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Elias Canetti
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2026-05-04T08:35:29Z
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[[Immagine:Elias Canetti 2.jpg|thumb|Elias Canetti]]
{{Premio|Nobel|la letteratura '''(1981)'''}}
'''Elias Canetti''' (1905 – 1994), scrittore bulgaro naturalizzato britannico.
==Citazioni di Elias Canetti==
*Compresi che gli uomini si [[parlare|parlano]], sì, l'un l'altro, però non si capiscono; che le loro parole sono colpi che rimbalzano sulle parole altrui; che non vi è illusione più grande della convinzione che il linguaggio sia un mezzo di comunicazione fra gli uomini.<ref>Da ''Karl Kraus, scuola di resistenza'', in ''La coscienza delle parole'', traduzioni di Renata Colorni e Furio Jesi, Adelphi, 1984.</ref>
*{{NDR|Su [[Lev Tolstoj|Tolstoj]]}} Le sue contraddizioni lo rendono sommamente credibile, è l'unica figura del passato che nei tempi nostri si possa prendere sul serio.<ref>Da ''Potere e sopravvivenza'', a cura di Furio Jesi, Adelphi, Milano, 1974, p. 138.</ref>
*{{NDR|Sul Palazzo della Barca}} Ma la vera regina della serata fu proprio la padrona di casa. Si sapeva della sua amicizia con [[James Joyce|Joyce]] e con [[Carl Gustav Jung|Jung]]. Non c'era celebrità, scrittore, pittore o compositore, che non frequentasse la sua casa. Era una donna intelligente, con lei si poteva parlare, aveva una mente aperta a ciò che quei personaggi le dicevano, sapeva discutere con loro senza arroganza. S'intendeva di sogni, e questo la legava a Jung, ma si diceva che persino Joyce le raccontasse i propri sogni. Nella casa che si era fatta sopra Comologno offriva rifugio a non pochi artisti che potevano andarvi a lavorare.<ref>Da ''Il gioco degli occhi: storia di una vita (1931-1937)'', traduzione di Gilberto Forti, Adelphi, Milano, 1985, pp. 211-212. ISBN 88-459-0639-6</ref>
*Schivare il concreto è uno dei fenomeni più inquietanti della storia dello spirito umano.<ref>Da ''Potere e sopravvivenza'', ne ''La coscienza delle parole''.</ref>
*[[Sisifo]] ama il suo masso, perché lo trascina.<ref>Da ''Aforismi per Marie-Louise'', traduzione di Ada Vigliani, Adelphi, 2005.</ref>
*Sono stato testimone della fama di un [[Thomas Stearns Eliot|Eliot]]. Qualcuno proverà mai vergogna a sufficienza per avergliela tributata?... un libertino del nulla, un galoppino di [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]], uno stupratore di [[Dante Alighieri|Dante]]... Sarà molto difficile raffigurare Eliot com'era realmente, ovvero nella sua malvagità abissale... La sua opera d'un gretto minimalismo (tante piccole sputacchiere del fallimento artistico), il poeta del moderno impoverimento inglese dei sentimenti, con lui diventato di moda.<ref>Da ''Party sotto le bombe. Gli anni inglesi'', a cura di Kristian Wachinger, traduzione di Ada Vigliani, Adelphi, 2005, p. 14. ISBN 9788845920189</ref>
==''Appunti''==
===1942===
*Le [[guerra|guerre]] si fanno per amore della guerra. Finché non si ammetterà questo, non si riuscirà mai a combattere veramente contro le guerre.
===1955===
*Zoppica così bene che coloro che le camminano a fianco sembrano storpi.
===1962===
*[[John Aubrey]], che nel secolo XVII vide gli uomini come il più abile poeta di oggi. Li descrisse in brevi frasi, non tralasciò niente e non aggiunse niente. Descrisse tutti quelli di cui sapeva qualcosa. Non si arrogò di trovarli buoni o cattivi, c'erano già troppi predicatori. Di alcuni riferisce solo una frase; di [[Thomas Hobbes|Hobbes]], suo amico, lascia in venti pagine il più intimo ritratto di filosofo che si trovi nella letteratura mondiale. I suoi quasi illeggibili manoscritti rimangono abbandonati in disordine: quando, dopo secoli, i testi furono finalmente decifrati e pubblicati, risultò essere ancora sempre in anticipo sul suo tempo; gli uomini, quali egli li vide, vivono soltanto oggi.
===1967===
*Alcuni raggiungono la loro massima cattiveria nel silenzio.
===1968===
*[[André Malraux|Malraux]], pasciuto di [[Nietzsche]], computa i suoi «pericoli». Tutto è eccitazione, avventura: poi, ministro.
==''Auto da fé''==
===[[Incipit]]===
«Che fai qui, bambino?»<ref name=incipit>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
===Citazioni===
*Se una [[madre]] fosse solo una madre: ma quale donna si contenta di quello che è il suo vero ufficio?
*Per lei {{NDR|Kien pensando a che testo dare a Therese}} non si poteva prendere in considerazione che un [[romanzo]]. Non che dai romanzi la mente tragga molto nutrimento. Il piacere che forse essi offrono lo si paga a carissimo prezzo: essi finiscono per guastare anche il carattere più solido. Ci s'abitua ad immedesimarsi in chicchessia. Si prende gusto al continuo mutare delle situazioni. Ci si identifica con i personaggi che piacciono di più. Si arriva a capire qualunque atteggiamento. Ci si lascia guidare docilmente verso le mete altrui e si perdono di vista le proprie. I romanzi sono dei cunei che un autore con la penna in mano insinua nella chiusa personalità dei suoi [[lettore|lettori]]. Quanto più egli saprà calcolare la forza di penetrazione del cuneo e la resistenza che gli verrà opposta, tanto più ampia sarà la spaccatura che rimarrà nella personalità del lettore. I romanzi dovrebbero essere proibiti dalla legge. (1981, p. 47)
*Non c'è bisogno che vi ricordi {{NDR|discorso di Kien ai [[libri]] della sua biblioteca}} in modo particolareggiato la storia antichissima e superba delle vostre sofferenze. Scelgo soltanto un esempio per mostrarvi in maniera persuasiva quanto vicini siano odio e amore. La storia d'un paese che tutti noi in egual misura veneriamo, di un paese in cui voi avete goduto delle più grandi attenzioni e dell'affetto più grande, di un paese in cui vi si è tributato persino quel culto divino che ben meritate, narra un orribile evento, un crimine di proporzioni mitiche, perpetrato contro di voi da un sovrano diabolico per suggerimento di un consigliere ancor più diabolico. Nell'anno 213 avanti Cristo, per ordine dell'imperatore cinese [[Qin Shi Huang|Shi Hoang-ti]] − un brutale usurpatore che ebbe l'ardire di attribuire a se stesso il titolo di "Primo, Augusto, Divino" − vennero bruciati tutti i libri esistenti in [[Cina]]. Quel delinquente brutale e superstizioso era per parte sua troppo ignorante per valutare esattamente il significato dei libri sulla base dei quali veniva combattuto il suo tirannico dominio. Ma il suo primo ministro [[Li-Si]], un uomo che doveva tutto ai propri libri, e dunque uno spregevole rinnegato, seppe indurlo, con un abile memoriale, a prendere questo inaudito provvedimento. Era considerato delitto capitale persino parlare dei classici della poesia e della storia cinese. La tradizione orale doveva venire estirpata a un tempo con quella scritta. Venne esclusa dalla confisca solo una piccola minoranza di libri; quali, potete facilmente immaginare: le opere di medicina, farmacopea, arte divinatoria, agricoltura e arboricoltura − cioè tutta una marmaglia di libri di puro interesse pratico. «Confesso che il puzzo di bruciato dei roghi di quei giorni giunge ancor oggi alle mie narici. A che giovò il fatto che tre anni più tardi a quel barbaro imperatore toccasse il destino che s'era meritato? Morì, è vero, ma ai libri morti prima di lui ciò non arrecò alcun giovamento. Erano bruciati e tali rimasero. Ma non voglio tacere quale fu, poco dopo la morte dell'imperatore, la fine del rinnegato Li-Si. Il successore al trono, che aveva ben capito la sua natura diabolica, lo destituì dalla carica di primo ministro dell'impero che egli aveva rivestito per più di trent'anni. Fu incatenato, gettato in prigione e condannato a ricevere mille bastonate. Non un colpo gli venne risparmiato. Fu costretto a confessare mediante la tortura i suoi delitti. Oltre all'assassinio di centinaia di migliaia di libri aveva infatti sulla coscienza anche altre atrocità. Il suo tentativo di ritrattare più tardi la propria confessione fallì. Venne segato in due sulla piazza del mercato della città di Hien-Yang, lentamente e nel senso della lunghezza, perché in questo modo il supplizio dura più a lungo; l'ultimo pensiero di questa belva assetata di sangue fu per la caccia. Oltre a ciò non si vergognò di scoppiare in lacrime. Tutta la sua stirpe, dai figli a un pronipote di appena sette giorni, sia donne che uomini, venne sterminata: tuttavia, invece di essere condannati al rogo, come sarebbe stato giusto, ottennero la grazia di venir passati a fil di spada. In Cina, il paese in cui la famiglia, il culto degli antenati, il ricordo delle singole persone sono tenuti così in gran conto, nessuna famiglia ha mantenuto viva la memoria del massacratore Li-Si; solo la [[storia]] l'ha fatto, proprio quella storia che l'indegna canaglia, più tardi finita come ho detto, aveva voluto distruggere. (1981, pp. 98-99)
*Nella lista dei libri caduti figurava sotto il numero trentanove un grosso volume antico dal titolo: ''Armamento e tattica dei lanzichenecchi''. Esso era appena rotolato con gran fracasso giù dalla scaletta, che i portinai tubicini s'erano già trasformati in [[lanzichenecchi]]. Un immenso entusiasmo s'impadroni di Kien: il portiere era un lanzichenecco, che altro poteva mai essere? La figura tarchiata, la voce tonante, la fedeltà comprata a peso d'oro, la temerarietà che non rretrava davanti a nulla, nemmeno davanti alle donne, la millanteria e il continuo inconcludente sbraitare: un perfetto lanzichenecco. Da quel momento il pugno non gli fece più paura. Gli sedeva davanti un ben noto personaggio storico, e lui sapeva che cosa esso avrebbe fatto e che cosa non avrebbe fatto. Beninteso, la sua stupidità era tale da far rizzare i capelli: si comportava appunto come si addice a un lanzichenecco. Quel poveraccio, nato in ritardo, era venuto al mondo come un lanzichenecco soltanto nel ventesimo secolo e se ne stava rintanato tutto il giorno in quel suo buco oscuro, senza un libro, solo come un cane, esiliato dal secolo che era il suo e sbalestrato in un altro per il quale sarebbe sempre rimasto un estraneo. Collocato nell'innocua lontananza del XVI secolo il portiere si riduceva a niente, facesse pure il gradasso quanto voleva. Per dominare un uomo basta inquadrarlo storicamente. [...] Quando s'accomiatava Kien lo trovava ridicolo. Il costume gli stava a pennello, ma ormai i tempi erano cambiati. Gli rincresceva che non sempre fosse possibile applicare il suo metodo storico. A Therese non c'era verso di trovare un posto adatto in tutta la storia dei popoli civili e incivili da lui conosciuti. (1981, pp. 124-125)
==''Il cuore segreto dell'orologio''==
*Chi ha troppe [[parole]] non può che essere solo. (p. 15)
*È già difficile sopportare il ''proprio'' autocompiacimento. Ma quello degli altri! (p. 17)
*Questo è un [[aforisma]], dice, e si affretta a richiudere la bocca di scatto. (p. 18)
*Sono sempre più convinto che le mentalità sorgono dalle esperienze di [[massa]]. Ma gli uomini hanno colpa delle loro esperienze di massa? Non vi incorrono assolutamente indifesi? Come dev'essere fatto un uomo per potersene proteggere?<br />Ecco quello che veramente m'interessa in [[Karl Kraus]]. Bisogna forse poter formare masse ''proprie'' per essere immuni dalle altre? (p. 28)
*Si può [[vivere]] soltanto se, con una certa frequenza, ''non'' si fa quello che ci si propone.<br />L'arte consiste nel proporsi la cosa giusta da non fare.<br />Chi obbedisce ''a se stesso'' [[asfissia|soffoca]] non meno di chi obbedisce ad altri. Soltanto l'[[incoerenza|incoerente]] non soffoca, colui che si dà ordini ai quali si sottrae.<br />Talvolta, in circostanze particolari, è giusto soffocare. (p. 30)
*I respiri non si lasciano condensare in conclusioni. (p. 31)
*La [[memoria]] si blocca. Ma è ancora lì tutta intera. Anche le cose più dimenticate si ripresentano, ma quando vogliono ''loro''. (p. 35)
*Mi sono insopportabili gli [[scrittore|scrittori]] che collegano sempre tutto con tutto.<br />Amo gli scrittori che si limitano, quelli che scrivono, per così dire, al di sotto della propria intelligenza, che cercano di ripararsi dal loro [[raziocinio]], che se ne defilano, ma senza buttarlo via o perderlo. O quelli per i quali il raziocinio è ''nuovo'', qualcosa che hanno acquistato o scoperto molto tardi. (pp. 39-40)
*C'è chi si fa [[illuminazione|illuminare]] da cose di poco conto, all'improvviso: meraviglioso. C'è chi è incessantemente illuminato da cose «importanti»: tremendo. (p. 40)
*È illusoria l'idea che con la vecchiaia subentri una maggiore tolleranza. Non si è diventati più magnanimi, soltanto sensibili ad altro. (p. 40)
*Ognuno vuole amici potenti. Ma loro ne vogliono di più potenti. (p. 73)
*Nei [[libri]] che ricordiamo c'è tutta la sostanza di quelli che abbiamo dimenticato. (p. 76)
*I [[libri]] che recensiva, li leggeva solo in seguito. Così sapeva già quello che ne pensava. (p. 118)
*Per quanto sgradevoli siano i [[nemico|nemici]], non diventeranno mai noiosi come i seguaci. (p. 124)
==''Il frutto del fuoco''==
===[[Incipit]]===
I cambiamenti di scena dei miei primi anni li accettai senza opporre resistenza.<ref name=incipit/>
===Citazioni===
*La [[vita]] è lotta, lotta senza quartiere, ed è un bene che sia così. L'umanità, altrimenti, non potrebbe progredire. Una razza di deboli si sarebbe estinta da un pezzo, senza lasciare traccia.
*Quel che conta è solo [[credere]] nella propria causa. E magari l'avversario crede nella causa opposta!
==''La lingua salvata''==
===[[Incipit]]===
Il mio più lontano ricordo è intinto di rosso. In braccio a una ragazza esco da una porta, davanti a me il pavimento è rosso e sulla sinistra scende una scala pure rossa. Di fronte a noi, sul nostro stesso piano, si apre una porta e ne esce un uomo sorridente che mi si fa incontro con aria gentile. Mi viene molto vicino, si ferma e mi dice: «Mostrami la lingua!». Io tiro fuori la lingua, lui affonda una mano in tasca, ne estrae un coltellino a serramanico, lo apre e con la lama mi sfiora la lingua. Dice: «Adesso gli tagliamo la lingua». Io non oso ritirarla, l'uomo si fa sempre più vicino, ora toccherà la lingua con la lama. All'ultimo momento ritira la lama e dice: «Oggi no, domani». Richiude il coltellino con un colpo secco e se lo ficca in tasca.
===Citazioni===
*Ho passato la parte migliore della mia esistenza a mettere a nudo le debolezze dell'[[uomo]], quale ci appare nelle civiltà storiche. Ho analizzato il potere e l'ho scomposto nei suoi elementi con la stessa spietata lucidità con cui mia madre analizzava i processi della famiglia. Ben poco del male che si può dire dell'uomo e dell'umanità io non l'ho detto. E tuttavia l'orgoglio che provo per essa è ancora così grande che solo una cosa io odio veramente: il suo nemico, la morte. (p. 14)
*[[Frank Wedekind|Wedekind]] veniva talvolta a Zurigo, dove presentava allo Schauspielhaus il suo ''Spirito della terra''. Era un autore violentemente discusso, si formarono addirittura due fazioni, una pro e una contro di lui. Quelli che erano contrari erano più numerosi, quelli favorevoli più interessanti. (p. 234)
*Di Wedekind mi feci un'immagine quanto mai inadeguata e siccome non volevo precipitare le cose ed ero un ragazzo pazientissimo, purché ad ammonirmi fosse la persona giusta, non mi sentivo ancora attratto da lui. (p. 234-235)
*Io credo infatti che faccia parte del [[conoscenza|sapere]] il volersi rendere manifesto e non contentarsi di un'esistenza nascosta. Il sapere muto mi pare pericoloso, perché, ammutolendo sempre più, finisce per diventare un sapere segreto che poi deve vendicarsi della propria segretezza. (p. 278)
===[[Explicit]]===
Si occupò del trasferimento in Germania, un Paese, come diceva, segnato a fuoco dalla [[guerra]]. Si era fatta l'idea che mi sarei trovato a una scuola più dura, fra uomini che erano stati in guerra e conoscevano il peggio.<br />
Io cercai di oppormi con ogni mezzo al trasferimento, ma lei non volle sentir ragioni e mi portò via. Il [[paradiso]] zurighese era finito, finiti gli unici anni di perfetta [[felicità]]. Forse se lei non mi avesse strappato da lì avrei continuato a essere felice. Ma è anche vero che venni a conoscenza di altre cose, diverse da quelle che sapevo in paradiso. È vero che io, come il primo uomo, nacqui veramente alla vita con la cacciata dal paradiso.
==''La provincia dell'uomo''==
===1942===
*Chi ha avuto [[successo]] non ode che gli [[applauso|applausi]]. Per il resto è sordo.
*Gli uomini non hanno più misura, per nulla, da quando la vita umana non è più la misura.
*Ha gli [[occhi]] spietati di chi è amato sopra ogni cosa.
*I [[giorni]] vengono distinti fra loro, ma la notte ha un unico nome.
*Il [[comportamento]] esteriore degli uomini è così equivoco che basta mostrarsi come si è per vivere completamente occultati e sconosciuti.
*L'uomo ha raccolto tutta la [[saggezza]] dei suoi predecessori, e guardate quanto è stupido!
*Non credere a nessuno che dice sempre la [[verità]].
*Ogni [[stupidità|imbecille]], basta che ne abbia voglia, può perturbare la mente più complicata.
===1943===
*Gli uomini possono salvarsi solo ''fra loro''. Per questo, Dio si traveste da uomo.
*Il [[potere]] dà alla testa anche a chi non lo possiede, ma in questo caso la sbornia svanisce più in fretta.
*La frase più mostruosa di tutte: qualcuno è morto «al momento giusto».
*Per gli storici le [[guerra|guerre]] sono in certo modo sacre: salutari o inevitabili tempeste, irrompono dalla sfera del soprannaturale nel corso troppo chiaro e spiegato del mondo.
*Per quanti varrà ancora la pena di vivere, appena non si morirà più.
===1944===
*Chi va dall'interprete di [[sogno|sogni]] butta via il maggior bene che possiede e merita la schiavitù in cui, in tal modo, immancabilmente cadrà.
*Il [[progresso]] ha i suoi svantaggi; di tanto in tanto esplode.
*La lingua del mio spirito continuerà a essere il [[lingua tedesca|tedesco]], e precisamente perché sono ebreo. Ciò che resta di quella terra devastata in ogni possibile modo voglio custodirlo in me, in quanto ebreo. Anche il suo destino è il mio; io però porto ancora in me un'eredità universalmente umana. Voglio restituire alla loro lingua ciò che le devo. Voglio in tal modo contribuire a far sì che si sia grati a loro per qualche cosa.
*Se tu sapessi di più del [[futuro]], il passato sarebbe ancora più pesante.
===1945===
*Delle [[donna|donne]] non vince quella che corre dietro, né quella che scappa, vince invece quella che aspetta.
*Il superamento del nazionalismo non sta nell'internazionalismo, come molti hanno creduto finora, poiché noi parliamo delle lingue. Sta nel plurinazionalismo.
*La cosa più dura: tornar sempre a [[scoperta|scoprire]] ciò che già si sa.
*Nell'[[amore]] le rassicurazioni valgono come annuncio del loro opposto.
*Nell'[[eternità]] tutto è inizio, mattino profumato.
*Tutto il sapere ha qualcosa di [[puritani|puritano]]; dà alle parole una morale.
===1946===
*Ciò che tu hai scoperto ''con orrore'', risulta poi essere la semplice verità.
*Com'è facile dire: [[Conoscere sé stessi|trovare se stesso]]! Quanto ci si spaventa, quando davvero accade!
*I veri scrittori incontrano i loro personaggi solo ''dopo'' che li hanno creati.
*L'elemento pericoloso dei [[proibizione|divieti]]: che ci si fida di essi e non si riflette su ''quando'' sarebbero da cambiare.
*La [[letteratura]] come professione è distruttiva: si deve avere più ''paura'' delle parole.
===1947===
*Nelle lingue straniere ci si crede migliori; per questo si imparano rapidamente, e si imparano innanzitutto le parolacce.
*Quando un uomo ha prodotto moltissime parole perde la nozione di quanto esse significhino per gli altri. Solo allora comincia la vera cattiveria del parolaio.
*Un dio che ''occulta'' la sua creazione. «E vide che non era buona».
===1948===
*Dio fu un errore. Ma è difficile stabilire se fu commesso troppo presto o troppo tardi.
*E se quelli che [[posterità|rimangono]] fossero sempre i peggiori? – darwinismo capovolto.
*Principio dell'arte: ritrovare più di quanto è andato perduto.
===1952===
*La [[fotografia]] ha distrutto l'effigie.
*La maggior parte delle [[religione|religioni]] rendono gli uomini non migliori, bensì più cauti. Quanto vale questo?
*O frasi, frasi, quando vi intreccerete di nuovo per non lasciarvi mai più?
===1954===
*La superstizione che si possa recuperare in un sol giorno quanto ci è sfuggito in cento, in mille. La si potrebbe anche chiamare culto del lampo e del tuono.
*Le religioni si trasmettono il contagio. Appena ci si addentra in una, subito sentiamo che se ne risveglia un'altra in noi.
*Vile, veramente vile è solo chi ha paura dei suoi ricordi.
===1955===
*I [[cane|cani]] hanno una sorta di invadente disponibilità dell'anima che allevia le persone che cominciano a risecchirsi.
*La [[magia]], da quando è stata incorporata nella tecnica, è diventata così fastidiosa che non si sopporta più nemmeno di leggere di essa nella cabbala.<br />La magia è riuscita, e ha perso la sua qualità magica. Di tutto il resto, ''nulla'' è riuscito, e perciò ''tutto il resto'' è più interessante e importante della magia.
*Zoppica così bene che coloro che le camminano a fianco sembrano storpi.
===1956===
*[[Musica]], la misura di capienza dell'uomo.
*Ogni [[anno]] dovrebbe essere più lungo del precedente di un giorno: un nuovo giorno in cui non è mai accaduto nulla, un giorno in cui nessuno è morto.
*Ogni [[parola]] pronunciata è falsa. Ogni parola scritta è falsa. Ogni parola è falsa. Ma cosa c'è senza la parola?
===1957===
*Dinanzi alle sue creature, [[Plutarco]] {{NDR|nelle ''Vite''}} non ha mai un atteggiamento acritico. [...] È longanime come può esserlo solo un [[drammaturgo]] che opera sempre con molti personaggi dai caratteri diversi e in particolare con le loro diversità. Per questo ha esercitato due generi di influenza. Alcuni hanno ricavato i loro modelli da lui, come da un libro di oracoli, e hanno modellato la propria vita in conformità. Altri hanno assunto dentro di sé i suoi quasi cinquanta personaggi e sono, così, divenuti o rimasti drammaturghi.
*Ha nella pancia un [[poeta]], riuscisse almeno ad averlo sulla punta della lingua!
*Il [[sole]] è una sorta di ispirazione, per questo non si deve averlo sempre.
===1958===
*Ho sempre dubitato poco; quanto mi resta ancora vigoroso e giovane il [[dubbio]].
*La megalomania dell'interprete: nella sua interpretazione si sente più ricco dell'opera.
*Spesso ho l'impressione che tutto quello che imparo e leggo sia inventato. Ma quanto io stesso scopro è come se in verità ci fosse da sempre.
===1959===
*Non andar sempre fino in fondo. C'è tanto in mezzo!
*Ognuno dovrebbe vedersi mentre mangia.
*Sono stufo di vedere che ognuno accusa sempre gli altri solo dei propri difetti!
===1960===
*Io posso essere amico solo di spiriti che conoscono la [[morte]]. Certo, mi rendono felice se gli riesce di tacere della morte: perché io non posso.
*Per natura ogni [[fama]] è inganno. Talvolta si scopre però che dietro, nascosta, qualcosa c'è. Che sorpresa!
*Una [[vita]] che non dia luogo a commedie e personaggi è inconcepibile. Perfino un idiota ha la sua civetteria, e anche un santo che non va fra la gente, dalla [[gente]] viene cercato.
===1961===
*Gli [[Uomo|uomini]] più tremendi: quelli che sanno tutto e ci credono.
Tutto quello che ha vissuto è stato invano: il karma dello sperperatore.
*Uno che ha vissuto centinaia di anni potrebbe, con tutte le sue vicissitudini, sapere ancora chi è? Lo saprebbe ''di nuovo''?
===1963===
*Gli dèi che ci tormentano ancora di là dai vetri delle bacheche.
*Molti impulsi deplorevoli: non prenderli troppo sul serio, cambiano; i buoni, invece, rimangono uguali.
*Si vuole diventare [[meglio|migliori]], si dice; ci si vuole solo rendere le cose più facili.
===1965===
*Ci sarebbe da domandarsi che cosa sa fare uno che non è pronto ad arrischiare senz'altro tutto quello che sa fare in vista di qualcosa di meglio.
*L'integrità della persona consiste nel fatto che possa dirsi in ogni istante quello che pensa.
*Nulla è così difficile da scusare come le ''invadenze''. È una violazione di ciò che è più sacro e, al tempo stesso, più esposto: la vicinanza.
===1966===
*Attaccare le persone di [[successo]]? Superfluo. Hanno il successo in corpo come putredine.
*Odiare una persona tanto a lungo, finché non la si ama.
*Può un uomo che non impara più nulla provare ancora responsabilità?
===1967===
*Alcuni raggiungono la loro massima cattiveria nel [[silenzio]].
*La noia mortale che emana da quelli che hanno ragione e lo sanno. Chi è veramente intelligente nasconde di aver [[ragione]].
*La parola «poeta» non mi piace più, sono restio ad usarla.
*Lei lo sposò per averlo sempre con sé. Lui la sposò per dimenticarla.
*Non dice nulla, ma come sa spiegarlo!
===1969===
*Il coraggio degli astronauti lunari è grande: ma non è più grande di quello di un boscimano, che da solo va a caccia nel Kalahari o insieme con alcuni compagni tiene lontano i leoni dalla sua preda. Di nuovo c'è solo questo aspetto raccapricciante: tutto è telecomandato, niente è spontaneo.
*La cosa spaventosa nei sentimenti di [[colpa]]: che neanche ''essi'' sono giusti.
*Nel [[giornale]] si trova tutto. Basta leggerlo con sufficiente odio.
==''La rapidità dello spirito''==
*Perché vuoi sempre spiegare? Perché vuoi sempre scoprire che cosa c'è dietro? E più dietro ancora, sempre e solo dietro? Come sarebbe una vita limitata alla superficie? Serena? E sarebbe da disprezzare solo per questo? Forse c'è molto di più alla superficie – forse è tutto falso ciò che non è superficie, forse tu vivi ormai tra immagini illusorie, continuamente cangianti, non belle come gli dèi, ma svuotate come quelle dei filosofi. Forse sarebbe meglio: tu allineeresti parole (giacché hanno da essere parole), ma ora sei sempre alla ricerca di un senso, come se ciò che tu scopri potesse dare al mondo un senso che il mondo non ha.
*Devi leggere anche i tuoi contemporanei. Non ci si può nutrire solo di radici.
*Si [[imparare|impara]] solamente da coloro che sono in tutto diversi da noi. Si trova la quiete accanto a chi ci è affine.
*Mi ritrovo davanti allo stesso dubbio che ho sempre avuto davanti. So che la morte è male. Non so con che cosa si dovrebbe sostituirla.
*L'[[attesa]] come segreto, così che nessuno al mondo ne sa qualcosa, tranne colui che è atteso e colui che attende – un sentimento che per intensità è superiore a qualunque altro. Quando poi c'è di mezzo l'amore e magari una grande distanza, un volo dall'uno all'altro continente, l'incontro finale è senz'altro la felicità più grande che esseri umani possano immaginare e sperimentare, poiché l'altra, quella che sarebbe ancora più grande, il ritorno di un morto, è loro negata.
*È necessario lasciar riposare di tanto in tanto le proprie [[scoperta|scoperte]] e conclusioni, metterle da parte, non usarle, quasi dimenticarle. Proprio ciò che vi è di coatto in alcune di esse comporta la necessità di farvi entrare un po' d'aria, di allentarne la tensione, di riempirle del respiro di anni. Possono diventare qualcosa che somigli alla natura soltanto se hanno sacrificato la loro forza cogente.
*La vera [[tenerezza]] per gli esseri umani ti sopraffà quando non ti stanno più intorno.
*Come può essere che il tono della [[Bibbia]] ti colpisca al cuore, se il suo Dio ti respinge a tal punto ed essa tratta soltanto di lui? Senza Dio, infatti, la Bibbia non ti colpirebbe al cuore. Quello che ti colpisce dev'essere dunque un cordoglio per Dio, per l'ostinato, appassionato, instan-cabile tentativo di creare un Creatore e di tenerlo in vita, lui che porta tutta la responsabilità della nostra miseria. Perché è insopportabile pensare che questo caos insensato non trovi in qualcuno la sua composizione, il suo ordine, la sua conciliazione. La composizione, l'ordine, la conciliazione: l'impresa della Bibbia.
*Mi vergogno per gli uomini che soggiacciono a Dio. Spesso sono brave persone, uomini buoni. Per riuscire a essere buoni hanno bisogno di un potere che alla [[bontà e cattiveria|bontà]] dia un nome e una cornice. Per combattere la loro [[bontà e cattiveria|cattiveria]] innata, con la quale tutti dobbiamo fare i conti, hanno bisogno di obbedienza e di esercizi decretati. Avrebbero ragione se ormai non si fosse visto che questa obbedienza ha il carattere di ogni obbedienza; e poiché loro non conoscono questo carattere agiscono alla cieca e si educano, con un enorme sforzo su se stessi, fino a diventare strumenti.
*Ciò che è interessante nelle [[filosofia|filosofie]] è la loro assurdità. Presentano varie possibilità del mondo. Non occorre sceglierne una e accettarla, ma devono esserci. È un povero gioco quello che si accontenta di smascherarle tutte come assurde. Proprio l'assurdo è la cosa più importante: anzi, si potrebbe dire, quello che hanno di più vivo e vitale.
*Non [[cambiamento|cambiamo]] affatto e cambiamo immensamente: l'una cosa è vera come l'altra, insieme all'altra, e il fatto è sconcertante.
*Nulla può diventare vera [[conoscenza]] se non ci ha tormentato implacabilmente. Tutte le altre acquisizioni hanno carattere matematico o tecnico. Le loro conseguenze ci colgono di sorpresa, perché non ci hanno fatto soffrire.
*Voglio sapere molte cose, e dunque ho rispetto per la [[scienza]]. Ma non ne sarò mai schiavo, così come in altri tempi non sarei stato schiavo della teologia.
*Abbandonarsi ai propri pensieri per un'ora, ogni giorno, senza scopo: basta questo per rimanere qualcosa che somigli a un uomo.
*Uno scrittore che non ha una ferita sempre aperta, per me non è uno scrittore. Magari preferisce tenerla nascosta, perché è orgoglioso, perché non vuole farsi compatire; ma deve averla.
*Leggendo i grandi autori di [[aforismi]] si ha l'impressione che si conoscano tutti bene fra loro.
==''La tortura delle mosche''==
*Chi ha [[Imparare|imparato]] abbastanza, non ha imparato niente.
*Chi vuole [[pensiero|pensare]] deve rinunciare a ''darsi da fare''.
*Come tutto suona convincente, purché se ne sappia poco!
*Così a lungo ci fissiamo su noi stessi che alla fine non conosciamo più i punti cardinali.
*Dare un [[simbolo|nome alle cose]] è la grande e seria consolazione concessa agli umani.
*Degli uomini che amiamo sappiamo tante cose, eppure non le teniamo per vere.
*[[Dio]] non ha visto giusto riguardo alla confusione babelica delle lingue. Tutti parlano adesso la stessa tecnica.
*È facile essere ragionevoli se non si ama nessuno, neppure se stessi.
*Fortunato colui i cui [[dubbio|dubbi]] ''si sbronzano''.
*Forzàti a cambiare nome ogni cinque anni. Il destino degli uomini illustri. I loro imbrogli.
*Gli sarebbe piaciuto [[nascita|venire al mondo]] in tutte le epoche, di continuo, e ogni volta, preferibilmente, per sempre.
*Gli unici esseri umani che trovo noiosi sono i [[parenti]].
*Gli [[uomo|uomini]] fuggono da chi dice sempre le stesse cose. Ma se uno le dice con sufficiente arroganza, da costui si lasciano dominare.
*Gradi della [[disperazione]]: non ricordarsi di nulla, ricordare qualcosa, ricordare tutto.
*I [[matrimonio|matrimoni]] di interesse sarebbero i più felici. In tal caso rinuncio alla felicità.
*Il più fortunato: lui conosce tutti e nessuno lo conosce.
*Il poeta vive di esagerazioni e si fa conoscere attraverso fraintendimenti.
*Impara a memoria intere città prima di vederle. Ama i nomi delle strade che ancora non conosce. Essi appaiono nei suoi sogni, i nomi sono sempre più vivi dei luoghi che designano.
*L'[[arte]] sta nel leggere sufficientemente poco.
*L'importanza di un'anima si misura dal numero di anni che può permettersi di perdere.
*La gioia diabolica dei morti, perché di loro non sappiamo niente.
*La grandezza dell'amore sta soprattutto nel fatto che in esso tutti i diritti sono sospesi.
*La [[morte]] non tace su nulla.
*La più perfetta e terrorizzante [[opera d'arte]] dell'umanità è la sua ripartizione del [[tempo]].
*Lascialo rumoreggiare, applaude se stesso.
*Le persone intelligenti, liete di [[lamento|lamentarsi]].
*Le sue disperazioni mi suonano troppo puntuali.
*Lei [[lite|litiga]] perché poi piange meglio. Lui litiga perché poi si sente un toro.
*Magnifico fare il [[Follia|pazzo]], se si è intelligenti.
*Mai ci odiamo con tanta intensità come quando sentiamo di aver mostrato invano il meglio di noi stessi, e poi, solamente poi, vogliamo veramente morire.
*Ne dice tante di parole, le dimentica, gli altri non le dimenticano.
*Nessun [[sogno]] è mai stato così insensato come la sua spiegazione.
*Non spiegare a nessuno, neanche a se stessi, fino a che punto si è derelitti.
*Non vuole più vivere, tranne che il passato.
*Ogni [[storiografia]] che non sia piena zeppa di [[nome|nomi]] ti annoia. La [[storia]] è infatti sempre la stessa, di nuovo non ci sono che i nomi. Ma attraverso i nomi anche la storia si rinnova di continuo. Sono essi, i nomi, che in un modo enigmatico cambiano la storia, e addirittura saremmo tentati di domandarci se per caso la storia non si svolga esclusivamente all'interno dei nomi.
*Ogni volta che non ha niente da dire nomina Dio.
*Quando gli uomini sono molto felici non tollerano la [[musica]] che non conoscono.
*Quando si diventa vecchi si commentano i grandi libri. Gli stessi che da giovani abbiamo provato a sviscerare. Non essendoci riusciti, ci abbiamo riprovato. Li abbiamo lasciati stare. Li abbiamo dimenticati. E ora sono qui di nuovo. Ce li siamo meritati con anni e anni di oblio. Ne contempliamo la magnificenza. Parliamo con loro. Adesso, pensiamo, dovremmo poter ricominciare a vivere per comprendere uno solo di questi libri.
*Quello è intelligente come un giornale. Sa tutto. Ciò che sa cambia ogni giorno.
*Se avesse usato bene il suo tempo, non sarebbe diventato nessuno.
*Se solo avesse letto di più, non saprebbe veramente nulla. Comunque, quel poco di sapere che trae fiducia dalle sue lacune è ingannevole e pericoloso.
*Si gioca tutti gli amici nel momento in cui si denuda della pretesa di averne.
*Si sente così solo che va elemosinando il permesso di dare consigli.
==''Le voci di Marrakech''==
===[[Incipit]]===
Tre volte venni a contatto con i [[cammello|cammelli]] e ogni volta finì in modo tragico.
===Citazioni===
*Quando si [[viaggio|viaggia]] si prende tutto come viene, lo sdegno rimane a casa. Si osserva, si ascolta, ci si entusiasma per le cose più atroci solo perché sono nuove. I buoni viaggiatori sono gente senza cuore.
*Tento di [[racconto|raccontare]] qualcosa, ma subito ammutolisco e mi accorgo di non avere detto ancora niente. Una sostanza meravigliosamente lucente che non riesce a fluire rimane dentro di me e si fa beffe delle parole.
==''Massa e potere''==
===Incipit===
Nulla l'uomo teme di più che essere toccato dall'[[ignoto]]. (p. 17)
===Citazioni===
*L'uomo ha sempre ascoltato i passi altrui e certo vi prestava più attenzione che ai propri. (p. 37)
*Il vero [[boia]] è la massa. [...] La condanna capitale che, inflitta in nome del diritto, suona astratta e irreale, diventa vera quando è eseguita dinnanzi alla moltitudine. (p. 60)
*Si è fuggiti insieme, si ritorna uno per uno. (p. 64)
*Prima di osare contro i lupi le [[pecora|pecore]] si volgono verso le lepri. (p. 70)
*La [[festa]] è la meta. [...] Si vive nella prospettiva del momento di festa e lo si determina coscientemente. (p. 74)
*La [[morte]] è una battaglia sempre perduta. (p. 80)
*Il [[fuoco]] attrae l'uomo che vi si identifica. (p. 93)
*L'uomo, fin dalle sue origini, volle essere in maggior numero. (p. 130)
*Un parlamento è solo un parlamento fin tanto che esclude i morti. (p. 225)
*Chi [[mangiare|mangia]] da solo, dovrà morire da solo, chi muore insieme con gli altri, deve anche spartire con loro la preda. (pp. 227-228)
*I [[dente|denti]] sono il più evidente strumento di potere che gli uomini portano in sé. (p. 248)
*Nulla è appartenuto ad un uomo più di ciò che si è trasformato in [[feci|escremento]]. [...] L'uomo è veramente solo soltanto con i suoi escrementi. (pp. 252-253)
*Ciò che può permettere di [[uccidere]] è temuto, ciò che non serve direttamente ad uccidere è solo utile. (p. 263)
*L'uomo [[sazietà|sazio]] si imbatte senza alcuna emozione negli affamati. (p. 267)
*Solo nella massa l'uomo può essere liberato dal timore d'essere [[tatto|toccato]]. [...] Questo capovolgimento del timore d'essere toccati è peculiare della massa.
*Solo tutti insieme gli uomini possono liberarsi dalle loro distanze. È precisamente ciò che avviene nella [[massa]].
*Chi assisteva a una predica credeva in buona fede d'essere interessato alla predica [...] Tutte le [[liturgia|cerimonie]] e tutte le regole di tali istituzioni tendono in fondo a catturare la massa: meglio una chiesa sicura, piena di fedeli, che l'intero mondo infido.
*Le [[religione|religioni]] storiche mondiali portano nel sangue un presentimento delle insidie della massa. [...] Ciò che esse desiderano è, al contrario, un gregge duttile. È consueto considerare i fedeli come pecore e lodarli per la loro [[ubbidienza]].
*Masse statiche di tipo molto più passivo si formano nei teatri. [...] Dalla sola forza dell'[[applauso]] possiamo dedurre quanto una massa si sia costituita; l'applauso è la sola misura di ciò, ed è valutato così dagli stessi attori. [...] Stare comunitariamente dinanzi a Dio è un esercizio diffuso in alcune religioni.
*La speranza dell'[[aldilà]] colora sempre la vita del fedele, così che si ha ragione di parlare di una massa lenta, cui appartengono tutti insieme i seguaci di una fede.
*Una massa invisibile, esistente da sempre, ma riconosciuta come tale solo dall'avvento del microscopio, è quella dello [[sperma]]. Duecento milioni di [[spermatozoo|spermatozoi]] partono insieme. Sono uguali fra loro e si trovano insieme nella massima concentrazione. Hanno tutti una meta, e, tranne uno, periscono tutti strada facendo.
*La prima e più saliente contrapposizione è tra uomini e donne; la seconda, fra i vivi e i morti; la terza, fra amici e nemici.
*Lo scoppio di una [[guerra]] è innanzitutto lo scoppio di due masse. [...] L'entusiasmo con cui gli uomini accolgono una dichiarazione di tal fatta ha la sua radice nella vigliaccheria del singolo di fronte alla morte. [...] Il peggio che possa capitare agli uomini in guerra – e cioè morire insieme – risparmia loro la morte individuale che essi temono più di tutto.
*La muta è un gruppo di uomini eccitati, il cui desiderio più intenso è essere di più.
*L'uomo che ha per totem la [[zanzara]] vuole che la sua gente divenga numerosa come le zanzare.
*Anche prescindendo dal potente che sa concentrare tanto nelle sue mani, il rapporto di ogni uomo con i suoi escrementi rientra nella sfera del potere. [...] Ci si libera dei propri in locali particolari, che servono solo a ciò; l'istante più privato è quello della deiezione; l'uomo è veramente solo soltanto con i suoi escrementi.
*Tutto ciò che viene [[cibo|mangiato]] è oggetto di potere.
*Il primo e decisivo contrassegno del potente è il suo diritto di vita e di morte. I potenti della terra sono però svantaggiati al confronto di Dio. [...] Come ogni altra cosa, il potere porta in sé la propria fine.
*L'esistenza di molte popolazioni è interamente colmata da riti che si riferiscono ai morti. [...] L'invidia dei morti è ciò che i vivi temono di più. [...] Ogni morto è dunque colui cui altri sopravvivono.
*La distinzione fra [[potere]] e forza è anche evidente in una sfera del tutto diversa: quella della devozione religiosa, nelle sue molteplici sfumature. Ogni fedele sta costantemente in balìa della forza del dio e ne è a suo modo soddisfatto. [...] Le religioni di questo tipo accentuano il concetto di predestinazione divina [...] l'[[Islam]] e il [[Calvinismo]] sono specialmente noti per questa tendenza. I loro fedeli anelano alla forza divina.
*La cosa più veloce fu però sempre una sola: il [[fulmine]]. Il timore superstizioso del fulmine, dal quale non c'è difesa, è ampiamente diffuso.
*Buona parte dell'autorità di cui godono le dittature deriva dal fatto che si accorda loro la forza concentrata del segreto, ripartita su molti e rarefatta nelle democrazie. Si osserva con [[scherno]] che le democrazie sono parolaie.
*Se le [[gazzella|gazzelle]] avessero una [[fede]] e se il [[leone]] fosse il loro dio, potrebbero spontaneamente concedergli una di loro per placare la sua avidità. È proprio quello che accade fra gli uomini: dalla loro angoscia di massa trae origine il [[sacrificio]] religioso, che per un certo periodo di tempo frena il corso e la fame del potere pericoloso.
*Le [[metamorfosi]] che legano gli uomini agli animali che essi mangiano sono forti come catene.
*La struttura primordiale del potere, il suo cuore e il suo nucleo, si è spinta all'assurdo e giace in frantumi. Il potere è più grande ma anche più fuggevole che mai. Tutti sopravviveranno o nessuno.
*La morte come desiderio si trova davvero ovunque, e non è necessario scavare molto nell'uomo per trarla alla luce.
*Tutti i [[Secolo|secoli]] di cui conosciamo l'esistenza ci appartengono.
==Citazioni su Elias Canetti==
*È come un personaggio che è famoso senza che si sappia esattamente perché. ([[Iris Murdoch]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Elias Canetti, ''Appunti <small>1942-1993</small>'', traduzioni di Renata Colorni, Gilberto Forti, Furio Jesi e Ada Vigliani, Adelphi, Milano, 2021. ISBN 978-88-459-3625-8
*Elias Canetti, ''Auto da fé'', traduzione di Luciano e Bianca Zagari, Garzanti, 1967 e, su licenza di Aldo Garzanti editore, Adelphi, 1981.
*Elias Canetti, ''Il cuore segreto dell'orologio'', traduzione di Gilberto Forti, Adelphi, Milano, 2008. ISBN 9788845902642
*Elias Canetti, ''Il frutto del fuoco. Storia di una vita (1921-1931)'', traduzione di Andrea Casalegno, Renata Colorni, Adelphi, Milano, 2018. ISBN 9788845979699
*Elias Canetti, ''La coscienza delle parole'', traduzione di Renata Colorni e Furio Jesi, Adelphi, Milano, 2018. ISBN 9788845979705
*Elias Canetti, ''La lingua salvata'', traduzione di Amina Pandolfi, Renata Colorni, La Biblioteca di Repubblica, Milano, 2002.
*Elias Canetti, ''La lingua salvata'', traduzione di Amina Pandolfi, Renata Colorni, Adelphi, Milano, 1980, ISBN 88-459-0816-X
*Elias Canetti, ''La provincia dell'uomo'', traduzione di Furio Jesi, Adelphi, Milano, 2018. ISBN 9788845979712
*Elias Canetti, ''La rapidità dello spirito. Appunti da Hampstead, 1954-1971'', traduzione di Gilberto Forti, Adelphi, 1996.
*Elias Canetti, ''La tortura delle mosche'', traduzione di Renata Colorni, Adelphi, Milano, 2018. ISBN 9788845979668
*Elias Canetti, ''Le voci di Marrakech'', traduzione di Bruno Nacci, Adelphi, 1983.
*Elias Canetti, ''Massa e potere'', traduzione di Furio Jesi, Adelphi, 1981.
*Elias Canetti, ''Party sotto le bombe. Gli anni inglesi'', traduzione di A. Vigliani, Adelphi, 2005.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Aforisti britannici]]
[[Categoria:Aforisti bulgari]]
[[Categoria:Scrittori britannici]]
[[Categoria:Scrittori bulgari]]
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Dino Campana
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Spinoziano
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wikitext
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[[File:Dino Campana.jpg|thumb|Dino Campana]]
'''Dino Carlo Giuseppe Campana''' (1885 – 1932), poeta italiano.
==Citazioni di Dino Campana==
*Ad amare una ragazza [[bellezza|bella]] tutti sono capaci.<ref group="fonte">Citato in ''Campana dal vivo: scritti e testimonianze sul poeta'', a cura di Pedro Luis Ladrón de Guevara, FirenzeLibri, 2006.</ref>
*[[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]] è un [[Richard Wagner|Wagner]] del pensiero. La susseguenza dei suoi pensieri è assolutamente barbara, uguale alla musica wagneriana. In ciò unicamente nell'originalità barbaramente balzante e irrompente dei suoi pensieri sta la sua forza di sovvertimento e tutto anela alla distruzione tanto in Wagner come in lui.<ref group="fonte">Frammento di datazione incerta, forse risalente al 1916; in ''Opere e contributi'', a cura di Enrico Falqui, Firenze, 1973, p. 446.</ref>
==''Canti Orfici''==
===''La notte''===
*Ricordo una vecchia città, rossa di mura e turrita, arsa su la pianura sterminata nell'Agosto torrido, con il lontano refrigerio di colline verdi e molli sullo sfondo. Archi enormemente vuoti di ponti sul fiume impaludato in magre stagnazioni plumbee: sagome nere di zingari mobili e silenziose sulla riva: tra il barbaglio lontano di un canneto lontane forme ignude di adolescenti e il profilo e la barba giudaica di un vecchio: e a un tratto dal mezzo dell'acqua morta le zingare e un canto, da la palude afona una nenia primordiale monotona e irritante: e del tempo fu sospeso il corso. ([[s:Canti Orfici/La notte/I - La notte|I, ''La notte'']], 1)
*Un tocco di campana argentino e dolce di lontananza: la [[Sera]]: nella chiesetta solitaria, all'ombra delle modeste navate, io stringevo Lei, dalle carni rosee e dagli accesi occhi fuggitivi: anni ed anni ed anni fondevano nella dolcezza trionfale del ricordo. ([[s:Canti Orfici/La notte/I - La notte|I, ''La notte'']], 2)
*L'agile forma di donna dalla pelle ambrata stesa sul letto ascoltava curiosamente, poggiata sui gomiti come una Sfinge: fuori gli orti verdissimi tra i muri rosseggianti: noi soli tre vivi nel silenzio meridiano. ([[s:Canti Orfici/La notte/I - La notte|I, ''La notte'']], 7)
*La magia della [[sera]], languida amica del criminale, era galeotta delle nostre anime oscure e i suoi fastigi sembravano promettere un regno misterioso. ([[s:Canti Orfici/La notte/I - La notte|I, ''La notte'']], 8)
*Venne la [[notte]] e fu compita la conquista dell'ancella. Il suo corpo ambrato la sua bocca vorace i suoi ispidi neri capelli a tratti rivelazione dei suoi occhi atterriti di voluttà intricarono una fantastica vicenda. ([[s:Canti Orfici/La notte/I - La notte|I, ''La notte'']], 9)
*{{NDR|Su [[Bignasco]]}} Lassù tra gli abeti fumosi nella nebbia, tra i mille e mille ticchettìi le mille voci del silenzio svelata una giovine luce tra i tronchi, per sentieri di chiarìe salivo: salivo alle Alpi, sullo sfondo bianco delicato mistero. Laghi, lassù tra gli scogli chiare gore vegliate dal sorriso del sogno, le chiare gore i laghi estatici dell'oblio che tu [[Leonardo da Vinci|Leonardo]] fingevi. Il torrente mi raccontava oscuramente la storia. Io fisso tra le lance immobili degli abeti credendo a tratti vagare una nuova melodia selvaggia e pure triste forse fissavo le nubi che sembravano attardarsi curiose un istante su quel paesaggio profondo e spiarlo e svanire dietro le lancie immobili degli abeti. ([[s:Canti Orfici/La notte/I - La notte|I, ''La notte'']], 14)
*Una fanciulla nel torrente lavava, lavava e cantava nelle nevi delle bianche [[Alpi]]. Si volse, mi accolse, nella notte mi amò. E ancora sullo sfondo le Alpi il bianco delicato mistero, nel mio ricordo s'accese la purità della lampada stellare, brillò la luce della sera d'amore. ([[s:Canti Orfici/La notte/I - La notte|I, ''La notte'']], 14)
*Salivano voci e voci e canti di fanciulli e di lussuria per i ritorti vichi dentro dell'ombra ardente, al colle al colle. A l'ombra dei lampioni verdi le bianche colossali [[Prostituzione|prostitute]] sognavano sogni vaghi nella luce bizzarra al vento. Il mare nel vento mesceva il suo sale che il vento mesceva e levava nell'odor lussurioso dei vichi, e la bianca notte mediterranea scherzava colle enormi forme delle femmine tra i tentativi bizzarri della fiamma di svellersi dal cavo dei lampioni.<ref>Descrizione dei vicoli di [[Genova]].</ref> ([[s:Canti Orfici/La notte/II - Il viaggio e il ritorno|II, ''Il viaggio e il ritorno'']], 1)
*Dal giardino una canzone si rompe in catena fievole di singhiozzi: la vena è aperta: arido rosso e dolce è il panorama scheletrico del [[mondo]]. ([[s:Canti Orfici/La notte/II - Il viaggio e il ritorno|II, ''Il viaggio e il ritorno'']], 2)
*O il tuo corpo! il tuo profumo mi velava gli occhi: io non vedevo il tuo corpo (un dolce e acuto profumo): là nel grande specchio ignudo, nel grande specchio ignudo velato dai fumi di viola, in alto baciato da una stella di luce era il bello, il bello e dolce dono di un dio: e le timide mammelle erano gonfie di luce, e le stelle erano assenti, e non un [[Dio]] era nella sera d'amore di viola: ma tu leggera tu sulle mie ginocchia sedevi, cariatide notturna di un incantevole cielo. ([[s:Canti Orfici/La notte/II - Il viaggio e il ritorno|II, ''Il viaggio e il ritorno'']], 3)
*Aprimmo la finestra al cielo notturno. Gli uomini come spettri vaganti: vagavano come gli spettri: e la città (le vie le chiese le piazze) si componeva in un sogno cadenzato, come per una melodia invisibile scaturita da quel vagare. Non era dunque il mondo abitato da dolci spettri e nella notte non era il sogno ridesto nelle potenze sue trionfale? Qual ponte, muti chiedemmo, qual ponte abbiamo noi gettato sull'[[infinito]], che tutto ci appare ombra di eternità? A quale sogno levammo la nostalgia della nostra [[bellezza]]? La [[luna]] sorgeva nella sua vecchia vestaglia dietro la chiesa bizantina. ([[s:Canti Orfici/La notte/II - Il viaggio e il ritorno|II, ''Il viaggio e il ritorno'']], 3)
===''Notturni''===
*''Non so se tra rocce il tuo pallido | viso m'apparve, o sorriso | di lontananze ignote | fosti, la china eburnea | fronte fulgente o giovine | suora de la [[Gioconda]] | o delle primavere | spente, per i tuoi mitici pallori | O Regina o Regina adolescente:'' [...]. (''[[s:Canti Orfici/Notturni/La chimera|La chimera]]'', vv. 1-9)
*''La luce del crepuscolo si attenua: | inquieti spiriti sia dolce la tenebra | al [[cuore]] che non ama più!'' (''[[s:Canti Orfici/Notturni/Il canto della tenebra|Il canto della tenebra]]'', vv. 1-3)
*''Me ne vado per le strade | strette oscure e misteriose: | vedo dietro le vetrate | affacciarsi Gemme e Rose.''<ref name=exuvia>Citato da [[Caparezza]] in ''Fugadà'', traccia n. 2 di ''Exuvia'' (2021): «''Me ne vado per le strade strette, oscure e misteriose, | non c'è un cane, qualche stella nella notte fantasiosa | via dal tanfo, via dal tanfo.''»</ref> (''[[s:Canti Orfici/Notturni/La petite promenade du poète|La petite promenade du poète]]'')
*''La stradina è solitaria: | non c'è un cane qualche stella | nella notte sopra i tetti: | e la notte mi par bella. | E cammino poveretto | nella notte fantasiosa, | pur mi sento nella bocca | la saliva disgustosa. Via dal tanfo | via dal tanfo e per le strade | e cammina e via cammina, | già le case son più rade.''<ref name=exuvia/> (''[[s:Canti Orfici/Notturni/La petite promenade du poète|La petite promenade du poète]]'')
===''La Verna''===
*Il corridoio, alitato dal gelo degli antri, si veste tutto della leggenda Francescana. Il Santo {{NDR|[[Francesco d'Assisi]]}} appare come l'ombra di [[Cristo]], rassegnata, nata in terra d'umanesimo. La sua rinuncia è semplice e dolce: dalla sua solitudine intona il canto alla natura con fede: Frate Sole, Suor Acqua, Frate Lupo. Un caro santo italiano. ([[s:Canti Orfici/La Verna/I - La Verna (Diario)|I, ''La Verna (Diario)'']], 22 settembre)
*L'acqua del mulino corre piana e invisibile nella gora. Rivedo un fanciullo, lo stesso fanciullo, laggiù steso sull'erba. Sembra dormire. Ripenso alla mia fanciullezza: quanto tempo è trascorso da quando i bagliori magnetici delle stelle mi dissero per la prima volta dell'infinità delle morti!... ([[s:Canti Orfici/La Verna/II - Ritorno|II, ''Ritorno'']])
*''Marradi (Antica volta. Specchio velato)''<br>Il [[mattino]] arride sulle cime dei monti. In alto sulle cuspidi di un triangolo desolato si illumina il castello, più alto e più lontano. Venere passa in barroccio accoccolata per la strada conventuale. ([[s:Canti Orfici/La Verna/II - Ritorno|II, ''Ritorno'']])
===''[[s:Canti Orfici/Immagini del viaggio e della montagna|Immagini del viaggio e della montagna]]''===
*''O se come il torrente che rovina | e si riposa nell'azzurro eguale, | se tale a le tue mura la proclina | [[anima]] al nulla nel su andar fatale, | se a le tue mura in pace cristallina | tender potessi, in una pace eguale, | e il ricordo specchiar di una divina | serenità perduta o tu immortale | anima! o Tu!''
*''Ecco la [[notte]]: ed ecco vigilarmi | e luci e luci: ed io lontano e solo: | quiete è la messe, verso l'infinito | (quieto è lo spirto) vanno muti carmi | a la notte: a la notte: intendo: Solo | ombra che torna, ch'era dipartito...''
===''[[s:Canti Orfici/Firenze|Firenze]]''===
*[[Firenze|Fiorenza]] giglio di potenza virgulto primaverile. Le mattine di primavera sull'Arno. La grazia degli adolescenti (che non è grazia al mondo che vinca tua grazia d'Aprile), vivo vergine continuo alito, fresco che vivifica i marmi e fa nascere Venere Botticelliana.
===Varie e frammenti===
*A l'antica piazza dei tornei salgono strade e strade e nell'aria pura si prevede sotto il cielo il mare. L'aria pura è appena segnata di nubi leggere. L'aria è rosa. Un antico crepuscolo ha tinto la piazza e le sue mura. E dura sotto il cielo che dura, estate rosea di più rosea estate. [...] Dall'altra parte della piazza la torre quadrangolare s'alza accesa sul corroso mattone su a capo dei vicoli gonfi cupi tortuosi palpitanti di fiamme. La quadricuspide vetta a quadretta ride svariata di smalto mentre nel fondo bianca e torbida a lato dai lampioni verdi la lussuria siede imperiale. Accanto al busto dagli occhi bianchi rosi e vuoti, e l'orologio verde come un bottone in alto aggancia il tempo all'eternità della piazza. La via si torce e sprofonda. Come nubi sui colli le case veleggiano ancora tra lo svariare del verde e si scorge in fondo il trofeo della V. M. tutto bianco che vibra d'ali nell'aria. (da ''[[Piazza Sarzano]]''; 1972, pp. 62-63)
*''Sotto la torre orientale, ne le terrazze verdi ne la lavagna cinerea | dilaga la piazza al mare che addensa le navi inesausto | ride l'arcano [[Palazzo Rosso (Genova)|palazzo rosso]] dal portico grande: | come le cataratte del Niagara | canta, ride, svaria ferrea la sinfonia feconda urgente al mare: | [[Genova]] canta il tuo canto!'' (da ''Genova''; 1972, p. 64)
*''Già a frotte s'avventurano | i viaggiatori alla città tonante | che stende le sue piazze e le sue vie: | la grande luce mediterranea | s'è fusa in pietra di cenere: | pei vichi antichi e profondi | fragore di vita, gioia intensa e fugace: | velario d'oro di felicità | è il cielo ove il sole ricchissimo | lasciò le sue spoglie preziose.'' [...] ''| perdute nel crepuscolo tonante | ombre di viaggiatori | vanno per la Superba | terribili e grotteschi come i ciechi.'' (da ''[[Genova]]''; 1972, p. 67)
===Citazioni su ''Canti orfici''===
*I ''Canti orfici'' hanno offerta materia a numerose tesi di laurea, a documentazioni biografiche e a ricerche critiche, quali forse non vanta alcun altro nostro poeta contemporaneo. ([[Enrico Falqui]])
==''Cartolina da Marradi''==
*''I «mantici» di Barbarossa''<br>Ad [[Anselmo Geribò]] – Avenu – Amo le vecchie trrr | Gonfie e lievitate di sprrr | Che cadono come rospi a quattro zampe sopra la coltrice rossa | E aspettano che le si innaffii | E sbuffano e ansimano, flaccide come mantici. Barbarossa {{NDR|Uno dei pseudonimi di Campana}}. (21 gennaio 1916<ref group="fonte" name=falqui>Citato in [[Enrico Falqui]], ''La Fiera Letteraria'', 23 febbraio 1967.</ref>)
*«''Padre dello scandalo''»<br>Egregio Signore, si domanda quale è l'io centrale di [[Giannotto Bastianelli|Bastianelli]]. Buono questo numero, eccellenti tutti solo oggi in poesia ci sono troppi rospi e troppi anfibi di una fantasia e di un gusto che non saprei meglio definire se non come quelli d'un paysan qui aurait en [[Charles Baudelaire|Baudelaire]] – la qual cosa è poi forse la migliore che si possa dire di [[Giovanni Papini|Papini]], padre dello scandalo, del poeta cicerone che le dolcezze finocchie di ... condusse per gli orti del bene e del male tra famigliari serponi e coccodrilli, macabro spaventapasseri, impuro ciarlatano di piazza della poesia. Chi può tollerare le sue delicatezze di sbirro? (8 gennaio 1916<ref group="fonte" name=falqui/>)
*''Una poesia patriottica''<br>Signor [[Mario Novaro|Novaro]], ho ricevuto la ''Riviera'' e ringrazio. A [[Bologna]] ho tovato [[Pasquale Binazzi|Binazzi]] e ci siamo trovati d'accordo sul valore di varie persone tra cui [[Camillo Sbarbaro|Sbarbaro]]. Ciò avrà i suoi frutti. A Lei che è stato per me così cordiale vorrei dedicare una poesia patriottica che sentissi ancora nel luglio scorso {{NDR|''A Mario Novaro''}}: però è passata la prima fiammata la abbandonai ed è restata incompleta. La potrei rivivere e terminare nel senso di un «addio all'Italia» solamente. (27 febbraio 1916<ref group="fonte" name=falqui/>)
==''Lettere''==
*Carissimo signor Novaro, il mio amico [[Augusto Hermet|Hermet]] mi ha fatto vedere queste belle cose e io l'ho consigliato a mandargliele. Sono certo che Lei condividerà il mio giudizio. La saluto cordialmente. [...] La salute va bene. La poesia tornerà. [...]. Suo Dino Campana. (Lettera ''La poesia tornerà'' senza data<ref group="fonte" name=falqui/>)
*Egregio Signor Novaro, con dispiacere appresi troppo tardi che [[Giovanni Boine|Boine]] si trovava a [[Firenze]]. Oltre il piacere di conoscerlo mi avrebbe fatto conoscere a Lei: mi riferisco al proverbio: il diavolo non è tanto brutto come si dipinge. [...] Sappia intanto che ho sostenuto e sostengo che [[Camillo Sbarbaro|Sbarbaro]] vale più di tutti i vocioni<ref>«Vociani» in altre fonti. {{cfr}} [[Enrico Falqui]], ''Per una cronistoria dei "Canti orfici"'', Vallecchi, 1960, p. 69.</ref> (voci+ani) a piena orchestra. (Lettera a Mario Novaro, Firenze, dicembre (?) 1915<ref group="fonte">Da ''Io poeta notturno'', a cura di Pasquale Di Palmo, Via del vento, 2007.</ref>)
*Tutto va per il meglio nel peggiore dei mondi possibili... (Lettera a Bino Binazzi, 11 aprile 1930<ref group="fonte">In ''Un viaggio chiamato amore: lettere 1916-1918''.</ref>)
{{Int|''Quaderno''|in ''Canti orfici e altri scritti'', introduzione di [[Carlo Bo]], Oscar Mondadori, 1972, pp. 79-120.|h=2}}
*''Il [[tempo]] miserabile consumi | me, la mia gioia e tutta la speranza | venga la morte pallida e mi dica | pàrtiti figlio''. (da ''Il tempo miserabile consumi'', pp. 81-82)
*''[[Pace]] non cerco, [[guerra]] non sopporto | tranquillo e solo vo pel mondo in sogno | pieno di canti soffocati. Agogno | la [[nebbia]] ed il silenzio in un gran porto''. (da ''Poesia facile'', p. 90)
*''Tu mi portasti un po' d'alga marina | nei tuoi capelli, ed un odor di vento, | che è corso di lontano e giunge grave | d'ardore, era nel tuo corpo bronzino: | – oh la divina | Semplicità delle tue forme snelle –'' (da ''Donna genovese'', p. 90)
*''O poesia siimi tu faro | siimi tu faro e porterò un voto laggiù | sotto degli infrenati archi marini | dell'alterna tua chiesa azzurra e bianca | là dove aurora fiammea s'affranca | da un arco eburneo, a magici confini | [[Genova]] Genova Genova.'' (da ''O l'anima vivente delle cose'', p. 106)
*''Il [[Porto di Genova|porto]] che si addorme, il porto il porto | il porto nell'odor tenue svanito | di catrame vegliato dalle lune | elettriche, sul mare appena vivo | vi si addormentan stanchi i vagabondi | sotto le nube delle ciminiere | ancor fumanti, ancor congiunte al celo | abbracciandosi nell'odor del mare | che culla i loro sogni e i loro amori.'' (da ''Il porto che si addorme, il porto il porto'', p. 112)
*''Irraggia lo splendore orientale | [[Genova]] nelle [[Donne genovesi|donne]] dalla testa | Sibillina, dal carco profumato | della lor chioma grave lungo attorta | Genova in sogno tra il brusìo confuso | Genova marinara che fa festa.'' (da ''Piazza S. Giorgio'', p. 113)
*''Sotto la torre orientale | tra le terrazze viridi | sulla lavagna cinerea, | dilaga la [[Piazza San Giorgio (Genova)|piazza]] rombante | in verso il mare che addensa le navi inesausto.'' (da ''Piazza S. Giorgio'', p. 113)
{{Int|''Taccuini, abbozzi e carte varie''|in ''Canti orfici e altri scritti'', introduzione di [[Carlo Bo]], Oscar Mondadori, 1972, pp. 121-168.|h=2}}
*''Ridente in grazia ovale | più fine del velluto | incedi ingenua ardita | agile come vela | nel vento sui sassi di [[Prè]].'' (da ''Sorga la larva di antico sogno'', p. 126)
*''O città fantastica, o gorgo di fremiti sordi!'' (da ''[[Genova]]'', p. 129)
*''Fabbricare fabbricare fabbricare | preferisco il rumore del mare...'' (da ''Fabbricare fabbricare fabbricare'', p. 133)
*''Ah! ch'io parta! ch'io parta! E che un lontano | giorno l'ultimo sonno in te laggiù | dorma | [[Genova]] | sotto degli infrenati archi marini |dell'alterna tua chiesa azzurra e bianca | dove una fiamma pallida s'infranca | in arco eburneo a magici confini.'' (da ''Le Cafard (Nostalgia del viaggio)'', pp. 140-141)
*Mi sono sempre battuto in condizioni così sfavorevoli che desidererei farlo alla pari. Sono molto modesto e non vi domando, amici, altro segno che il gesto. Il resto non vi riguarda. (da ''Storie I'', p. 164)
==[[Incipit]] di ''Sogno di prigione''==
Nel viola della notte odo canzoni bronzee. La cella è bianca, il giaciglio è bianco. La cella è bianca, piena di un torrente di voci che muoiono nelle angeliche cune, delle voci angeliche bronzee è piena la cella bianca. Silenzio: il viola della notte: in rabeschi dalle sbarre bianche il blu del sonno.<ref group="fonte">Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
==Citazioni su Dino Campana==
*Campana resta l'ultimo poeta, il poeta toccato e divorato dal fuoco, il poeta che è entrato per sempre nel cuore stesso della notte e non ne è più uscito. ([[Carlo Bo]])
*Caro Campana,<br />L'[[India]] era un'ossessione tre mesi fa. Mi disse [[Angiolo Silvio Novaro|Novaro]] che lei non fu contento della mia risposta. Diamine! era una stretta di mano a mio modo. Ma insomma, Campana non si sa dove sfociare, non si sa per che paese partire! Su questo mondo ci ho sputato da un pezzo. Non c'è una qualche America nuova da scoprire? qualche delitto di liberazione? Se pensa una impresa me la comunichi. ([[Giovanni Boine]])
*Era un poeta che ha avuto problemi psicologici, e tra questi problemi, non si sa come, rientrava il fatto che lui non abitava mai nella stessa città, ma si spostava continuamente. Quello che oggi potrebbe essere un blogger di viaggio all’epoca evidentemente era considerato un pazzo, e lui è rientrato in questa "categoria", venendo chiamato "il poeta che fugge". ([[Caparezza]])
*Fu un irregolare, la cui esistenza può accostarsi a quella di altri poeti vissuti tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento, come, ad esempio, alcuni dei nostri Scapigliati; benché per la statura poetica sia ad essi senz'altro di molto superiore e paragonabile piuttosto ad [[Arthur Rimbaud]]. ([[Elio Andriuoli]])
*Il caso Campana rappresenta – a nostro avviso molto bene – un vuoto fra il canto pieno della grande poesia dell'Ottocento e la partenza di [[Giuseppe Ungaretti|Ungaretti]], avvenuta da zero. ([[Carlo Bo]])
*Il destino così doloroso di Dino Campana risponde precisamente ad un problema sollevato dal giovane [[Victor Hugo]], verso il 1834. La domanda di questo allora quasi sconosciuto Hugo era: "Jusqu'à quel point le chant appartiene à la voix, et la poèsie au poéte?". Domanda di una inesauribile novità e contro cui nulla hanno potuto le innumerevoli esperienze poetiche in più di un secolo, anzi direi che rimane confermata dalle maggiori audacie degli esempi più usati: l'autorizzano [[Charles Baudelaire|Baudelaire]], [[Arthur Rimbaud|Rimbaud]] e la storia dei surrealisti. Noi sappiamo i nomi che mancano, quello di Dino Campana va fatto senza timore. ([[Carlo Bo]])
*L'idea di una poesia «europea musicale e colorita» era stata in Campana, oltre che istinto, un fatto di cultura; ma certo era stata accompagnata o preceduta, in lui, da una pratica ancora un po' inerte e passiva dei nuovi ''ismi'' trovati in aria. Anche il futurismo ufficiale aveva preteso, come già i novatori di fine secolo, di «rompere i vetri», di rinnovare l'aria. Campana s'era però scelto maestri più fini di quelli seguiti dai suoi provvisori iniziatori. Ripudiò d'istinto la parte più meccanica, più elencativa del liberismo di moda; andò, si può affermarlo anche con sicurezza di fatto, verso le sorgenti più certe di quel movimento, da [[Walt Whitman|Whitman]] a [[Arthur Rimbaud|Rimbaud]]. Riportò per conto suo, nell'arte e nella vita, un fatto di stile a un fatto di coscienza e fu consapevole di rappresentare, nel suo tempo e nel suo ambiente, una voce nuova, diversa. ([[Eugenio Montale]])
*Mentre la linea più gremita della lirica moderna continua a sviluppare il tragico tema dell'uomo detronizzato dalla sua centralità cosmica, Dino Campana invece ha fede in una positività del mondo, in una ricchezza del suo bàttito che invita l'uomo a spendersi e a salvarsi in una adesione a quella fluidità naturale che esclude o condanna solo chi voglia appartarsene. ([[Silvio Ramat]])
*Mi tenne lontano da lui, un certo suo modo di fare strano (che più tardi prese forma precisa di follia) e anche la convinzione, che non mi perito di confessare, che i suoi meriti poetici fossero allora e siano ora esagerati. Temo che il pittoresco della sua vita sia stato confuso col poetico della sua opera. ([[Giuseppe Prezzolini]])
*Nel quarto decennio del secolo il ritorno a Campana ebbe per la nostra più duttile e spregiudicata cultura letteraria il valore di una scoperta, scoperta di libertà nei testi – nelle intenzioni e nei risultati –, d'una libertà che poteva prospettarsi emblematica risposta a ogni dogmatismo e grettezza, quali imponeva allora duramente il regime politico. ([[Silvio Ramat]])
*Non so di che specie egli {{NDR|[[Dino Campana]]}} fosse: se superiore o inferiore alla comune nostra; certo è ch'era di altra specie. [...] Da lui e dal coetaneo [[Giuseppe Ungaretti|Ungaretti]], s'inaugura un tono intimo e grave nella nostra ultima poesia. ([[Emilio Cecchi]])
*Notevole la forza e la novità del suo stile, anche se qualche eco può trovarsi in lui del [[Giosuè Carducci|Carducci]] e del [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]]. Ma si tratta di debiti di poco conto. ([[Elio Andriuoli]])
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Bibliografia==
*Sibilla Aleramo, Dino Campana, Bruna Conti, ''Un viaggio chiamato amore: lettere 1916-1918'', Feltrinelli Editore, 2000. ISBN 8807490064
*Dino Campana, ''[[s:Canti orfici|Canti orfici]]'', Marradi, 1914.
