Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.46.0-wmf.24 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Ken il guerriero 0 49 1411351 1411297 2026-04-23T12:36:46Z Mariomassone 17056 /* Episodio 14, Pirati */ 1411351 wikitext text/x-wiki [[File:Hokuto no ken logo.png|right|400 px]] '''''Ken il guerriero''''', manga scritto da [[Buronson]] e disegnato da [[Tetsuo Hara]], diventato poi una serie televisiva anime. ==Manga== {{fumetto |immagine= Manga di Kenshiro 03.JPG |tipo = manga |titolo = Ken il guerriero |titolo originale = 北斗の拳 |titolo traslitterato = Hokuto no Ken |lingua originale = giapponese |paese = Giappone |genere = |target = shōnen |autore = [[Buronson]] |editore = Shūeisha |pubblicazione = 1983 – 1988 |editoreitaliano = Granata Press |pubblicazioneitaliana = 1990 – 1994 }} ===Volume 1=== *Alla fine del XX secolo, il mondo venne avvolto dalle fiamme atomiche! I mari si prosciugarono, la terra si spezzò... e sembrò che ogni forma di vita si fosse estinta. Eppure... La razza umana era sopravvissuta! *In quest'epoca non ci si può permettere di avere il cuore tenero! ('''Bat''') *Ormai l'acqua e il cibo sono i beni più preziosi, e solo i più forti riescono a sopravvivere. È la legge della giungla. ('''Bat''') *Di questi tempi i bambini non servono a nulla. ('''Bat''') *Secondo la leggenda, molto tempo fa in Cina esisteva una temibile arte marziale assassina chiamata Divina scuola di Hokuto. Chi la praticava, poteva concentrare tutta la propria energia in un singolo pugno prima di colpire i punti di pressione del corpo, infliggendo danni interni tali da causare morte certa! ('''Anziano''') *Tu sei già morto. ('''Kenshiro''') *Dinnanzi alla Divina scuola di Hokuto, la tecnica assassina definitiva tramandata esclusivamente a un unico successore, una freccia non è nulla di più di un bastoncino immobile. ('''Kenshiro''') *Il [[domani]] è più importante del presente. ('''Sig. Misumi''') *Gli esseri umani usano solo il 30% della loro reale forza. Grazie agli insegnamenti della Divina scuola di Hokuto, io posso accedere al restante 70%. ('''Kenshiro''') *Ho colpito i tōi, due punti dei 708 punti segreti di pressione. Quando estrarrò i miei pollici, ti rimarranno tre secondi di vita. Approfitta di quei tre secondi per pentirti dei tuoi crimini. ('''Kenshiro''') *Sei così lento da farmi sbadigliare. ('''Kenshiro''') *La Divina scuola di Hokuto è un'arte marziale assassina. È proprio col favore delle tenebre che esprime al meglio le sue potenzialità. ('''Kenshiro''') *Il firmamento ha due poli: nord e sud, Hokuto e Nanto. Ogni cosa del creato condivide un opposto polare. Uomo e donna, ombra e luce, yin e yang... persino i guardiani niō. Lo stesso vale per le tecniche assassine, con la Divina scuola di Hokuto e la Sacra scuola di Nanto! La Divina scuola di Hokuto è capace di causare un esplosione dall'interno colpendo i punti segreti di pressione del corpo, ed è quindi yin, l'ombra... mentre la Sacra scuola di Nanto, il pugno che distrugge i suoi avversari con colpi esterni, è yang, la luce! ('''Shin''') *La [[forza]] è [[giustizia]]. Che grande epoca che è quella in cui viviamo! Chi è forte può impossessarsi di tutto ciò che vuole senza farsi scrupoli! ('''Shin''') *La Divina scuola di Hokuto e la Sacra scuola di Nanto sono due facce della stessa medaglia. Non devono combattersi, ma collaborare per tramandare le loro discipline alle generazioni future. ('''Ryuken''') *Uno come te non potrà mai battermi! Tra noi due c'è una differenza fatale... l'ambizione e l'ossessione! È l'[[ossessione]] che rende un uomo forte. E tu non ne hai. ('''Shin''') *Terribile quanto il cuore delle [[Donna|donne]] sia volubile, eh?! ('''Shin''') *'''Shin''': T... tu non sei davvero più il Kenshiro di una volta... Come è possibile...?<br>'''Kenshiro''': L'ossessione! Ciò che mi ha cambiato è l'ossessione che tu mi hai insegnato! *Hai forse scordato che sono un esperto dell'assassinio? Non basta certo avvicinarsi silenziosamente per prendermi alle spalle. ('''Kenshiro''') *È stata la rabbia a sconfiggere le tue tecniche segrete. La mia rabbia più grande di qualunque ossessione! ('''Kenshiro''') *Per la prima volta in vita mia, piansi. Nonostante tutti gli sforzi, fino all'ultimo momento, non sono riuscito a conquistare il suo cuore... e tutto perché nel suo animo ci sei sempre stato tu. ('''Shin''') *'''Bat''': Perché hai scavato una tomba per un simile uomo?!<br>'''Kenshiro''': Perché amavamo la stessa donna. ===Volume 2=== *Se non volete morire, fatevi da parte. Fra me e voi c'è un abisso. [...] Pare che solo morendo riuscirete ad afferrare il concetto. ('''Kenshiro''') *Per me i Berretti rossi non sono che dei bambini. ('''Kenshiro''') *Pensavi davvero che avrei lasciato in vita feccia come te?! ('''Kenshiro''') *Si dice che i cacciatori provetti siano in grado di percepire le prede anche solo dal movimento dell'aria. ('''Colonnello''') *Nessuna delle mie prede era mai riuscita ad avvicinarsi così tanto che me ne accorgessi. ('''Kenshiro''') *'''Colonnello''': I Berretti rossi... Precise macchine da guerra e valorosi soldati. Ma più di ogni cosa, erano uomini motivati da una fede cieca! La lealtà verso il loro paese! Però un giorno... quando andai al palazzo del generale per fare rapporto, trovai tutti completamente ubriachi... [...] In quella stanza c'erano le alte sfere di governo e i proprietari di grosse aziende... Quelle erano le persone che governavano il paese... Rimasi scioccato nello scoprire che genere di uomini fossero quelli che davano ordini a noi militari! Non ci eravamo addestrati rischiando la vita per giurare fedeltà a quei porci corrotti! E poi un giorno, quei maiali disgustosi scelsero il sistema più stupido per assicurarsi di conservare i propri interessi! Desiderosi di risolvere in fetta il conflitto, decisero di premere il pulsante che nessuno avrebbe mai dovuto premere. E fu la fine di tutto. Quei maledetti porci si seppellirono con le proprie mani, mentre noi sopravvivemmo grazie ai nostri corpi fortificati! Dio ci ha scelto! Ora hai capito? Non permetterò che quella follia si ripeta! E perché ciò avvenga, è necessaria la creazione di un popolo straordinario, unito dalla stessa ideologia.<br>'''Kenshiro''': Non ti rendi conto che anche la tua soluzione è folle?! *'''Colonnello''': Dimmi perché. Perché sei così motivato a sconfiggermi? Cos'è che ti spinge ad affrontare un simile rischio?!<br>'''Kenshiro''': Io non ho più alcuna motivazione. Sono un uomo che ha perso tutto! Però... Le lacrime versate dai bambini che sono diventati le vittime di fanatici come voi... La loro tristezza... Ecco cosa mi ha portato ad affrontarti. La tua delirante ambizione finisce qui! *Ammetto che sei dotato di capacità straordinarie, che però in fin dei conti sono solo il risultato di venti o trenta anni di allenamento. Invece nelle mie vene scorre il sangue di un assassino, avendo appreso la Divina scuola di Hokuto e i suoi insegnamenti che vengono tramandati a un unico successore da 1800 anni. Io sono sempre stato un assassino, fin dal momento in cui sono nato. ('''Kenshiro''') *La [[pietà]] è fatale per un [[guerriero]]. Provando pietà si annullano le proprie abilità combattive, e le tue sono svanite per salvare quella marmocchia! ('''Colonnello''') *Non serve rischiare la vita per sconfiggere un [[elefante]]! Basta riuscire a mangiarne la carne prima o poi... ('''Jackal''') *Sono sordo alle suppliche dei malvagi. ('''Kenshiro''') *Basta camuffarsi un pochino da donna per far uscire allo scoperto vermi come voi! ('''Rei''') *'''Rei''': Quello è... il Nanto Suichō Ken, la tecnica dell'uccello d'acqua di Nanto!<br>'''Predone''': Sì, non mi sbaglio! È una branca del Nanto Seiken, la Sacra scuola di Nanto! Si dice che chi la conosce sia in grado di muoversi con la stessa eleganza degli uccelli d'acqua, e questo nonostante le sue tecniche abbiano una potenza e una crudeltà senza uguali! *I miei movimenti sono così veloci che l'occhio umano non può distinguerli! ('''Rei''') *Fin quando non scoverò e ammazzerò l'uomo con le sette cicatrici sul petto... farò di tutto per sopravvivere, dovessi nutrirmi anche di fango! ('''Rei''') *'''Mamiya''': E dimmi, Rin, perché viaggi con quel tipo sinistro?<br>'''Rin''': Parli di Ken?! Perché ha un cuore d'oro. ===Volume 3=== *In questo mondo è naturale che siano i più deboli a morire per primi! ('''Rei''') *Questo non è il momento di piangere, perché io ho il dovere di proteggere le vite dei nostri compagni. ('''Mamiya''') *Credevo di essermi abituata ai drammi di quest'epoca, invece... Non ero pronta a sopportare il dolore di rimanere sola... ('''Mamiya''') *Di fronte alla mia Sacra scuola di Nanto, voi non siete altro che spazzatura! Senza contare che oggi mi è venuta una gran voglia di farvi a fette... ('''Rei''') *I [[Lupo|lupi]] cacciano in branco in maniera metodica. Per quanto forte, nessuna preda può scappare a un branco di lupi! ('''Membro del Clan delle zanne''') *'''Kenshiro''': Ma tu perché sei qui...?!<br>'''Rei''': Pff! Probabilmente per la tua stessa ragione. Pare che siamo entrambi sensibili alle lacrima di una donna... *La scuola di Nanto è uno stile yang... poiché è una disciplina di luce, i suoi numerosi stili si sono rifratti e diffusi in tutto il mondo... Mentre la scuola di Hokuto è un'arte trasmessa a un solo successore, quindi non ci sono altre diramazioni... Tale è il destino di Nanto e Hokuto... ('''Rei''') *In quest'epoca di barbarie, più una donna è bella, più è alto il prezzo a cui può essere venduta! ('''Rei''') *Ne ho incontrati a bizzeffe di uomini malvagi durante il mio viaggio. Mi basta guardare uno negli occhi per capire che tipo è. ('''Rei''') *Gli occhi innocenti dei [[Bambino|bambini]] distinguono meglio di tutti il bene dal male! ('''Kenshiro''') *Se non sei una donna, non dovresti aver bisogno di nasconderti il petto! ('''Rei''') *Quando la Divina scuola di Hokuto e la Sacra scuola di Nanto si affrontano usando le loro tecniche segrete, nessuno ne esce vivo! ('''Capobranco del Clan delle zanne''') *Un tempo anch'io vivevo solo per una donna... Yuria... Lei era la mia fidanzata... ma un uomo la rapì! Così andai avanti unicamente per riaverla... Ma Yuria era già morta. E dopo che uccisi quell'uomo... l'unica cosa che provai fu una solitudine indescrivibile... ('''Kenshiro''') *Avrei preferito non usare i miei pugni su un buono a nulla come te, ma non ho altra scelta! ('''Kenshiro''') *Di' il mio nome! ('''Jagi''') *Non esistono fratelli minori migliori di quelli maggiori! ('''Jagi''') ===Volume 4=== *Kenshiro è ancora un bamboccio! Non potrà mai ereditare la conduzione della Divina scuola di Hokuto! ('''Jagi''') *Kenshiro, perché hai finto di perdere? Perché è tuo fratello maggiore...? Sappi che un giorno questa tua bontà d'animo ti si ritorcerà contro con conseguenze disastrose! Specialmente con un tipo come Jagi... ('''Ryuken''') *Scegli un posto! Ma decidilo con cura, perché quello sarà il luogo dove morirai! ('''Kenshiro''') *Fratelli...! Perché non protestate?! Lui è nostro fratello minore! Inoltre è il più inesperto! Non siete infuriati che ci abbia soffiato il titolo che ci spettava?! Grrr! Ma lo capite che significa?! L'Hokuto Shinken, la Divina scuola di Hokuto, prevede un unico successore! Io so che fine fanno coloro che non vengono scelti come successori! Gli viene proibito di praticare le tecniche della scuola e persino di definirsi esponenti della stessa! Per far rispettare questa regola, ad alcuni vengono distrutti i pugni e ad altri vengono cancellati i ricordi! Sono 1800 anni che un simile destino attende coloro che non sono riusciti a conquistare il titolo di legittimo successore della Divina scuola di Hokuto! [...] Vi siete forse rammolliti?! Ma io non lo accetto! Io non ci sto! Kenshiro è inferiore a me! Non permetterò che mi distrugga i pugni! ('''Jagi''') *Jagi non può sconfiggere Kenshiro...! Ma Kenshiro non avrà il coraggio di uccidere Jagi. Nostro padre ha sbagliato nella scelta del successore. [...] La Divina scuola di Hokuto ha i giorni contati! ('''Raoh''') *Ascolta, Kenshiro. La Divina scuola di Hokuto prevede un unico successore poiché è un'arte assassina senza eguali... Non deve essere usata in modo errato. Se un uomo corrotto diventasse il successore, il mondo cadrebbe in rovina... ('''Ryuken''') *'''Kenshiro''': Perché usi aghi e fucili? Perché non combatti affidandoti solo ai tuoi pugni?<br>'''Jagi''': Non rompere! Per me le arti marziali non sono tutto! Basta essere i più forti! L'importante è vincere, non importa come! *'''Jagi''': Ho vissuto fino a oggi bruciando d'odio nei tuoi confronti...! Un risentimento che alimenta sempre più intensamente ogni volta che queste ferite mi causano dolore! Preparati, perché ora ridurrò la tua faccia come la mia! Quella volta hai vinto solo perché sono inciampato, ma stavolta non sarai così fortunato...<br>'''Kenshiro''': Ancora non l'hai capito? Quella volta non sei inciampato. Prima che tu mi attaccassi ti avevo colpito in un punto segreto di pressione, condizionando i movimenti delle tue gambe!<br>'''Jagi''': Cosa?!<br>'''Kenshiro''': Ma ora rimpiango la mia ingenuità per averti permesso di vivere tutto questo tempo! Rimedierò al mio errore, qui e ora! *'''Jagi''': Sei... spietato e aggressivo... Stento a riconoscerti... Cos'è che ti ha trasformato...?!<br>'''Kenshiro''': In tutti questi anni ho versato il sangue di innumerevoli avversari... rivali che consideravo miei amici. È stata la morte di quei formidabili rivali e amici a cambiarmi! *'''Jagi''': Hai presente Shin, colui che consideravi un rivale e amico?! Ebbene, sono stato io a fargli vendere... l'anima al diavolo!<br>'''Kenshiro''': Cosa?!<br>'''Jagi''': Ti odiavo non solo perché eri divenuto il successore della Divina scuola di Hokuto, ma anche perché eri riuscito a conquistare Yuria! Così puntai su Shin, che sapevo amava Yuria nonostante tutto! Non feci altro che rinvigorire quel fuoco di speranza che stava languendo dentro di lui! *Questa è un'era dove i diavoli la fanno da padrone! ('''Jagi''') *Hai dimenticato persino l'essenza della Divina scuola di Hokuto?! La rabbia rende il corpo resistente come l'acciaio! ('''Kenshiro''') *'''Kenshiro''': Ti si addice una morte così orrenda! Fra pochi secondi il tuo corpo sparirà dalla faccia della Terra. Quest'incubo è finalmente finito!<br>'''Jagi''': Finito?! Che idiota! Questo è solo l'inizio del tuo viaggio verso l'inferno! Hai scordato che hai ancora due fratelli?! Me lo vedo già il tuo inferno...! *Sotto la guida delle sette stelle che si susseguono nella volta celeste e senza interruzione per 1800 anni, l'arcana arte dell'Hokuto Shinken, la Divina scuola di Hokuto, è stata tramandata di generazione in generazione a un unico successore... Tuttavia Ryuken, il precedente maestro, non ricevette dal cielo la benedizione di un erede. Fu per questo che Ryuken... Adottò quattro bambini, con l'intenzione di nominare uno di loro come suo successore. Il più anziano, [[Raoul (Ken il guerriero)|Raoh]], il secondo figlio, Toki, il terzo, Jagi, e per finire il più giovane, Kenshiro. Questo è tutto quello sono riuscito a scoprire sulla Divina scuola di Hokuto. Non so cosa sia successo all'interno della famiglia al momento della nomina... Ma alla fine è stato Kenshiro, il più giovane dei quattro, a essere scelto come legittimo successore. ('''Rei''') *Io ho un sogno, Kenshiro. Al mondo ci sono migliaia di persone malate. Vorrei sfruttare le tecniche della Divina scuola di Hokuto per finalità mediche piuttosto che per combattere. ('''Toki''') *In un [[combattimento]], farsi prendere alle spalle o permettere all'avversario di trovarsi più in alto significa perdere! ('''Habu''') *Prima di provocare qualcuno, dovresti valutare meglio la sua forza... ('''Kenshiro''') *Io non sono cambiato! Sono i tempi che sono diversi! In quest'epoca è più utile la violenza della medicina! ('''Amiba''') *Non è la rabbia che rende più forti, ma l'ambizione! ('''Amiba''') *Non so chi tu sia, ma ti consiglio di non servirti di conoscenze approssimative! ('''Toki''') *Ti ho colpito il punto segreto di pressione Shitsugen! Le tue gambe cammineranno all'indietro indipendentemente dalla tua volontà! Fatti una bella passeggiata fino all'Inferno! ('''Kenshiro''') *Finché ci sarà Yuria nel suo cuore, nessun'altra donna potrà farvi breccia! ('''Rei''') *Una volta rinchiusi là dentro, è impossibile uscirne vivi. È una prigione mortale, isolata dal resto del mondo! Si dice che persino i criminali più spietati, un tempo temuti e disprezzati come demoni, supplichino in lacrime il proprio rilascio! Questa è Cassandra! ('''Mamiya''') *'''Rei''': Che tipo di persona è questo Toki che vuoi rivedere così tanto...?<br>'''Kenshiro''': Toki... è colui che sarebbe dovuto divenire il successore della Divina scuola di Hokuto.<br>'''Rei''': Cosa?!<br>'''Mamiya''': Eh?!<br>'''Kenshiro''': La precisione dei suoi colpi, la velocità e la fluidità dei suoi movimenti, lo spirito, le tecniche e persino le sue qualità fisiche erano strabilianti. Toki era impeccabile sotto ogni aspetto. *Kenshiro, d'ora in avanti vivrò per salvare la vita della gente... A breve morirò, ma durante il tempo che mi rimane voglio aiutare quante più persone mi sarà possibile. È questa la traccia che desidero lasciare del mio passaggio su questo mondo! ('''Toki''') ===Volume 5=== *Niente di ciò che faccio potrà mai definirsi incauto. ('''Kenshiro''') *Non c'è gusto a uccidere un detenuto disposto a morire! ('''Uighur''') *Gustatevi la vostra speranza che lentamente si tramuta in disperazione! ('''Uighur''') *Sarebbe questa la paura di cui blateravi tanto...? Se è così, allora lascia che ti insegni io cos'è il vero terrore! ('''Kenshiro''') *Trasmessa tra i miei antenati fin dall'antichità, la Via del dominio assoluto della Mongolia è una tecnica di lotta che mi permette di trasformare il mio corpo in un'invincibile arma da sfondamento! Grazie a essa, posso abbattere ogni avversario scagliandomici contro con tutta la forza di cui dispongo! In passato, quando soggiogammo completamente tutto il continente asiatico, questa era l'arma più potente del nostro arsenale... La più inarrestabile tecnica del glorioso popolo della Mongolia! ('''Uighur''') *Le mie dita possono squarciare anche l'acciaio! ('''Kenshiro''') *I malvagi non meritano lapidi! ('''Kenshiro''') *'''Rei''': Chi sarebbe questo Ken-Oh?<br>'''Raiga e Fūga''': Il... Il re di tutti gli stili di lotta mortali... Si fa chiamare anche il Dominatore di fine secolo. È un terrificante tiranno, la cui identità è avvolta nel mistero. Anche Cassandra non è altro che una città prigione costruita con l'unico scopo di condannare chiunque si opponga a lui! *Che voi possiate perlomeno morire serenamente, senza provare dolore alcuno... ('''Toki''') *Chi subisce i colpi dell'Hokuto Shinken di Toki, prova un'estasi paradisiaca in punto di morte. ('''Kenshiro''') *Liberare quel bambino equivarrebbe a liberare futuro odio nei miei confronti. Per quanto piccoli, i problemi vanno estirpati alla radice. È questo il modo di vivere! ('''Raoh''') *Per Ken-Oh non esistono né predecessori né successori! È convinto di essere l'unica persona che conti a questo mondo! È questa la folle ambizione del Dominatore di fine secolo! ('''Toki''') *'''Rei''': Dimmi... che uomo era questo Raoh?<br>'''Kenshiro''': Raoh... era veramente forte... Forse troppo forte. Così come lo era la sua ambizione. Non ha mai mostrato alcuna considerazione verso i precetti assassini stabiliti da 1800 anni per i praticanti della Divina scuola di Hokuto... Era l'uomo smarrito di Hokuto... *'''Ryuken''': Raoh, come pensi di impiegare l'Hokuto Shinken?<br>'''Raoh''': Mpf... Che domande. Per me stesso, ovviamente!<br>'''Ryuken''': Per te stesso?! E a cosa punti, dunque?!<br>'''Raoh''': Al cielo...!<br>'''Ryuken''': Intendi dire che vuoi ergerti nel cielo per poi sederti sul trono del potere?!<br>'''Raoh''': Dal momento stesso che il mio essere ha ricevuto il dono della vita, era scritto che io stringessi tutto il mondo in questo pugno!<br>'''Ryuken''': Dio non te lo permetterà mai!<br>'''Raoh''': Allora combatterò anche contro Dio! *'''Rei''': Che uomo sprezzante... Pur di soddisfare la propria ambizione, è disposto a sfidare persino Dio...<br>'''Kenshiro''': Poi scoppiò la guerra. Ora nel mondo vige la legge del più forte... Proprio ciò che desiderava Raoh! *'''Mamiya''': Davvero somiglio così tanto a Yuria...? E che tipo era Yuria?<br>'''Toki''': Mpf... È l'unica donna che io abbia amato.<br>'''Mamiya''': Eh?! Ma Yuria era la fidanzata di Ken!<br>'''Toki''': Eppure non ero il solo a esserne innamorato. Anche Raoh l'amava...<br>'''Mamiya''': Eh?! Pe... persino Raoh?!<br>'''Toki''': Per noi tutti, Yuria ha sempre rappresentato i nostri ricordi di gioventù. E forse è proprio questo il motivo per cui, fin dal primo momento in cui l'hanno incontrata, era già scritto nel fato di Kenshiro e Raoh che si sarebbero dovuti affrontare... *[[Alcor]], la stella ausiliaria... L'astro che brilla con luce fioca di fianco alle sette stelle di Hokuto. È anche conosciuta come la stella messaggera di morte. Si dice che chi la scorge morirà entro l'anno... È quindi giunta la mia ora... ('''Toki''') *È facile sorprendere un uomo che ha la mente annebbiata da una donna. ('''Toki''') *C'è chi per amore... desidera in silenzio la felicità dell'amata. ('''Toki''') *Cosa accadrebbe se rinunciassimo alla [[speranza]]?! La speranza è l'unica cosa che abbiamo! [...] Dobbiamo credere che prima o poi giungerà un futuro luminoso... Siamo sopravvissute fino a oggi credendo e pregando! Non possiamo arrenderci proprio ora! ('''Rin''') *È stato Ken a insegnarmi che sottomettersi ai demoni... significa perdere la propria umanità. ('''Rin''') *Di che colore è il vostro sporco sangue?! ('''Rei''') *Se proprio ti piace così tanto mascherarti, avresti fatto meglio a vestirti da grossa vacca. ('''Kenshiro''') *Ormai non ho più punti deboli. Airi è divenuta indipendente. È in grado di decidere come vivere e morire. ('''Rei''') *'''Rei''': Non smonti da cavallo...?!<br>'''Raoh''': Uhuhuh... Pensavi davvero che un guerriero con le tue capacità fosse in grado di farmi posare piede a terra?! Non esiste uomo a questo mondo che sia degno di farmi abbassare al suo stesso livello!<br>'''Rei''': Allora morirai in sella insieme al tuo cavallo! *'''Rei''': Ma... Ma che cosa?...! Non è possibile! Impugna ancora le briglie. Q-Quindi non si è mosso. Ma allora... cos'è che ho visto?! Cos'era quell'attacco formato da un'infinità di colpi insidiosi?!<br>'''Raoh''': Mpf... Solo coloro che sono riusciti ad acquisire i segreti ultimi delle tecniche assassine, arrivando a comprendere la loro quintessenza, possono generare un'aura attorno al proprio corpo. Ciò che hai visto era il mio spirito combattivo... La mia aura!<br>'''Rei''': L'aura?!<br>'''Raoh''': E questo significa che tu non puoi nemmeno avvicinarti a me! *Anche a costo di distruggere il mio stesso corpo, ho il dovere di liberare il mondo dalla tua presenza! ('''Rei''') *Sono sopravvissuto fino a oggi trasformando ogni goccia del mio sangue in forza combattiva! Questo sangue non conosce la paura! Capirai a tue spese che io non sono più quello di un tempo! Il mio sangue spezzerà la tua aura! ('''Kenshiro''') *Sarai testimone dei miei progressi con la tua stessa morte! ('''Kenshiro''') *Se ora fosse notte, vedresti chiaramente la stella messaggera di morte! ('''Raoh''') *Io non uccido mai subito gli esperti di arti marziali che si oppongono a me...! E sai perché...? Perché se li uccidessi immediatamente, il mio terrore non si propagherebbe. Invece le persone a cui rimangono tre giorni di vita cadono in preda alla paura della morte... e urlano in lacrime travolti dalla tristezza! [...] Quel terrore diviene infine leggenda... rendendo indiscutibile il mio titolo di re delle techniche assassine... il titolo di Ken-Oh! ('''Raoh''') ===Volume 6=== *Io temo solamente una cosa a questo mondo... La tecnica di Toki! ('''Raoh''') *Solo l'acqua calma può domare una corrente violenta... Se due flutti impetuosi si scontrassero, finirebbero solo per travolgersi l'un l'altro per poi annientarsi inesorabilmente! ('''Toki''') *La tua aura omicida è decisamente potente... ma mosse mediocri come le tue non potranno mai abbattermi. [...] Il tuo padrone ti sta usando solo per tenermi qui e guadagnare tempo. Rinuncia alla lotta. ('''Toki''') *Se ci si oppone a una corrente violenta, si finisce per esserne inghiottiti. Bisogna invece abbandonarsi completamente a essa per divenire un tutt'uno. ('''Toki''') *Sia la tecnica di Raoh che quella di Ken sono correnti violente! Entrambi utilizzano quella che viene definita una "tecnica possente", ovvero un impetuoso stile di lotta che sprigiona completamente lo spirito combattivo di chi ne fa uso! Ecco il motivo per cui Kenshiro non può ancora sconfiggere Raoh. ('''Toki''') *'''Rei''': Tu devi vivere! Anche se riuscissi a sconfiggerlo sacrificando la tua vita, sarebbe comunque una sconfitta! Quest'epoca ha bisogna di te! Devi sopravvivere per Rin, Bat e tutte le persone indifese come loro!<br>'''Kenshiro''': Anche se avessi il 99% di probabilità di essere sconfitto... in qualità di successore della Divina scuola di Hokuto... è scritto nel mio destino che io combatta per quell'1%! *La [[vita]] non è un qualcosa da gettare via in maniera sconsiderata! ('''Toki''') *'''Toki''': Kenshiro... Rei si preoccupa per te dimenticandosi persino del fatto che la sua morte è imminente. Lui ti ha affidato tutti i suoi sogni. Non vanificare le sue speranze! Tu devi sopravvivere e dedicarti al futuro di quest'epoca!<br>'''Kenshiro''': Anche se avessi il 99% di probabilità di essere sconfitto, io...<br>'''Toki''': No... Ora non hai nemmeno l'1% di probabilità di vittoria.<br>'''Kenshiro''': Cosa?!<br>'''Raoh''': Mpf... Quindi l'hai capito.<br>'''Toki''': Kenshiro... {{NDR|indica Rin}} Potresti uccidere quella bambina?!<br>'''Kenshiro''': R-Rin?! Perché me lo chiedi...?<br>'''Toki''': Perché se tu fossi in grado di ucciderla, allora avresti una possibilità di battere Raoh. *'''Ryuken''': Sei dunque davvero intenzionato ad andartene...? Raoh!<br>'''Raoh''': Che senso avrebbe per me rimanere qui ora che hai scelto Kenshiro come successore?<br>'''Ryuken''': Allora dovrai rinunciare all'Hokuto Shinken. Ti è proibito farne uso ancora in futuro!<br>'''Raoh''': Te l'ho già detto! Io stringerò il cielo nel mio pugno! Mpf... Se avessi avuto intenzione di rinunciare all'Hokuto Shinken, non sarei mai diventato tuo figlio adottivo! Io non prendo ordini da nessuno! Nemmeno da Dio!<br>'''Ryuken''': Vedo che sei pronto ad affrontare le conseguenze della tua scelta! La legge della Divina scuola di Hokuto prevede che essa sia tramandata unicamente a un unico successore per ogni generazione. Mi costringi a sigillare i tuoi pugni e con essi le tecniche che hai appreso!<br>'''Raoh''': Mpf... Allora ti sconfiggerò qui e ora così da diventare l'uomo più potente al mondo!<br>'''Ryuken''': Che uomo terribile! Ho allevato una tale terribile serpe in seno! *Lascia che ti spieghi perché si dice che Hokuto sia la costellazione che presiede la morte. I movimenti degli esseri umani hanno sette punti ciechi. Seguendo tali punti, essi assumono la forma delle sette stelle di Hokuto! In altre parole, Hokuto funge da indicazione per condurre a morte certa l'avversario! ('''Ryuken''') *Adesso che è giunto Toki... mi vedo costretto a scendere al vostro stesso livello! E per voi non ci sarà nient'altro che la morte! ('''Raoh''') *La Divina scuola di Hokuto proibisce di combattere in due contro un singolo avversario. Una vittoria ottenuta in quel modo non avrebbe valore. ('''Toki''') *Non sono più Raoh! Chiamami Ken-Oh, il re delle tecniche assassine! E ora ti mostrerò la mia tecnica...! La tecnica dell'uomo che ambisce al cielo! ('''Raoh''') *Nelle arti marziali, soprattutto fra esperti, è necessaria una tremenda quantità di energia anche solo per restare di fronte all'avversario... Persino il minimo turbamento nell'animo può costare la vita. ('''Rei''') *È ammirevole volersi sacrificare per un ideale... Ma in fondo a che serve?! La morte vanifica qualsiasi cosa. La tua morte avrà lo stesso valore di quella di un cane randagio! ('''Raoh''') *Ken, muoviti! Senza di te... Senza di te, la nostra piccola, flebile luce di speranza sparirà! Tu sei l'unico che può impedire che si spengaaa! ('''Rin''') *'''Raoh''': Hai distrutto le catene imposte al tuo punto segreto di pressione dalla tecnica di Toki?! [...]<br>'''Kenshiro''': Non è stato il mio corpo a distruggerle, ma un cuore giovane e puro che tenta di vivere come un essere umano nonostante tutto... È stato quel cuore a infrangere l'effeto del punto di pressione! Raoh! Non sarà il cielo ciò che stringerai tra le tue mani, ma la stella messaggera di morte! *Kenshiro, una nullità come te non potrà mai battere il re delle tecniche assassine! In questo luogo seppellirò i 1800 anni di storia della Divina scuola di Hokuto! ('''Raoh''') *[...] in un combattimento tra esperti è impossibile evitare completamente le tecniche dell'avversario. L'unica possibilità di vincere è rinunciare alla propria incolumità per distruggere il corpo nemico! ('''Rei''') *Io sono Ken-Oh! E Ken-Oh non si inginocchierà mai a terra! ('''Raoh''') *'''Rin''': Bat... Dimmi perché devono ferirsi a quel modo... e spargere tutto quel sangue?!<br>'''Bat''': È inevitabile. Quello è il nostro sangue... Loro sanguinano al nostro posto. *'''Kenshiro''': Perdonami... Ti ho coinvolto nella mia battaglia.<br>'''Rei''': Pff... Non ti preoccupare... Non rimpiango ciò che ho fatto. Anzi, ti ringrazio... Avevo rigettato la mia umanità. Vivevo solo per salvare mia sorella! Odiavo il mondo e avevo maledetto quest'epoca! Ma poi ho incontrato te. E Toki, Rin, Bat, Mamiya... Ero come un lupo affamato e assetato, ma voi avete placato la mia anima... permettendomi di tornare umano. *Sappiate che i [[Cane|cani]] sono le creature più nobili al mondo! Sono affettuosi, fedeli e non mentono mai! Sono gli unici amici di cui mi posso fidare! ('''Garf''') *Non ho nome da rivelare a chi è condannato a morte! ('''Kenshiro''') *'''Yuda''': Ditemi. Pensate che io sia bello?<br>'''Concubine''': Sì, Signor Yuda.<br>'''Yuda''': Ben detto. Io sono l'essere più forte a questo mondo... Nonché il più bello! *Io sono l'uomo che Dio ha creato in qualità d'incarnazione suprema di bellezza e forza in questo mondo! Quindi solo gli esseri caratterizzati da una bellezza perfetta hanno il diritto di amarmi! ('''Yuda''') *Per quanto la lavi, questa cicatrice non andrà mai via. E anche se riuscissi a far sparire questo marchio, me ne rimarrà per sempre uno nell'anima. ('''Mamiya''') *'''Kenshiro''': Quindi sei intenzionato a sconfiggere Yuda?<br>'''Rei''': Sì... Io... Io lo conosco... Appartiene anche lui a Nanto.<br>'''Kenshiro''': Cosa?!<br>'''Rei''': Oltre a me e al tuo rivale e amico Shin, vi sono altri quattro uomini che hanno raggiunto i massimi livelli nella Sacra scuola di Nanto! Veniamo chiamati i Nanto Rokuseiken, i Sei sacri pugni di Nanto... E anche Yuda ne fa parte! *In quest'era la vita di un uomo è breve... ma una donna mette al mondo dei figli... e tramanda il passato raccontando loro delle storie... Storie di uomini che combattono! ('''Rei''') *Non è tradimento questo... È tattica! Ognuna delle sei stelle di Nanto porta con sé un differente destino! Quella di Shin è la stella del sacrificio, che lo ha destinato a sacrificarsi per amore! Quella di Rei è la stella della giustizia, che lo ha destinato a vivere per il prossimo! Mentre la mia è la stella più bella e splendente di tutte... La stella della malìa! La gente la chiama la stella del tradimento, ma non è affatto così! La stella della malìa è capace di smuovere persino il cielo, in quanto espressione ultima di bellezza e tattica! ('''Yuda''') *La gru rossa... si abbellisce tingendosi del sangue di coloro che le si avventano contro! ('''Yuda''') *La stella della giustizia non è altro che la stella di un buffone! È un astro minore che serve solo a far risaltare la stella della malìa! ('''Yuda''') *Un tempo anche chiamati i comandanti a guardia dei sei cancelli imperiali, i Sei sacri pugni di Nanto erano i guerrieri che avevano il compito di difendere il palazzo dell'imperatore... in quanto all'apice dei 108 stili che compongono la Sacra scuola di Nanto. Tuttavia, dopo la guerra, noi Sei sacri pugni di Nanto ci dividemmo in due fazioni: una che anelava la pace, e l'altra che, invece, bramava la conquista del potere! Fu allora che Yuda ci tradì! Resosi conto che la fazione pacifista era la più forte delle due, Yuda, insieme alle 23 branche di Nanto subordinate alla sua tecnica, decise di allearsi con il temibile re delle tecniche assssine, lo spietato Ken-Oh! Caduta una stella... anche le rimanenti cinque precipitarono nel caos, spargendo semi di grande tragedia in tutto il mondo! Ricorda queste mie parole, Kenshiro... Il mio triste destino e quello di Shin della stella del sacrificio sono solo il preludio a disgrazie ancora più grandi! ('''Rei''') *'''Yuda''': Co... Cos'è che ti rende così forte?!<br>'''Rei''': Pff... Tu che non sai cos'è l'amore, non potrai mai capirlo. *Yuda! Il trucco te lo rifarai, sì, ma col tuo stesso sangue! ('''Rei''') ===Volume 7=== *Io divento inerme dinnanzi a ciò che reputo bello con tutto il cuore. ('''Yuda''') *Dal momento stesso in cui la stella della malìa è rimasta affascinata dalla stella della giustizia, era destino che la luce del mio astro venisse spenta dal tuo. ('''Yuda''') *Rei... Sei l'unico uomo al mondo che io abbia mai ammirato... Perlomeno lascia che io spiri fra queste tue braccia... ('''Yuda''') *Yuda, anche tu sei rimasto solo! Ma presto... ti raggiungerò anch'io... ('''Rei''') *Per colpa di qualche misero dissapore, gli uomini sono costretti a combattere tra loro... arrivando a tramutare amicizie in efferati spargimenti di sangue... Non è giusto... ('''Rin''') *Mamiya... ascoltami bene. Fin quando la stella messaggera di morte non cadrà su di te, vivi intensamente ogni singolo giorno della tua vita! E anche se fosse per un solo secondo, vivi come una donna! E cerca la tua felicità in quanto tale! ('''Rei''') *Ken. Tu devi continuare a vivere. Non puoi morire. Quest'epoca ha bisogno della Divina scuola di Hokuto per trasformare le lacrime in sorrisi! ('''Rei''') *Rei... Non ti dimenticherò. Anche tu, come il mio rivale e amico Shin, continuerai a vivere dentro di me. ('''Kenshiro''') *Il Sacro imperatore è l'uomo che perfino il famoso re delle tecniche assassine, il cosiddetto Dominatore di fine secolo, si è rifiutato di affrontare! Proprio a causa della forza del nostro imperatore, Ken-Oh ha fallito nel suo tentativo di stringere il cielo nel proprio pugno! Il suo nome è Souther, e sarà lui a divenire il vero dominatore di questo mondo! ('''Comandante''') *'''Kenshiro''': Ma... tu sei cieco.<br>'''Shu''': Ciononostante, gli occhi della mia anima sono ben schiusi! *'''Shu''': Quando Nanto è nel caos, Hokuto fa la sua comparsa. Da quando le sei stelle sono in tumulto, era destino che io e te ci affrontassimo, Kenshiro!<br>'''Kenshiro''': A chiunque abbia l'ardire di provare a sconfiggermi, io rispondo con questi miei pugni. *La paura rivela la presenza di un guerriero, permettendo al suo nemico di studiarne la distanza e contrattaccarlo con facilità. ('''Shu''') *'''Kenshiro''': Io non morirò. Ho fatto una promessa a un uomo! Gli ho giurato che sarei sopravvissuto a quest'epoca e che avrei riportato la luce in questa oscura fine di secolo!<br>'''Shu''': Ti riferisci a Rei...? Anche lui era uno di quelli che avrebbe voluto salvare il mondo dall'oscurità... Ma quella luce non tornerà mai... A meno che tu non riesca a sconfiggermi! *L'Hokuto Shinken mi permette di assimilare le tecniche dei miei avversari anche solo dopo un singolo combattimento! ('''Kenshiro''') *Non permetterò a nessuno di rubare dai bambini... la loro luce in procinto di brillare! ('''Shu''') *Quando gli occhi mi si sono chiusi per sempre, il mio cuore si è aperto. ('''Shu''') *'''Shu''': Devo assolutamente parlarti del Sacro imperatore. La rovina dei Sei sacri pugni di Nanto è iniziata a causa dell'ambizione di Yuda della stella della malìa, ma è stato Souther a spingerlo all'azione! Souther non aspettava altro che cavalcare gli sconvolgimenti nel mondo in questa fine di secolo! La sua è la stella polare. Il centro di tutti gli astri di Nanto... La stella della croce del sud! È anche conosciuta come stella della sovranità, vale a dire la stella di un tiranno! Lui non ha né famigliari, né amici. E nemmeno pietà... L'unica cosa che possiede e se stesso e la stella dell'imperatore sotto cui è nato!<br>'''Kenshiro''': Dell'imperatore...?<br>'''Shu''': Esatto. Le altre cinque stelle sono solo satelliti sudditi della stella della sovranità! *Avranno anche perso la luce, ma questi miei inutili occhi... non riescono a smettere di piangere! ('''Shu''') *'''Souther''': Io padroneggio il Nanto Hō-ō Ken, la tecnica della fenice di Nanto, la più forte fra gli stili del Nanto Seiken... e nel mio corpo scorre il sangue di un imperatore! Fatti sotto come preferisci!<br>'''Kenshiro''': Perché non ti metti in guardia?!<br>'''Souther''': Perché la tecnica della fenice di Nanto non prevede guardie! La guardia è una forma di difesa, mentre il mio pugno contempla unicamente l'avanzata schiacciante! *I morti non sono un granché come vittime sacrificali. ('''Guardia''') *Non capisco i movimenti dei miei nemici con la vista e nemmeno con l'udito. È con l'anima che anticipo le loro mosse! ('''Shu''') *Non permetto nemmeno a una formica di opporsi a me! Un imperatore non è mosso dalla pietà, ma unicamente dal sangue sacrificale di coloro che gli si rivoltano contro! ('''Souther''') *A causa dell'amore le persone sono costrette a soffrire! A causa dell'amore le persone sono costrette a rattristarsi! ('''Souther''') ===Volume 8=== *'''Souther''': Puoi provarci quanto vuoi, ma con la tua Divina scuola di Hokuto non riuscirai mai a battermi! Di fronte al corpo che Dio ha donato al Sacro imperatore Souther, sei destinato unicamente alla sconfitta! Ti annienterò insieme all'amore!<br>'''Kenshiro''': L'amore non potrà mai essere annientato! *Questo mausoleo a croce rappresenta il mio ultimo atto di umanità verso il mio venerabile maestro! E sarà anche la tomba del mio amore e dei miei sentimenti! ('''Souther''') *Quando Nanto è nel caos, Hokuto fa la sua comparsa. I miei predecessori di Nanto sono stati costretti a una vita di paura e soprusi all'ombra di Hokuto. Però, oggi anche questa umiliazione avrà fine! Esiste un'unica stella polare! L'astro dell'imperaore del cielo che brillerà nel firmamento sarà la croce del sud... Sarà la stella della sovranità del Sacro imperatore Souther! ('''Souther''') *Tramite unicamente l'utilizzo dello spirito combattivo, la tecnica segreta del Tenha Kassatsu mi permette di colpire i punti di pressione dell'avversario senza neanche toccarli! ('''Kenshiro''') *Le correnti dell'energia vitale sono legate alla circolazione sanguigna e al sistema nervoso. I punti segreti di pressione sono i centri fondamentali di quelle correnti! ('''Kenshiro''') *'''Souther''': L'amore e i sentimenti portano con loro solo tristezza... Allora perché sei disposto a sopportare tale dolore? Perché ti vuoi fare carico di così tanta sofferenza?<br>'''Kenshiro''': Non portano solo tristezza e sofferenza. Sono sicuro che anche tu ricordi il calore dell'affetto. *'''Souther''': M-Maestro... [...] Mi... Mi faccia sentire ancora una volta quel calore... proprio come un tempo...<br>'''Kenshiro''': Che uomo triste. E tutto a causa dell'intensità del suo amore. *Toki, prima o poi dovrò combattere anche contro di te! Finché non avrò sconfitto sia te che Kenshiro, i miei più temibili avversari, non potrò stringere il cielo nel mio pugno! ('''Raoh''') *'''Toki''': Shin... Rei, Yuda, Shu... e infine Souther... Dei sei sacri pugni di Nanto ne sono già caduti cinque! Presto giungerà per te il momento in cui dovrai combattere anche contro l'ultimo di loro... Vai Kenshiro. È il destino a chiamarti.<br>'''Kenshiro''': E tu, Toki...?<br>'''Toki''': Anch'io... vivrò attenendomi al mio destino. La Divina scuola di Hokuto prevede un solo successore! *C... Che beffa del destino... Raoh, Toki e Kenshiro... Grazie a questi tre fratelli, la storia lunga 1800 anni della Divina scuola di Hokuto sta ora vivendo la sua epoca più gloriosa! Perché Dio ha inviato nella stessa era tre uomini così straordinari?! Ognuno di loro sarebbe potuto divenire un degno successore... ('''Koryu''') *La mia morte è vicina! Anch'io desidero terminare la mia vita come un guerriero. ('''Toki''') *'''Toki''': Avrei preferito concludere la mia vita in questo modo, aiutando i bambini e le persone malate...<br>'''Kenshiro''': E allora... perché?<br>'''Toki''': Il mio istinto... Quell'istinto che in passato mi ha portato a perseguire la via delle arti marziali, si è infine risvegliato! Ma più di ogni altra cosa, esiste per me un destino dal quale non potrò mai fuggire...<br>'''Kenshiro''': La battaglia contro Raoh... *'''Zengyo''': I palmi dell'ascesa al cielo di Hokuto... un gesto cerimoniale tramite il quale si giura che, anche se per errore l'avversario dovesse ucciderci, faremmo ritorno in cielo senza rancore o rimpianti!<br>'''Bat''': M... Ma allora hanno intenzione di...!<br>'''Zengyo''': Tutti gli uomini desiderano confrontarsi sempre con chi è più forte di loro... così da puntare alla supremazia! A maggior ragione se si tratta di maestri d'arti marziali... Anche se solo per un istante, combatteranno puntando il tutto per tutto! *'''Toki''': Probabilmente questa sarà la prima e ultima volta che io e te combatteremo... Ho sempre desiderato affrontarti. Lasciami sperimentare pienamente le tecniche del successore della Divina scuola di Hokuto.<br>'''Kenshiro''': Toki... L'uomo che ho sempre ammirato e a cui ho continuato a guardare come esempio... Colui che ha saputo padroneggiare le tecniche più aggraziate ed eleganti di tutti i 1800 anni di storia dell'Hokuto Shinken. *'''Kenshiro''': Toki, se solo tu non fossi stato afflitto dalla malattia...<br>'''Toki''': Era destino che io combattessi alla pari con te! Quello stesso destino che ancora non mi abbatte, ma che, anzi, sostiene e spingo questo mio corpo malato! *Kenshiro... Ti affido la mia anima. Mentre il mio corpo lo immolerò nel duello mortale con Raoh! ('''Toki''') *Se percorrerete la stessa strada, dovrete farvi carico dello stesso destino! Se siete fratelli, fareste meglio a scegliere cammini differenti. ('''Raoh''') *Stai venendo da me, Toki?! Dal giorno stesso in cui Ryuken ci adottò e cominciammo a muovere i primi passi nell'apprendimento della Divina scuola di Hokuto... il nostro destino era già segnato! ('''Raoh''') *Questo è il mio villaggio natio. È qui che sono nato e cresciuto. E una volta morto, è qui che tornerò. ('''Toki''') *Raoh... sei divenuto troppo forte, superando anche le aspettative del nostro maestro Ryuken! E di pari passo, è cresciuta in maniera spropositata anche la tua ambizione! ('''Toki''') *Movimento contro stasi... Irruenza contro calma... È proprio come se gli stili combattivi di entrambi rispecchiassero il loro modo di essere e vivere. ('''Kenshiro''') *'''Raoh''': Bene, non scorgo incertezze in te! E nemmeno timori! La morte imminente deve aver elevato la tua tecnica!<br>'''Toki''': Non è stato l'avvicinarsi della morte a elevare la mia tecnica! È stata la tua stessa esistenza, Raoh! *{{NDR|Flashback}}<br>Ascoltami, Toki. Se un giorno io dovessi perdere la retta via... voglio che sia tu stesso a sigillare il mio pugno! ('''Raoh''') *Toki... L'uomo che, dietro l'apparenza mansueta, nasconde nella profondità del suo animo un fuoco ardente! ('''Raoh''') *È giunto il momento che io onori la promessa! Oggi io ti supererò! ('''Toki''') *Musō Insatsu, l'ombra assassina libera da ogni pensiero! Rilasciato istintivamente e con la mente libera da pensieri, è un colpo midiciale con cui si riesce a percepire la presenza dell'avversario, comprendendone la distanza tramite l'aura omicida da questi emanata! ('''Kenshiro''') *'''Raoh''': Il timore della morte ti impedisce di trovare la giusta distanza per sferrare un colpo mortale. Contrariamente al tuo stile, la mia tecnica istintiva e scevra da pensieri rende la mia difesa impenetrabile, in quanto priva di ogni vulnerabilità!<br>'''Toki''': Di questo passo, non ho possibilità...<br>'''Kenshiro''': Con la sua tecnica flessibile, che sfrutta gli istanti in cui il nemico è più vulnerabile, Toki non può vincere contro la tecnica possente di Raoh... Inoltre, Toki è malato...<br>'''Raoh''': Toki! Se volevi davvero raggiungermi, perché non hai appreso la spietata tecnica possente?! La potenza equivale alla morte! La flessibilità alla compassione! Quella bontà d'animo che in passato non ti ha fatto perseguire la strada della forza, ti sarà ora fatale! *'''Toki''': Raoh, lo hai forse scordato?! Io volevo raggiungerti in tutto ciò che sei! [...] È stato il tuo stesso sangue che caldo mi scorre nelle vene a permettermi di padroneggiare il tuo stile di combattimento!<br>'''Raoh''': Tu hai acquisito la mia tecnica possente!<br>'''Toki''': Te l'ho già detto! Io volevo raggiungerti in tutto ciò che sei! [...] Avevo giurato a me stesso che non avrei usato questa tecnica... se non nel mio ultimo combattimento, ovvero quando ti avrei affrontato! Guarda il cielo! Dovresti scorgerla anche tu...! La stella messaggera di morte!<br>'''Raoh''': C... Cosa?! Su di me brilla la stella messaggera di morte!<br>[...]<br>'''Toki''': Avanti, Raoh! Caliamo il sipario sul nostro destino! *Il talento innato di Toki ha evocato la stella messaggera di morte su Raoh! Nemmeno Dio può presagire l'esito di questo duello voluto dal destino! Nella storia lunga 2000 anni di Hokuto esiste una profezia tramandata di generazione in generazione. "Quando due grandi guerrieri dotati di tecniche equivalenti si scontreranno, la stella messaggera di morte splenderà su entrambi!" ('''Kenshiro''') *Toki! L'uomo che ha sempre vissuto unicamente per il prossimo! Ma oggi, per la prima volta, questo stesso uomo ha deciso di combattere per realizzare le proprie aspirazioni! E sia! Prova pure a superarmi e a distruggere le ambizioni del grande Ken-Oh! ('''Raoh''') *Nei 2000 anni di storia di Hokuto, Toki è l'uomo che è riuscito a sviluppare le tecniche più eleganti della nostra arte! Ed è proprio negli scontri aerei che riesce a esprimere al meglio la loro quintessenza! ('''Kenshiro''') *'''Raoh''': La Divina scuola di Hokuto costituiva solo il primo passo verso la conquista del cielo. Non intendo fermarmi qui!<br>'''Toki''': Allora dovrò sigillare il tuo pugno!<br>'''Raoh''': Non ho scordato la nostra promessa. Sarai tu a impedirmi di usare le mie tecniche! Vieni e prova a sigillare i miei pugni quando preferisci. Uhuh...<br>'''Toki''': Raoh, fratello mio. Il più forte esponente dell'Hokuto Shinken. Se solo non fossi consumato da quella perversa ambizione, sia io che Kenshiro avremmo rinunciato volentieri alla disputa per la successione in tuo favore... *Credi che non mi sia accorto del segreto della tua tecnica possente?! Se solo tu non fossi stato malato, forse con la tua tecnica flessibile saresti riuscito a battermi! [...] Povero Toki... Il mio giovane fratello che, fin da piccolo, ha continuato a seguire i miei passi, mentre viveva un'esistenza segnata da un destino crudele! ('''Raoh''') *I punti Sekkatsu. Se attivati, permettono di acquisire una potenza straordinaria, anche se solo per un periodo limitatissimo. Tuttavia, allo stesso tempo, privano inesorabilmente della vita chi ricorre al loro potere... Sono dei punti di pressione terribili! ('''Kenshiro''') *Toki, non sono stato io a privarti della vita. La tua malattia lo sta già facendo al posto mio! Che assurdità che un uomo di Hokuto dalle straordinarie abilità come te debba perdere tutto a causa di un male tanto indegno...! ('''Raoh''') *Perché piangi, Raoh...? Proprio tu che hai trasformato le lacrime in ambizione e nella tua stessa tecnica possente... ('''Toki''') *Toki... Quel tuo grande cuore è rimasto lo stesso di un tempo. Quel tuo grande e triste cuore che, anche in punto di morte, desidera ostinatamente raggiungermi... È stato quel tuo cuore a far riaffiorare in me le lacrime che da tempo si erano seccate! ('''Raoh''') *Questo sangue sono le mie lacrime! Considera questo colpo come l'odio che tuo fratello maggiore prova nei confronti del tuo triste destino! [...] Adesso Toki, l'uomo che mirava a raggiungere il re delle tecniche assassine, è morto! Davanti a me cìè solo un uomo che lotta contro la propria malattia! Vivi serenamente il resto della tua vita. Se vuoi piangere, fai pure. Non ti rimprovererò più. ('''Raoh''') *Kenshiro! La leggenda del terrore di Ken-Oh ha ora inizio. Se desideri porre fine alla mia vita, vieni pure a sfidarmi quando vuoi! ('''Raoh''') *Mi domando chi, in questo mondo caotico... riuscirà mai a stringere nel proprio pugno quell'arcobaleno di speranza... ('''Ryuga''') *Il... Taizan Tenrō Ken, la tecnica del lupo del cielo del Monte Tai! Si dice che i suoi colpi siano talmente veloci che chi ne viene colpito prova una sensazione di freddo e muore prima ancora di avere il tempo di sanguinare! ('''Kenshiro''') *Il mio astro è [[Sirio]], la stella del lupo del cielo! La stella del lupo del cielo... l'astro che brilla con più intensità nella volta celeste, proprio come l'occhio di un lupo... Una stella indipendente che, senza schierarsi con alcuna divinità, ha scelto di divenire un lupo solitario che corre isolato nel firmamento! ('''Ryuga''') *Un singolo ramo marcio può logorare anche un grande albero! ('''Ryuga''') *Se hai paura, ribellati! Prova a sfuggirmi strappandomi il braccio a morsi, se necessario! Se non combatti, non smetterai mai di tremare! [...] Chi abbandona la propria volontà non è un essere umano! Non c'è nulla di umano nel passare la propria vita unicamente a sorridere e prosternarsi! ('''Raoh''') *Contro Ken-Oh, la resistenza passiva è un'arma del tutto vana! ('''Raoh''') *Ho appena compreso che la stella del lupo del cielo non diverrà mai un polo celeste. Quest'epoca non invoca il mio astro, ma Hokuto... ('''Ryuga''') *Raoh incute terrore nei bambini e li incita a combattere, mentre Kenshiro ne attira il cuore innocente. Non capisco... quale dei due alberi quest'epoca aneli. Quest'era brutale deve terminare. Perdonami, Yuria, mia amata sorella! Ma senza un grande e potente albero, questo mondo non potrà mai essere sanato! E perché ciò accada, mi trasformerò volentieri in un lupo demoniaco assetato di sangue! ('''Ryuga''') *'''Toki''': Perché vuoi uccidermi?<br>'''Ryuga''': La quintessenza dell'Hokuto Shinken è la rabbia. Senza rabbia, Kenshiro non potrà dare il meglio di sé!<br>'''Toki''': K... Kenshiro? V-Vuoi dire che con i tuoi occhi sei riuscito a scorgere il futuro di quest'epoca?! Ma tu hai scelto Raoh...<br>'''Ryuga''': Se Kenshiro dovesse uscire sconfitto dal duello con me... allora significherebbe che quest'epoca non ha bisogno di lui.<br>'''Toki''': Tutte quelle macchie di sangue sul tuo corpo... sembrano le tue lacrime!<br>'''Ryuga''': Dunque hai già capito tutto... Mi sono trasformato in un lupo demoniaco... per riuscire a scaraventare Kenshiro in un abisso di tristezza. E ho bisogno della tua morte per far sì che ciò accada. Lui non conosce ancora la vera tristezza. La tua morte metterà in moto il cambiamento di Kenshiro... Anzi, di questa intera epoca!<br>'''Toki''': Pff... Capisco. E allora uccidimi. Se la mia vita contribuirà alla nascita di una nuova epoca, divenendone le fondamenta, te la offro volentieri. ===Volume 9=== *'''Ryuga''': Non credevo possibile... che gli occhi del lupo del cielo non potessero scorgere il valore di uomo tanto grande. Ma ora ne sono certo... Quest'epoca non ha bisogno di Raoh... ma di Kenshiro.<br>'''Toki''': È il destino del lupo del cielo. Quando il mondo riversa nel caos, esso diviene messaggero dell'imperatore del cielo per invitare Hokuto sul campo di battaglia. *Non rattristarti, Kenshiro! Vivi trasformando la tristezza in rabbia! Ken-Oh intende governare per mezzo del terrore! Ma sarà tuo il compito di riportare la pace in questo mondo! ('''Toki''') *Andiamo, Ryuga! Uniamoci a coloro che si sono sacrificati dopo aver vissuto in quest'epoca preda del caos. Anche noi diverremo stelle e veglieremo su Kenshiro assieme a quegli uomini valorosi! Addio, Kenshiro! ('''Toki''') *Ken ha dovuto sopportare un'altra sofferenza... Però... ciò che lo rende sempre più forte, è proprio farsi carico di tutta quella tristezza. ('''Rin''') *La mia tecnica fa del vento un alleato, permettendomi di creare il vuoto al suo interno. E la forza di quei vuoti d'aria è tale da tagliare persino l'acciaio! ('''Hyui''') *'''Raoh''': Sentiamo il nome di questo stolto.<br>'''Hyui''': Io sono uno dei Goshasei, i cinque astri in cerchio! Hyui del vento!<br>'''Raoh''': Cosa?! Quindi...!<br>'''Hyui''': Mpf... Proprio così! Noi tutti assolviamo al compito di stelle protettrici dell'astro polare di Nanto! Sappi che non sarà Hokuto a conquistare il cielo! Colui che riuscirà a governare la volta celeste sarà il nostro astro... l'ultimo condottiero dei sei sacri pugni di Nanto! *N-Non smentisci la fama della tua terrificante potenza, Raoh! Ma il tuo fato è segnato! Ti aspetterò all'inferno! ('''Hyui''') *Dovresti sapere bene... che Nanto e Hokuto sono due facce della stessa medaglia. La vera pace tornerà a regnare soltanto quando questi due poli opposti si congiungeranno in uno solo! ('''Shuren''') *'''Shuren''': Gli uomini di Ken-Oh sono solo dei farabutti che hanno giurato fedeltà al loro signore perché mossi dalla paura! Se Ken-Oh verrà sconfitto, si disperderanno come scarafaggi!<br>'''Raoh''': Ooh... Se la pensi così, mettili pure alla prova! Capirai da te la potenza di questi miei uomini, stretti dalla morsa del terrore! [...] Tu ignori la forza di chi viene spinto unicamente dalla paura! Questi uomini non possono ritirarsi. L'unica cosa che li aspetta se lo facessero sarebbe morte certa per mano mia! Per riuscire a sopravvivere, non possono fare altro che avanzare! *'''Kenshiro''': Perché... l'ultimo condottiero di Nanto vorrebbe incontrarmi?!<br>'''Fudo''': Il mio signore... è per noi una luce eterna... Per tale luce, noi tutti solchiamo incessantemente i cieli e avanziamo instancabili lungo la terra. Per il bene del nostro condottiero, noi cinque astri... siamo disposti perfino a capitolare fino a ridurci in polvere, se ciò dovesse arrecargli anche il minimo beneficio! *'''Raoh''': Shuren... qual è l'origine di tanta ossessione?<br>'''Shuren''': Per il mio condottiero... Per la sua luce eterna! Q... Quella luce brillerà ancor di più grazie a Kenshiro... Invece se tu, Ken-Oh, ti frapponessi di fronte a essa, sommergeresti l'astro del nostro condottiero unicamente di lacrime! [...] E... E io non posso permetterlo! Non posso assolutamente permettere che ciò accada!<br>[...]<br>'''Raoh''': Capisco. Ma fiamme così tiepide non potranno mai ridurre in cenere la mia ambizione! *Ultimo condottiero di Nanto... aspetta e vedrai. Sommergerò di lacrime il tuo astro! ('''Raoh''') *Juza è il solo in grado di arrestare Ken-Oh... Cercate Juza! Juza delle nuvole è l'unico che può fermare la marcia di Ken-Oh! Fate in modo che le nuvole si destino! ('''Fudo''') *Vedo che ho pisciato sopra un rospaccio. ('''Juza''') *'''Juza''': Sappiate che ora queste donne sono proprietà mia... di Juza!<br>'''Scagnozzo #1''': Ha... Ha detto Juza?!<br>'''Scagnozzo #2''': È davvero lui...?!<br>'''Scagnozzo #3''': A... Altro che le donne! Dicono che dove passa lui non cresca più un filo d'erba!<br>'''Juza''': Ma dai? Mi conoscete? Ma vi siete dimenticati la cosa più importante. Ovvero che sono un figo da paura! *Col cavolo! Io non ho padroni e non prendo ordini da nessuno! Faccio come mi pare! Mangio quando ho fame e bevo quando ho sete! [...] Io vivo la mia esistenza in piena libertà... proprio come quelle nuvole. ('''Juza''') *Juza è l'uomo che ha rigettato la propria anima e rinnegato persino questo stesso mondo! ('''Raoh''') *La mia è una tecnica del tutto personale. E in quanto tale, è libera da ogni forma prestabilita! E proprio perché non ha forma, nessuno è in grado di anticiparla! ('''Juza''') *La potenza di una tecnica dipende dal talento naturale! Senza il talento, non è possibile perfezionare il proprio pugno! E il talento di Juza è decisamente temibile! Nemmeno io che sono il re delle tecniche assassine potrei sconfiggerlo facilmente! ('''Raoh''') *'''Yuria''': Anche Juza si è infine destato... Ma mi chiedo se sia giusto versare altro sangue...<br>'''Rihaku''': Non si lasci intaccare da simili dubbi. Guardi la popolazione di questa città! Qui vige libertà e uguaglianza! E la fama di questo luogo sta attirando altre persone! Quelle stesse persone che stavano per dimenticare l'importanza della pace e la luce della speranza!<br>'''Toh''': Tutto questo è unicamente merito del suo potere, mio condottiero!<br>'''Rihaku''': Lei è l'astro necessario a questo mondo sprofondato nel caos! Deve brillare per sempre con forza e intensità!<br>'''Toh''': ... E Kenshiro è necessario affinché lei possa continuare a farlo! *'''Raoh''': Juza!<br>'''Juza''': Chi non muore si rivede, Raoh!<br>'''Raoh''': Quindi il fantomatico "Juza delle nuvole" eri davvero tu! Ma dimmi, perché sei entrato in azione? Proprio tu che avevi scelto una vita solitaria dopo aver rigettato il tuo animo guerriero!<br>'''Juza''': Consideralo pure un capriccio delle nuvole. *Io non intendo ancora morire! Vivere è troppo divertente! Raoh! Mi puoi baciare il culo! Ahahah! ('''Juza''') *Come potrei lasciare al loro triste destino dei bambini che sono stati già abbandonati dal loro stesso padre?! ('''Fudo''') *Non ho interesse in un futuro raggiunto per mezzo del sangue e delle lacrime delle persone! ('''Kenshiro''') *Il dolore di queste ferite è durato un attimo... Ma il dolore per la tua morte sarebbe rimasto dentro di me per tutta la vita. ('''Kenshiro''') *'''Raoh''': E così sei tornato solo per gettare via la tua vita?!<br>'''Juza''': Non ho la minima intenzione di gettarla via. Ma lo sai come sono fatto, no? Odio la solitudine... quindi tu mi farai compagnia nel mio viaggio all'inferno! *'''Juza''': La quintessenza della mia tecnica risiede nel trovarmi con l'acqua alla gola, portandomi a combattere fino all'ultima resistenza possibile! Avere protezioni addosso mi renderebbe solamente imprudente! Raoh... capirai a tue spese quanto è potente chi combatte fino all'ultima resistenza che il suo corpo ha da offrire... La forza della tecnica di chi, di fronte a sé, ha solo la scelta tra la vita e la morte!<br>'''Raoh''': Juza, sembri proprio un topo in trappola che rischia il tutto per tutto pur di salvarsi la vita! Ma un topo non potrà mai sconfiggere un leone! *Il corpo di Ken-Oh è indistruttibile, incrollabile e incorruttibile! ('''Raoh''') *'''Fudo''': S... Signor Shin... Ha forse intenzione di sobbarcarsi l'infamia di aver ucciso la Signorina Yuria...?<br>'''Shin''': Proteggetela a ogni costo. Dal canto mio, mi macchierò ben volentieri di tale onta se questo le permetterà di vivere! Anzi, sarà la scusa perfetta per concludere il mio duello con Kenshiro! Un giorno, uno tra noi due... uno tra me e Kenshiro si presenterà nuovamente al cospetto di Yuria... Quindi fate in modo che lei non muoia fino ad allora! *Io ho finalmente stretto il cielo nel mio pugno! E tu sei la donna ideale per un uomo della mia levatura! Sono venuto a prenderti, Yuria! ('''Raoh''') *'''Toh''': Non esiste davvero un modo per farti rinunciare alla Signorina Yuria? Eppure dovresti sapere che il suo cuore appartiene al Signor Kenshiro!<br>'''Raoh''': È irrilevante! Non importa chi ami o quanto sia impura...! Ciò che conta è solo che alla fine lei sia al mio fianco!<br>'''Toh''': Uh... A... A tal punto... C... Come pensavo... Tu vedi in lei la figura di una madre!<br>'''Raoh''': Cosa?!<br>'''Toh''': La maternità rappresenta la caratteristica fondamentale di una donna... Per di più l'astro della Signorina Yuria, l'ultimo condottiero dei Nanto Rokuseiken, è la stella dell'amore materno! Proprio come Toki, il tuo cuore è stato rapito da lei perché entrambi voi fratelli siete cresciuti senza conoscere vostra madre... ===Volume 10=== *Non posso ancora vedere Yuria! [...] Finché ci sarà Raoh, Yuria sarà in pericolo di vita! Ed è proprio per questo che non mi rimane altra scelta se non affrontarlo ora! ('''Kenshiro''') *Finora io ho vissuto aspettandolo. Continuare a farlo è il mio destino, nonché la promessa che ci siamo scambiati! Rimarrò in attesa finché la sua battaglia con Raoh non si sarà conclusa. Non importa quanto a lungo dovrò attendere. ('''Yuria''') *Nemmeno con i miei sempre attenti occhi ero riuscito a scorgere l'incommensurabile valore del Signor Kenshiro! ('''Rihaku''') *In piedi, Raoh! È tempo che tu faccia ritorno in cielo! ('''Kenshiro''') *Potrai anche credere di essere diventato incredibilmente forte, Kenshiro, ma non riuscirai mai a sconfiggermi! Di fronte a Ken-Oh, l'indiscusso dominatore del cielo, tu non sei altro che un infante! ('''Raoh''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoh''': Ryuken, maestro, voglio chiederti un'ultima cosa. Ho saputo che nella Divina scuola di Hokuto esiste una suprema tecnica segreta chiamata la Rinascita libera da ogni pensiero. Di cosa si tratta?<br>'''Ryuken''': Mpf... Nemmeno io potrei insegnarti tale tecnica. Nei 2000 anni di storia di Hokuto, nessuno è mai riuscito ad acquisirla.<br>'''Raoh''': Cosa?!<br>'''Ryuken''': Il nulla è una forza invincibile... Tramite il nulla, attraverso una mente libera, trasmutare assenza in esistenza, e dunque rinascere... È questo il Musō Tensei, la Rinascita libera da ogni pensiero. R... Raoh... Per quanto tu possa diventare potente, non potrai mai apprendere questa tecnica segreta! E... E questo perché tu... a causa delle tue ambizioni smisurate ignori cosa sia la tristezza. So... Solo un individuo che si fa carico della tristezza può... *Ri... Riesco a vederlo... Il sangue che gli uomini prescelti hanno versato nelle battaglie contro il Signor Kenshiro scorre ora nelle sue vene! La tristezza scaturita da tali scontri ha impresso nel suo essere tutte le loro tecniche segrete... e più quel dolore era grande, più in profondità esse venivano incise in lui! ('''Rihaku''') *'''Raoh''': È... assurdo... Io, il grande Raoh... sto tremando...?<br>'''Kenshiro''': Quello che stai provando ora, è ciò che viene chiamato terrore, Raoh! *'''Raoh''': Kenshiro sta di nuovo provando compassione per gli altri? Che sprovveduto. I sentimenti non fanno altro che annebbiare il proprio pugno.<br>'''Toki''': No... È possibile che Kenshiro diventi il più forte di tutti noi. Il maestro Ryuken ha detto che gli uomini capaci di comprendere il dolore altrui sono in grado di trasformare quella tristezza in forza. E io penso la medesima cosa.<br>'''Raoh''': Pff... Uahahahaaah! Sciocchezze! Ascoltami bene, Toki! Se ci si pone come obiettivo di vivere unicamente per le arti marziali e di diventare i dominatori assoluti, non può esistere nel proprio cuore posto per qualcosa di effimero come i sentimenti! Ricorda queste mie parole! Il cielo premierà la mia concezione della vita, non quella di Kenshiro! *Cavami gli occhi! Rompimi le braccia! Ma non sfuggirai comunque alla morte! ('''Raoh''') *Ora Raoh è simile a un leone ferito! Se non lo sconfiggo al più presto, si trasformerà nella folle stella della violenza selvaggia che devasta qualunque cosa si trovi sul suo cammino! ('''Kenshiro''') *Essere compatiti dalla donna che si desidera è la più grande delle umiliazioni per un uomo! ('''Raoh''') *A me, Raoh, non serve più il titolo di re delle tecniche assassine! Diventerò il re demoniaco che distruggerà Kenshiro fino a farlo affogare in un mare di sangue! ('''Raoh''') *Fudo! Non è necessario che tu ti metta in cammino! Ti ho fatto la cortesia di venire io da te! Per estirpare la paura e divenire re demoniaco, ho bisogno del tuo pugno e della tua vita! ('''Raoh''') *'''Raoh''': Fudo il giusto, amato da tutti... Però, ciò di cui necessito adesso è il sangue di demone che è dentro di te! Per quanto ti ostini a indossare la maschera del virtuoso, in quel tuo corpo continua a scorrere sangue di demone. E è proprio di quello che ho bisogno ora!<br>'''Fudo''': E per quale ragione brami quel sangue? Sei forse impaurito prima dello scontro finale con Kenshiro?!<br>'''Raoh''': Fudo! Diventa un demonio e combatti contro di me! Altrimenti truciderò tutti i bambini! *[...] la paura per un guerriero è fonte di vulnerabilità e conduce il corpo alla rovina. L'unico modo che ho per liberarmi del terrore che ora avverto attorno alla figura di Kenshiro, è di assorbire lo spirito demoniaco di Fudo! ('''Raoh''') *Inghiotterò il terrore che mi attanaglia assieme al tuo sangue! ('''Raoh''') *Se io, Raoh, dovessi fare anche un solo passo indietro oltre questa linea, non abbiate pietà! Trafiggetemi la schiena con tutte le frecce a disposizione! [...] Se dovessi indietreggiare, meriterei di morire! Perché dimostrerei solamente di essere un fratello maggiore incapace, a cui mancano i requisiti fondamentali per vincere contro il proprio fratello minore! ('''Raoh''') *'''Raoh''': Il tuo corpo avrebbe dovuto essere già stato abbattuto ormai! Cosa lo sostiene a tal punto?!<br>'''Fudo''': Tu non potrai mai capire. Continuerei a combattere anche se del mio corpo rimanesse solo un brandello... Anzi, una semplice goccia di sangue!<br>'''Raoh''': Sei un uomo davvero sciocco! E va bene! Prova a farmi indietreggiare, così che io venga trafitto dalle frecce!<br>'''Fudo''': Tu non riesci davvero a comprendere. [...] Sono le anime di questi bambini che mi permettono di compiere ogni mio passo... Sei in grado di vederla? Riesci a scorgere la forza che alberga in questi sguardi tristi?! *Non ci sarà mai vittoria per un uomo che non conosce la tristezza! ('''Fudo''') *Non sarei mai voluto sopravvivere portandomi addosso l'onta della sconfitta! ('''Raoh''') *Il mio corpo è ineguagliabile e invincibile! E nonostante questo, la tristezza sarebbe in grado di vincere la potenza? ('''Raoh''') *Io, Raoh... poiché non conosco l'amore, non riesco a scorgere la tristezza. Cos'è l'amore...? Cos'è la tristezza?! Per comprendere ogni cosa non mi rimane che un'unica via! Yuria! Dammi la tua vita! ('''Raoh''') *'''Kenshiro''': Raoh, tu non stringerai mai il cielo nel tuo pugno! Giacerai qui assieme alle tue ambizioni!<br>'''Raoh''': Oramai per me il cielo non ha più la benché minima importanza! Anzi...! Forse il cielo che ho bramato per tutta le mia vita sei sempre stato tu! [...] Kenshiro. Il nome di colui che seppellirà il più potente successore di Hokuto sarà Raoh! Grazie a me, comincerà un nuovo corso della storia in cui solo chi è davvero forte vivrà! Kenshiro! Ti ridurrò in polvere! *Dinnanzi alla suprema tecnica segreta dell'Hokuto Shinken, il Musō Tensei, la Rinascita libera da ogni pensiero, vi è soltanto la morte! ('''Kenshiro''') *'''Raoh''': Io non conosco ancora il sentimento chiamato amore. Perdendoti, sarò probabilmente in grado di comprendere. Adesso io non riesco a vedere altri se non Kenshiro. Per me è lui l'unica cosa che conta a questo mondo!<br>'''Yuria''': Raoh...<br>'''Raoh''': Yuria, odiami pure. *L'unica cosa che posso fare per gli uomini che vanno implacabilmente combattendo... è lasciarli liberi di partire senza alcuna preoccupazione. Sarebbe difficile per te colpirmi se continuassi a guardarti negli occhi. Anch'io farò ritorno in cielo. ('''Yuria''') *Perdonami, Yuria! Continua a vivere dentro di me divenendo tristezza! ('''Raoh''') *Raoh ha rivolto il proprio pugno verso colei che amava... in lacrime... Osservando quella scena, tutti hanno compreso la crudeltà della guerra... e la forza dell'amore! E così hanno scelto l'affetto dei propri cari invece della spietatezza della battaglia. ('''Rihaku''') *Non mi serve la fama! Non mi serve la gloria! Ciò che desidero è solo la vittoria per mezzo del mio pugno! ('''Raoh''') *Ora che entrambi abbiamo raggiunto il nulla tramite la suprema tecnica segreta della Rinascita libera da ogni pensiero, le altre tecniche non sono più di alcuna utilità! In altre parole, è questo il vero nulla! Siamo tornati allo zero! Ciò significa che d'ora innanzi la nostra battaglia non sarà altro che la lotta di due neonati! ('''Raoh''') *C... Che strano... Sia in Raoh che in Ken non avverto traccia d'odio... A-Al contrario... Sembra no quasi... emanare purezza... ('''Rin''') *Probabilmente il prossimo colpo costituirà il nostro ultimo addio. Grande Raoh... Fratello mio. Sia io che Toki abbiamo sempre ambito a poterti raggiungere! Anche adesso quel tuo ricordo non sparisce dal mio cuore... Anzi, continua ad ardere senza sosta dentro di me! ('''Kenshiro''') *Guarda! Lo spirito combattivo di Raoh si sta disperdendo! Il turbamento dello spirito combattivo lascia all'avversario l'occasione giusta per attaccare! Di fronte alla tecnica libera da ogni pensiero di Ken, che non concede la minima incertezza allo spirito combattivo nemico, Raoh è spacciato! ('''Bat''') *K... Ken sta combattendo questa battaglia insieme alla tua anima. Sii testimone anche tu del momento che sta per giungere. Quello in cui la loro lunga battaglia volgerà finalmente al termine... e in cui le anime di entrambi troveranno per sempre la pace! ('''Rin''') *Il tuo cuore batte da solo. Mentre dentro di me pulsano intensamente i sentimenti per te e quelli per Yuria. La tua tecnica possente, in grado di spezzare la terra e i cieli, non ha potuto nemmeno salfire l'amore che io provo per voi! ('''Kenshiro''') *'''Toki''': Raoh... Ormai puoi dirlo... Perché non lo ammetti...? Confessa che non hai mai rinunciato all'amore! Confessa che anche tu hai impresso nel cuore quel sentimento!<br>'''Raoh''': Non posso! Non lo ammetterei nemmeno morto! Sarebbe un'umiliazione troppo grande per il mio pugno riconoscere di essere pervaso dall'amore! *Se con la mia vita sarà possibile riportare la luce in questo mondo... allora, ti prego. Fammi raggiungere il cielo per mano tua. ('''Yuria''') *Ora tutto mi è finalmente chiaro! Tu hai vissuto fino a oggi guardando costantemente la morte negli occhi. E questo perché tu, nei violenti scontri con i tuoi straordinari rivali e amici, sei sempre riuscito ad avanzare lungo l'insidioso confine che separa la vita dalla morte! ('''Raoh''') *Addio, Kenshiro. È tempo che io faccia ritorno in cielo... e che mi ricongiunga finalmente con Toki! Io, Raoh, non chiedo aiuto nemmeno per ascendere al cielo! ('''Raoh''') *Della vita che ho vissuto, non ho alcun rimpianto! ('''Raoh''') *Guardate. Nel mondo è tornato a splendere la luce. Tuttavia, se non fosse stato per Raoh, Kenshiro e la Signorina Yuria... il mondo sarebbe rimasto avvolto dalle tenebre per sempre. ('''Rihaku''') *Raoh. Sei stato il mio più formidabile rivale e il mio più grande amico. ('''Kenshiro''') *Per riuscire a governare su questo deserto di violenza, non esisteva altra via se non ricorrere al terrore. Tuttavia un dominio basato sulla paura non può condurre alla vera pace. Dopo aver completato la sua opera di unificazione, forse Raoh desiderava essere sconfitto da qualcuno che portava in sé il sentimento dell'amore... ('''Yuria''') *Raoh. Riposa in pace assieme a Toki. Io terrò stretto al mio petto il tuo esempio di vita, e proseguirò il mio cammino in qualità di successore della Divina scuola di Hokuto! ('''Kenshiro''') ===Volume 11=== *Ci fu un tempo in cui degli uomini combatterono... per lasciare in dono al mondo una pace momentanea, prima di scomparire tra cielo e terra. Però, col trascorrere dei giorni, il ricordo delle loro battaglie finì per essere sepolto dalla sabbia... svanendo inesorabilmente dalla memoria della gente..! [...] Con il passare degli anni, la pace generò una marcata divisione tra le classi sociali... mentre il mondo procedeva di nuovo verso un'epoca di grandi disordini. *'''Joe''': Ci stanno ingannando! Le leggi che hanno creato sono a loro esclusivo beneficio! Volete continuare a vivere così?! Io dico che è giunto il momento di ribellarci...!<br>[...]<br>'''Boia imperiale''': Che peccato... Pare proprio che nessuno voglia ascoltare i deliri di chi trama contro la legge...<br>'''Joe''': Gh... Ma quale legge?! Sono solo delle regole che ci avete imposto arbitrariamente!<br>'''Boia imperiale''': Ovvio. Perché siamo noi la legge. *Kenshiro, li sta osservando? Scorge anche lei questi due giovani che combattono mentre fieri sventolano il vessillo di Hokuto?! Li vede mentre sopportano innumerevoli ferite rimanendo stoicamente in attesa del suo ritorno?! Riesce a distinguere le loro figure che continuano a lottare trattenendo in loro il rimpianto di non averla al proprio fianco?! Se sente l'urlo straziante delle anime di questi giovani, allora la prego di apparire! Noi adesso necessitiamo ancora una vola della sua forza... Abbiamo disperatamente bisogno della luce di Hokuto capace di squarciare le tenebre di questo mondo sprofondato nel caos! ('''Rihaku''') *Non mi interessa chi viene giustiziato. [...] Ogni esecuzione servirà a far capire sempre di più al popolo che qualunque tentativo di ribellione è assolutamente inutile! Io, Bask, eliminerò chiunque andrà proclamando idee di rivolta...! Fin quando l'intera popolazione non si prostrerà ai nostri piedi! ('''Bask''') *'''Bask''': Dimmi il tuo nome.<br>'''Kenshiro''': Anche se tu lo sapessi, non avresti modo di dirlo a nessuno... *'''Ain''': Il mio nome è Ain. Non ho nulla contro di te, ma mi prenderò la tua testa.<br>'''Kenshiro''': E perché?<br>'''Ain''': Per la mia donna! *'''Ain''': Dimmi un po'. Tu ce l'hai una donna?!<br>'''Kenshiro''': No.<br>'''Ain''': Ma dai... Eppure hai la faccia di uno che ha successo con le ragazze... Pff... Be', meglio così. Almeno potrò massacrarti di botte senza farmi troppi problemi. *Che tipo... Pff... Ma pensa te... Me le ha proprio suonate... Chissà che lavata di capo mi farà la mia donna...? ('''Ain''') *Ormai siamo in ballo! Il fuoco della nostra ribellione non può essere spento! ('''Bat''') *'''Ain''': Io davvero non ti capisco... Si può sapere perché fai tutto questo?<br>'''Bat''': E tu? Perché fai il cacciatore di taglie?<br>'''Ain''': Mica lo faccio perché mi piace. Io devo occuparmi della mia amata figlia. Ecco perché!<br>'''Bat''': Però, vedi... la figlia di un cacciatore di taglie sarà per sempre la figlia di un cacciatore di taglie... e lo stesso vale per la figlia di uno schiavo! E io questo non lo sopporto! Vivere o morire al giorno d'oggi non fa molta differenza. E noi, prima o poi, creperemo tutti comunque. Quindi, tanto vale... provare a cambiare il mondo per le persone a cui teniamo. *Non avrei mai pensato che essere un ricercato fosse più eccitante che fare il cacciatore di taglieee! ('''Ain''') *Come il sole sorge riversando su di noi i suoi caldi raggi... allo stesso modo, vorrei che gli uomini del nostro tempo unissero le loro forze per dare vita all'alba di una nuova era... ('''Rihaku''') *Il capo rappresenta la volontà della sua gente! Se si sconfigge il capo, allora scompare anche la volontà di coloro che lo seguivano. ('''Falco''') *D'ora in poi vi è proibito tramandare la storia di Hokuto e Nanto! Non avrò pietà nemmeno per donne o anziani, se questi si rivelassero essere a capo di gruppi ribelli! A brillare nel firmamento sarà unicamente la stella madre dell'imperatore del cielo... La stella polare dell'origine suprema! Gli astri di Hokuto sono da sempre il carro da guerra dell'imperatore... Essi non sono mai stati altro che guerrieri al suo servizio! Che proprio Hokuto abbia osato innalzare il suo vessillo contro il nostro imperatore è un crimine d'inaudita gravità! Eliminare Hokuto è un editto imperiale! Da questo momento ha inizio l'era dell'imperatore del cielo! L'era del Gento Kōken, l'Imperiale scuola di Gento... ovvero la scuola della stella primigenia! ('''Falco''') *Alla fin fine, quella di Hokuto è una costellazione che brilla solo di notte! È impotente dinnanzi al Gento Kōken, l'Imperiale scuola di Gento! ('''Falco''') ===Volume 12=== *'''Buzz''': Hokuto e Nanto sono le uniche forze al mondo in grado di sconfiggere l'imperatore del cielo! Ora che il fuoco della ribellione di Hokuto si è innalzato, anche Nanto è entrato in azione!<br>'''Gill''': L'unica ragione per cui freneticamente ti ostini a voler annientare Hokuto e Nanto, è perché temi l'unione delle nostre scuole in una sola! *'''Rihaku''': Q-Quindi l'imperatore del cielo avrebbe iniziato la sua marcia contro di noi?!<br>'''Soldato''': Sì, signore!<br>'''Rihaku''': Allora ciò che dobbiamo temere adesso è il Gento Kōken, l'imperiale scuola di Gento!<br>'''Soldato''': L'imperiale scuola di Gento?<br>'''Rihaku''': Esatto... Sia la natura dell'Hokuto Shinken che del Gento Kōken è quella di essere i pugni a difesa dell'imperatore del cielo! Ma se la quintessenza dell'Hokuto Shinken risiede nella distruzione del corpo umano dall'interno, quella del Gento Kōken prevede unicamente l'annientamento totale del nemico! In altre parole, essa è una tecnica capace di tramutare lo spirito combattivo generato nel profondo del corpo in lame che recidono istantaneamente le cellule dell'avversario fino a distruggerle! Coloro che sono riusciti a perfezionarne i segreti vengono chiamati "gli uomini dalle mani splendenti"... In passato quest'arte marziale era considerata superiore perfino alla Divina scuola di Hokuto stessa! *C-Complimenti... Quindi è questo il potere della Divina scuola di Hokuto... Ma sappi che Falco è la luce che scuote i nostri cuori! E per tale luce, io ho il dovere di abbatterti qui... anche a costo di sacrificare la mia stessa vita! ('''Soria''') *Nessuno al mondo è in grado di scalfire neanche un lembo della mia pelle! ('''Falco''') *'''Soldato''': N... Noi tutti siamo disposti a sacrificare la vita per il nostro generale!<br>'''Ain''': C-Che assurdità! Falco non prova niente per voi! Non ha versato neppure una singola lacrima!<br>'''Soldato''': No... Il generale... Il generale Falco ha già pianto tutto il proprio dolore per noi soldati... Ormai le sue lacrime si sono tutte completamente prosciugate... *Sei stato bravo a schivarlo! Ti faccio i miei complimenti! Ma sappi che il Gento Kōken è l'arte marziale capace di annientare completamente le cellule del corpo umano! Essa tramuta lo spirito combattivo dentro di noi in lame che, con fendenti attacchi, sono in grado di dissolvere il nemico come vapore, o di congelarlo come ghiaccio! ('''Soria''') *Io, Soria della luce purpurea, non ho perso contro di te! Ho solo offerto la mia vita al mio generale, il grande Falco della luce d'orooo! ('''Soria''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoh''': Sei tu Falco del Gento Kōken?!<br>'''Falco''': Sì!<br>'''Raoh''': Intendi combattere o ti sottometterai a me?! Scegli!<br>'''Falco''': Nessuna delle due scelte. Voglio che tu proceda ignorando questo villaggio!<br>'''Raoh''': Mmh?!<br>'''Soldato''': Falco, perché non lotti?<br>'''Falco''': Se lo affrontassi, forse potrei uccidere Raoh, ma probabilmente perirei anch'io. Inoltre, una volta morto Raoh, gli abitanti del nostro villaggio sarebbero tutti sicuramente uccisi dai suoi soldati! Liberi dal giogo del terrore, quei maledetti si trasformerebbero in una folla selvaggia impossibile da controllare!<br>'''Raoh''': Mpf... Che perspicacia...<br>'''Falco''': Ma non ti chiedo di rinunciare ai tuoi piani di conquista... senza offrirti nulla in cambio! Avrai una gamba dell'uomo che si fregia del titolo di più potente esponente dell'Imperiale scuola di Gento! {{NDR|Si amputa la gamba destra}} Non permetterò che venga versata nemmeno una goccia del sangue degli abitanti di questo villaggio! *'''Bat''': E quindi si è mozzato la gamba destra per salvare la sua gente?!<br>'''Rihaku''': Sì. Ora probabilmente porta una protesi!<br>'''Bat''': Ma... Ma allora perché un uomo così generoso è servo dell'imperatore del cielo...?! Dovrebbe odiarne la tirannia più di chiunque altro!<br>'''Ain''': Ben detto! Perché uno come lui non ammazza e basta l'imperatore?!<br>'''Rihaku''': Perché non può farlo! È una regola che si è imposto lui stesso! *{{NDR|Flashback}}<br>Accetto la tua gamba. Essa non vale soltanto un villaggio, ma un'intera nazione! ('''Raoh''') *Ora che ci rifletto... il caos di cui oggi siamo testimoni è stato causato interamente dalla mia ingenuità. Vi chiedo perdono, avi di Gento! Forse i duemila anni di storia dell'Imperiale scuola di Gento termineranno con me. Se solo quella volta avessi ascoltato Raoh {{NDR|ed ucciso Jako}}... [...] Vedere mia madre, ormai anziana, pregare in lacrime mi impedì di ucciderlo. Quando mia madre morì, lui prese in ostaggio l'imperatore del cielo per garantire la propria incolumità! E spacciando il proprio volere per quello dell'imperatore, ha edificato la capitale. La mia mancanza di fermezza ha causato questa situazione! ('''Falco''') *Tutto ha avuto inizio a causa mia. Quindi se dovessi morire, farò in modo che tutto venga in cielo con me! ('''Falco''') *Non posso esimermi! È questo il fato di Gento! ('''Falco''') *'''Kenshiro''': Riconosco che il tuo spirito combattivo è privo di qualsivoglia offuscamento o incertezza!<br>'''Falco''': Io, Falco, non sto affrontando questa battaglia nella speranza di sopravvivere! Considerami l'ultimo cancello per riuscire a entrare nella città capitale!<br>'''Kenshiro''': Allora ti valicherò per il bene dei miei amici! Non esistono altre strade per me! *'''Kenshiro''': Vedo che con quella protesi non riesci a penetrare la mia difesa in maniera adeguata.<br>'''Falco''': Mmh?!<br>'''Kenshiro''': Mi sono colpito il punto di pressione Jōketsukai! Ora nemmeno io potrò muovere la gamba destra!<br>'''Falco''': Cosa...?!<br>[...]<br>'''Kenshiro''': Per un atto di altruismo, hai offerto quella gamba a Raoh senza opporre resistenza. Se ti uccidessi approfittando del tuo svantaggio, Raoh ne rimarrebbe sicuramente deluso!<br>'''Falco''': Non vuoi essere in debito, dunque?<br>'''Kenshiro''': No. Semplicemente è così che combattono i guerrieri della Divina scuola di Hokuto!<br>'''Falco''': Complimenti, uomo di Hokuto. Hai scelto una morte estremamente onorevole! *'''Kenshiro''': Rispondi solo a una domanda, Falco! Chi è l'imperatore del cielo?! Chi è davvero questa persona che stai proteggendo a ogni costo?!<br>'''Falco''': Vi sono due cieli! Anche tra le vostre fila c'è un imperatore!<br>'''Kenshiro''': Che... cosaaa?! *{{NDR|Flashback}}<br>Può esserci un solo imperatore del cielo! Lo dice la legge, Falco! Il cielo è uno solo! Se si lasciassero crescere due stelle gemelle, il firmamento si scinderebbe sicuramente a metà! Le stelle gemelle sono fonte di sventura per la volta celeste! ('''Jako''') *Anche se perdessi il 99% del mio corpo, mi basterebbe un solo dito per eliminare un miserabile come te. ('''Falco''') ===Volume 13=== *'''Myu''': Cosa c'è oltre queste acque?<br>'''Falco''': Una terra che dà alla luce demoniaci guerrieri votati unicamente alla lotta! A governare tale luogo sono le leggi marziali! Si dice, intoltre, che lì esista un'arte con 4000 anni di tradizione alle spalle, da cui avrebbero avuto origine le tecniche di Hokuto, Gento e Nanto! Laggiù soltanto l'1% dei maschi sopravvive! È una terra spietata, dove solo chi riesce a vincere cento combattimenti all'ultimo sangue entro i quindici anni ha il diritto alla vita! *Il luogo verso cui ti stai dirigendo è l'inferno! Quella terra è impregnata del sangue versato da terrificanti uomini che, fin dalla nascita, hanno dedicato le loro vite unicamente alla lotta. Gli Shura! ('''Akashachi''') *Vi sono nemici che io devo affrontare e persone che io devo salvare... E anche se il mio corpo non dovesse più muoversi, anche se la mia anima si dovesse consumare, io ho il dovere di proseguire lungo il cammino tracciato per me. ('''Falco''') *La morte si addice... a chi infanga l'[[onore]] di un uomo! ('''Kenshiro''') *'''Kenshiro''': Qual è il tuo nome?<br>'''Guerriero Shura''': Mpf... Non mi è stato ancora concesso di avere un nome! Sono solo uno dei tanti Shura! Ma tu ignori completamente che... per acquisire anche solo il titolo di Shura, bisogna lasciare dietro di sé i corpi di centinaia di avversari! *'''Shachi''': La Divina scuola di Hokuto... Capisco... Quindi anche tu padroneggi una branca della scuola di Hokuto...<br>'''Kenshiro''': Una branca?! L'Hokuto Shinken non ha suddivisioni! L'unico pugno di Hokuto è quella della Divina scuola!<br>'''Shachi''': Uihih! Eh, no...! Ti sbagli, invece! Io so che in questa terra esiste una scuola di arti marziali che porta il nome di Hokuto e da cui discende la tua.<br>'''Kenshiro''': E tu conosci chi la pratica?<br>'''Shachi''': Sì! C'è una sola persona! Eeeheheh! Si tratta di uno Shura straordinario. *'''Shachi''': Quell'uomo è forte! Scommetto che sconfiggerà molti altri Shura e metterà in grande crisi queste terre! Però lui è solo un uragano scarlatto che va spargendo sangue dei propri avversari! Un giorno scomparirà anche lui insieme a tutti gli Shura!<br>'''Rin''': E... E cosa succederà dopo...?<br>'''Shachi''': Splenderà un altro Hokuto! *'''Guerriero Shura''': L-L'Hokuto Ryūken...?!<br>'''Shachi''': La più forte fra tutte le arti marziali! Così ineguagliabile che risplende intensa e suprema al di sopra di ogni tecnica assassina come una gemma lucente! Per questa ragione il suo nome è Hokuto Ryūken, ovvero la Risplendente scuola di Hokuto! *Gli uomini non vivono unicamente per se stessi! ('''Shachi''') *L'obiettivo degli uomini di questa terra è uno solo: vincere in battaglia. Gli Shura che affollano questi luoghi si divorano l'un l'altro. Tutto per loro dipende unicamente da quante persone riescono a uccidere... e da quanto forti riescono a diventare. Ma c'è qualcosa di sbagliato in questo. Hanno dimenticato qualcosa di importante. Anchio faticavo... a ricordarlo. Ma mia sorella sa di cosa si tratta. ('''Tao''') *'''Bambino''': Che cos'è l'[[amore]]? Non avevo mai sentito questa parola.<br>'''Reia''': Se una persona che vi piace o un vostro amico morisse, vi sentireste tristi, vero?<br>'''Bambino''': Sì.<br>'''Reia''': Quello è un sentimento che nessuno vi ha insegnato a provare. Anzi, è un'emozione innata impossibile da perdere. Per quanto funestate da violenze e tradimenti... l'amore è il luogo dove le persone possono trovare finalmente pace. *L'Hokuto Ryūken, la risplendente scuola di Hokuto, è un'arte marziale letale... È la tecnica più malvagia al mondo! Grazie a essa, Shachi potrebbe conquistare questa terra. Ma se ci riuscisse, le conseguenze sarebbero ancora più tragiche di quelle attuali! ('''Reia''') *Mai abbassare la [[Riguardi|guardia]] credendo di aver battuto un avversario se prima non si è riusciti effettivamente a ucciderlo! ('''Shachi''') *Quando la guardia viene a mancare, la posizione di difesa si trasforma inevitabilmente in un'apertura completamente esposta agli attacchi improvvisi del nemico! ('''Shachi''') *All'[[inferno]] avrai tempo per maledire la tua ingenuità! ('''Shachi''') *'''Kaiser''': Vuoi forse continuare a divorare Shura per divenire un dio?<br>'''Shachi''': Voglio diventare molto di più! Dio sarà mio servitore.<br>'''Kaiser''': Pfff... Stolto. Ti esalti tanto solo per avermi battuto?! Persino tu dovresti sapere che in questa terra vi sono tre comandanti supremi venerati come divinità della guerra! L-la cicatrice che ho sul petto me la inferse molto tempo fa uno di loro, Han! Già a quel tempo non fui in grado di distinguere nemmeno uno dei suoi colpi... *'''Reia''': Si dice che l'Hokuto Ryūken sia in grado di divorare persino dio... e che corrompa tutti i suoi praticanti, al punto da tingere ogni goccia del loro sangue con gli oscuri colori dell'ambizione. Proprio come è accaduto a Shachi, dopo essere divenuto uno dei successori.<br>'''Kenshiro''': Uno dei successori?!<br>'''Reia''': Anche Han, il terzo comandante supremo degli Shura, è maestro della Risplendente scuola di Hokuto! *Sulla [[scacchiera]] del tuo destino, l'unica mossa che ti rimane è rinunciare alla vita! ('''Kenshiro''') *Se tu riesci a penetrare la mia [[difesa]]... significa che anch'io posso penetrare la tua! ('''Kenshiro''') *I giochi più divertenti al mondo sono quelli in cui si mette in palio la propria vita! ('''Han''') *'''Shachi''': Devi sapere che... da tempo ormai si narra della venuta di un salvatore in queste terre... La leggenda di un uomo... che non è Kenshiro! [...]. Non potevo aspettare quell'uomo che tutti consideravano il salvatore...<br>'''Rin''': E... E come si chiama quell'uomo?<br>'''Shachi''': Il suo nome è Raoh! ===Volume 14=== *{{NDR|Flashback}}<br>Esistono ancora stolti che ignorano la mia potenza. ('''Raoh''') *{{NDR|Su Raoh}} Era un dio della guerra... un autentico e inarrestabile dio combattente! ('''Shachi''') *Più l'avversario è forte, più Ken diventa potente. Colui che erediterà la leggenda di Raoh... sarà Kenshiro! ('''Rin''') *'''Jukei''': La Risplendente scuola di Hokuto è un arte proibita! Ma io ho trasgredito al divieto insegnandola a tre uomini... vale a dire i tre comandanti supremi!<br>'''Reia''': M-Ma perché erano tutti certi che Raoh sarebbe arrivato? Perché il popolo, gli Shura e persino i comandanti supremi hanno sempre continuato a credere nella leggenda di Raoh...?<br>'''Jukei''': Perché questa è la terra natale dell'Hokuto Shinken e dello stesso Raoh! E ogni uomo è destinato a tornare nel proprio luogo d'origine! *'''Han''': È accaduto tutto più di 20 anni fa... quando il mondo si stava inesorabilmente dirigendo verso il conflitto finale. La nostra terra, vessata dall'invasione di una potente nazione militare, stava per essere completamente annientata. E così, comprendendo che la civiltà si sarebbe estinta facendo ripiombare l'umanità a uno stato primitivo... Jukei, il maestro dell'Hokuto Ryūken, fece salpare tre bambini da questa terra. [...] Quando una civiltà riparte dal nulla, è la violenza a regnare! Il potere marziale! E fu proprio questo il motivo per cui Jukei inviò voi tre presso il successore dell'Hokuto Shinken!<br>'''Kenshiro''': Cosa?!<br>'''Han''': Esatto... sto parlando di te e dei tuoi due fratelli, Raoh e Toki. *'''Jukei''': Mandai quei tre da Ryuken. Eppure la mia inquietudine non si dissipò. Dovevo assicurarmi che al mondo ci fosse una tecnica in grado di governare su quest'epoca in balìa della violenza! Ma fu un errore tremendo! L'atrocità dell'Hokuto Ryūken corruppe le anime di Han, Hyoh e Kaioh! Il pensiero mi perseguitò a tal punto che decisi contemporaneamente di insegnare a tre ragazzi originari di questa terra la Risplendente scuola di Hokuto! Tuttavia adesso anche questo avrà fine. Raoh risolverà ogni cosa.<br>'''Tao''': P-però è strano. L... La persona che sta combattendo contro Han non è Raoh...<br>'''Jukei''': Cosa?!<br>'''Reia''': M-Mi pare di ricordare che il suo nome fosse Kenshiro.<br>'''Jukei''': C... Come hai detto?! *'''Han''': Sei davvero forte. Non a caso hai battuto Raoh... Ma non potrai mai sconfiggere Hyoh, il secondo comandante supremo!<br>'''Kenshiro''': Cosa?! Che intendi dire?<br>'''Han''': Per quanto tu possa essere più forte persino di Raoh... solo Raoh avrebbe potuto sconfiggere il comandante supremo Hyoh! Ti attende un cammino più spaventoso persino dell'inferno stesso! *Sento il mio sangue ribollire! Proprio quando ho combattuto contro Raoh... Sento un destino di sangue provenire da questa terra. M-Ma perché?! ('''Kenshiro''') *Ormai non ho altra strada davanti a me! Sarò io a realizzare la leggenda di Raoh! ('''Kenshiro''') *'''Reia''': [...] anche Kenshiro è molto forte. Forse potrebbe fare le veci di Raoh e liberare questa terra.<br>'''Jukei''': Non succederà! Anche se fosse più forte di Raoh, c'è una ragione per cui Kenshiro non potrà mai battere il secondo comandante supremo!<br>[...]<br>'''Reia''': E... E perché?! Per quale motivo Kenshiro non può battere Hyoh...?<br>'''Jukei''': Perché Hyoh... è il fratello maggiore di Kenshiro! Loro due condividono lo stesso sangue e gli stessi genitori! [...] Non riesco ancora a dimenticare quel giorno. Sebbene agii in nome di una nuova era, fui io colui che li separò! [...] Hyoh ha sempre avuto un cuore d'oro! Ma la bontà è inutile lungo la via del pugno! E fu proprio questo il pensiero che mi portò a decidere di cancellargli tutti i ricordi passati... [...] Nel momento in cui lo istruii nell'arte dell'Hokuto Ryūken, lo privai della memoria con queste stesse mani! Ma anche se i suoi ricordi sono stati sottratti, il suo onorevole animo non è mutato! Hyoh adesso considera come suoi veri fratelli i suoi compagni della Risplendente scuola di Hokuto... Han e Kaioh! *L'ombra di Kaioh non è umana...! Un'oscurità demoniaca accompagna sempre il suo passaggio! ('''Tao''') *Durante i 4000 anni di storia di questa nostra terra... sono state tramandate molte altre leggende, ben prima di quella di Raoh! Esse narravano di come, quando in passato questa terra era ormai prossima al tracollo, fossero apparsi degli straordinari salvatori! La loro forza era tale da consumare i malvagi in un istante. E poiché il loro intervento non poteva che essere un prodigio ultraterreno, il popolo finì per venerarli alla stregua di divinità! Quegli uomini erano i successori dell'Hokuto Shinken, la Divina scuola di Hokuto! [...] Tuttavia, pur possedendo la medesima forza, la Risplendente scuola di Hokuto è stata cancellata dalla storia! Per ben 1800 anni è stata disprezzata e perseguitata perché reputata un'arte demoniaca! Ma la nostra umiliazione terminerà con la mia generazione! E questo perché io, Kaioh dell'Hokuto Ryūken... diventerò l'artefice di una nuova era! Rin! Figlia dell'Imperatore del Cielo! Tu sarai testimone all'annientamento dell'Hokuto Shinken! ('''Kaioh''') *Ciò che devo colpire è la maschera di menzogne che indossi! ('''Jukei''') *'''Hyoh''': Cosa c'è di tanto importante... in questi miei ricordi?!<br>'''Jukei''': L'unico metodo per sconfiggere Kaioh! In te è celata la chiave per rimuovere il sigillo imposto sul vero potere di Hokuto! *L'Hokuto Ryūken non genera altro che demoni. E ora il comandante supremo Kaioh è divenuto il colossale e onnipotente demonio che regna incontrastato sul regno demoniaco! L'armatura che Kaioh indossa non serve a proteggerlo! Essa ha il compito di sigillarne lo spirito combattivo demoniaco che fuoriesce da tutto il suo corpo persino quando egli è immobile! E quando quell'armatura sarà completamente distrutta, accadrà qualcosa d'inimmaginabile! ('''Jukei''') *Il mio spirito combattivo è disperatamente assetato di sangue...! Del sangue della Divina scuola di Hokuto! ('''Kaioh''') *'''Jukei''': Ascoltami bene, Hyoh! Tu e Kenshiro siete fratelli! In voi scorre il sangue della dinastia principale di Hokuto!<br>'''Hyoh''': Che... Che cosaaa?!<br>'''Jukei''': Ed è proprio il pugno della dinastia principale di Hokuto che ha dato origine alla Divina scuola e alla Risplendente scuola!<br>'''Hyoh''': La dinastia principale di Hokuto...?<br>'''Jukei''': Esatto. Solamente un discendente della vostra stirpe, venuto al mondo con un'innata predisposizione per la lotta, può apprendere l'arcano colpo capace di sigillare la Risplendente scuola! E quel discendente è Kenshiro! *Non crucciarti cercando di capire! Sappi solo che tu morirai! ('''Kaioh''') *Stolti! Stolti tutti coloro che in questa nostra terra attendono un salvatore dalla Divina scuola di Hokuto, continuando a sperare nella leggenda di Raoh! Il salvatore è già qui! Io sono il salvatore di questo mondo! ('''Kaioh''') *La terra degli Shura è un paradiso terrestre! E in questa nostra terra utopica, ai deboli non deve spettare altro che la morte! ('''Kaioh''') *La Divina scuola di Hokuto non conosce disperazione! ('''Kenshiro''') *Per quanto riguarda la manipolazione dello spirito combattivo, l'Hokuto Shinken non è minimamente all'altezza dell'Hokuto Ryūken! Prima che i tuoi colpi possano raggiungermi, il mio spirito combattivo demoniaco li annulla, assorbendo tutta l'aura combattiva che li avvolge! ('''Kaioh''') *Detesto il sangue dell'Hokuto Ryūken che scorre nelle mie vene! Lo stesso sangue che per ben 1800 anni è stato disprezzato e rimosso dalla storia perché ritenuto linfa vitale putrida, volta alla creazione di un'arte demoniaca! Ma esiste un modo per scampare al destino della mia stirpe dannata! Purificare il mio sangue maledetto mischiandolo a quello dell'Imperatore del cielo! [...] Rin, tu darai alla luce la mia progenie! Così che possa avere inizio un nuovo corso della storia fondato sulla leggenda dei salvatori dell'Hokuto Ryūken! ('''Kaioh''') *Non posso competere con Kaioh! Ma posso almeno sacrificare la vita per permettere a Kenshiro di salvarsi! ('''Shachi''') *Altruismo, rettitudine e lealtà... Tutte queste tue caratteristiche sono semplicemente disgustose! Le detesto dal profondo del cuore! Nella mia nuova era non c'è posto per sentimenti simili! ('''Kaioh''') *Si dice che la quintessenza dell'Hokuto Shinken risieda nella rabbia e nella tristezza. E tale quintessenza è stata in grado di atterrire persino lo spirito combattivo di Kaioh. Anche se impossibilitato a muoversi, quest'uomo {{NDR|Kenshiro}} è stato in grado di continuare a combattere attraverso la propria anima! ('''Shachi''') ===Volume 15=== *Ora avrai compreso cosa rappresenta per me la dinastia principale di Hokuto. Nonostante io abbia in me il sangue di un demone onnipotente, da esso non potrà mai nascere nulla! Non finché al mondo esisterà il sangue della dinastia principale di Hokuto! Per quanto io, Kaioh, mi affatichi a diventare ancora più potente, sarò sempre sopraffatto da quel sangue! Tremante di fronte alle sue infinite possibilità! Io devo annientarlo! Anche a costo di divorare Dio stesso, finché quella linfa vitale non sarà estinta, non potrà mai giungere la mia era! ('''Kaioh''') *La... La tecnica di Ken si nutre di rabbia e tristezza... M-Ma quella di Kaioh è alimentata unicamente dall'odio! ('''Rin''') *Ogni cosa al mondo nasce solo in funzione di Kaioh! ('''Kaioh''') *'''Hyoh''': Sei ridicolo! Quale uomo diviene triste combattendo?!<br>'''Nagato''': Un tempo anche la vostra anima versava lacrime durante le battaglieee! *Nemmeno rivoltando il mio corpo da cima a fondo trovereste una singola lacrima! ('''Hyoh''') *'''Shachi''': Kenshiro, sei davvero deciso ad affrontare Hyoh?!<br>'''Kenshiro''': Se è mio fratello di sangue, a maggior ragione devo essere io a sconfiggerlo! *È giunta l'ora che i demoni onnipotenti sprofondino all'inferno! ('''Kenshiro''') *Sembra proprio che avrei dovuto colpirti con più forza... dato che sei ancora qui a blaterare! ('''Kenshiro''') *Se non posso colpirti nei punti di pressione, mi basterà ridurre quel tuo corpo in poltiglia! ('''Kenshiro''') *'''Kaioh''': Quel debole di Raoh, il miserabile che si è fatto contagiare dai sentimenti, venendo così sconfitto da una nullità come Kenshiro... era mio fratello minore!<br>'''Rin''': F-Fratello minore?! Ma allora...!<br>'''Kaioh''': Mpf... Rin... Adesso capisci perché finora ho tenuto celato il mio volto con un elmo?!<br>'''Rin''': Ah... Perché se si fosse saputo che tu e Raoh eravate fratelli...<br>'''Kaioh''': Pff... Esatto. La leggenda di Raoh non avrebbe mai preso piede se si fosse venuto a sapere che esisteva un suo familiare così simile a lui.<br>'''Rin''': Ma... Ma allora la leggenda di Raoh...<br>'''Kaioh''': Uuuhuhu! Sono stato io a originarla! Io ho creato e alimentato quella leggenda! Sì! *'''Kaioh''': I sentimenti... l'amore... essi non sono che il marchio che contraddistingue gli stolti! È naturale che quello sciocco di mio fratello minore sia morto!<br>'''Rin''': Eppure tu non saresti mai riuscito a battere Raoh. Se vi foste sfidati, sono certa che tu avresti perso.<br>'''Kaioh''': Cosa?!<br>'''Rin''': Sì, perché i veri vincitori sono proprio coloro che vivono per quella futile cosa chiamata amore!<br>[...]<br>'''Kaioh''': Vaneggi, fose, Rin?! Fatico a credere che tu possa realmente pensare che i veri vincitori siano gli stolti che credono nell'amore!<br>'''Rin''': E... allora secondo te chi sono i veri vincitori?!<br>'''Kaioh''': Che domande! Ciò che trionfa alla fine è sempre e solo... il [[male]]! *Che senso ha essere condizionati dalla compassione e morire per amore? I sentimenti controllano e limitano gli esseri umani! Mentre il male non impone alcuna restrizione! ('''Kaioh''') *Io non rimpiango di aver vissuto per amore... per un amore così intenso da sembrare persino sciocco. ('''Hyoh''') *Si dice che gli uomini della dinastia principale di Hokuto, compreso nostro padre... abbiano tutti vissuto per l'amore di una donna. ('''Hyoh''') *Possibile che l'arcano colpo della dinastia principale consista proprio nell'amore...?! ('''Rin''') *Per ogni ferita di cui mi sono fatto carico, io ho anche accolto in me i sentimenti dei miei rivali! Persino Raoh ha lasciato il suo cuore dentro di me! ('''Kenshiro''') ===Volume 16=== *{{NDR|Flashback}}<br>'''Kaioh''': Raoh... Per quale ragione sei tornato?<br>'''Raoh''': Ho sentito le voci che circolano a proposito di questa terra... e ho deciso di appurarne la veridicità!<br>'''Kaioh''': E dunque...?!<br>'''Raoh''': Se trasformerai questo luogo in una terra abitata unicamente da spietati Shura... sta' pur certo che un giorno verrò a reclamarla per poi farla mia!<br>'''Kaioh''': Oooh... E perché non ci provi subito?<br>'''Raoh''': Non è il momento. Mi rimangono ancora molte cose da fare. Ma ricorda! Una volta sconfitto Kenshiro, ti giuro che tornerò! Con il tuo modo di agire, non stringerai mai il cielo nel tuo pugno! In questo mondo, può esistere un unico dominatore! *Sono stato la rovina di un uomo che sarebbe potuto divenire un eroe senza precedenti! Non morirò prima di rimediare alla mia colpa! ('''Hyoh''') *{{NDR|Flashback}}<br>Non te ne avevo mai parlato, ma ora voglio che tu sappia che ho un fratello maggiore dal quale sono stato separato quand'ero giovane. Adesso che sei divenuto il successore, significa che prima o poi saremo costretti a incrociare i nostri pugni. E se in quel frangente dovessi perdere, voglio che tu dica a mio fratello... che io sono conscio della sua profonda tristezza e che lo stimo più di chiunque altro! ('''Raoh''') *Raoh mi stimava? Pff... Uhuhuh... Uahah! Mio fratello era veramente uno smidollato! Allora quando lo raggiungerai all'inferno, digli anche che... l'unica ragione per cui è stato battuto da un guerriero del tuo livello è solo a causa del suo cuore troppo tenero! ('''Kaioh''') *Anche sfuttare metodi di combattimento per lottare senza respirare fa parte delle mie tecniche segrete! Io faccio ricorso a qualsiasi mezzo pur di vincere! ('''Kaioh''') *Io sarei forte?! Forse è questa l'impressione che do alla gente come te... Tuttavia...! Io sono sempre stato troppo debole per essere il primogenito della dinastia principale di Hokuto! Se io... Se solo io fossi stato più forte, allora l'animo di Kaioh non si sarebbe corrotto! ('''Hyoh''') *Hai capito, Kenshiro?! Chi rinuncia al proprio cuore vince, mentre chi coltiva sentimenti è destinato a morire! ('''Kaioh''') *Prima che tu possa infangare il tuo nome, divenendo in tutto e per tutto un re demoniaco... io ti giuro, Kaioh, che farò in modo che tu muoia come un eroe per mano mia! ('''Kenshiro''') *{{NDR|Flashback}}<br>Se mio fratello Kaioh dovesse smarrire la retta via, uccidilo con le tue mani! Perché nel profondo del mio cuore, io desidero che il ricordo che ho di lui resti per sempre quello di un eroe! ('''Raoh''') *[[Eroe]] è una parola priva di senso per chi come me ha intrapreso la via del male! ('''Kaioh''') *Circa duemila anni or sono, la dinastia principale di Hokuto dominava il mondo, fungendo da scudo eretto a difesa dell'incolumità dell'Imperatore del cielo. Tuttavia, ciò che ancora oggi rimane motivo di grande rammarico è che, a quel tempo, la suprema arte marziale assassina, la Divina scuola di Hokuto, non era ancora nata! Fu per questo che, una volta venuto a mancare l'imperatore, il mondo precipitò in un'epoca di guerre intestine e di grandi disordini! I sommi sacerdoti incaricati di tutelare la dinastia principale di Hokuto erano profondamente turbati! [...] Il dominatore che i sacerdoti desideravano doveva aver ereditato in sé il sangue della dinastia principale di Hokuto ed essere un individuo capace di creare una nuova, invincibile arte marziale assassina! Solamente un uomo del genere sarebbe potuto divenire il vero salvatore! Tuttavia, nonostante le loro preghiere accorate, la dinastia principale non diede alla luce un discendente maschio. A ereditarne il sangue furono solamente due giovani e splendide sorelle {{NDR|Ohka e Shume}}! E per uno scherzo del fato, entrambe quelle fanciulle partorirono i tanto attesi discendenti maschi{{NDR|, Ryoh e Shuken}}... nello stesso, tragico giorno! [...] Così pensando, i sommi sacerdoti della dinastia principale di Hokuto, tormentati dalla decisione su chi sarebbe dovuto diventare il successore, decisero di abbandonare i due infanti presso il Kōtendai, l'altare della discesa celeste, alla mercé di lupi famelici... Tutto, pur di riuscire a udire la voce del cielo! [...] In seguito, quella stessa notte, Shume, la sorella minore, scomparve. Accecata dall'amore, corse a salvare il proprio figlio Shuken! [...] Testimoni del sacrificio di Ohka {{NDR|per salvare Shume e Shuken}}, i sacerdoti tutelari rimasero profondamente colpiti dall'intensità del suo amore misericordioso. [...] E fu così che, in quel preciso istante, sorse il fondatore della Divina scuola di Hokuto... Shuken! Egli non dimenticò mai, neanche per un momento, l'amore di quelle donne che considerava entrambe come sue madri e portò a compimento la creazione dell'Hokuto Shinken, quale pugno più potente al mondo. Ma per via delle sue caratteristiche tanto eccezionali quanto tragiche, nonché della dolorosa vicenda occorsa in passato al momento della scelta dell'erede, stabilì anche che essere tramandante unicamente a un singolo successore per ogni generazione. In seguito, per onorare l'anima di Ohka, i sacerdoti tutelari eressero una statua di donna su cui vennero incisi i dettagli di quei tragici avvennimenti. Kaioh... Si dice che anche Ryoh, il figlio di Ohka, avesse una voglia a forma di sette stelle. Capisci cosa intendo? Quella voglia è la prova della gloriosa discendenza da Ohka! ('''Kenshiro''') *{{NDR|Flashback}}<br>Ascoltatemi bene, figli miei. I discendenti di Ryoh, abbandonato dalla madre, perderanno a loro volta l'amore e ne andranno alla perenne ricerca. Dunque qualcuno... Qualcuno dovrà insegnare loro cos'è l'amore. Ed è proprio questo il destino dei successori della Divina scuola di Hokuto. ('''Shuken''') *A ben pensarci, anche Raoh e Toki sono andati ricercando l'amore per tutta la loro vita... Kaioh! Se intendi infangare oltre quel glorioso sangue... allora sconfiggerti sarà un atto d'amore! ('''Kenshiro''') *Se provi odio, colpisci pure il mio corpo quanto vuoi! Ma ciò che non posso perdonarti... è il tuo essere così snaturato e corrotto! ('''Kenshiro''') *L'Hokuto Ryūken fa uso dello spirito combattivo demoniaco per disorientare il nemico. Esso è stato sviluppato con l'unico obiettivo di sopraffare le difese avversarie. Tuttavia l'Hokuto Shinken è il pugno dei campi di battaglia. E proprio il fatto che si sia formato attraverso un'infinità varietà di scontri, è ciò che ha reso possibile lo sviluppo di tutta la sua vasta gamma di tecniche segrete! ('''Kenshiro''') *Durante un combattimento, è il momento stesso in cui si rilascia il colpo quello in cui la guardia si abbassa maggiormente. ('''Kenshiro''') *Purtroppo per te, finora sei sempre stato come una rana in fondo a un pozzo, ignara dell'immensità dell'oceano! Non hai mai affrontato un avversario più forte di te! Io, al contrario, sono sopravvissuto a campi di battaglia popolati da uomini ben più potenti di me! ('''Kenshiro''') *Anche se non sono altro che una stella negletta e ripudiata... ho in me ancora l'orgoglio! Lo stesso che mi ha portato ad aspirare al cielo! Io non posso fare altro se non proseguire lungo la strada del dominatore! ('''Kaioh''') *{{NDR|Rivolto a Kaioh}} Anche tu sei stato, senza ombra di dubbio, un formidabile rivale e amico! ('''Kenshiro''') *'''Kaioh''': Sono stato testimone della potenza dell'Hokuto Shinken, la tecnica assassina più forte al mondo. Per la prima volta, io ho perso... Ma dimmi una cosa. C... Come sarebbe finita se io avessi appreso la Divina scuola di Hokuto?<br>'''Kenshiro''': Probabilmente sarei io quello riverso a terra adesso.<br>'''Kaioh''': [...] No... Non sarebbe cambiato nulla. Sarei stato comunque sconfitto da te. E questo perché io non provo compassione per i perdenti... [...] Ora che ci penso, anche io non sono stato altro che un debole... E proprio perché debole, ho vissuto tingendo la mia anima delle tinte oscure del male... Tutto nel tentativo di dar vita a una nuova era... Ma quello non si è rivelato altro che un sogno effimero... [...] Se solo ti avessi incontrato prima... Forse... Forse avrei accettato serenamente il mio destino... *'''Kaioh''': I... Io sono colui che ha trucidato la donna che amavi e che ti ha spinto nel regno demoniaco! So bene che il rancore che nutri nei miei confronti è così profondo che nemmeno la vendetta più feroce potrebbe estinguerlooo!<br>'''Hyoh''': No... Non sono venuto per attaccarti... I-Io volevo solo dirti una cosa. O-Ovvero che se io fossi stato più forte... se io fossi stato un degno primogenito della dinastia principale di Hokuto... tu non avresti smarrito la retta via... È tutto accaduto a causa mia... Perdonami!<br>'''Kaioh''': E-E tu saresti venuto fin qui solo per dirmi questo...?! Hyoh! Ti scongiuro, torniamo quei bambini di un tempo... e giochiamo ancora insieme! *Qui riposa mia madre! Avevo già stabilito da tempo che questo sarebbe stato anche il luogo della mia morte! [...] Addio, Kenshiro! ('''Kaioh''') *'''Kenshiro''': Rin ha sempre vissuto combattendo, fino a oggi. Tutto per riuscire a guidare Hokuto e dar vita a un salvatore. Ma ormai non è più necessario. Il suo compito è finito... Non occorre nemmeno che recuperi la memoria. È giunto il momento che lei viva pensando unicamente alla propria felicità!<br>'''Bat''': K-Ken!<br>'''Kenshiro''': Tu sei l'unico in grado di ricambiare l'amore di Rin!<br>'''Bat''': K... Ken, aspetta!<br>'''Kenshiro''': Bat... Ti auguro di essere felice insieme a lei! Addio! *{{NDR|Su Raoh}} Lui era grande, sì... Ma soprattutto era grande il suo ardente cuore! ('''Kenshiro''') *'''Kenshiro''': Odi i colpevoli?! Vuoi affrontarli?!<br>'''Ryu''': S-Sì!<br>'''Kenshiro''': Allora fallo con il tuo pugno e col sangue ardente che hai ereditato da Raoh! *Se lo si rimpinza a dovere, anche un [[lupo]] diventa inoffensivo come un maiale! ('''Koketsu''') *Sono finiti i tempi in cui i lupi vivevano come dei lupi. È arrivato il momento di allevarli come cani da guardia. ('''Koketsu''') *È l'[[onore]] a rendere gli uomini forti! ('''Ryu''') *Ormai sono solo un lupo a cui sono state strappate le zanne e che ha perso la propria forza! ('''Barga''') *Il sangue di Raoh non si lascia sopraffare dai cambiamenti di quest'epoca. Lo spirito dei lupi è ancora vivo! ('''Kenshiro''') *{{NDR|Flashback}}<br>Perché mi lecchi i piedi?! [...] Io ho bisogno di guerrieri! L'[[adulazione]] non è necessaria nella vita di un uomo! ('''Raoh''') ===Volume 17=== *La fine del topo di fogna ti si addice proprio. ('''Kenshiro''') *'''Ryu''': Ken... E ora dove andremo?<br>'''Kenshiro''': Questo è un viaggio senza meta. Serve solo per metterci alla prova... E quando questo viaggio si sarà concluso, comprenderai cosa dovrai fare... Ma ricordati che il viaggio si interromperà se mai tu decidessi di arrenderti. *Questo regno poggia le sue fondamenta su di me. Se io cadessi, anch'esso crollerebbe con me. ('''Asam''') *È solo affrontandolo con i propri [[Pugno|pugni]] che si può stabilire la tempra di un [[uomo]]! ('''Asam''') *'''Asam''': D-Dimmi, perché non mi hai finito?! Ero spacciato, ormai! Spiegami, ti scongiuro!<br>'''Kenshiro''': Il mio pugno sceglie con precisione gli avversari da abbattere. *Hokuto è la costellazione che presiede la morte. Quando Hokuto apparirà, bisognerà rivelare la propria tristezza e aprire il proprio cuore. E nel momento in cui una luce azzurra scuoterà la costellazione di Hokuto, la retta via ci verrà rivelata! ('''Asam''') *Anche se sono un re, rimango pur sempre un padre! ('''Asam''') *È dall'incontro con quell'oracolo che temo che il regno si divida! Per questo ho allevato i miei tre figli con imparzialità. Ero convinto che una qualsiasi disuguaglianza li avrebbe portati all'inimicizia. Ho dato loro la stessa istruzione, lo stesso insegnamento marziale e gli ho dedicato persino la stessa quantità del mio tempo. Anche i dolci li dividevo in tre parti uguali. [...] E ho sbagliato! Avrei dovuto lasciare che crescessero naturalmente, invece li ho costretti alla parità... Fu per questo che crebbero senza imparare a cedere. ('''Asam''') *Come può diventare re qualcuno inconsapevole della grandezza che lo circonda? Qualcuno che non ha esperienza del mondo, che non comprende il proprio popolo e che, soprattutto, ignora i sentimenti di un padre... ('''Kenshiro''') *Mai una supplica a Dio ha dischiuso il cammino della salvezza umana. Non sai, forse, che fra tutti gli essere viventi, l'uomo è il più inviso a Dio? ('''Baran''') ===Volume 18=== *Cosa può mai fare Dio per noi?! Pensi forse che ci salverà tendendoci la mano?! Ma non farmi ridere! Dio... non è altro che un ingannooo! In questo mondo non esistono né emissari né salvatori! ('''Baran''') *'''Satora''': Nessun uomo... si è mai sostituito a Dio!<br>'''Baran''': No! Uno c'è stato!<br>'''Satora''': Cosa?!<br>'''Baran''': Un uomo che tentò di stringere il cielo nel proprio pugno! Un titano! Si faceva chiamare Ken-Oh, il re delle techniche assassine! *'''Kenshiro''': Il tuo pugno non è nulla se paragonato a quello di Raoh!<br>'''Baran''': Co... Cosa?! Tu conosci Raoh?!<br>'''Kenshiro''': Era l'uomo più forte al mondo e la profondità del suo amore non aveva paragoni... Ma la sua brama di conquista nei confronti del cielo ne corruppe l'animo! *'''Kenshiro''': Ascolta, Baran. Nemmeno Raoh, che mi era superiore in abilità marziale, è riuscito a superare Dio.<br>'''Baran''': Pe... Perché?<br>'''Kenshiro''': Raoh l'aveva capito. Alla fine ciò che dà la salvezza alle persone non è la violenza, ma l'amore. Ma ormai... era incapace di interrompere quella sua furiosa corsa. Co... Così, pur di riuscire ad arrestarla... Volle il mio pugno! Volle che fossi io a fermarlo! *{{NDR|Flashback}}<br>Senza rinunciare ai sentimenti, non riuscirai mai a vendicarti di Dio! ('''Raoh''') *Ryu! A dispetto della tua giovane età, il tuo cuore è già stato segnato dalla coscienza della tristezza. Ormai non ho più nulla da insegnarti. D'ora in poi sarà il sangue che hai ereditato da Raoh a guidarti lungo il cammino. ('''Kenshiro''') *Ho capito, Ken. Non dimenticherò mai i giorni passati insieme a te. E... E un giorno, quando sarò diventato molto, molto più grande... proverò anche a superare mio padre Raoh! Ken! Te lo giuro! ('''Ryu''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Yuria''': P... Pare sia giunto per me il momento di tornare in cielo...<br>'''Kenshiro''': Y-Yuria!<br>'''Yuria''': Il... breve tempo che abbiamo vissuto qui, insieme... è stato così sereno... Mi è sembrato di vivere un sogno... K... Ken... P-Per questo adesso... voglio che tu mi dimentichi...<br>'''Kenshiro''': C... Che vuoi dire?!<br>'''Yuria''': Tu... non devi più pensare... a me... D'ora in poi c'è Rin...<br>'''Kenshiro''': R-Rin?!<br>'''Yuria''': Ti prego... Io l'ho capito. Rin ti ama profondamente. D'ora in poi... la stessa felicità che hai donato a me, finora... donala a Rin...<br>'''Kenshiro''': Y-Yuria!<br>'''Yuria''': È... il mio unico desiderio... Ti... supplico...<br>'''Kenshiro''': D'accordo.<br>'''Yuria''': Bene... *Io ho troppi ricordi... Dentro di me, si affollano le anime dei miei formidabili rivali e amici caduti in battaglia. ('''Kenshiro''') *Un vero uomo desidera sempre la felicità della donna amata! ('''Bat''') *Anche un esperto di arti marziali potrebbe essere colto di sorpresa di fronte a uno stile di lotta sconosciuto e per di più non convenzionale! ('''Bat''') *Ken, non ridere di me... ma tu hai sempre avuto la mia ammirazione... La prima volta che ho visto la tua potenza... dallo spavento, le gambe mi hanno ceduto e me la sono fatta addosso... E... E poi la tua gentilezza... Quando è morta l'unica donna che avevo mai considerato una madre... c'eri tu a sostenermi con forza... [...] Ken! Per me sei stato come un fratello maggiore! ('''Bat''') *Non osare farti vedere mai più, nemmeno all'inferno. ('''Kenshiro''') *Sulla mia tomba non occorrerà alcun nome! Se dovrò morire, sarà nel deserto, in mezzo alle battaglie! ('''Kenshiro''') ==Anime== ===''Ken il guerriero''=== {{FictionTV |titoloitaliano= Ken il guerriero |tipofiction= Serie anime |immagine= Hokuto No Ken tv series logo.png |didascalia= Logo della serie |dimensioneimmagine= |titolooriginale= 北斗の拳 |paese= Giappone |anno= 1984 – 1987 |genere= anime |stagioni= |episodi= 109 |regista= [[Toyoo Ashida]] |ideatore= [[Buronson]] e [[Tetsuo Hara]] |doppiatorioriginali=*[[Akira Kamiya]]: [[Kenshiro]] *[[Mie Suzuki]]: Bart *[[Tomiko Suzuki]]: Lynn *[[Toshio Furukawa]]: Shin *[[Yuriko Yamamoto]]: Julia *[[Kaneto Shiozawa]]: Rei *[[Toshiko Fujita]]: Mamiya *[[Takaya Hashi]]: Toki *[[Kenji Utsumi]]: [[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]] *[[Norio Wakamoto]]: Raoul (ep. 32)/Shuren *[[Ryuji Saikachi]]: Ryuken *[[Junji Chiba]]: Ryuken (ep. 5) *[[Kouji Totani]]: Jagger *[[Arisa Andou]]: Airy *[[Bin Shimada]]: Yuda *[[Katsuji Mori]]: Shu *[[Banjo Ginga]]: Souther *[[Hideyuki Hori]]: Ryuga *[[Takeshi Aono]]: Rihaku *[[Kazuyuki Sogabe]]: Wein *[[Shozo Iizuka]]: Fudo *[[Yoshito Yasuhara]]: Juza *[[Mika Doi]]: Tou |doppiatoriitaliani=*[[Alessio Cigliano]]: [[Kenshiro]]/Shuren (ep. 105) *[[Graziella Polesinanti]]: Bart/Airy/Tou (ep. 92, 95-99) *[[Daniela Caroli]]: Lynn/Julia/Mamiya/Tou (ep. 83-91) *[[Bruno Cattaneo]]: Shin/Rei/Toki (ep. 76-109)/Ryuken/Shu/Rihaku (ep. 86, 92, 101-102)/Fudo *[[Wladimiro Grana]]: Toki (ep. 33-46) *[[Norman Mozzato]]: [[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]]/Rihaku (ep. 91) *[[Sergio Antonica]]: Ryuken (ep. 98)/Souther/Rihaku (ep. 99-100)/Juza (ep. 97) *[[Giorgio Giuliano]]: Jagger (ep. 102)/Yuda/Rihaku (ep. 83-85) *[[Francesco Caruso Cardelli]]: Souther (ep. 109)/Wein (ep. 105) *[[Marco Mete]]: Toki (ep. 47-72)/Ryuga/Shuren/Juza *[[Sandro Dori]]: Rihaku (ep. 87-89, 93-95) *[[Ambrogio Colombo]]: Rihaku (ep. 96-98) *[[Marcello Mandò]]: Rihaku (ep. 105-109) *[[Massimo Pizzirani]]: Juza (ep. 105) *[[Stefanella Marrama]]: Tou (ep. 93) |note= }} ====[[Incipit]] della serie televisiva==== {{Incipit serie televisive}} Siamo alla fine del XX secolo: il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche, sulla faccia della terra gli oceani erano scomparsi e le pianure avevano l'aspetto di desolati deserti; tuttavia la razza umana era sopravvissuta. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} ====Capitolo 1==== =====Episodio 1, ''Sotto il segno dell'Orsa Maggiore''===== *La guerra nucleare ha distrutto ogni forma di società civile. Il pianeta Terra oggi è tornato ad essere dominato dalla violenza e dalla barbarie. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} *La costellazione dell'Orsa Maggiore: il potere che essa conferisce a chi nasce sotto il suo segno è terrificante. Dicono che con la sola forza della mente si possa concentrare tutta l'energia circostante in un unico punto all'interno del corpo dei propri nemici e poi liberarla con effetti devastanti; e solo chi ha le sette stelle sul petto è capace di farlo. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} *'''Lynn''': Perché stai andando via, Ken?<br>'''Anziano''': Perché l'uomo dalle sette stelle deve andare dove c'è bisogno di lui, a portare la luce dell'Orsa Maggiore di villaggio in villaggio. Ora capisci perché se n'è andato, Lynn? Per portare la luce. =====Episodio 2, ''Fante di Picche''===== *'''Fante di Picche''': Chi sei tu per dare degli ordini?<br>'''Kenshiro''': È molto semplice: hai davanti a te il predestinato della costellazione dell'Orsa Maggiore, e la tua freccia non può procurarmi alcun danno. Non riuscirai mai ad uccidermi. *Voglio offrirti un'altra opportunità, ma mira meglio. Attento, se sbagli perderai l'occhio destro. ('''Kenshiro''') *In questi tempi di barbarie la vita è così difficile. Bisogna combattere per un tozzo di pane e per un sorso d'acqua. Quando ero giovane, il grano copriva i campi, i papaveri sbocciavano fra le nessi, gli uccelli cinguettavano sugli alberi da frutta e i pesci sguazzavano nei torrenti. Adesso invece è più prezioso un sacchetto di semi che la vita di un uomo. ('''Smith''') *'''Kenshiro''': Metti in moto.<br>'''Bart''': Come "metti in moto"? Proprio adesso che posso soddisfare il mio stomaco? Dopo tutta la fatica che ho fatto vorresti privarmi della giusta ricompensa? Io non mi muovo di qui.<br>'''Kenshiro''': Ascolta il tuo cuore. Non senti dei bambini che piangono?<br>'''Bart''': Sento solo il mio stomaco.<br>'''Kenshiro''': Le loro povere madri non hanno né latte né pane da dargli. Sono tutti affamati.<br>'''Bart''': E va bene, andiamo! *'''Fante di Picche''': Ora non ti rimane che implorare pietà.<br>'''Kenshiro''': Invece sei tu che dovresti supplicarmi per aver salva la vita. *Le persone di solito usano circa il 30% della propria energia. Il segreto dei predestinati dall'Orsa Maggiore è che loro sono in grado di usare anche il restante 70%.('''Kenshiro''') *Questo è un colpo ad effetto ritardato. Quando toglierò i pollici dalle tue terminazioni nervose ti rimarranno solo sette secondi di vita. ('''Kenshiro''') =====Episodio 3, ''L'artiglio''===== *Mentre anche le persone più ordinarie possono apprezzare la buona musica, solo pochi uomini privilegiati sono in grado di apprezzare il fascino del [[Malignità|maligno]]. ('''Shin''') *L'uomo che ha il coraggio di affrontare il suo [[Dio]] con ferrea volontà e che riesce a sconfiggerlo, ebbene sarà l'abitante di questo paradiso con tutte le sue bellezze. ('''Shin''') *Il silenzio è d'oro. Questa è una norma che dovresti imparare. ('''Kenshiro''') *Non ti sei reso conto di essere già morto? ('''Kenshiro''') *L'ho colpito in un punto particolare, paralizzandogli i centri nervosi. È una mossa che si chiama "Colpo alle tempie". ('''Kenshiro''') *È uno dei miei colpi speciali. Colpisce un centro vitale. Tu morirai nel giro di trenta secondi. [...] La tua spina dorsale si spezzerà in due. Hai ancora venti secondi di tempo, perciò rassegnati. ('''Kenshiro''') *Chi ha paura in battaglia merita di morire, subito. ('''Shin''') =====Episodio 4, ''Il gigante''===== *'''Shin''': Osserva che brillantezza e che luce hanno questi gioielli. Io sono l'unico uomo al mondo a cui è giusto che essi appartengano e che possa permettersi una simile bellezza, però me ne privo per cederli a te.<br>'''Julia''': Io non li voglio, e posso anche spiegarti il perché: mi domando quante persone siano state uccise per ottenere quei gioielli.<br>'''Shin''': Non mi sembri affatto lusingata, Julia.<br>'''Julia''': Non riesco a scorgervi tutta quella bellezza di cui stai parlando. In quei gioielli io vedo soltanto gente che soffre, dolore, ansia, afflizzione e tristezza.<br>'''Shin''': Il potere è la giustizia stessa. Guarda! Posso frantumare un diamante stringendolo fra le dita. Sono forte e invincibile, Julia. Soltanto con te non ho avuto successo. *Non sei mai appartenuto alla razza umana. Sei solo un maiale. ('''Kenshiro''') *E adesso, disintegratevi! ('''Kenshiro''') *Nell'universo esistono la stella del Nord e la stella del Sud. Tutto quanto è eguale: uomini e donne, oscurità e chiarore. Nel karate, esiste la stessa cosa: esiste il karate della stella del Nord e il karate della stella del Sud. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} *La mia abilità non conosce avversari. ('''Kenshiro''') *Shin, io ti conosco bene. Sono ritornato dall'inferno solo per batterti. Non hai scampo. Ti inseguirò ovunque tu vada. ('''Kenshiro''') =====Episodio 5, ''Ritorno dall'inferno''===== *La mia nuova città è quasi finita. Risplende nella sua bellezza. È grande, è la città dei nostri sogni, è la città dove ogni uomo vorrebbe abitare. Julia, dedicherò questo paradiso a te. L'intera città ormai ti appartiene, è tua. ('''Shin''') *{{NDR|Flashback}}<br>Chi ha il [[potere]] decide le [[Legge|leggi]] da solo. È un'epoca in cui i potenti possono fare quello che vogliono e io sono fra questi. Mi dispiace per voi! Shin rappresenta il potere e impersona la legge. ('''Shin''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Kenshiro''': Che cosa vuoi da me, Shin? Abbiamo studiato insieme il karate, e questo dovrebbe unirci per superare le tante difficoltà che incontreremo nel nostro cammino.<br>'''Shin''': Voglio solo dirti che amo Julia da molto tempo.<br>'''Yulia''': Spero che tu stia scherzando. Non ho mai provato niente per te, Shin.<br>'''Shin''': Mi piaci quando fai la dura. Io amo le donne che hanno carattere, soprattutto se sono molto carine come te. Ken, Julia è la mia donna.<br>'''Kenshiro''': Tu sei pazzo! Lei mi ama, è la mia donna. Sono stato chiaro, Shin?<br>'''Shin''': Non avrai pensato di portarmela via? Prendi questo! {{NDR|Colpisce Kenshiro}}<br>'''Kenshiro''': Ti prego, non farlo, Shin! Hai dimenticato gli insegnamenti del maestro?<br>'''Ryuken''': {{NDR|Voce fuori campo}} "La stazione della stella del Nord e quella della stella del Sud non saranno mai nemiche e si rispetteranno vicendevolmente. Entrambe dovranno cooperare per tramandare le antiche tradizioni di questo paese alle generazioni future".<br>'''Shin''': Avevo dimenticato quello che il vecchio maestro diceva, ma adesso ricordo tutto. {{NDR|Distrugge la lapide di Ryuken}} *I [[Prepotenza|prepotenti]] credono di essere i padroni del mondo, ma prima o poi soccomberanno. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} *{{NDR|Flashback}}<br>C'è una differenza fondamentale tra te e me. Quello che mi spinge a fare questo è un sentimento puro e, soprattutto, molto nobile: si chiama [[ambizione]]. Un uomo ambizioso vince qualsiasi battaglia che è costretto ad affrontare. ('''Shin''') *{{NDR|Flashback}}<br>Vuoi un consiglio? Non fidarti mai delle [[Donna|donne]]. ('''Shin''') *Non posso sporcarmi le mani con delle pappamolle come voi. ('''Kenshiro''') *Sono riuscito a salvarmi dalle fiamme dell'inferno. Adesso, Shin, sarà la tua fine! Julia, amore, ammazzerò chi ti ha tenuta prigioniera per tanto tempo e ti porterò con me. ('''Kenshiro''') =====Episodio 6, ''Berretti rossi''===== *'''Shin''': Guarda, Julia! Questa è la splendida Stella del Sud, la città eterna. L'erba, gli alberi e tutte le meraviglie che vedi appartengono a te.<br>'''Julia''': Shin, ma non capisci che non è questo quello che desidero? Io amo soprattutto la dolcezza e la gentilezza in un uomo. Mi commuovo davanti a uno sguardo dolce e indifeso, capisci? Non è la potenza che mi piace, ma l'innocenza. *Maledetto bastardo! Comunque sono sicuro che questa volta non mi sfuggirà. Lui è niente rispetto alla mia grandezza. Io ho il potere, nessuno è mai riuscito a battermi. Il mondo mi appartiene! Guarda, piccolo Ken, che cosa sono riuscito a costruire mentre tu navigavi nell'inferno: una città splendente! Basterà un minimo cenno e mille uomini ti attaccheranno. Il tuo corpo diventerà polvere e la tua anima vagherà nell'oscurità. ('''Shin''') *Il [[cibo]] è cibo, e nutre anche se è stato rubato. ('''Johnny''') *Gente come voi non mi ha mai fatto paura. Ve ne approfittate dei più deboli, e questo non è coraggio. ('''Kenshiro''') *È davvero una fatica inutile combattere con dei dilettanti. ('''Maggiore''') *'''Maggiore''': Complimenti! Erano anni che non incontravo un ragazzo spiritoso come te.<br>'''Kenshiro''': Purtroppo devo dirti che io sarò anche l'ultimo uomo che vedrai prima di andare all'inferno. *La tecnica della gamba è uno dei segreti del colpo dell'Orsa, Maggiore. Ho cambiato tutto il ritmo del tuo organismo e adesso posso fare di te quello che voglio. ('''Kenshiro''') *Non disperarti. All'inferno starai bene. ('''Kenshiro''') *Viviamo in un'era sfortunata. ('''Kenshiro''') =====Episodio 7, ''L'armata di Dio''===== *Il [[formaggio]] serve solo ad attirare il topo. ('''Capitano''') *Quando arriva il topo, le esche non servono più. ('''Capitano''') *Non posso permettere che resti impunito un uomo che ha ucciso a sangue freddo delle persone innocenti e indifese. Anche lui deve morire, e morirà subito. ('''Kenshiro''') *La prima regola della guerra è distrarre il nemico prima del colpo decisivo. ('''Mad''') *La prima regola della guerra è di prendere il nemico di sorpresa, dico bene sergente Mad? ('''Kenshiro''') *I predestinati dall'Orsa sanno usare al 100% le proprie capacità e la loro resistenza al veleno è superiore al normale. ('''Kenshiro''') *Paragonati a me, gli uomini dell'Armata di Dio sono poco più che degli scolaretti. ('''Kenshiro''') =====Episodio 8, ''Il colonnello''===== *L'Armata di Dio! Come osano definirsi così questi criminali? Ma finalmente è giunta l'ora che siano puniti per i loro efferati delitti, e la punizione sarà la morte. ('''Kenshiro''') *L'Orsa Maggiore mi rende invincibile. ('''Kenshiro''') *Tra i poteri che mi ha concesso l'Orsa Maggiore c'è anche quello di chiudere la mia mente ad ogni interferenza esterna. ('''Kenshiro''') *Non sperare di essermi superiore perché sei un predestinato, uomo dalle sette stelle. Ciò che tu hai come dono, io l'ho raggiunto con l'esercizio. ('''Colonnello''') *Intuivi i miei movimenti dagli occhi e dalle vibrazioni dei muscoli. Tenendo gli occhi chiusi e spostandomi lentamente, non potrai più anticiparmi. ('''Kenshiro''') *La tua tecnica di combattimento è una pallida imitazione della mia. Io la conosco istintivamente fin dalla nascita. Il mio corpo è il risultato di duemila anni di esperienze. Non saresti mai riuscito a battermi. ('''Kenshiro''') *Pagherai per i crimini commessi in nome del tuo Dio! ('''Kenshiro''') *{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Pietà, non uccidermi, ti prego! Passerò al tuo servizio, sei molto più potente del mio dio. Sarò un tuo servo fedele, ti prego, salvami! Io ucciderò e torturerò chiunque tu mi ordinerai...! ('''Colonnello''') =====Episodio 9, ''La montagna magica''===== *A meno che non abbiate intenzione di morire presto, non usate più questi arnesi. ('''Kenshiro''') *Keiraku Hikō, ossia, frantumazione del nucleo. Fra un po' la vostra colonna vertebrale andrà in pezzi e i muscoli saranno distrutti. Siete già morti, ma ancora non lo sapete. ('''Kenshiro''') =====Episodio 10, ''L'uomo di fuoco''===== *Ti ho colpito in un punto segreto, uno stoma dei muscoli. Non potrai mai più usare entrambe le braccia da adesso in poi. ('''Kenshiro''') *Non bisogna mai fidarsi delle sottorazze. ('''Dragon''') *'''Kenshiro''': Rispondi! Julia è qui?<br>'''Dragon''': No. La ragazza è restata in questa casa soltanto per dieci giorni. Era venuta insieme a Shin e si è trattenuta per un breve periodo. Shin era contento ma lei è l'immagine della tristezza, una ragazza estremamente bella. Ma sfortunatamente niente sembra poterla sottrarre alla sua perenne afflizione.<br>'''Kenshiro''': E Shin dov'è?<br>'''Dragon''': Si trova alla Croce del Sud, un posto estremamente lontano e difficile da raggiungere.<br>'''Kenshiro''': Quella città leggendaria...<br>'''Dragon''': Posso comprendere i tuoi sentimenti. Tu devi odiare Shin, colui che si è presa Julia, la donna che amavi. *'''Kenshiro''': Questo vino è sangue degli abitanti del villaggio. I loro figli e le loro figlie sono stati portati via e non se ne sa più niente.<br>'''Dragon''': Nel nostro universo vige da sempre la legge del più forte. È una regola elementare di vita. *Siete dei succhiasangue. Non avete diritto di vivere, e mi incaricherò subito di questa missione. ('''Kenshiro''') *Queste sono le tue ultime parole. Le tramanderò alla storia. ('''Kenshiro''') *Posso udire il vento tra gli alberi che intona una melodia. Lo sento. È una melodia di vita. Sì, è una melodia di speranza, una melodia di passato e futuro. Ken sta tornando da me. ('''Julia''') =====Episodio 11, ''I guerrieri''===== *Gli [[Sciacallo|sciacalli]] combattono soltanto quando è necessario. Adesso mi sembra che non lo sia affatto. ('''Sciacallo''') =====Episodio 12, ''L'inseguimento''===== *Hai sempre vissuto come un essere immondo. Adesso almeno affronta la tua morte da uomo. ('''Kenshiro''') =====Episodio 13, ''Un colpo micidiale''===== *Il colpo di Arhat Deva è una tecnica per uccidere originaria dell'antichità con una storia di 5.000 anni. Il suo potere distruttivo era incommensurabile. Pertanto, data la terribile crudeltà, fu proibito ai guerrieri di quel tempo. Per questo, si pensava che nessuno sarebbe riuscito a tramandarne la tecnica. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} *Se il colpo di Arhat Deva appartiene solo al figlio del diavolo, vi mostrerò che il Colpo Sacro dell'Orsa è l'incarnazione di [[Indra]], il dio della lotta. ('''Kenshiro''') *Mi è stato insegnato il segreto della respirazione del drago quando si passa dal silenzio all'azione. Purtroppo devo dirvi che chiunque ha visto questo segreto deve morire. È il destino. ('''Kenshiro''') =====Episodio 14, ''Un uomo giusto''===== *'''Shin''': È davvero una delle città più belle che io abbia mai visto. Ho girato quasi tutto il mondo, ma ti assicuro che non ho mai visto una città splendida come questa, una città sublime! Julia, amore, guarda! Anche il sole sembra fatto a posta per riscaldare le sue mura.<br>'''Julia''': Io vedo solo rovine. Vedo solo una città morta.<br>'''Shin''': Julia, perché ti ostini a essere quella che non sei? Perché volti le spalle alle cose belle che la vita ti sta regalando? Perché rifiuti la felicità che ti sto offrendo?<br>'''Julia''': E invece tu perché non ti accorgi che le tue mani sono lorde di sangue? *La tua vigliaccheria ti acceca! ('''Kenshiro''') *Abbiamo perso un uomo giusto. Adesso non ci rimane che pregare per la sua anima. ('''Kenshiro''') =====Episodio 15, ''Il villaggio degli zombi''===== *Svegliatevi, uomini! Uscite dal vostro letargo! È Zaria che ve lo ordina! Uccidete l'uomo dalle sette stelle! Uccidete l'uomo dalle sette stelle! Alzatevi dai vostri giacigli e uccidete l'uomo dalle sette stelle! ('''Zaria''') *Hai ridotto questa gente in un popolo di zombi, e io non te lo perdonerò! ('''Kenshiro''') =====Episodio 16, ''Serpenti e scorpioni''===== *I serpenti sono animali vendicativi. Non potrei mai morire prima di aver affondato le dita nel tuo collo. ('''Junk''') *Questa è la posizione dei muscoli liberi. Ho colpito dei centri nervosi che li comandano. Adesso non potrete più muovervi e rimarrete legati l'un l'altro fino alla morte. Per poco formerete una bella coppia! ('''Kenshiro''') *Julia, devo avere il tuo amore! Ma per riuscirce a ottenere questo, so e ho sempre saputo che Kenshiro... deve morire! ('''Shin''') =====Episodio 17, ''L'adunata''===== *La tecnica di offesa usata più spessa dal nostro nemico si chiama Hokuto Ken. Consiste nel coinvogliare grazie a un processo mentale l'energia all'interno del corpo dell'avversario e poi provocarne l'esplosione. ('''Balcom''') *Ci sono due grandi stelle nel firmamento: una è Hokuto e l'altra Nanto. Questi astri sono incompatibili fra loro. Voi dovrete fare in modo che sia Nanto l'unica stella a brillare nel cielo! ('''Shin''') *'''Julia''': Tu per caso sai che cos'è tutto questo rumore che proviene dal salone?<br>'''Saki''': Certo. Laggiù si sono riuniti tutti i soldati del regno, e stanno discutendo su... su come uccidere un certo uomo dalle sette stelle.<br>'''Julia''': Chi?! Saki, sei sicura che parlassero di lui?<br>'''Saki''': Perché? Per caso, è qualcuno che lei conosce, Signorina Julia?<br>'''Julia''': Ken...<br>'''Saki''': Ma chi sarebbe? Chi è questo Ken?<br>'''Julia''': Il nome esatto è Kenshiro, ed è stato il mio fidanzato.<br>'''Saki''': Eh?!<br>'''Julia''': Per me lui è più importante della mia stessa vita. *{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': È la forza che rende una persona più potente di un'altra, e in questo momento il più forte tra noi due sono senz'altro io, Kenshiro. Perciò posso prendere tutto ciò che desidero.<br>'''Kenshiro''': Ma che significa, Shin? Io sono un esperto dell'arte Hokuto e tu di quella Nanto, e non è possibile confrontare due tecniche tanto differenti. *{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': Io ora desidero Julia e me la prenderò.<br>'''Julia''': Ma che cosa dici?! Io non voglio! Anzi, sono terrorizzata dall'idea!<br>'''Shin''': I tuoi sentimenti non hanno importanza. Semmai, la tua ritrosia non fa altro che aumentare la brama che ho di conquistarti. *{{NDR|Flashback}}<br>Fra noi due c'è una differenza fondamentale. Si tratta del [[carattere]], perché è questo che rende un uomo potente. E tu non ne hai, Kenshiro. Vedi, io sono disposto a tutto pur di ottenere quello che desidero. ('''Shin''') *{{NDR|Flashback}}<br>Questa è la tecnica di offesa che usiamo noi Nanto. Alle persone normali basta un solo colpo per morire. Ma credo che Kenshiro ne sopporterà ancora un altro. ('''Shin''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Kenshiro''': Shin, non perdere il tuo tempo. Uccidimi piuttosto!<br>'''Shin''': Ha! Senz'altro, ma lentamente. *{{NDR|Flashback}}<br>Non trovi che le donne cambino idea un po' troppo facilmente? ('''Shin''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': Andiamo, Julia!<br>'''Julia''': Dove?<br>'''Shin''': Nel giardino fiorito del piacere! *Shin desiderava sempre più potere e combatteva per espandere i suoi territori. [...] Poiché i suoi territori continuavano ad aumentare, Shin si è autoproclamato re. Io ho dovuto mantenere il giuramento che mi aveva strappato, ma solo fisicamente sono rimasta accanto a lui. ('''Julia''') *Ho vinto un'altra volta. Sono uscito vittorioso da tutte le battaglia che ho affrontato. Ma ho conquistato il tuo cuore...? ('''Shin''') *Avrò pazienza, Julia. Col tempo ti conquisterò, ne sono sicuro. Questa città è tua, le terre che la circondano sono tue, sei regina di migliaia di persone che si prostrano ai tuoi piedi. Prima o poi apprezzerai tutto questo e non vorrai rinunciarvi. ('''Shin''') *'''Shin''': Guarda, Julia! Guarda la città! Ci appartiene. Vorrei viverci insieme a te e non solo averti passivamente al mio fianco.<br>'''Julia''': Shin, sto cercando di mantenere la mia promessa. Ma per quanto mi sforzi, non riesco a provare amore per te. Il ricordo di Kenshiro è troppo presente nella mia mente. Io continuo a vivere solo perché lui me lo ha chiesto. *Questa non è vita. È una sofferenza terribile. Ma continuo a sentire la voce di Ken che mi implora. [...] Ed è quello che faccio, ma non m'interessa nient'altro. ('''Julia''') =====Episodio 18, ''Attacco generale''===== *Kenshiro, per te è arrivata la fine! Presto vedrò il tuo corpo senza vita e la tua anima vagherà nelle tenebre. ('''Shin''') *Quelle che pronuncerai saranno le tue ultime parole! ('''Kenshiro''') *Sei finito! Le vibrazioni che hai subito ti saranno fatali. Comunque la pressione che ti sto impremendo adesso con le mie dita ti darà il colpo di grazia. [...] Scomparirai dalla terra con il tuo sepolcro d'acciaio. Addio! ('''Kenshiro''') =====Episodio 19, ''Il sacrificio''===== *'''Scagnozzo''': Uomini, all'attacco!<br>'''Scagnozzi''': Sìsignore!<br>'''Garekki''': Un momento!<br>'''Scagnozzo''': Sì?<br>'''Garekki''': Hm, è giusto ora di pranzo. [...] State pronti ad attaccare fra tre ore. Adesso portatemi da mangiare!<br>'''Scagnozzo''': Ma c'è tempo per il pranzo! Se il generale Balcom lo venisse a sapere...<br>'''Garekki''': Che cosa?! {{NDR|Uccide lo scagnozzo}} È solo il grande Garekki che decide se c'è tempo o no per qualcosa. Ora preparatemi il pranzo!<br>'''Scagnozzi''': Sìsignore!<br>'''Garekki''': Per primo, voglio una minestra. E alla fine non dimenticate il caffè! *Grazie alla pressione che ho esercitato sulle tue tempie, adesso sono solo io che decide i tuoi movimenti. ('''Kenshiro''') =====Episodio 20, ''La Croce del Sud''===== *La [[fuga]] è inutile. Morirai ugualmente. ('''Kenshiro''') *'''Toda''': Ti prego, non uccidermi, uomo dalle sette stelle!<br>'''Kenshiro''': Hai mai ascoltato le suppliche che ti rivolgevano le tue vittime innocenti? E tu certo non sei stato altrettanto innocente. =====Episodio 21, ''Il complotto''===== *Quel tempo è giunto. Un mondo in cui l'uomo tortura e uccide l'uomo non è più un mondo per l'umanità, ma un mondo per le bestie. La Croce del Sud, l'Occhio del Diavolo, è ora coperta dall'ombra della morte. Fra le persone che non sfuggiranno al loro destino di essere torturate o uccise, forse esiste ancora la speranza che qualcosa possa cambiare in un prossimo futuro. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} *Ken, ho mantenuto la mia promessa. Qualunque cosa succeda, io non getterò mai la spugna e continuerò a vivere. ('''Julia''') *'''Balcom''': Signori, vi ho riuniti tutti intorno a questo tavolo per discutere del nostro re.<br>'''Comandante #1''': A proposito, generale, che mi puoi dire della nostra ricompensa?<br>'''Balcom''': Il re pensa che non sia il momento di parlarne.<br>'''Comandante #2''': E perché no? La missione è compiuta. L'uomo dalle sette stelle è stato distrutto.<br>'''Comandante #3''': Però abbiamo perso quasi tutti i nostri soldati. Allora, vi chiedo, si può definire un successo?!<br>'''Comandante #4''': Niente violenza, niente saccheggi! Ecco che dice il re! Quella ragazza lo sta facendo rammollire a poco poco.<br>'''Comandante #5''': Ogni desiderio della Signorina Julia è un ordine. Adesso si è messo in testa di proteggere gli schiavi e noi non possiamo comportarci come vorremmo!<br>'''Balcom''': Per concludere, voi pensate che Shin merita ancora di essere il nostro re?<br>'''Comandante #1''': No! Nella maniera più assoluta, no! *'''Nariman''': Compagni d'armi, dovreste saperlo bene. Chi è stato a conquistare e a tenere in piedi un territorio enorme come questo?<br>'''Comandante #1''': Noi, certo! Potevamo essere soltanto noi, naturalmente!<br>'''Nariman''': Esattamente, potevamo essere solo noi. Ma che cosa pensate che faremo quando avremo rovesciato il nostro re?<br>'''Comandante #1''': Beh, veramente...<br>'''Nariman''': Ve lo dirò io. Noi ''gnegnegnegnegnegne'', ''gnegnegnegnegnegne''! Finiremo per mangiarci l'un l'altro.<br>'''Comandante #2''': È possibile... Sì, è un ipotesi plausibile!<br>'''Nariman''': Confesso che neanche a me piace che il nostro re sia plagiato da quella donna, ma è sempre meglio che tornare ai tempi dell'anarchia. Perciò vi prego di tenermi fuori dal complotto. *'''Shin''': Julia, hai gradito questa sorpresa? Ho voluto che fosse eretta una statua in omaggio alla tua bellezza. Ora è solo un'immagine di pietra, ma presto sarà ornata con oro e gemme preziose provenienti da tutto il mondo. D'ora in avanti tu verrai identificata come la dea della bellezza.<br>'''Julia''': Hai intenzione di combattere all'infinito, Shin?<br>'''Shin''': Certo! Combatterò per dimostrare quanto sono forte e per far sapere a tutto l'universo quanto sei meravigliosa.<br>'''Julia''': Il sangue continuerà a scorrere. Altre persone innocenti verranno torturate... *'''Balcom''': Dovresti averlo imparato, Shin! Non puoi farmi niente. Il mio corpo ha la tempra dell'acciaio.<br>'''Shin''': Mai visto un acciaio così maleabile. *È inutile confidare nei tuoi muscoli! Il Nanto Ken può distruggere con i suoi poteri qualsiasi sostanza che si trovi nel corpo. [...] Hai equivocato sulla reale potenza della tua forza, e ora non puoi fare altro che censurare il tuo orgoglio. ('''Shin''') *Shin, perdonami. Non potrai mai capire. Tu sei un soldato in grado di costruire un vasto impero, ma ciò che io desidero di più è una tenerezza profonda quanto il mare e un cuore caldo quanto il sole, e l'emozione della brezza in un prato erboso. ('''Julia''') =====Episodio 22, ''Duello finale''===== *Ciò che si costruisce con la violenza e la tirannia crolla molto rapidamente. ('''Lynn''') *Julia, noi ricominceremo da capo. In poco tempo io farò costruire un'altra città ancora più bella e grande della Croce del Sud. Posso farlo, ne sono sicuro. Posso farlo se tu rimarrai accanto a me. Sì, ci riuscirò. {{NDR|Julia non le risponde}} Julia, tu non puoi continuare a rispondermi come al solito! Tu non puoi tenere chiuso il tuo cuore, Julia! ('''Shin''') *Shin, sono riuscito a sopravvivere alle fiamme dell'inferno solo per poterti affrontare! ('''Kenshiro''') *'''Shin''': Vedo che la tua tecnica di combattimento è migliorata ultimamente, Kenshiro. Ma quanto?<br>'''Kenshiro''': Il carattere. Adesso ho il carattere e la cattiveria che mi mancavano, grazie a te, Shin! *Ora puoi anche uccidermi, ma non riavrai mai Julia! Come vedi, sopravvivere alle fiamme dell'inferno non ti è servito a nulla! ('''Shin''') *'''Shin''': Hai... Hai vinto...<br>'''Kenshiro''': Ho capito che cosa mi mancava rispetto a te: la rabbia. La rabbia per la morte di Julia mi ha dato la vittoria. *'''Shin''': Non avrei mai potuto ucciderla, stupido!<br>'''Kenshiro''': Dimmi dove si trova Julia! Shin!<br>'''Shin''': Non c'è più. Julia non sarà più fra noi. Questo combattimento è stato inutile, Kenshiro. Nessuno di noi potrà averla, perché Julia ormai è morta. *{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': La Croce del Sud sta bruciando. La nostra città sarà distrutta dalle fiamme. Non rimarrà nulla, né un fiore, né un filo d'erba, né un solo abitante in questa città. Il fuoco consumerà tutto, Julia, alla stessa maniera a cui ha consumato Kenshiro. La Croce del Sud non c'è più, ma costruirò un'altra magnifica città ancora più bella, ancora più grande, della quale sarai regina, Julia. Posso fare qualsiasi cosa con te al mio fianco.<br>'''Julia''': Certo. Sono sicura che farai moltissime cose ancora, Shin, sempre più crudeli. Continuerai ad uccidere delle persone innocenti ed altrettante ne ridurrai in schiavitù, facendoti obbedire con la violenza e con il terrore come hai sempre fatto, Shin. Non sopporto più di essere complice di tanta crudeltà, Shin. Basta! Perdonami, Shin. Non manterrò la mia promessa.<br>'''Shin''': Che?! Julia, ma che dici?<br>'''Julia''': {{NDR|Si butta dal precipizio}} Ken... Non potevo più vivere senza di te, Ken... *{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Ho pianto, Kenshiro. Per la prima volta in vita mia ho pianto, ed è anche l'ultima, perché la morte di Julia mi ha reso completamente indifferente a tutto quello che mi circonda, Kenshiro. Non mi interessa più vivere. Anzi, la morte sarà un sollievo. Questa città... Questa città che avevo costruito per Julia è andata distrutta. La Croce del Sud non esiste più. Julia doveva esserne la regina, e invece l'ha scelta come tomba. Ora la Croce del Sud è solo una tomba! Speravo di conquistare il suo cuore, ma ho fallito. Io sono riuscito solo ad ucciderla! Perché non mi hai amato neppure per un istante, ''Julia''! {{NDR|Gli esplode il petto}} Bene, finalmente è arrivato anche per me il momento di morire. Ma ciò avverrà per mia scelta, non per tua mano, Kenshiro! Addio... ('''Shin''') *'''Bart''': Scusa, Ken. Perché ti prendi il disturbo di seppellire il tuo peggior nemico?<br>'''Kenshiro''': Eravamo nemici solo perché amavamo la stessa donna. ====Capitolo 2==== =====Episodio 23, ''Guerra!''===== *Che strano. Come mai hanno pensato di piantare i fiori? Non sono mica commestibili. ('''Bart''') *Se volete l'acqua, dovete cercare il vostro ruscello. Se volete cibo, dovete arare i vostri campi. Voi invece rubate queste cose alla gente indifesa. Vigliacchi! [...] Vi consiglio di arrendervi, altrimenti vi ucciderò in massa. Chiaro? ('''Kenshiro''') *Il sacro colpo dell'Orsa non perdona gli ingiusti. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} *'''Mamiya''': Resta con noi, Ken! Noi abbiamo bisogno di un uomo come te, un uomo che sia pronto a battersi per il nostro villaggio.<br>'''Bart''': Mi scusi, signorina, mi scusi, ma se vuole che il mio amico Ken diventi la vostra guardia deve prima parlare con me. Sono il suo agente. Ah, per prima cosa dovete sfamarci, d'accordo? *Io mi travesto da donna e dei luridi uomini come voi mi importunano continuamente! Ma c'è una cosa positiva in questo: almeno mi date da mangiare. ('''Rei''') *L'uccello d'acqua del Santo Nanto. I suoi movimenti sono eleganti come quelli di un gabbiano che plana sull'acqua, ma la sua potenza è così grande e crudele che niente si può paragonare ad essa. ('''Narratore''') {{NDR|voce fuori campo}} *'''Rei''': Sembrate piuttosto abili nell'usare le armi. Forse lottate spesso?<br>'''Brigante''': Certamente! Questa non è un'epoca molto tranquilla. Bisogna stare attenti ad essere pronti ad attaccare sempre. Se non lottiamo, dobbiamo soccombere ai potenti.<br>'''Rei''': E siccome io sono un potente, bisogna che ti dia da fare! =====Episodio 24, ''L'uccello d'acqua''===== *Sopravviverò finché non avrò sconfitto l'uomo dalle sette stelle. Prima o poi lo troverò. L'unico obiettivo della mia esistenza e l'eliminazione del mio nemico! ('''Rei''') *'''Mamiya''': Quando guardi quei fiori, sembri su un altro pianeta. [...] Con questi meravigliosi fiori, il tuo futuro sarà molto radioso. Sarai sempre felice.<br>'''Lynn''': Come?<br>'''Mamiya''': Questi preziosi gioielli naturali fioriranno dappertutto. Un bel giorno, tutti i bambini come te sorrideranno. *Quella ragazza è forse la tua fidanzata? Se le cose stanno così, attento, perché potrei portartela via. Sono stato chiaro, amico mio? ('''Rei''') *'''Kenshiro''': Allora, chi si candida a morire? Si faccia avanti, lo aspetto.<br>'''Membro della famiglia Cobra''': Ma... Ma quest'uomo è un mostro! *'''Kenshiro''': Perché mai li hai traditi?<br>'''Rei''': Vedi, ho capito subito chi avrebbe vinto, e siccome sono abituato ad allearmi con i più forti... Ma questo non ha nessuna importanza. La mia sopravvivenza è legata all'uccisione dell'uomo dalle sette stelle.<br>'''Kenshiro''': Che cosa?<br>'''Rei''': Sì. Ormai questa è l'unica ragione della mia vita. Per questo motivo ho tradito molte persone, ammazzato molti uomini e sono sopravvissuto fino ad oggi. =====Episodio 25, ''I lamponi''===== *'''Kenshiro''': Come mai sei venuto qui?<br>'''Rei''': Per lo stesso motivo che ha condotto qui te, suppongo. Credo che nessuno di noi due possa rimanere insensibile davanti al pianto di una donna. *'''Kenshiro''': È da tempo che desidero parlarti. Che cosa significa il velo insanguinato? E per quale motivo dicono che cerchi l'uomo dalle sette stelle?<br>'''Rei''': Ecco il velo insanguinato. Apparteneva a mia sorella Airy, e doveva indossarlo il giorno del suo matrimonio. Una sera, io ero assente da casa e il velo lo stava provando. [...] La rapirono e ferirono a morte i miei genitori. E ora questo velo rosso del loro sangue è tutto ciò che mi rimane della mia famiglia. [...] Tutto ciò che mio padre riuscì a dirmi è che il uomo mascherato che la rapì aveva sette cicatrici a forma di stella sul petto. Forse mia sorella è stata uccisa. Ma no, non riesco a crederci. Mi sembra di sentire la sua voce che mi chiama. Sento le sue grida disperate che invocano il mio aiuto. Per questo motivo cerco l'uomo dalle sette stelle, per poterlo uccidere. =====Episodio 26, ''La vendetta dei Cobra''===== *'''Bart''': Ehi, accidenti, quant'è carina Mamiya!<br>'''Lynn''': Sì, però il suo sguardo è tanto triste. Sembra così forte e non ha nessuno che le faccia coraggio.<br>'''Bart''': Hm? Tu certe volte dici delle cose veramente incomprensibili, Lynn! *'''Rei''': Non voglio che tu partecipi alla battaglia.<br>'''Mamiya''': Perché mai?<br>'''Rei''': Perché sei una donna, Mamiya.<br>'''Mamiya''': Una donna, dici? È già da molto tempo che non mi sento più una donna, Rei. Chi è di fronte a te in questo momento non è una donna, ma un soldato che deve combattere per la libertà del suo villaggio, nient'altro che un soldato. {{NDR|Rei le strappa la camicia}}<br>'''Rei''': Non hai nessun bisogno di nascondere il tuo seno, visto che non ti consideri una donna! Accetta un consiglio, Mamiya: una donna non deve pensare alla guerra, ma solo alla propria felicità. Non sono abiti da combattimento quelli che vorrei vederti addosso. {{NDR|produce una stoffa}} Questo è il velo che Airy doveva portare il giorno delle sue nozze. Spero che il tuo sarà candido e non rosso di sangue. =====Episodio 27, ''All'inseguimento dei Cobra''===== *La tecnica di combattimento Hokuto esiste da più di duemila anni. Grazie a lei, sono in grado di annientare qualsiasi avversario. ('''Kenshiro''') *La disperazione è stata la mia unica compagna. Tante volte ho cercato di trovare la pace nella morte, ma sono riuscita solo a non vedere più gli orrori che mi circondavano. ('''Airy''') =====Episodio 28, ''Il combattimento''===== *'''Rei''': Perché non combatti? Non hai fatto altro che difenderti, Ken.<br>'''Kenshiro''': Io non voglio.<br>'''Rei''': Perché, Ken?<br>'''Kenshiro''': Ho già dovuto affrontare un mio amico una volta. Vedi, questa persona si prese con la forza la mia fidanzata Julia, e d'allora ho vissuto soltanto per cercare di riaverla al mio fianco. [...] Così, Julia ha preferito togliersi la vita. Io ho ucciso un uomo, ma non sono riuscito a riaverla. E quell'uomo mi era stato amico, Rei. [...]<br>'''Rei''': Perché mi hai raccontato tutto questo?<br>'''Kenshiro''': Perché io non ho nessuna intenzione di combattere contro di te. *Sono un discepolo della Sacra scuola Nanto. Non posso uccidere un uomo che si rifiuta di combattere. ('''Rei''') =====Episodio 29, ''Vivere o morire''===== *Ho promesso che vi avrei eliminati e di solito mantengo sempre le promesse. ('''Kenshiro''') *Dite il mio nome! Forza, dite il mio nome! ('''Jagger''') =====Episodio 30, ''Combattimento fatale''===== *'''Kenshiro''': Questa volta il nemico sarà la mia stessa famiglia. Sarà una lotta in seno alla grande scuola dell'Hokuto.<br>'''Rei''': Ma come? Tu sei l'unico successore della grande tradizione di Hokuto.<br>'''Kenshiro''': Devi sapere che ho altri tre fratelli. Mio padre, Ryuken, che non ebbe la benedizione del Signore per avere bambini, ci adottò. Ma, nella storia, la Sacra scuola di Hokuto può avere un unico successore. Solo uno di noi poteva essere iniziato ai suoi principi segreti. Iniziò così la tragica disputa nella quale hanno perso la vita molte persone. Ma adesso è arrivato il tempo di porre fine a queste tragiche avventure. Sinceramente, devo confessarvi che non so se questa volta riuscirò a sopravvivere. *Non c'è ragione di seguirlo. Ken non ha battuto ciglio quando mi ha vista con questo vestito. No, lui non mi ama. Sono io che mi sono illusa. In lui è ancora vivo il ricordo di Julia. Non smetterà mai di combattere finché lei sarà nel suo cuore. ('''Mamiya''') *'''Kenshiro''': Volevi che decapitassi qualcuno, no?<br>'''Scagnozzo''': Sì, ma non me, disgraziato!<br>'''Kenshiro''': Non te? Ma la tua testa mi piace di più. *{{NDR|Flashback}}<br>Kenshiro, perché lo hai risparmiato? Forse perché lui è... perché lui {{NDR|Jagger}} è il tuo fratello maggiore? Il tuo cuore è troppo sensibile, e questa tua bontà un giorno ti procurerà dei dispiaceri. Ricorda sempre quello che ti ho detto: figlio mio, attento ai disonesti. ('''Ryuken''') *La Sacra scuola di Hokuto non si può apprendere così facilmente. I suoi misteri sono stati tramandati dagli avi da duemila anni. ('''Kenshiro''') *Il fratello maggiore è sempre più forte del fratello minore. Ce lo insegna la storia. ('''Jagger''') =====Episodio 31, ''Cercando Jagger''===== *Sei un fratello responsabile, vero? Tutti i fratelli responsabili prima o poi devono morire! ('''Jagger''') *La tua faccia non mi piace. Hai l'aria di un santino. ('''Jagger''') *Ho sempre detestato i martiri. ('''Jagger''') *Per te non esiste una condanna adeguata! Non meriti neanche l'inferno! ('''Kenshiro''') *Come aveva predetto mio padre, tutte queste disgrazie arrivano per colpa della mia clemenza. ('''Kenshiro''') *Forza, attaccatemi! La quantità non mi fa paura. Vi ammazzerò come un branco di pecore! ('''Kenshiro''') *Ti ha fatto così tanta paura la mia faccia, bastardo? Chi ha avuto il piacere di vedere la mia faccia non può rimanere vivo! ('''Jagger''') *Devo questa faccia all'odio che provo per mio fratello Ken, l'odio che mi ha permesso di vivere fino a questo momento. ('''Jagger''') *Scegli un posto, Jagger! Sarà il posto dove lascerai il tuo corpo. ('''Kenshiro''') =====Episodio 32, ''Aspetta all'inferno Jagger''===== *{{NDR|Flashback}}<br>Perché?! Perché avete acconsentito a una tale decisione? Lui è il mio fratello minore, non può competere con me! È più giovane, non ha nessuna esperienza! È una vergogna che il maestro della Sacra scuola di Hokuto sia così giovane. È una vera vergogna! State bene attenti a quello che sto per dirvi: ricordate che esiste una sola persona al mondo che può rappresentare la Sacra scuola di Hokuto. Le persone che non sono in grado di tenere il potere di Hokuto sono solo dei miserabili assassini. Queste persone hanno commesso crimini inutili con la sacra tecnica. Hanno strappato con la violenza le braccia a uomini innocenti, hanno colpito le tempie per far perdere la memoria. Non possiamo rinnegare il duro lavoro dei successori della Sacra scuola. Ci sono voluti duemila anni per raggiungere la perfezione della lotta e adesso buttiamo tutto all'aria! È un vero reato! ('''Jagger''') *{{NDR|Flashback}}<br>No, Jagger non riuscirà mai a battere Ken. Ma, d'altra parte, non credo neanche che Ken potrebbe uccidere lui. La decisione di nostro padre è sbagliata. È assurdo permettere la distruzione di una tradizione cha ha duemila anni. ('''Raoul''') *{{NDR|Flashback}}<br>Ascoltami bene, Kenshiro: la ragione per cui può esistere un solo maestro della scuola di Hokuto è che questa scuola ha un invincibile tecnica per uccidere. Non la devi usare nel modo sbagliato. Se il maestro non è la persona adatta, il mondo potrebbe essere distrutto. ('''Ryuken''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Kenshiro''': Perché usi sempre pistole e fucili, Jagger? Non sai combattere senza armi, non è vero?<br>'''Jagger''': Sta zitto! In fondo, io non credo che la scuola di Hokuto sia tutto al mondo, soprattutto in questo momento di perdizione. È colpa tua, maledetto! È tutta colpa tua! Se fossi io il maestro, le cose andrebbero meglio e raggiungerei la perfezione assoluta! *'''Kenshiro''': Mi puoi spiegare che cosa significa questa freccia? Hai fatto del male anche a due poveri bambini per indurli ad uccidermi. È davvero una vergogna per un essere umano! Questa freccia è un simbolo: rappresenta la loro rabbia e la loro pena. Guardala bene! Ricordatela anche all'inferno!<br>'''Jagger''': Heh, sei ancora troppo gentile. Sì, ho fatto del male a quei bambini, ma non è cambiato niente. Mi davano fastidio e non li sopportavo. Questo però non ha influenzato minimamente la mia vita.<br>'''Kenshiro''': Tu non sei un uomo! *Non importa cosa uso. La persona che vince ha sempre ragione. ('''Jagger''') *'''Jagger''': Come sei violento! Non sei più quello di una volta. Cosa ti ha fatto diventare così? Sei un bruto! Sei una bestia!<br>'''Kenshiro''': Ho combattuto centinaia e centinaia di battaglie e ho visto sanguinare migliaia di persone. Mi sarebbe piaciuto chiamarli amici, ma sono diventati rivali. È stato il sangue di questi rivali amici che mi ha cambiato, Jagger.