volentieri alla disputa per la successione in tuo favore... *Credi che non mi sia accorto del segreto della tua tecnica possente?! Se solo tu non fossi stato malato, forse con la tua tecnica flessibile saresti riuscito a battermi! [...] Povero Toki... Il mio giovane fratello che, fin da piccolo, ha continuato a seguire i miei passi, mentre viveva un'esistenza segnata da un destino crudele! ('''Raoh''') *I punti Sekkatsu. Se attivati, permettono di acquisire una potenza straordinaria, anche se solo per un periodo limitatissimo. Tuttavia, allo stesso tempo, privano inesorabilmente della vita chi ricorre al loro potere... Sono dei punti di pressione terribili! ('''Kenshiro''') *Toki, non sono stato io a privarti della vita. La tua malattia lo sta già facendo al posto mio! Che assurdità che un uomo di Hokuto dalle straordinarie abilità come te debba perdere tutto a causa di un male tanto indegno...! ('''Raoh''') *Perché piangi, Raoh...? Proprio tu che hai trasformato le lacrime in ambizione e nella tua stessa tecnica possente... ('''Toki''') *Toki... Quel tuo grande cuore è rimasto lo stesso di un tempo. Quel tuo grande e triste cuore che, anche in punto di morte, desidera ostinatamente raggiungermi... È stato quel tuo cuore a far riaffiorare in me le lacrime che da tempo si erano seccate! ('''Raoh''') *Questo sangue sono le mie lacrime! Considera questo colpo come l'odio che tuo fratello maggiore prova nei confronti del tuo triste destino! [...] Adesso Toki, l'uomo che mirava a raggiungere il re delle tecniche assassine, è morto! Davanti a me cìè solo un uomo che lotta contro la propria malattia! Vivi serenamente il resto della tua vita. Se vuoi piangere, fai pure. Non ti rimprovererò più. ('''Raoh''') *Kenshiro! La leggenda del terrore di Ken-Oh ha ora inizio. Se desideri porre fine alla mia vita, vieni pure a sfidarmi quando vuoi! ('''Raoh''') *Mi domando chi, in questo mondo caotico... riuscirà mai a stringere nel proprio pugno quell'arcobaleno di speranza... ('''Ryuga''') *Il... Taizan Tenrō Ken, la tecnica del lupo del cielo del Monte Tai! Si dice che i suoi colpi siano talmente veloci che chi ne viene colpito prova una sensazione di freddo e muore prima ancora di avere il tempo di sanguinare! ('''Kenshiro''') *Il mio astro è [[Sirio]], la stella del lupo del cielo! La stella del lupo del cielo... l'astro che brilla con più intensità nella volta celeste, proprio come l'occhio di un lupo... Una stella indipendente che, senza schierarsi con alcuna divinità, ha scelto di divenire un lupo solitario che corre isolato nel firmamento! ('''Ryuga''') *Un singolo ramo marcio può logorare anche un grande albero! ('''Ryuga''') *Se hai paura, ribellati! Prova a sfuggirmi strappandomi il braccio a morsi, se necessario! Se non combatti, non smetterai mai di tremare! [...] Chi abbandona la propria volontà non è un essere umano! Non c'è nulla di umano nel passare la propria vita unicamente a sorridere e prosternarsi! ('''Raoh''') *Contro Ken-Oh, la resistenza passiva è un'arma del tutto vana! ('''Raoh''') *Ho appena compreso che la stella del lupo del cielo non diverrà mai un polo celeste. Quest'epoca non invoca il mio astro, ma Hokuto... ('''Ryuga''') *Raoh incute terrore nei bambini e li incita a combattere, mentre Kenshiro ne attira il cuore innocente. Non capisco... quale dei due alberi quest'epoca aneli. Quest'era brutale deve terminare. Perdonami, Yuria, mia amata sorella! Ma senza un grande e potente albero, questo mondo non potrà mai essere sanato! E perché ciò accada, mi trasformerò volentieri in un lupo demoniaco assetato di sangue! ('''Ryuga''') *'''Toki''': Perché vuoi uccidermi?<br>'''Ryuga''': La quintessenza dell'Hokuto Shinken è la rabbia. Senza rabbia, Kenshiro non potrà dare il meglio di sé!<br>'''Toki''': K... Kenshiro? V-Vuoi dire che con i tuoi occhi sei riuscito a scorgere il futuro di quest'epoca?! Ma tu hai scelto Raoh...<br>'''Ryuga''': Se Kenshiro dovesse uscire sconfitto dal duello con me... allora significherebbe che quest'epoca non ha bisogno di lui.<br>'''Toki''': Tutte quelle macchie di sangue sul tuo corpo... sembrano le tue lacrime!<br>'''Ryuga''': Dunque hai già capito tutto... Mi sono trasformato in un lupo demoniaco... per riuscire a scaraventare Kenshiro in un abisso di tristezza. E ho bisogno della tua morte per far sì che ciò accada. Lui non conosce ancora la vera tristezza. La tua morte metterà in moto il cambiamento di Kenshiro... Anzi, di questa intera epoca!<br>'''Toki''': Pff... Capisco. E allora uccidimi. Se la mia vita contribuirà alla nascita di una nuova epoca, divenendone le fondamenta, te la offro volentieri. ===Volume 9=== *'''Ryuga''': Non credevo possibile... che gli occhi del lupo del cielo non potessero scorgere il valore di uomo tanto grande. Ma ora ne sono certo... Quest'epoca non ha bisogno di Raoh... ma di Kenshiro.<br>'''Toki''': È il destino del lupo del cielo. Quando il mondo riversa nel caos, esso diviene messaggero dell'imperatore del cielo per invitare Hokuto sul campo di battaglia. *Non rattristarti, Kenshiro! Vivi trasformando la tristezza in rabbia! Ken-Oh intende governare per mezzo del terrore! Ma sarà tuo il compito di riportare la pace in questo mondo! ('''Toki''') *Andiamo, Ryuga! Uniamoci a coloro che si sono sacrificati dopo aver vissuto in quest'epoca preda del caos. Anche noi diverremo stelle e veglieremo su Kenshiro assieme a quegli uomini valorosi! Addio, Kenshiro! ('''Toki''') *Ken ha dovuto sopportare un'altra sofferenza... Però... ciò che lo rende sempre più forte, è proprio farsi carico di tutta quella tristezza. ('''Rin''') *La mia tecnica fa del vento un alleato, permettendomi di creare il vuoto al suo interno. E la forza di quei vuoti d'aria è tale da tagliare persino l'acciaio! ('''Hyui''') *'''Raoh''': Sentiamo il nome di questo stolto.<br>'''Hyui''': Io sono uno dei Goshasei, i cinque astri in cerchio! Hyui del vento!<br>'''Raoh''': Cosa?! Quindi...!<br>'''Hyui''': Mpf... Proprio così! Noi tutti assolviamo al compito di stelle protettrici dell'astro polare di Nanto! Sappi che non sarà Hokuto a conquistare il cielo! Colui che riuscirà a governare la volta celeste sarà il nostro astro... l'ultimo condottiero dei sei sacri pugni di Nanto! *N-Non smentisci la fama della tua terrificante potenza, Raoh! Ma il tuo fato è segnato! Ti aspetterò all'inferno! ('''Hyui''') *Dovresti sapere bene... che Nanto e Hokuto sono due facce della stessa medaglia. La vera pace tornerà a regnare soltanto quando questi due poli opposti si congiungeranno in uno solo! ('''Shuren''') *'''Shuren''': Gli uomini di Ken-Oh sono solo dei farabutti che hanno giurato fedeltà al loro signore perché mossi dalla paura! Se Ken-Oh verrà sconfitto, si disperderanno come scarafaggi!<br>'''Raoh''': Ooh... Se la pensi così, mettili pure alla prova! Capirai da te la potenza di questi miei uomini, stretti dalla morsa del terrore! [...] Tu ignori la forza di chi viene spinto unicamente dalla paura! Questi uomini non possono ritirarsi. L'unica cosa che li aspetta se lo facessero sarebbe morte certa per mano mia! Per riuscire a sopravvivere, non possono fare altro che avanzare! *'''Kenshiro''': Perché... l'ultimo condottiero di Nanto vorrebbe incontrarmi?!<br>'''Fudo''': Il mio signore... è per noi una luce eterna... Per tale luce, noi tutti solchiamo incessantemente i cieli e avanziamo instancabili lungo la terra. Per il bene del nostro condottiero, noi cinque astri... siamo disposti perfino a capitolare fino a ridurci in polvere, se ciò dovesse arrecargli anche il minimo beneficio! *'''Raoh''': Shuren... qual è l'origine di tanta ossessione?<br>'''Shuren''': Per il mio condottiero... Per la sua luce eterna! Q... Quella luce brillerà ancor di più grazie a Kenshiro... Invece se tu, Ken-Oh, ti frapponessi di fronte a essa, sommergeresti l'astro del nostro condottiero unicamente di lacrime! [...] E... E io non posso permetterlo! Non posso assolutamente permettere che ciò accada!<br>[...]<br>'''Raoh''': Capisco. Ma fiamme così tiepide non potranno mai ridurre in cenere la mia ambizione! *Ultimo condottiero di Nanto... aspetta e vedrai. Sommergerò di lacrime il tuo astro! ('''Raoh''') *Juza è il solo in grado di arrestare Ken-Oh... Cercate Juza! Juza delle nuvole è l'unico che può fermare la marcia di Ken-Oh! Fate in modo che le nuvole si destino! ('''Fudo''') *Vedo che ho pisciato sopra un rospaccio. ('''Juza''') *'''Juza''': Sappiate che ora queste donne sono proprietà mia... di Juza!<br>'''Scagnozzo #1''': Ha... Ha detto Juza?!<br>'''Scagnozzo #2''': È davvero lui...?!<br>'''Scagnozzo #3''': A... Altro che le donne! Dicono che dove passa lui non cresca più un filo d'erba!<br>'''Juza''': Ma dai? Mi conoscete? Ma vi siete dimenticati la cosa più importante. Ovvero che sono un figo da paura! *Col cavolo! Io non ho padroni e non prendo ordini da nessuno! Faccio come mi pare! Mangio quando ho fame e bevo quando ho sete! [...] Io vivo la mia esistenza in piena libertà... proprio come quelle nuvole. ('''Juza''') *Juza è l'uomo che ha rigettato la propria anima e rinnegato persino questo stesso mondo! ('''Raoh''') *La mia è una tecnica del tutto personale. E in quanto tale, è libera da ogni forma prestabilita! E proprio perché non ha forma, nessuno è in grado di anticiparla! ('''Juza''') *La potenza di una tecnica dipende dal talento naturale! Senza il talento, non è possibile perfezionare il proprio pugno! E il talento di Juza è decisamente temibile! Nemmeno io che sono il re delle tecniche assassine potrei sconfiggerlo facilmente! ('''Raoh''') *'''Yuria''': Anche Juza si è infine destato... Ma mi chiedo se sia giusto versare altro sangue...<br>'''Rihaku''': Non si lasci intaccare da simili dubbi. Guardi la popolazione di questa città! Qui vige libertà e uguaglianza! E la fama di questo luogo sta attirando altre persone! Quelle stesse persone che stavano per dimenticare l'importanza della pace e la luce della speranza!<br>'''Toh''': Tutto questo è unicamente merito del suo potere, mio condottiero!<br>'''Rihaku''': Lei è l'astro necessario a questo mondo sprofondato nel caos! Deve brillare per sempre con forza e intensità!<br>'''Toh''': ... E Kenshiro è necessario affinché lei possa continuare a farlo! *'''Raoh''': Juza!<br>'''Juza''': Chi non muore si rivede, Raoh!<br>'''Raoh''': Quindi il fantomatico "Juza delle nuvole" eri davvero tu! Ma dimmi, perché sei entrato in azione? Proprio tu che avevi scelto una vita solitaria dopo aver rigettato il tuo animo guerriero!<br>'''Juza''': Consideralo pure un capriccio delle nuvole. *Io non intendo ancora morire! Vivere è troppo divertente! Raoh! Mi puoi baciare il culo! Ahahah! ('''Juza''') *Come potrei lasciare al loro triste destino dei bambini che sono stati già abbandonati dal loro stesso padre?! ('''Fudo''') *Non ho interesse in un futuro raggiunto per mezzo del sangue e delle lacrime delle persone! ('''Kenshiro''') *Il dolore di queste ferite è durato un attimo... Ma il dolore per la tua morte sarebbe rimasto dentro di me per tutta la vita. ('''Kenshiro''') *'''Raoh''': E così sei tornato solo per gettare via la tua vita?!<br>'''Juza''': Non ho la minima intenzione di gettarla via. Ma lo sai come sono fatto, no? Odio la solitudine... quindi tu mi farai compagnia nel mio viaggio all'inferno! *'''Juza''': La quintessenza della mia tecnica risiede nel trovarmi con l'acqua alla gola, portandomi a combattere fino all'ultima resistenza possibile! Avere protezioni addosso mi renderebbe solamente imprudente! Raoh... capirai a tue spese quanto è potente chi combatte fino all'ultima resistenza che il suo corpo ha da offrire... La forza della tecnica di chi, di fronte a sé, ha solo la scelta tra la vita e la morte!<br>'''Raoh''': Juza, sembri proprio un topo in trappola che rischia il tutto per tutto pur di salvarsi la vita! Ma un topo non potrà mai sconfiggere un leone! *Il corpo di Ken-Oh è indistruttibile, incrollabile e incorruttibile! ('''Raoh''') *'''Fudo''': S... Signor Shin... Ha forse intenzione di sobbarcarsi l'infamia di aver ucciso la Signorina Yuria...?<br>'''Shin''': Proteggetela a ogni costo. Dal canto mio, mi macchierò ben volentieri di tale onta se questo le permetterà di vivere! Anzi, sarà la scusa perfetta per concludere il mio duello con Kenshiro! Un giorno, uno tra noi due... uno tra me e Kenshiro si presenterà nuovamente al cospetto di Yuria... Quindi fate in modo che lei non muoia fino ad allora! *Io ho finalmente stretto il cielo nel mio pugno! E tu sei la donna ideale per un uomo della mia levatura! Sono venuto a prenderti, Yuria! ('''Raoh''') *'''Toh''': Non esiste davvero un modo per farti rinunciare alla Signorina Yuria? Eppure dovresti sapere che il suo cuore appartiene al Signor Kenshiro!<br>'''Raoh''': È irrilevante! Non importa chi ami o quanto sia impura...! Ciò che conta è solo che alla fine lei sia al mio fianco!<br>'''Toh''': Uh... A... A tal punto... C... Come pensavo... Tu vedi in lei la figura di una madre!<br>'''Raoh''': Cosa?!<br>'''Toh''': La maternità rappresenta la caratteristica fondamentale di una donna... Per di più l'astro della Signorina Yuria, l'ultimo condottiero dei Nanto Rokuseiken, è la stella dell'amore materno! Proprio come Toki, il tuo cuore è stato rapito da lei perché entrambi voi fratelli siete cresciuti senza conoscere vostra madre... ===Volume 10=== *Non posso ancora vedere Yuria! [...] Finché ci sarà Raoh, Yuria sarà in pericolo di vita! Ed è proprio per questo che non mi rimane altra scelta se non affrontarlo ora! ('''Kenshiro''') *Finora io ho vissuto aspettandolo. Continuare a farlo è il mio destino, nonché la promessa che ci siamo scambiati! Rimarrò in attesa finché la sua battaglia con Raoh non si sarà conclusa. Non importa quanto a lungo dovrò attendere. ('''Yuria''') *Nemmeno con i miei sempre attenti occhi ero riuscito a scorgere l'incommensurabile valore del Signor Kenshiro! ('''Rihaku''') *In piedi, Raoh! È tempo che tu faccia ritorno in cielo! ('''Kenshiro''') *Potrai anche credere di essere diventato incredibilmente forte, Kenshiro, ma non riuscirai mai a sconfiggermi! Di fronte a Ken-Oh, l'indiscusso dominatore del cielo, tu non sei altro che un infante! ('''Raoh''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoh''': Ryuken, maestro, voglio chiederti un'ultima cosa. Ho saputo che nella Divina scuola di Hokuto esiste una suprema tecnica segreta chiamata la Rinascita libera da ogni pensiero. Di cosa si tratta?<br>'''Ryuken''': Mpf... Nemmeno io potrei insegnarti tale tecnica. Nei 2000 anni di storia di Hokuto, nessuno è mai riuscito ad acquisirla.<br>'''Raoh''': Cosa?!<br>'''Ryuken''': Il nulla è una forza invincibile... Tramite il nulla, attraverso una mente libera, trasmutare assenza in esistenza, e dunque rinascere... È questo il Musō Tensei, la Rinascita libera da ogni pensiero. R... Raoh... Per quanto tu possa diventare potente, non potrai mai apprendere questa tecnica segreta! E... E questo perché tu... a causa delle tue ambizioni smisurate ignori cosa sia la tristezza. So... Solo un individuo che si fa carico della tristezza può... *Ri... Riesco a vederlo... Il sangue che gli uomini prescelti hanno versato nelle battaglie contro il Signor Kenshiro scorre ora nelle sue vene! La tristezza scaturita da tali scontri ha impresso nel suo essere tutte le loro tecniche segrete... e più quel dolore era grande, più in profondità esse venivano incise in lui! ('''Rihaku''') *'''Raoh''': È... assurdo... Io, il grande Raoh... sto tremando...?<br>'''Kenshiro''': Quello che stai provando ora, è ciò che viene chiamato terrore, Raoh! *'''Raoh''': Kenshiro sta di nuovo provando compassione per gli altri? Che sprovveduto. I sentimenti non fanno altro che annebbiare il proprio pugno.<br>'''Toki''': No... È possibile che Kenshiro diventi il più forte di tutti noi. Il maestro Ryuken ha detto che gli uomini capaci di comprendere il dolore altrui sono in grado di trasformare quella tristezza in forza. E io penso la medesima cosa.<br>'''Raoh''': Pff... Uahahahaaah! Sciocchezze! Ascoltami bene, Toki! Se ci si pone come obiettivo di vivere unicamente per le arti marziali e di diventare i dominatori assoluti, non può esistere nel proprio cuore posto per qualcosa di effimero come i sentimenti! Ricorda queste mie parole! Il cielo premierà la mia concezione della vita, non quella di Kenshiro! *Cavami gli occhi! Rompimi le braccia! Ma non sfuggirai comunque alla morte! ('''Raoh''') *Ora Raoh è simile a un leone ferito! Se non lo sconfiggo al più presto, si trasformerà nella folle stella della violenza selvaggia che devasta qualunque cosa si trovi sul suo cammino! ('''Kenshiro''') *Essere compatiti dalla donna che si desidera è la più grande delle umiliazioni per un uomo! ('''Raoh''') *A me, Raoh, non serve più il titolo di re delle tecniche assassine! Diventerò il re demoniaco che distruggerà Kenshiro fino a farlo affogare in un mare di sangue! ('''Raoh''') *Fudo! Non è necessario che tu ti metta in cammino! Ti ho fatto la cortesia di venire io da te! Per estirpare la paura e divenire re demoniaco, ho bisogno del tuo pugno e della tua vita! ('''Raoh''') *'''Raoh''': Fudo il giusto, amato da tutti... Però, ciò di cui necessito adesso è il sangue di demone che è dentro di te! Per quanto ti ostini a indossare la maschera del virtuoso, in quel tuo corpo continua a scorrere sangue di demone. E è proprio di quello che ho bisogno ora!<br>'''Fudo''': E per quale ragione brami quel sangue? Sei forse impaurito prima dello scontro finale con Kenshiro?!<br>'''Raoh''': Fudo! Diventa un demonio e combatti contro di me! Altrimenti truciderò tutti i bambini! *[...] la paura per un guerriero è fonte di vulnerabilità e conduce il corpo alla rovina. L'unico modo che ho per liberarmi del terrore che ora avverto attorno alla figura di Kenshiro, è di assorbire lo spirito demoniaco di Fudo! ('''Raoh''') *Inghiotterò il terrore che mi attanaglia assieme al tuo sangue! ('''Raoh''') *Se io, Raoh, dovessi fare anche un solo passo indietro oltre questa linea, non abbiate pietà! Trafiggetemi la schiena con tutte le frecce a disposizione! [...] Se dovessi indietreggiare, meriterei di morire! Perché dimostrerei solamente di essere un fratello maggiore incapace, a cui mancano i requisiti fondamentali per vincere contro il proprio fratello minore! ('''Raoh''') *'''Raoh''': Il tuo corpo avrebbe dovuto essere già stato abbattuto ormai! Cosa lo sostiene a tal punto?!<br>'''Fudo''': Tu non potrai mai capire. Continuerei a combattere anche se del mio corpo rimanesse solo un brandello... Anzi, una semplice goccia di sangue!<br>'''Raoh''': Sei un uomo davvero sciocco! E va bene! Prova a farmi indietreggiare, così che io venga trafitto dalle frecce!<br>'''Fudo''': Tu non riesci davvero a comprendere. [...] Sono le anime di questi bambini che mi permettono di compiere ogni mio passo... Sei in grado di vederla? Riesci a scorgere la forza che alberga in questi sguardi tristi?! *Non ci sarà mai vittoria per un uomo che non conosce la tristezza! ('''Fudo''') *Non sarei mai voluto sopravvivere portandomi addosso l'onta della sconfitta! ('''Raoh''') *Il mio corpo è ineguagliabile e invincibile! E nonostante questo, la tristezza sarebbe in grado di vincere la potenza? ('''Raoh''') *Io, Raoh... poiché non conosco l'amore, non riesco a scorgere la tristezza. Cos'è l'amore...? Cos'è la tristezza?! Per comprendere ogni cosa non mi rimane che un'unica via! Yuria! Dammi la tua vita! ('''Raoh''') *'''Kenshiro''': Raoh, tu non stringerai mai il cielo nel tuo pugno! Giacerai qui assieme alle tue ambizioni!<br>'''Raoh''': Oramai per me il cielo non ha più la benché minima importanza! Anzi...! Forse il cielo che ho bramato per tutta le mia vita sei sempre stato tu! [...] Kenshiro. Il nome di colui che seppellirà il più potente successore di Hokuto sarà Raoh! Grazie a me, comincerà un nuovo corso della storia in cui solo chi è davvero forte vivrà! Kenshiro! Ti ridurrò in polvere! *Dinnanzi alla suprema tecnica segreta dell'Hokuto Shinken, il Musō Tensei, la Rinascita libera da ogni pensiero, vi è soltanto la morte! ('''Kenshiro''') *'''Raoh''': Io non conosco ancora il sentimento chiamato amore. Perdendoti, sarò probabilmente in grado di comprendere. Adesso io non riesco a vedere altri se non Kenshiro. Per me è lui l'unica cosa che conta a questo mondo!<br>'''Yuria''': Raoh...<br>'''Raoh''': Yuria, odiami pure. *L'unica cosa che posso fare per gli uomini che vanno implacabilmente combattendo... è lasciarli liberi di partire senza alcuna preoccupazione. Sarebbe difficile per te colpirmi se continuassi a guardarti negli occhi. Anch'io farò ritorno in cielo. ('''Yuria''') *Perdonami, Yuria! Continua a vivere dentro di me divenendo tristezza! ('''Raoh''') *Raoh ha rivolto il proprio pugno verso colei che amava... in lacrime... Osservando quella scena, tutti hanno compreso la crudeltà della guerra... e la forza dell'amore! E così hanno scelto l'affetto dei propri cari invece della spietatezza della battaglia. ('''Rihaku''') *Non mi serve la fama! Non mi serve la gloria! Ciò che desidero è solo la vittoria per mezzo del mio pugno! ('''Raoh''') *Ora che entrambi abbiamo raggiunto il nulla tramite la suprema tecnica segreta della Rinascita libera da ogni pensiero, le altre tecniche non sono più di alcuna utilità! In altre parole, è questo il vero nulla! Siamo tornati allo zero! Ciò significa che d'ora innanzi la nostra battaglia non sarà altro che la lotta di due neonati! ('''Raoh''') *C... Che strano... Sia in Raoh che in Ken non avverto traccia d'odio... A-Al contrario... Sembra no quasi... emanare purezza... ('''Rin''') *Probabilmente il prossimo colpo costituirà il nostro ultimo addio. Grande Raoh... Fratello mio. Sia io che Toki abbiamo sempre ambito a poterti raggiungere! Anche adesso quel tuo ricordo non sparisce dal mio cuore... Anzi, continua ad ardere senza sosta dentro di me! ('''Kenshiro''') *Guarda! Lo spirito combattivo di Raoh si sta disperdendo! Il turbamento dello spirito combattivo lascia all'avversario l'occasione giusta per attaccare! Di fronte alla tecnica libera da ogni pensiero di Ken, che non concede la minima incertezza allo spirito combattivo nemico, Raoh è spacciato! ('''Bat''') *K... Ken sta combattendo questa battaglia insieme alla tua anima. Sii testimone anche tu del momento che sta per giungere. Quello in cui la loro lunga battaglia volgerà finalmente al termine... e in cui le anime di entrambi troveranno per sempre la pace! ('''Rin''') *Il tuo cuore batte da solo. Mentre dentro di me pulsano intensamente i sentimenti per te e quelli per Yuria. La tua tecnica possente, in grado di spezzare la terra e i cieli, non ha potuto nemmeno salfire l'amore che io provo per voi! ('''Kenshiro''') *'''Toki''': Raoh... Ormai puoi dirlo... Perché non lo ammetti...? Confessa che non hai mai rinunciato all'amore! Confessa che anche tu hai impresso nel cuore quel sentimento!<br>'''Raoh''': Non posso! Non lo ammetterei nemmeno morto! Sarebbe un'umiliazione troppo grande per il mio pugno riconoscere di essere pervaso dall'amore! *Se con la mia vita sarà possibile riportare la luce in questo mondo... allora, ti prego. Fammi raggiungere il cielo per mano tua. ('''Yuria''') *Ora tutto mi è finalmente chiaro! Tu hai vissuto fino a oggi guardando costantemente la morte negli occhi. E questo perché tu, nei violenti scontri con i tuoi straordinari rivali e amici, sei sempre riuscito ad avanzare lungo l'insidioso confine che separa la vita dalla morte! ('''Raoh''') *Addio, Kenshiro. È tempo che io faccia ritorno in cielo... e che mi ricongiunga finalmente con Toki! Io, Raoh, non chiedo aiuto nemmeno per ascendere al cielo! ('''Raoh''') *Della vita che ho vissuto, non ho alcun rimpianto! ('''Raoh''') *Guardate. Nel mondo è tornato a splendere la luce. Tuttavia, se non fosse stato per Raoh, Kenshiro e la Signorina Yuria... il mondo sarebbe rimasto avvolto dalle tenebre per sempre. ('''Rihaku''') *Raoh. Sei stato il mio più formidabile rivale e il mio più grande amico. ('''Kenshiro''') *Per riuscire a governare su questo deserto di violenza, non esisteva altra via se non ricorrere al terrore. Tuttavia un dominio basato sulla paura non può condurre alla vera pace. Dopo aver completato la sua opera di unificazione, forse Raoh desiderava essere sconfitto da qualcuno che portava in sé il sentimento dell'amore... ('''Yuria''') *Raoh. Riposa in pace assieme a Toki. Io terrò stretto al mio petto il tuo esempio di vita, e proseguirò il mio cammino in qualità di successore della Divina scuola di Hokuto! ('''Kenshiro''') ===Volume 11=== *Ci fu un tempo in cui degli uomini combatterono... per lasciare in dono al mondo una pace momentanea, prima di scomparire tra cielo e terra. Però, col trascorrere dei giorni, il ricordo delle loro battaglie finì per essere sepolto dalla sabbia... svanendo inesorabilmente dalla memoria della gente..! [...] Con il passare degli anni, la pace generò una marcata divisione tra le classi sociali... mentre il mondo procedeva di nuovo verso un'epoca di grandi disordini. *'''Joe''': Ci stanno ingannando! Le leggi che hanno creato sono a loro esclusivo beneficio! Volete continuare a vivere così?! Io dico che è giunto il momento di ribellarci...!<br>[...]<br>'''Boia imperiale''': Che peccato... Pare proprio che nessuno voglia ascoltare i deliri di chi trama contro la legge...<br>'''Joe''': Gh... Ma quale legge?! Sono solo delle regole che ci avete imposto arbitrariamente!<br>'''Boia imperiale''': Ovvio. Perché siamo noi la legge. *Kenshiro, li sta osservando? Scorge anche lei questi due giovani che combattono mentre fieri sventolano il vessillo di Hokuto?! Li vede mentre sopportano innumerevoli ferite rimanendo stoicamente in attesa del suo ritorno?! Riesce a distinguere le loro figure che continuano a lottare trattenendo in loro il rimpianto di non averla al proprio fianco?! Se sente l'urlo straziante delle anime di questi giovani, allora la prego di apparire! Noi adesso necessitiamo ancora una vola della sua forza... Abbiamo disperatamente bisogno della luce di Hokuto capace di squarciare le tenebre di questo mondo sprofondato nel caos! ('''Rihaku''') *Non mi interessa chi viene giustiziato. [...] Ogni esecuzione servirà a far capire sempre di più al popolo che qualunque tentativo di ribellione è assolutamente inutile! Io, Bask, eliminerò chiunque andrà proclamando idee di rivolta...! Fin quando l'intera popolazione non si prostrerà ai nostri piedi! ('''Bask''') *'''Bask''': Dimmi il tuo nome.<br>'''Kenshiro''': Anche se tu lo sapessi, non avresti modo di dirlo a nessuno... *'''Ain''': Il mio nome è Ain. Non ho nulla contro di te, ma mi prenderò la tua testa.<br>'''Kenshiro''': E perché?<br>'''Ain''': Per la mia donna! *'''Ain''': Dimmi un po'. Tu ce l'hai una donna?!<br>'''Kenshiro''': No.<br>'''Ain''': Ma dai... Eppure hai la faccia di uno che ha successo con le ragazze... Pff... Be', meglio così. Almeno potrò massacrarti di botte senza farmi troppi problemi. *Che tipo... Pff... Ma pensa te... Me le ha proprio suonate... Chissà che lavata di capo mi farà la mia donna...? ('''Ain''') *Ormai siamo in ballo! Il fuoco della nostra ribellione non può essere spento! ('''Bat''') *'''Ain''': Io davvero non ti capisco... Si può sapere perché fai tutto questo?<br>'''Bat''': E tu? Perché fai il cacciatore di taglie?<br>'''Ain''': Mica lo faccio perché mi piace. Io devo occuparmi della mia amata figlia. Ecco perché!<br>'''Bat''': Però, vedi... la figlia di un cacciatore di taglie sarà per sempre la figlia di un cacciatore di taglie... e lo stesso vale per la figlia di uno schiavo! E io questo non lo sopporto! Vivere o morire al giorno d'oggi non fa molta differenza. E noi, prima o poi, creperemo tutti comunque. Quindi, tanto vale... provare a cambiare il mondo per le persone a cui teniamo. *Non avrei mai pensato che essere un ricercato fosse più eccitante che fare il cacciatore di taglieee! ('''Ain''') *Come il sole sorge riversando su di noi i suoi caldi raggi... allo stesso modo, vorrei che gli uomini del nostro tempo unissero le loro forze per dare vita all'alba di una nuova era... ('''Rihaku''') *Il capo rappresenta la volontà della sua gente! Se si sconfigge il capo, allora scompare anche la volontà di coloro che lo seguivano. ('''Falco''') *D'ora in poi vi è proibito tramandare la storia di Hokuto e Nanto! Non avrò pietà nemmeno per donne o anziani, se questi si rivelassero essere a capo di gruppi ribelli! A brillare nel firmamento sarà unicamente la stella madre dell'imperatore del cielo... La stella polare dell'origine suprema! Gli astri di Hokuto sono da sempre il carro da guerra dell'imperatore... Essi non sono mai stati altro che guerrieri al suo servizio! Che proprio Hokuto abbia osato innalzare il suo vessillo contro il nostro imperatore è un crimine d'inaudita gravità! Eliminare Hokuto è un editto imperiale! Da questo momento ha inizio l'era dell'imperatore del cielo! L'era del Gento Kōken, l'Imperiale scuola di Gento... ovvero la scuola della stella primigenia! ('''Falco''') *Alla fin fine, quella di Hokuto è una costellazione che brilla solo di notte! È impotente dinnanzi al Gento Kōken, l'Imperiale scuola di Gento! ('''Falco''') ===Volume 12=== *'''Buzz''': Hokuto e Nanto sono le uniche forze al mondo in grado di sconfiggere l'imperatore del cielo! Ora che il fuoco della ribellione di Hokuto si è innalzato, anche Nanto è entrato in azione!<br>'''Gill''': L'unica ragione per cui freneticamente ti ostini a voler annientare Hokuto e Nanto, è perché temi l'unione delle nostre scuole in una sola! *'''Rihaku''': Q-Quindi l'imperatore del cielo avrebbe iniziato la sua marcia contro di noi?!<br>'''Soldato''': Sì, signore!<br>'''Rihaku''': Allora ciò che dobbiamo temere adesso è il Gento Kōken, l'imperiale scuola di Gento!<br>'''Soldato''': L'imperiale scuola di Gento?<br>'''Rihaku''': Esatto... Sia la natura dell'Hokuto Shinken che del Gento Kōken è quella di essere i pugni a difesa dell'imperatore del cielo! Ma se la quintessenza dell'Hokuto Shinken risiede nella distruzione del corpo umano dall'interno, quella del Gento Kōken prevede unicamente l'annientamento totale del nemico! In altre parole, essa è una tecnica capace di tramutare lo spirito combattivo generato nel profondo del corpo in lame che recidono istantaneamente le cellule dell'avversario fino a distruggerle! Coloro che sono riusciti a perfezionarne i segreti vengono chiamati "gli uomini dalle mani splendenti"... In passato quest'arte marziale era considerata superiore perfino alla Divina scuola di Hokuto stessa! *C-Complimenti... Quindi è questo il potere della Divina scuola di Hokuto... Ma sappi che Falco è la luce che scuote i nostri cuori! E per tale luce, io ho il dovere di abbatterti qui... anche a costo di sacrificare la mia stessa vita! ('''Soria''') *Nessuno al mondo è in grado di scalfire neanche un lembo della mia pelle! ('''Falco''') *'''Soldato''': N... Noi tutti siamo disposti a sacrificare la vita per il nostro generale!<br>'''Ain''': C-Che assurdità! Falco non prova niente per voi! Non ha versato neppure una singola lacrima!<br>'''Soldato''': No... Il generale... Il generale Falco ha già pianto tutto il proprio dolore per noi soldati... Ormai le sue lacrime si sono tutte completamente prosciugate... *Sei stato bravo a schivarlo! Ti faccio i miei complimenti! Ma sappi che il Gento Kōken è l'arte marziale capace di annientare completamente le cellule del corpo umano! Essa tramuta lo spirito combattivo dentro di noi in lame che, con fendenti attacchi, sono in grado di dissolvere il nemico come vapore, o di congelarlo come ghiaccio! ('''Soria''') *Io, Soria della luce purpurea, non ho perso contro di te! Ho solo offerto la mia vita al mio generale, il grande Falco della luce d'orooo! ('''Soria''') *'''Raoh''': Sei tu Falco del Gento Kōken?!<br>'''Falco''': Sì!<br>'''Raoh''': Intendi combattere o ti sottometterai a me?! Scegli!<br>'''Falco''': Nessuna delle due scelte. Voglio che tu proceda ignorando questo villaggio!<br>'''Raoh''': Mmh?!<br>'''Soldato''': Falco, perché non lotti?<br>'''Falco''': Se lo affrontassi, forse potrei uccidere Raoh, ma probabilmente perirei anch'io. Inoltre, una volta morto Raoh, gli abitanti del nostro villaggio sarebbero tutti sicuramente uccisi dai suoi soldati! Liberi dal giogo del terrore, quei maledetti si trasformerebbero in una folla selvaggia impossibile da controllare!<br>'''Raoh''': Mpf... Che perspicacia...<br>'''Falco''': Ma non ti chiedo di rinunciare ai tuoi piani di conquista... senza offrirti nulla in cambio! Avrai una gamba dell'uomo che si fregia del titolo di più potente esponente dell'Imperiale scuola di Gento! {{NDR|Si amputa la gamba destra}} Non permetterò che venga versata nemmeno una goccia del sangue degli abitanti di questo villaggio! *'''Bat''': E quindi si è mozzato la gamba destra per salvare la sua gente?!<br>'''Rihaku''': Sì. Ora probabilmente porta una protesi!<br>'''Bat''': Ma... Ma allora perché un uomo così generoso è servo dell'imperatore del cielo...?! Dovrebbe odiarne la tirannia più di chiunque altro!<br>'''Ain''': Ben detto! Perché uno come lui non ammazza e basta l'imperatore?!<br>'''Rihaku''': Perché non può farlo! È una regola che si è imposto lui stesso! *Accetto la tua gamba. Essa non vale soltanto un villaggio, ma un'intera nazione! ('''Raoh''') *Ora che ci rifletto... il caos di cui oggi siamo testimoni è stato causato interamente dalla mia ingenuità. Vi chiedo perdono, avi di Gento! Forse i duemila anni di storia dell'Imperiale scuola di Gento termineranno con me. Se solo quella volta avessi ascoltato Raoh {{NDR|ed ucciso Jako}}... [...] Vedere mia madre, ormai anziana, pregare in lacrime mi impedì di ucciderlo. Quando mia madre morì, lui prese in ostaggio l'imperatore del cielo per garantire la propria incolumità! E spacciando il proprio volere per quello dell'imperatore, ha edificato la capitale. La mia mancanza di fermezza ha causato questa situazione! ('''Falco''') *Tutto ha avuto inizio a causa mia. Quindi se dovessi morire, farò in modo che tutto venga in cielo con me! ('''Falco''') *Non posso esimermi! È questo il fato di Gento! ('''Falco''') *'''Kenshiro''': Riconosco che il tuo spirito combattivo è privo di qualsivoglia offuscamento o incertezza!<br>'''Falco''': Io, Falco, non sto affrontando questa battaglia nella speranza di sopravvivere! Considerami l'ultimo cancello per riuscire a entrare nella città capitale!<br>'''Kenshiro''': Allora ti valicherò per il bene dei miei amici! Non esistono altre strade per me! *'''Kenshiro''': Vedo che con quella protesi non riesci a penetrare la mia difesa in maniera adeguata.<br>'''Falco''': Mmh?!<br>'''Kenshiro''': Mi sono colpito il punto di pressione Jōketsukai! Ora nemmeno io potrò muovere la gamba destra!<br>'''Falco''': Cosa...?!<br>[...]<br>'''Kenshiro''': Per un atto di altruismo, hai offerto quella gamba a Raoh senza opporre resistenza. Se ti uccidessi approfittando del tuo svantaggio, Raoh ne rimarrebbe sicuramente deluso!<br>'''Falco''': Non vuoi essere in debito, dunque?<br>'''Kenshiro''': No. Semplicemente è così che combattono i guerrieri della Divina scuola di Hokuto!<br>'''Falco''': Complimenti, uomo di Hokuto. Hai scelto una morte estremamente onorevole! *'''Kenshiro''': Rispondi solo a una domanda, Falco! Chi è l'imperatore del cielo?! Chi è davvero questa persona che stai proteggendo a ogni costo?!<br>'''Falco''': Vi sono due cieli! Anche tra le vostre fila c'è un imperatore!<br>'''Kenshiro''': Che... cosaaa?! *Può esserci un solo imperatore del cielo! Lo dice la legge, Falco! Il cielo è uno solo! Se si lasciassero crescere due stelle gemelle, il firmamento si scinderebbe sicuramente a metà! Le stelle gemelle sono fonte di sventura per la volta celeste! ('''Jako''') *Anche se perdessi il 99% del mio corpo, mi basterebbe un solo dito per eliminare un miserabile come te. ('''Falco''') ===Volume 13=== *'''Myu''': Cosa c'è oltre queste acque?<br>'''Falco''': Una terra che dà alla luce demoniaci guerrieri votati unicamente alla lotta! A governare tale luogo sono le leggi marziali! Si dice, intoltre, che lì esista un'arte con 4000 anni di tradizione alle spalle, da cui avrebbero avuto origine le tecniche di Hokuto, Gento e Nanto! Laggiù soltanto l'1% dei maschi sopravvive! È una terra spietata, dove solo chi riesce a vincere cento combattimenti all'ultimo sangue entro i quindici anni ha il diritto alla vita! *Il luogo verso cui ti stai dirigendo è l'inferno! Quella terra è impregnata del sangue versato da terrificanti uomini che, fin dalla nascita, hanno dedicato le loro vite unicamente alla lotta. Gli Shura! ('''Akashachi''') *Vi sono nemici che io devo affrontare e persone che io devo salvare... E anche se il mio corpo non dovesse più muoversi, anche se la mia anima si dovesse consumare, io ho il dovere di proseguire lungo il cammino tracciato per me. ('''Falco''') *La morte si addice... a chi infanga l'[[onore]] di un uomo! ('''Kenshiro''') *'''Kenshiro''': Qual è il tuo nome?<br>'''Guerriero Shura''': Mpf... Non mi è stato ancora concesso di avere un nome! Sono solo uno dei tanti Shura! Ma tu ignori completamente che... per acquisire anche solo il titolo di Shura, bisogna lasciare dietro di sé i corpi di centinaia di avversari! *'''Shachi''': La Divina scuola di Hokuto... Capisco... Quindi anche tu padroneggi una branca della scuola di Hokuto...<br>'''Kenshiro''': Una branca?! L'Hokuto Shinken non ha suddivisioni! L'unico pugno di Hokuto è quella della Divina scuola!<br>'''Shachi''': Uihih! Eh, no...! Ti sbagli, invece! Io so che in questa terra esiste una scuola di arti marziali che porta il nome di Hokuto e da cui discende la tua.<br>'''Kenshiro''': E tu conosci chi la pratica?<br>'''Shachi''': Sì! C'è una sola persona! Eeeheheh! Si tratta di uno Shura straordinario. *'''Shachi''': Quell'uomo è forte! Scommetto che sconfiggerà molti altri Shura e metterà in grande crisi queste terre! Però lui è solo un uragano scarlatto che va spargendo sangue dei propri avversari! Un giorno scomparirà anche lui insieme a tutti gli Shura!<br>'''Rin''': E... E cosa succederà dopo...?<br>'''Shachi''': Splenderà un altro Hokuto! *'''Guerriero Shura''': L-L'Hokuto Ryūken...?!<br>'''Shachi''': La più forte fra tutte le arti marziali! Così ineguagliabile che risplende intensa e suprema al di sopra di ogni tecnica assassina come una gemma lucente! Per questa ragione il suo nome è Hokuto Ryūken, ovvero la Risplendente scuola di Hokuto! *Gli uomini non vivono unicamente per se stessi! ('''Shachi''') *L'obiettivo degli uomini di questa terra è uno solo: vincere in battaglia. Gli Shura che affollano questi luoghi si divorano l'un l'altro. Tutto per loro dipende unicamente da quante persone riescono a uccidere... e da quanto forti riescono a diventare. Ma c'è qualcosa di sbagliato in questo. Hanno dimenticato qualcosa di importante. Anchio faticavo... a ricordarlo. Ma mia sorella sa di cosa si tratta. ('''Tao''') *'''Bambino''': Che cos'è l'[[amore]]? Non avevo mai sentito questa parola.<br>'''Reia''': Se una persona che vi piace o un vostro amico morisse, vi sentireste tristi, vero?<br>'''Bambino''': Sì.<br>'''Reia''': Quello è un sentimento che nessuno vi ha insegnato a provare. Anzi, è un'emozione innata impossibile da perdere. Per quanto funestate da violenze e tradimenti... l'amore è il luogo dove le persone possono trovare finalmente pace. *L'Hokuto Ryūken, la risplendente scuola di Hokuto, è un'arte marziale letale... È la tecnica più malvagia al mondo! Grazie a essa, Shachi potrebbe conquistare questa terra. Ma se ci riuscisse, le conseguenze sarebbero ancora più tragiche di quelle attuali! ('''Reia''') *Mai abbassare la [[Riguardi|guardia]] credendo di aver battuto un avversario se prima non si è riusciti effettivamente a ucciderlo! ('''Shachi''') *Quando la guardia viene a mancare, la posizione di difesa si trasforma inevitabilmente in un'apertura completamente esposta agli attacchi improvvisi del nemico! ('''Shachi''') *All'[[inferno]] avrai tempo per maledire la tua ingenuità! ('''Shachi''') *'''Kaiser''': Vuoi forse continuare a divorare Shura per divenire un dio?<br>'''Shachi''': Voglio diventare molto di più! Dio sarà mio servitore.<br>'''Kaiser''': Pfff... Stolto. Ti esalti tanto solo per avermi battuto?! Persino tu dovresti sapere che in questa terra vi sono tre comandanti supremi venerati come divinità della guerra! L-la cicatrice che ho sul petto me la inferse molto tempo fa uno di loro, Han! Già a quel tempo non fui in grado di distinguere nemmeno uno dei suoi colpi... *'''Reia''': Si dice che l'Hokuto Ryūken sia in grado di divorare persino dio... e che corrompa tutti i suoi praticanti, al punto da tingere ogni goccia del loro sangue con gli oscuri colori dell'ambizione. Proprio come è accaduto a Shachi, dopo essere divenuto uno dei successori.<br>'''Kenshiro''': Uno dei successori?!<br>'''Reia''': Anche Han, il terzo comandante supremo degli Shura, è maestro della Risplendente scuola di Hokuto! *Sulla [[scacchiera]] del tuo destino, l'unica mossa che ti rimane è rinunciare alla vita! ('''Kenshiro''') *Se tu riesci a penetrare la mia [[difesa]]... significa che anch'io posso penetrare la tua! ('''Kenshiro''') *I giochi più divertenti al mondo sono quelli in cui si mette in palio la propria vita! ('''Han''') *'''Shachi''': Devi sapere che... da tempo ormai si narra della venuta di un salvatore in queste terre... La leggenda di un uomo... che non è Kenshiro! [...]. Non potevo aspettare quell'uomo che tutti consideravano il salvatore...<br>'''Rin''': E... E come si chiama quell'uomo?<br>'''Shachi''': Il suo nome è Raoh! ===Volume 14=== *{{NDR|Flashback}}<br>Esistono ancora stolti che ignorano la mia potenza. ('''Raoh''') *{{NDR|Su Raoh}} Era un dio della guerra... un autentico e inarrestabile dio combattente! ('''Shachi''') *Più l'avversario è forte, più Ken diventa potente. Colui che erediterà la leggenda di Raoh... sarà Kenshiro! ('''Rin''') *'''Jukei''': La Risplendente scuola di Hokuto è un arte proibita! Ma io ho trasgredito al divieto insegnandola a tre uomini... vale a dire i tre comandanti supremi!<br>'''Reia''': M-Ma perché erano tutti certi che Raoh sarebbe arrivato? Perché il popolo, gli Shura e persino i comandanti supremi hanno sempre continuato a credere nella leggenda di Raoh...?<br>'''Jukei''': Perché questa è la terra natale dell'Hokuto Shinken e dello stesso Raoh! E ogni uomo è destinato a tornare nel proprio luogo d'origine! *'''Han''': È accaduto tutto più di 20 anni fa... quando il mondo si stava inesorabilmente dirigendo verso il conflitto finale. La nostra terra, vessata dall'invasione di una potente nazione militare, stava per essere completamente annientata. E così, comprendendo che la civiltà si sarebbe estinta facendo ripiombare l'umanità a uno stato primitivo... Jukei, il maestro dell'Hokuto Ryūken, fece salpare tre bambini da questa terra. [...] Quando una civiltà riparte dal nulla, è la violenza a regnare! Il potere marziale! E fu proprio questo il motivo per cui Jukei inviò voi tre presso il successore dell'Hokuto Shinken!<br>'''Kenshiro''': Cosa?!<br>'''Han''': Esatto... sto parlando di te e dei tuoi due fratelli, Raoh e Toki. *'''Jukei''': Mandai quei tre da Ryuken. Eppure la mia inquietudine non si dissipò. Dovevo assicurarmi che al mondo ci fosse una tecnica in grado di governare su quest'epoca in balìa della violenza! Ma fu un errore tremendo! L'atrocità dell'Hokuto Ryūken corruppe le anime di Han, Hyoh e Kaioh! Il pensiero mi perseguitò a tal punto che decisi contemporaneamente di insegnare a tre ragazzi originari di questa terra la Risplendente scuola di Hokuto! Tuttavia adesso anche questo avrà fine. Raoh risolverà ogni cosa.<br>'''Tao''': P-però è strano. L... La persona che sta combattendo contro Han non è Raoh...<br>'''Jukei''': Cosa?!<br>'''Reia''': M-Mi pare di ricordare che il suo nome fosse Kenshiro.<br>'''Jukei''': C... Come hai detto?! *'''Han''': Sei davvero forte. Non a caso hai battuto Raoh... Ma non potrai mai sconfiggere Hyoh, il secondo comandante supremo!<br>'''Kenshiro''': Cosa?! Che intendi dire?<br>'''Han''': Per quanto tu possa essere più forte persino di Raoh... solo Raoh avrebbe potuto sconfiggere il comandante supremo Hyoh! Ti attende un cammino più spaventoso persino dell'inferno stesso! *Sento il mio sangue ribollire! Proprio quando ho combattuto contro Raoh... Sento un destino di sangue provenire da questa terra. M-Ma perché?! ('''Kenshiro''') *Ormai non ho altra strada davanti a me! Sarò io a realizzare la leggenda di Raoh! ('''Kenshiro''') *'''Reia''': [...] anche Kenshiro è molto forte. Forse potrebbe fare le veci di Raoh e liberare questa terra.<br>'''Jukei''': Non succederà! Anche se fosse più forte di Raoh, c'è una ragione per cui Kenshiro non potrà mai battere il secondo comandante supremo!<br>[...]<br>'''Reia''': E... E perché?! Per quale motivo Kenshiro non può battere Hyoh...?<br>'''Jukei''': Perché Hyoh... è il fratello maggiore di Kenshiro! Loro due condividono lo stesso sangue e gli stessi genitori! [...] Non riesco ancora a dimenticare quel giorno. Sebbene agii in nome di una nuova era, fui io colui che li separò! [...] Hyoh ha sempre avuto un cuore d'oro! Ma la bontà è inutile lungo la via del pugno! E fu proprio questo il pensiero che mi portò a decidere di cancellargli tutti i ricordi passati... [...] Nel momento in cui lo istruii nell'arte dell'Hokuto Ryūken, lo privai della memoria con queste stesse mani! Ma anche se i suoi ricordi sono stati sottratti, il suo onorevole animo non è mutato! Hyoh adesso considera come suoi veri fratelli i suoi compagni della Risplendente scuola di Hokuto... Han e Kaioh! *L'ombra di Kaioh non è umana...! Un'oscurità demoniaca accompagna sempre il suo passaggio! ('''Tao''') *Durante i 4000 anni di storia di questa nostra terra... sono state tramandate molte altre leggende, ben prima di quella di Raoh! Esse narravano di come, quando in passato questa terra era ormai prossima al tracollo, fossero apparsi degli straordinari salvatori! La loro forza era tale da consumare i malvagi in un istante. E poiché il loro intervento non poteva che essere un prodigio ultraterreno, il popolo finì per venerarli alla stregua di divinità! Quegli uomini erano i successori dell'Hokuto Shinken, la Divina scuola di Hokuto! [...] Tuttavia, pur possedendo la medesima forza, la Risplendente scuola di Hokuto è stata cancellata dalla storia! Per ben 1800 anni è stata disprezzata e perseguitata perché reputata un'arte demoniaca! Ma la nostra umiliazione terminerà con la mia generazione! E questo perché io, Kaioh dell'Hokuto Ryūken... diventerò l'artefice di una nuova era! Rin! Figlia dell'Imperatore del Cielo! Tu sarai testimone all'annientamento dell'Hokuto Shinken! ('''Kaioh''') *Ciò che devo colpire è la maschera di menzogne che indossi! ('''Jukei''') *'''Hyoh''': Cosa c'è di tanto importante... in questi miei ricordi?!<br>'''Jukei''': L'unico metodo per sconfiggere Kaioh! In te è celata la chiave per rimuovere il sigillo imposto sul vero potere di Hokuto! *L'Hokuto Ryūken non genera altro che demoni. E ora il comandante supremo Kaioh è divenuto il colossale e onnipotente demonio che regna incontrastato sul regno demoniaco! L'armatura che Kaioh indossa non serve a proteggerlo! Essa ha il compito di sigillarne lo spirito combattivo demoniaco che fuoriesce da tutto il suo corpo persino quando egli è immobile! E quando quell'armatura sarà completamente distrutta, accadrà qualcosa d'inimmaginabile! ('''Jukei''') *Il mio spirito combattivo è disperatamente assetato di sangue...! Del sangue della Divina scuola di Hokuto! ('''Kaioh''') *'''Jukei''': Ascoltami bene, Hyoh! Tu e Kenshiro siete fratelli! In voi scorre il sangue della dinastia principale di Hokuto!<br>'''Hyoh''': Che... Che cosaaa?!<br>'''Jukei''': Ed è proprio il pugno della dinastia principale di Hokuto che ha dato origine alla Divina scuola e alla Risplendente scuola!<br>'''Hyoh''': La dinastia principale di Hokuto...?<br>'''Jukei''': Esatto. Solamente un discendente della vostra stirpe, venuto al mondo con un'innata predisposizione per la lotta, può apprendere l'arcano colpo capace di sigillare la Risplendente scuola! E quel discendente è Kenshiro! *Non crucciarti cercando di capire! Sappi solo che tu morirai! ('''Kaioh''') *Stolti! Stolti tutti coloro che in questa nostra terra attendono un salvatore dalla Divina scuola di Hokuto, continuando a sperare nella leggenda di Raoh! Il salvatore è già qui! Io sono il salvatore di questo mondo! ('''Kaioh''') *La terra degli Shura è un paradiso terrestre! E in questa nostra terra utopica, ai deboli non deve spettare altro che la morte! ('''Kaioh''') *La Divina scuola di Hokuto non conosce disperazione! ('''Kenshiro''') *Per quanto riguarda la manipolazione dello spirito combattivo, l'Hokuto Shinken non è minimamente all'altezza dell'Hokuto Ryūken! Prima che i tuoi colpi possano raggiungermi, il mio spirito combattivo demoniaco li annulla, assorbendo tutta l'aura combattiva che li avvolge! ('''Kaioh''') *Detesto il sangue dell'Hokuto Ryūken che scorre nelle mie vene! Lo stesso sangue che per ben 1800 anni è stato disprezzato e rimosso dalla storia perché ritenuto linfa vitale putrida, volta alla creazione di un'arte demoniaca! Ma esiste un modo per scampare al destino della mia stirpe dannata! Purificare il mio sangue maledetto mischiandolo a quello dell'Imperatore del cielo! [...] Rin, tu darai alla luce la mia progenie! Così che possa avere inizio un nuovo corso della storia fondato sulla leggenda dei salvatori dell'Hokuto Ryūken! ('''Kaioh''') *Non posso competere con Kaioh! Ma posso almeno sacrificare la vita per permettere a Kenshiro di salvarsi! ('''Shachi''') *Altruismo, rettitudine e lealtà... Tutte queste tue caratteristiche sono semplicemente disgustose! Le detesto dal profondo del cuore! Nella mia nuova era non c'è posto per sentimenti simili! ('''Kaioh''') *Si dice che la quintessenza dell'Hokuto Shinken risieda nella rabbia e nella tristezza. E tale quintessenza è stata in grado di atterrire persino lo spirito combattivo di Kaioh. Anche se impossibilitato a muoversi, quest'uomo {{NDR|Kenshiro}} è stato in grado di continuare a combattere attraverso la propria anima! ('''Shachi''') ===Volume 15=== *Ora avrai compreso cosa rappresenta per me la dinastia principale di Hokuto. Nonostante io abbia in me il sangue di un demone onnipotente, da esso non potrà mai nascere nulla! Non finché al mondo esisterà il sangue della dinastia principale di Hokuto! Per quanto io, Kaioh, mi affatichi a diventare ancora più potente, sarò sempre sopraffatto da quel sangue! Tremante di fronte alle sue infinite possibilità! Io devo annientarlo! Anche a costo di divorare Dio stesso, finché quella linfa vitale non sarà estinta, non potrà mai giungere la mia era! ('''Kaioh''') *La... La tecnica di Ken si nutre di rabbia e tristezza... M-Ma quella di Kaioh è alimentata unicamente dall'odio! ('''Rin''') *Ogni cosa al mondo nasce solo in funzione di Kaioh! ('''Kaioh''') *'''Hyoh''': Sei ridicolo! Quale uomo diviene triste combattendo?!<br>'''Nagato''': Un tempo anche la vostra anima versava lacrime durante le battaglieee! *Nemmeno rivoltando il mio corpo da cima a fondo trovereste una singola lacrima! ('''Hyoh''') *'''Shachi''': Kenshiro, sei davvero deciso ad affrontare Hyoh?!<br>'''Kenshiro''': Se è mio fratello di sangue, a maggior ragione devo essere io a sconfiggerlo! *È giunta l'ora che i demoni onnipotenti sprofondino all'inferno! ('''Kenshiro''') *Sembra proprio che avrei dovuto colpirti con più forza... dato che sei ancora qui a blaterare! ('''Kenshiro''') *Se non posso colpirti nei punti di pressione, mi basterà ridurre quel tuo corpo in poltiglia! ('''Kenshiro''') *'''Kaioh''': Quel debole di Raoh, il miserabile che si è fatto contagiare dai sentimenti, venendo così sconfitto da una nullità come Kenshiro... era mio fratello minore!<br>'''Rin''': F-Fratello minore?! Ma allora...!<br>'''Kaioh''': Mpf... Rin... Adesso capisci perché finora ho tenuto celato il mio volto con un elmo?!<br>'''Rin''': Ah... Perché se si fosse saputo che tu e Raoh eravate fratelli...<br>'''Kaioh''': Pff... Esatto. La leggenda di Raoh non avrebbe mai preso piede se si fosse venuto a sapere che esisteva un suo familiare così simile a lui.<br>'''Rin''': Ma... Ma allora la leggenda di Raoh...<br>'''Kaioh''': Uuuhuhu! Sono stato io a originarla! Io ho creato e alimentato quella leggenda! Sì! *'''Kaioh''': I sentimenti... l'amore... essi non sono che il marchio che contraddistingue gli stolti! È naturale che quello sciocco di mio fratello minore sia morto!<br>'''Rin''': Eppure tu non saresti mai riuscito a battere Raoh. Se vi foste sfidati, sono certa che tu avresti perso.<br>'''Kaioh''': Cosa?!<br>'''Rin''': Sì, perché i veri vincitori sono proprio coloro che vivono per quella futile cosa chiamata amore!<br>[...]<br>'''Kaioh''': Vaneggi, fose, Rin?! Fatico a credere che tu possa realmente pensare che i veri vincitori siano gli stolti che credono nell'amore!<br>'''Rin''': E... allora secondo te chi sono i veri vincitori?!<br>'''Kaioh''': Che domande! Ciò che trionfa alla fine è sempre e solo... il [[male]]! *Che senso ha essere condizionati dalla compassione e morire per amore? I sentimenti controllano e limitano gli esseri umani! Mentre il male non impone alcuna restrizione! ('''Kaioh''') *Io non rimpiango di aver vissuto per amore... per un amore così intenso da sembrare persino sciocco. ('''Hyoh''') *Si dice che gli uomini della dinastia principale di Hokuto, compreso nostro padre... abbiano tutti vissuto per l'amore di una donna. ('''Hyoh''') *Possibile che l'arcano colpo della dinastia principale consista proprio nell'amore...?! ('''Rin''') *Per ogni ferita di cui mi sono fatto carico, io ho anche accolto in me i sentimenti dei miei rivali! Persino Raoh ha lasciato il suo cuore dentro di me! ('''Kenshiro''') ===Volume 16=== *{{NDR|Flashback}}<br>'''Kaioh''': Raoh... Per quale ragione sei tornato?<br>'''Raoh''': Ho sentito le voci che circolano a proposito di questa terra... e ho deciso di appurarne la veridicità!<br>'''Kaioh''': E dunque...?!<br>'''Raoh''': Se trasformerai questo luogo in una terra abitata unicamente da spietati Shura... sta' pur certo che un giorno verrò a reclamarla per poi farla mia!<br>'''Kaioh''': Oooh... E perché non ci provi subito?<br>'''Raoh''': Non è il momento. Mi rimangono ancora molte cose da fare. Ma ricorda! Una volta sconfitto Kenshiro, ti giuro che tornerò! Con il tuo modo di agire, non stringerai mai il cielo nel tuo pugno! In questo mondo, può esistere un unico dominatore! *Sono stato la rovina di un uomo che sarebbe potuto divenire un eroe senza precedenti! Non morirò prima di rimediare alla mia colpa! ('''Hyoh''') *{{NDR|Flashback}}<br>Non te ne avevo mai parlato, ma ora voglio che tu sappia che ho un fratello maggiore dal quale sono stato separato quand'ero giovane. Adesso che sei divenuto il successore, significa che prima o poi saremo costretti a incrociare i nostri pugni. E se in quel frangente dovessi perdere, voglio che tu dica a mio fratello... che io sono conscio della sua profonda tristezza e che lo stimo più di chiunque altro! ('''Raoh''') *Raoh mi stimava? Pff... Uhuhuh... Uahah! Mio fratello era veramente uno smidollato! Allora quando lo raggiungerai all'inferno, digli anche che... l'unica ragione per cui è stato battuto da un guerriero del tuo livello è solo a causa del suo cuore troppo tenero! ('''Kaioh''') *Anche sfuttare metodi di combattimento per lottare senza respirare fa parte delle mie tecniche segrete! Io faccio ricorso a qualsiasi mezzo pur di vincere! ('''Kaioh''') *Io sarei forte?! Forse è questa l'impressione che do alla gente come te... Tuttavia...! Io sono sempre stato troppo debole per essere il primogenito della dinastia principale di Hokuto! Se io... Se solo io fossi stato più forte, allora l'animo di Kaioh non si sarebbe corrotto! ('''Hyoh''') *Hai capito, Kenshiro?! Chi rinuncia al proprio cuore vince, mentre chi coltiva sentimenti è destinato a morire! ('''Kaioh''') *Prima che tu possa infangare il tuo nome, divenendo in tutto e per tutto un re demoniaco... io ti giuro, Kaioh, che farò in modo che tu muoia come un eroe per mano mia! ('''Kenshiro''') *{{NDR|Flashback}}<br>Se mio fratello Kaioh dovesse smarrire la retta via, uccidilo con le tue mani! Perché nel profondo del mio cuore, io desidero che il ricordo che ho di lui resti per sempre quello di un eroe! ('''Raoh''') *[[Eroe]] è una parola priva di senso per chi come me ha intrapreso la via del male! ('''Kaioh''') *Circa duemila anni or sono, la dinastia principale di Hokuto dominava il mondo, fungendo da scudo eretto a difesa dell'incolumità dell'Imperatore del cielo. Tuttavia, ciò che ancora oggi rimane motivo di grande rammarico è che, a quel tempo, la suprema arte marziale assassina, la Divina scuola di Hokuto, non era ancora nata! Fu per questo che, una volta venuto a mancare l'imperatore, il mondo precipitò in un'epoca di guerre intestine e di grandi disordini! I sommi sacerdoti incaricati di tutelare la dinastia principale di Hokuto erano profondamente turbati! [...] Il dominatore che i sacerdoti desideravano doveva aver ereditato in sé il sangue della dinastia principale di Hokuto ed essere un individuo capace di creare una nuova, invincibile arte marziale assassina! Solamente un uomo del genere sarebbe potuto divenire il vero salvatore! Tuttavia, nonostante le loro preghiere accorate, la dinastia principale non diede alla luce un discendente maschio. A ereditarne il sangue furono solamente due giovani e splendide sorelle {{NDR|Ohka e Shume}}! E per uno scherzo del fato, entrambe quelle fanciulle partorirono i tanto attesi discendenti maschi{{NDR|, Ryoh e Shuken}}... nello stesso, tragico giorno! [...] Così pensando, i sommi sacerdoti della dinastia principale di Hokuto, tormentati dalla decisione su chi sarebbe dovuto diventare il successore, decisero di abbandonare i due infanti presso il Kōtendai, l'altare della discesa celeste, alla mercé di lupi famelici... Tutto, pur di riuscire a udire la voce del cielo! [...] In seguito, quella stessa notte, Shume, la sorella minore, scomparve. Accecata dall'amore, corse a salvare il proprio figlio Shuken! [...] Testimoni del sacrificio di Ohka {{NDR|per salvare Shume e Shuken}}, i sacerdoti tutelari rimasero profondamente colpiti dall'intensità del suo amore misericordioso. [...] E fu così che, in quel preciso istante, sorse il fondatore della Divina scuola di Hokuto... Shuken! Egli non dimenticò mai, neanche per un momento, l'amore di quelle donne che considerava entrambe come sue madri e portò a compimento la creazione dell'Hokuto Shinken, quale pugno più potente al mondo. Ma per via delle sue caratteristiche tanto eccezionali quanto tragiche, nonché della dolorosa vicenda occorsa in passato al momento della scelta dell'erede, stabilì anche che essere tramandante unicamente a un singolo successore per ogni generazione. In seguito, per onorare l'anima di Ohka, i sacerdoti tutelari eressero una statua di donna su cui vennero incisi i dettagli di quei tragici avvennimenti. Kaioh... Si dice che anche Ryoh, il figlio di Ohka, avesse una voglia a forma di sette stelle. Capisci cosa intendo? Quella voglia è la prova della gloriosa discendenza da Ohka! ('''Kenshiro''') *{{NDR|Flashback}}<br>Ascoltatemi bene, figli miei. I discendenti di Ryoh, abbandonato dalla madre, perderanno a loro volta l'amore e ne andranno alla perenne ricerca. Dunque qualcuno... Qualcuno dovrà insegnare loro cos'è l'amore. Ed è proprio questo il destino dei successori della Divina scuola di Hokuto. ('''Shuken''') *A ben pensarci, anche Raoh e Toki sono andati ricercando l'amore per tutta la loro vita... Kaioh! Se intendi infangare oltre quel glorioso sangue... allora sconfiggerti sarà un atto d'amore! ('''Kenshiro''') *Se provi odio, colpisci pure il mio corpo quanto vuoi! Ma ciò che non posso perdonarti... è il tuo essere così snaturato e corrotto! ('''Kenshiro''') *L'Hokuto Ryūken fa uso dello spirito combattivo demoniaco per disorientare il nemico. Esso è stato sviluppato con l'unico obiettivo di sopraffare le difese avversarie. Tuttavia l'Hokuto Shinken è il pugno dei campi di battaglia. E proprio il fatto che si sia formato attraverso un'infinità varietà di scontri, è ciò che ha reso possibile lo sviluppo di tutta la sua vasta gamma di tecniche segrete! ('''Kenshiro''') *Durante un combattimento, è il momento stesso in cui si rilascia il colpo quello in cui la guardia si abbassa maggiormente. ('''Kenshiro''') *Purtroppo per te, finora sei sempre stato come una rana in fondo a un pozzo, ignara dell'immensità dell'oceano! Non hai mai affrontato un avversario più forte di te! Io, al contrario, sono sopravvissuto a campi di battaglia popolati da uomini ben più potenti di me! ('''Kenshiro''') *Anche se non sono altro che una stella negletta e ripudiata... ho in me ancora l'orgoglio! Lo stesso che mi ha portato ad aspirare al cielo! Io non posso fare altro se non proseguire lungo la strada del dominatore! ('''Kaioh''') *{{NDR|Rivolto a Kaioh}} Anche tu sei stato, senza ombra di dubbio, un formidabile rivale e amico! ('''Kenshiro''') *'''Kaioh''': Sono stato testimone della potenza dell'Hokuto Shinken, la tecnica assassina più forte al mondo. Per la prima volta, io ho perso... Ma dimmi una cosa. C... Come sarebbe finita se io avessi appreso la Divina scuola di Hokuto?<br>'''Kenshiro''': Probabilmente sarei io quello riverso a terra adesso.<br>'''Kaioh''': [...] No... Non sarebbe cambiato nulla. Sarei stato comunque sconfitto da te. E questo perché io non provo compassione per i perdenti... [...] Ora che ci penso, anche io non sono stato altro che un debole... E proprio perché debole, ho vissuto tingendo la mia anima delle tinte oscure del male... Tutto nel tentativo di dar vita a una nuova era... Ma quello non si è rivelato altro che un sogno effimero... [...] Se solo ti avessi incontrato prima... Forse... Forse avrei accettato serenamente il mio destino... *'''Kaioh''': I... Io sono colui che ha trucidato la donna che amavi e che ti ha spinto nel regno demoniaco! So bene che il rancore che nutri nei miei confronti è così profondo che nemmeno la vendetta più feroce potrebbe estinguerlooo!<br>'''Hyoh''': No... Non sono venuto per attaccarti... I-Io volevo solo dirti una cosa. O-Ovvero che se io fossi stato più forte... se io fossi stato un degno primogenito della dinastia principale di Hokuto... tu non avresti smarrito la retta via... È tutto accaduto a causa mia... Perdonami!<br>'''Kaioh''': E-E tu saresti venuto fin qui solo per dirmi questo...?! Hyoh! Ti scongiuro, torniamo quei bambini di un tempo... e giochiamo ancora insieme! *Qui riposa mia madre! Avevo già stabilito da tempo che questo sarebbe stato anche il luogo della mia morte! [...] Addio, Kenshiro! ('''Kaioh''') *'''Kenshiro''': Rin ha sempre vissuto combattendo, fino a oggi. Tutto per riuscire a guidare Hokuto e dar vita a un salvatore. Ma ormai non è più necessario. Il suo compito è finito... Non occorre nemmeno che recuperi la memoria. È giunto il momento che lei viva pensando unicamente alla propria felicità!<br>'''Bat''': K-Ken!<br>'''Kenshiro''': Tu sei l'unico in grado di ricambiare l'amore di Rin!<br>'''Bat''': K... Ken, aspetta!<br>'''Kenshiro''': Bat... Ti auguro di essere felice insieme a lei! Addio! *{{NDR|Su Raoh}} Lui era grande, sì... Ma soprattutto era grande il suo ardente cuore! ('''Kenshiro''') *'''Kenshiro''': Odi i colpevoli?! Vuoi affrontarli?!<br>'''Ryu''': S-Sì!<br>'''Kenshiro''': Allora fallo con il tuo pugno e col sangue ardente che hai ereditato da Raoh! *Se lo si rimpinza a dovere, anche un [[lupo]] diventa inoffensivo come un maiale! ('''Koketsu''') *Sono finiti i tempi in cui i lupi vivevano come dei lupi. È arrivato il momento di allevarli come cani da guardia. ('''Koketsu''') *È l'[[onore]] a rendere gli uomini forti! ('''Ryu''') *Ormai sono solo un lupo a cui sono state strappate le zanne e che ha perso la propria forza! ('''Barga''') *Il sangue di Raoh non si lascia sopraffare dai cambiamenti di quest'epoca. Lo spirito dei lupi è ancora vivo! ('''Kenshiro''') *{{NDR|Flashback}}<br>Perché mi lecchi i piedi?! [...] Io ho bisogno di guerrieri! L'[[adulazione]] non è necessaria nella vita di un uomo! ('''Raoh''') ===Volume 17=== *La fine del topo di fogna ti si addice proprio. ('''Kenshiro''') *'''Ryu''': Ken... E ora dove andremo?<br>'''Kenshiro''': Questo è un viaggio senza meta. Serve solo per metterci alla prova... E quando questo viaggio si sarà concluso, comprenderai cosa dovrai fare... Ma ricordati che il viaggio si interromperà se mai tu decidessi di arrenderti. *Questo regno poggia le sue fondamenta su di me. Se io cadessi, anch'esso crollerebbe con me. ('''Asam''') *È solo affrontandolo con i propri [[Pugno|pugni]] che si può stabilire la tempra di un [[uomo]]! ('''Asam''') *'''Asam''': D-Dimmi, perché non mi hai finito?! Ero spacciato, ormai! Spiegami, ti scongiuro!<br>'''Kenshiro''': Il mio pugno sceglie con precisione gli avversari da abbattere. *Hokuto è la costellazione che presiede la morte. Quando Hokuto apparirà, bisognerà rivelare la propria tristezza e aprire il proprio cuore. E nel momento in cui una luce azzurra scuoterà la costellazione di Hokuto, la retta via ci verrà rivelata! ('''Asam''') *Anche se sono un re, rimango pur sempre un padre! ('''Asam''') *È dall'incontro con quell'oracolo che temo che il regno si divida! Per questo ho allevato i miei tre figli con imparzialità. Ero convinto che una qualsiasi disuguaglianza li avrebbe portati all'inimicizia. Ho dato loro la stessa istruzione, lo stesso insegnamento marziale e gli ho dedicato persino la stessa quantità del mio tempo. Anche i dolci li dividevo in tre parti uguali. [...] E ho sbagliato! Avrei dovuto lasciare che crescessero naturalmente, invece li ho costretti alla parità... Fu per questo che crebbero senza imparare a cedere. ('''Asam''') *Come può diventare re qualcuno inconsapevole della grandezza che lo circonda? Qualcuno che non ha esperienza del mondo, che non comprende il proprio popolo e che, soprattutto, ignora i sentimenti di un padre... ('''Kenshiro''') *Mai una supplica a Dio ha dischiuso il cammino della salvezza umana. Non sai, forse, che fra tutti gli essere viventi, l'uomo è il più inviso a Dio? ('''Baran''') ===Volume 18=== *Cosa può mai fare Dio per noi?! Pensi forse che ci salverà tendendoci la mano?! Ma non farmi ridere! Dio... non è altro che un ingannooo! In questo mondo non esistono né emissari né salvatori! ('''Baran''') *'''Satora''': Nessun uomo... si è mai sostituito a Dio!<br>'''Baran''': No! Uno c'è stato!<br>'''Satora''': Cosa?!<br>'''Baran''': Un uomo che tentò di stringere il cielo nel proprio pugno! Un titano! Si faceva chiamare Ken-Oh, il re delle techniche assassine! *'''Kenshiro''': Il tuo pugno non è nulla se paragonato a quello di Raoh!<br>'''Baran''': Co... Cosa?! Tu conosci Raoh?!<br>'''Kenshiro''': Era l'uomo più forte al mondo e la profondità del suo amore non aveva paragoni... Ma la sua brama di conquista nei confronti del cielo ne corruppe l'animo! *'''Kenshiro''': Ascolta, Baran. Nemmeno Raoh, che mi era superiore in abilità marziale, è riuscito a superare Dio.<br>'''Baran''': Pe... Perché?<br>'''Kenshiro''': Raoh l'aveva capito. Alla fine ciò che dà la salvezza alle persone non è la violenza, ma l'amore. Ma ormai... era incapace di interrompere quella sua furiosa corsa. Co... Così, pur di riuscire ad arrestarla... Volle il mio pugno! Volle che fossi io a fermarlo! *{{NDR|Flashback}}<br>Senza rinunciare ai sentimenti, non riuscirai mai a vendicarti di Dio! ('''Raoh''') *Ryu! A dispetto della tua giovane età, il tuo cuore è già stato segnato dalla coscienza della tristezza. Ormai non ho più nulla da insegnarti. D'ora in poi sarà il sangue che hai ereditato da Raoh a guidarti lungo il cammino. ('''Kenshiro''') *Ho capito, Ken. Non dimenticherò mai i giorni passati insieme a te. E... E un giorno, quando sarò diventato molto, molto più grande... proverò anche a superare mio padre Raoh! Ken! Te lo giuro! ('''Ryu''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Yuria''': P... Pare sia giunto per me il momento di tornare in cielo...<br>'''Kenshiro''': Y-Yuria!<br>'''Yuria''': Il... breve tempo che abbiamo vissuto qui, insieme... è stato così sereno... Mi è sembrato di vivere un sogno... K... Ken... P-Per questo adesso... voglio che tu mi dimentichi...<br>'''Kenshiro''': C... Che vuoi dire?!<br>'''Yuria''': Tu... non devi più pensare... a me... D'ora in poi c'è Rin...<br>'''Kenshiro''': R-Rin?!<br>'''Yuria''': Ti prego... Io l'ho capito. Rin ti ama profondamente. D'ora in poi... la stessa felicità che hai donato a me, finora... donala a Rin...<br>'''Kenshiro''': Y-Yuria!<br>'''Yuria''': È... il mio unico desiderio... Ti... supplico...<br>'''Kenshiro''': D'accordo.<br>'''Yuria''': Bene... *Io ho troppi ricordi... Dentro di me, si affollano le anime dei miei formidabili rivali e amici caduti in battaglia. ('''Kenshiro''') *Un vero uomo desidera sempre la felicità della donna amata! ('''Bat''') *Anche un esperto di arti marziali potrebbe essere colto di sorpresa di fronte a uno stile di lotta sconosciuto e per di più non convenzionale! ('''Bat''') *Ken, non ridere di me... ma tu hai sempre avuto la mia ammirazione... La prima volta che ho visto la tua potenza... dallo spavento, le gambe mi hanno ceduto e me la sono fatta addosso... E... E poi la tua gentilezza... Quando è morta l'unica donna che avevo mai considerato una madre... c'eri tu a sostenermi con forza... [...] Ken! Per me sei stato come un fratello maggiore! ('''Bat''') *Non osare farti vedere mai più, nemmeno all'inferno. ('''Kenshiro''') *Sulla mia tomba non occorrerà alcun nome! Se dovrò morire, sarà nel deserto, in mezzo alle battaglie! ('''Kenshiro''') ==Anime== ===''Ken il guerriero''=== {{FictionTV |titoloitaliano= Ken il guerriero |tipofiction= Serie anime |immagine= Hokuto No Ken tv series logo.png |didascalia= Logo della serie |dimensioneimmagine= |titolooriginale= 北斗の拳 |paese= Giappone |anno= 1984 – 1987 |genere= anime |stagioni= |episodi= 109 |regista= [[Toyoo Ashida]] |ideatore= [[Buronson]] e [[Tetsuo Hara]] |doppiatorioriginali=*[[Akira Kamiya]]: [[Kenshiro]] *[[Mie Suzuki]]: Bart *[[Tomiko Suzuki]]: Lynn *[[Toshio Furukawa]]: Shin *[[Yuriko Yamamoto]]: Julia *[[Kaneto Shiozawa]]: Rei *[[Toshiko Fujita]]: Mamiya *[[Takaya Hashi]]: Toki *[[Kenji Utsumi]]: [[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]] *[[Norio Wakamoto]]: Raoul (ep. 32)/Shuren *[[Ryuji Saikachi]]: Ryuken *[[Junji Chiba]]: Ryuken (ep. 5) *[[Kouji Totani]]: Jagger *[[Arisa Andou]]: Airy *[[Bin Shimada]]: Yuda *[[Katsuji Mori]]: Shu *[[Banjo Ginga]]: Souther *[[Hideyuki Hori]]: Ryuga *[[Takeshi Aono]]: Rihaku *[[Kazuyuki Sogabe]]: Wein *[[Shozo Iizuka]]: Fudo *[[Yoshito Yasuhara]]: Juza *[[Mika Doi]]: Tou |doppiatoriitaliani=*[[Alessio Cigliano]]: [[Kenshiro]]/Shuren (ep. 105) *[[Graziella Polesinanti]]: Bart/Airy/Tou (ep. 92, 95-99) *[[Daniela Caroli]]: Lynn/Julia/Mamiya/Tou (ep. 83-91) *[[Bruno Cattaneo]]: Shin/Rei/Toki (ep. 76-109)/Ryuken/Shu/Rihaku (ep. 86, 92, 101-102)/Fudo *[[Wladimiro Grana]]: Toki (ep. 33-46) *[[Norman Mozzato]]: [[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]]/Rihaku (ep. 91) *[[Sergio Antonica]]: Ryuken (ep. 98)/Souther/Rihaku (ep. 99-100)/Juza (ep. 97) *[[Giorgio Giuliano]]: Jagger (ep. 102)/Yuda/Rihaku (ep. 83-85) *[[Francesco Caruso Cardelli]]: Souther (ep. 109)/Wein (ep. 105) *[[Marco Mete]]: Toki (ep. 47-72)/Ryuga/Shuren/Juza *[[Sandro Dori]]: Rihaku (ep. 87-89, 93-95) *[[Ambrogio Colombo]]: Rihaku (ep. 96-98) *[[Marcello Mandò]]: Rihaku (ep. 105-109) *[[Massimo Pizzirani]]: Juza (ep. 105) *[[Stefanella Marrama]]: Tou (ep. 93) |note= }} ====[[Incipit]] della serie televisiva==== {{Incipit serie televisive}} Siamo alla fine del XX secolo: il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche, sulla faccia della terra gli oceani erano scomparsi e le pianure avevano l'aspetto di desolati deserti; tuttavia la razza umana era sopravvissuta. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} ====Capitolo 1==== =====Episodio 1, ''Sotto il segno dell'Orsa Maggiore''===== *La guerra nucleare ha distrutto ogni forma di società civile. Il pianeta Terra oggi è tornato ad essere dominato dalla violenza e dalla barbarie. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} *La costellazione dell'Orsa Maggiore: il potere che essa conferisce a chi nasce sotto il suo segno è terrificante. Dicono che con la sola forza della mente si possa concentrare tutta l'energia circostante in un unico punto all'interno del corpo dei propri nemici e poi liberarla con effetti devastanti; e solo chi ha le sette stelle sul petto è capace di farlo. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} *'''Lynn''': Perché stai andando via, Ken?<br>'''Anziano''': Perché l'uomo dalle sette stelle deve andare dove c'è bisogno di lui, a portare la luce dell'Orsa Maggiore di villaggio in villaggio. Ora capisci perché se n'è andato, Lynn? Per portare la luce. =====Episodio 2, ''Fante di Picche''===== *'''Fante di Picche''': Chi sei tu per dare degli ordini?<br>'''Kenshiro''': È molto semplice: hai davanti a te il predestinato della costellazione dell'Orsa Maggiore, e la tua freccia non può procurarmi alcun danno. Non riuscirai mai ad uccidermi. *Voglio offrirti un'altra opportunità, ma mira meglio. Attento, se sbagli perderai l'occhio destro. ('''Kenshiro''') *In questi tempi di barbarie la vita è così difficile. Bisogna combattere per un tozzo di pane e per un sorso d'acqua. Quando ero giovane, il grano copriva i campi, i papaveri sbocciavano fra le nessi, gli uccelli cinguettavano sugli alberi da frutta e i pesci sguazzavano nei torrenti. Adesso invece è più prezioso un sacchetto di semi che la vita di un uomo. ('''Smith''') *'''Kenshiro''': Metti in moto.<br>'''Bart''': Come "metti in moto"? Proprio adesso che posso soddisfare il mio stomaco? Dopo tutta la fatica che ho fatto vorresti privarmi della giusta ricompensa? Io non mi muovo di qui.<br>'''Kenshiro''': Ascolta il tuo cuore. Non senti dei bambini che piangono?<br>'''Bart''': Sento solo il mio stomaco.<br>'''Kenshiro''': Le loro povere madri non hanno né latte né pane da dargli. Sono tutti affamati.<br>'''Bart''': E va bene, andiamo! *'''Fante di Picche''': Ora non ti rimane che implorare pietà.<br>'''Kenshiro''': Invece sei tu che dovresti supplicarmi per aver salva la vita. *Le persone di solito usano circa il 30% della propria energia. Il segreto dei predestinati dall'Orsa Maggiore è che loro sono in grado di usare anche il restante 70%.('''Kenshiro''') *Questo è un colpo ad effetto ritardato. Quando toglierò i pollici dalle tue terminazioni nervose ti rimarranno solo sette secondi di vita. ('''Kenshiro''') =====Episodio 3, ''L'artiglio''===== *Mentre anche le persone più ordinarie possono apprezzare la buona musica, solo pochi uomini privilegiati sono in grado di apprezzare il fascino del [[Malignità|maligno]]. ('''Shin''') *L'uomo che ha il coraggio di affrontare il suo [[Dio]] con ferrea volontà e che riesce a sconfiggerlo, ebbene sarà l'abitante di questo paradiso con tutte le sue bellezze. ('''Shin''') *Il silenzio è d'oro. Questa è una norma che dovresti imparare. ('''Kenshiro''') *Non ti sei reso conto di essere già morto? ('''Kenshiro''') *L'ho colpito in un punto particolare, paralizzandogli i centri nervosi. È una mossa che si chiama "Colpo alle tempie". ('''Kenshiro''') *È uno dei miei colpi speciali. Colpisce un centro vitale. Tu morirai nel giro di trenta secondi. [...] La tua spina dorsale si spezzerà in due. Hai ancora venti secondi di tempo, perciò rassegnati. ('''Kenshiro''') *Chi ha paura in battaglia merita di morire, subito. ('''Shin''') =====Episodio 4, ''Il gigante''===== *'''Shin''': Osserva che brillantezza e che luce hanno questi gioielli. Io sono l'unico uomo al mondo a cui è giusto che essi appartengano e che possa permettersi una simile bellezza, però me ne privo per cederli a te.<br>'''Julia''': Io non li voglio, e posso anche spiegarti il perché: mi domando quante persone siano state uccise per ottenere quei gioielli.<br>'''Shin''': Non mi sembri affatto lusingata, Julia.<br>'''Julia''': Non riesco a scorgervi tutta quella bellezza di cui stai parlando. In quei gioielli io vedo soltanto gente che soffre, dolore, ansia, afflizzione e tristezza.<br>'''Shin''': Il potere è la giustizia stessa. Guarda! Posso frantumare un diamante stringendolo fra le dita. Sono forte e invincibile, Julia. Soltanto con te non ho avuto successo. *Non sei mai appartenuto alla razza umana. Sei solo un maiale. ('''Kenshiro''') *E adesso, disintegratevi! ('''Kenshiro''') *Nell'universo esistono la stella del Nord e la stella del Sud. Tutto quanto è eguale: uomini e donne, oscurità e chiarore. Nel karate, esiste la stessa cosa: esiste il karate della stella del Nord e il karate della stella del Sud. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} *La mia abilità non conosce avversari. ('''Kenshiro''') *Shin, io ti conosco bene. Sono ritornato dall'inferno solo per batterti. Non hai scampo. Ti inseguirò ovunque tu vada. ('''Kenshiro''') =====Episodio 5, ''Ritorno dall'inferno''===== *La mia nuova città è quasi finita. Risplende nella sua bellezza. È grande, è la città dei nostri sogni, è la città dove ogni uomo vorrebbe abitare. Julia, dedicherò questo paradiso a te. L'intera città ormai ti appartiene, è tua. ('''Shin''') *{{NDR|Flashback}}<br>Chi ha il [[potere]] decide le [[Legge|leggi]] da solo. È un'epoca in cui i potenti possono fare quello che vogliono e io sono fra questi. Mi dispiace per voi! Shin rappresenta il potere e impersona la legge. ('''Shin''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Kenshiro''': Che cosa vuoi da me, Shin? Abbiamo studiato insieme il karate, e questo dovrebbe unirci per superare le tante difficoltà che incontreremo nel nostro cammino.<br>'''Shin''': Voglio solo dirti che amo Julia da molto tempo.<br>'''Yulia''': Spero che tu stia scherzando. Non ho mai provato niente per te, Shin.<br>'''Shin''': Mi piaci quando fai la dura. Io amo le donne che hanno carattere, soprattutto se sono molto carine come te. Ken, Julia è la mia donna.<br>'''Kenshiro''': Tu sei pazzo! Lei mi ama, è la mia donna. Sono stato chiaro, Shin?<br>'''Shin''': Non avrai pensato di portarmela via? Prendi questo! {{NDR|Colpisce Kenshiro}}<br>'''Kenshiro''': Ti prego, non farlo, Shin! Hai dimenticato gli insegnamenti del maestro?<br>'''Ryuken''': {{NDR|Voce fuori campo}} "La stazione della stella del Nord e quella della stella del Sud non saranno mai nemiche e si rispetteranno vicendevolmente. Entrambe dovranno cooperare per tramandare le antiche tradizioni di questo paese alle generazioni future".<br>'''Shin''': Avevo dimenticato quello che il vecchio maestro diceva, ma adesso ricordo tutto. {{NDR|Distrugge la lapide di Ryuken}} *I [[Prepotenza|prepotenti]] credono di essere i padroni del mondo, ma prima o poi soccomberanno. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} *{{NDR|Flashback}}<br>C'è una differenza fondamentale tra te e me. Quello che mi spinge a fare questo è un sentimento puro e, soprattutto, molto nobile: si chiama [[ambizione]]. Un uomo ambizioso vince qualsiasi battaglia che è costretto ad affrontare. ('''Shin''') *{{NDR|Flashback}}<br>Vuoi un consiglio? Non fidarti mai delle [[Donna|donne]]. ('''Shin''') *Non posso sporcarmi le mani con delle pappamolle come voi. ('''Kenshiro''') *Sono riuscito a salvarmi dalle fiamme dell'inferno. Adesso, Shin, sarà la tua fine! Julia, amore, ammazzerò chi ti ha tenuta prigioniera per tanto tempo e ti porterò con me. ('''Kenshiro''') =====Episodio 6, ''Berretti rossi''===== *'''Shin''': Guarda, Julia! Questa è la splendida Stella del Sud, la città eterna. L'erba, gli alberi e tutte le meraviglie che vedi appartengono a te.<br>'''Julia''': Shin, ma non capisci che non è questo quello che desidero? Io amo soprattutto la dolcezza e la gentilezza in un uomo. Mi commuovo davanti a uno sguardo dolce e indifeso, capisci? Non è la potenza che mi piace, ma l'innocenza. *Maledetto bastardo! Comunque sono sicuro che questa volta non mi sfuggirà. Lui è niente rispetto alla mia grandezza. Io ho il potere, nessuno è mai riuscito a battermi. Il mondo mi appartiene! Guarda, piccolo Ken, che cosa sono riuscito a costruire mentre tu navigavi nell'inferno: una città splendente! Basterà un minimo cenno e mille uomini ti attaccheranno. Il tuo corpo diventerà polvere e la tua anima vagherà nell'oscurità. ('''Shin''') *Il [[cibo]] è cibo, e nutre anche se è stato rubato. ('''Johnny''') *Gente come voi non mi ha mai fatto paura. Ve ne approfittate dei più deboli, e questo non è coraggio. ('''Kenshiro''') *È davvero una fatica inutile combattere con dei dilettanti. ('''Maggiore''') *'''Maggiore''': Complimenti! Erano anni che non incontravo un ragazzo spiritoso come te.<br>'''Kenshiro''': Purtroppo devo dirti che io sarò anche l'ultimo uomo che vedrai prima di andare all'inferno. *La tecnica della gamba è uno dei segreti del colpo dell'Orsa, Maggiore. Ho cambiato tutto il ritmo del tuo organismo e adesso posso fare di te quello che voglio. ('''Kenshiro''') *Non disperarti. All'inferno starai bene. ('''Kenshiro''') *Viviamo in un'era sfortunata. ('''Kenshiro''') =====Episodio 7, ''L'armata di Dio''===== *Il [[formaggio]] serve solo ad attirare il topo. ('''Capitano''') *Quando arriva il topo, le esche non servono più. ('''Capitano''') *Non posso permettere che resti impunito un uomo che ha ucciso a sangue freddo delle persone innocenti e indifese. Anche lui deve morire, e morirà subito. ('''Kenshiro''') *La prima regola della guerra è distrarre il nemico prima del colpo decisivo. ('''Mad''') *La prima regola della guerra è di prendere il nemico di sorpresa, dico bene sergente Mad? ('''Kenshiro''') *I predestinati dall'Orsa sanno usare al 100% le proprie capacità e la loro resistenza al veleno è superiore al normale. ('''Kenshiro''') *Paragonati a me, gli uomini dell'Armata di Dio sono poco più che degli scolaretti. ('''Kenshiro''') =====Episodio 8, ''Il colonnello''===== *L'Armata di Dio! Come osano definirsi così questi criminali? Ma finalmente è giunta l'ora che siano puniti per i loro efferati delitti, e la punizione sarà la morte. ('''Kenshiro''') *L'Orsa Maggiore mi rende invincibile. ('''Kenshiro''') *Tra i poteri che mi ha concesso l'Orsa Maggiore c'è anche quello di chiudere la mia mente ad ogni interferenza esterna. ('''Kenshiro''') *Non sperare di essermi superiore perché sei un predestinato, uomo dalle sette stelle. Ciò che tu hai come dono, io l'ho raggiunto con l'esercizio. ('''Colonnello''') *Intuivi i miei movimenti dagli occhi e dalle vibrazioni dei muscoli. Tenendo gli occhi chiusi e spostandomi lentamente, non potrai più anticiparmi. ('''Kenshiro''') *La tua tecnica di combattimento è una pallida imitazione della mia. Io la conosco istintivamente fin dalla nascita. Il mio corpo è il risultato di duemila anni di esperienze. Non saresti mai riuscito a battermi. ('''Kenshiro''') *Pagherai per i crimini commessi in nome del tuo Dio! ('''Kenshiro''') *{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Pietà, non uccidermi, ti prego! Passerò al tuo servizio, sei molto più potente del mio dio. Sarò un tuo servo fedele, ti prego, salvami! Io ucciderò e torturerò chiunque tu mi ordinerai...! ('''Colonnello''') =====Episodio 9, ''La montagna magica''===== *A meno che non abbiate intenzione di morire presto, non usate più questi arnesi. ('''Kenshiro''') *Keiraku Hikō, ossia, frantumazione del nucleo. Fra un po' la vostra colonna vertebrale andrà in pezzi e i muscoli saranno distrutti. Siete già morti, ma ancora non lo sapete. ('''Kenshiro''') =====Episodio 10, ''L'uomo di fuoco''===== *Ti ho colpito in un punto segreto, uno stoma dei muscoli. Non potrai mai più usare entrambe le braccia da adesso in poi. ('''Kenshiro''') *Non bisogna mai fidarsi delle sottorazze. ('''Dragon''') *'''Kenshiro''': Rispondi! Julia è qui?<br>'''Dragon''': No. La ragazza è restata in questa casa soltanto per dieci giorni. Era venuta insieme a Shin e si è trattenuta per un breve periodo. Shin era contento ma lei è l'immagine della tristezza, una ragazza estremamente bella. Ma sfortunatamente niente sembra poterla sottrarre alla sua perenne afflizione.<br>'''Kenshiro''': E Shin dov'è?<br>'''Dragon''': Si trova alla Croce del Sud, un posto estremamente lontano e difficile da raggiungere.<br>'''Kenshiro''': Quella città leggendaria...<br>'''Dragon''': Posso comprendere i tuoi sentimenti. Tu devi odiare Shin, colui che si è presa Julia, la donna che amavi. *'''Kenshiro''': Questo vino è sangue degli abitanti del villaggio. I loro figli e le loro figlie sono stati portati via e non se ne sa più niente.<br>'''Dragon''': Nel nostro universo vige da sempre la legge del più forte. È una regola elementare di vita. *Siete dei succhiasangue. Non avete diritto di vivere, e mi incaricherò subito di questa missione. ('''Kenshiro''') *Queste sono le tue ultime parole. Le tramanderò alla storia. ('''Kenshiro''') *Posso udire il vento tra gli alberi che intona una melodia. Lo sento. È una melodia di vita. Sì, è una melodia di speranza, una melodia di passato e futuro. Ken sta tornando da me. ('''Julia''') =====Episodio 11, ''I guerrieri''===== *Gli [[Sciacallo|sciacalli]] combattono soltanto quando è necessario. Adesso mi sembra che non lo sia affatto. ('''Sciacallo''') =====Episodio 12, ''L'inseguimento''===== *Hai sempre vissuto come un essere immondo. Adesso almeno affronta la tua morte da uomo. ('''Kenshiro''') =====Episodio 13, ''Un colpo micidiale''===== *Il colpo di Arhat Deva è una tecnica per uccidere originaria dell'antichità con una storia di 5.000 anni. Il suo potere distruttivo era incommensurabile. Pertanto, data la terribile crudeltà, fu proibito ai guerrieri di quel tempo. Per questo, si pensava che nessuno sarebbe riuscito a tramandarne la tecnica. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} *Se il colpo di Arhat Deva appartiene solo al figlio del diavolo, vi mostrerò che il Colpo Sacro dell'Orsa è l'incarnazione di [[Indra]], il dio della lotta. ('''Kenshiro''') *Mi è stato insegnato il segreto della respirazione del drago quando si passa dal silenzio all'azione. Purtroppo devo dirvi che chiunque ha visto questo segreto deve morire. È il destino. ('''Kenshiro''') =====Episodio 14, ''Un uomo giusto''===== *'''Shin''': È davvero una delle città più belle che io abbia mai visto. Ho girato quasi tutto il mondo, ma ti assicuro che non ho mai visto una città splendida come questa, una città sublime! Julia, amore, guarda! Anche il sole sembra fatto a posta per riscaldare le sue mura.<br>'''Julia''': Io vedo solo rovine. Vedo solo una città morta.<br>'''Shin''': Julia, perché ti ostini a essere quella che non sei? Perché volti le spalle alle cose belle che la vita ti sta regalando? Perché rifiuti la felicità che ti sto offrendo?<br>'''Julia''': E invece tu perché non ti accorgi che le tue mani sono lorde di sangue? *La tua vigliaccheria ti acceca! ('''Kenshiro''') *Abbiamo perso un uomo giusto. Adesso non ci rimane che pregare per la sua anima. ('''Kenshiro''') =====Episodio 15, ''Il villaggio degli zombi''===== *Svegliatevi, uomini! Uscite dal vostro letargo! È Zaria che ve lo ordina! Uccidete l'uomo dalle sette stelle! Uccidete l'uomo dalle sette stelle! Alzatevi dai vostri giacigli e uccidete l'uomo dalle sette stelle! ('''Zaria''') *Hai ridotto questa gente in un popolo di zombi, e io non te lo perdonerò! ('''Kenshiro''') =====Episodio 16, ''Serpenti e scorpioni''===== *I serpenti sono animali vendicativi. Non potrei mai morire prima di aver affondato le dita nel tuo collo. ('''Junk''') *Questa è la posizione dei muscoli liberi. Ho colpito dei centri nervosi che li comandano. Adesso non potrete più muovervi e rimarrete legati l'un l'altro fino alla morte. Per poco formerete una bella coppia! ('''Kenshiro''') *Julia, devo avere il tuo amore! Ma per riuscirce a ottenere questo, so e ho sempre saputo che Kenshiro... deve morire! ('''Shin''') =====Episodio 17, ''L'adunata''===== *La tecnica di offesa usata più spessa dal nostro nemico si chiama Hokuto Ken. Consiste nel coinvogliare grazie a un processo mentale l'energia all'interno del corpo dell'avversario e poi provocarne l'esplosione. ('''Balcom''') *Ci sono due grandi stelle nel firmamento: una è Hokuto e l'altra Nanto. Questi astri sono incompatibili fra loro. Voi dovrete fare in modo che sia Nanto l'unica stella a brillare nel cielo! ('''Shin''') *'''Julia''': Tu per caso sai che cos'è tutto questo rumore che proviene dal salone?<br>'''Saki''': Certo. Laggiù si sono riuniti tutti i soldati del regno, e stanno discutendo su... su come uccidere un certo uomo dalle sette stelle.<br>'''Julia''': Chi?! Saki, sei sicura che parlassero di lui?<br>'''Saki''': Perché? Per caso, è qualcuno che lei conosce, Signorina Julia?<br>'''Julia''': Ken...<br>'''Saki''': Ma chi sarebbe? Chi è questo Ken?<br>'''Julia''': Il nome esatto è Kenshiro, ed è stato il mio fidanzato.<br>'''Saki''': Eh?!<br>'''Julia''': Per me lui è più importante della mia stessa vita. *{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': È la forza che rende una persona più potente di un'altra, e in questo momento il più forte tra noi due sono senz'altro io, Kenshiro. Perciò posso prendere tutto ciò che desidero.<br>'''Kenshiro''': Ma che significa, Shin? Io sono un esperto dell'arte Hokuto e tu di quella Nanto, e non è possibile confrontare due tecniche tanto differenti. *{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': Io ora desidero Julia e me la prenderò.<br>'''Julia''': Ma che cosa dici?! Io non voglio! Anzi, sono terrorizzata dall'idea!<br>'''Shin''': I tuoi sentimenti non hanno importanza. Semmai, la tua ritrosia non fa altro che aumentare la brama che ho di conquistarti. *{{NDR|Flashback}}<br>Fra noi due c'è una differenza fondamentale. Si tratta del [[carattere]], perché è questo che rende un uomo potente. E tu non ne hai, Kenshiro. Vedi, io sono disposto a tutto pur di ottenere quello che desidero. ('''Shin''') *{{NDR|Flashback}}<br>Questa è la tecnica di offesa che usiamo noi Nanto. Alle persone normali basta un solo colpo per morire. Ma credo che Kenshiro ne sopporterà ancora un altro. ('''Shin''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Kenshiro''': Shin, non perdere il tuo tempo. Uccidimi piuttosto!<br>'''Shin''': Ha! Senz'altro, ma lentamente. *{{NDR|Flashback}}<br>Non trovi che le donne cambino idea un po' troppo facilmente? ('''Shin''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': Andiamo, Julia!<br>'''Julia''': Dove?<br>'''Shin''': Nel giardino fiorito del piacere! *Shin desiderava sempre più potere e combatteva per espandere i suoi territori. [...] Poiché i suoi territori continuavano ad aumentare, Shin si è autoproclamato re. Io ho dovuto mantenere il giuramento che mi aveva strappato, ma solo fisicamente sono rimasta accanto a lui. ('''Julia''') *Ho vinto un'altra volta. Sono uscito vittorioso da tutte le battaglia che ho affrontato. Ma ho conquistato il tuo cuore...? ('''Shin''') *Avrò pazienza, Julia. Col tempo ti conquisterò, ne sono sicuro. Questa città è tua, le terre che la circondano sono tue, sei regina di migliaia di persone che si prostrano ai tuoi piedi. Prima o poi apprezzerai tutto questo e non vorrai rinunciarvi. ('''Shin''') *'''Shin''': Guarda, Julia! Guarda la città! Ci appartiene. Vorrei viverci insieme a te e non solo averti passivamente al mio fianco.<br>'''Julia''': Shin, sto cercando di mantenere la mia promessa. Ma per quanto mi sforzi, non riesco a provare amore per te. Il ricordo di Kenshiro è troppo presente nella mia mente. Io continuo a vivere solo perché lui me lo ha chiesto. *Questa non è vita. È una sofferenza terribile. Ma continuo a sentire la voce di Ken che mi implora. [...] Ed è quello che faccio, ma non m'interessa nient'altro. ('''Julia''') =====Episodio 18, ''Attacco generale''===== *Kenshiro, per te è arrivata la fine! Presto vedrò il tuo corpo senza vita e la tua anima vagherà nelle tenebre. ('''Shin''') *Quelle che pronuncerai saranno le tue ultime parole! ('''Kenshiro''') *Sei finito! Le vibrazioni che hai subito ti saranno fatali. Comunque la pressione che ti sto impremendo adesso con le mie dita ti darà il colpo di grazia. [...] Scomparirai dalla terra con il tuo sepolcro d'acciaio. Addio! ('''Kenshiro''') =====Episodio 19, ''Il sacrificio''===== *'''Scagnozzo''': Uomini, all'attacco!<br>'''Scagnozzi''': Sìsignore!<br>'''Garekki''': Un momento!<br>'''Scagnozzo''': Sì?<br>'''Garekki''': Hm, è giusto ora di pranzo. [...] State pronti ad attaccare fra tre ore. Adesso portatemi da mangiare!<br>'''Scagnozzo''': Ma c'è tempo per il pranzo! Se il generale Balcom lo venisse a sapere...<br>'''Garekki''': Che cosa?! {{NDR|Uccide lo scagnozzo}} È solo il grande Garekki che decide se c'è tempo o no per qualcosa. Ora preparatemi il pranzo!<br>'''Scagnozzi''': Sìsignore!<br>'''Garekki''': Per primo, voglio una minestra. E alla fine non dimenticate il caffè! *Grazie alla pressione che ho esercitato sulle tue tempie, adesso sono solo io che decide i tuoi movimenti. ('''Kenshiro''') =====Episodio 20, ''La Croce del Sud''===== *La [[fuga]] è inutile. Morirai ugualmente. ('''Kenshiro''') *'''Toda''': Ti prego, non uccidermi, uomo dalle sette stelle!<br>'''Kenshiro''': Hai mai ascoltato le suppliche che ti rivolgevano le tue vittime innocenti? E tu certo non sei stato altrettanto innocente. =====Episodio 21, ''Il complotto''===== *Quel tempo è giunto. Un mondo in cui l'uomo tortura e uccide l'uomo non è più un mondo per l'umanità, ma un mondo per le bestie. La Croce del Sud, l'Occhio del Diavolo, è ora coperta dall'ombra della morte. Fra le persone che non sfuggiranno al loro destino di essere torturate o uccise, forse esiste ancora la speranza che qualcosa possa cambiare in un prossimo futuro. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} *Ken, ho mantenuto la mia promessa. Qualunque cosa succeda, io non getterò mai la spugna e continuerò a vivere. ('''Julia''') *'''Balcom''': Signori, vi ho riuniti tutti intorno a questo tavolo per discutere del nostro re.<br>'''Comandante #1''': A proposito, generale, che mi puoi dire della nostra ricompensa?<br>'''Balcom''': Il re pensa che non sia il momento di parlarne.<br>'''Comandante #2''': E perché no? La missione è compiuta. L'uomo dalle sette stelle è stato distrutto.<br>'''Comandante #3''': Però abbiamo perso quasi tutti i nostri soldati. Allora, vi chiedo, si può definire un successo?!<br>'''Comandante #4''': Niente violenza, niente saccheggi! Ecco che dice il re! Quella ragazza lo sta facendo rammollire a poco poco.<br>'''Comandante #5''': Ogni desiderio della Signorina Julia è un ordine. Adesso si è messo in testa di proteggere gli schiavi e noi non possiamo comportarci come vorremmo!<br>'''Balcom''': Per concludere, voi pensate che Shin merita ancora di essere il nostro re?<br>'''Comandante #1''': No! Nella maniera più assoluta, no! *'''Nariman''': Compagni d'armi, dovreste saperlo bene. Chi è stato a conquistare e a tenere in piedi un territorio enorme come questo?<br>'''Comandante #1''': Noi, certo! Potevamo essere soltanto noi, naturalmente!<br>'''Nariman''': Esattamente, potevamo essere solo noi. Ma che cosa pensate che faremo quando avremo rovesciato il nostro re?<br>'''Comandante #1''': Beh, veramente...<br>'''Nariman''': Ve lo dirò io. Noi ''gnegnegnegnegnegne'', ''gnegnegnegnegnegne''! Finiremo per mangiarci l'un l'altro.<br>'''Comandante #2''': È possibile... Sì, è un ipotesi plausibile!<br>'''Nariman''': Confesso che neanche a me piace che il nostro re sia plagiato da quella donna, ma è sempre meglio che tornare ai tempi dell'anarchia. Perciò vi prego di tenermi fuori dal complotto. *'''Shin''': Julia, hai gradito questa sorpresa? Ho voluto che fosse eretta una statua in omaggio alla tua bellezza. Ora è solo un'immagine di pietra, ma presto sarà ornata con oro e gemme preziose provenienti da tutto il mondo. D'ora in avanti tu verrai identificata come la dea della bellezza.<br>'''Julia''': Hai intenzione di combattere all'infinito, Shin?<br>'''Shin''': Certo! Combatterò per dimostrare quanto sono forte e per far sapere a tutto l'universo quanto sei meravigliosa.<br>'''Julia''': Il sangue continuerà a scorrere. Altre persone innocenti verranno torturate... *'''Balcom''': Dovresti averlo imparato, Shin! Non puoi farmi niente. Il mio corpo ha la tempra dell'acciaio.<br>'''Shin''': Mai visto un acciaio così maleabile. *È inutile confidare nei tuoi muscoli! Il Nanto Ken può distruggere con i suoi poteri qualsiasi sostanza che si trovi nel corpo. [...] Hai equivocato sulla reale potenza della tua forza, e ora non puoi fare altro che censurare il tuo orgoglio. ('''Shin''') *Shin, perdonami. Non potrai mai capire. Tu sei un soldato in grado di costruire un vasto impero, ma ciò che io desidero di più è una tenerezza profonda quanto il mare e un cuore caldo quanto il sole, e l'emozione della brezza in un prato erboso. ('''Julia''') =====Episodio 22, ''Duello finale''===== *Ciò che si costruisce con la violenza e la tirannia crolla molto rapidamente. ('''Lynn''') *Julia, noi ricominceremo da capo. In poco tempo io farò costruire un'altra città ancora più bella e grande della Croce del Sud. Posso farlo, ne sono sicuro. Posso farlo se tu rimarrai accanto a me. Sì, ci riuscirò. {{NDR|Julia non le risponde}} Julia, tu non puoi continuare a rispondermi come al solito! Tu non puoi tenere chiuso il tuo cuore, Julia! ('''Shin''') *Shin, sono riuscito a sopravvivere alle fiamme dell'inferno solo per poterti affrontare! ('''Kenshiro''') *'''Shin''': Vedo che la tua tecnica di combattimento è migliorata ultimamente, Kenshiro. Ma quanto?<br>'''Kenshiro''': Il carattere. Adesso ho il carattere e la cattiveria che mi mancavano, grazie a te, Shin! *Ora puoi anche uccidermi, ma non riavrai mai Julia! Come vedi, sopravvivere alle fiamme dell'inferno non ti è servito a nulla! ('''Shin''') *'''Shin''': Hai... Hai vinto...<br>'''Kenshiro''': Ho capito che cosa mi mancava rispetto a te: la rabbia. La rabbia per la morte di Julia mi ha dato la vittoria. *'''Shin''': Non avrei mai potuto ucciderla, stupido!<br>'''Kenshiro''': Dimmi dove si trova Julia! Shin!<br>'''Shin''': Non c'è più. Julia non sarà più fra noi. Questo combattimento è stato inutile, Kenshiro. Nessuno di noi potrà averla, perché Julia ormai è morta. *{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': La Croce del Sud sta bruciando. La nostra città sarà distrutta dalle fiamme. Non rimarrà nulla, né un fiore, né un filo d'erba, né un solo abitante in questa città. Il fuoco consumerà tutto, Julia, alla stessa maniera a cui ha consumato Kenshiro. La Croce del Sud non c'è più, ma costruirò un'altra magnifica città ancora più bella, ancora più grande, della quale sarai regina, Julia. Posso fare qualsiasi cosa con te al mio fianco.<br>'''Julia''': Certo. Sono sicura che farai moltissime cose ancora, Shin, sempre più crudeli. Continuerai ad uccidere delle persone innocenti ed altrettante ne ridurrai in schiavitù, facendoti obbedire con la violenza e con il terrore come hai sempre fatto, Shin. Non sopporto più di essere complice di tanta crudeltà, Shin. Basta! Perdonami, Shin. Non manterrò la mia promessa.<br>'''Shin''': Che?! Julia, ma che dici?<br>'''Julia''': {{NDR|Si butta dal precipizio}} Ken... Non potevo più vivere senza di te, Ken... *{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Ho pianto, Kenshiro. Per la prima volta in vita mia ho pianto, ed è anche l'ultima, perché la morte di Julia mi ha reso completamente indifferente a tutto quello che mi circonda, Kenshiro. Non mi interessa più vivere. Anzi, la morte sarà un sollievo. Questa città... Questa città che avevo costruito per Julia è andata distrutta. La Croce del Sud non esiste più. Julia doveva esserne la regina, e invece l'ha scelta come tomba. Ora la Croce del Sud è solo una tomba! Speravo di conquistare il suo cuore, ma ho fallito. Io sono riuscito solo ad ucciderla! Perché non mi hai amato neppure per un istante, ''Julia''! {{NDR|Gli esplode il petto}} Bene, finalmente è arrivato anche per me il momento di morire. Ma ciò avverrà per mia scelta, non per tua mano, Kenshiro! Addio... ('''Shin''') *'''Bart''': Scusa, Ken. Perché ti prendi il disturbo di seppellire il tuo peggior nemico?<br>'''Kenshiro''': Eravamo nemici solo perché amavamo la stessa donna. ====Capitolo 2==== =====Episodio 23, ''Guerra!''===== *Che strano. Come mai hanno pensato di piantare i fiori? Non sono mica commestibili. ('''Bart''') *Se volete l'acqua, dovete cercare il vostro ruscello. Se volete cibo, dovete arare i vostri campi. Voi invece rubate queste cose alla gente indifesa. Vigliacchi! [...] Vi consiglio di arrendervi, altrimenti vi ucciderò in massa. Chiaro? ('''Kenshiro''') *Il sacro colpo dell'Orsa non perdona gli ingiusti. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} *'''Mamiya''': Resta con noi, Ken! Noi abbiamo bisogno di un uomo come te, un uomo che sia pronto a battersi per il nostro villaggio.<br>'''Bart''': Mi scusi, signorina, mi scusi, ma se vuole che il mio amico Ken diventi la vostra guardia deve prima parlare con me. Sono il suo agente. Ah, per prima cosa dovete sfamarci, d'accordo? *Io mi travesto da donna e dei luridi uomini come voi mi importunano continuamente! Ma c'è una cosa positiva in questo: almeno mi date da mangiare. ('''Rei''') *L'uccello d'acqua del Santo Nanto. I suoi movimenti sono eleganti come quelli di un gabbiano che plana sull'acqua, ma la sua potenza è così grande e crudele che niente si può paragonare ad essa. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} *'''Rei''': Sembrate piuttosto abili nell'usare le armi. Forse lottate spesso?<br>'''Brigante''': Certamente! Questa non è un'epoca molto tranquilla. Bisogna stare attenti ad essere pronti ad attaccare sempre. Se non lottiamo, dobbiamo soccombere ai potenti.<br>'''Rei''': E siccome io sono un potente, bisogna che ti dia da fare! =====Episodio 24, ''L'uccello d'acqua''===== *Sopravviverò finché non avrò sconfitto l'uomo dalle sette stelle. Prima o poi lo troverò. L'unico obiettivo della mia esistenza e l'eliminazione del mio nemico! ('''Rei''') *'''Mamiya''': Quando guardi quei fiori, sembri su un altro pianeta. [...] Con questi meravigliosi fiori, il tuo futuro sarà molto radioso. Sarai sempre felice.<br>'''Lynn''': Come?<br>'''Mamiya''': Questi preziosi gioielli naturali fioriranno dappertutto. Un bel giorno, tutti i bambini come te sorrideranno. *Quella ragazza è forse la tua fidanzata? Se le cose stanno così, attento, perché potrei portartela via. Sono stato chiaro, amico mio? ('''Rei''') *'''Kenshiro''': Allora, chi si candida a morire? Si faccia avanti, lo aspetto.<br>'''Membro della famiglia Cobra''': Ma... Ma quest'uomo è un mostro! *'''Kenshiro''': Perché mai li hai traditi?<br>'''Rei''': Vedi, ho capito subito chi avrebbe vinto, e siccome sono abituato ad allearmi con i più forti... Ma questo non ha nessuna importanza. La mia sopravvivenza è legata all'uccisione dell'uomo dalle sette stelle.<br>'''Kenshiro''': Che cosa?<br>'''Rei''': Sì. Ormai questa è l'unica ragione della mia vita. Per questo motivo ho tradito molte persone, ammazzato molti uomini e sono sopravvissuto fino ad oggi. =====Episodio 25, ''I lamponi''===== *'''Kenshiro''': Come mai sei venuto qui?<br>'''Rei''': Per lo stesso motivo che ha condotto qui te, suppongo. Credo che nessuno di noi due possa rimanere insensibile davanti al pianto di una donna. *'''Kenshiro''': È da tempo che desidero parlarti. Che cosa significa il velo insanguinato? E per quale motivo dicono che cerchi l'uomo dalle sette stelle?<br>'''Rei''': Ecco il velo insanguinato. Apparteneva a mia sorella Airy, e doveva indossarlo il giorno del suo matrimonio. Una sera, io ero assente da casa e il velo lo stava provando. [...] La rapirono e ferirono a morte i miei genitori. E ora questo velo rosso del loro sangue è tutto ciò che mi rimane della mia famiglia. [...] Tutto ciò che mio padre riuscì a dirmi è che il uomo mascherato che la rapì aveva sette cicatrici a forma di stella sul petto. Forse mia sorella è stata uccisa. Ma no, non riesco a crederci. Mi sembra di sentire la sua voce che mi chiama. Sento le sue grida disperate che invocano il mio aiuto. Per questo motivo cerco l'uomo dalle sette stelle, per poterlo uccidere. =====Episodio 26, ''La vendetta dei Cobra''===== *'''Bart''': Ehi, accidenti, quant'è carina Mamiya!<br>'''Lynn''': Sì, però il suo sguardo è tanto triste. Sembra così forte e non ha nessuno che le faccia coraggio.<br>'''Bart''': Hm? Tu certe volte dici delle cose veramente incomprensibili, Lynn! *'''Rei''': Non voglio che tu partecipi alla battaglia.<br>'''Mamiya''': Perché mai?<br>'''Rei''': Perché sei una donna, Mamiya.<br>'''Mamiya''': Una donna, dici? È già da molto tempo che non mi sento più una donna, Rei. Chi è di fronte a te in questo momento non è una donna, ma un soldato che deve combattere per la libertà del suo villaggio, nient'altro che un soldato. {{NDR|Rei le strappa la camicia}}<br>'''Rei''': Non hai nessun bisogno di nascondere il tuo seno, visto che non ti consideri una donna! Accetta un consiglio, Mamiya: una donna non deve pensare alla guerra, ma solo alla propria felicità. Non sono abiti da combattimento quelli che vorrei vederti addosso. {{NDR|produce una stoffa}} Questo è il velo che Airy doveva portare il giorno delle sue nozze. Spero che il tuo sarà candido e non rosso di sangue. =====Episodio 27, ''All'inseguimento dei Cobra''===== *La tecnica di combattimento Hokuto esiste da più di duemila anni. Grazie a lei, sono in grado di annientare qualsiasi avversario. ('''Kenshiro''') *La disperazione è stata la mia unica compagna. Tante volte ho cercato di trovare la pace nella morte, ma sono riuscita solo a non vedere più gli orrori che mi circondavano. ('''Airy''') =====Episodio 28, ''Il combattimento''===== *'''Rei''': Perché non combatti? Non hai fatto altro che difenderti, Ken.<br>'''Kenshiro''': Io non voglio.<br>'''Rei''': Perché, Ken?<br>'''Kenshiro''': Ho già dovuto affrontare un mio amico una volta. Vedi, questa persona si prese con la forza la mia fidanzata Julia, e d'allora ho vissuto soltanto per cercare di riaverla al mio fianco. [...] Così, Julia ha preferito togliersi la vita. Io ho ucciso un uomo, ma non sono riuscito a riaverla. E quell'uomo mi era stato amico, Rei. [...]<br>'''Rei''': Perché mi hai raccontato tutto questo?<br>'''Kenshiro''': Perché io non ho nessuna intenzione di combattere contro di te. *Sono un discepolo della Sacra scuola Nanto. Non posso uccidere un uomo che si rifiuta di combattere. ('''Rei''') =====Episodio 29, ''Vivere o morire''===== *Ho promesso che vi avrei eliminati e di solito mantengo sempre le promesse. ('''Kenshiro''') *Dite il mio nome! Forza, dite il mio nome! ('''Jagger''') =====Episodio 30, ''Combattimento fatale''===== *'''Kenshiro''': Questa volta il nemico sarà la mia stessa famiglia. Sarà una lotta in seno alla grande scuola dell'Hokuto.<br>'''Rei''': Ma come? Tu sei l'unico successore della grande tradizione di Hokuto.<br>'''Kenshiro''': Devi sapere che ho altri tre fratelli. Mio padre, Ryuken, che non ebbe la benedizione del Signore per avere bambini, ci adottò. Ma, nella storia, la Sacra scuola di Hokuto può avere un unico successore. Solo uno di noi poteva essere iniziato ai suoi principi segreti. Iniziò così la tragica disputa nella quale hanno perso la vita molte persone. Ma adesso è arrivato il tempo di porre fine a queste tragiche avventure. Sinceramente, devo confessarvi che non so se questa volta riuscirò a sopravvivere. *Non c'è ragione di seguirlo. Ken non ha battuto ciglio quando mi ha vista con questo vestito. No, lui non mi ama. Sono io che mi sono illusa. In lui è ancora vivo il ricordo di Julia. Non smetterà mai di combattere finché lei sarà nel suo cuore. ('''Mamiya''') *'''Kenshiro''': Volevi che decapitassi qualcuno, no?<br>'''Scagnozzo''': Sì, ma non me, disgraziato!<br>'''Kenshiro''': Non te? Ma la tua testa mi piace di più. *{{NDR|Flashback}}<br>Kenshiro, perché lo hai risparmiato? Forse perché lui è... perché lui {{NDR|Jagger}} è il tuo fratello maggiore? Il tuo cuore è troppo sensibile, e questa tua bontà un giorno ti procurerà dei dispiaceri. Ricorda sempre quello che ti ho detto: figlio mio, attento ai disonesti. ('''Ryuken''') *La Sacra scuola di Hokuto non si può apprendere così facilmente. I suoi misteri sono stati tramandati dagli avi da duemila anni. ('''Kenshiro''') *Il fratello maggiore è sempre più forte del fratello minore. Ce lo insegna la storia. ('''Jagger''') =====Episodio 31, ''Cercando Jagger''===== *Sei un fratello responsabile, vero? Tutti i fratelli responsabili prima o poi devono morire! ('''Jagger''') *La tua faccia non mi piace. Hai l'aria di un santino. ('''Jagger''') *Ho sempre detestato i martiri. ('''Jagger''') *Per te non esiste una condanna adeguata! Non meriti neanche l'inferno! ('''Kenshiro''') *Come aveva predetto mio padre, tutte queste disgrazie arrivano per colpa della mia clemenza. ('''Kenshiro''') *Forza, attaccatemi! La quantità non mi fa paura. Vi ammazzerò come un branco di pecore! ('''Kenshiro''') *Ti ha fatto così tanta paura la mia faccia, bastardo? Chi ha avuto il piacere di vedere la mia faccia non può rimanere vivo! ('''Jagger''') *Devo questa faccia all'odio che provo per mio fratello Ken, l'odio che mi ha permesso di vivere fino a questo momento. ('''Jagger''') *Scegli un posto, Jagger! Sarà il posto dove lascerai il tuo corpo. ('''Kenshiro''') =====Episodio 32, ''Aspetta all'inferno Jagger''===== *{{NDR|Flashback}}<br>Perché?! Perché avete acconsentito a una tale decisione? Lui è il mio fratello minore, non può competere con me! È più giovane, non ha nessuna esperienza! È una vergogna che il maestro della Sacra scuola di Hokuto sia così giovane. È una vera vergogna! State bene attenti a quello che sto per dirvi: ricordate che esiste una sola persona al mondo che può rappresentare la Sacra scuola di Hokuto. Le persone che non sono in grado di tenere il potere di Hokuto sono solo dei miserabili assassini. Queste persone hanno commesso crimini inutili con la sacra tecnica. Hanno strappato con la violenza le braccia a uomini innocenti, hanno colpito le tempie per far perdere la memoria. Non possiamo rinnegare il duro lavoro dei successori della Sacra scuola. Ci sono voluti duemila anni per raggiungere la perfezione della lotta e adesso buttiamo tutto all'aria! È un vero reato! ('''Jagger''') *{{NDR|Flashback}}<br>No, Jagger non riuscirà mai a battere Ken. Ma, d'altra parte, non credo neanche che Ken potrebbe uccidere lui. La decisione di nostro padre è sbagliata. È assurdo permettere la distruzione di una tradizione cha ha duemila anni. ('''Raoul''') *{{NDR|Flashback}}<br>Ascoltami bene, Kenshiro: la ragione per cui può esistere un solo maestro della scuola di Hokuto è che questa scuola ha un invincibile tecnica per uccidere. Non la devi usare nel modo sbagliato. Se il maestro non è la persona adatta, il mondo potrebbe essere distrutto. ('''Ryuken''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Kenshiro''': Perché usi sempre pistole e fucili, Jagger? Non sai combattere senza armi, non è vero?<br>'''Jagger''': Sta zitto! In fondo, io non credo che la scuola di Hokuto sia tutto al mondo, soprattutto in questo momento di perdizione. È colpa tua, maledetto! È tutta colpa tua! Se fossi io il maestro, le cose andrebbero meglio e raggiungerei la perfezione assoluta! *'''Kenshiro''': Mi puoi spiegare che cosa significa questa freccia? Hai fatto del male anche a due poveri bambini per indurli ad uccidermi. È davvero una vergogna per un essere umano! Questa freccia è un simbolo: rappresenta la loro rabbia e la loro pena. Guardala bene! Ricordatela anche all'inferno!<br>'''Jagger''': Heh, sei ancora troppo gentile. Sì, ho fatto del male a quei bambini, ma non è cambiato niente. Mi davano fastidio e non li sopportavo. Questo però non ha influenzato minimamente la mia vita.<br>'''Kenshiro''': Tu non sei un uomo! *Non importa cosa uso. La persona che vince ha sempre ragione. ('''Jagger''') *'''Jagger''': Come sei violento! Non sei più quello di una volta. Cosa ti ha fatto diventare così? Sei un bruto! Sei una bestia!<br>'''Kenshiro''': Ho combattuto centinaia e centinaia di battaglie e ho visto sanguinare migliaia di persone. Mi sarebbe piaciuto chiamarli amici, ma sono diventati rivali. È stato il sangue di questi rivali amici che mi ha cambiato, Jagger.<br>'''Jagger''': Amici? Hai detto amici? Shin! Ti riferisci a Shin, vero? [...] Shin era tuo amico. Così lo chiamavi un tempo. Ma poi c'è stata una persona che lo ha cambiato.<br>'''Kenshiro''': Cosa?! [...] Tu avevi convinto Shin!<br>'''Jagger''': Esatto! È stata una bella mossa, non credi?<br>'''Kenshiro''': È stata tutta colpa tua!<br>'''Jagger''': Forza, Ken! Grida il mio nome vittorioso d'alta voce! *{{NDR|Flashback}}<br>{{NDR|Rivolto a Shin}} Perché diavolo vuoi desistere? Devi convincerti che Ken è molto debole. Non potrà sopravvivere in un mondo così severo. Questo significa che il destino di Julia è molto incerto e molto probabilmente farà una brutta fine. Dovrai rubarla se vuoi salvarla! Solo le persone coraggiose avranno il potere. ('''Jagger''') *Jagger, devo dirti che hai dimenticato perfino l'essenziale della tecnica di Hokuto: la rabbia trasforma il corpo in acciaio, e questo colpo era praticamente inutile. ('''Kenshiro''') *Una morte così atroce ti si addice come a nessun altro! ('''Kenshiro''') *'''Kenshiro''': Non esisterà più l'incubo di Jagger e delle sue violenze. Adesso è la fine!<br>'''Jagger''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: La fine, hai detto? Come sei stupido! Non avrai pace finché vivrai su questa terra, è una promessa, Ken! Hai forse dimenticato di avere due fratelli maggiori? Ti spediranno loro all'inferno! Non avrai un attimo di pace! La tua vita sarà un travaglio! =====Episodio 33, ''Il salvatore diabolico''===== *Dev'esserci un solo gran maestro Hokuto. Uno. L'ultimo, Ryuken, non aveva figli. Adottò quattro ragazzi e cominciò ad insegnare ad ognuno di loro la sacra tecnica Hokuto, riservandosi di scegliere poi il suo successore. Il maggiore era Raoul, il secondo Toki, il terzo Jagger, e il più giovane si chiamava Kenshiro. Però uno solo sarebbe stato il grande maestro. Chi non era considerato degno di approfondire la sacra tecnica Hokuto veniva allontanato e si cancellava dalla sua memoria ciò che aveva appreso. Ma il fato volle che ciò non avvenisse con i figli di Ryuken. ('''Rei''') {{NDR|voce fuori campo}} *{{NDR|Flashback}}<br>Esistono milioni di persone che ancora non possono venire curate dalla moderna scienza medica. A tutt'oggi, il corpo umano è un grande mistero. Noi sappiamo che la degenerazione dei tessuti interni può provocare gravi danni, ma né con medicine né con interventi siamo in grado di intervenire su queste cellule impazzite. Ma grazie alla tecnica Hokuto, sono capace di convogliare energia all'interno del corpo. [...] Questo è il mio sogno: applicare la tecnica Hokuto alla medicina. ('''Toki''') *Non puoi affrontare un gran maestro Hokuto. Sei sconfitto in partenza. ('''Kenshiro''') =====Episodio 34, ''Il cacciatore di cavie''===== *Deve ancora nascere l'uomo che possa darmi un ordine. ('''Kenshiro''') =====Episodio 35, ''Il cambiamento di Toki''===== *Non ti sei ancora accorto che in questa epoca è più importante la violenza che la medicina? Vedi, Kenshiro, oggi è la violenza che regna. ('''Amiba''') *Io vorrei poter sfuggire al mio destino, ma questo non mi è consentito. Purtroppo sono costretto a farlo. Non soltanto Jagger, anche un altro mio fratello dovrò uccidere. ('''Kenshiro''') =====Episodio 36, ''Scambio di persona''===== *'''Amiba''': Tu mi hai colpito! Ma come hai potuto? Hai dimenticato quello che ho fatto per te?<br>'''Kenshiro''': No. Ma la riconoscenza che provavo è cancellata dai lamenti che mi risuonano nelle orecchie delle decine e decine di persone che sono morte a causa tua.<br>'''Amiba''': {{NDR|Ride}} Che cosa vuoi che contino quei pezzenti in confronto al perfezionamento della tecnica Hokuto? In questo modo, almeno la loro vita è servita a qualcosa, no? Kenshiro, ricordati che i buoni sentimenti non valgono niente di questi tempi, solo la violenza. Solo con la violenza si arriva al potere. *Devi sapere che ormai io non uccido più per rabbia, ma perché lo desidero. Mi da piacere farlo. Grazie a me, la tecnica Hokuto è diventata una perfetta arma di morte, e io sono il solo e legittimo rappresentante di quella scuola. ('''Amiba''') *'''Amiba''': Ma che succede? Le mie gambe si muovono da sole!<br>'''Kenshiro''': Anch'io conosco dei punti segreti di pressione. Quello che ho appena toccato ti costringerà a camminare per sempre all'indietro. E vedrai che prima o poi arriverai all'inferno, Amiba. *'''Kenshiro''': Re di Hokuto?<br>'''Rei''': Ne ho già sentito parlare. Così chiamavano un uomo che tentò di dominare tutto il mondo parecchi anni fa, ma chi fosse in realtà è sempre stato un mistero. =====Episodio 37, ''Non amarmi Mamiya''===== *'''Rei''': Ken, raccontaci. Parlaci di Toki. Sai, sono davvero molto ansioso di incontrarlo, di conoscerlo di persona.<br>'''Kenshiro''': Toki... Vi sembrerà abbastanza strano, ma doveva essere lui il fortunato successore della Sacra scuola di Hokuto.<br>'''Rei''': Davvero?<br>'''Mamiya''': Cosa?!<br>'''Kenshiro''': Ogni suo movimento era elegante, perfetto. Il suo stile era unico, la sua grazia quasi divina. Perfino Jagger era un suo ammiratore. Ma poi, quel giorno... [...] Ha dato la vita per me e Julia, e per salvare quei poveri bambini innocenti. Ricordo ancora le sue parole: "Senti, Ken, il mio unico obiettivo è quello di difendere i più deboli. Sento che la mia morte è vicina, ma cercherò di fare ugualmente tutto quello che posso. La mia vita non avrebbe importanza senza questo mio impegno". *Non puoi opporti al [[fato]] e neanche puoi lottare contro di esso. È già scritto tutto sul tuo destino. Perfino il destino delle stelle che controllano tutta la natura è immutabile: una vecchia stella muore, una nuova ne nasce. ('''Veggente''') *Quando ascolterai il pianto disperato dei demoni, la tua morte sarà più dolce. ('''Wiggle''') =====Episodio 38, ''La tragedia di Bella''===== *'''Mamiya''': Rei, descrivimi questo posto chiamato Cassandra, dove dicono che Toki sia tenuto prigioniero.<br>'''Rei''': A dire la verità, non è che abbia delle informazioni precise in proposito. Però so che è una prigione fatta costruire dal re di Hokuto per punire i maestri delle arti marziali. Questo è tutto, Mamiya. Non so altro.<br>'''Mamiya''': I maestri di arti marziali?<br>'''Rei''': Sì, è così. Il re fece arrestare moltissimi uomini che praticavano le più svariate tecniche di arti marziali e si appropriò dei loro segreti con un'inaudita violenza e senza farsi troppi scrupoli. Così, nacque la prigione di Cassandra. Una volta entrato lì, non hai nessunissima possibilità di uscirne vivo. È, come si dice, una prigione mortale.<br>'''Mamiya''': È terribile! Una prigione mortale?!<br>'''Rei''': Gli uomini che una volta venivano chiamati demoni o che avevano tentato disperatamente di difendere le loro tecniche e i loro segreti, sono morti lì dentro e non hanno avuto la forza di ribellarsi al potere del re di Hokuto. Le loro urla di agonia e di morte sembravano eccheggiare simili ad urla di demoni. =====Episodio 39, ''La porta di Cassandra''===== *Niente paura amici. Lo so che nei vostri cuori è più grande la tristezza per il sangue versato che l'ostilità verso di me. ('''Kenshiro''') *Benvenuto nella mia città, Kenshiro. Varcare quella porta non è certo un'impresa facile, quindi sono pronto a darti il mio riconoscimento, amico. Però, con quell'assurda idea del liberatore vi consiglierei di andarci cauti, sapete? Potrei anche, sì, divertirmi a tramutare il vostro riso in pianto. ('''Wiggle''') =====Episodio 40, ''La vita trionfa sulla morte''===== *'''Wiggle''': Quelle tombe sono il più bel momumento all'immortale gloria di Cassandra. Maggiore sarà il loro numero e maggiore sarà la mia gloria e quella del mio regno. E tu, Kenshiro, sappi che la tua tomba è già pronta, sciocco ragazzo! Dunque, ora puoi anche morire in pace, amico mio.<br>'''Kenshiro''': Sei proprio sicuro che quella tomba sia abbastanza grande, capo?<br>'''Wiggle''': Hm? Certo, credo di sì. Perché me lo chiedi?<br>'''Kenshiro''': Bene. Cercherò di fare in modo che tu possa entrarci. *È molto più divertente scommettere sulla vita di chi ha paura di morire. ('''Wiggle''') *Tutta la desolazione, l'orrore, la disperazione legati alla tua leggenda oggi io li distruggerò con queste mie mani! ('''Kenshiro''') =====Episodio 41, ''Uno scontro di 2000 anni''===== *Da quando sono stata rapita, la vita è diventata un vero inferno per me. Cielo! Quali altre efferatezze commetterà oggi? Ogni giorno al mio risveglio mi domando cosa devo aspettarmi: se le cose terribili di ieri o altre ancora peggiori. E mentre io piango, un mucchio di persone innocenti continua a morire. Cielo! Non ce la faccio più! Non posso più resistere così! ('''Julia''') *Ce l'hai fatta, Kenshiro. Ma questa, purtroppo, non è che una parte infinitesimale dell'inferno. ('''Ryuken''') {{NDR|voce fuori campo}} =====Episodio 42, ''Un incontro difficile''===== *'''Rei''': Chi diavolo è mai questo re di Hokuto?<br>'''Fuga''': Il re! Il re di Hokuto è un tremendo e potente capo che domina la fine di questo secolo. Nessuno sa chi sia.<br>'''Raiga''': Avete visto Cassandra? È la terribile fortezza da lui voluta per coloro che non rispettano i suoi ordini.<br>'''Fuga''': Lo stesso Wiggle non era che il guardiano di questa prigione. *Collegati al vostro carcere e tremanti di paura, io mi domando se siete ancora degli uomini. Un uomo non è tale quando vende la sua anima al diavolo! Ditemi un po': siete contenti di voi stessi ora? Un vero uomo combatte per difendere i propri principi! ('''Kenshiro''') =====Episodio 43, ''La nuova leggenda''===== *Una morte senza dolore è tutto quello che posso fare per voi. ('''Toki''') *'''Toki''': Questo che ora vedete, amici, è il sangue di tutti coloro che sono stati uccisi dal crudele re di Hokuto, centinaia e centinaia di vite umane sacrificate alla sua sete di potere e di ricchezza.<br>'''Rei''': Una tragedia così grande per l'ambizione di un uomo senza scrupoli.<br>'''Toki''': È riuscito a tenere nascosta la sua vera identità facendosi chiamare re di Hokuto<br>'''Rei''': Che vuoi dire?<br>'''Toki''': L'uomo che si è reso responsabile di tanti efferati e vergognosi delitti in realtà ha un nome: si chiama Raoul.<br>'''Kenshiro''': Raoul!<br>'''Rei''': Toki, ma Raoul non è il vostro fratello maggiore?<br>'''Toki''': Sì, Rei. È proprio lui.<br>'''Kenshiro''': Raoul! È sempre stato molto molto forte e anche molto molto ambizioso. Era uno dei migliori allievi della scuola di Hokuto, ma era sempre stato insofferente alle leggi divine che governano l'Hokuto da più di duemila anni, finché un giorno abbandonò la scuola e di lui si perse ogni traccia. *{{NDR|Flashback}}<br>'''Ryuken''': Raoul, dimmi che uso farai della divina arte dell'Hokuto!<br>'''Raoul''': L'uso più conveniente. L'userò per me stesso.<br>'''Ryuken''': Per te stesso, hai detto?! Che significa? Qual è il tuo scopo?<br>'''Raoul''': Il mondo!<br>'''Ryuken''': Vuoi dire che intendi servirti di quello che hai imparato per conquistare il mondo?<br>'''Raoul''': Userò la mia forza e la mia potenza per sottomettere e conquistare. Il mondo, con tutte le sue ricchezze e i suoi tesori, dovrà essere ai miei piedi.<br>'''Ryuken''': Tutto questo è contro le leggi divine! *Siete crudeli e sanguinari! Non avete più nessun diritto di vivere! Morte! Morte agli assassini! ('''Kenshiro''') *Nelle viscere della terra, le fiamme dell'inferno ti divoreranno senza pietà! ('''Kenshiro''') *Il destino è nelle stelle. Loro mi guideranno. Da loro avrò il fatale messaggio. Scruterò il cielo alla ricerca delle due stelle. Quando mi appariranno, saprò che ricomincerà la battaglia. ('''Raoul''') =====Episodio 44, ''La stella della morte''===== *{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Kenshiro, la tigre ha capito subito che ero io il più forte e il nemico da battere. Tu non sei degno di competere con me per divenire il successore del grande maestro della Divina scuola di Hokuto!<br>'''Ryuken''': Ti sbagli, Raoul. Kenshiro possiede una grande tecnica. La tigre era pronta a combattere con lui una battaglia leale. Tu, invece, l'hai terrorizzata. L'animale ha capito che tu possiedi una forza negativa e che sei il più crudele, non il più potente dei due. Questi tuoi malefici poteri mi spaventano, Raoul. Tu non puoi essere il mio successore. *Eccola! È apparsa la stella della morte, la grande stella che brilla accanto all'Orsa Maggiore. È simbolo di morte e distruzione. La leggenda dice che chiunque veda brillare quella stella perderà la vita entro breve tempo. Ho sempre pensato che a me non sarebbe mai successo. ('''Toki''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Non ti ho sentito arrivare, Toki. È incredibile! Come hai fatto a sorprendermi alle spalle?<br>'''Toki''': Può capitare anche ad un uomo astuto e forte come te quando è distratto dall'amore per una donna. =====Episodio 45, ''Il coraggio della piccola Lynn''===== *'''Lynn''': Airy, finiscila! Finiscila di disperarti così! Noi non ci arrenderemo. Non dobbiamo perdere le speranze, non dobbiamo arrenderci. Dobbiamo continuare a lottare con tutte le nostre forze. E poi, ci sono Ken e Rei.<br>'''Airy''': Cosa dici, Lynn?<br>'''Lynn''': Sono sicura che Ken e Rei verranno ad aiutarci. Ho tanta fiducia in loro e questo pensiero mi fa sentire molto meglio. Mi da una gran forza. Presto saranno qui e noi saremo di nuovo felici insieme come una volta. Sforzati anche tu di pensare a questo, Airy. Prova! Ti sentirai subito molto meglio, vedrai. *Non voglio giurare fedeltà! Io non sarò mai la schiava di un re crudele e sanguinario che uccide uomini e donne innocenti senza pietà. Uccidetemi! Uccidetemi pure! Io non giurerò mai! ('''Lynn''') =====Episodio 46, ''La rivolta''===== *'''Kenshiro''': Non riusciresti mai ad ingannare nessuno. Si capisce lontano un miglio che sei assetato di sangue. Davvero eri convinto di riuscire ad imbrogliarmi con questo ridicolo travestimento?!<br>'''Vecchia gigante''': Vorresti farmi credere di aver capito tutto fino dall'inizio?<br>'''Kenshiro''': Certo che l'avevo capito! Non si è mai vista al mondo una vecchia con una faccia come la tua, soprattutto una vecchia con quei magnifici baffi neri! *'''Rei''': Non ti riconosco più. Dov'è la ragazza debole e insicura che si è sempre arresa senza mai ribellarsi?<br>'''Airy''': Io non sono più quella di una volta. Lynn mi ha insegnata a credere in me stessa e a combattere. =====Episodio 47, ''La leggenda della paura''===== *'''Bart''': Che ti succede, Lynn? Perché stai tremando?<br>'''Airy''': Cos'hai, Lynn?<br>'''Lynn''': {{NDR|Su Raoul}} Non lo so, non lo so... Non so come dirvelo, ma ho cominciato a tremare non appena ho visto quegli occhi. *'''Raoul''': Prego, lascio a te l'onore di scegliere il tipo di combattimento.<br>'''Rei''': D'accordo: scendi dal cavallo!<br>'''Raoul''': Non ti preoccupare. Non userò il mio migliore amico per combattere con un pivello come te, caro Rei. Nessuno al mondo meriterebbe tanto onore. *Se Ken fosse al mio posto, sono sicuro che non si tirerebbe indietro. ('''Rei''') *Ho vagato per il mondo, ho anche odiato il tempo per riuscire a salvarti, Airy. Ma la mia battaglia, come vedi, non è ancora finita. Devo continuare! Devo continuare a lottare! Non ho paura. Sono sicuro che Dio mi aiuterà. Devo proteggere. Devo proteggere Toki e Mamiya, Lynn, Bart e la mia piccola e dolce Airy. [...] Voi siete il simbolo della pace, rappresentate il più puro e nobile sentimento umano. Siete voi la mia vita. ('''Rei''') *Combattere è l'unico modo per dimostrare a Ken la mia profonda gratitudine. ('''Rei''') *Che strana, la vita. Sei riuscito a sopravvivere nonostante tutto quanto, Ken. Nonostante la tua debolezza, sei sempre stato un sentimentale. E vedi i tipi come te che fine fanno? ('''Raoul''') *Hai lo sguardo quasi minaccioso, sai Ken? Ma i tuoi occhi continuano ad essere troppo languidi. Non ce la farai. ('''Raoul''') *Ascoltami bene: Non sono più quello di un tempo. Adesso il sangue non mi fa più paura. Anzi, direi che è la mia forza vitale. Vedi come il tempo riesce a cambiare le persone? ('''Kenshiro''') *'''Kenshiro''': Che diavolo sta succedendo {{NDR|a Rei}}?<br>'''Raoul''': È il mio passatempo preferito. Gli ho dato tre giorni di vita.<br>'''Kenshiro''': No, non è possibile!<br>'''Raoul''': I maestri che hanno lottato contro di me non muoiono subito. E puoi indovinarne tu stesso la ragione se conosci le leggi della scuola di Hokuto. In questi tre giorni, si disperderanno e piangeranno perché hanno conosciuto il re di Hokuto, che rappresenta la paura della vita e, di conseguenza, la paura di se stessi. Ho colpito il suo punto segreto e il corso del suo destino è ormai irreversibile. Non c'è più niente da fare. Morirà soffocato dal suo stesso sangue che sprizzerà fuori da tutto il suo corpo in tre lunghi giorni, tre giorni di paura e di morte! Tre giorni per conoscere la leggenda della paura del grande re di Hokuto. *Non sei ancora abbastanza forte per affrontare me e la mia tecnica sovrana. Non esiste nessuno in grado di sconfiggermi e di carpire il mio segreto. È arrivata la tua ora, Ken. Hai vissuto abbastanza, nonostante i tuoi occhi così sdolcinati! ('''Raoul''') =====Episodio 48, ''La mossa segreta''===== *'''Toki''': Dobbiamo muoverci, Mamiya. Ken sta per affrontare Raoul, e sarà un combattimento senza speranza.<br>'''Mamiya''': Cosa?!<br>'''Toki''': Solo l'acqua calma arresta la furia della tempesta.<br>'''Mamiya''': L'acqua calma?<br>'''Toki''': Esattamente. Devi capire, Mamiya, che se oppone un'ondata burrascosa un'ondata altrettanto violenta in genere succede che si incrementa la forza distruttiva della tempesta. Sono l'unico al mondo che può aiutare Ken. *Se vai incontro al mare in tempesta, rischi di annegare. È meglio arrendersi in tempo che morire inutilmente. ('''Toki''') *Acqua calma per arrestare la buia tempesta. Devi imparare a controllarti perché con la sola violenza non riuscirai ad ottenere niente. ('''Toki''') *È inutile combattere se sai che il nemico usa le tue stesse armi. Nella storia, le battaglie senza vincitore non sono mai servite a niente. ('''Rei''') *Che delusione! Non sei cambiato, Toki. Hai ancora quella maledetta luce negli occhi. Non mi è mai piaciuta. ('''Raoul''') *'''Toki''': Ascoltami, Ken. Non sei ancora pronto per affrontare Raoul. Dammi retta!