*Dino Campana, ''Canti orfici e altri scritti'', introduzione di [[Carlo Bo]], Oscar Mondadori, 1972.
==Voci correlate==
*[[Sibilla Aleramo]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Canti Orfici||(1914)}}
{{DEFAULTSORT:Campana, Dino}}
[[Categoria:Poeti italiani]]
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[[File:Dino Campana.jpg|thumb|Dino Campana]]
'''Dino Carlo Giuseppe Campana''' (1885 – 1932), poeta italiano.
==Citazioni di Dino Campana==
*Ad amare una ragazza [[bellezza|bella]] tutti sono capaci.<ref group="fonte">Citato in ''Campana dal vivo: scritti e testimonianze sul poeta'', a cura di Pedro Luis Ladrón de Guevara, FirenzeLibri, 2006.</ref>
*[[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]] è un [[Richard Wagner|Wagner]] del pensiero. La susseguenza dei suoi pensieri è assolutamente barbara, uguale alla musica wagneriana. In ciò unicamente nell'originalità barbaramente balzante e irrompente dei suoi pensieri sta la sua forza di sovvertimento e tutto anela alla distruzione tanto in Wagner come in lui.<ref group="fonte">Frammento di datazione incerta, forse risalente al 1916; in ''Opere e contributi'', a cura di Enrico Falqui, Firenze, 1973, p. 446.</ref>
==''Canti Orfici''==
===''La notte''===
*Ricordo una vecchia città, rossa di mura e turrita, arsa su la pianura sterminata nell'Agosto torrido, con il lontano refrigerio di colline verdi e molli sullo sfondo. Archi enormemente vuoti di ponti sul fiume impaludato in magre stagnazioni plumbee: sagome nere di zingari mobili e silenziose sulla riva: tra il barbaglio lontano di un canneto lontane forme ignude di adolescenti e il profilo e la barba giudaica di un vecchio: e a un tratto dal mezzo dell'acqua morta le zingare e un canto, da la palude afona una nenia primordiale monotona e irritante: e del tempo fu sospeso il corso. ([[s:Canti Orfici/La notte/I - La notte|I, ''La notte'']], 1)
*Un tocco di campana argentino e dolce di lontananza: la [[Sera]]: nella chiesetta solitaria, all'ombra delle modeste navate, io stringevo Lei, dalle carni rosee e dagli accesi occhi fuggitivi: anni ed anni ed anni fondevano nella dolcezza trionfale del ricordo. ([[s:Canti Orfici/La notte/I - La notte|I, ''La notte'']], 2)
*L'agile forma di donna dalla pelle ambrata stesa sul letto ascoltava curiosamente, poggiata sui gomiti come una Sfinge: fuori gli orti verdissimi tra i muri rosseggianti: noi soli tre vivi nel silenzio meridiano. ([[s:Canti Orfici/La notte/I - La notte|I, ''La notte'']], 7)
*La magia della [[sera]], languida amica del criminale, era galeotta delle nostre anime oscure e i suoi fastigi sembravano promettere un regno misterioso. ([[s:Canti Orfici/La notte/I - La notte|I, ''La notte'']], 8)
*Venne la [[notte]] e fu compita la conquista dell'ancella. Il suo corpo ambrato la sua bocca vorace i suoi ispidi neri capelli a tratti rivelazione dei suoi occhi atterriti di voluttà intricarono una fantastica vicenda. ([[s:Canti Orfici/La notte/I - La notte|I, ''La notte'']], 9)
*Lassù tra gli abeti fumosi nella nebbia, tra i mille e mille ticchettìi le mille voci del silenzio svelata una giovine luce tra i tronchi, per sentieri di chiarìe salivo: salivo alle [[Alpi]], sullo sfondo bianco delicato mistero. Laghi, lassù tra gli scogli chiare gore vegliate dal sorriso del sogno, le chiare gore i laghi estatici dell'oblio che tu [[Leonardo da Vinci|Leonardo]] fingevi. Il torrente mi raccontava oscuramente la storia. Io fisso tra le lance immobili degli abeti credendo a tratti vagare una nuova melodia selvaggia e pure triste forse fissavo le nubi che sembravano attardarsi curiose un istante su quel paesaggio profondo e spiarlo e svanire dietro le lancie immobili degli abeti.<ref>Descrizione di [[Bignasco]].</ref> ([[s:Canti Orfici/La notte/I - La notte|I, ''La notte'']], 14)
*Una fanciulla nel torrente lavava, lavava e cantava nelle nevi delle bianche Alpi. Si volse, mi accolse, nella notte mi amò. E ancora sullo sfondo le Alpi il bianco delicato mistero, nel mio ricordo s'accese la purità della lampada stellare, brillò la luce della sera d'amore. ([[s:Canti Orfici/La notte/I - La notte|I, ''La notte'']], 14)
*Salivano voci e voci e canti di fanciulli e di lussuria per i ritorti vichi dentro dell'ombra ardente, al colle al colle. A l'ombra dei lampioni verdi le bianche colossali [[Prostituzione|prostitute]] sognavano sogni vaghi nella luce bizzarra al vento. Il mare nel vento mesceva il suo sale che il vento mesceva e levava nell'odor lussurioso dei vichi, e la bianca notte mediterranea scherzava colle enormi forme delle femmine tra i tentativi bizzarri della fiamma di svellersi dal cavo dei lampioni.<ref>Descrizione dei vicoli di [[Genova]].</ref> ([[s:Canti Orfici/La notte/II - Il viaggio e il ritorno|II, ''Il viaggio e il ritorno'']], 1)
*Dal giardino una canzone si rompe in catena fievole di singhiozzi: la vena è aperta: arido rosso e dolce è il panorama scheletrico del [[mondo]]. ([[s:Canti Orfici/La notte/II - Il viaggio e il ritorno|II, ''Il viaggio e il ritorno'']], 2)
*O il tuo corpo! il tuo profumo mi velava gli occhi: io non vedevo il tuo corpo (un dolce e acuto profumo): là nel grande specchio ignudo, nel grande specchio ignudo velato dai fumi di viola, in alto baciato da una stella di luce era il bello, il bello e dolce dono di un dio: e le timide mammelle erano gonfie di luce, e le stelle erano assenti, e non un [[Dio]] era nella sera d'amore di viola: ma tu leggera tu sulle mie ginocchia sedevi, cariatide notturna di un incantevole cielo. ([[s:Canti Orfici/La notte/II - Il viaggio e il ritorno|II, ''Il viaggio e il ritorno'']], 3)
*Aprimmo la finestra al cielo notturno. Gli uomini come spettri vaganti: vagavano come gli spettri: e la città (le vie le chiese le piazze) si componeva in un sogno cadenzato, come per una melodia invisibile scaturita da quel vagare. Non era dunque il mondo abitato da dolci spettri e nella notte non era il sogno ridesto nelle potenze sue trionfale? Qual ponte, muti chiedemmo, qual ponte abbiamo noi gettato sull'[[infinito]], che tutto ci appare ombra di eternità? A quale sogno levammo la nostalgia della nostra [[bellezza]]? La [[luna]] sorgeva nella sua vecchia vestaglia dietro la chiesa bizantina. ([[s:Canti Orfici/La notte/II - Il viaggio e il ritorno|II, ''Il viaggio e il ritorno'']], 3)
===''Notturni''===
*''Non so se tra rocce il tuo pallido | viso m'apparve, o sorriso | di lontananze ignote | fosti, la china eburnea | fronte fulgente o giovine | suora de la [[Gioconda]] | o delle primavere | spente, per i tuoi mitici pallori | O Regina o Regina adolescente:'' [...]. (''[[s:Canti Orfici/Notturni/La chimera|La chimera]]'', vv. 1-9)
*''La luce del crepuscolo si attenua: | inquieti spiriti sia dolce la tenebra | al [[cuore]] che non ama più!'' (''[[s:Canti Orfici/Notturni/Il canto della tenebra|Il canto della tenebra]]'', vv. 1-3)
*''Me ne vado per le strade | strette oscure e misteriose: | vedo dietro le vetrate | affacciarsi Gemme e Rose.''<ref name=exuvia>Citato da [[Caparezza]] in ''Fugadà'', traccia n. 2 di ''Exuvia'' (2021): «''Me ne vado per le strade strette, oscure e misteriose, | non c'è un cane, qualche stella nella notte fantasiosa | via dal tanfo, via dal tanfo.''»</ref> (''[[s:Canti Orfici/Notturni/La petite promenade du poète|La petite promenade du poète]]'')
*''La stradina è solitaria: | non c'è un cane qualche stella | nella notte sopra i tetti: | e la notte mi par bella. | E cammino poveretto | nella notte fantasiosa, | pur mi sento nella bocca | la saliva disgustosa. Via dal tanfo | via dal tanfo e per le strade | e cammina e via cammina, | già le case son più rade.''<ref name=exuvia/> (''[[s:Canti Orfici/Notturni/La petite promenade du poète|La petite promenade du poète]]'')
===''La Verna''===
*Il corridoio, alitato dal gelo degli antri, si veste tutto della leggenda Francescana. Il Santo {{NDR|[[Francesco d'Assisi]]}} appare come l'ombra di [[Cristo]], rassegnata, nata in terra d'umanesimo. La sua rinuncia è semplice e dolce: dalla sua solitudine intona il canto alla natura con fede: Frate Sole, Suor Acqua, Frate Lupo. Un caro santo italiano. ([[s:Canti Orfici/La Verna/I - La Verna (Diario)|I, ''La Verna (Diario)'']], 22 settembre)
*L'acqua del mulino corre piana e invisibile nella gora. Rivedo un fanciullo, lo stesso fanciullo, laggiù steso sull'erba. Sembra dormire. Ripenso alla mia fanciullezza: quanto tempo è trascorso da quando i bagliori magnetici delle stelle mi dissero per la prima volta dell'infinità delle morti!... ([[s:Canti Orfici/La Verna/II - Ritorno|II, ''Ritorno'']])
*''Marradi (Antica volta. Specchio velato)''<br>Il [[mattino]] arride sulle cime dei monti. In alto sulle cuspidi di un triangolo desolato si illumina il castello, più alto e più lontano. Venere passa in barroccio accoccolata per la strada conventuale. ([[s:Canti Orfici/La Verna/II - Ritorno|II, ''Ritorno'']])
===''[[s:Canti Orfici/Immagini del viaggio e della montagna|Immagini del viaggio e della montagna]]''===
*''O se come il torrente che rovina | e si riposa nell'azzurro eguale, | se tale a le tue mura la proclina | [[anima]] al nulla nel su andar fatale, | se a le tue mura in pace cristallina | tender potessi, in una pace eguale, | e il ricordo specchiar di una divina | serenità perduta o tu immortale | anima! o Tu!''
*''Ecco la [[notte]]: ed ecco vigilarmi | e luci e luci: ed io lontano e solo: | quiete è la messe, verso l'infinito | (quieto è lo spirto) vanno muti carmi | a la notte: a la notte: intendo: Solo | ombra che torna, ch'era dipartito...''
===''[[s:Canti Orfici/Firenze|Firenze]]''===
*[[Firenze|Fiorenza]] giglio di potenza virgulto primaverile. Le mattine di primavera sull'Arno. La grazia degli adolescenti (che non è grazia al mondo che vinca tua grazia d'Aprile), vivo vergine continuo alito, fresco che vivifica i marmi e fa nascere Venere Botticelliana.
===Varie e frammenti===
*A l'antica piazza dei tornei salgono strade e strade e nell'aria pura si prevede sotto il cielo il mare. L'aria pura è appena segnata di nubi leggere. L'aria è rosa. Un antico crepuscolo ha tinto la piazza e le sue mura. E dura sotto il cielo che dura, estate rosea di più rosea estate. [...] Dall'altra parte della piazza la torre quadrangolare s'alza accesa sul corroso mattone su a capo dei vicoli gonfi cupi tortuosi palpitanti di fiamme. La quadricuspide vetta a quadretta ride svariata di smalto mentre nel fondo bianca e torbida a lato dai lampioni verdi la lussuria siede imperiale. Accanto al busto dagli occhi bianchi rosi e vuoti, e l'orologio verde come un bottone in alto aggancia il tempo all'eternità della piazza. La via si torce e sprofonda. Come nubi sui colli le case veleggiano ancora tra lo svariare del verde e si scorge in fondo il trofeo della V. M. tutto bianco che vibra d'ali nell'aria. (da ''[[Piazza Sarzano]]''; 1972, pp. 62-63)
*''Sotto la torre orientale, ne le terrazze verdi ne la lavagna cinerea | dilaga la piazza al mare che addensa le navi inesausto | ride l'arcano [[Palazzo Rosso (Genova)|palazzo rosso]] dal portico grande: | come le cataratte del Niagara | canta, ride, svaria ferrea la sinfonia feconda urgente al mare: | [[Genova]] canta il tuo canto!'' (da ''Genova''; 1972, p. 64)
*''Già a frotte s'avventurano | i viaggiatori alla città tonante | che stende le sue piazze e le sue vie: | la grande luce mediterranea | s'è fusa in pietra di cenere: | pei vichi antichi e profondi | fragore di vita, gioia intensa e fugace: | velario d'oro di felicità | è il cielo ove il sole ricchissimo | lasciò le sue spoglie preziose.'' [...] ''| perdute nel crepuscolo tonante | ombre di viaggiatori | vanno per la Superba | terribili e grotteschi come i ciechi.'' (da ''[[Genova]]''; 1972, p. 67)
===Citazioni su ''Canti orfici''===
*I ''Canti orfici'' hanno offerta materia a numerose tesi di laurea, a documentazioni biografiche e a ricerche critiche, quali forse non vanta alcun altro nostro poeta contemporaneo. ([[Enrico Falqui]])
==''Cartolina da Marradi''==
*''I «mantici» di Barbarossa''<br>Ad [[Anselmo Geribò]] – Avenu – Amo le vecchie trrr | Gonfie e lievitate di sprrr | Che cadono come rospi a quattro zampe sopra la coltrice rossa | E aspettano che le si innaffii | E sbuffano e ansimano, flaccide come mantici. Barbarossa {{NDR|Uno dei pseudonimi di Campana}}. (21 gennaio 1916<ref group="fonte" name=falqui>Citato in [[Enrico Falqui]], ''La Fiera Letteraria'', 23 febbraio 1967.</ref>)
*«''Padre dello scandalo''»<br>Egregio Signore, si domanda quale è l'io centrale di [[Giannotto Bastianelli|Bastianelli]]. Buono questo numero, eccellenti tutti solo oggi in poesia ci sono troppi rospi e troppi anfibi di una fantasia e di un gusto che non saprei meglio definire se non come quelli d'un paysan qui aurait en [[Charles Baudelaire|Baudelaire]] – la qual cosa è poi forse la migliore che si possa dire di [[Giovanni Papini|Papini]], padre dello scandalo, del poeta cicerone che le dolcezze finocchie di ... condusse per gli orti del bene e del male tra famigliari serponi e coccodrilli, macabro spaventapasseri, impuro ciarlatano di piazza della poesia. Chi può tollerare le sue delicatezze di sbirro? (8 gennaio 1916<ref group="fonte" name=falqui/>)
*''Una poesia patriottica''<br>Signor [[Mario Novaro|Novaro]], ho ricevuto la ''Riviera'' e ringrazio. A [[Bologna]] ho tovato [[Pasquale Binazzi|Binazzi]] e ci siamo trovati d'accordo sul valore di varie persone tra cui [[Camillo Sbarbaro|Sbarbaro]]. Ciò avrà i suoi frutti. A Lei che è stato per me così cordiale vorrei dedicare una poesia patriottica che sentissi ancora nel luglio scorso {{NDR|''A Mario Novaro''}}: però è passata la prima fiammata la abbandonai ed è restata incompleta. La potrei rivivere e terminare nel senso di un «addio all'Italia» solamente. (27 febbraio 1916<ref group="fonte" name=falqui/>)
==''Lettere''==
*Carissimo signor Novaro, il mio amico [[Augusto Hermet|Hermet]] mi ha fatto vedere queste belle cose e io l'ho consigliato a mandargliele. Sono certo che Lei condividerà il mio giudizio. La saluto cordialmente. [...] La salute va bene. La poesia tornerà. [...]. Suo Dino Campana. (Lettera ''La poesia tornerà'' senza data<ref group="fonte" name=falqui/>)
*Egregio Signor Novaro, con dispiacere appresi troppo tardi che [[Giovanni Boine|Boine]] si trovava a [[Firenze]]. Oltre il piacere di conoscerlo mi avrebbe fatto conoscere a Lei: mi riferisco al proverbio: il diavolo non è tanto brutto come si dipinge. [...] Sappia intanto che ho sostenuto e sostengo che [[Camillo Sbarbaro|Sbarbaro]] vale più di tutti i vocioni<ref>«Vociani» in altre fonti. {{cfr}} [[Enrico Falqui]], ''Per una cronistoria dei "Canti orfici"'', Vallecchi, 1960, p. 69.</ref> (voci+ani) a piena orchestra. (Lettera a Mario Novaro, Firenze, dicembre (?) 1915<ref group="fonte">Da ''Io poeta notturno'', a cura di Pasquale Di Palmo, Via del vento, 2007.</ref>)
*Tutto va per il meglio nel peggiore dei mondi possibili... (Lettera a Bino Binazzi, 11 aprile 1930<ref group="fonte">In ''Un viaggio chiamato amore: lettere 1916-1918''.</ref>)
{{Int|''Quaderno''|in ''Canti orfici e altri scritti'', introduzione di [[Carlo Bo]], Oscar Mondadori, 1972, pp. 79-120.|h=2}}
*''Il [[tempo]] miserabile consumi | me, la mia gioia e tutta la speranza | venga la morte pallida e mi dica | pàrtiti figlio''. (da ''Il tempo miserabile consumi'', pp. 81-82)
*''[[Pace]] non cerco, [[guerra]] non sopporto | tranquillo e solo vo pel mondo in sogno | pieno di canti soffocati. Agogno | la [[nebbia]] ed il silenzio in un gran porto''. (da ''Poesia facile'', p. 90)
*''Tu mi portasti un po' d'alga marina | nei tuoi capelli, ed un odor di vento, | che è corso di lontano e giunge grave | d'ardore, era nel tuo corpo bronzino: | – oh la divina | Semplicità delle tue forme snelle –'' (da ''Donna genovese'', p. 90)
*''O poesia siimi tu faro | siimi tu faro e porterò un voto laggiù | sotto degli infrenati archi marini | dell'alterna tua chiesa azzurra e bianca | là dove aurora fiammea s'affranca | da un arco eburneo, a magici confini | [[Genova]] Genova Genova.'' (da ''O l'anima vivente delle cose'', p. 106)
*''Il [[Porto di Genova|porto]] che si addorme, il porto il porto | il porto nell'odor tenue svanito | di catrame vegliato dalle lune | elettriche, sul mare appena vivo | vi si addormentan stanchi i vagabondi | sotto le nube delle ciminiere | ancor fumanti, ancor congiunte al celo | abbracciandosi nell'odor del mare | che culla i loro sogni e i loro amori.'' (da ''Il porto che si addorme, il porto il porto'', p. 112)
*''Irraggia lo splendore orientale | [[Genova]] nelle [[Donne genovesi|donne]] dalla testa | Sibillina, dal carco profumato | della lor chioma grave lungo attorta | Genova in sogno tra il brusìo confuso | Genova marinara che fa festa.'' (da ''Piazza S. Giorgio'', p. 113)
*''Sotto la torre orientale | tra le terrazze viridi | sulla lavagna cinerea, | dilaga la [[Piazza San Giorgio (Genova)|piazza]] rombante | in verso il mare che addensa le navi inesausto.'' (da ''Piazza S. Giorgio'', p. 113)
{{Int|''Taccuini, abbozzi e carte varie''|in ''Canti orfici e altri scritti'', introduzione di [[Carlo Bo]], Oscar Mondadori, 1972, pp. 121-168.|h=2}}
*''Ridente in grazia ovale | più fine del velluto | incedi ingenua ardita | agile come vela | nel vento sui sassi di [[Prè]].'' (da ''Sorga la larva di antico sogno'', p. 126)
*''O città fantastica, o gorgo di fremiti sordi!'' (da ''[[Genova]]'', p. 129)
*''Fabbricare fabbricare fabbricare | preferisco il rumore del mare...'' (da ''Fabbricare fabbricare fabbricare'', p. 133)
*''Ah! ch'io parta! ch'io parta! E che un lontano | giorno l'ultimo sonno in te laggiù | dorma | [[Genova]] | sotto degli infrenati archi marini |dell'alterna tua chiesa azzurra e bianca | dove una fiamma pallida s'infranca | in arco eburneo a magici confini.'' (da ''Le Cafard (Nostalgia del viaggio)'', pp. 140-141)
*Mi sono sempre battuto in condizioni così sfavorevoli che desidererei farlo alla pari. Sono molto modesto e non vi domando, amici, altro segno che il gesto. Il resto non vi riguarda. (da ''Storie I'', p. 164)
==[[Incipit]] di ''Sogno di prigione''==
Nel viola della notte odo canzoni bronzee. La cella è bianca, il giaciglio è bianco. La cella è bianca, piena di un torrente di voci che muoiono nelle angeliche cune, delle voci angeliche bronzee è piena la cella bianca. Silenzio: il viola della notte: in rabeschi dalle sbarre bianche il blu del sonno.<ref group="fonte">Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
==Citazioni su Dino Campana==
*Campana resta l'ultimo poeta, il poeta toccato e divorato dal fuoco, il poeta che è entrato per sempre nel cuore stesso della notte e non ne è più uscito. ([[Carlo Bo]])
*Caro Campana,<br />L'[[India]] era un'ossessione tre mesi fa. Mi disse [[Angiolo Silvio Novaro|Novaro]] che lei non fu contento della mia risposta. Diamine! era una stretta di mano a mio modo. Ma insomma, Campana non si sa dove sfociare, non si sa per che paese partire! Su questo mondo ci ho sputato da un pezzo. Non c'è una qualche America nuova da scoprire? qualche delitto di liberazione? Se pensa una impresa me la comunichi. ([[Giovanni Boine]])
*Era un poeta che ha avuto problemi psicologici, e tra questi problemi, non si sa come, rientrava il fatto che lui non abitava mai nella stessa città, ma si spostava continuamente. Quello che oggi potrebbe essere un blogger di viaggio all’epoca evidentemente era considerato un pazzo, e lui è rientrato in questa "categoria", venendo chiamato "il poeta che fugge". ([[Caparezza]])
*Fu un irregolare, la cui esistenza può accostarsi a quella di altri poeti vissuti tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento, come, ad esempio, alcuni dei nostri Scapigliati; benché per la statura poetica sia ad essi senz'altro di molto superiore e paragonabile piuttosto ad [[Arthur Rimbaud]]. ([[Elio Andriuoli]])
*Il caso Campana rappresenta – a nostro avviso molto bene – un vuoto fra il canto pieno della grande poesia dell'Ottocento e la partenza di [[Giuseppe Ungaretti|Ungaretti]], avvenuta da zero. ([[Carlo Bo]])
*Il destino così doloroso di Dino Campana risponde precisamente ad un problema sollevato dal giovane [[Victor Hugo]], verso il 1834. La domanda di questo allora quasi sconosciuto Hugo era: "Jusqu'à quel point le chant appartiene à la voix, et la poèsie au poéte?". Domanda di una inesauribile novità e contro cui nulla hanno potuto le innumerevoli esperienze poetiche in più di un secolo, anzi direi che rimane confermata dalle maggiori audacie degli esempi più usati: l'autorizzano [[Charles Baudelaire|Baudelaire]], [[Arthur Rimbaud|Rimbaud]] e la storia dei surrealisti. Noi sappiamo i nomi che mancano, quello di Dino Campana va fatto senza timore. ([[Carlo Bo]])
*L'idea di una poesia «europea musicale e colorita» era stata in Campana, oltre che istinto, un fatto di cultura; ma certo era stata accompagnata o preceduta, in lui, da una pratica ancora un po' inerte e passiva dei nuovi ''ismi'' trovati in aria. Anche il futurismo ufficiale aveva preteso, come già i novatori di fine secolo, di «rompere i vetri», di rinnovare l'aria. Campana s'era però scelto maestri più fini di quelli seguiti dai suoi provvisori iniziatori. Ripudiò d'istinto la parte più meccanica, più elencativa del liberismo di moda; andò, si può affermarlo anche con sicurezza di fatto, verso le sorgenti più certe di quel movimento, da [[Walt Whitman|Whitman]] a [[Arthur Rimbaud|Rimbaud]]. Riportò per conto suo, nell'arte e nella vita, un fatto di stile a un fatto di coscienza e fu consapevole di rappresentare, nel suo tempo e nel suo ambiente, una voce nuova, diversa. ([[Eugenio Montale]])
*Mentre la linea più gremita della lirica moderna continua a sviluppare il tragico tema dell'uomo detronizzato dalla sua centralità cosmica, Dino Campana invece ha fede in una positività del mondo, in una ricchezza del suo bàttito che invita l'uomo a spendersi e a salvarsi in una adesione a quella fluidità naturale che esclude o condanna solo chi voglia appartarsene. ([[Silvio Ramat]])
*Mi tenne lontano da lui, un certo suo modo di fare strano (che più tardi prese forma precisa di follia) e anche la convinzione, che non mi perito di confessare, che i suoi meriti poetici fossero allora e siano ora esagerati. Temo che il pittoresco della sua vita sia stato confuso col poetico della sua opera. ([[Giuseppe Prezzolini]])
*Nel quarto decennio del secolo il ritorno a Campana ebbe per la nostra più duttile e spregiudicata cultura letteraria il valore di una scoperta, scoperta di libertà nei testi – nelle intenzioni e nei risultati –, d'una libertà che poteva prospettarsi emblematica risposta a ogni dogmatismo e grettezza, quali imponeva allora duramente il regime politico. ([[Silvio Ramat]])
*Non so di che specie egli {{NDR|[[Dino Campana]]}} fosse: se superiore o inferiore alla comune nostra; certo è ch'era di altra specie. [...] Da lui e dal coetaneo [[Giuseppe Ungaretti|Ungaretti]], s'inaugura un tono intimo e grave nella nostra ultima poesia. ([[Emilio Cecchi]])
*Notevole la forza e la novità del suo stile, anche se qualche eco può trovarsi in lui del [[Giosuè Carducci|Carducci]] e del [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]]. Ma si tratta di debiti di poco conto. ([[Elio Andriuoli]])
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Bibliografia==
*Sibilla Aleramo, Dino Campana, Bruna Conti, ''Un viaggio chiamato amore: lettere 1916-1918'', Feltrinelli Editore, 2000. ISBN 8807490064
*Dino Campana, ''[[s:Canti orfici|Canti orfici]]'', Marradi, 1914.
*Dino Campana, ''Canti orfici e altri scritti'', introduzione di [[Carlo Bo]], Oscar Mondadori, 1972.
==Voci correlate==
*[[Sibilla Aleramo]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Canti Orfici||(1914)}}
{{DEFAULTSORT:Campana, Dino}}
[[Categoria:Poeti italiani]]
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Spinoziano
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wikitext
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[[File:Dino Campana.jpg|thumb|Dino Campana]]
'''Dino Carlo Giuseppe Campana''' (1885 – 1932), poeta italiano.
==Citazioni di Dino Campana==
*Ad amare una ragazza [[bellezza|bella]] tutti sono capaci.<ref group="fonte">Citato in ''Campana dal vivo: scritti e testimonianze sul poeta'', a cura di Pedro Luis Ladrón de Guevara, FirenzeLibri, 2006.</ref>
*[[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]] è un [[Richard Wagner|Wagner]] del pensiero. La susseguenza dei suoi pensieri è assolutamente barbara, uguale alla musica wagneriana. In ciò unicamente nell'originalità barbaramente balzante e irrompente dei suoi pensieri sta la sua forza di sovvertimento e tutto anela alla distruzione tanto in Wagner come in lui.<ref group="fonte">Frammento di datazione incerta, forse risalente al 1916; in ''Opere e contributi'', a cura di Enrico Falqui, Firenze, 1973, p. 446.</ref>
==''Canti Orfici''==
===''La notte''===
*Ricordo una vecchia città, rossa di mura e turrita, arsa su la pianura sterminata nell'Agosto torrido, con il lontano refrigerio di colline verdi e molli sullo sfondo. Archi enormemente vuoti di ponti sul fiume impaludato in magre stagnazioni plumbee: sagome nere di zingari mobili e silenziose sulla riva: tra il barbaglio lontano di un canneto lontane forme ignude di adolescenti e il profilo e la barba giudaica di un vecchio: e a un tratto dal mezzo dell'acqua morta le zingare e un canto, da la palude afona una nenia primordiale monotona e irritante: e del tempo fu sospeso il corso. ([[s:Canti Orfici/La notte/I - La notte|I, ''La notte'']], 1)
*Un tocco di campana argentino e dolce di lontananza: la [[Sera]]: nella chiesetta solitaria, all'ombra delle modeste navate, io stringevo Lei, dalle carni rosee e dagli accesi occhi fuggitivi: anni ed anni ed anni fondevano nella dolcezza trionfale del ricordo. ([[s:Canti Orfici/La notte/I - La notte|I, ''La notte'']], 2)
*L'agile forma di donna dalla pelle ambrata stesa sul letto ascoltava curiosamente, poggiata sui gomiti come una Sfinge: fuori gli orti verdissimi tra i muri rosseggianti: noi soli tre vivi nel silenzio meridiano. ([[s:Canti Orfici/La notte/I - La notte|I, ''La notte'']], 7)
*La magia della [[sera]], languida amica del criminale, era galeotta delle nostre anime oscure e i suoi fastigi sembravano promettere un regno misterioso. ([[s:Canti Orfici/La notte/I - La notte|I, ''La notte'']], 8)
*Venne la [[notte]] e fu compita la conquista dell'ancella. Il suo corpo ambrato la sua bocca vorace i suoi ispidi neri capelli a tratti rivelazione dei suoi occhi atterriti di voluttà intricarono una fantastica vicenda. ([[s:Canti Orfici/La notte/I - La notte|I, ''La notte'']], 9)
*Lassù tra gli [[Abete|abeti]] fumosi nella nebbia, tra i mille e mille ticchettìi le mille voci del silenzio svelata una giovine luce tra i tronchi, per sentieri di chiarìe salivo: salivo alle [[Alpi]], sullo sfondo bianco delicato mistero. Laghi, lassù tra gli scogli chiare gore vegliate dal sorriso del sogno, le chiare gore i laghi estatici dell'oblio che tu [[Leonardo da Vinci|Leonardo]] fingevi. Il torrente mi raccontava oscuramente la storia. Io fisso tra le lance immobili degli abeti credendo a tratti vagare una nuova melodia selvaggia e pure triste forse fissavo le nubi che sembravano attardarsi curiose un istante su quel paesaggio profondo e spiarlo e svanire dietro le lancie immobili degli abeti.<ref>Descrizione di [[Bignasco]].</ref> ([[s:Canti Orfici/La notte/I - La notte|I, ''La notte'']], 14)
*Una fanciulla nel torrente lavava, lavava e cantava nelle nevi delle bianche Alpi. Si volse, mi accolse, nella notte mi amò. E ancora sullo sfondo le Alpi il bianco delicato mistero, nel mio ricordo s'accese la purità della lampada stellare, brillò la luce della sera d'amore. ([[s:Canti Orfici/La notte/I - La notte|I, ''La notte'']], 14)
*Salivano voci e voci e canti di fanciulli e di lussuria per i ritorti vichi dentro dell'ombra ardente, al colle al colle. A l'ombra dei lampioni verdi le bianche colossali [[Prostituzione|prostitute]] sognavano sogni vaghi nella luce bizzarra al vento. Il mare nel vento mesceva il suo sale che il vento mesceva e levava nell'odor lussurioso dei vichi, e la bianca notte mediterranea scherzava colle enormi forme delle femmine tra i tentativi bizzarri della fiamma di svellersi dal cavo dei lampioni.<ref>Descrizione dei vicoli di [[Genova]].</ref> ([[s:Canti Orfici/La notte/II - Il viaggio e il ritorno|II, ''Il viaggio e il ritorno'']], 1)
*Dal giardino una canzone si rompe in catena fievole di singhiozzi: la vena è aperta: arido rosso e dolce è il panorama scheletrico del [[mondo]]. ([[s:Canti Orfici/La notte/II - Il viaggio e il ritorno|II, ''Il viaggio e il ritorno'']], 2)
*O il tuo corpo! il tuo profumo mi velava gli occhi: io non vedevo il tuo corpo (un dolce e acuto profumo): là nel grande specchio ignudo, nel grande specchio ignudo velato dai fumi di viola, in alto baciato da una stella di luce era il bello, il bello e dolce dono di un dio: e le timide mammelle erano gonfie di luce, e le stelle erano assenti, e non un [[Dio]] era nella sera d'amore di viola: ma tu leggera tu sulle mie ginocchia sedevi, cariatide notturna di un incantevole cielo. ([[s:Canti Orfici/La notte/II - Il viaggio e il ritorno|II, ''Il viaggio e il ritorno'']], 3)
*Aprimmo la finestra al cielo notturno. Gli uomini come spettri vaganti: vagavano come gli spettri: e la città (le vie le chiese le piazze) si componeva in un sogno cadenzato, come per una melodia invisibile scaturita da quel vagare. Non era dunque il mondo abitato da dolci spettri e nella notte non era il sogno ridesto nelle potenze sue trionfale? Qual ponte, muti chiedemmo, qual ponte abbiamo noi gettato sull'[[infinito]], che tutto ci appare ombra di eternità? A quale sogno levammo la nostalgia della nostra [[bellezza]]? La [[luna]] sorgeva nella sua vecchia vestaglia dietro la chiesa bizantina. ([[s:Canti Orfici/La notte/II - Il viaggio e il ritorno|II, ''Il viaggio e il ritorno'']], 3)
===''Notturni''===
*''Non so se tra rocce il tuo pallido | viso m'apparve, o sorriso | di lontananze ignote | fosti, la china eburnea | fronte fulgente o giovine | suora de la [[Gioconda]] | o delle primavere | spente, per i tuoi mitici pallori | O Regina o Regina adolescente:'' [...]. (''[[s:Canti Orfici/Notturni/La chimera|La chimera]]'', vv. 1-9)
*''La luce del crepuscolo si attenua: | inquieti spiriti sia dolce la tenebra | al [[cuore]] che non ama più!'' (''[[s:Canti Orfici/Notturni/Il canto della tenebra|Il canto della tenebra]]'', vv. 1-3)
*''Me ne vado per le strade | strette oscure e misteriose: | vedo dietro le vetrate | affacciarsi Gemme e Rose.''<ref name=exuvia>Citato da [[Caparezza]] in ''Fugadà'', traccia n. 2 di ''Exuvia'' (2021): «''Me ne vado per le strade strette, oscure e misteriose, | non c'è un cane, qualche stella nella notte fantasiosa | via dal tanfo, via dal tanfo.''»</ref> (''[[s:Canti Orfici/Notturni/La petite promenade du poète|La petite promenade du poète]]'')
*''La stradina è solitaria: | non c'è un cane qualche stella | nella notte sopra i tetti: | e la notte mi par bella. | E cammino poveretto | nella notte fantasiosa, | pur mi sento nella bocca | la saliva disgustosa. Via dal tanfo | via dal tanfo e per le strade | e cammina e via cammina, | già le case son più rade.''<ref name=exuvia/> (''[[s:Canti Orfici/Notturni/La petite promenade du poète|La petite promenade du poète]]'')
===''La Verna''===
*Il corridoio, alitato dal gelo degli antri, si veste tutto della leggenda Francescana. Il Santo {{NDR|[[Francesco d'Assisi]]}} appare come l'ombra di [[Cristo]], rassegnata, nata in terra d'umanesimo. La sua rinuncia è semplice e dolce: dalla sua solitudine intona il canto alla natura con fede: Frate Sole, Suor Acqua, Frate Lupo. Un caro santo italiano. ([[s:Canti Orfici/La Verna/I - La Verna (Diario)|I, ''La Verna (Diario)'']], 22 settembre)
*L'acqua del mulino corre piana e invisibile nella gora. Rivedo un fanciullo, lo stesso fanciullo, laggiù steso sull'erba. Sembra dormire. Ripenso alla mia fanciullezza: quanto tempo è trascorso da quando i bagliori magnetici delle stelle mi dissero per la prima volta dell'infinità delle morti!... ([[s:Canti Orfici/La Verna/II - Ritorno|II, ''Ritorno'']])
*''Marradi (Antica volta. Specchio velato)''<br>Il [[mattino]] arride sulle cime dei monti. In alto sulle cuspidi di un triangolo desolato si illumina il castello, più alto e più lontano. Venere passa in barroccio accoccolata per la strada conventuale. ([[s:Canti Orfici/La Verna/II - Ritorno|II, ''Ritorno'']])
===''[[s:Canti Orfici/Immagini del viaggio e della montagna|Immagini del viaggio e della montagna]]''===
*''O se come il torrente che rovina | e si riposa nell'azzurro eguale, | se tale a le tue mura la proclina | [[anima]] al nulla nel su andar fatale, | se a le tue mura in pace cristallina | tender potessi, in una pace eguale, | e il ricordo specchiar di una divina | serenità perduta o tu immortale | anima! o Tu!''
*''Ecco la [[notte]]: ed ecco vigilarmi | e luci e luci: ed io lontano e solo: | quiete è la messe, verso l'infinito | (quieto è lo spirto) vanno muti carmi | a la notte: a la notte: intendo: Solo | ombra che torna, ch'era dipartito...''
===''[[s:Canti Orfici/Firenze|Firenze]]''===
*[[Firenze|Fiorenza]] giglio di potenza virgulto primaverile. Le mattine di primavera sull'Arno. La grazia degli adolescenti (che non è grazia al mondo che vinca tua grazia d'Aprile), vivo vergine continuo alito, fresco che vivifica i marmi e fa nascere Venere Botticelliana.
===Varie e frammenti===
*A l'antica piazza dei tornei salgono strade e strade e nell'aria pura si prevede sotto il cielo il mare. L'aria pura è appena segnata di nubi leggere. L'aria è rosa. Un antico crepuscolo ha tinto la piazza e le sue mura. E dura sotto il cielo che dura, estate rosea di più rosea estate. [...] Dall'altra parte della piazza la torre quadrangolare s'alza accesa sul corroso mattone su a capo dei vicoli gonfi cupi tortuosi palpitanti di fiamme. La quadricuspide vetta a quadretta ride svariata di smalto mentre nel fondo bianca e torbida a lato dai lampioni verdi la lussuria siede imperiale. Accanto al busto dagli occhi bianchi rosi e vuoti, e l'orologio verde come un bottone in alto aggancia il tempo all'eternità della piazza. La via si torce e sprofonda. Come nubi sui colli le case veleggiano ancora tra lo svariare del verde e si scorge in fondo il trofeo della V. M. tutto bianco che vibra d'ali nell'aria. (da ''[[Piazza Sarzano]]''; 1972, pp. 62-63)
*''Sotto la torre orientale, ne le terrazze verdi ne la lavagna cinerea | dilaga la piazza al mare che addensa le navi inesausto | ride l'arcano [[Palazzo Rosso (Genova)|palazzo rosso]] dal portico grande: | come le cataratte del Niagara | canta, ride, svaria ferrea la sinfonia feconda urgente al mare: | [[Genova]] canta il tuo canto!'' (da ''Genova''; 1972, p. 64)
*''Già a frotte s'avventurano | i viaggiatori alla città tonante | che stende le sue piazze e le sue vie: | la grande luce mediterranea | s'è fusa in pietra di cenere: | pei vichi antichi e profondi | fragore di vita, gioia intensa e fugace: | velario d'oro di felicità | è il cielo ove il sole ricchissimo | lasciò le sue spoglie preziose.'' [...] ''| perdute nel crepuscolo tonante | ombre di viaggiatori | vanno per la Superba | terribili e grotteschi come i ciechi.'' (da ''[[Genova]]''; 1972, p. 67)
===Citazioni su ''Canti orfici''===
*I ''Canti orfici'' hanno offerta materia a numerose tesi di laurea, a documentazioni biografiche e a ricerche critiche, quali forse non vanta alcun altro nostro poeta contemporaneo. ([[Enrico Falqui]])
==''Cartolina da Marradi''==
*''I «mantici» di Barbarossa''<br>Ad [[Anselmo Geribò]] – Avenu – Amo le vecchie trrr | Gonfie e lievitate di sprrr | Che cadono come rospi a quattro zampe sopra la coltrice rossa | E aspettano che le si innaffii | E sbuffano e ansimano, flaccide come mantici. Barbarossa {{NDR|Uno dei pseudonimi di Campana}}. (21 gennaio 1916<ref group="fonte" name=falqui>Citato in [[Enrico Falqui]], ''La Fiera Letteraria'', 23 febbraio 1967.</ref>)
*«''Padre dello scandalo''»<br>Egregio Signore, si domanda quale è l'io centrale di [[Giannotto Bastianelli|Bastianelli]]. Buono questo numero, eccellenti tutti solo oggi in poesia ci sono troppi rospi e troppi anfibi di una fantasia e di un gusto che non saprei meglio definire se non come quelli d'un paysan qui aurait en [[Charles Baudelaire|Baudelaire]] – la qual cosa è poi forse la migliore che si possa dire di [[Giovanni Papini|Papini]], padre dello scandalo, del poeta cicerone che le dolcezze finocchie di ... condusse per gli orti del bene e del male tra famigliari serponi e coccodrilli, macabro spaventapasseri, impuro ciarlatano di piazza della poesia. Chi può tollerare le sue delicatezze di sbirro? (8 gennaio 1916<ref group="fonte" name=falqui/>)
*''Una poesia patriottica''<br>Signor [[Mario Novaro|Novaro]], ho ricevuto la ''Riviera'' e ringrazio. A [[Bologna]] ho tovato [[Pasquale Binazzi|Binazzi]] e ci siamo trovati d'accordo sul valore di varie persone tra cui [[Camillo Sbarbaro|Sbarbaro]]. Ciò avrà i suoi frutti. A Lei che è stato per me così cordiale vorrei dedicare una poesia patriottica che sentissi ancora nel luglio scorso {{NDR|''A Mario Novaro''}}: però è passata la prima fiammata la abbandonai ed è restata incompleta. La potrei rivivere e terminare nel senso di un «addio all'Italia» solamente. (27 febbraio 1916<ref group="fonte" name=falqui/>)
==''Lettere''==
*Carissimo signor Novaro, il mio amico [[Augusto Hermet|Hermet]] mi ha fatto vedere queste belle cose e io l'ho consigliato a mandargliele. Sono certo che Lei condividerà il mio giudizio. La saluto cordialmente. [...] La salute va bene. La poesia tornerà. [...]. Suo Dino Campana. (Lettera ''La poesia tornerà'' senza data<ref group="fonte" name=falqui/>)
*Egregio Signor Novaro, con dispiacere appresi troppo tardi che [[Giovanni Boine|Boine]] si trovava a [[Firenze]]. Oltre il piacere di conoscerlo mi avrebbe fatto conoscere a Lei: mi riferisco al proverbio: il diavolo non è tanto brutto come si dipinge. [...] Sappia intanto che ho sostenuto e sostengo che [[Camillo Sbarbaro|Sbarbaro]] vale più di tutti i vocioni<ref>«Vociani» in altre fonti. {{cfr}} [[Enrico Falqui]], ''Per una cronistoria dei "Canti orfici"'', Vallecchi, 1960, p. 69.</ref> (voci+ani) a piena orchestra. (Lettera a Mario Novaro, Firenze, dicembre (?) 1915<ref group="fonte">Da ''Io poeta notturno'', a cura di Pasquale Di Palmo, Via del vento, 2007.</ref>)
*Tutto va per il meglio nel peggiore dei mondi possibili... (Lettera a Bino Binazzi, 11 aprile 1930<ref group="fonte">In ''Un viaggio chiamato amore: lettere 1916-1918''.</ref>)
{{Int|''Quaderno''|in ''Canti orfici e altri scritti'', introduzione di [[Carlo Bo]], Oscar Mondadori, 1972, pp. 79-120.|h=2}}
*''Il [[tempo]] miserabile consumi | me, la mia gioia e tutta la speranza | venga la morte pallida e mi dica | pàrtiti figlio''. (da ''Il tempo miserabile consumi'', pp. 81-82)
*''[[Pace]] non cerco, [[guerra]] non sopporto | tranquillo e solo vo pel mondo in sogno | pieno di canti soffocati. Agogno | la [[nebbia]] ed il silenzio in un gran porto''. (da ''Poesia facile'', p. 90)
*''Tu mi portasti un po' d'alga marina | nei tuoi capelli, ed un odor di vento, | che è corso di lontano e giunge grave | d'ardore, era nel tuo corpo bronzino: | – oh la divina | Semplicità delle tue forme snelle –'' (da ''Donna genovese'', p. 90)
*''O poesia siimi tu faro | siimi tu faro e porterò un voto laggiù | sotto degli infrenati archi marini | dell'alterna tua chiesa azzurra e bianca | là dove aurora fiammea s'affranca | da un arco eburneo, a magici confini | [[Genova]] Genova Genova.'' (da ''O l'anima vivente delle cose'', p. 106)
*''Il [[Porto di Genova|porto]] che si addorme, il porto il porto | il porto nell'odor tenue svanito | di catrame vegliato dalle lune | elettriche, sul mare appena vivo | vi si addormentan stanchi i vagabondi | sotto le nube delle ciminiere | ancor fumanti, ancor congiunte al celo | abbracciandosi nell'odor del mare | che culla i loro sogni e i loro amori.'' (da ''Il porto che si addorme, il porto il porto'', p. 112)
*''Irraggia lo splendore orientale | [[Genova]] nelle [[Donne genovesi|donne]] dalla testa | Sibillina, dal carco profumato | della lor chioma grave lungo attorta | Genova in sogno tra il brusìo confuso | Genova marinara che fa festa.'' (da ''Piazza S. Giorgio'', p. 113)
*''Sotto la torre orientale | tra le terrazze viridi | sulla lavagna cinerea, | dilaga la [[Piazza San Giorgio (Genova)|piazza]] rombante | in verso il mare che addensa le navi inesausto.'' (da ''Piazza S. Giorgio'', p. 113)
{{Int|''Taccuini, abbozzi e carte varie''|in ''Canti orfici e altri scritti'', introduzione di [[Carlo Bo]], Oscar Mondadori, 1972, pp. 121-168.|h=2}}
*''Ridente in grazia ovale | più fine del velluto | incedi ingenua ardita | agile come vela | nel vento sui sassi di [[Prè]].'' (da ''Sorga la larva di antico sogno'', p. 126)
*''O città fantastica, o gorgo di fremiti sordi!'' (da ''[[Genova]]'', p. 129)
*''Fabbricare fabbricare fabbricare | preferisco il rumore del mare...'' (da ''Fabbricare fabbricare fabbricare'', p. 133)
*''Ah! ch'io parta! ch'io parta! E che un lontano | giorno l'ultimo sonno in te laggiù | dorma | [[Genova]] | sotto degli infrenati archi marini |dell'alterna tua chiesa azzurra e bianca | dove una fiamma pallida s'infranca | in arco eburneo a magici confini.'' (da ''Le Cafard (Nostalgia del viaggio)'', pp. 140-141)
*Mi sono sempre battuto in condizioni così sfavorevoli che desidererei farlo alla pari. Sono molto modesto e non vi domando, amici, altro segno che il gesto. Il resto non vi riguarda. (da ''Storie I'', p. 164)
==[[Incipit]] di ''Sogno di prigione''==
Nel viola della notte odo canzoni bronzee. La cella è bianca, il giaciglio è bianco. La cella è bianca, piena di un torrente di voci che muoiono nelle angeliche cune, delle voci angeliche bronzee è piena la cella bianca. Silenzio: il viola della notte: in rabeschi dalle sbarre bianche il blu del sonno.<ref group="fonte">Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
==Citazioni su Dino Campana==
*Campana resta l'ultimo poeta, il poeta toccato e divorato dal fuoco, il poeta che è entrato per sempre nel cuore stesso della notte e non ne è più uscito. ([[Carlo Bo]])
*Caro Campana,<br />L'[[India]] era un'ossessione tre mesi fa. Mi disse [[Angiolo Silvio Novaro|Novaro]] che lei non fu contento della mia risposta. Diamine! era una stretta di mano a mio modo. Ma insomma, Campana non si sa dove sfociare, non si sa per che paese partire! Su questo mondo ci ho sputato da un pezzo. Non c'è una qualche America nuova da scoprire? qualche delitto di liberazione? Se pensa una impresa me la comunichi. ([[Giovanni Boine]])
*Era un poeta che ha avuto problemi psicologici, e tra questi problemi, non si sa come, rientrava il fatto che lui non abitava mai nella stessa città, ma si spostava continuamente. Quello che oggi potrebbe essere un blogger di viaggio all’epoca evidentemente era considerato un pazzo, e lui è rientrato in questa "categoria", venendo chiamato "il poeta che fugge". ([[Caparezza]])
*Fu un irregolare, la cui esistenza può accostarsi a quella di altri poeti vissuti tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento, come, ad esempio, alcuni dei nostri Scapigliati; benché per la statura poetica sia ad essi senz'altro di molto superiore e paragonabile piuttosto ad [[Arthur Rimbaud]]. ([[Elio Andriuoli]])
*Il caso Campana rappresenta – a nostro avviso molto bene – un vuoto fra il canto pieno della grande poesia dell'Ottocento e la partenza di [[Giuseppe Ungaretti|Ungaretti]], avvenuta da zero. ([[Carlo Bo]])
*Il destino così doloroso di Dino Campana risponde precisamente ad un problema sollevato dal giovane [[Victor Hugo]], verso il 1834. La domanda di questo allora quasi sconosciuto Hugo era: "Jusqu'à quel point le chant appartiene à la voix, et la poèsie au poéte?". Domanda di una inesauribile novità e contro cui nulla hanno potuto le innumerevoli esperienze poetiche in più di un secolo, anzi direi che rimane confermata dalle maggiori audacie degli esempi più usati: l'autorizzano [[Charles Baudelaire|Baudelaire]], [[Arthur Rimbaud|Rimbaud]] e la storia dei surrealisti. Noi sappiamo i nomi che mancano, quello di Dino Campana va fatto senza timore. ([[Carlo Bo]])
*L'idea di una poesia «europea musicale e colorita» era stata in Campana, oltre che istinto, un fatto di cultura; ma certo era stata accompagnata o preceduta, in lui, da una pratica ancora un po' inerte e passiva dei nuovi ''ismi'' trovati in aria. Anche il futurismo ufficiale aveva preteso, come già i novatori di fine secolo, di «rompere i vetri», di rinnovare l'aria. Campana s'era però scelto maestri più fini di quelli seguiti dai suoi provvisori iniziatori. Ripudiò d'istinto la parte più meccanica, più elencativa del liberismo di moda; andò, si può affermarlo anche con sicurezza di fatto, verso le sorgenti più certe di quel movimento, da [[Walt Whitman|Whitman]] a [[Arthur Rimbaud|Rimbaud]]. Riportò per conto suo, nell'arte e nella vita, un fatto di stile a un fatto di coscienza e fu consapevole di rappresentare, nel suo tempo e nel suo ambiente, una voce nuova, diversa. ([[Eugenio Montale]])
*Mentre la linea più gremita della lirica moderna continua a sviluppare il tragico tema dell'uomo detronizzato dalla sua centralità cosmica, Dino Campana invece ha fede in una positività del mondo, in una ricchezza del suo bàttito che invita l'uomo a spendersi e a salvarsi in una adesione a quella fluidità naturale che esclude o condanna solo chi voglia appartarsene. ([[Silvio Ramat]])
*Mi tenne lontano da lui, un certo suo modo di fare strano (che più tardi prese forma precisa di follia) e anche la convinzione, che non mi perito di confessare, che i suoi meriti poetici fossero allora e siano ora esagerati. Temo che il pittoresco della sua vita sia stato confuso col poetico della sua opera. ([[Giuseppe Prezzolini]])
*Nel quarto decennio del secolo il ritorno a Campana ebbe per la nostra più duttile e spregiudicata cultura letteraria il valore di una scoperta, scoperta di libertà nei testi – nelle intenzioni e nei risultati –, d'una libertà che poteva prospettarsi emblematica risposta a ogni dogmatismo e grettezza, quali imponeva allora duramente il regime politico. ([[Silvio Ramat]])
*Non so di che specie egli {{NDR|[[Dino Campana]]}} fosse: se superiore o inferiore alla comune nostra; certo è ch'era di altra specie. [...] Da lui e dal coetaneo [[Giuseppe Ungaretti|Ungaretti]], s'inaugura un tono intimo e grave nella nostra ultima poesia. ([[Emilio Cecchi]])
*Notevole la forza e la novità del suo stile, anche se qualche eco può trovarsi in lui del [[Giosuè Carducci|Carducci]] e del [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]]. Ma si tratta di debiti di poco conto. ([[Elio Andriuoli]])
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Bibliografia==
*Sibilla Aleramo, Dino Campana, Bruna Conti, ''Un viaggio chiamato amore: lettere 1916-1918'', Feltrinelli Editore, 2000. ISBN 8807490064
*Dino Campana, ''[[s:Canti orfici|Canti orfici]]'', Marradi, 1914.
*Dino Campana, ''Canti orfici e altri scritti'', introduzione di [[Carlo Bo]], Oscar Mondadori, 1972.
==Voci correlate==
*[[Sibilla Aleramo]]
==Altri progetti==
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===Opere===
{{Pedia|Canti Orfici||(1914)}}
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[[Categoria:Poeti italiani]]
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[[Immagine:A small cup of coffee.JPG|thumb|upright=1.2|'''A tazzulella 'e cafè'']]
Citazioni sul '''caffè'''.
==Citazioni==
*A riempire una stanza basta una caffettiera sul fuoco. ([[Erri De Luca]])
*– Abbiamo preso due caffè insieme.<br />– Ehi, andiamo! Lo sai che lei non prende caffè. Incontri col [[caffè decaffeinato|decaffeinato]]? Non è affatto romantico! Non trovi che dà un po' sul gerontologico?! (''[[Manhattan (film)|Manhattan]]'')
*''Ah che bell' 'o cafè | pure in carcere 'o sanno fâ | co' â ricetta ch'a Ciccirinella | compagno di cella | ci ha dato mammà.'' ([[Fabrizio De André]])
*Ascoltatemi pure mentre bevete il vostro caffè. Ho chiamato questa miscela che io stesso ho ideato "L'aroma della gioventù". All'inizio è un po' amaro, ma questa miscela di caffè poi diffonde un retrogusto che ricorda il caldo sole d'estate. Se lo assaporate lentamente, passerete attraverso una vasta varietà di aromi, ossia sogno, amore, speranza e amicizia, il tutto condito da un pizzico di spensieratezza. …sì, giusto! La giovinezza è una miscela di molti saporiti aspetti, esatto, proprio così, una miscela di molti saporiti aspetti. (''[[Lamù]]'')
*''Ben al di là di tutti gli altri piaceri, più raro di gioielli o tesori, | più dolce del chicco della vite. Sì! Sì! Il più grande | dei piaceri! Caffè, caffè, quanto amo il suo gusto, | e se volete guadagnarvi la mia benevolenza, sì | Sì | Datemi il caffè, datemi il mio caffè forte.'' ([[Johann Sebastian Bach]])
*''Beverei prima il [[veleno]] | che un bicchier che fosse pieno | dell'amaro e reo caffè.'' ([[Francesco Redi]])
*Caffè Kag! Bevetene quanto volete, ''e anche di più''. ([[Marcello Marchesi]])
*Caffè, ora. Meno male che c'è il caffè. Ma chi sarà stato il ganzo che ha inventato il caffè? Dev'essere cugino di quel genio che ha inventato il letto. Premio Nobel a tutti e due, altro che Dario Fo. A loro, e a quello che ha inventato la Nutella. In chiesa, al posto della statua di San Gaspare. Perlomeno si vedrebbe un po' più di devozione sincera. ([[Marco Malvaldi]])
*Chi assume quantità moderate di caffè non ha alcun motivo di eliminare questa saporita bevanda e neppure di passare al tipo decaffeinato. ([[Walter Willett]])
*«Come lo bevi il caffè?» <br /> «Nero come la notte, dolce come il peccato.» ([[Neil Gaiman]])
*– Cosa? Oh, sei molto carino a preoccuparti. Dice che mettere il latte nel caffè e quattro zollette di zucchero è molto pericoloso.<br/>– È vero! Metti quattro zollette di zucchero nel caffè?<br/>– Sì, e allora?<br/>– Non lo sai che così rischi l'infarto? Sei ancora troppo giovane per morire. (''[[Psych (prima stagione)|Psych]]'')
*Dove s'è mai sentita una cosa del genere?! Citare una ditta perché il suo caffè è troppo caldo! Si suppone che il caffè debba essere caldo! (''[[Seinfeld (settima stagione)|Seinfeld]]'')
*E allora ditelo che è una "ciofeca" e non scrivete "Caffè dello sport" scrivete "Ciofeca dello sport" ! (''[[I due marescialli]]'')
*È probabile che tra i milioni di persone che bevono molto caffè ve ne siano parecchie che, più o meno consciamente, utilizzano la caffeina per combattere uno dei disturbi psichici più diffusi: la [[depressione]]. ([[Melvin Konner]])
*– È uno dei miei progetti artigianali. Vede, a mio parere il segreto dell'acido quinico sta nel livello: dev'essere superiore a ottomilaquattrocento milligrammi per litro, ma se lo si fa bollire troppo l'acido rilascerà i tannini. Quindi l'idea: allora, creo un leggero vuoto così posso mantenere la temperatura non oltre i novantadue gradi. Aspetti, ecco, giudichi lei stesso.<br>– Oh, mio Dio! Oh, mio Dio! Questo è il miglior caffè che abbia mai assaggiato!<br>– Sono i chicchi di Sumatra e il merito è anche del macinacaffè, ma... grazie Signor White. (''[[Breaking Bad (terza stagione)|Breaking Bad]]'')
*''Ecco il caffè, signore, caffè in Arabia nato, | e dalle carovane in Ispaan portato. | L'arabo certamente sempre è il caffè migliore; | mentre spunta da un lato, mette dall'altro il fiore. | Nasce in pingue terreno, vuol ombra, o poco sole. | Piantare ogni tre anni l'arboscel si suole. | Il frutto non è vero, ch'esser debba piccino, | anzi dev'esser grosso, basta sia verdolino, | usarlo indi conviene di fresco macinato, | in luogo caldo e asciutto, con gelosia guardato. |'' [...] ''| a farlo vi vuol poco; | mettervi la sua dose, e non versarlo al fuoco. | Far sollevar la spuma, poi abbassarla a un tratto | sei, sette volte almeno, il caffè presto è fatto.'' ([[Carlo Goldoni]])
*''Ho misurato la mia vita a cucchiaini di caffè.'' ([[Thomas Stearns Eliot]])
*I nordici prendono il caffè lungo, noi sudici lo prendiamo corto. (''[[La banda degli onesti]]'')
*Il bisogno di caffè dei fratelli Reacher fa sembrare la dipendenza da eroina una sciocchezza. ([[Lee Child]])
*''Il caffè, che rende il politico saggio | e guarda a ogni cosa con gli occhi mezzi chiusi.'' ([[Alexander Pope]])
*Il caffè che si fredda nelle tazze fa malinconia. ([[Teresa Sensi]])
*Il caffè deve essere caldo come l'inferno, nero come il diavolo, puro come un angelo e dolce come l'amore. ([[proverbi italiani|proverbio italiano]])
*Il caffè è un amico, un amico che ti tiene sveglio, fa sta' più allegri e qualche volta evita i dispiaceri. (''[[Café Express]]'')
*Il caffè era solo un modo per rubare del tempo che sarebbe appartenuto di diritto al te stesso leggermente più vecchio. ([[Terry Pratchett]])
*Il caffè espresso [...] per noi italiani è un rito. Il caffè espresso regola la nostra vita di italiani. Prendi il lavoro. Che cos'è il lavoro? Il lavoro in Italia è quella cosa inutile che si fa tra una pausa caffè e l'altra. Se in Italia togliessero la pausa caffè, il nostro PIL raggiungerebbe quello della cina in due settimane, ve lo giuro. (''[[Crozza nel Paese delle Meraviglie]]'')
*Il caffè non è per i bambini. (''[[I Simpson (quarta stagione)|I Simpson]]'')
*Il caffè, per acquaccia nera che sia, mi permette di studiare e di leggere fino a notte avanzata. ([[Salvatore Di Giacomo]])
*Il caffè, per esser buono, deve essere nero come la notte, dolce come l'amore e caldo come l'inferno. ([[Michail Aleksandrovič Bakunin]])
*Il cucchiaino risveglia il caffè addormentato che ci eravamo dimenticati di prendere. ([[Ramón Gómez de la Serna]])
*Il sapore del caffè può variare molto a seconda della mano che lo prepara: è come con le persone, non bisogna mai avere fretta. (''[[Tokyo Ghoul (prima stagione)|Tokyo Ghoul]]'')
*In realtà mi piace il cappuccino. Ma persino una tazza di cattivo caffè è meglio che non bere affatto caffè. ([[David Lynch]])
*In vita mia non sono mai stato in un posto dove non ci fosse il caffè. La gente vuole sempre darti del caffè. "Prendi un caffè?" "Vuoi un caffè?" "Ti offro un caffè?" Il caffè è l'unica cosa che puoi avere e che la gente prova continuamente a offrirti. Con le cameriere è un continuo. "Posso riempirlo?" "Posso scaldarlo?" "Posso svuotarlo?" Un giorno o l'altro si aprirà il tappo della caffettiera e dirà: "L'ho appena fatto. Ne vuole un po'?" Questo succede a tutta l'umanità. Ci sono delle caffettiere che dovremmo chiamare Mr. Caffè. "Qualcuno ne vuole?" "Ehi, c'è Mr. Caffè per te!" (''[[Seinfeld (settima stagione)|Seinfeld]]'')
*Io sono Caterina Caffeina mio caro, la figlia illegittima della signora Moka e del signor Espresso! (''[[Una mamma per amica]]'')
*L'acqua calda fatta con i chicchi è un rituale sacro. (''[[Spaceman (film 2024)|Spaceman]]'')
*L'aspetto più importante non è tanto la regione di provenienza del caffè ma come si gestisce ogni singolo chicco. [...] Ogni chicco va gestito in modo diverso: anche con un prodotto di ottima qualità, lavorandolo male, non si otterrebbe nulla di buono. Ovviamente vale anche il contrario, partendo da un prodotto economico e valorizzandone le caratteristiche con gentilezza si può ottenere lo stesso un ottimo sapore. (''[[Tokyo Ghoul √A|Tokyo Ghoul]]'')
*L'uomo primitivo non conosceva il [[bar]]. Quando la mattina si alzava avvertiva subito un forte desiderio di caffè, ma il caffè non era ancora stato inventato. (''[[Bar Sport]]'')
*La [[libertà]] è come il caffè: ristretta. Va servita e conquistata in dosi minime. ([[Diego Cugia]])
*La moda di amare [[Jean Racine|Racine]] passerà come {{NDR|quella del}} caffè. ([[Voltaire]])
*Le persone bevono il caffè caldo o freddo, ma nessuno lo gradisce tiepido, neanche il Signore. (''[[Le armi del cuore]]'')
*Lui è il tipo di persona che rende nervoso il caffè. ([[Leopold Fechtner]])
*Mai toccare il caffè di un Marine, se non si cerca la morte. (''[[NCIS - Unità anticrimine (seconda stagione)|NCIS - Unità anticrimine]]'')
*''Mescolo del buon caffè con tanta acqua bollente | ne bevo dieci tazze e non dormo più per niente...'' (''[[Kirby (anime)|Kirby]]'')
*Mia madre lo faceva così il caffè: caldo, forte e buono. (''[[C'era una volta il West]]'')
*''Mo bevo un caffè | che è sempre bono e tira su l'umore, | bono sto caffè | che te dà 'n senso come de calore, | dateme 'n caffè giuro | che nun me farà male ar core, | beve caffè è quasi magia, | al cinquantesimo è tachicardia.'' (''[[Crozza nel Paese delle Meraviglie]]'')
*'''Na tazzulella 'e cafè | acconcia a vocca a chi nun vo' sape' | e nuje tirammo annanze cu 'e dulure 'e panza | e 'nvece 'e c'aiuta' c'abboffano 'e cafè''. ([[Pino Daniele]])
*Niente è troppo urgente per un caffè. ([[Lee Child]])
*Noi diciamo sempre "Vuoi salire a prendere un caffè?" come se fosse meno spaventoso riconoscere di essere dipendenti dalle bevande blandamente stimolanti piuttosto che ammettere di esser del tutto dipendenti dalla compagnia di altre persone. ([[Jonathan Coe]])
*Non è mai uscito senza aver bevuto il suo caffè. Prepariamoci al peggio, Kate. (''[[NCIS - Unità anticrimine (prima stagione)|NCIS - Unità anticrimine]]'')
*Non senza ragione è che taluni scrittori hanno chiamato il caffè una ''bevanda intellettuale''. L'uso per così dire generale, che ne fanno gli uomini di lettere, i dotti, gli artisti, in una parola tutte le persone delle quali i lavori esigono un'attività particolare dell'organo pensante. ([[Pierre Jean Georges Cabanis]])
*– Oh, era il caffè più grande che avevano?<br>– Almeno il tuo ha la caffeina dentro, io spero che il gusto del decaffeinato inganni il mio cervello e mi tenga sveglia! (''[[Bones (settima stagione)|Bones]]'')
*Perché non mi servi una grossa tazza di caffè con dentro tanto dolcificante da far venire il cancro al caffè? (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri (sesta stagione)|Scrubs - Medici ai primi ferri]]'')
*Prendo tre caffè alla volta per risparmiare due mance. (''[[I tartassati]]'')
*Sapete, questo caffè è il maggior responsabile del mio mancato matrimonio finora. Cathy ne bevve una tazza una volta e disse che chiunque beveva del veleno del genere per tutto il giorno doveva essere troppo nervoso per viverci insieme. (''[[La meteora infernale]]'')
*Saprà dirmi dove trovo un caffè fumante? Andiamo, questa è un'indagine operativa, giusto? Deve esserci del caffè. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]'')
*''Se noiosa ipocondria t'opprime, | o troppo intorno a le vezzose membra | adipe cresce, de' tuoi labbri onora | la nettarea bevanda, ove abbronzato | fuma et arde il legume a te d'Aleppo | giunto, e da Moca, che di mille navi | popolata mai sempre insuperbisce''. ([[Giuseppe Parini]])
*Si cambia più facilmente religione che caffè. ([[Georges Courteline]])
*– Ti andrebbe se me la racconti davanti ad un caffè?<br/>– Un caffè?<br/>– La bevanda calda con la caffeina; è la mania dei nostri tempi, una scusa per le persone per stare insieme, e scoprire se si piacciono o no! (''[[Dawson's Creek]]'')
*Tre secondi per bere il maledetto caffè della signora Pina – tremila gradi Fahrenheit! –, dagli otto ai dieci secondi per stemperare la lingua rovente sotto il rubinetto. (''[[Fantozzi (film)|Fantozzi]]'')
*Tutti cercan di fare quello che fanno gli altri. Una volta correva l'acquavite, adesso è in voga il caffè. ([[Carlo Goldoni]])
*Un prodotto coloniale che arriva da lontanissimo ma con un'interpretazione tutta italiana grazie all'invenzione della macchina per l'espresso. ([[Massimiliano Alajmo]])
*''Un signore entra in un caffè, splash.'' ([[Elio e le Storie Tese]])
*Una donna che non sa fare il caffè per me può essere solo un'avventura. ([[Fabio Volo]])
*[[Voltaire]] era spiritoso perché beveva caffè. Uno stimolante liquido convenzionale. Cosa avrebbe inventato [[Leonardo da Vinci|Leonardo]] dopo un espresso ristretto? ([[Marcello Marchesi]])
===[[Luciano De Crescenzo]]===
[[File:Anders Montan Woman with coffee cup.jpg|thumb|''Donna con una tazza di caffè'' (A. Montan, 1917)]]
*Lei deve sapere, carissimo ingegnere, che il caffè non è propriamente un liquido, ma è come dire una cosa di mezzo tra un liquido ed un aeriforme, insomma una cosa che non appena entra a contatto con il palato sublima, ed invece di scendere sale, sale, vi entra nel cervello e là resta quasi a tenervi compagnia, e così succede che uno per ore ed ore lavora e pensa: ''ma che bellu' cafè ca me so pigliato stamattina.''