<br>'''Jagger''': Amici? Hai detto amici? Shin! Ti riferisci a Shin, vero? [...] Shin era tuo amico. Così lo chiamavi un tempo. Ma poi c'è stata una persona che lo ha cambiato.<br>'''Kenshiro''': Cosa?! [...] Tu avevi convinto Shin!<br>'''Jagger''': Esatto! È stata una bella mossa, non credi?<br>'''Kenshiro''': È stata tutta colpa tua!<br>'''Jagger''': Forza, Ken! Grida il mio nome vittorioso d'alta voce! *{{NDR|Flashback}}<br>{{NDR|Rivolto a Shin}} Perché diavolo vuoi desistere? Devi convincerti che Ken è molto debole. Non potrà sopravvivere in un mondo così severo. Questo significa che il destino di Julia è molto incerto e molto probabilmente farà una brutta fine. Dovrai rubarla se vuoi salvarla! Solo le persone coraggiose avranno il potere. ('''Jagger''') *Jagger, devo dirti che hai dimenticato perfino l'essenziale della tecnica di Hokuto: la rabbia trasforma il corpo in acciaio, e questo colpo era praticamente inutile. ('''Kenshiro''') *Una morte così atroce ti si addice come a nessun altro! ('''Kenshiro''') *'''Kenshiro''': Non esisterà più l'incubo di Jagger e delle sue violenze. Adesso è la fine!<br>'''Jagger''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: La fine, hai detto? Come sei stupido! Non avrai pace finché vivrai su questa terra, è una promessa, Ken! Hai forse dimenticato di avere due fratelli maggiori? Ti spediranno loro all'inferno! Non avrai un attimo di pace! La tua vita sarà un travaglio! =====Episodio 33, ''Il salvatore diabolico''===== *Dev'esserci un solo gran maestro Hokuto. Uno. L'ultimo, Ryuken, non aveva figli. Adottò quattro ragazzi e cominciò ad insegnare ad ognuno di loro la sacra tecnica Hokuto, riservandosi di scegliere poi il suo successore. Il maggiore era Raoul, il secondo Toki, il terzo Jagger, e il più giovane si chiamava Kenshiro. Però uno solo sarebbe stato il grande maestro. Chi non era considerato degno di approfondire la sacra tecnica Hokuto veniva allontanato e si cancellava dalla sua memoria ciò che aveva appreso. Ma il fato volle che ciò non avvenisse con i figli di Ryuken. ('''Rei''') {{NDR|voce fuori campo}} *{{NDR|Flashback}}<br>Esistono milioni di persone che ancora non possono venire curate dalla moderna scienza medica. A tutt'oggi, il corpo umano è un grande mistero. Noi sappiamo che la degenerazione dei tessuti interni può provocare gravi danni, ma né con medicine né con interventi siamo in grado di intervenire su queste cellule impazzite. Ma grazie alla tecnica Hokuto, sono capace di convogliare energia all'interno del corpo. [...] Questo è il mio sogno: applicare la tecnica Hokuto alla medicina. ('''Toki''') *Non puoi affrontare un gran maestro Hokuto. Sei sconfitto in partenza. ('''Kenshiro''') =====Episodio 34, ''Il cacciatore di cavie''===== *Deve ancora nascere l'uomo che possa darmi un ordine. ('''Kenshiro''') =====Episodio 35, ''Il cambiamento di Toki''===== *Non ti sei ancora accorto che in questa epoca è più importante la violenza che la medicina? Vedi, Kenshiro, oggi è la violenza che regna. ('''Amiba''') *Io vorrei poter sfuggire al mio destino, ma questo non mi è consentito. Purtroppo sono costretto a farlo. Non soltanto Jagger, anche un altro mio fratello dovrò uccidere. ('''Kenshiro''') =====Episodio 36, ''Scambio di persona''===== *'''Amiba''': Tu mi hai colpito! Ma come hai potuto? Hai dimenticato quello che ho fatto per te?<br>'''Kenshiro''': No. Ma la riconoscenza che provavo è cancellata dai lamenti che mi risuonano nelle orecchie delle decine e decine di persone che sono morte a causa tua.<br>'''Amiba''': {{NDR|Ride}} Che cosa vuoi che contino quei pezzenti in confronto al perfezionamento della tecnica Hokuto? In questo modo, almeno la loro vita è servita a qualcosa, no? Kenshiro, ricordati che i buoni sentimenti non valgono niente di questi tempi, solo la violenza. Solo con la violenza si arriva al potere. *Devi sapere che ormai io non uccido più per rabbia, ma perché lo desidero. Mi da piacere farlo. Grazie a me, la tecnica Hokuto è diventata una perfetta arma di morte, e io sono il solo e legittimo rappresentante di quella scuola. ('''Amiba''') *'''Amiba''': Ma che succede? Le mie gambe si muovono da sole!<br>'''Kenshiro''': Anch'io conosco dei punti segreti di pressione. Quello che ho appena toccato ti costringerà a camminare per sempre all'indietro. E vedrai che prima o poi arriverai all'inferno, Amiba. *'''Kenshiro''': Re di Hokuto?<br>'''Rei''': Ne ho già sentito parlare. Così chiamavano un uomo che tentò di dominare tutto il mondo parecchi anni fa, ma chi fosse in realtà è sempre stato un mistero. =====Episodio 37, ''Non amarmi Mamiya''===== *'''Rei''': Ken, raccontaci. Parlaci di Toki. Sai, sono davvero molto ansioso di incontrarlo, di conoscerlo di persona.<br>'''Kenshiro''': Toki... Vi sembrerà abbastanza strano, ma doveva essere lui il fortunato successore della Sacra scuola di Hokuto.<br>'''Rei''': Davvero?<br>'''Mamiya''': Cosa?!<br>'''Kenshiro''': Ogni suo movimento era elegante, perfetto. Il suo stile era unico, la sua grazia quasi divina. Perfino Jagger era un suo ammiratore. Ma poi, quel giorno... [...] Ha dato la vita per me e Julia, e per salvare quei poveri bambini innocenti. Ricordo ancora le sue parole: "Senti, Ken, il mio unico obiettivo è quello di difendere i più deboli. Sento che la mia morte è vicina, ma cercherò di fare ugualmente tutto quello che posso. La mia vita non avrebbe importanza senza questo mio impegno". *Non puoi opporti al [[fato]] e neanche puoi lottare contro di esso. È già scritto tutto sul tuo destino. Perfino il destino delle stelle che controllano tutta la natura è immutabile: una vecchia stella muore, una nuova ne nasce. ('''Veggente''') *Quando ascolterai il pianto disperato dei demoni, la tua morte sarà più dolce. ('''Wiggle''') =====Episodio 38, ''La tragedia di Bella''===== *'''Mamiya''': Rei, descrivimi questo posto chiamato Cassandra, dove dicono che Toki sia tenuto prigioniero.<br>'''Rei''': A dire la verità, non è che abbia delle informazioni precise in proposito. Però so che è una prigione fatta costruire dal re di Hokuto per punire i maestri delle arti marziali. Questo è tutto, Mamiya. Non so altro.<br>'''Mamiya''': I maestri di arti marziali?<br>'''Rei''': Sì, è così. Il re fece arrestare moltissimi uomini che praticavano le più svariate tecniche di arti marziali e si appropriò dei loro segreti con un'inaudita violenza e senza farsi troppi scrupoli. Così, nacque la prigione di Cassandra. Una volta entrato lì, non hai nessunissima possibilità di uscirne vivo. È, come si dice, una prigione mortale.<br>'''Mamiya''': È terribile! Una prigione mortale?!<br>'''Rei''': Gli uomini che una volta venivano chiamati demoni o che avevano tentato disperatamente di difendere le loro tecniche e i loro segreti, sono morti lì dentro e non hanno avuto la forza di ribellarsi al potere del re di Hokuto. Le loro urla di agonia e di morte sembravano eccheggiare simili ad urla di demoni. =====Episodio 39, ''La porta di Cassandra''===== *Niente paura amici. Lo so che nei vostri cuori è più grande la tristezza per il sangue versato che l'ostilità verso di me. ('''Kenshiro''') *Benvenuto nella mia città, Kenshiro. Varcare quella porta non è certo un'impresa facile, quindi sono pronto a darti il mio riconoscimento, amico. Però, con quell'assurda idea del liberatore vi consiglierei di andarci cauti, sapete? Potrei anche, sì, divertirmi a tramutare il vostro riso in pianto. ('''Wiggle''') =====Episodio 40, ''La vita trionfa sulla morte''===== *'''Wiggle''': Quelle tombe sono il più bel momumento all'immortale gloria di Cassandra. Maggiore sarà il loro numero e maggiore sarà la mia gloria e quella del mio regno. E tu, Kenshiro, sappi che la tua tomba è già pronta, sciocco ragazzo! Dunque, ora puoi anche morire in pace, amico mio.<br>'''Kenshiro''': Sei proprio sicuro che quella tomba sia abbastanza grande, capo?<br>'''Wiggle''': Hm? Certo, credo di sì. Perché me lo chiedi?<br>'''Kenshiro''': Bene. Cercherò di fare in modo che tu possa entrarci. *È molto più divertente scommettere sulla vita di chi ha paura di morire. ('''Wiggle''') *Tutta la desolazione, l'orrore, la disperazione legati alla tua leggenda oggi io li distruggerò con queste mie mani! ('''Kenshiro''') =====Episodio 41, ''Uno scontro di 2000 anni''===== *Da quando sono stata rapita, la vita è diventata un vero inferno per me. Cielo! Quali altre efferatezze commetterà oggi? Ogni giorno al mio risveglio mi domando cosa devo aspettarmi: se le cose terribili di ieri o altre ancora peggiori. E mentre io piango, un mucchio di persone innocenti continua a morire. Cielo! Non ce la faccio più! Non posso più resistere così! ('''Julia''') *Ce l'hai fatta, Kenshiro. Ma questa, purtroppo, non è che una parte infinitesimale dell'inferno. ('''Ryuken''') {{NDR|voce fuori campo}} =====Episodio 42, ''Un incontro difficile''===== *'''Rei''': Chi diavolo è mai questo re di Hokuto?<br>'''Fuga''': Il re! Il re di Hokuto è un tremendo e potente capo che domina la fine di questo secolo. Nessuno sa chi sia.<br>'''Raiga''': Avete visto Cassandra? È la terribile fortezza da lui voluta per coloro che non rispettano i suoi ordini.<br>'''Fuga''': Lo stesso Wiggle non era che il guardiano di questa prigione. *Collegati al vostro carcere e tremanti di paura, io mi domando se siete ancora degli uomini. Un uomo non è tale quando vende la sua anima al diavolo! Ditemi un po': siete contenti di voi stessi ora? Un vero uomo combatte per difendere i propri principi! ('''Kenshiro''') =====Episodio 43, ''La nuova leggenda''===== *Una morte senza dolore è tutto quello che posso fare per voi. ('''Toki''') *'''Toki''': Questo che ora vedete, amici, è il sangue di tutti coloro che sono stati uccisi dal crudele re di Hokuto, centinaia e centinaia di vite umane sacrificate alla sua sete di potere e di ricchezza.<br>'''Rei''': Una tragedia così grande per l'ambizione di un uomo senza scrupoli.<br>'''Toki''': È riuscito a tenere nascosta la sua vera identità facendosi chiamare re di Hokuto<br>'''Rei''': Che vuoi dire?<br>'''Toki''': L'uomo che si è reso responsabile di tanti efferati e vergognosi delitti in realtà ha un nome: si chiama Raoul.<br>'''Kenshiro''': Raoul!<br>'''Rei''': Toki, ma Raoul non è il vostro fratello maggiore?<br>'''Toki''': Sì, Rei. È proprio lui.<br>'''Kenshiro''': Raoul! È sempre stato molto molto forte e anche molto molto ambizioso. Era uno dei migliori allievi della scuola di Hokuto, ma era sempre stato insofferente alle leggi divine che governano l'Hokuto da più di duemila anni, finché un giorno abbandonò la scuola e di lui si perse ogni traccia. *{{NDR|Flashback}}<br>'''Ryuken''': Raoul, dimmi che uso farai della divina arte dell'Hokuto!<br>'''Raoul''': L'uso più conveniente. L'userò per me stesso.<br>'''Ryuken''': Per te stesso, hai detto?! Che significa? Qual è il tuo scopo?<br>'''Raoul''': Il mondo!<br>'''Ryuken''': Vuoi dire che intendi servirti di quello che hai imparato per conquistare il mondo?<br>'''Raoul''': Userò la mia forza e la mia potenza per sottomettere e conquistare. Il mondo, con tutte le sue ricchezze e i suoi tesori, dovrà essere ai miei piedi.<br>'''Ryuken''': Tutto questo è contro le leggi divine! *Siete crudeli e sanguinari! Non avete più nessun diritto di vivere! Morte! Morte agli assassini! ('''Kenshiro''') *Nelle viscere della terra, le fiamme dell'inferno ti divoreranno senza pietà! ('''Kenshiro''') *Il destino è nelle stelle. Loro mi guideranno. Da loro avrò il fatale messaggio. Scruterò il cielo alla ricerca delle due stelle. Quando mi appariranno, saprò che ricomincerà la battaglia. ('''Raoul''') =====Episodio 44, ''La stella della morte''===== *{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Kenshiro, la tigre ha capito subito che ero io il più forte e il nemico da battere. Tu non sei degno di competere con me per divenire il successore del grande maestro della Divina scuola di Hokuto!<br>'''Ryuken''': Ti sbagli, Raoul. Kenshiro possiede una grande tecnica. La tigre era pronta a combattere con lui una battaglia leale. Tu, invece, l'hai terrorizzata. L'animale ha capito che tu possiedi una forza negativa e che sei il più crudele, non il più potente dei due. Questi tuoi malefici poteri mi spaventano, Raoul. Tu non puoi essere il mio successore. *Eccola! È apparsa la stella della morte, la grande stella che brilla accanto all'Orsa Maggiore. È simbolo di morte e distruzione. La leggenda dice che chiunque veda brillare quella stella perderà la vita entro breve tempo. Ho sempre pensato che a me non sarebbe mai successo. ('''Toki''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Non ti ho sentito arrivare, Toki. È incredibile! Come hai fatto a sorprendermi alle spalle?<br>'''Toki''': Può capitare anche ad un uomo astuto e forte come te quando è distratto dall'amore per una donna. =====Episodio 45, ''Il coraggio della piccola Lynn''===== *'''Lynn''': Airy, finiscila! Finiscila di disperarti così! Noi non ci arrenderemo. Non dobbiamo perdere le speranze, non dobbiamo arrenderci. Dobbiamo continuare a lottare con tutte le nostre forze. E poi, ci sono Ken e Rei.<br>'''Airy''': Cosa dici, Lynn?<br>'''Lynn''': Sono sicura che Ken e Rei verranno ad aiutarci. Ho tanta fiducia in loro e questo pensiero mi fa sentire molto meglio. Mi da una gran forza. Presto saranno qui e noi saremo di nuovo felici insieme come una volta. Sforzati anche tu di pensare a questo, Airy. Prova! Ti sentirai subito molto meglio, vedrai. *Non voglio giurare fedeltà! Io non sarò mai la schiava di un re crudele e sanguinario che uccide uomini e donne innocenti senza pietà. Uccidetemi! Uccidetemi pure! Io non giurerò mai! ('''Lynn''') =====Episodio 46, ''La rivolta''===== *'''Kenshiro''': Non riusciresti mai ad ingannare nessuno. Si capisce lontano un miglio che sei assetato di sangue. Davvero eri convinto di riuscire ad imbrogliarmi con questo ridicolo travestimento?!<br>'''Vecchia gigante''': Vorresti farmi credere di aver capito tutto fino dall'inizio?<br>'''Kenshiro''': Certo che l'avevo capito! Non si è mai vista al mondo una vecchia con una faccia come la tua, soprattutto una vecchia con quei magnifici baffi neri! *'''Rei''': Non ti riconosco più. Dov'è la ragazza debole e insicura che si è sempre arresa senza mai ribellarsi?<br>'''Airy''': Io non sono più quella di una volta. Lynn mi ha insegnata a credere in me stessa e a combattere. =====Episodio 47, ''La leggenda della paura''===== *'''Bart''': Che ti succede, Lynn? Perché stai tremando?<br>'''Airy''': Cos'hai, Lynn?<br>'''Lynn''': {{NDR|Su Raoul}} Non lo so, non lo so... Non so come dirvelo, ma ho cominciato a tremare non appena ho visto quegli occhi. *'''Raoul''': Prego, lascio a te l'onore di scegliere il tipo di combattimento.<br>'''Rei''': D'accordo: scendi dal cavallo!<br>'''Raoul''': Non ti preoccupare. Non userò il mio migliore amico per combattere con un pivello come te, caro Rei. Nessuno al mondo meriterebbe tanto onore. *Se Ken fosse al mio posto, sono sicuro che non si tirerebbe indietro. ('''Rei''') *Ho vagato per il mondo, ho anche odiato il tempo per riuscire a salvarti, Airy. Ma la mia battaglia, come vedi, non è ancora finita. Devo continuare! Devo continuare a lottare! Non ho paura. Sono sicuro che Dio mi aiuterà. Devo proteggere. Devo proteggere Toki e Mamiya, Lynn, Bart e la mia piccola e dolce Airy. [...] Voi siete il simbolo della pace, rappresentate il più puro e nobile sentimento umano. Siete voi la mia vita. ('''Rei''') *Combattere è l'unico modo per dimostrare a Ken la mia profonda gratitudine. ('''Rei''') *Che strana, la vita. Sei riuscito a sopravvivere nonostante tutto quanto, Ken. Nonostante la tua debolezza, sei sempre stato un sentimentale. E vedi i tipi come te che fine fanno? ('''Raoul''') *Hai lo sguardo quasi minaccioso, sai Ken? Ma i tuoi occhi continuano ad essere troppo languidi. Non ce la farai. ('''Raoul''') *Ascoltami bene: Non sono più quello di un tempo. Adesso il sangue non mi fa più paura. Anzi, direi che è la mia forza vitale. Vedi come il tempo riesce a cambiare le persone? ('''Kenshiro''') *'''Kenshiro''': Che diavolo sta succedendo {{NDR|a Rei}}?<br>'''Raoul''': È il mio passatempo preferito. Gli ho dato tre giorni di vita.<br>'''Kenshiro''': No, non è possibile!<br>'''Raoul''': I maestri che hanno lottato contro di me non muoiono subito. E puoi indovinarne tu stesso la ragione se conosci le leggi della scuola di Hokuto. In questi tre giorni, si disperderanno e piangeranno perché hanno conosciuto il re di Hokuto, che rappresenta la paura della vita e, di conseguenza, la paura di se stessi. Ho colpito il suo punto segreto e il corso del suo destino è ormai irreversibile. Non c'è più niente da fare. Morirà soffocato dal suo stesso sangue che sprizzerà fuori da tutto il suo corpo in tre lunghi giorni, tre giorni di paura e di morte! Tre giorni per conoscere la leggenda della paura del grande re di Hokuto. *Non sei ancora abbastanza forte per affrontare me e la mia tecnica sovrana. Non esiste nessuno in grado di sconfiggermi e di carpire il mio segreto. È arrivata la tua ora, Ken. Hai vissuto abbastanza, nonostante i tuoi occhi così sdolcinati! ('''Raoul''') =====Episodio 48, ''La mossa segreta''===== *'''Toki''': Dobbiamo muoverci, Mamiya. Ken sta per affrontare Raoul, e sarà un combattimento senza speranza.<br>'''Mamiya''': Cosa?!<br>'''Toki''': Solo l'acqua calma arresta la furia della tempesta.<br>'''Mamiya''': L'acqua calma?<br>'''Toki''': Esattamente. Devi capire, Mamiya, che se oppone un'ondata burrascosa un'ondata altrettanto violenta in genere succede che si incrementa la forza distruttiva della tempesta. Sono l'unico al mondo che può aiutare Ken. *Se vai incontro al mare in tempesta, rischi di annegare. È meglio arrendersi in tempo che morire inutilmente. ('''Toki''') *Acqua calma per arrestare la buia tempesta. Devi imparare a controllarti perché con la sola violenza non riuscirai ad ottenere niente. ('''Toki''') *È inutile combattere se sai che il nemico usa le tue stesse armi. Nella storia, le battaglie senza vincitore non sono mai servite a niente. ('''Rei''') *Che delusione! Non sei cambiato, Toki. Hai ancora quella maledetta luce negli occhi. Non mi è mai piaciuta. ('''Raoul''') *'''Toki''': Ascoltami, Ken. Non sei ancora pronto per affrontare Raoul. Dammi retta!<br>'''Kenshiro''': Perché dici questo?<br>[...]<br>'''Toki''': Potresti uccidere quella bambina?<br>'''Kenshiro''': Non capisco, Toki.<br>'''Toki''': Se tu avessi il coraggio di farlo, molto probabilmente potresti uccidere Raoul. Non devi sorprenderti. Alcune facoltà della scuola di Hokuto si acquistano solamente dopo aver combattuto sanguinose battaglie. È evidente che anche tu hai acquistato una forza non indifferente combattendo contro Shin o contro i nemici più resistenti. [...] Però Raoul è molto più freddo di te. Ha molte più energie distruttive. Lo dimostra il fatto che ha ammazzato a sangue freddo il nostro caro padre Ryuken. *{{NDR|Flashback}}<br>'''Ryuken''': Non userai più la tecnica della Divina scuola!<br>'''Raoul''': È invece sarò io il padrone del mondo. Hai avuto fiducia in me e da ora in poi deterrò io il potere.<br>'''Ryuken''': Ho detto che non sei ancora abbastanza preparato, Raoul. Ho scelto Ken e non cambierò la mia decisione.<br>'''Raoul''': Hm, Ken non ha una tecnica. Sarò io l'unico successore della Sacra scuola di Hokuto! Affronterò il mondo per sconfiggerlo e poi dominarlo. Sarò il padrone assoluto della Terra! Nessuno oserà affrontarmi in battaglia. Ammazzerò anche gli innocenti se questo sarà necessario!<br>'''Ryuken''': Ti ripeto, Raoul, non cambierò la mia decisione. A questo punto, sono costretto ad usare le maniere forti. Dimentica gli insegnamenti della Sacra scuola di Hokuto!<br>'''Raoul''': Hm, bene! Anch'io sarò drastico. Ti ucciderò! Ucciderò il venerabile maestro Ryuken e diventerò il re del mondo!<br>'''Ryuken''': Raoul... Che miserabile uomo ho creato. No, lui non può essere mio figlio. *{{NDR|Flashback}}<br>Adesso ti dirò la ragione per la quale le sette stelle di Hokuto sono chiamate stelle che governano la morte: Ogni uomo ha sette angoli ciechi nei suoi movimenti e questi angoli possono essere tracciati nella forma delle sette stelle di Hokuto. Questi impediscono all'avversario di agire e lo condannano alla morte. ('''Ryuken''') *A volte anche guardare è un modo di combattere. Dall'esempio di nostro padre, ho imparato che non bisogna assolutamente rischiare in un combattimento se altra gente ha bisogno di te in futuro. ('''Toki''') *L'energia di Raoul non ha perso la sua efficacia. Toki, con la sua concentrazione, la sta facendo passare invece di contrastarla. Sta basando la sua tecnica sulla difesa. Raoul è troppo forte. Non ce la farà. È come l'acqua placida che arresta la tempesta. ('''Rei''') *Santo cielo, è incredibile! È un combattimento tra maestri che richiede un notevole dispendio di energie. Anche il solo fatto di fissare gli occhi dell'avversario fa parte della lotta. Mi chiedo fino a quando la calma di Toki riuscirà a placare l'animo infuriato di Raoul. ('''Rei''') =====Episodio 49, ''Lotta all'ultimo sangue''===== *Non ho mai conosciuto avversari in grado di battermi, perché i miei colpi nascondono mille segreti e la mia tecnica è perfetta. ('''Raoul''') *Io voglio morire perché tu possa ispirarti a me. ('''Toki''') *Ognuno è libero di morire per il proprio ideale, ma che significato avrebbe la tua morte? Per me uccidere te o un cane è esattamente la stessa cosa. ('''Raoul''') *Forza Ken, resisti! Tra qualche istante, io non ci sarò più. [...] Nella storia della Divina scuola ci sono sempre stati dei sacrifici umani. Grazie ad essi, la tradizione si è perpetuata. Tu sarai il mio unico successore e la mia morte ti darà la forza per lottare. ('''Toki''') *Non è stata la mia forza a liberarmi, ma il cuore di una tenera bambina, una bambina che è costretta a lottare perché al mondo esistono esseri violenti come te. ('''Kenshiro''') *Ken, in questo posto si decreterà la fine di duemila anni di storia della scuola di Hokuto! ('''Raoul''') *Raoul possiede senz'altro piu tecnica di Ken, ma non possiede lo spirito e l'energia interiore che è prerogativa solo di Ken. Ce la farà. ('''Rei''') *È lo spirito che controlla i movimenti del corpo. Questo è il grande segreto della Divina scuola di Hokuto. ('''Toki''') *Rassegnati a morire! Sofrirai di meno. ('''Raoul''') *In un combattimento tra maestri, si ha la facoltà di prevedere quello che succederà nella lotta. Si ha come una visione. È il miracolo della concentrazione. Ma sia ben chiaro che tramite questa visione, nessuno dei due riesce a conoscere completamente la tecnica dell'avversario. ('''Rei''') *Un re non s'inginocchia mai. Vedrete! Mi vendicherò e la mia sarà una vendetta dura e atroce. ('''Raoul''') *Uomini come Ken e Raoul non avranno mai pace. Continueranno a lottare e la loro lotta sarà per il dominio dell'universo. ('''Toki''') =====Episodio 50, ''Cani sacri''===== *'''Kenshiro''': È colpa mia.<br>'''Rei''': Non dirlo neanche per scherzo!<br>'''Kenshiro''': Sono stato io a coinvolgerti in questa lotta sanguinosa.<br>'''Rei''': Tu non c'entri, Ken. Non rimpiango nulla. Anzi, io ti sono infinitamente grato per l'amicizia che mi hai dimostrato. Odiavo il mondo e non nutrivo nessuna fiducia negli altri uomini. Ma poi ho incontrato te, la piccola Lynn, Bart e Mamiya. Voi mi avete aiutato a ritrovare la speranza perduta. Con voi ho trascorso dei momenti felici, i momenti più belli della mia vita. Credimi, Ken. Non sto scherzando.<br>'''Kenshiro''': Sei un vero uomo.<br>'''Rei''': Adesso la morte... Adesso la morte non mi fa più paura, ti assicuro. Ho vissuto dei momenti felici. =====Episodio 51, ''Sacrificio d'amore''===== *Il sangue di un cane è molto più importante di quello umano. È la legge che regola Medicine City. Sono i doni più preziosi che la natura ci ha regalato. Al contrario degli uomini, loro non mentono mai. ('''Gulf''') *Non potrò mai essere una donna normale. Sì, perché esiste una ragione per cui continuare a lottare. Combatterò fino alla morte. ('''Mamiya''') *{{NDR|Su Yuda}} Quell'uomo ha segnato il mio destino. Da quando l'ho conosciuto non sono più la stessa. Non sono più la ragazza spensierata che ero prima. Purtroppo quella cicatrice mi accompagnerà fino alla morte, capisci? E nella mia mente c'è un'altra cicatrice molto più profonda, ti assicuro. ('''Mamiya''') *'''Yuda''': Allora, ragazze. Come mi trovate oggi? Non sono bello?<br>'''Concubine''': Sì, sei bellissimo, Yuda! La tua bellezza da tutti i pori trasuda!<br>'''Yuda''': Eccomi! Ammirate! Sono più bello e affascinante di [[Adone]]! Sono vostro e voi mi appartenete. ('''Yuda''') =====Episodio 52, ''Bellezza crudele''===== *'''Yuda''': Posso sapere perché hai questa pettinatura?<br>'''Concubina''': Ho pensato che le sarebbe piaciuta, allora ho deciso di...<br>'''Yuda''': Basta! Non voglio neanche ascoltarti. Questa tua trascuratezza rappresenta un'offesa alla mia bellezza. Vi ho sempre detto che non potete cambiare pettinatura senza il mio permesso. Il vostro ''charme'' dipende dalla mia sensibilità, è chiaro? Solo una donna che possiede una perfetta bellezza può essere amata e voi siete le mie amanti.<br>'''Concubina''': Oh signore, mi lasci per favore?<br>'''Yuda''': Sei detestabile quando urli in questa maniera! Andrai via per sempre dal mio castello! [...] Sei brutta, piccola mia. Il deserto è l'unico posto per le donne sciatte come te. *'''Mamiya''': Guarda il mio braccio, Lynn. Sta diventando forte come quello di un uomo, non ti sembra? Tra un po' sarò forte come un uomo. Come un uomo!<br>'''Lynn''': Non ti capisco.<br>'''Mamiya''': Non si cancelleranno mai! Non ho nessuna speranza. Rimarrò così per tutta la vita. Ma la cosa peggiore è che dalla mia mente le ferite non si rimargineranno mai, Lynn. *'''Rei''': Conosco molto bene Yuda. Ricordo ancora la sua faccia. Eravamo nella stessa scuola di Nanto, sai Ken?<br>'''Kenshiro''': Cos'hai detto?!<br>'''Rei''': Sì, e devo dire che era anche un ottimo allievo. Eravamo in sei e il nostro maestro ci considerava i migliori tecnici della scuola Nanto. Oltre a me c'era anche Shin, che possedeva un'ottima tecnica. E poi, a mio fianco, molto spavaldamente c'era Yuda. Anche lui era molto bravo. *Gli uomini non vivono a lungo, ma hanno una grande speranza nel cuore. Questa speranza è rappresentata dal fatto che esisterà sempre una loro madre che racconterà il destino degli uomini coraggiosi ai propri figli. ('''Rei''') *Un giorno la ferita che hai nella tua mente si rimarginerà. Devi solo aver fiducia. Per fortuna al mondo esistono anche delle belle storie e soprattutto esistono uomini coraggiosi come Ken e Rei. ('''Elder''') *Su Yuda splende una stella maligna che è una delle sei stelle di Nanto. [...] Sì, ognuno di noi aveva una stella sulla quale era scritto il nostro destino, capisci? La stella di Shin era quella del sacrificio. Lui si è sacrificato per amore. La mia era quella del dovere. Dedico la mia vita a qualcuno. E invece la stella di Yuda ha dei poteri negativi. È anche definita la stella del traditore. ('''Rei''') *Nel mio spirito la mia stella splende meravigliosamente e si chiama stella del tradimento. È una definizione sbagliata perché in questo caso il tradimento simboleggia la bellezza assoluta che un giorno governerà l'intero universo. E la mia stella brillerà ancora di più quando avrò bevuto il sangue di Rei e quello di Ken. Nessuno riuscirà ad opporsi al mio destino. ('''Yuda''') =====Episodio 53, ''Le donne rapite''===== *Mio fratello era un tipo piuttosto scontroso e non era assolutamente capace di credere nell'amicizia. Ma poi, da quando ha incontrato voi, il suo atteggiamento è cambiato e ha aperto il suo cuore. Mamiya le ha insegnato ad avere fiducia negli uomini e a guardarli dritti negli occhi. Sono sicura che non è la morte a spaventare mio fratello, perché questa servirà da esempio per l'umanità intera. Lui rimarrà per sempre nel cuore di Mamiya, e questo le servirà da conforto per le sue ultime ore. ('''Airy''') *'''Dagar''': Lei mi ha usato, non è vero? Mi ha usato! Sono sempre stato un suo fedele servitore.<br>'''Yuda''': No, non ti ho tradito, Dagar. Faceva parte di una strategia ben precisa. Tutti gli uomini prima o poi cadono in questo maledetto equivoco. La mia stella si chiama tradimento, ma non quello che intendi tu. È il simbolo della bellezza e dell'intelligenza. E ora, grazie a queste doti, potrò governare il mondo. Questa terra mi appartiene e farò di tutto per conquistarla. =====Episodio 54, ''La grande prova''===== *Rei, l'uomo protetto dalla stella del dovere, hai sempre vissuto per gli altri e solo adesso ti rendi conto che la tua è la stella dei vinti! ('''Yuda''') *Energia mentale uguale forza. ('''Toki''') *Povera piccola Mamiya, molto probabilmente tu sei nata sotto la stella della tristezza. ('''Rei''') =====Episodio 55, ''Il volo dell'uccello bianco''===== *Il tuo sangue tingerà il mio corpo. Proverò una sensazione meravigliosa. ('''Yuda''') *'''Yuda''': Sei sempre stato un ingenuo, Rei. Che stupido! Hai sempre lottato e vagato per il mondo, e adesso sacrifichi la tua vita per una semplice donna, una donna che porta ancora il mio marchio sulla spalla, una donna che ha visto la stella della morte e che non ha futuro davanti a sé. {{NDR|Ride}}<br>'''Rei''': È questo tutto quello che hai da dire? Anche se il suo destino fosse già stato segnato io non cambierei idea, Yuda. Tu non puoi capire. Lei è tutta la mia vita. Mamiya, il tuo cuore ha sempre pianto di dolore. Meriti di avere un uomo che sia felice di morire per te. Spero che questo cambierà la tua vita. *La stella del dovere è la stella degli uomini deboli. Vive di luce riflessa, perché il suo sole si chiama stella del tradimento. ('''Yuda''') *'''Yuda''': Qual è il tuo segreto?!<br>'''Rei''': Non ci sono segreti. È l'amore per Mamiya che mi rende così forte. Tu non potrai mai capirlo perché non sai cos'è l'amore. Hai sempre solo amato te stesso. =====Episodio 56, ''Un uomo solo''===== *Nanto uguale morte! ('''Yuda''') *'''Yuda''': Come tanto tempo fa sono rimasto di nuovo affascinato dalla tua tecnica, Rei. Era perfetta. Però... Però... Però non sei riuscito ad uccidermi. Uno come me non può morire. Ascolta, Rei! Sei sempre... Sei sempre stato più forte di me. {{NDR|costringe le mani di Rei a traviggerlo}}<br>'''Rei''': Yuda!<br>[...]<br>'''Yuda''': Rei, io ti ho sempre considerato un mio rivale perché riconoscevo la tua superiorità. Ero affascinato... Ero affascinato dalla tua tecnica, la tua perfetta tecnica dell'uccello d'acqua di Nanto, e io non ho mai potuto raggiungere questa perfezione. Ho sempre desiderato di volare come fai tu, ma era solo illusione perché non possiedo la tua potenza, il tuo coraggio. E io non posso nulla contro un uomo da cui sono affascinato. Non so se capisci. Mi rendo conto adesso che questa è la mia vera debolezza. Sei grande, sei sempre stato il migliore. Dal momento in cui... Dal momento in cui sono rimasto affascinato dalla tua perfezione, il mio destino era per sempre segnato e la mia stella era destinata a spegnersi, Rei.<br>'''Rei''': Yuda...<br>'''Yuda''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Ascoltami! Ti ho sempre considerato l'uomo più... l'uomo più bello e affascinante che abbia mai incontrato, il più coraggioso. Sono contento di morire tra le tue braccia.<br>[...]<br>'''Rei''': Yuda, non lo avevo capito, ma anche tu eri solo. Aspettami. Ti raggiungerò. Aspettami. A presto, Yuda. A presto, l'uomo dal colpo della gru rossa di Nanto. *Ascolta, Mamiya. Mi raccomando, vivi! Vivi fino a quando la stella della morte non sarà caduta su di te. E vivi, vivi come una donna, perché tu ''sei'' una donna. Insegui la felicità e non lasciarla scappare. Ti amo, Mamiya. ('''Rei''') *Ken, non arrenderti mai! Continua a lottare! Il mondo ha bisogno di te. Sei l'unico in grado di trasformare il pianto in riso. Sarai il portavoce dei più deboli. ('''Rei''') *Lynn, Bart, mi raccomando. Siete la speranza del mondo. ('''Rei''') =====Episodio 57, ''La storia dell'uomo immortale''===== * {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Ho cercato di fare del mio meglio. Ho sempre rispettato la Sacra scuola di Nanto. Ho vissuto per gli altri e adesso muoio per gli altri, ma non rimpiango niente. Ken, Lynn, Bart, Toki, Airy, Mamiya... ('''Rei''') ====Capitolo 3==== =====Episodio 58, ''L'esercito di Sauzer''===== *'''Toki''': Allora, Ken. Hai deciso? Te ne vai?<br>'''Kenshiro''': Sì, Toki. Qualcosa... Qualcosa mi spinge a farlo.<br>'''Toki''': Capisco, e questa forza si chiama destino.<br>'''Kenshiro''': Destino, hai detto?<br>'''Toki''': Già. È il destino dell'uomo che guida la Divina scuola di Hokuto. Se la scuola di Nanto cade, appare la scuola di Hokuto. Guarda il destino di Shin, quello di Rei che ha dedicato la vita a Mamiya, e quello di Yuda. Ma esiste anche quello di altri tre allievi. Devi sapere che tanto tempo fa questi sei allievi erano chiamati i comandanti dei sei cancelli che proteggevano il castello imperiale, ed erano a capo di un gruppo di centotto persone sacre a Nanto, ma la Divina scuola di Hokuto è la più forte, ed era quest'ultima che decideva le sorti dei sei comandanti dei cancelli. Successe poi che dopo la terribile catastrofe, dopo la guerra nucleare, la Sacra scuola di Nanto si divise, e Yuda non perse l'occasione per tradirla. Prese con sé ventitre persone del sacro gruppo, li costrinse a seguirlo e raggiunse il terribile Raoul. Così cadde la prima delle sei stelle di Nanto, ma anche le altre cinque caddero nella più completa confusione, ed è questa la causa della tragedia odierna. La morte di Shin, il crudele destino di Rei, sono solo l'inizio di un dramma universale. Ma Shin, Rei e Yuda sono già morti e rimangono gli altri tre allievi. È giunto il momento che tu li combatta. Coraggio, Kenshiro! Vai e lotta per la giustizia. Sei predestinato a salvare l'umanità. *Ho in mano il potere. Alla fine del secolo l'intero pianeta sarà sotto il mio dominio. Conquisterò anche il più piccolo villaggio. Sarò io il padrone del mondo. Sono il colonnello Sauzer. Perfino Raoul ha evitato di battersi con me. ('''Sauzer''') *Che vi succede? Sembrate spaventati. Vi ho solo dato una piccola dimostrazione della mia tecnica di lotta. ('''Kenshiro''') *Io sono uno dei sei allievi di Nanto. Sono nato per dominare il mondo e nel mio destino è scritto che vincerò sempre. Per questo non ho bisogno d'amore e tantomeno di affetto. ('''Sauzer''') =====Episodio 59, ''Il tempio del potere''===== *Io non vedo, ma riesco a percepire i tuoi pensieri. Non ho paura del tuo colpo, Kenshiro. E se un uomo non ha paura del proprio nemico, farà in modo che il nemico stesso non riesca a capire la sua tattica. ('''Shu''') *Vivrò solo ed esclusivamente per portare un po' di luce in questo oscuro e tetro pianeta. ('''Kenshiro''') *Noi maestri di Hokuto siamo in grado di ripetere esattamente le tecniche dei nostri nemici, anche le più difficili. ('''Kenshiro''') =====Episodio 60, ''Sperare nel domani''===== *{{NDR|Su Sauzer}} Quell'uomo è pieno di ambizione e vuole costruire un monumento a forma di croce che sarà il simbolo della sua potenza. Per la costruzione di questo monumento fa rapire i bambini e li costringe a lavorare. ('''Shu''') *Manda questo messaggio a Sauzer: Se davvero vuole costruirsi un monumento, lo deve fare con le sue mani. I bambini sono delle creature libere e tali devono rimanere. ('''Kenshiro''') *Quando i miei occhi si sono chiusi, il mio cuore si è aperto. ('''Shu''') =====Episodio 61, ''La luce della vita''===== *Non dobbiamo perdere il senso del viviere civile. Per questo ho deciso di combattere Sauzer. Questi bambini hanno bisogno di crescere in una società normale. ('''Shu''') *'''Garzus''': Come hai fatto a capire che stavo mentendo, eh?<br>'''Kenshiro''': Se ti fossi guardato allo specchio lo avresti capito anche tu. *Voglio dare una nuova luce a questa terra. ('''Kenshiro''') =====Episodio 62, ''Il re del mondo''===== *Credo sia giunto il momento di raccontarvi la storia del re di Nanto. La decadenza della scuola delle sei stelle Nanto iniziò con l'ambizione di Yuda, ma fu Sauzer a portarla a termine. [...] Nel suo cuore è sempre esistita la sete di potere. La sua stella è chiamata "Croce di Nanto" o la stella della dittatura. Per questo non ha mai avuto famiglia o amici. È fondamentalmente un uomo solo, un uomo che ha diviso con se stesso le proprie vittorie. Le altre cinque stelle sono solo satelliti ed è impossibile, Ken, battere Sauzer con la sacra tecnica di Nato. L'unico mezzo per riuscire ad affrontarlo è sempre stata la guerriglia organizzata. ('''Shu''') *Queste sono le tombe dei bambini quello stesso maledetto uomo ha ucciso. Non vedo più. I miei occhi non possono più vedere, ma sono ancora in grado di piangere. Il re di Nanto uccide tutti coloro che lo impediscano di realizzare il suo progetto, che è quello di governare il mondo. Non ha pietà, neanche per bambini innocenti. ('''Shu''') *'''Sauzer''': Come mai sei venuto da queste parti, Kenshiro?<br>'''Kenshiro''': Per fermare la tua marcia verso la distruzione del mondo.<br>'''Sauzer''': Hm, complimenti! Adesso parli proprio come un adulto, Kenshiro. *'''Sauzer''': Io sono il più forte degli allievi della scuola di Nanto ed è per questo che sono diventato il re assoluto. Fin dalla nascita ero predestinato a governare il mondo ed eccomi qui, pronto a sconfiggere il mondo perché sono superiore a qualsiasi tecnica. Sono solo per mia scelta.<br>'''Kenshiro''': Perché non ti prepari a combattere?<br>'''Sauzer''': Non devo prepararmi. Il re di Nanto non ha bisogno di nessuna preparazione e, inoltre, non sono abituato a prendere posizioni difensive. Io attacco e avanzo. Il tuo metodo è quello dei perdenti, Kenshiro. *È vero che Ken possiede la facoltà di imparare subito la tecnica dell'avversario, ma non riuscirà lo stesso a battere Sauzer perché non ha ancora scoperto il suo segreto. Anch'io quando ho lottato con Sauzer ero sicuro di batterlo, ma poi ho dovuto arrendermi. Ormai è diventata la mia ragione di vita: Sconfiggere Sauzer per ottenere il suo potere. ('''Raoul''') =====Episodio 63, ''Due destini simili''===== *Nelle mie vene scorre sangue d'imperatore, sangue di chi è abituato a vincere. ('''Sauzer''') *'''Shu''': Shiba, io sono l'unico successore della scuola dell'airone d'acqua di Nanto e non ti ho mai insegnato nessuna delle mie tecniche. Ti sei mai chiesto il perché?<br>'''Shiba''': No, papà.<br>'''Shu''': La ragione, in effetti, è molto semplice e te la spiego subito. Non volevo che tu portassi il peso del mio destino.<br>'''Shiba''': Ma papà, non capisco.<br>'''Shu''': Potrebbe sembrare una decisione assurda per un padre, ma ti assicuro che non lo è. Io sono destinato a vivere una vita dura e solitaria per seguire la mia stella e credo che se anche tu fossi protetto dalla mia stella, avresti il mio stesso destino. *Ascoltate! Se il mondo fosse afflitto da una carestia, il nostro re non morirebbe di fame. Questo significa detenere il potere. ('''Uomo di Sauzer''') =====Episodio 64, ''La stella di Shu''===== *Ormai non mi oriento più né con la vista né con l'udito. La mia mente vede e sente ciò che mi circonda. ('''Shu''') *Un grande uomo non deve mai provare pietà per nessuno. Non perdonerei neanche una formica se mi opponesse. È la mia legge uccidere tutti quelli che sono contro di me. Ehi, Shu! Anche se la tua stella brillasse in eterno, non ce la faresti mai a salvare il mondo con la sola bontà. ('''Sauzer''') =====Episodio 65, ''La piramide della croce''===== *Quando le stelle di Nanto si dividono come adesso, quelle di Hokuto si uniscono saldamente. E quando le stelle di Nanto sono in dissidio, quelle di Hokuto appaiono. ('''Toki''') *'''Uomo di Sauzer''': Perché diavolo sei venuto qui?!<br>'''Toki''': Perché sono stato guidato dalla mia stella. E mi ha anche detto di preparare la via a Ken, perché sta per affrontare Sauzer. *Non siete dei buoni combattenti neanche quando sono convalescente! ('''Raoul''') =====Episodio 66, ''Il futuro ti appartiene''===== *'''Shu''': Sono felice. Dio ha voluto esaudire il mio più grande desiderio e adesso riesco a vederti, Ken. Sei cresciuto, Ken. Ma i tuoi occhi sono sempre gli stessi e mi ricordano... mi ricordano mio figlio Shiba. Un'ultima cosa, Ken: Non ho nessun rimpianto. Sono contento perché lo splendore della mia stella continua ad essere della stessa intensità.<br>'''Kenshiro''': Sei grande, Shu...<br>'''Shu''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Adesso va. Va, Kenshiro! Va! Il futuro ti appartiene. Credo in te e ti proteggerò sempre. Piccolo Shiba, aspettami! Sto arrivando! Addio, Ken. Non arrenderti mai. Io sarò sempre con te, Ken. *Sauzer! Non lascerò integro neanche un tuo capello! Ti annienterò, Sauzer! Non resterà nulla di te! ('''Kenshiro''') =====Episodio 67, ''Una vittima dell'amore''===== *'''Sauzer''': Quando Nanto inizia ad esercitare il suo potere, arriva Hokuto. Come vedi, era mio destino che io mi battessi con te. È il momento di porre fine alle umiliazioni che Nanto ha subito in questi anni. Mi batterò fino alla fine, fino a quando non ti avrò ammazzato, Ken. Sarai seppellito nella mia piramide prima dei tuoi fratelli.<br>'''Kenshiro''': Sauzer, le pietre della tua piramide sono imbevute del sangue di Shu. Sali quei gradini e cerca di ricordare i peccati che hai commesso, tutte quelle persone innocenti che hai ammazzato. Rifletti, Sauzer! *La gente si fa uccidere per amore, si fa torturare per amore, piange e soffre in nome dell'amore! ('''Sauzer''') *'''Sauzer''': I miei genitori morirono e fui educato da un anziano e saggio maestro della scuola di Nanto. Si chiamava Ogai. Ogai non aveva figli e così decise di prendermi e di adottarmi. [...] L'addestramento quotidiano era davvero molto duro, ma non mi pesava per niente. Anzi... [...] Non mi lamentavo della dura vita che facevo perché alla fine sapevo che avrei ricevuto una carezza, un gesto di affetto che mi riempiva il cuore di gioia e mi faceva sentire amato e accettato. [...] Ma poi, un giorno, il giorno del mio quindicesimo compleanno... [...] È vero, da quel giorno non ho più pensato all'amore, anche perché è stata la luce della mia stella a convincermi. Un vero re non ha bisogno dell'amore degli altri. Ucciderò senza pietà chiunque si opporrà al mio potere!<br>'''Kenshiro''': Io non sono come te. Ho sempre combattuto e combatterò per amore. *{{NDR|Flashback}}<br>Non voglio più essere amato, perché l'amore fa solo soffrire. Non voglio più essere amato, no, non voglio, non voglio più essere amato! ('''Sauzer''') *'''Sauzer''': Io, re di Nanto, ti ucciderò. Tu sarai solo una vittima di quello stupido sentimento chiamato amore! Come puoi capire, il vero assassino non sono io, ma l'amore in cui hai sempre creduto.<br>'''Kenshiro''': L'amore non ha mai ucciso nessuno. =====Episodio 68, ''L'ultimo volo della fenice''===== *Hai il cuore dall'altra parte, Sauzer. E di conseguenza anche tutti i punti segreti sono invertiti. È questo il tuo segreto. Come vedi, non sei invincibile. ('''Kenshiro''') *Questa è la tecnica segreta del colpo della fenice di Nanto, il volo a croce della fenice. È il colpo micidiale di fronte al quale ogni avversario s'inginocchia. Ma se il nemico che si affronta è di pare valore, anche il più grande maestro di lotta deve essere pronto a batterlo senza lasciare niente al caso, combattendo fino alla fine. Ma attenzione! La tecnica del volo della fenice è sempre risultata vittoriosa. ('''Sauzer''') *'''Raoul''': Accidenti! {{NDR|Kenshiro}} sta eseguendo la tecnica segreta della scuola di Hokuto in maniera perfetta.<br>'''Toki''': È una delle tecniche più pericolose. Si chiama "colpo della distruzione dell'universo". È uno degli ultimi segreti della nostra scuola. Un solo errore nell'esecuzione sarebbe fatale per l'intero universo. *Non c'è posto per due grandi stelle nel cielo! ('''Sauzer''') *Duemila anni di storia di Hokuto hanno decretato la vittoria dello spirito sulla materia. Ecco perché posso colpirti senza neanche sfiorare il tuo corpo. ('''Kenshiro''') *I punti segreti di un corpo umano sono i centri nervosi più importanti e vitali, ed è il sangue stesso ad indicarne il posto. Come vedi, una volta scoperto il segreto del tuo corpo e dei tuoi centri nervosi, tu sei un uomo normale. ('''Kenshiro''') *La fenice di Nanto non volerà mai più. Ormai ha perduto le sue ali grandiose. ('''Kenshiro''') *'''Sauzer''': Hai usato il colpo della sentenza finale. È un colpo che non provoca dolore, così sei in pace anche con la tua coscienza. Mi spedisci all'inferno senza farmi soffrire. Il sogno della fenice, la mia illusione, si è conclusa. Ma credo sia durata abbastanza. Aspetta, voglio chiederti una cosa, un'ultima cosa, ti prego. Poi tanto morirò. L'affetto e l'amore hanno sempre reso l'uomo infelice, giusto? Perché allora ti ostini a crederci? Perché? Spiegami, non capisco. È come autodistruggersi, non ti pare?<br>'''Kenshiro''': No, Sauzer. La tua premessa è sbagliata. L'amore non è sofferenza. Ricordati che ti ha aiutato anche in questo momento così tragico.<br>'''Sauzer''': Mi ha aiutato? {{NDR|Comincia a ricordarsi dell'infanzia passata con Ogai}}<br>'''Kenshiro''': Sei giunto alla tua ultima ora. Puoi scegliere tu il posto dove andare a morire.<br>'''Sauzer''': Già, è vero. Sono giunto alla mia ultima ora. Sono stato sconfitto dal grande maestro di Hokuto. In fondo, non potevo scegliere un avversario migliore, vero? *{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Eccomi qui, maestro Ogai. Mi accarezzi? Mi accarezzi, la prego, maestro. Mi accarezzi come faceva quando ero piccolo. ('''Sauzer''') *La storia di Sauzer è veramente triste. Aveva un disperato bisogno di amore. ('''Kenshiro''') *Toki, in futuro dovremo affrontarci in un duro combattimento. Tu e Ken siete i miei rivali e se non vi uccido non avrò mai il potere assoluto. Come vedi, è quasi un dovere. ('''Raoul''') =====Episodio 69, ''Sete di dominio''===== *Toki, il mio caro fratello. Ha una tecnica veloce e una stupenda esecuzione dei colpi. Sarebbe stato lui il giusto e degno successore della Sacra scuola di Hokuto, ma la guerra nucleare ha cambiato e stravolto il suo destino. Sono sicuro che se non ci fosse stata quella terribile guerra, sarebbe stato lui il re del mondo. [...] Rimase esposto alle radiazioni per due settimane. Fu terribile. Da allora, abbandonò le tecniche di lotta e intraprese la via della medicina. ('''Kenshiro''') *Voglio dirti una cosa, Ken. Il mio sogno è sempre stato quello di dedicare la mia vita alla medicina. [...] Ma dopo quelle terribili radiazioni, persi tutti gli entusiasmi e le speranze, e vagai da un posto all'altro come chi aspetta di morire. Fu un periodo terribile. Poi, un giorno, giunsi in uno strano villaggio. Si chiamava Miracle Village, il villaggio dei miracoli. Lì, ti giuro, ho ritrovato tutte le mie speranze. Era un posto deprimente. Le persone aspettavano solo di morire perché la morte rappresentava una liberazione. Così, decisi di passare il resto della mia vita a cercare di aiutarli. E invece quell'uomo distrusse il villaggio! [...] Era un subordinato del re di Hokuto, un certo Amiba. In poco tempo, ricreò il clima di morte nel villaggio dei miracoli. Poi, un giorno, mi catturarono. Mentre ero rinchiuso nella prigione di Cassandra, scoprì un segreto di Raoul in quella terribile prigione dove piangono anche i demoni. [...] Volevo dedicare la mia vita a soccorrere i bisognosi e i bambini malati. Era questo il mio unico desiderio. Ma adesso non lo è più. Non meravigliarti, Ken. Sei stato proprio tu a farmi cambiare idea quando ti ho visto combattere. Ho provato un emozione grandissima, intensa. Da piccolo scelsi la lotta e seguì la scuola di Hokuto, già. Adesso ho deciso di ricominciare tutto da capo seguendo la mia vecchia scelta. [...] Viviamo in tempi di cambiamenti. Cinque stelle tra le sei di Nanto sono già scomparse: Shin, Rei, Yuda, Shu e Sauzer. È arrivato il momento in cui tutti insieme dovremo combattere l'ultima stella, la più splendente. È il destino del successore della Divina scuola di Hokuto, il destino che lo porterà inevitabilmente alla lotta. [...] Ho deciso da tempo: Vivrò seguendo il corso del mio destino, e invece esiste un uomo che lo sta ostacolando. Devo sconfiggere quell'uomo, altrimenti non ho più ragione d'esistere. È sempre stato il mio rivale. Sì, il suo nome è Raoul. ('''Toki''') *Una volta ho anche combattuto contro Ryuken per ottenere la successione della Sacra scuola di Hokuto. [...] Dopo quell'incontro, decisi di lasciare il potere a Ryuken. Misi da parte le mie velleità perché sapevo che di maestro poteva esisterne uno solo nella Sacra scuola. Perciò, Raoul, posso comprendere più di chiunque altro il tuo risentimento e la tua rabbia. Ma inutile insistere. Non puoi usare la tua tecnica per ottenere un potere che non ti spetta. ('''Koryu''') =====Episodio 70, ''Un re solitario''===== *'''Raoul''': Mi dispiace, Koryu, ma sono venuto per ucciderti. [...] Sei l'uomo che ha combattuto contro il mio maestro Ryuken per la successione della scuola di Hokuto. Spero vivamente che tu sia forte come un tempo.<br>'''Koryu''': La tua non è solo voglia di misurare le tue capacità, non è vero, Raoul? Non vuoi confrontarti con me solo per questo.<br>'''Raoul''': Vedo che sei piuttosto perspicace. [...] Ho avuto la sfortuna di essere ferito gravemente e ho deciso di venire qui per vedere fino a che punto la mia inattività mi ha indebolito. Voglio battermi con te.<br>'''Koryu''': È incredibile! Non hai ancora capito che devi abbandonare le tecniche della tua scuola?!<br>'''Raoul''': Sono io il re della scuola di Hokuto. Mi manca pochissimo per conquistare definitivamente il mondo.<br>'''Koryu''': Bene, possiamo iniziare. Tanti allievi sono morti per la successione. La tradizione è sempre stata segnata dal sangue dei suoi seguaci. Anche tu, Raoul, anche tu morrai per aver preteso di governare il mondo. *'''Koryu''': Raoul, non sarò io ad ammazzarti, ma i duemila anni di storia Hokuto.<br>'''Raoul''': Staremo a vedere. Io sono abituato a sfruttare questi duemila anni di storia e non potranno uccidermi.<br>'''Koryu''': Non hai scrupoli!<br>'''Raoul''': Sono il re di Hokuto! *{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Sei davvero forte, Raoul, e i tuoi colpi potenti. Raoul, Toki, Ken, con voi la scuola di Hokuto sarà invincibile. Gli dèi hanno mandato tre eroi nella stessa epoca. Sono sicuro che se foste nati in epoche diverse ognuno di voi sarebbe stato un maestro. Sì è vero, la ricostruzione del mondo spetta a voi, a Raoul e le sue ambizioni, a Toki con la sua bontà, e a Ken con la sua forza di spirito. ('''Koryu''') *'''Toki''': Sei stato magnifico, Ken. Sei tu il vero successore della Sacra scuola di Hokuto.<br>'''Kenshiro''': No, Toki. Se tu non avessi avuto l'handicap della malattia, sono sicuro...<br>'''Toki''': Sono stato un tuo avversario e questo mi da materialmente la forza per concludere degnamente la mia vita, sì, perché ti ho dato la mia anima, Ken, con questo nostro combattimento. Il mio spirito adesso appartiene a te, ma il mio corpo si consumerà nell'offrire la mia morte a Raoul. È questo il mio destino e lo seguirò fino alla fine. *Se seguirete la stessa strada avrete lo stesso destino, potete giurarci. Se volete un consiglio sincero, cambiate strade e la fortuna vi assisterà sempre. ('''Raoul''') =====Episodio 71, ''La morte è di scena''===== *'''Toki''': Sì, Raoul, come vedi il tuo sogno si è realizzato. Sei diventato l'uomo più forte e coraggioso del mondo intero. Ma sei anche diventato troppo ambizioso.<br>[...]<br>'''Raoul''': Invece tu sei un perdente, un uomo vinto.<br>'''Toki''': Evidentemente era scritto nel mio destino. Ma adesso basta! Non perdiamoci in chiacchiere.<br>'''Raoul''': Così mi piaci. La determinazione è una delle più grosse doti che un uomo debba possedere. *Ascolta, Toki! Se avevi intenzione di diventare un grande maestro di lotta perché non hai imparato anche le posizioni attive? Vedi, la calma e la rilassatezza dei tuoi movimenti ti hanno impedito di sconfiggermi. Sono io il più forte, Toki! ('''Raoul''') *'''Toki''': Vuoi sapere perché sono stato capace di difendermi dal tuo attacco? Perché io e te abbiamo lo stesso sangue.<br>'''Raoul''': E hai imparato anche i miei attacchi attivi?<br>'''Toki''': Te l'ho già detto, Raoul. Volevo diventare come te e allora ti imitavo! *Un'antica leggenda della Sacra scuola di Hokuto dice che quando si incontrano due avversari di pari valore, la stella della morte brilla su entrambi i loro destini. Chi vincerà? L'uomo dal cuore calmo come l'acqua immota o l'uomo che credeva di conquistare il mondo? ('''Kenshiro''') *È il momento di aprire il sipario sul fato, Raoul! ('''Toki''') =====Episodio 72, ''Le ultime lacrime''===== *Hai sempre combattuto per difendere gli altri, Toki. Adesso è arrivato il momento di combattere per la tua dignità e per salvare la tua vita, naturalmente. ('''Raoul''') *Colpo segreto della Divina scuola di Hokuto, tecnica del respiro tokei. "Tokei" vuol dire "acciaio" e "potenza condensata". Inspirando si concentra tutta la potenza del corpo ed espirando la si concentra nel colpo. È la respirazione segreta del colpo duro. ('''Kenshiro''') *Ascoltami, Raoul! Adesso puoi ammetterlo tranquillamente: Hai sbagliato tutto nella tua vita. Sei sempre stato l'uomo più forte della Sacra scuola di Hokuto. Se fossi stato meno ambizioso e avessi creduto di più negli altri, io e Ken ti avremmo lasciato il potere senza problemi. Saresti diventato tu il successore della scuola. ('''Toki''') *Credi davvero che non abbia ancora capito il segreto del tuo micidiale colpo, eh Toki? Mi avresti potuto uccidere col colpo del fulmine volante se non fossi stato malato. Povero Toki, il mio dolce e saggio fratello, sei vissuto fino a questo momento solo per incontrarmi nella nostra terribile lotta finale. Addio Toki... La stella della morte risplende su di te adesso! ('''Raoul''') *'''Raoul''': Toki, quelle maledette radiazioni hanno fatto di te un uomo malato e debole. Ti hanno reso incapace di lottare come sai fare realmente. Toki, non sono stato io, ma è la tua malattia che ti sta uccidendo lentamente.<br>'''Toki''': Anche la mia malattia evidentemente fa parte del mio destino come il fatto di voler continuare a combattere fino alla fine. Non so se puoi capire, Raoul.<br>'''Raoul''': Toki... Toki...<br>'''Toki''': Perché adesso piangi, Raoul? Che senso ha? La tua ambizione non ti ha mai permesso di piangere in questi anni. *'''Raoul''': Perché hai usato il tuo colpo segreto se sapevi di non farcela? Forse lo hai fatto per imitarmi, è così, giusto? Oh, povero Toki! Non sei cambiato affatto. Anche da piccolo mi seguivi e cercavi di imitare ogni mia mossa. E adesso, anche a costo di morire, non hai voluto essere da meno alla mia forza. Oh Toki! Toki, il mio dolce e saggio fratello, hai fatto risvegliare in me nuovi sentimenti. Ho ricordato cose dimenticate, sepolte nella mia memoria. Guarda adesso come piango! Il tuo cuore ha risvegliato le mie lacrime e mi fa sentire un uomo finalmente. Toki...<br>'''Toki''': Non rimpiango nulla, Raoul. Possiamo chiudere il sipario del fato adesso.<br>'''Raoul''': Ken, guardaci! Ti sembra giusto il nostro destino?! Due fratelli crescono e imparano insieme una stessa disciplina, vogliono diventare i due fratelli più forti del mondo, ma ad un certo punto questo loro desiderio li divide e li separa definitivamente. Ti sembra giusto, Ken?! Ascolta, Toki. Ti prometto che queste saranno le mie ultime lacrime, le ultime lacrime della mia vita. Addio, mio amatissimo fratello. Addio, fedele compagno di vita. Questo è il mio colpo, il colpo al quale ai sempre aspirato, il colpo che ti ha permesso di andare avanti nonostante la tua malattia. Guardami per l'ultima volta e poi vola in cielo! {{NDR|Colpisce il suolo}}<br>[...]<br>'''Toki''': Ma... Ma perché?<br>'''Raoul''': Questo colpo non l'ho inferto a te, ma al tuo crudele destino. Sono tuo fratello e ho voluto vendicare la tua sfortunata vita, Toki!<br>'''Toki''': Raoul...<br>'''Raoul''': In questo colpo c'era il tuo desiderio mai realizzato di diventare il successore della nostra scuola, c'era un uomo che ha combattuto da solo la sua malattia. Ti auguro di vivere in pace per il resto dei tuoi giorni, fratello. Sì, adesso puoi piangere, Toki. Ti assicuro che non ti rimprovererò.<br>'''Toki''': Fratello mio...<br>'''Raoul''': Ti ho sempre voluto bene, Toki. *Il mio dolce e saggio fratello Toki è morto, e anch'io. Ascolta, Ken! La leggenda dell'orrore del re di Hokuto inizia adesso. Aspetto con anzia il momento di potermi battere con te. ('''Raoul''') =====Episodio 73, ''L'uomo di Sirio''===== *'''Ryuga''': Questa è la Croce del Sud, vero?<br>'''Saki''': Sì. Una volta era una città prosperosa e adesso è ridotta a come vede. Di tanto in tanto, vengo qui a pulire le tombe. Quella è la tomba del Signor Shin e questa invece è la tomba della mia amica Julia. {{NDR|Ryuga pone un fiore sulla tomba di Julia e monta sul suo cavallo}} No, aspetti! Lei chi è?<br>'''Ryuga''': Sono il lupo solitario. Mi raccomando, continua a prenderti cura di quelle tombe. *Il colpo della grande montagna e del lupo del cielo! È un colpo così veloce e preciso che ti si ghiaccia il sangue e cominci subito a tremare dal freddo. ('''Kenshiro''') *Sì, il mio nome è Ryuga, e la mia stella del destino si chiama [[Sirio]]. Da millenni brilla splendente nel cielo. Sirio, la stella solitaria, la stella che assomiglia al lupo della steppa. La sua luce brilla senza alcuna ombra e il suo destino è caratterizzato dall'indipendenza dagli altri astri. ('''Ryuga''') *{{NDR|Su Sirio}} Sarà forse questa stella la regina di questa nostra era? ('''Kenshiro''') *Un ramo malato può far morire l'intero albero. [...] Un ramo malato deve essere sempre tagliato. [...] Non devi giudicarmi un uomo brutale. Quello di cui abbiamo bisogno in un'era come la nostra è di un albero forte e sicuro che abbia potere assoluto su tutto il pianeta. ('''Ryuga''') *'''Raoul''': Voglio premiarti, Ryuga. Esprimi un desiderio.<br>'''Ryuga''': Se sua maestà mi da il permesso, vorrei lottare con Kenshiro.<br>'''Raoul''': E per quale motivo?<br>'''Ryuga''': Perché è scritto nel mio destino. È scritto nel destino della mia stella.<br>'''Raoul''': Ti capisco, Ryuga. Sì, daccordo, puoi andare. Non ho nessuna ragione per fermarti, Ryuga.<br>'''Ryuga''': Grazie. Kenshiro, sto arrivando! L'uomo di Sirio segnerà definitivamente il tuo destino. =====Episodio 74, ''Alla ricerca di un nuovo eroe''===== *La solitudine di Sirio ebbe inizio dopo la scissione della galassia in due gruppi: quello delle sette stelle di Nanto e quello di Hokuto. Da quel giorno, Sirio conquistò la sua indipendenza assoluta e continuò a brillare da sola nell'universo. ('''Ryuga''') *Ricchezza, potere e violenza. Che epoca terribile. [...] Mi domando quanto potrà durare questo triste periodo. [...] Quest'epoca così confusa ha bisogno di un grande capo, di un grande condottiero. ('''Ryuga''') *'''Raoul''': Parla sinceramente, Ryuga. Non hai mai sperato di prendere il potere durante la mia assenza?<br>'''Ryuga''': Sirio non è una stella destinata a prendere il potere, maestà. La mia è una stella solitaria che ama l'indipendenza e non vuole regnare. Seguirò fino in fondo il destino della mia stella. *'''Raoul''': Perché sorridi, bambino? Non hai paura di morire, eh?<br>'''Bambino''': Sì, io ho tanta paura, ma mi hanno insegnato a sorridere per non mostrare i miei sentimenti, signore.<br>'''Raoul''': Incredibile! Sta a sentire, se hai paura devi reagire, hai capito, bambino? Devi combattere, se no non smetterai mai di tremare. Hai capito? *Un uomo che non ha la forza di mostrare i propri sentimenti non è un uomo. Come puoi continuare a sorridere e a chiedere clemenza ai tuoi nemici? ('''Raoul''') *Raoul insegna ai bambini cos'è l'odio e la paura. Ken invece mostra loro le qualità più nobili dell'uomo. ('''Ryuga''') *Non c'è tempo, bisogna fare in fretta. Sirio sarà contento di diventare un lupo affamato e inferocito per placare le ribellioni di questa epoca. ('''Ryuga''') =====Episodio 75, ''Occhi di ghiaccio''===== *Chi riuscirà a conquistare l'arcobaleno della vittoria? ('''Ryuga''') *A morte gli incapaci! Le vostre tecniche sono antiquate. ('''Ryuga''') *Se potessi rinascere, mi piacerebbe vivere in un mondo dove la gente si prende per la mano. ('''Mami''') *Chi ruba il pane alla povera gente fa una brutta fine. Non ha nessun diritto di vivere. ('''Kenshiro''') *Quella gente ha riacquistato la felicità. È meraviglioso. Ho combattuto centinaia di battaglie con Raoul e abbiamo conquistato terre e villaggi. Ma lui ha sempre terrorizzato la gente e ha preso il potere con la forza. Ha creato panico e smarrimento nei suoi territori, così quelle persone hanno imparato a non reagire. Invece, sulle loro facce c'è la felicità e la gioia di vivere. ('''Ryuga''') *'''Ryuga''': C'è qualcosa che non va, Kenshiro? Perché non combatti da vero uomo?<br>'''Kenshiro''': Ryuga, uomo di Sirio, i tuoi occhi sembrano freddi come il ghiaccio, ma se li guardo attentamente scorgo una luce calda e umana. =====Episodio 76, ''Chi sarà il re del mondo?''===== *Julia, perché hai amato tanto Ken? Non capisci che quell'uomo sta sbagliando tutto? Non capisci che il suo modo d'agire fa solo del male all'umanità? Abbiamo bisogno di un uomo forte, di un condottiero che non si lascia impietosire da nessuno. Mi spiace, Julia, ma dovrò uccidere il tuo Ken. Da ora in poi mi comporterà da lupo inferocito. È l'unico modo per salvare il mondo. ('''Ryuga''') *'''Toki''': Hai sempre agito alle dipendenze di Raoul e hai fatto stragi di innocenti. Ma, alla fine, che cos'hai trovato in questo mondo di sangue?<br>'''Ryuga''': Ho trovato due uomini potenti, Toki.<br>'''Toki''': Ti riferisci a Raoul e a Ken, forse?<br>'''Ryuga''': Questo mondo sarà redento solo da uomini forti e coraggiosi. Se Ken non riuscirà... non riuscirà a sconfiggermi, vuol dire che la sua presenza è inutile su questa terra.<br>'''Toki''': Ascolta, Ryuga! Quelle macchie di sangue sparse per tutto il tuo corpo sembrano... sembrano le tue lacrime.<br>'''Ryuga''': Ha ragione... Basta! Devo assolutamente sconfiggere Ken ed è per questo motivo che ho bisogno della tua morte, Toki. La vendetta fa parte del gioco della scuola di Hokuto. La tua morte sarà per lui motivo di vendetta e comincerà ad agire contro di me. Coraggio, Toki! È giunta la tua ora.<br>[...]<br>'''Toki''': Sì, uccidimi. Uccidimi, fai di me quello che vuoi, Ryuga. Spero che dopo la mia morte tu capisca come dovrebbe andare il mondo e con quale spirito dovrebbe essere governato. =====Episodio 77, ''Il sacrificio''===== *'''Kenshiro''': Ryuga, non capisco. Perché? Perché hai deciso di morire?<br>'''Ryuga''': Perché volevo... volevo scoprire la vera natura della nostra realtà. Ho visto... Ho visto centinaia di persone che soffrivano e altrettante che abusavano del proprio potere. Gli uomini chiamati "capi" pensano soltanto al loro interesse privato. In questo tormentato periodo abbiamo bisogno di un condottiero che sappia ridare al mondo pace e giustizia, ed io ero convinto che... che Raoul fosse la persona giusta, il vero salvatore. Basta! I bambini non devono più piangere la morte dei loro genitori. [...] Questa era la mia idea, ma adesso ho incontrato un uomo che possiede un grande spirito e quell'uomo sei tu. Sei tu, Ken! [...] Cerca di perdonarmi, Ken. Allora non mi ero ancora reso conto che la tua forza era l'unica salvezza, l'unico mezzo per redimere il mondo dalla brutalità della violenza, ma adesso ne sono pienamente convinto. Il destino ha scelto te, Ken. Devi combattere contro la sete di potere di Raoul!<br>'''Toki''': È la tua stella. È la stella del lupo che ti ha fatto scoprire la verità. Sirio è in grado di prevedere i mutamenti del mondo e di proteggere l'Hokuto nella sua opera di ricostruzione del mondo stesso. Il tuo destino, purtroppo, ti ha anche condannato alla morte, Ryuga.<br>'''Ryuga''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Kenshiro! Mia sorella aveva ragione nell'ammirare il tuo coraggio. Julia ti amava e ti assicuro che non ho mai visto una donna amare a quel modo. *'''Toki''': Ryuga ha voluto dimostrarti che sei tu il vero salvatore. Raoul sta conquistando il mondo grazie al clima di terrore che ha instaurato tra la gente, e questo... questo non deve minimamente influire sull'impresa che devi compiere, Ken.<br>'''Kenshiro''': Trasformerò le lacrime in sorrisi, Toki.<br>'''Toki''': Vieni, Ryuga. Andremo tra gli uomini che hanno dedicato la loro vita al proprio ideale e che hanno combattuto per la giustizia. Anche noi diventeremo delle stelle e cercheremo di proteggere Ken nel suo lungo e non poco tormentato cammino.<br>'''Kenshiro''': Toki...<br>'''Toki''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: La stella della morte... Addio. Addio Ken. La mia anima rimane con te. ====Riepilogo==== =====Episodio 78, ''Amore impossibile''===== *Shin, l'uomo che volle affrontarmi per amore. Amavamo entrambi Julia, una donna eccezionale. [...] Shin, un uomo assetato di potere. Conquistò innumerevoli territori, proclamandosi il re del mondo. [...] Shin, povero illuso. Non potevi conquistare Julia regalandole soltanto ricchezza. Ma, in fondo, era l'unico modo in cui sapevi dimostrarle il tuo amore. Forse, però, dopo l'hai capito. [...] Quando i tuoi subalterni si sono ribellati e la Croce del Sud è andata a fuoco, è bastato un momento, un solo momento e il tuo regno è stato distrutto. Povero Shin. Dopo questa catastrofe, hai anche dovuto combattere con me. [...] Era il suo destino. Ha sacrificato la sua vita perché amava troppo la sua Julia. Shin, spero che tu abbia ritrovato la tua donna in cielo. ('''Kenshiro''') =====Episodio 79, ''L'amicizia''===== *Rei, il primo uomo che ho potuto chiamare amico. [...] Rei, l'uomo protetto dalla stella del dovere. Hai lottato per salvare la vita di tua sorella Airy. [...] Dopo aver salvato sua sorella, Rei continuò a vivere per proteggere Mamiya, Bart, Lynn e anche me. Rimase sempre legato al suo destino e si prodigò continuamente per aiutare gli altri. Ma poi, in un maledettissimo giorno, vide la stella della morte, e si dice che chi la vede debba morire entro l'anno. [...] Tornando al villaggio dove aveva lasciato i suoi amici, Rei vide uno spettacolo deprimente. Qualcuno aveva di nuovo agito con la violenza e aveva sparso morte e terrore fra la gente. [...] Aveva preso la grande decisione. Adesso si trovava faccia a faccia col suo destino. [...] Fu terribile. Raoul non si limitò soltanto ad uccidere Rei, ma gli inflisse... gli inflisse una pena troppo pesante da sopportare. [...] Rei, l'unico uomo che ho potuto chiamare veramente amico, ha sempre rispettato gli altri e combattuto lealmente. Il suo viso e la sua forza rimarranno per sempre nel mio cuore. Rei, cerca di proteggermi nel duro cammino che dovrò compiere per arrivare alla meta finale. Sei stato il mio più grande amico. ('''Kenshiro''') =====Episodio 80, ''Eterna leggenda''===== *Rei e Yuda, i due guerrieri Nanto, furono destinati ad incontrarsi in un duro combattimento. [...] Rei e Yuda avevano combattuto quando erano entrambi ancora molto giovani. [...] Il colpo di Toki gli provocò un dolore insopportabile, ma aveva ancora solo poche ore da vivere. Si fece coraggio ed andò ad affrontare Yuda. Si preparò alla battaglia come un vero guerriero. Solo un uomo con quello spirito sarebbe riuscito a fare quello che stava facendo Rei. [...] Rei, la tua leggenda vivrà in eterno. L'umanità aveva bisogno di te e di questa tua lezione di vita. ('''Kenshiro''') =====Episodio 81, ''Il grande cieco''===== *Uno di questi sei guerrieri {{NDR|di Nanto}} è stato l'eroe dei nostri tempi: Shu. Ha lottato duramente contro Sauzer, il temibile colonnello, contro l'uomo che voleva conquistare il mondo. [...] Sauzer era un uomo ambizioso e senza scrupoli. Il suo obiettivo era quello di conquistare il mondo. Voleva inoltre edificare una piramide, e per fare questo sfruttava il lavoro dei bambini. [...] E poi, quando venni catturato, Shiba, il figlio di Shu, mi aiutò a fuggire. [...] Shu, la stella della benevolenza continuerà a vivere. Giuro che vendicherò le tue lacrime, Shu, e non lascerò che i bambini continuino a piangere in silenzio. ('''Kenshiro''') =====Episodio 82, ''Il dittatore''===== *{{NDR|Su Sauzer}} Nel profondo del suo cuore, si nascondeva un bambino indifeso. ('''Kenshiro''') *Shin, la stella del sacrificio; Rei, la stella del dovere; Yuda, la stella del tradimento; Shu, la stella della benevolenza; Sauzer, la stella della dittatura. Ma all'appello manca ancora una stella, l'ultima. ('''Kenshiro''') ====Capitolo 4==== =====Episodio 83, ''Tortura disumana''===== *Mi piace essere pulito e se sarà necessario farò anche cento bagni al giorno e nessuno dovrà criticarmi! ('''Bugal''') *Lo spirito riesce a scoprire quello che gli occhi non possono vedere. ('''Kenshiro''') =====Episodio 84, ''La brigata del vento''===== *Io sono Wein, figlio del vento. [...] Il [[vento]] è l'ispiratore della mia tecnica. La sua potenza riesce a disintegrare persino l'acciaio e non conosce limiti di velocità. ('''Wein''') *'''Kenshiro''': Il tuo padrone ti ha progettato per combattere, non è vero? E adesso, visto che non hai più forza, è meglio che tu muoia!<br>'''Glen''': Sì, hai ragione. So solo combattere, non so fare altro. Mio padre David mi ha insegnato solo a sconfiggere il mio nemico e io ho sempre eseguito alla lettera i suoi ordini. Uccidimi, ti prego. L'hai detto anche tu prima: Se non ho più la forza di combattere, la mia esistenza è praticamente inutile.<br>'''Kenshiro''': Queste tue parole mi commuovono. Sei stato costruito solo ed esclusivamente per servire David, non è vero? Ma potresti ribellarti al suo volere e non ammazzare più nessuno.<br>'''Glen''': Che cosa?!<br>'''Kenshiro''': Promettimi che inizierai una nuova vita, libera dall'influenza di David e di chiunque altro.<br>'''Glen''': Kenshiro, tu saresti disposto ad aiutarmi?<br>'''Kenshiro''': Va! Cerca di vivere come fa qualsiasi uomo libero. *Gli uomini del grande re di Hokuto sono legati al suo potere solo dalla paura di essere ammazzati, e tale legame è molto labile mi sembra. ('''Kenshiro''') =====Episodio 85, ''La notte degli echi''===== *Il vento è in grado di percorrere mille miglia in una notte e di uccidere il nemico in un batterdocchi, e non lascia nemmeno una traccia di se stesso. ('''Wein''') *'''Scagnozzo''': Tu appartieni alla scuola di Hokuto, vero? Ora me lo puoi anche dire.<br>'''Kenshiro''': Anche se fosse, tu che faresti?<br>'''Scagnozzo''': Niente, niente. Scappooo! *'''Donna''': È sempre più difficile incontrare uomini come lei. Lei sarà il salvatore di questo nostro secolo. Darà una nuova luce al mondo.<br>'''Kenshiro''': Devo continuare, portare avanti la mia lotta per difendere il mondo. Percorrerò il mio cammino solo se il dio di Hokuto mi aiuterà. È questa la mia speranza. *'''Wein''': Io sono una delle cinque forze di Nanto. Sono Wein, figlio del vento.<br>'''Raoul''': Cosa? Le cinque forze di Nanto?! Ma allora tu sei...<br>'''Wein''': Vedo che hai già capito tutto. Le cinque forze di Nanto hanno il compito di proteggere l'ultimo guerriero rimasto. La scuola di Hokuto non può governare il mondo. Il potere lo deterrà l'ultimo guerriero di Nanto. Per questo sono venuto a combattere con te e a ucciderti. *{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Sei grande, Raoul. La tua tecnica è eccezionale ma non avrai lunga vita, perché le altre forze di Nanto continueranno a combatterti inesorabilmente. Governerai il mondo ancora per poco, spero quindi di rivederti all'inferno. Arrivederci, grande re della Divina scuola di Hokuto. ('''Wein''') =====Episodio 86, ''L'armata delle fiamme rosse''===== *Il vento alimenterà la fiamma dello spirito di Shuren che sta avanzando imperterrito. Il [[fuoco]] crea solo distruzione e morte: Alberi, città, montagne e fiori, non esisteranno più. La terra bruciata dalle fiamme di Shuren è solo cenere, e cenere rimarrà fino alla fine dei giorni. Raoul sarà ucciso dalla rabbia dell'uomo delle fiamme. ('''Rihaku''') *Ken non è l'unico. Non è l'unico uomo che cerca avversare il mio destino. Anche l'ultimo guerriero di Nanto ha deciso di farmi fuori. Mi domando che influenza potrà avere questa decisione sul mio cammino. Le cinque forze di Nanto sono caratterizzate dal vento, dalla polvere, dal fuoco, dalla montagna e dal mare. Chi sarà tra questi il mio prossimo avversario? La roccia o il fuoco? O forse, più semplicemente, sarà Ken? ('''Raoul''') *'''Lynn''': Che strano, è così desolata. Sembra una città morta.<br>'''Kenshiro''': Le città e i territori occupati da Raoul hanno tutti lo stesso aspetto. *Paragonata al mio Bolide, la vostra vita assomiglia a un bidone di rifiuti. ('''Morgan''') *Raoul, voglio ricordarti un'insegnamento della natura: Più forte è il vento, più il fuoco si alimenta. Io, Shuren l'uomo delle fiamme, ti ucciderò. Brucerai nelle fiamme della mia collera e in quella del mio fratello Wein. ('''Shuren''') =====Episodio 87, ''Il mostro della montagna''===== *'''Shuren''': Non tirate {{NDR|le frecce}}, non ne vale la pena. Sono solo dei vigliacchi che seguono il loro re perché hanno paura. E appena il loro capo sarà in difficoltà scapperanno, vedrete.<br>'''Raoul''': Bravo! È vero, loro sono i miei seguaci perché hanno paura e sanno che se scappano io li faccio fuori tutti in un solo colpo. *'''Raoul''': Shuren, non capisco. Speri ancora di potermi sconfiggere? Sei ridicolo!<br>'''Shuren''': La mia vita non avrebbe più senso se mi arrendessi proprio ora. Il grande guerriero di Nanto ha bisogno di noi e della nostra forza. Lo proteggerò fino alla morte, puoi giurarci!<br>'''Raoul''': Che cosa?!<br>'''Shuren''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Hai capito bene. Proteggerò il mio guerriero fino alla morte.<br>'''Raoul''': Sei più piccolo di un granello di sabbia! Mi dispiace, figlio del fuoco, ma la tua fiamma è troppo debole per sconfiggere il grande re di Hokuto e la sua ambizione. *Shuren, figlio del fuoco, ti ammiro perché sei rimasto fedele al tuo intento: Proteggere l'ultimo dei sei guerrieri di Nanto. Ma la mia forza non ti ha permesso di uccidermi e di portare a termine il tuo piano. ('''Raoul''') =====Episodio 88, ''La giusta condanna''===== *Nessuno spegnerà la fiamma della mia ambizione! Sono Raoul, il re di Hokuto. Otterrò il potere annientando il nemico. ('''Raoul''') *Vi auguro sogni d'oro, ma attenzione, perché potreste svegliarvi e ritrovarvi in un'inferno di fuoco, nell'inferno maledetto. ('''Kenshiro''') *Sicuramente meritavi una morte peggiore di questa, ma ogni tanto io sono clemente con i farabutti. ('''Kenshiro''') *'''Jira''': Perché questa dura condanna? In fondo, abbiamo solo ucciso uno stupido bifolco.<br>'''Guzuri''': È vero! Non è un reato molto grave, no?<br>'''Kenshiro''': La vita di quell'uomo era più importante della vostra. Voi l'avete distrutta e non avevate nessun diritto di farlo! Siete soltanto dei vigliacchi, e questa è la giusta condanna per uomini come voi. *Io sono un uomo libero. Il sangue e la lotta non m'interessano proprio. Possiedo tutto. Io sono una nuvola e vago libero per il cielo. Certe questioni non m'interessano assolutamente. ('''Juza''') =====Episodio 89, ''I briganti del re''===== *'''Fudo''': Le cinque forze di Nanto proteggono e sorvegliano l'ultimo grande guerriero. Il vento, il fuoco, la nuvola, la montagna, il mare. Wein del vento ha già combattuto la sua battaglia. Shuren del fuoco lo ha seguito. E poi ci sono io, la montagna. Obbedirò e difenderò l'ultimo guerriero della Sacra scuola di Nanto. È questo il mio unico obiettivo e lo seguirò fino alla fine dei miei giorni, puoi giurarci. Adesso, mi dispiace, ma devo obbligarti ad andare al castello di Nanto per incontrare il mio generale. Ti sta aspettando da tempo. È una questione della massima importanza. Non so se capisci.<br>'''Kenshiro''': No, non capisco quale motivo possa avere il tuo generale per incontrarmi.<br>'''Fudo''': La Sacra scuola di Nanto e quella di Hokuto sono in dissidio da anni e sappiamo che se non c'è pace tra di loro, non ci sarà neanche sulla Terra. Il generale preferisce incontrare te come mediatore e non Raoul, anche se appartenete alla stessa scuola. Sì, ha scelto te come salvatore della fine del secolo, Kenshiro.<br>'''Kenshiro''': No, io non sono il salvatore del mondo, Fudo. Voglio solo sconfiggere Raoul perché ha rotto l'equilibrio che esisteva da secoli tra la scuola di Hokuto e quella di Nanto. *'''Brigante #1''': Quello è Juza delle nuvole!<br>'''Brigante #2''': Sì, è lui, maledizione!<br>'''Brigante #3''': È Juza delle cinque forze Nanto, meglio conosciuto come un famoso donnaiolo!<br>'''Brigante #4''': Non solo prende le donne, ma qualsiasi cosa incontra sul suo cammino diventa inevitabilmente suo!<br>'''Juza''': Ah, vedo che mi conoscete bene! Ma avete dimenticato la cosa più importante: Il mio fascino e la mia irresistibile bellezza.<br>'''Daruka''': Togli subito i piedi dalla mia faccia, bastardo! *'''Juza''': Non ho capito. Hai detto che avete tutte marito e figli?!<br>'''Donna #1''': Per queste le chiediamo di lasciarci tornare al villaggio. I nostri figli piangeranno e non potranno crescere senza le loro madri.<br>'''Donna #2''': Signore, la supplico!<br>'''Juza''': Ehm, non volevo farvi del male. Volevo soltanto divertirmi un po' con voi. *Ho sempre odiato gli ordini e le restrizioni in generale. Voglio decidere io quando mangiare e quando bere. ('''Juza''') =====Episodio 90, ''L'ultimo guerriero''===== *Juza delle nuvole?! Se è lo stesso Juza che conosco io, allora non obbedirà agli ordini di Rihaku. Juza non abbandonerà il suo regno. ('''Raoul''') *'''Uomo di Rihaku #1''': Signor Juza!<br>'''Juza''': Adesso sono stufo! Che altro volete, si può sapere?!<br>'''Uomo di Rihaku #1''': Lei deve aiutarci! Non può sottrarsi dai suoi doveri in questa maniera. Il Signor Rihaku le ha dato un ordine preciso e lei deve rispettarlo.<br>'''Uomo di Rihaku #2''': Sicuramente a quest'ora Raoul starà avanzando verso la città di Nanto e lei è l'unico in grado di fermarlo, lo sa.<br>'''Uomo di Rihaku #1''': La preghiamo, Signor Juza.<br>'''Juza''': Basta! E secondo voi, perché dovrei correre un simile rischio per una faccenda che non mi coinvolge minimamente, eh?! Guardate quante splendide donne ho a mia disposizione. Le ho rubate a dei banditi che volevano far loro del male e adesso amano me. Qui hanno tutto quello che vogliono e possono soddisfare qualsiasi desiderio. Conducono una vita da sogno. Io ho sempre amato divertirmi.<br>'''Uomo di Rihaku #1''': Un'ultima cosa, signore. Mi scusi una domanda un po' indiscreta, ma lei pensa ancora a ''quella'' donna?<br>'''Juza''': Che vuoi dire?<br>'''Uomo di Rihaku #1''': Ci sembra che lei faccia tutto questo solo per riuscire a dimenticare quella ragazza. Il suo comportamento è irrazionale: Cerca di divertirsi e di ridere solo per non pensare all'amore che ancora prova per lei.<br>'''Juza''': Sta zitto, stupido! Andate via di qui e non fatevi più rivedere, altrimenti vi ridurrò a pezzettini!<br>'''Uomo di Rihaku #1''': Sta sbagliando, signore. *'''Bart''': Ma che vi prende? Noi siamo solo dei bambini. Non c'entriamo niente in questa faccenda.<br>'''Uomo di Jacob #1''': Non importa! Se vi uccideremo, vinceremo dei pezzi di ricambio per le nostre moto!<br>'''Uomo di Jacob #2''': Non chiediamo molto. In fondo, ci accontentiamo di poco. Mi serve solo un nuovo filo dell'accelleratore.<br>'''Bart''': Ma-Ma è ridicolo! Perché non lavorate da persone oneste e vi comprate tutti gli accessori per le vostre moto?<br>'''Uomo di Jacob #1''': Questo concetto è molto discutibile.<br>'''Uomo di Jacob #2''': Forza, adesso sacrificati per i nostri bisogni e sta zitto! =====Episodio 91, ''La legge è uguale per tutti''===== *È Juza l'unico uomo capace di affrontarmi, ma la sua pigrizia e il suo modo di essere non gli permettono di muoversi. Ormai ha perso il suo spirito, lo spirito del combattente. ('''Raoul''') *'''Dolphy''': Dovete capire che la gente è il nostro capitale ed è per questo che va trattata con le dovute cautele. [...] Ascoltate attentamente! Sono diverso dai comandanti che hai conosciuto finora. Vi aiuterò personalmente a costruire questo villaggio. Io sono una persona molto democratica.<br>'''Paesano''': Lei che cosa ne pensa?<br>'''Anziano''': Se quello che dice, figliolo, corrisponde a verità, allora siamo salvi. Avremo la possibilità di essere liberi.<br>'''Dolphy''': Siate sinceri, se avete dei problemi tirateli fuori e ne discuteremo insieme. Ho sempre odiato collaborare con persone insoddisfatte. Capite?<br>'''Paesano''': Lei è il più anziano.<br>'''Anziano''': Mi scusi signore, noi siamo... {{NDR|Zenda lo afferra dietro le spalle minacciosamente}}<br>'''Zenda''': Voi non avete nessun problema, non è vero, bel vecchietto?<br>'''Dolphy''': Allora tu sei un uomo insoddisfatto?<br>'''Anziano''': Non solo io, ma tutta questa gente. Sì, gli abitanti di questo villaggio soffrono.<br>'''Dolphy''': Sciocchezze! Avete tutto quello che volete. Gli altri vi invidiano perché siete sotto la protezione di sua maestà. Tutti quelli che contribuiscono alla costruzione dell'impero del re di Hokuto sono felici. *Bastardi maledetti, è inutile usare la legge! Avete solo bisogno di essere picchiati! ('''Dolphy''') *È facile per te parlare di lealtà e di giustizia davanti alle persone se poi il tuo complice li minacciava alle spalle. ('''Kenshiro''') *Ho un grosso difetto: Sono sensibile alle belle donne. Quando le vedo, comincio ad avere le idee un po' confuse. ('''Juza''') =====Episodio 92, ''Nessuno fermerà Juza''===== *'''Kenshiro''': Non ti sembra che gli abitanti del tuo villaggio conducano una vita da animali?<br>'''Baruda''': Non c'è niente di strano, perché loro ''sono'' degli animali. *'''Juza''': Salve, Raoul! Era un pezzo che non ci si vedeva.<br>'''Raoul''': Sì, a dire la verità non è che ci tenessi tanto. Tu sei Juza delle nuvole, non è vero? Ma perché sei venuto? Perché hai deciso di morire così giovane? Non capisco.<br>'''Juza''': Volevo divertirmi un po' con te, Raoul. Sta attento! Sono un uomo pericoloso.<br>'''Raoul''': Mi dispiace contraddirti, ma i tuoi colpi sono una nullità rispetto ai miei. Non hai scampo adesso, Juza! La tua vita è appesa a un filo!<br>'''Juza''': Prima di parlare sarebbe meglio combattere. Hai un grosso difetto, Raoul: Sei presuntuoso! *'''Raoul''': La nostra sarà una vera lotta. Dovrò scendere in campo, maledizione! Come mai hai deciso di affrontarmi? Perché combatti con questo nuovo spirito? Dev'esserci un motivo molto importante alla base di questa tua decisione.<br>'''Juza''': Raoul, hai evitato la potenza dei miei colpi come un grande lottatore, ma ora ascolta! Ho deciso di affrontarti per difendere l'ultimo grande guerriero di Nanto. Queste montagne saranno la tua tomba. =====Episodio 93, ''Due giorni di attesa''===== *'''Julia''': Juza proverà a fronteggiarlo, ma mi chiedo... mi chiedo se sia giusto che la nostra gente assista alla loro lotta.<br>'''Rihaku''': No, se fosse gente debole. Guardi! Guardi il viso degli abitanti di questa città. Qui sono felici, hanno la loro libertà e i loro diritti. Sono sicuro che non abbandonerebbero per nessuna ragione al mondo il loro villaggio. La pace e la libertà sono tesori a cui nessuno vuole rinunciare.<br>'''Tou''': Ed è stata lei con il suo coraggio a dare a loro questo tesoro.<br>'''Rihaku''': In quest'epoca di confusione e di violenza, la gente ha bisogno di un capo come lei. Non abbandoni mai questa gente, non deludi i loro ideali.<br>'''Tou''': Abbiamo anche bisogno di Ken, perché solo insieme a lui riusciremo a dare la libertà al mondo. *'''Raoul''': Non ti darò tregua, Juza delle nuvole!<br>'''Juza''': Non sembrerebbe. Ti vedo piuttosto indeciso, Raoul.<br>'''Raoul''': D'accordo, sei impaziente di morire! *'''Raoul''': In genere, un grande lottatore si ferma quando ha paura. Spero solo non sia il tuo caso, vero, Juza?<br>'''Juza''': Io devo crearmi da sola la mia tecnica, per cui devo concentrarmi completamente sul colpo, e non ho il tempo materiale per aver paura. *'''Raoul''': Nessuno prima d'ora mi aveva fatto cadere in ginocchia. Te la farò pagare!<br>'''Juza''': Perché dici questo? Dovresti essere contento. Di solito tutti i miei avversari dopo questo primo colpo sono sempre morti. =====Episodio 94, ''La grande forza dell'amore''===== *Io ho sempre viaggiato sul mio cavallo, sul mio amico Re Nero, e non voglio la macchina! ('''Raoul''') *'''Kenshiro''': Non capisco, Fudo. Perché vuoi che veda l'ultimo guerriero di Nanto? Perché tutta questa fretta?<br>'''Fudo''': Te l'ho già detto: Per rischiarare di luce il nostro ultimo guerriero e per difenderlo da qualsiasi attacco nemico. Sono sicuro che la tua presenza gli farà nascere un sorriso che da tempo non appare sul suo volto. La sua espressione ormai è come rassegnata ed è per questo motivo che noi, le cinque forze di Nanto, non abbiamo paura della morte. Il giorno in cui incontrerai il nostro guerriero, il corso del tuo destino cambierà e non dovrai temere più nulla. =====Episodio 95, ''Due sguardi innocenti''===== *Il mio futuro non ha nessuna importanza se questo significa spargere sangue. ('''Kenshiro''') *È come se ti fossi ucciso con le tue stesse mani. La tua vigliaccheria ha accecato la tua anima. ('''Kenshiro''') =====Episodio 96, ''La grande vallata''===== *'''Raoul''': Questo tuo ritorno equivale ad un suicidio, Juza.<br>'''Juza''': Sì, può darsi, Raoul. Ma mi dispiacerebbe morire da solo, ed è per questo che ti porterò insieme a me nell'aldilà.<br>'''Raoul''': Ha! Se mi permetti, Juza, devo decidere io con chi morire. [...] Era molto tempo che non provavo questa eccitazione. Juza, spero che tu sia pronto ad affrontare la mia tecnica. Non deludermi! Ho voglia di combattere. Sono felice di affrontare il tuo colpo segreto.<br>'''Juza''': Nessuno dei miei avversari è mai riuscito a carpire l'essenza del mio colpo segreto. Spero che almeno tu riesca ad apprezzare la bellezza della mia tecnica. {{NDR|Si toglie l'armatura}} [...] Il segreto di un lottatore che ha imparato a combattere da solo è di escludere ogni via di fuga e ogni tentazione di cedimento. Sono del parere che quando non hai più difesa, non dipendi più da nessuno. Ascolta, Raoul! Consiglio anche a te di fare la stessa cosa.<br>'''Raoul''': {{NDR|Ride}} Credi forse che un coniglio braccato possa trasformarsi in un leone?! La tua è una situazione disperata e cerchi di esorcizzarla in questo modo. Mi fai quasi pena, Juza. Forza, combatti, Juza! Morirai per mano del re di Hokuto. Dovresti esserne contento. *'''Raoul''': Il tuo coraggio è addirittura sconvolgente! Chi ti da tutta questa forza, Juza?<br>'''Juza''': Vorresti saperlo? È l'ultimo guerriero delle sei stelle di Nanto, Raoul.<br>'''Raoul''': Capisco, ma chi è l'ultimo guerriero di Nanto?<br>'''Juza''': Non te lo dirò. Non posso correre un simile rischio. Devo proteggere il mio ultimo guerriero. E un'ultima cosa, Raoul: Non potrai governare il mondo ancora per molto, perché qualcuno te lo impedirà. =====Episodio 97, ''Corsa verso la libertà''===== *{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': E tu chi sei?<br>'''Rihaku''': Io sono Rihaku delle cinque forze di Nanto, il salvatore di Julia.<br>'''Tou''': E io sono sua figlia Tou.<br>'''Fudo''': Io sono Fudo della montagna.<br>'''Shin''': Le cinque forze di Nanto avete detto?<br>'''Tou''': Sì, i protettori dell'ultimo guerriero di Nanto, Signor Shin.<br>'''Rihaku''': Sì, e siamo venuti alla Croce del Sud per prendere la Signorina Julia.<br>'''Shin''': Che cosa?! Julia non si muoverà di qui!<br>'''Rihaku''': La Signorina Julia è destinata ad essere l'ultimo guerriero di Nanto ed è nostro preciso dovere proteggerla fintanto che il mondo riacquisti pace e libertà. È lei la nostra unica speranza.<br>'''Shin''': Julia appartiene a me e non lascerà mai questa città. È chiaro?<br>'''Rihaku''': Lei non appartiene a nessuno e tu non puoi opporti al volere delle stelle. Non sfidarci, ti conviene! La tua stella questa volta non ti proteggerà, Shin.<br>'''Shin''': Eh?! Che cosa?<br>{{NDR|Arrivano Wein e Shuren}}<br>'''Shuren''': Signor Rihaku!<br>'''Wein''': Sta arrivando.<br>'''Rihaku''': Ha già passato il fiume col suo esercito?<br>'''Wein''': Sì, signore. Il suo esercito è alle porte della città.<br>'''Shuren''': Raoul sa già che Shin e Ken si affronteranno e aggirà solo quando la loro battaglia sarà conclusa, Signor Rihaku.<br>'''Fudo''': È molto saggio quello che ha detto Shuren. Raoul si è autoproclamato re del mondo. Vorrà impossessarsi di tutto, persino della Signorina Julia e vuole aspettare il momento propizio per agire.<br>'''Rihaku''': Shin o Ken, chiunque sia il vincitore, sarà sempre molto difficile riuscire a battere Raoul e la sua magnifica tecnica di lotta Hokuto. Sappiamo tutti che razza di uomo è quel Raoul. Adesso ha deciso di impossessarsi di Julia. E se lei si opponesse al suo volere, la ucciderebbe senza scrupoli. Bisogna fare qualcosa, ragazzi, pensare ad una strategia. Guardate! Si sta svegliando.<br>'''Julia''': Ken... Ken...<br>'''Shin''': Portala via!<br>'''Rihaku''': Shin, che vuoi?<br>'''Shin''': Basta, fate in fretta! Raoul non prenderebbe mai il corpo senza vita di Julia.<br>'''Fudo''': Ma signore, lei...<br>'''Shin''': Julia deve vivere per la salvezza dell'umanità. Dirò a Raoul di avere ammazzato Julia, e questo rappresenterà anche un valido motivo per affrontare Ken della scuola di Hokuto. L'importante è che un giorno io e Ken la rivedremo di nuovo viva. Rivedremo il suo sorriso. *{{NDR|Flashback}}<br>'''Rihaku''': {{NDR|Su Shin}} Julia è tutta la sua vita.<br>'''Fudo''': Dietro quel viso crudele e spietato si nasconde il cuore di un uomo innamorato. *'''Juza''': Se credi di essere onnipotente, ti sbagli, Raoul. Hai, sì, un grosso potere, ma non funziona per tutto. {{NDR|Mostra a Raoul il dito medio}} Sì, ricordati Raoul che soccomberai di fronte ad un altro grande guerriero, un uomo che conosci molto bene: Ken di Hokuto.<br>'''Raoul''': Sei pazzo! Adesso sono stufo. Va all'inferno! *{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Sono Juza delle nuvole. Sono un uomo libero, libero come le nuvole nel cielo sospinte lievemente dal vento. ('''Juza''') *{{NDR|Su Juza}} È stato davvero un grande guerriero, un uomo che ha saputo battersi per i suoi ideali. Lo ricorderemo sempre. ('''Raoul''') *Wein del vento, Shuren delle fiamme e Juza delle nuvole. Questi uomini hanno dedicato la vita a te, ultimo guerriero di Nanto. Conosco il tuo viso adesso, Julia! Nanto e Hokuto dovrebbero rappresentare un solo potere. Le mie ambizioni sarebbero soddisfatte se riuscissi a conquistare Julia e il suo cuore. Julia, sarai la mia signora e la mia dolce schiava. Sto arrivando. Sto arrivando, aspettami! *'''Tou''': Signorina Julia, finalmente il nostro grande giorno è arrivato.<br>'''Julia''': Ho aspettato Ken per tutto questo tempo e adesso è arrivato il momento, il momento di rivederlo.<br>'''Tou''': Cosa? Ma il suo compito non è solo quello di rimanere fedele a Ken. Lei ha un potere che nessuno di noi possiede. Il nostro popolo l'ha sempre seguita per il suo charisma. Grazie a lei, il mondo riacquisterà la pace e l'armonia che da tempo ha perso, perché lei è l'unica che potrà ristabilire l'unione tra Hokuto e Nanto. Il giorno della riconciliazione è arrivato. =====Episodio 98, ''I due fratelli''===== *'''Tou''': Non capisco perché Raoul e Ken debbano... debbano battersi. Sono fratelli, no?<br>'''Rihaku''': È come una predestinazione. Sono loro che devono salvare le sorti di Hokuto, la grande scuola con duemila anni di storia.<br>'''Tou''': Capisco. Ma uno di loro sicuramente soccomberà in questa inutile lotta per il potere. Non è vero, padre?<br>'''Rihaku''': Il potere non c'entra in questo caso, figliola. Hokuto ha bisogno di un unico successore e, soprattutto, di un grande condottiero. *Raoul è stato il primo dopo duemila anni a creare confusione e odio tra gli allievi in seno alla scuola di Hokuto. Il suo obiettivo è di raggiungere il potere assoluto e di regnare su tutta la Terra. È un uomo senza scrupoli ed è accecato dalla sua ambizione. Userà qualsiasi mezzo per realizzare il suo sogno, che equivale alla distruzione dell'umanità intera. ('''Rihaku''') =====Episodio 99, ''La figlia del mare''===== *'''Julia''': Cosa ti succede, Tou? Ti vedo un po' strana oggi. Come mai?<br>'''Tou''': È vero. Hai ragione, Julia. Sono preoccupata. Raoul è arrivato. Cosa succederà? Oh Julia, se tu fossi... se tu fossi presa da Raoul, cosa faresti?<br>'''Julia''': Niente. Aspetterei. Aspetterei Ken. Lui verrebbe a salvarmi. Purtroppo, sono nata per combattere contro il mio crudele destino ed è questo, forse, che mi ha reso forte e coraggiosa. *La mia prestigiosa scuola mi ha insegnato molte cose, e la prima cosa che ho imparato è usare la mente come antidoto per i veleni. ('''Kenshiro''') *'''Tou''': Grande Raoul, ami così tanto Julia?<br>'''Raoul''': Tu sei la figlia di Rihaku del mare, uno delle cinque forze. Ti sei sostituita a Julia per proteggerla, non è vero?<br>'''Tou''': Non è solo per questo. Volevo parlarti di una questione faccia a faccia, Raoul. È molto importante.<br>'''Raoul''': Ma che dici?!<br>'''Tou''': Queste sono lacrime del destino delle cinque forze di Nanto, lacrime che mi costringono a proteggere l'ultimo guerriero di Nanto Julia e ad ammazzarti, Raoul. Oh mio dio, non avrei voluto rivederti in una situazione come questa. Io... Io ti ho... Io ti ho sempre pensato in tutti questi anni. Ti desiderai dalla prima volta che ti vidi. Ero solo una bambina, ma ti amavo e sapevo che non avrei potuto amare nessun altro, Raoul. [...] Sapevo che la tua mente era occupata da Julia e che esisteva solo lei nel tuo cuore. Ma Julia... Julia, anche allora, amava Ken. Raoul, perché non la lasci stare? Perché non cerchi di dimenticare quella donna?<br>'''Raoul''': La mia strada al trono sarà completamente aperta quando avrò conquistato l'ultimo guerriero.<br>'''Tou''': Julia ama Ken e, nonostante questo, tu ti ostini al tuo comportamento ridicolo!<br>'''Raoul''': Questo non ha nessuna importanza! Anche se lei non mi ama, col tempo capirà. Julia sarà al mio fianco per tutta la vita. Hai capito, Tou?<br>'''Tou''': L'ami così tanto Raoul? Proprio come pensavo. Tu vedi in Julia la figura di tua madre.<br>'''Raoul''': Che cosa?!<br>'''Tou''': La natura della donna è condizionata dalla maternità. La donna è soprattutto madre e Julia, l'ultima delle sei stelle Nanto, è protetta dalla stella dell'amore materno che è il simbolo dell'amore universale, dell'affetto e della comprensione. Purtoppo, tu hai perso la madre da piccolo e cerchi in Julia quell'amore che ti è sempre mancato.<br>'''Raoul''': Smettila, per favore. Non dire idiozie!<br>'''Tou''': No, è la verità. Non posso competere con lei, non posso.<br>'''Raoul''': Adesso basta! Dimmi dov'è Julia!<br>'''Tou''': {{NDR|Afferrà il pugnale di Raoul}} Devo combattere con te perché sono figlia di Rihaku del mare, uno delle cinque forze Nanto.<br>'''Raoul''': Avanti allora, prova a sconfiggermi se hai il coraggio! Un'arma così piccola non funziona con me. Forza! Che aspetti? Colpiscimi! Ammazzami! {{NDR|Tou si pugnala}}<br>'''Tou''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Il mio amore me lo impedisce. È meglio che io muoia. Spero solo che... Spero solo che nel tuo cuore rimanga sempre il mio ricordo, Raoul. Raoul, ho amato solo te nella mia vita. Ricordalo. Continuerò ad amarti anche nell'aldilà.<br>'''Raoul''': Sei stata una pazza. Perché non hai ucciso me, visto che non accettavo l'amore che mi avevi offerto, eh?! Se tu mi avessi ammazzato, non avrei potuto essere di nessun'altra. Perché non l'hai fatto?! Eri così giovane, avevi tutta la vita davanti. Julia! Se rifiuterai il mio amore, giuro che ti ammazzerò! Tou, con il suo gesto, mi ha dato una grossa lezione. [...] Julia, l'ultimo guerriero di Nanto, sottomissione o morte: Lascio a te la decisione. =====Episodio 100, ''L'ultimo segreto''===== *Non posso incontrare Julia adesso. Julia non ha nessuna possibilità di salvarsi se Raoul vivrà. Il sedicente re di Hokuto cercherà in tutti i modi di conquistare l'ultimo guerriero di Nanto per ottenere il dominio su tutto il mondo. Per questo ho deciso di affrontarlo, per la vita di Julia stessa. ('''Kenshiro''') *'''Uomo di Rihaku #1''': Siamo ancora in tempo, Signorina Julia. Riuscirà a fermarlo.<br>'''Uomo di Rihaku #2''': Sì, ma sbrighiamoci!<br>'''Julia''': No. Sento la sua voce. Mi dice di non andare. Tornerà non appena avrà battuto Raoul. Lo aspetterò in questa stanza. E sì, ho deciso. Farò quello che lui vuole. Lo aspetterò qui. In fondo, l'ho aspettato fino a questo momento. Sono sicura che lui tornerà a prendermi vittorioso e allora finalmente potremo essere felici. Questo scontro con Raoul era scritto nel suo destino, e Ken sa quello che fa. Ho sempre avuto fiducia in lui. *Ricorda che sono sempre io il re di Hokuto e soprattutto detengo il potere assoluto nel mondo. Non illuderti! La tua tecnica non è ancora perfetta e non riuscirai a sconfiggermi. Più forte è il mio avversario e più i miei colpi micidiali divengono potenti. In tutti questi anni, nessuno è mai riuscito a battermi. Devo ammettere che hai fatto notevoli progressi, però resto sempre io il più forte. Apri bene gli occhi, e vedrai come si combatte! ('''Raoul''') *{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Ryuken, mio grande maestro, voglio chiederle una cosa. Ho sentito parlare dell'ultimo segreto della nostra scuola chiamata "trasmigrazione attraverso [[Satori]]". In che cosa consiste precisamente?<br>'''Ryuken''': Mi dispiace, ma non posso ancora spiegartelo, Raoul. Nessuno è mai riuscito ad acquisire quella tecnica nei duemila anni di tradizione Hokuto.<br>'''Raoul''': Che cosa?!<br>'''Ryuken''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Ovviamente, chi raggiunge tale tecnica è la persona più forte del mondo. La vera vita si ottiene attraverso Satori, che è lo sdoppiamento della vita stessa. È questa la trasmigrazione. Solo l'uomo che ha toccato da vicino le piaghe del dolore può padroneggiare questa tecnica. Solo attraverso il dolore la vita di un essere umano può trasmigrare in un'altra. La forza fisica non ha nessuna importanza. Solo l'esperienza e il dolore insegnano i segreti di questa tecnica. =====Episodio 101, ''Una lotta interminabile''===== *Mi sembra di rivedere le varie lotte tra gli uomini eletti e il sangue che scorre sui loro corpi. Questi ricordi sono evocati dalla figura e dalla tecnica di lotta di Ken. Questo grande uomo ha imparato il segreto dal dolore causato dagli scontro con i vari personaggi delle altre scuole. Più è profondo il dolore, più il suo corpo si fortifica. È questo il suo grande segreto. ('''Rihaku''') *'''Kenshiro''': Raoul, Toki ti sta aspettando.<br>'''Raoul''': Allora mi confermi il fatto che tu sei l'uomo più potente di Hokuto? {{NDR|Ride}} Sei ridicolo! Sei il mio fratello minore! No, non è possibile, non sei tu l'uomo più forte di Hokuto. Non lo ammetterei mai, neanche se lo dicesse tutto il mondo e lo gridasse a squarciagola! {{NDR|Ride ancora}} Attenzione, Ken! Ti spedirò dritto dritto tra le fiamme dell'inferno! {{NDR|Si accorge che gli tremano le gambe}} Che... Che diavolo mi sta succedendo? Non può essere! Non posso crederci... Non posso crederci! Ma perché sto tremando?! Non riesco a capire.<br>'''Kenshiro''': È semplice, Raoul. Questo ti succede perché hai paura. Hai paura di me.<br>'''Raoul''': Cosa?!<br>'''Rihaku''': È incredibile! Raoul ha paura. È la prima volta che gli succede. La sua mente forse non ha ancora capito, ma il suo corpo sì, e ha reagito. *{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Ken sta ancora provando pietà per qualcuno, vero?<br>'''Toki''': Raoul?<br>'''Raoul''': È una pazzia. La pietà non fa che indebolire i suoi colpi.<br>'''Toki''': Non è vero. Lui può diventare il più forte. Me l'ha detto il nostro maestro Ryuken. Un grande [[eroe]] può anche provare pietà e soprattutto è capace di tramutare la tristezza e la delusione in forza vera e propria. Sembra strano, ma storicamente è sempre avvenuta così e io alla storia ci credo, Raoul.<br>'''Raoul''': {{NDR|Ride}} Che stupido! Ascoltami, Toki! Non devi mai provare pietà per gli altri se vuoi diventare il capo di questo mondo. Sono sicuro che Dio apprezzerà molto di più la mia vita che quella di Ken. *La paura non si prende dagli altri, la si incute. Io sono il più anziano dei fratelli della Sacra scuola e il re di Hokuto, che è il signore della fine del secolo! Non tornerò mai indietro, sono stato abituato ad andare avanti! ('''Raoul''') *Vuoi cavare questi occhi e spezzare le mie braccia, Kenshiro? Ma non puoi! Non puoi evitare la tua morte, Kenshiro! ('''Raoul''') *Il cielo sta dalla mia parte! Dio è con me, mi vuole al suo fianco per governare il mondo! ('''Raoul''') *Raoul è come un leone ferito. Se non lo abbatto adesso, spaccherà tutto quello che gli capiterà a tiro. È un pazzo furioso. ('''Kenshiro''') =====Episodio 102, ''Il gigante indeciso''===== *Non è possibile che il grande Raoul abbia paura dei sogni! ('''Raoul''') *'''Julia''': Vai di nuovo a combattere, Raoul? Non devi farlo! Hai già perso. Ormai non hai più la forza. Sei stato ferito brutalmente. {{NDR|Si allontana}}<br>'''Raoul''': Ehi, Julia! Ma che dici? Ti faccio persino pena adesso?! Rispondi! La stella Nanto della pietà splende su di me...<br>'''Usa''': {{NDR|Ride}} Questo dimostra che la signorina s'interessa a lei. Che strane creature le donne. Le loro parole hanno sempre un significato nascosto. Non bisogna mai soffermarsi alle apparenze, maestà. *Quando un uomo è oggetto di pietà da parte della donna alla quale è interessato, è la più grande delle umiliazioni. Quale umiliazione! Quale mortificazione! Mi vergogno di me stesso, non come re, ma come diavolo. Farò precipitare Ken in un mare di sangue, e lì affogherà per andare all'inferno dove non troverà mai pace, mai più pace! ('''Raoul''') *{{NDR|Su Shu}} C'era una volta un uomo che riusciva a combattere senza essere in grado di vedere. Lo spirito di questo formidabile combattente è tuttore vivo dentro di me. ('''Kenshiro''') *Rimarrai in questa posizione finché non ti saranno passati i cattivi pensieri. Se provi a muoverti, scoppierai. ('''Kenshiro''') *{{NDR|Flashback}}<br>Ken, dove sei? Dove ti trovi? Ti ho aspettato per tutta la vita, amore. È questo il mio destino e la nostra promessa. Ti aspetterò fino al tuo duello con Raoul, amore mio. Sei sempre presente nei miei pensieri e nel mio cuore. Ti amo, amore mio. Ti amo tanto, Ken. ('''Julia''') *{{NDR|Flashback}}<br>Ken non ha mai rinunciato a combattere contro di te, Raoul. Hai visto il suo spirito combattivo? Continua a migliorare di giorno in giorno, ed è molto tenace. Il tuo pugno lo dovrebbe sapere meglio di chiunque altro. Stai addestrando alla lotta quello che un domani sarà il tuo peggior rivale, fratello Raoul. Non sto scherzando. Lui diventerà un temibile combattente, credimi. Ma sembra che questo ti faccia piacere. Anzi, non vedi l'ora che accada. È molto strano. Il tuo comportamento, Raoul, è inaudito. Non ti capisco più. ('''Toki''') *{{NDR|A Fudo}} Per togliere questa paura dal mio corpo e diventare Satana, ho bisogno che il tuo sangue di diavolo scorra nelle mie vene. ('''Raoul''') =====Episodio 103, ''I dolci occhi del diavolo''===== *'''Fudo''': Perché? Perché sei venuto qui, Raoul?<br>'''Raoul''': Voglio acquisire la tua tecnica e prendere la tua vita. Ho bisogno del sangue di diavolo che scorre nelle tue vene. E quando il grande Raoul desidera una cosa, la ottiene.<br>'''Lynn''': Che cosa?<br>'''Bart''': Sangue di diavolo?!<br>'''Raoul''': Tutti credono che tu sia un brav'uomo, un benefattore, un'altruista, ma non sanno che... non sanno che sotto quella tua pelle scorre un sangue malefico, un sangue di diavolo. *{{NDR|Flashback}}<br>'''Ryuken''': Tu sei Fudo, non è vero? Io sono Ryuken, uno dei successori della scuola di Hokuto. Voglio farti una domanda: Che cosa rappresenta per te la vita di un essere umano?<br>'''Fudo''': La vita di un essere umano? Niente! Per me non ha nessun valore. Spero di essere stato chiaro.<br>'''Ryuken''': Sei un fallito. Mi fai pena. *In quel periodo irrompevo nei villaggi per rubare cibo e bevande alla povera gente. La mia era una vita da diavolo. [...] Sono cresciuto senza padre né madre. Per questo pensavo che la vita fosse come una piccola mosca, senza nessuna importanza. Ma quei cuccioli appena nati mi confusero le idee. E poi, soprattutto negli occhi di Julia, di quella piccola bambina, vidi finalmente la luce della vita. Quel giorno, mi strappai la maschera del diavolo, giurai di vivere come l'uomo dalle cinque stelle di Nanto seguendo la stella della generosità, e divenni così Fudo della montagna, l'uomo silenzioso. Ma adesso è il momento di rimettermi quella maschera. Mi perdoni, Signorina Julia. Fudo diverrà di nuovo diavolo e combatterà per i suoi bambini. ('''Fudo''') *'''Uomo di Rihaku''': Signor Rihaku, come sapeva che Raoul avrebbe attaccato proprio questo villaggio?<br>'''Rihaku''': Perché in questo momento lui sta combattendo contro la sua paura.<br>'''Uomo di Rihaku''': Come?!<br>'''Rihaku''': Sì, è proprio così. È stato spaventato dal colpo segreto di Ken, dal colpo della Trasmissione attraverso Satori. [...] Fino ad allora, aveva combattuto incutendo paura agli altri, e questo suo potere lo ha perso nel momento in cui lui stesso ha avuto paura. Per riconquistarlo, deve sconfiggere Fudo e la sua forza. È strano, ma vincere Fudo significa poter di nuovo affrontare Ken. È questa l'unica maniera per riuscire a riacquistare la forza e a vincere la paura del suo grande rivale Ken di Hokuto. *Ascoltate attentamente! Mi raccomando, se indietreggio di un solo centimetro oltre questa linea scagliate tutte le vostre frecce contro la mia schiena, d'accordo? [...] Se faccio un passo falso, la morte mi accoglierà tra le sue lunghe e possenti braccia. Sarò semplicemente un uomo indegno battuto dal suo fratello minore. ('''Raoul''') *La bontà non fa che rendere gli uomini più deboli. ('''Raoul''') =====Episodio 104, ''Bambini del futuro''===== *Non potrai mai capire la mia forza. Continuerò a combattere fino a che l'ultimo pezzo della mia carne e l'ultima goccia del mio sangue non saranno stati sconfitti, Raoul. [...] Sono questi bambini che mi spingono avanti. Sono loro che mi danno il coraggio e la forza per continuare a combattere. Non vedi il potere nei loro occhi? Non vedi che spirito ho acquistato stando insieme a loro? ('''Fudo''') *Tu hai visto la potenza di Ken negli occhi dei miei bambini e nei miei colpi. Per questo motivo hai avuto paura e hai indietreggiato. Hai perso con me e perderai anche con Ken. È la fine per le tue ambizioni! Le genti di tutto il mondo sono state liberate dalle grinfie di un tiranno e di uno sporco assassino chiamato Raoul! Muori, maledetto! È la rivolta di tutte le lacrime che hai fatto versare! ('''Fudo''') *Anche se sto morendo, avrai sempre paura. E finché proverai timore, non sarai in grado di battere il grande Ken. È questa la più grande vittoria che ho ottenuto nella mia vita. ('''Fudo''') *Raoul, ascolta! Uomini che non... Uomini che non sanno cosa sia il dolore non saranno mai in grado di vincere, Raoul. ('''Fudo''') *Non avete ancora capito che la mia vita non vale un soldo bucato se perdo?! ('''Raoul''') *{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Ken, Kenshiro, amico mio, aiuta... aiuta i miei bambini... No, aiuta tutti i bambini del mondo. Sono loro che costruiranno il futuro. Sono loro che detteranno nuove regole e nuove leggi. Dovrai... Dovrai educarli e insegnare loro a rispettare i più deboli. Ken... Addio Ken. Addio bambini miei. ('''Fudo''') =====Episodio 105, ''Stelle per sempre''===== *{{NDR|Flashback}}<br>'''Shin''': Chi siete?<br>'''Rihaku''': Sono Rihaku del mare, una delle cinque stelle di Nanto, servo di Julia.<br>'''Tou''': Io sono Tou, sua figlia.<br>'''Fudo''': Fudo della montagna.<br>'''Shin''': Le cinque stelle di Nanto?!<br>'''Tou''': Sì, Signor Shin. E siamo qui per un motivo preciso.<br>'''Rihaku''': È vero. Abbiamo l'incarico di portare via con noi la Signorina Julia.<br>'''Shin''': Incarico?! E chi ve lo avrebbe dato?<br>'''Rihaku''': Il fato ha deciso che la Signorina Julia debba diventare il sesto ed ultimo guerriero di Nanto. È nostro dovere proteggerla dalla morte ed istruirla perché possa salvare il mondo.<br>{{NDR|Arrivano Wein e Shuren}}<br>'''Shuren''': Rihaku!<br>'''Wein''': Rihaku!<br>'''Rihaku''': Allora, dov'è Raoul? Si sta avvicinando?<br>'''Wein''': Proprio così, signore. Dobbiamo stringere i tempi.<br>'''Shuren''': Raoul è fermo nella valle in attesa del combattimento fra Ken e Shin. Si muoverà soltanto dopo che questo sarà terminato.<br>'''Fudo''': Raoul crede di essere il re di Hokuto ed è divorato dall'ambizione di conquistare la fine di questo secolo per sottomettere tutti alla sua volontà. Ma per farlo ha bisogno della Signorina Julia.<br>'''Rihaku''': Ora mia sembra abbastanza chiaro che qualunque sia l'esito della battaglia, il vincitore non avrà forza sufficiente per fronteggiare anche Raoul. Ecco spiegato perché non posso lasciare qui Julia. Non la potreste difendere. Raoul se la prenderebbe e se poi Julia, svegliandosi, si ribellasse a lui, beh, non posso prevedere la reazione, ma sarebbe spietata.<br>'''Shin''': Portatela via!<br>'''Rihaku''': Shin!<br>'''Shin''': Andate! Raoul saprà che Julia è morta.<br>'''Fudo''': Addio.<br>'''Shin''': Addio, e non lasciate che lei muoia. Io farò in modo di spargere la voce che Julia è morta per mano mia. *'''Rihaku''': Wein figlio del vento, Shuren del fuoco, Juza delle nuvole, Fudo della montagna, e mia figlia Tou. Con loro è morta un'era. Sono l'unico ad essere sopravvissuto. Il compito di proteggere la Signorina Julia è ora tutto nelle mie mani e nelle tue. Kenshiro, ormai lo scontro finale è vicino. Devi vincere perché l'umanità intera abbia un seguito.<br>'''Kenshiro''': Amici che avete donato la vostra vita, vi ringrazio. Sarete per sempre nel mio cuore, mi darete la forza per vincere e salvare Julia. =====Episodio 106, ''Vivrai per sempre nel mio cuore''===== *'''Julia''': Quell'uomo che dite pazzo, Raoul, è uno dei più grandi maestri della scuola di Hokuto. Unico scopo della sua vita è combattere, ed è per questo che prima o poi dovrà incontrare Ken. Il loro destino è segnato.<br>'''Uomo di Raoul''': Ma come fate? Come potete non odiarlo? È per ordine suo se siete prigioniera. Ora dispone della vostra vita.<br>'''Julia''': Vi prego, provate a capire il suo cuore.<br>'''Uomo di Raoul''': Allora è questa la carità di Nanto. Attraverso la luce della carità, ci avvolge uno a uno, donandoci serenità e pace, la carità di Nanto, la carità universale. *Neanche il calore più intenso e le fiamme possono intaccare il mio corpo. Sì, ne ho la certezza. Sono eterno. Ma nonostante tutto, per due volte sono stato dominato dal terrore. Gli occhi di Kenshiro mi hanno dominato per la prima volta, e la seconda volta ho indietreggiato davanti agli occhi dei bambini. Da quando sento lo spettro del timore ho perso totalmente fiducia in me stesso. Kenshiro e Fudo hanno abbattuto la mia sicurezza attraverso la loro tristezza. Ma perché? Ken ama Julia più di ogni altra donna e Fudo amava quei bambini più di sé stesso. Può l'amore avere la forza di annullare il potenziale psichico? Cos'è? Cos'è l'amore? [...] E l'amore può coincidere con la tristezza? ('''Raoul''') *'''Julia''': Perché vuoi uccidermi?<br>'''Raoul''': Devo vincere, e per farlo ho bisogno della tua morte. Il destino mi ha già preparato l'incontro con Ken. Il mio corpo, la mia tecnica e le mie capacità non sono differenti dalle sue, eccetto che io non so che cosa siano amore e tristezza. Ma una cosa è certa: L'amore è causa di tristezza. E questa, per esistere, ha bisogno dell'amore, e purtroppo io potrò capire che cosa siano amore e tristezza solo perdendoti, Julia.<br>'''Julia''': Raoul...<br>'''Raoul''': Julia, consegna al re di Hokuto la tua vita! {{NDR|Viene colpito alla gamba da una freccia}} Siete impazziti?!<br>'''Uomo di Raoul''': Sire, la scongiuro: Non la uccidete! Il mondo ha bisogno di lei per capire. Lasciate stare, sire, per favore. Siamo disposti a sacrificare la vita in cambio della sua. La nostra esistenza non vale nulla rapportata alla sua.<br>'''Raoul''': {{NDR|Si toglie la freccia}} Tutti quanti?! Siete stati avvolti dalla luce della carità tutti quanti? No, non è possibile.<br>'''Uomo di Raoul''': Non fatelo, sire!<br>'''Raoul''': Julia, non m'importa se tu mi odierai. {{NDR|Julia si strappa un brandello di abito e comincia a bendare la ferita di Raoul}} Allontanati subito!<br>'''Julia''': Non potrai dare il meglio di te stesso contro Ken se lascio aperta la ferita, Raoul.<br>'''Raoul''': Non provare a infondermi la carità!<br>'''Julia''': C'è una sola cosa che io devo fare prima che tu vada incontro al tuo destino: Eliminare tutte le preoccupazioni dalla tua mente. {{NDR|Si volta}} Sarebbe molto difficile per te toccarmi se io continuassi a guardarti, ma non lo farò. Questo è il momento per uccidermi.<br>[...]<br>'''Raoul''': Sei disposta a sacrificare la tua vita? Perché?<br>'''Julia''': Per far nascere qualcosa di nuovo. Riesco a vedere un'era piena di sole che illumini immenso questa nostra epoca. Alberi verdi, uccelli che cinguettano, il mormorare di un piccolo ruscello, il profumo dei campi in fiore, tutta la Terra risplenderà di luce propria. E perché tutto questo possa diventare realtà, per dare vita a questa nuova era, è necessario che tu e Ken vi battiate. Ora sono pronta a sacrificare me stessa per dare inizio alla vita.<br>'''Raoul''': Sto tremando. Il mio cuore batte più veloce e ho freddo, tanto freddo. Ma che diavolo succede?! [...] {{NDR|Comincia a piangere}} Ma cosa...? No, sono... lacrime. È questo? È questo l'amore di cui parlavi, Toki? Era questo il sentimento che mi faceva desiderare Julia? Era questo? {{NDR|Si prepara ad uccidere Julia, ma si blocca}} No, non devo! L'amore non esiste per me, non ''deve'' esistere! Voglio vincere! Voglio distruggere Ken, e c'è un solo modo per riuscirci. Dimenticami, Julia! Tu sarai la mia tristezza e non abbandonerai mai il mio cuore! *{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Lei è una delle poche cose a cui tengo veramente.<br>'''Toki''': Attento, Raoul. Julia non è una cosa. In lei c'è molto di più. C'è l'amore.<br>'''Raoul''': Amore?! Non dire eresie! Che cos'è l'amore? Un'invenzione paranoica per i mortali.<br>'''Toki''': Dici così perché non capisci. Ma ricorda: Un giorno il tuo viso verrà rigato dalle lacrime, e in quel momento il tuo scetticismo svanirà. Soltanto allora la tua mente si aprirà e potrai comprendere l'amore insieme alla tristezza. *Il luogo per la preparazione ai combattimenti, punto d'incontro dell'educazione di duemila anni di storia di Hokuto. Per secoli le dispute per la successione al trono della scuola si sono svolte qui tra queste macerie. ('''Kenshiro''') =====Episodio 107, ''Nessuno li fermerà''===== *'''Kenshiro''': Non hai assolutamente gusto estetico, morire tra le macerie.<br>'''Raoul''': Molto spiritoso! Questo è il posto più adatto dove seppellire il tuo corpo e con te mettere un punto sui duemila anni della storia di Hokuto.<br>'''Kenshiro''': Raoul, sei troppo ambizioso e l'ambizione porta unicamente alla distruzione, mio caro. Mettitelo in testa! *'''Uomo di Raoul''': Comandante Rihaku, solo adesso abbiamo capito quanto questa guerra sia vana, ed è stato solo merito di Julia. Attraverso la grande carità di Nanto, che solo lei ha potuto infonderci, ci ha donato la forza di capire quanto fosse stato falso continuare a combattere ed uccidere per soddisfare le ambizioni di Raoul. Abbiamo capito cosa fosse la compassione, ma ormai... Era troppo tardi.<br>'''Rihaku''': Ora anche Raoul sa cosa siano compassione e tristezza, perché ha ucciso il suo più grande amore, e spero che lo stesso esempio sia d'aiuto per tutti gli uomini. Dimenticate la guerra e riscoprite l'amore! È l'amore la base della vita, e grazie alla carità di Nanto ce ne siamo resi conto. Osservaci dal cielo, Julia. Da oggi sarai ricordata per sempre, perché anche se non siamo riusciti a salvarti, il tuo grande sacrificio e l'esempio di carità che ci hai mostrato rimarranno eternamente nei nostri cuori. *Allora, hai capito? Non ho bisogno di fama né di gloria. Voglio soltanto distruggerti, Kenshiro! E quando l'avrò fatto, sarò l'uomo più potente del mondo. ('''Raoul''') *Sì, mi piace! Mi piace sentire tanto dolore dentro di me. Da quanto tempo sogniamo tutti e due questo momento, fratellino? Entrambi siamo in grado di applicare senza paura il colpo finale della scuola di Hokuto: Sdoppiamento delle immagini. Ma uno di noi deve morire. E vuoi sapere una cosa? Non può esiste colpo migliore per ammazzarti, Ken. Sei morto! ('''Raoul''') *'''Bart''': Combattono ad oltranza senza difendersi. E poi non sembra che si odiano. Combattono e basta.<br>'''Lynn''': Non esiste odio in loro. Non devono. Mio dio, io riesco a vederli da bambini! *Raoul, Toki ed io ammiravamo tutto quello che facevi quando anni fa studiavamo l'Hokuto e, proprio per l'ammirazione che ho perso di te, non sono mai riuscito a fermarti. ('''Kenshiro''') *Verrà presto il tempo in cui questo loro combattere, che ormai dura da tempo, avrà perso. E allora, finalmente, le loro anime saranno liberate. ('''Julia''') =====Episodio 108, ''La stella della morte''===== *Tu sei un uomo vuoto, Raoul. Invece, dentro di me, è molto forte il pensiero di te e Julia. Sentimenti, Raoul. Questi sono i sentimenti e tu non potrai mai cancellare queste mie sensazioni perché non sei mai stato in grado di provarle. ('''Kenshiro''') *'''Raoul''': Toki...?<br>'''Toki''': Raoul, perché non vuoi ammetterlo? Perché? Tu puoi capire cos'è l'amore. Il tuo cuore ne è pieno, Raoul.<br>'''Raoul''': No, non è vero! Non può essere vero!<br>'''Toki''': Guarda in alto. La stella della morte sta brillando per te. *{{NDR|Flashback}}<br>'''Raoul''': Julia? Quello è sangue. Tu... Tu sei malata, non è vero? Ecco spiegato il tuo pallore. Deve essere grave.<br>'''Julia''': È così. Ho ancora pochi mesi di vita.<br>'''Raoul''': Da quando stai così?<br>'''Julia''': Da quando sono stata rapita da Shin. Mi sono ammalata quasi subito e da allora i miei giorni sono contati. Aspettavo con ansia l'arrivo di questo momento. Ora finalmente potrò liberarmi dal mio fardello. Nel grande libro del destino è scritto che arriverà una nuova era. Ma perché questo si realizzi, è necessario che tu e Ken vi battiate e che io muoia.<br>'''Raoul''': Pazza! Saresti pronta a morire? Pronta a sacrificare la tua giovinezza? Qual è il motivo di tanta determinazione?<br>'''Julia''': Prati verdi, alberi in fiore, tutti gli uomini del mondo torneranno a sorridere di nuovo. La mia vita in cambio di gioia e serenità.<br>'''Raoul''': No, non può essere! Sto piangendo. Devo reagire! Il re di Hokuto non deve assolutamente conoscere la tristezza, non deve! Julia, il tuo ricordo vivrà per sempre nel mio cuore. *'''Raoul''': Toki, stai cercando di farmi capire che Raoul ama Julia? Ma se le cose stanno così, Ken e io nutriamo entrambi gli stessi sentimenti.<br>'''Toki''': Ci sei arrivato. Il gioco è finito.<br>'''Raoul''': No, non è vero! Il re di Hokuto deve essere fiero di se stesso, anche se muore. *Kenshiro, io e te nutriamo gli stessi sentimenti, siamo nella stessa situazione. E allora cosa mi impedisce di batterti? {{NDR|Si prepara a colpire Ken, ma si blocca}} Evidentemente tu lo sapevi. Eri sicuro al cento per cento che non sarei mai riuscito neppure a sfiorarti. Non ho forse ragione, Kenshiro? [...] Ormai conosco tutto. Avevi già deciso di sacrificare la tua vita da molto tempo, non è vero? Era tutto stabilito. Sapevi perfettamente che avresti potuto morire, che questo combattimento sarebbe potuto essere l'ultimo per te. ('''Raoul''') *Amici! Non ho mai voluto avere amici nella vita, tranne Toki. È stata l'unica persona che mi ha capito. ('''Raoul''') *Ti prego, mostrami la faccia di chi ha sconfitto Raoul. Tu sei il mio fratello. ('''Raoul''') *'''Raoul''': Julia, puoi vivere ancora qualche anno. Per quale motivo potrei impedirti di farlo felicemente accanto all'uomo che rappresenta tutta la tua esistenza?<br>[...]<br>'''Kenshiro''': Raoul, ora ho capito. Hai donato a Julia la tua anima, non è vero?<br>'''Raoul''': Addio, Kenshiro. Toki mi sta aspettando da qualche parte in cielo.<br>'''Kenshiro''': Raoul...<br>'''Raoul''': Non ti avvicinare! Non ti azzardare a fare un altro passo, Ken! È stato il destino a decidere che voi due viviate e che io muoia. E mettiti in testa una cosa: Raoul non ha bisogno dell'aiuto di nessuno, neppure per morire. {{NDR|Viene avvolto da una luce accecante}}<br>'''Julia''': Mai visto niente di simile!<br>'''Bart''': Il corpo di Raoul sta diventando bianco!<br>'''Raoul''': {{NDR|Si trafigge i punti di pressione}} Voglio dirti un'ultima cosa, Ken. {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Il re di Hokuto non ha nessun rimpianto. *È finita, e il cielo si sta già aprendo per lasciar passare la luce del sole. Se Raoul, Kenshiro e Julia non fossero stati qui, il mondo intero sarebbe vissuto nel buio per molti anni ancora. ('''Rihaku''') *Addio. Riposa in pace con Toki. Sei stato un grande maestro della Divina scuola di Hokuto. Il tuo ricordo e la tua forza vivranno con me per sempre. ('''Kenshiro''') =====Episodio 109, ''Promemoria''===== *La tecnica leggendaria del soffio, famosa per la sua enorme potenza, è stata tramandata segretamente per duemila anni da maestri della Divina scuola di Hokuto ad uno solo dei loro figli. Attraverso questa tecnica, è possibile distruggere il corpo dall'interno attaccando una parte precisa detta "punto segreto di pressione". Solo gli allievi di Hokuto, potendo utilizzare le loro capacità cerebrali al settanta per cento, contro i dieci usato in generale dagli uomini, sono in grado di eseguirla. Il penultimo successore, Ryuken, aveva adottato quattro bambini: Raoul, Toki, Jagger, Kenshiro. Un giorno, una bambina fu portata alla scuola di Hokuto durante un'allenamento. [...] Poco dopo, un'esplosione nucleare devastò totalmente la vita sul pianeta. Come risultato, si ebbe l'estinzione di molte speci animali, il prosciugamento delle acque e l'inaridimento delle terre. Naturalmente, il fenomeno interessò tutto il globo. Però una delle poche speci a non estinguersi fu quella umana. [...] Tutto il mondo era sotto il dominio della violenza e della paura, e già si aspettava l'arrivo di un uomo che potesse sconfiggerli. [...] È lui l'eroe dei nostri giorni. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}} *La lotta {{NDR|tra Kenshiro e Shin}} era stata totalmente inutile. Kenshiro riprende nuovamente il suo cammino, durante il quale incontrerà molti combattenti che diverranno suoi grandi amici. Ma dovrà sopportare anche il dolore di vederli morire dinanzi ai suoi occhi: [...] Rei, l'uccello d'acqua di Nanto sotto la stella della giustizia; [...] Yuda, la gru rossa di Nanto, l'uomo della tentazione; [...] Shu, l'airone bianco di Nanto, l'uomo della lealtà; [...] Sauzer, la fenice di Nanto, l'uomo del comando. [...] Quanto dolore per il secondo dei quattro fratelli, Toki. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}} *L'ultimo successore della Divina scuola di Hokuto di duemila anni di tradizioni è Kenshiro. E dopo aver sconfitto Raoul, ha deciso di andare via con la sua donna Julia, lasciando anche Bart e Lynn, i suoi più cari amici. Nessuno sa dove siano andati. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}} ====[[Explicit]] della serie televisiva==== {{Explicit serie televisive}} Presto, molto presto lo vedremo tornare da dietro quelle colline. Ne sono sicura. ('''Lynn''') ===''Ken il guerriero 2''=== {{FictionTV |titoloitaliano= Ken il guerriero 2 |tipofiction= Serie anime |immagine= Hokuto No Ken 2 tv series logo.png |didascalia= Logo della serie |dimensioneimmagine= |titolooriginale= 北斗の拳 2 |paese= Giappone |anno= 1987 – 1988 |genere= anime |stagioni= |episodi= 43 |regista= [[Toyoo Ashida]] |ideatore= [[Buronson]] e [[Tetsuo Hara]] |doppiatorioriginali=*[[Akira Kamiya]]: [[Kenshiro]] *[[Keiichi Nanba]]: Bart *[[Miina Tominaga]]: Lynn *[[Takeshi Aono]]: Rihaku *[[Kenji Utsumi]]: [[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]] *[[Ken Yamaguchi]]: Ain *[[Hideyuki Tanaka]]: Falco *[[Michihiro Ikemizu]]: Soria *[[Tessho Genda]]: Shoky *[[Masaharu Sato]]: Tige *[[Yousuke Akimoto]]: Borz *[[Kuniko Koguchi]]: Muh *[[Daisuke Gori]]: Pirata rosso *[[Masako Katsuki]]: Laya *[[Kohei Miyauchi]]: Jukei *[[Hirotaka Sukuoki]]: Ork il rosso *[[Kouji Totani]]: Ronn *[[Shinji Ogawa]]: Hyo *[[Kenji Utsumi]]: Kaio *[[Shingeru Chiba]]: Yasha Nero *[[Gara Takashima]]: Sayaka |doppiatoriitaliani=*[[Alessio Cigliano]]: [[Kenshiro]]/Bart/Tige (ep. 7) *[[Massimo Milazzo]]: Bart (ep. 42-43)/Shoky (ep. 9-10)/Tige (ep. 9-14)/Jukei (ep. 35, 40)/Ork il rosso (ep. 17-43)/Hyo (ep. 31-43)/Yasha Nero (ep. 39-42) *[[Daniela Caroli]]: Lynn/Muh (ep. 9-10)/Laya (ep. 29, 34) *[[Marcello Mandò]]: Rihaku/Borz (ep. 9-10)/Ronn (ep. 17-18)/Kaio (ep. 31-32) *[[Ambrogio Colombo]]: Raoul/Hyo (ep. 22-30)/Kaio/Yasha Nero (ep. 31-38) *[[Marco Mete]]: Ain/Soria/Shoky (ep. 6) *[[Bruno Cattaneo]]: Jako/Falco (ep. 6-7, 21)/Pirata rosso (ep. 19-26, 29)/Jukei (ep. 30)/Ronn (ep. 21)/Yasha Nero (ep. 30)/Ork il rosso (ep. 15-16) *[[Massimo Pizzirani]]: Falco (ep. 8-15)/Jukei (ep. 39) *[[Stefanella Marrama]]: Louise/Muh (ep. 11-15) *[[Gabriele Carrara]]: Ronn (ep. 19-20)/Kaio (ep. 36-37) *[[Francesco Caruso Cardelli]]: Rock *[[Monica Ward]]: Sayaka |note= }} ====Episodio 1, ''...e la vita continua''==== *Non è giusto che le lacrime dei nostri bambini siano formate da fango putrido. ('''Paesano''') *La pace ha creato una differenziazione tra ricchi e poveri. Si sta velocemente riaffacciando un periodo di confusione. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}} *Il mondo sta perdendo la luce un'altra volta. L'unico che può spazzare via le nuvole dov'è? ('''Anziano''') *È un grande onore lavorare al servizio dell'imperatore... finché morirete. ('''Comandante imperiale''') *Sì, luce! Dev'essere illuminata tutta la nostra capitale. Qui il buio non esiste. Dev'essere il centro della luce di tutto mondo. Deve risplendere nel buio della notte così come la luna risplende nel cielo. Questo è un ordine di Jako il governatore generale. E siccome i miei poteri discendono dall'imperatore questo è un suo ordine. ('''Jako''') *Il dominio dell'imperatore si estende su tutto il pianeta. Hokuto e Nanto possono molto poco contro di lui e, per di più, è ormai vicino a raggiungere la supremazia totale. ('''Narratore''') {{NDR|Voce fuori campo}} *Noi non dobbiamo arrenderci! Anche se Kenshiro è morto, non possiamo smettere di combattere, altrimenti faremo solo il gioco dell'imperatore. È arrivato il momento di rimboccarci le maniche e lottare per arginare la sete di conquista dell'imperatore. Anche se dispone di molta più forza di noi, non dobbiamo permettergli di approfittare della nostra debolezza e di renderci schiavi della sua follia! ('''Joe''') *'''Bart''': Combattiamo nel nome di colui che avrebbe sacrificato la sua vita per la pace.<br>'''Lynn''': Da quest'uomo abbiamo appreso il significato di amore e coraggio. *Kenshiro, puoi vederci? Quei due ragazzi combattono sotto il segno dell'Orsa. Aspettano con ansia il tuo ritorno più di quanto loro stessi se ne rendano conto. "Se Kenshiro fosse qui...". Questa speranza è sempre presente nelle loro menti, ma cercano di metterla da parte e continuano a lottare. Se tu riesci a sentire la disperazione di queste piccole anime, ti prego, vieni! Abbiamo bisogno di te, della luce di Hokuto, che dia ancora pace a tutti gli uomini che vivono in questa era disastrata. ('''Rihaku''') ====Episodio 2, ''Ritorno di fiamma''==== *'''Gronko''': Non credere di cavartela!<br>'''Kenshiro''': Tremo tutto. {{NDR|colpisce Gronko}}<br>'''Gronko''': Imbecille! Hai giocato col fuoco e ti sei scottato. L'imperatore ti scoverà, dovunque tu ti nasconda.<br>'''Kenshiro''': Facciamo un giochino. -3, -2, -1...<br>'''Gronko''': Adesso perché conti?! {{NDR|gli esplode la testa}} ====Episodio 3, ''La salvezza viene dal nord''==== *'''Bart''': Ormai la mia vita non mi appartiene più. Ho rinunciato ad essa da quando ho iniziato a combattere sotto il nome dell'Hokuto.<br>'''Lynn''': La stessa cosa vale per me. È tanto ormai che ho deciso di combattere. So che se il destino vorrà potrò perdere la vita, ma questo non mi spaventa. Anzi, sarei felice di morire per salvare la vita di persone innocenti. *Vengo dal nord unicamente per consegnarti la tua condanna a morte. ('''Kenshiro''') *'''Bask''': Voglio sapere il tuo nome.<br>'''Kenshiro''': È completamente inutile che te lo dica. Quando uno muore i suoi ricordi svaniscono. ====Episodio 4, ''Cacciatori di taglie''==== *'''Lynn''': E così Julia è...?<br>'''Kenshiro''': Il suo destino era segnato. Ha vissuto quel poco che le restava serenamente ed è morta in pace sorridendo. *Detesto chi decide di sgualcirmi gli abiti! ('''Ain''') *'''Ain''': Scusa la domanda un po' personale, belloccio. Hai una ragazza per caso?<br>'''Kenshiro''': No.<br>'''Ain''': Ma come?! Un fustacchione così popolare?! Beh, meglio così. Mi si apre troppo il cuore nel vedere una donna disperarsi per la morte del suo amato. *'''Kenshiro''': Ti vesti sempre così?<br>'''Ain''': No, è uno dei mille abitucci che ho nel mio armadio. Stamattina mi piacevano le stelle. Spero che piacciano anche a te. Ne vedrai molte quando ti avrò colpito. *Pagliaccio a me?! Lo sapevi che sono molto permaloso, no? ('''Ain''') ====Episodio 5, ''La scuola imperiale di Cento''==== *'''Soria''': Nessuno dovrà più ricordare, né tantomeno raccontare, le storie di Hokuto e di Nanto. Ho l'ordine di uccidere chiunque tenterà di tramandarle.<br>'''Mamiya''': Perché? Cos'è, un ricordo?<br>'''Soria''': Nostra signora, la Stella Polare, dev'essere l'unico astro a brillare nel cielo. L'Orsa Maggiore rappresenta un simbolo di pericolo per il nostro imperatore ed è un sinonimo di ribellione. Perciò la volontà suprema ha deciso di cautelarsi da questa minaccia. Gli ordini sono chiari: Hokuto e Nanto devono essere eliminati.<br>'''Mamiya''': Non ha senso!<br>'''Soria''': Questa è l'era dell'imperatore ormai, l'era della Scuola imperiale di Cento! *'''Soria''': Tu hai amici e ricordi in questo villaggio. Attaccandolo ero sicuro che saresti venuto.<br>'''Kenshiro''': E tu hai distrutto il villaggio! Hai ucciso persone innocenti solo per farmi uscire allo scoperto?!<br>'''Soria''': E allora? Anche questo posto ha molto a che fare con l'Hokuto. Sono Soria dalla luce purpurea, generale dell'imperatore, e ho l'ordine di cancellare l'Hokuto dal mondo.<br>'''Kenshiro''': Maledetto!<br>'''Soria''': Mi dispiace, ma devi considerarti morto. *Nessuno è mai riuscito a sopravvivere al mio colpo. Uccide senza pietà. [...] La luce undulante di Cento ha distrutto le cellule del tuo corpo ad una ad una irreparabilmente. Ti ho trafitto col mio spirito e ti ho spezzato. Una parte di te si trasformerà in vapore e il resto sarà congelato. Lentamente il tuo corpo si sgretolerà fino a sparire da questo mondo. ('''Soria''') *'''Soria''': La Scuola imperiale di Cento è la più forte. Con oggi si può segnare la fine dell'Hokuto per sempre.<br>'''Kenshiro''': Hai detto che il tuo nome è Soria della Scuola imperiale di Cento, non è vero? Beh, mi dispiace. Sono le uniche parole che ricordo del tuo discorso. ====Episodio 6, ''L'armata di Hokuto''==== *'''Rihaku''': Ne sei sicuro? L'imperatore ha dato il via alle operazioni?<br>'''Soldato #1''': Sì. L'obiettivo è distruggere Hokuto.<br>'''Rihaku''': Capisco. La Scuola imperiale di Cento diverrebbe la più forte.<br>'''Soldato #2''': E che scuola sarebbe?<br>'''Rihaku''': Beh, insieme a Hokuto avrebbe il compito di proteggere l'imperatore. Fondamentalmente però sono diverse. Alla base dell'Hokuto c'è la capacità di distruggere i corpi mediante le esplosioni interne. È la prima tecnica che viene insegnata, mentre il segreto del Cento è la totale distruzione delle cellule del corpo attraverso lo spirito del combattente. I maestri del Cento sono riconoscibili dallo scintillio delle loro mani. Tempo fa questa scuola era di gran lunga superiore all'Hokuto, ma ora come ora non so proprio quale delle due possa avere la meglio. *È molto difficile distinguere la luce della stella di Hokuto nel buio della notte. ('''Falco''') ====Episodio 7, ''I falchi di Nanto''==== *'''Kenshiro''': Ain, non cercare di sconfiggermi.<br>'''Ain''': Lo sai che sei proprio scortese? In fondo voglio solo la tua testa. Poi, se fosse Falco ad ucciderti, perderei un bel po' di soldi. Capisci che non mi conviene? ====Episodio 8, ''Quando si vuole bene...''==== *'''Barone''': Voglio che tu uccida Kenshiro. Dagli ultimi rapporti, sembra che si stia avvicinando al mio distretto. Ti do carta bianca per formare il gruppo di uomini ai tuoi ordini, ma devi eliminarlo. E come ricompensa questi uomini diverranno il tuo esercito personale.<br>'''Ain''': Un'offerta davvero generosa. Peccato che non m'interessi neanche un po'.<br>'''Barone''': Ehi, cambia tono quando parli con me! Ti sei dimenticato di quante volte ti ho aiutato? Se non avessi avuto pietà di te saresti ancora un morto di fame. Ho fatto per te quello che non avrei fatto per nessun altro. Se oggi sei quello che sei lo devi solo a me.<br>'''Ain''': Cambia musica! Sei ridicolo quando fai il patetico.<br>'''Barone''': E va bene, se ucciderai Kenshiro ti darò più di una semplice ricompensa. Ti piace il distretto del nord? Sarà tuo con tutto quello che c'è sopra. Che ne dici?<br>'''Ain''': No, no, forse non ci siamo capiti. Io detesto il lavoro di gruppo. Con tutti quei bruti attorno a me perderei il mio fascino. Meglio soli che mali accompagnati.<br>'''Barone''': Rifiuti?!<br>'''Ain''': Su, non te la prendere. Ah, e grazie per la pelliccia. *In questo mondo schifoso se una persona è viva o morta è esattamente la stessa cosa. Moriremo tutti prima o poi. A questo punto non è meglio morire cercando di cambiare il mondo per far sì che gli altri vivano decentemente? ('''Bart''') *In fondo hai un cuore anche tu. Cerca di sentire la sua voce ogni tanto. ('''Kenshiro''') ====Episodio 9, ''La capitale dell'Impero''==== *Se mai esiste fonte del vizio, quella è Jako. ('''Shoky''') ====Episodio 10, ''L'ultimo ostacolo''==== *Adesso sono sicuro che è stata a causa della mia debolezza se oggi nella città imperiale regna una simile confusione. La verità è che avrei dovuto ascoltare quanto mi ordinò Raoul. [...] La mia povera vecchia madre stava pregando, e così, grazie a lei, risparmiai la vita a Jako. Qualche tempo dopo morì. Nel frattempo, Jako aveva fatto prigioniero l'imperatore e intitolato la capitale imperiale a suo nome. Da quel giorno, l'imperatore è nascosto da qualche parte in un luogo sconosciuto dove è stato confinato dalla cattiveria di Jako. La missione Cento è di proteggere l'imperatore. Ciò che si svolge sotto i nostri occhi dipende da un mio attimo di debolezza. E sono pertanto io che devo porre fine a questa storia. ('''Falco''') *{{NDR|Flashback}}<br>Non bisogna mai fidarsi di una persona che ha gli occhi acquosi. ('''Raoul''') *Chiunque tenterà di intralciarmi il cammino si consideri già morto. ('''Kenshiro''') *Hokuto e la Scuola imperiale di Cento, ciascuno a suo modo e ciascuno per proprio conto lavorano per un medesimo obiettivo: la grandezza dell'imperatore. Ma l'imperatore ha fatto in modo che queste due forze lottasero l'una contro l'altra. ('''Rihaku''') ====Episodio 11, ''L'imperatore''==== *'''Falco''': Kenshiro, siamo in posizione di stallo.<br>'''Kenshiro''': No, non è come credi. Tu non conosci ancora la mia potenza, e quando ti mostrerò le tecniche segrete della Divina scuola di Hokuto sarai già morto. *Un uomo che è capace di uccidere delle donne e dei bambini indifesi non è un essere umano. ('''Ain''') ====Episodio 12, ''La signora dei cieli''==== *'''Falco''': Sei la prima persona che sia riuscita a resistermi e a reagire ai colpi della mia gamba.<br>'''Kenshiro''': È perché io conosco i punti segreti. È soltanto per questo che ti ho sconfitto.<br>'''Falco''': Non esserne tanto sicuro. Io ho dentro di me l'esperienza di 2.000 anni di storia e vi sono comprese anche le tecniche della scuola di Hokuto. *'''Falco''': Kenshiro, perché non hai ancora fatto uso della mossa definitiva? Dovresti pur sapere che mi costerebbe la vita.<br>'''Kenshiro''': Neanch'io riesco a capirlo. C'è qualcosa nei tuoi occhi che me lo impedisce. Non lo so, è come se mi stiano chiedendo qualcosa. *'''Falco''': Kenshiro, tu mi hai salvato la vita. Perché?<br>'''Kenshiro''': È stato più forte di me, Falco. So solo che non potevo permettere che venissi ucciso da un essere così immondo. ====Episodio 13, ''Rapimento''==== *Lynn e Louise, la signora del cielo, sono sorelle e sin dalla nascita hanno affrontato un duro destino. C'è un unico nemico ed è Jako. È lui che progetta di dominare il mondo facendosi scudo della signora del cielo. ('''Bart''') *Io posso essere mezzo morto come affermi tu, Jako, ma anche così sarà un gioco da ragazzi sbarazzarmi di un verme immondo. ('''Falco''') *'''Lynn''': È il mare. Perché mi hai portato qua?<br>'''Tige''': Questo che vedi è l'unico mare che sia rimasto al mondo. Lo chiamano Mar morto, e oltre le acque c'è un paese che la leggenda ha sempre descritto come terra orribile. Adesso noi tutti ci apprestiamo a navigare questo mare e tu verrai con noi. ====Episodio 14, ''Pirati''==== *'''Rihaku''': La chiamano Nazione dei demoni.<br>'''Bart''': Dei demoni? E perché?<br>'''Rihaku''': Perché non puoi essere altro che un demone per sopravvivere al suo interno. Lì le uniche doti che contano sono la violenza, la prepotenza, la sete di sangue e la tecnica di combattimento che è stata coltivata per quasi 4.000 anni. Il tasso di sopravvivenza è appena dell'uno per cento. Gli uomini devono sostenere più di cento combattimenti prima di raggiungere i quindici anni e solo chi vince può rimanere là. Sì, è un paese veramente orribile. ====Episodio 15, ''La terra dei demoni''==== *'''Kenshiro''': Sei tu che hai ferito Falco?<br>'''Demone''': Precisamente.<br>'''Kenshiro''': Dimmi chi sei, maledetto!<br>'''Demone''': Non posso permetterti di sapere qual è il mio nome. Però sappi che sono uno dei demoni. Non sono sicuro che tu capisca cosa significa. Uccidere me non è come uccidere un normale essere umano. *'''Falco''': Kenshiro, dalla Divina scuola di Hokuto hai appreso come concentrare tutte le energie della vita in pochi minuti.<br>'''Kenshiro''': Falco, ma sai che significherebbe?<br>'''Falco''': Io avevo creduto che ora sarei potuto essere felice, invece è finita. Sento che mi rimane poco da vivere. Dammi almeno la possibilità di morire con l'onore.<br>'''Kenshiro''': Posso fare ciò che mi chiedi, ma sei sicuro di volerlo davvero?<br>'''Falco''': Io sono il rappresentante della Scuola imperiale di Cento, Kenshiro. Concedimi la facoltà di scegliere la mia morte. *'''Lynn''': Le usanze di questo territorio sono davvero barbare!<br>'''Caesar''': Devi sapere che, secondo la nostra religione, lo spirito di un uomo continua a vivere nel corpo del suo uccisore. ==Citazioni su ''Ken il guerriero''== *Crescendo ne compresi la complessità e la profondità, un'opera che mi ha regalato tanto a livello emotivo e personale, tanto da spingermi molti anni fa a decidere che il mio primo tatuaggio sarebbe stato l'orsa maggiore! ([[Maurizio Merluzzo]]) *Io e il Signor Hara stavamo cercando di creare un nuovo fumetto sulle arti marziali. Ero convinto che il suo disegno vigoroso sarebbe stato ideale per un'opera di combattimento. Tuttavia, per rendere il fumetto interessante e originale, mancava una trovata, una qualche tecnica mortale che caratterizzasse il protagonista. [...] Un giorno mentre passeggiavo a Tokyo nel quartiere di Jinbocho, entrai in una libreria in viale Suzuran specializzata in autori cinesi. [...] Trovai un libro dalla copertina rossa e cominciai a sfogliarlo. Non che il libro in sé fosse particolarmente interessante, ma a un certo punto parlava di uno studente cinese di medicina appassionato di agopuntura, che sperimentò su di sé un punto di pressione per migliorare la vista ma che, avendo esagerato, ottenne l'effetto contrario e la sua vista peggiorò. Nel libro l'episodio veniva raccontato come il gesto coraggioso di un appassionato studioso. Inizialmente mi sembrò una barzelletta, ma un secondo dopo venni folgorato da un'intuizione e capii che era proprio quello l'espediente che cercavo per il nostro fumetto. L'idea che un colpo sui punti di pressione sarebbe stato in grado di distruggere il corpo umano era perfetta per un fumetto per ragazzi, perché tale tecnica avrebbe permesso anche a un uomo debole di sconfiggere avversari molto più forti. ([[Nobuhiko Horie]]) *Quando ero bambino mio fratello mi faceva guardare Kenshiro di nascosto perché mia madre non voleva, essendo molto violento. E sin da subito mi innamorai di quel futuro post atomico dove Ken il guerriero faceva giustizia a cazzottoni! ([[Maurizio Merluzzo]]) *Un'opera che ha segnato la crescita di intere generazioni di italiani, diventando parte dell’immaginario collettivo della nostra Nazione. ([[Giorgia Meloni]]) ===[[Buronson]]=== *Ho pensato, dopo aver letto e riletto tante volte, che è assurdo che tutti amino Julia. *In poche parole {{NDR|i nuovi manga}} si sono limitati a scimmiottare la violenza di ''Hokuto No Ken'' ma non hanno capito che le cose da "rubare" erano altre. [...] non è il modo di uccidere, lo ripeto da tanto tempo, ma è come si muore. Gli autori che hanno travisato quest’aspetto non hanno ottenuto il succeso sperato. *In realtà, la storia è veramente un susseguirsi di aggiunte fatte in seguito. So che la cosa può suonare male, ma non è che non avessi pensato allo sviluppo generale della trama, più che altro non avevo margini di tempo per elaborare meglio perché avevamo scadenze settimanali. [...] Quindi, quando il maestro Hara veniva a chiedermi "Come dobbiamo andare avanti?", io rispondevo "Non lo so neanch'io!". Insomma, se non pensavo io non si poteva procedere. *Inizialmente si trattava di una storia ambientata ai giorni nostri... era in un riformatorio mi pare, no!? La struttura del racconto ruotava attorno a questo liceale, Kenshiro, che fugge da lì. Insomma, sembrava un moderno giustiziere. *Le caratteristiche dei cattivi sono dovute cambiare col tempo. Non potevo proporre sempre cattivi in stile {{NDR|il colonnello}} o Jagi, altrimenti la saga sarebbe diventata noiosa, e Kenshiro avrebbe affrontato sempre nemici di basso livello spirituale, senza poter diventare davvero più forte. Per questo è venuto fuori Souther, il nemico più forte di Hokuto. Meglio presentare i cattivi con le loro convinzioni e ambizioni, che avevano alle spalle un passato particolare. Anche Kaioh ne è un esempio. *Molti mi chiedono come abbia ideato il mondo di ''Ken il guerriero'' e penso che, per me, sia stata fondamentale l'esperienza che ho avuto in Cambogia. Un anno prima che mi venisse richiesto di scrivere la sceneggiatura di ''Hokuto No Ken'', infatti, ebbi l'occasione di visitare appunto la Cambogia, dove all'epoca erano ancora evidenti le tracce del [[Genocidio cambogiano|genocidio]] di tre milioni di civili a opera di [[Pol Pot]]. Ovunque era pieno di mine e di ossa. Lì ho visto più resti umani di quanti ne avrei mai voluti vedere in tutta la mia vita. [...] L'aver visto tali atrocità in prima persona mi ha permesso, in seguito, di collocare Kenshiro in un'ambientazione simile. [...] In un mondo del genere, la giustizia non esiste e prevale unicamente la "forza". Per questo mi sembrò naturale che, in un'epoca come quella di ''Ken il guerriero'', Raoh dovesse esercitare il governo attraverso la violenza. Se non esiste alcuna legge, l'unico modo per imporsi è il potere. Ed è proprio questo il principio che ha guidato Raoh. *Non ho creato ''Hokuto No Ken'' ritenendo che l'essere umano dovesse essere in questa maniera o pensando a qualcosa in particolare, semplicemente è un manga che ho realizzato con l’intento di creare una bella opera, tutto qua. Ovviamente, questo non significa che lo ritengo solo un manga interessante e basta, sono infatti ben contento se riesce a trasmettere qualcosa. Ad esempio, leggendolo, magari c'è chi ne trae delle sensazioni positive e chi impara che l'amicizia sia una cosa meravigliosa. In definitiva, dopo ben trent'anni, il fatto che venga ancora letto mi rende profondamente felice e, comunque sia, tu sei davvero ben informato, ne sai anche più di me. *Per le tecniche ci siamo serviti di un dizionario di arti marziali antiche, ma non abbiamo ripreso i nomi fedelmente, ne abbiamo fatto un mix. *Volevamo creare una saga in cui uomini in carne e ossa facessero da protagonisti, quale idea migliore di farne maestri di arti marziali? ===[[Alessio Cigliano]]=== *All'inizio essere ricordato solo per Kenshiro mi seccava un po', proprio per le tante opere su cui avevo lavorato. Poi però mi sono accorto che è un personaggio iconico, che comunque fa parte della mia vita e del mio percorso artistico e ho imparato ad apprezzarlo e a tenerlo nel bagaglio della mia esperienza. È un personaggio che ha lasciato una traccia importante in tutti coloro che l'hanno visto e apprezzato, e in parte questa grande popolarità è dovuta anche alla mia interpretazione; quindi mi fa piacere aver contribuito alla riuscita di una serie che è rimasta ben salda nell'immaginario collettivo. *La serie era particolare, anticonformista rispetto agli anime che io conoscevo come spettatore e che avevo doppiato fino ad allora. Sinceramente, credevo che sarebbe stata vista da poche persone. Non ne comprendevo la portata. Il personaggio era più grande di me e io avevo una voce più leggera, quindi ho sempre fatto molta fatica a interpretarlo. Ma ho cercato comunque di dare il massimo per ottenere un risultato quantomeno accettabile. *{{NDR|«Quanto si sente legato a Kenshiro come carattere, cioè quanto il nostro paladino ha preso da Lei e dal suo modo di essere?»}} Poco, direi! Siamo molto diversi. È questo il bello del doppiaggio e della recitazione in generale: puoi calarti nei panni di gente totalmente diversa da te! Il traguardo finale è rendere credibile il personaggio alle orecchie del pubblico, e nonostante fossi molto giovane all'epoca, credo di esserci riuscito. *Sinceramente, mentre la doppiavo non credevo che diventasse così famosa! Parliamo di oltre 15 anni fa, e all'epoca ne doppiavo tante. Poi col tempo, e soprattutto con l'avvento di Internet, mi sono reso conto che spesso venivo citato più per Ken che per altri personaggi che sono stati sicuramente più impegnativi, e l'ho trovato divertente. *Trovavo l'atmosfera troppo cupa, e spesso gratuitamente violenta. Comunque sempre meglio di certe ambientazioni sdolcinate e buoniste! Se devo dargli un voto, direi che rasenta la sufficienza. *Tutto avrei pensato tranne che potesse diventare qualcosa di "cult". Sono contento, l'ho fatto quando ero molto piccolo e mi è piaciuto tanto farlo. ===[[Tetsuo Hara]]=== *A differenza di altri lavori precedenti, Buronson, il mio sceneggiatore, mi ha lasciato grandi spazi per muovermi nel mondo che aveva ideato e nella caratterizzazione dei suoi personaggi. Per questa ragione c'è molto anche di mio in Kenshiro sebbene non sia una creazione mia. *Durante la pubblicazione di ''Don Quijote'' ci siamo resi conto abbastanza rapidamente che la serie non aveva il successo che desideravamo. Alla quarta settimana di pubblicazione, il Signor Horie venne una sera nel mio studio, e dopo che il sake ebbe fatto il suo effetto eravamo tutti e due un po' brilli. A quel punto mi ha lanciato un libro dicendomi: "Tieni, sono andato a fare un giro nel quartiere dei venditori di libri a Tokyo e ho trovato questo. Non ti va di fare una storia sulle arti marziali cinesi? Questo è sui punti di pressione del corpo umano, dovremmo farne una storia dove i personaggi esplodono quanto vengono premuti, sarebbe geniale!" Ero abbastanza sconvolto: mi aveva chiesto di disegnare sul motocross, e mi ci ero impegnato senza troppo riflettere, e di punto in bianco mi si propose un altro genere! Ma non vi nascondo che all'inizio l'idea mi attirava. Sono sempre stato un fan delle arti marziali e dei personaggi come Bruce Lee. Poiché non ero tanto soddisfatto del manga a cui stavo lavorando ho preso al volo quest’occasione, e lanciammo questo nuovo progetto parallelamente alla conclusione del precedente. In quel momento ha avuto inizio ''Hokuto no Ken''. Ma non vorrei vi faceste un'idea sbagliata su di me, non sono solito bere così tanto! *''Hokuto no Ken'' è soprattutto la storia di un eroe, di un salvatore che arriva a sconfiggere dei cattivi molto cattivi. Non c'è altra soluzione possibile che uccidere questi criminali e la serie è famosa per queste scene, perché l'eroe fa quello che è necessario fare. Per smorzare un po' questa violenza abbiamo creato una base di onomatopee e suoni grotteschi, ma apparentemente questi non sono stati utilizzati nella traduzione francese. Certe di queste onomatopee sono poi diventate parole molto famose in Giappone: tutti conoscono infatti la parola "Shibebu" che non vuol dire niente in particolare, ma che abbiamo inventato per indicare un'esplosione. Ha anche finito per entrare a far parte del linguaggio comune, e i giapponesi lo usano fra di loro scherzosamente quasi per dire "stai per esplodere", sia tra adulti che tra bambini. Oltre alla sdrammatizzazione offerta, queste parole hanno permesso a Hokuto no Ken di essere apprezzato per la sua storia, ma anche per i suoi aspetti comici che hanno attirato un pubblico più vasto. Cosa che ci ha anche permesso di controbilanciare la serietà e la violenza dell'opera, permettendo che fosse presa per quello che realmente è, e apprezzata per questo. Tuttavia, ho sentito dire che la versione animata francese ha comunque subito un'edulcorazione attraverso il doppiaggio. Che fosse una cosa voluta o meno, è una cosa comunque successa, e il risultato finale non è pessimo. Aldilà dell'aspetto comico sdrammatizzante, volevamo anche sviluppare i numerosi aspetti della trama: le storie d'amore e di fratellanza, il percorso di sofferenza di Ken... Erano questi per tutti noi i temi principali di questa serie, non la violenza che allontanava parecchia gente. Anche in Giappone, comunque, abbiamo dovuto far fronte a gruppi di persone che si opponevano alla nostra serie, chiedendone un'interruzione prematura. Ma si tratta comunque di poca cosa rispetto a quanto è accaduto in Francia. *''Hokuto no Ken'', più che un opera che inciti alla violenza, mi sembra al contrario un fumetto che la previene, offrendo al pubblico una valvola di sfogo dallo stress e dai soprusi di tutti i giorni. *''Hokuto no Ken'' rappresenta tutto quello che avevo voglia di disegnare da giovane: uomini forti, combattenti carismatici, eroi nei quali vorremmo identificarci e assomigliare. Avevo cominciato da poco la mia carriera da professionista che già disegnavo il genere che desideravo. Come potete immaginare, dopo cinque anni passati su questa serie, ero talmente soddisfatto che non sapevo proprio cos'altro poter fare. Mi dissi che avevo già guadagnato molto denaro che mi sarebbe potuto bastare fino alla fine dei miei giorni. Poi, a un certo punto sono tornato alla realtà, e data la necessità di pagare le tasse dovevo continuare a lavorare! *In ''Ken il Guerriero'' ho voluto rappresentare la virilità dei combattimenti. Tra i personaggi prediligo Shu perché non è bello come tutti gli altri personaggi della storia, mentre la tecnica di combattimento che più mi ha affascinato è quella di Rey, ossia il colpo dell'Uccello d'Acqua di Nanto. La scena che mi è rimasta più impressa nella mente è senza dubbio quella con Shin, al termine del decimo episodio: forse perché chiude il primo capitolo delle avventure del maestro di Hokuto. *In passato, ero un grande fan di [[Bruce Lee]] da giovane, guardavo continuamente i suoi film. Avevo circa quindici anni quando è morto, e l'annuncio mi ha profondamente sconvolto. Mancava qualcosa nella mia vita e avevo un irrefrenabile bisogno di rilanciarmi in questo genere, per ritrovare lo stesso brivido e la stessa passione. Non trovando in alcun modo persone capaci di riempire questo vuoto mi sono detto che era mio compito farlo, ma non con un film, bensì con un manga. Quando divenni un professionista qualche anno dopo mi venne infine offerta questa possibilità. Bruce Lee fu promotore di un successo globale del genere dei film di arti marziali, ma come tutti i successi improvvisi era destinato a vedere scemare l'entusiasmo. Per me non poteva finire tutto in questo modo, e non ero il solo ad avere questo genere di sensazioni dopo la sua scomparsa; credo, che gran parte del pubblico ha compreso quello che volevo comunicare, si è rivisto nelle mie motivazioni, ed è questo a spiegare il successo di ''Hokuto no Ken''. *Purtroppo da giovane ho visto situazioni di bullismo a scuola, non hanno riguardato me personalmente ma è da lì che ho preso ispirazione, ad esempio, per personaggi come Zeed: nel manga volevo una rivincita sconfiggendo quei prepotenti che nella vita facevano soffrire gli altri. *Sono molto onorato di sapere che la mia opera ha avuto successo in Italia. Non saprei individuare un chiaro motivo, ma forse c'entra il fatto che in questo lavoro sono stati inseriti degli elementi che piacciono al pubblico italiano. Per esempio, l'influenza degli spaghetti western che guardavo insieme a mio padre quando ero piccolo. E poi mi piacevano gli attori di origine italiana come Al Pacino, Robert De Niro e Sylvester Stallone. Gli atteggiamenti di questi grandi attori o le loro espressioni facciali potrebbero essersi riflesse nei personaggi della mia opera. ===[[Stefano Olivari]]=== *L'aspetto commerciale e ludico non ha mai superato i valori del personaggio e della storia: onore, giustizia, integrità, un senso quasi messianico della propria missione sulla Terra. Il tutto da difendere con la forza, perché certe cose i cattivi non le capiscono e allora bisogna fargliele capire. *L'attualità di ''Ken il guerriero'' discende anche dal dibattito che generò negli Ottanta e Novanta, con un esercito di giornalisti, psicologi e sociologi a spiegare i pericoli che quella violenza avrebbe creato nelle menti di bambini e adolescenti. Al traino molti politici, di destra e di sinistra [...]. Siccome non risulta che l'Europa e il Giappone si siano riempiti di serial killer, mentre la violenza giovanile è molto superiore oggi, nel 2024 si può dire che quei dibattiti fossero infondati. [...] Il problema con Ken, alla radice poi anche del suo successo, è che fu preso come emblema della violenza dei buoni, giustificata da quella precedente dei cattivi. E del resto Buronson per il suo nickname si era ispirato all'idolo Charles Bronson: insomma, un po' Giustiziere della notte, un po' depositario delle tradizioni dell'antico Giappone, Kenshiro più che appassionati ha tifosi. *Quello che per noi sarà per sempre ''Ken il guerriero'', in giapponese ''Hokuto no Ken'', è un purissimo prodotto della cultura anni Ottanta, ma discendente diretto dei valori del Giappone tradizionale. ==Bibliografia== *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 1, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 978-8828784104 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 2, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 978-8828787150 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 3, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 978-8828796848 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 4, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 979-1221900606 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 5, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 979-1221902150 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 6, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2024. ISBN 979-1221903690 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 7, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221908275 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 8, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221910476 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 9, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221913149 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 10, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221915204 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 11, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221918267 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 12, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221920543 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 13, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221922974 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 14, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221926972 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 15, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221927221 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 16, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221929102 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 17, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221931105 *Buronson e Tetsuo Hara, ''Ken il guerriero. Hokuto no Ken – Extreme Edition'', volume 18, traduzione di Gianluca Bevere, Panini S.p.A., 2025. ISBN 979-1221938289 ==Voci correlate== *''[[Ken il guerriero (film)|Ken il guerriero]]'' (film) *''[[Il ritorno di Kenshiro]]'' *''[[Ken il guerriero - La trilogia]]'' *''Ken il guerriero - La leggenda'' **''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]'' **''[[Ken il guerriero - La leggenda di Julia]]'' **''[[Ken il guerriero - La leggenda di Raoul]]'' **''[[Ken il guerriero - La leggenda di Toki]]'' **''[[Ken il guerriero - La leggenda del vero salvatore]]'' *''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]'' ==Altri progetti== {{interprogetto}} :{{Pedia|Episodi di Ken il guerriero|}} :{{Pedia|Episodi di Ken il guerriero 2|}} [[Categoria:Ken il guerriero]] [[Categoria:Manga]] [[Categoria:Serie televisive anime]] rqbkbxgdrhy896uuctj0rhn2xx0jmbv Harry a pezzi 0 284 1411405 1338447 2026-04-23T18:45:06Z ~2026-24949-71 106926 1411405 wikitext text/x-wiki {{Toilet |titoloitaliano=Harry a pezzi |titolooriginale=Deconstructing Harry |paese=USA |anno=1997 |genere=commedia |regista=[[Woody Allen]] |sceneggiatore=Woody Allen |attori= *[[Woody Allen]]: Harry Block *[[Richard Benjamin]]: Ken *[[Kirstie Alley]]: Joan *[[Billy Crystal]]: Larry/Il Diavolo *[[Judy Davis]]: Lucy *[[Bob Balaban]]: Richard *[[Elisabeth Shue]]: Fay *[[Demi Moore]]: Helen *[[Robin Williams]]: Mel *[[Caroline Aaron]]: Doris *[[Eric Bogosian]]: Burt *[[Mariel Hemingway]]: Beth Kramer *[[Amy Irving]]: Jane *[[Julie Kavner]]: Grace *[[Eric Lloyd]]: Hilly *[[Julia Louis-Dreyfus]]: Leslie *[[Tobey Maguire]]: Harvey Stern *[[Stanley Tucci]]: Paul Epstein |doppiatoriitaliani= *[[Oreste Lionello]]: Harry Block *[[Oreste Rizzini]]: Ken *[[Luca Biagini]]: Larry/Il Diavolo *[[Melina Martello]]: Lucy *[[Francesco Vairano]]: Richard *[[Ilaria Stagni]]: Fay *[[Roberta Paladini]]: Helen *[[Carlo Valli]]: Mel *[[Emanuela Rossi]]: Jane *[[Massimiliano Manfredi]]: Harvey Stern *[[Massimo Rinaldi (doppiatore)|Massimo Rinaldi]]: Paul Epstein |note= }} '''''Harry a pezzi''''', film statunitense del 1997 diretto e interpretato da [[Woody Allen]]. ==Frasi== *Sa, io [[prostituzione|vado a puttane]]... così non devo parlare di politica, di film, di Proust; quindi siamo "felici e clienti". ('''Harry''') *{{NDR|Puntando contro Harry una pistola}} Taci! Tu sei un mago con le parole, sennò come avresti fatto a convincermi a farti un [[fellatio|pompino]] al funerale di mio padre?! ('''Lucy''') *Il presidente degli Stati Uniti {{NDR|all'epoca era [[Bill Clinton]]}} vuole forse farsi ogni donna che incontra? Ho sbagliato esempio... ('''Harry''') *{{NDR|Rispondendo ad una domanda della moglie Joan, che ha appena scoperto una sua scappatella con una sua paziente}} Io sono una vittima almeno quanto te. Perché, secondo te farmi fare un [[fellatio|pompino]] da una tettona di 26 anni è una cosa che mi fa piacere? ('''Harry''') *Le parole più belle del mondo non sono "[[Ti amo]]" ma... "È benigno". ('''Harry''') *La tradizione è l'illusione della perpetuità. ('''Harry''') *{{NDR|Rivolgendosi a Cookie}} Le tue labbra dovrebbero stare al Louvre! ('''Harry''') *Mary Taylor non conta perché è [[dislessia|dislessica]]. Vuol dire che si mette il tampax nel naso. ('''Harry''') *Per due anni ho diretto uno studio di Hollywood. Ma è gente di cui non ci si può fidare. ('''Il Diavolo''') *Io credo che tu sia il contrario di un paranoico. Credo che tu viva nell'insana illusione di piacere alla gente! ('''Harry''') *Mi cacciarono via {{NDR|dall'università}} perché l'università non mi interessava, io volevo fare lo scrittore, era l'unica cosa che mi interessasse, del mondo reale me ne fregavo, mi interessava solo il mondo della fantasia e... e... e in più cercai di fare... un clistere alla moglie del preside, non gradirono un granché! ('''Harry''') *Sì, non c'è niente di male nella [[scienza]]. Sai, io tra l'[[condizionatore d'aria|aria condizionata]] e il papa, scelgo l'aria condizionata. ('''Harry''') *Io non ho anima. Lo sai che vuol dire, mettiamola così: da giovane avevo meno paura aspettando la rivoluzione che adesso aspettando Godot. ('''Harry''') *Quinto piano: borseggiatori della metropolitana, mendicanti aggressivi, critici letterari.