<br>'''Kenshiro''': Perché dici questo?<br>[...]<br>'''Toki''': Potresti uccidere quella bambina?<br>'''Kenshiro''': Non capisco, Toki.<br>'''Toki''': Se tu avessi il coraggio di farlo, molto probabilmente potresti uccidere Raoul. Non devi sorprenderti. Alcune facoltà della scuola di Hokuto si acquistano solamente dopo aver combattuto sanguinose battaglie. È evidente che anche tu hai acquistato una forza non indifferente combattendo contro Shin o contro i nemici più resistenti. [...] Però Raoul è molto più freddo di te. Ha molte più energie distruttive. Lo dimostra il fatto che ha ammazzato a sangue freddo il nostro caro padre Ryuken. *{{NDR|Flashback}}<br>'''Ryuken''': Non userai più la tecnica della Divina scuola!<br>'''Raoul''': È invece sarò io il padrone del mondo. Hai avuto fiducia in me e da ora in poi deterrò io il potere.<br>'''Ryuken''': Ho detto che non sei ancora abbastanza preparato, Raoul. Ho scelto Ken e non cambierò la mia decisione.<br>'''Raoul''': Hm, Ken non ha una tecnica. Sarò io l'unico successore della Sacra scuola di Hokuto! Affronterò il mondo per sconfiggerlo e poi dominarlo. Sarò il padrone assoluto della Terra! Nessuno oserà affrontarmi in battaglia. Ammazzerò anche gli innocenti se questo sarà necessario!<br>'''Ryuken''': Ti ripeto, Raoul, non cambierò la mia decisione. A questo punto, sono costretto ad usare le maniere forti. Dimentica gli insegnamenti della Sacra scuola di Hokuto!<br>'''Raoul''': Hm, bene! Anch'io sarò drastico. Ti ucciderò! Ucciderò il venerabile maestro Ryuken e diventerò il re del mondo!<br>'''Ryuken''': Raoul... Che miserabile uomo ho creato. No, lui non può essere mio figlio. *{{NDR|Flashback}}<br>Adesso ti dirò la ragione per la quale le sette stelle di Hokuto sono chiamate stelle che governano la morte: Ogni uomo ha sette angoli ciechi nei suoi movimenti e questi angoli possono essere tracciati nella forma delle sette stelle di Hokuto. Questi impediscono all'avversario di agire e lo condannano alla morte. ('''Ryuken''') *A volte anche guardare è un modo di combattere. Dall'esempio di nostro padre, ho imparato che non bisogna assolutamente rischiare in un combattimento se altra gente ha bisogno di te in futuro. ('''Toki''') *L'energia di Raoul non ha perso la sua efficacia. Toki, con la sua concentrazione, la sta facendo passare invece di contrastarla. Sta basando la sua tecnica sulla difesa. Raoul è troppo forte. Non ce la farà. È come l'acqua placida che arresta la tempesta. ('''Rei''') *Santo cielo, è incredibile! È un combattimento tra maestri che richiede un notevole dispendio di energie. Anche il solo fatto di fissare gli occhi dell'avversario fa parte della lotta. Mi chiedo fino a quando la calma di Toki riuscirà a placare l'animo infuriato di Raoul. ('''Rei''') =====Episodio 49, ''Lotta all'ultimo sangue''===== *Non ho mai conosciuto avversari in grado di battermi, perché i miei colpi nascondono mille segreti e la mia tecnica è perfetta. ('''Raoul''') *Io voglio morire perché tu possa ispirarti a me. ('''Toki''') *Ognuno è libero di morire per il proprio ideale, ma che significato avrebbe la tua morte? Per me uccidere te o un cane è esattamente la stessa cosa. ('''Raoul''') *Forza Ken, resisti! Tra qualche istante, io non ci sarò più. [...] Nella storia della Divina scuola ci sono sempre stati dei sacrifici umani. Grazie ad essi, la tradizione si è perpetuata. Tu sarai il mio unico successore e la mia morte ti darà la forza per lottare. ('''Toki''') *Non è stata la mia forza a liberarmi, ma il cuore di una tenera bambina, una bambina che è costretta a lottare perché al mondo esistono esseri violenti come te. ('''Kenshiro''') *Ken, in questo posto si decreterà la fine di duemila anni di storia della scuola di Hokuto! ('''Raoul''') *Raoul possiede senz'altro piu tecnica di Ken, ma non possiede lo spirito e l'energia interiore che è prerogativa solo di Ken. Ce la farà. ('''Rei''') *È lo spirito che controlla i movimenti del corpo. Questo è il grande segreto della Divina scuola di Hokuto. ('''Toki''') *Rassegnati a morire! Sofrirai di meno. ('''Raoul''') *In un combattimento tra maestri, si ha la facoltà di prevedere quello che succederà nella lotta. Si ha come una visione. È il miracolo della concentrazione. Ma sia ben chiaro che tramite questa visione, nessuno dei due riesce a conoscere completamente la tecnica dell'avversario. ('''Rei''') *Un re non s'inginocchia mai. Vedrete! Mi vendicherò e la mia sarà una vendetta dura e atroce. ('''Raoul''') *Uomini come Ken e Raoul non avranno mai pace. Continueranno a lottare e la loro lotta sarà per il dominio dell'universo. ('''Toki''') =====Episodio 50, ''Cani sacri''===== *'''Kenshiro''': È colpa mia.<br>'''Rei''': Non dirlo neanche per scherzo!<br>'''Kenshiro''': Sono stato io a coinvolgerti in questa lotta sanguinosa.<br>'''Rei''': Tu non c'entri, Ken. Non rimpiango nulla. Anzi, io ti sono infinitamente grato per l'amicizia che mi hai dimostrato. Odiavo il mondo e non nutrivo nessuna fiducia negli altri uomini. Ma poi ho incontrato te, la piccola Lynn, Bart e Mamiya. Voi mi avete aiutato a ritrovare la speranza perduta. Con voi ho trascorso dei momenti felici, i momenti più belli della mia vita. Credimi, Ken. Non sto scherzando.<br>'''Kenshiro''': Sei un vero uomo.<br>'''Rei''': Adesso la morte... Adesso la morte non mi fa più paura, ti assicuro. Ho vissuto dei momenti felici. =====Episodio 51, ''Sacrificio d'amore''===== *Il sangue di un cane è molto più importante di quello umano. È la legge che regola Medicine City. Sono i doni più preziosi che la natura ci ha regalato. Al contrario degli uomini, loro non mentono mai. ('''Gulf''') *Non potrò mai essere una donna normale. Sì, perché esiste una ragione per cui continuare a lottare. Combatterò fino alla morte. ('''Mamiya''') *{{NDR|Su Yuda}} Quell'uomo ha segnato il mio destino. Da quando l'ho conosciuto non sono più la stessa. Non sono più la ragazza spensierata che ero prima. Purtroppo quella cicatrice mi accompagnerà fino alla morte, capisci? E nella mia mente c'è un'altra cicatrice molto più profonda, ti assicuro. ('''Mamiya''') *'''Yuda''': Allora, ragazze. Come mi trovate oggi? Non sono bello?<br>'''Concubine''': Sì, sei bellissimo, Yuda! La tua bellezza da tutti i pori trasuda!<br>'''Yuda''': Eccomi! Ammirate! Sono più bello e affascinante di [[Adone]]! Sono vostro e voi mi appartenete. ('''Yuda''') =====Episodio 52, ''Bellezza crudele''===== *'''Yuda''': Posso sapere perché hai questa pettinatura?<br>'''Concubina''': Ho pensato che le sarebbe piaciuta, allora ho deciso di...<br>'''Yuda''': Basta! Non voglio neanche ascoltarti. Questa tua trascuratezza rappresenta un'offesa alla mia bellezza. Vi ho sempre detto che non potete cambiare pettinatura senza il mio permesso. Il vostro ''charme'' dipende dalla mia sensibilità, è chiaro? Solo una donna che possiede una perfetta bellezza può essere amata e voi siete le mie amanti.<br>'''Concubina''': Oh signore, mi lasci per favore?<br>'''Yuda''': Sei detestabile quando urli in questa maniera! Andrai via per sempre dal mio castello! [...] Sei brutta, piccola mia. Il deserto è l'unico posto per le donne sciatte come te. *'''Mamiya''': Guarda il mio braccio, Lynn. Sta diventando forte come quello di un uomo, non ti sembra? Tra un po' sarò forte come un uomo. Come un uomo!<br>'''Lynn''': Non ti capisco.<br>'''Mamiya''': Non si cancelleranno mai! Non ho nessuna speranza. Rimarrò così per tutta la vita. Ma la cosa peggiore è che dalla mia mente le ferite non si rimargineranno mai, Lynn. *'''Rei''': Conosco molto bene Yuda. Ricordo ancora la sua faccia. Eravamo nella stessa scuola di Nanto, sai Ken?<br>'''Kenshiro''': Cos'hai detto?!<br>'''Rei''': Sì, e devo dire che era anche un ottimo allievo. Eravamo in sei e il nostro maestro ci considerava i migliori tecnici della scuola Nanto. Oltre a me c'era anche Shin, che possedeva un'ottima tecnica. E poi, a mio fianco, molto spavaldamente c'era Yuda. Anche lui era molto bravo. *Gli uomini non vivono a lungo, ma hanno una grande speranza nel cuore. Questa speranza è rappresentata dal fatto che esisterà sempre una loro madre che racconterà il destino degli uomini coraggiosi ai propri figli. ('''Rei''') *Un giorno la ferita che hai nella tua mente si rimarginerà. Devi solo aver fiducia. Per fortuna al mondo esistono anche delle belle storie e soprattutto esistono uomini coraggiosi come Ken e Rei. ('''Elder''') *Su Yuda splende una stella maligna che è una delle sei stelle di Nanto. [...] Sì, ognuno di noi aveva una stella sulla quale era scritto il nostro destino, capisci? La stella di Shin era quella del sacrificio. Lui si è sacrificato per amore. La mia era quella del dovere. Dedico la mia vita a qualcuno. E invece la stella di Yuda ha dei poteri negativi. È anche definita la stella del traditore. ('''Rei''') *Nel mio spirito la mia stella splende meravigliosamente e si chiama stella del tradimento. È una definizione sbagliata perché in questo caso il tradimento simboleggia la bellezza assoluta che un giorno governerà l'intero universo. E la mia stella brillerà ancora di più quando avrò bevuto il sangue di Rei e quello di Ken. Nessuno riuscirà ad opporsi al mio destino. ('''Yuda''') =====Episodio 53, ''Le donne rapite''===== *Mio fratello era un tipo piuttosto scontroso e non era assolutamente capace di credere nell'amicizia. Ma poi, da quando ha incontrato voi, il suo atteggiamento è cambiato e ha aperto il suo cuore. Mamiya le ha insegnato ad avere fiducia negli uomini e a guardarli dritti negli occhi. Sono sicura che non è la morte a spaventare mio fratello, perché questa servirà da esempio per l'umanità intera. Lui rimarrà per sempre nel cuore di Mamiya, e questo le servirà da conforto per le sue ultime ore. ('''Airy''') *'''Dagar''': Lei mi ha usato, non è vero? Mi ha usato! Sono sempre stato un suo fedele servitore.<br>'''Yuda''': No, non ti ho tradito, Dagar. Faceva parte di una strategia ben precisa. Tutti gli uomini prima o poi cadono in questo maledetto equivoco. La mia stella si chiama tradimento, ma non quello che intendi tu. È il simbolo della bellezza e dell'intelligenza. E ora, grazie a queste doti, potrò governare il mondo. Questa terra mi appartiene e farò di tutto per conquistarla. =====Episodio 54, ''La grande prova''===== *Rei, l'uomo protetto dalla stella del dovere, hai sempre vissuto per gli altri e solo adesso ti rendi conto che la tua è la stella dei vinti! ('''Yuda''') *Energia mentale uguale forza. ('''Toki''') *Povera piccola Mamiya, molto probabilmente tu sei nata sotto la stella della tristezza. ('''Rei''') =====Episodio 55, ''Il volo dell'uccello bianco''===== *Il tuo sangue tingerà il mio corpo. Proverò una sensazione meravigliosa. ('''Yuda''') *'''Yuda''': Sei sempre stato un ingenuo, Rei. Che stupido! Hai sempre lottato e vagato per il mondo, e adesso sacrifichi la tua vita per una semplice donna, una donna che porta ancora il mio marchio sulla spalla, una donna che ha visto la stella della morte e che non ha futuro davanti a sé. {{NDR|Ride}}<br>'''Rei''': È questo tutto quello che hai da dire? Anche se il suo destino fosse già stato segnato io non cambierei idea, Yuda. Tu non puoi capire. Lei è tutta la mia vita. Mamiya, il tuo cuore ha sempre pianto di dolore. Meriti di avere un uomo che sia felice di morire per te. Spero che questo cambierà la tua vita. *La stella del dovere è la stella degli uomini deboli. Vive di luce riflessa, perché il suo sole si chiama stella del tradimento. ('''Yuda''') *'''Yuda''': Qual è il tuo segreto?!<br>'''Rei''': Non ci sono segreti. È l'amore per Mamiya che mi rende così forte. Tu non potrai mai capirlo perché non sai cos'è l'amore. Hai sempre solo amato te stesso. =====Episodio 56, ''Un uomo solo''===== *Nanto uguale morte! ('''Yuda''') *'''Yuda''': Come tanto tempo fa sono rimasto di nuovo affascinato dalla tua tecnica, Rei. Era perfetta. Però... Però... Però non sei riuscito ad uccidermi. Uno come me non può morire. Ascolta, Rei! Sei sempre... Sei sempre stato più forte di me. {{NDR|costringe le mani di Rei a traviggerlo}}<br>'''Rei''': Yuda!<br>[...]<br>'''Yuda''': Rei, io ti ho sempre considerato un mio rivale perché riconoscevo la tua superiorità. Ero affascinato... Ero affascinato dalla tua tecnica, la tua perfetta tecnica dell'uccello d'acqua di Nanto, e io non ho mai potuto raggiungere questa perfezione. Ho sempre desiderato di volare come fai tu, ma era solo illusione perché non possiedo la tua potenza, il tuo coraggio. E io non posso nulla contro un uomo da cui sono affascinato. Non so se capisci. Mi rendo conto adesso che questa è la mia vera debolezza. Sei grande, sei sempre stato il migliore. Dal momento in cui... Dal momento in cui sono rimasto affascinato dalla tua perfezione, il mio destino era per sempre segnato e la mia stella era destinata a spegnersi, Rei.<br>'''Rei''': Yuda...<br>'''Yuda''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Ascoltami! Ti ho sempre considerato l'uomo più... l'uomo più bello e affascinante che abbia mai incontrato, il più coraggioso. Sono contento di morire tra le tue braccia.<br>[...]<br>'''Rei''': Yuda, non lo avevo capito, ma anche tu eri solo. Aspettami. Ti raggiungerò. Aspettami. A presto, Yuda. A presto, l'uomo dal colpo della gru rossa di Nanto. *Ascolta, Mamiya. Mi raccomando, vivi! Vivi fino a quando la stella della morte non sarà caduta su di te. E vivi, vivi come una donna, perché tu ''sei'' una donna. Insegui la felicità e non lasciarla scappare. Ti amo, Mamiya. ('''Rei''') *Ken, non arrenderti mai! Continua a lottare! Il mondo ha bisogno di te. Sei l'unico in grado di trasformare il pianto in riso. Sarai il portavoce dei più deboli. ('''Rei''') *Lynn, Bart, mi raccomando. Siete la speranza del mondo. ('''Rei''') =====Episodio 57, ''La storia dell'uomo immortale''===== * {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Ho cercato di fare del mio meglio. Ho sempre rispettato la Sacra scuola di Nanto. Ho vissuto per gli altri e adesso muoio per gli altri, ma non rimpiango niente. Ken, Lynn, Bart, Toki, Airy, Mamiya... ('''Rei''') ====Capitolo 3==== =====Episodio 58, ''L'esercito di Sauzer''===== *'''Toki''': Allora, Ken. Hai deciso? Te ne vai?<br>'''Kenshiro''': Sì, Toki. Qualcosa... Qualcosa mi spinge a farlo.<br>'''Toki''': Capisco, e questa forza si chiama destino.<br>'''Kenshiro''': Destino, hai detto?<br>'''Toki''': Già. È il destino dell'uomo che guida la Divina scuola di Hokuto. Se la scuola di Nanto cade, appare la scuola di Hokuto. Guarda il destino di Shin, quello di Rei che ha dedicato la vita a Mamiya, e quello di Yuda. Ma esiste anche quello di altri tre allievi. Devi sapere che tanto tempo fa questi sei allievi erano chiamati i comandanti dei sei cancelli che proteggevano il castello imperiale, ed erano a capo di un gruppo di centotto persone sacre a Nanto, ma la Divina scuola di Hokuto è la più forte, ed era quest'ultima che decideva le sorti dei sei comandanti dei cancelli. Successe poi che dopo la terribile catastrofe, dopo la guerra nucleare, la Sacra scuola di Nanto si divise, e Yuda non perse l'occasione per tradirla. Prese con sé ventitre persone del sacro gruppo, li costrinse a seguirlo e raggiunse il terribile Raoul. Così cadde la prima delle sei stelle di Nanto, ma anche le altre cinque caddero nella più completa confusione, ed è questa la causa della tragedia odierna. La morte di Shin, il crudele destino di Rei, sono solo l'inizio di un dramma universale. Ma Shin, Rei e Yuda sono già morti e rimangono gli altri tre allievi. È giunto il momento che tu li combatta. Coraggio, Kenshiro! Vai e lotta per la giustizia. Sei predestinato a salvare l'umanità. *Ho in mano il potere. Alla fine del secolo l'intero pianeta sarà sotto il mio dominio. Conquisterò anche il più piccolo villaggio. Sarò io il padrone del mondo. Sono il colonnello Sauzer. Perfino Raoul ha evitato di battersi con me. ('''Sauzer''') *Che vi succede? Sembrate spaventati. Vi ho solo dato una piccola dimostrazione della mia tecnica di lotta. ('''Kenshiro''') *Io sono uno dei sei allievi di Nanto. Sono nato per dominare il mondo e nel mio destino è scritto che vincerò sempre. Per questo non ho bisogno d'amore e tantomeno di affetto. ('''Sauzer''') =====Episodio 59, ''Il tempio del potere''===== *Io non vedo, ma riesco a percepire i tuoi pensieri. Non ho paura del tuo colpo, Kenshiro. E se un uomo non ha paura del proprio nemico, farà in modo che il nemico stesso non riesca a capire la sua tattica. ('''Shu''') *Vivrò solo ed esclusivamente per portare un po' di luce in questo oscuro e tetro pianeta. ('''Kenshiro''') *Noi maestri di Hokuto siamo in grado di ripetere esattamente le tecniche dei nostri nemici, anche le più difficili. ('''Kenshiro''') =====Episodio 60, ''Sperare nel domani''===== *{{NDR|Su Sauzer}} Quell'uomo è pieno di ambizione e vuole costruire un monumento a forma di croce che sarà il simbolo della sua potenza. Per la costruzione di questo monumento fa rapire i bambini e li costringe a lavorare. ('''Shu''') *Manda questo messaggio a Sauzer: Se davvero vuole costruirsi un monumento, lo deve fare con le sue mani. I bambini sono delle creature libere e tali devono rimanere. ('''Kenshiro''') *Quando i miei occhi si sono chiusi, il mio cuore si è aperto. ('''Shu''') =====Episodio 61, ''La luce della vita''===== *Non dobbiamo perdere il senso del viviere civile. Per questo ho deciso di combattere Sauzer. Questi bambini hanno bisogno di crescere in una società normale. ('''Shu''') *'''Garzus''': Come hai fatto a capire che stavo mentendo, eh?<br>'''Kenshiro''': Se ti fossi guardato allo specchio lo avresti capito anche tu. *Voglio dare una nuova luce a questa terra. ('''Kenshiro''') =====Episodio 62, ''Il re del mondo''===== *Credo sia giunto il momento di raccontarvi la storia del re di Nanto. La decadenza della scuola delle sei stelle Nanto iniziò con l'ambizione di Yuda, ma fu Sauzer a portarla a termine. [...] Nel suo cuore è sempre esistita la sete di potere. La sua stella è chiamata "Croce di Nanto" o la stella della dittatura. Per questo non ha mai avuto famiglia o amici. È fondamentalmente un uomo solo, un uomo che ha diviso con se stesso le proprie vittorie. Le altre cinque stelle sono solo satelliti ed è impossibile, Ken, battere Sauzer con la sacra tecnica di Nato. L'unico mezzo per riuscire ad affrontarlo è sempre stata la guerriglia organizzata. ('''Shu''') *Queste sono le tombe dei bambini quello stesso maledetto uomo ha ucciso. Non vedo più. I miei occhi non possono più vedere, ma sono ancora in grado di piangere. Il re di Nanto uccide tutti coloro che lo impediscano di realizzare il suo progetto, che è quello di governare il mondo. Non ha pietà, neanche per bambini innocenti. ('''Shu''') *'''Sauzer''': Come mai sei venuto da queste parti, Kenshiro?<br>'''Kenshiro''': Per fermare la tua marcia verso la distruzione del mondo.<br>'''Sauzer''': Hm, complimenti! Adesso parli proprio come un adulto, Kenshiro. *'''Sauzer''': Io sono il più forte degli allievi della scuola di Nanto ed è per questo che sono diventato il re assoluto. Fin dalla nascita ero predestinato a governare il mondo ed eccomi qui, pronto a sconfiggere il mondo perché sono superiore a qualsiasi tecnica. Sono solo per mia scelta.<br>'''Kenshiro''': Perché non ti prepari a combattere?<br>'''Sauzer''': Non devo prepararmi. Il re di Nanto non ha bisogno di nessuna preparazione e, inoltre, non sono abituato a prendere posizioni difensive. Io attacco e avanzo. Il tuo metodo è quello dei perdenti, Kenshiro. *È vero che Ken possiede la facoltà di imparare subito la tecnica dell'avversario, ma non riuscirà lo stesso a battere Sauzer perché non ha ancora scoperto il suo segreto. Anch'io quando ho lottato con Sauzer ero sicuro di batterlo, ma poi ho dovuto arrendermi. Ormai è diventata la mia ragione di vita: Sconfiggere Sauzer per ottenere il suo potere. ('''Raoul''') =====Episodio 63, ''Due destini simili''===== *Nelle mie vene scorre sangue d'imperatore, sangue di chi è abituato a vincere. ('''Sauzer''') *'''Shu''': Shiba, io sono l'unico successore della scuola dell'airone d'acqua di Nanto e non ti ho mai insegnato nessuna delle mie tecniche. Ti sei mai chiesto il perché?<br>'''Shiba''': No, papà.<br>'''Shu''': La ragione, in effetti, è molto semplice e te la spiego subito. Non volevo che tu portassi il peso del mio destino.<br>'''Shiba''': Ma papà, non capisco.<br>'''Shu''': Potrebbe sembrare una decisione assurda per un padre, ma ti assicuro che non lo è. Io sono destinato a vivere una vita dura e solitaria per seguire la mia stella e credo che se anche tu fossi protetto dalla mia stella, avresti il mio stesso destino. *Ascoltate! Se il mondo fosse afflitto da una carestia, il nostro re non morirebbe di fame. Questo significa detenere il potere. ('''Uomo di Sauzer''') =====Episodio 64, ''La stella di Shu''===== *Ormai non mi oriento più né con la vista né con l'udito. La mia mente vede e sente ciò che mi circonda. ('''Shu''') *Un grande uomo non deve mai provare pietà per nessuno. Non perdonerei neanche una formica se mi opponesse. È la mia legge uccidere tutti quelli che sono contro di me. Ehi, Shu! Anche se la tua stella brillasse in eterno, non ce la faresti mai a salvare il mondo con la sola bontà. ('''Sauzer''') =====Episodio 65, ''La piramide della croce''===== *Quando le stelle di Nanto si dividono come adesso, quelle di Hokuto si uniscono saldamente. E quando le stelle di Nanto sono in dissidio, quelle di Hokuto appaiono. ('''Toki''') *'''Uomo di Sauzer''': Perché diavolo sei venuto qui?!<br>'''Toki''': Perché sono stato guidato dalla mia stella. E mi ha anche detto di preparare la via a Ken, perché sta per affrontare Sauzer. *Non siete dei buoni combattenti neanche quando sono convalescente! ('''Raoul''') =====Episodio 66, ''Il futuro ti appartiene''===== *'''Shu''': Sono felice. Dio ha voluto esaudire il mio più grande desiderio e adesso riesco a vederti, Ken. Sei cresciuto, Ken. Ma i tuoi occhi sono sempre gli stessi e mi ricordano... mi ricordano mio figlio Shiba. Un'ultima cosa, Ken: Non ho nessun rimpianto. Sono contento perché lo splendore della mia stella continua ad essere della stessa intensità.<br>'''Kenshiro''': Sei grande, Shu...<br>'''Shu''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Adesso va. Va, Kenshiro! Va! Il futuro ti appartiene. Credo in te e ti proteggerò sempre. Piccolo Shiba, aspettami! Sto arrivando! Addio, Ken. Non arrenderti mai. Io sarò sempre con te, Ken. *Sauzer! Non lascerò integro neanche un tuo capello! Ti annienterò, Sauzer! Non resterà nulla di te! ('''Kenshiro''') =====Episodio 67, ''Una vittima dell'amore''===== *'''Sauzer''': Quando Nanto inizia ad esercitare il suo potere, arriva Hokuto. Come vedi, era mio destino che io mi battessi con te. È il momento di porre fine alle umiliazioni che Nanto ha subito in questi anni. Mi batterò fino alla fine, fino a quando non ti avrò ammazzato, Ken. Sarai seppellito nella mia piramide prima dei tuoi fratelli.<br>'''Kenshiro''': Sauzer, le pietre della tua piramide sono imbevute del sangue di Shu. Sali quei gradini e cerca di ricordare i peccati che hai commesso, tutte quelle persone innocenti che hai ammazzato. Rifletti, Sauzer! *La gente si fa uccidere per amore, si fa torturare per amore, piange e soffre in nome dell'amore! ('''Sauzer''') *'''Sauzer''': I miei genitori morirono e fui educato da un anziano e saggio maestro della scuola di Nanto. Si chiamava Ogai. Ogai non aveva figli e così decise di prendermi e di adottarmi. [...] L'addestramento quotidiano era davvero molto duro, ma non mi pesava per niente. Anzi... [...] Non mi lamentavo della dura vita che facevo perché alla fine sapevo che avrei ricevuto una carezza, un gesto di affetto che mi riempiva il cuore di gioia e mi faceva sentire amato e accettato. [...] Ma poi, un giorno, il giorno del mio quindicesimo compleanno... [...] È vero, da quel giorno non ho più pensato all'amore, anche perché è stata la luce della mia stella a convincermi. Un vero re non ha bisogno dell'amore degli altri. Ucciderò senza pietà chiunque si opporrà al mio potere!<br>'''Kenshiro''': Io non sono come te. Ho sempre combattuto e combatterò per amore. *{{NDR|Flashback}}<br>Non voglio più essere amato, perché l'amore fa solo soffrire. Non voglio più essere amato, no, non voglio, non voglio più essere amato! ('''Sauzer''') *'''Sauzer''': Io, re di Nanto, ti ucciderò. Tu sarai solo una vittima di quello stupido sentimento chiamato amore! Come puoi capire, il vero assassino non sono io, ma l'amore in cui hai sempre creduto.<br>'''Kenshiro''': L'amore non ha mai ucciso nessuno. =====Episodio 68, ''L'ultimo volo della fenice''===== *Hai il cuore dall'altra parte, Sauzer. E di conseguenza anche tutti i punti segreti sono invertiti. È questo il tuo segreto. Come vedi, non sei invincibile. ('''Kenshiro''') *Questa è la tecnica segreta del colpo della fenice di Nanto, il volo a croce della fenice. È il colpo micidiale di fronte al quale ogni avversario s'inginocchia. Ma se il nemico che si affronta è di pare valore, anche il più grande maestro di lotta deve essere pronto a batterlo senza lasciare niente al caso, combattendo fino alla fine. Ma attenzione! La tecnica del volo della fenice è sempre risultata vittoriosa. ('''Sauzer''') *'''Raoul''': Accidenti! {{NDR|Kenshiro}} sta eseguendo la tecnica segreta della scuola di Hokuto in maniera perfetta.<br>'''Toki''': È una delle tecniche più pericolose. Si chiama "colpo della distruzione dell'universo". È uno degli ultimi segreti della nostra scuola. Un solo errore nell'esecuzione sarebbe fatale per l'intero universo. *Non c'è posto per due grandi stelle nel cielo! ('''Sauzer''') *Duemila anni di storia di Hokuto hanno decretato la vittoria dello spirito sulla materia. Ecco perché posso colpirti senza neanche sfiorare il tuo corpo. ('''Kenshiro''') *I punti segreti di un corpo umano sono i centri nervosi più importanti e vitali, ed è il sangue stesso ad indicarne il posto. Come vedi, una volta scoperto il segreto del tuo corpo e dei tuoi centri nervosi, tu sei un uomo normale. ('''Kenshiro''') *La fenice di Nanto non volerà mai più. Ormai ha perduto le sue ali grandiose. ('''Kenshiro''') *'''Sauzer''': Hai usato il colpo della sentenza finale. È un colpo che non provoca dolore, così sei in pace anche con la tua coscienza. Mi spedisci all'inferno senza farmi soffrire. Il sogno della fenice, la mia illusione, si è conclusa. Ma credo sia durata abbastanza. Aspetta, voglio chiederti una cosa, un'ultima cosa, ti prego. Poi tanto morirò. L'affetto e l'amore hanno sempre reso l'uomo infelice, giusto? Perché allora ti ostini a crederci? Perché? Spiegami, non capisco. È come autodistruggersi, non ti pare?<br>'''Kenshiro''': No, Sauzer. La tua premessa è sbagliata. L'amore non è sofferenza. Ricordati che ti ha aiutato anche in questo momento così tragico.<br>'''Sauzer''': Mi ha aiutato? {{NDR|Comincia a ricordarsi dell'infanzia passata con Ogai}}<br>'''Kenshiro''': Sei giunto alla tua ultima ora. Puoi scegliere tu il posto dove andare a morire.<br>'''Sauzer''': Già, è vero. Sono giunto alla mia ultima ora. Sono stato sconfitto dal grande maestro di Hokuto. In fondo, non potevo scegliere un avversario migliore, vero? *{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Eccomi qui, maestro Ogai. Mi accarezzi? Mi accarezzi, la prego, maestro. Mi accarezzi come faceva quando ero piccolo. ('''Sauzer''') *La storia di Sauzer è veramente triste. Aveva un disperato bisogno di amore. ('''Kenshiro''') *Toki, in futuro dovremo affrontarci in un duro combattimento. Tu e Ken siete i miei rivali e se non vi uccido non avrò mai il potere assoluto. Come vedi, è quasi un dovere. ('''Raoul''') =====Episodio 69, ''Sete di dominio''===== *Toki, il mio caro fratello. Ha una tecnica veloce e una stupenda esecuzione dei colpi. Sarebbe stato lui il giusto e degno successore della Sacra scuola di Hokuto, ma la guerra nucleare ha cambiato e stravolto il suo destino. Sono sicuro che se non ci fosse stata quella terribile guerra, sarebbe stato lui il re del mondo. [...] Rimase esposto alle radiazioni per due settimane. Fu terribile. Da allora, abbandonò le tecniche di lotta e intraprese la via della medicina. ('''Kenshiro''') *Voglio dirti una cosa, Ken. Il mio sogno è sempre stato quello di dedicare la mia vita alla medicina. [...] Ma dopo quelle terribili radiazioni, persi tutti gli entusiasmi e le speranze, e vagai da un posto all'altro come chi aspetta di morire. Fu un periodo terribile. Poi, un giorno, giunsi in uno strano villaggio. Si chiamava Miracle Village, il villaggio dei miracoli. Lì, ti giuro, ho ritrovato tutte le mie speranze. Era un posto deprimente. Le persone aspettavano solo di morire perché la morte rappresentava una liberazione. Così, decisi di passare il resto della mia vita a cercare di aiutarli. E invece quell'uomo distrusse il villaggio! [...] Era un subordinato del re di Hokuto, un certo Amiba. In poco tempo, ricreò il clima di morte nel villaggio dei miracoli. Poi, un giorno, mi catturarono. Mentre ero rinchiuso nella prigione di Cassandra, scoprì un segreto di Raoul in quella terribile prigione dove piangono anche i demoni. [...] Volevo dedicare la mia vita a soccorrere i bisognosi e i bambini malati. Era questo il mio unico desiderio. Ma adesso non lo è più. Non meravigliarti, Ken. Sei stato proprio tu a farmi cambiare idea quando ti ho visto combattere. Ho provato un emozione grandissima, intensa. Da piccolo scelsi la lotta e seguì la scuola di Hokuto, già. Adesso ho deciso di ricominciare tutto da capo seguendo la mia vecchia scelta. [...] Viviamo in tempi di cambiamenti. Cinque stelle tra le sei di Nanto sono già scomparse: Shin, Rei, Yuda, Shu e Sauzer. È arrivato il momento in cui tutti insieme dovremo combattere l'ultima stella, la più splendente. È il destino del successore della Divina scuola di Hokuto, il destino che lo porterà inevitabilmente alla lotta. [...] Ho deciso da tempo: Vivrò seguendo il corso del mio destino, e invece esiste un uomo che lo sta ostacolando. Devo sconfiggere quell'uomo, altrimenti non ho più ragione d'esistere. È sempre stato il mio rivale. Sì, il suo nome è Raoul. ('''Toki''') *Una volta ho anche combattuto contro Ryuken per ottenere la successione della Sacra scuola di Hokuto. [...] Dopo quell'incontro, decisi di lasciare il potere a Ryuken. Misi da parte le mie velleità perché sapevo che di maestro poteva esisterne uno solo nella Sacra scuola. Perciò, Raoul, posso comprendere più di chiunque altro il tuo risentimento e la tua rabbia. Ma inutile insistere. Non puoi usare la tua tecnica per ottenere un potere che non ti spetta. ('''Koryu''') =====Episodio 70, ''Un re solitario''===== *'''Raoul''': Mi dispiace, Koryu, ma sono venuto per ucciderti. [...] Sei l'uomo che ha combattuto contro il mio maestro Ryuken per la successione della scuola di Hokuto. Spero vivamente che tu sia forte come un tempo.<br>'''Koryu''': La tua non è solo voglia di misurare le tue capacità, non è vero, Raoul? Non vuoi confrontarti con me solo per questo.<br>'''Raoul''': Vedo che sei piuttosto perspicace. [...] Ho avuto la sfortuna di essere ferito gravemente e ho deciso di venire qui per vedere fino a che punto la mia inattività mi ha indebolito. Voglio battermi con te.<br>'''Koryu''': È incredibile! Non hai ancora capito che devi abbandonare le tecniche della tua scuola?!<br>'''Raoul''': Sono io il re della scuola di Hokuto. Mi manca pochissimo per conquistare definitivamente il mondo.<br>'''Koryu''': Bene, possiamo iniziare. Tanti allievi sono morti per la successione. La tradizione è sempre stata segnata dal sangue dei suoi seguaci. Anche tu, Raoul, anche tu morrai per aver preteso di governare il mondo. *'''Koryu''': Raoul, non sarò io ad ammazzarti, ma i duemila anni di storia Hokuto.<br>'''Raoul''': Staremo a vedere. Io sono abituato a sfruttare questi duemila anni di storia e non potranno uccidermi.<br>'''Koryu''': Non hai scrupoli!<br>'''Raoul''': Sono il re di Hokuto! *{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Sei davvero forte, Raoul, e i tuoi colpi potenti. Raoul, Toki, Ken, con voi la scuola di Hokuto sarà invincibile. Gli dèi hanno mandato tre eroi nella stessa epoca. Sono sicuro che se foste nati in epoche diverse ognuno di voi sarebbe stato un maestro. Sì è vero, la ricostruzione del mondo spetta a voi, a Raoul e le sue ambizioni, a Toki con la sua bontà, e a Ken con la sua forza di spirito. ('''Koryu''') *'''Toki''': Sei stato magnifico, Ken. Sei tu il vero successore della Sacra scuola di Hokuto.<br>'''Kenshiro''': No, Toki. Se tu non avessi avuto l'handicap della malattia, sono sicuro...<br>'''Toki''': Sono stato un tuo avversario e questo mi da materialmente la forza per concludere degnamente la mia vita, sì, perché ti ho dato la mia anima, Ken, con questo nostro combattimento. Il mio spirito adesso appartiene a te, ma il mio corpo si consumerà nell'offrire la mia morte a Raoul. È questo il mio destino e lo seguirò fino alla fine. *Se seguirete la stessa strada avrete lo stesso destino, potete giurarci. Se volete un consiglio sincero, cambiate strade e la fortuna vi assisterà sempre. ('''Raoul''') =====Episodio 71, ''La morte è di scena''===== *'''Toki''': Sì, Raoul, come vedi il tuo sogno si è realizzato. Sei diventato l'uomo più forte e coraggioso del mondo intero. Ma sei anche diventato troppo ambizioso.<br>[...]<br>'''Raoul''': Invece tu sei un perdente, un uomo vinto.<br>'''Toki''': Evidentemente era scritto nel mio destino. Ma adesso basta! Non perdiamoci in chiacchiere.<br>'''Raoul''': Così mi piaci. La determinazione è una delle più grosse doti che un uomo debba possedere. *Ascolta, Toki! Se avevi intenzione di diventare un grande maestro di lotta perché non hai imparato anche le posizioni attive? Vedi, la calma e la rilassatezza dei tuoi movimenti ti hanno impedito di sconfiggermi. Sono io il più forte, Toki! ('''Raoul''') *'''Toki''': Vuoi sapere perché sono stato capace di difendermi dal tuo attacco? Perché io e te abbiamo lo stesso sangue.<br>'''Raoul''': E hai imparato anche i miei attacchi attivi?<br>'''Toki''': Te l'ho già detto, Raoul. Volevo diventare come te e allora ti imitavo! *Un'antica leggenda della Sacra scuola di Hokuto dice che quando si incontrano due avversari di pari valore, la stella della morte brilla su entrambi i loro destini. Chi vincerà? L'uomo dal cuore calmo come l'acqua immota o l'uomo che credeva di conquistare il mondo? ('''Kenshiro''') *È il momento di aprire il sipario sul fato, Raoul! ('''Toki''') =====Episodio 72, ''Le ultime lacrime''===== *Hai sempre combattuto per difendere gli altri, Toki. Adesso è arrivato il momento di combattere per la tua dignità e per salvare la tua vita, naturalmente. ('''Raoul''') *Colpo segreto della Divina scuola di Hokuto, tecnica del respiro tokei. "Tokei" vuol dire "acciaio" e "potenza condensata". Inspirando si concentra tutta la potenza del corpo ed espirando la si concentra nel colpo. È la respirazione segreta del colpo duro. ('''Kenshiro''') *Ascoltami, Raoul! Adesso puoi ammetterlo tranquillamente: Hai sbagliato tutto nella tua vita. Sei sempre stato l'uomo più forte della Sacra scuola di Hokuto. Se fossi stato meno ambizioso e avessi creduto di più negli altri, io e Ken ti avremmo lasciato il potere senza problemi. Saresti diventato tu il successore della scuola. ('''Toki''') *Credi davvero che non abbia ancora capito il segreto del tuo micidiale colpo, eh Toki? Mi avresti potuto uccidere col colpo del fulmine volante se non fossi stato malato. Povero Toki, il mio dolce e saggio fratello, sei vissuto fino a questo momento solo per incontrarmi nella nostra terribile lotta finale. Addio Toki... La stella della morte risplende su di te adesso! ('''Raoul''') *'''Raoul''': Toki, quelle maledette radiazioni hanno fatto di te un uomo malato e debole. Ti hanno reso incapace di lottare come sai fare realmente. Toki, non sono stato io, ma è la tua malattia che ti sta uccidendo lentamente.<br>'''Toki''': Anche la mia malattia evidentemente fa parte del mio destino come il fatto di voler continuare a combattere fino alla fine. Non so se puoi capire, Raoul.<br>'''Raoul''': Toki... Toki...<br>'''Toki''': Perché adesso piangi, Raoul? Che senso ha? La tua ambizione non ti ha mai permesso di piangere in questi anni. *'''Raoul''': Perché hai usato il tuo colpo segreto se sapevi di non farcela? Forse lo hai fatto per imitarmi, è così, giusto? Oh, povero Toki! Non sei cambiato affatto. Anche da piccolo mi seguivi e cercavi di imitare ogni mia mossa. E adesso, anche a costo di morire, non hai voluto essere da meno alla mia forza. Oh Toki! Toki, il mio dolce e saggio fratello, hai fatto risvegliare in me nuovi sentimenti. Ho ricordato cose dimenticate, sepolte nella mia memoria. Guarda adesso come piango! Il tuo cuore ha risvegliato le mie lacrime e mi fa sentire un uomo finalmente. Toki...<br>'''Toki''': Non rimpiango nulla, Raoul. Possiamo chiudere il sipario del fato adesso.<br>'''Raoul''': Ken, guardaci! Ti sembra giusto il nostro destino?! Due fratelli crescono e imparano insieme una stessa disciplina, vogliono diventare i due fratelli più forti del mondo, ma ad un certo punto questo loro desiderio li divide e li separa definitivamente. Ti sembra giusto, Ken?! Ascolta, Toki. Ti prometto che queste saranno le mie ultime lacrime, le ultime lacrime della mia vita. Addio, mio amatissimo fratello. Addio, fedele compagno di vita. Questo è il mio colpo, il colpo al quale ai sempre aspirato, il colpo che ti ha permesso di andare avanti nonostante la tua malattia. Guardami per l'ultima volta e poi vola in cielo! {{NDR|Colpisce il suolo}}<br>[...]<br>'''Toki''': Ma... Ma perché?<br>'''Raoul''': Questo colpo non l'ho inferto a te, ma al tuo crudele destino. Sono tuo fratello e ho voluto vendicare la tua sfortunata vita, Toki!<br>'''Toki''': Raoul...<br>'''Raoul''': In questo colpo c'era il tuo desiderio mai realizzato di diventare il successore della nostra scuola, c'era un uomo che ha combattuto da solo la sua malattia. Ti auguro di vivere in pace per il resto dei tuoi giorni, fratello. Sì, adesso puoi piangere, Toki. Ti assicuro che non ti rimprovererò.<br>'''Toki''': Fratello mio...<br>'''Raoul''': Ti ho sempre voluto bene, Toki. *Il mio dolce e saggio fratello Toki è morto, e anch'io. Ascolta, Ken! La leggenda dell'orrore del re di Hokuto inizia adesso. Aspetto con anzia il momento di potermi battere con te. ('''Raoul''') =====Episodio 73, ''L'uomo di Sirio''===== *'''Ryuga''': Questa è la Croce del Sud, vero?<br>'''Saki''': Sì. Una volta era una città prosperosa e adesso è ridotta a come vede. Di tanto in tanto, vengo qui a pulire le tombe. Quella è la tomba del Signor Shin e questa invece è la tomba della mia amica Julia. {{NDR|Ryuga pone un fiore sulla tomba di Julia e monta sul suo cavallo}} No, aspetti! Lei chi è?<br>'''Ryuga''': Sono il lupo solitario. Mi raccomando, continua a prenderti cura di quelle tombe. *Il colpo della grande montagna e del lupo del cielo! È un colpo così veloce e preciso che ti si ghiaccia il sangue e cominci subito a tremare dal freddo. ('''Kenshiro''') *Sì, il mio nome è Ryuga, e la mia stella del destino si chiama [[Sirio]]. Da millenni brilla splendente nel cielo. Sirio, la stella solitaria, la stella che assomiglia al lupo della steppa. La sua luce brilla senza alcuna ombra e il suo destino è caratterizzato dall'indipendenza dagli altri astri. ('''Ryuga''') *{{NDR|Su Sirio}} Sarà forse questa stella la regina di questa nostra era? ('''Kenshiro''') *Un ramo malato può far morire l'intero albero. [...] Un ramo malato deve essere sempre tagliato. [...] Non devi giudicarmi un uomo brutale. Quello di cui abbiamo bisogno in un'era come la nostra è di un albero forte e sicuro che abbia potere assoluto su tutto il pianeta. ('''Ryuga''') *'''Raoul''': Voglio premiarti, Ryuga. Esprimi un desiderio.<br>'''Ryuga''': Se sua maestà mi da il permesso, vorrei lottare con Kenshiro.<br>'''Raoul''': E per quale motivo?<br>'''Ryuga''': Perché è scritto nel mio destino. È scritto nel destino della mia stella.<br>'''Raoul''': Ti capisco, Ryuga. Sì, daccordo, puoi andare. Non ho nessuna ragione per fermarti, Ryuga.<br>'''Ryuga''': Grazie. Kenshiro, sto arrivando! L'uomo di Sirio segnerà definitivamente il tuo destino. =====Episodio 74, ''Alla ricerca di un nuovo eroe''===== *La solitudine di Sirio ebbe inizio dopo la scissione della galassia in due gruppi: quello delle sette stelle di Nanto e quello di Hokuto. Da quel giorno, Sirio conquistò la sua indipendenza assoluta e continuò a brillare da sola nell'universo. ('''Ryuga''') *Ricchezza, potere e violenza. Che epoca terribile. [...] Mi domando quanto potrà durare questo triste periodo. [...] Quest'epoca così confusa ha bisogno di un grande capo, di un grande condottiero. ('''Ryuga''') *'''Raoul''': Parla sinceramente, Ryuga. Non hai mai sperato di prendere il potere durante la mia assenza?<br>'''Ryuga''': Sirio non è una stella destinata a prendere il potere, maestà. La mia è una stella solitaria che ama l'indipendenza e non vuole regnare. Seguirò fino in fondo il destino della mia stella. *'''Raoul''': Perché sorridi, bambino? Non hai paura di morire, eh?<br>'''Bambino''': Sì, io ho tanta paura, ma mi hanno insegnato a sorridere per non mostrare i miei sentimenti, signore.<br>'''Raoul''': Incredibile! Sta a sentire, se hai paura devi reagire, hai capito, bambino? Devi combattere, se no non smetterai mai di tremare. Hai capito? *Un uomo che non ha la forza di mostrare i propri sentimenti non è un uomo. Come puoi continuare a sorridere e a chiedere clemenza ai tuoi nemici? ('''Raoul''') *Raoul insegna ai bambini cos'è l'odio e la paura. Ken invece mostra loro le qualità più nobili dell'uomo. ('''Ryuga''') *Non c'è tempo, bisogna fare in fretta. Sirio sarà contento di diventare un lupo affamato e inferocito per placare le ribellioni di questa epoca. ('''Ryuga''') =====Episodio 75, ''Occhi di ghiaccio''===== *Chi riuscirà a conquistare l'arcobaleno della vittoria? ('''Ryuga''') *A morte gli incapaci! Le vostre tecniche sono antiquate. ('''Ryuga''') *Se potessi rinascere, mi piacerebbe vivere in un mondo dove la gente si prende per la mano. ('''Mami''') *Chi ruba il pane alla povera gente fa una brutta fine. Non ha nessun diritto di vivere. ('''Kenshiro''') *Quella gente ha riacquistato la felicità. È meraviglioso. Ho combattuto centinaia di battaglie con Raoul e abbiamo conquistato terre e villaggi. Ma lui ha sempre terrorizzato la gente e ha preso il potere con la forza. Ha creato panico e smarrimento nei suoi territori, così quelle persone hanno imparato a non reagire. Invece, sulle loro facce c'è la felicità e la gioia di vivere. ('''Ryuga''') *'''Ryuga''': C'è qualcosa che non va, Kenshiro? Perché non combatti da vero uomo?<br>'''Kenshiro''': Ryuga, uomo di Sirio, i tuoi occhi sembrano freddi come il ghiaccio, ma se li guardo attentamente scorgo una luce calda e umana. =====Episodio 76, ''Chi sarà il re del mondo?''===== *Julia, perché hai amato tanto Ken? Non capisci che quell'uomo sta sbagliando tutto? Non capisci che il suo modo d'agire fa solo del male all'umanità? Abbiamo bisogno di un uomo forte, di un condottiero che non si lascia impietosire da nessuno. Mi spiace, Julia, ma dovrò uccidere il tuo Ken. Da ora in poi mi comporterà da lupo inferocito. È l'unico modo per salvare il mondo. ('''Ryuga''') *'''Toki''': Hai sempre agito alle dipendenze di Raoul e hai fatto stragi di innocenti. Ma, alla fine, che cos'hai trovato in questo mondo di sangue?<br>'''Ryuga''': Ho trovato due uomini potenti, Toki.<br>'''Toki''': Ti riferisci a Raoul e a Ken, forse?<br>'''Ryuga''': Questo mondo sarà redento solo da uomini forti e coraggiosi. Se Ken non riuscirà... non riuscirà a sconfiggermi, vuol dire che la sua presenza è inutile su questa terra.<br>'''Toki''': Ascolta, Ryuga! Quelle macchie di sangue sparse per tutto il tuo corpo sembrano... sembrano le tue lacrime.<br>'''Ryuga''': Ha ragione... Basta! Devo assolutamente sconfiggere Ken ed è per questo motivo che ho bisogno della tua morte, Toki. La vendetta fa parte del gioco della scuola di Hokuto. La tua morte sarà per lui motivo di vendetta e comincerà ad agire contro di me. Coraggio, Toki! È giunta la tua ora.<br>[...]<br>'''Toki''': Sì, uccidimi. Uccidimi, fai di me quello che vuoi, Ryuga. Spero che dopo la mia morte tu capisca come dovrebbe andare il mondo e con quale spirito dovrebbe essere governato. =====Episodio 77, ''Il sacrificio''===== *'''Kenshiro''': Ryuga, non capisco. Perché? Perché hai deciso di morire?<br>'''Ryuga''': Perché volevo... volevo scoprire la vera natura della nostra realtà. Ho visto... Ho visto centinaia di persone che soffrivano e altrettante che abusavano del proprio potere. Gli uomini chiamati "capi" pensano soltanto al loro interesse privato. In questo tormentato periodo abbiamo bisogno di un condottiero che sappia ridare al mondo pace e giustizia, ed io ero convinto che... che Raoul fosse la persona giusta, il vero salvatore. Basta! I bambini non devono più piangere la morte dei loro genitori. [...] Questa era la mia idea, ma adesso ho incontrato un uomo che possiede un grande spirito e quell'uomo sei tu. Sei tu, Ken! [...] Cerca di perdonarmi, Ken. Allora non mi ero ancora reso conto che la tua forza era l'unica salvezza, l'unico mezzo per redimere il mondo dalla brutalità della violenza, ma adesso ne sono pienamente convinto. Il destino ha scelto te, Ken. Devi combattere contro la sete di potere di Raoul!<br>'''Toki''': È la tua stella. È la stella del lupo che ti ha fatto scoprire la verità. Sirio è in grado di prevedere i mutamenti del mondo e di proteggere l'Hokuto nella sua opera di ricostruzione del mondo stesso. Il tuo destino, purtroppo, ti ha anche condannato alla morte, Ryuga.<br>'''Ryuga''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Kenshiro! Mia sorella aveva ragione nell'ammirare il tuo coraggio. Julia ti amava e ti assicuro che non ho mai visto una donna amare a quel modo. *'''Toki''': Ryuga ha voluto dimostrarti che sei tu il vero salvatore. Raoul sta conquistando il mondo grazie al clima di terrore che ha instaurato tra la gente, e questo... questo non deve minimamente influire sull'impresa che devi compiere, Ken.<br>'''Kenshiro''': Trasformerò le lacrime in sorrisi, Toki.<br>'''Toki''': Vieni, Ryuga. Andremo tra gli uomini che hanno dedicato la loro vita al proprio ideale e che hanno combattuto per la giustizia. Anche noi diventeremo delle stelle e cercheremo di proteggere Ken nel suo lungo e non poco tormentato cammino.<br>'''Kenshiro''': Toki...<br>'''Toki''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: La stella della morte... Addio. Addio Ken. La mia anima rimane con te. ====Riepilogo==== =====Episodio 78, ''Amore impossibile''===== *Shin, l'uomo che volle affrontarmi per amore. Amavamo entrambi Julia, una donna eccezionale. [...] Shin, un uomo assetato di potere. Conquistò innumerevoli territori, proclamandosi il re del mondo. [...] Shin, povero illuso. Non potevi conquistare Julia regalandole soltanto ricchezza. Ma, in fondo, era l'unico modo in cui sapevi dimostrarle il tuo amore. Forse, però, dopo l'hai capito. [...] Quando i tuoi subalterni si sono ribellati e la Croce del Sud è andata a fuoco, è bastato un momento, un solo momento e il tuo regno è stato distrutto. Povero Shin. Dopo questa catastrofe, hai anche dovuto combattere con me. [...] Era il suo destino. Ha sacrificato la sua vita perché amava troppo la sua Julia. Shin, spero che tu abbia ritrovato la tua donna in cielo. ('''Kenshiro''') =====Episodio 79, ''L'amicizia''===== *Rei, il primo uomo che ho potuto chiamare amico. [...] Rei, l'uomo protetto dalla stella del dovere. Hai lottato per salvare la vita di tua sorella Airy. [...] Dopo aver salvato sua sorella, Rei continuò a vivere per proteggere Mamiya, Bart, Lynn e anche me. Rimase sempre legato al suo destino e si prodigò continuamente per aiutare gli altri. Ma poi, in un maledettissimo giorno, vide la stella della morte, e si dice che chi la vede debba morire entro l'anno. [...] Tornando al villaggio dove aveva lasciato i suoi amici, Rei vide uno spettacolo deprimente. Qualcuno aveva di nuovo agito con la violenza e aveva sparso morte e terrore fra la gente. [...] Aveva preso la grande decisione. Adesso si trovava faccia a faccia col suo destino. [...] Fu terribile. Raoul non si limitò soltanto ad uccidere Rei, ma gli inflisse... gli inflisse una pena troppo pesante da sopportare. [...] Rei, l'unico uomo che ho potuto chiamare veramente amico, ha sempre rispettato gli altri e combattuto lealmente. Il suo viso e la sua forza rimarranno per sempre nel mio cuore. Rei, cerca di proteggermi nel duro cammino che dovrò compiere per arrivare alla meta finale. Sei stato il mio più grande amico. ('''Kenshiro''') =====Episodio 80, ''Eterna leggenda''===== *Rei e Yuda, i due guerrieri Nanto, furono destinati ad incontrarsi in un duro combattimento. [...] Rei e Yuda avevano combattuto quando erano entrambi ancora molto giovani. [...] Il colpo di Toki gli provocò un dolore insopportabile, ma aveva ancora solo poche ore da vivere. Si fece coraggio ed andò ad affrontare Yuda. Si preparò alla battaglia come un vero guerriero. Solo un uomo con quello spirito sarebbe riuscito a fare quello che stava facendo Rei. [...] Rei, la tua leggenda vivrà in eterno. L'umanità aveva bisogno di te e di questa tua lezione di vita. ('''Kenshiro''') =====Episodio 81, ''Il grande cieco''===== *Uno di questi sei guerrieri {{NDR|di Nanto}} è stato l'eroe dei nostri tempi: Shu. Ha lottato duramente contro Sauzer, il temibile colonnello, contro l'uomo che voleva conquistare il mondo. [...] Sauzer era un uomo ambizioso e senza scrupoli. Il suo obiettivo era quello di conquistare il mondo. Voleva inoltre edificare una piramide, e per fare questo sfruttava il lavoro dei bambini. [...] E poi, quando venni catturato, Shiba, il figlio di Shu, mi aiutò a fuggire. [...] Shu, la stella della benevolenza continuerà a vivere. Giuro che vendicherò le tue lacrime, Shu, e non lascerò che i bambini continuino a piangere in silenzio. ('''Kenshiro''') =====Episodio 82, ''Il dittatore''===== *{{NDR|Su Sauzer}} Nel profondo del suo cuore, si nascondeva un bambino indifeso. ('''Kenshiro''') *Shin, la stella del sacrificio; Rei, la stella del dovere; Yuda, la stella del tradimento; Shu, la stella della benevolenza; Sauzer, la stella della dittatura. Ma all'appello manca ancora una stella, l'ultima. ('''Kenshiro''') ====Capitolo 4==== =====Episodio 83, ''Tortura disumana''===== *Mi piace essere pulito e se sarà necessario farò anche cento bagni al giorno e nessuno dovrà criticarmi! ('''Bugal''') *Lo spirito riesce a scoprire quello che gli occhi non possono vedere. ('''Kenshiro''') =====Episodio 84, ''La brigata del vento''===== *Io sono Wein, figlio del vento. [...] Il [[vento]] è l'ispiratore della mia tecnica. La sua potenza riesce a disintegrare persino l'acciaio e non conosce limiti di velocità. ('''Wein''') *'''Kenshiro''': Il tuo padrone ti ha progettato per combattere, non è vero? E adesso, visto che non hai più forza, è meglio che tu muoia!<br>'''Glen''': Sì, hai ragione. So solo combattere, non so fare altro. Mio padre David mi ha insegnato solo a sconfiggere il mio nemico e io ho sempre eseguito alla lettera i suoi ordini. Uccidimi, ti prego. L'hai detto anche tu prima: Se non ho più la forza di combattere, la mia esistenza è praticamente inutile.<br>'''Kenshiro''': Queste tue parole mi commuovono. Sei stato costruito solo ed esclusivamente per servire David, non è vero? Ma potresti ribellarti al suo volere e non ammazzare più nessuno.<br>'''Glen''': Che cosa?!<br>'''Kenshiro''': Promettimi che inizierai una nuova vita, libera dall'influenza di David e di chiunque altro.<br>'''Glen''': Kenshiro, tu saresti disposto ad aiutarmi?<br>'''Kenshiro''': Va! Cerca di vivere come fa qualsiasi uomo libero. *Gli uomini del grande re di Hokuto sono legati al suo potere solo dalla paura di essere ammazzati, e tale legame è molto labile mi sembra. ('''Kenshiro''') =====Episodio 85, ''La notte degli echi''===== *Il vento è in grado di percorrere mille miglia in una notte e di uccidere il nemico in un batterdocchi, e non lascia nemmeno una traccia di se stesso. ('''Wein''') *'''Scagnozzo''': Tu appartieni alla scuola di Hokuto, vero? Ora me lo puoi anche dire.<br>'''Kenshiro''': Anche se fosse, tu che faresti?<br>'''Scagnozzo''': Niente, niente. Scappooo! *'''Donna''': È sempre più difficile incontrare uomini come lei. Lei sarà il salvatore di questo nostro secolo. Darà una nuova luce al mondo.<br>'''Kenshiro''': Devo continuare, portare avanti la mia lotta per difendere il mondo. Percorrerò il mio cammino solo se il dio di Hokuto mi aiuterà. È questa la mia speranza. *'''Wein''': Io sono una delle cinque forze di Nanto. Sono Wein, figlio del vento.<br>'''Raoul''': Cosa? Le cinque forze di Nanto?! Ma allora tu sei...<br>'''Wein''': Vedo che hai già capito tutto. Le cinque forze di Nanto hanno il compito di proteggere l'ultimo guerriero rimasto. La scuola di Hokuto non può governare il mondo. Il potere lo deterrà l'ultimo guerriero di Nanto. Per questo sono venuto a combattere con te e a ucciderti. *{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Sei grande, Raoul. La tua tecnica è eccezionale ma non avrai lunga vita, perché le altre forze di Nanto continueranno a combatterti inesorabilmente. Governerai il mondo ancora per poco, spero quindi di rivederti all'inferno. Arrivederci, grande re della Divina scuola di Hokuto. ('''Wein''') =====Episodio 86, ''L'armata delle fiamme rosse''===== *Il vento alimenterà la fiamma dello spirito di Shuren che sta avanzando imperterrito. Il [[fuoco]] crea solo distruzione e morte: Alberi, città, montagne e fiori, non esisteranno più. La terra bruciata dalle fiamme di Shuren è solo cenere, e cenere rimarrà fino alla fine dei giorni. Raoul sarà ucciso dalla rabbia dell'uomo delle fiamme. ('''Rihaku''') *Ken non è l'unico. Non è l'unico uomo che cerca avversare il mio destino. Anche l'ultimo guerriero di Nanto ha deciso di farmi fuori. Mi domando che influenza potrà avere questa decisione sul mio cammino. Le cinque forze di Nanto sono caratterizzate dal vento, dalla polvere, dal fuoco, dalla montagna e dal mare. Chi sarà tra questi il mio prossimo avversario? La roccia o il fuoco? O forse, più semplicemente, sarà Ken? ('''Raoul''') *'''Lynn''': Che strano, è così desolata. Sembra una città morta.<br>'''Kenshiro''': Le città e i territori occupati da Raoul hanno tutti lo stesso aspetto. *Paragonata al mio Bolide, la vostra vita assomiglia a un bidone di rifiuti. ('''Morgan''') *Raoul, voglio ricordarti un'insegnamento della natura: Più forte è il vento, più il fuoco si alimenta. Io, Shuren l'uomo delle fiamme, ti ucciderò. Brucerai nelle fiamme della mia collera e in quella del mio fratello Wein. ('''Shuren''') =====Episodio 87, ''Il mostro della montagna''===== *'''Shuren''': Non tirate {{NDR|le frecce}}, non ne vale la pena. Sono solo dei vigliacchi che seguono il loro re perché hanno paura. E appena il loro capo sarà in difficoltà scapperanno, vedrete.<br>'''Raoul''': Bravo! È vero, loro sono i miei seguaci perché hanno paura e sanno che se scappano io li faccio fuori tutti in un solo colpo. *'''Raoul''': Shuren, non capisco. Speri ancora di potermi sconfiggere? Sei ridicolo!<br>'''Shuren''': La mia vita non avrebbe più senso se mi arrendessi proprio ora. Il grande guerriero di Nanto ha bisogno di noi e della nostra forza. Lo proteggerò fino alla morte, puoi giurarci!<br>'''Raoul''': Che cosa?!<br>'''Shuren''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Hai capito bene. Proteggerò il mio guerriero fino alla morte.<br>'''Raoul''': Sei più piccolo di un granello di sabbia! Mi dispiace, figlio del fuoco, ma la tua fiamma è troppo debole per sconfiggere il grande re di Hokuto e la sua ambizione. *Shuren, figlio del fuoco, ti ammiro perché sei rimasto fedele al tuo intento: Proteggere l'ultimo dei sei guerrieri di Nanto. Ma la mia forza non ti ha permesso di uccidermi e di portare a termine il tuo piano. ('''Raoul''') =====Episodio 88, ''La giusta condanna''===== *Nessuno spegnerà la fiamma della mia ambizione! Sono Raoul, il re di Hokuto. Otterrò il potere annientando il nemico. ('''Raoul''') *Vi auguro sogni d'oro, ma attenzione, perché potreste svegliarvi e ritrovarvi in un'inferno di fuoco, nell'inferno maledetto. ('''Kenshiro''') *Sicuramente meritavi una morte peggiore di questa, ma ogni tanto io sono clemente con i farabutti. ('''Kenshiro''') *'''Jira''': Perché questa dura condanna? In fondo, abbiamo solo ucciso uno stupido bifolco.<br>'''Guzuri''': È vero! Non è un reato molto grave, no?<br>'''Kenshiro''': La vita di quell'uomo era più importante della vostra. Voi l'avete distrutta e non avevate nessun diritto di farlo! Siete soltanto dei vigliacchi, e questa è la giusta condanna per uomini come voi. *Io sono un uomo libero. Il sangue e la lotta non m'interessano proprio. Possiedo tutto. Io sono una nuvola e vago libero per il cielo. Certe questioni non m'interessano assolutamente. ('''Juza''') =====Episodio 89, ''I briganti del re''===== *'''Fudo''': Le cinque forze di Nanto proteggono e sorvegliano l'ultimo grande guerriero. Il vento, il fuoco, la nuvola, la montagna, il mare. Wein del vento ha già combattuto la sua battaglia. Shuren del fuoco lo ha seguito. E poi ci sono io, la montagna. Obbedirò e difenderò l'ultimo guerriero della Sacra scuola di Nanto. È questo il mio unico obiettivo e lo seguirò fino alla fine dei miei giorni, puoi giurarci. Adesso, mi dispiace, ma devo obbligarti ad andare al castello di Nanto per incontrare il mio generale. Ti sta aspettando da tempo. È una questione della massima importanza. Non so se capisci.<br>'''Kenshiro''': No, non capisco quale motivo possa avere il tuo generale per incontrarmi.<br>'''Fudo''': La Sacra scuola di Nanto e quella di Hokuto sono in dissidio da anni e sappiamo che se non c'è pace tra di loro, non ci sarà neanche sulla Terra. Il generale preferisce incontrare te come mediatore e non Raoul, anche se appartenete alla stessa scuola. Sì, ha scelto te come salvatore della fine del secolo, Kenshiro.<br>'''Kenshiro''': No, io non sono il salvatore del mondo, Fudo. Voglio solo sconfiggere Raoul perché ha rotto l'equilibrio che esisteva da secoli tra la scuola di Hokuto e quella di Nanto. *'''Brigante #1''': Quello è Juza delle nuvole!<br>'''Brigante #2''': Sì, è lui, maledizione!<br>'''Brigante #3''': È Juza delle cinque forze Nanto, meglio conosciuto come un famoso donnaiolo!<br>'''Brigante #4''': Non solo prende le donne, ma qualsiasi cosa incontra sul suo cammino diventa inevitabilmente suo!<br>'''Juza''': Ah, vedo che mi conoscete bene! Ma avete dimenticato la cosa più importante: Il mio fascino e la mia irresistibile bellezza.<br>'''Daruka''': Togli subito i piedi dalla mia faccia, bastardo! *'''Juza''': Non ho capito. Hai detto che avete tutte marito e figli?!<br>'''Donna #1''': Per queste le chiediamo di lasciarci tornare al villaggio. I nostri figli piangeranno e non potranno crescere senza le loro madri.<br>'''Donna #2''': Signore, la supplico!<br>'''Juza''': Ehm, non volevo farvi del male. Volevo soltanto divertirmi un po' con voi. *Ho sempre odiato gli ordini e le restrizioni in generale. Voglio decidere io quando mangiare e quando bere. ('''Juza''') =====Episodio 90, ''L'ultimo guerriero''===== *Juza delle nuvole?! Se è lo stesso Juza che conosco io, allora non obbedirà agli ordini di Rihaku. Juza non abbandonerà il suo regno. ('''Raoul''') *'''Uomo di Rihaku #1''': Signor Juza!<br>'''Juza''': Adesso sono stufo! Che altro volete, si può sapere?!<br>'''Uomo di Rihaku #1''': Lei deve aiutarci! Non può sottrarsi dai suoi doveri in questa maniera. Il Signor Rihaku le ha dato un ordine preciso e lei deve rispettarlo.<br>'''Uomo di Rihaku #2''': Sicuramente a quest'ora Raoul starà avanzando verso la città di Nanto e lei è l'unico in grado di fermarlo, lo sa.<br>'''Uomo di Rihaku #1''': La preghiamo, Signor Juza.<br>'''Juza''': Basta! E secondo voi, perché dovrei correre un simile rischio per una faccenda che non mi coinvolge minimamente, eh?! Guardate quante splendide donne ho a mia disposizione. Le ho rubate a dei banditi che volevano far loro del male e adesso amano me. Qui hanno tutto quello che vogliono e possono soddisfare qualsiasi desiderio. Conducono una vita da sogno. Io ho sempre amato divertirmi.<br>'''Uomo di Rihaku #1''': Un'ultima cosa, signore. Mi scusi una domanda un po' indiscreta, ma lei pensa ancora a ''quella'' donna?<br>'''Juza''': Che vuoi dire?<br>'''Uomo di Rihaku #1''': Ci sembra che lei faccia tutto questo solo per riuscire a dimenticare quella ragazza. Il suo comportamento è irrazionale: Cerca di divertirsi e di ridere solo per non pensare all'amore che ancora prova per lei.<br>'''Juza''': Sta zitto, stupido! Andate via di qui e non fatevi più rivedere, altrimenti vi ridurrò a pezzettini!<br>'''Uomo di Rihaku #1''': Sta sbagliando, signore. *'''Bart''': Ma che vi prende? Noi siamo solo dei bambini. Non c'entriamo niente in questa faccenda.<br>'''Uomo di Jacob #1''': Non importa! Se vi uccideremo, vinceremo dei pezzi di ricambio per le nostre moto!<br>'''Uomo di Jacob #2''': Non chiediamo molto. In fondo, ci accontentiamo di poco. Mi serve solo un nuovo filo dell'accelleratore.<br>'''Bart''': Ma-Ma è ridicolo! Perché non lavorate da persone oneste e vi comprate tutti gli accessori per le vostre moto?<br>'''Uomo di Jacob #1''': Questo concetto è molto discutibile.<br>'''Uomo di Jacob #2''': Forza, adesso sacrificati per i nostri bisogni e sta zitto! =====Episodio 91, ''La legge è uguale per tutti''===== *È Juza l'unico uomo capace di affrontarmi, ma la sua pigrizia e il suo modo di essere non gli permettono di muoversi. Ormai ha perso il suo spirito, lo spirito del combattente. ('''Raoul''') *'''Dolphy''': Dovete capire che la gente è il nostro capitale ed è per questo che va trattata con le dovute cautele. [...] Ascoltate attentamente! Sono diverso dai comandanti che hai conosciuto finora. Vi aiuterò personalmente a costruire questo villaggio. Io sono una persona molto democratica.<br>'''Paesano''': Lei che cosa ne pensa?<br>'''Anziano''': Se quello che dice, figliolo, corrisponde a verità, allora siamo salvi. Avremo la possibilità di essere liberi.<br>'''Dolphy''': Siate sinceri, se avete dei problemi tirateli fuori e ne discuteremo insieme. Ho sempre odiato collaborare con persone insoddisfatte. Capite?<br>'''Paesano''': Lei è il più anziano.<br>'''Anziano''': Mi scusi signore, noi siamo... {{NDR|Zenda lo afferra dietro le spalle minacciosamente}}<br>'''Zenda''': Voi non avete nessun problema, non è vero, bel vecchietto?<br>'''Dolphy''': Allora tu sei un uomo insoddisfatto?<br>'''Anziano''': Non solo io, ma tutta questa gente. Sì, gli abitanti di questo villaggio soffrono.<br>'''Dolphy''': Sciocchezze! Avete tutto quello che volete. Gli altri vi invidiano perché siete sotto la protezione di sua maestà. Tutti quelli che contribuiscono alla costruzione dell'impero del re di Hokuto sono felici. *Bastardi maledetti, è inutile usare la legge! Avete solo bisogno di essere picchiati! ('''Dolphy''') *È facile per te parlare di lealtà e di giustizia davanti alle persone se poi il tuo complice li minacciava alle spalle. ('''Kenshiro''') *Ho un grosso difetto: Sono sensibile alle belle donne. Quando le vedo, comincio ad avere le idee un po' confuse. ('''Juza''') =====Episodio 92, ''Nessuno fermerà Juza''===== *'''Kenshiro''': Non ti sembra che gli abitanti del tuo villaggio conducano una vita da animali?<br>'''Baruda''': Non c'è niente di strano, perché loro ''sono'' degli animali. *'''Juza''': Salve, Raoul! Era un pezzo che non ci si vedeva.<br>'''Raoul''': Sì, a dire la verità non è che ci tenessi tanto. Tu sei Juza delle nuvole, non è vero? Ma perché sei venuto? Perché hai deciso di morire così giovane? Non capisco.<br>'''Juza''': Volevo divertirmi un po' con te, Raoul. Sta attento! Sono un uomo pericoloso.<br>'''Raoul''': Mi dispiace contraddirti, ma i tuoi colpi sono una nullità rispetto ai miei. Non hai scampo adesso, Juza! La tua vita è appesa a un filo!<br>'''Juza''': Prima di parlare sarebbe meglio combattere. Hai un grosso difetto, Raoul: Sei presuntuoso! *'''Raoul''': La nostra sarà una vera lotta. Dovrò scendere in campo, maledizione! Come mai hai deciso di affrontarmi? Perché combatti con questo nuovo spirito? Dev'esserci un motivo molto importante alla base di questa tua decisione.<br>'''Juza''': Raoul, hai evitato la potenza dei miei colpi come un grande lottatore, ma ora ascolta! Ho deciso di affrontarti per difendere l'ultimo grande guerriero di Nanto. Queste montagne saranno la tua tomba. =====Episodio 93, ''Due giorni di attesa''===== *'''Julia''': Juza proverà a fronteggiarlo, ma mi chiedo... mi chiedo se sia giusto che la nostra gente assista alla loro lotta.<br>'''Rihaku''': No, se fosse gente debole. Guardi! Guardi il viso degli abitanti di questa città. Qui sono felici, hanno la loro libertà e i loro diritti. Sono sicuro che non abbandonerebbero per nessuna ragione al mondo il loro villaggio. La pace e la libertà sono tesori a cui nessuno vuole rinunciare.<br>'''Tou''': Ed è stata lei con il suo coraggio a dare a loro questo tesoro.<br>'''Rihaku''': In quest'epoca di confusione e di violenza, la gente ha bisogno di un capo come lei. Non abbandoni mai questa gente, non deludi i loro ideali.<br>'''Tou''': Abbiamo anche bisogno di Ken, perché solo insieme a lui riusciremo a dare la libertà al mondo. *'''Raoul''': Non ti darò tregua, Juza delle nuvole!<br>'''Juza''': Non sembrerebbe. Ti vedo piuttosto indeciso, Raoul.<br>'''Raoul''': D'accordo, sei impaziente di morire! *'''Raoul''': In genere, un grande lottatore si ferma quando ha paura. Spero solo non sia il tuo caso, vero, Juza?<br>'''Juza''': Io devo crearmi da sola la mia tecnica, per cui devo concentrarmi completamente sul colpo, e non ho il tempo materiale per aver paura. *'''Raoul''': Nessuno prima d'ora mi aveva fatto cadere in ginocchia. Te la farò pagare!<br>'''Juza''': Perché dici questo? Dovresti essere contento. Di solito tutti i miei avversari dopo questo primo colpo sono sempre morti. =====Episodio 94, ''La grande forza dell'amore''===== *Io ho sempre viaggiato sul mio cavallo, sul mio amico Re Nero, e non voglio la macchina! ('''Raoul''') *'''Kenshiro''': Non capisco, Fudo. Perché vuoi che veda l'ultimo guerriero di Nanto? Perché tutta questa fretta?<br>'''Fudo''': Te l'ho già detto: Per rischiarare di luce il nostro ultimo guerriero e per difenderlo da qualsiasi attacco nemico. Sono sicuro che la tua presenza gli farà nascere un sorriso che da tempo non appare sul suo volto. La sua espressione ormai è come rassegnata ed è per questo motivo che noi, le cinque forze di Nanto, non abbiamo paura della morte. Il giorno in cui incontrerai il nostro guerriero, il corso del tuo destino cambierà e non dovrai temere più nulla. =====Episodio 95, ''Due sguardi innocenti''===== *Il mio futuro non ha nessuna importanza se questo significa spargere sangue. ('''Kenshiro''') *È come se ti fossi ucciso con le tue stesse mani. La tua vigliaccheria ha accecato la tua anima. ('''Kenshiro''') =====Episodio 96, ''La grande vallata''===== *'''Raoul''': Questo tuo ritorno equivale ad un suicidio, Juza.<br>'''Juza''': Sì, può darsi, Raoul. Ma mi dispiacerebbe morire da solo, ed è per questo che ti porterò insieme a me nell'aldilà.<br>'''Raoul''': Ha! Se mi permetti, Juza, devo decidere io con chi morire. [...] Era molto tempo che non provavo questa eccitazione. Juza, spero che tu sia pronto ad affrontare la mia tecnica. Non deludermi! Ho voglia di combattere. Sono felice di affrontare il tuo colpo segreto.<br>'''Juza''': Nessuno dei miei avversari è mai riuscito a carpire l'essenza del mio colpo segreto. Spero che almeno tu riesca ad apprezzare la bellezza della mia tecnica. {{NDR|Si toglie l'armatura}} [...] Il segreto di un lottatore che ha imparato a combattere da solo è di escludere ogni via di fuga e ogni tentazione di cedimento. Sono del parere che quando non hai più difesa, non dipendi più da nessuno. Ascolta, Raoul! Consiglio anche a te di fare la stessa cosa.<br>'''Raoul''': {{NDR|Ride}} Credi forse che un coniglio braccato possa trasformarsi in un leone?! La tua è una situazione disperata e cerchi di esorcizzarla in questo modo. Mi fai quasi pena, Juza. Forza, combatti, Juza! Morirai per mano del re di Hokuto. Dovresti esserne contento. *'''Raoul''': Il tuo coraggio è addirittura sconvolgente! Chi ti da tutta questa forza, Juza?<br>'''Juza''': Vorresti saperlo? È l'ultimo guerriero delle sei stelle di Nanto, Raoul.<br>'''Raoul''': Capisco, ma chi è l'ultimo guerriero di Nanto?<br>'''Juza''': Non te lo dirò. Non posso correre un simile rischio. Devo proteggere il mio ultimo guerriero. E un'ultima cosa, Raoul: Non potrai governare il mondo ancora per molto, perché qualcuno te lo impedirà. =====Episodio 97, ''Corsa verso la libertà''===== *{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': E tu chi sei?<br>'''Rihaku''': Io sono Rihaku delle cinque forze di Nanto, il salvatore di Julia.<br>'''Tou''': E io sono sua figlia Tou.<br>'''Fudo''': Io sono Fudo della montagna.<br>'''Shin''': Le cinque forze di Nanto avete detto?<br>'''Tou''': Sì, i protettori dell'ultimo guerriero di Nanto, Signor Shin.<br>'''Rihaku''': Sì, e siamo venuti alla Croce del Sud per prendere la Signorina Julia.<br>'''Shin''': Che cosa?! Julia non si muoverà di qui!<br>'''Rihaku''': La Signorina Julia è destinata ad essere l'ultimo guerriero di Nanto ed è nostro preciso dovere proteggerla fintanto che il mondo riacquisti pace e libertà. È lei la nostra unica speranza.<br>'''Shin''': Julia appartiene a me e non lascerà mai questa città. È chiaro?<br>'''Rihaku''': Lei non appartiene a nessuno e tu non puoi opporti al volere delle stelle. Non sfidarci, ti conviene! La tua stella questa volta non ti proteggerà, Shin.<br>'''Shin''': Eh?! Che cosa?<br>{{NDR|Arrivano Wein e Shuren}}<br>'''Shuren''': Signor Rihaku!<br>'''Wein''': Sta arrivando.<br>'''Rihaku''': Ha già passato il fiume col suo esercito?<br>'''Wein''': Sì, signore. Il suo esercito è alle porte della città.<br>'''Shuren''': Raoul sa già che Shin e Ken si affronteranno e aggirà solo quando la loro battaglia sarà conclusa, Signor Rihaku.<br>'''Fudo''': È molto saggio quello che ha detto Shuren. Raoul si è autoproclamato re del mondo. Vorrà impossessarsi di tutto, persino della Signorina Julia e vuole aspettare il momento propizio per agire.<br>'''Rihaku''': Shin o Ken, chiunque sia il vincitore, sarà sempre molto difficile riuscire a battere Raoul e la sua magnifica tecnica di lotta Hokuto. Sappiamo tutti che razza di uomo è quel Raoul. Adesso ha deciso di impossessarsi di Julia. E se lei si opponesse al suo volere, la ucciderebbe senza scrupoli. Bisogna fare qualcosa, ragazzi, pensare ad una strategia. Guardate! Si sta svegliando.<br>'''Julia''': Ken... Ken...<br>'''Shin''': Portala via!<br>'''Rihaku''': Shin, che vuoi?<br>'''Shin''': Basta, fate in fretta! Raoul non prenderebbe mai il corpo senza vita di Julia.<br>'''Fudo''': Ma signore, lei...<br>'''Shin''': Julia deve vivere per la salvezza dell'umanità. Dirò a Raoul di avere ammazzato Julia, e questo rappresenterà anche un valido motivo per affrontare Ken della scuola di Hokuto. L'importante è che un giorno io e Ken la rivedremo di nuovo viva. Rivedremo il suo sorriso. *{{NDR|Flashback}}<br>'''Rihaku''': {{NDR|Su Shin}} Julia è tutta la sua vita.<br>'''Fudo''': Dietro quel viso crudele e spietato si nasconde il cuore di un uomo innamorato. *'''Juza''': Se credi di essere onnipotente, ti sbagli, Raoul. Hai, sì, un grosso potere, ma non funziona per tutto. {{NDR|Mostra a Raoul il dito medio}} Sì, ricordati Raoul che soccomberai di fronte ad un altro grande guerriero, un uomo che conosci molto bene: Ken di Hokuto.<br>'''Raoul''': Sei pazzo! Adesso sono stufo. Va all'inferno! *{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Sono Juza delle nuvole. Sono un uomo libero, libero come le nuvole nel cielo sospinte lievemente dal vento. ('''Juza''') *{{NDR|Su Juza}} È stato davvero un grande guerriero, un uomo che ha saputo battersi per i suoi ideali. Lo ricorderemo sempre. ('''Raoul''') *Wein del vento, Shuren delle fiamme e Juza delle nuvole. Questi uomini hanno dedicato la vita a te, ultimo guerriero di Nanto. Conosco il tuo viso adesso, Julia! Nanto e Hokuto dovrebbero rappresentare un solo potere. Le mie ambizioni sarebbero soddisfatte se riuscissi a conquistare Julia e il suo cuore. Julia, sarai la mia signora e la mia dolce schiava. Sto arrivando. Sto arrivando, aspettami! *'''Tou''': Signorina Julia, finalmente il nostro grande giorno è arrivato.<br>'''Julia''': Ho aspettato Ken per tutto questo tempo e adesso è arrivato il momento, il momento di rivederlo.<br>'''Tou''': Cosa? Ma il suo compito non è solo quello di rimanere fedele a Ken. Lei ha un potere che nessuno di noi possiede. Il nostro popolo l'ha sempre seguita per il suo charisma. Grazie a lei, il mondo riacquisterà la pace e l'armonia che da tempo ha perso, perché lei è l'unica che potrà ristabilire l'unione tra Hokuto e Nanto. Il giorno della riconciliazione è arrivato. =====Episodio 98, ''I due fratelli''===== *'''Tou''': Non capisco perché Raoul e Ken debbano... debbano battersi. Sono fratelli, no?<br>'''Rihaku''': È come una predestinazione. Sono loro che devono salvare le sorti di Hokuto, la grande scuola con duemila anni di storia.<br>'''Tou''': Capisco. Ma uno di loro sicuramente soccomberà in questa inutile lotta per il potere. Non è vero, padre?<br>'''Rihaku''': Il potere non c'entra in questo caso, figliola. Hokuto ha bisogno di un unico successore e, soprattutto, di un grande condottiero. *Raoul è stato il primo dopo duemila anni a creare confusione e odio tra gli allievi in seno alla scuola di Hokuto. Il suo obiettivo è di raggiungere il potere assoluto e di regnare su tutta la Terra. È un uomo senza scrupoli ed è accecato dalla sua ambizione. Userà qualsiasi mezzo per realizzare il suo sogno, che equivale alla distruzione dell'umanità intera. ('''Rihaku''') =====Episodio 99, ''La figlia del mare''===== *'''Julia''': Cosa ti succede, Tou? Ti vedo un po' strana oggi. Come mai?<br>'''Tou''': È vero. Hai ragione, Julia. Sono preoccupata. Raoul è arrivato. Cosa succederà? Oh Julia, se tu fossi... se tu fossi presa da Raoul, cosa faresti?<br>'''Julia''': Niente. Aspetterei. Aspetterei Ken. Lui verrebbe a salvarmi. Purtroppo, sono nata per combattere contro il mio crudele destino ed è questo, forse, che mi ha reso forte e coraggiosa. *La mia prestigiosa scuola mi ha insegnato molte cose, e la prima cosa che ho imparato è usare la mente come antidoto per i veleni. ('''Kenshiro''') *'''Tou''': Grande Raoul, ami così tanto Julia?<br>'''Raoul''': Tu sei la figlia di Rihaku del mare, uno delle cinque forze. Ti sei sostituita a Julia per proteggerla, non è vero?<br>'''Tou''': Non è solo per questo. Volevo parlarti di una questione faccia a faccia, Raoul. È molto importante.<br>'''Raoul''': Ma che dici?!<br>'''Tou''': Queste sono lacrime del destino delle cinque forze di Nanto, lacrime che mi costringono a proteggere l'ultimo guerriero di Nanto Julia e ad ammazzarti, Raoul. Oh mio dio, non avrei voluto rivederti in una situazione come questa. Io... Io ti ho... Io ti ho sempre pensato in tutti questi anni. Ti desiderai dalla prima volta che ti vidi. Ero solo una bambina, ma ti amavo e sapevo che non avrei potuto amare nessun altro, Raoul. [...] Sapevo che la tua mente era occupata da Julia e che esisteva solo lei nel tuo cuore. Ma Julia... Julia, anche allora, amava Ken. Raoul, perché non la lasci stare? Perché non cerchi di dimenticare quella donna?<br>'''Raoul''': La mia strada al trono sarà completamente aperta quando avrò conquistato l'ultimo guerriero.<br>'''Tou''': Julia ama Ken e, nonostante questo, tu ti ostini al tuo comportamento ridicolo!<br>'''Raoul''': Questo non ha nessuna importanza! Anche se lei non mi ama, col tempo capirà. Julia sarà al mio fianco per tutta la vita. Hai capito, Tou?<br>'''Tou''': L'ami così tanto Raoul? Proprio come pensavo. Tu vedi in Julia la figura di tua madre.<br>'''Raoul''': Che cosa?!<br>'''Tou''': La natura della donna è condizionata dalla maternità. La donna è soprattutto madre e Julia, l'ultima delle sei stelle Nanto, è protetta dalla stella dell'amore materno che è il simbolo dell'amore universale, dell'affetto e della comprensione. Purtoppo, tu hai perso la madre da piccolo e cerchi in Julia quell'amore che ti è sempre mancato.<br>'''Raoul''': Smettila, per favore. Non dire idiozie!<br>'''Tou''': No, è la verità. Non posso competere con lei, non posso.<br>'''Raoul''': Adesso basta! Dimmi dov'è Julia!<br>'''Tou''': {{NDR|Afferrà il pugnale di Raoul}} Devo combattere con te perché sono figlia di Rihaku del mare, uno delle cinque forze Nanto.<br>'''Raoul''': Avanti allora, prova a sconfiggermi se hai il coraggio! Un'arma così piccola non funziona con me. Forza! Che aspetti? Colpiscimi! Ammazzami! {{NDR|Tou si pugnala}}<br>'''Tou''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Il mio amore me lo impedisce. È meglio che io muoia. Spero solo che... Spero solo che nel tuo cuore rimanga sempre il mio ricordo, Raoul. Raoul, ho amato solo te nella mia vita. Ricordalo. Continuerò ad amarti anche nell'aldilà.<br>'''Raoul''': Sei stata una pazza. Perché non hai ucciso me, visto che non accettavo l'amore che mi avevi offerto, eh?! Se tu mi avessi ammazzato, non avrei potuto essere di nessun'altra. Perché non l'hai fatto?! Eri così giovane, avevi tutta la vita davanti. Julia! Se rifiuterai il mio amore, giuro che ti ammazzerò! Tou, con il suo gesto, mi ha dato una grossa lezione. [...] Julia, l'ultimo guerriero di Nanto, sottomissione o morte: Lascio a te la decisione. =====Episodio 100, ''L'ultimo segreto''===== *Non posso incontrare Julia adesso. Julia non ha nessuna possibilità di salvarsi se Raoul vivrà. Il sedicente re di Hokuto cercherà in tutti i modi di conquistare l'ultimo guerriero di Nanto per ottenere il dominio su tutto il mondo. Per questo ho deciso di affrontarlo, per la vita di Julia stessa. ('''Kenshiro''') *'''Uomo di Rihaku #1''': Siamo ancora in tempo, Signorina Julia. Riuscirà a fermarlo.<br>'''Uomo di Rihaku #2''': Sì, ma sbrighiamoci!<br>'''Julia''': No. Sento la sua voce. Mi dice di non andare. Tornerà non appena avrà battuto Raoul. Lo aspetterò in questa stanza. E sì, ho deciso. Farò quello che lui vuole. Lo aspetterò qui. In fondo, l'ho aspettato fino a questo momento. Sono sicura che lui tornerà a prendermi vittorioso e allora finalmente potremo essere felici. Questo scontro con Raoul era scritto nel suo destino, e Ken sa quello che fa. Ho sempre avuto fiducia in lui. *Ricorda che sono sempre io il re di Hokuto e soprattutto detengo il potere assoluto nel mondo. Non illuderti! La tua tecnica non è ancora perfetta e non riuscirai a sconfiggermi. Più forte è il mio avversario e più i miei colpi micidiali divengono potenti. In tutti questi anni, nessuno è mai riuscito a battermi. Devo ammettere che hai fatto notevoli progressi, però resto sempre io il più forte. Apri bene gli occhi, e vedrai come si combatte! ('''Raoul''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Ryuken, mio grande maestro, voglio chiederle una cosa. Ho sentito parlare dell'ultimo segreto della nostra scuola chiamata "trasmigrazione attraverso [[Satori]]". In che cosa consiste precisamente?<br>'''Ryuken''': Mi dispiace, ma non posso ancora spiegartelo, Raoul. Nessuno è mai riuscito ad acquisire quella tecnica nei duemila anni di tradizione Hokuto.<br>'''Raoul''': Che cosa?!<br>'''Ryuken''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Ovviamente, chi raggiunge tale tecnica è la persona più forte del mondo. La vera vita si ottiene attraverso Satori, che è lo sdoppiamento della vita stessa. È questa la trasmigrazione. Solo l'uomo che ha toccato da vicino le piaghe del dolore può padroneggiare questa tecnica. Solo attraverso il dolore la vita di un essere umano può trasmigrare in un'altra. La forza fisica non ha nessuna importanza. Solo l'esperienza e il dolore insegnano i segreti di questa tecnica. =====Episodio 101, ''Una lotta interminabile''===== *Mi sembra di rivedere le varie lotte tra gli uomini eletti e il sangue che scorre sui loro corpi. Questi ricordi sono evocati dalla figura e dalla tecnica di lotta di Ken. Questo grande uomo ha imparato il segreto dal dolore causato dagli scontro con i vari personaggi delle altre scuole. Più è profondo il dolore, più il suo corpo si fortifica. È questo il suo grande segreto. ('''Rihaku''') *'''Kenshiro''': Raoul, Toki ti sta aspettando.<br>'''Raoul''': Allora mi confermi il fatto che tu sei l'uomo più potente di Hokuto? {{NDR|Ride}} Sei ridicolo! Sei il mio fratello minore! No, non è possibile, non sei tu l'uomo più forte di Hokuto. Non lo ammetterei mai, neanche se lo dicesse tutto il mondo e lo gridasse a squarciagola! {{NDR|Ride ancora}} Attenzione, Ken! Ti spedirò dritto dritto tra le fiamme dell'inferno! {{NDR|Si accorge che gli tremano le gambe}} Che... Che diavolo mi sta succedendo? Non può essere! Non posso crederci... Non posso crederci! Ma perché sto tremando?! Non riesco a capire.<br>'''Kenshiro''': È semplice, Raoul. Questo ti succede perché hai paura. Hai paura di me.<br>'''Raoul''': Cosa?!<br>'''Rihaku''': È incredibile! Raoul ha paura. È la prima volta che gli succede. La sua mente forse non ha ancora capito, ma il suo corpo sì, e ha reagito. *{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Ken sta ancora provando pietà per qualcuno, vero?<br>'''Toki''': Raoul?<br>'''Raoul''': È una pazzia. La pietà non fa che indebolire i suoi colpi.<br>'''Toki''': Non è vero. Lui può diventare il più forte. Me l'ha detto il nostro maestro Ryuken. Un grande [[eroe]] può anche provare pietà e soprattutto è capace di tramutare la tristezza e la delusione in forza vera e propria. Sembra strano, ma storicamente è sempre avvenuta così e io alla storia ci credo, Raoul.<br>'''Raoul''': {{NDR|Ride}} Che stupido! Ascoltami, Toki! Non devi mai provare pietà per gli altri se vuoi diventare il capo di questo mondo. Sono sicuro che Dio apprezzerà molto di più la mia vita che quella di Ken. *La paura non si prende dagli altri, la si incute. Io sono il più anziano dei fratelli della Sacra scuola e il re di Hokuto, che è il signore della fine del secolo! Non tornerò mai indietro, sono stato abituato ad andare avanti! ('''Raoul''') *Vuoi cavare questi occhi e spezzare le mie braccia, Kenshiro? Ma non puoi! Non puoi evitare la tua morte, Kenshiro! ('''Raoul''') *Il cielo sta dalla mia parte! Dio è con me, mi vuole al suo fianco per governare il mondo! ('''Raoul''') *Raoul è come un leone ferito. Se non lo abbatto adesso, spaccherà tutto quello che gli capiterà a tiro. È un pazzo furioso. ('''Kenshiro''') =====Episodio 102, ''Il gigante indeciso''===== *Non è possibile che il grande Raoul abbia paura dei sogni! ('''Raoul''') *'''Julia''': Vai di nuovo a combattere, Raoul? Non devi farlo! Hai già perso. Ormai non hai più la forza. Sei stato ferito brutalmente. {{NDR|Si allontana}}<br>'''Raoul''': Ehi, Julia! Ma che dici? Ti faccio persino pena adesso?! Rispondi! La stella Nanto della pietà splende su di me...<br>'''Usa''': {{NDR|Ride}} Questo dimostra che la signorina s'interessa a lei. Che strane creature le donne. Le loro parole hanno sempre un significato nascosto. Non bisogna mai soffermarsi alle apparenze, maestà. *Quando un uomo è oggetto di pietà da parte della donna alla quale è interessato, è la più grande delle umiliazioni. Quale umiliazione! Quale mortificazione! Mi vergogno di me stesso, non come re, ma come diavolo. Farò precipitare Ken in un mare di sangue, e lì affogherà per andare all'inferno dove non troverà mai pace, mai più pace! ('''Raoul''') *{{NDR|Su Shu}} C'era una volta un uomo che riusciva a combattere senza essere in grado di vedere. Lo spirito di questo formidabile combattente è tuttore vivo dentro di me. ('''Kenshiro''') *Rimarrai in questa posizione finché non ti saranno passati i cattivi pensieri. Se provi a muoverti, scoppierai. ('''Kenshiro''') *{{NDR|Flashback}}<br>Ken, dove sei? Dove ti trovi? Ti ho aspettato per tutta la vita, amore. È questo il mio destino e la nostra promessa. Ti aspetterò fino al tuo duello con Raoul, amore mio. Sei sempre presente nei miei pensieri e nel mio cuore. Ti amo, amore mio. Ti amo tanto, Ken. ('''Julia''') *{{NDR|Flashback}}<br>Ken non ha mai rinunciato a combattere contro di te, Raoul. Hai visto il suo spirito combattivo? Continua a migliorare di giorno in giorno, ed è molto tenace. Il tuo pugno lo dovrebbe sapere meglio di chiunque altro. Stai addestrando alla lotta quello che un domani sarà il tuo peggior rivale, fratello Raoul. Non sto scherzando. Lui diventerà un temibile combattente, credimi. Ma sembra che questo ti faccia piacere. Anzi, non vedi l'ora che accada. È molto strano. Il tuo comportamento, Raoul, è inaudito. Non ti capisco più. ('''Toki''') *{{NDR|A Fudo}} Per togliere questa paura dal mio corpo e diventare Satana, ho bisogno che il tuo sangue di diavolo scorra nelle mie vene. ('''Raoul''') =====Episodio 103, ''I dolci occhi del diavolo''===== *'''Fudo''': Perché? Perché sei venuto qui, Raoul?<br>'''Raoul''': Voglio acquisire la tua tecnica e prendere la tua vita. Ho bisogno del sangue di diavolo che scorre nelle tue vene. E quando il grande Raoul desidera una cosa, la ottiene.<br>'''Lynn''': Che cosa?<br>'''Bart''': Sangue di diavolo?!<br>'''Raoul''': Tutti credono che tu sia un brav'uomo, un benefattore, un'altruista, ma non sanno che... non sanno che sotto quella tua pelle scorre un sangue malefico, un sangue di diavolo. *{{NDR|Flashback}}<br>'''Ryuken''': Tu sei Fudo, non è vero? Io sono Ryuken, uno dei successori della scuola di Hokuto. Voglio farti una domanda: Che cosa rappresenta per te la vita di un essere umano?<br>'''Fudo''': La vita di un essere umano? Niente! Per me non ha nessun valore. Spero di essere stato chiaro.<br>'''Ryuken''': Sei un fallito. Mi fai pena. *In quel periodo irrompevo nei villaggi per rubare cibo e bevande alla povera gente. La mia era una vita da diavolo. [...] Sono cresciuto senza padre né madre. Per questo pensavo che la vita fosse come una piccola mosca, senza nessuna importanza. Ma quei cuccioli appena nati mi confusero le idee. E poi, soprattutto negli occhi di Julia, di quella piccola bambina, vidi finalmente la luce della vita. Quel giorno, mi strappai la maschera del diavolo, giurai di vivere come l'uomo dalle cinque stelle di Nanto seguendo la stella della generosità, e divenni così Fudo della montagna, l'uomo silenzioso. Ma adesso è il momento di rimettermi quella maschera. Mi perdoni, Signorina Julia. Fudo diverrà di nuovo diavolo e combatterà per i suoi bambini. ('''Fudo''') *'''Uomo di Rihaku''': Signor Rihaku, come sapeva che Raoul avrebbe attaccato proprio questo villaggio?<br>'''Rihaku''': Perché in questo momento lui sta combattendo contro la sua paura.<br>'''Uomo di Rihaku''': Come?!<br>'''Rihaku''': Sì, è proprio così. È stato spaventato dal colpo segreto di Ken, dal colpo della Trasmissione attraverso Satori. [...] Fino ad allora, aveva combattuto incutendo paura agli altri, e questo suo potere lo ha perso nel momento in cui lui stesso ha avuto paura. Per riconquistarlo, deve sconfiggere Fudo e la sua forza. È strano, ma vincere Fudo significa poter di nuovo affrontare Ken. È questa l'unica maniera per riuscire a riacquistare la forza e a vincere la paura del suo grande rivale Ken di Hokuto. *Ascoltate attentamente! Mi raccomando, se indietreggio di un solo centimetro oltre questa linea scagliate tutte le vostre frecce contro la mia schiena, d'accordo? [...] Se faccio un passo falso, la morte mi accoglierà tra le sue lunghe e possenti braccia. Sarò semplicemente un uomo indegno battuto dal suo fratello minore. ('''Raoul''') *La bontà non fa che rendere gli uomini più deboli. ('''Raoul''') =====Episodio 104, ''Bambini del futuro''===== *Non potrai mai capire la mia forza. Continuerò a combattere fino a che l'ultimo pezzo della mia carne e l'ultima goccia del mio sangue non saranno stati sconfitti, Raoul. [...] Sono questi bambini che mi spingono avanti. Sono loro che mi danno il coraggio e la forza per continuare a combattere. Non vedi il potere nei loro occhi? Non vedi che spirito ho acquistato stando insieme a loro? ('''Fudo''') *Tu hai visto la potenza di Ken negli occhi dei miei bambini e nei miei colpi. Per questo motivo hai avuto paura e hai indietreggiato. Hai perso con me e perderai anche con Ken. È la fine per le tue ambizioni! Le genti di tutto il mondo sono state liberate dalle grinfie di un tiranno e di uno sporco assassino chiamato Raoul! Muori, maledetto! È la rivolta di tutte le lacrime che hai fatto versare! ('''Fudo''') *Anche se sto morendo, avrai sempre paura. E finché proverai timore, non sarai in grado di battere il grande Ken. È questa la più grande vittoria che ho ottenuto nella mia vita. ('''Fudo''') *Raoul, ascolta! Uomini che non... Uomini che non sanno cosa sia il dolore non saranno mai in grado di vincere, Raoul. ('''Fudo''') *Non avete ancora capito che la mia vita non vale un soldo bucato se perdo?! ('''Raoul''') *{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Ken, Kenshiro, amico mio, aiuta... aiuta i miei bambini... No, aiuta tutti i bambini del mondo. Sono loro che costruiranno il futuro. Sono loro che detteranno nuove regole e nuove leggi. Dovrai... Dovrai educarli e insegnare loro a rispettare i più deboli. Ken... Addio Ken. Addio bambini miei. ('''Fudo''') =====Episodio 105, ''Stelle per sempre''===== *{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': Chi siete?<br>'''Rihaku''': Sono Rihaku del mare, una delle cinque stelle di Nanto, servo di Julia.<br>'''Tou''': Io sono Tou, sua figlia.<br>'''Fudo''': Fudo della montagna.<br>'''Shin''': Le cinque stelle di Nanto?!<br>'''Tou''': Sì, Signor Shin. E siamo qui per un motivo preciso.<br>'''Rihaku''': È vero. Abbiamo l'incarico di portare via con noi la Signorina Julia.<br>'''Shin''': Incarico?! E chi ve lo avrebbe dato?<br>'''Rihaku''': Il fato ha deciso che la Signorina Julia debba diventare il sesto ed ultimo guerriero di Nanto. È nostro dovere proteggerla dalla morte ed istruirla perché possa salvare il mondo.<br>{{NDR|Arrivano Wein e Shuren}}<br>'''Shuren''': Rihaku!<br>'''Wein''': Rihaku!<br>'''Rihaku''': Allora, dov'è Raoul? Si sta avvicinando?<br>'''Wein''': Proprio così, signore. Dobbiamo stringere i tempi.<br>'''Shuren''': Raoul è fermo nella valle in attesa del combattimento fra Ken e Shin. Si muoverà soltanto dopo che questo sarà terminato.<br>'''Fudo''': Raoul crede di essere il re di Hokuto ed è divorato dall'ambizione di conquistare la fine di questo secolo per sottomettere tutti alla sua volontà. Ma per farlo ha bisogno della Signorina Julia.<br>'''Rihaku''': Ora mia sembra abbastanza chiaro che qualunque sia l'esito della battaglia, il vincitore non avrà forza sufficiente per fronteggiare anche Raoul. Ecco spiegato perché non posso lasciare qui Julia. Non la potreste difendere. Raoul se la prenderebbe e se poi Julia, svegliandosi, si ribellasse a lui, beh, non posso prevedere la reazione, ma sarebbe spietata.<br>'''Shin''': Portatela via!<br>'''Rihaku''': Shin!<br>'''Shin''': Andate! Raoul saprà che Julia è morta.<br>'''Fudo''': Addio.<br>'''Shin''': Addio, e non lasciate che lei muoia. Io farò in modo di spargere la voce che Julia è morta per mano mia. *'''Rihaku''': Wein figlio del vento, Shuren del fuoco, Juza delle nuvole, Fudo della montagna, e mia figlia Tou. Con loro è morta un'era. Sono l'unico ad essere sopravvissuto. Il compito di proteggere la Signorina Julia è ora tutto nelle mie mani e nelle tue. Kenshiro, ormai lo scontro finale è vicino. Devi vincere perché l'umanità intera abbia un seguito.<br>'''Kenshiro''': Amici che avete donato la vostra vita, vi ringrazio. Sarete per sempre nel mio cuore, mi darete la forza per vincere e salvare Julia. =====Episodio 106, ''Vivrai per sempre nel mio cuore''===== *'''Julia''': Quell'uomo che dite pazzo, Raoul, è uno dei più grandi maestri della scuola di Hokuto. Unico scopo della sua vita è combattere, ed è per questo che prima o poi dovrà incontrare Ken. Il loro destino è segnato.<br>'''Uomo di Raoul''': Ma come fate? Come potete non odiarlo? È per ordine suo se siete prigioniera. Ora dispone della vostra vita.<br>'''Julia''': Vi prego, provate a capire il suo cuore.<br>'''Uomo di Raoul''': Allora è questa la carità di Nanto. Attraverso la luce della carità, ci avvolge uno a uno, donandoci serenità e pace, la carità di Nanto, la carità universale. *Neanche il calore più intenso e le fiamme possono intaccare il mio corpo. Sì, ne ho la certezza. Sono eterno. Ma nonostante tutto, per due volte sono stato dominato dal terrore. Gli occhi di Kenshiro mi hanno dominato per la prima volta, e la seconda volta ho indietreggiato davanti agli occhi dei bambini. Da quando sento lo spettro del timore ho perso totalmente fiducia in me stesso. Kenshiro e Fudo hanno abbattuto la mia sicurezza attraverso la loro tristezza. Ma perché? Ken ama Julia più di ogni altra donna e Fudo amava quei bambini più di sé stesso. Può l'amore avere la forza di annullare il potenziale psichico? Cos'è? Cos'è l'amore? [...] E l'amore può coincidere con la tristezza? ('''Raoul''') *'''Julia''': Perché vuoi uccidermi?<br>'''Raoul''': Devo vincere, e per farlo ho bisogno della tua morte. Il destino mi ha già preparato l'incontro con Ken. Il mio corpo, la mia tecnica e le mie capacità non sono differenti dalle sue, eccetto che io non so che cosa siano amore e tristezza. Ma una cosa è certa: L'amore è causa di tristezza. E questa, per esistere, ha bisogno dell'amore, e purtroppo io potrò capire che cosa siano amore e tristezza solo perdendoti, Julia.<br>'''Julia''': Raoul...<br>'''Raoul''': Julia, consegna al re di Hokuto la tua vita! {{NDR|Viene colpito alla gamba da una freccia}} Siete impazziti?!<br>'''Uomo di Raoul''': Sire, la scongiuro: Non la uccidete! Il mondo ha bisogno di lei per capire. Lasciate stare, sire, per favore. Siamo disposti a sacrificare la vita in cambio della sua. La nostra esistenza non vale nulla rapportata alla sua.<br>'''Raoul''': {{NDR|Si toglie la freccia}} Tutti quanti?! Siete stati avvolti dalla luce della carità tutti quanti? No, non è possibile.<br>'''Uomo di Raoul''': Non fatelo, sire!<br>'''Raoul''': Julia, non m'importa se tu mi odierai. {{NDR|Julia si strappa un brandello di abito e comincia a bendare la ferita di Raoul}} Allontanati subito!<br>'''Julia''': Non potrai dare il meglio di te stesso contro Ken se lascio aperta la ferita, Raoul.<br>'''Raoul''': Non provare a infondermi la carità!<br>'''Julia''': C'è una sola cosa che io devo fare prima che tu vada incontro al tuo destino: Eliminare tutte le preoccupazioni dalla tua mente. {{NDR|Si volta}} Sarebbe molto difficile per te toccarmi se io continuassi a guardarti, ma non lo farò. Questo è il momento per uccidermi.<br>[...]<br>'''Raoul''': Sei disposta a sacrificare la tua vita? Perché?<br>'''Julia''': Per far nascere qualcosa di nuovo. Riesco a vedere un'era piena di sole che illumini immenso questa nostra epoca. Alberi verdi, uccelli che cinguettano, il mormorare di un piccolo ruscello, il profumo dei campi in fiore, tutta la Terra risplenderà di luce propria. E perché tutto questo possa diventare realtà, per dare vita a questa nuova era, è necessario che tu e Ken vi battiate. Ora sono pronta a sacrificare me stessa per dare inizio alla vita.<br>'''Raoul''': Sto tremando. Il mio cuore batte più veloce e ho freddo, tanto freddo. Ma che diavolo succede?! [...] {{NDR|Comincia a piangere}} Ma cosa...? No, sono... lacrime. È questo? È questo l'amore di cui parlavi, Toki? Era questo il sentimento che mi faceva desiderare Julia? Era questo? {{NDR|Si prepara ad uccidere Julia, ma si blocca}} No, non devo! L'amore non esiste per me, non ''deve'' esistere! Voglio vincere! Voglio distruggere Ken, e c'è un solo modo per riuscirci. Dimenticami, Julia! Tu sarai la mia tristezza e non abbandonerai mai il mio cuore! *{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Lei è una delle poche cose a cui tengo veramente.<br>'''Toki''': Attento, Raoul. Julia non è una cosa. In lei c'è molto di più. C'è l'amore.<br>'''Raoul''': Amore?! Non dire eresie! Che cos'è l'amore? Un'invenzione paranoica per i mortali.<br>'''Toki''': Dici così perché non capisci. Ma ricorda: Un giorno il tuo viso verrà rigato dalle lacrime, e in quel momento il tuo scetticismo svanirà. Soltanto allora la tua mente si aprirà e potrai comprendere l'amore insieme alla tristezza. *Il luogo per la preparazione ai combattimenti, punto d'incontro dell'educazione di duemila anni di storia di Hokuto. Per secoli le dispute per la successione al trono della scuola si sono svolte qui tra queste macerie. ('''Kenshiro''') =====Episodio 107, ''Nessuno li fermerà''===== *'''Kenshiro''': Non hai assolutamente gusto estetico, morire tra le macerie.<br>'''Raoul''': Molto spiritoso! Questo è il posto più adatto dove seppellire il tuo corpo e con te mettere un punto sui duemila anni della storia di Hokuto.<br>'''Kenshiro''': Raoul, sei troppo ambizioso e l'ambizione porta unicamente alla distruzione, mio caro. Mettitelo in testa! *'''Uomo di Raoul''': Comandante Rihaku, solo adesso abbiamo capito quanto questa guerra sia vana, ed è stato solo merito di Julia. Attraverso la grande carità di Nanto, che solo lei ha potuto infonderci, ci ha donato la forza di capire quanto fosse stato falso continuare a combattere ed uccidere per soddisfare le ambizioni di Raoul. Abbiamo capito cosa fosse la compassione, ma ormai... Era troppo tardi.<br>'''Rihaku''': Ora anche Raoul sa cosa siano compassione e tristezza, perché ha ucciso il suo più grande amore, e spero che lo stesso esempio sia d'aiuto per tutti gli uomini. Dimenticate la guerra e riscoprite l'amore! È l'amore la base della vita, e grazie alla carità di Nanto ce ne siamo resi conto. Osservaci dal cielo, Julia. Da oggi sarai ricordata per sempre, perché anche se non siamo riusciti a salvarti, il tuo grande sacrificio e l'esempio di carità che ci hai mostrato rimarranno eternamente nei nostri cuori. *Allora, hai capito? Non ho bisogno di fama né di gloria. Voglio soltanto distruggerti, Kenshiro! E quando l'avrò fatto, sarò l'uomo più potente del mondo. ('''Raoul''') *Sì, mi piace! Mi piace sentire tanto dolore dentro di me. Da quanto tempo sogniamo tutti e due questo momento, fratellino? Entrambi siamo in grado di applicare senza paura il colpo finale della scuola di Hokuto: Sdoppiamento delle immagini. Ma uno di noi deve morire. E vuoi sapere una cosa? Non può esiste colpo migliore per ammazzarti, Ken. Sei morto! ('''Raoul''') *'''Bart''': Combattono ad oltranza senza difendersi. E poi non sembra che si odiano. Combattono e basta.<br>'''Lynn''': Non esiste odio in loro. Non devono. Mio dio, io riesco a vederli da bambini! *Raoul, Toki ed io ammiravamo tutto quello che facevi quando anni fa studiavamo l'Hokuto e, proprio per l'ammirazione che ho perso di te, non sono mai riuscito a fermarti. ('''Kenshiro''') *Verrà presto il tempo in cui questo loro combattere, che ormai dura da tempo, avrà perso. E allora, finalmente, le loro anime saranno liberate. ('''Julia''') =====Episodio 108, ''La stella della morte''===== *Tu sei un uomo vuoto, Raoul. Invece, dentro di me, è molto forte il pensiero di te e Julia. Sentimenti, Raoul. Questi sono i sentimenti e tu non potrai mai cancellare queste mie sensazioni perché non sei mai stato in grado di provarle. ('''Kenshiro''') *'''Raoul''': Toki...?<br>'''Toki''': Raoul, perché non vuoi ammetterlo? Perché? Tu puoi capire cos'è l'amore. Il tuo cuore ne è pieno, Raoul.<br>'''Raoul''': No, non è vero! Non può essere vero!<br>'''Toki''': Guarda in alto. La stella della morte sta brillando per te. *{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Julia? Quello è sangue. Tu... Tu sei malata, non è vero? Ecco spiegato il tuo pallore. Deve essere grave.<br>'''Julia''': È così. Ho ancora pochi mesi di vita.<br>'''Raoul''': Da quando stai così?<br>'''Julia''': Da quando sono stata rapita da Shin. Mi sono ammalata quasi subito e da allora i miei giorni sono contati. Aspettavo con ansia l'arrivo di questo momento. Ora finalmente potrò liberarmi dal mio fardello. Nel grande libro del destino è scritto che arriverà una nuova era. Ma perché questo si realizzi, è necessario che tu e Ken vi battiate e che io muoia.<br>'''Raoul''': Pazza! Saresti pronta a morire? Pronta a sacrificare la tua giovinezza? Qual è il motivo di tanta determinazione?<br>'''Julia''': Prati verdi, alberi in fiore, tutti gli uomini del mondo torneranno a sorridere di nuovo. La mia vita in cambio di gioia e serenità.<br>'''Raoul''': No, non può essere! Sto piangendo. Devo reagire! Il re di Hokuto non deve assolutamente conoscere la tristezza, non deve! Julia, il tuo ricordo vivrà per sempre nel mio cuore. *'''Raoul''': Toki, stai cercando di farmi capire che Raoul ama Julia? Ma se le cose stanno così, Ken e io nutriamo entrambi gli stessi sentimenti.<br>'''Toki''': Ci sei arrivato. Il gioco è finito.<br>'''Raoul''': No, non è vero! Il re di Hokuto deve essere fiero di se stesso, anche se muore. *Kenshiro, io e te nutriamo gli stessi sentimenti, siamo nella stessa situazione. E allora cosa mi impedisce di batterti? {{NDR|Si prepara a colpire Ken, ma si blocca}} Evidentemente tu lo sapevi. Eri sicuro al cento per cento che non sarei mai riuscito neppure a sfiorarti. Non ho forse ragione, Kenshiro? [...] Ormai conosco tutto. Avevi già deciso di sacrificare la tua vita da molto tempo, non è vero? Era tutto stabilito. Sapevi perfettamente che avresti potuto morire, che questo combattimento sarebbe potuto essere l'ultimo per te. ('''Raoul''') *Amici! Non ho mai voluto avere amici nella vita, tranne Toki. È stata l'unica persona che mi ha capito. ('''Raoul''') *Ti prego, mostrami la faccia di chi ha sconfitto Raoul. Tu sei il mio fratello. ('''Raoul''') *'''Raoul''': Julia, puoi vivere ancora qualche anno. Per quale motivo potrei impedirti di farlo felicemente accanto all'uomo che rappresenta tutta la tua esistenza?<br>[...]<br>'''Kenshiro''': Raoul, ora ho capito. Hai donato a Julia la tua anima, non è vero?<br>'''Raoul''': Addio, Kenshiro. Toki mi sta aspettando da qualche parte in cielo.<br>'''Kenshiro''': Raoul...<br>'''Raoul''': Non ti avvicinare! Non ti azzardare a fare un altro passo, Ken! È stato il destino a decidere che voi due viviate e che io muoia. E mettiti in testa una cosa: Raoul non ha bisogno dell'aiuto di nessuno, neppure per morire. {{NDR|Viene avvolto da una luce accecante}}<br>'''Julia''': Mai visto niente di simile!<br>'''Bart''': Il corpo di Raoul sta diventando bianco!<br>'''Raoul''': {{NDR|Si trafigge i punti di pressione}} Voglio dirti un'ultima cosa, Ken. {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Il re di Hokuto non ha nessun rimpianto. *È finita, e il cielo si sta già aprendo per lasciar passare la luce del sole. Se Raoul, Kenshiro e Julia non fossero stati qui, il mondo intero sarebbe vissuto nel buio per molti anni ancora. ('''Rihaku''') *Addio. Riposa in pace con Toki. Sei stato un grande maestro della Divina scuola di Hokuto. Il tuo ricordo e la tua forza vivranno con me per sempre. ('''Kenshiro''') =====Episodio 109, ''Promemoria''===== *La tecnica leggendaria del soffio, famosa per la sua enorme potenza, è stata tramandata segretamente per duemila anni da maestri della Divina scuola di Hokuto ad uno solo dei loro figli. Attraverso questa tecnica, è possibile distruggere il corpo dall'interno attaccando una parte precisa detta "punto segreto di pressione". Solo gli allievi di Hokuto, potendo utilizzare le loro capacità cerebrali al settanta per cento, contro i dieci usato in generale dagli uomini, sono in grado di eseguirla. Il penultimo successore, Ryuken, aveva adottato quattro bambini: Raoul, Toki, Jagger, Kenshiro. Un giorno, una bambina fu portata alla scuola di Hokuto durante un'allenamento. [...] Poco dopo, un'esplosione nucleare devastò totalmente la vita sul pianeta. Come risultato, si ebbe l'estinzione di molte speci animali, il prosciugamento delle acque e l'inaridimento delle terre. Naturalmente, il fenomeno interessò tutto il globo. Però una delle poche speci a non estinguersi fu quella umana. [...] Tutto il mondo era sotto il dominio della violenza e della paura, e già si aspettava l'arrivo di un uomo che potesse sconfiggerli. [...] È lui l'eroe dei nostri giorni. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}} *La lotta {{NDR|tra Kenshiro e Shin}} era stata totalmente inutile. Kenshiro riprende nuovamente il suo cammino, durante il quale incontrerà molti combattenti che diverranno suoi grandi amici. Ma dovrà sopportare anche il dolore di vederli morire dinanzi ai suoi occhi: [...] Rei, l'uccello d'acqua di Nanto sotto la stella della giustizia; [...] Yuda, la gru rossa di Nanto, l'uomo della tentazione; [...] Shu, l'airone bianco di Nanto, l'uomo della lealtà; [...] Sauzer, la fenice di Nanto, l'uomo del comando. [...] Quanto dolore per il secondo dei quattro fratelli, Toki. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}} *L'ultimo successore della Divina scuola di Hokuto di duemila anni di tradizioni è Kenshiro. E dopo aver sconfitto Raoul, ha deciso di andare via con la sua donna Julia, lasciando anche Bart e Lynn, i suoi più cari amici. Nessuno sa dove siano andati. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}} ====[[Explicit]] della serie televisiva==== {{Explicit serie televisive}} Presto, molto presto lo vedremo tornare da dietro quelle colline. Ne sono sicura. ('''Lynn''') ===''Ken il guerriero 2''=== {{FictionTV |titoloitaliano= Ken il guerriero 2 |tipofiction= Serie anime |immagine= Hokuto No Ken 2 tv series logo.png |didascalia= Logo della serie |dimensioneimmagine= |titolooriginale= 北斗の拳 2 |paese= Giappone |anno= 1987 – 1988 |genere= anime |stagioni= |episodi= 43 |regista= [[Toyoo Ashida]] |ideatore= [[Buronson]] e [[Tetsuo Hara]] |doppiatorioriginali=*[[Akira Kamiya]]: [[Kenshiro]] *[[Keiichi Nanba]]: Bart *[[Miina Tominaga]]: Lynn *[[Takeshi Aono]]: Rihaku *[[Kenji Utsumi]]: [[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]] *[[Ken Yamaguchi]]: Ain *[[Hideyuki Tanaka]]: Falco *[[Michihiro Ikemizu]]: Soria *[[Tessho Genda]]: Shoky *[[Masaharu Sato]]: Tige *[[Yousuke Akimoto]]: Borz *[[Kuniko Koguchi]]: Muh *[[Daisuke Gori]]: Pirata rosso *[[Masako Katsuki]]: Laya *[[Kohei Miyauchi]]: Jukei *[[Hirotaka Sukuoki]]: Ork il rosso *[[Kouji Totani]]: Ronn *[[Shinji Ogawa]]: Hyo *[[Kenji Utsumi]]: Kaio *[[Shingeru Chiba]]: Yasha Nero *[[Gara Takashima]]: Sayaka |doppiatoriitaliani=*[[Alessio Cigliano]]: [[Kenshiro]]/Bart/Tige (ep. 7) *[[Massimo Milazzo]]: Bart (ep. 42-43)/Shoky (ep. 9-10)/Tige (ep. 9-14)/Jukei (ep. 35, 40)/Ork il rosso (ep. 17-43)/Hyo (ep. 31-43)/Yasha Nero (ep. 39-42) *[[Daniela Caroli]]: Lynn/Muh (ep. 9-10)/Laya (ep. 29, 34) *[[Marcello Mandò]]: Rihaku/Borz (ep. 9-10)/Ronn (ep. 17-18)/Kaio (ep. 31-32) *[[Ambrogio Colombo]]: Raoul/Hyo (ep. 22-30)/Kaio/Yasha Nero (ep. 31-38) *[[Marco Mete]]: Ain/Soria/Shoky (ep. 6) *[[Bruno Cattaneo]]: Jako/Falco (ep. 6-7, 21)/Pirata rosso (ep. 19-26, 29)/Jukei (ep. 30)/Ronn (ep. 21)/Yasha Nero (ep. 30)/Ork il rosso (ep. 15-16) *[[Massimo Pizzirani]]: Falco (ep. 8-15)/Jukei (ep. 39) *[[Stefanella Marrama]]: Louise/Muh (ep. 11-15) *[[Gabriele Carrara]]: Ronn (ep. 19-20)/Kaio (ep. 36-37) *[[Francesco Caruso Cardelli]]: Rock *[[Monica Ward]]: Sayaka |note= }} ====Episodio 1, ''...e la vita continua''==== *Non è giusto che le lacrime dei nostri bambini siano formate da fango putrido. ('''Paesano''') *La pace ha creato una differenziazione tra ricchi e poveri. Si sta velocemente riaffacciando un periodo di confusione. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}} *Il mondo sta perdendo la luce un'altra volta. L'unico che può spazzare via le nuvole dov'è? ('''Anziano''') *È un grande onore lavorare al servizio dell'imperatore... finché morirete. ('''Comandante imperiale''') *Sì, luce! Dev'essere illuminata tutta la nostra capitale. Qui il buio non esiste. Dev'essere il centro della luce di tutto mondo. Deve risplendere nel buio della notte così come la luna risplende nel cielo. Questo è un ordine di Jako il governatore generale. E siccome i miei poteri discendono dall'imperatore questo è un suo ordine. ('''Jako''') *Il dominio dell'imperatore si estende su tutto il pianeta. Hokuto e Nanto possono molto poco contro di lui e, per di più, è ormai vicino a raggiungere la supremazia totale. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}} *Noi non dobbiamo arrenderci! Anche se Kenshiro è morto, non possiamo smettere di combattere, altrimenti faremo solo il gioco dell'imperatore. È arrivato il momento di rimboccarci le maniche e lottare per arginare la sete di conquista dell'imperatore. Anche se dispone di molta più forza di noi, non dobbiamo permettergli di approfittare della nostra debolezza e di renderci schiavi della sua follia! ('''Joe''') *'''Bart''': Combattiamo nel nome di colui che avrebbe sacrificato la sua vita per la pace.<br>'''Lynn''': Da quest'uomo abbiamo appreso il significato di amore e coraggio. *Kenshiro, puoi vederci? Quei due ragazzi combattono sotto il segno dell'Orsa. Aspettano con ansia il tuo ritorno più di quanto loro stessi se ne rendano conto. "Se Kenshiro fosse qui...". Questa speranza è sempre presente nelle loro menti, ma cercano di metterla da parte e continuano a lottare. Se tu riesci a sentire la disperazione di queste piccole anime, ti prego, vieni! Abbiamo bisogno di te, della luce di Hokuto, che dia ancora pace a tutti gli uomini che vivono in questa era disastrata. ('''Rihaku''') ====Episodio 2, ''Ritorno di fiamma''==== *'''Gronko''': Non credere di cavartela!<br>'''Kenshiro''': Tremo tutto. {{NDR|colpisce Gronko}}<br>'''Gronko''': Imbecille! Hai giocato col fuoco e ti sei scottato. L'imperatore ti scoverà, dovunque tu ti nasconda.<br>'''Kenshiro''': Facciamo un giochino. -3, -2, -1...<br>'''Gronko''': Adesso perché conti?! {{NDR|gli esplode la testa}} ====Episodio 3, ''La salvezza viene dal nord''==== *'''Bart''': Ormai la mia vita non mi appartiene più. Ho rinunciato ad essa da quando ho iniziato a combattere sotto il nome dell'Hokuto.<br>'''Lynn''': La stessa cosa vale per me. È tanto ormai che ho deciso di combattere. So che se il destino vorrà potrò perdere la vita, ma questo non mi spaventa. Anzi, sarei felice di morire per salvare la vita di persone innocenti. *Vengo dal nord unicamente per consegnarti la tua condanna a morte. ('''Kenshiro''') *'''Bask''': Voglio sapere il tuo nome.<br>'''Kenshiro''': È completamente inutile che te lo dica. Quando uno muore i suoi ricordi svaniscono. ====Episodio 4, ''Cacciatori di taglie''==== *'''Lynn''': E così Julia è...?<br>'''Kenshiro''': Il suo destino era segnato. Ha vissuto quel poco che le restava serenamente ed è morta in pace sorridendo. *Detesto chi decide di sgualcirmi gli abiti! ('''Ain''') *'''Ain''': Scusa la domanda un po' personale, belloccio. Hai una ragazza per caso?<br>'''Kenshiro''': No.<br>'''Ain''': Ma come?! Un fustacchione così popolare?! Beh, meglio così. Mi si apre troppo il cuore nel vedere una donna disperarsi per la morte del suo amato. *'''Kenshiro''': Ti vesti sempre così?<br>'''Ain''': No, è uno dei mille abitucci che ho nel mio armadio. Stamattina mi piacevano le stelle. Spero che piacciano anche a te. Ne vedrai molte quando ti avrò colpito. *Pagliaccio a me?! Lo sapevi che sono molto permaloso, no? ('''Ain''') ====Episodio 5, ''La scuola imperiale di Cento''==== *'''Soria''': Nessuno dovrà più ricordare, né tantomeno raccontare, le storie di Hokuto e di Nanto. Ho l'ordine di uccidere chiunque tenterà di tramandarle.<br>'''Mamiya''': Perché? Cos'è, un ricordo?<br>'''Soria''': Nostra signora, la Stella Polare, dev'essere l'unico astro a brillare nel cielo. L'Orsa Maggiore rappresenta un simbolo di pericolo per il nostro imperatore ed è un sinonimo di ribellione. Perciò la volontà suprema ha deciso di cautelarsi da questa minaccia. Gli ordini sono chiari: Hokuto e Nanto devono essere eliminati.<br>'''Mamiya''': Non ha senso!<br>'''Soria''': Questa è l'era dell'imperatore ormai, l'era della Scuola imperiale di Cento! *'''Soria''': Tu hai amici e ricordi in questo villaggio. Attaccandolo ero sicuro che saresti venuto.<br>'''Kenshiro''': E tu hai distrutto il villaggio! Hai ucciso persone innocenti solo per farmi uscire allo scoperto?!<br>'''Soria''': E allora? Anche questo posto ha molto a che fare con l'Hokuto. Sono Soria dalla luce purpurea, generale dell'imperatore, e ho l'ordine di cancellare l'Hokuto dal mondo.<br>'''Kenshiro''': Maledetto!<br>'''Soria''': Mi dispiace, ma devi considerarti morto. *Nessuno è mai riuscito a sopravvivere al mio colpo. Uccide senza pietà. [...] La luce undulante di Cento ha distrutto le cellule del tuo corpo ad una ad una irreparabilmente. Ti ho trafitto col mio spirito e ti ho spezzato. Una parte di te si trasformerà in vapore e il resto sarà congelato. Lentamente il tuo corpo si sgretolerà fino a sparire da questo mondo. ('''Soria''') *'''Soria''': La Scuola imperiale di Cento è la più forte. Con oggi si può segnare la fine dell'Hokuto per sempre.<br>'''Kenshiro''': Hai detto che il tuo nome è Soria della Scuola imperiale di Cento, non è vero? Beh, mi dispiace. Sono le uniche parole che ricordo del tuo discorso. ==Citazioni su ''Ken il guerriero''== *Io e il Signor Hara stavamo cercando di creare un nuovo fumetto sulle arti marziali. Ero convinto che il suo disegno vigoroso sarebbe stato ideale per un'opera di combattimento. Tuttavia, per rendere il fumetto interessante e originale, mancava una trovata, una qualche tecnica mortale che caratterizzasse il protagonista. [...] Un giorno mentre passeggiavo a Tokyo nel quartiere di Jinbocho, entrai in una libreria in viale Suzuran specializzata in autori cinesi. [...] Trovai un libro dalla copertina rossa e cominciai a sfogliarlo. Non che il libro in sé fosse particolarmente interessante, ma a un certo punto parlava di uno studente cinese di medicina appassionato di agopuntura, che sperimentò su di sé un punto di pressione per migliorare la vista ma che, avendo esagerato, ottenne l'effetto contrario e la sua vista peggiorò. Nel libro l'episodio veniva raccontato come il gesto coraggioso di un appassionato studioso. Inizialmente mi sembrò una barzelletta, ma un secondo dopo venni folgorato da un'intuizione e capii che era proprio quello l'espediente che cercavo per il nostro fumetto. L'idea che un colpo sui punti di pressione sarebbe stato in grado di distruggere il corpo umano era perfetta per un fumetto per ragazzi, perché tale tecnica avrebbe permesso anche a un uomo debole di sconfiggere avversari molto più forti. ([[Nobuhiko Horie]]) *Un'opera che ha segnato la crescita di intere generazioni di italiani, diventando parte dell’immaginario collettivo della nostra Nazione. ([[Giorgia Meloni]]) ===[[Buronson]]=== *Ho pensato, dopo aver letto e riletto tante volte, che è assurdo che tutti amino Julia. *In poche parole {{NDR|i nuovi manga}} si sono limitati a scimmiottare la violenza di ''Hokuto No Ken'' ma non hanno capito che le cose da "rubare" erano altre. [...] non è il modo di uccidere, lo ripeto da tanto tempo, ma è come si muore. Gli autori che hanno travisato quest’aspetto non hanno ottenuto il succeso sperato. *In realtà, la storia è veramente un susseguirsi di aggiunte fatte in seguito. So che la cosa può suonare male, ma non è che non avessi pensato allo sviluppo generale della trama, più che altro non avevo margini di tempo per elaborare meglio perché avevamo scadenze settimanali. [...] Quindi, quando il maestro Hara veniva a chiedermi "Come dobbiamo andare avanti?", io rispondevo "Non lo so neanch'io!". Insomma, se non pensavo io non si poteva procedere. *Inizialmente si trattava di una storia ambientata ai giorni nostri... era in un riformatorio mi pare, no!? La struttura del racconto ruotava attorno a questo liceale, Kenshiro, che fugge da lì. Insomma, sembrava un moderno giustiziere. *Le caratteristiche dei cattivi sono dovute cambiare col tempo. Non potevo proporre sempre cattivi in stile {{NDR|il colonnello}} o Jagi, altrimenti la saga sarebbe diventata noiosa, e Kenshiro avrebbe affrontato sempre nemici di basso livello spirituale, senza poter diventare davvero più forte. Per questo è venuto fuori Souther, il nemico più forte di Hokuto. Meglio presentare i cattivi con le loro convinzioni e ambizioni, che avevano alle spalle un passato particolare. Anche Kaioh ne è un esempio. *Molti mi chiedono come abbia ideato il mondo di ''Ken il guerriero'' e penso che, per me, sia stata fondamentale l'esperienza che ho avuto in Cambogia. Un anno prima che mi venisse richiesto di scrivere la sceneggiatura di ''Hokuto No Ken'', infatti, ebbi l'occasione di visitare appunto la Cambogia, dove all'epoca erano ancora evidenti le tracce del [[Genocidio cambogiano|genocidio]] di tre milioni di civili a opera di [[Pol Pot]]. Ovunque era pieno di mine e di ossa. Lì ho visto più resti umani di quanti ne avrei mai voluti vedere in tutta la mia vita. [...] L'aver visto tali atrocità in prima persona mi ha permesso, in seguito, di collocare Kenshiro in un'ambientazione simile. [...] In un mondo del genere, la giustizia non esiste e prevale unicamente la "forza". Per questo mi sembrò naturale che, in un'epoca come quella di ''Ken il guerriero'', Raoh dovesse esercitare il governo attraverso la violenza. Se non esiste alcuna legge, l'unico modo per imporsi è il potere. Ed è proprio questo il principio che ha guidato Raoh. *Non ho creato ''Hokuto No Ken'' ritenendo che l'essere umano dovesse essere in questa maniera o pensando a qualcosa in particolare, semplicemente è un manga che ho realizzato con l’intento di creare una bella opera, tutto qua. Ovviamente, questo non significa che lo ritengo solo un manga interessante e basta, sono infatti ben contento se riesce a trasmettere qualcosa. Ad esempio, leggendolo, magari c'è chi ne trae delle sensazioni positive e chi impara che l'amicizia sia una cosa meravigliosa. In definitiva, dopo ben trent'anni, il fatto che venga ancora letto mi rende profondamente felice e, comunque sia, tu sei davvero ben informato, ne sai anche più di me. *Per le tecniche ci siamo serviti di un dizionario di arti marziali antiche, ma non abbiamo ripreso i nomi fedelmente, ne abbiamo fatto un mix. *Volevamo creare una saga in cui uomini in carne e ossa facessero da protagonisti, quale idea migliore di farne maestri di arti marziali? ===[[Alessio Cigliano]]=== *All'inizio essere ricordato solo per Kenshiro mi seccava un po', proprio per le tante opere su cui avevo lavorato. Poi però mi sono accorto che è un personaggio iconico, che comunque fa parte della mia vita e del mio percorso artistico e ho imparato ad apprezzarlo e a tenerlo nel bagaglio della mia esperienza. È un personaggio che ha lasciato una traccia importante in tutti coloro che l'hanno visto e apprezzato, e in parte questa grande popolarità è dovuta anche alla mia interpretazione; quindi mi fa piacere aver contribuito alla riuscita di una serie che è rimasta ben salda nell'immaginario collettivo. *La serie era particolare, anticonformista rispetto agli anime che io conoscevo come spettatore e che avevo doppiato fino ad allora. Sinceramente, credevo che sarebbe stata vista da poche persone. Non ne comprendevo la portata. Il personaggio era più grande di me e io avevo una voce più leggera, quindi ho sempre fatto molta fatica a interpretarlo. Ma ho cercato comunque di dare il massimo per ottenere un risultato quantomeno accettabile. *{{NDR|«Quanto si sente legato a Kenshiro come carattere, cioè quanto il nostro paladino ha preso da Lei e dal suo modo di essere?»}} Poco, direi! Siamo molto diversi. È questo il bello del doppiaggio e della recitazione in generale: puoi calarti nei panni di gente totalmente diversa da te! Il traguardo finale è rendere credibile il personaggio alle orecchie del pubblico, e nonostante fossi molto giovane all'epoca, credo di esserci riuscito. *Sinceramente, mentre la doppiavo non credevo che diventasse così famosa! Parliamo di oltre 15 anni fa, e all'epoca ne doppiavo tante. Poi col tempo, e soprattutto con l'avvento di Internet, mi sono reso conto che spesso venivo citato più per Ken che per altri personaggi che sono stati sicuramente più impegnativi, e l'ho trovato divertente. *Trovavo l'atmosfera troppo cupa, e spesso gratuitamente violenta. Comunque sempre meglio di certe ambientazioni sdolcinate e buoniste! Se devo dargli un voto, direi che rasenta la sufficienza. *Tutto avrei pensato tranne che potesse diventare qualcosa di "cult". Sono contento, l'ho fatto quando ero molto piccolo e mi è piaciuto tanto farlo. ===[[Tetsuo Hara]]=== *A differenza di altri lavori precedenti, Buronson, il mio sceneggiatore, mi ha lasciato grandi spazi per muovermi nel mondo che aveva ideato e nella caratterizzazione dei suoi personaggi. Per questa ragione c'è molto anche di mio in Kenshiro sebbene non sia una creazione mia. *Durante la pubblicazione di ''Don Quijote'' ci siamo resi conto abbastanza rapidamente che la serie non aveva il successo che desideravamo. Alla quarta settimana di pubblicazione, il Signor Horie venne una sera nel mio studio, e dopo che il sake ebbe fatto il suo effetto eravamo tutti e due un po' brilli. A quel punto mi ha lanciato un libro dicendomi: "Tieni, sono andato a fare un giro nel quartiere dei venditori di libri a Tokyo e ho trovato questo. Non ti va di fare una storia sulle arti marziali cinesi? Questo è sui punti di pressione del corpo umano, dovremmo farne una storia dove i personaggi esplodono quanto vengono premuti, sarebbe geniale!" Ero abbastanza sconvolto: mi aveva chiesto di disegnare sul motocross, e mi ci ero impegnato senza troppo riflettere, e di punto in bianco mi si propose un altro genere! Ma non vi nascondo che all'inizio l'idea mi attirava. Sono sempre stato un fan delle arti marziali e dei personaggi come Bruce Lee. Poiché non ero tanto soddisfatto del manga a cui stavo lavorando ho preso al volo quest’occasione, e lanciammo questo nuovo progetto parallelamente alla conclusione del precedente. In quel momento ha avuto inizio ''Hokuto no Ken''. Ma non vorrei vi faceste un'idea sbagliata su di me, non sono solito bere così tanto! *''Hokuto no Ken'' è soprattutto la storia di un eroe, di un salvatore che arriva a sconfiggere dei cattivi molto cattivi. Non c'è altra soluzione possibile che uccidere questi criminali e la serie è famosa per queste scene, perché l'eroe fa quello che è necessario fare. Per smorzare un po' questa violenza abbiamo creato una base di onomatopee e suoni grotteschi, ma apparentemente questi non sono stati utilizzati nella traduzione francese. Certe di queste onomatopee sono poi diventate parole molto famose in Giappone: tutti conoscono infatti la parola "Shibebu" che non vuol dire niente in particolare, ma che abbiamo inventato per indicare un'esplosione. Ha anche finito per entrare a far parte del linguaggio comune, e i giapponesi lo usano fra di loro scherzosamente quasi per dire "stai per esplodere", sia tra adulti che tra bambini. Oltre alla sdrammatizzazione offerta, queste parole hanno permesso a Hokuto no Ken di essere apprezzato per la sua storia, ma anche per i suoi aspetti comici che hanno attirato un pubblico più vasto. Cosa che ci ha anche permesso di controbilanciare la serietà e la violenza dell'opera, permettendo che fosse presa per quello che realmente è, e apprezzata per questo. Tuttavia, ho sentito dire che la versione animata francese ha comunque subito un'edulcorazione attraverso il doppiaggio. Che fosse una cosa voluta o meno, è una cosa comunque successa, e il risultato finale non è pessimo. Aldilà dell'aspetto comico sdrammatizzante, volevamo anche sviluppare i numerosi aspetti della trama: le storie d'amore e di fratellanza, il percorso di sofferenza di Ken... Erano questi per tutti noi i temi principali di questa serie, non la violenza che allontanava parecchia gente. Anche in Giappone, comunque, abbiamo dovuto far fronte a gruppi di persone che si opponevano alla nostra serie, chiedendone un'interruzione prematura. Ma si tratta comunque di poca cosa rispetto a quanto è accaduto in Francia. *''Hokuto no Ken'', più che un opera che inciti alla violenza, mi sembra al contrario un fumetto che la previene, offrendo al pubblico una valvola di sfogo dallo stress e dai soprusi di tutti i giorni. *''Hokuto no Ken'' rappresenta tutto quello che avevo voglia di disegnare da giovane: uomini forti, combattenti carismatici, eroi nei quali vorremmo identificarci e assomigliare. Avevo cominciato da poco la mia carriera da professionista che già disegnavo il genere che desideravo. Come potete immaginare, dopo cinque anni passati su questa serie, ero talmente soddisfatto che non sapevo proprio cos'altro poter fare. Mi dissi che avevo già guadagnato molto denaro che mi sarebbe potuto bastare fino alla fine dei miei giorni. Poi, a un certo punto sono tornato alla realtà, e data la necessità di pagare le tasse dovevo continuare a lavorare! *In ''Ken il Guerriero'' ho voluto rappresentare la virilità dei combattimenti. Tra i personaggi prediligo Shu perché non è bello come tutti gli altri personaggi della storia, mentre la tecnica di combattimento che più mi ha affascinato è quella di Rey, ossia il colpo dell'Uccello d'Acqua di Nanto. La scena che mi è rimasta più impressa nella mente è senza dubbio quella con Shin, al termine del decimo episodio: forse perché chiude il primo capitolo delle avventure del maestro di Hokuto. *In passato, ero un grande fan di [[Bruce Lee]] da giovane, guardavo continuamente i suoi film. Avevo circa quindici anni quando è morto, e l'annuncio mi ha profondamente sconvolto. Mancava qualcosa nella mia vita e avevo un irrefrenabile bisogno di rilanciarmi in questo genere, per ritrovare lo stesso brivido e la stessa passione. Non trovando in alcun modo persone capaci di riempire questo vuoto mi sono detto che era mio compito farlo, ma non con un film, bensì con un manga. Quando divenni un professionista qualche anno dopo mi venne infine offerta questa possibilità. Bruce Lee fu promotore di un successo globale del genere dei film di arti marziali, ma come tutti i successi improvvisi era destinato a vedere scemare l'entusiasmo. Per me non poteva finire tutto in questo modo, e non ero il solo ad avere questo genere di sensazioni dopo la sua scomparsa; credo, che gran parte del pubblico ha compreso quello che volevo comunicare, si è rivisto nelle mie motivazioni, ed è questo a spiegare il successo di ''Hokuto no Ken''. *Purtroppo da giovane ho visto situazioni di bullismo a scuola, non hanno riguardato me personalmente ma è da lì che ho preso ispirazione, ad esempio, per personaggi come Zeed: nel manga volevo una rivincita sconfiggendo quei prepotenti che nella vita facevano soffrire gli altri. *Sono molto onorato di sapere che la mia opera ha avuto successo in Italia. Non saprei individuare un chiaro motivo, ma forse c'entra il fatto che in questo lavoro sono stati inseriti degli elementi che piacciono al pubblico italiano. Per esempio, l'influenza degli spaghetti western che guardavo insieme a mio padre quando ero piccolo. E poi mi piacevano gli attori di origine italiana come Al Pacino, Robert De Niro e Sylvester Stallone. Gli atteggiamenti di questi grandi attori o le loro espressioni facciali potrebbero essersi riflesse nei personaggi della mia opera. ===[[Stefano Olivari]]=== *L'aspetto commerciale e ludico non ha mai superato i valori del personaggio e della storia: onore, giustizia, integrità, un senso quasi messianico della propria missione sulla Terra. Il tutto da difendere con la forza, perché certe cose i cattivi non le capiscono e allora bisogna fargliele capire. *L'attualità di ''Ken il guerriero'' discende anche dal dibattito che generò negli Ottanta e Novanta, con un esercito di giornalisti, psicologi e sociologi a spiegare i pericoli che quella violenza avrebbe creato nelle menti di bambini e adolescenti. Al traino molti politici, di destra e di sinistra [...]. Siccome non risulta che l'Europa e il Giappone si siano riempiti di serial killer, mentre la violenza giovanile è molto superiore oggi, nel 2024 si può dire che quei dibattiti fossero infondati. [...] Il problema con Ken, alla radice poi anche del suo successo, è che fu preso come emblema della violenza dei buoni, giustificata da quella precedente dei cattivi. E del resto Buronson per il suo nickname si era ispirato all'idolo Charles Bronson: insomma, un po' Giustiziere della notte, un po' depositario delle tradizioni dell'antico Giappone, Kenshiro più che appassionati ha tifosi. *Quello che per noi sarà per sempre ''Ken il guerriero'', in giapponese ''Hokuto no Ken'', è un purissimo prodotto della cultura anni Ottanta, ma discendente diretto dei valori del Giappone tradizionale. ==Bibliografia== *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 1, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 978-8828784104 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 2, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 978-8828787150 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 3, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 978-8828796848 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 4, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 979-1221900606 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 5, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 979-1221902150 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 6, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 979-1221903690 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 7, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221908275 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 8, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221910476 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 9, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221913149 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 10, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221915204 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 11, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221918267 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 12, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221920543 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 13, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221922974 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 14, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221926972 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 15, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221927221 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 16, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221929102 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 17, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221931105 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 18, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221938289 ==Voci correlate== *''[[Ken il guerriero (film)|Ken il guerriero]]'' (film) *''[[Il ritorno di Kenshiro]]'' *''[[Ken il guerriero - La trilogia]]'' *''Ken il guerriero - La leggenda'' **''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]'' **''[[Ken il guerriero - La leggenda di Julia]]'' **''[[Ken il guerriero - La leggenda di Raoul]]'' **''[[Ken il guerriero - La leggenda di Toki]]'' **''[[Ken il guerriero - La leggenda del vero salvatore]]'' *''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]'' ==Altri progetti== {{interprogetto}} :{{Pedia|Episodi di Ken il guerriero|}} :{{Pedia|Episodi di Ken il guerriero 2|}} [[Categoria:Ken il guerriero]] [[Categoria:Manga]] [[Categoria:Serie televisive anime]] 2tpenadeyw7xoo1ruzmkfbbbvl36qp3 Template:SelezioneNuove 10 4465 1410685 1410612 2026-04-15T14:51:23Z Gaux 18878 Lucas Cranach il Vecchio 1410685 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Lucas Cranach il Vecchio]]{{,}} [[Georges Duplessis]]{{,}} [[Reverendo Colt]]{{,}} [[Péter Magyar]]{{,}} [[Pierluigi Martini]]{{,}} [[Virgilio Conrero]]{{,}} [[Antonio Bolognini Amorini]]{{,}} [[Francesco Albani]]{{,}} [[I miracoli non si ripetono]]{{,}} [[Dora d'Istria]]{{,}} [[Il cacciatore di indiani]]{{,}} [[Khayr al-Dīn Barbarossa]]{{,}} [[Al Unser Jr.]]