*Ma tre caffè al giorno costano quello che costano. Forse ce li dovrebbe passare la mutua.
*Quando un cristiano sente il desiderio di prendere un caffè, non è perché vuole bere un caffè, ma perché ha avvertito il bisogno di entrare di nuovo in contatto con l'umanità, e quindi deve interrompere il lavoro che sta facendo, invitare uno o più colleghi ad andare a prendersi il caffè insieme, camminare al sole fino al bar preferito, vincere una piccola gara con annessa colluttazione per chi offre i suddetti caffè, fare un complimento alla cassiera, due chiacchiere sportive con il barista ed il tutto senza dare alcuna istruzione sul tipo di caffè preferito, dal momento che un vero barista deve già conoscere il gusto del suo cliente. Tutto ciò è rito, è religione, e lei non me lo può sostituire con una macchinetta che da una parte si ingoia le cento lire e dall'altra mi versa un liquido anonimo e inodore!
*Se viene fatto con amore il caffè può diventare buonissimo. Veda: quello il caffè da dentro alla caffettiera lo sente se c'è simpatia tra chi lo sta facendo e chi se lo deve bere.
===''[[Derby in famiglia]]''===
*– Bevi questo caffè.<br>– Non mi piace il caffè, è un vasocostrittore.<br>– Ehi, il caffè è la bevanda numero uno al mondo, lo bevono tutti, anche i bambini del Messico ciucciano il caffè.
*Sai? In Europa tutti hanno una macchinetta per il caffè, ne hanno una in ogni stanza.
*Ti pompa energia e ti calma i nervi, è la linfa vitale che avvera sogni e speranze dei campioni.
===''[[I segreti di Twin Peaks]]''===
*Ma la vera prova del nove, come tu sai molto bene Diane, è quella tazza di caffè al mattino che mi farebbe tornare da te in mezz'ora. ([[I segreti di Twin Peaks (prima stagione)|prima stagione]])
*Oh, magnifico! Questo è un caffè! Non c'è niente come una tazza di caffè nero! ([[I segreti di Twin Peaks (prima stagione)|prima stagione]])
*– Signor Cooper, come lo gradisce?<br />– Nero, come il buio di una notte senza luna.<br />– Senza latte, insomma. ([[I segreti di Twin Peaks (prima stagione)|prima stagione]])
==Voci correlate==
*[[Caffè decaffeinato]]
*[[Caffeina]]
*[[Caffellatte]]
*[[Cappuccino (bevanda)|Cappuccino]]
*[[Moka]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Bevande]]
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Paolo Conte
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[[Immagine:PaoloconteBerlin.jpg|thumb|upright=1.5|Paolo Conte]]
'''Paolo Conte''' (1937 – vivente), cantautore, paroliere, polistrumentista, pittore ed ex-avvocato italiano.
==Citazioni di Paolo Conte==
{{cronologico}}
*Quel che mi incuriosisce degli [[Inghilterra|inglesi]] è il loro senso di classicità. Per noi il classico è un concetto antico, che si perde nei millenni della nostra storia; loro invece hanno un'idea di classicità più moderna, che resta al passo coi tempi. E sono abituati da sempre ad esportare tutto e a non importare niente.<ref>Citato in [[Marinella Venegoni]], ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,19/articleid,0793_01_1993_0178_0019_11189251/ Conte punta all'Impero]'', ''La Stampa'', 1º luglio 1993.</ref>
*{{NDR|Su [[Malika Ayane]]}} Il colore di questa voce è un arancione scuro che sa di spezia amara e rara.<ref>Citato in ''[//corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/spettacoli/2010/19-luglio-2010/teatro-romano-accoglie-malika-1703407790931.shtml Il Teatro Romano accoglie Malika]'', ''Corrierefiorentino.corriere.it'', 19 luglio 2010.</ref>
{{Intestazione|Da ''[http://www.corriere.it/cronache/17_gennaio_28/paolo-conte-sono-enigmista-creo-rebus-musica-strega-772ccda6-e4ca-11e6-bab2-81c2e6263bbb.shtml Paolo Conte: «Sono un enigmista e creo rebus. La musica? È una strega»]''|Intervista di Aldo Cazzullo, ''Corriere.it'', 28 gennaio 2017.}}
*La vicina di casa era di Boves, il paese bruciato. Aveva cinque figli: tutti [[Partigiano|partigiani]], tutti fucilati. La ricordo al telefono chiedere se avevano sofferto. Una cosa tremenda.
*''Bartali'' è una canzone sulla distanza tra maschio e femmina: lei è scontrosa, le scappa la pipì, vuole andare al cinema; lui attende il campione godendosi il silenzio tra una moto e l'altra.
*Di quella canzone {{NDR|''Genova per noi''}} gira un testo sbagliato: [[Genova]] non ha i giorni tutti uguali; sono io che le chiedo di tornare ai nostri giorni tutti uguali. Anche i liguri sono un po' ritrosi, come noi; ma il mare ha tutta un'altra apertura di sogno.
*''L'uomo del Mocambo'' è nato quando curavo pratiche fallimentari: era l'avventuriero appunto fallito, improbabile, sognatore.
*''Messico e nuvole'' nasce anche pensando alle coppie che andavano a [[Divorzio|divorziare]] in [[Messico]], "la faccia triste dell'America".
*{{NDR|''Vieni via con me''}} È la proposta di una fuga d'amore. Probabilmente accolta, visto che spunta un accappatoio azzurro.
*Prima di Superga eravamo tutti granata. Ricordo la notizia alla radio, mio fratello e le altre voci che si rincorrono: "È morto il [[Torino Football Club|Toro]], è morto il Toro...". Poi diventammo juventini.
{{Intestazione|Da ''[http://www.corriere.it/sette/17_ottobre_26/paolo-conte-intervista-e9fe0e2a-b806-11e7-aa18-cabdc275da27.shtml Paolo Conte: «Salii sul palco e Juliette Gréco esclamò: "Un homme!"»]''|Intervista di Antonio D'Orrico, ''Sette'', ''Corriere.it'', 26 ottobre 2017}}
*[...] nelle enciclopedie della musica del futuro (se ce ne saranno), vorrei essere ricordato come "il miglior suonatore di [[kazoo]] del mondo".
*Ma non si può capire tutto. E, forse, non si deve. Di solito si ha paura di essere incompresi, io ho paura di essere compreso
*La pioggia è un fatto poetico di suo. Mi piace molto l'insegnamento che [[Mario Monicelli]] impartiva ai suoi attori: "Se devi girare una scena dove piove, allora non fare niente, resta impassibile, ci penserà la pioggia a recitare per te". Magari vale anche per le canzoni, se ci piove dentro non devi quasi cantare...
==Citazioni tratte da canzoni==
{{autori testi}}
===''Paolo Conte (1974)''===
'''Etichetta''': RCA Italiana, 1974.
*''Intanto io rifletto, chi lo sa, forse la vita è tutta qua. | Abbiamo un bel cercare nelle strade e nei cortili, | cosa c'è, cosa c'è? | C'è un mondo che si chiude se non ha un pugno di felicità; | io sono sempre triste, ma mi piace di sorprendermi felice insieme a te.'' (da ''Wanda'', n. 3)
===''Paolo Conte (1975)''===
'''Etichetta''': RCA Italiana, 1975, prodotto da Lilli Greco.
*''Beviti 'sto cielo azzurro e alto che sembra di smalto e corre con noi.'' (da ''La topolino amaranto'', lato A, n. 4)
*''Con quella faccia un po' così, | quell'espressione un po' così | che abbiamo noi | prima di andare a [[Genova]], | che ben sicuri mai non siamo | che quel posto dove andiamo | non c'inghiotte e non torniamo più.'' (da ''Genova per noi'', lato B, n. 2)
*''[[Genova]] per noi | che stiamo in fondo alla campagna | e abbiamo il sole in piazza rare volte | il resto è pioggia che ci bagna. | Genova, dicevo, è un'idea come un'altra.'' (da ''Genova per noi'', lato B, n. 2)
*''[[Macaia]], scimmia di luce e di follia, | foschia, pesci, Africa, sonno, nausea, fantasia.'' (da ''Genova per noi'', lato B, n. 2)
*''Lasciaci tornare ai nostri temporali, | [[Genova]], ai giorni tutti uguali.'' (da ''Genova per noi'', lato B, n. 2)
*''Ma quella faccia un po' così, | quell'espressione un po' così | che abbiamo noi mentre guardiamo [[Genova]] | ed ogni volta l'annusiamo, | circospetti ci muoviamo, | un po' randagi ci sentiamo noi.'' (da ''Genova per noi'', lato B, n. 2)
===''Un gelato al limon''===
'''Etichetta''': RCA Italiana, 1979.
*''È tutto un complesso di cose | che fa sì che io mi fermi qui''. (da ''Bartali'', lato A, n. 2)
*''Oh, quanta strada nei miei sandali | quanta ne avrà fatta [[Gino Bartali|Bartali]] | quel naso triste come una salita | quegli occhi allegri da italiano in gita |'' [...] ''| e vai che io sto qui e aspetto Bartali | scalpitando sui miei sandali | da quella curva spunterà | quel naso triste da italiano allegro.'' (da ''Bartali'', lato A, n. 2)
*''Libertà e perline colorate, | ecco quello che io ti darò. | E la [[sensualità]] delle vite disperate, | ecco il dono che ti farò. | Donna che stai entrando nella mia vita | con una [[valigia]] di perplessità, | non avere paura che sia già finita, | ancora tante cose quest'uomo ti darà... | e un gelato al limon.'' (da ''Un gelato al limon'', lato B, n. 1)
*''E ti offro l'intelligenza degli elettricisti | cosi almeno un po' di luce avrà | la nostra stanza negli alberghi tristi | dove la notte calda ci scioglierà.'' (da ''Un gelato al limon'', lato B, n. 1)
*''L'uomo ch'è venuto da lontano | ha la genialità di uno [[Juan Alberto Schiaffino|Schiaffino]] | ma religiosamente tocca il pane | e guarda le sue stelle uruguaiane.'' (da ''Sudamerica'', lato B, n. 3)
===''Paris milonga''===
'''Etichetta''': RCA Italiana, 1981, prodotto da Lilli Greco.
*''Alle prese con una verde [[milonga (musica)|milonga]] | il musicista si diverte e si estenua.'' (da ''Alle prese con una verde milonga'', n. 1)
*''Mi avrai, verde milonga inquieta | che mi strappi un sorriso di tregua ad ogni accordo | mentre, mentre fai dannare le mie dita.'' (da ''Alle prese con una verde milonga'', n. 1)
*''E ammesso che la milonga fosse una canzone | ebbene io, io l'ho svegliata | e l'ho guidata a un ritmo più lento, | così la milonga rivelava di sé | molto più, molto più di quanto apparisse, | la sua origine d'Africa, la sua eleganza di zebra, | il suo essere di frontiera, una verde frontiera, | una verde frontiera tra il suonare e l'amare, | verde spettacolo in corsa da inseguire.'' (da ''Alle prese con una verde milonga'', n. 1)
*''La vera [[musica]], che sa far ridere | e all'improvviso ti aiuta a piangere...'' (da ''La vera musica'', n. 4)
*''Non perderti per niente al mondo | lo spettacolo d'arte varia di uno [[innamoramento|innamorato]] di te.'' (da ''Via con me'', n. 5)
*''I [[sassofono|sax]] spingevano a fondo come ciclisti gregari in fuga.'' (da ''Boogie'', n. 8)
*''Era un mondo adulto, si sbagliava da [[professionista|professionisti]].'' (da ''Boogie'', n. 8)
===''Appunti di viaggio''===
'''Etichetta''': RCA Italiana, 1982, prodotto da Lilli Greco.
*''Oltre le illusioni di Timbuctù | e le gambe lunghe di Babalù | c'era questa strada... | Questa strada zitta che vola via | come una farfalla, una nostalgia, nostalgia | al gusto di curaçao... | Forse un giorno meglio mi spiegherò''. (da ''[[Ernest Hemingway|Hemingway]]'', n. 5)
*''Quelle bambine bionde, | con quegli anellini alle orecchie, | tutte spose che partoriranno. | Uomini grossi come alberi, | che quando cercherai di convincerli | allora lo vedi che, sono proprio di legno.'' (da ''Diavolo rosso'', n. 6)
*''Un valzer di vento e di paglia, | la morte contadina, | che risale le risaie | e fa il verso delle rane | e puntuale arriva sulle aie bianche, | come le falciatrici a cottimo.'' (da ''Diavolo rosso'', n. 6)
*''[[Giovanni Gerbi|Diavolo rosso]] dimentica la strada | vieni qui con noi a bere un'aranciata, | contro luce tutto il tempo se ne va...'' (da ''Diavolo rosso'', n. 6)
===''Paolo Conte (1984)''===
'''Etichetta''': CGD, 1984, prodotto da Renzo Fantini.
*''È un macaco senza storia, | dice lei di lui, | che gli manca la memoria | in fondo ai guanti bui. || Ma il suo sguardo è una veranda, | tempo al tempo e lo vedrai, | che si addentra nella giungla, | no, non incontrarlo mai.'' (da ''Sparring partner'', n. 1)
*''Stava lì nel suo sorriso | a guardar passare i [[tram]], | vecchia pista da elefanti | stesa sopra al macadàm.'' (da ''Sparring partner'', n. 1)
===''Parole d'amore scritte a macchina''===
'''Etichetta''': CGD, 1990, prodotto da Renzo Fantini.
*''Cuochi ambulanti soffriggono musica.'' (da ''Colleghi trascurati'', n. 2)
*''Ah, formidabile... Il tuo avvocato è proprio un asino | no, certe cose non si scrivono... | che poi i giudici ne soffrono...'' (da ''Parole d'amore scritte a macchina'', n. 9)
===''900''===
'''Etichetta''': CGD, 1994, prodotto da Renzo Fantini.
*''Dicono che quei cieli siano adatti ai cavalli | e che le strade siano polvere di palcoscenico.'' (da ''Novecento'', n. 1)
*''Dire che ti penso | è un controsenso | perché sei sempre qui, | tra le mie dita | come la vita | che in un sorriso vivi''. (da ''Il treno va'', n. 2)
*''«Pesce Veloce Del Baltico» | dice il [[Menù dalle canzoni|menu]], che contorno ha? | «Torta Di Mais» e poi servono | polenta e baccalà...'' (da ''Pesce Veloce Del Baltico'', n. 4)
*''Dammi il tempo che tempo non sia. | Dammi un sogno che sonno non dia.'' (da ''Chiamami adesso'', n. 11)
===''Live Arena di Verona''===
'''Etichetta''': Warner Music, 2005, prodotto da Renzo Fantini.
*''Ma il [[vino]] spara fulmini | e barbariche orazioni | che fan sentire il gusto | delle alte perfezioni.'' (da ''Cuanta pasión'', n. 1)
==Citazioni su Paolo Conte==
*È l'autore che ha scritto la canzone con maggiori diritti Siae: "Azzurro". Tutti pensano che sia di Celentano perché Pallavicini lo convinse a cantarla. Ma è di Paolo. Lui non voleva saperne di salire su un palco. L'ho convinto. Gli ho detto: "Guadagnerai un sacco di soldi". ([[Mimma Gaspari]])
*Nelle Sacre Scritture si dice che chi sparge letizia sarà salvato. L'Avvocato di Asti e l'[[Adriano Celentano|imputato di via Gluck]], con Azzurro, si sono guadagnati una cavalcata su quel cavallo bianco che non suda mai. ([[Roberto Benigni]])
==Collaborazioni==
{{collaborazioni}}
*[[Enzo Jannacci]]
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Giorgio Conte (cantante)|Giorgio Conte]] – fratello
==Altri progetti==
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===Opere===
{{Pedia|Paolo Conte (album 1974)|''Paolo Conte''|(1974)}}
{{Pedia|Paolo Conte (album 1975)|''Paolo Conte''|(1975)}}
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[[Categoria:Avvocati italiani]]
[[Categoria:Cantautori italiani]]
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[[Categoria:Polistrumentisti italiani]]
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Linguaggio
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[[File:Human Language Families (wikicolors).png|thumb|Mappa mondiale delle famiglie di linguaggi]]
Citazioni sul '''linguaggio''' e le '''lingue'''.
==Citazioni==
*A ogni emozione che devia dal nostro stato d'animo normale, corrisponde, nel linguaggio, una deviazione dal modo di esprimersi consueto; e viceversa, da un modo linguistico che devia dall'uso normale si inferisce uno stato psichico inconsueto: insomma quella particolare espressione linguistica riflette una particolare condizione dello spirito. ([[Leo Spitzer]])
*Ad opera del linguaggio è sorta una comunanza, una comunanza del sapere e quindi del volere mai prima esistita. ([[Konrad Lorenz]])
*Avverrà sempre che il linguaggio darà il massimo di sé quando si misurerà con l'inesprimibile. ([[Gerhard Ebeling]])
*Bella proprietà e grande ricchezza ad una lingua è l'avere altrettanti vocaboli quante sono le varie idee o concomitanti o accessorie, dalle quali vien sempre accompagnata la principale, ossia la caratteristica, e gran segno di povertà è il rimanersi allo schietto necessario de' vocaboli che esprimono una generalità. ([[Giuseppe Grassi (lessicografo)]])
*Certe prose non paiono tappe nella storia di una lingua, ma forme cristallizzate di un idioma fuori dal tempo. ([[Nicolás Gómez Dávila]])
*Ciascuna lingua, sotto l'aspetto delle relazioni intellettuali, è un vocabolario di metafore sbiadite. ([[Jean Paul]])
*Ciò che chiunque voglia deliberatamente nascondere, sia solamente nei confronti degli altri, sia nei confronti di sé stesso, anche ciò che inconsciamente egli porta dentro di sé, viene svelato dal suo linguaggio. ([[Victor Klemperer]])
*Colui che non sa le lingue straniere, non sa nulla della propria. ([[Johann Wolfgang von Goethe]])
*Come il cranio e il sangue, la lingua di un popolo non può essere cambiata secondo il volere di qualcuno e nemmeno «camuffata». ([[Simion Mehedinți]])
*Come un'innumerevole moltitudine di chiese e monasteri, colle loro cupole, le loro guglie, le loro croci, è disseminata per la santa e pia terra di Russia; cosí un'innumerevole moltitudine di stirpi, di generazioni, di popoli si affolla, svaria e si agita sulla faccia della terra. E ciascun popolo, che porta in sé il pegno delle sue forze, riboccante di spirituali forze creatrici, di spiccate caratteristiche proprie, e di tutto quello che ha avuto in dono da Dio, ciascuno in maniera originale si differenzia dagli altri con un suo proprio linguaggio, nel quale, qualunque cosa esprima, riflette nel modo di esprimerla un lato dell'indole che gli è propria. ([[Nikolaj Vasil'evič Gogol']])
*Credo che l'originalità del linguaggio, l'assoluta indipendenza delle idee e la volontà di aprirsi agli altri siano valide alternative ai Muri. Di qualsiasi tipo essi siano. ([[Krzysztof Penderecki]])
*Credo che sia molto importante usare un linguaggio semplice, piano e comprensibile. Il telegiornale vive di comprensibilità. Non leggere testi preconfezionati ci permette di essere (e di apparire) più diretti, quasi stessimo parlando con chi ci guarda da casa. ([[Cesara Buonamici]])
*Delle opere umane, il linguaggio è la più grande – un tappeto in cui l'intero mondo è intessuto e disegnato. ([[Ernst Jünger]])
*Dietro una lingua ci sta una [[letteratura]], e dietro una letteratura c'è un gusto, una civiltà. E l'[[Italia]] è grande perché vuol essere europea, non perché vuol vivere una sua gretta vita di provincia: quando si parla di romanità, si esprime con tale parola questa aspirazione all'influenza universale, non solo nel campo politico, ma anche nel campo culturale. ([[Luigi Russo]])
*Dove non esiste il culto dell'Idioma, non vi sono, né possono esservi, Popolo e Nazione. ([[Umberto Silvagni]])
*È possedendo un patrimonio di vocaboli che si impara a parlare una lingua. È quello che si fa con i propri figli quando si insegna loro a parlare: si insegnano le parole, non la grammatica, i verbi irregolari e la letteratura. Ed è così che io ho imparato le lingue. ([[Piero Angela]])
*– Ecco, il linguaggio si è sviluppato con uno scopo, è cioè di? [...]<br />– Ahm... Eh... Di... comunicare?<br />– No! Di rimorchiare le donne! (''[[L'attimo fuggente]]'')
*Finché la lingua è ricca di sole opere originali, gli scrittori usano i costrutti e le espressioni già accettati, e plasmano i propri pensieri in una forma nota e spesso del tutto appiattita dall'uso. ([[Vasilij Andreevič Žukovskij]])
*Gli uomini parlano lingue diverse e reciprocamente inintelligibili, perché il punto di riferimento e la norma divina, valevole per ogni uomo, per ogni tempo e per ogni condizione, sono venuti a crollare. ([[Carlo Gnocchi]])
*I limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo. ([[Ludwig Wittgenstein]])
*Il limite del linguaggio si mostra nell'impossibilità di descrivere il fatto che corrisponde a una proposizione (che è la sua traduzione) senza appunto ripetere la proposizione. ([[Ludwig Wittgenstein]])
*Il fatto che la nostra lingua degradi è spiegabile: si tratta di un patrimonio comune, ma il confronto con il passato ci dice che c'è stato un progresso rispetto a 30-40 anni fa, quando usavamo molto di più il dialetto, o rispetto al periodo postunitario, quando era circa il 10 per cento della popolazione a usare l'italiano; mentre ora che tutti lo parlano (fondandosi peraltro sul modello televisivo) qualche colpo all'eleganza è spiegabile. ([[Pietro Trifone]])
*Il linguaggio è attività conoscitivo-pratica; la [[parola]] è la forma in cui il soggetto intelligente si attua, esiste, vive la sua intelligenza nella vita sociale. Al modo stesso che ogni atto, in quanto è sentito da chi lo compie e risentito da chi vi assiste, «esprime» la subiettività – la fa presente all'attore come sentimento (coscienza) dell'io, allo spettatore come sentimento (rivissuto) d'un altro io –, identicamente il linguaggio, nella sua pura presenza fonetica e morfologica, prima di rappresentarci, diventando strumentale<ref>Nel testo "stumentale".</ref>, gli oggetti e i soggetti (obbiettivati) di cui parla, ossia i significati, esprime i sentimenti e il volere che attua: prima di valere per i contenuti, vale per la forma. ([[Adelchi Baratono]])
*Io credo fermamente che la grammatica s'abbia ad insegnare a chi sa praticamente la lingua. S'impara a combinare infinitamente prima su lo scacchiere, e poi sul libro; datemi il libro prima dello scacchiere, ed io diverrò dottore e ignorante ad un tempo: la teoria insomma deve nella lingua, come forse in tutte le discipline, succedere alla pratica, perché non s'hanno mai nozioni generali e quindi regole sicure, senza risalirvi per le particolari. ([[Ugo Foscolo]])
*L'amore per le parole, il gusto del linguaggio, la certezza che non sia un mezzo di comunicazione ma un luogo di verità e comunione, uno spazio in cui il mondo si raccoglie e che quindi dobbiamo sforzarci di curare e parlare bene, è questo ciò che unisce antichi e moderni contro la com dei tecnocrati, le bombe dei teocrati e i nitriti dei fanatici ambientalisti. ([[Fabrice Hadjadj]])
*La favella di un popolo vale a tener salda la compàgine nazionale più assai di mille leggi e di mille costituzioni. ([[Aldo Gabrielli]])
*La lingua che usiamo è il biglietto da visita più accurato. Dalle parole che uno adopera, da come si esprime è possibile capire se uno è educato o no, intelligente o stupido, arrogante o modesto, creativo o burocrate, ostile o innamorato, viaggiatore o sedentario... tutto questo, volendo, si può dedurre dal modo in cui uno parla, dalla lingua che adopera. La lingua identifica le persone vive, come il DNA i morti. È il particolare personale che sparisce per ultimo. Quando uno chiude gli occhi per sempre, spesso quello che si ricorda a lungo sono le ultime parole pronunciate. ([[Azra Nuhefendić]])
*La lingua non è [[logica]], e non può andar soggetta a trattamento logico. Il linguaggio non ci dà concetti, bensì soltanto intuizioni, ciascuna delle quali ha il suo individuale e momentaneo valore e vuole essere giudicata a sé. Si potranno poi in seguito coordinare le proprie osservazioni e conclusioni per mettere in evidenza ciò che v'ha di simile e di comune, caso per caso, come converrà meglio; ma una disposizione scientifica non si potrà mai e poi mai trovare, e sarebbe perciò tempo si smettesse di cercarla. ([[Karl Vossler]])
*Le lingue diventano ricche, corrette, leggiadre come si accrescono i bisogni degli uomini, come la civiltà ingentilisce l'espressione delle idee, come lo studio ordina l'uso e la collocazione delle parole. Ma la vivacità è dote nativa e spontanea delle favelle; e non solamente nel paragone delle condizioni di ogni popolo i primitivi parlari trovansi essere stati più o meno vivi come più o meno furono favorevoli le influenze del clima, delle religioni, degli abiti sociali e morali, ma in una medesima lingua le espressioni che appartengono all'infanzia di essa, quelle che furono il prodotto necessario del più necessario colloquio, soprastanno nel rispetto di quella virtù alle maniere di dire create in tempo di maggiore abbondanza e libertà di vocaboli. ([[Giuseppe Manno]])
*Lo studio della Storia e il culto dell'Idioma generano il sentimento nazionale, lo custodiscono, lo ravvivano e vietano di tollerare offese alla dignità della Patria. ([[Umberto Silvagni]])
*Il linguaggio è l'abito del [[pensiero]]. ([[Samuel Johnson]])
*Il linguaggio è la casa dell'essere e nella sua dimora abita l'uomo. ([[Martin Heidegger]])
*Il linguaggio è un essere vivente che abita in te, e se lo accarezzi e lo fai giocare ti dà felicità. ([[Giuliano Scabia]])
*Il linguaggio è una creazione costante di mondi alternativi. [...] L'incertezza di significato è [[poesia]] incipiente. ([[George Steiner]])
*Il linguaggio è la madre, non l'ancella del pensiero. ([[Karl Kraus]])
*Il linguaggio non è una cintura di castità, ma un mezzo per comunicare. ([[Ezra Pound]])
*Il linguaggio non serve quando si tratta di dire la verità, di comunicare qualcosa, il linguaggio permette a chi scrive soltanto l'approssimazione, sempre e soltanto la disperata e quindi anche dubbia approssimazione all'oggetto, il linguaggio non riproduce che un'autenticità contraffatta, un quadro spaventosamente deformato, sebbene chi scrive si dia un gran da fare, le parole calpestano e deformano tutto, e sulla carta trasformano la verità assoluta in menzogna. ([[Thomas Bernhard]])
*Il linguaggio non si riferisce alla generalità dei concetti ma getta le basi di un possesso comune. ([[Emmanuel Lévinas]])
*Il linguaggio opera interamente nell'ambiguità, e la maggior parte del tempo non sapete assolutamente nulla di ciò che dite. ([[Jacques Lacan]])
*Il linguaggio permette di cogliere l'ambiente che ci circonda e innumerevoli fenomeni che altrimenti sarebbero caotici, angosciosi e sfuggirebbero all'esame, all'osservazione, alla consapevolezza e al controllo. Parlare di qualcosa consente di poterlo controllare, di comprenderlo, di distaccarsene e di riflettere – il linguaggio come formula di scongiuro. ([[Gerard Unger]])
*Il linguaggio umano è proprio così, un insieme di parti eccessive e di parti insignificanti, che si compensano, regolandosi fra loro. ([[Machado de Assis]])
*Il [[passato]] se si ha una forte creatività, può dire tutto. Non c'è linguaggio che in mano a una fantasia creativa, a una grande immaginazione, non si trasformi. ([[Salvatore Sciarrino]])
*Il pensiero concettuale è nato di pari passo con il linguaggio. ([[Konrad Lorenz]])
*Il [[potere]], oggi, è di chi controlla la [[televisione]]: che crea le mitologie del momento, fortunatamente solo istantanee, non perenni. Le immagini trasmesse sono selezioni preventive, regie a effetto speciale: "realtà" che fanno dell'inganno il loro linguaggio. Come avverte [[George Orwell|Orwell]], il linguaggio politico è un artificio per far sembrare vere le menzogne. È l'idea che affiora nei miei film, fin da ''Papà è in viaggio d'affari''. ([[Emir Kusturica]])
*In altre parole, può darsi che sia stato il linguaggio a creare l'uomo, anziché l'uomo a creare il linguaggio. ([[Jacques Monod]])
*L'ultimo grido della moda universitaria sembra sia la rinuncia alle lingue nazionali. Tutto in inglese. Così, si dice, si attirano gli studenti stranieri e gli studenti locali fanno un percorso, da subito; internazionale. Sarà, ma qualcosa mi preoccupa. Adeguarsi a una lingua imperiale è un atto saggio e funzionale a molti scopi pratici. Ma così la tutela delle culture europee perde di senso, e il plurilinguismo non è una risposta. Le lingue sono l'essenza di tradizioni e culture: via le lingue, addio. ([[Giuseppe Galasso]])
*L'uomo agisce come se fosse lui a forgiare e a dominare il linguaggio, mentre è il linguaggio che resta signore dell'uomo. [...] Il linguaggio è il più alto e, ovunque, il più importante di quei consensi che gli esseri umani non sanno mai articolare valendosi soltanto dei propri mezzi. ([[Martin Heidegger]])
*La civiltà dell'immagine in genere usa la lingua per formulare slogan e non ragionamenti. ([[Cesare Segre]])
*La creazione di un linguaggio genera di per sé una mitologia, perché creazione della lingua e creazione della mitologia sono funzioni correlate. ([[John Ronald Reuel Tolkien]])
*La cultura può essere borghese o socialista, mentre la lingua, come mezzo di comunicazione, è sempre una comune lingua nazionale e può servire sia la cultura borghese che quella socialista. Non è un fatto che le lingue russa, ucraina, uzbeka, oggi servono la cultura socialista di queste nazioni, proprio come servivano le loro culture borghesi prima della Rivoluzione d'Ottobre? Questo vuol dire che si sbagliano profondamente questi compagni, affermando che l'esistenza di due differenti culture porti alla formazione di due lingue diverse e alla negazione della necessità di una lingua unica. ([[Iosif Stalin]])
*La forma elementare della comunicazione è il linguaggio. Non ho alcuna indulgenza per chi disprezza la lingua parlata. [...] Parlano molto di comunicare con gli altri, ma non si preoccupano per nulla di imparare la forma più elementare di comunicazione che è il linguaggio. Ci sono altri modi di comunicare oltre che passarsi una sigaretta di marijuana o scopare, e d'altronde mi auguro che si dedichino a questa seconda attività piuttosto che alla prima! ([[Joseph L. Mankiewicz]])
*La lingua, come la realtà, è vendicativa: o la pensi o sei pensato. E se sei pensato, sei fritto. ([[Aldo Busi]])
*La lingua della paura dice chi sei. È lì che abita la nostra identità profonda. È quella lingua, che viene alla coscienza senza controllo da un luogo remoto, a definire chi siamo. Di questo sono certa, pensavo ascoltando le telefonate dei bambini che chiamano casa dal bus perché qualcuno sta minacciando le loro vite. Hanno paura in Italiano. Sono bambini italiani. ([[Concita De Gregorio]])
*La lingua esiste per servire il pensiero, non per esser conservata in un museo. ([[Ezra Pound]])
*La lingua, ricchezza dell'uomo, e i suoi usi, elaborazione della comunità sociale, sono opere sacre. Che con il tempo evolvano, si traformino, si dimentichino e rinascano, che talora la loro trasgressione divenga fonte di maggiore fecondità, non esclude affatto che prima di prendersi la libertà del gioco e del cambiamento occorra aver dichiarato loro piena sudditanza. ([[Muriel Barbery]])
*La storia delle lingue è in gran parte una storia di estinzione. ([[John McWhorter]])
*Le traduzioni arricchiscono la lingua. La differenza di governi e costumi necessariamente produce una differenza anche nelle lingue: le traduzioni, facendoci conoscere le concezioni di altri popoli, ci fanno conoscere nel contempo anche i segni mediante i quali essi esprimono le proprie concezioni; impercettibilmente per loro tramite passa nella lingua una moltitudine di costrutti, forme, espressioni appena decenti, poi sopportabili, che poi si trasformano in pecularietà. ([[Vasilij Andreevič Žukovskij]])
*[[Ludwig Wittgenstein]] ricordava giustamente che i confini del mio linguaggio determinano i confini del mio mondo. Il che significa che tanto più si arricchisce il mio linguaggio, tanto più aumenta la mia possibilità di fare esperienza del mondo. ([[Massimo Recalcati]])
*Ma quella lingua si chiama d'una patria, la quale converte i vocaboli ch'ella ha accattati da altri, nell'uso suo, ed è sì potente, che i vocaboli accattati non la disordinano ma la disordina loro, perché quello ch'ella reca da altri, lo tira a se in modo, che par suo. ([[Niccolò Machiavelli]])
*Meno si capisce una lingua, e più si è sensibili alla melodia o all'asprezza dei suoi suoni. ([[Thomas de Quincey]])
*Molti stati mentali complessi si trasmettono meglio con gesti che con frasi, mentre altri sembrano sottrarsi completamente al linguaggio verbale. I tentativi di comunicare sentimenti sottili o elusivi lasciano in tutti noi un senso di inadeguatezza del linguaggio. La [[poesia]], dopo tutto, è un tentativo di trasmettere sentimenti, umori, stati d'animo, e persino pensieri che sono difficili da afferrare e che sembrano sfidare il linguaggio in prosa. E in effetti alcuni sentimenti eludono del tutto il linguaggio, e persino la poesia. L'arte e il silenzio cominciano là dove la parola ci abbandona. (''[[Quando gli elefanti piangono]]'')
*Nei linguaggi umani non c'è proposizione che non implichi l'universo intero. ([[Jorge Luis Borges]])
*Nel linguaggio vi è solo debolezza. (''[[Bṛhadāraṇyaka Upaniṣad]]'')
*Nella vostra interlocuzione piú corrente, il linguaggio ha un valore puramente fittizio, prestate all'altro la sensazione che siete sempre lí, cioè che siete capaci di dare la risposta che si attende, e che non ha alcun rapporto con alcunché sia possibile approfondire. I nove decimi dei discorsi effettivamente tenuti sono a questo titolo completamente fittizi. ([[Jacques Lacan]])
*Non butterei tutta la responsabilità sui giovani perché il turpiloquio non è più appannaggio dei giovani. Però è vero: la parolaccia è brutta da sentire ma se diventa un intercalare comune si depotenzia. E quando poi vogliamo usare una parolaccia vera, che facciamo? È una zona di eversione del linguaggio che dovrebbe continuare a esistere — mentre i giovanilismi sono come i brufoli, poi passano: la lingua è in movimento, è un organismo vivo che si evolve. ([[Silvia Ballestra]])
*Non esistono linguaggi puri. Un linguaggio è vivo fin che è in evoluzione, fin che sa accogliere stimoli e aperture. Oggi invece le nostre orecchie sono sempre più chiuse, distratte, conformiste. ([[Salvatore Sciarrino]])
*Non esistono lingue morte ma solo cervelli in letargo. ([[Carlos Ruiz Zafón]])
*Non posso considerare [[libertà|libero]] un essere che dentro di sé non nutra il [[desiderio]] di sciogliere i legami del linguaggio. ([[Georges Bataille]])
*Parlo un linguaggio che io solo capisco, nessun altro, così come ognuno parla soltanto il proprio linguaggio, e quelli che credono di capire sono degli imbecilli oppure dei ciarlatani. ([[Thomas Bernhard]])
*Quella necessità, ch'è la maggior maestra delle lingue. ([[Pietro Giannone]])
*Se effettivamente la [[parola]] è, come dice [[Gorgia]], un potente signore, il linguaggio tuttavia opera sempre secondo strutture di negazione che erodono quel potere. Il potente signore, insomma, è anche un servo incatenato. ([[Simon Critchley]])
*Se non possiedi la struttura della tua lingua non sei in grado di imparare le altre, per questo le campagne a favore dell'inglese non hanno senso se non si legano a un miglioramento dell'italiano. ([[Cesare Segre]])
*Senza il linguaggio l'uomo non avrebbe creato la civiltà, senza di esso saremmo rimasti allo stadio animale più primitivo: e più evolviamo, più evolve il nostro linguaggio, più si struttura e meglio ci permette di interrogare il mondo e ci fornisce i mezzi per comprenderlo tramite le parole e i nomi che diamo alle cose. È il linguaggio la magia che crea queste cose straordinarie che sono gli individui e le collettività; senza il linguaggio anche noi due qui non potremmo scambiarci le nostre reciproche visioni del mondo e forse costruirne una comune. Dunque, chi controlla il linguaggio controlla sia l'individuo sia la società e questo nella Storia i regimi lo hanno sempre ben compreso: non a caso hanno sempre imposto una lingua comune, centralizzata, strutturata da loro, insegnata nelle scuole e veicolata in ogni ambito della società. ([[Boualem Sansal]])
*Spinto dalla sua straordinaria visione e dalla consapevolezza emotiva delle capacità della lingua, di conferire la vita e di determinarla, [[Wilhelm von Humboldt|Humboldt]] avanza l'idea che il linguaggio possa essere avverso all'uomo. ([[George Steiner]])
*Studiando le lingue del mondo, studiate anche il linguaggio dell'anima. (''[[Tralci d'una terra forte]]'')
*Tagliata fuori dalla futurità, la ragione si seccherebbe. [...] Chiusa la porta sul futuro e su tutta la percezione, ogni conoscenza diventa inerte. [...] È soltanto tramite il linguaggio, e forse tramite la musica, che l'uomo può affrancarsi dal tempo, può vincere provvisoriamente la presenza e il presente della propria morte puntuale. ([[George Steiner]])
*Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura [...]. Poi dissero: "Venite, costruiamoci una città e [[Torre di Babele|una torre]], la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra". Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: "Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro". Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra. (''[[Genesi]]'')
*Tutto può cambiare, ma non il linguaggio che ci portiamo dentro, come un mondo tutto esclusivo e alla fine paragonabile all'utero della propria [[madre]]. ([[Italo Calvino]])
*Un fonarsi e un affonarsi continuo: la lingua è suono, concerto di brevi e di lunghe. I tempi danno il sentimento. Così, il disegno cominciò a formarsi piano piano per gemmazioni, sentivo che dovevo far accadere una discesa agl'inferi e misurarmi con l' altro mondo. ([[Giuliano Scabia]])
*''Un populu | mittitulu a catina | spugghiatulu | attuppatici a vucca | è ancora libiru. || Livatici u travagghiu | u passaportu | a tavola unni mancia | u lettu unni dormi | è ancora riccu. || Un populu, diventa poviru e servu | quannu ci arrubbano a lingua | addutata di patri: è persu pi sempri.'' ([[Ignazio Buttitta]])
:Un popolo rimane libero anche se lo mettono in catene, se lo spogliano di tutto, se gli chiudono la [[bocca]]; un popolo rimane ricco anche se gli tolgono il lavoro, il passaporto, la tavola su cui mangia, il letto in cui dorme. Un popolo diventa povero e servo quando gli rubano la lingua ereditata dai padri: allora sì, è perso per sempre!
*Una civiltà capitalista fondamentalista come la nostra ha bisogno di cancellare i meccanismi più profondi del linguaggio, perché con il linguaggio viene la riflessione, la critica e un senso estetico. Il linguaggio è minacciato perché è una minaccia, bisogna comprendere questo: se ci insediamo nelle ricchezze naturali del linguaggio, costituiamo una grande minaccia. ([[Ivonne Bordelois]])
*Una lingua è uno strumento d'informazione, - serve a sapere quanto più si può; ma è anche uno strumento di comunicazione, - serve a trasmettere quanto più si può. Ma è anche uno strumento identitario, anzi lo strumento identitario più possente che esista. Ossia: uno è la lingua che parla. Se non la parla, non la legge e non la scrive più, l'identità va a farsi benedire. ([[Alberto Asor Rosa]])
*Una lingua si altera o nell'interna struttura delle parole, o nell'integrità delle sue forme grammaticali. Le parole antiquandosi tendono a surrogare alle consonanti gagliarde e dure le deboli e dolci, alle vocali sonore le sorde dapprima, poi le mute; i suoni pieni s'estinguono poc'a poco e si perdono, le finali dispajono, le parole si contraggono ; in conseguenza le lingue divengono meno melodiose ; voci che lusingavano e riempivano l'orecchio, non offrono più che un senso mnemonico e quasi una cifra. Né basta. Il cambiamento, oltre snaturar le voci, estendesi alle forme grammaticali, che sono l'anima delle lingue, di cui le parole non sono che il corpo. ([[Cesare Cantù]])
*Una lingua strettamente universale, qualunque ella mai si fosse, dovrebbe certamente essere di necessità e per sua natura, la più schiava, povera, timida, monotona, uniforme, arida e brutta lingua, la più incapace di qualsivoglia genere di bellezza, la più impropria all'immaginazione, e la meno da lei dipendente, anzi la più da lei per ogni verso disgiunta, la più esangue ed inanimata e morta, che mai si possa concepire; uno scheletro un'ombra di lingua piuttosto che lingua veramente. ([[Giacomo Leopardi]])
===[[Emil Cioran]]===
*Non si abita un paese, si abita una lingua. Una patria è questo, e niente altro.
*Perdere il sonno e cambiare lingua. Due prove, l'una indipendente da sé stessi, l'altra deliberata. Da soli, faccia a faccia con le notti e con le parole.
*Una lingua è un continente, un universo e chi se lo appropria è un conquistatore.
==[[Proverbi italiani]]==
*Chi parla due lingue è doppio uomo.
*Chi conosce molte lingue, è lodato e amato da tutti.
*Chi sa le lingue va in ogni dove.
*Il [[lingua latina|latino]] è la lingua di cucina dei dotti.
*L'uso nelle lingue è un tiranno.
*La lingua è la colla dei popoli.
*La lingua è la pittura del pensiero.
*La lingua unge e il dente punge.
*Lingua senese in bocca pistoiese.
*Lingua toscana in bocca romana.
*Lingua uguale fa uguaglianza d'animo.
*Lingue straniere, stranieri costumi.
*Ogni lingua vale un uomo.
*Per la lingua si langue.
*Quattro lingue sono comuni nel mondo: mentire, bestemmiare, calunniare, prometter molto e dar poco.
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
*[[Neologismo]]
*[[Origine del linguaggio umano]]
*[[Parlare]]
*[[Parola]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Linguaggio]]
[[Categoria:Linguistica]]
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Citazioni sul '''linguaggio''' e le '''lingue'''.
==Citazioni==
*A ogni emozione che devia dal nostro stato d'animo normale, corrisponde, nel linguaggio, una deviazione dal modo di esprimersi consueto; e viceversa, da un modo linguistico che devia dall'uso normale si inferisce uno stato psichico inconsueto: insomma quella particolare espressione linguistica riflette una particolare condizione dello spirito. ([[Leo Spitzer]])
*Ad opera del linguaggio è sorta una comunanza, una comunanza del sapere e quindi del volere mai prima esistita. ([[Konrad Lorenz]])
*Avverrà sempre che il linguaggio darà il massimo di sé quando si misurerà con l'inesprimibile. ([[Gerhard Ebeling]])
*Bella proprietà e grande ricchezza ad una lingua è l'avere altrettanti vocaboli quante sono le varie idee o concomitanti o accessorie, dalle quali vien sempre accompagnata la principale, ossia la caratteristica, e gran segno di povertà è il rimanersi allo schietto necessario de' vocaboli che esprimono una generalità. ([[Giuseppe Grassi (lessicografo)]])
*Certe prose non paiono tappe nella storia di una lingua, ma forme cristallizzate di un idioma fuori dal tempo. ([[Nicolás Gómez Dávila]])
*Ciascuna lingua, sotto l'aspetto delle relazioni intellettuali, è un vocabolario di metafore sbiadite. ([[Jean Paul]])
*Ciò che chiunque voglia deliberatamente nascondere, sia solamente nei confronti degli altri, sia nei confronti di sé stesso, anche ciò che inconsciamente egli porta dentro di sé, viene svelato dal suo linguaggio. ([[Victor Klemperer]])
*Colui che non sa le lingue straniere, non sa nulla della propria. ([[Johann Wolfgang von Goethe]])
*Come il cranio e il sangue, la lingua di un popolo non può essere cambiata secondo il volere di qualcuno e nemmeno «camuffata». ([[Simion Mehedinți]])
*Come un'innumerevole moltitudine di chiese e monasteri, colle loro cupole, le loro guglie, le loro croci, è disseminata per la santa e pia terra di Russia; cosí un'innumerevole moltitudine di stirpi, di generazioni, di popoli si affolla, svaria e si agita sulla faccia della terra. E ciascun popolo, che porta in sé il pegno delle sue forze, riboccante di spirituali forze creatrici, di spiccate caratteristiche proprie, e di tutto quello che ha avuto in dono da Dio, ciascuno in maniera originale si differenzia dagli altri con un suo proprio linguaggio, nel quale, qualunque cosa esprima, riflette nel modo di esprimerla un lato dell'indole che gli è propria. ([[Nikolaj Vasil'evič Gogol']])
*Credo che l'originalità del linguaggio, l'assoluta indipendenza delle idee e la volontà di aprirsi agli altri siano valide alternative ai Muri. Di qualsiasi tipo essi siano. ([[Krzysztof Penderecki]])
*Credo che sia molto importante usare un linguaggio semplice, piano e comprensibile. Il telegiornale vive di comprensibilità. Non leggere testi preconfezionati ci permette di essere (e di apparire) più diretti, quasi stessimo parlando con chi ci guarda da casa. ([[Cesara Buonamici]])
*Delle opere umane, il linguaggio è la più grande – un tappeto in cui l'intero mondo è intessuto e disegnato. ([[Ernst Jünger]])
*Dietro una lingua ci sta una [[letteratura]], e dietro una letteratura c'è un gusto, una civiltà. E l'[[Italia]] è grande perché vuol essere europea, non perché vuol vivere una sua gretta vita di provincia: quando si parla di romanità, si esprime con tale parola questa aspirazione all'influenza universale, non solo nel campo politico, ma anche nel campo culturale. ([[Luigi Russo]])
*Dove non esiste il culto dell'Idioma, non vi sono, né possono esservi, Popolo e Nazione. ([[Umberto Silvagni]])
*È possedendo un patrimonio di vocaboli che si impara a parlare una lingua. È quello che si fa con i propri figli quando si insegna loro a parlare: si insegnano le parole, non la grammatica, i verbi irregolari e la letteratura. Ed è così che io ho imparato le lingue. ([[Piero Angela]])
*– Ecco, il linguaggio si è sviluppato con uno scopo, è cioè di? [...]<br />– Ahm... Eh... Di... comunicare?<br />– No! Di rimorchiare le donne! (''[[L'attimo fuggente]]'')
*Finché la lingua è ricca di sole opere originali, gli scrittori usano i costrutti e le espressioni già accettati, e plasmano i propri pensieri in una forma nota e spesso del tutto appiattita dall'uso. ([[Vasilij Andreevič Žukovskij]])
*Gli uomini parlano lingue diverse e reciprocamente inintelligibili, perché il punto di riferimento e la norma divina, valevole per ogni uomo, per ogni tempo e per ogni condizione, sono venuti a crollare. ([[Carlo Gnocchi]])
*I limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo. ([[Ludwig Wittgenstein]])
*Il limite del linguaggio si mostra nell'impossibilità di descrivere il fatto che corrisponde a una proposizione (che è la sua traduzione) senza appunto ripetere la proposizione. ([[Ludwig Wittgenstein]])
*Il fatto che la nostra lingua degradi è spiegabile: si tratta di un patrimonio comune, ma il confronto con il passato ci dice che c'è stato un progresso rispetto a 30-40 anni fa, quando usavamo molto di più il dialetto, o rispetto al periodo postunitario, quando era circa il 10 per cento della popolazione a usare l'italiano; mentre ora che tutti lo parlano (fondandosi peraltro sul modello televisivo) qualche colpo all'eleganza è spiegabile. ([[Pietro Trifone]])
*Il linguaggio è attività conoscitivo-pratica; la [[parola]] è la forma in cui il soggetto intelligente si attua, esiste, vive la sua intelligenza nella vita sociale. Al modo stesso che ogni atto, in quanto è sentito da chi lo compie e risentito da chi vi assiste, «esprime» la subiettività – la fa presente all'attore come sentimento (coscienza) dell'io, allo spettatore come sentimento (rivissuto) d'un altro io –, identicamente il linguaggio, nella sua pura presenza fonetica e morfologica, prima di rappresentarci, diventando strumentale<ref>Nel testo "stumentale".</ref>, gli oggetti e i soggetti (obbiettivati) di cui parla, ossia i significati, esprime i sentimenti e il volere che attua: prima di valere per i contenuti, vale per la forma. ([[Adelchi Baratono]])
*Io credo fermamente che la grammatica s'abbia ad insegnare a chi sa praticamente la lingua. S'impara a combinare infinitamente prima su lo scacchiere, e poi sul libro; datemi il libro prima dello scacchiere, ed io diverrò dottore e ignorante ad un tempo: la teoria insomma deve nella lingua, come forse in tutte le discipline, succedere alla pratica, perché non s'hanno mai nozioni generali e quindi regole sicure, senza risalirvi per le particolari. ([[Ugo Foscolo]])
*L'amore per le parole, il gusto del linguaggio, la certezza che non sia un mezzo di comunicazione ma un luogo di verità e comunione, uno spazio in cui il mondo si raccoglie e che quindi dobbiamo sforzarci di curare e parlare bene, è questo ciò che unisce antichi e moderni contro la com dei tecnocrati, le bombe dei teocrati e i nitriti dei fanatici ambientalisti. ([[Fabrice Hadjadj]])
*La favella di un popolo vale a tener salda la compàgine nazionale più assai di mille leggi e di mille costituzioni. ([[Aldo Gabrielli]])
*La lingua che usiamo è il biglietto da visita più accurato. Dalle parole che uno adopera, da come si esprime è possibile capire se uno è educato o no, intelligente o stupido, arrogante o modesto, creativo o burocrate, ostile o innamorato, viaggiatore o sedentario... tutto questo, volendo, si può dedurre dal modo in cui uno parla, dalla lingua che adopera. La lingua identifica le persone vive, come il DNA i morti. È il particolare personale che sparisce per ultimo. Quando uno chiude gli occhi per sempre, spesso quello che si ricorda a lungo sono le ultime parole pronunciate. ([[Azra Nuhefendić]])
*La lingua non è [[logica]], e non può andar soggetta a trattamento logico. Il linguaggio non ci dà concetti, bensì soltanto intuizioni, ciascuna delle quali ha il suo individuale e momentaneo valore e vuole essere giudicata a sé. Si potranno poi in seguito coordinare le proprie osservazioni e conclusioni per mettere in evidenza ciò che v'ha di simile e di comune, caso per caso, come converrà meglio; ma una disposizione scientifica non si potrà mai e poi mai trovare, e sarebbe perciò tempo si smettesse di cercarla. ([[Karl Vossler]])
*Le lingue diventano ricche, corrette, leggiadre come si accrescono i bisogni degli uomini, come la civiltà ingentilisce l'espressione delle idee, come lo studio ordina l'uso e la collocazione delle parole. Ma la vivacità è dote nativa e spontanea delle favelle; e non solamente nel paragone delle condizioni di ogni popolo i primitivi parlari trovansi essere stati più o meno vivi come più o meno furono favorevoli le influenze del clima, delle religioni, degli abiti sociali e morali, ma in una medesima lingua le espressioni che appartengono all'infanzia di essa, quelle che furono il prodotto necessario del più necessario colloquio, soprastanno nel rispetto di quella virtù alle maniere di dire create in tempo di maggiore abbondanza e libertà di vocaboli. ([[Giuseppe Manno]])
*Lo studio della Storia e il culto dell'Idioma generano il sentimento nazionale, lo custodiscono, lo ravvivano e vietano di tollerare offese alla dignità della Patria. ([[Umberto Silvagni]])
*Il linguaggio è l'abito del [[pensiero]]. ([[Samuel Johnson]])
*Il linguaggio è la casa dell'essere e nella sua dimora abita l'uomo. ([[Martin Heidegger]])
*Il linguaggio è un essere vivente che abita in te, e se lo accarezzi e lo fai giocare ti dà felicità. ([[Giuliano Scabia]])
*Il linguaggio è una creazione costante di mondi alternativi. [...] L'incertezza di significato è [[poesia]] incipiente. ([[George Steiner]])
*Il linguaggio è la madre, non l'ancella del pensiero. ([[Karl Kraus]])
*Il linguaggio non è una cintura di castità, ma un mezzo per comunicare. ([[Ezra Pound]])
*Il linguaggio non serve quando si tratta di dire la verità, di comunicare qualcosa, il linguaggio permette a chi scrive soltanto l'approssimazione, sempre e soltanto la disperata e quindi anche dubbia approssimazione all'oggetto, il linguaggio non riproduce che un'autenticità contraffatta, un quadro spaventosamente deformato, sebbene chi scrive si dia un gran da fare, le parole calpestano e deformano tutto, e sulla carta trasformano la verità assoluta in menzogna. ([[Thomas Bernhard]])
*Il linguaggio non si riferisce alla generalità dei concetti ma getta le basi di un possesso comune. ([[Emmanuel Lévinas]])
*Il linguaggio opera interamente nell'ambiguità, e la maggior parte del tempo non sapete assolutamente nulla di ciò che dite. ([[Jacques Lacan]])
*Il linguaggio permette di cogliere l'ambiente che ci circonda e innumerevoli fenomeni che altrimenti sarebbero caotici, angosciosi e sfuggirebbero all'esame, all'osservazione, alla consapevolezza e al controllo. Parlare di qualcosa consente di poterlo controllare, di comprenderlo, di distaccarsene e di riflettere – il linguaggio come formula di scongiuro. ([[Gerard Unger]])
*Il linguaggio umano è proprio così, un insieme di parti eccessive e di parti insignificanti, che si compensano, regolandosi fra loro. ([[Machado de Assis]])
*Il [[passato]] se si ha una forte creatività, può dire tutto. Non c'è linguaggio che in mano a una fantasia creativa, a una grande immaginazione, non si trasformi. ([[Salvatore Sciarrino]])
*Il pensiero concettuale è nato di pari passo con il linguaggio. ([[Konrad Lorenz]])
*Il [[potere]], oggi, è di chi controlla la [[televisione]]: che crea le mitologie del momento, fortunatamente solo istantanee, non perenni. Le immagini trasmesse sono selezioni preventive, regie a effetto speciale: "realtà" che fanno dell'inganno il loro linguaggio. Come avverte [[George Orwell|Orwell]], il linguaggio politico è un artificio per far sembrare vere le menzogne. È l'idea che affiora nei miei film, fin da ''Papà è in viaggio d'affari''. ([[Emir Kusturica]])
*In altre parole, può darsi che sia stato il linguaggio a creare l'uomo, anziché l'uomo a creare il linguaggio. ([[Jacques Monod]])
*L'ultimo grido della moda universitaria sembra sia la rinuncia alle lingue nazionali. Tutto in inglese. Così, si dice, si attirano gli studenti stranieri e gli studenti locali fanno un percorso, da subito; internazionale. Sarà, ma qualcosa mi preoccupa. Adeguarsi a una lingua imperiale è un atto saggio e funzionale a molti scopi pratici. Ma così la tutela delle culture europee perde di senso, e il plurilinguismo non è una risposta. Le lingue sono l'essenza di tradizioni e culture: via le lingue, addio. ([[Giuseppe Galasso]])
*L'uomo agisce come se fosse lui a forgiare e a dominare il linguaggio, mentre è il linguaggio che resta signore dell'uomo. [...] Il linguaggio è il più alto e, ovunque, il più importante di quei consensi che gli esseri umani non sanno mai articolare valendosi soltanto dei propri mezzi. ([[Martin Heidegger]])
*La civiltà dell'immagine in genere usa la lingua per formulare slogan e non ragionamenti. ([[Cesare Segre]])
*La creazione di un linguaggio genera di per sé una mitologia, perché creazione della lingua e creazione della mitologia sono funzioni correlate. ([[John Ronald Reuel Tolkien]])
*La cultura può essere borghese o socialista, mentre la lingua, come mezzo di comunicazione, è sempre una comune lingua nazionale e può servire sia la cultura borghese che quella socialista. Non è un fatto che le lingue russa, ucraina, uzbeka, oggi servono la cultura socialista di queste nazioni, proprio come servivano le loro culture borghesi prima della Rivoluzione d'Ottobre? Questo vuol dire che si sbagliano profondamente questi compagni, affermando che l'esistenza di due differenti culture porti alla formazione di due lingue diverse e alla negazione della necessità di una lingua unica. ([[Iosif Stalin]])
*La forma elementare della comunicazione è il linguaggio. Non ho alcuna indulgenza per chi disprezza la lingua parlata. [...] Parlano molto di comunicare con gli altri, ma non si preoccupano per nulla di imparare la forma più elementare di comunicazione che è il linguaggio. Ci sono altri modi di comunicare oltre che passarsi una sigaretta di marijuana o scopare, e d'altronde mi auguro che si dedichino a questa seconda attività piuttosto che alla prima! ([[Joseph L. Mankiewicz]])
*La lingua, come la realtà, è vendicativa: o la pensi o sei pensato. E se sei pensato, sei fritto. ([[Aldo Busi]])
*La lingua della paura dice chi sei. È lì che abita la nostra identità profonda. È quella lingua, che viene alla coscienza senza controllo da un luogo remoto, a definire chi siamo. Di questo sono certa, pensavo ascoltando le telefonate dei bambini che chiamano casa dal bus perché qualcuno sta minacciando le loro vite. Hanno paura in Italiano. Sono bambini italiani. ([[Concita De Gregorio]])
*La lingua esiste per servire il pensiero, non per esser conservata in un museo. ([[Ezra Pound]])
*La lingua, ricchezza dell'uomo, e i suoi usi, elaborazione della comunità sociale, sono opere sacre. Che con il tempo evolvano, si traformino, si dimentichino e rinascano, che talora la loro trasgressione divenga fonte di maggiore fecondità, non esclude affatto che prima di prendersi la libertà del gioco e del cambiamento occorra aver dichiarato loro piena sudditanza. ([[Muriel Barbery]])
*La storia delle lingue è in gran parte una storia di estinzione. ([[John McWhorter]])
*Le traduzioni arricchiscono la lingua. La differenza di governi e costumi necessariamente produce una differenza anche nelle lingue: le traduzioni, facendoci conoscere le concezioni di altri popoli, ci fanno conoscere nel contempo anche i segni mediante i quali essi esprimono le proprie concezioni; impercettibilmente per loro tramite passa nella lingua una moltitudine di costrutti, forme, espressioni appena decenti, poi sopportabili, che poi si trasformano in pecularietà. ([[Vasilij Andreevič Žukovskij]])
*[[Ludwig Wittgenstein]] ricordava giustamente che i confini del mio linguaggio determinano i confini del mio mondo. Il che significa che tanto più si arricchisce il mio linguaggio, tanto più aumenta la mia possibilità di fare esperienza del mondo. ([[Massimo Recalcati]])
*Ma quella lingua si chiama d'una patria, la quale converte i vocaboli ch'ella ha accattati da altri, nell'uso suo, ed è sì potente, che i vocaboli accattati non la disordinano ma la disordina loro, perché quello ch'ella reca da altri, lo tira a se in modo, che par suo. ([[Niccolò Machiavelli]])
*Meno si capisce una lingua, e più si è sensibili alla melodia o all'asprezza dei suoi suoni. ([[Thomas de Quincey]])
*Molti stati mentali complessi si trasmettono meglio con gesti che con frasi, mentre altri sembrano sottrarsi completamente al linguaggio verbale. I tentativi di comunicare sentimenti sottili o elusivi lasciano in tutti noi un senso di inadeguatezza del linguaggio. La [[poesia]], dopo tutto, è un tentativo di trasmettere sentimenti, umori, stati d'animo, e persino pensieri che sono difficili da afferrare e che sembrano sfidare il linguaggio in prosa. E in effetti alcuni sentimenti eludono del tutto il linguaggio, e persino la poesia. L'arte e il silenzio cominciano là dove la parola ci abbandona. (''[[Quando gli elefanti piangono]]'')
*Nei linguaggi umani non c'è proposizione che non implichi l'universo intero. ([[Jorge Luis Borges]])
*Nel linguaggio vi è solo debolezza. (''[[Bṛhadāraṇyaka Upaniṣad]]'')
*Nella vostra interlocuzione piú corrente, il linguaggio ha un valore puramente fittizio, prestate all'altro la sensazione che siete sempre lí, cioè che siete capaci di dare la risposta che si attende, e che non ha alcun rapporto con alcunché sia possibile approfondire. I nove decimi dei discorsi effettivamente tenuti sono a questo titolo completamente fittizi. ([[Jacques Lacan]])
*Non butterei tutta la responsabilità sui giovani perché il turpiloquio non è più appannaggio dei giovani. Però è vero: la parolaccia è brutta da sentire ma se diventa un intercalare comune si depotenzia. E quando poi vogliamo usare una parolaccia vera, che facciamo? È una zona di eversione del linguaggio che dovrebbe continuare a esistere — mentre i giovanilismi sono come i brufoli, poi passano: la lingua è in movimento, è un organismo vivo che si evolve. ([[Silvia Ballestra]])
*Non esistono linguaggi puri. Un linguaggio è vivo fin che è in evoluzione, fin che sa accogliere stimoli e aperture. Oggi invece le nostre orecchie sono sempre più chiuse, distratte, conformiste. ([[Salvatore Sciarrino]])
*Non esistono lingue morte ma solo cervelli in letargo. ([[Carlos Ruiz Zafón]])
*Non posso considerare [[libertà|libero]] un essere che dentro di sé non nutra il [[desiderio]] di sciogliere i legami del linguaggio. ([[Georges Bataille]])
*Parlo un linguaggio che io solo capisco, nessun altro, così come ognuno parla soltanto il proprio linguaggio, e quelli che credono di capire sono degli imbecilli oppure dei ciarlatani. ([[Thomas Bernhard]])
*Quella necessità, ch'è la maggior maestra delle lingue. ([[Pietro Giannone]])
*Se effettivamente la [[parola]] è, come dice [[Gorgia]], un potente signore, il linguaggio tuttavia opera sempre secondo strutture di negazione che erodono quel potere. Il potente signore, insomma, è anche un servo incatenato. ([[Simon Critchley]])
*Se non possiedi la struttura della tua lingua non sei in grado di imparare le altre, per questo le campagne a favore dell'inglese non hanno senso se non si legano a un miglioramento dell'italiano. ([[Cesare Segre]])
*Senza il linguaggio l'uomo non avrebbe creato la civiltà, senza di esso saremmo rimasti allo stadio animale più primitivo: e più evolviamo, più evolve il nostro linguaggio, più si struttura e meglio ci permette di interrogare il mondo e ci fornisce i mezzi per comprenderlo tramite le parole e i nomi che diamo alle cose. È il linguaggio la magia che crea queste cose straordinarie che sono gli individui e le collettività; senza il linguaggio anche noi due qui non potremmo scambiarci le nostre reciproche visioni del mondo e forse costruirne una comune. Dunque, chi controlla il linguaggio controlla sia l'individuo sia la società e questo nella Storia i regimi lo hanno sempre ben compreso: non a caso hanno sempre imposto una lingua comune, centralizzata, strutturata da loro, insegnata nelle scuole e veicolata in ogni ambito della società. ([[Boualem Sansal]])
*Spinto dalla sua straordinaria visione e dalla consapevolezza emotiva delle capacità della lingua, di conferire la vita e di determinarla, [[Wilhelm von Humboldt|Humboldt]] avanza l'idea che il linguaggio possa essere avverso all'uomo. ([[George Steiner]])
*Studiando le lingue del mondo, studiate anche il linguaggio dell'anima. (''[[Tralci d'una terra forte]]'')
*Tagliata fuori dalla futurità, la ragione si seccherebbe. [...] Chiusa la porta sul futuro e su tutta la percezione, ogni conoscenza diventa inerte. [...] È soltanto tramite il linguaggio, e forse tramite la musica, che l'uomo può affrancarsi dal tempo, può vincere provvisoriamente la presenza e il presente della propria morte puntuale. ([[George Steiner]])
*Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura [...]. Poi dissero: "Venite, costruiamoci una città e [[Torre di Babele|una torre]], la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra". Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: "Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro". Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra. (''[[Genesi]]'')
*Tutto può cambiare, ma non il linguaggio che ci portiamo dentro, come un mondo tutto esclusivo e alla fine paragonabile all'utero della propria [[madre]]. ([[Italo Calvino]])
*Un fonarsi e un affonarsi continuo: la lingua è suono, concerto di brevi e di lunghe. I tempi danno il sentimento. Così, il disegno cominciò a formarsi piano piano per gemmazioni, sentivo che dovevo far accadere una discesa agl'inferi e misurarmi con l' altro mondo. ([[Giuliano Scabia]])
*''Un populu | mittitulu a catina | spugghiatulu | attuppatici a vucca | è ancora libiru. || Livatici u travagghiu | u passaportu | a tavola unni mancia | u lettu unni dormi | è ancora riccu. || Un populu, diventa poviru e servu | quannu ci arrubbano a lingua | addutata di patri: è persu pi sempri.'' ([[Ignazio Buttitta]])
:Un popolo rimane libero anche se lo mettono in catene, se lo spogliano di tutto, se gli chiudono la [[bocca]]; un popolo rimane ricco anche se gli tolgono il lavoro, il passaporto, la tavola su cui mangia, il letto in cui dorme. Un popolo diventa povero e servo quando gli rubano la lingua ereditata dai padri: allora sì, è perso per sempre!