<br/> Sesto piano: estremisti di destra, serial killer, avvocati che vanno in TV.<br/> Settimo piano: i Media. Spiacenti, il piano è al completo.<br/> Ottavo piano: criminali di guerra evasi, predicatori televisivi, sostenitori di armi da fuoco.<br/> Ultimo piano: tutti fuori, prego. ('''Ascensore dell'Inferno''') *{{NDR|Cercando di calmare Lucy, che lo sta minacciando con una pistola}} No! No, non sparare! Non premere il grilletto! Senti, se la cosa ti fa felice l-la mia vita s-sta andando malissimo, sono disperato, l-la mia ragazza mi ha lasciato, se ne è andata col mio migliore amico è tutto... l'insonnia! Ho un herpes! E-e ho dilapidato tutti i miei beni in analisti, avvocati e puttane! Sindrome da fatica!...Senti, non me ne starò su questo tetto del cazzo a implorare una stronza suonata a cinque stelle che mi salvi la vita! Se mi vuoi sparare sparami, stavo lavorando e mi hai interrotto! ('''Harry''') *Santo cielo, mi chiamano dalla mia vecchia università per onorarmi, e io mi presento con un cadavere e una puttana! ('''Harry''') *Tutti conosciamo la stessa verità: la nostra vita consiste in come scegliamo di distorcerla. ('''Harry''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Lucy''': Brutto stronzo bastardo! Ti vorrei tagliare quella testa di cazzo!<br />'''Harry''': Sei adirata, vero? *'''Harry''': La donna è Dio! <br/>'''Hilly''': Dio è una femmina? <br />'''Harry''': No, non ho detto che Dio è una femmina. Mettiamola in questo modo: le donne esistono. Non sappiamo se ci sia Dio ma le donne ci sono! E non in un paradiso immaginario, ma qui sulla terra. E alcune di loro vanno a servirsi da intimo notte! *'''Richard''': Sono incasinato.<br/>'''Harry''': Che è successo?<br/>'''Richard''': Sto andando dal dottore, sai? Ho dei fortissimi dolori al petto.<br/>'''Harry''': Ah, non è niente... è indigestione, o colecisti, o ulcera, o un po' di acidità...<br/>'''Richard''': No, ho dei precedenti in famiglia: mio padre è morto prematuramente di infarto, mia madre di trombosi coronarica e due miei fratelli sono morti a cinquant'anni di attacco cardiaco. <br/>'''Harry''': Scusa, e perdi tempo in chiacchiere? Chiama un'ambulanza! *'''Cookie''': Per che cosa le prendi quelle medicine? <br />'''Harry''': Io? Per la depressione. <br />'''Cookie''': E per che cosa sei depresso? <br />'''Harry''': Depresso! Tu non sei mai stata depressa? Cioè, il tuo lavoro non ti butta giù? Non so... <br/ >'''Cookie''': Oh, sempre meglio che fare la [[cameriere|cameriera]]! <br />'''Harry''': Sai che buffo? Tutte le puttane con cui ho parlato dicono che è sempre meglio che fare la cameriera. Fare la cameriera deve proprio essere il peggior lavoro del mondo, incredibile! *'''Harry''': Ma tu lo sai che l'universo si sta sgretolando? Lo sai questo? E lo sai che cos'è un [[buco nero]]?<br />'''Cookie''': Sì, mi ci guadagno da vivere! *'''Hilly''': Manca tanto, papà?<br/>'''Harry''': Ehi, siamo appena stati alle giostre!<br/>'''Richard''': Corri troppo!<br/>'''Harry''': Hai fatto un giretto, hai mangiato...<br/>'''Hilly''': Più o meno quanto c'è ancora?<br/>'''Harry''': Non manca molto.<br/>'''Hilly''': Papà?!<br/>'''Harry''': Ok, va bene, mia sorella vive a 10 minuti da qui, ora giriamo e le facciamo una sorpresa, va bene? Così mangi, ti sgranchisci le gambe e ti diverti...<br/>'''Hilly''': È la tua mezza sorella veramente...<ref>Traduzione letterale di ''half-sister'', sorellastra</ref><br/>'''Harry''': Sì, però è sempre 10 minuti. Non diventano 5 perché è una sorellastra, ok? *'''Doris''': Tu non hai valori. Tutta la tua vita è nichilismo, cinismo, sarcasmo e orgasmo. <br />'''Harry''': Be' in Francia con uno slogan così vincerei le elezioni. *'''Burt''': Ti risulta l'[[Olocausto]] o credi che non sia mai successo?<br />'''Harry''': Non solo so che ne abbiamo persi sei milioni {{NDR|di [[ebrei]]}}, ma la cosa tragica è che i record sono fatti per essere battuti. *'''Harry''': Senti, io non riesco a capire perché la più sofisticata delle donne non riesca a vedere la differenza tra un'insignificante, torrida, appassionata storia di sesso e un gradevole, solido, tranquillo matrimonio di routine! <br />'''Joan''': Harry, dimmi solo una cosa: è stata l'unica o ce ne sono state altre?!<br/>'''Harry''': No! Amy Pollack è stata l'unica! Che Dio mi fulmini adesso se mento! <br />'''Joan''': Tu sei ateo, Harry! <br/>'''Harry''': Be'... siamo soli nell'universo, vuoi darmi la colpa anche di questo?! *'''Harry''': Che cos'ha fatto? <br />'''Dannato''': Ho inventato gli infissi di alluminio anodizzato. <br />{{NDR|Harry si addentra ulteriormente tra le anime dannate}} <br />'''Voce fuoricampo''': Harry! <br />'''Harry''': Papà! <br />'''Padre di Harry''': Fammi uscire di qui, qui è terribile! Lo sai che non ho mai potuto sopportare il caldo! <br />'''Harry''': Che cosa ci fa quest'uomo, qui? <br />'''Demone''': È condannato a soffrire in eterno. <br />'''Padre di Harry''': Harry aiutami! <br />'''Harry''': Non capisco, che cosa... PRETENDO DI CONOSCERE LE ACCUSE! <br />'''Demone''': Si comportò oltraggiosamente col figlio: sostenne che il ragazzo aveva commesso peccato mortale col solo fatto di nascere. <br />'''Padre di Harry''': Mi dissero: "Sua moglie è morta. Suo figlio? Sta una meraviglia!"; ma perché ha lottato per non nascere? <br />'''Harry''' {{NDR|rassegnato}}: Ehi, senta: io l'ho perdonato! Io... Cioè... Quello che è fatto è fatto! I-i-insomma è... acqua passata! Lo... lo lasci andare in paradiso, per favore! <br />'''Padre di Harry''': Io sono ebreo: non ci crediamo al paradiso. <br />'''Harry''' {{NDR|esasperato}}: Dove vuoi andare, allora? <br />'''Padre di Harry''': Al ristorante cinese! <br />'''Harry''': Lo porti al Jada Garden. Gli voglio bene, malgrado tutto... ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] bbs7b8elmv1gb7p43tuosjiq6ai4x8h 1411406 1411405 2026-04-23T18:45:27Z ~2026-24949-71 106926 /* rztz */druawateu5seu 1411406 wikitext text/x-wiki {{Toilet |titoloitaliano=Harry a pezzi |titolooriginale=Deconstructing Harry |paese=USA |anno=1997 |genere=commedia |regista=[[Woody Allen]] |sceneggiatore=Woody Allen |attori= *[[Woody Allen]]: Harry Block *[[Richard Benjamin]]: Ken *[[Kirstie Alley]]: Joan *[[Billy Crystal]]: Larry/Il Diavolo *[[Judy Davis]]: Lucy *[[Bob Balaban]]: Richard *[[Elisabeth Shue]]: Fay *[[Demi Moore]]: Helen *[[Robin Williams]]: Mel *[[Caroline Aaron]]: Doris *[[Eric Bogosian]]: Burt *[[Mariel Hemingway]]: Beth Kramer *[[Amy Irving]]: Jane *[[Julie Kavner]]: Grace *[[Eric Lloyd]]: Hilly *[[Julia Louis-Dreyfus]]: Leslie *[[Tobey Maguire]]: Harvey Stern *[[Stanley Tucci]]: Paul Epstein |doppiatoriitaliani= *[[Oreste Lionello]]: Harry Block *[[Oreste Rizzini]]: Ken *[[Luca Biagini]]: Larry/Il Diavolo *[[Melina Martello]]: Lucy *[[Francesco Vairano]]: Richard *[[Ilaria Stagni]]: Fay *[[Roberta Paladini]]: Helen *[[Carlo Valli]]: Mel *[[Emanuela Rossi]]: Jane *[[Massimiliano Manfredi]]: Harvey Stern *[[Massimo Rinaldi (doppiatore)|Massimo Rinaldi]]: Paul Epstein |note= }} '''''Harry a pezzi''''', film statunitense del 1997 diretto e interpretato da [[Woody Allen]]. ==Frasi== *Sa, io [[prostituzione|vado a puttane]]... così non devo parlare di politica, di film, di Proust; quindi siamo "felici e clienti". ('''Harry''') *{{NDR|Puntando contro Harry una pistola}} Taci! Tu sei un mago con le parole, sennò come avresti fatto a convincermi a farti un [[fellatio|pompino]] al funerale di mio padre?! ('''Lucy''') *Il presidente degli Stati Uniti {{NDR|all'epoca era [[Bill Clinton]]}} vuole forse farsi ogni donna che incontra? Ho sbagliato esempio... ('''Harry''') *{{NDR|Rispondendo ad una domanda della moglie Joan, che ha appena scoperto una sua scappatella con una sua paziente}} Io sono una vittima almeno quanto te. Perché, secondo te farmi fare un [[fellatio|pompino]] da una tettona di 26 anni è una cosa che mi fa piacere? ('''Harry''') *Le parole più belle del mondo non sono "[[Ti amo]]" ma... "È benigno". ('''Harry''') *La tradizione è l'illusione della perpetuità. ('''Harry''') *{{NDR|Rivolgendosi a Cookie}} Le tue labbra dovrebbero stare al Louvre! ('''Harry''') *Mary Taylor non conta perché è [[dislessia|dislessica]]. Vuol dire che si mette il tampax nel naso. ('''Harry''') *Per due anni ho diretto uno studio di Hollywood. Ma è gente di cui non ci si può fidare. ('''Il Diavolo''') *Io credo che tu sia il contrario di un paranoico. Credo che tu viva nell'insana illusione di piacere alla gente! ('''Harry''') *Mi cacciarono via {{NDR|dall'università}} perché l'università non mi interessava, io volevo fare lo scrittore, era l'unica cosa che mi interessasse, del mondo reale me ne fregavo, mi interessava solo il mondo della fantasia e... e... e in più cercai di fare... un clistere alla moglie del preside, non gradirono un granché! ('''Harry''') *Sì, non c'è niente di male nella [[scienza]]. Sai, io tra l'[[condizionatore d'aria|aria condizionata]] e il papa, scelgo l'aria condizionata. ('''Harry''') *Io non ho anima. Lo sai che vuol dire, mettiamola così: da giovane avevo meno paura aspettando la rivoluzione che adesso aspettando Godot. ('''Harry''') *Quinto piano: borseggiatori della metropolitana, mendicanti aggressivi, critici letterari.<br/> Sesto piano: estremisti di destra, serial killer, avvocati che vanno in TV.<br/> Settimo piano: i Media. Spiacenti, il piano è al completo.<br/> Ottavo piano: criminali di guerra evasi, predicatori televisivi, sostenitori di armi da fuoco.<br/> Ultimo piano: tutti fuori, prego. ('''Ascensore dell'Inferno''') *{{NDR|Cercando di calmare Lucy, che lo sta minacciando con una pistola}} No! No, non sparare! Non premere il grilletto! Senti, se la cosa ti fa felice l-la mia vita s-sta andando malissimo, sono disperato, l-la mia ragazza mi ha lasciato, se ne è andata col mio migliore amico è tutto... l'insonnia! Ho un herpes! E-e ho dilapidato tutti i miei beni in analisti, avvocati e puttane! Sindrome da fatica!...Senti, non me ne starò su questo tetto del cazzo a implorare una stronza suonata a cinque stelle che mi salvi la vita! Se mi vuoi sparare sparami, stavo lavorando e mi hai interrotto! ('''Harry''') *Santo cielo, mi chiamano dalla mia vecchia università per onorarmi, e io mi presento con un cadavere e una puttana! ('''Harry''') *Tutti conosciamo la stessa verità: la nostra vita consiste in come scegliamo di distorcerla. ('''Harry''') ==rztz== {{cronologico}} *'''Lucy''': Brutto stronzo bastardo! Ti vorrei tagliare quella testa di cazzo!<tuze4yzeyzbr />'''Harry''': Sei adirata, vero? *'''Harrs4s5d5ry''': La donnad è Dio! <br/tzTsutzdutzusrz>'''Hiltly''': Dio è una femmina? <bRSzfhsztuUREuTeuTETeur />'''Harry''': No, non ho detto che Dio è!fh!g una femmina. Mettiamola in questo modo: le donne esistono. Non sappiamo se ci Ryzryszthsia Dio ma le donne ci sono! E non in un paradiso immaginario, ma qui sulla terra. E alcune di loro vanno a !cb!fhzfhservirsi da intimo notte! *'''Richard''': Sono incasinato.<br/>'''Harry''': Che è successo?<br/>'''Richard''': Sto andando dal dottore, sai? Ho dei fortissimi dolori al petto.<br/>'''Harry''': Ah, non è niente... è indigestione, o colecisti, o ulcera, o un po' di acidità...<br/>'''Richard''': No, ho dei precedenti in famiglia: mio padre è morto prematuramente di infarto, mia madre di trombosi coronarica e due miei fratelli sono morti a cinquant'anni di attacco cardiaco. <br/>'''Harry''': Scusa, e perdi tempo in chiacchiere? Chiama un'ambulanza! *'''Cookie''': Per che cosa le prendi quelle medicine? <br />'''Harry''': Io? Per la depressione. <br />'''Cookie''': E per che cosa sei depresso? <br />'''Harry''': Depresso! Tu non sei mai stata depressa? Cioè, il tuo lavoro non ti butta giù? Non so... <br/ >'''Cookie''': Oh, sempre meglio che fare la [[cameriere|cameriera]]! <br />'''Harry''': Sai che buffo? Tutte le puttane con cui ho parlato dicono che è sempre meglio che fare la cameriera. Fare la cameriera deve proprio essere il peggior lavoro del mondo, incredibile! *'''Harry''': Ma tu lo sai che l'universo si sta sgretolando? Lo sai questo? E lo sai che cos'è un [[buco nero]]?<br />'''Cookie''': Sì, mi ci guadagno da vivere! *'''Hilly''': Manca tanto, papà?<br/>'''Harry''': Ehi, siamo appena stati alle giostre!<br/>'''Richard''': Corri troppo!<br/>'''Harry''': Hai fatto un giretto, hai mangiato...<br/>'''Hilly''': Più o meno quanto c'è ancora?<br/>'''Harry''': Non manca molto.<br/>'''Hilly''': Papà?!<br/>'''Harry''': Ok, va bene, mia sorella vive a 10 minuti da qui, ora giriamo e le facciamo una sorpresa, va bene? Così mangi, ti sgranchisci le gambe e ti diverti...<br/>'''Hilly''': È la tua mezza sorella veramente...<ref>Traduzione letterale di ''half-sister'', sorellastra</ref><br/>'''Harry''': Sì, però è sempre 10 minuti. Non diventano 5 perché è una sorellastra, ok? *'''Doris''': Tu non hai valori. Tutta la tua vita è nichilismo, cinismo, sarcasmo e orgasmo. <br />'''Harry''': Be' in Francia con uno slogan così vincerei le elezioni. *'''Burt''': Ti risulta l'[[Olocausto]] o credi che non sia mai successo?<br />'''Harry''': Non solo so che ne abbiamo persi sei milioni {{NDR|di [[ebrei]]}}, ma la cosa tragica è che i record sono fatti per essere battuti. *'''Harry''': Senti, io non riesco a capire perché la più sofisticata delle donne non riesca a vedere la differenza tra un'insignificante, torrida, appassionata storia di sesso e un gradevole, solido, tranquillo matrimonio di routine! <br />'''Joan''': Harry, dimmi solo una cosa: è stata l'unica o ce ne sono state altre?!<br/>'''Harry''': No! Amy Pollack è stata l'unica! Che Dio mi fulmini adesso se mento! <br />'''Joan''': Tu sei ateo, Harry! <br/>'''Harry''': Be'... siamo soli nell'universo, vuoi darmi la colpa anche di questo?! *'''Harry''': Che cos'ha fatto? <br />'''Dannato''': Ho inventato gli infissi di alluminio anodizzato. <br />{{NDR|Harry si addentra ulteriormente tra le anime dannate}} <br />'''Voce fuoricampo''': Harry! <br />'''Harry''': Papà! <br />'''Padre di Harry''': Fammi uscire di qui, qui è terribile! Lo sai che non ho mai potuto sopportare il caldo! <br />'''Harry''': Che cosa ci fa quest'uomo, qui? <br />'''Demone''': È condannato a soffrire in eterno. <br />'''Padre di Harry''': Harry aiutami! <br />'''Harry''': Non capisco, che cosa... PRETENDO DI CONOSCERE LE ACCUSE! <br />'''Demone''': Si comportò oltraggiosamente col figlio: sostenne che il ragazzo aveva commesso peccato mortale col solo fatto di nascere. <br />'''Padre di Harry''': Mi dissero: "Sua moglie è morta. Suo figlio? Sta una meraviglia!"; ma perché ha lottato per non nascere? <br />'''Harry''' {{NDR|rassegnato}}: Ehi, senta: io l'ho perdonato! Io... Cioè... Quello che è fatto è fatto! I-i-insomma è... acqua passata! Lo... lo lasci andare in paradiso, per favore! <br />'''Padre di Harry''': Io sono ebreo: non ci crediamo al paradiso. <br />'''Harry''' {{NDR|esasperato}}: Dove vuoi andare, allora? <br />'''Padre di Harry''': Al ristorante cinese! <br />'''Harry''': Lo porti al Jada Garden. Gli voglio bene, malgrado tutto... ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] t2peoxrc0imdfa3boq4j08ik4ct0x6o 1411407 1411406 2026-04-23T18:46:07Z ~2026-24949-71 106926 /* rztz */ 1411407 wikitext text/x-wiki {{Toilet |titoloitaliano=Harry a pezzi |titolooriginale=Deconstructing Harry |paese=USA |anno=1997 |genere=commedia |regista=[[Woody Allen]] |sceneggiatore=Woody Allen |attori= *[[Woody Allen]]: Harry Block *[[Richard Benjamin]]: Ken *[[Kirstie Alley]]: Joan *[[Billy Crystal]]: Larry/Il Diavolo *[[Judy Davis]]: Lucy *[[Bob Balaban]]: Richard *[[Elisabeth Shue]]: Fay *[[Demi Moore]]: Helen *[[Robin Williams]]: Mel *[[Caroline Aaron]]: Doris *[[Eric Bogosian]]: Burt *[[Mariel Hemingway]]: Beth Kramer *[[Amy Irving]]: Jane *[[Julie Kavner]]: Grace *[[Eric Lloyd]]: Hilly *[[Julia Louis-Dreyfus]]: Leslie *[[Tobey Maguire]]: Harvey Stern *[[Stanley Tucci]]: Paul Epstein |doppiatoriitaliani= *[[Oreste Lionello]]: Harry Block *[[Oreste Rizzini]]: Ken *[[Luca Biagini]]: Larry/Il Diavolo *[[Melina Martello]]: Lucy *[[Francesco Vairano]]: Richard *[[Ilaria Stagni]]: Fay *[[Roberta Paladini]]: Helen *[[Carlo Valli]]: Mel *[[Emanuela Rossi]]: Jane *[[Massimiliano Manfredi]]: Harvey Stern *[[Massimo Rinaldi (doppiatore)|Massimo Rinaldi]]: Paul Epstein |note= }} '''''Harry a pezzi''''', film statunitense del 1997 diretto e interpretato da [[Woody Allen]]. ==Frasi== *Sa, io [[prostituzione|vado a puttane]]... così non devo parlare di politica, di film, di Proust; quindi siamo "felici e clienti". ('''Harry''') *{{NDR|Puntando contro Harry una pistola}} Taci! Tu sei un mago con le parole, sennò come avresti fatto a convincermi a farti un [[fellatio|pompino]] al funerale di mio padre?! ('''Lucy''') *Il presidente degli Stati Uniti {{NDR|all'epoca era [[Bill Clinton]]}} vuole forse farsi ogni donna che incontra? Ho sbagliato esempio... ('''Harry''') *{{NDR|Rispondendo ad una domanda della moglie Joan, che ha appena scoperto una sua scappatella con una sua paziente}} Io sono una vittima almeno quanto te. Perché, secondo te farmi fare un [[fellatio|pompino]] da una tettona di 26 anni è una cosa che mi fa piacere? ('''Harry''') *Le parole più belle del mondo non sono "[[Ti amo]]" ma... "È benigno". ('''Harry''') *La tradizione è l'illusione della perpetuità. ('''Harry''') *{{NDR|Rivolgendosi a Cookie}} Le tue labbra dovrebbero stare al Louvre! ('''Harry''') *Mary Taylor non conta perché è [[dislessia|dislessica]]. Vuol dire che si mette il tampax nel naso. ('''Harry''') *Per due anni ho diretto uno studio di Hollywood. Ma è gente di cui non ci si può fidare. ('''Il Diavolo''') *Io credo che tu sia il contrario di un paranoico. Credo che tu viva nell'insana illusione di piacere alla gente! ('''Harry''') *Mi cacciarono via {{NDR|dall'università}} perché l'università non mi interessava, io volevo fare lo scrittore, era l'unica cosa che mi interessasse, del mondo reale me ne fregavo, mi interessava solo il mondo della fantasia e... e... e in più cercai di fare... un clistere alla moglie del preside, non gradirono un granché! ('''Harry''') *Sì, non c'è niente di male nella [[scienza]]. Sai, io tra l'[[condizionatore d'aria|aria condizionata]] e il papa, scelgo l'aria condizionata. ('''Harry''') *Io non ho anima. Lo sai che vuol dire, mettiamola così: da giovane avevo meno paura aspettando la rivoluzione che adesso aspettando Godot. ('''Harry''') *Quinto piano: borseggiatori della metropolitana, mendicanti aggressivi, critici letterari.<br/> Sesto piano: estremisti di destra, serial killer, avvocati che vanno in TV.<br/> Settimo piano: i Media. Spiacenti, il piano è al completo.<br/> Ottavo piano: criminali di guerra evasi, predicatori televisivi, sostenitori di armi da fuoco.<br/> Ultimo piano: tutti fuori, prego. ('''Ascensore dell'Inferno''') *{{NDR|Cercando di calmare Lucy, che lo sta minacciando con una pistola}} No! No, non sparare! Non premere il grilletto! Senti, se la cosa ti fa felice l-la mia vita s-sta andando malissimo, sono disperato, l-la mia ragazza mi ha lasciato, se ne è andata col mio migliore amico è tutto... l'insonnia! Ho un herpes! E-e ho dilapidato tutti i miei beni in analisti, avvocati e puttane! Sindrome da fatica!...Senti, non me ne starò su questo tetto del cazzo a implorare una stronza suonata a cinque stelle che mi salvi la vita! Se mi vuoi sparare sparami, stavo lavorando e mi hai interrotto! ('''Harry''') *Santo cielo, mi chiamano dalla mia vecchia università per onorarmi, e io mi presento con un cadavere e una puttana! ('''Harry''') *Tutti conosciamo la stessa verità: la nostra vita consiste in come scegliamo di distorcerla. ('''Harry''') ==rztz== {{cronologico}} *'''Lucy''': Brutto stronzo bastardo! Ti vorrei tagliare quella testa di cazzo!<tuze4yzeyzbr />'''Harry''': Sei adirata, vero? [[File:Toilet.svg]] *'''Harrs4s5d5ry''': La donnad è Dio! <br/tzTsutzdutzusrz>'''Hiltly''': Dio è una femmina? <bRSzfhsztuUREuTeuTETeur />'''Harry''': No, non ho detto che Dio è!fh!g una femmina. Mettiamola in questo modo: le donne esistono. Non sappiamo se ci Ryzryszthsia Dio ma le donne ci sono! E non in un paradiso immaginario, ma qui sulla terra. E alcune di loro vanno a !cb!fhzfhservirsi da intimo notte! *'''Richard''': Sono incasinato.<br/>'''Harry''': Che è successo?<br/>'''Richard''': Sto andando dal dottore, sai? Ho dei fortissimi dolori al petto.<br/>'''Harry''': Ah, non è niente... è indigestione, o colecisti, o ulcera, o un po' di acidità...<br/>'''Richard''': No, ho dei precedenti in famiglia: mio padre è morto prematuramente di infarto, mia madre di trombosi coronarica e due miei fratelli sono morti a cinquant'anni di attacco cardiaco. <br/>'''Harry''': Scusa, e perdi tempo in chiacchiere? Chiama un'ambulanza! *'''Cookie''': Per che cosa le prendi quelle medicine? <br />'''Harry''': Io? Per la depressione. <br />'''Cookie''': E per che cosa sei depresso? <br />'''Harry''': Depresso! Tu non sei mai stata depressa? Cioè, il tuo lavoro non ti butta giù? Non so... <br/ >'''Cookie''': Oh, sempre meglio che fare la [[cameriere|cameriera]]! <br />'''Harry''': Sai che buffo? Tutte le puttane con cui ho parlato dicono che è sempre meglio che fare la cameriera. Fare la cameriera deve proprio essere il peggior lavoro del mondo, incredibile! *'''Harry''': Ma tu lo sai che l'universo si sta sgretolando? Lo sai questo? E lo sai che cos'è un [[buco nero]]?<br />'''Cookie''': Sì, mi ci guadagno da vivere! Minecraft creeper *'''Hilly''': Manca tanto, papà?<br/>'''Harry''': Ehi, siamo appena stati alle giostre!<br/>'''Richard''': Corri troppo!<br/>'''Harry''': Hai fatto un girettorzr, hai mangiato...<br/>'''Hilly''': Più o meno quanto c'è ancora?<br/>'''Harry''': Non manca molto.<br/>'''Htxtxilly''': Papà?!<br/>'''Harry''': Ok, va bene, mia sorella vive a 10 minuti da qui, ora giriamo e le facciamo una sorpresa, va bene? Così mangi, ti sgranchisci le gambe e ti diverti...<br/>'''Hilly''': È la tua mezza sorella veramente...<ref>Traduzione letterale di ''half-sister'', sorellastra</ref><br/>'''Harry''': Sì, però è sempre 10 minuti. Non diventano 5 perché è una sorellastra, ok? *'''Doris''': Tu non hai valori. Tutta la tua vita è nichilismo, cinismo, sarcasmo e orgasmo. <br />'''Harry''': Be' in Francia con uno slogan così vincerei le elezioni. *'''Burt''': Ti risulta l'[[Olocausto]] o credi che non sia mai successo?<br />'''Harry''': Non solo so che ne abbiamo persi sei milioni {{NDR|di [[ebrei]]}}, ma la cosa tragica è che i record sono fatti per essere battuti. *'''Harry''': Senti, io non riesco a capire perché la più sofisticata delle donne non riesca a vedere la differenza tra un'insignificante, torrida, appassionata storia di sesso e un gradevole, solido, tranquillo matrimonio di routine! <br />'''Joan''': Harry, dimmi solo una cosa: è stata l'unica o ce ne sono state altre?!<br/>'''Harry''': No! Amy Pollack è stata l'unica! Che Dio mi fulmini adesso se mento! <br />'''Joan''': Tu sei ateo, Harry! <br/>'''Harry''': Be'... siamo soli nell'universo, vuoi darmi la colpa anche di questo?! *'''Harry''': Che cos'ha fatto? <br />'''Dannato''': Ho inventato gli infissi di alluminio anodizzato. <br />{{NDR|Harry si addentra ulteriormente tra le anime dannate}} <br />'''Voce fuoricampo''': Harry! <br />'''Harry''': Papà! <br />'''Padre di Harry''': Fammi uscire di qui, qui è terribile! Lo sai che non ho mai potuto sopportare il caldo! <br />'''Harry''': Che cosa ci fa quest'uomo, qui? <br />'''Demone''': È condannato a soffrire in eterno. <br />'''Padre di Harry''': Harry aiutami! <br />'''Harry''': Non capisco, che cosa... PRETENDO DI CONOSCERE LE ACCUSE! <br />'''Demone''': Si comportò oltraggiosamente col figlio: sostenne che il ragazzo aveva commesso peccato mortale col solo fatto di nascere. <br />'''Padre di Harry''': Mi dissero: "Sua moglie è morta. Suo figlio? Sta una meraviglia!"; ma perché ha lottato per non nascere? <br />'''Harry''' {{NDR|rassegnato}}: Ehi, senta: io l'ho perdonato! Io... Cioè... Quello che è fatto è fatto! I-i-insomma è... acqua passata! Lo... lo lasci andare in paradiso, per favore! <br />'''Padre di Harry''': Io sono ebreo: non ci crediamo al paradiso. <br />'''Harry''' {{NDR|esasperato}}: Dove vuoi andare, allora? <br />'''Padre di Harry''': Al ristorante cinese! <br />'''Harry''': Lo porti al Jada Garden. Gli voglio bene, malgrado tutto... ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] 3hzwq754wnliefrcz2271yd0mtmct79 1411409 1411407 2026-04-23T18:47:10Z ~2026-24949-71 106926 /* Note */ 1411409 wikitext text/x-wiki {{Toilet |titoloitaliano=Harry a pezzi |titolooriginale=Deconstructing Harry |paese=USA |anno=1997 |genere=commedia |regista=[[Woody Allen]] |sceneggiatore=Woody Allen |attori= *[[Woody Allen]]: Harry Block *[[Richard Benjamin]]: Ken *[[Kirstie Alley]]: Joan *[[Billy Crystal]]: Larry/Il Diavolo *[[Judy Davis]]: Lucy *[[Bob Balaban]]: Richard *[[Elisabeth Shue]]: Fay *[[Demi Moore]]: Helen *[[Robin Williams]]: Mel *[[Caroline Aaron]]: Doris *[[Eric Bogosian]]: Burt *[[Mariel Hemingway]]: Beth Kramer *[[Amy Irving]]: Jane *[[Julie Kavner]]: Grace *[[Eric Lloyd]]: Hilly *[[Julia Louis-Dreyfus]]: Leslie *[[Tobey Maguire]]: Harvey Stern *[[Stanley Tucci]]: Paul Epstein |doppiatoriitaliani= *[[Oreste Lionello]]: Harry Block *[[Oreste Rizzini]]: Ken *[[Luca Biagini]]: Larry/Il Diavolo *[[Melina Martello]]: Lucy *[[Francesco Vairano]]: Richard *[[Ilaria Stagni]]: Fay *[[Roberta Paladini]]: Helen *[[Carlo Valli]]: Mel *[[Emanuela Rossi]]: Jane *[[Massimiliano Manfredi]]: Harvey Stern *[[Massimo Rinaldi (doppiatore)|Massimo Rinaldi]]: Paul Epstein |note= }} '''''Harry a pezzi''''', film statunitense del 1997 diretto e interpretato da [[Woody Allen]]. ==Frasi== *Sa, io [[prostituzione|vado a puttane]]... così non devo parlare di politica, di film, di Proust; quindi siamo "felici e clienti". ('''Harry''') *{{NDR|Puntando contro Harry una pistola}} Taci! Tu sei un mago con le parole, sennò come avresti fatto a convincermi a farti un [[fellatio|pompino]] al funerale di mio padre?! ('''Lucy''') *Il presidente degli Stati Uniti {{NDR|all'epoca era [[Bill Clinton]]}} vuole forse farsi ogni donna che incontra? Ho sbagliato esempio... ('''Harry''') *{{NDR|Rispondendo ad una domanda della moglie Joan, che ha appena scoperto una sua scappatella con una sua paziente}} Io sono una vittima almeno quanto te. Perché, secondo te farmi fare un [[fellatio|pompino]] da una tettona di 26 anni è una cosa che mi fa piacere? ('''Harry''') *Le parole più belle del mondo non sono "[[Ti amo]]" ma... "È benigno". ('''Harry''') *La tradizione è l'illusione della perpetuità. ('''Harry''') *{{NDR|Rivolgendosi a Cookie}} Le tue labbra dovrebbero stare al Louvre! ('''Harry''') *Mary Taylor non conta perché è [[dislessia|dislessica]]. Vuol dire che si mette il tampax nel naso. ('''Harry''') *Per due anni ho diretto uno studio di Hollywood. Ma è gente di cui non ci si può fidare. ('''Il Diavolo''') *Io credo che tu sia il contrario di un paranoico. Credo che tu viva nell'insana illusione di piacere alla gente! ('''Harry''') *Mi cacciarono via {{NDR|dall'università}} perché l'università non mi interessava, io volevo fare lo scrittore, era l'unica cosa che mi interessasse, del mondo reale me ne fregavo, mi interessava solo il mondo della fantasia e... e... e in più cercai di fare... un clistere alla moglie del preside, non gradirono un granché! ('''Harry''') *Sì, non c'è niente di male nella [[scienza]]. Sai, io tra l'[[condizionatore d'aria|aria condizionata]] e il papa, scelgo l'aria condizionata. ('''Harry''') *Io non ho anima. Lo sai che vuol dire, mettiamola così: da giovane avevo meno paura aspettando la rivoluzione che adesso aspettando Godot. ('''Harry''') *Quinto piano: borseggiatori della metropolitana, mendicanti aggressivi, critici letterari.<br/> Sesto piano: estremisti di destra, serial killer, avvocati che vanno in TV.<br/> Settimo piano: i Media. Spiacenti, il piano è al completo.<br/> Ottavo piano: criminali di guerra evasi, predicatori televisivi, sostenitori di armi da fuoco.<br/> Ultimo piano: tutti fuori, prego. ('''Ascensore dell'Inferno''') *{{NDR|Cercando di calmare Lucy, che lo sta minacciando con una pistola}} No! No, non sparare! Non premere il grilletto! Senti, se la cosa ti fa felice l-la mia vita s-sta andando malissimo, sono disperato, l-la mia ragazza mi ha lasciato, se ne è andata col mio migliore amico è tutto... l'insonnia! Ho un herpes! E-e ho dilapidato tutti i miei beni in analisti, avvocati e puttane! Sindrome da fatica!...Senti, non me ne starò su questo tetto del cazzo a implorare una stronza suonata a cinque stelle che mi salvi la vita! Se mi vuoi sparare sparami, stavo lavorando e mi hai interrotto! ('''Harry''') *Santo cielo, mi chiamano dalla mia vecchia università per onorarmi, e io mi presento con un cadavere e una puttana! ('''Harry''') *Tutti conosciamo la stessa verità: la nostra vita consiste in come scegliamo di distorcerla. ('''Harry''') ==rztz== {{cronologico}} *'''Lucy''': Brutto stronzo bastardo! Ti vorrei tagliare quella testa di cazzo!<tuze4yzeyzbr />'''Harry''': Sei adirata, vero? [[File:Toilet.svg]] *'''Harrs4s5d5ry''': La donnad è Dio! <br/tzTsutzdutzusrz>'''Hiltly''': Dio è una femmina? <bRSzfhsztuUREuTeuTETeur />'''Harry''': No, non ho detto che Dio è!fh!g una femmina. Mettiamola in questo modo: le donne esistono. Non sappiamo se ci Ryzryszthsia Dio ma le donne ci sono! E non in un paradiso immaginario, ma qui sulla terra. E alcune di loro vanno a !cb!fhzfhservirsi da intimo notte! *'''Richard''': Sono incasinato.<br/>'''Harry''': Che è successo?<br/>'''Richard''': Sto andando dal dottore, sai? Ho dei fortissimi dolori al petto.<br/>'''Harry''': Ah, non è niente... è indigestione, o colecisti, o ulcera, o un po' di acidità...<br/>'''Richard''': No, ho dei precedenti in famiglia: mio padre è morto prematuramente di infarto, mia madre di trombosi coronarica e due miei fratelli sono morti a cinquant'anni di attacco cardiaco. <br/>'''Harry''': Scusa, e perdi tempo in chiacchiere? Chiama un'ambulanza! *'''Cookie''': Per che cosa le prendi quelle medicine? <br />'''Harry''': Io? Per la depressione. <br />'''Cookie''': E per che cosa sei depresso? <br />'''Harry''': Depresso! Tu non sei mai stata depressa? Cioè, il tuo lavoro non ti butta giù? Non so... <br/ >'''Cookie''': Oh, sempre meglio che fare la [[cameriere|cameriera]]! <br />'''Harry''': Sai che buffo? Tutte le puttane con cui ho parlato dicono che è sempre meglio che fare la cameriera. Fare la cameriera deve proprio essere il peggior lavoro del mondo, incredibile! *'''Harry''': Ma tu lo sai che l'universo si sta sgretolando? Lo sai questo? E lo sai che cos'è un [[buco nero]]?<br />'''Cookie''': Sì, mi ci guadagno da vivere! Minecraft creeper *'''Hilly''': Manca tanto, papà?<br/>'''Harry''': Ehi, siamo appena stati alle giostre!<br/>'''Richard''': Corri troppo!<br/>'''Harry''': Hai fatto un girettorzr, hai mangiato...<br/>'''Hilly''': Più o meno quanto c'è ancora?<br/>'''Harry''': Non manca molto.<br/>'''Htxtxilly''': Papà?!<br/>'''Harry''': Ok, va bene, mia sorella vive a 10 minuti da qui, ora giriamo e le facciamo una sorpresa, va bene? Così mangi, ti sgranchisci le gambe e ti diverti...<br/>'''Hilly''': È la tua mezza sorella veramente...<ref>Traduzione letterale di ''half-sister'', sorellastra</ref><br/>'''Harry''': Sì, però è sempre 10 minuti. Non diventano 5 perché è una sorellastra, ok? *'''Doris''': Tu non hai valori. Tutta la tua vita è nichilismo, cinismo, sarcasmo e orgasmo. <br />'''Harry''': Be' in Francia con uno slogan così vincerei le elezioni. *'''Burt''': Ti risulta l'[[Olocausto]] o credi che non sia mai successo?<br />'''Harry''': Non solo so che ne abbiamo persi sei milioni {{NDR|di [[ebrei]]}}, ma la cosa tragica è che i record sono fatti per essere battuti. *'''Harry''': Senti, io non riesco a capire perché la più sofisticata delle donne non riesca a vedere la differenza tra un'insignificante, torrida, appassionata storia di sesso e un gradevole, solido, tranquillo matrimonio di routine! <br />'''Joan''': Harry, dimmi solo una cosa: è stata l'unica o ce ne sono state altre?!<br/>'''Harry''': No! Amy Pollack è stata l'unica! 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Gli voglio bene, malgrado tutto... ==Note== [[File:Car.svg|thumb|Beep-beep!]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] mua1f37lwfpmckpe1s0c3pwsv9koo5d 1411413 1411409 2026-04-23T18:48:29Z Udiki 86035 Annullate le modifiche di [[Special:Contributions/~2026-24949-71|~2026-24949-71]] ([[User talk:~2026-24949-71|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Matafione|Matafione]] 1338447 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Harry a pezzi |titolooriginale=Deconstructing Harry |paese=USA |anno=1997 |genere=commedia |regista=[[Woody Allen]] |sceneggiatore=Woody Allen |attori= *[[Woody Allen]]: Harry Block *[[Richard Benjamin]]: Ken *[[Kirstie Alley]]: Joan *[[Billy Crystal]]: Larry/Il Diavolo *[[Judy Davis]]: Lucy *[[Bob Balaban]]: Richard *[[Elisabeth Shue]]: Fay *[[Demi Moore]]: Helen *[[Robin Williams]]: Mel *[[Caroline Aaron]]: Doris *[[Eric Bogosian]]: Burt *[[Mariel Hemingway]]: Beth Kramer *[[Amy Irving]]: Jane *[[Julie Kavner]]: Grace *[[Eric Lloyd]]: Hilly *[[Julia Louis-Dreyfus]]: Leslie *[[Tobey Maguire]]: Harvey Stern *[[Stanley Tucci]]: Paul Epstein |doppiatoriitaliani= *[[Oreste Lionello]]: Harry Block *[[Oreste Rizzini]]: Ken *[[Luca Biagini]]: Larry/Il Diavolo *[[Melina Martello]]: Lucy *[[Francesco Vairano]]: Richard *[[Ilaria Stagni]]: Fay *[[Roberta Paladini]]: Helen *[[Carlo Valli]]: Mel *[[Emanuela Rossi]]: Jane *[[Massimiliano Manfredi]]: Harvey Stern *[[Massimo Rinaldi (doppiatore)|Massimo Rinaldi]]: Paul Epstein |note= }} '''''Harry a pezzi''''', film statunitense del 1997 diretto e interpretato da [[Woody Allen]]. ==Frasi== *Sa, io [[prostituzione|vado a puttane]]... così non devo parlare di politica, di film, di Proust; quindi siamo "felici e clienti". ('''Harry''') *{{NDR|Puntando contro Harry una pistola}} Taci! Tu sei un mago con le parole, sennò come avresti fatto a convincermi a farti un [[fellatio|pompino]] al funerale di mio padre?! ('''Lucy''') *Il presidente degli Stati Uniti {{NDR|all'epoca era [[Bill Clinton]]}} vuole forse farsi ogni donna che incontra? Ho sbagliato esempio... ('''Harry''') *{{NDR|Rispondendo ad una domanda della moglie Joan, che ha appena scoperto una sua scappatella con una sua paziente}} Io sono una vittima almeno quanto te. Perché, secondo te farmi fare un [[fellatio|pompino]] da una tettona di 26 anni è una cosa che mi fa piacere? ('''Harry''') *Le parole più belle del mondo non sono "[[Ti amo]]" ma... "È benigno". ('''Harry''') *La tradizione è l'illusione della perpetuità. ('''Harry''') *{{NDR|Rivolgendosi a Cookie}} Le tue labbra dovrebbero stare al Louvre! ('''Harry''') *Mary Taylor non conta perché è [[dislessia|dislessica]]. Vuol dire che si mette il tampax nel naso. ('''Harry''') *Per due anni ho diretto uno studio di Hollywood. Ma è gente di cui non ci si può fidare. ('''Il Diavolo''') *Io credo che tu sia il contrario di un paranoico. Credo che tu viva nell'insana illusione di piacere alla gente! ('''Harry''') *Mi cacciarono via {{NDR|dall'università}} perché l'università non mi interessava, io volevo fare lo scrittore, era l'unica cosa che mi interessasse, del mondo reale me ne fregavo, mi interessava solo il mondo della fantasia e... e... e in più cercai di fare... un clistere alla moglie del preside, non gradirono un granché! ('''Harry''') *Sì, non c'è niente di male nella [[scienza]]. Sai, io tra l'[[condizionatore d'aria|aria condizionata]] e il papa, scelgo l'aria condizionata. ('''Harry''') *Io non ho anima. Lo sai che vuol dire, mettiamola così: da giovane avevo meno paura aspettando la rivoluzione che adesso aspettando Godot. ('''Harry''') *Quinto piano: borseggiatori della metropolitana, mendicanti aggressivi, critici letterari.<br/> Sesto piano: estremisti di destra, serial killer, avvocati che vanno in TV.<br/> Settimo piano: i Media. Spiacenti, il piano è al completo.<br/> Ottavo piano: criminali di guerra evasi, predicatori televisivi, sostenitori di armi da fuoco.<br/> Ultimo piano: tutti fuori, prego. ('''Ascensore dell'Inferno''') *{{NDR|Cercando di calmare Lucy, che lo sta minacciando con una pistola}} No! No, non sparare! Non premere il grilletto! Senti, se la cosa ti fa felice l-la mia vita s-sta andando malissimo, sono disperato, l-la mia ragazza mi ha lasciato, se ne è andata col mio migliore amico è tutto... l'insonnia! Ho un herpes! E-e ho dilapidato tutti i miei beni in analisti, avvocati e puttane! Sindrome da fatica!...Senti, non me ne starò su questo tetto del cazzo a implorare una stronza suonata a cinque stelle che mi salvi la vita! Se mi vuoi sparare sparami, stavo lavorando e mi hai interrotto! ('''Harry''') *Santo cielo, mi chiamano dalla mia vecchia università per onorarmi, e io mi presento con un cadavere e una puttana! ('''Harry''') *Tutti conosciamo la stessa verità: la nostra vita consiste in come scegliamo di distorcerla. ('''Harry''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Lucy''': Brutto stronzo bastardo! Ti vorrei tagliare quella testa di cazzo!<br />'''Harry''': Sei adirata, vero? *'''Harry''': La donna è Dio! <br/>'''Hilly''': Dio è una femmina? <br />'''Harry''': No, non ho detto che Dio è una femmina. Mettiamola in questo modo: le donne esistono. Non sappiamo se ci sia Dio ma le donne ci sono! E non in un paradiso immaginario, ma qui sulla terra. E alcune di loro vanno a servirsi da intimo notte! *'''Richard''': Sono incasinato.<br/>'''Harry''': Che è successo?<br/>'''Richard''': Sto andando dal dottore, sai? Ho dei fortissimi dolori al petto.<br/>'''Harry''': Ah, non è niente... è indigestione, o colecisti, o ulcera, o un po' di acidità...<br/>'''Richard''': No, ho dei precedenti in famiglia: mio padre è morto prematuramente di infarto, mia madre di trombosi coronarica e due miei fratelli sono morti a cinquant'anni di attacco cardiaco. <br/>'''Harry''': Scusa, e perdi tempo in chiacchiere? Chiama un'ambulanza! *'''Cookie''': Per che cosa le prendi quelle medicine? <br />'''Harry''': Io? Per la depressione. <br />'''Cookie''': E per che cosa sei depresso? <br />'''Harry''': Depresso! Tu non sei mai stata depressa? Cioè, il tuo lavoro non ti butta giù? Non so... <br/ >'''Cookie''': Oh, sempre meglio che fare la [[cameriere|cameriera]]! <br />'''Harry''': Sai che buffo? Tutte le puttane con cui ho parlato dicono che è sempre meglio che fare la cameriera. Fare la cameriera deve proprio essere il peggior lavoro del mondo, incredibile! *'''Harry''': Ma tu lo sai che l'universo si sta sgretolando? Lo sai questo? E lo sai che cos'è un [[buco nero]]?<br />'''Cookie''': Sì, mi ci guadagno da vivere! *'''Hilly''': Manca tanto, papà?<br/>'''Harry''': Ehi, siamo appena stati alle giostre!<br/>'''Richard''': Corri troppo!<br/>'''Harry''': Hai fatto un giretto, hai mangiato...<br/>'''Hilly''': Più o meno quanto c'è ancora?<br/>'''Harry''': Non manca molto.<br/>'''Hilly''': Papà?!<br/>'''Harry''': Ok, va bene, mia sorella vive a 10 minuti da qui, ora giriamo e le facciamo una sorpresa, va bene? Così mangi, ti sgranchisci le gambe e ti diverti...<br/>'''Hilly''': È la tua mezza sorella veramente...<ref>Traduzione letterale di ''half-sister'', sorellastra</ref><br/>'''Harry''': Sì, però è sempre 10 minuti. Non diventano 5 perché è una sorellastra, ok? *'''Doris''': Tu non hai valori. Tutta la tua vita è nichilismo, cinismo, sarcasmo e orgasmo. <br />'''Harry''': Be' in Francia con uno slogan così vincerei le elezioni. *'''Burt''': Ti risulta l'[[Olocausto]] o credi che non sia mai successo?<br />'''Harry''': Non solo so che ne abbiamo persi sei milioni {{NDR|di [[ebrei]]}}, ma la cosa tragica è che i record sono fatti per essere battuti. *'''Harry''': Senti, io non riesco a capire perché la più sofisticata delle donne non riesca a vedere la differenza tra un'insignificante, torrida, appassionata storia di sesso e un gradevole, solido, tranquillo matrimonio di routine! <br />'''Joan''': Harry, dimmi solo una cosa: è stata l'unica o ce ne sono state altre?!<br/>'''Harry''': No! Amy Pollack è stata l'unica! Che Dio mi fulmini adesso se mento! <br />'''Joan''': Tu sei ateo, Harry! <br/>'''Harry''': Be'... siamo soli nell'universo, vuoi darmi la colpa anche di questo?! *'''Harry''': Che cos'ha fatto? <br />'''Dannato''': Ho inventato gli infissi di alluminio anodizzato. <br />{{NDR|Harry si addentra ulteriormente tra le anime dannate}} <br />'''Voce fuoricampo''': Harry! <br />'''Harry''': Papà! <br />'''Padre di Harry''': Fammi uscire di qui, qui è terribile! Lo sai che non ho mai potuto sopportare il caldo! <br />'''Harry''': Che cosa ci fa quest'uomo, qui? <br />'''Demone''': È condannato a soffrire in eterno. <br />'''Padre di Harry''': Harry aiutami! <br />'''Harry''': Non capisco, che cosa... PRETENDO DI CONOSCERE LE ACCUSE! <br />'''Demone''': Si comportò oltraggiosamente col figlio: sostenne che il ragazzo aveva commesso peccato mortale col solo fatto di nascere. <br />'''Padre di Harry''': Mi dissero: "Sua moglie è morta. Suo figlio? Sta una meraviglia!"; ma perché ha lottato per non nascere? <br />'''Harry''' {{NDR|rassegnato}}: Ehi, senta: io l'ho perdonato! Io... Cioè... Quello che è fatto è fatto! I-i-insomma è... acqua passata! Lo... lo lasci andare in paradiso, per favore! <br />'''Padre di Harry''': Io sono ebreo: non ci crediamo al paradiso. <br />'''Harry''' {{NDR|esasperato}}: Dove vuoi andare, allora? <br />'''Padre di Harry''': Al ristorante cinese! <br />'''Harry''': Lo porti al Jada Garden. Gli voglio bene, malgrado tutto... ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] rnuiekw9obk92fo8djdzh8r47820wm8 Un americano a Roma 0 298 1411374 927764 2026-04-23T16:27:09Z Holapaco77 34039 /* Frasi */ er boccione americano 1411374 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Un americano a Roma |titoloalfabetico=Americano a Roma |dimensioneimmagine= 285 |immagine= Un americano a Roma - maccheroni.jpg |didascalia= |genere=commedia |regista=[[Steno]] |sceneggiatore=[[Alessandro Continenza]], [[Lucio Fulci]], [[Ettore Scola]], [[Alberto Sordi]], [[Steno]] |attori= *[[Alberto Sordi]]: Nando Mericoni (''Santy Byron'') *[[Maria Pia Casilio]]: Elvira (''Elvy'') *[[Giulio Calì]]: Padre di Nando *[[Anita Durante]]: Madre di Nando *Ilse Petersen: Molly, la pittrice americana *[[Vincenzo Talarico]]: Onorevole Borgiani *[[Carlo Mazzarella]]: Segretario dell'ambasciata *[[Rocco D'Assunta]]: Commissario *[[Ursula Andress]]: Astrid *[[Pina Gallini]]: La spettatrice televisiva scandalizzata *[[Amalia Pellegrini]]: La vecchia signora *[[Carlo Delle Piane]]: Romolo Pelliccioni (''Cicalone'') *[[Galeazzo Benti]]: Fred Buonanotte *Ivy Nicholson: Amica di Molly *[[Leopoldo Trieste]]: Spettatore TV *[[Tecla Scarano]]: |note= }} '''''Un americano a Roma''''', film italiano del 1954 di [[Steno]] con [[Alberto Sordi]] e [[Maria-Pia Casilio]]. ==Frasi== *Amici! Il vero ''Asso nella manica'' ci abbiamo! ('''Nando''') {{NDR|mentre telefona a una redazione giornalistica, citando il film con [[Kirk Douglas]]}} *{{NDR|Entrando nella casa della pittrice Molly Brooke}} Ammazza che casa! Qui ci troviamo di fronte alla tipica casa del film amerecano... Mazza che casa! Casa amerecana, serva friulana, del Nevada! ('''Nando''') *E statte zitto, a Cicalò! {{NDR|risposta ricorrente alle perplessità dell'amico Romolo Pellacchioni}} ('''Nando''') *Gatto mammone! Me so' accorto, sai? Fai finta de legge' er giornale... Sei una spia, sei! Vuoi cantare? Canta i salmi... Cah-Cah-Cah-Cah! {{NDR|mima il gesto di sparare}} Ti devo sopprimere, ti devo! {{NDR|Poco dopo}} Odo dei passi... Sei stato tu gatto mammone, hai cantato! Tieh! becca 'sto regaluccio... Cah! Io m'apposto... ('''Nando''') *Maccaroni... questa è robba da carettieri! Io non magno macaroni, io so' amerecano so'!... Vino rosso, io non bevo vino rosso! {{NDR|poi passa a più miti consigli, dopo essere rimasto disgustato dalla tartina di pane, spalmata "all'americana" di yogurt, marmellata e mostarda}} Puah! Mazza che zozzeria! Gli amerecani ahò! Maccarone ... m'hai provocato e io te distruggo adesso, maccarone! Io me te magno! {{NDR|addenta gli spaghetti e poi ripone gli ingredienti che ha preso}} Questo o damo ar gatto! Questo ar sorcio, co questo ce ammazzamo e cimici... e io bev'er latte {{NDR|tirando un sorso di vino}} ('''Nando''') *Hallo mamy! The water, mamy. Quest'è er boccione americano, mamy. Vedi? Vedi il rubinetto, l'acqua? Vedi el tubetto che assorbe, mamy? Questo cell'hanno negli uffici de 'a quinta strada, è vero? {{NDR|versa acqua nel bicchiere}} Acqua pura... sterilizzata... americana... è vero? {{NDR|beve l'acqua, sputandola subito}} Ammazz'e zozzeria! ('''Nando''') *Quello che hai commesso è un reato colpevole come dice l'onorevole! ('''Elvira''') *Se anch'io da bimbo mamy fossi stato trasferito ner Kansas City... invece me so' beccato 'a scarlattina, you remember mamy? ('''Nando''') *You take la tua street e segui sempre la tua main e nun te poi sbaglié! All right, all right! [...] Attention, nun annà a destra perché c'è er burone d'a Maranella, all right, all right amerecà! {{NDR|tentando di dare indicazioni stradali a due diplomatici statunitensi}} ('''Nando''') ==Dialoghi== *'''Spettatore''': Ahò, ma che, gnente, gnente, ce l'hai cò mmé? <br/> '''Nando Mericoni''': Ormai hai ventun anni, è tempo che tu sappia di chi sei figlio. *'''Nando Mericoni''': Okay white? Appena arrivano i amerecani ve porto tutti a Broadway! <br/> '''Romolo Pellacchioni''': Se aspettamo i amerecani ce annamo nel 2000 a Broadway! *'''Militare tedesco''': {{NDR|parla in tedesco, minaccioso}} <br/> '''Nando Mericoni''': Sì, sì, cornutaccio. <br/> '''Militare tedesco''': {{NDR|di nuovo parla in tedesco, sempre minaccioso}} <br/> '''Nando Mericoni''': No, dicevo cornutaccio.. vero, nel senso... vero... buono... del termine <br/> {{NDR|dopo un po' Nando canta in americano}} <br/> '''Militare tedesco''': {{NDR|parla in tedesco, minaccioso}} <br/> '''Nando Mericoni''': Noo, sempre cornutaccio, senz'altro.. vero... questo è già assodato. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia]] sgpofs2a5lhwf8k20f5vy77n30n0dw8 Vittoria 0 3518 1411442 1406586 2026-04-23T22:55:26Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +1 1411442 wikitext text/x-wiki {{Nota disambigua}} {{voce tematica}} [[Immagine:Nike of Samothrake Louvre Ma2369 n4.jpg|thumb|La Nike di Samotracia]] Citazioni sulla '''vittoria''' e sui '''vincitori'''. ==Citazioni== *Alla fine puoi essere bravo, ma se non vinci perdi sicurezza. Le vittorie sono un nutrimento. ([[Massimo Barbolini]]) *Arrivare al primo posto è incredibile, ma bisogna celebrare anche le piccole vittorie, quelle dietro le quinte che non vede nessuno. [...] a volte devi fare un passo indietro e celebrare le piccole vittorie per arrivare a quelle più grandi. ([[Keely Hodgkinson]]) *Chi [[osare|osa]] vince. ([[Motti|motto]] dello [[Special Air Service]]) *''Chi vile ingiuria fa fuor di ragione | sua possanza adoprando in atto ingiusto, | non vince, no; poi che vittoria vera | è giustizia serbar schietta ed intera.'' ([[Luís de Camões]]) *Ciò che rende la vittoria nobile è poterla condividere con gli altri. Più della vittoria, sono importanti il viaggio e i viaggiatori. ([[Gian Paolo Montali]]) *Coloro che vincono, in qualunque modo vincono, mai non ne riportono [[vergogna]]. ([[Niccolò Machiavelli]]) *Cominciare a vincere aiuta a rifarlo [...]. Ci si sente più leggeri e la testa compie quel salto che fa la differenza. ([[Andrea Bertolini]]) *{{NDR|«È più importante vincere o partecipare?»}} È importante partecipare, ma se vinci è meglio ancora. ([[Patrizio Sala]]) *E voi chiedete: "Qual è il nostro obiettivo?" Vi posso rispondere con una sola parola. Vittoria! Vittoria ad ogni costo. Vittoria, a dispetto di tutto l'orrore. Vittoria per quanto lungo e arduo potrà essere il percorso. Perché senza vittoria non ci può essere sopravvivenza. (''[[L'ora più buia]]'') *{{NDR|«Che cosa significa essere una vincente?»}} Essere una che si pone gli obiettivi e li raggiunge. Ho vinto tanto, ma ho perso anche tanto. E le sconfitte mi hanno insegnato a dare di più, a migliorarmi. Anche quello penso che voglia dire essere una vincente: sapersi migliorare, capire dove si è sbagliato. Correggere il tiro. ([[Francesca Piccinini]]) *''Fu il vincer sempre mai laudabil cosa | Vincasi o per fortuna o per ingegno''. ([[Ludovico Ariosto]]) *Ho l'ossessione per la vittoria e non penso che sia qualcosa di brutto, penso che sia una cosa buona. Mi motiva. Se non sei motivato, è meglio fermarsi. ([[Cristiano Ronaldo]]) *I vincitori non sanno quello che perdono. ([[Gesualdo Bufalino]]) *Il momento della vittoria è troppo breve per vivere solo di quello e niente altro. ([[Martina Navrátilová]]) *Il profumo della vittoria acceca molti uomini. Il gioco non finisce finché la baionetta non viene affondata e rigirata nelle viscere. ([[Francis Urquhart]], [[Michael Dobbs]]) *Il sapore della vittoria è difficile da spiegare, come lo sono tutte le sensazioni interiori. ([[Irma Testa]]) *Il segreto delle vittorie in fondo sta tutto lì. Nel continuare a cercare la perfezione, anche se non esiste. ([[Monica De Gennaro]]) *Il vero vincente non è colui che vince tutti i giorni ma è quello che trova il giusto equilibrio tra un'esaltante vittoria e un momento difficile o una grande sconfitta. ([[Maurizia Cacciatori]]) *Io correvo per vincere, non mi è mai interessato niente oltre la vittoria: arrivare secondo mi dava una rabbia pazzesca. Oggi in tanti si dicono soddisfatti per il podio; non scherziamo, dai. ([[Giancarlo Falappa]]) *Io metto sempre in guardia gli atleti dalle illusioni e dall'ossessione per la vittoria. Le illusioni ti intrappolano, non ti permettono di vedere la realtà: non c'è cosa peggiore per un uomo. L'ossessione per la vittoria è cosa diversa dal voler vincere, che è buona dote per uno sportivo. Quando si è ossessionati dalla vittoria si perde lucidità, qualche volta si è disposti a commettere errori intollerabili, pur di vincere. In certi casi si arriva a giocare sporco. Ho sempre detto chiaramente ai miei ragazzi sino a dove, secondo me, sarebbero potuti arrivare. Alcuni lo hanno accettato, altri hanno preferito correre da chi assecondava quelle illusioni. Credo poi i risultati parlino chiaro. ([[Gianni Savio]]) *Io non mi permetterei mai di giocare, si figuri se mi permetterei di vincere, sire. (''[[Il secondo tragico Fantozzi]]'') *L'animo preferisce la vittoria alla pace. ([[Tito Livio]], attribuita ad [[Annibale]]) *L'importante non è vincere; è pensare in modo vincente. ([[Gianluca Vialli]]) *La parola d'ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti. Essa già trasvola ed accende i cuori dalle Alpi all'Oceano Indiano: vincere! ([[Benito Mussolini]]) *La vittoria alimenta inimicizia, perché chi è vinto giace dolente. Chi ha abbandonato vittoria e sconfitta, costui ristà tranquillo e felice. ([[Gautama Buddha]]) *La vittoria è del forte che ha fede. ([[Corrado Corradini]]) *La vittoria è il sorriso di Dio. ([[John Greenleaf Whittier]]) *La vittoria è sempre nel pugno di pochi. Provare a preparare questa pattuglia di eroi è il segreto di ogni vittoria. ([[Carlo Gnocchi]]) *La vittoria non ha valore se l'oscurità si impadronisce di te. (''[[Kingdom Hearts Birth by Sleep]]'') *La vittoria non sta semplicemente nel battere il proprio avversario. La vera vittoria significa battere i propri limiti. Solo accettando la sfida contro se stessi si può vincere veramente. (''[[Magica Doremì]]'') *Le vittorie consumano le forze al pari o poco meno delle disfatte, e le forze si perdono inutilmente se non prive di consiglio, o lo scopo è tale che non possa ottenersi. ([[Vincenzo Cuoco]]) *Le vittorie sono tutte incredibilmente belle, e non è vero che ci si annoia. È brutto da dire, ma diventa una specie di [[droga]]. Una cosa di cui hai bisogno, perché se uno prova una volta quelle emozioni, poi fa di tutto per tornare a provarle. Almeno, credo succeda questo a quelli che vincono molte volte. ([[Giorgio Chiellini]]) *Le vittorie ti dicono sempre la verità. Certificano se sei bravo o no. Sono orgoglioso di essere stato il migliore al mondo in qualche cosa, in un mestiere. La gente mi ammira, tutti ascoltano quello che ho da dire, osservano e giudicano ciò che faccio. Con gli anni ho capito che se hai preso tanto qualcosa devi restituire. ([[Roger Federer]]) *– Ma io non corro per essere battuto, io corro per vincere! Se non posso vincere non corro.<br>– E se non corri non puoi vincere. (''[[Momenti di gloria]]'') *{{NDR|«Un insegnamento per chi vuole essere un vincente?»}} Mai lasciare nulla al caso, mai cercare scorciatoie. Non un concetto facile da far passare nell'era dei social e in una società che vuole tutto e subito. [...] È importante comprendere che dietro ogni vittoria c'è un enorme sacrificio. Il successo, il lusso e la soddisfazione personale sono possibili solo se si è performanti nel proprio lavoro. ([[Gian Paolo Montali]]) *Nella mia carriera ho ricevuto tanto, ma il bilancio non si traccia solo attraverso le vittorie. Ci sono momenti che non vanno nell'albo d'oro ma che rimangono comunque importanti. ([[Angelo Lorenzetti]]) *Non è la vittoria che conta ma quello che devi soffrire per ottenerla. (''[[Jeeg robot d'acciaio]]'') *Non è vittoria quella che non mette fine alla guerra. ([[Michel de Montaigne]]) *Non ricordo niente che valga più della prima vittoria... non c'è niente. Per me la vittoria più importante è quella che devo ancora conseguire. ([[Enzo Ferrari]]) *Partecipare è bellissimo, ma vincere è ancora meglio, è la legge imposta dal professionismo. ([[Gonzalo Quesada]]) *Per me vincere vuol dire vincere. Sono molto competitiva, quindi vincere per me significa battere qualcuno. ([[Allisha Gray]]) *Più vinci, più vuoi vincere, e più senti che dovresti vincere. ([[Michael Doohan]]) *Quando vinci, hai la sensazione di avere completato un ciclo. [...] Tutto il lavoro fatto, tutte le battaglie combattute, hanno acquistato un nuovo significato. Anche esausta, quando superi la linea di arrivo ti senti pervadere da una sensazione speciale di pace e felicità. ([[Melissa Jefferson]]) *Rivincere è la cosa più difficile. Per questo, da sempre, insisto su un concetto: il momento in cui arrivano i primi successi è quello in cui bisogna essere più esigenti. Ma spesso succede il contrario: le vittorie portano autocompiacimento ed è lì che si cade e bisogna ricominciare. [...] Hai vinto? Bravo. Ora, però, vai oltre, lavora sulle criticità, senza lasciarti distrarre dal resto, anche perché al prossimo torneo diranno che sei favorito. E la storia dello sport è piena di favoriti che non hanno vinto. ([[Julio Velasco]]) *Se in battaglia un uomo ne vincesse mille, e un altro vincesse se stesso, il vero vincitore sarebbe il secondo. ([[Gautama Buddha]]) *Se non gestisci stress e pressioni non puoi vincere, perché non gestirai neppure il successo. ([[Luciano Spalletti]]) *Se vincere non è importante, allora perché si segnano i punti? ([[Worf]], ''[[Star Trek: The Next Generation]]'') *Sono drogato. Drogato di vittoria. In questo momento sono totalmente dipendente dal successo: corro, vinco e dunque vivo. ([[Ayrton Senna]]) *Spesso la vittoria può dipendere soltanto da un cavallo molto veloce. (''[[L'attacco dei giganti (prima stagione)|L'attacco dei giganti]]'') *Spiegare come si può vincere è sempre facile, il problema è la pratica. ([[Valentina Arrighetti]]) *Tutti vogliono vincere, ma non tutti sono disposti a fare quello che ci vuole per vincere. E questo è il cambio di mentalità più importante che ci serve per prepararci allo stress dei momenti difficili. ([[Julio Velasco]]) *Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso. ([[Nelson Mandela]]) *Una vittoria senza merito non è una vittoria. ([[Arrigo Sacchi]]) *Vincere è difficile, per riuscirci bisogna sentirsi a proprio agio nelle difficoltà. ([[Karch Kiraly]]) *Vincere, non dico che è facile, ma ci si può riuscire, ma mantenersi è sempre più difficile. Perché diventi la squadra da battere. Se sbagli, ad esempio, sei, ovviamente, subito criticato. ([[Angelo Peruzzi]]) *Vincere non è importante: è la sola cosa che conti. ([[Giampiero Boniperti]]) *Vincere non è saper proclamare un'idea eclatante, ma saper farla propria e tradurla in atto. ([[Eduard Shevardnadze]]) *Vincere non è solo tagliare il traguardo per primi. ([[Lance Armstrong]]) *Vincere non è tutto, è l'unica cosa! (''[[Un'ottima annata]]'') *Vincere non ha sempre il sapore della vittoria. [...] Perché non vuol dire un bel niente se non la [[Condivisione|condividi]] con qualcuno. (''[[Non mollare mai]]'') ==''[[Star Trek: Deep Space Nine]]''== *Desideriamo gloria e onore più di ogni altra cosa, ma com'è amaro il sapore della vittoria se non si divide con qualcuno. ([[Martok]]) *Distruggere un impero solo per vincere una guerra non è una vittoria. *La vera vittoria è dimostrare ai tuoi nemici che hanno sbagliato ad opporsi alla tua grande potenza e costringerli a riconoscere la tua grandezza. ([[Gul Dukat]]) *Ricordatevi, la vittoria è vita. (Detto [[Jem'Hadar]]) ==[[Proverbi italiani]]== *Chi combatte con la spada d'oro, ha in mano la vittoria. *Gli uomini fanno la [[guerra]], e Dio dà la vittoria. *Grande vittoria è quella che si ottiene senza sangue. *Il senno più dell'[[ira]] ha la vittoria. *La maggior gloria del vincere è perdonare al vinto. ([[proverbi toscani|proverbio toscano]]) *La più gloriosa vittoria è vincere sé stesso. *La vittoria più splendida non è che il riflesso di un incendio. *Nella guerra non si cerca la causa della guerra, ma la vittoria. *Non convien cantare il trionfo prima della vittoria. *Non è vittoria, se il vinto non la confessa. ==Bibliografia== *Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903 ==Voci correlate== *[[Fallimento]] *[[Sconfitta]] *[[Successo]] *[[Vittoria e sconfitta]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|wikt}} [[Categoria:Casi]] [[Categoria:Terminologia sportiva]] imqu1b073qutfhy4n8bvarwr6ffykn8 Enzo Ferrari 0 4119 1411441 1391431 2026-04-23T22:47:08Z Danyele 19198 /* Citazioni di Enzo Ferrari */ +9 / fix di stile 1411441 wikitext text/x-wiki [[File:Enzo Ferrari giovane.jpg|thumb|Enzo Ferrari]] '''Enzo Anselmo Ferrari''' (1898 – 1988), imprenditore, industriale e pilota automobilistico italiano. ==Citazioni di Enzo Ferrari== *A Maranello vengono spesso musicisti di un genere che è difficile immaginare appassionati di automobili tipo Ferrari. [[Arturo Benedetti Michelangeli]], per esempio, è nostro cliente abituale: adesso è in attesa di una nuova macchina. La prima volta mi chiese, con un leggero imbarazzo, una berlinetta Mille Miglia usata, dichiarandosi non sufficientemente ricco per poter comperarne una nuova. Poi ci rimase fedele, e ogni tanto viene qui, silenzioso, quasi diafano, con quella sua cortesia fredda, quell'espressione sconcertante. Uno strano signore a colazione tra le nuvole.<ref group="fonte">Da ''Le mie gioie terribili''; citato in Vincenzo Borgomeo, ''[https://www.repubblica.it/online/auto_prima/suono/suono/suono.html Il suono dei motori]'', ''repubblica.it''.</ref> *All'[[Alfa Romeo|Alfa]] sanno fare i guanti alle mosche.<ref group="fonte">Citato in Rita Querzé, ''[http://milano.corriere.it/milano/notizie/arte_e_cultura/10_luglio_26/museo-alfa-romeo-querze-1703461022699.shtml Il museo dell'Alfa Romeo «patrimonio culturale»]'', ''milano.corriere.it'', 26 luglio 2010.</ref> *Ci asteniamo dal precisare il numero di cavalli che hanno i nostri motori. Quando le nostre macchine vincono vuol dire che hanno più cavalli, quando perdono vuol dire che ne hanno di meno.<ref group="fonte" name=LIV>Citato in ''Palla lunga e pedalare'', p. 54.</ref> *Cinque anni dopo [[Tazio Nuvolari]] entrò nella [[Scuderia Ferrari]], della quale doveva divenire in breve il portabandiera. Già allora era quell'uomo spiccio e caustico che in seguito pochi amici poterono conoscere nell'intimo.<ref group="fonte" name=tazio>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/12/27/il-segreto-di-tazio.html Il segreto di Tazio]'', ''la Repubblica'', 27 dicembre 1985.</ref> *{{NDR|Su [[Gilles Villeneuve]]}} Con la sua capacità distruttiva che macinava semiassi, cambi, frizioni, freni ci insegnava anche cosa fare perché un pilota potesse difendersi in un momento di necessità. È stato un campione di combattività, ha aggiunto notorietà a quella che la Ferrari già aveva, gli volevo bene.<ref group="fonte">Citato in [[Carlo Marincovich]], ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/05/08/zolder-82-ultimo-volo-di-gilles-ventanni.html Zolder '82, l'ultimo volo di Gilles. Vent'anni con il mito Villeneuve]'', ''la Repubblica'', 8 maggio 2002.</ref> *Con tanti riconoscimenti, mi è venuto il dubbio di essere qualcuno.<ref group="fonte" name=LIV/> *Fin che ho potuto ho dato. È dal 1929 che do qualcosa.<ref group="fonte" name=LIV/> *Fra cent'anni diranno che sono uno che ha scoperto l'acqua calda.<ref group="fonte" name=LIV/> *Giù le mani dalla [[Scuderia Ferrari|Ferrari]]: di me dite quello che volete.<ref group="fonte" name=LIV/> *Ho imparato che è inutile protestare. Bisogna fare come i cani quando hanno una ferita.<ref group="fonte" name=LIV/> *Ho trovato uomini che indubbiamente amavano come me l'automobile. Ma forse non ne ho trovati altri con la mia ostinazione, animati da questa passione dominante nella vita che a me ha tolto il tempo e il gusto per quasi ogni altra cosa. Io non ho alcun diverso interesse dalla macchina da corsa.<ref group="fonte" name=sessanta>Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/storia/prima.html Il Drake comincia la sua avventura]'', ''I sessant'anni Ferrari'', 1ª puntata, ''repubblica.it''.</ref> *I [[motore|motori]] sono come le [[donna|donne]]: bisogna saperli toccare nelle parti più sensibili.<ref group="fonte" name=LIII>Citato in ''Palla lunga e pedalare'', p. 53.</ref> *I piloti io li scelgo a seguito di [[emozioni]] che provo, non di freddo [[ragionamento]].<ref group="fonte">Da una dichiarazione pubblica contenuta nel documentario ''I Ferrarissimi'', Avofilm, 1996.</ref> *{{NDR|Sulla [[Ferrari F1-86]]}} [...] i risultati sono quelli che sono e voi giornalisti li commentate aspramente tutte le settimane. Vede, del motore non mi posso lamentare: è il più potente che ci sia. Quando lo presentammo all'inizio di stagione avevamo scritto nella brochure: 840 cavalli. Oggi in gara ne fornisce 900. I collaboratori che avevamo scelto per questo lavoro hanno, dunque, lavorato molto bene [...]. Sappiamo benissimo cosa è sbagliato. Questa è una macchina che non ha stabilità in curva, che quando è in fase di accelerazione pattina perchè non ha aderenza. È inutile cambiare sospensioni o altre cose. È una macchina sbagliata che va rifatta completamente, ma questo è impossibile nel pieno della stagione agonistica. Ecco perchè [...] non possiamo fare altro che buttare via questo 1986.<ref group="fonte">Citato in [[Carlo Marincovich]], ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1986/07/10/ferrari-scoperto-il-colpevole.html Ferrari, scoperto il colpevole]'', ''la Repubblica'', 10 luglio 1986.</ref> *Il [[sessualità|sesso]]? A una certa età diventa un disturbo.<ref group="fonte" name=LIII/> *Io mi ero illuso che le nostre cure potessero ridargli la salute perché un padre si illude sempre. M'ero convinto che egli fosse come una mia macchina, uno dei motori. E così mi ero fatto una tabella delle calorie di tutti gli alimenti che Dino doveva ingerire e che non avrebbero nuociuto ai suoi reni, tenevo un aggiornatissimo diagramma quotidiano delle albumine, del peso specifico dell'urina, del tasso azotemico del sangue, della diuresi eccetera, che mi dava l'indice dell'andamento della malattia. La realtà, tristissima, era ben altra: mio figlio deperiva costantemente perché colpito da [[distrofia muscolare]] progressiva. Si spegneva per questa terribile malattia che nessuno ha mai potuto individuare né curare, che nessuna difesa consente all'infuori della profilassi genetica. Fin quando una sera, in quella agenda dove annotavo tutti questi dati, scrissi: la partita è perduta.<ref group="fonte" name=sessanta/> *Io non ammaino niente. Deciderà il Padreterno.<ref group="fonte" name=LIV/> *L'automobile è un'espressione di libertà, e il rischio che stiamo correndo è quello di ammazzarci perché ce n'è troppa. Del resto, ci sono due modi classici di morire: di fame e di indigestione.<ref group="fonte" name=LIV/> *L'azienda conta più di qualunque collaboratore, fosse anche il migliore dei piloti.<ref group="fonte">Citato in [[Leo Turrini]], ''[https://www.quotidiano.net/blog/turrini/i-75-anni-di-piero-un-ferrari-vero-5.6358 I 75 anni di Piero, un Ferrari vero]'', ''quotidiano.net'', 22 maggio 2020.</ref> *{{NDR|Sulla [[Mille Miglia]]}} La corsa più bella del mondo.<ref group="fonte" name=Enzo>Citato in ''[https://www.adnkronos.com/r/Pub/AdnKronos/Assets/PDF/02-CosaelaMilleMiglia.pdf Cos'è la Mille Miglia]'', ''adnkronos.com''.</ref> *La [[fortuna]] e la sfortuna non esistono.<ref group="fonte">Citato nell'edizione delle 20:00 del TG1, Rai 1, 9 maggio 2010.</ref> *La macchina da corsa perfetta è quella che si rompe appena dopo il traguardo.<ref group="fonte">Citato da [[Valentino Rossi]] in Alessandro Pasini, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2010/aprile/12/Vale_conquista_deserto_del_Qatar_co_8_100412010.shtml Vale conquista il deserto del Qatar]'', ''Corriere della Sera'', 12 aprile 2010.</ref> *La macchina migliore è quella che deve ancora essere costruita.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/storia/quattordicesima.html Debutta la Galleria Ferrari, "l'anti-museo"]'', ''I sessant'anni Ferrari'', 14ª puntata, ''repubblica.it''.</ref> *[[Niki Lauda|Lauda]] è peggio di [[Giuda Iscariota|Giuda]]. Si è venduto alla concorrenza per trenta [[salame|salami]].<ref group="fonte" name=LIII/> *Le mie auto non fumano.<ref>In seguito all'offerta della Marlboro di sponsorizzare le vetture Ferrari in Formula 1.</ref><ref group="fonte">Citato in ''Enzo Ferrari. Una leggenda a fumetti'', supplemento allo speciale Formula 1 di ''Quattroruote'', marzo 2005.</ref> *{{NDR|Su [[Jim Clark]]}} Meglio solo, attardato, a rimontare. Come a Monza nel '67, quando fece impazzire d'entusiasmo gli appassionati. Mi sarebbe piaciuto affidargli una Ferrari. Qualcuno mi disse che potevo portarlo nella mia squadra. Io non ci ho mai creduto. Clark non avrebbe mai corso su una macchina non inglese.<ref group="fonte">Citato in [[Giorgio Terruzzi]], ''[https://www.redbull.com/it-it/terruzzi-racconta-podcast-monaco-2020-ep-4 Terruzzi racconta: Le strane coppie della F1 {{!}} Episodio 4]'', ''redbull.com'', 19 maggio 2020.</ref> *Metto le [[Occhiali da sole|lenti scure]] perché non voglio dare agli altri la sensazione di come sono fatto dentro.<ref group="fonte" name=LIII/> *Mi ritengo peggiore degli altri, ma non so quanti siano migliori di me.<ref group="fonte" name=LIII/> *Mio padre mi diceva sempre: i [[stupidità|coglioni]] sono cari ad ogni prezzo. Così io cerco di stare con chi coglione non è.<ref group="fonte" name=LIII/> *{{NDR|Parlando di [[Tazio Nuvolari]]}} Nessuno accoppiava, come lui, una così elevata sensibilità della macchina a un coraggio quasi disumano.<ref group="fonte" name=tazio/> *Noi non perdoniamo niente a nessuno, quindi fate bene a non perdonare niente anche alla [[Scuderia Ferrari|Ferrari]].<ref group="fonte" name=LIII/> *Non accetto e non dimentico che mi hanno chiamato Saturno ammodernato che mette al mondo i figli e poi li divora.<ref group="fonte" name=LIV/> *{{NDR|Parlando di [[Tazio Nuvolari]]}} Non appena mi giunse la notizia della sua fine partii per [[Mantova]]. Era un caldo pomeriggio: l'11 agosto 1953. Nella fretta mi persi in un dedalo di stradine della vecchia Mantova. Scesi di macchina, domandai a un negozio di stagnino la via per villa Nuvolari. Ne uscì un anziano operaio, che prima di rispondermi fece un giro intorno alla mia macchina per leggere la targa. Capì, mi prese una mano e la strinse con calore, si commosse. "Grazie d'essere venuto – mi bisbigliò – come quello là non ne nasceranno più"<ref group="fonte" name=tazio/> *{{NDR|Rivolto ai giornalisti}} Non commetteremo gli errori di quest'anno: ne faremo dei nuovi perché soltanto quelli che lavorano sbagliano. Quelli che scrivono il lunedì invece non sbagliano mai.<ref group="fonte">Dalla conferenza stampa di presentazione della Ferrari 312 T; citato in Vincenzo Borgomeo, ''[https://www.formulapassion.it/editoriale/presentazioni-f1-ieri-e-oggi-due-pianeti-lontanissimi Presentazioni F1 ieri e oggi, due pianeti lontanissimi]'', ''formulapassion.it'', 5 marzo 2025.</ref> *Ogni singolo pezzo della pista, deve poter mettere a dura prova il comportamento dinamico dell'auto in modo tale da rendere facile l'individuazione dei problemi di ogni macchina. Da questo momento in poi, voglio che nessuna Ferrari affronti la pista o la produzione di serie senza che abbia superato a pieni voti l'esame [[Circuito di Fiorano|Fiorano]].<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/storia/undicesima.html Nel 1972 una svolta: nasce la pista di Fiorano]'', ''I sessant'anni Ferrari'', 11ª puntata, ''repubblica.it''.</ref> *Preferisco essere chiamato semplicemente Ferrari ed è quello che ho ottenuto entrando ogni mattina dal mio barbiere, Antonio.<ref group="fonte" name=LIV/> *Quando un pilota muore, almeno due donne svengono.<ref group="fonte" name=LIII/> *Quello che conta è non dare fastidio agli altri: ma chi ci riesce?<ref group="fonte" name=LIII/> *Signore dei cieli, fatemi diventare buono.<ref group="fonte" name=LIV/> *Sono l'espressione vivente della fantasia dei giornalisti.<ref group="fonte" name=LIV/> *Su un letto dell'ospitale canonica gli dissi: "Coraggio Tazio, sarà per il prossimo anno". Mi rispose: "Ferrari, giornate come questa, alla nostra età, non ne tornano molte; ricordalo e cerca di gustarle fino in fondo, se ci riesci". In queste parole, che forse erano una umile confessione, era nascosto il dramma di quell'uomo fatto d'un sol fascio di nervi, il dramma di un padre che aveva visto morire entrambi i suoi figli adorati e che invano sperava con tutto il cuore di non dover attendere la morte in un letto. Era un solitario, un uomo amareggiato per la crudeltà con cui il destino lo aveva colpito negli affetti più profondi, tuttavia, e non suoni irriverente questa mia osservazione, non cessò mai di essere un sagace regista di se stesso. Pochi come lui conobbero la folla, capirono quello che la folla voleva, seppero alimentare il proprio mito. Ogni suo atto, ogni suo gesto era previsto e calcolato, pur negli spasimi di una vita di atleta lanciato agli estremi rischi.<ref group="fonte" name=tazio/> *Sul famoso stile di guida di [[Tazio Nuvolari]] se ne sono dette di tutti i colori. Succede del resto sempre così, quando un uomo arriva ai limiti dell'impossibile: si impadronisce di lui il mito e, allora, se faceva il pugile, si racconta che sapeva uccidere un toro con un pugno, e se faceva il pilota, che percorreva le curve su due ruote.<ref group="fonte" name=taz>Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/piloti/nuvolari.html Tazio Nuvolari - La leggenda Nivola]'', ''I sessant'anni Ferrari'', ''repubblica.it''.</ref> *{{NDR|Sulla [[Mille Miglia]]}} Un museo viaggiante unico e affascinante, allestito in una straordinaria cornice di pubblico festante.<ref <ref group="fonte" name=Enzo/> *{{NDR|Su [[Tazio Nuvolari]]}} Un prodigio insuperato dell'istinto ai limiti delle possibilità umane e delle leggi fisiche.<ref group="fonte" name=taz/> *{{NDR|Sul [[ciclismo]]}} Uno sport che produce [[sudore]].<ref group="fonte">Citato in Mario Fossati, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/02/14/amava-il-coraggio-ma-ai-campioni-preferiva.html Amava il coraggio ma ai campioni preferiva i gregari]'', ''la Repubblica'', 14 febbraio 2003.</ref> {{Int|1=''[https://www.youtube.com/watch?v=mH_t0-cB5VQ Rosso Ferrari]''|2=Regia di Gianpaolo Tescari, Politecne Cinematografica, 1984; disponibile in YouTube, Archivio Nazionale Cinema Impresa, 5 marzo 2019.}} *Ricordo che nel 1912 vidi una fotografia sulla ''Stampa Illustrata'' che si pubblicava allora a Torino, di [[Ralph De Palma|Raffaele Di Palma]], che mi sembra avesse vinto in quell'epoca la 500 Miglia di Indianapolis. Mi dissi: questo è un italiano, perché un giorno non potrei anch'io essere un pilota d'automobili? E tutti gli atti sono stati una conseguenza di questo sogno dell'adolescenza. (min. 01:03-01:43) *La macchina da corsa per me è come un figlio. [...] il figlio rappresenta la continuità di noi stessi, [...] quello che [...] un costruttore realizza trasformando una materia informe, dei forgiati, in una meccanica vivente, in una armonia di suoni. (min. 03:17-04:00) *[...] il rapporto macchina e pilota è molto semplice: io ho sempre pensato che potesse essere fissato in una percentuale media del 50 per cento [...]. Ora stiamo vivendo un periodo nel quale intravediamo uno spostamento di questa percentuale di merito alla macchina, con le nuove costruzioni, cioè l'affidabilità del mezzo sta prendendo una preponderanza sulle capacità del pilota. (min. 05:12-05:58) *Non ricordo niente che valga più della prima [[vittoria]]... non c'è niente. Per me la vittoria più importante è quella che devo ancora conseguire. Noi siamo dei costruttori che ogni 15 giorni dobbiamo offrirci all'esame di maturità. (min. 06:19-06:45) *Io non ho avuto la possibilità di studiare [...] però nella vita mi sono sempre contornato di persone molto colte, capaci e soprattutto pervase dal desiderio di avere successo, di amare l'automobile; era la prima qualità, la prima dote che dovevo scoprire nel mio interlocutore prima di assumerlo. A me è restato un compito: quello di agitare dei problemi e di provocare delle riunioni e assistendo ai contrastanti pareri dei miei collaboratori, col modesto potere di sintesi di cui ho sempre risposto, prendere delle decisioni. (min. 08:28-09:43) *È ovvio che la macchina bisogna prima sognarla, per poi chiedere ai propri collaboratori se si sentono in grado di realizzarla, se condividono il sogno di chi vuole ottenere successo. (min. 10:20-10:45) *Prima di tutto la [[Gran Turismo (automobile)|Gran Turismo]] la prende uno che vuole differenziarsi dagli altri, chiedere alla vettura delle prestazioni istantanee che non può avere su altre macchine. Oggi non si va alla ricerca della velocità assoluta, oggi si va alla ricerca di velocità istantanee. (min. 19:24-19:50) *Il 12 cilindri resta sempre la macchina originale per la [[Ferrari]]. [...] tutto il resto è una derivazione del modello originale. (min. 21:43-22:11) *Lei trova nelle nostre macchine qualcosa di diverso. Non dico che sia sempre in meglio, no!, ma qualche cosa di diverso. Perché? Perché c'è l'apporto intellettivo dell'uomo. (min. 25:34-25:47) ==''Piloti, che gente...''== *{{NDR|Su [[Tony Brooks]]}} Abbandonò le corse per fare non so se il commerciante di automobili o il dentista. Si era presentato in Italia come intelligente stilista. Si dimostrò in seguito uomo capace, ma tanto prudente, anche quando la prudenza poteva essere intesa come intenzione di non nuocere, non soltanto a se stesso, ma anche agli altri.<ref group="fonte">Citato in Stefano Ollanu, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-piloti/addio-tony-brooks-1959-ferrari-615994.html Addio a Tony Brooks, 2º nel 1959 con la Ferrari]'', ''formulapassion.it'', 3 maggio 2022.</ref> *{{NDR|Su [[Carlos Reutemann]]}} Atletico, pilota di ottime capacità, condizionato da un temperamento tormentato e tormentoso. Capace di risolvere situazioni difficili, supplendo anche a occasionali deficienze meccaniche, ma labile a sciupare, per emotività congenita, risultati acquisibili in partenza.<ref group="fonte">Citato in Rüdiger Franz Gaetano Herberhold, ''[https://www.guerinsportivo.it/news/formula1/2021/07/11-4481757/ricordando_carlos_reutemann Ricordando Carlos Reutemann]'', ''guerinsportivo.it'', 11 luglio 2021.</ref> *[[Jacky Ickx|Ickx]]: un connubio di ardimento e di calcolo. Nel primo anno in cui corse con le mie macchine maturò un'esperienza che prometteva grandi frutti. Poi, dopo una stagione di intervallo con la Brabham, per quattro anni abbiamo inseguito un titolo, mentre ci venivano attribuite polemiche spesso inconsistenti al di là del funambolismo giornalistico. Se facciamo una graduatoria dei piloti Ferrari vincitori di Gran Premi valevoli per il campionato mondiale, Ickx è terzo, insieme a Villeneuve, con sei affermazioni, dietro ad Alberto Ascari con tredici e a Lauda con quindici. Qualche suo atteggiamento, che gli valse fra i miei collaboratori l'appellativo di Pierino il terribile, non mi ha cancellato il ricordo di un ragazzo cresciuto in fretta e l'impressione di quella sua guida fine e temeraria sotto la pioggia. (pp. 99-100) *[[Nino Farina]] era l'uomo dal coraggio che rasentava l'inverosimile. Un grandissimo pilota, ma per il quale bisognava stare sempre in apprensione, soprattutto alla partenza e quando mancavano uno o due giri all'arrivo. Alla partenza era un poco come un purosangue ai nastri, che nella foga della prima folata può rompere; in prossimità del traguardo era capace di fare pazzie, ma, bisognava pur dire, rischiando solo del proprio, senza scorrettezze a danno di altri. Così, aveva un abbonamento alle corsie dell'ospedale. (p. 47-48) *[[Riccardo Patrese|Patrese]] alterna corse molto belle a prestazioni criticate dai suoi colleghi. È un pilota molto capace e nessuno, sia in prova che in gara, gli mette soggezione. Ha accumulato una lunga esperienza, ma fino ad ora, anche in squadre di prima grandezza, ha ottenuto meno successo di quanto meriterebbe. (p. 120) *[[Nelson Piquet|Piquet]] [...] si è dimostrato fin dalle prime esibizioni capace di imprese bellissime con qualche minima lacuna che talvolta lascia perplessi. Ha le caratteristiche del campione. Ogni tanto si fa notare per qualche simpatica spregiudicatezza nei suoi scherzi, nei comportamenti in gara e nelle dichiarazioni a ruota libera, del tipo che ai giornalisti non par vero di poter riprodurre [...]. Un avventuriero di lusso, che conduce la vita a modo suo, come le corse, ma è un campione, ripeto [...]<ref group="fonte">Citato in Stefano Ollanu, ''[https://www.formulapassion.it/opinioni/zoom/nelson-piquet-putiferio-intervista-playboy-1988-f1 Nelson Piquet e il putiferio sull’intervista a Playboy del 1988]'', ''formulapassion.it'', 29 giugno 2022.</ref> *{{NDR|Su [[Ludovico Scarfiotti]]}} Salito sulla [[Formula 1]] non voleva scenderne, anche se il suo stile non si conciliava con il necessario affinamento. Qualcuno parlò di divorzio quando Ludovico chiese, per il Gran Premio d’Italia dell’anno dopo, di cercarsi un’altra vettura. Ebbi una lettera di [[Gianni Agnelli]], che si era interessato all’attività sportiva di Ludovico, suo cugino. Mi diceva: "Sta bene, anche Ludovico è d’accordo di smettere con la Formula 1". La sua ansia di sentirsi completo al volante di una macchina da corsa ebbe invece il sopravvento. Lasciò la [[Ferrari]] e cercò altrove, in Inghilterra, in Germania, ma non era soddisfatto. Lo seppi: avevamo già gettato le basi di un ritorno, di una nuova stagione con le rosse vetture Sport che non dimenticava. Lo sapevano in pochi. Ma l’agguato di Rossfeld, lo spuntone di roccia che gli fu fatale nella caduta fuori dalla bianca Porsche impazzita, doveva impedire la soluzione dell’equivoco. Il pilota generoso, corretto, soprattutto ubbidiente anche se ebbe la sua fiammata d’orgoglio, non poté ritrovare la spensieratezza di tante famose gare di durata, quella felicità che la sua vita sentimentale gli aveva avaramente dosato in un’altalena di affetti.<ref group="fonte">Citato in Silvano Lonardo, ''[https://www.f1world.it/amarcord/ludovico-scarfiotti-lultimo-pilota-italiano-a-trionfare-a-monza/ Ludovico Scarfiotti: l'ultimo pilota italiano a trionfare a Monza]'', ''f1world.it''.</ref> *{{NDR|Su Nino Farina}} Sarà storicamente ricordato come il pilota che per primo si è fregiato del titolo mondiale quando, nel 1950, fu istituito il Campionato del mondo di Formula 1. (p. 48) *Viveur, danseur, calciatore, tennista e, a tempo perso, pilota: così ho definito [[Clay Regazzoni]], il brillante, intramontabile Clay, ospite d'onore ideale per le più disparate manifestazioni alla moda, grande risorsa dei rotocalchi femminili. Lo contattai fin dal 1969 [...]. L'anno dopo vinse un memorabile Gran Premio d'Italia a Monza. Poi si affinò, come stile e temperamento, che era fra i più audaci, fino a diventare un ottimo professionista. Gli avversari lo hanno sempre rispettato. (p. 118) ==Citazioni su Enzo Ferrari== *Anche dopo gli "ottanta" Enzo Ferrari non aveva abbandonato quello spirito che lo accompagnava già dai tempi in cui gareggiava come pilota. [...] Un aneddoto rivelatore: Ferrari, per l'uso quotidiano, acquistava auto di serie, generalmente berline a quattro porte di media cilindrata. Ricordo una Fiat 124, una Fiat Ritmo, un'Alfa 164. Aveva poi il vezzo di farle elaborare. Allo scopo, le affidava ai tecnici del Reparto Esperienze della FIAT: faceva sostituire i carburatori, altri componenti del motore e non dimenticava l'impianto frenante [...] così come le sospensioni. Per queste elaborazioni [...] Ferrari era in contatto da anni con tre tecnici del Reparto, da noi soprannominati "i cavalieri", che regolarmente venivano a Maranello da Torino per consegnare una vettura "rivista e corretta" [...]. Una volta ricevute le nuove "belve" della strada, sempre celate sotto l'originale veste di banali vetture di tutti i giorni, Ferrari le utilizzava per i suoi brevi spostamenti tra l'abitazione e la fabbrica. Quasi sempre, le vetture erano condotte dai suoi fedeli autisti: il factotum Dino e un ex agente della Polizia Stradale. A volte capitava di doversi fermare a un incrocio a causa di un semaforo rosso. Se, nel frattempo, sopraggiungeva un'auto supersportiva, all'accensione della luce verde, Enzo Ferrari incitava il suo autista dicendogli "Accellera! Accellera!". [...] Il rumore del motore in piena accelerazione copriva le risate di Ferrari e del suo autista. Ecco, quel modo di sfilare via al semaforo non era certo una sfida contro il malcapitato di turno, ma puro divertimento. ([[Marco Piccinini]]) *Aveva della sua attività quasi un'idea poetica, chiedeva macchine che venissero utilizzate tutti i giorni e che potessero diventare vetture da gara. ([[Nicola Materazzi]]) *{{NDR|«Che cosa le chiedeva il Commendatore quando si accingeva a progettare la macchina per l'anno successivo?»}} Da persona estremamente intelligente e furba, se ne guardava bene dall'esprimersi. Per farci sorridere delle volte mi diceva "fa na machina c'venz", fai una macchina vincente. ([[Mauro Forghieri]]) *Dobbiamo metterci in mente tutti, senza dimenticarlo, che se non ci fosse stato Enzo Ferrari, l'Italia, sotto il punto di vista dell'automobilismo da competizione, sarebbe allo stesso livello del Belgio o della Spagna. L'autombilismo da competizione in Italia lo ha inventato Enzo Ferrari anche se in realtà si correva da ben prima. Ma per la posizione di sfida lanciata al resto del mondo, per la sfida alla Mercedes, per quella alla Ford, come appassionati gli dobbiamo tutta la nostra riconoscenza. [...] Sebbene, secondo me, nel nostro Paese, mai si è dato il rilievo che la figura di Enzo Ferrari meritava. ([[Gian Paolo Dallara]]) *È un uomo eccezionale. La sua vita non è stata facile. Quando siamo insieme si scherza, ci si diverte, ma quando si abbordano degli argomenti seri egli evita la discussione. Non è molto facile da capire e inoltre gli piacciono i machiavelli. ([[Clay Regazzoni]]) *Enzo Ferrari è uno che non conosce la parola grazie. ([[Gigi Villoresi]]) *Enzo Ferrari era intelligente, molto duro e avevano tutti paura di lui. Ricordo che ero in ufficio, un ambiente buio, con i mobili chiari, e mi fu chiesto: "Quanti soldi vuoi?". Risposi che ero troppo giovane per pensare ai soldi; credo che Enzo mi stesse mettendo alla prova, per vedere quale fosse la mia motivazione. ([[Jody Scheckter]]) *Era un genio, acuto, insomma unico. Gli davano fastidio i piloti che chiedevano soldi per correre con la Rossa. Lui voleva vedere vincere la Ferrari. ([[Carlo Cavicchi]]) *Era un personaggio molto duro, che ha fatto del motorsport la sua vita, indole che condivido. ([[Gian Carlo Minardi]]) *Ferrari? [[Benito Mussolini|Mussolini]] sarebbe un bambino di fronte a lui. ([[Olivier Gendebien]]) *Ferrari era un uomo di intuito. Mi ha creato e, a differenza di quanto accaduto con altri, non mi ha distrutto. Un uomo eccezionale, aggrappato alla concretezza della nostra terra. Abbiamo avuto discussioni accese. Lui urlava e io più di lui, ma alla fine ci si intendeva. Lui dava ai suoi collaboratori la massima libertà, spronando sull'innovazione. Noi due simili? No. Io sono un tecnico che ragiona sulla base di dati, lui lo faceva sulle sensazioni, peraltro spesso azzeccate. ([[Mauro Forghieri]]) *Grazie a Ferrari ho anche iniziato a costruire la forcella diritta. Fino ad allora eravamo convinti che quella curva ammortizzasse meglio. Lui mi portò nei laboratori dove si progettava con l’aiuto del computer, per me era una cosa straordinaria. E mi dimostrò che aveva ragione. ([[Ernesto Colnago]]) *Il commendatore, è difficile dirlo se è un mago, certamente è uno che sa cosa vuole e dove vuole arrivare. ([[Carlos Reutemann]]) *Il Vecchio aveva una sua idea tutta particolare. Chiamava ed accettava un pilota se, secondo lui, il "prescelto" donava a cuore aperto tutta la sua bravura. E guai a contrastarlo. Eravamo due caratteri distanti un mondo. Ma non ho mai denigrato il successo, la bravura, il coraggio del re di Maranello. ([[Graham Hill]]) *Molte persone quando parlano di Enzo Ferrari, dicono: un grande uomo ma... Lasciano intendere qualche elemento negativo. Io non sono tra questi. Di Ferrari ricordo la tenerezza nei miei confronti, le opportunità e gli insegnamenti che mi ha regalato. Ho compreso più tardi quanto fosse necessario per lui tenere una distanza dai suoi piloti. Molti ragazzi che avevano corso per la Ferrari erano morti in pista, doveva proteggersi, guardare le gare dal suo ufficio, lontano da quelle gioie terribili che conosceva bene. Che uomo, altro che puntini di sospensione. ([[Jacky Ickx]]) *Particolare che certo ricorderete, l'abitudine di Ferrari di indossare gli occhiali scuri per difendersi dalla luce. Una necessità. Un vezzo. Una furbizia. Tutti si sentivano scrutati, osservati, esaminati. Era difficile capire dove stesse guardando, ed era come fissasse indistintamente ognuno di noi. ([[Ivan Capelli]]) *Per me, Enzo Ferrari aveva la stessa simbologia del Papa: quando la Rossa vince una corsa suonano le campane in chiesa. Non esiste nulla di nemmeno paragonabile al mondo. ([[Nigel Mansell]]) *Pranzando una volta a Fiorano mi disse: "Io so che lei sta facendo carriera e sarà un uomo di grande successo. Ma si ricordi che accanto a un uomo di successo ci deve essere sempre una donna". Io lo guardai, lui si fermò un attimo e poi aggiunse: "Naturalmente cambiandola ogni tanto". ([[Cesare Romiti]]) *Quando, stanco morto, andavo a letto sempre pensando al lavoro, alle corse, a un certo punto spegnevo la luce e allora il pensiero diventava fisso: Enzo Ferrari. Cosa pensava, il Drake, quando si trovava nel buio, da solo? Chissà che tipo di pensieri notturni gli aveva consentito di diventare Ferrari... ([[Frank Williams]]) *Quando Ferrari discorreva sembrava stesse leggendo un libro dato che in ogni sua parola non c'era la benché minima ombra d'esitazione. ([[Ivan Capelli]]) *Se penso a Enzo Ferrari penso ai suoi occhiali scuri, a quello sguardo bruno con cui decise di guardare e farsi guardare dal mondo. Un vetro scuro che modifica tutto ciò che lo circonda: il rosso delle sue macchine, i piloti, le donne, i suoi figli. Ma anche l'abbigliamento della gloria e la polvere dell'insuccesso. Ecco, se penso ad Enzo, penso a quel vetro che lo protesse, ma che gli impose una solitudine che solo gli uomini di grande carattere sono in grado di sopportare. Quando si muore ci si toglie gli occhiali e in quel margine di luce che resta si dice finalmente la verità. Credo che Enzo, la verità se la sia sempre detta, con o senza gli occhiali, con o senza le sue macchine, con o senza i suoi figli.<ref>In occasione della fiction in cui ha interpretato Enzo Ferrari.</ref> ([[Sergio Castellitto]]) *Sempre con gli occhialoni scuri impenetrabili, era un uomo incredibile, un uomo carismatico nel vero senso del termine. A lui non interessava il consenso, lui voleva solo una cosa: vincere. ([[Oliviero Toscani]]) *Stavamo allestendo le Barchette per la Mille Miglia [...] e Ferrari ogni momento ne aumentava il numero... Una mattina, Ferrari si presenta alla Carrozzeria Touring, vuole vedere la linea di queste vetture in lavorazione, non è soddisfatto [...], ha dato in escandescenze, mi ha dichiarato che avrebbe mandato subito il camion a ritirare tutto quanto e che il rapporto con noi della Touring era finito. Potete immaginare com'ero rimasto, com'era rimasto con me il mio socio Ponzoni [...]. Abbiamo pensato un po' [...] come affrontare il problema; un bel momento dico: "Senti Gaetano, qui l'unica cosa è che io mi presenti a lui al più presto e cerchi di aggiustare la questione. Al più presto, significa domani mattina [...] davanti al suo studio [...]". Non dimentichiamo che a quell'epoca c'erano degli americani che facevano una settimana di anticamera prima di essere ricevuti da Ferrari [...]. Per farla breve, arrivo alla mattina alle otto, ancora quando le fabbriche erano a Modena, l'ingresso era miserino [...]. Entro e il Commendatore mi dice: "Cosa fa ingegnere a quest'ora qui da me?". "Cosa faccio, sono qui per parlare con lei di quello che è successo ieri". "Ingegnere, ma lei ha creduto a quello che ho detto ieri?". Sono veramente rimasto di sasso, ma la cosa non è finita. Alle cinque del pomeriggio ero ancora lì, dopo aver chiacchierato, fatto colazione con lui [...]. Abbiamo parlato di operai, sindacati di produzione, di automobili, di arte, di tutti gli argomenti possibili per tirare tardi. Però il fatto che più mi ha colpito è stata la frase: "Ma lei ha creduto a quello che ho detto?". Enzo Ferrari più imprevedibile di così, non si può immaginare... ([[Carlo Felice Bianchi Anderloni]]) *Tutte le mie [[Ferrari]] hanno avuto problemi alla frizione. Quando tu guidavi normalmente, tutto andava bene. Ma quando si andava forte, la frizione scivolava in accelerazione; semplicemente non era all'altezza del compito. [...] Sono andato a Maranello regolarmente per avere una frizione ricostruita o rinnovata, e ogni volta la vettura è stata portata via per diverse ore e non mi hanno permesso di guardarli ripararla. Il problema con la frizione non è mai guarito, così ho deciso di parlare con Enzo Ferrari. Ho dovuto aspettare per lui un tempo molto lungo. "Ferrari, la vostra auto è spazzatura!", mi sono lamentato. Il Commendatore era furioso: "Lamborghini, si può essere in grado di guidare un trattore, ma non si sarà mai in grado di gestire una Ferrari correttamente". ([[Ferruccio Lamborghini]]) *Un giorno a Modena stavo entrando in un ristorante quando ho riconosciuto Ferrari seduto a uno dei tavoli. Mentre passavo ho cercato di salutarlo, ma lui girò la testa dall'altra parte fingendo di parlare con la persona accanto a lui. Mi stava ignorando! ([[Ferruccio Lamborghini]]) *Un uomo straordinario, coraggioso, visionario. Molto difficile, ma sempre leale. Gli devo molto. E non è un caso che [[Ferrari|il suo marchio]] e [[Formula 1|il mio]] siano due realtà indissolubili. ([[Bernie Ecclestone]]) *{{NDR|Vive in un ufficio che mette soggezione}}, una volta entrati si ha una sensazione poco rassicurante. Quando si entra depressi si esce ancora più depressi. ([[Niki Lauda]]) ===[[Enzo Biagi]]=== *Non gli andava bene che, in caso di vittoria, la maggior parte del merito andasse al pilota. Ciò che contava, prima di tutto, erano i suoi motori. Villoresi un giorno disse: Ferrari non conosce la parola gratitudine. E ogni incontro con Lauda era uno scontro fra due uomini che curavano ciascuno il proprio interesse. *Non ho mai avuto una particolare predisposizione per i motori, però Ferrari mi ha costantemente affascinato. L'ho sempre visto come un eroe del West: solitario, scontroso, difficile, ma ricco di umanità. *Per lui esistevano solo il rumore delle sue macchine e il silenzio delle sue riflessioni. Non era un emiliano buontempone, era un uomo che viveva con se stesso e che si faceva ragionevole compagnia. *Un giovane che aveva sognato di diventare Ferrari e lo è diventato. ===[[Piero Ferrari]]=== *Aveva abitudini e manie alle quali non è mai venuto meno. Come l'odio per gli ascensori. E per gli aerei. Diceva: «Non ho paura di volare, ho paura di non tornare a volare». Da qualunque parte andasse, doveva sempre rientrare a dormire nel suo letto. Non lasciava mai Maranello, lì si sentiva il re. Erano gli altri che venivano a trovarlo e a riverirlo. *Ho avuto un grande papà, terribilmente esigente, duro ma anche tenero. Nel carattere conservo tanti punti in comune, soprattutto quando mi arrabbio. Ma ciò che lo differenziava da tutti era il carisma, quel fascino misterioso che lo elevava sempre rispetto agli altri. Una sensazione che ho sentito solo al cospetto di [[Papa Giovanni Paolo II]]. Gente che ti fa sentire piccolo. *Mio padre ha lasciato in noi che gli eravamo vicini e nel DNA dell'azienda la volontà di guardare avanti, di cambiare giorno dopo giorno. Era una persona che non s'interessava mai al passato, se non per evitare errori fatti e cancellare esperienze negative. *Mio padre non diceva niente, approvava: "Tu fai, se va bene ti dico bravo". Lui però era così, voleva che la gente fosse libera di dimostrare di avere ragione e che le loro idee fossero giuste. Se però erano sbagliate, non la faceva passare liscia. Non è che non approvasse in partenza, nessuno avrebbe potuto recriminare che Ferrari non lasciasse libertà di esprimere le loro idee, perché mio padre lasciava fare. *Negli anni del fascismo aveva conquistato la celebrità con la sua Scuderia. Faceva correre le macchine dell'Alfa Romeo, per capirci. Ma da tempo era pronto per mettersi in proprio, per trasformarsi in imprenditore. [...] E [...] qui c'è un passaggio che io ho sempre trovato illuminante, a proposito della personalità di papà. Lui era del 1898, aveva alle spalle due guerre e stava per compiere cinquant'anni. [...] nel 1947, un uomo di mezzo secolo era quasi considerato un vecchio, l'età media della popolazione superava sì e no le sessanta primavere, insomma ci voleva un bel coraggio a buttarsi in un'attività nuova, con tutti i rischi del caso. [...] Ho saputo che tanti amici gli diedero del matto. Ma chi glielo faceva fare? Di soldi ne aveva e non sarebbe stato un problema, per lui, godersi la vita senza esporsi al pericolo del fallimento. Invece, a cinquant'anni, in quel contesto là, è ripartito da zero. Per questo [...] quando oggi leggo della crisi di molti quarantenni, della paura di invecchiare e cose così, be', penso a papà come a una terapia. *{{NDR|«Piero, è stato difficile convivere con l'ombra di un genitore così prestigioso e così ingombrante?»}} Non più di tanto. Vede, io ho capito in fretta che non dovevo pretendere di confrontarmi con la sua immagine, era una sfida impossibile, persa in partenza. Quindi ho seguito una mia strada, senza ascoltare chi avrebbe voluto insegnarmi chi fosse Enzo Ferrari. {{NDR|«E per lei chi è stato, Enzo Ferrari?»}} Il papà che quando ero piccolino al sabato mi comprava l'ultimo numero di Topolino e poi mi leggeva ad alta voce le storie di Paperino. Era Enzo Ferrari il Mito per tutti, giustamente. Ma per me era papà. ===[[Romolo Tavoni]]=== *Direi che, forse, Ferrari non aveva studiato letteratura ma era uno che diceva: "Volli, sempre volli fortissimamente volli". Voleva costruire un'azienda che durasse nel tempo e, forse, a questa intenzione che anteponeva a tutti gli avvenimenti, ha contribuito, almeno dal 1953 in poi, anche il sapere che il figlio che gli assomigliava in tutto e per tutto, come carattere, come volontà, gli sarebbe venuto a mancare di lì a poco: quando l'ematologo, il più grande ematologo di Modena, il professor Coppo, gli disse: "In queste condizioni, Ferrari lei non ha molte speranze". Il suo imperativo era quello di vincere perché vincendo toglieva la promozione alla concorrenza, ma doveva trovare in ogni modo uno spunto positivo, anche quando perdeva, perché lui doveva continuare. *In America mi ricordo che alle 12 Ore di Sebring, Henry Ford II chiese di venire ai box a conoscere la squadra. Noi siamo stati molto onorati e Ford disse: "Salutatemi il signor Ferrari, io non posso chiedere la rappresentanza della Ferrari, però vorrei che mi mandasse una macchina tramite Chinetti [...], io vorrei veramente sentirmi ambasciatore delle Ferrari", e poi gli scrisse una lettera con queste parole che io avevo riferito. Questo per dire la dimensione del personaggio. Gli scrive: "Io per propagandare un mio modello devo investire capitali enormi, lei viene a fare una gara qui due volte all'anno e sui giornali è in prima pagina, qual è il segreto per il quale lei ha i giornali a sua disposizione?" Ferrari risponde: "Io vorrei che lei comprasse una mia macchina e che poi la giudicasse, perché io sono un piccolo costruttore artigiano, faccio il sarto su misura". Henry Ford comprò una macchina da Chinetti pagandola. *Io credo che dal punto di vista umano e personale, Ferrari abbia pagato i suoi successi a caro prezzo. Io non lo invidio. Ha avuto degli onori che nessuno forse ha avuto, ma dal punto personale ha pagato con sacrifici non indifferenti. *Le auto Ferrari avevano un prezzo stabilito, ognuno pagava questo prezzo in Italia, ma non valeva altro che in Italia, perché i clienti parlano la stessa lingua che parlava lui, ma all'estero le macchine avevano il valore della gente che comprava. Il re Leopoldo del Belgio viene con Liliana de Rethy e gli ordina un bellissimo coupé per un regalo da fare alla principessa [...]. Ferrari dice senz'altro e la manda a Pininfarina, al quale aveva chiesto di carrozzarla. Quando ritorna l'addetto della casa reale gli dice che gli sarebbe piaciuto [...] un bellissimo foulard di quelli che aveva Ferrari con lo stemma Ferrari, con una spilla. Allora chiama Gardini: "Vai da Blundi ordina una spilla con brillanti. Che ci sia il Cavallino, mi raccomando d'oro ecc". "E quanto posso spendere?" "Cento mila, dovresti cavartela". Gardini torna indietro e dice: "Centocinquantamila". "Va bene, comprala lo stesso". La macchina costava 10 milioni di lire. Gardini dice: "Viene l'addetto della casa reale e devo dare la fattura". "Si dagliela, quanto 10 milioni? No, non c'è la spilla". "Allora 10 milioni 150 mila". "No mettici 10 milioni 500 mila, che siamo più sicuri". Ferrari era capace di tradurre qualsiasi cosa in vantaggio per la Ferrari Automobili. *L'uomo Ferrari era il primo dipendente di se stesso, era molto esigente con gli altri, era padrone degli altri, almeno con me credo che mi avesse considerato come il tavolo, la scrivania o la macchina da scrivere. I suoi collaboratori dovevano essere suoi, non si poteva stare a mezza strada. Vi racconto un episodio che chiarisce meglio le cose. Io ho avuto il piacere di lavorare dalla fine del 1945 al luglio del 1949 alle Officine Alfieri Maserati [...]. La prima a partire con l'attività sportiva nel dopoguerra fu la Maserati, la Ferrari stava elaborando ancora il suo 125 [...]. Quando mi sono trovato in Ferrari e ho detto che ero stato alla Maserati, dopo una settimana non mi voleva più, perché ero di quelli che erano al di là della via Emilia; Modena è divisa in due dalla via Emilia, quindi di qui o di là, ma un altro al mio posto, in quel momento, non c'era, quindi si è adattato. Mi ha detto: "D'ora in poi, lei deve avere in testa una cosa sola: la Ferrari. È la sua famiglia, il suo lavoro e la sua attività". *Per sapere se gli uomini potevano essergli vicino fino in fondo, per sapere tutto dei suoi uomini, un lunedì mattina mi disse: "Ma ieri come è andata?" "Sono andato a Bologna a vedere il Modena giocare con il Bologna, abbiamo anche perso". "Con chi è andato?" "Sono andato con Maletti, Montagnani, Zanasi, gli atri amici, con due macchine, mi hanno portato". "E dopo?" "E dopo ci siamo fermati a Modena al Nazionale, loro hanno fatto una partita a boccette e io ho preso un caffè guardando". E ha tirato fuori una busta gialla e dice: "Ah si è vero". Non era una bugia. Il Sifar credo l'abbia inventato lui per conoscere la gente. [...] Ferrari con l'Arma dei Carabinieri, la Benemerita, aveva un rapporto tale che sapeva se i suoi uomini mangiavano, se non mangiavano, se dormivano, chi vedevano, chi frequentavano. Ecco il possesso dell'azienda era totale. *Quando non aveva la macchina vincente, voleva essere pagato di più come premio di partenza perché diceva: "Vengo per farmi battere, altrimenti voi non avete nessuno che possa avere un certo prestigio per essere battuto, quindi la vostra gara non ha importanza". *Se ero in America al GP degli Stati Uniti e i nostri piloti erano l'inglese Hawthorn o Tony Brooks che facevano tempi migliori dei nostri, lui mi faceva, al telefono, un discorso di questo tipo: "Guarda che sono convinto che Phil Hill domani farà meglio, forse li batte tutti e due". Un discorso così per un ingenuo come me inizialmente era difficile da capire, però il significato era: "In America, se è possibile io vendo 10 macchine di più se vince un americano". Andavamo in Inghilterra a fare il Tourist Trophy con le vetture sport e avevamo Phil Hill che andava benissimo su quel circuito ed aveva il miglior tempo e gli altri venivano dopo. Lui diceva: "Fate attenzione durante i rifornimenti vedrete che quel pilota inglese vincerà lui". Aveva questa abilità di gestire le corse anche stando a casa. Lui è sempre stato il vero Direttore Sportivo della scuderia, credo almeno fino al 1980, perché era la sua vita, le corse erano la sua vita. ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte"/> ==Bibliografia== *[[Marco Pastonesi]] e [[Giorgio Terruzzi]], ''Palla lunga e pedalare'', Dalai Editore, 1992. ISBN 88-8598-826-2. *Enzo Ferrari, ''Piloti, che gente...'', Conti Editore, 2003. ==Voci correlate== *[[Ferrari]] *[[Piero Ferrari]] – figlio *[[Scuderia Ferrari]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ferrari, Enzo}} [[Categoria:Imprenditori italiani]] [[Categoria:Industriali]] 7wr45qmm5hz2umzawkxhalk93hbcvkp 1411455 1411441 2026-04-23T23:29:28Z Danyele 19198 /* Citazioni di Enzo Ferrari */ +sic 1411455 wikitext text/x-wiki [[File:Enzo Ferrari giovane.jpg|thumb|Enzo Ferrari]] '''Enzo Anselmo Ferrari''' (1898 – 1988), imprenditore, industriale e pilota automobilistico italiano. ==Citazioni di Enzo Ferrari== *A Maranello vengono spesso musicisti di un genere che è difficile immaginare appassionati di automobili tipo Ferrari. [[Arturo Benedetti Michelangeli]], per esempio, è nostro cliente abituale: adesso è in attesa di una nuova macchina. La prima volta mi chiese, con un leggero imbarazzo, una berlinetta Mille Miglia usata, dichiarandosi non sufficientemente ricco per poter comperarne una nuova. Poi ci rimase fedele, e ogni tanto viene qui, silenzioso, quasi diafano, con quella sua cortesia fredda, quell'espressione sconcertante. Uno strano signore a colazione tra le nuvole.<ref group="fonte">Da ''Le mie gioie terribili''; citato in Vincenzo Borgomeo, ''[https://www.repubblica.it/online/auto_prima/suono/suono/suono.html Il suono dei motori]'', ''repubblica.it''.</ref> *All'[[Alfa Romeo|Alfa]] sanno fare i guanti alle mosche.<ref group="fonte">Citato in Rita Querzé, ''[http://milano.corriere.it/milano/notizie/arte_e_cultura/10_luglio_26/museo-alfa-romeo-querze-1703461022699.shtml Il museo dell'Alfa Romeo «patrimonio culturale»]'', ''milano.corriere.it'', 26 luglio 2010.</ref> *Ci asteniamo dal precisare il numero di cavalli che hanno i nostri motori. Quando le nostre macchine vincono vuol dire che hanno più cavalli, quando perdono vuol dire che ne hanno di meno.<ref group="fonte" name=LIV>Citato in ''Palla lunga e pedalare'', p. 54.</ref> *Cinque anni dopo [[Tazio Nuvolari]] entrò nella [[Scuderia Ferrari]], della quale doveva divenire in breve il portabandiera. Già allora era quell'uomo spiccio e caustico che in seguito pochi amici poterono conoscere nell'intimo.<ref group="fonte" name=tazio>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/12/27/il-segreto-di-tazio.html Il segreto di Tazio]'', ''la Repubblica'', 27 dicembre 1985.</ref> *{{NDR|Su [[Gilles Villeneuve]]}} Con la sua capacità distruttiva che macinava semiassi, cambi, frizioni, freni ci insegnava anche cosa fare perché un pilota potesse difendersi in un momento di necessità. È stato un campione di combattività, ha aggiunto notorietà a quella che la Ferrari già aveva, gli volevo bene.<ref group="fonte">Citato in [[Carlo Marincovich]], ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/05/08/zolder-82-ultimo-volo-di-gilles-ventanni.html Zolder '82, l'ultimo volo di Gilles. Vent'anni con il mito Villeneuve]'', ''la Repubblica'', 8 maggio 2002.</ref> *Con tanti riconoscimenti, mi è venuto il dubbio di essere qualcuno.<ref group="fonte" name=LIV/> *Fin che ho potuto ho dato. È dal 1929 che do qualcosa.<ref group="fonte" name=LIV/> *Fra cent'anni diranno che sono uno che ha scoperto l'acqua calda.<ref group="fonte" name=LIV/> *Giù le mani dalla [[Scuderia Ferrari|Ferrari]]: di me dite quello che volete.<ref group="fonte" name=LIV/> *Ho imparato che è inutile protestare. Bisogna fare come i cani quando hanno una ferita.<ref group="fonte" name=LIV/> *Ho trovato uomini che indubbiamente amavano come me l'automobile. Ma forse non ne ho trovati altri con la mia ostinazione, animati da questa passione dominante nella vita che a me ha tolto il tempo e il gusto per quasi ogni altra cosa. Io non ho alcun diverso interesse dalla macchina da corsa.<ref group="fonte" name=sessanta>Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/storia/prima.html Il Drake comincia la sua avventura]'', ''I sessant'anni Ferrari'', 1ª puntata, ''repubblica.it''.</ref> *I [[motore|motori]] sono come le [[donna|donne]]: bisogna saperli toccare nelle parti più sensibili.<ref group="fonte" name=LIII>Citato in ''Palla lunga e pedalare'', p. 53.</ref> *I piloti io li scelgo a seguito di [[emozioni]] che provo, non di freddo [[ragionamento]].<ref group="fonte">Da una dichiarazione pubblica contenuta nel documentario ''I Ferrarissimi'', Avofilm, 1996.</ref> *{{NDR|Sulla [[Ferrari F1-86]]}} [...] i risultati sono quelli che sono e voi giornalisti li commentate aspramente tutte le settimane. Vede, del motore non mi posso lamentare: è il più potente che ci sia. Quando lo presentammo all'inizio di stagione avevamo scritto nella brochure: 840 cavalli. Oggi in gara ne fornisce 900. I collaboratori che avevamo scelto per questo lavoro hanno, dunque, lavorato molto bene [...]. Sappiamo benissimo cosa è sbagliato. Questa è una macchina che non ha stabilità in curva, che quando è in fase di accelerazione pattina perchè non ha aderenza. È inutile cambiare sospensioni o altre cose. È una macchina sbagliata che va rifatta completamente, ma questo è impossibile nel pieno della stagione agonistica. Ecco perchè [...] non possiamo fare altro che buttare via questo 1986.<ref group="fonte">Citato in [[Carlo Marincovich]], ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1986/07/10/ferrari-scoperto-il-colpevole.html Ferrari, scoperto il colpevole]'', ''la Repubblica'', 10 luglio 1986.</ref> *Il [[sessualità|sesso]]? A una certa età diventa un disturbo.<ref group="fonte" name=LIII/> *Io mi ero illuso che le nostre cure potessero ridargli la salute perché un padre si illude sempre. M'ero convinto che egli fosse come una mia macchina, uno dei motori. E così mi ero fatto una tabella delle calorie di tutti gli alimenti che Dino doveva ingerire e che non avrebbero nuociuto ai suoi reni, tenevo un aggiornatissimo diagramma quotidiano delle albumine, del peso specifico dell'urina, del tasso azotemico del sangue, della diuresi eccetera, che mi dava l'indice dell'andamento della malattia. La realtà, tristissima, era ben altra: mio figlio deperiva costantemente perché colpito da [[distrofia muscolare]] progressiva. Si spegneva per questa terribile malattia che nessuno ha mai potuto individuare né curare, che nessuna difesa consente all'infuori della profilassi genetica. Fin quando una sera, in quella agenda dove annotavo tutti questi dati, scrissi: la partita è perduta.<ref group="fonte" name=sessanta/> *Io non ammaino niente. Deciderà il Padreterno.<ref group="fonte" name=LIV/> *L'automobile è un'espressione di libertà, e il rischio che stiamo correndo è quello di ammazzarci perché ce n'è troppa. Del resto, ci sono due modi classici di morire: di fame e di indigestione.<ref group="fonte" name=LIV/> *L'azienda conta più di qualunque collaboratore, fosse anche il migliore dei piloti.<ref group="fonte">Citato in [[Leo Turrini]], ''[https://www.quotidiano.net/blog/turrini/i-75-anni-di-piero-un-ferrari-vero-5.6358 I 75 anni di Piero, un Ferrari vero]'', ''quotidiano.net'', 22 maggio 2020.</ref> *{{NDR|Sulla [[Mille Miglia]]}} La corsa più bella del mondo.<ref group="fonte" name=Enzo>Citato in ''[https://www.adnkronos.com/r/Pub/AdnKronos/Assets/PDF/02-CosaelaMilleMiglia.pdf Cos'è la Mille Miglia]'', ''adnkronos.com''.</ref> *La [[fortuna]] e la sfortuna non esistono.<ref group="fonte">Citato nell'edizione delle 20:00 del TG1, Rai 1, 9 maggio 2010.</ref> *La macchina da corsa perfetta è quella che si rompe appena dopo il traguardo.<ref group="fonte">Citato da [[Valentino Rossi]] in Alessandro Pasini, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2010/aprile/12/Vale_conquista_deserto_del_Qatar_co_8_100412010.shtml Vale conquista il deserto del Qatar]'', ''Corriere della Sera'', 12 aprile 2010.</ref> *La macchina migliore è quella che deve ancora essere costruita.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/storia/quattordicesima.html Debutta la Galleria Ferrari, "l'anti-museo"]'', ''I sessant'anni Ferrari'', 14ª puntata, ''repubblica.it''.</ref> *[[Niki Lauda|Lauda]] è peggio di [[Giuda Iscariota|Giuda]]. Si è venduto alla concorrenza per trenta [[salame|salami]].<ref group="fonte" name=LIII/> *Le mie auto non fumano.<ref>In seguito all'offerta della Marlboro di sponsorizzare le vetture Ferrari in Formula 1.</ref><ref group="fonte">Citato in ''Enzo Ferrari. Una leggenda a fumetti'', supplemento allo speciale Formula 1 di ''Quattroruote'', marzo 2005.</ref> *{{NDR|Su [[Jim Clark]]}} Meglio solo, attardato, a rimontare. Come a Monza nel '67, quando fece impazzire d'entusiasmo gli appassionati. Mi sarebbe piaciuto affidargli una Ferrari. Qualcuno mi disse che potevo portarlo nella mia squadra. Io non ci ho mai creduto. Clark non avrebbe mai corso su una macchina non inglese.<ref group="fonte">Citato in [[Giorgio Terruzzi]], ''[https://www.redbull.com/it-it/terruzzi-racconta-podcast-monaco-2020-ep-4 Terruzzi racconta: Le strane coppie della F1 {{!}} Episodio 4]'', ''redbull.com'', 19 maggio 2020.</ref> *Metto le [[Occhiali da sole|lenti scure]] perché non voglio dare agli altri la sensazione di come sono fatto dentro.<ref group="fonte" name=LIII/> *Mi ritengo peggiore degli altri, ma non so quanti siano migliori di me.<ref group="fonte" name=LIII/> *Mio padre mi diceva sempre: i [[stupidità|coglioni]] sono cari ad ogni prezzo. Così io cerco di stare con chi coglione non è.<ref group="fonte" name=LIII/> *{{NDR|Parlando di [[Tazio Nuvolari]]}} Nessuno accoppiava, come lui, una così elevata sensibilità della macchina a un coraggio quasi disumano.<ref group="fonte" name=tazio/> *Noi non perdoniamo niente a nessuno, quindi fate bene a non perdonare niente anche alla [[Scuderia Ferrari|Ferrari]].<ref group="fonte" name=LIII/> *Non accetto e non dimentico che mi hanno chiamato Saturno ammodernato che mette al mondo i figli e poi li divora.<ref group="fonte" name=LIV/> *{{NDR|Parlando di [[Tazio Nuvolari]]}} Non appena mi giunse la notizia della sua fine partii per [[Mantova]]. Era un caldo pomeriggio: l'11 agosto 1953. Nella fretta mi persi in un dedalo di stradine della vecchia Mantova. Scesi di macchina, domandai a un negozio di stagnino la via per villa Nuvolari. Ne uscì un anziano operaio, che prima di rispondermi fece un giro intorno alla mia macchina per leggere la targa. Capì, mi prese una mano e la strinse con calore, si commosse. "Grazie d'essere venuto – mi bisbigliò – come quello là non ne nasceranno più"<ref group="fonte" name=tazio/> *{{NDR|Rivolto ai giornalisti}} Non commetteremo gli errori di quest'anno: ne faremo dei nuovi perché soltanto quelli che lavorano sbagliano. Quelli che scrivono il lunedì invece non sbagliano mai.<ref group="fonte">Dalla conferenza stampa di presentazione della Ferrari 312 T; citato in Vincenzo Borgomeo, ''[https://www.formulapassion.it/editoriale/presentazioni-f1-ieri-e-oggi-due-pianeti-lontanissimi Presentazioni F1 ieri e oggi, due pianeti lontanissimi]'', ''formulapassion.it'', 5 marzo 2025.</ref> *Ogni singolo pezzo della pista, deve poter mettere a dura prova il comportamento dinamico dell'auto in modo tale da rendere facile l'individuazione dei problemi di ogni macchina. Da questo momento in poi, voglio che nessuna Ferrari affronti la pista o la produzione di serie senza che abbia superato a pieni voti l'esame [[Circuito di Fiorano|Fiorano]].<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/storia/undicesima.html Nel 1972 una svolta: nasce la pista di Fiorano]'', ''I sessant'anni Ferrari'', 11ª puntata, ''repubblica.it''.</ref> *Preferisco essere chiamato semplicemente Ferrari ed è quello che ho ottenuto entrando ogni mattina dal mio barbiere, Antonio.<ref group="fonte" name=LIV/> *Quando un pilota muore, almeno due donne svengono.<ref group="fonte" name=LIII/> *Quello che conta è non dare fastidio agli altri: ma chi ci riesce?<ref group="fonte" name=LIII/> *Signore dei cieli, fatemi diventare buono.<ref group="fonte" name=LIV/> *Sono l'espressione vivente della fantasia dei giornalisti.<ref group="fonte" name=LIV/> *Su un letto dell'ospitale canonica gli dissi: "Coraggio Tazio, sarà per il prossimo anno". Mi rispose: "Ferrari, giornate come questa, alla nostra età, non ne tornano molte; ricordalo e cerca di gustarle fino in fondo, se ci riesci". In queste parole, che forse erano una umile confessione, era nascosto il dramma di quell'uomo fatto d'un sol fascio di nervi, il dramma di un padre che aveva visto morire entrambi i suoi figli adorati e che invano sperava con tutto il cuore di non dover attendere la morte in un letto. Era un solitario, un uomo amareggiato per la crudeltà con cui il destino lo aveva colpito negli affetti più profondi, tuttavia, e non suoni irriverente questa mia osservazione, non cessò mai di essere un sagace regista di se stesso. Pochi come lui conobbero la folla, capirono quello che la folla voleva, seppero alimentare il proprio mito. Ogni suo atto, ogni suo gesto era previsto e calcolato, pur negli spasimi di una vita di atleta lanciato agli estremi rischi.<ref group="fonte" name=tazio/> *Sul famoso stile di guida di [[Tazio Nuvolari]] se ne sono dette di tutti i colori. Succede del resto sempre così, quando un uomo arriva ai limiti dell'impossibile: si impadronisce di lui il mito e, allora, se faceva il pugile, si racconta che sapeva uccidere un toro con un pugno, e se faceva il pilota, che percorreva le curve su due ruote.<ref group="fonte" name=taz>Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/piloti/nuvolari.html Tazio Nuvolari - La leggenda Nivola]'', ''I sessant'anni Ferrari'', ''repubblica.it''.</ref> *{{NDR|Sulla [[Mille Miglia]]}} Un museo viaggiante unico e affascinante, allestito in una straordinaria cornice di pubblico festante.<ref <ref group="fonte" name=Enzo/> *{{NDR|Su [[Tazio Nuvolari]]}} Un prodigio insuperato dell'istinto ai limiti delle possibilità umane e delle leggi fisiche.<ref group="fonte" name=taz/> *{{NDR|Sul [[ciclismo]]}} Uno sport che produce [[sudore]].<ref group="fonte">Citato in Mario Fossati, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/02/14/amava-il-coraggio-ma-ai-campioni-preferiva.html Amava il coraggio ma ai campioni preferiva i gregari]'', ''la Repubblica'', 14 febbraio 2003.</ref> {{Int|1=''[https://www.youtube.com/watch?v=mH_t0-cB5VQ Rosso Ferrari]''|2=Regia di Gianpaolo Tescari, Politecne Cinematografica, 1984; disponibile in YouTube, Archivio Nazionale Cinema Impresa, 5 marzo 2019.}} *Ricordo che nel 1912 vidi una fotografia sulla ''Stampa Illustrata'' che si pubblicava allora a Torino, di [[Ralph De Palma|{{Sic|Raffaele Di Palma}}]], che mi sembra avesse vinto in quell'epoca la 500 Miglia di Indianapolis. Mi dissi: questo è un italiano, perché un giorno non potrei anch'io essere un pilota d'automobili? E tutti gli atti sono stati una conseguenza di questo sogno dell'adolescenza. (min. 01:03-01:43) *La macchina da corsa per me è come un figlio. [...] il figlio rappresenta la continuità di noi stessi, [...] quello che [...] un costruttore realizza trasformando una materia informe, dei forgiati, in una meccanica vivente, in una armonia di suoni. (min. 03:17-04:00) *[...] il rapporto macchina e pilota è molto semplice: io ho sempre pensato che potesse essere fissato in una percentuale media del 50 per cento [...]. Ora stiamo vivendo un periodo nel quale intravediamo uno spostamento di questa percentuale di merito alla macchina, con le nuove costruzioni, cioè l'affidabilità del mezzo sta prendendo una preponderanza sulle capacità del pilota. (min. 05:12-05:58) *Non ricordo niente che valga più della prima [[vittoria]]... non c'è niente. Per me la vittoria più importante è quella che devo ancora conseguire. Noi siamo dei costruttori che ogni 15 giorni dobbiamo offrirci all'esame di maturità. (min. 06:19-06:45) *Io non ho avuto la possibilità di studiare [...] però nella vita mi sono sempre contornato di persone molto colte, capaci e soprattutto pervase dal desiderio di avere successo, di amare l'automobile; era la prima qualità, la prima dote che dovevo scoprire nel mio interlocutore prima di assumerlo. A me è restato un compito: quello di agitare dei problemi e di provocare delle riunioni e assistendo ai contrastanti pareri dei miei collaboratori, col modesto potere di sintesi di cui ho sempre risposto, prendere delle decisioni. (min. 08:28-09:43) *È ovvio che la macchina bisogna prima sognarla, per poi chiedere ai propri collaboratori se si sentono in grado di realizzarla, se condividono il sogno di chi vuole ottenere successo. (min. 10:20-10:45) *Prima di tutto la [[Gran Turismo (automobile)|Gran Turismo]] la prende uno che vuole differenziarsi dagli altri, chiedere alla vettura delle prestazioni istantanee che non può avere su altre macchine. Oggi non si va alla ricerca della velocità assoluta, oggi si va alla ricerca di velocità istantanee. (min. 19:24-19:50) *Il 12 cilindri resta sempre la macchina originale per la [[Ferrari]]. [...] tutto il resto è una derivazione del modello originale. (min. 21:43-22:11) *Lei trova nelle nostre macchine qualcosa di diverso. Non dico che sia sempre in meglio, no!, ma qualche cosa di diverso. Perché? Perché c'è l'apporto intellettivo dell'uomo. (min. 25:34-25:47) ==''Piloti, che gente...''== *{{NDR|Su [[Tony Brooks]]}} Abbandonò le corse per fare non so se il commerciante di automobili o il dentista. Si era presentato in Italia come intelligente stilista. Si dimostrò in seguito uomo capace, ma tanto prudente, anche quando la prudenza poteva essere intesa come intenzione di non nuocere, non soltanto a se stesso, ma anche agli altri.<ref group="fonte">Citato in Stefano Ollanu, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-piloti/addio-tony-brooks-1959-ferrari-615994.html Addio a Tony Brooks, 2º nel 1959 con la Ferrari]'', ''formulapassion.it'', 3 maggio 2022.</ref> *{{NDR|Su [[Carlos Reutemann]]}} Atletico, pilota di ottime capacità, condizionato da un temperamento tormentato e tormentoso. Capace di risolvere situazioni difficili, supplendo anche a occasionali deficienze meccaniche, ma labile a sciupare, per emotività congenita, risultati acquisibili in partenza.<ref group="fonte">Citato in Rüdiger Franz Gaetano Herberhold, ''[https://www.guerinsportivo.it/news/formula1/2021/07/11-4481757/ricordando_carlos_reutemann Ricordando Carlos Reutemann]'', ''guerinsportivo.it'', 11 luglio 2021.</ref> *[[Jacky Ickx|Ickx]]: un connubio di ardimento e di calcolo. Nel primo anno in cui corse con le mie macchine maturò un'esperienza che prometteva grandi frutti. Poi, dopo una stagione di intervallo con la Brabham, per quattro anni abbiamo inseguito un titolo, mentre ci venivano attribuite polemiche spesso inconsistenti al di là del funambolismo giornalistico. Se facciamo una graduatoria dei piloti Ferrari vincitori di Gran Premi valevoli per il campionato mondiale, Ickx è terzo, insieme a Villeneuve, con sei affermazioni, dietro ad Alberto Ascari con tredici e a Lauda con quindici. Qualche suo atteggiamento, che gli valse fra i miei collaboratori l'appellativo di Pierino il terribile, non mi ha cancellato il ricordo di un ragazzo cresciuto in fretta e l'impressione di quella sua guida fine e temeraria sotto la pioggia. (pp. 99-100) *[[Nino Farina]] era l'uomo dal coraggio che rasentava l'inverosimile. Un grandissimo pilota, ma per il quale bisognava stare sempre in apprensione, soprattutto alla partenza e quando mancavano uno o due giri all'arrivo. Alla partenza era un poco come un purosangue ai nastri, che nella foga della prima folata può rompere; in prossimità del traguardo era capace di fare pazzie, ma, bisognava pur dire, rischiando solo del proprio, senza scorrettezze a danno di altri. Così, aveva un abbonamento alle corsie dell'ospedale. (p. 47-48) *[[Riccardo Patrese|Patrese]] alterna corse molto belle a prestazioni criticate dai suoi colleghi. È un pilota molto capace e nessuno, sia in prova che in gara, gli mette soggezione. Ha accumulato una lunga esperienza, ma fino ad ora, anche in squadre di prima grandezza, ha ottenuto meno successo di quanto meriterebbe. (p. 120) *[[Nelson Piquet|Piquet]] [...] si è dimostrato fin dalle prime esibizioni capace di imprese bellissime con qualche minima lacuna che talvolta lascia perplessi. Ha le caratteristiche del campione. Ogni tanto si fa notare per qualche simpatica spregiudicatezza nei suoi scherzi, nei comportamenti in gara e nelle dichiarazioni a ruota libera, del tipo che ai giornalisti non par vero di poter riprodurre [...]. Un avventuriero di lusso, che conduce la vita a modo suo, come le corse, ma è un campione, ripeto [...]<ref group="fonte">Citato in Stefano Ollanu, ''[https://www.formulapassion.it/opinioni/zoom/nelson-piquet-putiferio-intervista-playboy-1988-f1 Nelson Piquet e il putiferio sull’intervista a Playboy del 1988]'', ''formulapassion.it'', 29 giugno 2022.</ref> *{{NDR|Su [[Ludovico Scarfiotti]]}} Salito sulla [[Formula 1]] non voleva scenderne, anche se il suo stile non si conciliava con il necessario affinamento. Qualcuno parlò di divorzio quando Ludovico chiese, per il Gran Premio d’Italia dell’anno dopo, di cercarsi un’altra vettura. Ebbi una lettera di [[Gianni Agnelli]], che si era interessato all’attività sportiva di Ludovico, suo cugino. Mi diceva: "Sta bene, anche Ludovico è d’accordo di smettere con la Formula 1". La sua ansia di sentirsi completo al volante di una macchina da corsa ebbe invece il sopravvento. Lasciò la [[Ferrari]] e cercò altrove, in Inghilterra, in Germania, ma non era soddisfatto. Lo seppi: avevamo già gettato le basi di un ritorno, di una nuova stagione con le rosse vetture Sport che non dimenticava. Lo sapevano in pochi. Ma l’agguato di Rossfeld, lo spuntone di roccia che gli fu fatale nella caduta fuori dalla bianca Porsche impazzita, doveva impedire la soluzione dell’equivoco. Il pilota generoso, corretto, soprattutto ubbidiente anche se ebbe la sua fiammata d’orgoglio, non poté ritrovare la spensieratezza di tante famose gare di durata, quella felicità che la sua vita sentimentale gli aveva avaramente dosato in un’altalena di affetti.<ref group="fonte">Citato in Silvano Lonardo, ''[https://www.f1world.it/amarcord/ludovico-scarfiotti-lultimo-pilota-italiano-a-trionfare-a-monza/ Ludovico Scarfiotti: l'ultimo pilota italiano a trionfare a Monza]'', ''f1world.it''.</ref> *{{NDR|Su Nino Farina}} Sarà storicamente ricordato come il pilota che per primo si è fregiato del titolo mondiale quando, nel 1950, fu istituito il Campionato del mondo di Formula 1. (p. 48) *Viveur, danseur, calciatore, tennista e, a tempo perso, pilota: così ho definito [[Clay Regazzoni]], il brillante, intramontabile Clay, ospite d'onore ideale per le più disparate manifestazioni alla moda, grande risorsa dei rotocalchi femminili. Lo contattai fin dal 1969 [...]. L'anno dopo vinse un memorabile Gran Premio d'Italia a Monza. Poi si affinò, come stile e temperamento, che era fra i più audaci, fino a diventare un ottimo professionista. Gli avversari lo hanno sempre rispettato. (p. 118) ==Citazioni su Enzo Ferrari== *Anche dopo gli "ottanta" Enzo Ferrari non aveva abbandonato quello spirito che lo accompagnava già dai tempi in cui gareggiava come pilota. [...] Un aneddoto rivelatore: Ferrari, per l'uso quotidiano, acquistava auto di serie, generalmente berline a quattro porte di media cilindrata. Ricordo una Fiat 124, una Fiat Ritmo, un'Alfa 164. Aveva poi il vezzo di farle elaborare. Allo scopo, le affidava ai tecnici del Reparto Esperienze della FIAT: faceva sostituire i carburatori, altri componenti del motore e non dimenticava l'impianto frenante [...] così come le sospensioni. Per queste elaborazioni [...] Ferrari era in contatto da anni con tre tecnici del Reparto, da noi soprannominati "i cavalieri", che regolarmente venivano a Maranello da Torino per consegnare una vettura "rivista e corretta" [...]. Una volta ricevute le nuove "belve" della strada, sempre celate sotto l'originale veste di banali vetture di tutti i giorni, Ferrari le utilizzava per i suoi brevi spostamenti tra l'abitazione e la fabbrica. Quasi sempre, le vetture erano condotte dai suoi fedeli autisti: il factotum Dino e un ex agente della Polizia Stradale. A volte capitava di doversi fermare a un incrocio a causa di un semaforo rosso. Se, nel frattempo, sopraggiungeva un'auto supersportiva, all'accensione della luce verde, Enzo Ferrari incitava il suo autista dicendogli "Accellera! Accellera!". [...] Il rumore del motore in piena accelerazione copriva le risate di Ferrari e del suo autista. Ecco, quel modo di sfilare via al semaforo non era certo una sfida contro il malcapitato di turno, ma puro divertimento. ([[Marco Piccinini]]) *Aveva della sua attività quasi un'idea poetica, chiedeva macchine che venissero utilizzate tutti i giorni e che potessero diventare vetture da gara. ([[Nicola Materazzi]]) *{{NDR|«Che cosa le chiedeva il Commendatore quando si accingeva a progettare la macchina per l'anno successivo?»}} Da persona estremamente intelligente e furba, se ne guardava bene dall'esprimersi. Per farci sorridere delle volte mi diceva "fa na machina c'venz", fai una macchina vincente. ([[Mauro Forghieri]]) *Dobbiamo metterci in mente tutti, senza dimenticarlo, che se non ci fosse stato Enzo Ferrari, l'Italia, sotto il punto di vista dell'automobilismo da competizione, sarebbe allo stesso livello del Belgio o della Spagna. L'autombilismo da competizione in Italia lo ha inventato Enzo Ferrari anche se in realtà si correva da ben prima. Ma per la posizione di sfida lanciata al resto del mondo, per la sfida alla Mercedes, per quella alla Ford, come appassionati gli dobbiamo tutta la nostra riconoscenza. [...] Sebbene, secondo me, nel nostro Paese, mai si è dato il rilievo che la figura di Enzo Ferrari meritava. ([[Gian Paolo Dallara]]) *È un uomo eccezionale. La sua vita non è stata facile. Quando siamo insieme si scherza, ci si diverte, ma quando si abbordano degli argomenti seri egli evita la discussione. Non è molto facile da capire e inoltre gli piacciono i machiavelli. ([[Clay Regazzoni]]) *Enzo Ferrari è uno che non conosce la parola grazie. ([[Gigi Villoresi]]) *Enzo Ferrari era intelligente, molto duro e avevano tutti paura di lui. Ricordo che ero in ufficio, un ambiente buio, con i mobili chiari, e mi fu chiesto: "Quanti soldi vuoi?". Risposi che ero troppo giovane per pensare ai soldi; credo che Enzo mi stesse mettendo alla prova, per vedere quale fosse la mia motivazione. ([[Jody Scheckter]]) *Era un genio, acuto, insomma unico. Gli davano fastidio i piloti che chiedevano soldi per correre con la Rossa. Lui voleva vedere vincere la Ferrari. ([[Carlo Cavicchi]]) *Era un personaggio molto duro, che ha fatto del motorsport la sua vita, indole che condivido. ([[Gian Carlo Minardi]]) *Ferrari? [[Benito Mussolini|Mussolini]] sarebbe un bambino di fronte a lui. ([[Olivier Gendebien]]) *Ferrari era un uomo di intuito. Mi ha creato e, a differenza di quanto accaduto con altri, non mi ha distrutto. Un uomo eccezionale, aggrappato alla concretezza della nostra terra. Abbiamo avuto discussioni accese. Lui urlava e io più di lui, ma alla fine ci si intendeva. Lui dava ai suoi collaboratori la massima libertà, spronando sull'innovazione. Noi due simili? No. Io sono un tecnico che ragiona sulla base di dati, lui lo faceva sulle sensazioni, peraltro spesso azzeccate. ([[Mauro Forghieri]]) *Grazie a Ferrari ho anche iniziato a costruire la forcella diritta. Fino ad allora eravamo convinti che quella curva ammortizzasse meglio. Lui mi portò nei laboratori dove si progettava con l’aiuto del computer, per me era una cosa straordinaria. E mi dimostrò che aveva ragione. ([[Ernesto Colnago]]) *Il commendatore, è difficile dirlo se è un mago, certamente è uno che sa cosa vuole e dove vuole arrivare. ([[Carlos Reutemann]]) *Il Vecchio aveva una sua idea tutta particolare. Chiamava ed accettava un pilota se, secondo lui, il "prescelto" donava a cuore aperto tutta la sua bravura. E guai a contrastarlo. Eravamo due caratteri distanti un mondo. Ma non ho mai denigrato il successo, la bravura, il coraggio del re di Maranello. ([[Graham Hill]]) *Molte persone quando parlano di Enzo Ferrari, dicono: un grande uomo ma... Lasciano intendere qualche elemento negativo. Io non sono tra questi. Di Ferrari ricordo la tenerezza nei miei confronti, le opportunità e gli insegnamenti che mi ha regalato. Ho compreso più tardi quanto fosse necessario per lui tenere una distanza dai suoi piloti. Molti ragazzi che avevano corso per la Ferrari erano morti in pista, doveva proteggersi, guardare le gare dal suo ufficio, lontano da quelle gioie terribili che conosceva bene. Che uomo, altro che puntini di sospensione. ([[Jacky Ickx]]) *Particolare che certo ricorderete, l'abitudine di Ferrari di indossare gli occhiali scuri per difendersi dalla luce. Una necessità. Un vezzo. Una furbizia. Tutti si sentivano scrutati, osservati, esaminati. Era difficile capire dove stesse guardando, ed era come fissasse indistintamente ognuno di noi. ([[Ivan Capelli]]) *Per me, Enzo Ferrari aveva la stessa simbologia del Papa: quando la Rossa vince una corsa suonano le campane in chiesa. Non esiste nulla di nemmeno paragonabile al mondo. ([[Nigel Mansell]]) *Pranzando una volta a Fiorano mi disse: "Io so che lei sta facendo carriera e sarà un uomo di grande successo. Ma si ricordi che accanto a un uomo di successo ci deve essere sempre una donna". Io lo guardai, lui si fermò un attimo e poi aggiunse: "Naturalmente cambiandola ogni tanto". ([[Cesare Romiti]]) *Quando, stanco morto, andavo a letto sempre pensando al lavoro, alle corse, a un certo punto spegnevo la luce e allora il pensiero diventava fisso: Enzo Ferrari. Cosa pensava, il Drake, quando si trovava nel buio, da solo? Chissà che tipo di pensieri notturni gli aveva consentito di diventare Ferrari... ([[Frank Williams]]) *Quando Ferrari discorreva sembrava stesse leggendo un libro dato che in ogni sua parola non c'era la benché minima ombra d'esitazione. ([[Ivan Capelli]]) *Se penso a Enzo Ferrari penso ai suoi occhiali scuri, a quello sguardo bruno con cui decise di guardare e farsi guardare dal mondo. Un vetro scuro che modifica tutto ciò che lo circonda: il rosso delle sue macchine, i piloti, le donne, i suoi figli. Ma anche l'abbigliamento della gloria e la polvere dell'insuccesso. Ecco, se penso ad Enzo, penso a quel vetro che lo protesse, ma che gli impose una solitudine che solo gli uomini di grande carattere sono in grado di sopportare. Quando si muore ci si toglie gli occhiali e in quel margine di luce che resta si dice finalmente la verità. Credo che Enzo, la verità se la sia sempre detta, con o senza gli occhiali, con o senza le sue macchine, con o senza i suoi figli.<ref>In occasione della fiction in cui ha interpretato Enzo Ferrari.</ref> ([[Sergio Castellitto]]) *Sempre con gli occhialoni scuri impenetrabili, era un uomo incredibile, un uomo carismatico nel vero senso del termine. A lui non interessava il consenso, lui voleva solo una cosa: vincere. ([[Oliviero Toscani]]) *Stavamo allestendo le Barchette per la Mille Miglia [...] e Ferrari ogni momento ne aumentava il numero... Una mattina, Ferrari si presenta alla Carrozzeria Touring, vuole vedere la linea di queste vetture in lavorazione, non è soddisfatto [...], ha dato in escandescenze, mi ha dichiarato che avrebbe mandato subito il camion a ritirare tutto quanto e che il rapporto con noi della Touring era finito. Potete immaginare com'ero rimasto, com'era rimasto con me il mio socio Ponzoni [...]. Abbiamo pensato un po' [...] come affrontare il problema; un bel momento dico: "Senti Gaetano, qui l'unica cosa è che io mi presenti a lui al più presto e cerchi di aggiustare la questione. Al più presto, significa domani mattina [...] davanti al suo studio [...]". Non dimentichiamo che a quell'epoca c'erano degli americani che facevano una settimana di anticamera prima di essere ricevuti da Ferrari [...]. Per farla breve, arrivo alla mattina alle otto, ancora quando le fabbriche erano a Modena, l'ingresso era miserino [...]. Entro e il Commendatore mi dice: "Cosa fa ingegnere a quest'ora qui da me?". "Cosa faccio, sono qui per parlare con lei di quello che è successo ieri". "Ingegnere, ma lei ha creduto a quello che ho detto ieri?". Sono veramente rimasto di sasso, ma la cosa non è finita. Alle cinque del pomeriggio ero ancora lì, dopo aver chiacchierato, fatto colazione con lui [...]. Abbiamo parlato di operai, sindacati di produzione, di automobili, di arte, di tutti gli argomenti possibili per tirare tardi. Però il fatto che più mi ha colpito è stata la frase: "Ma lei ha creduto a quello che ho detto?". Enzo Ferrari più imprevedibile di così, non si può immaginare... ([[Carlo Felice Bianchi Anderloni]]) *Tutte le mie [[Ferrari]] hanno avuto problemi alla frizione. Quando tu guidavi normalmente, tutto andava bene. Ma quando si andava forte, la frizione scivolava in accelerazione; semplicemente non era all'altezza del compito. [...] Sono andato a Maranello regolarmente per avere una frizione ricostruita o rinnovata, e ogni volta la vettura è stata portata via per diverse ore e non mi hanno permesso di guardarli ripararla. Il problema con la frizione non è mai guarito, così ho deciso di parlare con Enzo Ferrari. Ho dovuto aspettare per lui un tempo molto lungo. "Ferrari, la vostra auto è spazzatura!", mi sono lamentato. Il Commendatore era furioso: "Lamborghini, si può essere in grado di guidare un trattore, ma non si sarà mai in grado di gestire una Ferrari correttamente". ([[Ferruccio Lamborghini]]) *Un giorno a Modena stavo entrando in un ristorante quando ho riconosciuto Ferrari seduto a uno dei tavoli. Mentre passavo ho cercato di salutarlo, ma lui girò la testa dall'altra parte fingendo di parlare con la persona accanto a lui. Mi stava ignorando! ([[Ferruccio Lamborghini]]) *Un uomo straordinario, coraggioso, visionario. Molto difficile, ma sempre leale. Gli devo molto. E non è un caso che [[Ferrari|il suo marchio]] e [[Formula 1|il mio]] siano due realtà indissolubili. ([[Bernie Ecclestone]]) *{{NDR|Vive in un ufficio che mette soggezione}}, una volta entrati si ha una sensazione poco rassicurante. Quando si entra depressi si esce ancora più depressi. ([[Niki Lauda]]) ===[[Enzo Biagi]]=== *Non gli andava bene che, in caso di vittoria, la maggior parte del merito andasse al pilota. Ciò che contava, prima di tutto, erano i suoi motori. Villoresi un giorno disse: Ferrari non conosce la parola gratitudine. E ogni incontro con Lauda era uno scontro fra due uomini che curavano ciascuno il proprio interesse. *Non ho mai avuto una particolare predisposizione per i motori, però Ferrari mi ha costantemente affascinato. L'ho sempre visto come un eroe del West: solitario, scontroso, difficile, ma ricco di umanità. *Per lui esistevano solo il rumore delle sue macchine e il silenzio delle sue riflessioni. Non era un emiliano buontempone, era un uomo che viveva con se stesso e che si faceva ragionevole compagnia. *Un giovane che aveva sognato di diventare Ferrari e lo è diventato. ===[[Piero Ferrari]]=== *Aveva abitudini e manie alle quali non è mai venuto meno. Come l'odio per gli ascensori. E per gli aerei. Diceva: «Non ho paura di volare, ho paura di non tornare a volare». Da qualunque parte andasse, doveva sempre rientrare a dormire nel suo letto. Non lasciava mai Maranello, lì si sentiva il re. Erano gli altri che venivano a trovarlo e a riverirlo. *Ho avuto un grande papà, terribilmente esigente, duro ma anche tenero. Nel carattere conservo tanti punti in comune, soprattutto quando mi arrabbio. Ma ciò che lo differenziava da tutti era il carisma, quel fascino misterioso che lo elevava sempre rispetto agli altri. Una sensazione che ho sentito solo al cospetto di [[Papa Giovanni Paolo II]]. Gente che ti fa sentire piccolo. *Mio padre ha lasciato in noi che gli eravamo vicini e nel DNA dell'azienda la volontà di guardare avanti, di cambiare giorno dopo giorno. Era una persona che non s'interessava mai al passato, se non per evitare errori fatti e cancellare esperienze negative. *Mio padre non diceva niente, approvava: "Tu fai, se va bene ti dico bravo". Lui però era così, voleva che la gente fosse libera di dimostrare di avere ragione e che le loro idee fossero giuste. Se però erano sbagliate, non la faceva passare liscia. Non è che non approvasse in partenza, nessuno avrebbe potuto recriminare che Ferrari non lasciasse libertà di esprimere le loro idee, perché mio padre lasciava fare. *Negli anni del fascismo aveva conquistato la celebrità con la sua Scuderia. Faceva correre le macchine dell'Alfa Romeo, per capirci. Ma da tempo era pronto per mettersi in proprio, per trasformarsi in imprenditore. [...] E [...] qui c'è un passaggio che io ho sempre trovato illuminante, a proposito della personalità di papà. Lui era del 1898, aveva alle spalle due guerre e stava per compiere cinquant'anni. [...] nel 1947, un uomo di mezzo secolo era quasi considerato un vecchio, l'età media della popolazione superava sì e no le sessanta primavere, insomma ci voleva un bel coraggio a buttarsi in un'attività nuova, con tutti i rischi del caso. [...] Ho saputo che tanti amici gli diedero del matto. Ma chi glielo faceva fare? Di soldi ne aveva e non sarebbe stato un problema, per lui, godersi la vita senza esporsi al pericolo del fallimento. Invece, a cinquant'anni, in quel contesto là, è ripartito da zero. Per questo [...] quando oggi leggo della crisi di molti quarantenni, della paura di invecchiare e cose così, be', penso a papà come a una terapia. *{{NDR|«Piero, è stato difficile convivere con l'ombra di un genitore così prestigioso e così ingombrante?»}} Non più di tanto. Vede, io ho capito in fretta che non dovevo pretendere di confrontarmi con la sua immagine, era una sfida impossibile, persa in partenza. Quindi ho seguito una mia strada, senza ascoltare chi avrebbe voluto insegnarmi chi fosse Enzo Ferrari. {{NDR|«E per lei chi è stato, Enzo Ferrari?»}} Il papà che quando ero piccolino al sabato mi comprava l'ultimo numero di Topolino e poi mi leggeva ad alta voce le storie di Paperino. Era Enzo Ferrari il Mito per tutti, giustamente. Ma per me era papà. ===[[Romolo Tavoni]]=== *Direi che, forse, Ferrari non aveva studiato letteratura ma era uno che diceva: "Volli, sempre volli fortissimamente volli". Voleva costruire un'azienda che durasse nel tempo e, forse, a questa intenzione che anteponeva a tutti gli avvenimenti, ha contribuito, almeno dal 1953 in poi, anche il sapere che il figlio che gli assomigliava in tutto e per tutto, come carattere, come volontà, gli sarebbe venuto a mancare di lì a poco: quando l'ematologo, il più grande ematologo di Modena, il professor Coppo, gli disse: "In queste condizioni, Ferrari lei non ha molte speranze". Il suo imperativo era quello di vincere perché vincendo toglieva la promozione alla concorrenza, ma doveva trovare in ogni modo uno spunto positivo, anche quando perdeva, perché lui doveva continuare. *In America mi ricordo che alle 12 Ore di Sebring, Henry Ford II chiese di venire ai box a conoscere la squadra. Noi siamo stati molto onorati e Ford disse: "Salutatemi il signor Ferrari, io non posso chiedere la rappresentanza della Ferrari, però vorrei che mi mandasse una macchina tramite Chinetti [...], io vorrei veramente sentirmi ambasciatore delle Ferrari", e poi gli scrisse una lettera con queste parole che io avevo riferito. Questo per dire la dimensione del personaggio. Gli scrive: "Io per propagandare un mio modello devo investire capitali enormi, lei viene a fare una gara qui due volte all'anno e sui giornali è in prima pagina, qual è il segreto per il quale lei ha i giornali a sua disposizione?" Ferrari risponde: "Io vorrei che lei comprasse una mia macchina e che poi la giudicasse, perché io sono un piccolo costruttore artigiano, faccio il sarto su misura". Henry Ford comprò una macchina da Chinetti pagandola. *Io credo che dal punto di vista umano e personale, Ferrari abbia pagato i suoi successi a caro prezzo. Io non lo invidio. Ha avuto degli onori che nessuno forse ha avuto, ma dal punto personale ha pagato con sacrifici non indifferenti. *Le auto Ferrari avevano un prezzo stabilito, ognuno pagava questo prezzo in Italia, ma non valeva altro che in Italia, perché i clienti parlano la stessa lingua che parlava lui, ma all'estero le macchine avevano il valore della gente che comprava. Il re Leopoldo del Belgio viene con Liliana de Rethy e gli ordina un bellissimo coupé per un regalo da fare alla principessa [...]. Ferrari dice senz'altro e la manda a Pininfarina, al quale aveva chiesto di carrozzarla. Quando ritorna l'addetto della casa reale gli dice che gli sarebbe piaciuto [...] un bellissimo foulard di quelli che aveva Ferrari con lo stemma Ferrari, con una spilla. Allora chiama Gardini: "Vai da Blundi ordina una spilla con brillanti. Che ci sia il Cavallino, mi raccomando d'oro ecc". "E quanto posso spendere?" "Cento mila, dovresti cavartela". Gardini torna indietro e dice: "Centocinquantamila". "Va bene, comprala lo stesso". La macchina costava 10 milioni di lire. Gardini dice: "Viene l'addetto della casa reale e devo dare la fattura". "Si dagliela, quanto 10 milioni? No, non c'è la spilla". "Allora 10 milioni 150 mila". "No mettici 10 milioni 500 mila, che siamo più sicuri". Ferrari era capace di tradurre qualsiasi cosa in vantaggio per la Ferrari Automobili. *L'uomo Ferrari era il primo dipendente di se stesso, era molto esigente con gli altri, era padrone degli altri, almeno con me credo che mi avesse considerato come il tavolo, la scrivania o la macchina da scrivere. I suoi collaboratori dovevano essere suoi, non si poteva stare a mezza strada. Vi racconto un episodio che chiarisce meglio le cose. Io ho avuto il piacere di lavorare dalla fine del 1945 al luglio del 1949 alle Officine Alfieri Maserati [...]. La prima a partire con l'attività sportiva nel dopoguerra fu la Maserati, la Ferrari stava elaborando ancora il suo 125 [...]. Quando mi sono trovato in Ferrari e ho detto che ero stato alla Maserati, dopo una settimana non mi voleva più, perché ero di quelli che erano al di là della via Emilia; Modena è divisa in due dalla via Emilia, quindi di qui o di là, ma un altro al mio posto, in quel momento, non c'era, quindi si è adattato. Mi ha detto: "D'ora in poi, lei deve avere in testa una cosa sola: la Ferrari. È la sua famiglia, il suo lavoro e la sua attività". *Per sapere se gli uomini potevano essergli vicino fino in fondo, per sapere tutto dei suoi uomini, un lunedì mattina mi disse: "Ma ieri come è andata?" "Sono andato a Bologna a vedere il Modena giocare con il Bologna, abbiamo anche perso". "Con chi è andato?" "Sono andato con Maletti, Montagnani, Zanasi, gli atri amici, con due macchine, mi hanno portato". "E dopo?" "E dopo ci siamo fermati a Modena al Nazionale, loro hanno fatto una partita a boccette e io ho preso un caffè guardando". E ha tirato fuori una busta gialla e dice: "Ah si è vero". Non era una bugia. Il Sifar credo l'abbia inventato lui per conoscere la gente. [...] Ferrari con l'Arma dei Carabinieri, la Benemerita, aveva un rapporto tale che sapeva se i suoi uomini mangiavano, se non mangiavano, se dormivano, chi vedevano, chi frequentavano. Ecco il possesso dell'azienda era totale. *Quando non aveva la macchina vincente, voleva essere pagato di più come premio di partenza perché diceva: "Vengo per farmi battere, altrimenti voi non avete nessuno che possa avere un certo prestigio per essere battuto, quindi la vostra gara non ha importanza". *Se ero in America al GP degli Stati Uniti e i nostri piloti erano l'inglese Hawthorn o Tony Brooks che facevano tempi migliori dei nostri, lui mi faceva, al telefono, un discorso di questo tipo: "Guarda che sono convinto che Phil Hill domani farà meglio, forse li batte tutti e due". Un discorso così per un ingenuo come me inizialmente era difficile da capire, però il significato era: "In America, se è possibile io vendo 10 macchine di più se vince un americano". Andavamo in Inghilterra a fare il Tourist Trophy con le vetture sport e avevamo Phil Hill che andava benissimo su quel circuito ed aveva il miglior tempo e gli altri venivano dopo. Lui diceva: "Fate attenzione durante i rifornimenti vedrete che quel pilota inglese vincerà lui". Aveva questa abilità di gestire le corse anche stando a casa. Lui è sempre stato il vero Direttore Sportivo della scuderia, credo almeno fino al 1980, perché era la sua vita, le corse erano la sua vita. ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte"/> ==Bibliografia== *[[Marco Pastonesi]] e [[Giorgio Terruzzi]], ''Palla lunga e pedalare'', Dalai Editore, 1992. ISBN 88-8598-826-2. *Enzo Ferrari, ''Piloti, che gente...'', Conti Editore, 2003. ==Voci correlate== *[[Ferrari]] *[[Piero Ferrari]] – figlio *[[Scuderia Ferrari]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ferrari, Enzo}} [[Categoria:Imprenditori italiani]] [[Categoria:Industriali]] ltxneak45mwtv44eyet24dq35seilan 1411456 1411455 2026-04-23T23:31:25Z Danyele 19198 +categoria 1411456 wikitext text/x-wiki [[File:Enzo Ferrari giovane.jpg|thumb|Enzo Ferrari]] '''Enzo Anselmo Ferrari''' (1898 – 1988), imprenditore, industriale e pilota automobilistico italiano. ==Citazioni di Enzo Ferrari== *A Maranello vengono spesso musicisti di un genere che è difficile immaginare appassionati di automobili tipo Ferrari. [[Arturo Benedetti Michelangeli]], per esempio, è nostro cliente abituale: adesso è in attesa di una nuova macchina. La prima volta mi chiese, con un leggero imbarazzo, una berlinetta Mille Miglia usata, dichiarandosi non sufficientemente ricco per poter comperarne una nuova. Poi ci rimase fedele, e ogni tanto viene qui, silenzioso, quasi diafano, con quella sua cortesia fredda, quell'espressione sconcertante. Uno strano signore a colazione tra le nuvole.<ref group="fonte">Da ''Le mie gioie terribili''; citato in Vincenzo Borgomeo, ''[https://www.repubblica.it/online/auto_prima/suono/suono/suono.html Il suono dei motori]'', ''repubblica.it''.</ref> *All'[[Alfa Romeo|Alfa]] sanno fare i guanti alle mosche.<ref group="fonte">Citato in Rita Querzé, ''[http://milano.corriere.it/milano/notizie/arte_e_cultura/10_luglio_26/museo-alfa-romeo-querze-1703461022699.shtml Il museo dell'Alfa Romeo «patrimonio culturale»]'', ''milano.corriere.it'', 26 luglio 2010.</ref> *Ci asteniamo dal precisare il numero di cavalli che hanno i nostri motori. Quando le nostre macchine vincono vuol dire che hanno più cavalli, quando perdono vuol dire che ne hanno di meno.<ref group="fonte" name=LIV>Citato in ''Palla lunga e pedalare'', p. 54.</ref> *Cinque anni dopo [[Tazio Nuvolari]] entrò nella [[Scuderia Ferrari]], della quale doveva divenire in breve il portabandiera. Già allora era quell'uomo spiccio e caustico che in seguito pochi amici poterono conoscere nell'intimo.<ref group="fonte" name=tazio>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/12/27/il-segreto-di-tazio.html Il segreto di Tazio]'', ''la Repubblica'', 27 dicembre 1985.</ref> *{{NDR|Su [[Gilles Villeneuve]]}} Con la sua capacità distruttiva che macinava semiassi, cambi, frizioni, freni ci insegnava anche cosa fare perché un pilota potesse difendersi in un momento di necessità. È stato un campione di combattività, ha aggiunto notorietà a quella che la Ferrari già aveva, gli volevo bene.<ref group="fonte">Citato in [[Carlo Marincovich]], ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/05/08/zolder-82-ultimo-volo-di-gilles-ventanni.html Zolder '82, l'ultimo volo di Gilles. Vent'anni con il mito Villeneuve]'', ''la Repubblica'', 8 maggio 2002.</ref> *Con tanti riconoscimenti, mi è venuto il dubbio di essere qualcuno.<ref group="fonte" name=LIV/> *Fin che ho potuto ho dato. È dal 1929 che do qualcosa.<ref group="fonte" name=LIV/> *Fra cent'anni diranno che sono uno che ha scoperto l'acqua calda.<ref group="fonte" name=LIV/> *Giù le mani dalla [[Scuderia Ferrari|Ferrari]]: di me dite quello che volete.<ref group="fonte" name=LIV/> *Ho imparato che è inutile protestare. Bisogna fare come i cani quando hanno una ferita.<ref group="fonte" name=LIV/> *Ho trovato uomini che indubbiamente amavano come me l'automobile. Ma forse non ne ho trovati altri con la mia ostinazione, animati da questa passione dominante nella vita che a me ha tolto il tempo e il gusto per quasi ogni altra cosa. Io non ho alcun diverso interesse dalla macchina da corsa.<ref group="fonte" name=sessanta>Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/storia/prima.html Il Drake comincia la sua avventura]'', ''I sessant'anni Ferrari'', 1ª puntata, ''repubblica.it''.</ref> *I [[motore|motori]] sono come le [[donna|donne]]: bisogna saperli toccare nelle parti più sensibili.<ref group="fonte" name=LIII>Citato in ''Palla lunga e pedalare'', p. 53.</ref> *I piloti io li scelgo a seguito di [[emozioni]] che provo, non di freddo [[ragionamento]].<ref group="fonte">Da una dichiarazione pubblica contenuta nel documentario ''I Ferrarissimi'', Avofilm, 1996.</ref> *{{NDR|Sulla [[Ferrari F1-86]]}} [...] i risultati sono quelli che sono e voi giornalisti li commentate aspramente tutte le settimane. Vede, del motore non mi posso lamentare: è il più potente che ci sia. Quando lo presentammo all'inizio di stagione avevamo scritto nella brochure: 840 cavalli. Oggi in gara ne fornisce 900. I collaboratori che avevamo scelto per questo lavoro hanno, dunque, lavorato molto bene [...]. Sappiamo benissimo cosa è sbagliato. Questa è una macchina che non ha stabilità in curva, che quando è in fase di accelerazione pattina perchè non ha aderenza. È inutile cambiare sospensioni o altre cose. È una macchina sbagliata che va rifatta completamente, ma questo è impossibile nel pieno della stagione agonistica. Ecco perchè [...] non possiamo fare altro che buttare via questo 1986.<ref group="fonte">Citato in [[Carlo Marincovich]], ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1986/07/10/ferrari-scoperto-il-colpevole.html Ferrari, scoperto il colpevole]'', ''la Repubblica'', 10 luglio 1986.</ref> *Il [[sessualità|sesso]]? A una certa età diventa un disturbo.<ref group="fonte" name=LIII/> *Io mi ero illuso che le nostre cure potessero ridargli la salute perché un padre si illude sempre. M'ero convinto che egli fosse come una mia macchina, uno dei motori. E così mi ero fatto una tabella delle calorie di tutti gli alimenti che Dino doveva ingerire e che non avrebbero nuociuto ai suoi reni, tenevo un aggiornatissimo diagramma quotidiano delle albumine, del peso specifico dell'urina, del tasso azotemico del sangue, della diuresi eccetera, che mi dava l'indice dell'andamento della malattia. La realtà, tristissima, era ben altra: mio figlio deperiva costantemente perché colpito da [[distrofia muscolare]] progressiva. Si spegneva per questa terribile malattia che nessuno ha mai potuto individuare né curare, che nessuna difesa consente all'infuori della profilassi genetica. Fin quando una sera, in quella agenda dove annotavo tutti questi dati, scrissi: la partita è perduta.<ref group="fonte" name=sessanta/> *Io non ammaino niente. Deciderà il Padreterno.<ref group="fonte" name=LIV/> *L'automobile è un'espressione di libertà, e il rischio che stiamo correndo è quello di ammazzarci perché ce n'è troppa. Del resto, ci sono due modi classici di morire: di fame e di indigestione.<ref group="fonte" name=LIV/> *L'azienda conta più di qualunque collaboratore, fosse anche il migliore dei piloti.<ref group="fonte">Citato in [[Leo Turrini]], ''[https://www.quotidiano.net/blog/turrini/i-75-anni-di-piero-un-ferrari-vero-5.6358 I 75 anni di Piero, un Ferrari vero]'', ''quotidiano.net'', 22 maggio 2020.</ref> *{{NDR|Sulla [[Mille Miglia]]}} La corsa più bella del mondo.<ref group="fonte" name=Enzo>Citato in ''[https://www.adnkronos.com/r/Pub/AdnKronos/Assets/PDF/02-CosaelaMilleMiglia.pdf Cos'è la Mille Miglia]'', ''adnkronos.com''.</ref> *La [[fortuna]] e la sfortuna non esistono.<ref group="fonte">Citato nell'edizione delle 20:00 del TG1, Rai 1, 9 maggio 2010.</ref> *La macchina da corsa perfetta è quella che si rompe appena dopo il traguardo.<ref group="fonte">Citato da [[Valentino Rossi]] in Alessandro Pasini, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2010/aprile/12/Vale_conquista_deserto_del_Qatar_co_8_100412010.shtml Vale conquista il deserto del Qatar]'', ''Corriere della Sera'', 12 aprile 2010.</ref> *La macchina migliore è quella che deve ancora essere costruita.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/storia/quattordicesima.html Debutta la Galleria Ferrari, "l'anti-museo"]'', ''I sessant'anni Ferrari'', 14ª puntata, ''repubblica.it''.</ref> *[[Niki Lauda|Lauda]] è peggio di [[Giuda Iscariota|Giuda]]. Si è venduto alla concorrenza per trenta [[salame|salami]].<ref group="fonte" name=LIII/> *Le mie auto non fumano.<ref>In seguito all'offerta della Marlboro di sponsorizzare le vetture Ferrari in Formula 1.</ref><ref group="fonte">Citato in ''Enzo Ferrari. Una leggenda a fumetti'', supplemento allo speciale Formula 1 di ''Quattroruote'', marzo 2005.</ref> *{{NDR|Su [[Jim Clark]]}} Meglio solo, attardato, a rimontare. Come a Monza nel '67, quando fece impazzire d'entusiasmo gli appassionati. Mi sarebbe piaciuto affidargli una Ferrari. Qualcuno mi disse che potevo portarlo nella mia squadra. Io non ci ho mai creduto. Clark non avrebbe mai corso su una macchina non inglese.<ref group="fonte">Citato in [[Giorgio Terruzzi]], ''[https://www.redbull.com/it-it/terruzzi-racconta-podcast-monaco-2020-ep-4 Terruzzi racconta: Le strane coppie della F1 {{!}} Episodio 4]'', ''redbull.com'', 19 maggio 2020.</ref> *Metto le [[Occhiali da sole|lenti scure]] perché non voglio dare agli altri la sensazione di come sono fatto dentro.<ref group="fonte" name=LIII/> *Mi ritengo peggiore degli altri, ma non so quanti siano migliori di me.<ref group="fonte" name=LIII/> *Mio padre mi diceva sempre: i [[stupidità|coglioni]] sono cari ad ogni prezzo. Così io cerco di stare con chi coglione non è.<ref group="fonte" name=LIII/> *{{NDR|Parlando di [[Tazio Nuvolari]]}} Nessuno accoppiava, come lui, una così elevata sensibilità della macchina a un coraggio quasi disumano.<ref group="fonte" name=tazio/> *Noi non perdoniamo niente a nessuno, quindi fate bene a non perdonare niente anche alla [[Scuderia Ferrari|Ferrari]].<ref group="fonte" name=LIII/> *Non accetto e non dimentico che mi hanno chiamato Saturno ammodernato che mette al mondo i figli e poi li divora.<ref group="fonte" name=LIV/> *{{NDR|Parlando di [[Tazio Nuvolari]]}} Non appena mi giunse la notizia della sua fine partii per [[Mantova]]. Era un caldo pomeriggio: l'11 agosto 1953. Nella fretta mi persi in un dedalo di stradine della vecchia Mantova. Scesi di macchina, domandai a un negozio di stagnino la via per villa Nuvolari. Ne uscì un anziano operaio, che prima di rispondermi fece un giro intorno alla mia macchina per leggere la targa. Capì, mi prese una mano e la strinse con calore, si commosse. "Grazie d'essere venuto – mi bisbigliò – come quello là non ne nasceranno più"<ref group="fonte" name=tazio/> *{{NDR|Rivolto ai giornalisti}} Non commetteremo gli errori di quest'anno: ne faremo dei nuovi perché soltanto quelli che lavorano sbagliano. Quelli che scrivono il lunedì invece non sbagliano mai.