{{,}} [[Bruto Amante]]{{,}} [[Pittura etrusca]]{{,}} [[Giunta Pisano]]{{,}} [[Mauro Baldi]]{{,}} [[Vaudeville]]{{,}} [[Pietro Napoli Signorelli]]{{,}} [[Breve incontro]]{{,}} [[Ignazio Ciampi]]{{,}} [[Paolo Mercuri]]{{,}} [[Chiesa dei Santi Carpoforo e Gottardo]]{{,}} [[Giuria]]{{,}} [[Giuseppe Farina (imprenditore)]]{{,}} [[Silvano Ramaccioni]]{{,}} [[Alfonso Cerquetti]]{{,}} [[Vitale Giordano]]{{,}} [[Giuseppe Ciacchi]]{{,}} [[Ferdinando di Diano]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> n8b82edfpqrrecg1sfv4d7efzqp3vnl Philippe Daverio 0 11951 1410697 1272634 2026-04-15T21:05:22Z Generale Lee 39835 - citazione che sembra più un trafiletto giornalistico 1410697 wikitext text/x-wiki [[File:Philippe Daverio at MITO 2008.jpg|thumb|Philippe Daverio, 2008]] '''Philippe Daverio''' (1949 – 2020), critico d'arte italo-francese. ==Citazioni di Philippe Daverio== {{cronologico}} *I milanesi sono l'unico popolo che io conosca che ha perso il senso della propria provenienza. Non hanno più un rapporto di identità culturale con le proprie istituzioni. Il pubblico milanese è bonario, critica poco e se mai non consuma. Gli si può dare ''[[foie gras]]'' per due anni e se poi si passa alla ''buseca'' non è che quelli dicano vogliamo il ''foie gras''; mangiano meno ''buseca'' e se ne vanno. Son così i milanesi.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2004/gennaio/17/arte_con_Daverio_tutto_esaurito_co_7_040117039.shtml L'arte con Daverio fa il tutto esaurito]'', ''Corriere della Sera'', 17 gennaio 2004.</ref> *La vita è come un quadro, pieno di pennellate che vanno nel verso giusto, ma ce n'è sempre una che, nonostante l'attenzione del pittore, esce dai confini, macchia il pavimento: ecco, quella è la morte, ineluttabile, fatale, uno strascico blu nell'infinito magniloquente e fantasmagorico, un'esplosione oltre la cornice che tutti vivremo (o moriremo), polvere barbaramente bistrattata quantunque paventasse un volo pindarico.<ref name=raitv>Dal programma televisivo ''Palermo o l'Europa di una volta'', ''Passepartout'', 29 settembre 2013; visibile su ''[http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e7d01cae-ca86-42c8-af95-9fd7ffa60b6f.html Rai TV]'', ''Rai.tv''.</ref> *Il [[Centro direzionale di Napoli]], apparentemente [[Le Corbusier|corbusieriano]] avanzato, funziona come armonia quando ci passi sopra in aereo, nel vedere la città assolutamente futura e il [[Vesuvio]] insieme. Ma se ci vai dentro, manca la cura del dettaglio di tipo chirurgico che lo leghi al resto dell'impianto.<ref>Dall'intervista di Stella Cervasio, ''[https://napoli.repubblica.it/cronaca/2016/11/15/news/philippe_daverio_n_albero_ok_ma_il_lungomare_e_un_cadaver_-152018685/ Philippe Daverio: "N'Albero ok, ma il lungomare è un cadavere]'', ''napoli.repubblica.it'', 15 novembre 2016.</ref> *[[Milano]] non è una bella città. Perché non è curata, è caotica, non ha armonia. E pensare che era bellissima, una delle più belle città d'Italia. {{NDR|«Quando è diventata "brutta"?»}} Dagli anni '30 del 900. La bruttezza è frutto di un misto di grettezza e avidità. È l'avidità che ha fatto coprire i Navigli, demolire le mura spagnole, sfasciare le periferie. Milano è stata ed è terra di scorrerie per gli avidi, che messi insieme non producono niente di bello.<ref>Dall'intervista di Mauro Cereda, ''Job''; riportata in ''[http://www.cislmilano.it/articolo/milano-una-volta-s%C3%AC-che-era-bella/187 Milano una volta sì che era bella]'', ''Cislmilano.it'', 25 giugno 2012.</ref> *[[Palermo]] è un grandissimo laboratorio, un esperimento: è la più grande città multietnica d'Italia senza problemi. Potrebbe essere, domani, una sorta di capitale virtuale del Mediterraneo. Perciò è un luogo dove mi trovo benissimo.<ref>Citato in ''[http://www.lastampa.it/2010/06/06/cultura/philippe-daverio-vado-in-sicilia-per-capire-l-unita-d-italia-P1J3Pw5667oYg1TIqgu0hM/pagina.html Philippe Daverio: Vado in Sicilia per capire l'Unità d'Italia]'', ''La Stampa.it'', 6 giugno 2010.</ref> *{{NDR|In risposta ad alcuni contestatori che gli davano del "[[fascista]]"}} Fascista io? Io non sono fascista, io sono stalinista! Quelli come voi andavano nelle miniere di sale! Io non sono fascista, io sono per [[Iosif Stalin|Giuseppe Stalin]]!<ref>Da una contestazione a Palermo, 14 luglio 2010. [https://www.youtube.com/watch?v=t9cKMk8mJAA Video] disponibile su ''YouTube.com'' (min. 0:37).</ref> *Noi siamo fra quelli che credono che il destino delineato in questi ultimi dieci anni non corrisponda alla vocazione di [[Milano]], la quale rimane pur sempre l'unica metropoli internazionale d'[[Italia]]. Crediamo che la città non debba solo continuare senza criteri una edificazione che non porta né al bello né all'utile ma solo a consolidare le garanzie in banca d'un gruppo di immobiliaristi che il mercato libero avrebbe destinato al fallimento. Crediamo che la città debba crescere e la vorremmo cosmopolita.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2010/novembre/12/combatti_cementificazione__co_7_101112040.shtml «Tu combatti la cementificazione»]'', ''Corriere della Sera'', 12 novembre 2010.</ref> *{{NDR|Riferendosi alla casa di [[Francesco Petrarca]] ([[w:Linterno ("ad Infernum")|Linterno]]) a [[Milano]]}} Un patrimonio internazionale che andrebbe protetto dai [[w:Caschi Blu|Caschi Blu]] dell'[[ONU|Onu]]. Non solo l'architettura, ma anche l'ambiente è prezioso e raro, con marcite e fontanili che sopravvivono lì intorno.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2010/dicembre/04/Solo_Petrarca_puo_salvare_gioiello_co_7_101204052.shtml Solo Petrarca può salvare il gioiello Cascina Linterno]'', ''Corriere della Sera'', 4 dicembre 2010.</ref> *La parola [[algebra]] proviene da ''al-ğabr wa'l-muqābala'', un libro scritto nell'825 d.C. da Abū Jaʿfar Muhammad ibn Mūsā al-Khwārizmī. ''Al-Khwarizmi'' diventerà la parola algoritmo e ci apre la strada verso il curioso rapporto tra il mondo arabo e il mondo occidentale, per il qual rapporto è fondamentale la città di Palermo.<ref name=raitv>Dal programma televisivo ''Palermo o l'Europa di una volta'', ''Passepartout'', 29 settembre 2013; visibile su ''[http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e7d01cae-ca86-42c8-af95-9fd7ffa60b6f.html Rai TV]'', ''Rai.tv''.</ref> *[[Palermo]], la città barocca, la città delle palme; anche la città che contiene strati molto più antichi che vanno riletti sotto gli strati più recenti.<ref name=raitv/> *Perché questi normanni in Sicilia non sono affatto isolati. Sentono Palermo come capitale centrale del mondo.<ref name=raitv/> *A [[Napoli]] è stata affibbiata una mutazione di funzione e destino di cui non si è mai compresa la connotazione: da ex capitale, che cosa è diventata? Non si sa. E quel che è peggio: non se ne discute.<ref name=ciacco>Dall'intervista di Enzo Ciaccio ''[http://www.retenews24.it/rtn24/archivio/philippe-daverio-la-banalita-uccide-napoli/ Philippe Daverio: "La banalità uccide Napoli"]'', ''Retenews24.it'', 14 gennaio 2015.</ref> *L'Unione europea dovrebbe prendere atto che senza la cultura di Napoli e Palermo i tedeschi camminerebbero ancora con le corna in testa.<ref name=ciacco/> *Allora dico che [[Palermo]] avrebbe voglia di dichiararsi capitale del Mediterraneo, ma ha paura di farlo. Servirebbe un gigantesco Piano Marshall di restauro dei beni storici e artistici del centro storico. Dovrebbero intervenire i privati, ma a Palermo i capitali privati puliti sono difficili da reperire. Palermo dovrebbe focalizzarsi sulle sue ricchezze nobiliari, se non ci fosse stata una stupida sperequazione immobiliare, via Libertà sarebbe potuta essere la più bella strada di una città del Mediterraneo.<ref name=pale>Citato in Simonetta Trovato ''[http://gds.it/2015/06/26/giardini-ricchezza-da-custodire-daverio-e-li-che-si-respirano-i-fasti-del-passato_375535/ Giardini, ricchezza da custodire. Daverio: «È lì che si respirano i fasti del passato»]'', ''Giornale di Sicilia.it'', 26 giugno 2015.</ref> *Dico che Palermo soffre di onfalite perché non riesce a mettersi in discussione. È una città che evita i paragoni, si crede all'apice, non pensa di aver bisogno di un confronto. E invece sbaglia, se si guardasse attorno, scoprirebbe che sta abdicando al suo ruolo principale nel Mediterraneo; ruolo che invece dovrebbe pretendere con forza. Palermo guarda a se stessa, ma soffre di una patologia meridionalista: basti pensare che i genovesi sperano di vivere a Buenos Aires, i veneziani non lo sanno, i bolognesi ci stanno pensando. Palermo no, è felice di stare al suo posto, è uno specchio appannato di una monarchia passata, brillante e decadente. {{NDR|«Benissimo professore, ma se Palermo è così malata, perché cercare di ricoverarla? Magari non c'è rimedio»}} Non diciamo stupidaggini. Palermo ha il dovere di curarsi e rimettersi in sesto. Non può vivere di ricordi, legati al periodo del suo grande splendore, della lunghissima Belle Époque, dall'arrivo di Nelson al fascismo. Poi la città ha cominciato ad implodere, la migrazione ha fatto il resto, nel dopoguerra c'è stato il crollo. Se oggi facesse un po' di autocritica, riuscirebbe a recuperarsi.<ref name=pale/> *Io giustifico Palermo perché la sberla presa negli anni del sacco edilizio di Vito Ciancimino, è stata molto forte; ma è giunto il momento di alzare la testa e smetterla di compiangersi. Bisogna che qualcuno si dia una mossa e recuperi certa tradizione che è ricchezza.<ref name=pale/> *{{NDR|Ai palermitani}} Siate fieri della vostra tradizione, non fatela marcire, smettetela di pensate che i carretti e la coppola siano da chiudere in un armadio; sarebbe come se i banchieri bavaresi si vergognassero dello Jodel. La fierezza è una pillola antidepressiva, che va presa a manciate. E recuperate la bellezza, il fascino di ieri, la mondanità e la nobiltà di Palermo. La cura mondana è di per sé antimafiosa, perché la mafia sbaglia sempre la cravatta.<ref name=pale/> *{{NDR|Su Palermo}} Una città naturalmente splendida che ha una forte inclinazione verso il degrado.<ref name=pale/> *Io credo che riscoprire la radici culturali in un momento storico come questo sia fondamentale per un territorio come Palermo. Ogni tanto immagino che si possa dar vita ad una sorta di neo Garibaldi al contrario che parta con le camicie rosse da qui per conquistare non Roma ma Bruxelles, per spiegare che l'Europa non è un fatto solo legato alla monetina ma che è un legata a incroci e stratificazioni culturali dove Palermo gioca un luogo da protagonista.<ref>Citato in Manlio Viola, ''[http://palermo.blogsicilia.it/ripartire-dalla-palermo-arabo-normanna-lidea-di-daverio-allo-steri/330898/ Ripartire dalla Palermo arabo-normanna, l’idea di Daverio allo Steri]'', ''BlogSicilia.it'', 23 marzo 2016.</ref> *La [[Sicilia]] ha un vantaggio. La sua geografia è così forte e così feroce che è quasi impossibile assassinarla: le montagne, la dimensione della campagna. A Sambuca, per esempio, c'è ancora un rapporto plausibile tra fabbricato e paesaggio, una cosa importante dato che spesso il villino del geometra uccide i borghi.<ref name=sici>Citato in Mario Di Caro ''[http://palermo.repubblica.it/societa/2016/03/29/news/sambuca_borgo_piu_bello_d_italia_ma_e_polemica_sul_televoto-136482142/ Sambuca borgo più bello d'Italia ma è polemica sul televoto]'', ''Repubblica.it'', 29 marzo 2016.</ref> *{{NDR|Su [[Sandro Luporini]]}} Il suo itinerario è assolutamente duplice, genialmente ambiguo fra letteratura e pittura. Spetta a noi scoprire il punto di congiunzione delle due parallele, che sta forse posto all'infinito, nell'accertamento vago d'un punto terminale e fatale dove il caos si dissolve nella metarealtà.<ref>Dalla prefazione al catalogo della Mostra al Museo Nazionale Romano/Terme di Diocleziano, Roma, 10 giugno-11 settembre 2016. Citato in [http://www.sandroluporini.it/?p=1028 ''Mostra a Roma, Terme di Diocleziano, 10 giugno-11 settembre''], ''sandroluprini.it'', 14 giugno 2016.</ref> *Malgrado tutto, la Sicilia fa simpatia e bisognerebbe prenderne atto. Non vorrei che questo servisse a esaltare la megalomania dell'Isola, ma è un segnale che il resto d'Italia è affezionato alla Sicilia. Chi sta fuori la vede ancora come un mito.<ref name=sici/> *Ero un sessantottino che s'infilava nei cortei e occupava le aule dell'università. Frequentavo un comitato del movimento studentesco un po' stalinista dove vecchi partigiani ci incantavano con i loro racconti della resistenza. Il mito dell'azione è il più affascinante che ci possa essere per un ventenne. Rapì anche me. Fino a quando non divenne un ideale settario su cui cominciò ad aleggiare la tentazione della violenza.<ref>Da un'intervista di Nicola Mirenzi,''[https://m.huffingtonpost.it/amp/2017/04/23/la-le-pen-e-una-malattia-endemica-della-francia-intervista-a_a_22051838/ "La Le Pen è una malattia endemica della Francia". Intervista a Philippe Daverio]'', ''Huffington Post'', 23 aprile 2017.</ref> *{{NDR|La [[Reggia di Caserta]]}} [...] questo edificio [...] fu un esempio per il cambio del gusto e dell'Europa intera. [...] {{NDR|senza la Reggia di Caserta}} la [[Francia]] avrebbe continuato a essere Luigi quindici all'infinito, gli Inglesi sarebbero rimasti molto più gotici di quanto non lo son diventati vedendo questi esempi. Questo è un pezzo di cuore dell'[[Europa]].<ref>Da ''Philippe Daverio alla Reggia di Caserta / Parte 1'', Video disponibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=ZYX1Xu3sPgk Youtube. com]'', min. 1:34.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Daverio, Philippe}} [[Categoria:Critici d'arte francesi]] [[Categoria:Critici d'arte italiani]] bvtmsivnywcgzi88j5ho5hp50n69lbc Agrigento 0 24197 1410725 1410660 2026-04-16T10:25:51Z Spinoziano 2297 /* Voci correlate */ 1410725 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[Immagine:Temple of Concordia, Agrigento.jpg|thumb|Agrigento: Tempio greco]] Citazioni su '''Agrigento'''. ==Citazioni== *Agrigento è uno dei posti più violentati della Sicilia. Un po' ci vorrebbe un piccolissimo bombardamento per ricostituire il paesaggio e renderlo visibile. ([[Roberto Andò]]) *Agrigento mi fa pensare al fascismo, Girgenti a [[Luigi Pirandello|Pirandello]]. ([[Andrea Camilleri]]) *Avvicinandosi a Girgenti, il paese prende un nuovo aspetto. Essendo l'altipiano occupato da burroni paralleli al mare, gli intervalli rilevati formano una fascia che segue il lido, e abbassandosi in seguito, presenta allo sguardo un anfiteatro verdeggiante e coltivato, di cui il mare bagna il piede: olivi, mandorli, fichi, collocati qua e là in mezzo a vasti campi di grano, abbelliscono il luogo. ([[Auguste Marmont]]) *È terra di accoglienza, una perla incastonata nel mare nostrum. Agrigento rappresenta un simbolo della dolce filosofia mediterranea che, in questa era tecnologica, è sempre più importante valorizzare e difendere. ([[Cristiana Capotondi]]) *Girgenti {{NDR|per [[Luigi Pirandello]]}} è stata la metafora del mondo. ([[Leonardo Sciascia]]) *Girgenti (''Agrigentum'') è a circa quaranta miglia da Sciacca. La città com'è oggi è costruita su un'alta collina ed è a quattro miglia dal mare, là dove si trovava il maniero o castello della città greca. Se mai ho goduto il piacere così acuto e sublime di uno splendido panorama, questo è stato il mattino dopo il mio arrivo al monastero degli Agostiniani, dove sono stato accolto, quando abbracciai con lo sguardo tutta la zona. Immagini, mio caro amico: sotto la mia finestra, c'era un declivio lungo quattro miglia che finiva nel mare e che si estendeva, da entrambi i lati, per sei o sette miglia. Questa collina era coltivata, a tratti, a vigna e, a tratti, a ulivi e mandorli e vi si trovavano i cereali migliori che il sette aprile sono nella piena fioritura. Inoltre, è possibile trovarci gli ortaggi più saporiti e tutti i possibili frutti della terra. I limiti della proprietà sono segnati da siepi di aloe e da piante di fichi d'india; centinaia di usignoli allietano l'aria col loro canto. In questi campi meravigliosi scoprii il tempio ben conservato che è chiamato di Giunone Lacinia, quello intatto della Concordia, i resti di quello dedicato ad Ercole e le rovine del tempio di Giove. ([[Johann Hermann von Riedesel]]) *Gli Agrigentini avevano in uso di seppellire con tutte le regole le bestie che avevano avuto care, come i cavalli di qualche raro merito, i cani e gli uccelli utili; o ancora che avevano servito di passatempo ai loro figli. E la magnificenza che era loro abituale in tutte le altre cose, si manifestava singolarmente anche nella sontuosità e nel numero dei monumenti innalzati a questo scopo, che hanno continuato a far mostra di sé per molti secoli dopo. ([[Michel de Montaigne]]) *L'Agrigentino è parte importante della letteratura del Novecento, ecco "La via degli scrittori": una parte agrigentina c'è in [[Giuseppe Tomasi di Lampedusa|Tomasi]] che è di Palma di Montechiaro, in [[Luigi Pirandello|Pirandello]] che è di Girgenti e che ha rappresentato la più alta espressione del teatro e della letteratura e [[Leonardo Sciascia|Sciascia]] che era di Racalmuto. Sciascia l'ho conosciuto come uomo che ha scritto le cose più intense sul piano civile e a lui ho voluto legare il mio destino. [...] Spero che potremo animare il teatro di Agrigento e il teatro di Racalmuto con opere che siano legate a Pirandello e a Sciascia. A [[Pesaro]] dove è nato [[Gioachino Rossini|Rossini]] c'è un festival legato al nome di quel grande musicista. A [[Parma]] c'è il festival [[Giuseppe Verdi|Verdi]]. Il teatro di Pirandello deve avere un festival Pirandello ad Agrigento che sia legato anche al teatro di Racalmuto, unendo i nomi di Pirandello e Sciascia. Avere un festival Pirandello significa far diventare Agrigento come [[Salisburgo]], come Pesaro. Pirandello è stato grande scrittore, è stato premio Nobel, ma è difficile essere drammaturgo dopo [[Eschilo]], dopo i grandi drammaturghi. Un drammaturgo del Novecento è di più di uno scrittore, è un uomo che si può paragonare a [[Euripide]]. Un festival pirandelliano può essere importante almeno quanto il festival del teatro antico di [[Siracusa]], quindi va incardinato con forza. ([[Vittorio Sgarbi]]) *La città, vedendola cadere in rovina per la negligenza dei suoi magistrati che lasciavano rubare o addirittura saccheggiare il tesoro pubblico, la restaurai, feci sistemare gli acquedotti, feci innalzare begli edifici, arricchii facilmente le finanze pubbliche affidandole a buoni amministratori, mi presi cura della gioventù, vegliai sui vecchi e divertii il popolo con spettacoli, elargizioni, feste e pasti popolari. ([[Luciano di Samosata]]) *Sento molto forte il legame intellettuale, culturale e artistico con questa città. [[Pirandello]] è stato spesso il mio faro e avere interpretato i suoi testi mi ha fatto amare ancora di più le radici ed origini di questa città. ([[Michele Placido]]) *''Te invoco, città di Persèfone, città la più bella fra quante | albergo son d'uomini, o amica del fasto, che presso Agrigento | ferace di greggi, ti levi su clivo turrito.'' ([[Pindaro]]) ===[[Friederich Münter]]=== *Il luogo della propria città d'Agrigento, ora ripieno di giardini e vigne, è una delle più incantevoli contrade che la natura possa offrire. Si vedono intorno dispersi avanzi dell'antica città. I recinti che dividono i giardini l'uno dall'altro, o che segregano la strada, sono formati da vetuste pietre d'ornamenti architettonici e da rotte colonne in parte d'un bellissimo marmo. *La città di Agrigento fu costruita in una amena e fertile contrada, che dalla spiaggia si estendeva sino alla rocca, ove giace la nuova città di Girgenti. In mezzo della medesima passava il fiume Acrago, da cui la città ebbe il suo nome, giacché si chiamava essa dal greco Ἀκράγας secondo il costume di molte popolazioni greche di nominare le loro città con il nome de' vicini fiumi e mari. *Le strade sono assai incomode, alcune sono dritte, ma nella maggior parte scoscese ed anguste. Non vi sono belle fabbriche; le case si trovano troppo ristrette, e quasi tutte costruite senza calce e con una specie di pietra rossa che si ricava dal monte stesso e dal luogo medesimo ove queste s'innalzano. Solamente le case del vescovo, della libreria e del seminario costruite sono in gusto migliore, e adornano una bella piazza. All'opposto la veduta sopra l'intera contrada tra l'attuale Girgenti ed il mare e sulle sparse rovine è una delle più belle che io abbia giammai veduto. Pur non di meno io non l'osservai in tutta la sua magnificenza, perché mi trovava per disgrazia in Girgenti in tempo d'inverno, il quale defraudava al paese una gran parte della sua bellezza. ===[[Carlo Picchio]]=== *Come [[Corinto]] e [[Sibari]], Agrigento fu città di piacere. I suoi ricchi allevarono cavalli da corsa che precorse l'entusiasmo degli ippofili d'[[Irlanda]]. *Da [[Gela]] ad Agrigento la strada che corre lungo il margine meridionale dell'isola, ma raramente si affaccia sul mare, non offre grande interesse. Tuttavia il cuore vi batte più forte quando appare, sul suo aspro acrocoro, alta sulla Valle dei Templi e in vista del mare, Agrigento, la più giovane e la più fastosa delle colonie greche di Sicilia, patria di [[Empedocle]] (e, perché no? di [[Luigi Pirandello|Pirandello]]), che [[Pindaro]] nella sua seconda Pitica chiamò la più bella città dei mortali. *La più luminosa giornata di Agrigento fu quella del ritorno di [[Epeneto]], vincitore delle gare di [[Olimpia]]. *Le grandi meraviglie di Agrigento sono raccolte nella Valle dei Templi e sono, tra le altre, il Tempio della Concordia, perfetta opera dell'architettura dorica, sacro probabilmente ai Diòscuri; il Tempio chiamato, per errore, di Giunone Lacinia, e il Tempio di Giove Olimpico, il maggiore degli edifici sacri di Sicilia. *Se la Sicilia aveva certo i migliori conii del mondo, le monete d'Agrigento superavano tutte le altre per finezza di disegno e d'incisione. ==Voci correlate== *[[Tempio della Concordia (Agrigento)|Tempio della Concordia]] *[[Tempio di Eracle]] *[[Tempio di Giunone (Agrigento)|Tempio di Giunone]] *[[Tempio di Zeus Olimpio (Agrigento)|Tempio di Zeus Olimpio]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt=Agrigento}} [[Categoria:Comuni della Sicilia‎]] 5etk325iifzvhok48k4if8612j4ie3s Filippo Sacchi 0 56559 1410705 1394050 2026-04-16T06:56:23Z Spinoziano 2297 +1 1410705 wikitext text/x-wiki [[File:Filippo Sacchi 37.jpg|thumb|Filippo Sacchi]] '''Filippo Sacchi''' (1887 – 1971), giornalista, scrittore e critico cinematografico italiano. ==Citazioni di Filippo Sacchi== *{{NDR|Su ''[[Il signor Max]]''}} [[Mario Camerini|Camerini]] ha condotto tutto il film con una mano perfetta e soprattutto un tempo comico impeccabile. Ma se dovessi dire dove ha raggiunto il suo momento più felice, il tocco nuovo che si distingue e contrassegna il film, è nel modo trasparente, comprensivo e leggero con cui, senza abbassare la farsa, ha saputo mescolarvi l'emozione. Bisogna anche dire che egli è stato coadiuvato ottimamente da [[Assia Noris]]. [...] Anche [[Vittorio De Sica|De Sica]] è fresco ed eccellente nella doppia parte e mescola con una simpaticissima amenità accenti di verità e toni di caricatura. Dopo di lui si fa notare specialmente [[Rubi Dalma]], che rende magnificamente come fotografia e che sta nella sua parte con una aderenza e una spontaneità veramente notevoli per una che deve affrontare nel suo debutto una parte relativamente così sviluppata [...].<ref>Da ''Corriere della Sera'', 30 agosto 1937; citato in Chiti, p. 337.</ref> *[[Henri-Georges Clouzot|Clouzot]] ha cinquantacinque anni. È l'età critica in cui generalmente un artista è preso dalla improvvisa, lancinante paura di essere scavalcato dal tempo, di perdere distanza nei ranghi di quella che si afferma in quel momento come la vittoriosa avanguardia dei giovani. È almeno così che mi spiego come Clouzot, che è sempre stato il più spregiudicato dei registi, si sia imbarcato con ''[[La verità (film)|La verità]]'' nella scia della ''[[Nouvelle Vague|nouvelle vague]]'', assumendone supinamente temi, personaggi e dialettica.<ref>Da ''[https://archive.org/details/epoca-1961-0547/page/100/mode/1up Brigitte piange e grida ma non commuove nessuno]'', in ''Epoca'', 26 marzo 1961, anno XII, n. 547, p. 100.</ref> *{{NDR|Su ''[[Maddalena... zero in condotta]]''}} È il definitivo diploma di regista di [[Vittorio De Sica]]. Mano pronta e felice, tempismo intelligente, naturalezza narrativa, sapore di scorci [...]. Ma soprattutto convincono la grazia, la leggerezza, l'affiatamento con cui egli ha saputo muovere e far parlare il suo stuolo di giovanissime interpreti [...]: il senso cinematografico delle battute che è riuscito ad infondere in esse.<ref>Da ''Corriere della Sera'', 1° gennaio 1941; citato in Savio, pp. 197-198.</ref> *{{NDR|Su ''[[Stella del mare]]''}} Evidentemente il soggettista e dietro di lui gli altri autori del film, volevano fare una specie di parodia compendiata di tutte le ingenuità, le incongruenze e la povertà d'immaginazione, solite a trovarsi in questi film di tenori. Però era meglio se lo facevano capire di più...<ref>Da ''Corriere della Sera'', 16 maggio 1939; citato in Savio, p. 8.</ref> *{{NDR|Su ''[[Luciano Serra pilota]]''}} Il fatto nuovo, in questo film, è il modo come è raccontato. Purtroppo il nostro cinema non era mai riuscito a progredire sotto questo aspetto. [...] Che cosa significa che un film è ben raccontato? Significa che ci sono dentro dei personaggi vitali e spontanei, dei personaggi che si muovono in un'atmosfera che è la loro, dei personaggi che parlano non per il pubblico ma per se stessi. [...] Finalmente abbiamo qui dei personaggi che sono messi a loro agio, che possono camminare e respirare come Dio li ha fatti. [...] Portati entro una vicenda umana e un'atmosfera sentita, anche gli interpreti hanno dato il meglio di sé. [[Amedeo Nazzari]], che impersona Luciano Serra, ha dato un'interpretazione di una compattezza, di una sensibilità e di un rilievo che non aveva mai raggiunto prima. Con questa interpretazione Amedeo Nazzari si impone assolutamente come il più completo e robusto attor giovane del nostro schermo [...].<ref>Da ''Corriere della Sera'', 29 agosto 1938; citato in Chiti, pp. 200-201.</ref> *La parola che ho più visto usare l'anno scorso, quando ''[[Nostra Signora dei Turchi]]'' uscì a Venezia, fu "dissacrazione". Curioso, la vedo ricomparire adesso che il film esce in circolazione pubblica. Naturalmente, in questo caso "dissacrazione" non va preso in senso canonico, come annullamento di un vincolo religioso, ma come disposizione blasfema contro tutto ciò che è moralmente e socialmente considerato oggetto di rispetto.<br>A parte che per [[Carmelo Bene]] tutti siamo cretini (e questo, magari, a vedere – come tutti insieme mandiamo avanti le cose del mondo, non è neanche sbagliato), egli non tralascia nulla per offendere la nostra sensibilità corrente.<ref>Da ''Corriere della Sera'', 25 maggio 1969; citato in Lodato, pp. 195-196.</ref> *{{NDR|Su ''[[Sono stato io! (film 1937)|Sono stato io!]]''}} Naturalmente i punti culminanti del film sono le scene madri della commedia, tuttavia [[Giuseppe Amato|Amato]] e [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] han cercato di variarne il più possibile lo sfondo, introducendo elementi nuovi, il teatro, la vita di spiaggia ecc. Peccato che questi ambienti, nel film, non sono poi fusi ed equilibrati. [...] Una graziosa apparizione è [[Alida Valli]], fresca e fotogenicamente piccante: una piccola crisalide con molte promesse.<ref>Da ''Corriere della Sera'', 24 dicembre 1937; citato in Laura p. 32.</ref> *{{NDR|Su ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''}} Non è un film ambizioso, un film in cui ci sia magniloquenza e spreco di mezzi. È un film fatto di finezze, di garbo, di squisita misura. [...] È anche un film profondamente nostro, di carattere e di atmosfera. [...] Il luogo dell'azione è [[Milano]]. È la prima volta che vediamo Milano sullo schermo. Ebbene, chi poteva supporre che fosse tanto fotogenica? <nowiki>[</nowiki>[[Mario Camerini|Camerini]] ha saputo] cogliere con una finezza estrema certe inconfondibili caratteristiche del volto e del movimento di Milano, a darcene, senza sforzo, e senza quegli abusi documentari, che qualche volta riducono i film di questo genere a delle raccolte di cartoline di monumenti celebri, il colore tutto lombardo, l'operosa vitalità.<ref>Da ''Corriere della Sera'', 12 agosto 1932; citato in Savio, p. 378.</ref> *{{NDR|Su ''[[Marcella (film 1937)|Marcella]]''}} Purtroppo [[Livio Pavanelli|Pavanelli]], che pure è un produttore abile, ha sbagliato ad azzardare [[Caterina Boratto]], sulla sola scorta del riuscito debutto di ''[[Vivere! (film 1937)|Vivere]]'', in una parte che esige fiato drammatico e mezzi sicuri. Ella è sempre bella e gentile, ma ancora troppo inesperta e la sua Marcella, pietosa ma statica, non riesce a toccare la sensibilità teatrale dello spettatore. L'unico personaggio vivo è la vecchia baronessa, alla quale [[Emma Gramatica]] presta tutto il suo gioco sfumato e il mordente della sua scienza scenica [...].<ref>Da ''Corriere della Sera'', 1º dicembre 1937; citato in Chiti, p. 210.</ref> *{{NDR|Su ''[[Piccolo mondo antico (film 1941)|Piccolo mondo antico]]''}} Si potrà dissentire su parecchi dettagli [...] ma in tutto il resto, cioè in quello che veramente conta, era difficile conciliare più degnamente, e con più rispetto, l'anima del libro con le necessità commerciali del film. Soprattutto è riuscita la parte più gelosa e più difficile: la drammatizzazione visiva dei personaggi di Franco e Luisa, e del loro conflitto. [...] Non solo, ma più ancora di questo, dò atto agli autori del film di aver trasfuso [...] quel senso [...] di un presente arcano, nelle luci del lago, nell'ombra delle notti, nella concatenazione di quei destini, che guida la mente sino alla soglia degli imperscrutabili disegni di Dio [...]. [[Alida Valli]] ci ha dato una splendida Luisa, tenera, forte, vibrata, schiva, alla cui tragica maternità la sua estrema giovinezza aggiunge compassione senza togliere grandezza. [[Massimo Serato]] è fisicamente un Franco ideale, ed è bravissimo: il suo stile espressivo ha una distinzione rara, e una sobrietà esemplare.<ref>Da ''Corriere della Sera'', 13 aprile 1941; citato in Laura p. 55.</ref> *''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]'' è un film di giovani. [Ma] non basta avere vent'anni, bisogna anche avere le qualità dei vent'anni. [E] ''Treno popolare'' ha freschezza, semplicità, spontaneo interesse per le cose, impulsiva sincerità nel raccontarle. C'è però anche [...] un notevole senso di proporzione e di misura [...], un'attenzione sempre vigile portata all'azione e ai caratteri principali. [...] È un film divertente e simpatico, intonato e gentile, giusto di ritmo, cinematografico sempre. [...] Buono l'accompagnamento musicale di [[Nino Rota|Rota]]: aderente all'azione e giustamente popolare.<ref>Da ''Corriere della Sera'', 15 novembre 1933; citato in Savio, p. 364.</ref> *Una ottocentesca purezza, una gentile malinconia, un nostalgico profumo è il fascino che emana dai personaggi e dallo sfondo di ''[[Una romantica avventura]]''. [...] Il film abbonda di episodi delicati e graziosi, nei quali [[Mario Camerini|Camerini]] ha versato l'effusa pienezza della sua umana e simpatica vena. [...] [[Assia Noris]] è la protagonista. Sia nei freschi falpalà e nei riccioli della giovinetta, come sotto il perfetto trucco dell'invecchiamento, ella è davvero eccezionalmente brava ed espressiva; mai un momento la sua recitazione casca, mai una sua battuta, un suo gesto, non porta alla commozione. Accanto a lei [[Gino Cervi]] porta il suo personaggio con giusto vigore e bonomia [...].<ref>Da ''Corriere della Sera'', 7 settembre 1940; citato in Chiti, p. 307.</ref> *{{NDR|Su ''[[Scarpe grosse]]''}} Un piacevole e grazioso film. Solo, nella seconda parte i soggettisti hanno avuto il torto per me di calcare un tono declamatorio e moraleggiante, bellissimo in altra sede, ma qui sproporzionato all'occasione tipicamente comico-sentimentale del soggetto. [...] A ogni modo il complesso è francamente divertente. [[Dino Falconi]] ha diretto con gusto, con brio e con sicurezza. [...] [[Amedeo Nazzari]] è lepidissimo nella prima metà del personaggio, sinché dura il suo stadio di acclimatazione alla ricchezza, poi scavalca di colpo le sfumature: tuttavia il tipo è teatralmente riuscito.<ref>Da ''Corriere della Sera'', 30 novembre-1° dicembre 1940; citato in Savio, p. 309.</ref> ==''Diario 1943-1944. Un fuoruscito a Locarno''== *{{NDR|Su [[Casa Rusca]]}} La casa, che è una delle più antiche dei Rusca e delle più tipiche e belle di Locarno, è situata in S. Antonio a diritta della chiesa. L'ingresso si apre proprio sul canto della piazza, una porta ordinaria, con elegante cornice di pietra, sormontata da uno stemma e da un balconcino di garbo barocco, conduce attraverso un piccolo andito, chiuso da un cancello di ferro, nel cortile. Questo, che ha forma di proporzionato rettangolo, con in mezzo felci e piante di ortensie, una vasca dal bordo di mattoni, a guisa di un ''patio'', si apre per tre lati su tre ordini di loggie sovrapposte, comprendenti tre archi sul lato più lungo, che è quello adiacente all'ingresso, e due archi sui lati laterali più brevi, mentre sul quarto lato opposto all'entrata, i piani si collegano mediante semplici ballatoi. Gerani e piante pendule, (asparagi e capelveneri) gremiscono i davanzali dei loggiati, con vaghissimo effetto. [...] Coi suoi profondi loggiati, le sue snelle colonne di pietra, le sue bianche arcate che si riflettono nell'opaco specchio sottostante, il cortile, di fabbrica verisimilmente secentesco, è un bellissimo pezzo di architettura rustica, casalinga e solenne. (pp. 22-23) *La piazzetta dell'Ospedale, il terreno dove esso sorge, e le piccole vie adiacenti, furono occupate sino agli ultimi anni del secolo scorso da stalle e fienili, proprietà di villani e alpigiani della valle, i quali se ne servivano come recapito e ''pied-à-terre'' quando scendevano a Locarno nei giorni di mercato. Strutture di antichi stallaggi si distinguono ancora in quella linda e modesta viuzza che mi piace a volte fare tornando a casa, e che si chiama "del Castelrotto". Tre giorni durava il movimento su e giù dalle valli, con tappe e terrificanti sedute nelle locande intermedie, dove si tenevano tavoli di {{sic|pocker}} che duravano giornate intere. (p. 35) *Alla sera castagnata a [[Ponte Brolla]], nel grotto del Gilà. Il fianco della valle è premuto in quel punto da una barriera di enormi massi, prodotti dall'antico franamento della rupe sovrastante. Fratture e interstizi rimasti tra quei massi formano come una rete di sotterranee spelonche, dalle quali si sprigionano gelidi soffi che gli abitanti, sin dall'antico, hanno immaginato di utilizzare, costruendo all'uscita di queste spaccature delle piccole cantine, quasi ripostigli, ottimi da conservarvi il vino. Lì, presso un piazzaletto rustico, o secondo i casi un tinellino al coperto, offrono alla scampagnata della famiglia un tavolo nelle sere d'estate, e un focolare in autunno. Sono in tutto circa sessanta grotti, uno arrampicato sull'altro e collegati insieme da un inverosimile meandro di scalette, passaggi e ballatoi, come uno strano villaggio rupestre e pensile. (p. 76) *Nel pomeriggio a [[Cevio]] con Roby Sciaroni. Mentre egli opera, io vado a passeggio nei dintorni, e così a casaccio uscendo da una frazione in un valloncello, scopro quello che poi mi dicono chiamarsi la [[Rovana]], un orrido e pittoresco recesso, dove scroscia e si ingorga un torrente di verde argento, frammezzo a incombenti rupi e lisciate pietraie. (p. 129) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *[[Roberto Chiti (critico)|Roberto Chiti]] e [[Enrico Lancia]], ''[https://books.google.it/books?id=UlKjE82BEe4C&pg=PA0 Dizionario del cinema italiano: i film]'', Gremese Editore, Roma, 2005. ISBN 88-8440-351-0 *[[Ernesto G. Laura]] e [[Maurizio Porro]], ''[https://books.google.it/books?id=MHpRXe1So5sC&pg=PA0 Alida Valli]'', Gremese Editore, Roma, 1996. ISBN 88-7742-049-9 *Nuccio Lodato, ''L'epoca di Filippo Sacchi: recensioni 1958-1971'', Falsopiano, Alessandria, 2003. ISBN 88-87011-66-4 *Filippo Sacchi, ''Diario 1943-1944. Un fuoruscito a Locarno'', a cura di Renata Broggini, Giampiero Casagrande Editore, Lugano, 1987. *[[Francesco Savio]], ''Ma l'amore no: realismo, formalismo, propaganda e telefoni bianchi nel cinema italiano di regime (1930-1943)'', Sonzogno, Milano, 1975. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Sacchi, Filippo}} [[Categoria:Critici cinematografici italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] pb6b16zyh3anydgm7nvtsl20a58rwi6 Amedeo Nazzari 0 69716 1410707 1365502 2026-04-16T07:17:32Z Spinoziano 2297 /* Citazioni su Amedeo Nazzari */ +1 1410707 wikitext text/x-wiki [[File:Amedeo Nazzari - Apparizione (1943).png|miniatura|upright=1.3|Amedeo Nazzari nel film ''[[Apparizione (film)|Apparizione]]'' (1943)]] '''Amedeo Nazzari''', nome d'arte di '''Amedeo Carlo Leone Buffa''' (1907 – 1979), attore italiano. ==Citazioni di Amedeo Nazzari== *{{NDR|A proposito di un provino}} Avevo mandato delle fotografie. Le guardarono e mi dissero: troppo alto e gli occhi troppo piccoli. Quindi mi esclusero completamente. Prima delusione. Fu una sorpresa per me l'interessamento della [[Elsa Merlini|Merlini]] e quel che ne seguì, ''Ginevra degli Almieri''. Quando però vidi il film non ebbi nessuna perplessità e mi dissi: "No, veramente non sono adatto per fare il cinematografo".<ref name=Scaglione>Citato in Massimo Scaglione, ''I Divi del Ventennio, per vincere ci vogliono i leoni...'', Lindau, 2005.</ref> *Mi arrivò un telegramma in cui mi si pregava di farmi delle fotografie con i [[baffi]]. Non trovai di meglio che farmeli disegnare dal truccatore. Fu conciato il quel modo che posai davanti all'obiettivo, ma feci di meglio: convinsi il fotografo a scendere in strada e con l'aiuto di una mancia indussi un vetturino a staccare il cavallo dalla sua carrozza. Con i baffi dipinti e una vecchia divisa addosso mi misi in posa. Potrà sembrare strano ma quelle foto convinsero i produttori che ero davvero l'uomo che cercavano.<ref name=Scaglione/> *Sullo schermo ho fatto di tutto, tutte le parti possibili e immaginabili, meno il mascalzone.<ref name=Scaglione/> ==Citazioni su Amedeo Nazzari== *{{NDR|Su ''[[Luciano Serra pilota]]''}} Amedeo Nazzari, che impersona Luciano Serra, ha dato un'interpretazione di una compattezza, di una sensibilità e di un rilievo che non aveva mai raggiunto prima. Con questa interpretazione Amedeo Nazzari si impone assolutamente come il più completo e robusto attor giovane del nostro schermo. ([[Filippo Sacchi]]) *{{NDR|Su ''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''}} Il conte Solaro è un giovane, il Nazzari, alla sua prima interpretazione d'impegno; se dapprima ha qualche incertezza, poi appare saldo e sicuro. ([[Mario Gromo]]) ===[[Massimo Scaglione]]=== *Amedeo Nazzari può essere il nostro [[Errol Flynn]] o il nostro [[Clark Gable]]. *Il trionfo di Amedeo Nazzari non ha confronti. [...] Il risultato di Nazzari è clamoroso. Bello, simpatico, dotato di grande comunicativa, è al centro di film popolari [...], è partner delle dive più amate quali [[Alida Valli]] o Assia Noris, Luisa Ferida o Elsa Merlini. Rappresenta anche l'ideale della bellezza fascista, virile e cordiale. Può passare con gli stessi risultati dall'eroico aviatore di Alessandrini al malizioso commediante di Neufeld o di Mattoli e la sua duttilità non può che piacere a un pubblico che vedrà in lui il nostro Errol Flynn o il nostro [[Cary Grant]]. [...] Nazzari saltabecca da una commedia con i "telefoni bianchi" a un dramma storico; e sempre con risultati accattivanti. *Intorno agli anni '50 il nostro Amedeo viene scritturato per un film da girarsi in Argentina. Il ruolo però è negativo e Nazzari si rifiuta di girare. Interviene addirittura Evita Perón, ma Nazzari rimane fermo sui suoi propositi e il ruolo dev'essere modificato! ==Note== <references/> ==Filmografia== {{div col|strette}} *''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]'' (1936) *''[[I fratelli Castiglioni]]'' (1937) *''[[Luciano Serra pilota]]'' (1938) *''[[Montevergine (film)|Montevergine]]'' (1939) *''[[Centomila dollari]]'' (1940) *''[[Dopo divorzieremo]]'' (1940) *''[[È sbarcato un marinaio (film 1940)|È sbarcato un marinaio]]'' (1940) *''[[Scarpe grosse]]'' (1940) *''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]'' (1941) *''[[Scampolo (film 1941)|Scampolo]]'' (1941) *''[[Bengasi (film)|Bengasi]]'' (1942) *''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]'' (1942) *''[[La bella addormentata (film 1942)|La bella addormentata]]'' (1942) *''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]'' (1942) *''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'' (1942) *''[[Apparizione (film)|Apparizione]]'' (1943) *''[[Harlem (film)|Harlem]]'' (1943) *''[[Quelli della montagna]]'' (1943) *''[[La donna della montagna]]'' (1944) *''[[Il bandito]]'' (1946) *''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]'' (1946) *''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]'' (1947) *''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'' (1947) *''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1949) *''[[Il lupo della Sila]]'' (1949) *''[[Alina (film)|Alina]]'' (1950) *''[[Donne e briganti]]'' (1950) *''[[Il brigante Musolino]]'' (1950) *''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' (1950) *''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) *''[[Il tradimento]]'' (1951) *''[[Ultimo incontro]]'' (1951) *''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1]]'' (1952) *''[[Chi è senza peccato...]]'' (1952) *''[[Il mondo le condanna]]'' (1953) *''[[Ti ho sempre amato!]]'' (1953) *''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]'' (1953) *''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]'' (1954) *''[[Pietà per chi cade]]'' (1954) *''[[Proibito (film 1954)|Proibito]]'' (1954) *''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]'' (1955) *''[[L'ultimo amante]]'' (1955) *''[[L'intrusa (film 1956)|L'intrusa]]'' (1956) *''[[Malinconico autunno]]'' (1958) *''[[Il gaucho]]'' (1964) *''[[L'ispettore Derrick]]'' (1976) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Evelina Nazzari]] - figlia ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Nazzari, Amedeo}} [[Categoria:Attori italiani]] qc508ic0xwlsyqvlfhywuk75axyc94e Luciano Serra pilota 0 69907 1410706 710864 2026-04-16T07:14:57Z Spinoziano 2297 sistemazioni e aggiunte 1410706 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano = Luciano Serra pilota |immagine = Luciano Serra pilota (1938) Germana Paolieri e Amedeo Nazzari.png |didascalia = [[Germana Paolieri]] e [[Amedeo Nazzari]] in una scena |paese = Italia |anno = 1938 |genere = drammatico/guerra |regista = [[Goffredo Alessandrini]] |soggetto = Goffredo Alessandrini, [[Francesco Masoero]] |sceneggiatore = Goffredo Alessandrini, [[Roberto Rossellini]], [[Fulvio Palmieri]] |attori= *[[Amedeo Nazzari]]: Luciano Serra *[[Germana Paolieri]]: Sandra Serra *[[Roberto Villa]]: Aldo Serra *[[Mario Ferrari]]: colonnello Franco Morelli *[[Beatrice Mancini]]: la fidanzata di Aldo *[[Egisto Olivieri]]: Nardini *[[Guglielmo Sinaz]]: José Ribera *[[Andrea Checchi]]: tenente Binelli *[[Felice Romano (attore)|Felice Romano]]: Mario *[[Oscar Andriani]]: il cappellano *[[Nico Pepe]]: il conte *[[Olivia Fried]]: Dorothy Thompson *[[Silvio Bagolini]]: socio del circolo *[[Felice Minotti]]: Andrea *[[Gino Mori]]: Aldo da bambino }} '''''Luciano Serra pilota''''', film italiano del 1938 con [[Amedeo Nazzari]], regia di [[Goffredo Alessandrini]]. ==Frasi== *Oggi non siamo più "il pilota", siamo "l'[[aviazione]]": per far parte della nostra famiglia non basta più avere del fegato, ma bisogna avere il senso più chiaro e più elevato della disciplina. ('''Franco''') ==Dialoghi== *'''Cappellano''': Ehi Conti, sono sette mesi che stiamo insieme e non mi hai ancora parlato di te. Ora, posso farti una domanda?<br/> '''Luciano''': Faccia, faccia pure.<br/> '''Cappellano''': Perché guardi sempre il cielo?<br/> '''Luciano''': Mah, è una vecchia abitudine.<br/> '''Cappellano''': Perché, non ti ci trovi troppo bene sulla terra?<br/> '''Luciano''': Infatti, non troppo. Ci sono troppe cose sulla terra che non mi piacciono. Le [[sabbie mobili]] per esempio, guai a cascarci dentro, più ti muovi e più vai in fondo. Eh, se non ci fosse stata questa guerra...<br/> '''Cappellano''': Che c'entra la guerra con te?<br/> '''Luciano''': Ne ha salvati tanti la guerra, ha salvato anche me. Se tutti potessimo raccontare la nostra storia, ma quella vera eh. Ma lei è proprio convinto che qui tutti si chiamino col loro vero nome?<br/> '''Cappellano''': Perché, tu non ti chiami Alberto Conti?<br/> '''Luciano''': No no, io non mi chiamo Alberto Conti. Al mio vero nome io avevo promesso tante cose, tante illusioni... e me lo sono portato con me per 40 anni. Ho mancato ai patti, e guardi che l'ultima volta la partita era grossa. Gli avevo promesso niente meno che... la gloria. Siamo finiti tutti e due in fondo al mare, lui è annegato e io... io sono qua. ==Citazioni su ''Luciano Serra pilota''== *Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[il Morandini]]'') *Il fatto nuovo, in questo film, è il modo come è raccontato. Purtroppo il nostro cinema non era mai riuscito a progredire sotto questo aspetto. [...] Che cosa significa che un film è ben raccontato? Significa che ci sono dentro dei personaggi vitali e spontanei, dei personaggi che si muovono in un'atmosfera che è la loro, dei personaggi che parlano non per il pubblico ma per se stessi. [...] Finalmente abbiamo qui dei personaggi che sono messi a loro agio, che possono camminare e respirare come Dio li ha fatti. [...] Portati entro una vicenda umana e un'atmosfera sentita, anche gli interpreti hanno dato il meglio di sé. [[Amedeo Nazzari]], che impersona Luciano Serra, ha dato un'interpretazione di una compattezza, di una sensibilità e di un rilievo che non aveva mai raggiunto prima. Con questa interpretazione Amedeo Nazzari si impone assolutamente come il più completo e robusto attor giovane del nostro schermo. ([[Filippo Sacchi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film di guerra]] [[Categoria:Film drammatici]] np7c9wavalmzuirc6q1sgvzrkg08x6v Craco 0 80710 1410696 1272664 2026-04-15T21:04:49Z Generale Lee 39835 - citazione che sembra più un trafiletto giornalistico 1410696 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Calanchi (18 di 24).jpg|right|thumb|Craco]] Citazioni su '''Craco'''. *Craco è uno dei luoghi più intensi che si possano vedere nel Sud. Ed è quasi sempre una visione solitaria. Sei tu e il paese che non c'è più. ([[Franco Arminio]]) *È un luogo spettrale, ma che inaspettatamente affascina. Viene quasi voglia di restare qui, di camminare per stradine strette e ripide scalinate e sentire la melanconia dell'assenza di umanità. ([[Tobias Jones]]) *Non ha retto la modernità, a me piace pensare che l'ha rifiutata. (''[[Basilicata coast to coast]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Comuni della Basilicata]] tn3hxvw85y2i2w2b479cvc1x419hdhv Francesco Jovine 0 81489 1410699 924167 2026-04-15T22:11:32Z Udiki 86035 1410699 wikitext text/x-wiki '''Francesco Jovine''' (1902 – 1950), scrittore, giornalista e saggista italiano. ==''Le terre del Sacramento''== ===[[Incipit]]=== A Calena, di marzo, incominciava il sole lungo. Per tutto l'inverno la cresta delle Mainarde, che era a ponente della città, faceva brevi i crepuscoli. I raggi, rotti dalle rocce, illuminavano breve tratto del cielo di luce folgorante, lasciandola la città e le sue terre nell'ombra.<br />Di primavera il sole si poneva al centro d'una forca tra il Timbrone e il Sellao, e dava, morendo, quasi a pelo delle terre più basse, fin l'ultima briciola di luce.<br />In una mattina serena di marzo l'avvocato Cannavale percorreva cavallo le terre del Sacramento. Lo seguiva a distanza Felice Protto, suo fattore e affittuario d'una parte della tenuta. L'avvocato si era deciso a fare quella visita ai suoi poderi con il ritorno della buona stagione, non tanto per rendersi conto dei pascoli e delle coltivazioni, quanto per uscire dalla sua casa di città dopo giorni e giorni di pigrizia e di solitudine. ===Citazioni=== *{{NDR|Don Giacomo Fontana parlando di Gesù con Luca Marano}} Tu non pensi che si era fatto uomo vero, con tutti i limiti degli uomini veri. Se Egli avesse voluto sottrarsi al martirio valendosi del suo potere divino, avrebbe potuto farlo. Accettò la legge degli uomini fino al sacrificio supremo perché era un vero uomo. Se egli avesse indicato agli uomini, allora, una strada diversa dalla carità per risolvere i problemi dei poveri, dei diseredati, il suo linguaggio sarebbe risultato incomprensibile. Il suo messaggio di giustizia, caro Luca, non risiede nella sua predicazione e nella resurrezione, ma nella sua morte. La morte di Gesù è il riconoscimento della legge che regge la società degli uomini. (p. 187) *{{NDR|A Napoli}} Tra Toledo e il Rettifilo, per qualche ora erano passati gruppi incalzanti di camicie nere, seguiti da cortei di uomini in borghese, dai ragazzi delle scuole che, lasciate le lezioni, tentavano di fare tumultuosa e imponente la gazzarra. Nei vicoli che costeggiavano Toledo, in quelli dei «quartieri», la gente era stata costretta dalla pioggia a rientrare nelle case. I venditori avevano portato nell'interno dei bassi le loro povere mercanzie, le carni cotte nelle pentole ingrommate di fuliggine, il pesce fritto nell'olio rancido, le frutta che marcivano accumulate sulle panche, coperte da un panno sudicio. Nelle stanze che si aprivano sulla strada si vedevano nello spazio brevissimo tra le materasse accumulate alle pareti, cassapanche sgangherate, giacigli pieni di paglia putrida; gli abitanti rimanevano in piedi a guardare la pioggia che scrosciava tra le immondizie della strada. (pp. 226-227) *Sulle pareti l'acqua s'infiltrava insidiosamente, disegnando dei bizzarri geroglifici che coronavano le immagini colorate dei santi. Napoli sotto l'acqua si disfaceva. La luce fredda della giornata di autunno mostrava il profilo delle case contorte, provvisorie; mura reggenti penosamente il carico dei tetti che parevano pronte a piegarsi per colmare i vicoli di macerie. (p. 227) ===[[Explicit]]=== Piansero e cantarono grande parte della notte, rimandandosi le voci, parlando tra loro con ritmo lungo, promettendo tutto il loro dolore ai morti. La notte era buia e le voci si perdevano sulla terra desolata oltre il circolo di luce che faceva il fuoco, ancora vivo. ==''Signora Ava''== ===[[Incipit]]=== Don Matteo Tridone si schermiva dal sole per guardare la siepe che aveva di fronte. Con gli orecchi tesi seguiva il vario cinguettare dei passeri tra i rami dei fichi e i rovi della fratta. Quelli caduti nella rete avevano uno scoppio improvviso di note rabbiose, poi un pigolio lungo e dolente. Gli altri, volando sulle piante, affondavano il becco nelle ferite dei fichi che pendevano flaccidi dai rami con la lagrima mielata nella punta; poi, sazi, accorrevano al richiamo della siepe. ===Citazioni=== *Ma è tanto difficile, Matteo, dimenticare; per dimenticare bisogna saper distaccare da noi le cose, da pesanti che sono cercare di renderle leggere, un soffio. Ma ci sono momenti della nostra vita che scavano nella carne, Matteo, e vi si annidano con gli artigli conficcati nel vivo, come cattivi uccelli. Bisogna liberarsi dagli [[Artiglio|artigli]]. ==Bibliografia== *Francesco Jovine, ''Signora Ava'', Donzelli editore, Roma 2010. ISBN 9788860365217 *Francesco Jovine, ''Le terre del Sacramento'', Gli struzzi, Giulio Einaudi editore, Torino 1972. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Jovine, Francesco}} [[Categoria:Scrittori italiani]] jp5wpwbivcz2zk76ze8s6jysmyhw8br Il Morandini 0 86658 1410704 1410076 2026-04-16T06:38:47Z Spinoziano 2297 /* L */ 1410704 wikitext text/x-wiki {{Titolo minuscolo}} '''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive. {{torna a|Morando Morandini}} ==Citazioni== ===Film=== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ====A==== *Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15) *Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16) *Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18) *Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18) *Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21) *Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28) *È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35) *Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31) *Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33) *1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. “Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''2001: Odissea nello spazio'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''” ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34) *Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33) *Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36) *Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37) *Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39) *Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40) *Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49) *Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48) *È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49) *La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49) *È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51) *Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52) *È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59) *Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60) *Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60) *Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64) *Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75) *È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72) *Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81) *Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81) *''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81) *Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84) *Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84) *Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84) [[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']] *L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86) *L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86) *In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91) *Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93) *Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93) *Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93) *Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94) *Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96) *Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97) *Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98) *Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122) *Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) [[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']] *1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2000, p. 127) *È il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2000, p. 127) *Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra Connery e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2000, p. 129) *Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|p. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130) *Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118) *[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118) *Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118) *Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120) *È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120) *È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127) *Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127) *La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127) *Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128) ====B==== *Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132) *Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132) *Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133) *Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133) *Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135) *Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135) *Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136) *Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138) *Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139) *Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142) *Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142) *Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145) *Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165) *Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170) *Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158) *Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158) *Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160) *La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161) *Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191) *Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164) *Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168) *1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169) *È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189) *Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171) *Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182) *Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183) *Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185) ====C==== *Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195) *Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238) *Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199) *Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201) *È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228) *Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204) *[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204) *Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204) *Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213) *Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214) *Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216) *I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217) *Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221) *[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221) *[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254) *Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230) *[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258) *Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232) *Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259) *È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232) *Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232) *Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236) *Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236) [[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']] *Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238) *Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240) *[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241) *[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243) *Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248) *Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250) *Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251) *Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253) *2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291) *Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260) *[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260) *Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263) *Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263) *Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266) *Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273) *[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314) *Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277) *Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316) *Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280) [[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']] *1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282) *Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286) *Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286) *Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296) *[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299) *[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301) *Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302) *Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302) *Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340) *Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304) *Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309) *Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312) *Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312) *È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312) *È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316) *[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358) *Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319) *[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319) *Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321) *[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323) *[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325) [[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']] *Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326) ====D==== *Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331) *La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331) *Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333) *Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335) *[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336) *La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382) *Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337) *Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337) *Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340) *Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344) *Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349) *Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350) *Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351) *È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387) [[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']] *Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392) *[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392) *[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349) *Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353) *Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355) *[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358) *1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359) *{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362) *Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408) *Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363) *Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363) *2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369) *Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369) *Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370) *[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371) *Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372) *Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424) *Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376) *Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377) *Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377) *Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378) *Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380) *Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384) *Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384) *Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385) *Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387) *Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388) [[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']] *[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391) *[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392) *Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393) *Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398) *Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449) *È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449) *Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402) *Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449) *Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450) *Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405) *In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406) *Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409) *È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409) *Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461) *Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412) *Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412) *[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412) *Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415) ====E==== *Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419) *Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425) *2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485) *Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432) *Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434) *Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443) *Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444) [[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']] *Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446) *Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446) *La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505) ====F==== *Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460) *Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460) *Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462) *Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463) *Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463) *[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468) *Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468) *È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470) *[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534) *Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538) *[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476) *Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477) *Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478) *[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478) *È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480) *Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480) *Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482) *Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488) [[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']] *[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492) *L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494) *Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496) *Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497) *Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497) *Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499) *Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565) *Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566) *È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500) *Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500) *[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501) *Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568) *Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505) *2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508) *Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510) *Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579) *[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512) *Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513) *Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514) *[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514) *In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519) *2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520) *Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521) *È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521) ====G==== *Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525) *Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526) *L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529) *3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529) *Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533) *Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600) *[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538) *È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540) *Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541) *Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610) *Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544) *[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623) *La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560) *Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561) *Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569) *L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678) *Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679) *Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574) *Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574) *Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575) *Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576) *Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578) *Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579) *Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580) *[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581) *Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649) *Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581) *Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650) *Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584) *1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584) *Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585) *A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656) *C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656) *Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586) *Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589) *Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592) *Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593) ====H==== *[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599) *Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601) *O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607) *Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608) *Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614) ====I==== *[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621) *1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624) *[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626) *Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626) *Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626) *[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630) *Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633) *Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634) *Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635) *Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636) *[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640) *Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642) *È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646) *Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646) *Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780) *[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651) *Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655) *Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655) *Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657) *Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657) ====J==== *Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671) *La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763) *[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679) ====K==== *I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775) *[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778) *[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685) ====L==== *Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691) *Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691) *[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692) *Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692) *Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694) *Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694) *Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695) *Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700) *In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700) *Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702) *Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702) *Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703) *Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801) *Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709) *Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815) *[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718) *Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720) *2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723) *In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724) *È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724) *Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725) *[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726) *Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726) *Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733) ====M==== *Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740) *[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738) *[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744) *[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749) *È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750) [[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']] *[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751) *È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751) *Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758) *Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758) *Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761) *È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764) *Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768) *Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769) *Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771) [[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']] *È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771) *Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772) *Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773) *Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776) *Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777) *[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780) [[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']] *Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782) *Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785) *Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786) *[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788) *Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789) *Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791) *[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791) *Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794) *Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798) *Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801) *Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804) [[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']] *C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806) *Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806) *È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807) *Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808) *Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809) *Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809) *Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811) *Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811) *Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816) *[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826) *Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829) *[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832) *Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835) *Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837) *[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842) *Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952) ====N==== *77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852) *Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858) *Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860) *Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861) *[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862) *Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979) *Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865) *Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866) *È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983) *2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984) *Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868) *{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870) *Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877) [[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']] *[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877) *[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879) *Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879) *È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883) *Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888) *Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889) *[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889) *Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894) *[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012) *[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896) *Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899) ====O==== *Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906) *[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908) *Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914) *18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916) *È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917) *Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918) *È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921) *Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923) *[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923) [[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']] *Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049) *Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925) *Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926) *C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934) *L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059) *[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059) *Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060) ====P==== *Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943) *Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945) *Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069) *Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946) *Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075) *È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952) *Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954) *[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955) *Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082) *Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956) *Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086) *Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964) *[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964) *Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967) *Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968) [[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']] *Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969) *È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099) *Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975) *Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976) *[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978) *Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113) *Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986) *L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986) *Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989) *Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989) *Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991) *Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991) *Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992) *Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994) *[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995) *Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125) *Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003) *Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210) *Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013) *La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013) *È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014) *Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015) *[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016) *È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022) *Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025) *Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026) *[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159) *2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029) *[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037) *[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039) *Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044) *Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044) *1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047) ====Q==== *La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054) *Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065) [[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']] *Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198) *[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070) *[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202) *Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073) *Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073) *Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074) *Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075) *[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080) ====R==== [[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']] *Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090) *[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091) *Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098) *Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100) *Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101) *È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105) *Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108) *Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108) *Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112) *2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113) *[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248) *Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113) *Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115) *È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115) *Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116) *Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120) *[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252) *Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257) *La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257) *Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121) *5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121) *Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122) *[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123) *Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124) *Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126) *Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129) *Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137) *Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138) [[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']] *Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138) *Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139) *Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141) *Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282) *È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148) ====S==== *Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151) *[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155) *Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300) *È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161) *Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166) *Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168) *[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169) *Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315) *Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175) *È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175) *Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177) [[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']] *Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179) *[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322) *[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180) *In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327) *I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183) *Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183) *È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185) *Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186) *Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187) *Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190) [[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']] *Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191) *Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416) *Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193) *È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341) *La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197) *Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201) *È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205) *3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210) *La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357) *Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211) *Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211) *2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359) *Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212) *Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213) [[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']] *3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214) *Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215) *L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217) *[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217) *La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220) *Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220) *Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221) *Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223) *Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224) *Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231) *Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233) *Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235) *È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235) *Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239) *Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395) *Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396) *Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246) *Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248) *Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248) *Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484) *Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249) *Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249) *Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254) *Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409) *La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258) *Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413) [[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']] *3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260) *È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261) *Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428) *Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428) *La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428) *Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428) *Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448) *Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429) *Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429) *Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275) *Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275) *Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275) *Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276) *Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280) *Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283) *Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287) *Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287) *Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287) *È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279) *Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539) *È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298) *Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301) *Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302) *Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303) *Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304) ====T==== *Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309) *Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316) *Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316) *Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317) *L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319) *5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483) *Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323) *Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323) *Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324) [[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']] *1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325) *3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327) *Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329) *Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329) *Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331) *È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334) *"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335) *Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337) *Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338) *È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339) *Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602) *Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351) *2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352) *Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352) *Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352) *Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354) *Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359) *[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361) *[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361) *Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364) *Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367) *Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540) *È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374) *''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381) *{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390) ====U==== *Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393) [[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']] *Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396) *È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396) *Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396) *Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569) *[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400) *[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400) *Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406) *Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670) *Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408) *Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409) *Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413) *Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417) *Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420) *Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426) *Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426) *Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426) *5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599) *[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429) [[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']] *Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427) *Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432) *[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432) *Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433) *Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609) ====V==== *Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il [[re Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 1679) *7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442) *Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442) *[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442) *Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619) *La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445) *Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450) *Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451) *[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628) *[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455) *L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457) *Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463) *Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464) *Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465) *Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468) *Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469) *Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473) *Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478) *Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479) *[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481) *6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481) *È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482) *Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484) *La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491) *Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496) ====W==== *Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498) *Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684) *Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499) *Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501) ====Y==== *Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719) ====Z==== [[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']] *Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701) ===Serie televisive=== *Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807) *La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808) *Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712) *Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811) *La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812) *La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813) *Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813) *Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815) *Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815) *Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819) *Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723) *La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816) *La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817) *Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818) *Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818) *La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819) *Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819) *Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819) *Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819) *La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820) *Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820) *Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740) *I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820) *Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820) *Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821) *Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823) *Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823) *Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824) *{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825) *Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828) *Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828) *Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825) *Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826) *Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827) *La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827) *Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828) *Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828) *Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829) *Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829) *La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829) *Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830) *Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771) *Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6 ==Voci correlate== *[[Morando Morandini]] *[[Il Mereghetti]] *[[il Farinotti]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]] bax50ffie8v2u374a7ap2s8vsnrw22a Reza Pahlavi (principe) 0 141028 1410703 1409979 2026-04-16T06:32:29Z Mariomassone 17056 /* 2026 */ 1410703 wikitext text/x-wiki [[File:رضا پهلوی در گفتگو با سیامک دهقانپور از صدای آمریکا، تیر ۱۴۰۳ 02 (cropped).jpg|thumb|Reza Pahlavi nel 2024]] '''Reza Pahlavi''' (1960 – vivente), principe ereditario dell'Iran. ==Citazioni di Reza Pahlavi== {{cronologico}} ===1980=== *Succedendo a mio padre non faccio che il mio dovere: non voglio sottrarmi alle mie responsabilità.<ref name="pahlavijr">Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,1066_01_1980_0240_0004_15419853/ ''Reza Pahlavi jr imperatore dell'Iran''], ''La Stampa'', 31 ottobre 1980</ref> *L'Iran ritroverà la sua età dell'oro, il popolo iraniano spazzerà l'attuale regime senza legge. Gli oppositori al regime di Khomeini sono in continuo aumento.<ref name="pahlavijr"/> *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Iraq]]}} Sono l'anarchia, lo sfacelo economico e il declino del nostro prestigio internazionale che hanno generato la violazione della nostra integrità territoriale attraverso un'aggressione esterna che noi condanniamo.<ref name="rezaii">Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,1067_01_1980_0241_0004_18934649/ ''Reza II in esilio si proclama Scià''], ''La Stampa'', 1 novembre 1980</ref> *So perfettamente che nessuno di voi ha voluto un simile disastro. Ma so anche che voi avete, nel profondo dei vostri cuori, la ferma convinzione che la nostra storia millenaria si ripeterà e che l'incubo prenderà fine. La luce succederà all'oscurità: forti delle nostre amare esperienze, noi intraprenderemo tutti insieme, in un grande slancio nazionale, la ricostruzione del nostro Paese.<ref name="rezaii"/> ===1986=== *Per me il [[matrimonio]] è un'esperienza molto positiva. Un sostegno emotivo, morale e umano di grande importanza.<ref name="khomeinidirei">Dall'intervista di Rafael Fraguas, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,5/articleid,0994_01_1986_0190_0005_13695923/ Reza Ciro: a Khomeini direi...]'', ''La Stampa'', 14 agosto 1986.</ref> *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Iraq]]}} Penso che Iran e Iraq siano vittime di un confronto personale fra Khomeini e Saddam. Khomeini ha interesse a continuare la guerra per sopravvivere politicamente, dal momento che la contesa è un modo per tenere le forze armate sui confini.<ref name="khomeinidirei"/> *Il regime islamico ha diffuso versioni fantasiose sulla ricchezza della mia famiglia, su fortune nascoste, eccetera. Questo fa parte di una campagna propagandistica avviata sei anni fa. Nessuna di queste fantasie è mai stata dimostrata.<ref name="khomeinidirei"/> *Se si domanda a un uomo onesto che cosa pensa della politica, dal profondo del cuore dirà che questa «non ha padre né madre». È una parola che fa paura alle persone semplici, perché l'uomo della strada crede che la politica serva ai politici per giocarci. Questo tipo di politica non mi sembra pura né sincera. Se invece si guarda la politica come una cosa necessaria per governare un Paese, e se gli uomini che la praticano sono retti e sinceri, il suo significato cambia. Un Paese che abbia buoni politici non correrà mai alla rovina: da politici che valgano poco e manchino di statura ci si può aspettare invece il peggio.<ref name="khomeinidirei"/> *Il politico può cambiare idea, ma il simbolo della monarchia, il [[re]], deve rimanere imparziale. La persona del re appartiene a tutti i cittadini di tutti i gradini sociali. Deve essere al di sopra della politica.<ref name="khomeinidirei"/> *Sua Maestà il re Juan Carlos ha vigilato sull'applicazione della Costituzione senza interferire negli affari del governo, né in quelli dei partiti. Questo è il motivo per il quale la monarchia spagnola rimane un'istituzione che protegge e garantisce il gioco politico. In Spagna c'è un primo ministro socialista: è significativo. Penso che in Iran dobbiamo fare esattamente quello che ha fatto la Spagna.<ref name="khomeinidirei"/> *Né l'Urss, né gli Stati Uniti hanno da preoccuparsi di una restaurazione monarchica costituzionale nel mio Paese: il nostro regime democratico non andrà contro gli interessi sovietici né americani. Lo stesso Paese può mantenere alleanze diverse, in virtù dei suoi interessi.<ref name="khomeinidirei"/> *{{NDR|Su [[Ruhollah Khomeyni]]}} Che cosa si può dire a un uomo come lui? È una persona che non capisce nulla, o non vuole capire nulla. Gli direi: lei non può gestire il Paese così come sta facendo: se sa quello che fa non può continuare a farlo, e non può continuare neppure se non lo sa: il mio Paese va verso la distruzione, se ne vada prima che sia troppo tardi.<ref name="khomeinidirei"/> *{{NDR|Sulla [[Rivoluzione iraniana]]}} Non fu un'insurrezione contro la monarchia, ma un movimento in favore dell'applicazione della Costituzione democratica del 1906. Khomeini ha commesso un grave errore non andarsene dopo il trionfo della rivoluzione. Fu l'inizio della fine: pensò che l'Iran si potesse governare come un paesino di 500 abitanti nel X secolo, e questo è impossibile. Per questo governa solo grazie alla coercizione, alla repressione e alla violenza.<ref name="khomeinidirei"/> ===1989=== *{{NDR|Su ''[[L'ultimo imperatore]]''}} Il film l'ho visto, è un capolavoro, ma non mi ci riconosco per niente, io il potere non l'ho perso, non l'ho avuto neanche per un istante, l'ho solo atteso invano.<ref name="oradelcambiamento">Dall'intervista di [[Enrico Franceschini]], ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/06/06/si-avvicina-teheran-ora-del-cambiamento.html "Si avvicina a Teheran l'ora del cambiamento"]'', ''la Repubblica'', 6 giugno 1989.</ref> *Mio padre non era un tiranno, nel senso che non credeva nel dispotismo, e voleva portare l'Iran verso la democrazia. Non penso che fosse isolato dalla gente, o che non conoscesse la realtà del suo paese. Certo, ha commesso degli errori, il più grave è stato quello di svolgere un ruolo politicamente attivo, che istituzionalmente non gli spettava. Quanto alla [[SAVAK|Savak]], è indubbio che vi furono casi di violenza, ma la violenza non fu mai una politica di Stato. I prigionieri politici? La maggioranza erano il tipo di gente che ha poi preso in ostaggio gli americani all'ambasciata di Teheran, che ha fatto saltare la caserma dei marines in Libano, o dirottato il jet della Twa.<ref name="oradelcambiamento"/> *Non era perfetto, mio padre, ma era un nazionalista, amava l'Iran, e credo che sia più popolare oggi, nel suo paese, di quando lo lasciò.<ref name="oradelcambiamento"/> *Dal primo giorno del suo potere, [[Ruhollah Khomeyni|Khomeini]] ha ripetuto che l'Iran per lui non voleva dire nulla, non gli interessava. Come poteva amarla? Per Khomeini l'Iran era la piattaforma di lancio di una crociata per trasformare il mondo. Se avesse amato l'Iran, non avremmo avuto una lunga guerra, né, per fare un esempio recente, la polemica sul libro di Rushdie. Sto leggendo ''I versi satanici'': certo mi offende, perché sono un musulmano, ma ciò non vuol dire che l'autore vada condannato a morte. Khomeini diceva che chiunque si convertiva all'Islam, e poi cambiava religione, andava ucciso. Il Profeta non l'ha mai detto, ma Khomeini diceva che le opere del Profeta sono incomplete e stava a lui completarle. Khomeini era l'opposto della santità, era blasfemo. Per me, era lui l'Anticristo.<ref name="oradelcambiamento"/> *{{NDR|Su [[Ruhollah Khomeyni]]}} Lo ho odiato per quel che ha fatto all'Iran, per la sua opposizione di principio ad ogni diritto umano, per come ha indebolito il paese allo scopo di esportare la rivoluzione e il terrorismo nel mondo.<ref name="oradelcambiamento"/> *Nel mio paese la monarchia era un'istituzione al di sopra di qualsiasi ideologia, e il monarca, come io lo intendo, non deve fare politica, è un capo di Stato, non di governo. Ma poi, in definitiva, dovrà essere il popolo a decidere cosa vuole, e a scegliere le sue leggi, non il re, e tantomeno un libro caduto dal cielo, come il Corano. La Chiesa va separata dallo Stato, specie in un paese come l'Iran, così pieno di razze, culti, genti diverse.<ref name="oradelcambiamento"/> *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Iraq]]}} Finché c'è stata la guerra era impossibile pensare alla lotta alla dittatura di Khomeini, l'unica priorità era la difesa nazionale: anche per questo l'ayatollah ha prolungato il conflitto il più possibile. Ora, senza la guerra e senza Khomeini, potrà venire alla luce il vasto scontento che esiste in ogni settore sociale, anche nel clero, mi creda.<ref name="oradelcambiamento"/> *Certo sia io che mia madre e i miei fratelli, che vivono tra New York e Parigi, stiamo bene. Ma non siamo dei Marcos. Faccio una vita molto semplice, la sera sto in casa a leggere o a guardare la tivù con mia moglie, una ragazza iraniana che ho sposato nel 1986, e che oggi ha 20 anni.<ref name="oradelcambiamento"/> ===1999=== *La democrazia fu allora ed è oggi al centro delle aspirazioni della società iraniana, ed è chiaro che la teocrazia non può essere la risposta a questa esigenza.<ref name="chiededemocrazia">Dall'intervista di Andrea Tarquini, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1999/07/14/come-ai-tempi-di-mio-padre.html Come ai tempi di mio padre l'Iran chiede democrazia]'', ''la Repubblica'', 14 luglio 1999.</ref> *{{NDR|Su [[Mohammad Khatami]]}} In un certo modo non è diverso da [[Michail Gorbačëv|Gorbaciov]]. Può tentare una perestrojka iraniana. Ma come può un regime basato sulla legge divina e non sulla volontà popolare trovare risposte adeguate alla società civile?<ref name="chiededemocrazia"/> *{{NDR|Su [[Mohammad Reza Pahlavi]]}} Sotto di lui il paese compì grandi balzi in avanti, ma le riforme politiche non arrivarono a tempo.<ref name="chiededemocrazia"/> *Guardi, mio padre è oggi popolare in Iran come non lo è mai stato finché fu al potere o in vita. Lui e mio nonno furono i grandi modernizzatori. Mio nonno agì con durezza: non poteva certo permettersi referendum sulla modernizzazione. Mio padre seppe portare l'Iran all'avanguardia nella regione e tra gli attori della scena internazionale. Ma troppo tardi capì l'importanza della partecipazione popolare.<ref name="chiededemocrazia"/> *Io, come pretendente, rappresento la monarchia costituzionale, che resta un'alternativa politica per il futuro. Non ho mai rotto i ponti col mio paese, e in me la nostalgia di casa non è mai morta. Ma quello che io voglio per me è un ruolo di unificatore, di garante del pluralismo e della riconciliazione nazionale. Voglio solo aiutare il popolo iraniano a riconquistare l'autodeterminazione.<ref name="chiededemocrazia"/> *Non dimentichi che mio padre agiva in un mondo diverso da quello di oggi, un mondo diviso in blocchi: la contrapposizione est-ovest fece porre in secondo piano in molte parti del mondo i valori della democrazia e dei diritti umani.<ref name="chiededemocrazia"/> *La monarchia costituzionale è un'opzione per il futuro, ma quel che conta è e sarà la fede nel [[secolarismo]], la separazione tra Religione e Stato. Potremo cominciare un esperimento affascinante: diventare il primo paese islamico incamminato sulla via della democratizzazione.<ref name="chiededemocrazia"/> *Sa, nella sua storia millenaria l'Iran è stato invaso, occupato, sconfitto, ed è sempre sopravvissuto. La teocrazia è il primo problema solo interno della nostra storia. Ma ogni paese impara dalle sue epoche: anche l'Inquisizione o Cromwell sono state esperienze. Toccherà ai quarantenni come me guidare i più giovani con l'esperienza.<ref name="chiededemocrazia"/> ===2001=== *Il problema non è [[Mohammad Khatami|Khatami]] come persona, così come nella vecchia Urss non lo erano i vari Andropov e Gorbaciov. Quando un sistema politico è in un vicolo cieco, come la Repubblica Islamica oggi, le persone contano poco. Il leader spirituale Ali Khamenei controlla tutte le leve del potere. Il Presidente, il parlamento e qualsiasi altra istituzione possono approvare anche le leggi più giuste e più democratiche, ma fin quando Khamenei avrà il diritto di veto, nulla potrà cambiare. Non voglio mettere in dubbio Khatami e le sue buone intenzioni. La domanda da porsi è come, in un paese dove altri controllano la radio e la tv di Stato, l' esercito e le forze dell' ordine, il sistema giudiziario, la politica estera e i servizi segreti, il Presidente possa realizzare la promessa di ripristinare la legalità e devolvere il potere alla società civile. In Iran Khatami non è riuscito a proteggere nemmeno i giornali e i giornalisti che lo sostenevano, figuriamoci se può farsi carico delle richieste di maggiore libertà e di democrazia dei nostri giovani.<ref name="finchepotere">Intervista di Nima Rafat, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/06/07/finche-il-potere-resta-ai-mullah-in.html Finché il potere resta ai mullah in Iran non cambierà niente]'', ''la Repubblica'', 7 giugno 2001.</ref> *Questo regime è ormai logorato e la carta Khatamiriforme non è riuscita a fermare l' onda delle proteste. Insisto: la soluzione è in un referendum per scegliere il futuro. A esso si può giungere attraverso il logoramento e senza ricorso alla violenza di piazza, o attraverso lo scontro diretto. Io sono per la via non violenta, ma chi ha il potere sceglierà di che morte morire.<ref name="finchepotere"/> *{{NDR|Su [[Mohammad Khatami]]}} Alla minima scossa si è sempre allineato al regime.<ref name="ingannando">Dall'intervista di Afsané Bassir Pour, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,9/articleid,0390_01_2001_0155_0009_4081526/ L'erede al trono: il regime sta ingannando il mondo]'', ''La Stampa'', 7 giugno 2001.</ref> *Sono in contatto permanente con molte persone, gente anche all'interno del regime, pasdaran, guardiani della rivoluzione, ufficiali, religiosi, ai quali dico: non siete obbligati a rovesciarvi insieme a questa barca che fa acqua.<ref name="ingannando"/> *Ciò che conta per me è il contenuto del regime, i principi democratici. La forma è secondaria.<ref name="ingannando"/> ===2003=== *Molti credenti, molti importanti uomini di fede hanno compreso che la sovrapposizione tra potere e religione è di fatto un tradimento della religione stessa, un elemento di corruzione; che la visione piramide di un gruppo di ayatollah che si sentono incaricati da Dio di dominare crudelmente il popolo, di dirgli cosa leggere, coa dire, come vestirsi pena la morte o la prigione, non ha niente ha che vedere con la vera fede.<ref name="cambiamento">Dall'intervista di [[Fiamma Nirenstein]], ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,5/articleid,0160_01_2003_0131_0005_1080718/ Reza Pahlavi: «Anche per l'Iran è l'ora del cambiamento»]'', ''La Stampa'', 14 maggio 2003.</ref> *Il fallimento morale di questo governo si misura sulle oltre 600 mila persone nelle carceri, sulla tortura, sulla chiusura di tutte le testate giornalistiche anche appena vagamente dissidenti. Sono a conoscenza di orrori indicibili: mi dicono che le ragazze dissenzienti vengono violate in carcere perché altrimenti la verginità consentirebbe loro di andare in paradiso.<ref name="cambiamento"/> *Anche la rivoluzione sovietica a suo tempo fu accolta con gioia.<ref name="cambiamento"/> *La mia strategia consiste in una linea chiara: la disobbedienza civile, possibilmente priva di violenza, compiuta attraverso la mobilitazione di tutte le componenti sociali. Gli studenti, i lavoratori, le donne dovrebbero impegnarsi in interruzioni del lavore, marce pacifiche, cercando di non ingaggiare mai scontri con le forze di polizia e con le varie milizie.<ref name="cambiamento"/> *Penso a [[Slobodan Milošević|Milosevic]], a [[Nicolae Ceaușescu|Ceausescu]], a [[Saddam Hussein|Saddam]], alla [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|caduta dell'impero sovietico]]... Quando i [[Tiranno|tiranni]] cadono, e l'Iran è veramente una terribile tirannia, pare sempre un miracolo; ma la volontà interna e internazionale quando si incontrano riescono a compiere questo miracolo, a sferrare il colpo decisivo.<ref name="cambiamento"/> *La sofferenza era grande. Ma la dignità e l'orgoglio di mio padre ci hanno sempre tenuti vivi.<ref name="cambiamento"/> *La cosa migliore è che il popolo iraniano si liberi da solo, senza interventi esterni come quelli che hanno posto fine alle dittature in Afghanistan e in Iraq. E quanto a me, niente speculazioni: considererò la mia missione compiuta nel giorno in cui si terrà il primo voto libero degli iraniani sul loro futuro, sono pronto ad aiutare in ogni modo per questo obiettivo.<ref name="rivolta">Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/06/17/io-figlio-dello-scia-fianco-della-rivolta.html Io, figlio dello scià a fianco della rivolta]'', ''la Repubblica'', 17 giugno 2003.</ref> *Lo scenario in Iran è molto diverso da quello dei nostri vicini. Nel nostro caso nessuno sarebbe capace di svolgere il lavoro di portare la democrazia meglio del popolo iraniano stesso. Senza bisogno di un intervento militare straniero. Il modo migliore di avere una svolta è attraverso la lotta del popolo iraniano. Ma bisogna anche sottolineare che vista la natura del sistema il miglior modo per aiutare gli iraniani a liberarsi è mostrare e dare un fortissimo appoggio della comunità internazionale alla lotta per la democrazia: un segnale che la comunità internazionale è per il popolo e non contro il popolo, che non è disposta a fare affari a ogni costo col regime sulla testa della gente.<ref name="rivolta"/> *Il mondo non può fidarsi di un regime del genere che tenga un dito sul grilletto. Ci vogliono garanzie anche per la stabilità internazionale. Occorre l'abbandono di dubbi e ambigui programmi nucleari e di ogni piano di armi di distruzione di massa, e l'unica garanzia in questo senso è la democratizzazione. Un regime come quello attuale non esiterebbe a usare senza scrupoli armi del genere.<ref name="rivolta"/> ===2005=== *Questo regime interpreta la legge divina come vuole e le elezioni come si faceva in Unione Sovietica o nel regime di Saddam Hussein. Tutto questo per farci credere che hanno una vera legittimità.<ref name="mascherata">Dall'intervista di Michel Bôle-Richard, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,7/articleid,0231_01_2005_0166_0007_1797212/ Il figlio dello shah: questo voto è una mascherata]'', ''La Stampa'', 19 giugno 2005.</ref> *Io credo che il regime sia sempre meno in condizioni di minacciare gli iraniani. I timori e le paure si dissipano sempre di più. Si propaga un movimento collettivo sempre più profondo. E non è solo composto di un'élite intellettuale, ma è sempre più radicato nel popolo.<ref name="mascherata"/> *Il mondo deve giocare la carta iraniana, ma deve parlare al popolo prigioniero e non ai suoi carcerieri.<ref name="mascherata"/> *Se il campione delle riforme, [[Mohammad Khatami|Mohammed Khatami]] non ha potuto fare nulla, non sarà certo [[Ali Akbar Hashemi Rafsanjani|Ali Akbar Rafsanjani]], il più detestato e il più corrotto del paese, che potrà cambiare le cose.<ref name="mascherata"/> ===2006=== *Bisogna abbandonare questa impostazione mentale per cui o si tratta per vie diplomatiche o si parla di interventi militari. Né l'una né l'altra cosa possono risolvere la situazione. La cosa migliore da fare è investire sugli iraniani stessi, perché è fra loro che possiamo trovare l'alleato più naturale.<ref name="nienteguerra">Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/08/28/niente-guerra-il-popolo-si-ribelli.html Niente guerra, il popolo si ribelli l'appello del figlio dell'ultimo scià]'', ''la Repubblica'', 28 agosto 2006.</ref> *L'idea delle riforme è stata screditata, e ormai è definitivamente finita in un vicolo cieco. Era impensabile che questo regime potesse essere in grado di riformare se stesso. Dall'interno non può venire nessun processo di cambiamento.<ref name="nienteguerra"/> *Il regime è in totale contrasto con quello che vuole il popolo iraniano. C'è una fuga di capitali dall'Iran, e il popolo iraniano, che ha un'ottica generale, vede chiaramente le conseguenze. Il nostro Paese sta andando a fondo e tutte le nostre risorse sono gestite in modo inefficiente da funzionari corrotti. Il regime non sopravviverà, non ho dubbi al riguardo, ma dovrà cadere per mano del popolo iraniano, e non per un intervento esterno. In questo momento, dobbiamo aiutare il popolo ad aiutare se stesso.<ref name="nienteguerra"/> *Quello che abbiamo sotto gli occhi oggi è un chiaro esempio di quello che succede quando la religione è direttamente coinvolta nel governo. Ma non bisogna confondere la laicità con l'opposizione alla religione. è nell' interesse di tutti avere una chiara linea di separazione.<ref name="nienteguerra"/> ===2008=== {{Int|Da ''[http://archivio.panorama.it/archivio/Cosi-rovesceremo-gli-ayatollah?s&#61pahlavi&submit&#61Cerca "Così rovesceremo gli ayatollah"]''|''Panorama.it'', 2008.|h=4}} *Stiamo lottando contro il tempo. I dittatori corrono per procurarsi la bomba e la prospettiva di un intervento militare per fermarli si fa sempre più concreta. Ma il cambiamento, ora, deve venire dagli iraniani: il regime non è mai stato tanto vulnerabile. *C'è la possibilità di un cambiamento non violento, bisogna che la comunità internazionale trovi una terza via tra l'interventismo militare Usa e l'approccio diplomatico imperfetto degli europei. *Si stringono accordi commerciali in cambio della sospensione delle attività di arricchimento dell'uranio, ma questo non impedisce al regime di continuare a lavorare su altre componenti necessarie a costruire la bomba atomica. Soprattutto si manda alla popolazione un messaggio confuso, come se l'unica priorità degli europei fosse proteggersi dalla minaccia nucleare continuando però a tutelare i propri interessi economici. *Gli europei si comportano come se volessero dare al regime la possibilità di dimostrare che sa comportarsi bene. È assurdo: sono 25 anni che dimostra il contrario. Non facendo chiarezza su questo gli europei incoraggiano gli americani ad azioni unilaterali. *È sempre difficile prevedere la reazione della gente a un attacco straniero. Gli iraniani sono un popolo orgoglioso che vuole il cambiamento, ma non a un prezzo tanto alto. Soprattutto vogliono fare la storia da soli, non attraverso un intervento esterno. *Per anni il regime ha guadagnato tempo inscenando questo gioco delle parti che vedeva da una parte i conservatori e dall'altra i riformisti, ma ora è chiaro che il presidente Khatami non ha nulla di diverso da Khomeini: la sua funzione è quella di preservare la repubblica islamica. Di recente gli studenti lo hanno accolto urlandogli dietro: «Vergogna!». È stato uno spettacolo commovente. *Guardi cosa è successo in Cecoslovacchia o Iugoslavia: militari e paramilitari alla fine non sono intervenuti contro la popolazione. E lo stesso accadrebbe in Iran: i militari non vogliono fare la fine dei tiranni ma sopravvivere e avere un futuro politico. E un Iran liberato aprirebbe scenari impensabili. Porterebbe stabilità in Iraq eliminando il punto di riferimento che oggi hanno i ribelli. Il terrorismo internazionale non potrebbe più contare su una delle sue principali centrali. E se la Turchia fosse integrata nell'Unione, all'improvviso gli iraniani avrebbero l'Europa alle porte. *La mia missione finisce il giorno in cui gli iraniani possono tornare a votare liberamente. Se poi vorranno assegnarmi un ruolo, lo accetterò. Perché il mio unico obiettivo è servire il mio paese. In quale veste, non dipende da me. ===2014=== {{Int|Da ''[http://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2014/10/23/iran-figlio-dell-ultimo-scia-persia-con-rohani-nulla-cambiato-lavoro-per-democrazia_HhL5tSH2WiShwGtZI37qAI.html?refresh_ce Iran, il figlio dell'ultimo Scià di Persia: "Con Rohani nulla è cambiato, lavoro per la democrazia"]''|''Adnkronos.com'', 23 ottobre 2014.|h=4}} *Il regime ha spesso ingannato l'Occidente dando un'immagine di moderazione, come accaduto durante l'era Khatami (l'ex presidente riformista 1989-1997). L'obiettivo era prendere tempo. Oggi accade lo stesso con Rohani, che ancora una volta ha la stessa agenda, ovvero guadagnare tempo - anzi io dico perdere tempo - durante i negoziati sul nucleare. *È facile comprendere i motivi per cui il regime necessita della bomba atomica. *Senza deterrenza nucleare, il regime non sarebbe in grado di alzare o abbassare il livello della tensione militare nella regione. In caso di confronto tra forze armate convenzionali, infatti, verrebbe sconfitto dalla superiorità delle forze alleate. Con la bomba, invece, il regime sarebbe in grado di imporre la sua egemonia a livello regionale e garantirsi la sopravvivenza. *Nel 1979 Khomeini fondò una teocrazia moderna di tipo sciita. Il suo regime costantemente minacciò i vicini provando a esportare la sua ideologia. Il campo sunnita non è rimasto in silenzio. Ora vediamo la rappresaglia, stavolta sotto l'insegna dell'ideologia radicale sunnita. *Il regime dei mullah a Teheran ha beneficiato dalla crisi regionale. Infatti ha provato a destabilizzare i paesi più vicini in uno scellerato gioco di sopravvivenza e ha represso i suoi cittadini. *L'Occidente ha sottovalutato la minaccia in Medio Oriente, che ora è degenerata. Il gioco è andato fuori controllo e al momento né il regime clericale né l'Occidente possono cambiare le cose. A mio modo di vedere esiste un'unica soluzione: la democratizzazione perché la mancanza di libertà e di opportunità economiche sono alla radice dell'estremismo nella regione. Il mondo libero deve prendere una decisione chiave una volta e per tutte: aiutare la gente della regione, permettendo loro di liberarsi dei regimi indesiderati. Se si manterrà lo status quo, c'è il rischio potenziale di una terza guerra mondiale. ===2016=== {{Int|Da ''[http://www.corriere.it/esteri/16_agosto_18/figlio-ultimo-scia-raid-russi-iran-regime-che-dipende-mosca-b1fda900-64b4-11e6-8281-0851fdf23454.shtml Il figlio dell'ultimo Scià «I raid russi? Iran regime che dipende da Mosca»]''|''Corriere.it'', 17 agosto 2016.|h=4}} *La Russia flette i muscoli di nuovo e l'Iran si presta, perché dipende militarmente da Mosca e perché continua a essere paranoico verso l'Occidente. L'Iran e la Russia dicono di combattere l'Isis ma in realtà bombardano chi vuole rovesciare Assad. *Quando hai personaggi non eletti, dalla Guida suprema in giù, che controllano ogni aspetto della società, come puoi cambiare la Costituzione? Questo regime teocratico non è democratico né può riformare se stesso. C'è il principio del rappresentante di Dio sulla terra, il [[Velayat-e faqih|velayat e-faqih]], e tutto quello che dice è definitivo. Perciò dobbiamo cambiare il regime. *Ogni volta che gli iraniani hanno tentato di cambiare, c'è stata una repressione brutale e non sono stati appoggiati. *Se ci sono azioni ingiustificate e contro i diritti umani, sotto regimi precedenti, attuali o futuri, le condannerò. *Lei si scuserebbe per qualcosa che hanno fatto i suoi genitori? Se fosse qualcosa di orrendo... Ma non vedo niente di orrendo, sono orgoglioso dei risultati di [[Mohammad Reza Pahlavi|mio padre]] e [[Reza Pahlavi|mio nonno]], penso che abbiano portato l'Iran fuori dall'oscurità alla modernità. ===2022=== *Miei compatrioti in questi 40 giorni siete stati epici. Onorando [[Ciro II di Persia|Ciro il Grande]], prestiamo giuramento con la nostra nazione e il suo brillante futuro che l'Iran sarà ancora una volta un esportatore dei principi dei diritti umani e un esempio per tutto il mondo. (da un Tweet durante le [[proteste per la morte di Mahsa Amini]], 27 ottobre 2022)<ref>Citato in ''[https://www.rainews.it/articoli/2022/10/iran-a-zahedan-al-confine-col-pakistan-una-manifestazione-soffocata-nel-sangue-11264342-f0ff-41c8-87fc-a58e91d96ba2.html Iran: a Zahedan una manifestazione soffocata nel sangue. Un ragazzo sarebbe rimasto ucciso]'', ''Rainews.it'', 28 ottobre 2022.</ref> ===2025=== {{Int|Da ''[https://www.ilmessaggero.it/video/mondo/iran_pahlavi_il_regime_sta_crollando_e_il_momento_di_riprenderci_il_paese-8905347.html Iran, Pahlavi: «Il regime sta crollando, è il momento di riprenderci il Paese»]''|''Ilmessaggero.it'', giugno 2025.|h=4}} {{NDR|Sulla [[guerra Iran-Israele]]}} *La Repubblica Islamica è giunta al termine e sta crollando. Khamenei, come un topo spaventato, si è nascosto sottoterra e ha perso il controllo della situazione. Quello che è iniziato è irreversibile. Il futuro è luminoso, e insieme supereremo questa svolta della storia. *La fine della Repubblica Islamica segnerà la fine della sua guerra di 46 anni contro il popolo iraniano. L'apparato repressivo del regime è in fase di collasso. Basta una sollevazione collettiva per porre fine a questo incubo per sempre. Ora è il momento di alzarsi. È il momento di riprenderci l'Iran. *Abbiamo un piano per il futuro dell'Iran e per la sua rinascita. Siamo pronti per i primi cento giorni dopo la caduta, per una transizione e l'istituzione di un governo nazionale e democratico, per e da parte del popolo iraniano. *Un messaggio alle forze armate, di sicurezza e agli apparati statali, molti dei quali in questi giorni mi inviano messaggi: non opponetevi al popolo iraniano per difendere un regime ormai al tramonto. Non sacrificatevi per un sistema corrotto e decadente. Salvate voi stessi schierandovi con il popolo. Abbiate un ruolo storico nella transizione della Repubblica Islamica e partecipate alla costruzione del futuro dell'Iran. Un Iran libero e prospero ci aspetta. Che io possa presto essere di nuovo tra voi. *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Israele]]}} Questo è il nostro momento del muro di Berlino, ma come tutti i momenti di grande cambiamento è pieno di pericoli. Siamo a un bivio. Una strada porta a spargimenti di sangue e caos, l'altra a una transizione democratica.