*Una civiltà capitalista fondamentalista come la nostra ha bisogno di cancellare i meccanismi più profondi del linguaggio, perché con il linguaggio viene la riflessione, la critica e un senso estetico. Il linguaggio è minacciato perché è una minaccia, bisogna comprendere questo: se ci insediamo nelle ricchezze naturali del linguaggio, costituiamo una grande minaccia. ([[Ivonne Bordelois]])
*Una lingua è uno strumento d'informazione, - serve a sapere quanto più si può; ma è anche uno strumento di comunicazione, - serve a trasmettere quanto più si può. Ma è anche uno strumento identitario, anzi lo strumento identitario più possente che esista. Ossia: uno è la lingua che parla. Se non la parla, non la legge e non la scrive più, l'identità va a farsi benedire. ([[Alberto Asor Rosa]])
*Una lingua si altera o nell'interna struttura delle parole, o nell'integrità delle sue forme grammaticali. Le parole antiquandosi tendono a surrogare alle consonanti gagliarde e dure le deboli e dolci, alle vocali sonore le sorde dapprima, poi le mute; i suoni pieni s'estinguono poc'a poco e si perdono, le finali dispajono, le parole si contraggono ; in conseguenza le lingue divengono meno melodiose ; voci che lusingavano e riempivano l'orecchio, non offrono più che un senso mnemonico e quasi una cifra. Né basta. Il cambiamento, oltre snaturar le voci, estendesi alle forme grammaticali, che sono l'anima delle lingue, di cui le parole non sono che il corpo. ([[Cesare Cantù]])
*Una lingua strettamente universale, qualunque ella mai si fosse, dovrebbe certamente essere di necessità e per sua natura, la più schiava, povera, timida, monotona, uniforme, arida e brutta lingua, la più incapace di qualsivoglia genere di bellezza, la più impropria all'immaginazione, e la meno da lei dipendente, anzi la più da lei per ogni verso disgiunta, la più esangue ed inanimata e morta, che mai si possa concepire; uno scheletro un'ombra di lingua piuttosto che lingua veramente. ([[Giacomo Leopardi]])
===[[Emil Cioran]]===
*Non si abita un paese, si abita una lingua. Una patria è questo, e niente altro.
*Perdere il sonno e cambiare lingua. Due prove, l'una indipendente da sé stessi, l'altra deliberata. Da soli, faccia a faccia con le notti e con le parole.
*Una lingua è un continente, un universo e chi se lo appropria è un conquistatore.
==[[Proverbi italiani]]==
*Chi parla due lingue è doppio uomo.
*Chi conosce molte lingue, è lodato e amato da tutti.
*Chi sa le lingue va in ogni dove.
*Il [[lingua latina|latino]] è la lingua di cucina dei dotti.
*L'uso nelle lingue è un tiranno.
*La lingua è la colla dei popoli.
*La lingua è la pittura del pensiero.
*La lingua unge e il dente punge.
*Lingua senese in bocca pistoiese.
*Lingua toscana in bocca romana.
*Lingua uguale fa uguaglianza d'animo.
*Lingue straniere, stranieri costumi.
*Ogni lingua vale un uomo.
*Per la lingua si langue.
*Quattro lingue sono comuni nel mondo: mentire, bestemmiare, calunniare, prometter molto e dar poco.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
*[[Neologismo]]
*[[Origine del linguaggio umano]]
*[[Parlare]]
*[[Parola]]
==Altri progetti==
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[[File:Human Language Families (wikicolors).png|thumb|Mappa mondiale delle famiglie di linguaggi]]
Citazioni sul '''linguaggio''' e le '''lingue'''.
==Citazioni==
*A ogni emozione che devia dal nostro stato d'animo normale, corrisponde, nel linguaggio, una deviazione dal modo di esprimersi consueto; e viceversa, da un modo linguistico che devia dall'uso normale si inferisce uno stato psichico inconsueto: insomma quella particolare espressione linguistica riflette una particolare condizione dello spirito. ([[Leo Spitzer]])
*Ad opera del linguaggio è sorta una comunanza, una comunanza del sapere e quindi del volere mai prima esistita. ([[Konrad Lorenz]])
*Avverrà sempre che il linguaggio darà il massimo di sé quando si misurerà con l'inesprimibile. ([[Gerhard Ebeling]])
*Bella proprietà e grande ricchezza ad una lingua è l'avere altrettanti vocaboli quante sono le varie idee o concomitanti o accessorie, dalle quali vien sempre accompagnata la principale, ossia la caratteristica, e gran segno di povertà è il rimanersi allo schietto necessario de' vocaboli che esprimono una generalità. ([[Giuseppe Grassi (lessicografo)]])
*Certe prose non paiono tappe nella storia di una lingua, ma forme cristallizzate di un idioma fuori dal tempo. ([[Nicolás Gómez Dávila]])
*Ciascuna lingua, sotto l'aspetto delle relazioni intellettuali, è un vocabolario di metafore sbiadite. ([[Jean Paul]])
*Ciò che chiunque voglia deliberatamente nascondere, sia solamente nei confronti degli altri, sia nei confronti di sé stesso, anche ciò che inconsciamente egli porta dentro di sé, viene svelato dal suo linguaggio. ([[Victor Klemperer]])
*Colui che non sa le lingue straniere, non sa nulla della propria. ([[Johann Wolfgang von Goethe]])
*Come il cranio e il sangue, la lingua di un popolo non può essere cambiata secondo il volere di qualcuno e nemmeno «camuffata». ([[Simion Mehedinți]])
*Come un'innumerevole moltitudine di chiese e monasteri, colle loro cupole, le loro guglie, le loro croci, è disseminata per la santa e pia terra di Russia; cosí un'innumerevole moltitudine di stirpi, di generazioni, di popoli si affolla, svaria e si agita sulla faccia della terra. E ciascun popolo, che porta in sé il pegno delle sue forze, riboccante di spirituali forze creatrici, di spiccate caratteristiche proprie, e di tutto quello che ha avuto in dono da Dio, ciascuno in maniera originale si differenzia dagli altri con un suo proprio linguaggio, nel quale, qualunque cosa esprima, riflette nel modo di esprimerla un lato dell'indole che gli è propria. ([[Nikolaj Vasil'evič Gogol']])
*Credo che l'originalità del linguaggio, l'assoluta indipendenza delle idee e la volontà di aprirsi agli altri siano valide alternative ai Muri. Di qualsiasi tipo essi siano. ([[Krzysztof Penderecki]])
*Credo che sia molto importante usare un linguaggio semplice, piano e comprensibile. Il telegiornale vive di comprensibilità. Non leggere testi preconfezionati ci permette di essere (e di apparire) più diretti, quasi stessimo parlando con chi ci guarda da casa. ([[Cesara Buonamici]])
*Delle opere umane, il linguaggio è la più grande – un tappeto in cui l'intero mondo è intessuto e disegnato. ([[Ernst Jünger]])
*Dietro una lingua ci sta una [[letteratura]], e dietro una letteratura c'è un gusto, una civiltà. E l'[[Italia]] è grande perché vuol essere europea, non perché vuol vivere una sua gretta vita di provincia: quando si parla di romanità, si esprime con tale parola questa aspirazione all'influenza universale, non solo nel campo politico, ma anche nel campo culturale. ([[Luigi Russo]])
*Dove non esiste il culto dell'Idioma, non vi sono, né possono esservi, Popolo e Nazione. ([[Umberto Silvagni]])
*È possedendo un patrimonio di vocaboli che si impara a parlare una lingua. È quello che si fa con i propri figli quando si insegna loro a parlare: si insegnano le parole, non la grammatica, i verbi irregolari e la letteratura. Ed è così che io ho imparato le lingue. ([[Piero Angela]])
*– Ecco, il linguaggio si è sviluppato con uno scopo, è cioè di? [...]<br />– Ahm... Eh... Di... comunicare?<br />– No! Di rimorchiare le donne! (''[[L'attimo fuggente]]'')
*Finché la lingua è ricca di sole opere originali, gli scrittori usano i costrutti e le espressioni già accettati, e plasmano i propri pensieri in una forma nota e spesso del tutto appiattita dall'uso. ([[Vasilij Andreevič Žukovskij]])
*Gli uomini parlano lingue diverse e reciprocamente inintelligibili, perché il punto di riferimento e la norma divina, valevole per ogni uomo, per ogni tempo e per ogni condizione, sono venuti a crollare. ([[Carlo Gnocchi]])
*I limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo. ([[Ludwig Wittgenstein]])
*Il fatto che la nostra lingua degradi è spiegabile: si tratta di un patrimonio comune, ma il confronto con il passato ci dice che c'è stato un progresso rispetto a 30-40 anni fa, quando usavamo molto di più il dialetto, o rispetto al periodo postunitario, quando era circa il 10 per cento della popolazione a usare l'italiano; mentre ora che tutti lo parlano (fondandosi peraltro sul modello televisivo) qualche colpo all'eleganza è spiegabile. ([[Pietro Trifone]])
*Il limite del linguaggio si mostra nell'impossibilità di descrivere il fatto che corrisponde a una proposizione (che è la sua traduzione) senza appunto ripetere la proposizione. ([[Ludwig Wittgenstein]])
*Il linguaggio è attività conoscitivo-pratica; la [[parola]] è la forma in cui il soggetto intelligente si attua, esiste, vive la sua intelligenza nella vita sociale. Al modo stesso che ogni atto, in quanto è sentito da chi lo compie e risentito da chi vi assiste, «esprime» la subiettività – la fa presente all'attore come sentimento (coscienza) dell'io, allo spettatore come sentimento (rivissuto) d'un altro io –, identicamente il linguaggio, nella sua pura presenza fonetica e morfologica, prima di rappresentarci, diventando strumentale<ref>Nel testo "stumentale".</ref>, gli oggetti e i soggetti (obbiettivati) di cui parla, ossia i significati, esprime i sentimenti e il volere che attua: prima di valere per i contenuti, vale per la forma. ([[Adelchi Baratono]])
*Io credo fermamente che la grammatica s'abbia ad insegnare a chi sa praticamente la lingua. S'impara a combinare infinitamente prima su lo scacchiere, e poi sul libro; datemi il libro prima dello scacchiere, ed io diverrò dottore e ignorante ad un tempo: la teoria insomma deve nella lingua, come forse in tutte le discipline, succedere alla pratica, perché non s'hanno mai nozioni generali e quindi regole sicure, senza risalirvi per le particolari. ([[Ugo Foscolo]])
*L'amore per le parole, il gusto del linguaggio, la certezza che non sia un mezzo di comunicazione ma un luogo di verità e comunione, uno spazio in cui il mondo si raccoglie e che quindi dobbiamo sforzarci di curare e parlare bene, è questo ciò che unisce antichi e moderni contro la com dei tecnocrati, le bombe dei teocrati e i nitriti dei fanatici ambientalisti. ([[Fabrice Hadjadj]])
*La favella di un popolo vale a tener salda la compàgine nazionale più assai di mille leggi e di mille costituzioni. ([[Aldo Gabrielli]])
*La lingua che usiamo è il biglietto da visita più accurato. Dalle parole che uno adopera, da come si esprime è possibile capire se uno è educato o no, intelligente o stupido, arrogante o modesto, creativo o burocrate, ostile o innamorato, viaggiatore o sedentario... tutto questo, volendo, si può dedurre dal modo in cui uno parla, dalla lingua che adopera. La lingua identifica le persone vive, come il DNA i morti. È il particolare personale che sparisce per ultimo. Quando uno chiude gli occhi per sempre, spesso quello che si ricorda a lungo sono le ultime parole pronunciate. ([[Azra Nuhefendić]])
*La lingua non è [[logica]], e non può andar soggetta a trattamento logico. Il linguaggio non ci dà concetti, bensì soltanto intuizioni, ciascuna delle quali ha il suo individuale e momentaneo valore e vuole essere giudicata a sé. Si potranno poi in seguito coordinare le proprie osservazioni e conclusioni per mettere in evidenza ciò che v'ha di simile e di comune, caso per caso, come converrà meglio; ma una disposizione scientifica non si potrà mai e poi mai trovare, e sarebbe perciò tempo si smettesse di cercarla. ([[Karl Vossler]])
*Le lingue diventano ricche, corrette, leggiadre come si accrescono i bisogni degli uomini, come la civiltà ingentilisce l'espressione delle idee, come lo studio ordina l'uso e la collocazione delle parole. Ma la vivacità è dote nativa e spontanea delle favelle; e non solamente nel paragone delle condizioni di ogni popolo i primitivi parlari trovansi essere stati più o meno vivi come più o meno furono favorevoli le influenze del clima, delle religioni, degli abiti sociali e morali, ma in una medesima lingua le espressioni che appartengono all'infanzia di essa, quelle che furono il prodotto necessario del più necessario colloquio, soprastanno nel rispetto di quella virtù alle maniere di dire create in tempo di maggiore abbondanza e libertà di vocaboli. ([[Giuseppe Manno]])
*Lo studio della Storia e il culto dell'Idioma generano il sentimento nazionale, lo custodiscono, lo ravvivano e vietano di tollerare offese alla dignità della Patria. ([[Umberto Silvagni]])
*Il linguaggio è l'abito del [[pensiero]]. ([[Samuel Johnson]])
*Il linguaggio è la casa dell'essere e nella sua dimora abita l'uomo. ([[Martin Heidegger]])
*Il linguaggio è un essere vivente che abita in te, e se lo accarezzi e lo fai giocare ti dà felicità. ([[Giuliano Scabia]])
*Il linguaggio è una creazione costante di mondi alternativi. [...] L'incertezza di significato è [[poesia]] incipiente. ([[George Steiner]])
*Il linguaggio è la madre, non l'ancella del pensiero. ([[Karl Kraus]])
*Il linguaggio non è una cintura di castità, ma un mezzo per comunicare. ([[Ezra Pound]])
*Il linguaggio non serve quando si tratta di dire la verità, di comunicare qualcosa, il linguaggio permette a chi scrive soltanto l'approssimazione, sempre e soltanto la disperata e quindi anche dubbia approssimazione all'oggetto, il linguaggio non riproduce che un'autenticità contraffatta, un quadro spaventosamente deformato, sebbene chi scrive si dia un gran da fare, le parole calpestano e deformano tutto, e sulla carta trasformano la verità assoluta in menzogna. ([[Thomas Bernhard]])
*Il linguaggio non si riferisce alla generalità dei concetti ma getta le basi di un possesso comune. ([[Emmanuel Lévinas]])
*Il linguaggio opera interamente nell'ambiguità, e la maggior parte del tempo non sapete assolutamente nulla di ciò che dite. ([[Jacques Lacan]])
*Il linguaggio permette di cogliere l'ambiente che ci circonda e innumerevoli fenomeni che altrimenti sarebbero caotici, angosciosi e sfuggirebbero all'esame, all'osservazione, alla consapevolezza e al controllo. Parlare di qualcosa consente di poterlo controllare, di comprenderlo, di distaccarsene e di riflettere – il linguaggio come formula di scongiuro. ([[Gerard Unger]])
*Il linguaggio umano è proprio così, un insieme di parti eccessive e di parti insignificanti, che si compensano, regolandosi fra loro. ([[Machado de Assis]])
*Il [[passato]] se si ha una forte creatività, può dire tutto. Non c'è linguaggio che in mano a una fantasia creativa, a una grande immaginazione, non si trasformi. ([[Salvatore Sciarrino]])
*Il pensiero concettuale è nato di pari passo con il linguaggio. ([[Konrad Lorenz]])
*Il [[potere]], oggi, è di chi controlla la [[televisione]]: che crea le mitologie del momento, fortunatamente solo istantanee, non perenni. Le immagini trasmesse sono selezioni preventive, regie a effetto speciale: "realtà" che fanno dell'inganno il loro linguaggio. Come avverte [[George Orwell|Orwell]], il linguaggio politico è un artificio per far sembrare vere le menzogne. È l'idea che affiora nei miei film, fin da ''Papà è in viaggio d'affari''. ([[Emir Kusturica]])
*In altre parole, può darsi che sia stato il linguaggio a creare l'uomo, anziché l'uomo a creare il linguaggio. ([[Jacques Monod]])
*L'ultimo grido della moda universitaria sembra sia la rinuncia alle lingue nazionali. Tutto in inglese. Così, si dice, si attirano gli studenti stranieri e gli studenti locali fanno un percorso, da subito; internazionale. Sarà, ma qualcosa mi preoccupa. Adeguarsi a una lingua imperiale è un atto saggio e funzionale a molti scopi pratici. Ma così la tutela delle culture europee perde di senso, e il plurilinguismo non è una risposta. Le lingue sono l'essenza di tradizioni e culture: via le lingue, addio. ([[Giuseppe Galasso]])
*L'uomo agisce come se fosse lui a forgiare e a dominare il linguaggio, mentre è il linguaggio che resta signore dell'uomo. [...] Il linguaggio è il più alto e, ovunque, il più importante di quei consensi che gli esseri umani non sanno mai articolare valendosi soltanto dei propri mezzi. ([[Martin Heidegger]])
*La civiltà dell'immagine in genere usa la lingua per formulare slogan e non ragionamenti. ([[Cesare Segre]])
*La creazione di un linguaggio genera di per sé una mitologia, perché creazione della lingua e creazione della mitologia sono funzioni correlate. ([[John Ronald Reuel Tolkien]])
*La cultura può essere borghese o socialista, mentre la lingua, come mezzo di comunicazione, è sempre una comune lingua nazionale e può servire sia la cultura borghese che quella socialista. Non è un fatto che le lingue russa, ucraina, uzbeka, oggi servono la cultura socialista di queste nazioni, proprio come servivano le loro culture borghesi prima della Rivoluzione d'Ottobre? Questo vuol dire che si sbagliano profondamente questi compagni, affermando che l'esistenza di due differenti culture porti alla formazione di due lingue diverse e alla negazione della necessità di una lingua unica. ([[Iosif Stalin]])
*La forma elementare della comunicazione è il linguaggio. Non ho alcuna indulgenza per chi disprezza la lingua parlata. [...] Parlano molto di comunicare con gli altri, ma non si preoccupano per nulla di imparare la forma più elementare di comunicazione che è il linguaggio. Ci sono altri modi di comunicare oltre che passarsi una sigaretta di marijuana o scopare, e d'altronde mi auguro che si dedichino a questa seconda attività piuttosto che alla prima! ([[Joseph L. Mankiewicz]])
*La lingua, come la realtà, è vendicativa: o la pensi o sei pensato. E se sei pensato, sei fritto. ([[Aldo Busi]])
*La lingua della paura dice chi sei. È lì che abita la nostra identità profonda. È quella lingua, che viene alla coscienza senza controllo da un luogo remoto, a definire chi siamo. Di questo sono certa, pensavo ascoltando le telefonate dei bambini che chiamano casa dal bus perché qualcuno sta minacciando le loro vite. Hanno paura in Italiano. Sono bambini italiani. ([[Concita De Gregorio]])
*La lingua esiste per servire il pensiero, non per esser conservata in un museo. ([[Ezra Pound]])
*La lingua, ricchezza dell'uomo, e i suoi usi, elaborazione della comunità sociale, sono opere sacre. Che con il tempo evolvano, si traformino, si dimentichino e rinascano, che talora la loro trasgressione divenga fonte di maggiore fecondità, non esclude affatto che prima di prendersi la libertà del gioco e del cambiamento occorra aver dichiarato loro piena sudditanza. ([[Muriel Barbery]])
*La storia delle lingue è in gran parte una storia di estinzione. ([[John McWhorter]])
*Le traduzioni arricchiscono la lingua. La differenza di governi e costumi necessariamente produce una differenza anche nelle lingue: le traduzioni, facendoci conoscere le concezioni di altri popoli, ci fanno conoscere nel contempo anche i segni mediante i quali essi esprimono le proprie concezioni; impercettibilmente per loro tramite passa nella lingua una moltitudine di costrutti, forme, espressioni appena decenti, poi sopportabili, che poi si trasformano in pecularietà. ([[Vasilij Andreevič Žukovskij]])
*[[Ludwig Wittgenstein]] ricordava giustamente che i confini del mio linguaggio determinano i confini del mio mondo. Il che significa che tanto più si arricchisce il mio linguaggio, tanto più aumenta la mia possibilità di fare esperienza del mondo. ([[Massimo Recalcati]])
*Ma quella lingua si chiama d'una patria, la quale converte i vocaboli ch'ella ha accattati da altri, nell'uso suo, ed è sì potente, che i vocaboli accattati non la disordinano ma la disordina loro, perché quello ch'ella reca da altri, lo tira a se in modo, che par suo. ([[Niccolò Machiavelli]])
*Meno si capisce una lingua, e più si è sensibili alla melodia o all'asprezza dei suoi suoni. ([[Thomas de Quincey]])
*Molti stati mentali complessi si trasmettono meglio con gesti che con frasi, mentre altri sembrano sottrarsi completamente al linguaggio verbale. I tentativi di comunicare sentimenti sottili o elusivi lasciano in tutti noi un senso di inadeguatezza del linguaggio. La [[poesia]], dopo tutto, è un tentativo di trasmettere sentimenti, umori, stati d'animo, e persino pensieri che sono difficili da afferrare e che sembrano sfidare il linguaggio in prosa. E in effetti alcuni sentimenti eludono del tutto il linguaggio, e persino la poesia. L'arte e il silenzio cominciano là dove la parola ci abbandona. (''[[Quando gli elefanti piangono]]'')
*Nei linguaggi umani non c'è proposizione che non implichi l'universo intero. ([[Jorge Luis Borges]])
*Nel linguaggio vi è solo debolezza. (''[[Bṛhadāraṇyaka Upaniṣad]]'')
*Nella vostra interlocuzione piú corrente, il linguaggio ha un valore puramente fittizio, prestate all'altro la sensazione che siete sempre lí, cioè che siete capaci di dare la risposta che si attende, e che non ha alcun rapporto con alcunché sia possibile approfondire. I nove decimi dei discorsi effettivamente tenuti sono a questo titolo completamente fittizi. ([[Jacques Lacan]])
*Non butterei tutta la responsabilità sui giovani perché il turpiloquio non è più appannaggio dei giovani. Però è vero: la parolaccia è brutta da sentire ma se diventa un intercalare comune si depotenzia. E quando poi vogliamo usare una parolaccia vera, che facciamo? È una zona di eversione del linguaggio che dovrebbe continuare a esistere — mentre i giovanilismi sono come i brufoli, poi passano: la lingua è in movimento, è un organismo vivo che si evolve. ([[Silvia Ballestra]])
*Non esistono linguaggi puri. Un linguaggio è vivo fin che è in evoluzione, fin che sa accogliere stimoli e aperture. Oggi invece le nostre orecchie sono sempre più chiuse, distratte, conformiste. ([[Salvatore Sciarrino]])
*Non esistono lingue morte ma solo cervelli in letargo. ([[Carlos Ruiz Zafón]])
*Non posso considerare [[libertà|libero]] un essere che dentro di sé non nutra il [[desiderio]] di sciogliere i legami del linguaggio. ([[Georges Bataille]])
*Parlo un linguaggio che io solo capisco, nessun altro, così come ognuno parla soltanto il proprio linguaggio, e quelli che credono di capire sono degli imbecilli oppure dei ciarlatani. ([[Thomas Bernhard]])
*Quella necessità, ch'è la maggior maestra delle lingue. ([[Pietro Giannone]])
*Se effettivamente la [[parola]] è, come dice [[Gorgia]], un potente signore, il linguaggio tuttavia opera sempre secondo strutture di negazione che erodono quel potere. Il potente signore, insomma, è anche un servo incatenato. ([[Simon Critchley]])
*Se non possiedi la struttura della tua lingua non sei in grado di imparare le altre, per questo le campagne a favore dell'inglese non hanno senso se non si legano a un miglioramento dell'italiano. ([[Cesare Segre]])
*Senza il linguaggio l'uomo non avrebbe creato la civiltà, senza di esso saremmo rimasti allo stadio animale più primitivo: e più evolviamo, più evolve il nostro linguaggio, più si struttura e meglio ci permette di interrogare il mondo e ci fornisce i mezzi per comprenderlo tramite le parole e i nomi che diamo alle cose. È il linguaggio la magia che crea queste cose straordinarie che sono gli individui e le collettività; senza il linguaggio anche noi due qui non potremmo scambiarci le nostre reciproche visioni del mondo e forse costruirne una comune. Dunque, chi controlla il linguaggio controlla sia l'individuo sia la società e questo nella Storia i regimi lo hanno sempre ben compreso: non a caso hanno sempre imposto una lingua comune, centralizzata, strutturata da loro, insegnata nelle scuole e veicolata in ogni ambito della società. ([[Boualem Sansal]])
*Spinto dalla sua straordinaria visione e dalla consapevolezza emotiva delle capacità della lingua, di conferire la vita e di determinarla, [[Wilhelm von Humboldt|Humboldt]] avanza l'idea che il linguaggio possa essere avverso all'uomo. ([[George Steiner]])
*Studiando le lingue del mondo, studiate anche il linguaggio dell'anima. (''[[Tralci d'una terra forte]]'')
*Tagliata fuori dalla futurità, la ragione si seccherebbe. [...] Chiusa la porta sul futuro e su tutta la percezione, ogni conoscenza diventa inerte. [...] È soltanto tramite il linguaggio, e forse tramite la musica, che l'uomo può affrancarsi dal tempo, può vincere provvisoriamente la presenza e il presente della propria morte puntuale. ([[George Steiner]])
*Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura [...]. Poi dissero: "Venite, costruiamoci una città e [[Torre di Babele|una torre]], la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra". Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: "Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro". Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra. (''[[Genesi]]'')
*Tutto può cambiare, ma non il linguaggio che ci portiamo dentro, come un mondo tutto esclusivo e alla fine paragonabile all'utero della propria [[madre]]. ([[Italo Calvino]])
*Un fonarsi e un affonarsi continuo: la lingua è suono, concerto di brevi e di lunghe. I tempi danno il sentimento. Così, il disegno cominciò a formarsi piano piano per gemmazioni, sentivo che dovevo far accadere una discesa agl'inferi e misurarmi con l' altro mondo. ([[Giuliano Scabia]])
*''Un populu | mittitulu a catina | spugghiatulu | attuppatici a vucca | è ancora libiru. || Livatici u travagghiu | u passaportu | a tavola unni mancia | u lettu unni dormi | è ancora riccu. || Un populu, diventa poviru e servu | quannu ci arrubbano a lingua | addutata di patri: è persu pi sempri.'' ([[Ignazio Buttitta]])
:Un popolo rimane libero anche se lo mettono in catene, se lo spogliano di tutto, se gli chiudono la [[bocca]]; un popolo rimane ricco anche se gli tolgono il lavoro, il passaporto, la tavola su cui mangia, il letto in cui dorme. Un popolo diventa povero e servo quando gli rubano la lingua ereditata dai padri: allora sì, è perso per sempre!
*Una civiltà capitalista fondamentalista come la nostra ha bisogno di cancellare i meccanismi più profondi del linguaggio, perché con il linguaggio viene la riflessione, la critica e un senso estetico. Il linguaggio è minacciato perché è una minaccia, bisogna comprendere questo: se ci insediamo nelle ricchezze naturali del linguaggio, costituiamo una grande minaccia. ([[Ivonne Bordelois]])
*Una lingua è uno strumento d'informazione, - serve a sapere quanto più si può; ma è anche uno strumento di comunicazione, - serve a trasmettere quanto più si può. Ma è anche uno strumento identitario, anzi lo strumento identitario più possente che esista. Ossia: uno è la lingua che parla. Se non la parla, non la legge e non la scrive più, l'identità va a farsi benedire. ([[Alberto Asor Rosa]])
*Una lingua si altera o nell'interna struttura delle parole, o nell'integrità delle sue forme grammaticali. Le parole antiquandosi tendono a surrogare alle consonanti gagliarde e dure le deboli e dolci, alle vocali sonore le sorde dapprima, poi le mute; i suoni pieni s'estinguono poc'a poco e si perdono, le finali dispajono, le parole si contraggono ; in conseguenza le lingue divengono meno melodiose ; voci che lusingavano e riempivano l'orecchio, non offrono più che un senso mnemonico e quasi una cifra. Né basta. Il cambiamento, oltre snaturar le voci, estendesi alle forme grammaticali, che sono l'anima delle lingue, di cui le parole non sono che il corpo. ([[Cesare Cantù]])
*Una lingua strettamente universale, qualunque ella mai si fosse, dovrebbe certamente essere di necessità e per sua natura, la più schiava, povera, timida, monotona, uniforme, arida e brutta lingua, la più incapace di qualsivoglia genere di bellezza, la più impropria all'immaginazione, e la meno da lei dipendente, anzi la più da lei per ogni verso disgiunta, la più esangue ed inanimata e morta, che mai si possa concepire; uno scheletro un'ombra di lingua piuttosto che lingua veramente. ([[Giacomo Leopardi]])
===[[Emil Cioran]]===
*Non si abita un paese, si abita una lingua. Una patria è questo, e niente altro.
*Perdere il sonno e cambiare lingua. Due prove, l'una indipendente da sé stessi, l'altra deliberata. Da soli, faccia a faccia con le notti e con le parole.
*Una lingua è un continente, un universo e chi se lo appropria è un conquistatore.
==[[Proverbi italiani]]==
*Chi parla due lingue è doppio uomo.
*Chi conosce molte lingue, è lodato e amato da tutti.
*Chi sa le lingue va in ogni dove.
*Il [[lingua latina|latino]] è la lingua di cucina dei dotti.
*L'uso nelle lingue è un tiranno.
*La lingua è la colla dei popoli.
*La lingua è la pittura del pensiero.
*La lingua unge e il dente punge.
*Lingua senese in bocca pistoiese.
*Lingua toscana in bocca romana.
*Lingua uguale fa uguaglianza d'animo.
*Lingue straniere, stranieri costumi.
*Ogni lingua vale un uomo.
*Per la lingua si langue.
*Quattro lingue sono comuni nel mondo: mentire, bestemmiare, calunniare, prometter molto e dar poco.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
*[[Neologismo]]
*[[Origine del linguaggio umano]]
*[[Parlare]]
*[[Parola]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Linguaggio]]
[[Categoria:Linguistica]]
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Nelson Mandela
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AssassinsCreed
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[[Immagine:Nelson Mandela-2008 (edit).jpg|thumb|Nelson Mandela nel 2008]]
{{Premio|Nobel|la pace '''(1993)'''}}
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'''Nelson Rolihlahla Mandela''' (1918 – 2013), politico sudafricano.
==Citazioni di Nelson Mandela==
*Amici, compagni, concittadini sudafricani, vi saluto in nome della pace, della democrazia e della libertà per tutti.
:''Friends, Comrades and fellow South Africans. I greet you all in the name of peace, democracy and freedom for all''.<ref>Dal discorso dopo la sua liberazione, 11 febbraio 1990.</ref>
*Ho combattuto contro il dominio bianco e ho combattuto contro il dominio nero. Ho perseguito l'ideale di una società democratica e libera.
:''I have fought against white domination, and I have fought against black domination. I have cherished the ideal of a democratic and free society''.<ref>Dal "[http://www.anc.org.za/show.php?id=3430 processo Rivonia]", 20 aprile 1964.</ref>
*Ho tre amici nel mondo, e sono [[Yasser Arafat]], [[Mu'ammar Gheddafi|Muammar Gheddafi]] e [[Fidel Castro]].<ref>Citato in Filippo Bovo, ''[https://web.archive.org/web/20160305030821/http://www.statopotenza.eu/9599/la-morte-di-nelson-mandela La Morte Di Nelson Mandela]'', ''Statopotenza.eu'', 6 dicembre 2013.</ref>
*I [[Comunismo|comunisti]] hanno sempre svolto un ruolo attivo nella lotta dei paesi coloniali per la loro libertà, perché gli obiettivi a breve termine del comunismo avrebbero dovuto sempre corrispondere con gli obiettivi a lungo termine dei movimenti per la libertà.
:''Communists have always played an active role in the fight by colonial countries for their freedom, because the short-term objects of communism would always correspond with the long-term objects of freedom movements.''<ref name=discorso1964>Dal discorso del 20 aprile 1964; citato in ''[http://www.mandela.gov.za/mandela_speeches/before/640420_trial.htm]'', ''Mandela.gov.za''.</ref>
*La causa del [[comunismo]] è la causa più grande nella storia dell'umanità perché cerca di rimuovere dalla società tutte le forme di oppressione e sfruttamento, di liberare l'umanità e di assicurare pace e prosperità a tutti.
:''The cause of Communism is the greatest cause in the history of mankind becasuse it seeks to remove from society all forms of oppression and exploitation, to liberate mankind and to ensure peace and prosperity to all.''<ref>{{en}} Citato in ''[https://books.google.it/books?id=sSg8AQAAMAAJ&pg=RA3-PA37&lpg=RA3-PA37&dq=%22The+cause+of+Communism+is+the+greatest+cause+in+the+history+of+mankind%22&source=bl&ots=0bsJuDrtfQ&sig=ACfU3U1CGMZisxwpPoD8hsPtgoKRe0SlNg&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwiPkcSehoTsAhUJDuwKHWNuAR4Q6AEwCXoECAEQAQ#v=onepage&q=%22The%20cause%20of%20Communism%20is%20the%20greatest%20cause%20in%20the%20history%20of%20mankind%22&f=false United States Congressional Serial Set, Edizione 13677]'', 1986, p. 37</ref>
*La [[Chiesa]] è importante nella vita di ogni giorno ma uno deve essere stato in una prigione sudafricana per apprezzare il ruolo cruciale da lei rivestito nel cercare di alleviare la sofferenza causata dai tribunali governativi <ref>Citato da Lorenzo Fazzini, ''[https://www.avvenire.it/mondo/pagine/letteramandela2008]'', ''Avvenire.Lettera del 1984. Mandela, la Chiesa e l'apartheid.'', 16 Luglio 2008.</ref>
*{{NDR|Parlando di [[Laurent-Désiré Kabila]]}} La questione del cessate il fuoco non è nel suo vocabolario.
:''The question of a cease-fire is not in his vocabulary.''<ref>{{en}} Citato in ''Zairian foes meet but fail to agree on end to crisis'', ''The New York Times'', 5 maggio 1997.</ref>
*La storia ci giudicherà sicuramente... se non rispondiamo con tutte le energie e le risorse disponibili... per combattere l'[[AIDS|HIV/AIDS]].<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della medicina'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2021, p. 297. ISBN 9788858036730</ref>
*{{NDR|Parlando di [[Miriam Makeba]]}} Le sue melodie hanno dato voce al dolore dell'esilio che provò per 31 lunghi anni. Allo stesso tempo, la sua musica effondeva un profondo senso di speranza.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/spettacoli_e_cultura/makeba-muore/makeba-muore/makeba-muore.html Muore Miriam Makeba dopo il concerto per Saviano]'', ''Repubblica.it'', 10 novembre 2008.</ref>
*Negare alle persone i [[diritti umani]] è sfidare la loro stessa umanità.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della legge'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2021, p. 227. ISBN 9788858029596</ref>
*Non c'è nessuna strada facile per la libertà.<ref>Dal discorso di insediamento, 1994. Citato in AA.VV., ''Il libro della black history'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2022, p. 260. ISBN 9788858041147</ref>
*Non c'è niente di più incoraggiante, per un detenuto politico, del sapere che la sua vita non è andata sprecata.<ref>Citato in ''[https://www.google.it/books/edition/Sette_settimanale_del_Corriere_della_ser/R9I7AQAAIAAJ?hl=it&gbpv=1&bsq=%22+un+detenuto+politico+del+sapere%22&dq=%22+un+detenuto+politico+del+sapere%22&printsec=frontcover Parole rubate]'', a cura di Lucia Castagna, ''Sette'', 1994.</ref>
:''Nothing was as encouraging to a prisoner as to know his life was not being wasted.''<ref>Citato in [[John Carlin]], ''[https://www.independent.co.uk/news/world/mandela-goes-back-to-jail-to-collect-more-votes-election-duty-makes-anc-leaders-return-to-south-africa-s-alcatraz-but-this-time-they-can-leave-whenever-they-want-1393528.html Mandela goes back to jail to collect more votes]'', ''The Independent'', 12 febbraio 1994.</ref>
*Non è solo nella politica interna che consideriamo i [[Comunismo|comunisti]] tra coloro che supportano la nostra causa. Sul piano internazionale, i paesi comunisti sono sempre venuti in nostro aiuto. Nelle Nazioni Unite e in altri Consigli del mondo il blocco comunista ha sostenuto la lotta afro-asiatica contro il [[colonialismo]] e spesso sembra più solidale alla nostra grave condizione di alcune potenze occidentali. Nonostante ci sia una condanna universale dell'apartheid, il blocco comunista si esprime contro di esso con una voce più forte di molti del mondo dei bianchi. In queste circostanze, ci vorrebbe un giovane politico sfacciato, come ero io nel 1949, per affermare che i comunisti sono nostri nemici.
:''It is not only in internal politics that we count communists as amongst those who support our cause. In the international field, communist countries have always come to our aid. In the United Nations and other Councils of the world the communist bloc has supported the Afro-Asian struggle against colonialism and often seems to be more sympathetic to our plight than some of the Western powers. Although there is a universal condemnation of apartheid, the communist bloc speaks out against it with a louder voice than most of the white world. In these circumstances, it would take a brash young politician, such as I was in 1949, to proclaim that the Communists are our enemies.''<ref name=discorso1964/>
*Per molti decenni i [[Comunismo|comunisti]] erano l'unico gruppo politico in Sudafrica che era pronto a trattare gli africani come esseri umani e loro pari; che era pronto a mangiare con noi; parlare con noi, vivere con noi e lavorare con noi. Erano l'unico gruppo politico che era pronto a lavorare con gli africani per l'ottenimento dei diritti politici e di un posto nella società. Per questo, ci sono molti africani che, oggi, tendono ad equiparare la libertà al comunismo.
:''For many decades communists were the only political group in South Africa who were prepared to treat Africans as human beings and their equals; who were prepared to eat with us; talk with us, live with us, and work with us. They were the only political group which was prepared to work with the Africans for the attainment of political rights and a stake in society. Because of this, there are many Africans who, today, tend to equate freedom with communism.''<ref name=discorso1964/>
*Quando i [[nero 8antropologia)|neri]] non potevano nemmeno salire su un autobus, la [[Chiesa cattolica]] li faceva vescovi e cardinali.<ref>Citato in ''[http://www.eupop.it/pages/news.cfm?news_ID=2651]'', ''Europa popolare''</ref><ref>In rivista ''TEMPI'' articolo ''Sono molto grato alla Chiesa cattolica'' in rubrica ''La preghiera del mattino'' a cura della redazione del Dicembre 2013 </ref>
*Se c'è un paese che ha commesso indicibili atrocità nel mondo sono gli [[Stati Uniti d'America]]. Loro non si preoccupano degli esseri umani.
:''If there is a country that has committed unspeakable atrocities in the world, it is the United States of America. They don't care for human beings.''<ref>Citato in ''[https://www.theguardian.com/world/2003/jan/31/usa.iraq Mandela attacks Blair and Bush]'', ''Theguardian.com'', 31 gennaio 2003.</ref>
*Sebbene per molti il signor [[Pieter Willem Botha|Botha]] resti un simbolo dell'apartheid, noi lo ricordiamo anche per le iniziative assunte per aprire la strada a una soluzione pacifica e negoziata.<ref>Citato in ''[http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Esteri/2006/11/rb1112006_botha.shtml?uuid=8e17a576-698e-11db-b778-00000e251029&DocRulesView=Libero Morto Botha, leader dell'apartheid. Mandela: aprì la strada alla pacificazione]'', ''Il Sole 24 Ore.com'', 1º novembre 2006.</ref>
*Un [[vittoria|vincitore]] è semplicemente un [[sogno|sognatore]] che non si è mai arreso.<ref>Citato in Antonio Gaspari, ''[http://www.zenit.org/it/articles/e-morto-un-grande-uomo È morto un grande uomo!]'', ''Zenit.org'', 6 dicembre 2013. Citato anche in [[Gino & Michele]] e Paolo Borraccetti, ''Le cicale 2010'', Kowalski – Feltrinelli, Milano, 2009, [//books.google.it/books?id=9LpkZInLQLQC&pg=PT49 § 2759]: «Un vincitore è un sognatore che non si è arreso».</ref>
*Una persona che viaggia attraverso il nostro paese si ferma in un villaggio, e qui non ha bisogno di chiedere cibo o acqua. Appena arrivata la gente le offre il cibo, la intrattiene. Questo è solo un lato di [[Ubuntu (filosofia)|Ubuntu]] ma Ubuntu ha anche altri aspetti. Ubuntu non significa che le persone non debbano dedicarsi a se stesse. La questione piuttosto è: vuoi farlo per aiutare la comunità che ti circonda a migliorare?
:''A traveller through a country would stop at a village and he didn't have to ask for food or for water. Once he stops, the people give him food, entertain him. That is one aspect of Ubuntu, but it will have various aspects. Ubuntu does not mean that people should not enrich themselves. The question therefore is: Are you going to do so in order to enable the community around you to be able to improve?''<ref>{{en}} Dall'intervista di Tim Modise, 24 maggio 2006. [http://en.wikipedia.org/wiki/File:Experience_ubuntu.ogg Video] disponibile su ''en.Wikipedia''.</ref>
*Unitevi! Mobilitatevi! Lottate! Tra l'incudine delle azioni di massa ed il martello della lotta armata dobbiamo annientare l'[[apartheid]]!<ref>Dal messaggio dal carcere, pubblicato sul ''Manifesto dell'ANC'', 10 giugno 1980.</ref>
===Attribuite===
*Il [[risentimento]] è come bere veleno sperando che un altro muoia.
:{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} L'attribuzione a Mandela non trova riscontri. La massima esiste anche in altre varianti (in alcune ad esempio si parla di [[odio]] e non di risentimento) e viene anche attribuita a [[Gautama Buddha]], [[Agostino d'Ippona]] (nel film ''[[Affari di famiglia (film 2014)|Affari di famiglia]]'') ed altri. A quanto pare, questo concetto venne espresso per la prima volta da [[Emmet Fox]] in ''The Sermon on the Mount'' (1938), un testo molto famoso tra gli Alcolisti Anonimi: «Un cristiano non può considerare "giustificabili" l'odio o l'esecrazione in nessuna occasione e qualunque sia la tua opinione in merito, non ci sono dubbi sulle conseguenze pratiche che la cosa avrebbe su di te. Potresti ingoiare una dose di acido prussico in due sorsi e pensare di proteggerti dicendo: "Questo è per Robespierre, quest'altro è per l'assassino di Bristol", ma sarà difficile avere dubbi su chi beneficerà del veleno.» La massima, nelle sue diverse varianti, pare essersi diffusa successivamente.<ref>{{Cfr}} {{en}} ''[http://www.barrypopik.com/index.php/new_york_city/entry/resentment_is_like_drinking_poison Resentment is like drinking poison and then hoping it will kill your enemies]'', ''BarryPopik.com'', 20 dicembre 2013.</ref>
==''Lungo cammino verso la libertà''==
*Ho percorso questo lungo cammino verso la [[libertà]] sforzandomi di non esitare, e ho fatto alcuni passi falsi lungo la via. Ma ho scoperto che dopo aver scalato una [[montagna]] ce ne sono sempre altre da scalare. (Quarta di copertina)
*Oltre alla vita, a un fisico robusto, e a un antico legame con la casa reale thembu, l'unica cosa che mio padre mi ha conferito alla nascita è stato un nome: Rolihlahla. In xhosa Rolihlahla significa letteralmente "che tira il ramo di un albero", ma il suo significato colloquiale potrebbe esser reso più felicemente con "attaccabrighe". Non credo che il nome rappresenti il destino di una persona, né che mio padre abbia in qualche modo divinato il mio futuro, ma negli anni a venire amici e parenti ebbero spesso ad ascrivere al mio nome i non pochi scompigli che ho causato o ai quali sono riuscito a scampare. Il nome inglese, o cristiano, più conosciuto mi fu attribuito solo il primo giorno di scuola. (p. 13)
*Gli [[xhosa]] sono un popolo fiero e patrilineo, con una lingua eufonica ed espressiva e una radicata credenza nell'importanza delle leggi, dell'istruzione, della cortesia. La società xhosa era un ordinamento sociale equilibrato e armonioso, nel quale ogni individuo sapeva quale fosse il suo posto. Ogni xhosa appartiene a un clan che fa risalire le sue origini a uno specifico antenato. Io sono un membro del clan Madiba, così chiamato dal nome di un capo thembu che governò nel Transkei nel diciottesimo secolo. A me si rivolgono spesso col nome di Madiba, il mio nome di clan, usandolo in segno di rispetto. (p. 14)
*Tranne pochissime eccezioni, gli africani a quel tempo in Sudafrica non avevano il diritto di possedere privatamente delle terre; erano solo inquilini che pagavano annualmente un affitto allo stato. Nella zona c'erano due piccole scuole elementari, un emporio, e una casca di immersione per ripulire il bestiame dai parassiti e dalle malattie. (pp. 17-18)
*Nella cultura africana i figli e le mogli delle proprie zie e dei propri zii sono considerati fratelli e sorelle, non cugini. Noi non pratichiamo le stesse distinzioni tra parenti in uso tra i bianchi. Non abbiamo fratellastri o sorellastre. La sorella di mia madre è mia madre; il figlio di mio zio è mio fratello; il figlio di mio fratello è mio figlio, o figlia. (p. 18)
*Come i popoli d'Oriente, gli africani hanno un altissimo senso della dignità, o come dicono i cinesi, della "faccia". (p. 19)
*Come tutti i bambini xhosa, imparavo soprattutto con l'osservare ogni cosa. Gli adulti ritenevano che noi dovessimo apprendere tramite l'imitazione e l'emulazione, più che chiedendo spiegazioni. (p. 20)
*A quel tempo la mia vita, e quella della maggior parte degli xhosa, era modellata dalla tradizione, dai rituali e dai tabù. Questi erano il principio e la fine della nostra esistenza, e nessuno osava metterli in discussione. Gli uomini seguivano il sentiero tracciato per loro dai padri; le donne conducevano la vita che avevano condotto le madri. Senza che nessuno me ne avesse parlato, imparai presto le regole che governavano i rapporti tra uomini e donne. Scoprii che un uomo non può entrare in una casa dove una donna ha di recente partorito un bambino, e che una donna fresca dal matrimonio non può varcare il recinto della sua nuova casa senza un elaborato rituale. Imparai anche che non curarsi degli antenati porta sfortuna e fallimento nella vita. Se uno disonorava in qualche modo gli antenati, l'unico mezzo per rimediare al torto era quello di rivolgersi a un guaritore tradizionale o a un anziano della tribù, i quali comunicavano con gli antenati e presentavano loro profonde scuse. Tutte queste credenze mi sembravano perfettamente normali. (p. 21)
*A Qunu, da bambino, non ebbi molto a che fare coi bianchi. Il magistrato locale, naturalmente, era bianco, e anche il gestore del negozio più vicino. Di tanto in tanto, viaggiatori e poliziotti bianchi attraversavano la nostra zona. Ai miei occhi erano splendidi come dei, e sapevo che bisognava trattarli con una sorta di paura e rispetto. Ma il loro ruolo nella mia vita era remoto, e in generale pensavo poco ai bianchi e ai rapporti tra la mia gente e quelle figure strane e distanti. (p. 21)
*Non so precisare il momento in cui decisi di darmi alla politica, in cui seppi che avrei trascorso la vita al servizio della lotta di liberazione. Essere africani in Sudafrica significa essere politicizzati dal momento della nascita, che lo si voglia ammettere o no. Un bambino africano nasce in un ospedale per soli africani, viene portato a casa in un autobus per soli africani, vive in un'area per soli africani, e frequenta scuole per soli africani, se mai succede che frequenti una scuola.<br>Quando è grande può scegliere un lavoro per soli africani, affittare una casa in una township per soli africani, viaggiare su treni per soli africani, ed essere fermato in qualsiasi momento del giorno della notte con l'obbligo di esibire un lasciapassare in assenza del quale sarà arrestato e gettato in prigione. La sua vita è circoscritta da leggi e regolamenti razzisti che minano la sua crescita, intaccano il suo potenziale, e gli tolgono la gioia di vivere. Quella era la realtà, e si poteva affrontarla in mille modi.<br>Non ho avuto una folgorazione, una rivelazione improvvisa, un momento della verità: è stato il lento accumularsi di una miriade di offese, di una miriade di indegnità, di una miriade di momenti dimenticati a far scaturire in me la rabbia, la ribellione, il desiderio di combattere il sistema che imprigionava il mio popolo. Non c'è stato un momento particolare in cui abbia detto: da qui in avanti mi consacrerò alla liberazione del mio popolo; invece, mi sono semplicemente ritrovato a farlo, e non potevo fare altrimenti. (p. 99)
*''[[Apartheid]]'' era un vocabolo nuovo ma l'idea era vecchia. Significa letteralmente "separatezza", e rappresentava la codifica in un unico sistema oppressivo di tutte le leggi e i regolamenti che per secoli hanno mantenuto gli africani in una posizione di inferiorità rispetto ai bianchi. Quello che era esistito più o meno ''de facto'' doveva implacabilmente affermarsi ''de jure''. La segregazione spesso sommaria degli ultimi trecento anni doveva essere consolidata in un sistema monolitico, diabolico nei dettagli, ineludibile nella portata e soverchiante nel potere. La premessa dell'apartheid era che i bianchi fossero superiori agli africani, ai meticci, agli indiani, e la sua funzione era quella di stabilire per sempre la supremazia bianca. Secondo i nazionalisti, "''Die wit man moet altyd baas wees''" ("I bianchi devono rimanere per sempre padroni). La loro piattaforma poggiava sulla parola ''baasskap'', letteralmente "padronanza", una parola forte che condensava la supremazia bianca in tutta la sua asprezza. Tale politica era supportata dalla Chiesa riformata olandese, che forniva all'apartheid la giustificazione religiosa sostenendo che gli afrikaner erano il popolo eletto da Dio e che i neri erano una razza inferiore. Nella visione del mondo degli afrikaner, la Chiesa e l'apartheid andavano d'amore e d'accordo. (p. 114)
*Con la vittoria dei nazionalisti ci rendemmo conto che da allora in poi il nostro paese sarebbe diventato teatro di tensioni e conflitti. Per la prima volta nella storia sudafricana un partito esclusivamente afrikaner governava il paese. Nel suo discorso celebrativo [[Daniel François Malan|Malan]] proclamo: "Ancora una volta il Sudafrica ci appartiene". (p. 115)
*L'azione di massa era pericolosa in Sudafrica, dove per un africano era un crimine scioperare e dove le libertà di parola e di movimento erano spietatamente ridotte. Scioperando, un africano metteva a rischio non solo il suo lavoro ma la sua stessa sussistenza, nonché il diritto di risiedere nell'area nella quale viveva. Secondo la mia esperienza, lo sciopero basato su una rivendicazione politica, piuttosto che su un obiettivo semplice come l'aumento del salario o la riduzione dell'orario di lavoro, è una forma di protesta più precaria e richiede un'organizzazione particolarmente efficiente. (p. 120)
*Il [[materialismo dialettico]] sembrava offrire sia una torcia che illuminasse la notte buia dell'oppressione razziale, sia uno strumento che poteva essere usato per porvi fine. Mi aiutò a vedere la situazione da un'ottica che non fosse quella dei rapporti tra bianchi e neri: perché se volevamo vincere la lotta, dovevamo trascendere il bianco e il nero. Ero attratto dalle basi scientifiche del materialismo dialettico, perché sempre sono stato incline a credere in ciò che posso sottoporre a verifica. La sua analisi materialistica dell'economia mi suonava credibile. L'idea che il valore delle merci fosse basato sulla quantità di lavoro che veniva impiegata per produrle mi sembrava particolarmente appropriata per il Sudafrica. La classe dominante pagava alla forza lavoro africana un salario di sussistenza e quindi aggiungeva valore al costo delle merci, valore che tratteneva per sé. (p. 122)
*Un amico una volta mi chiese come potevo conciliare la mia fede nel nazionalismo africano con la credenza nel materialismo dialettico. Io non vedevo contraddizione tra le due idee. Soprattutto e in primo luogo ero un nazionalista africano che lottava per emanciparsi dal dominio di una minoranza e per affermare il diritto di controllare il proprio destino. Ma il Sudafrica e il continente africano erano inseriti in un mondo più vasto. I nostri problemi, per quanto specifici e particolari, non avevano carattere di unicità, e una filosofia che situasse quei problemi in un contesto storico e internazionale era preziosa per una loro comprensione più vasta. Ero pronto a servirmi di qualsiasi mezzo per accelerare l'eliminazione del pregiudizio umano e la fine del nazionalismo sciovinista e violento. E non dovevo essere necessariamente comunista per servirmene. Scoprii che in generale i nazionalisti africani e i comunisti africani avevano più cose in comune che motivi di divisione. I cinici avevano sempre insinuato che i comunisti ci usavano. Ma chi poteva dire che non fossimo noi a usare loro? (p. 123)
*La Group Areas Act era il fondamento dell'apartheid residenziale. Secondo le sue norme, ogni gruppo razziale poteva possedere terreni, occupare immobili, e stabilire commerci solo nelle aree a esso destinate. Dal momento della sua approvazione gli indiani poterono vivere esclusivamente nelle aree indiane, gli africani in quelle africane, e i meticci in quelle per meticci. Se i bianchi volevano le terre o le case degli altri gruppi non dovevano fare altro che dichiarare quella zona riservata ai bianchi. La Group Areas Act dette inizio al periodo degli sgomberi forzati, quando la comunità, i centri, i villaggi africani situati nelle aree di nuova pertinenza dei bianchi furono trasferiti con la forza perché i proprietari bianchi non volevano per vicini gli africani o volevano semplicemente impadronirsi delle loro terre. (p. 124)
*Gli africani che lavoravano come spie a danno dei propri fratelli di solito lo facevano per denaro. Molti neri in Sudafrica pensavano che ogni sforzo per arrestare i bianchi fosse sconsiderato e destinato a fallire, perché i bianchi erano troppo forti e capaci. Quelle spie ci consideravano una minaccia non alla struttura di potere dei bianchi ma agli interessi dei neri, perché i bianchi se la sarebbero presa con tutti i neri a causa del comportamento di pochi fanatici. Per contro, c'erano molti poliziotti neri che segretamente ci venivano in aiuto. Erano bravi ragazzi che vivevano un dilemma morale. Erano fedeli a chi li impiegava e avevano bisogno di conservare il lavoro per mantenere la famiglia, ma simpatizzavano per la nostra causa. Avevamo un'intesa con alcuni agenti africani dei servizi di sicurezza, che ci avrebbero avvertiti in caso di incursioni della polizia. Quegli uomini erano patrioti che rischiavano la vita per sostenere la lotta. (p. 136)
*L'[[istruzione]] è il grande motore dello sviluppo personale. È attraverso l'istruzione che la figlia di un contadino può diventare medico, che il figlio di un minatore può diventare dirigente della miniera, che il figlio di un bracciante può diventare presidente di una grande nazione. È quello che facciamo di ciò che abbiamo, non ciò che ci viene dato, che distingue una persona da un'altra. (p. 166)
*Gli afrikaner erano tradizionalmente ostili a che gli africani imparassero l'inglese, perché per loro l'inglese era una lingua straniere, mentre per noi era la lingua dell'emancipazione. (p. 167)
*[[Hendrik Frensch Verwoerd|Hendrik Verwoerd]], ministro dell'Istruzione bantu, spiegò che l'istruzione "deve addestrare e ammaestrare le persone conformemente alle opportunità che esse hanno nella vita". E dal momento che gli africani non avevano e non avrebbero avuto opportunità, a che scopo si doveva istruirli? (p. 167)
*Il sistema dei bantustan era stato concepito dal dottor [[Hendrik Frensch Verwoerd|H. F. Verwoerd]], ministro degli Affari Indigeni, come modo per tacitare la critica internazionale sulla politica razziale sudafricana, ma al tempo stesso per istituzionalizzare l'apartheid. I bantustand, chiamati anche riserve, avrebbero rinchiuso tutti i cittadini africani in ''enclaves'' etniche separate. Gli africani, disse Verwoerd, "dovevano stare con tutti e due i piedi nelle riserve", dove dovevano "svilupparsi secondo linee che erano loro proprie". L'obiettivo era quello di preservare la situazione esistente, in cui tre milioni di bianchi possedevano l'87% delle terre, mentre gli otto milioni di africani erano relegati nel rimanente 13%. (p. 188)
*L'immoralità della politica dei bantustan, con la quale al 70% della popolazione veniva destinato solo il 13% delle terre, era palese. Con la nuova politica, anche se due terzi degli africani venivano nelle aree cosiddette bianche, potevano stabilire la residenza solo nelle proprie "homeland tribali". Questo schema non ci concedeva né la libertà nelle aree "bianche" né l'autonomia in quelle che definivano le "nostre" aree. [[Hendrik Frensch Verwoerd|Verwoerd]] disse che l'istituzione dei bantustan avrebbe prodotto tanta operosità da impedire che il germe della ribellione germogliasse sul loro terreno.<br>Nella realtà accadde esattamente il contrario. (pp. 225-226)
*Il massacro di Sharpeville provocò scompiglio in tutto il paese e una crisi di governo. Vibrate proteste pervennero al governo da ogni parte del mondo, perfino dal Dipartimento di stato americano. Per la prima volta il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite intervenne negli affari sudafricani condannando il governo per la carneficina e sollecitandolo ad adottare misure per realizzare la parità razziale. La Borsa di Johannesburg precipitò di colpo e i capitali cominciarono a prendere la fuga dal paese. I sudafricani bianchi facevano progetti per emigrare. I progressisti invitavano Verwoerd a fare concessioni agli africani. Il governo insisteva nell'affermare che Sharpeville era la conseguenza di un complotto comunista. (p. 233)
*L'[[Etiopia]] aveva sempre occupato un posto speciale nella mia fantasia, e la prospettiva di visitarla mi attraeva di più che un viaggio in Francia, in Inghilterra e negli Stati Uniti messi assieme. Sentivo che sarebbe stato come ritornare alle origini, mettere a nudo le mie radici di africano. Incontrare [[Haile Selassie|l'imperatore]], poi, sarebbe stato come trovarsi faccia a faccia con la storia. (p. 282)
*Non sapevamo com'era morto il primo ministro; solo più tardi venimmo a sapere che un oscuro commesso parlamentare bianco aveva pugnalato Verwoerd, e ci chiedemmo che cosa lo avesse spinto. Anche se Verwoerd aveva sempre considerato gli africani inferiori alle bestie, non ci rallegrammo che fosse stato assassinato. Né io né l'Anc eravamo favorevoli all'omicidio politico, che consideravamo un modo primitivo di affrontare un rivale.<br>Verwoerd era stato il principale teorico e artefice dell'apartheid, il fautore della creazione delle "riserve" e del sistema di istruzione bantu. (p. 406)
*Sapevo poco di [[Pieter Willem Botha|Botha]], oltre al fatto che era stato un bellicoso ministro della Difesa e nel 1975 aveva appoggiato le incursioni militari in Angola. Nulla faceva pensare, comunque, che sarebbe potuto essere un riformatore. (p. 464)
*Ero teso all'idea di affrontare [[Pieter Willem Botha|Botha]]. Lo chiamavano ''die Groot Krokodil'', "il grande coccodrillo", e ne avevo sentite parecchie riguardo il suo carattere irascibile. Lo vedevo come il tipico esempio dell'[[afrikaner]] vecchio stile, rigido e testardo, che non voleva discutere con i dirigenti neri ma imporre loro la sua volontà: a quanto dicevano, il recente colpo apoplettico aveva ancora più accentuato questi aspetti del suo carattere. (p. 509)
*Soltanto gli uomini liberi possono negoziare, i detenuti non hanno potere contrattuale...<ref>Da ''Lungo cammino verso la libertà. Autobiografia'', traduzione di Ester Dornetti, Adriana Bottini, Marco Papi, Feltrinelli, Milano, 1995, p. 486. ISBN 8807170000</ref>
==Citazioni su Nelson Mandela==
*Aveva 95 anni. Non poteva vivere per sempre. E, in una sola vita, aveva già fatto abbastanza. ([[Gary Younge]])
*C'era una sorta di conflitto tra l'uomo che amavo e il mito. Soprattutto perché le persone dicevano alcune cose e non riuscivo a capire come le due figure potessero andare di pari passo. Lo conosco come un essere umano, una persona e questo mito che lo circonda. L'aura intorno a lui era un po' confusa, ma poi ho imparato a conviverci, in termini di separazione dei due. ([[Graça Machel]])
*Era un uomo straordinario. Un terzo della sua vita si è svolto in condizioni molto difficili. Ha fatto molto per l'umanità, e sarà ricordato non solo dalla gente del suo paese, ma da persone di tutto il mondo. [...] Era uno statista incredibile, intelligente e di talento. Mi ha detto molte volte che la [[Perestrojika|perestroika]] in Urss ha fatto molto per aiutare il suo paese a sbarazzarsi dell'apartheid. ([[Michail Gorbačëv]])
*Gli egiziani possono tenersi i loro faraoni, noi abbiamo Nelson Mandela. ([[John Matshikiza]])
*Il modo migliore per ricordare ed onorare la vita dell'ultimo grande eroe del XX secolo è prenderlo da esempio. Mandela come Ghandi prima di lui e Martin Luther King hanno combattuto battaglie reputate ai tempi impossibili, e lo hanno fatto sfidando la visione del mondo tradizionale espressa dall'opinione pubblica, in nome dell'eguaglianza tra gli uomini. ([[Loretta Napoleoni]])
*In Africa ammiro Nelson Mandela perché ha svolto un lavoro estremamente importante. Ammiro i leader che si sono affermati nel mondo e hanno lavorato per l'evoluzione del mondo. ([[Teodoro Obiang Nguema Mbasogo]])
*L'ho conosciuto alla fine della sua vita, quando è uscito di prigione, e sono rimasto colpito da come avesse scelto l'amore invece dell'odio. Quando l'ho incontrato per la prima volta, si è avvicinato e mi ha detto: «Ragazzo, vorrei ringraziarti per le tue parole e la tua musica, perché mi ha aiutato negli anni passati in prigione». Mi sono messo a piangere, non riuscivo a smettere. ([[Lionel Richie]])
*Mandela è stato come un fratello maggiore. Dopo la sua liberazione, nel nostro incontro era esattamente l'immagine che mi aveva accompagnato negli anni: un uomo dal coraggio quieto. La sua lotta per la libertà e per la dignità umana entrarono nelle mie poesie. ([[Wole Soyinka]])
*Mandela non ignorava certo l'eredità di Gandhi. Ma è rimasto un uomo d'azione. I suoi modelli non erano i pacifisti. Lui non lo era. Sarà non violento quando potrà esercitare la violenza e non lo farà. Questa è stata la sua nobiltà. Una nobiltà africana, senza odio e desiderio di vendetta, o di rivalsa, che ne ha fatto un grande leader carismatico. ([[Bernardo Valli]])
*Nelson Mandela è stato troppo un santo. Si è dimostrato troppo buono con i bianchi e a farne le spese sono stati i neri del suo paese. ([[Robert Mugabe]])
*Nelson Mandela è stato uno dei pochi grandi uomini cui sia toccata la sorte di essere un faro e un simbolo due volte: prima come combattente per la libertà del suo popolo, poi come uomo di Stato deciso, con la stessa determinazione, a superare le lacerazioni del passato per restituire a tutti i sudafricani, neri e bianchi, la [[pace]]. Ci ha insegnato che con gli oppressori non si può venire a patti. Devono essere sconfitti; devono essere battuti, politicamente e culturalmente. Ci ha insegnato anche che su questa base, quando è chiaro da quale parte sta la ragione e da quale il torto, quando l'ingiustizia è stata battuta, bisogna saper andare avanti, senza dimenticare ma anche senza permettere agli spettri del passato di divorare il presente. ([[Loredana De Petris]])
*Penso che in primo luogo Mandela sia stato – e sia ancora – un modello di possibilità, una giudiziosa combinazione di combattività e di compassione umana che ha reso possibile il progresso dell’umanità verso una società nonviolenta, da raggiungere attraverso la libertà e la dignità umana. Era assolutamente privo della sete di potere che è invece una delle piaghe di molti leader africani. ([[Wole Soyinka]])
*Per la mia generazione Nelson Mandela è stato il prigioniero di Robben Island, l'uomo rimasto per ventisette anni in carcere rifiutando la scarcerazione, quando gli fu offerta, perché sapeva che accettare quell'accordo, rinunciare pubblicamente alla lotta, avrebbe voluto dire firmare un atto di resa di fronte al [[razzismo]], all'ingiustizia, all'oppressione. ([[Loredana De Petris]])
*''Piove, piove, il gatto non si muove, | si accende la candela, mi appare Mandela, | mi dice buonasera poi mi fa le menate | perché per molto meno ha sclerato in cella. | Ma quante candele avrà consumato Mandela? | Perché uno è presidente non può essere stato in prigione? | Lo vedi sorridente e non ci pensi, coglione. | Sei proprio un coglione''.