<ref group="fonte">Dalla conferenza stampa di presentazione della Ferrari 312 T; citato in Vincenzo Borgomeo, ''[https://www.formulapassion.it/editoriale/presentazioni-f1-ieri-e-oggi-due-pianeti-lontanissimi Presentazioni F1 ieri e oggi, due pianeti lontanissimi]'', ''formulapassion.it'', 5 marzo 2025.</ref> *Ogni singolo pezzo della pista, deve poter mettere a dura prova il comportamento dinamico dell'auto in modo tale da rendere facile l'individuazione dei problemi di ogni macchina. Da questo momento in poi, voglio che nessuna Ferrari affronti la pista o la produzione di serie senza che abbia superato a pieni voti l'esame [[Circuito di Fiorano|Fiorano]].<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/storia/undicesima.html Nel 1972 una svolta: nasce la pista di Fiorano]'', ''I sessant'anni Ferrari'', 11ª puntata, ''repubblica.it''.</ref> *Preferisco essere chiamato semplicemente Ferrari ed è quello che ho ottenuto entrando ogni mattina dal mio barbiere, Antonio.<ref group="fonte" name=LIV/> *Quando un pilota muore, almeno due donne svengono.<ref group="fonte" name=LIII/> *Quello che conta è non dare fastidio agli altri: ma chi ci riesce?<ref group="fonte" name=LIII/> *Signore dei cieli, fatemi diventare buono.<ref group="fonte" name=LIV/> *Sono l'espressione vivente della fantasia dei giornalisti.<ref group="fonte" name=LIV/> *Su un letto dell'ospitale canonica gli dissi: "Coraggio Tazio, sarà per il prossimo anno". Mi rispose: "Ferrari, giornate come questa, alla nostra età, non ne tornano molte; ricordalo e cerca di gustarle fino in fondo, se ci riesci". In queste parole, che forse erano una umile confessione, era nascosto il dramma di quell'uomo fatto d'un sol fascio di nervi, il dramma di un padre che aveva visto morire entrambi i suoi figli adorati e che invano sperava con tutto il cuore di non dover attendere la morte in un letto. Era un solitario, un uomo amareggiato per la crudeltà con cui il destino lo aveva colpito negli affetti più profondi, tuttavia, e non suoni irriverente questa mia osservazione, non cessò mai di essere un sagace regista di se stesso. Pochi come lui conobbero la folla, capirono quello che la folla voleva, seppero alimentare il proprio mito. Ogni suo atto, ogni suo gesto era previsto e calcolato, pur negli spasimi di una vita di atleta lanciato agli estremi rischi.<ref group="fonte" name=tazio/> *Sul famoso stile di guida di [[Tazio Nuvolari]] se ne sono dette di tutti i colori. Succede del resto sempre così, quando un uomo arriva ai limiti dell'impossibile: si impadronisce di lui il mito e, allora, se faceva il pugile, si racconta che sapeva uccidere un toro con un pugno, e se faceva il pilota, che percorreva le curve su due ruote.<ref group="fonte" name=taz>Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/piloti/nuvolari.html Tazio Nuvolari - La leggenda Nivola]'', ''I sessant'anni Ferrari'', ''repubblica.it''.</ref> *{{NDR|Sulla [[Mille Miglia]]}} Un museo viaggiante unico e affascinante, allestito in una straordinaria cornice di pubblico festante.<ref <ref group="fonte" name=Enzo/> *{{NDR|Su [[Tazio Nuvolari]]}} Un prodigio insuperato dell'istinto ai limiti delle possibilità umane e delle leggi fisiche.<ref group="fonte" name=taz/> *{{NDR|Sul [[ciclismo]]}} Uno sport che produce [[sudore]].<ref group="fonte">Citato in Mario Fossati, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/02/14/amava-il-coraggio-ma-ai-campioni-preferiva.html Amava il coraggio ma ai campioni preferiva i gregari]'', ''la Repubblica'', 14 febbraio 2003.</ref> {{Int|1=''[https://www.youtube.com/watch?v=mH_t0-cB5VQ Rosso Ferrari]''|2=Regia di Gianpaolo Tescari, Politecne Cinematografica, 1984; disponibile in YouTube, Archivio Nazionale Cinema Impresa, 5 marzo 2019.}} *Ricordo che nel 1912 vidi una fotografia sulla ''Stampa Illustrata'' che si pubblicava allora a Torino, di [[Ralph De Palma|{{Sic|Raffaele Di Palma}}]], che mi sembra avesse vinto in quell'epoca la 500 Miglia di Indianapolis. Mi dissi: questo è un italiano, perché un giorno non potrei anch'io essere un pilota d'automobili? E tutti gli atti sono stati una conseguenza di questo sogno dell'adolescenza. (min. 01:03-01:43) *La macchina da corsa per me è come un figlio. [...] il figlio rappresenta la continuità di noi stessi, [...] quello che [...] un costruttore realizza trasformando una materia informe, dei forgiati, in una meccanica vivente, in una armonia di suoni. (min. 03:17-04:00) *[...] il rapporto macchina e pilota è molto semplice: io ho sempre pensato che potesse essere fissato in una percentuale media del 50 per cento [...]. Ora stiamo vivendo un periodo nel quale intravediamo uno spostamento di questa percentuale di merito alla macchina, con le nuove costruzioni, cioè l'affidabilità del mezzo sta prendendo una preponderanza sulle capacità del pilota. (min. 05:12-05:58) *Non ricordo niente che valga più della prima [[vittoria]]... non c'è niente. Per me la vittoria più importante è quella che devo ancora conseguire. Noi siamo dei costruttori che ogni 15 giorni dobbiamo offrirci all'esame di maturità. (min. 06:19-06:45) *Io non ho avuto la possibilità di studiare [...] però nella vita mi sono sempre contornato di persone molto colte, capaci e soprattutto pervase dal desiderio di avere successo, di amare l'automobile; era la prima qualità, la prima dote che dovevo scoprire nel mio interlocutore prima di assumerlo. A me è restato un compito: quello di agitare dei problemi e di provocare delle riunioni e assistendo ai contrastanti pareri dei miei collaboratori, col modesto potere di sintesi di cui ho sempre risposto, prendere delle decisioni. (min. 08:28-09:43) *È ovvio che la macchina bisogna prima sognarla, per poi chiedere ai propri collaboratori se si sentono in grado di realizzarla, se condividono il sogno di chi vuole ottenere successo. (min. 10:20-10:45) *Prima di tutto la [[Gran Turismo (automobile)|Gran Turismo]] la prende uno che vuole differenziarsi dagli altri, chiedere alla vettura delle prestazioni istantanee che non può avere su altre macchine. Oggi non si va alla ricerca della velocità assoluta, oggi si va alla ricerca di velocità istantanee. (min. 19:24-19:50) *Il 12 cilindri resta sempre la macchina originale per la [[Ferrari]]. [...] tutto il resto è una derivazione del modello originale. (min. 21:43-22:11) *Lei trova nelle nostre macchine qualcosa di diverso. Non dico che sia sempre in meglio, no!, ma qualche cosa di diverso. Perché? Perché c'è l'apporto intellettivo dell'uomo. (min. 25:34-25:47) ==''Piloti, che gente...''== *{{NDR|Su [[Tony Brooks]]}} Abbandonò le corse per fare non so se il commerciante di automobili o il dentista. Si era presentato in Italia come intelligente stilista. Si dimostrò in seguito uomo capace, ma tanto prudente, anche quando la prudenza poteva essere intesa come intenzione di non nuocere, non soltanto a se stesso, ma anche agli altri.<ref group="fonte">Citato in Stefano Ollanu, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-piloti/addio-tony-brooks-1959-ferrari-615994.html Addio a Tony Brooks, 2º nel 1959 con la Ferrari]'', ''formulapassion.it'', 3 maggio 2022.</ref> *{{NDR|Su [[Carlos Reutemann]]}} Atletico, pilota di ottime capacità, condizionato da un temperamento tormentato e tormentoso. Capace di risolvere situazioni difficili, supplendo anche a occasionali deficienze meccaniche, ma labile a sciupare, per emotività congenita, risultati acquisibili in partenza.<ref group="fonte">Citato in Rüdiger Franz Gaetano Herberhold, ''[https://www.guerinsportivo.it/news/formula1/2021/07/11-4481757/ricordando_carlos_reutemann Ricordando Carlos Reutemann]'', ''guerinsportivo.it'', 11 luglio 2021.</ref> *[[Jacky Ickx|Ickx]]: un connubio di ardimento e di calcolo. Nel primo anno in cui corse con le mie macchine maturò un'esperienza che prometteva grandi frutti. Poi, dopo una stagione di intervallo con la Brabham, per quattro anni abbiamo inseguito un titolo, mentre ci venivano attribuite polemiche spesso inconsistenti al di là del funambolismo giornalistico. Se facciamo una graduatoria dei piloti Ferrari vincitori di Gran Premi valevoli per il campionato mondiale, Ickx è terzo, insieme a Villeneuve, con sei affermazioni, dietro ad Alberto Ascari con tredici e a Lauda con quindici. Qualche suo atteggiamento, che gli valse fra i miei collaboratori l'appellativo di Pierino il terribile, non mi ha cancellato il ricordo di un ragazzo cresciuto in fretta e l'impressione di quella sua guida fine e temeraria sotto la pioggia. (pp. 99-100) *[[Nino Farina]] era l'uomo dal coraggio che rasentava l'inverosimile. Un grandissimo pilota, ma per il quale bisognava stare sempre in apprensione, soprattutto alla partenza e quando mancavano uno o due giri all'arrivo. Alla partenza era un poco come un purosangue ai nastri, che nella foga della prima folata può rompere; in prossimità del traguardo era capace di fare pazzie, ma, bisognava pur dire, rischiando solo del proprio, senza scorrettezze a danno di altri. Così, aveva un abbonamento alle corsie dell'ospedale. (p. 47-48) *[[Riccardo Patrese|Patrese]] alterna corse molto belle a prestazioni criticate dai suoi colleghi. È un pilota molto capace e nessuno, sia in prova che in gara, gli mette soggezione. Ha accumulato una lunga esperienza, ma fino ad ora, anche in squadre di prima grandezza, ha ottenuto meno successo di quanto meriterebbe. (p. 120) *[[Nelson Piquet|Piquet]] [...] si è dimostrato fin dalle prime esibizioni capace di imprese bellissime con qualche minima lacuna che talvolta lascia perplessi. Ha le caratteristiche del campione. Ogni tanto si fa notare per qualche simpatica spregiudicatezza nei suoi scherzi, nei comportamenti in gara e nelle dichiarazioni a ruota libera, del tipo che ai giornalisti non par vero di poter riprodurre [...]. Un avventuriero di lusso, che conduce la vita a modo suo, come le corse, ma è un campione, ripeto [...]<ref group="fonte">Citato in Stefano Ollanu, ''[https://www.formulapassion.it/opinioni/zoom/nelson-piquet-putiferio-intervista-playboy-1988-f1 Nelson Piquet e il putiferio sull’intervista a Playboy del 1988]'', ''formulapassion.it'', 29 giugno 2022.</ref> *{{NDR|Su [[Ludovico Scarfiotti]]}} Salito sulla [[Formula 1]] non voleva scenderne, anche se il suo stile non si conciliava con il necessario affinamento. Qualcuno parlò di divorzio quando Ludovico chiese, per il Gran Premio d’Italia dell’anno dopo, di cercarsi un’altra vettura. Ebbi una lettera di [[Gianni Agnelli]], che si era interessato all’attività sportiva di Ludovico, suo cugino. Mi diceva: "Sta bene, anche Ludovico è d’accordo di smettere con la Formula 1". La sua ansia di sentirsi completo al volante di una macchina da corsa ebbe invece il sopravvento. Lasciò la [[Ferrari]] e cercò altrove, in Inghilterra, in Germania, ma non era soddisfatto. Lo seppi: avevamo già gettato le basi di un ritorno, di una nuova stagione con le rosse vetture Sport che non dimenticava. Lo sapevano in pochi. Ma l’agguato di Rossfeld, lo spuntone di roccia che gli fu fatale nella caduta fuori dalla bianca Porsche impazzita, doveva impedire la soluzione dell’equivoco. Il pilota generoso, corretto, soprattutto ubbidiente anche se ebbe la sua fiammata d’orgoglio, non poté ritrovare la spensieratezza di tante famose gare di durata, quella felicità che la sua vita sentimentale gli aveva avaramente dosato in un’altalena di affetti.<ref group="fonte">Citato in Silvano Lonardo, ''[https://www.f1world.it/amarcord/ludovico-scarfiotti-lultimo-pilota-italiano-a-trionfare-a-monza/ Ludovico Scarfiotti: l'ultimo pilota italiano a trionfare a Monza]'', ''f1world.it''.</ref> *{{NDR|Su Nino Farina}} Sarà storicamente ricordato come il pilota che per primo si è fregiato del titolo mondiale quando, nel 1950, fu istituito il Campionato del mondo di Formula 1. (p. 48) *Viveur, danseur, calciatore, tennista e, a tempo perso, pilota: così ho definito [[Clay Regazzoni]], il brillante, intramontabile Clay, ospite d'onore ideale per le più disparate manifestazioni alla moda, grande risorsa dei rotocalchi femminili. Lo contattai fin dal 1969 [...]. L'anno dopo vinse un memorabile Gran Premio d'Italia a Monza. Poi si affinò, come stile e temperamento, che era fra i più audaci, fino a diventare un ottimo professionista. Gli avversari lo hanno sempre rispettato. (p. 118) ==Citazioni su Enzo Ferrari== *Anche dopo gli "ottanta" Enzo Ferrari non aveva abbandonato quello spirito che lo accompagnava già dai tempi in cui gareggiava come pilota. [...] Un aneddoto rivelatore: Ferrari, per l'uso quotidiano, acquistava auto di serie, generalmente berline a quattro porte di media cilindrata. Ricordo una Fiat 124, una Fiat Ritmo, un'Alfa 164. Aveva poi il vezzo di farle elaborare. Allo scopo, le affidava ai tecnici del Reparto Esperienze della FIAT: faceva sostituire i carburatori, altri componenti del motore e non dimenticava l'impianto frenante [...] così come le sospensioni. Per queste elaborazioni [...] Ferrari era in contatto da anni con tre tecnici del Reparto, da noi soprannominati "i cavalieri", che regolarmente venivano a Maranello da Torino per consegnare una vettura "rivista e corretta" [...]. Una volta ricevute le nuove "belve" della strada, sempre celate sotto l'originale veste di banali vetture di tutti i giorni, Ferrari le utilizzava per i suoi brevi spostamenti tra l'abitazione e la fabbrica. Quasi sempre, le vetture erano condotte dai suoi fedeli autisti: il factotum Dino e un ex agente della Polizia Stradale. A volte capitava di doversi fermare a un incrocio a causa di un semaforo rosso. Se, nel frattempo, sopraggiungeva un'auto supersportiva, all'accensione della luce verde, Enzo Ferrari incitava il suo autista dicendogli "Accellera! Accellera!". [...] Il rumore del motore in piena accelerazione copriva le risate di Ferrari e del suo autista. Ecco, quel modo di sfilare via al semaforo non era certo una sfida contro il malcapitato di turno, ma puro divertimento. ([[Marco Piccinini]]) *Aveva della sua attività quasi un'idea poetica, chiedeva macchine che venissero utilizzate tutti i giorni e che potessero diventare vetture da gara. ([[Nicola Materazzi]]) *{{NDR|«Che cosa le chiedeva il Commendatore quando si accingeva a progettare la macchina per l'anno successivo?»}} Da persona estremamente intelligente e furba, se ne guardava bene dall'esprimersi. Per farci sorridere delle volte mi diceva "fa na machina c'venz", fai una macchina vincente. ([[Mauro Forghieri]]) *Dobbiamo metterci in mente tutti, senza dimenticarlo, che se non ci fosse stato Enzo Ferrari, l'Italia, sotto il punto di vista dell'automobilismo da competizione, sarebbe allo stesso livello del Belgio o della Spagna. L'autombilismo da competizione in Italia lo ha inventato Enzo Ferrari anche se in realtà si correva da ben prima. Ma per la posizione di sfida lanciata al resto del mondo, per la sfida alla Mercedes, per quella alla Ford, come appassionati gli dobbiamo tutta la nostra riconoscenza. [...] Sebbene, secondo me, nel nostro Paese, mai si è dato il rilievo che la figura di Enzo Ferrari meritava. ([[Gian Paolo Dallara]]) *È un uomo eccezionale. La sua vita non è stata facile. Quando siamo insieme si scherza, ci si diverte, ma quando si abbordano degli argomenti seri egli evita la discussione. Non è molto facile da capire e inoltre gli piacciono i machiavelli. ([[Clay Regazzoni]]) *Enzo Ferrari è uno che non conosce la parola grazie. ([[Gigi Villoresi]]) *Enzo Ferrari era intelligente, molto duro e avevano tutti paura di lui. Ricordo che ero in ufficio, un ambiente buio, con i mobili chiari, e mi fu chiesto: "Quanti soldi vuoi?". Risposi che ero troppo giovane per pensare ai soldi; credo che Enzo mi stesse mettendo alla prova, per vedere quale fosse la mia motivazione. ([[Jody Scheckter]]) *Era un genio, acuto, insomma unico. Gli davano fastidio i piloti che chiedevano soldi per correre con la Rossa. Lui voleva vedere vincere la Ferrari. ([[Carlo Cavicchi]]) *Era un personaggio molto duro, che ha fatto del motorsport la sua vita, indole che condivido. ([[Gian Carlo Minardi]]) *Ferrari? [[Benito Mussolini|Mussolini]] sarebbe un bambino di fronte a lui. ([[Olivier Gendebien]]) *Ferrari era un uomo di intuito. Mi ha creato e, a differenza di quanto accaduto con altri, non mi ha distrutto. Un uomo eccezionale, aggrappato alla concretezza della nostra terra. Abbiamo avuto discussioni accese. Lui urlava e io più di lui, ma alla fine ci si intendeva. Lui dava ai suoi collaboratori la massima libertà, spronando sull'innovazione. Noi due simili? No. Io sono un tecnico che ragiona sulla base di dati, lui lo faceva sulle sensazioni, peraltro spesso azzeccate. ([[Mauro Forghieri]]) *Grazie a Ferrari ho anche iniziato a costruire la forcella diritta. Fino ad allora eravamo convinti che quella curva ammortizzasse meglio. Lui mi portò nei laboratori dove si progettava con l’aiuto del computer, per me era una cosa straordinaria. E mi dimostrò che aveva ragione. ([[Ernesto Colnago]]) *Il commendatore, è difficile dirlo se è un mago, certamente è uno che sa cosa vuole e dove vuole arrivare. ([[Carlos Reutemann]]) *Il Vecchio aveva una sua idea tutta particolare. Chiamava ed accettava un pilota se, secondo lui, il "prescelto" donava a cuore aperto tutta la sua bravura. E guai a contrastarlo. Eravamo due caratteri distanti un mondo. Ma non ho mai denigrato il successo, la bravura, il coraggio del re di Maranello. ([[Graham Hill]]) *Molte persone quando parlano di Enzo Ferrari, dicono: un grande uomo ma... Lasciano intendere qualche elemento negativo. Io non sono tra questi. Di Ferrari ricordo la tenerezza nei miei confronti, le opportunità e gli insegnamenti che mi ha regalato. Ho compreso più tardi quanto fosse necessario per lui tenere una distanza dai suoi piloti. Molti ragazzi che avevano corso per la Ferrari erano morti in pista, doveva proteggersi, guardare le gare dal suo ufficio, lontano da quelle gioie terribili che conosceva bene. Che uomo, altro che puntini di sospensione. ([[Jacky Ickx]]) *Particolare che certo ricorderete, l'abitudine di Ferrari di indossare gli occhiali scuri per difendersi dalla luce. Una necessità. Un vezzo. Una furbizia. Tutti si sentivano scrutati, osservati, esaminati. Era difficile capire dove stesse guardando, ed era come fissasse indistintamente ognuno di noi. ([[Ivan Capelli]]) *Per me, Enzo Ferrari aveva la stessa simbologia del Papa: quando la Rossa vince una corsa suonano le campane in chiesa. Non esiste nulla di nemmeno paragonabile al mondo. ([[Nigel Mansell]]) *Pranzando una volta a Fiorano mi disse: "Io so che lei sta facendo carriera e sarà un uomo di grande successo. Ma si ricordi che accanto a un uomo di successo ci deve essere sempre una donna". Io lo guardai, lui si fermò un attimo e poi aggiunse: "Naturalmente cambiandola ogni tanto". ([[Cesare Romiti]]) *Quando, stanco morto, andavo a letto sempre pensando al lavoro, alle corse, a un certo punto spegnevo la luce e allora il pensiero diventava fisso: Enzo Ferrari. Cosa pensava, il Drake, quando si trovava nel buio, da solo? Chissà che tipo di pensieri notturni gli aveva consentito di diventare Ferrari... ([[Frank Williams]]) *Quando Ferrari discorreva sembrava stesse leggendo un libro dato che in ogni sua parola non c'era la benché minima ombra d'esitazione. ([[Ivan Capelli]]) *Se penso a Enzo Ferrari penso ai suoi occhiali scuri, a quello sguardo bruno con cui decise di guardare e farsi guardare dal mondo. Un vetro scuro che modifica tutto ciò che lo circonda: il rosso delle sue macchine, i piloti, le donne, i suoi figli. Ma anche l'abbigliamento della gloria e la polvere dell'insuccesso. Ecco, se penso ad Enzo, penso a quel vetro che lo protesse, ma che gli impose una solitudine che solo gli uomini di grande carattere sono in grado di sopportare. Quando si muore ci si toglie gli occhiali e in quel margine di luce che resta si dice finalmente la verità. Credo che Enzo, la verità se la sia sempre detta, con o senza gli occhiali, con o senza le sue macchine, con o senza i suoi figli.<ref>In occasione della fiction in cui ha interpretato Enzo Ferrari.</ref> ([[Sergio Castellitto]]) *Sempre con gli occhialoni scuri impenetrabili, era un uomo incredibile, un uomo carismatico nel vero senso del termine. A lui non interessava il consenso, lui voleva solo una cosa: vincere. ([[Oliviero Toscani]]) *Stavamo allestendo le Barchette per la Mille Miglia [...] e Ferrari ogni momento ne aumentava il numero... Una mattina, Ferrari si presenta alla Carrozzeria Touring, vuole vedere la linea di queste vetture in lavorazione, non è soddisfatto [...], ha dato in escandescenze, mi ha dichiarato che avrebbe mandato subito il camion a ritirare tutto quanto e che il rapporto con noi della Touring era finito. Potete immaginare com'ero rimasto, com'era rimasto con me il mio socio Ponzoni [...]. Abbiamo pensato un po' [...] come affrontare il problema; un bel momento dico: "Senti Gaetano, qui l'unica cosa è che io mi presenti a lui al più presto e cerchi di aggiustare la questione. Al più presto, significa domani mattina [...] davanti al suo studio [...]". Non dimentichiamo che a quell'epoca c'erano degli americani che facevano una settimana di anticamera prima di essere ricevuti da Ferrari [...]. Per farla breve, arrivo alla mattina alle otto, ancora quando le fabbriche erano a Modena, l'ingresso era miserino [...]. Entro e il Commendatore mi dice: "Cosa fa ingegnere a quest'ora qui da me?". "Cosa faccio, sono qui per parlare con lei di quello che è successo ieri". "Ingegnere, ma lei ha creduto a quello che ho detto ieri?". Sono veramente rimasto di sasso, ma la cosa non è finita. Alle cinque del pomeriggio ero ancora lì, dopo aver chiacchierato, fatto colazione con lui [...]. Abbiamo parlato di operai, sindacati di produzione, di automobili, di arte, di tutti gli argomenti possibili per tirare tardi. Però il fatto che più mi ha colpito è stata la frase: "Ma lei ha creduto a quello che ho detto?". Enzo Ferrari più imprevedibile di così, non si può immaginare... ([[Carlo Felice Bianchi Anderloni]]) *Tutte le mie [[Ferrari]] hanno avuto problemi alla frizione. Quando tu guidavi normalmente, tutto andava bene. Ma quando si andava forte, la frizione scivolava in accelerazione; semplicemente non era all'altezza del compito. [...] Sono andato a Maranello regolarmente per avere una frizione ricostruita o rinnovata, e ogni volta la vettura è stata portata via per diverse ore e non mi hanno permesso di guardarli ripararla. Il problema con la frizione non è mai guarito, così ho deciso di parlare con Enzo Ferrari. Ho dovuto aspettare per lui un tempo molto lungo. "Ferrari, la vostra auto è spazzatura!", mi sono lamentato. Il Commendatore era furioso: "Lamborghini, si può essere in grado di guidare un trattore, ma non si sarà mai in grado di gestire una Ferrari correttamente". ([[Ferruccio Lamborghini]]) *Un giorno a Modena stavo entrando in un ristorante quando ho riconosciuto Ferrari seduto a uno dei tavoli. Mentre passavo ho cercato di salutarlo, ma lui girò la testa dall'altra parte fingendo di parlare con la persona accanto a lui. Mi stava ignorando! ([[Ferruccio Lamborghini]]) *Un uomo straordinario, coraggioso, visionario. Molto difficile, ma sempre leale. Gli devo molto. E non è un caso che [[Ferrari|il suo marchio]] e [[Formula 1|il mio]] siano due realtà indissolubili. ([[Bernie Ecclestone]]) *{{NDR|Vive in un ufficio che mette soggezione}}, una volta entrati si ha una sensazione poco rassicurante. Quando si entra depressi si esce ancora più depressi. ([[Niki Lauda]]) ===[[Enzo Biagi]]=== *Non gli andava bene che, in caso di vittoria, la maggior parte del merito andasse al pilota. Ciò che contava, prima di tutto, erano i suoi motori. Villoresi un giorno disse: Ferrari non conosce la parola gratitudine. E ogni incontro con Lauda era uno scontro fra due uomini che curavano ciascuno il proprio interesse. *Non ho mai avuto una particolare predisposizione per i motori, però Ferrari mi ha costantemente affascinato. L'ho sempre visto come un eroe del West: solitario, scontroso, difficile, ma ricco di umanità. *Per lui esistevano solo il rumore delle sue macchine e il silenzio delle sue riflessioni. Non era un emiliano buontempone, era un uomo che viveva con se stesso e che si faceva ragionevole compagnia. *Un giovane che aveva sognato di diventare Ferrari e lo è diventato. ===[[Piero Ferrari]]=== *Aveva abitudini e manie alle quali non è mai venuto meno. Come l'odio per gli ascensori. E per gli aerei. Diceva: «Non ho paura di volare, ho paura di non tornare a volare». Da qualunque parte andasse, doveva sempre rientrare a dormire nel suo letto. Non lasciava mai Maranello, lì si sentiva il re. Erano gli altri che venivano a trovarlo e a riverirlo. *Ho avuto un grande papà, terribilmente esigente, duro ma anche tenero. Nel carattere conservo tanti punti in comune, soprattutto quando mi arrabbio. Ma ciò che lo differenziava da tutti era il carisma, quel fascino misterioso che lo elevava sempre rispetto agli altri. Una sensazione che ho sentito solo al cospetto di [[Papa Giovanni Paolo II]]. Gente che ti fa sentire piccolo. *Mio padre ha lasciato in noi che gli eravamo vicini e nel DNA dell'azienda la volontà di guardare avanti, di cambiare giorno dopo giorno. Era una persona che non s'interessava mai al passato, se non per evitare errori fatti e cancellare esperienze negative. *Mio padre non diceva niente, approvava: "Tu fai, se va bene ti dico bravo". Lui però era così, voleva che la gente fosse libera di dimostrare di avere ragione e che le loro idee fossero giuste. Se però erano sbagliate, non la faceva passare liscia. Non è che non approvasse in partenza, nessuno avrebbe potuto recriminare che Ferrari non lasciasse libertà di esprimere le loro idee, perché mio padre lasciava fare. *Negli anni del fascismo aveva conquistato la celebrità con la sua Scuderia. Faceva correre le macchine dell'Alfa Romeo, per capirci. Ma da tempo era pronto per mettersi in proprio, per trasformarsi in imprenditore. [...] E [...] qui c'è un passaggio che io ho sempre trovato illuminante, a proposito della personalità di papà. Lui era del 1898, aveva alle spalle due guerre e stava per compiere cinquant'anni. [...] nel 1947, un uomo di mezzo secolo era quasi considerato un vecchio, l'età media della popolazione superava sì e no le sessanta primavere, insomma ci voleva un bel coraggio a buttarsi in un'attività nuova, con tutti i rischi del caso. [...] Ho saputo che tanti amici gli diedero del matto. Ma chi glielo faceva fare? Di soldi ne aveva e non sarebbe stato un problema, per lui, godersi la vita senza esporsi al pericolo del fallimento. Invece, a cinquant'anni, in quel contesto là, è ripartito da zero. Per questo [...] quando oggi leggo della crisi di molti quarantenni, della paura di invecchiare e cose così, be', penso a papà come a una terapia. *{{NDR|«Piero, è stato difficile convivere con l'ombra di un genitore così prestigioso e così ingombrante?»}} Non più di tanto. Vede, io ho capito in fretta che non dovevo pretendere di confrontarmi con la sua immagine, era una sfida impossibile, persa in partenza. Quindi ho seguito una mia strada, senza ascoltare chi avrebbe voluto insegnarmi chi fosse Enzo Ferrari. {{NDR|«E per lei chi è stato, Enzo Ferrari?»}} Il papà che quando ero piccolino al sabato mi comprava l'ultimo numero di Topolino e poi mi leggeva ad alta voce le storie di Paperino. Era Enzo Ferrari il Mito per tutti, giustamente. Ma per me era papà. ===[[Romolo Tavoni]]=== *Direi che, forse, Ferrari non aveva studiato letteratura ma era uno che diceva: "Volli, sempre volli fortissimamente volli". Voleva costruire un'azienda che durasse nel tempo e, forse, a questa intenzione che anteponeva a tutti gli avvenimenti, ha contribuito, almeno dal 1953 in poi, anche il sapere che il figlio che gli assomigliava in tutto e per tutto, come carattere, come volontà, gli sarebbe venuto a mancare di lì a poco: quando l'ematologo, il più grande ematologo di Modena, il professor Coppo, gli disse: "In queste condizioni, Ferrari lei non ha molte speranze". Il suo imperativo era quello di vincere perché vincendo toglieva la promozione alla concorrenza, ma doveva trovare in ogni modo uno spunto positivo, anche quando perdeva, perché lui doveva continuare. *In America mi ricordo che alle 12 Ore di Sebring, Henry Ford II chiese di venire ai box a conoscere la squadra. Noi siamo stati molto onorati e Ford disse: "Salutatemi il signor Ferrari, io non posso chiedere la rappresentanza della Ferrari, però vorrei che mi mandasse una macchina tramite Chinetti [...], io vorrei veramente sentirmi ambasciatore delle Ferrari", e poi gli scrisse una lettera con queste parole che io avevo riferito. Questo per dire la dimensione del personaggio. Gli scrive: "Io per propagandare un mio modello devo investire capitali enormi, lei viene a fare una gara qui due volte all'anno e sui giornali è in prima pagina, qual è il segreto per il quale lei ha i giornali a sua disposizione?" Ferrari risponde: "Io vorrei che lei comprasse una mia macchina e che poi la giudicasse, perché io sono un piccolo costruttore artigiano, faccio il sarto su misura". Henry Ford comprò una macchina da Chinetti pagandola. *Io credo che dal punto di vista umano e personale, Ferrari abbia pagato i suoi successi a caro prezzo. Io non lo invidio. Ha avuto degli onori che nessuno forse ha avuto, ma dal punto personale ha pagato con sacrifici non indifferenti. *Le auto Ferrari avevano un prezzo stabilito, ognuno pagava questo prezzo in Italia, ma non valeva altro che in Italia, perché i clienti parlano la stessa lingua che parlava lui, ma all'estero le macchine avevano il valore della gente che comprava. Il re Leopoldo del Belgio viene con Liliana de Rethy e gli ordina un bellissimo coupé per un regalo da fare alla principessa [...]. Ferrari dice senz'altro e la manda a Pininfarina, al quale aveva chiesto di carrozzarla. Quando ritorna l'addetto della casa reale gli dice che gli sarebbe piaciuto [...] un bellissimo foulard di quelli che aveva Ferrari con lo stemma Ferrari, con una spilla. Allora chiama Gardini: "Vai da Blundi ordina una spilla con brillanti. Che ci sia il Cavallino, mi raccomando d'oro ecc". "E quanto posso spendere?" "Cento mila, dovresti cavartela". Gardini torna indietro e dice: "Centocinquantamila". "Va bene, comprala lo stesso". La macchina costava 10 milioni di lire. Gardini dice: "Viene l'addetto della casa reale e devo dare la fattura". "Si dagliela, quanto 10 milioni? No, non c'è la spilla". "Allora 10 milioni 150 mila". "No mettici 10 milioni 500 mila, che siamo più sicuri". Ferrari era capace di tradurre qualsiasi cosa in vantaggio per la Ferrari Automobili. *L'uomo Ferrari era il primo dipendente di se stesso, era molto esigente con gli altri, era padrone degli altri, almeno con me credo che mi avesse considerato come il tavolo, la scrivania o la macchina da scrivere. I suoi collaboratori dovevano essere suoi, non si poteva stare a mezza strada. Vi racconto un episodio che chiarisce meglio le cose. Io ho avuto il piacere di lavorare dalla fine del 1945 al luglio del 1949 alle Officine Alfieri Maserati [...]. La prima a partire con l'attività sportiva nel dopoguerra fu la Maserati, la Ferrari stava elaborando ancora il suo 125 [...]. Quando mi sono trovato in Ferrari e ho detto che ero stato alla Maserati, dopo una settimana non mi voleva più, perché ero di quelli che erano al di là della via Emilia; Modena è divisa in due dalla via Emilia, quindi di qui o di là, ma un altro al mio posto, in quel momento, non c'era, quindi si è adattato. Mi ha detto: "D'ora in poi, lei deve avere in testa una cosa sola: la Ferrari. È la sua famiglia, il suo lavoro e la sua attività". *Per sapere se gli uomini potevano essergli vicino fino in fondo, per sapere tutto dei suoi uomini, un lunedì mattina mi disse: "Ma ieri come è andata?" "Sono andato a Bologna a vedere il Modena giocare con il Bologna, abbiamo anche perso". "Con chi è andato?" "Sono andato con Maletti, Montagnani, Zanasi, gli atri amici, con due macchine, mi hanno portato". "E dopo?" "E dopo ci siamo fermati a Modena al Nazionale, loro hanno fatto una partita a boccette e io ho preso un caffè guardando". E ha tirato fuori una busta gialla e dice: "Ah si è vero". Non era una bugia. Il Sifar credo l'abbia inventato lui per conoscere la gente. [...] Ferrari con l'Arma dei Carabinieri, la Benemerita, aveva un rapporto tale che sapeva se i suoi uomini mangiavano, se non mangiavano, se dormivano, chi vedevano, chi frequentavano. Ecco il possesso dell'azienda era totale. *Quando non aveva la macchina vincente, voleva essere pagato di più come premio di partenza perché diceva: "Vengo per farmi battere, altrimenti voi non avete nessuno che possa avere un certo prestigio per essere battuto, quindi la vostra gara non ha importanza". *Se ero in America al GP degli Stati Uniti e i nostri piloti erano l'inglese Hawthorn o Tony Brooks che facevano tempi migliori dei nostri, lui mi faceva, al telefono, un discorso di questo tipo: "Guarda che sono convinto che Phil Hill domani farà meglio, forse li batte tutti e due". Un discorso così per un ingenuo come me inizialmente era difficile da capire, però il significato era: "In America, se è possibile io vendo 10 macchine di più se vince un americano". Andavamo in Inghilterra a fare il Tourist Trophy con le vetture sport e avevamo Phil Hill che andava benissimo su quel circuito ed aveva il miglior tempo e gli altri venivano dopo. Lui diceva: "Fate attenzione durante i rifornimenti vedrete che quel pilota inglese vincerà lui". Aveva questa abilità di gestire le corse anche stando a casa. Lui è sempre stato il vero Direttore Sportivo della scuderia, credo almeno fino al 1980, perché era la sua vita, le corse erano la sua vita. ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte"/> ==Bibliografia== *[[Marco Pastonesi]] e [[Giorgio Terruzzi]], ''Palla lunga e pedalare'', Dalai Editore, 1992. ISBN 88-8598-826-2. *Enzo Ferrari, ''Piloti, che gente...'', Conti Editore, 2003. ==Voci correlate== *[[Ferrari]] *[[Piero Ferrari]] – figlio *[[Scuderia Ferrari]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Ferrari, Enzo}} [[Categoria:Imprenditori italiani]] [[Categoria:Industriali]] [[Categoria:Piloti automobilistici italiani]] 1vlqw9hi4t7ieo06gy88wak7kokbkew Template:SelezioneNuove 10 4465 1411363 1411315 2026-04-23T14:03:17Z Gaux 18878 Fortunato Giannini 1411363 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. 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Si prova sempre un brivido piacevole nello spingersi fino all'altezza dell'ultimo uomo, e poi fissare gli occhi in quella lontananza misteriosa e pericolosa, che si chiama terra di nessuno. ([[Giuseppe Berto]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Terminologia militare]] ix9qwdnmsm6ca4trzp889ib9pcuuin4 Incipit/S 0 17344 1411478 1409862 2026-04-24T11:35:42Z Spinoziano (BEIC) 86405 /* S */ 1411478 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{incipit|lettera=S}}</noinclude> ==S== <span id="Sa"></span> *'''[[Aline B. Saarinen]]''' **C'est mon plaisir *'''[[Umberto Saba]]''' **Ernesto *'''[[Rafael Sabatini]]''' **I ribelli della Carolina **Il capitano Blood **Il cigno nero **La giustizia del duca *'''[[Ernesto Sabato]]''' **Il tunnel *'''[[Dario Sabbatucci]]''' **Il misticismo eleusino *'''[[Fred Saberhagen]]''' **Berserker! **Berserker: la morte azzurra **I Berserker uccidono **Il mondo dei Berserker **Il pianeta Berserker **Il trono dei Berserker **L'uomo Berserker **La furia dei Berserker **La nave fortezza **Le ali nere del tempo **Le guerre dei Berserker ***L'elmo alato ***La ballata delle stelle ***Ultimi avvenimenti al radiante dei Templari ***Ali nell'oscurità ***Il sorriso **Lo spazio in faccia *'''[[Roxana Saberi]]''' **Prigioniera in Iran *'''[[Franco Sacchetti]]''' **La battaglia delle belle donne di Firenze colle vecchie *'''[[Roberto Sacchetti]]''' **Entusiasmi **Vecchio guscio *'''[[Defendente Sacchi]]''' **La pianta dei sospiri *'''[[Giovenale Sacchi]]''' **Del numero e delle misure delle corde musiche e loro corrispondenze **Della divisione del tempo nella musica nel ballo e nella poesia *'''[[Italo Mario Sacco]]''' **Statuti di Savigliano *'''[[Leopold von Sacher-Masoch]]''' **L'amore crudele *'''[[Oliver Sacks]]''' **L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello **Risvegli *'''[[Vita Sackville-West]]''' **Grand Canyon **La signora scostumata **Ogni passione spenta *'''[[Anwar al-Sadat]]''' **In cerca di una identità *'''[[Nawāl al-Saʿdāwī]]''' **Firdaus. Storia di una donna egiziana *'''[[Donatien Alphonse François de Sade]]''' **La filosofia nel boudoir **La nuova Justine **Le 120 giornate di Sodoma *'''[[Mihail Sadoveanu]]''' **L'osteria di Ancutza *'''[[Carl Safina]]''' **Il viaggio della tartaruga **Un mare in fiamme *'''[[Saffo]]''' **Frammenti ***Frammento d'un inno a Venere ***Delle colombe impaurite ***Ad una femmina ricca e ignorante ***Di amore ***Contro Andromeda ***A Venere ***Alla sua bambina ***Della cicala ***Risposta alla proposta d'Alceo ***Ad un giovine di famosa bellezza ***Venere ad Amore ***Enigma **Odi ***A Venere ***All'amata *'''[[Carl Sagan]]''' **Contact *'''[[Françoise Sagan]]''' **Bonjour tristesse **Le piace Brahms? **Tra un mese, tra un anno *'''[[Angie Sage]]''' **Alkymia **Magya **Volo *'''[[Agostino Sagredo]]''' **Sommario della storia della Repubblica di Venezia **Sulle consorterie delle arti edificative in Venezia *'''[[Ihara Saikaku]]''' **Cinque donne amorose ***Seijuro e di una bella di Himeji ***Storia della passione amorosa di un bottaio ***Storia dell'editore d'almanacchi letta nella parte di mezzo ***Storia del negozio di verdure e dei fasci d'erbe amorose ***Storia di Gengobei: una montagna d'amore *'''[[Charles de Marguetel de Saint-Denis de Saint-Evremond]]''' **Opere slegate *'''[[Antoine de Saint-Exupéry]]''' **Il piccolo principe **Terra degli uomini *'''[[Louis de Rouvroy de Saint-Simon]]''' (Saint-Simon) **La Corte del Re Sole *'''[[Ango Sakaguchi]]''' **Sotto la foresta di ciliegi in fiore *'''[[Saki]]''' **L'anima di Laploshka **L'insopportabile Bassington *'''[[Alberico Sala]]''' **I vizi naturali *'''[[Antonio Salas]]''' **L'infiltrato *'''[[Tayeb Salih]]''' **La stagione della migrazione al nord *'''[[Louis Salleron]]''' **...Quel che il mistero è per l'intelligenza *'''[[Sally Salminen]]''' **Mariana *'''[[Angelo Salmoiraghi]]''' **Istrumenti e metodi moderni di geometria applicata *'''[[Henry Stephens Salt]]''' **Henry David Thoreau **I diritti degli animali **L'etica vegetariana *'''[[Felix Salten]]''' **Bambi **Josefine Mutzenbacher *'''[[Antonio Salvagnoli Marchetti]]''' **Relazione della visita fatta nell'aprile 1871 dell'Agro Romano *'''[[Gaetano Salvemini]]''' **Il ministro della mala vita *'''[[Francesco Saverio Salfi]]''' **Il general Colli in Roma *'''[[Emilio Salgari]]''' **Alla conquista della luna **Alla conquista di un impero **Attraverso l'Atlantico in pallone **Capitan Tempesta **Gli ultimi filibustieri **I Corsari delle Bermude **I figli dell'aria **I minatori dell'Alaska **I misteri della jungla nera **I pescatori di balene **I pirati della Malesia **I predoni del Sahara **Il boa delle caverne **Il Bramino dell'Assam **Il brick maledetto **Il Corsaro Nero **Il figlio del Corsaro Rosso **Il re del mare **Il tesoro della montagna azzurra **Jolanda, la figlia del Corsaro Nero **La caduta di un impero **La città del Re lebbroso **La crociera della Tuonante **La favorita del Mahdi **La perla sanguinosa **La regina dei Caraibi **La riconquista di Mompracem **La rivincita di Yanez **La tigre della Malesia **Le due tigri **Le figlie dei Faraoni **Le meraviglie del Duemila **Le novelle marinaresche di mastro Catrame ***Un lupo di mare ***Il vascello maledetto ***Il passaggio della linea ***La campana dell'inglese ***La croce di Salomone ***I fantasmi dei mari del Nord ***I fuochi misteriosi ***Il vascello dei topi ***Le sirene ***Il serpente marino ***Le murene ***La nave-feretro sul mare ardente ***L'apparizione del naufrago **Le stragi delle Filippine **Le tigri di Mompracem **Straordinarie avventure di Testa di Pietra *'''[[J. D. Salinger]]''' **Il giovane Holden **Un giorno ideale per i pescibanana *'''[[Sallustio]]''' **La congiura di Catilina **La guerra giugurtina *'''[[Michail Evgrafovič Saltykov-Ščedrin]]''' **I signori Golovlëv *'''[[Diodata Roero Saluzzo]]''' **Ipazia ovvero delle filosofie *'''[[Nantas Salvalaggio]]''' **Italia come non detto **Malpaga **Villa Mimosa *'''[[Nino Salvaneschi]]''' **Breviario della felicità **Consolazioni **Contemplazioni del mattino e della sera **Il tormento di Chopin **Saper amare *'''[[Robert Anthony Salvatore]]''' **L'antico *'''[[Luigi Salvatorelli]]''' **La Chiesa e il mondo **Storia del Novecento *'''[[Dario Salvatori]]''' **Pop Story 1900-1909. L'alba della musica pop *'''[[Carmelo Samonà]]''' **Fratelli *'''[[Clara Sánchez]]''' **La forza imprevedibile delle parole **L'amante silenzioso **L'estate dell'innocenza **Lo stupore di una notte di luce *'''[[Julian Sanchez]]''' **L'antiquario *'''[[Rafael Sánchez Ferlosio]]''' **Sulle origini del cane *'''[[George Sand]]''' **Indiana **Lo stagno del diavolo **Lucrezia Floriani *'''[[Brandon Sanderson]]''' **Giuramento **Il conciliatore **La via dei Re **Mistborn: Il Campione delle Ere **Mistborn: Il Pozzo dell'Ascensione **Mistborn: L'Ultimo Impero **Parole di Luce *'''[[Roberto Sanesi]]''' **T. S. Eliot *'''[[Giuseppe Manuel di San Giovanni]]''' **Notizie e documenti riguardanti la chiesa e propositura di S. Maria di Vezzolano *'''[[Antonio Sangiovanni]]''' **Seconda squara mobile, et aritmetica *'''[[Edoardo Sanguineti]]''' **Capriccio italiano **Genova per me *'''[[Jacopo Sannazaro]]''' **Arcadia *'''[[Alfonso Sanseverino Vimercati]]''' **Brevi cenni intorno alla estrazione delle acque sotterranee secondo il sistema Calandra *'''[[C. J. Sansom]]''' **I sette calici dell'eresia **L'enigma del gallo nero *'''[[Isabella Santacroce]]''' **Fluo *'''[[Nicola Santamaria]]''' **Atlantide *'''[[Enzo Santarelli]]''' **Storia del fascismo *'''[[José Rodrigues dos Santos]]''' **Vaticanum. Il manoscritto esoterico *'''[[Marin Sanudo il Giovane]]''' **I Diarii *'''[[Federico Sanvitale]]''' **Elementi di architettura civile *'''[[Goliarda Sapienza]]''' **L'arte della gioia *'''[[Michele Saponaro]]''' **Peccato *'''[[Francesco Sapori]]''' **La chimera *'''[[Chiara Saraceno]]''' **Cittadini a metà **Modelli di famiglia *'''[[Vittorio Saraceno]]''' **Trattato aritmetico-pratico o sia conti fatti *'''[[José Saramago]]''' **Caino **Cecità **Il racconto dell'isola sconosciuta **Il vangelo secondo Gesù Cristo **Il viaggio dell'elefante **L'anno della morte di Ricardo Reis **L'uomo duplicato **La caverna **Le intermittenze della morte **Memoriale del convento **Saggio sulla lucidità **Storia dell'assedio di Lisbona **Tutti i nomi **Una terra chiamata Alentejo *'''[[William Saroyan]]''' **La belva bianca **La commedia umana **La tigre di Tracy **Ti voglio bene, mamma! *'''[[Paolo Sarpi]]''' **Discorso dell'origine, forma, leggi, ed vso dell'Vfficio dell'Inquisitione nella Citta, e Dominio di Venetia **Historia particolare delle cose passate trà il Sommo Pontefice Paolo V. E la Serenissima Republica di Venetia **Istoria del Concilio Tridentino **Scritti filosofici e teologici *'''[[Al Sarrantonio]]''' **Testa di zucca *'''[[Albertine Sarrazin]]''' **L'astragalo *'''[[Giovanni Sartori]]''' **Democrazia: cosa è *'''[[Joachim Sartorius]]''' **Alessandria *'''[[Jean-Paul Sartre]]''' **Erostrato **Il muro **La morte nell'anima **La nausea **Le parole *'''[[Panfilo Sasso]]''' **Disperata contro l'amore *'''[[Salvatore Satta]]''' **Il giorno del giudizio *'''[[George Saunders]]''' **Lincoln nel Bardo *'''[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]]''' **Due dissertazioni fisico-mediche *'''[[Sam Savage]]''' **Firmino **Il lamento del bradipo *'''[[Nino Savarese]]''' **Gatteria **La massaria *'''[[Fernando Savater]]''' **Etica per un figlio *'''[[Alexandre Savérien]]''' **Vita di Renato Cartesio celebre filosofo *'''[[Giorgio Saviane]]''' **Diario intimo di un cattivo **Getsèmani **Il mare verticale **Il papa **Il tesoro dei Pellizzari **In attesa di lei **L'inquisito **La donna di legno *'''[[Sergio Saviane]]''' **Dietro il video *'''[[Roberto Saviano]]''' **Gomorra **La paranza dei bambini **La parola contro la camorra *'''[[Boris Savinkov]]''' **Cavallo pallido *'''[[Francesco Savio]]''' **Ma l'amore no *'''[[Ludovico Savioli]]''' **Amori *'''[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]]''' **Il Ruwenzori *'''[[Girolamo Savonarola]]''' **Trattato sul governo di Firenze *'''[[Robert J. Sawyer]]''' **Apocalisse su Argo **Processo alieno **Flashforward – Avanti nel tempo **L'equazione di Dio **La genesi della specie *'''[[Jean-Baptiste Say]]''' **Sul bilancio delle consumazioni colle produzioni *'''[[Dorothy L. Sayers]]''' **L'uomo che sapeva come **Veleno mortale *'''[[Alberto Savinio]]''' **Ascolto il tuo cuore, città **Dico a te, Clio **Infanzia di Nivasio Dolcemare **L'Utopia e la «Città del Sole» di Tommaso Campanella **La casa ispirata **La nostra anima **Tragedia dell'infanzia <span id="Sb"></span> *'''[[Pietro Sbarbaro]]''' **Della libertà **Delle società di mutuo soccorso **Sulla filosofia della ricchezza **Sulle opinioni di Vincenzo Gioberti intorno all'economia politica e alla questione sociale *'''[[Cristina Sborgi]]''' **L'identità rubata <span id="Sc"></span> *'''[[Francesco Scaduto]]''' **Guarentigie pontificie e relazioni tra Stato e Chiesa *'''[[Filiberto Gherardo Scaglia]]''' **Avvertimenti politici per quelli che vogliono entrare in corte del signor conte di Verrua *'''[[Franco Scaglia]]''' **Il custode dell'acqua **Luce degli occhi miei *'''[[André Scala]]''' **I silenzi di Federer *'''[[Eugenio Scalfari]]''' **Il labirinto **L'uomo che non credeva in Dio *'''[[Ivan Scalfarotto]]''' **In nessun Paese *'''[[John Scalzi]]''' **Il collasso dell'impero **L'ultima imperatrice **Lo stallo dell'impero *'''[[Piero Scanziani]]''' **Entronauti *'''[[Elizabeth Ann Scarborough]]''' **Non uscire con la biancheria intima bucata *'''[[Edoardo Scarfoglio]]''' **Ponte Galera *'''[[Tiziano Scarpa]]''' **L'incontro **Le cose fondamentali **Occhi sulla graticola **Stabat mater *'''[[Eduardo Scarpetta]]''' **'A Cammarera nova **'A Nanassa **Amore e polenta: 'na paglia 'e Firenze **Cane e gatte **Duje chiapparielle **Duje marite 'mbrugliune **È buscìa o verità **Gelusia ovvero Amore sposalizio e gelusia **Il debutto di Gemma **Il non plus ultra della disperazione ovvero La bottiglieria del Rigoletto **Il romanzo d'un farmacista povero **L'Albergo del Silenzio **L'amico 'e papà **La Bohéme **La Casa vecchia **La collana d'oro o i cinque talismani **La nutriccia **La Pupa movibile **Li nipute de lu sinneco **Lo Scarfalietto **Lu Café chantant **Lu curaggio de nu pumpiero napulitano **Lu marito de Nannina **Lu Pagnottino **Madama Sangenella **Mettiteve a fa l'ammore cu me **Miseria e nobiltà **'Na Bona guagliona **'Na Commedia 'e tre atte **'Na figliola romantica **'Na matassa mbrugliata **'Na Santarella **'Na società 'e marite **Nina Boné **'No pasticcio **'Nu brutto difetto **'Nu frongillo cecato **'Nu Ministro mmiezo a li guaje **'Nu Turco napulitano **Nun la trovo a mmaretà **Pazzie di Carnevale **Persicone mio figlio **Quinnice solde so chiù assaie de seimila lire **Tetillo **Tetillo 'nzurato **Tre cazune furtunate **Tre pecore viziose *'''[[Simon Scarrow]]''' **Il gladiatore **La legione **La spada di Roma **Roma alla conquista del mondo *'''[[Gasparo Scaruffi]]''' **L'Alitinonfo *'''[[Giorgio Scerbanenco]]''' **Venere privata *'''[[Frank Schätzing]]''' **Il diavolo nella cattedrale **Il quinto giorno **Limit **Silenzio assoluto *'''[[Paul Scheerbart]]''' **Lesabéndio *'''[[Christoph Scheiner]]''' **Prattica del parallelogrammo da disegnare *'''[[Friedrich Schelling]]''' **Le età del mondo *'''[[Gianna Schelotto]]''' **Ti ricordi, papà? **Un uomo purché sia *'''[[Hilbert Schenck]]''' **Mentre l'Atlantico muore *'''[[Arthur van Schendel]]''' **Jan Compagnie *'''[[Giovanni Schiaparelli]]''' **La vita sul pianeta Marte **Le stelle cadenti: tre letture **Notizie sull'osservatorio di Brera in Milano **Scritti sulla storia della astronomia antica **Topografia e clima di Milano *'''[[Schiavo di Bari]]''' **Proverbi *'''[[Friedrich Schiller]]''' **Amalia **Il visionario, ossiano Memorie del Conte*** **L'infanticida **La flotta invincibile **Maria Stuarda *'''[[Antonio Schinella Conti]]''' **Riflessioni su l'aurora boreale *'''[[Dieter Schlesak]]''' **Il farmacista di Auschwitz *'''[[Bernhard Schlink]]''' **A voce alta – The Reader *'''[[Arno Schmidt]]''' **Gadir ovvero conosci te stesso *'''[[Christoph von Schmid]]''' **Il paggio del Re **Le novelline ***Le mele ***Non ti scordar di me ***L'uomo nero ***L'asino dell'ortolano ***Al lupo| al lupo! ***Il vestito nuovo ***Roba rubata non fa buon pro ***I tre ladroni ***La scimmia e l'avaro *'''[[James H. Schmitz]]''' **La seconda notte d'estate *'''[[Reimund Schnabel]]''' **Il disonore dell'uomo *'''[[Helga Schneider]]''' **La baracca dei tristi piaceri *'''[[Robert Schneider]]''' **Le voci del mondo *'''[[Arthur Schnitzler]]''' **Al pappagallo verde **Doppio Sogno **Fama tardiva **Gioco all'alba **Il Dr. Gläser, medico dei bagni **Il ritorno di Casanova **Il sottotenente Gustl **La contessina Mizzi **La signorina Else *'''[[Arthur Schopenhauer]]''' **Aforismi sulla saggezza nella vita **Il mondo come volontà e rappresentazione **L'arte di conoscere se stessi **L'arte di farsi rispettare **L'arte di ottenere ragione **L'arte di trattare le donne **Saggio sulle apparizioni di spiriti *'''[[Franz Schott]]''' **Itinerario overo nova descrittione de' viaggi principali d'Italia *'''[[David Schow]]''' **Prossimamente, in un cinema sotto casa *'''[[Olive Schreiner]]''' **Storia di una fattoria africana *'''[[Allard Schröder]]''' **L'idrografo *'''[[Erwin Schrödinger]]''' **Mente e materia *'''[[Sharon Schulze]]''' **Rimorsi e speranze *'''[[Edouard Schuré]]''' **I grandi iniziati **La sacerdotessa d'Iside *'''[[André Schwarz-Bart]]''' **L'ultimo dei giusti *'''[[Antonio Scialoja]]''' **I principi della economia sociale *'''[[Leonardo Sciascia]]''' **A ciascuno il suo **Atti relativi alla morte di Raymond Roussel **Candido **Gli zii di Sicilia **Il cavaliere e la morte **Il consiglio d'Egitto **Il contesto **Il giorno della civetta **L'affaire Moro **La scomparsa di Majorana **Occhio di capra **Porte aperte **Todo Modo **Una storia semplice *'''[[Agostino Scilla]]''' **La vana speculazione disingannata dal senso *'''[[Domenico Scinà]]''' **Discorso intorno ad Archimede *'''[[Tiziano Sclavi]]''' **Dellamorte Dellamore **Non è successo niente **Tre *'''[[Moacyr Scliar]]''' **I leopardi di Kafka **Il centauro nel giardino **La donna che scrisse la Bibbia **L'orecchio di Van Gogh *'''[[Thomas N. Scortia]]''' **Pesce-giuda *'''[[Manuel Scorza]]''' **La vampata **Rulli di tamburo per Rancas *'''[[Manda Scott]]''' **Il teschio di cristallo *'''[[Walter Scott]]''' **I puritani di Scozia **Ivanhoe **La Promessa Sposa di Lammermoor **L'orso mannaro *'''[[Michael Scott Rohan]]''' **I segreti di Nicholas Flamel l'immortale. Il mago **I segreti di Nicholas Flamel l'immortale. L'alchimista *'''[[Lisa Scottoline]]''' **Colpevole o innocente **Condotta indecente **Fino a prova contraria **Giustizia sommaria **Il momento della verità **Il prezzo del silenzio **L'angolo del diavolo **La morte del cliente **Legittima vendetta **Processo alla difesa <span id="Sd"></span> <span id="Se"></span> *'''[[William Seabrook]]''' **La vendetta della Strega *'''[[Sara Seale]]''' **La casa nella brughiera *'''[[W.G. Sebald]]''' **Austerlitz *'''[[Alice Sebold]]''' **Amabili resti *'''[[Angelo Secchi]]''' **Le stelle **Sui recenti progressi della meteorologia *'''[[John H. Secondari]]''' **Tre soldi nella fontana *'''[[David Sedaris]]''' **Diario di un fumatore **Esploriamo il diabete con i gufi *'''[[René Sédillot]]''' **La storia del mondo in 300 minuti *'''[[Anna Seghers]]''' **La settima croce *'''[[Hubert Selby]]''' **Canto della neve silenziosa *'''[[Will Self]]''' **Grandi scimmie **Una sfortunata mattina di mezza estate *'''[[Quintino Sella]]''' **Una salita al Monviso *'''[[David Seltzer]]''' **Profezia *'''[[Lorenzo Selva]]''' **Esposizione delle comuni, e nuove spezie di cannocchiali, telescopi, microscopi, ed altri istrumenti diottrici, catottrici, e catodiottrici *'''[[Shyam Selvadurai]]''' **I giardini di Ceylon *'''[[Étienne Pivert de Senancour]]''' **Oberman *'''[[Ramón J. Sender]]''' **Cronaca dell'alba *'''[[Lucio Anneo Seneca]]''' **Apokolokyntosis **De beneficiis **De constantia sapientis **De otio **De tranquillitate animi **Epistulae morales ad Lucilium **Hercules furens *'''[[Carmine Senise]]''' **Quando ero Capo della Polizia *'''[[Senofane]]''' **Frammento autobiografico *'''[[Senofonte]]''' **Anabasi **Cyri testamentum **Elleniche **Ercole *'''[[Sipho Sepamla]]''' **Soweto *'''[[Luis Sepúlveda]]''' **Diario di un killer sentimentale **Il vecchio che leggeva romanzi d'amore **La lampada di Aladino **Patagonia Express **Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico **Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare **Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza **Un nome da torero *'''[[Paul Sérant]]''' **Romanticismo fascista *'''[[Matilde Serao]]''' **Addio, Amore! **All'erta, sentinella **Castigo **Cuore infermo **Dal vero **Ella non rispose **Fantasia **Fior di passione **Gli amanti: pastelli **I capelli di Sansone **Il paese di cuccagna **Il romanzo della fanciulla **Il ventre di Napoli **L'infedele **La ballerina **La mano tagliata **La moglie di un grand'uomo **La virtù di Checchina **Le amanti ***La grande fiamma ***Tramontando il sole ***L'amante sciocca ***Sogno di una notte d'estate **Leggende napoletane **Nel paese di Gesù **O Giovannino, o la morte **Pagina azzurra **Piccole anime ***Una fioraia ***Giuochi ***Canituccia ***Profili ***Alla scuola ***Nebulose ***La moda ***Perdizione ***Gli spostati ***Salvazione **Storia di due anime *'''[[Giovanni Sercambi]]''' **Novelle *'''[[Augusto Serena]]''' **La cultura umanistica a Treviso nel secolo decimoquinto *'''[[Giuseppe Sergi]]''' **La vita animale e vegetale. Origine ed evoluzione *'''[[Girolamo Seripando]]''' **Voti e lettere inedite riguardanti il periodo del Concilio sotto Paolo III *'''[[Rod Serling]]''' **Ai confini della realtà ***Tutta la verità ***Il rifugio ***Resa dei conti per Rance McGrew ***La notte degli umili ***Il sole di mezzanotte ***Un salto alla Rip Van Winkle **L'odissea del Volo 33 ***Il solitario ***Quell'energumeno del signor Dingle ***A proposito di macchine... ***Un desiderio grande grande ***Fermata a Willoughby ***L'odissea del Volo 33 ***Polvere **L'umanità è scomparsa ***Il grande Casey ***Clausola di annullamento ***Solo una passeggiata ***Febbre ***L'umanità è scomparsa ***Arrivano i mostri in Via degli Aceri *'''[[Enzo Sermasi]]''' **Il giallo biancorossoverde *'''[[Ramón Gómez de la Serna]]''' **Il torero Caracho **L'incongruo **Seni *'''[[Berta Serra Manzanares]]''' **Gli occhi dell'uragano *'''[[Achille Serra]]''' **La legalità raccontata ai ragazzi *'''[[Michele Serra]]''' **Breviario comico **Gli sdraiati **Il ragazzo mucca **Le cose che bruciano **Ognuno potrebbe **Tutti i santi giorni *'''[[Renato Serra]]''' **Esame di coscienza di un letterato **Il senso del silenzio *'''[[Marcela Serrano]]''' **L'albergo delle donne tristi **Noi che ci vogliamo così bene **Quel che c'è nel mio cuore *'''[[Michel Serres]]''' **Genesi *'''[[Luigi Serristori]]''' **Le rovine di Lizzano **Sopra le macchine a vapore *'''[[Jean-Jacques Servan-Schreiber]]''' **La sfida americana *'''[[Robert Service]]''' **Compagni **Storia della Russia nel XX secolo *'''[[Bartolomeo Sestini]]''' **La Pia de' Tolomei: leggenda romantica *'''[[Vikram Seth]]''' **Il ragazzo giusto *'''[[Ernest Thompson Seton]]''' **La gatta dei bassifondi *'''[[Luigi Settembrini]]''' **Ricordanze della mia vita *'''[[Beppe Severgnini]]''' **Interismi **L'inglese **La pancia degli italiani **Un italiano in America *'''[[Tim Severin]]''' **La vendetta del vichingo <span id="Sf"></span> *'''[[Joann Sfar]]''' **Il piccolo principe **L'eterno *'''[[Giovanni Sfortunati]]''' **Nuovo lume <span id="Sg"></span> *'''[[Carlo Sgorlon]]''' **Gli dèi torneranno **I sette veli **Il trono di legno **L'armata dei fiumi perduti <span id="Sh"></span> *'''[[Yaakov Shabtai]]''' **Lo zio Perez spicca il volo *'''[[Anthony Shadid]]''' **La casa di pietra *'''[[Elif Shafak]]''' **Le quaranta porte *'''[[Bina Shah]]''' **La bambina che non poteva sognare *'''[[Sonia Shah]]''' **Cacciatori di corpi *'''[[Nicholas Shakespeare]]''' **Danza di sangue *'''[[William Shakespeare]]''' **Amleto **Antonio e Cleopatra **Cimbelino **Come vi piace **Coriolano **Enrico IV **Enrico V **Enrico VI **Enrico VIII **Giulio Cesare **I due gentiluomini di Verona **Il mercante di Venezia **Il racconto d'inverno **Il re Giovanni **La bisbetica domata **La commedia degli errori **La dodicesima notte **La tempesta **Le allegre comari di Windsor **Macbeth **Misura per misura **Molto rumore per nulla **Otello **Pene d'amor perdute **Pericle, principe di Tiro **Re Lear **Riccardo III **Romeo e Giulietta **Sogno di una notte di mezza estate **Timone d'Atene **Tito Andronico **Troilo e Cressida **Tutto è bene quel che finisce bene **Vita e morte di Re Riccardo II *'''[[Siba Shakib]]''' **Il sussurro della montagna proibita *'''[[Meir Shalev]]''' **Per amore di una donna *'''[[Zeruya Shalev]]''' **Una relazione intima *'''[[Shan Sa]]''' **La porta della Pace Celeste *'''[[Susan Shapiro]]''' **La terapia dei dolci *'''[[Margery Sharp]]''' **Il gatto di ametista *'''[[Tom Sharpe]]''' **Eva, una bambola e il professore *'''[[Stephanie Shaver]]''' **Una promessa è una promessa *'''[[Bob Shaw]]''' **Antigravitazione per tutti **Autocombustione umana **Cosmo selvaggio **Cronomoto **Scegliete il mondo che fa per voi **Una Magnum per Billy Gregg ***Una Magnum per Billy Gregg ***Il segreto dell'Everest ***Fumetto Horror Story ***Socio simbiotico ***Jumbo ***Luce dei giorni passati ***Replay ***Secondo voi che tempo è? **Una vergogna per l'Italia ***Una vergogna per l'Italia ***La casa dei Guthrie ***Caduta libera 2001 ***Il solo effetto ***Il club dei «P» ***Volo di notte ***Valzer degli ultracorpi ***Rapporto ***Telemporio Tre **Uomo al piano zero *'''[[George Bernard Shaw]]''' **Ginevra **Guida della donna intelligente **Le case del vedovo **Uno sprazzo di realtà *'''[[Irwin Shaw]]''' **Lavoro di notte **L'amico di famiglia *'''[[Robert Shaw]]''' **Situazione disperata ma non seria *'''[[Michael Shea]]''' **L'autopsia **La leggenda di Nifft *'''[[Robert Sheckley]]''' **Mai toccato da mani umane ***Mai toccato da mani umane ***Pellegrinaggio alla Terra ***La montagna senza nome **Opzioni **Scambio mentale **Scarpe *'''[[Patrick Augustine Sheehan]]''' **Il mio nuovo cappellano *'''[[Fulton J. Sheen]]''' **Tre per sposarsi *'''[[Charles Sheffield]]''' **Punto di convergenza **Le sfere del cielo *'''[[Percy Bysshe Shelley]]''' **Adone **La necessità dell'ateismo *'''[[Lucius Shepard]]''' **La resa **Occhi verdi **Solitaire Station *'''[[Sam Shepard]]''' **Attraverso il paradiso *'''[[Sara Shepard]]''' **Giovani, carine, bugiarde **Giovani, carine e bugiarde. Divine *'''[[Peter Sheridan]]''' **Nato a Dublino *'''[[Josepha Sherman]]''' **Le mamme la sanno lunga *'''[[Michael Shermer]]''' **Homo credens *'''[[Murasaki Shikibu]]''' **Storia di Genji il principe splendente *'''[[Matthew Phipps Shiel]]''' **Il principe Zaleski **La nube purpurea **La promessa sposa **La storia di Henry e Rowena *'''[[Lewis Shiner]]''' **Il cerchio *'''[[John Shirley]]''' **Bioshock: Rapture **Doom **Jodie a Annie alla tv **La maschera sul sole **La musica della città vivente *'''[[Sei Shōnagon]]''' **Note del guanciale *'''[[Gary Shteyngart]]''' **Il manuale del debuttante russo *'''[[Susan Shwartz]]''' **Il fuoco della vendetta <span id="Si"></span> *'''[[Luigi Siciliani]]''' **Alla bellezza **Vinto **Differ quaerelas **Morticino **Il Natale in un poeta classico **L'oleandro **La bontà dei baci **Acquaforte **Una riflessione *'''[[Harry Sidebottom]]''' **Il guerriero di Roma. Il re dei re **Il guerriero di Roma. Sole bianco *'''[[Bapsi Sidhwa]]''' **La spartizione del cuore *'''[[Henryk Sienkiewicz]]''' **Il diluvio **Quo vadis? *'''[[Javier Sierra]]''' **Lo specchio oscuro *'''[[Scipio Sighele]]''' **Eva moderna **Il nazionalismo e i partiti politici **La delinquenza settaria *'''[[Yrsa Sigurðardóttir]]''' **Guardami **Il cacciatore di orfani **Il cerchio del male **Il tempo della vendetta *'''[[Ignazio Silone]]''' **Fontamara **Il pane di casa **Il segreto di Luca **Il seme sotto la neve **Una manciata di more **Vino e pane *'''[[Robert Silverberg]]''' **Ali della notte **Chiprunner **Dormire... forse dimenticare **Entra un soldato. Più tardi: ne entra un altro **Gilgamesh **Gli osservatori **Il settimo santuario **Il vento e la pioggia **Invasori silenziosi **L'arca delle stelle **L'elezione **L'inferno com'è? **L'ora del passaggio **L'uomo che non sapeva dimenticare **L'uomo nel labirinto **L'uomo stocastico **La strada del crepuscolo **Le maschere del tempo **Monade 116 **Multipli **Mutazione **Nero è bello **Quellen, guarda il passato! **Saltatore **Shadrach nella fornace **Torre di cristallo **Vacanze nel deserto *'''[[Clifford Simak]]''' **Camminavano come noi **City **Dal cronosentiero di domani **Fuga dal futuro **I visitatori **Il pianeta di Shakespeare **Il villaggio dei fiori purpurei **L'ospite del senatore Horton **La compagnia del talismano **La strada dell'eternità **Oltre l'invisibile **Pescatore di stelle *'''[[Georges Simenon]]''' **Bergelon **Hôtel del ritorno alla natura **Il cane giallo **Il ranch della giumenta perduta **L'uomo che guardava passare i treni **La finestra dei Rouet **La neve era sporca **Le campane di Bicêtre **Lettera al mio giudice **Maigret al night club **Maigret e il pazzo di Bergerac **Maigret e l'affare Nahour *'''[[Luigi Simeoni (storico)]]''' **Gli antichi statuti delle arti veronesi *'''[[Georg Simmel]]''' **Le metropoli e la vita dello spirito *'''[[Johannes Mario Simmel]]''' **La trama dei sogni *'''[[Dan Simmons]]''' **Drood **Endymion **Flashback **Gli uomini vuoti **Hard as nails. Un caso d'acciaio **Hardcase. Un caso difficile **Hyperion **Il grande amante ***Mezzanotte nel letto dell'entropia ***Morire a Bangkok ***Donne con i denti ***Flashback ***Il grande amante **Il risveglio di Endymion **Ilium. La rivolta **L'estate della paura **L'inverno della paura **La caduta di Hyperion **La scomparsa dell'Erebus **Nefasto gioco di morte **Vulcano *'''[[Ted Simon]]''' **I viaggi di Jupiter. Il giro del mondo in motocicletta **Sognando Jupiter *'''[[Vincenzo Simoncelli]]''' **Della enfiteusi *'''[[Marcello Simoni]]''' **Il labirinto ai confini del mondo **Il marchio dell'inquisitore **Il mercante di libri maledetti **L'isola dei monaci senza nome **La biblioteca perduta dell’alchimista *'''[[Louis Laurent Simonin]]''' **Un'escursione nei quartieri poveri di Londra *'''[[Simonide]]''' **Perseo **Sulla battaglia navale dell'Artemisio *'''[[George Gaylord Simpson]]''' **Evoluzione una visione del mondo *'''[[Upton Sinclair]]''' **Fra due mondi **La messe del drago *'''[[Isaac Bashevis Singer]]''' **Il re di campi **La famiglia Moskat **Nemici. Una storia d'amore **Nuove storie dalla corte di mio padre **Ombre sull'Hudson **Racconti **Satana a Goray **Shosha **Vecchio amore *'''[[Israel Joshua Singer]]''' **Yoshe Kalb e le tentazioni *'''[[Paolo Siniscalco]]''' **Il cammino di Cristo nell'Impero romano *'''[[Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi]]''' **Storia delle repubbliche Italiane dei secoli di mezzo *'''[[Zecharia Sitchin]]''' **Guerre atomiche al tempo degli dei **Il codice del cosmo **Il giorno degli dei **Il pianeta degli dei **L'ultima profezia **La Bibbia degli dei **Le astronavi del Sinai *'''[[Walter Siti]]''' **Bontà **Un dolore normale <span id="Sj"></span> <span id="Sk"></span> *'''[[Antonio Skármeta]]''' **Il postino di Neruda *'''[[Desmond Skirrow]]''' **Morte ad alta tensione *'''[[Josef Škvorecký]]''' **Il sax basso *'''[[Kathleen Sky]]''' **La principessa di Englene **Spock, il vulcaniano <span id="Sl"></span> *'''[[John Sladek]]''' **Forza bruta **Il volto *'''[[Slash]]''' **Slash *'''[[Scipio Slataper]]''' **Ibsen **Il mio Carso *'''[[Frank G. Slaughter]]''' **Codice cinque *'''[[Karin Slaughter]]''' **Genesi **L'ombra della verità **Mente criminale **Tra due fuochi **Tre giorni per morire *'''[[Jan Jacob Slauerhoff]]''' **La rivolta di Guadalajara *'''[[Henry Slesar]]''' **Bionde dallo spazio **Quarto Reich *'''[[William Milligan Sloane III]]''' **Selena *'''[[Hillel Slovak]]''' **Behind The Sun:Il diario di Hillel Slovak <span id="Sm"></span> *'''[[Madison Smartt Bell]]''' **Quando le anime si sollevano *'''[[Massimiliano Smeriglio]]''' **Suk Ovest. Banditi a Roma *'''[[A. C. H. Smith]]''' **Dark Crystal **Labyrinth *'''[[Adam Smith]]''' **La ricchezza delle nazioni *'''[[Betty Smith]]''' **Al mattino viene la gioia **Un albero cresce a Brooklin *'''[[Bobbi Smith]]''' **Tentazione in Arizona *'''[[Clark Ashton Smith]]''' **Colui che cammina nelle tenebre **Il Colosso di Ylourgne **L'adoratore del demonio **La Strega di Sylaire **Sirene floreali *'''[[E. E. Smith]]''' **La nemesi dei Robot *'''[[Lillian Smith]]''' **Gli assassini del sogno *'''[[Lisa J. Smith]]''' **Dark visions. Il dono **Dark visions. Il vampiro della mente **Dark visions. La passione **I diari delle streghe. Il potere **I diari delle streghe. L'iniziazione **I diari delle streghe. La prigioniera **Il diario del vampiro. Il ritorno **Il diario del vampiro. L'anima nera **Il diario del vampiro. La furia **Il diario del vampiro. La genesi **Il diario del vampiro. La messa nera **Il diario del vampiro. Mezzanotte **Il diario del vampiro. Scende la notte **Il diario del vampiro. Sete di sangue **Il diario del vampiro. Strane creature **Il gioco proibito. L'inseguimento **Il gioco proibito. L'ultima mossa **Il gioco proibito. La casa degli orrori **La notte del solstizio **La setta dei vampiri. Il segreto **La setta dei vampiri. L'alba oscura **La setta dei vampiri. L'angelo nero **La setta dei vampiri. L'anima gemella **La setta dei vampiri. L'incantesimo **La setta dei vampiri. La cacciatrice **La setta dei vampiri. La prescelta *'''[[Martin Cruz Smith]]''' **Gorky Park **Havana **Il fantasma di Stalin **L'ala della notte **La rosa nera **Lupo mangia cane **Red Square **Stella Polare **Tokyo Station *'''[[Robert Rowland Smith]]''' **Colazione da Socrate *'''[[Tom Rob Smith]]''' **Bambino 44 *'''[[Wilbur Smith]]''' **Alle fonti del Nilo **Cacciatori di diamanti **Ci rivedremo all'inferno **Come il mare **Dove finisce l'arcobaleno **Figli del Nilo **Gli angeli piangono **Gli eredi dell'Eden **I fuochi dell'ira **Il canto dell'elefante **Il destino del cacciatore **Il destino del leone **Il dio del fiume **Il potere della spada **Il settimo papiro **Il trionfo del sole **L'ombra del sole **L'orma del Califfo **L'uccello del sole **La legge del deserto **La notte del leopardo **La spiaggia infuocata **La voce del tuono **La volpe dorata **Monsone **Orizzonte **Quando vola il falco **Stirpe di uomini **Sulla rotta degli squali **Uccelli da preda **Un'aquila nel cielo **Una vena d'odio *'''[[Zadie Smith]]''' **Denti bianchi <span id="Sn"></span> *'''[[Anja Snellman]]''' **La verità della notte *'''[[Snoopy]]''' **Era una notte buia e tempestosa *'''[[Edgar Snow]]''' **Stella rossa sulla Cina *'''[[Laura J. Snyder]]''' **Il club dei filosofi che volevano cambiare il mondo <span id="So"></span> *'''[[Jô Soares]]''' **L'uomo che uccise Getúlio Vargas *'''[[Ascanio Sobrero]]''' **Analisi delle calamine **Baroscopio o prenunziatore del tempo **Della cagione della malattia del baco da seta **Pensieri agronomici *'''[[Ardengo Soffici]]''' **Kobilek *'''[[Sofocle]]''' **Aiace **Antigone **Edipo a Colono **Edipo Re **Filottete **Elettra **Trachinie *'''[[Adriano Sofri]]''' **Memoria *'''[[Luca Sofri]]''' **Notizie che non lo erano **Playlist *'''[[Jerry Sohl]]''' **Compatibilità biologica **L'anomalia **Pionieri dell'infinito *'''[[Steve Sohmer]]''' **Gli ultimi nove giorni *'''[[Saša Sokolov]]''' **La scuola per gli stupidi *'''[[Valerie Solanas]]''' **S.C.U.M. *'''[[Clemente Solaro della Margarita]]''' **Avvedimenti politici **L'uomo di Stato indirizzato al governo della cosa pubblica **Memorandum storico politico **Sguardo politico sulla convenzione italo-franca del 15 settembre 1864 *'''[[Mario Soldati]]''' **La contessa dell'isola **La moglie americana **Le lettere da Capri *'''[[Nicola Sole]]''' **Canti ***Al mare Jonio ***I Siciliani ***La Guerra ***Pel tremuoto in Lucania. (Salmo) ***La storia di una perla ***La tomba del poeta ai mani di Giulio Genoino ***La donna e l'amore. (Sull'urna d'una straniera) ***A Psiche ***Le due madri. (Idillio) ***Al sepolcro di un amico ***Pensieri poetici sulla eloquenza del foro penale. (Epistola a Federico Castriota Scanderberg) ***Addio a Giuseppe Verdi ***Rivederla! ***A G.S.V. avventurata e cortese educatrice di rosignuoli ***Ad un illustre ecclesiastico nell'offerirgli un esemplare del Cantico dei Cantici recato in versi italiani ***La fanciulla e l'artista. (Idillio) ***Selim-Bey. (Novella) ***Il viggianese. (A Marc-Monnier) ***Pel filo elettrico dei due mondi (cantico) ***Al rosignuolo ***La vita. (Ad un bambino) ***Le nozze e la tomba ***A S. Luigi Gonzaga ***L'orfano e il cielo. (Alla memoria di un trovatello) ***Un'ora ***Torre del Greco. (La notte dal 22 ai 23 settembre 1859) ***Sorrento o Torquato Tasso ***Il negro ***Ad una stella ***Il menestrello ***Il primo cadavere. (Sopra un cartone di Michele De Napoli) ***Al mio salice ***Epistola a Giuseppe De Blasiis ***Il fiore. (Canto nuziale) ***Ad Emma ***Ad una gentile giovinetta nel giorno delle sue nozze ***A Montecassino ***Il cocchio. (Ottave improvvisate) ***La pescatrice. (Per musica) ***Il moretto. (Improvviso) ***La preghiera del poeta ***La neve ***Romanza ***Sulla tomba di Alessandro Poerio ***Il Cantico dei Cantici recato in versi ****A Maria immacolata ****Il Cantico de' Cantici di Salomone ***Il Carmelo *'''[[Margit Lindegård Solem]]''' **Sono una donna norvegese *'''[[Temistocle Solera]]''' **Nabucodonosor *'''[[Arrigo Solmi]]''' **Il pensiero politico di Dante **Storia del diritto italiano *'''[[Michail Aleksandrovič Šolochov]]''' **Il placido Don *'''[[Leonid Vasil'evich Solov'ev]]''' **Il perturbatore della quiete *'''[[Aleksandr Isaevič Solženicyn]]''' **Arcipelago Gulag **Come ricostruire la nostra Russia? **Il primo cerchio **Padiglione cancro **Un giorno nella vita di Ivan Denisovič *'''[[Somānanda]]''' **Śivaḍṛṣti *'''[[Luca Sommi]]''' **Solo amore *'''[[Stefano Sommier]]''' **Note volanti sui Karaciai **Un'estate in Siberia *'''[[Jordan Sonnenblick]]''' **L'arte di sparare balle *'''[[Susan Sontag]]''' **Io, eccetera *'''[[Tony Soper]]''' **La gabbia senza sbarre *'''[[Albano Sorbelli]] **Carducci e Oberdan *'''[[Osvaldo Soriano]]''' **Futbol **La resa del leone **Mai più pene né oblio **Quartieri d'inverno **Triste, solitario y final **Un'ombra ben presto sarai *'''[[Flavio Soriga]]''' **Il cuore dei briganti *'''[[Paolo Sorrentino]]''' **Hanno tutti ragione *'''[[Ersi Sotiropoulos]]''' **Il sentiero nascosto delle arance *'''[[Robert Southey]]''' **Il funerale del povero *'''[[Massimo Sozzi]]''' **Mascalzone. Giochi di guerra. Niccioleta 1944 **Nero Fidelia <span id="Sp"></span> *'''[[Martin Spahn]] **La lotta per la scuola in Francia ed in Germania *'''[[Lazzaro Spallanzani]]''' **Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino *'''[[Piero Spalletti]]''' **Esame di riparazione *'''[[Vincenzo Spampanato]]''' **Vita di Giordano Bruno: con documenti editi e inediti *'''[[Nicholas Sparks]]''' **Le pagine della nostra vita **Le parole che non ti ho detto *'''[[Bertrando Spaventa]]''' **La filosofia italiana nelle sue relazioni con la filosofia europea *'''[[Silvio Spaventa Filippi]]''' **Carlo Dickens **Jerome *'''[[Eugenio Spedicato]]''' **La strana creatura del caos: idee e figure del male nel pensiero della modernità *'''[[Jonathan Spence]]''' **Imperatore della Cina *'''[[Sperone Speroni]]''' **Dialogo delle lingue *'''[[Adrienne von Speyr]]''' **Dalla mia vita **Esperienza di preghiera **Il mistero della morte **Il Verbo si fa carne **L'ancella del Signore **La confessione **La luce e le immagini **La missione dei profeti **Le parabole del Signore **Maria nella redenzione *'''[[Steven Spielberg]]''' **Incontri ravvicinati del terzo tipo *'''[[John Spike]]''' **Il giovane Michelangelo *'''[[Mickey Spillane]]''' **Il borsaiolo **L'uomo che uccide **La vendetta è mia *'''[[Vittorio Spinazzola]]''' **Dalla narrativa d'appendice al premio Nobel **Il libro per tutti: saggio sui "Promessi Sposi" **Il romanzo antistorico **Pinocchio & C, *'''[[Erica Spindler]]''' **Il giustiziere *'''[[Domenico Spinelli]]''' ** Sulla impropria denominazione Aes Grave data a tutta la moneta fusa *'''[[Gastone Silvano Spinetti]]''' **Civiltà in crisi *'''[[Antonio Spinosa]]''' **Starace *'''[[Baruch Spinoza]]''' **Trattato sull'emendazione dell'intelletto **Breve trattato su Dio, l'uomo e il suo bene **Principi della filosofia di Cartesio **Riflessioni metafisiche **Trattato teologico-politico **[[Ethica]] **Trattato politico **Epistolario **Lettere sugli spiriti *'''[[Norman Spinrad]]''' **Un oggetto di pregio *'''[[Lorenzo Spirito Gualtieri]]''' **Altro Marte **Libro delle sorti *'''[[Heinz Sponsel]]''' **Una traccia di 100.000 anni *'''[[L. Sprague de Camp]]''' **Le pietre di Nomuru **Serpenti per posta *'''[[Howard Spring]]''' **Figlio, figlio mio *'''[[Anton Springer]]''' **Manuale di storia dell'arte *'''[[Nancy Springer]]''' **Non guardarti indietro *'''[[Bruce Springsteen]]''' **[[Born to Run (autobiografia)|Born to Run]] *'''[[Johanna Spyri]]''' **Heidi <span id="Sq"></span> <span id="Sr"></span> <span id="Ss"></span> <span id="St"></span> *'''[[Edward St Aubyn]]''' **I Melrose *'''[[Margaret St. Clair]]''' **I danzatori di Noyo **I dolori delle streghe **La famiglia **La perfezionista *'''[[Lili St. Crow]]''' **Il diario degli angeli *'''[[Brian Stableford]]''' **Il proiettile magico *'''[[Henry De Vere Stacpoole]]''' **La laguna azzurra *'''[[Madame de Staël]]''' **Sulla maniera e la utilità delle Traduzioni *'''[[Jean Stafford]]''' **Il puma *'''[[Friedrich Julius Stahl]]''' **Storia della filosofia del diritto *'''[[Hermann Stahl]]''' **Emanuela *'''[[Christopher Stasheff]]''' **Torna con la tua tuta spaziale... o su di essa *'''[[Fabio Stassi]]''' **L'ultimo ballo di Charlot *'''[[Karl Georg Christian von Staudt]]''' **Geometria di posizione *'''[[Publio Papinio Stazio]]''' **La Tebaide *'''[[Danielle Steel]]''' **Fulmini **Una perfetta sconosciuta **Una preghiera esaudita *'''[[Antonio Steffenoni]]''' **Inseguendo le note di un tango **Meglio andare lontano **Ragazze **Vietato giocare con la palla *'''[[Garth Stein]]''' **Corvo rubò la luna **L'arte di correre sotto la pioggia *'''[[Gertrude Stein]]''' **Autobiografia di tutti **La buona Anna *'''[[John Steinbeck]]''' **Al Dio sconosciuto **Furore **L'inverno del nostro scontento **La luna è tramontata **La valle dell'Eden **Le gesta di re Artù **Pian della Tortilla **Red Pony **Vicolo Cannery *'''[[George Steiner]]''' **Il correttore **Una certa idea di Europa *'''[[Rudolf Steiner]]''' **Considerazioni esoteriche su nessi karmici **Gerarchie spirituali **L'iniziazione **La filosofia della Libertà **La saggezza dei Rosacroce **Le opere scientifiche di Goethe **Teosofia *'''[[Gian Antonio Stella]]''' **La casta (con Sergio Rizzo) **Negri froci giudei & Co. *'''[[Stendhal]]''' **I Cenci **Il rosso e il nero **La badessa di Castro **La Certosa di Parma **La duchessa di Paliano **Lucien Leuwen **Roma, Napoli e Firenze **San Francesco a Ripa **Vanina Vanini **Vita di Rossini **Vittoria Accoramboni *'''[[James Stephens]]''' **I semidei *'''[[Neal Stephenson]]''' **Argento vivo **Snow Crash *'''[[Bruce Sterling]]''' **Cronache del Basso Futuro ***La nostra Chernobyl neurale ***Il Compassionevole, il Digitale ***Jim e Irene ***La spada di Damocle ***Le guerre del Golfo ***Le rive della Boemia ***Il proiettile morale ***L'Impensabile ***Vediamo le cose in maniera diversa ***Hollywood Cremlino ***Siete a favore o contro la 486? **La matrice spezzata *'''[[Chevy Stevens]]''' **Scomparsa *'''[[Shane Stevens]]''' **Io ti troverò *'''[[Robert Louis Stevenson]]''' **Catriona **Elogio dell'ozio **Emigrante per diletto **Gli accampati di Silverado **Gli allegri compari **Il diavolo nella bottiglia **Il ladro di cadaveri **Il Master di Ballantrae **Il padiglione sulle dune **Il Principe Otto **Il sire della porta di Malétroit **Janet la storta **L'isola del tesoro **La freccia nera **La Provvidenza e la chitarra **La spiaggia di Falesà **Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde **Markheim **Nei mari del Sud **Olalla **Rapito **Un alloggio per la notte **Viaggi con un asino nelle Cévennes **Weir di Hermiston *'''[[Ian Stewart]]''' **Come tagliare una torta *'''[[Maggie Stiefvater]]''' **Destiny **Whisper *'''[[Adalbert Stifter]]''' **Abdia *'''[[Ljudmil Stojanov]]''' **Colera **Mehmed Sinap *'''[[Bram Stoker]]''' **Dracula **Il gioiello delle Sette Stelle **Il paese del tramonto **Il segreto dei capelli d'oro **L'ospite di Dracula *'''[[Leopold Stokowski]]''' **La musica per tutti *'''[[Irving Stone]]''' **Brama di vivere *'''[[Theodor Storm]]''' **La città sul mare **Mio cugino Cristiano *'''[[Rebecca Stott]]''' **Il codice di Newton *'''[[Rex Stout]]''' **Abbiamo trasmesso **La guardia al toro **Sei per uno **Vicolo cieco *'''[[Harriet Beecher Stowe]]''' **La capanna dello zio Tom *'''[[Lytton Strachey]]''' **La regina Vittoria *'''[[Giovanni Francesco Straparola]]''' **Le piacevoli notti *'''[[Peter Straub]]''' **Il regno dei cieli **Rosa azzurra *'''[[Craig Strete]]''' **Madre di stoffa, cuore di orologio *'''[[Enzo Striano]]''' **Il resto di niente *'''[[Brad Strickland]]''' **Le ombre *'''[[Whitley Strieber]]''' **Billy **Fuoco impuro **L'ombra del gatto **Majestic **Wolfen *'''[[August Strindberg]]''' **Gli isolani di Hemsö **La sala rossa **Solo *'''[[Charles Stross]]''' **Palinsesto *'''[[Jonathan Stroud]]''' **L'anello di Salomone *'''[[Elizabeth Strout]]''' **Le dodici tribù di Hattie **Mi chiamo Lucy Barton **'Olive, ancora lei **Olive Kitteridge **Tutto è possibile *'''[[Julian Stryjkowski]]''' **Il sogno di Asril *'''[[Theodore Sturgeon]]''' **Cristalli sognanti **E pluribus unicorn ***La Sorgente dell'Unicorno ***Parsifal ***Tiny e il Mostro ***Non era Syzygy ***Unisci e impera ***La musica ***Cicatrici ***La bambola ***La Bestia che ride ***Compagno di cella ***L'altro sesso ***I fantasmi di Grove Street ***Cambiapelle ***Procedimento Artnaer **La parentesi felice **Le mani di Bianca ***Fluffy ***L'orsacchiotto del Professore ***Muori, Maestro, muori! ***Il tuono e le rose ***Gli inseparabili ***Come uccidere la zietta ***La danza del cactus ***Un piatto di solitudine ***Così bello! ***I figli dei commedianti ***Le mani di Bianca **Luci e nebbie ***Unirsi e vincere ***L'ultima risata ***Il giocattolo di Mewhu ***Uragano ***L'hurkle è un animale felice ***Il tuono e le rose ***Chi? ***Tiny e il mostro ***Via di casa **Medusa, e altri dèi ***Piccolo grande dio ***Medusa ***Presenza di spirito ***Colabrodo ***Bambino prodigio ***Un'ombra sul muro ***Twink ***Frammento luminoso **Nascita del superuomo **Nonnina non fa la calza **Orbite perdute ***Estrapolazione ***Il prezzo dell'amore ***Fate spazio ***Il cuore ***Mondo d'incubi **Venere più X *'''[[Jacques Charles François Sturm]]''' **Corso di meccanica <span id="Su"></span> *'''[[Fiorentino Sullo]]''' **Il tempo storico della costituente *'''[[Giorgio Summaripa]]''' **Martirio di Simone da Trento **Processo contro il re di Francia **Sentenza contra gli hebrei *'''[[Anthony Summers]]''' **La vita segreta di J. Edgar Hoover *'''[[Sun Tzu]]''' **L'arte della guerra *'''[[Carola Susani]]''' **Rospo *'''[[Patrick Süskind]]''' **Il profumo **Ossessioni ***L'assillo della profondità ***Una sfida ***Il testamento di Maître Mussard ***''Amnesia in litteris'' *'''[[Leonard Susskind]]''' **La guerra dei buchi neri *'''[[Martin Suter]]''' **Com'è piccolo il mondo! *'''[[Kōji Suzuki]]''' **Dark water ***Prologo ***Corpi galleggianti ***Isola solitaria ***L'abbraccio ***Una crociera da sogno ***Alla deriva ***Acquerelli ***La foresta in fondo al mare ***Epilogo **Loop **Ring **Spiral <span id="Sv"></span> *'''[[Svetonio]]''' **Cesare *'''[[Italo Svevo]]''' **Argo e il suo padrone **Commedie ***Le ire di Giuliano ***Le teorie del conte Alberto ***Il ladro in casa ***Una commedia inedita ***Prima del ballo ***La verità ***Terzetto spezzato ***Atto unico ***Un marito ***L'avventura di Maria ***Inferiorità ***Con la penna d'oro ***La rigenerazione **Corto viaggio sentimentale **I racconti ***La tribù ***Il malocchio ***La buonissima madre ***La madre ***Orazio Cima ***Giacomo ***Marianno ***Cimutti ***In serenella ***L'avvenire dei ricordi ***Incontro di vecchi amici ***La morte ***Proditoriamente ***Un contratto ***Le confessioni del vegliardo ***Umbertino ***Il mio ozio **L'assassinio di Via Belpoggio **La coscienza di Zeno **La novella del buon vecchio e della bella fanciulla **Senilità **Una burla riuscita **Una vita <span id="Sw"></span> *'''[[Leonie Swann]]''' **Il lupo Garou *'''[[Peter Swanson]]''' **Quelli che meritano di essere uccisi *'''[[Michael Swanwick]]''' **Il margine del mondo *'''[[Vikas Swarup]]''' **Le dodici domande *'''[[Jonathan Swift]]''' **I viaggi di Gulliver **Istruzioni alla servitù <span id="Sx"></span> <span id="Sy"></span> *'''[[Philip Sydney]]''' **Sleep *'''[[Paolo Sylos Labini]]''' **La crisi italiana **Le classi sociali negli anni '80 **Saggio sulle classi sociali <span id="Sz"></span> *'''[[Magda Szabó]]''' ** L'altra Ester ** La Porta *'''[[Wisława Szymborska]]''' **25 poesie pso00btb5oo4r747pva5x4itbja6l77 Giuseppe Berto 0 17840 1411418 1390022 2026-04-23T19:18:16Z Udiki 86035 1411418 wikitext text/x-wiki [[File:Giuseppe Berto 64.jpg|thumb|Giuseppe Berto, 1964]] '''Giuseppe Berto''' (1914 – 1978), scrittore italiano. ==Citazioni di Giuseppe Berto== *"[[Giovannino Guareschi|Guareschi]]? Non esiste" affermano i letterati italiani, ma per uno storico della letteratura, Guareschi, che ha milioni di lettori in tutto il mondo, ha la sua importanza: così pensa Heiney.<ref>Da ''Un'' Addio alle armi ''non l'avevo proprio letto'', ''L'Europa Letteraria'', marzo-aprile 1965.</ref> *[[Ernest Hemingway|Hemingway]] diceva che uno scrittore, se è abbastanza buono, deve misurarsi ogni giorno con l'eternità, o con l'assenza di eternità. Io non posso giurare d'essere uno scrittore abbastanza buono, però la fatica di misurarmi con l'eternità o, peggio, con l'assenza di eternità, la conosco anch'io.<ref>Dalla prefazione a ''Anonimo veneziano''.</ref> *Il profilo biografico {{NDR|''Enrico Mattei''}} [...] che ora al fondatore dell'ENI dedica [[Nico Perrone]], uno studioso di storia che da giovane fu nello staff di [[Enrico Mattei|Mattei]], ha il merito di ricondurre l'attenzione sugli anni in cui l'industria di stato era centrale nell'economia del paese. Va subito detto che l'occhio con cui Perrone segue l'avventura di Mattei è più che indulgente: fra il biografo e il suo personaggio il lettore avverte una consonanza profonda. Non che Perrone trascuri i lati più dubbi e discussi di Mattei [...] ma nel suo racconto questi elementi occupano uno spazio minore rispetto alla battaglia personale che Mattei condusse per l'autonomia dell'Italia in campo energetico. Nel clima del dopoguerra, parve subito a Mattei che l'AGIP (l'ente petrolifero italiano) fosse tutt'altro che una realtà modesta o, peggio ancora, da smantellare. Colpiscono, in particolare, gli accenti nazionalistici con cui Mattei esortava all'impegno economico.<ref>Da ''La Stampa'', 22 febbraio 2001.</ref> *In me ci sono delle forti componenti romantiche: quando mi dicevano che sono un neorealista, io dicevo che sono un neoromantico. Il rapporto tra l'uomo e la donna di ''Anonimo Veneziano'' è ricavato dalle mie esperienze personali. Se poi io sono portato a vedere pateticamente le mie vicende, non è colpa mia ma della mia struttura caratteriale, che d'altra parte non vedo nessuna necessità di modificare. Non è certo un impulso intellettualistico di ritorno all'800 che mi muove, se mai la consapevolezza che l'autocompassione è un'efficace maniera di sbloccare sia pur temporaneamente la nevrosi.<ref>Da ''Cronologia di "Anonimo Veneziano"'', in G. Berto, ''Anonimo Veneziano'', BUR, Milano, 1984, pp. 16-17.</ref> *La mia storia di scrittore comincia forse il 13 maggio 1943, quando cessò l'ultima resistenza delle truppe italiane in Tunisia. Fu così che, insieme agli altri prigionieri, mi portarono in America, in un campo di concentramento dell'ovest. Ricordo che un grosso temporale estivo ci aveva accompagnati durante l'ultima parte del nostro viaggio. Camminammo nel fango per ore, in una lunga colonna verso le luci allineate del campo. Intorno a noi camminavano le sentinelle, e una di esse ogni tanto gridava qualcosa in cui si capiva il nome di Mussolini. Uno vicino a me, che conosceva l'inglese tradusse: Mussolini è caduto. Quando i doppi cancelli del P. W. Camp di Hereford si chiusero alle nostre spalle, noi sapevamo che si chiudeva anche un'epoca, che molte cose in cui avevamo più o meno creduto non esistevano più. Ciò era triste, sotto molti aspetti, se non altro perché era il segno più evidente della nostra sconfitta. Ma da allora, ciascuno di noi poteva affrontare da solo, con le proprie forze, la responsabilità di esistere.<ref>Dall'intervista di [[Pasquale Festa Campanile]], ''Giuseppe Berto: convertito all'umorismo'', ''La Fiera Letteraria'', 20 gennaio 1952.</ref> *Mi indigna il suo strapotere {{NDR|di [[Alberto Moravia]]}}, che io credo dannoso per l'Italia.<ref>Da [http://www.loccidentale.it/node/81663 ''Giuseppe Berto scoprì il male che impedisce all'uomo di essere felice''], ''l'Occidentale.it'', 15 novembre 2009.</ref> *Sia chiaro ch'io sono per l'ordine, e che ciò è inutile.<ref>Dalla prefazione di ''La cosa buffa''.</ref> ==''Anonimo veneziano''== ===[[Incipit]]=== Sfumata in un residuo di nebbia che non ce la faceva né a dissiparsi né a diventare pioggia, un po' disfatta da un torpido scirocco più atmosfera che vento, assopita in un passato di grandezza e splendore e sicuramente anche d'immodestia confinante col peccato, la città era piena di attutiti rumori, di colori stagnanti nel culmine d'una marea pigra. ===Citazioni=== *Non mi leggi in viso i segni del destino? La gloria, ad esempio. O anche la morte. Tanto, l'una vale l'altra, almeno per chi crepa. (p. 19) *Io sono stato sempre favorevole alla [[istruzione pubblica|scuola pubblica]]. La [[scuola]] privata è un anacronistico privilegio. (p. 20) *In questo paese, chi ha più soldi ha più ragione. (p. 65) *Per fortuna la magistratura non è stata ancora intaccata da certe mode femministe. Un giudice di buonsenso, non contaminato dalla propaganda di sinistra, assegnerebbe il bambino a me. (p. 76) *Ciò che stava suonando, non era solo dolore per la morte di un uomo, era disperata rassegnazione per la morte d'una città e forse di tutto ciò che è vissuto. In una desolazione tanto vasta e perfetta, non c'è posto per piccole storie personali. (p. 131) ===Citazioni su ''Anonimo veneziano''=== *Posso dire che in vita mia non avevo mai lavorato tanto per scrivere tanto poco, né mi ero mai così abbandonato al tormentoso piacere di permettere ai pensieri di cercarsi a lungo le parole più appropriate, e nel cercarsele magari mutano e differentemente si presentano sicché ne vogliono altre, e così via. È un'operazione che, d'abitudine, l'industria culturale non chiede, e forse nemmeno gradisce. (Giuseppe Berto, dalla prefazione<ref>Citato in ''[http://www.osservatoreromano.va/it/news/la-sete-dellanonimo-veneziano La sete dell'Anonimo veneziano]'', ''OsservatoreRomano.va'', 30 aprile 2011.</ref>) ==''Guerra in camicia nera''== ===[[Incipit]]=== ''Tripoli, 1 settembre 1942''. Il trimotore che mi ha trasportato dalla Sicilia all'Africa ha preso felicemente terra, stamane poco prima delle dieci, all'aeroporto di Castel Benito. Per tenerci lontani dalla base inglese di Malta, abbiamo seguito la rotta Pantelleria-Coste tunisine, volando molto basso sul mare. Non potendo garantire una scorta di caccia agli apparecchi di trasporto, il nostro comando ha adottato la tattica di farli partire alla spicciolata, fidando sulla buona fortuna. ===Citazioni=== *[[Tripoli]] è una città molto bella, piena di verde e di fiori, ma i bombardamenti aerei e navali l'hanno devastata, e due anni di guerra immiserita. Fortunatamente ora la guerra è lontana, a El Alamein, e si respira. La gente, alla sera, non scappa più per andar a passare la notte nelle oasi dei dintorni, poiché i bombardamenti sono rari e occasionali. In questo clima di quasi normalità, rifiorisce la nostalgia dei bei tempi passati, quelli di [[Italo Balbo|Balbo]], quando la vita era facile e allegra. (p. 12) *Al circolo ho avuto occasione di parlare con ufficiali residenti a [[Tripoli]] e con altri di passaggio, alcuni anche provenienti dal fronte. Per noi della [[Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale|milizia]] non è facile avere contatti sinceri con i colleghi dell'esercito: ci considerano da un lato degli irregolari, cioè gente che non ha le carte in regola per diventare ufficiali, e dall'altro lato dei fanatici, di cui è meglio diffidare. Tuttavia io, non essendo fanatico e non avendo alcuna voglia di fingere di esserlo, ho dato per primo l'esempio di una libera conversazione e così ci siamo scambiati con semplicità le nostre opinioni. Tutti hanno trovato per lo meno strana la mia qualità di volontario a tutti i costi e così mi hanno chiesto, un po' scherzando si capisce, se sono proprio a posto col cervello o se i miei precedenti penali sono completamente irreprensibili. (p. 13) *''Bengasi, 9 settembre 1942''. L'autobus ha fatto tappa a [[Bengasi]] per la notte e ho avuto modo di visitare la città. Mi ha fatto un'impressione tristissima. Certo, è molto più danneggiata di [[Tripoli]], ma le rovine da sole non bastano a spiegare la desolazione che l'opprime. Gli abitanti nazionali se ne sono andati o hanno già esperimentato, al tempo della prima ritirata, l'occupazione inglese ed è rimasto in loro un senso d'avvilimento, come se non riuscissero più a sentirsi in casa propria in questa città che è pur italiana. Quanto agli arabi, non si capisce che pensino. Per loro, sia noi che gli inglesi siamo stranieri, cioè nemici. (pp. 18-19) *''Misurata, 11 settembre 1942''. [...] Quindi siamo andati a casa di un funzionario della residenza, dove abbiamo giocato e ascoltato [[radio Londra]]. Il commentatore di radio Londra, col tono indisponente che gli è abituale, ha parlato delle batoste che abbiamo prese ai primi di settembre, e di quelle molto più grosse che prenderemo tra poco, quando l'8ª armata sferrerà l'attacco decisivo. Certo, ci può essere del vero in quanto va dicendo la radio nemica, ma per lo più si tratta di propaganda, che non influisce sul nostro morale. Per questo possiamo permetterci di ascoltarla, anche se è proibito. (pp. 19 e 21) *Gli ho chiesto che ci fosse da fare qui, e mi ha risposto: i bagni. E poi, più seriamente: mimetizzati. Pare infatti che i superiori comandi siano piuttosto pignoli in fatto di [[camuffamento militare|mimetizzazioni]]. Il mio predecessore ha dovuto rifare cinque volte la mimetizzazione della piazzola sul promontorio, con criteri sempre nuovi e, almeno dal punto di vista dei superiori, sempre sbagliati. Bisogna ottenere una assoluta invisibilità sia dal mare che dal cielo, però succede che se si copre la piazzola per nasconderla agli aerei, la vedono dal mare, e viceversa. A me sembrano tutte cretinerie. (p. 24) *Ora siamo accampati presso l'[[Arco dei Fileni]], uno strano monumento in pieno deserto, che segna il confine tra la Cirenaica e la Tripolitania. (p. 49) *Ho avuto così occasione di assistere, e modestamente partecipare, ad un memorabile [[saccheggio]]. Il magazzino di Miani è costituito da una ventina di capannoni, e da altri grossi depositi di viveri a terra, cintati da un alto e lunghissimo muro. Quando vi arrivai io, il saccheggio era ormai giunto ad uno stadio avanzatissimo: parecchi capannoni già bruciavano. Tra una grande confusione di urla, crolli e spari, una folla di militari, borghesi nazionali ed arabi correva da una parte all'altra, affannandosi ad arraffare ciò che faceva loro più comodo, e caricavano autocarri, carretti, cammelli, asini, oppure se ne andavano portandosi sulle spalle sacchi di farina o di zucchero, che si vuotavano mezzi per la strada, lasciando sul terreno interminabili scie bianche. (p. 70) *Si diceva che fossero stati gli arabi a dare l'[[saccheggio|assalto]] al magazzino, sostenendo una vera battaglia contro i soldati di guardia, insufficienti a difendere il lungo perimetro delle mura. Ma forse era stato il nostro stesso comando-piazza ad abbandonare quell'enorme quantità di materiali: dato che non è possibile trasportarli altrove, è meglio che siano depredati, piuttosto che finiscano in mano al nemico. (p. 70) *Poi ci recammo nel reparto viveri. I miei militi, allenati ai trafugamenti di scarsa importanza, qui si sentivano smarriti, schiacciati dall'enormità del [[saccheggio]]. Anche noi ci mettemmo a correre da un deposito all'altro, in cerca di roba pregiata. Del tabacco e del caffè non esisteva più nemmeno il ricordo. E così pure erano spariti, il vino, l'anice e il cognac. (p. 71) *''Sud di Zuara, 23 gennaio 1943''. [...] Ricordo vagamente d'aver passato [[Zawiya (città)|Zavia]]: un viale di enormi alberi scuri, forse eucaliptus, e quell'impressione di civiltà e pulizia che almeno di notte, danno le nostre cittadine della Libia. (pp. 82 e 84) *''Fronte del Mareth, 27 gennaio 1943''. [..] A [[Médenine|Medenine]], prima cittadina della Tunisia, ci fermammo per oltre un'ora, mentre il comandante andava in cerca di qualcuno che gli dicesse dove dovevamo andare. La città è molto diversa dalle nostre della Libia: più brutta, ma in un certo senso più solida. Le nostre erano degli scenari molto belli e curati, dove si aveva l'impressione che si svolgesse una vita fittizia. Qui invece si vede che un contadino, un bottegaio o un barbiere sono tali anche senza essere sovvenzionati dal governo. È anche vero però che i francesi di trovano qui da molto più tempo. (pp. 88-89) *''Fronte del Mareth, 10 febbraio 1943''. [...] Però una volta la settimana, ho la possibilità di andare a [[Gabès|Gabes]] per acquistare viveri di conforto. L'unica cosa che si trova sul mercato a prezzi ragionevoli sono i datteri, migliori di quelli della Libia. Gabes non è una bella città, ma mi piace andarvi perché nelle strade si vedono bambini, donne e vecchi. Di uomini, invece, è difficile vederne, in quanto che son quasi tutti scappati per raggiungere le truppe della Francia Libera, che combattono contro di noi assieme agli inglesi. È quindi comprensibile che le donne, e anche i bambini, siano diffidenti, o addirittura ostili. Loro non possono capire che io cerco di avvicinarmi con animo diverso, come se la guerra non ci fosse. Non riescono a vedere il mio animo, anche perché io l'ho rivestito con una divisa. (p. 94) *Oggi sono andato a [[Gabès|Gabes]], ben fornito di caramelle per i bambini francesi. È stato un po' difficile indurli ad accettare le prime, ma poi mi si sono accalcati tutti intorno, come i piccioni in piazza San Marco, e le caramelle mi si sono volatilizzate dalle mani. Ho dato loro qualche galletta e scatoletta che per caso avevo sull'autocarro. Devono aver fame, e i loro vestiti sono quasi a brandelli. Immagino che la popolazione sia costretta a vivere sulle risorse locali, indubbiamente scarse. (p. 95) *[[Gabès|Gabes]] era un buon porto di pesca, ma ora, con la guerra a pochi chilometri e la continua minaccia aerea alleata, non è più possibile uscire in mare. La prossima volta cercherò di portare molta più roba. (p. 95) *''Fronte del Mareth, 18 febbraio 1943''. Il nostro comandante ha ordinato di dare immediata comunicazione a tutti i militi delle entusiasmanti notizie contenute nel [[Bollettino di guerra|Bollettino Informazioni]] di oggi. Una puntata offensiva di truppe corazzate dell'Asse, sferrata verso occidente tra Maknassi e Gafsa, cioè nel tratto del settore nord più vicino a noi, ha facilmente travolto le truppe americane di difesa e si sta spingendo molto avanti. (p. 96) *''Fronte del Mareth, 22 febbraio 1943''. Sempre buone notizie dal settore nord. Il [[Bollettino di guerra|Bollettino]] riferisce di scontri su nuove posizioni, di centinaia di prigionieri fatti, di carri e pezzi distrutti o catturati al nemico. Peccato che per mancanza di carte, non possiamo seguire il cammino glorioso delle nostre truppe avanzanti. (p. 97) *Il comandante è convinto che l'aereo ha lasciato cadere le bombe perché ha scorto la sagoma del nostro [[Fiat-SPA 38R|Spa 38]]. A me sembra impossibile, dato anche che la notte era completamente senza luna. Comunque, ora è sorto il problema di [[camuffamento militare|mimetizzare]] l'autocarro. Bisogna sfrondare parecchi olivi. (p. 101) *''[[Uadi]] Akarit, 15 marzo 1943''. [...] Può darsi che il ripiegamento sia stato determinato da fatti accaduti nel settore nord. Non ne sappiamo nulla, anche perché ormai da molto tempo non arriva più il [[Bollettino di guerra|Bollettino Informazioni]]. Oppure arriva e, contenendo solo cattive notizie, se lo legge in segreto il comandante. (pp. 109-110) *''El Hamma, 22 marzo 1943''. [...] L'unica nota stridente era rappresentata dal mio [[Fiat-SPA 38R|Spa 38]], piccolo e di colore giallo, col cassone ingombro di viveri e di marmitte, accodato all'ultimo autocarro dei combattenti. (pp. 118-119) *La strada, tutta dritta, attraversava uno dopo l'altro degli [[uadi]] di varia larghezza, ma tutti asciutti e fortemente incavati. La terra era sempre più deserto, brulla e sabbiosa. Sulla destra s'alzava una fila di colline nude, gialle, oltre le quali doveva esserci lo Chott. (p. 121) *I bombardamenti lungo la strada erano così frequenti, che noi con l'autocarro non facevamo altro che correre da un [[uadi]] all'altro, e infilarci dentro i canaloni per riprender fiato e coraggio. (p. 132) *Nell'attesa che i ritardatari venissero a prendersi il rancio, sono andato a camminare un poco lungo la linea. Si prova sempre un brivido piacevole nello spingersi fino all'altezza dell'ultimo uomo, e poi fissare gli occhi in quella lontananza misteriosa e pericolosa, che si chiama [[terra di nessuno]]. (p. 135) *Siccome nessuno aveva voglia di scavar le fosse per loro, me li sono caricati sullo [[Fiat-SPA 38R|Spa 38]], e son partito col mio triste peso di marmitte sporche, morti e feriti. (p. 136) *I miei militi mi richiamano alla realtà: è meglio che torniamo indietro, essi dicono. Infatti, bisogna tornare indietro. E in fretta, anche, prima che quella battaglia di carri armati ci arrivi addosso. Però lo [[Fiat-SPA 38R|Spa 38]] ha il muso voltato verso ovest, bisogna farlo voltare dalla parte opposta. La massicciata della rotabile è larga pochi metri, non consente la manovra: bisogna uscire di strada e andare sulla sabbia. Non è una cosa straordinaria. Tante volte l'abbiamo già fatto, sotto i bengala degli aerei o per girare al largo dagli autocarri di munizioni che bruciavano. Ma ora è diverso, perché se le ruote s'insabbiano, siamo fritti. Mi accorgo di avere una paura tremenda. Sono quasi salvo, ma una sciocchezza qualsiasi potrebbe perdermi. Adagio adagio lo Spa 38 comincia la manovra e tutti i miei militi, volenterosamente, son pronti a spingerlo al minimo accenno di slittamento. Da quel lato posso star tranquillo: lo tirerebbero fuori di peso, se fosse necessario. (pp. 144-145) *È ancora il vecchio [[Fiat-SPA 38R|Spa 38]] che deve sciogliere quel pasticcio. Prende a rimorchio uno dei grossi [[Lancia 3Ro|Lancia Ro]] per dargli uno strappo. Seguiamo l'operazione col cuore in gola: lo Spa è carico, il terreno sabbioso, e la frizione, già tanto scassata, potrebbe cedere senza rimedio. Allora sì che resteremmo tutti a terra. Ma c'è fortuna. Uno strappo, due, ed ecco che il motore del Lancia parte, fragorosamente. Il grosso autocarro messo in moto dà lo strappo agli altri due. In breve tutti e tre hanno il motore acceso, si avviano prudentemente verso la strada, la raggiungono, si mettono a correre in direzione del paese. Io, con lo Spa e il mototriciclo, li seguo da vicino. (p. 153) *''Dintorni di Sfax, 27 marzo 1943''. Arrivando a [[Sfax]], abbiamo trovato il comando della 1ª legione in crisi di trasferimento. Stavano caricando scrivanie, letti e materassi, montagne di scartoffie. Siccome Sfax è diventata inabitabile a causa dei continui bombardamenti aerei, il comando di legione, con palese rammarico, abbandona la palazzina che finora è stata la sua sede e si trasferisce nella campagna a nord della città. (p. 155) *''[[El Jem|El Djem]], 2 aprile 1943''. Ci siamo fermati a pernottare presso un ben conservato anfiteatro romano molto rassomigliante al [[Colosseo]]. L'autista borghese che mi ha preso su al comando tappa di [[Sfax]] ha scelto questo posto perché è convinto che gli alleati non bombarderanno mai un così importante monumento. (p. 160) *Ho percorso la [[Tunisia]], da sud a nord: è stato un fortunato caso scoprirla così, venendo dal deserto. Il paesaggio si trasforma a poco a poco, ed uno sente che ci si avvicina all'Italia. Dopo la sabbia e le oasi del sud, vengono i giovani, geometrici oliveti delle zone intorno a [[Sfax]] e a [[Susa (Tunisia)|Susa]], interminabilmente distesi sulle pianure presso il mare. Poi, a mano a mano che si avvicina la penisola di [[Capo Bon]], la campagna diventa verde di alberi e di viti, coi vecchi olivi piantati in disordine, case coloniche sparse, e stradine affondate tra siepi di fichidindia. Una terra coltivata già da molti anni e bella, come possono esserlo le parti più belle della Calabria e della Sicilia. (p. 161) *La somiglianza tra l'Italia Meridionale e la [[Tunisia]] è effettiva e non casuale: è un prodotto del lavoro umano, e i colonizzatori di questa terra sono in gran parte italiani, o di origine italiana. Da molti secoli, si può dire, poiché per ogni dove sono sparse rovine romane. (p. 161) *Nessuno, conoscendo la [[Tunisia]], potrebbe definire ingiusta la nostra pretesa di legarla politicamente all'Italia. Si tratta di un diritto per lo meno più valido di quello della Francia. Veramente, per le regioni a popolazione mista, bisognerebbe trovare dopo la guerra degli statuti particolari, che consentissero una libera e pacifica convivenza alle genti di qualsiasi nazionalità o razza. (p. 161) *Tra [[Susa (Tunisia)|Susa]] e Hammamet, che si trova all'attaccatura meridionale della penisola di [[Capo Bon]], c'è un paese con molti eucaliptus intorno, chiamato [[Enfida|Enfidaville]]. Lì presso stanno facendo alcuni lavori di fortificazione campale, con fosse anticarro. Probabilmente sarà la nuova linea, qualora quella dell'Akarit dovesse cedere. Però è un lungo sbalzo, dall'Akarit ad Enfidaville. (p. 162) *{{NDR|Su [[Tunisi]]}} Scendiamo assieme per le viuzze della [[Qasba|Kasbah]], tortuose e scoscese, piene di mistero con le finestrelle a grata, le donne velate, i profondi antri delle botteghe, gli arabi accovacciati che vendono monili d'argento. Cose e persone sono così assolutamente pittoresche, che sembrano messe lì apposta per una ripresa cinematografica. E poi, passata la porta di Francia, la città europea. O Avenue Jules Ferry, coi doppi filari d'alberi fino al mare, e i negozi ai lati, e sui marciapiedi le ragazze dalle camicette gonfie di primavera. Questa è vita. Io odio la guerra, odio il reparto che passa battendo gli scarponi sull'asfalto e il carro armato che riempie la strada di fragore. (pp. 165-166) *''Tunisi, 6 aprile 1943''. Con Maria abbiamo passato tutto il pomeriggio alla [[Qasba|Kasbah]], divertendoci a gironzolare in mezzo alla folla, da una bottega all'altra. Mi piaceva sentirla parlare correttamente l'arabo coi mercanti. Per scherzo s'era messa a contattare un bel tappeto di Kairouan e io gliel'avrei comprato, anche se costava caro. Volle invece una collanina da pochi franchi, d'argento filigranato. (p. 169) *''Tunisi, 9 aprile 1943''. Sono ricoverato all'ospedale militare di [[Tunisi]], dopo esservi entrato con regolare biglietto fornitomi dal comando del centro reclutamento. [...] L'edificio dell'ospedale, molto bello e moderno, è un'opera del regime: l'ha fatto costruire pochi anni fa il [[Duce]] per gli italiani di Tunisia, i quali ne sono orgogliosissimi. Certamente i francesi non hanno un ospedale così bello. (p. 172) *[[Kélibia]] è un pittoresco paese che si trova all'estremità della penisola di [[Capo Bon]], nel punto più vicino all'Italia. Col tempo buono si scorge l'isola di Pantelleria, che è già Italia, e commuove. (p. 188) *La nostra artiglieria, che dispone di pochi pezzi con munizioni razionate, risponde raramente al fuoco inglese. Però, a risollevarci dall'avvilimento, di tanto in tanto interviene la [[Katjuša (lanciarazzi)|Katiuscia]]. Le Katiuscia sono dei cannoni lanciarazzi che i tedeschi hanno preso ai russi e che, in numero limitatissimo, hanno portato in Africa. Dicono che sparino trentadue razzi alla volta. Quando noi sentiamo il brontolìo dei colpi di partenza, e già passa sopra di noi un nuvolo d'invisibili proiettili sibilanti, ci prende un brivido come se ci trovassimo in presenza di un prodigio spaventoso, e deve passare qualche istante, ci deve arrivare il fragore moltiplicato dei colpi che scoppiano dall'altra parte, prima che lo stupore terribile si trasformi in entusiasmo. (p. 206) *''Takrouna, 2 maggio 1943''. Oltre agli escrementi e alle mosche, così strettamente collegati fra di loro, oltre ai pidocchi, un'altra cosa è estremamente fastidiosa: l'[[aereo da ricognizione|aereo ricognitore]]. Se ne va sulla nostra testa dalla mattina alla sera, alto e tranquillo, e volteggiando ogni tanto brilla brevemente nel sole. Non è sempre lo stesso, si capisce, ma prima che uno se ne vada un altro sopraggiunge. Se mai per qualche istante potessimo dimenticare la nostra impotenza, quel maledetto aereo sta sempre lì a rammentarla. (pp. 208-209) *Andai avanti a tuffi, da un sporgenza del canalone all'altra, con migliaia di schegge che mi sibilavano sopra la testa, sempre aspettandomi la granata che, infilando la fessura nell'[[uadi]], mi avrebbe fatto a pezzi. Invece il colpo mio non arrivava, e io continuavo ad andare avanti, avvicinandomi allo sbocco del canalone, dove mi avrebbero senza dubbio colpito, perché lì non ci sarebbe stato più riparo. (p. 216) *Chi dice che i tedeschi abbiano già smesso di combattere e che noi italiani continuiamo solo per ottenere la [[resa]] con l'[[onore delle armi]]. Certo, l'onore delle armi sarebbe una bella cosa, ma a me dispiacerebbe morire per farlo avere a chi resta. (p. 218) *Cerco di immaginarmi come avverrà la [[resa]]. Forse col battaglione inquadrato, e il comandante attenderà qualche ufficiale superiore a lui in grado e lo saluterà militarmente. Forse è così che deve avvenire una resa, in un modo dignitoso e solenne, benché il nemico non ci abbia voluto concedere l'[[onore delle armi]]. (p. 220) ==''Il male oscuro''== ===[[Incipit]]=== Penso che questa storia della mia lunga lotta col [[padre]], che un tempo ritenevo insolita per non dire unica, non sia in fondo tanto straordinaria se come sembra può venire comodamente sistemata dentro schemi e teorie psicologiche già esistenti, anzi in un certo senso potrebbe perfino costituire una appropriata dimostrazione della validità perlomeno razionale di tali schemi o teorie, sicché, sebbene a me personalmente non ne venga un bel nulla, potrei benissimo sostenere che il mio scopo nello scriverla è appunto quello di fornire qualche altra pezza d'appoggio alle dottrine psicoanalitiche che ne hanno tuttora più bisogno di quanto non si creda... ===Citazioni=== *[...] la Sicilia era il posto più bello e felice del mondo e io sicuramente ci sarei andato non appena fossi diventato grande, e con la Sicilia avevano a che fare anche gli spaghetti alla carrettiera che mi piacevano molto, mio padre sempre si arrabbiava perché nessuno in casa sapeva fare un sugo decente e allora qualche volta ci si metteva lui che era stato in Sicilia da carabiniere e faceva il sugo con aglio, olio e pomodori, chiamato alla carrettiera perché lo fanno i carrettieri in Sicilia per la ragione che cuoce in poco tempo, nel mentre si cuociono gli spaghetti si cuoce anche il sugo diceva mio padre [...]. (1987, p. 79) *[...] però esaminando al di fuori d'ogni agitazione sentimentale il rapporto tra me e il padre mio con l'esperienza dell'equivalente rapporto che si era venuto a creare tra me e mia figlia ecco che io comprendevo benissimo che il rapporto d'amore tra padri e figli non è necessariamente reversibile per così dire, ossia tutta la quantità d'amore che un padre può avere per un figlio è compensata dal fatto stesso che il figlio esiste, in altre parole un padre non può pretendere che un figlio lo ami con la stessa intensità con la quale lui lo ama né con la stessa qualità d'amore [...]. (1987, p. 96) *[...] un figlio bambino ama in un modo capriccioso può piangere perché vuole stare sui ginocchi del padre o perché vuol mettersi nel letto grande tra il padre e la madre, e può ficcare le dita dentro la bocca o anche dentro gli occhi del padre [...]. (1987, p. 96) *[...] se ne andrà un giorno il figlio per conto suo completamente staccato dal padre com'è giusto senza preoccuparsi di amarlo o non amarlo mentre il padre avrà sempre bisogno di amarlo, e allora se io immaginavo mia figlia comportarsi verso di me come io mi ero comportato verso il padre non le vedevo colpa [...]. (1987, p. 96) *[...] tutti sappiamo che esistono al mondo i [[coprofilia|coprofili]] e anzi addirittura i [[coprofagia|coprofagi]] però questi dicono che siano matti e lasciamoli stare, mentre i coprofili sono persone sane di cervello le quali s'interessano simpaticamente degli escrementi per lo più raccontando storielle che hanno per oggetto vuoi l'atto defecatorio e vuoi le feci in sé, e quanto siano numerosi sulla terra questi coprofili lo si può desumere dallo stesso numero pressoché infinito delle storielle puzzolenti alcune delle quali poi non sono per niente brutte, comunque io sono convinto che la vera caratteristica dei coprofili non siano tanto le barzellette quanto la grande soddisfazione che essi per loro stessa frequente dichiarazione provano nel defecare [...]. (1987, p. 204) *In quale enorme misura somigli al padre mio lo vado scoprendo per mezzo di questa figlia Augusta a mano a mano che cresce, e sta' a vedere che lui mi amava come io amo lei. (p. 219) *E del resto io sempre con la collaborazione di questa figlia vado approfondendo parecchio la natura del rapporto tra padri e figli, ossia i figli non devono far nulla in cambio dell'amore dei padri dato che il loro unico dovere è di esistere in buona salute possibilmente, poiché io vedendo mia figlia sana provo una gioia grandissima. (pp. 219-220). *Quanti peccati Dio mio quanti [[peccato|peccati]], non finirò mai ma gli altri perché non scontano, questo vorrei sapere perché non scontano gli altri, davvero vorrei sapere se io sono tra tutti gli uomini il più grande peccatore oppure se qualcosa non funziona proprio contro di me in questo deforme ingranaggio di giustizia, pur che ci sia giustizia e non caso e non caos, dove troviamo le ragioni metafisiche vorrei sapere, dove ci può essere un Dio giustizia così sbagliato poiché vi è bene chi più di me odia e calpesta e ha il cuore arido, ecco dunque che non sarebbe possibile un ingranaggio trascendentale neppure riferito al padre mio, gli dei hanno un'imperturbabilità remota insegnava [[Tito Lucrezio Caro|Lucrezio]]. (pp. 234-235) *[...] il [[Super-io|Super-Io]] di [[Freud]] ha qualche punto di contatto con la coscienza comunemente intesa ossia con quella cosa che ci rimorde dopo che abbiamo commesso il male, però il Super-Io sembra differire dalla coscienza nel senso che è molto più attivo nello sbarrare la strada al male e molto più severo nel censurarlo quando non è riuscito a tenerlo fuori, ma soprattutto differisce nel fatto che mentre la coscienza non si spiega come nasca o la si gratifica di una origine metafisica, il Super-Io si sa benissimo come nasce e si può dire che sia il risultato di una progressiva introiezione delle privazioni imposte dalla realtà ma soprattutto dagli educatori [...]. (1987, p. 279) *[...] un po' alla volta tutti questi divieti e intimidazioni entrano in noi a formare quella parte dell'anima nostra chiamata appunto Super-Io, e il bello è che non sono mica tutte introiezioni forzate quelle che arrivano a costituire l'incomodo Super-Io, per quanto strano possa sembrare ce ne sono pure di volontarie [...]. (1987, p. 279) *[...] qualche volta a dire il vero l'[[Ego|Io]] riesce a ignorare le istanze inibitorie e intimidatrici del Super-Io e a godersela un poco, ma poi Madonna santa come me la fa pagare questo poliziesco Super-Io, come mi massacra sotto tonnellate di sensi di colpa, come mi punisce mettendosi magari sulla strada della mia gloria e dicendomi tu non sei degno tu non sei capace tu non avrai mai il plauso dei radicali [...]. (1987, p. 280) *[...] io porto a termine la nuova cura tra angosce d'ogni genere con un monte chiamato [[Massiccio dello Sciliar|Sciliar]] che pare sia tanto bello da meritare d'essere incluso in quasi tutte le cartoline panoramiche di Siusi, sicché a conti fatti si tratta di una specie di gloria locale ma a me questo Sciliar con la sua storta incombenza non ha procurato se non mortali sofferenze e in verità se per fortunata combinazione in qualche istante riuscivo a dimenticarmi d'essere malato ecco che quell'onnipresente Sciliar subito me lo ricordava e io per sfuggire alla sua maligna influenza non avevo altra scelta che camminare a testa bassa [...]. (1987, p. 242) *In realtà la vita come la vedo io è solo una porzione trascurabile di vita la parte più importante svolgendosi nell'inconscio dove si è accumulata nei primissimi anni di vita e forse anche prima della venuta al mondo, e dall'inconscio noi dobbiamo dunque ripescarla e portarla alla conoscenza affinché non ci possa più nuocere né spaventare, e mentre io come essere pensante e ragionevole mi lascio trascinare da alcune migliaia di millenni di cattive abitudini e faccio di tutto per costruirmi un'immagine melata e falsa del padre mio il mio inconscio sa benissimo che questo padre era un cane maledetto che tutti i giorni mi rubava la madre mentre io ero nel pieno della mia situazione edipica ossia per la madre morivo d'amore, onnipotente cane contro il quale io piccolo non avevo difesa all'infuori dell'odio, un odio smisurato come quello dei bambini che non hanno limiti nel voler bene e nel voler male sicché questo mio padre io l'ho ammazzato infinite volte con la mia volontà e il mio desiderio e in altre parole io nel mio inconscio sono infinite volte parricida. (p. 311) *Da un desiderio così dunque ero passato ad un colloquio diretto con la divinità impostato soprattutto su di un ardore diciamo pure distruttivo pregando davanti al lumicino della cappella che indicava la presenza di Gesù Dio nel Sacramento, Gesù essenza astratta di divinità, Gesù misteriosamente corpo e vita nell'Ostia e insieme non corpo e non vita e simbolo come il Padre suo. (p. 321) *Mentre dunque l'adolescente era tutto astratti e angelici furori chissà mai cosa gli stava trafficando il Super-Io, cioè se da un lato è fin troppo chiaro che con il misticismo esso cercava di soddisfare sensi di colpa e voluttà d'espiazione sepolti nell'inconscio, dall'altro lato raggiungeva sia pure involontariamente un risultato importantissimo per il futuro nel senso che il padre terreno principale elemento costitutivo del Super-Io stesso veniva relegato in un secondo piano rispetto al Padreterno. (p. 321) *E allora il compagno mi spiegò che non occorreva aspettar tanto dato che uno poteva arrangiarsi da solo facendo così e così e se volevo provare non avevo che da andare al gabinetto e chiudermi dentro, e naturalmente lo feci subito poiché c'era tutto quel groviglio torbido dell'Es che premeva per sopraffarmi e in verità ciò che provai nelle solitarie manovre fu un piacere tale da sconvolgere la mia fragile costruzione etica, uno partiva dalla parte più impura e peccaminosa del corpo e si innalzava davvero fino alle soglie del paradiso ma poi precipitava giù con la propria coscienza devastata dal peccato e dalla vergogna, come si sarebbe potuto più andare in chiesa e farsi vedere da Dio, benché Dio fosse lì a guardare anche nei gabinetti o la sera nel letto quando spegnevano la luce grande della camera e l'assistente si ritirava dietro la sua tenda nell'angolo, o in qualsiasi altro luogo dove uno commettesse peccato o ne parlasse o ne pensasse compiacendosene, sempre Dio onnipotente era lì a condannare e io non osavo più alzare gli occhi al tabernacolo sull'altare maggiore o anche solo al lumicino che indicava la presenza di Gesù nel Sacramento se prima almeno non mi ero confessato dei miei orrendi peccati, fortuna che c'era la confessione per mondarsi l'anima. (p. 325) *Ed è sbagliato vero, è sbagliato rubare e pure da parte tua è sbagliato, ma perché mi hai messo al mondo allora perché, per ingannarmi e farmi soffrire, io non volevo non volevo, cerco intorno senza trovare uno scopo per la mia vita e solo leggendo mi sembra di vivere. (p. 334) *E io dico con l'anima in tumulto perché non rendi poi quel che prometti allor, Dio santo non ho neanche quattordici anni e ho già una così grande voglia di morire, cosa faccio al mondo io cosa faccio, amo amo amo così miseramente e immensamente che non ho coraggio di fissare un oggetto per il mio amore. (p. 334) *Ma nel mio inconscio c'era qualcosa che diceva sta' a vedere che sei capace di scrivere opere d'arte proprio tu che al bar Venezia t'impappinavi a dire la poesia, ricordati come t'impappinavi. (p. 368) *Insomma ciò che importa raggiungere è una serena valutazione di sé stesso nei confronti della realtà, cosa tuttavia più facile da dire che da fare dato che velocemente cambiamo noi e insieme ovverosia contemporaneamente cambia anche la realtà la quale poi è costituita da infinite cose in perenne mutamento e inoltre da alcuni milioni o miliardi di individui ognuno in rapida trasformazione e impegnato nel correre dietro per conto suo alla mutevole realtà, sicché questo mondo sarebbe proprio una bella girandola da matti se non intervenisse l'arte del [[compromesso]] che sarebbe poi la rinuncia alla pretesa di fare cose perfette che com'è noto non sono di questo mondo e facilmente neppure dell'altro. (pp. 402-403) ===Citazioni su ''Il male oscuro''=== *L'opera di Giuseppe Berto si contempera dei riscontri d'una assai povera (nel senso economico, sociale) o le molte volte drammatica e talora atroce esperienza del vivere; di una indagata e approfondita conoscenza dei rapporti psicologici tra i componenti di gruppo, per esempio il gruppo di famiglia, vere unità psichiche della gente più di quanto non sia il vecchio pupazzo denominato persona singola, persona individua; di un'arte del raccontare che snida accanitamente il disperso branco dei motivi, dei temi reali, con la muta latrante delle idee implacabili, le sue proprie dovute alla nevrosi e quelle di certi sciagurati che la follia è pervenuta ad asservire. Questa è l'arte del romanziere Berto: esprimere l'angoscia col descrivere la nevrosi, esprimere la follia col penetrare lucidamente, razionalmente, l'interno delirio. ([[Carlo Emilio Gadda]]) *Da quando [[Flaubert]] ha detto "Madame Bovary sono io" ognuno capisce che uno [[scrittore]] è, sempre, autobiografico. Tuttavia si può dire che lo è un po' meno quando scrive di sé, cioè quando si propone più scopertamente il tema dell'autobiografia, perché allora il narcisismo da una parte e il gusto del narrare dall'altra possono portarlo ad una addirittura maliziosa deformazione di fatti e di persone. L'autore di questo libro spera che gli sia perdonato il naturale narcisismo, e quanto al gusto del narrare confida che sarà apprezzato anche da coloro che per avventura potessero riconoscersi alla lontana quali personaggi del romanzo. (Giuseppe Berto, dall'introduzione) ==''La cosa buffa''== ===[[Incipit]]=== In quel tempo di mezzo inverno benché si recasse ogni pomeriggio di sole sulla terrazza del Caffè alle Zattere, vale a dire in un luogo per niente spiacevole e anzi rallegrato dalle scarse cose liete che si possono trovare in una città umida qual è Venezia durante la brutta stagione, Antonio aveva soprattutto voglia di morire. ===Citazioni=== *Gli eccessi sono di per se stessi contrari al pacifico godimento di qualsivoglia bene. (V)<ref>Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref> *Se la [[vita]] fosse fatta soltanto di sogni e di fervori chiunque purché dotato d'un po' di fantasia potrebbe campare beato e contento... (p. 117) ==[[Incipit]] di ''Il cielo è rosso''== Il fiume era un corso d'acqua pigro e non molto lungo, che nasceva dalla palude, proprio dove cominciava la grande pianura. Di lì si potevano vedere i monti imbevuti di azzurro, e più vicina l'ultima linea dei colli, che erano di varia forma, alcuni alti e a punta come coni, altri bassi e tondi, come delle gobbe. E sui colli si vedevano prati e case e alberi di castagne e filari di viti, e la distanza dava a tutte queste cose un'apparenza lieve e anche un po' malinconica, quasi che non fossero fatte per gli uomini. ==Citazioni su Giuseppe Berto== *Berto aveva sempre paura di entrare nella vita. Era un groviglio di contraddizioni. Trovata una verità la metteva subito in dubbio. Ma soffriva. La sua angoscia era quella di chi è destinato a navigare sempre. Mai un porto dove fermarsi. ([[Francesco Grisi]]) *Dubbio, contraddizione; paura di vivere; senso di smarrimento, angoscia...Berto, straniero a se stesso. ([[Turi Vasile]]) *{{maiuscoletto|Giuseppe Berto}}. La Coscienza di Zero. ([[Marcello Marchesi]]) *Leggenda vuole che Berto se ne partì un giorno da Conegliano, con la sua automobile, per non tornare ma trovò la Calabria e si fermò. Mi sono fatto l'idea che da quella postazione Berto divinasse, al modo degli oracoli. Indovinò la notte. Dove affogò la vanità di una fuga. ([[Pietrangelo Buttafuoco]]) *Nel 1978 Giuseppe Berto pubblicò il romanzo La gloria dedicato alla vicenda di Giuda. L'apostolo veniva riscattato proprio in quella chiave. Giuda si era sacrificato per la gloria di Cristo e la salvezza degli uomini. Una tesi non dissimile espresse in un suo romanzo saggio lo scrittore cattolico Francesco Grisi. ([[Marcello Veneziani]]) *Quanto a Giuseppe Berto, diventato «reazionario», riuscì a vincere il Bancarella con ''Oh, Serafina!'' grazie ai librai pontremolesi che non obbedivano alle parole d'ordine vigenti. ([[Alfredo Cattabiani]]) *Se c'è stato uno scrittore del secondo Novecento esemplarmente non ideologico e conseguentemente niente affatto «novecentesco» questo fu Giuseppe Berto di Mogliano Veneto. ([[Cesare De Michelis]]) *Un talento immenso anche nell'autodistruggersi. ([[Luca Doninelli]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giuseppe Berto, ''Anonimo veneziano'', prefazione di Giuseppe Berto, BUR, Milano, 1984. *Giuseppe Berto, ''Guerra in camicia nera'', Marsilio, Venezia, 1985. ISBN 88-317-4817-3 *Giuseppe Berto, ''Il cielo è rosso'', Rizzoli, 1974. *Giuseppe Berto, ''Il male oscuro'', con un saggio introduttivo di [[Carlo Emilio Gadda]], Mondadori, Milano, 1987. *Giuseppe Berto, ''Il male oscuro'', RCS Quotidiani (Edizione speciale per il Corriere della Sera), Milano, 2003. *Giuseppe Berto, ''La cosa buffa'', Rizzoli, Milano, 1966. ==Filmografia== *''[[Anna (film 1951)|Anna]]'' (1951) *''[[Gelosia (film 1953)|Gelosia]]'' (1953) ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Anonimo veneziano (romanzo)||}} {{Pedia|Il cielo è rosso||}} {{Pedia|Il male oscuro (romanzo)||}} {{DEFAULTSORT:Berto, Giuseppe}} [[Categoria:Scrittori italiani]] ai00303qoxfyyocu0yd7plj3op071vd Ugo La Malfa 0 25099 1411378 1133164 2026-04-23T16:32:56Z Footok 106593 Maiuscole 1411378 wikitext text/x-wiki [[File:Ugo La Malfa.jpg|miniatura|Ugo La Malfa]] '''Ugo La Malfa''' (1903 – 1979), politico italiano. == Citazioni di Ugo La Malfa == * {{NDR|Parole espresse in occasione della nascita del [[Partito Radicale]] nel febbraio 1956}} In un Paese che ha una storia democratica molto agitata noi rappresenteremo il centro di questa storia e la sua laicità. La cultura italiana, oltreché la politica, è stata l’esempio laico più intenso nell’Europa del [[Rinascimento]], egualmente insidiato dal suo contrario perché anche il [[fascismo]] ha avuto in Italia il suo terreno di combattimento. Ecco qual è la nostra funzione di oggi. Riassumiamola: noi siamo la sinistra liberale e laica.<ref>Citato in [[Eugenio Scalfari]], ''Io, La Malfa e la sera in cui cantammo la "Marsigliese"'', ''la Repubblica.it'', 26 marzo 2019, p.28.</ref> ==''Intervista sul non – governo''== *Per guidare un sistema industriale, e anche farne la critica, non si può essere preindustriali. Riguardo alla mentalità che ha prevalso, bisogna ricordare che in definitiva per anni in tutte le sedi hanno detto: i padroni. Noi dicevamo: gli imprenditori. Perché lo spirito imprenditoriale c'era, sarà stato all'italiana ma c'era, aveva una sua creatività e non si poteva ucciderlo. Io temo che già sia stato mezzo ucciso. Se leggi certe encicliche recenti dei papi, il linguaggio è anticapitalistico nella più vecchia delle maniere. E il linguaggio ha la sua importanza. Anche [[Giulio Andreotti|Andreotti]] per esempio ha detto: "Dobbiamo colpire i ricchi". Ma in un paese moderno si dice: gli alti redditi. Lui dice i ricchi, pensando forse che sia questione di morale cristiana. Ma quale morale cristiana! In Svezia tassano davvero gli alti redditi e non per morale cristiana, semmai per morale laica. Il Partito comunista, ideologicamente, ha usato un certo linguaggio. Ma ora si è accorto che quel linguaggio non si applica al nostro tipo di società. I Socialisti li conosciamo bene. I democristiani hanno un linguaggio per cui il capitalismo è un male. Non vedono i problemi se non con mentalità precapitalistica, puramente assistenziale. Quindi l'opinione pubblica non è stata informata sulla realtà dei suoi problemi, è stata solo abituata a quel linguaggio. Gli emigrati in Germania usano già un altro lessico. Se mai avremo una ripresa, questa sarà possibile solo imparando alcune cose. (pp. 73-74) * Rivivo la mia vita come guardando un lungo film. La giovinezza difficile in un'isola deserta. L'evasione verso il Nord, Ca' Foscari, l'antifascismo e il fascismo a Venezia. L'incontro a Roma con Giovanni Amendola. L'Enciclopedia Treccani e il gruppo degli antifascisti. L'amicizia con Cattani, Fenoaltea, Gallo Granchelli, la casa di Ruini e gli incontri con de Ruggiero, Luigi Russo, Valgimigli. Il trasferimento a Milano e casa Mattioli, la fraterna amicizia con Adolfo Tino e poi, nella Comit, con Enrico Cuccia e Corrado Franzi. L'amicizia e la frequentazione continua di Ferruccio Parri, dei Damiani, di Bruno Quarta e di Morandi, della famiglia Bauer, di Ada Rossi. I viaggi a Roma, Napoli e Parrella. Uno straordinario viaggio con Mattioli, da Milano attraverso Torino distrutta dai bombardamenti fino a Dogliani per vedere Einaudi. La costituzione del Partito d'Azione, l'uscita clandestina del primo numero dell'"Italia libera" a Milano, Albertelli alle Fosse ardeatine. La lotta contro la monarchia nel CLN. Il governo Parri e la scissione del Partito d'Azione. La milizia nel Partito Repubblicano. I governi De Gasperi e le visite al "Mondo", il ricordo di Mario Pannunzio, la battaglia per il centro-sinistra e le delusioni. La crisi, i comunisti e il compromesso storico. Alla fine una grande amarezza. Ora osservo che non c'è quell'Italia che avevamo in mente. (p. 124) ==''Nel dibattito corrente...''== ===[[Incipit]]=== Nel dibattito corrente vi sono almeno due modi radicalmente diversi di impostare e sviluppare il discorso sulle istituzioni della nostra repubblica e sul suo sistema politico.<br>Il primo è quello di analizzare, a tanti anni dall'entrata in vigore della costituzione, le carenze e i difetti maggiori dei nostri istituti, considerati non nella loro astratta configurazione, ma nella loro vita reale; quello di esaminare le manchevolezze che sono affiorate, le inadempienze, le deviazioni che sono state introdotte dalle forze politiche rispetto allo schema voluto dai costituenti, le modificazioni tacite, le insufficienze di fronte alla necessità nuove della comunità nazionale, e da quest'analisi derivare alcune conclusioni correttive, alcune proposte di revisione normativa o solo di abbandono di certe pratiche interpretative e di certe «convenzioni». ===Citazioni=== *Quando si parla per l'Italia di [[repubblica presidenziale]], si postula – lo si voglia o no – qualcosa che presuppone uno sfaldamento totale del tessuto politico-istituzionale uscito dalla Resistenza (e ci si pone quindi su un terreno obbiettivamente eversivo, anche se il proposito può essere diverso), accompagnato da una simultanea e rapida maturazione di forze politiche alternative, capaci di prendere il posto di quelle sconfitte. (p. 127) *La Repubblica Italiana, nata dalla Resistenza, è stata creata con alcune caratteristiche istituzionali essenziali, che costituiscono altrettante conquiste storiche rispetto non solo all'autoritarismo fascista, ma allo stesso ordinamento dello Stato liberale postfascista. (p. 128) *È divenuta particolarmente allarmante per l'opinione pubblica la questione del come si finanziano i partiti; si parla di essa come del vero cancro del nostro sistema democratico, la fonte di maggior parte delle degenerazioni. Si tratta innegabilmente di un problema grave e urgente, ma è dubbio che esso possa trovare soluzione con la sola legge sul [[Finanziamento pubblico ai partiti|finanziamento pubblico dei partiti]], sebbene anche questa sia necessaria, come per i primi i repubblicani hanno sostenuto negli anni passati. (p. 135) *Il ruolo e il prestigio della Corte costituzionale devono essere difesi e rafforzati come una delle massime garanzie del sistema. Questo accenno alla Corte induce a qualche riflessione anche sui problemi della magistratura, che sono, come è noto, molti e gravi. (p. 158) *È deplorevole innanzi tutto la fioritura di correntismo politico e partitico all'interno del corpo giudiziario. Non si intende con ciò prospettare una limitazione dei diritti politici dei giudici, né forzare questi a una mitica ''apoliticità'': si tratta solo di chiarimenti al loro primo dovere, che è quello di aver sempre presente la Costituzione della Repubblica e le sue disposizioni precettive e di principio. (p. 158) *La Costituzione è la prima fonte del nostro diritto positivo e il vero polo di orientamento anche nella questione tanto dibattuta della cosiddetta interpretazione evolutiva delle leggi. (p. 158) ==Citazioni su Ugo La Malfa== *È l'uomo che meglio d'ogni altro ha capito che cosa significhi per l'Italia appartenere all'Europa: il futuro del paese, come lui lo vede, è nell'integrazione nella società industrializzata e progredita dell'Europa occidentale. Benché siciliano, o forse proprio per questo, ha un autentico terrore dell'attrazione che il Mediterraneo esercita sull'Italia, e parla di scalare le Alpi come di una condizione essenziale alla salvezza del paese. ([[Peter Nichols]]) *È perentorio, dogmatico, esclusivo. Le ragioni dell'avversario non sono mai buone ragioni perché solo lui ha ragione. Questa Italia non gli piace e si vede. Ne vorrebbe una fatta come lui, a sua misura, con le sue idee, le sue fisime, i suoi pregiudizi. Vuole riformare l'Italia ma non conosce gli italiani, come, in fondo, non li conosceva [[Benito Mussolini|Mussolini]]. Se li conoscesse non direbbe le cose che dice e non farebbe le cose che fa. ([[Roberto Gervaso]]) == Note == <references /> ==Bibliografia== *Ugo La Malfa, ''Intervista sul non – governo'', I progetti del Corriere della Sera – I maestri del pensiero democratico, Laicicattolici, n. 9, 2011. *Ugo La Malfa, ''Nel dibattito corrente...'', ne ''La repubblica probabile'', a cura di Mario D'Antonio, Aldo Garzanti Editore, 1972 ==Voci correlate== *[[Giorgio La Malfa]], figlio. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:La Malfa, Ugo}} [[Categoria:Politici italiani]] aefnvgycyzqea1y0ms9y68hnffme8gx Luigi Cozzi 0 46680 1411350 1411346 2026-04-23T12:23:31Z Mariomassone 17056 /* Il cinema dei mostri */ 1411350 wikitext text/x-wiki [[File:Luigi Cozzi.JPG|thumb|Luigi Cozzi nel 2011]] '''Luigi Cozzi''' (1947 – vivente), regista, sceneggiatore e scrittore italiano. ==Citazioni di Luigi Cozzi== {{Int|Da ''[https://www.rapportoconfidenziale.org/?p&#617798 Luigi Cozzi]''|Intervista di Matteo Contin realizzata nel 2009; riportato in ''Rapportoconfidenziale.org'', 7 luglio 2010.}} *''[[Il tunnel sotto il mondo]]'' era molto all’avanguardia anche alla fine degli anni ’70, perché in pratica ''[[The Truman Show]]'', il celebre film di Peter Weir, è uguale al famoso racconto di Pohl. Allora, negli anni ’70, in Italia si capivano poco le tematiche sulla pubblicità ossessiva descritta da Pohl e sull’invadenza della televisione, tutte cose che qui allora non esistevano e neanche ce le immaginavamo. E così paradossalmente oggi la gente capisce molto di più di quello che dico in Il tunnel sotto il mondo. *{{NDR|Su ''[[L'assassino è costretto ad uccidere ancora]]''}}Per andare controcorrente, sono partito da questo concetto: voglio far vedere sin dalla prima inqua-dratura del film che faccia ha l’assassino, perché si può creare la tensione anche se si sa già chi è il killer. E così io e Del Giudice abbiamo costruito l’intera storia partendo da questa premessa, prendendo spunto di sicuro da Hitchcock, tanto da ''Delitto per delitto'' che da ''Il delitto perfetto''. Poi ci ho ricostruito dentro, con più sesso, la vicenda del villino isolato e della coppia sola con l’assassino che già avevo sviluppato nel mio episodio de ''La porta sul buio''. Quindi il mio film è un omaggio ad Argento, sì, ma facendo vedere però che si possono fare dei bei film gialli anche se si sa subito fin dall’inizio chi è l’assassino. *[[Ennio Morricone|Morricone]] doveva fare la musica sia per ''Hercules'' che per ''Starcrash'', ma tutte e due le volte, sentendo le musiche che ci avevo messo io (pezzi di Bernard Hermann tolti soprattutto dai film di Harryhausen), si è irritato e ha detto che allora preferiva non comporre le musiche per me perché voleva essere libero di seguire solo la sua ispirazione e basta. Certo, io capisco il suo punto di vista ma da regista autore quale mi reputo, non lo condivido per niente: ogni mio film è mio e solo mio, e se il maestro non si adegua a metterci dei pezzi come li voglio io, può pure andarsene. *{{NDR|Su ''[[Scontri stellari oltre la terza dimensione]]''}} Volevo fare un film di fantascienza diverso da tutti quelli fatti in Italia fino a quel momento, volevo fare un film di fantascienza come a mio parere bisognava farli, e cioè con trucchi ed effetti ottici in quantità, in contrapposizione alle idee di Margheriti e dei produttori nostrani che invece preferivano fare tutto dal vero in teatro, con cavi e fili. Quindi ho fatto un film unico fino a quel momento, e devo dire anche che da allora in poi nessuno più qui in Italia ha realizzato una pellicola simile, con altrettanti effetti ottici. *{{NDR|Su ''[[Scontri stellari oltre la terza dimensione]]''}} In pratica non ho voluto certo realizzare una variazione sul genere di ''Star Wars'', bensì un’opera fantastica che io definivo come il mio ''Sinbad va su Marte'', cioè un fantasy da "mille e una notte" pura; non nello stile di George Lucas, bensì in quello di [[Ray Harryhausen]]. In più nella storia ho messo il ritmo dei pulp letterari di fantascienza degli anni ’40 e ho preso tante situazioni dai vari romanzi di fantascienza d’azione letti in gioventù ea nche moltissime tratte dai fumetti. Credo di essere riuscito a confezionare un film autonomo, che ha ben poco in comune con ''Star wars'', e che proprio per questo è piaciuto a tanta gente e a molti continua a piacere ancora oggi. *Se c’è un mio film dedicato al cinema degli anni ’50, quello è appunto ''[[Contamination]]''. *{{NDR|Su ''[[Contamination]]''}} Di moderno ha solo il riferimento (molto vago) ad un Alien e alle uova, più un po’ di sangue esagerato. Ma con Contamination siamo davvero nella science-fiction cinematografica degli anni ’50, con una scena che è allo stesso tempo un omaggio a Hitchcock e uno scherzo sul tema: quella della ragazza minacciata nella doccia. Naturalmente chi non ha visto quei film di fantascienza che ti ho citato, non può rendersi conto del lavoro di recupero che ho fatto. *Con i due ''Hercules'' ho voluto fare fantasy puro alla Harryhausen, sono andato direttamente alla fonte greca, quella delle leggende antiche che sono molto più fantastiche e immaginifiche dei film italiani del periodo. Infatti ho usato come guida proprio il libro ''I miti greci'' di [[Robert Graves]] e poi ovviamente ho realizzato il tutto in stile Harryhausen, quindi fantasy, ma fantasy all’americana, non certo all’italiana. *Accetto che ad un critico ''Hercules'' possa non piacere, è un suo diritto, ma quando quello stesso critico scrive che il mio film è un tentativo di rifare il peplum, allora questo significa che quel critico non ha mai visto il mio film, altrimenti non avrebbe scritto una tale bestialità. *{{NDR|Su ''[[Paganini Horror]]''}} Ho letto numerose recensioni atroci di questo film stese da persone che non ci hanno capito nulla e che evidentemente si aspettavano uno “splatter alla Fulci” e quindi, secondo costoro, siccome il mio film non era uno “splatter alla Fulci”, faceva schifo. Ma che modo di ragionare è? Un film andrebbe visto per quello che è, non per quello che si vorrebbe che fosse. Fortunatamente tutto questo succede solo in Italia. *{{NDR|Su ''[[Nosferatu a Venezia]]''}} È un esempio di un film-casino che alla fine non rispetta per nulla la sceneggiatura originale: in fase di montaggio in pratica si sono reinventati una nuova trama e tutto l’ordine delle scene è stato cambiato, per cercare di dare un’apparenza di senso al tutto. Kinski poi impazzava a tutto spiano: ha voluto girare da solo almeno una ventina di ore di scene tutte inventate da lui, io lo accompagnavo in queste riprese assurde ed inutili e ho vissuto al suo fianco davvero delle esperienze folli. *Un montatore può cambiare un film, perché è lui che ne decide il ritmo, lo spostamento di alcune scene, l’eliminazione o il taglio parziale di altre (ovviamente sempre d’accordo con il regista). Un film discreto montato da un bravo montatore diventa un buon film, un film discreto montato da un cattivo montatore diventa un film mediocre. Prendete per esempio i film di Dario Argento: finché ha avuto al suo fianco quel montatore eccezionale che è Franco Fraticelli, i film di Dario sono secchi, vibranti, tesi, quando Dario ha smesso di lavorare con Fraticelli, il suo cinema è cambiato, diventando molto più lento, a volte persino quasi noioso. Lo ripeto, i montatori sono fondamentali nel dare il giusto ritmo a un film, sono collaboratori preziosissimi di ogni regista e in qualche caso sono perfino meglio del regista. Chi è appassionato di cinema lo deve sapere. {{Int|Da ''[https://www.palcoscenico.biz/2001-10-luigi-cozzi-tutto-e-iniziato-da-una-galassia/ Luigi Cozzi, tutto è iniziato da una… Galassia]''|Intervista di Luca Cirillo, ''Palcoscenico.biz'', ottobre 2001.}} *Credo che ''[[Scontri stellari oltre la terza dimensione|Star Crash]]'' sia stato il primo film italiano di “fantascienza moderna”. Ci tenevo ad evitare di utilizzare lampadine per fare le stelle o astronavi giocattolo! Volevo tante astronavi e tanti pianeti!! *{{NDR|Su ''[[Le avventure dell'incredibile Ercole]]''}} Non credo che in Italia sia stato realizzato un film “fantasy” con così tanti effetti innovativi! Fu un vero film di ricerca, d’avanguardia. *{{NDR|Su ''[[Nosferatu a Venezia]]''}} Inizialmente avrei dovuto occuparmi esclusivamente degli effetti speciali. Ma dopo un solo giorno di riprese, il regista Caiano litigò con Klaus Kinski e la regia passò al produttore Augusto Caminito che, essendo esordiente in quel ruolo, mi pregò di aiutarlo. Comunque fu una bolgia totale, con Kinski che talvolta pretendeva di dirigersi da solo rifiutando qualsiasi direzione! *{{NDR|Su [[Klaus Kinski]]}} Schizzofrenico è la definizione adatta! Talvolta era una persona adorabile, ma bastava poco per farlo andare su tutte le furie e poi era letteralmente ossessionato dal sesso! *{{NDR|Su ''[[Paganini Horror]]''}} Purtroppo l’errore è già nel titolo! Non è un film dell’orrore bensì un film sulla rotondità del tempo, ha un non so chè di metafisico, di strano. *Preferisco non scendere a compromessi con chi snobba a priori tutto ciò che è fantascienza e horror. *Purtroppo è in crisi tutta la “macchina cinema” in Italia! Dal 1990 al ’94 è avvenuto un crollo impressionante del gradimento e, naturalmente, i primi a risentirne sono stati i film “low budget” che tanto avevano guadagnato a cavallo tra i ’70 e gli ’80. Poi verso la metà dei ’90 c’è stata una improvvisa impennata, ma si tratta di fiction e non di cinema. Il vero cinema è ancora pericolasamente in caduta libera! {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20210831174527/http://www.fanta-festival.it/wp-content/uploads/2014/06/CatalogoFantafestival2010.pdf Ray Harryhausen e le meraviglie del cinema "a passo uno"]''|''30. Fantafestival'', maggio-giugno 2010.}} *[[Ray Harryhausen|Harryhausen]] [...] non è stato un regista o uno sceneggiatore o un produttore e nemmeno un attore. Eppure, in un certo senso, è un po’ tutte queste cose, e anche qualcuna di più. Harryhausen è stato infatti un geniale tecnico degli effetti speciali, e anche un dotatissimo “animatore”, quel tipo di artista che realizza film a “pupazzi animati”, con la differenza che i pupazzi di Harryhausen in genere sono sempre stati dei mostri o degli “alieni” inseriti in un contesto fotografico nel quale comparivano attori normali. Si è verificato così quel bizzarro effetto di fusione tra la realtà e la fantasia che è la caratteristica fondamentale di tutto il suo lavoro. *Ray Harryhausen può infatti essere definito l’unico e il più geniale “artigiano” del cinema, e questo proprio perché i suoi film (che spesso, come i due Sinbad o l’ultimo lavoro, Scontro di titani, hanno ottenuto risultati clamorosi al box-office) sono in gran parte realizzati “a mano”, nel vero senso della parola, perché Harryhausen in realtà eseguiva tutte le sue meraviglie “effettistiche” proprio grazie alle sue mani e alla sua padronanza assoluta del mezzo tecnico. *Occorre comunque subito specificare che ''[[Il risveglio del dinosauro]]'' non si segnala come un film geniale. Il suo unico pregio è quello della novità. Tuttavia il film si lascia vedere ancora oggi con molto gusto. Possiede infatti una sua grezza forza, un notevole impatto visivo che deriva essenzialmente dagli ottimi effetti speciali realizzati da Ray Harryhausen. Ma non va neppure trascurata la qualità della regia (e della scenografia) di Eugene Lourie, un abilissimo mestierante che, dopo aver allestito i set dei film di Jean Renoir e di Renè Clair, è passato con successo alla regia, specializzandosi, proprio grazie al grande successo de ''Il risveglio del dinosauro'', nella direzione di pellicole di genere fantastico, tra le quali spiccheranno in seguito ''Il colosso di New York'' (''The Colossus of New York'', 1958) e ''Il drago degli abissi'' (''The Giant Behemoth'', 1959). In un certo senso, è proprio la formazione tipicamente europea di Lourie (l’artista è nato in Francia nel 1905), oltre allo straordinario talento di Harryhausen, a far sì che ancora oggi ''Il risveglio del dinosauro'' possieda quelle qualità che lo rendono nettamente superiore alle troppe imitazioni successive. *''[[La Terra contro i Dischi Volanti|La Terra contro i dischi volanti]]'' è un film atipico nel cinema di Harryhausen, dove di solito tutto è accuratamente ricostruito e appositamente ricreato: qui, per una volta, Harryhausen si è avvalso del suo talento per “unire” scene che in realtà provengono (o sono ricalcate) da altri film. In un certo senso, ''La Terra contro i dischi volanti'' è anche una copia “povera” de ''La guerra dei mondi'', dove però “povero” non sta certo per qualitativamente inferiore: in certi punti, specie nell’apocalittico finale, questo film è addirittura superiore al prototipo. *In ''[[Il mondo è meraviglioso (film 1956)|Il mondo è meraviglioso!]]'' non ci sono attori ma solo animali, pesci, uccelli, e soprattutto ci sono nella prima parte del film i dinosauri animati da Ray Harryhausen (O’Brien si limito infatti ad una semplice supervisione) che si muovono nel loro ambiente naturale, e questo significa che intorno a loro non compaiono mai né uomini né ominidi di alcun tipo. Per questo motivo, Harryhausen non è costretto o ricorrere a trucchi particolari, e l’animazione a passo uno in questo film si riduce al suo livello più semplice. Forse per questo ''Il mondo è meraviglioso!'' è una pellicola oggi dimenticata, sconosciuta ai più e della quale lo stesso Harryhausen non ama molto parlare. [[File:20 million miles to earth (1957) Ymir.png|thumb|Scena de ''[[A 30 milioni di km. dalla Terra]]'']] *{{NDR|Su ''[[A 30 milioni di km. dalla Terra]]''}} I trucchi di questo film sono [...] d’altissima qualità, a partire dall’arrivo dell’astronave, che schizza prima sul pelo dell’acqua e poi sprofonda in mare tra un incredibile ribollire di flutti. La scena emana davvero un’impressione di grandiosità e di estrema spettacolarità, grazie anche al gigantesco scafo di metallo. *{{NDR|Su ''[[A 30 milioni di km. dalla Terra]]''}} Questo Ymir, un bizzarro connubio tra un dinosauro e un antropoide, è senza dubbio una delle creature più riuscite di Harryhausen, che riesce a farcelo apparire come dotato di vita propria, di personalità, e persino di elementari sentimenti, come la paura e l’ira. *In realtà, il film su Sinbad era un vecchio progetto di Harryhausen, che nessuno però aveva mai voluto finanziare, poiché le pellicole imperniate sulla mitologia delle Mille e una Notte erano ritenute un cattivo affare per il box-office. ''[[Il 7º viaggio di Sinbad|Il settimo viaggio di Sinbad]]'' (e, in seguito, i successivi ''[[Il fantastico viaggio di Sinbad]]'' e ''[[Sinbad e l'occhio della tigre]]'') ha smentito tutte queste credenze, trasformando Harryhausen in una specie di Re Mida dell’animazione. *{{NDR|Su ''[[I viaggi di Gulliver (film 1960)|I viaggi di Gulliver]]''}} La pellicola non concede [...] alcuno spazio ai mostri e alle creature tipiche di Harryhausen, che qui si deve limitare a ingigantire prima e a rimpicciolire poi il protagonista (ancora il Kervin Mathews del Sinbad), oltre ad “animare”… un finto coccodrillo. Il risultato è comunque piacevole, elegante, ma anche inutile e sinceramente da Ray Harryhausen il pubblico e la critica si aspettano di più, molto di più! *''[[L'isola misteriosa (film 1961)|L'isola misteriosa]]'' è una pellicola estremamente piacevole, molto ben realizzata, e ha anche avuto abbastanza fortuna presso il pubblico. Non è però quel classico che ciascuno si aspetta ogni volta da Harryhausen, anche perché il paragone con il mastodontico e affascinante ''Ventimila leghe sotto i mari'' di Disney è inevitabile e non va purtroppo a favore di Ray Harryhausen: è chiaro infatti che il Capitano Nemo di Herbert Lom (ne ''L’isola misteriosa'') non può di certo competere con quello interpretato da uno splendido James Mason nell’opera disneyiana, con tutto quello che ne consegue. [[File:Jason and the Argonauts (1963) Children of the night 4.png|thumb|Scena de ''[[Gli Argonauti]]'']] *''Jason and the Argonauts'' (''[[Gli argonauti]]'', 1963, diretto da Don Chaffey) è una pellicola bellissima, affascinante, che Harryhausen stesso considera ancora oggi come il suo film migliore. Però ''Gli argonauti'' è uscito nei cinema quando ormai la gente si era stancata del filone mitologico e quindi non ha avuto alcun successo, gettando nello sconforto più profondo sia Harryhausen che Schneer. Dal punto di vista artistico, però, è forse il miglior film di Ray Harryhausen, reso ancora più affascinante dalle stupende musiche di Bernard Hermann. *''[[Base Luna chiama Terra]]'' rappresenta un’eccezione nel cinema di Ray Harryhausen, essendo basato su una solida sceneggiatura (molto ricca di ironia e di umorismo) che crea una lunga premessa (copiata successivamente di peso da James Cameron che l’ha riproposta quale inizio del suo celebre film ''Titanic'') che contribuisce in maniera determinante a rendere poi più appariscenti e spettacolari gli “effetti” di Harryhausen quando questi finalmente arrivano (la seconda parte del film è un vero e proprio “diluvio” di trucchi sorprendenti) dopo l’attesa protratta il più possibile. *''[[Un milione di anni fa]]'' è un buon film con diversi difetti. La sceneggiatura è infatti abbastanza debole e anche la regia, di Don Chaffey, non sembra ispirata: lo show di abilità e di perizia tecnica fornito da Harryhausen ha però dell’impressionante. Notevole è anche lo splendore della protagonista, l’attrice allora esordiente Raquel Welch, statuaria bellezza americana che trasuda sensualità in ogni sua mossa e che proprio a questo ''Un milione di anni fa'' deve la sua fama, al punto che si può quasi affermare che proprio grazie al seno della Welch e ai geniali dinosauri di Harryhausen Un milione di anni fa deve gran parte del suo successo mondiale. *[[Michael Carreras|Carreras]] è l’uomo che a poco a poco ha condotto l’Hammer Film al fallimento e poi si è ritirato nella sua fattoria in Spagna. *{{NDR|Su ''[[Un milione di anni fa]]''}} Le sequenze di elevata qualità sono comunque numerosissime, a cominciare dall’apertura, la bellissima scena della “creazione del mondo” realizzata da Les Bowie, il tecnico degli effetti speciali abituale della Hammer. Questa sequenza, tutta fatta di vortici di luce e di colori, ricorda (con vari anni di anticipo) l’inizio dello “Star Gate” nella parte finale del ''2001'' di Kubrick, e il grande regista americano ha chiaramente preso spunto dalla pellicola di Harryhausen. *Pietra miliare nella storia del cinema di fantasia, film dalla genesi incredibilmente lunga, contorta e difficile, ''The Valley of Gwangi'' (''[[La vendetta di Gwangi]]'') è anche di quelle rarissime pellicole che sfuggono a ogni precisa collocazione e che arrivano facilmente a costituire delle vere e proprie anomalie irripetibili e a sé stanti. Ma nel caso di ''La vendetta di Gwangi'' si tratta di un’anomalia assolutamente positiva: non abbiamo dubbi infatti nel definire, associandoci ad altri critici, La vendetta di Gwangi un autentico capolavoro. E questo non inficia il giudizio di altri esperti, che si sono invece scagliati con ferocia contro il film: si tratta infatti di un’ opera che, in un caso o nell’altro, non consente vie di mezzo. è così atipico, insolito e curioso, questo ''La vendetta di Gwangi'', che non può assolutamente lasciare indifferenti. *In ''King Kong'', si immagina che una troupe cinematografica approdi in un’isola sperduta nei mari del Sud, e vi scopra una tribù di selvaggi che difendono il segreto di Kong, un mostruoso scimmione gigantesco che domina un altopiano ancora popolato da mostri preistorici. ''Gwangi'' immagina invece che nell’Ottocento alcuni cow-boy scoprano una valle popolata da dinosauri in pieno Far West. E ''King Kong'' esce nel 1933, mentre la realizzazione del ''Gwangi'' di O’Brien viene iniziata nel 1943, cioè nove anni dopo. ''Gwangi'' è dunque un vero e proprio “figlio” di King Kong, che al tempo stesso ne esaspera l’atmosfera di sogno e di stranezza. L’idea di mischiare cow-boy e mostri preistorici non poteva infatti venire che a un geniale artista come O’Brien: è un’idea tipica degli anni Trenta, adattissima a un grande, spettacolarissimo film in bianco & nero destinato a ripetere il successo del modello. *{{NDR|Su ''[[La vendetta di Gwangi]]''}} Forse, è il film più ricco di trucchi d’ogni tempo, almeno fino all’uscita di ''Guerre stellar''i nel 1977. Gwangi contiene infatti oltre 300 inquadrature “lavorate” a mano con i suoi particolari procedimenti ottici da Harryhausen; per fare un paragone, in ''2001 - Odissea nello spazio'' le inquadrature con gli effetti speciali ottici sono “solo” 205. *In realtà, ''[[Il viaggio fantastico di Sinbad]]'' [...] non è un grande film: però è una pellicola gustosissima e divertente, con diversi trucchi indubbiamente affascinanti e spettacolari. *Nel complesso, ''Il viaggio fantastico di Sinbad'' è dunque una favola per tutti (anche per gli adulti, che possono qui godersi la prorompente bellezza della splendida attrice inglese Coroline Munro) divertentissima e riuscita, all’altezza del miglior Harryhausen, e, quello che conta di più, è che il suo eccezionale successo ha permesso ad Harryhausen di lanciarsi in nuove, più costose produzioni. *Tecnicamente perfezionatissimo, ''[[Sinbad e l'occhio della tigre]]'' consente ad Harryhausen di presentare sullo schermo una quantità di scene ricche di trucchi sbalorditivi, e moltissime creature da lui “animate” in maniera pressoché perfetta, come il Minaton, la Tigre, il Troglodita, il tricheco gigante e i tre Ghouls spadaccini. A questo film manca però un ritmo incalzante (colpa dell’anonimo regista Sam Wanamaker) e, soprattutto, è afflitto dalla carenza quasi assoluta di quel “sense of wonder” che costituiva invece il pregio principale del primo film di questa serie, ''Il settimo viaggio di Sinbad''. *Si tratta, come è facile capire, di un film estremamente spettacolare, ricco di suggestione. Ray Harryhausen ha realizzato ''[[Scontro di titani|Scontro di Titani]]'' profondendovi il massimo della propria arte di “animatore”, anche se in questo caso, data la mole della produzione, ha fatto forse più da supervisore dei trucchi che da artefice vero e proprio: a dare vita ai “pupazzi” scolpiti dalla modellista Janet Stevens provvedono infatti vari artisti, tra i quali spicca l’americano Jim Danforth. Ma il risultato è comunque all’altezza delle attese. {{Int|Da ''[https://www.cinematographe.it/rubriche-cinema/interviste/intervista-a-luigi-cozzi/ Intervista a Luigi Cozzi]''|Intervista al Profondo Rosso Store di Roma, ''Cinematographe.it'', 6 novembre 2014.}} *L'[[Cinema dell'orrore|horror]] in realtà non l'ho quasi mai fatto, perché non sono legatissimo all'horror, mi attira di più la fantascienza, da Walt Disney alle saghe galattiche di ''[[Guerre stellari]]''. L'horror mi diverte quando non c'è la fantascienza, l'importante che non ci sia troppo sangue, come ad esempio negli splatter. *{{NDR|Su ''[[Il tunnel sotto il mondo]]''}} Realizzammo questo film che per anni è stato denigrato perché la gente non lo capiva, negli ultimi anni è stato rivalutato ed in Francia è addirittura considerato un cult, visto che anticipa ''[[The Truman Show|Truman Show]]'' e tutte quelle pellicole che trattano dell'invadenza della pubblicità e del consumismo. In Italia non poteva essere compreso nel 68. *Anche se con [[Dario Argento|Dario]] ci sono 7 anni di differenza io mi sono riconosciuto nei suoi ideali di cinema, cioè nell'idea di rompere gli schemi. È il mio maestro e continuo a considerarlo tale. *I generi ormai non esistono più, sono stati spazzati via dalla crisi del cinema moderno. Con l'assenza di pubblico sono spariti anche i film di genere. {{Int|Da ''[https://www.horrormagazine.it/10036/intervista-a-luigi-cozzi Intervista a Luigi Cozzi]''|Intervista di Antonella Romaniello, ''Horrormagazine.it'', 10 maggio 2016.}} *{{NDR|Su [[Klaus Kinski]]}} Era un grande attore, ma anche un uomo pazzo come un cavallo, che un momento prima era dolcissimo e un attimo dopo si trasformava in una belva infuriata con tutti, senza che fosse successo nulla a motivare quel repentino cambiamento d'umore. *Il mio mostro preferito è [[Godzilla]], sin da quando ero bambino. Lo è ancora oggi. *Il Godzilla moderno di Edwards mi ha abbastanza divertito, niente di eccezionale ma almeno è rimasto fedele allo spirito del Godzilla giapponese, mentre ho detestato la versione precedente di Emmerich. *{{NDR|Su ''[[Blood on Méliès' Moon]]''}} L'ironia è sempre presente nei miei film, più o meno nascosta. In quest'ultimo lavoro l'ho messa un po' più allo scoperto, perché non amo prendermi mai troppo sul serio. {{Int|Da ''[https://iviaggidigulliver.wordpress.com/2016/03/17/il-ritorno-di-un-maestro-del-cinema-di-genere-intervista-a-luigi-cozzi/ Il ritorno di un Maestro del Fantastico]''|Intervista di Walter De Stradis, ''Iviaggidigulliver.wordpress.com'', 16 maggio 2016.}} *Oggi, ormai, il successo di un film è determinato dai ragazzi, fino ai 18/20 anni. I film sono confezionati per questo pubblico. *Continuamente leggiamo sul giornale di grandi scoperte fatte da Italiani che stanno lavorando all'estero. Ricordiamoci che Enrico Fermi, che ha inventato la bomba atomica, al tempo del Fascismo è stato costretto ad andare in America perché in Italia è stato licenziato e nessuno gli dava più lavoro. Questo sistema italiano è un sistema nepotistico. C'è posto per gli amici, per gli amici degli amici, per i parenti e non c'è un premio alla qualità. *Io ne ho fatti di film in Italia, ma li ho fatti con finanziamenti essenzialmente esteri perché gli italiani non credevano nei miei film. I produttori italiani dicevano che ero pazzo. *{{NDR|Su ''[[Nosferatu a Venezia]]''}} Non ho avuto problemi, nel senso che con [[Klaus Kinski|Kinski]] il rapporto è andato benissimo perché io sono, dicono, molto diplomatico. Poi, non essendo un mio film, non avevo motivo per litigare con lui. Io riferivo al produttore e al regista le idee del Kinski, perché le ritenevo assurde, e dicevo "Kinski vuol fare questa cosa. Cosa devo fare?". Loro mi dicevano "Fagliela fare" e io glielo permettevo. *Mentre i film sono andati sempre più aumentando di costi attraverso i decenni, adesso è possibile fare un film anche con il telefonino. Oggi ci sono dei mezzi tecnici a disposizione di tutti, a prezzi bassissimi, che consentono a chiunque di poter fare un film. Quello che impedisce alla gente di averne uno è che non ha la capacità tecnica, artistica. Ma oggi è possibile avere un film come si deve con cinque mila euro. {{Int|Da ''[https://quinlan.it/2016/11/14/intervista-a-luigi-cozzi/ Intervista a Luigi Cozzi]''|Intervista di Giampiero Raganelli, ''Quinlan.it'', 14 novembre 2016.