<ref>Citato in ''[https://www.cdt.ch/news/reza-pahlavi-e-lora-del-nostro-muro-di-berlino-397914 Reza Pahlavi: «È l'ora del nostro muro di Berlino»]'', ''cdt.ch'', 23 giugno 2025.</ref> ===2026=== *{{NDR|Sulle [[proteste in Iran del 2025-2026]]}} Il regime cadrà e io tornerò. Sta già cadendo, è solo questione di tempo. Se la comunità globale ci aiuterà, finirà prima e moriranno meno persone. Se lo farà, andremo comunque avanti.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/01/17/news/reza_pahlavi_ritorno_iran_washington-425100138/ Reza Pahlavi: "Pronto a tornare a Teheran"]'', ''Repubblica.it'', 17 gennaio 2026.</ref> *{{NDR|Su [[Ali Khamenei]]}} Con la sua morte, la Repubblica islamica è di fatto giunta al termine e sarà presto relegata nella pattumiera della storia.<ref>Citato in ''[https://tg24.sky.it/mondo/2026/02/28/pahlavi-morte-khamenei Pahlavi: "Con morte Khamenei Repubblica islamica in pattumiera Storia"]'', ''Tg24.sky.it'', 28 febbraio 2026.</ref> {{Int|Da ''[https://www.corriere.it/esteri/26_gennaio_13/reza-pahlavi-iran-intervista-f24b2d57-66d2-4d5d-96c1-b9bd91f68xlk.shtml Reza Pahlavi: «Gli iraniani vogliono un Paese libero in pace con Usa e Israele. Ritorno alla monarchia? Deciderà il popolo»]''|Intervista di Greta Privitera, ''Corriere.it'', 13 gennaio 2026.|h=4}} {{NDR|Sulle [[proteste in Iran del 2025-2026]]}} *Migliaia di persone hanno risposto al mio appello e sono scese in strada. Ora si entra in una nuova fase, quella in cui gli iraniani reclamano le loro strade, i loro quartieri. Mentre le folle crescono, la capacità del regime di reprimere si indebolisce, e sempre più membri delle forze di sicurezza e delle istituzioni sceglieranno di stare con il popolo. *Le parole di sostegno di Trump al popolo iraniano contano. Hanno dato coraggio a chi rischia la vita per la libertà. Questo momento non esisterebbe senza la pressione sul regime islamico. Gli ayatollah gridano "Morte all’America". Gli iraniani invece vogliono un Paese libero in pace anche con Usa e Israele. *Il regime ha ucciso migliaia di civili. Per noi, il sostegno degli Usa per difendere i civili e neutralizzare la macchina repressiva è benvenuto. Non servono stivali stranieri sul campo, ma azioni che impediscano ai pasdaran e alle forze di sicurezza di continuare la violenza contro il popolo. Negoziare con la dittatura non porterà la pace. *La Repubblica islamica è al suo punto più debole. Per la prima volta in 46 anni, la richiesta è chiara e nazionale: la fine di questo regime criminale. *Sono immensamente grato ai miei compatrioti che gridano il mio nome. Per me, non si tratta di cercare il potere, ma di servire la mia nazione e il mio popolo. Il loro sostegno schiacciante pone una responsabilità sulle mie spalle. Per questo mi sono fatto avanti per guidare questo movimento e questa transizione, su loro chiamata. *L’ambiente internazionale è cambiato. In passato, gli iraniani chiedevano sostegno e trovavano esitazione o silenzio. Oggi, cresce il riconoscimento che questo regime è irrecuperabile. *{{NDR|«Qual è la sua paura?»}} Che la sofferenza del mio popolo continui. Che le generazioni future non siano libere. Ma sento che il cambiamento sta arrivando. Per questo mi faccio avanti per guidare. Chiediamo al mondo di stare in modo chiaro con il mio popolo. {{Int|Da ''[https://www.agi.it/estero/news/2026-02-28/reza-pahlavi-iran-attacco-35852188/ Reza Pahlavi: "La Repubblica Islamica sta crollando"]''|Citato in ''Agi.it'', 28 febbraio 2026.|h=4}} {{NDR|Sull'[[attacco israelo-statunitense all'Iran del 2026]]}} *Si tratta di un intervento umanitario, e il suo obiettivo è la Repubblica Islamica, il suo apparato repressivo e la sua macchina di morte; non il grande Paese e la nazione iraniana. Ma, nonostante questo aiuto, la vittoria finale sarà comunque nostra. Saremo noi, il popolo iraniano, a portare a termine questa battaglia finale. Il momento di tornare in piazza è vicino. *Ora che la Repubblica Islamica sta crollando, il mio messaggio all'esercito, alla polizia e alle forze di sicurezza del paese è chiaro: Hai giurato di essere il protettore dell'Iran e della nazione iraniana, non il protettore della Repubblica Islamica e dei suoi leader. Il tuo dovere è difendere il popolo, non difendere il regime che ha preso in ostaggio la nostra patria attraverso la repressione e il crimine. Unisciti alla nazione e contribuisci a una transizione stabile e sicura. Altrimenti, verrai annegato dalla nave naufragata di Khamenei e del suo regime. *La nobile nazione iraniana, nonostante la brutale repressione e le uccisioni del regime, si è opposta coraggiosamente per quasi due mesi. Ora vi esorto a prendere le più grandi precauzioni possibili per proteggere la vita dei civili e dei miei connazionali. Il popolo iraniano è il tuo alleato naturale e il mondo libero, e non dimenticheranno il tuo aiuto durante il periodo più difficile della storia moderna dell'Iran. *Miei cari compatrioti in Iran. In queste ore e giorni critici, più che mai, dobbiamo rimanere concentrati sul nostro obiettivo finale: riconquistare l'Iran. Vi esorto a restare nelle vostre case per ora e a restare calmi e al sicuro. Siate vigili e pronti a tornare in strada al momento opportuno, che vi informerò in dettaglio per l'azione finale. {{Int|Da ''[https://www.corriere.it/cronache/26_marzo_03/reza-pahlavi-la-dittatura-muore-tornero-a-teheran-per-la-sollevazione-e-le-elezioni-libere-3a4d63b5-4aeb-41a8-a95e-0df9b1bb6xlk.shtml Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià: «In Iran la dittatura muore. Tornerò a Teheran per la sollevazione e le elezioni libere»]''|Intervista di Greta Privitera, ''Corriere.it'', 3 marzo 2026.|h=4}} {{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} *Questo regime ha ucciso oltre 43.000 cittadini, ne ha feriti oltre 330.000 e ne ha arrestati decine di migliaia negli ultimi due mesi. Il mondo non poteva più continuare a guardare. *Ciò che vediamo, gli scatti rabbiosi, i lanci di missili contro più Paesi, sono gli atti disperati di una dittatura morente nel suo capitolo finale. È esattamente per questo che l'azione internazionale era necessaria ora, prima che diventassero ancora più pericolosi. *Anche con l'aiuto che il presidente Trump ha fornito, la vittoria finale sarà forgiata dalle mani del popolo. Voglio essere al loro fianco il prima possibile. *{{NDR|«Tornerà in Iran?»}} Il prima possibile. Potrei tornare persino prima che il regime collassi completamente. La missione della mia vita è aiutare gli iraniani a stabilire un governo secolare e democratico. Sono pronto a guidare la transizione. *[...] decine di migliaia di persone hanno già segnalato la volontà di disertare. [...] Con il regime ora sotto pressione militare, l'incentivo a disertare non è mai stato più forte. *La morte del criminale [[Ali Khamenei|Khamenei]], sebbene non ripaghi il sangue versato, può calmare i cuori feriti di padri e madri in lutto, coniugi e figli, sorelle e fratelli. Qualsiasi tentativo del regime di nominare un successore è destinato a fallire. Chiunque metteranno al suo posto non avrà né legittimità né longevità. *La mia campagna di liberazione è indipendente da qualsiasi governo. Ho solo un capo: il popolo. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/dossier/lena/2026/03/08/news/reza_pahlavi_caduta_regime_iran_possibile_continental_breakfast-425204860/ Reza Pahlavi: "La caduta del regime iraniano è a portata di mano"]''|Intervista di Cyrille Louis, ''Repubblica.it'', 8 marzo 2026.|h=4}} {{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} *È un evento molto importante, nella misura in cui Khamenei incarnava questo regime terrorista. Il popolo iraniano ha accolto la sua scomparsa con una reazione di gioia e soddisfazione senza precedenti. Al di là della sua persona, percepisce infatti che la caduta del regime è ormai a portata di mano. *Dal punto di vista americano e israeliano, questi attacchi mirano a creare le condizioni perché una rivolta popolare possa scuotere il potere. *I miei compatrioti sono persone intelligenti, istruite e molto coraggiose. Sono pronti a sacrificare la loro vita — e lo hanno già fatto — non solo per la nostra sovranità e le nostre libertà, ma anche per un mondo migliore. Qual è d'altronde l'alternativa? Dopo essere rimasti così a lungo sotto il giogo di un regime che perseguita il proprio popolo, minaccia i suoi vicini e destabilizza la regione, non è forse tempo di cambiare la situazione? *{{NDR|«Nell'ipotesi che i bombardamenti non bastino a rovesciare il regime, le sembrerebbe auspicabile il dispiegamento di truppe americane sul terreno?»}} Non accadrà, perché il presidente Trump ha chiaramente fatto sapere che non vuole inviare forze terrestri. Ho sempre detto all'amministrazione e al Congresso che neppure noi lo desideriamo. Le nostre forze terrestri sono i milioni di iraniani decisi a cacciare il regime, così come i numerosi militari, paramilitari e civili pronti a disertare. *Circolano molte voci {{NDR|sulle forze curde sul punto di entrare in Iran con sostegno statunitense}} ma non ho conferma di un simile progetto. Devo anche dire che la maggioranza delle organizzazioni che rappresentano i gruppi etnici del nostro paese — curdi, azeri o baluci — è in larga misura molto nazionalista. Tuttavia non è impossibile che alcuni elementi separatisti cerchino di approfittare delle circostanze per portare avanti le loro ambizioni sinistre e mettere in discussione l'integrità territoriale del nostro paese. Questa sarebbe una linea rossa che non potremmo tollerare. Se qualcuno pensa di sostenere questi piccoli gruppi minoritari, commette un errore di calcolo estremamente pericoloso che rischia di trascinare l'Iran in una direzione molto negativa. Una simile iniziativa contribuirebbe infatti a ridare legittimità al regime, che ha sempre sostenuto: "se ce ne andiamo, il paese andrà in pezzi". Per quanto mi riguarda, ricordo che il nostro progetto di transizione prevede di garantire la completa uguaglianza di tutti i cittadini iraniani, qualunque sia la loro etnia. *Nessuno si rallegra nel vedere vittime civili. Purtroppo il regime utilizza le stesse tattiche impiegate da Hamas a Gaza, nascondendo i propri miliziani nelle scuole, accanto agli ospedali o sotto edifici pubblici. Ho persino visto video nei quali trasferiscono i nostri prigionieri politici in siti suscettibili di essere colpiti per usarli come scudi umani. La responsabilità delle vittime civili ricade quindi innanzitutto sul regime. *[...] l'opzione militare è stata presa in considerazione solo come ultima risorsa. Prima di questo, il presidente Trump ha fatto di tutto per negoziare una soluzione diplomatica. Ma il regime non gli ha lasciato scelta. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/04/15/news/intervista_reza_pahlavi_iran_ritorno_assalto_finale_regime-425286566/ Pahlavi: "Contatti con l'Iran, sono pronto a tornare per l'assalto finale al regime"]''|Intervista di Maurizio Molinari, ''Repubblica.it'', 16 aprile 2026.|h=4}} {{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} *L'offensiva aerea è stata ricevuta bene dagli iraniani, che la volevano e aspettavano. È stato quasi un intervento di soccorso umanitario nei confronti di un popolo in ostaggio. E il regime ha reagito aumentando la repressione. *Le fratture si moltiplicano, nella burocrazia e fra i militari. Ma la defezione più importante e nuova è quella dei Guardiani della rivoluzione che si sono staccati dal resto del regime e tengono in ostaggio l'intero Iran. Stiamo andando verso una dittatura paramilitare, ed è lo scenario peggiore. *Da tempo la dittatura ha perso ogni aspetto islamico. L'identità è solo militare: nucleare, missili, terrorismo. È il regime dei pasdaran. È la fase più debole e pericolosa della dittatura nata nel 1979. Gli attacchi contro i Paesi vicini lo evidenziano. *Il sostegno a Solidarnosc di Walesa in Polonia ed al movimento di Mandela in Sudafrica portarono quei popoli a liberarsi da regimi che li opprimevano. Ed oggi l'Europa sostiene Zelensky e l'Ucraina aggredita. L'Iran non deve essere differente. Aiutate la nostra liberazione nazionale. Così come la campagna aerea di Usa ed Israele è stata simile ai bombardamenti alleati che durante la Seconda Guerra Mondiale portarono alla caduta delle dittature in Germania e Italia, aiutando i partigiani. La Francia fu liberata con lo sbarco in Normandia: anche l'Iran deve essere liberato. *Da troppo tempo i Paesi europei hanno accettato il dialogo con la dittatura, definendola ragionevole, firmando accordi di ogni genere. Come fece anche Obama sul nucleare. Ora siamo davanti ad un animale ferito assetato di vendetta. *La caduta del regime sarà un evento spartiacque, di portata globale. Siamo un popolo pacifico, con più identità culturali e religiose. Gli Accordi di Ciro che propongo consentiranno a tutti i Paesi della regione, ad arabi ed israeliani, di vivere in pace, generando stabilità, progresso ed opportunità. Sarà positivo anche per l'Europa: non dovrete più preoccuparvi di atomiche e missili che possono raggiungervi, l'estremismo diminuirà e un Paese di 90 milioni di abitanti diventerà vostro partner su crescita e sicurezza. Le nostre risorse energetiche possono consentire a Italia e Ue di non dipendere più dalla Russia. ==Citazioni su Reza Pahlavi== *Appartenere alla famiglia dello scià non è un crimine. Non mi risulta ad esempio che il figlio Reza si sia macchiato di colpe verso il popolo, quindi non ho nulla contro di lui. Può rientrare in Persia quando vuole e viverci come un normale cittadino. Che venga. ([[Ruhollah Khomeyni]]) *Ha un aspetto piuttosto occidentale questo quarantatreenne con la cravatta rossa, assertivo e tecnico, dal linguaggio tutto derivato dalla laurea in Scienze politiche: potrebbe divenire, se non il leader, almeno il simbolo unitario di una rivolta iraniana prossima ventura. ([[Fiamma Nirenstein]]) *Ha unito una parte significativa del popolo iraniano, è l’unico che sta provando a esercitare una leadership e si è assunto la responsabilità di guidare una transizione, anche per il fatto che non c’è concordia nelle varie anime dell’opposizione. Non esiste al momento un’altra alternativa. ([[Mahsa Mohebali]]) *Non capisco perché il figlio di un ex dittatore cacciato da una rivoluzione dovrebbe essere una soluzione. Per me è importante capire cosa vogliono gli iraniani. Però è vero che nella diaspora, tradizionalmente spaccata, c’è una convergenza sul suo nome. Anche grazie a un generale spostamento a destra. Però io penso che bisognerà ascoltare gli iraniani. Se è quello che vogliono, lo accetterò. Ma diffido di un uomo solo al comando che dice "sono il garante della democrazia". ([[Shida Bazyar]]) *Sono lieta che lo Scià sia riuscito finalmente a coronare il suo più ambito desiderio, quello di avere un principe ereditario. Sono felice di quanto avvenuto anche per il mio Paese e il mio popolo. ([[Soraya Esfandiary Bakhtiari]]) ===[[Farah Pahlavi]]=== *Il nome Pahlavi in Iran è intrecciato al secolarismo. Mio figlio, il principe Reza, ha portato avanti questa tradizione. Per oltre quattro decenni, in qualità di erede della corona Pahlavi, ha fatto della lotta per la democrazia laica la sua missione: un governo in cui la prima e l'ultima parola spetta allo Stato di diritto, derivato dalla volontà del popolo espressa alle urne. Ha anche insistito sulla sostituzione della forma di governo monocentrica con quella basata sulle istituzioni. Insieme al resto della Casa Pahlavi, condivido la sua visione e le sue speranze. *Mio figlio Ciro, che negli ultimi anni viene sempre più richiamato in Iran, è per la libertà e la democrazia. È convinto che in Iran la religione debba essere staccata dallo Stato, anche per rispetto alla religione e religiosi, la Repubblica Islamica non ama l'Islam. Reza sostiene che ci vuole la libertà come in Europa, non è che in Francia o in Italia non esistano dei buoni cattolici. *Mio figlio, il Principe Reza, che ha veramente dedicato la sua vita all'Iran per trent'anni, che è in contatto con gli iraniani attraverso i social media, crede a una democrazia laica, ai diritti dell'uomo, della donna, alla libertà di religione e all'integrità territoriale dell'Iran. *Reza si batte perché vinca la libertà: se il popolo vuole la monarchia, lui accetta di tornare. Se si vuole la repubblica, accetterà ugualmente, ma nel rispetto delle libertà. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Farah Pahlavi]], madre *[[Mohammad Reza Pahlavi]], padre ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pahlavi, Reza Ciro}} [[Categoria:Politici iraniani]] [[Categoria:Sovrani di Persia]] 2k43p9m4lor9mh1z6oticu1na5tjh86 1410708 1410703 2026-04-16T07:21:13Z Mariomassone 17056 /* 2016 */ 1410708 wikitext text/x-wiki [[File:رضا پهلوی در گفتگو با سیامک دهقانپور از صدای آمریکا، تیر ۱۴۰۳ 02 (cropped).jpg|thumb|Reza Pahlavi nel 2024]] '''Reza Pahlavi''' (1960 – vivente), principe ereditario dell'Iran. ==Citazioni di Reza Pahlavi== {{cronologico}} ===1980=== *Succedendo a mio padre non faccio che il mio dovere: non voglio sottrarmi alle mie responsabilità.<ref name="pahlavijr">Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,1066_01_1980_0240_0004_15419853/ ''Reza Pahlavi jr imperatore dell'Iran''], ''La Stampa'', 31 ottobre 1980</ref> *L'Iran ritroverà la sua età dell'oro, il popolo iraniano spazzerà l'attuale regime senza legge. Gli oppositori al regime di Khomeini sono in continuo aumento.<ref name="pahlavijr"/> *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Iraq]]}} Sono l'anarchia, lo sfacelo economico e il declino del nostro prestigio internazionale che hanno generato la violazione della nostra integrità territoriale attraverso un'aggressione esterna che noi condanniamo.<ref name="rezaii">Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,1067_01_1980_0241_0004_18934649/ ''Reza II in esilio si proclama Scià''], ''La Stampa'', 1 novembre 1980</ref> *So perfettamente che nessuno di voi ha voluto un simile disastro. Ma so anche che voi avete, nel profondo dei vostri cuori, la ferma convinzione che la nostra storia millenaria si ripeterà e che l'incubo prenderà fine. La luce succederà all'oscurità: forti delle nostre amare esperienze, noi intraprenderemo tutti insieme, in un grande slancio nazionale, la ricostruzione del nostro Paese.<ref name="rezaii"/> ===1986=== *Per me il [[matrimonio]] è un'esperienza molto positiva. Un sostegno emotivo, morale e umano di grande importanza.<ref name="khomeinidirei">Dall'intervista di Rafael Fraguas, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,5/articleid,0994_01_1986_0190_0005_13695923/ Reza Ciro: a Khomeini direi...]'', ''La Stampa'', 14 agosto 1986.</ref> *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Iraq]]}} Penso che Iran e Iraq siano vittime di un confronto personale fra Khomeini e Saddam. Khomeini ha interesse a continuare la guerra per sopravvivere politicamente, dal momento che la contesa è un modo per tenere le forze armate sui confini.<ref name="khomeinidirei"/> *Il regime islamico ha diffuso versioni fantasiose sulla ricchezza della mia famiglia, su fortune nascoste, eccetera. Questo fa parte di una campagna propagandistica avviata sei anni fa. Nessuna di queste fantasie è mai stata dimostrata.<ref name="khomeinidirei"/> *Se si domanda a un uomo onesto che cosa pensa della politica, dal profondo del cuore dirà che questa «non ha padre né madre». È una parola che fa paura alle persone semplici, perché l'uomo della strada crede che la politica serva ai politici per giocarci. Questo tipo di politica non mi sembra pura né sincera. Se invece si guarda la politica come una cosa necessaria per governare un Paese, e se gli uomini che la praticano sono retti e sinceri, il suo significato cambia. Un Paese che abbia buoni politici non correrà mai alla rovina: da politici che valgano poco e manchino di statura ci si può aspettare invece il peggio.<ref name="khomeinidirei"/> *Il politico può cambiare idea, ma il simbolo della monarchia, il [[re]], deve rimanere imparziale. La persona del re appartiene a tutti i cittadini di tutti i gradini sociali. Deve essere al di sopra della politica.<ref name="khomeinidirei"/> *Sua Maestà il re Juan Carlos ha vigilato sull'applicazione della Costituzione senza interferire negli affari del governo, né in quelli dei partiti. Questo è il motivo per il quale la monarchia spagnola rimane un'istituzione che protegge e garantisce il gioco politico. In Spagna c'è un primo ministro socialista: è significativo. Penso che in Iran dobbiamo fare esattamente quello che ha fatto la Spagna.<ref name="khomeinidirei"/> *Né l'Urss, né gli Stati Uniti hanno da preoccuparsi di una restaurazione monarchica costituzionale nel mio Paese: il nostro regime democratico non andrà contro gli interessi sovietici né americani. Lo stesso Paese può mantenere alleanze diverse, in virtù dei suoi interessi.<ref name="khomeinidirei"/> *{{NDR|Su [[Ruhollah Khomeyni]]}} Che cosa si può dire a un uomo come lui? È una persona che non capisce nulla, o non vuole capire nulla. Gli direi: lei non può gestire il Paese così come sta facendo: se sa quello che fa non può continuare a farlo, e non può continuare neppure se non lo sa: il mio Paese va verso la distruzione, se ne vada prima che sia troppo tardi.<ref name="khomeinidirei"/> *{{NDR|Sulla [[Rivoluzione iraniana]]}} Non fu un'insurrezione contro la monarchia, ma un movimento in favore dell'applicazione della Costituzione democratica del 1906. Khomeini ha commesso un grave errore non andarsene dopo il trionfo della rivoluzione. Fu l'inizio della fine: pensò che l'Iran si potesse governare come un paesino di 500 abitanti nel X secolo, e questo è impossibile. Per questo governa solo grazie alla coercizione, alla repressione e alla violenza.<ref name="khomeinidirei"/> ===1989=== *{{NDR|Su ''[[L'ultimo imperatore]]''}} Il film l'ho visto, è un capolavoro, ma non mi ci riconosco per niente, io il potere non l'ho perso, non l'ho avuto neanche per un istante, l'ho solo atteso invano.<ref name="oradelcambiamento">Dall'intervista di [[Enrico Franceschini]], ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/06/06/si-avvicina-teheran-ora-del-cambiamento.html "Si avvicina a Teheran l'ora del cambiamento"]'', ''la Repubblica'', 6 giugno 1989.</ref> *Mio padre non era un tiranno, nel senso che non credeva nel dispotismo, e voleva portare l'Iran verso la democrazia. Non penso che fosse isolato dalla gente, o che non conoscesse la realtà del suo paese. Certo, ha commesso degli errori, il più grave è stato quello di svolgere un ruolo politicamente attivo, che istituzionalmente non gli spettava. Quanto alla [[SAVAK|Savak]], è indubbio che vi furono casi di violenza, ma la violenza non fu mai una politica di Stato. I prigionieri politici? La maggioranza erano il tipo di gente che ha poi preso in ostaggio gli americani all'ambasciata di Teheran, che ha fatto saltare la caserma dei marines in Libano, o dirottato il jet della Twa.<ref name="oradelcambiamento"/> *Non era perfetto, mio padre, ma era un nazionalista, amava l'Iran, e credo che sia più popolare oggi, nel suo paese, di quando lo lasciò.<ref name="oradelcambiamento"/> *Dal primo giorno del suo potere, [[Ruhollah Khomeyni|Khomeini]] ha ripetuto che l'Iran per lui non voleva dire nulla, non gli interessava. Come poteva amarla? Per Khomeini l'Iran era la piattaforma di lancio di una crociata per trasformare il mondo. Se avesse amato l'Iran, non avremmo avuto una lunga guerra, né, per fare un esempio recente, la polemica sul libro di Rushdie. Sto leggendo ''I versi satanici'': certo mi offende, perché sono un musulmano, ma ciò non vuol dire che l'autore vada condannato a morte. Khomeini diceva che chiunque si convertiva all'Islam, e poi cambiava religione, andava ucciso. Il Profeta non l'ha mai detto, ma Khomeini diceva che le opere del Profeta sono incomplete e stava a lui completarle. Khomeini era l'opposto della santità, era blasfemo. Per me, era lui l'Anticristo.<ref name="oradelcambiamento"/> *{{NDR|Su [[Ruhollah Khomeyni]]}} Lo ho odiato per quel che ha fatto all'Iran, per la sua opposizione di principio ad ogni diritto umano, per come ha indebolito il paese allo scopo di esportare la rivoluzione e il terrorismo nel mondo.<ref name="oradelcambiamento"/> *Nel mio paese la monarchia era un'istituzione al di sopra di qualsiasi ideologia, e il monarca, come io lo intendo, non deve fare politica, è un capo di Stato, non di governo. Ma poi, in definitiva, dovrà essere il popolo a decidere cosa vuole, e a scegliere le sue leggi, non il re, e tantomeno un libro caduto dal cielo, come il Corano. La Chiesa va separata dallo Stato, specie in un paese come l'Iran, così pieno di razze, culti, genti diverse.<ref name="oradelcambiamento"/> *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Iraq]]}} Finché c'è stata la guerra era impossibile pensare alla lotta alla dittatura di Khomeini, l'unica priorità era la difesa nazionale: anche per questo l'ayatollah ha prolungato il conflitto il più possibile. Ora, senza la guerra e senza Khomeini, potrà venire alla luce il vasto scontento che esiste in ogni settore sociale, anche nel clero, mi creda.<ref name="oradelcambiamento"/> *Certo sia io che mia madre e i miei fratelli, che vivono tra New York e Parigi, stiamo bene. Ma non siamo dei Marcos. Faccio una vita molto semplice, la sera sto in casa a leggere o a guardare la tivù con mia moglie, una ragazza iraniana che ho sposato nel 1986, e che oggi ha 20 anni.<ref name="oradelcambiamento"/> ===1999=== *La democrazia fu allora ed è oggi al centro delle aspirazioni della società iraniana, ed è chiaro che la teocrazia non può essere la risposta a questa esigenza.<ref name="chiededemocrazia">Dall'intervista di Andrea Tarquini, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1999/07/14/come-ai-tempi-di-mio-padre.html Come ai tempi di mio padre l'Iran chiede democrazia]'', ''la Repubblica'', 14 luglio 1999.</ref> *{{NDR|Su [[Mohammad Khatami]]}} In un certo modo non è diverso da [[Michail Gorbačëv|Gorbaciov]]. Può tentare una perestrojka iraniana. Ma come può un regime basato sulla legge divina e non sulla volontà popolare trovare risposte adeguate alla società civile?<ref name="chiededemocrazia"/> *{{NDR|Su [[Mohammad Reza Pahlavi]]}} Sotto di lui il paese compì grandi balzi in avanti, ma le riforme politiche non arrivarono a tempo.<ref name="chiededemocrazia"/> *Guardi, mio padre è oggi popolare in Iran come non lo è mai stato finché fu al potere o in vita. Lui e mio nonno furono i grandi modernizzatori. Mio nonno agì con durezza: non poteva certo permettersi referendum sulla modernizzazione. Mio padre seppe portare l'Iran all'avanguardia nella regione e tra gli attori della scena internazionale. Ma troppo tardi capì l'importanza della partecipazione popolare.<ref name="chiededemocrazia"/> *Io, come pretendente, rappresento la monarchia costituzionale, che resta un'alternativa politica per il futuro. Non ho mai rotto i ponti col mio paese, e in me la nostalgia di casa non è mai morta. Ma quello che io voglio per me è un ruolo di unificatore, di garante del pluralismo e della riconciliazione nazionale. Voglio solo aiutare il popolo iraniano a riconquistare l'autodeterminazione.<ref name="chiededemocrazia"/> *Non dimentichi che mio padre agiva in un mondo diverso da quello di oggi, un mondo diviso in blocchi: la contrapposizione est-ovest fece porre in secondo piano in molte parti del mondo i valori della democrazia e dei diritti umani.<ref name="chiededemocrazia"/> *La monarchia costituzionale è un'opzione per il futuro, ma quel che conta è e sarà la fede nel [[secolarismo]], la separazione tra Religione e Stato. Potremo cominciare un esperimento affascinante: diventare il primo paese islamico incamminato sulla via della democratizzazione.<ref name="chiededemocrazia"/> *Sa, nella sua storia millenaria l'Iran è stato invaso, occupato, sconfitto, ed è sempre sopravvissuto. La teocrazia è il primo problema solo interno della nostra storia. Ma ogni paese impara dalle sue epoche: anche l'Inquisizione o Cromwell sono state esperienze. Toccherà ai quarantenni come me guidare i più giovani con l'esperienza.<ref name="chiededemocrazia"/> ===2001=== *Il problema non è [[Mohammad Khatami|Khatami]] come persona, così come nella vecchia Urss non lo erano i vari Andropov e Gorbaciov. Quando un sistema politico è in un vicolo cieco, come la Repubblica Islamica oggi, le persone contano poco. Il leader spirituale Ali Khamenei controlla tutte le leve del potere. Il Presidente, il parlamento e qualsiasi altra istituzione possono approvare anche le leggi più giuste e più democratiche, ma fin quando Khamenei avrà il diritto di veto, nulla potrà cambiare. Non voglio mettere in dubbio Khatami e le sue buone intenzioni. La domanda da porsi è come, in un paese dove altri controllano la radio e la tv di Stato, l' esercito e le forze dell' ordine, il sistema giudiziario, la politica estera e i servizi segreti, il Presidente possa realizzare la promessa di ripristinare la legalità e devolvere il potere alla società civile. In Iran Khatami non è riuscito a proteggere nemmeno i giornali e i giornalisti che lo sostenevano, figuriamoci se può farsi carico delle richieste di maggiore libertà e di democrazia dei nostri giovani.<ref name="finchepotere">Intervista di Nima Rafat, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/06/07/finche-il-potere-resta-ai-mullah-in.html Finché il potere resta ai mullah in Iran non cambierà niente]'', ''la Repubblica'', 7 giugno 2001.</ref> *Questo regime è ormai logorato e la carta Khatamiriforme non è riuscita a fermare l' onda delle proteste. Insisto: la soluzione è in un referendum per scegliere il futuro. A esso si può giungere attraverso il logoramento e senza ricorso alla violenza di piazza, o attraverso lo scontro diretto. Io sono per la via non violenta, ma chi ha il potere sceglierà di che morte morire.<ref name="finchepotere"/> *{{NDR|Su [[Mohammad Khatami]]}} Alla minima scossa si è sempre allineato al regime.<ref name="ingannando">Dall'intervista di Afsané Bassir Pour, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,9/articleid,0390_01_2001_0155_0009_4081526/ L'erede al trono: il regime sta ingannando il mondo]'', ''La Stampa'', 7 giugno 2001.</ref> *Sono in contatto permanente con molte persone, gente anche all'interno del regime, pasdaran, guardiani della rivoluzione, ufficiali, religiosi, ai quali dico: non siete obbligati a rovesciarvi insieme a questa barca che fa acqua.<ref name="ingannando"/> *Ciò che conta per me è il contenuto del regime, i principi democratici. La forma è secondaria.<ref name="ingannando"/> ===2003=== *Molti credenti, molti importanti uomini di fede hanno compreso che la sovrapposizione tra potere e religione è di fatto un tradimento della religione stessa, un elemento di corruzione; che la visione piramide di un gruppo di ayatollah che si sentono incaricati da Dio di dominare crudelmente il popolo, di dirgli cosa leggere, coa dire, come vestirsi pena la morte o la prigione, non ha niente ha che vedere con la vera fede.<ref name="cambiamento">Dall'intervista di [[Fiamma Nirenstein]], ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,5/articleid,0160_01_2003_0131_0005_1080718/ Reza Pahlavi: «Anche per l'Iran è l'ora del cambiamento»]'', ''La Stampa'', 14 maggio 2003.</ref> *Il fallimento morale di questo governo si misura sulle oltre 600 mila persone nelle carceri, sulla tortura, sulla chiusura di tutte le testate giornalistiche anche appena vagamente dissidenti. Sono a conoscenza di orrori indicibili: mi dicono che le ragazze dissenzienti vengono violate in carcere perché altrimenti la verginità consentirebbe loro di andare in paradiso.<ref name="cambiamento"/> *Anche la rivoluzione sovietica a suo tempo fu accolta con gioia.<ref name="cambiamento"/> *La mia strategia consiste in una linea chiara: la disobbedienza civile, possibilmente priva di violenza, compiuta attraverso la mobilitazione di tutte le componenti sociali. Gli studenti, i lavoratori, le donne dovrebbero impegnarsi in interruzioni del lavore, marce pacifiche, cercando di non ingaggiare mai scontri con le forze di polizia e con le varie milizie.<ref name="cambiamento"/> *Penso a [[Slobodan Milošević|Milosevic]], a [[Nicolae Ceaușescu|Ceausescu]], a [[Saddam Hussein|Saddam]], alla [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|caduta dell'impero sovietico]]... Quando i [[Tiranno|tiranni]] cadono, e l'Iran è veramente una terribile tirannia, pare sempre un miracolo; ma la volontà interna e internazionale quando si incontrano riescono a compiere questo miracolo, a sferrare il colpo decisivo.<ref name="cambiamento"/> *La sofferenza era grande. Ma la dignità e l'orgoglio di mio padre ci hanno sempre tenuti vivi.<ref name="cambiamento"/> *La cosa migliore è che il popolo iraniano si liberi da solo, senza interventi esterni come quelli che hanno posto fine alle dittature in Afghanistan e in Iraq. E quanto a me, niente speculazioni: considererò la mia missione compiuta nel giorno in cui si terrà il primo voto libero degli iraniani sul loro futuro, sono pronto ad aiutare in ogni modo per questo obiettivo.<ref name="rivolta">Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/06/17/io-figlio-dello-scia-fianco-della-rivolta.html Io, figlio dello scià a fianco della rivolta]'', ''la Repubblica'', 17 giugno 2003.</ref> *Lo scenario in Iran è molto diverso da quello dei nostri vicini. Nel nostro caso nessuno sarebbe capace di svolgere il lavoro di portare la democrazia meglio del popolo iraniano stesso. Senza bisogno di un intervento militare straniero. Il modo migliore di avere una svolta è attraverso la lotta del popolo iraniano. Ma bisogna anche sottolineare che vista la natura del sistema il miglior modo per aiutare gli iraniani a liberarsi è mostrare e dare un fortissimo appoggio della comunità internazionale alla lotta per la democrazia: un segnale che la comunità internazionale è per il popolo e non contro il popolo, che non è disposta a fare affari a ogni costo col regime sulla testa della gente.<ref name="rivolta"/> *Il mondo non può fidarsi di un regime del genere che tenga un dito sul grilletto. Ci vogliono garanzie anche per la stabilità internazionale. Occorre l'abbandono di dubbi e ambigui programmi nucleari e di ogni piano di armi di distruzione di massa, e l'unica garanzia in questo senso è la democratizzazione. Un regime come quello attuale non esiterebbe a usare senza scrupoli armi del genere.<ref name="rivolta"/> ===2005=== *Questo regime interpreta la legge divina come vuole e le elezioni come si faceva in Unione Sovietica o nel regime di Saddam Hussein. Tutto questo per farci credere che hanno una vera legittimità.<ref name="mascherata">Dall'intervista di Michel Bôle-Richard, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,7/articleid,0231_01_2005_0166_0007_1797212/ Il figlio dello shah: questo voto è una mascherata]'', ''La Stampa'', 19 giugno 2005.</ref> *Io credo che il regime sia sempre meno in condizioni di minacciare gli iraniani. I timori e le paure si dissipano sempre di più. Si propaga un movimento collettivo sempre più profondo. E non è solo composto di un'élite intellettuale, ma è sempre più radicato nel popolo.<ref name="mascherata"/> *Il mondo deve giocare la carta iraniana, ma deve parlare al popolo prigioniero e non ai suoi carcerieri.<ref name="mascherata"/> *Se il campione delle riforme, [[Mohammad Khatami|Mohammed Khatami]] non ha potuto fare nulla, non sarà certo [[Ali Akbar Hashemi Rafsanjani|Ali Akbar Rafsanjani]], il più detestato e il più corrotto del paese, che potrà cambiare le cose.<ref name="mascherata"/> ===2006=== *Bisogna abbandonare questa impostazione mentale per cui o si tratta per vie diplomatiche o si parla di interventi militari. Né l'una né l'altra cosa possono risolvere la situazione. La cosa migliore da fare è investire sugli iraniani stessi, perché è fra loro che possiamo trovare l'alleato più naturale.<ref name="nienteguerra">Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/08/28/niente-guerra-il-popolo-si-ribelli.html Niente guerra, il popolo si ribelli l'appello del figlio dell'ultimo scià]'', ''la Repubblica'', 28 agosto 2006.</ref> *L'idea delle riforme è stata screditata, e ormai è definitivamente finita in un vicolo cieco. Era impensabile che questo regime potesse essere in grado di riformare se stesso. Dall'interno non può venire nessun processo di cambiamento.<ref name="nienteguerra"/> *Il regime è in totale contrasto con quello che vuole il popolo iraniano. C'è una fuga di capitali dall'Iran, e il popolo iraniano, che ha un'ottica generale, vede chiaramente le conseguenze. Il nostro Paese sta andando a fondo e tutte le nostre risorse sono gestite in modo inefficiente da funzionari corrotti. Il regime non sopravviverà, non ho dubbi al riguardo, ma dovrà cadere per mano del popolo iraniano, e non per un intervento esterno. In questo momento, dobbiamo aiutare il popolo ad aiutare se stesso.<ref name="nienteguerra"/> *Quello che abbiamo sotto gli occhi oggi è un chiaro esempio di quello che succede quando la religione è direttamente coinvolta nel governo. Ma non bisogna confondere la laicità con l'opposizione alla religione. è nell' interesse di tutti avere una chiara linea di separazione.<ref name="nienteguerra"/> ===2008=== {{Int|Da ''[http://archivio.panorama.it/archivio/Cosi-rovesceremo-gli-ayatollah?s&#61pahlavi&submit&#61Cerca "Così rovesceremo gli ayatollah"]''|''Panorama.it'', 2008.|h=4}} *Stiamo lottando contro il tempo. I dittatori corrono per procurarsi la bomba e la prospettiva di un intervento militare per fermarli si fa sempre più concreta. Ma il cambiamento, ora, deve venire dagli iraniani: il regime non è mai stato tanto vulnerabile. *C'è la possibilità di un cambiamento non violento, bisogna che la comunità internazionale trovi una terza via tra l'interventismo militare Usa e l'approccio diplomatico imperfetto degli europei. *Si stringono accordi commerciali in cambio della sospensione delle attività di arricchimento dell'uranio, ma questo non impedisce al regime di continuare a lavorare su altre componenti necessarie a costruire la bomba atomica. Soprattutto si manda alla popolazione un messaggio confuso, come se l'unica priorità degli europei fosse proteggersi dalla minaccia nucleare continuando però a tutelare i propri interessi economici. *Gli europei si comportano come se volessero dare al regime la possibilità di dimostrare che sa comportarsi bene. È assurdo: sono 25 anni che dimostra il contrario. Non facendo chiarezza su questo gli europei incoraggiano gli americani ad azioni unilaterali. *È sempre difficile prevedere la reazione della gente a un attacco straniero. Gli iraniani sono un popolo orgoglioso che vuole il cambiamento, ma non a un prezzo tanto alto. Soprattutto vogliono fare la storia da soli, non attraverso un intervento esterno. *Per anni il regime ha guadagnato tempo inscenando questo gioco delle parti che vedeva da una parte i conservatori e dall'altra i riformisti, ma ora è chiaro che il presidente Khatami non ha nulla di diverso da Khomeini: la sua funzione è quella di preservare la repubblica islamica. Di recente gli studenti lo hanno accolto urlandogli dietro: «Vergogna!». È stato uno spettacolo commovente. *Guardi cosa è successo in Cecoslovacchia o Iugoslavia: militari e paramilitari alla fine non sono intervenuti contro la popolazione. E lo stesso accadrebbe in Iran: i militari non vogliono fare la fine dei tiranni ma sopravvivere e avere un futuro politico. E un Iran liberato aprirebbe scenari impensabili. Porterebbe stabilità in Iraq eliminando il punto di riferimento che oggi hanno i ribelli. Il terrorismo internazionale non potrebbe più contare su una delle sue principali centrali. E se la Turchia fosse integrata nell'Unione, all'improvviso gli iraniani avrebbero l'Europa alle porte. *La mia missione finisce il giorno in cui gli iraniani possono tornare a votare liberamente. Se poi vorranno assegnarmi un ruolo, lo accetterò. Perché il mio unico obiettivo è servire il mio paese. In quale veste, non dipende da me. ===2014=== {{Int|Da ''[http://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2014/10/23/iran-figlio-dell-ultimo-scia-persia-con-rohani-nulla-cambiato-lavoro-per-democrazia_HhL5tSH2WiShwGtZI37qAI.html?refresh_ce Iran, il figlio dell'ultimo Scià di Persia: "Con Rohani nulla è cambiato, lavoro per la democrazia"]''|''Adnkronos.com'', 23 ottobre 2014.|h=4}} *Il regime ha spesso ingannato l'Occidente dando un'immagine di moderazione, come accaduto durante l'era Khatami (l'ex presidente riformista 1989-1997). L'obiettivo era prendere tempo. Oggi accade lo stesso con Rohani, che ancora una volta ha la stessa agenda, ovvero guadagnare tempo - anzi io dico perdere tempo - durante i negoziati sul nucleare. *È facile comprendere i motivi per cui il regime necessita della bomba atomica. *Senza deterrenza nucleare, il regime non sarebbe in grado di alzare o abbassare il livello della tensione militare nella regione. In caso di confronto tra forze armate convenzionali, infatti, verrebbe sconfitto dalla superiorità delle forze alleate. Con la bomba, invece, il regime sarebbe in grado di imporre la sua egemonia a livello regionale e garantirsi la sopravvivenza. *Nel 1979 Khomeini fondò una teocrazia moderna di tipo sciita. Il suo regime costantemente minacciò i vicini provando a esportare la sua ideologia. Il campo sunnita non è rimasto in silenzio. Ora vediamo la rappresaglia, stavolta sotto l'insegna dell'ideologia radicale sunnita. *Il regime dei mullah a Teheran ha beneficiato dalla crisi regionale. Infatti ha provato a destabilizzare i paesi più vicini in uno scellerato gioco di sopravvivenza e ha represso i suoi cittadini. *L'Occidente ha sottovalutato la minaccia in Medio Oriente, che ora è degenerata. Il gioco è andato fuori controllo e al momento né il regime clericale né l'Occidente possono cambiare le cose. A mio modo di vedere esiste un'unica soluzione: la democratizzazione perché la mancanza di libertà e di opportunità economiche sono alla radice dell'estremismo nella regione. Il mondo libero deve prendere una decisione chiave una volta e per tutte: aiutare la gente della regione, permettendo loro di liberarsi dei regimi indesiderati. Se si manterrà lo status quo, c'è il rischio potenziale di una terza guerra mondiale. ===2016=== *La Russia flette i muscoli di nuovo e l'Iran si presta, perché dipende militarmente da Mosca e perché continua a essere paranoico verso l'Occidente. L'Iran e la Russia dicono di combattere l'Isis ma in realtà bombardano chi vuole rovesciare Assad.<ref name="raid">Da ''[http://www.corriere.it/esteri/16_agosto_18/figlio-ultimo-scia-raid-russi-iran-regime-che-dipende-mosca-b1fda900-64b4-11e6-8281-0851fdf23454.shtml Il figlio dell'ultimo Scià «I raid russi? Iran regime che dipende da Mosca»]'', ''Corriere.it'', 17 agosto 2016.</ref> *Quando hai personaggi non eletti, dalla Guida suprema in giù, che controllano ogni aspetto della società, come puoi cambiare la Costituzione? Questo regime teocratico non è democratico né può riformare se stesso. C'è il principio del rappresentante di Dio sulla terra, il [[Velayat-e faqih|velayat e-faqih]], e tutto quello che dice è definitivo. Perciò dobbiamo cambiare il regime.<ref name="raid"/> *Ogni volta che gli iraniani hanno tentato di cambiare, c'è stata una repressione brutale e non sono stati appoggiati.<ref name="raid"/> *Se ci sono azioni ingiustificate e contro i diritti umani, sotto regimi precedenti, attuali o futuri, le condannerò.<ref name="raid"/> *Lei si scuserebbe per qualcosa che hanno fatto i suoi genitori? Se fosse qualcosa di orrendo... Ma non vedo niente di orrendo, sono orgoglioso dei risultati di [[Mohammad Reza Pahlavi|mio padre]] e [[Reza Pahlavi|mio nonno]], penso che abbiano portato l'Iran fuori dall'oscurità alla modernità.<ref name="raid"/> ===2022=== *Miei compatrioti in questi 40 giorni siete stati epici. Onorando [[Ciro II di Persia|Ciro il Grande]], prestiamo giuramento con la nostra nazione e il suo brillante futuro che l'Iran sarà ancora una volta un esportatore dei principi dei diritti umani e un esempio per tutto il mondo. (da un Tweet durante le [[proteste per la morte di Mahsa Amini]], 27 ottobre 2022)<ref>Citato in ''[https://www.rainews.it/articoli/2022/10/iran-a-zahedan-al-confine-col-pakistan-una-manifestazione-soffocata-nel-sangue-11264342-f0ff-41c8-87fc-a58e91d96ba2.html Iran: a Zahedan una manifestazione soffocata nel sangue. Un ragazzo sarebbe rimasto ucciso]'', ''Rainews.it'', 28 ottobre 2022.</ref> ===2025=== {{Int|Da ''[https://www.ilmessaggero.it/video/mondo/iran_pahlavi_il_regime_sta_crollando_e_il_momento_di_riprenderci_il_paese-8905347.html Iran, Pahlavi: «Il regime sta crollando, è il momento di riprenderci il Paese»]''|''Ilmessaggero.it'', giugno 2025.|h=4}} {{NDR|Sulla [[guerra Iran-Israele]]}} *La Repubblica Islamica è giunta al termine e sta crollando. Khamenei, come un topo spaventato, si è nascosto sottoterra e ha perso il controllo della situazione. Quello che è iniziato è irreversibile. Il futuro è luminoso, e insieme supereremo questa svolta della storia. *La fine della Repubblica Islamica segnerà la fine della sua guerra di 46 anni contro il popolo iraniano. L'apparato repressivo del regime è in fase di collasso. Basta una sollevazione collettiva per porre fine a questo incubo per sempre. Ora è il momento di alzarsi. È il momento di riprenderci l'Iran. *Abbiamo un piano per il futuro dell'Iran e per la sua rinascita. Siamo pronti per i primi cento giorni dopo la caduta, per una transizione e l'istituzione di un governo nazionale e democratico, per e da parte del popolo iraniano. *Un messaggio alle forze armate, di sicurezza e agli apparati statali, molti dei quali in questi giorni mi inviano messaggi: non opponetevi al popolo iraniano per difendere un regime ormai al tramonto. Non sacrificatevi per un sistema corrotto e decadente. Salvate voi stessi schierandovi con il popolo. Abbiate un ruolo storico nella transizione della Repubblica Islamica e partecipate alla costruzione del futuro dell'Iran. Un Iran libero e prospero ci aspetta. Che io possa presto essere di nuovo tra voi. *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Israele]]}} Questo è il nostro momento del muro di Berlino, ma come tutti i momenti di grande cambiamento è pieno di pericoli. Siamo a un bivio. Una strada porta a spargimenti di sangue e caos, l'altra a una transizione democratica.<ref>Citato in ''[https://www.cdt.ch/news/reza-pahlavi-e-lora-del-nostro-muro-di-berlino-397914 Reza Pahlavi: «È l'ora del nostro muro di Berlino»]'', ''cdt.ch'', 23 giugno 2025.</ref> ===2026=== *{{NDR|Sulle [[proteste in Iran del 2025-2026]]}} Il regime cadrà e io tornerò. Sta già cadendo, è solo questione di tempo. Se la comunità globale ci aiuterà, finirà prima e moriranno meno persone. Se lo farà, andremo comunque avanti.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/01/17/news/reza_pahlavi_ritorno_iran_washington-425100138/ Reza Pahlavi: "Pronto a tornare a Teheran"]'', ''Repubblica.it'', 17 gennaio 2026.</ref> *{{NDR|Su [[Ali Khamenei]]}} Con la sua morte, la Repubblica islamica è di fatto giunta al termine e sarà presto relegata nella pattumiera della storia.<ref>Citato in ''[https://tg24.sky.it/mondo/2026/02/28/pahlavi-morte-khamenei Pahlavi: "Con morte Khamenei Repubblica islamica in pattumiera Storia"]'', ''Tg24.sky.it'', 28 febbraio 2026.</ref> {{Int|Da ''[https://www.corriere.it/esteri/26_gennaio_13/reza-pahlavi-iran-intervista-f24b2d57-66d2-4d5d-96c1-b9bd91f68xlk.shtml Reza Pahlavi: «Gli iraniani vogliono un Paese libero in pace con Usa e Israele. Ritorno alla monarchia? Deciderà il popolo»]''|Intervista di Greta Privitera, ''Corriere.it'', 13 gennaio 2026.|h=4}} {{NDR|Sulle [[proteste in Iran del 2025-2026]]}} *Migliaia di persone hanno risposto al mio appello e sono scese in strada. Ora si entra in una nuova fase, quella in cui gli iraniani reclamano le loro strade, i loro quartieri. Mentre le folle crescono, la capacità del regime di reprimere si indebolisce, e sempre più membri delle forze di sicurezza e delle istituzioni sceglieranno di stare con il popolo. *Le parole di sostegno di Trump al popolo iraniano contano. Hanno dato coraggio a chi rischia la vita per la libertà. Questo momento non esisterebbe senza la pressione sul regime islamico. Gli ayatollah gridano "Morte all’America". Gli iraniani invece vogliono un Paese libero in pace anche con Usa e Israele. *Il regime ha ucciso migliaia di civili. Per noi, il sostegno degli Usa per difendere i civili e neutralizzare la macchina repressiva è benvenuto. Non servono stivali stranieri sul campo, ma azioni che impediscano ai pasdaran e alle forze di sicurezza di continuare la violenza contro il popolo. Negoziare con la dittatura non porterà la pace. *La Repubblica islamica è al suo punto più debole. Per la prima volta in 46 anni, la richiesta è chiara e nazionale: la fine di questo regime criminale. *Sono immensamente grato ai miei compatrioti che gridano il mio nome. Per me, non si tratta di cercare il potere, ma di servire la mia nazione e il mio popolo. Il loro sostegno schiacciante pone una responsabilità sulle mie spalle. Per questo mi sono fatto avanti per guidare questo movimento e questa transizione, su loro chiamata. *L’ambiente internazionale è cambiato. In passato, gli iraniani chiedevano sostegno e trovavano esitazione o silenzio. Oggi, cresce il riconoscimento che questo regime è irrecuperabile. *{{NDR|«Qual è la sua paura?»}} Che la sofferenza del mio popolo continui. Che le generazioni future non siano libere. Ma sento che il cambiamento sta arrivando. Per questo mi faccio avanti per guidare. Chiediamo al mondo di stare in modo chiaro con il mio popolo. {{Int|Da ''[https://www.agi.it/estero/news/2026-02-28/reza-pahlavi-iran-attacco-35852188/ Reza Pahlavi: "La Repubblica Islamica sta crollando"]''|Citato in ''Agi.it'', 28 febbraio 2026.|h=4}} {{NDR|Sull'[[attacco israelo-statunitense all'Iran del 2026]]}} *Si tratta di un intervento umanitario, e il suo obiettivo è la Repubblica Islamica, il suo apparato repressivo e la sua macchina di morte; non il grande Paese e la nazione iraniana. Ma, nonostante questo aiuto, la vittoria finale sarà comunque nostra. Saremo noi, il popolo iraniano, a portare a termine questa battaglia finale. Il momento di tornare in piazza è vicino. *Ora che la Repubblica Islamica sta crollando, il mio messaggio all'esercito, alla polizia e alle forze di sicurezza del paese è chiaro: Hai giurato di essere il protettore dell'Iran e della nazione iraniana, non il protettore della Repubblica Islamica e dei suoi leader. Il tuo dovere è difendere il popolo, non difendere il regime che ha preso in ostaggio la nostra patria attraverso la repressione e il crimine. Unisciti alla nazione e contribuisci a una transizione stabile e sicura. Altrimenti, verrai annegato dalla nave naufragata di Khamenei e del suo regime. *La nobile nazione iraniana, nonostante la brutale repressione e le uccisioni del regime, si è opposta coraggiosamente per quasi due mesi. Ora vi esorto a prendere le più grandi precauzioni possibili per proteggere la vita dei civili e dei miei connazionali. Il popolo iraniano è il tuo alleato naturale e il mondo libero, e non dimenticheranno il tuo aiuto durante il periodo più difficile della storia moderna dell'Iran. *Miei cari compatrioti in Iran. In queste ore e giorni critici, più che mai, dobbiamo rimanere concentrati sul nostro obiettivo finale: riconquistare l'Iran. Vi esorto a restare nelle vostre case per ora e a restare calmi e al sicuro. Siate vigili e pronti a tornare in strada al momento opportuno, che vi informerò in dettaglio per l'azione finale. {{Int|Da ''[https://www.corriere.it/cronache/26_marzo_03/reza-pahlavi-la-dittatura-muore-tornero-a-teheran-per-la-sollevazione-e-le-elezioni-libere-3a4d63b5-4aeb-41a8-a95e-0df9b1bb6xlk.shtml Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià: «In Iran la dittatura muore. Tornerò a Teheran per la sollevazione e le elezioni libere»]''|Intervista di Greta Privitera, ''Corriere.it'', 3 marzo 2026.|h=4}} {{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} *Questo regime ha ucciso oltre 43.000 cittadini, ne ha feriti oltre 330.000 e ne ha arrestati decine di migliaia negli ultimi due mesi. Il mondo non poteva più continuare a guardare. *Ciò che vediamo, gli scatti rabbiosi, i lanci di missili contro più Paesi, sono gli atti disperati di una dittatura morente nel suo capitolo finale. È esattamente per questo che l'azione internazionale era necessaria ora, prima che diventassero ancora più pericolosi. *Anche con l'aiuto che il presidente Trump ha fornito, la vittoria finale sarà forgiata dalle mani del popolo. Voglio essere al loro fianco il prima possibile. *{{NDR|«Tornerà in Iran?»}} Il prima possibile. Potrei tornare persino prima che il regime collassi completamente. La missione della mia vita è aiutare gli iraniani a stabilire un governo secolare e democratico. Sono pronto a guidare la transizione. *[...] decine di migliaia di persone hanno già segnalato la volontà di disertare. [...] Con il regime ora sotto pressione militare, l'incentivo a disertare non è mai stato più forte. *La morte del criminale [[Ali Khamenei|Khamenei]], sebbene non ripaghi il sangue versato, può calmare i cuori feriti di padri e madri in lutto, coniugi e figli, sorelle e fratelli. Qualsiasi tentativo del regime di nominare un successore è destinato a fallire. Chiunque metteranno al suo posto non avrà né legittimità né longevità. *La mia campagna di liberazione è indipendente da qualsiasi governo. Ho solo un capo: il popolo. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/dossier/lena/2026/03/08/news/reza_pahlavi_caduta_regime_iran_possibile_continental_breakfast-425204860/ Reza Pahlavi: "La caduta del regime iraniano è a portata di mano"]''|Intervista di Cyrille Louis, ''Repubblica.it'', 8 marzo 2026.|h=4}} {{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} *È un evento molto importante, nella misura in cui Khamenei incarnava questo regime terrorista. Il popolo iraniano ha accolto la sua scomparsa con una reazione di gioia e soddisfazione senza precedenti. Al di là della sua persona, percepisce infatti che la caduta del regime è ormai a portata di mano. *Dal punto di vista americano e israeliano, questi attacchi mirano a creare le condizioni perché una rivolta popolare possa scuotere il potere. *I miei compatrioti sono persone intelligenti, istruite e molto coraggiose. Sono pronti a sacrificare la loro vita — e lo hanno già fatto — non solo per la nostra sovranità e le nostre libertà, ma anche per un mondo migliore. Qual è d'altronde l'alternativa? Dopo essere rimasti così a lungo sotto il giogo di un regime che perseguita il proprio popolo, minaccia i suoi vicini e destabilizza la regione, non è forse tempo di cambiare la situazione? *{{NDR|«Nell'ipotesi che i bombardamenti non bastino a rovesciare il regime, le sembrerebbe auspicabile il dispiegamento di truppe americane sul terreno?»}} Non accadrà, perché il presidente Trump ha chiaramente fatto sapere che non vuole inviare forze terrestri. Ho sempre detto all'amministrazione e al Congresso che neppure noi lo desideriamo. Le nostre forze terrestri sono i milioni di iraniani decisi a cacciare il regime, così come i numerosi militari, paramilitari e civili pronti a disertare. *Circolano molte voci {{NDR|sulle forze curde sul punto di entrare in Iran con sostegno statunitense}} ma non ho conferma di un simile progetto. Devo anche dire che la maggioranza delle organizzazioni che rappresentano i gruppi etnici del nostro paese — curdi, azeri o baluci — è in larga misura molto nazionalista. Tuttavia non è impossibile che alcuni elementi separatisti cerchino di approfittare delle circostanze per portare avanti le loro ambizioni sinistre e mettere in discussione l'integrità territoriale del nostro paese. Questa sarebbe una linea rossa che non potremmo tollerare. Se qualcuno pensa di sostenere questi piccoli gruppi minoritari, commette un errore di calcolo estremamente pericoloso che rischia di trascinare l'Iran in una direzione molto negativa. Una simile iniziativa contribuirebbe infatti a ridare legittimità al regime, che ha sempre sostenuto: "se ce ne andiamo, il paese andrà in pezzi". Per quanto mi riguarda, ricordo che il nostro progetto di transizione prevede di garantire la completa uguaglianza di tutti i cittadini iraniani, qualunque sia la loro etnia. *Nessuno si rallegra nel vedere vittime civili. Purtroppo il regime utilizza le stesse tattiche impiegate da Hamas a Gaza, nascondendo i propri miliziani nelle scuole, accanto agli ospedali o sotto edifici pubblici. Ho persino visto video nei quali trasferiscono i nostri prigionieri politici in siti suscettibili di essere colpiti per usarli come scudi umani. La responsabilità delle vittime civili ricade quindi innanzitutto sul regime. *[...] l'opzione militare è stata presa in considerazione solo come ultima risorsa. Prima di questo, il presidente Trump ha fatto di tutto per negoziare una soluzione diplomatica. Ma il regime non gli ha lasciato scelta. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/04/15/news/intervista_reza_pahlavi_iran_ritorno_assalto_finale_regime-425286566/ Pahlavi: "Contatti con l'Iran, sono pronto a tornare per l'assalto finale al regime"]''|Intervista di Maurizio Molinari, ''Repubblica.it'', 16 aprile 2026.|h=4}} {{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} *L'offensiva aerea è stata ricevuta bene dagli iraniani, che la volevano e aspettavano. È stato quasi un intervento di soccorso umanitario nei confronti di un popolo in ostaggio. E il regime ha reagito aumentando la repressione. *Le fratture si moltiplicano, nella burocrazia e fra i militari. Ma la defezione più importante e nuova è quella dei Guardiani della rivoluzione che si sono staccati dal resto del regime e tengono in ostaggio l'intero Iran. Stiamo andando verso una dittatura paramilitare, ed è lo scenario peggiore. *Da tempo la dittatura ha perso ogni aspetto islamico. L'identità è solo militare: nucleare, missili, terrorismo. È il regime dei pasdaran. È la fase più debole e pericolosa della dittatura nata nel 1979. Gli attacchi contro i Paesi vicini lo evidenziano. *Il sostegno a Solidarnosc di Walesa in Polonia ed al movimento di Mandela in Sudafrica portarono quei popoli a liberarsi da regimi che li opprimevano. Ed oggi l'Europa sostiene Zelensky e l'Ucraina aggredita. L'Iran non deve essere differente. Aiutate la nostra liberazione nazionale. Così come la campagna aerea di Usa ed Israele è stata simile ai bombardamenti alleati che durante la Seconda Guerra Mondiale portarono alla caduta delle dittature in Germania e Italia, aiutando i partigiani. La Francia fu liberata con lo sbarco in Normandia: anche l'Iran deve essere liberato. *Da troppo tempo i Paesi europei hanno accettato il dialogo con la dittatura, definendola ragionevole, firmando accordi di ogni genere. Come fece anche Obama sul nucleare. Ora siamo davanti ad un animale ferito assetato di vendetta. *La caduta del regime sarà un evento spartiacque, di portata globale. Siamo un popolo pacifico, con più identità culturali e religiose. Gli Accordi di Ciro che propongo consentiranno a tutti i Paesi della regione, ad arabi ed israeliani, di vivere in pace, generando stabilità, progresso ed opportunità. Sarà positivo anche per l'Europa: non dovrete più preoccuparvi di atomiche e missili che possono raggiungervi, l'estremismo diminuirà e un Paese di 90 milioni di abitanti diventerà vostro partner su crescita e sicurezza. Le nostre risorse energetiche possono consentire a Italia e Ue di non dipendere più dalla Russia. ==Citazioni su Reza Pahlavi== *Appartenere alla famiglia dello scià non è un crimine. Non mi risulta ad esempio che il figlio Reza si sia macchiato di colpe verso il popolo, quindi non ho nulla contro di lui. Può rientrare in Persia quando vuole e viverci come un normale cittadino. Che venga. ([[Ruhollah Khomeyni]]) *Ha un aspetto piuttosto occidentale questo quarantatreenne con la cravatta rossa, assertivo e tecnico, dal linguaggio tutto derivato dalla laurea in Scienze politiche: potrebbe divenire, se non il leader, almeno il simbolo unitario di una rivolta iraniana prossima ventura. ([[Fiamma Nirenstein]]) *Ha unito una parte significativa del popolo iraniano, è l’unico che sta provando a esercitare una leadership e si è assunto la responsabilità di guidare una transizione, anche per il fatto che non c’è concordia nelle varie anime dell’opposizione. Non esiste al momento un’altra alternativa. ([[Mahsa Mohebali]]) *Non capisco perché il figlio di un ex dittatore cacciato da una rivoluzione dovrebbe essere una soluzione. Per me è importante capire cosa vogliono gli iraniani. Però è vero che nella diaspora, tradizionalmente spaccata, c’è una convergenza sul suo nome. Anche grazie a un generale spostamento a destra. Però io penso che bisognerà ascoltare gli iraniani. Se è quello che vogliono, lo accetterò. Ma diffido di un uomo solo al comando che dice "sono il garante della democrazia". ([[Shida Bazyar]]) *Sono lieta che lo Scià sia riuscito finalmente a coronare il suo più ambito desiderio, quello di avere un principe ereditario. Sono felice di quanto avvenuto anche per il mio Paese e il mio popolo. ([[Soraya Esfandiary Bakhtiari]]) ===[[Farah Pahlavi]]=== *Il nome Pahlavi in Iran è intrecciato al secolarismo. Mio figlio, il principe Reza, ha portato avanti questa tradizione. Per oltre quattro decenni, in qualità di erede della corona Pahlavi, ha fatto della lotta per la democrazia laica la sua missione: un governo in cui la prima e l'ultima parola spetta allo Stato di diritto, derivato dalla volontà del popolo espressa alle urne. Ha anche insistito sulla sostituzione della forma di governo monocentrica con quella basata sulle istituzioni. Insieme al resto della Casa Pahlavi, condivido la sua visione e le sue speranze. *Mio figlio Ciro, che negli ultimi anni viene sempre più richiamato in Iran, è per la libertà e la democrazia. È convinto che in Iran la religione debba essere staccata dallo Stato, anche per rispetto alla religione e religiosi, la Repubblica Islamica non ama l'Islam. Reza sostiene che ci vuole la libertà come in Europa, non è che in Francia o in Italia non esistano dei buoni cattolici. *Mio figlio, il Principe Reza, che ha veramente dedicato la sua vita all'Iran per trent'anni, che è in contatto con gli iraniani attraverso i social media, crede a una democrazia laica, ai diritti dell'uomo, della donna, alla libertà di religione e all'integrità territoriale dell'Iran. *Reza si batte perché vinca la libertà: se il popolo vuole la monarchia, lui accetta di tornare. Se si vuole la repubblica, accetterà ugualmente, ma nel rispetto delle libertà. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Farah Pahlavi]], madre *[[Mohammad Reza Pahlavi]], padre ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pahlavi, Reza Ciro}} [[Categoria:Politici iraniani]] [[Categoria:Sovrani di Persia]] dq0lveqeuak6fvo6uxu0fz1lo6o5b70 1410710 1410708 2026-04-16T08:59:30Z Mariomassone 17056 /* 2025 */ 1410710 wikitext text/x-wiki [[File:رضا پهلوی در گفتگو با سیامک دهقانپور از صدای آمریکا، تیر ۱۴۰۳ 02 (cropped).jpg|thumb|Reza Pahlavi nel 2024]] '''Reza Pahlavi''' (1960 – vivente), principe ereditario dell'Iran. ==Citazioni di Reza Pahlavi== {{cronologico}} ===1980=== *Succedendo a mio padre non faccio che il mio dovere: non voglio sottrarmi alle mie responsabilità.<ref name="pahlavijr">Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,1066_01_1980_0240_0004_15419853/ ''Reza Pahlavi jr imperatore dell'Iran''], ''La Stampa'', 31 ottobre 1980</ref> *L'Iran ritroverà la sua età dell'oro, il popolo iraniano spazzerà l'attuale regime senza legge. Gli oppositori al regime di Khomeini sono in continuo aumento.<ref name="pahlavijr"/> *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Iraq]]}} Sono l'anarchia, lo sfacelo economico e il declino del nostro prestigio internazionale che hanno generato la violazione della nostra integrità territoriale attraverso un'aggressione esterna che noi condanniamo.<ref name="rezaii">Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,1067_01_1980_0241_0004_18934649/ ''Reza II in esilio si proclama Scià''], ''La Stampa'', 1 novembre 1980</ref> *So perfettamente che nessuno di voi ha voluto un simile disastro. Ma so anche che voi avete, nel profondo dei vostri cuori, la ferma convinzione che la nostra storia millenaria si ripeterà e che l'incubo prenderà fine. La luce succederà all'oscurità: forti delle nostre amare esperienze, noi intraprenderemo tutti insieme, in un grande slancio nazionale, la ricostruzione del nostro Paese.<ref name="rezaii"/> ===1986=== *Per me il [[matrimonio]] è un'esperienza molto positiva. Un sostegno emotivo, morale e umano di grande importanza.<ref name="khomeinidirei">Dall'intervista di Rafael Fraguas, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,5/articleid,0994_01_1986_0190_0005_13695923/ Reza Ciro: a Khomeini direi...]'', ''La Stampa'', 14 agosto 1986.</ref> *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Iraq]]}} Penso che Iran e Iraq siano vittime di un confronto personale fra Khomeini e Saddam. Khomeini ha interesse a continuare la guerra per sopravvivere politicamente, dal momento che la contesa è un modo per tenere le forze armate sui confini.<ref name="khomeinidirei"/> *Il regime islamico ha diffuso versioni fantasiose sulla ricchezza della mia famiglia, su fortune nascoste, eccetera. Questo fa parte di una campagna propagandistica avviata sei anni fa. Nessuna di queste fantasie è mai stata dimostrata.<ref name="khomeinidirei"/> *Se si domanda a un uomo onesto che cosa pensa della politica, dal profondo del cuore dirà che questa «non ha padre né madre». È una parola che fa paura alle persone semplici, perché l'uomo della strada crede che la politica serva ai politici per giocarci. Questo tipo di politica non mi sembra pura né sincera. Se invece si guarda la politica come una cosa necessaria per governare un Paese, e se gli uomini che la praticano sono retti e sinceri, il suo significato cambia. Un Paese che abbia buoni politici non correrà mai alla rovina: da politici che valgano poco e manchino di statura ci si può aspettare invece il peggio.<ref name="khomeinidirei"/> *Il politico può cambiare idea, ma il simbolo della monarchia, il [[re]], deve rimanere imparziale. La persona del re appartiene a tutti i cittadini di tutti i gradini sociali. Deve essere al di sopra della politica.<ref name="khomeinidirei"/> *Sua Maestà il re Juan Carlos ha vigilato sull'applicazione della Costituzione senza interferire negli affari del governo, né in quelli dei partiti. Questo è il motivo per il quale la monarchia spagnola rimane un'istituzione che protegge e garantisce il gioco politico. In Spagna c'è un primo ministro socialista: è significativo. Penso che in Iran dobbiamo fare esattamente quello che ha fatto la Spagna.<ref name="khomeinidirei"/> *Né l'Urss, né gli Stati Uniti hanno da preoccuparsi di una restaurazione monarchica costituzionale nel mio Paese: il nostro regime democratico non andrà contro gli interessi sovietici né americani. Lo stesso Paese può mantenere alleanze diverse, in virtù dei suoi interessi.<ref name="khomeinidirei"/> *{{NDR|Su [[Ruhollah Khomeyni]]}} Che cosa si può dire a un uomo come lui? È una persona che non capisce nulla, o non vuole capire nulla. Gli direi: lei non può gestire il Paese così come sta facendo: se sa quello che fa non può continuare a farlo, e non può continuare neppure se non lo sa: il mio Paese va verso la distruzione, se ne vada prima che sia troppo tardi.<ref name="khomeinidirei"/> *{{NDR|Sulla [[Rivoluzione iraniana]]}} Non fu un'insurrezione contro la monarchia, ma un movimento in favore dell'applicazione della Costituzione democratica del 1906. Khomeini ha commesso un grave errore non andarsene dopo il trionfo della rivoluzione. Fu l'inizio della fine: pensò che l'Iran si potesse governare come un paesino di 500 abitanti nel X secolo, e questo è impossibile. Per questo governa solo grazie alla coercizione, alla repressione e alla violenza.<ref name="khomeinidirei"/> ===1989=== *{{NDR|Su ''[[L'ultimo imperatore]]''}} Il film l'ho visto, è un capolavoro, ma non mi ci riconosco per niente, io il potere non l'ho perso, non l'ho avuto neanche per un istante, l'ho solo atteso invano.<ref name="oradelcambiamento">Dall'intervista di [[Enrico Franceschini]], ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/06/06/si-avvicina-teheran-ora-del-cambiamento.html "Si avvicina a Teheran l'ora del cambiamento"]'', ''la Repubblica'', 6 giugno 1989.</ref> *Mio padre non era un tiranno, nel senso che non credeva nel dispotismo, e voleva portare l'Iran verso la democrazia. Non penso che fosse isolato dalla gente, o che non conoscesse la realtà del suo paese. Certo, ha commesso degli errori, il più grave è stato quello di svolgere un ruolo politicamente attivo, che istituzionalmente non gli spettava. Quanto alla [[SAVAK|Savak]], è indubbio che vi furono casi di violenza, ma la violenza non fu mai una politica di Stato. I prigionieri politici? La maggioranza erano il tipo di gente che ha poi preso in ostaggio gli americani all'ambasciata di Teheran, che ha fatto saltare la caserma dei marines in Libano, o dirottato il jet della Twa.<ref name="oradelcambiamento"/> *Non era perfetto, mio padre, ma era un nazionalista, amava l'Iran, e credo che sia più popolare oggi, nel suo paese, di quando lo lasciò.<ref name="oradelcambiamento"/> *Dal primo giorno del suo potere, [[Ruhollah Khomeyni|Khomeini]] ha ripetuto che l'Iran per lui non voleva dire nulla, non gli interessava. Come poteva amarla? Per Khomeini l'Iran era la piattaforma di lancio di una crociata per trasformare il mondo. Se avesse amato l'Iran, non avremmo avuto una lunga guerra, né, per fare un esempio recente, la polemica sul libro di Rushdie. Sto leggendo ''I versi satanici'': certo mi offende, perché sono un musulmano, ma ciò non vuol dire che l'autore vada condannato a morte. Khomeini diceva che chiunque si convertiva all'Islam, e poi cambiava religione, andava ucciso. Il Profeta non l'ha mai detto, ma Khomeini diceva che le opere del Profeta sono incomplete e stava a lui completarle. Khomeini era l'opposto della santità, era blasfemo. Per me, era lui l'Anticristo.<ref name="oradelcambiamento"/> *{{NDR|Su [[Ruhollah Khomeyni]]}} Lo ho odiato per quel che ha fatto all'Iran, per la sua opposizione di principio ad ogni diritto umano, per come ha indebolito il paese allo scopo di esportare la rivoluzione e il terrorismo nel mondo.<ref name="oradelcambiamento"/> *Nel mio paese la monarchia era un'istituzione al di sopra di qualsiasi ideologia, e il monarca, come io lo intendo, non deve fare politica, è un capo di Stato, non di governo. Ma poi, in definitiva, dovrà essere il popolo a decidere cosa vuole, e a scegliere le sue leggi, non il re, e tantomeno un libro caduto dal cielo, come il Corano. La Chiesa va separata dallo Stato, specie in un paese come l'Iran, così pieno di razze, culti, genti diverse.<ref name="oradelcambiamento"/> *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Iraq]]}} Finché c'è stata la guerra era impossibile pensare alla lotta alla dittatura di Khomeini, l'unica priorità era la difesa nazionale: anche per questo l'ayatollah ha prolungato il conflitto il più possibile. Ora, senza la guerra e senza Khomeini, potrà venire alla luce il vasto scontento che esiste in ogni settore sociale, anche nel clero, mi creda.<ref name="oradelcambiamento"/> *Certo sia io che mia madre e i miei fratelli, che vivono tra New York e Parigi, stiamo bene. Ma non siamo dei Marcos. Faccio una vita molto semplice, la sera sto in casa a leggere o a guardare la tivù con mia moglie, una ragazza iraniana che ho sposato nel 1986, e che oggi ha 20 anni.<ref name="oradelcambiamento"/> ===1999=== *La democrazia fu allora ed è oggi al centro delle aspirazioni della società iraniana, ed è chiaro che la teocrazia non può essere la risposta a questa esigenza.<ref name="chiededemocrazia">Dall'intervista di Andrea Tarquini, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1999/07/14/come-ai-tempi-di-mio-padre.html Come ai tempi di mio padre l'Iran chiede democrazia]'', ''la Repubblica'', 14 luglio 1999.</ref> *{{NDR|Su [[Mohammad Khatami]]}} In un certo modo non è diverso da [[Michail Gorbačëv|Gorbaciov]]. Può tentare una perestrojka iraniana. Ma come può un regime basato sulla legge divina e non sulla volontà popolare trovare risposte adeguate alla società civile?<ref name="chiededemocrazia"/> *{{NDR|Su [[Mohammad Reza Pahlavi]]}} Sotto di lui il paese compì grandi balzi in avanti, ma le riforme politiche non arrivarono a tempo.<ref name="chiededemocrazia"/> *Guardi, mio padre è oggi popolare in Iran come non lo è mai stato finché fu al potere o in vita. Lui e mio nonno furono i grandi modernizzatori. Mio nonno agì con durezza: non poteva certo permettersi referendum sulla modernizzazione. Mio padre seppe portare l'Iran all'avanguardia nella regione e tra gli attori della scena internazionale. Ma troppo tardi capì l'importanza della partecipazione popolare.<ref name="chiededemocrazia"/> *Io, come pretendente, rappresento la monarchia costituzionale, che resta un'alternativa politica per il futuro. Non ho mai rotto i ponti col mio paese, e in me la nostalgia di casa non è mai morta. Ma quello che io voglio per me è un ruolo di unificatore, di garante del pluralismo e della riconciliazione nazionale. Voglio solo aiutare il popolo iraniano a riconquistare l'autodeterminazione.<ref name="chiededemocrazia"/> *Non dimentichi che mio padre agiva in un mondo diverso da quello di oggi, un mondo diviso in blocchi: la contrapposizione est-ovest fece porre in secondo piano in molte parti del mondo i valori della democrazia e dei diritti umani.<ref name="chiededemocrazia"/> *La monarchia costituzionale è un'opzione per il futuro, ma quel che conta è e sarà la fede nel [[secolarismo]], la separazione tra Religione e Stato. Potremo cominciare un esperimento affascinante: diventare il primo paese islamico incamminato sulla via della democratizzazione.<ref name="chiededemocrazia"/> *Sa, nella sua storia millenaria l'Iran è stato invaso, occupato, sconfitto, ed è sempre sopravvissuto. La teocrazia è il primo problema solo interno della nostra storia. Ma ogni paese impara dalle sue epoche: anche l'Inquisizione o Cromwell sono state esperienze. Toccherà ai quarantenni come me guidare i più giovani con l'esperienza.<ref name="chiededemocrazia"/> ===2001=== *Il problema non è [[Mohammad Khatami|Khatami]] come persona, così come nella vecchia Urss non lo erano i vari Andropov e Gorbaciov. Quando un sistema politico è in un vicolo cieco, come la Repubblica Islamica oggi, le persone contano poco. Il leader spirituale Ali Khamenei controlla tutte le leve del potere. Il Presidente, il parlamento e qualsiasi altra istituzione possono approvare anche le leggi più giuste e più democratiche, ma fin quando Khamenei avrà il diritto di veto, nulla potrà cambiare. Non voglio mettere in dubbio Khatami e le sue buone intenzioni. La domanda da porsi è come, in un paese dove altri controllano la radio e la tv di Stato, l' esercito e le forze dell' ordine, il sistema giudiziario, la politica estera e i servizi segreti, il Presidente possa realizzare la promessa di ripristinare la legalità e devolvere il potere alla società civile. In Iran Khatami non è riuscito a proteggere nemmeno i giornali e i giornalisti che lo sostenevano, figuriamoci se può farsi carico delle richieste di maggiore libertà e di democrazia dei nostri giovani.<ref name="finchepotere">Intervista di Nima Rafat, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/06/07/finche-il-potere-resta-ai-mullah-in.html Finché il potere resta ai mullah in Iran non cambierà niente]'', ''la Repubblica'', 7 giugno 2001.</ref> *Questo regime è ormai logorato e la carta Khatamiriforme non è riuscita a fermare l' onda delle proteste. Insisto: la soluzione è in un referendum per scegliere il futuro. A esso si può giungere attraverso il logoramento e senza ricorso alla violenza di piazza, o attraverso lo scontro diretto. Io sono per la via non violenta, ma chi ha il potere sceglierà di che morte morire.<ref name="finchepotere"/> *{{NDR|Su [[Mohammad Khatami]]}} Alla minima scossa si è sempre allineato al regime.<ref name="ingannando">Dall'intervista di Afsané Bassir Pour, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,9/articleid,0390_01_2001_0155_0009_4081526/ L'erede al trono: il regime sta ingannando il mondo]'', ''La Stampa'', 7 giugno 2001.</ref> *Sono in contatto permanente con molte persone, gente anche all'interno del regime, pasdaran, guardiani della rivoluzione, ufficiali, religiosi, ai quali dico: non siete obbligati a rovesciarvi insieme a questa barca che fa acqua.<ref name="ingannando"/> *Ciò che conta per me è il contenuto del regime, i principi democratici. La forma è secondaria.<ref name="ingannando"/> ===2003=== *Molti credenti, molti importanti uomini di fede hanno compreso che la sovrapposizione tra potere e religione è di fatto un tradimento della religione stessa, un elemento di corruzione; che la visione piramide di un gruppo di ayatollah che si sentono incaricati da Dio di dominare crudelmente il popolo, di dirgli cosa leggere, coa dire, come vestirsi pena la morte o la prigione, non ha niente ha che vedere con la vera fede.<ref name="cambiamento">Dall'intervista di [[Fiamma Nirenstein]], ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,5/articleid,0160_01_2003_0131_0005_1080718/ Reza Pahlavi: «Anche per l'Iran è l'ora del cambiamento»]'', ''La Stampa'', 14 maggio 2003.</ref> *Il fallimento morale di questo governo si misura sulle oltre 600 mila persone nelle carceri, sulla tortura, sulla chiusura di tutte le testate giornalistiche anche appena vagamente dissidenti. Sono a conoscenza di orrori indicibili: mi dicono che le ragazze dissenzienti vengono violate in carcere perché altrimenti la verginità consentirebbe loro di andare in paradiso.<ref name="cambiamento"/> *Anche la rivoluzione sovietica a suo tempo fu accolta con gioia.<ref name="cambiamento"/> *La mia strategia consiste in una linea chiara: la disobbedienza civile, possibilmente priva di violenza, compiuta attraverso la mobilitazione di tutte le componenti sociali. Gli studenti, i lavoratori, le donne dovrebbero impegnarsi in interruzioni del lavore, marce pacifiche, cercando di non ingaggiare mai scontri con le forze di polizia e con le varie milizie.<ref name="cambiamento"/> *Penso a [[Slobodan Milošević|Milosevic]], a [[Nicolae Ceaușescu|Ceausescu]], a [[Saddam Hussein|Saddam]], alla [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|caduta dell'impero sovietico]]... Quando i [[Tiranno|tiranni]] cadono, e l'Iran è veramente una terribile tirannia, pare sempre un miracolo; ma la volontà interna e internazionale quando si incontrano riescono a compiere questo miracolo, a sferrare il colpo decisivo.<ref name="cambiamento"/> *La sofferenza era grande. Ma la dignità e l'orgoglio di mio padre ci hanno sempre tenuti vivi.<ref name="cambiamento"/> *La cosa migliore è che il popolo iraniano si liberi da solo, senza interventi esterni come quelli che hanno posto fine alle dittature in Afghanistan e in Iraq. E quanto a me, niente speculazioni: considererò la mia missione compiuta nel giorno in cui si terrà il primo voto libero degli iraniani sul loro futuro, sono pronto ad aiutare in ogni modo per questo obiettivo.<ref name="rivolta">Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/06/17/io-figlio-dello-scia-fianco-della-rivolta.html Io, figlio dello scià a fianco della rivolta]'', ''la Repubblica'', 17 giugno 2003.</ref> *Lo scenario in Iran è molto diverso da quello dei nostri vicini. Nel nostro caso nessuno sarebbe capace di svolgere il lavoro di portare la democrazia meglio del popolo iraniano stesso. Senza bisogno di un intervento militare straniero. Il modo migliore di avere una svolta è attraverso la lotta del popolo iraniano. Ma bisogna anche sottolineare che vista la natura del sistema il miglior modo per aiutare gli iraniani a liberarsi è mostrare e dare un fortissimo appoggio della comunità internazionale alla lotta per la democrazia: un segnale che la comunità internazionale è per il popolo e non contro il popolo, che non è disposta a fare affari a ogni costo col regime sulla testa della gente.<ref name="rivolta"/> *Il mondo non può fidarsi di un regime del genere che tenga un dito sul grilletto. Ci vogliono garanzie anche per la stabilità internazionale. Occorre l'abbandono di dubbi e ambigui programmi nucleari e di ogni piano di armi di distruzione di massa, e l'unica garanzia in questo senso è la democratizzazione. Un regime come quello attuale non esiterebbe a usare senza scrupoli armi del genere.<ref name="rivolta"/> ===2005=== *Questo regime interpreta la legge divina come vuole e le elezioni come si faceva in Unione Sovietica o nel regime di Saddam Hussein. Tutto questo per farci credere che hanno una vera legittimità.<ref name="mascherata">Dall'intervista di Michel Bôle-Richard, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,7/articleid,0231_01_2005_0166_0007_1797212/ Il figlio dello shah: questo voto è una mascherata]'', ''La Stampa'', 19 giugno 2005.</ref> *Io credo che il regime sia sempre meno in condizioni di minacciare gli iraniani. I timori e le paure si dissipano sempre di più. Si propaga un movimento collettivo sempre più profondo. E non è solo composto di un'élite intellettuale, ma è sempre più radicato nel popolo.<ref name="mascherata"/> *Il mondo deve giocare la carta iraniana, ma deve parlare al popolo prigioniero e non ai suoi carcerieri.<ref name="mascherata"/> *Se il campione delle riforme, [[Mohammad Khatami|Mohammed Khatami]] non ha potuto fare nulla, non sarà certo [[Ali Akbar Hashemi Rafsanjani|Ali Akbar Rafsanjani]], il più detestato e il più corrotto del paese, che potrà cambiare le cose.<ref name="mascherata"/> ===2006=== *Bisogna abbandonare questa impostazione mentale per cui o si tratta per vie diplomatiche o si parla di interventi militari. Né l'una né l'altra cosa possono risolvere la situazione. La cosa migliore da fare è investire sugli iraniani stessi, perché è fra loro che possiamo trovare l'alleato più naturale.<ref name="nienteguerra">Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/08/28/niente-guerra-il-popolo-si-ribelli.html Niente guerra, il popolo si ribelli l'appello del figlio dell'ultimo scià]'', ''la Repubblica'', 28 agosto 2006.</ref> *L'idea delle riforme è stata screditata, e ormai è definitivamente finita in un vicolo cieco. Era impensabile che questo regime potesse essere in grado di riformare se stesso. Dall'interno non può venire nessun processo di cambiamento.<ref name="nienteguerra"/> *Il regime è in totale contrasto con quello che vuole il popolo iraniano. C'è una fuga di capitali dall'Iran, e il popolo iraniano, che ha un'ottica generale, vede chiaramente le conseguenze. Il nostro Paese sta andando a fondo e tutte le nostre risorse sono gestite in modo inefficiente da funzionari corrotti. Il regime non sopravviverà, non ho dubbi al riguardo, ma dovrà cadere per mano del popolo iraniano, e non per un intervento esterno. In questo momento, dobbiamo aiutare il popolo ad aiutare se stesso.<ref name="nienteguerra"/> *Quello che abbiamo sotto gli occhi oggi è un chiaro esempio di quello che succede quando la religione è direttamente coinvolta nel governo. Ma non bisogna confondere la laicità con l'opposizione alla religione. è nell' interesse di tutti avere una chiara linea di separazione.<ref name="nienteguerra"/> ===2008=== {{Int|Da ''[http://archivio.panorama.it/archivio/Cosi-rovesceremo-gli-ayatollah?s&#61pahlavi&submit&#61Cerca "Così rovesceremo gli ayatollah"]''|''Panorama.it'', 2008.|h=4}} *Stiamo lottando contro il tempo. I dittatori corrono per procurarsi la bomba e la prospettiva di un intervento militare per fermarli si fa sempre più concreta. Ma il cambiamento, ora, deve venire dagli iraniani: il regime non è mai stato tanto vulnerabile. *C'è la possibilità di un cambiamento non violento, bisogna che la comunità internazionale trovi una terza via tra l'interventismo militare Usa e l'approccio diplomatico imperfetto degli europei. *Si stringono accordi commerciali in cambio della sospensione delle attività di arricchimento dell'uranio, ma questo non impedisce al regime di continuare a lavorare su altre componenti necessarie a costruire la bomba atomica. Soprattutto si manda alla popolazione un messaggio confuso, come se l'unica priorità degli europei fosse proteggersi dalla minaccia nucleare continuando però a tutelare i propri interessi economici. *Gli europei si comportano come se volessero dare al regime la possibilità di dimostrare che sa comportarsi bene. È assurdo: sono 25 anni che dimostra il contrario. Non facendo chiarezza su questo gli europei incoraggiano gli americani ad azioni unilaterali. *È sempre difficile prevedere la reazione della gente a un attacco straniero. Gli iraniani sono un popolo orgoglioso che vuole il cambiamento, ma non a un prezzo tanto alto. Soprattutto vogliono fare la storia da soli, non attraverso un intervento esterno. *Per anni il regime ha guadagnato tempo inscenando questo gioco delle parti che vedeva da una parte i conservatori e dall'altra i riformisti, ma ora è chiaro che il presidente Khatami non ha nulla di diverso da Khomeini: la sua funzione è quella di preservare la repubblica islamica. Di recente gli studenti lo hanno accolto urlandogli dietro: «Vergogna!». È stato uno spettacolo commovente. *Guardi cosa è successo in Cecoslovacchia o Iugoslavia: militari e paramilitari alla fine non sono intervenuti contro la popolazione. E lo stesso accadrebbe in Iran: i militari non vogliono fare la fine dei tiranni ma sopravvivere e avere un futuro politico. E un Iran liberato aprirebbe scenari impensabili. Porterebbe stabilità in Iraq eliminando il punto di riferimento che oggi hanno i ribelli. Il terrorismo internazionale non potrebbe più contare su una delle sue principali centrali. E se la Turchia fosse integrata nell'Unione, all'improvviso gli iraniani avrebbero l'Europa alle porte. *La mia missione finisce il giorno in cui gli iraniani possono tornare a votare liberamente. Se poi vorranno assegnarmi un ruolo, lo accetterò. Perché il mio unico obiettivo è servire il mio paese. In quale veste, non dipende da me. ===2014=== {{Int|Da ''[http://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2014/10/23/iran-figlio-dell-ultimo-scia-persia-con-rohani-nulla-cambiato-lavoro-per-democrazia_HhL5tSH2WiShwGtZI37qAI.html?refresh_ce Iran, il figlio dell'ultimo Scià di Persia: "Con Rohani nulla è cambiato, lavoro per la democrazia"]''|''Adnkronos.com'', 23 ottobre 2014.|h=4}} *Il regime ha spesso ingannato l'Occidente dando un'immagine di moderazione, come accaduto durante l'era Khatami (l'ex presidente riformista 1989-1997). L'obiettivo era prendere tempo. Oggi accade lo stesso con Rohani, che ancora una volta ha la stessa agenda, ovvero guadagnare tempo - anzi io dico perdere tempo - durante i negoziati sul nucleare. *È facile comprendere i motivi per cui il regime necessita della bomba atomica. *Senza deterrenza nucleare, il regime non sarebbe in grado di alzare o abbassare il livello della tensione militare nella regione. In caso di confronto tra forze armate convenzionali, infatti, verrebbe sconfitto dalla superiorità delle forze alleate. Con la bomba, invece, il regime sarebbe in grado di imporre la sua egemonia a livello regionale e garantirsi la sopravvivenza. *Nel 1979 Khomeini fondò una teocrazia moderna di tipo sciita. Il suo regime costantemente minacciò i vicini provando a esportare la sua ideologia. Il campo sunnita non è rimasto in silenzio. Ora vediamo la rappresaglia, stavolta sotto l'insegna dell'ideologia radicale sunnita. *Il regime dei mullah a Teheran ha beneficiato dalla crisi regionale. Infatti ha provato a destabilizzare i paesi più vicini in uno scellerato gioco di sopravvivenza e ha represso i suoi cittadini. *L'Occidente ha sottovalutato la minaccia in Medio Oriente, che ora è degenerata. Il gioco è andato fuori controllo e al momento né il regime clericale né l'Occidente possono cambiare le cose. A mio modo di vedere esiste un'unica soluzione: la democratizzazione perché la mancanza di libertà e di opportunità economiche sono alla radice dell'estremismo nella regione. Il mondo libero deve prendere una decisione chiave una volta e per tutte: aiutare la gente della regione, permettendo loro di liberarsi dei regimi indesiderati. Se si manterrà lo status quo, c'è il rischio potenziale di una terza guerra mondiale. ===2016=== *La Russia flette i muscoli di nuovo e l'Iran si presta, perché dipende militarmente da Mosca e perché continua a essere paranoico verso l'Occidente. L'Iran e la Russia dicono di combattere l'Isis ma in realtà bombardano chi vuole rovesciare Assad.<ref name="raid">Da ''[http://www.corriere.it/esteri/16_agosto_18/figlio-ultimo-scia-raid-russi-iran-regime-che-dipende-mosca-b1fda900-64b4-11e6-8281-0851fdf23454.shtml Il figlio dell'ultimo Scià «I raid russi? Iran regime che dipende da Mosca»]'', ''Corriere.it'', 17 agosto 2016.</ref> *Quando hai personaggi non eletti, dalla Guida suprema in giù, che controllano ogni aspetto della società, come puoi cambiare la Costituzione? Questo regime teocratico non è democratico né può riformare se stesso. C'è il principio del rappresentante di Dio sulla terra, il [[Velayat-e faqih|velayat e-faqih]], e tutto quello che dice è definitivo. Perciò dobbiamo cambiare il regime.<ref name="raid"/> *Ogni volta che gli iraniani hanno tentato di cambiare, c'è stata una repressione brutale e non sono stati appoggiati.<ref name="raid"/> *Se ci sono azioni ingiustificate e contro i diritti umani, sotto regimi precedenti, attuali o futuri, le condannerò.<ref name="raid"/> *Lei si scuserebbe per qualcosa che hanno fatto i suoi genitori? Se fosse qualcosa di orrendo... Ma non vedo niente di orrendo, sono orgoglioso dei risultati di [[Mohammad Reza Pahlavi|mio padre]] e [[Reza Pahlavi|mio nonno]], penso che abbiano portato l'Iran fuori dall'oscurità alla modernità.<ref name="raid"/> ===2022=== *Miei compatrioti in questi 40 giorni siete stati epici. Onorando [[Ciro II di Persia|Ciro il Grande]], prestiamo giuramento con la nostra nazione e il suo brillante futuro che l'Iran sarà ancora una volta un esportatore dei principi dei diritti umani e un esempio per tutto il mondo. (da un Tweet durante le [[proteste per la morte di Mahsa Amini]], 27 ottobre 2022)<ref>Citato in ''[https://www.rainews.it/articoli/2022/10/iran-a-zahedan-al-confine-col-pakistan-una-manifestazione-soffocata-nel-sangue-11264342-f0ff-41c8-87fc-a58e91d96ba2.html Iran: a Zahedan una manifestazione soffocata nel sangue. Un ragazzo sarebbe rimasto ucciso]'', ''Rainews.it'', 28 ottobre 2022.</ref> ===2025=== *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Israele]]}} La Repubblica Islamica è giunta al termine e sta crollando. Khamenei, come un topo spaventato, si è nascosto sottoterra e ha perso il controllo della situazione. Quello che è iniziato è irreversibile. Il futuro è luminoso, e insieme supereremo questa svolta della storia.<ref name="riprenderci">Da ''[https://www.ilmessaggero.it/video/mondo/iran_pahlavi_il_regime_sta_crollando_e_il_momento_di_riprenderci_il_paese-8905347.html Iran, Pahlavi: «Il regime sta crollando, è il momento di riprenderci il Paese»]'', ''Ilmessaggero.it'', giugno 2025.</ref> *{{NDR|Sulla guerra Iran-Israele}} La fine della Repubblica Islamica segnerà la fine della sua guerra di 46 anni contro il popolo iraniano. L'apparato repressivo del regime è in fase di collasso. Basta una sollevazione collettiva per porre fine a questo incubo per sempre. Ora è il momento di alzarsi. È il momento di riprenderci l'Iran.<ref name="riprenderci"/> *{{NDR|Sulla guerra Iran-Israele}} Abbiamo un piano per il futuro dell'Iran e per la sua rinascita. Siamo pronti per i primi cento giorni dopo la caduta, per una transizione e l'istituzione di un governo nazionale e democratico, per e da parte del popolo iraniano.<ref name="riprenderci"/> *{{NDR|Sulla guerra Iran-Israele}} Un messaggio alle forze armate, di sicurezza e agli apparati statali, molti dei quali in questi giorni mi inviano messaggi: non opponetevi al popolo iraniano per difendere un regime ormai al tramonto. Non sacrificatevi per un sistema corrotto e decadente. Salvate voi stessi schierandovi con il popolo. Abbiate un ruolo storico nella transizione della Repubblica Islamica e partecipate alla costruzione del futuro dell'Iran. Un Iran libero e prospero ci aspetta. Che io possa presto essere di nuovo tra voi.<ref name="riprenderci"/> *{{NDR|Sulla guerra Iran-Israele}} Questo è il nostro momento del muro di Berlino, ma come tutti i momenti di grande cambiamento è pieno di pericoli. Siamo a un bivio. Una strada porta a spargimenti di sangue e caos, l'altra a una transizione democratica.<ref>Citato in ''[https://www.cdt.ch/news/reza-pahlavi-e-lora-del-nostro-muro-di-berlino-397914 Reza Pahlavi: «È l'ora del nostro muro di Berlino»]'', ''cdt.ch'', 23 giugno 2025.</ref> ===2026=== *{{NDR|Sulle [[proteste in Iran del 2025-2026]]}} Il regime cadrà e io tornerò. Sta già cadendo, è solo questione di tempo. Se la comunità globale ci aiuterà, finirà prima e moriranno meno persone. Se lo farà, andremo comunque avanti.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/01/17/news/reza_pahlavi_ritorno_iran_washington-425100138/ Reza Pahlavi: "Pronto a tornare a Teheran"]'', ''Repubblica.it'', 17 gennaio 2026.</ref> *{{NDR|Su [[Ali Khamenei]]}} Con la sua morte, la Repubblica islamica è di fatto giunta al termine e sarà presto relegata nella pattumiera della storia.<ref>Citato in ''[https://tg24.sky.it/mondo/2026/02/28/pahlavi-morte-khamenei Pahlavi: "Con morte Khamenei Repubblica islamica in pattumiera Storia"]'', ''Tg24.sky.it'', 28 febbraio 2026.</ref> {{Int|Da ''[https://www.corriere.it/esteri/26_gennaio_13/reza-pahlavi-iran-intervista-f24b2d57-66d2-4d5d-96c1-b9bd91f68xlk.shtml Reza Pahlavi: «Gli iraniani vogliono un Paese libero in pace con Usa e Israele. Ritorno alla monarchia? Deciderà il popolo»]''|Intervista di Greta Privitera, ''Corriere.it'', 13 gennaio 2026.|h=4}} {{NDR|Sulle [[proteste in Iran del 2025-2026]]}} *Migliaia di persone hanno risposto al mio appello e sono scese in strada. Ora si entra in una nuova fase, quella in cui gli iraniani reclamano le loro strade, i loro quartieri. Mentre le folle crescono, la capacità del regime di reprimere si indebolisce, e sempre più membri delle forze di sicurezza e delle istituzioni sceglieranno di stare con il popolo. *Le parole di sostegno di Trump al popolo iraniano contano. Hanno dato coraggio a chi rischia la vita per la libertà. Questo momento non esisterebbe senza la pressione sul regime islamico. Gli ayatollah gridano "Morte all’America". Gli iraniani invece vogliono un Paese libero in pace anche con Usa e Israele. *Il regime ha ucciso migliaia di civili. Per noi, il sostegno degli Usa per difendere i civili e neutralizzare la macchina repressiva è benvenuto. Non servono stivali stranieri sul campo, ma azioni che impediscano ai pasdaran e alle forze di sicurezza di continuare la violenza contro il popolo. Negoziare con la dittatura non porterà la pace. *La Repubblica islamica è al suo punto più debole. Per la prima volta in 46 anni, la richiesta è chiara e nazionale: la fine di questo regime criminale. *Sono immensamente grato ai miei compatrioti che gridano il mio nome. Per me, non si tratta di cercare il potere, ma di servire la mia nazione e il mio popolo. Il loro sostegno schiacciante pone una responsabilità sulle mie spalle. Per questo mi sono fatto avanti per guidare questo movimento e questa transizione, su loro chiamata. *L’ambiente internazionale è cambiato. In passato, gli iraniani chiedevano sostegno e trovavano esitazione o silenzio. Oggi, cresce il riconoscimento che questo regime è irrecuperabile. *{{NDR|«Qual è la sua paura?»}} Che la sofferenza del mio popolo continui. Che le generazioni future non siano libere. Ma sento che il cambiamento sta arrivando. Per questo mi faccio avanti per guidare. Chiediamo al mondo di stare in modo chiaro con il mio popolo. {{Int|Da ''[https://www.agi.it/estero/news/2026-02-28/reza-pahlavi-iran-attacco-35852188/ Reza Pahlavi: "La Repubblica Islamica sta crollando"]''|Citato in ''Agi.it'', 28 febbraio 2026.|h=4}} {{NDR|Sull'[[attacco israelo-statunitense all'Iran del 2026]]}} *Si tratta di un intervento umanitario, e il suo obiettivo è la Repubblica Islamica, il suo apparato repressivo e la sua macchina di morte; non il grande Paese e la nazione iraniana. Ma, nonostante questo aiuto, la vittoria finale sarà comunque nostra. Saremo noi, il popolo iraniano, a portare a termine questa battaglia finale. Il momento di tornare in piazza è vicino. *Ora che la Repubblica Islamica sta crollando, il mio messaggio all'esercito, alla polizia e alle forze di sicurezza del paese è chiaro: Hai giurato di essere il protettore dell'Iran e della nazione iraniana, non il protettore della Repubblica Islamica e dei suoi leader. Il tuo dovere è difendere il popolo, non difendere il regime che ha preso in ostaggio la nostra patria attraverso la repressione e il crimine. Unisciti alla nazione e contribuisci a una transizione stabile e sicura. Altrimenti, verrai annegato dalla nave naufragata di Khamenei e del suo regime. *La nobile nazione iraniana, nonostante la brutale repressione e le uccisioni del regime, si è opposta coraggiosamente per quasi due mesi. Ora vi esorto a prendere le più grandi precauzioni possibili per proteggere la vita dei civili e dei miei connazionali. Il popolo iraniano è il tuo alleato naturale e il mondo libero, e non dimenticheranno il tuo aiuto durante il periodo più difficile della storia moderna dell'Iran. *Miei cari compatrioti in Iran. In queste ore e giorni critici, più che mai, dobbiamo rimanere concentrati sul nostro obiettivo finale: riconquistare l'Iran. Vi esorto a restare nelle vostre case per ora e a restare calmi e al sicuro. Siate vigili e pronti a tornare in strada al momento opportuno, che vi informerò in dettaglio per l'azione finale. {{Int|Da ''[https://www.corriere.it/cronache/26_marzo_03/reza-pahlavi-la-dittatura-muore-tornero-a-teheran-per-la-sollevazione-e-le-elezioni-libere-3a4d63b5-4aeb-41a8-a95e-0df9b1bb6xlk.shtml Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià: «In Iran la dittatura muore. Tornerò a Teheran per la sollevazione e le elezioni libere»]''|Intervista di Greta Privitera, ''Corriere.it'', 3 marzo 2026.|h=4}} {{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} *Questo regime ha ucciso oltre 43.000 cittadini, ne ha feriti oltre 330.000 e ne ha arrestati decine di migliaia negli ultimi due mesi. Il mondo non poteva più continuare a guardare. *Ciò che vediamo, gli scatti rabbiosi, i lanci di missili contro più Paesi, sono gli atti disperati di una dittatura morente nel suo capitolo finale. È esattamente per questo che l'azione internazionale era necessaria ora, prima che diventassero ancora più pericolosi. *Anche con l'aiuto che il presidente Trump ha fornito, la vittoria finale sarà forgiata dalle mani del popolo. Voglio essere al loro fianco il prima possibile. *{{NDR|«Tornerà in Iran?»}} Il prima possibile. Potrei tornare persino prima che il regime collassi completamente. La missione della mia vita è aiutare gli iraniani a stabilire un governo secolare e democratico. Sono pronto a guidare la transizione. *[...] decine di migliaia di persone hanno già segnalato la volontà di disertare. [...] Con il regime ora sotto pressione militare, l'incentivo a disertare non è mai stato più forte. *La morte del criminale [[Ali Khamenei|Khamenei]], sebbene non ripaghi il sangue versato, può calmare i cuori feriti di padri e madri in lutto, coniugi e figli, sorelle e fratelli. Qualsiasi tentativo del regime di nominare un successore è destinato a fallire. Chiunque metteranno al suo posto non avrà né legittimità né longevità. *La mia campagna di liberazione è indipendente da qualsiasi governo. Ho solo un capo: il popolo. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/dossier/lena/2026/03/08/news/reza_pahlavi_caduta_regime_iran_possibile_continental_breakfast-425204860/ Reza Pahlavi: "La caduta del regime iraniano è a portata di mano"]''|Intervista di Cyrille Louis, ''Repubblica.it'', 8 marzo 2026.|h=4}} {{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} *È un evento molto importante, nella misura in cui Khamenei incarnava questo regime terrorista. Il popolo iraniano ha accolto la sua scomparsa con una reazione di gioia e soddisfazione senza precedenti. Al di là della sua persona, percepisce infatti che la caduta del regime è ormai a portata di mano. *Dal punto di vista americano e israeliano, questi attacchi mirano a creare le condizioni perché una rivolta popolare possa scuotere il potere. *I miei compatrioti sono persone intelligenti, istruite e molto coraggiose. Sono pronti a sacrificare la loro vita — e lo hanno già fatto — non solo per la nostra sovranità e le nostre libertà, ma anche per un mondo migliore. Qual è d'altronde l'alternativa? Dopo essere rimasti così a lungo sotto il giogo di un regime che perseguita il proprio popolo, minaccia i suoi vicini e destabilizza la regione, non è forse tempo di cambiare la situazione? *{{NDR|«Nell'ipotesi che i bombardamenti non bastino a rovesciare il regime, le sembrerebbe auspicabile il dispiegamento di truppe americane sul terreno?»}} Non accadrà, perché il presidente Trump ha chiaramente fatto sapere che non vuole inviare forze terrestri. Ho sempre detto all'amministrazione e al Congresso che neppure noi lo desideriamo. Le nostre forze terrestri sono i milioni di iraniani decisi a cacciare il regime, così come i numerosi militari, paramilitari e civili pronti a disertare. *Circolano molte voci {{NDR|sulle forze curde sul punto di entrare in Iran con sostegno statunitense}} ma non ho conferma di un simile progetto. Devo anche dire che la maggioranza delle organizzazioni che rappresentano i gruppi etnici del nostro paese — curdi, azeri o baluci — è in larga misura molto nazionalista. Tuttavia non è impossibile che alcuni elementi separatisti cerchino di approfittare delle circostanze per portare avanti le loro ambizioni sinistre e mettere in discussione l'integrità territoriale del nostro paese. Questa sarebbe una linea rossa che non potremmo tollerare. Se qualcuno pensa di sostenere questi piccoli gruppi minoritari, commette un errore di calcolo estremamente pericoloso che rischia di trascinare l'Iran in una direzione molto negativa. Una simile iniziativa contribuirebbe infatti a ridare legittimità al regime, che ha sempre sostenuto: "se ce ne andiamo, il paese andrà in pezzi". Per quanto mi riguarda, ricordo che il nostro progetto di transizione prevede di garantire la completa uguaglianza di tutti i cittadini iraniani, qualunque sia la loro etnia. *Nessuno si rallegra nel vedere vittime civili. Purtroppo il regime utilizza le stesse tattiche impiegate da Hamas a Gaza, nascondendo i propri miliziani nelle scuole, accanto agli ospedali o sotto edifici pubblici. Ho persino visto video nei quali trasferiscono i nostri prigionieri politici in siti suscettibili di essere colpiti per usarli come scudi umani. La responsabilità delle vittime civili ricade quindi innanzitutto sul regime. *[...] l'opzione militare è stata presa in considerazione solo come ultima risorsa. Prima di questo, il presidente Trump ha fatto di tutto per negoziare una soluzione diplomatica. Ma il regime non gli ha lasciato scelta. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/04/15/news/intervista_reza_pahlavi_iran_ritorno_assalto_finale_regime-425286566/ Pahlavi: "Contatti con l'Iran, sono pronto a tornare per l'assalto finale al regime"]''|Intervista di Maurizio Molinari, ''Repubblica.it'', 16 aprile 2026.|h=4}} {{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} *L'offensiva aerea è stata ricevuta bene dagli iraniani, che la volevano e aspettavano. È stato quasi un intervento di soccorso umanitario nei confronti di un popolo in ostaggio. E il regime ha reagito aumentando la repressione. *Le fratture si moltiplicano, nella burocrazia e fra i militari. Ma la defezione più importante e nuova è quella dei Guardiani della rivoluzione che si sono staccati dal resto del regime e tengono in ostaggio l'intero Iran. Stiamo andando verso una dittatura paramilitare, ed è lo scenario peggiore. *Da tempo la dittatura ha perso ogni aspetto islamico. L'identità è solo militare: nucleare, missili, terrorismo. È il regime dei pasdaran. È la fase più debole e pericolosa della dittatura nata nel 1979. Gli attacchi contro i Paesi vicini lo evidenziano. *Il sostegno a Solidarnosc di Walesa in Polonia ed al movimento di Mandela in Sudafrica portarono quei popoli a liberarsi da regimi che li opprimevano. Ed oggi l'Europa sostiene Zelensky e l'Ucraina aggredita. L'Iran non deve essere differente. Aiutate la nostra liberazione nazionale. Così come la campagna aerea di Usa ed Israele è stata simile ai bombardamenti alleati che durante la Seconda Guerra Mondiale portarono alla caduta delle dittature in Germania e Italia, aiutando i partigiani. La Francia fu liberata con lo sbarco in Normandia: anche l'Iran deve essere liberato. *Da troppo tempo i Paesi europei hanno accettato il dialogo con la dittatura, definendola ragionevole, firmando accordi di ogni genere. Come fece anche Obama sul nucleare. Ora siamo davanti ad un animale ferito assetato di vendetta. *La caduta del regime sarà un evento spartiacque, di portata globale. Siamo un popolo pacifico, con più identità culturali e religiose. Gli Accordi di Ciro che propongo consentiranno a tutti i Paesi della regione, ad arabi ed israeliani, di vivere in pace, generando stabilità, progresso ed opportunità. Sarà positivo anche per l'Europa: non dovrete più preoccuparvi di atomiche e missili che possono raggiungervi, l'estremismo diminuirà e un Paese di 90 milioni di abitanti diventerà vostro partner su crescita e sicurezza. Le nostre risorse energetiche possono consentire a Italia e Ue di non dipendere più dalla Russia. ==Citazioni su Reza Pahlavi== *Appartenere alla famiglia dello scià non è un crimine. Non mi risulta ad esempio che il figlio Reza si sia macchiato di colpe verso il popolo, quindi non ho nulla contro di lui. Può rientrare in Persia quando vuole e viverci come un normale cittadino. Che venga. ([[Ruhollah Khomeyni]]) *Ha un aspetto piuttosto occidentale questo quarantatreenne con la cravatta rossa, assertivo e tecnico, dal linguaggio tutto derivato dalla laurea in Scienze politiche: potrebbe divenire, se non il leader, almeno il simbolo unitario di una rivolta iraniana prossima ventura. ([[Fiamma Nirenstein]]) *Ha unito una parte significativa del popolo iraniano, è l’unico che sta provando a esercitare una leadership e si è assunto la responsabilità di guidare una transizione, anche per il fatto che non c’è concordia nelle varie anime dell’opposizione. Non esiste al momento un’altra alternativa. ([[Mahsa Mohebali]]) *Non capisco perché il figlio di un ex dittatore cacciato da una rivoluzione dovrebbe essere una soluzione. Per me è importante capire cosa vogliono gli iraniani. Però è vero che nella diaspora, tradizionalmente spaccata, c’è una convergenza sul suo nome. Anche grazie a un generale spostamento a destra. Però io penso che bisognerà ascoltare gli iraniani. Se è quello che vogliono, lo accetterò. Ma diffido di un uomo solo al comando che dice "sono il garante della democrazia". ([[Shida Bazyar]]) *Sono lieta che lo Scià sia riuscito finalmente a coronare il suo più ambito desiderio, quello di avere un principe ereditario. Sono felice di quanto avvenuto anche per il mio Paese e il mio popolo. ([[Soraya Esfandiary Bakhtiari]]) ===[[Farah Pahlavi]]=== *Il nome Pahlavi in Iran è intrecciato al secolarismo. Mio figlio, il principe Reza, ha portato avanti questa tradizione. Per oltre quattro decenni, in qualità di erede della corona Pahlavi, ha fatto della lotta per la democrazia laica la sua missione: un governo in cui la prima e l'ultima parola spetta allo Stato di diritto, derivato dalla volontà del popolo espressa alle urne. Ha anche insistito sulla sostituzione della forma di governo monocentrica con quella basata sulle istituzioni. Insieme al resto della Casa Pahlavi, condivido la sua visione e le sue speranze. *Mio figlio Ciro, che negli ultimi anni viene sempre più richiamato in Iran, è per la libertà e la democrazia. È convinto che in Iran la religione debba essere staccata dallo Stato, anche per rispetto alla religione e religiosi, la Repubblica Islamica non ama l'Islam. Reza sostiene che ci vuole la libertà come in Europa, non è che in Francia o in Italia non esistano dei buoni cattolici. *Mio figlio, il Principe Reza, che ha veramente dedicato la sua vita all'Iran per trent'anni, che è in contatto con gli iraniani attraverso i social media, crede a una democrazia laica, ai diritti dell'uomo, della donna, alla libertà di religione e all'integrità territoriale dell'Iran. *Reza si batte perché vinca la libertà: se il popolo vuole la monarchia, lui accetta di tornare. Se si vuole la repubblica, accetterà ugualmente, ma nel rispetto delle libertà. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Farah Pahlavi]], madre *[[Mohammad Reza Pahlavi]], padre ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pahlavi, Reza Ciro}} [[Categoria:Politici iraniani]] [[Categoria:Sovrani di Persia]] jwkt8lbauhgkuv5uniulk9lwqw4c72e 1410711 1410710 2026-04-16T09:00:49Z Mariomassone 17056 /* 2014 */ 1410711 wikitext text/x-wiki [[File:رضا پهلوی در گفتگو با سیامک دهقانپور از صدای آمریکا، تیر ۱۴۰۳ 02 (cropped).jpg|thumb|Reza Pahlavi nel 2024]] '''Reza Pahlavi''' (1960 – vivente), principe ereditario dell'Iran. ==Citazioni di Reza Pahlavi== {{cronologico}} ===1980=== *Succedendo a mio padre non faccio che il mio dovere: non voglio sottrarmi alle mie responsabilità.<ref name="pahlavijr">Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,1066_01_1980_0240_0004_15419853/ ''Reza Pahlavi jr imperatore dell'Iran''], ''La Stampa'', 31 ottobre 1980</ref> *L'Iran ritroverà la sua età dell'oro, il popolo iraniano spazzerà l'attuale regime senza legge. Gli oppositori al regime di Khomeini sono in continuo aumento.<ref name="pahlavijr"/> *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Iraq]]}} Sono l'anarchia, lo sfacelo economico e il declino del nostro prestigio internazionale che hanno generato la violazione della nostra integrità territoriale attraverso un'aggressione esterna che noi condanniamo.<ref name="rezaii">Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,1067_01_1980_0241_0004_18934649/ ''Reza II in esilio si proclama Scià''], ''La Stampa'', 1 novembre 1980</ref> *So perfettamente che nessuno di voi ha voluto un simile disastro. Ma so anche che voi avete, nel profondo dei vostri cuori, la ferma convinzione che la nostra storia millenaria si ripeterà e che l'incubo prenderà fine. La luce succederà all'oscurità: forti delle nostre amare esperienze, noi intraprenderemo tutti insieme, in un grande slancio nazionale, la ricostruzione del nostro Paese.<ref name="rezaii"/> ===1986=== *Per me il [[matrimonio]] è un'esperienza molto positiva. Un sostegno emotivo, morale e umano di grande importanza.<ref name="khomeinidirei">Dall'intervista di Rafael Fraguas, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,5/articleid,0994_01_1986_0190_0005_13695923/ Reza Ciro: a Khomeini direi...]'', ''La Stampa'', 14 agosto 1986.</ref> *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Iraq]]}} Penso che Iran e Iraq siano vittime di un confronto personale fra Khomeini e Saddam. Khomeini ha interesse a continuare la guerra per sopravvivere politicamente, dal momento che la contesa è un modo per tenere le forze armate sui confini.<ref name="khomeinidirei"/> *Il regime islamico ha diffuso versioni fantasiose sulla ricchezza della mia famiglia, su fortune nascoste, eccetera. Questo fa parte di una campagna propagandistica avviata sei anni fa. Nessuna di queste fantasie è mai stata dimostrata.<ref name="khomeinidirei"/> *Se si domanda a un uomo onesto che cosa pensa della politica, dal profondo del cuore dirà che questa «non ha padre né madre». È una parola che fa paura alle persone semplici, perché l'uomo della strada crede che la politica serva ai politici per giocarci. Questo tipo di politica non mi sembra pura né sincera. Se invece si guarda la politica come una cosa necessaria per governare un Paese, e se gli uomini che la praticano sono retti e sinceri, il suo significato cambia. Un Paese che abbia buoni politici non correrà mai alla rovina: da politici che valgano poco e manchino di statura ci si può aspettare invece il peggio.<ref name="khomeinidirei"/> *Il politico può cambiare idea, ma il simbolo della monarchia, il [[re]], deve rimanere imparziale. La persona del re appartiene a tutti i cittadini di tutti i gradini sociali. Deve essere al di sopra della politica.<ref name="khomeinidirei"/> *Sua Maestà il re Juan Carlos ha vigilato sull'applicazione della Costituzione senza interferire negli affari del governo, né in quelli dei partiti. Questo è il motivo per il quale la monarchia spagnola rimane un'istituzione che protegge e garantisce il gioco politico. In Spagna c'è un primo ministro socialista: è significativo. Penso che in Iran dobbiamo fare esattamente quello che ha fatto la Spagna.<ref name="khomeinidirei"/> *Né l'Urss, né gli Stati Uniti hanno da preoccuparsi di una restaurazione monarchica costituzionale nel mio Paese: il nostro regime democratico non andrà contro gli interessi sovietici né americani. Lo stesso Paese può mantenere alleanze diverse, in virtù dei suoi interessi.<ref name="khomeinidirei"/> *{{NDR|Su [[Ruhollah Khomeyni]]}} Che cosa si può dire a un uomo come lui? È una persona che non capisce nulla, o non vuole capire nulla. Gli direi: lei non può gestire il Paese così come sta facendo: se sa quello che fa non può continuare a farlo, e non può continuare neppure se non lo sa: il mio Paese va verso la distruzione, se ne vada prima che sia troppo tardi.<ref name="khomeinidirei"/> *{{NDR|Sulla [[Rivoluzione iraniana]]}} Non fu un'insurrezione contro la monarchia, ma un movimento in favore dell'applicazione della Costituzione democratica del 1906. Khomeini ha commesso un grave errore non andarsene dopo il trionfo della rivoluzione. Fu l'inizio della fine: pensò che l'Iran si potesse governare come un paesino di 500 abitanti nel X secolo, e questo è impossibile. Per questo governa solo grazie alla coercizione, alla repressione e alla violenza.<ref name="khomeinidirei"/> ===1989=== *{{NDR|Su ''[[L'ultimo imperatore]]''}} Il film l'ho visto, è un capolavoro, ma non mi ci riconosco per niente, io il potere non l'ho perso, non l'ho avuto neanche per un istante, l'ho solo atteso invano.<ref name="oradelcambiamento">Dall'intervista di [[Enrico Franceschini]], ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/06/06/si-avvicina-teheran-ora-del-cambiamento.html "Si avvicina a Teheran l'ora del cambiamento"]'', ''la Repubblica'', 6 giugno 1989.</ref> *Mio padre non era un tiranno, nel senso che non credeva nel dispotismo, e voleva portare l'Iran verso la democrazia. Non penso che fosse isolato dalla gente, o che non conoscesse la realtà del suo paese. Certo, ha commesso degli errori, il più grave è stato quello di svolgere un ruolo politicamente attivo, che istituzionalmente non gli spettava. Quanto alla [[SAVAK|Savak]], è indubbio che vi furono casi di violenza, ma la violenza non fu mai una politica di Stato. I prigionieri politici? La maggioranza erano il tipo di gente che ha poi preso in ostaggio gli americani all'ambasciata di Teheran, che ha fatto saltare la caserma dei marines in Libano, o dirottato il jet della Twa.<ref name="oradelcambiamento"/> *Non era perfetto, mio padre, ma era un nazionalista, amava l'Iran, e credo che sia più popolare oggi, nel suo paese, di quando lo lasciò.<ref name="oradelcambiamento"/> *Dal primo giorno del suo potere, [[Ruhollah Khomeyni|Khomeini]] ha ripetuto che l'Iran per lui non voleva dire nulla, non gli interessava. Come poteva amarla? Per Khomeini l'Iran era la piattaforma di lancio di una crociata per trasformare il mondo. Se avesse amato l'Iran, non avremmo avuto una lunga guerra, né, per fare un esempio recente, la polemica sul libro di Rushdie. Sto leggendo ''I versi satanici'': certo mi offende, perché sono un musulmano, ma ciò non vuol dire che l'autore vada condannato a morte. Khomeini diceva che chiunque si convertiva all'Islam, e poi cambiava religione, andava ucciso. Il Profeta non l'ha mai detto, ma Khomeini diceva che le opere del Profeta sono incomplete e stava a lui completarle. Khomeini era l'opposto della santità, era blasfemo. Per me, era lui l'Anticristo.<ref name="oradelcambiamento"/> *{{NDR|Su [[Ruhollah Khomeyni]]}} Lo ho odiato per quel che ha fatto all'Iran, per la sua opposizione di principio ad ogni diritto umano, per come ha indebolito il paese allo scopo di esportare la rivoluzione e il terrorismo nel mondo.<ref name="oradelcambiamento"/> *Nel mio paese la monarchia era un'istituzione al di sopra di qualsiasi ideologia, e il monarca, come io lo intendo, non deve fare politica, è un capo di Stato, non di governo. Ma poi, in definitiva, dovrà essere il popolo a decidere cosa vuole, e a scegliere le sue leggi, non il re, e tantomeno un libro caduto dal cielo, come il Corano. La Chiesa va separata dallo Stato, specie in un paese come l'Iran, così pieno di razze, culti, genti diverse.<ref name="oradelcambiamento"/> *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Iraq]]}} Finché c'è stata la guerra era impossibile pensare alla lotta alla dittatura di Khomeini, l'unica priorità era la difesa nazionale: anche per questo l'ayatollah ha prolungato il conflitto il più possibile. Ora, senza la guerra e senza Khomeini, potrà venire alla luce il vasto scontento che esiste in ogni settore sociale, anche nel clero, mi creda.<ref name="oradelcambiamento"/> *Certo sia io che mia madre e i miei fratelli, che vivono tra New York e Parigi, stiamo bene. Ma non siamo dei Marcos. Faccio una vita molto semplice, la sera sto in casa a leggere o a guardare la tivù con mia moglie, una ragazza iraniana che ho sposato nel 1986, e che oggi ha 20 anni.<ref name="oradelcambiamento"/> ===1999=== *La democrazia fu allora ed è oggi al centro delle aspirazioni della società iraniana, ed è chiaro che la teocrazia non può essere la risposta a questa esigenza.<ref name="chiededemocrazia">Dall'intervista di Andrea Tarquini, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1999/07/14/come-ai-tempi-di-mio-padre.html Come ai tempi di mio padre l'Iran chiede democrazia]'', ''la Repubblica'', 14 luglio 1999.</ref> *{{NDR|Su [[Mohammad Khatami]]}} In un certo modo non è diverso da [[Michail Gorbačëv|Gorbaciov]]. Può tentare una perestrojka iraniana. Ma come può un regime basato sulla legge divina e non sulla volontà popolare trovare risposte adeguate alla società civile?<ref name="chiededemocrazia"/> *{{NDR|Su [[Mohammad Reza Pahlavi]]}} Sotto di lui il paese compì grandi balzi in avanti, ma le riforme politiche non arrivarono a tempo.<ref name="chiededemocrazia"/> *Guardi, mio padre è oggi popolare in Iran come non lo è mai stato finché fu al potere o in vita. Lui e mio nonno furono i grandi modernizzatori. Mio nonno agì con durezza: non poteva certo permettersi referendum sulla modernizzazione. Mio padre seppe portare l'Iran all'avanguardia nella regione e tra gli attori della scena internazionale. Ma troppo tardi capì l'importanza della partecipazione popolare.<ref name="chiededemocrazia"/> *Io, come pretendente, rappresento la monarchia costituzionale, che resta un'alternativa politica per il futuro. Non ho mai rotto i ponti col mio paese, e in me la nostalgia di casa non è mai morta. Ma quello che io voglio per me è un ruolo di unificatore, di garante del pluralismo e della riconciliazione nazionale. Voglio solo aiutare il popolo iraniano a riconquistare l'autodeterminazione.<ref name="chiededemocrazia"/> *Non dimentichi che mio padre agiva in un mondo diverso da quello di oggi, un mondo diviso in blocchi: la contrapposizione est-ovest fece porre in secondo piano in molte parti del mondo i valori della democrazia e dei diritti umani.<ref name="chiededemocrazia"/> *La monarchia costituzionale è un'opzione per il futuro, ma quel che conta è e sarà la fede nel [[secolarismo]], la separazione tra Religione e Stato. Potremo cominciare un esperimento affascinante: diventare il primo paese islamico incamminato sulla via della democratizzazione.<ref name="chiededemocrazia"/> *Sa, nella sua storia millenaria l'Iran è stato invaso, occupato, sconfitto, ed è sempre sopravvissuto. La teocrazia è il primo problema solo interno della nostra storia. Ma ogni paese impara dalle sue epoche: anche l'Inquisizione o Cromwell sono state esperienze. Toccherà ai quarantenni come me guidare i più giovani con l'esperienza.<ref name="chiededemocrazia"/> ===2001=== *Il problema non è [[Mohammad Khatami|Khatami]] come persona, così come nella vecchia Urss non lo erano i vari Andropov e Gorbaciov. Quando un sistema politico è in un vicolo cieco, come la Repubblica Islamica oggi, le persone contano poco. Il leader spirituale Ali Khamenei controlla tutte le leve del potere. Il Presidente, il parlamento e qualsiasi altra istituzione possono approvare anche le leggi più giuste e più democratiche, ma fin quando Khamenei avrà il diritto di veto, nulla potrà cambiare. Non voglio mettere in dubbio Khatami e le sue buone intenzioni. La domanda da porsi è come, in un paese dove altri controllano la radio e la tv di Stato, l' esercito e le forze dell' ordine, il sistema giudiziario, la politica estera e i servizi segreti, il Presidente possa realizzare la promessa di ripristinare la legalità e devolvere il potere alla società civile. In Iran Khatami non è riuscito a proteggere nemmeno i giornali e i giornalisti che lo sostenevano, figuriamoci se può farsi carico delle richieste di maggiore libertà e di democrazia dei nostri giovani.<ref name="finchepotere">Intervista di Nima Rafat, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/06/07/finche-il-potere-resta-ai-mullah-in.html Finché il potere resta ai mullah in Iran non cambierà niente]'', ''la Repubblica'', 7 giugno 2001.</ref> *Questo regime è ormai logorato e la carta Khatamiriforme non è riuscita a fermare l' onda delle proteste. Insisto: la soluzione è in un referendum per scegliere il futuro. A esso si può giungere attraverso il logoramento e senza ricorso alla violenza di piazza, o attraverso lo scontro diretto. Io sono per la via non violenta, ma chi ha il potere sceglierà di che morte morire.<ref name="finchepotere"/> *{{NDR|Su [[Mohammad Khatami]]}} Alla minima scossa si è sempre allineato al regime.<ref name="ingannando">Dall'intervista di Afsané Bassir Pour, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,9/articleid,0390_01_2001_0155_0009_4081526/ L'erede al trono: il regime sta ingannando il mondo]'', ''La Stampa'', 7 giugno 2001.</ref> *Sono in contatto permanente con molte persone, gente anche all'interno del regime, pasdaran, guardiani della rivoluzione, ufficiali, religiosi, ai quali dico: non siete obbligati a rovesciarvi insieme a questa barca che fa acqua.<ref name="ingannando"/> *Ciò che conta per me è il contenuto del regime, i principi democratici. La forma è secondaria.<ref name="ingannando"/> ===2003=== *Molti credenti, molti importanti uomini di fede hanno compreso che la sovrapposizione tra potere e religione è di fatto un tradimento della religione stessa, un elemento di corruzione; che la visione piramide di un gruppo di ayatollah che si sentono incaricati da Dio di dominare crudelmente il popolo, di dirgli cosa leggere, coa dire, come vestirsi pena la morte o la prigione, non ha niente ha che vedere con la vera fede.<ref name="cambiamento">Dall'intervista di [[Fiamma Nirenstein]], ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,5/articleid,0160_01_2003_0131_0005_1080718/ Reza Pahlavi: «Anche per l'Iran è l'ora del cambiamento»]'', ''La Stampa'', 14 maggio 2003.</ref> *Il fallimento morale di questo governo si misura sulle oltre 600 mila persone nelle carceri, sulla tortura, sulla chiusura di tutte le testate giornalistiche anche appena vagamente dissidenti. Sono a conoscenza di orrori indicibili: mi dicono che le ragazze dissenzienti vengono violate in carcere perché altrimenti la verginità consentirebbe loro di andare in paradiso.<ref name="cambiamento"/> *Anche la rivoluzione sovietica a suo tempo fu accolta con gioia.<ref name="cambiamento"/> *La mia strategia consiste in una linea chiara: la disobbedienza civile, possibilmente priva di violenza, compiuta attraverso la mobilitazione di tutte le componenti sociali. Gli studenti, i lavoratori, le donne dovrebbero impegnarsi in interruzioni del lavore, marce pacifiche, cercando di non ingaggiare mai scontri con le forze di polizia e con le varie milizie.<ref name="cambiamento"/> *Penso a [[Slobodan Milošević|Milosevic]], a [[Nicolae Ceaușescu|Ceausescu]], a [[Saddam Hussein|Saddam]], alla [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|caduta dell'impero sovietico]]... Quando i [[Tiranno|tiranni]] cadono, e l'Iran è veramente una terribile tirannia, pare sempre un miracolo; ma la volontà interna e internazionale quando si incontrano riescono a compiere questo miracolo, a sferrare il colpo decisivo.<ref name="cambiamento"/> *La sofferenza era grande. Ma la dignità e l'orgoglio di mio padre ci hanno sempre tenuti vivi.<ref name="cambiamento"/> *La cosa migliore è che il popolo iraniano si liberi da solo, senza interventi esterni come quelli che hanno posto fine alle dittature in Afghanistan e in Iraq. E quanto a me, niente speculazioni: considererò la mia missione compiuta nel giorno in cui si terrà il primo voto libero degli iraniani sul loro futuro, sono pronto ad aiutare in ogni modo per questo obiettivo.<ref name="rivolta">Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/06/17/io-figlio-dello-scia-fianco-della-rivolta.html Io, figlio dello scià a fianco della rivolta]'', ''la Repubblica'', 17 giugno 2003.</ref> *Lo scenario in Iran è molto diverso da quello dei nostri vicini. Nel nostro caso nessuno sarebbe capace di svolgere il lavoro di portare la democrazia meglio del popolo iraniano stesso. Senza bisogno di un intervento militare straniero. Il modo migliore di avere una svolta è attraverso la lotta del popolo iraniano. Ma bisogna anche sottolineare che vista la natura del sistema il miglior modo per aiutare gli iraniani a liberarsi è mostrare e dare un fortissimo appoggio della comunità internazionale alla lotta per la democrazia: un segnale che la comunità internazionale è per il popolo e non contro il popolo, che non è disposta a fare affari a ogni costo col regime sulla testa della gente.<ref name="rivolta"/> *Il mondo non può fidarsi di un regime del genere che tenga un dito sul grilletto. Ci vogliono garanzie anche per la stabilità internazionale. Occorre l'abbandono di dubbi e ambigui programmi nucleari e di ogni piano di armi di distruzione di massa, e l'unica garanzia in questo senso è la democratizzazione. Un regime come quello attuale non esiterebbe a usare senza scrupoli armi del genere.<ref name="rivolta"/> ===2005=== *Questo regime interpreta la legge divina come vuole e le elezioni come si faceva in Unione Sovietica o nel regime di Saddam Hussein. Tutto questo per farci credere che hanno una vera legittimità.<ref name="mascherata">Dall'intervista di Michel Bôle-Richard, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,7/articleid,0231_01_2005_0166_0007_1797212/ Il figlio dello shah: questo voto è una mascherata]'', ''La Stampa'', 19 giugno 2005.</ref> *Io credo che il regime sia sempre meno in condizioni di minacciare gli iraniani. I timori e le paure si dissipano sempre di più. Si propaga un movimento collettivo sempre più profondo. E non è solo composto di un'élite intellettuale, ma è sempre più radicato nel popolo.<ref name="mascherata"/> *Il mondo deve giocare la carta iraniana, ma deve parlare al popolo prigioniero e non ai suoi carcerieri.<ref name="mascherata"/> *Se il campione delle riforme, [[Mohammad Khatami|Mohammed Khatami]] non ha potuto fare nulla, non sarà certo [[Ali Akbar Hashemi Rafsanjani|Ali Akbar Rafsanjani]], il più detestato e il più corrotto del paese, che potrà cambiare le cose.<ref name="mascherata"/> ===2006=== *Bisogna abbandonare questa impostazione mentale per cui o si tratta per vie diplomatiche o si parla di interventi militari. Né l'una né l'altra cosa possono risolvere la situazione. La cosa migliore da fare è investire sugli iraniani stessi, perché è fra loro che possiamo trovare l'alleato più naturale.<ref name="nienteguerra">Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/08/28/niente-guerra-il-popolo-si-ribelli.html Niente guerra, il popolo si ribelli l'appello del figlio dell'ultimo scià]'', ''la Repubblica'', 28 agosto 2006.</ref> *L'idea delle riforme è stata screditata, e ormai è definitivamente finita in un vicolo cieco. Era impensabile che questo regime potesse essere in grado di riformare se stesso. Dall'interno non può venire nessun processo di cambiamento.<ref name="nienteguerra"/> *Il regime è in totale contrasto con quello che vuole il popolo iraniano. C'è una fuga di capitali dall'Iran, e il popolo iraniano, che ha un'ottica generale, vede chiaramente le conseguenze. Il nostro Paese sta andando a fondo e tutte le nostre risorse sono gestite in modo inefficiente da funzionari corrotti. Il regime non sopravviverà, non ho dubbi al riguardo, ma dovrà cadere per mano del popolo iraniano, e non per un intervento esterno. In questo momento, dobbiamo aiutare il popolo ad aiutare se stesso.<ref name="nienteguerra"/> *Quello che abbiamo sotto gli occhi oggi è un chiaro esempio di quello che succede quando la religione è direttamente coinvolta nel governo. Ma non bisogna confondere la laicità con l'opposizione alla religione. è nell' interesse di tutti avere una chiara linea di separazione.<ref name="nienteguerra"/> ===2008=== {{Int|Da ''[http://archivio.panorama.it/archivio/Cosi-rovesceremo-gli-ayatollah?s&#61pahlavi&submit&#61Cerca "Così rovesceremo gli ayatollah"]''|''Panorama.it'', 2008.