*Quando era in carcere lo ammiravo per la sua forza morale. Ora che è stato al governo non vedo i risultati. L'apartheid, almeno in apparenza, non esiste più, ma nessuno capisce cosa stia facendo questo nuovo potere sudafricano. ([[Menghistu Hailè Mariàm]])
===[[Pieter Willem Botha]]===
*Mandela ha oltrepassato il limite. Ha infranto la legge. La giustizia di questo paese lo ha messo dove gli compete secondo le regole della democrazia.
*Penso che Mandela sia un uomo intelligente. Quando non siamo d'accordo, ce lo diciamo, e quando siamo d'accordo, lo diciamo.
*Sapendo che [Mandela] ricomincerà con la violenza, io, come capo di stato responsabile, dovrei sprigionarlo così che possa continuare con la sua violenza e poi arrestarlo? Che discorso insensato.
===[[Barack Obama]]===
*Ci sono troppi leader che sostengono la solidarietà con la lotta di Madiba per la libertà, ma non tollerano il dissenso dal loro stesso popolo. E ci sono troppi di noi che stanno in disparte, con un compiacimento confortevole o cinico, quando invece le nostre voci dovrebbero essere ascoltate.
*Ha accettato le conseguenze delle sue azioni, sapendo che ribellarsi alle ingiustizie e ai poteri che le garantiscono, ha un suo prezzo.
*Mandela ha mostrato il potere in azione, la forza di rischiare in nome dei nostri ideali.
*Per la complessità della sua vita e per l'adorazione che giustamente si è guadagnato, c'è il tentativo di ricordare Nelson Mandela come un'icona, sorridente e serena, distaccata dalle terribili vicende umane di uomini normali. Ma Madiba stesso ha fortemente contestato questo suo ritratto. Ha insistito per condividere con noi i dubbi e le paure, gli errori di calcolo e le vittorie.
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Nelson Mandela, ''Lungo cammino verso la libertà. Autobiografia'', traduzione di Ester Dornetti, Adriana Bottini, Marco Papi, Universale Economica Feltrinelli, Milano, 2013. ISBN 978-88-07-88038-4
==Voci correlate==
*''[[Invictus - L'invincibile]]'' – film 2009
==Altri progetti==
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===Opere===
{{Pedia|Lungo cammino verso la libertà||(1994)}}
{{DEFAULTSORT:Mandela, Nelson}}
[[Categoria:Attivisti sudafricani]]
[[Categoria:Politici sudafricani]]
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/* Citazioni su Nelson Mandela */
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[[Immagine:Nelson Mandela-2008 (edit).jpg|thumb|Nelson Mandela nel 2008]]
{{Premio|Nobel|la pace '''(1993)'''}}
{{indicedx}}
'''Nelson Rolihlahla Mandela''' (1918 – 2013), politico sudafricano.
==Citazioni di Nelson Mandela==
*Amici, compagni, concittadini sudafricani, vi saluto in nome della pace, della democrazia e della libertà per tutti.
:''Friends, Comrades and fellow South Africans. I greet you all in the name of peace, democracy and freedom for all''.<ref>Dal discorso dopo la sua liberazione, 11 febbraio 1990.</ref>
*Ho combattuto contro il dominio bianco e ho combattuto contro il dominio nero. Ho perseguito l'ideale di una società democratica e libera.
:''I have fought against white domination, and I have fought against black domination. I have cherished the ideal of a democratic and free society''.<ref>Dal "[http://www.anc.org.za/show.php?id=3430 processo Rivonia]", 20 aprile 1964.</ref>
*Ho tre amici nel mondo, e sono [[Yasser Arafat]], [[Mu'ammar Gheddafi|Muammar Gheddafi]] e [[Fidel Castro]].<ref>Citato in Filippo Bovo, ''[https://web.archive.org/web/20160305030821/http://www.statopotenza.eu/9599/la-morte-di-nelson-mandela La Morte Di Nelson Mandela]'', ''Statopotenza.eu'', 6 dicembre 2013.</ref>
*I [[Comunismo|comunisti]] hanno sempre svolto un ruolo attivo nella lotta dei paesi coloniali per la loro libertà, perché gli obiettivi a breve termine del comunismo avrebbero dovuto sempre corrispondere con gli obiettivi a lungo termine dei movimenti per la libertà.
:''Communists have always played an active role in the fight by colonial countries for their freedom, because the short-term objects of communism would always correspond with the long-term objects of freedom movements.''<ref name=discorso1964>Dal discorso del 20 aprile 1964; citato in ''[http://www.mandela.gov.za/mandela_speeches/before/640420_trial.htm]'', ''Mandela.gov.za''.</ref>
*La causa del [[comunismo]] è la causa più grande nella storia dell'umanità perché cerca di rimuovere dalla società tutte le forme di oppressione e sfruttamento, di liberare l'umanità e di assicurare pace e prosperità a tutti.
:''The cause of Communism is the greatest cause in the history of mankind becasuse it seeks to remove from society all forms of oppression and exploitation, to liberate mankind and to ensure peace and prosperity to all.''<ref>{{en}} Citato in ''[https://books.google.it/books?id=sSg8AQAAMAAJ&pg=RA3-PA37&lpg=RA3-PA37&dq=%22The+cause+of+Communism+is+the+greatest+cause+in+the+history+of+mankind%22&source=bl&ots=0bsJuDrtfQ&sig=ACfU3U1CGMZisxwpPoD8hsPtgoKRe0SlNg&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwiPkcSehoTsAhUJDuwKHWNuAR4Q6AEwCXoECAEQAQ#v=onepage&q=%22The%20cause%20of%20Communism%20is%20the%20greatest%20cause%20in%20the%20history%20of%20mankind%22&f=false United States Congressional Serial Set, Edizione 13677]'', 1986, p. 37</ref>
*La [[Chiesa]] è importante nella vita di ogni giorno ma uno deve essere stato in una prigione sudafricana per apprezzare il ruolo cruciale da lei rivestito nel cercare di alleviare la sofferenza causata dai tribunali governativi <ref>Citato da Lorenzo Fazzini, ''[https://www.avvenire.it/mondo/pagine/letteramandela2008]'', ''Avvenire.Lettera del 1984. Mandela, la Chiesa e l'apartheid.'', 16 Luglio 2008.</ref>
*{{NDR|Parlando di [[Laurent-Désiré Kabila]]}} La questione del cessate il fuoco non è nel suo vocabolario.
:''The question of a cease-fire is not in his vocabulary.''<ref>{{en}} Citato in ''Zairian foes meet but fail to agree on end to crisis'', ''The New York Times'', 5 maggio 1997.</ref>
*La storia ci giudicherà sicuramente... se non rispondiamo con tutte le energie e le risorse disponibili... per combattere l'[[AIDS|HIV/AIDS]].<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della medicina'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2021, p. 297. ISBN 9788858036730</ref>
*{{NDR|Parlando di [[Miriam Makeba]]}} Le sue melodie hanno dato voce al dolore dell'esilio che provò per 31 lunghi anni. Allo stesso tempo, la sua musica effondeva un profondo senso di speranza.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/spettacoli_e_cultura/makeba-muore/makeba-muore/makeba-muore.html Muore Miriam Makeba dopo il concerto per Saviano]'', ''Repubblica.it'', 10 novembre 2008.</ref>
*Negare alle persone i [[diritti umani]] è sfidare la loro stessa umanità.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della legge'', traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2021, p. 227. ISBN 9788858029596</ref>
*Non c'è nessuna strada facile per la libertà.<ref>Dal discorso di insediamento, 1994. Citato in AA.VV., ''Il libro della black history'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2022, p. 260. ISBN 9788858041147</ref>
*Non c'è niente di più incoraggiante, per un detenuto politico, del sapere che la sua vita non è andata sprecata.<ref>Citato in ''[https://www.google.it/books/edition/Sette_settimanale_del_Corriere_della_ser/R9I7AQAAIAAJ?hl=it&gbpv=1&bsq=%22+un+detenuto+politico+del+sapere%22&dq=%22+un+detenuto+politico+del+sapere%22&printsec=frontcover Parole rubate]'', a cura di Lucia Castagna, ''Sette'', 1994.</ref>
:''Nothing was as encouraging to a prisoner as to know his life was not being wasted.''<ref>Citato in [[John Carlin]], ''[https://www.independent.co.uk/news/world/mandela-goes-back-to-jail-to-collect-more-votes-election-duty-makes-anc-leaders-return-to-south-africa-s-alcatraz-but-this-time-they-can-leave-whenever-they-want-1393528.html Mandela goes back to jail to collect more votes]'', ''The Independent'', 12 febbraio 1994.</ref>
*Non è solo nella politica interna che consideriamo i [[Comunismo|comunisti]] tra coloro che supportano la nostra causa. Sul piano internazionale, i paesi comunisti sono sempre venuti in nostro aiuto. Nelle Nazioni Unite e in altri Consigli del mondo il blocco comunista ha sostenuto la lotta afro-asiatica contro il [[colonialismo]] e spesso sembra più solidale alla nostra grave condizione di alcune potenze occidentali. Nonostante ci sia una condanna universale dell'apartheid, il blocco comunista si esprime contro di esso con una voce più forte di molti del mondo dei bianchi. In queste circostanze, ci vorrebbe un giovane politico sfacciato, come ero io nel 1949, per affermare che i comunisti sono nostri nemici.
:''It is not only in internal politics that we count communists as amongst those who support our cause. In the international field, communist countries have always come to our aid. In the United Nations and other Councils of the world the communist bloc has supported the Afro-Asian struggle against colonialism and often seems to be more sympathetic to our plight than some of the Western powers. Although there is a universal condemnation of apartheid, the communist bloc speaks out against it with a louder voice than most of the white world. In these circumstances, it would take a brash young politician, such as I was in 1949, to proclaim that the Communists are our enemies.''<ref name=discorso1964/>
*Per molti decenni i [[Comunismo|comunisti]] erano l'unico gruppo politico in Sudafrica che era pronto a trattare gli africani come esseri umani e loro pari; che era pronto a mangiare con noi; parlare con noi, vivere con noi e lavorare con noi. Erano l'unico gruppo politico che era pronto a lavorare con gli africani per l'ottenimento dei diritti politici e di un posto nella società. Per questo, ci sono molti africani che, oggi, tendono ad equiparare la libertà al comunismo.
:''For many decades communists were the only political group in South Africa who were prepared to treat Africans as human beings and their equals; who were prepared to eat with us; talk with us, live with us, and work with us. They were the only political group which was prepared to work with the Africans for the attainment of political rights and a stake in society. Because of this, there are many Africans who, today, tend to equate freedom with communism.''<ref name=discorso1964/>
*Quando i [[nero 8antropologia)|neri]] non potevano nemmeno salire su un autobus, la [[Chiesa cattolica]] li faceva vescovi e cardinali.<ref>Citato in ''[http://www.eupop.it/pages/news.cfm?news_ID=2651]'', ''Europa popolare''</ref><ref>In rivista ''TEMPI'' articolo ''Sono molto grato alla Chiesa cattolica'' in rubrica ''La preghiera del mattino'' a cura della redazione del Dicembre 2013 </ref>
*Se c'è un paese che ha commesso indicibili atrocità nel mondo sono gli [[Stati Uniti d'America]]. Loro non si preoccupano degli esseri umani.
:''If there is a country that has committed unspeakable atrocities in the world, it is the United States of America. They don't care for human beings.''<ref>Citato in ''[https://www.theguardian.com/world/2003/jan/31/usa.iraq Mandela attacks Blair and Bush]'', ''Theguardian.com'', 31 gennaio 2003.</ref>
*Sebbene per molti il signor [[Pieter Willem Botha|Botha]] resti un simbolo dell'apartheid, noi lo ricordiamo anche per le iniziative assunte per aprire la strada a una soluzione pacifica e negoziata.<ref>Citato in ''[http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Esteri/2006/11/rb1112006_botha.shtml?uuid=8e17a576-698e-11db-b778-00000e251029&DocRulesView=Libero Morto Botha, leader dell'apartheid. Mandela: aprì la strada alla pacificazione]'', ''Il Sole 24 Ore.com'', 1º novembre 2006.</ref>
*Un [[vittoria|vincitore]] è semplicemente un [[sogno|sognatore]] che non si è mai arreso.<ref>Citato in Antonio Gaspari, ''[http://www.zenit.org/it/articles/e-morto-un-grande-uomo È morto un grande uomo!]'', ''Zenit.org'', 6 dicembre 2013. Citato anche in [[Gino & Michele]] e Paolo Borraccetti, ''Le cicale 2010'', Kowalski – Feltrinelli, Milano, 2009, [//books.google.it/books?id=9LpkZInLQLQC&pg=PT49 § 2759]: «Un vincitore è un sognatore che non si è arreso».</ref>
*Una persona che viaggia attraverso il nostro paese si ferma in un villaggio, e qui non ha bisogno di chiedere cibo o acqua. Appena arrivata la gente le offre il cibo, la intrattiene. Questo è solo un lato di [[Ubuntu (filosofia)|Ubuntu]] ma Ubuntu ha anche altri aspetti. Ubuntu non significa che le persone non debbano dedicarsi a se stesse. La questione piuttosto è: vuoi farlo per aiutare la comunità che ti circonda a migliorare?
:''A traveller through a country would stop at a village and he didn't have to ask for food or for water. Once he stops, the people give him food, entertain him. That is one aspect of Ubuntu, but it will have various aspects. Ubuntu does not mean that people should not enrich themselves. The question therefore is: Are you going to do so in order to enable the community around you to be able to improve?''<ref>{{en}} Dall'intervista di Tim Modise, 24 maggio 2006. [http://en.wikipedia.org/wiki/File:Experience_ubuntu.ogg Video] disponibile su ''en.Wikipedia''.</ref>
*Unitevi! Mobilitatevi! Lottate! Tra l'incudine delle azioni di massa ed il martello della lotta armata dobbiamo annientare l'[[apartheid]]!<ref>Dal messaggio dal carcere, pubblicato sul ''Manifesto dell'ANC'', 10 giugno 1980.</ref>
===Attribuite===
*Il [[risentimento]] è come bere veleno sperando che un altro muoia.
:{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} L'attribuzione a Mandela non trova riscontri. La massima esiste anche in altre varianti (in alcune ad esempio si parla di [[odio]] e non di risentimento) e viene anche attribuita a [[Gautama Buddha]], [[Agostino d'Ippona]] (nel film ''[[Affari di famiglia (film 2014)|Affari di famiglia]]'') ed altri. A quanto pare, questo concetto venne espresso per la prima volta da [[Emmet Fox]] in ''The Sermon on the Mount'' (1938), un testo molto famoso tra gli Alcolisti Anonimi: «Un cristiano non può considerare "giustificabili" l'odio o l'esecrazione in nessuna occasione e qualunque sia la tua opinione in merito, non ci sono dubbi sulle conseguenze pratiche che la cosa avrebbe su di te. Potresti ingoiare una dose di acido prussico in due sorsi e pensare di proteggerti dicendo: "Questo è per Robespierre, quest'altro è per l'assassino di Bristol", ma sarà difficile avere dubbi su chi beneficerà del veleno.» La massima, nelle sue diverse varianti, pare essersi diffusa successivamente.<ref>{{Cfr}} {{en}} ''[http://www.barrypopik.com/index.php/new_york_city/entry/resentment_is_like_drinking_poison Resentment is like drinking poison and then hoping it will kill your enemies]'', ''BarryPopik.com'', 20 dicembre 2013.</ref>
==''Lungo cammino verso la libertà''==
*Ho percorso questo lungo cammino verso la [[libertà]] sforzandomi di non esitare, e ho fatto alcuni passi falsi lungo la via. Ma ho scoperto che dopo aver scalato una [[montagna]] ce ne sono sempre altre da scalare. (Quarta di copertina)
*Oltre alla vita, a un fisico robusto, e a un antico legame con la casa reale thembu, l'unica cosa che mio padre mi ha conferito alla nascita è stato un nome: Rolihlahla. In xhosa Rolihlahla significa letteralmente "che tira il ramo di un albero", ma il suo significato colloquiale potrebbe esser reso più felicemente con "attaccabrighe". Non credo che il nome rappresenti il destino di una persona, né che mio padre abbia in qualche modo divinato il mio futuro, ma negli anni a venire amici e parenti ebbero spesso ad ascrivere al mio nome i non pochi scompigli che ho causato o ai quali sono riuscito a scampare. Il nome inglese, o cristiano, più conosciuto mi fu attribuito solo il primo giorno di scuola. (p. 13)
*Gli [[xhosa]] sono un popolo fiero e patrilineo, con una lingua eufonica ed espressiva e una radicata credenza nell'importanza delle leggi, dell'istruzione, della cortesia. La società xhosa era un ordinamento sociale equilibrato e armonioso, nel quale ogni individuo sapeva quale fosse il suo posto. Ogni xhosa appartiene a un clan che fa risalire le sue origini a uno specifico antenato. Io sono un membro del clan Madiba, così chiamato dal nome di un capo thembu che governò nel Transkei nel diciottesimo secolo. A me si rivolgono spesso col nome di Madiba, il mio nome di clan, usandolo in segno di rispetto. (p. 14)
*Tranne pochissime eccezioni, gli africani a quel tempo in Sudafrica non avevano il diritto di possedere privatamente delle terre; erano solo inquilini che pagavano annualmente un affitto allo stato. Nella zona c'erano due piccole scuole elementari, un emporio, e una casca di immersione per ripulire il bestiame dai parassiti e dalle malattie. (pp. 17-18)
*Nella cultura africana i figli e le mogli delle proprie zie e dei propri zii sono considerati fratelli e sorelle, non cugini. Noi non pratichiamo le stesse distinzioni tra parenti in uso tra i bianchi. Non abbiamo fratellastri o sorellastre. La sorella di mia madre è mia madre; il figlio di mio zio è mio fratello; il figlio di mio fratello è mio figlio, o figlia. (p. 18)
*Come i popoli d'Oriente, gli africani hanno un altissimo senso della dignità, o come dicono i cinesi, della "faccia". (p. 19)
*Come tutti i bambini xhosa, imparavo soprattutto con l'osservare ogni cosa. Gli adulti ritenevano che noi dovessimo apprendere tramite l'imitazione e l'emulazione, più che chiedendo spiegazioni. (p. 20)
*A quel tempo la mia vita, e quella della maggior parte degli xhosa, era modellata dalla tradizione, dai rituali e dai tabù. Questi erano il principio e la fine della nostra esistenza, e nessuno osava metterli in discussione. Gli uomini seguivano il sentiero tracciato per loro dai padri; le donne conducevano la vita che avevano condotto le madri. Senza che nessuno me ne avesse parlato, imparai presto le regole che governavano i rapporti tra uomini e donne. Scoprii che un uomo non può entrare in una casa dove una donna ha di recente partorito un bambino, e che una donna fresca dal matrimonio non può varcare il recinto della sua nuova casa senza un elaborato rituale. Imparai anche che non curarsi degli antenati porta sfortuna e fallimento nella vita. Se uno disonorava in qualche modo gli antenati, l'unico mezzo per rimediare al torto era quello di rivolgersi a un guaritore tradizionale o a un anziano della tribù, i quali comunicavano con gli antenati e presentavano loro profonde scuse. Tutte queste credenze mi sembravano perfettamente normali. (p. 21)
*A Qunu, da bambino, non ebbi molto a che fare coi bianchi. Il magistrato locale, naturalmente, era bianco, e anche il gestore del negozio più vicino. Di tanto in tanto, viaggiatori e poliziotti bianchi attraversavano la nostra zona. Ai miei occhi erano splendidi come dei, e sapevo che bisognava trattarli con una sorta di paura e rispetto. Ma il loro ruolo nella mia vita era remoto, e in generale pensavo poco ai bianchi e ai rapporti tra la mia gente e quelle figure strane e distanti. (p. 21)
*Non so precisare il momento in cui decisi di darmi alla politica, in cui seppi che avrei trascorso la vita al servizio della lotta di liberazione. Essere africani in Sudafrica significa essere politicizzati dal momento della nascita, che lo si voglia ammettere o no. Un bambino africano nasce in un ospedale per soli africani, viene portato a casa in un autobus per soli africani, vive in un'area per soli africani, e frequenta scuole per soli africani, se mai succede che frequenti una scuola.<br>Quando è grande può scegliere un lavoro per soli africani, affittare una casa in una township per soli africani, viaggiare su treni per soli africani, ed essere fermato in qualsiasi momento del giorno della notte con l'obbligo di esibire un lasciapassare in assenza del quale sarà arrestato e gettato in prigione. La sua vita è circoscritta da leggi e regolamenti razzisti che minano la sua crescita, intaccano il suo potenziale, e gli tolgono la gioia di vivere. Quella era la realtà, e si poteva affrontarla in mille modi.<br>Non ho avuto una folgorazione, una rivelazione improvvisa, un momento della verità: è stato il lento accumularsi di una miriade di offese, di una miriade di indegnità, di una miriade di momenti dimenticati a far scaturire in me la rabbia, la ribellione, il desiderio di combattere il sistema che imprigionava il mio popolo. Non c'è stato un momento particolare in cui abbia detto: da qui in avanti mi consacrerò alla liberazione del mio popolo; invece, mi sono semplicemente ritrovato a farlo, e non potevo fare altrimenti. (p. 99)
*''[[Apartheid]]'' era un vocabolo nuovo ma l'idea era vecchia. Significa letteralmente "separatezza", e rappresentava la codifica in un unico sistema oppressivo di tutte le leggi e i regolamenti che per secoli hanno mantenuto gli africani in una posizione di inferiorità rispetto ai bianchi. Quello che era esistito più o meno ''de facto'' doveva implacabilmente affermarsi ''de jure''. La segregazione spesso sommaria degli ultimi trecento anni doveva essere consolidata in un sistema monolitico, diabolico nei dettagli, ineludibile nella portata e soverchiante nel potere. La premessa dell'apartheid era che i bianchi fossero superiori agli africani, ai meticci, agli indiani, e la sua funzione era quella di stabilire per sempre la supremazia bianca. Secondo i nazionalisti, "''Die wit man moet altyd baas wees''" ("I bianchi devono rimanere per sempre padroni). La loro piattaforma poggiava sulla parola ''baasskap'', letteralmente "padronanza", una parola forte che condensava la supremazia bianca in tutta la sua asprezza. Tale politica era supportata dalla Chiesa riformata olandese, che forniva all'apartheid la giustificazione religiosa sostenendo che gli afrikaner erano il popolo eletto da Dio e che i neri erano una razza inferiore. Nella visione del mondo degli afrikaner, la Chiesa e l'apartheid andavano d'amore e d'accordo. (p. 114)
*Con la vittoria dei nazionalisti ci rendemmo conto che da allora in poi il nostro paese sarebbe diventato teatro di tensioni e conflitti. Per la prima volta nella storia sudafricana un partito esclusivamente afrikaner governava il paese. Nel suo discorso celebrativo [[Daniel François Malan|Malan]] proclamo: "Ancora una volta il Sudafrica ci appartiene". (p. 115)
*L'azione di massa era pericolosa in Sudafrica, dove per un africano era un crimine scioperare e dove le libertà di parola e di movimento erano spietatamente ridotte. Scioperando, un africano metteva a rischio non solo il suo lavoro ma la sua stessa sussistenza, nonché il diritto di risiedere nell'area nella quale viveva. Secondo la mia esperienza, lo sciopero basato su una rivendicazione politica, piuttosto che su un obiettivo semplice come l'aumento del salario o la riduzione dell'orario di lavoro, è una forma di protesta più precaria e richiede un'organizzazione particolarmente efficiente. (p. 120)
*Il [[materialismo dialettico]] sembrava offrire sia una torcia che illuminasse la notte buia dell'oppressione razziale, sia uno strumento che poteva essere usato per porvi fine. Mi aiutò a vedere la situazione da un'ottica che non fosse quella dei rapporti tra bianchi e neri: perché se volevamo vincere la lotta, dovevamo trascendere il bianco e il nero. Ero attratto dalle basi scientifiche del materialismo dialettico, perché sempre sono stato incline a credere in ciò che posso sottoporre a verifica. La sua analisi materialistica dell'economia mi suonava credibile. L'idea che il valore delle merci fosse basato sulla quantità di lavoro che veniva impiegata per produrle mi sembrava particolarmente appropriata per il Sudafrica. La classe dominante pagava alla forza lavoro africana un salario di sussistenza e quindi aggiungeva valore al costo delle merci, valore che tratteneva per sé. (p. 122)
*Un amico una volta mi chiese come potevo conciliare la mia fede nel nazionalismo africano con la credenza nel materialismo dialettico. Io non vedevo contraddizione tra le due idee. Soprattutto e in primo luogo ero un nazionalista africano che lottava per emanciparsi dal dominio di una minoranza e per affermare il diritto di controllare il proprio destino. Ma il Sudafrica e il continente africano erano inseriti in un mondo più vasto. I nostri problemi, per quanto specifici e particolari, non avevano carattere di unicità, e una filosofia che situasse quei problemi in un contesto storico e internazionale era preziosa per una loro comprensione più vasta. Ero pronto a servirmi di qualsiasi mezzo per accelerare l'eliminazione del pregiudizio umano e la fine del nazionalismo sciovinista e violento. E non dovevo essere necessariamente comunista per servirmene. Scoprii che in generale i nazionalisti africani e i comunisti africani avevano più cose in comune che motivi di divisione. I cinici avevano sempre insinuato che i comunisti ci usavano. Ma chi poteva dire che non fossimo noi a usare loro? (p. 123)
*La Group Areas Act era il fondamento dell'apartheid residenziale. Secondo le sue norme, ogni gruppo razziale poteva possedere terreni, occupare immobili, e stabilire commerci solo nelle aree a esso destinate. Dal momento della sua approvazione gli indiani poterono vivere esclusivamente nelle aree indiane, gli africani in quelle africane, e i meticci in quelle per meticci. Se i bianchi volevano le terre o le case degli altri gruppi non dovevano fare altro che dichiarare quella zona riservata ai bianchi. La Group Areas Act dette inizio al periodo degli sgomberi forzati, quando la comunità, i centri, i villaggi africani situati nelle aree di nuova pertinenza dei bianchi furono trasferiti con la forza perché i proprietari bianchi non volevano per vicini gli africani o volevano semplicemente impadronirsi delle loro terre. (p. 124)
*Gli africani che lavoravano come spie a danno dei propri fratelli di solito lo facevano per denaro. Molti neri in Sudafrica pensavano che ogni sforzo per arrestare i bianchi fosse sconsiderato e destinato a fallire, perché i bianchi erano troppo forti e capaci. Quelle spie ci consideravano una minaccia non alla struttura di potere dei bianchi ma agli interessi dei neri, perché i bianchi se la sarebbero presa con tutti i neri a causa del comportamento di pochi fanatici. Per contro, c'erano molti poliziotti neri che segretamente ci venivano in aiuto. Erano bravi ragazzi che vivevano un dilemma morale. Erano fedeli a chi li impiegava e avevano bisogno di conservare il lavoro per mantenere la famiglia, ma simpatizzavano per la nostra causa. Avevamo un'intesa con alcuni agenti africani dei servizi di sicurezza, che ci avrebbero avvertiti in caso di incursioni della polizia. Quegli uomini erano patrioti che rischiavano la vita per sostenere la lotta. (p. 136)
*L'[[istruzione]] è il grande motore dello sviluppo personale. È attraverso l'istruzione che la figlia di un contadino può diventare medico, che il figlio di un minatore può diventare dirigente della miniera, che il figlio di un bracciante può diventare presidente di una grande nazione. È quello che facciamo di ciò che abbiamo, non ciò che ci viene dato, che distingue una persona da un'altra. (p. 166)
*Gli afrikaner erano tradizionalmente ostili a che gli africani imparassero l'inglese, perché per loro l'inglese era una lingua straniere, mentre per noi era la lingua dell'emancipazione. (p. 167)
*[[Hendrik Frensch Verwoerd|Hendrik Verwoerd]], ministro dell'Istruzione bantu, spiegò che l'istruzione "deve addestrare e ammaestrare le persone conformemente alle opportunità che esse hanno nella vita". E dal momento che gli africani non avevano e non avrebbero avuto opportunità, a che scopo si doveva istruirli? (p. 167)
*Il sistema dei bantustan era stato concepito dal dottor [[Hendrik Frensch Verwoerd|H. F. Verwoerd]], ministro degli Affari Indigeni, come modo per tacitare la critica internazionale sulla politica razziale sudafricana, ma al tempo stesso per istituzionalizzare l'apartheid. I bantustand, chiamati anche riserve, avrebbero rinchiuso tutti i cittadini africani in ''enclaves'' etniche separate. Gli africani, disse Verwoerd, "dovevano stare con tutti e due i piedi nelle riserve", dove dovevano "svilupparsi secondo linee che erano loro proprie". L'obiettivo era quello di preservare la situazione esistente, in cui tre milioni di bianchi possedevano l'87% delle terre, mentre gli otto milioni di africani erano relegati nel rimanente 13%. (p. 188)
*L'immoralità della politica dei bantustan, con la quale al 70% della popolazione veniva destinato solo il 13% delle terre, era palese. Con la nuova politica, anche se due terzi degli africani venivano nelle aree cosiddette bianche, potevano stabilire la residenza solo nelle proprie "homeland tribali". Questo schema non ci concedeva né la libertà nelle aree "bianche" né l'autonomia in quelle che definivano le "nostre" aree. [[Hendrik Frensch Verwoerd|Verwoerd]] disse che l'istituzione dei bantustan avrebbe prodotto tanta operosità da impedire che il germe della ribellione germogliasse sul loro terreno.<br>Nella realtà accadde esattamente il contrario. (pp. 225-226)
*Il massacro di Sharpeville provocò scompiglio in tutto il paese e una crisi di governo. Vibrate proteste pervennero al governo da ogni parte del mondo, perfino dal Dipartimento di stato americano. Per la prima volta il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite intervenne negli affari sudafricani condannando il governo per la carneficina e sollecitandolo ad adottare misure per realizzare la parità razziale. La Borsa di Johannesburg precipitò di colpo e i capitali cominciarono a prendere la fuga dal paese. I sudafricani bianchi facevano progetti per emigrare. I progressisti invitavano Verwoerd a fare concessioni agli africani. Il governo insisteva nell'affermare che Sharpeville era la conseguenza di un complotto comunista. (p. 233)
*L'[[Etiopia]] aveva sempre occupato un posto speciale nella mia fantasia, e la prospettiva di visitarla mi attraeva di più che un viaggio in Francia, in Inghilterra e negli Stati Uniti messi assieme. Sentivo che sarebbe stato come ritornare alle origini, mettere a nudo le mie radici di africano. Incontrare [[Haile Selassie|l'imperatore]], poi, sarebbe stato come trovarsi faccia a faccia con la storia. (p. 282)
*Non sapevamo com'era morto il primo ministro; solo più tardi venimmo a sapere che un oscuro commesso parlamentare bianco aveva pugnalato Verwoerd, e ci chiedemmo che cosa lo avesse spinto. Anche se Verwoerd aveva sempre considerato gli africani inferiori alle bestie, non ci rallegrammo che fosse stato assassinato. Né io né l'Anc eravamo favorevoli all'omicidio politico, che consideravamo un modo primitivo di affrontare un rivale.<br>Verwoerd era stato il principale teorico e artefice dell'apartheid, il fautore della creazione delle "riserve" e del sistema di istruzione bantu. (p. 406)
*Sapevo poco di [[Pieter Willem Botha|Botha]], oltre al fatto che era stato un bellicoso ministro della Difesa e nel 1975 aveva appoggiato le incursioni militari in Angola. Nulla faceva pensare, comunque, che sarebbe potuto essere un riformatore. (p. 464)
*Ero teso all'idea di affrontare [[Pieter Willem Botha|Botha]]. Lo chiamavano ''die Groot Krokodil'', "il grande coccodrillo", e ne avevo sentite parecchie riguardo il suo carattere irascibile. Lo vedevo come il tipico esempio dell'[[afrikaner]] vecchio stile, rigido e testardo, che non voleva discutere con i dirigenti neri ma imporre loro la sua volontà: a quanto dicevano, il recente colpo apoplettico aveva ancora più accentuato questi aspetti del suo carattere. (p. 509)
*Soltanto gli uomini liberi possono negoziare, i detenuti non hanno potere contrattuale...<ref>Da ''Lungo cammino verso la libertà. Autobiografia'', traduzione di Ester Dornetti, Adriana Bottini, Marco Papi, Feltrinelli, Milano, 1995, p. 486. ISBN 8807170000</ref>
==Citazioni su Nelson Mandela==
*Aveva 95 anni. Non poteva vivere per sempre. E, in una sola vita, aveva già fatto abbastanza. ([[Gary Younge]])
*C'era una sorta di conflitto tra l'uomo che amavo e il mito. Soprattutto perché le persone dicevano alcune cose e non riuscivo a capire come le due figure potessero andare di pari passo. Lo conosco come un essere umano, una persona e questo mito che lo circonda. L'aura intorno a lui era un po' confusa, ma poi ho imparato a conviverci, in termini di separazione dei due. ([[Graça Machel]])
*Era un uomo straordinario. Un terzo della sua vita si è svolto in condizioni molto difficili. Ha fatto molto per l'umanità, e sarà ricordato non solo dalla gente del suo paese, ma da persone di tutto il mondo. [...] Era uno statista incredibile, intelligente e di talento. Mi ha detto molte volte che la [[Perestrojika|perestroika]] in Urss ha fatto molto per aiutare il suo paese a sbarazzarsi dell'apartheid. ([[Michail Gorbačëv]])
*Gli egiziani possono tenersi i loro faraoni, noi abbiamo Nelson Mandela. ([[John Matshikiza]])
*Il modo migliore per ricordare ed onorare la vita dell'ultimo grande eroe del XX secolo è prenderlo da esempio. Mandela come Ghandi prima di lui e Martin Luther King hanno combattuto battaglie reputate ai tempi impossibili, e lo hanno fatto sfidando la visione del mondo tradizionale espressa dall'opinione pubblica, in nome dell'eguaglianza tra gli uomini. ([[Loretta Napoleoni]])
*In Africa ammiro Nelson Mandela perché ha svolto un lavoro estremamente importante. Ammiro i leader che si sono affermati nel mondo e hanno lavorato per l'evoluzione del mondo. ([[Teodoro Obiang Nguema Mbasogo]])
*L'ho conosciuto alla fine della sua vita, quando è uscito di prigione, e sono rimasto colpito da come avesse scelto l'amore invece dell'odio. Quando l'ho incontrato per la prima volta, si è avvicinato e mi ha detto: «Ragazzo, vorrei ringraziarti per le tue parole e la tua musica, perché mi ha aiutato negli anni passati in prigione». Mi sono messo a piangere, non riuscivo a smettere. ([[Lionel Richie]])
*Mandela è stato come un fratello maggiore. Dopo la sua liberazione, nel nostro incontro era esattamente l'immagine che mi aveva accompagnato negli anni: un uomo dal coraggio quieto. La sua lotta per la libertà e per la dignità umana entrarono nelle mie poesie. ([[Wole Soyinka]])
*Mandela non ignorava certo l'eredità di Gandhi. Ma è rimasto un uomo d'azione. I suoi modelli non erano i pacifisti. Lui non lo era. Sarà non violento quando potrà esercitare la violenza e non lo farà. Questa è stata la sua nobiltà. Una nobiltà africana, senza odio e desiderio di vendetta, o di rivalsa, che ne ha fatto un grande leader carismatico. ([[Bernardo Valli]])
*Nelson Mandela è stato troppo un santo. Si è dimostrato troppo buono con i bianchi e a farne le spese sono stati i neri del suo paese. ([[Robert Mugabe]])
*Nelson Mandela è stato uno dei pochi grandi uomini cui sia toccata la sorte di essere un faro e un simbolo due volte: prima come combattente per la libertà del suo popolo, poi come uomo di Stato deciso, con la stessa determinazione, a superare le lacerazioni del passato per restituire a tutti i sudafricani, neri e bianchi, la [[pace]]. Ci ha insegnato che con gli oppressori non si può venire a patti. Devono essere sconfitti; devono essere battuti, politicamente e culturalmente. Ci ha insegnato anche che su questa base, quando è chiaro da quale parte sta la ragione e da quale il torto, quando l'ingiustizia è stata battuta, bisogna saper andare avanti, senza dimenticare ma anche senza permettere agli spettri del passato di divorare il presente. ([[Loredana De Petris]])
*Penso che in primo luogo Mandela sia stato – e sia ancora – un modello di possibilità, una giudiziosa combinazione di combattività e di compassione umana che ha reso possibile il progresso dell’umanità verso una società nonviolenta, da raggiungere attraverso la libertà e la dignità umana. Era assolutamente privo della sete di potere che è invece una delle piaghe di molti leader africani. ([[Wole Soyinka]])
*Per la mia generazione Nelson Mandela è stato il prigioniero di Robben Island, l'uomo rimasto per ventisette anni in carcere rifiutando la scarcerazione, quando gli fu offerta, perché sapeva che accettare quell'accordo, rinunciare pubblicamente alla lotta, avrebbe voluto dire firmare un atto di resa di fronte al [[razzismo]], all'ingiustizia, all'oppressione. ([[Loredana De Petris]])
*''Piove, piove, il gatto non si muove, | si accende la candela, mi appare Mandela, | mi dice buonasera poi mi fa le menate | perché per molto meno ha sclerato in cella. | Ma quante candele avrà consumato Mandela? | Perché uno è presidente non può essere stato in prigione? | Lo vedi sorridente e non ci pensi, coglione. | Sei proprio un coglione''. ([[Elio e le Storie Tese]])
*Quando era in carcere lo ammiravo per la sua forza morale. Ora che è stato al governo non vedo i risultati. L'apartheid, almeno in apparenza, non esiste più, ma nessuno capisce cosa stia facendo questo nuovo potere sudafricano. ([[Menghistu Hailè Mariàm]])
===[[Pieter Willem Botha]]===
*Mandela ha oltrepassato il limite. Ha infranto la legge. La giustizia di questo paese lo ha messo dove gli compete secondo le regole della democrazia.
*Penso che Mandela sia un uomo intelligente. Quando non siamo d'accordo, ce lo diciamo, e quando siamo d'accordo, lo diciamo.
*Sapendo che [Mandela] ricomincerà con la violenza, io, come capo di stato responsabile, dovrei sprigionarlo così che possa continuare con la sua violenza e poi arrestarlo? Che discorso insensato.
===[[Barack Obama]]===
*Ci sono troppi leader che sostengono la solidarietà con la lotta di Madiba per la libertà, ma non tollerano il dissenso dal loro stesso popolo. E ci sono troppi di noi che stanno in disparte, con un compiacimento confortevole o cinico, quando invece le nostre voci dovrebbero essere ascoltate.
*Ha accettato le conseguenze delle sue azioni, sapendo che ribellarsi alle ingiustizie e ai poteri che le garantiscono, ha un suo prezzo.
*Mandela ha mostrato il potere in azione, la forza di rischiare in nome dei nostri ideali.
*Per la complessità della sua vita e per l'adorazione che giustamente si è guadagnato, c'è il tentativo di ricordare Nelson Mandela come un'icona, sorridente e serena, distaccata dalle terribili vicende umane di uomini normali. Ma Madiba stesso ha fortemente contestato questo suo ritratto. Ha insistito per condividere con noi i dubbi e le paure, gli errori di calcolo e le vittorie.
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Nelson Mandela, ''Lungo cammino verso la libertà. Autobiografia'', traduzione di Ester Dornetti, Adriana Bottini, Marco Papi, Universale Economica Feltrinelli, Milano, 2013. ISBN 978-88-07-88038-4
==Voci correlate==
*''[[Invictus - L'invincibile]]'' – film 2009
==Altri progetti==
{{interprogetto|n=Categoria:Nelson Mandela}}
===Opere===
{{Pedia|Lungo cammino verso la libertà||(1994)}}
{{DEFAULTSORT:Mandela, Nelson}}
[[Categoria:Attivisti sudafricani]]
[[Categoria:Politici sudafricani]]
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Cesare Cantù
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[[File:Rossi, Giulio (1824-1884) - Cantù, Cesare.jpg|thumb|Cesare Cantù]]
'''Cesare Cantù''' (1804 – 1895), storico, letterato e politico italiano.
==Citazioni di Cesare Cantù==
*{{NDR|Sul Collegio Papio}} Ad [[Ascona]] vi era un convento di frati. [[Carlo Borromeo|San Carlo]] li mandò via onde istituirvi scuole per l'educazione della gioventù, e diceva che la scuola è il sole dell'anima, e che fa gran peccato chi non fa ogni sforzo per approfittarne.<ref>Da ''Il buon fanciullo: racconti d'un maestro elementare'', tip. e lit. Carlo Colombi, Bellinzona, 1869, p. 97.</ref>
*Con case affollate sì, che i tetti somigliano una scala, onde si dice per celia che il mugnaio, portandovi la molenda, non può voltare il somaro che conducendolo in piazza, e quivi ancora rizzandolo su due gambe. (da ''Grande illustrazione del Lombardo-Veneto'', p. 1147)
*Di [[Hans Sachs|{{sic|Hans-Sachs}}]], calzolajo di Norimberga, fecondo ed energico fabbricatore di poesia popolare, [[Johann Wolfgang von Goethe|{{sic|Göthe}}]] vantò il genio che noi confessiamo non sapervi scorgere; bensì grande facilità, e immagini nuove e squisiti pensieri, alla rinfusa con strani e bislacchi. (da ''Storia universale'', Tomo V, Epoche XV, XVI, Cugini Pomba e C. editori, Torino, 1852<sup>7</sup>, [https://archive.org/details/bub_gb_YP_wkoZospYC/page/604/mode/1up p. 604])
*Dov'è una [[donna]], il povero non patisce. (da ''Il galantuomo'')
*''Due d'agosto<ref>Il 2 agosto 1829, Giuditta Pasta cantò a Como.</ref>, bel dì! gran gente accorre | In barca, in cocchio, a piedi, ad uno, a torme, | Fortuna d'osti. — Oggi [[Giuditta Pasta|Giuditta]] bea | L'aure del Lario co' soavi accenti, | Onde incantata la città d'Insubria | Oro profuse, coniò bronzi, intanto | Che colui<ref>[[Melchiorre Gioia]], autore del ''Merito e le Ricompense'', morto nel 1829.</ref> che'' del Merto e del Compenso | ''In lavoro immortal librò le leggi, | Da niun saputo, in abbandon moriva.'' (da ''Giuditta Pasta a Como'', in ''Posie'', Successori Le Monnier, Firenze, 1870, [https://archive.org/details/bub_gb_MEFPAAAAYAAJ/page/n156/mode/1up p. 155])
*{{NDR|''[[Il Conciliatore]]''}} Era [...] un tentativo di ravvicinamento fra la scuola antica, che superbamente qualificavasi di ''classica'', e la nuova, detta ''romantica'' perché pareva attingere ispirazione principalmente dal medioevo, in cui nacquero le lingue romanze. (da ''Il Conciliatore e i carbonari'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1878, [https://archive.org/details/ilconciliatoreei00cantuoft/page/30 cap. 5, p. 30])
*Fu chi sommò le vittime di [[Ezzelino III da Romano|{{sic|Ezelino}}]] a cinquantacinquemila: dei quali cinquantamila Padovani. Vedere le carni sbranate, le fiere satollarsi di pasto umano, il sangue scorrere a rivi, consumarsi le famiglie più illustri, donne e ragazzi gemere fra laidi ed inumani strazî, erano costui diletto: separava i matrimonî, non amava che spie e sicarî: perseguitava inesorabile i ladri, ma ne adempiva largamente le veci. Guai a chi non dicesse bene di lui e (adulazione più dotta) non dicesse male de' suoi nemici! guai a chi piangesse parenti proscritti!<br>Tale dipintura offertaci dagli storici farebbe {{sic|parerlo}} simile ad una tigre, la quale ammazza non per fame ma per istinto d'ammazzare; e che non desse al suo furore altro intervallo che il tempo richiesto a tender agguati.<br>Ma possiamo credere tutto?<ref>Da ''Ezelino da Romano. Storia d'un ghibellino'', Libreria di educazione e d'istruzione di Paolo Carrara, Milano, 1879, [https://archive.org/details/ezelinodaromanos00cant/page/234/mode/1up| cap. IX, p. 234].</ref>
*Guai se la [[plebe]] comincia a gustare il sangue! È un ubbriaco che più beve, più desidera il vino. (da ''Il sacro macello di Valtellina'')
*{{NDR|Sul [[piano di Magadino]]}} Le devastazioni che il lago ed i torrenti hanno recato alla pianura non sono da raccontare. La via di distanza in distanza è recisa; e qui ci convenne sbalzarci a salti smisurati; là ci accoglieva una cassa che scusava di barca in que' tre passi di tragitto; altrove un cavallaccio bolso, orbo e pieno di guidaleschi ci portava amendue attraverso un esteso pantano; od un robusto Cristoforo ci alzava sulle spalle, e procedendo tentone con un baston ferrato, ne riduceva all'asciutto. In così strani tragitti io rideva smascellatamente; rideva anch'essa la mia compagna, ma quel suo ridere risolvevasi in un sospiro.<ref>Da ''Un viaggio piovoso'', in Antonio Corbellini (a cura di), ''Non ti scordar di me. Strenna per capo d'anno ovvero pei giorni onomastici'', Vallardi, Milano, 1836, [https://books.google.it/books?id=qNVaAAAAcAAJ&pg=PA53 pp. 53]-54.</ref>
*Le [[ricchezza|ricchezze]] sono buoni servidori, ma cattivi padroni.<ref>Da ''Buon senso e buon cuore: conferenze popolari'', Giacomo Agnelli, Milano, 1870.</ref>
*{{NDR|Su [[Giosafatte Biagioli]]}} Natogli un figliuolo a Parigi, lo presentò al battesimo col nome di Dante. Avvertendogli il prete che non v'era un santo di questo nome, esclamò: «Non so se vi sia un santo Dante, so che vi è un dio Dante». (da ''Monti e l'età che fu sua'', p. 126, nota)
*Ogni potere minacciato diviene violento. (da ''Il sacro macello di Valtellina'')
*Quanto meno bisogni avete, più siete liberi. (da ''Il galantuomo'')
*Se [[misantropia]] è quella che fa, non odiare gli uomini, ma negligerli, fin a quel punto che è necessario per non odiarli, me ne sento la mia dose.<ref>Da ''La fanciullezza'', in ''Romanzo autobiografico'', a cura di Adriano Bozzoli, Ricciardi, Milano-Napoli, 1969, p. 635.</ref>
*Spendi sempre un soldo meno di quel che guadagni. (da ''Buon senso e buon cuore'')
*Tra le migliaja di giornali che nacquero e morirono, la Lombardia conservò speciale memoria di due, brevissimi di vita: il ''[[Il Caffè (Verri)|Caffè]]'' e il ''Conciliatore''. (da ''Il Conciliatore e i carbonari'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1878, [https://archive.org/details/ilconciliatoreei00cantuoft/page/2 cap. 1, p. 2])
==''Attenzione!''==
*Eccellente modo di fare il [[bene e male|bene]] è la ferma risoluzione di combattere il [[bene e male|male]].
*Fare il proprio [[dovere]] val meglio dell'[[eroismo]].
*Il [[denaro]] consacrato alla [[beneficenza]] non ha merito se non rappresenta un sacrifizio, una privazione.
*L'autorità non ragionevole è tirannia.
*L'[[ignoranza|ignorante]] è non solo zavorra, ma pericolo della nave sociale.
*L'opposto della [[verità e bugia|menzogna]] non è la [[verità e bugia|verità]].
*La [[carità]] è il solo tesoro che si aumenta col dividerlo.
*La [[democrazia]] fondata sull'eguaglianza assoluta è la più assoluta tirannide.
*La [[lode]] dei figli e principalmente delle figliuole ricade sulla madre.
*La [[maldicenza]] rende peggiore chi la usa, chi la ascolta, e talora anche chi n'è l'oggetto.<ref>{{Cfr}} [[Alessandro Manzoni]], ''Osservazioni sulla morale cattolica'': «La maldicenza rende peggiore chi parla e chi ascolta, e per lo più anche chi n'è l'oggetto».</ref>
*La peggior [[prodigalità]] è quella del [[tempo]].
*Le più grandi [[verità]] sono generalmente le più semplici.
*Il peggio [[mestiere]] è quello di [[disoccupazione|non averne alcuno]]. (XIX)
*Peste della patria è il [[giornalismo]] che accetta le notizie senza vagliarle, quando pur non le inventa.
==''Il Carlambrogio di Montevecchia''==
*Chi non sa, è schiavo di chi sa.
*Il [[buon senso]] è come un cannocchiale che fa vedere da lontano il male e il bene.
*Molti si rovinano colla scelta sconsiderata degli amici e dei compagni. Non fate lega se non con quelli che vanno per la strada del bene. Gli altri vi pervertirebbero coi discorsi e cogli esempi; appassirebbero in voi il dilicato fiore dell'innocenza che sparge soave profumo sulla giovinezza.
*Nella [[pazienza]] tutto va a puro guadagno. Il male sopportato con ragionevolezza e calma è già diminuito della metà, mentre l'impazienza raddoppia tutti i pesi, infistolisce tutte le piaghe.
==''Storia della letteratura italiana''==
===[[Incipit]]===
Anche nel maggior fondo del medioevo le scienze e le lettere non perirono in Italia; anzi qui può dirsi conservato quanto sopraviveva della antica coltura. Appena lo strepito delle armi si tacque, e i prelati e i Comuni prevalsero all'oppressione feudale, si apersero scuole per educare non i giovanetti, ma gente matura che andava a perfezionarvisi quando la scarsezza de' libri rendeva troppo difficile lo studio privato. A quelle Università venivano chiamati a gara coloro che più valessero in una scienza, e v'attiravano studenti, che formavano il disturbo e il prosperamento delle città. Primeggiava in Italia quella di Bologna per le leggi, la quale [[Papa Innocenzo VI|Innocenzo VI]] concesse poi anche la cattedra di teologia; altre a [[Roma]], a [[Piacenza]], a [[Pavia]], a [[Siena]], a [[Lucca]], a [[Perugia]], a [[Padova]], a [[Napoli]], a [[Salerno]] fin a [[Treviso]], e accidentalmente in altri luoghi. Presto cercaronsi i libri, che erano principalmente ricopiati ne' monasteri, e pagati a caro prezzo, non solo per la fatica del trascriverli, ma per le miniature di cui venivano ornati. Scriveansi su pergamena, il che contribuiva a renderli costosi; poi s'inventò la carta di cotone, e in fine quella di cenci di lino.
===Citazioni===
*Alla [[storia]] bastano i pochi eletti fra i tanti chiamati, come in una battaglia si tien conto de' generali e di quei pochi che si segnalarono, non della turba gregaria; vi sarà anzi chi creda doversi citare non coloro che s'hanno a leggere, ma coloro che s'hanno a studiare. (in prefazione p. IX)
*In [[Italia]] la [[letteratura]] ebbe sempre grandissima importanza, e l'arte e il sentimento del bello furono gli stromenti della sua rinascenza, come della inglese la morale seria e positiva, della francese lo spirito e la ragione. (in prefazione p. X)
*L'[[arte]] è espressione di verità generali in una lingua comune alla nazione e insiem particolare all'autore; e [[verità]] chiamiamo ciò che è, o ciò che dovrebb'essere. Dicano pure che la [[verità]] è oggetto della scienza, mentre l'arte attende alla [[bellezza]]; noi della bellezza crediamo materia la verità morale. (in prefazione p. X)
*L'affettazione nello [[scrivere]] equivale all'ipocrisia nell'operare; la declamazione è il linguaggio delle idee e de' sentimenti falsi; né colla candida parola potrebbero accoppiarsi il magistrale ostentamento di concetti futili, la grande boria de' piccoli spiriti; il ghigno sistematico, l'epidemia di imprecazioni e d'ammirazioni arcadiche, le generalità ambiziose e inani, le idiote adulazioni a un pubblico stravagante, agl'ignoranti pretensivi, ai vili implacabili; le minacciose vanterie di eroiche paure. (in prefazione p. XII)
*Una [[lingua]] si altera o nell'interna struttura delle parole, o nell'integrità delle sue forme grammaticali. Le parole antiquandosi tendono a surrogare alle consonanti gagliarde e dure le deboli e dolci, alle vocali sonore le sorde dapprima, poi le mute; i suoni pieni s'estinguono poc'a poco e si perdono, le finali dispajono, le parole si contraggono; in conseguenza le lingue divengono meno melodiose; voci che lusingavano e riempivano l'orecchio, non offrono più che un senso mnemonico e quasi una cifra. Né basta. Il cambiamento, oltre snaturar le voci, estendesi alle forme grammaticali, che sono l'anima delle lingue, di cui le parole non sono che il corpo. (p. 3)
*Uno de' più nobili ed opportuni esercizj della penna è sempre la [[storia]]. (p. 79)
*Ad accelerare ed assicurare i progressi dello spirito umano valse un'invenzione suprema di questo tempo, la [[stampa]]. (p. 100)
==''Biografie per corredo alla Storia universale''==
===[[Incipit]]===
Come nell'uomo l'età della ragione è preceduta da quella della fantasia, così alla storia di tutti i popoli precedono quei che si chiamano tempi eroici. L'uomo allora è tuttavia in immediata relazione colla divinità; la mitologia e le credenze religiose formano parte degli avvenimenti; invece dell'esistenza storica e dello sviluppo dei popoli, non compaiono che le azioni di alcuni grandi. Son favolosi, eppure meritano studio, perché già da que' portenti trapela l'indole futura del popolo.<br />Tenebrosi affatto vanno quei secoli fra i popoli più antichi e scomparsi; e il rintracciarvi qualche lume è più difficile perché nelle immigrazioni succedentisi, ogni nuovo popolo vi portava tradizioni, che mesceansi a segno, da toglier ogni modo di verificarle; la qual confusione mostrasi estrema nella mitologia romana, se si ponga al confronto anrhe soltanto della greca.
===Citazioni===
*È carattere comune agli uomini di genio il rappresentare quasi pienamente quel che il loro secolo porta di distintivo. La storia d'un popolo in certo qual modo si epiloga in quella del suo fondatore, il quale senza saperlo, posa il principio per cui quel popolo sussiste; e che i successori di esso non hanno che a comprendere e a sviluppare; per modo che se quel popolo se ne scosta, perisce. (in ''Proemio'', p. 9)
*Nell'esporne la vita non basta descrivere e coordinare, ma bisogna ravvisare il posto che occupano, non nella storia d'un paese, ma nella storia dell'umanità, ma nei disegni della providenza, di cui sono grandi agenti nel governo del mondo. (in ''Proemio'', p. 10)
*Degl'[[India|Indiani]] abbiam ricchissime arti, immensi poemi, ma storia no. L'idea della divinità connettesi talmente a quella dell'umanità, anzi dell'intera natura, che pare impossibile scrivere la storia, cioè sceverar le ragioni umane dalle divine. Wilfort adoprò caldamente per coordinare colle storie nostre alcuni nomi e tempi dei Purana, ma non giunse che a mostrarne l'incertezza: i punditi o dottori indiani pretesero avere estratta dai poemi la serie dei re, ma son nomi senza particolarità, o con assurde e discordanti. (p. 12)
*Nella [[Cina|China]] manca la poesia, e non rimane che la storia positiva, senza tempi eroici. In paese dove l'imperatore è ogni cosa, è sovrano del cielo materiale, tipo stereotipo per tutti i tempi, non poteano darsi età eroiche, non altri eroi da esso in fuori; e la più antica mitologia comincia da un re che decreta il censimento, la misura dei terreni, lo scavo di canali, il catalogo delle stelle. (p. 13)
*La storia de' popoli dell'[[Asia]] media comincia appena appena a stenebrarsi; quella dei [[Tibet|Tibetani]] non va più indietro del VII secolo; del XII quella dei Mongoli; la storia delle più importanti nazioni turche s'innestò su quella degli Arabi, e prese la tinta del corano. Il primo eroe storico de' Tibetani, re [[Songtsen Gampo|Strongdsan Gambo]], che propagò nel suo regno il [[buddismo]], è ritenuto emanazione della divinità buddista, non meno che i suoi successori. Anche fra i [[Mongolia|Mongoli]], [[Gengis Khan|Gengis-kan]] passa per figlio di Cormusda (Hormus?), signore del mondo materiale; ma Tibetani e Mongoli hanno antichi canti eroici, fra cui merita attenzione quello che parla in particolare del tibetano Gesser-kan, figliolo anch'egli di Cormusda, e rammentato pure negli annali chinesi. (p. 14)
*Nelle prime tradizioni dell'[[Asia]] media scorgi la natura de' paesi i più esposti alle rivoluzioni; ed oggi ancora, come su que' primordi, la Persia e l'India sono preda del primo avventuriero che osi stendervi la mano. (p. 14)
*Anche dopo tante scoperte, la storia di Mose rimane la prima d'età, e quella che contiene le nozioni più antiche ed autentiche sulla prima civiltà del mondo. In essa vediamo i potenti cacciatori dell'Assiria diventare conquistatori e re; i pastori della Caldea che studiano il cielo, e divengono astrologi e sacerdoti; i Fenici che s'avventurano al mare; i Cananei che vanno in carovane trafficando; insomma in qual modo un fondo di natura e di cognizioni comuni fosse modificato dalle circostanze locali, in maniera di costituire le differenti società. (p. 15)
*Perché un branco di schiavi risalisse alla dignità di popolo, [[Mosè]] dovea insegnargli un passato, costituirne il presente, preparargli l'avvenire : e poiché senza storia non v'è popolo, il gran legislatore espose al suo le proprie origini. (p. 18)
*Origini d'un popolo son quelle stesse del mondo, e [[Mosè]] le raccontò in undici brevi capitoli. Tutte le genti pretendono essere le più antiche; ma quando vengono a spiegarci i primitivi loro tempi, li riempiono di cicli astronomici e di mitologici avvenimenti. Mosè no. L'onnipotente e libera volontà di un Dio crea istantaneamente la materia; dappoi successivamente le dà ordine, e vita; e dopò i pesci e i rettili e i volatili e i quadrupedi, ultimo produce l'uomo, del quale sono annoverate le famiglie fino a quell'[[Abramo]] che è stipite della gente ebrea. (p. 18)
*[[Mosè]] pregò da [[Dio]]: «Fammi passare sotto gli occhi quanto v'ha di buono; fatti conoscere a me; mostrami i tuoi sentieri»: e dalla verità de' dogmi dedusse la santità della morale. (p. 24)
* Solo i [[Viltà|vili]] considerano nimicizia il dissenso; essi incapaci della verità, e perciò esecranti chiunque la dice. Io dunque non ho bisogno di scusa con [[Cesare Balbo]] su questo punto, uno de' pochi ch'io dissento da Lui. (p. 274)
*[[Voltaire]], il quale, più della verità, cercava il paradossale e il nuovo, nel suo ''Discorso sulla poesia epica'' lodò gli ''Araucana'' di don [[Alonso de Ercilla]] come l'epopea della [[Spagna]]; non altrimenti che epopea dell'[[Italia]] pose la ''Gerusalemme liberata''. Incapace egli per indole e abitudine d'intendere il sublime, il semplice, il puro; angusto per pregiudizio di scuola e per culto della forma, badando alla distribuzione anziché al fondo, pretendeva restringere ogni poema nel preconizzato modello di [[Virgilio]]. Ma [[poema]] d'una nazione è quello dove trovansi ritratte la vita, la credenza, le cognizioni di essa in un dato tempo, e massime di que' tempi primitivi, dove la mistura eterogenea non alterò, né l'incivilimento spianò ancora le forme, che perpetuamente costituiranno il carattere di essa. (p. 310)
*Buon politico e ignorante teologo, [[Costantino I|Costantino]] credette l'[[arianesimo]] niente più che una differenza esteriore, laonde comandò il silenzio: agli uni disse ''Avete fatto male a tirar in campo una questione irresolubile''; agli altri ''Avete fatto male col pretendere di risolverla; sono punti speculativi da lasciar da banda; non molestatevi l'un l'altro, ma vivete in armonia''. (p. 489)
*{{NDR|[[Antonio abate]]}} L'opinione manifesta dell<nowiki>'</nowiki>''uomo di Dio'' valeva sulle moltitudini ancor più che gli argomenti dei dottori. E sempre umile, rispettoso ai sacerdoti, sereno come chi non è turbato da passione, coll'acume suppliva alla mancanza di educazione scientifica, e diceva che non l'alfabeto inventò la ragione, ma questa quello; e ad un filosofo che si maravigliava come potesse fare senza libri, rispose: ''Mio libro è la natura''. (p. 502)
*Gli [[Arianesimo|Ariani]], fatti più baldi, più non mascherarono le loro intenzioni; e se prima simulavano una credenza, dissenziente solo in formole, tornarono affatto alle idee di [[Ario]], e nel concilio di [[Sirmio]], presente [[Costanzo II|Costanzo]], pubblicarono una formola di preciso [[arianesimo]]: il Padre esser maggiore del Figliolo in onore, in grado, in maestà; e proclamarono per bocca di [[Eunomio]], il principio dell'autorità esclusiva della santa Scrittura in opposizione colla tradizione dei Padri. (p. 507)
*Negli scritti d'[[Atanasio di Alessandria|Atanasio]] non può cercarsi né grand'eloquenza, giacché scopo suo era di vincere, non di piacere; né una compiuta esposizione della fede, od un'artistica confutazione delle eresie; ma qualunque punto del dogma cristiano, egli lo ravvisa ne' rapporti coll'essenza del cristianesimo. (p. 508)
*{{NDR|[[Atanasio di Alessandria]]}} Se, come i prudenti lo consigliavano forse, per amor di pace egli avesse ceduto, o per timore si fosse ritirato, la Chiesa non sarebbe no soccombuta, ma a lungo sarebbero gli [[Arianesimo|Ariani]] rimasti trionfanti. (p. 511)
*Pei due golfi Arabico e Persico; pei due deserti, il paese l'israelitico dal lato di Suez, e l'arabico verso l'Eufrate, è l'[[Arabia]] da terra e mare sì isolata, che i suoi geografi opportunamente la nominano isola degli Arabi. Un viaggiatore ne fa il giro in tre mesi, o cento giorni. (p. 516)
*Da antichissimo passava per l'[[Arabia]] il commercio [[India|Indiano]], [[Egitto|egizio]], [[Siria|siriaco]] e [[Iran|persiano]]. Nella parte meridionale approdavano le flotte indiane e persiane nei porti di [[Qatif|Katif]] e Gafr, e in quelli di [[Aden]] e di [[Moka|Mocca]], questa celebre ne' tempi più recenti pel suo caffé, quella ne' più remoti per la pesca delle perle. A Gidde facevano capo le carovane delle merci e de' pellegrini d'[[Africa]]; verso la [[Siria]] il deposito principale delle mercanzie era Dumetol-cendel, donde quelle andavano a [[Bassora]], a Corrasch, a [[Damasco]], a Tadmor. Madianiti e Edomiti erano i mediatori del commercio tra i Fenici e l'Egitto; le piazze principali degli Edomiti erano Aila -sull'estremità del golfo Arabico, ed [[Ezion -Gaber|Ezion -Geber]] situata s'un'isola vicina. Sul mercato di Mescar tutte le merci erano in prima esaminate per evitar le frodi; in quello di Iemana poi lavansi a vendere soltanto stuoie e pietre. D'una mezza dozzina d'altre fiere che tenevansi annualmente in giorni determinati, le più rinomate son quelle di [[San'a|Sanaa]] capitale dell'[[Iemen]], e di [[Okas Okkuf]], nobilitata nella storia dalle gare de' poeti e da' giudizi pronunciatine dalle tribù. (p. 521)
*Rapace, bugiardo e fraudolento nel commercio, ma prode e generoso, mite e riconoscente, e innanzi tutto ospitale e fedele alla parola anche se data ad un nemico, sobrio e continente, compagnone, spiritoso, faceto, eloquente, poetico, caldo del suo onore, e particolarmente di quello dell'harem, ha anche oggidì il Beduino i pregi e i difetti de' suoi maggiori al tempo di [[Maometto]]; lava l'oltraggio nel sangue, e ne ha sete per vendicare quel d'un parente versato dal nemico; ''Il fuoco, il fuoco, ma non l'obbrobrio; la vendetta, la vendetta, ma non l'ignominia'' é anche oggidì il grido di guerra del Beduino, combattente per l'onor suo e delle sue donne; ciò non pertanto egli é ancor più ospitale che sanguinario, più generoso che implacabile. (p. 523)
*A chi non è noto [[Harun al-Rashid|Aron al-Rascid]], se non altro per le ''Mille ed una notte'', come il sovrano de' credenti, lo sposo della sua parente Zobeide, il contemporaneo d'[[Irene di Bisanzio|Irene]] e di [[Carlo Magno]], lo splendido e potente califfo, il tirannico sterminatore della casa di Barmek? La soverchiante copia delle cose conosciute e ricantate ne dispensa da un circonstanziato racconto, non però da una breve memoria di esse; e ne mette di rimpatto in dovere di adoperare con tanto maggiore accuratezza nel dar luce a poco note, e nuove. (p. 695)
==''Storia degli Italiani''==
===[[Incipit]]===
La penisola italica, estesa su trentatre milioni di ettare fra il 24º e il 36º meridiano, e fra il 35º e il 47º parallelo, è chiusa a settentrione e ponente dalla giogaja delle Alpi, che col titolo di Marittime, Cozie, Graje, Pennine, Leponzie, Retiche, Carniche, Giulie, disegnano un semicerchio di 1562 chilometri dal Varo, confine di Francia, sin al golfo del Quarnero al lembo della Dalmazia. Centinaja di valli solcano que' monti, alcune leggermente, altre estesamente profonde, come la Valtellina, la Leventina, quelle del Piave e d'Aosta; e riescono in un ampio anfiteatro, che forma la parte continentale dell'Italia.