}} *{{NDR|Su ''[[Blood on Méliès' Moon]]''}} Ho fatto un film pensando soprattutto agli appassionati, come lo sono anch'io. L’ho dedicato a loro. Ho fatto quello che ogni fan vorrebbe vedere. *Oggi specie nei blockbuster americani, uno sa già cosa vede. E quando esce dal cinema si è già dimenticato. Al di là dei botti, delle esplosioni, del gran casino, non gli rimane in mente niente. Io invece ho voluto cercare di costruire un film che obbligasse il pubblico a pensare un attimo a quello che ha visto, perché è tutto collegato, anche se apparentemente non sembra e se uno si distrae e non lo segue bene o non ci pensa, non riesce a cogliere i legami. *{{NDR|Su [[Edward D. Wood Jr.]]}} È considerato il peggiore, ma forse non era proprio così, perché i suoi film sono divertenti da vedere, quindi non può essere il peggiore perché i peggiori sono quelli che uno non riesce a sopportare, che dopo 20 minuti dice “No, basta!”. Mi sono rapportato a lui per un paradosso ovviamente. *{{NDR|Su [[Louis Aimé Augustin Le Prince]]}} Ha inventato il cinema dieci anni prima dei Lumière. Però non ha beneficiato di questa sua invenzione perché cinque anni prima del brevetto dei Lumière lui è salito sul treno per recarsi a Parigi per fare il lancio della sua invenzione, ma non è mai arrivato a Parigi, è scomparso su quel treno. Aveva i prototipi della cinepresa e del proiettore e sono scomparsi anche quelli. E non si è mai saputo che fine abbia fatto. È un giallo perché si presume che sia stato ucciso. La polizia francese ha identificato un cadavere ma molti mesi dopo e ormai era impossibile da identificare. Poi c'è il fatto che il figlio di Louis Le Prince, quando è cresciuto, cioè una decina d’anni dopo, si era recato in America perché, aveva detto alla famiglia, aveva scoperto le tracce che spiegavano la sparizione del padre, che conducevano a New York. Ma una sera a New York è stato ucciso da un colpo di pistola, non si sa sparato da chi. E l'enigma è rimasto insoluto. {{Int|Da ''[http://www.close-up.it/cinecult-intervista-a-luigi-cozzi-anatomia-di-un-film-paganini-horror Anatomia di un film: "Paganini Horror"]''|Intervista di Carlo Dutto, ''Close-up.it'', 22 novembre 2018.}} *''[[Paganini Horror]]'' è stato concepito essenzialmente per il mercato estero, dato che si sapeva che in Italia i film di quel tipo incassavano poco o niente, mentre sui mercati stranieri erano assai richiesti e apprezzati. *Il film è effettivamente una parabola simbolica sulla tanta gente che lavora nel mondo dello spettacolo ma facendolo solo e soprattutto per mirare al successo e ai soldi, gente che è disposta a tutto e a qualunque compromesso o rinuncia artistica pur di affermarsi e "arrivare". Gente che purtroppo costituisce la maggioranza nell’ambiente...e non solo in quello artistico, purtroppo. *L’horror italiano degli anni Settanta e Ottanta, grazie in particolare a Dario Argento e a Lucio Fulci, era sempre all’avanguardia e via via più estremo, essenzialmente visivo e a volte perfino astratto, oltre a essere costantemente alquanto innovativo dal punto di vista cinematografico. Poi però, all’inizio degli anni Novanta, il filone tutta quella creatività si è spenta perchè la televisione si è impossessata del mercato cinematografico e ha preso a dettare legge economicamente anche in fatto di produzione, obbligando gli autori a rinunciare a spingersi oltre e ad auto-censurarsi, se volevano continuare a lavorare nel settore. *Il film è stato accolto male dai fan dell’horror al tempo della sua uscita nei cinema, perchè si aspettavano che fosse un nuovo film "''alla Fulci''", mentre in realtà non lo era per niente. Poi, con gli anni, le nuove generazioni dei fruitori di questo film hanno cominciato a vederlo con la mente sgombra da tutti quegli stupidi preconcetti e l’hanno valutato per ciò che ''Paganini Horror'' è in realtà, ovvero un’opera del più puro fantastique che coniuga con sarcasmo e ironia l’horror classico o antico con le moderne teorie fantascientifiche sulla relatività del tempo, sui campi di forza e sui ''worm-holes'' dove, andando avanti, si può anche tornare indietro...e così molte persone l’hanno apprezzato e preso a considerarlo come un piccolo classico minore, con davvero numerosi estimatori all’estero e perfino qui in Italia che, giustamente, affermano oggi come ''Paganini Horror'' non sia un vero film dell’orrore, ma un film di ''fantasy'' o, meglio ancora, come io del resto ho sempre detto, del ''fantastique'' in generale. {{Int|Da ''[https://www.madmass.it/luigi-cozzi-intervista-maestro-cinema-horror-fantascienza/ Intervista a Luigi Cozzi, maestro del cinema horror e di fantascienza]''|Intervista di Ludovico, ''Madmass.it'', 15 febbraio 2021.}} *Il film che fece scattare la scintilla fu il ''[[20.000 leghe sotto i mari (film 1954)|20.000 leghe sotto i mari]]'' prodotto da Walt Disney, mi affascinò e mi conquistò al mondo della fantasia. Tutto è partito da lì. *{{NDR|Su ''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''}} Lo trovai un film bellissimo e pensai che era finalmente il segnale di un cinema diverso, un cinema nuovo, e volli conoscere chi lo aveva fatto. *[[Daria Nicolodi|Daria]] era una bravissima attrice, una donna molto simpatica e colta e un’amica, una grande amica. *[[Christopher Plummer]] era un professionista esemplare e un grandissimo attore. *{{NDR|Su ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''}} I distributori mi dissero che essendo un film in bianco e nero non poteva uscire nelle sale in prima visione. Io pensando a una soluzione mi venne in mente di fare una prova col "passo uno", cioè ritoccando manualmente ogni fotogramma del film: un lavoro pazzesco però trovai chi era disposto a farlo. Un altro problema stava nel fatto che il film originale, che risaliva agli anni cinquanta, era lungo un’ora e venti: vent’anni dopo non venivano più programmati in prima visione film così corti, per cui per risolvere il problema decisi di allungarlo prendendo del materiale di repertorio sulla Seconda Guerra Mondiale e alternandolo con scene del film raddoppiate o ingrandite. Alla fine ricavammo 10 minuti in più. Facemmo l’audio in versione stereofonica e Godzilla uscì così in Italia in questa nuova versione. A Roma andò avanti per due settimane al Royal, che era un cinema importante. *Non è stato il cinema di genere ma è stato il cinema italiano in generale che, secondo me, è andato affondando. Tutte le produzioni si sono svendute alla televisione. La produzione per le sale è praticamente finita. Io mi ricordo che in quegli anni, gli anni novanta, tutte le società con cui avevo fatto cinema io hanno chiuso, e quindi è finito un movimento. Oggi in Italia i film non prodotti o dalla Rai o da Mediaset o dagli altri enti credo siano due o tre all’anno: non c’è più nessuno che fa film per le sale, fanno film per le televisioni e quindi devono sottostare alle regole del mercato televisivo, non a quelle della sala cinematografica. *Adesso la realtà è sicuramente più spaventosa della fantasia, però anche il cinema dell’orrore è diventato, secondo me, un po’ troppo baracconesco. Io sono cresciuto con un cinema dell’orrore fatto di tensione, di atmosfera: oggi è un cinema tutto di effetti. Le produzioni sono ancora troppo influenzate dal fascino degli effetti digitali: curano di più gli i VFX che la storia, i personaggi, le emozioni. Forse siccome oggi fare film costa così tanto nessuno vuole fare film su nuove storie: stanno rifacendo tutti vecchie storie e vecchi film che commercialmente, almeno in partenza, sono più sicuri, ma così la creatività a lungo andare svanisce. {{Int|Da ''Hammer film. Quasi novant'anni di orrori... e non solo''|''Nocturno'', n. 223, luglio 2021.}} *Se poi devo stilare una lista dei venti film della ''[[Hammer Film Productions|Hammer]]'' che personalmente preferisco, in quanto a qualità realizzativa e a presa "fantastica" e drammatica, la mia classifica presenta, assolutamente ''non'' in ordine progressivo ma per varie ragioni tutti posti alla pari, i seguenti titoli, che considero indispensabili per rendersi conto dello splendore di questa grande, piccola società cinematografica di londinese: ''[[La maschera di Frankenstein]]''; ''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; ''[[Hallucination]]''; ''[[Dracula il vampiro]]''; ''[[La vendetta di Frankenstein]]''; ''[[Le spose di Dracula]]''; ''[[Il mistero del castello]]''; ''[[Il mostro di Londra]]''; ''[[I vampiri dello spazio (film)|I vampiri dello spazio]]''; ''[[La mummia (film 1959)|La mummia]]''; ''[[La furia dei Baskerville]]''; ''La nebbia degli orrori''; ''[[L'uomo che ingannò la morte]]''; ''[[La lunga notte dell'orrore]]''; ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; ''[[L'implacabile condanna]]''; ''[[Il fantasma dell'Opera (film 1962)|Il fantasma dell'Opera]]''; ''[[Barbara, il mostro di Londra|Barbara il mostro di Londra]]''; ''[[Un milione di anni fa]]''. *{{NDR|Su [[Terence Fisher]]}} Semplicemente il più straordinario regista che abbia lavorato alla ''Hammer'', malgrado non piacesse molto né a [[James Carreras|James]] né a [[Michael Carreras]], che più di una volta hanno cercato di toglierselo definitivamente di torno, bloccati ogni volta dal direttore artistico [[Anthony Hinds|Tony Hinds]] che invece lo considerava fondamentale (e aveva ragione!) per la loro società, né più né meno. *In effetti, il sesso ha sempre avuto, insieme al sangue, un ruolo fondamentale nel successo della ''Hammer'': nei suoi film sono passate tantissime attrici splendide, forse parecchio scarse come interpreti, ma sicuramente notevoli come bellezza fisica, tutte o quasi con seni e fianchi abbondanti. *Il "fenomeno ''Hammer''" non è stata solo un delirante mix di splendide donnine seminude, bagni di sangue e orrori assortiti, ma molto, molto di più e, soprattutto, di più profondo, essendo riuscito a scardinare per quasi due decenni i rapporti di forza esistenti da tempo quasi immemorabile nell'olimpo del cinema mondiale. {{Int|Da ''[https://cinemonitor.it/hammer-la-fabbrica-dei-mostri-torna-in-libreria-la-monografia-di-luigi-cozzi/ "Hammer. La fabbrica dei mostri", torna in libreria la monografia di Luigi Cozzi]''|''Cinemonitor.it'', 10 febbraio 2023.}} *La Hammer è un marchio glorioso che ha segnato un’epoca intera del cinema horror, ispirando tanti registi italiani, francesi e americani, e lanciando alla grande la voga del cinema horror. Basterebbe questo a evidenziarne l’importanza, anche se non ci fosse poi, come in effetti c’è, un lungo elenco di film da essa realizzati che si sono dimostrati fondamentali e assai influenti. *I film e i divi non sono immortali come si dice esageratamente in giro, ma rappresentano lo specchio della società e del mondo nel momento in cui tali opere sono state realizzate. *I film della Hammer [...] costituiscono un vero e proprio corpus completo e autonomo, indipendentemente dai vari specialisti che li hanno firmati, dove vengono riflessi alla perfezione le tematiche e le problematiche prevalenti nel periodo sociale e culturale in cui sono stati realizzati. {{Int|Da ''[https://www.cineclandestino.it/intervista-a-luigi-cozzi/ Intervista a Luigi Cozzi]''|Intervista di Riccardo Rosati, ''Cineclandestino.it'', 1 gennaio 2024.}} *Per ''Star Riders'', come detto, volevano qualcosa in stile ''Star Wars'' e io gliel’ho fatto, però esprimendo la mia piena libertà creativa, perché è così che di solito scrivo per il cinema. *[...] amo visceralmente la Fantascienza poiché io sono fondamentalmente un ottimista e la Fantascienza è la letteratura della speranza. Dell'Horror mi piace abbastanza quello classico mentre detesto lo Splatter. L'Horror è comunque un genere che trovo anche molto limitato e ripetitivo in quanto a tematiche, mentre quelle della Fantascienza sono praticamente inesauribili. *[...] molta, troppa, della Fantascienza degli ultimi trent'anni è cupa, ossessiva e pessimista: a me non piace proprio. Preferisco quella vecchia, quella classica, che nella stragrande maggioranza dei testi era invece innovativa e decisamente ottimista sul futuro. ==''Il cinema dei mostri''== *Clamorosamente, incredibilmente sottovalutato per anni e anni, il regista americano [[Jack Arnold]] viene oggi, finalmente riscoperto e riqualificato nella sua giusta luce. Arnold è infatti il più ispirato e geniale regista che il cinema fantastico (cioè di fantascienza e «gotico») abbia avuto nel decennio tra il 1950 e il 1960. (p. 91) *Arnold ha realizzato una serie di film che possono ritenersi ciascuno la «parola definitiva» nei rispettivi generi di appartenenza, da la ''[[Tarantola (film)|Tarantola]]'' (il più geniale «film di mostri») a ''[[Destinazione... Terra!|Destinazione... Terra]]'' (il più coraggioso film sugli alieni), da ''[[La vendetta del mostro|La vendetta del mostro della Laguna Nera]]'' (il più poetico film dell'orrore) a ''[[Il ruggito del topo]]'' (il più divertente e pungente esempio di fantapolitica) [...]. (p. 91) *[...] la figura di Arnold è diventata un mito nell'ambiente della critica specializzata, anche perché il regista ha avuto l'incredibile coraggio di abbandonare volontariamente il settore proprio al culmine del successo, subito dopo cioè che ''Il ruggito del topo'' aveva riscosso enormi entrate ai ''box-office'' di tutto il mondo. (p. 92) *Il cinema fantascientifico di Arnold è famoso per la sua «atmosfera» e la straordinaria quantità di significati, di risvolti e di simboli che contiene. Con i suoi film Arnold è riuscito a tratteggiare una panoramica completa della condizione umana di fronte all'universo, giostrando in continuazione sull'argomento dal quale è sempre apparso affascinato: la faticosa lotta per la riconquista della propria migliore essenza umana intrapresa dall'uomo comune del nostro tempo. (p. 93) *Soltanto adesso sulla scia della riscoperta e della rivalutazione di quell'incredibile «eta dell'oro» che è stata la fantascienza cinematografica degli Anni Cinquanta, anche l'opera di Arnold è stata finalmente inquadrata nella giusta luce e così oggi sulla figura di questo straordinario regista (che ha avuto persino il coraggio di abbandonare il campo nel momento di massimo successo) fioriscono addirittura intere leggende e i suoi film sono ricordati con delirante entusiasmo degli appassionati. E mai, devo ripeterlo, queste sue opere deludono, anche quando il regista è costretto a muoversi entro i confini e i luoghi comuni dei «generi» di moda durante gli Anni Cinquanta. (pp. 94-95) [[File:Still from the Creature from the Black Lagoon (15666911261) (cropped).jpg|thumb|Il ''Gill-Man'' de ''[[Il mostro della laguna nera]]'']] *Il grosso successo commerciale di ''Destinazione... Terra'' convince Arnold a restare nel filone fantascientifico ma, pur restando fedele al procedimento del 3-D, cambia del tutto tema, tentando una variazione sull'argomento dei «mostri». Nasce così quel ''The Creature from the Black Lagoon'' (''[[Il mostro della laguna nera|Il mostro della Laguna Nera]]'', 1953) che, insieme a ''L'esperimento del dottor K'' di Kurt Neumann e al giapponese ''Godzilla'' di Honda, può ritenersi uno dei pochi «mostri» moderni che si sia conquistato una fama imperitura al fianco di Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, la Mummia e l'Uomo Invisibile. (p. 113) *{{NDR|Su ''[[Il mostro della laguna nera]]''}} Va [...] notato come questo mostro di Arnold non rappresenti rozzamente il Male, come le creature di tanti altri film del genere. Oltre a essere dotato di una precisa personalità, infatti, questo ''Gill Man'' ha dei sentimenti grezzi ed elementari ma non alieni: è un semplice o, meglio, un primitivo, e risulta indubbiamente più simpatico dei vari personaggi maschili della pellicola, tanto che alla fine il pubblico tende a provare pietà, se non addirittura simpatia, per lui, e si augura vivamente che non muoia. (p. 114) *In ''La vendetta del Mostro della Laguna Nera'', moltissimi sono i momenti di alta poesia e di grande tensione, com'è caratteristico del cinema di Arnold, un regista dotato di una incredibile, emozionale capacità di sintesi narrativa: mai, nelle sue opere, si può affermare di avere trovato un'inquadratura superflua o troppo lunga o messa al posto sbagliato. (p. 116) *[...] ''La vendetta del Mostro della Laguna Nera'' è molto più brutale e violento della pellicola precedente. Il mostro qui, anche se a tratti sembra quasi patetico, sembra pervaso da una specie di mania distruttiva e si scaglia con violenza contro tutto ciò che simboleggia la forse malintesa «civiltà». Non solo, ma Arnold perfeziona qui anche la componente erotica: mentre nel ''Mostro della Laguna Nera'' la «creatura» si limita a spiare le evoluzioni acquatiche della protagonista, qui, dal fondo dell'acqua, la bestia primordiale osserva la ragazza mentre si fa baciare dal protagonista, e freme di rabbiosa impotenza. Non solo, ma in un'altra sequenza ancora più esplicita, il Mostro penetra di notte nella casa della giovane donna, per rapirla, ma si arresta perché la vede che si spoglia. Ignara di essere spiata, infatti, la ragazza si prepara per la notte, denudandosi, e il Mostro la fissa come ipnotizzato, visibilmente eccitato dalle sue grazie. [...] è evidente che, con questo «spogliarello», Arnold ha posto noi spettatori (perché di ci eccitiamo con lui...) al massimo livello possibile di identificazione con il «mostro», la cui sessualità repressa, quando esplode trasformandosi in violenza pura, è anche la nostra, e quindi anche allora noi restiamo dalla parte dell'uomo-pesce, complici con lui ora come anche prima quando eravamo «''voyeur''» insieme. (p. 117) ==''Hammer. La fabbrica dei mostri''== ===Incipit=== Quando sono nato io, nel 1947, in Italia la fantascienza non esisteva. Il termine "fantascienza" (traduzione dell'americano "''science fiction''", ovvero "''narrativa della scienza''") fu infatti inventato da Giorgio Monicelli solo verso la fine del 1952, quando per l'editore Mondadori curò l'uscita del primo numero della rivista "''Urania''". ===Citazioni=== [[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Monster.png|thumb|Scena de ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']] *Mai sino ad allora avevo visto una pellicola che mi aveva impressionato in quel modo, e probabilmente anche in seguito, nel resto della mia vita, mai un altro film ha prodotto in me una sensazione così sgomenta come quella che generò allora nel mio piccolo "io" ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''. (p. 7) *{{NDR|Su ''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''}} Il film mi era piaciuto, ma lo avevo trovato decisamente triste e crepuscolare, dall'effetto sicuramente deprimente sugli spettatori. (p. 21) *Se c'è dunque un uomo con cui si può oggi identificare la [[Hammer Film Productions|Hammer]], questi è certamente [[Anthony Hinds|Tony Hinds]]. Curiosamente, però, Hinds non ha mai amato il mestiere di produttore e, non appena gli impegni gliel'hanno permesso, si è messo a fare lo sceneggiatore, l'unica attività che - a suo dire - gli piace fare. E in effetti Hinds ha scritto parecchie delle migliori sceneggiature filmate dalla Hammer, e anche dopo essersi ritirato dalla società nel 1969 - a soli 46 anni di età - Hinds ha continuato a stendere copioni di film di fantascienza o dell'orrore. (pp. 24-25) *Il regista [[Terence Fisher]] è comunque l'uomo che insieme ai due attori da lui scoperti e lanciati, - [[Peter Cushing]] e [[Christopher Lee]] - viene oggi universalmente identificato nel mondo con la Hammer. (p. 29) *Il dottor [[Bernard Quatermass]] si è guadagnato un posto di prominenza nell'Olimpo dei beniamini del pubblico inglese, insieme ad altre collaudatissime figure quali [[Sherlock Holmes]] e [[Jack lo squartatore|Jack lo Squartatore]]. (p. 32) *{{NDR|Su ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''}} L'intera atmosfera della pellicola è fortemente angosciosa, quasi ossessiva, e il mostro - che solo negli ultimi minuti ci viene finalmente mostrato - ha davvero un aspetto terrificante. (p. 34) *Pur realizzato in economia ''[[X contro il centro atomico]]'' (nel film, comunque, non c'è nessun centro atomico, ma solo un ospedale che usa la radioattività per le cure mediche e dove il mostro inevitabilmente arriva riducendo a mostruose carcasse un medico e un'infermiera) è contraddistinto da una suspense eccellente, mentre l'ambientazione nella più desolata brughiera inglese rende (attraverso la magnifica fotografia neo-espressionistica in bianco e nero dell'operatore Gerald Gibbs) davvero l'impressione di un incubo quasi assoluto. (p. 38) *{{NDR|Su ''[[I vampiri dello spazio (film)|I vampiri dello spazio]]''}} È considerato uno dei migliori e più inquietanti film di fantascienza di tutti i tempi, reso ancora più notevole dalla fotografia superba in bianco e nero di tipo nuovamente neo-espressionista dell'operatore Gerald Gibbs. L'ambientazione è poi estremamente realistica, la storia ha un ritmo quasi vorticoso tanto è incalzante, e il tema di fondo allude chiaramente alla situazione sociale dell'Inghilterra di quegli anni, tanto che alcuni critici oggi ritengono che ''I vampiri dello spazio'' sia soprattutto un violento apologo politico. (p. 38) *{{NDR|Su ''[[La maschera di Frankenstein]]''}} Mentre il dottor Frankenstein interpretato da [[Colin Clive]] nella serie della Universal era uno scienziato di buoni sentimenti che soltanto per errore creava un mostro, nel film della Hammer del novembre 1956 [[Peter Cushing]] è uno studioso geniale ma del tutto privo di scrupoli che non esita a ricorrere al delitto per procurarsi un pezzo (il cervello) che gli serve per completare la sua creatura. In altre parole, malgrado l'apparente identicità del tema, il ''Frankenstein'' della Hammer e quello della Universal sono due film diversissimi tanto nel concetto di base che nell'ambientazione della storia. Cushing è pronto a tutto pur di arrivare ai risultati che desidera e sicuramente è più perfido del suo stesso mostro. (p. 44) *''[[La maschera di Frankenstein]]'' si segnala per l'estrema graficità dei dettagli orrorifici che presenta: mani tagliate, cervelli trapiantati su corpi semi putrefatti... un campionario di orrori che oggi forse può non impressionarci più dato ciò che vediamo regolarmente sugli schermi dei cinema o durante i notiziari in televisione, ma che nel 1957 costituisce un indubbio elemento di forte shock per il pubblico, al quale mai sino ad allora erano state offerte immagini del genere. (p. 44) *{{NDR|Su ''[[La maschera di Frankenstein]]''}} Il mostro incarnato da [[Christopher Lee]] è una belva a tutti gli effetti. Alla luce di questa considerazione il trucco creato per lui dallo specialista Phil Leakey è perfettamente adatto al personaggio: un volto butterato di cicatrici, una maschera rivoltante quale quella di un lebbroso che riflette l'anima di una creatura che nulla ha di umano. (p. 45) *{{NDR|Su ''[[Dracula il vampiro]]''}} È interessante notare come la sceneggiatura divida il film in una serie di episodi distinti tra loro, seppure perfettamente amalgamati dalla presenza ossessionante del vampiro, presenza "sentita" soltanto, in quanto le effettive apparizioni del mostro in tutta la seconda parte della pellicola sono pochissime, silenziose e brevi. (p. 47) *Il [[Conte Dracula|Dracula]] di Lee è stato definito da alcuni come ''"the loneliness of evil"'', cioè la solitudine del male, intendendo con ciò come il mostro sia una creatura sofferente costretta a succhiare il sangue per un fato implacabile ma intimamente dolente per le proprie azioni. (pp. 47-48) *Il successo di ''Horror of Dracula'' è semplicemente strepitoso. Non si sa di preciso quanto abbia incassato il film, ma il guadagno supera i quattro milioni di sterline. Nella sola Inghilterra il film stabilisce il nuovo record di incasso per una pellicola a colori, e lancia una moda che impazza a lungo in tutto il mondo e che ancora oggi pare lontana dall'essersi esaurita. (p. 48) *''[[La vendetta di Frankenstein]]'' è un autentico capolavoro. Non vi si percepisce più neppure lontanamente l'influenza dei classici di James Whale e dell'Universal, e la perfezione tecnica e artistica di questa pellicola è tale che costituisce quasi la codificazione ideale del nuovo stile "gotico all'inglese" creato dalla Hammer. (p. 48) *A quasi quarant'anni dalla sua realizzazione, ''La vendetta di Frankenstein'' assurge infatti alla statura di autentico classico. Nel ciclo di Frankenstein ha due soli rivali, ''[[La moglie di Frankenstein|La sposa di Frankenstein]]'', il capolavoro di James Whale, e il successivo, superbo ''[[Distruggete Frankenstein!|Distruggete Frankenstein]]'', sempre di Fisher: ma sotto certi aspetti è superiore a tutti e due. (p. 49) [[File:The Mummy (1959) trailer - Christopher Lee & Yvonne Furneaux 1.png|thumb|Scena de ''[[La mummia (film 1959)|La mummia]]'']] *''[[La mummia (film 1959)|La mummia]]'' è un bel film, ma inferiore ai precedenti. Eppure il tema piace e la pellicola ha un grandissimo successo in tutto il mondo: in Italia, tra l'altro, è la prima produzione della Hammer che esce senza il sino ad allora abituale divieto "ai minori di sedici anni". (p. 51) *{{NDR|Su ''[[L'uomo che ingannò la morte]]''}} Si tratta nel complesso di un bellissimo film, un autentico capolavoro di Terence Fisher che ha dei colori davvero straordinari, colori che però purtroppo sono quasi del tutto assenti nelle copie che vengono vendute in videocassetta o trasmesse in televisione. (p. 53) *Pellicola molto raffinata e piacevolissima, ''[[La furia dei Baskerville]]'' ha un prologo retrodatato molto lungo e avvincente, e poi si snoda seguendo le linee dell'intrigo immaginato da Conan Doyle. Assai suggestive sono al solito le scenografie, mentre la fotografia è di nuovo eccellente: nel complesso il film è godibilissimo, di elevata qualità, e contribuisce a far entrare anche un personaggio letterario come Sherlock Holmes nello schema del "gotico inglese" inventato da Fisher e dalla Hammer. Dell'interpretazione di Peter Cushing nel ruolo del detective, infine, si può solo dire che è pressoché perfetta, dalla prima all'ultima inquadratura. (p. 57) [[File:Brides of Dracula (1960) trailer - Andrée Melly & Marie Devereux.png|thumb|Scena de ''[[Le spose di Dracula]]'']] *Sottilmente pervaso da un tema lesbico e omosessuale costellato da insolite variazioni alla leggenda classica del vampirismo (il succhiasangue viene ucciso per esempio nel finale da una croce formata dalle ombre delle pale di un mulino) e con più di una sequenza da antologia, sempre superbamente fotografato con colori accesissimi dal grande Jack Asher, ''[[Le spose di Dracula]]'' è uno dei film meno tipici ma più affascinanti della Hammer, perfettamente interpretato dal solito Peter Cushing nel ruolo del dottor Van Helsing e da un inquietante David Peel, quasi una sorta di hippy ottocentesco, nella parte del pericolosissimo vampiro. (p. 60) *Più che un film sulla licantropia, ''[[L'implacabile condanna]]'' è però una pellicola sulla corruzione e sulla depravazione: del ricco signorotto locale che condanna e confina in una tetra prigione il povero mendicante: di quest'uomo che, col trascorrere degli anni, isolato nel buio della cella, diventa a sua volta un bruto e violenta la fanciulla imprigionata accanto a lui: del figlio che la giovane ha da questo bruto e che, nelle notti di luna piena, si trasforma in una belva inumana. È questa, in pratica, la conclusione del ciclo della corruzione che, passaggio dopo passaggio, generazione dopo generazione, è arrivata così a generare il Male assoluto, il Mostro che tale è anche e soprattutto a dispetto di se stesso. E non c'è espiazione, non c'è liberazione da questo Male assoluto, e così alla fine il licantropo Oliver Reed non può fare altro che supplicare, implorare il proprio padre adottivo di ucciderlo. E così è. (p. 63) *È appunto con questo bellissimo film della fine del 1960, ''[[Il mostro di Londra]]'' di Terence Fisher, che a mio parere si conclude il periodo artistico più originale e raffinato della Hammer Film, quello in cui è stato inventato e imposto a tutto il mondo il "gotico inglese". In particolare, a far considerare concluso per sempre con ''Il mostro di Londra'' il miglior periodo della Hammer Film è la constatazione che, dopo la realizzazione di questa pellicola, come già detto cessa per sempre di occuparsi della direzione della luce lo straordinario operatore Jack Asher, sostituito dal 1961 in poi dal collega Arthur Grant. (p. 68) *Certo, [[Alfred Hitchcock]] è un maestro di tecnica e di stile e il suo ''[[Psyco|Psycho]]'' viene riconosciuto ormai come un capolavoro assoluto del cinema, ma l'impatto di questo film presso le platee del 1960 è sconvolgente: voyeurismo, violenza, sesso, necrofilia, mania omicida... tutte le più efferrate perversioni della mente umana vengono rappresentate esplicitamente sullo schermo da Hitchcock, e il maestro del cinema mostra per la prima volta al pubblico atti e oppure che accadevano sempre fuori campo o dopo un'appropriata dissolvenza. In più siccome Hitchcock sta raccontando con ''Psycho'' una storia contemporanea (ispirata dalle gesta di un ''autentico'' "serial killer"), tutto quello che appare in questo suo film è estremamente realistico, e quindi ''vero'': potrebbe accadere a chiunque tra gli spettatori, e a parecchie sfortunate vittime in effetti è accaduto. (pp. 69-70) *{{NDR|Su ''[[Per favore, non mordermi sul collo!]]''}} Una pellicola che è quasi un voluto omaggio alla Hammer. (p. 85) *''[[La rivolta di Frankenstein]]'' è una produzione un po' anacronistica che naviga nella mediocrità assoluta, con parecchie sequenze banali o addirittura scadenti. La tensione è totalmente assente, l'orrore è scarso, gratuito e del tutto implausibile, colpa in gran parte attribuibile alla sceneggiatura del co-produttore Hinds e al fatto che lo stile Universal degli anni Quaranta è ormai del tutto superato. (p. 87) *In ''La maschera di Frankenstein'' Christopher Lee incarna un essere totalmente avulso da sentimenti umani, mentre nell'altro film la creatura di Kingston pare riallacciarsi direttamente a quella classica (e insuperata) di Boris Karloff, cioè l'essere grezzo ma dotato di sentimenti, per quanto elementari. (pp. 87-88) *{{NDR|Su ''[[Il mistero della mummia]]''}} Questa pellicola, che pure si ricollega al precedente ed economicamente assai fortunato ''La Mummia'' di Fisher, è decisamente deludente e non ha fortuna: come regista gotico, Michael Carreras si trova evidentemente a disagio nel raccontare una storia in cui lui per primo non crede. (p. 92) *{{NDR|Su ''[[Dracula, principe delle tenebre]]''}} Il Dracula di questo film, rispetto a quello della pellicola precedente, è un personaggio abbastanza diverso, quasi un mero animale feroce che si distingue dalle belve solo per l'aspetto umano, non pronuncia una sola parola in tutta la pellicola, sibila e ringhia unicamente, gli occhi rossi per la bramosia di sangue, i lunghi canini scintillanti. (p. 101) *{{NDR|Su ''[[Dracula, principe delle tenebre]]''}} È comunque elegante e ben realizzata, ma non ha né la forza né l'originalità del primo ''Dracula il vampiro''. La sequenza migliore è senza dubbio quella in cui Dracula viene fatto risorgere: è molto lunga e splendidamente realizzata in collaborazione tra il direttore della fotografia, il truccatore Roy Ashton e il tecnico degli effetti ottici abituale della Hammer, Les Bowie. (p. 101) *Anche se non esaltante, ''Dracula principe delle tenebre'' è comunque un film che a me è piaciuto, se non altro perché - come tanti altri appassionati nel mondo - ho atteso ansiosamente che venisse realizzato per diversi anni, praticamente sin da quando ho visto il primo ''Dracula il vampiro''. Quando poi sono diventato regista, mi sono divertito a "citare" la sequenza più bella di ''Dracula principe delle tenebre'' rifacendola in maniera quasi eguale per una mia pellicola. {{NDR|''[[Le avventure dell'incredibile Ercole]]''}} (p. 102) [[File:Frankenstein Created Woman & The Mummy's Shroud Double Bill Trailer 1 (Mummy face).png|thumb|Scena de ''[[Il sudario della mummia]]'']] *''[[Il sudario della mummia]]'' è un film decisamente riuscito, che sembra quasi rinverdire i fasti del periodo migliore del "gotico inglese" della Hammer. La fotografia è suggestiva e le ambientazioni sono assai ben curate. La trama non è tanto originale, ma comunque i suoi sviluppi sono ben orchestrati. (p. 118) *''[[La maledizione dei Frankenstein|La maledizione di Frankenstein]]'' è un film singolare che racconta una strana storia, una vicenda davvero contorta e satura di doppi sensi erotici: la bellissima ragazza, Christina, è in realtà un uomo, e quindi la creazione del Barone Frankenstein è praticamente un ermafrodita, e infatti l'uomo col corpo di donna usa le sue capacità di seduzione per conquistare sessualmente, l'uno dopo l'altro, tutti i colpevoli. Al tempo stesso, il film racconta una storia d'amore che va oltre la morte, la vicenda di un giovane e di una donna che si amano a tal punto che a un certo momento, grazie all'esperimento di Frankenstein, vengono fusi in un corpo unico... diventando realmente un'anima e un corpo solo, proprio come si dice a volte che sono certi innamorati. [...] Lo scienziato qui è quasi un fattore esterno alla vera trama della pellicola, una sorta di catalizzatore che fa muovere la vicenda (e che spinge il destino dei due amanti "maledetti" verso l'inevitabile conclusione di una seconda tragedia). (pp. 118-119) *Studiando ''[[L'astronave degli esseri perduti]]'' ci si rende conto presto che si tratta di un film che ben difficilmente avrebbe potuto venire realizzato negli anni Cinquanta o all'inizio dei Sessanta, poco dopo gli altri due. La storia della pellicola (sceneggiata questa volta dallo stesso autore della serie televisiva, [[Nigel Kneale]]) costituisce infatti un vero e proprio mosaico che si compone lentamente, e il problema che rappresenta il cuore del film è un autentico enigma metafisico che sconfina nella teologia. (p. 123) *''[[L'astronave degli esseri perduti]]'' sostiene che la religione non ha fatto altro che spacciare (o scambiare) per demoniaco ciò che in realtà è extraterrestre, ovvero marziano, e quindi alieno. È dunque una parabola simbolica, questo ''Astronave degli esseri perduti'', che si avvale della fantascienza per esporre certe audaci teorie del suo autore sulla razza umana, sulla religione e su certe antiche credenze. (p. 124) *{{NDR|Su ''[[The Quatermass Conclusion (film)|The Quatermass Conclusion]]''}} Sono stato infatti io a tradurre i dialoghi del film e a scrivere l'adattamento usato nel corso del doppiaggio italiano, così come contemporaneamente ho convinto la direzione della rivista "''Urania''" di Mondadori a pubblicarne anche la versione in forma di romanzo.<br>''Quatermass Conclusion: la Terra esplode'' è però un film deludente, sicuramente la più modesta di tutte le avventure del dottor Quatermass. È anche un film datato e quasi fuori tempo: esce infatti alla fine degli anni Settanta, mentre è stato scritto a metà degli anni Sessanta e si occupa di problemi come quello degli hippy e dei figli dei fiori che, nel lungo periodo trascorso tra l'ideazione della storia e la sua trasformazione in film, sono completamente passati di moda e hanno perso ogni significato. (p. 126) *{{NDR|Su ''[[Le amanti di Dracula]]''}} Con questo film si ammira per la terza volta Christopher Lee nei panni del celebre Conte, ma ''Le amanti di Dracula'' è la prima pellicola della sua saga vampirica a non essere diretta da Terence Fisher: il regista è infatti l'ex-operatore [[Freddie Francis]], un tecnico in possesso di un mestiere forse superiore a quello del suo predecessore, ma che è privo però del talento artistico di Fisher. (p. 130) *{{NDR|Su ''[[The Devil Rides Out]]''}} È davvero un ottimo film, uno dei migliori sul tema delle sette sataniche e dell'evocazione del Diavolo. Ma forse questa pellicola è troppo elegante e raffinata per le platee del 1968-69, che ormai esigono solo brividi ed emozioni del tipo più grezzo e volgare. (p. 131) *{{NDR|Su ''[[Distruggete Frankenstein!]]''}} Qui, infatti, il personaggio centrale del ciclo, appunto quello del Barone, è reso in un modo ancora più spietato e cinico. (p. 136) *Mai come in questo film di Fisher viene sottolineato che la ''scienza'' di Frankenstein ''funziona'', certo, e in effetti il Barone non sbaglia nulla nei suoi esperimenti: è però l<nowiki>'</nowiki>''applicazione'', cioè l<nowiki>'</nowiki>''uso'' che lui fa di questa scienza senza errore a essere del tutto sbagliato, e infatti le ''conseguenze'' dei suoi esperimenti riusciti sono tutte tragiche... e tragiche diventano perché, nel compierli, Frankenstein non si è curato per nulla degli aspetti ''umani'' delle sue azioni, ritenendo semplicemente che nel nome di una scienza superiore e senza sbaglio tutto sia concesso. Ma non è così, perché le conseguenze sugli esseri umani dei risultati di quella scienza impeccabile possono invece essere devastanti... forse perché mentalmente e spiritualmente l'uomo non vi è ancora preparato... e infatti in ''Distruggete Frankenstein'' tutti gli esperimenti del Barone hanno successo, ma si trasformano comunque in tragedie perché, compiendoli, lo scienziato gelido e senza cuore non si è curato di prevederne le ''ripercussioni'' sulla mente delle persone. Così questo Frankenstein di Fisher trionfa sulla carne e sulla materia grazie alla scienza portentosa, ma ogni sua impresa si trasforma in un disastro perché lo spirito e l'anima non vengono presi in considerazione mentre in realtà alla fine prendono inevitabilmente il sopravvento. (p. 137) *{{NDR|Su ''[[Distruggete Frankenstein!]]''}} È destinato essere, almeno nelle intenzioni del regista Fisher, l'ultimo film di questa serie, perché è appunto la prima pellicola della saga che si conclude (a parte ''La maschera di Frankenstein'') con la morte dello scienziato. E, a tutti gli effetti, ''Distruggete Frankenstein'' è davvero la "summa" conclusiva di queste straordinarie quattro storie dedicate da Fisher alle gesta del Barone: quando nel 1973 Fisher riprenderà in mano i nodi di questo tema, dirigendo ''Frankenstein and the Monster from Hell'', non si tratterà infatti più di una vera continuazione o riapertura della saga, bensì quasi solamente di una sorta di "nota a piè di pagina" rispetto al ciclo precedente. La vera, autentica, definitiva conclusione del ciclo di Frankenstein della Hammer Film e di Terence Fisher avviene infatti nel 1969 con questo mirabile ''Distruggete Frankenstein''. (pp. 138-139) *Ben diretto, ''[[Il marchio di Dracula]]'' è piacevole ed elegante: sia con questo film che con ''[[Una messa per Dracula]]'' siamo però ben lontani dalla qualità alla quale ci aveva abituati Terence Fisher. In particolare, manca a questi film un secondo livello di lettura (rintracciabile, al massimo, in ''Una messa per Dracula'') che li renda meno gratuiti e fini a se stessi. Se l'esecuzione è infatti quasi impeccabile, il contenuto è però sempre più esile e poco stimolante, e la leggenda del Conte Dracula, almeno così come ce la sta raccontando adesso la Hammer, rischia di esaurirsi per assenza di nuove idee. (pp. 141-142) *Tanto era riuscita e brillante ''La maschera di Frankenstein'' di Terence Fisher, infatti, tanto è risibile e grottesco ''[[Gli orrori di Frankenstein]]'' di Jimmy Sangster, inevitabilmente destinato a rivelarsi un disastro al "''box office''". Film da dimenticare. (p. 143) [[File:When Dinosaurs Ruled the Earth (1970) trailer - Rhamphorhynchus 2.png|thumb|Scena di ''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]'']] *Malgrado la banalità della trama (a parte i pochi frammenti rimasti del soggetto originale di [[J. G. Ballard]]), ''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]'' si segnala soprattutto per i bellissimi trucchi ottici realizzati dall'americano Jim Danforth: costui, lavorando con la tecnica del Passo Uno cara a Ray Harryhausen (l'autore degli effetti di ''Un milione di anni fa'', di cui ho già discusso), ha animato infatti alcuni dei più realistici e credibili dinosauri di tutta la storia del cinema, ''[[Jurassic Park (film)|Jurassic Park]]'' di Steven Spielberg incluso. Ed è appunto solo per questo, per questi splendidi mostri preistorici, che oggi ''Quando i dinosauri si mordevano la coda'' merita ancora di essere visto. (p. 144) *{{NDR|Su ''[[La morte va a braccetto con le vergini]]''}} Questo è a mio parere un film decisamente modesto, che sfiora appena i livelli di qualità ai quali ci ha abituato la Hammer in passato. (p. 148) *Verso la fine della lavorazione di ''Quando i dinosauri si mordevano la coda'', ricordo che ci fu un violento scontro tra l'animatore Jim Danforth e Carreras, che praticamente lo mandò via perché stava impiegando troppo tempo a completare i trucchi: quel film è infatti uscito con alcune sequenze di effetti ottici tagliate, perché la lavorazione fu appunto interrotta. (p. 149) *Senza giganteschi rettili preistorici, non c'è davvero nessun motivo per cui uno spettatore debba andare a vedere un film come ''[[La lotta del sesso sei milioni di anni fa]]'', anche perché l'erotismo preannunciato dal titolo è del tutto assente e le fanciulle preistoriche che compaiono sono prestanti e discinte, sì, ma praticamente non rinunciano mai allo slip e al reggiseno (anche se di tipo preistorico). (p. 149) *Certo, ''[[Barbara, il mostro di Londra|Barbara il mostro di Londra]]'' non è un capolavoro, ma comunque un film decisamente intelligente e ben fatto che merita di essere visto: e poi Martine Beswick è davvero affascinante in questa che rappresenta certamente la migliore interpretazione della sua carriera. (p. 150) *Malgrado il cast di tutto rispetto, ''[[1972: Dracula colpisce ancora!|1972: Dracula colpisce ancora]]'' è una pellicola estremamente deludente: tra l'altro, nel tentativo di risparmiare sui costi di produzione e al tempo stesso cercando di ridare un po' di interesse al personaggio del Conte vampiro, in questa pellicola la Hammer trasferisce la figura di Dracula nella Londra moderna, ma il risultato è assolutamente deludente, quasi ridicolo. (p. 151) *Ben confezionato, girato con eleganza e assai minuziosamente ambientato, ''[[La regina dei vampiri]]'' è un film tutt'altro che trascurabile, una delle pellicole più riuscite tra le produzioni "minori" della Hammer. (p. 152) *Elegante e sofisticato, sottile, ''[[Rose rosse per il demonio]]'' è un film degno della Hammer dei periodi migliori, ma arriva forse troppo tardi in un mercato cinematografico dove ormai stanno per esplodere l'horror violento e volgare di pellicole come ''[[L'esorcista]]'' e ''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]'', e di conseguenza la sua sorte commerciale è segnata in anticipo: non ha il minimo successo e conclude così un'annata davvero insoddisfacente per le casse della Hammer Film. (p. 152) [[File:Count Dracula and His Vampire Bride (1973) - Christopher Lee and Joanna Lumley 1.png|thumb|Scena de ''[[I satanici riti di Dracula]]'']] *Molto deludente, questo ''[[I satanici riti di Dracula]]'' si rivela un fiasco commerciale e conferma che le storie del celebre vampiro mal si adattano a una trasposizione nell'epoca moderna. Lo stesso Christopher Lee dichiarerà, a riprese ultimate, disgustato dal film e rifiuterà in seguito qualsiasi altra offerta della Hammer per tornare a indossare il mantello del vampiro che l'ha reso celebre. (p. 155) *{{NDR|Su ''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''}} Non dice nulla di nuovo ed è più che altro una sorta di "remake" o di rifacimento parziale di ''La vendetta di Frankenstein'': gran parte della trama è infatti praticamente identica, almeno sino a metà. (p. 156) *''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]'' è un film crepuscolare, un film del tramonto, e in ogni sua inquadratura si percepisce che ogni traccia dell'entusiasmo che ha animato Fisher ai tempi di ''La maschera di Frankenstein'' o di ''Distruggete Frankenstein'' è ormai svanita. Pur ben diretta, questa è dunque decisamente una pellicola minore, dove lo stesso personaggio di Frankenstein non è più una sorta di anti-eroe acceso dal fuoco del sacro entusiasmo ma soltanto un illuso relegato in un manicomio sporco e miserabile, giusto un altro pazzo tra tutti quegli altri matti sepolti vivi di cui probabilmente il mondo non sentirà mai parlare.<br>È la mesta fine di uno scienziato e di un ciclo di film che, in altre epoche, hanno reso grande la Hammer Film e lo stesso Fisher. (p. 157) *Nel complesso, ''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro|La leggenda dei sette vampiri d'oro]]'' è comunque un film assai migliore di quanto si potrebbe pensare riflettendo su come è nato: anche se è un poco singolare vedere Peter Cushing muoversi nel personaggio di Van Helsing in uno scenario asiatico, c'è lo stesso molta tensione e l'uso esteso del "rallenty" per rappresentare le orde di vampiri asiatici (tutti campioni di karate e di kung-fu, è ovvio) ha una sua vitalità (un po' come accade anche nel film spagnolo ''[[La cavalcata dei resuscitati ciechi]]'', mediocre in genere ma efficace nell'uso del rallentamento artificiale dell'immagine), anche se guardando più di una sequenza nasce in me il sospetto che parte del materiale che si vede sullo schermo possa essere in realtà stato, girato per altri film degli Shaw Brothers e poi semplicemente riciclato qui. (pp. 159-160) *{{NDR|Su ''[[Una figlia per il diavolo (film)|Una figlia per il diavolo]]''}} Questa pellicola sembra infatti essere quasi unicamente una specie di pasticciato rifacimento dell<nowiki>'</nowiki>''Esorcista'' (''The Exorcist'', 1973) di William Friedkin, con effetti speciali mediocri, personaggi insulsi e una sceneggiatura che fa acqua da tutte le parti e che dà l'impressione di essere stata rimanipolata più volte, al punto che del romanzo originale di [[Dennis Wheatley|Wheatley]] alla fine resta ben poco. (p. 163) *{{NDR|Su ''[[Una figlia per il diavolo (film)|Una figlia per il diavolo]]''}} Purtroppo, questo bruttisimo film è l'ultima produzione "horror" della Hammer, e davvero la conclusione del suo grande ciclo è ingloriosa e deludente. (p. 163) *''[[Il mistero della signora scomparsa (film)|Il mistero della signora scomparsa]]'' è un film piacevole, ma quando esce nelle sale il pubblico praticamente lo ignora e gli incassi, sia in Inghilterra che all'estero, sono disastrosi... e sotto il peso di questo grosso, grave fiasco commerciale la vecchia e gloriosa Hammer Productions Ltd. cessa praticamente di esistere, irrimediabilmente condannata dall'incapacità di Michael Carreras di adeguarsi ai nuovi gusti del pubblico. (p. 164) ===Explicit=== Di quell'era gloriosa ci restano oggi tanti film, parecchi degni di nota e alcuni degli autentici capolavori, e finché verranno proiettati in un cinema o in televisione il marchio della [[Hammer Film Productions|Hammer]] vivrà ancora. ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Fantasma di cane''=== In questa mia strana città... oh, sì, in questa mia città tanto strana dove per me persino una goccia è animata e la porta di un'altra dimensione si è spalancata... qui ho anche pianto... già, ho proprio pianto il pomeriggio in cui mi morì il cane. Ho pianto come una fontana, e piangevo ancora sotto la pioggia mentre gli scavavo una fossa nel mio giardino, perché era lì che intendevo metterlo a riposare per sempre, poiché non me ne volevo mai più separare... ===''Daria e la chiesa''=== «Vuoi conoscere cosa c'è nel tuo futuro? Nel tuo lavoro? Nell'amore? Scegli una carta, e io ti rivelerò ogni cosa...»<br> Così diceva Eleonora, quella piccola sibilla tanto graziosa che, apparsa d'improvviso una sera sul televisore rotto della mia casa, leggeva le carte e prediceva il fato, mentre una scritta in sovrimpressione indicava chiaramente a che numero del prefisso 144 la si poteva interpellare... E, se tu la facevi sul serio quella chiamata, lei rispondeva per davvero e ti parlava con voce soffice e modulata, anche se ormai da tempo per legge ogni linea con quel prefisso era stata disattivata. Eppure, lei parlava lo stesso, e ti diceva cose belle e liete, cercando di convincerti a scegliere una carta dal mazzo che teneva in mano: e, se tu lo facevi e la ascoltavi, poi credevi... credevi... credevi... ===''Il concerto del diavolo''=== Narra la storia che [[Niccolò Paganini]] nacque a Genova, nel 1782. Narra sempre, la storia, che suo padre e la sua famiglia appartenevano ai ceti benestanti dell'epoca.<br> E, narra sempre la storia, che Niccolò diventò famoso per come suonava in modo sublime il violino, fin dalla più tenera età, quando compì le sue prime ''tournée'' nell'Italia di allora, divisa in vari Stati.<br> Ma a fianco della storia c'è anche la leggenda. ===''Il papiro di Torino''=== A volte mi capita, sfogliando la mia piccola [[agenda]] alla ricerca del numero telefonico di qualcuno, di imbattermi nei nomi di amici o parenti che da tempo mi hanno lasciato. Io conservo infatti ogni agenda finché non è del tutto mal ridotta e consumata, ed è per questo che mi può capitare di ritrovare sulle pagine sciupate i recapiti o i numeri di persone ormai decedute da anni e, quando vi poso gli occhi sopra, vengo preso da un senso di smarrimento o di vertigine. Per qualche istante, infatti, mi viene da pensare che basterebbe semplicemente ricomporre il loro numero per poterci di nuovo parlare, come se la morte non fosse calata da tempo a porre fine per sempre a ogni rapporto, a ogni forma di comunicazione. ==Filmografia== *''[[4 mosche di velluto grigio]]'' (1971) - Soggetto *''[[Nosferatu a Venezia]]'' (1988) - Regia (non accreditato) ==Bibliografia== *Luigi Cozzi, ''Il cinema dei mostri'', Fanucci, 1987. ISBN 88-347-0018-X *Luigi Cozzi, ''Fantasma di cane'', in "Storie di fantasmi", a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, Newton & Compton, 1995. *Luigi Cozzi, ''Daria e la chiesa'', in "Storie di streghe", a cura di Gianni Pilo, Newton & Compton, 1996. ISBN 8881834480 *Luigi Cozzi, ''Il concerto del diavolo'', in "Storie di diavoli", a cura di Gianni Pilo, Newton & Compton, 1997. *Luigi Cozzi, ''Il papiro di [[Torino]]'', in "Storie di mummie", a cura di Gianni Pilo, Newton & Compton, 1998. *Luigi Cozzi, ''Hammer. La fabbrica dei mostri'', Profondo Rosso, 1999, ISBN 88-89084-09-X ==Altri progetti== {{interprogetto|w}} {{DEFAULTSORT:Cozzi, Luigi}} [[Categoria:Registi italiani]] [[Categoria:Sceneggiatori italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] j4e1nafxxhe3iez7j4ao0e5nz0f02ml Ferrari 0 85323 1411443 1411226 2026-04-23T22:57:10Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +2 1411443 wikitext text/x-wiki {{nota disambigua}} {{voce tematica}} [[File:2004 Ferrari 360 Spider F1 - Flickr - The Car Spy (11).jpg|thumb|Logo]] Citazioni sulla '''Ferrari'''. ==Citazioni== *C'è poco da dire: ci sono tanti costruttori molto bravi, ma alla fine i piloti vogliono correre con Ferrari, indipendentemente dall'aspetto tecnico. Rende tutto più speciale. ([[Alessandro Pier Guidi]]) *Che cos'è Ferrari? Molto più di un semplice costruttore d'auto o una squadra corse, questo è sicuro. È quasi una forza primordiale, rappresentata dal colore rosso, nonché uno dei loghi più immediatamente riconoscibili al mondo. E poi è una macchina ricca di storie da raccontare, un mezzo per trasmettere un ideale, un sentimento che racchiude in sé tutte quelle cose che ci entusiasmano nel profondo. ([[Jason Barlow]]) *Da amante delle auto è normalissimo essere emozionati nel correre per la Ferrari, soprattutto essendo un pilota italiano. Se chiunque chiedesse ad un bambino di disegnare un'automobile, senza dubbio il colore più utilizzato per colorarla sarebbe il rosso. La Ferrari va ben oltre l'aspetto automobilistico e il fatto di essere il brand più famoso al mondo. Ogni bambino appassionato di automobili sogna di guidarne una prima o poi. Avere la possibilità di lavorare per questa società, di correre con la Ferrari e salire su podi molto importanti con la tuta rossa è indubbiamente un valore aggiunto. Una vittoria già bellissima a livello emotivo come Le Mans vale ancora di più vestito di rosso rispetto se avessi la tuta di un altro colore. ([[Alessandro Pier Guidi]]) *Da bambino italiano, sono cresciuto vedendo il Rosso ovunque. ([[Antonio Giovinazzi]]) *Dentro c'è tutto quel sentimento che io chiamo italianità e modenesità. Vede, la Ferrari vende le sue vetture in tutto il mondo, ma facciamo tutto qui, a Maranello, sul territorio. Tagliare queste radici è impossibile. ([[Piero Ferrari]]) *È un'azienda di lusso in cui, contrariamente ad altre aziende di lusso, la tecnologia gioca un ruolo importante. ([[Benedetto Vigna]]) *{{NDR|Enzo Ferrari}} era solito dire che il giorno in cui un signore entrerà con l'assegno ed uscirà con la Ferrari, la Ferrari scomparirà. Bisogna coltivare sempre il sogno di possedere quest'auto. ([[Nicola Materazzi]]) *Essere un pilota Ferrari mi fa sentire fortunato. [...] Amo la passione degli italiani per la Ferrari. I tifosi si creano quell'atmosfera magica ricca di adrenalina che percepiamo benissimo, in particolare in griglia di partenza. ([[James Calado]]) *Ferrari dà un'opportunità incredibile di sperimentare, ogni nuova vettura, ogni nuovo progetto è un'opportunità di fare qualcosa di diverso, anche perché come sempre la forma segue la funzione, anche se con quel pizzico di creatività e quell'approccio artistico che è tipico di Ferrari e quindi vuol dire che ogni oggetto ha una sua identità. La forma deve riflettere un po' lo spirito del progetto stesso. ([[Flavio Manzoni]]) *Ferrari non è un'auto, è un sogno. ([[Benedetto Vigna]]) *Gli [[Oasis]] erano sicuramente come una cazzo di Ferrari: bellissimi da guardare, bellissimi da guidare e andavano fottutamente fuori controllo ogni tanto quando andavi troppo veloce. ([[Liam Gallagher]]) *Il 12 cilindri resta sempre la macchina originale per la Ferrari. [...] tutto il resto è una derivazione del modello originale. ([[Enzo Ferrari]]) *Il sogno di ogni bambino è diventare un pilota Ferrari. I sacrifici fatti per arrivare a questo traguardo sono stati ripagati dalla gioia che provo ogni volta in cui indosso il casco. ([[Antonio Fuoco]]) *{{NDR|Nel 1998}} Io mi chiedo se non ci fosse stata la Fiat, la Ferrari avrebbe ancora questo grande consenso, questa grande simpatia, questa grande continuità, questo contatto con la gente? Dal punto di vista industriale produce 3200 vetture e le vende tutte. Hanno delle ordinazioni per 9 mesi. La gestione sportiva non vince un campionato da 19 anni, però la gente continua ad apprezzare tutto questo insieme. Bene allora, le Ferrari sono due, a mio avviso, bisogna essere onesti fino in fondo. C'è una Ferrari 47-77, consentitemi questa data. Poi l'uomo {{NDR|Enzo Ferrari}} va un po' in decadenza e la Fiat da molto distante se ne occupa. Lui gestisce questa sua capacità facendo sempre e soltanto le cose che lo stimolano per la gestione sportiva lasciando poi progressivamente il tutto nelle mani di coloro che oggi hanno posto quel mito, questo marchio, questa memoria in una posizione mondiale. ([[Romolo Tavoni]]) *La Ferrari, intesa nella sua interezza, è un impasto irriducibile di uomini e di tecnologia. ([[Leo Turrini]]) *La Ferrari è soprattutto questo: passione. ([[Miguel Molina (pilota automobilistico)|Miguel Molina]]) *La Ferrari non è solo una azienda. Non è solo un brand. Non è solo un titolo in borsa. Non è solo un elenco di ordini d'arrivo, si tratti di stupende vittorie o di ingloriose sconfitte. [...] No. La Ferrari è un sentimento. La Ferrari [...] è qualcosa che ti entra sotto la pelle e anche se fingi di essere diventato indifferente alle sorti sue, beh, sai benissimo che non è vero. E se la vedi perdere male ti dispiace e speri smetta di accadere. Io sono uno dei tanti che ha questa malattia. ([[Leo Turrini]]) *La passione delle persone che lavorano qui è palpabile, un posto così non me lo immaginavo, bellissimo! ([[Gordon Ramsay]]) *La tradizione delle berlinette con motore V12 in posizione anteriore risale agli albori della storia del Cavallino. Quando, per dirla con le parole dello stesso Enzo Ferrari, il carro trainava i buoi, non lo spingeva. Un riferimento al collocamento del motore in vettura che il Drake prediligeva davanti come da tradizione. Ci fu una parentesi attorno agli anni Ottanta in cui la Ferrari spostò il 12 cilindri dietro sulle proprie berlinette. Gli esempi più eclatanti furono la 512 BB e la 512 Testarossa. Venne fatto per dare una connotazione più sportiva alle berlinette. Ma nel 1996, con il lancio della 550 Maranello, il V12 tornò ad essere collocato davanti. Anche se questa scelta pose ai progettisti non pochi problemi di ingombri. Per quale motivo si tornò al passato, al motore anteriore, schema che sembrava superato dai tempi per le sportive? Perché il propulsore 12 cilindri, inserito nel vano anteriore liberava molto spazio in coda permettendo di creare sia un abitacolo più spazioso e confortevole per gli occupanti, sia un ampio vano di carico dietro i sedili per valigie ed oggetti. Queste scelte tecniche hanno permesso alla Ferrari pian piano di trasformare la coupé V12 a motore anteriore da berlinetta in granturismo. Cioè un'auto meno estrema e scomoda da guidare e più orientata al turismo veloce, ai lunghi viaggi. ([[Alberto Sabbatini]]) *Lavorare per il Commendatore è stata un'esperienza speciale e anche la vicinanza a quel genio di Forghieri lasciò il segno: quando lavori per la Ferrari, ti porti il Cavallino nel cuore per tutta la vita. ([[Daniele Audetto]]) *Le Ferrari rappresentano secondo me, con i loro pregi e anche i loro difetti, la più bella storia italiana e questo è capito e apprezzato in tutto il mondo. L'italianità è un valore, nel suo senso migliore, che tutti gli umani vorrebbero avere: la bellezza. ([[Leonardo Fioravanti (designer)|Leonardo Fioravanti]]) *Le persone mi chiedono spesso cosa significhi lavorare per la Ferrari e la risposta è netta: quando realizziamo un'automobile che ha il Cavallino Rampante sulla carrozzeria ne siamo particolarmente orgogliosi perché qui si lavora con un preciso obiettivo: raggiungere l'eccellenza assoluta. Sentiamo il dovere etico di non tradire la nostra storia. [...] la filosofia che si respira qui a Maranello impone sempre di pensare al futuro, non al passato: non possiamo esimerci dal creare auto che non siano null'altro che dei capolavori. Abbiamo la necessità di spostare continuamente in avanti quel limite. Di fare sempre meglio. Non dobbiamo accontentarci mai. È una sfida costante verso se stessi e il mondo. Per uno come me che, da bambino, immaginava automobili e guardava fuori dalla finestra, sognando cosa avrebbe fatto da grande, è una sensazione impagabile. ([[Flavio Manzoni]]) *Lei trova nelle nostre macchine qualcosa di diverso. Non dico che sia sempre in meglio, no!, ma qualche cosa di diverso. Perché? Perché c'è l'apporto intellettivo dell'uomo. ([[Enzo Ferrari]]) *Ogni giorno lavoro per raggiungere la perfezione e ottenere le tre stelle Michelin è stato davvero un sogno, ma il mio altro grande sogno si è realizzato quando ho guidato la mia prima Ferrari. ([[Gordon Ramsay]]) *– Questa è una Ferrari, è la migliore macchina nel panorama automobilistico di tutto il mondo.<br />– Se la ama tanto, perché non se la scopa? Perché la vende? (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]'') *Tutte le mie Ferrari hanno avuto problemi alla frizione. Quando tu guidavi normalmente, tutto andava bene. Ma quando si andava forte, la frizione scivolava in accelerazione; semplicemente non era all'altezza del compito. [...] Sono andato a Maranello regolarmente per avere una frizione ricostruita o rinnovata, e ogni volta la vettura è stata portata via per diverse ore e non mi hanno permesso di guardarli ripararla. Il problema con la frizione non è mai guarito, così ho deciso di parlare con [[Enzo Ferrari]]. ([[Ferruccio Lamborghini]]) *Un giorno dico a Ferrari: "Commendatore, a Modena la Ferrari è per il 50% ammirata e per il 50% non la vede nessuno perché?" Lui risponde: "Perché il successo non dà emulazione, dà invidia". ([[Romolo Tavoni]]) ===[[Mario Donnini]]=== *Ce lo ha insegnato Enzo Ferrari: una Ferrari è di chi se la compra, ma la Ferrari è di tutti. *In Italia non si può non esser idealmente ferraristi, così come [[Benedetto Croce]] sosteneva che non si può non essere culturalmente cristiani. *La Ferrari è una Casa né migliore né peggiore delle altre, ma un pianeta particolare e splendente. Il solo dalle cui orbite hai vista piena su universi che motoristicamente guardano al paradiso dello Sport. ==Voci correlate== *[[Circuito di Fiorano]] *[[Enzo Ferrari]] *[[Scuderia Ferrari]] *[[Terra dei Motori]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Aziende italiane]] [[Categoria:Case automobilistiche]] j5m49h5ncyhl4fv43vdzy8li6gz5zg9 Destinazione... Terra! 0 107667 1411423 694609 2026-04-23T20:03:03Z Mariomassone 17056 /* Citazioni su Destinazione... Terra! */ 1411423 wikitext text/x-wiki {{Film |immagine = It Came from Outer Space (1953) trailer 1.jpg |didascalia = I protagonisti [[Barbara Rush]] e [[Richard Carlson]] |titoloitaliano = Destinazione... Terra! |titolooriginale = It Came from Outer Space |paese = Stati Uniti |annouscita = 1953 |genere= horror, fantascienza |regista = [[Jack Arnold]] |soggetto = [[Ray Bradbury]] |sceneggiatore = Ray Bradbury, [[Harry Essex]] |attori = *[[Richard Carlson]]: John Putman *[[Barbara Rush]]: Ellen Fields *[[Charles Drake]]: sceriffo Matt Warren *[[Joseph Sawyer]]: Frank Daylon *[[Russell Johnson (attore)|Russell Johnson]]: George *[[Dave Willock]] Pete Davis *[[Kathleen Hughes]]: Jane |doppiatoriitaliani = *[[Stefano Sibaldi]]: John Putman *[[Rosetta Calavetta]]: Ellen Fields *[[Mario Pisu]]: sceriffo Matt Warren *[[Giorgio Capecchi]]: Frank Daylon *[[Pino Locchi]]: George *[[Gianfranco Bellini]]: Pete Davis *[[Mario Besesti]]: Voce Alieno }} '''''Destinazione... Terra!''''', film statunitense del 1953 con [[Richard Carlson]] e [[Barbara Rush]], regia di [[Jack Arnold]]. ==Citazioni su ''Destinazione... Terra!''== *Il brivido si alterna al sorriso. (''[[il Morandini]]'') *Io adoro la science fiction. Ne sono sempre stato un fervente appassionato. Già da bambino acquistavo tutte le riviste che si trovavano in edicola. Ne andavo matto. Quando mi hanno proposto di girare ''Destinazione... Terra'' ne sono rimasto deliziato, perché ero ancora un grande appassionato del genere. E più sono riuscito a farne di quei film, più ne sono rimasto contento e felice, anche perché allora nessuno si permetteva di discutere quello che facevo. In quegli anni infatti non c'era nessuno che potesse affermare di essere un esperto di fantascienza cinematografica, così nessuno poteva contraddire o discutere quello che facevo io, poiché ero considerato l'unico autentico specialista, e naturalmente ero ben lieto di ribadirlo ad ogni occasione, anche se sapevo benissimo di non essere l'esperto che gli altri mi credevano. ([[Jack Arnold]]) *Proprio perché è realistico, con le immagini che sbucano dallo schermo, è una bella fuga dalla realtà. Devo ammettere che mi si è stancata la vista, ma era davvero coinvolgente. Purtroppo non ne fanno più molti di film così. (''[[Metal Gear Solid 3: Snake Eater]]'') *Tutto è iniziato quando la Universal ha acquistato da [[Ray Bradbury]] un trattamento cinematografico intitolato ''The Meteor'' (La meteora). I dirigenti lo ritennero particolarmente adatto a venire trasformato in un film in 3-D. Allora il 3-D era appena saltato fuori e la Warner aveva da poco distribuito con grande successo ''La maschera di cera'' con Vincent Price, una pellicola messa su di gran fretta al solo scopo di lanciare oggetti verso lo spettatore per sfruttare il procedimento tridimensionale. Ecco perché la Universal decise di fare quel film. Me ne affidarono la regia e la pellicola che ne uscì ottenne un notevole successo. Di conseguenza, da quel momento diventai un regista specializzato in film di fantascienza, almeno secondo la Universal. ([[Jack Arnold]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Destinazione... Terra!''}} {{s}} [[Categoria:Film horror fantascientifici]] 6kwb72b5peqpjehedyb9btfhpvecxgd 1411424 1411423 2026-04-23T20:03:25Z Mariomassone 17056 /* Altri progetti */ 1411424 wikitext text/x-wiki {{Film |immagine = It Came from Outer Space (1953) trailer 1.jpg |didascalia = I protagonisti [[Barbara Rush]] e [[Richard Carlson]] |titoloitaliano = Destinazione... 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(''[[il Morandini]]'') *Io adoro la science fiction. Ne sono sempre stato un fervente appassionato. Già da bambino acquistavo tutte le riviste che si trovavano in edicola. Ne andavo matto. Quando mi hanno proposto di girare ''Destinazione... Terra'' ne sono rimasto deliziato, perché ero ancora un grande appassionato del genere. E più sono riuscito a farne di quei film, più ne sono rimasto contento e felice, anche perché allora nessuno si permetteva di discutere quello che facevo. In quegli anni infatti non c'era nessuno che potesse affermare di essere un esperto di fantascienza cinematografica, così nessuno poteva contraddire o discutere quello che facevo io, poiché ero considerato l'unico autentico specialista, e naturalmente ero ben lieto di ribadirlo ad ogni occasione, anche se sapevo benissimo di non essere l'esperto che gli altri mi credevano. ([[Jack Arnold]]) *Proprio perché è realistico, con le immagini che sbucano dallo schermo, è una bella fuga dalla realtà. Devo ammettere che mi si è stancata la vista, ma era davvero coinvolgente. Purtroppo non ne fanno più molti di film così. (''[[Metal Gear Solid 3: Snake Eater]]'') *Tutto è iniziato quando la Universal ha acquistato da [[Ray Bradbury]] un trattamento cinematografico intitolato ''The Meteor'' (La meteora). I dirigenti lo ritennero particolarmente adatto a venire trasformato in un film in 3-D. Allora il 3-D era appena saltato fuori e la Warner aveva da poco distribuito con grande successo ''La maschera di cera'' con Vincent Price, una pellicola messa su di gran fretta al solo scopo di lanciare oggetti verso lo spettatore per sfruttare il procedimento tridimensionale. Ecco perché la Universal decise di fare quel film. Me ne affidarono la regia e la pellicola che ne uscì ottenne un notevole successo. Di conseguenza, da quel momento diventai un regista specializzato in film di fantascienza, almeno secondo la Universal. ([[Jack Arnold]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Destinazione... Terra!''}} [[Categoria:Film horror fantascientifici]] l74oexpb8fyudrry35l3pqfo8emr0m1 Utente:Mariomassone 2 110782 1411368 1404469 2026-04-23T15:47:13Z Mariomassone 17056 1411368 wikitext text/x-wiki ==Jack Arnold== [[File:Director Jack Arnold (cropped 2).jpg|thumb|Jack Arnold nel 1954]] '''Jack Arnold''' (1916 – 1992), regista cinematografico statunitense. ==Citazioni di Jack Arnold== {{Int|Da ''A colloquio con Jack Arnold''|Intervista di [[Luigi Cozzi]], in ''Il cinema dei mostri'', Fanucci, 1987, pp. 152-164. ISBN 88-347-0018-X.}} *{{NDR|Su ''[[Destinazione... Terra!]]''}} Tutto è iniziato quando la Universal ha acquistato da [[Ray Bradbury]] un trattamento cinematografico intitolato ''The Meteor'' (La meteora). I dirigenti lo ritennero particolarmente adatto a venire trasformato in un film in 3-D. Allora il 3-D era appena saltato fuori e la Warner aveva da poco distribuito con grande successo ''La maschera di cera'' con Vincent Price, una pellicola messa su di gran fretta al solo scopo di lanciare oggetti verso lo spettatore per sfruttare il procedimento tridimensionale. Ecco perché la Universal decise di fare quel film. Me ne affidarono la regia e la pellicola che ne uscì ottenne un notevole successo. Di conseguenza, da quel momento diventai un regista specializzato in film di fantascienza, almeno secondo la Universal. *Io adoro la [[Fantascienza|science fiction]]. Ne sono sempre stato un fervente appassionato. Già da bambino acquistavo tutte le riviste che si trovavano in edicola. Ne andavo matto. Quando mi hanno proposto di girare ''Destinazione... Terra'' ne sono rimasto deliziato, perché ero ancora un grande appassionato del genere. E più sono riuscito a farne di quei film, più ne sono rimasto contento e felice, anche perché allora nessuno si permetteva di discutere quello che facevo. In quegli anni infatti non c'era nessuno che potesse affermare di essere un esperto di fantascienza cinematografica, così nessuno poteva contraddire o discutere quello che facevo io, poiché ero considerato l'unico autentico specialista, e naturalmente ero ben lieto di ribadirlo ad ogni occasione, anche se sapevo benissimo di non essere l'esperto che gli altri mi credevano. *Ritengo che l'unico modo per fare accettare al pubblico una storia impossibile sia quello di coinvolgerlo direttamente immergendolo in un'atmosfera particolare... creando una specie di suggestione o, come dicono oggi i ragazzi, delle vibrazioni: insomma bisogna impedire allo spettatore di riflettere e di pensare, immergendolo di peso in quello che si sta raccontando. ==Citazioni su Jack Arnold== ===[[Luigi Cozzi]]=== {{cronologico}} *Clamorosamente, incredibilmente sottovalutato per anni e anni, il regista americano [[Jack Arnold]] viene oggi, finalmente riscoperto e riqualificato nella sua giusta luce. Arnold è infatti il più ispirato e geniale regista che il cinema fantastico (cioè di fantascienza e «gotico») abbia avuto nel decennio tra il 1950 e il 1960. *Arnold ha realizzato una serie di film che possono ritenersi ciascuno la «parola definitiva» nei rispettivi generi di appartenenza, da la ''[[Tarantola (film)|Tarantola]]'' (il più geniale «film di mostri») a ''[[Destinazione... Terra!|Destinazione... Terra]]'' (il più coraggioso film sugli alieni), da ''[[La vendetta del mostro|La vendetta del mostro della Laguna Nera]]'' (il più poetico film dell'orrore) a ''[[Il ruggito del topo]]'' (il più divertente e pungente esempio di fantapolitica). *La figura di Arnold è diventata un mito nell'ambiente della critica specializzata, anche perché il regista ha avuto l'incredibile coraggio di abbandonare volontariamente il settore proprio al culmine del successo, subito dopo cioè che ''Il ruggito del topo'' aveva riscosso enormi entrate ai ''box-office'' di tutto il mondo. *Il cinema fantascientifico di Arnold è famoso per la sua «atmosfera» e la straordinaria quantità di significati, di risvolti e di simboli che contiene. Con i suoi film Arnold è riuscito a tratteggiare una panoramica completa della condizione umana di fronte all'universo, giostrando in continuazione sull'argomento dal quale è sempre apparso affascinato: la faticosa lotta per la riconquista della propria migliore essenza umana intrapresa dall'uomo comune del nostro tempo. *Soltanto adesso sulla scia della riscoperta e della rivalutazione di quell'incredibile «eta dell'oro» che è stata la fantascienza cinematografica degli Anni Cinquanta, anche l'opera di Arnold è stata finalmente inquadrata nella giusta luce e così oggi sulla figura di questo straordinario regista (che ha avuto persino il coraggio di abbandonare il campo nel momento di massimo successo) fioriscono addirittura intere leggende e i suoi film sono ricordati con delirante entusiasmo degli appassionati. E mai, devo ripeterlo, queste sue opere deludono, anche quando il regista è costretto a muoversi entro i confini e i luoghi comuni dei «generi» di moda durante gli Anni Cinquanta. ==Filmografia== *''[[Destinazione... Terra!]]'' (1953) *''[[Il mostro della laguna nera]]'' (1954) *''[[Cittadino dello spazio]]'' (1955) *''[[La meteora infernale]] (1957) == Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Arnold, Jack}} [[Categoria:Registi statunitensi]] ==David Wright== * :[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.'' * :The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.'' ==[[Dracula - L'amore perduto]]== {{Film |titolo = Dracula - L'amore perduto |immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png |titolo originale = Dracula: A Love Tale |lingua originale = inglese |paese = Francia, Regno Unito |anno uscita = 2025 |genere = orrore, romantico |regista = [[Luc Besson]] |soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]] |sceneggiatore = Luc Besson |produttore = Virginie Besson-Silla |attori = * [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]] * [[Christoph Waltz]]: prete * [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]] * [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont * [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello * [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]] * [[David Shields]]: Henry Spencer * [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol * [[Raphael Luce]]: Clerk Simon |doppiatori italiani = * [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula * [[Massimo De Ambrosis]]: prete * [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina * [[Alessio Cigliano]]: Dumont * [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello * [[Davide Perino]]: Jonathan Harker * [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer }} ==[[Incipit]]== ==Frasi== ==Dialoghi== ==[[Explicit]]== ==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''== *Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]]) *È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]]) ===[[Luc Besson]]=== *Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso. *Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica. *Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme. *Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue. *È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio. *Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore. *La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore. *La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte. *Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco. *Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy. *Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo. *Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte. *Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula. *Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore. *{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto. *Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare. *Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime. *Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti. *Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind. ===[[Zoë Bleu]]=== *Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb. *Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto. *Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto. ===[[Matilda De Angelis]]=== *{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva. *{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore. *Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente. *Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita. *L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose. *Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro. *Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo. *Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte. *Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte. *Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata. ===[[Fabio Giovannini]]=== {{cronologico}} *Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti. *Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham. *Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo. *Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp. ===[[Caleb Landry Jones]]=== *Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri. *È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film. *Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto. *Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso. *Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo. *Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma... ==labyrinth== {{Film |titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile |immagine = Labyrinth (1986) logo.png |didascalia = |titolo originale = Labyrinth |paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America |anno uscita = 1986 |durata = 101 min |lingua originale = inglese |genere = Fantastico, musicale, avventura |regista = [[Jim Henson]] |soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]] |sceneggiatore = [[Terry Jones]] |produttore = [[Eric Rattray]] |produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]] |casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]] |attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]] * [[Toby Froud]]: Toby * [[Shelley Thompson]]: Matrigna * [[Christopher Malcolm]]: Padre * [[Shari Weiser]]: Gogol * [[Rob Mills]]: Bubo * [[David Barclay]]: Sir Didimus * [[Karen Prell]]: Il verme * [[Warwick Davis]]: Goblin Corps * [[Frank Oz]]: Saggio * [[Natalie Finland]]: Fata |doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol * [[Ron Mueck]]: Bubo * David Shaughnessy: Sir Didymus * [[Percy Edwards]]: Ambrogio * [[Timothy Bateson]]: il verme * [[Dave Goelz]]: Coprisaggio * [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti * Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie * [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra * [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra * [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili |doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]] * [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna * [[Cesare Barbetti]]: Padre * [[Giancarlo Padoan]]: Gogol * [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo * [[Marco Mete]]: Sir Didymus * [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti * [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra * [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra * [[Vittorio Stagni]]: Firey * [[Sandro Sardone]]: Saggio * [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili }} {{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref> ==Incipit== {{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''') ==Frasi== *Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''') ==Dialoghi== *'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età. *'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante! *'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato... *'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''': ==Explicit== ==[[Nicolai Lilin]]== {{cronologico}} *Ho cambiato nomi, riferimenti ai battaglioni e ai luoghi, ma in quelle pagine c'è solo ciò che ho vissuto. Ho scritto quello che più mi ha colpito, concentrandolo nel racconto. E mi hanno colpito cose molto brutte. (23 aprile 2010) *Volevo raccontare come ci si sente a vivere una guerra, a fare la guerra, a subirla, a studiarla, a goderla, insomma a provare tutte le emozioni che ogni essere umano prova stando nel bel mezzo di un conflitto armato. Ero molto deluso da come nel nostro mondo viene presentata e raccontata la guerra; a volte attraverso il velo di ideologie, interessi, strumentalizzazioni, e alla fine viene vista dalla gente sempre come qualcosa di grottesco, al di fuori della società umana, un evento che molti credono essere creato e mandato avanti da qualche forza estranea a noi, lontana dalla visione abitudinaria dell’etica e della morale. Invece bisogna capire che la guerra è necessariamente organizzata e fatta da uomini in carne e ossa, umani come tutti gli altri. (20 settembre 2010) *Questa non è la mia storia. Questa è la storia di un mio compagno che ha combattuto con me [...]. Ho scritto la storia di un compagno che purtroppo è stato ucciso in guerra. Mi ha detto che è andata così e la cosa mi ha interessato. Veniva da una famiglia povera, era un ragazzo di villaggio, e la sua storia mi piaceva molto. (12 agosto 2011) *Quando ho scritto il libro non volevo che fosse considerato storico. Primo perché non potrei scrivere un libro di memorie, perché non sono importante o qualcosa del genere. Se fossi Mozart o la Regina Elisabetta, potrebbero scrivere un libro di memorie, ma non sono nessuno [...] Non so come chiamarlo. Non è un libro di memorie. È un romanzo basato su eventi realmente accaduti. (12 agosto 2011) *Tutti gli eventi nelle città, beh, personalmente ho combattuto molto poco nelle città, a dire il vero. Per esperienza personale, sono stato molto poco in città. Ero a Groznyj quando è stato ripreso ma ci hanno rimandati via molto presto. (12 agosto 2011) *Ho usato molte storie per creare alcuni fatti nel mio libro, alcuni racconti di guerra in città. Forse in alcune di queste storie che ho scritto le ho colorate un po', forse ho esagerato, ma questo era appositamente per mostrare l'orrore della guerra urbana. Onestamente per quanto riguarda il fatto dei 13 colonnelli {{NDR|caduti in una battaglia urbana}}, non ricordo. (12 agosto 2011) *{{NDR|«Quindi quanto del libro è effettivamente vero?»}} È difficile da dire. Le storie più importanti, in particolare quando scrivo di come si sente una persona in guerra, questa è la mia esperienza. Poi ci sono un sacco di storie di soldati che potrebbero essere, non so, vere o meno perché in guerra non controlli quello che ti dice il tuo compagno. (12 agosto 2011) *Il mio libro sulla Cecenia è molto più romanzato rispetto agli altri per il semplice motivo che non volevo che si potessero scoprire i nomi dei reparti, dei soldati con cui combattevo: alcuni dei miei commilitoni sono ancora oggi in servizio. In Russia su queste cose non si scherza e io non vorrei far loro qualche torto: abbiamo firmato tutti le dichiarazioni di non divulgazione dei particolari delle azioni in cui ci siamo trovati. Non è che abbia paura di essere avvelenato col plutonio, non sono così importante e non ho grandi segreti da rivelare, voglio però essere coerente. (13 febbraio 2018) ==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''== ====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''==== ====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''==== ====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''==== ====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''==== ====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''==== ====Episodio 12, ''La caduta del regno''==== ====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''==== ==Gale== ===''[[Scream]]''=== *Lo so che hai quasi venti chili di troppo, ma quando ti dico «presto», significa esattamente «muovi quel culone di piombo che ti ritrovi, subito»! *Se è vero quello che penso, potrei salvare la vita di un uomo. Lo sai cosa significherebbe per il mio libro? *Lo sa, un sondaggio ha dimostrato che sono molto popolare tra i maschi dagli undici ai ventiquattro anni. *Una giornalista scandalistica ha mai vinto il premio Pulitzer? *Cazzo, Kenny, puoi toglierti dal parabrezza?! ===''[[Scream 2]]''=== *Le sue frasi lusinghiere sono penose e anche ovvie. *I tuoi scrupoli di coscienza tienili per te, tesoro. Non siamo qui per farci amare. *{{NDR|«Come stai?»}} Non tanto bene. Mi ha sparato. ===''[[Scream 3]]''=== *Come futuri giornalisti d'America, c'è una cosa che dovete tenere bene a mente: essere i migliori vuol dire essere disposti a fare quello che altri non farebbero, infrangere le regole, non fermarsi davanti a niente, essere disposti a farsi odiare da tutti, perché è l'unico modo in cui potrete conquistare una storia, i fatti e la fama. *{{NDR|«Mi sento come se fossi nella tua mente».}} Questo spiega le mie continue emicranie. *Mi dispiace che non abbia funzionato con [[Brad Pitt]], ma essere single, quello sì è un buon ripiego. ==[[Alberto Pollera]]== Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano. ==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''== ===Incipit=== Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare. ===Citazioni=== *Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9) *A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15) *Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23) *Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24) *Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26) *Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26) *Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27) *[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31) *[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926. ==Irridentismo russo== *Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]]) *L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]]) *La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]]) *Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]]) *Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) ==Per Stepan Bandera== {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}} ===Citazioni su Stepan Bandera=== *L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]]) *La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]]) ==Bibliografia== *Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1. ==Per [[Vera Politkovskaja]]== '''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa. {{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}} *Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?». *Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}} *Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare. *Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini. *Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi. {{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}} *Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male. *Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio. *Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}} *Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora. *A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia. *Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica. {{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}} {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}} {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}} *Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti. *Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace. *Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo. *Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora. *{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così? *Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}} *Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni. *Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani. *[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta. {{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}} *Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro. *Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene? *La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali. *Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata. *«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile. *La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}} *Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin. *L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata. *[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone. *[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}} *Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli. *In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione. *Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone. *{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società. *Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe. *[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia. *Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa. *Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito. *Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato. *Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata. ==''Una madre''== ===Incipit=== Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione». ===Citazioni=== *I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10) *In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10) *In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10) *Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10) *Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16) *Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32) *In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46) *Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53) *Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66) *I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66) *Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69) *Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70) *La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76) *A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78) *Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90) *Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95) *Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105) *Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106) *Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107) *Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139) *Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165) *In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170) *La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183) *Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2 ==Per [[Cristina Marsillach]]== {{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}} *Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni. :''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.'' *Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente. :''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.'' *Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico). :''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.'' ---------------------------------- '''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico. ==''Running with the fox''== *I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo. :''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10) *Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente. :''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15) *Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi. :''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16) *Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno. :''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32) *Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce. :''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45) *Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli. :''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45) *Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà. :''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56) *I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro. :''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58) *Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane. :''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61) *L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole. :''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173) *Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico. :''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181) *Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli. :''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) ------------------- [[File:Ras Mangasha 1.jpg|thumb|Mangascià nel 1894]] '''Mangascià Giovanni''' (1868 – 1907), militare etiope. ==Citazioni su Mangascià Giovanni== *Era bello Mangascià, di una eleganza un po' femminile che non lo abbandonava neppure quando indossava lo sciamma di guerra, la criniera di leone e in battaglia impugnava la Remington finemente damascato. Anche se si comportava con l'aspra maestà di re, si intuiva subito che quell'energia era finta, mancava di una vera forza interiore. Il ras recitava il ruolo di principe battagliero e irriducibile, ma dentro era fiacco e floscio. ([[Domenico Quirico]]) *Era figlio di negus e non avrebbe mai dimenticato che il trono doveva toccare a lui. Sapeva che nella sua corte c'era un partito di irriducibili che lo istigava a battersi fino alla morte per riottenere il trono, che mormorava contro la vergognosa servitù nei confronti degli scioani, popolo debole, imbelle, che si era sempre prosternato quando passavano i tigrini. ([[Domenico Quirico]]) rn8k3tzeb7uqha9a45twuwzh7slz3tu 1411369 1411368 2026-04-23T15:48:12Z Mariomassone 17056 /* Luigi Cozzi */ 1411369 wikitext text/x-wiki ==Jack Arnold== [[File:Director Jack Arnold (cropped 2).jpg|thumb|Jack Arnold nel 1954]] '''Jack Arnold''' (1916 – 1992), regista cinematografico statunitense. ==Citazioni di Jack Arnold== {{Int|Da ''A colloquio con Jack Arnold''|Intervista di [[Luigi Cozzi]], in ''Il cinema dei mostri'', Fanucci, 1987, pp. 152-164. ISBN 88-347-0018-X.}} *{{NDR|Su ''[[Destinazione... Terra!]]''}} Tutto è iniziato quando la Universal ha acquistato da [[Ray Bradbury]] un trattamento cinematografico intitolato ''The Meteor'' (La meteora). I dirigenti lo ritennero particolarmente adatto a venire trasformato in un film in 3-D. Allora il 3-D era appena saltato fuori e la Warner aveva da poco distribuito con grande successo ''La maschera di cera'' con Vincent Price, una pellicola messa su di gran fretta al solo scopo di lanciare oggetti verso lo spettatore per sfruttare il procedimento tridimensionale. Ecco perché la Universal decise di fare quel film. Me ne affidarono la regia e la pellicola che ne uscì ottenne un notevole successo. Di conseguenza, da quel momento diventai un regista specializzato in film di fantascienza, almeno secondo la Universal. *Io adoro la [[Fantascienza|science fiction]]. Ne sono sempre stato un fervente appassionato. Già da bambino acquistavo tutte le riviste che si trovavano in edicola. Ne andavo matto. Quando mi hanno proposto di girare ''Destinazione... Terra'' ne sono rimasto deliziato, perché ero ancora un grande appassionato del genere. E più sono riuscito a farne di quei film, più ne sono rimasto contento e felice, anche perché allora nessuno si permetteva di discutere quello che facevo. In quegli anni infatti non c'era nessuno che potesse affermare di essere un esperto di fantascienza cinematografica, così nessuno poteva contraddire o discutere quello che facevo io, poiché ero considerato l'unico autentico specialista, e naturalmente ero ben lieto di ribadirlo ad ogni occasione, anche se sapevo benissimo di non essere l'esperto che gli altri mi credevano. *Ritengo che l'unico modo per fare accettare al pubblico una storia impossibile sia quello di coinvolgerlo direttamente immergendolo in un'atmosfera particolare... creando una specie di suggestione o, come dicono oggi i ragazzi, delle vibrazioni: insomma bisogna impedire allo spettatore di riflettere e di pensare, immergendolo di peso in quello che si sta raccontando. ==Citazioni su Jack Arnold== ===[[Luigi Cozzi]]=== {{cronologico}} *Clamorosamente, incredibilmente sottovalutato per anni e anni, il regista americano Jack Arnold viene oggi, finalmente riscoperto e riqualificato nella sua giusta luce. Arnold è infatti il più ispirato e geniale regista che il cinema fantastico (cioè di fantascienza e «gotico») abbia avuto nel decennio tra il 1950 e il 1960. *Arnold ha realizzato una serie di film che possono ritenersi ciascuno la «parola definitiva» nei rispettivi generi di appartenenza, da la ''[[Tarantola (film)|Tarantola]]'' (il più geniale «film di mostri») a ''[[Destinazione... Terra!|Destinazione... Terra]]'' (il più coraggioso film sugli alieni), da ''[[La vendetta del mostro|La vendetta del mostro della Laguna Nera]]'' (il più poetico film dell'orrore) a ''[[Il ruggito del topo]]'' (il più divertente e pungente esempio di fantapolitica). *La figura di Arnold è diventata un mito nell'ambiente della critica specializzata, anche perché il regista ha avuto l'incredibile coraggio di abbandonare volontariamente il settore proprio al culmine del successo, subito dopo cioè che ''Il ruggito del topo'' aveva riscosso enormi entrate ai ''box-office'' di tutto il mondo. *Il cinema fantascientifico di Arnold è famoso per la sua «atmosfera» e la straordinaria quantità di significati, di risvolti e di simboli che contiene. Con i suoi film Arnold è riuscito a tratteggiare una panoramica completa della condizione umana di fronte all'universo, giostrando in continuazione sull'argomento dal quale è sempre apparso affascinato: la faticosa lotta per la riconquista della propria migliore essenza umana intrapresa dall'uomo comune del nostro tempo. *Soltanto adesso sulla scia della riscoperta e della rivalutazione di quell'incredibile «eta dell'oro» che è stata la fantascienza cinematografica degli Anni Cinquanta, anche l'opera di Arnold è stata finalmente inquadrata nella giusta luce e così oggi sulla figura di questo straordinario regista (che ha avuto persino il coraggio di abbandonare il campo nel momento di massimo successo) fioriscono addirittura intere leggende e i suoi film sono ricordati con delirante entusiasmo degli appassionati. E mai, devo ripeterlo, queste sue opere deludono, anche quando il regista è costretto a muoversi entro i confini e i luoghi comuni dei «generi» di moda durante gli Anni Cinquanta. ==Filmografia== *''[[Destinazione... Terra!]]'' (1953) *''[[Il mostro della laguna nera]]'' (1954) *''[[Cittadino dello spazio]]'' (1955) *''[[La meteora infernale]] (1957) == Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Arnold, Jack}} [[Categoria:Registi statunitensi]] ==David Wright== * :[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.'' * :The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.'' ==[[Dracula - L'amore perduto]]== {{Film |titolo = Dracula - L'amore perduto |immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png |titolo originale = Dracula: A Love Tale |lingua originale = inglese |paese = Francia, Regno Unito |anno uscita = 2025 |genere = orrore, romantico |regista = [[Luc Besson]] |soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]] |sceneggiatore = Luc Besson |produttore = Virginie Besson-Silla |attori = * [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]] * [[Christoph Waltz]]: prete * [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]] * [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont * [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello * [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]] * [[David Shields]]: Henry Spencer * [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol * [[Raphael Luce]]: Clerk Simon |doppiatori italiani = * [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula * [[Massimo De Ambrosis]]: prete * [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina * [[Alessio Cigliano]]: Dumont * [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello * [[Davide Perino]]: Jonathan Harker * [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer }} ==[[Incipit]]== ==Frasi== ==Dialoghi== ==[[Explicit]]== ==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''== *Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]]) *È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]]) ===[[Luc Besson]]=== *Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso. *Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica. *Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme. *Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue. *È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio. *Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore. *La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore. *La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte. *Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco. *Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy. *Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo. *Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte. *Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula. *Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore. *{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto. *Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare. *Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime. *Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti. *Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind. ===[[Zoë Bleu]]=== *Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb. *Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto. *Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto. ===[[Matilda De Angelis]]=== *{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva. *{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore. *Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente. *Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita. *L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose. *Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro. *Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo. *Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte. *Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte. *Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata. ===[[Fabio Giovannini]]=== {{cronologico}} *Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti. *Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham. *Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo. *Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp. ===[[Caleb Landry Jones]]=== *Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri. *È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film. *Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto. *Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso. *Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo. *Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma... ==labyrinth== {{Film |titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile |immagine = Labyrinth (1986) logo.png |didascalia = |titolo originale = Labyrinth |paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America |anno uscita = 1986 |durata = 101 min |lingua originale = inglese |genere = Fantastico, musicale, avventura |regista = [[Jim Henson]] |soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]] |sceneggiatore = [[Terry Jones]] |produttore = [[Eric Rattray]] |produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]] |casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]] |attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]] * [[Toby Froud]]: Toby * [[Shelley Thompson]]: Matrigna * [[Christopher Malcolm]]: Padre * [[Shari Weiser]]: Gogol * [[Rob Mills]]: Bubo * [[David Barclay]]: Sir Didimus * [[Karen Prell]]: Il verme * [[Warwick Davis]]: Goblin Corps * [[Frank Oz]]: Saggio * [[Natalie Finland]]: Fata |doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol * [[Ron Mueck]]: Bubo * David Shaughnessy: Sir Didymus * [[Percy Edwards]]: Ambrogio * [[Timothy Bateson]]: il verme * [[Dave Goelz]]: Coprisaggio * [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti * Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie * [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra * [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra * [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili |doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]] * [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna * [[Cesare Barbetti]]: Padre * [[Giancarlo Padoan]]: Gogol * [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo * [[Marco Mete]]: Sir Didymus * [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti * [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra * [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra * [[Vittorio Stagni]]: Firey * [[Sandro Sardone]]: Saggio * [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili }} {{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref> ==Incipit== {{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''') ==Frasi== *Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''') ==Dialoghi== *'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età. *'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante! *'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato... *'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''': ==Explicit== ==[[Nicolai Lilin]]== {{cronologico}} *Ho cambiato nomi, riferimenti ai battaglioni e ai luoghi, ma in quelle pagine c'è solo ciò che ho vissuto. Ho scritto quello che più mi ha colpito, concentrandolo nel racconto. E mi hanno colpito cose molto brutte. (23 aprile 2010) *Volevo raccontare come ci si sente a vivere una guerra, a fare la guerra, a subirla, a studiarla, a goderla, insomma a provare tutte le emozioni che ogni essere umano prova stando nel bel mezzo di un conflitto armato. Ero molto deluso da come nel nostro mondo viene presentata e raccontata la guerra; a volte attraverso il velo di ideologie, interessi, strumentalizzazioni, e alla fine viene vista dalla gente sempre come qualcosa di grottesco, al di fuori della società umana, un evento che molti credono essere creato e mandato avanti da qualche forza estranea a noi, lontana dalla visione abitudinaria dell’etica e della morale. Invece bisogna capire che la guerra è necessariamente organizzata e fatta da uomini in carne e ossa, umani come tutti gli altri. (20 settembre 2010) *Questa non è la mia storia. Questa è la storia di un mio compagno che ha combattuto con me [...]. Ho scritto la storia di un compagno che purtroppo è stato ucciso in guerra. Mi ha detto che è andata così e la cosa mi ha interessato. Veniva da una famiglia povera, era un ragazzo di villaggio, e la sua storia mi piaceva molto. (12 agosto 2011) *Quando ho scritto il libro non volevo che fosse considerato storico. Primo perché non potrei scrivere un libro di memorie, perché non sono importante o qualcosa del genere. Se fossi Mozart o la Regina Elisabetta, potrebbero scrivere un libro di memorie, ma non sono nessuno [...] Non so come chiamarlo. Non è un libro di memorie. È un romanzo basato su eventi realmente accaduti. (12 agosto 2011) *Tutti gli eventi nelle città, beh, personalmente ho combattuto molto poco nelle città, a dire il vero. Per esperienza personale, sono stato molto poco in città. Ero a Groznyj quando è stato ripreso ma ci hanno rimandati via molto presto. (12 agosto 2011) *Ho usato molte storie per creare alcuni fatti nel mio libro, alcuni racconti di guerra in città. Forse in alcune di queste storie che ho scritto le ho colorate un po', forse ho esagerato, ma questo era appositamente per mostrare l'orrore della guerra urbana. Onestamente per quanto riguarda il fatto dei 13 colonnelli {{NDR|caduti in una battaglia urbana}}, non ricordo. (12 agosto 2011) *{{NDR|«Quindi quanto del libro è effettivamente vero?»}} È difficile da dire. Le storie più importanti, in particolare quando scrivo di come si sente una persona in guerra, questa è la mia esperienza. Poi ci sono un sacco di storie di soldati che potrebbero essere, non so, vere o meno perché in guerra non controlli quello che ti dice il tuo compagno. (12 agosto 2011) *Il mio libro sulla Cecenia è molto più romanzato rispetto agli altri per il semplice motivo che non volevo che si potessero scoprire i nomi dei reparti, dei soldati con cui combattevo: alcuni dei miei commilitoni sono ancora oggi in servizio. In Russia su queste cose non si scherza e io non vorrei far loro qualche torto: abbiamo firmato tutti le dichiarazioni di non divulgazione dei particolari delle azioni in cui ci siamo trovati. Non è che abbia paura di essere avvelenato col plutonio, non sono così importante e non ho grandi segreti da rivelare, voglio però essere coerente. (13 febbraio 2018) ==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''== ====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''==== ====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''==== ====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''==== ====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''==== ====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''==== ====Episodio 12, ''La caduta del regno''==== ====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''==== ==Gale== ===''[[Scream]]''=== *Lo so che hai quasi venti chili di troppo, ma quando ti dico «presto», significa esattamente «muovi quel culone di piombo che ti ritrovi, subito»! *Se è vero quello che penso, potrei salvare la vita di un uomo. Lo sai cosa significherebbe per il mio libro? *Lo sa, un sondaggio ha dimostrato che sono molto popolare tra i maschi dagli undici ai ventiquattro anni. *Una giornalista scandalistica ha mai vinto il premio Pulitzer? *Cazzo, Kenny, puoi toglierti dal parabrezza?! ===''[[Scream 2]]''=== *Le sue frasi lusinghiere sono penose e anche ovvie. *I tuoi scrupoli di coscienza tienili per te, tesoro. Non siamo qui per farci amare. *{{NDR|«Come stai?»}} Non tanto bene. Mi ha sparato. ===''[[Scream 3]]''=== *Come futuri giornalisti d'America, c'è una cosa che dovete tenere bene a mente: essere i migliori vuol dire essere disposti a fare quello che altri non farebbero, infrangere le regole, non fermarsi davanti a niente, essere disposti a farsi odiare da tutti, perché è l'unico modo in cui potrete conquistare una storia, i fatti e la fama. *{{NDR|«Mi sento come se fossi nella tua mente».}} Questo spiega le mie continue emicranie. *Mi dispiace che non abbia funzionato con [[Brad Pitt]], ma essere single, quello sì è un buon ripiego. ==[[Alberto Pollera]]== Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano. ==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''== ===Incipit=== Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare. ===Citazioni=== *Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9) *A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15) *Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23) *Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24) *Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26) *Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26) *Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27) *[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31) *[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926. ==Irridentismo russo== *Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]]) *L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]]) *La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]]) *Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]]) *Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) ==Per Stepan Bandera== {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}} ===Citazioni su Stepan Bandera=== *L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]]) *La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]]) ==Bibliografia== *Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1. ==Per [[Vera Politkovskaja]]== '''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa. {{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}} *Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?». *Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}} *Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare. *Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini. *Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi. {{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}} *Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male. *Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio. *Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}} *Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora. *A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia. *Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica. {{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}} {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}} {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}} *Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti. *Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace. *Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo. *Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora. *{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così? *Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}} *Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni. *Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani. *[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta. {{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}} *Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro. *Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene? *La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali. *Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata. *«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile. *La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}} *Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin. *L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata. *[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone. *[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}} *Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli. *In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione. *Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone. *{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società. *Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe. *[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia. *Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa. *Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito. *Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato. *Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata. ==''Una madre''== ===Incipit=== Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione». ===Citazioni=== *I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10) *In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10) *In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10) *Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10) *Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16) *Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32) *In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46) *Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53) *Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66) *I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66) *Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69) *Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70) *La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76) *A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78) *Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90) *Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95) *Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105) *Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106) *Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107) *Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139) *Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165) *In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170) *La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183) *Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2 ==Per [[Cristina Marsillach]]== {{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}} *Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni. :''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.'' *Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente. :''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.'' *Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico). :''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.'' ---------------------------------- '''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico. ==''Running with the fox''== *I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo. :''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10) *Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente. :''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15) *Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi. :''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16) *Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno. :''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32) *Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce. :''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45) *Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli. :''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45) *Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà. :''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56) *I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro. :''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58) *Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane. :''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61) *L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole. :''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173) *Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico. :''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181) *Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli. :''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) ------------------- [[File:Ras Mangasha 1.jpg|thumb|Mangascià nel 1894]] '''Mangascià Giovanni''' (1868 – 1907), militare etiope. ==Citazioni su Mangascià Giovanni== *Era bello Mangascià, di una eleganza un po' femminile che non lo abbandonava neppure quando indossava lo sciamma di guerra, la criniera di leone e in battaglia impugnava la Remington finemente damascato. Anche se si comportava con l'aspra maestà di re, si intuiva subito che quell'energia era finta, mancava di una vera forza interiore. Il ras recitava il ruolo di principe battagliero e irriducibile, ma dentro era fiacco e floscio. ([[Domenico Quirico]]) *Era figlio di negus e non avrebbe mai dimenticato che il trono doveva toccare a lui. Sapeva che nella sua corte c'era un partito di irriducibili che lo istigava a battersi fino alla morte per riottenere il trono, che mormorava contro la vergognosa servitù nei confronti degli scioani, popolo debole, imbelle, che si era sempre prosternato quando passavano i tigrini. ([[Domenico Quirico]]) dueiyuf86hakb6mv49r9dagc06ctvrj 1411370 1411369 2026-04-23T15:49:17Z Mariomassone 17056 /* Luigi Cozzi */ 1411370 wikitext text/x-wiki ==Jack Arnold== [[File:Director Jack Arnold (cropped 2).jpg|thumb|Jack Arnold nel 1954]] '''Jack Arnold''' (1916 – 1992), regista cinematografico statunitense. ==Citazioni di Jack Arnold== {{Int|Da ''A colloquio con Jack Arnold''|Intervista di [[Luigi Cozzi]], in ''Il cinema dei mostri'', Fanucci, 1987, pp. 152-164. ISBN 88-347-0018-X.}} *{{NDR|Su ''[[Destinazione... Terra!]]''}} Tutto è iniziato quando la Universal ha acquistato da [[Ray Bradbury]] un trattamento cinematografico intitolato ''The Meteor'' (La meteora). I dirigenti lo ritennero particolarmente adatto a venire trasformato in un film in 3-D. Allora il 3-D era appena saltato fuori e la Warner aveva da poco distribuito con grande successo ''La maschera di cera'' con Vincent Price, una pellicola messa su di gran fretta al solo scopo di lanciare oggetti verso lo spettatore per sfruttare il procedimento tridimensionale. Ecco perché la Universal decise di fare quel film. Me ne affidarono la regia e la pellicola che ne uscì ottenne un notevole successo. Di conseguenza, da quel momento diventai un regista specializzato in film di fantascienza, almeno secondo la Universal. *Io adoro la [[Fantascienza|science fiction]]. Ne sono sempre stato un fervente appassionato. Già da bambino acquistavo tutte le riviste che si trovavano in edicola. Ne andavo matto. Quando mi hanno proposto di girare ''Destinazione... Terra'' ne sono rimasto deliziato, perché ero ancora un grande appassionato del genere. E più sono riuscito a farne di quei film, più ne sono rimasto contento e felice, anche perché allora nessuno si permetteva di discutere quello che facevo. In quegli anni infatti non c'era nessuno che potesse affermare di essere un esperto di fantascienza cinematografica, così nessuno poteva contraddire o discutere quello che facevo io, poiché ero considerato l'unico autentico specialista, e naturalmente ero ben lieto di ribadirlo ad ogni occasione, anche se sapevo benissimo di non essere l'esperto che gli altri mi credevano. *Ritengo che l'unico modo per fare accettare al pubblico una storia impossibile sia quello di coinvolgerlo direttamente immergendolo in un'atmosfera particolare... creando una specie di suggestione o, come dicono oggi i ragazzi, delle vibrazioni: insomma bisogna impedire allo spettatore di riflettere e di pensare, immergendolo di peso in quello che si sta raccontando. ==Citazioni su Jack Arnold== ===[[Luigi Cozzi]]=== {{cronologico}} *Clamorosamente, incredibilmente sottovalutato per anni e anni, il regista americano Jack Arnold viene oggi, finalmente riscoperto e riqualificato nella sua giusta luce. Arnold è infatti il più ispirato e geniale regista che il cinema fantastico (cioè di fantascienza e «gotico») abbia avuto nel decennio tra il 1950 e il 1960. *Arnold ha realizzato una serie di film che possono ritenersi ciascuno la «parola definitiva» nei rispettivi generi di appartenenza, da la ''[[Tarantola (film)|Tarantola]]'' (il più geniale «film di mostri») a ''[[Destinazione... Terra!|Destinazione... Terra]]'' (il più coraggioso film sugli alieni), da ''[[La vendetta del mostro|La vendetta del mostro della Laguna Nera]]'' (il più poetico film dell'orrore) a ''[[Il ruggito del topo]]'' (il più divertente e pungente esempio di fantapolitica). *Il cinema fantascientifico di Arnold è famoso per la sua «atmosfera» e la straordinaria quantità di significati, di risvolti e di simboli che contiene. Con i suoi film Arnold è riuscito a tratteggiare una panoramica completa della condizione umana di fronte all'universo, giostrando in continuazione sull'argomento dal quale è sempre apparso affascinato: la faticosa lotta per la riconquista della propria migliore essenza umana intrapresa dall'uomo comune del nostro tempo. *Soltanto adesso sulla scia della riscoperta e della rivalutazione di quell'incredibile «eta dell'oro» che è stata la fantascienza cinematografica degli Anni Cinquanta, anche l'opera di Arnold è stata finalmente inquadrata nella giusta luce e così oggi sulla figura di questo straordinario regista (che ha avuto persino il coraggio di abbandonare il campo nel momento di massimo successo) fioriscono addirittura intere leggende e i suoi film sono ricordati con delirante entusiasmo degli appassionati. E mai, devo ripeterlo, queste sue opere deludono, anche quando il regista è costretto a muoversi entro i confini e i luoghi comuni dei «generi» di moda durante gli Anni Cinquanta. ==Filmografia== *''[[Destinazione... Terra!]]'' (1953) *''[[Il mostro della laguna nera]]'' (1954) *''[[Cittadino dello spazio]]'' (1955) *''[[La meteora infernale]] (1957) == Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Arnold, Jack}} [[Categoria:Registi statunitensi]] ==David Wright== * :[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.'' * :The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.'' ==[[Dracula - L'amore perduto]]== {{Film |titolo = Dracula - L'amore perduto |immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png |titolo originale = Dracula: A Love Tale |lingua originale = inglese |paese = Francia, Regno Unito |anno uscita = 2025 |genere = orrore, romantico |regista = [[Luc Besson]] |soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]] |sceneggiatore = Luc Besson |produttore = Virginie Besson-Silla |attori = * [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]] * [[Christoph Waltz]]: prete * [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]] * [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont * [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello * [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]] * [[David Shields]]: Henry Spencer * [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol * [[Raphael Luce]]: Clerk Simon |doppiatori italiani = * [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula * [[Massimo De Ambrosis]]: prete * [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina * [[Alessio Cigliano]]: Dumont * [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello * [[Davide Perino]]: Jonathan Harker * [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer }} ==[[Incipit]]== ==Frasi== ==Dialoghi== ==[[Explicit]]== ==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''== *Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]]) *È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]]) ===[[Luc Besson]]=== *Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso. *Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica. *Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme. *Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue. *È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio. *Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore. *La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore. *La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte. *Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco. *Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy. *Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo. *Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte. *Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula. *Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore. *{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto. *Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare. *Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime. *Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti. *Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind. ===[[Zoë Bleu]]=== *Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb. *Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto. *Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto. ===[[Matilda De Angelis]]=== *{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva. *{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore. *Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente. *Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita. *L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose. *Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro. *Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo. *Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte. *Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte. *Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata. ===[[Fabio Giovannini]]=== {{cronologico}} *Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti. *Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham. *Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo. *Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp. ===[[Caleb Landry Jones]]=== *Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri. *È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film. *Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto. *Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso. *Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo. *Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma... ==labyrinth== {{Film |titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile |immagine = Labyrinth (1986) logo.png |didascalia = |titolo originale = Labyrinth |paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America |anno uscita = 1986 |durata = 101 min |lingua originale = inglese |genere = Fantastico, musicale, avventura |regista = [[Jim Henson]] |soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]] |sceneggiatore = [[Terry Jones]] |produttore = [[Eric Rattray]] |produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]] |casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]] |attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]] * [[Toby Froud]]: Toby * [[Shelley Thompson]]: Matrigna * [[Christopher Malcolm]]: Padre * [[Shari Weiser]]: Gogol * [[Rob Mills]]: Bubo * [[David Barclay]]: Sir Didimus * [[Karen Prell]]: Il verme * [[Warwick Davis]]: Goblin Corps * [[Frank Oz]]: Saggio * [[Natalie Finland]]: Fata |doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol * [[Ron Mueck]]: Bubo * David Shaughnessy: Sir Didymus * [[Percy Edwards]]: Ambrogio * [[Timothy Bateson]]: il verme * [[Dave Goelz]]: Coprisaggio * [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti * Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie * [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra * [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra * [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili |doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]] * [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna * [[Cesare Barbetti]]: Padre * [[Giancarlo Padoan]]: Gogol * [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo * [[Marco Mete]]: Sir Didymus * [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti * [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra * [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra * [[Vittorio Stagni]]: Firey * [[Sandro Sardone]]: Saggio * [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili }} {{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref> ==Incipit== {{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''') ==Frasi== *Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''') ==Dialoghi== *'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età. *'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante! *'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato... *'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''': ==Explicit== ==[[Nicolai Lilin]]== {{cronologico}} *Ho cambiato nomi, riferimenti ai battaglioni e ai luoghi, ma in quelle pagine c'è solo ciò che ho vissuto. Ho scritto quello che più mi ha colpito, concentrandolo nel racconto. E mi hanno colpito cose molto brutte. (23 aprile 2010) *Volevo raccontare come ci si sente a vivere una guerra, a fare la guerra, a subirla, a studiarla, a goderla, insomma a provare tutte le emozioni che ogni essere umano prova stando nel bel mezzo di un conflitto armato. Ero molto deluso da come nel nostro mondo viene presentata e raccontata la guerra; a volte attraverso il velo di ideologie, interessi, strumentalizzazioni, e alla fine viene vista dalla gente sempre come qualcosa di grottesco, al di fuori della società umana, un evento che molti credono essere creato e mandato avanti da qualche forza estranea a noi, lontana dalla visione abitudinaria dell’etica e della morale. Invece bisogna capire che la guerra è necessariamente organizzata e fatta da uomini in carne e ossa, umani come tutti gli altri. (20 settembre 2010) *Questa non è la mia storia. Questa è la storia di un mio compagno che ha combattuto con me [...]. Ho scritto la storia di un compagno che purtroppo è stato ucciso in guerra. Mi ha detto che è andata così e la cosa mi ha interessato. Veniva da una famiglia povera, era un ragazzo di villaggio, e la sua storia mi piaceva molto. (12 agosto 2011) *Quando ho scritto il libro non volevo che fosse considerato storico. Primo perché non potrei scrivere un libro di memorie, perché non sono importante o qualcosa del genere. Se fossi Mozart o la Regina Elisabetta, potrebbero scrivere un libro di memorie, ma non sono nessuno [...] Non so come chiamarlo. Non è un libro di memorie. È un romanzo basato su eventi realmente accaduti. (12 agosto 2011) *Tutti gli eventi nelle città, beh, personalmente ho combattuto molto poco nelle città, a dire il vero. Per esperienza personale, sono stato molto poco in città. Ero a Groznyj quando è stato ripreso ma ci hanno rimandati via molto presto. (12 agosto 2011) *Ho usato molte storie per creare alcuni fatti nel mio libro, alcuni racconti di guerra in città. Forse in alcune di queste storie che ho scritto le ho colorate un po', forse ho esagerato, ma questo era appositamente per mostrare l'orrore della guerra urbana. Onestamente per quanto riguarda il fatto dei 13 colonnelli {{NDR|caduti in una battaglia urbana}}, non ricordo. (12 agosto 2011) *{{NDR|«Quindi quanto del libro è effettivamente vero?»}} È difficile da dire. Le storie più importanti, in particolare quando scrivo di come si sente una persona in guerra, questa è la mia esperienza. Poi ci sono un sacco di storie di soldati che potrebbero essere, non so, vere o meno perché in guerra non controlli quello che ti dice il tuo compagno. (12 agosto 2011) *Il mio libro sulla Cecenia è molto più romanzato rispetto agli altri per il semplice motivo che non volevo che si potessero scoprire i nomi dei reparti, dei soldati con cui combattevo: alcuni dei miei commilitoni sono ancora oggi in servizio. In Russia su queste cose non si scherza e io non vorrei far loro qualche torto: abbiamo firmato tutti le dichiarazioni di non divulgazione dei particolari delle azioni in cui ci siamo trovati. Non è che abbia paura di essere avvelenato col plutonio, non sono così importante e non ho grandi segreti da rivelare, voglio però essere coerente. (13 febbraio 2018) ==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''== ====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''==== ====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''==== ====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''==== ====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''==== ====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''==== ====Episodio 12, ''La caduta del regno''==== ====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''==== ==Gale== ===''[[Scream]]''=== *Lo so che hai quasi venti chili di troppo, ma quando ti dico «presto», significa esattamente «muovi quel culone di piombo che ti ritrovi, subito»! *Se è vero quello che penso, potrei salvare la vita di un uomo. Lo sai cosa significherebbe per il mio libro? *Lo sa, un sondaggio ha dimostrato che sono molto popolare tra i maschi dagli undici ai ventiquattro anni. *Una giornalista scandalistica ha mai vinto il premio Pulitzer? *Cazzo, Kenny, puoi toglierti dal parabrezza?! ===''[[Scream 2]]''=== *Le sue frasi lusinghiere sono penose e anche ovvie. *I tuoi scrupoli di coscienza tienili per te, tesoro. Non siamo qui per farci amare. *{{NDR|«Come stai?»}} Non tanto bene. Mi ha sparato. ===''[[Scream 3]]''=== *Come futuri giornalisti d'America, c'è una cosa che dovete tenere bene a mente: essere i migliori vuol dire essere disposti a fare quello che altri non farebbero, infrangere le regole, non fermarsi davanti a niente, essere disposti a farsi odiare da tutti, perché è l'unico modo in cui potrete conquistare una storia, i fatti e la fama. *{{NDR|«Mi sento come se fossi nella tua mente».}} Questo spiega le mie continue emicranie. *Mi dispiace che non abbia funzionato con [[Brad Pitt]], ma essere single, quello sì è un buon ripiego. ==[[Alberto Pollera]]== Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano. ==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''== ===Incipit=== Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare. ===Citazioni=== *Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9) *A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15) *Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23) *Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24) *Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26) *Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26) *Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27) *[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31) *[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926. ==Irridentismo russo== *Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]]) *L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]]) *La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]]) *Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]]) *Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) ==Per Stepan Bandera== {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}} ===Citazioni su Stepan Bandera=== *L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]]) *La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]]) ==Bibliografia== *Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1. ==Per [[Vera Politkovskaja]]== '''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa. {{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}} *Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?». *Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}} *Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare. *Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini. *Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi. {{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}} *Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male. *Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio. *Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}} *Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora. *A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia. *Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica. {{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}} {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}} {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}} *Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti. *Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace. *Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo. *Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora. *{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così? *Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}} *Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni. *Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani. *[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta. {{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}} *Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro. *Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene? *La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali. *Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata. *«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile. *La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}} *Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin. *L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata. *[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone. *[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}} *Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli. *In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione. *Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone. *{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società. *Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe. *[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia. *Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa. *Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito. *Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato. *Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata. ==''Una madre''== ===Incipit=== Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione». ===Citazioni=== *I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10) *In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10) *In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10) *Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10) *Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16) *Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32) *In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46) *Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53) *Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66) *I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66) *Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69) *Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70) *La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76) *A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78) *Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90) *Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95) *Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105) *Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106) *Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107) *Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139) *Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165) *In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170) *La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183) *Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2 ==Per [[Cristina Marsillach]]== {{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}} *Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni. :''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.'' *Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente. :''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.'' *Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico). :''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.'' ---------------------------------- '''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico. ==''Running with the fox''== *I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo. :''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10) *Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente. :''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15) *Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi. :''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16) *Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno. :''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32) *Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce. :''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45) *Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli. :''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45) *Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà. :''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56) *I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro. :''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58) *Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane. :''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61) *L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole. :''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173) *Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico. :''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181) *Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli. :''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) ------------------- [[File:Ras Mangasha 1.jpg|thumb|Mangascià nel 1894]] '''Mangascià Giovanni''' (1868 – 1907), militare etiope. ==Citazioni su Mangascià Giovanni== *Era bello Mangascià, di una eleganza un po' femminile che non lo abbandonava neppure quando indossava lo sciamma di guerra, la criniera di leone e in battaglia impugnava la Remington finemente damascato. Anche se si comportava con l'aspra maestà di re, si intuiva subito che quell'energia era finta, mancava di una vera forza interiore. Il ras recitava il ruolo di principe battagliero e irriducibile, ma dentro era fiacco e floscio. ([[Domenico Quirico]]) *Era figlio di negus e non avrebbe mai dimenticato che il trono doveva toccare a lui. Sapeva che nella sua corte c'era un partito di irriducibili che lo istigava a battersi fino alla morte per riottenere il trono, che mormorava contro la vergognosa servitù nei confronti degli scioani, popolo debole, imbelle, che si era sempre prosternato quando passavano i tigrini. ([[Domenico Quirico]]) gpygty8e1p6ofkuu054xdk3633zk75g 1411396 1411370 2026-04-23T18:25:24Z Mariomassone 17056 1411396 wikitext text/x-wiki ==David Wright== * :[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.'' * :The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.'' ==[[Dracula - L'amore perduto]]== {{Film |titolo = Dracula - L'amore perduto |immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png |titolo originale = Dracula: A Love Tale |lingua originale = inglese |paese = Francia, Regno Unito |anno uscita = 2025 |genere = orrore, romantico |regista = [[Luc Besson]] |soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]] |sceneggiatore = Luc Besson |produttore = Virginie Besson-Silla |attori = * [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]] * [[Christoph Waltz]]: prete * [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]] * [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont * [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello * [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]] * [[David Shields]]: Henry Spencer * [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol * [[Raphael Luce]]: Clerk Simon |doppiatori italiani = * [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula * [[Massimo De Ambrosis]]: prete * [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina * [[Alessio Cigliano]]: Dumont * [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello * [[Davide Perino]]: Jonathan Harker * [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer }} ==[[Incipit]]== ==Frasi== ==Dialoghi== ==[[Explicit]]== ==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''== *Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]]) *È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]]) ===[[Luc Besson]]=== *Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso. *Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica. *Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme. *Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue. *È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio. *Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore. *La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore. *La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte. *Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco. *Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy. *Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo. *Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte. *Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula. *Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore. *{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto. *Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare. *Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime. *Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti. *Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind. ===[[Zoë Bleu]]=== *Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb. *Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto. *Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto. ===[[Matilda De Angelis]]=== *{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva. *{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore. *Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente. *Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita. *L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose. *Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro. *Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo. *Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte. *Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte. *Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata. ===[[Fabio Giovannini]]=== {{cronologico}} *Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti. *Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham. *Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo. *Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp. ===[[Caleb Landry Jones]]=== *Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri. *È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film. *Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto. *Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso. *Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo. *Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma... ==labyrinth== {{Film |titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile |immagine = Labyrinth (1986) logo.png |didascalia = |titolo originale = Labyrinth |paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America |anno uscita = 1986 |durata = 101 min |lingua originale = inglese |genere = Fantastico, musicale, avventura |regista = [[Jim Henson]] |soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]] |sceneggiatore = [[Terry Jones]] |produttore = [[Eric Rattray]] |produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]] |casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]] |attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]] * [[Toby Froud]]: Toby * [[Shelley Thompson]]: Matrigna * [[Christopher Malcolm]]: Padre * [[Shari Weiser]]: Gogol * [[Rob Mills]]: Bubo * [[David Barclay]]: Sir Didimus * [[Karen Prell]]: Il verme * [[Warwick Davis]]: Goblin Corps * [[Frank Oz]]: Saggio * [[Natalie Finland]]: Fata |doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol * [[Ron Mueck]]: Bubo * David Shaughnessy: Sir Didymus * [[Percy Edwards]]: Ambrogio * [[Timothy Bateson]]: il verme * [[Dave Goelz]]: Coprisaggio * [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti * Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie * [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra * [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra * [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili |doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]] * [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna * [[Cesare Barbetti]]: Padre * [[Giancarlo Padoan]]: Gogol * [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo * [[Marco Mete]]: Sir Didymus * [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti * [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra * [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra * [[Vittorio Stagni]]: Firey * [[Sandro Sardone]]: Saggio * [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili }} {{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref> ==Incipit== {{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''') ==Frasi== *Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''') ==Dialoghi== *'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età. *'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante! *'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato... *'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''': ==Explicit== ==[[Nicolai Lilin]]== {{cronologico}} *Ho cambiato nomi, riferimenti ai battaglioni e ai luoghi, ma in quelle pagine c'è solo ciò che ho vissuto. Ho scritto quello che più mi ha colpito, concentrandolo nel racconto. E mi hanno colpito cose molto brutte. (23 aprile 2010) *Volevo raccontare come ci si sente a vivere una guerra, a fare la guerra, a subirla, a studiarla, a goderla, insomma a provare tutte le emozioni che ogni essere umano prova stando nel bel mezzo di un conflitto armato. Ero molto deluso da come nel nostro mondo viene presentata e raccontata la guerra; a volte attraverso il velo di ideologie, interessi, strumentalizzazioni, e alla fine viene vista dalla gente sempre come qualcosa di grottesco, al di fuori della società umana, un evento che molti credono essere creato e mandato avanti da qualche forza estranea a noi, lontana dalla visione abitudinaria dell’etica e della morale. Invece bisogna capire che la guerra è necessariamente organizzata e fatta da uomini in carne e ossa, umani come tutti gli altri. (20 settembre 2010) *Questa non è la mia storia. Questa è la storia di un mio compagno che ha combattuto con me [...]. Ho scritto la storia di un compagno che purtroppo è stato ucciso in guerra. Mi ha detto che è andata così e la cosa mi ha interessato. Veniva da una famiglia povera, era un ragazzo di villaggio, e la sua storia mi piaceva molto. (12 agosto 2011) *Quando ho scritto il libro non volevo che fosse considerato storico. Primo perché non potrei scrivere un libro di memorie, perché non sono importante o qualcosa del genere. Se fossi Mozart o la Regina Elisabetta, potrebbero scrivere un libro di memorie, ma non sono nessuno [...] Non so come chiamarlo. Non è un libro di memorie. È un romanzo basato su eventi realmente accaduti. (12 agosto 2011) *Tutti gli eventi nelle città, beh, personalmente ho combattuto molto poco nelle città, a dire il vero. Per esperienza personale, sono stato molto poco in città. Ero a Groznyj quando è stato ripreso ma ci hanno rimandati via molto presto. (12 agosto 2011) *Ho usato molte storie per creare alcuni fatti nel mio libro, alcuni racconti di guerra in città. Forse in alcune di queste storie che ho scritto le ho colorate un po', forse ho esagerato, ma questo era appositamente per mostrare l'orrore della guerra urbana. Onestamente per quanto riguarda il fatto dei 13 colonnelli {{NDR|caduti in una battaglia urbana}}, non ricordo. (12 agosto 2011) *{{NDR|«Quindi quanto del libro è effettivamente vero?»}} È difficile da dire. Le storie più importanti, in particolare quando scrivo di come si sente una persona in guerra, questa è la mia esperienza. Poi ci sono un sacco di storie di soldati che potrebbero essere, non so, vere o meno perché in guerra non controlli quello che ti dice il tuo compagno. (12 agosto 2011) *Il mio libro sulla Cecenia è molto più romanzato rispetto agli altri per il semplice motivo che non volevo che si potessero scoprire i nomi dei reparti, dei soldati con cui combattevo: alcuni dei miei commilitoni sono ancora oggi in servizio. In Russia su queste cose non si scherza e io non vorrei far loro qualche torto: abbiamo firmato tutti le dichiarazioni di non divulgazione dei particolari delle azioni in cui ci siamo trovati. Non è che abbia paura di essere avvelenato col plutonio, non sono così importante e non ho grandi segreti da rivelare, voglio però essere coerente. (13 febbraio 2018) ==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''== ====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''==== ====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''==== ====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''==== ====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''==== ====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''==== ====Episodio 12, ''La caduta del regno''==== ====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''==== ==Gale== ===''[[Scream]]''=== *Lo so che hai quasi venti chili di troppo, ma quando ti dico «presto», significa esattamente «muovi quel culone di piombo che ti ritrovi, subito»! *Se è vero quello che penso, potrei salvare la vita di un uomo. Lo sai cosa significherebbe per il mio libro? *Lo sa, un sondaggio ha dimostrato che sono molto popolare tra i maschi dagli undici ai ventiquattro anni. *Una giornalista scandalistica ha mai vinto il premio Pulitzer? *Cazzo, Kenny, puoi toglierti dal parabrezza?! ===''[[Scream 2]]''=== *Le sue frasi lusinghiere sono penose e anche ovvie. *I tuoi scrupoli di coscienza tienili per te, tesoro. Non siamo qui per farci amare. *{{NDR|«Come stai?»}} Non tanto bene. Mi ha sparato. ===''[[Scream 3]]''=== *Come futuri giornalisti d'America, c'è una cosa che dovete tenere bene a mente: essere i migliori vuol dire essere disposti a fare quello che altri non farebbero, infrangere le regole, non fermarsi davanti a niente, essere disposti a farsi odiare da tutti, perché è l'unico modo in cui potrete conquistare una storia, i fatti e la fama. *{{NDR|«Mi sento come se fossi nella tua mente».