|h=4}} *Stiamo lottando contro il tempo. I dittatori corrono per procurarsi la bomba e la prospettiva di un intervento militare per fermarli si fa sempre più concreta. Ma il cambiamento, ora, deve venire dagli iraniani: il regime non è mai stato tanto vulnerabile. *C'è la possibilità di un cambiamento non violento, bisogna che la comunità internazionale trovi una terza via tra l'interventismo militare Usa e l'approccio diplomatico imperfetto degli europei. *Si stringono accordi commerciali in cambio della sospensione delle attività di arricchimento dell'uranio, ma questo non impedisce al regime di continuare a lavorare su altre componenti necessarie a costruire la bomba atomica. Soprattutto si manda alla popolazione un messaggio confuso, come se l'unica priorità degli europei fosse proteggersi dalla minaccia nucleare continuando però a tutelare i propri interessi economici. *Gli europei si comportano come se volessero dare al regime la possibilità di dimostrare che sa comportarsi bene. È assurdo: sono 25 anni che dimostra il contrario. Non facendo chiarezza su questo gli europei incoraggiano gli americani ad azioni unilaterali. *È sempre difficile prevedere la reazione della gente a un attacco straniero. Gli iraniani sono un popolo orgoglioso che vuole il cambiamento, ma non a un prezzo tanto alto. Soprattutto vogliono fare la storia da soli, non attraverso un intervento esterno. *Per anni il regime ha guadagnato tempo inscenando questo gioco delle parti che vedeva da una parte i conservatori e dall'altra i riformisti, ma ora è chiaro che il presidente Khatami non ha nulla di diverso da Khomeini: la sua funzione è quella di preservare la repubblica islamica. Di recente gli studenti lo hanno accolto urlandogli dietro: «Vergogna!». È stato uno spettacolo commovente. *Guardi cosa è successo in Cecoslovacchia o Iugoslavia: militari e paramilitari alla fine non sono intervenuti contro la popolazione. E lo stesso accadrebbe in Iran: i militari non vogliono fare la fine dei tiranni ma sopravvivere e avere un futuro politico. E un Iran liberato aprirebbe scenari impensabili. Porterebbe stabilità in Iraq eliminando il punto di riferimento che oggi hanno i ribelli. Il terrorismo internazionale non potrebbe più contare su una delle sue principali centrali. E se la Turchia fosse integrata nell'Unione, all'improvviso gli iraniani avrebbero l'Europa alle porte. *La mia missione finisce il giorno in cui gli iraniani possono tornare a votare liberamente. Se poi vorranno assegnarmi un ruolo, lo accetterò. Perché il mio unico obiettivo è servire il mio paese. In quale veste, non dipende da me. ===2014=== *Il regime ha spesso ingannato l'Occidente dando un'immagine di moderazione, come accaduto durante l'era Khatami (l'ex presidente riformista 1989-1997). L'obiettivo era prendere tempo. Oggi accade lo stesso con Rohani, che ancora una volta ha la stessa agenda, ovvero guadagnare tempo - anzi io dico perdere tempo - durante i negoziati sul nucleare.<ref name="nulla">Da ''[http://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2014/10/23/iran-figlio-dell-ultimo-scia-persia-con-rohani-nulla-cambiato-lavoro-per-democrazia_HhL5tSH2WiShwGtZI37qAI.html?refresh_ce Iran, il figlio dell'ultimo Scià di Persia: "Con Rohani nulla è cambiato, lavoro per la democrazia"]'', ''Adnkronos.com'', 23 ottobre 2014.</ref> *È facile comprendere i motivi per cui il regime necessita della bomba atomica.<ref name="nulla"/> *Senza deterrenza nucleare, il regime non sarebbe in grado di alzare o abbassare il livello della tensione militare nella regione. In caso di confronto tra forze armate convenzionali, infatti, verrebbe sconfitto dalla superiorità delle forze alleate. Con la bomba, invece, il regime sarebbe in grado di imporre la sua egemonia a livello regionale e garantirsi la sopravvivenza.<ref name="nulla"/> *Nel 1979 Khomeini fondò una teocrazia moderna di tipo sciita. Il suo regime costantemente minacciò i vicini provando a esportare la sua ideologia. Il campo sunnita non è rimasto in silenzio. Ora vediamo la rappresaglia, stavolta sotto l'insegna dell'ideologia radicale sunnita.<ref name="nulla"/> *Il regime dei mullah a Teheran ha beneficiato dalla crisi regionale. Infatti ha provato a destabilizzare i paesi più vicini in uno scellerato gioco di sopravvivenza e ha represso i suoi cittadini.<ref name="nulla"/> *L'Occidente ha sottovalutato la minaccia in Medio Oriente, che ora è degenerata. Il gioco è andato fuori controllo e al momento né il regime clericale né l'Occidente possono cambiare le cose. A mio modo di vedere esiste un'unica soluzione: la democratizzazione perché la mancanza di libertà e di opportunità economiche sono alla radice dell'estremismo nella regione. Il mondo libero deve prendere una decisione chiave una volta e per tutte: aiutare la gente della regione, permettendo loro di liberarsi dei regimi indesiderati. Se si manterrà lo status quo, c'è il rischio potenziale di una terza guerra mondiale.<ref name="nulla"/> ===2016=== *La Russia flette i muscoli di nuovo e l'Iran si presta, perché dipende militarmente da Mosca e perché continua a essere paranoico verso l'Occidente. L'Iran e la Russia dicono di combattere l'Isis ma in realtà bombardano chi vuole rovesciare Assad.<ref name="raid">Da ''[http://www.corriere.it/esteri/16_agosto_18/figlio-ultimo-scia-raid-russi-iran-regime-che-dipende-mosca-b1fda900-64b4-11e6-8281-0851fdf23454.shtml Il figlio dell'ultimo Scià «I raid russi? Iran regime che dipende da Mosca»]'', ''Corriere.it'', 17 agosto 2016.</ref> *Quando hai personaggi non eletti, dalla Guida suprema in giù, che controllano ogni aspetto della società, come puoi cambiare la Costituzione? Questo regime teocratico non è democratico né può riformare se stesso. C'è il principio del rappresentante di Dio sulla terra, il [[Velayat-e faqih|velayat e-faqih]], e tutto quello che dice è definitivo. Perciò dobbiamo cambiare il regime.<ref name="raid"/> *Ogni volta che gli iraniani hanno tentato di cambiare, c'è stata una repressione brutale e non sono stati appoggiati.<ref name="raid"/> *Se ci sono azioni ingiustificate e contro i diritti umani, sotto regimi precedenti, attuali o futuri, le condannerò.<ref name="raid"/> *Lei si scuserebbe per qualcosa che hanno fatto i suoi genitori? Se fosse qualcosa di orrendo... Ma non vedo niente di orrendo, sono orgoglioso dei risultati di [[Mohammad Reza Pahlavi|mio padre]] e [[Reza Pahlavi|mio nonno]], penso che abbiano portato l'Iran fuori dall'oscurità alla modernità.<ref name="raid"/> ===2022=== *Miei compatrioti in questi 40 giorni siete stati epici. Onorando [[Ciro II di Persia|Ciro il Grande]], prestiamo giuramento con la nostra nazione e il suo brillante futuro che l'Iran sarà ancora una volta un esportatore dei principi dei diritti umani e un esempio per tutto il mondo. (da un Tweet durante le [[proteste per la morte di Mahsa Amini]], 27 ottobre 2022)<ref>Citato in ''[https://www.rainews.it/articoli/2022/10/iran-a-zahedan-al-confine-col-pakistan-una-manifestazione-soffocata-nel-sangue-11264342-f0ff-41c8-87fc-a58e91d96ba2.html Iran: a Zahedan una manifestazione soffocata nel sangue. Un ragazzo sarebbe rimasto ucciso]'', ''Rainews.it'', 28 ottobre 2022.</ref> ===2025=== *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Israele]]}} La Repubblica Islamica è giunta al termine e sta crollando. Khamenei, come un topo spaventato, si è nascosto sottoterra e ha perso il controllo della situazione. Quello che è iniziato è irreversibile. Il futuro è luminoso, e insieme supereremo questa svolta della storia.<ref name="riprenderci">Da ''[https://www.ilmessaggero.it/video/mondo/iran_pahlavi_il_regime_sta_crollando_e_il_momento_di_riprenderci_il_paese-8905347.html Iran, Pahlavi: «Il regime sta crollando, è il momento di riprenderci il Paese»]'', ''Ilmessaggero.it'', giugno 2025.</ref> *{{NDR|Sulla guerra Iran-Israele}} La fine della Repubblica Islamica segnerà la fine della sua guerra di 46 anni contro il popolo iraniano. L'apparato repressivo del regime è in fase di collasso. Basta una sollevazione collettiva per porre fine a questo incubo per sempre. Ora è il momento di alzarsi. È il momento di riprenderci l'Iran.<ref name="riprenderci"/> *{{NDR|Sulla guerra Iran-Israele}} Abbiamo un piano per il futuro dell'Iran e per la sua rinascita. Siamo pronti per i primi cento giorni dopo la caduta, per una transizione e l'istituzione di un governo nazionale e democratico, per e da parte del popolo iraniano.<ref name="riprenderci"/> *{{NDR|Sulla guerra Iran-Israele}} Un messaggio alle forze armate, di sicurezza e agli apparati statali, molti dei quali in questi giorni mi inviano messaggi: non opponetevi al popolo iraniano per difendere un regime ormai al tramonto. Non sacrificatevi per un sistema corrotto e decadente. Salvate voi stessi schierandovi con il popolo. Abbiate un ruolo storico nella transizione della Repubblica Islamica e partecipate alla costruzione del futuro dell'Iran. Un Iran libero e prospero ci aspetta. Che io possa presto essere di nuovo tra voi.<ref name="riprenderci"/> *{{NDR|Sulla guerra Iran-Israele}} Questo è il nostro momento del muro di Berlino, ma come tutti i momenti di grande cambiamento è pieno di pericoli. Siamo a un bivio. Una strada porta a spargimenti di sangue e caos, l'altra a una transizione democratica.<ref>Citato in ''[https://www.cdt.ch/news/reza-pahlavi-e-lora-del-nostro-muro-di-berlino-397914 Reza Pahlavi: «È l'ora del nostro muro di Berlino»]'', ''cdt.ch'', 23 giugno 2025.</ref> ===2026=== *{{NDR|Sulle [[proteste in Iran del 2025-2026]]}} Il regime cadrà e io tornerò. Sta già cadendo, è solo questione di tempo. Se la comunità globale ci aiuterà, finirà prima e moriranno meno persone. Se lo farà, andremo comunque avanti.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/01/17/news/reza_pahlavi_ritorno_iran_washington-425100138/ Reza Pahlavi: "Pronto a tornare a Teheran"]'', ''Repubblica.it'', 17 gennaio 2026.</ref> *{{NDR|Su [[Ali Khamenei]]}} Con la sua morte, la Repubblica islamica è di fatto giunta al termine e sarà presto relegata nella pattumiera della storia.<ref>Citato in ''[https://tg24.sky.it/mondo/2026/02/28/pahlavi-morte-khamenei Pahlavi: "Con morte Khamenei Repubblica islamica in pattumiera Storia"]'', ''Tg24.sky.it'', 28 febbraio 2026.</ref> {{Int|Da ''[https://www.corriere.it/esteri/26_gennaio_13/reza-pahlavi-iran-intervista-f24b2d57-66d2-4d5d-96c1-b9bd91f68xlk.shtml Reza Pahlavi: «Gli iraniani vogliono un Paese libero in pace con Usa e Israele. Ritorno alla monarchia? Deciderà il popolo»]''|Intervista di Greta Privitera, ''Corriere.it'', 13 gennaio 2026.|h=4}} {{NDR|Sulle [[proteste in Iran del 2025-2026]]}} *Migliaia di persone hanno risposto al mio appello e sono scese in strada. Ora si entra in una nuova fase, quella in cui gli iraniani reclamano le loro strade, i loro quartieri. Mentre le folle crescono, la capacità del regime di reprimere si indebolisce, e sempre più membri delle forze di sicurezza e delle istituzioni sceglieranno di stare con il popolo. *Le parole di sostegno di Trump al popolo iraniano contano. Hanno dato coraggio a chi rischia la vita per la libertà. Questo momento non esisterebbe senza la pressione sul regime islamico. Gli ayatollah gridano "Morte all’America". Gli iraniani invece vogliono un Paese libero in pace anche con Usa e Israele. *Il regime ha ucciso migliaia di civili. Per noi, il sostegno degli Usa per difendere i civili e neutralizzare la macchina repressiva è benvenuto. Non servono stivali stranieri sul campo, ma azioni che impediscano ai pasdaran e alle forze di sicurezza di continuare la violenza contro il popolo. Negoziare con la dittatura non porterà la pace. *La Repubblica islamica è al suo punto più debole. Per la prima volta in 46 anni, la richiesta è chiara e nazionale: la fine di questo regime criminale. *Sono immensamente grato ai miei compatrioti che gridano il mio nome. Per me, non si tratta di cercare il potere, ma di servire la mia nazione e il mio popolo. Il loro sostegno schiacciante pone una responsabilità sulle mie spalle. Per questo mi sono fatto avanti per guidare questo movimento e questa transizione, su loro chiamata. *L’ambiente internazionale è cambiato. In passato, gli iraniani chiedevano sostegno e trovavano esitazione o silenzio. Oggi, cresce il riconoscimento che questo regime è irrecuperabile. *{{NDR|«Qual è la sua paura?»}} Che la sofferenza del mio popolo continui. Che le generazioni future non siano libere. Ma sento che il cambiamento sta arrivando. Per questo mi faccio avanti per guidare. Chiediamo al mondo di stare in modo chiaro con il mio popolo. {{Int|Da ''[https://www.agi.it/estero/news/2026-02-28/reza-pahlavi-iran-attacco-35852188/ Reza Pahlavi: "La Repubblica Islamica sta crollando"]''|Citato in ''Agi.it'', 28 febbraio 2026.|h=4}} {{NDR|Sull'[[attacco israelo-statunitense all'Iran del 2026]]}} *Si tratta di un intervento umanitario, e il suo obiettivo è la Repubblica Islamica, il suo apparato repressivo e la sua macchina di morte; non il grande Paese e la nazione iraniana. Ma, nonostante questo aiuto, la vittoria finale sarà comunque nostra. Saremo noi, il popolo iraniano, a portare a termine questa battaglia finale. Il momento di tornare in piazza è vicino. *Ora che la Repubblica Islamica sta crollando, il mio messaggio all'esercito, alla polizia e alle forze di sicurezza del paese è chiaro: Hai giurato di essere il protettore dell'Iran e della nazione iraniana, non il protettore della Repubblica Islamica e dei suoi leader. Il tuo dovere è difendere il popolo, non difendere il regime che ha preso in ostaggio la nostra patria attraverso la repressione e il crimine. Unisciti alla nazione e contribuisci a una transizione stabile e sicura. Altrimenti, verrai annegato dalla nave naufragata di Khamenei e del suo regime. *La nobile nazione iraniana, nonostante la brutale repressione e le uccisioni del regime, si è opposta coraggiosamente per quasi due mesi. Ora vi esorto a prendere le più grandi precauzioni possibili per proteggere la vita dei civili e dei miei connazionali. Il popolo iraniano è il tuo alleato naturale e il mondo libero, e non dimenticheranno il tuo aiuto durante il periodo più difficile della storia moderna dell'Iran. *Miei cari compatrioti in Iran. In queste ore e giorni critici, più che mai, dobbiamo rimanere concentrati sul nostro obiettivo finale: riconquistare l'Iran. Vi esorto a restare nelle vostre case per ora e a restare calmi e al sicuro. Siate vigili e pronti a tornare in strada al momento opportuno, che vi informerò in dettaglio per l'azione finale. {{Int|Da ''[https://www.corriere.it/cronache/26_marzo_03/reza-pahlavi-la-dittatura-muore-tornero-a-teheran-per-la-sollevazione-e-le-elezioni-libere-3a4d63b5-4aeb-41a8-a95e-0df9b1bb6xlk.shtml Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià: «In Iran la dittatura muore. Tornerò a Teheran per la sollevazione e le elezioni libere»]''|Intervista di Greta Privitera, ''Corriere.it'', 3 marzo 2026.|h=4}} {{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} *Questo regime ha ucciso oltre 43.000 cittadini, ne ha feriti oltre 330.000 e ne ha arrestati decine di migliaia negli ultimi due mesi. Il mondo non poteva più continuare a guardare. *Ciò che vediamo, gli scatti rabbiosi, i lanci di missili contro più Paesi, sono gli atti disperati di una dittatura morente nel suo capitolo finale. È esattamente per questo che l'azione internazionale era necessaria ora, prima che diventassero ancora più pericolosi. *Anche con l'aiuto che il presidente Trump ha fornito, la vittoria finale sarà forgiata dalle mani del popolo. Voglio essere al loro fianco il prima possibile. *{{NDR|«Tornerà in Iran?»}} Il prima possibile. Potrei tornare persino prima che il regime collassi completamente. La missione della mia vita è aiutare gli iraniani a stabilire un governo secolare e democratico. Sono pronto a guidare la transizione. *[...] decine di migliaia di persone hanno già segnalato la volontà di disertare. [...] Con il regime ora sotto pressione militare, l'incentivo a disertare non è mai stato più forte. *La morte del criminale [[Ali Khamenei|Khamenei]], sebbene non ripaghi il sangue versato, può calmare i cuori feriti di padri e madri in lutto, coniugi e figli, sorelle e fratelli. Qualsiasi tentativo del regime di nominare un successore è destinato a fallire. Chiunque metteranno al suo posto non avrà né legittimità né longevità. *La mia campagna di liberazione è indipendente da qualsiasi governo. Ho solo un capo: il popolo. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/dossier/lena/2026/03/08/news/reza_pahlavi_caduta_regime_iran_possibile_continental_breakfast-425204860/ Reza Pahlavi: "La caduta del regime iraniano è a portata di mano"]''|Intervista di Cyrille Louis, ''Repubblica.it'', 8 marzo 2026.|h=4}} {{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} *È un evento molto importante, nella misura in cui Khamenei incarnava questo regime terrorista. Il popolo iraniano ha accolto la sua scomparsa con una reazione di gioia e soddisfazione senza precedenti. Al di là della sua persona, percepisce infatti che la caduta del regime è ormai a portata di mano. *Dal punto di vista americano e israeliano, questi attacchi mirano a creare le condizioni perché una rivolta popolare possa scuotere il potere. *I miei compatrioti sono persone intelligenti, istruite e molto coraggiose. Sono pronti a sacrificare la loro vita — e lo hanno già fatto — non solo per la nostra sovranità e le nostre libertà, ma anche per un mondo migliore. Qual è d'altronde l'alternativa? Dopo essere rimasti così a lungo sotto il giogo di un regime che perseguita il proprio popolo, minaccia i suoi vicini e destabilizza la regione, non è forse tempo di cambiare la situazione? *{{NDR|«Nell'ipotesi che i bombardamenti non bastino a rovesciare il regime, le sembrerebbe auspicabile il dispiegamento di truppe americane sul terreno?»}} Non accadrà, perché il presidente Trump ha chiaramente fatto sapere che non vuole inviare forze terrestri. Ho sempre detto all'amministrazione e al Congresso che neppure noi lo desideriamo. Le nostre forze terrestri sono i milioni di iraniani decisi a cacciare il regime, così come i numerosi militari, paramilitari e civili pronti a disertare. *Circolano molte voci {{NDR|sulle forze curde sul punto di entrare in Iran con sostegno statunitense}} ma non ho conferma di un simile progetto. Devo anche dire che la maggioranza delle organizzazioni che rappresentano i gruppi etnici del nostro paese — curdi, azeri o baluci — è in larga misura molto nazionalista. Tuttavia non è impossibile che alcuni elementi separatisti cerchino di approfittare delle circostanze per portare avanti le loro ambizioni sinistre e mettere in discussione l'integrità territoriale del nostro paese. Questa sarebbe una linea rossa che non potremmo tollerare. Se qualcuno pensa di sostenere questi piccoli gruppi minoritari, commette un errore di calcolo estremamente pericoloso che rischia di trascinare l'Iran in una direzione molto negativa. Una simile iniziativa contribuirebbe infatti a ridare legittimità al regime, che ha sempre sostenuto: "se ce ne andiamo, il paese andrà in pezzi". Per quanto mi riguarda, ricordo che il nostro progetto di transizione prevede di garantire la completa uguaglianza di tutti i cittadini iraniani, qualunque sia la loro etnia. *Nessuno si rallegra nel vedere vittime civili. Purtroppo il regime utilizza le stesse tattiche impiegate da Hamas a Gaza, nascondendo i propri miliziani nelle scuole, accanto agli ospedali o sotto edifici pubblici. Ho persino visto video nei quali trasferiscono i nostri prigionieri politici in siti suscettibili di essere colpiti per usarli come scudi umani. La responsabilità delle vittime civili ricade quindi innanzitutto sul regime. *[...] l'opzione militare è stata presa in considerazione solo come ultima risorsa. Prima di questo, il presidente Trump ha fatto di tutto per negoziare una soluzione diplomatica. Ma il regime non gli ha lasciato scelta. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/04/15/news/intervista_reza_pahlavi_iran_ritorno_assalto_finale_regime-425286566/ Pahlavi: "Contatti con l'Iran, sono pronto a tornare per l'assalto finale al regime"]''|Intervista di Maurizio Molinari, ''Repubblica.it'', 16 aprile 2026.|h=4}} {{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} *L'offensiva aerea è stata ricevuta bene dagli iraniani, che la volevano e aspettavano. È stato quasi un intervento di soccorso umanitario nei confronti di un popolo in ostaggio. E il regime ha reagito aumentando la repressione. *Le fratture si moltiplicano, nella burocrazia e fra i militari. Ma la defezione più importante e nuova è quella dei Guardiani della rivoluzione che si sono staccati dal resto del regime e tengono in ostaggio l'intero Iran. Stiamo andando verso una dittatura paramilitare, ed è lo scenario peggiore. *Da tempo la dittatura ha perso ogni aspetto islamico. L'identità è solo militare: nucleare, missili, terrorismo. È il regime dei pasdaran. È la fase più debole e pericolosa della dittatura nata nel 1979. Gli attacchi contro i Paesi vicini lo evidenziano. *Il sostegno a Solidarnosc di Walesa in Polonia ed al movimento di Mandela in Sudafrica portarono quei popoli a liberarsi da regimi che li opprimevano. Ed oggi l'Europa sostiene Zelensky e l'Ucraina aggredita. L'Iran non deve essere differente. Aiutate la nostra liberazione nazionale. Così come la campagna aerea di Usa ed Israele è stata simile ai bombardamenti alleati che durante la Seconda Guerra Mondiale portarono alla caduta delle dittature in Germania e Italia, aiutando i partigiani. La Francia fu liberata con lo sbarco in Normandia: anche l'Iran deve essere liberato. *Da troppo tempo i Paesi europei hanno accettato il dialogo con la dittatura, definendola ragionevole, firmando accordi di ogni genere. Come fece anche Obama sul nucleare. Ora siamo davanti ad un animale ferito assetato di vendetta. *La caduta del regime sarà un evento spartiacque, di portata globale. Siamo un popolo pacifico, con più identità culturali e religiose. Gli Accordi di Ciro che propongo consentiranno a tutti i Paesi della regione, ad arabi ed israeliani, di vivere in pace, generando stabilità, progresso ed opportunità. Sarà positivo anche per l'Europa: non dovrete più preoccuparvi di atomiche e missili che possono raggiungervi, l'estremismo diminuirà e un Paese di 90 milioni di abitanti diventerà vostro partner su crescita e sicurezza. Le nostre risorse energetiche possono consentire a Italia e Ue di non dipendere più dalla Russia. ==Citazioni su Reza Pahlavi== *Appartenere alla famiglia dello scià non è un crimine. Non mi risulta ad esempio che il figlio Reza si sia macchiato di colpe verso il popolo, quindi non ho nulla contro di lui. Può rientrare in Persia quando vuole e viverci come un normale cittadino. Che venga. ([[Ruhollah Khomeyni]]) *Ha un aspetto piuttosto occidentale questo quarantatreenne con la cravatta rossa, assertivo e tecnico, dal linguaggio tutto derivato dalla laurea in Scienze politiche: potrebbe divenire, se non il leader, almeno il simbolo unitario di una rivolta iraniana prossima ventura. ([[Fiamma Nirenstein]]) *Ha unito una parte significativa del popolo iraniano, è l’unico che sta provando a esercitare una leadership e si è assunto la responsabilità di guidare una transizione, anche per il fatto che non c’è concordia nelle varie anime dell’opposizione. Non esiste al momento un’altra alternativa. ([[Mahsa Mohebali]]) *Non capisco perché il figlio di un ex dittatore cacciato da una rivoluzione dovrebbe essere una soluzione. Per me è importante capire cosa vogliono gli iraniani. Però è vero che nella diaspora, tradizionalmente spaccata, c’è una convergenza sul suo nome. Anche grazie a un generale spostamento a destra. Però io penso che bisognerà ascoltare gli iraniani. Se è quello che vogliono, lo accetterò. Ma diffido di un uomo solo al comando che dice "sono il garante della democrazia". ([[Shida Bazyar]]) *Sono lieta che lo Scià sia riuscito finalmente a coronare il suo più ambito desiderio, quello di avere un principe ereditario. Sono felice di quanto avvenuto anche per il mio Paese e il mio popolo. ([[Soraya Esfandiary Bakhtiari]]) ===[[Farah Pahlavi]]=== *Il nome Pahlavi in Iran è intrecciato al secolarismo. Mio figlio, il principe Reza, ha portato avanti questa tradizione. Per oltre quattro decenni, in qualità di erede della corona Pahlavi, ha fatto della lotta per la democrazia laica la sua missione: un governo in cui la prima e l'ultima parola spetta allo Stato di diritto, derivato dalla volontà del popolo espressa alle urne. Ha anche insistito sulla sostituzione della forma di governo monocentrica con quella basata sulle istituzioni. Insieme al resto della Casa Pahlavi, condivido la sua visione e le sue speranze. *Mio figlio Ciro, che negli ultimi anni viene sempre più richiamato in Iran, è per la libertà e la democrazia. È convinto che in Iran la religione debba essere staccata dallo Stato, anche per rispetto alla religione e religiosi, la Repubblica Islamica non ama l'Islam. Reza sostiene che ci vuole la libertà come in Europa, non è che in Francia o in Italia non esistano dei buoni cattolici. *Mio figlio, il Principe Reza, che ha veramente dedicato la sua vita all'Iran per trent'anni, che è in contatto con gli iraniani attraverso i social media, crede a una democrazia laica, ai diritti dell'uomo, della donna, alla libertà di religione e all'integrità territoriale dell'Iran. *Reza si batte perché vinca la libertà: se il popolo vuole la monarchia, lui accetta di tornare. Se si vuole la repubblica, accetterà ugualmente, ma nel rispetto delle libertà. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Farah Pahlavi]], madre *[[Mohammad Reza Pahlavi]], padre ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pahlavi, Reza Ciro}} [[Categoria:Politici iraniani]] [[Categoria:Sovrani di Persia]] rxf3dpxwsuqrz2jjsy015kafdohm7e2 1410712 1410711 2026-04-16T09:02:16Z Mariomassone 17056 /* 2008 */ 1410712 wikitext text/x-wiki [[File:رضا پهلوی در گفتگو با سیامک دهقانپور از صدای آمریکا، تیر ۱۴۰۳ 02 (cropped).jpg|thumb|Reza Pahlavi nel 2024]] '''Reza Pahlavi''' (1960 – vivente), principe ereditario dell'Iran. ==Citazioni di Reza Pahlavi== {{cronologico}} ===1980=== *Succedendo a mio padre non faccio che il mio dovere: non voglio sottrarmi alle mie responsabilità.<ref name="pahlavijr">Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,1066_01_1980_0240_0004_15419853/ ''Reza Pahlavi jr imperatore dell'Iran''], ''La Stampa'', 31 ottobre 1980</ref> *L'Iran ritroverà la sua età dell'oro, il popolo iraniano spazzerà l'attuale regime senza legge. Gli oppositori al regime di Khomeini sono in continuo aumento.<ref name="pahlavijr"/> *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Iraq]]}} Sono l'anarchia, lo sfacelo economico e il declino del nostro prestigio internazionale che hanno generato la violazione della nostra integrità territoriale attraverso un'aggressione esterna che noi condanniamo.<ref name="rezaii">Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,1067_01_1980_0241_0004_18934649/ ''Reza II in esilio si proclama Scià''], ''La Stampa'', 1 novembre 1980</ref> *So perfettamente che nessuno di voi ha voluto un simile disastro. Ma so anche che voi avete, nel profondo dei vostri cuori, la ferma convinzione che la nostra storia millenaria si ripeterà e che l'incubo prenderà fine. La luce succederà all'oscurità: forti delle nostre amare esperienze, noi intraprenderemo tutti insieme, in un grande slancio nazionale, la ricostruzione del nostro Paese.<ref name="rezaii"/> ===1986=== *Per me il [[matrimonio]] è un'esperienza molto positiva. Un sostegno emotivo, morale e umano di grande importanza.<ref name="khomeinidirei">Dall'intervista di Rafael Fraguas, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,5/articleid,0994_01_1986_0190_0005_13695923/ Reza Ciro: a Khomeini direi...]'', ''La Stampa'', 14 agosto 1986.</ref> *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Iraq]]}} Penso che Iran e Iraq siano vittime di un confronto personale fra Khomeini e Saddam. Khomeini ha interesse a continuare la guerra per sopravvivere politicamente, dal momento che la contesa è un modo per tenere le forze armate sui confini.<ref name="khomeinidirei"/> *Il regime islamico ha diffuso versioni fantasiose sulla ricchezza della mia famiglia, su fortune nascoste, eccetera. Questo fa parte di una campagna propagandistica avviata sei anni fa. Nessuna di queste fantasie è mai stata dimostrata.<ref name="khomeinidirei"/> *Se si domanda a un uomo onesto che cosa pensa della politica, dal profondo del cuore dirà che questa «non ha padre né madre». È una parola che fa paura alle persone semplici, perché l'uomo della strada crede che la politica serva ai politici per giocarci. Questo tipo di politica non mi sembra pura né sincera. Se invece si guarda la politica come una cosa necessaria per governare un Paese, e se gli uomini che la praticano sono retti e sinceri, il suo significato cambia. Un Paese che abbia buoni politici non correrà mai alla rovina: da politici che valgano poco e manchino di statura ci si può aspettare invece il peggio.<ref name="khomeinidirei"/> *Il politico può cambiare idea, ma il simbolo della monarchia, il [[re]], deve rimanere imparziale. La persona del re appartiene a tutti i cittadini di tutti i gradini sociali. Deve essere al di sopra della politica.<ref name="khomeinidirei"/> *Sua Maestà il re Juan Carlos ha vigilato sull'applicazione della Costituzione senza interferire negli affari del governo, né in quelli dei partiti. Questo è il motivo per il quale la monarchia spagnola rimane un'istituzione che protegge e garantisce il gioco politico. In Spagna c'è un primo ministro socialista: è significativo. Penso che in Iran dobbiamo fare esattamente quello che ha fatto la Spagna.<ref name="khomeinidirei"/> *Né l'Urss, né gli Stati Uniti hanno da preoccuparsi di una restaurazione monarchica costituzionale nel mio Paese: il nostro regime democratico non andrà contro gli interessi sovietici né americani. Lo stesso Paese può mantenere alleanze diverse, in virtù dei suoi interessi.<ref name="khomeinidirei"/> *{{NDR|Su [[Ruhollah Khomeyni]]}} Che cosa si può dire a un uomo come lui? È una persona che non capisce nulla, o non vuole capire nulla. Gli direi: lei non può gestire il Paese così come sta facendo: se sa quello che fa non può continuare a farlo, e non può continuare neppure se non lo sa: il mio Paese va verso la distruzione, se ne vada prima che sia troppo tardi.<ref name="khomeinidirei"/> *{{NDR|Sulla [[Rivoluzione iraniana]]}} Non fu un'insurrezione contro la monarchia, ma un movimento in favore dell'applicazione della Costituzione democratica del 1906. Khomeini ha commesso un grave errore non andarsene dopo il trionfo della rivoluzione. Fu l'inizio della fine: pensò che l'Iran si potesse governare come un paesino di 500 abitanti nel X secolo, e questo è impossibile. Per questo governa solo grazie alla coercizione, alla repressione e alla violenza.<ref name="khomeinidirei"/> ===1989=== *{{NDR|Su ''[[L'ultimo imperatore]]''}} Il film l'ho visto, è un capolavoro, ma non mi ci riconosco per niente, io il potere non l'ho perso, non l'ho avuto neanche per un istante, l'ho solo atteso invano.<ref name="oradelcambiamento">Dall'intervista di [[Enrico Franceschini]], ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/06/06/si-avvicina-teheran-ora-del-cambiamento.html "Si avvicina a Teheran l'ora del cambiamento"]'', ''la Repubblica'', 6 giugno 1989.</ref> *Mio padre non era un tiranno, nel senso che non credeva nel dispotismo, e voleva portare l'Iran verso la democrazia. Non penso che fosse isolato dalla gente, o che non conoscesse la realtà del suo paese. Certo, ha commesso degli errori, il più grave è stato quello di svolgere un ruolo politicamente attivo, che istituzionalmente non gli spettava. Quanto alla [[SAVAK|Savak]], è indubbio che vi furono casi di violenza, ma la violenza non fu mai una politica di Stato. I prigionieri politici? La maggioranza erano il tipo di gente che ha poi preso in ostaggio gli americani all'ambasciata di Teheran, che ha fatto saltare la caserma dei marines in Libano, o dirottato il jet della Twa.<ref name="oradelcambiamento"/> *Non era perfetto, mio padre, ma era un nazionalista, amava l'Iran, e credo che sia più popolare oggi, nel suo paese, di quando lo lasciò.<ref name="oradelcambiamento"/> *Dal primo giorno del suo potere, [[Ruhollah Khomeyni|Khomeini]] ha ripetuto che l'Iran per lui non voleva dire nulla, non gli interessava. Come poteva amarla? Per Khomeini l'Iran era la piattaforma di lancio di una crociata per trasformare il mondo. Se avesse amato l'Iran, non avremmo avuto una lunga guerra, né, per fare un esempio recente, la polemica sul libro di Rushdie. Sto leggendo ''I versi satanici'': certo mi offende, perché sono un musulmano, ma ciò non vuol dire che l'autore vada condannato a morte. Khomeini diceva che chiunque si convertiva all'Islam, e poi cambiava religione, andava ucciso. Il Profeta non l'ha mai detto, ma Khomeini diceva che le opere del Profeta sono incomplete e stava a lui completarle. Khomeini era l'opposto della santità, era blasfemo. Per me, era lui l'Anticristo.<ref name="oradelcambiamento"/> *{{NDR|Su [[Ruhollah Khomeyni]]}} Lo ho odiato per quel che ha fatto all'Iran, per la sua opposizione di principio ad ogni diritto umano, per come ha indebolito il paese allo scopo di esportare la rivoluzione e il terrorismo nel mondo.<ref name="oradelcambiamento"/> *Nel mio paese la monarchia era un'istituzione al di sopra di qualsiasi ideologia, e il monarca, come io lo intendo, non deve fare politica, è un capo di Stato, non di governo. Ma poi, in definitiva, dovrà essere il popolo a decidere cosa vuole, e a scegliere le sue leggi, non il re, e tantomeno un libro caduto dal cielo, come il Corano. La Chiesa va separata dallo Stato, specie in un paese come l'Iran, così pieno di razze, culti, genti diverse.<ref name="oradelcambiamento"/> *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Iraq]]}} Finché c'è stata la guerra era impossibile pensare alla lotta alla dittatura di Khomeini, l'unica priorità era la difesa nazionale: anche per questo l'ayatollah ha prolungato il conflitto il più possibile. Ora, senza la guerra e senza Khomeini, potrà venire alla luce il vasto scontento che esiste in ogni settore sociale, anche nel clero, mi creda.<ref name="oradelcambiamento"/> *Certo sia io che mia madre e i miei fratelli, che vivono tra New York e Parigi, stiamo bene. Ma non siamo dei Marcos. Faccio una vita molto semplice, la sera sto in casa a leggere o a guardare la tivù con mia moglie, una ragazza iraniana che ho sposato nel 1986, e che oggi ha 20 anni.<ref name="oradelcambiamento"/> ===1999=== *La democrazia fu allora ed è oggi al centro delle aspirazioni della società iraniana, ed è chiaro che la teocrazia non può essere la risposta a questa esigenza.<ref name="chiededemocrazia">Dall'intervista di Andrea Tarquini, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1999/07/14/come-ai-tempi-di-mio-padre.html Come ai tempi di mio padre l'Iran chiede democrazia]'', ''la Repubblica'', 14 luglio 1999.</ref> *{{NDR|Su [[Mohammad Khatami]]}} In un certo modo non è diverso da [[Michail Gorbačëv|Gorbaciov]]. Può tentare una perestrojka iraniana. Ma come può un regime basato sulla legge divina e non sulla volontà popolare trovare risposte adeguate alla società civile?<ref name="chiededemocrazia"/> *{{NDR|Su [[Mohammad Reza Pahlavi]]}} Sotto di lui il paese compì grandi balzi in avanti, ma le riforme politiche non arrivarono a tempo.<ref name="chiededemocrazia"/> *Guardi, mio padre è oggi popolare in Iran come non lo è mai stato finché fu al potere o in vita. Lui e mio nonno furono i grandi modernizzatori. Mio nonno agì con durezza: non poteva certo permettersi referendum sulla modernizzazione. Mio padre seppe portare l'Iran all'avanguardia nella regione e tra gli attori della scena internazionale. Ma troppo tardi capì l'importanza della partecipazione popolare.<ref name="chiededemocrazia"/> *Io, come pretendente, rappresento la monarchia costituzionale, che resta un'alternativa politica per il futuro. Non ho mai rotto i ponti col mio paese, e in me la nostalgia di casa non è mai morta. Ma quello che io voglio per me è un ruolo di unificatore, di garante del pluralismo e della riconciliazione nazionale. Voglio solo aiutare il popolo iraniano a riconquistare l'autodeterminazione.<ref name="chiededemocrazia"/> *Non dimentichi che mio padre agiva in un mondo diverso da quello di oggi, un mondo diviso in blocchi: la contrapposizione est-ovest fece porre in secondo piano in molte parti del mondo i valori della democrazia e dei diritti umani.<ref name="chiededemocrazia"/> *La monarchia costituzionale è un'opzione per il futuro, ma quel che conta è e sarà la fede nel [[secolarismo]], la separazione tra Religione e Stato. Potremo cominciare un esperimento affascinante: diventare il primo paese islamico incamminato sulla via della democratizzazione.<ref name="chiededemocrazia"/> *Sa, nella sua storia millenaria l'Iran è stato invaso, occupato, sconfitto, ed è sempre sopravvissuto. La teocrazia è il primo problema solo interno della nostra storia. Ma ogni paese impara dalle sue epoche: anche l'Inquisizione o Cromwell sono state esperienze. Toccherà ai quarantenni come me guidare i più giovani con l'esperienza.<ref name="chiededemocrazia"/> ===2001=== *Il problema non è [[Mohammad Khatami|Khatami]] come persona, così come nella vecchia Urss non lo erano i vari Andropov e Gorbaciov. Quando un sistema politico è in un vicolo cieco, come la Repubblica Islamica oggi, le persone contano poco. Il leader spirituale Ali Khamenei controlla tutte le leve del potere. Il Presidente, il parlamento e qualsiasi altra istituzione possono approvare anche le leggi più giuste e più democratiche, ma fin quando Khamenei avrà il diritto di veto, nulla potrà cambiare. Non voglio mettere in dubbio Khatami e le sue buone intenzioni. La domanda da porsi è come, in un paese dove altri controllano la radio e la tv di Stato, l' esercito e le forze dell' ordine, il sistema giudiziario, la politica estera e i servizi segreti, il Presidente possa realizzare la promessa di ripristinare la legalità e devolvere il potere alla società civile. In Iran Khatami non è riuscito a proteggere nemmeno i giornali e i giornalisti che lo sostenevano, figuriamoci se può farsi carico delle richieste di maggiore libertà e di democrazia dei nostri giovani.<ref name="finchepotere">Intervista di Nima Rafat, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/06/07/finche-il-potere-resta-ai-mullah-in.html Finché il potere resta ai mullah in Iran non cambierà niente]'', ''la Repubblica'', 7 giugno 2001.</ref> *Questo regime è ormai logorato e la carta Khatamiriforme non è riuscita a fermare l' onda delle proteste. Insisto: la soluzione è in un referendum per scegliere il futuro. A esso si può giungere attraverso il logoramento e senza ricorso alla violenza di piazza, o attraverso lo scontro diretto. Io sono per la via non violenta, ma chi ha il potere sceglierà di che morte morire.<ref name="finchepotere"/> *{{NDR|Su [[Mohammad Khatami]]}} Alla minima scossa si è sempre allineato al regime.<ref name="ingannando">Dall'intervista di Afsané Bassir Pour, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,9/articleid,0390_01_2001_0155_0009_4081526/ L'erede al trono: il regime sta ingannando il mondo]'', ''La Stampa'', 7 giugno 2001.</ref> *Sono in contatto permanente con molte persone, gente anche all'interno del regime, pasdaran, guardiani della rivoluzione, ufficiali, religiosi, ai quali dico: non siete obbligati a rovesciarvi insieme a questa barca che fa acqua.<ref name="ingannando"/> *Ciò che conta per me è il contenuto del regime, i principi democratici. La forma è secondaria.<ref name="ingannando"/> ===2003=== *Molti credenti, molti importanti uomini di fede hanno compreso che la sovrapposizione tra potere e religione è di fatto un tradimento della religione stessa, un elemento di corruzione; che la visione piramide di un gruppo di ayatollah che si sentono incaricati da Dio di dominare crudelmente il popolo, di dirgli cosa leggere, coa dire, come vestirsi pena la morte o la prigione, non ha niente ha che vedere con la vera fede.<ref name="cambiamento">Dall'intervista di [[Fiamma Nirenstein]], ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,5/articleid,0160_01_2003_0131_0005_1080718/ Reza Pahlavi: «Anche per l'Iran è l'ora del cambiamento»]'', ''La Stampa'', 14 maggio 2003.</ref> *Il fallimento morale di questo governo si misura sulle oltre 600 mila persone nelle carceri, sulla tortura, sulla chiusura di tutte le testate giornalistiche anche appena vagamente dissidenti. Sono a conoscenza di orrori indicibili: mi dicono che le ragazze dissenzienti vengono violate in carcere perché altrimenti la verginità consentirebbe loro di andare in paradiso.<ref name="cambiamento"/> *Anche la rivoluzione sovietica a suo tempo fu accolta con gioia.<ref name="cambiamento"/> *La mia strategia consiste in una linea chiara: la disobbedienza civile, possibilmente priva di violenza, compiuta attraverso la mobilitazione di tutte le componenti sociali. Gli studenti, i lavoratori, le donne dovrebbero impegnarsi in interruzioni del lavore, marce pacifiche, cercando di non ingaggiare mai scontri con le forze di polizia e con le varie milizie.<ref name="cambiamento"/> *Penso a [[Slobodan Milošević|Milosevic]], a [[Nicolae Ceaușescu|Ceausescu]], a [[Saddam Hussein|Saddam]], alla [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|caduta dell'impero sovietico]]... Quando i [[Tiranno|tiranni]] cadono, e l'Iran è veramente una terribile tirannia, pare sempre un miracolo; ma la volontà interna e internazionale quando si incontrano riescono a compiere questo miracolo, a sferrare il colpo decisivo.<ref name="cambiamento"/> *La sofferenza era grande. Ma la dignità e l'orgoglio di mio padre ci hanno sempre tenuti vivi.<ref name="cambiamento"/> *La cosa migliore è che il popolo iraniano si liberi da solo, senza interventi esterni come quelli che hanno posto fine alle dittature in Afghanistan e in Iraq. E quanto a me, niente speculazioni: considererò la mia missione compiuta nel giorno in cui si terrà il primo voto libero degli iraniani sul loro futuro, sono pronto ad aiutare in ogni modo per questo obiettivo.<ref name="rivolta">Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/06/17/io-figlio-dello-scia-fianco-della-rivolta.html Io, figlio dello scià a fianco della rivolta]'', ''la Repubblica'', 17 giugno 2003.</ref> *Lo scenario in Iran è molto diverso da quello dei nostri vicini. Nel nostro caso nessuno sarebbe capace di svolgere il lavoro di portare la democrazia meglio del popolo iraniano stesso. Senza bisogno di un intervento militare straniero. Il modo migliore di avere una svolta è attraverso la lotta del popolo iraniano. Ma bisogna anche sottolineare che vista la natura del sistema il miglior modo per aiutare gli iraniani a liberarsi è mostrare e dare un fortissimo appoggio della comunità internazionale alla lotta per la democrazia: un segnale che la comunità internazionale è per il popolo e non contro il popolo, che non è disposta a fare affari a ogni costo col regime sulla testa della gente.<ref name="rivolta"/> *Il mondo non può fidarsi di un regime del genere che tenga un dito sul grilletto. Ci vogliono garanzie anche per la stabilità internazionale. Occorre l'abbandono di dubbi e ambigui programmi nucleari e di ogni piano di armi di distruzione di massa, e l'unica garanzia in questo senso è la democratizzazione. Un regime come quello attuale non esiterebbe a usare senza scrupoli armi del genere.<ref name="rivolta"/> ===2005=== *Questo regime interpreta la legge divina come vuole e le elezioni come si faceva in Unione Sovietica o nel regime di Saddam Hussein. Tutto questo per farci credere che hanno una vera legittimità.<ref name="mascherata">Dall'intervista di Michel Bôle-Richard, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,7/articleid,0231_01_2005_0166_0007_1797212/ Il figlio dello shah: questo voto è una mascherata]'', ''La Stampa'', 19 giugno 2005.</ref> *Io credo che il regime sia sempre meno in condizioni di minacciare gli iraniani. I timori e le paure si dissipano sempre di più. Si propaga un movimento collettivo sempre più profondo. E non è solo composto di un'élite intellettuale, ma è sempre più radicato nel popolo.<ref name="mascherata"/> *Il mondo deve giocare la carta iraniana, ma deve parlare al popolo prigioniero e non ai suoi carcerieri.<ref name="mascherata"/> *Se il campione delle riforme, [[Mohammad Khatami|Mohammed Khatami]] non ha potuto fare nulla, non sarà certo [[Ali Akbar Hashemi Rafsanjani|Ali Akbar Rafsanjani]], il più detestato e il più corrotto del paese, che potrà cambiare le cose.<ref name="mascherata"/> ===2006=== *Bisogna abbandonare questa impostazione mentale per cui o si tratta per vie diplomatiche o si parla di interventi militari. Né l'una né l'altra cosa possono risolvere la situazione. La cosa migliore da fare è investire sugli iraniani stessi, perché è fra loro che possiamo trovare l'alleato più naturale.<ref name="nienteguerra">Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/08/28/niente-guerra-il-popolo-si-ribelli.html Niente guerra, il popolo si ribelli l'appello del figlio dell'ultimo scià]'', ''la Repubblica'', 28 agosto 2006.</ref> *L'idea delle riforme è stata screditata, e ormai è definitivamente finita in un vicolo cieco. Era impensabile che questo regime potesse essere in grado di riformare se stesso. Dall'interno non può venire nessun processo di cambiamento.<ref name="nienteguerra"/> *Il regime è in totale contrasto con quello che vuole il popolo iraniano. C'è una fuga di capitali dall'Iran, e il popolo iraniano, che ha un'ottica generale, vede chiaramente le conseguenze. Il nostro Paese sta andando a fondo e tutte le nostre risorse sono gestite in modo inefficiente da funzionari corrotti. Il regime non sopravviverà, non ho dubbi al riguardo, ma dovrà cadere per mano del popolo iraniano, e non per un intervento esterno. In questo momento, dobbiamo aiutare il popolo ad aiutare se stesso.<ref name="nienteguerra"/> *Quello che abbiamo sotto gli occhi oggi è un chiaro esempio di quello che succede quando la religione è direttamente coinvolta nel governo. Ma non bisogna confondere la laicità con l'opposizione alla religione. è nell' interesse di tutti avere una chiara linea di separazione.<ref name="nienteguerra"/> ===2008=== *Stiamo lottando contro il tempo. I dittatori corrono per procurarsi la bomba e la prospettiva di un intervento militare per fermarli si fa sempre più concreta. Ma il cambiamento, ora, deve venire dagli iraniani: il regime non è mai stato tanto vulnerabile.<ref name="rovesceremo">Da ''[http://archivio.panorama.it/archivio/Cosi-rovesceremo-gli-ayatollah?s&#61pahlavi&submit&#61Cerca "Così rovesceremo gli ayatollah"]'', ''Panorama.it'', 2008.</ref> *C'è la possibilità di un cambiamento non violento, bisogna che la comunità internazionale trovi una terza via tra l'interventismo militare Usa e l'approccio diplomatico imperfetto degli europei.<ref name="rovesceremo"/> *Si stringono accordi commerciali in cambio della sospensione delle attività di arricchimento dell'uranio, ma questo non impedisce al regime di continuare a lavorare su altre componenti necessarie a costruire la bomba atomica. Soprattutto si manda alla popolazione un messaggio confuso, come se l'unica priorità degli europei fosse proteggersi dalla minaccia nucleare continuando però a tutelare i propri interessi economici.<ref name="rovesceremo"/> *Gli europei si comportano come se volessero dare al regime la possibilità di dimostrare che sa comportarsi bene. È assurdo: sono 25 anni che dimostra il contrario. Non facendo chiarezza su questo gli europei incoraggiano gli americani ad azioni unilaterali.<ref name="rovesceremo"/> *È sempre difficile prevedere la reazione della gente a un attacco straniero. Gli iraniani sono un popolo orgoglioso che vuole il cambiamento, ma non a un prezzo tanto alto. Soprattutto vogliono fare la storia da soli, non attraverso un intervento esterno.<ref name="rovesceremo"/> *Per anni il regime ha guadagnato tempo inscenando questo gioco delle parti che vedeva da una parte i conservatori e dall'altra i riformisti, ma ora è chiaro che il presidente Khatami non ha nulla di diverso da Khomeini: la sua funzione è quella di preservare la repubblica islamica. Di recente gli studenti lo hanno accolto urlandogli dietro: «Vergogna!». È stato uno spettacolo commovente.<ref name="rovesceremo"/> *Guardi cosa è successo in Cecoslovacchia o Iugoslavia: militari e paramilitari alla fine non sono intervenuti contro la popolazione. E lo stesso accadrebbe in Iran: i militari non vogliono fare la fine dei tiranni ma sopravvivere e avere un futuro politico. E un Iran liberato aprirebbe scenari impensabili. Porterebbe stabilità in Iraq eliminando il punto di riferimento che oggi hanno i ribelli. Il terrorismo internazionale non potrebbe più contare su una delle sue principali centrali. E se la Turchia fosse integrata nell'Unione, all'improvviso gli iraniani avrebbero l'Europa alle porte.<ref name="rovesceremo"/> *La mia missione finisce il giorno in cui gli iraniani possono tornare a votare liberamente. Se poi vorranno assegnarmi un ruolo, lo accetterò. Perché il mio unico obiettivo è servire il mio paese. In quale veste, non dipende da me.<ref name="rovesceremo"/> ===2014=== *Il regime ha spesso ingannato l'Occidente dando un'immagine di moderazione, come accaduto durante l'era Khatami (l'ex presidente riformista 1989-1997). L'obiettivo era prendere tempo. Oggi accade lo stesso con Rohani, che ancora una volta ha la stessa agenda, ovvero guadagnare tempo - anzi io dico perdere tempo - durante i negoziati sul nucleare.<ref name="nulla">Da ''[http://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2014/10/23/iran-figlio-dell-ultimo-scia-persia-con-rohani-nulla-cambiato-lavoro-per-democrazia_HhL5tSH2WiShwGtZI37qAI.html?refresh_ce Iran, il figlio dell'ultimo Scià di Persia: "Con Rohani nulla è cambiato, lavoro per la democrazia"]'', ''Adnkronos.com'', 23 ottobre 2014.</ref> *È facile comprendere i motivi per cui il regime necessita della bomba atomica.<ref name="nulla"/> *Senza deterrenza nucleare, il regime non sarebbe in grado di alzare o abbassare il livello della tensione militare nella regione. In caso di confronto tra forze armate convenzionali, infatti, verrebbe sconfitto dalla superiorità delle forze alleate. Con la bomba, invece, il regime sarebbe in grado di imporre la sua egemonia a livello regionale e garantirsi la sopravvivenza.<ref name="nulla"/> *Nel 1979 Khomeini fondò una teocrazia moderna di tipo sciita. Il suo regime costantemente minacciò i vicini provando a esportare la sua ideologia. Il campo sunnita non è rimasto in silenzio. Ora vediamo la rappresaglia, stavolta sotto l'insegna dell'ideologia radicale sunnita.<ref name="nulla"/> *Il regime dei mullah a Teheran ha beneficiato dalla crisi regionale. Infatti ha provato a destabilizzare i paesi più vicini in uno scellerato gioco di sopravvivenza e ha represso i suoi cittadini.<ref name="nulla"/> *L'Occidente ha sottovalutato la minaccia in Medio Oriente, che ora è degenerata. Il gioco è andato fuori controllo e al momento né il regime clericale né l'Occidente possono cambiare le cose. A mio modo di vedere esiste un'unica soluzione: la democratizzazione perché la mancanza di libertà e di opportunità economiche sono alla radice dell'estremismo nella regione. Il mondo libero deve prendere una decisione chiave una volta e per tutte: aiutare la gente della regione, permettendo loro di liberarsi dei regimi indesiderati. Se si manterrà lo status quo, c'è il rischio potenziale di una terza guerra mondiale.<ref name="nulla"/> ===2016=== *La Russia flette i muscoli di nuovo e l'Iran si presta, perché dipende militarmente da Mosca e perché continua a essere paranoico verso l'Occidente. L'Iran e la Russia dicono di combattere l'Isis ma in realtà bombardano chi vuole rovesciare Assad.<ref name="raid">Da ''[http://www.corriere.it/esteri/16_agosto_18/figlio-ultimo-scia-raid-russi-iran-regime-che-dipende-mosca-b1fda900-64b4-11e6-8281-0851fdf23454.shtml Il figlio dell'ultimo Scià «I raid russi? Iran regime che dipende da Mosca»]'', ''Corriere.it'', 17 agosto 2016.</ref> *Quando hai personaggi non eletti, dalla Guida suprema in giù, che controllano ogni aspetto della società, come puoi cambiare la Costituzione? Questo regime teocratico non è democratico né può riformare se stesso. C'è il principio del rappresentante di Dio sulla terra, il [[Velayat-e faqih|velayat e-faqih]], e tutto quello che dice è definitivo. Perciò dobbiamo cambiare il regime.<ref name="raid"/> *Ogni volta che gli iraniani hanno tentato di cambiare, c'è stata una repressione brutale e non sono stati appoggiati.<ref name="raid"/> *Se ci sono azioni ingiustificate e contro i diritti umani, sotto regimi precedenti, attuali o futuri, le condannerò.<ref name="raid"/> *Lei si scuserebbe per qualcosa che hanno fatto i suoi genitori? Se fosse qualcosa di orrendo... Ma non vedo niente di orrendo, sono orgoglioso dei risultati di [[Mohammad Reza Pahlavi|mio padre]] e [[Reza Pahlavi|mio nonno]], penso che abbiano portato l'Iran fuori dall'oscurità alla modernità.<ref name="raid"/> ===2022=== *Miei compatrioti in questi 40 giorni siete stati epici. Onorando [[Ciro II di Persia|Ciro il Grande]], prestiamo giuramento con la nostra nazione e il suo brillante futuro che l'Iran sarà ancora una volta un esportatore dei principi dei diritti umani e un esempio per tutto il mondo. (da un Tweet durante le [[proteste per la morte di Mahsa Amini]], 27 ottobre 2022)<ref>Citato in ''[https://www.rainews.it/articoli/2022/10/iran-a-zahedan-al-confine-col-pakistan-una-manifestazione-soffocata-nel-sangue-11264342-f0ff-41c8-87fc-a58e91d96ba2.html Iran: a Zahedan una manifestazione soffocata nel sangue. Un ragazzo sarebbe rimasto ucciso]'', ''Rainews.it'', 28 ottobre 2022.</ref> ===2025=== *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Israele]]}} La Repubblica Islamica è giunta al termine e sta crollando. Khamenei, come un topo spaventato, si è nascosto sottoterra e ha perso il controllo della situazione. Quello che è iniziato è irreversibile. Il futuro è luminoso, e insieme supereremo questa svolta della storia.<ref name="riprenderci">Da ''[https://www.ilmessaggero.it/video/mondo/iran_pahlavi_il_regime_sta_crollando_e_il_momento_di_riprenderci_il_paese-8905347.html Iran, Pahlavi: «Il regime sta crollando, è il momento di riprenderci il Paese»]'', ''Ilmessaggero.it'', giugno 2025.</ref> *{{NDR|Sulla guerra Iran-Israele}} La fine della Repubblica Islamica segnerà la fine della sua guerra di 46 anni contro il popolo iraniano. L'apparato repressivo del regime è in fase di collasso. Basta una sollevazione collettiva per porre fine a questo incubo per sempre. Ora è il momento di alzarsi. È il momento di riprenderci l'Iran.<ref name="riprenderci"/> *{{NDR|Sulla guerra Iran-Israele}} Abbiamo un piano per il futuro dell'Iran e per la sua rinascita. Siamo pronti per i primi cento giorni dopo la caduta, per una transizione e l'istituzione di un governo nazionale e democratico, per e da parte del popolo iraniano.<ref name="riprenderci"/> *{{NDR|Sulla guerra Iran-Israele}} Un messaggio alle forze armate, di sicurezza e agli apparati statali, molti dei quali in questi giorni mi inviano messaggi: non opponetevi al popolo iraniano per difendere un regime ormai al tramonto. Non sacrificatevi per un sistema corrotto e decadente. Salvate voi stessi schierandovi con il popolo. Abbiate un ruolo storico nella transizione della Repubblica Islamica e partecipate alla costruzione del futuro dell'Iran. Un Iran libero e prospero ci aspetta. Che io possa presto essere di nuovo tra voi.<ref name="riprenderci"/> *{{NDR|Sulla guerra Iran-Israele}} Questo è il nostro momento del muro di Berlino, ma come tutti i momenti di grande cambiamento è pieno di pericoli. Siamo a un bivio. Una strada porta a spargimenti di sangue e caos, l'altra a una transizione democratica.<ref>Citato in ''[https://www.cdt.ch/news/reza-pahlavi-e-lora-del-nostro-muro-di-berlino-397914 Reza Pahlavi: «È l'ora del nostro muro di Berlino»]'', ''cdt.ch'', 23 giugno 2025.</ref> ===2026=== *{{NDR|Sulle [[proteste in Iran del 2025-2026]]}} Il regime cadrà e io tornerò. Sta già cadendo, è solo questione di tempo. Se la comunità globale ci aiuterà, finirà prima e moriranno meno persone. Se lo farà, andremo comunque avanti.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/01/17/news/reza_pahlavi_ritorno_iran_washington-425100138/ Reza Pahlavi: "Pronto a tornare a Teheran"]'', ''Repubblica.it'', 17 gennaio 2026.</ref> *{{NDR|Su [[Ali Khamenei]]}} Con la sua morte, la Repubblica islamica è di fatto giunta al termine e sarà presto relegata nella pattumiera della storia.<ref>Citato in ''[https://tg24.sky.it/mondo/2026/02/28/pahlavi-morte-khamenei Pahlavi: "Con morte Khamenei Repubblica islamica in pattumiera Storia"]'', ''Tg24.sky.it'', 28 febbraio 2026.</ref> {{Int|Da ''[https://www.corriere.it/esteri/26_gennaio_13/reza-pahlavi-iran-intervista-f24b2d57-66d2-4d5d-96c1-b9bd91f68xlk.shtml Reza Pahlavi: «Gli iraniani vogliono un Paese libero in pace con Usa e Israele. Ritorno alla monarchia? Deciderà il popolo»]''|Intervista di Greta Privitera, ''Corriere.it'', 13 gennaio 2026.|h=4}} {{NDR|Sulle [[proteste in Iran del 2025-2026]]}} *Migliaia di persone hanno risposto al mio appello e sono scese in strada. Ora si entra in una nuova fase, quella in cui gli iraniani reclamano le loro strade, i loro quartieri. Mentre le folle crescono, la capacità del regime di reprimere si indebolisce, e sempre più membri delle forze di sicurezza e delle istituzioni sceglieranno di stare con il popolo. *Le parole di sostegno di Trump al popolo iraniano contano. Hanno dato coraggio a chi rischia la vita per la libertà. Questo momento non esisterebbe senza la pressione sul regime islamico. Gli ayatollah gridano "Morte all’America". Gli iraniani invece vogliono un Paese libero in pace anche con Usa e Israele. *Il regime ha ucciso migliaia di civili. Per noi, il sostegno degli Usa per difendere i civili e neutralizzare la macchina repressiva è benvenuto. Non servono stivali stranieri sul campo, ma azioni che impediscano ai pasdaran e alle forze di sicurezza di continuare la violenza contro il popolo. Negoziare con la dittatura non porterà la pace. *La Repubblica islamica è al suo punto più debole. Per la prima volta in 46 anni, la richiesta è chiara e nazionale: la fine di questo regime criminale. *Sono immensamente grato ai miei compatrioti che gridano il mio nome. Per me, non si tratta di cercare il potere, ma di servire la mia nazione e il mio popolo. Il loro sostegno schiacciante pone una responsabilità sulle mie spalle. Per questo mi sono fatto avanti per guidare questo movimento e questa transizione, su loro chiamata. *L’ambiente internazionale è cambiato. In passato, gli iraniani chiedevano sostegno e trovavano esitazione o silenzio. Oggi, cresce il riconoscimento che questo regime è irrecuperabile. *{{NDR|«Qual è la sua paura?»}} Che la sofferenza del mio popolo continui. Che le generazioni future non siano libere. Ma sento che il cambiamento sta arrivando. Per questo mi faccio avanti per guidare. Chiediamo al mondo di stare in modo chiaro con il mio popolo. {{Int|Da ''[https://www.agi.it/estero/news/2026-02-28/reza-pahlavi-iran-attacco-35852188/ Reza Pahlavi: "La Repubblica Islamica sta crollando"]''|Citato in ''Agi.it'', 28 febbraio 2026.|h=4}} {{NDR|Sull'[[attacco israelo-statunitense all'Iran del 2026]]}} *Si tratta di un intervento umanitario, e il suo obiettivo è la Repubblica Islamica, il suo apparato repressivo e la sua macchina di morte; non il grande Paese e la nazione iraniana. Ma, nonostante questo aiuto, la vittoria finale sarà comunque nostra. Saremo noi, il popolo iraniano, a portare a termine questa battaglia finale. Il momento di tornare in piazza è vicino. *Ora che la Repubblica Islamica sta crollando, il mio messaggio all'esercito, alla polizia e alle forze di sicurezza del paese è chiaro: Hai giurato di essere il protettore dell'Iran e della nazione iraniana, non il protettore della Repubblica Islamica e dei suoi leader. Il tuo dovere è difendere il popolo, non difendere il regime che ha preso in ostaggio la nostra patria attraverso la repressione e il crimine. Unisciti alla nazione e contribuisci a una transizione stabile e sicura. Altrimenti, verrai annegato dalla nave naufragata di Khamenei e del suo regime. *La nobile nazione iraniana, nonostante la brutale repressione e le uccisioni del regime, si è opposta coraggiosamente per quasi due mesi. Ora vi esorto a prendere le più grandi precauzioni possibili per proteggere la vita dei civili e dei miei connazionali. Il popolo iraniano è il tuo alleato naturale e il mondo libero, e non dimenticheranno il tuo aiuto durante il periodo più difficile della storia moderna dell'Iran. *Miei cari compatrioti in Iran. In queste ore e giorni critici, più che mai, dobbiamo rimanere concentrati sul nostro obiettivo finale: riconquistare l'Iran. Vi esorto a restare nelle vostre case per ora e a restare calmi e al sicuro. Siate vigili e pronti a tornare in strada al momento opportuno, che vi informerò in dettaglio per l'azione finale. {{Int|Da ''[https://www.corriere.it/cronache/26_marzo_03/reza-pahlavi-la-dittatura-muore-tornero-a-teheran-per-la-sollevazione-e-le-elezioni-libere-3a4d63b5-4aeb-41a8-a95e-0df9b1bb6xlk.shtml Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià: «In Iran la dittatura muore. Tornerò a Teheran per la sollevazione e le elezioni libere»]''|Intervista di Greta Privitera, ''Corriere.it'', 3 marzo 2026.|h=4}} {{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} *Questo regime ha ucciso oltre 43.000 cittadini, ne ha feriti oltre 330.000 e ne ha arrestati decine di migliaia negli ultimi due mesi. Il mondo non poteva più continuare a guardare. *Ciò che vediamo, gli scatti rabbiosi, i lanci di missili contro più Paesi, sono gli atti disperati di una dittatura morente nel suo capitolo finale. È esattamente per questo che l'azione internazionale era necessaria ora, prima che diventassero ancora più pericolosi. *Anche con l'aiuto che il presidente Trump ha fornito, la vittoria finale sarà forgiata dalle mani del popolo. Voglio essere al loro fianco il prima possibile. *{{NDR|«Tornerà in Iran?»}} Il prima possibile. Potrei tornare persino prima che il regime collassi completamente. La missione della mia vita è aiutare gli iraniani a stabilire un governo secolare e democratico. Sono pronto a guidare la transizione. *[...] decine di migliaia di persone hanno già segnalato la volontà di disertare. [...] Con il regime ora sotto pressione militare, l'incentivo a disertare non è mai stato più forte. *La morte del criminale [[Ali Khamenei|Khamenei]], sebbene non ripaghi il sangue versato, può calmare i cuori feriti di padri e madri in lutto, coniugi e figli, sorelle e fratelli. Qualsiasi tentativo del regime di nominare un successore è destinato a fallire. Chiunque metteranno al suo posto non avrà né legittimità né longevità. *La mia campagna di liberazione è indipendente da qualsiasi governo. Ho solo un capo: il popolo. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/dossier/lena/2026/03/08/news/reza_pahlavi_caduta_regime_iran_possibile_continental_breakfast-425204860/ Reza Pahlavi: "La caduta del regime iraniano è a portata di mano"]''|Intervista di Cyrille Louis, ''Repubblica.it'', 8 marzo 2026.|h=4}} {{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} *È un evento molto importante, nella misura in cui Khamenei incarnava questo regime terrorista. Il popolo iraniano ha accolto la sua scomparsa con una reazione di gioia e soddisfazione senza precedenti. Al di là della sua persona, percepisce infatti che la caduta del regime è ormai a portata di mano. *Dal punto di vista americano e israeliano, questi attacchi mirano a creare le condizioni perché una rivolta popolare possa scuotere il potere. *I miei compatrioti sono persone intelligenti, istruite e molto coraggiose. Sono pronti a sacrificare la loro vita — e lo hanno già fatto — non solo per la nostra sovranità e le nostre libertà, ma anche per un mondo migliore. Qual è d'altronde l'alternativa? Dopo essere rimasti così a lungo sotto il giogo di un regime che perseguita il proprio popolo, minaccia i suoi vicini e destabilizza la regione, non è forse tempo di cambiare la situazione? *{{NDR|«Nell'ipotesi che i bombardamenti non bastino a rovesciare il regime, le sembrerebbe auspicabile il dispiegamento di truppe americane sul terreno?»}} Non accadrà, perché il presidente Trump ha chiaramente fatto sapere che non vuole inviare forze terrestri. Ho sempre detto all'amministrazione e al Congresso che neppure noi lo desideriamo. Le nostre forze terrestri sono i milioni di iraniani decisi a cacciare il regime, così come i numerosi militari, paramilitari e civili pronti a disertare. *Circolano molte voci {{NDR|sulle forze curde sul punto di entrare in Iran con sostegno statunitense}} ma non ho conferma di un simile progetto. Devo anche dire che la maggioranza delle organizzazioni che rappresentano i gruppi etnici del nostro paese — curdi, azeri o baluci — è in larga misura molto nazionalista. Tuttavia non è impossibile che alcuni elementi separatisti cerchino di approfittare delle circostanze per portare avanti le loro ambizioni sinistre e mettere in discussione l'integrità territoriale del nostro paese. Questa sarebbe una linea rossa che non potremmo tollerare. Se qualcuno pensa di sostenere questi piccoli gruppi minoritari, commette un errore di calcolo estremamente pericoloso che rischia di trascinare l'Iran in una direzione molto negativa. Una simile iniziativa contribuirebbe infatti a ridare legittimità al regime, che ha sempre sostenuto: "se ce ne andiamo, il paese andrà in pezzi". Per quanto mi riguarda, ricordo che il nostro progetto di transizione prevede di garantire la completa uguaglianza di tutti i cittadini iraniani, qualunque sia la loro etnia. *Nessuno si rallegra nel vedere vittime civili. Purtroppo il regime utilizza le stesse tattiche impiegate da Hamas a Gaza, nascondendo i propri miliziani nelle scuole, accanto agli ospedali o sotto edifici pubblici. Ho persino visto video nei quali trasferiscono i nostri prigionieri politici in siti suscettibili di essere colpiti per usarli come scudi umani. La responsabilità delle vittime civili ricade quindi innanzitutto sul regime. *[...] l'opzione militare è stata presa in considerazione solo come ultima risorsa. Prima di questo, il presidente Trump ha fatto di tutto per negoziare una soluzione diplomatica. Ma il regime non gli ha lasciato scelta. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/04/15/news/intervista_reza_pahlavi_iran_ritorno_assalto_finale_regime-425286566/ Pahlavi: "Contatti con l'Iran, sono pronto a tornare per l'assalto finale al regime"]''|Intervista di Maurizio Molinari, ''Repubblica.it'', 16 aprile 2026.|h=4}} {{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} *L'offensiva aerea è stata ricevuta bene dagli iraniani, che la volevano e aspettavano. È stato quasi un intervento di soccorso umanitario nei confronti di un popolo in ostaggio. E il regime ha reagito aumentando la repressione. *Le fratture si moltiplicano, nella burocrazia e fra i militari. Ma la defezione più importante e nuova è quella dei Guardiani della rivoluzione che si sono staccati dal resto del regime e tengono in ostaggio l'intero Iran. Stiamo andando verso una dittatura paramilitare, ed è lo scenario peggiore. *Da tempo la dittatura ha perso ogni aspetto islamico. L'identità è solo militare: nucleare, missili, terrorismo. È il regime dei pasdaran. È la fase più debole e pericolosa della dittatura nata nel 1979. Gli attacchi contro i Paesi vicini lo evidenziano. *Il sostegno a Solidarnosc di Walesa in Polonia ed al movimento di Mandela in Sudafrica portarono quei popoli a liberarsi da regimi che li opprimevano. Ed oggi l'Europa sostiene Zelensky e l'Ucraina aggredita. L'Iran non deve essere differente. Aiutate la nostra liberazione nazionale. Così come la campagna aerea di Usa ed Israele è stata simile ai bombardamenti alleati che durante la Seconda Guerra Mondiale portarono alla caduta delle dittature in Germania e Italia, aiutando i partigiani. La Francia fu liberata con lo sbarco in Normandia: anche l'Iran deve essere liberato. *Da troppo tempo i Paesi europei hanno accettato il dialogo con la dittatura, definendola ragionevole, firmando accordi di ogni genere. Come fece anche Obama sul nucleare. Ora siamo davanti ad un animale ferito assetato di vendetta. *La caduta del regime sarà un evento spartiacque, di portata globale. Siamo un popolo pacifico, con più identità culturali e religiose. Gli Accordi di Ciro che propongo consentiranno a tutti i Paesi della regione, ad arabi ed israeliani, di vivere in pace, generando stabilità, progresso ed opportunità. Sarà positivo anche per l'Europa: non dovrete più preoccuparvi di atomiche e missili che possono raggiungervi, l'estremismo diminuirà e un Paese di 90 milioni di abitanti diventerà vostro partner su crescita e sicurezza. Le nostre risorse energetiche possono consentire a Italia e Ue di non dipendere più dalla Russia. ==Citazioni su Reza Pahlavi== *Appartenere alla famiglia dello scià non è un crimine. Non mi risulta ad esempio che il figlio Reza si sia macchiato di colpe verso il popolo, quindi non ho nulla contro di lui. Può rientrare in Persia quando vuole e viverci come un normale cittadino. Che venga. ([[Ruhollah Khomeyni]]) *Ha un aspetto piuttosto occidentale questo quarantatreenne con la cravatta rossa, assertivo e tecnico, dal linguaggio tutto derivato dalla laurea in Scienze politiche: potrebbe divenire, se non il leader, almeno il simbolo unitario di una rivolta iraniana prossima ventura. ([[Fiamma Nirenstein]]) *Ha unito una parte significativa del popolo iraniano, è l’unico che sta provando a esercitare una leadership e si è assunto la responsabilità di guidare una transizione, anche per il fatto che non c’è concordia nelle varie anime dell’opposizione. Non esiste al momento un’altra alternativa. ([[Mahsa Mohebali]]) *Non capisco perché il figlio di un ex dittatore cacciato da una rivoluzione dovrebbe essere una soluzione. Per me è importante capire cosa vogliono gli iraniani. Però è vero che nella diaspora, tradizionalmente spaccata, c’è una convergenza sul suo nome. Anche grazie a un generale spostamento a destra. Però io penso che bisognerà ascoltare gli iraniani. Se è quello che vogliono, lo accetterò. Ma diffido di un uomo solo al comando che dice "sono il garante della democrazia". ([[Shida Bazyar]]) *Sono lieta che lo Scià sia riuscito finalmente a coronare il suo più ambito desiderio, quello di avere un principe ereditario. Sono felice di quanto avvenuto anche per il mio Paese e il mio popolo. ([[Soraya Esfandiary Bakhtiari]]) ===[[Farah Pahlavi]]=== *Il nome Pahlavi in Iran è intrecciato al secolarismo. Mio figlio, il principe Reza, ha portato avanti questa tradizione. Per oltre quattro decenni, in qualità di erede della corona Pahlavi, ha fatto della lotta per la democrazia laica la sua missione: un governo in cui la prima e l'ultima parola spetta allo Stato di diritto, derivato dalla volontà del popolo espressa alle urne. Ha anche insistito sulla sostituzione della forma di governo monocentrica con quella basata sulle istituzioni. Insieme al resto della Casa Pahlavi, condivido la sua visione e le sue speranze. *Mio figlio Ciro, che negli ultimi anni viene sempre più richiamato in Iran, è per la libertà e la democrazia. È convinto che in Iran la religione debba essere staccata dallo Stato, anche per rispetto alla religione e religiosi, la Repubblica Islamica non ama l'Islam. Reza sostiene che ci vuole la libertà come in Europa, non è che in Francia o in Italia non esistano dei buoni cattolici. *Mio figlio, il Principe Reza, che ha veramente dedicato la sua vita all'Iran per trent'anni, che è in contatto con gli iraniani attraverso i social media, crede a una democrazia laica, ai diritti dell'uomo, della donna, alla libertà di religione e all'integrità territoriale dell'Iran. *Reza si batte perché vinca la libertà: se il popolo vuole la monarchia, lui accetta di tornare. Se si vuole la repubblica, accetterà ugualmente, ma nel rispetto delle libertà. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Farah Pahlavi]], madre *[[Mohammad Reza Pahlavi]], padre ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pahlavi, Reza Ciro}} [[Categoria:Politici iraniani]] [[Categoria:Sovrani di Persia]] gjqkowi6twza006uyr2bhjt6facciis 1410713 1410712 2026-04-16T09:03:28Z Mariomassone 17056 /* 2026 */ 1410713 wikitext text/x-wiki [[File:رضا پهلوی در گفتگو با سیامک دهقانپور از صدای آمریکا، تیر ۱۴۰۳ 02 (cropped).jpg|thumb|Reza Pahlavi nel 2024]] '''Reza Pahlavi''' (1960 – vivente), principe ereditario dell'Iran. ==Citazioni di Reza Pahlavi== {{cronologico}} ===1980=== *Succedendo a mio padre non faccio che il mio dovere: non voglio sottrarmi alle mie responsabilità.<ref name="pahlavijr">Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,1066_01_1980_0240_0004_15419853/ ''Reza Pahlavi jr imperatore dell'Iran''], ''La Stampa'', 31 ottobre 1980</ref> *L'Iran ritroverà la sua età dell'oro, il popolo iraniano spazzerà l'attuale regime senza legge. Gli oppositori al regime di Khomeini sono in continuo aumento.<ref name="pahlavijr"/> *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Iraq]]}} Sono l'anarchia, lo sfacelo economico e il declino del nostro prestigio internazionale che hanno generato la violazione della nostra integrità territoriale attraverso un'aggressione esterna che noi condanniamo.<ref name="rezaii">Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,1067_01_1980_0241_0004_18934649/ ''Reza II in esilio si proclama Scià''], ''La Stampa'', 1 novembre 1980</ref> *So perfettamente che nessuno di voi ha voluto un simile disastro. Ma so anche che voi avete, nel profondo dei vostri cuori, la ferma convinzione che la nostra storia millenaria si ripeterà e che l'incubo prenderà fine. La luce succederà all'oscurità: forti delle nostre amare esperienze, noi intraprenderemo tutti insieme, in un grande slancio nazionale, la ricostruzione del nostro Paese.<ref name="rezaii"/> ===1986=== *Per me il [[matrimonio]] è un'esperienza molto positiva. Un sostegno emotivo, morale e umano di grande importanza.<ref name="khomeinidirei">Dall'intervista di Rafael Fraguas, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,5/articleid,0994_01_1986_0190_0005_13695923/ Reza Ciro: a Khomeini direi...]'', ''La Stampa'', 14 agosto 1986.</ref> *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Iraq]]}} Penso che Iran e Iraq siano vittime di un confronto personale fra Khomeini e Saddam. Khomeini ha interesse a continuare la guerra per sopravvivere politicamente, dal momento che la contesa è un modo per tenere le forze armate sui confini.<ref name="khomeinidirei"/> *Il regime islamico ha diffuso versioni fantasiose sulla ricchezza della mia famiglia, su fortune nascoste, eccetera. Questo fa parte di una campagna propagandistica avviata sei anni fa. Nessuna di queste fantasie è mai stata dimostrata.<ref name="khomeinidirei"/> *Se si domanda a un uomo onesto che cosa pensa della politica, dal profondo del cuore dirà che questa «non ha padre né madre». È una parola che fa paura alle persone semplici, perché l'uomo della strada crede che la politica serva ai politici per giocarci. Questo tipo di politica non mi sembra pura né sincera. Se invece si guarda la politica come una cosa necessaria per governare un Paese, e se gli uomini che la praticano sono retti e sinceri, il suo significato cambia. Un Paese che abbia buoni politici non correrà mai alla rovina: da politici che valgano poco e manchino di statura ci si può aspettare invece il peggio.<ref name="khomeinidirei"/> *Il politico può cambiare idea, ma il simbolo della monarchia, il [[re]], deve rimanere imparziale. La persona del re appartiene a tutti i cittadini di tutti i gradini sociali. Deve essere al di sopra della politica.<ref name="khomeinidirei"/> *Sua Maestà il re Juan Carlos ha vigilato sull'applicazione della Costituzione senza interferire negli affari del governo, né in quelli dei partiti. Questo è il motivo per il quale la monarchia spagnola rimane un'istituzione che protegge e garantisce il gioco politico. In Spagna c'è un primo ministro socialista: è significativo. Penso che in Iran dobbiamo fare esattamente quello che ha fatto la Spagna.<ref name="khomeinidirei"/> *Né l'Urss, né gli Stati Uniti hanno da preoccuparsi di una restaurazione monarchica costituzionale nel mio Paese: il nostro regime democratico non andrà contro gli interessi sovietici né americani. Lo stesso Paese può mantenere alleanze diverse, in virtù dei suoi interessi.<ref name="khomeinidirei"/> *{{NDR|Su [[Ruhollah Khomeyni]]}} Che cosa si può dire a un uomo come lui? È una persona che non capisce nulla, o non vuole capire nulla. Gli direi: lei non può gestire il Paese così come sta facendo: se sa quello che fa non può continuare a farlo, e non può continuare neppure se non lo sa: il mio Paese va verso la distruzione, se ne vada prima che sia troppo tardi.<ref name="khomeinidirei"/> *{{NDR|Sulla [[Rivoluzione iraniana]]}} Non fu un'insurrezione contro la monarchia, ma un movimento in favore dell'applicazione della Costituzione democratica del 1906. Khomeini ha commesso un grave errore non andarsene dopo il trionfo della rivoluzione. Fu l'inizio della fine: pensò che l'Iran si potesse governare come un paesino di 500 abitanti nel X secolo, e questo è impossibile. Per questo governa solo grazie alla coercizione, alla repressione e alla violenza.<ref name="khomeinidirei"/> ===1989=== *{{NDR|Su ''[[L'ultimo imperatore]]''}} Il film l'ho visto, è un capolavoro, ma non mi ci riconosco per niente, io il potere non l'ho perso, non l'ho avuto neanche per un istante, l'ho solo atteso invano.<ref name="oradelcambiamento">Dall'intervista di [[Enrico Franceschini]], ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/06/06/si-avvicina-teheran-ora-del-cambiamento.html "Si avvicina a Teheran l'ora del cambiamento"]'', ''la Repubblica'', 6 giugno 1989.</ref> *Mio padre non era un tiranno, nel senso che non credeva nel dispotismo, e voleva portare l'Iran verso la democrazia. Non penso che fosse isolato dalla gente, o che non conoscesse la realtà del suo paese. Certo, ha commesso degli errori, il più grave è stato quello di svolgere un ruolo politicamente attivo, che istituzionalmente non gli spettava. Quanto alla [[SAVAK|Savak]], è indubbio che vi furono casi di violenza, ma la violenza non fu mai una politica di Stato. I prigionieri politici? La maggioranza erano il tipo di gente che ha poi preso in ostaggio gli americani all'ambasciata di Teheran, che ha fatto saltare la caserma dei marines in Libano, o dirottato il jet della Twa.<ref name="oradelcambiamento"/> *Non era perfetto, mio padre, ma era un nazionalista, amava l'Iran, e credo che sia più popolare oggi, nel suo paese, di quando lo lasciò.<ref name="oradelcambiamento"/> *Dal primo giorno del suo potere, [[Ruhollah Khomeyni|Khomeini]] ha ripetuto che l'Iran per lui non voleva dire nulla, non gli interessava. Come poteva amarla? Per Khomeini l'Iran era la piattaforma di lancio di una crociata per trasformare il mondo. Se avesse amato l'Iran, non avremmo avuto una lunga guerra, né, per fare un esempio recente, la polemica sul libro di Rushdie. Sto leggendo ''I versi satanici'': certo mi offende, perché sono un musulmano, ma ciò non vuol dire che l'autore vada condannato a morte. Khomeini diceva che chiunque si convertiva all'Islam, e poi cambiava religione, andava ucciso. Il Profeta non l'ha mai detto, ma Khomeini diceva che le opere del Profeta sono incomplete e stava a lui completarle. Khomeini era l'opposto della santità, era blasfemo. Per me, era lui l'Anticristo.<ref name="oradelcambiamento"/> *{{NDR|Su [[Ruhollah Khomeyni]]}} Lo ho odiato per quel che ha fatto all'Iran, per la sua opposizione di principio ad ogni diritto umano, per come ha indebolito il paese allo scopo di esportare la rivoluzione e il terrorismo nel mondo.<ref name="oradelcambiamento"/> *Nel mio paese la monarchia era un'istituzione al di sopra di qualsiasi ideologia, e il monarca, come io lo intendo, non deve fare politica, è un capo di Stato, non di governo. Ma poi, in definitiva, dovrà essere il popolo a decidere cosa vuole, e a scegliere le sue leggi, non il re, e tantomeno un libro caduto dal cielo, come il Corano. La Chiesa va separata dallo Stato, specie in un paese come l'Iran, così pieno di razze, culti, genti diverse.<ref name="oradelcambiamento"/> *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Iraq]]}} Finché c'è stata la guerra era impossibile pensare alla lotta alla dittatura di Khomeini, l'unica priorità era la difesa nazionale: anche per questo l'ayatollah ha prolungato il conflitto il più possibile. Ora, senza la guerra e senza Khomeini, potrà venire alla luce il vasto scontento che esiste in ogni settore sociale, anche nel clero, mi creda.<ref name="oradelcambiamento"/> *Certo sia io che mia madre e i miei fratelli, che vivono tra New York e Parigi, stiamo bene. Ma non siamo dei Marcos. Faccio una vita molto semplice, la sera sto in casa a leggere o a guardare la tivù con mia moglie, una ragazza iraniana che ho sposato nel 1986, e che oggi ha 20 anni.<ref name="oradelcambiamento"/> ===1999=== *La democrazia fu allora ed è oggi al centro delle aspirazioni della società iraniana, ed è chiaro che la teocrazia non può essere la risposta a questa esigenza.<ref name="chiededemocrazia">Dall'intervista di Andrea Tarquini, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1999/07/14/come-ai-tempi-di-mio-padre.html Come ai tempi di mio padre l'Iran chiede democrazia]'', ''la Repubblica'', 14 luglio 1999.</ref> *{{NDR|Su [[Mohammad Khatami]]}} In un certo modo non è diverso da [[Michail Gorbačëv|Gorbaciov]]. Può tentare una perestrojka iraniana. Ma come può un regime basato sulla legge divina e non sulla volontà popolare trovare risposte adeguate alla società civile?<ref name="chiededemocrazia"/> *{{NDR|Su [[Mohammad Reza Pahlavi]]}} Sotto di lui il paese compì grandi balzi in avanti, ma le riforme politiche non arrivarono a tempo.<ref name="chiededemocrazia"/> *Guardi, mio padre è oggi popolare in Iran come non lo è mai stato finché fu al potere o in vita. Lui e mio nonno furono i grandi modernizzatori. Mio nonno agì con durezza: non poteva certo permettersi referendum sulla modernizzazione. Mio padre seppe portare l'Iran all'avanguardia nella regione e tra gli attori della scena internazionale. Ma troppo tardi capì l'importanza della partecipazione popolare.<ref name="chiededemocrazia"/> *Io, come pretendente, rappresento la monarchia costituzionale, che resta un'alternativa politica per il futuro. Non ho mai rotto i ponti col mio paese, e in me la nostalgia di casa non è mai morta. Ma quello che io voglio per me è un ruolo di unificatore, di garante del pluralismo e della riconciliazione nazionale. Voglio solo aiutare il popolo iraniano a riconquistare l'autodeterminazione.<ref name="chiededemocrazia"/> *Non dimentichi che mio padre agiva in un mondo diverso da quello di oggi, un mondo diviso in blocchi: la contrapposizione est-ovest fece porre in secondo piano in molte parti del mondo i valori della democrazia e dei diritti umani.<ref name="chiededemocrazia"/> *La monarchia costituzionale è un'opzione per il futuro, ma quel che conta è e sarà la fede nel [[secolarismo]], la separazione tra Religione e Stato. Potremo cominciare un esperimento affascinante: diventare il primo paese islamico incamminato sulla via della democratizzazione.<ref name="chiededemocrazia"/> *Sa, nella sua storia millenaria l'Iran è stato invaso, occupato, sconfitto, ed è sempre sopravvissuto. La teocrazia è il primo problema solo interno della nostra storia. Ma ogni paese impara dalle sue epoche: anche l'Inquisizione o Cromwell sono state esperienze. Toccherà ai quarantenni come me guidare i più giovani con l'esperienza.<ref name="chiededemocrazia"/> ===2001=== *Il problema non è [[Mohammad Khatami|Khatami]] come persona, così come nella vecchia Urss non lo erano i vari Andropov e Gorbaciov. Quando un sistema politico è in un vicolo cieco, come la Repubblica Islamica oggi, le persone contano poco. Il leader spirituale Ali Khamenei controlla tutte le leve del potere. Il Presidente, il parlamento e qualsiasi altra istituzione possono approvare anche le leggi più giuste e più democratiche, ma fin quando Khamenei avrà il diritto di veto, nulla potrà cambiare. Non voglio mettere in dubbio Khatami e le sue buone intenzioni. La domanda da porsi è come, in un paese dove altri controllano la radio e la tv di Stato, l' esercito e le forze dell' ordine, il sistema giudiziario, la politica estera e i servizi segreti, il Presidente possa realizzare la promessa di ripristinare la legalità e devolvere il potere alla società civile. In Iran Khatami non è riuscito a proteggere nemmeno i giornali e i giornalisti che lo sostenevano, figuriamoci se può farsi carico delle richieste di maggiore libertà e di democrazia dei nostri giovani.<ref name="finchepotere">Intervista di Nima Rafat, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/06/07/finche-il-potere-resta-ai-mullah-in.html Finché il potere resta ai mullah in Iran non cambierà niente]'', ''la Repubblica'', 7 giugno 2001.</ref> *Questo regime è ormai logorato e la carta Khatamiriforme non è riuscita a fermare l' onda delle proteste. Insisto: la soluzione è in un referendum per scegliere il futuro. A esso si può giungere attraverso il logoramento e senza ricorso alla violenza di piazza, o attraverso lo scontro diretto. Io sono per la via non violenta, ma chi ha il potere sceglierà di che morte morire.<ref name="finchepotere"/> *{{NDR|Su [[Mohammad Khatami]]}} Alla minima scossa si è sempre allineato al regime.<ref name="ingannando">Dall'intervista di Afsané Bassir Pour, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,9/articleid,0390_01_2001_0155_0009_4081526/ L'erede al trono: il regime sta ingannando il mondo]'', ''La Stampa'', 7 giugno 2001.</ref> *Sono in contatto permanente con molte persone, gente anche all'interno del regime, pasdaran, guardiani della rivoluzione, ufficiali, religiosi, ai quali dico: non siete obbligati a rovesciarvi insieme a questa barca che fa acqua.<ref name="ingannando"/> *Ciò che conta per me è il contenuto del regime, i principi democratici. La forma è secondaria.<ref name="ingannando"/> ===2003=== *Molti credenti, molti importanti uomini di fede hanno compreso che la sovrapposizione tra potere e religione è di fatto un tradimento della religione stessa, un elemento di corruzione; che la visione piramide di un gruppo di ayatollah che si sentono incaricati da Dio di dominare crudelmente il popolo, di dirgli cosa leggere, coa dire, come vestirsi pena la morte o la prigione, non ha niente ha che vedere con la vera fede.<ref name="cambiamento">Dall'intervista di [[Fiamma Nirenstein]], ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,5/articleid,0160_01_2003_0131_0005_1080718/ Reza Pahlavi: «Anche per l'Iran è l'ora del cambiamento»]'', ''La Stampa'', 14 maggio 2003.</ref> *Il fallimento morale di questo governo si misura sulle oltre 600 mila persone nelle carceri, sulla tortura, sulla chiusura di tutte le testate giornalistiche anche appena vagamente dissidenti. Sono a conoscenza di orrori indicibili: mi dicono che le ragazze dissenzienti vengono violate in carcere perché altrimenti la verginità consentirebbe loro di andare in paradiso.<ref name="cambiamento"/> *Anche la rivoluzione sovietica a suo tempo fu accolta con gioia.<ref name="cambiamento"/> *La mia strategia consiste in una linea chiara: la disobbedienza civile, possibilmente priva di violenza, compiuta attraverso la mobilitazione di tutte le componenti sociali. Gli studenti, i lavoratori, le donne dovrebbero impegnarsi in interruzioni del lavore, marce pacifiche, cercando di non ingaggiare mai scontri con le forze di polizia e con le varie milizie.<ref name="cambiamento"/> *Penso a [[Slobodan Milošević|Milosevic]], a [[Nicolae Ceaușescu|Ceausescu]], a [[Saddam Hussein|Saddam]], alla [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|caduta dell'impero sovietico]]... Quando i [[Tiranno|tiranni]] cadono, e l'Iran è veramente una terribile tirannia, pare sempre un miracolo; ma la volontà interna e internazionale quando si incontrano riescono a compiere questo miracolo, a sferrare il colpo decisivo.<ref name="cambiamento"/> *La sofferenza era grande. Ma la dignità e l'orgoglio di mio padre ci hanno sempre tenuti vivi.<ref name="cambiamento"/> *La cosa migliore è che il popolo iraniano si liberi da solo, senza interventi esterni come quelli che hanno posto fine alle dittature in Afghanistan e in Iraq. E quanto a me, niente speculazioni: considererò la mia missione compiuta nel giorno in cui si terrà il primo voto libero degli iraniani sul loro futuro, sono pronto ad aiutare in ogni modo per questo obiettivo.<ref name="rivolta">Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/06/17/io-figlio-dello-scia-fianco-della-rivolta.html Io, figlio dello scià a fianco della rivolta]'', ''la Repubblica'', 17 giugno 2003.</ref> *Lo scenario in Iran è molto diverso da quello dei nostri vicini. Nel nostro caso nessuno sarebbe capace di svolgere il lavoro di portare la democrazia meglio del popolo iraniano stesso. Senza bisogno di un intervento militare straniero. Il modo migliore di avere una svolta è attraverso la lotta del popolo iraniano. Ma bisogna anche sottolineare che vista la natura del sistema il miglior modo per aiutare gli iraniani a liberarsi è mostrare e dare un fortissimo appoggio della comunità internazionale alla lotta per la democrazia: un segnale che la comunità internazionale è per il popolo e non contro il popolo, che non è disposta a fare affari a ogni costo col regime sulla testa della gente.<ref name="rivolta"/> *Il mondo non può fidarsi di un regime del genere che tenga un dito sul grilletto. Ci vogliono garanzie anche per la stabilità internazionale. Occorre l'abbandono di dubbi e ambigui programmi nucleari e di ogni piano di armi di distruzione di massa, e l'unica garanzia in questo senso è la democratizzazione. Un regime come quello attuale non esiterebbe a usare senza scrupoli armi del genere.<ref name="rivolta"/> ===2005=== *Questo regime interpreta la legge divina come vuole e le elezioni come si faceva in Unione Sovietica o nel regime di Saddam Hussein. Tutto questo per farci credere che hanno una vera legittimità.<ref name="mascherata">Dall'intervista di Michel Bôle-Richard, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,7/articleid,0231_01_2005_0166_0007_1797212/ Il figlio dello shah: questo voto è una mascherata]'', ''La Stampa'', 19 giugno 2005.</ref> *Io credo che il regime sia sempre meno in condizioni di minacciare gli iraniani. I timori e le paure si dissipano sempre di più. Si propaga un movimento collettivo sempre più profondo. E non è solo composto di un'élite intellettuale, ma è sempre più radicato nel popolo.<ref name="mascherata"/> *Il mondo deve giocare la carta iraniana, ma deve parlare al popolo prigioniero e non ai suoi carcerieri.<ref name="mascherata"/> *Se il campione delle riforme, [[Mohammad Khatami|Mohammed Khatami]] non ha potuto fare nulla, non sarà certo [[Ali Akbar Hashemi Rafsanjani|Ali Akbar Rafsanjani]], il più detestato e il più corrotto del paese, che potrà cambiare le cose.<ref name="mascherata"/> ===2006=== *Bisogna abbandonare questa impostazione mentale per cui o si tratta per vie diplomatiche o si parla di interventi militari. Né l'una né l'altra cosa possono risolvere la situazione. La cosa migliore da fare è investire sugli iraniani stessi, perché è fra loro che possiamo trovare l'alleato più naturale.<ref name="nienteguerra">Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/08/28/niente-guerra-il-popolo-si-ribelli.html Niente guerra, il popolo si ribelli l'appello del figlio dell'ultimo scià]'', ''la Repubblica'', 28 agosto 2006.</ref> *L'idea delle riforme è stata screditata, e ormai è definitivamente finita in un vicolo cieco. Era impensabile che questo regime potesse essere in grado di riformare se stesso. Dall'interno non può venire nessun processo di cambiamento.<ref name="nienteguerra"/> *Il regime è in totale contrasto con quello che vuole il popolo iraniano. C'è una fuga di capitali dall'Iran, e il popolo iraniano, che ha un'ottica generale, vede chiaramente le conseguenze. Il nostro Paese sta andando a fondo e tutte le nostre risorse sono gestite in modo inefficiente da funzionari corrotti. Il regime non sopravviverà, non ho dubbi al riguardo, ma dovrà cadere per mano del popolo iraniano, e non per un intervento esterno. In questo momento, dobbiamo aiutare il popolo ad aiutare se stesso.<ref name="nienteguerra"/> *Quello che abbiamo sotto gli occhi oggi è un chiaro esempio di quello che succede quando la religione è direttamente coinvolta nel governo. Ma non bisogna confondere la laicità con l'opposizione alla religione. è nell' interesse di tutti avere una chiara linea di separazione.<ref name="nienteguerra"/> ===2008=== *Stiamo lottando contro il tempo. I dittatori corrono per procurarsi la bomba e la prospettiva di un intervento militare per fermarli si fa sempre più concreta. Ma il cambiamento, ora, deve venire dagli iraniani: il regime non è mai stato tanto vulnerabile.<ref name="rovesceremo">Da ''[http://archivio.panorama.it/archivio/Cosi-rovesceremo-gli-ayatollah?s&#61pahlavi&submit&#61Cerca "Così rovesceremo gli ayatollah"]'', ''Panorama.it'', 2008.</ref> *C'è la possibilità di un cambiamento non violento, bisogna che la comunità internazionale trovi una terza via tra l'interventismo militare Usa e l'approccio diplomatico imperfetto degli europei.<ref name="rovesceremo"/> *Si stringono accordi commerciali in cambio della sospensione delle attività di arricchimento dell'uranio, ma questo non impedisce al regime di continuare a lavorare su altre componenti necessarie a costruire la bomba atomica. Soprattutto si manda alla popolazione un messaggio confuso, come se l'unica priorità degli europei fosse proteggersi dalla minaccia nucleare continuando però a tutelare i propri interessi economici.<ref name="rovesceremo"/> *Gli europei si comportano come se volessero dare al regime la possibilità di dimostrare che sa comportarsi bene. È assurdo: sono 25 anni che dimostra il contrario. Non facendo chiarezza su questo gli europei incoraggiano gli americani ad azioni unilaterali.<ref name="rovesceremo"/> *È sempre difficile prevedere la reazione della gente a un attacco straniero. Gli iraniani sono un popolo orgoglioso che vuole il cambiamento, ma non a un prezzo tanto alto. Soprattutto vogliono fare la storia da soli, non attraverso un intervento esterno.<ref name="rovesceremo"/> *Per anni il regime ha guadagnato tempo inscenando questo gioco delle parti che vedeva da una parte i conservatori e dall'altra i riformisti, ma ora è chiaro che il presidente Khatami non ha nulla di diverso da Khomeini: la sua funzione è quella di preservare la repubblica islamica. Di recente gli studenti lo hanno accolto urlandogli dietro: «Vergogna!». È stato uno spettacolo commovente.<ref name="rovesceremo"/> *Guardi cosa è successo in Cecoslovacchia o Iugoslavia: militari e paramilitari alla fine non sono intervenuti contro la popolazione. E lo stesso accadrebbe in Iran: i militari non vogliono fare la fine dei tiranni ma sopravvivere e avere un futuro politico. E un Iran liberato aprirebbe scenari impensabili. Porterebbe stabilità in Iraq eliminando il punto di riferimento che oggi hanno i ribelli. Il terrorismo internazionale non potrebbe più contare su una delle sue principali centrali. E se la Turchia fosse integrata nell'Unione, all'improvviso gli iraniani avrebbero l'Europa alle porte.<ref name="rovesceremo"/> *La mia missione finisce il giorno in cui gli iraniani possono tornare a votare liberamente. Se poi vorranno assegnarmi un ruolo, lo accetterò. Perché il mio unico obiettivo è servire il mio paese. In quale veste, non dipende da me.<ref name="rovesceremo"/> ===2014=== *Il regime ha spesso ingannato l'Occidente dando un'immagine di moderazione, come accaduto durante l'era Khatami (l'ex presidente riformista 1989-1997). L'obiettivo era prendere tempo. Oggi accade lo stesso con Rohani, che ancora una volta ha la stessa agenda, ovvero guadagnare tempo - anzi io dico perdere tempo - durante i negoziati sul nucleare.<ref name="nulla">Da ''[http://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2014/10/23/iran-figlio-dell-ultimo-scia-persia-con-rohani-nulla-cambiato-lavoro-per-democrazia_HhL5tSH2WiShwGtZI37qAI.html?refresh_ce Iran, il figlio dell'ultimo Scià di Persia: "Con Rohani nulla è cambiato, lavoro per la democrazia"]'', ''Adnkronos.com'', 23 ottobre 2014.</ref> *È facile comprendere i motivi per cui il regime necessita della bomba atomica.<ref name="nulla"/> *Senza deterrenza nucleare, il regime non sarebbe in grado di alzare o abbassare il livello della tensione militare nella regione. In caso di confronto tra forze armate convenzionali, infatti, verrebbe sconfitto dalla superiorità delle forze alleate. Con la bomba, invece, il regime sarebbe in grado di imporre la sua egemonia a livello regionale e garantirsi la sopravvivenza.<ref name="nulla"/> *Nel 1979 Khomeini fondò una teocrazia moderna di tipo sciita. Il suo regime costantemente minacciò i vicini provando a esportare la sua ideologia. Il campo sunnita non è rimasto in silenzio. Ora vediamo la rappresaglia, stavolta sotto l'insegna dell'ideologia radicale sunnita.<ref name="nulla"/> *Il regime dei mullah a Teheran ha beneficiato dalla crisi regionale. Infatti ha provato a destabilizzare i paesi più vicini in uno scellerato gioco di sopravvivenza e ha represso i suoi cittadini.<ref name="nulla"/> *L'Occidente ha sottovalutato la minaccia in Medio Oriente, che ora è degenerata. Il gioco è andato fuori controllo e al momento né il regime clericale né l'Occidente possono cambiare le cose. A mio modo di vedere esiste un'unica soluzione: la democratizzazione perché la mancanza di libertà e di opportunità economiche sono alla radice dell'estremismo nella regione. Il mondo libero deve prendere una decisione chiave una volta e per tutte: aiutare la gente della regione, permettendo loro di liberarsi dei regimi indesiderati. Se si manterrà lo status quo, c'è il rischio potenziale di una terza guerra mondiale.<ref name="nulla"/> ===2016=== *La Russia flette i muscoli di nuovo e l'Iran si presta, perché dipende militarmente da Mosca e perché continua a essere paranoico verso l'Occidente. L'Iran e la Russia dicono di combattere l'Isis ma in realtà bombardano chi vuole rovesciare Assad.<ref name="raid">Da ''[http://www.corriere.it/esteri/16_agosto_18/figlio-ultimo-scia-raid-russi-iran-regime-che-dipende-mosca-b1fda900-64b4-11e6-8281-0851fdf23454.shtml Il figlio dell'ultimo Scià «I raid russi? Iran regime che dipende da Mosca»]'', ''Corriere.it'', 17 agosto 2016.</ref> *Quando hai personaggi non eletti, dalla Guida suprema in giù, che controllano ogni aspetto della società, come puoi cambiare la Costituzione? Questo regime teocratico non è democratico né può riformare se stesso. C'è il principio del rappresentante di Dio sulla terra, il [[Velayat-e faqih|velayat e-faqih]], e tutto quello che dice è definitivo. Perciò dobbiamo cambiare il regime.<ref name="raid"/> *Ogni volta che gli iraniani hanno tentato di cambiare, c'è stata una repressione brutale e non sono stati appoggiati.<ref name="raid"/> *Se ci sono azioni ingiustificate e contro i diritti umani, sotto regimi precedenti, attuali o futuri, le condannerò.<ref name="raid"/> *Lei si scuserebbe per qualcosa che hanno fatto i suoi genitori? Se fosse qualcosa di orrendo... Ma non vedo niente di orrendo, sono orgoglioso dei risultati di [[Mohammad Reza Pahlavi|mio padre]] e [[Reza Pahlavi|mio nonno]], penso che abbiano portato l'Iran fuori dall'oscurità alla modernità.<ref name="raid"/> ===2022=== *Miei compatrioti in questi 40 giorni siete stati epici. Onorando [[Ciro II di Persia|Ciro il Grande]], prestiamo giuramento con la nostra nazione e il suo brillante futuro che l'Iran sarà ancora una volta un esportatore dei principi dei diritti umani e un esempio per tutto il mondo. (da un Tweet durante le [[proteste per la morte di Mahsa Amini]], 27 ottobre 2022)<ref>Citato in ''[https://www.rainews.it/articoli/2022/10/iran-a-zahedan-al-confine-col-pakistan-una-manifestazione-soffocata-nel-sangue-11264342-f0ff-41c8-87fc-a58e91d96ba2.html Iran: a Zahedan una manifestazione soffocata nel sangue. Un ragazzo sarebbe rimasto ucciso]'', ''Rainews.it'', 28 ottobre 2022.</ref> ===2025=== *{{NDR|Sulla [[guerra Iran-Israele]]}} La Repubblica Islamica è giunta al termine e sta crollando. Khamenei, come un topo spaventato, si è nascosto sottoterra e ha perso il controllo della situazione. Quello che è iniziato è irreversibile. Il futuro è luminoso, e insieme supereremo questa svolta della storia.<ref name="riprenderci">Da ''[https://www.ilmessaggero.it/video/mondo/iran_pahlavi_il_regime_sta_crollando_e_il_momento_di_riprenderci_il_paese-8905347.html Iran, Pahlavi: «Il regime sta crollando, è il momento di riprenderci il Paese»]'', ''Ilmessaggero.it'', giugno 2025.</ref> *{{NDR|Sulla guerra Iran-Israele}} La fine della Repubblica Islamica segnerà la fine della sua guerra di 46 anni contro il popolo iraniano. L'apparato repressivo del regime è in fase di collasso. Basta una sollevazione collettiva per porre fine a questo incubo per sempre. Ora è il momento di alzarsi. È il momento di riprenderci l'Iran.<ref name="riprenderci"/> *{{NDR|Sulla guerra Iran-Israele}} Abbiamo un piano per il futuro dell'Iran e per la sua rinascita. Siamo pronti per i primi cento giorni dopo la caduta, per una transizione e l'istituzione di un governo nazionale e democratico, per e da parte del popolo iraniano.<ref name="riprenderci"/> *{{NDR|Sulla guerra Iran-Israele}} Un messaggio alle forze armate, di sicurezza e agli apparati statali, molti dei quali in questi giorni mi inviano messaggi: non opponetevi al popolo iraniano per difendere un regime ormai al tramonto. Non sacrificatevi per un sistema corrotto e decadente. Salvate voi stessi schierandovi con il popolo. Abbiate un ruolo storico nella transizione della Repubblica Islamica e partecipate alla costruzione del futuro dell'Iran. Un Iran libero e prospero ci aspetta. Che io possa presto essere di nuovo tra voi.<ref name="riprenderci"/> *{{NDR|Sulla guerra Iran-Israele}} Questo è il nostro momento del muro di Berlino, ma come tutti i momenti di grande cambiamento è pieno di pericoli. Siamo a un bivio. Una strada porta a spargimenti di sangue e caos, l'altra a una transizione democratica.<ref>Citato in ''[https://www.cdt.ch/news/reza-pahlavi-e-lora-del-nostro-muro-di-berlino-397914 Reza Pahlavi: «È l'ora del nostro muro di Berlino»]'', ''cdt.ch'', 23 giugno 2025.</ref> ===2026=== *{{NDR|Sulle [[proteste in Iran del 2025-2026]]}} Il regime cadrà e io tornerò. Sta già cadendo, è solo questione di tempo. Se la comunità globale ci aiuterà, finirà prima e moriranno meno persone. Se lo farà, andremo comunque avanti.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/01/17/news/reza_pahlavi_ritorno_iran_washington-425100138/ Reza Pahlavi: "Pronto a tornare a Teheran"]'', ''Repubblica.it'', 17 gennaio 2026.</ref> *{{NDR|Su [[Ali Khamenei]]}} Con la sua morte, la Repubblica islamica è di fatto giunta al termine e sarà presto relegata nella pattumiera della storia.<ref>Citato in ''[https://tg24.sky.it/mondo/2026/02/28/pahlavi-morte-khamenei Pahlavi: "Con morte Khamenei Repubblica islamica in pattumiera Storia"]'', ''Tg24.sky.it'', 28 febbraio 2026.</ref> {{Int|Da ''[https://www.corriere.it/esteri/26_gennaio_13/reza-pahlavi-iran-intervista-f24b2d57-66d2-4d5d-96c1-b9bd91f68xlk.shtml Reza Pahlavi: «Gli iraniani vogliono un Paese libero in pace con Usa e Israele. Ritorno alla monarchia? Deciderà il popolo»]''|Intervista di Greta Privitera, ''Corriere.it'', 13 gennaio 2026.|h=4}} {{NDR|Sulle [[proteste in Iran del 2025-2026]]}} *Migliaia di persone hanno risposto al mio appello e sono scese in strada. Ora si entra in una nuova fase, quella in cui gli iraniani reclamano le loro strade, i loro quartieri. Mentre le folle crescono, la capacità del regime di reprimere si indebolisce, e sempre più membri delle forze di sicurezza e delle istituzioni sceglieranno di stare con il popolo. *Le parole di sostegno di Trump al popolo iraniano contano. Hanno dato coraggio a chi rischia la vita per la libertà. Questo momento non esisterebbe senza la pressione sul regime islamico. Gli ayatollah gridano "Morte all’America". Gli iraniani invece vogliono un Paese libero in pace anche con Usa e Israele. *Il regime ha ucciso migliaia di civili. Per noi, il sostegno degli Usa per difendere i civili e neutralizzare la macchina repressiva è benvenuto. Non servono stivali stranieri sul campo, ma azioni che impediscano ai pasdaran e alle forze di sicurezza di continuare la violenza contro il popolo. Negoziare con la dittatura non porterà la pace. *La Repubblica islamica è al suo punto più debole. Per la prima volta in 46 anni, la richiesta è chiara e nazionale: la fine di questo regime criminale. *Sono immensamente grato ai miei compatrioti che gridano il mio nome. Per me, non si tratta di cercare il potere, ma di servire la mia nazione e il mio popolo. Il loro sostegno schiacciante pone una responsabilità sulle mie spalle. Per questo mi sono fatto avanti per guidare questo movimento e questa transizione, su loro chiamata. *L’ambiente internazionale è cambiato. In passato, gli iraniani chiedevano sostegno e trovavano esitazione o silenzio. Oggi, cresce il riconoscimento che questo regime è irrecuperabile. *{{NDR|«Qual è la sua paura?»}} Che la sofferenza del mio popolo continui. Che le generazioni future non siano libere. Ma sento che il cambiamento sta arrivando. Per questo mi faccio avanti per guidare. Chiediamo al mondo di stare in modo chiaro con il mio popolo. {{Int|Da ''[https://www.agi.it/estero/news/2026-02-28/reza-pahlavi-iran-attacco-35852188/ Reza Pahlavi: "La Repubblica Islamica sta crollando"]''|Citato in ''Agi.it'', 28 febbraio 2026.|h=4}} {{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} *Si tratta di un intervento umanitario, e il suo obiettivo è la Repubblica Islamica, il suo apparato repressivo e la sua macchina di morte; non il grande Paese e la nazione iraniana. Ma, nonostante questo aiuto, la vittoria finale sarà comunque nostra. Saremo noi, il popolo iraniano, a portare a termine questa battaglia finale. Il momento di tornare in piazza è vicino. *Ora che la Repubblica Islamica sta crollando, il mio messaggio all'esercito, alla polizia e alle forze di sicurezza del paese è chiaro: Hai giurato di essere il protettore dell'Iran e della nazione iraniana, non il protettore della Repubblica Islamica e dei suoi leader. Il tuo dovere è difendere il popolo, non difendere il regime che ha preso in ostaggio la nostra patria attraverso la repressione e il crimine. Unisciti alla nazione e contribuisci a una transizione stabile e sicura. Altrimenti, verrai annegato dalla nave naufragata di Khamenei e del suo regime. *La nobile nazione iraniana, nonostante la brutale repressione e le uccisioni del regime, si è opposta coraggiosamente per quasi due mesi. Ora vi esorto a prendere le più grandi precauzioni possibili per proteggere la vita dei civili e dei miei connazionali. Il popolo iraniano è il tuo alleato naturale e il mondo libero, e non dimenticheranno il tuo aiuto durante il periodo più difficile della storia moderna dell'Iran. *Miei cari compatrioti in Iran. In queste ore e giorni critici, più che mai, dobbiamo rimanere concentrati sul nostro obiettivo finale: riconquistare l'Iran. Vi esorto a restare nelle vostre case per ora e a restare calmi e al sicuro. Siate vigili e pronti a tornare in strada al momento opportuno, che vi informerò in dettaglio per l'azione finale. {{Int|Da ''[https://www.corriere.it/cronache/26_marzo_03/reza-pahlavi-la-dittatura-muore-tornero-a-teheran-per-la-sollevazione-e-le-elezioni-libere-3a4d63b5-4aeb-41a8-a95e-0df9b1bb6xlk.shtml Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià: «In Iran la dittatura muore. Tornerò a Teheran per la sollevazione e le elezioni libere»]''|Intervista di Greta Privitera, ''Corriere.it'', 3 marzo 2026.|h=4}} {{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} *Questo regime ha ucciso oltre 43.000 cittadini, ne ha feriti oltre 330.000 e ne ha arrestati decine di migliaia negli ultimi due mesi. Il mondo non poteva più continuare a guardare. *Ciò che vediamo, gli scatti rabbiosi, i lanci di missili contro più Paesi, sono gli atti disperati di una dittatura morente nel suo capitolo finale. È esattamente per questo che l'azione internazionale era necessaria ora, prima che diventassero ancora più pericolosi. *Anche con l'aiuto che il presidente Trump ha fornito, la vittoria finale sarà forgiata dalle mani del popolo. Voglio essere al loro fianco il prima possibile. *{{NDR|«Tornerà in Iran?»}} Il prima possibile. Potrei tornare persino prima che il regime collassi completamente. La missione della mia vita è aiutare gli iraniani a stabilire un governo secolare e democratico. Sono pronto a guidare la transizione. *[...] decine di migliaia di persone hanno già segnalato la volontà di disertare. [...] Con il regime ora sotto pressione militare, l'incentivo a disertare non è mai stato più forte. *La morte del criminale [[Ali Khamenei|Khamenei]], sebbene non ripaghi il sangue versato, può calmare i cuori feriti di padri e madri in lutto, coniugi e figli, sorelle e fratelli. Qualsiasi tentativo del regime di nominare un successore è destinato a fallire. Chiunque metteranno al suo posto non avrà né legittimità né longevità. *La mia campagna di liberazione è indipendente da qualsiasi governo. Ho solo un capo: il popolo. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/dossier/lena/2026/03/08/news/reza_pahlavi_caduta_regime_iran_possibile_continental_breakfast-425204860/ Reza Pahlavi: "La caduta del regime iraniano è a portata di mano"]''|Intervista di Cyrille Louis, ''Repubblica.it'', 8 marzo 2026.|h=4}} {{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} *È un evento molto importante, nella misura in cui Khamenei incarnava questo regime terrorista. Il popolo iraniano ha accolto la sua scomparsa con una reazione di gioia e soddisfazione senza precedenti. Al di là della sua persona, percepisce infatti che la caduta del regime è ormai a portata di mano. *Dal punto di vista americano e israeliano, questi attacchi mirano a creare le condizioni perché una rivolta popolare possa scuotere il potere. *I miei compatrioti sono persone intelligenti, istruite e molto coraggiose. Sono pronti a sacrificare la loro vita — e lo hanno già fatto — non solo per la nostra sovranità e le nostre libertà, ma anche per un mondo migliore. Qual è d'altronde l'alternativa? Dopo essere rimasti così a lungo sotto il giogo di un regime che perseguita il proprio popolo, minaccia i suoi vicini e destabilizza la regione, non è forse tempo di cambiare la situazione? *{{NDR|«Nell'ipotesi che i bombardamenti non bastino a rovesciare il regime, le sembrerebbe auspicabile il dispiegamento di truppe americane sul terreno?»}} Non accadrà, perché il presidente Trump ha chiaramente fatto sapere che non vuole inviare forze terrestri. Ho sempre detto all'amministrazione e al Congresso che neppure noi lo desideriamo. Le nostre forze terrestri sono i milioni di iraniani decisi a cacciare il regime, così come i numerosi militari, paramilitari e civili pronti a disertare. *Circolano molte voci {{NDR|sulle forze curde sul punto di entrare in Iran con sostegno statunitense}} ma non ho conferma di un simile progetto. Devo anche dire che la maggioranza delle organizzazioni che rappresentano i gruppi etnici del nostro paese — curdi, azeri o baluci — è in larga misura molto nazionalista. Tuttavia non è impossibile che alcuni elementi separatisti cerchino di approfittare delle circostanze per portare avanti le loro ambizioni sinistre e mettere in discussione l'integrità territoriale del nostro paese. Questa sarebbe una linea rossa che non potremmo tollerare. Se qualcuno pensa di sostenere questi piccoli gruppi minoritari, commette un errore di calcolo estremamente pericoloso che rischia di trascinare l'Iran in una direzione molto negativa. Una simile iniziativa contribuirebbe infatti a ridare legittimità al regime, che ha sempre sostenuto: "se ce ne andiamo, il paese andrà in pezzi". Per quanto mi riguarda, ricordo che il nostro progetto di transizione prevede di garantire la completa uguaglianza di tutti i cittadini iraniani, qualunque sia la loro etnia. *Nessuno si rallegra nel vedere vittime civili. Purtroppo il regime utilizza le stesse tattiche impiegate da Hamas a Gaza, nascondendo i propri miliziani nelle scuole, accanto agli ospedali o sotto edifici pubblici. Ho persino visto video nei quali trasferiscono i nostri prigionieri politici in siti suscettibili di essere colpiti per usarli come scudi umani. La responsabilità delle vittime civili ricade quindi innanzitutto sul regime. *[...] l'opzione militare è stata presa in considerazione solo come ultima risorsa. Prima di questo, il presidente Trump ha fatto di tutto per negoziare una soluzione diplomatica. Ma il regime non gli ha lasciato scelta. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/04/15/news/intervista_reza_pahlavi_iran_ritorno_assalto_finale_regime-425286566/ Pahlavi: "Contatti con l'Iran, sono pronto a tornare per l'assalto finale al regime"]''|Intervista di Maurizio Molinari, ''Repubblica.it'', 16 aprile 2026.|h=4}} {{NDR|Sulla [[guerra d'Iran]]}} *L'offensiva aerea è stata ricevuta bene dagli iraniani, che la volevano e aspettavano. È stato quasi un intervento di soccorso umanitario nei confronti di un popolo in ostaggio. E il regime ha reagito aumentando la repressione. *Le fratture si moltiplicano, nella burocrazia e fra i militari. Ma la defezione più importante e nuova è quella dei Guardiani della rivoluzione che si sono staccati dal resto del regime e tengono in ostaggio l'intero Iran. Stiamo andando verso una dittatura paramilitare, ed è lo scenario peggiore. *Da tempo la dittatura ha perso ogni aspetto islamico. L'identità è solo militare: nucleare, missili, terrorismo. È il regime dei pasdaran. È la fase più debole e pericolosa della dittatura nata nel 1979. Gli attacchi contro i Paesi vicini lo evidenziano. *Il sostegno a Solidarnosc di Walesa in Polonia ed al movimento di Mandela in Sudafrica portarono quei popoli a liberarsi da regimi che li opprimevano. Ed oggi l'Europa sostiene Zelensky e l'Ucraina aggredita. L'Iran non deve essere differente. Aiutate la nostra liberazione nazionale. Così come la campagna aerea di Usa ed Israele è stata simile ai bombardamenti alleati che durante la Seconda Guerra Mondiale portarono alla caduta delle dittature in Germania e Italia, aiutando i partigiani. La Francia fu liberata con lo sbarco in Normandia: anche l'Iran deve essere liberato. *Da troppo tempo i Paesi europei hanno accettato il dialogo con la dittatura, definendola ragionevole, firmando accordi di ogni genere. Come fece anche Obama sul nucleare. Ora siamo davanti ad un animale ferito assetato di vendetta. *La caduta del regime sarà un evento spartiacque, di portata globale. Siamo un popolo pacifico, con più identità culturali e religiose. Gli Accordi di Ciro che propongo consentiranno a tutti i Paesi della regione, ad arabi ed israeliani, di vivere in pace, generando stabilità, progresso ed opportunità. Sarà positivo anche per l'Europa: non dovrete più preoccuparvi di atomiche e missili che possono raggiungervi, l'estremismo diminuirà e un Paese di 90 milioni di abitanti diventerà vostro partner su crescita e sicurezza. Le nostre risorse energetiche possono consentire a Italia e Ue di non dipendere più dalla Russia. ==Citazioni su Reza Pahlavi== *Appartenere alla famiglia dello scià non è un crimine. Non mi risulta ad esempio che il figlio Reza si sia macchiato di colpe verso il popolo, quindi non ho nulla contro di lui. Può rientrare in Persia quando vuole e viverci come un normale cittadino. Che venga. ([[Ruhollah Khomeyni]]) *Ha un aspetto piuttosto occidentale questo quarantatreenne con la cravatta rossa, assertivo e tecnico, dal linguaggio tutto derivato dalla laurea in Scienze politiche: potrebbe divenire, se non il leader, almeno il simbolo unitario di una rivolta iraniana prossima ventura. ([[Fiamma Nirenstein]]) *Ha unito una parte significativa del popolo iraniano, è l’unico che sta provando a esercitare una leadership e si è assunto la responsabilità di guidare una transizione, anche per il fatto che non c’è concordia nelle varie anime dell’opposizione. Non esiste al momento un’altra alternativa. ([[Mahsa Mohebali]]) *Non capisco perché il figlio di un ex dittatore cacciato da una rivoluzione dovrebbe essere una soluzione. Per me è importante capire cosa vogliono gli iraniani. Però è vero che nella diaspora, tradizionalmente spaccata, c’è una convergenza sul suo nome. Anche grazie a un generale spostamento a destra. Però io penso che bisognerà ascoltare gli iraniani. Se è quello che vogliono, lo accetterò. Ma diffido di un uomo solo al comando che dice "sono il garante della democrazia". ([[Shida Bazyar]]) *Sono lieta che lo Scià sia riuscito finalmente a coronare il suo più ambito desiderio, quello di avere un principe ereditario. Sono felice di quanto avvenuto anche per il mio Paese e il mio popolo. ([[Soraya Esfandiary Bakhtiari]]) ===[[Farah Pahlavi]]=== *Il nome Pahlavi in Iran è intrecciato al secolarismo. Mio figlio, il principe Reza, ha portato avanti questa tradizione. Per oltre quattro decenni, in qualità di erede della corona Pahlavi, ha fatto della lotta per la democrazia laica la sua missione: un governo in cui la prima e l'ultima parola spetta allo Stato di diritto, derivato dalla volontà del popolo espressa alle urne. Ha anche insistito sulla sostituzione della forma di governo monocentrica con quella basata sulle istituzioni. Insieme al resto della Casa Pahlavi, condivido la sua visione e le sue speranze. *Mio figlio Ciro, che negli ultimi anni viene sempre più richiamato in Iran, è per la libertà e la democrazia. È convinto che in Iran la religione debba essere staccata dallo Stato, anche per rispetto alla religione e religiosi, la Repubblica Islamica non ama l'Islam. Reza sostiene che ci vuole la libertà come in Europa, non è che in Francia o in Italia non esistano dei buoni cattolici. *Mio figlio, il Principe Reza, che ha veramente dedicato la sua vita all'Iran per trent'anni, che è in contatto con gli iraniani attraverso i social media, crede a una democrazia laica, ai diritti dell'uomo, della donna, alla libertà di religione e all'integrità territoriale dell'Iran. *Reza si batte perché vinca la libertà: se il popolo vuole la monarchia, lui accetta di tornare. Se si vuole la repubblica, accetterà ugualmente, ma nel rispetto delle libertà. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Farah Pahlavi]], madre *[[Mohammad Reza Pahlavi]], padre ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pahlavi, Reza Ciro}} [[Categoria:Politici iraniani]] [[Categoria:Sovrani di Persia]] 0zxzi6j6jqs38amkk7up5911s12vx4q Viaggio in Italia (saggio) 0 143330 1410719 1309951 2026-04-16T09:56:09Z Spinoziano (BEIC) 86405 wlink 1410719 wikitext text/x-wiki {{torna a|Johann Wolfgang von Goethe}} [[File:Johann Heinrich Wilhelm Tischbein - Goethe in der roemischen Campagna.jpg|thumb|upright=1.5|''Goethe nella campagna romana'' (J.H.W. Tischbein, 1787)]] '''''Viaggio in Italia''''', saggio di [[Johann Wolfgang von Goethe]] pubblicato la prima volta tra il 1816 e il 1817. ==[[Incipit]]== Ratisbona, 4 settembre 1786.<br/>Alle tre del mattino me la svignai da Karlsbad temendo che altrimenti non mi avrebbero lasciato partire. Gli amici, che il 28 agosto avevano voluto così cordialmente festeggiare il mio compleanno, si erano con ciò acquistato il diritto di trattenermi, ma io non potevo rimanere più lungamente. Portando con me soltanto un portamantello ed una valigia mi buttai, solo, in una carrozza postale e giunsi a Zwoda alle sette e mezzo in un mattino nebbioso, ma bello e calmo. Le nubi più in alto erano come strisce lanose, quelle più in basso erano dense. Mi apparvero di buon augurio: speravo di poter godere d'un piacevole autunno dopo una così cattiva stagione estiva. ==Citazioni== *{{NDR|Su [[Trento]]}} Sono andato a giro per la città che è assai antica e che possiede, in alcune strade, case ben costruite. [...] La chiesa di questi Padri gesuiti si distingue subito per le colonne di marmo rosso sulla facciata, una pesante tenda chiude la porta e trattiene la polvere. La sollevai ed entrai nel piccolo peristilio, la chiesa propriamente detta è chiusa da una cancellata di ferro, in modo tale però che la si può abbracciare tutta con lo sguardo. [...] Un giovane uomo al quale domandai notizie delle cose notevoli della città, mi mostrò una casa che viene chiamata 'Casa del diavolo', casa che questo grande distruttore costruì, a quanto si dice, in una sola notte con sassi trasportati rapidamente sin là. Il brav'uomo non notò quanto in essa era degno di nota: quella è l'unica casa di buon gusto che io abbia veduto a Trento. (Trento, 10 settembre, sera<ref>Citato in ''Goethe e l'Italia'', Electa, Milano, 1989, p. 56.</ref>) *Egli {{NDR|l'architetto}} deve allestire questo [[anfiteatro|cratere]] con l'arte sua, ma nel modo più semplice possibile, perché il popolo ne sia il principale ornamento. Al vedersi così raccolto, il popolo è costretto infatti a stupire di se medesimo. E in realtà essendo abituato a vedersi in giro alla spicciolata e alla rinfusa o a trovarsi in una folla senza ordine né disciplina, il mostro dalle mille teste e dai mille cervelli ondeggiante e vagante all'impazzata si trova così riunito come in un nobile corpo, in un'unica massa, quasi una figura sola animata da uno spirito solo. (Verona, 16 settembre [1786]; Sansoni, 1970, pp. 266-267) *Lo scopo di questo mio magnifico viaggio non è quello d'illudermi, bensì di conoscere me stesso nel rapporto con gli oggetti. ([[Verona]], 17 settembre 1786; 2017, p. 45) *Un'ora o un'ora e mezzo prima di notte la nobiltà comincia a mettersi in moto, va sul Brà, il lungo stradone che conduce a Porta Nuova, esce di porta, gira intorno alle mura, e appena suona il vespro tutti ritornano. Alcuni si dirigono alle chiese per la devozione dell'''Ave Maria della sera''; altri si fermano sul Brà, i cavalieri si accostano alle carrozze, conversano con le dame, e tutto continua così per qualche tempo; io non ho mai aspettato sino alla fine, ma i passeggiatori non si ritirano che a notte fonda. ([[Verona]], 17 settembre 1786; 2017, pp. 47-48) *Soltanto al cospetto di queste architetture se ne apprezza il grande valore, perché esse sono intese a colmare l'occhio con la loro reale grandezza e corposità, e ad appagare lo spirito con la bella armonia delle loro dimensioni, non solo sotto forma di astratti disegni, ma con tutte le sporgenze e le rientranze della loro prospettiva; perciò io dico che il [[Andrea Palladio|Palladio]] è stato davvero un grand'uomo sia nel sentire che nell'operare. ([[Vicenza]], 19 settembre 1786; 2017, p. 54) *Oggi mi sono fatta un'idea ancora più approfondita di Venezia, acquistandone la pianta. Dopo averla studiata più o meno, salii sul campanile di San Marco, dal quale lo sguardo abbraccia uno spettacolo unico. Era circa mezzogiorno e il sole splendeva luminoso, tanto che non ebbi bisogno del cannocchiale per distinguere esattamente cose vicine e lontane. La marea copriva la laguna, e quando mi volsi a guardare il cosiddetto Lido [...] vidi per la prima volta il mare e su di esso alcune vele. ([[Venezia]], 30 settembre 1786; 2017, p. 74) *Sono rimasto colpito dalla grande sporcizia delle strade, facendo di conseguenza alcune considerazioni. In materia esiste certamente un qualche regolamento: la gente spinge il sudiciume negli angoli, e vedo anche mandar su e giù grosse imbarcazioni che si fermano in punti determinati e raccolgono l'immondizia [...]. In queste operazioni non v'è logica né rigore, e tanto più è imperdonabile la sporcizia della città, che per le sue caratteristiche potrebbe esser tenuta pulita come lo è qualunque città olandese. ([[Venezia]], 1º ottobre 1786; 2017, pp. 74-75) *Il [[Guercino]] è un pittore intimamente probo, virilmente sano, senza rozzezze; le sue opere si distinguono anzi per gentile grazia morale, per tranquilla e libera grandiosità, e per un che di particolare che consente, all'occhio appena esercitato, di riconoscerle al primo sguardo. La levità, la purezza e la perfezione del suo pennello sono stupefacenti. Per i panneggi usa colori particolarmente belli, con mezze tinte bruno-rossicce, assai ben armonizzanti con l'azzurro che pure predilige. (Cento, 17 ottobre 1786; 2017, p. 111) *Verso sera finalmente mi sottrassi a questa vecchia, rispettabile e dotta città {{NDR|[[Bologna]]}}, alle sue folle di gente che, protette dal sole e dal maltempo grazie ai portici fiancheggianti quasi tutte le vie, possono andar su e giù, attardarsi a curiosare, far compere e badare agli affari. ([[Bologna]], 18 ottobre 1786; 2017, p. 113) *Nel grande quadro di Guido {{NDR|il pittore [[Guido Reni]]}} della ''Chiesa dei Mendicanti''<ref>Si tratta del quadro di [[Guido Reni]] ''Madonna della Pietà'' oggi alla Pinacoteca di Bologna</ref> c'è tutto quanto ci si può aspettare dalla pittura, ma anche quanto di più assurdo si può richiedere e pretendere dal pittore. È un quadro votivo, credo che l'intero Senato lo abbia non solo encomiato, ma anche progettato. I due angeli, che sarebbero degni di consolare l'infelicità di una Psiche, qui debbono... <br>San Procolo è una bella figura; ma tutti quegli altri vescovi e preti! In basso, bimbi celestiali che si trastullano con degli emblemi. Il pittore aveva il coltello puntato alla gola e ha cercato di cavarsela alla meglio, adoperandosi per dimostrare almeno che il barbaro non era lui. (Bologna, 19 ottobre 1786; 2017, p. 115) *Nel ''palazzo Tanari'' si trova un celebre quadro di Guido {{NDR|il pittore [[Guido Reni]]}}, che raffigura una Madonna che allatta il Bambino<ref>Probabilmente si tratta della ''Madonna del latte'' oggi appartenente ad una collezione privata a [[New York]].</ref>, più grande del vero; la testa pare dipinta da un Dio, e indicibile è l'espressione dello sguardo rivolto al poppante. La definirei una tacita, profonda rassegnazione, come se non a un figlio dell'amore e della gioia, bensì a un figlio del cielo e non suo, furtivamente sostituito, ella stesse porgendo il seno, perché è così e non altrimenti, e nella sua profonda umiltà essa non comprende nemmeno come le sia toccata questa sorte. Tutto il resto dello spazio è riempito da un immenso drappeggio, assai lodato dagli intenditori; quanto a me, non saprei proprio che farmene. Per di più i colori si sono appannati, e la sala e la luce non erano molto favorevoli. (Bologna, 19 ottobre 1786; 2017, pp. 115-116) *Le chiese cristiane mantengono tuttora la pianta basilicale, quantunque sarebbe forse più adatta al culto la forma dell'antico tempio. Gl'istituti scientifici hanno ancora un aspetto conventuale, perché fu in quei pii recinti che gli studi trovarono dapprima spazio e tranquillità. Le aule dei tribunali italiani sono alte e spaziose nella misura consentita dai mezzi di ciascun comune, affinché si possa credere di trovarsi all'aperto su una piazza di mercato, là dove un tempo veniva resa giustizia. E noi non continuiamo a costruire sotto un sol tetto grandissimi teatri, con tutti i loro accessori, come se si trattasse d'una qualunque baracca da fiera messa su con quattro tavole per una breve durata? (Bologna, 19 ottobre 1786; 2017, p. 119) *Gli [[Appennini]] sono per me un pezzo meraviglioso del creato. Alla grande pianura della regione padana segue una catena di monti che si eleva dal basso, per chiudere verso sud il continente fra i due mari. Se la struttura di questi monti non fosse troppo scoscesa, troppo elevata sul livello del mare e così stranamente intricata; se avesse potuto permettere al flusso e riflusso di esercitare in epoche remote la loro azione più a lungo, di formare delle pianure più vaste e quindi inondarle, questa sarebbe stata una delle contrade più amene nel più splendido clima, un po' più elevata che nel resto del paese. Ma così è un bizzarro groviglio di pareti montuose a ridosso l'una dell'altra; spesso non si può nemmeno distinguere in quale direzione scorra l'acqua. Se le valli fossero meglio colmate e le pianure più regolari e più irrigue, si potrebbe paragonare questa regione alla Boemia; con la differenza che qui le montagne hanno un carattere sotto ogni aspetto diverso. Ma non si deve tuttavia immaginarsi un deserto, bensì una regione quasi dappertutto coltivata benché montuosa. I castagni prosperano egregiamente; il frumento è bellissimo e le messi ormai verdeggianti. (22 ottobre 1786, sera; Sansoni 1970, p. 307) *Non mi sarei mai saziato d'osservare la facciata {{NDR|del Tempio di Minerva ad [[Assisi]]}} e la geniale coerenza dell'artista ch'essa dimostra. [...] A malincuore mi strappai a quella vista, proponendomi di richiamare l'attenzione di tutti gli architetti su questa fabbrica, in maniera che se ne possa avere una pianta esatta. ([[Perugia]], 25 ottobre 1786 sera; 2017, p. 128) [[File:SpoletoPonteDelleTorri ty20060511r12086.jpg|thumb|Citazione da ''Viaggio in Italia'', a [[Spoleto]]]] *{{NDR|Parlando del [[:it:w:Ponte delle Torri|Ponte-acquedotto delle Torri]]}} Sono salito a [[Spoleto]], mi sono recato sull'acquedotto che fa anche da ponte tra una montagna e l'altra. Le dieci arcate che scavalcano la valle se ne stanno tranquille nei loro mattoni secolari, e continuano a portar acqua corrente da un capo all'altro di Spoleto. Per la terza volta vedo un'opera costruita dagli antichi, e l'effetto di grandiosità è sempre lo stesso. Una seconda natura, intesa alla pubblica utilità: questa fu per loro l'architettura, e in tal guisa ci si presentano l'anfiteatro, il tempio e l'acquedotto. Soltanto ora avverto come avevo ragione nell'esecrare tutte quelle stravaganze, quali per esempio, il ''Winterkasten'' sul ''Weissenstein''<ref>Si riferisce a un'ala del [[:en:Castello di Wilhelmshöhe|Castello di Wilhelmshöhe]] nel parco vicino a [[Kassel]].