===Citazioni===
*[[Fulvia (moglie di Marco Antonio)|Fulvia]], nata da quel Flacco che deturpò la causa dei Gracchi, non vuole amori volgari, ma comandare a chi comanda: sposa Clodio, deforme, ma prepotente e facinoroso, e che la piglia per le sue ricchezze: lui assassinato, maritasi in Curione, fastoso dissolutissimo e perpetuo sommovitore della pubblica quiete: morto anche questo, diviene di Antonio, e si fa consigliera e ministra delle costui crudeltà; assiste al supplizio di trecento uffiziali ch'egli fa scannare nella sua tenda; {{sic|sevisce}} contro il teschio di Cicerone; lei presente, in casa di Gemello, uomo tribunizio, si dà una cena a Metello console ed ai tribuni, ove si gavazza tra nefandità da lupanare, e si prostituisce {{sic|il}} nobile giovinetto Saturnino. (Vol. II, cap. XXVIII, p. 268)
*{{NDR|La vicenda biografia di [[Macalda di Scaletta|Macalda Scaletta]]}} Della vita di que' baroni ci è saggio la storia di [[Macalda di Scaletta]]. Vedova di un [[w:Guglielmo d'Amico|Guglielmo d'Amico]], esigliato al tempo degli Svevi, era andata profuga in abito di frate Minore, stette a [[Napoli]], a [[Messina]], e da [[Carlo d'Angiò]] ricuperò i beni confiscati al marito. Sposatasi ad [[w:Alaimo di Lentini|Alaimo di Lentini]], uno de' più fervorosi nel [[w:Vespri siciliani|Vespro]], tradì i Francesi che a lei, come beneficata da Carlo, rifuggiavano in [[Catania]], della qual città suo marito fu fatto governatore. Quand'egli andò alla guerra di Messina, essa ne tenne le veci; e sui quarant'anni, pure ancor bella, generosa net donare, vestiva piastre e maglie; e con una mazza d'argento alla mano, emulava i cavalieri ne' cimenti guerreschi. Di sua onestà chi bene disse, chi ogni male. Aspirò agli amori di [[w:Pietro III d'Aragona|re Pietro]], lo accompagnò, gli chiese ricovero; ma egli non volle comprenderla, di che essa pensò vendicarsi.<br/> Alaimo fu poi fatto maestro giustiziere, e valse a reprimere i molti che reluttavano alla nuova dominazione, e acquistò tal reputazione che eccitò la gelosia dell'infante [[w:Giacomo II d'Aragona|don Giacomo]]. La crescevano i superbi portamenti di Macalda, la quale tenevasi alta fin con [[w:Costanza di Hohenstaufen|Costanza]], e non volea dirle regina, ma solo madre di don Giacomo; se compariva alla Corte, era per isfoggiare abiti e gioie. Contro ogni decenza, volle in un convento passar la gravidanza e il parto, sol per godere l'amenità del luogo : Costanza fu a visitarla, e n'ebbe accoglienze sgarbate; offri di levar al battesimo il neonato, e Macalda rispose non voler esporlo a quel bagno freddo, poi tre giorni appresso vel fece tenere da popolani. Costanza, mal in salute, si fece portare in lettiga da Palermo al [[w:duomo di Monreale|duomo di Monreale]]; e Macalda essa pure, per le strade della città e fin a [[w:Nicosia|Nicosia]] in lettiga coperta di scarlatto, di che fu un gran mormorare. Re Giacomo viaggiava con trenta cavalli di scorta; e Macalda con trecento, e volea far da [[w:Giustiziere (funzionario)|giustiziere]], e apponeva a re Pietro di avere mal compensato coloro, che del resto l'aveano domandato compagno e non re.<br/> Alaimo condiscendeva alla moglie, e dicono le giurasse non dar mai consigli a danno de' Francesi, anzi procurarle il ritorno in Sicilia. Se il facesse noi sappiamo; certo i re aragonesi gli si avversarono, fors'anche per la solita ingratitudine a chi più beneficò. Giacomo finge spedire Alaimo in gran diligenza a suo padre in Catalogna per sollecitarne ajuti : Alaimo va, è accolto con ogni maniera di cortesia; ma appena egli partì, la plebe di Messina, sollecitata dal [[Ruggiero di Lauria|Loria]], lo grida traditore, affollasi alla sua casa ad ammazzare i Francesi prigionieri di guerra che vi tenea, e così quelli che stavano nelle carceri e che egli aveva salvati. Macalda accorse per sostenere i suoi fautori, ma vide il marito dichiarato fellone e confiscatigli i beni, Matteo Scaletta fratello di lei, decapitato; ella stessa chiusa in un castello, forse vi lini la vita. Alaimo, dopo alquanti anni, fu rimandato verso la Sicilia, e come fu in vista della patria isola, buttato in mare. (Vol. IV, cap. CII, p. 177)
==''Della indipendenza italiana''==
*Il canonico Rosario Gregorio di Palermo (1753-1809) nelle ''Considerazioni sulla storia della Sicilia'' si valse insignemente dei documenti latini ed arabi per delineare il diritto pubblico di quel regno, che ebbe sempre parte così notevole nelle italiche vicende. Nella dedica al viceré principe di Caramanico loda questo e il re d'aver promosso gli studj della botanica e dell'astronomia, e insieme quelli che riguardano le forme e le origini del vivere civile, ergendo una cattedra, alla quale esso Gregorio fu destinato, oltre al titolo di storiografo regio. (Vol. I, cap. XVII, p. 590)
==''Italiani illustri''==
*Avvertito dalla romba plebea, il [[Giuseppe Prina|Prina]], che non erasi mai preso paura del buon popolo meneghino, s'asconde: e subito il palazzo suo va a ruba e guasto. Egli stesso, scoperto, denudato, battuto, ferito, {{sic|gittato}} dalla finestra, fu afferrato dalla ciurma imbestialita, trascinato per la città colpendolo di parole e di punte quei che l'incontravano ({{sic|piovicchiava}}, e le puntate erano d'ombrelli di seta), gridandogli: − Questa è la carta bollata – Quest'è il dazio consumo – Tò il registro – Eccoti il macinato. Lo trafugano in una bottega, ma i casigliani lo respingono per paura della plebe: come per paura i generali e la guardia civica lasciano fare: appena a un sacerdote è permesso {{sic|accostarsegli}} e benedirlo; dopo quattro ore di ferini {{sic|strazj}} il misero spira, ed è lungamente ancora trascinato il suo cadavere; indi da due popolani trasportato nella vicina chiesa di San Tommaso, e registrato oscuramente fra i morti. (volume II, pp. 558-559)
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Gli eretici d'Italia''===
L'uomo era stato creato di retta intelligenza, e favorito di superne comunicazioni, ma libero e però capace di errare<ref>''Hoc inveni quod fecerit Deus hominem rectum; et ipse se infinitis miscuerit quæstionibus''. Eccles. VII, 30. ''Deus constituit ab initio hominem, et reliquit illum in manu consilii sui... Ante hominem vita et mors, bonum et malum, quod placuerit ei dabitur''. Eccli. XV, 14-18. </ref>. In fatto, mutando la coscienza del somigliar a Dio colla pretensione d'esser identico ad esso, peccò di superbia e disobbedienza; e il reato di quella colpa, trasmesso per generazione dal primo stipite a tutta la sua discendenza, quasi al modo che ne' rami e ne' frutti della pianta trapassa il guasto della radice, costituisce il più profondo mistero, non accettando il quale si moltiplicherebbero altri misteri.
===''Il Sacro Macello di Valtellina''===
Intendo raccontare i turbamenti della Valtellina nel secolo XVII, abbaruffata religiosa che, come spesso, copriva una quistione di nazionalità, mista di eccessi dei popoli e di viluppi d'una politica ambidestra, fecondi di atroci successi, e dove andarono in un fascio le umane cose e le divine. Né forse è privo d'opportunità questo episodio in tempi di sette caldeggianti d'operoso contrasto fra le opinioni e la forza, di lotta fra la sublime ambizione di non sottomettersi che alla ragione pura, e il folle orgoglio di arrogare tutti i diritti di questa alla ragione individuale.
===''Margherita Pusterla: racconto storico''===
Entrando il marzo del 1340, i Gonzaga signori di Mantova avevano aperta una corte bandita nella loro città, con tavole disposte a chiunque venisse, con musici, saltambanchi, buffoni, fontane che sprizzavano vino, tutta insomma la pompa colla quale i tirannelli, surrogatisi ai liberi governi in Lombardia, procuravano di stordire i generosi, allettare i vani, ed abbagliare la plebe, sempre ingorda dietro a queste luccicanti apparenze.
==Citazioni su Cesare Cantù==
*Come scrittore di Storie il Cantù ha due requisiti: il senno storico nel giudicare, la fantasia storica nel rappresentare. Egli afferra il vero spirito di un'epoca, lo deduce dai fatti particolari e lo esprime in una forma rettamente pensata e spesso arguta; non inventa il passato, ma lo cerca con paziente studio e lo spiega quale lo concepisce; bellamente giunge l'evidenza del vero, ma talvolta non riesce preciso, determinato, compiuto, ché anzi lascia sempre qualcosa ad aspettare; nei suoi giudizi è severo, onde ben si appose chi disse che il Cantù ammira e discute, ma non è mai l'idolatra del suo eroe. ([[Giuseppe Pitrè]])
*Il Cantù porta nella Storia il malessere proprio, il malessere cattolico e il malessere italiano. ([[Nicola Marselli]])
*Uno degli scrittori, la cui opera è stata più efficace nel dare agli studi storici il loro vero e luminoso indirizzo, è certamente Cesare Cantù, principe degli storici lombardi, fra i primi in Italia, ed uno degli ingegni più sintetici del secolo nostro. ([[Isidoro Carini]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Cesare Cantù, ''[https://www.gutenberg.org/files/47276/47276-h/47276-h.htm Gli eretici d'Italia]'', Unione Tipografico-Editrice, 1865.
*Cesare Cantù, ''[http://www.gutenberg.org/etext/6887 Il Sacro Macello Di Valtellina]'', Project Gutenberg.
*Cesare Cantù, ''[http://www.liberliber.it/libri/c/cantu/index.htm Il Sacro Macello di Valtellina]'', Alpinia editrice, 1999, ristampa non anastatica dell'edizione Sonzogno 1885. ISBN 8887584079
*Cesare Cantù, ''[http://www.gutenberg.org/etext/19039 Margherita Pusterla, racconto storico]'', Project Gutenberg.
*Cesare Cantù, ''[http://www.liberliber.it/libri/c/cantu/index.htm Margherita Pusterla: racconto storico]'', Libreria di educazione e d'istruzione di Paolo Carrara, Milano, [1887?].
*Cesare Cantù, ''[https://www.gutenberg.org/files/49337/49337-h/49337-h.htm Storia degli Italiani]'', Unione Tipografico-Editrice, 1874.
*Cesare Cantù, ''Storia della letteratura italiana'', Felice Le Monnier, Firenze 1865.
*Cesare Cantù, ''[http://books.google.it/books?id=5K0WAAAAQAAJ&source=gbs_navlinks_s Biografie per corredo alla Storia universale, Volume I]'', Giuseppe Pompa Editori, Torino 1845.
*Cesare Cantù, ''[http://www.archive.org/details/montieletchefu00cantuoft Monti e l'età che fu sua]'', F.lli Treves, Milano, 1879.
*Cesare Cantù, ''Grande illustrazione del Lombardo-Veneto'', vol III, ed. Corona e Caimi, Milano, 1858.
*Cesare Cantù, ''[https://archive.org/details/italianiillustr00cantgoog Italiani illustri {{small|ritratti da Cesare Cantù}}]'', volume II, Libreria Brigola, Milano, 1873.
==Voci correlate==
*[[Ignazio Cantù]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Cantù, Cesare}}
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Spinoziano
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[[File:Rossi, Giulio (1824-1884) - Cantù, Cesare.jpg|thumb|Cesare Cantù]]
'''Cesare Cantù''' (1804 – 1895), storico, letterato e politico italiano.
==Citazioni di Cesare Cantù==
*{{NDR|Sul Collegio Papio}} Ad [[Ascona]] vi era un convento di frati. [[Carlo Borromeo|San Carlo]] li mandò via onde istituirvi scuole per l'educazione della gioventù, e diceva che la scuola è il sole dell'anima, e che fa gran peccato chi non fa ogni sforzo per approfittarne.<ref>Da ''Il buon fanciullo: racconti d'un maestro elementare'', tip. e lit. Carlo Colombi, Bellinzona, 1869, p. 97.</ref>
*Con case affollate sì, che i tetti somigliano una scala, onde si dice per celia che il mugnaio, portandovi la molenda, non può voltare il somaro che conducendolo in piazza, e quivi ancora rizzandolo su due gambe.<ref>Da ''Grande illustrazione del Lombardo-Veneto'', p. 1147.</ref>
*Di [[Hans Sachs|{{sic|Hans-Sachs}}]], calzolajo di Norimberga, fecondo ed energico fabbricatore di poesia popolare, [[Johann Wolfgang von Goethe|{{sic|Göthe}}]] vantò il genio che noi confessiamo non sapervi scorgere; bensì grande facilità, e immagini nuove e squisiti pensieri, alla rinfusa con strani e bislacchi.<ref>Da ''Storia universale'', Tomo V, Epoche XV, XVI, Cugini Pomba e C. editori, Torino, 1852<sup>7</sup>, [https://archive.org/details/bub_gb_YP_wkoZospYC/page/604/mode/1up p. 604].</ref>
*Dov'è una [[donna]], il povero non patisce.<ref name="galantuomo">Da ''Il galantuomo''.</ref>
*''Due d'agosto<ref>Il 2 agosto 1829, Giuditta Pasta cantò a Como.</ref>, bel dì! gran gente accorre | In barca, in cocchio, a piedi, ad uno, a torme, | Fortuna d'osti. — Oggi [[Giuditta Pasta|Giuditta]] bea | L'aure del Lario co' soavi accenti, | Onde incantata la città d'Insubria | Oro profuse, coniò bronzi, intanto | Che colui<ref>[[Melchiorre Gioia]], autore del ''Merito e le Ricompense'', morto nel 1829.</ref> che'' del Merto e del Compenso | ''In lavoro immortal librò le leggi, | Da niun saputo, in abbandon moriva.''<ref>Da ''Giuditta Pasta a Como'', in ''Posie'', Successori Le Monnier, Firenze, 1870, [https://archive.org/details/bub_gb_MEFPAAAAYAAJ/page/n156/mode/1up p. 155].</ref>
*{{NDR|''[[Il Conciliatore]]''}} Era [...] un tentativo di ravvicinamento fra la scuola antica, che superbamente qualificavasi di ''classica'', e la nuova, detta ''romantica'' perché pareva attingere ispirazione principalmente dal medioevo, in cui nacquero le lingue romanze.<ref>Da ''Il Conciliatore e i carbonari'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1878, [https://archive.org/details/ilconciliatoreei00cantuoft/page/30 cap. 5, p. 30].</ref>
*Fu chi sommò le vittime di [[Ezzelino III da Romano|{{sic|Ezelino}}]] a cinquantacinquemila: dei quali cinquantamila Padovani. Vedere le carni sbranate, le fiere satollarsi di pasto umano, il sangue scorrere a rivi, consumarsi le famiglie più illustri, donne e ragazzi gemere fra laidi ed inumani strazî, erano costui diletto: separava i matrimonî, non amava che spie e sicarî: perseguitava inesorabile i ladri, ma ne adempiva largamente le veci. Guai a chi non dicesse bene di lui e (adulazione più dotta) non dicesse male de' suoi nemici! guai a chi piangesse parenti proscritti!<br>Tale dipintura offertaci dagli storici farebbe {{sic|parerlo}} simile ad una tigre, la quale ammazza non per fame ma per istinto d'ammazzare; e che non desse al suo furore altro intervallo che il tempo richiesto a tender agguati.<br>Ma possiamo credere tutto?<ref>Da ''Ezelino da Romano. Storia d'un ghibellino'', Libreria di educazione e d'istruzione di Paolo Carrara, Milano, 1879, [https://archive.org/details/ezelinodaromanos00cant/page/234/mode/1up| cap. IX, p. 234].</ref>
*Guai se la [[plebe]] comincia a gustare il sangue! È un ubbriaco che più beve, più desidera il vino.<ref name="macello">Da ''Il sacro macello di Valtellina''.</ref>
*{{NDR|Sul [[piano di Magadino]]}} Le devastazioni che il lago ed i torrenti hanno recato alla pianura non sono da raccontare. La via di distanza in distanza è recisa; e qui ci convenne sbalzarci a salti smisurati; là ci accoglieva una cassa che scusava di barca in que' tre passi di tragitto; altrove un cavallaccio bolso, orbo e pieno di guidaleschi ci portava amendue attraverso un esteso pantano; od un robusto Cristoforo ci alzava sulle spalle, e procedendo tentone con un baston ferrato, ne riduceva all'asciutto. In così strani tragitti io rideva smascellatamente; rideva anch'essa la mia compagna, ma quel suo ridere risolvevasi in un sospiro.<ref>Da ''Un viaggio piovoso'', in Antonio Corbellini (a cura di), ''Non ti scordar di me. Strenna per capo d'anno ovvero pei giorni onomastici'', Vallardi, Milano, 1836, [https://books.google.it/books?id=qNVaAAAAcAAJ&pg=PA53 pp. 53]-54.</ref>
*Le [[ricchezza|ricchezze]] sono buoni servidori, ma cattivi padroni.<ref name="senso">Da ''Buon senso e buon cuore: conferenze popolari'', Giacomo Agnelli, Milano, 1870.</ref>
*{{NDR|Su [[Giosafatte Biagioli]]}} Natogli un figliuolo a Parigi, lo presentò al battesimo col nome di Dante. Avvertendogli il prete che non v'era un santo di questo nome, esclamò: «Non so se vi sia un santo Dante, so che vi è un dio Dante».<ref>Da ''Monti e l'età che fu sua'', p. 126, nota.</ref>
*Ogni potere minacciato diviene violento.<ref name="macello" />
*Quanto meno bisogni avete, più siete liberi.<ref name="galantuomo" />
*Se [[misantropia]] è quella che fa, non odiare gli uomini, ma negligerli, fin a quel punto che è necessario per non odiarli, me ne sento la mia dose.<ref>Da ''La fanciullezza'', in ''Romanzo autobiografico'', a cura di Adriano Bozzoli, Ricciardi, Milano-Napoli, 1969, p. 635.</ref>
*Spendi sempre un soldo meno di quel che guadagni.<ref name="senso" />
*Tra le migliaja di giornali che nacquero e morirono, la Lombardia conservò speciale memoria di due, brevissimi di vita: il ''[[Il Caffè (Verri)|Caffè]]'' e il ''Conciliatore''.<ref>Da ''Il Conciliatore e i carbonari'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1878, [https://archive.org/details/ilconciliatoreei00cantuoft/page/2 cap. 1, p. 2].</ref>
==''Attenzione!''==
*Eccellente modo di fare il [[bene e male|bene]] è la ferma risoluzione di combattere il [[bene e male|male]].
*Fare il proprio [[dovere]] val meglio dell'[[eroismo]].
*Il [[denaro]] consacrato alla [[beneficenza]] non ha merito se non rappresenta un sacrifizio, una privazione.
*L'autorità non ragionevole è tirannia.
*L'[[ignoranza|ignorante]] è non solo zavorra, ma pericolo della nave sociale.
*L'opposto della [[verità e bugia|menzogna]] non è la [[verità e bugia|verità]].
*La [[carità]] è il solo tesoro che si aumenta col dividerlo.
*La [[democrazia]] fondata sull'eguaglianza assoluta è la più assoluta tirannide.
*La [[lode]] dei figli e principalmente delle figliuole ricade sulla madre.
*La [[maldicenza]] rende peggiore chi la usa, chi la ascolta, e talora anche chi n'è l'oggetto.<ref>{{Cfr}} [[Alessandro Manzoni]], ''Osservazioni sulla morale cattolica'': «La maldicenza rende peggiore chi parla e chi ascolta, e per lo più anche chi n'è l'oggetto».</ref>
*La peggior [[prodigalità]] è quella del [[tempo]].
*Le più grandi [[verità]] sono generalmente le più semplici.
*Il peggio [[mestiere]] è quello di [[disoccupazione|non averne alcuno]]. (XIX)
*Peste della patria è il [[giornalismo]] che accetta le notizie senza vagliarle, quando pur non le inventa.
==''Il Carlambrogio di Montevecchia''==
*Chi non sa, è schiavo di chi sa.
*Il [[buon senso]] è come un cannocchiale che fa vedere da lontano il male e il bene.
*Molti si rovinano colla scelta sconsiderata degli amici e dei compagni. Non fate lega se non con quelli che vanno per la strada del bene. Gli altri vi pervertirebbero coi discorsi e cogli esempi; appassirebbero in voi il dilicato fiore dell'innocenza che sparge soave profumo sulla giovinezza.
*Nella [[pazienza]] tutto va a puro guadagno. Il male sopportato con ragionevolezza e calma è già diminuito della metà, mentre l'impazienza raddoppia tutti i pesi, infistolisce tutte le piaghe.
==''Storia della letteratura italiana''==
===[[Incipit]]===
Anche nel maggior fondo del medioevo le scienze e le lettere non perirono in Italia; anzi qui può dirsi conservato quanto sopraviveva della antica coltura. Appena lo strepito delle armi si tacque, e i prelati e i Comuni prevalsero all'oppressione feudale, si apersero scuole per educare non i giovanetti, ma gente matura che andava a perfezionarvisi quando la scarsezza de' libri rendeva troppo difficile lo studio privato. A quelle Università venivano chiamati a gara coloro che più valessero in una scienza, e v'attiravano studenti, che formavano il disturbo e il prosperamento delle città. Primeggiava in Italia quella di Bologna per le leggi, la quale [[Papa Innocenzo VI|Innocenzo VI]] concesse poi anche la cattedra di teologia; altre a [[Roma]], a [[Piacenza]], a [[Pavia]], a [[Siena]], a [[Lucca]], a [[Perugia]], a [[Padova]], a [[Napoli]], a [[Salerno]] fin a [[Treviso]], e accidentalmente in altri luoghi. Presto cercaronsi i libri, che erano principalmente ricopiati ne' monasteri, e pagati a caro prezzo, non solo per la fatica del trascriverli, ma per le miniature di cui venivano ornati. Scriveansi su pergamena, il che contribuiva a renderli costosi; poi s'inventò la carta di cotone, e in fine quella di cenci di lino.
===Citazioni===
*Alla [[storia]] bastano i pochi eletti fra i tanti chiamati, come in una battaglia si tien conto de' generali e di quei pochi che si segnalarono, non della turba gregaria; vi sarà anzi chi creda doversi citare non coloro che s'hanno a leggere, ma coloro che s'hanno a studiare. (in prefazione p. IX)
*In [[Italia]] la [[letteratura]] ebbe sempre grandissima importanza, e l'arte e il sentimento del bello furono gli stromenti della sua rinascenza, come della inglese la morale seria e positiva, della francese lo spirito e la ragione. (in prefazione p. X)
*L'[[arte]] è espressione di verità generali in una lingua comune alla nazione e insiem particolare all'autore; e [[verità]] chiamiamo ciò che è, o ciò che dovrebb'essere. Dicano pure che la [[verità]] è oggetto della scienza, mentre l'arte attende alla [[bellezza]]; noi della bellezza crediamo materia la verità morale. (in prefazione p. X)
*L'affettazione nello [[scrivere]] equivale all'ipocrisia nell'operare; la declamazione è il linguaggio delle idee e de' sentimenti falsi; né colla candida parola potrebbero accoppiarsi il magistrale ostentamento di concetti futili, la grande boria de' piccoli spiriti; il ghigno sistematico, l'epidemia di imprecazioni e d'ammirazioni arcadiche, le generalità ambiziose e inani, le idiote adulazioni a un pubblico stravagante, agl'ignoranti pretensivi, ai vili implacabili; le minacciose vanterie di eroiche paure. (in prefazione p. XII)
*Una [[lingua]] si altera o nell'interna struttura delle parole, o nell'integrità delle sue forme grammaticali. Le parole antiquandosi tendono a surrogare alle consonanti gagliarde e dure le deboli e dolci, alle vocali sonore le sorde dapprima, poi le mute; i suoni pieni s'estinguono poc'a poco e si perdono, le finali dispajono, le parole si contraggono; in conseguenza le lingue divengono meno melodiose; voci che lusingavano e riempivano l'orecchio, non offrono più che un senso mnemonico e quasi una cifra. Né basta. Il cambiamento, oltre snaturar le voci, estendesi alle forme grammaticali, che sono l'anima delle lingue, di cui le parole non sono che il corpo. (p. 3)
*Uno de' più nobili ed opportuni esercizj della penna è sempre la [[storia]]. (p. 79)
*Ad accelerare ed assicurare i progressi dello spirito umano valse un'invenzione suprema di questo tempo, la [[stampa]]. (p. 100)
==''Biografie per corredo alla Storia universale''==
===[[Incipit]]===
Come nell'uomo l'età della ragione è preceduta da quella della fantasia, così alla storia di tutti i popoli precedono quei che si chiamano tempi eroici. L'uomo allora è tuttavia in immediata relazione colla divinità; la mitologia e le credenze religiose formano parte degli avvenimenti; invece dell'esistenza storica e dello sviluppo dei popoli, non compaiono che le azioni di alcuni grandi. Son favolosi, eppure meritano studio, perché già da que' portenti trapela l'indole futura del popolo.<br />Tenebrosi affatto vanno quei secoli fra i popoli più antichi e scomparsi; e il rintracciarvi qualche lume è più difficile perché nelle immigrazioni succedentisi, ogni nuovo popolo vi portava tradizioni, che mesceansi a segno, da toglier ogni modo di verificarle; la qual confusione mostrasi estrema nella mitologia romana, se si ponga al confronto anrhe soltanto della greca.
===Citazioni===
*È carattere comune agli uomini di genio il rappresentare quasi pienamente quel che il loro secolo porta di distintivo. La storia d'un popolo in certo qual modo si epiloga in quella del suo fondatore, il quale senza saperlo, posa il principio per cui quel popolo sussiste; e che i successori di esso non hanno che a comprendere e a sviluppare; per modo che se quel popolo se ne scosta, perisce. (in ''Proemio'', p. 9)
*Nell'esporne la vita non basta descrivere e coordinare, ma bisogna ravvisare il posto che occupano, non nella storia d'un paese, ma nella storia dell'umanità, ma nei disegni della providenza, di cui sono grandi agenti nel governo del mondo. (in ''Proemio'', p. 10)
*Degl'[[India|Indiani]] abbiam ricchissime arti, immensi poemi, ma storia no. L'idea della divinità connettesi talmente a quella dell'umanità, anzi dell'intera natura, che pare impossibile scrivere la storia, cioè sceverar le ragioni umane dalle divine. Wilfort adoprò caldamente per coordinare colle storie nostre alcuni nomi e tempi dei Purana, ma non giunse che a mostrarne l'incertezza: i punditi o dottori indiani pretesero avere estratta dai poemi la serie dei re, ma son nomi senza particolarità, o con assurde e discordanti. (p. 12)
*Nella [[Cina|China]] manca la poesia, e non rimane che la storia positiva, senza tempi eroici. In paese dove l'imperatore è ogni cosa, è sovrano del cielo materiale, tipo stereotipo per tutti i tempi, non poteano darsi età eroiche, non altri eroi da esso in fuori; e la più antica mitologia comincia da un re che decreta il censimento, la misura dei terreni, lo scavo di canali, il catalogo delle stelle. (p. 13)
*La storia de' popoli dell'[[Asia]] media comincia appena appena a stenebrarsi; quella dei [[Tibet|Tibetani]] non va più indietro del VII secolo; del XII quella dei Mongoli; la storia delle più importanti nazioni turche s'innestò su quella degli Arabi, e prese la tinta del corano. Il primo eroe storico de' Tibetani, re [[Songtsen Gampo|Strongdsan Gambo]], che propagò nel suo regno il [[buddismo]], è ritenuto emanazione della divinità buddista, non meno che i suoi successori. Anche fra i [[Mongolia|Mongoli]], [[Gengis Khan|Gengis-kan]] passa per figlio di Cormusda (Hormus?), signore del mondo materiale; ma Tibetani e Mongoli hanno antichi canti eroici, fra cui merita attenzione quello che parla in particolare del tibetano Gesser-kan, figliolo anch'egli di Cormusda, e rammentato pure negli annali chinesi. (p. 14)
*Nelle prime tradizioni dell'[[Asia]] media scorgi la natura de' paesi i più esposti alle rivoluzioni; ed oggi ancora, come su que' primordi, la Persia e l'India sono preda del primo avventuriero che osi stendervi la mano. (p. 14)
*Anche dopo tante scoperte, la storia di Mose rimane la prima d'età, e quella che contiene le nozioni più antiche ed autentiche sulla prima civiltà del mondo. In essa vediamo i potenti cacciatori dell'Assiria diventare conquistatori e re; i pastori della Caldea che studiano il cielo, e divengono astrologi e sacerdoti; i Fenici che s'avventurano al mare; i Cananei che vanno in carovane trafficando; insomma in qual modo un fondo di natura e di cognizioni comuni fosse modificato dalle circostanze locali, in maniera di costituire le differenti società. (p. 15)
*Perché un branco di schiavi risalisse alla dignità di popolo, [[Mosè]] dovea insegnargli un passato, costituirne il presente, preparargli l'avvenire : e poiché senza storia non v'è popolo, il gran legislatore espose al suo le proprie origini. (p. 18)
*Origini d'un popolo son quelle stesse del mondo, e [[Mosè]] le raccontò in undici brevi capitoli. Tutte le genti pretendono essere le più antiche; ma quando vengono a spiegarci i primitivi loro tempi, li riempiono di cicli astronomici e di mitologici avvenimenti. Mosè no. L'onnipotente e libera volontà di un Dio crea istantaneamente la materia; dappoi successivamente le dà ordine, e vita; e dopò i pesci e i rettili e i volatili e i quadrupedi, ultimo produce l'uomo, del quale sono annoverate le famiglie fino a quell'[[Abramo]] che è stipite della gente ebrea. (p. 18)
*[[Mosè]] pregò da [[Dio]]: «Fammi passare sotto gli occhi quanto v'ha di buono; fatti conoscere a me; mostrami i tuoi sentieri»: e dalla verità de' dogmi dedusse la santità della morale. (p. 24)
* Solo i [[Viltà|vili]] considerano nimicizia il dissenso; essi incapaci della verità, e perciò esecranti chiunque la dice. Io dunque non ho bisogno di scusa con [[Cesare Balbo]] su questo punto, uno de' pochi ch'io dissento da Lui. (p. 274)
*[[Voltaire]], il quale, più della verità, cercava il paradossale e il nuovo, nel suo ''Discorso sulla poesia epica'' lodò gli ''Araucana'' di don [[Alonso de Ercilla]] come l'epopea della [[Spagna]]; non altrimenti che epopea dell'[[Italia]] pose la ''Gerusalemme liberata''. Incapace egli per indole e abitudine d'intendere il sublime, il semplice, il puro; angusto per pregiudizio di scuola e per culto della forma, badando alla distribuzione anziché al fondo, pretendeva restringere ogni poema nel preconizzato modello di [[Virgilio]]. Ma [[poema]] d'una nazione è quello dove trovansi ritratte la vita, la credenza, le cognizioni di essa in un dato tempo, e massime di que' tempi primitivi, dove la mistura eterogenea non alterò, né l'incivilimento spianò ancora le forme, che perpetuamente costituiranno il carattere di essa. (p. 310)
*Buon politico e ignorante teologo, [[Costantino I|Costantino]] credette l'[[arianesimo]] niente più che una differenza esteriore, laonde comandò il silenzio: agli uni disse ''Avete fatto male a tirar in campo una questione irresolubile''; agli altri ''Avete fatto male col pretendere di risolverla; sono punti speculativi da lasciar da banda; non molestatevi l'un l'altro, ma vivete in armonia''. (p. 489)
*{{NDR|[[Antonio abate]]}} L'opinione manifesta dell<nowiki>'</nowiki>''uomo di Dio'' valeva sulle moltitudini ancor più che gli argomenti dei dottori. E sempre umile, rispettoso ai sacerdoti, sereno come chi non è turbato da passione, coll'acume suppliva alla mancanza di educazione scientifica, e diceva che non l'alfabeto inventò la ragione, ma questa quello; e ad un filosofo che si maravigliava come potesse fare senza libri, rispose: ''Mio libro è la natura''. (p. 502)
*Gli [[Arianesimo|Ariani]], fatti più baldi, più non mascherarono le loro intenzioni; e se prima simulavano una credenza, dissenziente solo in formole, tornarono affatto alle idee di [[Ario]], e nel concilio di [[Sirmio]], presente [[Costanzo II|Costanzo]], pubblicarono una formola di preciso [[arianesimo]]: il Padre esser maggiore del Figliolo in onore, in grado, in maestà; e proclamarono per bocca di [[Eunomio]], il principio dell'autorità esclusiva della santa Scrittura in opposizione colla tradizione dei Padri. (p. 507)
*Negli scritti d'[[Atanasio di Alessandria|Atanasio]] non può cercarsi né grand'eloquenza, giacché scopo suo era di vincere, non di piacere; né una compiuta esposizione della fede, od un'artistica confutazione delle eresie; ma qualunque punto del dogma cristiano, egli lo ravvisa ne' rapporti coll'essenza del cristianesimo. (p. 508)
*{{NDR|[[Atanasio di Alessandria]]}} Se, come i prudenti lo consigliavano forse, per amor di pace egli avesse ceduto, o per timore si fosse ritirato, la Chiesa non sarebbe no soccombuta, ma a lungo sarebbero gli [[Arianesimo|Ariani]] rimasti trionfanti. (p. 511)
*Pei due golfi Arabico e Persico; pei due deserti, il paese l'israelitico dal lato di Suez, e l'arabico verso l'Eufrate, è l'[[Arabia]] da terra e mare sì isolata, che i suoi geografi opportunamente la nominano isola degli Arabi. Un viaggiatore ne fa il giro in tre mesi, o cento giorni. (p. 516)
*Da antichissimo passava per l'[[Arabia]] il commercio [[India|Indiano]], [[Egitto|egizio]], [[Siria|siriaco]] e [[Iran|persiano]]. Nella parte meridionale approdavano le flotte indiane e persiane nei porti di [[Qatif|Katif]] e Gafr, e in quelli di [[Aden]] e di [[Moka|Mocca]], questa celebre ne' tempi più recenti pel suo caffé, quella ne' più remoti per la pesca delle perle. A Gidde facevano capo le carovane delle merci e de' pellegrini d'[[Africa]]; verso la [[Siria]] il deposito principale delle mercanzie era Dumetol-cendel, donde quelle andavano a [[Bassora]], a Corrasch, a [[Damasco]], a Tadmor. Madianiti e Edomiti erano i mediatori del commercio tra i Fenici e l'Egitto; le piazze principali degli Edomiti erano Aila -sull'estremità del golfo Arabico, ed [[Ezion -Gaber|Ezion -Geber]] situata s'un'isola vicina. Sul mercato di Mescar tutte le merci erano in prima esaminate per evitar le frodi; in quello di Iemana poi lavansi a vendere soltanto stuoie e pietre. D'una mezza dozzina d'altre fiere che tenevansi annualmente in giorni determinati, le più rinomate son quelle di [[San'a|Sanaa]] capitale dell'[[Iemen]], e di [[Okas Okkuf]], nobilitata nella storia dalle gare de' poeti e da' giudizi pronunciatine dalle tribù. (p. 521)
*Rapace, bugiardo e fraudolento nel commercio, ma prode e generoso, mite e riconoscente, e innanzi tutto ospitale e fedele alla parola anche se data ad un nemico, sobrio e continente, compagnone, spiritoso, faceto, eloquente, poetico, caldo del suo onore, e particolarmente di quello dell'harem, ha anche oggidì il Beduino i pregi e i difetti de' suoi maggiori al tempo di [[Maometto]]; lava l'oltraggio nel sangue, e ne ha sete per vendicare quel d'un parente versato dal nemico; ''Il fuoco, il fuoco, ma non l'obbrobrio; la vendetta, la vendetta, ma non l'ignominia'' é anche oggidì il grido di guerra del Beduino, combattente per l'onor suo e delle sue donne; ciò non pertanto egli é ancor più ospitale che sanguinario, più generoso che implacabile. (p. 523)
*A chi non è noto [[Harun al-Rashid|Aron al-Rascid]], se non altro per le ''Mille ed una notte'', come il sovrano de' credenti, lo sposo della sua parente Zobeide, il contemporaneo d'[[Irene di Bisanzio|Irene]] e di [[Carlo Magno]], lo splendido e potente califfo, il tirannico sterminatore della casa di Barmek? La soverchiante copia delle cose conosciute e ricantate ne dispensa da un circonstanziato racconto, non però da una breve memoria di esse; e ne mette di rimpatto in dovere di adoperare con tanto maggiore accuratezza nel dar luce a poco note, e nuove. (p. 695)
==''Storia degli Italiani''==
===[[Incipit]]===
La penisola italica, estesa su trentatre milioni di ettare fra il 24º e il 36º meridiano, e fra il 35º e il 47º parallelo, è chiusa a settentrione e ponente dalla giogaja delle Alpi, che col titolo di Marittime, Cozie, Graje, Pennine, Leponzie, Retiche, Carniche, Giulie, disegnano un semicerchio di 1562 chilometri dal Varo, confine di Francia, sin al golfo del Quarnero al lembo della Dalmazia. Centinaja di valli solcano que' monti, alcune leggermente, altre estesamente profonde, come la Valtellina, la Leventina, quelle del Piave e d'Aosta; e riescono in un ampio anfiteatro, che forma la parte continentale dell'Italia.
===Citazioni===
*[[Fulvia (moglie di Marco Antonio)|Fulvia]], nata da quel Flacco che deturpò la causa dei Gracchi, non vuole amori volgari, ma comandare a chi comanda: sposa Clodio, deforme, ma prepotente e facinoroso, e che la piglia per le sue ricchezze: lui assassinato, maritasi in Curione, fastoso dissolutissimo e perpetuo sommovitore della pubblica quiete: morto anche questo, diviene di Antonio, e si fa consigliera e ministra delle costui crudeltà; assiste al supplizio di trecento uffiziali ch'egli fa scannare nella sua tenda; {{sic|sevisce}} contro il teschio di Cicerone; lei presente, in casa di Gemello, uomo tribunizio, si dà una cena a Metello console ed ai tribuni, ove si gavazza tra nefandità da lupanare, e si prostituisce {{sic|il}} nobile giovinetto Saturnino. (Vol. II, cap. XXVIII, p. 268)
*{{NDR|La vicenda biografia di [[Macalda di Scaletta|Macalda Scaletta]]}} Della vita di que' baroni ci è saggio la storia di [[Macalda di Scaletta]]. Vedova di un [[w:Guglielmo d'Amico|Guglielmo d'Amico]], esigliato al tempo degli Svevi, era andata profuga in abito di frate Minore, stette a [[Napoli]], a [[Messina]], e da [[Carlo d'Angiò]] ricuperò i beni confiscati al marito. Sposatasi ad [[w:Alaimo di Lentini|Alaimo di Lentini]], uno de' più fervorosi nel [[w:Vespri siciliani|Vespro]], tradì i Francesi che a lei, come beneficata da Carlo, rifuggiavano in [[Catania]], della qual città suo marito fu fatto governatore. Quand'egli andò alla guerra di Messina, essa ne tenne le veci; e sui quarant'anni, pure ancor bella, generosa net donare, vestiva piastre e maglie; e con una mazza d'argento alla mano, emulava i cavalieri ne' cimenti guerreschi. Di sua onestà chi bene disse, chi ogni male. Aspirò agli amori di [[w:Pietro III d'Aragona|re Pietro]], lo accompagnò, gli chiese ricovero; ma egli non volle comprenderla, di che essa pensò vendicarsi.<br/> Alaimo fu poi fatto maestro giustiziere, e valse a reprimere i molti che reluttavano alla nuova dominazione, e acquistò tal reputazione che eccitò la gelosia dell'infante [[w:Giacomo II d'Aragona|don Giacomo]]. La crescevano i superbi portamenti di Macalda, la quale tenevasi alta fin con [[w:Costanza di Hohenstaufen|Costanza]], e non volea dirle regina, ma solo madre di don Giacomo; se compariva alla Corte, era per isfoggiare abiti e gioie. Contro ogni decenza, volle in un convento passar la gravidanza e il parto, sol per godere l'amenità del luogo : Costanza fu a visitarla, e n'ebbe accoglienze sgarbate; offri di levar al battesimo il neonato, e Macalda rispose non voler esporlo a quel bagno freddo, poi tre giorni appresso vel fece tenere da popolani. Costanza, mal in salute, si fece portare in lettiga da Palermo al [[w:duomo di Monreale|duomo di Monreale]]; e Macalda essa pure, per le strade della città e fin a [[w:Nicosia|Nicosia]] in lettiga coperta di scarlatto, di che fu un gran mormorare. Re Giacomo viaggiava con trenta cavalli di scorta; e Macalda con trecento, e volea far da [[w:Giustiziere (funzionario)|giustiziere]], e apponeva a re Pietro di avere mal compensato coloro, che del resto l'aveano domandato compagno e non re.<br/> Alaimo condiscendeva alla moglie, e dicono le giurasse non dar mai consigli a danno de' Francesi, anzi procurarle il ritorno in Sicilia. Se il facesse noi sappiamo; certo i re aragonesi gli si avversarono, fors'anche per la solita ingratitudine a chi più beneficò. Giacomo finge spedire Alaimo in gran diligenza a suo padre in Catalogna per sollecitarne ajuti : Alaimo va, è accolto con ogni maniera di cortesia; ma appena egli partì, la plebe di Messina, sollecitata dal [[Ruggiero di Lauria|Loria]], lo grida traditore, affollasi alla sua casa ad ammazzare i Francesi prigionieri di guerra che vi tenea, e così quelli che stavano nelle carceri e che egli aveva salvati. Macalda accorse per sostenere i suoi fautori, ma vide il marito dichiarato fellone e confiscatigli i beni, Matteo Scaletta fratello di lei, decapitato; ella stessa chiusa in un castello, forse vi lini la vita. Alaimo, dopo alquanti anni, fu rimandato verso la Sicilia, e come fu in vista della patria isola, buttato in mare. (Vol. IV, cap. CII, p. 177)
==''Della indipendenza italiana''==
*Il canonico Rosario Gregorio di Palermo (1753-1809) nelle ''Considerazioni sulla storia della Sicilia'' si valse insignemente dei documenti latini ed arabi per delineare il diritto pubblico di quel regno, che ebbe sempre parte così notevole nelle italiche vicende. Nella dedica al viceré principe di Caramanico loda questo e il re d'aver promosso gli studj della botanica e dell'astronomia, e insieme quelli che riguardano le forme e le origini del vivere civile, ergendo una cattedra, alla quale esso Gregorio fu destinato, oltre al titolo di storiografo regio. (Vol. I, cap. XVII, p. 590)
==''Italiani illustri''==
*Avvertito dalla romba plebea, il [[Giuseppe Prina|Prina]], che non erasi mai preso paura del buon popolo meneghino, s'asconde: e subito il palazzo suo va a ruba e guasto. Egli stesso, scoperto, denudato, battuto, ferito, {{sic|gittato}} dalla finestra, fu afferrato dalla ciurma imbestialita, trascinato per la città colpendolo di parole e di punte quei che l'incontravano ({{sic|piovicchiava}}, e le puntate erano d'ombrelli di seta), gridandogli: − Questa è la carta bollata – Quest'è il dazio consumo – Tò il registro – Eccoti il macinato. Lo trafugano in una bottega, ma i casigliani lo respingono per paura della plebe: come per paura i generali e la guardia civica lasciano fare: appena a un sacerdote è permesso {{sic|accostarsegli}} e benedirlo; dopo quattro ore di ferini {{sic|strazj}} il misero spira, ed è lungamente ancora trascinato il suo cadavere; indi da due popolani trasportato nella vicina chiesa di San Tommaso, e registrato oscuramente fra i morti. (volume II, pp. 558-559)
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Gli eretici d'Italia''===
L'uomo era stato creato di retta intelligenza, e favorito di superne comunicazioni, ma libero e però capace di errare<ref>''Hoc inveni quod fecerit Deus hominem rectum; et ipse se infinitis miscuerit quæstionibus''. Eccles. VII, 30. ''Deus constituit ab initio hominem, et reliquit illum in manu consilii sui... Ante hominem vita et mors, bonum et malum, quod placuerit ei dabitur''. Eccli. XV, 14-18. </ref>. In fatto, mutando la coscienza del somigliar a Dio colla pretensione d'esser identico ad esso, peccò di superbia e disobbedienza; e il reato di quella colpa, trasmesso per generazione dal primo stipite a tutta la sua discendenza, quasi al modo che ne' rami e ne' frutti della pianta trapassa il guasto della radice, costituisce il più profondo mistero, non accettando il quale si moltiplicherebbero altri misteri.
===''Il Sacro Macello di Valtellina''===
Intendo raccontare i turbamenti della Valtellina nel secolo XVII, abbaruffata religiosa che, come spesso, copriva una quistione di nazionalità, mista di eccessi dei popoli e di viluppi d'una politica ambidestra, fecondi di atroci successi, e dove andarono in un fascio le umane cose e le divine. Né forse è privo d'opportunità questo episodio in tempi di sette caldeggianti d'operoso contrasto fra le opinioni e la forza, di lotta fra la sublime ambizione di non sottomettersi che alla ragione pura, e il folle orgoglio di arrogare tutti i diritti di questa alla ragione individuale.
===''Margherita Pusterla: racconto storico''===
Entrando il marzo del 1340, i Gonzaga signori di Mantova avevano aperta una corte bandita nella loro città, con tavole disposte a chiunque venisse, con musici, saltambanchi, buffoni, fontane che sprizzavano vino, tutta insomma la pompa colla quale i tirannelli, surrogatisi ai liberi governi in Lombardia, procuravano di stordire i generosi, allettare i vani, ed abbagliare la plebe, sempre ingorda dietro a queste luccicanti apparenze.
==Citazioni su Cesare Cantù==
*Come scrittore di Storie il Cantù ha due requisiti: il senno storico nel giudicare, la fantasia storica nel rappresentare. Egli afferra il vero spirito di un'epoca, lo deduce dai fatti particolari e lo esprime in una forma rettamente pensata e spesso arguta; non inventa il passato, ma lo cerca con paziente studio e lo spiega quale lo concepisce; bellamente giunge l'evidenza del vero, ma talvolta non riesce preciso, determinato, compiuto, ché anzi lascia sempre qualcosa ad aspettare; nei suoi giudizi è severo, onde ben si appose chi disse che il Cantù ammira e discute, ma non è mai l'idolatra del suo eroe. ([[Giuseppe Pitrè]])
*Il Cantù porta nella Storia il malessere proprio, il malessere cattolico e il malessere italiano. ([[Nicola Marselli]])
*Uno degli scrittori, la cui opera è stata più efficace nel dare agli studi storici il loro vero e luminoso indirizzo, è certamente Cesare Cantù, principe degli storici lombardi, fra i primi in Italia, ed uno degli ingegni più sintetici del secolo nostro. ([[Isidoro Carini]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Cesare Cantù, ''[https://www.gutenberg.org/files/47276/47276-h/47276-h.htm Gli eretici d'Italia]'', Unione Tipografico-Editrice, 1865.
*Cesare Cantù, ''[http://www.gutenberg.org/etext/6887 Il Sacro Macello Di Valtellina]'', Project Gutenberg.
*Cesare Cantù, ''[http://www.liberliber.it/libri/c/cantu/index.htm Il Sacro Macello di Valtellina]'', Alpinia editrice, 1999, ristampa non anastatica dell'edizione Sonzogno 1885. ISBN 8887584079
*Cesare Cantù, ''[http://www.gutenberg.org/etext/19039 Margherita Pusterla, racconto storico]'', Project Gutenberg.
*Cesare Cantù, ''[http://www.liberliber.it/libri/c/cantu/index.htm Margherita Pusterla: racconto storico]'', Libreria di educazione e d'istruzione di Paolo Carrara, Milano, [1887?].
*Cesare Cantù, ''[https://www.gutenberg.org/files/49337/49337-h/49337-h.htm Storia degli Italiani]'', Unione Tipografico-Editrice, 1874.
*Cesare Cantù, ''Storia della letteratura italiana'', Felice Le Monnier, Firenze 1865.
*Cesare Cantù, ''[http://books.google.it/books?id=5K0WAAAAQAAJ&source=gbs_navlinks_s Biografie per corredo alla Storia universale, Volume I]'', Giuseppe Pompa Editori, Torino 1845.
*Cesare Cantù, ''[http://www.archive.org/details/montieletchefu00cantuoft Monti e l'età che fu sua]'', F.lli Treves, Milano, 1879.
*Cesare Cantù, ''Grande illustrazione del Lombardo-Veneto'', vol III, ed. Corona e Caimi, Milano, 1858.
*Cesare Cantù, ''[https://archive.org/details/italianiillustr00cantgoog Italiani illustri {{small|ritratti da Cesare Cantù}}]'', volume II, Libreria Brigola, Milano, 1873.
==Voci correlate==
*[[Ignazio Cantù]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Cantù, Cesare}}
[[Categoria:Aforisti italiani]]
[[Categoria:Letterati italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
[[Categoria:Storici italiani]]
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Madagascar (film)
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{{Film
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|regista=[[Eric Darnell]], [[Tom McGrath]]
|sceneggiatore=[[Mark Burton]], [[Billy Frolick]], [[Eric Darnell]], [[Tom McGrath]]
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*[[Ben Stiller]]: Alex il leone
*[[Chris Rock]]: Marty la zebra
*[[David Schwimmer]]: Melman la giraffa
*[[Jada Pinkett Smith]]: Gloria l'ippopotamo
*[[Sacha Baron Cohen]]: Re Julien, lemure
*[[Cedric the Entertainer]]: Maurice, lemure
*[[Andy Richter]]: Mort, lemure
*[[Tom McGrath]]: Skipper, pinguino
*[[Elisa Gabrielli]]: Nana la vecchietta
|doppiatoriitaliani=
*[[Ale e Franz|Ale]]: Alex il leone
*[[Ale e Franz|Franz]]: Marty la zebra
*[[Fabio De Luigi]]: Melman la giraffa
*[[Michelle Hunziker]]: Gloria l'ippopotamo
*[[Oreste Baldini]]: Re Julien, lemure
*[[Roberto Draghetti]]: Maurice, lemure
*[[Massimiliano Alto]]: Mortino, lemure
*[[Luigi Ferraro]]: Skipper, pinguino
*[[Cristina Grado]]: Nana la vecchietta
|note=
'''Musiche''': [[Hans Zimmer]]
}}
'''''Madagascar''''', film d'animazione del 2005 prodotto dalla DreamWorks.
==Frasi==
<!--NON SCRIVETE ALTRE CITAZIONI, SONO SOLO QUESTE QUELLE SIGNIFICATIVE-->
*Quando la [[zebra]] sogna non vuole rogna. ('''Marty''')
*Sono a metà della mia vita e non so ancora se sono nero a strisce bianche o bianco a strisce nere! ('''Marty''')
*C'è una conferenza sull'anarchia sociale al Lincoln Center. Certo che ci andiamo! Gli tiriamo la popò addosso. ('''Mason''')
*Il drammatico incidente avvenuto ieri sera alla stazione centrale è un esempio di ciò che gli animalisti gridano da anni a tutti: gli animali non devono vivere in cattività. Ora verranno riportati nei loro habitat naturali, dove potranno vivere la vita libera che evidentemente desiderano. ('''Giornalista''')
*Anche io credevo di conoscerti! Lo sai Marty? Quelle tue strisce bianche nere si annullano a vicenda! ('''Alex''')
*Eh, siamo qui... Ma esattamente, dov'è qui? San Diego: bianche spiagge sabbiose, ambiente simil-finto naturale, spazi aperti personalizzati! Siamo in California e questo è lo zoo di San Diego! Con tanto di rocce finte... Uao! Questa sembra vera... ('''Melman''') {{NDR|appena sbarcati in Madagascar}}
*Mi piace se ti muovi! Mi piace quel che muovi! E allora: MUOVI! ('''Re Julien''')
*Ho appena riscontrato ventisei violazioni del codice sanitario... ventisette! ('''Melman''')
*Quell'Alex... non so... ha qualcosa che mi fa venire i brivididabadibidi! ('''Maurice''')
*{{NDR|Agli altri pinguini appena arrivati in Antartide dove infuria una bufera di neve}} Ma che schifo! ('''Soldato''')
*Se lui è il Re, dov'è la sua corona? Io ce l'ho una corona, una corona molto bella, ce l'ho qui, sulla testa: GUARDALA! Che ce l'ho sulla testa? ('''Re Julien''', rivolto a Maurice) {{NDR|Riferito a Alex}}
*La festa è finita, Julien! Il tuo brillante piano è fallito! {{NDR|A Marty, Melman e Gloria riguardo alla natura selvaggia di Alex}} Il vostro amico è quello che si dice una macchina per cacciare e sbranare modello deluxe e mangia bistecche... cioè voi. ('''Maurice''')
*Marty... Mi dispiace, Marty... {{NDR|si mette le zampe sulla testa}} Ma che cosa mi sta succedendo?? {{NDR|sente gli artigli}} Aaaahhh!!! Oh no! Ma che cosa ho fatto?? È vero... sono un mostro! Devo andarmene di qui... ('''Alex''') {{NDR|risvegliatosi dall'ipnosi della fame}}
*È meglio della bistecca! Mi piace! Mi piace! {{NDR|dopo essere stato finalmente sfamato dai pinguini con del sushi}} ('''Alex''')
*{{NDR|Riferendosi ad Alex, il leone}} Al micio piace il pesce! ('''Skipper''')
*Bye bye banda! Ci vediamo! E se non ci vediamo, accendi la luce! ('''Re Julien''')
*Magari a volte è un tipo un po' mordace, e credetemi, {{NDR|mostra un cerotto sul sedere}} io lo so bene! Ma questo leone, mi ha dimostrato che il suo cuore è più grande dello stomaco! ('''Marty''') {{NDR|descrivendo il suo amico Alex}}
==Dialoghi==
<!--NON SCRIVETE ALTRE CITAZIONI, SONO SOLO QUESTE QUELLE SIGNIFICATIVE-->
*'''Alex''': È un altro gran giorno nella Grande Mela!<br/>'''Melman''': Uha, non per me... io mi do malato.<br/>'''Alex''': Come?<br/>'''Melman''': Ho scoperto un'altra macchia marrone sulla spalla... È qui, è qui, proprio qui!<br/>'''Alex''': Melman, tu la macchia ce l'hai nella testa!
*'''Skipper''': Tu! Quadrupede, ''sprechen Sie'' come me?<br/>'''Marty''': Io ''sprechen''?<br/>'''Skipper''': Che continente è questo?<br/>'''Marty''': Manhattan!<br/>'''Skipper''': Corpo di bacco! Siamo ancora a New York! Annullare! Immersione, immersione, immersione!<br/>'''Marty''': Ehi, ehi, ehi! Tutto qua? Aspetta un attimo! Che cosa state facendo, ragazzi?<br/>'''Soldato''': Un tunnel per l'[[Antartide]]!<br/>'''Marty''': Antarti-che?<br/>'''Skipper''': Sai tenerlo un segreto, amico bicromatico? Hai mai visto dei [[pinguino|pinguini]] passeggiare per le strade di New York City? Certo che no. Non è il nostro posto, questo, non è il nostro habitat. Questa è una specie di pazzesca trappola infernale! Noi ce ne andiamo negli spazi sterminati dell'Antartide: nella natura!<br/>'''Marty''': Nella natura? Tu dici che ci si può andare davvero? È fantastico! Ehi, aspetta! Dov'è questo posto? Dimmi dov'è!<br/>'''Skipper''': Tu non hai visto niente... Vero? '''Marty''': Si signore. No scusa no signore.
*'''Alex, Gloria e Melman''': Tanti [[Auguri di compleanno dai film|auguri]] a te, in uno zoo vivi tu... Assomigli a una scimmia, maaaa puzzi anche di più!<br/>'''Mason''': Ma dico!
*'''Marty''': Perché i pinguini possono andarsene e io no?<br/>'''Alex''': Marty, i pinguini sono psicopatici!
*'''Alex''': Marty, andiamo, cosa vuoi che ci possa offrire il Connecticut?<br/>'''Melman''': [[Toxoplasmosi]].<br/>'''Alex''': Grazie, Melman.
*'''Marty''': Staremo alla grande!<br/>'''Alex''': No, Marty! Non staremo alla grande! E adesso per colpa tua, siamo fregati!<br/>'''Marty''': Per colpa mia, non vedo proprio come possa essere colpa mia!<br/>'''Gloria''': Scherzi, vero Marty?<br/>'''Alex''': Tu hai fatto incavolare i sapiens! L'hai morsa la mano, Marty! La mano che ti nutriva! "Io non so chi sono! Io non so chi sono! Devo ritrovare me stesso nella natura!" Ah, per favore!<br/>'''Marty''': Ehi, ehi! Non mi sembra di essere stato io a chiedervi di seguirmi, mi sbaglio?<br/>'''Melman''': Su questo ha ragione!<br />'''Alex''': Cosa? <br />'''Melman''': Io l'avevo detto di restare allo zoo! Ma voi, invece...<br/>'''Alex''': Melman, sta' zitto! Sei tu che l'hai fatto venire questa idea!<br>'''Gloria''': Alex, Melman non c'entra in questa storia.<br/>'''Melman''': Grazie, Gloria, e poi, Alex, non è colpa mia se ci trasferiscono!<br/>'''Gloria''': Melman, piantala. Nessuno di voi ha la nausea?<br/>'''Melman''': Io ho la nausea!<br/>'''Alex''': Melman, tu ce l'hai sempre la nausea.
*'''Skipper''': Facciamo il punto. <br/>'''Kowalski''': È un vecchio codice, Skipper. Non riesco a decifrarlo.<br/>'''Skipper''': Tu, mammifero evoluto. Tu, sai leggere?<br/>'''Mason''': No, Phil sa leggere però. Phil? <br/>{{NDR|Con i gesti}} '''Phil''': Nave per Kenya, parco naturale, riserva, Africa!<br/>'''Skipper''': Africa? Qui la cosa non quaglia. Rico!
*'''Alex''': {{NDR|mentre prende a calci la cassa in cui è rinchiuso}} Ero una star nella città più bella del mondo! Ero un re adorato da migliaia di fan, e tu {{NDR|Marty}} hai rovinato tutto! {{NDR|tira una testata alla cassa di Marty}}<br>'''Marty''': Adorato?!? Se i tuoi fan ti adoravano, è solo perché non ti conoscevano per quello che sei! {{NDR|tira una testata alla cassa di Alex}}<br>'''Gloria''': Non fatemi venire lì o altrimenti vi sculaccio tutti e due!<br>'''Alex''': Bè, anch'io credevo di conoscerti! Lo sai, Marty? Con le tue strisce bianche e nere si annullano a vicenda! {{NDR|tira una serie di testate alla cassa di Marty}}
*'''Maurice''': Se ci fossero ''sapiens'' vivi, questa non sarebbe più natura, no?<br/>'''Alex''': Aspetta un attimo, coso... peloso, vuoi dire cioè vivere in una capanna di fango e pulirsi il sedere con una... foglia? Intendi... questo?<br/>'''Re Julien''' E chi si pulisce?
*'''Marty''': Ehi! Una latrina! Ottimo lavoro, Melman. Idraulica l'aperto!<br/>'''Alex''': No, non è una latrina! È una tomba! Hai mandato Melman nella tomba! Sei contento?<br/>'''Marty''': Ma dai! Questa non è la fine! Questo è un nuovo inizio! Forse è la cosa migliore che ci sia mai capitata!<br/>'''Alex''': No, no, no, no, no no no, no, no, no! Non è la cosa migliore che ci sia mai capitata!<br/>'''Melman''': Già! Hai rivelato il tuo desiderio di compleanno e hai portato sfortuna a tutti! Perché ci hai rivelato! Non si deve mai farlo!<br/>'''Marty''': Io non volevo dirvi questo! Ricordi? Siete stati voi a insistermi!<br/>'''Melman''': Bè, si certo!
*'''Marty''': Chi è?<br/>'''Alex''': Pizza a domicilio! Chi diavolo dovrebbe essere?<br/>'''Marty''': Serve qualcosa?<br/>'''Alex''': C'è posto nella metà divertente?<br/>'''Marty''': Come hai detto?<br/>'''Alex''': Mi sono comportato male, Marty! Ma ho ripensato di quello che mi hai detto e ti chiedo scusa!
*'''Re Julien''': Benvenuti in [[Madagascar]]!<br/>'''Marty''': Madaga-che?<br/>'''Re Julien''': Non "Madagaché". Madagascar!
*'''Marty''': Scusami... Mi stai mordendo le chiappe!<br>'''Alex''': {{NDR|con i denti sul didietro di Marty}} No no...<br>'''Marty''': Sì invece!<br>{{NDR|Alex si riprende dall'ipnosi della fame e si accorge che stava davvero mordendo il sedere di Marty, dunque si stacca e si pulisce la lingua}}<br>'''Gloria''': Alex! Che cos'hai fatto??<br>'''Marty''': Mi hai morso una chiappa!<br>'''Alex''': No non l'ho fatto... L'ho fatto??<br>'''Melman''': Beh, effettivamente...<br>'''Marty''': Mi ha morso una chiappa! Ma che diavolo ti è preso??<br>'''Alex''': Ehm... io... Ehm...<br>'''Marty''': Perché mi hai morso??<br>'''Maurice''': Amico... Perché tu sei la sua cena!<br>'''Marty''': Cosa??<br>'''Gloria''': Come hai detto??<br>'''Melman''': Che scemenza...<br>'''Re Julien''': Suvvia, Maurice, che cosa vuoi che sia un semplice [[morso]] sulle chiappe tra amici? Dài, dammi un morsetto.<br>'''Maurice''': La festa è finita, Julien: il tuo brillante piano è fallito!<br>'''Marty''': Ma di che cosa state parlando?<br>'''Maurice''': Il nostro amico {{NDR|Alex}} è quello che si dice ''una macchina per scacciare e sbranare modello Deluxe'', e mangia bistecche... cioè voi!<br>'''Gloria''': Ma piantala!<br>'''Re Julien''': D'accordo, concordo Maurice... Lo ammetto: il piano è fallito! Tutto è perduto, siamo tutti spacciati! I fossa torneranno e ci divoreranno con le loro fauci! Perché... siamo tutti bistecche!<br/>'''Mortino''': Io sono bistecca! Io io io io io!<br>'''Maurice''': Il signor Alex non può più stare qui, deve andare con i suoi simili, nella parte dell'isola dove ci sono i fossa!<br>'''Re Julien''': Per il potere di cui sono investito dalla legge della giungla, bla bla bla bla bla bla... Vattene!<br>{{NDR|Nel frattempo Alex viene nuovamente assalito dall'ipnosi della fame e vede tutti quanti, i lemuri e i suoi tre amici, come se fossero bistecche}}<br>'''Marty''': Eddai... Ti sembro forse una bistecca io?<br>'''Alex''': Sì...<br>'''Marty''': Visto? Lo avevo detto che non sembr... Aspetta, aspetta, che hai detto??<br>'''Alex''': Oh sì... {{NDR|inizia a ruggire}}<br>'''Mortino''': Sta diventando feroce...<br>'''Re Julien''': Si salvi chi può!!<br>{{NDR|Tutti si danno alla fuga}}<br/>'''Gloria''': Marty, scappa!<br/>{{NDR|Alex lo insegue affamato con la sigla del National Geographic in sottofondo, quando Maurice lo ferma tirandogli un mango in testa}}<br/>'''Re Julien''': Centro perfetto, Maurice!
*'''Marty''': Che cosa ho fatto... Questo è un incubo! Ed è tutta colpa mia... Per colpa mia abbiamo perso Alex...<br>'''Melman''': Ma... Ma che... Che cosa facciamo??<br>'''Gloria''': Dobbiamo trovare il modo di aiutarlo, ecco cosa faremo! Insomma, siamo newyorkesi, giusto?<br>'''Marty''': Sì!<br>'''Gloria''': Siamo tosti! Siamo duri!<br>'''Marty''': Sì!<br>'''Gloria''': Siamo adattati!<br>'''Marty''': Sì!!<br>'''Gloria''': E non ci arrenderemo come se fosse un branco di melma qualunque!!<br>'''Melman''': No, infatti no!!
*'''Gloria''': Voi?! Ma dove sono i ''sapiens''?<br />'''Skipper''': Li abbiamo uccisi per mangiargli il fegato. {{NDR|Melman e Gloria guardano i pinguini con un'espressione stupefatta e inorridita}} Ci sei cascata, vero? Scherzavo, bambola, stanno tutti bene, sono su una zattera diretta in Cina. Ehi, io vi conosco. Dove sono quel leone psicopatico e il nostro amico bicromatico?<br>'''Melman''': Marty? È qui che... {{NDR|si gira ma vede che Marty non c'è}} Dov'è andato? Era dietro di noi!<br>'''Gloria''': Aaahhh! È andato a prendere Alex, così si farà ammazzare!<br>'''Skipper''' {{NDR|rivolgendosi agli altri pinguini}}: Bene ragazzi, il nostro amico bicromatico è in pericolo: abbiamo una missione da svolgere. Diario di bordo, {{NDR|Soldato prende il blocco note e inizia ad appuntare}} ci inoltriamo in un ambiente ostile. Kowalski, dobbiamo conquistare la fiducia degli indigeni. Rico, ci serve un equipaggiamento tecnico speciale, dovremo affrontare pericoli estremi. Soldato forse non sopravviverà... {{NDR|Soldato spezza la punta della matita per la paura}}
*'''Marty''': Alex! Alex!<br>'''Alex''': Marty?!<br>'''Marty''': Torna in te, Alex. La nave è qui, dobbiamo andarcene! Possiamo tornare alla civiltà e tutto sarà esattamente com'era prima!<br>'''Alex''': Stammi lontano... Ti prego... Io sono un mostro!<br>'''Marty''': Alex non sei un mostro, sei mio amico! Siamo una squadra: io e te, ricordi?<br>'''Alex''': {{NDR|gli molla una zampata per convincerlo ad andarsene}} Non ti voglio fare del male! {{NDR|si allontana}}<br>'''Marty''': {{NDR|si avvicina ancora}} Alex... Non me ne vado senza di te! {{NDR|Alex si mette a piangere}} Alex... Sto pensando a una canzone... È una canzone stupenda, sono certo che la conosci! {{NDR|inizia ad intonare ''New York, New York'' di Frank Sinatra}} ''Start spreading the news / I'm leaving today / I want to be a part of it...'' Dai, lo so che sai le parole... Due paroline! Su, avanti, non farmela cantare da solo... Non vorrai mica farmela cantare da solo, no? {{NDR|arrivano i fossa che tentano di attaccarlo}} Alex... Puoi venire qui un momento?? Ehi Alex... Mi dai una mano?? {{NDR|viene accerchiato}} Aiutami!! Alex!! {{NDR|inizia a fuggire}} Aiuto!!!
*'''Marty''': Bè, che ne pensate, ragazzi? Ce ne torniamo a New York?<br>'''Alex''': Non lo so, Marty! Questo è il tuo sogno! Sicuro di volertene andare?<br>'''Marty''': Non m'interessa dove siamo. Finché siamo insieme, qualsiasi posto va bene!
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
'''Soldato''': Ehi, Skipper... non dovremmo dirgli che la nave ha finito il carburante?<br/>'''Skipper''': Nah... fate un bel sorriso, ragazzi! Un bel sorriso...
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Madagascar}}
[[Categoria:Film commedia]]
[[Categoria:Film d'animazione]]
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano=Madagascar
|titolooriginale=Madagascar
|paese=USA
|anno=2005
|genere=animazione
|regista=[[Eric Darnell]], [[Tom McGrath]]
|sceneggiatore=[[Mark Burton]], [[Billy Frolick]], [[Eric Darnell]], [[Tom McGrath]]
|doppiatorioriginali=
*[[Ben Stiller]]: Alex il leone
*[[Chris Rock]]: Marty la zebra
*[[David Schwimmer]]: Melman la giraffa
*[[Jada Pinkett Smith]]: Gloria l'ippopotamo
*[[Sacha Baron Cohen]]: Re Julien, lemure
*[[Cedric the Entertainer]]: Maurice, lemure
*[[Andy Richter]]: Mort, lemure
*[[Tom McGrath]]: Skipper, pinguino
*[[Elisa Gabrielli]]: Nana la vecchietta
|doppiatoriitaliani=
*[[Ale e Franz|Ale]]: Alex il leone
*[[Ale e Franz|Franz]]: Marty la zebra
*[[Fabio De Luigi]]: Melman la giraffa
*[[Michelle Hunziker]]: Gloria l'ippopotamo
*[[Oreste Baldini]]: Re Julien, lemure
*[[Roberto Draghetti]]: Maurice, lemure
*[[Massimiliano Alto]]: Mortino, lemure
*[[Luigi Ferraro]]: Skipper, pinguino
*[[Cristina Grado]]: Nana la vecchietta
|note=
'''Musiche''': [[Hans Zimmer]]
}}
'''''Madagascar''''', film d'animazione del 2005 prodotto dalla DreamWorks.