}} Questo spiega le mie continue emicranie. *Mi dispiace che non abbia funzionato con [[Brad Pitt]], ma essere single, quello sì è un buon ripiego. ==[[Alberto Pollera]]== Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano. ==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''== ===Incipit=== Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare. ===Citazioni=== *Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9) *A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15) *Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23) *Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24) *Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26) *Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26) *Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27) *[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31) *[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926. ==Irridentismo russo== *Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]]) *L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]]) *La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]]) *Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]]) *Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) ==Per Stepan Bandera== {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}} ===Citazioni su Stepan Bandera=== *L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]]) *La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]]) ==Bibliografia== *Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1. ==Per [[Vera Politkovskaja]]== '''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa. {{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}} *Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?». *Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}} *Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare. *Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini. *Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi. {{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}} *Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male. *Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio. *Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}} *Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora. *A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia. *Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica. {{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}} {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}} {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}} *Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti. *Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace. *Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo. *Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora. *{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così? *Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}} *Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni. *Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani. *[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta. {{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}} *Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro. *Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene? *La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali. *Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata. *«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile. *La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}} *Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin. *L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata. *[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone. *[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}} *Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli. *In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione. *Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone. *{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società. *Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe. *[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia. *Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa. *Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito. *Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato. *Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata. ==''Una madre''== ===Incipit=== Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione». ===Citazioni=== *I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10) *In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10) *In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10) *Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10) *Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16) *Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32) *In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46) *Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53) *Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66) *I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66) *Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69) *Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70) *La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76) *A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78) *Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90) *Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95) *Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105) *Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106) *Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107) *Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139) *Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165) *In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170) *La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183) *Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2 ==Per [[Cristina Marsillach]]== {{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}} *Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni. :''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.'' *Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente. :''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.'' *Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico). :''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.'' ---------------------------------- '''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico. ==''Running with the fox''== *I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo. :''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10) *Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente. :''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15) *Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi. :''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16) *Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno. :''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32) *Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce. :''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45) *Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli. :''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45) *Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà. :''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56) *I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro. :''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58) *Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane. :''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61) *L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole. :''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173) *Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico. :''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181) *Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli. :''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) ------------------- [[File:Ras Mangasha 1.jpg|thumb|Mangascià nel 1894]] '''Mangascià Giovanni''' (1868 – 1907), militare etiope. ==Citazioni su Mangascià Giovanni== *Era bello Mangascià, di una eleganza un po' femminile che non lo abbandonava neppure quando indossava lo sciamma di guerra, la criniera di leone e in battaglia impugnava la Remington finemente damascato. Anche se si comportava con l'aspra maestà di re, si intuiva subito che quell'energia era finta, mancava di una vera forza interiore. Il ras recitava il ruolo di principe battagliero e irriducibile, ma dentro era fiacco e floscio. ([[Domenico Quirico]]) *Era figlio di negus e non avrebbe mai dimenticato che il trono doveva toccare a lui. Sapeva che nella sua corte c'era un partito di irriducibili che lo istigava a battersi fino alla morte per riottenere il trono, che mormorava contro la vergognosa servitù nei confronti degli scioani, popolo debole, imbelle, che si era sempre prosternato quando passavano i tigrini. ([[Domenico Quirico]]) 3zd0xmgfcusnst2p614nwpwag2e6vri Discussioni utente:Ран-кан 3 115823 1411382 763279 2026-04-23T16:55:53Z J ansari 60595 J ansari ha spostato la pagina [[Discussioni utente:Ранко Николић]] a [[Discussioni utente:Ран-кан]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/Ранко Николић|Ранко Николић]]" a "[[Special:CentralAuth/Ран-кан|Ран-кан]]" 763279 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 12:02, 23 ott 2015 (CEST)}} oscigyeuw0s4i3ll2wt9xft6nre94pz Io (astronomia) 0 122113 1411404 829269 2026-04-23T18:44:19Z ~2026-24949-71 106926 1411404 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Pig.jpg|miniatura|Io]] Citazioni sul '''Io'''. *Devo confessare che più mi allontanerò da Io e più sarò felice. È una luna violenta anche per [[Giove (astronomia)|Giove]]. [[Europa (astronomia)|Europa]], malgrado il suo color grigio-freddo, è molto più rassicurante. (''[[2010 - L'anno del contatto]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{stub}} [[Categoria:Satelliti naturali]] l4fiarm9ewh90i6wwtqzyuzhd493ikx 1411411 1411404 2026-04-23T18:48:03Z Udiki 86035 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-24949-71|~2026-24949-71]] ([[User talk:~2026-24949-71|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Superchilum|Superchilum]] 829269 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Io highest resolution true color.jpg|miniatura|Io]] Citazioni sul '''Io'''. *Devo confessare che più mi allontanerò da Io e più sarò felice. È una luna violenta anche per [[Giove (astronomia)|Giove]]. [[Europa (astronomia)|Europa]], malgrado il suo color grigio-freddo, è molto più rassicurante. (''[[2010 - L'anno del contatto]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{stub}} [[Categoria:Satelliti naturali]] ev8g389i532lpyitz38ms357f74xmj2 Template:Lingue/Dati 10 148341 1411440 1411298 2026-04-23T21:58:17Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1411440 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 65387 |lingua2 = it |voci2 = 54954 |lingua3 = pl |voci3 = 31728 |lingua4 = ru |voci4 = 17883 |lingua5 = cs |voci5 = 15450 |lingua6 = et |voci6 = 13692 |lingua7 = uk |voci7 = 12207 |lingua8 = pt |voci8 = 12057 }} 0wu4f4n6wrki66wqavsc90ld92qysif Gabriele Tarquini 0 158861 1411388 1384929 2026-04-23T17:33:56Z Danyele 19198 /* Citazioni di Gabriele Tarquini */ +4 1411388 wikitext text/x-wiki [[File:Gabriele Tarquini 2009 WTCC Race of Japan.jpg|thumb|Gabriele Tarquini nel 2009]] '''Gabriele Tarquini''' (1962 – vivente), pilota automobilistico italiano. ==Citazioni di Gabriele Tarquini== {{cronologico}} *Per almeno un biennio ho vissuto a Varano [...]. È un paese che [[Gian Paolo Dallara|Dallara]] ha trasformato nel suo regno, anzi nella capitale di un impero fatto di imprenditoria e tecnologia, da tempo esteso fino agli Stati Uniti. Eppure l'ingegnere non ha mai perso la sua spontaneità, l'umiltà che gli consente di vivere la quotidianità della cittadina, tra lavoro e chiacchiere al bar. E tutto è iniziato da una piccola fabbrica di telai, che oggi è un'eccellenza italiana nel mondo. Una storia e una persona davvero straordinari.<ref>Dall'intervista di Dario Ricci, ''[https://www.ilsole24ore.com/art/tarquini-telai-dallara-eccellenti-ma-vero-pericolo-sono-circuiti-AEQcZTkG Tarquini: «Telai Dallara eccellenti, ma il vero pericolo sono i circuiti»]'', ''ilsole24ore.com'', 21 novembre 2018.</ref> *{{NDR|«Qual è il segreto della tua longevità sportiva?»}} Non penso di avere qualche segreto, ho una salute normale [...], non mi sento un super uomo o qualcosa di incredibile, ma mi è rimasta la velocità e l'esperienza accumulata negli anni, che mi ha dato una grossa mano a gestire gli eventi negativi [...]. Ho tanta passione, tanta voglia di correre, e poi ho bisogno dell'adrenalina che da sempre ti dà questo sport fantastico, ma soprattutto ho la voglia di continuare.<ref>Da Tommaso Giacomelli, ''[https://www.motori.it/motorsport/785411/wtcr-2018-intervista-a-gabriele-tarquini-campione-del-mondo-con-la-hyundai-i30n-tcr.html WTCR 2018: intervista a Gabriele Tarquini, campione del mondo con la Hyundai i30N TCR]'', ''motori.it'', 26 novembre 2018.</ref> *Da noi c'è il fenomeno grandissimo e bellissimo della passione [[Scuderia Ferrari|Ferrari]], che è stupendo, ma ha anche dei risvolti negativi di un tifo che vede solamente in una direzione. Questa penso sia una cosa che appartiene al calcio, non all'automobilismo.<ref>Citato in Francesco Corghi e Marco Congiu, ''[https://it.motorsport.com/f1/news/tarquini-la-penalita-a-vettel-e-da-regolamento-ma-il-tifo-ferrari-e-come-quello-del-calcio/4477123/ Tarquini: "La penalità a Vettel è da regolamento, ma il tifo Ferrari è come quello del calcio"]'', ''motorsport.com'', 18 giugno 2019.</ref> {{Int|''[https://f1allostatobrado.wordpress.com/2010/05/03/intervista-a-gabriele-tarquini/ Intervista a Gabriele Tarquini]''|''f1allostatobrado.wordpress.com'', 3 maggio 2010.}} *Ho vissuto un bel periodo di F1, con Senna, Mansell, Prost, Piquet, Alboreto, Patrese e tanti altri con i quali mi sono molto divertito. Ho tanti ricordi belli ma quello che ricordo con affetto è il complimento di Senna dopo Montecarlo '89, al Paul Ricard per dei test venne nel mio box per complimentarsi, non era usuale farlo tra i top drivers. L'episodio più brutto l'ho vissuto anni dopo al processo per la morte di Senna quando Coulthard disse un sacco di stupidaggini per salvare il suo team. *Alcuni piloti invecchiano a 25 anni, altri vanno forte fino a 70, dipende tutta dalla testa, nei campionati dove il fisico non è determinante si può essere competitivi per molti anni e l'esperienza può sopperire a molte lacune. *In macchina per fare risultato hai sempre bisogno del mezzo meccanico, non esistono fenomeni che fanno eccezione. Devi essere nel momento giusto sulla macchina giusta. *I piloti italiani non sono avvantaggiati dalla realtà Ferrari che fagocita sponsor, media e interessi. [...] è dura per qualsiasi realtà motoristica italiana. {{Int|''[https://www.formulapassion.it/worldnews/focus/ciao-gabriele-sono-fabrizio-tarquini-alfa-romeo-wtcr-hyundai-427531.html Ciao Gabriele, sono Fabrizio]''|Intervista di Fabrizio Perletta, ''formulapassion.it'', 25 marzo 2019.}} *{{NDR|«Per essere campioni quanto conta il talento e quanto l'applicazione, la dedizione?»}} Sono due aspetti fondamentali. È chiaro che se non hai un talento di base non puoi aspirare alle vette o ai vertici di qualsiasi sport, non solo quelli del motore. E la tenacia e poi la perseveranza sono cose importantissime per costruire una carriera perché se è difficile arrivare ai vertici in qualsiasi sport, diventa difficilissimo rimanerci per tanto tempo. Quindi è chiaro che queste due cose se si abbinano perfettamente ti puoi riuscire a costruire una carriera professionistica in qualsiasi sport. *C'era una pista pressoché abbandonata, io come tutti i bambini curioso andavo lì a girare col kart ed è stata la folgorazione della mia vita. Io la mia infanzia l'ho passata lì tutti i momenti liberi li ho passati lì, io finivo le elementari e da scuola mi trasferivo direttamente lì e dormivo in officina, quindi per me è stata... la mia vita, la mia infanzia, l'odore di benzina, l'olio di ricino, la gomma bruciata, la velocità, la sfida, le sfide, anche tra bambini... tra di noi... sono stati proprio i ricordi della mia infanzia... *Ho avuto la fortuna di vivere la [[Formula 1]] in un'epoca secondo me molto bella, piena di campioni di talento. Ho vissuto l'era di Senna e Prost, della McLaren-Honda, ma di tanti personaggi prima che piloti, che hanno fatto la storia dell'automobilismo sportivo. La mia è stata l'epoca precedente Schumacher [...] ma come dicevo Senna, Prost, Berger, Mansell, Piquet, gli italiani, Nannini, Patrese, Alboreto, De Angelis [...] però voglio dire era una F1 molto diversa dall'attuale, se vogliamo anche molto più umana ma divertente... {{Int|''[https://www.quattroruote.it/news/eventi/2022/05/09/hyundai_tarquini_vedo_bene_l_elettrico_sulle_auto_normali_ma_per_il_motorsport_ci_vorra_ancora_tempo_.html Tarquini: "Ok l'elettrico sulle auto normali, ma per il motorsport ci vorrà tempo"]''|Intervista di Andrea Stassano, ''quattroruote.it'', 9 maggio 2022.}} *{{NDR|«La i30 N stradale ha beneficiato dei vostri test della versione [[Hyundai i30 N TCR|Tcr]] oppure è stato il contrario?»}} È arrivata prima la i30 stradale, ma io l'ho provata dopo. La Tcr, derivata dalla i30 N stradale, è andata subito forte. Ed è stata la prima auto da pista costruita dalla Hyundai, perché il brand aveva un passato nei rally. Nella stessa factory, la Casa aveva un capannone deserto, dove sono iniziati i lavori per la costruzione della vettura. All'inizio eravamo in pochi, abbiamo avuto anche alcuni problemi [...]. Però, sin dai primi chilometri in pista, capii che era un'auto velocissima [...]. Quando in seguito ho guidato la i30 N stradale, una delle migliori macchine di quel segmento, ma la numero uno come telaio, ho capito perché la Tcr da corsa era così efficiente. *Io faccio parte di un'altra generazione, non sono la persona adatta per giudicare il feeling che si prova a bordo di un'[[auto elettrica]]. Per me, il termico rimane il riferimento, l'amore di una vita [...] *[...] io ne ho vissuti tanti di cambi generazionali nel motorsport, quando ho cominciato non c'erano i computer, non c'era la telemetria, domandavi al tuo compagno di squadra come faceva una curva. Oggi, a fare la differenza, è anche tanto il simulatore. Alla mia epoca, chi era bravo arrivava in F.1 a 20-21 anni, ma faceva fatica. Aveva bisogno di esperienza, ma non la potevi "succhiare" dal tuo compagno di squadra, perché non la vedevi al computer. Oggi i più precoci arrivano in F.1 a 17-18 anni, un po' grazie alla telemetria, un po' per merito del simulatore. *[...] la mia epoca era quella di [[Rivalità Prost-Senna|Senna e Prost]], e chi ha vissuto quella F.1, penso che difficilmente possa amare di più quella recente. ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Tarquini, Gabriele}} [[Categoria:Piloti di Formula 1 italiani]] 16sk8a0eqn01x8pyhzxm7rq9eis1i0v Platano 0 160488 1411474 1059510 2026-04-24T10:40:31Z Spinoziano 2297 +1 1411474 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Perimeter Trail (6) (17035984741).jpg|thumb|Platano (''Platanus occidentalis'')]] Citazioni sul '''platano'''. *''Brezze di menta pizzicano | platani in figura di [[polena|polene]] | mentre carote come triglie | abboccano all'amo delle [[mano|mani]]. || Nel campo di mare | onde rapprese in solchi | a luglio schiumeranno | pennacchi di spighe d'oro.'' ([[Lillo Gullo]]) *I platani del lungolago, nudi, rapati, avevano un'aria più disperata del solito. [[Auguste Rodin|Rodin]]: ho pensato. Le braccia lunghe, nodose, sempre un po' contorte di certe sue statue​. ([[Giovanni Bonalumi]]) *''Spesse lenzuola di foglie di platani. | Letarghi ci risucchiano all'inverno. | Smetterò di assorbire colori. | Sprofonderò nei libri. || O in profonde lenzuola di lino | sognerò quelle foglie sui rami. | Tu a risalire aiutami, a trovare | ogni verde perduto.'' ([[Maria Luisa Spaziani]]) *Una ripida discesa, che si prolunga sul fianco del dirupo, ci conduce al fondo della vallata del torrente che sbocca alla Marina di [[Catanzaro]]. All'inizio di questo pendìo un gruppo di platani secolari, dal tronco marmorato, offrirebbe ai paesaggisti magnifici modelli per degli studi di alberi. ([[François Lenormant]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|etichetta=platano|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} [[Categoria:Alberi ornamentali]] 3ovz032k7x5uclsia20p0lf85pv86oi Wikiquote:GLAM/BEIC/Voci 4 185964 1411479 1411234 2026-04-24T11:36:26Z Spinoziano (BEIC) 86405 1411479 wikitext text/x-wiki ==Voci create nell'ambito del progetto BEIC== {{vedi anche|w:Progetto:GLAM/BEIC}} Elenco delle voci create su Wikiquote nell'ambito del [[w:Progetto:GLAM/BEIC|progetto BEIC]], a partire da materiale messo a disposizione dalla [[w:Biblioteca europea di informazione e cultura|Fondazione BEIC]]. Totali: '''849 voci'''<!--, di cui 1 in inglese, 1 in spagnolo, 1 in francese e 1 in latino-->. {{div col}} ===Persone=== #[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small> #[[Giambattista Vasco]] - <small>2021-08-18</small> #[[Stefano da San Gregorio]] - <small>2021-08-29</small> #[[Christoph Scheiner]] - <small>2021-08-30</small> #[[Gian Rinaldo Carli]] - <small>2021-09-01</small> #[[Vittorio Saraceno]] - <small>2021-09-05</small> #[[Federico Sanvitale]] - <small>2021-09-06</small> #[[Antonio Sangiovanni]] - <small>2021-09-09</small> #[[Francesco Ricci (matematico)]] - <small>2021-09-11</small> #[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]] - <small>2021-09-11</small> #[[Filippo Antonio Revelli]] - <small>2021-09-14</small> #[[Onofrio Puglisi]] - <small>2021-09-22</small> #[[Bartolomeo Pollastri]] - <small>2021-09-23</small> #[[Giovanni Battista Pisani]] - <small>2021-09-27</small> #[[Giovanni Giacomo Pierantoni]] - <small>2021-09-27</small> #[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small> #[[Auguste Marmont‎]] - 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<small>2021-10-25</small> #[[Girolamo Manfredi]] - <small>2021-10-25</small> #[[Gabriele Capodilista]] - <small>2021-10-25</small> #[[Lorenzo Spirito Gualtieri]] - <small>2021-10-26</small> #[[Guglielmo da Saliceto]] - <small>2021-10-26</small> #[[Jacopo da Cessole]] - <small>2021-10-26</small> #[[Antonio Matani]] - <small>2021-10-26</small> #[[Carlo Matteucci]] - <small>2021-10-26</small> #[[Pedro de Medina]] - <small>2021-10-26</small> #[[Friedrich Accum]] - <small>2021-10-27</small> #[[George Biddell Airy]] - <small>2021-10-27</small> #[[Joachim d'Alencé]] - <small>2021-10-27</small> #[[Carlo Amoretti]] - <small>2021-10-27</small> #[[Giovanni Antonelli (astronomo)]] - <small>2021-10-27</small> #[[Torbern Olof Bergman]] - <small>2021-10-27</small> #[[Belsazar Hacquet]] - <small>2021-10-27</small> #[[George Atwood]] - <small>2021-10-27</small> #[[Friederich Münter]] - <small>2021-10-27</small> #[[Franz Schott]] - <small>2021-10-28</small> #[[Lazzaro Spallanzani]] - <small>2021-10-28</small> #[[Isaac Abrabanel]] - <small>2021-10-28</small> #[[Giason Denores]] - <small>2021-10-29</small> #[[Juan de Jarava]] - <small>2021-10-29</small> #[[Alessandro Pascoli]] - <small>2021-10-29</small> #[[Euforbo]] - <small>2021-11-02</small> #[[Zaccaria Scolastico]] - <small>2021-11-02</small> #[[Battista Fregoso (1450-1505)]] - <small>2021-11-02</small> #[[Ugo Benci]] - <small>2021-11-04</small> #[[Jacopo Filippo Foresti]] - <small>2021-11-04</small> #[[Feo Belcari]] - <small>2021-11-08</small> #[[Pompeo Baldasseroni]] - <small>2021-11-08</small> #[[Sallustio Bandini]] - <small>2021-11-08</small> #[[Lodovico Bianchini]] - <small>2021-11-09</small> #[[Vladislav Iosifovič Bortkevič]] - <small>2021-11-09</small> #[[Richard Cantillon]] - <small>2021-11-09</small> #[[John Bates Clark]] - <small>2021-11-09</small> #[[Salvatore Cognetti de Martiis]] - <small>2021-11-09</small> #[[Girolamo Francesco Cristiani]] - <small>2021-11-10</small> #[[Alfons Dopsch]] - <small>2021-11-10</small> #[[Ruggero Giuseppe Boscovich]] - <small>2021-11-10</small> #[[Pietro Antonio Cataldi]] - <small>2021-11-10</small> #[[Ambrogio Contarini]] - <small>2021-11-10</small> #[[Giovanni Tavelli]] - <small>2021-11-10</small> #[[Giovanni Colombini]] - <small>2021-11-10</small> #[[Giovanni Pagnini]] - <small>2021-11-10</small> #[[Rhazes]] - <small>2021-11-15</small> #[[Antonio Pace]] - <small>2021-11-19</small> #[[Joseph-François Marie]] - <small>2021-11-29</small> #[[Alessandro Marchetti (matematico)]] - <small>2021-12-01</small> #[[Giambattista Magistrini]] - <small>2021-12-01</small> #[[Agostino Maccari]] - <small>2021-12-10</small> #[[Antonio Ludeña]] - <small>2021-12-12</small> #[[Doroteo Alimari]] - <small>2022-01-13</small> #[[Alessandro Canobbio]] - <small>2022-01-13</small> #[[Camillo Leonardi]] - <small>2022-01-21</small> #[[Ascanio Centorio Degli Ortensi]] - <small>2022-01-28</small> #[[Domenico Griminelli]] - <small>2022-02-02</small> #[[Guglielmo Gargiolli]] - <small>2022-02-03</small> #[[Giovanni Battista Gallicciolli]] - <small>2022-02-04</small> #[[Guglielmo Grataroli]] - <small>2022-02-04</small> #[[Donato Calvi]] - <small>2022-02-04</small> #[[Flegomene]] - <small>2022-02-07</small> #[[Francesco Fuoco]] - <small>2022-02-19</small> #[[Francesco dal Sole]] - <small>2022-03-03</small> #[[Nicolao Colletti]] - <small>2022-03-12</small> #[[Cristoforo Clavio]] - <small>2022-03-17</small> #[[Jacques Peletier du Mans]] - <small>2022-03-17</small> #[[Pietro Apiano]] - <small>2022-03-18</small> #[[Francesco Cigalini]] - <small>2022-03-18</small> #[[Scipione Chiaramonti]] - <small>2022-03-23</small> #[[Antonio Brognoli]] - <small>2022-03-26</small> #[[Giuseppe Davia]] - <small>2022-03-30</small> #[[Francesco Vandelli (astronomo)]] - <small>2022-03-30</small> #[[Giuseppe Vergani]] - <small>2022-04-01</small> #[[Giovanni Camilla]] - <small>2022-04-04</small> #[[Pompeo Colonna (scrittore)]] - <small>2022-04-07</small> #[[Luigi Castiglioni (botanico)]] - <small>2022-04-07</small> #[[Guidobaldo Del Monte]] - <small>2022-04-08</small> #[[Federico Commandino]] - <small>2022-04-08</small> #[[Teone di Alessandria]] - <small>2022-04-09</small> #[[Francesco Maria II Della Rovere]] - <small>2022-04-11</small> #[[Pappo di Alessandria]] - <small>2022-04-12</small> #[[Sereno di Antinopoli]] - <small>2022-04-13</small> #[[Eutocio]] - <small>2022-04-13</small> #[[Alonso de Fuentes]] - <small>2022-04-15</small> #[[Francesco Zantedeschi]] - <small>2022-04-19</small> #[[Famiano Michelini]] - <small>2022-04-26</small> #[[Gregorio Bressani]] - <small>2022-05-02</small> #[[Francesco Eschinardi]] - <small>2022-05-13</small> #[[Andrea Zambelli (economista)]] - <small>2022-05-27</small> #[[Francesco Ginanni]] - <small>2022-07-25</small> #[[Elia Lombardini]] - <small>2022-08-22</small> #[[Leone Ebreo]] - <small>2022-11-18</small> #[[Jacopo Belgrado]] - <small>2022-12-29</small> #[[Jean-Baptiste Biot]] - <small>2022-12-29</small> #[[Vannoccio Biringuccio]] - <small>2022-12-29</small> #[[Luigi Valentino Brugnatelli]] - <small>2022-12-29</small> #[[Giovanni Nicolò Doglioni]] - <small>2022-12-29</small> #[[Paolo Silvio Boccone]] - <small>2022-12-30</small> #[[Bernardino Zendrini]] - <small>2023-01-10</small> #[[Eustachio Zanotti]] - <small>2023-01-10</small> #[[Leonardo Ximenes]] - <small>2023-01-10</small> #[[Jacques Charles François Sturm]] - <small>2023-01-10</small> #[[Sebastiano Serlio]] - <small>2023-01-10</small> #[[Lorenzo Selva]] - <small>2023-01-12</small> #[[Alexandre Savérien]] - <small>2023-01-12</small> #[[Girolamo Saladini]] - <small>2023-01-12</small> #[[Giovenale Sacchi]] - <small>2023-01-17</small> #[[Orazio Ricasoli Rucellai]] - <small>2023-01-18</small> #[[Guglielmo Libri Carucci dalla Sommaja]] - <small>2023-01-19</small> #[[John Claudius Loudon]] - <small>2023-01-19</small> #[[Antonio Dragoni]] - <small>2023-03-16</small> #[[Ugo Panziera]] - <small>2023-03-25</small> #[[Pacifico da Cerano]] - <small>2023-04-03</small> #[[Giuseppe Maria Figatelli]] - <small>2023-04-14</small> #[[Santo Brasca]] - <small>2023-06-19</small> #[[Pietro Martini]] - <small>2023-06-23</small> #[[Anselm Desing]] - <small>2023-06-26</small> #[[Gaspare Luigi Cassola]] - <small>2023-06-27</small> #[[Luigi Abello]] - <small>2023-07-03</small> #[[Giovanni Bracesco]] - <small>2023-07-06</small> #[[Domenico Michelessi]] - <small>2023-07-12</small> #[[Jabir ibn Hayyan]] - <small>2023-07-13</small> #[[Alessandro Capra]] - <small>2023-07-20</small> #[[Francesco Bruni (giurista medievale)]] - <small>2023-07-27</small> #[[Bartolomeo Dusi]] - <small>2023-08-01</small> #[[Giovanni Battista Venturi]] - <small>2023-09-14</small> #[[Vera Zamagni]] - <small>2023-10-01</small> #[[Isabella Moro]] - <small>2023-10-01</small> #[[Mary Boddington]] - <small>2023-10-07</small> #[[Paola Malanotte Rizzoli]] - <small>2023-10-10</small> #[[Giuseppe Unicorno]] - <small>2023-10-18</small> #[[Antonio Berga]] - <small>2023-11-06</small> #[[Gabriella Uluhogian]] - <small>2023-11-20</small> #[[Giovanni Paolo Gallucci]] - <small>2023-12-01</small> #[[Angelo Felice Capelli]] - <small>2023-12-05</small> #[[Giuseppe Del Papa]] - <small>2024-01-16</small> #[[Sébastien Leclerc]] - <small>2024-01-17</small> #[[Henry Dunning Macleod]] - <small>2024-01-23</small> #[[Niccolò Carletti]] - <small>2024-01-23</small> #[[Antonio Vassalli Eandi]] - <small>2024-01-23</small> #[[Ludovico degli Arrighi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Giuseppe Asclepi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Giuseppe Cassella]] - <small>2024-01-24</small> #[[Paolo Orsi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Luigi Ferri (filosofo)]] - <small>2024-01-24</small> #[[Scipione Capece]] - <small>2024-02-06</small> #[[Cherubino da Spoleto]] - <small>2024-02-19</small> #[[Antonia Giannotti]] - <small>2024-02-26</small> #[[Antonio Abetti]] - <small>2024-02-27</small> #[[Giovan Battista Nani]] - <small>2024-02-28</small> #[[Nicolò di Nale]] - <small>2024-02-28</small> #[[Tolomeo I]] - <small>2024-03-04</small> #[[Erofilo]] - <small>2024-03-04</small> #[[Giuseppe Grippa]] - <small>2024-03-05</small> #[[Giovanni Battista Zanchi]] - <small>2024-03-06</small> #[[Cosimo de' Medici]] - <small>2024-03-18</small> #[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small> #[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small> #[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small> #[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small> #[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small> #[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small> #[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small> #[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small> #[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small> #[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small> #[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small> #[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small> #[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small> #[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small> #[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small> #[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small> #[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small> #[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small> #[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small> #[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small> #[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small> #[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small> #[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small> #[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small> #[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small> #[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small> #[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small> #[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small> #[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small> #[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small> #[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small> #[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small> #[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small> #[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small> #[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small> #[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small> #[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small> #[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small> #[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small> #[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small> #[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small> #[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small> #[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small> #[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small> #[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small> #[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small> #[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small> #[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small> #[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small> #[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small> #[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small> #[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small> #[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small> #[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small> #[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small> #[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small> #[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small> #[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small> #[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small> #[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small> #[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small> #[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small> #[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small> #[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small> #[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small> #[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small> #[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small> #[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small> #[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small> #[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small> #[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small> #[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small> #[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small> #[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small> #[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small> #[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small> #[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small> #[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small> #[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small> #[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small> #[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small> #[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small> #[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small> #[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small> #[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small> #[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small> #[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small> #[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small> #[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small> #[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small> #[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small> #[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small> #[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small> #[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small> #[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small> #[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small> #[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small> #[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small> #[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small> #[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small> #[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small> #[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small> #[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small> #[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small> #[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small> #[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small> #[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small> #[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small> #[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small> #[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small> #[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small> #[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small> #[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small> #[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small> #[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small> #[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small> #[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small> #[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small> #[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small> #[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small> #[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small> #[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small> #[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small> #[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small> #[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small> #[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small> #[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small> #[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small> #[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small> #[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small> #[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small> #[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small> #[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small> #[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small> #[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small> #[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small> #[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small> #[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small> #[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small> #[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small> #[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small> #[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small> #[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small> #[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small> #[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small> #[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small> #[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small> #[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small> #[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small> #[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small> #[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small> #[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small> #[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small> #[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small> #[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small> #[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small> #[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small> #[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small> #[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small> #[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small> #[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small> #[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small> #[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small> #[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small> #[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small> #[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small> #[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small> #[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small> #[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small> #[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small> #[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small> #[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small> #[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small> #[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small> #[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small> #[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small> #[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small> #[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small> #[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small> #[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small> #[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small> #[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small> #[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small> #[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small> #[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small> #[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small> #[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small> #[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small> #[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small> #[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small> #[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small> #[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small> #[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small> #[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small> #[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small> #[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small> #[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small> #[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small> #[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small> #[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small> #[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small> #[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small> #[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small> #[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small> #[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small> #[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small> #[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small> #[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small> #[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small> #[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small> #[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small> #[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small> #[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small> #[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small> #[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small> #[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small> #[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small> #[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small> #[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small> #[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small> #[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small> #[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small> #[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small> #[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small> #[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small> #[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small> #[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small> #[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small> #[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small> #[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small> #[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small> #[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small> #[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small> #[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small> #[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small> #[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small> #[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small> #[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small> #[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small> #[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small> #[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small> #[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small> #[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small> #[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small> #[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small> #[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small> #[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small> #[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small> #[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small> #[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small> #[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small> #[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small> #[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small> #[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small> #[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small> #[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small> #[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small> #[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small> #[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small> #[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small> #[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small> #[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small> #[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small> #[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small> #[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small> #[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small> #[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small> #[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small> #[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small> #[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small> #[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small> #[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small> #[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small> #[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small> #[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small> #[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small> #[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small> #[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small> #[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small> #[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small> #[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small> #[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small> #[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small> #[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small> #[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small> #[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small> #[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small> #[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small> #[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small> #[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small> #[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small> #[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small> #[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small> #[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small> #[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small> #[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small> #[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small> #[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small> #[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small> #[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small> #[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small> #[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small> #[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small> #[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small> #[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small> #[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small> #[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small> #[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small> #[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small> #[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small> #[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small> #[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small> #[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small> #[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small> #[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small> #[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small> #[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small> #[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small> #[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small> #[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small> #[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small> #[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small> #[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small> #[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small> #[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small> #[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small> #[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small> #[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small> #[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small> #[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small> #[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small> #[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small> #[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small> #[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small> #[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small> #[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small> #[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small> #[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small> #[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small> #[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small> #[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small> #[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small> #[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small> #[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small> #[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small> #[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small> #[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small> #[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small> #[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small> #[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small> #[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small> #[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small> #[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small> #[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small> #[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small> #[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small> #[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small> #[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small> #[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small> #[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small> #[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small> #[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small> #[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small> #[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small> ===Tematiche=== #[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small> #[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small> #[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small> #[[Pellicola per negativi]] - <small>2021-10-01</small> #[[Fotografo]] - <small>2021-10-04</small> #[[Palma]] - <small>2021-10-21</small> #[[Casuario]] - <small>2021-10-21</small> #[[Sferoide]] - <small>2021-10-28</small> #[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small> #[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small> #[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small> #[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small> #[[Numero perfetto]] - <small>2021-11-10</small> #[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small> #[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small> #[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small> #[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small> #[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small> #[[Pineta di Ravenna]] - <small>2022-07-25</small> #[[Canale di Suez]] - <small>2022-08-22</small> #[[Ottica]] - <small>2023-01-16</small> #[[Simonia]] - <small>2023-05-02</small> #[[Eclettismo]] - <small>2023-05-02</small> #[[Maccabei]] - <small>2023-05-04</small> #[[Palla (sport)]] - <small>2023-05-12</small> #[[Solfeggio]] - <small>2023-08-02</small> #[[Tarantismo]] - <small>2023-08-08</small> #[[Tarantola]] - <small>2023-08-08</small> #[[Lenticchia d'acqua]] - <small>2023-10-01</small> #[[Lenticchia di palude]] - <small>2023-10-01</small> #[[Oceanografia]] - <small>2023-10-10</small> #[[Associazione (psicologia)]] - <small>2024-01-30</small> #[[Museo (Alessandria)]] - <small>2024-03-04</small> #[[Fortezza]] - <small>2024-03-08</small> #[[Animosità]] - <small>2024-03-13</small> #[[Traci]] - <small>2024-06-25</small> #[[Finanza pubblica]] - <small>2024-11-14</small> #[[Tufo]] - <small>2024-11-14</small> #[[Seghedino]] - <small>2025-01-10</small> #[[Nervo]] - <small>2025-02-28</small> #[[Valore (economia)]] - <small>2025-03-13</small> #[[Induzione elettrostatica]] - <small>2025-04-08</small> #[[Salmonide]] - <small>2025-04-11</small> #[[Basalto]] - <small>2025-04-23</small> #[[Pomice]] - <small>2025-04-24</small> #[[Feldspato]] - <small>2025-04-24</small> #[[Grotta del Cane]] - <small>2025-04-28</small> #[[Pisciarelli (area idrotermale)]] - <small>2025-04-28</small> #[[Zeolite]] - <small>2025-05-15</small> #[[Vulcano (vulcano)]] - <small>2025-06-12</small> #[[Vulcanello]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Panarea]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Basiluzzo]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Salina]] - <small>2025-06-17</small> #[[Isola di Stromboli]] - <small>2025-06-17</small> #[[Stromboli (vulcano)]] - <small>2025-06-17</small> #[[Canneto (Lipari)]] - <small>2025-06-19</small> #[[Teatro romano di Verona]] - <small>2025-07-01</small> #[[Agro romano]] - <small>2025-07-15</small> #[[Isola Filicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Isola Alicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Reno (Italia)]] - <small>2025-07-17</small> #[[Cerchia dei Navigli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Bevera (affluente dell'Olona)]] - <small>2025-07-23</small> #[[Santorini]] - <small>2025-07-23</small> #[[Cremasco]] - <small>2025-07-24</small> #[[Quattro elementi]] - <small>2025-07-31</small> #[[Candia]] - <small>2025-09-02</small> #[[Malvasia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Cocciniglia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Rondine riparia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Domodossola]] - <small>2025-09-11</small> #[[Scilla (Italia)]] - <small>2025-09-11</small> #[[Medusa luminosa]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ascidie]] - <small>2025-09-23</small> #[[Polipo (zoologia)]] - <small>2025-09-23</small> #[[Flora]] - <small>2025-09-24</small> #[[Vegetazione]] - <small>2025-09-24</small> #[[Legge del taglione]] - <small>2025-09-25</small> #[[Grazia (diritto)]] - <small>2025-09-25</small> #[[Fanano]] - <small>2025-10-03</small> #[[Val di Chiana]] - <small>2025-10-03</small> #[[Pila di Volta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Lampreda]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carcere minorile]] - <small>2025-11-05</small> #[[Enfiteusi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Duomo di Como]] - <small>2025-12-18</small> #[[Ambra]] - <small>2026-01-08</small> #[[Papiro]] - <small>2026-01-12</small> #[[Regalbuto]] - <small>2026-01-12</small> #[[Tempio di Segesta]] - <small>2026-01-13</small> #[[Marsala]] - <small>2026-01-13</small> #[[Cella (convento)]] - <small>2026-01-20</small> #[[Sfacteria]] - <small>2026-01-28</small> #[[Navarino (Grecia)]] - <small>2026-01-28</small> #[[Calamata]] - <small>2026-01-29</small> #[[Taigeto]] - <small>2026-01-29</small> #[[Modone]] - <small>2026-01-29</small> #[[Teoria del flogisto]] - <small>2026-01-30</small> #[[Epizoozia]] - <small>2026-02-03</small> #[[Marna (roccia)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Nauplia]] - <small>2026-02-05</small> #[[Tiepidezza]] - <small>2026-02-06</small> #[[Tirinto]] - <small>2026-02-09</small> #[[Argo (città antica)]] - <small>2026-02-11</small> #[[Spetses]] - <small>2026-02-12</small> #[[Idra (isola)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Porto di Malamocco]] - <small>2026-02-12</small> #[[Eubea]] - <small>2026-02-18</small> #[[Monumento di Filopappo]] - <small>2026-02-18</small> #[[Psara]] - <small>2026-02-24</small> #[[Smirne]] - <small>2026-02-24</small> #[[Ezani]] - <small>2026-02-24</small> #[[Abuta rufescens]] - <small>2026-02-27</small> #[[Alcamo]] - <small>2026-03-16</small> #[[Aloe (botanica)]] - <small>2026-03-16</small> #[[Erice]] - <small>2026-03-16</small> #[[Mazara del Vallo]] - <small>2026-03-17</small> #[[Castelvetrano]] - <small>2026-03-18</small> #[[Eraclea Minoa]] - <small>2026-03-18</small> #[[Platani]] - <small>2026-03-19</small> #[[Siculiana]] - <small>2026-03-19</small> #[[Abbazia di San Martino delle Scale]] - <small>2026-03-23</small> #[[Livella]] - <small>2026-03-26</small> #[[Ruwenzori]] - <small>2026-04-09</small> #[[Monti della Luna]] - <small>2026-04-09</small> #[[Tempio della Concordia (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small> #[[Tempio di Giunone (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small> #[[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona]] - <small>2026-04-20</small> #[[Licata]] - <small>2026-04-21</small> #[[Palma di Montechiaro]] - <small>2026-04-21</small> #[[Kamarina]] - <small>2026-04-21</small> #[[Acradina]] - <small>2026-04-22</small> #[[Epipoli]] - <small>2026-04-22</small> ===Raccolte=== #[[So di non sapere]] - <small>2022-05-04</small> #[[Credi dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small> #[[Voti dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small> ===Opere=== #[[I viaggi di Mandeville]] - <small>2021-11-08</small> #[[Algurisimo]] - <small>2021-11-10</small> ===In altre lingue=== #[[:en:Paolo Monti]] - <small>2021-09-29</small> #[[:es:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small> #[[:fr:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small> #[[:la:Athanasius Kircherus]] - <small>2021-10-13</small> {{div col end}} cfiqljwaztb6kblwi3dcymod3uymdcz Friederich Münter 0 187625 1411348 1411340 2026-04-23T12:11:16Z Spinoziano (BEIC) 86405 /* Viaggio in Sicilia */ 1411348 wikitext text/x-wiki [[File:Friederich Münter.jpg|miniatura|Friederich Münter]] '''Friederich Münter''' (1761 – 1830), vescovo luterano, archeologo e filologo tedesco naturalizzato danese. ==''Viaggio in Sicilia''== ===[[Incipit]]=== La città di [[Palermo]] e le intere sue contrade non possono gloriarsi di verun considerevole avanzo d'antichità. I tremuoti ed il dominio de' Saraceni annientarono tutto ciò che avrebbe potuto restarvi; e quanto forse qua e là potrebbe rinvenirsi, non sarebbe da mettersi in confronto certamente con quei superstiti antichi monumenti delle altre parti della Sicilia. È noto soltanto che vi siano stati due rinomati tempj, uno consagrato a Giove, e ad Ercole l'altro, de' quali non evvi più traccia veruna: ed oltre a questi un teatro, che nel 16.° secolo fu gettato a terra ad oggetto d'ingrandire il piano del palazzo. <!--(p. 9)--> ===Citazioni=== *S'erge la città {{NDR|di Palermo}} in una pianura, che stendendosi verso mare circondata resta da ripide ed alte montagne. È verisimile che queste ne' più remoti tempi siano state come baloardi contro l'effetto del mare; e che simile pianura non sia che il fondo di esso lasciato scoverto dopo che le sue acque si ritirarono, come sembra, in questa parte del Mediterraneo. (p. 11) *Paese molto grande, ed assai regolarmente costruito, Palermo è diviso in quattro parti principali da due strade che nel centro loro ad angoli retti si tagliano. Queste sono larghe, luminose e perfettamente in linea retta, di modo che ove si sta situato nell'ottagono formato da quattro palazzi, giusto dove quelle due strade s'intersecano, si ha il piacere di vedere tutte le quattro primarie porte della città. (p. 12) *I più celebri di tutti li dotti palermitani è il [[Gabriele Lancillotto Castello|Principe di Torremuzza]], che per le sue antiquarie, ed in particolar maniera numismatiche opere merito grandissimo si è acquistato. (p. 32) *Finalmente bisogna che io faccia ancora menzione d'un celebre poeta di Sicilia, [[Giovanni Meli]], uomo di vero e grande poetico talento. Egli è autore di molte piccole poesie in dialetto siciliano, che sono lette in tutta l'Italia con meraviglia; e sta travagliando ad una comica eroica composizione, che dev'essere una continuazione, o piuttosto Paralipomena di D. Quichotte, della quale mi ha egli fatto leggere alcuni canti, che secondo il mio giudizio sono in grado eminente eccellenti. È un male che questo illustre personaggio non può dedicarsi interamente alla poesia, per essere un medico il qual è costretto per vivere, esercitarne la professione, che non gli darebbe più profitto, se fosse comunemente noto ch'egli sia un poeta. (pp. 33-34) *A' più ricchi monasteri Benedettini di tutta l'Italia appartiene quello di [[Abbazia di San Martino delle Scale|S. Martino]] nel circondario di Palermo. Situato è questo su di un alto e scosceso monte, che difende la capitale dalla parte di ponente in una spaventevole nuda valle circondata d'alpestri e sterili rocce, ed un clima che ha più del nostro del nord che del temperato di Sicilia. La strada dalla città al chiostro non è più di quattro miglia e mezzo. Questa si dirige da bel principio in una folla di ville e cascine, ed ove non si vedono che feraci giardini, piante d'olivi e vigneti. A poco a poco comincia la strada a divenire montuosa, e tantosto le vedute molto selvagge. Si arriva in una valle circondata da enormi rocce, sulle quali vegetano soltanto alcune macchie d'erba, molta aloè, ''ficus opuntia'', e qua e là alcuni alberi d'olivo. La medesima si estende serpeggiando fra le balze, le quali di quando in quando si aprono; ed offrono bella veduta sulla fertile valle della città, sul porto e sul mare; ma si torna sempre più fra le rocce conforme si va in alto, finché si giunge alla sommità della montagna per via d'una strada assolutamente deserta, che conduce ad una più trista e malinconica valle, ove il monastero stassi infossato. Questo all'opposto è costruito con signorile magnificenza, di grande estensione, ed adorno di singolari lavori di marmo. Sì le camere de' frati, che de' forestieri sono belle e comode; i corridori larghi, alti e lunghi in modo che vi si perde quasi la vista. La scala maestra, sebbene poco più stretta, uguaglia quella di Caserta. Essa è intrecciata di marmo siciliano, interrotto negli estremi da grosse pietre cavate da possessioni appartenenti al convento. La chiesa è abbellita da nobile semplicità. (pp. 35-37) *Questa città {{NDR|di [[Monreale]]}} è sita sopra una ben formata altura, la quale è il termine de' monti che a traverso l'isola tutta si stendono sino al piè dell'Etna. La medesima ha una bellissima veduta sulla ubertosa pianura di Palermo, sul monte Pellegrino e sopra il porto e mare Mediterraneo, che tanto lungi si estende quanto l'occhio può giungervi. Monreale è piccolo e brutto; ed ha molto perduto dopo l'abolizione dell'arcivescovo. I proprietarj che vi dimorano sono gentiluomini Siciliani, le cui circostanze non permettono loro di vivere con lusso come in Palermo. (pp. 39-40) *[[Aloe (botanica)|Aloè]] ed una specie d'alberi con larghe foglie ripiene di pungoli innumerevoli (''[[Fico d'India|cactus opuntia]], Lin.'') nascono soprattutto in quantità incredibile ancora sulle più dure rocce. Il tronco dell'aloe, che porta fiore e frutto, s'innalza sino a cinque, o sei braccia, le di cui foglie ne sono spesso lunghe da due sino a tre. Di queste se ne fanno corde, ma non so se vi sia in Sicilia qualche ordinaria fabbrica, dove si lavorino. Con le due suespresse piante formano i contadini delle siepi, che impunemente non si possono attraversare. (p. 45) *La prima città nella parte occidentale della Sicilia è [[Alcamo]], situata e fortificata da' Saraceni in un piccolo monte, che verso il mare si stende, ed in conseguenza assai moderna, per potere contenere qualche cosa di osservabile per un viaggiatore antiquario. Pur non di meno è questa una delle più considerabili città municipali; ha tredici mila abitanti, e paga quattro mila once annue al re, e cinquecento al duca d'Alba grande di Spagna [...]. (pp. 46-47) *[[Segesta]] bisognò che fosse abbastanza potente, perché fu una volta in guerra, saccheggiata e conquistata da' Cartaginesi durante la medesima. La più remota sua istoria è interamente incognita. Si sa che aveva un porto nelle coste occidentali dell'isola chiamato l'Emporio degli Egestani. La distruzione di essa città ebbe probabilmente luogo nelle guerre de' Saraceni. Tra le sue rovine alcuni avanzi si osservano di antiche muraglie costruite con grosse pietre; alcuni resti d'un teatro ancora più estesamente scoverto a' tempi nostri dalle cure del dotto Principe di Torremuzza, il quale con toglier via la terra ha ritrovato molti sedili e diverse porte, per le quali gli spettatori entravano per sedersi. Degno particolarmente di osservazione è un tempio d'antico dorico stile assolutamente intatto, giacché nell'anno 1781 ciò che sembrava volersene cadere fu ristaurato. (pp. 48-49) *La città {{NDR|di [[Trapani]]}}, quantunque picciola, è una delle più ricche di Sicilia, giacché oltre il vantaggio che ella ha di molti facoltosi nobili che vi dimorano, gode d'un gran commercio di sale, che si ricava dalle vicine spiagge del mare, e niente vi abbisogna che il solo calore del sole per la necessaria evaporazione e per l'imbiancamento.<br>Pesche di tonni e fabbriche di coralli ne accrescono la floridità. Questi si ricavano dagli scogli che sono nel porto e nella spiaggia intorno, e se ne servono per diversi domestici usi, come per corone e per picciole statue di Santi, le quali riescono buone. Uguali travagli si fanno ancora nell'avorio e nell'ambra, la quale si trova sopra quelle coste, ed in marmo siciliano a diverse macchie, ed in bellissimo e bianco alabastro. (pp. 55-56) *Sei miglia distante da Trapani giacciono le rovine dell'antica [[Erice]] sul monte d'ugual nome, ora chiamato di [[Monte Erice|S. Giuliano]]. Questa grande montagna s'alza immediatamente al mare, ed è dopo l'Etna la più elevata in Sicilia. Dalla sommità sua distintamente si vede l'isola di Lampedusa, che sta fra Tunisi e Trapani, dalla cui spiaggia si osserva la notte il fuoco sulle coste africane. (p. 58) *L'istoria della città di Erice è molto sconosciuta. Sappiamo solamente che Amilcare nella prima guerra punica la sorprese, ne ammazzò, o vendé la maggior parte degli abitanti, e mandò il restante in Trapani. Probabilmente dopo la conchiusione della pace gli antichi abitatori d'Erice ritornarono al loro paese, e restarono in pacifico e non molestato possesso del medesimo. La picciola città, che ora è situata nella sommità di quel monte, sembra essere sorta dall'antica. Alquanto al di sopra di essa giaceva uno de' più celebri tempj dell'antichità consagrato a Venere Ericina. (p. 61) *Dopo due giorni di dimora in Trapani partii a 24 novembre per [[Mazara del Vallo|Mazzara]], città vescovile nella costa meridionale di Sicilia, da cui l'intera provincia o valle di Mazzara ha derivato il suo nome. La strada correva costantemente in vicinanza del lido in una piacevole pianura, la quale era meglio coltivata della contrada tra Alcamo e Trapani; e benché non passassi per mezzo alcun casale, pure molto spesso incontrai delle case sparse intorno le alture. La veduta di quelle campagne era la più mirabilmente deliziosa, perché verso la dritta, ed avanti di me scorgeva il mare africano con alcune sue picciole isole, e dalla sinistra mi si presentava la catena de' monti che attraversa l'intera Sicilia; mentre alle spalle restava Trapani ed il monte Erice, che con la maestosa sua grandiosità tutto l'orizzonte chiudeva. Il giorno era piacevole e bello come di primavera, a segno che io potei pranzare in aperta campagna vicino ad una solitaria fontana, che serviva per abbeverare le mandre. Ma ciò che più mi diede diletto, fu di mirare tante di queste greggi seminate sopra i pascoli, e dalle alture intorno i corni e le sampogne de' pastori ascoltare. (pp. 70-71) *Nel primo giorno giunsi a [[Castelvetrano]], grande, ben costruito paese, posto in una deliziosissima, fertile e ben coltivata pianura. Il suo particolar articolo di commercio è l'olio che si raccoglie da estesi vicini oliveti in quantità assai straordinaria. Ancora molto grano vi si produce; ed il vino che somministra questa contrada, è uno de' più squisiti e forti dell'isola tutta, per lo che la città deve avere assai di che nudrirsi. (p. 76) *Questa città {{NDR|[[Selinunte]]}}, secondo la testimonianza di [[Strabone]] e di [[Tucidide]], fu eretta nella 35.ª olimpiade, ossia 640 anni prima di G. C., da una colonia che dalla loro città sotto un capo di nome Pamilio vi aveano spedito i Megaresi, i quali un secolo prima erano in Sicilia dalla Grecia venuti. Essa tanto crebbe in potere ed in magnificenza, che nella 50.ª olimpiade, ossia anni sessanta dopo la sua fondazione, potè portare la guerra a' Segestani, una delle più forti nazioni siciliane d'allora. Sembra che questi due Stati siano vissuti in costante inimicizia, almeno come [[Diodoro Siculo|Diodoro]] e Tucidide rapportano. (p. 77) *Nella sera stessa giunsi in [[Sciacca|Isciacca]], ossia Xiacca, le antiche ''Thermae selinuntinae''. Questa città in forma di anfiteatro su d'una elevata roccia s'innalza, ed è mediocremente popolata da 8 sino a 9 mila persone. Non ha vetusti monumenti da fare ammirare, e molto meno fabbriche moderne può vantare, sebbene diverse chiese portino l'aspetto della ricchezza, per essere adornate, secondo l'uso siciliano, di diversi eccellenti lavori in marmo. (p. 85) *Io arrivai al fiume [[Platani|Platano]], l{{'}}''Alico'' degli antichi, il più grande tra quelli di Sicilia, difficile ad attraversarsi in tempo d'inverno, per essere assolutamente privo di ponti. L'acqua però essendo più bassa di quanto me l'avevano fatto le mie guide supporre, lo passai senza alcuno impedimento. Questo fiume è assai famoso nell'antichità. [[Minosse|Minos]] perseguitava [[Dedalo]], come seppe che questi si era rifugiato in Sicilia, per cui sbarcò con quantità grande di gente alla foce del medesimo, ove un tempo la città di [[Eraclea Minoa|Maccara]] trovavasi elevata. Questa, dopo che Minos dalla figlia del re Cocalo fu ucciso, ebbe il nome di Minoa, che le diedero i Cretesi in commemorazione di quello eroe, i quali rimasero nel paese, dopo che i Sicani posero in fiamme i loro bastimenti. In seguito la stessa fu chiamata Eraclea, perché Dorieo, uno degli Eraclidi, si stabilì in quel luogo in vigore del trattato ch'[[Eracle|Ercole]] dopo la morte di Erice conchiuso avea con i Siculi, i quali dovevano rimanere padroni dell'intera contrada, finché uno de' suoi discendenti fosse tra loro sbarcato. (pp. 88-89) *Non lungi da Girgenti, su d'una eminente roccia vicino al mare, s'erge la città di [[Siculiana|Sicoliana]], che ha un buon porto, e fa gran commercio di grani. Credono alcuni antiquarj che questa ed il fiume vicino siano stati chiamati ''Camico'', residenza un tempo di Cocalo re de' Sicani, presso del quale venne Dedalo fuggito da Creta. Questo architetto dové costruire le mura della città sul vertice della roccia, e condurvi una ripida ed incomoda strada. Gran contesa però tra gli antiquari si è destata, se bisogna cercare Camico in Sicoliana oppure nell'attuale Girgenti. (p. 90) *La città di [[Agrigento]] fu costruita in una amena e fertile contrada, che dalla spiaggia si estendeva sino alla rocca, ove giace la nuova città di Girgenti. In mezzo della medesima passava il fiume Acrago, da cui la città ebbe il suo nome, giacché si chiamava essa dal greco Ἀκράγας secondo il costume di molte popolazioni greche di nominare le loro città con il nome de' vicini fiumi e mari. (pp. 94-95) *Le strade {{NDR|di Agrigento}} sono assai incomode, alcune sono dritte, ma nella maggior parte scoscese ed anguste. Non vi sono belle fabbriche; le case si trovano troppo ristrette, e quasi tutte costruite senza calce e con una specie di pietra rossa che si ricava dal monte stesso e dal luogo medesimo ove queste s'innalzano. Solamente le case del vescovo, della libreria e del seminario costruite sono in gusto migliore, e adornano una bella piazza. All'opposto la veduta sopra l'intera contrada tra l'attuale Girgenti ed il mare e sulle sparse rovine è una delle più belle che io abbia giammai veduto. Pur non di meno io non l'osservai in tutta la sua magnificenza, perché mi trovava per disgrazia in Girgenti in tempo d'inverno, il quale defraudava al paese una gran parte della sua bellezza. (pp. 96-97) *Il luogo della propria città d'Agrigento, ora ripieno di giardini e vigne, è una delle più incantevoli contrade che la natura possa offrire. Si vedono intorno dispersi avanzi dell'antica città. I recinti che dividono i giardini l'uno dall'altro, o che segregano la strada, sono formati da vetuste pietre d'ornamenti architettonici e da rotte colonne in parte d'un bellissimo marmo. (p. 111) *{{NDR|Sul [[Tempio di Giunone (Agrigento)|tempio di Giunone]]}} Tutta questa rovina è inesplicabilmente bella e pittoresca; ed io oso sostenere di averne vedute molto poche che facciano una sì forte impressione, dove la maestosa contrada, gli odorosi giardini, gli alberi crescenti in mezzo ad architettonici frantumi, le antiche sontuose colonne metà alzate e metà stese a terra, le masse delle pietre che stanno l'una sopra l'altra, e la bella veduta al limite del colle, si uniscono tutti per riempire l'anima di grata e dolce sensazione. (p. 112) *{{NDR|Sul [[Tempio della Concordia (Agrigento)|tempio della Concordia]]}} Trecento passi dal tempio di Giunone ve n'è un altro, il quale sinora è interamente illeso. La sua base, i corrispondenti gradini, tutte le sue scanalate colonne, l'architrave, il frontespizio, la cella, ed in una parola il tutto nel più perfetto stato si vede. Questo presenta la più distinta idea che possa aversi del modo, in cui un vetustissimo tempio compariva. Il suo colore è di un rosso gialliccio, dacché la pietra della quale è costruito, è di qualità sabbiosa, rossiccia, mischiata con calcinate chiocciole; il quale colorito spande uno straordinario piacevole incanto. In questo edifizio regna l'antica dorica maestà ad una grande decorazione unita; ed il suo effetto, per qualunque parte si possa riguardare, è grande oltre misura, perché l'armonia dell'opera tutta, l'occhio totalmente alletta e sorprende. (p. 115) *Quattro miglia in distanza dalla città verso il nord vi è un monte chiamato [[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona|Macaluba]], che merita farsene menzione, perché questo da una quantità di piccoli crateri che si trovano sulla piana sua sommità, vomita sempre acqua fredda mischiata con creta, come le montagne vulcaniche gettano fuoco e lava. Qualche volta fa delle grandi gonfiagioni, si sentono de' gagliardi sotterranei tuoni, e finalmente formandosi de' buchi, getta da questi acqua fredda e creta. La superficie del monte sembra essere vuota, giacché, quando vi si cammina, il suolo si piega come ghiaccio sottile. (pp. 131-132) *Io lasciai Girgenti li 6 dicembre 1785, ma soddisfar non potei il mio desiderio di vedere [[Enna|Castrogiovanni]], l'antica Enna dalla favola, e da' poeti tanto altamente celebrata, la quale, situata nel mezzo del paese, fu chiamata l'umbilico di Sicilia, come Delfo il centro della terra, per lo che [[Pindaro]] ed altri le diedero il nome di ''ὀμϕαλός τῆς γῆς''. Nel mese d'inverno possibil non è di viaggiare per l'interno dell'isola, ove le strade sulle montagne coverte sono di profonda neve, e irrigate da molti torrenti le valli, sopra de' quali né ponti, né altri mezzi di passaggio vi sono, per cui i viaggiatori sono spesso trattenuti, oppure un più lungo giro costretti di fare. (pp. 133-134) *Miniere siffatte {{NDR|di zolfo}} si estendono nelle vicinanze di [[Palma di Montechiaro|Palma]], città di mediocre grandezza situata miglia dodici italiane da Girgenti.<br>Ivi mi trattenni mezza giornata, e niente osservai di particolare se non un [[Palma da datteri|albero di palma]] in mezzo del mercato. Questo fu il secondo che io vidi in tutta la Sicilia, e produce fiori e datteri, i quali sono ugualmente gustosi che gli africani. Da qui è da convincersi che tali alberi prosperar possono in tutta l'isola e forse ancora nella bassa Italia, e divenirvi indigeni; e quindi dovrebbe l'agricoltore acquistare quest'altro ramo di nutritura, perché pochi di questi alimentar potrebbero una picciola famiglia, mentre i loro frutti, come assai piacevoli, sarebbero generalmente ricercati. (pp. 134-135) *Dopo un breve cammino da Palma nella città di [[Licata]] arrivai. Giace la medesima alle falde d'un alto monte, e immediatamente al mare. Il di lei porto è assai pericoloso, e precisamente quando soffia forte vento di scirocco che vi è rimpetto. Io vi giunsi dopo poche settimane che un bastimento d'Olstein aveva naufragato nel porto stesso. Osservai il luogo ove questo disastro successe, il quale soltanto pochi passi era dalla spiaggia distante. Gran contesa tra gli antiquarj è insorta, se Licata sia la famosa Gela o Phintia, fabbricata da Phintia dopo aver distrutta Gela, i di cui abitanti popolarono quella città. Forse i due partiti hanno in certo modo ragione, perché quando Licata non fosse l'antica Phintia, pur non di meno ha potuto portare il nome di Gela in memoria di essa, dalle cui rovine fu quella fabbricata e da' suoi abitatori popolata. (pp. 135-136) *La presente città di [[Gela|Terranova]] fa commercio grande di canape, e particolarmente di soda e cotone, che si producono nella contrada. Essa contiene 10 mila anime, e la sua prosperità si lascia rilevare da' dazj che la medesima con il suo territorio paga annualmente al duca di Monteleone suo attuale barone, che montar si fanno a 40 mila scudi. (p. 139) *Attraversai Biscari [...]. Ivi giacea la celebre ed antica [[Kamarina|Camarina]], di cui non altro più rimane che un pezzo di muraglia che apparteneva alla cella d'un tempio. [...] Divenuti i Camarinesi da bel principio ricchi e potenti, e quindi superbi, una ribellione contro i Siracusani suscitarono, i quali sembra che mantenuto avessero sopra di coloro un certo dominio. Furono in conseguenza i Siracusani costretti di rivolgere le armi contro la loro propria colonia, che la molestarono per l'intero corso di anni sedici. (pp. 139-140) *Camarina ebbe in seguito nuovi abitatori di Gela; ma sembrava che lo spirito di rivolta diretto si fosse in questo paese; giacché per la seconda volta esternossi; per lo che [[Gelone]], tiranno di Gela e poi di Siracusa, distrusse Camarina che fu poscia dai di lui abitanti di nuovo provveduta. Essa andò crescendo in potere e considerazione, perché [[Pindaro]] ce lo fa conoscere [...]. Nelle guerre puniche Camarino si gettò sempre nel partito de' Cartaginesi; fu vinta da' Romani e probabilmente per la terza volta devastata, perché costoro vi mandarono una nuova colonia. Questa è l'ultima notizia che noi abbiamo di questa città, la qual ebbe uguale sorte con tutte le altre grandi che fiorirono un tempo sopra di quel littorale. Non vi è forse luogo in Europa ove tanto apparentemente possa l'uomo persuadersi della vanità di tutte le grandezze terrestri quanto in [[Sicilia]], in cui si osservano gli avanzi di vetustissime opulente città, e i siti su de' quali esse si ergevano [...]. (pp. 141-142) *Presso Camarina esiste un lago già dagli antichi menzionato, per mezzo del quale scorre il fiume ''[[Ippari|Hypparis]]'' che alla nazione dava il comodo di poter trasportare nella città gli alberi che si tagliavano sul monte. I suoi vapori erano assai malefici, come lo erano quelli di [[Selinunte|Selino]]. I Camarinesi consultarono un oracolo che probabilmente nelle vicinanze si venerava, e fu loro risposto, esser meglio lasciarlo come si trovava. Pur non di meno fu da quei paesani fatto disseccare, e da questo lato si avvicinò il nemico che distrusse la città. Questo lago al presente è nella maggior parte di terra coverto.<br>Molti vasi greci d'un bellissimo disegno con una quantità d'altri lavori in creta ritrovati si sono nelle adjacenze di questa città. (p. 142) *Tra le più grandi e rinomate città greche dell'antichità, a riserva di Atene, non ve n'è altra che meritar possa di uguagliarsi con [[Siracusa]]. Offre non piccola idea della potenza di questa repubblica l'osservare che la medesima fu nello stato di acquistare il dominio sulla metà di tutta l'isola; di mettere ostacolo a' progressi de' Cartaginesi in questo paese; di bravare gli attacchi degli Ateniesi in un tempo in cui questa nazione era temuta da tutta la Grecia, distruggendole due grandi flotte ed altrettante potenti armate; e ch'essa finalmente poté resistere al potere di Roma sotto il vincitore di Annibale, Marcello; e non sarebbe stata detta città ad ubbidienza forzata, quando interne dissenzioni, ch'erano state causa di tutta la guerra coi Romani, non avessero dato a quel comandante l'occasione di mettersi d'accordo con alcuni distinti cittadini, che lo ajutarono a prendere possesso d'una porzione di essa. (pp. 148-149) *La prima parte della città, [[Isola di Ortigia|Ortigia]], ossia l'isola, era ben anco distintamente fortificata. Essa difendeva il piccolo porto e comunemente credeasi che ivi esistessero il palazzo de' più antichi Sovrani, la sepoltura del primo [[Dionisio I di Siracusa|Dionisio]] e forse quelle di molti altri Principi. Tutto questo però fu demolito da [[Timoleonte|Timoleone]], dopo di aver discacciato [[Dionisio II di Siracusa|Dionisio il Giovane]]. (p. 157) *Vengo adesso all'[[Acradina]], la quale, posta in terra ferma, è vicinissima all'isola. Questa, la più antica delle altre parti dopo Ortigia, si estendeva da entrambi i porti, presentando a coloro che la vedevano dalla parte di mare nell'epoca di sua magnificenza, un aspetto tale da uguagliarsi con quello di Napoli e Genova. [...] dappoiché non solamente Acradina, ma sì bene [[Tempio di Zeus (Siracusa)|Olimpo]] nel porto esistevano; e da lì sino alla punta più estrema del suolo, ove si alzava la fortezza Plemmirio, era tutto fabbricato e considerarsi poteva come la madre patria di Siracusa. (p. 173) *L'intero terreno su di cui tutto il resto di Siracusa stava situato, non era che una roccia, la quale dal mare ad una mediocre sommità si alzava, ove [[Epipoli]] una volta giaceva. In Acradina questa rupe è coverta di terra e praterie, essendovi ancora sparsi qua e là vigneti e campi; ma in Tico, Neapoli ed Epipoli, eccettuati alcuni luoghi per pascoli, non vi sono che nude pietre e smisurati cumoli di disordinate ammontichiate rovine. Acradina non ha che pochi resti di antichità. Si vede un anfiteatro che per la metà è coverto di terra, e pare che una valle elittica uguagli, in cui non si scuoprono che alcuni pochi gradini ed i così chiamati ''vomitorj'', ossia porte, per mezzo delle quali gli spettatori da sì interno corridore dell'anfiteatro salivano a' loro posti. La forma sua elittica si è pienamente conservata. Molti gradini, che servivano da sedili, sono intagliati nella pietra stessa. Si osserva ancora una parte del corridore costruito con pietre da taglio, ma così pieno di terra e di rottami di fabbrica che appena vi si può penetrare. (p. 174) *Epipoli cominciava da Labdalo, e fu considerata propriamente attaccata a Siracusa a tempo dei Romani. Non si trova vestigio alcuno di antichi edifizj che dimostrar possa che una parte della città in queste nude rocce abbia esistito. Noi sappiamo che ivi piantò il campo Marcello come ancora che sanguinose battaglie vi ebbero luogo tra gli Ateniesi e i Siracusani. Una latomia che in Epipoli è assai presso a Labdalo, ha ben anco servito per carcere degli Ateniesi, dove il poeta Filosseno scrisse il suo Ciclope. Sopra il più alto e scosceso orlo della rupe sta elevato il castello Eurielo costruito da [[Nicia]], nell'aver preso Labdalo, per potere meglio difendere questo posto importante, ma fu egli in seguito, tanto da qui, come da Siracusa, discacciato. Il principio che conduce ad Eurielo, chiamato ancora ''Arx summa'', è straordinariamente alpestre. Ha la forma triangolare, la cui sommità gira quasi cento passi. Niente è rimasto delle fortificazioni, se non che un pezzo di muro, il qual era costruito là dove la rupe che da per tutto è quasi perpendicolare, non era ivi tanto scoscesa. Nel mezzo di questo piccolo castello vi sono alcune cisterne. La veduta da quest'altura è internamente bella. Si vede tutta Siracusa, la campagna adjacente, i porti, il mare ed una gran parte delle coste meridionali della Sicilia. (pp. 208-209) *L'[[Fiume Anapo|Anapo]] è il solo fiume in tutta la Sicilia in un certo modo navigabile da piccole barche; ma si è perduto questo vantaggio a causa dei giunchi e del fango da' quali all'estremo è ingombrato. Detto fiume scaturisce ad una distanza da Siracusa di quattordici miglia italiane, quasi miglia tre alemanne; si perde in seguito sotto terra e ricomparisce a quattro, o cinque miglia dal porto. (pp. 210-211) *Ercole, nell'attraversare la Sicilia, stabilì in quel luogo una festa che si celebrava da' Siracusani con una grande e giuliva adunanza. Gli animali per il sagrifizio erano gettati in quell'acqua. Questo stesso fonte è per altra ragione interessante: cioè che il medesimo è ripieno della pianta ''[[papiro]]'' tanto nota nell'antichità, la quale richiede un'acqua assai placida, e che si è creduta sinora trovarsi soltanto nel Nilo. Quasi in tutta la sponda prospera tale giunco, il quale sino da tempo fa non era usato in Siracusa che per legare i covoni nelle messi, e parte ancora per versarlo sui pavimenti delle chiese in occasioni festive, per cui se n'era di molto diminuita la quantità. (p. 212) ==Bibliografia== *Friederich Münter, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4742922 Viaggio in Sicilia]'', vol. 1, traduzione di Francesco Peranni, Sonzogno, Milano, 1831. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Munter, Friederich}} [[Categoria:Archeologi]] [[Categoria:Filologi]] [[Categoria:Vescovi danesi]] [[Categoria:Vescovi tedeschi]] 160eha3rcxd6nz0hw92sv3125fto86t Jan Witteveen 0 194065 1411398 1365654 2026-04-23T18:31:16Z Danyele 19198 /* Citazioni di Jan Witteveen */ link più pertinente 1411398 wikitext text/x-wiki '''Jan Witteveen''' (1947 – vivente), ingegnere olandese. ==Citazioni di Jan Witteveen== {{cronologico}} *{{NDR|Nel 2005}} La [[Aprilia RS Cube|RS3]] ha cominciato a funzionare come si deve solo lo scorso anno, ma ormai era troppo tardi. Personalmente, avrei preferito scendere in campo con un bicilindrico, cosa che avrebbe fatto fruttare la nostra esperienza in Superbike, dove la RSV1000 era già una moto vincente, ma il mio parere è stato ignorato, anche se ciò avrebbe permesso all'azienda di risparmiare un sacco di soldi che, viceversa, sono stati dati alla Cosworth per la progettazione del motore a tre cilindri. Allo stesso modo, non avremmo dovuto ingaggiare piloti così cari come Edwards ed Haga, soprattutto nel momento in cui non avevamo una moto vincente da mettergli a disposizione. Tutto questo ci ha fatto sprofondare nella merda. Abbiamo finito con l'avere sempre meno soldi, man mano che la pressione per ottenere i primi risultati cresceva. L'anno scorso ho cominciato a sentire le prime voci riguardanti fornitori che non venivano pagati, mentre gli ingegneri di pista del nostro Team erano sempre meno di gara in gara. Quando è subentrata la Piaggio, ho aspettato per vedere che cosa sarebbe successo, ma una volta che mi sono reso conto che nessuno aveva la minima idea su come procedere, ho preferito andarmene. E così ho fatto!<ref>Da un'intervista a ''Moto Revue''; citato in Alan Cathcart, ''[https://www.dueruote.it/sport/motogp/2005/05/21/witteveen-il-tre-cilindri-fu-un-errore.html Witteveen: il tre cilindri fu un errore]'', ''dueruote.it'', 21 maggio 2005.</ref> *{{NDR|«In che modo [...] una [[Classe 250|250cc]] a due tempi aiuta la crescita del pilota?»}} È una questione di dinamica del mezzo. Il motore di un veicolo che pesa cento chilogrammi, dotato di molti cavalli, è più dinamico nel modo in cui sviluppa la propria potenza rispetto a un quattro tempi. Con una quattro tempi il motore è meno veloce, ma in una 250 bisogna saper gestire l'acceleratore e il contatto tra questo e la ruota posteriore. Questa "filosofia del motore" è molto costruttiva per la formazione del pilota. Penso che con una quattro tempi, se la moto è al limite o sta andando in una certa direzione, è possibile correggere più facilmente la traiettoria, ma in questo modo si acquisisce minore esperienza per quanto riguarda la guida e la preparazione dell'assetto.<ref>Da un'intervista a Japan Italy Racing; citato in ''[https://www.motoblog.it/post/9180/intervista-jan-witteveen-parla-della-250 Intervista: Jan Witteveen parla della 250]'', ''motoblog.it'', 3 agosto 2007.</ref> *{{NDR|Nel 2015}} Quando fu deciso, in grande fretta, di debuttare in MotoGP in Aprilia non avevamo le competenze, né tantomeno le attrezzature come le "clean room" per il montaggio dei motori così commissionammo alla Cosworth la progettazione della parte alta del motore. Tutto ciò che oggi c'è e funziona nelle attuali MotoGP era già nella "Cube" nel 2002 [...] aveva le valvole pneumatiche, l'albero motore controrotante, la frizione in carbonio ed il ride by-wire. In realtà il problema fu lo sviluppo. La Cosworth, che inizialmente avrebbe dovuto occuparsi del progetto solo nella fase iniziale, il primo anno, per passarci proprio il know-how, non fu molto collaborativa. Così l'evoluzione non fu rapida come avrebbe dovuto essere.<ref name="Scalera">Citato in Paolo Scalera, ''[https://www.gpone.com/it/2015032916386/Witteveen-cos%C3%AC-Aprilia-invent%C3%B2-il-futuro.html Witteveen: così Aprilia inventò il futuro]'', ''gpone.com'', 29 marzo 2015.</ref> *[...] la mia esperienza mi dice che quando un progetto nasce bene, in realtà poi i passi in avanti che si fanno solo relativamente piccoli, appunto perché ogni cosa introdotta per funzionare lo ha fatto secondo progetto.<ref name="Scalera"/> *{{NDR|Nel 2019}} Il [[motocross]] è cambiato completamente. Una volta le competizioni, e anche il motocross, rappresentavano per le case madri un ottimo banco di prova per sviluppare le moto, per sviluppare tecnologia e soluzioni che a lungo andare andavano poi a finire sulle moto di produzione. Oggi il motocross da sport è diventato quasi uno spettacolo dove la parte tecnica sulle moto è quasi scomparsa. Oggi sulle moto non si vedono più cambiamenti radicali come avveniva all'epoca, o meglio ci sono ancora, ma sono meno eclatanti. Oggi il motocross è uno spettacolo perchè la gente vuole emozioni e vedere gare in cui, sino all'ultima curva, non si sa chi vince, quindi tutti devono avere bene o male lo stesso pacchetto. Si potrebbe sicuramente fare una moto che è migliore delle altre, ma a quel punto lo spettacolo diventerebbe noioso e nessuno vuole questo. Infatti i regolamenti attuali sono scritti, purtroppo, per evitare che ciò accada. Quindi come ingegnere io sono contento di avere vissuto il passato, la mia epoca. Oggi la creatività è ingabbiata dai regolamenti. C'è poco spazio per sperimentare.<ref>Da Daniele Sinatra, ''[http://www.mxtribe.com/2018/2019/04/09/intervista-a-jan-witteveen/ Intervista a Jan Witteveen]'', ''mxtribe.com'', 9 aprile 2019.</ref> *{{NDR|Nel 2019}} Io credo all'[[Veicolo elettrico|elettrico]] solo per uso urbano, per i pendolari che con una batteria piena fanno avanti e indietro in un range di 20/30 km. Va bene per la città, dove può essere una possibilità per migliorare la qualità dell'aria, che supera i livelli accettabili. Oltre non lo vedo. Penso che l'elettrico sia una soluzione forzata anche politicamente. Le emissioni a zero non ci sono, finché non abbiamo l'energia prodotta veramente a emissioni zero, a impatto ambientale zero. Per non parlare dei problemi legati alle batterie, alla loro produzione, al loro riciclaggio. Poi c’è il problema della rete di distribuzione elettrica, che non trovo sufficiente, soprattutto se in futuro dovessimo attaccare tutti la moto o l’auto alla spina per ricaricare le batterie. Sarebbe un problema, ci vorrebbe un altro tipo di infrastruttura, con cavi decisamente più grandi per trasportare molta più energia. Per cambiare la rete occorrerebbero almeno 10/20 anni, ammesso che si partisse subito.<ref>Da Diego D'Andrea, ''[https://www.inmoto.it/news/news/attualita/2019/12/13-2574244/il_futuro_delle_moto_secondo_jan_witteveen_l_intervista Il futuro delle moto secondo Jan Witteveen: l'intervista]'', ''inmoto.it'', 13 dicembre 2019.</ref> *Bisogna che ci chiediamo che cosa è, oggi, la [[MotoGP]]. Fino alla prima decade, il 2010, è stata uno strumento che la Casa costruttrice aveva a disposizione per studiare cose nuove, per sviluppare la tecnologia che nel medio termine si poteva pensare di usare per la produzione di serie; penso ai consumi, ad esempio. Poi, Dorna ha preso una strada diversa: oggi la MotoGP più che uno sport è uno spettacolo. [...] {{NDR|«Come si fa, oggi, a fare una moto che vada più forte delle altre?»}} Bisogna cercare dei vuoti nel Regolamento, e cercare di sfruttare il tuo vantaggio più che puoi; perché appena dimostri che la tua moto magari domina, e questo altera lo spettacolo, si interviene sul Regolamento Tecnico. [...] Oggi va così. La Dorna non vorrebbe più trovarsi nella situazione in cui un pilota parte, allunga, prende un vantaggio e va a dominare la gara. Perché diventa monotona, come spettacolo, mentre l'obiettivo di Dorna è creare lo spettacolo [...] L'obiettivo è quello: i piloti dovrebbero stare insieme per tutta la gara, per lottare nel finale. È la miglior situazione che può desiderare chi sta davanti alla TV. Ma anche in circuito. Poi, certo, non è sempre possibile [...]. Però il regolamento è fatto per provare ad evitarlo.<ref>Da ''C'è più spettacolo che tecnologia'', ''SLICK'' nº 17, settembre-ottobre 2022; citato in un [https://www.facebook.com/slick.bikemagazine/posts/pfbid02aDKi1FMGm97gAWQoeQjXxep46hD4c6XhEUpjep5H8Y6o9s2jgJiE1FCpRLCSTg83l post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 20 settembre 2022.</ref> {{Int|''[https://motosprint.corrieredellosport.it/news/motomondiale/2021/12/28-5047601/jan_witteveen_io_e_l_aprilia_una_storia_d_amore_ Jan Witteveen: "Io e l'Aprilia, una storia d'amore"]''|Intervista di Riccardo Piergentili, ''motosprint.corrieredellosport.it'', 28 dicembre 2021.}} *{{NDR|«Perché ti considerano il papà del [[Aprilia Racing|reparto corse Aprilia]]?»}} Quando arrivai in Aprilia, decisi di creare know-how, utilizzando le tecnologie che si trovavano in Europa. Appoggiarsi ai giapponesi avrebbe significato utilizzare materiale di "Serie B" [mentre] volevo sviluppare quello che i giapponesi non avevano, creando un sistema italiano-europeo. Avevo molta esperienza sui due tempi con ammissione a disco rotante. Tutti dicevano che era una tecnologia vecchia, superata. Io, però, continuavo a dire: "Seguiamo la nostra strada e alla fine si vedrà chi ha ragione". Volevo diversificare, non tanto per il gusto di avere qualcosa di particolare ma per battere la concorrenza. {{NDR|«Il tuo progetto divenne vincente in fretta...»}} Siamo arrivati al punto che i giapponesi si sono interessati alla nostra tecnologia. Yamaha e Honda hanno cercato di copiare Aprilia, costruendo un prototipo con motore a disco rotante. La Yamaha lo ha fatto anche correre con Tetsuya Harada, ma di fatto nessuno dei due funzionava bene, perché i giapponesi hanno fatto quello che volevano far fare a me, cioè copiare. Quando ho visto che loro stavano cercando di copiare, che è sinonimo di non capire bene come migliorare, sono stato contento. Quando copi il lavoro di altri, se sei molto, molto bravo, al massimo puoi ottenere lo stesso risultato di colui che hai voluto copiare. *[[Tetsuya Harada|Harada]] guidava meravigliosamente, però era troppo gentile e quando sei troppo gentile non contrasti l'avversario. Lui sapeva di essere veloce, però se arrivava un pilota più veloce, lo faceva passare. Aveva un comportamento strano, per un pilota. *Tra i giapponesi, quello più facile da gestire era [[Kazuto Sakata|Sakata]]. Era "testone" ma anche un combattente e faceva la differenza, nella 125; quando avevamo un problema, induriva la taratura delle sospensioni e ci metteva del suo. *[[Luca Cadalora]], quando aveva la moto a punto, vinceva, ma se non aveva la moto a posto, non vinceva. *[[Max Biaggi]] era molto bravo a sistemare la moto, perché voleva partire forte e gestire la gara, senza rischiare. Così facendo, poteva amministrare le gomme, stressare meno la meccanica e guidare come meglio credeva. *La 250 è stata la migliore moto per preparare i piloti, perché era leggera ma molto prestazionale. Infatti, Aprilia e Honda hanno realizzato delle 400 e 500 bicilindriche, cioè delle 250 più veloci. Quei prototipi erano leggerissimi e si impennavano molto. Girando insieme alle 500 con quattro cilindri, in curva le bicilindriche dovevano andare più lente del loro standard e in accelerazione si impennavano ancora più del normale, perdendo quindi tempo. Per questo, in gara, le 400 e le 500 bicilindriche avevano dei limiti. Però, se parliamo di prestazioni sul giro, erano competitive, e infatti con quel progetto Aprilia ha conquistato anche delle pole position. Questo discorso spiega che la 250, 100 cavalli per 100 kg, era una scuola eccezionale per tutti i piloti. ===Citazioni non datate=== {{Int|''[https://www.slick-magazine.com/workroom/jan-witteveen-beggio-aprilia-moto-gp/ Jan Witteveen. Quando Beggio disse "No" di fronte alla richiesta di prudenza]''|''slick-magazine.com''.|h=4}} {{NDR|Sull'[[Aprilia RS Cube]]}} *Certo che non è andata come si pensava, il primo a dirlo sono io. Ma ci sono vari motivi. Uno di questi è che noi, nel 2002, non eravamo pronti. Io l'avevo capito, infatti avevo proposto di ritardare il debutto {{NDR|in MotoGP}} di un anno, ed entrare nel 2003 [...]. Ivano Beggio, che era ancora il proprietario di Aprilia in quel periodo, era diventato anche Presidente della MSMA (l'associazione dei Costruttori impegnati nei Gran Premi) quindi voleva che Aprilia fosse presente al debutto della nuova era. Anche per una questione di onore e orgoglio. Io tentai di spiegare che era meglio aspettare, che un anno in più ci avrebbe fatto molto comodo, ma lui non accettò [...]. Volle andare avanti secondo i piani, solo che i fatti confermarono che avremmo avuto bisogno almeno di un altro anno. *La Cosworth possedeva la tecnologia per gestire le valvole pneumatiche – servivano infatti delle cose particolari per sviluppare quel sistema – invece noi non avevamo così tanta esperienza in questo campo [...]. Loro hanno ritardato un po' lo sviluppo rispetto ai tempi del contratto, così anche per il 2003 eravamo dipendenti un po' dalla Cosworth. [...] Alla fine della stagione [...] ci siamo slegati anche a livello operativo, e così dall'inizio del 2004 abbiamo cominciato a fare noi lo sviluppo, internamente. Quello è stato il primo anno in cui gestivamo tutto da soli, in azienda, e abbiamo costruito un progetto sensibilmente evoluto con tanta curiosità di vederlo in gara nel 2005. Ma [...] proprio alla fine del 2004 sono cambiate le cose: l'Aprilia, che aveva gravi problemi finanziari, è entrata nel Gruppo Piaggio {{NDR|«e il vertice del Gruppo ha messo fine al programma MotoGP immediatamente, sostenendo che costava troppo per i risultati che portava»}}. *Valvole pneumatiche, albero controrotante, Ride by Wire: oggi tutte queste cose sono la normalità su una MotoGP, ma all'inizio degli Anni Duemila ho fatto parte del gruppo che le ha messe per la prima volta, tutte insieme, su una moto da corsa. Vuol dire che [...] abbiamo indicato la strada su come si doveva fare una moto da corsa moderna. E questa resta per me una grande soddisfazione. *{{NDR|Sulla [[Honda RC211V]]}} [...] la Honda fece le mosse giuste. Noi, molto meno. [...] Il regolamento originale {{NDR|della MotoGP}} diceva: "4 cilindri tot peso", "3 cilindri tot peso", "bicilindrici tot peso", "oltre 4 cilindri tot peso... fino a 6 cilindri". [...] ad un certo punto la Honda chiese di permettere al 5 cilindri di essere pesante come un 4 cilindri. Dopo una breve discussione la MSMA disse "va bene, non è un problema", perché si era tutti convinti che nessuno avrebbe fatto un motore con più di 4 cilindri. Invece la Honda stava facendo il V5. E quando, in Giappone, mesi dopo, la Honda annunciò che aveva fatto il 5 cilindri, realizzai che quella richiesta aveva uno scopo ben preciso: eh sì, prima c'erano 10 kg di differenza da uno all'altro, poi 4 e 5 avevano lo stesso peso. ==Citazioni su Jan Witteveen== *Per me il genio assoluto dei due tempi. ([[Carlo Pernat]]) *Una delle persone che mi ha insegnato di più nell'arco della mia carriera è stato Jan Witteveen. Non solo mi ha dato insegnamenti dal punto di vista tecnico, ma anche nella gestione delle persone e della squadra. Un aspetto probabilmente ancora più determinante di quelli tecnici. ([[Luigi Dall'Igna]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Witteveen, Jan}} [[Categoria:Ingegneri]] [[Categoria:Olandesi]] 6as5og6z2czhjnzdp2ofu57e1wgjsn4 Luigi Dall'Igna 0 194084 1411408 1404475 2026-04-23T18:46:48Z Danyele 19198 /* Citazioni di Luigi Dall'Igna */ fix minori e semplificazioni 1411408 wikitext text/x-wiki [[File:Luigi Dall'Igna (cropped).jpg|thumb|Luigi Dall'Igna (2022)]] '''Luigi Dall'Igna''' (1966 – vivente), ingegnere italiano. ==Citazioni di Luigi Dall'Igna== {{cronologico}} *Un errore che si fa spesso è quello di buttare via il lavoro fatto da altri e credere che la propria idea sia l'unica giusta. In realtà non è mai così. Si può imparare tanto dall'esperienza degli altri se si ha la volontà e la pazienza.<ref name="Aglio-2014">Dall'intervista di Matteo Aglio, ''[https://www.gpone.com/it/2014083114609/DallIgna-copiare-le-jap-Ducati-%C3%A8-unica.html Dall'Igna: copiare le jap? Ducati è unica]'', ''gpone.com'', 31 agosto 2014.</ref> *Come sempre, se si copia è facile arrivare secondi.<ref name="Aglio-2014"/> *Il mio primo lavoro è stato alle Officine Michelotto di Padova. Giuliano era preparatore di Ferrari da competizione, la tesi in ingegneria meccanica l'ho fatta nella sua officina. Tema: calcolo di una scocca in carbonio di una Gruppo C. Sono rimasto un paio di anni, Michelotto seguiva per la Ferrari le F40 nel campionato Imsa, frequentavo spesso Maranello. Poi, quando il programma fu chiuso, cominciai a guardarmi intorno. E la mia fortuna fu incontrare [[Jan Witteveen|Jan]].<ref>Dall'intervista di Paolo Ianieri, ''[https://www.gazzetta.it/Moto/moto-GP/03-04-2015/motogp-dall-igna-rilancio-ducati-ferrari-110327795889.shtml Dall'Igna: "Rilancio la Ducati, ma potevo essere in Ferrari"]'', ''gazzetta.it'', 3 aprile 2015.</ref> *Essere [[Ducati Corse|ducatista]] va al di là del tifo, ti strega. Io ho vinto tanto con l'[[Aprilia Racing|Aprilia]], eppure non c'è paragone.<ref name="Ianieri">Citato in Paolo Ianieri, ''[https://www.gazzetta.it/Moto/moto-GP/16-08-2017/motogp-ducati-passione-rossa-quando-tifo-marchio-2101036576646.shtml Ducati, passione rossa: quando il tifo è per il marchio]'', ''gazzetta.it'', 16 agosto 2017.</ref> *Il giorno in cui comincerò un Mondiale non pensando di poterlo vincere, me ne starò a casa e andrò in giro in camper.<ref name="Ianieri"/> *Quando avrò vinto il titolo avrò raggiunto il mio ideale di moto.<ref>Dalla presentazione della Ducati Desmosedici GP19; citato in ''[https://www.insella.it/motogp/news/intervista-esclusiva-gigi-dalligna-la-mia-moto-ideale-e-quella-che-vincera-il-titolo MotoGP 2019 Gigi Dall'Igna: "La mia moto ideale è quella che vincerà il titolo"]'', ''insella.it'', 19 gennaio 2019.</ref> *Evidentemente ogni moto ha dei pro e dei contro, è impossibile concentrare su una moto solo i pro. Quando uno prepara un assetto per migliorare determinati aspetti per forza di cose ne penalizza degli altri. Sposto la coperta sul corpo e qualche volta scopro i piedi, altre volte la testa.<ref name="Gucci">Da Matteo Gucci, ''[https://www.cuoredesmo.com/luigi-dalligna-intervista-al-direttore-di-ducati-corse/ Luigi Dall'Igna, intervista al Direttore di Ducati Corse]'', ''cuoredesmo.com'', 3 giugno 2020.</ref> *Le ali sulle moto non le ho scoperte io [...]; dal mio punto di vista però ho ritenuto che in qualche modo l'aerodinamica sulle moto fosse stata sempre trascurata, per tanti motivi, quindi è stato uno dei settori sui quali ho voluto fare qualcosa di più.<ref name="Gucci"/> *Di sicuro non chiederò mai un cambio di regolamento per far abolire le innovazioni degli altri.<ref>Citato in ''[https://www.gpone.com/it/2022/11/06/motogp/dalligna-pensavo-di-vincere-prima-mai-chiedero-un-cambio-regolamento-contro-le MotoGP, Dall'Igna: "Pensavo di vincere prima, mai chiederò un cambio regolamento contro le innovazioni"]'', ''gpone.com'', 6 novembre 2022.</ref> *La maggior parte dei piloti in certi momenti si deprime, perde la bussola e difficilmente riescono a portare a casa qualcosa. Quelli che invece, anche con un mezzo inferiore, ci provano e ce la fanno [...] sono quelli che possono giocarsi i titoli.<ref name="Aglio-2022">Dall'intervista di Matteo Aglio, ''[https://www.gpone.com/it/2022/11/07/motogp/dalligna-cosera-mancato-a-ducati-per-vincere-un-pilota-come-bagnaia.html MotoGP, Dall'Igna: "Cos'era mancato a Ducati per vincere? Un pilota come Bagnaia"]'', ''gpone.com'', 7 novembre 2022.</ref> *Io voglio vincere e qualsiasi cosa che infastidisce il mio pilota dà fastidio anche a me.<ref name="Aglio-2022"/> *Sin dal mio arrivo {{NDR|in Ducati}} ho seguito una linea chiara: condividere le informazioni con tutti nel Reparto Corse. I nostri ingegneri più talentuosi ci lasciano? Ne formiamo gli altri. È la filosofia del nostro progetto: puntare sui giovani talenti e farli diventare campioni del mondo, a prescindere che siano piloti o ingegneri.<ref>Da un'intervista a ''speedweek.com''; citato in ''[https://www.gpone.com/it/2022/11/18/motogp/gigi-dalligna-perdere-i-migliori-ingegneri-e-il-prezzo-da-pagare.html MotoGP, Gigi Dall'Igna: "Perdere i migliori ingegneri è il prezzo da pagare"]'', ''gpone.com'', 18 novembre 2022.</ref> *Vedere i rivali copiare le nostre idee ci rende un po' orgogliosi, è la conferma della bontà delle nostre idee.<ref>Da un'intervista ai FIM Awards, Rimini, 3 dicembre 2022; citato in Stefano Ollanu, ''[https://www.formulapassion.it/moto/gp-dalligna-ducati-vedere-i-rivali-che-ci-copiano-e-un-orgoglio Dall'Igna (Ducati): "Vedere i rivali che ci copiano è un orgoglio"]'', ''formulapassion.it'', 4 dicembre 2022.</ref> *Una delle persone che mi ha insegnato di più nell'arco della mia carriera è stato [[Jan Witteveen]]. Non solo mi ha dato insegnamenti dal punto di vista tecnico, ma anche nella gestione delle persone e della squadra. Un aspetto probabilmente ancora più determinante di quelli tecnici.<ref>Da un'intervista a ''Marca''; citato in Stefano Ollanu, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/moto/dalligna-ducati-il-divieto-dellabbassatore-sbagliato-e-antisportivo Dall'Igna (Ducati): "Il divieto dell'abbassatore sbagliato e antisportivo"]'', ''formulapassion.it'', 1º gennaio 2023.</ref> *I veri campioni hanno carisma. A volte un pilota commette l'errore che la sua squadra sia composta solo dai sette elementi che lavorano nel suo box, ma non è così. Il pilota è uno dei 100 dipendenti [...] e deve motivare tutti. Deve avere un atteggiamento positivo perché le persone ne hanno bisogno. Deve ricordarsi che lavorano tutti per lui.<ref name="Speedweek">Da un'intervista a ''speedweek.com''; citato in ''[https://www.gpone.com/it/2023/04/11/motogp/dalligna-un-vero-campione-ha-carisma-e-motiva-lintera-azienda.html MotoGP, Dall'Igna: "Un vero campione ha carisma e motiva l'intera azienda"]'', ''gpone.com'', 11 aprile 2023.</ref> *Non mi sono mai pentito di avere scelto un pilota perché ho imparato qualcosa da tutti.<ref name="Speedweek"/> *Paradossalmente quello che livella di più le prestazioni non sono i limiti dettati dal regolamento, ma la sua stabilità. Questo permette agli altri costruttori di copiare le soluzioni che funzionano. Sviluppare nuove idee diventa più difficile, non puoi inventarti qualcosa di nuovo tutti gli anni.<ref name="Ollanu">Dall'intervista di Matteo Aglio a ''La Stampa''; citato in Stefano Ollanu, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/motogp/dalligna-errore-honda-yamaha-seguire-solo-marquez-quartararo Dall'Igna: "L'errore di Honda e Yamaha? Seguire solo Marquez e Quartararo"]'', ''formulapassion.it'', 21 giugno 2023.</ref> *Spesso quello che ti dice il pilota di punta, il campione, non è la verità perché il suo talento copre i problemi di cui soffre la moto. Paradossalmente, per sviluppare bene un progetto bisogna stare ad ascoltare tutte le voci, tutti i piloti.<ref name="Ollanu"/> *Non ho mai considerato se conta di più il pilota o la moto. È la combinazione che vince. [...] Per me non è mai stato un problema che qualcuno vincesse il Campionato del Mondo con un prototipo dell'anno precedente. È già successo in passato con moto che ho gestito io. Gabor Talmacsi ha vinto il titolo della 125 su un'Aprilia di un anno più vecchia di quella di Hector Faubel, suo diretto rivale. Marco Simoncelli è stato incoronato campione della 250 [...] dopo aver iniziato l'anno con la moto dell'anno precedente, con la quale ha vinto delle gare. [...] Il mio obiettivo è vincere, e devo usare tutti i metodi possibili per riuscirci. Alla fine può succedere che il nuovo prototipo non migliori le prestazioni di quello vecchio: dov'è il problema?<ref>Citato in Oriol Puigdemont, ''[https://it.motorsport.com/motogp/news/motogp-dalligna-se-marc-vince-con-la-moto-2023-non-danneggia-limmagine-di-ducati/10566959/ MotoGP {{!}} Dall'Igna: "Se Marc vince con la moto 2023 non danneggia l'immagine di Ducati"]'', ''motorsport.com'', 18 gennaio 2024.</ref> *Il momento che ha cambiato la mia carriera è stato forse il progetto [[Aprilia RSV4|RSV4]] per Aprilia in Superbike. È stato importante e ha fatto sì che la casa di Noale divenisse importante nei motori a quattro tempi. E probabilmente mi ha aperto delle porte nel motorismo in generale.<ref name="Barretta">Da un'intervista a ''Motorcycle News''; citato in Valerio Barretta, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/motogp/dalligna-laprilia-rsv4-mi-ha-cambiato-la-carriera-e-ora-vorrei-una-laurea-in-fisica Dall'Igna: "L'Aprilia RSV4 mi ha cambiato la carriera. E ora vorrei una laurea in fisica"]'', ''formulapassion.it'', 25 febbraio 2024.</ref> *Mi avrebbe fatto piacere essere un fisico, piuttosto che un ingegnere, ma ho sempre pensato di non essere abbastanza intelligente, dunque ho preferito quest'altro percorso.<ref name="Barretta"/> *Le concessioni {{NDR|in MotoGP}} sono sempre una cosa particolare, è vero che danno la possibilità a chi è indietro di migliorare, ed è importante per il campionato che sia bello e ne gioiamo tutti. Dal punto di vista tecnico è però sicuramente ingiusto. Questo è l'unico campionato del motorsport in cui succedono queste cose: in F1 la Red Bull vince da tempo, e prima di lei lo ha fatto la Mercedes e nessuno si è mai sognato di introdurre questo sistema per riequilibrare i valori in campo. Va bene per lo show e siamo qui per lo show, ma dal punto di vista dello sport è sicuramente ingiusto.<ref>Dall'intervista di Sandro Donato Grosso a Sky; citato in Paolo Scalera, ''[https://www.gpone.com/it/2024/03/09/motogp/dalligna-in-f1-non-si-sarebbero-mai-sognati-di-penalizzare-red-bull-o-mercedes MotoGP, Dall'Igna: "in F1 non si sarebbero mai sognati di penalizzare Red Bull o Mercedes"]'', ''gpone.com'', 9 marzo 2024.</ref> *{{NDR|Su [[Marc Márquez]]}} [...] travolgente e, soprattutto, intelligente; sempre in grado di gestire le diverse situazioni e condizioni di gara, sia che si tratti di prendere la testa della corsa dal primo all'ultimo giro in assoluta padronanza [...], sia che si parta in modo più cauto, per poi accelerare al massimo a metà GP, tenendo tutti a distanza di sicurezza senza correre rischi [...]. Ottimizza ogni circostanza, sull'asciutto o sul bagnato, nei momenti cruciali tirando fuori il meglio dalla moto e da se stesso, unendo sagacia ed istinto, modulando l'esperienza di un Campione e l'inesauribile voglia di vittoria: sì, un Campione che, proprio per il fatto di esserlo, dimostra umiltà nella consapevolezza di dover ancora crescere e migliorare.<ref>Da un post sul profilo ufficiale ''linkedin.com''; citato in Matteo Nugnes, ''[https://it.motorsport.com/motogp/news/motogp-dalligna-la-supremazia-di-marquez-va-oltre-le-semplici-vittorie/10744244/ MotoGP {{!}} Dall'Igna: "La supremazia di Marquez va oltre le semplici vittorie"]'', ''motorsport.com'', 22 luglio 2025.</ref> {{Int|''[https://motosprint.corrieredellosport.it/news/motomondiale/moto-gp/2021/08/11-4585263/motogp_gigi_dall_igna_io_non_mi_arrendo_ MotoGP, Gigi Dall'Igna: "Io non mi arrendo"]''|Intervista di Manuel Pecino, ''motosprint.corrieredellosport.it'', 11 agosto 2021.}} *{{NDR|«Quanto tempo "concedi" a un pilota per capire se è davvero forte?»}} Tre stagioni rappresentano un tempo ragionevole. Il primo anno è sempre complicato e ogni pilota è diverso: c'è chi, per istinto, esprime subito il potenziale. Altri, e non significa che siano meno forti, hanno bisogno di tempo per metabolizzare il salto in MotoGP [...]. È giusto che a un rookie venga concessa la possibilità di crescere, di avere tempo per esprimere le proprie capacità, poi è ovvio che prima o poi queste capacità dovranno emergere, altrimenti sarà un problema. *[...] è difficile andare forte in [[MotoGP]] senza aver vinto, o quantomeno aver dimostrato il proprio talento nelle altre classi. *{{NDR|«Come intendi il rapporto con un pilota? L'impressione è che non sia una relazione padre-figlio, ma un confronto professionale»}} Sì, perché se parli di tuo figlio, non puoi essere obiettivo. E invece con un pilota non essere imparziali è la cosa peggiore possibile. Poi è chiaro che siamo esseri umani, e bisogna dire le cose in modo che arrivino all'interlocutore, ma anche in modo che l'interlocutore le "digerisca": però certe cose vanno dette comunque. E poi c'è la parte motivazionale, che è sempre importante. Non c'è soltanto la tecnica, i piloti devono essere convinti e motivati. E ognuno di loro ha necessità differenti. *A volte il secondo posto è il miglior risultato possibile, e allora devi essere contento. Ma quando puoi vincere, anche se è difficile, arrivare secondi non può soddisfare. {{Int|''[https://www.slick-magazine.com/workroom/ducati-evoluzione-tecnica-2/ Quando ci giocammo tutto]''|Dall'intervista a ''SLICK'' nº 14, agosto 2021; citato in ''slick-magazine.com''.}} *Sono arrivato in Ducati alla fine del 2013, e in quel momento tutti mi vedevano come il principale nemico: perché venivo dall'Aprilia, dove lottavo contro la Ducati in Superbike. Ecco perché ho investito i primi 6 mesi non per lavorare ad un progetto ma per capire le persone, e per farmi capire da loro. Del resto è stupido partire, se non capisci chi sa fare questo e chi quell'altro... e se non sai di chi ti puoi fidare. *Le moto sono fatte dalle persone, e la prima cosa che deve fare chi approccia un reparto corse, con un progetto nuovo, è conoscere quelle persone. *Io, per vari motivi, voglio che le riunioni in cui pianifichiamo la progettazione di nuovi modelli siano il più allargate possibile. Perché la cultura è importante. Bisogna diffondere la cultura della moto in tutto il reparto corse, perciò anziché fare riunioni separate per il motore, per la ciclistica, per l'elettronica, io voglio che si discuta tutti insieme. Se hai riunioni allargate diffondi la cultura a 360 gradi, quindi chi fa il telaio comincia a sentire parlare anche di concetti motoristici, chi fa l'elettronica sente i problemi dei veicolisti, ecc... *Il mondo della moto è, se si può dire, un mondo relativamente povero, se confrontato ai nostri cugini delle auto. Per fare stare in piedi un Mondiale bisogna fare in maniera che i costi necessari a partecipare (per i Costruttori e i team) debbano essere ragionevoli per il nostro mondo; che non è quello dell'auto. Allora devi darti delle limitazioni tecniche, che sono anche arbitrarie ma servono a limitare i costi di sviluppo. {{Int|''[https://mowmag.com/sport/dall-igna-pecco-e-jack-meglio-del-dovi-la-rivincita-e-da-perdenti-che-tristezza-vedere-valentino-cosi Dall'Igna: "Pecco e Jack meglio del Dovi? La rivincita è da perdenti. Che tristezza vedere Valentino così"]''|Dall'intervista di Paolo Ianieri e Zoran Filicic a MotoG-Podcast; citato in Cosimo Curatola, ''mowmag.com'', 15 ottobre 2021.}} *Come dico spesso, non tutte le idee applicate sulla moto sono mie. Il mio compito non è quello di avere la migliore idea in assoluto, è quello di creare un clima nel Reparto Corse per far sì che ognuno possa esprimere la sua migliore idea. Sarebbe stupido pensare di avere sempre e solo noi l'idea migliore. *La velocità della moto che non è fatta solo di motore, ma anche di aerodinamica e grip al posteriore, è uno strumento che serve a rendere più facile la vita dei piloti. In tutta la mia carriera ho sempre cercato di dare ai miei piloti la moto più veloce possibile. Superare un pilota in curva è estremamente più complicato che passarlo in rettilineo. Per cui nella gestione della gara la velocità è un aspetto importante che molto spesso tecnici e piloti sottovalutano. *Onestamente le rivincite sanno un po' da perdente, non è una cosa che mi interessa. Quello che è stato è stato, le battaglie che ho perso le ho perse anche per colpa mia. Sono abituato ad archiviarle, guardo sempre avanti per ottenere il meglio da quello che ho. {{Int|''[https://www.gpone.com/it/2022/06/10/motogp/dalligna-petrucci-prima-il-motoamerica-e-poi-la-wild-card-in-sbk.html MotoGP, Dall'Igna: "Petrucci, prima il MotoAmerica e poi la wild card in SBK"]''|Dall'intervento a ''LIVE Bar Sport SBK alle 18:00 - Verso Misano con Gigi Dall'Igna'', GPOne, 9 giugno 2022; citato in Marco Caregnato, ''gpone.com'', 10 giugno 2022.}} *In tutti i campionati motoristici c'è un bilanciamento complessivo tra moto e pilota o tra auto e pilota. Gli unici dove questo non avviene sono proprio la SBK e la MotoGP e il peso è sempre una variabile fondamentale da tutti i punti di vista. È svantaggiato un pilota più pesante rispetto ad uno più leggero, e forse negli ultimi tempi è ancora più evidente questa cosa. Ma la fisica non mente, è così e basta. *{{NDR|«Ma a te piace lavorare di più sulla [[Campionato mondiale Superbike|SBK]] o sulla MotoGP?»}} Nell'elettronica, in SBK si può lavorare di più rispetto alla MotoGP e lì siamo liberi di sviluppare, di trovare soluzioni. Poi è vero che da altri punti di vista, la MotoGP è più libera ed è lì il nostro vero banco di prova, dove sviluppiamo tecnologia che poi travaseremo [...]. È vero che le SBK hanno delle limitazioni legate alle moto di serie da cui derivano, ma proprio per questo è importante sviluppare la moto di serie per renderla il più vicina possibile a quella che è la nostra MotoGP, così da utilizzare queste idee e soluzioni anche in SBK. *Ho spogliato di recente una [[Classe 250|250]] e lì vedi quanto semplici fossero quelle moto rispetto alle MotoGP attuali. Se togli una carena ad una MotoGP oggi non trovi nessuno spazio libero, non riesci ad infilarci un cablaggio, un sensore, niente! Su una 250 era tutto molto più semplice ed era anche più semplice lavorarci. Facevamo tanto in pista, il rodaggio dei motori lo facevamo in pista. Un altro mondo, impensabile oggi. Però un mondo che ha un fascino incredibile. Oggi quando sento una 250 accesa, mi scendono le lacrime, è un'emozione unica. *Quando si vince una gara, dopo si sente quasi il bisogno fisico di tornare a vincere perché è una cosa che da' un'emozione incredibile. Non solamente perché ha vinto una tua moto, ma perché vedi il tuo pilota e il tuo team che hanno fatto cose eccezionali. La vittoria è una cosa unica che rende unico questo lavoro. *Io ho un rapporto particolare con le mie moto. Prima che escano dal box per andare in griglia, le accarezzo ed è una cosa che mi imbarazza dire [...] Ad accarezzarle tutte e otto si farebbe fatica, quindi devo limitarmi alle due del Team Factory! {{Int|''[https://it.motorsport.com/motogp/news/motogp-dalligna-luscita-honda-sarebbe-stato-un-problema-per-tutti/10566239/ MotoGP {{!}} Dall'Igna: "L'uscita di Honda sarebbe stato un problema per tutti"]''|Intervista di Oriol Puigdemont, ''motorsport.com'', 16 gennaio 2024.}} *{{NDR|«Molti ti comparano ad Adrian Newey, leader del reparto tecnico Red Bull in Formula 1, per l'influenza che hai in MotoGP. Tuttavia, con la tua moto non vince solo un pilota, ma lo fanno in molti. Questo ti porta a un livello superiore?»}} Questo è impossibile. Newey è una legenda. Solo il fatto che qualcuno mi metta a confronto con lui mi dà soddisfazione. Ma le macchine e le moto sono due universi completamente diversi. *Il mio obiettivo è vincere, e devo fare in modo che Ducati lo faccia per quanto più tempo possibile. Questo è il fine ultimo del mio lavoro. Non sono un egocentrico in questo senso, non vedo solo la Ducati che vince, ma il pilota e il team che vincono insieme. Siamo una squadra. Non mi sono mai chiesto se fosse più importante il pilota o la moto. L'unica cosa che conta è che alla fine della stagione il pilota che vince il premio più ambito guidi una Ducati. *{{NDR|«Non sarebbe più facile se i piloti della stessa casa seguissero degli ordini stabiliti?»}} Questo è uno sport, significa che dobbiamo comportarci in maniera sportiva e non possiamo giocare sporco. Questa è la base della mia filosofia. Giocare sporco sarebbe limitare le prestazioni di una moto per evitare che un pilota possa vincere. *Tempo fa, la Formula 1 mi piaceva molto. Ora mi piace un po' meno. La seguo e mi interessa perché c'è molta tecnologia dietro e io sono molto curioso. Diciamo che non guardo più tutte le gare. [...] Dopo l'aeronautica, la Formula 1 è la massima espressione dell'aerodinamica. La MotoGP deve ancora fare molta strada per capirla totalmente. Penso che ci siano degli aspetti dell'aerodinamica in cui si deve migliorare tanto, non conosciamo ancora tutte le sfaccettature che possono avere influenza su una moto. ==Citazioni su Luigi Dall'Igna== *Dall'Igna ha carattere, passione, intuizione, esperienza [...]. Io gli sono molto affezionato, avendo sempre visto in lui, oltre che un tecnico geniale, un ragazzo serio, posato e di parola, e ho sempre gioito delle sue affermazioni. ([[Ivano Beggio]]) *È l'ingegnere che ha trasformato in successo tutto quello che ha toccato. ([[Marc Márquez]]) *Gigi è un leader. All'inizio con lui mi sono scontrato, perché io volevo correre e lui invece voleva che facessi il collaudatore [...]. Negli anni ho poi capito che un leader capisce cosa devono fare le persone che lavorano con lui e così riesce ad ottenere il massimo. Fino a qualche anno fa io con lui ero incazzato nero, ma ora [...] come faccio a non dargli ragione? Io non ho mai fatto un anno o due interi di mondiale, ma a fare la moto migliore ci siamo riusciti senza dubbio. Questo grazie a quello che aveva in testa lui. ([[Michele Pirro]]) *Gigi è sempre stato severo ma leale. Ha una mentalità ingegneristica, bada al risultato. Gigi, come tutti i campioni, è spietato e se vede un'opportunità migliore la prende ed è giusto così. ([[Danilo Petrucci]]) *La sua dote più grande è che non vede solo i numeri, dato che ci abbina anche il commento dei piloti. Lui sa interpretare cosa diciamo noi piloti, senza seguire soltanto l'aritmetica e i numeri. Questo lo considero il suo vero valore. ([[Álvaro Bautista]]) *La testa di Dall'Igna è due passi avanti rispetto agli altri in termini di innovazione e tecnologia. ([[Jorge Lorenzo]]) *Quando Gigi Dall'Igna arrivò in Ducati nel 2014, erano nel loro punto più basso, dopo aver perso Stoner ed aver fallito con Rossi. Dall'Igna ha reso possibile per Ducati ritornare al top, facendo quello che ha fatto Newey in Formula 1. ([[Randy Mamola]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Dall'Igna, Luigi}} [[Categoria:Ingegneri italiani]] jzrd6o2d3o7c50w95df4lq2grl6l96n Carlo Pernat 0 200758 1411402 1399411 2026-04-23T18:41:37Z Danyele 19198 /* Citazioni di Carlo Pernat */ +link 1411402 wikitext text/x-wiki '''Carlo Pernat''' (1948 – vivente), dirigente sportivo italiano. ==Citazioni di Carlo Pernat== {{cronologico}} *Il reparto corse deve essere autonomo, deve gestire piloti, team, filosofia sportiva. Se arriva l'azienda è il caos [...] {{NDR|«Quindi ci vuole un "dittatore" che agisca in piena autonomia, anche contro l'azienda, se necessario?»}} Semplificando è così: se ci sono troppi responsabili non ci sono punti di riferimento, un reparto corse deve essere una struttura piramidale per forza.<ref>Dall'intervista di Marco Masetti, ''[https://www.dueruote.it/sport/motogp/2004/11/26/aprilia-motogp-fine-di-un-illusione.html Pernat: errori da non ripetere]'', ''dueruote.it'', 26 novembre 2004.</ref> *Francamente a queste [[Claiming Rule Team|CRT]] ci credo molto poco. Stiamo facendo un campionato mondiale prototipi dove di prototipi ce ne sono pochi. Sia in Moto3, in Moto2 che in queste CRT. Quindi è già un "bisticcio" tecnico. Credo che Carmelo Ezpeleta l'abbia usato molto come specchietto per le allodole o come un "ricatto" per le case che avevano fatto arrivare a dei costi molto alti i leasing di due moto più i ricambi, soprattutto in questa situazione economica attuale e anche in quella futura. Sta cercando di portare le case a fare dei leasing delle moto dell'anno precedente con la nuova elettronica ad un massimo di 1 milione di euro. Se questo succederà la mia impressione è che la griglia di partenza sarà abbastanza buona e quindi non ci sarà bisogno di CRT [...]<ref>Da Alessio Brunori, ''[https://motograndprix.motorionline.com/motogp-intervista-esclusiva-a-carlo-pernat-disponibile-anche-audio/ MotoGP: Intervista esclusiva a Carlo Pernat]'', ''motograndprix.motorionline.com'', 19 aprile 2012.</ref> *Gay? Tra i piloti delle moto non ci sono. Assolutamente no. È un mondo che respinge i gay, non può esistere un omosessuale. Un gay può andare con moto più dolci, quelle a tre ruote. Ma con le moto veloci no. Qui bisogna essere cattivi, duri, veloci, bisogna avere un cervello di un certo tipo. Non si può essere effeminati.<ref name="Minacci">Da un'intervista a ''La Zanzara'', Radio 24; citato in Fabiano Minacci, ''[https://archivio.biccy.it/carlo-pernat-non-ci-sono-gay-nella-motogp-qui-bisogna-essere-uomini-duri-non-effemminati/ Carlo Pernat: "Non ci sono gay nella MotoGp, qui bisogna essere uomini duri, non effemminati"]'', ''biccy.it'', 10 settembre 2016.</ref> *{{NDR|Sulle [[Donna|donne]]}} Sono come i cani. Quando parli sembra che ti capiscano ma non ti capiscono mai. Noi non possiamo vivere senza le donne, ma è difficile. E poi o sono sante o sono troie, si dividono in due categorie. Noi uomini con una ragazza dal 6 in su non ci pensiamo due volte, ci va bene tutto.<ref name="Minacci"/> *[[Marc Márquez|Marquez]] cerca di combattere anche le leggi della fisica, dico sempre che lui è un pilota che non cade anche quando è caduto.<ref name="Cimador">Da Corrado Cimador, ''[https://www.rtvslo.si/capodistria/radio-capodistria/notizie/sport/carlo-pernat-in-un-intervista-esclusiva-a-radio-capodistria-spiega-le-sue-idee-sul-motomondiale-2018/474342 Carlo Pernat, in un'intervista esclusiva a Radio Capodistria, spiega le sue idee sul Motomondiale 2018]'', ''rtvslo.si'', 10 dicembre 2018.</ref> *Beh, direi la [[Moto3]] è stata una bellissima "invenzione", dove sono entrate le case [...], ci sono dei bei motori, belle moto, e soprattutto fa crescere molto i giovani. Sono talmente competitive che hanno portato, come dicevi, tanti piloti al successo, anche perché è una classe dove il pilota fa un po' più la differenza che da altre parti. È bella terapeutica, performante a livello professionale, fa crescere i giovani, tanto da suggerire il passaggio del pilota, dalla Moto3 alla MotoGP [...] senza passare per la Moto2 che francamente era una moto abbastanza inutile, quindi è stata un'ottima invenzione.<ref name="Cimador"/> *{{NDR|Su [[Max Biaggi]]}} [...] oltre ad essere un gran pilota, è sempre stato un gran chiavatore.<ref>Da un'intervista a ''Libero''; citato in Silvana Palazzo, ''[https://www.ilsussidiario.net/news/carlo-pernat-valentino-rossi-simoncelli-e-le-donne-tutti-i-segreti-sulla-motogp/1905589/ Carlo Pernat/ "Valentino Rossi, Simoncelli e le donne. Tutti i segreti sulla MotoGp"]'', ''ilsussidiario.net'', 15 luglio 2019.</ref> *{{NDR|Sul [[Rally Dakar 1987]]}} Avevamo praticamente già vinto la Dakar, avevamo un'ora e mezzo di vantaggio all'inizio dell'ultima tappa, che è solitamente è una passerella sul Lago Rosa. Tutto era nato la sera prima al bivacco. Nel corso dell'ultima tappa si passava su delle rotaie dismesse e Roberto Azzalin, il capotecnico, e Auriol litigarono sul fatto se usare o no le mousse per gli pneumatici. Non ricordo cosa decisero, ma che fu Hubert ad averla vinta, però poi durante la tappa forò 3 volte. {{NDR|«La sfortuna non era finita»}} Mi raccontò poi che aveva battuto con la caviglia contro una specie di alberello nascosto, dall'altra parte c'era un sasso e andò a sbattere anche contro quello. Le due caviglie erano aperte, non riuscivamo nemmeno a levarli gli stivali, non ho mai capito come abbia fatto a guidare per altri 30 chilometri in quelle condizioni. Una cosa mi è rimasta particolarmente impressa. Lo avevamo caricato sull'elicottero che lo avrebbe portato all'aeroporto da cui poi sarebbe partito per la Francia. Hubert piangeva e mi ripeteva: "di' a Castiglioni che abbiamo battuto la Honda". Quella è stata una delle poche volte nella mia vita in cui non sono riuscito a trattenere le lacrime.<ref>Dall'intervista di Matteo Aglio, ''[https://www.gpone.com/it/2021/01/10/dakar/pernat-auriol-un-vero-signore-uno-dei-pochi-che-mi-ha-fatto-piangere.html Pernat: "Auriol un vero signore, uno dei pochi che mi ha fatto piangere"]'', ''gpone.com'', 10 gennaio 2021.</ref> *{{NDR|Sull'[[Aprilia RSW-2 500]]}} [...] non si poteva andare avanti con quei progetti lì [...] sai, [[Jan Witteveen|Jan]] aveva puntato sul bicilindrico 480, 470, chiamiamolo 500 anche se non lo era. E vi dico la verità, lì l'Aprilia ci ha creduto – la proprietà – fino a un certo punto, perché ci volevan tanti soldi per sviluppare quella moto; e non sono mai stati dati perché forse era un progetto più "Witteveeniano" che "Apriliano", non so come dire. Però devo dire che qualche cosa aveva fatto [...] tanto è vero che [...] la Honda subito dopo aveva fatto anche lei [[Honda NSR 500 V2|il suo bicilindrico]] con Okada [...]. Perché l'aveva fatto? Perché c'era un motivo commerciale: se quella moto fosse andata bene, sai quanti clienti in quel periodo prendevano il bicilindrico Aprilia alla faccia della Honda clienti... quindi la Honda ha tappato il buco dicendo "lo facciamo anche noi", in modo che, se lo prendono, c'è anche il nostro. [...] Poi purtroppo era un problema per le partenze, beccavi... cioè nelle curve eri agilissimo, guadagnavi, però nei rettilinei perdevi una madonna di tempo, non era possibile...<ref>Da ''[https://www.youtube.com/watch?v=8QemDNQ2lKw LIVE Bar Sport alle 21:00 - Aprilia sul podio, Quartararo in fuga]'', GPOne, 29 agosto 2021, a 9 min 57 sec.</ref> *{{NDR|Su [[Valentino Rossi]]}} È un pilota di altri tempi, non lo si può paragonare a quelli di oggi e neanche all'era di Marquez e Stoner. È di una generazione diversa. La prima volta che l'ho visto mi era sembrato molto forte, un po' pazzo, uno che faceva delle traiettorie abbastanza allucinanti. Quindi o era un campione o era un pazzo. Guidava un po' alla Schwantz, tirava giù la moto come se fosse una bicicletta. Al di là di questo, mi avevano colpito la sua freschezza, la simpatia e la spontaneità. Era un piacere, anche quando era ragazzino, stare con lui. Era curioso come una scimmia, gli piaceva sapere tutto di tutti, era allegro, comunicativo, con una simpatia innata... e non è cambiato affatto. È rimasto quello che era: se lo incontri al bar beve con te, si fa insieme due risate e due battute. {{NDR|«Bastò la simpatia per ingaggiarlo?»}} Questo mi aveva colpito e ci credevo. Poi che da lì riuscisse a vincere nove titoli, non potevo saperlo, non ero un mago. Ma che diventasse qualcuno sì, perché il talento era a fiumi. Poi Valentino ha quelle quattro o cinque caratteristiche che gli altri non hanno: talento, comunicazione, simpatia, allegria e il gusto di stare insieme. Di eredi Valentino non ne ha, perché nessuno ha tutte queste cose.<ref name="Rossi">Dall'intervista ''[https://www.insella.it/motogp/news/interviste-motogp-carlo-pernat-per-valentino-rossi-rischiai-posto-di-lavoro-162133 Carlo Pernat: "Per Valentino Rossi rischiai il posto di lavoro"]'', ''insella.it'', 22 ottobre 2021.</ref> *{{NDR|Su Valentino Rossi}} Ha rappresentato un'epoca, ha fatto innamorare del motociclismo gente che non sa neanche cosa sono i pistoni: donne, nonne, figlie, bambini, ragazzi, di tutto. Di questo dobbiamo tenerne conto, dal 97 in poi Valentino è stato l'icona. Ti racconto questa: quando ero in Texas dall'aeroporto ho preso un taxi, il taxista mi inizia a parlare, mi chiede se fossi italiano e poi ha citato la MotoGP e Valentino Rossi. Queste sono state le prime cose che mi ha detto. è qualcosa che non ha mai fatto nessuno. Gli dobbiamo molto, ci ha fatto "mangiare" tutti di più. La parola moto è arrivata in tutto il mondo grazie a lui, e nessuno ci era mai riuscito.<ref name="Rossi"/> *La [[Ducati]] fu acquistata dai fratelli Castiglioni nel 1986 e io c'ero. [...] Ero al tavolo, ma non c'entravo un cavolo con i soldi. Chi voleva davvero comprarla, giusto per mettere le cose al posto giusto, fu Gianfranco Castiglioni. Fece di tutto per comprarla, mentre suo fratello Claudio ed [[Cagiva|il suo gruppo]], di cui facevo parte anche io, non ne voleva sapere, proprio zero. [...] Pensate che quando Gianfranco la comprò i due fratelli non si parlarono per un anno e mezzo, tanto e vero che la madre, la signora Rosa, sapendo che io ero vicino ad entrambi, mi chiese di metterli d'accordo, non passavano neanche più il Natale assieme. Scoppiò una sorta di rissa familiare incredibile. Claudio questa cosa l'ha boicottata per un anno e mezzo, anche se alla fine aveva ragione Gianfranco. L'anno dopo lo stesso Gianfranco comprò l'Husqvarna da Elettrolux. E lo fece non per le moto che producevano, quanto per la rete vendita che avevano per poterla usare per vendere le Ducati. [...] Ricordo che la prima Dakar che facemmo con motori Ducati, si spaccavano tutti. Eppure c'era gente in gamba, come Farnè, Mengoli, che le moto poi sapevano farle. Se non ci fossero stati i Castiglioni, di fatto la Ducati non sarebbe più esistita. La presero in un momento in cui non facevano niente. Appena arrivarono i Castiglioni, si gettarono a capofitto sulla SBK con Ducati ed hanno fatto la storia.<ref>Da ''LIVE Bar Sport alle 19:00 - Carlo Pernat racconta la 'sua' Ducati'', GPOne, 14 dicembre 2022; citato in Marco Caregnato, ''[https://www.gpone.com/it/2022/12/15/motogp/pernat-gianfranco-castiglioni-per-comprare-ducati-litigo-col-fratello-claudio.html MotoGP, Pernat: "Gianfranco Castiglioni per comprare Ducati litigò col fratello Claudio"]'', ''gpone.com'', 15 dicembre 2022.</ref> *Il ricordo più strano del mio periodo in 500 forse è stato quando a [[Gran Premio motociclistico del Belgio 1988|SPA]] avevamo fatto il primo podio con la Cagiva [...], lo fece Mamola con le Pirelli. Telefonai a Gianfranco {{NDR|Castiglioni}} per dirgli che eravamo saliti sul podio, e Gianfranco non rispondeva al telefono. Poi ho scoperto, quando siamo arrivati in aeroporto, che lui era in ambulanza! Gli era venuto un coccolone in pratica, lo trovai sulla barella a Malpensa al fianco di un'ambulanza, che voleva farci i complimenti. Lui era in ospedale, non sapeva nulla, non c'erano i Social all'epoca. Era con le flebo mentre scendevamo dall'aereo! Ma era lì, ci stava aspettando.<ref name="Caregnato">Da ''LIVE Bar Sport alle 19:00 - The Golden Era: gli anni d'oro della 500'', GPOne, 8 gennaio 2023; citato in Marco Caregnato, ''[https://www.gpone.com/it/2023/01/09/dakar/pernat-da-auriol-in-ospedale-e-poi-tutti-al-crazy-horse-con-castiglioni.html Pernat: "Da Auriol in ospedale e poi tutti al Crazy Horse con Castiglioni!"]'', ''gpone.com'', 9 gennaio 2023.</ref> *Ricordo che quando prendemmo [[Randy Mamola|Mamola]] in Cagiva, prima del mondiale andammo a fare dei test in Australia. Sarà stato gennaio o febbraio. Sai, erano le prime prove, era bello anche dal punto di vista mediatico oltre dal punto di vista tecnico. Io ero d'accordo con l'Agip che mandava la benzina, che era speciale. Randy entrò in pista ed al primo giro spaccò il motore. Sai, iniziammo a preoccuparci, avevamo portato due moto e cinque motori. Entrò con la seconda moto e boom, spacca anche quella subito. Terzo giro un altro motore rotto. Erano rimasti solo due motori, sai quale era il problema? La benzina! Non immaginate le bestemmie che si beccò l'Agip. Capimmo tutto solo dopo aver rotto tutti i motori. Il primo impatto di Mamola fu questo, pensa te che roba da matti. Faceva delle cose pazzesche comunque Randy, era un idolo. Direi anche un gran paraculo.<ref name="Caregnato"/> {{Int|''[https://mowmag.com/sport/tanti-auguri-carlo-pernat-72-anni-di-vita-spericolata Tanti auguri Carlo Pernat: 72 anni di "vita spericolata"]''|Da Moreno Pisto, ''Motorcycle Rockstar'', 2010; ripubblicato in ''mowmag.com'', 9 agosto 2020.}} *Questa casa è come la mia vita: un bordello. *{{NDR|Su [[George Harrison]]}} Siamo nel 94, lui era un grande appassionato di moto. Nell’hospitality di Schwantz mi arriva 'sto qua col figlio e dice: "Ma tu sei Carlo Pernat?". E io: "Sì". Lui: "Me lo fai un autografo per mio figlio?". Ho pensato che fosse un rompicoglioni... Quando mi hanno detto chi era, belin, gli son corso dietro, mi son mezzo inginocchiato, gli ho detto sorry. Cazzo, è stato lui a dire a me "are you Carlo Pernat", ti rendi conto? *L'ho mai raccontata quella di Mamola? Puttana ragazzi, era matto, aveva la mania dei petardi. Nell'89, nei circuiti, ogni tanto sentivi queste esplosioni. Una notte Rainey dormiva con la moglie: 'sto pezzo di merda di Mamola ha preso un petardo e gliel'ha messo sotto al caravan alle quattro... Il caravan si è alzato di mezzo metro, si son cagati addosso. Ho visto Rainey che con un bastone correva dietro a Mamola...  *Il [[Bar (pubblico esercizio)|bar]] per me è la vera università, quando tu hai 16 anni incontri già i disonesti e impari a vivere. *[...] un giorno dell'84 mi cercano i fratelli Castiglioni, allora titolari della Cagiva. Volevano offrirmi il posto da responsabile delle attività sportive. Ci ho riflettuto quattro giorni poi ho detto sì. È stata la fortuna della mia vita.{{ NDR|«Ed eccoci alle corse»}} Ho continuato col Cross tre anni, vincendo due mondiali. Nell'88 siamo arrivati nella velocità. Prendemmo subito Randy Mamola facendo ubriacare il suo manager. A quel tavolo ballavano dei bei soldi, ma non riuscivamo a farlo firmare. A un certo punto ho incominciato a dargli tanta di quella grappa... *{{NDR|Su Max Biaggi}} [...] nel '96 lo licenziammo perché aveva rotto i coglioni. Andava alla Honda e si voleva portare dietro tutta la squadra. Io cosa feci? Portai il team a cena e poi a troie... contano anche quelle. Subito dopo firmarono tutti il contratto che gli proponevamo. Biaggi non lo sapeva e ci rimase malissimo. *{{NDR|Su Valentino Rossi}} Graziano Rossi, suo padre, mi disse: "Vieni a vedere mio figlio". Era il '95 e capii subito che era un matto, faceva delle traiettorie... Firmò per tre anni, 30, 90 e 180 milioni. Ti ho mai raccontato quella volta di Villeneuve? Nel 97 vinsero entrambi il mondiale, Valentino in 125 e Jacques con la Renault in Formula Uno. Siccome Valentino sbavava per Villeneuve, decisi di farli incontrare sul palco dei Caschi d'Oro. Era tutto organizzato, c'era la stampa, diecimila Tv... Solo che Valentino andò a ballare con gli amici. Che figura! Provai a rintracciarlo ovunque, ma niente. Non gli parlai per un paio di giorni, poi mi passò. Non gli ho mai chiesto dove fosse stato, non lo voglio sapere, è meglio. {{Int|''[https://www.moto.it/MotoGP/dietro-quinte-motogp-carlo-pernat.html Dietro le quinte della MotoGP: Carlo Pernat]''|Intervista di Giovanni Zamagni, ''moto.it'', 11 luglio 2013.}} *{{NDR|«Cosa fa esattamente un manager e quanto è difficile farlo?»}} Devi avere le caratteristiche giuste: prima di tutto, è un lavoro psicologico. Bisogna essere sempre tranquilli, mettere il pilota nelle condizioni migliori: se il pilota non è sereno, non si diverte e di conseguenza non rende. Bisogna gestire i contratti, la stampa, le sponsorizzazioni, trovargli una moto. Devi avere una certa esperienza sia di contratti, di pubbliche relazioni, di marketing, di pubblicità: il "vero" manager deve conoscere tutti questi aspetti, anche perché quando vai a trattare con uno sponsor devi sapere parlare un certo tipo di linguaggio [...]. Con il tempo, con i risultati, con il tuo modo di essere ti costruisci i rapporti con le persone, con la stampa, con l'ambiente in generale. Insomma, è un lavoro abbastanza articolato. *{{NDR|«Come avviene una trattativa, in linea di massima?»}} Se gestisci un pilota bravo, spesso è la Casa che ti cerca: se è così, il lavoro è naturalmente molto più semplice, perché hai tu il coltello dalla parte del manico. Diverso quando sei tu che proponi: devi conoscere chi decide, saltare i "marescialli" per non perdere tempo, fai certi discorsi mai facili, perché a volte "vendi" arrosto, altre anche un po' di fumo... Devi avere una certa capacità di convinzione, "intortare" un po' le persone per arrivare a dei contratti [...] *Sicuramente fare il team manager è più affascinante, perché decidi in prima persona. Gestisci meccanici, piloti, strategie: è un lavoro avvincente e bellissimo. Anche fare il manager è interessante e piacevole, ma più riduttivo: lavori tanto, ma non hai dietro un gruppo di persone. Quando gestivo le squadre avevo un bellissimo rapporto con tutti quelli che lavoravano con me, perché ci mettevo la faccia e gli facevo guadagnare dei bei soldi: se tratti bene il meccanico, se la squadra è con te, puoi ottenere certe cose. *Una divertente nel cross. 1985, ultima gara del campionato in Argentina, noi Cagiva ci giocavamo il mondiale con la Honda. Io feci arrivare la nostra benzina dall'Agip, che feci sdoganare tranquillamente, mentre feci bloccare quella della Honda, perché chi usava il carburante locale rompeva i motori. Mi accusarono, ma andammo davanti alla commissione della FIM: offrii la mia benzina a 120 dollari al litro. La Honda, schifata, disse di no: le loro moto si ruppero e noi vincemmo il mondiale... *{{NDR|Su [[Loris Reggiani]]}} È il pilota più umano che abbia mai incontrato. Ricordo sempre questo aneddoto: generalmente il pilota odia il compagno di squadra. Ma quando Jean Philippe Ruggia vinse nel 1993 la sua prima gara con l'Aprilia, Loris si commesse per la felicità del successo del suo compagno. Di Loris ho un ricordo stupendo, sia come pilota, perché era uno forte davvero, sia come persona: faceva gruppo, era un piacere lavorare con lui. *[[Alessandro Gramigni|Alex]] è un toscano "fumantino", molto "incazzoso", ma leale, una qualità che mi colpì molto. Poi sbagliò qualcosa nella sua gestione: era una bella manetta, ma si credeva anche collaudatore. *{{NDR|Su [[Max Biaggi]]}} Da zero a cento! Come pilota tanto di cappello – [...] a lui devo molto, vincemmo insieme tre mondiali [...]: onestamente mi aiutò nella mia carriera –, dal punto di vista umano una persona molto difficile, egoista, probabilmente dettato dalle sue vicende personali. Molto diffidente, che poi è la caratteristica più negativa di Max: così si è fatto, senza alcun bisogno, troppi nemici. *{{NDR|Su [[Loris Capirossi]]}} Di lui posso solo parlare bene. È una persona molto umana, bravissima, un gran pilota, con un talento straordinario: il giro secco di Capirossi è famoso ancora oggi. Ha vinto meno di quanto meritasse [...]. Con lui i contratti li facevo con una stretta di mano: non mi è mai successo con nessun altro. E se dovevo avere 10 lire, me ne andava anche 11: per me è come un fratello. *{{NDR|Su [[Marco Simoncelli]]}} Tra tutti, era quello più vero e spontaneo, quasi ingenuo nella sua semplicità: non credo incontrerò mai più un altro pilota così. Per me era il migliore. {{NDR|«Dopo quello che è successo a Marco, hai mai pensato di smettere?»}} Altroché: ci ho pensato per quattro mesi. In quel periodo, tra novembre e dicembre, fui contattato da Cal Crutchlow, che voleva che gli facessi da manager, ma gli dissi di no, perché volevo smettere. Poi, a gennaio, si riaccese la scintilla: ne parlai anche con Paolo [il papà di Marco, ''ndr''] e pure lui mi convinse a ricominciare. Ma è diverso da prima, perché quando vedi morire un amico inevitabilmente qualcosa ti lascia dentro: con Marco mi divertivo veramente. *Sono convinto che [[Jorge Lorenzo|Jorge]] sia un ragazzo leale e sincero, forse solo un po' "costruito" [...] {{Int|''[https://www.iltabloid.it/2015/01/19/intervista-carlo-pernat.html L'intervista a Carlo Pernat]''|Alfredo Di Costanzo, ''iltabloid.it'', 19 gennaio 2015.}} *Nel 1984 Claudio Castiglioni mi offrì un contratto di tre anni come gestore delle attività sportive; accettai e fu la svolta della mia carriera. Arrivarono subito due mondiali Motocross nel 1985 e nel 1986 e nel 1990 conquistammo la Parigi Dakar con Eddy Orioli. Nel 1988 divenni per la casa dell'elefantino il direttore sportivo e l'ingaggio di Randy Mamola fu un gran colpo e quell'anno arrivò il primo podio. In Cagiva trascorsi cinque anni bellissimi. {{NDR|«Il 1990 segna l'approdo di Pernat a Noale nella veste di direttore sportivo»}} Ivano Beggio già tre anni prima mi contattò, ma resistetti alle sue lusinghe. Decisivo nel farmi fare il passo in Aprilia fu l'ingegnere [[Jan Witteveen]], per me il genio assoluto dei due tempi. All'inizio ricordo eravamo solo in sette persone ma subito ci mettemmo all'opera e con Alessandro Gramigni vinsi il primo titolo come direttore sportivo. *Nel 1997 andai al Genoa per ricoprire il ruolo di responsabile marketing e comunicazione; resistetti solo sei mesi perché quello del calcio era un mondo marcio. *Le [[Classe 500|500]] erano le moto più belle. Era il pilota a guidare la moto mentre oggi, con l'avvento dei quattro tempi e dell'elettronica, la moto ha iniziato a guidare il pilota. *Marc Márquez è un fenomeno. Ha, però, il difetto di cadere tanto e quando scivoli non sai mai quello che può succedere. {{Int|''[https://giocopulito.it/tu-tu-carlo-pernat-re-mida-delle-due-ruote/ A tu per tu con Carlo Pernat, il Re Mida delle due ruote]''|Intervista di Giovanni Piperio, ''giocopulito.it'', 29 gennaio 2021.}} *Il mio avvicinamento al mondo delle moto è stato molto facile perché a Genova c’era la Piaggio ed io ero nella direzione marketing e comunicazione. Negli anni 1976-77 la Piaggio era la numero uno. Lì ebbi un colpo di fortuna perché l'amministratore delegato della Piaggio, l'ingegnere Sguazzini che era anche presidente della Lancia mi chiese di dirigere il reparto corse della Piaggio e mi confermò che comprarono la Gilera. La Piaggio era sponsor Ferrari nel 1980, della Bianchi nel ciclismo nel 1982 con la Bianchi-Piaggio, con la Juventus nella Coppa dei Campioni. Ho avuto un po' di fortuna ma nella vita ci vuole fortuna. *Non trovo tante diversità tra il motociclismo del passato e quello attuale. Il motociclismo è fatto di pilota, moto e team. È chiaro che ogni tempo ha le sue moto, i suoi piloti, i suoi meccanici ma i meccanici "tosti" resistono sempre [...]. C'è stato un cambiamento evidente sull'elettronica perché prima il pilota era sempre con la mano sulla frizione per il grippaggio, e con i due tempi comandava il pilota e se sbagliava andava a finire nei cartelloni pubblicitari: contava il pilota al 70% e la moto al 30%. Ora invece la moto conta il 70% e il pilota il 30%. Per il resto c'è più organizzazione e siamo al livello della Formula 1 per immagine, per team, per ospitality ma le tre cose che non cambieranno mai e che fanno ti fanno vincere il Mondiale sono sempre pilota, moto e team. *{{NDR|Sulla morte di [[Marco Simoncelli]]}} [...] ero il suo manager e fu come perdere qualcosa di me dentro e volevo anche smettere. Ho passato due mesi a casa di Paolo Simoncelli, dormivo nella camera di Marco e volevo smettere, fu lo stesso Paolo, non dico a convincermi ma quasi, a continuare e ho fatto bene. E Marco, secondo me, da lassù ha detto "Carlo hai fatto bene..." *Il [[tempo]] non passa, il tempo arriva. Quello che conta è quello che vuoi fare domani, non quello che fai. *[...] finché avrò l'ultima goccia di sangue sportivo nelle mie vene e fisicamente sono apposto mai andrò via dal paddock perché è la mia famiglia, la mia vita, sono un gipsy king. {{Int|''[https://www.motosprint.it/news/motomondiale/2021/12/21-5037538/carlo_pernat_la_250_e_una_classe_che_manca_a_tutti_ Carlo Pernat: "La 250 è una classe che manca a tutti"]''|Intervista di Mirko Colombi, ''motosprint.it'', 21 dicembre 2021.}} *Ragazzi, quanto manca quella categoria! Difficile, selettiva, formativa. La vera motocicletta da corsa, un mezzo da Gran Premio puro, perché essenziale, leggero, "cattivo". Racing nel DNA. Nella sua gloriosa e significativa storia, la [[Classe 250|dueemmezzo]] annovera grandi moto e incredibili campioni. *[[Doriano Romboni|Doriano]] era un pilota, non faceva il pilota. Lui dava sempre il suo 100% in ogni condizione trovata, che stesse bene o meno. Romboni era una bravissima persona fuori dalla pista e tra i cordoli si trasformava in un mastino. Era forte, ragazzi, eccome se era forte. Forse avrebbe dovuto gestire meglio alcune gare, ma stoffa velocità gli appartenevano a dosi. [...] a lui non venne mai regalato niente. Anzi. Tutti i risultati ottenuti furono frutto del suo impegno. *[[Max Biaggi|Max]] mi ha fatto tribolare, ma che campione! Con l'Aprilia 250, il romano era imbattibile. Dal 1994 al 1996 facemmo un tris iridato invidiabile, per una struttura ufficiale organizzata benissimo. A un certo punto, Max non voleva vincere, voleva di più. Voleva stravincere. *Loris era coraggioso, più di tutti. La capacità di [[Loris Capirossi|Capirossi]] di guidare sopra i problemi resta unica. A volte, mi dava l'impressione di cercare volutamente l'ostacolo, per poi avere lo stimolo di superarlo. Fantastico. Con la 250 non era il più pulito o preciso, però la faceva andare parecchio forte, tanto da trionfare nel 1998. Poi, in 500 e MotoGP, Capirex ha scritto altre grandi pagine, sempre con lo stesso inchiostro indelebile: forza e determinazione. *[[Jean-Philippe Ruggia]], il francese che faceva strisciare il gomito sull'asfalto già in quegli anni. Avrebbe potuto fare di più, se Biaggi non lo avesse battuto (anche) di testa. *Perdere [[Marco Simoncelli]] è stato un vero dramma. Sia umano che sportivo, chiaramente. Lui era come Rossi ma non uguale a Valentino. Non so se mi spiego. Il SIC piaceva anche a chi in pista lo detestava. Averlo come rivale non era uno scherzo e molti piloti spagnoli lo possono confermare. La sua voglia di portare la moto al limite, la sfida, l'entusiasmo: tutte caratteristiche che lo manterranno sempre nei nostri cuori. *La 250, con il motore due tempi, faceva crescere i piloti e pure i meccanici. [...] restavano a lavorare nel paddock fino a notte inoltrata. Sai quante ore passavano su cilindri e carburatori? Infinite. Di conseguenza, chi giovava delle loro capacità andava forte, senza noie. Nella dueemmezzo i dettagli facevano il risultato e tutto doveva essere a posto. Dal polso del corridore alla scelta delle gomme. Vietato fare errori. *{{NDR|«Ricordi una tua follia dell'epoca?»}} Tante, ma quella clamorosa è legata allo sponsor Chesterfield, nel 1993. Avevo incontrato Matilde Tomagnini, brand manager Philip Morris. Non riuscimmo a trovare subito un accordo, la loro offerta non era altissima. Ebbi la pensata e rischiai: richiamai dalle ferie designer, responsabili della logistica, in pratica rifacemmo tutto con i nuovi colori. Ci presentammo a Misano con tutto nuovo, non ci riconobbero e non volevano far entrare i camion con i colori tutti neri... Però il debutto fu un trionfo: vinse Ruggia e nel tripudio Chesterfield ci fece un contratto quattro volte superiore per l'anno dopo. Scelta giusta, considerando i titoli vinti poi con Biaggi. {{Int|''[https://quisalute.online/nuove-uscite/intervista-al-manager-carlo-pernat/ Una vita tra le moto: l'intervista a Carlo Pernat]''|''quisalute.online'', 22 agosto 2023.}} *{{NDR|«[...] cosa le ha dato la MotoGP a livello umano?»}} È sempre stata la mia passione, quando vivi facendo quello che ti piace hai risolto il 90% dei tuoi problemi esistenziali. A me ha dato quello che volevo: girare il mondo, la possibilità di inserirmi nel mondo motociclistico e vivere di ciò che amo. Ma soprattutto girare il mondo. Io sono una persona curiosa e andare in così tanti Paesi per quarant'anni significa vedere e capire il mondo, parlare quattro lingue, stringere migliaia di amicizie: insomma, avere una marea di cose che in pochi hanno. *{{NDR|«Qual è la sua caratteristica che le ha permesso di poter gestire in modo eccellente i suoi piloti?»}} La cosa principale è il fattore caratteriale, essere molto estroversi. Se uno ha un carattere ombroso e non è brillante, secondo me, questo lavoro non lo può fare. Devo dire che io sono molto camaleontico, mi adeguo sempre agli altri e non faccio adeguare gli altri a me. Ho gestito nello stesso momento Valentino Rossi, Biaggi, Capirossi, Simoncelli: mi sono sempre adattato a quello che volevano loro, perché alla fine i protagonisti sono i piloti. Attorno devono avere tranquillità, serenità e soprattutto amicizie, al di là della professionalità. Insomma, questo è l'attributo principale che dovrebbe avere un manager: essere camaleontico. È una caratteristica che tu hai o non hai. Io ce l'ho fortunatamente! *[...] la cosa più importante è il talento, quello non si compra nè si vende: è la prima cosa che vedi in un pilota. Il talento però rappresenta il 50% del professionista, per il resto bisogna avere un'incredibile tranquillità mentale. È come se loro avessero un microchip in testa: se ci finisse un capello dentro salterebbe tutto il computer. Semplicemente devono vivere come piace a loro. Innanzitutto vivono di quello che gli piace: per loro è un mestiere, ma anche un divertimento. Diciamo che ho visto tanti piloti talentuosi perdersi per questioni mentali. [...] al di là del fisico che devi per forza allenare, i piloti lavorano molto sulla concentrazione. In gara la concentrazione conta il 70%, perché le situazioni cambiano da giro a giro, da curva a curva e quindi se tu sei concentrato, liscio e fresco sulla moto hai qualcosa in più degli altri. Fermo restando che il talento serve sempre: piloti costruiti non ne ho mai visti. *[...] il primo mondiale è quello che non si dimentica mai: quello di Gramigni nel [[Motomondiale 1992|'92]] sull'Aprilia 125. Una casa piccola come l'[[Aprilia Racing|Aprilia]] e battere tutti gli altri è stata la prima vera soddisfazione. Una vittoria in un'azienda grande, come Honda o Yamaha la vivi in modo diverso perché hanno già un sacco di titoli appesi sul muro. Era il primo mondiale, in una casa che faceva biciclette e che si era trasformata da poco in una casa motociclistica: quando vinci così ha un valore in più. ===Citazioni non datate=== *{{NDR|Sulla Cagiva 125 GP}} Ci chiamò Gianfranco Castiglioni [che insieme al fratello Claudio guidava la Cagiva, ''nda''], e senza troppi giri di parole ci ordinò di gettarla nel Lago di Varese. All'inizio non volevo crederci, pensavo ad uno scherzo. Invece era maledettamente serio. Io provai a fargli cambiare idea, anche attraverso il fratello Claudio, ma non ci fu verso. Nonostante un pilota sotto contratto... Niente, fu irremovibile: la Cagiva fa solo la 500 – disse – e senza sponsor sulla carena. Purtroppo andò così, e fu un peccato perché la moto aveva del potenziale nonostante qualche difficoltà di messa a punto della ciclistica, ancora acerba e bisognosa di sviluppo.<ref>Citato in William Toscani, ''[https://www.motosprint.it/news/mondo-racing/2021/03/16-4023221/cagiva_125_gp_la_piccola_rossa_finita_in_fondo_al_lago Cagiva 125 GP: la piccola Rossa finita in fondo al lago]'', ''motosprint.it'', 16 marzo 2021.</ref> {{Int|1=''[http://www.motoemozione.it/index.php?option=com_content&view=article&id=214:intervista-a-carlo-pernat&catid=16&Itemid=127 Intervista a Carlo Pernat ]''|2=''motoemozione.it''.|h=4}} *Da quando sono entrato in questo ambiente, ed ormai sono quasi trent'anni, il motociclismo non è solo cambiato, è diventato tutto un'altra cosa. Dal punto di vista economico è cambiato tantissimo, in passato le sponsorizzazioni dei tabacchi davano un supporto notevole, era molto più facile dal punto di vista finanziario, le moto costavano meno ed era il pilota a comandare. La moto tipo era la 500 2tempi – la moto più bella della storia – con quella moto era il pilota a comandare e faceva la differenza al 70%. Poi l'avvento della tecnologia ha cambiato le carte in tavola, adesso il concetto degli ultimi 10 anni è: se hai la moto competitiva puoi vincere, se non hai la moto non vincerai mai. Il pilota ora è facilitato ed è la moto a comandare. Tuttavia i piloti più forti vinceranno sempre, il fattore umano se prima era il 70% oggi è al 40% che è una bella differenza. *{{NDR|«Per un pilota dei nostri giorni per arrivare ad avere una moto vincente è sufficiente il talento o deve avere il bagaglio di sponsor al seguito?»}} A livello vittoria conta il pilota, il talento naturale lo vedi subito. Il pilota costruito ha bisogno di sponsor. I principali campioni sono riusciti ad avere una moto vincente senza aver bisogno di sponsorizzazioni alle spalle. La sponsorizzazione serve per formare un pilota numero due. I piloti che non sono talenti devono portare il bagaglio di sponsor. Io ho vissuto come responsabile i tempi padronali di Cagiva ('84-'89) e Aprilia ('90-'98), allora era molto più facile, avevi la casa dietro e personalmente facevo i contratti di 3 anni. Presi nel '95 Valentino Rossi e gli feci un contratto di 3 anni, la stessa cosa con Biaggi. Tutti contratti a busta chiusa, oggi queste cose non esistono più. I contratti al massimo di 2 anni si fanno solo per campioni affermati, sui giovani le case non scommettono più e questo è un male, infatti talenti ne escono pochissimi e molti si bruciano. *Gente come [[Valentino Rossi|Valentino]] nasce ogni trent'anni. Lui è uno degli sportivi più famosi al mondo, ha un carisma che nessun altro avrà in futuro. Ce l'aveva un po' Simoncelli che sotto quel lato era molto simile a Vale. Potrebbe esserci Marquez che è un puro fenomeno però il carisma di Valentino non lo avrà neanche se vincerà, perché l'empatia e la spontaneità sono una cosa che hai o non hai ed è appunto su queste doti, al di là dei risultati, che Valentino ha creato qualcosa che nessuno ricreerà. Passiamo da Agostini a Valentino, nel mezzo pur avendo avuto grandissimi campioni e fenomeni puri nessuno è riuscito a fare quello che sono riusciti a fare loro due. *Io posso dire che [[Claudio Castiglioni|Claudio]] era la moto, se potessi fermare il tempo lo fermerei in quegli anni [...]. Un signore Vero ed un appassionato vero, mangiava pane e moto. Si lavorava 27 ore al giorno ma lo facevi con passione, ed appena entravi in [[Cagiva]] la sentivi questa passione. ==''Belìn, che paddock''== *Ho avuto un migliaio di donne. La maggior parte, pagando. (cap. II. ''Il destino non esiste'') *[...] ho sceneggiato io la mia vita, dalla prima all'ultima pagina. Il caso non esiste, tutto quello che è successo l'ho voluto. Pazienza, se ogni tanto ho sbagliato: mi sono sempre assunto tutte le responsabilità. Sceneggiatore, regista, attore protagonista. Questo sono, di una vita che per me è come un film. Ma senza la parola: ''Fine''. Al massimo, una risata. (cap. III. ''Il baule nella soffitta'') *Enzo Cecchi, geniale capo dell'uffico stampa Piaggio, fiutò subito l'aria. E impose il mio trasferimento: dall'ufficio Analisi e Ricerche a quello Stampa e Pubbliche Relazioni. [...] mi avevano chiesto sorrisi e fantasia, dovevo accogliere gli importatori di tutto il mondo e portarli in giro per qualche giorno prima di fargli visitare la fabbrica di Pontedera. Budget illimitati, in cambio di tutti quei soldi mi chiedevano solo di avere fantasia: falli divertire. Ero una specie di Frankenstein dei cazzoni: li portavo nei ristoranti migliori, a fare spese per mogli-fidanzate-amanti, bevevo come un cosacco fino a che s'arrendevano loro, raccontavo barzellette, presentavo delle "signorine" che conoscevo benissimo ma tutto doveva sembrare casuale. Americani, belgi, inglesi, francesi, tedeschi: erano tutti uguali. Dei ragazzini in gita. Li andavo a prendere e facevo tre giorni con loro: in albergo al Baglioni, a Santa Maria Novella, una meraviglia. Ero amico del direttore, il dottor Ciofi, che poi mi metteva a disposizione – gratuitamente – una suite per il fine-settimana. Col pullman a San Gimignano, cena al Fuoco del Diavolo a Porta San Giovanni e vedevi le colline, poi a Firenze per chi voleva andare a bagasce o per musei, faceva lo stesso, ancora a mangiare da Sabatini a Santa Croce. Tavolate dalle venti persone in su, bottiglie di vino stappate sul pullman: la visita allo stabilimento di Pontedera – che poi era il vero motivo di tutta questa tarantella – era il piccolo prezzo che i ragazzini pagavano volentieri. Al ritorno a Genova, facevano ordini per cifre da capogiro. [...] Lo stipendio era discreto, niente di che. Ma quello è stato uno dei momenti più belli della mia vita, perché facevo esattamente quello che piaceva a me: un cazzo. (cap. VIII. ''Ragazzini in gita'') *{{NDR|Su [[Jean-Philippe Ruggia]]}} Certo, è un tipo originale. Quando entra in curva, dondola la testa come quei cagnolini di peluche che un tempo si mettevano dietro le macchine. E in un hotel di Bali, tra la gara del Giappone e quella malese, ha rifiutato una cameriera che a tutti i costi se lo voleva portare a letto. Io ero lì, che non credevo ai miei occhi, costretto a convincerlo.