</ref>, un nulla destinato al nulla, un gigantesco trofeo zuccherino; e così dicasi di altre mille cose. Tutta roba nata morta, perché ciò che è privo di vera esistenza interiore è materia senza vita, non può avere né raggiungere la grandezza. ([[Terni]], 27 ottobre 1786; 2017, p. 133) *Dunque domani sera a [[Roma]]! Non riesco ancora a crederci; e se questo mio voto sarà appagato, che cosa potrei desiderare ancora? (28 ottobre 1786; 2017, p. 136) *Sl, sono arrivato finalmente in questa capitale del mondo! Se l'avessi visitata quindici anni or sono, in buona compagnia, sotto la scorta di un uomo davvero intelligente, mi stimerei certo fortunato. Ma poiché dovevo visitarla da solo, e vederla coi miei occhi soltanto, è bene che tanta gioia mi sia stata concessa così tardi. (Roma, 1º novembre 1786; Sansoni, 1970, p. 315) *Non osavo quasi confessare a me stesso la mia meta, ancora per via ero oppresso dal timore, e solo quando passai sotto ''Porta del Popolo'' seppi per certo che [[Roma]] era mia. (Roma, 1º novembre 1786; 1983) *La funzione era già incominciata, e il [[Papa]]<ref>Il papa che egli vide era Pio VI Braschi, regnante dal 1775 al 1779.</ref> si trovava in chiesa con i cardinali. Bellissima e dignitosa la virile figura del Santo Padre; i vari i cardinali d'età e d'aspetto. <br>Mi prese lo strano desiderio che il capo supremo della Chiesa aprisse l'aurea sua bocca e, parlando estatico dell'indicibile letizia delle anime beate, comunicasse anche a noi la propria estasi. Ma poiché lo vidi semplicemente andar su e giù davanti all'altare, volgendosi un po' di qua e un po' di là, gesticolando e borbottando come un prete qualunque, si risvegliò in me il peccato originale del protestante, e il noto e consueto rito della messa non mi piacque più per nulla. (Roma, 3 novembre 1786; 2017, pp. 139-140) *Vidi con ammirazione la ''[[Sepoltura e gloria di santa Petronilla|Santa Petronilla]]'' del [[Guercino]], che prima si trovava in S. Pietro, mentre adesso l'originale è sostituito da una copia a mosaico. Il cadavere della santa viene sollevato dalla tomba e la sua persona, risorta a vita, è accolta nell'empireo da un celeste giovinetto. Si può discutere di questa doppia azione, ma il pregio del quadro è inestimabile. (Roma, 3 novembre 1786; 2017, pp. 140-141) *Più incantato ancora rimasi di fronte a un quadro di [[Tiziano Vecellio|Tiziano]]<ref>''La Madonna di San Niccolò dei Frari'', precedentemente al Quirinale oggi alla Pinacoteca Vaticana.</ref>. Esso supera in splendore quanti ne ho finora veduti. Se ciò dipenda dalla mia più affinata sensibilità, o se davvero esso sia il più bello, non saprei dire di certo. Un'immensa pianeta, tutta rigida di ricami o meglio di ornamenti dorati a sbalzo, avvolge un'imponente figura di vescovo. Col massiccio pastorale nella mano sinistra egli mira estatico il cielo, mentre con la destra regge un libro dal quale sembra essergli testé giunto un segno divino. Dietro di lui una bella giovane, con un ramo di palma in mano, getta sul libro aperto uno sguardo di amabile attenzione. Sulla destra un vecchio dall'aria pensosa, vicino al libro, non sembra prestargli alcun interesse; tiene in mano una chiave, nell'atteggiamento di chi confida di trovare l'accesso da solo. Dirimpetto a questo gruppo un'armoniosa figura nuda di adolescente, incatenato e trafitto da frecce, guarda innanzi in atto umilmente sommesso; nel mezzo, due frati recanti una croce e un giglio si volgono devotamente verso i celesti personaggi. Dischiusa è infatti la sommità della parete semicircolare che fa da sfondo all'intero gruppo, e lassù, in gloria suprema, una Madre partecipe si china verso il basso. In grembo a lei, il vispo e allegro Bambino protende con ilare gesto una ghirlanda; si direbbe anzi che voglia gettarla giù. Sui due lati si librano angeli con una scorta di ghirlande. Più in alto di tutti, infine, sovrastando un triplice cerchio luminoso, domina la divina colomba, punto centrale e chiave di volta insieme. <br>Viene spontaneo pensare: a fondamento di tale visione dev'esserci qualcosa di sacro, di tramandato da tempi antichi, per cui si sian potuti riunire in un sol gruppo, con tanta arte tanta forza di significato, personaggi così differenti ed eterogenei. Non ci chiediamo come o perché, solo constatiamo il fatto che ammiriamo l'eccellenza dell'arte. (Roma, 3 novembre 1786; 2017, pp. 141-142) *Solo a Roma è possibile prepararsi a comprendere Roma. (Roma, 5 novembre 1786; Sansoni, 1970, p. 317) *A considerare un'esistenza che risale a duemila anni e più, trasfigurata dalla vicenda dei tempi in modo così vario e talora così radicale, mentre è pur sempre quello stesso suolo, quegli stessi colli, spesso perfino le stesse colonne e le stesse mura, e perfino nella popolazione si vedono ancora le stimmate del carattere antico, si finisce col diventar contemporanei dei grandi disegni del destino; ed ecco perché in sul principio riesce difficile all'osservatore il discernere come Roma sia succeduta a Roma, e non soltanto la nuova sopra l'antica, ma le varie epoche dell'antica e della nuova l'una sull'altra. (Roma, 5 novembre 1786; Sansoni, 1970, p. 317) *Ma, confessiamolo, è dura e contristante fatica quella di scovare pezzetto per pezzetto, nella nuova Roma, l'antica; eppure bisogna farlo, fidando in una soddisfazione finale impareggiabile. Si trovano vestigia di una magnificenza e di uno sfacelo che superano, l'una e l'altro, la nostra immaginazione. Ciò che hanno rispettato i barbari, l'han devastato i costruttori della nuova Roma. (Roma, 7 novembre 1786; 2017, p. 143) [[File:Loge du 2ème étage du palais apostolique du Vatican.jpg|thumb|Le logge di Raffaello]] *Le ''Logge di Raffaello'' e i grandi dipinti della ''Scuola d'Atene'', ecc., li ho visti oggi per la prima volta, ed è come se uno volesse studiare [[Omero]] su di un manoscritto parzialmente deteriorato e cancellato.<ref>A quell'epoca i dipinti erano deteriorati anche a causa di cattivi restauri.</ref> Il piacere che viene dalla prima impressione è incompleto; solo quando si è veduto e studiato tutto, a poco a poco e parte per parte, il godimento è totale. Ben conservati sono soprattutto i soffitti delle Logge, raffiguranti storie bibliche; la pittura è così fresca come fosse di ieri, ma solo per la minor parte è di mano di [[Raffaello Sanzio|Raffaello]]; comunque tutta splendidamente eseguita in base ai suoi disegni e sotto la sua direzione. (7 novembre 1786; 2017, p. 146) *Mi piace assai riandare con la mente a [[Venezia]], a quella grande realtà sorta dal grembo del mare come Pallade dal cervello di [[Zeus|Giove]]. (Roma, 9 novembre 1786; 2017, p. 147) *Qui la grandiosità della Rotonda {{NDR|il Pantheon di Roma}}, sia all'esterno che all'interno, ha suscitato in me un gioioso senso di referenza. In San Pietro m'è divenuto chiaro come l'arte, al pari della natura, possa trascendere ogni rapporto comparativo. (Roma, 9 novembre 1786; 2017, p. 147) *Null'altro saprei dire di questo popolo se non che è gente allo stato di natura, gente che, in mezzo agli splendori e alle solennità della religione e dell'arte, non si scosta d'un capello da quel che sarebbe se vivesse nelle grotte e nei boschi. Ciò che fa colpo su tutti gli stranieri, e che attualmente è oggetto dei discorsi (ma solo dei discorsi) dell'intera città, è la frequenza con cui si commettono gli omicidii. In queste tre settimane già quattro persone sono state uccise nel nostro quartiere. (Roma, 24 novembre 1786; 2017, p. 158) *Qui a [[Roma]] si vedono tanti stranieri che non vengono sempre a visitare questa capitale del mondo per amore dell'arte somma, ma amano passare anche altrimenti il loro tempo. (Roma, 1 dicembre 1786; 2017, p. 159) *Anche le antichità romane cominciano a darmi diletto. Storia, iscrizioni, monete, delle quali non volevo sentir parlare, tutto mi si affolla innanzi. Quello che già nella storia naturale, mi accade ora anche in quest'altro campo: qui infatti si riattacca tutta la storia del mondo ed io considero come un mio secondo natalizio, come una vera rinascita, il giorno in cui sono arrivato a Roma. (Roma, 3 dicembre 1786; Sansoni, 1970, p. 327) *Mi ero già accorto che [[Johann Heinrich Wilhelm Tischbein|Tischbein]] mi osservava sovente con attenzione, e ora si scopre che vuol dipingere il mio ritratto. Il bozzetto è pronto, la tela già montata. Vi figurerò a grandezza naturale in veste di viaggiatore, avvolto in un mantello bianco, seduto all'aperto su un obelisco rovesciato, nell'atto di contemplare i ruderi della Campagna romana in lontananza. Ne verrà un bel quadro, solo che sarà troppo grande per le nostre case nordiche; io non potrò che tornare a rimpiattarmi là dentro, ma non ci sarà posto per il ritratto. (Roma, 29 dicembre 1786; 2017, p. 169) [[File:Colosseo 2020.jpg|thumb|Il Colosseo di notte]] *Incantevole è soprattutto la vista del [[Colosseo]], che di notte è chiuso; all'interno, in una cappelletta, vive un eremita e sotto le volte in rovina si riparano i mendicanti. Essi avevano acceso il fuoco sul terreno del fondo, e un venticello spingeva il fumo sopra tutta l'arena, coprendo la parte bassa dei ruderi, mentre le mura gigantesche torreggiavano fosche in alto; noi, fermi davanti all'inferriata, contemplavamo quel prodigio, e in cielo la luna splendeva alta e serena. A poco a poco il fumo si diffondeva attraverso le pareti, i vani, le aperture, e nella luce lunare sembrava nebbia. Era uno spettacolo senza l'uguale. Così si dovrebbero vedere illuminati il Pantheon e il Campidoglio, il colonnato di S. Pietro e altre grandi vie e piazze. E così il sole e la luna, non dissimilmente dallo spirito umano, hanno qui tutt'altra funzione che in altri luoghi: qui, dove il loro sguardo è fronteggiato da masse enormi, eppure formalmente perfette. (Roma, 2 febbraio 1787; 2017, pp. 186-187) *A ''Trinità dei Monti'' stanno scavando per gettare le basi del nuovo obelisco;<ref>L'obelisco venne fatto erigere dal papa Pio VI</ref> lassù il terreno non è che materiale riportato dalle rovine dei giardini appartenuti a Lucullo e poi di proprietà dei Cesari. (Roma, 13 febbraio 1787; 2017, p. 187) *Il mio grande ritratto iniziato da [[Johann Heinrich Wilhelm Tischbein|Tischbein]] sta già emergendo dalla tela. L'artista s'è fatto preparare da un abile scultore un modellino in creta, lo ha drappeggiato con un elegante mantello e se ne serve per dipingere di lena, perché il quadro dovrebbe trovarsi già abbastanza a buon punto prima della nostra partenza per [[Napoli]], e anche il solo coprire di colori una tela così vasta esige tempo. (Roma, 17 febbraio 1787; 2017, p. 193) *Assai importante è per me compiere questo viaggio in compagnia di Tischbein, che sa osservare con sguardo tanto acuto sia la natura che l'arte; da bravi tedeschi, comunque, non sappiamo rinunciare ai propositi e alle prospettive di lavoro. (Roma, 21 febbraio 1787; 2017, p.195) *Avvicinandoci a [[Napoli]], l'atmosfera si era fatta completamente sgombra di nubi e noi ci trovammo veramente in un altro mondo. Le abitazioni coi tetti a terrazza facevan comprendere che eravamo in un clima diverso; ma non credo che nell'interno esse siano molto ospitali. Tutti sono sulla strada, tutti seggono al sole finché finisce di brillare. Il napoletano crede veramente d'essere in possesso del paradiso, e dei paesi settentrionali ha un concetto molto triste: «Sempre neve, case di legno, grande ignoranza, ma danari assai». Questa è l'idea che essi hanno delle cose nostre. A edificazione di tutte le popolazioni tedesche, questa caratteristica, tradotta, significa: «''Immer Schnee, hölzerne Häuser, grosse Unwissenheit, aber Geld genug''».<br>Napoli per sé si annunzia giocondamente, piena di movimento e di vita; una folla innumerevole s'incrocia per le vie; il re è a caccia, la regina incinta, e non si potrebbe desiderare nulla di meglio. (Napoli, 25 febbraio 1787; Sansoni, 1970, p. 346) *Il napoletano è convinto d'avere per sé il paradiso e si fa un'idea ben triste delle terre del settentrione: «Sempre neve, case di legno, gran ignoranza, ma danari assai». Così si figurano il nostro stato; per l'edificazione dell'intero popolo di [[Germania]] ho voluto annotare tale caratteristica. (Napoli, 25 febbraio 1787; 2017, p. 204) *Oggi ci siamo dati alla pazza gioia e abbiamo dedicato il nostro tempo a contemplare meravigliose bellezze. Si dica o racconti o dipinga quel che si vuole, ma qui ogni attesa è superata. Queste rive, golfi, insenature, il [[Vesuvio]], la città, coi suoi dintorni, i castelli, le ville! Al tramonto andammo a visitare la ''Grotta di Posillipo'', nel momento in cui dall'altro lato entravano i raggi del sole declinante. Siano perdonati tutti coloro che a Napoli escono di senno! Ricordai pure con commozione mio padre, cui proprio le cose da me vedute oggi per la prima volta avevano lasciato un'impressione incancellabile. (Napoli, 27 febbraio 1787; 2017, pp. 205-206) *[...] come si suol dire che colui, al quale è apparso uno spettro, non può più esser lieto, così si potrebbe dire al contrario che non sarà mai del tutto infelice chi può ritornare, col pensiero, a Napoli. (Napoli, 27 febbraio 1787; Sansoni, 1970, p. 347) *Una gita per mare a [[Pozzuoli]], un breve tratto di strada per terra, passeggiate piacevoli nella contrada la più amena del mondo. Il suolo il più infido, sotto il cielo il più limpido! Acque bollenti, grotte le quali sprigionano vapori zolforosi, monti calcari, decomposti, selvaggi, ostili alla vita delle piante, ed ad onta di ciò, vegetazione rigogliosa quanto si possa vedere dovunque; la vita che trionfa sulla morte; stagni, ruscelli, e per ultimo una foresta stupenda di querce, sulla pendice di un antico volcano.<br>Il pensiero ricorre ivi, ora alla natura, ora alla storia dei popoli scomparsi. Si vorrebbe riflettere, meditare, ma non vi si riesce. (Napoli, il 1 Marzo<ref>Da ''Ricordi di viaggio in Italia nel 1786-87'', parte II, Napoli, traduzione di [[Augusto Nomis di Cossilla]], Stabilimento Tipografico Librario Ditta Editrice F. Manini, Milano, 1875, [https://it.wikisource.org/wiki/Ricordi_di_viaggio_in_Italia_nel_1786-87/Parte_II/Napoli wikisource]</ref> *«Vedi Napoli e poi muori». Dicono qui. ([[Napoli]], 2 marzo 1787; 2017, p. 209) *Attualmente non si ha sentore di [[Terremoto|terremoti]] nell'Italia del sud; a settentrione, invece, [[Rimini]] e i paesi circostanti hanno recentemente subìto danni. È un fenomeno bizzarro e capriccioso, e qui se ne parla come del vento e delle intemperie, o come degli incendi in Turingia. ([[Napoli]], 2 marzo 1787; 2017, p. 209) *Se i napoletani non vogliono saperne di lasciar la loro città, se i loro poeti decantano con iperboli esagerate la felicità della sua posizione, bisognerebbe scusarli, anche se nei dintorni sorgessero due o tre [[Vesuvio|Vesuvi]] di più. In questo paese non è assolutamente possibile ripensare a Roma; di fronte alla posizione tutta aperta di Napoli, la capitale del mondo, nella valle del Tevere, fa l'impressione di un monastero mal situato. ([[Napoli]], 3 marzo 1787; Sansoni, 1970, p. 349) *In arte solo l'ottimo è buono abbastanza. ([[Napoli]], 3 marzo 1787; 2017, p. 211) *Incredibile ed indescrivibile è invece la maestà d'un chiaro di luna piena, quale noi l'abbiamo goduto passeggiando per le vie e le piazze della [[riviera di Chiaia]], la passeggiata che non finisce mai, e poi su e giù lungo la riva del mare. C'è da sentirsi veramente presi dallo spazio infinito. Ma vale anche la pena di sognare così. (Napoli, 5 marzo 1787; Sansoni, 1970, p. 350) *Debbo darvi qualche breve ragguaglio di carattere generale circa un uomo egregio che ho conosciuto in questi giorni: il cavalier [[Gaetano Filangieri|Filangieri]], noto per il suo libro sulle legislazioni. Egli fa parte di quei giovani degni di stima che hanno di mira la felicità degli uomini, non disgiunta da un'onorevole libertà. Dal suo contegno traspare il decoro del soldato, del cavaliere e dell'uomo di mondo, temperato però dall'espressione d'un delicato senso morale diffuso in tutto il suo essere e che emana bellamente dalla parola e dal gesto. (Napoli, 5 marzo 1787; 1983) *Con la sua piccolezza e angustia di spazio, [[Pompei]] è una sorpresa per qualunque visitatore: strade strette ma diritte e fiancheggiate da marciapiedi, cassette senza finestre, stanze riceventi luce dai cortili e dai loggiati attraverso le porte che vi si aprono; gli stessi pubblici edifici, la panchina presso la porta della città, il tempio e una villa nelle vicinanze, simili più a modellini e a case di bambola che a vere case. Ma tutto, stanze, corridoi, loggiati, è dipinto nei più vivaci colori: le pareti sono monocrome e hanno al centro una pittura eseguita alla perfezione, oggi però quasi sempre asportata; agli angoli e alle estremità, lievi e leggiadri arabeschi, da cui si svolgono graziose figure di bimbi e di ninfe, mentre in altri punti degli animali domestici sbucano da grandi viluppi di fiori. (Napoli, 11 marzo 1787; 2017, pp. 219-220) *Tutto induce a credere che una terra felice come questa, dove ogni elementare bisogno si trova copiosamente soddisfatto, produca anche gente di indole felice, capace di aspettare flemmaticamente dall'indomani ciò che ha portato l'oggi e di vivere, quindi, senza pensieri. ([[Napoli]], 12 marzo 1787; p. 221) *Riscontro in questo popolo un'industriosità sommamente viva e accorta, al fine non già ad arricchirsi ma di vivere senza affanni. ([[Napoli]], 12 marzo 1787; p. 222) *La posizione è di eccezionale bellezza, nella più lussureggiante piana del mondo, ma con estesi giardini che si prolungano fin sulle colline; un acquedotto v'induce un intero fiume, che abbevera il palazzo e le sue adiacenze, e questa massa acquea si può trasformare, riversandola su rocce artificiali, in una meravigliosa cascata. I giardini sono belli e armonizzano assai con questa contrada che è un solo giardino. ([[Caserta]], 14 marzo 1787; pp. 228-229) *{{NDR|La [[Reggia di Caserta]]}} [...] un palazzo immenso che ricorda l'[[Monastero dell'Escorial|Escuriale]], costruito in quadrato, con parecchi cortili: una residenza veramente regale. Posizione di una bellezza straordinaria, nella pianura più fertile del mondo, in cui il parco si stende fino al piede delle montagne. Un acquedotto vi porta un fiume intero, per dare acqua e frescura alla Villa e ai dintorni; e tutta la massa d'acqua, gettata su rocce disposte ad arte, forma poi una cascata meravigliosa. I giardini del parco sono stupendi, in perfetta armonia con un lembo di terra che è tutta un giardino. (Caserta, 14 marzo 1787; Sansoni, 1970, p. 358) *Napoli è un paradiso; tutti vivono in una specie di ebbrezza e di oblio di se stessi. A me accade lo stesso; non mi riconosco quasi più, mi sembra d'essere un altr'uomo. Ieri mi dicevo: o sei stato folle fin qui, o lo sei adesso. ([[Caserta]], 16 marzo 1787; Sansoni, 1970, p. 359) *Se a [[Roma]] si studia con piacere, a Napoli non si vuole che vivere; si dimentica se stessi e l'universo; quanto a me, è una sensazione abbastanza strana questa di non aver da fare che con uomini che pensano a godere. ([[Caserta]], 16 marzo 1787; Sansoni, 1970, p. 359) *Qui la gente non si dà alcun pensiero dei fatti altrui; è molto se si accorgono di correre qua e là, l'uno accanto all'altro; vanno e vengono tutto il giorno in un paradiso, senza guardarsi troppo intorno, e quando la bocca dell'inferno loro vicino minaccia di montar sulle furie, ricorrono a [[San Gennaro|S.Gennaro]] e al suo sangue, come del resto tutto il mondo ricorre al sangue, contro la morte e contro il demonio. (Napoli, 17 marzo 1787; Sansoni, 1970, p. 361) *È interessante e fa così bene, aggirarsi tra una folla innumerevole e irrequieta come questa. Tutti si rimescolano come le onde d'un torrente, eppure ognuno trova la sua via e arriva alla sua meta. Solo in mezzo a tanta folla e fra tanta irrequietezza io mi sento veramente tranquillo e solo; e più le vie rumoreggiano più mi sento calmo. ([[Napoli]], 17 marzo 1787; Sansoni, 1970, p. 361) *Il più splendido tramonto, una serata di paradiso, mi hanno estasiato al ritorno<ref>Dal Vesuvio.</ref>Ho potuto tuttavia sentire come un contrasto così enorme basti a turbare i nostri sensi. L'orribile accostato al bello, il bello all'orribile, si annullano a vicenda e finiscono per produrre una sensazione d'indifferenza. Non v'ha dubbio che il napoletano sarebbe un altr'uomo, se non si sentisse prigioniero fra Dio e Satana. (Napoli, lunedì 19 marzo 1787; Sansoni, 1970, pp. 364) *Oggi Vedremo un quadro del [[Correggio]] che è in vendita: non è perfettamente conservato, ma tuttavia reca in modo indelebile il marchio felice della grazia. Rappresenta una ''Madonna con Bambino''<ref>Di cui non si hanno notizie certe.</ref>, nell'istante in cui il bambino esita fra il seno materno e alcune pere che un angioletto gli porge: un [[Cristo]] svezzato, insomma. L'idea mi sembra piena di tenerezza, la composizione mossa, naturale e indovinata, l'esecuzione affascinante. Fa subito pensare allo ''Sposalizio di santa Caterina''<ref>Questo quadro è attualmente esposto alla Pinacoteca di Capodimonte</ref>, e non ho dubbi che sia di mano del Correggio. (Napoli, 22 marzo 1787; 2017 p. 242) *La sera, dalle finestre di [[Salerno]], eseguimmo un altro disegno di quella località incredibilmente amena e ferace, che mi risparmierà ulteriori descrizioni. Chi non sarebbe stato incline a studiare lì, nei bei tempi in cui fioriva l'[[Scuola Medica Salernitana|alta Scuola]]? {{NDR|si riferisce all'Università di Salerno famosa per le scuole di medicina, chiusa poi nel 1812}} (Napoli, 23 marzo 1787; 2017, p. 243) *Finalmente, incerti se stessimo avanzando tra rupi o macerie, finimmo col riconoscere in alcune grandi, lunghe masse quadrangolari che avevamo già avvistate di lontano, i templi e i monumenti superstiti e memorie di un'antica, fiorente città. ([[Paestum]], 23 marzo 1787; 2017, p. 244) *Poco dopo arrivammo ad un'altura, dove un quadro grandioso si presentò ai nostro occhi. Napoli in tutta la sua magnificenza, con le sue case schierate lungo la spiaggia del golfo per parecchie miglia, i promontori, le lingue di terra, le pareti delle rocce, e poi le isole, e, nello sfondo, il mare: spettacolo davvero incantevole.<br>Un canto selvaggio, o piuttosto un grido, un urlo di gioia mi spaventò e mi turbò: era il ragazzo, che stava nel biroccio dietro a noi. Io lo rimproverai vivacemente, mentre fino allora egli non aveva inteso una sola parola aspra da noi, essendo in fondo un buon figliuolo. Per un poco, non si mosse; poi mi batté lievemente sulla spalla, tese fra noi due il braccio destro con l'indice alzato e: – Signor, perdonate – disse – questa è la mia patria! Ciò che mi sorprese non men di prima e mi fece luccicare negli occhi, povero figlio del nord, qualche cosa come una lacrima. (Napoli], venerdì 23 marzo 1787; Sansoni, 1970, p. 366) *{{NDR|Kniep}} mi condusse sulla terrazza di una casa, dalla quale si poteva abbracciar con lo sguardo specialmente la parte bassa di Napoli, verso il molo, col golfo e la spiaggia di Sorrento; tutta la parte a destra si presentava in uno sfondo singolarissimo, come forse sarebbe difficile vedere da tutt'altro punto. Napoli e bella e stupenda da per tutto. (Napoli, venerdì 25 marzo 1787, Annunciazione di [[Maria (madre di Gesù)|Maria]]; Sansoni, 1970, p. 366) *La [[Sicilia]] è un preannuncio dell'[[Asia]] e dell'[[Africa]], e trovarsi in persona nel centro prodigioso cui convergono tanti raggi della storia del mondo non è cosa da poco. (Napoli, 26 marzo 1787; 2017, p. 247) *Con la gente già mi trovo molto meglio. Solo bisogna pesarla con la bilancia del bottegaio e in nessun modo con quella dell'oro come, purtroppo, gli amici spesso fanno fra di loro per umore ipocondriaco o per singolari, straordinarie pretese. Qui l'uno non sa nulla dell'altro e notano appena che corrono qua e là gli uni accanto agli altri. Vanno e vengono ogni giorno in un paradiso, senza troppo guardare attorno a sé. E se l'abisso infernale che hanno vicino va in furore, si ricorre al sangue di San Gennaro, come tutto il mondo, anche contro il diavolo e la morte, ricorre o vorrebbe ricorrere al sangue. (ed. 1973) *Anche a me qui {{NDR|[[Napoli]]}} sembra di essere un altro. Dunque le cose sono due: o ero pazzo prima di giungere qui, oppure lo sono adesso. *Alle tre del pomeriggio, con sforzo e fatica, entrammo finalmente nel porto, dove ci si presentò il più ridente dei panorami. Mi sentivo del tutto rimesso, e il mio godimento fu grande. La città, situata ai piedi di alte montagne, guarda verso nord; su di essa, conforme all'ora del giorno, splendeva il sole, al cui riverbero tutte le facciate in ombra delle case ci apparivano chiare. A destra il [[Monte Pellegrino]] con la sua elegante linea in piena luce, a sinistra la lunga distesa della costa, rotta da baie, penisolette, promontori. Nuovo fascino aggiungevano al quadro certi slanciati alberi dal delicato color verde, le cui cime, illuminate di luce riflessa, ondeggiavano come grandi sciami di lucciole vegetali davanti alle case buie. Una chiara vaporosità inazzurriva tutte le ombre. ([[Palermo]], 2 aprile 1787; 2017, p. 254) *Nostra prima cura fu quella di studiare bene la città, assai facile da osservarsi superficialmente ma difficile da conoscere; facile perché una strada lunga alcune miglia l'attraversa dalla porta inferiore a quella superiore, ossia dalla marina sino al monte, ed è a sua volta incrociata da un'altra pressappoco a metà, dimodoché ciò che si trova su queste due linee è comodamente visibile; la città interna, al contrario, disorienta lo straniero, che può dirigersi in tale labirinto solo con l'aiuto d'una guida.<br>Al crepuscolo dedicammo la nostra attenzione alla fila di carrozze con le quali i notabili compiono la loro famosa passeggiata a mare fuori cinta, per godere l'aria fresca, far conversazione e darsi a ogni sorta di corteggiamenti.<br>Due ore prima di notte era spuntata la luna piena, diffondendo sulla sera un incanto indicibile. (Palermo, 3 aprile 1787;2017, pp. 255-256) *{{NDR|Su Monte Pellegrino}} Il più bello di tutti i promontori del mondo. ([[Palermo]], 3 aprile 1787; 2017, p. 256) *Com'essa ci abbia accolti, non ho parole bastanti a dirlo: con fresche verzure di gelsi, oleandri sempre verdi, spalliere di limoni ecc. In un giardino pubblico c'erano grandi aiuole di ranuncoli e di anemoni. L'aria era mite, tiepida, profumata, il vento molle. Dietro un promontorio si vedeva sorgere la luna che si specchiava nel mare; dolcissima sensazione, dopo essere stati sballottati per quattro giorni e quattro notti dalle onde! (Palermo, 3 aprile 1787;2017, pp. 257-258) *Nel pomeriggio visitammo la valle ubertosa e ridente, percorsa dal tortuoso fiume Oreto, che scendendo dai monti a sud costeggia Palermo. Anche per ricavare un'immagine da questo paesaggio è indispensabile un occhio pittorico e una mano esperta; e Kniepp seppe appunto scovare un osservatorio adatto, là dove l'acqua imbrigliata defluisce da uno sbarramento semidistrutto, all'ombra d'una ridente macchia d'alberi, avendo a sfondo l'ampio panorama della valle in salita, disseminata di case rustiche. ([[Palermo]], 4 aprile 1787; 2017, p. 259) *Lo stile architettonico somiglia in generale a quello di [[Napoli]], ma nei pubblici monumenti – certe fontane ad esempio – si nota più ancora l'assenza di buon gusto. Qui non è, come a [[Roma]], lo spirito dell'arte a improntare di sé i lavori; forma ed essenza delle costruzioni dipendono da circostanze fortuite. ([[Palermo]], 5 aprile 1787; 2017, p. 261) [[File:Picturesque Europe12.jpg|miniatura|Veduta di Palermo]] *La sera feci una divertente conoscenza. Mi fermai in una botteguccia di merciaio sulla via principale per farvi alcuni piccoli acquisti. Mentre stavo davanti al negozio ad osservare la merce, si levò una leggera folata di vento, che in un attimo, turbinando lungo l'intera strada, riempì botteghe e vetrine di Polvere. «Per tutti i santi,» esclamai, «di dove viene, mi dica, tanta sporcizia nella vostra città? Non è possibile rimediarvi? Questa via gareggia in lunghezza e bellezza col Corso di Roma; la pulizia dei marciapiedi è assicurata da tutti i padroni dei negozi e dei fondachi laterali, che scopano instancabili, spingendo l'immondizia nel mezzo della strada e rendendola pertanto sempre più sudicia, sicché una ventata basta a restituirvi tutti i rifiuti di cui l'avete gratificata. A [[Napoli]], ogni giorno, dei bravi ciuchini portano la spazzatura negli orti e nei campi; non potreste anche voi prendere o mettere in pratica un'iniziativa del genere?» <br>«Da noi le cose stanno come stanno» replicò il bottegaio; «quel che buttiamo fuori di casa rimane a marcire a mucchi davanti alla porta. Guardi quei cumuli di paglia e di canne, di avanzi di cucina e altro sozzume: si seccano tutti assieme e ci tornano addosso in forma di polvere. Tutto il giorno ci difendiamo dalla polvere. Ma dia un'occhiata alle nostre belle, brave, eleganti scope: quando sono spuntate non fanno che ammucchiare davanti alle nostre case nuova sporcizia.<br>[...] Quando gli ripetei la domanda se non vi fosse modo di ovviare al guaio, mi rispose che, secondo la voce popolare, proprio coloro che avrebbero dovuto provvedere alla pulizia non si potevano costringere, dato il grande ascendente di cui godevano, a far buon uso del pubblico danaro; si aggiungeva la bizzarra circostanza che, rimovendo quel lurido strame, sarebbero divenute visibili le pietose condizioni del lastrico sottostante, il che avrebbe messo in luce le malversazioni d'un altro ramo delle casse civiche. Ma tutte queste, continuò con beffardo sottinteso, non erano che dicerie di malintenzionati, mentre lui condivideva l'opinione di chi affermava che quello strato morbido riusciva gradito alla nobiltà, desiderosa di fare la sua tradizionale scarrozzata serale su un terreno elastico. ([[Palermo]], 5 aprile 1787; 2017, pp. 261-262) *{{NDR|Su [[Santa Rosalia]]}} La grotta della Santa è stata trasformata in coro, senza che si sia cercato di togliere nulla della sua naturale rozzezza. [...] Mi voltai e, a traverso il fogliame lavorato di una grossa lampada di ottone, vidi rilucere qualche cosa. Mi inginocchiai davanti a un cancello finemente lavorato e cercai di spingere con lo sguardo nell'interno, ed al chiarore tranquillo di alcune lampade vidi una bella dama. Giaceva come assorta in una specie di rapimento, gli occhi semichiusi e la testa negligentemente posata sulla mano destra, carica di anelli. Io non potevo osservare bene la statua, ma vista a quel modo aveva uno speciale incanto. Il suo abito era formato da una sottilissima lamina dorata che imitava molto bene una stoffa riccamente lavorata in oro. La testa e le mani sono di marmo bianco e, se non hanno uno stile elevato, pure sono di grande effetto e di molta naturalezza, tanto che si aspetta quasi che la donna debba sospirare e muoversi. Le sta vicino un piccolo angelo che sembra voglia farle vento con un giglio. (Palermo, 6 aprile 1787<ref>Citato in ''Nuove Effemeridi, <small>rassegna trimestrale di cultura</small>'', Anno XI, n. 42, 1998/II, Palermo, p. 83.</ref>) *Nel giardino pubblico vicino alla marina ho passato ore di quiete soavissima. È il luogo più stupendo del mondo. Nonostante la regolarità del suo disegno, ha un che di fatato; risale a pochi anni or sono, ma ci trasporta in tempi remoti. (Palermo, 7 aprile 1787; 2017, pp. 266-267) [[File:Villa Palagoniako eskulturak (2).jpg|miniatura|I "mostri" di Villa Palagonia]] *{{NDR|Descrivendo la ''Villa Palagonia'' a [[Bagheria]]}} Ma se vogliamo annoverare una per una le aberrazioni del principe Palagonia, eccone l'elenco. Esseri umani: mendicanti dei due sessi, spagnoli, spagnole, mori, turchi, gobbi, ogni sorta di storpi e di nani, musici, pulcinelli, soldati in costume antico, dèi, dee, figure in vecchi costumi francesi, soldati con cartucciere e uose, personaggi mitologici con aggiunte buffonesche, come Achille e Chirone con [[Pulcinella]]. Animali: solo parti animalesche, un cavallo con mani d'uomo, una testa di cavallo su corpo umano, orride scimmie, draghi e serpenti in quantità, ogni sorta di zampe aggiunte a ogni sorta di figure, teste doppie o scambiate. Vasi: ogni sorta di mostri e di ghirigori, terminanti in basso con càntari panciuti o con altri sostegni. <br>Si pensi poi che tali figure, profuse a dozzine con un'inventiva priva di senso e di criterio, sono ammassate indiscriminatamente e senza scopo alcuno; s'immagini codesta fila sterminata di zoccoli, di piedistalli e di deformità, e si potrà concepire quale sgradevole sensazione provi chiunque sia costretto a passare in mezzo a queste scudisciate di follia. (Palermo, 9 aprile 1787; 2017, pp. 271-272) *L'Italia senza la [[Sicilia]], non lascia alcuna immagine nell'anima: qui è la chiave di tutto [...] <br>Del clima non si dirà mai abbastanza [...] Chi potrebbe enumerare tutte queste meraviglie? (Palermo, venerdì 13 aprile 1787; 2017, p. 280) *{{NDR|Parlando con la sorella di [[Cagliostro]]}} Mi fece varie domande intorno al mio viaggio, al mio proposito di visitare la [[Sicilia]], e si disse certa che sarei tornato a Palermo in tempo per festeggiare con loro la ricorrenza di santa Rosalia. (Palermo, 13-14 aprile 1787; 2017, p. 288) *La posizione del tempio {{NDR|di [[Segesta]]}} è sorprendente: al sommo d'una vallata larga e lunga, in vetta a un colle isolato e tuttavia circondato da dirupi, esso domina una vasta prospettiva di terre. (Segesta, 20 aprile 1787; 2017, p. 300) *Arrivammo presto all'estremità orientale della città {{NDR|di [[Agrigento]]}}, dove i ruderi del ''[[Tempio di Giunone (Agrigento)|tempio di Giunone]]'' cadono ogni anno sempre più in rovina per la corrosione prodotta dall'aria e dalle intemperie sulla pietra porosa. (Girgenti, 25 aprile 1787; 2017, p. 305) [[File:Jacob Philipp Hackert 006.jpg|miniatura|La valle dei Templi dipinta da Hackert]] *Il ''[[Tempio della Concordia (Agrigento)|tempio della Concordia]]'' ha resistito ai secoli; la sua linea snella lo approssima al nostro concetto del bello e del gradevole, e a paragone dei templi di [[Paestum]] lo si direbbe la figura d'un dio di fronte all'apparizione d'un gigante. Non è il caso di deplorare la mancanza di gusto con cui furono eseguiti i recenti, lodevoli tentativi intesi a conservare questi monumenti, colmando i guasti con un gesso di bianchezza abbagliante, tanto che il tempio ci si presenta, in notevole misura, come una rovina; eppure sarebbe stato così semplice dare al gesso il colore della pietra corrosa! Certo che a vedere come si sbriciola facilmente il tufo calcareo delle colonne e delle mura, c'è da meravigliarsi che abbia potuto resistere tanto a lungo. Ma appunto per questo gli architetti, sperando in continuatori altrettanto capaci, avevano preso certe precauzioni: sulle colonne si vedono ancor oggi i, resti d'un fine intonaco che doveva blandire l'occhio e insieme garantire la durata. ([[Agrigento|Girgenti]], 25 aprile 1787; 2017, pp. 305-306) *La sosta successiva fu dedicata alle rovine del ''Tempio di Giove''. Esse si stendono per un lungo tratto, simili agli ossami d'un gigantesco scheletro [...] In questo cumulo di macerie ogni forma artistica è stata cancellata, salvo un colossale triglifo e un frammento di semicolonna d'ugual proporzione. (Girgenti, 25 aprile 1787; 2017, p. 306) *Il ''tempio di Ercole'', invece, lascia ancora scorgere tracce dell'antica simmetria. Le due file di colonne che fiancheggiavano il tempio dai due lati giacciono a terra nella stessa direzione nord-sud, come se si fossero rovesciate tutte insieme, le une verso l'alto e le altre verso il basso d'una collina che si direbbe sia stata prodotta dal crollo della cella. Tenute insieme probabilmente solo dalla trabeazione, le colonne precipitarono di colpo, forse in conseguenza d'un violento uragano, e ora sono distese allineate, spartite nei blocchi che le componevano. (Girgenti, 25 aprile 1787; 2017, p. 306) *La tumenia<ref>La timilia o in siciliano ''tuminia'' è una varietà di grano siciliano. {{cfr}} [[w:timilia|voce]] su ''Wikipedia''.</ref>, il cui nome deriverebbe da ''bimenia'' o da ''trimenia'', è un bellissimo dono di [[Cerere (divinità)|Cerere]], una specie di grano estivo che matura in tre mesi. Lo seminano a capodanno fino a giugno ed è sempre maturo alla data stabilita. Non abbisogna di pioggia abbondante, ma di forte caldo; all'inizio la foglia è molto delicata, ma puoi cresce insieme col grano e alla fine si rafforza assai. La semina del grano avviene in ottobre e novembre, e a giugno è già maturo. (Girgenti, 26 aprile 1787; 2017, p. 309) *Seguimmo il suggerimento {{NDR|cioè di passare per l'entroterra della [[Sicilia]] onde vedere pianure coltivate a grano}} rinunciando a [[Siracusa]], anche perché non ignoravamo che della stupenda città rimaneva poco più del nome glorioso. (Girgenti, 27 aprile 1787; 2017, p. 312) [[File:Veduta-Vallone-Caltanissetta.jpg|thumb|Veduta delle campagne a nord di Caltanissetta.]] *Oggi finalmente possiamo dire d'aver avuto una dimostrazione concreta del perché la Sicilia si sia conquistata il titolo onorifico di granaio d'Italia. A qualche distanza oltre [[Agrigento|Girgenti]] entrammo nelle zone di terre fertili: non vaste pianure, ma un dolce susseguirsi di dossi montani e collinosi, tutti coltivati a frumento e ad orzo; è una massa di fecondità ininterrotta quella che si presenta all'occhio. ([[Caltanissetta]], sabato 28 aprile 1787; 2017, p. 312) *Dopo aver cavalcato a lungo sotto un sole cocente, attraverso questa deserta opulenza, fummo lieti di giungere finalmente alla pittoresca e ben [[Caltanissetta]]; anche qui, però, ci sforzammo invano di trovare una locanda decorosa. Per i muli vi sono bellissime stalle a volta, i servi dormono sul trifoglio destinato alle bestie, ma il forestiero deve provvedere a ogni sua occorrenza. Nel caso che trovi una stanza disponibile, deve prima pulirla; non vi sono seggiole né panche, ci si siede su bassi trespoli di legno grezzo, e di tavoli neppur l'ombra. <br>Se si vogliono trasformare i trespoli in piedi di letto, si va dal falegname e si noleggia la quantità di assi necessarie. Provvidenziale fu per noi nella circostanza il grosso sacco di cuoio prestatoci da Hackert<ref>Il pittore [[w:Jakob Philipp Hackert|Jakob Philipp Hackert]]</ref>, che riempimmo provvisoriamente di paglia trinciata. <br>Ma innanzitutto urgeva prendere disposizioni per la cena. Avevamo comperato per via gallina e il vetturino era andato a cercare riso, sale e condimenti; siccome però era nuovo del paese, ci volle non poco per stabilire dove avremmo potuto cuocerla, dato che all'albergo non c'era modo di farlo. Alla fine un abitante anziano del luogo acconsentì a prestarci, dietro modico compenso, focolare, legna e utensili da cucina e da tavola, e ad accompagnarci, finché il cibo era al fuoco, in giro per la città e da ultimo sulla piazza, dove, secondo l'antica usanza, i cittadini più ragguardevoli sedevano tutt'intorno, intrattenendosi fra loro e intrecciando conversazioni con noi. ([[Caltanissetta]], sabato 28 aprile 1787; 2017, p. 313) *L'antica Enna riservò la più sgradevole delle accoglienze: una stanza ammattonata, con imposte ma senza finestre, sicché dovemmo scegliere tra restarcene seduti al buio o esporci di nuovo ai piovaschi cui eravamo appena sfuggiti. Divorammo qualche avanzo delle nostre provviste e, dopo aver passato una nottataccia, giurammo solennemente che mai più avremmo mutato itinerario per inseguire il miraggio d'un nome mitologico. ([[Enna|Castrogiovanni]], sabato 29 aprile 1787; 2017, p. 317) *Se ci si colloca nel punto più alto occupato dagli antichi spettatori {{NDR|del [[Teatro antico di Taormina]]}}, bisogna riconoscere che mai, probabilmente, un pubblico di teatro si vide davanti qualcosa di simile. Sul lato destro si affacciano castelli dalle rupi sovrastanti; più lontano, sotto di noi, si stende la città e, nonostante le sue case siano d'epoca recente, occupano certo gli stessi luoghi dove in antico ne sorgevano altre. Davanti a noi l'intero, lungo massiccio montuoso dell'[[Etna]]; a sinistra 1a sponda del mare fino a [[Catania]], anzi a [[Siracusa]]; e il quadro amplissimo è chiuso dal colossale vulcano fumante, che nella dolcezza del cielo appare più lontano e più mansueto, e non incute terrore. ([[Taormina]], 7 maggio 1787; 2017, p.329) *Così arrivammo a Messina, non avendo altre risorse, per la prima notte ci accomodiamo alla meglio nel ricovero del nostro vetturino, rinviando all'indomani la ricerca d'una sistemazione migliore. Questa decisione ci permise di farci fin dal primo momento l'idea terrificante d'una città distrutta,<ref>La città venne colpita dal terribile [[w:Terremoto della Calabria meridionale del 1783|terremoto del 5 febbraio 1783]] che colpì duramente la città.</ref> poiché per un quarto d'ora non vedemmo intorno che file e file di macerie, prima di raggiungere la locanda, unico edificio ricostruito in tutto il quartiere; dalle finestre del piano superiore non si scorgeva che un deserto di rovine sconvolte. Fuori dal recinto di quella bicocca non v'era traccia né d'uomini né d'animali; il silenzio notturno era spaventoso. Le porte mancavano di serrature e di chiavistelli; quanto all'occorrente per ospitare clienti, il luogo ne era altrettanto sprovvisto quanto uno stallaggio qualsiasi, e nondimeno potemmo dormire tranquilli su un materasso che il servizievole vetturino era riuscito con le sue chiacchiere a strappare di sotto la schiena dell'oste. ([[Messina]], 10 maggio 1787; 2017, pp. 334-335) *I 30.000 superstiti erano rimasti senzatetto; la maggior parte delle case essendo crollate, e le mura lesionate delle rimanenti non offrendo un rifugio sicuro, si costruì in gran fretta, su una vasta prateria a settentrione, una città di baracche. ([[Messina]], 11 maggio 1787; 2017, p. 335) *Mi sento veramente felice che nel mio animo sia rimasta un'idea tanto chiara, completa e pura della grande, bella, impareggiabile [[Sicilia]]. ([[Napoli]], 17 maggio 1787; 2017, p. 357) *Un giovane e intelligente gentiluomo, ammiratore sincero di quella straordinaria figura {{NDR|[[Dante Alighieri|Dante]]}}, non prese per buoni il mio plauso e i miei riconoscimenti e mi disse chiaro e tondo che, secondo lui, uno straniero doveva rinunciare a capire un genio così eccezionale che gli stessi italiani non potevano tenergli dietro fino in fondo. Dopo un po' di botta e risposta finii per seccarmi: dovevo ammettere, gli dissi, d'essere incline a condividere tal giudizio, giacché non ero mai riuscito a comprendere che interesse si trovava in quei poemi: l'''Inferno'' mi pareva repellente, il ''Purgatorio'' ambiguo e il ''Paradiso'' noioso; dichiarazioni che lo soddisfecero pienamente in quanto suffragarono la sua tesi, dimostrando la mia incapacità intellettuale d'afferrare la profondità all'altezza della poesia dantesca. ([[Napoli]], 17 maggio 1787; 2017, pp. 423-424) *È questo il momento d'accennare a un'altra costumanza popolarissima fra i napoletani: si tratta dei [[Presepe|presepi]], che si vedono in tutte le chiese durante le feste di [[Natale]] e che rappresentano l'adorazione dei pastori, degli angeli e dei re, in gruppi più o meno completi di figurine abbigliate riccamente e vistosamente. Fin sui tetti a terrazza dell'allegra città si allestisce questa esibizione; entro una leggera impalcatura a forma di capanna, ornata di piante e d'arbusti sempreverdi, si collocano la Vergine, il Bambino e tutti gli altri partecipanti, posati a terra o svolazzanti nell'aria, in splendide vesti, per le quali i padroni di casa spendono grosse somme. Ma un tocco d'inarrivabile bellezza all'insieme è dato dallo sfondo che raffigura il [[Vesuvio]] con i paesi circostanti. ([[Napoli]], 27 maggio 1787; 2017, pp. 367-368) *L'ottimo e utilissimo Volkmann mi costringe di tanto in tanto a divergere dalle sue opinioni. Dice per esempio che a Napoli vi sarebbero da trenta a quarantamila fannulloni: e quanti non lo ripetono! Dopo aver acquisito qualche conoscenza delle condizioni di vita del Sud, non tardai a sospettare che il ritenere fannullone chiunque non s'ammazzi di fatica da mane a sera fosse un criterio tipicamente nordico. Rivolsi perciò la mia attenzione preferibilmente al popolo, sia quando è in moto che quando sta fermo, e vidi, bensì, molta gente mal vestita, ma nessuno inattivo. ([[Napoli]], 28 maggio 1787; 2017, pp. 368-369) *È vero, non si fa praticamente un passo senza imbattersi in gente assai malvestita o addirittura cenciosa; ma non per questo si deve parlare di scioperati, di perdigiorno! Sarei quasi tentato d'affermare per paradosso che a Napoli, fatte le debite proporzioni, le classi più basse sono le più industriose. Non si può pensare, beninteso, di mettere a paragone quest'operosità con quella dei paesi del Nord, la quale non ha da preoccuparsi soltanto del giorno e dell'ora immediati, ma nei giorni belli e sereni deve pensare a quelli brutti e grigi e nell'estate deve provvedere all'inverno. Postoché è la natura stessa che al Nord obbliga l'uomo a far scorte e a prendere disposizioni, che induce la massaia a salare e affumicare cibi per non lasciare sfornita la cucina nel corso dell'anno, mentre il marito non deve trascurare le riserve di legna, di grano, di foraggio per le bestie e così via, è inevitabile che le giornate e le ore più belle siano sottratte al godimento e vadano spese nel lavoro. Per mesi e mesi si evita di stare all'aperto e ci si ripara in casa dalla bufera, dalla pioggia, dalla neve e dal freddo; le stagioni si succedono inarrestabili, e l'uomo che non vuol finire malamente deve per forza diventare casalingo. Non si tratta infatti di sapere se vuole fare delle rinunce: non gli è consentito di volerlo, non può materialmente volerlo, dato che non può rinunciare; è la natura che lo costringe ad adoperarsi, a premunirsi. Senza dubbio tali influenze naturali, che rimangono immutate per millenni, hanno improntato il carattere, per tanti lati meritevole, delle nazioni nordiche; le quali però applicano troppo rigidamente il loro punto di vista nel giudicare le genti del Sud, verso cui il cielo s'è dimostrato tanto benigno. [...] In quei paesi un povero, uno che a noi sembra miserabile, può non solo soddisfare le più urgenti e immediate esigenze, ma godersi il mondo nel modo migliore; e un cosiddetto accattone napoletano potrebbe altrettanto facilmente sdegnare il posto di viceré in [[Norvegia]] e declinare l'onore, se l'imperatrice di [[Russia]] gliel'offrisse, del governatorato della [[Siberia]]. ([[Napoli]], 28 maggio 1787; 2017, pp. 372-373) *Si giungerebbe forse allora a concludere che il cosiddetto ''lazzarone'' non è per nulla più infingardo delle altre classi, ma altresì a constatare che tutti, in un certo senso, non lavorano semplicemente per ''vivere'' ma piuttosto per ''godere'', e anche quando lavorano vogliono vivere in [[allegria]]. Questo spiega molte cose: il fatto che il lavoro manuale nel Sud sia quasi sempre assai più arretrato in confronto al Nord, che le fabbriche scarseggino; che, se si eccettuano avvocati e medici, si trovi poca istruzione in rapporto al gran numero d'abitanti, malgrado gli sforzi compiuti in singoli campi da uomini benemeriti; che nessun pittore napoletano sia mai diventato un capo scuola né sia salito a grandezza; che gli ecclesiastici amino con sommo piacere nell'ozio anche i nobili amino profondere i loro averi soprattutto nei piaceri, nello sfarzo e nella dissipazione. ([[Napoli]], 28 maggio 1787; 2017, p. 374) *Per ritornare al popolino di Napoli, è interessante osservare che, come fanno i ragazzi più vispi quando si comanda loro qualche cosa, anche i napoletani finiscono con l'assolvere il loro compito, ma ne traggono sempre argomento per scherzarvi sopra. Tutta la classe popolana è di spirito vivacissimo ed è dotata di un intuito rapido ed esatto: il suo linguaggio deve essere figurato, le sue trovate acute e mordaci. Non per nulla l'antica Atella sorgeva nei dintorni di Napoli; e come il suo prediletto Pulcinella continua ancora i giuochi atellani, così il basso popolo s'appassiona anche adesso ai suoi lazzi. (Napoli, 28 maggio 1787; Sansoni, 1970, p. 429) *{{NDR|Goethe è ospite a Palazzo Reale della duchessa Giovene<ref>Giuliana, duchessa di Giovine (1766-1805), moglie del duca Nicola di Girasole, dama di corte della regina [[Maria Carolina d'Asburgo-Lorena|Maria Carolina]].</ref>}} Era già cominciato il crepuscolo e non ci avevano ancora portato le candele. Passeggiavamo su e giù per la sala, quando la duchessa, avvicinandosi a un balcone con le persiane chiuse, ne aprì un battente ed io vidi quello che nella vita non si può vedere che una volta. Se il suo scopo è stato quello di sbalordirmi, devo dire che questo fu raggiunto completamente. Stavamo a un balcone dell'ultimo piano, col Vesuvio proprio di fronte; la lava scorreva; e il sole essendo tramontato da un pezzo, si vedeva la corrente di fuoco rosseggiare, mentre la fiamma incominciava a indorare la nuvola di fumo che l'accompagnava; la montagna faceva sentire profondi boati; sulla cima un pennacchio enorme, immobile, le cui differenti masse venivano squarciate ad ogni sbuffo come da lampi e illuminate a rilievo. Da lassù fino alla marina, una striscia rovente fra vapori arroventati; del resto, mare e terra, rocce e cespugli, distinti nella luce del crepuscolo, in una calma luminosa, in una pace fantastica. Veder tutto questo d'un colpo d'occhio e, a completare lo spettacolo meraviglioso, la luna piena che sorgeva dietro le spalle della montagna, era ben cosa da farmi sbalordire. Dal punto in cui mi trovavo l'occhio abbracciava tutto d'un solo sguardo e, se anche non poteva discernere i singoli particolari, non perdeva mai tuttavia l'impressione di un insieme così grandioso. La nostra conversazione, interrotta da questo spettacolo, prese una piega ancor più familiare. Avevamo sott'occhio un testo, che alcuni millenni non sarebbero bastati a commentare. Più la notte s'avanzava, e più il paesaggio sembrava illuminarsi: la luna risplendeva come un secondo sole; le colonne di fumo, con le loro strisce e le loro masse luminose, apparivano distinte in tutti i particolari; pareva perfino, guardando attraverso una lente un po' forte, di distinguere nello sfondo del cono i blocchi incandescenti vomitati dal cratere. La mia ospite – la chiamerò così perché difficilmente ella avrebbe potuto offrirmi un convito più delizioso − fece collocare le candele dalla parte opposta della sala. La bella donna, illuminata dalla luna, nel primo piano di questo quadro fantastico, mi sembrava ancor più bella, mentre trovavo in lei una seduzione ancor più viva, ascoltando dalle sue labbra, in questo paradiso del [[Mezzogiorno]], il più amabile accento della parlata tedesca. (Napoli, sabato 2 giugno 1787; Sansoni, 1970, pp. 432-433) *Salii verso sera sulla colonna Traiana, da cui si gode un panorama incomparabile. Visto di lassù, al calar del sole, il [[Colosseo]] sottostante si mostra in tutta la sua imponenza; vicinissimo è il Campidoglio, più addietro il Palatino e il rimanente della città. Poi, a tarda ora, tornai a casa passeggiando lentamente per le vie. Un luogo straordinario è la piazza di Monte Cavallo con l'obelisco {{NDR|l'attuale piazza del Quirinale}}. ([[Roma]], 23 luglio 1787; 2017, p. 413) *Io sono un figlio della pace e voglio aver pace in eterno con tutto il mondo, dato che finalmente l'ho conclusa con me stesso. ([[Castel Gandolfo]] 12 ottobre 1787; 2017, p. 468) *Siate contenti anche voi di questo mio soggiorno! Roma è diventata ormai casa mia e non c'è quasi più nulla in me, di quel che mi teneva in continuo stato di sovreccitazione. A poco a poco l'ambiente mi ha preso e sollevato. Io godo d'una gioia sempre più pura e sempre più consapevole. ([[Roma]], 15 settembre 1787; Sansoni, 1970, p. 467) [[File:Fontana Paola Rome.jpg|miniatura|La Fontana dell'Acqua Paola a Roma]] *Sulla piazza di S. Pietro in Montorio salutammo la ''cascata dell'Acqua Paola'', che, scrosciando in cinque getti dalle arcate e dalle porte d'un arco di trionfo, riempie fino all'orlo una vasca di grandezza piuttosto notevole. Incanalata in un acquedotto fatto restaurare da Paolo V, la massa d'acqua, zigagando bizzarramente secondo il tracciato imposto da un alternarsi di colline, compie un percorso di venticinque miglia dal lago di Bracciano fin qui e provvede ai bisogni di parecchi molini e opifici, per poi espandersi nel quartiere di Trastevere.<br>I cultori d'architettura presenti lodarono l'idea d'aver costruito per quelle acque un'entrata trionfale, visibile a tutti: quelle colonne e archi, cornicioni e attici ricordano gl'ingressi sfarzosi da cui entravano un tempo i vincitori di guerre; con altrettanta forza e potenza entra qui il più pacifico dei nutritori, e per la fatica della lunga corsa riceve espressioni di gratitudine e d'ammirazione; e, come ci dice la scritta, la preveggenza benefica d'un papa della dinastia Borghese può vantarsi d'avere in questo luogo la sua eterna, ininterrotta e imponente apoteosi. ([[Roma]], dicembre 1787; 2017, p. 507) *Così, giorno dopo giorno, l'attesa si alimenta e si rinfocola finché, poco dopo mezzodì, una campana dal Campidoglio dà il segnale che sotto la volta del cielo tutti possono abbandonarsi alla follia. <br>Questo è il momento in cui il severo cittadino romano, che per tutto l'anno s'è ben guardato dal compiere passi falsi, depone istantaneamente la sua gravità e la sua moderazione. ([[Roma]], 1788; 2017, p. 548) *A Roma mi sono sentito sempre più felice, e ancora adesso il mio piacere aumenta ogni giorno; e se anche posso trovar triste di dover partire proprio nel momento in cui sarei più meritevole di rimanere, m'è tuttavia di gran conforto il pensiero d'esser potuto rimanere abbastanza a lungo da giungere fino a questo punto. (Roma, marzo 1788; 2017, p. 594) *In verità, questo è l'effetto più completo che ottengono le opere d'arte: di riportarci alle condizioni dell'epoca e degli individui che le produssero. Circondati dalle statue antiche, ci sentiamo come immersi nel moto d'un'esistenza naturale, percepiamo la multiformità della struttura umana e siamo ricondotti in tutto e per tutto allo stato più puro dell'uomo, col risultato che lo stesso osservatore acquista vita e umanità autentica. Anche i panneggi, nel loro conformarsi a natura — talché, si direbbe, dànno alla figura un risalto ancora maggiore — contribuiscono alla pienezza del sentimento. Chi può godere ogni giorno a Roma d'una cornice simile non rinuncia ad assicurarsene il possesso, vuol avere intorno a sé queste immagini, e quegli ottimi facsimili che sono i calchi in gesso gliene forniscono la miglior occasione. Aprendo gli occhi al mattino, i nostri sguardi incontrano ogni sorta di meraviglie; ogni nostro pensiero e sentimento è accompagnato da queste forme, e ci riesce impossibile ripiombare nella barbarie. (Roma, aprile 1788; 2017, p. 612) *Chi ha visto una volta il cielo di Palermo non potrà mai più dimenticarlo.<ref>Citato in ''[http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntate/palermo-citt%C3%A0-multiforme/479/default.aspx Palermo, città multiforme – I mille volti di una città che punta all'Europa]'', ''Lastoriasiamonoi.rai.it''</ref> *L'[[uomo]] è una creatura che sa presto, ma mette in pratica tardi. (ed. 1973) ==Citazioni su ''Viaggio in Italia''== *Gli basta {{NDR|a Goethe}}, normalmente, dare una esatta descrizione delle cose così come esse gli appaiono ed il suo genio si dimostra nella scelta dei fatti che illustra. ([[Henry David Thoreau]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Johann Wolfgang von Goethe, ''Viaggio in Italia'', traduzione di Aldo Oberdorfer, EDIPEM, Novara, 1973. *Johann Wolfgang von Goethe, ''Viaggio in Italia'', traduzione di Emilio Castellani, I Meridiani, Mondadori, Milano, 1983. *Johann Wolfgang von Goethe, ''Viaggio in Italia'', traduzione di Emilio Castellani, Mondadori, 2004. *Johann Wolfgang von Goethe, ''Viaggio in Italia'', traduzione di Emilio Castellani, Mondadori, 2017. *Johann Wolfgang von Goethe, ''Viaggio in Italia'', traduzione di [[Eugenio Zaniboni]], in Johann Wolfgang von Goethe, ''Opere'', a cura di [[Vittorio Santoli]], Sansoni Editore, Firenze, 1970. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Opere saggistiche]] bknn2d73r950e4du2vvzrfg7dt9rc1i 1410722 1410719 2026-04-16T10:09:33Z Spinoziano 2297 wlink 1410722 wikitext text/x-wiki {{torna a|Johann Wolfgang von Goethe}} [[File:Johann Heinrich Wilhelm Tischbein - Goethe in der roemischen Campagna.jpg|thumb|upright=1.5|''Goethe nella campagna romana'' (J.H.W. Tischbein, 1787)]] '''''Viaggio in Italia''''', saggio di [[Johann Wolfgang von Goethe]] pubblicato la prima volta tra il 1816 e il 1817. ==[[Incipit]]== Ratisbona, 4 settembre 1786.<br/>Alle tre del mattino me la svignai da Karlsbad temendo che altrimenti non mi avrebbero lasciato partire. Gli amici, che il 28 agosto avevano voluto così cordialmente festeggiare il mio compleanno, si erano con ciò acquistato il diritto di trattenermi, ma io non potevo rimanere più lungamente. Portando con me soltanto un portamantello ed una valigia mi buttai, solo, in una carrozza postale e giunsi a Zwoda alle sette e mezzo in un mattino nebbioso, ma bello e calmo. Le nubi più in alto erano come strisce lanose, quelle più in basso erano dense. Mi apparvero di buon augurio: speravo di poter godere d'un piacevole autunno dopo una così cattiva stagione estiva. ==Citazioni== *{{NDR|Su [[Trento]]}} Sono andato a giro per la città che è assai antica e che possiede, in alcune strade, case ben costruite. [...] La chiesa di questi Padri gesuiti si distingue subito per le colonne di marmo rosso sulla facciata, una pesante tenda chiude la porta e trattiene la polvere. La sollevai ed entrai nel piccolo peristilio, la chiesa propriamente detta è chiusa da una cancellata di ferro, in modo tale però che la si può abbracciare tutta con lo sguardo. [...] Un giovane uomo al quale domandai notizie delle cose notevoli della città, mi mostrò una casa che viene chiamata 'Casa del diavolo', casa che questo grande distruttore costruì, a quanto si dice, in una sola notte con sassi trasportati rapidamente sin là. Il brav'uomo non notò quanto in essa era degno di nota: quella è l'unica casa di buon gusto che io abbia veduto a Trento. (Trento, 10 settembre, sera<ref>Citato in ''Goethe e l'Italia'', Electa, Milano, 1989, p. 56.</ref>) *Egli {{NDR|l'architetto}} deve allestire questo [[anfiteatro|cratere]] con l'arte sua, ma nel modo più semplice possibile, perché il popolo ne sia il principale ornamento. Al vedersi così raccolto, il popolo è costretto infatti a stupire di se medesimo. E in realtà essendo abituato a vedersi in giro alla spicciolata e alla rinfusa o a trovarsi in una folla senza ordine né disciplina, il mostro dalle mille teste e dai mille cervelli ondeggiante e vagante all'impazzata si trova così riunito come in un nobile corpo, in un'unica massa, quasi una figura sola animata da uno spirito solo. (Verona, 16 settembre [1786]; Sansoni, 1970, pp. 266-267) *Lo scopo di questo mio magnifico viaggio non è quello d'illudermi, bensì di conoscere me stesso nel rapporto con gli oggetti. ([[Verona]], 17 settembre 1786; 2017, p. 45) *Un'ora o un'ora e mezzo prima di notte la nobiltà comincia a mettersi in moto, va sul Brà, il lungo stradone che conduce a Porta Nuova, esce di porta, gira intorno alle mura, e appena suona il vespro tutti ritornano. Alcuni si dirigono alle chiese per la devozione dell'''Ave Maria della sera''; altri si fermano sul Brà, i cavalieri si accostano alle carrozze, conversano con le dame, e tutto continua così per qualche tempo; io non ho mai aspettato sino alla fine, ma i passeggiatori non si ritirano che a notte fonda. ([[Verona]], 17 settembre 1786; 2017, pp. 47-48) *Soltanto al cospetto di queste architetture se ne apprezza il grande valore, perché esse sono intese a colmare l'occhio con la loro reale grandezza e corposità, e ad appagare lo spirito con la bella armonia delle loro dimensioni, non solo sotto forma di astratti disegni, ma con tutte le sporgenze e le rientranze della loro prospettiva; perciò io dico che il [[Andrea Palladio|Palladio]] è stato davvero un grand'uomo sia nel sentire che nell'operare. ([[Vicenza]], 19 settembre 1786; 2017, p. 54) *Oggi mi sono fatta un'idea ancora più approfondita di Venezia, acquistandone la pianta. Dopo averla studiata più o meno, salii sul campanile di San Marco, dal quale lo sguardo abbraccia uno spettacolo unico. Era circa mezzogiorno e il sole splendeva luminoso, tanto che non ebbi bisogno del cannocchiale per distinguere esattamente cose vicine e lontane. La marea copriva la laguna, e quando mi volsi a guardare il cosiddetto Lido [...] vidi per la prima volta il mare e su di esso alcune vele. ([[Venezia]], 30 settembre 1786; 2017, p. 74) *Sono rimasto colpito dalla grande sporcizia delle strade, facendo di conseguenza alcune considerazioni. In materia esiste certamente un qualche regolamento: la gente spinge il sudiciume negli angoli, e vedo anche mandar su e giù grosse imbarcazioni che si fermano in punti determinati e raccolgono l'immondizia [...]. In queste operazioni non v'è logica né rigore, e tanto più è imperdonabile la sporcizia della città, che per le sue caratteristiche potrebbe esser tenuta pulita come lo è qualunque città olandese. ([[Venezia]], 1º ottobre 1786; 2017, pp. 74-75) *Il [[Guercino]] è un pittore intimamente probo, virilmente sano, senza rozzezze; le sue opere si distinguono anzi per gentile grazia morale, per tranquilla e libera grandiosità, e per un che di particolare che consente, all'occhio appena esercitato, di riconoscerle al primo sguardo. La levità, la purezza e la perfezione del suo pennello sono stupefacenti. Per i panneggi usa colori particolarmente belli, con mezze tinte bruno-rossicce, assai ben armonizzanti con l'azzurro che pure predilige. (Cento, 17 ottobre 1786; 2017, p. 111) *Verso sera finalmente mi sottrassi a questa vecchia, rispettabile e dotta città {{NDR|[[Bologna]]}}, alle sue folle di gente che, protette dal sole e dal maltempo grazie ai portici fiancheggianti quasi tutte le vie, possono andar su e giù, attardarsi a curiosare, far compere e badare agli affari. ([[Bologna]], 18 ottobre 1786; 2017, p. 113) *Nel grande quadro di Guido {{NDR|il pittore [[Guido Reni]]}} della ''Chiesa dei Mendicanti''<ref>Si tratta del quadro di [[Guido Reni]] ''Madonna della Pietà'' oggi alla Pinacoteca di Bologna</ref> c'è tutto quanto ci si può aspettare dalla pittura, ma anche quanto di più assurdo si può richiedere e pretendere dal pittore. È un quadro votivo, credo che l'intero Senato lo abbia non solo encomiato, ma anche progettato. I due angeli, che sarebbero degni di consolare l'infelicità di una Psiche, qui debbono... <br>San Procolo è una bella figura; ma tutti quegli altri vescovi e preti! In basso, bimbi celestiali che si trastullano con degli emblemi. Il pittore aveva il coltello puntato alla gola e ha cercato di cavarsela alla meglio, adoperandosi per dimostrare almeno che il barbaro non era lui. (Bologna, 19 ottobre 1786; 2017, p. 115) *Nel ''palazzo Tanari'' si trova un celebre quadro di Guido {{NDR|il pittore [[Guido Reni]]}}, che raffigura una Madonna che allatta il Bambino<ref>Probabilmente si tratta della ''Madonna del latte'' oggi appartenente ad una collezione privata a [[New York]].</ref>, più grande del vero; la testa pare dipinta da un Dio, e indicibile è l'espressione dello sguardo rivolto al poppante. La definirei una tacita, profonda rassegnazione, come se non a un figlio dell'amore e della gioia, bensì a un figlio del cielo e non suo, furtivamente sostituito, ella stesse porgendo il seno, perché è così e non altrimenti, e nella sua profonda umiltà essa non comprende nemmeno come le sia toccata questa sorte. Tutto il resto dello spazio è riempito da un immenso drappeggio, assai lodato dagli intenditori; quanto a me, non saprei proprio che farmene. Per di più i colori si sono appannati, e la sala e la luce non erano molto favorevoli. (Bologna, 19 ottobre 1786; 2017, pp. 115-116) *Le chiese cristiane mantengono tuttora la pianta basilicale, quantunque sarebbe forse più adatta al culto la forma dell'antico tempio. Gl'istituti scientifici hanno ancora un aspetto conventuale, perché fu in quei pii recinti che gli studi trovarono dapprima spazio e tranquillità. Le aule dei tribunali italiani sono alte e spaziose nella misura consentita dai mezzi di ciascun comune, affinché si possa credere di trovarsi all'aperto su una piazza di mercato, là dove un tempo veniva resa giustizia. E noi non continuiamo a costruire sotto un sol tetto grandissimi teatri, con tutti i loro accessori, come se si trattasse d'una qualunque baracca da fiera messa su con quattro tavole per una breve durata? (Bologna, 19 ottobre 1786; 2017, p. 119) *Gli [[Appennini]] sono per me un pezzo meraviglioso del creato. Alla grande pianura della regione padana segue una catena di monti che si eleva dal basso, per chiudere verso sud il continente fra i due mari. Se la struttura di questi monti non fosse troppo scoscesa, troppo elevata sul livello del mare e così stranamente intricata; se avesse potuto permettere al flusso e riflusso di esercitare in epoche remote la loro azione più a lungo, di formare delle pianure più vaste e quindi inondarle, questa sarebbe stata una delle contrade più amene nel più splendido clima, un po' più elevata che nel resto del paese. Ma così è un bizzarro groviglio di pareti montuose a ridosso l'una dell'altra; spesso non si può nemmeno distinguere in quale direzione scorra l'acqua. Se le valli fossero meglio colmate e le pianure più regolari e più irrigue, si potrebbe paragonare questa regione alla Boemia; con la differenza che qui le montagne hanno un carattere sotto ogni aspetto diverso. Ma non si deve tuttavia immaginarsi un deserto, bensì una regione quasi dappertutto coltivata benché montuosa. I castagni prosperano egregiamente; il frumento è bellissimo e le messi ormai verdeggianti. (22 ottobre 1786, sera; Sansoni 1970, p. 307) *Non mi sarei mai saziato d'osservare la facciata {{NDR|del Tempio di Minerva ad [[Assisi]]}} e la geniale coerenza dell'artista ch'essa dimostra. [...] A malincuore mi strappai a quella vista, proponendomi di richiamare l'attenzione di tutti gli architetti su questa fabbrica, in maniera che se ne possa avere una pianta esatta. ([[Perugia]], 25 ottobre 1786 sera; 2017, p. 128) [[File:SpoletoPonteDelleTorri ty20060511r12086.jpg|thumb|Citazione da ''Viaggio in Italia'', a [[Spoleto]]]] *{{NDR|Parlando del [[:it:w:Ponte delle Torri|Ponte-acquedotto delle Torri]]}} Sono salito a [[Spoleto]], mi sono recato sull'acquedotto che fa anche da ponte tra una montagna e l'altra. Le dieci arcate che scavalcano la valle se ne stanno tranquille nei loro mattoni secolari, e continuano a portar acqua corrente da un capo all'altro di Spoleto. Per la terza volta vedo un'opera costruita dagli antichi, e l'effetto di grandiosità è sempre lo stesso. Una seconda natura, intesa alla pubblica utilità: questa fu per loro l'architettura, e in tal guisa ci si presentano l'anfiteatro, il tempio e l'acquedotto. Soltanto ora avverto come avevo ragione nell'esecrare tutte quelle stravaganze, quali per esempio, il ''Winterkasten'' sul ''Weissenstein''<ref>Si riferisce a un'ala del [[:en:Castello di Wilhelmshöhe|Castello di Wilhelmshöhe]] nel parco vicino a [[Kassel]].</ref>, un nulla destinato al nulla, un gigantesco trofeo zuccherino; e così dicasi di altre mille cose. Tutta roba nata morta, perché ciò che è privo di vera esistenza interiore è materia senza vita, non può avere né raggiungere la grandezza. ([[Terni]], 27 ottobre 1786; 2017, p. 133) *Dunque domani sera a [[Roma]]! Non riesco ancora a crederci; e se questo mio voto sarà appagato, che cosa potrei desiderare ancora? (28 ottobre 1786; 2017, p. 136) *Sl, sono arrivato finalmente in questa capitale del mondo! Se l'avessi visitata quindici anni or sono, in buona compagnia, sotto la scorta di un uomo davvero intelligente, mi stimerei certo fortunato. Ma poiché dovevo visitarla da solo, e vederla coi miei occhi soltanto, è bene che tanta gioia mi sia stata concessa così tardi. (Roma, 1º novembre 1786; Sansoni, 1970, p. 315) *Non osavo quasi confessare a me stesso la mia meta, ancora per via ero oppresso dal timore, e solo quando passai sotto ''Porta del Popolo'' seppi per certo che [[Roma]] era mia. (Roma, 1º novembre 1786; 1983) *La funzione era già incominciata, e il [[Papa]]<ref>Il papa che egli vide era Pio VI Braschi, regnante dal 1775 al 1779.</ref> si trovava in chiesa con i cardinali. Bellissima e dignitosa la virile figura del Santo Padre; i vari i cardinali d'età e d'aspetto. <br>Mi prese lo strano desiderio che il capo supremo della Chiesa aprisse l'aurea sua bocca e, parlando estatico dell'indicibile letizia delle anime beate, comunicasse anche a noi la propria estasi. Ma poiché lo vidi semplicemente andar su e giù davanti all'altare, volgendosi un po' di qua e un po' di là, gesticolando e borbottando come un prete qualunque, si risvegliò in me il peccato originale del protestante, e il noto e consueto rito della messa non mi piacque più per nulla. (Roma, 3 novembre 1786; 2017, pp. 139-140) *Vidi con ammirazione la ''[[Sepoltura e gloria di santa Petronilla|Santa Petronilla]]'' del [[Guercino]], che prima si trovava in S. Pietro, mentre adesso l'originale è sostituito da una copia a mosaico. Il cadavere della santa viene sollevato dalla tomba e la sua persona, risorta a vita, è accolta nell'empireo da un celeste giovinetto. Si può discutere di questa doppia azione, ma il pregio del quadro è inestimabile. (Roma, 3 novembre 1786; 2017, pp. 140-141) *Più incantato ancora rimasi di fronte a un quadro di [[Tiziano Vecellio|Tiziano]]<ref>''La Madonna di San Niccolò dei Frari'', precedentemente al Quirinale oggi alla Pinacoteca Vaticana.</ref>. Esso supera in splendore quanti ne ho finora veduti. Se ciò dipenda dalla mia più affinata sensibilità, o se davvero esso sia il più bello, non saprei dire di certo. Un'immensa pianeta, tutta rigida di ricami o meglio di ornamenti dorati a sbalzo, avvolge un'imponente figura di vescovo. Col massiccio pastorale nella mano sinistra egli mira estatico il cielo, mentre con la destra regge un libro dal quale sembra essergli testé giunto un segno divino. Dietro di lui una bella giovane, con un ramo di palma in mano, getta sul libro aperto uno sguardo di amabile attenzione. Sulla destra un vecchio dall'aria pensosa, vicino al libro, non sembra prestargli alcun interesse; tiene in mano una chiave, nell'atteggiamento di chi confida di trovare l'accesso da solo. Dirimpetto a questo gruppo un'armoniosa figura nuda di adolescente, incatenato e trafitto da frecce, guarda innanzi in atto umilmente sommesso; nel mezzo, due frati recanti una croce e un giglio si volgono devotamente verso i celesti personaggi. Dischiusa è infatti la sommità della parete semicircolare che fa da sfondo all'intero gruppo, e lassù, in gloria suprema, una Madre partecipe si china verso il basso. In grembo a lei, il vispo e allegro Bambino protende con ilare gesto una ghirlanda; si direbbe anzi che voglia gettarla giù. Sui due lati si librano angeli con una scorta di ghirlande. Più in alto di tutti, infine, sovrastando un triplice cerchio luminoso, domina la divina colomba, punto centrale e chiave di volta insieme. <br>Viene spontaneo pensare: a fondamento di tale visione dev'esserci qualcosa di sacro, di tramandato da tempi antichi, per cui si sian potuti riunire in un sol gruppo, con tanta arte tanta forza di significato, personaggi così differenti ed eterogenei. Non ci chiediamo come o perché, solo constatiamo il fatto che ammiriamo l'eccellenza dell'arte. (Roma, 3 novembre 1786; 2017, pp. 141-142) *Solo a Roma è possibile prepararsi a comprendere Roma. (Roma, 5 novembre 1786; Sansoni, 1970, p. 317) *A considerare un'esistenza che risale a duemila anni e più, trasfigurata dalla vicenda dei tempi in modo così vario e talora così radicale, mentre è pur sempre quello stesso suolo, quegli stessi colli, spesso perfino le stesse colonne e le stesse mura, e perfino nella popolazione si vedono ancora le stimmate del carattere antico, si finisce col diventar contemporanei dei grandi disegni del destino; ed ecco perché in sul principio riesce difficile all'osservatore il discernere come Roma sia succeduta a Roma, e non soltanto la nuova sopra l'antica, ma le varie epoche dell'antica e della nuova l'una sull'altra. (Roma, 5 novembre 1786; Sansoni, 1970, p. 317) *Ma, confessiamolo, è dura e contristante fatica quella di scovare pezzetto per pezzetto, nella nuova Roma, l'antica; eppure bisogna farlo, fidando in una soddisfazione finale impareggiabile. Si trovano vestigia di una magnificenza e di uno sfacelo che superano, l'una e l'altro, la nostra immaginazione. Ciò che hanno rispettato i barbari, l'han devastato i costruttori della nuova Roma. (Roma, 7 novembre 1786; 2017, p. 143) [[File:Loge du 2ème étage du palais apostolique du Vatican.jpg|thumb|Le logge di Raffaello]] *Le ''Logge di Raffaello'' e i grandi dipinti della ''Scuola d'Atene'', ecc., li ho visti oggi per la prima volta, ed è come se uno volesse studiare [[Omero]] su di un manoscritto parzialmente deteriorato e cancellato.<ref>A quell'epoca i dipinti erano deteriorati anche a causa di cattivi restauri.</ref> Il piacere che viene dalla prima impressione è incompleto; solo quando si è veduto e studiato tutto, a poco a poco e parte per parte, il godimento è totale. Ben conservati sono soprattutto i soffitti delle Logge, raffiguranti storie bibliche; la pittura è così fresca come fosse di ieri, ma solo per la minor parte è di mano di [[Raffaello Sanzio|Raffaello]]; comunque tutta splendidamente eseguita in base ai suoi disegni e sotto la sua direzione. (7 novembre 1786; 2017, p. 146) *Mi piace assai riandare con la mente a [[Venezia]], a quella grande realtà sorta dal grembo del mare come Pallade dal cervello di [[Zeus|Giove]]. (Roma, 9 novembre 1786; 2017, p. 147) *Qui la grandiosità della Rotonda {{NDR|il Pantheon di Roma}}, sia all'esterno che all'interno, ha suscitato in me un gioioso senso di referenza. In San Pietro m'è divenuto chiaro come l'arte, al pari della natura, possa trascendere ogni rapporto comparativo. (Roma, 9 novembre 1786; 2017, p. 147) *Null'altro saprei dire di questo popolo se non che è gente allo stato di natura, gente che, in mezzo agli splendori e alle solennità della religione e dell'arte, non si scosta d'un capello da quel che sarebbe se vivesse nelle grotte e nei boschi. Ciò che fa colpo su tutti gli stranieri, e che attualmente è oggetto dei discorsi (ma solo dei discorsi) dell'intera città, è la frequenza con cui si commettono gli omicidii. In queste tre settimane già quattro persone sono state uccise nel nostro quartiere. (Roma, 24 novembre 1786; 2017, p. 158) *Qui a [[Roma]] si vedono tanti stranieri che non vengono sempre a visitare questa capitale del mondo per amore dell'arte somma, ma amano passare anche altrimenti il loro tempo. (Roma, 1 dicembre 1786; 2017, p. 159) *Anche le antichità romane cominciano a darmi diletto. Storia, iscrizioni, monete, delle quali non volevo sentir parlare, tutto mi si affolla innanzi. Quello che già nella storia naturale, mi accade ora anche in quest'altro campo: qui infatti si riattacca tutta la storia del mondo ed io considero come un mio secondo natalizio, come una vera rinascita, il giorno in cui sono arrivato a Roma. (Roma, 3 dicembre 1786; Sansoni, 1970, p. 327) *Mi ero già accorto che [[Johann Heinrich Wilhelm Tischbein|Tischbein]] mi osservava sovente con attenzione, e ora si scopre che vuol dipingere il mio ritratto. Il bozzetto è pronto, la tela già montata. Vi figurerò a grandezza naturale in veste di viaggiatore, avvolto in un mantello bianco, seduto all'aperto su un obelisco rovesciato, nell'atto di contemplare i ruderi della Campagna romana in lontananza. Ne verrà un bel quadro, solo che sarà troppo grande per le nostre case nordiche; io non potrò che tornare a rimpiattarmi là dentro, ma non ci sarà posto per il ritratto. (Roma, 29 dicembre 1786; 2017, p. 169) [[File:Colosseo 2020.jpg|thumb|Il Colosseo di notte]] *Incantevole è soprattutto la vista del [[Colosseo]], che di notte è chiuso; all'interno, in una cappelletta, vive un eremita e sotto le volte in rovina si riparano i mendicanti. Essi avevano acceso il fuoco sul terreno del fondo, e un venticello spingeva il fumo sopra tutta l'arena, coprendo la parte bassa dei ruderi, mentre le mura gigantesche torreggiavano fosche in alto; noi, fermi davanti all'inferriata, contemplavamo quel prodigio, e in cielo la luna splendeva alta e serena. A poco a poco il fumo si diffondeva attraverso le pareti, i vani, le aperture, e nella luce lunare sembrava nebbia. Era uno spettacolo senza l'uguale. Così si dovrebbero vedere illuminati il Pantheon e il Campidoglio, il colonnato di S. Pietro e altre grandi vie e piazze. E così il sole e la luna, non dissimilmente dallo spirito umano, hanno qui tutt'altra funzione che in altri luoghi: qui, dove il loro sguardo è fronteggiato da masse enormi, eppure formalmente perfette. (Roma, 2 febbraio 1787; 2017, pp. 186-187) *A ''Trinità dei Monti'' stanno scavando per gettare le basi del nuovo obelisco;<ref>L'obelisco venne fatto erigere dal papa Pio VI</ref> lassù il terreno non è che materiale riportato dalle rovine dei giardini appartenuti a Lucullo e poi di proprietà dei Cesari. (Roma, 13 febbraio 1787; 2017, p. 187) *Il mio grande ritratto iniziato da [[Johann Heinrich Wilhelm Tischbein|Tischbein]] sta già emergendo dalla tela. L'artista s'è fatto preparare da un abile scultore un modellino in creta, lo ha drappeggiato con un elegante mantello e se ne serve per dipingere di lena, perché il quadro dovrebbe trovarsi già abbastanza a buon punto prima della nostra partenza per [[Napoli]], e anche il solo coprire di colori una tela così vasta esige tempo. (Roma, 17 febbraio 1787; 2017, p. 193) *Assai importante è per me compiere questo viaggio in compagnia di Tischbein, che sa osservare con sguardo tanto acuto sia la natura che l'arte; da bravi tedeschi, comunque, non sappiamo rinunciare ai propositi e alle prospettive di lavoro. (Roma, 21 febbraio 1787; 2017, p.195) *Avvicinandoci a [[Napoli]], l'atmosfera si era fatta completamente sgombra di nubi e noi ci trovammo veramente in un altro mondo. Le abitazioni coi tetti a terrazza facevan comprendere che eravamo in un clima diverso; ma non credo che nell'interno esse siano molto ospitali. Tutti sono sulla strada, tutti seggono al sole finché finisce di brillare. Il napoletano crede veramente d'essere in possesso del paradiso, e dei paesi settentrionali ha un concetto molto triste: «Sempre neve, case di legno, grande ignoranza, ma danari assai». Questa è l'idea che essi hanno delle cose nostre. A edificazione di tutte le popolazioni tedesche, questa caratteristica, tradotta, significa: «''Immer Schnee, hölzerne Häuser, grosse Unwissenheit, aber Geld genug''».<br>Napoli per sé si annunzia giocondamente, piena di movimento e di vita; una folla innumerevole s'incrocia per le vie; il re è a caccia, la regina incinta, e non si potrebbe desiderare nulla di meglio. (Napoli, 25 febbraio 1787; Sansoni, 1970, p. 346) *Il napoletano è convinto d'avere per sé il paradiso e si fa un'idea ben triste delle terre del settentrione: «Sempre neve, case di legno, gran ignoranza, ma danari assai». Così si figurano il nostro stato; per l'edificazione dell'intero popolo di [[Germania]] ho voluto annotare tale caratteristica. (Napoli, 25 febbraio 1787; 2017, p. 204) *Oggi ci siamo dati alla pazza gioia e abbiamo dedicato il nostro tempo a contemplare meravigliose bellezze. Si dica o racconti o dipinga quel che si vuole, ma qui ogni attesa è superata. Queste rive, golfi, insenature, il [[Vesuvio]], la città, coi suoi dintorni, i castelli, le ville! Al tramonto andammo a visitare la ''Grotta di Posillipo'', nel momento in cui dall'altro lato entravano i raggi del sole declinante. Siano perdonati tutti coloro che a Napoli escono di senno! Ricordai pure con commozione mio padre, cui proprio le cose da me vedute oggi per la prima volta avevano lasciato un'impressione incancellabile. (Napoli, 27 febbraio 1787; 2017, pp. 205-206) *[...] come si suol dire che colui, al quale è apparso uno spettro, non può più esser lieto, così si potrebbe dire al contrario che non sarà mai del tutto infelice chi può ritornare, col pensiero, a Napoli. (Napoli, 27 febbraio 1787; Sansoni, 1970, p. 347) *Una gita per mare a [[Pozzuoli]], un breve tratto di strada per terra, passeggiate piacevoli nella contrada la più amena del mondo. Il suolo il più infido, sotto il cielo il più limpido! Acque bollenti, grotte le quali sprigionano vapori zolforosi, monti calcari, decomposti, selvaggi, ostili alla vita delle piante, ed ad onta di ciò, vegetazione rigogliosa quanto si possa vedere dovunque; la vita che trionfa sulla morte; stagni, ruscelli, e per ultimo una foresta stupenda di querce, sulla pendice di un antico volcano.<br>Il pensiero ricorre ivi, ora alla natura, ora alla storia dei popoli scomparsi. Si vorrebbe riflettere, meditare, ma non vi si riesce. (Napoli, il 1 Marzo<ref>Da ''Ricordi di viaggio in Italia nel 1786-87'', parte II, Napoli, traduzione di [[Augusto Nomis di Cossilla]], Stabilimento Tipografico Librario Ditta Editrice F. Manini, Milano, 1875, [https://it.wikisource.org/wiki/Ricordi_di_viaggio_in_Italia_nel_1786-87/Parte_II/Napoli wikisource]</ref> *«Vedi Napoli e poi muori». Dicono qui. ([[Napoli]], 2 marzo 1787; 2017, p. 209) *Attualmente non si ha sentore di [[Terremoto|terremoti]] nell'Italia del sud; a settentrione, invece, [[Rimini]] e i paesi circostanti hanno recentemente subìto danni. È un fenomeno bizzarro e capriccioso, e qui se ne parla come del vento e delle intemperie, o come degli incendi in Turingia. ([[Napoli]], 2 marzo 1787; 2017, p. 209) *Se i napoletani non vogliono saperne di lasciar la loro città, se i loro poeti decantano con iperboli esagerate la felicità della sua posizione, bisognerebbe scusarli, anche se nei dintorni sorgessero due o tre [[Vesuvio|Vesuvi]] di più. In questo paese non è assolutamente possibile ripensare a Roma; di fronte alla posizione tutta aperta di Napoli, la capitale del mondo, nella valle del Tevere, fa l'impressione di un monastero mal situato. ([[Napoli]], 3 marzo 1787; Sansoni, 1970, p. 349) *In arte solo l'ottimo è buono abbastanza. ([[Napoli]], 3 marzo 1787; 2017, p. 211) *Incredibile ed indescrivibile è invece la maestà d'un chiaro di luna piena, quale noi l'abbiamo goduto passeggiando per le vie e le piazze della [[riviera di Chiaia]], la passeggiata che non finisce mai, e poi su e giù lungo la riva del mare. C'è da sentirsi veramente presi dallo spazio infinito. Ma vale anche la pena di sognare così. (Napoli, 5 marzo 1787; Sansoni, 1970, p. 350) *Debbo darvi qualche breve ragguaglio di carattere generale circa un uomo egregio che ho conosciuto in questi giorni: il cavalier [[Gaetano Filangieri|Filangieri]], noto per il suo libro sulle legislazioni. Egli fa parte di quei giovani degni di stima che hanno di mira la felicità degli uomini, non disgiunta da un'onorevole libertà. Dal suo contegno traspare il decoro del soldato, del cavaliere e dell'uomo di mondo, temperato però dall'espressione d'un delicato senso morale diffuso in tutto il suo essere e che emana bellamente dalla parola e dal gesto. (Napoli, 5 marzo 1787; 1983) *Con la sua piccolezza e angustia di spazio, [[Pompei]] è una sorpresa per qualunque visitatore: strade strette ma diritte e fiancheggiate da marciapiedi, cassette senza finestre, stanze riceventi luce dai cortili e dai loggiati attraverso le porte che vi si aprono; gli stessi pubblici edifici, la panchina presso la porta della città, il tempio e una villa nelle vicinanze, simili più a modellini e a case di bambola che a vere case. Ma tutto, stanze, corridoi, loggiati, è dipinto nei più vivaci colori: le pareti sono monocrome e hanno al centro una pittura eseguita alla perfezione, oggi però quasi sempre asportata; agli angoli e alle estremità, lievi e leggiadri arabeschi, da cui si svolgono graziose figure di bimbi e di ninfe, mentre in altri punti degli animali domestici sbucano da grandi viluppi di fiori. (Napoli, 11 marzo 1787; 2017, pp. 219-220) *Tutto induce a credere che una terra felice come questa, dove ogni elementare bisogno si trova copiosamente soddisfatto, produca anche gente di indole felice, capace di aspettare flemmaticamente dall'indomani ciò che ha portato l'oggi e di vivere, quindi, senza pensieri. ([[Napoli]], 12 marzo 1787; p. 221) *Riscontro in questo popolo un'industriosità sommamente viva e accorta, al fine non già ad arricchirsi ma di vivere senza affanni. ([[Napoli]], 12 marzo 1787; p. 222) *La posizione è di eccezionale bellezza, nella più lussureggiante piana del mondo, ma con estesi giardini che si prolungano fin sulle colline; un acquedotto v'induce un intero fiume, che abbevera il palazzo e le sue adiacenze, e questa massa acquea si può trasformare, riversandola su rocce artificiali, in una meravigliosa cascata. I giardini sono belli e armonizzano assai con questa contrada che è un solo giardino. ([[Caserta]], 14 marzo 1787; pp. 228-229) *{{NDR|La [[Reggia di Caserta]]}} [...] un palazzo immenso che ricorda l'[[Monastero dell'Escorial|Escuriale]], costruito in quadrato, con parecchi cortili: una residenza veramente regale. Posizione di una bellezza straordinaria, nella pianura più fertile del mondo, in cui il parco si stende fino al piede delle montagne. Un acquedotto vi porta un fiume intero, per dare acqua e frescura alla Villa e ai dintorni; e tutta la massa d'acqua, gettata su rocce disposte ad arte, forma poi una cascata meravigliosa. I giardini del parco sono stupendi, in perfetta armonia con un lembo di terra che è tutta un giardino. (Caserta, 14 marzo 1787; Sansoni, 1970, p. 358) *Napoli è un paradiso; tutti vivono in una specie di ebbrezza e di oblio di se stessi. A me accade lo stesso; non mi riconosco quasi più, mi sembra d'essere un altr'uomo. Ieri mi dicevo: o sei stato folle fin qui, o lo sei adesso. ([[Caserta]], 16 marzo 1787; Sansoni, 1970, p. 359) *Se a [[Roma]] si studia con piacere, a Napoli non si vuole che vivere; si dimentica se stessi e l'universo; quanto a me, è una sensazione abbastanza strana questa di non aver da fare che con uomini che pensano a godere. ([[Caserta]], 16 marzo 1787; Sansoni, 1970, p. 359) *Qui la gente non si dà alcun pensiero dei fatti altrui; è molto se si accorgono di correre qua e là, l'uno accanto all'altro; vanno e vengono tutto il giorno in un paradiso, senza guardarsi troppo intorno, e quando la bocca dell'inferno loro vicino minaccia di montar sulle furie, ricorrono a [[San Gennaro|S.Gennaro]] e al suo sangue, come del resto tutto il mondo ricorre al sangue, contro la morte e contro il demonio. (Napoli, 17 marzo 1787; Sansoni, 1970, p. 361) *È interessante e fa così bene, aggirarsi tra una folla innumerevole e irrequieta come questa. Tutti si rimescolano come le onde d'un torrente, eppure ognuno trova la sua via e arriva alla sua meta. Solo in mezzo a tanta folla e fra tanta irrequietezza io mi sento veramente tranquillo e solo; e più le vie rumoreggiano più mi sento calmo. ([[Napoli]], 17 marzo 1787; Sansoni, 1970, p. 361) *Il più splendido tramonto, una serata di paradiso, mi hanno estasiato al ritorno<ref>Dal Vesuvio.</ref>Ho potuto tuttavia sentire come un contrasto così enorme basti a turbare i nostri sensi. L'orribile accostato al bello, il bello all'orribile, si annullano a vicenda e finiscono per produrre una sensazione d'indifferenza. Non v'ha dubbio che il napoletano sarebbe un altr'uomo, se non si sentisse prigioniero fra Dio e Satana. (Napoli, lunedì 19 marzo 1787; Sansoni, 1970, pp. 364) *Oggi Vedremo un quadro del [[Correggio]] che è in vendita: non è perfettamente conservato, ma tuttavia reca in modo indelebile il marchio felice della grazia. Rappresenta una ''Madonna con Bambino''<ref>Di cui non si hanno notizie certe.</ref>, nell'istante in cui il bambino esita fra il seno materno e alcune pere che un angioletto gli porge: un [[Cristo]] svezzato, insomma. L'idea mi sembra piena di tenerezza, la composizione mossa, naturale e indovinata, l'esecuzione affascinante. Fa subito pensare allo ''Sposalizio di santa Caterina''<ref>Questo quadro è attualmente esposto alla Pinacoteca di Capodimonte</ref>, e non ho dubbi che sia di mano del Correggio. (Napoli, 22 marzo 1787; 2017 p. 242) *La sera, dalle finestre di [[Salerno]], eseguimmo un altro disegno di quella località incredibilmente amena e ferace, che mi risparmierà ulteriori descrizioni. Chi non sarebbe stato incline a studiare lì, nei bei tempi in cui fioriva l'[[Scuola Medica Salernitana|alta Scuola]]? {{NDR|si riferisce all'Università di Salerno famosa per le scuole di medicina, chiusa poi nel 1812}} (Napoli, 23 marzo 1787; 2017, p. 243) *Finalmente, incerti se stessimo avanzando tra rupi o macerie, finimmo col riconoscere in alcune grandi, lunghe masse quadrangolari che avevamo già avvistate di lontano, i templi e i monumenti superstiti e memorie di un'antica, fiorente città. ([[Paestum]], 23 marzo 1787; 2017, p. 244) *Poco dopo arrivammo ad un'altura, dove un quadro grandioso si presentò ai nostro occhi. Napoli in tutta la sua magnificenza, con le sue case schierate lungo la spiaggia del golfo per parecchie miglia, i promontori, le lingue di terra, le pareti delle rocce, e poi le isole, e, nello sfondo, il mare: spettacolo davvero incantevole.<br>Un canto selvaggio, o piuttosto un grido, un urlo di gioia mi spaventò e mi turbò: era il ragazzo, che stava nel biroccio dietro a noi. Io lo rimproverai vivacemente, mentre fino allora egli non aveva inteso una sola parola aspra da noi, essendo in fondo un buon figliuolo. Per un poco, non si mosse; poi mi batté lievemente sulla spalla, tese fra noi due il braccio destro con l'indice alzato e: – Signor, perdonate – disse – questa è la mia patria! Ciò che mi sorprese non men di prima e mi fece luccicare negli occhi, povero figlio del nord, qualche cosa come una lacrima. (Napoli], venerdì 23 marzo 1787; Sansoni, 1970, p. 366) *{{NDR|Kniep}} mi condusse sulla terrazza di una casa, dalla quale si poteva abbracciar con lo sguardo specialmente la parte bassa di Napoli, verso il molo, col golfo e la spiaggia di Sorrento; tutta la parte a destra si presentava in uno sfondo singolarissimo, come forse sarebbe difficile vedere da tutt'altro punto. Napoli e bella e stupenda da per tutto. (Napoli, venerdì 25 marzo 1787, Annunciazione di [[Maria (madre di Gesù)|Maria]]; Sansoni, 1970, p. 366) *La [[Sicilia]] è un preannuncio dell'[[Asia]] e dell'[[Africa]], e trovarsi in persona nel centro prodigioso cui convergono tanti raggi della storia del mondo non è cosa da poco. (Napoli, 26 marzo 1787; 2017, p. 247) *Con la gente già mi trovo molto meglio. Solo bisogna pesarla con la bilancia del bottegaio e in nessun modo con quella dell'oro come, purtroppo, gli amici spesso fanno fra di loro per umore ipocondriaco o per singolari, straordinarie pretese. Qui l'uno non sa nulla dell'altro e notano appena che corrono qua e là gli uni accanto agli altri. Vanno e vengono ogni giorno in un paradiso, senza troppo guardare attorno a sé. E se l'abisso infernale che hanno vicino va in furore, si ricorre al sangue di San Gennaro, come tutto il mondo, anche contro il diavolo e la morte, ricorre o vorrebbe ricorrere al sangue. (ed. 1973) *Anche a me qui {{NDR|[[Napoli]]}} sembra di essere un altro. Dunque le cose sono due: o ero pazzo prima di giungere qui, oppure lo sono adesso. *Alle tre del pomeriggio, con sforzo e fatica, entrammo finalmente nel porto, dove ci si presentò il più ridente dei panorami. Mi sentivo del tutto rimesso, e il mio godimento fu grande. La città, situata ai piedi di alte montagne, guarda verso nord; su di essa, conforme all'ora del giorno, splendeva il sole, al cui riverbero tutte le facciate in ombra delle case ci apparivano chiare. A destra il [[Monte Pellegrino]] con la sua elegante linea in piena luce, a sinistra la lunga distesa della costa, rotta da baie, penisolette, promontori. Nuovo fascino aggiungevano al quadro certi slanciati alberi dal delicato color verde, le cui cime, illuminate di luce riflessa, ondeggiavano come grandi sciami di lucciole vegetali davanti alle case buie. Una chiara vaporosità inazzurriva tutte le ombre. ([[Palermo]], 2 aprile 1787; 2017, p. 254) *Nostra prima cura fu quella di studiare bene la città, assai facile da osservarsi superficialmente ma difficile da conoscere; facile perché una strada lunga alcune miglia l'attraversa dalla porta inferiore a quella superiore, ossia dalla marina sino al monte, ed è a sua volta incrociata da un'altra pressappoco a metà, dimodoché ciò che si trova su queste due linee è comodamente visibile; la città interna, al contrario, disorienta lo straniero, che può dirigersi in tale labirinto solo con l'aiuto d'una guida.<br>Al crepuscolo dedicammo la nostra attenzione alla fila di carrozze con le quali i notabili compiono la loro famosa passeggiata a mare fuori cinta, per godere l'aria fresca, far conversazione e darsi a ogni sorta di corteggiamenti.<br>Due ore prima di notte era spuntata la luna piena, diffondendo sulla sera un incanto indicibile. (Palermo, 3 aprile 1787;2017, pp. 255-256) *{{NDR|Su Monte Pellegrino}} Il più bello di tutti i promontori del mondo. ([[Palermo]], 3 aprile 1787; 2017, p. 256) *Com'essa ci abbia accolti, non ho parole bastanti a dirlo: con fresche verzure di gelsi, oleandri sempre verdi, spalliere di limoni ecc. In un giardino pubblico c'erano grandi aiuole di ranuncoli e di anemoni. L'aria era mite, tiepida, profumata, il vento molle. Dietro un promontorio si vedeva sorgere la luna che si specchiava nel mare; dolcissima sensazione, dopo essere stati sballottati per quattro giorni e quattro notti dalle onde! (Palermo, 3 aprile 1787;2017, pp. 257-258) *Nel pomeriggio visitammo la valle ubertosa e ridente, percorsa dal tortuoso fiume Oreto, che scendendo dai monti a sud costeggia Palermo. Anche per ricavare un'immagine da questo paesaggio è indispensabile un occhio pittorico e una mano esperta; e Kniepp seppe appunto scovare un osservatorio adatto, là dove l'acqua imbrigliata defluisce da uno sbarramento semidistrutto, all'ombra d'una ridente macchia d'alberi, avendo a sfondo l'ampio panorama della valle in salita, disseminata di case rustiche. ([[Palermo]], 4 aprile 1787; 2017, p. 259) *Lo stile architettonico somiglia in generale a quello di [[Napoli]], ma nei pubblici monumenti – certe fontane ad esempio – si nota più ancora l'assenza di buon gusto. Qui non è, come a [[Roma]], lo spirito dell'arte a improntare di sé i lavori; forma ed essenza delle costruzioni dipendono da circostanze fortuite. ([[Palermo]], 5 aprile 1787; 2017, p. 261) [[File:Picturesque Europe12.jpg|miniatura|Veduta di Palermo]] *La sera feci una divertente conoscenza. Mi fermai in una botteguccia di merciaio sulla via principale per farvi alcuni piccoli acquisti. Mentre stavo davanti al negozio ad osservare la merce, si levò una leggera folata di vento, che in un attimo, turbinando lungo l'intera strada, riempì botteghe e vetrine di Polvere. «Per tutti i santi,» esclamai, «di dove viene, mi dica, tanta sporcizia nella vostra città? Non è possibile rimediarvi? Questa via gareggia in lunghezza e bellezza col Corso di Roma; la pulizia dei marciapiedi è assicurata da tutti i padroni dei negozi e dei fondachi laterali, che scopano instancabili, spingendo l'immondizia nel mezzo della strada e rendendola pertanto sempre più sudicia, sicché una ventata basta a restituirvi tutti i rifiuti di cui l'avete gratificata. A [[Napoli]], ogni giorno, dei bravi ciuchini portano la spazzatura negli orti e nei campi; non potreste anche voi prendere o mettere in pratica un'iniziativa del genere?» <br>«Da noi le cose stanno come stanno» replicò il bottegaio; «quel che buttiamo fuori di casa rimane a marcire a mucchi davanti alla porta. Guardi quei cumuli di paglia e di canne, di avanzi di cucina e altro sozzume: si seccano tutti assieme e ci tornano addosso in forma di polvere. Tutto il giorno ci difendiamo dalla polvere. Ma dia un'occhiata alle nostre belle, brave, eleganti scope: quando sono spuntate non fanno che ammucchiare davanti alle nostre case nuova sporcizia.<br>[...] Quando gli ripetei la domanda se non vi fosse modo di ovviare al guaio, mi rispose che, secondo la voce popolare, proprio coloro che avrebbero dovuto provvedere alla pulizia non si potevano costringere, dato il grande ascendente di cui godevano, a far buon uso del pubblico danaro; si aggiungeva la bizzarra circostanza che, rimovendo quel lurido strame, sarebbero divenute visibili le pietose condizioni del lastrico sottostante, il che avrebbe messo in luce le malversazioni d'un altro ramo delle casse civiche. Ma tutte queste, continuò con beffardo sottinteso, non erano che dicerie di malintenzionati, mentre lui condivideva l'opinione di chi affermava che quello strato morbido riusciva gradito alla nobiltà, desiderosa di fare la sua tradizionale scarrozzata serale su un terreno elastico. ([[Palermo]], 5 aprile 1787; 2017, pp. 261-262) *{{NDR|Su [[Santa Rosalia]]}} La grotta della Santa è stata trasformata in coro, senza che si sia cercato di togliere nulla della sua naturale rozzezza. [...] Mi voltai e, a traverso il fogliame lavorato di una grossa lampada di ottone, vidi rilucere qualche cosa. Mi inginocchiai davanti a un cancello finemente lavorato e cercai di spingere con lo sguardo nell'interno, ed al chiarore tranquillo di alcune lampade vidi una bella dama. Giaceva come assorta in una specie di rapimento, gli occhi semichiusi e la testa negligentemente posata sulla mano destra, carica di anelli. Io non potevo osservare bene la statua, ma vista a quel modo aveva uno speciale incanto. Il suo abito era formato da una sottilissima lamina dorata che imitava molto bene una stoffa riccamente lavorata in oro. La testa e le mani sono di marmo bianco e, se non hanno uno stile elevato, pure sono di grande effetto e di molta naturalezza, tanto che si aspetta quasi che la donna debba sospirare e muoversi. Le sta vicino un piccolo angelo che sembra voglia farle vento con un giglio. (Palermo, 6 aprile 1787<ref>Citato in ''Nuove Effemeridi, <small>rassegna trimestrale di cultura</small>'', Anno XI, n. 42, 1998/II, Palermo, p. 83.</ref>) *Nel giardino pubblico vicino alla marina ho passato ore di quiete soavissima. È il luogo più stupendo del mondo. Nonostante la regolarità del suo disegno, ha un che di fatato; risale a pochi anni or sono, ma ci trasporta in tempi remoti. (Palermo, 7 aprile 1787; 2017, pp. 266-267) [[File:Villa Palagoniako eskulturak (2).jpg|miniatura|I "mostri" di Villa Palagonia]] *{{NDR|Descrivendo la ''Villa Palagonia'' a [[Bagheria]]}} Ma se vogliamo annoverare una per una le aberrazioni del principe Palagonia, eccone l'elenco. Esseri umani: mendicanti dei due sessi, spagnoli, spagnole, mori, turchi, gobbi, ogni sorta di storpi e di nani, musici, pulcinelli, soldati in costume antico, dèi, dee, figure in vecchi costumi francesi, soldati con cartucciere e uose, personaggi mitologici con aggiunte buffonesche, come Achille e Chirone con [[Pulcinella]]. Animali: solo parti animalesche, un cavallo con mani d'uomo, una testa di cavallo su corpo umano, orride scimmie, draghi e serpenti in quantità, ogni sorta di zampe aggiunte a ogni sorta di figure, teste doppie o scambiate. Vasi: ogni sorta di mostri e di ghirigori, terminanti in basso con càntari panciuti o con altri sostegni. <br>Si pensi poi che tali figure, profuse a dozzine con un'inventiva priva di senso e di criterio, sono ammassate indiscriminatamente e senza scopo alcuno; s'immagini codesta fila sterminata di zoccoli, di piedistalli e di deformità, e si potrà concepire quale sgradevole sensazione provi chiunque sia costretto a passare in mezzo a queste scudisciate di follia. (Palermo, 9 aprile 1787; 2017, pp. 271-272) *L'Italia senza la [[Sicilia]], non lascia alcuna immagine nell'anima: qui è la chiave di tutto [...] <br>Del clima non si dirà mai abbastanza [...] Chi potrebbe enumerare tutte queste meraviglie? (Palermo, venerdì 13 aprile 1787; 2017, p. 280) *{{NDR|Parlando con la sorella di [[Cagliostro]]}} Mi fece varie domande intorno al mio viaggio, al mio proposito di visitare la [[Sicilia]], e si disse certa che sarei tornato a Palermo in tempo per festeggiare con loro la ricorrenza di santa Rosalia. (Palermo, 13-14 aprile 1787; 2017, p. 288) *La posizione del tempio {{NDR|di [[Segesta]]}} è sorprendente: al sommo d'una vallata larga e lunga, in vetta a un colle isolato e tuttavia circondato da dirupi, esso domina una vasta prospettiva di terre. (Segesta, 20 aprile 1787; 2017, p. 300) *Arrivammo presto all'estremità orientale della città {{NDR|di [[Agrigento]]}}, dove i ruderi del ''[[Tempio di Giunone (Agrigento)|tempio di Giunone]]'' cadono ogni anno sempre più in rovina per la corrosione prodotta dall'aria e dalle intemperie sulla pietra porosa. (Girgenti, 25 aprile 1787; 2017, p. 305) [[File:Jacob Philipp Hackert 006.jpg|miniatura|La valle dei Templi dipinta da Hackert]] *Il ''[[Tempio della Concordia (Agrigento)|tempio della Concordia]]'' ha resistito ai secoli; la sua linea snella lo approssima al nostro concetto del bello e del gradevole, e a paragone dei templi di [[Paestum]] lo si direbbe la figura d'un dio di fronte all'apparizione d'un gigante. Non è il caso di deplorare la mancanza di gusto con cui furono eseguiti i recenti, lodevoli tentativi intesi a conservare questi monumenti, colmando i guasti con un gesso di bianchezza abbagliante, tanto che il tempio ci si presenta, in notevole misura, come una rovina; eppure sarebbe stato così semplice dare al gesso il colore della pietra corrosa! Certo che a vedere come si sbriciola facilmente il tufo calcareo delle colonne e delle mura, c'è da meravigliarsi che abbia potuto resistere tanto a lungo. Ma appunto per questo gli architetti, sperando in continuatori altrettanto capaci, avevano preso certe precauzioni: sulle colonne si vedono ancor oggi i, resti d'un fine intonaco che doveva blandire l'occhio e insieme garantire la durata. ([[Agrigento|Girgenti]], 25 aprile 1787; 2017, pp. 305-306) *La sosta successiva fu dedicata alle rovine del ''[[Tempio di Zeus Olimpio (Agrigento)|Tempio di Giove]]''. Esse si stendono per un lungo tratto, simili agli ossami d'un gigantesco scheletro [...] In questo cumulo di macerie ogni forma artistica è stata cancellata, salvo un colossale triglifo e un frammento di semicolonna d'ugual proporzione. (Girgenti, 25 aprile 1787; 2017, p. 306) *Il ''[[Tempio di Eracle|tempio di Ercole]]'', invece, lascia ancora scorgere tracce dell'antica simmetria. Le due file di colonne che fiancheggiavano il tempio dai due lati giacciono a terra nella stessa direzione nord-sud, come se si fossero rovesciate tutte insieme, le une verso l'alto e le altre verso il basso d'una collina che si direbbe sia stata prodotta dal crollo della cella. Tenute insieme probabilmente solo dalla trabeazione, le colonne precipitarono di colpo, forse in conseguenza d'un violento uragano, e ora sono distese allineate, spartite nei blocchi che le componevano. (Girgenti, 25 aprile 1787; 2017, p. 306) *La tumenia<ref>La timilia o in siciliano ''tuminia'' è una varietà di grano siciliano. {{cfr}} [[w:timilia|voce]] su ''Wikipedia''.</ref>, il cui nome deriverebbe da ''bimenia'' o da ''trimenia'', è un bellissimo dono di [[Cerere (divinità)|Cerere]], una specie di grano estivo che matura in tre mesi. Lo seminano a capodanno fino a giugno ed è sempre maturo alla data stabilita. Non abbisogna di pioggia abbondante, ma di forte caldo; all'inizio la foglia è molto delicata, ma puoi cresce insieme col grano e alla fine si rafforza assai. La semina del grano avviene in ottobre e novembre, e a giugno è già maturo. (Girgenti, 26 aprile 1787; 2017, p. 309) *Seguimmo il suggerimento {{NDR|cioè di passare per l'entroterra della [[Sicilia]] onde vedere pianure coltivate a grano}} rinunciando a [[Siracusa]], anche perché non ignoravamo che della stupenda città rimaneva poco più del nome glorioso. (Girgenti, 27 aprile 1787; 2017, p. 312) [[File:Veduta-Vallone-Caltanissetta.jpg|thumb|Veduta delle campagne a nord di Caltanissetta.]] *Oggi finalmente possiamo dire d'aver avuto una dimostrazione concreta del perché la Sicilia si sia conquistata il titolo onorifico di granaio d'Italia. A qualche distanza oltre [[Agrigento|Girgenti]] entrammo nelle zone di terre fertili: non vaste pianure, ma un dolce susseguirsi di dossi montani e collinosi, tutti coltivati a frumento e ad orzo; è una massa di fecondità ininterrotta quella che si presenta all'occhio. ([[Caltanissetta]], sabato 28 aprile 1787; 2017, p. 312) *Dopo aver cavalcato a lungo sotto un sole cocente, attraverso questa deserta opulenza, fummo lieti di giungere finalmente alla pittoresca e ben [[Caltanissetta]]; anche qui, però, ci sforzammo invano di trovare una locanda decorosa. Per i muli vi sono bellissime stalle a volta, i servi dormono sul trifoglio destinato alle bestie, ma il forestiero deve provvedere a ogni sua occorrenza. Nel caso che trovi una stanza disponibile, deve prima pulirla; non vi sono seggiole né panche, ci si siede su bassi trespoli di legno grezzo, e di tavoli neppur l'ombra. <br>Se si vogliono trasformare i trespoli in piedi di letto, si va dal falegname e si noleggia la quantità di assi necessarie. Provvidenziale fu per noi nella circostanza il grosso sacco di cuoio prestatoci da Hackert<ref>Il pittore [[w:Jakob Philipp Hackert|Jakob Philipp Hackert]]</ref>, che riempimmo provvisoriamente di paglia trinciata. <br>Ma innanzitutto urgeva prendere disposizioni per la cena. Avevamo comperato per via gallina e il vetturino era andato a cercare riso, sale e condimenti; siccome però era nuovo del paese, ci volle non poco per stabilire dove avremmo potuto cuocerla, dato che all'albergo non c'era modo di farlo. Alla fine un abitante anziano del luogo acconsentì a prestarci, dietro modico compenso, focolare, legna e utensili da cucina e da tavola, e ad accompagnarci, finché il cibo era al fuoco, in giro per la città e da ultimo sulla piazza, dove, secondo l'antica usanza, i cittadini più ragguardevoli sedevano tutt'intorno, intrattenendosi fra loro e intrecciando conversazioni con noi. ([[Caltanissetta]], sabato 28 aprile 1787; 2017, p. 313) *L'antica Enna riservò la più sgradevole delle accoglienze: una stanza ammattonata, con imposte ma senza finestre, sicché dovemmo scegliere tra restarcene seduti al buio o esporci di nuovo ai piovaschi cui eravamo appena sfuggiti. Divorammo qualche avanzo delle nostre provviste e, dopo aver passato una nottataccia, giurammo solennemente che mai più avremmo mutato itinerario per inseguire il miraggio d'un nome mitologico. ([[Enna|Castrogiovanni]], sabato 29 aprile 1787; 2017, p. 317) *Se ci si colloca nel punto più alto occupato dagli antichi spettatori {{NDR|del [[Teatro antico di Taormina]]}}, bisogna riconoscere che mai, probabilmente, un pubblico di teatro si vide davanti qualcosa di simile. Sul lato destro si affacciano castelli dalle rupi sovrastanti; più lontano, sotto di noi, si stende la città e, nonostante le sue case siano d'epoca recente, occupano certo gli stessi luoghi dove in antico ne sorgevano altre. Davanti a noi l'intero, lungo massiccio montuoso dell'[[Etna]]; a sinistra 1a sponda del mare fino a [[Catania]], anzi a [[Siracusa]]; e il quadro amplissimo è chiuso dal colossale vulcano fumante, che nella dolcezza del cielo appare più lontano e più mansueto, e non incute terrore. ([[Taormina]], 7 maggio 1787; 2017, p.329) *Così arrivammo a Messina, non avendo altre risorse, per la prima notte ci accomodiamo alla meglio nel ricovero del nostro vetturino, rinviando all'indomani la ricerca d'una sistemazione migliore. Questa decisione ci permise di farci fin dal primo momento l'idea terrificante d'una città distrutta,<ref>La città venne colpita dal terribile [[w:Terremoto della Calabria meridionale del 1783|terremoto del 5 febbraio 1783]] che colpì duramente la città.</ref> poiché per un quarto d'ora non vedemmo intorno che file e file di macerie, prima di raggiungere la locanda, unico edificio ricostruito in tutto il quartiere; dalle finestre del piano superiore non si scorgeva che un deserto di rovine sconvolte. Fuori dal recinto di quella bicocca non v'era traccia né d'uomini né d'animali; il silenzio notturno era spaventoso. Le porte mancavano di serrature e di chiavistelli; quanto all'occorrente per ospitare clienti, il luogo ne era altrettanto sprovvisto quanto uno stallaggio qualsiasi, e nondimeno potemmo dormire tranquilli su un materasso che il servizievole vetturino era riuscito con le sue chiacchiere a strappare di sotto la schiena dell'oste. ([[Messina]], 10 maggio 1787; 2017, pp. 334-335) *I 30.000 superstiti erano rimasti senzatetto; la maggior parte delle case essendo crollate, e le mura lesionate delle rimanenti non offrendo un rifugio sicuro, si costruì in gran fretta, su una vasta prateria a settentrione, una città di baracche. ([[Messina]], 11 maggio 1787; 2017, p. 335) *Mi sento veramente felice che nel mio animo sia rimasta un'idea tanto chiara, completa e pura della grande, bella, impareggiabile [[Sicilia]]. ([[Napoli]], 17 maggio 1787; 2017, p. 357) *Un giovane e intelligente gentiluomo, ammiratore sincero di quella straordinaria figura {{NDR|[[Dante Alighieri|Dante]]}}, non prese per buoni il mio plauso e i miei riconoscimenti e mi disse chiaro e tondo che, secondo lui, uno straniero doveva rinunciare a capire un genio così eccezionale che gli stessi italiani non potevano tenergli dietro fino in fondo. Dopo un po' di botta e risposta finii per seccarmi: dovevo ammettere, gli dissi, d'essere incline a condividere tal giudizio, giacché non ero mai riuscito a comprendere che interesse si trovava in quei poemi: l'''Inferno'' mi pareva repellente, il ''Purgatorio'' ambiguo e il ''Paradiso'' noioso; dichiarazioni che lo soddisfecero pienamente in quanto suffragarono la sua tesi, dimostrando la mia incapacità intellettuale d'afferrare la profondità all'altezza della poesia dantesca. ([[Napoli]], 17 maggio 1787; 2017, pp. 423-424) *È questo il momento d'accennare a un'altra costumanza popolarissima fra i napoletani: si tratta dei [[Presepe|presepi]], che si vedono in tutte le chiese durante le feste di [[Natale]] e che rappresentano l'adorazione dei pastori, degli angeli e dei re, in gruppi più o meno completi di figurine abbigliate riccamente e vistosamente. Fin sui tetti a terrazza dell'allegra città si allestisce questa esibizione; entro una leggera impalcatura a forma di capanna, ornata di piante e d'arbusti sempreverdi, si collocano la Vergine, il Bambino e tutti gli altri partecipanti, posati a terra o svolazzanti nell'aria, in splendide vesti, per le quali i padroni di casa spendono grosse somme. Ma un tocco d'inarrivabile bellezza all'insieme è dato dallo sfondo che raffigura il [[Vesuvio]] con i paesi circostanti. ([[Napoli]], 27 maggio 1787; 2017, pp. 367-368) *L'ottimo e utilissimo Volkmann mi costringe di tanto in tanto a divergere dalle sue opinioni. Dice per esempio che a Napoli vi sarebbero da trenta a quarantamila fannulloni: e quanti non lo ripetono! Dopo aver acquisito qualche conoscenza delle condizioni di vita del Sud, non tardai a sospettare che il ritenere fannullone chiunque non s'ammazzi di fatica da mane a sera fosse un criterio tipicamente nordico. Rivolsi perciò la mia attenzione preferibilmente al popolo, sia quando è in moto che quando sta fermo, e vidi, bensì, molta gente mal vestita, ma nessuno inattivo. ([[Napoli]], 28 maggio 1787; 2017, pp. 368-369) *È vero, non si fa praticamente un passo senza imbattersi in gente assai malvestita o addirittura cenciosa; ma non per questo si deve parlare di scioperati, di perdigiorno! Sarei quasi tentato d'affermare per paradosso che a Napoli, fatte le debite proporzioni, le classi più basse sono le più industriose. Non si può pensare, beninteso, di mettere a paragone quest'operosità con quella dei paesi del Nord, la quale non ha da preoccuparsi soltanto del giorno e dell'ora immediati, ma nei giorni belli e sereni deve pensare a quelli brutti e grigi e nell'estate deve provvedere all'inverno. Postoché è la natura stessa che al Nord obbliga l'uomo a far scorte e a prendere disposizioni, che induce la massaia a salare e affumicare cibi per non lasciare sfornita la cucina nel corso dell'anno, mentre il marito non deve trascurare le riserve di legna, di grano, di foraggio per le bestie e così via, è inevitabile che le giornate e le ore più belle siano sottratte al godimento e vadano spese nel lavoro. Per mesi e mesi si evita di stare all'aperto e ci si ripara in casa dalla bufera, dalla pioggia, dalla neve e dal freddo; le stagioni si succedono inarrestabili, e l'uomo che non vuol finire malamente deve per forza diventare casalingo. Non si tratta infatti di sapere se vuole fare delle rinunce: non gli è consentito di volerlo, non può materialmente volerlo, dato che non può rinunciare; è la natura che lo costringe ad adoperarsi, a premunirsi. Senza dubbio tali influenze naturali, che rimangono immutate per millenni, hanno improntato il carattere, per tanti lati meritevole, delle nazioni nordiche; le quali però applicano troppo rigidamente il loro punto di vista nel giudicare le genti del Sud, verso cui il cielo s'è dimostrato tanto benigno. [...] In quei paesi un povero, uno che a noi sembra miserabile, può non solo soddisfare le più urgenti e immediate esigenze, ma godersi il mondo nel modo migliore; e un cosiddetto accattone napoletano potrebbe altrettanto facilmente sdegnare il posto di viceré in [[Norvegia]] e declinare l'onore, se l'imperatrice di [[Russia]] gliel'offrisse, del governatorato della [[Siberia]]. ([[Napoli]], 28 maggio 1787; 2017, pp. 372-373) *Si giungerebbe forse allora a concludere che il cosiddetto ''lazzarone'' non è per nulla più infingardo delle altre classi, ma altresì a constatare che tutti, in un certo senso, non lavorano semplicemente per ''vivere'' ma piuttosto per ''godere'', e anche quando lavorano vogliono vivere in [[allegria]]. Questo spiega molte cose: il fatto che il lavoro manuale nel Sud sia quasi sempre assai più arretrato in confronto al Nord, che le fabbriche scarseggino; che, se si eccettuano avvocati e medici, si trovi poca istruzione in rapporto al gran numero d'abitanti, malgrado gli sforzi compiuti in singoli campi da uomini benemeriti; che nessun pittore napoletano sia mai diventato un capo scuola né sia salito a grandezza; che gli ecclesiastici amino con sommo piacere nell'ozio anche i nobili amino profondere i loro averi soprattutto nei piaceri, nello sfarzo e nella dissipazione. ([[Napoli]], 28 maggio 1787; 2017, p. 374) *Per ritornare al popolino di Napoli, è interessante osservare che, come fanno i ragazzi più vispi quando si comanda loro qualche cosa, anche i napoletani finiscono con l'assolvere il loro compito, ma ne traggono sempre argomento per scherzarvi sopra. Tutta la classe popolana è di spirito vivacissimo ed è dotata di un intuito rapido ed esatto: il suo linguaggio deve essere figurato, le sue trovate acute e mordaci. Non per nulla l'antica Atella sorgeva nei dintorni di Napoli; e come il suo prediletto Pulcinella continua ancora i giuochi atellani, così il basso popolo s'appassiona anche adesso ai suoi lazzi. (Napoli, 28 maggio 1787; Sansoni, 1970, p. 429) *{{NDR|Goethe è ospite a Palazzo Reale della duchessa Giovene<ref>Giuliana, duchessa di Giovine (1766-1805), moglie del duca Nicola di Girasole, dama di corte della regina [[Maria Carolina d'Asburgo-Lorena|Maria Carolina]].</ref>}} Era già cominciato il crepuscolo e non ci avevano ancora portato le candele. Passeggiavamo su e giù per la sala, quando la duchessa, avvicinandosi a un balcone con le persiane chiuse, ne aprì un battente ed io vidi quello che nella vita non si può vedere che una volta. Se il suo scopo è stato quello di sbalordirmi, devo dire che questo fu raggiunto completamente. Stavamo a un balcone dell'ultimo piano, col Vesuvio proprio di fronte; la lava scorreva; e il sole essendo tramontato da un pezzo, si vedeva la corrente di fuoco rosseggiare, mentre la fiamma incominciava a indorare la nuvola di fumo che l'accompagnava; la montagna faceva sentire profondi boati; sulla cima un pennacchio enorme, immobile, le cui differenti masse venivano squarciate ad ogni sbuffo come da lampi e illuminate a rilievo. Da lassù fino alla marina, una striscia rovente fra vapori arroventati; del resto, mare e terra, rocce e cespugli, distinti nella luce del crepuscolo, in una calma luminosa, in una pace fantastica. Veder tutto questo d'un colpo d'occhio e, a completare lo spettacolo meraviglioso, la luna piena che sorgeva dietro le spalle della montagna, era ben cosa da farmi sbalordire. Dal punto in cui mi trovavo l'occhio abbracciava tutto d'un solo sguardo e, se anche non poteva discernere i singoli particolari, non perdeva mai tuttavia l'impressione di un insieme così grandioso. La nostra conversazione, interrotta da questo spettacolo, prese una piega ancor più familiare. Avevamo sott'occhio un testo, che alcuni millenni non sarebbero bastati a commentare. Più la notte s'avanzava, e più il paesaggio sembrava illuminarsi: la luna risplendeva come un secondo sole; le colonne di fumo, con le loro strisce e le loro masse luminose, apparivano distinte in tutti i particolari; pareva perfino, guardando attraverso una lente un po' forte, di distinguere nello sfondo del cono i blocchi incandescenti vomitati dal cratere. La mia ospite – la chiamerò così perché difficilmente ella avrebbe potuto offrirmi un convito più delizioso − fece collocare le candele dalla parte opposta della sala. La bella donna, illuminata dalla luna, nel primo piano di questo quadro fantastico, mi sembrava ancor più bella, mentre trovavo in lei una seduzione ancor più viva, ascoltando dalle sue labbra, in questo paradiso del [[Mezzogiorno]], il più amabile accento della parlata tedesca. (Napoli, sabato 2 giugno 1787; Sansoni, 1970, pp. 432-433) *Salii verso sera sulla colonna Traiana, da cui si gode un panorama incomparabile. Visto di lassù, al calar del sole, il [[Colosseo]] sottostante si mostra in tutta la sua imponenza; vicinissimo è il Campidoglio, più addietro il Palatino e il rimanente della città. Poi, a tarda ora, tornai a casa passeggiando lentamente per le vie. Un luogo straordinario è la piazza di Monte Cavallo con l'obelisco {{NDR|l'attuale piazza del Quirinale}}. ([[Roma]], 23 luglio 1787; 2017, p. 413) *Io sono un figlio della pace e voglio aver pace in eterno con tutto il mondo, dato che finalmente l'ho conclusa con me stesso. ([[Castel Gandolfo]] 12 ottobre 1787; 2017, p. 468) *Siate contenti anche voi di questo mio soggiorno! Roma è diventata ormai casa mia e non c'è quasi più nulla in me, di quel che mi teneva in continuo stato di sovreccitazione. A poco a poco l'ambiente mi ha preso e sollevato. Io godo d'una gioia sempre più pura e sempre più consapevole. ([[Roma]], 15 settembre 1787; Sansoni, 1970, p. 467) [[File:Fontana Paola Rome.jpg|miniatura|La Fontana dell'Acqua Paola a Roma]] *Sulla piazza di S. Pietro in Montorio salutammo la ''cascata dell'Acqua Paola'', che, scrosciando in cinque getti dalle arcate e dalle porte d'un arco di trionfo, riempie fino all'orlo una vasca di grandezza piuttosto notevole. Incanalata in un acquedotto fatto restaurare da Paolo V, la massa d'acqua, zigagando bizzarramente secondo il tracciato imposto da un alternarsi di colline, compie un percorso di venticinque miglia dal lago di Bracciano fin qui e provvede ai bisogni di parecchi molini e opifici, per poi espandersi nel quartiere di Trastevere.<br>I cultori d'architettura presenti lodarono l'idea d'aver costruito per quelle acque un'entrata trionfale, visibile a tutti: quelle colonne e archi, cornicioni e attici ricordano gl'ingressi sfarzosi da cui entravano un tempo i vincitori di guerre; con altrettanta forza e potenza entra qui il più pacifico dei nutritori, e per la fatica della lunga corsa riceve espressioni di gratitudine e d'ammirazione; e, come ci dice la scritta, la preveggenza benefica d'un papa della dinastia Borghese può vantarsi d'avere in questo luogo la sua eterna, ininterrotta e imponente apoteosi. ([[Roma]], dicembre 1787; 2017, p. 507) *Così, giorno dopo giorno, l'attesa si alimenta e si rinfocola finché, poco dopo mezzodì, una campana dal Campidoglio dà il segnale che sotto la volta del cielo tutti possono abbandonarsi alla follia. <br>Questo è il momento in cui il severo cittadino romano, che per tutto l'anno s'è ben guardato dal compiere passi falsi, depone istantaneamente la sua gravità e la sua moderazione. ([[Roma]], 1788; 2017, p. 548) *A Roma mi sono sentito sempre più felice, e ancora adesso il mio piacere aumenta ogni giorno; e se anche posso trovar triste di dover partire proprio nel momento in cui sarei più meritevole di rimanere, m'è tuttavia di gran conforto il pensiero d'esser potuto rimanere abbastanza a lungo da giungere fino a questo punto. (Roma, marzo 1788; 2017, p. 594) *In verità, questo è l'effetto più completo che ottengono le opere d'arte: di riportarci alle condizioni dell'epoca e degli individui che le produssero. Circondati dalle statue antiche, ci sentiamo come immersi nel moto d'un'esistenza naturale, percepiamo la multiformità della struttura umana e siamo ricondotti in tutto e per tutto allo stato più puro dell'uomo, col risultato che lo stesso osservatore acquista vita e umanità autentica. Anche i panneggi, nel loro conformarsi a natura — talché, si direbbe, dànno alla figura un risalto ancora maggiore — contribuiscono alla pienezza del sentimento. Chi può godere ogni giorno a Roma d'una cornice simile non rinuncia ad assicurarsene il possesso, vuol avere intorno a sé queste immagini, e quegli ottimi facsimili che sono i calchi in gesso gliene forniscono la miglior occasione. Aprendo gli occhi al mattino, i nostri sguardi incontrano ogni sorta di meraviglie; ogni nostro pensiero e sentimento è accompagnato da queste forme, e ci riesce impossibile ripiombare nella barbarie. (Roma, aprile 1788; 2017, p. 612) *Chi ha visto una volta il cielo di Palermo non potrà mai più dimenticarlo.<ref>Citato in ''[http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntate/palermo-citt%C3%A0-multiforme/479/default.aspx Palermo, città multiforme – I mille volti di una città che punta all'Europa]'', ''Lastoriasiamonoi.rai.it''</ref> *L'[[uomo]] è una creatura che sa presto, ma mette in pratica tardi. (ed. 1973) ==Citazioni su ''Viaggio in Italia''== *Gli basta {{NDR|a Goethe}}, normalmente, dare una esatta descrizione delle cose così come esse gli appaiono ed il suo genio si dimostra nella scelta dei fatti che illustra. ([[Henry David Thoreau]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Johann Wolfgang von Goethe, ''Viaggio in Italia'', traduzione di Aldo Oberdorfer, EDIPEM, Novara, 1973. *Johann Wolfgang von Goethe, ''Viaggio in Italia'', traduzione di Emilio Castellani, I Meridiani, Mondadori, Milano, 1983. *Johann Wolfgang von Goethe, ''Viaggio in Italia'', traduzione di Emilio Castellani, Mondadori, 2004. *Johann Wolfgang von Goethe, ''Viaggio in Italia'', traduzione di Emilio Castellani, Mondadori, 2017. *Johann Wolfgang von Goethe, ''Viaggio in Italia'', traduzione di [[Eugenio Zaniboni]], in Johann Wolfgang von Goethe, ''Opere'', a cura di [[Vittorio Santoli]], Sansoni Editore, Firenze, 1970. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Opere saggistiche]] bnm6hpt6wsr3bg8hok10c7qkma5kvtw Template:Lingue/Dati 10 148341 1410698 1410625 2026-04-15T21:58:51Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1410698 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 65294 |lingua2 = it |voci2 = 54908 |lingua3 = pl |voci3 = 31728 |lingua4 = ru |voci4 = 17869 |lingua5 = cs |voci5 = 15444 |lingua6 = et |voci6 = 13689 |lingua7 = uk |voci7 = 12196 |lingua8 = pt |voci8 = 12057 }} o4c0diuo2uin2xoz9ry7wajqseq8xuz Discussioni utente:Martinoscag 3 157058 1410694 1391598 2026-04-15T20:18:20Z Civvì 8222 Civvì ha spostato la pagina [[Discussioni utente:Martino714]] a [[Discussioni utente:Martinoscag]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/Martino714|Martino714]]" a "[[Special:CentralAuth/Martinoscag|Martinoscag]]" 983097 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 10:30, 10 mag 2019 (CEST)}} mqu5qnf42esfd2ad58hinjhmtj7dooh Américo de Grazia 0 163501 1410693 1165297 2026-04-15T19:00:35Z Udiki 86035 1410693 wikitext text/x-wiki [[File:Américo de Grazia.jpg|thumb|Américo de Grazia]] '''Américo Giuseppe de Grazia Veltri ''' (1959 – vivente), politico venezuelano e italiano. ==Citazioni di Américo de Grazia == {{cronologico}} *Purtroppo il [[chavismo]] ha dilapidato una occasione storica per cambiare il paese, e lo ha invece consegnato a terroristi e narcos.<ref name="rifugiato">Citato in Maurizio Stefanini, ''[https://www.ilfoglio.it/esteri/2019/05/10/news/venezuela-254034/ L'ultima intervista del deputato venezuelano che si è rifugiato nell'ambasciata italiana a Caracas]'', ''ilfoglio.it'', 10 maggio 2019.</ref> *{{NDR|Sulla revoca dell'immunità parlamentare.}} Il regime {{NDR|di [[Nicolás Maduro]]}} ti minaccia perché vuole che tu ti nasconda. ... Vuole che tu fugga, che ti nasconda, che ti dichiari in clandestinità, che ti esili in una ambasciata, che ti inibisca di prendere azioni, prendere misure, convocare manifestazioni in strada, che non senta tranquillità in nessun posto dove ti trovi. Che tu non possa fare vita politica in maniera normale, come si potrebbe fare in qualunque altro paese dove esista stato di diritto, democrazia o libertà.<ref name="rifugiato"/> *Non darò il gusto, alla NarcoDittatura, che mi esibisca come trofeo e mi usi come ostaggio, in cambio di condonargli i suoi crimini di lesa umanità, violazione dei Diritti Umani, corruzione, narcotraffico e terrorismo. Continuo nella lotta<ref name="rifugiato"/> *{{NDR|[[Mariela Magallanes]]}} si è rifugiata in ambasciata<ref>Mariela Magallanes si è rifugiata presso l'ambasciata Italiana di Caracas nel maggio 2019 dopo che il regime di [[Nicolás Maduro]] le ha tolto l'immunità parlamentare e l'esercito le ha sequestrato il passaporto, impedendole la partenza dall'aeroporto di Caracas, dopo essere stata posta in stato di fermo. ''[https://www.repubblica.it/esteri/2019/12/01/news/venezuela_mariela_magallanese_americo_de_grazia_tornano_europa-242319684/ Venezuela, Magallanes e De Grazia: i due deputati anti-Maduro verso l'Italia]'', ''repubblica.it'', 30 novembre 2019.</ref> perché le detenute politiche nelle carceri venezuelane vengono sistematicamente stuprate.<ref name="rifugiato"/> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:De Grazia, Américo}} [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Politici venezuelani]] at6x12jexd7ltwckipp9tj50tkm21e5 Anton Springer 0 179241 1410672 1385531 2026-04-15T14:16:37Z Gaux 18878 /* Citazioni */ Luca Cranach 1410672 wikitext text/x-wiki [[File:Portrait of Anton Heinrich Springer (1825-1895) MET DP807228.jpg|thumb|Anton Springer in un disegno di Henri Lehmann (Metropolitan Museum of Art, New York)]] '''Anton Heinrich Springer''' (1825 – 1891), storico e critico d'arte tedesco. ==''Manuale di storia dell'arte''== ===[[Incipit]]=== Le ricerche della nostra età ci hanno permesso di risalire sempre più su nel tempo per stabilire l'origine dell'antica civiltà e l'origine dell'arte. Le straordinarie [[arte preistorica|rappresentazioni di animali]] nelle grotte dell'Europa occidentale, da principio considerate quasi per lo più con disdegno, si sono rivelate di fatto come opere originali e vetustissime, come precorritrici anche di tutta la civiltà babilonese ed egiziana. Non potevano essere trascurate già quando apparivano come un enigmatico e solitario prodotto di opera umana, quanto più dovranno essere ora tenute in considerazione dopo che si è cominciato a vedere che si ricollegano con ogni sorta di rapporti ai prodotti della civiltà dei periodi seguenti. <!-- (vol. I, Le origini dell'arte, p. 1) --> ===Citazioni=== *Questa convenzionalità del disegno e del rilievo egiziano, questo uso esclusivo delle vedute di profilo e di prospetto, con assoluta rinuncia agli scorci, questa distribuzione delle figure scaglionate nel piano, senz'alcuna riduzione di proporzioni per prospettiva, cioè questa obbedienza alla forma reale del piano disegnativo, da cui l'[[arte egizia]]na non ha saputo mai liberarsi, mentre l'arte greca se ne affrancò con lo scorcio, col chiaroscuro, con la prospettiva, è quel fenomeno di tutte le arti primitive, come anche delle arti dei popoli incolti e dei bambini, che comprendiamo sotto il nome generico di parallelismo, inquantoché l'arte, non sapendo dare al piano disegnativo il valore illustrativo dell'obliquità, è costretta a limitarsi alle sole vedute parallele di profilo e di prospetto e per ridurre tutte le parti del corpo a questa rappresentazione parallela è tratta a spezzare la coordinazione naturale delle membra nel corpo umano ed animalesco, la distribuzione naturale degli oggetti e degli esseri nello spazio. (vol. I, A. L'Oriente, cap. I, pp. 13-14) *La perfetta connessione e levigazione dei blocchi di pietra all'interno {{NDR|delle piramidi}} mostra a quale altezza già fosse giunta la capacità tecnica degli Egiziani al principio del III millennio a. C. (vol. I, A. ''L'Oriente'', cap. I, p. 21) *Come l'arte egiziana dal Nilo cosi l'[[Arte mesopotamica|arte dei popoli della Mesopotamia]] fu determinata alle origini dall'Eufrate e dal Tigri. Il duplice fiume imponeva agli abitanti condizioni e regole di vita ed esercitava un'influenza essenziale anche sul materiale e sulla forma degli edifici. Nella bassa pianura si dovette ricorrere per la costruzione ai mattoni crudi e quindi si ebbero mura di argilla anziché mura di pietra. Solo per la rivestitura esterna delle mura, per fontane ed altre costruzioni idrauliche vennero in uso già per tempo mattoni cotti. (vol. I, A. ''L'Oriente'', cap. II, pp. 57-58) *Le opere architettoniche {{NDR|mesopotamiche}} si innalzavano a terrazze; delle torri a gradini (zikkurrat) furono adoperate in impianti sacrali. Il materiale disadorno e in parte non resistente alle intemperie traeva al sistema del rivestimento delle pareti. Le pareti all'interno erano spalmate di gesso o di asfalto o erano ricoperte di lastre di pietra o erano adorne di mosaici, più tardi di mattoni colorati. (vol. I, A. L'Oriente, cap. II, p. 58) *Anche l'Apollo che saetta il serpente Pitone, opera che [[Pitagora di Reggio|Pitagora {{NDR|di Reggio}}]] creò per Crotone, avrà mostrato già un simile annuncio di movimento nel momentaneo riposo; [...]