==Frasi==
<!--NON SCRIVETE ALTRE CITAZIONI, SONO SOLO QUESTE QUELLE SIGNIFICATIVE-->
*Quando la [[zebra]] sogna non vuole rogna. ('''Marty''')
*Sono a metà della mia vita e non so ancora se sono nero a strisce bianche o bianco a strisce nere! ('''Marty''')
*C'è una conferenza sull'anarchia sociale al Lincoln Center. Certo che ci andiamo! Gli tiriamo la popò addosso. ('''Mason''')
*Il drammatico incidente avvenuto ieri sera alla stazione centrale è un esempio di ciò che gli animalisti gridano da anni a tutti: gli animali non devono vivere in cattività. Ora verranno riportati nei loro habitat naturali, dove potranno vivere la vita libera che evidentemente desiderano. ('''Giornalista''')
*Anche io credevo di conoscerti! Lo sai Marty? Quelle tue strisce bianche nere si annullano a vicenda! ('''Alex''')
*Eh, siamo qui... Ma esattamente, dov'è qui? San Diego: bianche spiagge sabbiose, ambiente simil-finto naturale, spazi aperti personalizzati! Siamo in California e questo è lo zoo di San Diego! Con tanto di rocce finte... Uao! Questa sembra vera... ('''Melman''') {{NDR|appena sbarcati in Madagascar}}
*Mi piace se ti muovi! Mi piace quel che muovi! E allora: MUOVI! ('''Re Julien''')
*Ho appena riscontrato ventisei violazioni del codice sanitario... ventisette! ('''Melman''')
*Quell'Alex... non so... ha qualcosa che mi fa venire i brivididabadibidi! ('''Maurice''')
*{{NDR|Agli altri pinguini appena arrivati in Antartide dove infuria una bufera di neve}} Ma che schifo! ('''Soldato''')
*Se lui è il Re, dov'è la sua corona? Io ce l'ho una corona, una corona molto bella, ce l'ho qui, sulla testa: GUARDALA! Che ce l'ho sulla testa? ('''Re Julien''', rivolto a Maurice) {{NDR|Riferito a Alex}}
*La festa è finita, Julien! Il tuo brillante piano è fallito! {{NDR|A Marty, Melman e Gloria riguardo alla natura selvaggia di Alex}} Il vostro amico è quello che si dice una macchina per cacciare e sbranare modello deluxe e mangia bistecche... cioè voi. ('''Maurice''')
*Marty... Mi dispiace, Marty... {{NDR|si mette le zampe sulla testa}} Ma che cosa mi sta succedendo?? {{NDR|sente gli artigli}} Aaaahhh!!! Oh no! Ma che cosa ho fatto?? È vero... sono un mostro! Devo andarmene di qui... ('''Alex''') {{NDR|risvegliatosi dall'ipnosi della fame}}
*È meglio della bistecca! Mi piace! Mi piace! {{NDR|dopo essere stato finalmente sfamato dai pinguini con del sushi}} ('''Alex''')
*{{NDR|Riferendosi ad Alex, il leone}} Al micio piace il pesce! ('''Skipper''')
*Bye bye banda! Ci vediamo! E se non ci vediamo, accendi la luce! ('''Re Julien''')
*Magari a volte è un tipo un po' mordace, e credetemi, {{NDR|mostra un cerotto sul sedere}} io lo so bene! Ma questo leone, mi ha dimostrato che il suo cuore è più grande dello stomaco! ('''Marty''') {{NDR|descrivendo il suo amico Alex}}
==Dialoghi==
<!--NON SCRIVETE ALTRE CITAZIONI, SONO SOLO QUESTE QUELLE SIGNIFICATIVE-->
*'''Alex''': È un altro gran giorno nella Grande Mela!<br/>'''Melman''': Uha, non per me... io mi do malato.<br/>'''Alex''': Come?<br/>'''Melman''': Ho scoperto un'altra macchia marrone sulla spalla... È qui, è qui, proprio qui!<br/>'''Alex''': Melman, tu la macchia ce l'hai nella testa!
*'''Skipper''': Tu! Quadrupede, ''sprechen Sie'' come me?<br/>'''Marty''': Io ''sprechen''?<br/>'''Skipper''': Che continente è questo?<br/>'''Marty''': Manhattan!<br/>'''Skipper''': Corpo di bacco! Siamo ancora a [[New York]]! Annullare! Immersione, immersione, immersione!<br/>'''Marty''': Ehi, ehi, ehi! Tutto qua? Aspetta un attimo! Che cosa state facendo, ragazzi?<br/>'''Soldato''': Un tunnel per l'[[Antartide]]!<br/>'''Marty''': Antarti-che?<br/>'''Skipper''': Sai tenerlo un segreto, amico bicromatico? Hai mai visto dei [[pinguino|pinguini]] passeggiare per le strade di New York City? Certo che no. Non è il nostro posto, questo, non è il nostro habitat. Questa è una specie di pazzesca trappola infernale! Noi ce ne andiamo negli spazi sterminati dell'Antartide: nella natura!<br/>'''Marty''': Nella natura? Tu dici che ci si può andare davvero? È fantastico! Ehi, aspetta! Dov'è questo posto? Dimmi dov'è!<br/>'''Skipper''': Tu non hai visto niente... Vero? '''Marty''': Si signore. No scusa no signore.
*'''Alex, Gloria e Melman''': Tanti [[Auguri di compleanno dai film|auguri]] a te, in uno zoo vivi tu... Assomigli a una scimmia, maaaa puzzi anche di più!<br/>'''Mason''': Ma dico!
*'''Marty''': Perché i pinguini possono andarsene e io no?<br/>'''Alex''': Marty, i pinguini sono psicopatici!
*'''Alex''': Marty, andiamo, cosa vuoi che ci possa offrire il Connecticut?<br/>'''Melman''': [[Toxoplasmosi]].<br/>'''Alex''': Grazie, Melman.
*'''Marty''': Staremo alla grande!<br/>'''Alex''': No, Marty! Non staremo alla grande! E adesso per colpa tua, siamo fregati!<br/>'''Marty''': Per colpa mia, non vedo proprio come possa essere colpa mia!<br/>'''Gloria''': Scherzi, vero Marty?<br/>'''Alex''': Tu hai fatto incavolare i sapiens! L'hai morsa la mano, Marty! La mano che ti nutriva! "Io non so chi sono! Io non so chi sono! Devo ritrovare me stesso nella natura!" Ah, per favore!<br/>'''Marty''': Ehi, ehi! Non mi sembra di essere stato io a chiedervi di seguirmi, mi sbaglio?<br/>'''Melman''': Su questo ha ragione!<br />'''Alex''': Cosa? <br />'''Melman''': Io l'avevo detto di restare allo zoo! Ma voi, invece...<br/>'''Alex''': Melman, sta' zitto! Sei tu che l'hai fatto venire questa idea!<br>'''Gloria''': Alex, Melman non c'entra in questa storia.<br/>'''Melman''': Grazie, Gloria, e poi, Alex, non è colpa mia se ci trasferiscono!<br/>'''Gloria''': Melman, piantala. Nessuno di voi ha la nausea?<br/>'''Melman''': Io ho la nausea!<br/>'''Alex''': Melman, tu ce l'hai sempre la nausea.
*'''Skipper''': Facciamo il punto. <br/>'''Kowalski''': È un vecchio codice, Skipper. Non riesco a decifrarlo.<br/>'''Skipper''': Tu, mammifero evoluto. Tu, sai leggere?<br/>'''Mason''': No, Phil sa leggere però. Phil? <br/>{{NDR|Con i gesti}} '''Phil''': Nave per Kenya, parco naturale, riserva, Africa!<br/>'''Skipper''': Africa? Qui la cosa non quaglia. Rico!
*'''Alex''': {{NDR|mentre prende a calci la cassa in cui è rinchiuso}} Ero una star nella città più bella del mondo! Ero un re adorato da migliaia di fan, e tu {{NDR|Marty}} hai rovinato tutto! {{NDR|tira una testata alla cassa di Marty}}<br>'''Marty''': Adorato?!? Se i tuoi fan ti adoravano, è solo perché non ti conoscevano per quello che sei! {{NDR|tira una testata alla cassa di Alex}}<br>'''Gloria''': Non fatemi venire lì o altrimenti vi sculaccio tutti e due!<br>'''Alex''': Bè, anch'io credevo di conoscerti! Lo sai, Marty? Con le tue strisce bianche e nere si annullano a vicenda! {{NDR|tira una serie di testate alla cassa di Marty}}
*'''Maurice''': Se ci fossero ''sapiens'' vivi, questa non sarebbe più natura, no?<br/>'''Alex''': Aspetta un attimo, coso... peloso, vuoi dire cioè vivere in una capanna di fango e pulirsi il sedere con una... foglia? Intendi... questo?<br/>'''Re Julien''' E chi si pulisce?
*'''Marty''': Ehi! Una latrina! Ottimo lavoro, Melman. Idraulica l'aperto!<br/>'''Alex''': No, non è una latrina! È una tomba! Hai mandato Melman nella tomba! Sei contento?<br/>'''Marty''': Ma dai! Questa non è la fine! Questo è un nuovo inizio! Forse è la cosa migliore che ci sia mai capitata!<br/>'''Alex''': No, no, no, no, no no no, no, no, no! Non è la cosa migliore che ci sia mai capitata!<br/>'''Melman''': Già! Hai rivelato il tuo desiderio di compleanno e hai portato sfortuna a tutti! Perché ci hai rivelato! Non si deve mai farlo!<br/>'''Marty''': Io non volevo dirvi questo! Ricordi? Siete stati voi a insistermi!<br/>'''Melman''': Bè, si certo!
*'''Marty''': Chi è?<br/>'''Alex''': Pizza a domicilio! Chi diavolo dovrebbe essere?<br/>'''Marty''': Serve qualcosa?<br/>'''Alex''': C'è posto nella metà divertente?<br/>'''Marty''': Come hai detto?<br/>'''Alex''': Mi sono comportato male, Marty! Ma ho ripensato di quello che mi hai detto e ti chiedo scusa!
*'''Re Julien''': Benvenuti in [[Madagascar]]!<br/>'''Marty''': Madaga-che?<br/>'''Re Julien''': Non "Madagaché". Madagascar!
*'''Marty''': Scusami... Mi stai mordendo le chiappe!<br>'''Alex''': {{NDR|con i denti sul didietro di Marty}} No no...<br>'''Marty''': Sì invece!<br>{{NDR|Alex si riprende dall'ipnosi della fame e si accorge che stava davvero mordendo il sedere di Marty, dunque si stacca e si pulisce la lingua}}<br>'''Gloria''': Alex! Che cos'hai fatto??<br>'''Marty''': Mi hai morso una chiappa!<br>'''Alex''': No non l'ho fatto... L'ho fatto??<br>'''Melman''': Beh, effettivamente...<br>'''Marty''': Mi ha morso una chiappa! Ma che diavolo ti è preso??<br>'''Alex''': Ehm... io... Ehm...<br>'''Marty''': Perché mi hai morso??<br>'''Maurice''': Amico... Perché tu sei la sua cena!<br>'''Marty''': Cosa??<br>'''Gloria''': Come hai detto??<br>'''Melman''': Che scemenza...<br>'''Re Julien''': Suvvia, Maurice, che cosa vuoi che sia un semplice [[morso]] sulle chiappe tra amici? Dài, dammi un morsetto.<br>'''Maurice''': La festa è finita, Julien: il tuo brillante piano è fallito!<br>'''Marty''': Ma di che cosa state parlando?<br>'''Maurice''': Il nostro amico {{NDR|Alex}} è quello che si dice ''una macchina per scacciare e sbranare modello Deluxe'', e mangia bistecche... cioè voi!<br>'''Gloria''': Ma piantala!<br>'''Re Julien''': D'accordo, concordo Maurice... Lo ammetto: il piano è fallito! Tutto è perduto, siamo tutti spacciati! I fossa torneranno e ci divoreranno con le loro fauci! Perché... siamo tutti bistecche!<br/>'''Mortino''': Io sono bistecca! Io io io io io!<br>'''Maurice''': Il signor Alex non può più stare qui, deve andare con i suoi simili, nella parte dell'isola dove ci sono i fossa!<br>'''Re Julien''': Per il potere di cui sono investito dalla legge della giungla, bla bla bla bla bla bla... Vattene!<br>{{NDR|Nel frattempo Alex viene nuovamente assalito dall'ipnosi della fame e vede tutti quanti, i lemuri e i suoi tre amici, come se fossero bistecche}}<br>'''Marty''': Eddai... Ti sembro forse una bistecca io?<br>'''Alex''': Sì...<br>'''Marty''': Visto? Lo avevo detto che non sembr... Aspetta, aspetta, che hai detto??<br>'''Alex''': Oh sì... {{NDR|inizia a ruggire}}<br>'''Mortino''': Sta diventando feroce...<br>'''Re Julien''': Si salvi chi può!!<br>{{NDR|Tutti si danno alla fuga}}<br/>'''Gloria''': Marty, scappa!<br/>{{NDR|Alex lo insegue affamato con la sigla del National Geographic in sottofondo, quando Maurice lo ferma tirandogli un mango in testa}}<br/>'''Re Julien''': Centro perfetto, Maurice!
*'''Marty''': Che cosa ho fatto... Questo è un incubo! Ed è tutta colpa mia... Per colpa mia abbiamo perso Alex...<br>'''Melman''': Ma... Ma che... Che cosa facciamo??<br>'''Gloria''': Dobbiamo trovare il modo di aiutarlo, ecco cosa faremo! Insomma, siamo newyorkesi, giusto?<br>'''Marty''': Sì!<br>'''Gloria''': Siamo tosti! Siamo duri!<br>'''Marty''': Sì!<br>'''Gloria''': Siamo adattati!<br>'''Marty''': Sì!!<br>'''Gloria''': E non ci arrenderemo come se fosse un branco di melma qualunque!!<br>'''Melman''': No, infatti no!!
*'''Gloria''': Voi?! Ma dove sono i ''sapiens''?<br />'''Skipper''': Li abbiamo uccisi per mangiargli il fegato. {{NDR|Melman e Gloria guardano i pinguini con un'espressione stupefatta e inorridita}} Ci sei cascata, vero? Scherzavo, bambola, stanno tutti bene, sono su una zattera diretta in Cina. Ehi, io vi conosco. Dove sono quel leone psicopatico e il nostro amico bicromatico?<br>'''Melman''': Marty? È qui che... {{NDR|si gira ma vede che Marty non c'è}} Dov'è andato? Era dietro di noi!<br>'''Gloria''': Aaahhh! È andato a prendere Alex, così si farà ammazzare!<br>'''Skipper''' {{NDR|rivolgendosi agli altri pinguini}}: Bene ragazzi, il nostro amico bicromatico è in pericolo: abbiamo una missione da svolgere. Diario di bordo, {{NDR|Soldato prende il blocco note e inizia ad appuntare}} ci inoltriamo in un ambiente ostile. Kowalski, dobbiamo conquistare la fiducia degli indigeni. Rico, ci serve un equipaggiamento tecnico speciale, dovremo affrontare pericoli estremi. Soldato forse non sopravviverà... {{NDR|Soldato spezza la punta della matita per la paura}}
*'''Marty''': Alex! Alex!<br>'''Alex''': Marty?!<br>'''Marty''': Torna in te, Alex. La nave è qui, dobbiamo andarcene! Possiamo tornare alla civiltà e tutto sarà esattamente com'era prima!<br>'''Alex''': Stammi lontano... Ti prego... Io sono un mostro!<br>'''Marty''': Alex non sei un mostro, sei mio amico! Siamo una squadra: io e te, ricordi?<br>'''Alex''': {{NDR|gli molla una zampata per convincerlo ad andarsene}} Non ti voglio fare del male! {{NDR|si allontana}}<br>'''Marty''': {{NDR|si avvicina ancora}} Alex... Non me ne vado senza di te! {{NDR|Alex si mette a piangere}} Alex... Sto pensando a una canzone... È una canzone stupenda, sono certo che la conosci! {{NDR|inizia ad intonare ''New York, New York'' di Frank Sinatra}} ''Start spreading the news / I'm leaving today / I want to be a part of it...'' Dai, lo so che sai le parole... Due paroline! Su, avanti, non farmela cantare da solo... Non vorrai mica farmela cantare da solo, no? {{NDR|arrivano i fossa che tentano di attaccarlo}} Alex... Puoi venire qui un momento?? Ehi Alex... Mi dai una mano?? {{NDR|viene accerchiato}} Aiutami!! Alex!! {{NDR|inizia a fuggire}} Aiuto!!!
*'''Marty''': Bè, che ne pensate, ragazzi? Ce ne torniamo a New York?<br>'''Alex''': Non lo so, Marty! Questo è il tuo sogno! Sicuro di volertene andare?<br>'''Marty''': Non m'interessa dove siamo. Finché siamo insieme, qualsiasi posto va bene!
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
'''Soldato''': Ehi, Skipper... non dovremmo dirgli che la nave ha finito il carburante?<br/>'''Skipper''': Nah... fate un bel sorriso, ragazzi! Un bel sorriso...
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Madagascar}}
[[Categoria:Film commedia]]
[[Categoria:Film d'animazione]]
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Spinoziano
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano=Madagascar
|titolooriginale=Madagascar
|paese=USA
|anno=2005
|genere=animazione
|regista=[[Eric Darnell]], [[Tom McGrath]]
|sceneggiatore=[[Mark Burton]], [[Billy Frolick]], [[Eric Darnell]], [[Tom McGrath]]
|doppiatorioriginali=
*[[Ben Stiller]]: Alex il leone
*[[Chris Rock]]: Marty la zebra
*[[David Schwimmer]]: Melman la giraffa
*[[Jada Pinkett Smith]]: Gloria l'ippopotamo
*[[Sacha Baron Cohen]]: Re Julien, lemure
*[[Cedric the Entertainer]]: Maurice, lemure
*[[Andy Richter]]: Mort, lemure
*[[Tom McGrath]]: Skipper, pinguino
*[[Elisa Gabrielli]]: Nana la vecchietta
|doppiatoriitaliani=
*[[Ale e Franz|Ale]]: Alex il leone
*[[Ale e Franz|Franz]]: Marty la zebra
*[[Fabio De Luigi]]: Melman la giraffa
*[[Michelle Hunziker]]: Gloria l'ippopotamo
*[[Oreste Baldini]]: Re Julien, lemure
*[[Roberto Draghetti]]: Maurice, lemure
*[[Massimiliano Alto]]: Mortino, lemure
*[[Luigi Ferraro]]: Skipper, pinguino
*[[Cristina Grado]]: Nana la vecchietta
|note=
'''Musiche''': [[Hans Zimmer]]
}}
'''''Madagascar''''', film d'animazione del 2005 prodotto dalla DreamWorks.
==Frasi==
<!--NON SCRIVETE ALTRE CITAZIONI, SONO SOLO QUESTE QUELLE SIGNIFICATIVE-->
*Quando la [[zebra]] sogna non vuole rogna. ('''Marty''')
*Sono a metà della mia vita e non so ancora se sono nero a strisce bianche o bianco a strisce nere! ('''Marty''')
*C'è una conferenza sull'anarchia sociale al Lincoln Center. Certo che ci andiamo! Gli tiriamo la popò addosso. ('''Mason''')
*Il drammatico incidente avvenuto ieri sera alla stazione centrale è un esempio di ciò che gli animalisti gridano da anni a tutti: gli animali non devono vivere in cattività. Ora verranno riportati nei loro habitat naturali, dove potranno vivere la vita libera che evidentemente desiderano. ('''Giornalista''')
*Anche io credevo di conoscerti! Lo sai Marty? Quelle tue strisce bianche nere si annullano a vicenda! ('''Alex''')
*Eh, siamo qui... Ma esattamente, dov'è qui? San Diego: bianche spiagge sabbiose, ambiente simil-finto naturale, spazi aperti personalizzati! Siamo in California e questo è lo zoo di San Diego! Con tanto di rocce finte... Uao! Questa sembra vera... ('''Melman''') {{NDR|appena sbarcati in Madagascar}}
*Mi piace se ti muovi! Mi piace quel che muovi! E allora: MUOVI! ('''Re Julien''')
*Ho appena riscontrato ventisei violazioni del codice sanitario... ventisette! ('''Melman''')
*Quell'Alex... non so... ha qualcosa che mi fa venire i brivididabadibidi! ('''Maurice''')
*{{NDR|Agli altri pinguini appena arrivati in Antartide dove infuria una bufera di neve}} Ma che schifo! ('''Soldato''')
*Se lui è il Re, dov'è la sua corona? Io ce l'ho una corona, una corona molto bella, ce l'ho qui, sulla testa: GUARDALA! Che ce l'ho sulla testa? ('''Re Julien''', rivolto a Maurice) {{NDR|Riferito a Alex}}
*La festa è finita, Julien! Il tuo brillante piano è fallito! {{NDR|A Marty, Melman e Gloria riguardo alla natura selvaggia di Alex}} Il vostro amico è quello che si dice una macchina per cacciare e sbranare modello deluxe e mangia bistecche... cioè voi. ('''Maurice''')
*Marty... Mi dispiace, Marty... {{NDR|si mette le zampe sulla testa}} Ma che cosa mi sta succedendo?? {{NDR|sente gli artigli}} Aaaahhh!!! Oh no! Ma che cosa ho fatto?? È vero... sono un mostro! Devo andarmene di qui... ('''Alex''') {{NDR|risvegliatosi dall'ipnosi della fame}}
*È meglio della bistecca! Mi piace! Mi piace! {{NDR|dopo essere stato finalmente sfamato dai pinguini con del sushi}} ('''Alex''')
*{{NDR|Riferendosi ad Alex, il leone}} Al micio piace il pesce! ('''Skipper''')
*Bye bye banda! Ci vediamo! E se non ci vediamo, accendi la luce! ('''Re Julien''')
*Magari a volte è un tipo un po' mordace, e credetemi, {{NDR|mostra un cerotto sul sedere}} io lo so bene! Ma questo leone, mi ha dimostrato che il suo cuore è più grande dello stomaco! ('''Marty''') {{NDR|descrivendo il suo amico Alex}}
==Dialoghi==
<!--NON SCRIVETE ALTRE CITAZIONI, SONO SOLO QUESTE QUELLE SIGNIFICATIVE-->
*'''Alex''': È un altro gran giorno nella Grande Mela!<br/>'''Melman''': Uha, non per me... io mi do malato.<br/>'''Alex''': Come?<br/>'''Melman''': Ho scoperto un'altra macchia marrone sulla spalla... È qui, è qui, proprio qui!<br/>'''Alex''': Melman, tu la macchia ce l'hai nella testa!
*'''Skipper''': Tu! Quadrupede, ''sprechen Sie'' come me?<br/>'''Marty''': Io ''sprechen''?<br/>'''Skipper''': Che continente è questo?<br/>'''Marty''': Manhattan!<br/>'''Skipper''': Corpo di bacco! Siamo ancora a New York! Annullare, annullare! Immersione, immersione, immersione!<br/>'''Marty''': Ehi, ehi, ehi! Torna qua, aspetta un attimo! Che cosa state facendo, ragazzi?<br/>'''Soldato''': Un tunnel per l'[[Antartide]]!<br/>'''Marty''': Antarti-che?<br/>'''Skipper''': Sai tenere un segreto, amico bicromatico? Hai mai visto dei [[pinguino|pinguini]] passeggiare per le strade di New York City? Certo che no. Non è il nostro posto, questo, non è il nostro habitat. Questa è una specie di pazzesca trappola infernale! Noi ce ne andiamo negli spazi sterminati dell'Antartide: nella natura!<br/>'''Marty''': Nella natura? Tu dici che ci si può andare davvero? È fantastico! Ehi, aspetta! Dov'è questo posto? Dimmi dov'è!<br/>'''Skipper''': Tu non hai visto niente...
*'''Alex, Gloria e Melman''': Tanti [[Auguri di compleanno dai film|auguri]] a te, in uno zoo vivi tu... Assomigli a una scimmia, maaaa puzzi anche di più!<br/>'''Mason''': Ma dico!
*'''Marty''': Perché i pinguini possono andarsene e io no?<br/>'''Alex''': Marty, i pinguini sono psicopatici!
*'''Alex''': Marty, andiamo, cosa vuoi che ci possa offrire il Connecticut?<br/>'''Melman''': [[Toxoplasmosi]].<br/>'''Alex''': Grazie, Melman.
*'''Marty''': Staremo alla grande!<br/>'''Alex''': No, Marty! Non staremo alla grande! E adesso per colpa tua, siamo fregati!<br/>'''Marty''': Per colpa mia, non vedo proprio come possa essere colpa mia!<br/>'''Gloria''': Scherzi, vero Marty?<br/>'''Alex''': Tu hai fatto incavolare i sapiens! L'hai morsa la mano, Marty! La mano che ti nutriva! "Io non so chi sono! Io non so chi sono! Devo ritrovare me stesso nella natura!" Ah, per favore!<br/>'''Marty''': Ehi, ehi! Non mi sembra di essere stato io a chiedervi di seguirmi, mi sbaglio?<br/>'''Melman''': Su questo ha ragione!<br />'''Alex''': Cosa? <br />'''Melman''': Io l'avevo detto di restare allo zoo! Ma voi, invece...<br/>'''Alex''': Melman, sta' zitto! Sei tu che l'hai fatto venire questa idea!<br>'''Gloria''': Alex, Melman non c'entra in questa storia.<br/>'''Melman''': Grazie, Gloria, e poi, Alex, non è colpa mia se ci trasferiscono!<br/>'''Gloria''': Melman, piantala. Nessuno di voi ha la nausea?<br/>'''Melman''': Io ho la nausea!<br/>'''Alex''': Melman, tu ce l'hai sempre la nausea.
*'''Skipper''': Facciamo il punto. <br/>'''Kowalski''': È un vecchio codice, Skipper. Non riesco a decifrarlo.<br/>'''Skipper''': Tu, mammifero evoluto. Tu, sai leggere?<br/>'''Mason''': No, Phil sa leggere però. Phil? <br/>{{NDR|Con i gesti}} '''Phil''': Nave per Kenya, parco naturale, riserva, Africa!<br/>'''Skipper''': Africa? Qui la cosa non quaglia. Rico!
*'''Alex''': {{NDR|mentre prende a calci la cassa in cui è rinchiuso}} Ero una star nella città più bella del mondo! Ero un re adorato da migliaia di fan, e tu {{NDR|Marty}} hai rovinato tutto! {{NDR|tira una testata alla cassa di Marty}}<br>'''Marty''': Adorato?!? Se i tuoi fan ti adoravano, è solo perché non ti conoscevano per quello che sei! {{NDR|tira una testata alla cassa di Alex}}<br>'''Gloria''': Non fatemi venire lì o altrimenti vi sculaccio tutti e due!<br>'''Alex''': Bè, anch'io credevo di conoscerti! Lo sai, Marty? Con le tue strisce bianche e nere si annullano a vicenda! {{NDR|tira una serie di testate alla cassa di Marty}}
*'''Maurice''': Se ci fossero ''sapiens'' vivi, questa non sarebbe più natura, no?<br/>'''Alex''': Aspetta un attimo, coso... peloso, vuoi dire cioè vivere in una capanna di fango e pulirsi il sedere con una... foglia? Intendi... questo?<br/>'''Re Julien''' E chi si pulisce?
*'''Marty''': Ehi! Una latrina! Ottimo lavoro, Melman. Idraulica l'aperto!<br/>'''Alex''': No, non è una latrina! È una tomba! Hai mandato Melman nella tomba! Sei contento?<br/>'''Marty''': Ma dai! Questa non è la fine! Questo è un nuovo inizio! Forse è la cosa migliore che ci sia mai capitata!<br/>'''Alex''': No, no, no, no, no no no, no, no, no! Non è la cosa migliore che ci sia mai capitata!<br/>'''Melman''': Già! Hai rivelato il tuo desiderio di compleanno e hai portato sfortuna a tutti! Perché ci hai rivelato! Non si deve mai farlo!<br/>'''Marty''': Io non volevo dirvi questo! Ricordi? Siete stati voi a insistermi!<br/>'''Melman''': Bè, si certo!
*'''Marty''': Chi è?<br/>'''Alex''': Pizza a domicilio! Chi diavolo dovrebbe essere?<br/>'''Marty''': Serve qualcosa?<br/>'''Alex''': C'è posto nella metà divertente?<br/>'''Marty''': Come hai detto?<br/>'''Alex''': Mi sono comportato male, Marty! Ma ho ripensato di quello che mi hai detto e ti chiedo scusa!
*'''Re Julien''': Benvenuti in [[Madagascar]]!<br/>'''Marty''': Madaga-che?<br/>'''Re Julien''': Non "Madagaché". Madagascar!
*'''Marty''': Scusami... Mi stai mordendo le chiappe!<br>'''Alex''': {{NDR|con i denti sul didietro di Marty}} No no...<br>'''Marty''': Sì invece!<br>{{NDR|Alex si riprende dall'ipnosi della fame e si accorge che stava davvero mordendo il sedere di Marty, dunque si stacca e si pulisce la lingua}}<br>'''Gloria''': Alex! Che cos'hai fatto??<br>'''Marty''': Mi hai morso una chiappa!<br>'''Alex''': No non l'ho fatto... L'ho fatto??<br>'''Melman''': Beh, effettivamente...<br>'''Marty''': Mi ha morso una chiappa! Ma che diavolo ti è preso??<br>'''Alex''': Ehm... io... Ehm...<br>'''Marty''': Perché mi hai morso??<br>'''Maurice''': Amico... Perché tu sei la sua cena!<br>'''Marty''': Cosa??<br>'''Gloria''': Come hai detto??<br>'''Melman''': Che scemenza...<br>'''Re Julien''': Suvvia, Maurice, che cosa vuoi che sia un semplice [[morso]] sulle chiappe tra amici? Dài, dammi un morsetto.<br>'''Maurice''': La festa è finita, Julien: il tuo brillante piano è fallito!<br>'''Marty''': Ma di che cosa state parlando?<br>'''Maurice''': Il nostro amico {{NDR|Alex}} è quello che si dice ''una macchina per scacciare e sbranare modello Deluxe'', e mangia bistecche... cioè voi!<br>'''Gloria''': Ma piantala!<br>'''Re Julien''': D'accordo, concordo Maurice... Lo ammetto: il piano è fallito! Tutto è perduto, siamo tutti spacciati! I fossa torneranno e ci divoreranno con le loro fauci! Perché... siamo tutti bistecche!<br/>'''Mortino''': Io sono bistecca! Io io io io io!<br>'''Maurice''': Il signor Alex non può più stare qui, deve andare con i suoi simili, nella parte dell'isola dove ci sono i fossa!<br>'''Re Julien''': Per il potere di cui sono investito dalla legge della giungla, bla bla bla bla bla bla... Vattene!<br>{{NDR|Nel frattempo Alex viene nuovamente assalito dall'ipnosi della fame e vede tutti quanti, i lemuri e i suoi tre amici, come se fossero bistecche}}<br>'''Marty''': Eddai... Ti sembro forse una bistecca io?<br>'''Alex''': Sì...<br>'''Marty''': Visto? Lo avevo detto che non sembr... Aspetta, aspetta, che hai detto??<br>'''Alex''': Oh sì... {{NDR|inizia a ruggire}}<br>'''Mortino''': Sta diventando feroce...<br>'''Re Julien''': Si salvi chi può!!<br>{{NDR|Tutti si danno alla fuga}}<br/>'''Gloria''': Marty, scappa!<br/>{{NDR|Alex lo insegue affamato con la sigla del National Geographic in sottofondo, quando Maurice lo ferma tirandogli un mango in testa}}<br/>'''Re Julien''': Centro perfetto, Maurice!
*'''Marty''': Che cosa ho fatto... Questo è un incubo! Ed è tutta colpa mia... Per colpa mia abbiamo perso Alex...<br>'''Melman''': Ma... Ma che... Che cosa facciamo??<br>'''Gloria''': Dobbiamo trovare il modo di aiutarlo, ecco cosa faremo! Insomma, siamo newyorkesi, giusto?<br>'''Marty''': Sì!<br>'''Gloria''': Siamo tosti! Siamo duri!<br>'''Marty''': Sì!<br>'''Gloria''': Siamo adattati!<br>'''Marty''': Sì!!<br>'''Gloria''': E non ci arrenderemo come se fosse un branco di melma qualunque!!<br>'''Melman''': No, infatti no!!
*'''Gloria''': Voi?! Ma dove sono i ''sapiens''?<br />'''Skipper''': Li abbiamo uccisi per mangiargli il fegato. {{NDR|Melman e Gloria guardano i pinguini con un'espressione stupefatta e inorridita}} Ci sei cascata, vero? Scherzavo, bambola, stanno tutti bene, sono su una zattera diretta in Cina. Ehi, io vi conosco. Dove sono quel leone psicopatico e il nostro amico bicromatico?<br>'''Melman''': Marty? È qui che... {{NDR|si gira ma vede che Marty non c'è}} Dov'è andato? Era dietro di noi!<br>'''Gloria''': Aaahhh! È andato a prendere Alex, così si farà ammazzare!<br>'''Skipper''' {{NDR|rivolgendosi agli altri pinguini}}: Bene ragazzi, il nostro amico bicromatico è in pericolo: abbiamo una missione da svolgere. Diario di bordo, {{NDR|Soldato prende il blocco note e inizia ad appuntare}} ci inoltriamo in un ambiente ostile. Kowalski, dobbiamo conquistare la fiducia degli indigeni. Rico, ci serve un equipaggiamento tecnico speciale, dovremo affrontare pericoli estremi. Soldato forse non sopravviverà... {{NDR|Soldato spezza la punta della matita per la paura}}
*'''Marty''': Alex! Alex!<br>'''Alex''': Marty?!<br>'''Marty''': Torna in te, Alex. La nave è qui, dobbiamo andarcene! Possiamo tornare alla civiltà e tutto sarà esattamente com'era prima!<br>'''Alex''': Stammi lontano... Ti prego... Io sono un mostro!<br>'''Marty''': Alex non sei un mostro, sei mio amico! Siamo una squadra: io e te, ricordi?<br>'''Alex''': {{NDR|gli molla una zampata per convincerlo ad andarsene}} Non ti voglio fare del male! {{NDR|si allontana}}<br>'''Marty''': {{NDR|si avvicina ancora}} Alex... Non me ne vado senza di te! {{NDR|Alex si mette a piangere}} Alex... Sto pensando a una canzone... È una canzone stupenda, sono certo che la conosci! {{NDR|inizia ad intonare ''New York, New York'' di Frank Sinatra}} ''Start spreading the news / I'm leaving today / I want to be a part of it...'' Dai, lo so che sai le parole... Due paroline! Su, avanti, non farmela cantare da solo... Non vorrai mica farmela cantare da solo, no? {{NDR|arrivano i fossa che tentano di attaccarlo}} Alex... Puoi venire qui un momento?? Ehi Alex... Mi dai una mano?? {{NDR|viene accerchiato}} Aiutami!! Alex!! {{NDR|inizia a fuggire}} Aiuto!!!
*'''Marty''': Bè, che ne pensate, ragazzi? Ce ne torniamo a New York?<br>'''Alex''': Non lo so, Marty! Questo è il tuo sogno! Sicuro di volertene andare?<br>'''Marty''': Non m'interessa dove siamo. Finché siamo insieme, qualsiasi posto va bene!
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
'''Soldato''': Ehi, Skipper... non dovremmo dirgli che la nave ha finito il carburante?<br/>'''Skipper''': Nah... fate un bel sorriso, ragazzi! Un bel sorriso...
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Madagascar}}
[[Categoria:Film commedia]]
[[Categoria:Film d'animazione]]
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2026-05-04T09:52:01Z
Spinoziano
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wikitext
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{{Film
|titoloitaliano=Madagascar
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|anno=2005
|genere=animazione
|regista=[[Eric Darnell]], [[Tom McGrath]]
|sceneggiatore=[[Mark Burton]], [[Billy Frolick]], [[Eric Darnell]], [[Tom McGrath]]
|doppiatorioriginali=
*[[Ben Stiller]]: Alex il leone
*[[Chris Rock]]: Marty la zebra
*[[David Schwimmer]]: Melman la giraffa
*[[Jada Pinkett Smith]]: Gloria l'ippopotamo
*[[Sacha Baron Cohen]]: Re Julien, lemure
*[[Cedric the Entertainer]]: Maurice, lemure
*[[Andy Richter]]: Mort, lemure
*[[Tom McGrath]]: Skipper, pinguino
*[[Elisa Gabrielli]]: Nana la vecchietta
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*[[Ale e Franz|Ale]]: Alex il leone
*[[Ale e Franz|Franz]]: Marty la zebra
*[[Fabio De Luigi]]: Melman la giraffa
*[[Michelle Hunziker]]: Gloria l'ippopotamo
*[[Oreste Baldini]]: Re Julien, lemure
*[[Roberto Draghetti]]: Maurice, lemure
*[[Massimiliano Alto]]: Mortino, lemure
*[[Luigi Ferraro]]: Skipper, pinguino
*[[Cristina Grado]]: Nana la vecchietta
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'''Musiche''': [[Hans Zimmer]]
}}
'''''Madagascar''''', film d'animazione del 2005 prodotto dalla DreamWorks.
==Frasi==
<!--NON SCRIVETE ALTRE CITAZIONI, SONO SOLO QUESTE QUELLE SIGNIFICATIVE-->
*Quando la [[zebra]] sogna non vuole rogna. ('''Marty''')
*Sono a metà della mia vita e non so ancora se sono nero a strisce bianche o bianco a strisce nere! ('''Marty''')
*C'è una conferenza sull'anarchia sociale al Lincoln Center. Certo che ci andiamo! Gli tiriamo la popò addosso. ('''Mason''')
*Il drammatico incidente avvenuto ieri sera alla stazione centrale è un esempio di ciò che gli animalisti gridano da anni a tutti: gli animali non devono vivere in cattività. Ora verranno riportati nei loro habitat naturali, dove potranno vivere la vita libera che evidentemente desiderano. ('''Giornalista''')
*Anche io credevo di conoscerti! Lo sai Marty? Quelle tue strisce bianche nere si annullano a vicenda! ('''Alex''')
*Eh, siamo qui... Ma esattamente, dov'è qui? San Diego: bianche spiagge sabbiose, ambiente simil-finto naturale, spazi aperti personalizzati! Siamo in California e questo è lo zoo di San Diego! Con tanto di rocce finte... Uao! Questa sembra vera... ('''Melman''') {{NDR|appena sbarcati in Madagascar}}
*Mi piace se ti muovi! Mi piace quel che muovi! E allora: MUOVI! ('''Re Julien''')
*Ho appena riscontrato ventisei violazioni del codice sanitario... ventisette! ('''Melman''')
*Quell'Alex... non so... ha qualcosa che mi fa venire i brivididabadibidi! ('''Maurice''')
*{{NDR|Agli altri pinguini appena arrivati in Antartide dove infuria una bufera di neve}} Ma che schifo! ('''Soldato''')
*Se lui è il Re, dov'è la sua corona? Io ce l'ho una corona, una corona molto bella, ce l'ho qui, sulla testa: GUARDALA! Che ce l'ho sulla testa? ('''Re Julien''', rivolto a Maurice) {{NDR|Riferito a Alex}}
*La festa è finita, Julien! Il tuo brillante piano è fallito! {{NDR|A Marty, Melman e Gloria riguardo alla natura selvaggia di Alex}} Il vostro amico è quello che si dice una macchina per cacciare e sbranare modello deluxe e mangia bistecche... cioè voi. ('''Maurice''')
*Marty... Mi dispiace, Marty... {{NDR|si mette le zampe sulla testa}} Ma che cosa mi sta succedendo?? {{NDR|sente gli artigli}} Aaaahhh!!! Oh no! Ma che cosa ho fatto?? È vero... sono un mostro! Devo andarmene di qui... ('''Alex''') {{NDR|risvegliatosi dall'ipnosi della fame}}
*È meglio della bistecca! Mi piace! Mi piace! {{NDR|dopo essere stato finalmente sfamato dai pinguini con del sushi}} ('''Alex''')
*{{NDR|Riferendosi ad Alex, il leone}} Al micio piace il pesce! ('''Skipper''')
*Bye bye banda! Ci vediamo! E se non ci vediamo, accendi la luce! ('''Re Julien''')
*Magari a volte è un tipo un po' mordace, e credetemi, {{NDR|mostra un cerotto sul sedere}} io lo so bene! Ma questo leone, mi ha dimostrato che il suo cuore è più grande dello stomaco! ('''Marty''') {{NDR|descrivendo il suo amico Alex}}
==Dialoghi==
<!--NON SCRIVETE ALTRE CITAZIONI, SONO SOLO QUESTE QUELLE SIGNIFICATIVE-->
*'''Alex''': È un altro gran giorno nella Grande Mela!<br/>'''Melman''': Uha, non per me... io mi do malato.<br/>'''Alex''': Come?<br/>'''Melman''': Ho scoperto un'altra macchia marrone sulla spalla... È qui, è qui, proprio qui!<br/>'''Alex''': Melman, tu la macchia ce l'hai nella testa!
*'''Skipper''': Tu! Quadrupede, ''sprechen Sie'' come me?<br/>'''Marty''': Io ''sprechen''?<br/>'''Skipper''': Che continente è questo?<br/>'''Marty''': Manhattan!<br/>'''Skipper''': Corpo di bacco! Siamo ancora a New York! Annullare, annullare! Immersione, immersione, immersione!<br/>'''Marty''': Ehi, ehi, ehi! Torna qua, aspetta un attimo! Che cosa state facendo, ragazzi?<br/>'''Soldato''': Un tunnel per l'[[Antartide]]!<br/>'''Marty''': Antarti-che?<br/>'''Skipper''': Sai tenere un segreto, amico bicromatico? Hai mai visto dei [[pinguino|pinguini]] passeggiare per le strade di New York City? Certo che no. Non è il nostro posto, questo, non è il nostro habitat. Questa è una specie di pazzesca trappola infernale! Noi ce ne andiamo negli spazi sterminati dell'Antartide: nella natura!<br/>'''Marty''': Nella natura? Tu dici che ci si può andare davvero? È fantastico! Ehi, aspetta! Dov'è questo posto? Dimmi dov'è!<br/>'''Skipper''': Tu non hai visto niente...
*'''Alex, Gloria e Melman''': Tanti [[Auguri di compleanno dai film|auguri]] a te, in uno zoo vivi tu... Assomigli a una scimmia, maaaa puzzi anche di più!<br/>'''Mason''': Ma dico!
*'''Marty''': Perché i pinguini possono andarsene e io no?<br/>'''Alex''': Marty, i pinguini sono psicopatici!
*'''Alex''': Marty, andiamo, cosa vuoi che ci possa offrire il Connecticut?<br/>'''Melman''': [[Toxoplasmosi]].<br/>'''Alex''': Grazie, Melman.
*'''Marty''': Staremo alla grande!<br/>'''Alex''': No, Marty! Non staremo alla grande! E adesso per colpa tua, siamo fregati!<br/>'''Marty''': Per colpa mia, non vedo proprio come possa essere colpa mia!<br/>'''Gloria''': Scherzi, vero Marty?<br/>'''Alex''': Tu hai fatto incavolare i sapiens! L'hai morsa la mano, Marty! La mano che ti nutriva! "Io non so chi sono! Io non so chi sono! Devo ritrovare me stesso nella natura!" Ah, per favore!<br/>'''Marty''': Ehi, ehi! Non mi sembra di essere stato io a chiedervi di seguirmi, mi sbaglio?<br/>'''Melman''': Su questo ha ragione!<br />'''Alex''': Cosa? <br />'''Melman''': Io l'avevo detto di restare allo zoo! Ma voi, invece...<br/>'''Alex''': Melman, sta' zitto! Sei tu che l'hai fatto venire questa idea!<br>'''Gloria''': Alex, Melman non c'entra in questa storia.<br/>'''Melman''': Grazie, Gloria, e poi, Alex, non è colpa mia se ci trasferiscono!<br/>'''Gloria''': Melman, piantala. Nessuno di voi ha la nausea?<br/>'''Melman''': Io ho la nausea!<br/>'''Alex''': Melman, tu ce l'hai sempre la nausea.
*'''Skipper''': Facciamo il punto. <br/>'''Kowalski''': È un vecchio codice, Skipper. Non riesco a decifrarlo.<br/>'''Skipper''': Tu, mammifero evoluto. Tu, sai leggere?<br/>'''Mason''': No, Phil sa leggere però. Phil? <br/>{{NDR|Con i gesti}} '''Phil''': Nave per Kenya, parco naturale, riserva, Africa!<br/>'''Skipper''': Africa? Qui la cosa non quaglia. Rico!
*'''Alex''': {{NDR|mentre prende a calci la cassa in cui è rinchiuso}} Ero una star nella città più bella del mondo! Ero un re adorato da migliaia di fan, e tu {{NDR|Marty}} hai rovinato tutto! {{NDR|tira una testata alla cassa di Marty}}<br>'''Marty''': Adorato?!? Se i tuoi fan ti adoravano, è solo perché non ti conoscevano per quello che sei! {{NDR|tira una testata alla cassa di Alex}}<br>'''Gloria''': Non fatemi venire lì o altrimenti vi sculaccio tutti e due!<br>'''Alex''': Bè, anch'io credevo di conoscerti! Lo sai, Marty? Con le tue strisce bianche e nere si annullano a vicenda! {{NDR|tira una serie di testate alla cassa di Marty}}
*'''Maurice''': Se ci fossero ''sapiens'' vivi, questa non sarebbe più natura, no?<br/>'''Alex''': Aspetta un attimo, coso... peloso, vuoi dire cioè vivere in una capanna di fango e pulirsi il sedere con una... foglia? Intendi... questo?<br/>'''Re Julien''' E chi si pulisce?
*'''Marty''': Ehi! Una latrina! Ottimo lavoro, Melman. Idraulica l'aperto!<br/>'''Alex''': No, non è una latrina! È una tomba! Hai mandato Melman nella tomba! Sei contento?<br/>'''Marty''': Ma dai! Questa non è la fine! Questo è un nuovo inizio! Forse è la cosa migliore che ci sia mai capitata!<br/>'''Alex''': No, no, no, no, no no no, no, no, no! Non è la cosa migliore che ci sia mai capitata!<br/>'''Melman''': Già! Hai rivelato il tuo desiderio di compleanno e hai portato sfortuna a tutti! Perché ci hai rivelato! Non si deve mai farlo!<br/>'''Marty''': Io non volevo dirvi questo! Ricordi? Siete stati voi a insistermi!<br/>'''Melman''': Bè, si certo!
*'''Marty''': Chi è?<br/>'''Alex''': Pizza a domicilio! Chi diavolo dovrebbe essere?<br/>'''Marty''': Serve qualcosa?<br/>'''Alex''': C'è posto nella metà divertente?<br/>'''Marty''': Come hai detto?<br/>'''Alex''': Mi sono comportato male, Marty! Ma ho ripensato di quello che mi hai detto e ti chiedo scusa!
*'''Re Julien''': Benvenuti in [[Madagascar]]!<br/>'''Marty''': Madaga-che?<br/>'''Re Julien''': Non "Madagaché". Madagascar!
*'''Marty''': Scusami... Mi stai mordendo le chiappe!<br>'''Alex''': {{NDR|con i denti sul didietro di Marty}} No no...<br>'''Marty''': Sì invece!<br>{{NDR|Alex si riprende dall'ipnosi della fame e si accorge che stava davvero mordendo il sedere di Marty, dunque si stacca e si pulisce la lingua}}<br>'''Gloria''': Alex! Che cos'hai fatto??<br>'''Marty''': Mi hai morso una chiappa!<br>'''Alex''': No non l'ho fatto... L'ho fatto??<br>'''Melman''': Beh, effettivamente...<br>'''Marty''': Mi ha morso una chiappa! Ma che diavolo ti è preso??<br>'''Alex''': Ehm... io... Ehm...<br>'''Marty''': Perché mi hai morso??<br>'''Maurice''': Amico... Perché tu sei la sua cena!<br>'''Marty''': Cosa??<br>'''Gloria''': Come hai detto??<br>'''Melman''': Che scemenza...<br>'''Re Julien''': Suvvia, Maurice, che cosa vuoi che sia un semplice [[morso]] sulle chiappe tra amici? Dài, dammi un morsetto.<br>'''Maurice''': La festa è finita, Julien: il tuo brillante piano è fallito!<br>'''Marty''': Ma di che cosa state parlando?<br>'''Maurice''': Il nostro amico {{NDR|Alex}} è quello che si dice ''una macchina per scacciare e sbranare modello Deluxe'', e mangia bistecche... cioè voi!<br>'''Gloria''': Ma piantala!<br>'''Re Julien''': D'accordo, concordo Maurice... Lo ammetto: il piano è fallito! Tutto è perduto, siamo tutti spacciati! I fossa torneranno e ci divoreranno con le loro fauci! Perché... siamo tutti bistecche!<br/>'''Mortino''': Io sono bistecca! Io io io io io!<br>'''Maurice''': Il signor Alex non può più stare qui, deve andare con i suoi simili, nella parte dell'isola dove ci sono i fossa!<br>'''Re Julien''': Per il potere di cui sono investito dalla legge della giungla, bla bla bla bla bla bla... Vattene!<br>{{NDR|Nel frattempo Alex viene nuovamente assalito dall'ipnosi della fame e vede tutti quanti, i lemuri e i suoi tre amici, come se fossero bistecche}}<br>'''Marty''': Eddai... Ti sembro forse una bistecca io?<br>'''Alex''': Sì...<br>'''Marty''': Visto? Lo avevo detto che non sembr... Aspetta, aspetta, che hai detto??<br>'''Alex''': Oh sì... {{NDR|inizia a ruggire}}<br>'''Mortino''': Sta diventando feroce...<br>'''Re Julien''': Si salvi chi può!!<br>{{NDR|Tutti si danno alla fuga}}<br/>'''Gloria''': Marty, scappa!<br/>{{NDR|Alex lo insegue affamato con la sigla del National Geographic in sottofondo, quando Maurice lo ferma tirandogli un mango in testa}}<br/>'''Re Julien''': Centro perfetto, Maurice!
*'''Marty''': Che cosa ho fatto... Questo è un incubo! Ed è tutta colpa mia... Per colpa mia abbiamo perso Alex...<br>'''Melman''': Ma... Ma che... Che cosa facciamo??<br>'''Gloria''': Dobbiamo trovare il modo di aiutarlo, ecco cosa faremo! Insomma, siamo newyorkesi, giusto?<br>'''Marty''': Sì!<br>'''Gloria''': Siamo tosti! Siamo duri!<br>'''Marty''': Sì!<br>'''Gloria''': Siamo adattati!<br>'''Marty''': Sì!!<br>'''Gloria''': E non ci arrenderemo come se fosse un branco di melma qualunque!!<br>'''Melman''': No, infatti no!!
*'''Gloria''': Voi?! Ma dove sono i ''sapiens''?<br />'''Skipper''': Li abbiamo uccisi per mangiargli il fegato. {{NDR|Melman e Gloria guardano i pinguini con un'espressione stupefatta e inorridita}} Ci sei cascata, vero? Scherzavo, bambola, stanno tutti bene, sono su una zattera diretta in Cina. Ehi, io vi conosco. Dove sono il leone psicopatico e il nostro amico bicromatico?<br>'''Melman''': Marty? È qui che... {{NDR|si gira ma vede che Marty non c'è}} Dov'è andato? Era dietro di noi!<br>'''Gloria''': Aaahhh! È andato a prendere Alex, così si farà ammazzare!<br>'''Skipper''' {{NDR|rivolgendosi agli altri pinguini}}: Bene ragazzi, il nostro amico bicromatico è in pericolo: abbiamo una missione da svolgere. Diario di bordo, {{NDR|Soldato prende il blocco note e inizia ad appuntare}} ci inoltriamo in un ambiente ostile. Kowalski, dobbiamo conquistare la fiducia degli indigeni. Rico, ci serve un equipaggiamento tecnico speciale, dovremo affrontare pericoli estremi. Soldato forse non sopravviverà... {{NDR|Soldato spezza la punta della matita per la paura}}
*'''Marty''': Alex! Alex!<br>'''Alex''': Marty?!<br>'''Marty''': Torna in te, Alex. La nave è qui, dobbiamo andarcene! Possiamo tornare alla civiltà e tutto sarà esattamente com'era prima!<br>'''Alex''': Stammi lontano... Ti prego... Io sono un mostro!<br>'''Marty''': Alex non sei un mostro, sei mio amico! Siamo una squadra: io e te, ricordi?<br>'''Alex''': {{NDR|gli molla una zampata per convincerlo ad andarsene}} Non ti voglio fare del male! {{NDR|si allontana}}<br>'''Marty''': {{NDR|si avvicina ancora}} Alex... Non me ne vado senza di te! {{NDR|Alex si mette a piangere}} Alex... Sto pensando a una canzone... È una canzone stupenda, sono certo che la conosci! {{NDR|inizia ad intonare ''New York, New York'' di Frank Sinatra}} ''Start spreading the news / I'm leaving today / I want to be a part of it...'' Dai, lo so che sai le parole... Due paroline! Su, avanti, non farmela cantare da solo... Non vorrai mica farmela cantare da solo, no? {{NDR|arrivano i fossa che tentano di attaccarlo}} Alex... Puoi venire qui un momento?? Ehi Alex... Mi dai una mano?? {{NDR|viene accerchiato}} Aiutami!! Alex!! {{NDR|inizia a fuggire}} Aiuto!!!
*'''Marty''': Bè, che ne pensate, ragazzi? Ce ne torniamo a New York?<br>'''Alex''': Non lo so, Marty! Questo è il tuo sogno! Sicuro di volertene andare?<br>'''Marty''': Non m'interessa dove siamo. Finché siamo insieme, qualsiasi posto va bene!
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
'''Soldato''': Ehi, Skipper... non dovremmo dirgli che la nave ha finito il carburante?<br/>'''Skipper''': Nah... fate un bel sorriso, ragazzi! Un bel sorriso...
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Madagascar}}
[[Categoria:Film commedia]]
[[Categoria:Film d'animazione]]
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Elio e le Storie Tese
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AssassinsCreed
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wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Elio Cesareo LiveCesenatico2007.jpg|right|thumb|upright=1.8|Elio e le Storie Tese nel 2007]]
'''Elio e le Storie Tese''' è un gruppo musicale italiano di Milano, fondato da [[Elio (cantante)|Stefano Belisari]] (in arte Elio) nel 1980; i suoi componenti sono Elio (Stefano Belisari), Faso ([[Nicola Fasani]]), Jantoman ([[Antonello Aguzzi]]), Cesareo ([[Davide Civaschi]]), Rocco Tanica ([[Sergio Conforti]]), Feiez ([[Paolo Panigada]], deceduto), [[Christian Meyer]].
{{Vedi anche|Elio (cantante)}}
==Citazioni tratte da canzoni==
===''Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu''===
[[File:Elio Tione 2006.jpg|thumb|upright=1.5|Stefano Belisari, alias Elio – voce, flauto traverso, chitarra ritmica, basso elettrico, percussioni]]
'''Etichetta''': Psycho/CBS, 1989, prodotto da Otar Bolivecic.
*''Quando ero piccolo, tutti mi scherzavano | per le dimensioni del mio [[pene]] | ed io non stavo bene | soffrivo le pene per colpa del pene, | ma più il problema non si pone: | sì, perché il pene mi dà il pane.'' (da ''John Holmes (una vita per il cinema)''<ref name=beliconfo/>, lato A, n. 2)
*''Trenta centimetri di dimensione artistica.'' (da ''John Holmes (una vita per il cinema)''<ref name=beliconfo/>, lato A, n. 2)
*''Ho rilanciato il [[cinema muto|film muto]] | perché sono muto | e se fossi stato cieco | avrei lanciato il film cieco | e se fossi stato m | avrei lanciato il filmm.'' (da ''John Holmes (una vita per il cinema)''<ref name=beliconfo/>, lato A, n. 2)
*''Sono abitudinario, | leggo la targhetta sopra l'[[ascensore]]: | qual è la capienza, quanti chili porta, | poi si apre la porta e non lo so già più.'' (da ''Nubi di ieri sul nostro domani odierno (abitudinario)''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 4)
*''Seduto nella vasca, | emetto certe bolle che, salendo a galla, | corron sulla schiena fandomi felice; | giunte in superficie non mi piaccion più.'' (da ''Nubi di ieri sul nostro domani odierno (abitudinario)''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 4)
*''Ditemi perché se la mucca fa mu il [[merlo]] non fa me.'' (da ''Nubi di ieri sul nostro domani odierno (abitudinario)''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 4)
*''C'è un dirigibile marrone senza elica e timone dentro me!'' (da ''Nubi di ieri sul nostro domani odierno (abitudinario)''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 4)
*''Me l'avevan detto che donne, | buoi e motori son gioie e dolori.'' (da ''Carro''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 6)
*''Accidenti alla donna volante e al pericolo costante.'' (da ''Carro''<ref name=beliconfofasaciva>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti, Nicola Fasani e Davide Civaschi.</ref>, lato A, n. 6)
*''Tra il dire e il fare c'è di mezzo "e il" | e una rondella non fa primavera.'' (da ''Carro''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 6)
*''La gatta frettolosa ha fatto i gattini | nel giardino del re, | tanto il re è cieco, | i gattini corrono per il prato, | il re dice: "Sento un rumore di gattini | che corrono sul mio prato", | intanto il vicino, affacciatosi sul giardino | dice: "Restituiscimi i miei gatti, ladro".'' (da ''Carro''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 6)
*''Diciam che la cacca fa schifo, | ma ciò non è un dato oggettivo: | siam condizionati in questo giudizio | dall'uomo che vive nel mondo rotondo | che gira, che gira, che gira, che gira | e che mai si fermerà.'' (da ''Silos''<ref name=beliconfo/>, lato A, n. 10)
*''Senti come grida il [[peperone]].'' (da ''Piattaforma''<ref name=beliconfo>Testo di [[Elio (cantante)|Stefano Belisari]] e Sergio Conforti.</ref>, lato B, n. 14)
*''Cara ti amo. | Mi sento confusa. | Cara ti amo. | Devo stare un po' da sola. | Cara ti amo. | Esco da una storia di tre anni con un tipo. | Cara ti amo. | Non mi voglio sentire legata.'' (da ''Cara ti amo (Risvolti psicologici nei rapporti tra giovani uomini e giovani donne)''<ref name=beliconfo/>, lato B, n. 17)
*''Rimani in casa. | Voglio essere libera. | Esci allora pure con chi ti pare. | Non ti interessi mai di quello che faccio. | Vorrei palparti le tette | Porco! | Mai non ti toccherei neanche con un fiore. | Finocchio!'' (da ''Cara ti amo (Risvolti psicologici nei rapporti tra giovani uomini e giovani donne)''<ref name=beliconfo/>, lato B, n. 17)
*''E la morale di questa storia è che la [[feci|merda]] non è così brutta come la si dipinge.'' (da ''Cateto''<ref name=beliconfo/>, lato B, n. 19)
===''Italian, Rum Casusu Cikty''===
[[File:Rocco Tanica - Lucca Comics & Games 2016.jpg|thumb|upright=1.2|Sergio Conforti, alias Rocco Tanica – tastiere, sintetizzatori, voce, vocoder, drum machine, diamonica]]
'''Etichetta''': Hukapan/Sony Music, 1992, prodotto da Otar Bolivecic.
*''Siamo tutti servi della gleba | e abbiamo dentro il cuore una canzone triste. | Servi della gleba a testa alta | verso il triangolino che ci esalta.'' (da ''Servi della gleba?''<ref name=belifasameyer>Testo di Stefano Belisari, Nicola Fasani e Christian Meyer.</ref>, n. 3)
*''Niente marijuana né pasticche | noi si assume solo il due di picche''. (da ''Servi della gleba''<ref name=belifasameyer/>, n. 3)
*''– Mah, mi ha detto il [[medico]] che ho le papille gustative interrotte... | – Eh? | – Sì, poi ci ho un gomito che mi fa contatto col piede... | – Cosa? | – Mio [[padre]] che è rimasto chiuso nell'autolavaggio... | – Prego? | – No no, è che ho delle storiacce con la tipa... |– Aaaah! Lei ti ha dato il due di picche!'' (da ''Servi della gleba''<ref name=belifasameyer/>, n. 3)
*''– Ma non starai mica piangendo? | – No, è che mi è entrata una bruschetta nell'occhio!'' (da ''Servi della gleba?''<ref name=belifasameyer/>, n. 3)
*''L'occhio spento e il viso di cemento, | lei è il mio piccione io il suo monumento.'' (da ''Servi della gleba?''<ref name=belifasameyer/>, n. 3)
*''Che cosa devo fare? Mi vuoi mettere una scopa in culo così ti ramazzo la stanza?'' (da ''Servi della gleba?''<ref name=belifasameyer/>, n. 3)
*''C'è un amore in ogni [[borsello]] | se il tuo è proprio in quello che sfoggia lui | ritorna al Parco Capello, lo troverai là | ma in quel capannello di uomini col borsello | lui solo lo avrà in budello e gli altri | in finto bue.'' (da ''Uomini col borsello (Ragazza che limoni sola)''<ref name=civaconfo>Testo di Davide Civaschi e Stefano Conforti.</ref>, n. 5)
*''Mi fanno ridere quando sono triste, | che mi fanno ridere quando sono felice, | che mi fanno ridere quando sono medio; | in pratica mi fanno ridere sempre, | quel fottio di animaletti inventati da me.'' (da ''Il vitello dai piedi di balsa''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 6)
*''Nel boschetto della mia fantasia | ora c'è un vitello senza più i piedi | che invoca pietà, | quand'ecco che un piccolo amico si avvicina... | "Mi presento son l'orsetto ricchione, | e come avrai intuito adesso t'inculo."'' (da ''Il vitello dai piedi di balsa''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 6)
*''Sono un ragazzo e mi alleno come un pazzo | con le ragazze di tutte le stazze, | pratico l'anal e l'arte del bondaggio | come si vede nel mio cortometraggio.'' (da ''Cartoni animati giapponesi''<ref name=beliconfo/>, n. 7)
*''Viva il contatto tra lingue differenti, | viva il contagio che genera i degenti, | viva il limone che è frutto prelibato, | viva l'imene che è brutto lacerato.'' (da ''Cartoni animati giapponesi''<ref name=beliconfo/>, n. 7)
*''Come faranno | 4 elefanti a stare in una Cinquecento? | Due davanti e due di dietro.'' (da ''Cinquecento''<ref name=beliconfo/>, n. 8)
*''Come farò | a far l'amore in Cinquecento? | Con te davanti e il cambio dietro.'' (da ''Cinquecento''<ref name=beliconfo/>, n. 8)
*''[[Fiat Cinquecento|Cinquecento]], | coi tuoi problemi di avviamento, |'' [...] ''| sei la vettura del momento.'' (da ''Cinquecento''<ref name=beliconfo/>, n. 8)
*''Ma raga', io lavoro tutto il giorno, | tiro il carrello, scarico la frutta | dentro nel verziere, | mi arriva il primo fesso | con la moto a scurreggetta | e mi sveglia?'' (da ''Supergiovane''<ref name=belifaso>Testo di Stefano Belisari e Nicola Fasani.</ref>, n. 9)
*''Ovunque ci sia un giovane in difficoltà, | ovunque ci siano persone, cose, animali, | città, fiumi, governi, marche di automobili | che cerchino di limitare la vostra gioventù, | là ci sarà lui con le sue miccette sempre accese. | Perché Supergiovane è allegria più, | Bulgaria più, sciatalgia più più più.'' (da ''Supergiovane''<ref name=belifaso/>, n. 9)
*''Donna, roccaforte | quando il flusso è più copioso, | sbarazzina quando è il caso | o marangona di un clitoride mai domo, | al grido di "Hah ggh ggh aaaa ssiiii!".'' (da ''Essere donna oggi''<ref name=beliconfociva>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti e Davide Civaschi.</ref>, n. 10)
*''Probabilmente non mi accoppio, | ma le tue trombe di Falloppio suonerò.'' (da ''Essere donna oggi''<ref name=beliconfociva/>, n. 10)
*''Ruotate le dita. Unite le falangi. | Bene, ora ripetete con me più umano più vero. | Più umano più vero. | È un ballo straniero. Qui l'atmosfera sa di Pipppero®. | Qui l'atmosfera sa di Pipppero®. | Pippperupippero®.'' (da ''Pipppero®''<ref name=beliconfo/>, n. 12)
*''La [[morte]] | viene, silenziosa come un alce, | dai vivi ci separa con il taglio di una falce.'' (da ''Urna''<ref name=beliconfo/>, n. 14)
*''Voglio una degna sepoltura | quando la morte verrà e mi ghermirà, | una tomba linda e duratura | che mi preserverà dall'umidità.'' (da ''Urna''<ref name=beliconfo/>, n. 14)
*''Ma mentre parlo tu non mi ascolti. | I casi sono due o non mi ami più o sei morta. | Propenderei per la seconda ipotesi | perché emani un fetore nauseabondo.'' (da ''Urna''<ref name=beliconfo/>, n. 14)
*''– Hai messo l'antigelo col freddo che fa? | – L'hai messo quello là? – Sì. | – Hai visto se il livello è fra min e max? – Sì. | – Ma il mio vano motore | è troppo vano e poco motore: | lo illuminerò! – Sei forte Papalli! | – Con una candela di cera. – va bene. |– che non c'era?!'' (da ''La vendetta del Fantasma Formaggino''<ref name=belifaso/>, n. 16)
*''In effetti l'italiano | era andato dentro un'altra [[Barzellette dalle canzoni|barzelletta]], | quella dove un orologio vien gettato da una torre | e si fa a gara a chi lo prende | prima ch'esso tocchi terra spaccandosi. | E allora l'italiano | te lo porta un'ora indietro, | poi raggiunge il marciapiede | sottostante in largo anticipo, | raccoglie al volo l'orologio | ed in sostanza vince.'' (da ''La vendetta del Fantasma Formaggino''<ref name=belifaso/>, n. 16)
*''Per mano d'inglese stavolta cadrai, | per man di francese scherzato verrai. | Permani pure della tua opinione, | ma su quel panino non mi spalmerai''. (da ''La vendetta del Fantasma Formaggino''<ref name=belifaso/>, n. 16)
===''Not Unpreviously Unreleased'nt''===
'''Etichetta''': Tutto Musica e Spettacolo, 1993.
*''In un mondo che ci è ostile, | rovinato dalla droga | c'è una stella che riluce, | c'è qualcosa in cui sperare.'' (da ''Alfieri''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''Abitavo un tempo a [[Busto Arsizio]].'' (da ''Alfieri''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
===''Esco dal mio corpo e ho molta paura (Gli inediti 1979-1986)''===
[[File:Civas.jpg|thumb|Davide Luca Civaschi, alias Cesareo – chitarra, voce, basso elettrico]]
'''Etichetta''': Hukapan/Sony Music, 1993, prodotto da Roberto Monguzzi/Imagic.