<br />"Ti sei reso conto che questa è una gran figa?"<br />"''Merci'', ma domenica devo correre."<br />"Ma sei scemo, Jean? Oggi è lunedì." (cap. XXI. ''Fra Galdino e le noci'') *[...] tranne alcune miracolose eccezioni i piloti sono degli insopportabili egocentrici. (cap. XXIII. ''Rompipalle samurai'') *{{NDR|Su [[Kazuto Sakata]]}} Me lo prendo in Aprilia e lo giro alla squadra di un mobiliere di Pesaro, Giorgio Semprucci. Il samurai rompipalle va davvero forte, due successi e due secondi posti nelle prime quattro gare {{NDR|del 1994}}. Però a metà stagione Semprucci sta per arrendersi: il team è a corto di palanche, non ce la fa più a coprire le spese. Bel casino. Non dico niente a [[Ivano Beggio|Beggio]]: faccio due trucchetti da prestigiatore, e nelle pieghe del budget trovo il denaro sufficiente per permettere a Giorgio di chiudere il campionato senza troppi patemi. A patto di vincere il titolo, non facciamo scherzi. Kazuto continua a fare scintille: podio a Misano e Le Mans, vittoria a Brno. È in testa e non lo ferma più nessuno. O quasi.<br />"Carletto San, io paura!"<br />"Che cazzo dici, Kazuto?"<br />"Io paura. Kazuto non vince. Kazuto cattivo pilota."<br />"Sei scemo?"<br />Il ragazzo all'improvviso sta perdendo la testa. Trema come una foglia, non regge la pressione. Come tutti i giapponesi, che non hanno carattere: bravi, coraggiosi. Ma nei momenti decisivi, si cagano regolarmente addosso. Altro che Yukio Mishima. [...] Insomma, alla vigilia di Laguna Seca il mio Kazuto scoppia a piangere.<br />"Non ce la farò mai, Carletto San: io smetto!"<br />"Non dire così."<br />Mi procuro un paio di libri di Mishima, e comincio a leggergli alcune frasi di quelle belle forti, per vedere che effetto fa. Spero di suscitargli le giuste emozioni, attacco: "La vita è una danza nel cratere di un vulcano: erutterà, ma non sappiamo quando". Mi guarda, non reagisce. Come se fosse sordo. In effetti, come citazione non c'entra molto. Provo con un'altra, forse è meglio: "Non indietreggiare. È questo il punto debole su cui devi ancora lavorare". Kazuto fissa il vuoto, inebetito. Come parlare a un muro. Peccato, come concetto mi sembra giusto. Insisto: "Sapere e non agire equivale a non sapere". Comincio a sentirmi un cretino. E questo mi vuole proprio fare incazzare. "La realtà, a differenza dei sogni, è priva di elasticità". Quando sparo l'ultima cartuccia, sono disperato. Però finamente il ragazzo sembra reagire. Alleluia! Il sabato conquista la pole, sembra tornato quello dell'inizio di stagione. Ma a un certo punto perde il controllo della moto, finisce gambe all'aria. Lo aspetto al box, e gli tiro uno schiaffone. Mancano ancora due gran premi, non può finire così. A furia di sberle e cazziatoni, Sakata torna in sella. A quel punto corre da far vomitare, è solo nono a Buenos Aires e settimo a Montmeló: però quei punticini sono sufficienti a farlo chiudere in testa. Evviva. Che fatica. (cap. XXIII. ''Rompipalle samurai'') ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Carlo Pernat con Massimo Calandri, ''[https://books.google.it/books?id=g1mWDwAAQBAJ&printsec=frontcover&hl=it Belìn, che paddock. Storie di corse, piloti e altre pazzie della mia vita]'', Milano, Mondadori, 2019. ISBN 978-88-04-70619-9 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Pernat, Carlo}} [[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]] 20e0y4u1gxxfhkjontvl69fddef4hdz Aprilia (azienda) 0 201110 1411401 1344293 2026-04-23T18:38:53Z Danyele 19198 citazioni spostate nella più pertinente voce su [[Aprilia Racing]] 1411401 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Aprilia-logo.svg|thumb|Logo]] Citazioni su '''Aprilia''', azienda motociclistica italiana. ==Citazioni== *È vero che il modo più veloce per aumentare il know how aziendale è andare a pescare professionalità in casa d'altri, perché sono le persone che trasferiscono le proprie conoscenze; [...] ma [...] a Noale c'è una cultura molto legata al territorio. Qui nei reparti si parla veneto, non italiano, e vuol dire molte cose, che vanno studiate attentamente. Noale non c'entra nulla con la Motor Valley, eppure qui si è creata una cultura da zero, e qui è rimasta. Secondo me questa è una risorsa: se l'azienda iniziò a vincere partendo da qui, deve ricominciare da qui. ([[Massimo Rivola]]) *Mi sono imbattuto in una moto a 12 anni e ho capito subito che non sarei più sceso dalla sella. L'ho scritto anche in un tema: la traccia chiedeva cosa avremmo fatto da grandi. Il succo del mio elaborato era: "Abiterò in Italia, guiderò un'Aprilia e avrò dei figli". ([[Eugene Laverty]]) ===[[Ivano Beggio]]=== *Gran parte dei nostri concorrenti erano in difficoltà: Ancillotti, Aspes, Malanca, Moto Gori, SWM, Testi, TGM non seppero seguire il cambiamento e, tra il 1984 ed il 1986, chiusero tutte i battenti. Molti dei loro geniali ed appassionati tecnici vennero assorbiti in Aprilia, costituendone l'ossatura e contribuendo ai successi futuri. [...] A questi anni ed all'accordo con Rotax possono essere ricondotte le radici della "fabbrica flessibile" o "azienda a rete", filosofia che ci contraddistinguerà e sarà anche oggetto di importanti studi universitari. In azienda c'erano progettazione, ricerca, collaudi e marketing, mentre tutta la componentistica veniva realizzata presso fornitori qualificati pienamente integrati nel processo produttivo fin dalle fasi di progettazione. Si trattava della prima applicazione nel settore dell'alta tecnologia di un metodo largamente usato nella manifattura veneta che permette una crescita molto più veloce e ponderata, a fronte di margini di guadagno inevitabilmente inferiori. Ebbi a definire questo sistema "olonico", termine che indica una realtà flessibile che detiene all'interno la parte più nobile, ovvero la conoscenza, e delega all’esterno il resto. Tale filosofia si rivelò vincente sotto molti punti di vista, consentendoci di ridurre drasticamente i tempi di realizzazione di un nuovo modello e mettendoci quindi nella condizione di proporre mezzi sempre nuovi ad una clientela affamata di novità. In pratica, il ciclo di vita medio di una moto poteva passare da cinque anni a 24 mesi, rendendo più facile l'introduzione puntuale dei vari "model year". [...] Quando, abbagliati dai grandi successi commerciali, rinnegammo questa filosofia [...], ne pagammo le conseguenze. *Il perché del nome Aprilia. Fu mio papà Alberto a sceglierlo quando iniziò a costruire biciclette, perché era rimasto ammaliato dalla Lancia Aprilia, una vettura di media cilindrata molto innovativa e molto bella, lanciata dal marchio torinese nel 1937. [...] Quando iniziai a costruire le moto rimase stupito e un po' perplesso; gli spiegai però quale sarebbe stata la mia visione del medio periodo e lo trovai pienamente d'accordo... [...] È stato un onore perpetuare nelle mie nuove moto il nome Aprilia che lui aveva voluto. *La molla che ha trasformato Aprilia da piccola azienda costruttrice di biciclette in grande realtà motociclistica è stata sicuramente la mia passione per i motori e per le gare fuoristrada. Ho cominciato costruendo di notte, di nascosto da mio padre (nettamente contrario), "motorini" da cross di 50 centimetri cubi. Quando i modelli Aprilia schierati in gara hanno cominciato a vincere, mio padre ha capito non solo che la passione era irrefrenabile, ma anche che poteva dare frutti positivi. In quel momento è nata ufficialmente l'Aprilia Moto, intorno ai primissimi anni '70. *Si potrebbe immaginare che Aprilia abbia dovuto superare una difficoltà in più nell'essere dislocata in mezzo alla campagna veneta, lontano dai più popolari fornitori. In realtà, credo che da nessuna parte avrei trovato una manodopera altrettanto motivata, in grado di vivere l'azienda con tale intensità. Costruire moto in una terra contadina era motivo di orgoglio. Per tanti anni fu prassi che le persone andassero a lavorare anche dopo cena se c'erano urgenze: semplicemente, l'ultimo che usciva teneva le chiavi e le riportava al mattino [...]. Con il crescere delle dimensioni, ovviamente tale familiarità un po' si perse, ma è sempre rimasto nelle corde di Aprilia quel senso originale di comunità, di amicizia, di abnegazione. ==Voci correlate== *[[Aprilia Racing]] *[[Ivano Beggio]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Aziende italiane]] [[Categoria:Case motociclistiche]] bn8qebgsnhqg9vd8wuqw0hwhit23yo9 Alfa Romeo Alfetta GT 0 202020 1411450 1261252 2026-04-23T23:16:37Z Danyele 19198 +voci correlate 1411450 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Alfa Romeo Alfetta GT (01).JPG|thumb|Alfa Romeo Alfetta GT]] Citazioni sull{{'}}'''Alfa Romeo Alfetta GT''', nota anche come '''GTV''', '''GTS''', '''2000''' o '''GTV6''' nelle sue versioni successive. *{{NDR|Nel 2023}} Recentemente ho comprato un'Alfa Romeo GTV6 del 1986 che era in ottime condizioni. E mi è costata solo 8.000 sterline. Va bene? Non proprio. A volte non mi permette di avere una seconda marcia. A volte non mi permette di avere il terzo rapporto e lo scorso fine settimana non mi ha permesso di avere alcuna marcia. Lo sterzo è assurdamente pesante e solo un orango troverebbe comoda la posizione di guida. Oltre a tutto questo, non ha aria condizionata, nessun navigatore satellitare, nessuna porta USB, nessun airbag e la credibilità ambientale di una miniera di nichel. Ma quando il sole splende e mi permette di avere tre delle sue cinque marce, è una cosa bella da possedere e una cosa ancora più bella da guardare. ([[Jeremy Clarkson]]) ==Voci correlate== *[[Alfa Romeo]] *[[Gran Turismo (automobile)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] jhhmn7ae0wsn2vtzptzp2c6dtwrasyy Rivalità Prost-Senna 0 202064 1411390 1399423 2026-04-23T17:35:29Z Danyele 19198 +1 1411390 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Senna and Prost on the podium, Montreal 1988 (Cropped).jpg|thumb|Da sinistra: [[Alain Prost]] e [[Ayrton Senna]] sul podio del Gran Premio del Canada 1988]] Citazioni sulla '''rivalità Prost-Senna'''. *Ayrton rappresentava più brio. Io ero il "professore", clinico. Lui era "mistico" e questo piaceva alla gente [...] devo dire che a volte mi ha realmente impressionato in qualifica, non ricordo esattamente quando, ma mai in condizioni di gara. In gara e nel warm-up, la maggior parte delle volte ero più veloce. ([[Alain Prost]]) *I duelli Senna-Prost sono sempre finiti nella ghiaia. ([[Stefano Domenicali]]) *La loro rivalità, non di rado feroce, aveva qualcosa di omerico. Io li seguivo sulle piste e spesso mi domandavo chi fosse Achille e chi Ettore. Avevo la mia simpatia, pro brasiliano. Ma mai ho dubitato dei meriti del francese. Per inciso, credo che su Alain, dopo la tragedia di [[Gran Premio di San Marino 1994|Imola]], si sia abbattuta quella cosa che i Romani chiamavano Damnatio memoriae. [...] inconsciamente, [...] la gente non perdona di essere sopravvissuto all'Eroe. ([[Leo Turrini]]) *La mia epoca era quella di Senna e Prost, e chi ha vissuto quella F.1, penso che difficilmente possa amare di più quella recente. ([[Gabriele Tarquini]]) *Nel 1984, l'intraprendente sudamericano, a bordo di una Toleman abbastanza scassata, sfiorò la vittoria in un Gran Premio di Montecarlo allagato da una pioggia torrenziale. Anzi, avrebbe vinto se [[Jacky Ickx]], direttore di corsa, non avesse sospeso la gara dopo appena 31 giri [...] per ragioni di sicurezza. Senna finì secondo. Primo, manco a dirlo, Alain Prost. Che sotto l'acqua, si sa, al massimo andrebbe a fare shopping in centro. Quel giorno, forse, nacque la rivalità tra Alain e Ayrton, i [[Rivalità Bartali-Coppi|Coppi e Bartali]] su quattro ruote. ([[Leo Turrini]]) *Prost si è bruciato il cervello a causa di Senna. Prima che la gara inizi, sa di essere battuto. ([[James Hunt]]) *{{NDR|Senna era}} Troppo carico di emozioni. Questo era il suo limite: un grande talento portato a eccedere e di conseguenza a commettere errori. Se fossi stato un team manager avrei scelto Prost, che era chirurgico nella guida e nella condotta di gara. Molto più affidabile. ([[Jackie Stewart]]) ==Voci correlate== *[[Formula 1]] *[[Alain Prost]] *[[Ayrton Senna]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Rivalità sportive]] j1kv35bkz8rpysw9r6ctbj0h7ddb2yh Ferrari 288 GTO 0 203008 1411453 1364421 2026-04-23T23:20:34Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ +1 1411453 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Ferrari 288GTO.JPG|thumb|upright=1.2|Ferrari 288 GTO]] Citazioni sulla '''Ferrari 288 GTO'''. *Una mattina, nell'aprire la porta dell'Ufficio Tecnico per la progettazione delle Ferrari GT, ufficio che dovevo attraversare per raggiungere il mio posto di lavoro, notai tutti i disegnatori del suddetto ufficio non al loro posto, ma tutti davanti alla porta proprio del mio ufficio, con il capo di questo gruppo dei miei collaboratori che brandiva un periodico sul quale erano stati evidenziate in giallo alcune righe di un articolo. Prima di avere il tempo di chiedere il perché di questa strana adunata, fui quasi aggredito perché nell'articolo in questione, proprio l'ing. Forghieri, durante una delle frequentissime interviste [...] si era proclamato, cosa totalmente falsa, come il progettista proprio di questa nuova vettura Ferrari, e di gran successo. Calmatisi gli animi, il portavoce di tutti i componenti dell'Ufficio, mi fece notare che con simile affermazione, pubblicata senza una qualunque verifica da parte del giornalista boccalone, sebbene completamente falsa [...] faceva comunque figurare come esecutori del progetto i disegnatori del Reparto Corse, di stanza nel nuovo stabilimento della GES, del quale Forghieri era il capo, e non loro stessi, e con loro anche io che ero il loro capo, ai quali, con la pubblicazione di questa autentica menzogna, veniva negata la soddisfazione di vedersi riconosciuti come responsabili, ognuno per la propria competenza, alla stesura dei disegni dei vari componenti che erano confluiti nell'allestimento finale della vettura. [...] Per cercare di calmare gli animi, rassicurai tutti i collaboratori che mi sarei fatto portavoce di questa inusuale ed inaspettata richiesta, alla quale mi ero aggiunto e giustificatamente anche io, all'ing. Ferrari [...]. Cosa che puntualmente feci, spiegando all'ingegnere l'accaduto [...] e non solo, perché per fornirgli la prova di quanto avessi gradito tale comportamento, lo avvertii che sarei andato via, per rientrare solo nel momento in cui fosse stata ristabilita la verità, con la pubblicazione di un categorica smentita nel numero successivo dello stesso giornale, che si era piegato a pubblicare questa colossale balla. [...] non ho dimenticato quello che mi toccò leggere sul viso dell'ing. Ferrari: inizialmente un autentico stupore, trasformatisi dopo la lettura dell'articolo incriminato, in una forma di palese imbarazzo, per finire con il tramutarsi in un sentimento quasi di mortificazione, certamente immeritata, promettendomi, comunque alla fine del dialogo, che sarebbe intervenuto personalmente per ristabilire la realtà degli eventi. Tutto quanto raccontato era avvenuto un martedì mattina, giorno dell'uscita in edicola del settimanale [...], ed io sempre rispettoso a quanto dettatomi dal mio carattere, restio naturalmente a scendere o accettare una qualunque forma di compromesso, confermai a Ferrari che mi sarei messo in ferie, cosa che naturalmente feci, aspettando il martedì successivo, giorno dell'uscita nelle edicole del nuovo numero della rivista [...]. Le mie ferie erano però terminate il lunedì pomeriggio seguente, quando Dino, l'autista di Ferrari venne a casa mia per consegnarmi un numero della rivista che era andato a ritirare a Bologna, appena uscito dalle rotative, e nel quale, in un adeguato articolo, era stata smentita la notizia pubblicata sul numero precedente, confermando che il motore era nato nell'Ufficio Tecnico per la progettazione delle vetture di serie il cui responsabile all'epoca era Angelo Bellei: l'informazione mi era sembrata corretta, senza naturalmente fare alcun cenno al mio nome. Naturalmente poco dopo la consegna del giornale, avevo anche ricevuto una telefonata dall'ing. Ferrari che mi confermava il rispetto, in maniera totale, dell'impegno preso e mi chiedeva di tornare l'indomani mattina in fabbrica, cosa che naturalmente feci, e nel pomeriggio dello stesso giorno avemmo anche una chiarificazione sull'accaduto. ([[Nicola Materazzi]]) ==Voci correlate== *[[Ferrari]] *[[Ferrari F40]] *[[Gran Turismo (automobile)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] 2z13t37pltzq67x9ns3w4852rtvcj2e Ivano Beggio 0 203113 1411399 1344292 2026-04-23T18:32:09Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +link 1411399 wikitext text/x-wiki [[File:Ivano Beggio.jpg|thumb|Ivano Beggio (2003)]] '''Ivano Beggio''' (1944 – 2018), imprenditore italiano. ==Citazioni di Ivano Beggio== {{cronologico}} *[...] dobbiamo avere [[pazienza]], io ho costruito una fortuna sulla pazienza.<ref name="Zunino">Dall'intervista di Corrado Zunino, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/04/30/il-mio-sogno-valentino.html Il mio sogno è Valentino]'', ''la Repubblica'', 30 aprile 2000.</ref> *{{NDR|«Senza Biaggi, Rossi e anche Capirossi l'azienda Aprilia sarebbe stata la stessa nel mondo, avrebbe venduto tutti questi motorini?»}} Sì, avremmo fatto vincere Harada, Gramigni, altri piloti. È vero il contrario: se non avessimo prodotto prima degli altri gli scooter, ed era il '91, non avremmo avuto i soldi per far vincere al motomondiale a questi splendidi campioni.<ref name="Zunino"/> {{Int|''4 chiacchiere con... Ivano Beggio''|Intervista di Paolo Beducci, ''Tecnologie Meccaniche'', ottobre 1992, pp. 171-174; [http://www.beducci.it/interviste/beggioaprilia.pdf disponibile] in ''beducci.it''.}} *La molla che ha trasformato [[Aprilia (azienda)|Aprilia]] da piccola azienda costruttrice di biciclette in grande realtà motociclistica è stata sicuramente la mia passione per i motori e per le gare fuoristrada. Ho cominciato costruendo di notte, di nascosto da mio padre (nettamente contrario), "motorini" da cross di 50 centimetri cubi. Quando i modelli Aprilia schierati in gara hanno cominciato a vincere, mio padre ha capito non solo che la passione era irrefrenabile, ma anche che poteva dare frutti positivi. In quel momento è nata ufficialmente l'Aprilia Moto, intorno ai primissimi anni '70. *{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Io sono convinto che non sia utile disperdere le forze tra diversi marchi. Faccio un esempio: se Aprilia acquistasse un'altra azienda, da ricollocare sul mercato, sarei costretto a dividere i miei uomini migliori tra Aprilia e l'altra azienda, con possibili danni per entrambe. Il mio intendimento è invece quello di impegnare ogni risorsa disponibile in Aprilia, nell'intento di farla crescere il più rapidamente e il più forte possibile. [...] Aggiungo un'altra considerazione: siamo sicuri che il pubblico nuovo, giovane, cui è necessario rivolgersi per crescere, si faccia veramente coinvolgere dal fascino di nomi gloriosi, ma ormai scomparsi da tempo sul mercato?<ref>Nel 2000 l'Aprilia di Ivano Beggio acquisirà due tra i marchi storici del motociclismo italiano, Moto Guzzi e Moto Laverda; la dispersione di forze e investimenti verso questi ultimi contribuirà ad appesantire le finanze di Aprilia, portandola in pochi anni sull'orlo del fallimento e costringendo Beggio, onde garantirle un futuro, a cederla alla rivale Piaggio nel 2004.</ref> *La sicurezza passiva è fortemente connaturata agli attuali modelli di motociclette: telai, motori, ciclistica, impianti frenanti sono ormai ad un tale livello di sofisticazione, anche nelle moto di cilindrata minore, che questi mezzi rappresentano ormai il massimo anche nel settore sicurezza. Il fattore che non possiamo controllare è l'educazione degli utenti [...] *Il pregio che mi posso attribuire è quello di ascoltare ogni voce, critica o contributo che venga da chiunque dei miei collaboratori. È un'abitudine che ho da quando Aprilia era una piccolissima realtà [...]. Quanto al mio difetto: consentitemi di lasciarlo scoprire ai miei avversari... {{Int|''[https://archivio.unita.news/assets/main/1997/09/05/page_020.pdf L'industriale Beggio: «Separarsi? Una follia. Ma le confederazioni scelgano il federalismo»]''|Intervista di Roberto Carollo, ''l'Unità'', 5 settembre 1997, p. 8.}} *Il [[sindacato]] deve fare meno politica, ma anche rinnovarsi. [...] È evidente che preferisco un sindacato unitario piuttosto che cento interlocutori diversi, ma lo vorrei articolato sul territorio e con spazi di grande autonomia regione per regione. E – vorrei ribadire – un sindacato che non si preoccupi soltanto della difesa dei posti di lavoro ma anche dei milioni di persone che un posto di lavoro lo stanno aspettando. Non si capisce perché questa benedetta [[Flessibilità lavorativa|flessibilità]] sia così osteggiata... [...] Io personalmente non posso lamentarmi del mio rapporto di imprenditore col sindacato che mi consente di assumere per nove mesi come stagionali centinaia di persone che poi in parte ottengono il posto fisso. *{{NDR|«Insomma, come lo vorreste il sindacato?»}} Flessibile. Non è una parola magica, ma, mi creda, è la grande risposta per l'epoca postfordista che stiamo attraversando. Perché flessibile vuol dire meno centralista, che lascia grandi autonomie alle sue organizzazioni regionali più capaci di capire le esigenze delle piccole e piccolissime imprese. Se invece il sindacato continua ad essere monolitico, politico, rigido... beh io dico che non ci siamo. *{{NDR|«Il Nordest – si dice – soffre anche di mancata rappresentanza politica»}} Sì [...]. Il fatto è che qui ci sono problemi che aspettano risposte da 20-30 anni, in un territorio che nel frattempo si è fortemente sviluppato. [...] L'importante è che si arrivi a un federalismo italiano, che funzioni per questo Paese. {{NDR|«E che disinneschi il pericolo secessionista...»}} Infatti. Se la gente non vede risposte, fatti concreti, ma solo parole può essere indotta a pensare che anche uno strappo drammatico spinga comunque a cambiare le cose. È una suggestione pericolosissima, alla quale io sono contrario ma che non va sottovalutata. [...] quando ho visto il blitz del campanile di San Marco ho sorriso pensando a una carnevalata. Successivamente però girando per il Veneto ho visto con preoccupazione che esiste uno zoccolo duro che a quella suggestione crede davvero. [...] è facile prevedere che la protesta, non trovando risposte, è destinata ad allargarsi. Se non si fa il federalismo, se non si va verso la regione autonoma, magari come risposta transitoria, essere pessimisti è legittimo. {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,19/articleid,0310_01_2002_0295_0023_2873946/ Beggio: da vent'anni aspettiamo le riforme]''|Intervista di Flavia Podestà, ''La Stampa'', 28 ottobre 2002, p. 19.}} *A 17 anni ho sognato di diventare campione del mondo; poi ho accarezzato il sogno di costruire una moto che vincesse un campionato del mondo e, infine, di mettere in piedi un'azienda che producesse delle bellissime moto, capaci di gareggiare e vincere trofei mondiali. *[...] il [[Veneto]] – area di grandissima tradizione e cultura, ma anche di grande povertà – per decenni ha esportato manodopera in tutta Italia e nel mondo che è poi tornata con grande voglia di riscatto. È nata così questa imprenditoria che ha saputo sviluppare una serie di idee, creatività, iniziative che si sono rivelate vincenti e che ora vuole crescere e competere sui mercati internazionali. *Io mi sento, innanzitutto, veneto: poi italiano ed europeo e, infine, anche cittadino del mondo, senza dimenticare mai le mie radici. *Credo molto in una prospettiva europea, che sappia salvaguardare le specificità locali: le autonomie, i valori, le culture, le tradizioni e i costumi che sono una ricchezza che vanno valorizzate. L'appiattimento indebolirebbe l'Europa nel suo complesso. *Una legislazione europea che elimini le distorsioni competitive aprendo i mercati e rendendoli più vasti e che ci aiuti a crescere più velocemente ben venga. Tra una quindicina d'anni avremo la Cina quasi a due miliardi di abitanti e l'India a un miliardo e mezzo; avremo le Americhe che si saranno unite: l'Europa dovrà pur essere un mercato di 4/500 milioni di abitanti per poter competere con quei grandi blocchi. *Con [[Moto Guzzi|Guzzi]] – che è il mito del nostro paese [...], il primo 8 cilindri, il primo 4 cilindri, il primo monoammortizzatore posteriore, il primo telaio monoscocca [...] – abbiamo conquistato un titolo nobiliare. Il suo acquisto è stata la cosa più bella che mi potesse capitare dopo la vittoria dei titoli mondiali. *Nel campo delle moto, dove nei nostri prodotti – accanto alle prestazioni – si cerca l'inventiva, il design, l'accuratezza, la concorrenza del Far East non ci preoccupa più di tanto. Sugli scooter il discorso cambia, decisamente: oggi, in questo settore, la concorrenza è fatta dai giapponesi che costruiscono in Cina; i volumi di scooter cinesi (svariati milioni di pezzi) sono 10 volte il mercato europeo. Per reggere la sfida dobbiamo fare incetta di componenti prodotti in mercati in cui il costo della manodopera sia basso. *Fare impresa oggi è diventata un'opera coraggiosa, specie in un paese come il nostro dove è almeno un ventennio che aspettiamo riforme di struttura: aspettiamo una viabilità che non ci strozzi, una pubblica amministrazione che sia al servizio dei cittadini, una magistratura che non impieghi 10 anni per definire un processo civile. {{Int|''Mito in moto''|Intervista di [[Stefano Lorenzetto]], ''Panorama'', 8 maggio 2003, pp. 164-168; [https://www.stefanolorenzetto.it/articoli/beggio.pdf disponibile] in ''stefanolorenzetto.it''.}} *Non si possono costruire buone moto senza farle gareggiare. La competizione sportiva è un'occasione imprescindibile di conoscenza. Ti confronti con i concorrenti, capisci dove sbagli, rubi i segreti del mestiere ai meccanici. *{{NDR|«Con i giapponesi ha sempre avuto un rapporto conflittuale»}} Non hanno proprio nulla da insegnarci. Io li ho visti nelle loro fabbriche. Corrono da una moto all'altra come api impazzite. Ne imbullonano tre al colpo. Però non vorrei mai che i miei operai lavorassero così. Mi sembrano robot. Tanto metodo, poca creatività. Sono costretti a comprare il gusto. Vengono a cercarsi i grafici a Treviso. Aprono centri di design a Milano. Poareti, de estetica no' i capisse un tubo... *Lei ricorda i colori delle vecchie moto Guzzi o Gilera? O bianco, o rosso, o nero. Trasmettevano un'immagine mummificata del prodotto. Io invece ne ho colto il lato emozionale, divertente. Più il bolide diventa veloce e più bisogna mitigarne l'aggressività con tinte giocose. Così ho puntato su lilla, giallo limone, arancione, verde, persino sul viola. Una fantasia che ha catturato gli adolescenti e stuzzicato i quarantenni. ==''Facebook.com – profilo ufficiale''== *{{NDR|Sull'[[Aprilia Tuono]]}} Aprilia doveva entrare nel settore naked, ma c'erano già delle belle moto in produzione, tra cui le Ducati che erano veramente molto stilose e raffinate. Così abbiamo deciso di fare una naked che rompesse tutti gli schemi e fosse, di fatto, una supersportiva, come si conveniva ad Aprilia, con il manubrio alto. Anche il nome è stato scelto per dare una immagine di esplosività. Disegnata dal bravissimo Giuseppe Ricciuti, fu subito un grande successo, con numeri di vendita in tutto il mondo veramente straordinari. Era una moto con vero DNA Aprilia e aprì un nuovo segmento, quello delle naked "hard", che allora non esisteva e che poi molti seguirono.<ref>Da un post sul profilo ufficiale ''facebook.com''; [https://www.facebook.com/IvanoBeggioOfficial/photos/a.120252305217767/120357491873915/ ripubblicato] il 20 maggio 2017.</ref> *Benché tutte le Aprilia di quel periodo nascessero strettamente legate alle esperienze fatte in pista, la [[Aprilia RS250|RS 250]] è stata probabilmente la moto più "racing replica" realizzata. Ci riversammo tutta l'esperienza telaistica e ciclistica che avevamo, senza assolutamente alcun compromesso. Il motore andai personalmente a chiederlo alla Suzuki. Avevo qualche dubbio fossero d'accordo nel concederlo, visto che anche loro avevano una sportiva 250 due tempi a listino, la RGV, ma invece furono molto signorili. Ci rivolgemmo a loro perché in Aprilia non avevamo allora le possibilità economiche per realizzare un propulsore completamente nuovo, ma devo dire che questo trapianto (il nostro motore aveva in ogni caso alcune modifiche rispetto all'originale) non limitò la personalità della moto, che aveva un DNA 100% "made in Noale", ci diede grandissime soddisfazioni commerciali in tutto il mondo contribuendo alla diffusione del marchio, e fu la nave scuola di tanti piloti. Grazie alla sua agilità e leggerezza, in alcuni tracciati dava la paga a moto di cubatura quadrupla!<ref>Da un post sul profilo ufficiale ''facebook.com''; [https://www.facebook.com/IvanoBeggioOfficial/photos/a.120252305217767/120363811873283/ ripubblicato] il 20 maggio 2017.</ref> *{{NDR|Sulla [[BMW F650]]}} I rapporti con la casa tedesca nacquero in quanto avevo intavolato delle trattative a inizio anno '90 per avere i loro propulsori. In quel periodo Aprilia era ancora una piccola realtà che doveva rivolgersi all'esterno per avere i motori. In particolare ero convinto che se i tedeschi mi avessero concesso di usare un loro propulsore, Aprilia avrebbe potuto crearci attorno una ciclistica straordinaria, molto migliore di quella che allora avevano sulle loro moto. Le trattative durarono abbastanza a lungo, con reciproche visite, ma alla fine presero la decisione che non avrebbero mai concesso a terzi partnership motoristiche. Però quando vennero a Noale avevano visto la nostra stupenda moto ossia la Pegaso e ne rimasero entusiasti. Così mi proposero di realizzare in collaborazione, sulla stessa base tecnica del Pegaso, la loro F650, producendola a Noale. Questo accordo fu straordinario per entrambi: da parte nostra in particolare ci introdusse a standard qualitativi che non conoscevano. Fummo anche fortunati a fare l'accordo in marchi tedeschi, che in quel periodo si rivalutarono di circa il 30% sulla lira. Per loro sperimentare nuovi segmenti motociclistici con costi di industrializzazione molto più contenuti.<ref>Da un post sul profilo ufficiale ''facebook.com''; [https://www.facebook.com/IvanoBeggioOfficial/photos/a.120252305217767/120364788539852/ ripubblicato] il 20 maggio 2017.</ref> *[...] il perché del nome [[Aprilia (azienda)|Aprilia]]. Fu mio papà Alberto a sceglierlo quando iniziò a costruire biciclette, perché era rimasto ammaliato dalla Lancia Aprilia, una vettura di media cilindrata molto innovativa e molto bella, lanciata dal marchio torinese nel 1937. Ricordo con grande affetto mio padre molto geniale e innovativo... realizzò delle biciclette molto belle e anche dei 50cc, ideando anche brevetti importanti, come quello relativo alla bicicletta pieghevole. Quando iniziai a costruire le moto rimase stupito e un po' perplesso; gli spiegai però quale sarebbe stata la mia visione del medio periodo e lo trovai pienamente d'accordo... [...] Purtroppo è mancato molto presto, avevo appena 27 anni. È stato un onore perpetuare nelle mie nuove moto il nome Aprilia che lui aveva voluto.<ref>Da un post sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 24 dicembre 2016; [https://www.facebook.com/IvanoBeggioOfficial/photos/a.120252305217767/120364005206597/ ripubblicato] il 20 maggio 2017.</ref> *Il [[Aprilia Tuareg|Tuareg]] nacque sull'onda della Parigi-Dakar; in un periodo in cui regolarità e trial erano in declino, il boom di questa corsa africana fu straordinario [...]. Noi trasferimmo questo desiderio di Africa inizialmente nelle piccole cilindrate, 50 e 125, e poi anche su quelle maggiori. La moto era veramente ottima dal punto di vista tecnico, sfruttando tutta l'esperienza ricavata dal cross. Ma la ricordo anche perché segnò per Aprilia un cambiamento dal punto di vista estetico: abbandonammo i colori shock come lilla e viola, per adottare delle grafiche con anche accoppiamenti cromatici molto eleganti come rosso/giallo o blu/azzurro. Sembravano fuori luogo per un mezzo di questo tipo, invece ebbero uno straordinario successo. Per certi versi rendevano la Tuareg quasi "più facile" da guidare, meno estrema nel look delle fuoristrada tradizionali. Il nome è stato motivo di grandi discussioni ma il Tuareg cavaliere del deserto ha vinto... mi è sempre piaciuto tanto. Dal punto di vista tecnico, in tutte le sue versioni, anche quelle più estreme, fu, come ho detto, una ottima moto, con veramente pochi rivali.<ref>Da un post sul profilo ufficiale ''facebook.com''; [https://www.facebook.com/IvanoBeggioOfficial/posts/pfbid02vgAbpEzJDiXRMWSwvHFDQjjsKUhyiYXJGUPoJtGaasX8oaCgehMUs3uXFSUQMfyAl ripubblicato] il 20 maggio 2017.</ref> *L'[[Aprilia Amico|Amico]], nostro primo scooter prodotto in grande serie, vendeva molto bene: giocare con i colori delle grafiche come solo noi sapevamo fare ci consentiva di trasformarlo da sobrio mezzo urbano per una clientela matura a modaiolo sbarazzino per le teen-ager. Particolare successo riscuoteva però la versione "sport", con il disco anteriore e una mappatura più grintosa. Capimmo che erano maturi i tempi per uno scooter che nascesse richiamandosi espressamente al favoloso mondo delle corse. Da questa riflessione progettammo lo [[Aprilia SR|SR]], senza dubbio primo scooter al mondo pensato originariamente in ottica prettamente sportiva, con freni potenti e sospensioni a forcella teleidraulica. Lo SR fu un successo enorme in tutta Europa, grazie anche alle colorazioni prettamente "racing", con tanto di sponsor "Unlimited" nella "replica Reggiani", una novità perché nessuno allora osava inserire sponsor non tecnici nella grafica delle moto di serie. Nel corso degli anni lo SR rimarrà una icona Aprilia, evolvendosi progressivamente sia dal punto di vista tecnico che estetico ed, ovviamente, subendo innumerevoli imitazioni.<ref>Da un [https://www.facebook.com/IvanoBeggioOfficial/posts/pfbid02QQPtTx7cpeooiLrk8fTR85vcRHppRjeSpEZHYAB9NDLApe3HU8vWpi39Hg8XQJJVl post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 18 novembre 2017.</ref> *L'[[Aprilia SXV]] bicilindrica nacque per un mio fortissimo desiderio di fare una moto che rompesse gli schemi, e trovai in Ampelio Macchi il "complice" giusto. La SXV era una vera Aprilia: rivoluzionaria, veloce, bellissima, che si impose subito in gara. Approvai anche la versione per il motocross, e li forse fummo troppo ambiziosi, perché il due cilindri probabilmente aveva poche chance rispetto alla leggerezza del "mono". Il progetto SXV, RXV, MXV nacque con il cuore per riportare Aprilia nel mondo che l'aveva vista debuttare, e fu, con più o meno successo a seconda delle versioni, uno di quei momenti di rottura con la tradizione che una casa motociclistica deve fare per sperimentare nuove soluzioni, nuovi stili, nuovi riscontri del pubblico. Purtroppo lasciai la presidenza dell'Aprilia quando il progetto era appena partito, e devo assolutamente ringraziare Ampelio Macchi non solo per l'impegno nel progettare questa moto di grandissimo carattere, ma anche per avermi pubblicamente dedicato il primo mondiale supermotard vinto: fu un comportamento di grande signorilità.<ref>Da un [https://www.facebook.com/IvanoBeggioOfficial/posts/pfbid02h5n7MBZGKYvXFcoki5hUYmgnKdvsumb8yv57FDkXzAeMZ9VQ8sUCUfZrtUKiT2yxl post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 14 luglio 2017.</ref> *Le moto [[Veicoli replica|replica]] furono una delle innovazioni di Aprilia. Anche altre case riproponevano dei modelli da corsa, ma con prezzi elevatissimi. Noi invece lanciammo sul mercato delle sportive identiche graficamente alle versioni da corsa, di cui mantenevano importanti elementi funzionali come il telaio in alluminio ed il monoammortizzatore, proponendole a dei prezzi ragionevoli. Il loro successo, come noto, fu straordinario ed avvicino oltretutto tanti ragazzi al mondo delle competizioni. Credo che questo strettissimo legame tra moto da competizione e prodotto di serie fu una prerogativa di Aprilia: ovviamente la moto che vendeva il concessionario aveva rilevanti semplificazioni rispetto a quella che correva in pista, ma la base tecnica ed il carattere erano gli stessi. Queste moto racchiudevano in se la filosofia che ho sempre seguito: correre in pista e riversare sulla produzione il massimo dell'esperienza possibile.<ref>Da un post sul profilo ufficiale ''facebook.com''; [https://www.facebook.com/IvanoBeggioOfficial/posts/pfbid0gWUDdMd4m2sb7afWQvLfQx4iF4gbNmBf1acb161mTqthLmxEfVr1Qw3Anh2mLej7l ripubblicato] il 20 maggio 2017.</ref> *[Nel] lontano 1987 [...] decidemmo di stupire con una 125 che fosse la più tecnologica del mercato, lanciando la [[Aprilia AF1|AF1 125]], detta anche "Project 108", che mi risulta essere stata la prima moto europea in assoluto con sospensione posteriore monoammortizzatore monobraccio di serie, cui abbinava forcella a regolazione idraulica "anti-dive". Il suo Rotax con valvola allo scarico RAVE (Regulation Aprilia Valve Exhaust) la spingeva fino a quasi 160 Km/h. Telaisticamente era caratterizzata da un doppio trave in acciaio, derivato concettualmente dall'unità che montava la AF1 250 da gran premio. Per celebrare la vittoria di Reggiani a Misano, nel 1988 lanciammo la versione replica, caratterizzata dal doppio faro anteriore, che grazie ad un differente carburatore raggiungeva la fatidica soglia dei 30 CV. Seguita poi dalla Sintesi, la AF1 rappresenta la capostipite di quella famiglia di ottavo di litro Aprilia che avrà un posto importante nella storia dell'azienda e del motociclismo.<ref>Da un [https://www.facebook.com/IvanoBeggioOfficial/posts/pfbid023qvw4FoZnxCWNRNS6jgneDEzVtsqt2dFGqqBNY7JTdyHZu5c99H32sixQtBe2xu5l post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 1º gennaio 2018.</ref> *{{NDR|Sull'[[Aprilia RST 1000 Futura]]}} Nel progettarla decidemmo di fare un mezzo originale, fortemente caratterizzato stilisticamente. Con il suo doppio trave in alluminio ed una dotazione tecnica di alto livello, la Futura su strada non aveva nulla da invidiare a nessuno, a cominciare dalla {{NDR|Honda}} VFR; inoltre era molto comoda anche per il passeggero e piacque alla stampa specializzata. Purtroppo però questo non fu sufficiente a compensare la mancanza di tradizione che Aprilia aveva nel settore Sport Tourer, dove la stessa Ducati non aveva mai sfondato con le sue ST. Per questo credo vendette infinitamente meno di RSV, Tuono e Caponord. Riguardo il suo design, volutamente innovativo, divise nettamente i motociclisti tra coloro che ne apprezzavano la modernità e quelli che non digerivano le linee tese e sigillate. Devo dire che a guardarla oggi, specie nella seconda versione meglio rifinita nelle plastiche, mi sembra ancora bella ed attuale. Ma, ovviamente, per me tutte le Aprilia sono come figli, e quindi non posso non essere di parte.<ref>Da un post sul profilo ufficiale ''facebook.com''; [https://www.facebook.com/IvanoBeggioOfficial/posts/pfbid02En1CBi9x4pmQTcTx7h5xY5ieViR2nSF8tFMvUWzt75Xo2yyRDbPLRzGmsquSTHG4l ripubblicato] il 20 maggio 2017.</ref> *{{NDR|Sull'[[Aprilia ETV 1000]]}} [...] penso fosse una moto fantastica, che anticipava il concetto oggi diffusissimo delle endurone bicilindriche rivolte al turismo. Era dunque stata progettata per avere una grande affidabilità e per viaggiare principalmente su asfalto, e in questa ottica credo non avesse rivali all'epoca. Ebbe un ottimo successo commerciale e i suoi proprietari, a quanto mi risulta, ne furono, e ne sono, entusiasti.<ref>Da un post sul profilo ufficiale ''facebook.com''; [https://www.facebook.com/IvanoBeggioOfficial/posts/pfbid0UEkMKoevQvfri79riJDAYpsd5xaeqVWKjdN5XVi73xrYNs1KkDhabc1Tn1hKZ3ihl ripubblicato] il 20 maggio 2017.</ref> *Pochi ricordano che il primo titolo mondiale in Aprilia non arrivò dalla pista, ma bensì, seppure con solo poche settimane di anticipo su quello regalatoci da Alessandro Gramigni nella 125, dal trial con Tommi Ahvala. Anzi, dovrei dire i primi due mondiali, perché vincemmo anche quello marche. Oggi il trial è relegato ai margini del motociclismo, ma allora aveva una buona popolarità, e noi entrammo nel 1985 con la TX300, come evoluzione del nostro impegno con le ruote tassellate. Già nel 1987 sfiorammo il mondiale con il bravissimo Diego Bosis, a lungo nostro portacolori che ci regalò anche due titoli italiani. Fummo ancora secondi con Bosis nel '90 con la nuova Climber, la prima trial raffreddata ad acqua, e nel 1991 con Ahvala, sempre dietro la Beta di Jordi Tarres. Nel 1992 finalmente ci imponemmo [...]. La Climber del mondiale, caratterizzata dal motore Rotax a disco rotante, telaio doppio trave in lega leggera e doppio disco freno, era praticamente identica a quella di serie, il travaso dalle soluzioni tecniche immediato. Di Aprilia Trial ne vendemmo molte in tutto il mondo, ma la specialità stava rapidamente perdendo interesse e di li a poco la sacrificammo per dedicarci completamente alla pista.<ref>Da un [https://www.facebook.com/IvanoBeggioOfficial/posts/pfbid02rMxyovtdKg746fusdVyDbgm34maSE3ewhgy9nRPGPs41w3yKiFQQhmkyur5AJYqkl post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 25 luglio 2017.</ref> *{{NDR|Sull'[[Aprilia RSV 1000]]}} [...] ricordo che fu un progetto che elettrizzò tutta l'azienda. Si trattava di entrare nel mercato delle supersportive, il massimo del motociclismo mondiale: ogni reparto era ansioso di fare del suo meglio per la propria competenza. Non lesinammo nulla in termini di investimenti per garantirne prestazioni, affidabilità, sicurezza. Devo dire che la RSV, disegnata da Giuseppe Ricciuti, centrò subito l'obiettivo in tutto il mondo, arrivando in pochi anni ai numeri di Ducati, bicilindrica che vantava una tradizione leggendaria. In particolare, in Germania si aggiudicò subito il titolo di migliore moto dell'anno. L'evoluzione che ebbe questa moto negli anni fu eccellente, rimanendo a mio giudizio per molto tempo la più equilibrata supersportiva del mercato, anche grazie ad una ciclistica di riferimento per precisione e sicurezza.<ref>Da un post sul profilo ufficiale ''facebook.com''; [https://www.facebook.com/IvanoBeggioOfficial/posts/pfbid061jx5iWzsDxNZ98reCmh5AodcFzbPHVTWq3YZv2nwBqGFgzr9iJG2KQNLAAYLufCl ripubblicato] il 20 maggio 2017.</ref> *Scelsi di puntare su [[Max Biaggi|Biaggi]] perché vidi in lui la stoffa del potenziale campione. Max si rivelò subito un vincente, guidava benissimo, aveva grande dedizione e professionalità, intuiva velocemente tra le innovazioni tecniche che progettavamo a getto continuo quelle che gli facevano abbassare di più i tempi sul giro, ha sempre avuto un gran sangue freddo. Intuivo che con lui avremmo conquistato il mondiale. Il matrimonio tra Max e Aprilia fu favoloso per entrambi, le moto replica molto simili a quelle progettate per Max, belle e tecnicamente straordinarie, venivano richieste in tutto il mondo grazie alla popolarità delle sue vittorie. Il rapporto con lui si interruppe fondamentalmente perché, alla fine, nel pilota c'è sempre il desiderio di dimostrare di poter vincere con diverse moto, mentre nella casa costruttrice quello contrario di saper trionfare prescindendo da un unico pilota. Con Max questa situazione era acuita dalla convinzione che se vinceva fosse merito suo, mentre, se perdeva, la responsabilità era solo della moto. [...] A distanza di tanti anni, dimenticate le tensioni del momento, ripensandoci, non posso che essere riconoscente a Max, un pilota straordinario a cui Aprilia deve molto.<ref>Da un post sul profilo ufficiale ''facebook.com''; [https://www.facebook.com/IvanoBeggioOfficial/posts/pfbid02vgAbpEzJDiXRMWSwvHFDQjjsKUhyiYXJGUPoJtGaasX8oaCgehMUs3uXFSUQMfyAl ripubblicato] il 20 maggio 2017.</ref> *{{NDR|Sull'Aprilia Amico}} [...] volevo dedicare due parole a questo mezzo, prodotto nel lontano 1990, perché segnò l'ingresso di Aprilia nel mondo degli scooter prodotti in grande serie. Durante un viaggio in Giappone mi accorsi che nel Sol Levante era esploso il boom degli scooter con telaio in tubi e carrozzeria plastica. Rispetto ad un telaio stampato come quello della Vespa, questa soluzione permetteva di partire con prospettive di produzione più limitate, non necessitando di grandi ammortamenti, era meno pesante e più bilanciata grazie al motore centrale, e consentiva rapide ed economiche modifiche estetiche. Tornato a casa diedi subito istruzioni per progettare un mezzo con queste specifiche. Grazie alle grafiche solari e personalizzate, al valido motore Minarelli, ed un prezzo ragionevole, l'Amico [...] ottenne un successo oltre ogni aspettativa, aprendo un nuovo mercato che penso ispirò altri scooter come lo Zip {{NDR|Piaggio}} ed il Phantom {{NDR|Malaguti}}.<ref>Da un [https://www.facebook.com/IvanoBeggioOfficial/posts/pfbid0w9gskY5fbrjBtva5wF4WfasRFmzgf5jNkK4MBrUVpi5qqpTXCBDbRibYMv4m8DcGl post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 14 luglio 2017.</ref> ==''La mia Aprilia''== ===[[Incipit]]=== Ricordo come fosse oggi il giorno di maggio in cui papà mi portò con sé da Rio San Martino, il paese dove vivevamo e dove ero nato il 31 agosto 1944, alla vicina Badoere per assistere ad una gara ciclistica. Avrò avuto sei, o forse sette anni. Prima della guerra mio padre Alberto era stato un buon ciclista dilettante, il cui ardore agonistico era testimoniato da una cicatrice sulla tempia. Al termine del conflitto aveva trasformato la propria passione in professione, aprendo in paese prima uno "stazio", dove si parcheggiavano le biciclette senza il timore di furti, e poi un negozio/officina. La cittadina di Badoere, in provincia di Treviso, ha una originale e bellissima piazza rotonda attraversata dalla via principale: quel giorno di primavera vi irruppero i fuggitivi, tra cui l'attesissimo campione locale "Nani" Pinarello, con i visi tesi allo spasimo nello sforzo di guadagnare preziosi metri, e appena pochi minuti dopo il gruppo disperatamente compatto nell'inseguimento. Una volta passati i corridori, mentre il pubblico si disperdeva allegro, una sorta di "trance" si era impossessata di me: quello straordinario spettacolo mi aveva folgorato! Non erano state le biciclette in particolare a colpirmi, ma l'incredibile e fino a quel momento a me sconosciuto fascino della competizione e dell'agonismo. In quel preciso istante decisi che impegnarmi nello sport, e magari diventare un giorno campione del mondo, sarebbe stato uno dei principali scopi della mia vita. Credo che ognuno di noi venga al mondo con un inconscio bagaglio di sensazioni e di esperienze appartenenti a esistenze passate, che determina vocazioni e ambizioni: quel giorno intuii il mio destino. ===Citazioni=== *Si potrebbe immaginare che [[Aprilia (azienda)|Aprilia]] abbia dovuto superare una difficoltà in più nell'essere dislocata in mezzo alla campagna veneta, lontano dai più popolari fornitori. In realtà, credo che da nessuna parte avrei trovato una manodopera altrettanto motivata, in grado di vivere l'azienda con tale intensità. Costruire moto in una terra contadina era motivo di orgoglio. Per tanti anni fu prassi che le persone andassero a lavorare anche dopo cena se c'erano urgenze: semplicemente, l'ultimo che usciva teneva le chiavi e le riportava al mattino [...]. Con il crescere delle dimensioni, ovviamente tale familiarità un po' si perse, ma è sempre rimasto nelle corde di Aprilia quel senso originale di comunità, di amicizia, di abnegazione [...] (cap. ''Si inizia a correre'', p. 19) *[...] gran parte dei nostri concorrenti erano in difficoltà: Ancillotti, Aspes, Malanca, Moto Gori, SWM, Testi, TGM non seppero seguire il cambiamento e, tra il 1984 ed il 1986, chiusero tutte i battenti. Molti dei loro geniali ed appassionati tecnici vennero assorbiti in Aprilia, costituendone l'ossatura e contribuendo ai successi futuri. [...] A questi anni ed all'accordo con Rotax possono essere ricondotte le radici della "fabbrica flessibile" o "azienda a rete", filosofia che ci contraddistinguerà e sarà anche oggetto di importanti studi universitari. In azienda c'erano progettazione, ricerca, collaudi e marketing, mentre tutta la componentistica veniva realizzata presso fornitori qualificati pienamente integrati nel processo produttivo fin dalle fasi di progettazione. Si trattava della prima applicazione nel settore dell'alta tecnologia di un metodo largamente usato nella manifattura veneta che permette una crescita molto più veloce e ponderata, a fronte di margini di guadagno inevitabilmente inferiori. Ebbi a definire questo sistema "olonico", termine che indica una realtà flessibile che detiene all'interno la parte più nobile, ovvero la conoscenza, e delega all’esterno il resto. Tale filosofia si rivelò vincente sotto molti punti di vista, consentendoci di ridurre drasticamente i tempi di realizzazione di un nuovo modello e mettendoci quindi nella condizione di proporre mezzi sempre nuovi ad una clientela affamata di novità. In pratica, il ciclo di vita medio di una moto poteva passare da cinque anni a 24 mesi, rendendo più facile l'introduzione puntuale dei vari "model year". [...] Quando, abbagliati dai grandi successi commerciali, rinnegammo questa filosofia [...], ne pagammo le conseguenze. (cap. ''Il richiamo dell'asfalto: ST 125 e Grand Prix'', pp. 36-37) *{{NDR|Sull'[[Aprilia ETX]]}} La stessa superiorità tecnica delle stradali la si trovava negli enduro ET 50/ETX 125, che traevano spunto dal nostro nuovo impegno nei raid africani [...]. Durante il 1985 ci eravamo anche affacciati nelle cilindrate superiori con la ETX 350, prima quattro tempi Aprilia, motorizzata da un Rotax quattro valvole. Nel progettare la nostra "ammiraglia" intuimmo che il pubblico, pur gradendo ancora le forme di derivazione crossistica, era ormai orientato verso un uso stradale della moto, spesso addirittura cittadino. Di conseguenza, sviluppammo la ciclistica in questa direzione e scegliemmo grafiche eleganti, che trasmettessero all’utente l'idea di mezzo affidabile e civile. Questa strategia ci permise di avvicinare anche molti clienti "adulti" che, spinti dalla moda, acquistavano la loro prima due ruote. (cap. ''Il richiamo dell'asfalto: ST 125 e Grand Prix'', p. 41) *Per quanto riguarda la concorrenza, l'avversaria più diretta era sicuramente la Cagiva. [[Claudio Castiglioni]], suo fondatore assieme al fratello Gianfranco, aveva una storia simile alla mia, trascinato dalla enorme passione per le moto a ripensare l'azienda paterna [...] La stampa specializzata si divertiva a metterci in contrapposizione ed a lanciare provocazioni. Certo, non mancarono le punzecchiature [...]. Ma in realtà la stima tra me e Claudio Castiglioni è sempre stata reciproca: pur con caratteri e modi molto diversi, il nostro obiettivo comune era costruire delle stupefacenti moto italiane che facessero sognare gli appassionati, entrambi convinti che l'esperienza delle competizioni fosse a tale fine essenziale. L'impegno di [[Cagiva]] in 500 e nella Parigi Dakar è stato coraggioso e straordinario, e nonostante fosse la mia più temibile concorrente, tifavo assolutamente per lei. La prematura scomparsa di Claudio mi ha molto addolorato, il motociclismo deve moltissimo alla sua passione ed alla sua fantasia: aveva un grande cuore ed un coraggio da leone. (cap. ''Espansione travolgente'', p. 47) *Fummo [...] tra i primi a puntare sul [[Motor Show]], che avevamo individuato come la fiera ideale per raggiungere il nostro cliente tipo. Con l'avvento del web il concetto di fiera, che se pensiamo bene è un retaggio del medioevo, sta perdendo importanza, ma in quegli anni rappresentava un momento decisivo. Il Motor Show superava abbondantemente il milione di presenze ed era una straordinaria celebrazione dell'interesse e della passione italiani verso i motori, dove arrivammo ad investire centinaia di milioni di lire per stand galattici. C'era talmente tanta confusione che una volta riuscirono a smontarci e rubarci un impianto di scarico completo da una moto in esposizione. (cap. ''Espansione travolgente'', p. 50) *Nel 1989 avevamo molte moto in griglia, con piloti di livello [...]. La stagione venne funestata dal tragico incidente di Hockenheim in cui perse la vita [[Ivan Palazzese|Palazzese]], investito dopo una caduta al secondo giro. Non ci sono parole per descrivere la cappa di tristezza che si abbatté su di noi: per la prima volta le moto non ci regalavano gioia e passione, ma dovevamo invece confrontarci con il dramma di un ragazzo e della sua famiglia. Tante volte Palazzese ci aveva raccontato la felicità nell'essere finalmente approdato ad una moto ufficiale e l'ambizione di conquistare il cuore dei tifosi sudamericani come avevano fatto i suoi connazionali Cecotto e Lavado. Quando, dopo l'incidente, entrammo per la prima volta nel suo box a Noale, alcune suppellettili caddero senza spiegazione: un episodio indelebile, che interpretai come la disperazione della sua anima di fronte ad un orribile e crudele destino. (cap. ''Espansione travolgente'', p. 51) *[[Luigi Dall'Igna|Dall'Igna]] ha carattere, passione, intuizione, esperienza [...]. Io gli sono molto affezionato, avendo sempre visto in lui, oltre che un tecnico geniale, un ragazzo serio, posato e di parola, e ho sempre gioito delle sue affermazioni. (cap. ''Nasce il Reparto Corse'', p. 53) *{{NDR|Sull'[[Scarabeo (scooter)|Aprilia Scarabeo]]}} Devo ammettere che l'idea che mi portò a concepire un motorino di stile classico aveva anche una motivazione economica: desideravo in gamma almeno un mezzo che non dovesse seguire la ferrea logica del "model year", costringendomi ogni anno a rivederne stile, colori, plastiche e dotazioni. Pensavo, come esempio, alle borse di Louis Vuitton, che una volta disegnate diventavano eterne. La matita cui affidammo questo inedito compito fu quella di Giuseppe Ricciuti [...]. Nonostante fosse la sua prima esperienza con un ciclomotore, lo declinò magistralmente, creando quello che si definisce "instant classic". [...] lo Scarabeo rappresentava una anomalia nel mondo delle ipersportive Aprilia, tanto che presto decidemmo di affidargli uno staff di sviluppo dedicato: alla fine, contrariamente ai miei desiderata, anche lui necessitò della stessa dedizione di ogni altro mezzo Aprilia, non tanto in questo caso sul fronte tecnico, quanto di attenzione alla più recente moda o tendenza per mantenerlo l'icona di stile che era immediatamente diventato. Al momento del lancio, avvenuto alla Borsa di Milano, individuammo una trentina di testimonial tra attori, musicisti e persone dello spettacolo cui regalarlo, trasferendo in campo motociclistico la filosofia pubblicitaria introdotta in quel periodo dalla Lancia Y10 di proporre un mezzo che "piace alla gente che piace". [...] riuscimmo a fare apparire lo Scarabeo su molti giornali di attualità e gossip, contribuendo a diffonderlo tra un pubblico non specializzato. In particolare, a Roma, ad un certo punto sembravano esserci solo Scarabeo, e spesso i ragazzi si scambiavano lo scudo tra loro creando nuovi mix cromatici. Come chiamarlo, lo decidemmo tramite un concorso tra i dipendenti. [...] alla fine fu accolto il suggerimento avanzato da Italo Battiston, operaio della catena di montaggio, di ripescare il nome delle nostre prime moto da cross: poteva sembrare un azzardo, ma in realtà, riflettendoci, era assolutamente perfetto per un mezzo utilitario raffinato. Con questo colpo di genio, Italo si portò a casa il primo Scarabeo prodotto. (cap. ''Con SR e Scarabeo la produzione vola'', pp. 63-67) *Incontrai il celebre "archistar" Philippe Starck [...] ad una esposizione di mobili, presentato da alcuni comuni amici. [...] Mi fece intendere che si sarebbe volentieri impegnato per Aprilia, casa che giudicava perfetta per essere sua complice nel proporre una due ruote che lui definiva "spirituale". Non ci pensai troppo [...]. Nelle mie intenzioni la {{sic|[[Aprilia Motó|Aprilia Motò]]}} (il nome lo propose Starck stesso) avrebbe dovuto avere il fascino della Harley Davidson e presentarsi quale mezzo senza tempo [...]. Starck prese l'impegno molto seriamente, ed in poco più di un mese mi sottopose i bozzetti. Scendeva volentieri a Noale per seguire l'evoluzione del prototipo, impegnandosi talvolta in serrati confronti con i miei tecnici. [...] In realtà la Motò doveva nascere attorno ad un propulsore Suzuki 350, ma l'apprezzamento dello yen rese impossibile tale soluzione, pertanto virammo verso il Rotax cinque valvole con monocarburatore, senza dubbio meno adatto all'indole della moto. L'architetto francese, da parte sua, non era ovviamente abituato a quei continui compromessi tra design e tecnica che costituiscono la quotidianità di ogni azienda motociclistica, ritenendo blasfema ogni proposta che andasse ad inficiare la purezza stilistica. Starck, con straordinaria energia, si occupò di persona anche del lancio stampa [...]. I primi giorni dopo il fastoso vernissage ci illudemmo che la Motò fosse destinata ad avere [...] successo [...], raccogliendo centinaia di ordini da tutto il mondo. Purtroppo, una volta acquistata da architetti, designer, imprenditori ed avvocati, il boom terminò, mettendoci di fronte alla spiacevole realtà che il pubblico dei motociclisti tradizionali non si riconosceva in questo design rotondo, preferendo la rudezza e la grinta della contemporanea Ducati Monster disegnata da Miguel Galluzzi. Nonostante i deludenti dati di vendita [...] e nonostante non avesse l'agilità di una vera Aprilia [...] la Motò ha conquistato un suo spazio nella storia del motociclismo, esposta in prestigiose mostre e musei d'arte. Personalmente, sono comunque felice [...]: quando osservo la Motò nel mio garage ci vedo una naked ancora terribilmente attuale e con stilemi poi ampiamente ripresi dalla concorrenza [...] (cap. ''L'esperimento Motò'', pp. 69-73) *[...] negli anni '90, ogni week end, in ogni nazione, in ogni campionato, torme di Aprilia riempivano le griglie. Non posso non pensare, con un pizzico di presunzione, che probabilmente senza Aprilia e la sua genuina [[Aprilia Racing|vocazione sportiva]] il mondo delle competizioni sarebbe stato meno ricco e forse alcuni ottimi piloti non avrebbero mai potuto dimostrare il loro talento. (cap. ''RS 250, replica totale'', p. 79) *{{NDR|Sull'[[Aprilia RSW-2 500]]}} Grazie agli introiti degli straordinari risultati commerciali [...] e all'appoggio della Chesterfield, nel 1994 facciamo una follia e decidiamo di correre anche in classe 500. [...] La spinta viene da Jan Witteveen, fermamente convinto che una due cilindri potenziata possa competere ad armi pari con le quattro cilindri. Il ragionamento parte dalla constatazione che la 250 era più veloce in percorrenza di curva della 500, quindi, aumentandone le prestazioni in accelerazione e velocità grazie ad una cubatura maggiorata e sfruttando il vantaggio di peso permesso dal regolamento, può puntare alla vittoria. Devo dire che io non sono mai stato pienamente convinto di tale equazione, ma tanto era il rispetto e la riconoscenza per Jan che decisi di dare luce verde a questa avventura. Inoltre, Aprilia era per definizione innovativa e rivoluzionaria, prerogative che questo progetto rispecchiava in pieno, e perciò lo avremmo perseguito con tutte le nostre forze. Nella prima stagione la cilindrata della RSW-2 era 400cc, il massimo consentito dai carter del nostro motore due e mezzo, che, va ricordato, ormai non aveva più nulla dell'originale Rotax se non l'architettura con ammissione a disco rotante: marcato Aprilia dal 1993, è infatti al 100% "Made in Noale". (cap. ''L'epoca Max Biaggi'', pp. 95-98) *[...] non si può prescindere dal fatto che Max {{NDR|[[Max Biaggi|Biaggi]]}} è stato il pilota che ha vinto di più in Aprilia, contribuendo con il suo talento cristallino, la sua capacità di collaudatore, la sua continua tensione verso il risultato ed il carisma di una assoluta fiducia in se stesso, a farci conoscere in tutto il mondo. Dal primo momento che salì su di una nostra moto avevo avuto la chiara percezione che fosse l'uomo giusto al momento giusto, e difatti non c'è dubbio che senza Biaggi pilota e personaggio l'azienda non avrebbe avuto in quegli anni lo stesso travolgente successo. Per certi versi, le tensioni e la rottura nacquero da uguali certezze: lui era sicuro di poter vincere anche senza le nostre moto, io viceversa volevo dimostrare che Aprilia poteva continuare a primeggiare a prescindere dal romano. Eravamo troppo simili nelle nostre ambizioni, nella nostra positiva arroganza, per convivere tutta la vita. A distanza di tanti anni, evaporate le tensioni del momento, non posso che essere riconoscente a Max, e mi ha commosso molto rivederlo dopo tanti anni di nuovo campione del mondo su di una Aprilia. È stata una sensazione stranissima, che mi ha riportato indietro di tanti anni, a momenti irripetibili [...] (cap. ''L'epoca Max Biaggi'', p. 99) *[[Valentino Rossi|Rossi]] mi fu portato in ufficio da Pernat come un giovane molto promettente, ma in realtà lo consideravamo soprattutto quale figlio di Graziano, noto e pittoresco talento italiano della 250 e 500 non del tutto sbocciato a cavallo degli anni ‘'80 a causa di alcuni gravi incidenti [...]. Graziano, peraltro, ci aveva anche aiutato nello sviluppo delle nostre 125cc. Chi avrebbe mai immaginato che in quel ragazzino cui facemmo un contratto iniziale da trenta milioni di lire [...] avevo di fronte il futuro protagonista assoluto del motomondiale, destinato a diventare più grande di Giacomo Agostini? [...] Valentino piacerà subito a tutti, dai bambini alle nonne, contribuendo a rendere il motociclismo ancora più popolare. (cap. ''Il ciclone Valentino'', p. 103) *{{NDR|Sul [[motomondiale 1998]]}} Questa stagione sarà [...] sempre ricordata per il fattaccio tra Harada e Capirossi, che rovina un campionato altrimenti perfetto dove le nostre 250 si impongono in tutte le gare della stagione eccetto quella inaugurale [...]. Dopo lo smacco inflittoci da Biaggi, ci eravamo presentati al via assetati di vendetta con un superteam composto da Harada, Capirossi e Valentino {{NDR|Rossi}} [...]. Intuiamo subito che con le nostre moto così superiori alla concorrenza possono nascere problemi di rivalità in seno al team, del resto il proprio compagno di squadra [...] è il primo degli avversari. [...] decidiamo [...] di non imporre giochi di squadra o favoritismi: vincerà il più veloce, che in quel momento sembrava a tutti Harada. Non a caso il giapponese si impone in cinque gare contro le solo due di Capirossi, eppure [...] i due si presentano all'ultima gara in Argentina praticamente a punteggio pari [...]. Probabilmente quasi tutti ricordano cosa accadde all'ultima curva, con Capirossi che si getta disperatamente all’interno di un Harada virtualmente campione del mondo e lo fa rotolare nella sabbia. [...] io rimango dell'idea si sia trattato di una staccata troppo azzardata, che privò il giapponese di un titolo meritato. [...] Capirossi ha scritto di avere temuto che Aprilia gli fornisse materiale inferiore rispetto ai due compagni, ma mi sento di dire che non avrebbe avuto senso pagare un pilota due miliardi e poi penalizzarlo [...]. Nonostante l'annata straordinaria, fummo unanimemente accusati di non aver saputo gestire i piloti. Ma cosa significava "gestire i piloti"? Dovevamo imporre ordini di squadra [...]? Ordini che in ogni caso i nostri piloti, tutti con un contratto da prima guida, non avrebbero mai (comprensibilmente) rispettato. Oppure dovevamo sabotare una moto? Si trattava di accuse semplicistiche ma che ci travolsero, creando una situazione di risentimento e tensione che sfociò nella drastica decisione di rescindere il contratto con Capirossi per "comportamento scorretto e antisportivo" [...]. Questa decisione contribuì a peggiorare ancora le cose, perché fu accolta in modo negativo da gran parte della stampa, schieratasi con il pilota. Per finire in bellezza, tanto la giustizia sportiva [...] che quella civile ritennero la manovra di Capirossi non antisportiva. Che dire? Ogni cosa deve essere valutata nel contesto storico in cui accade, ed in quel momento, forse anche in preda ad un certo delirio di onnipotenza, ci sentivamo feriti e nel giusto. Oggi [...] tutto riacquista una prospettiva più obiettiva, e francamente mi piacerebbe stringere la mano a Capirossi [...]. Forse, se fossi stato un pilota, avrei tentato anche io quella staccatona! (cap. ''Il ciclone Valentino'', pp. 103-107) *Avevo sempre amato [[Moto Guzzi]], fin da bambino ero rapito dalle sue creature, che giudicavo straordinarie e dotate di una anima diversa da tutte le altre moto. Come ben sapete, non ci sono ragioni razionali dietro un grande amore: per me Moto Guzzi era "la Moto", e desideravo essere il principe azzurro che l'avrebbe riportata ai grandi fasti del passato, quando le due ruote uscite dagli stabilimenti di Mandello del Lario erano ammirate in tutto il mondo e dominavano la scena sportiva [...]. Per me, era il sogno dei sogni. (cap. ''Moto Guzzi e Laverda'', p. 135) *Inserisco di diritto la [[Aprilia RST 1000 Futura|Futura]], forse addirittura al primo posto, nella lista di Aprilia nate troppo in anticipo sui tempi dal punto di vista stilistico. Il suo design, opera di Pietro Arru, fece scalpore, ricevendo dopo la presentazione a Monaco di Baviera molte critiche, particolarmente indirizzate alla enorme sella che andava interamente a coprire i fianchetti, tanto che corremmo ai ripari ed io personalmente gli chiesi di realizzare per l'avvio della produzione una soluzione più classica. In generale, la Futura con il suo design teso, spigoloso e sigillato si poneva in antitesi alle linee morbide e tonde di quel periodo. Che, come tutte le Aprilia, fosse eccellente da guidare nessuno lo negava (non lo dico io, ma qualsiasi testata giornalistica o proprietario), così come che avesse soluzioni innovative e raffinate quali lo scarico sottosella che permetteva un aggancio delle valige molto compatto o la strumentazione estremamente evoluta, ma, a parte gli Stati Uniti, vendette assai meno di quanto speravamo [...]. Sicuramente [...] c'era un problema di scarsa tradizione Aprilia nel settore, che rendeva difficile ad un pubblico mediamente molto tradizionalista e fidelizzato l'abbandonare marchi storici nel comparto granturismo. Il fatto che lo stile, come detto, lasciasse i più interdetti non facilitò le cose. Vi invito però a guardare la Futura oggi e chiedervi se invece Aprilia non avesse clamorosamente anticipato le tendenze [...] (cap. ''Il nuovo millennio'', p. 152) *Nel 2003 uscì la seconda serie della [[Aprilia RSV 1000|RSV]]: negli anni si era ovviamente evoluta sia tecnicamente che esteticamente, in questo caso verso linee più agili e colori “smagrenti”. [...] Era il momento di una revisione completa che avrebbe dovuto confermarla come la bicilindrica migliore e più venduta del mercato. Visto il non unanime consenso al design della prima serie, decisi che la nuova dovesse da questo punto di vista rappresentare una rottura totale, proponendosi come una supersportiva senza compromessi. Presi quindi la decisione che il leading designer sarebbe stato una persona esterna al centro stile: scelsi lo scozzese Martin Longmore, che aveva una ottima esperienza sia con le moto BMW, dove aveva seguito tra le altre R1200 Cruiser e il prototipo sportivo R1, sia con le auto realizzando le accattivanti Audi TT e BMW Z3. [...] Longmore era pazzo per i motori, aveva fatto il pilota in gioventù, e con un catastrofico volo alle curve dell'Arrabbiata cercando di tenere il passo dei nostri collaudatori rischiò di essere il primo designer ad uccidersi durante la giornata di presentazione stampa. [...] Alla prova dei fatti, la nuova RSV si dimostrò impeccabile, ricordo che più di un giornalista la definì una sportiva perfetta. [...] Ricordo che Longmore avrebbe voluto gli scarichi sotto la sella come la Ducati 999, ma alla fine fu convinto dall'altrettanto entusiasta capoprogetto Mariano Fioravanzo che tale scelta, allora di moda, significava alzare troppo il baricentro e quindi pagare in termini di reattività di guida. [...] Detto per inciso, la RSV 1000 (le cifre avevano preso il posto del corsivo su richiesta delle filiali estere) era nettamente più bella e veloce della 999; mi scuseranno gli amici ducatisti, cui concedo che invece la 996 era più affascinante della nostra prima serie (ma non più veloce!). (cap. ''Il nuovo millennio'', pp. 153-156) *{{NDR|Sull'[[Aprilia RS Cube]]}} [...] la MotoGP rappresenta la massima categoria dei prototipi, e noi seguimmo alla lettera questa filosofia per progettare una moto che fosse un concentrato di tecnologia da riversare un domani sui mezzi di serie. Riguardo il perché scegliemmo il tre cilindri in linea, Jan Witteween ci vedeva una importante serie di vantaggi tecnici, mentre a me più semplicemente piaceva questa architettura così europea ed originale. Del resto, per battere i giapponesi l'esperienza insegnava che una delle strade migliori fosse pensare qualcosa di radicalmente diverso. Per la progettazione del motore potevamo contare sull'esperienza di Claudio Lombardi e la consulenza della celeberrima Cosworth [...]. Ci rivolgemmo alla casa inglese [...] perché il 3 cilindri 990cc aveva una cilindrata unitaria pressoché identica alla Formula 1 del tempo e quindi ritenevamo di poter beneficiare di un importante travaso di tecnologia e competenza da parte loro. In un certo senso si rivelò vero, perché alla fine ne uscì un bellissimo propulsore, nettamente più potente della concorrenza con i suoi 240/260 CV. Non solo, ma aveva tre caratteristiche rivoluzionarie per l'epoca: le valvole pneumatiche (che si diffonderanno in MotoGP solo nel 2008), il comando del gas elettronico ride-by-wire, la frizione in carbonio (questa ultima foriera di parecchi problemi). [...] La Cube invece purtroppo non decollò: bellissima, potentissima (sue spesso le migliori velocità di punta), con un sound favoloso, non riuscimmo a trovare il giusto bilanciamento. Colin Edwards disse che la Cube aveva un ottimo motore, un ottimo telaio ed una ottima elettronica, ma purtroppo sembravano provenire da tre moto diverse. Sicuramente il propulsore aveva caratteristiche troppo automobilistiche [...], ma rimango convinto che con il rapido sviluppo dell'elettronica degli anni a venire ed un adeguato lavoro di evoluzione esistevano le possibilità di tirarne fuori una buona moto [...]. Sicuramente con la Cube osammo troppo, affrontando un progetto complicato senza l'esperienza necessaria, ma tutti gli insegnamenti tratti da questa moto furono poi preziosissimi nello sviluppo della RSV V4. (cap. ''Affascinante, impossibile Cube'', pp. 169-173) *[...] se rifondassi una azienda sicuramente adotterei il metodo giapponese della continua rotazione dei ruoli. A volte noi occidentali ci chiediamo perché, ad esempio, il progettista di una straordinaria moto Honda viene improvvisamente trasferito con il suo team a fare motori marini o carrelli elevatori, avvenimento che da noi sarebbe vissuto come una umiliazione, un declassamento ed una punizione. In realtà, delle continue ripartenze con nuovi incarichi e nuove sfide servono a eliminare proprio quell’arroganza che quasi sempre si accompagna ad un successo duraturo. (cap. ''Il dado è tratto'', p. 183) ===[[Explicit]]=== [...] il destino è stato molto buono con me, permettendomi di superare le più fervide ambizioni fanciullesche. Senza presunzione posso dire di avere comunque scritto una piccola pagina nella storia del motociclismo, la passione che mi ha travolto fin da giovane età. Ancora di più però mi gratificano le molte voci degli amici motociclisti quando raccontano come una moto Aprilia, tanto desiderata e tanto sognata di fronte alle vetrine di un concessionario, abbia reso magica la gioventù. Grazie di cuore anche a loro per la fiducia che hanno accordato a questa giovane ma ambiziosa azienda veneta; spero che siano stati soddisfatti dalla scelta e serbino un buon ricordo di noi. Oggi [...] guardo il futuro con serenità: ho imparato molto dai momenti di gioia, e molto di più da quelli di difficoltà e sofferenza, trovando equilibrio e pace assieme a Tina, la migliore compagna di vita che potessi avere, a mio figlio Gianluca ed ai due favolosi nipotini [...] che mi ha regalato. E rimango sempre il primo tifoso Aprilia. ==Citazioni su Ivano Beggio== *Ivano Beggio è stato parte della mia vita sportiva, una specie di padre nel racing. Mi ha dato fiducia e una moto competitiva quando dopo l'europeo vinto sempre su Aprilia, ero poco più che un ragazzino. La sua fu una scelta coraggiosa ma anche intelligente. E sono questi due aspetti che ricordo con più chiarezza di Ivano Beggio, il saper mettere tanta passione a servizio delle sue capacità, così da trovare sempre, la forza e le energie per un passo in più. Anche da questo sono arrivate le mie tante vittorie in Aprilia. ([[Max Biaggi]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Ivano Beggio, ''[https://ivanobeggio.com/wp-content/uploads/2022/01/LA_MIA_APRILIA_web.pdf La mia Aprilia. Autobiografia postuma dell'ultimo grande pioniere della moto]'', interviste e ricerche storiche di Claudio Pavanello, Treviso, ZeL, 2020. ISBN 978-88-87186-82-6 ==Voci correlate== *[[Aprilia (azienda)]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Beggio, Ivano}} [[Categoria:Imprenditori italiani]] 9eob3wmcu74ua124xnp90gih4a4i08q Atalanta Bergamasca Calcio 0 206150 1411435 1343037 2026-04-23T21:29:27Z CommonsDelinker 1592 Rimuovo l'immagine "Logo_Atalanta_Bergamo.svg", cancellata in Commons da [[commons:User:Yann|Yann]] perché per [[:c:COM:NETCOPYVIO|]]. 1411435 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} Citazioni sull{{'}}'''Atalanta Bergamasca Calcio'''. *A portarmi all'Atalanta fu il "Maestro" Bonifacio, che mi vide in una partita quando giocavo nel Pergocrema, avevo solo dieci anni, e quella è stata la mia prima grande gioia a livello calcistico. All'Atalanta ho imparato molte cose, in campo ma anche fuori. Ho avuto la fortuna di incontrare grandi insegnanti, di sport e di vita. [...] Mi hanno insegnato la tecnica, il rispetto per i compagni e per gli avversari, e poi anche la cultura del lavoro e del sacrificio. Tutte cose che poi si sono rivelate fondamentali per la mia carriera. ([[Alessio Tacchinardi]]) *Certe peculiarità quell'ambiente ce le ha sempre avute. [...] Il valore dell'impegno e dell'umiltà, il saper lavorare con i giovani e trasmettere i giusti valori. Si vive in un contesto di normalità, ti insegnano veramente il valore del lavoro, sono riusciti negli anni a mentalizzare i calciatori fin da piccoli. ([[Sergio Floccari]]) *L'Atalanta l'ha vint'? Ma l'è la squadra del mio cuore, viva l'Atalanta! (''[[Squadra antitruffa]]'') *{{NDR|«Perché le piace ripetere: "La mia squadra deve parlare bergamasco"?»}} L'ho detto perché ritengo che ogni squadra debba integrarsi nell'ambiente in cui vive, senza stravolgere precedenti, consolidate abitudini. Ma vorrei anche che la mia squadra pensasse, parlasse, agisse come si fa a Bergamo, perché questo significa lavoro sodo, poche chiacchiere e l'intima convinzione di non essere superiori a nessuno, cioè umili. Ma nemmeno inferiori. ([[Emiliano Mondonico]]) *Non è importante parlare di coppe o di medaglie, di bacheche rimaste desolatamente vuote ma sottolineare l'influenza culturale ed emotiva dell'unicità dei bergamaschi. [...] L'Atalanta, a prescindere dai risultati, ha potenziato un pensiero altrimenti debole: quello del piccolo che demolisce il grande. [...] L'Atalanta ha fatto paura [...] a tutti i grandi d'Italia e d'Europa, convincendoci di un fatto con il quale siamo nati e cresciuti, e cioè che nello sport conta quello che fai e non quello che sei. ([[Alessandro Bonan]]) *Quando con l'Atalanta si andava a Milano o Torino non ci aspettavamo certo una mano dall'arbitro. ([[Angelo Domenghini]]) ==Voci correlate== *[[Tifoseria dell'Atalanta Bergamasca Calcio]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'}} [[Categoria:Atalanta B.C.]] ekt821v701uob0fow2esj4ejia4k67j 1411444 1411435 2026-04-23T23:00:32Z Danyele 19198 +immagine 1411444 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Atalanta 1913-14.jpg|thumb|Una formazione dell'Atalanta nella stagione 1913-1914]] Citazioni sull{{'}}'''Atalanta Bergamasca Calcio'''. *A portarmi all'Atalanta fu il "Maestro" Bonifacio, che mi vide in una partita quando giocavo nel Pergocrema, avevo solo dieci anni, e quella è stata la mia prima grande gioia a livello calcistico. All'Atalanta ho imparato molte cose, in campo ma anche fuori. Ho avuto la fortuna di incontrare grandi insegnanti, di sport e di vita. [...] Mi hanno insegnato la tecnica, il rispetto per i compagni e per gli avversari, e poi anche la cultura del lavoro e del sacrificio. Tutte cose che poi si sono rivelate fondamentali per la mia carriera. ([[Alessio Tacchinardi]]) *Certe peculiarità quell'ambiente ce le ha sempre avute. [...] Il valore dell'impegno e dell'umiltà, il saper lavorare con i giovani e trasmettere i giusti valori. Si vive in un contesto di normalità, ti insegnano veramente il valore del lavoro, sono riusciti negli anni a mentalizzare i calciatori fin da piccoli. ([[Sergio Floccari]]) *L'Atalanta l'ha vint'? Ma l'è la squadra del mio cuore, viva l'Atalanta! (''[[Squadra antitruffa]]'') *{{NDR|«Perché le piace ripetere: "La mia squadra deve parlare bergamasco"?»}} L'ho detto perché ritengo che ogni squadra debba integrarsi nell'ambiente in cui vive, senza stravolgere precedenti, consolidate abitudini. Ma vorrei anche che la mia squadra pensasse, parlasse, agisse come si fa a Bergamo, perché questo significa lavoro sodo, poche chiacchiere e l'intima convinzione di non essere superiori a nessuno, cioè umili. Ma nemmeno inferiori. ([[Emiliano Mondonico]]) *Non è importante parlare di coppe o di medaglie, di bacheche rimaste desolatamente vuote ma sottolineare l'influenza culturale ed emotiva dell'unicità dei bergamaschi. [...] L'Atalanta, a prescindere dai risultati, ha potenziato un pensiero altrimenti debole: quello del piccolo che demolisce il grande. [...] L'Atalanta ha fatto paura [...] a tutti i grandi d'Italia e d'Europa, convincendoci di un fatto con il quale siamo nati e cresciuti, e cioè che nello sport conta quello che fai e non quello che sei. ([[Alessandro Bonan]]) *Quando con l'Atalanta si andava a Milano o Torino non ci aspettavamo certo una mano dall'arbitro. ([[Angelo Domenghini]]) ==Voci correlate== *[[Tifoseria dell'Atalanta Bergamasca Calcio]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'}} [[Categoria:Atalanta B.C.]] nfvox41sy6cwxhuyuygpnr5iophdc17 Il mostro della laguna nera 0 210833 1411347 1411337 2026-04-23T12:05:04Z Mariomassone 17056 /* Citazioni su Il mostro della laguna nera */ 1411347 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Il mostro della laguna nera |titolo alfabetico = Mostro della laguna nera |titolo originale = Creature from the Black Lagoon |immagine = Creature from the Black Lagoon poster.jpg |didascalia=Locandina realizzata da [[Reynold Brown]] |lingua originale = inglese |paese = Stati Uniti d'America |anno uscita = 1954 |tipo colore = B/N |aspect ratio = |genere = Horror, fantascienza |regista = [[Jack Arnold]] |soggetto = [[Maurice Zimm]] |sceneggiatore = [[Harry Essex]], [[Arthur A. Ross]] |produttore = [[William Alland]] |produttore esecutivo = |casa produzione = [[Universal Studios|Universal]] |attori = * [[Richard Carlson]]: David Reed * [[Julie Adams]]: Kay Lawrence * [[Richard Denning]]: Mark Williams * [[Antonio Moreno]]: Carl Maia * [[Nestor Paiva]]: Lucas * [[Whit Bissell]]: dottor Thompson * [[Bernie Gozier]]: Zee * [[Henry A. Escalante]]: Chico |doppiatori italiani = * [[Pino Locchi]]: David Reed * [[Renata Marini]]: Kay Lawrence * [[Nino Pavese]]: Mark Williams * [[Manlio Busoni]]: Carl Maia * [[Luigi Pavese]]: Lucas * [[Gino Baghetti]]: dottor Thompson * [[Vittorio Cramer]]: voce narrante }} '''''Il mostro della laguna nera''''', film statunitense del 1954, regia di [[Jack Arnold]]. ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} ''Nel principio, Dio creò il cielo e la terra, e la terra era informe e vuota''.<br>Questo è il pianeta Terra appena nato e che andò raffreddandosi via via da una temperatura di seimila gradi a una di poche centinaia in cinque miliardi di anni. Il calore, irradiandosi nell'atmosfera, formò le nubi e la pioggia cadde sulla crosta indurita per secoli e secoli. I mari irrequieti crebbero, ma trovarono dei limiti e furono racchiusi. Ed ecco che nei loro caldi recessi comincia il miracolo della vita. In varietà innumerevoli appaiono esseri viventi che mutano e raggiungono la terra ferma, lasciando una prova del loro passaggio, della loro lotta per l'esistenza, della loro estinzione. Sono queste tracce di vita, ancora visibili dopo quindici milioni di anni, nell'alto corso del Rio delle Amazzoni, che l'uomo tenta affannosamente di decifrare. ('''Voce narrante''') ==Frasi== {{cronologico}} *Secondo il mio parere, lo [[scienziato]] ha non solo bisogno di intuito, ma anche di fede. ('''Kay Lawrence''') *I miei uomini la chiamano la laguna nera. È un paradiso, soltanto dicono che nessuno è mai tornato per descriverlo. ('''Lucas''') *Vi sono molte strane leggende sul [[Rio delle Amazzoni]]. Io con le mie orecchie ho sentito la leggenda dell'uomo pesce. ('''Lucas''') *Ho l'idea che questo mostro rammenti il passato e ogni cosa, e non voglio che ci poimbi addosso mentre dormiamo. ('''David Reed''') *{{NDR|Sul [[rotenone]]}} Basta un solo sorso di acqua avvelenata e ''puf'', i pesci paralizzati salgono a galla come se fossero sbronzi. ('''Lucas''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Carl Maia''': Non direi che tu abbia molto l'aspetto di un ittiologo.<br>'''Kay Lawrence''': Secondo il comune punto di vista, avresti dovuto avere una rispettabile barba. *'''Carl Maia''': Ho trovato questo in un sedimento calcare che risale almeno al periodo Devoniano. Spero che voi esperti in paleontologia marina possiate riconoscerlo.<br>'''David Reed''': Non ho mai visto nulla di simile.<br>'''Kay Lawrence''': Osserva la membrana tra le dita, David.<br>'''David Reed''': Già...<br>'''Carl Maia''': Forse ne sapremo di più quando trovo il resto dello scheletro.<br>'''David Reed''': Quanto ci terrei a poter venire con voi!<br>'''Kay Lawrence''': Ci terrei anch'io!<br>'''Carl Maia''': E il vostro principale? Credete che possa interessarlo?<br>'''David Reed''': Williams? Mah, se può averne della pubblicità, ci si butta a capofitto.<br>'''Kay Lawrence''': Beh, devi ammettere che la pubblicità sprona i filantropi, e senza fondi non si fanno ricerche.<br>'''David Reed''': È vero, e se non fosse per Williams che riesce a scovare i quattrini non saremmo qui ora. *'''Mark Williams''': Non potrebbe essere la mano di un uomo dell'era glaciale?<br>'''Dott. Thompson''': Io ritengo più facile che sia appartenuto a un anfibio, Mark, che passava più tempo in acqua che in terra.<br>'''Kay Lawrence''': Allora come spiegate la struttura delle dita? Sono d'animale terrestre. Voi che ne dite, Dottor Matos?<br>'''Dott. Matos''': Di questo si può essere certi: che si trattava di un animale molto forte. *'''David Reed''': Più tempo passa e più si apprezza il valore delle ricerche marine. Per esempio, guardate qui. Questo pesce dipnoi, l'anello di congiunzione tra pesce e anfibio. In quanti migliaia di modi la natura ha cercato di trasferire la vita dal mare sulla terra ferma? Qui ha fallito. Questa specie non è mutata in milioni di anni. Invece qui, qui abbiamo la chiave di un enigma. Un giorno navi spaziali ci porteranno su altri pianeti. Come potrà l'uomo sopravvivere su quei pianeti? La loro atmosfera sarà diversa, la pressione diversa. Con uno studio su queste e altre specie, scopriremo le leggi dell'evoluzione della vita e del suo adattamento all'ambiente. E allora, forse, potremo insegnare agli uomini come adattarsi ai nuovi mondi del futuro.<br>'''Mark Williams''': Bel discorso David, ma io vedo anche il lato pratico. Vi sembrerò più un uomo d'affari che di scienza, ma rammentatevi che occorrono fondi per mantenere un istituto. Un scoperta di reale importanza può esserci anche di grande aiuto finanziario. *'''Kay Lawrence''': E io credevo il Mississippi unico al mondo!<br>'''David Reed''': Non è che un fiumicciattolo in confronto alle Amazzoni. Questo posto è rimasto com'era centomilioni di anni fa durante il periodo Devoniano.<br>'''Kay Lawrence''': Era quasi il principio del mondo.<br>'''David Reed''': Esatto. Anche gli animali sono rimasti immutati dal periodo Devoniano. Il formichiere è gigante e ha la forza di un orso, il millepiedi è lungo trenta centimetri, il ratto poi è grosso come un montone.<br>'''Kay Lawrence''': È quasi incredibile!<br>'''David Reed''': Ah, ma è vero.<br>'''Lucas''': E non dimenticate il pesce siluro. Arriva a tre metri di lunghezza ed è feroce come sono feroci tutti gli esseri della giungla. *'''Lucas''': Non ho mai visto pescare i sassi. A chi servono?<br>'''Carl Maia''': Li uso io. Per me sono preziosi. Li faccio a pezzi ed essi mi parlano. *'''Kay Lawrence''': Qualunque specie di animale sia, se lo lasciate in pace non vi molesterà.<br>'''Mark Williams''': Può darsi, ma se v'ingannate questo fucile correggerà qualsiasi errore.<br>'''David Reed''': Mark, vogliamo prendere fotografie scientifiche, non trofei! Questo essere vivo nel suo ambiente naturale è di gran valore per noi.<br>'''Mark Williams''': E a che scopo fotografarlo se non si può prendere?<br>'''David Reed''': Non è un discorso da scienziato, ma da appassionato di caccia grossa! *'''Mark Williams''': Non saprei come definirlo.<br>'''David Reed''': Sembra incredibile, ma aveva un che di umano.<br>'''Mark Williams''': E di sicuro se è ciò che credo che sia, è la più grande scoperta che in questo campo si sia fatta. *'''Lucas''': Molti anni fa, mi raccontarono una leggenda del fiume. Una vecchia indigena mi disse di un uomo che vive sott'acqua. Ma era un po' stramba. "Scimmia matta" era chiamata da tutti.<br>'''Dott. Thompson''': L'ignoto sembra sempre poco degno di fede, ma come leggende certe cose si accettano e si lasciano correre. Ma come si può credere che esista qualcosa simile a un essere umano che viva sott'acqua?<br>'''Mark Williams''': Beh, ma questo non è una leggenda. Lo vedrete ora voi stessi!<br>'''Kay Lawrence''': C'è il precedente del kamongo, risparmiato alla scienza fino a pochi anni orsono. Era un animale vissuto nel periodo Devoniano.<br>'''Carl Maia''': È interessante notare che il fossile da me trovato è dello stesso periodo.<br>'''Kay Lawrence''': Il kamongo è un pesce che respira l'aria.<br>'''Dott. Thompson''': E questo che prova?<br>'''Kay Lawrence''': Nulla, ma è un fatto che il kamongo che ha polmoni esiste ancora e vive qui in Amazzonia, e non è mutato in milioni di anni.<br>'''Dott. Thompson''': Ma questo non prova la possibilità di un uomo pesce.<br>'''Carl Maia''': Se l'evoluzione di quella specie subì un arresto milioni di anni fa, e la specie sopravvive, non lo potrebbe anche un'altra? *'''Mark Williams''': Non ci prenderanno sul serio quando lo racconteremo. Chi può credere a una storia simile? Che si stia qui aspettando che qualche mostro ci appaia? Dobbiamo catturarlo in ogni modo.<br>'''David Reed''': Perché non ci debbono credere?<br>'''Mark Williams''': Perché noi ci occupiamo di cose note, di nozioni man mano accumulate.<br>'''David Reed''': Si è appena iniziato lo studio dell'acqua e dei suoi segreti, e appena sfiorato i misteri degli spazi astrali. Noi non escludiamo l'ipotesi che possa esistere qualche forma di vita su un altro pianeta. Allora perché escludere una forma di vita diversa in un mondo che già ci risulta essere abitato da milioni di creature viventi? *'''Mark Williams''': Pare quasi che abbiate pietà di lui. Eppure avrebbe potuto uccidere anche te, Kay.<br>'''Kay Lawrence''': Ma non l'ha fatto... ==Citazioni su ''Il mostro della laguna nera''== *– A lei non è piaciuto questo film? A me sì. Ma mi è dispiaciuto tanto per il mostro alla fine.<br>– Come dispiaciuto? Cosa voleva? Che la sposasse?!<br>– Faceva paura a guardarlo, però in fondo non era cattivo. Forse cercava solo un po' d'affetto, non so, di sentirsi amato e desiderato, coccolato.<br>– È un punto di vista molto interessante... (''[[Quando la moglie è in vacanza]]'') *Il grosso successo commerciale di ''[[Destinazione... Terra!|Destinazione... Terra]]'' convince Arnold a restare nel filone fantascientifico ma, pur restando fedele al procedimento del 3-D, cambia del tutto tema, tentando una variazione sull'argomento dei «mostri». Nasce così quel ''The Creature from the Black Lagoon'' (''Il mostro della Laguna Nera'', 1953) che, insieme a ''[[L'esperimento del dottor K.|L'esperimento del dottor K]]'' di Kurt Neumann e al giapponese ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' di [[Ishirō Honda|Honda]], può ritenersi uno dei pochi «mostri» moderni che si sia conquistato una fama imperitura al fianco di Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, la Mummia e l'Uomo Invisibile. ([[Luigi Cozzi]]) *L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il Mereghetti]]'') *Primo di una trilogia molto acclamata, introduce nel pantheon dei "mostri sacri" dell'horror una nuova figura caratterizzata dall'abbinamento di eros e horror mutuato direttamente da ''King Kong'', ma adattato con originalità. (''[[Dizionario dei film horror]]'') *Sono arrivato alla conclusione negli ultimi dieci anni che non sono un fan de ''Il mostro della laguna'', ma sono un chierico, sono un evangelista. Sento davvero un legame con questa creatura. Non sono il tipo di fan che tiene le figurine nella scatola. C'è qualcosa di complesso nella sua immagine che lo rende molto intimo per me. Avevo sei anni quando ho visto Julie Adams che nuotava con la creatura sotto di lei e mi sono sentito travolto dall'arte, ho sentito letteralmente la sindrome di Stendhal. Ero un bambino e sono stato travolto da delle emozioni che non conoscevo. Sapevo cosa era l'amore, l'amore in senso romantico, e credevo che il film sarebbe finito con loro che stavano insieme e così non è stato. Il film quindi per me è diventato un film che parla di un'invasione. Questa creatura stava nuotando nel suo habitat, nel suo fiume e quest'uomo arriva e la cattura! Una cosa così ingiusta. Quel mostro è stato con me per anni, da bambino poi ho continuato a disegnarlo tutti i giorni. Lui e il fantasma dell’Opera, li disegnavo sempre. Poi è diventata quasi un'immagine da balletto sincronizzato, come un musical che è rimasto nella mia testa, e me la sono portata dietro tutta la vita, fino a quando nel 2012 ho iniziato a scrivere la sceneggiatura di ''[[La forma dell'acqua - The Shape of Water|La forma dell'acqua]]''. ([[Guillermo del Toro]]) *Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[il Morandini]]'') *Va [...] notato come questo mostro di Arnold non rappresenti rozzamente il Male, come le creature di tanti altri film del genere. Oltre a essere dotato di una precisa personalità, infatti, questo ''Gill Man'' ha dei sentimenti grezzi ed elementari ma non alieni: è un semplice o, meglio, un primitivo, e risulta indubbiamente più simpatico dei vari personaggi maschili della pellicola, tanto che alla fine il pubblico tende a provare pietà, se non addirittura simpatia, per lui, e si augura vivamente che non muoia. ([[Luigi Cozzi]]) ===Frasi promozionali=== *Il ritrovamento, dopo milioni di anni, di un essere primitivo che si credeva estinto sulla Terra!<ref>[https://littlenemo.it/wp-content/uploads/2020/09/20.-Mostro-laguna-484x1024.jpg Sulla locandina in lingua italiana], ''littlenemo.it''</ref> *Secoli di passione rinchiusa nel suo cuore selvaggio! :''Centuries of passion pent un in his savage heart!''<ref>[https://www.photowall.com/it/creature-from-the-black-lagoon-ii-poster Sulla locandina in lingua inglese], ''photowall.com''</ref> *Un mostro artigliato da un'era perduta colpisce dagli abissi proibiti dell'Amazzonia! :''Clawing monster from a lost age strikes from the Amazon's forbidden depths!''<ref>[https://www.cineblog.it/galleria/il-mostro-della-laguna-nera-poster Sulla locandina in lingua inglese], ''cineblog.it''</ref> *Un terrificante mostro antico infuriato dalle passioni represse! ... con ogni uomo il suo nemico mortale... e la bellezza di una donna la sua preda! :''Terrifying monster of the ages raging with pent-up passions! ... with every man his mortal enemy... and a woman's beauty his prey!''<ref>[https://www.etsy.com/listing/968217162/creature-from-black-lagoon-3-movie?lang_mismatch=1 Sulla locandina in lingua inglese], ''etsy.com''</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film horror fantascientifici]] ezt133mq3hkcy01o868au5mtqgghtu4 1411421 1411347 2026-04-23T19:21:23Z Mariomassone 17056 /* Citazioni su Il mostro della laguna nera */ 1411421 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Il mostro della laguna nera |titolo alfabetico = Mostro della laguna nera |titolo originale = Creature from the Black Lagoon |immagine = Creature from the Black Lagoon poster.jpg |didascalia=Locandina realizzata da [[Reynold Brown]] |lingua originale = inglese |paese = Stati Uniti d'America |anno uscita = 1954 |tipo colore = B/N |aspect ratio = |genere = Horror, fantascienza |regista = [[Jack Arnold]] |soggetto = [[Maurice Zimm]] |sceneggiatore = [[Harry Essex]], [[Arthur A. Ross]] |produttore = [[William Alland]] |produttore esecutivo = |casa produzione = [[Universal Studios|Universal]] |attori = * [[Richard Carlson]]: David Reed * [[Julie Adams]]: Kay Lawrence * [[Richard Denning]]: Mark Williams * [[Antonio Moreno]]: Carl Maia * [[Nestor Paiva]]: Lucas * [[Whit Bissell]]: dottor Thompson * [[Bernie Gozier]]: Zee * [[Henry A. 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In varietà innumerevoli appaiono esseri viventi che mutano e raggiungono la terra ferma, lasciando una prova del loro passaggio, della loro lotta per l'esistenza, della loro estinzione. Sono queste tracce di vita, ancora visibili dopo quindici milioni di anni, nell'alto corso del Rio delle Amazzoni, che l'uomo tenta affannosamente di decifrare. ('''Voce narrante''') ==Frasi== {{cronologico}} *Secondo il mio parere, lo [[scienziato]] ha non solo bisogno di intuito, ma anche di fede. ('''Kay Lawrence''') *I miei uomini la chiamano la laguna nera. È un paradiso, soltanto dicono che nessuno è mai tornato per descriverlo. ('''Lucas''') *Vi sono molte strane leggende sul [[Rio delle Amazzoni]]. Io con le mie orecchie ho sentito la leggenda dell'uomo pesce. ('''Lucas''') *Ho l'idea che questo mostro rammenti il passato e ogni cosa, e non voglio che ci poimbi addosso mentre dormiamo. ('''David Reed''') *{{NDR|Sul [[rotenone]]}} Basta un solo sorso di acqua avvelenata e ''puf'', i pesci paralizzati salgono a galla come se fossero sbronzi. ('''Lucas''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Carl Maia''': Non direi che tu abbia molto l'aspetto di un ittiologo.<br>'''Kay Lawrence''': Secondo il comune punto di vista, avresti dovuto avere una rispettabile barba. *'''Carl Maia''': Ho trovato questo in un sedimento calcare che risale almeno al periodo Devoniano. Spero che voi esperti in paleontologia marina possiate riconoscerlo.<br>'''David Reed''': Non ho mai visto nulla di simile.<br>'''Kay Lawrence''': Osserva la membrana tra le dita, David.<br>'''David Reed''': Già...<br>'''Carl Maia''': Forse ne sapremo di più quando trovo il resto dello scheletro.<br>'''David Reed''': Quanto ci terrei a poter venire con voi!<br>'''Kay Lawrence''': Ci terrei anch'io!<br>'''Carl Maia''': E il vostro principale? Credete che possa interessarlo?<br>'''David Reed''': Williams? Mah, se può averne della pubblicità, ci si butta a capofitto.<br>'''Kay Lawrence''': Beh, devi ammettere che la pubblicità sprona i filantropi, e senza fondi non si fanno ricerche.<br>'''David Reed''': È vero, e se non fosse per Williams che riesce a scovare i quattrini non saremmo qui ora. *'''Mark Williams''': Non potrebbe essere la mano di un uomo dell'era glaciale?<br>'''Dott. Thompson''': Io ritengo più facile che sia appartenuto a un anfibio, Mark, che passava più tempo in acqua che in terra.<br>'''Kay Lawrence''': Allora come spiegate la struttura delle dita? Sono d'animale terrestre. Voi che ne dite, Dottor Matos?<br>'''Dott. Matos''': Di questo si può essere certi: che si trattava di un animale molto forte. *'''David Reed''': Più tempo passa e più si apprezza il valore delle ricerche marine. Per esempio, guardate qui. Questo pesce dipnoi, l'anello di congiunzione tra pesce e anfibio. In quanti migliaia di modi la natura ha cercato di trasferire la vita dal mare sulla terra ferma? Qui ha fallito. Questa specie non è mutata in milioni di anni. Invece qui, qui abbiamo la chiave di un enigma. Un giorno navi spaziali ci porteranno su altri pianeti. Come potrà l'uomo sopravvivere su quei pianeti? La loro atmosfera sarà diversa, la pressione diversa. Con uno studio su queste e altre specie, scopriremo le leggi dell'evoluzione della vita e del suo adattamento all'ambiente. E allora, forse, potremo insegnare agli uomini come adattarsi ai nuovi mondi del futuro.<br>'''Mark Williams''': Bel discorso David, ma io vedo anche il lato pratico. Vi sembrerò più un uomo d'affari che di scienza, ma rammentatevi che occorrono fondi per mantenere un istituto. Un scoperta di reale importanza può esserci anche di grande aiuto finanziario. *'''Kay Lawrence''': E io credevo il Mississippi unico al mondo!<br>'''David Reed''': Non è che un fiumicciattolo in confronto alle Amazzoni. Questo posto è rimasto com'era centomilioni di anni fa durante il periodo Devoniano.<br>'''Kay Lawrence''': Era quasi il principio del mondo.<br>'''David Reed''': Esatto. Anche gli animali sono rimasti immutati dal periodo Devoniano. Il formichiere è gigante e ha la forza di un orso, il millepiedi è lungo trenta centimetri, il ratto poi è grosso come un montone.<br>'''Kay Lawrence''': È quasi incredibile!<br>'''David Reed''': Ah, ma è vero.<br>'''Lucas''': E non dimenticate il pesce siluro. Arriva a tre metri di lunghezza ed è feroce come sono feroci tutti gli esseri della giungla. *'''Lucas''': Non ho mai visto pescare i sassi. A chi servono?<br>'''Carl Maia''': Li uso io. Per me sono preziosi. Li faccio a pezzi ed essi mi parlano. *'''Kay Lawrence''': Qualunque specie di animale sia, se lo lasciate in pace non vi molesterà.<br>'''Mark Williams''': Può darsi, ma se v'ingannate questo fucile correggerà qualsiasi errore.<br>'''David Reed''': Mark, vogliamo prendere fotografie scientifiche, non trofei! Questo essere vivo nel suo ambiente naturale è di gran valore per noi.<br>'''Mark Williams''': E a che scopo fotografarlo se non si può prendere?<br>'''David Reed''': Non è un discorso da scienziato, ma da appassionato di caccia grossa! *'''Mark Williams''': Non saprei come definirlo.<br>'''David Reed''': Sembra incredibile, ma aveva un che di umano.<br>'''Mark Williams''': E di sicuro se è ciò che credo che sia, è la più grande scoperta che in questo campo si sia fatta. *'''Lucas''': Molti anni fa, mi raccontarono una leggenda del fiume. Una vecchia indigena mi disse di un uomo che vive sott'acqua. Ma era un po' stramba. "Scimmia matta" era chiamata da tutti.<br>'''Dott. Thompson''': L'ignoto sembra sempre poco degno di fede, ma come leggende certe cose si accettano e si lasciano correre. Ma come si può credere che esista qualcosa simile a un essere umano che viva sott'acqua?<br>'''Mark Williams''': Beh, ma questo non è una leggenda. Lo vedrete ora voi stessi!<br>'''Kay Lawrence''': C'è il precedente del kamongo, risparmiato alla scienza fino a pochi anni orsono. Era un animale vissuto nel periodo Devoniano.<br>'''Carl Maia''': È interessante notare che il fossile da me trovato è dello stesso periodo.<br>'''Kay Lawrence''': Il kamongo è un pesce che respira l'aria.<br>'''Dott. Thompson''': E questo che prova?<br>'''Kay Lawrence''': Nulla, ma è un fatto che il kamongo che ha polmoni esiste ancora e vive qui in Amazzonia, e non è mutato in milioni di anni.<br>'''Dott. Thompson''': Ma questo non prova la possibilità di un uomo pesce.<br>'''Carl Maia''': Se l'evoluzione di quella specie subì un arresto milioni di anni fa, e la specie sopravvive, non lo potrebbe anche un'altra? *'''Mark Williams''': Non ci prenderanno sul serio quando lo racconteremo. Chi può credere a una storia simile? Che si stia qui aspettando che qualche mostro ci appaia? Dobbiamo catturarlo in ogni modo.<br>'''David Reed''': Perché non ci debbono credere?<br>'''Mark Williams''': Perché noi ci occupiamo di cose note, di nozioni man mano accumulate.<br>'''David Reed''': Si è appena iniziato lo studio dell'acqua e dei suoi segreti, e appena sfiorato i misteri degli spazi astrali. Noi non escludiamo l'ipotesi che possa esistere qualche forma di vita su un altro pianeta. Allora perché escludere una forma di vita diversa in un mondo che già ci risulta essere abitato da milioni di creature viventi? *'''Mark Williams''': Pare quasi che abbiate pietà di lui. Eppure avrebbe potuto uccidere anche te, Kay.<br>'''Kay Lawrence''': Ma non l'ha fatto... ==Citazioni su ''Il mostro della laguna nera''== *– A lei non è piaciuto questo film? A me sì. Ma mi è dispiaciuto tanto per il mostro alla fine.<br>– Come dispiaciuto? Cosa voleva? Che la sposasse?!<br>– Faceva paura a guardarlo, però in fondo non era cattivo. Forse cercava solo un po' d'affetto, non so, di sentirsi amato e desiderato, coccolato.<br>– È un punto di vista molto interessante... (''[[Quando la moglie è in vacanza]]'') *Il grosso successo commerciale di ''[[Destinazione... Terra!|Destinazione... Terra]]'' convince Arnold a restare nel filone fantascientifico ma, pur restando fedele al procedimento del 3-D, cambia del tutto tema, tentando una variazione sull'argomento dei «mostri». Nasce così quel ''The Creature from the Black Lagoon'' (''Il mostro della Laguna Nera'', 1953) che, insieme a ''[[L'esperimento del dottor K.|L'esperimento del dottor K]]'' di Kurt Neumann e al giapponese ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' di [[Ishirō Honda|Honda]], può ritenersi uno dei pochi «mostri» moderni che si sia conquistato una fama imperitura al fianco di Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, la Mummia e l'Uomo Invisibile. ([[Luigi Cozzi]]) *L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il Mereghetti]]'') *Primo di una trilogia molto acclamata, introduce nel pantheon dei "mostri sacri" dell'horror una nuova figura caratterizzata dall'abbinamento di eros e horror mutuato direttamente da ''King Kong'', ma adattato con originalità. (''[[Dizionario dei film horror]]'') *Sono arrivato alla conclusione negli ultimi dieci anni che non sono un fan de ''Il mostro della laguna'', ma sono un chierico, sono un evangelista. Sento davvero un legame con questa creatura. Non sono il tipo di fan che tiene le figurine nella scatola. C'è qualcosa di complesso nella sua immagine che lo rende molto intimo per me. Avevo sei anni quando ho visto Julie Adams che nuotava con la creatura sotto di lei e mi sono sentito travolto dall'arte, ho sentito letteralmente la sindrome di Stendhal. Ero un bambino e sono stato travolto da delle emozioni che non conoscevo. Sapevo cosa era l'amore, l'amore in senso romantico, e credevo che il film sarebbe finito con loro che stavano insieme e così non è stato. Il film quindi per me è diventato un film che parla di un'invasione. Questa creatura stava nuotando nel suo habitat, nel suo fiume e quest'uomo arriva e la cattura! Una cosa così ingiusta. Quel mostro è stato con me per anni, da bambino poi ho continuato a disegnarlo tutti i giorni. Lui e il fantasma dell’Opera, li disegnavo sempre. Poi è diventata quasi un'immagine da balletto sincronizzato, come un musical che è rimasto nella mia testa, e me la sono portata dietro tutta la vita, fino a quando nel 2012 ho iniziato a scrivere la sceneggiatura di ''[[La forma dell'acqua - The Shape of Water|La forma dell'acqua]]''. ([[Guillermo del Toro]]) *Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[il Morandini]]'') *Va [...] notato come questo mostro di Arnold non rappresenti rozzamente il Male, come le creature di tanti altri film del genere. Oltre a essere dotato di una precisa personalità, infatti, questo ''Gill Man'' ha dei sentimenti grezzi ed elementari ma non alieni: è un semplice o, meglio, un primitivo, e risulta indubbiamente più simpatico dei vari personaggi maschili della pellicola, tanto che alla fine il pubblico tende a provare pietà, se non addirittura simpatia, per lui, e si augura vivamente che non muoia. ([[Luigi Cozzi]]) ===[[Jack Arnold]]=== *Io ho fatto di tutto per mettere in quelle scene subacquee un po' di mistero e di romanticismo, oltre a un certo senso di angoscia e di terrore. Ritengo che nel primo film della serie siamo riusciti perfettamente a fare a quelle sequenze una strana atmosfera, un «tono» insolito. Le altre scene, quelle con la ragazza che nuota sulla superficie e con il mostro che la spia dal basso, giocano invece sulla paura diffusa tra la gente, che ci può essere sempre qualcosa di orrendo nascosto sul fondo d'ogni mare o fiume. È una sensazione che avrà provato anche lei, quando magari sta nuotando e all'improvviso sente qualcosa che le sfiora la caviglia... *Quel ragazzo {{NDR|[[Ricou Browning]]}} era un nuotatore subacqueo così abile che l'unica cosa che dovevamo fare era di tenergli sempre a disposizione un respiratore fuori scena, e quando lui riteneva di avere bisogno di prendere nuovamente ossigeno si limitava a risalire in superficie, inspirava a pieni polmoni e tornava giù di colpo a fare la scena, in un attimo. In questa apnea riusciva a restare sott'acqua quasi all'infinito. Noi non avevamo potuto inserire delle bombole sotto il «costume» da mostro perché altrimenti si sarebbero viste le bollicine. Ma questo ragazzo ci risolse tutti i problemi. Era sensazionale. *Volevo far nascere un certo sentimento di pietà nei confronti del Mostro... o la mia «bella bestiaccia», come lo chiamavo io... perché a me quel mostro era simpatico. ===Frasi promozionali=== *Il ritrovamento, dopo milioni di anni, di un essere primitivo che si credeva estinto sulla Terra!<ref>[https://littlenemo.it/wp-content/uploads/2020/09/20.-Mostro-laguna-484x1024.jpg Sulla locandina in lingua italiana], ''littlenemo.it''</ref> *Secoli di passione rinchiusa nel suo cuore selvaggio! :''Centuries of passion pent un in his savage heart!''<ref>[https://www.photowall.com/it/creature-from-the-black-lagoon-ii-poster Sulla locandina in lingua inglese], ''photowall.com''</ref> *Un mostro artigliato da un'era perduta colpisce dagli abissi proibiti dell'Amazzonia! :''Clawing monster from a lost age strikes from the Amazon's forbidden depths!''<ref>[https://www.cineblog.it/galleria/il-mostro-della-laguna-nera-poster Sulla locandina in lingua inglese], ''cineblog.it''</ref> *Un terrificante mostro antico infuriato dalle passioni represse! ... con ogni uomo il suo nemico mortale... e la bellezza di una donna la sua preda! :''Terrifying monster of the ages raging with pent-up passions! ... with every man his mortal enemy... and a woman's beauty his prey!''<ref>[https://www.etsy.com/listing/968217162/creature-from-black-lagoon-3-movie?lang_mismatch=1 Sulla locandina in lingua inglese], ''etsy.com''</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film horror fantascientifici]] guma2gpiv32k4v0rpcrvg16nrxqjnmz Ferrari 550 Maranello 0 212065 1411448 1329901 2026-04-23T23:13:14Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ +1 1411448 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Ferrari 550 Maranello - Flick - Concorso Italiano 2005.jpg|thumb|Ferrari 550 Maranello]] Citazioni sulla '''Ferrari 550 Maranello'''. *Ci fu una parentesi attorno agli anni Ottanta in cui la Ferrari spostò il 12 cilindri dietro sulle proprie berlinette. [...] Venne fatto per dare una connotazione più sportiva [...]. Ma nel 1996, con il lancio della 550 Maranello, il V12 tornò ad essere collocato davanti. Anche se questa scelta pose ai progettisti non pochi problemi di ingombri. Per quale motivo si tornò al passato, al motore anteriore, schema che sembrava superato dai tempi per le sportive? Perché il propulsore 12 cilindri, inserito nel vano anteriore liberava molto spazio in coda permettendo di creare sia un abitacolo più spazioso e confortevole per gli occupanti, sia un ampio vano di carico dietro i sedili per valigie ed oggetti. Queste scelte tecniche hanno permesso alla Ferrari pian piano di trasformare la coupé V12 a motore anteriore da berlinetta in granturismo. Cioè un'auto meno estrema e scomoda da guidare e più orientata al turismo veloce, ai lunghi viaggi. ([[Alberto Sabbatini]]) ==Voci correlate== *[[Ferrari]] *[[Gran Turismo (automobile)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] 6oemfacy8c72ps35n6at2nn8i3vs77i Ferrari 12Cilindri 0 212066 1411451 1340352 2026-04-23T23:17:38Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ +1 1411451 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Ferrari 12Cilindri at Maranello.jpg|thumb|upright=1.5|Ferrari 12Cilindri (2024)]] Citazioni sulla '''Ferrari 12Cilindri'''. ==Citazioni== ===[[Flavio Manzoni]]=== {{cronologico}} *Le V12 Ferrari hanno un'architettura, delle proporzioni che sono abbastanza classiche se vogliamo, motore anteriore, cofano lungo, la cabina tutta spostata indietro con questo effetto fastback, tendono ad essere più classicheggianti con queste volumetrie. Abbiamo invece voluto osare darle un'impronta molto moderna, radicalmente nuova, giocandoci anche delle tematiche molto particolari come quelle per esempio del posteriore e del frontale che chiaramente si ispirano all'aerodinamica ma anche all'aeronautica. Il tema delta wing [...] si ispira chiaramente anche un po' alla fantascienza. Questo visor anteriore, questo effetto di black screen dall'aspetto avvolgente è un omaggio alla 365 GTB4, che però era talmente originale e già allora ispirato al mondo space age, che si prestava molto a questo tipo di estetica, cioè un'estetica dove non c'è più un effetto espressivo, fari come occhi, bocca e così via, ma tutto integrato, maggiore coerenza dei volumi e incisività delle forme. *L'elemento più innovativo che è anche forse meno familiare e quindi che richiede un po' di abitudine, è il tema del posteriore. Perché non solo ci ha permesso di creare questa simbiosi tra forma e funzione, da notare, i flap sono anche loro trasparenti e sono in continuità perfetta con il lunotto, ma anche di creare questo effetto di flying bridge molto moderno, futuristico, che è un'ulteriore declinazione di un tema classico di Ferrari, un concetto che troviamo in tanti Ferrari della storia. *Gli interni sono stati pensati con [...] un approccio molto moderno e minimalista, il concetto fondamentale dell'interno è la plancia a doppio cockpit. Quindi abbiamo ricreato sul lato passeggero una situazione molto simile a quella del driver, questo permette un coinvolgimento del passeggero che diventa quasi un copilota, ma sempre con un'estetica molto moderna e pura nello stesso tempo. A farla da padrona è un po' questo insieme di black screen che da spenti danno una certa pulizia [...]. Il look dell'interno è veramente un bel connubio tra eleganza e sportività. *Questa macchina credo dimostri di essere un bel trade union tra passato e futuro, il fatto di avere innestato un elemento che chiaramente si ispira al passato e in particolar modo a una certa fase di Ferrari non vuol dire aver dato un tocco nostalgico all'oggetto. È chiaro che tutti quelli che conoscono la 365 Daytona l'associano, ma il mondo dei giovani magari la percepisce in un modo un po' diverso, però credo che questo tipo di tributo non tolga assolutamente l'effetto di grande modernità dell'insieme. ===[[Alberto Sabbatini]]=== *Il nome – senza altre sigle astruse – è un chiaro omaggio al suo propulsore e identifica già chiaramente quella che è l'essenza di questa vettura: il motore 12 cilindri a V aspirato. Il segno distintivo del Cavallino. Proprio con una auto spinta da un motore V12 in posizione anteriore (anche se di cilindrata molto più ridotta) la Ferrari ha iniziato nel 1947 la propria storia leggendaria di costruttore di automobili sportive più famoso del mondo. *Lo stile della vettura è cambiato drasticamente. Rappresenta un taglio netto col passato. Un nuovo linguaggio stilistico. Il design [...] vede l'abbandono del codice stilistico tracciato dai precedenti modelli, F12 e 812 (ma anche la 599). Le GT V12 di prima avevano tutte forme muscolose e design tondeggiante con grandi fari "ad occhio" sul muso e una calandra aggressiva. La 12Cilindri invece è completamente diversa. Sia nel muso che nella coda. Il frontale è un chiaro omaggio stilistico alla leggendaria "Daytona" di fine anni Sessanta, il soprannome con cui era conosciuta la berlinetta 365 GTB4. È simile alla Daytona il lungo cofano che scende verso il muso, caratterizzato da una fascia orizzontale di colore scuro che, specie nelle tinte di carrozzeria chiare, spicca nettamente e dà alla 12Cilindri una fisionomia ben precisa. [...] Ma a parte la somiglianza con la Daytona, spiccano nel frontale l'assenza della tradizionale grande "bocca" a griglia delle Ferrari GT degli anni scorsi, e la mancanza degli "occhi", cioé di quei vistosi fari che identificano una fisionomia umana sul muso. Sostituiti da fari led sottili e lineari. Anche in coda sono scomparsi i tradizionali gruppi ottici rotondi (singolo o doppio) che hanno sempre identificato le GT e sono stati rimpiazzati da due sottili fari orizzontali, stile coupé Roma per intendersi. *Per la prima volta la Ferrari lancia contemporaneamente sia la versione coupé che la spider della berlinetta. Questo è il motivo che ne spiega il lancio a Miami, in occasione del GP di Formula Uno più fashion del campionato. Perché il pubblico Usa e specialmente quello della Florida, che ama viaggiare a cielo aperto sui grandi boulevard a bordo mare è il più appassionato acquirente nel mondo di vetture spider. [...] A Maranello contano di vendere in assoluto più modelli spider che coupé. ==Voci correlate== *[[Ferrari]] *[[Gran Turismo (automobile)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Automobili]] 7jq5r399kuerwszmj8jyu9q7d73jv4k 1411454 1411451 2026-04-23T23:21:11Z Danyele 19198 immagine di qualità migliore 1411454 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:2024 Ferrari 12 Cilindri.jpg|thumb|upright=1.5|Ferrari 12Cilindri (2024)]] Citazioni sulla '''Ferrari 12Cilindri'''. ==Citazioni== ===[[Flavio Manzoni]]=== {{cronologico}} *Le V12 Ferrari hanno un'architettura, delle proporzioni che sono abbastanza classiche se vogliamo, motore anteriore, cofano lungo, la cabina tutta spostata indietro con questo effetto fastback, tendono ad essere più classicheggianti con queste volumetrie. Abbiamo invece voluto osare darle un'impronta molto moderna, radicalmente nuova, giocandoci anche delle tematiche molto particolari come quelle per esempio del posteriore e del frontale che chiaramente si ispirano all'aerodinamica ma anche all'aeronautica. Il tema delta wing [...] si ispira chiaramente anche un po' alla fantascienza. Questo visor anteriore, questo effetto di black screen dall'aspetto avvolgente è un omaggio alla 365 GTB4, che però era talmente originale e già allora ispirato al mondo space age, che si prestava molto a questo tipo di estetica, cioè un'estetica dove non c'è più un effetto espressivo, fari come occhi, bocca e così via, ma tutto integrato, maggiore coerenza dei volumi e incisività delle forme. *L'elemento più innovativo che è anche forse meno familiare e quindi che richiede un po' di abitudine, è il tema del posteriore. Perché non solo ci ha permesso di creare questa simbiosi tra forma e funzione, da notare, i flap sono anche loro trasparenti e sono in continuità perfetta con il lunotto, ma anche di creare questo effetto di flying bridge molto moderno, futuristico, che è un'ulteriore declinazione di un tema classico di Ferrari, un concetto che troviamo in tanti Ferrari della storia. *Gli interni sono stati pensati con [...] un approccio molto moderno e minimalista, il concetto fondamentale dell'interno è la plancia a doppio cockpit. Quindi abbiamo ricreato sul lato passeggero una situazione molto simile a quella del driver, questo permette un coinvolgimento del passeggero che diventa quasi un copilota, ma sempre con un'estetica molto moderna e pura nello stesso tempo. A farla da padrona è un po' questo insieme di black screen che da spenti danno una certa pulizia [...]. Il look dell'interno è veramente un bel connubio tra eleganza e sportività. *Questa macchina credo dimostri di essere un bel trade union tra passato e futuro, il fatto di avere innestato un elemento che chiaramente si ispira al passato e in particolar modo a una certa fase di Ferrari non vuol dire aver dato un tocco nostalgico all'oggetto. È chiaro che tutti quelli che conoscono la 365 Daytona l'associano, ma il mondo dei giovani magari la percepisce in un modo un po' diverso, però credo che questo tipo di tributo non tolga assolutamente l'effetto di grande modernità dell'insieme. ===[[Alberto Sabbatini]]=== *Il nome – senza altre sigle astruse – è un chiaro omaggio al suo propulsore e identifica già chiaramente quella che è l'essenza di questa vettura: il motore 12 cilindri a V aspirato. Il segno distintivo del Cavallino. Proprio con una auto spinta da un motore V12 in posizione anteriore (anche se di cilindrata molto più ridotta) la Ferrari ha iniziato nel 1947 la propria storia leggendaria di costruttore di automobili sportive più famoso del mondo. *Lo stile della vettura è cambiato drasticamente. Rappresenta un taglio netto col passato. Un nuovo linguaggio stilistico. Il design [...] vede l'abbandono del codice stilistico tracciato dai precedenti modelli, F12 e 812 (ma anche la 599). Le GT V12 di prima avevano tutte forme muscolose e design tondeggiante con grandi fari "ad occhio" sul muso e una calandra aggressiva. La 12Cilindri invece è completamente diversa. Sia nel muso che nella coda. Il frontale è un chiaro omaggio stilistico alla leggendaria "Daytona" di fine anni Sessanta, il soprannome con cui era conosciuta la berlinetta 365 GTB4. È simile alla Daytona il lungo cofano che scende verso il muso, caratterizzato da una fascia orizzontale di colore scuro che, specie nelle tinte di carrozzeria chiare, spicca nettamente e dà alla 12Cilindri una fisionomia ben precisa. [...] Ma a parte la somiglianza con la Daytona, spiccano nel frontale l'assenza della tradizionale grande "bocca" a griglia delle Ferrari GT degli anni scorsi, e la mancanza degli "occhi", cioé di quei vistosi fari che identificano una fisionomia umana sul muso. Sostituiti da fari led sottili e lineari. Anche in coda sono scomparsi i tradizionali gruppi ottici rotondi (singolo o doppio) che hanno sempre identificato le GT e sono stati rimpiazzati da due sottili fari orizzontali, stile coupé Roma per intendersi. *Per la prima volta la Ferrari lancia contemporaneamente sia la versione coupé che la spider della berlinetta. Questo è il motivo che ne spiega il lancio a Miami, in occasione del GP di Formula Uno più fashion del campionato. Perché il pubblico Usa e specialmente quello della Florida, che ama viaggiare a cielo aperto sui grandi boulevard a bordo mare è il più appassionato acquirente nel mondo di vetture spider. [...] A Maranello contano di vendere in assoluto più modelli spider che coupé. ==Voci correlate== *[[Ferrari]] *[[Gran Turismo (automobile)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Automobili]] q1cpu4fdqpnsedwfgz4al55224mzgq6 Motomondiale 1992 0 212980 1411403 1336985 2026-04-23T18:42:09Z Danyele 19198 +link 1411403 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Wayne Rainey 1992 Japanese GP.jpg|thumb|[[Wayne Rainey]], campione del mondo 1992 nella classe 500]] Citazioni sul '''motomondiale 1992'''. *Il primo mondiale è quello che non si dimentica mai: quello di Gramigni nel '92 sull'Aprilia 125. Una casa piccola come l'[[Aprilia Racing|Aprilia]] e battere tutti gli altri è stata la prima vera soddisfazione. Una vittoria in un'azienda grande, come Honda o Yamaha la vivi in modo diverso perché hanno già un sacco di titoli appesi sul muro. Era il primo mondiale, in una casa che faceva biciclette e che si era trasformata da poco in una casa motociclistica: quando vinci così ha un valore in più. ([[Carlo Pernat]]) ==Voci correlate== *[[Classe 125]] *[[Classe 250]] *[[Classe 500]] *[[Gran Premio motociclistico del Sudafrica 1992]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} {{S}} [[Categoria:Edizioni del motomondiale]] [[Categoria:Eventi degli anni 1990]] co6axs98mu0q5dyjfhbkv74t7ud30ji Lamborghini 350/400 GT 0 213653 1411449 1341384 2026-04-23T23:13:28Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ +1 1411449 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:1967 Lamborghini 400 GT at Broad Arrow.jpg|thumb|Lamborghini 400 GT (1967)]] Citazioni sulla '''Lamborghini 350/400 GT'''. *Una elegante coupé che Ferruccio ha voluto costruire all'inizio della sua carriera da industriale dell'automobile proprio per sfidare Enzo Ferrari. È una elegante granturismo 2+2 posti, unica Lambo a motore anteriore della storia passata del marchio. [...] Gli interni in pelle pregiata, il grande volante di legno come si usava all'epoca e le precarie cinture di sicurezza che non si avvolgono come quelle moderne ma sono davvero d'impiccio, fanno tornare indietro col pensiero, durante la guida, a un'epoca ruggente dell'automobilismo d'altri tempi. Quando la macchina non andava semplicemente guidata, ma condotta di forza o talvolta assecondata. ([[Alberto Sabbatini]]) ==Voci correlate== *[[Gran Turismo (automobile)]] *[[Lamborghini]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] r9vw3pmq94csoa0bitt12bcll0g9sry Ducati Corse 0 215125 1411410 1365121 2026-04-23T18:47:46Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +link 1411410 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Ducati Museum (6079498269).jpg|thumb|Alcune Ducati da competizione nel museo aziendale di Borgo Panigale (2011)]] Citazioni su '''Ducati Corse'''. ==Citazioni== *Credo che vincere con la Ducati [...] abbia un valore diverso, qui c'è passione vera. ([[Álvaro Bautista]]) *È diverso essere un pilota Ducati rispetto alle altre Case. A Borgo Panigale sei a contatto con chi fa le moto, le costruisce. E loro sono contenti di vedere chi guida la moto su cui lavorano. ([[Danilo Petrucci]]) *È la moto che più mi è rimasta nel cuore. Se sei italiano, correre e vincere con la Ducati è il massimo. Non è solo una moto, è una storia. ([[Loris Capirossi]]) *Essere ducatista va al di là del tifo, ti strega. Io ho vinto tanto con l'[[Aprilia Racing|Aprilia]], eppure non c'è paragone. ([[Luigi Dall'Igna]]) *{{NDR|Nel 2023}} Forse il nostro vero merito è stato quello di fare in modo che Superbike e MotoGP iniziassero a parlarsi: io ho provato anche le SBK e i nostri piloti, quando girano per allenarsi, usano le moto di serie che hanno tutte comunque qualcosa che le unisce alla MotoGP. Non è facile trovare una casa che ha portato questo know-how in tutte le sue moto, anche in quella elettrica: c'è un link che lega il top di Ducati, cioè la MotoGP, alla moto che tutti poi possono comprare, alla SBK, Supersport, all'elettrica. ([[Michele Pirro]]) *La Ducati è come la Ferrari. I tifosi sentono la maglia. E apprezzano chi per la maglia dà tutto. ([[Danilo Petrucci]]) *{{NDR|Confrontando le esperienze in [[Honda]] e Ducati}} La Honda era organizzata ma lì eri soltanto un numero. In Ducati c'era un'organizzazione non sempre perfetta, ma era bello sentirsi il numero uno. ([[Carl Fogarty]]) *Non aver vinto un Mondiale con la Ducati ufficiale è ancora oggi un rammarico grande, la Ducati è qualcosa che ti entra dentro, che ti crea un legame. ([[Pierfrancesco Chili]]) *Quando sono arrivato in Ducati sentivo di entrare a far parte della storia del motociclismo, della storia delle corse. Lo slogan Ducati sulla passione per le corse è qualcosa che mi ha subito colpito... ([[Johann Zarco]]) *Tutta la mia carriera, anzi tutta la mia vita è stata legata a Ducati, non conosco altro colore se non questo rosso. ([[Giancarlo Falappa]]) ===[[Davide Tardozzi]]=== *Essere ducatista vuol dire saper soffrire. Perché la Ducati dà gioie, ma anche tanti dolori. È qualcosa che ti nasce dentro e non se ne va più, ti entra sotto la pelle. È una tuta colorata di rosso, mutande comprese, è una passione viscerale. *La Ducati dovrebbe ringraziare ogni giorno il dio della Superbike, perché senza questo campionato la Ducati non potrebbe essere quella che è ora. D'altro canto, anche la Superbike deve ringraziare la Ducati, che per molto tempo è stata l'unica casa a competere un forma ufficiale nel campionato, correndo di fatto da sola. È stato un bene per entrambe le parti ed entrambe dovrebbero esserne grate. *{{NDR|«Cosa significa correre e vincere con la Ducati?»}} Ogni team ha il proprio metodo di lavoro, ed è giusto che sia così, ma il metodo Ducati vive della passione dell'intera azienda. Ti racconto un aneddoto: quando Stoner fece un giro per lo stabilimento, nel dicembre 2015, dopo 5 anni con HRC, passò vicino ad un'addetta al magazzino che volle farsi autografare una vecchia fotografia dell'australiano in sella alla Desmosedici che teneva nel cassetto. Casey si stupì e chiese alla donna perché l'avesse conservata così a lungo. Lei rispose: "sapevo che prima o poi saresti tornato in famiglia". Questo è lavorare per Ducati. ===[[Leo Turrini]]=== *Ducati è la esaltazione del piccolo è bello, come si diceva un tempo. L'azienda non ha le dimensioni dei colossi giapponesi ma li ha battuti, valorizzando la creatività e l'ingegno. [...] C'è una cultura audace del lavoro, dietro e dentro il risultato. *La Ducati ha lanciato la sfida ai colossi giapponesi, la sfida di Davide a Golia [...]. Dentro e dietro la storia della Ducati mondiale c'è la forza di una competenza che da locale si trasforma in globale. *Strana la vita: in Formula Uno, la macchina conta più del pilota e la Ferrari è come la nazionale, da preferire a qualunque Trulli e a qualunque Fisichella. Sulle due ruote, il passaporto del pilota prevale nel giudizio, a prescindere dalla moto che guida. Io, se lavorassi per la Ducati, sarei vagamente incavolato! ==Voci correlate== *[[Campionato mondiale Superbike]] *[[Ducati]] *[[MotoGP]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Aziende italiane]] [[Categoria:Società sportive]] [[Categoria:Sport in Italia]] 33sgytai4yqvvpzfg1vy4ujtodued55 Chroma key 0 216269 1411422 1356944 2026-04-23T19:56:02Z Mariomassone 17056 1411422 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Bluescreen weather.JPG|thumb|Esempio di ''blue screen'' in una previsione meteorologica]] Citazioni sull{{'}}'''intarsio a chiave di colore''', per brevità '''chiave cromatica''' o '''''chroma key''''', detto anche '''''green screen''''' o '''''blue screen'''''. *A mio parere, se devo essere sincero, lo schermo blu rivela sempre i suoi limiti e sa di fasullo... se poi non si fa estrema attenzione, intorno agli attori si nota sempre una specie di alonatura verde o azzurrina. È difficilissimo riuscire ad adoperare questo sistema nella maniera giusta. ([[Jack Arnold]]) *È una sfida girare per quindici ore con uno schermo verde, devi sempre ricordarti dove sei [...] e c'è veramente il rischio di perdere il contatto con il resto del mondo. Si lavora il doppio, ogni sforzo richiede il doppio dello sforzo. [...] abbiamo girato una scena in un hotel vero ed è stato molto più facile per me, poi ne ho realizzato il motivo: potevo toccare cose che esistevano davvero, non dovevo far finta che ci fossero. ([[Morena Baccarin]]) ==Voci correlate== *[[Motion capture]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}} {{S}} [[Categoria:Tecnica cinematografica]] nyai5f9lf4yjonjb4n5dp2pflcsczf3 Wikiquote:GLAM/Mappe letterarie Libervie/Voci 4 219244 1411476 1411104 2026-04-24T10:54:30Z Spinoziano 2297 1411476 wikitext text/x-wiki __NOTOC__ ==Voci create o ampliate nell'ambito del progetto Mappe letterarie== {{vedi anche|Wikiquote:GLAM/Mappe letterarie Libervie}} Totale provvisorio: '''168''' voci create e '''35''' ampliate. {{MultiCol}} ===Persone=== ====Create==== #[[Alfredo Pioda]] - <small>2025-05-29</small> #[[Felice Menghini]] - <small>2025-05-29</small> #[[Giorgio Orelli]] - <small>2025-05-29</small> #[[Vittore Frigerio]] - <small>2025-05-30</small> #[[Dante Bertolini]] - <small>2025-05-30</small> #[[Giovanni Orelli]] - <small>2025-05-30</small> #[[Giovanni Bonalumi]] - <small>2025-05-30</small> #[[Karl Viktor von Bonstetten]] - <small>2025-06-05</small> #[[Douglas William Freshfield]] - <small>2025-06-05</small> #[[Plinio Martini]] - <small>2025-06-07</small> #[[Giuseppe Zoppi]] - <small>2025-06-07</small> #[[Piero Bianconi]] - <small>2025-06-07</small> #[[Angelo Casè]] - <small>2025-06-10</small> #[[Stefano Franscini]] - <small>2025-06-12</small> #[[Mario Medici]] - <small>2025-06-13</small> #[[Hermann Burger]] - <small>2025-06-19</small> #[[Gerhart Hauptmann]] - <small>2025-06-23</small> #[[Giuseppe Curti]] - <small>2025-06-23</small> #[[Gaspero Barbera]] - <small>2025-06-23</small> #[[Alexandre Cingria]] - <small>2025-06-23</small> #[[Emil Balmer]] - <small>2025-06-24</small> #[[Maurice Chappaz]] - <small>2025-06-26</small> #[[Carl Spitteler]] - <small>2025-06-30</small> #[[Klaus Schädelin]] - <small>2025-06-30</small> #[[Eyvind Johnson]] - <small>2025-06-30</small> #[[Guido Calgari]] - <small>2025-08-23</small> #[[Elena Bonzanigo]] - <small>2025-08-23</small> #[[Oskar Keller]] - <small>2025-08-30</small> #[[Franco Beltrametti]] - <small>2025-09-05</small> #[[Gonzague de Reynold]] - <small>2025-09-05</small> #[[Rainis]] - <small>2025-09-12</small> #[[Pietro Peri]] - <small>2025-09-13</small> #[[Mario Agliati]] - <small>2025-09-13</small> #[[Benito Mazzi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Siro Borrani]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giovanni Laini]] - <small>2025-10-02</small> #[[Jean Alexandre Buchon]] - <small>2025-10-08</small> #[[Friedrich von Matthisson]] - <small>2025-10-08</small> #[[Gabriele Alberto Quadri]] - <small>2025-10-09</small> #[[Giovanni Anastasi (giornalista)]] - <small>2025-10-13</small> #[[Albert Dauzat]] - <small>2025-10-27</small> #[[S. Corinna Bille]] - <small>2025-11-06</small> #[[Arnold Büchli]] - <small>2025-11-12</small> #[[Virgilio Chiesa]] - <small>2025-11-21</small> #[[Georg Leonhardi]] - <small>2025-12-01</small> #[[Felice Filippini]] - <small>2025-12-10</small> #[[Hans Rudolf Schinz]] - <small>2026-01-09</small> #[[Giovanni Bianconi (poeta)]] - <small>2026-04-11</small> ====Ampliate==== #[[William Carlos Williams]] - <small>2025-05-29</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=William_Carlos_Williams&diff=1377660&oldid=1263203 +1] #[[Antonio Caccianiga]] - <small>2025-05-30</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Antonio_Caccianiga&diff=prev&oldid=1377817 +1] #[[Erich Mühsam]] - <small>2025-06-03</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Erich_M%C3%BChsam&diff=1378318&oldid=783695 +1] #[[Enrico Filippini]] - <small>2025-06-05</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Enrico_Filippini&diff=1387265&oldid=1190828 +3] #[[Maria Savi-Lopez]] - <small>2025-06-07</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Maria_Savi-Lopez&diff=prev&oldid=1378869 +1] #[[Samuel Butler]] - <small>2025-06-10/09-03</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Samuel_Butler&diff=1387546&oldid=1350767 +8] #[[Giovanni Battista Angioletti]] - <small>2025-06-13/2026-03-25</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giovanni_Battista_Angioletti&diff=1408293&oldid=1279447 +4] #[[Patricia Highsmith]] - <small>2025-06-20</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Patricia_Highsmith&diff=prev&oldid=1380386 +4] #[[Filippo Sacchi]] - <small>2025-06-20/11-06</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Filippo_Sacchi&diff=1394050&oldid=1321732 +4] #[[Giosuè Carducci]] - <small>2025-06-23</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giosu%C3%A8_Carducci&diff=1380830&oldid=1378905 +1] #[[Dario Fo]] - <small>2025-06-23</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Dario_Fo&diff=prev&oldid=1380859 +2] #[[Joseph Victor Widmann]] - <small>2025-06-24</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Joseph_Victor_Widmann&diff=1381194&oldid=1353343 +1] #[[Ernest Hemingway]] - <small>2025-06-24</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Ernest_Hemingway&diff=prev&oldid=1381195 +1] #[[Luigi Pirandello]] - <small>2025-08-22</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Luigi_Pirandello&diff=prev&oldid=1386708 +1] #[[Friedrich Glauser]] - <small>2025-08-22</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Friedrich_Glauser&diff=prev&oldid=1386711 +1] #[[Eugenio Montale]] - <small>2025-08-22</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Eugenio_Montale&diff=prev&oldid=1386712 +1] #[[Max Frisch]] - <small>2025-08-23/09-22</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Max_Frisch&diff=1389740&oldid=1309202 +3] #[[Piero Chiara]] - <small>2025-08-23/2026-01-09</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Piero_Chiara&diff=1399972&oldid=1343130 +7] #[[Günter Grass]] - <small>2025-10-02</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=G%C3%BCnter_Grass&diff=1390762&oldid=1353436 +1] #[[Paolo Buzzi]] - <small>2025-10-13</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Paolo_Buzzi&diff=1391714&oldid=1255270 +1] #[[Giuseppe Antonio Borgese]] - <small>2025-10-20</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giuseppe_Antonio_Borgese&diff=1392429&oldid=1372072 +1] #[[Giorgio Scerbanenco]] - <small>2025-10-28</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giorgio_Scerbanenco&diff=1393195&oldid=1325784 +1] #[[Emilio Comba]] - <small>2025-10-31</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Emilio_Comba&diff=1393527&oldid=1092758 +2] #[[Mario Soldati]] - <small>2025-12-01</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Mario_Soldati&diff=prev&oldid=1396275 +1] #[[Delio Tessa]] - <small>2026-01-09</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Delio_Tessa&diff=1399964&oldid=1267375 +4] #[[David Herbert Lawrence]] - <small>2026-01-09</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=David_Herbert_Lawrence&diff=1399970&oldid=1253939 +1] #[[Alberto Arbasino]] - <small>2026-01-09</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Alberto_Arbasino&diff=1399976&oldid=1383380 +1] #[[Anonimo]] - <small>2026-03-26</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Anonimo&diff=1408413&oldid=1343155 +1] #[[Riccardo Bacchelli]] - <small>2026-03-28</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Riccardo_Bacchelli&diff=1408645&oldid=1372502 +2] #[[Brenno Bertoni]] - <small>2026-04-01</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Brenno_Bertoni&diff=prev&oldid=1409068 +1] #[[Giorgio Bocca]] - <small>2026-04-15</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giorgio_Bocca&diff=1410651&oldid=1405095 +16] {{ColBreak}} ===Tematiche=== ====Create==== #[[Fusio]] - <small>2025-05-29</small> #[[Val Poschiavo]] - <small>2025-05-29</small> #[[Chiesa dei Santi Fedele e Simone]] - <small>2025-05-29</small> #[[Lago di Lugano]] - <small>2025-05-30</small> #[[Ascona]] - <small>2025-06-03</small> #[[Valle Verzasca]] - <small>2025-06-05</small> #[[Val Bavona]] - <small>2025-06-05</small> #[[Basòdino]] - <small>2025-06-05</small> #[[Cevio]] - <small>2025-06-05</small> #[[Prato (Lavizzara)]] - <small>2025-06-07</small> #[[Cavergno]] - <small>2025-06-07</small> #[[Mendrisio]] - <small>2025-06-10</small> #[[Verdabbio]] - 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<small>2026-04-15</small> #[[Battaglia di Gravellona Toce]] - <small>2026-04-15</small> #[[Muralto]] - <small>2026-04-17</small> #[[Melezzo Orientale]] - <small>2026-04-18</small> #[[Verscio]] - <small>2026-04-18</small> #[[Chiesa di San Francesco d'Assisi (Locarno)]] - <small>2026-04-24</small> ====Ampliate==== #[[Lago Maggiore]] - <small>2025-06-10/2026-04-18</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lago_Maggiore&diff=1410890&oldid=1331744 +10] #[[Vallemaggia]] - <small>2025-06-20/2026-04-04</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Vallemaggia&diff=1409455&oldid=1190536 +2] #[[Lugano]] - <small>2025-10-13</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lugano&diff=1391715&oldid=1388770 +2] #[[Svizzera]] - <small>2025-12-01/2026-04-02</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Svizzera&diff=1409457&oldid=1331873 +2] {{EndMultiCol}} i3k2e3530jrcj0x46fggn6tqa6vly2i Giovanni Bonalumi 0 219267 1411464 1410891 2026-04-24T07:39:28Z Spinoziano 2297 revisione e ampliamento 1411464 wikitext text/x-wiki '''Giovanni Bonalumi''' (1920 – 2002), scrittore e saggista svizzero ==''C'è un solo villaggio nostro''== *​Una fetta di terra ben separata dal mondo: tagliata fuori da quelle contrade che si chiamano Locarno, Minusio. Un riale da una parte e dall'altra del comune, la Ramogna, il Rabissale, e i rispettivi ponti, che era una disgrazia non fossero come quelli dei castelli, da alzare e da abbassare a talento, perché noi, di [[Muralto]], ci si sentiva diversi nei confronti della gente della città e del contado: diversi, Dio sa per quali ragioni, di una specie comunque, che anche di lontano era possibile riconoscere dal vestito, dal passo. (p. 46) *E anche più perspicaci eravamo, da capire al volo da quale quartiere provenisse l'uno o l'altro che s'incontrava alla Rotonda, una piazza che era davvero un cerchio perfetto d'alberi: se dalla collina, che era un po' una zona residenziale, o dalla fascia centrale che corre dalla chiesa alla stazione, oppure da Burbaglio, che era il nido dei forzuti, dei figlioli dei pescatori, che per un nonnulla trovavano un gusto matto a menarle ai più piccini. (pp. 46-47) *​Accanto alla Rotonda, un palazzone che chiamavano la "Salina": un assieme di ruderi, dove per anni si giocò a gendarmi e ladri, e d'autunno s'improvvisavano castagnate attorno a un fuoco che ci portava via dietro fantasie di eroici bivacchi. (p. 47) *Fosse il desiderio di farseli amici o altro, pochi erano tuttavia i ragazzi che disertassero i giochi che si svolgevano lì accanto al porto: d'inverno, particolarmente, quasi che in quell'angolo il sole ci scaldasse più che altrove. (p. 47) *Di casa, allora, stavo all'ultimo piano della stazione: ma il cuore, forse anche per certe prodigiose merende che una zia mi apprestava, era fuori lungo la ferrovia, in quella bella strada dei Pescatori, dove passai la prima infanzia. Dal muretto prospiciente la ferrovia seguivo la manovra dei carri merci, lanciando a tratti un saluto a mio padre che andava e veniva, sempre in corsa, tra i binari: più lontano, all'altezza delle barriere, mia madre con il grembiule che sferruzzava davanti alla garitta. (p. 47) *L'unico intrico di case che riuscisse a destare la nostra curiosità era quello addossato al castelletto dei Muralti. Una saletta, dei portici, e, nel buio, un andito che dava in una cantina. Di lì, dicevano, attraverso un sotterraneo, si sarebbe potuto raggiungere il Castello visconteo, da una parte, e dall'altra, la Casa di ferro. (p. 47) *Fu facile rifarsi scendendo al vecchio porto — sempre vi erano ancorati grossi barconi carichi di sabbia e calce — e di lì penetrare in quella specie di cloaca che attraversa tutto il paese. Si procedeva a tentoni dentro la luce scialbissima d'una sola pila [...]. Alla fine si sboccava in una specie di bosco gonfio di umidità, che subito ai primi contrafforti della collina s'interrompeva lasciando posto a prati qua e là nascosti da brevi filari di vigna: le nostre scorrerie riuscivano così, d'autunno, quasi senza pericoli. Qualche bel grappolone infilato tra il petto e la camicia, e giù a rotta di collo al primo abbaio o a una voce di contadino, fin dentro quel budello che era il nostro paradiso di ghiottoni: piluccando l'uva all'altezza della stazione, con quella musica di treni sopra le nostre teste. (pp. 47-48) ==''Il profilo dell'eremita e altri racconti''== *Poi, un giorno, dice mia madre, saranno state le quattro, la gente fuori per i prati, dove adesso c'è il bacino della Centrale, le campane di [[Niva (Campo)|Niva]], dell'oratorio, campane per modo di dire, di poco più grandi che erano, ognuna, d'un comune campanaccio, d'un tratto si son messe a suonare, a dindonare con uno slancio, una furia da lasciar tutti sbalorditi. Qualcuno, di là del fiume, deve aver gridato qualcosa. Poi un altro, che gli era sopraggiunto accanto. E un altro ancora. Di colpo, come a un comando, uomini e donne han piantato lì quanto avevano tra mano, e i più giovani e in gamba si son buttati a correre, sbandando giù per i prati verso il ponte. [...] «È finita!» gridavano. «È finita!» «Finito cosa?» «Ma la guerra, perdio!» Così la gente attaccò a far festa, sciamando qua e là con bandiere e striscioni per tutto il resto della giornata, e dentro la notte. (pp. 8-9) *«Adesso è forse tempo che c'incontriamo» le scrisse un giorno mio padre. «Perché non scendi a Bellinzona?»<br>A lei era venuto da ridere. A Bellinzona? Ma se lei ci andava ogni giorno! Da Lavorgo, con il treno del latte. «D'accordo!» rispose. «Troviamoci al buffet della [[Stazione di Bellinzona|stazione]]». [...] Al buffet mia madre arrivò per prima. La sala era zeppa di gente. Già stava per tornare sui suoi passi, quando un gruppetto si alzò da un tavolo. Ora le sarebbe stato facile riservarsi un posto libero accanto.<br>Che sciocca, aver scelto quel locale! Appena seduta – la gente attorno aveva un fare simpatico: operai per lo più, impiegati della stazione, delle Poste – subito si sentì rinfrancata, come a suo agio. Si ravviò con le dita i capelli, gli occhi fissi alla porta a vetri dell'entrata.<br>Mio padre adesso le sedeva accanto. E a lei non pareva vero che tutto fosse già avvenuto nel giro di così pochi istanti. (pp. 13-14) *Poi, un giorno, inaspettatamente, proprio lui, Marc, mi fa: «Ti andrebbe una scappata ad Ascona?»<br>Eccoci quindi sul terrazzo d'un caffè dinanzi al lago. Era di settembre, le prime ore del pomeriggio, un cielo terso, d'un azzurro come al mare. In quel ritrovo, disse Marc, spesso capitavano, ma solo verso sera, pittori, scrittori, alcuni dei quali d'un indubbio prestigio: svizzero-tedeschi, germanici, qualche italiano, anche.<br>Gente rifluita nel borgo, per le più disperate ragioni: in fuga dal proprio paese, per motivi d'ordine politico, razziale; oppure anche solo perché attiratavi dall'incanto per tanti aspetti già mediterraneo del luogo. (p. 78) *E al pari d'una dozzina di gatti e d'un paio di cani, resi mansueti e magari un po' tonti dall'età avanzata, viveva a pensione completa in una gran casa, per metà grotto, e per metà fattoria, posta in cima a una costa tutta a vigna, a due passi da un bosco, che è quello della [[La Baronata|Baronata]]. (p. 109) *L'ospizio degli anziani che la gente del posto usava chiamare il San Carlo dal nome assegnatogli da una comunità di religiosi che vi aveva per anni gestito una scuola, era un villone addossato ai primi contrafforti d'una collina, alla periferia della città.<br>Al palazzo, proprietà, un tempo, d'una facoltosa famiglia di L., si accedeva per un viale fiancheggiato da arbusti e da aiuole riquadrate dentro siepi di bosso. (p. 163) ==''Per Luisa: romanzo''== *Basta pensare al paese: il più bello del mondo. E appunto perché così incantevole, tale da togliere a chicchessia la voglia di lavorare. (Beh, questa era una riflessione di comodo. L'ammetteva: non sua. Ma siccome l'aveva sorpresa sulla bocca d'uno scrittore che non era certo un pinco pallino, un germanico acquartierato ad [[Ascona]], non gli dispiaceva fermarcisi sopra).<br>Un paese in cui la vita d'ogni giorno ti può pesare addosso in modo assurdo. (p. 44) *Una sera era uscito con Luisa a una festa (al Kursaal, dove neanche a farlo apposta, c'era mezzo Circolo: Fabbri, Michele con la moglie, Dino, e sul tardi, perfino Sergio che era capitato in sala con un giaccone da motociclista), ballando sentì d'improvviso una fitta all'altezza del cuore. Una sensazione strana, come una scossa che gli si era diramata per tutto il corpo. (p. 72) *Le voci arrivavano a Giuliano una dentro l'altra, confuse. Accidenti alle bocce! Come poteva aver preso gusto a un gioco così scemo? Michele, se non altro, a quell'ora non doveva certo annoiarsi. Si alzò dalla panca sgranchendosi le gambe. Verso la frontiera, un bagliore si era levato improvviso tagliando netto la montagna verso [[Dirinella]]. Da quella parte il cielo sembrava più chiaro, senza stelle. (p. 83) *​L'anno scolastico terminava di solito con una breve accademia. «Una fiera», per dirla con il docente di canto, che era un po' l'animatore della festicciola; ma a Giuliano piaceva che fosse proprio così, con i colleghi disposti in fila sui seggioloni, nell'angolo ombreggiato del chiostro {{NDR|[[Chiesa di San Francesco d'Assisi (Locarno)|della chiesa di San Francesco]]}}, e gli allievi, chi in piedi, chi seduto su panche tutt'attorno sotto i portici: i più giovani in maglietta e calzoncini bianchi per i saggi di ginnastica, che venivano presentati nello spiazzo centrale del chiostro accanto al palchetto dei cantori.<br>Gruppetti di familiari degli allievi, mamme, sorelle, qualche babbo, anche, sostavano nell'ala del porticato vicino all'uscita, gli occhi rivolti verso la fila dei candidati maestri [...]. (pp. 89-90) *Dai tetti di [[Golino (Centovalli)|Golino]] sfiatava un fumo leggero che la brezza subito sperdeva contro i dossi della collina, bruna, in basso, con improvvisi slarghi di verde sui ripiani dove, accanto a grosse piante fronzute, spiccavano le macchie biancogrige delle baite. Tra mezz'ora al massimo, dirompendo attraverso la gola di [[Ponte Brolla|Pontebrolla]] — già si scorgeva in fondo uno spicchio rosato di lago — il sole avrebbe toccato l'alpe. (pp. 97-98) *Subito il sentiero li costrinse a procedere in fila e Giuliano, rimasto in coda, si trovò presto tagliato fuori dalla conversazione. Attraversarono un pezzo di bosco attaccando poi a salire lungo un costone dal quale come da uno strapiombo si potevano scorgere i tetti di [[Verscio]]. ​A quell'ora, pensò Giuliano, Dino doveva esser già arrivato in paese. Provò a immaginare che sorta di commissioni gli toccasse fare, il tempo che avrebbe dovuto spendervi.<br>Gli occhi corsero già alla strada lungo il greto. Macchine andavano e venivano sollevando nuvole di polvere. Tra una, due ore al massimo Dino vi sarebbe passato in lambretta. Giù al Mulino doveva essere successo qualcosa: o che fosse invece un incontro concertato da tempo? I suoi pensieri si dipanavano lenti, come restii ad affrontare un ostacolo, una zona piena di trabocchetti. (pp. 101-102) *A tratti, in quel silenzio, sembrava di sentire il rumore del fiume, ma certo era qualcosa d'altro, visto che la [[Melezzo Orientale|Melezza]] l'avevano strozzata a Palagnedra con la diga e d'acqua in valle ne scorreva appena un filo. Forse il vento, tra i larici, anche se lì di vento non ce n'era, ma più in basso dalla valle sfiatava sempre, la sera, un po' di brezza e a goderne erano i paesi rannicchiati sotto la costa, Verscio, Cavigliano. (p. 109) *Nel silenzio, proprio sopra il suo capo, quattro note di campana si staccarono esitanti: seguite da un ribattere fitto, martellante. — Toh! — fece Giuliano. — Per una volta che si svegliano anche quelli di [[Chiesa di San Quirico (Minusio)|San Quirico]]! — e guardò su verso la torre.<br>Una luce bianca, intensissima ritagliava netta nel buio la cella più alta: gente, ragazzi forse, apparivano a tratti tra le bifore, ombre che a un minimo gesto s'animavano, proiettandosi fin nell'intrico delle travi. Che facevano mai lassù? A momenti, smorendo per un attimo quella furia di accordi martellati, sembrava persino di sentirli cantare. Giuliano tendeva allora l'orecchio. Troppo tardi! Già il suono tornava precipite, una raffica lunga, beffarda, a rimbalzo sui tetti. (p. 139) *Passate le ultime case di Solduno la macchina attaccò la salita lungo lo strapiombo del fiume {{NDR|[[Maggia (fiume)|Maggia]]}}​. Il sole ormai basso ne lambiva l'acqua d'un verde qua e là striato d'un ricciolo di schiuma. Di là delle pozze scure, un filare di pioppi, i prati, altri alberi ancora, piuttosto bassi che s'infittivano sul greto. Bioccoli bianchi ondeggiarono dinanzi al vetro. L'aria sapeva d'erbe, di foglie, un odore quasi acre che pizzicava le nari. (p. 180) ==Bibliografia== *Giovanni Bonalumi, ''Giovanni Bonalumi'', in Pier Riccardo Frigeri (a cura di), ''C'è un solo villaggio nostro'', Edizioni Cenobio, Lugano, 1972. *Giovanni Bonalumi, ''Il profilo dell'eremita e altri racconti'', Camunia editore, Firenze, 1996. ISBN 88-7767-201-3 *Giovanni Bonalumi, ''Per Luisa: romanzo'', Elvetica edizioni, Chiasso, 1972. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bonalumi, Giovanni}} [[Categoria:Saggisti svizzeri]] [[Categoria:Scrittori svizzeri]] orl00zredpjhv3hxj3stvtmrxc986bm 1411473 1411464 2026-04-24T10:40:12Z Spinoziano 2297 amplio 1411473 wikitext text/x-wiki '''Giovanni Bonalumi''' (1920 – 2002), scrittore e saggista svizzero ==Citazioni di Giovanni Bonalumi== *Allora ho riavviato il motore e sono andato ad [[Ascona]].<br>Dei dieci e più tra caffé e ristoranti che danno sulla piazza, solo tre o quattro erano aperti. Anche qui, teste curve sul tappetino della scopa, coppie d'anziani, immobili di là dai vetri, dinanzi a una scacchiera.<br>I [[Platano|platani]] del lungolago, nudi, rapati, avevano un'aria più disperata del solito. [[Auguste Rodin|Rodin]]: ho pensato. Le braccia lunghe, nodose, sempre un po' contorte di certe sue statue​ [...].<ref>Da ''Ai Castagni'', in AA.VV., ''Pane e coltello: cinque racconti di paese'', Armando Dadò editore, Locarno, 1991 [1975], p. 47. ISBN 88-85115-41-1</ref> ==''C'è un solo villaggio nostro''== *​Una fetta di terra ben separata dal mondo: tagliata fuori da quelle contrade che si chiamano Locarno, Minusio. Un riale da una parte e dall'altra del comune, la Ramogna, il Rabissale, e i rispettivi ponti, che era una disgrazia non fossero come quelli dei castelli, da alzare e da abbassare a talento, perché noi, di [[Muralto]], ci si sentiva diversi nei confronti della gente della città e del contado: diversi, Dio sa per quali ragioni, di una specie comunque, che anche di lontano era possibile riconoscere dal vestito, dal passo. (p. 46) *E anche più perspicaci eravamo, da capire al volo da quale quartiere provenisse l'uno o l'altro che s'incontrava alla Rotonda, una piazza che era davvero un cerchio perfetto d'alberi: se dalla collina, che era un po' una zona residenziale, o dalla fascia centrale che corre dalla chiesa alla stazione, oppure da Burbaglio, che era il nido dei forzuti, dei figlioli dei pescatori, che per un nonnulla trovavano un gusto matto a menarle ai più piccini. (pp. 46-47) *​Accanto alla Rotonda, un palazzone che chiamavano la "Salina": un assieme di ruderi, dove per anni si giocò a gendarmi e ladri, e d'autunno s'improvvisavano castagnate attorno a un fuoco che ci portava via dietro fantasie di eroici bivacchi. (p. 47) *Fosse il desiderio di farseli amici o altro, pochi erano tuttavia i ragazzi che disertassero i giochi che si svolgevano lì accanto al porto: d'inverno, particolarmente, quasi che in quell'angolo il sole ci scaldasse più che altrove. (p. 47) *Di casa, allora, stavo all'ultimo piano della stazione: ma il cuore, forse anche per certe prodigiose merende che una zia mi apprestava, era fuori lungo la ferrovia, in quella bella strada dei Pescatori, dove passai la prima infanzia. Dal muretto prospiciente la ferrovia seguivo la manovra dei carri merci, lanciando a tratti un saluto a mio padre che andava e veniva, sempre in corsa, tra i binari: più lontano, all'altezza delle barriere, mia madre con il grembiule che sferruzzava davanti alla garitta. (p. 47) *L'unico intrico di case che riuscisse a destare la nostra curiosità era quello addossato al castelletto dei Muralti. Una saletta, dei portici, e, nel buio, un andito che dava in una cantina. Di lì, dicevano, attraverso un sotterraneo, si sarebbe potuto raggiungere il Castello visconteo, da una parte, e dall'altra, la Casa di ferro. (p. 47) *Fu facile rifarsi scendendo al vecchio porto — sempre vi erano ancorati grossi barconi carichi di sabbia e calce — e di lì penetrare in quella specie di cloaca che attraversa tutto il paese. Si procedeva a tentoni dentro la luce scialbissima d'una sola pila [...]. Alla fine si sboccava in una specie di bosco gonfio di umidità, che subito ai primi contrafforti della collina s'interrompeva lasciando posto a prati qua e là nascosti da brevi filari di vigna: le nostre scorrerie riuscivano così, d'autunno, quasi senza pericoli. Qualche bel grappolone infilato tra il petto e la camicia, e giù a rotta di collo al primo abbaio o a una voce di contadino, fin dentro quel budello che era il nostro paradiso di ghiottoni: piluccando l'uva all'altezza della stazione, con quella musica di treni sopra le nostre teste. (pp. 47-48) ==''Il profilo dell'eremita e altri racconti''== *Poi, un giorno, dice mia madre, saranno state le quattro, la gente fuori per i prati, dove adesso c'è il bacino della Centrale, le campane di [[Niva (Campo)|Niva]], dell'oratorio, campane per modo di dire, di poco più grandi che erano, ognuna, d'un comune campanaccio, d'un tratto si son messe a suonare, a dindonare con uno slancio, una furia da lasciar tutti sbalorditi. Qualcuno, di là del fiume, deve aver gridato qualcosa. Poi un altro, che gli era sopraggiunto accanto. E un altro ancora. Di colpo, come a un comando, uomini e donne han piantato lì quanto avevano tra mano, e i più giovani e in gamba si son buttati a correre, sbandando giù per i prati verso il ponte. [...] «È finita!» gridavano. «È finita!» «Finito cosa?» «Ma la guerra, perdio!» Così la gente attaccò a far festa, sciamando qua e là con bandiere e striscioni per tutto il resto della giornata, e dentro la notte. (pp. 8-9) *«Adesso è forse tempo che c'incontriamo» le scrisse un giorno mio padre. «Perché non scendi a Bellinzona?»<br>A lei era venuto da ridere. A Bellinzona? Ma se lei ci andava ogni giorno! Da Lavorgo, con il treno del latte. «D'accordo!» rispose. «Troviamoci al buffet della [[Stazione di Bellinzona|stazione]]». [...] Al buffet mia madre arrivò per prima. La sala era zeppa di gente. Già stava per tornare sui suoi passi, quando un gruppetto si alzò da un tavolo. Ora le sarebbe stato facile riservarsi un posto libero accanto.<br>Che sciocca, aver scelto quel locale! Appena seduta – la gente attorno aveva un fare simpatico: operai per lo più, impiegati della stazione, delle Poste – subito si sentì rinfrancata, come a suo agio. Si ravviò con le dita i capelli, gli occhi fissi alla porta a vetri dell'entrata.<br>Mio padre adesso le sedeva accanto. E a lei non pareva vero che tutto fosse già avvenuto nel giro di così pochi istanti. (pp. 13-14) *Poi, un giorno, inaspettatamente, proprio lui, Marc, mi fa: «Ti andrebbe una scappata ad Ascona?»<br>Eccoci quindi sul terrazzo d'un caffè dinanzi al lago. Era di settembre, le prime ore del pomeriggio, un cielo terso, d'un azzurro come al mare. In quel ritrovo, disse Marc, spesso capitavano, ma solo verso sera, pittori, scrittori, alcuni dei quali d'un indubbio prestigio: svizzero-tedeschi, germanici, qualche italiano, anche.<br>Gente rifluita nel borgo, per le più disperate ragioni: in fuga dal proprio paese, per motivi d'ordine politico, razziale; oppure anche solo perché attiratavi dall'incanto per tanti aspetti già mediterraneo del luogo. (p. 78) *E al pari d'una dozzina di gatti e d'un paio di cani, resi mansueti e magari un po' tonti dall'età avanzata, viveva a pensione completa in una gran casa, per metà grotto, e per metà fattoria, posta in cima a una costa tutta a vigna, a due passi da un bosco, che è quello della [[La Baronata|Baronata]]. (p. 109) *L'ospizio degli anziani che la gente del posto usava chiamare il San Carlo dal nome assegnatogli da una comunità di religiosi che vi aveva per anni gestito una scuola, era un villone addossato ai primi contrafforti d'una collina, alla periferia della città.<br>Al palazzo, proprietà, un tempo, d'una facoltosa famiglia di L., si accedeva per un viale fiancheggiato da arbusti e da aiuole riquadrate dentro siepi di bosso. (p. 163) ==''Per Luisa: romanzo''== *Basta pensare al paese: il più bello del mondo. E appunto perché così incantevole, tale da togliere a chicchessia la voglia di lavorare. (Beh, questa era una riflessione di comodo. L'ammetteva: non sua. Ma siccome l'aveva sorpresa sulla bocca d'uno scrittore che non era certo un pinco pallino, un germanico acquartierato ad [[Ascona]], non gli dispiaceva fermarcisi sopra).<br>Un paese in cui la vita d'ogni giorno ti può pesare addosso in modo assurdo. (p. 44) *Una sera era uscito con Luisa a una festa (al Kursaal, dove neanche a farlo apposta, c'era mezzo Circolo: Fabbri, Michele con la moglie, Dino, e sul tardi, perfino Sergio che era capitato in sala con un giaccone da motociclista), ballando sentì d'improvviso una fitta all'altezza del cuore. Una sensazione strana, come una scossa che gli si era diramata per tutto il corpo. (p. 72) *Le voci arrivavano a Giuliano una dentro l'altra, confuse. Accidenti alle bocce! Come poteva aver preso gusto a un gioco così scemo? Michele, se non altro, a quell'ora non doveva certo annoiarsi. Si alzò dalla panca sgranchendosi le gambe. Verso la frontiera, un bagliore si era levato improvviso tagliando netto la montagna verso [[Dirinella]]. Da quella parte il cielo sembrava più chiaro, senza stelle. (p. 83) *​L'anno scolastico terminava di solito con una breve accademia. «Una fiera», per dirla con il docente di canto, che era un po' l'animatore della festicciola; ma a Giuliano piaceva che fosse proprio così, con i colleghi disposti in fila sui seggioloni, nell'angolo ombreggiato del chiostro {{NDR|[[Chiesa di San Francesco d'Assisi (Locarno)|della chiesa di San Francesco]]}}, e gli allievi, chi in piedi, chi seduto su panche tutt'attorno sotto i portici: i più giovani in maglietta e calzoncini bianchi per i saggi di ginnastica, che venivano presentati nello spiazzo centrale del chiostro accanto al palchetto dei cantori.<br>Gruppetti di familiari degli allievi, mamme, sorelle, qualche babbo, anche, sostavano nell'ala del porticato vicino all'uscita, gli occhi rivolti verso la fila dei candidati maestri [...]