. Appunto in questi motivi pieni di vita e rappresentanti un istante d'equilibrio, che lo avvicinano al suo contemporaneo e rivale [[Mirone]], Pitagora rivelava quella ricerca del ritmo che i critici d'arte elogiavano come sua caratteristica principale. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, p. 269) *Pitagora {{NDR|di Reggio}} sembra che abbia spezzato il parallelismo di posizione fino allora predominante nella scultura libera; probabilmente al pari di Mirone egli si preoccupò del problema di coordinare giustamente i varî piani (ventre, petto ecc.) nel movimento e nella torsione del corpo. Di fronte alle figure più antiche, per lo più in riposo, egli sapeva, come mostrano gli esempi citati, sviluppare in tutte le sue conseguenze dal suo punto di origine, un determinato motivo di movimento e di concepirlo e renderlo fecondamente nel suo momentaneo equilibrio estremo, che deve di nuovo passare subito al movimento; questo doveva succedere senza dubbio anche nel suo Perseo, del quale forse è conservata la testa, e nel suo gruppo di Eteocle e Polinice che si uccidevano reciprocamente. (vol. I, B. Grecia, cap. VII, p. 269) *[...] egli {{NDR|[[Pitagora di Reggio]]}} era apprezzato per l'accuratezza anatomica delle sue figure, per la riproduzione dei muscoli e delle vene ed anche dei capelli, tratti che ritornano anche presso altri scultori di questo periodo di transizione, ma che, come sembra, furono dai critici d'arte notati per la prima volta nelle sue opere. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, p. 269) *Maggiore di [[Calamide|Kalamis]], un vero innovatore fu [[Mirone]] di Eleutere [...]. Come i Peloponnesi egli lavorava regolarmente in bronzo (di lega eginetica), particolarmente statue di vincitori negli agoni più diversi. Delle sue opere non possiamo additare in copie la vacca, celebre particolarmente presso i Romani per la sua vivezza; altre si rivelano come il riflesso ideale della ginnastica e portano al grado più alto la naturalezza piena di vita, la rappresentazione di manifestazioni energiche di forza, di azioni rapide che venivano colte ritmicamente nel breve istante di riposo tra due movimenti. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, pp. 272-273) *Il giovane atleta {{NDR|il ''[[Discobolo|discobolo]]'' di Mirone}} è rappresentato nel momento in cui, secondo le regole dell'arte, poggiando sulla gamba destra si è così rivolto su se stesso che volge il dorso alla meta, e brandendo con la destra il pesante disco stende il braccio per il lancio che egli ora eseguirà con forte movimento e rivolgimento del corpo. Questo atto di massima tensione può durare solo un istante: questo istante Mirone l'ha fissato nella sua statua. L'arditezza del motivo, il «distorto» delle figure, secondo l'espressione di un antico giudizio, risalta assai bene se si guarda il corpo non soltanto dalla veduta principale trattata a modo di rilievo, ma dal di dietro. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, p. 273) *Il satrapo persiano della Caria, il re [[Mausolo|Mausolos]], aveva trasferito la capitale del suo dominio dall'interna Mylasa ad Alicarnasso, dove a quel che pare la regina Artemisia innalzò al fratello e sposo dopo la sua morte (333) un [[Mausoleo di Alicarnasso|sontuoso monumento]]; sicuramente il re stesso aveva, secondo il costume dei Faraoni, cominciato e portato così innanzi l'edificio, che questo era quasi pronto allorquando Artemisia (351) mori poco dopo il suo sposo. Come si racconta, gli artisti condussero allora da soli l'opera alla fine per amore della propria fama. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. X, pp. 359-360) *Una grande varietà regna nei monumenti funerari {{NDR|romani}}. Ancor oggi domina la via Appia la [[Mausoleo di Cecilia Metella|tomba di Cecilia Metella]], nuora del triumviro Crasso, un edificio rotondo a maniera di torre, su una base rettangolare, di un effetto grandioso e severo, che fu usato nel Medio Evo come fortezza e coronato di merli. (vol. I, C. ''Italia'', cap. IV, p. 523) *Anche l'ornamento vegetale nell'[[Ara Pacis]] mostra una certa duplicità. Esternamente al disotto del fregio delle figure, esso vi sviluppa in una ricca opera a tralci, che ricerca l'effetto essenzialmente con l'elegante delineazione degli steli delle piante attorti a volute e che si ricollega a motivi più antichi ma tende in particolare ad una più naturale conformazione del fogliame; nell'interno la parte superiore della parete è ornata di sontuosi festoni in cui l'artista riproduce chiaramente ogni frutto, ogni foglia ma con ciò rinuncia coscientemente alla leggiadria dell'ornamentazione delineata, perché considera le ghirlande piuttosto come masse ricche di corporeità e di colore e digradanti dal più vigoroso rilievo fino a un sottile disegno che svanisce sul fondo. I nastri svolazzanti, i bucranî da cui pendono i festoni e che sono resi con una grandissima fedeltà naturale, accrescono l'impressione. (vol. I, C. ''Italia'', cap. IV, pp. 528-529) *Preparati da precedenti varî nell'Egitto, in Cipro, nel territorio fenicio, in Grecia, in Etruria, in Roma, i [[Sarcofago|sarcofagi]] in marmo ornati di rilevi appaiono alla fine del primo secolo d. Cr. in corrispondenza al rito risorto di seppellire invece che di cremare i cadaveri e divengono ben presto una moda dominante. (vol. I, C. ''Italia'', cap. VI, p. 574) *I sarcofagi erano per lo più lavorati in massa e, come di solito, l'esecuzione tradisce soltanto la mano tecnicamente sperimentata dello scalpellino, non quella creatrice dello scultore; così anche la composizione per lo più non è stata ideata per una singola opera ma è stata tolta da taccuini di modelli e simili mezzi di aiuto ed è stata riadattata per il caso particolare, soprattutto con la trasformazione della testa, in generale solo abbozzata. (vol. I, C. Italia, cap. VI, p. 574) *Il Cristianesimo per venire dalla Palestina a Roma, dovette percorrere il vasto dominio della civiltà greca, e nei grandi centri ellenistici dell'Oriente ebbe le sue prime sedi ed i suoi punti di irradiazione; è evidente dunque che l'ambiente ellenico-orientale dovette recare un cospicuo contributo alla formazione della nuova [[Arte cristiana|arte universale]]. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *Di [[Catacombe]], ossia di sepolcreti sotterranei cristiani, ne esistono anche fuori di Roma, ad esempio a Napoli, a Siracusa, ad Alessandria d'Egitto, ma quelle di Roma superano di gran lunga tutte le altre per vastità, dignità ed importanza artistica; le più antiche risalgono forse al I secolo; servirono di sepoltura fin verso la metà del secolo V, ma fino dal secolo IV esse erano soprattutto venerate come santuari, e la decorazione che si vede dopo questo tempo non è più esclusivamente propria di esse. Ma nei primi tre secoli le Catacombe sono per noi l'unico monumento nell'antichissima arte cristiana in Occidente. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *Molti ancora credono che le Catacombe siano state luoghi di riunione, di rifugio o di abituale soggiorno: esse invece servirono soltanto di sepoltura e solo vi si celebravano delle riunioni liturgiche nell'anniversario dei defunti. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *In origine, fino alle persecuzioni dei cristiani del secolo III, le Catacombe erano aperte e protette dalle leggi, e non avevano bisogno di essere situate in luoghi nascosti e segreti; una scala conduceva ai corridoi sotterranei scavati nel tufo, e dentro ai loculi scavati nelle pareti laterali erano tumulati i cadaveri dei credenti. Le tombe erano chiuse con una lastra sulla quale si scriveva il nome, l'età, il giorno della morte del defunto e l'augurio di pace eterna espresso con parole o con simboli (una colomba, un ramo di palma, un'ancora, ecc.). Seguendo in ciò gli usi antichi, i superstiti deponevano presso ai morti oggetti diversi: lampade, vasi di vetro, monete ecc. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *La [[cattedrale di Canterbury]] è del massimo interesse per la storia dell'architettura; basta osservarne la pianta per vedere come quest'opera sia andata sorgendo man mano, in diversi momenti architettonici. Iniziata ancora nell'età romanica, la cripta e precisamente la parte occidentale di essa, è opera di un Ernulfo, venuto insieme con un Lanfranco dal convento di Bec. Seguì poi la costruzione delle parti contigue al braccio e del transetto orientale; poi si costruì il coro, al quale è addossata la cappella rotonda dedicata a S. Tommaso Becket (la «corona di Becket»). Il coro è ideato sul piano di quello della cattedrale di Sens, ed è meno largo della navata mediana, a cagione delle due torri antiche, che si vollero conservare. Le parti che stanno tra i due transetti, erette da Guglielmo di Sens, nella navata mediana hanno le vòlte divise in sei parti. Il braccio maggiore fu compiuto dal 1390 al 1411. (vol. II, C. cap. II, p. 319) *In generale il [[duomo di Colonia]] è un'opera rigorosamente logica: come tutte le misure e proporzioni si riconducono ad una unità fondamentale, così pure nell'alzato la tendenza verticale è mantenuta con inesorabile severità e senza interruzione.<br>Il modulo fondamentale della cattedrale di Colonia è la larghezza della navata di mezzo, da un asse all'altro delle colonne, uguale a cinquanta piedi romani; le navate laterali hanno la larghezza di mezzo modulo, il transetto di due, e l'asse del coro è uguale a tre moduli; similmente , tutte le misure di altezza e di lunghezza hanno la stessa semplicissima base. (vol. II, C. cap. II, p. 336) *{{NDR|Sul [[gotico italiano]]}} Nel corso del secolo XIII una nuova corrente artistica invade il territorio italiano. L'architettura gotica passa le Alpi. Se le forme vere e caratteristiche dello stile gotico sono soltanto quelle di cui si riveste nel Nord, allora si durerà fatica a trovare questo stile anche in Italia. Fra tutti i paesi che adottarono lo stile [[gotico]], l'Italia fu forse quella che l'intese di meno; esso si adattava male alle tradizioni artistiche classiche. Ciò che l'Italia fece pel nuovo stile fu quello di darle il nome di gotico, in senso dispregiativo, come di ''barbaro''. (vol. II, C. cap. III, pp. 510-511) *Posta sulla via Appia, in facile comunicazione con Roma, [[Abbazia di Fossanova|Fossanova]] era talmente frequentata dai viaggiatori che vi si arrestavano lungo il cammino, che nel 1256 papa Alessandro IV le fece una donazione per permetterle di sostenere le forti spese dell'ospitalità. Divenne ben presto centro di {{sic|studii}}, e i monaci delle altre abbazie cistercensi che sorsero in quel giro d'anni nei dintorni andavano ad istruirsi a Fossanova, dove era uno ''studium artium'', in cui si insegnava la geometria e l'architettura. (vol. II, C. cap. III, p. 513) *Fra le chiese gotiche dell'Italia Settentrionale più celebre fra tutte è il [[duomo di Milano]], col quale [[Gian Galeazzo Visconti]] volle lasciare magnifico ricordo della sua signoria. Non si può dire con sicurezza quale architetto ne abbia abbozzato il piano: fu cominciato nel 1386 da Simone da Orsenigo; dal 1400 al 1447 i lavori furono diretti da Filippo degli Organi. Oltre a ciò aiutarono col consiglio e con l'opera architetti delle più svariate scuole e dei più disparati paesi, italiani non solo, ma francesi, fiamminghi e tedeschi (Ulrich von Ensingen; Heinrich von Gmünd, 1391); e pare che a Milano regnasse una certa perplessità che si spiega con l'epoca già tarda nella quale l'edificio si costruiva quando il vero sentimento gotico stava per spegnersi. Infatti la maniera gotica usata qui si allontana da quella che si incontra in Italia. (vol. II, C. cap. III, pp. 534-536) *[[Lucas Cranach il Vecchio|Luca Cranach]] [...] più d'ogni altro artista parve destinato dalla natura e dalla sorte ad essere uno dei prìncipi della pittura tedesca. Facilità di mano, operosità infaticabile (pictor celerimmus lo designa giustamente l'iscrizione sul suo sepolcro), rara perizia tecnica e freschezza di colore, lunga vita e un'alta e sicura posizione sociale presto acquistata, sono fortune che mancarono ai più dei suoi contemporanei. Ma trasferitosi presto nella Germania settentrionale, in regione povera d'arte, mancandogli i confronti e la concorrenza, e difettando anche di coscienza artistica e di autocritica, le sue preziose doti non valsero a salvarlo dal manierismo. (vol. IV, p. 194) ==Bibliografia== *Antonio Springer, ''[https://archive.org/details/manualedistoriad01spriuoft/page/n8/mode/1up Manuale di storia dell'arte]'', 3<sup>a</sup> edizione italiana a cura di Corrado Ricci, vol. I Storia Antica, tradotto da Alessandro Della Seta, Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo, 1927. *Antonio Springer, ''[https://archive.org/details/manualedistoriad02spriuoft/page/n10/mode/1up Manuale di storia dell'arte]'', 3<sup>a</sup> edizione italiana a cura di Corrado Ricci, vol. II Arte del Medio Evo, tradotto da Antonio Nuñoz, Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo, 1916. ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Anton Heinrich Springer|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Springer, Anton}} [[Categoria:Critici d'arte tedeschi]] [[Categoria:Storici tedeschi]] nmnh11u263ny1h00giboxg32a4th9wr 1410673 1410672 2026-04-15T14:18:19Z Gaux 18878 /* Citazioni */ wlink, corsivo 1410673 wikitext text/x-wiki [[File:Portrait of Anton Heinrich Springer (1825-1895) MET DP807228.jpg|thumb|Anton Springer in un disegno di Henri Lehmann (Metropolitan Museum of Art, New York)]] '''Anton Heinrich Springer''' (1825 – 1891), storico e critico d'arte tedesco. ==''Manuale di storia dell'arte''== ===[[Incipit]]=== Le ricerche della nostra età ci hanno permesso di risalire sempre più su nel tempo per stabilire l'origine dell'antica civiltà e l'origine dell'arte. Le straordinarie [[arte preistorica|rappresentazioni di animali]] nelle grotte dell'Europa occidentale, da principio considerate quasi per lo più con disdegno, si sono rivelate di fatto come opere originali e vetustissime, come precorritrici anche di tutta la civiltà babilonese ed egiziana. Non potevano essere trascurate già quando apparivano come un enigmatico e solitario prodotto di opera umana, quanto più dovranno essere ora tenute in considerazione dopo che si è cominciato a vedere che si ricollegano con ogni sorta di rapporti ai prodotti della civiltà dei periodi seguenti. <!-- (vol. I, Le origini dell'arte, p. 1) --> ===Citazioni=== *Questa convenzionalità del disegno e del rilievo egiziano, questo uso esclusivo delle vedute di profilo e di prospetto, con assoluta rinuncia agli scorci, questa distribuzione delle figure scaglionate nel piano, senz'alcuna riduzione di proporzioni per prospettiva, cioè questa obbedienza alla forma reale del piano disegnativo, da cui l'[[arte egizia]]na non ha saputo mai liberarsi, mentre l'arte greca se ne affrancò con lo scorcio, col chiaroscuro, con la prospettiva, è quel fenomeno di tutte le arti primitive, come anche delle arti dei popoli incolti e dei bambini, che comprendiamo sotto il nome generico di parallelismo, inquantoché l'arte, non sapendo dare al piano disegnativo il valore illustrativo dell'obliquità, è costretta a limitarsi alle sole vedute parallele di profilo e di prospetto e per ridurre tutte le parti del corpo a questa rappresentazione parallela è tratta a spezzare la coordinazione naturale delle membra nel corpo umano ed animalesco, la distribuzione naturale degli oggetti e degli esseri nello spazio. (vol. I, A. L'Oriente, cap. I, pp. 13-14) *La perfetta connessione e levigazione dei blocchi di pietra all'interno {{NDR|delle piramidi}} mostra a quale altezza già fosse giunta la capacità tecnica degli Egiziani al principio del III millennio a. C. (vol. I, A. ''L'Oriente'', cap. I, p. 21) *Come l'arte egiziana dal Nilo cosi l'[[Arte mesopotamica|arte dei popoli della Mesopotamia]] fu determinata alle origini dall'Eufrate e dal Tigri. Il duplice fiume imponeva agli abitanti condizioni e regole di vita ed esercitava un'influenza essenziale anche sul materiale e sulla forma degli edifici. Nella bassa pianura si dovette ricorrere per la costruzione ai mattoni crudi e quindi si ebbero mura di argilla anziché mura di pietra. Solo per la rivestitura esterna delle mura, per fontane ed altre costruzioni idrauliche vennero in uso già per tempo mattoni cotti. (vol. I, A. ''L'Oriente'', cap. II, pp. 57-58) *Le opere architettoniche {{NDR|mesopotamiche}} si innalzavano a terrazze; delle torri a gradini (zikkurrat) furono adoperate in impianti sacrali. Il materiale disadorno e in parte non resistente alle intemperie traeva al sistema del rivestimento delle pareti. Le pareti all'interno erano spalmate di gesso o di asfalto o erano ricoperte di lastre di pietra o erano adorne di mosaici, più tardi di mattoni colorati. (vol. I, A. L'Oriente, cap. II, p. 58) *Anche l'Apollo che saetta il serpente Pitone, opera che [[Pitagora di Reggio|Pitagora {{NDR|di Reggio}}]] creò per Crotone, avrà mostrato già un simile annuncio di movimento nel momentaneo riposo; [...]. Appunto in questi motivi pieni di vita e rappresentanti un istante d'equilibrio, che lo avvicinano al suo contemporaneo e rivale [[Mirone]], Pitagora rivelava quella ricerca del ritmo che i critici d'arte elogiavano come sua caratteristica principale. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, p. 269) *Pitagora {{NDR|di Reggio}} sembra che abbia spezzato il parallelismo di posizione fino allora predominante nella scultura libera; probabilmente al pari di Mirone egli si preoccupò del problema di coordinare giustamente i varî piani (ventre, petto ecc.) nel movimento e nella torsione del corpo. Di fronte alle figure più antiche, per lo più in riposo, egli sapeva, come mostrano gli esempi citati, sviluppare in tutte le sue conseguenze dal suo punto di origine, un determinato motivo di movimento e di concepirlo e renderlo fecondamente nel suo momentaneo equilibrio estremo, che deve di nuovo passare subito al movimento; questo doveva succedere senza dubbio anche nel suo Perseo, del quale forse è conservata la testa, e nel suo gruppo di Eteocle e Polinice che si uccidevano reciprocamente. (vol. I, B. Grecia, cap. VII, p. 269) *[...] egli {{NDR|[[Pitagora di Reggio]]}} era apprezzato per l'accuratezza anatomica delle sue figure, per la riproduzione dei muscoli e delle vene ed anche dei capelli, tratti che ritornano anche presso altri scultori di questo periodo di transizione, ma che, come sembra, furono dai critici d'arte notati per la prima volta nelle sue opere. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, p. 269) *Maggiore di [[Calamide|Kalamis]], un vero innovatore fu [[Mirone]] di Eleutere [...]. Come i Peloponnesi egli lavorava regolarmente in bronzo (di lega eginetica), particolarmente statue di vincitori negli agoni più diversi. Delle sue opere non possiamo additare in copie la vacca, celebre particolarmente presso i Romani per la sua vivezza; altre si rivelano come il riflesso ideale della ginnastica e portano al grado più alto la naturalezza piena di vita, la rappresentazione di manifestazioni energiche di forza, di azioni rapide che venivano colte ritmicamente nel breve istante di riposo tra due movimenti. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, pp. 272-273) *Il giovane atleta {{NDR|il ''[[Discobolo|discobolo]]'' di Mirone}} è rappresentato nel momento in cui, secondo le regole dell'arte, poggiando sulla gamba destra si è così rivolto su se stesso che volge il dorso alla meta, e brandendo con la destra il pesante disco stende il braccio per il lancio che egli ora eseguirà con forte movimento e rivolgimento del corpo. Questo atto di massima tensione può durare solo un istante: questo istante Mirone l'ha fissato nella sua statua. L'arditezza del motivo, il «distorto» delle figure, secondo l'espressione di un antico giudizio, risalta assai bene se si guarda il corpo non soltanto dalla veduta principale trattata a modo di rilievo, ma dal di dietro. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, p. 273) *Il satrapo persiano della Caria, il re [[Mausolo|Mausolos]], aveva trasferito la capitale del suo dominio dall'interna Mylasa ad Alicarnasso, dove a quel che pare la regina Artemisia innalzò al fratello e sposo dopo la sua morte (333) un [[Mausoleo di Alicarnasso|sontuoso monumento]]; sicuramente il re stesso aveva, secondo il costume dei Faraoni, cominciato e portato così innanzi l'edificio, che questo era quasi pronto allorquando Artemisia (351) mori poco dopo il suo sposo. Come si racconta, gli artisti condussero allora da soli l'opera alla fine per amore della propria fama. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. X, pp. 359-360) *Una grande varietà regna nei monumenti funerari {{NDR|romani}}. Ancor oggi domina la via Appia la [[Mausoleo di Cecilia Metella|tomba di Cecilia Metella]], nuora del triumviro Crasso, un edificio rotondo a maniera di torre, su una base rettangolare, di un effetto grandioso e severo, che fu usato nel Medio Evo come fortezza e coronato di merli. (vol. I, C. ''Italia'', cap. IV, p. 523) *Anche l'ornamento vegetale nell'[[Ara Pacis]] mostra una certa duplicità. Esternamente al disotto del fregio delle figure, esso vi sviluppa in una ricca opera a tralci, che ricerca l'effetto essenzialmente con l'elegante delineazione degli steli delle piante attorti a volute e che si ricollega a motivi più antichi ma tende in particolare ad una più naturale conformazione del fogliame; nell'interno la parte superiore della parete è ornata di sontuosi festoni in cui l'artista riproduce chiaramente ogni frutto, ogni foglia ma con ciò rinuncia coscientemente alla leggiadria dell'ornamentazione delineata, perché considera le ghirlande piuttosto come masse ricche di corporeità e di colore e digradanti dal più vigoroso rilievo fino a un sottile disegno che svanisce sul fondo. I nastri svolazzanti, i bucranî da cui pendono i festoni e che sono resi con una grandissima fedeltà naturale, accrescono l'impressione. (vol. I, C. ''Italia'', cap. IV, pp. 528-529) *Preparati da precedenti varî nell'Egitto, in Cipro, nel territorio fenicio, in Grecia, in Etruria, in Roma, i [[Sarcofago|sarcofagi]] in marmo ornati di rilevi appaiono alla fine del primo secolo d. Cr. in corrispondenza al rito risorto di seppellire invece che di cremare i cadaveri e divengono ben presto una moda dominante. (vol. I, C. ''Italia'', cap. VI, p. 574) *I sarcofagi erano per lo più lavorati in massa e, come di solito, l'esecuzione tradisce soltanto la mano tecnicamente sperimentata dello scalpellino, non quella creatrice dello scultore; così anche la composizione per lo più non è stata ideata per una singola opera ma è stata tolta da taccuini di modelli e simili mezzi di aiuto ed è stata riadattata per il caso particolare, soprattutto con la trasformazione della testa, in generale solo abbozzata. (vol. I, C. Italia, cap. VI, p. 574) *Il Cristianesimo per venire dalla Palestina a Roma, dovette percorrere il vasto dominio della civiltà greca, e nei grandi centri ellenistici dell'Oriente ebbe le sue prime sedi ed i suoi punti di irradiazione; è evidente dunque che l'ambiente ellenico-orientale dovette recare un cospicuo contributo alla formazione della nuova [[Arte cristiana|arte universale]]. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *Di [[Catacombe]], ossia di sepolcreti sotterranei cristiani, ne esistono anche fuori di Roma, ad esempio a Napoli, a Siracusa, ad Alessandria d'Egitto, ma quelle di Roma superano di gran lunga tutte le altre per vastità, dignità ed importanza artistica; le più antiche risalgono forse al I secolo; servirono di sepoltura fin verso la metà del secolo V, ma fino dal secolo IV esse erano soprattutto venerate come santuari, e la decorazione che si vede dopo questo tempo non è più esclusivamente propria di esse. Ma nei primi tre secoli le Catacombe sono per noi l'unico monumento nell'antichissima arte cristiana in Occidente. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *Molti ancora credono che le Catacombe siano state luoghi di riunione, di rifugio o di abituale soggiorno: esse invece servirono soltanto di sepoltura e solo vi si celebravano delle riunioni liturgiche nell'anniversario dei defunti. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *In origine, fino alle persecuzioni dei cristiani del secolo III, le Catacombe erano aperte e protette dalle leggi, e non avevano bisogno di essere situate in luoghi nascosti e segreti; una scala conduceva ai corridoi sotterranei scavati nel tufo, e dentro ai loculi scavati nelle pareti laterali erano tumulati i cadaveri dei credenti. Le tombe erano chiuse con una lastra sulla quale si scriveva il nome, l'età, il giorno della morte del defunto e l'augurio di pace eterna espresso con parole o con simboli (una colomba, un ramo di palma, un'ancora, ecc.). Seguendo in ciò gli usi antichi, i superstiti deponevano presso ai morti oggetti diversi: lampade, vasi di vetro, monete ecc. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *La [[cattedrale di Canterbury]] è del massimo interesse per la storia dell'architettura; basta osservarne la pianta per vedere come quest'opera sia andata sorgendo man mano, in diversi momenti architettonici. Iniziata ancora nell'età romanica, la cripta e precisamente la parte occidentale di essa, è opera di un Ernulfo, venuto insieme con un Lanfranco dal convento di Bec. Seguì poi la costruzione delle parti contigue al braccio e del transetto orientale; poi si costruì il coro, al quale è addossata la cappella rotonda dedicata a S. Tommaso Becket (la «corona di Becket»). Il coro è ideato sul piano di quello della cattedrale di Sens, ed è meno largo della navata mediana, a cagione delle due torri antiche, che si vollero conservare. Le parti che stanno tra i due transetti, erette da Guglielmo di Sens, nella navata mediana hanno le vòlte divise in sei parti. Il braccio maggiore fu compiuto dal 1390 al 1411. (vol. II, C. cap. II, p. 319) *In generale il [[duomo di Colonia]] è un'opera rigorosamente logica: come tutte le misure e proporzioni si riconducono ad una unità fondamentale, così pure nell'alzato la tendenza verticale è mantenuta con inesorabile severità e senza interruzione.<br>Il modulo fondamentale della cattedrale di Colonia è la larghezza della navata di mezzo, da un asse all'altro delle colonne, uguale a cinquanta piedi romani; le navate laterali hanno la larghezza di mezzo modulo, il transetto di due, e l'asse del coro è uguale a tre moduli; similmente , tutte le misure di altezza e di lunghezza hanno la stessa semplicissima base. (vol. II, C. cap. II, p. 336) *{{NDR|Sul [[gotico italiano]]}} Nel corso del secolo XIII una nuova corrente artistica invade il territorio italiano. L'architettura gotica passa le Alpi. Se le forme vere e caratteristiche dello stile gotico sono soltanto quelle di cui si riveste nel Nord, allora si durerà fatica a trovare questo stile anche in Italia. Fra tutti i paesi che adottarono lo stile [[gotico]], l'Italia fu forse quella che l'intese di meno; esso si adattava male alle tradizioni artistiche classiche. Ciò che l'Italia fece pel nuovo stile fu quello di darle il nome di gotico, in senso dispregiativo, come di ''barbaro''. (vol. II, C. cap. III, pp. 510-511) *Posta sulla via Appia, in facile comunicazione con Roma, [[Abbazia di Fossanova|Fossanova]] era talmente frequentata dai viaggiatori che vi si arrestavano lungo il cammino, che nel 1256 papa Alessandro IV le fece una donazione per permetterle di sostenere le forti spese dell'ospitalità. Divenne ben presto centro di {{sic|studii}}, e i monaci delle altre abbazie cistercensi che sorsero in quel giro d'anni nei dintorni andavano ad istruirsi a Fossanova, dove era uno ''studium artium'', in cui si insegnava la geometria e l'architettura. (vol. II, C. cap. III, p. 513) *Fra le chiese gotiche dell'Italia Settentrionale più celebre fra tutte è il [[duomo di Milano]], col quale [[Gian Galeazzo Visconti]] volle lasciare magnifico ricordo della sua signoria. Non si può dire con sicurezza quale architetto ne abbia abbozzato il piano: fu cominciato nel 1386 da Simone da Orsenigo; dal 1400 al 1447 i lavori furono diretti da Filippo degli Organi. Oltre a ciò aiutarono col consiglio e con l'opera architetti delle più svariate scuole e dei più disparati paesi, italiani non solo, ma francesi, fiamminghi e tedeschi (Ulrich von Ensingen; Heinrich von Gmünd, 1391); e pare che a Milano regnasse una certa perplessità che si spiega con l'epoca già tarda nella quale l'edificio si costruiva quando il vero sentimento gotico stava per spegnersi. Infatti la maniera gotica usata qui si allontana da quella che si incontra in Italia. (vol. II, C. cap. III, pp. 534-536) *[[Lucas Cranach il Vecchio|Luca Cranach]] [...] più d'ogni altro artista parve destinato dalla natura e dalla sorte ad essere uno dei prìncipi della pittura tedesca. Facilità di mano, operosità infaticabile (''pictor celerimmus'' lo designa giustamente l'iscrizione sul suo sepolcro), rara perizia tecnica e freschezza di colore, lunga vita e un'alta e sicura posizione sociale presto acquistata, sono fortune che mancarono ai più dei suoi contemporanei. Ma trasferitosi presto nella Germania settentrionale, in regione povera d'arte, mancandogli i confronti e la concorrenza, e difettando anche di coscienza artistica e di autocritica, le sue preziose doti non valsero a salvarlo dal [[manierismo]]. (vol. IV, p. 194) ==Bibliografia== *Antonio Springer, ''[https://archive.org/details/manualedistoriad01spriuoft/page/n8/mode/1up Manuale di storia dell'arte]'', 3<sup>a</sup> edizione italiana a cura di Corrado Ricci, vol. I Storia Antica, tradotto da Alessandro Della Seta, Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo, 1927. *Antonio Springer, ''[https://archive.org/details/manualedistoriad02spriuoft/page/n10/mode/1up Manuale di storia dell'arte]'', 3<sup>a</sup> edizione italiana a cura di Corrado Ricci, vol. II Arte del Medio Evo, tradotto da Antonio Nuñoz, Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo, 1916. ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Anton Heinrich Springer|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Springer, Anton}} [[Categoria:Critici d'arte tedeschi]] [[Categoria:Storici tedeschi]] ohjmcpbkvzcqeqa8v8pegl4f90c1e27 1410675 1410673 2026-04-15T14:24:46Z Gaux 18878 /* Bibliografia */ volume IV 1410675 wikitext text/x-wiki [[File:Portrait of Anton Heinrich Springer (1825-1895) MET DP807228.jpg|thumb|Anton Springer in un disegno di Henri Lehmann (Metropolitan Museum of Art, New York)]] '''Anton Heinrich Springer''' (1825 – 1891), storico e critico d'arte tedesco. ==''Manuale di storia dell'arte''== ===[[Incipit]]=== Le ricerche della nostra età ci hanno permesso di risalire sempre più su nel tempo per stabilire l'origine dell'antica civiltà e l'origine dell'arte. Le straordinarie [[arte preistorica|rappresentazioni di animali]] nelle grotte dell'Europa occidentale, da principio considerate quasi per lo più con disdegno, si sono rivelate di fatto come opere originali e vetustissime, come precorritrici anche di tutta la civiltà babilonese ed egiziana. Non potevano essere trascurate già quando apparivano come un enigmatico e solitario prodotto di opera umana, quanto più dovranno essere ora tenute in considerazione dopo che si è cominciato a vedere che si ricollegano con ogni sorta di rapporti ai prodotti della civiltà dei periodi seguenti. <!-- (vol. I, Le origini dell'arte, p. 1) --> ===Citazioni=== *Questa convenzionalità del disegno e del rilievo egiziano, questo uso esclusivo delle vedute di profilo e di prospetto, con assoluta rinuncia agli scorci, questa distribuzione delle figure scaglionate nel piano, senz'alcuna riduzione di proporzioni per prospettiva, cioè questa obbedienza alla forma reale del piano disegnativo, da cui l'[[arte egizia]]na non ha saputo mai liberarsi, mentre l'arte greca se ne affrancò con lo scorcio, col chiaroscuro, con la prospettiva, è quel fenomeno di tutte le arti primitive, come anche delle arti dei popoli incolti e dei bambini, che comprendiamo sotto il nome generico di parallelismo, inquantoché l'arte, non sapendo dare al piano disegnativo il valore illustrativo dell'obliquità, è costretta a limitarsi alle sole vedute parallele di profilo e di prospetto e per ridurre tutte le parti del corpo a questa rappresentazione parallela è tratta a spezzare la coordinazione naturale delle membra nel corpo umano ed animalesco, la distribuzione naturale degli oggetti e degli esseri nello spazio. (vol. I, A. L'Oriente, cap. I, pp. 13-14) *La perfetta connessione e levigazione dei blocchi di pietra all'interno {{NDR|delle piramidi}} mostra a quale altezza già fosse giunta la capacità tecnica degli Egiziani al principio del III millennio a. C. (vol. I, A. ''L'Oriente'', cap. I, p. 21) *Come l'arte egiziana dal Nilo cosi l'[[Arte mesopotamica|arte dei popoli della Mesopotamia]] fu determinata alle origini dall'Eufrate e dal Tigri. Il duplice fiume imponeva agli abitanti condizioni e regole di vita ed esercitava un'influenza essenziale anche sul materiale e sulla forma degli edifici. Nella bassa pianura si dovette ricorrere per la costruzione ai mattoni crudi e quindi si ebbero mura di argilla anziché mura di pietra. Solo per la rivestitura esterna delle mura, per fontane ed altre costruzioni idrauliche vennero in uso già per tempo mattoni cotti. (vol. I, A. ''L'Oriente'', cap. II, pp. 57-58) *Le opere architettoniche {{NDR|mesopotamiche}} si innalzavano a terrazze; delle torri a gradini (zikkurrat) furono adoperate in impianti sacrali. Il materiale disadorno e in parte non resistente alle intemperie traeva al sistema del rivestimento delle pareti. Le pareti all'interno erano spalmate di gesso o di asfalto o erano ricoperte di lastre di pietra o erano adorne di mosaici, più tardi di mattoni colorati. (vol. I, A. L'Oriente, cap. II, p. 58) *Anche l'Apollo che saetta il serpente Pitone, opera che [[Pitagora di Reggio|Pitagora {{NDR|di Reggio}}]] creò per Crotone, avrà mostrato già un simile annuncio di movimento nel momentaneo riposo; [...]. Appunto in questi motivi pieni di vita e rappresentanti un istante d'equilibrio, che lo avvicinano al suo contemporaneo e rivale [[Mirone]], Pitagora rivelava quella ricerca del ritmo che i critici d'arte elogiavano come sua caratteristica principale. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, p. 269) *Pitagora {{NDR|di Reggio}} sembra che abbia spezzato il parallelismo di posizione fino allora predominante nella scultura libera; probabilmente al pari di Mirone egli si preoccupò del problema di coordinare giustamente i varî piani (ventre, petto ecc.) nel movimento e nella torsione del corpo. Di fronte alle figure più antiche, per lo più in riposo, egli sapeva, come mostrano gli esempi citati, sviluppare in tutte le sue conseguenze dal suo punto di origine, un determinato motivo di movimento e di concepirlo e renderlo fecondamente nel suo momentaneo equilibrio estremo, che deve di nuovo passare subito al movimento; questo doveva succedere senza dubbio anche nel suo Perseo, del quale forse è conservata la testa, e nel suo gruppo di Eteocle e Polinice che si uccidevano reciprocamente. (vol. I, B. Grecia, cap. VII, p. 269) *[...] egli {{NDR|[[Pitagora di Reggio]]}} era apprezzato per l'accuratezza anatomica delle sue figure, per la riproduzione dei muscoli e delle vene ed anche dei capelli, tratti che ritornano anche presso altri scultori di questo periodo di transizione, ma che, come sembra, furono dai critici d'arte notati per la prima volta nelle sue opere. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, p. 269) *Maggiore di [[Calamide|Kalamis]], un vero innovatore fu [[Mirone]] di Eleutere [...]. Come i Peloponnesi egli lavorava regolarmente in bronzo (di lega eginetica), particolarmente statue di vincitori negli agoni più diversi. Delle sue opere non possiamo additare in copie la vacca, celebre particolarmente presso i Romani per la sua vivezza; altre si rivelano come il riflesso ideale della ginnastica e portano al grado più alto la naturalezza piena di vita, la rappresentazione di manifestazioni energiche di forza, di azioni rapide che venivano colte ritmicamente nel breve istante di riposo tra due movimenti. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, pp. 272-273) *Il giovane atleta {{NDR|il ''[[Discobolo|discobolo]]'' di Mirone}} è rappresentato nel momento in cui, secondo le regole dell'arte, poggiando sulla gamba destra si è così rivolto su se stesso che volge il dorso alla meta, e brandendo con la destra il pesante disco stende il braccio per il lancio che egli ora eseguirà con forte movimento e rivolgimento del corpo. Questo atto di massima tensione può durare solo un istante: questo istante Mirone l'ha fissato nella sua statua. L'arditezza del motivo, il «distorto» delle figure, secondo l'espressione di un antico giudizio, risalta assai bene se si guarda il corpo non soltanto dalla veduta principale trattata a modo di rilievo, ma dal di dietro. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, p. 273) *Il satrapo persiano della Caria, il re [[Mausolo|Mausolos]], aveva trasferito la capitale del suo dominio dall'interna Mylasa ad Alicarnasso, dove a quel che pare la regina Artemisia innalzò al fratello e sposo dopo la sua morte (333) un [[Mausoleo di Alicarnasso|sontuoso monumento]]; sicuramente il re stesso aveva, secondo il costume dei Faraoni, cominciato e portato così innanzi l'edificio, che questo era quasi pronto allorquando Artemisia (351) mori poco dopo il suo sposo. Come si racconta, gli artisti condussero allora da soli l'opera alla fine per amore della propria fama. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. X, pp. 359-360) *Una grande varietà regna nei monumenti funerari {{NDR|romani}}. Ancor oggi domina la via Appia la [[Mausoleo di Cecilia Metella|tomba di Cecilia Metella]], nuora del triumviro Crasso, un edificio rotondo a maniera di torre, su una base rettangolare, di un effetto grandioso e severo, che fu usato nel Medio Evo come fortezza e coronato di merli. (vol. I, C. ''Italia'', cap. IV, p. 523) *Anche l'ornamento vegetale nell'[[Ara Pacis]] mostra una certa duplicità. Esternamente al disotto del fregio delle figure, esso vi sviluppa in una ricca opera a tralci, che ricerca l'effetto essenzialmente con l'elegante delineazione degli steli delle piante attorti a volute e che si ricollega a motivi più antichi ma tende in particolare ad una più naturale conformazione del fogliame; nell'interno la parte superiore della parete è ornata di sontuosi festoni in cui l'artista riproduce chiaramente ogni frutto, ogni foglia ma con ciò rinuncia coscientemente alla leggiadria dell'ornamentazione delineata, perché considera le ghirlande piuttosto come masse ricche di corporeità e di colore e digradanti dal più vigoroso rilievo fino a un sottile disegno che svanisce sul fondo. I nastri svolazzanti, i bucranî da cui pendono i festoni e che sono resi con una grandissima fedeltà naturale, accrescono l'impressione. (vol. I, C. ''Italia'', cap. IV, pp. 528-529) *Preparati da precedenti varî nell'Egitto, in Cipro, nel territorio fenicio, in Grecia, in Etruria, in Roma, i [[Sarcofago|sarcofagi]] in marmo ornati di rilevi appaiono alla fine del primo secolo d. Cr. in corrispondenza al rito risorto di seppellire invece che di cremare i cadaveri e divengono ben presto una moda dominante. (vol. I, C. ''Italia'', cap. VI, p. 574) *I sarcofagi erano per lo più lavorati in massa e, come di solito, l'esecuzione tradisce soltanto la mano tecnicamente sperimentata dello scalpellino, non quella creatrice dello scultore; così anche la composizione per lo più non è stata ideata per una singola opera ma è stata tolta da taccuini di modelli e simili mezzi di aiuto ed è stata riadattata per il caso particolare, soprattutto con la trasformazione della testa, in generale solo abbozzata. (vol. I, C. Italia, cap. VI, p. 574) *Il Cristianesimo per venire dalla Palestina a Roma, dovette percorrere il vasto dominio della civiltà greca, e nei grandi centri ellenistici dell'Oriente ebbe le sue prime sedi ed i suoi punti di irradiazione; è evidente dunque che l'ambiente ellenico-orientale dovette recare un cospicuo contributo alla formazione della nuova [[Arte cristiana|arte universale]]. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *Di [[Catacombe]], ossia di sepolcreti sotterranei cristiani, ne esistono anche fuori di Roma, ad esempio a Napoli, a Siracusa, ad Alessandria d'Egitto, ma quelle di Roma superano di gran lunga tutte le altre per vastità, dignità ed importanza artistica; le più antiche risalgono forse al I secolo; servirono di sepoltura fin verso la metà del secolo V, ma fino dal secolo IV esse erano soprattutto venerate come santuari, e la decorazione che si vede dopo questo tempo non è più esclusivamente propria di esse. Ma nei primi tre secoli le Catacombe sono per noi l'unico monumento nell'antichissima arte cristiana in Occidente. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *Molti ancora credono che le Catacombe siano state luoghi di riunione, di rifugio o di abituale soggiorno: esse invece servirono soltanto di sepoltura e solo vi si celebravano delle riunioni liturgiche nell'anniversario dei defunti. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *In origine, fino alle persecuzioni dei cristiani del secolo III, le Catacombe erano aperte e protette dalle leggi, e non avevano bisogno di essere situate in luoghi nascosti e segreti; una scala conduceva ai corridoi sotterranei scavati nel tufo, e dentro ai loculi scavati nelle pareti laterali erano tumulati i cadaveri dei credenti. Le tombe erano chiuse con una lastra sulla quale si scriveva il nome, l'età, il giorno della morte del defunto e l'augurio di pace eterna espresso con parole o con simboli (una colomba, un ramo di palma, un'ancora, ecc.). Seguendo in ciò gli usi antichi, i superstiti deponevano presso ai morti oggetti diversi: lampade, vasi di vetro, monete ecc. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *La [[cattedrale di Canterbury]] è del massimo interesse per la storia dell'architettura; basta osservarne la pianta per vedere come quest'opera sia andata sorgendo man mano, in diversi momenti architettonici. Iniziata ancora nell'età romanica, la cripta e precisamente la parte occidentale di essa, è opera di un Ernulfo, venuto insieme con un Lanfranco dal convento di Bec. Seguì poi la costruzione delle parti contigue al braccio e del transetto orientale; poi si costruì il coro, al quale è addossata la cappella rotonda dedicata a S. Tommaso Becket (la «corona di Becket»). Il coro è ideato sul piano di quello della cattedrale di Sens, ed è meno largo della navata mediana, a cagione delle due torri antiche, che si vollero conservare. Le parti che stanno tra i due transetti, erette da Guglielmo di Sens, nella navata mediana hanno le vòlte divise in sei parti. Il braccio maggiore fu compiuto dal 1390 al 1411. (vol. II, C. cap. II, p. 319) *In generale il [[duomo di Colonia]] è un'opera rigorosamente logica: come tutte le misure e proporzioni si riconducono ad una unità fondamentale, così pure nell'alzato la tendenza verticale è mantenuta con inesorabile severità e senza interruzione.<br>Il modulo fondamentale della cattedrale di Colonia è la larghezza della navata di mezzo, da un asse all'altro delle colonne, uguale a cinquanta piedi romani; le navate laterali hanno la larghezza di mezzo modulo, il transetto di due, e l'asse del coro è uguale a tre moduli; similmente , tutte le misure di altezza e di lunghezza hanno la stessa semplicissima base. (vol. II, C. cap. II, p. 336) *{{NDR|Sul [[gotico italiano]]}} Nel corso del secolo XIII una nuova corrente artistica invade il territorio italiano. L'architettura gotica passa le Alpi. Se le forme vere e caratteristiche dello stile gotico sono soltanto quelle di cui si riveste nel Nord, allora si durerà fatica a trovare questo stile anche in Italia. Fra tutti i paesi che adottarono lo stile [[gotico]], l'Italia fu forse quella che l'intese di meno; esso si adattava male alle tradizioni artistiche classiche. Ciò che l'Italia fece pel nuovo stile fu quello di darle il nome di gotico, in senso dispregiativo, come di ''barbaro''. (vol. II, C. cap. III, pp. 510-511) *Posta sulla via Appia, in facile comunicazione con Roma, [[Abbazia di Fossanova|Fossanova]] era talmente frequentata dai viaggiatori che vi si arrestavano lungo il cammino, che nel 1256 papa Alessandro IV le fece una donazione per permetterle di sostenere le forti spese dell'ospitalità. Divenne ben presto centro di {{sic|studii}}, e i monaci delle altre abbazie cistercensi che sorsero in quel giro d'anni nei dintorni andavano ad istruirsi a Fossanova, dove era uno ''studium artium'', in cui si insegnava la geometria e l'architettura. (vol. II, C. cap. III, p. 513) *Fra le chiese gotiche dell'Italia Settentrionale più celebre fra tutte è il [[duomo di Milano]], col quale [[Gian Galeazzo Visconti]] volle lasciare magnifico ricordo della sua signoria. Non si può dire con sicurezza quale architetto ne abbia abbozzato il piano: fu cominciato nel 1386 da Simone da Orsenigo; dal 1400 al 1447 i lavori furono diretti da Filippo degli Organi. Oltre a ciò aiutarono col consiglio e con l'opera architetti delle più svariate scuole e dei più disparati paesi, italiani non solo, ma francesi, fiamminghi e tedeschi (Ulrich von Ensingen; Heinrich von Gmünd, 1391); e pare che a Milano regnasse una certa perplessità che si spiega con l'epoca già tarda nella quale l'edificio si costruiva quando il vero sentimento gotico stava per spegnersi. Infatti la maniera gotica usata qui si allontana da quella che si incontra in Italia. (vol. II, C. cap. III, pp. 534-536) *[[Lucas Cranach il Vecchio|Luca Cranach]] [...] più d'ogni altro artista parve destinato dalla natura e dalla sorte ad essere uno dei prìncipi della pittura tedesca. Facilità di mano, operosità infaticabile (''pictor celerimmus'' lo designa giustamente l'iscrizione sul suo sepolcro), rara perizia tecnica e freschezza di colore, lunga vita e un'alta e sicura posizione sociale presto acquistata, sono fortune che mancarono ai più dei suoi contemporanei. Ma trasferitosi presto nella Germania settentrionale, in regione povera d'arte, mancandogli i confronti e la concorrenza, e difettando anche di coscienza artistica e di autocritica, le sue preziose doti non valsero a salvarlo dal [[manierismo]]. (vol. IV, p. 194) ==Bibliografia== *Antonio Springer, ''[https://archive.org/details/manualedistoriad01spriuoft/page/n8/mode/1up Manuale di storia dell'arte]'', 3<sup>a</sup> edizione italiana a cura di Corrado Ricci, vol. I Storia Antica, tradotto da Alessandro Della Seta, Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo, 1927. *Antonio Springer, ''[https://archive.org/details/manualedistoriad02spriuoft/page/n10/mode/1up Manuale di storia dell'arte]'', 3<sup>a</sup> edizione italiana a cura di Corrado Ricci, vol. II Arte del Medio Evo, tradotto da Antonio Nuñoz, Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo, 1916. *Antonio Springer, ''[https://archive.org/details/manualedistoriad04spriuoft/page/n8/mode/1up Manuale di storia dell'arte]'', 2<sup>a</sup> edizione italiana a cura di Corrado Ricci, vol. IV Il Rinascimento nell'Europa settentrionale e l'arte dei secoli XVII e XVIII, Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo, 1928. ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Anton Heinrich Springer|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Springer, Anton}} [[Categoria:Critici d'arte tedeschi]] [[Categoria:Storici tedeschi]] h3qool0zsrh6fdmg3l9n1h7d3r3azbw 1410676 1410675 2026-04-15T14:27:34Z Gaux 18878 /* Citazioni */ riferimenti 1410676 wikitext text/x-wiki [[File:Portrait of Anton Heinrich Springer (1825-1895) MET DP807228.jpg|thumb|Anton Springer in un disegno di Henri Lehmann (Metropolitan Museum of Art, New York)]] '''Anton Heinrich Springer''' (1825 – 1891), storico e critico d'arte tedesco. ==''Manuale di storia dell'arte''== ===[[Incipit]]=== Le ricerche della nostra età ci hanno permesso di risalire sempre più su nel tempo per stabilire l'origine dell'antica civiltà e l'origine dell'arte. Le straordinarie [[arte preistorica|rappresentazioni di animali]] nelle grotte dell'Europa occidentale, da principio considerate quasi per lo più con disdegno, si sono rivelate di fatto come opere originali e vetustissime, come precorritrici anche di tutta la civiltà babilonese ed egiziana. Non potevano essere trascurate già quando apparivano come un enigmatico e solitario prodotto di opera umana, quanto più dovranno essere ora tenute in considerazione dopo che si è cominciato a vedere che si ricollegano con ogni sorta di rapporti ai prodotti della civiltà dei periodi seguenti. <!-- (vol. I, Le origini dell'arte, p. 1) --> ===Citazioni=== *Questa convenzionalità del disegno e del rilievo egiziano, questo uso esclusivo delle vedute di profilo e di prospetto, con assoluta rinuncia agli scorci, questa distribuzione delle figure scaglionate nel piano, senz'alcuna riduzione di proporzioni per prospettiva, cioè questa obbedienza alla forma reale del piano disegnativo, da cui l'[[arte egizia]]na non ha saputo mai liberarsi, mentre l'arte greca se ne affrancò con lo scorcio, col chiaroscuro, con la prospettiva, è quel fenomeno di tutte le arti primitive, come anche delle arti dei popoli incolti e dei bambini, che comprendiamo sotto il nome generico di parallelismo, inquantoché l'arte, non sapendo dare al piano disegnativo il valore illustrativo dell'obliquità, è costretta a limitarsi alle sole vedute parallele di profilo e di prospetto e per ridurre tutte le parti del corpo a questa rappresentazione parallela è tratta a spezzare la coordinazione naturale delle membra nel corpo umano ed animalesco, la distribuzione naturale degli oggetti e degli esseri nello spazio. (vol. I, A. L'Oriente, cap. I, pp. 13-14) *La perfetta connessione e levigazione dei blocchi di pietra all'interno {{NDR|delle piramidi}} mostra a quale altezza già fosse giunta la capacità tecnica degli Egiziani al principio del III millennio a. C. (vol. I, A. ''L'Oriente'', cap. I, p. 21) *Come l'arte egiziana dal Nilo cosi l'[[Arte mesopotamica|arte dei popoli della Mesopotamia]] fu determinata alle origini dall'Eufrate e dal Tigri. Il duplice fiume imponeva agli abitanti condizioni e regole di vita ed esercitava un'influenza essenziale anche sul materiale e sulla forma degli edifici. Nella bassa pianura si dovette ricorrere per la costruzione ai mattoni crudi e quindi si ebbero mura di argilla anziché mura di pietra. Solo per la rivestitura esterna delle mura, per fontane ed altre costruzioni idrauliche vennero in uso già per tempo mattoni cotti. (vol. I, A. ''L'Oriente'', cap. II, pp. 57-58) *Le opere architettoniche {{NDR|mesopotamiche}} si innalzavano a terrazze; delle torri a gradini (zikkurrat) furono adoperate in impianti sacrali. Il materiale disadorno e in parte non resistente alle intemperie traeva al sistema del rivestimento delle pareti. Le pareti all'interno erano spalmate di gesso o di asfalto o erano ricoperte di lastre di pietra o erano adorne di mosaici, più tardi di mattoni colorati. (vol. I, A. L'Oriente, cap. II, p. 58) *Anche l'Apollo che saetta il serpente Pitone, opera che [[Pitagora di Reggio|Pitagora {{NDR|di Reggio}}]] creò per Crotone, avrà mostrato già un simile annuncio di movimento nel momentaneo riposo; [...]. Appunto in questi motivi pieni di vita e rappresentanti un istante d'equilibrio, che lo avvicinano al suo contemporaneo e rivale [[Mirone]], Pitagora rivelava quella ricerca del ritmo che i critici d'arte elogiavano come sua caratteristica principale. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, p. 269) *Pitagora {{NDR|di Reggio}} sembra che abbia spezzato il parallelismo di posizione fino allora predominante nella scultura libera; probabilmente al pari di Mirone egli si preoccupò del problema di coordinare giustamente i varî piani (ventre, petto ecc.) nel movimento e nella torsione del corpo. Di fronte alle figure più antiche, per lo più in riposo, egli sapeva, come mostrano gli esempi citati, sviluppare in tutte le sue conseguenze dal suo punto di origine, un determinato motivo di movimento e di concepirlo e renderlo fecondamente nel suo momentaneo equilibrio estremo, che deve di nuovo passare subito al movimento; questo doveva succedere senza dubbio anche nel suo Perseo, del quale forse è conservata la testa, e nel suo gruppo di Eteocle e Polinice che si uccidevano reciprocamente. (vol. I, B. Grecia, cap. VII, p. 269) *[...] egli {{NDR|[[Pitagora di Reggio]]}} era apprezzato per l'accuratezza anatomica delle sue figure, per la riproduzione dei muscoli e delle vene ed anche dei capelli, tratti che ritornano anche presso altri scultori di questo periodo di transizione, ma che, come sembra, furono dai critici d'arte notati per la prima volta nelle sue opere. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, p. 269) *Maggiore di [[Calamide|Kalamis]], un vero innovatore fu [[Mirone]] di Eleutere [...]. Come i Peloponnesi egli lavorava regolarmente in bronzo (di lega eginetica), particolarmente statue di vincitori negli agoni più diversi. Delle sue opere non possiamo additare in copie la vacca, celebre particolarmente presso i Romani per la sua vivezza; altre si rivelano come il riflesso ideale della ginnastica e portano al grado più alto la naturalezza piena di vita, la rappresentazione di manifestazioni energiche di forza, di azioni rapide che venivano colte ritmicamente nel breve istante di riposo tra due movimenti. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, pp. 272-273) *Il giovane atleta {{NDR|il ''[[Discobolo|discobolo]]'' di Mirone}} è rappresentato nel momento in cui, secondo le regole dell'arte, poggiando sulla gamba destra si è così rivolto su se stesso che volge il dorso alla meta, e brandendo con la destra il pesante disco stende il braccio per il lancio che egli ora eseguirà con forte movimento e rivolgimento del corpo. Questo atto di massima tensione può durare solo un istante: questo istante Mirone l'ha fissato nella sua statua. L'arditezza del motivo, il «distorto» delle figure, secondo l'espressione di un antico giudizio, risalta assai bene se si guarda il corpo non soltanto dalla veduta principale trattata a modo di rilievo, ma dal di dietro. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, p. 273) *Il satrapo persiano della Caria, il re [[Mausolo|Mausolos]], aveva trasferito la capitale del suo dominio dall'interna Mylasa ad Alicarnasso, dove a quel che pare la regina Artemisia innalzò al fratello e sposo dopo la sua morte (333) un [[Mausoleo di Alicarnasso|sontuoso monumento]]; sicuramente il re stesso aveva, secondo il costume dei Faraoni, cominciato e portato così innanzi l'edificio, che questo era quasi pronto allorquando Artemisia (351) mori poco dopo il suo sposo. Come si racconta, gli artisti condussero allora da soli l'opera alla fine per amore della propria fama. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. X, pp. 359-360) *Una grande varietà regna nei monumenti funerari {{NDR|romani}}. Ancor oggi domina la via Appia la [[Mausoleo di Cecilia Metella|tomba di Cecilia Metella]], nuora del triumviro Crasso, un edificio rotondo a maniera di torre, su una base rettangolare, di un effetto grandioso e severo, che fu usato nel Medio Evo come fortezza e coronato di merli. (vol. I, C. ''Italia'', cap. IV, p. 523) *Anche l'ornamento vegetale nell'[[Ara Pacis]] mostra una certa duplicità. Esternamente al disotto del fregio delle figure, esso vi sviluppa in una ricca opera a tralci, che ricerca l'effetto essenzialmente con l'elegante delineazione degli steli delle piante attorti a volute e che si ricollega a motivi più antichi ma tende in particolare ad una più naturale conformazione del fogliame; nell'interno la parte superiore della parete è ornata di sontuosi festoni in cui l'artista riproduce chiaramente ogni frutto, ogni foglia ma con ciò rinuncia coscientemente alla leggiadria dell'ornamentazione delineata, perché considera le ghirlande piuttosto come masse ricche di corporeità e di colore e digradanti dal più vigoroso rilievo fino a un sottile disegno che svanisce sul fondo. I nastri svolazzanti, i bucranî da cui pendono i festoni e che sono resi con una grandissima fedeltà naturale, accrescono l'impressione. (vol. I, C. ''Italia'', cap. IV, pp. 528-529) *Preparati da precedenti varî nell'Egitto, in Cipro, nel territorio fenicio, in Grecia, in Etruria, in Roma, i [[Sarcofago|sarcofagi]] in marmo ornati di rilevi appaiono alla fine del primo secolo d. Cr. in corrispondenza al rito risorto di seppellire invece che di cremare i cadaveri e divengono ben presto una moda dominante. (vol. I, C. ''Italia'', cap. VI, p. 574) *I sarcofagi erano per lo più lavorati in massa e, come di solito, l'esecuzione tradisce soltanto la mano tecnicamente sperimentata dello scalpellino, non quella creatrice dello scultore; così anche la composizione per lo più non è stata ideata per una singola opera ma è stata tolta da taccuini di modelli e simili mezzi di aiuto ed è stata riadattata per il caso particolare, soprattutto con la trasformazione della testa, in generale solo abbozzata. (vol. I, C. Italia, cap. VI, p. 574) *Il Cristianesimo per venire dalla Palestina a Roma, dovette percorrere il vasto dominio della civiltà greca, e nei grandi centri ellenistici dell'Oriente ebbe le sue prime sedi ed i suoi punti di irradiazione; è evidente dunque che l'ambiente ellenico-orientale dovette recare un cospicuo contributo alla formazione della nuova [[Arte cristiana|arte universale]]. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *Di [[Catacombe]], ossia di sepolcreti sotterranei cristiani, ne esistono anche fuori di Roma, ad esempio a Napoli, a Siracusa, ad Alessandria d'Egitto, ma quelle di Roma superano di gran lunga tutte le altre per vastità, dignità ed importanza artistica; le più antiche risalgono forse al I secolo; servirono di sepoltura fin verso la metà del secolo V, ma fino dal secolo IV esse erano soprattutto venerate come santuari, e la decorazione che si vede dopo questo tempo non è più esclusivamente propria di esse. Ma nei primi tre secoli le Catacombe sono per noi l'unico monumento nell'antichissima arte cristiana in Occidente. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *Molti ancora credono che le Catacombe siano state luoghi di riunione, di rifugio o di abituale soggiorno: esse invece servirono soltanto di sepoltura e solo vi si celebravano delle riunioni liturgiche nell'anniversario dei defunti. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *In origine, fino alle persecuzioni dei cristiani del secolo III, le Catacombe erano aperte e protette dalle leggi, e non avevano bisogno di essere situate in luoghi nascosti e segreti; una scala conduceva ai corridoi sotterranei scavati nel tufo, e dentro ai loculi scavati nelle pareti laterali erano tumulati i cadaveri dei credenti. Le tombe erano chiuse con una lastra sulla quale si scriveva il nome, l'età, il giorno della morte del defunto e l'augurio di pace eterna espresso con parole o con simboli (una colomba, un ramo di palma, un'ancora, ecc.). Seguendo in ciò gli usi antichi, i superstiti deponevano presso ai morti oggetti diversi: lampade, vasi di vetro, monete ecc. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *La [[cattedrale di Canterbury]] è del massimo interesse per la storia dell'architettura; basta osservarne la pianta per vedere come quest'opera sia andata sorgendo man mano, in diversi momenti architettonici. Iniziata ancora nell'età romanica, la cripta e precisamente la parte occidentale di essa, è opera di un Ernulfo, venuto insieme con un Lanfranco dal convento di Bec. Seguì poi la costruzione delle parti contigue al braccio e del transetto orientale; poi si costruì il coro, al quale è addossata la cappella rotonda dedicata a S. Tommaso Becket (la «corona di Becket»). Il coro è ideato sul piano di quello della cattedrale di Sens, ed è meno largo della navata mediana, a cagione delle due torri antiche, che si vollero conservare. Le parti che stanno tra i due transetti, erette da Guglielmo di Sens, nella navata mediana hanno le vòlte divise in sei parti. Il braccio maggiore fu compiuto dal 1390 al 1411. (vol. II, C. cap. II, p. 319) *In generale il [[duomo di Colonia]] è un'opera rigorosamente logica: come tutte le misure e proporzioni si riconducono ad una unità fondamentale, così pure nell'alzato la tendenza verticale è mantenuta con inesorabile severità e senza interruzione.<br>Il modulo fondamentale della cattedrale di Colonia è la larghezza della navata di mezzo, da un asse all'altro delle colonne, uguale a cinquanta piedi romani; le navate laterali hanno la larghezza di mezzo modulo, il transetto di due, e l'asse del coro è uguale a tre moduli; similmente , tutte le misure di altezza e di lunghezza hanno la stessa semplicissima base. (vol. II, C. cap. II, p. 336) *{{NDR|Sul [[gotico italiano]]}} Nel corso del secolo XIII una nuova corrente artistica invade il territorio italiano. L'architettura gotica passa le Alpi. Se le forme vere e caratteristiche dello stile gotico sono soltanto quelle di cui si riveste nel Nord, allora si durerà fatica a trovare questo stile anche in Italia. Fra tutti i paesi che adottarono lo stile [[gotico]], l'Italia fu forse quella che l'intese di meno; esso si adattava male alle tradizioni artistiche classiche. Ciò che l'Italia fece pel nuovo stile fu quello di darle il nome di gotico, in senso dispregiativo, come di ''barbaro''. (vol. II, C. cap. III, pp. 510-511) *Posta sulla via Appia, in facile comunicazione con Roma, [[Abbazia di Fossanova|Fossanova]] era talmente frequentata dai viaggiatori che vi si arrestavano lungo il cammino, che nel 1256 papa Alessandro IV le fece una donazione per permetterle di sostenere le forti spese dell'ospitalità. Divenne ben presto centro di {{sic|studii}}, e i monaci delle altre abbazie cistercensi che sorsero in quel giro d'anni nei dintorni andavano ad istruirsi a Fossanova, dove era uno ''studium artium'', in cui si insegnava la geometria e l'architettura. (vol. II, C. cap. III, p. 513) *Fra le chiese gotiche dell'Italia Settentrionale più celebre fra tutte è il [[duomo di Milano]], col quale [[Gian Galeazzo Visconti]] volle lasciare magnifico ricordo della sua signoria. Non si può dire con sicurezza quale architetto ne abbia abbozzato il piano: fu cominciato nel 1386 da Simone da Orsenigo; dal 1400 al 1447 i lavori furono diretti da Filippo degli Organi. Oltre a ciò aiutarono col consiglio e con l'opera architetti delle più svariate scuole e dei più disparati paesi, italiani non solo, ma francesi, fiamminghi e tedeschi (Ulrich von Ensingen; Heinrich von Gmünd, 1391); e pare che a Milano regnasse una certa perplessità che si spiega con l'epoca già tarda nella quale l'edificio si costruiva quando il vero sentimento gotico stava per spegnersi. Infatti la maniera gotica usata qui si allontana da quella che si incontra in Italia. (vol. II, C. cap. III, pp. 534-536) *[[Lucas Cranach il Vecchio|Luca Cranach]] [...] più d'ogni altro artista parve destinato dalla natura e dalla sorte ad essere uno dei prìncipi della pittura tedesca. Facilità di mano, operosità infaticabile (''pictor celerimmus'' lo designa giustamente l'iscrizione sul suo sepolcro), rara perizia tecnica e freschezza di colore, lunga vita e un'alta e sicura posizione sociale presto acquistata, sono fortune che mancarono ai più dei suoi contemporanei. Ma trasferitosi presto nella Germania settentrionale, in regione povera d'arte, mancandogli i confronti e la concorrenza, e difettando anche di coscienza artistica e di autocritica, le sue preziose doti non valsero a salvarlo dal [[manierismo]]. (vol. IV, C, cap III, p. 194) ==Bibliografia== *Antonio Springer, ''[https://archive.org/details/manualedistoriad01spriuoft/page/n8/mode/1up Manuale di storia dell'arte]'', 3<sup>a</sup> edizione italiana a cura di Corrado Ricci, vol. I Storia Antica, tradotto da Alessandro Della Seta, Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo, 1927. *Antonio Springer, ''[https://archive.org/details/manualedistoriad02spriuoft/page/n10/mode/1up Manuale di storia dell'arte]'', 3<sup>a</sup> edizione italiana a cura di Corrado Ricci, vol. II Arte del Medio Evo, tradotto da Antonio Nuñoz, Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo, 1916. *Antonio Springer, ''[https://archive.org/details/manualedistoriad04spriuoft/page/n8/mode/1up Manuale di storia dell'arte]'', 2<sup>a</sup> edizione italiana a cura di Corrado Ricci, vol. IV Il Rinascimento nell'Europa settentrionale e l'arte dei secoli XVII e XVIII, Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo, 1928. ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Anton Heinrich Springer|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Springer, Anton}} [[Categoria:Critici d'arte tedeschi]] [[Categoria:Storici tedeschi]] mbe9y2nuk8i4w3w4030398ie13zoict 1410677 1410676 2026-04-15T14:28:42Z Gaux 18878 /* Citazioni */ typo 1410677 wikitext text/x-wiki [[File:Portrait of Anton Heinrich Springer (1825-1895) MET DP807228.jpg|thumb|Anton Springer in un disegno di Henri Lehmann (Metropolitan Museum of Art, New York)]] '''Anton Heinrich Springer''' (1825 – 1891), storico e critico d'arte tedesco. ==''Manuale di storia dell'arte''== ===[[Incipit]]=== Le ricerche della nostra età ci hanno permesso di risalire sempre più su nel tempo per stabilire l'origine dell'antica civiltà e l'origine dell'arte. Le straordinarie [[arte preistorica|rappresentazioni di animali]] nelle grotte dell'Europa occidentale, da principio considerate quasi per lo più con disdegno, si sono rivelate di fatto come opere originali e vetustissime, come precorritrici anche di tutta la civiltà babilonese ed egiziana. Non potevano essere trascurate già quando apparivano come un enigmatico e solitario prodotto di opera umana, quanto più dovranno essere ora tenute in considerazione dopo che si è cominciato a vedere che si ricollegano con ogni sorta di rapporti ai prodotti della civiltà dei periodi seguenti. <!-- (vol. I, Le origini dell'arte, p. 1) --> ===Citazioni=== *Questa convenzionalità del disegno e del rilievo egiziano, questo uso esclusivo delle vedute di profilo e di prospetto, con assoluta rinuncia agli scorci, questa distribuzione delle figure scaglionate nel piano, senz'alcuna riduzione di proporzioni per prospettiva, cioè questa obbedienza alla forma reale del piano disegnativo, da cui l'[[arte egizia]]na non ha saputo mai liberarsi, mentre l'arte greca se ne affrancò con lo scorcio, col chiaroscuro, con la prospettiva, è quel fenomeno di tutte le arti primitive, come anche delle arti dei popoli incolti e dei bambini, che comprendiamo sotto il nome generico di parallelismo, inquantoché l'arte, non sapendo dare al piano disegnativo il valore illustrativo dell'obliquità, è costretta a limitarsi alle sole vedute parallele di profilo e di prospetto e per ridurre tutte le parti del corpo a questa rappresentazione parallela è tratta a spezzare la coordinazione naturale delle membra nel corpo umano ed animalesco, la distribuzione naturale degli oggetti e degli esseri nello spazio. (vol. I, A. L'Oriente, cap. I, pp. 13-14) *La perfetta connessione e levigazione dei blocchi di pietra all'interno {{NDR|delle piramidi}} mostra a quale altezza già fosse giunta la capacità tecnica degli Egiziani al principio del III millennio a. C. (vol. I, A. ''L'Oriente'', cap. I, p. 21) *Come l'arte egiziana dal Nilo cosi l'[[Arte mesopotamica|arte dei popoli della Mesopotamia]] fu determinata alle origini dall'Eufrate e dal Tigri. Il duplice fiume imponeva agli abitanti condizioni e regole di vita ed esercitava un'influenza essenziale anche sul materiale e sulla forma degli edifici. Nella bassa pianura si dovette ricorrere per la costruzione ai mattoni crudi e quindi si ebbero mura di argilla anziché mura di pietra. Solo per la rivestitura esterna delle mura, per fontane ed altre costruzioni idrauliche vennero in uso già per tempo mattoni cotti. (vol. I, A. ''L'Oriente'', cap. II, pp. 57-58) *Le opere architettoniche {{NDR|mesopotamiche}} si innalzavano a terrazze; delle torri a gradini (zikkurrat) furono adoperate in impianti sacrali. Il materiale disadorno e in parte non resistente alle intemperie traeva al sistema del rivestimento delle pareti. Le pareti all'interno erano spalmate di gesso o di asfalto o erano ricoperte di lastre di pietra o erano adorne di mosaici, più tardi di mattoni colorati. (vol. I, A. L'Oriente, cap. II, p. 58) *Anche l'Apollo che saetta il serpente Pitone, opera che [[Pitagora di Reggio|Pitagora {{NDR|di Reggio}}]] creò per Crotone, avrà mostrato già un simile annuncio di movimento nel momentaneo riposo; [...]. Appunto in questi motivi pieni di vita e rappresentanti un istante d'equilibrio, che lo avvicinano al suo contemporaneo e rivale [[Mirone]], Pitagora rivelava quella ricerca del ritmo che i critici d'arte elogiavano come sua caratteristica principale. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, p. 269) *Pitagora {{NDR|di Reggio}} sembra che abbia spezzato il parallelismo di posizione fino allora predominante nella scultura libera; probabilmente al pari di Mirone egli si preoccupò del problema di coordinare giustamente i varî piani (ventre, petto ecc.) nel movimento e nella torsione del corpo. Di fronte alle figure più antiche, per lo più in riposo, egli sapeva, come mostrano gli esempi citati, sviluppare in tutte le sue conseguenze dal suo punto di origine, un determinato motivo di movimento e di concepirlo e renderlo fecondamente nel suo momentaneo equilibrio estremo, che deve di nuovo passare subito al movimento; questo doveva succedere senza dubbio anche nel suo Perseo, del quale forse è conservata la testa, e nel suo gruppo di Eteocle e Polinice che si uccidevano reciprocamente. (vol. I, B. Grecia, cap. VII, p. 269) *[...] egli {{NDR|[[Pitagora di Reggio]]}} era apprezzato per l'accuratezza anatomica delle sue figure, per la riproduzione dei muscoli e delle vene ed anche dei capelli, tratti che ritornano anche presso altri scultori di questo periodo di transizione, ma che, come sembra, furono dai critici d'arte notati per la prima volta nelle sue opere. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, p. 269) *Maggiore di [[Calamide|Kalamis]], un vero innovatore fu [[Mirone]] di Eleutere [...]. Come i Peloponnesi egli lavorava regolarmente in bronzo (di lega eginetica), particolarmente statue di vincitori negli agoni più diversi. Delle sue opere non possiamo additare in copie la vacca, celebre particolarmente presso i Romani per la sua vivezza; altre si rivelano come il riflesso ideale della ginnastica e portano al grado più alto la naturalezza piena di vita, la rappresentazione di manifestazioni energiche di forza, di azioni rapide che venivano colte ritmicamente nel breve istante di riposo tra due movimenti. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, pp. 272-273) *Il giovane atleta {{NDR|il ''[[Discobolo|discobolo]]'' di Mirone}} è rappresentato nel momento in cui, secondo le regole dell'arte, poggiando sulla gamba destra si è così rivolto su se stesso che volge il dorso alla meta, e brandendo con la destra il pesante disco stende il braccio per il lancio che egli ora eseguirà con forte movimento e rivolgimento del corpo. Questo atto di massima tensione può durare solo un istante: questo istante Mirone l'ha fissato nella sua statua. L'arditezza del motivo, il «distorto» delle figure, secondo l'espressione di un antico giudizio, risalta assai bene se si guarda il corpo non soltanto dalla veduta principale trattata a modo di rilievo, ma dal di dietro. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, p. 273) *Il satrapo persiano della Caria, il re [[Mausolo|Mausolos]], aveva trasferito la capitale del suo dominio dall'interna Mylasa ad Alicarnasso, dove a quel che pare la regina Artemisia innalzò al fratello e sposo dopo la sua morte (333) un [[Mausoleo di Alicarnasso|sontuoso monumento]]; sicuramente il re stesso aveva, secondo il costume dei Faraoni, cominciato e portato così innanzi l'edificio, che questo era quasi pronto allorquando Artemisia (351) mori poco dopo il suo sposo. Come si racconta, gli artisti condussero allora da soli l'opera alla fine per amore della propria fama. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. X, pp. 359-360) *Una grande varietà regna nei monumenti funerari {{NDR|romani}}. Ancor oggi domina la via Appia la [[Mausoleo di Cecilia Metella|tomba di Cecilia Metella]], nuora del triumviro Crasso, un edificio rotondo a maniera di torre, su una base rettangolare, di un effetto grandioso e severo, che fu usato nel Medio Evo come fortezza e coronato di merli. (vol. I, C. ''Italia'', cap. IV, p. 523) *Anche l'ornamento vegetale nell'[[Ara Pacis]] mostra una certa duplicità. Esternamente al disotto del fregio delle figure, esso vi sviluppa in una ricca opera a tralci, che ricerca l'effetto essenzialmente con l'elegante delineazione degli steli delle piante attorti a volute e che si ricollega a motivi più antichi ma tende in particolare ad una più naturale conformazione del fogliame; nell'interno la parte superiore della parete è ornata di sontuosi festoni in cui l'artista riproduce chiaramente ogni frutto, ogni foglia ma con ciò rinuncia coscientemente alla leggiadria dell'ornamentazione delineata, perché considera le ghirlande piuttosto come masse ricche di corporeità e di colore e digradanti dal più vigoroso rilievo fino a un sottile disegno che svanisce sul fondo. I nastri svolazzanti, i bucranî da cui pendono i festoni e che sono resi con una grandissima fedeltà naturale, accrescono l'impressione. (vol. I, C. ''Italia'', cap. IV, pp. 528-529) *Preparati da precedenti varî nell'Egitto, in Cipro, nel territorio fenicio, in Grecia, in Etruria, in Roma, i [[Sarcofago|sarcofagi]] in marmo ornati di rilevi appaiono alla fine del primo secolo d. Cr. in corrispondenza al rito risorto di seppellire invece che di cremare i cadaveri e divengono ben presto una moda dominante. (vol. I, C. ''Italia'', cap. VI, p. 574) *I sarcofagi erano per lo più lavorati in massa e, come di solito, l'esecuzione tradisce soltanto la mano tecnicamente sperimentata dello scalpellino, non quella creatrice dello scultore; così anche la composizione per lo più non è stata ideata per una singola opera ma è stata tolta da taccuini di modelli e simili mezzi di aiuto ed è stata riadattata per il caso particolare, soprattutto con la trasformazione della testa, in generale solo abbozzata. (vol. I, C. Italia, cap. VI, p. 574) *Il Cristianesimo per venire dalla Palestina a Roma, dovette percorrere il vasto dominio della civiltà greca, e nei grandi centri ellenistici dell'Oriente ebbe le sue prime sedi ed i suoi punti di irradiazione; è evidente dunque che l'ambiente ellenico-orientale dovette recare un cospicuo contributo alla formazione della nuova [[Arte cristiana|arte universale]]. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *Di [[Catacombe]], ossia di sepolcreti sotterranei cristiani, ne esistono anche fuori di Roma, ad esempio a Napoli, a Siracusa, ad Alessandria d'Egitto, ma quelle di Roma superano di gran lunga tutte le altre per vastità, dignità ed importanza artistica; le più antiche risalgono forse al I secolo; servirono di sepoltura fin verso la metà del secolo V, ma fino dal secolo IV esse erano soprattutto venerate come santuari, e la decorazione che si vede dopo questo tempo non è più esclusivamente propria di esse. Ma nei primi tre secoli le Catacombe sono per noi l'unico monumento nell'antichissima arte cristiana in Occidente. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *Molti ancora credono che le Catacombe siano state luoghi di riunione, di rifugio o di abituale soggiorno: esse invece servirono soltanto di sepoltura e solo vi si celebravano delle riunioni liturgiche nell'anniversario dei defunti. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *In origine, fino alle persecuzioni dei cristiani del secolo III, le Catacombe erano aperte e protette dalle leggi, e non avevano bisogno di essere situate in luoghi nascosti e segreti; una scala conduceva ai corridoi sotterranei scavati nel tufo, e dentro ai loculi scavati nelle pareti laterali erano tumulati i cadaveri dei credenti. Le tombe erano chiuse con una lastra sulla quale si scriveva il nome, l'età, il giorno della morte del defunto e l'augurio di pace eterna espresso con parole o con simboli (una colomba, un ramo di palma, un'ancora, ecc.). Seguendo in ciò gli usi antichi, i superstiti deponevano presso ai morti oggetti diversi: lampade, vasi di vetro, monete ecc. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *La [[cattedrale di Canterbury]] è del massimo interesse per la storia dell'architettura; basta osservarne la pianta per vedere come quest'opera sia andata sorgendo man mano, in diversi momenti architettonici. Iniziata ancora nell'età romanica, la cripta e precisamente la parte occidentale di essa, è opera di un Ernulfo, venuto insieme con un Lanfranco dal convento di Bec. Seguì poi la costruzione delle parti contigue al braccio e del transetto orientale; poi si costruì il coro, al quale è addossata la cappella rotonda dedicata a S. Tommaso Becket (la «corona di Becket»). Il coro è ideato sul piano di quello della cattedrale di Sens, ed è meno largo della navata mediana, a cagione delle due torri antiche, che si vollero conservare. Le parti che stanno tra i due transetti, erette da Guglielmo di Sens, nella navata mediana hanno le vòlte divise in sei parti. Il braccio maggiore fu compiuto dal 1390 al 1411. (vol. II, C. cap. II, p. 319) *In generale il [[duomo di Colonia]] è un'opera rigorosamente logica: come tutte le misure e proporzioni si riconducono ad una unità fondamentale, così pure nell'alzato la tendenza verticale è mantenuta con inesorabile severità e senza interruzione.<br>Il modulo fondamentale della cattedrale di Colonia è la larghezza della navata di mezzo, da un asse all'altro delle colonne, uguale a cinquanta piedi romani; le navate laterali hanno la larghezza di mezzo modulo, il transetto di due, e l'asse del coro è uguale a tre moduli; similmente , tutte le misure di altezza e di lunghezza hanno la stessa semplicissima base. (vol. II, C. cap. II, p. 336) *{{NDR|Sul [[gotico italiano]]}} Nel corso del secolo XIII una nuova corrente artistica invade il territorio italiano. L'architettura gotica passa le Alpi. Se le forme vere e caratteristiche dello stile gotico sono soltanto quelle di cui si riveste nel Nord, allora si durerà fatica a trovare questo stile anche in Italia. Fra tutti i paesi che adottarono lo stile [[gotico]], l'Italia fu forse quella che l'intese di meno; esso si adattava male alle tradizioni artistiche classiche. Ciò che l'Italia fece pel nuovo stile fu quello di darle il nome di gotico, in senso dispregiativo, come di ''barbaro''. (vol. II, C. cap. III, pp. 510-511) *Posta sulla via Appia, in facile comunicazione con Roma, [[Abbazia di Fossanova|Fossanova]] era talmente frequentata dai viaggiatori che vi si arrestavano lungo il cammino, che nel 1256 papa Alessandro IV le fece una donazione per permetterle di sostenere le forti spese dell'ospitalità. Divenne ben presto centro di {{sic|studii}}, e i monaci delle altre abbazie cistercensi che sorsero in quel giro d'anni nei dintorni andavano ad istruirsi a Fossanova, dove era uno ''studium artium'', in cui si insegnava la geometria e l'architettura. (vol. II, C. cap. III, p. 513) *Fra le chiese gotiche dell'Italia Settentrionale più celebre fra tutte è il [[duomo di Milano]], col quale [[Gian Galeazzo Visconti]] volle lasciare magnifico ricordo della sua signoria. Non si può dire con sicurezza quale architetto ne abbia abbozzato il piano: fu cominciato nel 1386 da Simone da Orsenigo; dal 1400 al 1447 i lavori furono diretti da Filippo degli Organi. Oltre a ciò aiutarono col consiglio e con l'opera architetti delle più svariate scuole e dei più disparati paesi, italiani non solo, ma francesi, fiamminghi e tedeschi (Ulrich von Ensingen; Heinrich von Gmünd, 1391); e pare che a Milano regnasse una certa perplessità che si spiega con l'epoca già tarda nella quale l'edificio si costruiva quando il vero sentimento gotico stava per spegnersi. Infatti la maniera gotica usata qui si allontana da quella che si incontra in Italia. (vol. II, C. cap. III, pp. 534-536) *[[Lucas Cranach il Vecchio|Luca Cranach]] [...] più d'ogni altro artista parve destinato dalla natura e dalla sorte ad essere uno dei prìncipi della pittura tedesca. Facilità di mano, operosità infaticabile (''pictor celerimmus'' lo designa giustamente l'iscrizione sul suo sepolcro), rara perizia tecnica e freschezza di colore, lunga vita e un'alta e sicura posizione sociale presto acquistata, sono fortune che mancarono ai più dei suoi contemporanei. Ma trasferitosi presto nella Germania settentrionale, in regione povera d'arte, mancandogli i confronti e la concorrenza, e difettando anche di coscienza artistica e di autocritica, le sue preziose doti non valsero a salvarlo dal [[manierismo]]. (vol. IV, C. cap III, p. 194) ==Bibliografia== *Antonio Springer, ''[https://archive.org/details/manualedistoriad01spriuoft/page/n8/mode/1up Manuale di storia dell'arte]'', 3<sup>a</sup> edizione italiana a cura di Corrado Ricci, vol. I Storia Antica, tradotto da Alessandro Della Seta, Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo, 1927. *Antonio Springer, ''[https://archive.org/details/manualedistoriad02spriuoft/page/n10/mode/1up Manuale di storia dell'arte]'', 3<sup>a</sup> edizione italiana a cura di Corrado Ricci, vol. II Arte del Medio Evo, tradotto da Antonio Nuñoz, Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo, 1916. *Antonio Springer, ''[https://archive.org/details/manualedistoriad04spriuoft/page/n8/mode/1up Manuale di storia dell'arte]'', 2<sup>a</sup> edizione italiana a cura di Corrado Ricci, vol. IV Il Rinascimento nell'Europa settentrionale e l'arte dei secoli XVII e XVIII, Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo, 1928. ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Anton Heinrich Springer|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Springer, Anton}} [[Categoria:Critici d'arte tedeschi]] [[Categoria:Storici tedeschi]] 5lth1c7jjzuzj17scbmahk68b68cwla 1410678 1410677 2026-04-15T14:32:36Z Gaux 18878 /* Citazioni */ divisione per volumi 1410678 wikitext text/x-wiki [[File:Portrait of Anton Heinrich Springer (1825-1895) MET DP807228.jpg|thumb|Anton Springer in un disegno di Henri Lehmann (Metropolitan Museum of Art, New York)]] '''Anton Heinrich Springer''' (1825 – 1891), storico e critico d'arte tedesco. ==''Manuale di storia dell'arte''== ===[[Incipit]]=== Le ricerche della nostra età ci hanno permesso di risalire sempre più su nel tempo per stabilire l'origine dell'antica civiltà e l'origine dell'arte. Le straordinarie [[arte preistorica|rappresentazioni di animali]] nelle grotte dell'Europa occidentale, da principio considerate quasi per lo più con disdegno, si sono rivelate di fatto come opere originali e vetustissime, come precorritrici anche di tutta la civiltà babilonese ed egiziana. Non potevano essere trascurate già quando apparivano come un enigmatico e solitario prodotto di opera umana, quanto più dovranno essere ora tenute in considerazione dopo che si è cominciato a vedere che si ricollegano con ogni sorta di rapporti ai prodotti della civiltà dei periodi seguenti. <!-- (vol. I, Le origini dell'arte, p. 1) --> ===Citazioni=== ====Volume I==== *Questa convenzionalità del disegno e del rilievo egiziano, questo uso esclusivo delle vedute di profilo e di prospetto, con assoluta rinuncia agli scorci, questa distribuzione delle figure scaglionate nel piano, senz'alcuna riduzione di proporzioni per prospettiva, cioè questa obbedienza alla forma reale del piano disegnativo, da cui l'[[arte egizia]]na non ha saputo mai liberarsi, mentre l'arte greca se ne affrancò con lo scorcio, col chiaroscuro, con la prospettiva, è quel fenomeno di tutte le arti primitive, come anche delle arti dei popoli incolti e dei bambini, che comprendiamo sotto il nome generico di parallelismo, inquantoché l'arte, non sapendo dare al piano disegnativo il valore illustrativo dell'obliquità, è costretta a limitarsi alle sole vedute parallele di profilo e di prospetto e per ridurre tutte le parti del corpo a questa rappresentazione parallela è tratta a spezzare la coordinazione naturale delle membra nel corpo umano ed animalesco, la distribuzione naturale degli oggetti e degli esseri nello spazio. (vol. I, A. L'Oriente, cap. I, pp. 13-14) *La perfetta connessione e levigazione dei blocchi di pietra all'interno {{NDR|delle piramidi}} mostra a quale altezza già fosse giunta la capacità tecnica degli Egiziani al principio del III millennio a. C. (vol. I, A. ''L'Oriente'', cap. I, p. 21) *Come l'arte egiziana dal Nilo cosi l'[[Arte mesopotamica|arte dei popoli della Mesopotamia]] fu determinata alle origini dall'Eufrate e dal Tigri. Il duplice fiume imponeva agli abitanti condizioni e regole di vita ed esercitava un'influenza essenziale anche sul materiale e sulla forma degli edifici. Nella bassa pianura si dovette ricorrere per la costruzione ai mattoni crudi e quindi si ebbero mura di argilla anziché mura di pietra. Solo per la rivestitura esterna delle mura, per fontane ed altre costruzioni idrauliche vennero in uso già per tempo mattoni cotti. (vol. I, A. ''L'Oriente'', cap. II, pp. 57-58) *Le opere architettoniche {{NDR|mesopotamiche}} si innalzavano a terrazze; delle torri a gradini (zikkurrat) furono adoperate in impianti sacrali. Il materiale disadorno e in parte non resistente alle intemperie traeva al sistema del rivestimento delle pareti. Le pareti all'interno erano spalmate di gesso o di asfalto o erano ricoperte di lastre di pietra o erano adorne di mosaici, più tardi di mattoni colorati. (vol. I, A. L'Oriente, cap. II, p. 58) *Anche l'Apollo che saetta il serpente Pitone, opera che [[Pitagora di Reggio|Pitagora {{NDR|di Reggio}}]] creò per Crotone, avrà mostrato già un simile annuncio di movimento nel momentaneo riposo; [...]. Appunto in questi motivi pieni di vita e rappresentanti un istante d'equilibrio, che lo avvicinano al suo contemporaneo e rivale [[Mirone]], Pitagora rivelava quella ricerca del ritmo che i critici d'arte elogiavano come sua caratteristica principale. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, p. 269) *Pitagora {{NDR|di Reggio}} sembra che abbia spezzato il parallelismo di posizione fino allora predominante nella scultura libera; probabilmente al pari di Mirone egli si preoccupò del problema di coordinare giustamente i varî piani (ventre, petto ecc.) nel movimento e nella torsione del corpo. Di fronte alle figure più antiche, per lo più in riposo, egli sapeva, come mostrano gli esempi citati, sviluppare in tutte le sue conseguenze dal suo punto di origine, un determinato motivo di movimento e di concepirlo e renderlo fecondamente nel suo momentaneo equilibrio estremo, che deve di nuovo passare subito al movimento; questo doveva succedere senza dubbio anche nel suo Perseo, del quale forse è conservata la testa, e nel suo gruppo di Eteocle e Polinice che si uccidevano reciprocamente. (vol. I, B. Grecia, cap. VII, p. 269) *[...] egli {{NDR|[[Pitagora di Reggio]]}} era apprezzato per l'accuratezza anatomica delle sue figure, per la riproduzione dei muscoli e delle vene ed anche dei capelli, tratti che ritornano anche presso altri scultori di questo periodo di transizione, ma che, come sembra, furono dai critici d'arte notati per la prima volta nelle sue opere. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, p. 269) *Maggiore di [[Calamide|Kalamis]], un vero innovatore fu [[Mirone]] di Eleutere [...]. Come i Peloponnesi egli lavorava regolarmente in bronzo (di lega eginetica), particolarmente statue di vincitori negli agoni più diversi. Delle sue opere non possiamo additare in copie la vacca, celebre particolarmente presso i Romani per la sua vivezza; altre si rivelano come il riflesso ideale della ginnastica e portano al grado più alto la naturalezza piena di vita, la rappresentazione di manifestazioni energiche di forza, di azioni rapide che venivano colte ritmicamente nel breve istante di riposo tra due movimenti. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, pp. 272-273) *Il giovane atleta {{NDR|il ''[[Discobolo|discobolo]]'' di Mirone}} è rappresentato nel momento in cui, secondo le regole dell'arte, poggiando sulla gamba destra si è così rivolto su se stesso che volge il dorso alla meta, e brandendo con la destra il pesante disco stende il braccio per il lancio che egli ora eseguirà con forte movimento e rivolgimento del corpo. Questo atto di massima tensione può durare solo un istante: questo istante Mirone l'ha fissato nella sua statua. L'arditezza del motivo, il «distorto» delle figure, secondo l'espressione di un antico giudizio, risalta assai bene se si guarda il corpo non soltanto dalla veduta principale trattata a modo di rilievo, ma dal di dietro. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, p. 273) *Il satrapo persiano della Caria, il re [[Mausolo|Mausolos]], aveva trasferito la capitale del suo dominio dall'interna Mylasa ad Alicarnasso, dove a quel che pare la regina Artemisia innalzò al fratello e sposo dopo la sua morte (333) un [[Mausoleo di Alicarnasso|sontuoso monumento]]; sicuramente il re stesso aveva, secondo il costume dei Faraoni, cominciato e portato così innanzi l'edificio, che questo era quasi pronto allorquando Artemisia (351) mori poco dopo il suo sposo. Come si racconta, gli artisti condussero allora da soli l'opera alla fine per amore della propria fama. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. X, pp. 359-360) *Una grande varietà regna nei monumenti funerari {{NDR|romani}}. Ancor oggi domina la via Appia la [[Mausoleo di Cecilia Metella|tomba di Cecilia Metella]], nuora del triumviro Crasso, un edificio rotondo a maniera di torre, su una base rettangolare, di un effetto grandioso e severo, che fu usato nel Medio Evo come fortezza e coronato di merli. (vol. I, C. ''Italia'', cap. IV, p. 523) *Anche l'ornamento vegetale nell'[[Ara Pacis]] mostra una certa duplicità. Esternamente al disotto del fregio delle figure, esso vi sviluppa in una ricca opera a tralci, che ricerca l'effetto essenzialmente con l'elegante delineazione degli steli delle piante attorti a volute e che si ricollega a motivi più antichi ma tende in particolare ad una più naturale conformazione del fogliame; nell'interno la parte superiore della parete è ornata di sontuosi festoni in cui l'artista riproduce chiaramente ogni frutto, ogni foglia ma con ciò rinuncia coscientemente alla leggiadria dell'ornamentazione delineata, perché considera le ghirlande piuttosto come masse ricche di corporeità e di colore e digradanti dal più vigoroso rilievo fino a un sottile disegno che svanisce sul fondo. I nastri svolazzanti, i bucranî da cui pendono i festoni e che sono resi con una grandissima fedeltà naturale, accrescono l'impressione. (vol. I, C. ''Italia'', cap. IV, pp. 528-529) *Preparati da precedenti varî nell'Egitto, in Cipro, nel territorio fenicio, in Grecia, in Etruria, in Roma, i [[Sarcofago|sarcofagi]] in marmo ornati di rilevi appaiono alla fine del primo secolo d. Cr. in corrispondenza al rito risorto di seppellire invece che di cremare i cadaveri e divengono ben presto una moda dominante. (vol. I, C. ''Italia'', cap. VI, p. 574) *I sarcofagi erano per lo più lavorati in massa e, come di solito, l'esecuzione tradisce soltanto la mano tecnicamente sperimentata dello scalpellino, non quella creatrice dello scultore; così anche la composizione per lo più non è stata ideata per una singola opera ma è stata tolta da taccuini di modelli e simili mezzi di aiuto ed è stata riadattata per il caso particolare, soprattutto con la trasformazione della testa, in generale solo abbozzata. (vol. I, C. Italia, cap. VI, p. 574) ====Volume II==== *Il Cristianesimo per venire dalla Palestina a Roma, dovette percorrere il vasto dominio della civiltà greca, e nei grandi centri ellenistici dell'Oriente ebbe le sue prime sedi ed i suoi punti di irradiazione; è evidente dunque che l'ambiente ellenico-orientale dovette recare un cospicuo contributo alla formazione della nuova [[Arte cristiana|arte universale]]. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *Di [[Catacombe]], ossia di sepolcreti sotterranei cristiani, ne esistono anche fuori di Roma, ad esempio a Napoli, a Siracusa, ad Alessandria d'Egitto, ma quelle di Roma superano di gran lunga tutte le altre per vastità, dignità ed importanza artistica; le più antiche risalgono forse al I secolo; servirono di sepoltura fin verso la metà del secolo V, ma fino dal secolo IV esse erano soprattutto venerate come santuari, e la decorazione che si vede dopo questo tempo non è più esclusivamente propria di esse. Ma nei primi tre secoli le Catacombe sono per noi l'unico monumento nell'antichissima arte cristiana in Occidente. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *Molti ancora credono che le Catacombe siano state luoghi di riunione, di rifugio o di abituale soggiorno: esse invece servirono soltanto di sepoltura e solo vi si celebravano delle riunioni liturgiche nell'anniversario dei defunti. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *In origine, fino alle persecuzioni dei cristiani del secolo III, le Catacombe erano aperte e protette dalle leggi, e non avevano bisogno di essere situate in luoghi nascosti e segreti; una scala conduceva ai corridoi sotterranei scavati nel tufo, e dentro ai loculi scavati nelle pareti laterali erano tumulati i cadaveri dei credenti. Le tombe erano chiuse con una lastra sulla quale si scriveva il nome, l'età, il giorno della morte del defunto e l'augurio di pace eterna espresso con parole o con simboli (una colomba, un ramo di palma, un'ancora, ecc.). Seguendo in ciò gli usi antichi, i superstiti deponevano presso ai morti oggetti diversi: lampade, vasi di vetro, monete ecc. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *La [[cattedrale di Canterbury]] è del massimo interesse per la storia dell'architettura; basta osservarne la pianta per vedere come quest'opera sia andata sorgendo man mano, in diversi momenti architettonici. Iniziata ancora nell'età romanica, la cripta e precisamente la parte occidentale di essa, è opera di un Ernulfo, venuto insieme con un Lanfranco dal convento di Bec. Seguì poi la costruzione delle parti contigue al braccio e del transetto orientale; poi si costruì il coro, al quale è addossata la cappella rotonda dedicata a S. Tommaso Becket (la «corona di Becket»). Il coro è ideato sul piano di quello della cattedrale di Sens, ed è meno largo della navata mediana, a cagione delle due torri antiche, che si vollero conservare. Le parti che stanno tra i due transetti, erette da Guglielmo di Sens, nella navata mediana hanno le vòlte divise in sei parti. Il braccio maggiore fu compiuto dal 1390 al 1411. (vol. II, C. cap. II, p. 319) *In generale il [[duomo di Colonia]] è un'opera rigorosamente logica: come tutte le misure e proporzioni si riconducono ad una unità fondamentale, così pure nell'alzato la tendenza verticale è mantenuta con inesorabile severità e senza interruzione.<br>Il modulo fondamentale della cattedrale di Colonia è la larghezza della navata di mezzo, da un asse all'altro delle colonne, uguale a cinquanta piedi romani; le navate laterali hanno la larghezza di mezzo modulo, il transetto di due, e l'asse del coro è uguale a tre moduli; similmente , tutte le misure di altezza e di lunghezza hanno la stessa semplicissima base. (vol. II, C. cap. II, p. 336) *{{NDR|Sul [[gotico italiano]]}} Nel corso del secolo XIII una nuova corrente artistica invade il territorio italiano. L'architettura gotica passa le Alpi. Se le forme vere e caratteristiche dello stile gotico sono soltanto quelle di cui si riveste nel Nord, allora si durerà fatica a trovare questo stile anche in Italia. Fra tutti i paesi che adottarono lo stile [[gotico]], l'Italia fu forse quella che l'intese di meno; esso si adattava male alle tradizioni artistiche classiche. Ciò che l'Italia fece pel nuovo stile fu quello di darle il nome di gotico, in senso dispregiativo, come di ''barbaro''. (vol. II, C. cap. III, pp. 510-511) *Posta sulla via Appia, in facile comunicazione con Roma, [[Abbazia di Fossanova|Fossanova]] era talmente frequentata dai viaggiatori che vi si arrestavano lungo il cammino, che nel 1256 papa Alessandro IV le fece una donazione per permetterle di sostenere le forti spese dell'ospitalità. Divenne ben presto centro di {{sic|studii}}, e i monaci delle altre abbazie cistercensi che sorsero in quel giro d'anni nei dintorni andavano ad istruirsi a Fossanova, dove era uno ''studium artium'', in cui si insegnava la geometria e l'architettura. (vol. II, C. cap. III, p. 513) *Fra le chiese gotiche dell'Italia Settentrionale più celebre fra tutte è il [[duomo di Milano]], col quale [[Gian Galeazzo Visconti]] volle lasciare magnifico ricordo della sua signoria. Non si può dire con sicurezza quale architetto ne abbia abbozzato il piano: fu cominciato nel 1386 da Simone da Orsenigo; dal 1400 al 1447 i lavori furono diretti da Filippo degli Organi. Oltre a ciò aiutarono col consiglio e con l'opera architetti delle più svariate scuole e dei più disparati paesi, italiani non solo, ma francesi, fiamminghi e tedeschi (Ulrich von Ensingen; Heinrich von Gmünd, 1391); e pare che a Milano regnasse una certa perplessità che si spiega con l'epoca già tarda nella quale l'edificio si costruiva quando il vero sentimento gotico stava per spegnersi. Infatti la maniera gotica usata qui si allontana da quella che si incontra in Italia. (vol. II, C. cap. III, pp. 534-536) ====Volume IV==== *[[Lucas Cranach il Vecchio|Luca Cranach]] [...] più d'ogni altro artista parve destinato dalla natura e dalla sorte ad essere uno dei prìncipi della pittura tedesca. Facilità di mano, operosità infaticabile (''pictor celerimmus'' lo designa giustamente l'iscrizione sul suo sepolcro), rara perizia tecnica e freschezza di colore, lunga vita e un'alta e sicura posizione sociale presto acquistata, sono fortune che mancarono ai più dei suoi contemporanei. Ma trasferitosi presto nella Germania settentrionale, in regione povera d'arte, mancandogli i confronti e la concorrenza, e difettando anche di coscienza artistica e di autocritica, le sue preziose doti non valsero a salvarlo dal [[manierismo]]. (vol. IV, C. cap III, p. 194) ==Bibliografia== *Antonio Springer, ''[https://archive.org/details/manualedistoriad01spriuoft/page/n8/mode/1up Manuale di storia dell'arte]'', 3<sup>a</sup> edizione italiana a cura di Corrado Ricci, vol. I Storia Antica, tradotto da Alessandro Della Seta, Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo, 1927. *Antonio Springer, ''[https://archive.org/details/manualedistoriad02spriuoft/page/n10/mode/1up Manuale di storia dell'arte]'', 3<sup>a</sup> edizione italiana a cura di Corrado Ricci, vol. II Arte del Medio Evo, tradotto da Antonio Nuñoz, Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo, 1916. *Antonio Springer, ''[https://archive.org/details/manualedistoriad04spriuoft/page/n8/mode/1up Manuale di storia dell'arte]'', 2<sup>a</sup> edizione italiana a cura di Corrado Ricci, vol. IV Il Rinascimento nell'Europa settentrionale e l'arte dei secoli XVII e XVIII, Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo, 1928. ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Anton Heinrich Springer|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Springer, Anton}} [[Categoria:Critici d'arte tedeschi]] [[Categoria:Storici tedeschi]] ii46x829wacexw486htv7vygg3weqgc 1410681 1410678 2026-04-15T14:45:37Z Gaux 18878 /* Volume IV */ Cranach: pittore prediletto dei Tedeschi 1410681 wikitext text/x-wiki [[File:Portrait of Anton Heinrich Springer (1825-1895) MET DP807228.jpg|thumb|Anton Springer in un disegno di Henri Lehmann (Metropolitan Museum of Art, New York)]] '''Anton Heinrich Springer''' (1825 – 1891), storico e critico d'arte tedesco. ==''Manuale di storia dell'arte''== ===[[Incipit]]=== Le ricerche della nostra età ci hanno permesso di risalire sempre più su nel tempo per stabilire l'origine dell'antica civiltà e l'origine dell'arte. Le straordinarie [[arte preistorica|rappresentazioni di animali]] nelle grotte dell'Europa occidentale, da principio considerate quasi per lo più con disdegno, si sono rivelate di fatto come opere originali e vetustissime, come precorritrici anche di tutta la civiltà babilonese ed egiziana. Non potevano essere trascurate già quando apparivano come un enigmatico e solitario prodotto di opera umana, quanto più dovranno essere ora tenute in considerazione dopo che si è cominciato a vedere che si ricollegano con ogni sorta di rapporti ai prodotti della civiltà dei periodi seguenti. <!-- (vol. I, Le origini dell'arte, p. 1) --> ===Citazioni=== ====Volume I==== *Questa convenzionalità del disegno e del rilievo egiziano, questo uso esclusivo delle vedute di profilo e di prospetto, con assoluta rinuncia agli scorci, questa distribuzione delle figure scaglionate nel piano, senz'alcuna riduzione di proporzioni per prospettiva, cioè questa obbedienza alla forma reale del piano disegnativo, da cui l'[[arte egizia]]na non ha saputo mai liberarsi, mentre l'arte greca se ne affrancò con lo scorcio, col chiaroscuro, con la prospettiva, è quel fenomeno di tutte le arti primitive, come anche delle arti dei popoli incolti e dei bambini, che comprendiamo sotto il nome generico di parallelismo, inquantoché l'arte, non sapendo dare al piano disegnativo il valore illustrativo dell'obliquità, è costretta a limitarsi alle sole vedute parallele di profilo e di prospetto e per ridurre tutte le parti del corpo a questa rappresentazione parallela è tratta a spezzare la coordinazione naturale delle membra nel corpo umano ed animalesco, la distribuzione naturale degli oggetti e degli esseri nello spazio. (vol. I, A. L'Oriente, cap. I, pp. 13-14) *La perfetta connessione e levigazione dei blocchi di pietra all'interno {{NDR|delle piramidi}} mostra a quale altezza già fosse giunta la capacità tecnica degli Egiziani al principio del III millennio a. C. (vol. I, A. ''L'Oriente'', cap. I, p. 21) *Come l'arte egiziana dal Nilo cosi l'[[Arte mesopotamica|arte dei popoli della Mesopotamia]] fu determinata alle origini dall'Eufrate e dal Tigri. Il duplice fiume imponeva agli abitanti condizioni e regole di vita ed esercitava un'influenza essenziale anche sul materiale e sulla forma degli edifici. Nella bassa pianura si dovette ricorrere per la costruzione ai mattoni crudi e quindi si ebbero mura di argilla anziché mura di pietra. Solo per la rivestitura esterna delle mura, per fontane ed altre costruzioni idrauliche vennero in uso già per tempo mattoni cotti. (vol. I, A. ''L'Oriente'', cap. II, pp. 57-58) *Le opere architettoniche {{NDR|mesopotamiche}} si innalzavano a terrazze; delle torri a gradini (zikkurrat) furono adoperate in impianti sacrali. Il materiale disadorno e in parte non resistente alle intemperie traeva al sistema del rivestimento delle pareti. Le pareti all'interno erano spalmate di gesso o di asfalto o erano ricoperte di lastre di pietra o erano adorne di mosaici, più tardi di mattoni colorati. (vol. I, A. L'Oriente, cap. II, p. 58) *Anche l'Apollo che saetta il serpente Pitone, opera che [[Pitagora di Reggio|Pitagora {{NDR|di Reggio}}]] creò per Crotone, avrà mostrato già un simile annuncio di movimento nel momentaneo riposo; [...]. Appunto in questi motivi pieni di vita e rappresentanti un istante d'equilibrio, che lo avvicinano al suo contemporaneo e rivale [[Mirone]], Pitagora rivelava quella ricerca del ritmo che i critici d'arte elogiavano come sua caratteristica principale. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, p. 269) *Pitagora {{NDR|di Reggio}} sembra che abbia spezzato il parallelismo di posizione fino allora predominante nella scultura libera; probabilmente al pari di Mirone egli si preoccupò del problema di coordinare giustamente i varî piani (ventre, petto ecc.) nel movimento e nella torsione del corpo. Di fronte alle figure più antiche, per lo più in riposo, egli sapeva, come mostrano gli esempi citati, sviluppare in tutte le sue conseguenze dal suo punto di origine, un determinato motivo di movimento e di concepirlo e renderlo fecondamente nel suo momentaneo equilibrio estremo, che deve di nuovo passare subito al movimento; questo doveva succedere senza dubbio anche nel suo Perseo, del quale forse è conservata la testa, e nel suo gruppo di Eteocle e Polinice che si uccidevano reciprocamente. (vol. I, B. Grecia, cap. VII, p. 269) *[...] egli {{NDR|[[Pitagora di Reggio]]}} era apprezzato per l'accuratezza anatomica delle sue figure, per la riproduzione dei muscoli e delle vene ed anche dei capelli, tratti che ritornano anche presso altri scultori di questo periodo di transizione, ma che, come sembra, furono dai critici d'arte notati per la prima volta nelle sue opere. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, p. 269) *Maggiore di [[Calamide|Kalamis]], un vero innovatore fu [[Mirone]] di Eleutere [...]. Come i Peloponnesi egli lavorava regolarmente in bronzo (di lega eginetica), particolarmente statue di vincitori negli agoni più diversi. Delle sue opere non possiamo additare in copie la vacca, celebre particolarmente presso i Romani per la sua vivezza; altre si rivelano come il riflesso ideale della ginnastica e portano al grado più alto la naturalezza piena di vita, la rappresentazione di manifestazioni energiche di forza, di azioni rapide che venivano colte ritmicamente nel breve istante di riposo tra due movimenti. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, pp. 272-273) *Il giovane atleta {{NDR|il ''[[Discobolo|discobolo]]'' di Mirone}} è rappresentato nel momento in cui, secondo le regole dell'arte, poggiando sulla gamba destra si è così rivolto su se stesso che volge il dorso alla meta, e brandendo con la destra il pesante disco stende il braccio per il lancio che egli ora eseguirà con forte movimento e rivolgimento del corpo. Questo atto di massima tensione può durare solo un istante: questo istante Mirone l'ha fissato nella sua statua. L'arditezza del motivo, il «distorto» delle figure, secondo l'espressione di un antico giudizio, risalta assai bene se si guarda il corpo non soltanto dalla veduta principale trattata a modo di rilievo, ma dal di dietro. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, p. 273) *Il satrapo persiano della Caria, il re [[Mausolo|Mausolos]], aveva trasferito la capitale del suo dominio dall'interna Mylasa ad Alicarnasso, dove a quel che pare la regina Artemisia innalzò al fratello e sposo dopo la sua morte (333) un [[Mausoleo di Alicarnasso|sontuoso monumento]]; sicuramente il re stesso aveva, secondo il costume dei Faraoni, cominciato e portato così innanzi l'edificio, che questo era quasi pronto allorquando Artemisia (351) mori poco dopo il suo sposo. Come si racconta, gli artisti condussero allora da soli l'opera alla fine per amore della propria fama. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. X, pp. 359-360) *Una grande varietà regna nei monumenti funerari {{NDR|romani}}. Ancor oggi domina la via Appia la [[Mausoleo di Cecilia Metella|tomba di Cecilia Metella]], nuora del triumviro Crasso, un edificio rotondo a maniera di torre, su una base rettangolare, di un effetto grandioso e severo, che fu usato nel Medio Evo come fortezza e coronato di merli. (vol. I, C. ''Italia'', cap. IV, p. 523) *Anche l'ornamento vegetale nell'[[Ara Pacis]] mostra una certa duplicità. Esternamente al disotto del fregio delle figure, esso vi sviluppa in una ricca opera a tralci, che ricerca l'effetto essenzialmente con l'elegante delineazione degli steli delle piante attorti a volute e che si ricollega a motivi più antichi ma tende in particolare ad una più naturale conformazione del fogliame; nell'interno la parte superiore della parete è ornata di sontuosi festoni in cui l'artista riproduce chiaramente ogni frutto, ogni foglia ma con ciò rinuncia coscientemente alla leggiadria dell'ornamentazione delineata, perché considera le ghirlande piuttosto come masse ricche di corporeità e di colore e digradanti dal più vigoroso rilievo fino a un sottile disegno che svanisce sul fondo. I nastri svolazzanti, i bucranî da cui pendono i festoni e che sono resi con una grandissima fedeltà naturale, accrescono l'impressione. (vol. I, C. ''Italia'', cap. IV, pp. 528-529) *Preparati da precedenti varî nell'Egitto, in Cipro, nel territorio fenicio, in Grecia, in Etruria, in Roma, i [[Sarcofago|sarcofagi]] in marmo ornati di rilevi appaiono alla fine del primo secolo d. Cr. in corrispondenza al rito risorto di seppellire invece che di cremare i cadaveri e divengono ben presto una moda dominante. (vol. I, C. ''Italia'', cap. VI, p. 574) *I sarcofagi erano per lo più lavorati in massa e, come di solito, l'esecuzione tradisce soltanto la mano tecnicamente sperimentata dello scalpellino, non quella creatrice dello scultore; così anche la composizione per lo più non è stata ideata per una singola opera ma è stata tolta da taccuini di modelli e simili mezzi di aiuto ed è stata riadattata per il caso particolare, soprattutto con la trasformazione della testa, in generale solo abbozzata. (vol. I, C. Italia, cap. VI, p. 574) ====Volume II==== *Il Cristianesimo per venire dalla Palestina a Roma, dovette percorrere il vasto dominio della civiltà greca, e nei grandi centri ellenistici dell'Oriente ebbe le sue prime sedi ed i suoi punti di irradiazione; è evidente dunque che l'ambiente ellenico-orientale dovette recare un cospicuo contributo alla formazione della nuova [[Arte cristiana|arte universale]]. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *Di [[Catacombe]], ossia di sepolcreti sotterranei cristiani, ne esistono anche fuori di Roma, ad esempio a Napoli, a Siracusa, ad Alessandria d'Egitto, ma quelle di Roma superano di gran lunga tutte le altre per vastità, dignità ed importanza artistica; le più antiche risalgono forse al I secolo; servirono di sepoltura fin verso la metà del secolo V, ma fino dal secolo IV esse erano soprattutto venerate come santuari, e la decorazione che si vede dopo questo tempo non è più esclusivamente propria di esse. Ma nei primi tre secoli le Catacombe sono per noi l'unico monumento nell'antichissima arte cristiana in Occidente. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *Molti ancora credono che le Catacombe siano state luoghi di riunione, di rifugio o di abituale soggiorno: esse invece servirono soltanto di sepoltura e solo vi si celebravano delle riunioni liturgiche nell'anniversario dei defunti. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *In origine, fino alle persecuzioni dei cristiani del secolo III, le Catacombe erano aperte e protette dalle leggi, e non avevano bisogno di essere situate in luoghi nascosti e segreti; una scala conduceva ai corridoi sotterranei scavati nel tufo, e dentro ai loculi scavati nelle pareti laterali erano tumulati i cadaveri dei credenti. Le tombe erano chiuse con una lastra sulla quale si scriveva il nome, l'età, il giorno della morte del defunto e l'augurio di pace eterna espresso con parole o con simboli (una colomba, un ramo di palma, un'ancora, ecc.). Seguendo in ciò gli usi antichi, i superstiti deponevano presso ai morti oggetti diversi: lampade, vasi di vetro, monete ecc. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *La [[cattedrale di Canterbury]] è del massimo interesse per la storia dell'architettura; basta osservarne la pianta per vedere come quest'opera sia andata sorgendo man mano, in diversi momenti architettonici. Iniziata ancora nell'età romanica, la cripta e precisamente la parte occidentale di essa, è opera di un Ernulfo, venuto insieme con un Lanfranco dal convento di Bec. Seguì poi la costruzione delle parti contigue al braccio e del transetto orientale; poi si costruì il coro, al quale è addossata la cappella rotonda dedicata a S. Tommaso Becket (la «corona di Becket»). Il coro è ideato sul piano di quello della cattedrale di Sens, ed è meno largo della navata mediana, a cagione delle due torri antiche, che si vollero conservare. Le parti che stanno tra i due transetti, erette da Guglielmo di Sens, nella navata mediana hanno le vòlte divise in sei parti. Il braccio maggiore fu compiuto dal 1390 al 1411. (vol. II, C. cap. II, p. 319) *In generale il [[duomo di Colonia]] è un'opera rigorosamente logica: come tutte le misure e proporzioni si riconducono ad una unità fondamentale, così pure nell'alzato la tendenza verticale è mantenuta con inesorabile severità e senza interruzione.<br>Il modulo fondamentale della cattedrale di Colonia è la larghezza della navata di mezzo, da un asse all'altro delle colonne, uguale a cinquanta piedi romani; le navate laterali hanno la larghezza di mezzo modulo, il transetto di due, e l'asse del coro è uguale a tre moduli; similmente , tutte le misure di altezza e di lunghezza hanno la stessa semplicissima base. (vol. II, C. cap. II, p. 336) *{{NDR|Sul [[gotico italiano]]}} Nel corso del secolo XIII una nuova corrente artistica invade il territorio italiano. L'architettura gotica passa le Alpi. Se le forme vere e caratteristiche dello stile gotico sono soltanto quelle di cui si riveste nel Nord, allora si durerà fatica a trovare questo stile anche in Italia. Fra tutti i paesi che adottarono lo stile [[gotico]], l'Italia fu forse quella che l'intese di meno; esso si adattava male alle tradizioni artistiche classiche. Ciò che l'Italia fece pel nuovo stile fu quello di darle il nome di gotico, in senso dispregiativo, come di ''barbaro''. (vol. II, C. cap. III, pp. 510-511) *Posta sulla via Appia, in facile comunicazione con Roma, [[Abbazia di Fossanova|Fossanova]] era talmente frequentata dai viaggiatori che vi si arrestavano lungo il cammino, che nel 1256 papa Alessandro IV le fece una donazione per permetterle di sostenere le forti spese dell'ospitalità. Divenne ben presto centro di {{sic|studii}}, e i monaci delle altre abbazie cistercensi che sorsero in quel giro d'anni nei dintorni andavano ad istruirsi a Fossanova, dove era uno ''studium artium'', in cui si insegnava la geometria e l'architettura. (vol. II, C. cap. III, p. 513) *Fra le chiese gotiche dell'Italia Settentrionale più celebre fra tutte è il [[duomo di Milano]], col quale [[Gian Galeazzo Visconti]] volle lasciare magnifico ricordo della sua signoria. Non si può dire con sicurezza quale architetto ne abbia abbozzato il piano: fu cominciato nel 1386 da Simone da Orsenigo; dal 1400 al 1447 i lavori furono diretti da Filippo degli Organi. Oltre a ciò aiutarono col consiglio e con l'opera architetti delle più svariate scuole e dei più disparati paesi, italiani non solo, ma francesi, fiamminghi e tedeschi (Ulrich von Ensingen; Heinrich von Gmünd, 1391); e pare che a Milano regnasse una certa perplessità che si spiega con l'epoca già tarda nella quale l'edificio si costruiva quando il vero sentimento gotico stava per spegnersi. Infatti la maniera gotica usata qui si allontana da quella che si incontra in Italia. (vol. II, C. cap. III, pp. 534-536) ====Volume IV==== *[[Lucas Cranach il Vecchio|Luca Cranach]] [...] più d'ogni altro artista parve destinato dalla natura e dalla sorte ad essere uno dei prìncipi della pittura tedesca. Facilità di mano, operosità infaticabile (''pictor celerimmus'' lo designa giustamente l'iscrizione sul suo sepolcro), rara perizia tecnica e freschezza di colore, lunga vita e un'alta e sicura posizione sociale presto acquistata, sono fortune che mancarono ai più dei suoi contemporanei. Ma trasferitosi presto nella Germania settentrionale, in regione povera d'arte, mancandogli i confronti e la concorrenza, e difettando anche di coscienza artistica e di autocritica, le sue preziose doti non valsero a salvarlo dal [[manierismo]]. (vol. IV, C. cap III, p. 194) *[[NDR|Luca Cranach}} Dai tempi della Riforma fino ad oggi il popolo tedesco ebbe per questo Maestro una venerazione quasi superstiziosa, e le minime cose uscite dalla sua officina furono conservate come tesori. Ciò avvenne perché nell'artista il popolo vedeva rispecchiato sé stesso. Gran galantuomo, sincero, un po' borghesuccio, affatto alieno dalla latinità; religioso, per natura sereno e meditativo, ma all'occasione anche amante del fasto e un po' grossamente sensuale, il Cranach è sempre stato il pittore prediletto dei Tedeschi. Inoltre egli era un artista molto avveduto, che non metteva sulla tela i suoi pensieri e le sue immaginazioni, ma le idee del suo pubblico, e produceva per il mercato, regolandosi secondo i bisogni, le commissioni e le richieste. (vol. IV, C. cap III, p. 194) ==Bibliografia== *Antonio Springer, ''[https://archive.org/details/manualedistoriad01spriuoft/page/n8/mode/1up Manuale di storia dell'arte]'', 3<sup>a</sup> edizione italiana a cura di Corrado Ricci, vol. I Storia Antica, tradotto da Alessandro Della Seta, Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo, 1927. *Antonio Springer, ''[https://archive.org/details/manualedistoriad02spriuoft/page/n10/mode/1up Manuale di storia dell'arte]'', 3<sup>a</sup> edizione italiana a cura di Corrado Ricci, vol. II Arte del Medio Evo, tradotto da Antonio Nuñoz, Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo, 1916. *Antonio Springer, ''[https://archive.org/details/manualedistoriad04spriuoft/page/n8/mode/1up Manuale di storia dell'arte]'', 2<sup>a</sup> edizione italiana a cura di Corrado Ricci, vol. IV Il Rinascimento nell'Europa settentrionale e l'arte dei secoli XVII e XVIII, Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo, 1928. ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Anton Heinrich Springer|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Springer, Anton}} [[Categoria:Critici d'arte tedeschi]] [[Categoria:Storici tedeschi]] 5cfn05q0iu8ekpe3wr6gxkm3jjrl3c1 1410682 1410681 2026-04-15T14:46:05Z Gaux 18878 /* Volume IV */ typo 1410682 wikitext text/x-wiki [[File:Portrait of Anton Heinrich Springer (1825-1895) MET DP807228.jpg|thumb|Anton Springer in un disegno di Henri Lehmann (Metropolitan Museum of Art, New York)]] '''Anton Heinrich Springer''' (1825 – 1891), storico e critico d'arte tedesco. ==''Manuale di storia dell'arte''== ===[[Incipit]]=== Le ricerche della nostra età ci hanno permesso di risalire sempre più su nel tempo per stabilire l'origine dell'antica civiltà e l'origine dell'arte. Le straordinarie [[arte preistorica|rappresentazioni di animali]] nelle grotte dell'Europa occidentale, da principio considerate quasi per lo più con disdegno, si sono rivelate di fatto come opere originali e vetustissime, come precorritrici anche di tutta la civiltà babilonese ed egiziana. Non potevano essere trascurate già quando apparivano come un enigmatico e solitario prodotto di opera umana, quanto più dovranno essere ora tenute in considerazione dopo che si è cominciato a vedere che si ricollegano con ogni sorta di rapporti ai prodotti della civiltà dei periodi seguenti. <!-- (vol. I, Le origini dell'arte, p. 1) --> ===Citazioni=== ====Volume I==== *Questa convenzionalità del disegno e del rilievo egiziano, questo uso esclusivo delle vedute di profilo e di prospetto, con assoluta rinuncia agli scorci, questa distribuzione delle figure scaglionate nel piano, senz'alcuna riduzione di proporzioni per prospettiva, cioè questa obbedienza alla forma reale del piano disegnativo, da cui l'[[arte egizia]]na non ha saputo mai liberarsi, mentre l'arte greca se ne affrancò con lo scorcio, col chiaroscuro, con la prospettiva, è quel fenomeno di tutte le arti primitive, come anche delle arti dei popoli incolti e dei bambini, che comprendiamo sotto il nome generico di parallelismo, inquantoché l'arte, non sapendo dare al piano disegnativo il valore illustrativo dell'obliquità, è costretta a limitarsi alle sole vedute parallele di profilo e di prospetto e per ridurre tutte le parti del corpo a questa rappresentazione parallela è tratta a spezzare la coordinazione naturale delle membra nel corpo umano ed animalesco, la distribuzione naturale degli oggetti e degli esseri nello spazio. (vol. I, A. L'Oriente, cap. I, pp. 13-14) *La perfetta connessione e levigazione dei blocchi di pietra all'interno {{NDR|delle piramidi}} mostra a quale altezza già fosse giunta la capacità tecnica degli Egiziani al principio del III millennio a. C. (vol. I, A. ''L'Oriente'', cap. I, p. 21) *Come l'arte egiziana dal Nilo cosi l'[[Arte mesopotamica|arte dei popoli della Mesopotamia]] fu determinata alle origini dall'Eufrate e dal Tigri. Il duplice fiume imponeva agli abitanti condizioni e regole di vita ed esercitava un'influenza essenziale anche sul materiale e sulla forma degli edifici. Nella bassa pianura si dovette ricorrere per la costruzione ai mattoni crudi e quindi si ebbero mura di argilla anziché mura di pietra. Solo per la rivestitura esterna delle mura, per fontane ed altre costruzioni idrauliche vennero in uso già per tempo mattoni cotti. (vol. I, A. ''L'Oriente'', cap. II, pp. 57-58) *Le opere architettoniche {{NDR|mesopotamiche}} si innalzavano a terrazze; delle torri a gradini (zikkurrat) furono adoperate in impianti sacrali. Il materiale disadorno e in parte non resistente alle intemperie traeva al sistema del rivestimento delle pareti. Le pareti all'interno erano spalmate di gesso o di asfalto o erano ricoperte di lastre di pietra o erano adorne di mosaici, più tardi di mattoni colorati. (vol. I, A. L'Oriente, cap. II, p. 58) *Anche l'Apollo che saetta il serpente Pitone, opera che [[Pitagora di Reggio|Pitagora {{NDR|di Reggio}}]] creò per Crotone, avrà mostrato già un simile annuncio di movimento nel momentaneo riposo; [...]. Appunto in questi motivi pieni di vita e rappresentanti un istante d'equilibrio, che lo avvicinano al suo contemporaneo e rivale [[Mirone]], Pitagora rivelava quella ricerca del ritmo che i critici d'arte elogiavano come sua caratteristica principale. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, p. 269) *Pitagora {{NDR|di Reggio}} sembra che abbia spezzato il parallelismo di posizione fino allora predominante nella scultura libera; probabilmente al pari di Mirone egli si preoccupò del problema di coordinare giustamente i varî piani (ventre, petto ecc.) nel movimento e nella torsione del corpo. Di fronte alle figure più antiche, per lo più in riposo, egli sapeva, come mostrano gli esempi citati, sviluppare in tutte le sue conseguenze dal suo punto di origine, un determinato motivo di movimento e di concepirlo e renderlo fecondamente nel suo momentaneo equilibrio estremo, che deve di nuovo passare subito al movimento; questo doveva succedere senza dubbio anche nel suo Perseo, del quale forse è conservata la testa, e nel suo gruppo di Eteocle e Polinice che si uccidevano reciprocamente. (vol. I, B. Grecia, cap. VII, p. 269) *[...] egli {{NDR|[[Pitagora di Reggio]]}} era apprezzato per l'accuratezza anatomica delle sue figure, per la riproduzione dei muscoli e delle vene ed anche dei capelli, tratti che ritornano anche presso altri scultori di questo periodo di transizione, ma che, come sembra, furono dai critici d'arte notati per la prima volta nelle sue opere. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, p. 269) *Maggiore di [[Calamide|Kalamis]], un vero innovatore fu [[Mirone]] di Eleutere [...]. Come i Peloponnesi egli lavorava regolarmente in bronzo (di lega eginetica), particolarmente statue di vincitori negli agoni più diversi. Delle sue opere non possiamo additare in copie la vacca, celebre particolarmente presso i Romani per la sua vivezza; altre si rivelano come il riflesso ideale della ginnastica e portano al grado più alto la naturalezza piena di vita, la rappresentazione di manifestazioni energiche di forza, di azioni rapide che venivano colte ritmicamente nel breve istante di riposo tra due movimenti. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, pp. 272-273) *Il giovane atleta {{NDR|il ''[[Discobolo|discobolo]]'' di Mirone}} è rappresentato nel momento in cui, secondo le regole dell'arte, poggiando sulla gamba destra si è così rivolto su se stesso che volge il dorso alla meta, e brandendo con la destra il pesante disco stende il braccio per il lancio che egli ora eseguirà con forte movimento e rivolgimento del corpo. Questo atto di massima tensione può durare solo un istante: questo istante Mirone l'ha fissato nella sua statua. L'arditezza del motivo, il «distorto» delle figure, secondo l'espressione di un antico giudizio, risalta assai bene se si guarda il corpo non soltanto dalla veduta principale trattata a modo di rilievo, ma dal di dietro. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, p. 273) *Il satrapo persiano della Caria, il re [[Mausolo|Mausolos]], aveva trasferito la capitale del suo dominio dall'interna Mylasa ad Alicarnasso, dove a quel che pare la regina Artemisia innalzò al fratello e sposo dopo la sua morte (333) un [[Mausoleo di Alicarnasso|sontuoso monumento]]; sicuramente il re stesso aveva, secondo il costume dei Faraoni, cominciato e portato così innanzi l'edificio, che questo era quasi pronto allorquando Artemisia (351) mori poco dopo il suo sposo. Come si racconta, gli artisti condussero allora da soli l'opera alla fine per amore della propria fama. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. X, pp. 359-360) *Una grande varietà regna nei monumenti funerari {{NDR|romani}}. Ancor oggi domina la via Appia la [[Mausoleo di Cecilia Metella|tomba di Cecilia Metella]], nuora del triumviro Crasso, un edificio rotondo a maniera di torre, su una base rettangolare, di un effetto grandioso e severo, che fu usato nel Medio Evo come fortezza e coronato di merli. (vol. I, C. ''Italia'', cap. IV, p. 523) *Anche l'ornamento vegetale nell'[[Ara Pacis]] mostra una certa duplicità. Esternamente al disotto del fregio delle figure, esso vi sviluppa in una ricca opera a tralci, che ricerca l'effetto essenzialmente con l'elegante delineazione degli steli delle piante attorti a volute e che si ricollega a motivi più antichi ma tende in particolare ad una più naturale conformazione del fogliame; nell'interno la parte superiore della parete è ornata di sontuosi festoni in cui l'artista riproduce chiaramente ogni frutto, ogni foglia ma con ciò rinuncia coscientemente alla leggiadria dell'ornamentazione delineata, perché considera le ghirlande piuttosto come masse ricche di corporeità e di colore e digradanti dal più vigoroso rilievo fino a un sottile disegno che svanisce sul fondo. I nastri svolazzanti, i bucranî da cui pendono i festoni e che sono resi con una grandissima fedeltà naturale, accrescono l'impressione. (vol. I, C. ''Italia'', cap. IV, pp. 528-529) *Preparati da precedenti varî nell'Egitto, in Cipro, nel territorio fenicio, in Grecia, in Etruria, in Roma, i [[Sarcofago|sarcofagi]] in marmo ornati di rilevi appaiono alla fine del primo secolo d. Cr. in corrispondenza al rito risorto di seppellire invece che di cremare i cadaveri e divengono ben presto una moda dominante. (vol. I, C. ''Italia'', cap. VI, p. 574) *I sarcofagi erano per lo più lavorati in massa e, come di solito, l'esecuzione tradisce soltanto la mano tecnicamente sperimentata dello scalpellino, non quella creatrice dello scultore; così anche la composizione per lo più non è stata ideata per una singola opera ma è stata tolta da taccuini di modelli e simili mezzi di aiuto ed è stata riadattata per il caso particolare, soprattutto con la trasformazione della testa, in generale solo abbozzata. (vol. I, C. Italia, cap. VI, p. 574) ====Volume II==== *Il Cristianesimo per venire dalla Palestina a Roma, dovette percorrere il vasto dominio della civiltà greca, e nei grandi centri ellenistici dell'Oriente ebbe le sue prime sedi ed i suoi punti di irradiazione; è evidente dunque che l'ambiente ellenico-orientale dovette recare un cospicuo contributo alla formazione della nuova [[Arte cristiana|arte universale]]. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *Di [[Catacombe]], ossia di sepolcreti sotterranei cristiani, ne esistono anche fuori di Roma, ad esempio a Napoli, a Siracusa, ad Alessandria d'Egitto, ma quelle di Roma superano di gran lunga tutte le altre per vastità, dignità ed importanza artistica; le più antiche risalgono forse al I secolo; servirono di sepoltura fin verso la metà del secolo V, ma fino dal secolo IV esse erano soprattutto venerate come santuari, e la decorazione che si vede dopo questo tempo non è più esclusivamente propria di esse. Ma nei primi tre secoli le Catacombe sono per noi l'unico monumento nell'antichissima arte cristiana in Occidente. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *Molti ancora credono che le Catacombe siano state luoghi di riunione, di rifugio o di abituale soggiorno: esse invece servirono soltanto di sepoltura e solo vi si celebravano delle riunioni liturgiche nell'anniversario dei defunti. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *In origine, fino alle persecuzioni dei cristiani del secolo III, le Catacombe erano aperte e protette dalle leggi, e non avevano bisogno di essere situate in luoghi nascosti e segreti; una scala conduceva ai corridoi sotterranei scavati nel tufo, e dentro ai loculi scavati nelle pareti laterali erano tumulati i cadaveri dei credenti. Le tombe erano chiuse con una lastra sulla quale si scriveva il nome, l'età, il giorno della morte del defunto e l'augurio di pace eterna espresso con parole o con simboli (una colomba, un ramo di palma, un'ancora, ecc.). Seguendo in ciò gli usi antichi, i superstiti deponevano presso ai morti oggetti diversi: lampade, vasi di vetro, monete ecc. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *La [[cattedrale di Canterbury]] è del massimo interesse per la storia dell'architettura; basta osservarne la pianta per vedere come quest'opera sia andata sorgendo man mano, in diversi momenti architettonici. Iniziata ancora nell'età romanica, la cripta e precisamente la parte occidentale di essa, è opera di un Ernulfo, venuto insieme con un Lanfranco dal convento di Bec. Seguì poi la costruzione delle parti contigue al braccio e del transetto orientale; poi si costruì il coro, al quale è addossata la cappella rotonda dedicata a S. Tommaso Becket (la «corona di Becket»). Il coro è ideato sul piano di quello della cattedrale di Sens, ed è meno largo della navata mediana, a cagione delle due torri antiche, che si vollero conservare. Le parti che stanno tra i due transetti, erette da Guglielmo di Sens, nella navata mediana hanno le vòlte divise in sei parti. Il braccio maggiore fu compiuto dal 1390 al 1411. (vol. II, C. cap. II, p. 319) *In generale il [[duomo di Colonia]] è un'opera rigorosamente logica: come tutte le misure e proporzioni si riconducono ad una unità fondamentale, così pure nell'alzato la tendenza verticale è mantenuta con inesorabile severità e senza interruzione.<br>Il modulo fondamentale della cattedrale di Colonia è la larghezza della navata di mezzo, da un asse all'altro delle colonne, uguale a cinquanta piedi romani; le navate laterali hanno la larghezza di mezzo modulo, il transetto di due, e l'asse del coro è uguale a tre moduli; similmente , tutte le misure di altezza e di lunghezza hanno la stessa semplicissima base. (vol. II, C. cap. II, p. 336) *{{NDR|Sul [[gotico italiano]]}} Nel corso del secolo XIII una nuova corrente artistica invade il territorio italiano. L'architettura gotica passa le Alpi. Se le forme vere e caratteristiche dello stile gotico sono soltanto quelle di cui si riveste nel Nord, allora si durerà fatica a trovare questo stile anche in Italia. Fra tutti i paesi che adottarono lo stile [[gotico]], l'Italia fu forse quella che l'intese di meno; esso si adattava male alle tradizioni artistiche classiche. Ciò che l'Italia fece pel nuovo stile fu quello di darle il nome di gotico, in senso dispregiativo, come di ''barbaro''. (vol. II, C. cap. III, pp. 510-511) *Posta sulla via Appia, in facile comunicazione con Roma, [[Abbazia di Fossanova|Fossanova]] era talmente frequentata dai viaggiatori che vi si arrestavano lungo il cammino, che nel 1256 papa Alessandro IV le fece una donazione per permetterle di sostenere le forti spese dell'ospitalità. Divenne ben presto centro di {{sic|studii}}, e i monaci delle altre abbazie cistercensi che sorsero in quel giro d'anni nei dintorni andavano ad istruirsi a Fossanova, dove era uno ''studium artium'', in cui si insegnava la geometria e l'architettura. (vol. II, C. cap. III, p. 513) *Fra le chiese gotiche dell'Italia Settentrionale più celebre fra tutte è il [[duomo di Milano]], col quale [[Gian Galeazzo Visconti]] volle lasciare magnifico ricordo della sua signoria. Non si può dire con sicurezza quale architetto ne abbia abbozzato il piano: fu cominciato nel 1386 da Simone da Orsenigo; dal 1400 al 1447 i lavori furono diretti da Filippo degli Organi. Oltre a ciò aiutarono col consiglio e con l'opera architetti delle più svariate scuole e dei più disparati paesi, italiani non solo, ma francesi, fiamminghi e tedeschi (Ulrich von Ensingen; Heinrich von Gmünd, 1391); e pare che a Milano regnasse una certa perplessità che si spiega con l'epoca già tarda nella quale l'edificio si costruiva quando il vero sentimento gotico stava per spegnersi. Infatti la maniera gotica usata qui si allontana da quella che si incontra in Italia. (vol. II, C. cap. III, pp. 534-536) ====Volume IV==== *[[Lucas Cranach il Vecchio|Luca Cranach]] [...] più d'ogni altro artista parve destinato dalla natura e dalla sorte ad essere uno dei prìncipi della pittura tedesca. Facilità di mano, operosità infaticabile (''pictor celerimmus'' lo designa giustamente l'iscrizione sul suo sepolcro), rara perizia tecnica e freschezza di colore, lunga vita e un'alta e sicura posizione sociale presto acquistata, sono fortune che mancarono ai più dei suoi contemporanei. Ma trasferitosi presto nella Germania settentrionale, in regione povera d'arte, mancandogli i confronti e la concorrenza, e difettando anche di coscienza artistica e di autocritica, le sue preziose doti non valsero a salvarlo dal [[manierismo]]. (vol. IV, C. cap III, p. 194) *{{NDR|Luca Cranach}} Dai tempi della Riforma fino ad oggi il popolo tedesco ebbe per questo Maestro una venerazione quasi superstiziosa, e le minime cose uscite dalla sua officina furono conservate come tesori. Ciò avvenne perché nell'artista il popolo vedeva rispecchiato sé stesso. Gran galantuomo, sincero, un po' borghesuccio, affatto alieno dalla latinità; religioso, per natura sereno e meditativo, ma all'occasione anche amante del fasto e un po' grossamente sensuale, il Cranach è sempre stato il pittore prediletto dei Tedeschi. Inoltre egli era un artista molto avveduto, che non metteva sulla tela i suoi pensieri e le sue immaginazioni, ma le idee del suo pubblico, e produceva per il mercato, regolandosi secondo i bisogni, le commissioni e le richieste. (vol. IV, C. cap III, p. 194) ==Bibliografia== *Antonio Springer, ''[https://archive.org/details/manualedistoriad01spriuoft/page/n8/mode/1up Manuale di storia dell'arte]'', 3<sup>a</sup> edizione italiana a cura di Corrado Ricci, vol. I Storia Antica, tradotto da Alessandro Della Seta, Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo, 1927. *Antonio Springer, ''[https://archive.org/details/manualedistoriad02spriuoft/page/n10/mode/1up Manuale di storia dell'arte]'', 3<sup>a</sup> edizione italiana a cura di Corrado Ricci, vol. II Arte del Medio Evo, tradotto da Antonio Nuñoz, Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo, 1916. *Antonio Springer, ''[https://archive.org/details/manualedistoriad04spriuoft/page/n8/mode/1up Manuale di storia dell'arte]'', 2<sup>a</sup> edizione italiana a cura di Corrado Ricci, vol. IV Il Rinascimento nell'Europa settentrionale e l'arte dei secoli XVII e XVIII, Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo, 1928. ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Anton Heinrich Springer|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Springer, Anton}} [[Categoria:Critici d'arte tedeschi]] [[Categoria:Storici tedeschi]] cc7egxpalt3cby7yc1xnmbfkxz6917c 1410688 1410682 2026-04-15T15:50:16Z Gaux 18878 /* Volume IV */ Lucas Cranach il Giovane 1410688 wikitext text/x-wiki [[File:Portrait of Anton Heinrich Springer (1825-1895) MET DP807228.jpg|thumb|Anton Springer in un disegno di Henri Lehmann (Metropolitan Museum of Art, New York)]] '''Anton Heinrich Springer''' (1825 – 1891), storico e critico d'arte tedesco. ==''Manuale di storia dell'arte''== ===[[Incipit]]=== Le ricerche della nostra età ci hanno permesso di risalire sempre più su nel tempo per stabilire l'origine dell'antica civiltà e l'origine dell'arte. Le straordinarie [[arte preistorica|rappresentazioni di animali]] nelle grotte dell'Europa occidentale, da principio considerate quasi per lo più con disdegno, si sono rivelate di fatto come opere originali e vetustissime, come precorritrici anche di tutta la civiltà babilonese ed egiziana. Non potevano essere trascurate già quando apparivano come un enigmatico e solitario prodotto di opera umana, quanto più dovranno essere ora tenute in considerazione dopo che si è cominciato a vedere che si ricollegano con ogni sorta di rapporti ai prodotti della civiltà dei periodi seguenti. <!-- (vol. I, Le origini dell'arte, p. 1) --> ===Citazioni=== ====Volume I==== *Questa convenzionalità del disegno e del rilievo egiziano, questo uso esclusivo delle vedute di profilo e di prospetto, con assoluta rinuncia agli scorci, questa distribuzione delle figure scaglionate nel piano, senz'alcuna riduzione di proporzioni per prospettiva, cioè questa obbedienza alla forma reale del piano disegnativo, da cui l'[[arte egizia]]na non ha saputo mai liberarsi, mentre l'arte greca se ne affrancò con lo scorcio, col chiaroscuro, con la prospettiva, è quel fenomeno di tutte le arti primitive, come anche delle arti dei popoli incolti e dei bambini, che comprendiamo sotto il nome generico di parallelismo, inquantoché l'arte, non sapendo dare al piano disegnativo il valore illustrativo dell'obliquità, è costretta a limitarsi alle sole vedute parallele di profilo e di prospetto e per ridurre tutte le parti del corpo a questa rappresentazione parallela è tratta a spezzare la coordinazione naturale delle membra nel corpo umano ed animalesco, la distribuzione naturale degli oggetti e degli esseri nello spazio. (vol. I, A. L'Oriente, cap. I, pp. 13-14) *La perfetta connessione e levigazione dei blocchi di pietra all'interno {{NDR|delle piramidi}} mostra a quale altezza già fosse giunta la capacità tecnica degli Egiziani al principio del III millennio a. C. (vol. I, A. ''L'Oriente'', cap. I, p. 21) *Come l'arte egiziana dal Nilo cosi l'[[Arte mesopotamica|arte dei popoli della Mesopotamia]] fu determinata alle origini dall'Eufrate e dal Tigri. Il duplice fiume imponeva agli abitanti condizioni e regole di vita ed esercitava un'influenza essenziale anche sul materiale e sulla forma degli edifici. Nella bassa pianura si dovette ricorrere per la costruzione ai mattoni crudi e quindi si ebbero mura di argilla anziché mura di pietra. Solo per la rivestitura esterna delle mura, per fontane ed altre costruzioni idrauliche vennero in uso già per tempo mattoni cotti. (vol. I, A. ''L'Oriente'', cap. II, pp. 57-58) *Le opere architettoniche {{NDR|mesopotamiche}} si innalzavano a terrazze; delle torri a gradini (zikkurrat) furono adoperate in impianti sacrali. Il materiale disadorno e in parte non resistente alle intemperie traeva al sistema del rivestimento delle pareti. Le pareti all'interno erano spalmate di gesso o di asfalto o erano ricoperte di lastre di pietra o erano adorne di mosaici, più tardi di mattoni colorati. (vol. I, A. L'Oriente, cap. II, p. 58) *Anche l'Apollo che saetta il serpente Pitone, opera che [[Pitagora di Reggio|Pitagora {{NDR|di Reggio}}]] creò per Crotone, avrà mostrato già un simile annuncio di movimento nel momentaneo riposo; [...]. Appunto in questi motivi pieni di vita e rappresentanti un istante d'equilibrio, che lo avvicinano al suo contemporaneo e rivale [[Mirone]], Pitagora rivelava quella ricerca del ritmo che i critici d'arte elogiavano come sua caratteristica principale. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, p. 269) *Pitagora {{NDR|di Reggio}} sembra che abbia spezzato il parallelismo di posizione fino allora predominante nella scultura libera; probabilmente al pari di Mirone egli si preoccupò del problema di coordinare giustamente i varî piani (ventre, petto ecc.) nel movimento e nella torsione del corpo. Di fronte alle figure più antiche, per lo più in riposo, egli sapeva, come mostrano gli esempi citati, sviluppare in tutte le sue conseguenze dal suo punto di origine, un determinato motivo di movimento e di concepirlo e renderlo fecondamente nel suo momentaneo equilibrio estremo, che deve di nuovo passare subito al movimento; questo doveva succedere senza dubbio anche nel suo Perseo, del quale forse è conservata la testa, e nel suo gruppo di Eteocle e Polinice che si uccidevano reciprocamente. (vol. I, B. Grecia, cap. VII, p. 269) *[...] egli {{NDR|[[Pitagora di Reggio]]}} era apprezzato per l'accuratezza anatomica delle sue figure, per la riproduzione dei muscoli e delle vene ed anche dei capelli, tratti che ritornano anche presso altri scultori di questo periodo di transizione, ma che, come sembra, furono dai critici d'arte notati per la prima volta nelle sue opere. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, p. 269) *Maggiore di [[Calamide|Kalamis]], un vero innovatore fu [[Mirone]] di Eleutere [...]. Come i Peloponnesi egli lavorava regolarmente in bronzo (di lega eginetica), particolarmente statue di vincitori negli agoni più diversi. Delle sue opere non possiamo additare in copie la vacca, celebre particolarmente presso i Romani per la sua vivezza; altre si rivelano come il riflesso ideale della ginnastica e portano al grado più alto la naturalezza piena di vita, la rappresentazione di manifestazioni energiche di forza, di azioni rapide che venivano colte ritmicamente nel breve istante di riposo tra due movimenti. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, pp. 272-273) *Il giovane atleta {{NDR|il ''[[Discobolo|discobolo]]'' di Mirone}} è rappresentato nel momento in cui, secondo le regole dell'arte, poggiando sulla gamba destra si è così rivolto su se stesso che volge il dorso alla meta, e brandendo con la destra il pesante disco stende il braccio per il lancio che egli ora eseguirà con forte movimento e rivolgimento del corpo. Questo atto di massima tensione può durare solo un istante: questo istante Mirone l'ha fissato nella sua statua. L'arditezza del motivo, il «distorto» delle figure, secondo l'espressione di un antico giudizio, risalta assai bene se si guarda il corpo non soltanto dalla veduta principale trattata a modo di rilievo, ma dal di dietro. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. VII, p. 273) *Il satrapo persiano della Caria, il re [[Mausolo|Mausolos]], aveva trasferito la capitale del suo dominio dall'interna Mylasa ad Alicarnasso, dove a quel che pare la regina Artemisia innalzò al fratello e sposo dopo la sua morte (333) un [[Mausoleo di Alicarnasso|sontuoso monumento]]; sicuramente il re stesso aveva, secondo il costume dei Faraoni, cominciato e portato così innanzi l'edificio, che questo era quasi pronto allorquando Artemisia (351) mori poco dopo il suo sposo. Come si racconta, gli artisti condussero allora da soli l'opera alla fine per amore della propria fama. (vol. I, B. ''Grecia'', cap. X, pp. 359-360) *Una grande varietà regna nei monumenti funerari {{NDR|romani}}. Ancor oggi domina la via Appia la [[Mausoleo di Cecilia Metella|tomba di Cecilia Metella]], nuora del triumviro Crasso, un edificio rotondo a maniera di torre, su una base rettangolare, di un effetto grandioso e severo, che fu usato nel Medio Evo come fortezza e coronato di merli. (vol. I, C. ''Italia'', cap. IV, p. 523) *Anche l'ornamento vegetale nell'[[Ara Pacis]] mostra una certa duplicità. Esternamente al disotto del fregio delle figure, esso vi sviluppa in una ricca opera a tralci, che ricerca l'effetto essenzialmente con l'elegante delineazione degli steli delle piante attorti a volute e che si ricollega a motivi più antichi ma tende in particolare ad una più naturale conformazione del fogliame; nell'interno la parte superiore della parete è ornata di sontuosi festoni in cui l'artista riproduce chiaramente ogni frutto, ogni foglia ma con ciò rinuncia coscientemente alla leggiadria dell'ornamentazione delineata, perché considera le ghirlande piuttosto come masse ricche di corporeità e di colore e digradanti dal più vigoroso rilievo fino a un sottile disegno che svanisce sul fondo. I nastri svolazzanti, i bucranî da cui pendono i festoni e che sono resi con una grandissima fedeltà naturale, accrescono l'impressione. (vol. I, C. ''Italia'', cap. IV, pp. 528-529) *Preparati da precedenti varî nell'Egitto, in Cipro, nel territorio fenicio, in Grecia, in Etruria, in Roma, i [[Sarcofago|sarcofagi]] in marmo ornati di rilevi appaiono alla fine del primo secolo d. Cr. in corrispondenza al rito risorto di seppellire invece che di cremare i cadaveri e divengono ben presto una moda dominante. (vol. I, C. ''Italia'', cap. VI, p. 574) *I sarcofagi erano per lo più lavorati in massa e, come di solito, l'esecuzione tradisce soltanto la mano tecnicamente sperimentata dello scalpellino, non quella creatrice dello scultore; così anche la composizione per lo più non è stata ideata per una singola opera ma è stata tolta da taccuini di modelli e simili mezzi di aiuto ed è stata riadattata per il caso particolare, soprattutto con la trasformazione della testa, in generale solo abbozzata. (vol. I, C. Italia, cap. VI, p. 574) ====Volume II==== *Il Cristianesimo per venire dalla Palestina a Roma, dovette percorrere il vasto dominio della civiltà greca, e nei grandi centri ellenistici dell'Oriente ebbe le sue prime sedi ed i suoi punti di irradiazione; è evidente dunque che l'ambiente ellenico-orientale dovette recare un cospicuo contributo alla formazione della nuova [[Arte cristiana|arte universale]]. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *Di [[Catacombe]], ossia di sepolcreti sotterranei cristiani, ne esistono anche fuori di Roma, ad esempio a Napoli, a Siracusa, ad Alessandria d'Egitto, ma quelle di Roma superano di gran lunga tutte le altre per vastità, dignità ed importanza artistica; le più antiche risalgono forse al I secolo; servirono di sepoltura fin verso la metà del secolo V, ma fino dal secolo IV esse erano soprattutto venerate come santuari, e la decorazione che si vede dopo questo tempo non è più esclusivamente propria di esse. Ma nei primi tre secoli le Catacombe sono per noi l'unico monumento nell'antichissima arte cristiana in Occidente. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *Molti ancora credono che le Catacombe siano state luoghi di riunione, di rifugio o di abituale soggiorno: esse invece servirono soltanto di sepoltura e solo vi si celebravano delle riunioni liturgiche nell'anniversario dei defunti. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *In origine, fino alle persecuzioni dei cristiani del secolo III, le Catacombe erano aperte e protette dalle leggi, e non avevano bisogno di essere situate in luoghi nascosti e segreti; una scala conduceva ai corridoi sotterranei scavati nel tufo, e dentro ai loculi scavati nelle pareti laterali erano tumulati i cadaveri dei credenti. Le tombe erano chiuse con una lastra sulla quale si scriveva il nome, l'età, il giorno della morte del defunto e l'augurio di pace eterna espresso con parole o con simboli (una colomba, un ramo di palma, un'ancora, ecc.). Seguendo in ciò gli usi antichi, i superstiti deponevano presso ai morti oggetti diversi: lampade, vasi di vetro, monete ecc. (vol. II, A. cap. I, p. 4) *La [[cattedrale di Canterbury]] è del massimo interesse per la storia dell'architettura; basta osservarne la pianta per vedere come quest'opera sia andata sorgendo man mano, in diversi momenti architettonici. Iniziata ancora nell'età romanica, la cripta e precisamente la parte occidentale di essa, è opera di un Ernulfo, venuto insieme con un Lanfranco dal convento di Bec. Seguì poi la costruzione delle parti contigue al braccio e del transetto orientale; poi si costruì il coro, al quale è addossata la cappella rotonda dedicata a S. Tommaso Becket (la «corona di Becket»). Il coro è ideato sul piano di quello della cattedrale di Sens, ed è meno largo della navata mediana, a cagione delle due torri antiche, che si vollero conservare. Le parti che stanno tra i due transetti, erette da Guglielmo di Sens, nella navata mediana hanno le vòlte divise in sei parti. Il braccio maggiore fu compiuto dal 1390 al 1411. (vol. II, C. cap. II, p. 319) *In generale il [[duomo di Colonia]] è un'opera rigorosamente logica: come tutte le misure e proporzioni si riconducono ad una unità fondamentale, così pure nell'alzato la tendenza verticale è mantenuta con inesorabile severità e senza interruzione.<br>Il modulo fondamentale della cattedrale di Colonia è la larghezza della navata di mezzo, da un asse all'altro delle colonne, uguale a cinquanta piedi romani; le navate laterali hanno la larghezza di mezzo modulo, il transetto di due, e l'asse del coro è uguale a tre moduli; similmente , tutte le misure di altezza e di lunghezza hanno la stessa semplicissima base. (vol. II, C. cap. II, p. 336) *{{NDR|Sul [[gotico italiano]]}} Nel corso del secolo XIII una nuova corrente artistica invade il territorio italiano. L'architettura gotica passa le Alpi. Se le forme vere e caratteristiche dello stile gotico sono soltanto quelle di cui si riveste nel Nord, allora si durerà fatica a trovare questo stile anche in Italia. Fra tutti i paesi che adottarono lo stile [[gotico]], l'Italia fu forse quella che l'intese di meno; esso si adattava male alle tradizioni artistiche classiche. Ciò che l'Italia fece pel nuovo stile fu quello di darle il nome di gotico, in senso dispregiativo, come di ''barbaro''. (vol. II, C. cap. III, pp. 510-511) *Posta sulla via Appia, in facile comunicazione con Roma, [[Abbazia di Fossanova|Fossanova]] era talmente frequentata dai viaggiatori che vi si arrestavano lungo il cammino, che nel 1256 papa Alessandro IV le fece una donazione per permetterle di sostenere le forti spese dell'ospitalità. Divenne ben presto centro di {{sic|studii}}, e i monaci delle altre abbazie cistercensi che sorsero in quel giro d'anni nei dintorni andavano ad istruirsi a Fossanova, dove era uno ''studium artium'', in cui si insegnava la geometria e l'architettura. (vol. II, C. cap. III, p. 513) *Fra le chiese gotiche dell'Italia Settentrionale più celebre fra tutte è il [[duomo di Milano]], col quale [[Gian Galeazzo Visconti]] volle lasciare magnifico ricordo della sua signoria. Non si può dire con sicurezza quale architetto ne abbia abbozzato il piano: fu cominciato nel 1386 da Simone da Orsenigo; dal 1400 al 1447 i lavori furono diretti da Filippo degli Organi. Oltre a ciò aiutarono col consiglio e con l'opera architetti delle più svariate scuole e dei più disparati paesi, italiani non solo, ma francesi, fiamminghi e tedeschi (Ulrich von Ensingen; Heinrich von Gmünd, 1391); e pare che a Milano regnasse una certa perplessità che si spiega con l'epoca già tarda nella quale l'edificio si costruiva quando il vero sentimento gotico stava per spegnersi. Infatti la maniera gotica usata qui si allontana da quella che si incontra in Italia. (vol. II, C. cap. III, pp. 534-536) ====Volume IV==== *[[Lucas Cranach il Vecchio|Luca Cranach]] [...] più d'ogni altro artista parve destinato dalla natura e dalla sorte ad essere uno dei prìncipi della pittura tedesca. Facilità di mano, operosità infaticabile (''pictor celerimmus'' lo designa giustamente l'iscrizione sul suo sepolcro), rara perizia tecnica e freschezza di colore, lunga vita e un'alta e sicura posizione sociale presto acquistata, sono fortune che mancarono ai più dei suoi contemporanei. Ma trasferitosi presto nella Germania settentrionale, in regione povera d'arte, mancandogli i confronti e la concorrenza, e difettando anche di coscienza artistica e di autocritica, le sue preziose doti non valsero a salvarlo dal [[manierismo]]. (vol. IV, C. cap III, p. 194) *{{NDR|Luca Cranach}} Dai tempi della Riforma fino ad oggi il popolo tedesco ebbe per questo Maestro una venerazione quasi superstiziosa, e le minime cose uscite dalla sua officina furono conservate come tesori. Ciò avvenne perché nell'artista il popolo vedeva rispecchiato sé stesso. Gran galantuomo, sincero, un po' borghesuccio, affatto alieno dalla latinità; religioso, per natura sereno e meditativo, ma all'occasione anche amante del fasto e un po' grossamente sensuale, il Cranach è sempre stato il pittore prediletto dei Tedeschi. Inoltre egli era un artista molto avveduto, che non metteva sulla tela i suoi pensieri e le sue immaginazioni, ma le idee del suo pubblico, e produceva per il mercato, regolandosi secondo i bisogni, le commissioni e le richieste. (vol. IV, C. cap III, p. 194) *{{NDR|[[Lucas Cranach il Giovane]]}} [...] sotto la disciplina dell'autoritario genitore, non poté sviluppare la sua originalità. Fino dal 1537 fu il vero direttore dell'officina, cosicché è difficile distinguere tra lui e il padre. Più tardi, in qualche ritratto, come quello di Gioachino III di Brandeburgo, dimostrò un senso sicuro e tranquillo della natura. (vol. IV, C. cap III, p. 199) ==Bibliografia== *Antonio Springer, ''[https://archive.org/details/manualedistoriad01spriuoft/page/n8/mode/1up Manuale di storia dell'arte]'', 3<sup>a</sup> edizione italiana a cura di Corrado Ricci, vol. I Storia Antica, tradotto da Alessandro Della Seta, Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo, 1927. *Antonio Springer, ''[https://archive.org/details/manualedistoriad02spriuoft/page/n10/mode/1up Manuale di storia dell'arte]'', 3<sup>a</sup> edizione italiana a cura di Corrado Ricci, vol. II Arte del Medio Evo, tradotto da Antonio Nuñoz, Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo, 1916. *Antonio Springer, ''[https://archive.org/details/manualedistoriad04spriuoft/page/n8/mode/1up Manuale di storia dell'arte]'', 2<sup>a</sup> edizione italiana a cura di Corrado Ricci, vol. IV Il Rinascimento nell'Europa settentrionale e l'arte dei secoli XVII e XVIII, Istituto italiano d'arti grafiche, Bergamo, 1928. ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Anton Heinrich Springer|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Springer, Anton}} [[Categoria:Critici d'arte tedeschi]] [[Categoria:Storici tedeschi]] ovy43ftgp27hyp1w9n914gfk3nue84q Wikiquote:GLAM/BEIC/Voci 4 185964 1410718 1410382 2026-04-16T09:46:37Z Spinoziano (BEIC) 86405 1410718 wikitext text/x-wiki ==Voci create nell'ambito del progetto BEIC== {{vedi anche|w:Progetto:GLAM/BEIC}} Elenco delle voci create su Wikiquote nell'ambito del [[w:Progetto:GLAM/BEIC|progetto BEIC]], a partire da materiale messo a disposizione dalla [[w:Biblioteca europea di informazione e cultura|Fondazione BEIC]]. Totali: '''841 voci'''<!--, di cui 1 in inglese, 1 in spagnolo, 1 in francese e 1 in latino-->. {{div col}} ===Persone=== #[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small> #[[Giambattista Vasco]] - <small>2021-08-18</small> #[[Stefano da San Gregorio]] - <small>2021-08-29</small> #[[Christoph Scheiner]] - <small>2021-08-30</small> #[[Gian Rinaldo Carli]] - <small>2021-09-01</small> #[[Vittorio Saraceno]] - <small>2021-09-05</small> #[[Federico Sanvitale]] - <small>2021-09-06</small> #[[Antonio Sangiovanni]] - <small>2021-09-09</small> #[[Francesco Ricci (matematico)]] - <small>2021-09-11</small> #[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]] - <small>2021-09-11</small> #[[Filippo Antonio Revelli]] - <small>2021-09-14</small> #[[Onofrio Puglisi]] - <small>2021-09-22</small> #[[Bartolomeo Pollastri]] - <small>2021-09-23</small> #[[Giovanni Battista Pisani]] - <small>2021-09-27</small> #[[Giovanni Giacomo Pierantoni]] - <small>2021-09-27</small> #[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small> #[[Auguste Marmont‎]] - 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<small>2025-02-18</small> #[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small> #[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small> #[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small> #[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small> #[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small> #[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small> #[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small> #[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small> #[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small> #[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small> #[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small> #[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small> #[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small> #[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small> #[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small> #[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small> #[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small> #[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small> #[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small> #[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small> #[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small> #[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small> #[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small> #[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small> #[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small> #[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small> #[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small> #[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small> #[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small> #[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small> #[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small> #[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small> #[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small> #[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small> #[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small> #[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small> #[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small> #[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small> #[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small> #[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small> #[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small> #[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small> #[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small> #[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small> #[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small> #[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small> #[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small> #[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small> #[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small> #[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small> #[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small> #[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small> #[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small> #[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small> #[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small> #[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small> #[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small> #[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small> #[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small> #[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small> #[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small> #[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small> #[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small> #[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small> #[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small> #[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small> #[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small> #[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small> #[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small> #[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small> #[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small> #[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small> #[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small> #[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small> #[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small> #[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small> #[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small> #[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small> #[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small> #[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small> #[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small> #[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small> #[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small> #[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small> #[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small> #[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small> #[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small> #[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small> #[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small> #[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small> #[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small> #[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small> #[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small> #[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small> #[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small> #[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small> #[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small> #[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small> #[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small> #[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small> #[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small> #[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small> #[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small> #[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small> #[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small> #[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small> #[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small> #[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small> #[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small> #[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small> #[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small> #[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small> #[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small> #[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small> #[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small> #[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small> #[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small> #[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small> #[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small> #[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small> #[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small> #[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small> #[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small> #[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small> #[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small> #[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small> #[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small> #[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small> #[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small> #[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small> #[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small> #[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small> #[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small> #[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small> #[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small> #[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small> #[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small> #[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small> #[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small> #[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small> #[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small> #[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small> #[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small> #[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small> #[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small> #[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small> #[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small> #[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small> #[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small> #[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small> #[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small> #[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small> #[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small> #[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small> #[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small> #[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small> #[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small> #[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small> #[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small> #[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small> #[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small> #[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small> #[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small> #[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small> #[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small> #[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small> #[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small> #[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small> #[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small> #[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small> #[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small> #[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small> #[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small> #[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small> #[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small> #[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small> #[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small> #[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small> #[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small> #[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small> #[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small> #[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small> #[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small> #[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small> #[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small> #[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small> #[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small> #[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small> #[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small> #[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small> #[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small> #[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small> #[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small> #[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small> #[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small> #[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small> #[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small> #[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small> #[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small> #[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small> #[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small> #[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small> #[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small> #[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small> #[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small> #[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small> #[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small> #[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small> #[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small> #[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small> #[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small> #[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small> #[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small> #[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small> #[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small> #[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small> #[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small> #[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small> #[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small> #[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small> #[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small> #[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small> #[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small> #[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small> #[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small> #[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small> #[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small> #[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small> #[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small> #[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small> #[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small> #[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small> #[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small> #[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small> #[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small> #[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small> #[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small> #[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small> #[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small> #[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small> #[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small> #[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small> #[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small> #[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small> #[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small> #[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small> #[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small> #[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small> #[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small> #[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small> #[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small> #[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small> #[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small> #[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small> #[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small> #[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small> #[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small> #[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small> #[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small> #[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small> #[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small> #[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small> #[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small> #[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small> #[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small> #[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small> #[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small> #[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small> #[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small> #[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small> #[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small> #[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small> #[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small> #[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small> #[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small> #[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small> #[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small> #[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small> #[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small> #[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small> #[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small> #[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small> #[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small> #[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small> #[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small> #[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small> #[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small> #[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small> #[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small> #[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small> #[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small> #[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small> #[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small> #[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small> #[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small> #[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small> #[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small> #[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small> #[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small> #[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small> #[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small> #[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small> #[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small> #[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small> #[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small> #[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small> #[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small> #[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small> #[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small> #[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small> ===Tematiche=== #[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small> #[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small> #[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small> #[[Pellicola per negativi]] - <small>2021-10-01</small> #[[Fotografo]] - <small>2021-10-04</small> #[[Palma]] - <small>2021-10-21</small> #[[Casuario]] - <small>2021-10-21</small> #[[Sferoide]] - <small>2021-10-28</small> #[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small> #[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small> #[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small> #[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small> #[[Numero perfetto]] - <small>2021-11-10</small> #[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small> #[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small> #[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small> #[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small> #[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small> #[[Pineta di Ravenna]] - <small>2022-07-25</small> #[[Canale di Suez]] - <small>2022-08-22</small> #[[Ottica]] - <small>2023-01-16</small> #[[Simonia]] - <small>2023-05-02</small> #[[Eclettismo]] - <small>2023-05-02</small> #[[Maccabei]] - <small>2023-05-04</small> #[[Palla (sport)]] - <small>2023-05-12</small> #[[Solfeggio]] - <small>2023-08-02</small> #[[Tarantismo]] - <small>2023-08-08</small> #[[Tarantola]] - <small>2023-08-08</small> #[[Lenticchia d'acqua]] - <small>2023-10-01</small> #[[Lenticchia di palude]] - <small>2023-10-01</small> #[[Oceanografia]] - <small>2023-10-10</small> #[[Associazione (psicologia)]] - <small>2024-01-30</small> #[[Museo (Alessandria)]] - <small>2024-03-04</small> #[[Fortezza]] - <small>2024-03-08</small> #[[Animosità]] - <small>2024-03-13</small> #[[Traci]] - <small>2024-06-25</small> #[[Finanza pubblica]] - <small>2024-11-14</small> #[[Tufo]] - <small>2024-11-14</small> #[[Seghedino]] - <small>2025-01-10</small> #[[Nervo]] - <small>2025-02-28</small> #[[Valore (economia)]] - <small>2025-03-13</small> #[[Induzione elettrostatica]] - <small>2025-04-08</small> #[[Salmonide]] - <small>2025-04-11</small> #[[Basalto]] - <small>2025-04-23</small> #[[Pomice]] - <small>2025-04-24</small> #[[Feldspato]] - <small>2025-04-24</small> #[[Grotta del Cane]] - <small>2025-04-28</small> #[[Pisciarelli (area idrotermale)]] - <small>2025-04-28</small> #[[Zeolite]] - <small>2025-05-15</small> #[[Vulcano (vulcano)]] - <small>2025-06-12</small> #[[Vulcanello]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Panarea]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Basiluzzo]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Salina]] - <small>2025-06-17</small> #[[Isola di Stromboli]] - <small>2025-06-17</small> #[[Stromboli (vulcano)]] - <small>2025-06-17</small> #[[Canneto (Lipari)]] - <small>2025-06-19</small> #[[Teatro romano di Verona]] - <small>2025-07-01</small> #[[Agro romano]] - <small>2025-07-15</small> #[[Isola Filicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Isola Alicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Reno (Italia)]] - <small>2025-07-17</small> #[[Cerchia dei Navigli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Bevera (affluente dell'Olona)]] - <small>2025-07-23</small> #[[Santorini]] - <small>2025-07-23</small> #[[Cremasco]] - <small>2025-07-24</small> #[[Quattro elementi]] - <small>2025-07-31</small> #[[Candia]] - <small>2025-09-02</small> #[[Malvasia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Cocciniglia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Rondine riparia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Domodossola]] - <small>2025-09-11</small> #[[Scilla (Italia)]] - <small>2025-09-11</small> #[[Medusa luminosa]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ascidie]] - <small>2025-09-23</small> #[[Polipo (zoologia)]] - <small>2025-09-23</small> #[[Flora]] - <small>2025-09-24</small> #[[Vegetazione]] - <small>2025-09-24</small> #[[Legge del taglione]] - <small>2025-09-25</small> #[[Grazia (diritto)]] - <small>2025-09-25</small> #[[Fanano]] - <small>2025-10-03</small> #[[Val di Chiana]] - <small>2025-10-03</small> #[[Pila di Volta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Lampreda]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carcere minorile]] - <small>2025-11-05</small> #[[Enfiteusi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Duomo di Como]] - <small>2025-12-18</small> #[[Ambra]] - <small>2026-01-08</small> #[[Papiro]] - <small>2026-01-12</small> #[[Regalbuto]] - <small>2026-01-12</small> #[[Tempio di Segesta]] - <small>2026-01-13</small> #[[Marsala]] - <small>2026-01-13</small> #[[Cella (convento)]] - <small>2026-01-20</small> #[[Sfacteria]] - <small>2026-01-28</small> #[[Navarino (Grecia)]] - <small>2026-01-28</small> #[[Calamata]] - <small>2026-01-29</small> #[[Taigeto]] - <small>2026-01-29</small> #[[Modone]] - <small>2026-01-29</small> #[[Teoria del flogisto]] - <small>2026-01-30</small> #[[Epizoozia]] - <small>2026-02-03</small> #[[Marna (roccia)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Nauplia]] - <small>2026-02-05</small> #[[Tiepidezza]] - <small>2026-02-06</small> #[[Tirinto]] - <small>2026-02-09</small> #[[Argo (città antica)]] - <small>2026-02-11</small> #[[Spetses]] - <small>2026-02-12</small> #[[Idra (isola)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Porto di Malamocco]] - <small>2026-02-12</small> #[[Eubea]] - <small>2026-02-18</small> #[[Monumento di Filopappo]] - <small>2026-02-18</small> #[[Psara]] - <small>2026-02-24</small> #[[Smirne]] - <small>2026-02-24</small> #[[Ezani]] - <small>2026-02-24</small> #[[Abuta rufescens]] - <small>2026-02-27</small> #[[Alcamo]] - <small>2026-03-16</small> #[[Aloe (botanica)]] - <small>2026-03-16</small> #[[Erice]] - <small>2026-03-16</small> #[[Mazara del Vallo]] - <small>2026-03-17</small> #[[Castelvetrano]] - <small>2026-03-18</small> #[[Eraclea Minoa]] - <small>2026-03-18</small> #[[Platani]] - <small>2026-03-19</small> #[[Siculiana]] - <small>2026-03-19</small> #[[Abbazia di San Martino delle Scale]] - <small>2026-03-23</small> #[[Livella]] - <small>2026-03-26</small> #[[Ruwenzori]] - <small>2026-04-09</small> #[[Monti della Luna]] - <small>2026-04-09</small> #[[Tempio della Concordia (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small> #[[Tempio di Giunone (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small> ===Raccolte=== #[[So di non sapere]] - <small>2022-05-04</small> #[[Credi dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small> #[[Voti dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small> ===Opere=== #[[I viaggi di Mandeville]] - <small>2021-11-08</small> #[[Algurisimo]] - <small>2021-11-10</small> ===In altre lingue=== #[[:en:Paolo Monti]] - <small>2021-09-29</small> #[[:es:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small> #[[:fr:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small> #[[:la:Athanasius Kircherus]] - <small>2021-10-13</small> {{div col end}} htxuvv8svfi5vpeziv6hmdcssjlpyh0 Friederich Münter 0 187625 1410715 1410659 2026-04-16T09:34:41Z Spinoziano (BEIC) 86405 /* Viaggio in Sicilia */ 1410715 wikitext text/x-wiki [[File:Friederich Münter.jpg|miniatura|Friederich Münter]] '''Friederich Münter''' (1761 – 1830), vescovo luterano, archeologo e filologo tedesco naturalizzato danese. ==''Viaggio in Sicilia''== ===[[Incipit]]=== La città di [[Palermo]] e le intere sue contrade non possono gloriarsi di verun considerevole avanzo d'antichità. I tremuoti ed il dominio de' Saraceni annientarono tutto ciò che avrebbe potuto restarvi; e quanto forse qua e là potrebbe rinvenirsi, non sarebbe da mettersi in confronto certamente con quei superstiti antichi monumenti delle altre parti della Sicilia. È noto soltanto che vi siano stati due rinomati tempj, uno consagrato a Giove, e ad Ercole l'altro, de' quali non evvi più traccia veruna: ed oltre a questi un teatro, che nel 16.° secolo fu gettato a terra ad oggetto d'ingrandire il piano del palazzo. <!--(p. 9)--> ===Citazioni=== *S'erge la città {{NDR|di Palermo}} in una pianura, che stendendosi verso mare circondata resta da ripide ed alte montagne. È verisimile che queste ne' più remoti tempi siano state come baloardi contro l'effetto del mare; e che simile pianura non sia che il fondo di esso lasciato scoverto dopo che le sue acque si ritirarono, come sembra, in questa parte del Mediterraneo. (p. 11) *Paese molto grande, ed assai regolarmente costruito, Palermo è diviso in quattro parti principali da due strade che nel centro loro ad angoli retti si tagliano. Queste sono larghe, luminose e perfettamente in linea retta, di modo che ove si sta situato nell'ottagono formato da quattro palazzi, giusto dove quelle due strade s'intersecano, si ha il piacere di vedere tutte le quattro primarie porte della città. (p. 12) *I più celebri di tutti li dotti palermitani è il [[Gabriele Lancillotto Castello|Principe di Torremuzza]], che per le sue antiquarie, ed in particolar maniera numismatiche opere merito grandissimo si è acquistato. (p. 32) *Finalmente bisogna che io faccia ancora menzione d'un celebre poeta di Sicilia, [[Giovanni Meli]], uomo di vero e grande poetico talento. Egli è autore di molte piccole poesie in dialetto siciliano, che sono lette in tutta l'Italia con meraviglia; e sta travagliando ad una comica eroica composizione, che dev'essere una continuazione, o piuttosto Paralipomena di D. Quichotte, della quale mi ha egli fatto leggere alcuni canti, che secondo il mio giudizio sono in grado eminente eccellenti. È un male che questo illustre personaggio non può dedicarsi interamente alla poesia, per essere un medico il qual è costretto per vivere, esercitarne la professione, che non gli darebbe più profitto, se fosse comunemente noto ch'egli sia un poeta. (pp. 33-34) *A' più ricchi monasteri Benedettini di tutta l'Italia appartiene quello di [[Abbazia di San Martino delle Scale|S. Martino]] nel circondario di Palermo. Situato è questo su di un alto e scosceso monte, che difende la capitale dalla parte di ponente in una spaventevole nuda valle circondata d'alpestri e sterili rocce, ed un clima che ha più del nostro del nord che del temperato di Sicilia. La strada dalla città al chiostro non è più di quattro miglia e mezzo. Questa si dirige da bel principio in una folla di ville e cascine, ed ove non si vedono che feraci giardini, piante d'olivi e vigneti. A poco a poco comincia la strada a divenire montuosa, e tantosto le vedute molto selvagge. Si arriva in una valle circondata da enormi rocce, sulle quali vegetano soltanto alcune macchie d'erba, molta aloè, ''ficus opuntia'', e qua e là alcuni alberi d'olivo. La medesima si estende serpeggiando fra le balze, le quali di quando in quando si aprono; ed offrono bella veduta sulla fertile valle della città, sul porto e sul mare; ma si torna sempre più fra le rocce conforme si va in alto, finché si giunge alla sommità della montagna per via d'una strada assolutamente deserta, che conduce ad una più trista e malinconica valle, ove il monastero stassi infossato. Questo all'opposto è costruito con signorile magnificenza, di grande estensione, ed adorno di singolari lavori di marmo. Sì le camere de' frati, che de' forestieri sono belle e comode; i corridori larghi, alti e lunghi in modo che vi si perde quasi la vista. La scala maestra, sebbene poco più stretta, uguaglia quella di Caserta. Essa è intrecciata di marmo siciliano, interrotto negli estremi da grosse pietre cavate da possessioni appartenenti al convento. La chiesa è abbellita da nobile semplicità. (pp. 35-37) *Questa città {{NDR|di [[Monreale]]}} è sita sopra una ben formata altura, la quale è il termine de' monti che a traverso l'isola tutta si stendono sino al piè dell'Etna. La medesima ha una bellissima veduta sulla ubertosa pianura di Palermo, sul monte Pellegrino e sopra il porto e mare Mediterraneo, che tanto lungi si estende quanto l'occhio può giungervi. Monreale è piccolo e brutto; ed ha molto perduto dopo l'abolizione dell'arcivescovo. I proprietarj che vi dimorano sono gentiluomini Siciliani, le cui circostanze non permettono loro di vivere con lusso come in Palermo. (pp. 39-40) *[[Aloe (botanica)|Aloè]] ed una specie d'alberi con larghe foglie ripiene di pungoli innumerevoli (''[[Fico d'India|cactus opuntia]], Lin.'') nascono soprattutto in quantità incredibile ancora sulle più dure rocce. Il tronco dell'aloe, che porta fiore e frutto, s'innalza sino a cinque, o sei braccia, le di cui foglie ne sono spesso lunghe da due sino a tre. Di queste se ne fanno corde, ma non so se vi sia in Sicilia qualche ordinaria fabbrica, dove si lavorino. Con le due suespresse piante formano i contadini delle siepi, che impunemente non si possono attraversare. (p. 45) *La prima città nella parte occidentale della Sicilia è [[Alcamo]], situata e fortificata da' Saraceni in un piccolo monte, che verso il mare si stende, ed in conseguenza assai moderna, per potere contenere qualche cosa di osservabile per un viaggiatore antiquario. Pur non di meno è questa una delle più considerabili città municipali; ha tredici mila abitanti, e paga quattro mila once annue al re, e cinquecento al duca d'Alba grande di Spagna [...]. (pp. 46-47) *[[Segesta]] bisognò che fosse abbastanza potente, perché fu una volta in guerra, saccheggiata e conquistata da' Cartaginesi durante la medesima. La più remota sua istoria è interamente incognita. Si sa che aveva un porto nelle coste occidentali dell'isola chiamato l'Emporio degli Egestani. La distruzione di essa città ebbe probabilmente luogo nelle guerre de' Saraceni. Tra le sue rovine alcuni avanzi si osservano di antiche muraglie costruite con grosse pietre; alcuni resti d'un teatro ancora più estesamente scoverto a' tempi nostri dalle cure del dotto Principe di Torremuzza, il quale con toglier via la terra ha ritrovato molti sedili e diverse porte, per le quali gli spettatori entravano per sedersi. Degno particolarmente di osservazione è un tempio d'antico dorico stile assolutamente intatto, giacché nell'anno 1781 ciò che sembrava volersene cadere fu ristaurato. (pp. 48-49) *La città {{NDR|di [[Trapani]]}}, quantunque picciola, è una delle più ricche di Sicilia, giacché oltre il vantaggio che ella ha di molti facoltosi nobili che vi dimorano, gode d'un gran commercio di sale, che si ricava dalle vicine spiagge del mare, e niente vi abbisogna che il solo calore del sole per la necessaria evaporazione e per l'imbiancamento.<br>Pesche di tonni e fabbriche di coralli ne accrescono la floridità. Questi si ricavano dagli scogli che sono nel porto e nella spiaggia intorno, e se ne servono per diversi domestici usi, come per corone e per picciole statue di Santi, le quali riescono buone. Uguali travagli si fanno ancora nell'avorio e nell'ambra, la quale si trova sopra quelle coste, ed in marmo siciliano a diverse macchie, ed in bellissimo e bianco alabastro. (pp. 55-56) *Sei miglia distante da Trapani giacciono le rovine dell'antica [[Erice]] sul monte d'ugual nome, ora chiamato di [[Monte Erice|S. Giuliano]]. Questa grande montagna s'alza immediatamente al mare, ed è dopo l'Etna la più elevata in Sicilia. Dalla sommità sua distintamente si vede l'isola di Lampedusa, che sta fra Tunisi e Trapani, dalla cui spiaggia si osserva la notte il fuoco sulle coste africane. (p. 58) *L'istoria della città di Erice è molto sconosciuta. Sappiamo solamente che Amilcare nella prima guerra punica la sorprese, ne ammazzò, o vendé la maggior parte degli abitanti, e mandò il restante in Trapani. Probabilmente dopo la conchiusione della pace gli antichi abitatori d'Erice ritornarono al loro paese, e restarono in pacifico e non molestato possesso del medesimo. La picciola città, che ora è situata nella sommità di quel monte, sembra essere sorta dall'antica. Alquanto al di sopra di essa giaceva uno de' più celebri tempj dell'antichità consagrato a Venere Ericina. (p. 61) *Dopo due giorni di dimora in Trapani partii a 24 novembre per [[Mazara del Vallo|Mazzara]], città vescovile nella costa meridionale di Sicilia, da cui l'intera provincia o valle di Mazzara ha derivato il suo nome. La strada correva costantemente in vicinanza del lido in una piacevole pianura, la quale era meglio coltivata della contrada tra Alcamo e Trapani; e benché non passassi per mezzo alcun casale, pure molto spesso incontrai delle case sparse intorno le alture. La veduta di quelle campagne era la più mirabilmente deliziosa, perché verso la dritta, ed avanti di me scorgeva il mare africano con alcune sue picciole isole, e dalla sinistra mi si presentava la catena de' monti che attraversa l'intera Sicilia; mentre alle spalle restava Trapani ed il monte Erice, che con la maestosa sua grandiosità tutto l'orizzonte chiudeva. Il giorno era piacevole e bello come di primavera, a segno che io potei pranzare in aperta campagna vicino ad una solitaria fontana, che serviva per abbeverare le mandre. Ma ciò che più mi diede diletto, fu di mirare tante di queste greggi seminate sopra i pascoli, e dalle alture intorno i corni e le sampogne de' pastori ascoltare. (pp. 70-71) *Nel primo giorno giunsi a [[Castelvetrano]], grande, ben costruito paese, posto in una deliziosissima, fertile e ben coltivata pianura. Il suo particolar articolo di commercio è l'olio che si raccoglie da estesi vicini oliveti in quantità assai straordinaria. Ancora molto grano vi si produce; ed il vino che somministra questa contrada, è uno de' più squisiti e forti dell'isola tutta, per lo che la città deve avere assai di che nudrirsi. (p. 76) *Questa città {{NDR|[[Selinunte]]}}, secondo la testimonianza di [[Strabone]] e di [[Tucidide]], fu eretta nella 35.ª olimpiade, ossia 640 anni prima di G. C., da una colonia che dalla loro città sotto un capo di nome Pamilio vi aveano spedito i Megaresi, i quali un secolo prima erano in Sicilia dalla Grecia venuti. Essa tanto crebbe in potere ed in magnificenza, che nella 50.ª olimpiade, ossia anni sessanta dopo la sua fondazione, potè portare la guerra a' Segestani, una delle più forti nazioni siciliane d'allora. Sembra che questi due Stati siano vissuti in costante inimicizia, almeno come [[Diodoro Siculo|Diodoro]] e Tucidide rapportano. (p. 77) *Nella sera stessa giunsi in [[Sciacca|Isciacca]], ossia Xiacca, le antiche ''Thermae selinuntinae''. Questa città in forma di anfiteatro su d'una elevata roccia s'innalza, ed è mediocremente popolata da 8 sino a 9 mila persone. Non ha vetusti monumenti da fare ammirare, e molto meno fabbriche moderne può vantare, sebbene diverse chiese portino l'aspetto della ricchezza, per essere adornate, secondo l'uso siciliano, di diversi eccellenti lavori in marmo. (p. 85) *Io arrivai al fiume [[Platani|Platano]], l{{'}}''Alico'' degli antichi, il più grande tra quelli di Sicilia, difficile ad attraversarsi in tempo d'inverno, per essere assolutamente privo di ponti. L'acqua però essendo più bassa di quanto me l'avevano fatto le mie guide supporre, lo passai senza alcuno impedimento. Questo fiume è assai famoso nell'antichità. [[Minosse|Minos]] perseguitava [[Dedalo]], come seppe che questi si era rifugiato in Sicilia, per cui sbarcò con quantità grande di gente alla foce del medesimo, ove un tempo la città di [[Eraclea Minoa|Maccara]] trovavasi elevata. Questa, dopo che Minos dalla figlia del re Cocalo fu ucciso, ebbe il nome di Minoa, che le diedero i Cretesi in commemorazione di quello eroe, i quali rimasero nel paese, dopo che i Sicani posero in fiamme i loro bastimenti. In seguito la stessa fu chiamata Eraclea, perché Dorieo, uno degli Eraclidi, si stabilì in quel luogo in vigore del trattato ch'[[Eracle|Ercole]] dopo la morte di Erice conchiuso avea con i Siculi, i quali dovevano rimanere padroni dell'intera contrada, finché uno de' suoi discendenti fosse tra loro sbarcato. (pp. 88-89) *Non lungi da Girgenti, su d'una eminente roccia vicino al mare, s'erge la città di [[Siculiana|Sicoliana]], che ha un buon porto, e fa gran commercio di grani. Credono alcuni antiquarj che questa ed il fiume vicino siano stati chiamati ''Camico'', residenza un tempo di Cocalo re de' Sicani, presso del quale venne Dedalo fuggito da Creta. Questo architetto dové costruire le mura della città sul vertice della roccia, e condurvi una ripida ed incomoda strada. Gran contesa però tra gli antiquari si è destata, se bisogna cercare Camico in Sicoliana oppure nell'attuale Girgenti. (p. 90) *La città di [[Agrigento]] fu costruita in una amena e fertile contrada, che dalla spiaggia si estendeva sino alla rocca, ove giace la nuova città di Girgenti. In mezzo della medesima passava il fiume Acrago, da cui la città ebbe il suo nome, giacché si chiamava essa dal greco Ἀκράγας secondo il costume di molte popolazioni greche di nominare le loro città con il nome de' vicini fiumi e mari. (pp. 94-95) *Le strade {{NDR|di Agrigento}} sono assai incomode, alcune sono dritte, ma nella maggior parte scoscese ed anguste. Non vi sono belle fabbriche; le case si trovano troppo ristrette, e quasi tutte costruite senza calce e con una specie di pietra rossa che si ricava dal monte stesso e dal luogo medesimo ove queste s'innalzano. Solamente le case del vescovo, della libreria e del seminario costruite sono in gusto migliore, e adornano una bella piazza. All'opposto la veduta sopra l'intera contrada tra l'attuale Girgenti ed il mare e sulle sparse rovine è una delle più belle che io abbia giammai veduto. Pur non di meno io non l'osservai in tutta la sua magnificenza, perché mi trovava per disgrazia in Girgenti in tempo d'inverno, il quale defraudava al paese una gran parte della sua bellezza. (pp. 96-97) *Il luogo della propria città d'Agrigento, ora ripieno di giardini e vigne, è una delle più incantevoli contrade che la natura possa offrire. Si vedono intorno dispersi avanzi dell'antica città. I recinti che dividono i giardini l'uno dall'altro, o che segregano la strada, sono formati da vetuste pietre d'ornamenti architettonici e da rotte colonne in parte d'un bellissimo marmo. (p. 111) *{{NDR|Sul [[Tempio di Giunone (Agrigento)|tempio di Giunone]]}} Tutta questa rovina è inesplicabilmente bella e pittoresca; ed io oso sostenere di averne vedute molto poche che facciano una sì forte impressione, dove la maestosa contrada, gli odorosi giardini, gli alberi crescenti in mezzo ad architettonici frantumi, le antiche sontuose colonne metà alzate e metà stese a terra, le masse delle pietre che stanno l'una sopra l'altra, e la bella veduta al limite del colle, si uniscono tutti per riempire l'anima di grata e dolce sensazione. (p. 112) *{{NDR|Sul [[Tempio della Concordia (Agrigento)|tempio della Concordia]]}} Trecento passi dal tempio di Giunone ve n'è un altro, il quale sinora è interamente illeso. La sua base, i corrispondenti gradini, tutte le sue scanalate colonne, l'architrave, il frontespizio, la cella, ed in una parola il tutto nel più perfetto stato si vede. Questo presenta la più distinta idea che possa aversi del modo, in cui un vetustissimo tempio compariva. Il suo colore è di un rosso gialliccio, dacché la pietra della quale è costruito, è di qualità sabbiosa, rossiccia, mischiata con calcinate chiocciole; il quale colorito spande uno straordinario piacevole incanto. In questo edifizio regna l'antica dorica maestà ad una grande decorazione unita; ed il suo effetto, per qualunque parte si possa riguardare, è grande oltre misura, perché l'armonia dell'opera tutta, l'occhio totalmente alletta e sorprende. (p. 115) *Io lasciai Girgenti li 6 dicembre 1785, ma soddisfar non potei il mio desiderio di vedere [[Enna|Castrogiovanni]], l'antica Enna dalla favola, e da' poeti tanto altamente celebrata, la quale, situata nel mezzo del paese, fu chiamata l'umbilico di Sicilia, come [[Delfi|Delfo]] il centro della terra, per lo che [[Pindaro]] ed altri le diedero il nome di ὀμϕαλός τῆς γῆς. Nel mese d'inverno possibil non è di viaggiare per l'interno dell'isola, ove le strade sulle montagne coverte sono di profonda neve, e irrigate da molti torrenti le valli, sopra de' quali né ponti, né altri mezzi di passaggio vi sono, per cui i viaggiatori sono spesso trattenuti, oppure un più lungo giro costretti di fare. (pp. 133-134) *Tra le più grandi e rinomate città greche dell'antichità, a riserva di [[Atene]], non ve n'è altra che meritar possa di uguagliarsi con [[Siracusa]]. Offre non piccola idea della potenza di questa repubblica l'osservare il dominio sulla metà di tutta l'isola; di mettere ostacolo a' progressi de' Cartaginesi in questo paese; di bravare gli attacchi degli Ateniesi in un tempo in cui questa nazione era temuta da tutta la Grecia, distruggendole due grandi flotte ed altrettante potenti armate; e ch'essa finalmente poté resistere al potere di Roma sotto il vincitore di Annibale, Marcello; e non sarebbe stata detta città ad ubbidienza forzata, quando interne dissenzioni, ch'erano state causa di tutta la guerra coi Romani, non avessero dato a quel comandante l'occasione di mettersi d'accordo con alcuni distinti cittadini, che lo ajutarono a prendere possesso d'una porzione di essa. (pp. 148-149) ==Bibliografia== *Friederich Münter, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4742922 Viaggio in Sicilia]'', vol. 1, traduzione di Francesco Peranni, Sonzogno, Milano, 1831. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Munter, Friederich}} [[Categoria:Archeologi]] [[Categoria:Filologi]] [[Categoria:Vescovi danesi]] [[Categoria:Vescovi tedeschi]] mxur8bx3g6ubcd3rlyu2l2lwzw6p0ct Utente:Camelia.boban/AF 2026 2 223747 1410687 1407277 2026-04-15T15:25:31Z Camelia.boban 17423 /* Quando e dove? */ 1410687 wikitext text/x-wiki [[File:AF Logo 2.svg|500px|frameless|miniatura|centro]] [[File:Art+Feminism.svg|250px|frameless|miniatura|destra]] ==Celebrate women 2026== ===Quando e dove?=== * editathon su Wikipedia: marzo-aprile 2026, online * editathon su Wikiquote: marzo-aprile 2026, online * evento su Wikimedia Commons: marzo - giugno 2026 ; [[w:it:Progetto:WikiDonne/ArtAndFeminism 2026|Edit-a-thon Art + Feminism 2026]] * [[Rediet Abebe]] * [[Emily M. Bender]] * [[Timnit Gebru]] * [[Alex Hanna]] * [[Margaret Mitchell (informatica)]] * [[Rumman Chowdhury]] * [[Safiya Noble]] ==[[:w:Rediet Abebe]]== ==[[:w:Emily M. Bender]]== ==[[:w:Timnit Gebru]]== [[File:Timnit Gebru crop.jpg|thumb|destra|250px|Timnit Gebru nel 2018]] '''Timnit Gebru''' (1983 – vivente), informatica etiope nota per le sue ricerche sull'[[etica]] dell'[[intelligenza artificiale]]. ==Citazioni di Timnit Gebru== *{{NDR|Sui pericoli dei modelli linguistici}} La natura stocastica di questi modelli, che generano risposte basandosi su probabilità statistiche piuttosto che su una vera comprensione, comporta rischi significativi di riproduzione di pregiudizi razzisti, sessisti e di disinformazione. :''.''<ref name="technologyreview">{{en}} Citato in Karen Hao, ''[https://www.technologyreview.com/2020/12/04/1013294/google-ai-ethics-research-paper-forced-out-timnit-gebru/ We read the paper that forced Timnit Gebru out of Google. Here's what it says]'', ''technologyreview.com'', 4 dicembre 2020.</ref> *{{NDR|Sulla necessità di diversità nell'IA}} È cruciale che le persone che creano la tecnologia dell'IA riflettano la diversità di coloro che ne sono influenzati, per evitare che gli algoritmi invisibili marginalizzino ulteriormente le comunità. :''.''<ref name="corriere">Citato in Alessandro Vinci, ''[https://www.corriere.it/tecnologia/20_dicembre_11/caso-timnit-gebru-licenziata-google-aver-accusato-l-azienda-razzismo-messo-guardia-dall-ai-8a08e5f4-3b0b-11eb-a316-193bd0f16dd1.shtml Il caso Timnit Gebru, licenziata da Google per aver accusato l'azienda di razzismo (e messo in guardia dall'AI)]'', ''corriere.it'', 11 dicembre 2020.</ref> * :''I modelli di IA possono causare la marginalizzazione delle comunità e perpetuare bias sociali preesistenti. Abbiamo bisogno di standard, leggi e documentazione per questi strumenti, proprio come facciamo per altre industrie.'' * :''Stiamo assistendo a una corsa verso modelli sempre più grandi, ma a quali costi? Questi modelli spesso imparano dai dati senza comprenderne il significato, perpetuando bias e discriminazioni.'' * :''La necessità di garantire che i creatori della tecnologia IA rispecchino la diversità delle persone che ne sono colpite è fondamentale * {{NDR|Sulla cultura dentro [[Google]] che non incentiva l'assunzione di [[Donna|donne]] e [[Minoranza|minoranze]]}} Quando cominci a difendere le persone meno rappresentate la tua vita diventa peggiore.<ref> Citato in ''[https://www.ilpost.it/2020/12/09/gebru-google-intelligenza-artificiale/ La storia della ricercatrice che accusa Google di censura]'', ''ilpost.it'', 9 dicembre 2020.</ref> *Ho avuto la sensazione che fossimo oggetto di censura e ho pensato che ciò avesse implicazioni per tutta la ricerca etica sull'intelligenza artificiale. :''I felt like we were being censored and thought this had implications for all of ethical AI research.''<ref name="wired">{{en}} Citato in Tom Simonite, ''[https://www.wired.com/story/prominent-ai-ethics-researcher-says-google-fired-her/ A Prominent AI Ethics Researcher Says Google Fired Her]'', ''wired.com'', 3 dicembre 2020.</ref> *Non potrai mai pubblicare articoli che piacciono sempre all'azienda e non evidenziano i problemi. Questo è l'esatto contrario di ciò che significa essere quel tipo di ricercatore. :''You're not going to have papers that make the company happy all the time and don't point out problems. That's antithetical to what it means to be that kind of researcher.''<ref name="wired"/> *Siamo un team chiamato Ethical AI e, ovviamente, scriveremo dei problemi legati all'intelligenza artificiale. :''We are a team called Ethical AI, of course we are going to be writing about problems in AI.''<ref name="bloomberg">{{en}} Citato in Dina Bass, Shelly Banjo e Mark Bergen, ''[https://www.bloomberg.com/news/articles/2020-12-03/google-s-co-head-of-ethical-ai-says-she-was-fired-over-email Google’s Co-Head of Ethical AI Says She Was Fired for Email]'', ''bloomberg.com'', 3 dicembre 2020.</ref> *Con la quantità di censura e intimidazioni a cui sono sottoposte le persone appartenenti a specifici gruppi, come si può credere che si possa condurre una vera ricerca in questo campo? :''With the amount of censorship and intimidation that goes on towards people in specific groups, how does anyone trust any real research in this area can take place?''<ref name="bloomberg"/> *La gente non conosce la portata dei problemi esistenti perché non se ne può parlare, e nel momento in cui lo si fa, si diventa il problema. :''People don't know the extent of the issues that exist because you can't talk about them, and the moment you do, you're the problem.''<ref name="bloomberg"/> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|Donne}} {{DEFAULTSORT:Gebru, Timnit}} ==[[:w:Alex Hanna]]== ==[[:w:Margaret Mitchell (informatica)]]== ==[[:w:Rumman Chowdhury]]== ==[[:w:Safiya Noble]]== i0swhfox0n3gwwuyo95to2xyilgqvv7 Péter Magyar 0 224258 1410700 1410663 2026-04-15T23:57:47Z Udiki 86035 1410700 wikitext text/x-wiki [[File:Péter Magyar MEP (2024).jpg|thumb|Magyar nel 2024]] '''Péter Magyar''' (1981 – vivente), politico e avvocato ungherese. ==Citazioni di Péter Magyar== {{cronologico}} *È ormai chiaro che il primo ministro {{NDR|[[Viktor Orbán]]}}, corrotto, stanco e screditato, vede gli ungheresi all'estero come un prodotto politico. Ha cercato e sta cercando di attirarvi a sé non per fede, non per impegno, non per amore dei suoi connazionali, ma solo per ottenere voti. E ora, per mantenere il potere, sta tremando, usando mezzi sempre più rozzi, superando tutti i confini, facendo tutto ciò che può, senza curarsi del danno che sta arrecando alla nazione [...]. Il popolo vuole una patria che ami tutti i suoi cittadini, una patria che non li stigmatizzi, che non li spinga all'esclusione. La divisione, l'incitamento e l'odio portano alla distruzione. ... La distruzione, l'odio e lo scavo di trincee di Orbán appartengono al passato. Il conto alla rovescia finale è iniziato.<ref>Citato in ''[https://it.euronews.com/2025/05/25/peter-magyar-a-oradea-la-campagna-dodio-di-orban-appartiene-al-passato Péter Magyar a Oradea: "La campagna d'odio di Orbán appartiene al passato"]'', ''euronews.com'', 25 maggio 2025.</ref> *Siamo indipendenti da tutti i partiti, saremo solo dalla parte del popolo ungherese. Non stiamo con l'opposizione e i partiti dello status quo: raccogliamo il sentimento anti-establishment. [...] Se giri per Budapest, ma anche in qualsiasi parte dell'Ungheria, sono tutti pro-europei. È gente fortemente orgogliosa di essere ungherese, dopodiché sono tutti fieri di essere europei. Teniamo sempre a mente da dove veniamo e dove andiamo: e non è la Russia, non è l'Asia.<ref>Citato in ''[https://www.linkiesta.it/2025/10/peter-magyar-ungheria-viktor-orban/ Péter Magyar vuole sfidare il potere dell'autocrazia ungherese]'', ''linkiesta.it'', 23 ottobre 2025.</ref> *Oggi molti giornalisti hanno ricevuto un link che mostra una stanza sorvegliata con telecamere. Sospetto che stiano pianificando di diffondere una registrazione, forse realizzata con apparecchiature dei servizi segreti e persino manipolata, che mi mostra in un momento intimo con la mia ex fidanzata. [...] Ho 45 anni e una vita sessuale con una partner adulta. Ma sappiate tutti: né prima né da ora cederò a ricatti di alcun tipo, né dalla mafia politico-economica ungherese, né dai membri della rete internazionale che la sostiene. L'Ungheria non è in vendita. Non esiste prezzo per cui tradirei i miei concittadini.<ref>Citato in ''[https://lespresso.it/c/mondo/2026/2/11/orban-diffusione-video-hot-avversario-politico-magyar-ungheria/59856 Il leader dell'opposizione ungherese denuncia le strategie intimidatorie di Viktor Orban per vincere le elezioni: "Potrebbe diffondere un mio video hot"]'', ''lespresso.it'', 11 febbraio 2026.</ref> *Se volete che [[Viktor Orbán]] spii nella vostra camera da letto, allora votate pure per il partito di governo [[Fidesz]] [...]. Se possono divulgare la mia vita privata, possono fare lo stesso con altri.<ref>Citato in ''[https://it.euronews.com/my-europe/2026/02/15/magyar-risponde-a-orban-basta-corruzione-ricondurremo-lungheria-nelleuropa Magyar risponde a Orbán: "Basta corruzione, ricondurremo l'Ungheria nell'Europa"]'', ''euronews.com'', 15 febbraio 2026.</ref> *Orbán ha invitato nel nostro Paese i più esperti agenti russi per interferire nelle elezioni e privarci ancora una volta del bene più sacro, la libertà ungherese, per la quale i nostri antenati hanno dato la vita [...]. Menzogne, inganni e intimidazioni: questo è ciò che ci hanno preparato. Viktor Orbán ha tradito la libertà ungherese per trenta denari, per sé e per la sua dinastia. Vergogna, vergogna, vergogna.<ref name=tradito>Citato in ''[https://it.euronews.com/my-europe/2026/03/15/magyar-orban-ha-tradito-la-liberta-ungherese-agenti-russi-per-falsare-il-voto Magyar: "Orbán ha tradito la libertà ungherese, agenti russi per falsare il voto"]'', ''euronews.com'', 15 marzo 2026.</ref> *Viktor Orbán è un traditore che ha tradito il nostro futuro comune. Non ha costruito un Paese, ma il proprio dominio. Non ha innalzato la patria, l'ha resa il Paese più povero e più corrotto dell'Ue.<ref name=tradito/> *{{NDR|Sull'[[Ungheria sotto Viktor Orbán]]}} Finora gli ungheresi hanno visto depredata la nostra patria, derubato il popolo. E abbiamo visto che, con la connivenza del potere, migliaia di minorenni sono stati distrutti spiritualmente, fisicamente, sessualmente, e sì, i responsabili sono loro, poiché sono stati loro a nominare questi mostri pedofili, sono stati loro a premiarli, a farsi fotografare con loro, a graziarli.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/04/11/news/magyar_ungheria_sfidante_accuse_moglie-425276041/ "Voglio un Paese europeista". In Ungheria Magyar insegue il trionfo nonostante le accuse della ex]'', ''repubblica.it'', 11 aprile 2026.</ref> *Gli ungheresi hanno votato per un cambiamento profondo, una nuova era: il mio sarà il governo di tutti. E vogliamo fare in fretta, il prima possibile. Il nostro Paese non ha tempo da perdere, ha grandi problemi da affrontare, è stato tradito e devastato.<ref name=europa>Citato in ''[https://www.corriere.it/esteri/26_aprile_13/magyar-conferenza-stampa-vittoria-ae05f187-f8bd-450b-899b-bff158cb7xlk.shtml Magyar: «L'Ungheria? Il suo posto è in Europa, saremo partner costruttivi. Non chiamerò né Trump, né Putin». E il Cremlino non si congratula: «Paese ostile»]'', ''corriere.it'', 13 aprile 2026.</ref> *Non chiamerò [[Vladimir Putin]]. Spero che sia costretto a mettere fine alla guerra in Ucraina.<ref name=europa/> *Il nostro posto è l'Europa, saremo partner costruttivi. Ma ci asterremo dall'interferire negli affari interni di qualsiasi altro Paese, e chiediamo loro di fare lo stesso nei confronti dell'Ungheria. La nostra storia non si scrive a Bruxelles o a Washington, ma nelle strade e nelle piazze ungheresi.<ref name=europa/> *So esattamente cosa sta succedendo in Serbia e so anche che tipo di intreccio esiste tra il governo Orbán e la Serbia guidata da [[Aleksandar Vučić|Vučić]], e tra la Slovacchia di [[Robert Fico]] e Viktor Orbán [...]. So anche chi c'è dietro a tutto questo, chi è il padrino dietro a queste grandi amicizie.<ref>Citato in ''[https://it.euronews.com/my-europe/2026/04/14/scontro-tra-aleksandar-vucic-e-peter-magyar-sulla-frase-putin-padrino Scontro tra Aleksandar Vučić e Péter Magyar sulla frase Putin "padrino"]'', ''euronews.com'', 14 aprile 206.</ref> *Stiamo assistendo agli ultimi giorni di un apparato di propaganda. Dopo la formazione del nuovo governo, sospenderemo i notiziari dei mezzi d'informazione statali fino a quando non avremo ripristinato il loro ruolo di servizio pubblico.<ref>Citato in ''[https://www.internazionale.it/ultime-notizie/2026/04/15/ungheria-magyar-annuncia-sospensione-notiziari-tv-stato Ungheria, Magyar annuncia la sospensione dei notiziari della tv di stato]'', ''internazionale.it'', 15 aprile 2026.</ref> *Abbiamo diritto a un sistema pluralista, conforme agli standard della Bbc o anche migliore [...]. La tv pubblica mi ha invitato questa mattina, dopo un anno e mezzo, a illustrare il programma di Tisza. La propaganda ha il senso dell'umorismo.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/04/15/video/ungheria_il_nuovo_premier_magyar_chiudiamo_i_media_pubblici_vogliamo_uninformazione_imparziale-425284846/ Ungheria, il nuovo premier Magyar: "Chiudiamo i media pubblici, vogliamo un'informazione imparziale"]'', ''repubblica.it'', 15 aprile 2026.</ref> ==Citazioni su Péter Magyar== *Fare politica è come surfare sulle onde dell'oceano. E Magyar è un surfista migliore di quanto fossi io quattro anni fa, non c'è dubbio. È un ottimo comunicatore. Parla più lentamente. Ha battuto palmo a palmo la campagna ungherese. Io ho avuto tre mesi per la mia campagna elettorale, lui sta girando il Paese da quasi due anni, quasi ogni giorno. Inoltre ha strappato a Orbán la bandiera ungherese. ([[Péter Márki-Zay]]) *Magyar sta evitando [...] qualsiasi gesto di simpatia o sostegno all'Ucraina, perché Orbán lo accusa di sostenere l'Ucraina e di voler mandare soldati ungheresi in Ucraina a morire in guerra. Anche nel mancato sostegno a Kiev marca una differenza con me. Ed è per questo che dico che è intelligente, è molto cauto e sta giocando tutte le sue carte nel modo più logico possibile per sconfiggere Orbán. ([[Péter Márki-Zay]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Magyar, Péter}} [[Categoria:Avvocati]] [[Categoria:Politici ungheresi]] hk9m0thelg7e4j1awmkhwj6spbtz1qj Discussione:Spock 1 224283 1410665 1410618 2026-04-15T13:37:58Z Valerio Bozzolan 36229 /* Lunga vita e prosperità */ Risposta 1410665 wikitext text/x-wiki == Lunga vita e prosperità == Immagino sia voluta l'assenza di "Lunga vita e prosperità" (?) ciau :3 [[Utente:Valerio Bozzolan|Valerio Bozzolan]] ([[Discussioni utente:Valerio Bozzolan|scrivimi]]) 07:50, 14 apr 2026 (CEST) :@[[Utente:Valerio Bozzolan|Valerio Bozzolan]] Nella voce ''[[Star Trek (film 1979)]]'', per esempio, la frase è pronunciata da "Maestra vulcaniana". Dunque sembra essere un saluto tipico dei vulcaniani in generale piuttosto che di Spock in particolare. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 19:56, 14 apr 2026 (CEST) ::Sì. Torno quindi alla mia domanda :3 [[Utente:Valerio Bozzolan|Valerio Bozzolan]] ([[Discussioni utente:Valerio Bozzolan|scrivimi]]) 15:37, 15 apr 2026 (CEST) lfi9vy1olqdh0lycsnj4vrreoboc6ud 1410670 1410665 2026-04-15T14:05:01Z Udiki 86035 /* Lunga vita e prosperità */ Risposta 1410670 wikitext text/x-wiki == Lunga vita e prosperità == Immagino sia voluta l'assenza di "Lunga vita e prosperità" (?) ciau :3 [[Utente:Valerio Bozzolan|Valerio Bozzolan]] ([[Discussioni utente:Valerio Bozzolan|scrivimi]]) 07:50, 14 apr 2026 (CEST) :@[[Utente:Valerio Bozzolan|Valerio Bozzolan]] Nella voce ''[[Star Trek (film 1979)]]'', per esempio, la frase è pronunciata da "Maestra vulcaniana". Dunque sembra essere un saluto tipico dei vulcaniani in generale piuttosto che di Spock in particolare. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 19:56, 14 apr 2026 (CEST) ::Sì. Torno quindi alla mia domanda :3 [[Utente:Valerio Bozzolan|Valerio Bozzolan]] ([[Discussioni utente:Valerio Bozzolan|scrivimi]]) 15:37, 15 apr 2026 (CEST) :::Per me è certamente giusto non mettere qui quella citazione. Per gli altri, non lo so; non ho trovato altre discussioni. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:05, 15 apr 2026 (CEST) 7y6mx987ombp2n7jkr0npx34tp5x4q6 Georges Duplessis 0 224305 1410666 1410611 2026-04-15T13:46:50Z Gaux 18878 /* Le meraviglie dell'incisione */ Luca Cranach 1410666 wikitext text/x-wiki [[File:Léopold Flameng - Georges Duplessis.jpg|thumb|Georges Duplessis]] '''Georges Duplessis''' (1834 – 1899), storico dell'arte francese. ==''Le meraviglie dell'incisione''== *[...] la parola [[incisione]], usata ai nostri giorni per le [[Stampa|stampe]], a rigor di termini indicherebbe l'operazione colla quale si fa la matrice per le impressioni, e non già la stampa che se ne ottiene; e perché l'arte d'incidere in metallo è antichissima, conosciuta da tutti i popoli antichi, e presenta degli esemplari splendidissimi negli specchi mistici degli Etruschi, per citare un esempio. L'invenzione dell'era moderna consiste nell'aver trovato il modo di moltiplicare il disegno originale, inciso nel metallo, ripetendone l'impronta sulla carta, cioè facendone delle stampe. (p. 7) *Tre nazioni si disputano il merito dell'invenzione dell'incisione, mediante lastre metalliche; l'Italiana, la Tedesca e la Fiamminga; nessuno però contrasta all'Italia il merito d'offrire la più antica fra le incisioni di questo genere, che sia veramente degna per i suoi pregi d'essere annoverata fra le cose artistiche, e di tanta eccellenza da doversi notare l'anno nel quale venne alla luce, come una data storica, negli annali dell'arte. Quest'incisione rappresenta un'''Incoronazione della Vergine''. La lastra, incisa da [[Maso Finiguerra]] nel 1452, esiste nella [[Galleria degli Uffizi|galleria degli {{sic|Uffici}}]] in Firenze, e l'unica prova che se ne conosca, è uno dei più preziosi {{sic|giojelli}} della Biblioteca di Parigi. (p. 8) *[[Girolamo Mocetto|Gerolamo Mocetto]], di cui la vita è press'a poco ignota, fu pittore ed incisore; alcuni quadri firmati per disteso col suo nome, non danno una grande idea del suo talento in pittura, e non brillano né per originalità, né per bontà di composizione. Le sue incisioni lo mostrano invece sotto una luce assai più favorevole. Benché lavorate con bulino un po' aspro, e piuttosto inesperto, dinotano molto sapere e molta nobiltà nel disegno. (p. 35) *Amico intimo di Lutero, [[Lucas Cranach il Vecchio|Luca Cranach]] era riformista entusiasta, e dipinse i ritratti di Lutero e di sua moglie, di Melantone e di Federico il Saggio; consacrò il suo ingegno alla religione nascente, ed ornò di stampe gli arditi libelli dei riformatori. Irriverente nelle sue incisioni contro il pontificato, trattò i soggetti biblici con un sentimento naturalista e poco ortodosso. (p. 138) ==Bibliografia== *Giorgio Duplessis, ''[https://archive.org/details/lemeravigliedell00dupl/page/n6/mode/1up Le meraviglie dell'incisione]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1875. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=fr}} {{DEFAULTSORT:Duplessis, Georges}} [[Categoria:Storici dell'arte francesi]] an5fefn2x9dwkzkwreujj0aa28jnk0y 1410667 1410666 2026-04-15T13:50:47Z Gaux 18878 /* Le meraviglie dell'incisione */ wlink 1410667 wikitext text/x-wiki [[File:Léopold Flameng - Georges Duplessis.jpg|thumb|Georges Duplessis]] '''Georges Duplessis''' (1834 – 1899), storico dell'arte francese. ==''Le meraviglie dell'incisione''== *[...] la parola [[incisione]], usata ai nostri giorni per le [[Stampa|stampe]], a rigor di termini indicherebbe l'operazione colla quale si fa la matrice per le impressioni, e non già la stampa che se ne ottiene; e perché l'arte d'incidere in metallo è antichissima, conosciuta da tutti i popoli antichi, e presenta degli esemplari splendidissimi negli specchi mistici degli Etruschi, per citare un esempio. L'invenzione dell'era moderna consiste nell'aver trovato il modo di moltiplicare il disegno originale, inciso nel metallo, ripetendone l'impronta sulla carta, cioè facendone delle stampe. (p. 7) *Tre nazioni si disputano il merito dell'invenzione dell'incisione, mediante lastre metalliche; l'Italiana, la Tedesca e la Fiamminga; nessuno però contrasta all'Italia il merito d'offrire la più antica fra le incisioni di questo genere, che sia veramente degna per i suoi pregi d'essere annoverata fra le cose artistiche, e di tanta eccellenza da doversi notare l'anno nel quale venne alla luce, come una data storica, negli annali dell'arte. Quest'incisione rappresenta un'''Incoronazione della Vergine''. La lastra, incisa da [[Maso Finiguerra]] nel 1452, esiste nella [[Galleria degli Uffizi|galleria degli {{sic|Uffici}}]] in Firenze, e l'unica prova che se ne conosca, è uno dei più preziosi {{sic|giojelli}} della Biblioteca di Parigi. (p. 8) *[[Girolamo Mocetto|Gerolamo Mocetto]], di cui la vita è press'a poco ignota, fu pittore ed incisore; alcuni quadri firmati per disteso col suo nome, non danno una grande idea del suo talento in pittura, e non brillano né per originalità, né per bontà di composizione. Le sue incisioni lo mostrano invece sotto una luce assai più favorevole. Benché lavorate con bulino un po' aspro, e piuttosto inesperto, dinotano molto sapere e molta nobiltà nel disegno. (p. 35) *Amico intimo di [[Martin Lutero|Lutero]], [[Lucas Cranach il Vecchio|Luca Cranach]] era [[Riforma protestante|riformista]] entusiasta, e dipinse i ritratti di Lutero e di sua moglie, di [[Filippo Melantone|Melantone]] e di [[Federico il Saggio]]; consacrò il suo ingegno alla religione nascente, ed ornò di stampe gli arditi libelli dei riformatori. Irriverente nelle sue incisioni contro il pontificato, trattò i soggetti biblici con un sentimento naturalista e poco ortodosso. (p. 138) ==Bibliografia== *Giorgio Duplessis, ''[https://archive.org/details/lemeravigliedell00dupl/page/n6/mode/1up Le meraviglie dell'incisione]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1875. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=fr}} {{DEFAULTSORT:Duplessis, Georges}} [[Categoria:Storici dell'arte francesi]] tmc6th6e0s2qxrs7v3wzyngv4berl9i Discussioni utente:BennyMdR 3 224321 1410674 1410657 2026-04-15T14:22:15Z Udiki 86035 Risposta 1410674 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 12:05, 15 apr 2026 (CEST)}} :Ciao Homer, sei italiano? Sei gentile...Sto cercando di pubblicare la documentazione di un' artista che in arte è conosciuta come Dadagabem. Ho anche altri da inserire e dovrò creare altre voci. Però sono ancora alla prima esperienza e ho creato una "pagina prova"(Sandbox) in cui ho salvato tutto il materiale documentato. Purtroppo dalla Sandbox di Wikipedia, non riesco ad accedere alla pubblicazione definitiva e che sia visibile on line. Avendo già pubblicato su Wikimedia Commons la foto di questa scultrice, ho visto che il sistema mi permetteva di inserire il documento pdf. Vorrei capire come procedere alla pubblicazione definitiva su Wikipedia, in modo da poter inserire altri personaggi della cultura italiana. Ti ringrazio anticipatamente se potrai aiutarmi a trovare il famoso tasto (sposta o pubblica o altro?)che dalla Sandbox di Wikipedia non trovo tra gli strumenti.Ti auguro una buona giornata e grazie ancora per la tua disponibilità. [[Utente:BennyMdR|BennyMdR]] ([[Discussioni utente:BennyMdR|scrivimi]]) 12:22, 15 apr 2026 (CEST) ::Ciao, qui siamo su Wikiquote (una raccolta di citazioni), non su Wikipedia (un'enciclopedia). Per prima cosa devi vedere se l'artista è [[w:WP:Enciclopedicità|enciclopedica]] (vedi anche [[w:Aiuto:Criteri di enciclopedicità/Artist|questo]] nello specifico). Puoi chiedere chiarimenti [[w:Discussioni_progetto:Arte|qui]]. Forse dovresti usare la [[w:WP:NB|bozza]] piuttosto che la sandbox. Se hai un [[w:Wikipedia:Conflitto di interessi|conflitto di interessi]], devi dichiararlo. Ma ripeto, tutto questo va affrontato su Wikipedia e non qui. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:22, 15 apr 2026 (CEST) 2qn3vrshw6f2evydpyvaizybzf059ek 1410686 1410674 2026-04-15T15:19:20Z BennyMdR 106837 Risposta 1410686 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 12:05, 15 apr 2026 (CEST)}} :Ciao Homer, sei italiano? Sei gentile...Sto cercando di pubblicare la documentazione di un' artista che in arte è conosciuta come Dadagabem. Ho anche altri da inserire e dovrò creare altre voci. Però sono ancora alla prima esperienza e ho creato una "pagina prova"(Sandbox) in cui ho salvato tutto il materiale documentato. Purtroppo dalla Sandbox di Wikipedia, non riesco ad accedere alla pubblicazione definitiva e che sia visibile on line. Avendo già pubblicato su Wikimedia Commons la foto di questa scultrice, ho visto che il sistema mi permetteva di inserire il documento pdf. Vorrei capire come procedere alla pubblicazione definitiva su Wikipedia, in modo da poter inserire altri personaggi della cultura italiana. Ti ringrazio anticipatamente se potrai aiutarmi a trovare il famoso tasto (sposta o pubblica o altro?)che dalla Sandbox di Wikipedia non trovo tra gli strumenti.Ti auguro una buona giornata e grazie ancora per la tua disponibilità. [[Utente:BennyMdR|BennyMdR]] ([[Discussioni utente:BennyMdR|scrivimi]]) 12:22, 15 apr 2026 (CEST) ::Ciao, qui siamo su Wikiquote (una raccolta di citazioni), non su Wikipedia (un'enciclopedia). Per prima cosa devi vedere se l'artista è [[w:WP:Enciclopedicità|enciclopedica]] (vedi anche [[w:Aiuto:Criteri di enciclopedicità/Artist|questo]] nello specifico). Puoi chiedere chiarimenti [[w:Discussioni_progetto:Arte|qui]]. Forse dovresti usare la [[w:WP:NB|bozza]] piuttosto che la sandbox. Se hai un [[w:Wikipedia:Conflitto di interessi|conflitto di interessi]], devi dichiararlo. Ma ripeto, tutto questo va affrontato su Wikipedia e non qui. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:22, 15 apr 2026 (CEST) :::Ciao Udik ,ti ringrazio molto per le info. Adesso approfondirò ciò che mi hai scritto e guarderò bene le pagine che mi hai detto. Ho acquisito tutta la documentazione: Interviste Tv anche Tg2 che sono caricati su YouTube, cartaceo, curriculum, mostre ecc di circa vent'anni di operato artistico da riportare in Wikipedia. Dovrò farlo anche per altri personaggi. Ti ringrazio ancora. [[Utente:BennyMdR|BennyMdR]] ([[Discussioni utente:BennyMdR|scrivimi]]) 17:19, 15 apr 2026 (CEST) q2t81ut9lnxar2rrd2obwuoa0ib1lpz Discussioni utente:Franceschinaloca 3 224323 1410664 2026-04-15T13:10:25Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1410664 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 15:10, 15 apr 2026 (CEST)}} gmxlq9o3ah8jio61qnyz0xvx35px5u7 Lucas Cranach il Vecchio 0 224324 1410668 2026-04-15T13:56:58Z Gaux 18878 Lucas Cranach il Vecchio 1410668 wikitext text/x-wiki '''Lucas Cranach detto il Vecchio''' (1472 – 1553), pittore e incisore tedesco. ==Citazioni su Lucas Cranach il Vecchio== *Amico intimo di [[Martin Lutero|Lutero]], Luca Cranach era [[Riforma protestante|riformista]] entusiasta, e dipinse i ritratti di Lutero e di sua moglie, di [[Filippo Melantone|Melantone]] e di [[Federico il Saggio]]; consacrò il suo ingegno alla religione nascente, ed ornò di stampe gli arditi libelli dei riformatori. Irriverente nelle sue incisioni contro il pontificato, trattò i soggetti biblici con un sentimento naturalista e poco ortodosso. ([[Georges Duplessis]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Cranach, Lucas il Vecchio}} [[Categoria:Incisori tedeschi]] [[Categoria:Pittori tedeschi]] ewuk81yu4vihn6wdfjiw1zrdebp9dm9 1410669 1410668 2026-04-15T14:00:17Z Gaux 18878 immagine 1410669 wikitext text/x-wiki [[File:Cranach, Lucas (I) - Self portret - Schloss Stolzenfels.jpg|thumb|Lucas Cranach il Vecchio, ''Autoritratto'']] '''Lucas Cranach detto il Vecchio''' (1472 – 1553), pittore e incisore tedesco. ==Citazioni su Lucas Cranach il Vecchio== *Amico intimo di [[Martin Lutero|Lutero]], Luca Cranach era [[Riforma protestante|riformista]] entusiasta, e dipinse i ritratti di Lutero e di sua moglie, di [[Filippo Melantone|Melantone]] e di [[Federico il Saggio]]; consacrò il suo ingegno alla religione nascente, ed ornò di stampe gli arditi libelli dei riformatori. Irriverente nelle sue incisioni contro il pontificato, trattò i soggetti biblici con un sentimento naturalista e poco ortodosso. ([[Georges Duplessis]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Cranach, Lucas il Vecchio}} [[Categoria:Incisori tedeschi]] [[Categoria:Pittori tedeschi]] s2wfad7rxc3eogn3ooaqttayheluiti 1410679 1410669 2026-04-15T14:35:11Z Gaux 18878 /* Citazioni su Lucas Cranach il Vecchio */ Anton Springer 1410679 wikitext text/x-wiki [[File:Cranach, Lucas (I) - Self portret - Schloss Stolzenfels.jpg|thumb|Lucas Cranach il Vecchio, ''Autoritratto'']] '''Lucas Cranach detto il Vecchio''' (1472 – 1553), pittore e incisore tedesco. ==Citazioni su Lucas Cranach il Vecchio== *Amico intimo di [[Martin Lutero|Lutero]], Luca Cranach era [[Riforma protestante|riformista]] entusiasta, e dipinse i ritratti di Lutero e di sua moglie, di [[Filippo Melantone|Melantone]] e di [[Federico il Saggio]]; consacrò il suo ingegno alla religione nascente, ed ornò di stampe gli arditi libelli dei riformatori. Irriverente nelle sue incisioni contro il pontificato, trattò i soggetti biblici con un sentimento naturalista e poco ortodosso. ([[Georges Duplessis]]) *Luca Cranach [...] più d'ogni altro artista parve destinato dalla natura e dalla sorte ad essere uno dei prìncipi della pittura tedesca. Facilità di mano, operosità infaticabile (''pictor celerimmus'' lo designa giustamente l'iscrizione sul suo sepolcro), rara perizia tecnica e freschezza di colore, lunga vita e un'alta e sicura posizione sociale presto acquistata, sono fortune che mancarono ai più dei suoi contemporanei. Ma trasferitosi presto nella Germania settentrionale, in regione povera d'arte, mancandogli i confronti e la concorrenza, e difettando anche di coscienza artistica e di autocritica, le sue preziose doti non valsero a salvarlo dal [[manierismo]]. ([[Anton Springer]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Cranach, Lucas il Vecchio}} [[Categoria:Incisori tedeschi]] [[Categoria:Pittori tedeschi]] gaglfpdktnb1bm4gs9eus9xj6ajlor2 1410680 1410679 2026-04-15T14:36:25Z Gaux 18878 didascalia 1410680 wikitext text/x-wiki [[File:Cranach, Lucas (I) - Self portret - Schloss Stolzenfels.jpg|thumb|Lucas Cranach il Vecchio, ''Autoritratto'' (1531)]] '''Lucas Cranach detto il Vecchio''' (1472 – 1553), pittore e incisore tedesco. ==Citazioni su Lucas Cranach il Vecchio== *Amico intimo di [[Martin Lutero|Lutero]], Luca Cranach era [[Riforma protestante|riformista]] entusiasta, e dipinse i ritratti di Lutero e di sua moglie, di [[Filippo Melantone|Melantone]] e di [[Federico il Saggio]]; consacrò il suo ingegno alla religione nascente, ed ornò di stampe gli arditi libelli dei riformatori. Irriverente nelle sue incisioni contro il pontificato, trattò i soggetti biblici con un sentimento naturalista e poco ortodosso. ([[Georges Duplessis]]) *Luca Cranach [...] più d'ogni altro artista parve destinato dalla natura e dalla sorte ad essere uno dei prìncipi della pittura tedesca. Facilità di mano, operosità infaticabile (''pictor celerimmus'' lo designa giustamente l'iscrizione sul suo sepolcro), rara perizia tecnica e freschezza di colore, lunga vita e un'alta e sicura posizione sociale presto acquistata, sono fortune che mancarono ai più dei suoi contemporanei. Ma trasferitosi presto nella Germania settentrionale, in regione povera d'arte, mancandogli i confronti e la concorrenza, e difettando anche di coscienza artistica e di autocritica, le sue preziose doti non valsero a salvarlo dal [[manierismo]]. ([[Anton Springer]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Cranach, Lucas il Vecchio}} [[Categoria:Incisori tedeschi]] [[Categoria:Pittori tedeschi]] k2oeoka3pwps5vt6v0tuyahkilu0xvu 1410683 1410680 2026-04-15T14:47:55Z Gaux 18878 Springer: Cranach è sempre stato il pittore prediletto dei Tedeschi 1410683 wikitext text/x-wiki [[File:Cranach, Lucas (I) - Self portret - Schloss Stolzenfels.jpg|thumb|Lucas Cranach il Vecchio, ''Autoritratto'' (1531)]] '''Lucas Cranach detto il Vecchio''' (1472 – 1553), pittore e incisore tedesco. ==Citazioni su Lucas Cranach il Vecchio== *Amico intimo di [[Martin Lutero|Lutero]], Luca Cranach era [[Riforma protestante|riformista]] entusiasta, e dipinse i ritratti di Lutero e di sua moglie, di [[Filippo Melantone|Melantone]] e di [[Federico il Saggio]]; consacrò il suo ingegno alla religione nascente, ed ornò di stampe gli arditi libelli dei riformatori. Irriverente nelle sue incisioni contro il pontificato, trattò i soggetti biblici con un sentimento naturalista e poco ortodosso. ([[Georges Duplessis]]) *Dai tempi della Riforma fino ad oggi il popolo tedesco ebbe per questo Maestro una venerazione quasi superstiziosa, e le minime cose uscite dalla sua officina furono conservate come tesori. Ciò avvenne perché nell'artista il popolo vedeva rispecchiato sé stesso. Gran galantuomo, sincero, un po' borghesuccio, affatto alieno dalla latinità; religioso, per natura sereno e meditativo, ma all'occasione anche amante del fasto e un po' grossamente sensuale, il Cranach è sempre stato il pittore prediletto dei Tedeschi. Inoltre egli era un artista molto avveduto, che non metteva sulla tela i suoi pensieri e le sue immaginazioni, ma le idee del suo pubblico, e produceva per il mercato, regolandosi secondo i bisogni, le commissioni e le richieste. ([[Anton Springer]]) *Luca Cranach [...] più d'ogni altro artista parve destinato dalla natura e dalla sorte ad essere uno dei prìncipi della pittura tedesca. Facilità di mano, operosità infaticabile (''pictor celerimmus'' lo designa giustamente l'iscrizione sul suo sepolcro), rara perizia tecnica e freschezza di colore, lunga vita e un'alta e sicura posizione sociale presto acquistata, sono fortune che mancarono ai più dei suoi contemporanei. Ma trasferitosi presto nella Germania settentrionale, in regione povera d'arte, mancandogli i confronti e la concorrenza, e difettando anche di coscienza artistica e di autocritica, le sue preziose doti non valsero a salvarlo dal [[manierismo]]. ([[Anton Springer]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Cranach, Lucas il Vecchio}} [[Categoria:Incisori tedeschi]] [[Categoria:Pittori tedeschi]] 1uefez9audy73nd7bs882hshcjv5t1x 1410684 1410683 2026-04-15T14:48:55Z Gaux 18878 no stub 1410684 wikitext text/x-wiki [[File:Cranach, Lucas (I) - Self portret - Schloss Stolzenfels.jpg|thumb|Lucas Cranach il Vecchio, ''Autoritratto'' (1531)]] '''Lucas Cranach detto il Vecchio''' (1472 – 1553), pittore e incisore tedesco. ==Citazioni su Lucas Cranach il Vecchio== *Amico intimo di [[Martin Lutero|Lutero]], Luca Cranach era [[Riforma protestante|riformista]] entusiasta, e dipinse i ritratti di Lutero e di sua moglie, di [[Filippo Melantone|Melantone]] e di [[Federico il Saggio]]; consacrò il suo ingegno alla religione nascente, ed ornò di stampe gli arditi libelli dei riformatori. Irriverente nelle sue incisioni contro il pontificato, trattò i soggetti biblici con un sentimento naturalista e poco ortodosso. ([[Georges Duplessis]]) *Dai tempi della Riforma fino ad oggi il popolo tedesco ebbe per questo Maestro una venerazione quasi superstiziosa, e le minime cose uscite dalla sua officina furono conservate come tesori. Ciò avvenne perché nell'artista il popolo vedeva rispecchiato sé stesso. Gran galantuomo, sincero, un po' borghesuccio, affatto alieno dalla latinità; religioso, per natura sereno e meditativo, ma all'occasione anche amante del fasto e un po' grossamente sensuale, il Cranach è sempre stato il pittore prediletto dei Tedeschi. Inoltre egli era un artista molto avveduto, che non metteva sulla tela i suoi pensieri e le sue immaginazioni, ma le idee del suo pubblico, e produceva per il mercato, regolandosi secondo i bisogni, le commissioni e le richieste. ([[Anton Springer]]) *Luca Cranach [...] più d'ogni altro artista parve destinato dalla natura e dalla sorte ad essere uno dei prìncipi della pittura tedesca. Facilità di mano, operosità infaticabile (''pictor celerimmus'' lo designa giustamente l'iscrizione sul suo sepolcro), rara perizia tecnica e freschezza di colore, lunga vita e un'alta e sicura posizione sociale presto acquistata, sono fortune che mancarono ai più dei suoi contemporanei. Ma trasferitosi presto nella Germania settentrionale, in regione povera d'arte, mancandogli i confronti e la concorrenza, e difettando anche di coscienza artistica e di autocritica, le sue preziose doti non valsero a salvarlo dal [[manierismo]]. ([[Anton Springer]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Cranach, Lucas il Vecchio}} [[Categoria:Incisori tedeschi]] [[Categoria:Pittori tedeschi]] ms9vs0whibeyx5x2vl3a1cavzqm4wsz 1410692 1410684 2026-04-15T16:08:40Z Gaux 18878 Voci correlate 1410692 wikitext text/x-wiki [[File:Cranach, Lucas (I) - Self portret - Schloss Stolzenfels.jpg|thumb|Lucas Cranach il Vecchio, ''Autoritratto'' (1531)]] '''Lucas Cranach detto il Vecchio''' (1472 – 1553), pittore e incisore tedesco. ==Citazioni su Lucas Cranach il Vecchio== *Amico intimo di [[Martin Lutero|Lutero]], Luca Cranach era [[Riforma protestante|riformista]] entusiasta, e dipinse i ritratti di Lutero e di sua moglie, di [[Filippo Melantone|Melantone]] e di [[Federico il Saggio]]; consacrò il suo ingegno alla religione nascente, ed ornò di stampe gli arditi libelli dei riformatori. Irriverente nelle sue incisioni contro il pontificato, trattò i soggetti biblici con un sentimento naturalista e poco ortodosso. ([[Georges Duplessis]]) *Dai tempi della Riforma fino ad oggi il popolo tedesco ebbe per questo Maestro una venerazione quasi superstiziosa, e le minime cose uscite dalla sua officina furono conservate come tesori. Ciò avvenne perché nell'artista il popolo vedeva rispecchiato sé stesso. Gran galantuomo, sincero, un po' borghesuccio, affatto alieno dalla latinità; religioso, per natura sereno e meditativo, ma all'occasione anche amante del fasto e un po' grossamente sensuale, il Cranach è sempre stato il pittore prediletto dei Tedeschi. Inoltre egli era un artista molto avveduto, che non metteva sulla tela i suoi pensieri e le sue immaginazioni, ma le idee del suo pubblico, e produceva per il mercato, regolandosi secondo i bisogni, le commissioni e le richieste. ([[Anton Springer]]) *Luca Cranach [...] più d'ogni altro artista parve destinato dalla natura e dalla sorte ad essere uno dei prìncipi della pittura tedesca. Facilità di mano, operosità infaticabile (''pictor celerimmus'' lo designa giustamente l'iscrizione sul suo sepolcro), rara perizia tecnica e freschezza di colore, lunga vita e un'alta e sicura posizione sociale presto acquistata, sono fortune che mancarono ai più dei suoi contemporanei. Ma trasferitosi presto nella Germania settentrionale, in regione povera d'arte, mancandogli i confronti e la concorrenza, e difettando anche di coscienza artistica e di autocritica, le sue preziose doti non valsero a salvarlo dal [[manierismo]]. ([[Anton Springer]]) ==Voci correlate== *[[Lucas Cranach il Giovane]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Cranach, Lucas il Vecchio}} [[Categoria:Incisori tedeschi]] [[Categoria:Pittori tedeschi]] 5sm5s093o15gyvm1y1dw82k53ctgmrw Lucas Cranach il Giovane 0 224325 1410689 2026-04-15T15:56:42Z Gaux 18878 Lucas Cranach il Giovane 1410689 wikitext text/x-wiki '''Lucas Cranach il Giovane''' (1515 – 1586), pittore e ritrattista tedesco, figlio di Lucas Cranach il Vecchio. ==Citazioni su Lucas Cranach il Giovane== *Sotto la disciplina dell'autoritario [[Lucas Cranach il Vecchio|genitore]], non poté sviluppare la sua originalità. Fino dal 1537 fu il vero direttore dell'officina, cosicché è difficile distinguere tra lui e il padre. Più tardi, in qualche ritratto, come quello di Gioachino III di Brandeburgo, dimostrò un senso sicuro e tranquillo della natura. ([[Anton Springer]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Cranach, Lucas il Giovane}} [[Categoria:Pittori tedeschi]] fv8ig54l9sdas4s9ocufep9s2zmep0n 1410690 1410689 2026-04-15T16:06:19Z Gaux 18878 immagine 1410690 wikitext text/x-wiki [[File:Cranach the Younger Portrait of a bearded man.jpg|thumb|Cranach il Giovane, ''Ritratto di uomo barbuto'' (possibile autoritratto dell'artista)]] '''Lucas Cranach il Giovane''' (1515 – 1586), pittore e ritrattista tedesco, figlio di Lucas Cranach il Vecchio. ==Citazioni su Lucas Cranach il Giovane== *Sotto la disciplina dell'autoritario [[Lucas Cranach il Vecchio|genitore]], non poté sviluppare la sua originalità. Fino dal 1537 fu il vero direttore dell'officina, cosicché è difficile distinguere tra lui e il padre. Più tardi, in qualche ritratto, come quello di Gioachino III di Brandeburgo, dimostrò un senso sicuro e tranquillo della natura. ([[Anton Springer]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Cranach, Lucas il Giovane}} [[Categoria:Pittori tedeschi]] raevy82mnl55dp9zxu708sm3uconh68 1410691 1410690 2026-04-15T16:07:30Z Gaux 18878 voci correlate 1410691 wikitext text/x-wiki [[File:Cranach the Younger Portrait of a bearded man.jpg|thumb|Cranach il Giovane, ''Ritratto di uomo barbuto'' (possibile autoritratto dell'artista)]] '''Lucas Cranach il Giovane''' (1515 – 1586), pittore e ritrattista tedesco, figlio di Lucas Cranach il Vecchio. ==Citazioni su Lucas Cranach il Giovane== *Sotto la disciplina dell'autoritario [[Lucas Cranach il Vecchio|genitore]], non poté sviluppare la sua originalità. Fino dal 1537 fu il vero direttore dell'officina, cosicché è difficile distinguere tra lui e il padre. Più tardi, in qualche ritratto, come quello di Gioachino III di Brandeburgo, dimostrò un senso sicuro e tranquillo della natura. ([[Anton Springer]]) ==Voci correlate== *[[Lucas Cranach il Vecchio]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Cranach, Lucas il Giovane}} [[Categoria:Pittori tedeschi]] ah12rv3addvmp0ssafpldtymxzb55uf Discussioni utente:Martino714 3 224326 1410695 2026-04-15T20:18:20Z Civvì 8222 Civvì ha spostato la pagina [[Discussioni utente:Martino714]] a [[Discussioni utente:Martinoscag]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/Martino714|Martino714]]" a "[[Special:CentralAuth/Martinoscag|Martinoscag]]" 1410695 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Discussioni utente:Martinoscag]] 5t6ejhrbyttbr32j15fpu1myev08sjc Capo Plaza 0 224327 1410701 2026-04-16T01:50:36Z ~2026-23420-42 106851 Creata pagina con "'''Capo Plaza''', pseudonimo di '''Luca D'Orso''' (1998 – vivente), rapper italiano. ==Citazioni di Capo Plaza== {{cronologico}} *In [[Italia]], purtroppo, ci sono artisti che si dimenticano da dove vengono, mentre per me farlo è fondamentale. Senza nulla togliere alle case discografiche, credo sia giusto che ogni artista abbia il pieno controllo della propria attività.<ref>Dall'intervista ''[https://www.rockol.it/news-689877/capo-plaza-l-intervista-per-il-nuovo-alb..." 1410701 wikitext text/x-wiki '''Capo Plaza''', pseudonimo di '''Luca D'Orso''' (1998 – vivente), rapper italiano. ==Citazioni di Capo Plaza== {{cronologico}} *In [[Italia]], purtroppo, ci sono artisti che si dimenticano da dove vengono, mentre per me farlo è fondamentale. Senza nulla togliere alle case discografiche, credo sia giusto che ogni artista abbia il pieno controllo della propria attività.<ref>Dall'intervista ''[https://www.rockol.it/news-689877/capo-plaza-l-intervista-per-il-nuovo-album-20 Capo Plaza, il primo album "20": "Regalare emozioni è più importante di soldi e successo"]'', ''rockol.it'', 26 aprile 2018.</ref> *{{NDR|Che cosa la ferisce di più?}} Sentirsi dire che noi trapper siamo figli di Satana. Ma noi non parliamo di eroina e cocaina come tanti artisti nel passato, noi al massimo ci facciamo le canne.<ref>Dall'intervista di Valentina Colosimo, ''[https://www.vanityfair.it/music/storie-music/2019/03/09/capo-plaza-intervista-tour-fidanzata-20-album-trap-trapper Capo Plaza: "Di successo sì, felice no"]'', ''vanityfair.it'', 9 marzo 2019.</ref> *Ho tanto rispetto per le donne, la loro figura è cresciuta tanto in questi anni, nel mondo del rap e non solo. Le considero il cervello del mondo. Noi uomini siamo il fisico, ma si sa che a un certo punto il fisico non ce la fa più. Mentre il cervello può continuare ad andare avanti sempre.<ref>Dall'intervista di Francesco Lo Torto, ''[https://www.vanityfair.it/article/capo-plaza-album-ferite-intervista Capo Plaza: "La sofferenza non va nascosta, serve per crescere"]'', ''vanityfair.it'', 3 maggio 2024.</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Capo Plaza}} [[Categoria:Rapper italiani]] 7on4ucyjcg2z28lz0wmnhcuh2fg0fzx 1410702 1410701 2026-04-16T01:54:56Z ~2026-23508-59 106852 1410702 wikitext text/x-wiki '''Capo Plaza''', pseudonimo di '''Luca D'Orso''' (1998 – vivente), rapper italiano. ==Citazioni di Capo Plaza== {{cronologico}} *In [[Italia]], purtroppo, ci sono artisti che si dimenticano da dove vengono, mentre per me farlo è fondamentale. Senza nulla togliere alle case discografiche, credo sia giusto che ogni artista abbia il pieno controllo della propria attività.<ref>Dall'intervista ''[https://www.rockol.it/news-689877/capo-plaza-l-intervista-per-il-nuovo-album-20 Capo Plaza, il primo album "20": "Regalare emozioni è più importante di soldi e successo"]'', ''rockol.it'', 26 aprile 2018.</ref> *{{NDR|Che cosa la ferisce di più?}} Sentirsi dire che noi trapper siamo figli di [[Satana]]. Ma noi non parliamo di eroina e cocaina come tanti artisti nel passato, noi al massimo ci facciamo le canne.<ref>Dall'intervista di Valentina Colosimo, ''[https://www.vanityfair.it/music/storie-music/2019/03/09/capo-plaza-intervista-tour-fidanzata-20-album-trap-trapper Capo Plaza: "Di successo sì, felice no"]'', ''vanityfair.it'', 9 marzo 2019.</ref> *Ho tanto rispetto per le donne, la loro figura è cresciuta tanto in questi anni, nel mondo del rap e non solo. Le considero il cervello del mondo. Noi uomini siamo il fisico, ma si sa che a un certo punto il fisico non ce la fa più. Mentre il cervello può continuare ad andare avanti sempre.<ref>Dall'intervista di Francesco Lo Torto, ''[https://www.vanityfair.it/article/capo-plaza-album-ferite-intervista Capo Plaza: "La sofferenza non va nascosta, serve per crescere"]'', ''vanityfair.it'', 3 maggio 2024.</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Capo Plaza}} [[Categoria:Rapper italiani]] nqfctv854j8mxpjikjkmvadjszr9ur0 Discussioni utente:ARI 3 224328 1410709 2026-04-16T08:25:39Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1410709 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 10:25, 16 apr 2026 (CEST)}} llx7zb76ouecf5x9ch1pzwibagaaeox Discussioni utente:Thomascaccia 3 224329 1410714 2026-04-16T09:20:01Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1410714 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 11:20, 16 apr 2026 (CEST)}} 1txfet8lw9zogphb8qtyt8i9gvn9fda Tempio della Concordia (Agrigento) 0 224330 1410716 2026-04-16T09:38:09Z Spinoziano (BEIC) 86405 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Agrigento-Tempio della Concordia01.JPG|miniatura|Tempio della Concordia]] Citazioni sul '''tempio della Concordia''' di Agrigento. *Trecento passi dal [[Tempio di Giunone (Agrigento)|tempio di Giunone]] ve n'è un altro, il quale sinora è interamente illeso. La sua base, i corrispondenti gradini, tutte le sue scanalate colonne, l'architrave, il frontespizio, la cella, ed in una parola il tutto nel più perfetto stato si vede. Questo presenta la..." 1410716 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Agrigento-Tempio della Concordia01.JPG|miniatura|Tempio della Concordia]] Citazioni sul '''tempio della Concordia''' di Agrigento. *Trecento passi dal [[Tempio di Giunone (Agrigento)|tempio di Giunone]] ve n'è un altro, il quale sinora è interamente illeso. La sua base, i corrispondenti gradini, tutte le sue scanalate colonne, l'architrave, il frontespizio, la cella, ed in una parola il tutto nel più perfetto stato si vede. Questo presenta la più distinta idea che possa aversi del modo, in cui un vetustissimo tempio compariva. Il suo colore è di un rosso gialliccio, dacché la pietra della quale è costruito, è di qualità sabbiosa, rossiccia, mischiata con calcinate chiocciole; il quale colorito spande uno straordinario piacevole incanto. In questo edifizio regna l'antica dorica maestà ad una grande decorazione unita; ed il suo effetto, per qualunque parte si possa riguardare, è grande oltre misura, perché l'armonia dell'opera tutta, l'occhio totalmente alletta e sorprende. ([[Friederich Münter]]) ==Voci correlate== *[[Valle dei Templi]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Sicilia]] [[Categoria:Templi dell'antica Grecia|Concordia]] bd58rm4l70n2hj5nan373follojczm2 1410724 1410716 2026-04-16T10:18:42Z Spinoziano 2297 1410724 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Agrigento-Tempio della Concordia01.JPG|miniatura|Tempio della Concordia]] Citazioni sul '''tempio della Concordia''' di Agrigento. *Il ''tempio della Concordia'' ha resistito ai secoli; la sua linea snella lo approssima al nostro concetto del bello e del gradevole, e a paragone dei templi di [[Paestum]] lo si direbbe la figura d'un dio di fronte all'apparizione d'un gigante. Non è il caso di deplorare la mancanza di gusto con cui furono eseguiti i recenti, lodevoli tentativi intesi a conservare questi monumenti, colmando i guasti con un gesso di bianchezza abbagliante, tanto che il tempio ci si presenta, in notevole misura, come una rovina; eppure sarebbe stato così semplice dare al gesso il colore della pietra corrosa! Certo che a vedere come si sbriciola facilmente il tufo calcareo delle colonne e delle mura, c'è da meravigliarsi che abbia potuto resistere tanto a lungo. Ma appunto per questo gli architetti, sperando in continuatori altrettanto capaci, avevano preso certe precauzioni: sulle colonne si vedono ancor oggi i, resti d'un fine intonaco che doveva blandire l'occhio e insieme garantire la durata. ([[Johann Wolfgang von Goethe]], ''[[Viaggio in Italia (saggio)|Viaggio in Italia]]'') *Trecento passi dal tempio di Giunone ve n'è un altro, il quale sinora è interamente illeso. La sua base, i corrispondenti gradini, tutte le sue scanalate colonne, l'architrave, il frontespizio, la cella, ed in una parola il tutto nel più perfetto stato si vede. Questo presenta la più distinta idea che possa aversi del modo, in cui un vetustissimo tempio compariva. Il suo colore è di un rosso gialliccio, dacché la pietra della quale è costruito, è di qualità sabbiosa, rossiccia, mischiata con calcinate chiocciole; il quale colorito spande uno straordinario piacevole incanto. In questo edifizio regna l'antica dorica maestà ad una grande decorazione unita; ed il suo effetto, per qualunque parte si possa riguardare, è grande oltre misura, perché l'armonia dell'opera tutta, l'occhio totalmente alletta e sorprende. ([[Friederich Münter]]) ==Voci correlate== *[[Tempio di Eracle]] *[[Tempio di Giunone (Agrigento)|Tempio di Giunone]] *[[Tempio di Zeus Olimpio (Agrigento)|Tempio di Zeus Olimpio]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Sicilia]] [[Categoria:Templi dell'antica Grecia|Concordia]] cixsiwifpbw5m0ra2kl0urf5koi8d5c Tempio di Giunone (Agrigento) 0 224331 1410717 2026-04-16T09:42:35Z Spinoziano (BEIC) 86405 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Agrigento HeraTemple 0078.jpg|miniatura|Tempio di Giunone]] Citazioni sul '''tempio di Giunone''' di Agrigento. *Tutta questa rovina è inesplicabilmente bella e pittoresca; ed io oso sostenere di averne vedute molto poche che facciano una sì forte impressione, dove la maestosa contrada, gli odorosi giardini, gli alberi crescenti in mezzo ad architettonici frantumi, le antiche sontuose colonne metà alzate e metà stese a terra, le masse delle..." 1410717 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Agrigento HeraTemple 0078.jpg|miniatura|Tempio di Giunone]] Citazioni sul '''tempio di Giunone''' di Agrigento. *Tutta questa rovina è inesplicabilmente bella e pittoresca; ed io oso sostenere di averne vedute molto poche che facciano una sì forte impressione, dove la maestosa contrada, gli odorosi giardini, gli alberi crescenti in mezzo ad architettonici frantumi, le antiche sontuose colonne metà alzate e metà stese a terra, le masse delle pietre che stanno l'una sopra l'altra, e la bella veduta al limite del colle, si uniscono tutti per riempire l'anima di grata e dolce sensazione. ([[Friederich Münter]]) ==Voci correlate== *[[Valle dei Templi]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Sicilia]] [[Categoria:Templi dell'antica Grecia|Giunone]] 4xsfnrh2vz3p6vc7elrs65dd2ltj637 1410720 1410717 2026-04-16T09:58:04Z Spinoziano (BEIC) 86405 1410720 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Agrigento HeraTemple 0078.jpg|miniatura|Tempio di Giunone]] Citazioni sul '''tempio di Giunone''' di Agrigento. *Arrivammo presto all'estremità orientale della città, dove i ruderi del ''tempio di Giunone'' cadono ogni anno sempre più in rovina per la corrosione prodotta dall'aria e dalle intemperie sulla pietra porosa. ([[Johann Wolfgang von Goethe]], ''[[Viaggio in Italia (saggio)|Viaggio in Italia]]'') *Tutta questa rovina è inesplicabilmente bella e pittoresca; ed io oso sostenere di averne vedute molto poche che facciano una sì forte impressione, dove la maestosa contrada, gli odorosi giardini, gli alberi crescenti in mezzo ad architettonici frantumi, le antiche sontuose colonne metà alzate e metà stese a terra, le masse delle pietre che stanno l'una sopra l'altra, e la bella veduta al limite del colle, si uniscono tutti per riempire l'anima di grata e dolce sensazione. ([[Friederich Münter]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Sicilia]] [[Categoria:Templi dell'antica Grecia|Giunone]] 4bjoju36fog3ozdq3grz5d7p92f8asv 1410727 1410720 2026-04-16T10:28:46Z Spinoziano 2297 + voci correl. 1410727 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Agrigento HeraTemple 0078.jpg|miniatura|Tempio di Giunone]] Citazioni sul '''tempio di Giunone''' di Agrigento. *Arrivammo presto all'estremità orientale della città, dove i ruderi del ''tempio di Giunone'' cadono ogni anno sempre più in rovina per la corrosione prodotta dall'aria e dalle intemperie sulla pietra porosa. ([[Johann Wolfgang von Goethe]], ''[[Viaggio in Italia (saggio)|Viaggio in Italia]]'') *Tutta questa rovina è inesplicabilmente bella e pittoresca; ed io oso sostenere di averne vedute molto poche che facciano una sì forte impressione, dove la maestosa contrada, gli odorosi giardini, gli alberi crescenti in mezzo ad architettonici frantumi, le antiche sontuose colonne metà alzate e metà stese a terra, le masse delle pietre che stanno l'una sopra l'altra, e la bella veduta al limite del colle, si uniscono tutti per riempire l'anima di grata e dolce sensazione. ([[Friederich Münter]]) ==Voci correlate== *[[Tempio della Concordia (Agrigento)|Tempio della Concordia]] *[[Tempio di Eracle]] *[[Tempio di Zeus Olimpio (Agrigento)|Tempio di Zeus Olimpio]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Sicilia]] [[Categoria:Templi dell'antica Grecia|Giunone]] 1cobsskh5fofbqkqjltrruinii3re8x Tempio di Eracle 0 224332 1410721 2026-04-16T10:02:34Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Agrigente 2008 IMG 1935.JPG|miniatura|Tempio di Eracle]] Citazioni sul '''tempio di Eracle''' di Agrigento. *Il ''tempio di Ercole'', invece, lascia ancora scorgere tracce dell'antica simmetria. 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([[Johann Wolfgang von Goethe]], ''[[Viaggio in Italia (saggio)|Viaggio in Italia]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Sicilia]] [[Categoria:Templi dell'antica Grecia|Eracle]] 9zpl3vnto3ovnqm328tow4zx9af2mch 1410726 1410721 2026-04-16T10:26:43Z Spinoziano 2297 + voci correl. 1410726 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Agrigente 2008 IMG 1935.JPG|miniatura|Tempio di Eracle]] Citazioni sul '''tempio di Eracle''' di Agrigento. *Il ''tempio di Ercole'', invece, lascia ancora scorgere tracce dell'antica simmetria. Le due file di colonne che fiancheggiavano il tempio dai due lati giacciono a terra nella stessa direzione nord-sud, come se si fossero rovesciate tutte insieme, le une verso l'alto e le altre verso il basso d'una collina che si direbbe sia stata prodotta dal crollo della cella. Tenute insieme probabilmente solo dalla trabeazione, le colonne precipitarono di colpo, forse in conseguenza d'un violento uragano, e ora sono distese allineate, spartite nei blocchi che le componevano. ([[Johann Wolfgang von Goethe]], ''[[Viaggio in Italia (saggio)|Viaggio in Italia]]'') ==Voci correlate== *[[Tempio della Concordia (Agrigento)|Tempio della Concordia]] *[[Tempio di Giunone (Agrigento)|Tempio di Giunone]] *[[Tempio di Zeus Olimpio (Agrigento)|Tempio di Zeus Olimpio]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Sicilia]] [[Categoria:Templi dell'antica Grecia|Eracle]] lood8dp0bwk470tht58u32pqxnl0jgr Tempio di Zeus Olimpio (Agrigento) 0 224333 1410723 2026-04-16T10:15:38Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Temple of Zeus - Valle dei Templi - Agrigento - Italy 2015 (9).JPG|miniatura|I resti del tempio di Zeus]] Citazioni sul '''tempio di Zeus Olimpio''' di Agrigento. *La sosta successiva fu dedicata alle rovine del ''Tempio di Giove''. Esse si stendono per un lungo tratto, simili agli ossami d'un gigantesco scheletro [...] In questo cumulo di macerie ogni forma artistica è stata cancellata, salvo un colossale triglifo e un frammento di semicolonna..." 1410723 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Temple of Zeus - Valle dei Templi - Agrigento - Italy 2015 (9).JPG|miniatura|I resti del tempio di Zeus]] Citazioni sul '''tempio di Zeus Olimpio''' di Agrigento. *La sosta successiva fu dedicata alle rovine del ''Tempio di Giove''. Esse si stendono per un lungo tratto, simili agli ossami d'un gigantesco scheletro [...] In questo cumulo di macerie ogni forma artistica è stata cancellata, salvo un colossale triglifo e un frammento di semicolonna d'ugual proporzione. ([[Johann Wolfgang von Goethe]], ''[[Viaggio in Italia (saggio)|Viaggio in Italia]]'') ==Voci correlate== *[[Tempio della Concordia (Agrigento)|Tempio della Concordia]] *[[Tempio di Giunone (Agrigento)|Tempio di Giunone]] *[[Tempio di Eracle]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Sicilia]] [[Categoria:Templi dell'antica Grecia|Zeus Olimpio]] 70hkalu856nehlihmkkv986itmyyo4r 1410729 1410723 2026-04-16T10:31:14Z Spinoziano 2297 /* Voci correlate */ 1410729 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Temple of Zeus - Valle dei Templi - Agrigento - Italy 2015 (9).JPG|miniatura|I resti del tempio di Zeus]] Citazioni sul '''tempio di Zeus Olimpio''' di Agrigento. *La sosta successiva fu dedicata alle rovine del ''Tempio di Giove''. Esse si stendono per un lungo tratto, simili agli ossami d'un gigantesco scheletro [...] In questo cumulo di macerie ogni forma artistica è stata cancellata, salvo un colossale triglifo e un frammento di semicolonna d'ugual proporzione. ([[Johann Wolfgang von Goethe]], ''[[Viaggio in Italia (saggio)|Viaggio in Italia]]'') ==Voci correlate== *[[Tempio della Concordia (Agrigento)|Tempio della Concordia]] *[[Tempio di Eracle]] *[[Tempio di Giunone (Agrigento)|Tempio di Giunone]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Sicilia]] [[Categoria:Templi dell'antica Grecia|Zeus Olimpio]] r2b393lu9shhj50lol7dthmmxvbiimk Discussioni utente:Jean-Pol GRANDMONT 3 224334 1410728 2026-04-16T10:30:02Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1410728 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 12:30, 16 apr 2026 (CEST)}} 7z0ro3ncmghfd69impdh8rl04boh3ah Discussioni utente:EgoDinger 3 224335 1410730 2026-04-16T10:35:01Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1410730 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 12:35, 16 apr 2026 (CEST)}} 2mzqymdh4wrtgn1hfb0dz1185v92on5