. (pp. 89-90) *Dai tetti di [[Golino (Centovalli)|Golino]] sfiatava un fumo leggero che la brezza subito sperdeva contro i dossi della collina, bruna, in basso, con improvvisi slarghi di verde sui ripiani dove, accanto a grosse piante fronzute, spiccavano le macchie biancogrige delle baite. Tra mezz'ora al massimo, dirompendo attraverso la gola di [[Ponte Brolla|Pontebrolla]] — già si scorgeva in fondo uno spicchio rosato di lago — il sole avrebbe toccato l'alpe. (pp. 97-98) *Subito il sentiero li costrinse a procedere in fila e Giuliano, rimasto in coda, si trovò presto tagliato fuori dalla conversazione. Attraversarono un pezzo di bosco attaccando poi a salire lungo un costone dal quale come da uno strapiombo si potevano scorgere i tetti di [[Verscio]]. ​A quell'ora, pensò Giuliano, Dino doveva esser già arrivato in paese. Provò a immaginare che sorta di commissioni gli toccasse fare, il tempo che avrebbe dovuto spendervi.<br>Gli occhi corsero già alla strada lungo il greto. Macchine andavano e venivano sollevando nuvole di polvere. Tra una, due ore al massimo Dino vi sarebbe passato in lambretta. Giù al Mulino doveva essere successo qualcosa: o che fosse invece un incontro concertato da tempo? I suoi pensieri si dipanavano lenti, come restii ad affrontare un ostacolo, una zona piena di trabocchetti. (pp. 101-102) *A tratti, in quel silenzio, sembrava di sentire il rumore del fiume, ma certo era qualcosa d'altro, visto che la [[Melezzo Orientale|Melezza]] l'avevano strozzata a Palagnedra con la diga e d'acqua in valle ne scorreva appena un filo. Forse il vento, tra i larici, anche se lì di vento non ce n'era, ma più in basso dalla valle sfiatava sempre, la sera, un po' di brezza e a goderne erano i paesi rannicchiati sotto la costa, Verscio, Cavigliano. (p. 109) *Nel silenzio, proprio sopra il suo capo, quattro note di campana si staccarono esitanti: seguite da un ribattere fitto, martellante. — Toh! — fece Giuliano. — Per una volta che si svegliano anche quelli di [[Chiesa di San Quirico (Minusio)|San Quirico]]! — e guardò su verso la torre.<br>Una luce bianca, intensissima ritagliava netta nel buio la cella più alta: gente, ragazzi forse, apparivano a tratti tra le bifore, ombre che a un minimo gesto s'animavano, proiettandosi fin nell'intrico delle travi. Che facevano mai lassù? A momenti, smorendo per un attimo quella furia di accordi martellati, sembrava persino di sentirli cantare. Giuliano tendeva allora l'orecchio. Troppo tardi! Già il suono tornava precipite, una raffica lunga, beffarda, a rimbalzo sui tetti. (p. 139) *Allora s'era rimesso a remare puntando la prua verso Mappo, e costeggiando poi la riva. Una faticaccia ma che in parte almeno era valsa ad attenuare quel malessere, a ridargli un po' di buon umore, che Luisa destandosi avrebbe voluto ritrovare (e come darle torto?) nei suoi discorsi. Approdarono al Lido della Naregna e, dopo avervi sorseggiato una tazza di tè, visto che cominciava a levarsi un po' di vento, s'eran decisi a tagliar dritto per il golfo. (p. 174) *Passate le ultime case di Solduno la macchina attaccò la salita lungo lo strapiombo del fiume {{NDR|[[Maggia (fiume)|Maggia]]}}​. Il sole ormai basso ne lambiva l'acqua d'un verde qua e là striato d'un ricciolo di schiuma. Di là delle pozze scure, un filare di pioppi, i prati, altri alberi ancora, piuttosto bassi che s'infittivano sul greto. Bioccoli bianchi ondeggiarono dinanzi al vetro. L'aria sapeva d'erbe, di foglie, un odore quasi acre che pizzicava le nari. (p. 180) *​Una sera, finalmente, anche Nitti la capì. Sfuggire un cialtrone, d'accordo, ma beccarsi in compenso una polmonite, no, nessuno se la sentiva più. Chiacchierando s'eran tirati sotto la tettoia dell'imbarcatoio {{NDR|di Locarno}} ed ecco, prima Nicola, poi Robic farsi avanti, l'indice alle labbra, un'aria così buffa che tutti, sulle prime, s'eran immaginati uno scherzo. Subito però gli era toccato ricredersi. Quel mormorio nasceva proprio lì, a due passi, dentro la sala d'aspetto. (p. 207) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giovanni Bonalumi, ''Giovanni Bonalumi'', in Pier Riccardo Frigeri (a cura di), ''C'è un solo villaggio nostro'', Edizioni Cenobio, Lugano, 1972. *Giovanni Bonalumi, ''Il profilo dell'eremita e altri racconti'', Camunia editore, Firenze, 1996. ISBN 88-7767-201-3 *Giovanni Bonalumi, ''Per Luisa: romanzo'', Elvetica edizioni, Chiasso, 1972. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bonalumi, Giovanni}} [[Categoria:Saggisti svizzeri]] [[Categoria:Scrittori svizzeri]] j07k0l6bbpznj0lhywkyv6d6wvx2kyv Ascona 0 219342 1411467 1410131 2026-04-24T07:43:13Z Spinoziano 2297 +1 1411467 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:AsconaAnsicht.jpg|thumb|Ascona]] Citazioni su '''Ascona'''. ==Citazioni== *A questo gentile paese di lago, che nella sua gentilezza era così schivo, gli intellettuali di mezza Europa hanno voluto dare una celebrità internazionale [...]. Sicché il paese, fattosi da semplice e rude nella sua grigia pietra, a poco a poco languido di casette e villette un tempo floreali e oggi funzionali, si è lasciato vincere, ha sistemato a giardinetti leziosi le sue piazze e le sue spiagge, si è con civetteria specchiato in questo placidissimo golfo del [[Lago Maggiore|Lago maggiore]], così come una ragazza di campagna, a furia di sentirsi ripetere che è bella ma che potrebbe piacere di più se si truccasse, si decide alla fine per il bistro e per il belletto. ([[Giovanni Battista Angioletti]]) *Basta pensare al paese: il più bello del mondo. E appunto perché così incantevole, tale da togliere a chicchessia la voglia di lavorare. (Beh, questa era una riflessione di comodo. L'ammetteva: non sua. Ma siccome l'aveva sorpresa sulla bocca d'uno scrittore che non era certo un pinco pallino, un germanico acquartierato ad Ascona, non gli dispiaceva fermarcisi sopra).<br>Un paese in cui la vita d'ogni giorno ti può pesare addosso in modo assurdo. ([[Giovanni Bonalumi]]) *Borgata ormai imbastardita di germanesimo, di promiscue nudità e di esotiche fogge, quell'Ascona che non è ormai più ticinese, che ostenta le sue insegne e le sue mode di dubbio gusto e contamina la sua terra e il suo lago con la plutocratica prepotenza dell'ebraismo internazionale? ([[Guido Calgari]]) *E com'è bello questo paesaggio! In lontananza gli alti gioghi montani verde scuri, dolcemente ondulati, qua e là altipiani in lento declivio, talora interrotti da vulcanici coni terminanti a punta. E dove il lago curva ad angolo e diventa più profondo verso l'Italia, di fronte allo sguardo, a chiudere l'accerchiamento, si erge un'altra parete enormemente silenziosa. Ma a nord, oltre [[Locarno]], si allungano i denti luccicanti di neve alla sommità delle Alpi colossali; in magnifico contrasto con la quieta catena montuosa ad est, ovest e sud. ([[Erich Mühsam]]) *​Il Sabato Santo, di buon'ora, vado in piazza – essa è ancora tutta invasa dalla solenne quiete mattinale – una fine nebbiolina si leva dal lago di serico azzurro – si alza leggermente e confonde insieme l'acqua e la montagna.<br>Quanto è più bello ora che nella "stagione", quando le automobili s'inseguono velocissime sulla lunga piazza verso il Lido! Davanti al Municipio si alza un grande mucchio di legna e intorno stanno frotte di ragazzi. Tutti hanno secchi o secchielli e sono armati di palette e di uncini pel fuoco.<br>"Cosa succede?", domando a Gino, il portalettere, che fa il suo giro mattutino. "Signor Emilio, si vergogni! M'ha detto ancora ieri che viene da vent'anni ad Ascona – e non sa nemmeno cosa sia il Fuoco Santo!". ([[Emil Balmer]]) *''Il solipsismo non è il tuo forte, come si dice. | Se fosse vero saresti qui, insabbiato | in questa Capri nordica dove il rombo | dei motoscafi impedisce il sonno | fino alla primalba. Sono passati i tempi | di [[Monte Verità]], dei suoi nudisti, | dei kulturali jerofanti alquanto | ambivalenti o peggio. Eppure, inorridisci, | non so che sia, ma qui qualcosa regge.'' ([[Eugenio Montale]]) *Intanto, tra le piccole arie e le prime sventagliate delle brezze di terra ci eravamo portati al punto doganale, passato il quale si cominciò a volare nel vento verso le luci di Ascona.<br>La ''Tinca'' passò tra le isole di [[Brissago]] e la costa, sgusciò nell'ombra delle montagne, poi intaccò un vasto specchio d'acqua inargentato dalla luna appena sorta dietro il Gambarogno. Prima di mezzanotte entrava in silenzio nel piccolo porto di Ascona. ([[Piero Chiara]]) *Ma quanto è piacevole nell'insieme questo villaggio d'Ascona! Così sciorinato fra la riva e i dossi verdi e, dietro, le montagne a riparo... Capisco che ti sia rimasto impresso casa per casa... Lo lascio discorrere e guardare il paesaggio, mentre la barca procede verso Locarno al ritmo lento dei remi, così in ritardo su quello della mia impazienza. ([[Elena Bonzanigo]]) *Poi, un giorno, inaspettatamente, proprio lui, Marc, mi fa: «Ti andrebbe una scappata ad Ascona?»<br>Eccoci quindi sul terrazzo d'un caffè dinanzi al lago. Era di settembre, le prime ore del pomeriggio, un cielo terso, d'un azzurro come al mare. In quel ritrovo, disse Marc, spesso capitavano, ma solo verso sera, pittori, scrittori, alcuni dei quali d'un indubbio prestigio: svizzero-tedeschi, germanici, qualche italiano, anche.<br>Gente rifluita nel borgo, per le più disperate ragioni: in fuga dal proprio paese, per motivi d'ordine politico, razziale; oppure anche solo perché attiratavi dall'incanto per tanti aspetti già mediterraneo del luogo. ([[Giovanni Bonalumi]]) *Riesco a strapparle la gerla e a recarmela in ispalla io. Riesco a farle dire che sta ad Ascona, in una casetta bianca con la porta verde, in mezzo alla piazza. Me ne vado carico della sua soma, ma pur leggero come una piuma, felice, fatto quasi di dolce aria e di gioia. Mezz'ora dopo, con la mia gerla sulle spalle, entro timidamente nella lunga piazza di Ascona. A destra, l'una a fianco dell'altra, splendono estatiche al sole le case bianche, verdi, rosse, gialle, celesti. A sinistra, oltre un filare di platani dorati, si culla lento lento, con tutti i suoi sogni negli occhi il lago. ([[Giuseppe Zoppi]]) *"Sì, allora Ascona era ancora la Bella addormentata nel bosco. Non c'era una buona strada lungo il lago – la ferrovia di Luino non esisteva ancora – tutto il commercio si svolgeva sul lago! La nostra piazza era una spiaggia romantica, senza passeggiata moderna e senza imbarcadero!"<br>"Ma dove approdavano i battelli?"<br>"Ebbene, dovevano gettare l'ancora un po' lontano dalla riva! La gente e le merci trasportate con barche – era un bel traffico! Paglia, farina, formaggi, stoffe e molte altre merci si scaricavano qui". ([[Emil Balmer]]) ===[[Piero Bianconi]]=== *Che vi sia un incanto segreto, qualcosa di magico nell'aria di Ascona; che vi operi una forza magnetica, la quale attrae persone singolari, estrose, più o meno ossessionate di problemi spirituali o spiritici, è fuori di dubbio. Non altrimenti si potrebbe spiegare lo sviluppo e la rapida rinomanza acquistata da questo borgo che sessant'anni fa era, si può dire, ignoto, dopo un passato illustre sonnecchiava tranquillo sulla sponda del lago. *La Piazza di Ascona [...] allinea linearmente le sue colorite case a specchio dell'acqua, rivolte all'invito del lago [...] Ascona [...] è rivolta a ponente, al sole pomeridiano si scaldano come lucertole gli avventori dei tanti caffè che dilagano con i tavolini sulla piazza: quindi, se qui la gente si alza tardi, è verosimile che anche vada a letto meno presto... Il sole della sera, quando accende le facciate delle case di Ascona, sfiora di striscio i tetti di Locarno, il crepuscolo invade i portici della piazza, con il senso tranquillo della giornata finita. *Ma non soltanto artisti sono attirati da Ascona, molti ricchi industriali nordici vi posseggono ville quasi segrete, alle quali non si accede che per mezzo di ascensori nelle viscere della montagna: esposte al sole che raddoppia il calore riverberato dalle rocce; e Ascona possiede un piccolo aeroporto, dove si posano i velivoli privati di grandi industriali germanici, che qui vengono a distrarsi dalle fatiche e dagli affari, a distendersi al sole sulle terrazze dei tanti caffè della piazza. ==Voci correlate== *[[Lago Maggiore]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] fqnr71eb17aeh8wrj8a2r9owmigl70l 1411475 1411467 2026-04-24T10:41:18Z Spinoziano 2297 +1; Bonalumi in sezione 1411475 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:AsconaAnsicht.jpg|thumb|Ascona]] Citazioni su '''Ascona'''. ==Citazioni== *A questo gentile paese di lago, che nella sua gentilezza era così schivo, gli intellettuali di mezza Europa hanno voluto dare una celebrità internazionale [...]. Sicché il paese, fattosi da semplice e rude nella sua grigia pietra, a poco a poco languido di casette e villette un tempo floreali e oggi funzionali, si è lasciato vincere, ha sistemato a giardinetti leziosi le sue piazze e le sue spiagge, si è con civetteria specchiato in questo placidissimo golfo del [[Lago Maggiore|Lago maggiore]], così come una ragazza di campagna, a furia di sentirsi ripetere che è bella ma che potrebbe piacere di più se si truccasse, si decide alla fine per il bistro e per il belletto. ([[Giovanni Battista Angioletti]]) *Borgata ormai imbastardita di germanesimo, di promiscue nudità e di esotiche fogge, quell'Ascona che non è ormai più ticinese, che ostenta le sue insegne e le sue mode di dubbio gusto e contamina la sua terra e il suo lago con la plutocratica prepotenza dell'ebraismo internazionale? ([[Guido Calgari]]) *E com'è bello questo paesaggio! In lontananza gli alti gioghi montani verde scuri, dolcemente ondulati, qua e là altipiani in lento declivio, talora interrotti da vulcanici coni terminanti a punta. E dove il lago curva ad angolo e diventa più profondo verso l'Italia, di fronte allo sguardo, a chiudere l'accerchiamento, si erge un'altra parete enormemente silenziosa. Ma a nord, oltre [[Locarno]], si allungano i denti luccicanti di neve alla sommità delle Alpi colossali; in magnifico contrasto con la quieta catena montuosa ad est, ovest e sud. ([[Erich Mühsam]]) *​Il Sabato Santo, di buon'ora, vado in piazza – essa è ancora tutta invasa dalla solenne quiete mattinale – una fine nebbiolina si leva dal lago di serico azzurro – si alza leggermente e confonde insieme l'acqua e la montagna.<br>Quanto è più bello ora che nella "stagione", quando le automobili s'inseguono velocissime sulla lunga piazza verso il Lido! Davanti al Municipio si alza un grande mucchio di legna e intorno stanno frotte di ragazzi. Tutti hanno secchi o secchielli e sono armati di palette e di uncini pel fuoco.<br>"Cosa succede?", domando a Gino, il portalettere, che fa il suo giro mattutino. "Signor Emilio, si vergogni! M'ha detto ancora ieri che viene da vent'anni ad Ascona – e non sa nemmeno cosa sia il Fuoco Santo!". ([[Emil Balmer]]) *''Il solipsismo non è il tuo forte, come si dice. | Se fosse vero saresti qui, insabbiato | in questa Capri nordica dove il rombo | dei motoscafi impedisce il sonno | fino alla primalba. Sono passati i tempi | di [[Monte Verità]], dei suoi nudisti, | dei kulturali jerofanti alquanto | ambivalenti o peggio. Eppure, inorridisci, | non so che sia, ma qui qualcosa regge.'' ([[Eugenio Montale]]) *Intanto, tra le piccole arie e le prime sventagliate delle brezze di terra ci eravamo portati al punto doganale, passato il quale si cominciò a volare nel vento verso le luci di Ascona.<br>La ''Tinca'' passò tra le isole di [[Brissago]] e la costa, sgusciò nell'ombra delle montagne, poi intaccò un vasto specchio d'acqua inargentato dalla luna appena sorta dietro il Gambarogno. Prima di mezzanotte entrava in silenzio nel piccolo porto di Ascona. ([[Piero Chiara]]) *Ma quanto è piacevole nell'insieme questo villaggio d'Ascona! Così sciorinato fra la riva e i dossi verdi e, dietro, le montagne a riparo... Capisco che ti sia rimasto impresso casa per casa... Lo lascio discorrere e guardare il paesaggio, mentre la barca procede verso Locarno al ritmo lento dei remi, così in ritardo su quello della mia impazienza. ([[Elena Bonzanigo]]) *Riesco a strapparle la gerla e a recarmela in ispalla io. Riesco a farle dire che sta ad Ascona, in una casetta bianca con la porta verde, in mezzo alla piazza. Me ne vado carico della sua soma, ma pur leggero come una piuma, felice, fatto quasi di dolce aria e di gioia. Mezz'ora dopo, con la mia gerla sulle spalle, entro timidamente nella lunga piazza di Ascona. A destra, l'una a fianco dell'altra, splendono estatiche al sole le case bianche, verdi, rosse, gialle, celesti. A sinistra, oltre un filare di platani dorati, si culla lento lento, con tutti i suoi sogni negli occhi il lago. ([[Giuseppe Zoppi]]) *"Sì, allora Ascona era ancora la Bella addormentata nel bosco. Non c'era una buona strada lungo il lago – la ferrovia di Luino non esisteva ancora – tutto il commercio si svolgeva sul lago! La nostra piazza era una spiaggia romantica, senza passeggiata moderna e senza imbarcadero!"<br>"Ma dove approdavano i battelli?"<br>"Ebbene, dovevano gettare l'ancora un po' lontano dalla riva! La gente e le merci trasportate con barche – era un bel traffico! Paglia, farina, formaggi, stoffe e molte altre merci si scaricavano qui". ([[Emil Balmer]]) ===[[Piero Bianconi]]=== *Che vi sia un incanto segreto, qualcosa di magico nell'aria di Ascona; che vi operi una forza magnetica, la quale attrae persone singolari, estrose, più o meno ossessionate di problemi spirituali o spiritici, è fuori di dubbio. Non altrimenti si potrebbe spiegare lo sviluppo e la rapida rinomanza acquistata da questo borgo che sessant'anni fa era, si può dire, ignoto, dopo un passato illustre sonnecchiava tranquillo sulla sponda del lago. *La Piazza di Ascona [...] allinea linearmente le sue colorite case a specchio dell'acqua, rivolte all'invito del lago [...] Ascona [...] è rivolta a ponente, al sole pomeridiano si scaldano come lucertole gli avventori dei tanti caffè che dilagano con i tavolini sulla piazza: quindi, se qui la gente si alza tardi, è verosimile che anche vada a letto meno presto... Il sole della sera, quando accende le facciate delle case di Ascona, sfiora di striscio i tetti di Locarno, il crepuscolo invade i portici della piazza, con il senso tranquillo della giornata finita. *Ma non soltanto artisti sono attirati da Ascona, molti ricchi industriali nordici vi posseggono ville quasi segrete, alle quali non si accede che per mezzo di ascensori nelle viscere della montagna: esposte al sole che raddoppia il calore riverberato dalle rocce; e Ascona possiede un piccolo aeroporto, dove si posano i velivoli privati di grandi industriali germanici, che qui vengono a distrarsi dalle fatiche e dagli affari, a distendersi al sole sulle terrazze dei tanti caffè della piazza. ===[[Giovanni Bonalumi]]=== *Allora ho riavviato il motore e sono andato ad Ascona.<br>Dei dieci e più tra caffé e ristoranti che danno sulla piazza, solo tre o quattro erano aperti. Anche qui, teste curve sul tappetino della scopa, coppie d'anziani, immobili di là dai vetri, dinanzi a una scacchiera.<br>I platani del lungolago, nudi, rapati, avevano un'aria più disperata del solito. [[Auguste Rodin|Rodin]]: ho pensato. Le braccia lunghe, nodose, sempre un po' contorte di certe sue statue​. *Basta pensare al paese: il più bello del mondo. E appunto perché così incantevole, tale da togliere a chicchessia la voglia di lavorare. (Beh, questa era una riflessione di comodo. L'ammetteva: non sua. Ma siccome l'aveva sorpresa sulla bocca d'uno scrittore che non era certo un pinco pallino, un germanico acquartierato ad Ascona, non gli dispiaceva fermarcisi sopra).<br>Un paese in cui la vita d'ogni giorno ti può pesare addosso in modo assurdo. *Poi, un giorno, inaspettatamente, proprio lui, Marc, mi fa: «Ti andrebbe una scappata ad Ascona?»<br>Eccoci quindi sul terrazzo d'un caffè dinanzi al lago. Era di settembre, le prime ore del pomeriggio, un cielo terso, d'un azzurro come al mare. In quel ritrovo, disse Marc, spesso capitavano, ma solo verso sera, pittori, scrittori, alcuni dei quali d'un indubbio prestigio: svizzero-tedeschi, germanici, qualche italiano, anche.<br>Gente rifluita nel borgo, per le più disperate ragioni: in fuga dal proprio paese, per motivi d'ordine politico, razziale; oppure anche solo perché attiratavi dall'incanto per tanti aspetti già mediterraneo del luogo. ==Voci correlate== *[[Lago Maggiore]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] je6jwvu4z1p1htdv0g4fvzaj31lttes Locarno 0 219454 1411468 1409256 2026-04-24T07:49:10Z Spinoziano 2297 /* Voci correlate */ 1411468 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Locarno - panoramio.jpg|thumb|Locarno]] Citazioni su '''Locarno'''. ==Citazioni== *A pianterreno, portici e portici, fin dove l'occhio arriva; sopra, ma soltanto in due o tre case, archi e colonne, nell'aria vivida, avvolgente. I portici, li percorreremo or ora. Gli archi e le colonne, conviene invece goderli di quassù e immaginarne altri e altre in riva al lago, sul dorsale dei colli, in grembo ai monti; come una musica i cui motivi tornino e ritornino melodiosi, a quando a quando.<br>I portici, a Locarno, son la passeggiata obbligatoria, inevitabile. Ti proteggono dalla pioggia e dal vento. Ti mantengono locarnese, se già lo sei; ti fan diventare, se non lo sei. Ti avvicinano alla benevolenza del prossimo: mentre passi (stanne certo) tutti in cuor loro ti danno il benvenuto. ([[Giuseppe Zoppi]]) *Col suo castello un po' minaccioso, i giardini a terrazza, Locarno è la più ticinese delle città del Ticino. È la regina delle montagne verdi e rosa e delle acque cangianti; i comuni suburbani di Muralto e di Minusio stanno alla sua sinistra dritti come due guardie armate di lance, e i villaggi vicini di Orselina e di Brione sono simili a due bambini che alzano verso la fronte della madre una ghirlanda di fiori. ([[Gonzague de Reynold]]) *Come tutti sanno, Locarno è una bella città. Sia l'Hotel Locarno sia l'Hotel della Corona sono buoni, ma quest'ultimo mi pare meno caro. Al ''castello'' c'è un affresco della Madonna attribuito, e credo giustamente, a [[Bernardino Luini]], e nel cimitero fuori della città ci sono alcuni antichi affreschi della seconda metà del XV secolo molto interessanti, anche se in condizioni pietose. [...] La grande attrattiva di Locarno, comunque, è il Sacro Monte che si erge più in alto rispetto alla città. ([[Samuel Butler]]) *È bella anche oggi la zona dei saleggi. Ma quand'ero ragazzo, era un paradiso. E quella sera era giugno, il cielo zeppo di stelle, un silenzio quasi completo, non fosse stato per le anatre selvatiche che rovistavano tra le lische. C'erano pioppi lungo il sentiero, messi in fila a destra e a sinistra. Dietro, cespugli e canneti. Poco lontano, il silos e intorno cumuli di ghiaia e sabbia. Sui prati, verso la diga della Maggia, alcuni campeggiatori avevano piantato le loro tende. Molti sarebbero rimasti laggiù fino alla fine di settembre, quando le notti sarebbero diventate fresche. ([[Angelo Casè]]) *Hai ragione: la plebaglia rossa che alzava il pugno chiuso appartiene al passato. Quelli che oggi fanno ressa e si annoiano sotto i portici di Locarno sono vestiti nel migliore dei modi. Non capisco perché continuino a guardare le vetrine a bocca aperta. Hanno già tutto. Davanti a ogni cosa che viene loro offerta. [...] La loro miseria è il potere d'acquisto senza grandi ideali, l'essere rimbambiti dalla merce; e le loro vacanze le passano alle dipendenze della nostra crescita economica. ([[Max Frisch]]) *La fama di Locarno ebbe un momento di intensità internazionale, quando nel 1925 i grandi di un'Europa stremata dalla grande guerra scelsero la regina del Verbano per sedersi attorno a un tavolo e trattare della sospirata pace suscitando luminose ma effimere speranze: Chamberlain Luther Vandevelde Benes Briand, in un clima di generale embrassons-nous, favorito da uno splendido sole autunnale: Locarno città della pace, il Patto di Locarno... Ma vedi caso, dopo una gita sul lago Briand e Stresemann si sedettero a berne un bicchiere e a ragionare da amici in un'osteria di Ascona. ([[Piero Bianconi]]) *Le merci poi {{NDR|al mercato}} sono sciorinate in tutti i modi; sui banchi, per terra, in panieri, in ceste, cestoni, casse, gerle; panni, ferrarecce, suppellettili in legno, laveggi, vasi di rame, botti, bigoncie, bigoncini, minuterie, galanterie, infinite cianciafruscole, che mi facevano sbarrare tanto d'occhi; grani, farine, legumi, frutta, burro, cacio, polli, tacchini, insomma ogni grascia. Una grazia di Dio, dove anche i più ghiottoni​​ troverebbero da abbellirsi. Sotto i folti platani, accanto al palazzo già residenza del governo – il mio paese fu una capitale – vi sono le trattorie improvvisate all'aria aperta.​ ([[Alfredo Pioda]]) *​Ma sarebbero discorsi troppo lunghi, per farli su per aria; semmai si vorrebbero dipanare con agio seduti al tavolino d'un caffè in Piazza Grande: che è una delle belle invenzioni locarnesi, con la sua curva che rievoca la presenza dell'acqua dove le modeste e armoniose case vorrebbero ancora specchiarsi; spettacolo tanto più seducente in quanto minacciato da una fine ormai imminente: poiché s'è dileguata quell'amabile indolenza, quella ripostata pigrizia contemplativa che era uno degli aspetti più seducenti del carattere locarnese. ([[Piero Bianconi]]) *Mite sempre, il clima di Locarno: fiorite spesso anche in gennaio, sui colli intorno, mammole e primule. Esso fece però, quella volta, la sua prova più memorabile. Era ottobre, ma pareva piuttosto aprile. Colori favolosi, tendenti al rosso, al giallo, al viola, vestivano i monti tutt'in giro. Le foglie si dimenticavano di cadere. Il lago, lì davanti, non s'accontentava già di far da specchio a tanta meraviglia: si muoveva con tutte le sue onde, le spingeva lente lente verso le rive, sembrava mormorare giorno e notte, sotto le finestre dei diplomatici, un consiglio di moderazione. ([[Giuseppe Zoppi]]) *Si diceva che la gente là avesse bei cavalli e carrozze, che c'erano negozi di alimentari, di vestiti e di articoli di pelle, un albergo e anche una stazione ferroviaria. [...] Si stendeva bassa e offuscata nella pioggia fine, e come Luigi aveva sempre sentito e ora ricordava vagamente, certe case erano di quattro e anche cinque piani. ([[Patricia Highsmith]]) ===[[Dante Bertolini]]=== *La Via Vallemaggia potrà sembrare a tutti una strada comune, simile a mille altre. Ma, per me – che pure percorsi viali spaziosi, asfaltati, alberati, fra palazzi maestosi e giardini, lungo rive di laghi splendenti, – per me, la via Vallemaggia è (ed era, soprattutto a quei tempi,) la strada più bella della terra. Per me, è la via dei primi passi fuori di casa, nel mondo. [...] Qui passai da bimbo, correndo intorno alla mamma, come fanno i cagnolini, quando vanno a passeggio con il padrone. Rincorsi farfalle, colsi fiori sui margini dei prati, spiai ramarri e lucertole, acciuffai lucciole. La percorsi mille volte, la mattina e la sera, insieme con la povera sorella e la mamma, le quali mi accompagnavano al giardino d'infanzia di Locarno. *Novembre! Estate di San Martino!<br>Il tepore dell'aria fa dimenticare l'autunno e i giorni piovosi e freddi. Spalancate le finestre, le massaie gettano sui divani materassi, coperte, lenzuola.<br>I vecchietti e le vecchiette del Ricovero San Carlo girano a braccetto lungo i viali del parco; si appoggiano alla ringhiera e guardano: sorridono a tutte le giovani mamme che vanno a passeggio con i loro bambini. Gli insegnanti escono dalle scuole con gli allievi per l'ultima lezione all'aperto.<br>Che bel tempo! *Qualche altra volta, andavamo sul lungolago! Raramente, troppo raramente, quando era bel tempo, la mamma e Maria acconsentivano a condurmi su quella via incantata. Incantata per me, che non sentivo le punture delle zanzare. Per la mamma e per la sorella quella passeggiata diventava un tormento. Io ridevo e dicevo loro di non esagerare; però a casa, quando mi facevano vedere le braccia, il collo e le gambe tempestati di macchioline rosse, dovevo proprio ammettere che avevano "il sangue dolce", perché quelle erano vere punture... e che punture! *Sulla Piazza Grande sorgevano mucchi di neve, come i cumuli di fieno in un grande prato, dopo la fienagione. Carri e autocarri passano: gli operai del comune vi gettavano sopra la neve, dentro la quale quando il carico era completo, piantavano con un gesto vigoroso le pale, come i contadini infiggono tridenti dentro il fieno. I carri lenti e traballanti e i rumorosi autocarri si dirigevano, poi, verso il lago. ==Voci correlate== *[[Chiesa di San Francesco d'Assisi (Locarno)|Chiesa di San Francesco d'Assisi]] *[[Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (Locarno)|Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria]] *[[Distretto di Locarno]] *[[Lago Maggiore]] *[[Stadio del Lido]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Città della Svizzera]] 2tj6q876s9jjti0vkwc59uj7l4rkzd6 Citroën SM 0 219760 1411446 1381516 2026-04-23T23:10:06Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ +1 1411446 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Citroen-sm-heoek-van-holland-by-RalfR.jpg|thumb|Citroën SM]] Citazioni sulla '''Citroën SM'''. *La dirigenza voleva una piccola vettura da rally, ma io li convinsi a realizzare una Gran Turismo di prestigio [...] con due posti in più nella parte posteriore. È invecchiata piuttosto bene. ([[Robert Opron]]) ==Voci correlate== *[[Citroën]] *[[Gran Turismo (automobile)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] o9osapm9a3jnd6k1tziiyz893s0j023 Ferrari 365 Daytona 0 219838 1411452 1381983 2026-04-23T23:19:01Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ +1 1411452 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:1973 Ferrari Daytona 365 GTB4 Blue LC22.jpg|thumb|Ferrari 365 GTB/4 (1973)]] Citazioni sulla '''Ferrari 365 GTB/4''' e '''GTS/4''', soprannominata '''Daytona'''. *Fu la 365 GTB4 del 1968 – conosciuta come Daytona – che accelerò l'evoluzione dell'idea della Ferrari GT a motore anteriore, sia negli esterni che negli interni. Qui tutti gli strumenti erano disposti in un unico cupolotto davanti al guidatore, otto in tutto. La ventilazione, un tempo una preoccupazione secondaria, era gestita da una serie di cursori verticali. I sedili presentavano inserti in colori a contrasto e persino i pannelli delle portiere erano sorprendentemente futuristici. ([[Jason Barlow]]) ==Voci correlate== *[[Ferrari]] *[[Gran Turismo (automobile)]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] 2nmb4yi1xwdyys03nvwu4tq1jamrcq4 Discussioni utente:QZ8M71P 3 222739 1411386 1399568 2026-04-23T17:27:31Z Euphydryas 33554 Euphydryas ha spostato la pagina [[Discussioni utente:Andrea Anastasi]] a [[Discussioni utente:QZ8M71P]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/Andrea Anastasi|Andrea Anastasi]]" a "[[Special:CentralAuth/QZ8M71P|QZ8M71P]]" 1399568 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 00:00, 6 gen 2026 (CET)}} :Grazie! [[Utente:Andrea Anastasi|Andrea Anastasi]] ([[Discussioni utente:Andrea Anastasi|scrivimi]]) 12:53, 6 gen 2026 (CET) jtm5zq2ofcsvhp38qh6y6socqn60z3v Papiro 0 222808 1411349 1400219 2026-04-23T12:11:37Z Spinoziano (BEIC) 86405 Friederich Münter 1411349 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Cyperus papyrus kz08.jpg|miniatura|Piante di papiro (''Cyperus papyrus'')]] Citazioni sul '''papiro'''. *Ercole, nell'attraversare la Sicilia, stabilì in quel luogo una festa che si celebrava da' Siracusani con una grande e giuliva adunanza. Gli animali per il sagrifizio erano gettati in quell'acqua. Questo stesso fonte è per altra ragione interessante: cioè che il medesimo è ripieno della pianta ''papiro'' tanto nota nell'antichità, la quale richiede un'acqua assai placida, e che si è creduta sinora trovarsi soltanto nel Nilo. Quasi in tutta la sponda prospera tale giunco, il quale sino da tempo fa non era usato in Siracusa che per legare i covoni nelle messi, e parte ancora per versarlo sui pavimenti delle chiese in occasioni festive, per cui se n'era di molto diminuita la quantità. ([[Friederich Münter]]) *Sulla sponda di questo {{NDR|fiume Ciane}} trovasi una gran quantità di papiro, di cui servivasi prima dell'invenzione della carta. Il papiro di Siracusa era adoperato di preferenza dagli antichi: se ne fabbrica ancora come cosa rara. La parte inferiore del tronco si taglia longitudinalmente in liste estremamente sottili, che si commettono incollandole con amido le une accanto le altre, e sulle quali se ne collocano altre in croce per assicurare la loro coesione. Seccati che sono, si può scrivere su queste foglie senza difficoltà alcuna. ([[Auguste Marmont]]) ==Voci correlate== *[[Carta]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Materiali naturali]] fbq7pgv5do9h9nevy9j4ra1xa70iy7w Attilio Marcolli 0 223700 1411427 1410990 2026-04-23T20:04:49Z Simonsegni 106283 1411427 wikitext text/x-wiki [[File:Attilio Marcolli signature, performed on the catalogue of the IV Biennial of Contemporary Art of Marostica in 1987, Simonsegni archive.jpg|miniatura|Firma di Attilio Marcolli, 1987]] '''Attilio Marcolli''' (1930 – 2010), architetto, saggista, artista e docente italiano. ==Citazioni di Attilio Marcolli== *Una realtà assoluta vale quanto un quadrato, e viceversa.<ref name="Marcolli 1990">Da ''Dichiarazione di poetica'', in Attilio Marcolli e Antonio Pasqualin (a cura di), ''ARTE E SPAZIO nella prospettiva degli anni '90'' (Catalogo della IX Biennale d'Arte Contemporanea di San Martino di Lupari), Museo Civico d'Arte Contemporanea "Umbro Apollonio", San Martino di Lupari, 1990, p. 50.</ref> *Una forma assoluta [...] manca di tutte quelle percezioni cinetiche, tattili [...] che stabiliscono le configurazioni diffuse del campo visivo, per cui anche gli occhi toccano anche il corpo vede.<ref name="Marcolli 1990" /> *Io sono meno impaziente del vento, tuttavia devo andare.<ref name="Marcolli aforisma”>Citato in {{cita web|https://www.abstudioarchitettura.it/blog-detail/post/104680/home|La scomparsa del padre di Teoria del Campo: Attilio Marcolli|18 aprile 2026}}</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|commons=Category:Attilio Marcolli}} {{DEFAULTSORT:Marcolli, Attilio}} [[Categoria:Architetti italiani]] [[Categoria:Saggisti italiani]] l9kpco9eekldpta9uiidvoo90vcu2xs Muralto 0 224350 1411466 1410818 2026-04-24T07:41:22Z Spinoziano 2297 +1 1411466 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:MuraltoSee.JPG|miniatura|Muralto]] Citazioni su '''Muralto'''. ==[[Giovanni Bonalumi]]== *Di casa, allora, stavo all'ultimo piano della stazione: ma il cuore, forse anche per certe prodigiose merende che una zia mi apprestava, era fuori lungo la ferrovia, in quella bella strada dei Pescatori, dove passai la prima infanzia. Dal muretto prospiciente la ferrovia seguivo la manovra dei carri merci, lanciando a tratti un saluto a mio padre che andava e veniva, sempre in corsa, tra i binari: più lontano, all'altezza delle barriere, mia madre con il grembiule che sferruzzava davanti alla garitta. *E anche più perspicaci eravamo, da capire al volo da quale quartiere provenisse l'uno o l'altro che s'incontrava alla Rotonda, una piazza che era davvero un cerchio perfetto d'alberi: se dalla collina, che era un po' una zona residenziale, o dalla fascia centrale che corre dalla chiesa alla stazione, oppure da Burbaglio, che era il nido dei forzuti, dei figlioli dei pescatori, che per un nonnulla trovavano un gusto matto a menarle ai più piccini. *Fosse il desiderio di farseli amici o altro, pochi erano tuttavia i ragazzi che disertassero i giochi che si svolgevano lì accanto al porto: d'inverno, particolarmente, quasi che in quell'angolo il sole ci scaldasse più che altrove. *Fu facile rifarsi scendendo al vecchio porto — sempre vi erano ancorati grossi barconi carichi di sabbia e calce — e di lì penetrare in quella specie di cloaca che attraversa tutto il paese. Si procedeva a tentoni dentro la luce scialbissima d'una sola pila [...]. Alla fine si sboccava in una specie di bosco gonfio di umidità, che subito ai primi contrafforti della collina s'interrompeva lasciando posto a prati qua e là nascosti da brevi filari di vigna: le nostre scorrerie riuscivano così, d'autunno, quasi senza pericoli. Qualche bel grappolone infilato tra il petto e la camicia, e giù a rotta di collo al primo abbaio o a una voce di contadino, fin dentro quel budello che era il nostro paradiso di ghiottoni: piluccando l'uva all'altezza della stazione, con quella musica di treni sopra le nostre teste. *​Una fetta di terra ben separata dal mondo: tagliata fuori da quelle contrade che si chiamano Locarno, Minusio. Un riale da una parte e dall'altra del comune, la Ramogna, il Rabissale, e i rispettivi ponti, che era una disgrazia non fossero come quelli dei castelli, da alzare e da abbassare a talento, perché noi, di Muralto, ci si sentiva diversi nei confronti della gente della città e del contado: diversi, Dio sa per quali ragioni, di una specie comunque, che anche di lontano era possibile riconoscere dal vestito, dal passo. ==Voci correlate== *[[Lago Maggiore]] *[[Locarno]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] akei01glrfqruigx4fojlvst586qi67 James Leo Herlihy 0 224351 1411459 1410817 2026-04-24T00:27:15Z Danyele 19198 +immagine / avviso stub 1411459 wikitext text/x-wiki [[File:James Leo Herlihy.jpg|thumb|James Leo Herlihy nel 1958]] '''James Leo Herlihy''' (1927 – 1993), scrittore statunitense == ''The Season of the Witch'' == Combattere per la pace è come trombare per la verginità – ma è forte!<br/> :''Fighting for peace is like fucking for virginity — But it's great!''<br/><br/> ::::::—''Subway men's room'',<br/> ::::::''Astor Place stop'' [''New York Subway''] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Herlihy, James Leo}} [[Categoria:Scrittori statunitensi]] fvgj21luvxaavbd1tojql2wf0w3p751 Leonardo Mosso 0 224362 1411428 1411296 2026-04-23T20:07:21Z Simonsegni 106283 1411428 wikitext text/x-wiki [[File:Leonardo Mosso signature, performed on the catalogue of the IV Biennale d'Arte Contemporanea “ARTE - COSTRUZIONE” of Marostica in 1987 (Simonsegni archive).png|miniatura|Firma di Leonardo Mosso]] '''Leonardo Mosso''' (1926 – 2020), architetto, saggista, artista e docente italiano. ==Citazioni di Leonardo Mosso== *Io progetto dei sistemi strutturali semiotici che in sé non sono ancora la forma ma sistemi di generazione, di produzione e trasformazione della forma.<ref name="Mosso 1987">Da ''Struttura e virtualità'', in A.A. V.V., ''ARTE - COSTRUZIONE'' (Catalogo della IV Biennale d'Arte Contemporanea di Marostica), Assessorato alla cultura, Marostica, 1987, p. 62.</ref> ==Citazioni su Leonardo Mosso== *Il modello di Leonardo Mosso permette di rendere visibile un flusso di tempo che si dirige in ogni possibile direzione e da ogni direzione verso il presente. [...] Ma il tempo che lui inserisce non è, come noi grazie ad Einstein siamo abituati a pensare, una quarta dimensione come la lunghezza, la larghezza e l'altezza: per Mosso il tempo diventa realizzazione di virtualità.<ref name="Flusser 1989">Da ''Il tempo come concretizzazione della virtualità'', in [[Attilio Marcolli]] e Antonio Pasqualin (a cura di), ''ARTE E SPAZIO nella prospettiva degli anni '90'' (Catalogo della IX Biennale d'Arte Contemporanea di San Martino di Lupari), Museo Civico d'Arte Contemporanea "Umbro Apollonio", San Martino di Lupari, 1990, p. 62.</ref> ([[Vilém Flusser]] ''Rotterdam, 2 ottobre 1989'') ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|commons=Category:Leonardo Mosso}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Mosso, Leonardo}} [[Categoria:Architetti italiani]] k5sc5wnn7fr6m58qpane5m0zwfme2r8 1411437 1411428 2026-04-23T21:34:45Z Udiki 86035 [[Wikiquote:Modello_di_voce#Provenienza e fonti|Nella sezione "Citazioni su" non è necessario mettere la fonte, basta averla nella voce dell'autore della citazione]] 1411437 wikitext text/x-wiki [[File:Leonardo Mosso signature, performed on the catalogue of the IV Biennale d'Arte Contemporanea “ARTE - COSTRUZIONE” of Marostica in 1987 (Simonsegni archive).png|miniatura|Firma di Leonardo Mosso]] '''Leonardo Mosso''' (1926 – 2020), architetto, saggista, artista e docente italiano. ==Citazioni di Leonardo Mosso== *Io progetto dei sistemi strutturali semiotici che in sé non sono ancora la forma ma sistemi di generazione, di produzione e trasformazione della forma.<ref name="Mosso 1987">Da ''Struttura e virtualità'', in A.A. V.V., ''ARTE - COSTRUZIONE'' (Catalogo della IV Biennale d'Arte Contemporanea di Marostica), Assessorato alla cultura, Marostica, 1987, p. 62.</ref> ==Citazioni su Leonardo Mosso== *Il modello di Leonardo Mosso permette di rendere visibile un flusso di tempo che si dirige in ogni possibile direzione e da ogni direzione verso il presente. [...] Ma il tempo che lui inserisce non è, come noi grazie ad Einstein siamo abituati a pensare, una quarta dimensione come la lunghezza, la larghezza e l'altezza: per Mosso il tempo diventa realizzazione di virtualità. ([[Vilém Flusser]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Mosso, Leonardo}} [[Categoria:Architetti italiani]] tt04i0fd1q90ki4oix4bedpqjamexlk Vilém Flusser 0 224416 1411394 1411295 2026-04-23T18:20:38Z Simonsegni 106283 1411394 wikitext text/x-wiki [[File:Vilém Flusser an der FH Bielefeld, 1984.jpg|miniatura|Vilém Flusser, 1984]] '''Vilém Flusser''' (1920 – 1991), filosofo, scrittore e giornalista ceco naturalizzato brasiliano. ==Citazioni di Vilém Flusser== *Traduzione propria: Non c'è dubbio che i fenomeni di [[Wen-Ying Tsai|Tsai]] (che siano opere d'arte in senso stretto, oppure artifici fantastici) siano estremamente importanti. Essi mostrano quali promesse e pericoli possono esserci dentro a un "gioco", qualora esso sia proposto da un grande artista. Perché, anche se i fenomeni di Tsai fossero considerati artifici, non c'è dubbio che Tsai sia un grande artista. Non perché ciò che fa sia piacevole, o perché proponga un ''jocus'', o perché rappresenti lo spirito dei nostri tempi, ma perché ci rivela, attraverso artifici od opere d'arte, l'esperienza concreta di un futuro pieno di promesse o pericoli abissali. :''There can be no doubt that Tsai's phenomena (whether they be works of art in the strict sense, or whether they be fantastic artifices) are extremely important. They show what promises and dangers may be in here in a "play", if it is proposed by a great artist. Because, even if Tsai's phenomena be considered artifices, there can be no doubt that Tsai is a great artist. Not because what he does is pleasant, or because he proposes a play, or because he represents the spirit of our times, but because he reveals to us, through artifice or works of art, the concrete experience of a future full of promise or abysmal danger.''<ref name="Flusser 1974”>Da ''Aspects and Prospects of Tsai's Work'', Art International, Marzo 1974.</ref> *Il modello di [[Leonardo Mosso]] permette di rendere visibile un flusso di tempo che si dirige in ogni possibile direzione e da ogni direzione verso il presente. [...] Ma il tempo che lui inserisce non è, come noi grazie ad Einstein siamo abituati a pensare, una quarta dimensione come la lunghezza, la larghezza e l'altezza: per Mosso il tempo diventa realizzazione di virtualità.<ref name="Flusser 1989”>Da ''Il tempo come concretizzazione della virtualità'', in [[Attilio Marcolli]] e Antonio Pasqualin (a cura di), ''ARTE E SPAZIO nella prospettiva degli anni '90'' (Catalogo della IX Biennale d'Arte Contemporanea di San Martino di Lupari), Museo Civico d'Arte Contemporanea "Umbro Apollonio", San Martino di Lupari, 1990, p. 62.</ref> (''Rotterdam, 2 ottobre 1989'') ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|commons=Category:Vilém Flusser}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Flusser, Vilém}} [[Categoria:Critici d'arte]] [[Categoria:Filosofi]] [[Categoria:Giornalisti cecoslovacchi]] 2eil3kp0u7ys8a2n6pz9gu9dzeou80f 1411414 1411394 2026-04-23T18:54:15Z Udiki 86035 1411414 wikitext text/x-wiki [[File:Vilém Flusser an der FH Bielefeld, 1984.jpg|miniatura|Vilém Flusser nel 1984]] '''Vilém Flusser''' (1920 – 1991), filosofo, scrittore e giornalista ceco naturalizzato brasiliano. ==Citazioni di Vilém Flusser== *Non c'è dubbio che i fenomeni di [[Wen-Ying Tsai|Tsai]] (che siano opere d'arte in senso stretto, oppure artifici fantastici) siano estremamente importanti. Essi mostrano quali promesse e pericoli possono esserci dentro a un "gioco", qualora esso sia proposto da un grande artista. Perché, anche se i fenomeni di Tsai fossero considerati artifici, non c'è dubbio che Tsai sia un grande artista. Non perché ciò che fa sia piacevole, o perché proponga un ''jocus'', o perché rappresenti lo spirito dei nostri tempi, ma perché ci rivela, attraverso artifici od opere d'arte, l'esperienza concreta di un futuro pieno di promesse o pericoli abissali. :''There can be no doubt that Tsai's phenomena (whether they be works of art in the strict sense, or whether they be fantastic artifices) are extremely important. They show what promises and dangers may be in here in a "play", if it is proposed by a great artist. Because, even if Tsai's phenomena be considered artifices, there can be no doubt that Tsai is a great artist. Not because what he does is pleasant, or because he proposes a play, or because he represents the spirit of our times, but because he reveals to us, through artifice or works of art, the concrete experience of a future full of promise or abysmal danger.''<ref name="Flusser 1974">Da ''Aspects and Prospects of Tsai's Work'', Art International, Marzo 1974.</ref> *Il modello di [[Leonardo Mosso]] permette di rendere visibile un flusso di tempo che si dirige in ogni possibile direzione e da ogni direzione verso il presente. [...] Ma il tempo che lui inserisce non è, come noi grazie ad Einstein siamo abituati a pensare, una quarta dimensione come la lunghezza, la larghezza e l'altezza: per Mosso il tempo diventa realizzazione di virtualità.<ref name="Flusser 1989">Da ''Il tempo come concretizzazione della virtualità'', in [[Attilio Marcolli]] e Antonio Pasqualin (a cura di), ''ARTE E SPAZIO nella prospettiva degli anni '90'' (Catalogo della IX Biennale d'Arte Contemporanea di San Martino di Lupari), Museo Civico d'Arte Contemporanea "Umbro Apollonio", San Martino di Lupari, 1990, p. 62.</ref> (''Rotterdam, 2 ottobre 1989'') ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Flusser, Vilém}} [[Categoria:Critici d'arte]] [[Categoria:Filosofi cechi]] [[Categoria:Giornalisti brasiliani]] [[Categoria:Giornalisti cechi]] 03n1wcg8qxdgjp4petd76dy86zj6h59 Wen-Ying Tsai 0 224417 1411395 1411293 2026-04-23T18:23:06Z Simonsegni 106283 1411395 wikitext text/x-wiki [[File:Wen-Ying Tsai.jpeg|miniatura|Wen-Ying Tsai]] '''Wen-Ying Tsai''' (1920 – 1991), scultore cibernetico e artista cinetico sino-americano. ==Citazioni su Wen-Ying Tsai== *Traduzione propria: Non c'è dubbio che i fenomeni di Tsai (che siano opere d'arte in senso stretto, oppure artifici fantastici) siano estremamente importanti. Essi mostrano quali promesse e pericoli possono esserci dentro a un "gioco", qualora esso sia proposto da un grande artista. Perché, anche se i fenomeni di Tsai fossero considerati artifici, non c'è dubbio che Tsai sia un grande artista. Non perché ciò che fa sia piacevole, o perché proponga un ''jocus'', o perché rappresenti lo spirito dei nostri tempi, ma perché ci rivela, attraverso artifici od opere d'arte, l'esperienza concreta di un futuro pieno di promesse o pericoli abissali. ([[Vilém Flusser]]) :''There can be no doubt that Tsai's phenomena (whether they be works of art in the strict sense, or whether they be fantastic artifices) are extremely important. They show what promises and dangers may be in here in a "play", if it is proposed by a great artist. Because, even if Tsai's phenomena be considered artifices, there can be no doubt that Tsai is a great artist. Not because what he does is pleasant, or because he proposes a play, or because he represents the spirit of our times, but because he reveals to us, through artifice or works of art, the concrete experience of a future full of promise or abysmal danger.''<ref name="Flusser 1974”>Da [[Vilém Flusser]], ''Aspects and Prospects of Tsai's Work'', Art International, Marzo 1974.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|commons=Category:Wen-Ying Tsai}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Tsai, Wen-Ying}} [[Categoria:Artisti]] [[Categoria:Artisti cinesi]] [[Categoria:Artisti statunitensi]] s3ty4n6xu88qrmihvhflyk75uijrvbc 1411415 1411395 2026-04-23T18:57:00Z Udiki 86035 1411415 wikitext text/x-wiki [[File:Wen-Ying Tsai.jpeg|miniatura|Wen-Ying Tsai]] '''Wen-Ying Tsai''' (1920 – 1991), scultore cibernetico e artista cinetico sino-americano. ==Citazioni su Wen-Ying Tsai== *Non c'è dubbio che i fenomeni di Tsai (che siano opere d'arte in senso stretto, oppure artifici fantastici) siano estremamente importanti. Essi mostrano quali promesse e pericoli possono esserci dentro a un "gioco", qualora esso sia proposto da un grande artista. Perché, anche se i fenomeni di Tsai fossero considerati artifici, non c'è dubbio che Tsai sia un grande artista. Non perché ciò che fa sia piacevole, o perché proponga un ''jocus'', o perché rappresenti lo spirito dei nostri tempi, ma perché ci rivela, attraverso artifici od opere d'arte, l'esperienza concreta di un futuro pieno di promesse o pericoli abissali. ([[Vilém Flusser]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Wen-Ying Tsai|w_site=en}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Tsai, Wen-Ying}} [[Categoria:Artisti cinesi]] [[Categoria:Artisti statunitensi]] p28ldijsfrc3hiwbguu52ohtpt7rssm Hyundai i30 N TCR 0 224419 1411389 1411305 2026-04-23T17:34:52Z Danyele 19198 +1 1411389 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Hyundai, Paris Motor Show 2018, Paris (1Y7A1445).jpg|thumb|Hyundai i30 N TCR (2018)]] Citazioni sulla '''Hyundai i30 N TCR'''. *{{NDR|«La i30 N stradale ha beneficiato dei vostri test della versione Tcr oppure è stato il contrario?»}} È arrivata prima la i30 stradale, ma io l'ho provata dopo. La Tcr, derivata dalla i30 N stradale, è andata subito forte. Ed è stata la prima auto da pista costruita dalla Hyundai, perché il brand aveva un passato nei rally. Nella stessa factory, la Casa aveva un capannone deserto, dove sono iniziati i lavori per la costruzione della vettura. All'inizio eravamo in pochi, abbiamo avuto anche alcuni problemi [...]. Però, sin dai primi chilometri in pista, capii che era un'auto velocissima [...]. Quando in seguito ho guidato la i30 N stradale, una delle migliori macchine di quel segmento, ma la numero uno come telaio, ho capito perché la Tcr da corsa era così efficiente. ([[Gabriele Tarquini]]) *Ho disegnato la sua carrozzeria in due fine settimana. Un fine settimana ho disegnato la parte anteriore, l'altro fine settimana ho disegnato la parte posteriore. Poiché non avevamo risorse, budget, nessuno che potesse progettarla, l'ho progettato ia. Ma non con il CAD, a mano! {{NDR|«Manualmente? Stile vecchia scuola?»}} Sì, esatto. Perché tutti conoscono l'aerodinamica e nessuno capisce nulla. Tutti lo sanno fare meglio. Tutti sanno come progettare un'ala, tutti sanno come progettare qualcosa, ma in verità è davvero, davvero, davvero complicato. ([[Andrea Adamo]]) ==Voci correlate== *[[Gabriele Tarquini]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Hyundai i30 N TCR|w_site=en|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] h1xly3a9dsor9rufe5ginowpp5bakzx Fortunato Giannini 0 224423 1411352 2026-04-23T13:20:31Z Gaux 18878 Fortunato Giannini 1411352 wikitext text/x-wiki '''Fortunato Giannini''' (1875 – 1928), presbitero e insegnante italiano. ==Citazioni di Fortunato Giannini== *[...] ogni polacco riconosce che [[Bona Sforza]] portò nella Polonia un raggio di quel sole d'Italia che illumina e infonde vigoria. Non vi è infatti ramo di scienza o di arte, di vita pubblica o privata, di cui Bona Sforza non si occupi dando il suo giudizio di donna colta e intelligente.<br>Il classicismo penetrò nella Polonia solo per i numerosi umanisti chiamati alla corte dalla regina italiana.<ref>Da ''Storia della Polonia'', p. 133-134.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=pl}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Giannini, Fortunato}} [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] jx4m80yjfvqsevlu067puoj1kruq9jh 1411353 1411352 2026-04-23T13:22:29Z Gaux 18878 immagine 1411353 wikitext text/x-wiki [[File:Fortunato Giannini (-1923).jpg|thumb|Fortunato Giannini]] '''Fortunato Giannini''' (1875 – 1928), presbitero e insegnante italiano. ==Citazioni di Fortunato Giannini== *[...] ogni polacco riconosce che [[Bona Sforza]] portò nella Polonia un raggio di quel sole d'Italia che illumina e infonde vigoria. Non vi è infatti ramo di scienza o di arte, di vita pubblica o privata, di cui Bona Sforza non si occupi dando il suo giudizio di donna colta e intelligente.<br>Il classicismo penetrò nella Polonia solo per i numerosi umanisti chiamati alla corte dalla regina italiana.<ref>Da ''Storia della Polonia'', p. 133-134.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=pl}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Giannini, Fortunato}} [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] 0zkrlidpnip1nrxfelkdyjgyyfv6pqi 1411354 1411353 2026-04-23T13:24:38Z Gaux 18878 /* Citazioni di Fortunato Giannini */ riferimenti bibliografici 1411354 wikitext text/x-wiki [[File:Fortunato Giannini (-1923).jpg|thumb|Fortunato Giannini]] '''Fortunato Giannini''' (1875 – 1928), presbitero e insegnante italiano. ==Citazioni di Fortunato Giannini== *[...] ogni polacco riconosce che [[Bona Sforza]] portò nella Polonia un raggio di quel sole d'Italia che illumina e infonde vigoria. Non vi è infatti ramo di scienza o di arte, di vita pubblica o privata, di cui Bona Sforza non si occupi dando il suo giudizio di donna colta e intelligente.<br>Il classicismo penetrò nella Polonia solo per i numerosi umanisti chiamati alla corte dalla regina italiana.<ref>Da ''[https://archive.org/details/giannini-storia-della-polonia/page/n4/mode/1up Storia della Polonia]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1916, pp. 133-134.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=pl}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Giannini, Fortunato}} [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] j8efnquh7jliv88wxz2khyunonieyhw 1411355 1411354 2026-04-23T13:31:07Z Gaux 18878 /* Citazioni di Fortunato Giannini */ Bona non bona 1411355 wikitext text/x-wiki [[File:Fortunato Giannini (-1923).jpg|thumb|Fortunato Giannini]] '''Fortunato Giannini''' (1875 – 1928), presbitero e insegnante italiano. ==Citazioni di Fortunato Giannini== *[...] ogni polacco riconosce che [[Bona Sforza]] portò nella Polonia un raggio di quel sole d'Italia che illumina e infonde vigoria. Non vi è infatti ramo di scienza o di arte, di vita pubblica o privata, di cui Bona Sforza non si occupi dando il suo giudizio di donna colta e intelligente.<br>Il classicismo penetrò nella Polonia solo per i numerosi umanisti chiamati alla corte dalla regina italiana.<ref>Da ''[https://archive.org/details/giannini-storia-della-polonia/page/n4/mode/1up Storia della Polonia]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1916, pp. 133-134.</ref> *I polacchi parlando della passata grandezza della loro patria ricordano volentieri che ai tempi più gloriosi, ai tempi cioè degli Jagelloni, una principessa italiana sedé sul trono di Polonia. Riconoscono che essa portò ''il bel canto, l’idioma gentile, i frutti del Rinascimento, tutto il fascino irresistibile delle corti cinquecentesche d'Italia, un cavolfiore gustosissimo...'' ma concludono col dire: si chiamava ''Bona'', ma non era ''bona''.<ref>Da ''Storia della Polonia'', cit., p. 136.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=pl}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Giannini, Fortunato}} [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] sly0hhm349mhxogqasmnziccpgahmzi 1411356 1411355 2026-04-23T13:32:32Z Gaux 18878 /* Citazioni di Fortunato Giannini */ wlink e typo 1411356 wikitext text/x-wiki [[File:Fortunato Giannini (-1923).jpg|thumb|Fortunato Giannini]] '''Fortunato Giannini''' (1875 – 1928), presbitero e insegnante italiano. ==Citazioni di Fortunato Giannini== *[...] ogni polacco riconosce che [[Bona Sforza]] portò nella [[Polonia]] un raggio di quel sole d'Italia che illumina e infonde vigoria. Non vi è infatti ramo di scienza o di arte, di vita pubblica o privata, di cui Bona Sforza non si occupi dando il suo giudizio di donna colta e intelligente.<br>Il classicismo penetrò nella Polonia solo per i numerosi umanisti chiamati alla corte dalla regina italiana.<ref>Da ''[https://archive.org/details/giannini-storia-della-polonia/page/n4/mode/1up Storia della Polonia]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1916, pp. 133-134.</ref> *I polacchi parlando della passata grandezza della loro patria ricordano volentieri che ai tempi più gloriosi, ai tempi cioè degli [[Jagelloni]], una principessa italiana sedé sul trono di Polonia. Riconoscono che essa portò ''il bel canto, l'idioma gentile, i frutti del Rinascimento, tutto il fascino irresistibile delle corti cinquecentesche d'Italia, un cavolfiore gustosissimo...'' ma concludono col dire: si chiamava ''Bona'', ma non era ''bona''.<ref>Da ''Storia della Polonia'', cit., p. 136.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=pl}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Giannini, Fortunato}} [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] 8o8yz42hra1cxuhj3kfkosmumdvvny2 1411358 1411356 2026-04-23T13:48:02Z Gaux 18878 /* Citazioni di Fortunato Giannini */ Giovanni II Casimiro di Polonia 1411358 wikitext text/x-wiki [[File:Fortunato Giannini (-1923).jpg|thumb|Fortunato Giannini]] '''Fortunato Giannini''' (1875 – 1928), presbitero e insegnante italiano. ==Citazioni di Fortunato Giannini== *[...] ogni polacco riconosce che [[Bona Sforza]] portò nella [[Polonia]] un raggio di quel sole d'Italia che illumina e infonde vigoria. Non vi è infatti ramo di scienza o di arte, di vita pubblica o privata, di cui Bona Sforza non si occupi dando il suo giudizio di donna colta e intelligente.<br>Il classicismo penetrò nella Polonia solo per i numerosi umanisti chiamati alla corte dalla regina italiana.<ref>Da ''[https://archive.org/details/giannini-storia-della-polonia/page/n4/mode/1up Storia della Polonia]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1916, pp. 133-134.</ref> *I polacchi parlando della passata grandezza della loro patria ricordano volentieri che ai tempi più gloriosi, ai tempi cioè degli [[Jagelloni]], una principessa italiana sedé sul trono di Polonia. Riconoscono che essa portò ''il bel canto, l'idioma gentile, i frutti del Rinascimento, tutto il fascino irresistibile delle corti cinquecentesche d'Italia, un cavolfiore gustosissimo...'' ma concludono col dire: si chiamava ''Bona'', ma non era ''bona''.<ref>Da ''Storia della Polonia'', cit., p. 136.</ref> *[[Giovanni II Casimiro di Polonia|Giovanni Casimiro]], ''gesuita e cardinale'', sciolto, dopo l'elezione, dai voti sacri, sposò la vedova del fratello, la principessa francese Maria Luisa. Fu di carattere dolce e affabile, ma titubante, inesperto degli affari dello Stato e indolente in sommo grado. Il suo regno, funestato continuamente da guerre infelici contro i cosacchî, merita l'attenzione dello studioso, perché diede origine al decadimento della Polonia.<ref>Da ''Storia della Polonia'', cit., pp. 211-212.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=pl}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Giannini, Fortunato}} [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] l7imv3j3s73k6prg6itguqyvu5hwkyp 1411359 1411358 2026-04-23T13:54:37Z Gaux 18878 /* Citazioni di Fortunato Giannini */ NDR 1411359 wikitext text/x-wiki [[File:Fortunato Giannini (-1923).jpg|thumb|Fortunato Giannini]] '''Fortunato Giannini''' (1875 – 1928), presbitero e insegnante italiano. ==Citazioni di Fortunato Giannini== *[...] ogni polacco riconosce che [[Bona Sforza]] portò nella [[Polonia]] un raggio di quel sole d'Italia che illumina e infonde vigoria. Non vi è infatti ramo di scienza o di arte, di vita pubblica o privata, di cui Bona Sforza non si occupi dando il suo giudizio di donna colta e intelligente.<br>Il classicismo penetrò nella Polonia solo per i numerosi umanisti chiamati alla corte dalla regina italiana.<ref>Da ''[https://archive.org/details/giannini-storia-della-polonia/page/n4/mode/1up Storia della Polonia]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1916, pp. 133-134.</ref> *I polacchi parlando della passata grandezza della loro patria ricordano volentieri che ai tempi più gloriosi, ai tempi cioè degli [[Jagelloni]], una principessa italiana sedé sul trono di Polonia. Riconoscono che essa portò ''il bel canto, l'idioma gentile, i frutti del Rinascimento, tutto il fascino irresistibile delle corti cinquecentesche d'Italia, un cavolfiore gustosissimo...'' ma concludono col dire: si chiamava ''Bona'', ma non era ''bona''.<ref>Da ''Storia della Polonia'', cit., p. 136.</ref> *[[Giovanni II Casimiro di Polonia|Giovanni Casimiro]], ''gesuita e cardinale'', sciolto, dopo l'elezione {{NDR|a monarca della Confederazione polacco-lituana}}, dai voti sacri, sposò la vedova del fratello, la principessa francese Maria Luisa. Fu di carattere dolce e affabile, ma titubante, inesperto degli affari dello Stato e indolente in sommo grado. Il suo regno, funestato continuamente da guerre infelici contro i cosacchi, merita l'attenzione dello studioso, perché diede origine al decadimento della Polonia.<ref>Da ''Storia della Polonia'', cit., pp. 211-212.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=pl}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Giannini, Fortunato}} [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] 5jtgztlem08e8x3yae0j103oz2yz4zr 1411360 1411359 2026-04-23T13:55:57Z Gaux 18878 /* Citazioni di Fortunato Giannini */ wlink 1411360 wikitext text/x-wiki [[File:Fortunato Giannini (-1923).jpg|thumb|Fortunato Giannini]] '''Fortunato Giannini''' (1875 – 1928), presbitero e insegnante italiano. ==Citazioni di Fortunato Giannini== *[...] ogni polacco riconosce che [[Bona Sforza]] portò nella [[Polonia]] un raggio di quel sole d'Italia che illumina e infonde vigoria. Non vi è infatti ramo di scienza o di arte, di vita pubblica o privata, di cui Bona Sforza non si occupi dando il suo giudizio di donna colta e intelligente.<br>Il classicismo penetrò nella Polonia solo per i numerosi umanisti chiamati alla corte dalla regina italiana.<ref>Da ''[https://archive.org/details/giannini-storia-della-polonia/page/n4/mode/1up Storia della Polonia]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1916, pp. 133-134.</ref> *I polacchi parlando della passata grandezza della loro patria ricordano volentieri che ai tempi più gloriosi, ai tempi cioè degli [[Jagelloni]], una principessa italiana sedé sul trono di Polonia. Riconoscono che essa portò ''il bel canto, l'idioma gentile, i frutti del Rinascimento, tutto il fascino irresistibile delle corti cinquecentesche d'Italia, un cavolfiore gustosissimo...'' ma concludono col dire: si chiamava ''Bona'', ma non era ''bona''.<ref>Da ''Storia della Polonia'', cit., p. 136.</ref> *[[Giovanni II Casimiro di Polonia|Giovanni Casimiro]], ''gesuita e cardinale'', sciolto, dopo l'elezione {{NDR|a monarca della Confederazione polacco-lituana}}, dai voti sacri, sposò la vedova del fratello, la principessa francese [[Maria Luisa di Gonzaga-Nevers|Maria Luisa]]. Fu di carattere dolce e affabile, ma titubante, inesperto degli affari dello Stato e indolente in sommo grado. Il suo regno, funestato continuamente da guerre infelici contro i [[cosacchi]], merita l'attenzione dello studioso, perché diede origine al decadimento della Polonia.<ref>Da ''Storia della Polonia'', cit., pp. 211-212.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=pl}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Giannini, Fortunato}} [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] 0tejm4kmv366l4vcwqsdvz8kdozm0o8 1411361 1411360 2026-04-23T13:59:09Z Gaux 18878 sistemo e tolgo stub 1411361 wikitext text/x-wiki [[File:Fortunato Giannini (-1923).jpg|thumb|Fortunato Giannini]] '''Fortunato Giannini''' (1875 – 1928), presbitero e insegnante italiano. ==''Storia della Polonia''== *[...] ogni polacco riconosce che [[Bona Sforza]] portò nella [[Polonia]] un raggio di quel sole d'Italia che illumina e infonde vigoria. Non vi è infatti ramo di scienza o di arte, di vita pubblica o privata, di cui Bona Sforza non si occupi dando il suo giudizio di donna colta e intelligente.<br>Il classicismo penetrò nella Polonia solo per i numerosi umanisti chiamati alla corte dalla regina italiana. (pp. 133-134) *I polacchi parlando della passata grandezza della loro patria ricordano volentieri che ai tempi più gloriosi, ai tempi cioè degli [[Jagelloni]], una principessa italiana sedé sul trono di Polonia. Riconoscono che essa portò ''il bel canto, l'idioma gentile, i frutti del Rinascimento, tutto il fascino irresistibile delle corti cinquecentesche d'Italia, un cavolfiore gustosissimo...'' ma concludono col dire: si chiamava ''Bona'', ma non era ''bona''. (p. 136) *[[Giovanni II Casimiro di Polonia|Giovanni Casimiro]], ''gesuita e cardinale'', sciolto, dopo l'elezione {{NDR|a monarca della Confederazione polacco-lituana}}, dai voti sacri, sposò la vedova del fratello, la principessa francese [[Maria Luisa di Gonzaga-Nevers|Maria Luisa]]. Fu di carattere dolce e affabile, ma titubante, inesperto degli affari dello Stato e indolente in sommo grado. Il suo regno, funestato continuamente da guerre infelici contro i [[cosacchi]], merita l'attenzione dello studioso, perché diede origine al decadimento della Polonia. (pp. 211-212) ==Bibliografia== *Fortunato Giannini, ''[https://archive.org/details/giannini-storia-della-polonia/page/n4/mode/1up Storia della Polonia]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1916. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=pl}} {{DEFAULTSORT:Giannini, Fortunato}} [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] i1z9ysi8g08if3q1ljisbxre6om1adi 1411362 1411361 2026-04-23T14:00:24Z Gaux 18878 wlink 1411362 wikitext text/x-wiki [[File:Fortunato Giannini (-1923).jpg|thumb|Fortunato Giannini]] '''Fortunato Giannini''' (1875 – 1928), presbitero e insegnante italiano. ==''Storia della Polonia''== *[...] ogni polacco riconosce che [[Bona Sforza]] portò nella [[Polonia]] un raggio di quel sole d'Italia che illumina e infonde vigoria. Non vi è infatti ramo di scienza o di arte, di vita pubblica o privata, di cui Bona Sforza non si occupi dando il suo giudizio di donna colta e intelligente.<br>Il classicismo penetrò nella Polonia solo per i numerosi umanisti chiamati alla corte dalla regina italiana. (pp. 133-134) *I polacchi parlando della passata grandezza della loro patria ricordano volentieri che ai tempi più gloriosi, ai tempi cioè degli [[Jagelloni]], una principessa italiana sedé sul trono di Polonia. Riconoscono che essa portò ''il bel canto, l'idioma gentile, i frutti del [[Rinascimento]], tutto il fascino irresistibile delle corti cinquecentesche d'Italia, un cavolfiore gustosissimo...'' ma concludono col dire: si chiamava ''Bona'', ma non era ''bona''. (p. 136) *[[Giovanni II Casimiro di Polonia|Giovanni Casimiro]], ''gesuita e cardinale'', sciolto, dopo l'elezione {{NDR|a monarca della Confederazione polacco-lituana}}, dai voti sacri, sposò la vedova del fratello, la principessa francese [[Maria Luisa di Gonzaga-Nevers|Maria Luisa]]. Fu di carattere dolce e affabile, ma titubante, inesperto degli affari dello Stato e indolente in sommo grado. Il suo regno, funestato continuamente da guerre infelici contro i [[cosacchi]], merita l'attenzione dello studioso, perché diede origine al decadimento della Polonia. (pp. 211-212) ==Bibliografia== *Fortunato Giannini, ''[https://archive.org/details/giannini-storia-della-polonia/page/n4/mode/1up Storia della Polonia]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1916. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=pl}} {{DEFAULTSORT:Giannini, Fortunato}} [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] s2c9at2caqwnh3k7lxwc8dwn0aee4k3 1411364 1411362 2026-04-23T14:06:16Z Gaux 18878 /* Storia della Polonia */ notazioni 1411364 wikitext text/x-wiki [[File:Fortunato Giannini (-1923).jpg|thumb|Fortunato Giannini]] '''Fortunato Giannini''' (1875 – 1928), presbitero e insegnante italiano. ==''Storia della Polonia''== *[...] ogni polacco riconosce che [[Bona Sforza]] portò nella [[Polonia]] un raggio di quel sole d'Italia che illumina e infonde vigoria. Non vi è infatti ramo di scienza o di arte, di vita pubblica o privata, di cui Bona Sforza non si occupi dando il suo giudizio di donna colta e intelligente.<br>Il classicismo penetrò nella Polonia solo per i numerosi umanisti chiamati alla corte dalla regina italiana. (libro III, pp. 133-134) *I polacchi parlando della passata grandezza della loro patria ricordano volentieri che ai tempi più gloriosi, ai tempi cioè degli [[Jagelloni]], una principessa italiana sedé sul trono di Polonia. Riconoscono che essa portò ''il bel canto, l'idioma gentile, i frutti del [[Rinascimento]], tutto il fascino irresistibile delle corti cinquecentesche d'Italia, un cavolfiore gustosissimo...'' ma concludono col dire: si chiamava ''Bona'', ma non era ''bona''. (libro III, p. 136) *[[Giovanni II Casimiro di Polonia|Giovanni Casimiro]], ''gesuita e cardinale'', sciolto, dopo l'elezione {{NDR|a monarca della Confederazione polacco-lituana}}, dai voti sacri, sposò la vedova del fratello, la principessa francese [[Maria Luisa di Gonzaga-Nevers|Maria Luisa]]. Fu di carattere dolce e affabile, ma titubante, inesperto degli affari dello Stato e indolente in sommo grado. Il suo regno, funestato continuamente da guerre infelici contro i [[cosacchi]], merita l'attenzione dello studioso, perché diede origine al decadimento della Polonia. (libro IV, pp. 211-212) ==Bibliografia== *Fortunato Giannini, ''[https://archive.org/details/giannini-storia-della-polonia/page/n4/mode/1up Storia della Polonia]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1916. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=pl}} {{DEFAULTSORT:Giannini, Fortunato}} [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] ovnn21ng999mrpxdt5wwuozcxvexgxh Discussioni utente:Stefano 4.Rossi 3 224424 1411357 2026-04-23T13:45:44Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1411357 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 15:45, 23 apr 2026 (CEST)}} cruunzbyxnpdghjx89e7gm3x87zxsme Bona Sforza 0 224425 1411365 2026-04-23T14:22:24Z Gaux 18878 Bona Sforza 1411365 wikitext text/x-wiki '''Bona Sforza d'Aragona''' (1494 – 1557), regina consorte di Polonia. ==Citazioni su Bona Sforza== *I polacchi parlando della passata grandezza della loro patria ricordano volentieri che ai tempi più gloriosi, ai tempi cioè degli [[Jagelloni]], una principessa italiana sedé sul trono di [[Polonia]]. Riconoscono che essa portò ''il bel canto, l'idioma gentile, i frutti del [[Rinascimento]], tutto il fascino irresistibile delle corti cinquecentesche d'Italia, un cavolfiore gustosissimo...'' ma concludono col dire: si chiamava ''Bona'', ma non era ''bona''. ([[Fortunato Giannini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Sforza d'Aragona, Bona}} [[Categoria:Nobili italiani]] i7m5h2do73g6kc6ktltsoyqzkgys3t2 1411366 1411365 2026-04-23T14:24:54Z Gaux 18878 immagine 1411366 wikitext text/x-wiki [[File:Cranach the Younger Bona Sforza.jpg|thumb|Bona Sforza]] '''Bona Sforza d'Aragona''' (1494 – 1557), regina consorte di Polonia. ==Citazioni su Bona Sforza== *I polacchi parlando della passata grandezza della loro patria ricordano volentieri che ai tempi più gloriosi, ai tempi cioè degli [[Jagelloni]], una principessa italiana sedé sul trono di [[Polonia]]. Riconoscono che essa portò ''il bel canto, l'idioma gentile, i frutti del [[Rinascimento]], tutto il fascino irresistibile delle corti cinquecentesche d'Italia, un cavolfiore gustosissimo...'' ma concludono col dire: si chiamava ''Bona'', ma non era ''bona''. ([[Fortunato Giannini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Sforza d'Aragona, Bona}} [[Categoria:Nobili italiani]] gmknb02exlhhqn36fkrokd2t7ujjly3 1411367 1411366 2026-04-23T14:40:06Z Gaux 18878 autore 1411367 wikitext text/x-wiki [[File:Cranach the Younger Bona Sforza.jpg|thumb|Bona Sforza (Lucas Cranach il Giovane, 1556 circa)]] '''Bona Sforza d'Aragona''' (1494 – 1557), regina consorte di Polonia. ==Citazioni su Bona Sforza== *I polacchi parlando della passata grandezza della loro patria ricordano volentieri che ai tempi più gloriosi, ai tempi cioè degli [[Jagelloni]], una principessa italiana sedé sul trono di [[Polonia]]. 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Riconoscono che essa portò ''il bel canto, l'idioma gentile, i frutti del [[Rinascimento]], tutto il fascino irresistibile delle corti cinquecentesche d'Italia, un cavolfiore gustosissimo...'' ma concludono col dire: si chiamava ''Bona'', ma non era ''bona''. ([[Fortunato Giannini]]) *Ogni polacco riconosce che Bona Sforza portò nella [[Polonia]] un raggio di quel sole d'Italia che illumina e infonde vigoria. Non vi è infatti ramo di scienza o di arte, di vita pubblica o privata, di cui Bona Sforza non si occupi dando il suo giudizio di donna colta e intelligente.<br>Il classicismo penetrò nella Polonia solo per i numerosi umanisti chiamati alla corte dalla regina italiana. ([[Fortunato Giannini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Sforza d'Aragona, Bona}} [[Categoria:Nobili italiani]] ghg871ne8dw0p0byyhfglkt0sxjif1e 1411372 1411371 2026-04-23T16:05:58Z Gaux 18878 wlink 1411372 wikitext text/x-wiki [[File:Cranach the Younger Bona Sforza.jpg|thumb|Bona Sforza (Lucas Cranach il Giovane, 1556 circa)]] '''Bona Sforza d'Aragona''' (1494 – 1557), regina consorte di Polonia. ==Citazioni su Bona Sforza== *I polacchi parlando della passata grandezza della loro patria ricordano volentieri che ai tempi più gloriosi, ai tempi cioè degli [[Jagelloni]], una principessa italiana sedé sul trono di [[Polonia]]. Riconoscono che essa portò ''il bel canto, l'idioma gentile, i frutti del [[Rinascimento]], tutto il fascino irresistibile delle corti cinquecentesche d'Italia, un cavolfiore gustosissimo...'' ma concludono col dire: si chiamava ''Bona'', ma non era ''bona''. ([[Fortunato Giannini]]) *Ogni polacco riconosce che Bona Sforza portò nella Polonia un raggio di quel sole d'Italia che illumina e infonde vigoria. Non vi è infatti ramo di scienza o di arte, di vita pubblica o privata, di cui Bona Sforza non si occupi dando il suo giudizio di donna colta e intelligente.<br>Il classicismo penetrò nella Polonia solo per i numerosi [[Umanesimo|umanisti]] chiamati alla corte dalla regina italiana. ([[Fortunato Giannini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Sforza d'Aragona, Bona}} [[Categoria:Nobili italiani]] 9ienu3yclt2p0xvfqrw7b1diq32qp72 1411373 1411372 2026-04-23T16:07:58Z Gaux 18878 granduchessa consorte di Lituania 1411373 wikitext text/x-wiki [[File:Cranach the Younger Bona Sforza.jpg|thumb|Bona Sforza (Lucas Cranach il Giovane, 1556 circa)]] '''Bona Sforza d'Aragona''' (1494 – 1557), regina consorte di Polonia e granduchessa consorte di Lituania. ==Citazioni su Bona Sforza== *I polacchi parlando della passata grandezza della loro patria ricordano volentieri che ai tempi più gloriosi, ai tempi cioè degli [[Jagelloni]], una principessa italiana sedé sul trono di [[Polonia]]. Riconoscono che essa portò ''il bel canto, l'idioma gentile, i frutti del [[Rinascimento]], tutto il fascino irresistibile delle corti cinquecentesche d'Italia, un cavolfiore gustosissimo...'' ma concludono col dire: si chiamava ''Bona'', ma non era ''bona''. ([[Fortunato Giannini]]) *Ogni polacco riconosce che Bona Sforza portò nella Polonia un raggio di quel sole d'Italia che illumina e infonde vigoria. Non vi è infatti ramo di scienza o di arte, di vita pubblica o privata, di cui Bona Sforza non si occupi dando il suo giudizio di donna colta e intelligente.<br>Il classicismo penetrò nella Polonia solo per i numerosi [[Umanesimo|umanisti]] chiamati alla corte dalla regina italiana. ([[Fortunato Giannini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Sforza d'Aragona, Bona}} [[Categoria:Nobili italiani]] c0u0b8vqnwrrnnjw2exrz0zz7gpm3hg 1411375 1411373 2026-04-23T16:28:36Z Gaux 18878 Citazioni di 1411375 wikitext text/x-wiki [[File:Cranach the Younger Bona Sforza.jpg|thumb|Bona Sforza (Lucas Cranach il Giovane, 1556 circa)]] '''Bona Sforza d'Aragona''' (1494 – 1557), regina consorte di Polonia e granduchessa consorte di Lituania. ==Citazioni di Bona Sforza== *{{NDR|Al marito Sigismondo, meravigliato che avesse partorito dopo sei mesi di matrimonio}} Come le frutta presso gl'italiani maturano più presto, così le donne italiane più presto partoriscono.<ref>Citato in Fortunato Giannini, ''Storia della Polonia'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1916, [https://archive.org/details/giannini-storia-della-polonia/page/133/mode/1up libro III, p. 133, nota 2].</ref> ==Citazioni su Bona Sforza== *I polacchi parlando della passata grandezza della loro patria ricordano volentieri che ai tempi più gloriosi, ai tempi cioè degli [[Jagelloni]], una principessa italiana sedé sul trono di [[Polonia]]. Riconoscono che essa portò ''il bel canto, l'idioma gentile, i frutti del [[Rinascimento]], tutto il fascino irresistibile delle corti cinquecentesche d'Italia, un cavolfiore gustosissimo...'' ma concludono col dire: si chiamava ''Bona'', ma non era ''bona''. ([[Fortunato Giannini]]) *Ogni polacco riconosce che Bona Sforza portò nella Polonia un raggio di quel sole d'Italia che illumina e infonde vigoria. Non vi è infatti ramo di scienza o di arte, di vita pubblica o privata, di cui Bona Sforza non si occupi dando il suo giudizio di donna colta e intelligente.<br>Il classicismo penetrò nella Polonia solo per i numerosi [[Umanesimo|umanisti]] chiamati alla corte dalla regina italiana. ([[Fortunato Giannini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Sforza d'Aragona, Bona}} [[Categoria:Nobili italiani]] igzrrcrbbolnqqhpe4dqlgy0et6c4g3 1411376 1411375 2026-04-23T16:29:52Z Gaux 18878 sezione Note, no stub 1411376 wikitext text/x-wiki [[File:Cranach the Younger Bona Sforza.jpg|thumb|Bona Sforza (Lucas Cranach il Giovane, 1556 circa)]] '''Bona Sforza d'Aragona''' (1494 – 1557), regina consorte di Polonia e granduchessa consorte di Lituania. ==Citazioni di Bona Sforza== *{{NDR|Al marito Sigismondo, meravigliato che avesse partorito dopo sei mesi di matrimonio}} Come le frutta presso gl'italiani maturano più presto, così le donne italiane più presto partoriscono.<ref>Citato in Fortunato Giannini, ''Storia della Polonia'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1916, [https://archive.org/details/giannini-storia-della-polonia/page/133/mode/1up libro III, p. 133, nota 2].</ref> ==Citazioni su Bona Sforza== *I polacchi parlando della passata grandezza della loro patria ricordano volentieri che ai tempi più gloriosi, ai tempi cioè degli [[Jagelloni]], una principessa italiana sedé sul trono di [[Polonia]]. Riconoscono che essa portò ''il bel canto, l'idioma gentile, i frutti del [[Rinascimento]], tutto il fascino irresistibile delle corti cinquecentesche d'Italia, un cavolfiore gustosissimo...'' ma concludono col dire: si chiamava ''Bona'', ma non era ''bona''. ([[Fortunato Giannini]]) *Ogni polacco riconosce che Bona Sforza portò nella Polonia un raggio di quel sole d'Italia che illumina e infonde vigoria. Non vi è infatti ramo di scienza o di arte, di vita pubblica o privata, di cui Bona Sforza non si occupi dando il suo giudizio di donna colta e intelligente.<br>Il classicismo penetrò nella Polonia solo per i numerosi [[Umanesimo|umanisti]] chiamati alla corte dalla regina italiana. ([[Fortunato Giannini]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Sforza d'Aragona, Bona}} [[Categoria:Nobili italiani]] o4skqpuv2uh816jh80wgxcjqfqz0z3d 1411377 1411376 2026-04-23T16:31:24Z Gaux 18878 /* Citazioni di Bona Sforza */ Sigismondo I Jagellone 1411377 wikitext text/x-wiki [[File:Cranach the Younger Bona Sforza.jpg|thumb|Bona Sforza (Lucas Cranach il Giovane, 1556 circa)]] '''Bona Sforza d'Aragona''' (1494 – 1557), regina consorte di Polonia e granduchessa consorte di Lituania. ==Citazioni di Bona Sforza== *{{NDR|Al marito [[Sigismondo I Jagellone|Sigismondo]], meravigliato che avesse partorito dopo sei mesi di matrimonio}} Come le frutta presso gl'italiani maturano più presto, così le donne italiane più presto partoriscono.<ref>Citato in Fortunato Giannini, ''Storia della Polonia'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1916, [https://archive.org/details/giannini-storia-della-polonia/page/133/mode/1up libro III, p. 133, nota 2].</ref> ==Citazioni su Bona Sforza== *I polacchi parlando della passata grandezza della loro patria ricordano volentieri che ai tempi più gloriosi, ai tempi cioè degli [[Jagelloni]], una principessa italiana sedé sul trono di [[Polonia]]. Riconoscono che essa portò ''il bel canto, l'idioma gentile, i frutti del [[Rinascimento]], tutto il fascino irresistibile delle corti cinquecentesche d'Italia, un cavolfiore gustosissimo...'' ma concludono col dire: si chiamava ''Bona'', ma non era ''bona''. ([[Fortunato Giannini]]) *Ogni polacco riconosce che Bona Sforza portò nella Polonia un raggio di quel sole d'Italia che illumina e infonde vigoria. Non vi è infatti ramo di scienza o di arte, di vita pubblica o privata, di cui Bona Sforza non si occupi dando il suo giudizio di donna colta e intelligente.<br>Il classicismo penetrò nella Polonia solo per i numerosi [[Umanesimo|umanisti]] chiamati alla corte dalla regina italiana. ([[Fortunato Giannini]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Sforza d'Aragona, Bona}} [[Categoria:Nobili italiani]] 429axnbv8zje2mk00cx4bq2v1tc25c4 Giovanni II Casimiro di Polonia 0 224426 1411380 2026-04-23T16:46:58Z Gaux 18878 Giovanni II Casimiro di Polonia 1411380 wikitext text/x-wiki '''Giovanni II Casimiro Vasa''' (1609 – 1672), re di Polonia e Granduca di Lituania. ==Citazioni su Giovanni II Casimiro== *Giovanni Casimiro, ''gesuita e cardinale'', sciolto, dopo l'elezione {{NDR|a monarca della Confederazione polacco-lituana}}, dai voti sacri, sposò la vedova del fratello, la principessa francese [[Maria Luisa di Gonzaga-Nevers|Maria Luisa]]. Fu di carattere dolce e affabile, ma titubante, inesperto degli affari dello Stato e indolente in sommo grado. Il suo regno, funestato continuamente da guerre infelici contro i [[cosacchi]], merita l'attenzione dello studioso, perché diede origine al decadimento della Polonia. ([[Fortunato Giannini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Giovanni 02 di Polonia}} [[Categoria:Sovrani di Polonia]] irry4mtfy4a7zdlvqfs01g4kuuuery6 1411381 1411380 2026-04-23T16:48:35Z Gaux 18878 categoria 1411381 wikitext text/x-wiki '''Giovanni II Casimiro Vasa''' (1609 – 1672), re di Polonia e Granduca di Lituania. ==Citazioni su Giovanni II Casimiro== *Giovanni Casimiro, ''gesuita e cardinale'', sciolto, dopo l'elezione {{NDR|a monarca della Confederazione polacco-lituana}}, dai voti sacri, sposò la vedova del fratello, la principessa francese [[Maria Luisa di Gonzaga-Nevers|Maria Luisa]]. Fu di carattere dolce e affabile, ma titubante, inesperto degli affari dello Stato e indolente in sommo grado. Il suo regno, funestato continuamente da guerre infelici contro i [[cosacchi]], merita l'attenzione dello studioso, perché diede origine al decadimento della Polonia. ([[Fortunato Giannini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Giovanni 02 di Polonia}} [[Categoria:Cardinali polacchi]] [[Categoria:Sovrani di Polonia]] 69mreepbo9qon1rc6i31bg8e3a6tghr 1411458 1411381 2026-04-24T00:23:20Z Danyele 19198 +immagine 1411458 wikitext text/x-wiki [[File:Schultz John II Casimir Vasa.jpg|thumb|Re Giovanni II Casimiro di Polonia]] '''Giovanni II Casimiro Vasa''' (1609 – 1672), re di Polonia e Granduca di Lituania. ==Citazioni su Giovanni II Casimiro== *Giovanni Casimiro, ''gesuita e cardinale'', sciolto, dopo l'elezione {{NDR|a monarca della Confederazione polacco-lituana}}, dai voti sacri, sposò la vedova del fratello, la principessa francese [[Maria Luisa di Gonzaga-Nevers|Maria Luisa]]. Fu di carattere dolce e affabile, ma titubante, inesperto degli affari dello Stato e indolente in sommo grado. Il suo regno, funestato continuamente da guerre infelici contro i [[cosacchi]], merita l'attenzione dello studioso, perché diede origine al decadimento della Polonia. ([[Fortunato Giannini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Giovanni 02 di Polonia}} [[Categoria:Cardinali polacchi]] [[Categoria:Sovrani di Polonia]] 0o8hw4humwb061i547fwlx7myt717fw Discussioni utente:Ранко Николић 3 224427 1411383 2026-04-23T16:55:53Z J ansari 60595 J ansari ha spostato la pagina [[Discussioni utente:Ранко Николић]] a [[Discussioni utente:Ран-кан]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/Ранко Николић|Ранко Николић]]" a "[[Special:CentralAuth/Ран-кан|Ран-кан]]" 1411383 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Discussioni utente:Ран-кан]] mj7arqm39hsovqau377aicc7ibwek87 Croia 0 224428 1411384 2026-04-23T17:10:27Z Gaux 18878 denominazione storica 1411384 wikitext text/x-wiki #RINVIA[[Kruja]] rcish18jrxux4uw0ettz26alaxl3z7h Krujë 0 224429 1411385 2026-04-23T17:11:40Z Gaux 18878 variante 1411385 wikitext text/x-wiki #RINVIA[[Kruja]] rcish18jrxux4uw0ettz26alaxl3z7h Discussioni utente:Andrea Anastasi 3 224430 1411387 2026-04-23T17:27:31Z Euphydryas 33554 Euphydryas ha spostato la pagina [[Discussioni utente:Andrea Anastasi]] a [[Discussioni utente:QZ8M71P]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/Andrea Anastasi|Andrea Anastasi]]" a "[[Special:CentralAuth/QZ8M71P|QZ8M71P]]" 1411387 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Discussioni utente:QZ8M71P]] 13mr6546adkrv803syyas7aebjety48 Gaetano Kanizsa 0 224431 1411391 2026-04-23T17:48:17Z Simonsegni 106283 Proposta di nuova voce. 1411391 wikitext text/x-wiki [[File:Kanizsa triangle.svg|miniatura|Triangolo di Kanizsa]] [[File:Firma di Gaetano Kanizsa eseguita sul catalogo della IX Biennale d'arte contemporanea di San Martino di Lupari nel 1990.png|miniatura|Firma di Kanizsa]] '''Gaetano Kanizsa''' (1913 – 1993), psicologo e pittore italiano. ==Citazioni di Gaetano Kanizsa== *Traduzione propria:Chiunque tenderebbe a descrivere tale situazione come composta da un triangolo bianco opaco che copre parzialmente tre dischi neri e un triangolo delimitato da un bordo nero. In realtà, da un punto di vista strettamente geometrico, a livello di realtà fisica, la descrizione dovrebbe essere molto diversa: si tratta di tre settori circolari neri e di tre angoli disposti in un certo ordine l'uno rispetto all'altro, e nulla di più. :''Cualquier persona no prevenida describe esta situación como constituida por un triángulo blanco no transparente que cubre parcialmente tres discos negros y otro triángulo limitado por un margen negro. En realidad, desde un punto de vista estrictamente geométrico a nivel de realidad física, la descripción tendría que ser muy diferente: se trata de tres sectores circulares negros y de tres ángulos dispuestos con un cierto orden uno respecto al otro, y nada más.''<ref name="Kanizsa 1980">Da ''Gramática de la visión'', Ediciones Paidós, Barcellona - Buenos Aires - Città del Messico, 1986, p. 13.</ref> *Come per ogni artista, la mia ricerca si muove su due piani paralleli e complementari: il livello tecnico-linguistico ed il livello espressivo-evocativo. Considero inportanti ambedue i momenti, ma privilegio decisamente l'indagine sul linguaggio, la sperimentazione del mezzo comunicativo.<ref name="Kanizsa 1990”>Da [[Attilio Marcolli]] e Antonio Pasqualin (a cura di), ''ARTE E SPAZIO nella prospettiva degli anni '90'' (Catalogo della IX Biennale d'Arte Contemporanea di San Martino di Lupari), Museo Civico d'Arte Contemporanea "Umbro Apollonio", San Martino di Lupari, 1990, p. 48.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|c}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Kanizsa, Gaetano}} [[Categoria:Psicologi italiani]] [[Categoria:Pittori italiani]] imsrbmvjzp59brk8q00hlyenz7kpvql 1411392 1411391 2026-04-23T18:09:34Z Simonsegni 106283 1411392 wikitext text/x-wiki [[File:Kanizsa triangle.svg|miniatura|Triangolo di Kanizsa]] [[File:Firma di Gaetano Kanizsa eseguita sul catalogo della IX Biennale d'arte contemporanea di San Martino di Lupari nel 1990.png|miniatura|Firma di Kanizsa]] '''Gaetano Kanizsa''' (1913 – 1993), psicologo e pittore italiano. ==Citazioni di Gaetano Kanizsa== *Traduzione propria:Chiunque tenderebbe a descrivere tale situazione come composta da un triangolo bianco opaco che copre parzialmente tre dischi neri e un triangolo delimitato da un bordo nero. In realtà, da un punto di vista strettamente geometrico, a livello di realtà fisica, la descrizione dovrebbe essere molto diversa: si tratta di tre settori circolari neri e di tre angoli disposti in un certo ordine l'uno rispetto all'altro, e nulla di più. :''Cualquier persona no prevenida describe esta situación como constituida por un triángulo blanco no transparente que cubre parcialmente tres discos negros y otro triángulo limitado por un margen negro. En realidad, desde un punto de vista estrictamente geométrico a nivel de realidad física, la descripción tendría que ser muy diferente: se trata de tres sectores circulares negros y de tres ángulos dispuestos con un cierto orden uno respecto al otro, y nada más.''<ref name="Kanizsa 1980">Da ''Gramática de la visión. Percepción y pensamiento'', Ediciones Paidós, Barcellona - Buenos Aires - Città del Messico, 1986, p. 13.</ref> *Come per ogni artista, la mia ricerca si muove su due piani paralleli e complementari: il livello tecnico-linguistico ed il livello espressivo-evocativo. Considero inportanti ambedue i momenti, ma privilegio decisamente l'indagine sul linguaggio, la sperimentazione del mezzo comunicativo.<ref name="Kanizsa 1990”>Da [[Attilio Marcolli]] e Antonio Pasqualin (a cura di), ''ARTE E SPAZIO nella prospettiva degli anni '90'' (Catalogo della IX Biennale d'Arte Contemporanea di San Martino di Lupari), Museo Civico d'Arte Contemporanea "Umbro Apollonio", San Martino di Lupari, 1990, p. 48.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|c}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Kanizsa, Gaetano}} [[Categoria:Psicologi italiani]] [[Categoria:Pittori italiani]] gcqlio6t2ljktm6oj4mx0ingvqnxyx0 1411393 1411392 2026-04-23T18:17:52Z Simonsegni 106283 1411393 wikitext text/x-wiki [[File:Kanizsa triangle.svg|miniatura|Triangolo di Kanizsa]] [[File:Firma di Gaetano Kanizsa eseguita sul catalogo della IX Biennale d'arte contemporanea di San Martino di Lupari nel 1990.png|miniatura|Firma di Kanizsa]] '''Gaetano Kanizsa''' (1913 – 1993), psicologo e pittore italiano. ==Citazioni di Gaetano Kanizsa== *Traduzione propria:Chiunque tenderebbe a descrivere tale situazione come composta da un triangolo bianco opaco che copre parzialmente tre dischi neri e un triangolo delimitato da un bordo nero. In realtà, da un punto di vista strettamente geometrico, a livello di realtà fisica, la descrizione dovrebbe essere molto diversa: si tratta di tre settori circolari neri e di tre angoli disposti in un certo ordine l'uno rispetto all'altro, e nulla di più. :''Cualquier persona no prevenida describe esta situación como constituida por un triángulo blanco no transparente que cubre parcialmente tres discos negros y otro triángulo limitado por un margen negro. En realidad, desde un punto de vista estrictamente geométrico a nivel de realidad física, la descripción tendría que ser muy diferente: se trata de tres sectores circulares negros y de tres ángulos dispuestos con un cierto orden uno respecto al otro, y nada más.''<ref name="Kanizsa 1980">Da ''Gramática de la visión. Percepción y pensamiento'', Ediciones Paidós, Barcellona - Buenos Aires - Città del Messico, 1986, p. 13.</ref> *Come per ogni artista, la mia ricerca si muove su due piani paralleli e complementari: il livello tecnico-linguistico ed il livello espressivo-evocativo. Considero inportanti ambedue i momenti, ma privilegio decisamente l'indagine sul linguaggio, la sperimentazione del mezzo comunicativo.<ref name="Kanizsa 1990”>Da [[Attilio Marcolli]] e Antonio Pasqualin (a cura di), ''ARTE E SPAZIO nella prospettiva degli anni '90'' (Catalogo della IX Biennale d'Arte Contemporanea di San Martino di Lupari), Museo Civico d'Arte Contemporanea "Umbro Apollonio", San Martino di Lupari, 1990, p. 48.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|commons=Category:Gaetano Kanizsa}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Kanizsa, Gaetano}} [[Categoria:Psicologi italiani]] [[Categoria:Pittori italiani]] cnbjk1cpql2pw6bgl92v4i30qrq9bbk 1411397 1411393 2026-04-23T18:25:55Z Simonsegni 106283 1411397 wikitext text/x-wiki [[File:Kanizsa triangle.svg|miniatura|Triangolo di Kanizsa]] [[File:Firma di Gaetano Kanizsa eseguita sul catalogo della IX Biennale d'arte contemporanea di San Martino di Lupari nel 1990.png|miniatura|Firma di Kanizsa]] '''Gaetano Kanizsa''' (1913 – 1993), psicologo e pittore italiano. ==Citazioni di Gaetano Kanizsa== *Traduzione propria:Chiunque tenderebbe a descrivere tale situazione come composta da un triangolo bianco opaco che copre parzialmente tre dischi neri e un triangolo delimitato da un bordo nero. In realtà, da un punto di vista strettamente geometrico, a livello di realtà fisica, la descrizione dovrebbe essere molto diversa: si tratta di tre settori circolari neri e di tre angoli disposti in un certo ordine l'uno rispetto all'altro, e nulla di più. :''Cualquier persona no prevenida describe esta situación como constituida por un triángulo blanco no transparente que cubre parcialmente tres discos negros y otro triángulo limitado por un margen negro. En realidad, desde un punto de vista estrictamente geométrico a nivel de realidad física, la descripción tendría que ser muy diferente: se trata de tres sectores circulares negros y de tres ángulos dispuestos con un cierto orden uno respecto al otro, y nada más.''<ref name="Kanizsa 1980">Da ''Gramática de la visión. Percepción y pensamiento'', Ediciones Paidós, Barcellona - Buenos Aires - Città del Messico, 1986, p. 13.</ref> *Come per ogni artista, la mia ricerca si muove su due piani paralleli e complementari: il livello tecnico-linguistico ed il livello espressivo-evocativo. Considero importanti ambedue i momenti, ma privilegio decisamente l'indagine sul linguaggio, la sperimentazione del mezzo comunicativo.<ref name="Kanizsa 1990”>Da [[Attilio Marcolli]] e Antonio Pasqualin (a cura di), ''ARTE E SPAZIO nella prospettiva degli anni '90'' (Catalogo della IX Biennale d'Arte Contemporanea di San Martino di Lupari), Museo Civico d'Arte Contemporanea "Umbro Apollonio", San Martino di Lupari, 1990, p. 48.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|commons=Category:Gaetano Kanizsa}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Kanizsa, Gaetano}} [[Categoria:Psicologi italiani]] [[Categoria:Pittori italiani]] rsst09nj079b58b7a3j2ahaampv969n 1411416 1411397 2026-04-23T19:01:49Z Udiki 86035 1411416 wikitext text/x-wiki [[File:Firma di Gaetano Kanizsa eseguita sul catalogo della IX Biennale d'arte contemporanea di San Martino di Lupari nel 1990.png|miniatura|Firma di Kanizsa]] '''Gaetano Kanizsa''' (1913 – 1993), psicologo e pittore italiano. ==Citazioni di Gaetano Kanizsa== *Chiunque tenderebbe a descrivere tale situazione come composta da un triangolo bianco opaco che copre parzialmente tre dischi neri e un triangolo delimitato da un bordo nero. In realtà, da un punto di vista strettamente geometrico, a livello di realtà fisica, la descrizione dovrebbe essere molto diversa: si tratta di tre settori circolari neri e di tre angoli disposti in un certo ordine l'uno rispetto all'altro, e nulla di più. :''Cualquier persona no prevenida describe esta situación como constituida por un triángulo blanco no transparente que cubre parcialmente tres discos negros y otro triángulo limitado por un margen negro. En realidad, desde un punto de vista estrictamente geométrico a nivel de realidad física, la descripción tendría que ser muy diferente: se trata de tres sectores circulares negros y de tres ángulos dispuestos con un cierto orden uno respecto al otro, y nada más.''<ref name="Kanizsa 1980">{{es}} Da ''Gramática de la visión. Percepción y pensamiento'', Ediciones Paidós, Barcellona - Buenos Aires - Città del Messico, 1986, p. 13.</ref> *Come per ogni artista, la mia ricerca si muove su due piani paralleli e complementari: il livello tecnico-linguistico ed il livello espressivo-evocativo. Considero importanti ambedue i momenti, ma privilegio decisamente l'indagine sul linguaggio, la sperimentazione del mezzo comunicativo.<ref name="Kanizsa 1990">Da [[Attilio Marcolli]] e Antonio Pasqualin (a cura di), ''ARTE E SPAZIO nella prospettiva degli anni '90'' (Catalogo della IX Biennale d'Arte Contemporanea di San Martino di Lupari), Museo Civico d'Arte Contemporanea "Umbro Apollonio", San Martino di Lupari, 1990, p. 48.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Kanizsa, Gaetano}} [[Categoria:Pittori italiani]] [[Categoria:Psicologi italiani]] oewfee3dfc5rblx6ppcufc7cb4fjnex 1411429 1411416 2026-04-23T20:26:09Z Simonsegni 106283 ndr 1411429 wikitext text/x-wiki [[File:Firma di Gaetano Kanizsa eseguita sul catalogo della IX Biennale d'arte contemporanea di San Martino di Lupari nel 1990.png|miniatura|Firma di Kanizsa]] '''Gaetano Kanizsa''' (1913 – 1993), psicologo e pittore italiano. ==Citazioni di Gaetano Kanizsa== *{{NDR|Sul [[w:it:Triangolo di Kanizsa|trangolo di Kanizsa]]}} Chiunque tenderebbe a descrivere tale situazione come composta da un triangolo bianco opaco che copre parzialmente tre dischi neri e un triangolo delimitato da un bordo nero. In realtà, da un punto di vista strettamente geometrico, a livello di realtà fisica, la descrizione dovrebbe essere molto diversa: si tratta di tre settori circolari neri e di tre angoli disposti in un certo ordine l'uno rispetto all'altro, e nulla di più. :''Cualquier persona no prevenida describe esta situación como constituida por un triángulo blanco no transparente que cubre parcialmente tres discos negros y otro triángulo limitado por un margen negro. En realidad, desde un punto de vista estrictamente geométrico a nivel de realidad física, la descripción tendría que ser muy diferente: se trata de tres sectores circulares negros y de tres ángulos dispuestos con un cierto orden uno respecto al otro, y nada más.''<ref name="Kanizsa 1980">{{es}} Da ''Gramática de la visión. Percepción y pensamiento'', Ediciones Paidós, Barcellona - Buenos Aires - Città del Messico, 1986, p. 13.</ref> *Come per ogni artista, la mia ricerca si muove su due piani paralleli e complementari: il livello tecnico-linguistico ed il livello espressivo-evocativo. 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[[Aiuto:Interwiki#Dove_e_come_mettere_gli_interwiki|Il collegamento verso Wikipedia non può essere messo nel corpo della voce]]; si può mettere in nota, ma in questo caso non è molto necessario 1411432 wikitext text/x-wiki [[File:Firma di Gaetano Kanizsa eseguita sul catalogo della IX Biennale d'arte contemporanea di San Martino di Lupari nel 1990.png|miniatura|Firma di Kanizsa]] '''Gaetano Kanizsa''' (1913 – 1993), psicologo e pittore italiano. ==Citazioni di Gaetano Kanizsa== *{{NDR|Sul [[trangolo di Kanizsa]]}} Chiunque tenderebbe a descrivere tale situazione come composta da un triangolo bianco opaco che copre parzialmente tre dischi neri e un triangolo delimitato da un bordo nero. In realtà, da un punto di vista strettamente geometrico, a livello di realtà fisica, la descrizione dovrebbe essere molto diversa: si tratta di tre settori circolari neri e di tre angoli disposti in un certo ordine l'uno rispetto all'altro, e nulla di più. :''Cualquier persona no prevenida describe esta situación como constituida por un triángulo blanco no transparente que cubre parcialmente tres discos negros y otro triángulo limitado por un margen negro. En realidad, desde un punto de vista estrictamente geométrico a nivel de realidad física, la descripción tendría que ser muy diferente: se trata de tres sectores circulares negros y de tres ángulos dispuestos con un cierto orden uno respecto al otro, y nada más.''<ref name="Kanizsa 1980">{{es}} Da ''Gramática de la visión. Percepción y pensamiento'', Ediciones Paidós, Barcellona - Buenos Aires - Città del Messico, 1986, p. 13.</ref> *Come per ogni artista, la mia ricerca si muove su due piani paralleli e complementari: il livello tecnico-linguistico ed il livello espressivo-evocativo. Considero importanti ambedue i momenti, ma privilegio decisamente l'indagine sul linguaggio, la sperimentazione del mezzo comunicativo.<ref name="Kanizsa 1990">Da [[Attilio Marcolli]] e Antonio Pasqualin (a cura di), ''ARTE E SPAZIO nella prospettiva degli anni '90'' (Catalogo della IX Biennale d'Arte Contemporanea di San Martino di Lupari), Museo Civico d'Arte Contemporanea "Umbro Apollonio", San Martino di Lupari, 1990, p. 48.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Kanizsa, Gaetano}} [[Categoria:Pittori italiani]] [[Categoria:Psicologi italiani]] 0ui20pc9yvuvio7cy87vtsu7h52hvb7 1411436 1411432 2026-04-23T21:33:39Z Simonsegni 106283 1411436 wikitext text/x-wiki [[File:Firma di Gaetano Kanizsa eseguita sul catalogo della IX Biennale d'arte contemporanea di San Martino di Lupari nel 1990.png|miniatura|Firma di Kanizsa]] '''Gaetano Kanizsa''' (1913 – 1993), psicologo e pittore italiano. ==Citazioni di Gaetano Kanizsa== *{{NDR|Sul [[triangolo di Kanizsa]]}} Chiunque tenderebbe a descrivere tale situazione come composta da un triangolo bianco opaco che copre parzialmente tre dischi neri e un triangolo delimitato da un bordo nero. In realtà, da un punto di vista strettamente geometrico, a livello di realtà fisica, la descrizione dovrebbe essere molto diversa: si tratta di tre settori circolari neri e di tre angoli disposti in un certo ordine l'uno rispetto all'altro, e nulla di più. :''Cualquier persona no prevenida describe esta situación como constituida por un triángulo blanco no transparente que cubre parcialmente tres discos negros y otro triángulo limitado por un margen negro. En realidad, desde un punto de vista estrictamente geométrico a nivel de realidad física, la descripción tendría que ser muy diferente: se trata de tres sectores circulares negros y de tres ángulos dispuestos con un cierto orden uno respecto al otro, y nada más.''<ref name="Kanizsa 1980">{{es}} Da ''Gramática de la visión. Percepción y pensamiento'', Ediciones Paidós, Barcellona - Buenos Aires - Città del Messico, 1986, p. 13.</ref> *Come per ogni artista, la mia ricerca si muove su due piani paralleli e complementari: il livello tecnico-linguistico ed il livello espressivo-evocativo. Considero importanti ambedue i momenti, ma privilegio decisamente l'indagine sul linguaggio, la sperimentazione del mezzo comunicativo.<ref name="Kanizsa 1990">Da [[Attilio Marcolli]] e Antonio Pasqualin (a cura di), ''ARTE E SPAZIO nella prospettiva degli anni '90'' (Catalogo della IX Biennale d'Arte Contemporanea di San Martino di Lupari), Museo Civico d'Arte Contemporanea "Umbro Apollonio", San Martino di Lupari, 1990, p. 48.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Kanizsa, Gaetano}} [[Categoria:Pittori italiani]] [[Categoria:Psicologi italiani]] 9epg353hjcwqfyzilhgzzkqptegzepw Aprilia Racing 0 224432 1411400 2026-04-23T18:37:41Z Danyele 19198 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:2019 Aprilia Racing logo.jpg|thumb|Logo]] Citazioni su '''Aprilia Racing'''. *Negli anni '90, ogni week end, in ogni nazione, in ogni campionato, torme di Aprilia riempivano le griglie. Non posso non pensare, con un pizzico di presunzione, che probabilmente senza Aprilia e la sua genuina vocazione sportiva il mondo delle competizioni sarebbe stato meno ricco e forse alcuni ottimi piloti non avrebbero mai potuto dimostrare il loro talento. (Iva..." 1411400 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:2019 Aprilia Racing logo.jpg|thumb|Logo]] Citazioni su '''Aprilia Racing'''. *Negli anni '90, ogni week end, in ogni nazione, in ogni campionato, torme di Aprilia riempivano le griglie. Non posso non pensare, con un pizzico di presunzione, che probabilmente senza Aprilia e la sua genuina vocazione sportiva il mondo delle competizioni sarebbe stato meno ricco e forse alcuni ottimi piloti non avrebbero mai potuto dimostrare il loro talento. ([[Ivano Beggio]]) *{{NDR|«Perché ti considerano il papà del reparto corse Aprilia?»}} Quando arrivai in Aprilia, decisi di creare know-how, utilizzando le tecnologie che si trovavano in Europa. Appoggiarsi ai giapponesi avrebbe significato utilizzare materiale di "Serie B" [mentre] volevo sviluppare quello che i giapponesi non avevano, creando un sistema italiano-europeo. Avevo molta esperienza sui due tempi con ammissione a disco rotante. Tutti dicevano che era una tecnologia vecchia, superata. Io, però, continuavo a dire: "Seguiamo la nostra strada e alla fine si vedrà chi ha ragione". Volevo diversificare, non tanto per il gusto di avere qualcosa di particolare ma per battere la concorrenza. {{NDR|«Il tuo progetto divenne vincente in fretta...»}} Siamo arrivati al punto che i giapponesi si sono interessati alla nostra tecnologia. Yamaha e Honda hanno cercato di copiare Aprilia, costruendo un prototipo con motore a disco rotante. La Yamaha lo ha fatto anche correre con Tetsuya Harada, ma di fatto nessuno dei due funzionava bene, perché i giapponesi hanno fatto quello che volevano far fare a me, cioè copiare. Quando ho visto che loro stavano cercando di copiare, che è sinonimo di non capire bene come migliorare, sono stato contento. Quando copi il lavoro di altri, se sei molto, molto bravo, al massimo puoi ottenere lo stesso risultato di colui che hai voluto copiare. ([[Jan Witteveen]]) ==Voci correlate== *[[Aprilia (azienda)]] *[[Campionato mondiale Superbike]] *[[Classe 125]] *[[Classe 250]] *[[Classe 500]] *[[MotoGP]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} [[Categoria:Aziende italiane]] [[Categoria:Società sportive]] [[Categoria:Sport in Italia]] kfjdkqxltocoocm2ccvky97j9v20rpt 1411412 1411400 2026-04-23T18:48:20Z Danyele 19198 de-stub 1411412 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:2019 Aprilia Racing logo.jpg|thumb|Logo]] Citazioni su '''Aprilia Racing'''. *Il primo mondiale è quello che non si dimentica mai: quello di Gramigni nel [[Motomondiale 1992|'92]] sull'Aprilia 125. Una casa piccola come l'Aprilia e battere tutti gli altri è stata la prima vera soddisfazione. Una vittoria in un'azienda grande, come Honda o Yamaha la vivi in modo diverso perché hanno già un sacco di titoli appesi sul muro. Era il primo mondiale, in una casa che faceva biciclette e che si era trasformata da poco in una casa motociclistica: quando vinci così ha un valore in più. ([[Carlo Pernat]]) *Negli anni '90, ogni week end, in ogni nazione, in ogni campionato, torme di Aprilia riempivano le griglie. Non posso non pensare, con un pizzico di presunzione, che probabilmente senza Aprilia e la sua genuina vocazione sportiva il mondo delle competizioni sarebbe stato meno ricco e forse alcuni ottimi piloti non avrebbero mai potuto dimostrare il loro talento. ([[Ivano Beggio]]) *{{NDR|«Perché ti considerano il papà del reparto corse Aprilia?»}} Quando arrivai in Aprilia, decisi di creare know-how, utilizzando le tecnologie che si trovavano in Europa. Appoggiarsi ai giapponesi avrebbe significato utilizzare materiale di "Serie B" [mentre] volevo sviluppare quello che i giapponesi non avevano, creando un sistema italiano-europeo. Avevo molta esperienza sui due tempi con ammissione a disco rotante. Tutti dicevano che era una tecnologia vecchia, superata. Io, però, continuavo a dire: "Seguiamo la nostra strada e alla fine si vedrà chi ha ragione". Volevo diversificare, non tanto per il gusto di avere qualcosa di particolare ma per battere la concorrenza. {{NDR|«Il tuo progetto divenne vincente in fretta...»}} Siamo arrivati al punto che i giapponesi si sono interessati alla nostra tecnologia. Yamaha e Honda hanno cercato di copiare Aprilia, costruendo un prototipo con motore a disco rotante. La Yamaha lo ha fatto anche correre con Tetsuya Harada, ma di fatto nessuno dei due funzionava bene, perché i giapponesi hanno fatto quello che volevano far fare a me, cioè copiare. Quando ho visto che loro stavano cercando di copiare, che è sinonimo di non capire bene come migliorare, sono stato contento. Quando copi il lavoro di altri, se sei molto, molto bravo, al massimo puoi ottenere lo stesso risultato di colui che hai voluto copiare. ([[Jan Witteveen]]) ==Voci correlate== *[[Aprilia (azienda)]] *[[Campionato mondiale Superbike]] *[[Classe 125]] *[[Classe 250]] *[[Classe 500]] *[[MotoGP]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Aziende italiane]] [[Categoria:Società sportive]] [[Categoria:Sport in Italia]] 3akw1nkjbs94yoxediq9ha93jw9ocyy Jack Arnold 0 224433 1411419 2026-04-23T19:18:49Z Mariomassone 17056 Creata pagina con "[[File:Director Jack Arnold (cropped 2).jpg|thumb|Jack Arnold nel 1954]] '''Jack Arnold''' (1916 – 1992), regista cinematografico statunitense. ==Citazioni di Jack Arnold== {{Int|Da ''A colloquio con Jack Arnold''|Intervista di [[Luigi Cozzi]], in ''Il cinema dei mostri'', Fanucci, 1987, pp. 152-164. ISBN 88-347-0018-X.}} *{{NDR|Su ''[[Destinazione... Terra!]]''}} Tutto è iniziato quando la Universal ha acquistato da [[Ray Bradbury]] un trattamento cinematografico in..." 1411419 wikitext text/x-wiki [[File:Director Jack Arnold (cropped 2).jpg|thumb|Jack Arnold nel 1954]] '''Jack Arnold''' (1916 – 1992), regista cinematografico statunitense. ==Citazioni di Jack Arnold== {{Int|Da ''A colloquio con Jack Arnold''|Intervista di [[Luigi Cozzi]], in ''Il cinema dei mostri'', Fanucci, 1987, pp. 152-164. ISBN 88-347-0018-X.}} *{{NDR|Su ''[[Destinazione... Terra!]]''}} Tutto è iniziato quando la Universal ha acquistato da [[Ray Bradbury]] un trattamento cinematografico intitolato ''The Meteor'' (La meteora). I dirigenti lo ritennero particolarmente adatto a venire trasformato in un film in 3-D. Allora il 3-D era appena saltato fuori e la Warner aveva da poco distribuito con grande successo ''La maschera di cera'' con Vincent Price, una pellicola messa su di gran fretta al solo scopo di lanciare oggetti verso lo spettatore per sfruttare il procedimento tridimensionale. Ecco perché la Universal decise di fare quel film. Me ne affidarono la regia e la pellicola che ne uscì ottenne un notevole successo. Di conseguenza, da quel momento diventai un regista specializzato in film di fantascienza, almeno secondo la Universal. *Io adoro la [[Fantascienza|science fiction]]. Ne sono sempre stato un fervente appassionato. Già da bambino acquistavo tutte le riviste che si trovavano in edicola. Ne andavo matto. Quando mi hanno proposto di girare ''Destinazione... Terra'' ne sono rimasto deliziato, perché ero ancora un grande appassionato del genere. E più sono riuscito a farne di quei film, più ne sono rimasto contento e felice, anche perché allora nessuno si permetteva di discutere quello che facevo. In quegli anni infatti non c'era nessuno che potesse affermare di essere un esperto di fantascienza cinematografica, così nessuno poteva contraddire o discutere quello che facevo io, poiché ero considerato l'unico autentico specialista, e naturalmente ero ben lieto di ribadirlo ad ogni occasione, anche se sapevo benissimo di non essere l'esperto che gli altri mi credevano. *Ritengo che l'unico modo per fare accettare al pubblico una storia impossibile sia quello di coinvolgerlo direttamente immergendolo in un'atmosfera particolare... creando una specie di suggestione o, come dicono oggi i ragazzi, delle vibrazioni: insomma bisogna impedire allo spettatore di riflettere e di pensare, immergendolo di peso in quello che si sta raccontando. *{{NDR|Su [[Clifford Stine]]}} Abbiamo lavorato insieme con grande soddisfazione reciproca. Certo, nel fare quei film, abbiamo dovuto dare frone a una quantità di problemi incredibile, folle. Per esempio, in ''[[Radiazioni BX: distruzione uomo|Radiazioni B.X.: Distruzione Uomo]]'', a parte il problema di rimpicciolire a poco a poco il protagonista fino a farlo diventare tanto piccolo da poter lottare alla pari col ragno della sua cantina, abbiamo dovuto risolvere il problema di come fare apparire enormi delle semplici gocce d'acqua, quelle che cadono dal calorifero difettoso. [...] Per risolvere questo problema, abbiamo tentato di tutto. Stavamo girando nel più grande teatro di posa della Universal, e pertanto provammo persino a costruire una specie di piccolo acquedotto che facesse cadere di tanto in tanto delle masse d'acqua sull'attore, solo che, mentre cadeva, l'acqua si spandeva all'intorno e l'effetto finale non era certo quello che ci serviva. Quando tutto sembrava perduto, io mi ricordai che da ragazzo una volta avevo trovato una scatoletta di preservativi e, non sapendo di che cosa si trattasse, li avevo riempiti d'acqua fino a gonfiarli e poi m'ero messo a lanciarli, proprio come se si trattasse di terribili bombe a spruzzo. Li lanciavo dalla finestra addosso alla gente che passava di sotto, e mi ricordo che avevo notato che mentre cadevano sembravano quasi delle gigantesche gocce d'acqua. Così feci subito acquistare dei preservativi dal trovarobe della Universal, ordinai che venissero riempiti d'acqua e incaricai alcuni macchinisti di lanciarli addosso all'attore dall'alto del teatro, mentre noi riprendevamo la scena. Le gigantesche gocce che nel film vedete cadere sull'attore sono infatti dei preservativi rigonfi d'acqua. [...] Ma l'aneddoto più divertente si è verificato alla fine delle riprese, quando l'ufficio contabilità della produzione mi ha convocato per avere una spiegazione su una voce nell'elenco spese di cui loro non riuscivano a capacitarsi. Chiesi di che cosa si trattava, e loro mi risposero che non afferravano il perché di tutti quei soldi spesi per l'acquisto di oltre cento preservativi. Io risposi che dovevano capirci, era stato un film terribilmente duro e difficile, e così avevamo festeggato la conclusione delle riprese con una grande festa... *{{NDR|Su ''[[Radiazioni BX: distruzione uomo]]''}} Sono stato costretto a riprendere prima il ragno sulla sua ragnatela, poi a farlo scendere più e camminare lungo il bordo della finestra, e infine a trafiggerlo con uno spillone, che secondo il copione gli era stato lanciato contro da Grant Williams. Abbiamo dovuto fare un mucchio di tentativi prima di riuscire a girare quella scena. È tremendamente difficile fare il regista quando l'attore è... un ragno. Alla fine siamo riusciti a farli fare quello che volevamo sospingendolo in avanti con dei getti d'aria... *Quando sceglievo il cast dei miei film di fantascienza, ho sempre cercato di prendere degli attori che fossero anche delle persone intelligenti, che avessero una buona dose di immaginazione, di mestiere e di esperienza. In maniera che, se io spiegavo quello che doveva succedere in una data inquadratura nella quale solo in seguito avremmo aggiunto gli effetti speciali, loro fossero in grado di immaginarsela per bene tutta da soli e recitare quindi senza problemi. *A mio parere, se devo essere sincero, lo [[Chroma key|schermo blu]] rivela sempre i suoi limiti e sa di fasullo... se poi non si fa estrema attenzione, intorno agli attori si nota sempre una specie di alonatura verde o azzurrina. È difficilissimo riuscire ad adoperare questo sistema nella maniera giusta. *{{NDR|Su [[Grant Williams (attore)|Grant Williams]]}} Non è mai riuscito a conquistare il pubblico. Il suo tipo non era in voga negli Anni Cinquanta. Grant era biondo e aveva gli occhi azzurri, un po' troppo bello per fare il caratterista, ma al tempo stesso lontanissimo dal genere di eroi che andava allora a Hollywood, il fusto alla Robert Taylor o alla Rock Hudson. Ha recitato in un mucchio di ruoli, senza mai trovare la sua parte. *{{NDR|Su ''[[Radiazioni BX: distruzione uomo]]''}} Era il più difficile da farsi perché nessuno aveva mai realizzato in precedenza una cosa del genere. [...] Quando in ''Radiazioni B.X.: Distruzione Uomo'' una comunissima cantina diventa una specie di inferno popolato da incredibili mostri, io volevo che tutti gli spettatori si rendessero esattamente conto che anche le loro cantine contengono in potenza i medesimi orrori... che anche la cosa più familiare e comune può diventare all'improvviso orrenda e mostruosa se si verificano certe circostanze. *{{NDR|Su ''[[Il mostro della laguna nera]]''}} Io ho fatto di tutto per mettere in quelle scene subacquee un po' di mistero e di romanticismo, oltre a un certo senso di angoscia e di terrore. Ritengo che nel primo film della serie siamo riusciti perfettamente a fare a quelle sequenze una strana atmosfera, un «tono» insolito. Le altre scene, quelle con la ragazza che nuota sulla superficie e con il mostro che la spia dal basso, giocano invece sulla paura diffusa tra la gente, che ci può essere sempre qualcosa di orrendo nascosto sul fondo d'ogni mare o fiume. È una sensazione che avrà provato anche lei, quando magari sta nuotando e all'improvviso sente qualcosa che le sfiora la caviglia... *[...] volevo far nascere un certo sentimento di pietà nei confronti del Mostro... o la mia «bella bestiaccia», come lo chiamavo io... perché a me quel mostro era simpatico. *{{NDR|Su [[Ricou Browning]]}} Quel ragazzo era un nuotatore subacqueo così abile che l'unica cosa che dovevamo fare era di tenergli sempre a disposizione un respiratore fuori scena, e quando lui riteneva di avere bisogno di prendere nuovamente ossigeno si limitava a risalire in superficie, inspirava a pieni polmoni e tornava giù di colpo a fare la scena, in un attimo. In questa apnea riusciva a restare sott'acqua quasi all'infinito. Noi non avevamo potuto inserire delle bombole sotto il «costume» da mostro perché altrimenti si sarebbero viste le bollicine. Ma questo ragazzo ci risolse tutti i problemi. Era sensazionale. ==Citazioni su Jack Arnold== ===[[Luigi Cozzi]]=== {{cronologico}} *Clamorosamente, incredibilmente sottovalutato per anni e anni, il regista americano Jack Arnold viene oggi, finalmente riscoperto e riqualificato nella sua giusta luce. Arnold è infatti il più ispirato e geniale regista che il cinema fantastico (cioè di fantascienza e «gotico») abbia avuto nel decennio tra il 1950 e il 1960. *Arnold ha realizzato una serie di film che possono ritenersi ciascuno la «parola definitiva» nei rispettivi generi di appartenenza, da la ''[[Tarantola (film)|Tarantola]]'' (il più geniale «film di mostri») a ''[[Destinazione... Terra!|Destinazione... Terra]]'' (il più coraggioso film sugli alieni), da ''[[La vendetta del mostro|La vendetta del mostro della Laguna Nera]]'' (il più poetico film dell'orrore) a ''[[Il ruggito del topo]]'' (il più divertente e pungente esempio di fantapolitica). *Il cinema fantascientifico di Arnold è famoso per la sua «atmosfera» e la straordinaria quantità di significati, di risvolti e di simboli che contiene. Con i suoi film Arnold è riuscito a tratteggiare una panoramica completa della condizione umana di fronte all'universo, giostrando in continuazione sull'argomento dal quale è sempre apparso affascinato: la faticosa lotta per la riconquista della propria migliore essenza umana intrapresa dall'uomo comune del nostro tempo. *Soltanto adesso sulla scia della riscoperta e della rivalutazione di quell'incredibile «eta dell'oro» che è stata la fantascienza cinematografica degli Anni Cinquanta, anche l'opera di Arnold è stata finalmente inquadrata nella giusta luce e così oggi sulla figura di questo straordinario regista (che ha avuto persino il coraggio di abbandonare il campo nel momento di massimo successo) fioriscono addirittura intere leggende e i suoi film sono ricordati con delirante entusiasmo degli appassionati. E mai, devo ripeterlo, queste sue opere deludono, anche quando il regista è costretto a muoversi entro i confini e i luoghi comuni dei «generi» di moda durante gli Anni Cinquanta. ==Filmografia== *''[[Destinazione... Terra!]]'' (1953) *''[[Il mostro della laguna nera]]'' (1954) *''[[Cittadino dello spazio]]'' (1955) *''[[La meteora infernale]] (1957) == Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Arnold, Jack}} [[Categoria:Registi statunitensi]] 7tz1yz1ndkw2afomp8vp4wkwnj9fgq6 1411425 1411419 2026-04-23T20:03:58Z Mariomassone 17056 /* Filmografia */ 1411425 wikitext text/x-wiki [[File:Director Jack Arnold (cropped 2).jpg|thumb|Jack Arnold nel 1954]] '''Jack Arnold''' (1916 – 1992), regista cinematografico statunitense. ==Citazioni di Jack Arnold== {{Int|Da ''A colloquio con Jack Arnold''|Intervista di [[Luigi Cozzi]], in ''Il cinema dei mostri'', Fanucci, 1987, pp. 152-164. ISBN 88-347-0018-X.}} *{{NDR|Su ''[[Destinazione... Terra!]]''}} Tutto è iniziato quando la Universal ha acquistato da [[Ray Bradbury]] un trattamento cinematografico intitolato ''The Meteor'' (La meteora). I dirigenti lo ritennero particolarmente adatto a venire trasformato in un film in 3-D. Allora il 3-D era appena saltato fuori e la Warner aveva da poco distribuito con grande successo ''La maschera di cera'' con Vincent Price, una pellicola messa su di gran fretta al solo scopo di lanciare oggetti verso lo spettatore per sfruttare il procedimento tridimensionale. Ecco perché la Universal decise di fare quel film. Me ne affidarono la regia e la pellicola che ne uscì ottenne un notevole successo. Di conseguenza, da quel momento diventai un regista specializzato in film di fantascienza, almeno secondo la Universal. *Io adoro la [[Fantascienza|science fiction]]. Ne sono sempre stato un fervente appassionato. Già da bambino acquistavo tutte le riviste che si trovavano in edicola. Ne andavo matto. 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In quegli anni infatti non c'era nessuno che potesse affermare di essere un esperto di fantascienza cinematografica, così nessuno poteva contraddire o discutere quello che facevo io, poiché ero considerato l'unico autentico specialista, e naturalmente ero ben lieto di ribadirlo ad ogni occasione, anche se sapevo benissimo di non essere l'esperto che gli altri mi credevano. *Ritengo che l'unico modo per fare accettare al pubblico una storia impossibile sia quello di coinvolgerlo direttamente immergendolo in un'atmosfera particolare... creando una specie di suggestione o, come dicono oggi i ragazzi, delle vibrazioni: insomma bisogna impedire allo spettatore di riflettere e di pensare, immergendolo di peso in quello che si sta raccontando. *{{NDR|Su [[Clifford Stine]]}} Abbiamo lavorato insieme con grande soddisfazione reciproca. Certo, nel fare quei film, abbiamo dovuto dare frone a una quantità di problemi incredibile, folle. Per esempio, in ''[[Radiazioni BX: distruzione uomo|Radiazioni B.X.: Distruzione Uomo]]'', a parte il problema di rimpicciolire a poco a poco il protagonista fino a farlo diventare tanto piccolo da poter lottare alla pari col ragno della sua cantina, abbiamo dovuto risolvere il problema di come fare apparire enormi delle semplici gocce d'acqua, quelle che cadono dal calorifero difettoso. [...] Per risolvere questo problema, abbiamo tentato di tutto. Stavamo girando nel più grande teatro di posa della Universal, e pertanto provammo persino a costruire una specie di piccolo acquedotto che facesse cadere di tanto in tanto delle masse d'acqua sull'attore, solo che, mentre cadeva, l'acqua si spandeva all'intorno e l'effetto finale non era certo quello che ci serviva. Quando tutto sembrava perduto, io mi ricordai che da ragazzo una volta avevo trovato una scatoletta di preservativi e, non sapendo di che cosa si trattasse, li avevo riempiti d'acqua fino a gonfiarli e poi m'ero messo a lanciarli, proprio come se si trattasse di terribili bombe a spruzzo. Li lanciavo dalla finestra addosso alla gente che passava di sotto, e mi ricordo che avevo notato che mentre cadevano sembravano quasi delle gigantesche gocce d'acqua. Così feci subito acquistare dei preservativi dal trovarobe della Universal, ordinai che venissero riempiti d'acqua e incaricai alcuni macchinisti di lanciarli addosso all'attore dall'alto del teatro, mentre noi riprendevamo la scena. Le gigantesche gocce che nel film vedete cadere sull'attore sono infatti dei preservativi rigonfi d'acqua. [...] Ma l'aneddoto più divertente si è verificato alla fine delle riprese, quando l'ufficio contabilità della produzione mi ha convocato per avere una spiegazione su una voce nell'elenco spese di cui loro non riuscivano a capacitarsi. Chiesi di che cosa si trattava, e loro mi risposero che non afferravano il perché di tutti quei soldi spesi per l'acquisto di oltre cento preservativi. Io risposi che dovevano capirci, era stato un film terribilmente duro e difficile, e così avevamo festeggato la conclusione delle riprese con una grande festa... *{{NDR|Su ''[[Radiazioni BX: distruzione uomo]]''}} Sono stato costretto a riprendere prima il ragno sulla sua ragnatela, poi a farlo scendere più e camminare lungo il bordo della finestra, e infine a trafiggerlo con uno spillone, che secondo il copione gli era stato lanciato contro da Grant Williams. Abbiamo dovuto fare un mucchio di tentativi prima di riuscire a girare quella scena. È tremendamente difficile fare il regista quando l'attore è... un ragno. Alla fine siamo riusciti a farli fare quello che volevamo sospingendolo in avanti con dei getti d'aria... *Quando sceglievo il cast dei miei film di fantascienza, ho sempre cercato di prendere degli attori che fossero anche delle persone intelligenti, che avessero una buona dose di immaginazione, di mestiere e di esperienza. In maniera che, se io spiegavo quello che doveva succedere in una data inquadratura nella quale solo in seguito avremmo aggiunto gli effetti speciali, loro fossero in grado di immaginarsela per bene tutta da soli e recitare quindi senza problemi. *A mio parere, se devo essere sincero, lo [[Chroma key|schermo blu]] rivela sempre i suoi limiti e sa di fasullo... se poi non si fa estrema attenzione, intorno agli attori si nota sempre una specie di alonatura verde o azzurrina. È difficilissimo riuscire ad adoperare questo sistema nella maniera giusta. *{{NDR|Su [[Grant Williams (attore)|Grant Williams]]}} Non è mai riuscito a conquistare il pubblico. Il suo tipo non era in voga negli Anni Cinquanta. Grant era biondo e aveva gli occhi azzurri, un po' troppo bello per fare il caratterista, ma al tempo stesso lontanissimo dal genere di eroi che andava allora a Hollywood, il fusto alla Robert Taylor o alla Rock Hudson. Ha recitato in un mucchio di ruoli, senza mai trovare la sua parte. *{{NDR|Su ''[[Radiazioni BX: distruzione uomo]]''}} Era il più difficile da farsi perché nessuno aveva mai realizzato in precedenza una cosa del genere. [...] Quando in ''Radiazioni B.X.: Distruzione Uomo'' una comunissima cantina diventa una specie di inferno popolato da incredibili mostri, io volevo che tutti gli spettatori si rendessero esattamente conto che anche le loro cantine contengono in potenza i medesimi orrori... che anche la cosa più familiare e comune può diventare all'improvviso orrenda e mostruosa se si verificano certe circostanze. *{{NDR|Su ''[[Il mostro della laguna nera]]''}} Io ho fatto di tutto per mettere in quelle scene subacquee un po' di mistero e di romanticismo, oltre a un certo senso di angoscia e di terrore. Ritengo che nel primo film della serie siamo riusciti perfettamente a fare a quelle sequenze una strana atmosfera, un «tono» insolito. Le altre scene, quelle con la ragazza che nuota sulla superficie e con il mostro che la spia dal basso, giocano invece sulla paura diffusa tra la gente, che ci può essere sempre qualcosa di orrendo nascosto sul fondo d'ogni mare o fiume. È una sensazione che avrà provato anche lei, quando magari sta nuotando e all'improvviso sente qualcosa che le sfiora la caviglia... *[...] volevo far nascere un certo sentimento di pietà nei confronti del Mostro... o la mia «bella bestiaccia», come lo chiamavo io... perché a me quel mostro era simpatico. *{{NDR|Su [[Ricou Browning]]}} Quel ragazzo era un nuotatore subacqueo così abile che l'unica cosa che dovevamo fare era di tenergli sempre a disposizione un respiratore fuori scena, e quando lui riteneva di avere bisogno di prendere nuovamente ossigeno si limitava a risalire in superficie, inspirava a pieni polmoni e tornava giù di colpo a fare la scena, in un attimo. In questa apnea riusciva a restare sott'acqua quasi all'infinito. Noi non avevamo potuto inserire delle bombole sotto il «costume» da mostro perché altrimenti si sarebbero viste le bollicine. Ma questo ragazzo ci risolse tutti i problemi. 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Con i suoi film Arnold è riuscito a tratteggiare una panoramica completa della condizione umana di fronte all'universo, giostrando in continuazione sull'argomento dal quale è sempre apparso affascinato: la faticosa lotta per la riconquista della propria migliore essenza umana intrapresa dall'uomo comune del nostro tempo. *Soltanto adesso sulla scia della riscoperta e della rivalutazione di quell'incredibile «eta dell'oro» che è stata la fantascienza cinematografica degli Anni Cinquanta, anche l'opera di Arnold è stata finalmente inquadrata nella giusta luce e così oggi sulla figura di questo straordinario regista (che ha avuto persino il coraggio di abbandonare il campo nel momento di massimo successo) fioriscono addirittura intere leggende e i suoi film sono ricordati con delirante entusiasmo degli appassionati. E mai, devo ripeterlo, queste sue opere deludono, anche quando il regista è costretto a muoversi entro i confini e i luoghi comuni dei «generi» di moda durante gli Anni Cinquanta. ==Filmografia== *''[[Destinazione... Terra!]]'' (1953) *''[[Il mostro della laguna nera]]'' (1954) *''[[Cittadino dello spazio]]'' (1955) *''[[La meteora infernale]]'' (1957) == Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Arnold, Jack}} [[Categoria:Registi statunitensi]] q3jt5fxu3jebjm372lsm9ffxkh1nrbn 1411426 1411425 2026-04-23T20:04:17Z Mariomassone 17056 /* Citazioni di Jack Arnold */ 1411426 wikitext text/x-wiki [[File:Director Jack Arnold (cropped 2).jpg|thumb|Jack Arnold nel 1954]] '''Jack Arnold''' (1916 – 1992), regista cinematografico statunitense. ==Citazioni di Jack Arnold== {{Int|Da ''A colloquio con Jack Arnold''|Intervista di [[Luigi Cozzi]], in ''Il cinema dei mostri'', Fanucci, 1987, pp. 152-164. ISBN 88-347-0018-X.}} *{{NDR|Su ''[[Destinazione... 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Quando mi hanno proposto di girare ''Destinazione... Terra'' ne sono rimasto deliziato, perché ero ancora un grande appassionato del genere. E più sono riuscito a farne di quei film, più ne sono rimasto contento e felice, anche perché allora nessuno si permetteva di discutere quello che facevo. In quegli anni infatti non c'era nessuno che potesse affermare di essere un esperto di fantascienza cinematografica, così nessuno poteva contraddire o discutere quello che facevo io, poiché ero considerato l'unico autentico specialista, e naturalmente ero ben lieto di ribadirlo ad ogni occasione, anche se sapevo benissimo di non essere l'esperto che gli altri mi credevano. *Ritengo che l'unico modo per fare accettare al pubblico una storia impossibile sia quello di coinvolgerlo direttamente immergendolo in un'atmosfera particolare... creando una specie di suggestione o, come dicono oggi i ragazzi, delle vibrazioni: insomma bisogna impedire allo spettatore di riflettere e di pensare, immergendolo di peso in quello che si sta raccontando. *{{NDR|Su [[Clifford Stine]]}} Abbiamo lavorato insieme con grande soddisfazione reciproca. Certo, nel fare quei film, abbiamo dovuto dare fronte a una quantità di problemi incredibile, folle. Per esempio, in ''[[Radiazioni BX: distruzione uomo|Radiazioni B.X.: Distruzione Uomo]]'', a parte il problema di rimpicciolire a poco a poco il protagonista fino a farlo diventare tanto piccolo da poter lottare alla pari col ragno della sua cantina, abbiamo dovuto risolvere il problema di come fare apparire enormi delle semplici gocce d'acqua, quelle che cadono dal calorifero difettoso. [...] Per risolvere questo problema, abbiamo tentato di tutto. Stavamo girando nel più grande teatro di posa della Universal, e pertanto provammo persino a costruire una specie di piccolo acquedotto che facesse cadere di tanto in tanto delle masse d'acqua sull'attore, solo che, mentre cadeva, l'acqua si spandeva all'intorno e l'effetto finale non era certo quello che ci serviva. Quando tutto sembrava perduto, io mi ricordai che da ragazzo una volta avevo trovato una scatoletta di preservativi e, non sapendo di che cosa si trattasse, li avevo riempiti d'acqua fino a gonfiarli e poi m'ero messo a lanciarli, proprio come se si trattasse di terribili bombe a spruzzo. Li lanciavo dalla finestra addosso alla gente che passava di sotto, e mi ricordo che avevo notato che mentre cadevano sembravano quasi delle gigantesche gocce d'acqua. Così feci subito acquistare dei preservativi dal trovarobe della Universal, ordinai che venissero riempiti d'acqua e incaricai alcuni macchinisti di lanciarli addosso all'attore dall'alto del teatro, mentre noi riprendevamo la scena. Le gigantesche gocce che nel film vedete cadere sull'attore sono infatti dei preservativi rigonfi d'acqua. [...] Ma l'aneddoto più divertente si è verificato alla fine delle riprese, quando l'ufficio contabilità della produzione mi ha convocato per avere una spiegazione su una voce nell'elenco spese di cui loro non riuscivano a capacitarsi. Chiesi di che cosa si trattava, e loro mi risposero che non afferravano il perché di tutti quei soldi spesi per l'acquisto di oltre cento preservativi. Io risposi che dovevano capirci, era stato un film terribilmente duro e difficile, e così avevamo festeggato la conclusione delle riprese con una grande festa... *{{NDR|Su ''[[Radiazioni BX: distruzione uomo]]''}} Sono stato costretto a riprendere prima il ragno sulla sua ragnatela, poi a farlo scendere più e camminare lungo il bordo della finestra, e infine a trafiggerlo con uno spillone, che secondo il copione gli era stato lanciato contro da Grant Williams. Abbiamo dovuto fare un mucchio di tentativi prima di riuscire a girare quella scena. È tremendamente difficile fare il regista quando l'attore è... un ragno. Alla fine siamo riusciti a farli fare quello che volevamo sospingendolo in avanti con dei getti d'aria... *Quando sceglievo il cast dei miei film di fantascienza, ho sempre cercato di prendere degli attori che fossero anche delle persone intelligenti, che avessero una buona dose di immaginazione, di mestiere e di esperienza. In maniera che, se io spiegavo quello che doveva succedere in una data inquadratura nella quale solo in seguito avremmo aggiunto gli effetti speciali, loro fossero in grado di immaginarsela per bene tutta da soli e recitare quindi senza problemi. *A mio parere, se devo essere sincero, lo [[Chroma key|schermo blu]] rivela sempre i suoi limiti e sa di fasullo... se poi non si fa estrema attenzione, intorno agli attori si nota sempre una specie di alonatura verde o azzurrina. È difficilissimo riuscire ad adoperare questo sistema nella maniera giusta. *{{NDR|Su [[Grant Williams (attore)|Grant Williams]]}} Non è mai riuscito a conquistare il pubblico. Il suo tipo non era in voga negli Anni Cinquanta. Grant era biondo e aveva gli occhi azzurri, un po' troppo bello per fare il caratterista, ma al tempo stesso lontanissimo dal genere di eroi che andava allora a Hollywood, il fusto alla Robert Taylor o alla Rock Hudson. Ha recitato in un mucchio di ruoli, senza mai trovare la sua parte. *{{NDR|Su ''[[Radiazioni BX: distruzione uomo]]''}} Era il più difficile da farsi perché nessuno aveva mai realizzato in precedenza una cosa del genere. [...] Quando in ''Radiazioni B.X.: Distruzione Uomo'' una comunissima cantina diventa una specie di inferno popolato da incredibili mostri, io volevo che tutti gli spettatori si rendessero esattamente conto che anche le loro cantine contengono in potenza i medesimi orrori... che anche la cosa più familiare e comune può diventare all'improvviso orrenda e mostruosa se si verificano certe circostanze. *{{NDR|Su ''[[Il mostro della laguna nera]]''}} Io ho fatto di tutto per mettere in quelle scene subacquee un po' di mistero e di romanticismo, oltre a un certo senso di angoscia e di terrore. Ritengo che nel primo film della serie siamo riusciti perfettamente a fare a quelle sequenze una strana atmosfera, un «tono» insolito. Le altre scene, quelle con la ragazza che nuota sulla superficie e con il mostro che la spia dal basso, giocano invece sulla paura diffusa tra la gente, che ci può essere sempre qualcosa di orrendo nascosto sul fondo d'ogni mare o fiume. È una sensazione che avrà provato anche lei, quando magari sta nuotando e all'improvviso sente qualcosa che le sfiora la caviglia... *[...] volevo far nascere un certo sentimento di pietà nei confronti del Mostro... o la mia «bella bestiaccia», come lo chiamavo io... perché a me quel mostro era simpatico. *{{NDR|Su [[Ricou Browning]]}} Quel ragazzo era un nuotatore subacqueo così abile che l'unica cosa che dovevamo fare era di tenergli sempre a disposizione un respiratore fuori scena, e quando lui riteneva di avere bisogno di prendere nuovamente ossigeno si limitava a risalire in superficie, inspirava a pieni polmoni e tornava giù di colpo a fare la scena, in un attimo. In questa apnea riusciva a restare sott'acqua quasi all'infinito. Noi non avevamo potuto inserire delle bombole sotto il «costume» da mostro perché altrimenti si sarebbero viste le bollicine. Ma questo ragazzo ci risolse tutti i problemi. Era sensazionale. ==Citazioni su Jack Arnold== ===[[Luigi Cozzi]]=== {{cronologico}} *Clamorosamente, incredibilmente sottovalutato per anni e anni, il regista americano Jack Arnold viene oggi, finalmente riscoperto e riqualificato nella sua giusta luce. Arnold è infatti il più ispirato e geniale regista che il cinema fantastico (cioè di fantascienza e «gotico») abbia avuto nel decennio tra il 1950 e il 1960. *Arnold ha realizzato una serie di film che possono ritenersi ciascuno la «parola definitiva» nei rispettivi generi di appartenenza, da la ''[[Tarantola (film)|Tarantola]]'' (il più geniale «film di mostri») a ''[[Destinazione... Terra!|Destinazione... Terra]]'' (il più coraggioso film sugli alieni), da ''[[La vendetta del mostro|La vendetta del mostro della Laguna Nera]]'' (il più poetico film dell'orrore) a ''[[Il ruggito del topo]]'' (il più divertente e pungente esempio di fantapolitica). *Il cinema fantascientifico di Arnold è famoso per la sua «atmosfera» e la straordinaria quantità di significati, di risvolti e di simboli che contiene. Con i suoi film Arnold è riuscito a tratteggiare una panoramica completa della condizione umana di fronte all'universo, giostrando in continuazione sull'argomento dal quale è sempre apparso affascinato: la faticosa lotta per la riconquista della propria migliore essenza umana intrapresa dall'uomo comune del nostro tempo. *Soltanto adesso sulla scia della riscoperta e della rivalutazione di quell'incredibile «eta dell'oro» che è stata la fantascienza cinematografica degli Anni Cinquanta, anche l'opera di Arnold è stata finalmente inquadrata nella giusta luce e così oggi sulla figura di questo straordinario regista (che ha avuto persino il coraggio di abbandonare il campo nel momento di massimo successo) fioriscono addirittura intere leggende e i suoi film sono ricordati con delirante entusiasmo degli appassionati. E mai, devo ripeterlo, queste sue opere deludono, anche quando il regista è costretto a muoversi entro i confini e i luoghi comuni dei «generi» di moda durante gli Anni Cinquanta. ==Filmografia== *''[[Destinazione... Terra!]]'' (1953) *''[[Il mostro della laguna nera]]'' (1954) *''[[Cittadino dello spazio]]'' (1955) *''[[La meteora infernale]]'' (1957) == Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Arnold, Jack}} [[Categoria:Registi statunitensi]] mvcodoqh63yzerjxmkvby9wbwjnnmkz 1411462 1411426 2026-04-24T06:12:18Z Mariomassone 17056 /* Citazioni di Jack Arnold */ 1411462 wikitext text/x-wiki [[File:Director Jack Arnold (cropped 2).jpg|thumb|Jack Arnold nel 1954]] '''Jack Arnold''' (1916 – 1992), regista cinematografico statunitense. ==Citazioni di Jack Arnold== {{Int|Da ''A colloquio con Jack Arnold''|Intervista di [[Luigi Cozzi]], in ''Il cinema dei mostri'', Fanucci, 1987, pp. 152-164. ISBN 88-347-0018-X.}} *{{NDR|Su ''[[Destinazione... Terra!]]''}} Tutto è iniziato quando la Universal ha acquistato da [[Ray Bradbury]] un trattamento cinematografico intitolato ''The Meteor'' (La meteora). I dirigenti lo ritennero particolarmente adatto a venire trasformato in un film in 3-D. Allora il 3-D era appena saltato fuori e la Warner aveva da poco distribuito con grande successo ''La maschera di cera'' con Vincent Price, una pellicola messa su di gran fretta al solo scopo di lanciare oggetti verso lo spettatore per sfruttare il procedimento tridimensionale. Ecco perché la Universal decise di fare quel film. Me ne affidarono la regia e la pellicola che ne uscì ottenne un notevole successo. Di conseguenza, da quel momento diventai un regista specializzato in film di fantascienza, almeno secondo la Universal. *Io adoro la [[Fantascienza|science fiction]]. Ne sono sempre stato un fervente appassionato. Già da bambino acquistavo tutte le riviste che si trovavano in edicola. Ne andavo matto. Quando mi hanno proposto di girare ''Destinazione... Terra'' ne sono rimasto deliziato, perché ero ancora un grande appassionato del genere. E più sono riuscito a farne di quei film, più ne sono rimasto contento e felice, anche perché allora nessuno si permetteva di discutere quello che facevo. In quegli anni infatti non c'era nessuno che potesse affermare di essere un esperto di fantascienza cinematografica, così nessuno poteva contraddire o discutere quello che facevo io, poiché ero considerato l'unico autentico specialista, e naturalmente ero ben lieto di ribadirlo ad ogni occasione, anche se sapevo benissimo di non essere l'esperto che gli altri mi credevano. *Ritengo che l'unico modo per fare accettare al pubblico una storia impossibile sia quello di coinvolgerlo direttamente immergendolo in un'atmosfera particolare... creando una specie di suggestione o, come dicono oggi i ragazzi, delle vibrazioni: insomma bisogna impedire allo spettatore di riflettere e di pensare, immergendolo di peso in quello che si sta raccontando. *{{NDR|Su [[Clifford Stine]]}} Abbiamo lavorato insieme con grande soddisfazione reciproca. Certo, nel fare quei film, abbiamo dovuto dare fronte a una quantità di problemi incredibile, folle. Per esempio, in ''[[Radiazioni BX: distruzione uomo|Radiazioni B.X.: Distruzione Uomo]]'', a parte il problema di rimpicciolire a poco a poco il protagonista fino a farlo diventare tanto piccolo da poter lottare alla pari col ragno della sua cantina, abbiamo dovuto risolvere il problema di come fare apparire enormi delle semplici gocce d'acqua, quelle che cadono dal calorifero difettoso. [...] Per risolvere questo problema, abbiamo tentato di tutto. Stavamo girando nel più grande teatro di posa della Universal, e pertanto provammo persino a costruire una specie di piccolo acquedotto che facesse cadere di tanto in tanto delle masse d'acqua sull'attore, solo che, mentre cadeva, l'acqua si spandeva all'intorno e l'effetto finale non era certo quello che ci serviva. Quando tutto sembrava perduto, io mi ricordai che da ragazzo una volta avevo trovato una scatoletta di preservativi e, non sapendo di che cosa si trattasse, li avevo riempiti d'acqua fino a gonfiarli e poi m'ero messo a lanciarli, proprio come se si trattasse di terribili bombe a spruzzo. Li lanciavo dalla finestra addosso alla gente che passava di sotto, e mi ricordo che avevo notato che mentre cadevano sembravano quasi delle gigantesche gocce d'acqua. Così feci subito acquistare dei preservativi dal trovarobe della Universal, ordinai che venissero riempiti d'acqua e incaricai alcuni macchinisti di lanciarli addosso all'attore dall'alto del teatro, mentre noi riprendevamo la scena. Le gigantesche gocce che nel film vedete cadere sull'attore sono infatti dei preservativi rigonfi d'acqua. [...] Ma l'aneddoto più divertente si è verificato alla fine delle riprese, quando l'ufficio contabilità della produzione mi ha convocato per avere una spiegazione su una voce nell'elenco spese di cui loro non riuscivano a capacitarsi. Chiesi di che cosa si trattava, e loro mi risposero che non afferravano il perché di tutti quei soldi spesi per l'acquisto di oltre cento preservativi. Io risposi che dovevano capirci, era stato un film terribilmente duro e difficile, e così avevamo festeggato la conclusione delle riprese con una grande festa... *{{NDR|Su ''[[Radiazioni BX: distruzione uomo]]''}} Sono stato costretto a riprendere prima il ragno sulla sua ragnatela, poi a farlo scendere più e camminare lungo il bordo della finestra, e infine a trafiggerlo con uno spillone, che secondo il copione gli era stato lanciato contro da Grant Williams. Abbiamo dovuto fare un mucchio di tentativi prima di riuscire a girare quella scena. È tremendamente difficile fare il regista quando l'attore è... un ragno. Alla fine siamo riusciti a farli fare quello che volevamo sospingendolo in avanti con dei getti d'aria... *Quando sceglievo il cast dei miei film di fantascienza, ho sempre cercato di prendere degli attori che fossero anche delle persone intelligenti, che avessero una buona dose di immaginazione, di mestiere e di esperienza. In maniera che, se io spiegavo quello che doveva succedere in una data inquadratura nella quale solo in seguito avremmo aggiunto gli effetti speciali, loro fossero in grado di immaginarsela per bene tutta da soli e recitare quindi senza problemi. *A mio parere, se devo essere sincero, lo [[Chroma key|schermo blu]] rivela sempre i suoi limiti e sa di fasullo... se poi non si fa estrema attenzione, intorno agli attori si nota sempre una specie di alonatura verde o azzurrina. È difficilissimo riuscire ad adoperare questo sistema nella maniera giusta. *{{NDR|Su [[Grant Williams (attore)|Grant Williams]]}} Non è mai riuscito a conquistare il pubblico. Il suo tipo non era in voga negli Anni Cinquanta. Grant era biondo e aveva gli occhi azzurri, un po' troppo bello per fare il caratterista, ma al tempo stesso lontanissimo dal genere di eroi che andava allora a Hollywood, il fusto alla Robert Taylor o alla Rock Hudson. Ha recitato in un mucchio di ruoli, senza mai trovare la sua parte. *{{NDR|Su ''[[Radiazioni BX: distruzione uomo]]''}} Era il più difficile da farsi perché nessuno aveva mai realizzato in precedenza una cosa del genere. [...] Quando in ''Radiazioni B.X.: Distruzione Uomo'' una comunissima cantina diventa una specie di inferno popolato da incredibili mostri, io volevo che tutti gli spettatori si rendessero esattamente conto che anche le loro cantine contengono in potenza i medesimi orrori... che anche la cosa più familiare e comune può diventare all'improvviso orrenda e mostruosa se si verificano certe circostanze. [[File:Still from the Creature from the Black Lagoon (15666911261) (cropped).jpg|thumb|Il ''Gill-Man'' de ''[[Il mostro della laguna nera]]'']] *{{NDR|Su ''[[Il mostro della laguna nera]]''}} Io ho fatto di tutto per mettere in quelle scene subacquee un po' di mistero e di romanticismo, oltre a un certo senso di angoscia e di terrore. Ritengo che nel primo film della serie siamo riusciti perfettamente a fare a quelle sequenze una strana atmosfera, un «tono» insolito. Le altre scene, quelle con la ragazza che nuota sulla superficie e con il mostro che la spia dal basso, giocano invece sulla paura diffusa tra la gente, che ci può essere sempre qualcosa di orrendo nascosto sul fondo d'ogni mare o fiume. È una sensazione che avrà provato anche lei, quando magari sta nuotando e all'improvviso sente qualcosa che le sfiora la caviglia... *[...] volevo far nascere un certo sentimento di pietà nei confronti del Mostro... o la mia «bella bestiaccia», come lo chiamavo io... perché a me quel mostro era simpatico. *{{NDR|Su [[Ricou Browning]]}} Quel ragazzo era un nuotatore subacqueo così abile che l'unica cosa che dovevamo fare era di tenergli sempre a disposizione un respiratore fuori scena, e quando lui riteneva di avere bisogno di prendere nuovamente ossigeno si limitava a risalire in superficie, inspirava a pieni polmoni e tornava giù di colpo a fare la scena, in un attimo. In questa apnea riusciva a restare sott'acqua quasi all'infinito. Noi non avevamo potuto inserire delle bombole sotto il «costume» da mostro perché altrimenti si sarebbero viste le bollicine. Ma questo ragazzo ci risolse tutti i problemi. Era sensazionale. ==Citazioni su Jack Arnold== ===[[Luigi Cozzi]]=== {{cronologico}} *Clamorosamente, incredibilmente sottovalutato per anni e anni, il regista americano Jack Arnold viene oggi, finalmente riscoperto e riqualificato nella sua giusta luce. Arnold è infatti il più ispirato e geniale regista che il cinema fantastico (cioè di fantascienza e «gotico») abbia avuto nel decennio tra il 1950 e il 1960. *Arnold ha realizzato una serie di film che possono ritenersi ciascuno la «parola definitiva» nei rispettivi generi di appartenenza, da la ''[[Tarantola (film)|Tarantola]]'' (il più geniale «film di mostri») a ''[[Destinazione... Terra!|Destinazione... Terra]]'' (il più coraggioso film sugli alieni), da ''[[La vendetta del mostro|La vendetta del mostro della Laguna Nera]]'' (il più poetico film dell'orrore) a ''[[Il ruggito del topo]]'' (il più divertente e pungente esempio di fantapolitica). *Il cinema fantascientifico di Arnold è famoso per la sua «atmosfera» e la straordinaria quantità di significati, di risvolti e di simboli che contiene. Con i suoi film Arnold è riuscito a tratteggiare una panoramica completa della condizione umana di fronte all'universo, giostrando in continuazione sull'argomento dal quale è sempre apparso affascinato: la faticosa lotta per la riconquista della propria migliore essenza umana intrapresa dall'uomo comune del nostro tempo. *Soltanto adesso sulla scia della riscoperta e della rivalutazione di quell'incredibile «eta dell'oro» che è stata la fantascienza cinematografica degli Anni Cinquanta, anche l'opera di Arnold è stata finalmente inquadrata nella giusta luce e così oggi sulla figura di questo straordinario regista (che ha avuto persino il coraggio di abbandonare il campo nel momento di massimo successo) fioriscono addirittura intere leggende e i suoi film sono ricordati con delirante entusiasmo degli appassionati. E mai, devo ripeterlo, queste sue opere deludono, anche quando il regista è costretto a muoversi entro i confini e i luoghi comuni dei «generi» di moda durante gli Anni Cinquanta. ==Filmografia== *''[[Destinazione... 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In realtà, da un punto di vista strettamente geometrico, a livello di realtà fisica, la descrizione dovrebbe essere molto diversa: si tratta di tre settori circolari neri e di tre angoli disposti in un certo ordine l'uno rispetto all'altro, e nulla di più. ([[Gaetano Kanizsa]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|commons=Category:Kanizsa triangle}} {{s}} [[Categoria:Psicologia]] [[Categoria:Psicologia della Gestalt]] pcbcjt46d51q4hi7s39jeja9b38xyrl 1411438 1411434 2026-04-23T21:41:46Z Udiki 86035 1411438 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Kanizsa triangle.svg|miniatura|Triangolo di Kanizsa]] Citazioni sul '''triangolo di Kanizsa'''. ==Citazioni== *Chiunque tenderebbe a descrivere tale situazione come composta da un triangolo bianco opaco che copre parzialmente tre dischi neri e un triangolo delimitato da un bordo nero. In realtà, da un punto di vista strettamente geometrico, a livello di realtà fisica, la descrizione dovrebbe essere molto diversa: si tratta di tre settori circolari neri e di tre angoli disposti in un certo ordine l'uno rispetto all'altro, e nulla di più. ([[Gaetano Kanizsa]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul|etichetta=triangolo di Kanizsa}} {{s}} [[Categoria:Psicologia della Gestalt]] fbalunua044ii6zj9ji5jcitsl5prs7 Gran Turismo (automobile) 0 224438 1411445 2026-04-23T23:09:50Z Danyele 19198 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Alfa GT 20090801 front.JPG|thumb|Un'Alfa Romeo GT del 2003, esempio di vettura Gran Turismo]] Citazioni sull'automobile '''Gran Turismo''' o '''Granturismo''', nota anche con la sigla '''GT'''. *Prima di tutto la Gran Turismo la prende uno che vuole differenziarsi dagli altri, chiedere alla vettura delle prestazioni istantanee che non può avere su altre macchine. 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Mi dissi: questo è un italiano, per..." 1411457 wikitext text/x-wiki [[File:Ralph DePalma 1912.jpg|thumb|Ralph De Palma nel 1912]] '''Raffaele De Palma''' o '''DePalma''', detto '''Ralph''' (1882 – 1956), pilota automobilistico italiano naturalizzato statunitense. ==Citazioni su Ralph De Palma== *Ricordo che nel 1912 vidi una fotografia sulla ''Stampa Illustrata'' che si pubblicava allora a Torino, di {{Sic|Raffaele Di Palma}}, che mi sembra avesse vinto in quell'epoca la 500 Miglia di Indianapolis. Mi dissi: questo è un italiano, perché un giorno non potrei anch'io essere un pilota d'automobili? E tutti gli atti sono stati una conseguenza di questo sogno dell'adolescenza. ([[Enzo Ferrari]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:De Palma, Ralph}} [[Categoria:Piloti automobilistici italiani]] [[Categoria:Piloti automobilistici statunitensi]] 2jjg2b0x0yrv7k7ratmot1878xqhm88 Discussioni utente:Kandarpajit Kallol 3 224440 1411461 2026-04-24T06:05:28Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1411461 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 08:05, 24 apr 2026 (CEST)}} ejqajy29tavfjotlpy4d2l1dkua1rmo Discussioni utente:Paneficio 3 224441 1411463 2026-04-24T07:10:01Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1411463 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 09:10, 24 apr 2026 (CEST)}} f67e8ocb0qz77z359dd914ry7xo646g Chiesa di San Francesco d'Assisi (Locarno) 0 224442 1411465 2026-04-24T07:39:43Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Chiesa di San Francesco - Ex Convento.jpg|thumb|Chiostro della chiesa, divenuto scuola magistrale]] Citazioni sulla '''chiesa di San Francesco d'Assisi''' a [[Locarno]]. *​L'anno scolastico terminava di solito con una breve accademia. «Una fiera», per dirla con il docente di canto, che era un po' l'animatore della festicciola; ma a Giuliano piaceva che fosse proprio così, con i colleghi disposti in fila sui seggioloni, nell'angolo ombreggi..." 1411465 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Chiesa di San Francesco - Ex Convento.jpg|thumb|Chiostro della chiesa, divenuto scuola magistrale]] Citazioni sulla '''chiesa di San Francesco d'Assisi''' a [[Locarno]]. *​L'anno scolastico terminava di solito con una breve accademia. «Una fiera», per dirla con il docente di canto, che era un po' l'animatore della festicciola; ma a Giuliano piaceva che fosse proprio così, con i colleghi disposti in fila sui seggioloni, nell'angolo ombreggiato del chiostro, e gli allievi, chi in piedi, chi seduto su panche tutt'attorno sotto i portici: i più giovani in maglietta e calzoncini bianchi per i saggi di ginnastica, che venivano presentati nello spiazzo centrale del chiostro accanto al palchetto dei cantori.<br>Gruppetti di familiari degli allievi, mamme, sorelle, qualche babbo, anche, sostavano nell'ala del porticato vicino all'uscita, gli occhi rivolti verso la fila dei candidati maestri. ([[Giovanni Bonalumi]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{s}} [[Categoria:Architetture religiose della Svizzera]] n5mx57mwam4opoopcudzg9a1ejj055a Discussioni utente:Mattia Fabbietti 3 224443 1411469 2026-04-24T09:00:01Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1411469 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 11:00, 24 apr 2026 (CEST)}} syfrwpcac22j3h2eg878pixn4z3dnub Discussioni utente:Mpns 3 224444 1411470 2026-04-24T09:10:42Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1411470 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 11:10, 24 apr 2026 (CEST)}} be06u7jhhupnupea1nfpzjepw8cbs0c Discussioni utente:BrunoDonati 3 224445 1411471 2026-04-24T10:10:03Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1411471 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 12:10, 24 apr 2026 (CEST)}} 1abpvbfq1f4c3q9ahzavk1by5ie404e 1411472 1411471 2026-04-24T10:29:11Z BrunoDonati 106932 Risposta 1411472 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 12:10, 24 apr 2026 (CEST)}} :Grazie, ho cominciato a lavorare a una bozza di una pagina di un'artista del mio paese. Non è una cosa urgente, ti contatterò se avessi dei dubbi o per qualche consiglio prima della pubblicazione. [[Utente:BrunoDonati|BrunoDonati]] ([[Discussioni utente:BrunoDonati|scrivimi]]) 12:29, 24 apr 2026 (CEST) a50swm123ojdcbkkhxsmb1bzm1a61oj Luigi Simeoni (storico) 0 224446 1411477 2026-04-24T11:27:41Z Spinoziano (BEIC) 86405 Creata pagina con "[[File:Simeoni, Luigi – Antichi statuti delle arti veronesi secondo la revisione scaligera del 1319, 1914 – BEIC 1028862.jpg|thumb|''Gli antichi statuti delle arti veronesi'', 1914]] '''Luigi Simeoni''' (1875 – 1952), storico italiano. ==[[Incipit]] di ''Gli antichi statuti delle arti veronesi''== La città di [[Verona]], per quanto danneggiata dalle invasioni barbariche al pari delle altre città italiane, non ne venne però a soffrire quella rovina irrimediabile..." 1411477 wikitext text/x-wiki [[File:Simeoni, Luigi – Antichi statuti delle arti veronesi secondo la revisione scaligera del 1319, 1914 – BEIC 1028862.jpg|thumb|''Gli antichi statuti delle arti veronesi'', 1914]] '''Luigi Simeoni''' (1875 – 1952), storico italiano. ==[[Incipit]] di ''Gli antichi statuti delle arti veronesi''== La città di [[Verona]], per quanto danneggiata dalle invasioni barbariche al pari delle altre città italiane, non ne venne però a soffrire quella rovina irrimediabile che si rovesciò invece sulla vicina città di Padova. Essa infatti, dopo la prosperità dell'epoca di [[Teodorico il Grande |Teoderico]] che l'aveva ingrandita ed abbellita, venne occupata immediatamente dai Longobardi di Alboino, evitando così di essere disputata fra i vecchi e i nuovi signori, e di diventare il teatro delle loro lotte devastatrici. Qualche danno tuttavia essa dové certo subire per l'invasione dei Franchi di Childeberto, durante il regno di Autari e, oltre il duca Eno che sarebbe venuto con 20,000 uomini nel Veronese, è appunto ricordato da [[Paolo Diacono]] Cedino, che si spinse sino a Verona distruggendo parecchi castelli nel Trentino e uno non nominato nel Veronese. ==Bibliografia== *Luigi Simeoni, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE7974319 Gli antichi statuti delle arti veronesi {{small|secondo la revisione scaligera del 1319}}]'', Tipografia Emiliana, Venezia, 1914. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Simeoni, Luigi}} [[Categoria:Storici italiani]] pz1743jgw7vvutkr6qafks6q50znx0a