*''Siam d'accordo pressoché su tutto ma talvolta divergiamo, | per esempio sulle parolacce ognun dice quella che gli va.'' (da ''Ùnanimi''<ref name=beliconfo/>,, n. 1)
*''Sono andato in un centro di allevamento di [[cinghiale|cinghiali]] in Lunigiana e ti ho comprato un cinghialino. | L'ho arrostito e l'ho riempito con un tacchino di terracotta, ripieno di un piccione, vivo, con il verme in bocca. | Ho arrostito tutto insieme, te l'ho portato, oh, non l'hai mangiato! | Eri immersa in una vasca di catalogna! Non si fa così!'' (da ''Catalogna''<ref name=beliconfo/>, n. 3)
*''Siamo cresciuti mangiando verdura | voglio morire con te.'' (da ''Catalogna''<ref name=beliconfo/>, n. 3)
*''Sono solo sotto la pioggia, | sono reduce da un meeting di rivenditori di laminati plastici. | È duro andare di città in città a vendere laminati senza la macchina. | E il contachilometri che ho nella tibia mi è testimone.'' (da ''Abbecedario''<ref name=beliconfo/>, n. 4)
*''In un periodo in cui le discussioni | ruotano principalmente intorno a tante cose | ma comunque principalmente quasi esclusivamente | intorno all'annoso problema del controllo delle nascite | e le pubblicità fanno la loro parte, | e chi ha orecchie da intendere intenda | e gli altri chissà.'' (da ''La saga di Addolorato''<ref name=beliconfo/>, n. 7)
*''E del resto sarà capitato anche a voi | di trovarvi in una cameretta in un terrapieno | a 60 metri di profondità | e di sentirvi demotivati e depressi.'' (da ''La saga di Addolorato''<ref name=beliconfo/>, n. 7)
*''Oh cavo, cavo, cavo, cavo, cavo | non dissaldarti, non dissaldarti | sono bravo, sono bravo come Uri Geller | ma vado in merda se mi si dissalda il cavo.'' (da ''Cavo''<ref name=beliconfo/>, n. 8)
*''Ricordo bene quando ti dissi | con grande calma, come Giucas Casella. | Ma vaffanculo!'' (da ''Faro''<ref name=beliconfo/>, n. 13)
*''Guardare la tele | è una morte anticipata. | Dietro consiglio di un faggio | questa sentenza io ti ho svelata.'' (da ''Faro''<ref name=beliconfo/>, n. 13)
*''[[Aborto]], aborto, smaliziato dove vai? | Aborto, aborto, travisato tu che fai? | Aborto, aborto, sai di stupida ironia, | ma l'aborto sa anche farti compagnia.'' (da ''(Gomito A Gomito Con L') Aborto''<ref name=belipani>Testo di Stefano Belisari e Paolo Panigada.</ref>, n. 14)
*''Come sono [[Felice Gimondi]]. | Lo so che non è facile | nella vita scoprire | che c'è anche [[Eddy Merckx]], | ho quasi paura.'' (da ''Sono Felice''<ref name=beliconfo/>, n. 16)
*''L'amico poliziotto ti aspetta, | ti invita sulla camionetta, | non respinger la sua carica di simpatia, | un balzo, sali a bordo e via!'' (da ''Amico Uligano''<ref name=beliconfo/>, n. 17)
===''Eat the Phikis''===
[[File:Faso.jpeg|thumb|Nicola Fasani, alias Faso – basso elettrico, voce, batteria, ukulele]]
'''Etichetta''': Aspirine/Bmg, 1996, prodotto da Otar Bolivecic.
*''Parcheggi abusivi, applausi abusivi, | villette abusive, abusi sessuali abusivi; | tanta voglia di ricominciare abusiva.'' (da ''La terra dei cachi''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 2)
*''Appalti truccati, trapianti truccati, | motorini truccati che scippano donne truccate; | il visagista delle dive è truccatissimo.'' (da ''La terra dei cachi''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 2)
*''[[Italia]] sì, Italia no, | Italia gnamme, se famo du' spaghi. | Italia sob, Italia prot, la terra dei cachi. | Una pizza in compagnia, una pizza da solo; | un totale di due pizze | e l'Italia è questa qua.'' (da ''La terra dei cachi''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 2)
*''Sono un nuovo burattino | con il mio legnetto novità. | Sono ceppo con la ceppa, | grazie a Geppo mio papà. | Se si china la Fata Turchina | sento una forza dentro | che neanch'io so come, | ed emetto una specie di fruppé.'' (da ''Burattino senza fichi''<ref name=beliconfociva/>, n. 3)
*''Vi saluto con l'altra mano.'' (da ''Burattino senza fichi''<ref name=beliconfociva/>, n. 3)
*''Sai, la scritta che hai scritto, sai, mi piace assai. | Sai...'' (da ''T.V.U.M.D.B''<ref name=beliconfopani>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti e Paolo Panigada.</ref>, n. 4)
*''Ehi, lo sai, mi prendi più che mai e per questo ti voglio bene. | Ma non so se poi resisterò quando amarsi sarà routine, | e poi ci sarà il divorzio e i figli sono infelici.'' (da ''T.V.U.M.D.B''<ref name=beliconfopani/>, n. 4)
*''"No, continuo a sognare il bomba dei Take That {{NDR|[[Gary Barlow]]}}, | che... – non dirlo – gli mancano – tu non puoi – due buchi nel sedere – non è vero e lo sai – | per essere Cicciobombo Cannoniere... e andare ad abitare in Francia".'' (da ''T.V.U.M.D.B.''<ref name=beliconfopani/>, n. 4)
*''Tu, vittima innocente degli effetti | devastanti dell'[[orgasmo]], | sai che se non è amore | dopo il seme c'è la fuga.'' (da ''Lo stato A, lo stato B''<ref name=beliconfofasacivapani>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti, Nicola Fasani, Davide Civaschi e Paolo Panigada.</ref>, n. 5)
*''Tu vittima innocente dello scontro | tra lo sfaccio e la ragione, morale ed amorazzo, | morale ed immorale, giustizia ed ingiustizia, | pulsione e repulsione, l'impulso e la pulsione.'' (da ''Lo stato A, lo stato B''<ref name=beliconfofasacivapani/>, n. 5)
*''Come stai? "Lievemente scosso, | ma è sempre bello veder | la propria moglie che orgasma! | È troppo bello veder | la propria moglie che orgasma. | È sempre bello veder | la propria donna che si spoglia, | però alla fine rimane | solo la sua vestaglia; | è un po' macchiata, se vuoi, | ma è sempre la sua vestaglia".'' (da ''El Pube''<ref name=beliconfofasa>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti e Nicola Fasani.</ref>, n. 6)
*''Vivo come voi, soffro come voi, | rido come voi, lo prendo in culo come voi... | ma amo più di voi.'' (da ''Omosessualità''<ref name=beliconfo/>, n. 7)
*''Mi ha detto mio [[Cugino|cuggino]] che una volta ha trovato un cane in spiaggia | e invece era un topo.'' (da ''Mio cuggino''<ref name=beliconfofasapani>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti, Nicola Fasani e Paolo Panigada.</ref>, n. 8)
*''Mio cuggino, mio cuggino, | mio cuggino è rispettato, | amico di tutti. | Mio cuggino ha fatto questo e quello, | mio cuggino mi protegge | quando vengono a picchiarmi | perché chiamo mio cuggino. | Anzi: io chiamo a mio cuggino.'' (da ''Mio cuggino''<ref name=beliconfofasapani/>, n. 8)
*''Mi ha detto mio cuggino | che da bambino una volta è morto.'' (da ''Mio cuggino''<ref name=beliconfofasapani/>, n. 8)
*''Perché nessuno mi dice | a cosa serve la [[milza]]?'' (da ''Milza''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 10)
*''[[Unghia|Unghie]], | mi guardo sotto le unghie | e vedo dello sporco; | lo tolgo a fatica, lo osservo con cura, | mi parla di me.'' (da ''Milza''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 10)
*''[[Cuore]], | muscolatura cardiaca | sempre in movimento; | pacemaker di carne, pompetta di vita, | polpetta pulsante.'' (da ''Milza''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 10)
*''Milza, | mi hai fatto male quando, | correndo i diecimila, | migliaia di miglia, migliaia di milza, | dolore di milza. || Cuore, | pompa il sangue nella milza | destinato alla mia milza; | pochi sanno a cosa serve e non lo dicono.'' (da ''Milza''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 10)
*''A Murotorto an vedi er Rastamanno {{NDR|[[Bob Marley]]}} | che ce dà le vibbrazioni rastamanne: | lui je dice a 'na pischella de nun piagnere perché | se fumamo er sigaretto con l'amico Selassié.'' (da ''Li immortacci''<ref name=vianello>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti, Nicola Fasani, Davide Civaschi, [[Edoardo Vianello]] e Carlo Rossi.</ref>, n. 11)
*''Semo li immortacci, semo li immortacci, | gli altissimi morti: | ma nun è vero, ma nun è vero, | siam tutti risorti. | Noi semo gli zombi der monno cantaro | guidati dar moog der Guardiano der faro: | semo li immortacci.'' (da ''Li immortacci''<ref name=vianello/>, n. 11)
*''A Centocelle troneggia er Pelvicaro {{NDR|[[Elvis Presley]]}}, | che bappaluba e magna tutti li frutti. | C'ha na fija che j'attizza er Trilleraro {{NDR|[[Michael Jackson]]}} | che se chiama Micheletto | ma er negretto nun vòffà.'' (da ''Li immortacci''<ref name=vianello/>, n. 11)
*''Brufolazzi, | tapparella giù e bottiglia, | più ascella purificata: | ti ricordi che meraviglia | la festa delle medie?'' (da ''Tapparella''<ref name=beliconfociva/>, n. 12)
*''Chiedo Fonzi e mi danno avanzi. | Cristo, perché?'' (da ''Tapparella''<ref name=beliconfociva/>, n. 12)
*''"Oh, ma... mi fa piacere che sei venuto, | perché sai chi ti saluta un casino?" | "Chi?" | "STO CAZZO!"'' (da ''Tapparella''<ref name=beliconfociva/>, n. 12)
*''Non c'è amicizia, oh, | non c'è – amicizia no– convenienza, | non c'è – cortesia no– cortesia, | – convenienza no – | e arrivando non ho visto neanche | l'ampio parcheggio – ampio parcheggio no – | all'ingresso. Insomma, dai, basta, finiamola lì..'' (da ''Tapparella''<ref name=beliconfociva/>, n. 12)
===''Del meglio del nostro meglio Vol. 1''===
'''Etichetta''': Aspirine/Bmg, 1997, prodotto da Otar Bolivecic.
*''Scismi bellissimi dentro di me, | cellule di materia in putrefazione, | solo scismi bellissimi | dentro di me, | sostanze tossiche diffuse per tutto il moderno scafandro.'' (da ''L'astronauta pasticcione''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''[[India]], India, | quante volte ti ho vista sulla cartina | e ti ho sottovalutata!'' (da ''L'eterna lotta tra il bene e il male''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 6)
*''India, terra di santi indiani, | poeti indiani, navigatori indiani. | [[Gange]], fiume che ti bagna, fiume che ti parla, | non vorrei rovinare un così bel rapporto.'' (da ''L'eterna lotta tra il bene e il male''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 6)
*''Il Signore non ti deve mai lasciare in pace. | Ti deve dare tanti di quei grattacapi | che solo il Padre Eterno te li può dare | e te lo auguro di tutto cuore, | perché vi sto perseguitando tramite una fattucchiera!'' (da ''L'eterna lotta tra il bene e il male''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 6)
===''Peerla''===
'''Etichetta''': Aspirine/Bmg, 1998, prodotto da Otar Bolivecic.
*''La donna nuda si depila col bic; | tenta l'uomo dall'autobus, | lo colpisce col cric. | La donna nuda non rispetta gli stop, | io le mostro la tessera. | ma lei mi dice: non ti faccio salire | perché non suoni nei [[Litfiba]]!'' (da ''La donna nuda (I Want a New Drug)''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 2)
*''Dài pensiamo al campionato | e non caghiamo quella subdola, turgida, | cinica [[tiri di rigore|lotteria dei rigori]].'' (da ''La cinica lotteria dei rigori''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''Il [[calcio (sport)|calcio]] è un grande rito che devi rispetàr; | l'Europa ne impazzisce, | e negli Stati Uniti lo vorrebbe popolar.'' (da ''Nessuno allo stadio''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 5)
*''Fondamentalmente | agli americani non interessano | i [[campionato mondiale di calcio 1994|mondiali di calcio americani]].'' (da ''Nessuno allo stadio''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 5)
*''Confidiamo che la faglia | non esiga il tuo tributo di sangue | ai [[campionato mondiale di calcio 1994|mondiali di calcio americani]].'' (da ''Nessuno allo stadio''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 5)
*''Nessuno sugli spalti, nessuno in panchina | nessuno palleggia, nessuno che moviola | nessuno allo stadio, nessuno bagarino | nessuno realizza, nessuno fluidifica: | nobody at the stadium.'' (da ''Nessuno allo stadio''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 5)
*''Se [[Wilfred Agbonavbare|Agbonavbaré]] difenderà la propria porta | nei mondiali di calcio americani, | forse la Nigeria vincerà | questi famosi campionati di calcio | mondiali americani.'' (da ''Nessuno allo stadio''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 5)
*''Nelle gabine, nei magazzeni, | pure nei {{sic|vater clos}}. | Si riempie un'ampolla, | si racconta una palla, | palla di pelle di [[Po]], | palla di pelle di Po.'' (da ''Balla coi barlafüs (Time Warp)''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 8)
*''L'atteggiamento che ognuno ha verso la vita determina l'atteggiamento che la vita avrà verso il fuoco.'' (da ''Agnello Medley''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 9)
*''La [[serie B]] si basa sul concetto di banana. | Il piede. La squadra retrocede, | e il mister silurato si ritira | e fa una fine tipo [[Aldo Agroppi|Agroppi]].'' (da ''Il concetto di banana''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 10)
*''I'm in the room | waiting for Santa and for Claus. | Suddenly by night they will arrive, | can't you feel the tipical: | "Cling, cling, cling, cling, cling!". || Presents for the good, | coal for the bad, | proprio come diceva mia mamma! || Christmas with the yours | Easter what you want.'' (da ''Christmas With The Yours''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 11)
*''[[Panettone]] is on the table | and everybody is drinking Moscato. | Go to buy a tree, but not a true tree | because otherwise it will | die die die die die! || Panettone is on the table | but it is another one: | infatti è quello senza canditi!'' (da ''Christmas With The Yours''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 11)
*''Là c'è una bandiera che sale, | qua c'è un muratore che cade | ma questo tragico evento non intaccherà | la fiducia che il mondo ripone nel nostro paese | ripieno di pizza, canzoni ed amor. | Il [[Campionato mondiale di calcio 1990|mondiale 90]] nascerà, | ed il tricolore sicuro, rubizzo e rasierte | nel vento garrà.'' (da ''Giocatore mondiale''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 12)
* ''E infine Luca di Montezuma {{NDR|[[Luca Cordero di Montezemolo]]}} | dal suo elicottero azteco gli incassi devolverà!'' (da ''Giocatore mondiale''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 12)
*''Trama, giocatore, nell'ombra, sai, | lo spacciatore di doping. | Prima, giocator, te lo dona, sai, | dopodiché entri nel tunnel. | Ma il tunnel, giocatore mondiale sai, | non è quello che ti porta in campo | bensì, giocatore mondiale, | quello delle iniezioni di [[marijuana]]!'' (da ''Giocatore mondiale''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 12)
*''Ti amo [[Remo Gaspari]] | che atterra con l'elicottero | nello stadio della sua città, | che ha fatto costruire lui | e interrompe una partita di calcio | per atterrare con l'elicottero. | E il pubblico invece di fischiarlo, | lo applaude. | Perché ha capito | che lo fa nel suo interesse.'' (da ''Sabbiature''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 13)
*''E dirò di più, | urliamo anche ti amo a [[Giuseppe Ciarrapico|Ciarrapico]]. | L'attuale presidente della Roma. || Che non si capisce come abbia fatto, | lui vendeva il pesce, | c'ha una fedina penale lunga così. | Poi ha conosciuto [[Giulio Andreotti|Andreotti]], | è diventato il re delle acque minerali, | ha avuto un prestito da Calvi di 39 miliardi | con cui ha comprato la Fiuggi. | E adesso è il personaggio del giorno | e ha fatto firmare la pace | tra [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] e [[Carlo De Benedetti|De Benedetti]]. || Ti amo Ciarrapico. | Ti amo per quello che hai fatto, | ti amo per l'emissione di assegni a vuoto, | ti amo per la pubblicazione... | per le pubblicazioni oscene, | questo è amore, | e allora lui ha dato amore a noi | e noi gliene diamo a lui. | Urliamogli tutti ti amo Ciarrapico!'' (da ''Sabbiature''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 13)
*''Grazie, [[Enrico Ameri|Ameri]]. Vai, Ameri! | Descrivi in sintesi | che cosa avviene a centrocampo.'' (da ''Ameri (Gli amori)''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 14)
*''Piacere, piacere, piacere Rai Uno, | sono [[Toto Cutugno|Cutugno]], a volte m'ingrugno, | ma le canzoni continuo a cantar!'' (da ''Ameri (Gli amori)''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 14)
*''Meglio adesso che sei un mito, | da domani sarai un peto.'' (da ''Sunset Boulevard''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 15)
*''Appendi le scarpe al chiodo'' [...] ''"No, non le appenderò. | Ho provato ogni chiodo, | ho forato ogni muro. | Non so se ci riuscirò: | ho la casa in cartongesso | e non son pratico di bricolage."'' (da ''Sunset Boulevard''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 15)
*''Ma che cos'è l'[[amore]]? | È forse questo modo che tu hai | di venire a me strisciando | ed emettendo bava come una lumaca | che va alla foglia d'insalata? || O è un morbido Gimondi | che scala i saliscendi del mio cuor?'' (da ''Gli occhiali dell'amore''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 16)
*''Ti amo, ti amo [[Serie A 1997-1998|campionato]], | ti amo campionato, | perché non sei falsato, | no, no, non sei falsato, | a me mi eri sembrato falsato, | ma han detto che non sei falsato. | Ha detto [[Umberto Agnelli]] | che son state solo delle sviste. | Due o tre sviste arbitrali. || Ma a me mi era sembrato | che già da molto tempo | qualcosa stava accadendo. | Ad esempio, in Juve - Udinese | dell'1 Novembre '97 | il signor Cesari non ha convalidato | un gol che aveva fatto Bierhoff | che era entrato di tanto così, | diciamo delle dimensioni tipo Rocco Siffredi. || E poco dopo, in Juve - Lazio, | c'è stata un'azione | in cui Del Piero | è stato atterrato in area | l'arbitro ha detto "Regola del vantaggio", | Inzaghi ha preso il palo | e subito dopo l'arbitro ha detto: | "Non è più regola del vantaggio" | diamo il rigore alla Juve.'' (da ''Ti amo campionato''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 18)
*''Ti amo, ti amo campionato | perché non sei falsato | anche se inizialmente eri sembrato | in realtà non sei falsato | L'ha detto Umberto Agnelli, | l'han detto tanti critici di calcio, | l'ha detto tanta gente, insomma: non sei falsato. || Anche se sarebbe sembrato... | Ad esempio mi era sembrato, che in Juventus – Roma | dell'8 febbraio '98, quando l'arbitro Messina | non ha dato un rigore su Gautieri | e ad esempio anche in Brescia – Juve dell'8 febbraio '98 | quando il signor Bettin | non ha dato un rigore a Hubner, | un rigore grosso così.'' (da ''Ti amo campionato''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 18)
*''Ad esempio nel mio amico | che sembra che indossi la maglia del Milan, | e invece è la maglia del Foggia, | se voi guardate bene, | quella lì è la maglia del Foggia.'' (da ''Ti amo campionato''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 18)
*''Così come se voi guardate bene | le sviste arbitrali non sono state due | ma sono state tipo dieci, | dieci, undici o dodici, | e la maggior parte delle quali | a favore della Juve.'' (da ''Ti amo campionato''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 18)
===''Craccracriccrecr''===
'''Etichetta''': Aspirine/Bmg, 1999, prodotto da Otar Bolivecic.
*''Maledetto rock and roll, tu | spacchi gli alberghi e orini sul mondo''. (da ''Il Rock and Roll''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 4)
* ''Mi manca la canzone d'altri tempi, | ingenua e piena di malizie, | che cementava le amicizie | e poi si andava tutti a capinere. | Invece la canzone d'oggigiorno | la fanno utilizzando i macchinari, | non te la levi più di torno | con la sua cassa rotterdam.'' (da ''La bella canzone di una volta''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 5)
*''L'uomo moderno è nervosetto. | La vita media s'è allungata. | L'uomo moderno passa più tempo nervosetto, | nel letto. | La medicina per ballare, | la medicina per gli approcci, | la medicina per invitarti a casa mia, | nel letto.'' (da ''Farmacista''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 7)
*''Mi sogno libera in un mondo senza cacchio, | dove l'amore non voglia dire: "cacchio". | Guardo in tasca e trovo solo pochi [[euro]], | ma cosa importa, c'ho l'amore senza cacchio. | Per cui mi prendo sottobraccio il mio ragazzo, | la gggitarella fuori porta ce facciamo | e amoreggiando senza cacchio ci scoppiamo | 'sti quattro euro de felicità''. (da ''Nudo e senza cacchio''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 9)
*''Mi piace la bi, mi piace la bi | mi piace la bicicletta | ci faccio dei gi, ci faccio dei gi | ci faccio dei giri; | incontro la fi, incontro la fidanzata | le mostro il mio ca, le mostro il mio ca | le mostro il mio cambio | le mostro il mio ca, le mostro il mio cagnolino; | le mostro il mio ca, le mostro il mio cappellino; | e infine il mio ca, e infine il mio caro amico | nel senso del caz, nel senso del caz, | nel senso del kazoo''. (da ''Evviva''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 2)
*''Passano i secoli, passano i millenni, | passano gli uomini che si alternano ai governi. | Passa la palla ché il gioco è bello in tanti, | ma quello che non passa è l'arroganza dei potenti; | non conoscono pudore, non conoscono vergogna, | per questo il loro verbo è solo squallida menzogna. | E prego madre terra con lo sguardo al cielo: | illumina la strada in questo buco nero''. (da ''La visione''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''Piove, piove, il gatto non si muove, | si accende la candela, mi appare [[Nelson Mandela|Mandela]] | mi dice buonasera poi mi fa le menate | perché per molto meno ha sclerato in cella. | Ma quante candele avrà consumato Mandela? | Perché uno è presidente non può essere stato in prigione? | Lo vedi sorridente e non ci pensi, coglione. | Sei proprio un coglione''. (da ''La visione''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''Il [[traffico]] peggiora quando c'è la pioggia | e tutti si trasformano in guidatori stanchi, | guidatori funky, fanculo a tutti quanti''. (da ''La visione''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''Mi tagliano la strada mentre sono in moto, | li mando affanculo, gli mostro lo [[scroto]]. | Non scruti lo scroto perché sei discreto, | lo scroto è di creta e lo metto nel forno, | un crotalo è di creta e lo metto nel forno. | Un crotalo di carattere? Lo metto nel forno. | Insomma, io tutti i crotali li metto nel forno. | Cosa ci volete fare? Io ho paura dei crotali. | Accendo il forno, mi guardo un porno, | un porno di crotali che fanno sesso, | in che senso, odore d'incenso, saluto dj Cenzou''. (da ''La visione''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''In vacanza sull'Arno, in vacanza sull'[[Alfa Romeo Arna|Arna]] | questa collaborazione tra Italia e Giappone | che ha dato i suoi frutti, io li metto nel forno.'' (da ''La visione''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''E canto, "please don't let me be misunderstood" | mentre parcheggio nel parcheggio l'[[Alfa Romeo Alfasud|Alfasud]].'' (da ''Discomusic''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 15)
*''Discomusic, discomusic, | col volume l'autoradio mi distruggi. | Sulla macchina ho un impianto | che è costato dei milioni e me ne vanto. | Io non capisco tutto questo rock and roll, | io non capisco la si do re mi fa sol; | io non capisco, non capisco, non capisco | e allora ballo la discomusic.'' (da ''Discomusic''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 15)
*''Dieci baronetti come te si trovarono un giorno convocati da Bob Dylan, il quale disse loro: "Che ne dite di formare un complesso e di chiamarci Bob Dylan?". Prese la parola John, disse: "Non ti seguirò. Presto, Ringo, Paul e George, costituiamo i Beatles. Presto, Ringo, Paul e George, cantiamo Yesterday".'' (da ''Beatles, Rolling Stones e Bob Dylan''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 11)
* ''Caro [[2000]], quanto tempo è già passato dal lontano 0 | proprio non te l'aspettavi che toccasse a te | ma la lista d'attesa è finita.'' (da ''Caro 2000''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 12)
* ''Nel [[100000]] l'uomo si sarà evoluto ed avrà fatto tutto | la natura si sarà rimboschita un po' | e volare non sarà un problema || Con un filo d'erba salverò l'umanità | con le branchie salveremo chi non sa nuotare | e voleremo con facilità.'' (da ''Caro 2000''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 12)
===''Tutti gli uomini del deficiente''===
'''Etichetta''': Aspirine/Bmg, 1999, prodotto da Otar Bolivecic.
*''[[Psichedelia]], ti fai gli [[LSD|acidi]] e poi sei in acido.'' | ''Psichedelia, ti fai le basi e poi sei basico.''(da ''Psichedelia'')
*''Un signore entra in un [[caffè]], splash.'' ([[Barzellette dalle canzoni|barzelletta]] da ''Risate a denti stretti'')
*''Un tale si reca all'aeroporto, e nota fra i vari distributori automatici una macchinetta molto particolare, con sopra la scritta "Sostituisce la donna" e un foro circolare. Quel signore si chiede: "Sostituisce la donna? In che senso?". Comunque, incuriosito ma anche circospetto, infila prima i soldi poi il membro nel foro. Passano alcuni istanti, poi prorompe in un urlo lancinante: "Aaaah!". Estrae il membro e c'è cucito sopra un bottone.'' (barzelletta da ''Risate a denti stretti'')
*''Come fanno quattro elefanti a stare in una 500? Quattro davanti.'' (barzelletta da ''Risate a denti stretti'')
*''Non uscire col [[ministro senza portafoglio]] | perché il conto poi pagare ti fa.'' (da ''Presidance®'')
===''Cicciput''===
'''Etichetta''': Aspirine/Bmg, 2003, prodotto da Otar Bolivecic.
*''"Aspettate, questo è un equivoco!" ci provò Gimmi a discolparsi, ma gli tapparono la bocca, e sangue, poi bastonate, sputi, pugni e calci. Giustizia è fatta, pensò la gente, ma in verità non era stato giusto. Perché okay, sì, Gimmi Ilpedofilo, ma "Ilpedofilo" era il cognome.'' (da ''Gimmi I.'')
*''La follia della donna | quel bisogno di scarpe che non vuole sentire ragioni | Cosa sono i milioni | quando in cambio ti danno le scarpe?'' (da '' La follia della donna (parte 1)'')
*''Fossi figo guiderei una grande jeep | fino in disco attesissimo in zona V.I.P., | il mio nome sarebbe sempre incluso nella lista, | non dico proprio il primo della lista | ma neanche l'ultimo degli stronzi.'' (da ''Fossi Figo'')
*''Io per piacervi | mi epilerei per tutto il santo giorno | come le balle di un [[Attore pornografico|attore porno]].'' (da ''Fossi figo'')
*''C'est la chanson du garçon ancien | qui 'ne va plus à la discothèque. | Mais les garçons veulent les jeunes filles | et les jeunes filles sont à la discoteque. | Mais le jeunes filles ne dansent pas | avec un homme de quarante ans, | elles dansent seulement | avec garçons de vingt ans. | Je voudrais des fiches pour moi. | Pas de boirnarde! | "Bonsoir, voilà, | nous sommes les fiches de bois, | monsieur regarde notre boirnarde! | Viens chez nous, vous êtes un vieux garçon | mais vous avez beaucoup d'argent, | la voiture et la maison." | Voilà, le garçon ancien c'est moi. | Barman, je bois caipiroska. | Okay, je suis comme Johnny Halliday, | mes dames acceptent ma superbaguette.'' (da ''La chanson'')
:''Questa è la canzone del ragazzo anziano | che non va più in [[discoteca]]. | Ma i ragazzi vogliono le ragazze giovani | e le [[ragazza|ragazze]] giovani sono in discoteca. | Ma le ragazze giovani non ballano | con un uomo di [[quarantenne|quarant'anni]], | danzano solamente | con ragazzi di vent'anni. | Vorrei delle fighe per me. | Niente figa! | "Buonasera, eccoci, | siamo le fighe di legno, | signore guardi la nostra figa! | Venga a casa nostra, siete un ragazzo vecchio | ma avete un mucchio di soldi, | l'automobile e la casa." | Eccomi, il ragazzo anziano sono io. | Barman, io bevo caipiroska. | Okay, sono come Johnny Halliday, | le mie signore accettano la mia superbaguette.''
*''Grazie, [[Giulio Cesare|Giulio]], di questa dritta per il [[Ponte sullo stretto di Messina|ponte]] | Della dritta per il ponte | Mi precipito a costruirne uno qui di fronte | Costruirne uno qui di fronte | per unire sponde prima d'oggi irraggiungibili | come sullo stretto di Messina.'' (da ''Pagano'')
===''Studentessi''===
'''Etichetta''': Hukapan, 2008, prodotto da Elio e le Storie Tese e MC Costa.
*{{NDR|Riferito a ''[[L'esorcista]]''}} ''In panciolle me ne sto, | visiono un film magnifico, | quello dove c'è la ragazzina posseduta dal demonio | con il prete che alla fine va giù, | la sua mamma è preoccupata | perché dice parolacce e manda tutti a fancù, | poi c'è quella scena che il prete si avvicina | e lei gli spara del vomito verde che aveva nel Gargaroz'' (da ''Gargaroz'')
*''Hai sentito la novità? | lo [[squalo bianco]] si estinguerà. | Sì, però [[Lo squalo (film)|Lo squalo]] | quello di [[Spielberg]] | mi ha rovinato il piacere del bagno in mare. | E per forza mangiava motoscafi, barche, pontili e bomboloni del gas | e con questa dieta | ricca di legname | ti s'incastra qualcosa nel Gargaroz.'' (da ''Gargaroz'')
*''Giù nel gargaroz | sento il diavoloz | datemi un rimedio per le mie tonsille rosse | caramelle pa' a tosse.'' (da ''Gargaroz'')
*''Sedicimila firme | niente cibo per Rocco Tanica | però il bosco l'hanno rasato | mentre la gente era via per il ponte | se ne sono battuti il cazzo | ora tirano su un palazzo | hanno distrutto il Bosco di Gioia | questi grandissimi figli di troia.'' (da ''Parco Sempione'')
*''Pulci giganti ammantate di mistero | mi hanno dato un buon lavoro | e mi pagano anche in nero.'' (da ''Supermassiccio'')
*''Mi ricordo di un ricordo | spero che non me lo scordo | un ricordo di fanciullo | che mi dona sicurezza | e per non dimenticarlo | io mi alleno a ricordarlo.'' (da ''Effetto Memoria (Inverno)'')
*''Balliamo l'Heavy Samba | in piedi su una gamba. | Se una sola ti risulta stramba | danza pure con entramba.'' (da ''Heavy Samba'')
*''Pochi sanno che ascoltando all'incontrario il Death Metal | scopriranno dei messaggi che ascoltati all'incontrar | sono uguali al Death Metal che avevi prima di girarli. '' (da ''Suicidio a Sorpresa'')
*'''Dart Fener''': ''You don't know the power of the dark side...''<br />'''Christian Meyer''': ''Eh sì, ciao ciao!'' (da ''Suicidio a Sorpresa'')
===''L'album biango''===
'''Etichetta''': Hukapan/Sony Music, 2013, prodotto da Elio e le Storie Tese e MC Costa.
*''La [[musica balcanica]] ci ha rotto i coglioni | è bella e tutto quanto ma alla lunga rompe i coglioni.'' (da ''Complesso del primo maggio'', n. 15)
*''Il Primo Maggio è fatto di gioia ma anche di noia.'' (da ''Complesso del primo maggio'', n. 15)
==[[Incipit]] di ''Animali spiaccicati''==
<poem>''Caro Manitù,''
''non so se capisci la mia lingua''
''ma se sei una divinità come dici dovresti capirla''
''se invece non la capisci organizzati, tonto.''
''Io mi chiamo''... [inserire proprio nome]...
''ma il mio nome indiano è Alce Che Cammina''
''[oppure Alce Che Sta Fermo, Orso Grigio, Topo Cane, Aquila Della Notte,''
''[[Rinoceronte]] Che Ride, Lama Che Sputa, Bisonte Gay, Volpe Astuta,''
''[[Volpe]] Rincoglionita o altro nome indiano a scelta]''
''e non ti parlo con lingua biforcuta''.</poem>
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Elio e le Storie Tese, ''Animali spiaccicati, {{small|ovvero Il Nuovissimo Metodo per entrare alla grande nel mondo dei grandi}}'', Einaudi, 2004. ISBN 8806170236
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu||(1989)}}
{{Pedia|Italyan, Rum Casusu Çikti||(1992)}}
{{Pedia|Not Unpreviously Unreleased'nt||(1993)}}
{{Pedia|Esco dal mio corpo e ho molta paura (Gli inediti 1979-1986)||(1993)}}
{{Pedia|Eat the Phikis||(1996)}}
{{Pedia|Del meglio del nostro meglio Vol. 1||(1997)}}
{{Pedia|Peerla||(1998)}}
{{Pedia|Craccraccricrecr||(1999)}}
{{Pedia|Cicciput||}}
{{Pedia|Studentessi}}
{{Pedia|L'album biango}}
{{Pedia|Figgatta de Blanc}}
{{Pedia|Il Circo Discutibile}}
{{Pedia|Dei Megli dei Nostri Megli}}
==Collegamenti esterni==
*''[http://elioelestorietese.it/canzoni/ Canzoni]'', ''Elioelestorietese.it''.
{{Elio e le Storie Tese}}
[[Categoria:Gruppi musicali italiani]]
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[[Immagine:Elio Cesareo LiveCesenatico2007.jpg|right|thumb|upright=1.8|Elio e le Storie Tese nel 2007]]
'''Elio e le Storie Tese''' è un gruppo musicale italiano di Milano, fondato da [[Elio (cantante)|Stefano Belisari]] (in arte Elio) nel 1980; i suoi componenti sono Elio (Stefano Belisari), Faso ([[Nicola Fasani]]), Jantoman ([[Antonello Aguzzi]]), Cesareo ([[Davide Civaschi]]), Rocco Tanica ([[Sergio Conforti]]), Feiez ([[Paolo Panigada]], deceduto), [[Christian Meyer]].
{{Vedi anche|Elio (cantante)}}
==Citazioni tratte da canzoni==
===''Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu''===
[[File:Elio Tione 2006.jpg|thumb|upright=1.5|Stefano Belisari, alias Elio – voce, flauto traverso, chitarra ritmica, basso elettrico, percussioni]]
'''Etichetta''': Psycho/CBS, 1989, prodotto da Otar Bolivecic.
*''Quando ero piccolo, tutti mi scherzavano | per le dimensioni del mio [[pene]] | ed io non stavo bene | soffrivo le pene per colpa del pene, | ma più il problema non si pone: | sì, perché il pene mi dà il pane.'' (da ''John Holmes (una vita per il cinema)''<ref name=beliconfo/>, lato A, n. 2)
*''Trenta centimetri di dimensione artistica.'' (da ''John Holmes (una vita per il cinema)''<ref name=beliconfo/>, lato A, n. 2)
*''Ho rilanciato il [[cinema muto|film muto]] | perché sono muto | e se fossi stato cieco | avrei lanciato il film cieco | e se fossi stato m | avrei lanciato il filmm.'' (da ''John Holmes (una vita per il cinema)''<ref name=beliconfo/>, lato A, n. 2)
*''Sono abitudinario, | leggo la targhetta sopra l'[[ascensore]]: | qual è la capienza, quanti chili porta, | poi si apre la porta e non lo so già più.'' (da ''Nubi di ieri sul nostro domani odierno (abitudinario)''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 4)
*''Seduto nella vasca, | emetto certe bolle che, salendo a galla, | corron sulla schiena fandomi felice; | giunte in superficie non mi piaccion più.'' (da ''Nubi di ieri sul nostro domani odierno (abitudinario)''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 4)
*''Ditemi perché se la mucca fa mu il [[merlo]] non fa me.'' (da ''Nubi di ieri sul nostro domani odierno (abitudinario)''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 4)
*''C'è un dirigibile marrone senza elica e timone dentro me!'' (da ''Nubi di ieri sul nostro domani odierno (abitudinario)''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 4)
*''Me l'avevan detto che donne, | buoi e motori son gioie e dolori.'' (da ''Carro''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 6)
*''Accidenti alla donna volante e al pericolo costante.'' (da ''Carro''<ref name=beliconfofasaciva>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti, Nicola Fasani e Davide Civaschi.</ref>, lato A, n. 6)
*''Tra il dire e il fare c'è di mezzo "e il" | e una rondella non fa primavera.'' (da ''Carro''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 6)
*''La gatta frettolosa ha fatto i gattini | nel giardino del re, | tanto il re è cieco, | i gattini corrono per il prato, | il re dice: "Sento un rumore di gattini | che corrono sul mio prato", | intanto il vicino, affacciatosi sul giardino | dice: "Restituiscimi i miei gatti, ladro".'' (da ''Carro''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 6)
*''Diciam che la cacca fa schifo, | ma ciò non è un dato oggettivo: | siam condizionati in questo giudizio | dall'uomo che vive nel mondo rotondo | che gira, che gira, che gira, che gira | e che mai si fermerà.'' (da ''Silos''<ref name=beliconfo/>, lato A, n. 10)
*''Senti come grida il [[peperone]].'' (da ''Piattaforma''<ref name=beliconfo>Testo di [[Elio (cantante)|Stefano Belisari]] e Sergio Conforti.</ref>, lato B, n. 14)
*''Cara ti amo. | Mi sento confusa. | Cara ti amo. | Devo stare un po' da sola. | Cara ti amo. | Esco da una storia di tre anni con un tipo. | Cara ti amo. | Non mi voglio sentire legata.'' (da ''Cara ti amo (Risvolti psicologici nei rapporti tra giovani uomini e giovani donne)''<ref name=beliconfo/>, lato B, n. 17)
*''Rimani in casa. | Voglio essere libera. | Esci allora pure con chi ti pare. | Non ti interessi mai di quello che faccio. | Vorrei palparti le tette | Porco! | Mai non ti toccherei neanche con un fiore. | Finocchio!'' (da ''Cara ti amo (Risvolti psicologici nei rapporti tra giovani uomini e giovani donne)''<ref name=beliconfo/>, lato B, n. 17)
*''E la morale di questa storia è che la [[feci|merda]] non è così brutta come la si dipinge.'' (da ''Cateto''<ref name=beliconfo/>, lato B, n. 19)
===''Italian, Rum Casusu Cikty''===
[[File:Rocco Tanica - Lucca Comics & Games 2016.jpg|thumb|upright=1.2|Sergio Conforti, alias Rocco Tanica – tastiere, sintetizzatori, voce, vocoder, drum machine, diamonica]]
'''Etichetta''': Hukapan/Sony Music, 1992, prodotto da Otar Bolivecic.
*''Siamo tutti servi della gleba | e abbiamo dentro il cuore una canzone triste. | Servi della gleba a testa alta | verso il triangolino che ci esalta.'' (da ''Servi della gleba?''<ref name=belifasameyer>Testo di Stefano Belisari, Nicola Fasani e Christian Meyer.</ref>, n. 3)
*''Niente marijuana né pasticche | noi si assume solo il due di picche''. (da ''Servi della gleba''<ref name=belifasameyer/>, n. 3)
*''– Mah, mi ha detto il [[medico]] che ho le papille gustative interrotte... | – Eh? | – Sì, poi ci ho un gomito che mi fa contatto col piede... | – Cosa? | – Mio [[padre]] che è rimasto chiuso nell'autolavaggio... | – Prego? | – No no, è che ho delle storiacce con la tipa... |– Aaaah! Lei ti ha dato il due di picche!'' (da ''Servi della gleba''<ref name=belifasameyer/>, n. 3)
*''– Ma non starai mica piangendo? | – No, è che mi è entrata una bruschetta nell'occhio!'' (da ''Servi della gleba?''<ref name=belifasameyer/>, n. 3)
*''L'occhio spento e il viso di cemento, | lei è il mio piccione io il suo monumento.'' (da ''Servi della gleba?''<ref name=belifasameyer/>, n. 3)
*''Che cosa devo fare? Mi vuoi mettere una scopa in culo così ti ramazzo la stanza?'' (da ''Servi della gleba?''<ref name=belifasameyer/>, n. 3)
*''C'è un amore in ogni [[borsello]] | se il tuo è proprio in quello che sfoggia lui | ritorna al Parco Capello, lo troverai là | ma in quel capannello di uomini col borsello | lui solo lo avrà in budello e gli altri | in finto bue.'' (da ''Uomini col borsello (Ragazza che limoni sola)''<ref name=civaconfo>Testo di Davide Civaschi e Stefano Conforti.</ref>, n. 5)
*''Mi fanno ridere quando sono triste, | che mi fanno ridere quando sono felice, | che mi fanno ridere quando sono medio; | in pratica mi fanno ridere sempre, | quel fottio di animaletti inventati da me.'' (da ''Il vitello dai piedi di balsa''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 6)
*''Nel boschetto della mia fantasia | ora c'è un vitello senza più i piedi | che invoca pietà, | quand'ecco che un piccolo amico si avvicina... | "Mi presento son l'orsetto ricchione, | e come avrai intuito adesso t'inculo."'' (da ''Il vitello dai piedi di balsa''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 6)
*''Sono un ragazzo e mi alleno come un pazzo | con le ragazze di tutte le stazze, | pratico l'anal e l'arte del bondaggio | come si vede nel mio cortometraggio.'' (da ''Cartoni animati giapponesi''<ref name=beliconfo/>, n. 7)
*''Viva il contatto tra lingue differenti, | viva il contagio che genera i degenti, | viva il limone che è frutto prelibato, | viva l'imene che è brutto lacerato.'' (da ''Cartoni animati giapponesi''<ref name=beliconfo/>, n. 7)
*''Come faranno | 4 elefanti a stare in una Cinquecento? | Due davanti e due di dietro.'' (da ''Cinquecento''<ref name=beliconfo/>, n. 8)
*''Come farò | a far l'amore in Cinquecento? | Con te davanti e il cambio dietro.'' (da ''Cinquecento''<ref name=beliconfo/>, n. 8)
*''[[Fiat Cinquecento|Cinquecento]], | coi tuoi problemi di avviamento, |'' [...] ''| sei la vettura del momento.'' (da ''Cinquecento''<ref name=beliconfo/>, n. 8)
*''Ma raga', io lavoro tutto il giorno, | tiro il carrello, scarico la frutta | dentro nel verziere, | mi arriva il primo fesso | con la moto a scurreggetta | e mi sveglia?'' (da ''Supergiovane''<ref name=belifaso>Testo di Stefano Belisari e Nicola Fasani.</ref>, n. 9)
*''Ovunque ci sia un giovane in difficoltà, | ovunque ci siano persone, cose, animali, | città, fiumi, governi, marche di automobili | che cerchino di limitare la vostra gioventù, | là ci sarà lui con le sue miccette sempre accese. | Perché Supergiovane è allegria più, | Bulgaria più, sciatalgia più più più.'' (da ''Supergiovane''<ref name=belifaso/>, n. 9)
*''Donna, roccaforte | quando il flusso è più copioso, | sbarazzina quando è il caso | o marangona di un clitoride mai domo, | al grido di "Hah ggh ggh aaaa ssiiii!".'' (da ''Essere donna oggi''<ref name=beliconfociva>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti e Davide Civaschi.</ref>, n. 10)
*''Probabilmente non mi accoppio, | ma le tue trombe di Falloppio suonerò.'' (da ''Essere donna oggi''<ref name=beliconfociva/>, n. 10)
*''Ruotate le dita. Unite le falangi. | Bene, ora ripetete con me più umano più vero. | Più umano più vero. | È un ballo straniero. Qui l'atmosfera sa di Pipppero®. | Qui l'atmosfera sa di Pipppero®. | Pippperupippero®.'' (da ''Pipppero®''<ref name=beliconfo/>, n. 12)
*''La [[morte]] | viene, silenziosa come un alce, | dai vivi ci separa con il taglio di una falce.'' (da ''Urna''<ref name=beliconfo/>, n. 14)
*''Voglio una degna sepoltura | quando la morte verrà e mi ghermirà, | una tomba linda e duratura | che mi preserverà dall'umidità.'' (da ''Urna''<ref name=beliconfo/>, n. 14)
*''Ma mentre parlo tu non mi ascolti. | I casi sono due o non mi ami più o sei morta. | Propenderei per la seconda ipotesi | perché emani un fetore nauseabondo.'' (da ''Urna''<ref name=beliconfo/>, n. 14)
*''– Hai messo l'antigelo col freddo che fa? | – L'hai messo quello là? – Sì. | – Hai visto se il livello è fra min e max? – Sì. | – Ma il mio vano motore | è troppo vano e poco motore: | lo illuminerò! – Sei forte Papalli! | – Con una candela di cera. – va bene. |– che non c'era?!'' (da ''La vendetta del Fantasma Formaggino''<ref name=belifaso/>, n. 16)
*''In effetti l'italiano | era andato dentro un'altra [[Barzellette dalle canzoni|barzelletta]], | quella dove un orologio vien gettato da una torre | e si fa a gara a chi lo prende | prima ch'esso tocchi terra spaccandosi. | E allora l'italiano | te lo porta un'ora indietro, | poi raggiunge il marciapiede | sottostante in largo anticipo, | raccoglie al volo l'orologio | ed in sostanza vince.'' (da ''La vendetta del Fantasma Formaggino''<ref name=belifaso/>, n. 16)
*''Per mano d'inglese stavolta cadrai, | per man di francese scherzato verrai. | Permani pure della tua opinione, | ma su quel panino non mi spalmerai''. (da ''La vendetta del Fantasma Formaggino''<ref name=belifaso/>, n. 16)
===''Not Unpreviously Unreleased'nt''===
'''Etichetta''': Tutto Musica e Spettacolo, 1993.
*''In un mondo che ci è ostile, | rovinato dalla droga | c'è una stella che riluce, | c'è qualcosa in cui sperare.'' (da ''Alfieri''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''Abitavo un tempo a [[Busto Arsizio]].'' (da ''Alfieri''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
===''Esco dal mio corpo e ho molta paura (Gli inediti 1979-1986)''===
[[File:Civas.jpg|thumb|Davide Luca Civaschi, alias Cesareo – chitarra, voce, basso elettrico]]
'''Etichetta''': Hukapan/Sony Music, 1993, prodotto da Roberto Monguzzi/Imagic.
*''Siam d'accordo pressoché su tutto ma talvolta divergiamo, | per esempio sulle parolacce ognun dice quella che gli va.'' (da ''Ùnanimi''<ref name=beliconfo/>,, n. 1)
*''Sono andato in un centro di allevamento di [[cinghiale|cinghiali]] in Lunigiana e ti ho comprato un cinghialino. | L'ho arrostito e l'ho riempito con un tacchino di terracotta, ripieno di un piccione, vivo, con il verme in bocca. | Ho arrostito tutto insieme, te l'ho portato, oh, non l'hai mangiato! | Eri immersa in una vasca di catalogna! Non si fa così!'' (da ''Catalogna''<ref name=beliconfo/>, n. 3)
*''Siamo cresciuti mangiando verdura | voglio morire con te.'' (da ''Catalogna''<ref name=beliconfo/>, n. 3)
*''Sono solo sotto la pioggia, | sono reduce da un meeting di rivenditori di laminati plastici. | È duro andare di città in città a vendere laminati senza la macchina. | E il contachilometri che ho nella tibia mi è testimone.'' (da ''Abbecedario''<ref name=beliconfo/>, n. 4)
*''In un periodo in cui le discussioni | ruotano principalmente intorno a tante cose | ma comunque principalmente quasi esclusivamente | intorno all'annoso problema del controllo delle nascite | e le pubblicità fanno la loro parte, | e chi ha orecchie da intendere intenda | e gli altri chissà.'' (da ''La saga di Addolorato''<ref name=beliconfo/>, n. 7)
*''E del resto sarà capitato anche a voi | di trovarvi in una cameretta in un terrapieno | a 60 metri di profondità | e di sentirvi demotivati e depressi.'' (da ''La saga di Addolorato''<ref name=beliconfo/>, n. 7)
*''Oh cavo, cavo, cavo, cavo, cavo | non dissaldarti, non dissaldarti | sono bravo, sono bravo come Uri Geller | ma vado in merda se mi si dissalda il cavo.'' (da ''Cavo''<ref name=beliconfo/>, n. 8)
*''Ricordo bene quando ti dissi | con grande calma, come Giucas Casella. | Ma vaffanculo!'' (da ''Faro''<ref name=beliconfo/>, n. 13)
*''Guardare la tele | è una morte anticipata. | Dietro consiglio di un faggio | questa sentenza io ti ho svelata.'' (da ''Faro''<ref name=beliconfo/>, n. 13)
*''[[Aborto]], aborto, smaliziato dove vai? | Aborto, aborto, travisato tu che fai? | Aborto, aborto, sai di stupida ironia, | ma l'aborto sa anche farti compagnia.'' (da ''(Gomito A Gomito Con L') Aborto''<ref name=belipani>Testo di Stefano Belisari e Paolo Panigada.</ref>, n. 14)
*''Come sono [[Felice Gimondi]]. | Lo so che non è facile | nella vita scoprire | che c'è anche [[Eddy Merckx]], | ho quasi paura.'' (da ''Sono Felice''<ref name=beliconfo/>, n. 16)
*''L'amico poliziotto ti aspetta, | ti invita sulla camionetta, | non respinger la sua carica di simpatia, | un balzo, sali a bordo e via!'' (da ''Amico Uligano''<ref name=beliconfo/>, n. 17)
===''Eat the Phikis''===
[[File:Faso.jpeg|thumb|Nicola Fasani, alias Faso – basso elettrico, voce, batteria, ukulele]]
'''Etichetta''': Aspirine/Bmg, 1996, prodotto da Otar Bolivecic.
*''Parcheggi abusivi, applausi abusivi, | villette abusive, abusi sessuali abusivi; | tanta voglia di ricominciare abusiva.'' (da ''La terra dei cachi''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 2)
*''Appalti truccati, trapianti truccati, | motorini truccati che scippano donne truccate; | il visagista delle dive è truccatissimo.'' (da ''La terra dei cachi''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 2)
*''[[Italia]] sì, Italia no, | Italia gnamme, se famo du' spaghi. | Italia sob, Italia prot, la terra dei cachi. | Una pizza in compagnia, una pizza da solo; | un totale di due pizze | e l'Italia è questa qua.'' (da ''La terra dei cachi''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 2)
*''Sono un nuovo burattino | con il mio legnetto novità. | Sono ceppo con la ceppa, | grazie a Geppo mio papà. | Se si china la Fata Turchina | sento una forza dentro | che neanch'io so come, | ed emetto una specie di fruppé.'' (da ''Burattino senza fichi''<ref name=beliconfociva/>, n. 3)
*''Vi saluto con l'altra mano.'' (da ''Burattino senza fichi''<ref name=beliconfociva/>, n. 3)
*''Sai, la scritta che hai scritto, sai, mi piace assai. | Sai...'' (da ''T.V.U.M.D.B''<ref name=beliconfopani>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti e Paolo Panigada.</ref>, n. 4)
*''Ehi, lo sai, mi prendi più che mai e per questo ti voglio bene. | Ma non so se poi resisterò quando amarsi sarà routine, | e poi ci sarà il divorzio e i figli sono infelici.'' (da ''T.V.U.M.D.B''<ref name=beliconfopani/>, n. 4)
*''"No, continuo a sognare il bomba dei Take That {{NDR|[[Gary Barlow]]}}, | che... – non dirlo – gli mancano – tu non puoi – due buchi nel sedere – non è vero e lo sai – | per essere Cicciobombo Cannoniere... e andare ad abitare in Francia".'' (da ''T.V.U.M.D.B.''<ref name=beliconfopani/>, n. 4)
*''Tu, vittima innocente degli effetti | devastanti dell'[[orgasmo]], | sai che se non è amore | dopo il seme c'è la fuga.'' (da ''Lo stato A, lo stato B''<ref name=beliconfofasacivapani>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti, Nicola Fasani, Davide Civaschi e Paolo Panigada.</ref>, n. 5)
*''Tu vittima innocente dello scontro | tra lo sfaccio e la ragione, morale ed amorazzo, | morale ed immorale, giustizia ed ingiustizia, | pulsione e repulsione, l'impulso e la pulsione.'' (da ''Lo stato A, lo stato B''<ref name=beliconfofasacivapani/>, n. 5)
*''Come stai? "Lievemente scosso, | ma è sempre bello veder | la propria moglie che orgasma! | È troppo bello veder | la propria moglie che orgasma. | È sempre bello veder | la propria donna che si spoglia, | però alla fine rimane | solo la sua vestaglia; | è un po' macchiata, se vuoi, | ma è sempre la sua vestaglia".'' (da ''El Pube''<ref name=beliconfofasa>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti e Nicola Fasani.</ref>, n. 6)
*''Vivo come voi, soffro come voi, | rido come voi, lo prendo in culo come voi... | ma amo più di voi.'' (da ''Omosessualità''<ref name=beliconfo/>, n. 7)
*''Mi ha detto mio [[Cugino|cuggino]] che una volta ha trovato un cane in spiaggia | e invece era un topo.'' (da ''Mio cuggino''<ref name=beliconfofasapani>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti, Nicola Fasani e Paolo Panigada.</ref>, n. 8)
*''Mio cuggino, mio cuggino, | mio cuggino è rispettato, | amico di tutti. | Mio cuggino ha fatto questo e quello, | mio cuggino mi protegge | quando vengono a picchiarmi | perché chiamo mio cuggino. | Anzi: io chiamo a mio cuggino.'' (da ''Mio cuggino''<ref name=beliconfofasapani/>, n. 8)
*''Mi ha detto mio cuggino | che da bambino una volta è morto.'' (da ''Mio cuggino''<ref name=beliconfofasapani/>, n. 8)
*''Perché nessuno mi dice | a cosa serve la [[milza]]?'' (da ''Milza''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 10)
*''[[Unghia|Unghie]], | mi guardo sotto le unghie | e vedo dello sporco; | lo tolgo a fatica, lo osservo con cura, | mi parla di me.'' (da ''Milza''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 10)
*''[[Cuore]], | muscolatura cardiaca | sempre in movimento; | pacemaker di carne, pompetta di vita, | polpetta pulsante.'' (da ''Milza''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 10)
*''Milza, | mi hai fatto male quando, | correndo i diecimila, | migliaia di miglia, migliaia di milza, | dolore di milza. || Cuore, | pompa il sangue nella milza | destinato alla mia milza; | pochi sanno a cosa serve e non lo dicono.'' (da ''Milza''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 10)
*''A Murotorto an vedi er Rastamanno {{NDR|[[Bob Marley]]}} | che ce dà le vibbrazioni rastamanne: | lui je dice a 'na pischella de nun piagnere perché | se fumamo er sigaretto con l'amico Selassié.'' (da ''Li immortacci''<ref name=vianello>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti, Nicola Fasani, Davide Civaschi, [[Edoardo Vianello]] e Carlo Rossi.</ref>, n. 11)
*''Semo li immortacci, semo li immortacci, | gli altissimi morti: | ma nun è vero, ma nun è vero, | siam tutti risorti. | Noi semo gli zombi der monno cantaro | guidati dar moog der Guardiano der faro: | semo li immortacci.'' (da ''Li immortacci''<ref name=vianello/>, n. 11)
*''A Centocelle troneggia er Pelvicaro {{NDR|[[Elvis Presley]]}}, | che bappaluba e magna tutti li frutti. | C'ha na fija che j'attizza er Trilleraro {{NDR|[[Michael Jackson]]}} | che se chiama Micheletto | ma er negretto nun vòffà.'' (da ''Li immortacci''<ref name=vianello/>, n. 11)
*''Brufolazzi, | tapparella giù e bottiglia, | più ascella purificata: | ti ricordi che meraviglia | la festa delle medie?'' (da ''Tapparella''<ref name=beliconfociva/>, n. 12)
*''Chiedo Fonzi e mi danno avanzi. | Cristo, perché?'' (da ''Tapparella''<ref name=beliconfociva/>, n. 12)
*''"Oh, ma... mi fa piacere che sei venuto, | perché sai chi ti saluta un casino?" | "Chi?" | "STO CAZZO!"'' (da ''Tapparella''<ref name=beliconfociva/>, n. 12)
*''Non c'è amicizia, oh, | non c'è – amicizia no– convenienza, | non c'è – cortesia no– cortesia, | – convenienza no – | e arrivando non ho visto neanche | l'ampio parcheggio – ampio parcheggio no – | all'ingresso. Insomma, dai, basta, finiamola lì..'' (da ''Tapparella''<ref name=beliconfociva/>, n. 12)
===''Del meglio del nostro meglio Vol. 1''===
'''Etichetta''': Aspirine/Bmg, 1997, prodotto da Otar Bolivecic.
*''Scismi bellissimi dentro di me, | cellule di materia in putrefazione, | solo scismi bellissimi | dentro di me, | sostanze tossiche diffuse per tutto il moderno scafandro.'' (da ''L'astronauta pasticcione''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''[[India]], India, | quante volte ti ho vista sulla cartina | e ti ho sottovalutata!'' (da ''L'eterna lotta tra il bene e il male''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 6)
*''India, terra di santi indiani, | poeti indiani, navigatori indiani. | [[Gange]], fiume che ti bagna, fiume che ti parla, | non vorrei rovinare un così bel rapporto.'' (da ''L'eterna lotta tra il bene e il male''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 6)
*''Il Signore non ti deve mai lasciare in pace. | Ti deve dare tanti di quei grattacapi | che solo il Padre Eterno te li può dare | e te lo auguro di tutto cuore, | perché vi sto perseguitando tramite una fattucchiera!'' (da ''L'eterna lotta tra il bene e il male''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 6)
===''Peerla''===
'''Etichetta''': Aspirine/Bmg, 1998, prodotto da Otar Bolivecic.
*''La donna nuda si depila col bic; | tenta l'uomo dall'autobus, | lo colpisce col cric. | La donna nuda non rispetta gli stop, | io le mostro la tessera. | ma lei mi dice: non ti faccio salire | perché non suoni nei [[Litfiba]]!'' (da ''La donna nuda (I Want a New Drug)''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 2)
*''Dài pensiamo al campionato | e non caghiamo quella subdola, turgida, | cinica [[tiri di rigore|lotteria dei rigori]].'' (da ''La cinica lotteria dei rigori''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''Il [[calcio (sport)|calcio]] è un grande rito che devi rispetàr; | l'Europa ne impazzisce, | e negli Stati Uniti lo vorrebbe popolar.'' (da ''Nessuno allo stadio''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 5)
*''Fondamentalmente | agli americani non interessano | i [[campionato mondiale di calcio 1994|mondiali di calcio americani]].'' (da ''Nessuno allo stadio''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 5)
*''Confidiamo che la faglia | non esiga il tuo tributo di sangue | ai [[campionato mondiale di calcio 1994|mondiali di calcio americani]].'' (da ''Nessuno allo stadio''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 5)
*''Nessuno sugli spalti, nessuno in panchina | nessuno palleggia, nessuno che moviola | nessuno allo stadio, nessuno bagarino | nessuno realizza, nessuno fluidifica: | nobody at the stadium.'' (da ''Nessuno allo stadio''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 5)
*''Se [[Wilfred Agbonavbare|Agbonavbaré]] difenderà la propria porta | nei mondiali di calcio americani, | forse la Nigeria vincerà | questi famosi campionati di calcio | mondiali americani.'' (da ''Nessuno allo stadio''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 5)
*''Nelle gabine, nei magazzeni, | pure nei {{sic|vater clos}}. | Si riempie un'ampolla, | si racconta una palla, | palla di pelle di [[Po]], | palla di pelle di Po.'' (da ''Balla coi barlafüs (Time Warp)''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 8)
*''L'atteggiamento che ognuno ha verso la vita determina l'atteggiamento che la vita avrà verso il fuoco.'' (da ''Agnello Medley''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 9)
*''La [[serie B]] si basa sul concetto di banana. | Il piede. La squadra retrocede, | e il mister silurato si ritira | e fa una fine tipo [[Aldo Agroppi|Agroppi]].'' (da ''Il concetto di banana''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 10)
*''I'm in the room | waiting for Santa and for Claus. | Suddenly by night they will arrive, | can't you feel the tipical: | "Cling, cling, cling, cling, cling!". || Presents for the good, | coal for the bad, | proprio come diceva mia mamma! || Christmas with the yours | Easter what you want.'' (da ''Christmas With The Yours''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 11)
*''[[Panettone]] is on the table | and everybody is drinking Moscato. | Go to buy a tree, but not a true tree | because otherwise it will | die die die die die! || Panettone is on the table | but it is another one: | infatti è quello senza canditi!'' (da ''Christmas With The Yours''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 11)
*''Là c'è una bandiera che sale, | qua c'è un muratore che cade | ma questo tragico evento non intaccherà | la fiducia che il mondo ripone nel nostro paese | ripieno di pizza, canzoni ed amor. | Il [[Campionato mondiale di calcio 1990|mondiale 90]] nascerà, | ed il tricolore sicuro, rubizzo e rasierte | nel vento garrà.'' (da ''Giocatore mondiale''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 12)
* ''E infine Luca di Montezuma {{NDR|[[Luca Cordero di Montezemolo]]}} | dal suo elicottero azteco gli incassi devolverà!'' (da ''Giocatore mondiale''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 12)
*''Trama, giocatore, nell'ombra, sai, | lo spacciatore di doping. | Prima, giocator, te lo dona, sai, | dopodiché entri nel tunnel. | Ma il tunnel, giocatore mondiale sai, | non è quello che ti porta in campo | bensì, giocatore mondiale, | quello delle iniezioni di [[marijuana]]!'' (da ''Giocatore mondiale''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 12)
*''Ti amo [[Remo Gaspari]] | che atterra con l'elicottero | nello stadio della sua città, | che ha fatto costruire lui | e interrompe una partita di calcio | per atterrare con l'elicottero. | E il pubblico invece di fischiarlo, | lo applaude. | Perché ha capito | che lo fa nel suo interesse.'' (da ''Sabbiature''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 13)
*''E dirò di più, | urliamo anche ti amo a [[Giuseppe Ciarrapico|Ciarrapico]]. | L'attuale presidente della Roma. || Che non si capisce come abbia fatto, | lui vendeva il pesce, | c'ha una fedina penale lunga così. | Poi ha conosciuto [[Giulio Andreotti|Andreotti]], | è diventato il re delle acque minerali, | ha avuto un prestito da Calvi di 39 miliardi | con cui ha comprato la Fiuggi. | E adesso è il personaggio del giorno | e ha fatto firmare la pace | tra [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] e [[Carlo De Benedetti|De Benedetti]]. || Ti amo Ciarrapico. | Ti amo per quello che hai fatto, | ti amo per l'emissione di assegni a vuoto, | ti amo per la pubblicazione... | per le pubblicazioni oscene, | questo è amore, | e allora lui ha dato amore a noi | e noi gliene diamo a lui. | Urliamogli tutti ti amo Ciarrapico!'' (da ''Sabbiature''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 13)
*''Grazie, [[Enrico Ameri|Ameri]]. Vai, Ameri! | Descrivi in sintesi | che cosa avviene a centrocampo.'' (da ''Ameri (Gli amori)''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 14)
*''Piacere, piacere, piacere Rai Uno, | sono [[Toto Cutugno|Cutugno]], a volte m'ingrugno, | ma le canzoni continuo a cantar!'' (da ''Ameri (Gli amori)''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 14)
*''Meglio adesso che sei un mito, | da domani sarai un peto.'' (da ''Sunset Boulevard''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 15)
*''Appendi le scarpe al chiodo'' [...] ''"No, non le appenderò. | Ho provato ogni chiodo, | ho forato ogni muro. | Non so se ci riuscirò: | ho la casa in cartongesso | e non son pratico di bricolage."'' (da ''Sunset Boulevard''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 15)
*''Ma che cos'è l'[[amore]]? | È forse questo modo che tu hai | di venire a me strisciando | ed emettendo bava come una lumaca | che va alla foglia d'insalata? || O è un morbido Gimondi | che scala i saliscendi del mio cuor?'' (da ''Gli occhiali dell'amore''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 16)
*''Ti amo, ti amo [[Serie A 1997-1998|campionato]], | ti amo campionato, | perché non sei falsato, | no, no, non sei falsato, | a me mi eri sembrato falsato, | ma han detto che non sei falsato. | Ha detto [[Umberto Agnelli]] | che son state solo delle sviste. | Due o tre sviste arbitrali. || Ma a me mi era sembrato | che già da molto tempo | qualcosa stava accadendo. | Ad esempio, in Juve - Udinese | dell'1 Novembre '97 | il signor Cesari non ha convalidato | un gol che aveva fatto Bierhoff | che era entrato di tanto così, | diciamo delle dimensioni tipo Rocco Siffredi. || E poco dopo, in Juve - Lazio, | c'è stata un'azione | in cui Del Piero | è stato atterrato in area | l'arbitro ha detto "Regola del vantaggio", | Inzaghi ha preso il palo | e subito dopo l'arbitro ha detto: | "Non è più regola del vantaggio" | diamo il rigore alla Juve.'' (da ''Ti amo campionato''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 18)
*''Ti amo, ti amo campionato | perché non sei falsato | anche se inizialmente eri sembrato | in realtà non sei falsato | L'ha detto Umberto Agnelli, | l'han detto tanti critici di calcio, | l'ha detto tanta gente, insomma: non sei falsato. || Anche se sarebbe sembrato... | Ad esempio mi era sembrato, che in Juventus – Roma | dell'8 febbraio '98, quando l'arbitro Messina | non ha dato un rigore su Gautieri | e ad esempio anche in Brescia – Juve dell'8 febbraio '98 | quando il signor Bettin | non ha dato un rigore a Hubner, | un rigore grosso così.'' (da ''Ti amo campionato''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 18)
*''Ad esempio nel mio amico | che sembra che indossi la maglia del Milan, | e invece è la maglia del Foggia, | se voi guardate bene, | quella lì è la maglia del Foggia.'' (da ''Ti amo campionato''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 18)
*''Così come se voi guardate bene | le sviste arbitrali non sono state due | ma sono state tipo dieci, | dieci, undici o dodici, | e la maggior parte delle quali | a favore della Juve.'' (da ''Ti amo campionato''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 18)
===''Craccracriccrecr''===
'''Etichetta''': Aspirine/Bmg, 1999, prodotto da Otar Bolivecic.
*''Mi piace la bi, mi piace la bi | mi piace la bicicletta | ci faccio dei gi, ci faccio dei gi | ci faccio dei giri; | incontro la fi, incontro la fidanzata | le mostro il mio ca, le mostro il mio ca | le mostro il mio cambio | le mostro il mio ca, le mostro il mio cagnolino; | le mostro il mio ca, le mostro il mio cappellino; | e infine il mio ca, e infine il mio caro amico | nel senso del caz, nel senso del caz, | nel senso del kazoo''. (da ''Evviva''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 2)
*''Passano i secoli, passano i millenni, | passano gli uomini che si alternano ai governi. | Passa la palla ché il gioco è bello in tanti, | ma quello che non passa è l'arroganza dei potenti; | non conoscono pudore, non conoscono vergogna, | per questo il loro verbo è solo squallida menzogna. | E prego madre terra con lo sguardo al cielo: | illumina la strada in questo buco nero''. (da ''La visione''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''Piove, piove, il gatto non si muove, | si accende la candela, mi appare [[Nelson Mandela|Mandela]] | mi dice buonasera poi mi fa le menate | perché per molto meno ha sclerato in cella. | Ma quante candele avrà consumato Mandela? | Perché uno è presidente non può essere stato in prigione? | Lo vedi sorridente e non ci pensi, coglione. | Sei proprio un coglione''. (da ''La visione''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''Il [[traffico]] peggiora quando c'è la pioggia | e tutti si trasformano in guidatori stanchi, | guidatori funky, fanculo a tutti quanti''. (da ''La visione''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''Mi tagliano la strada mentre sono in moto, | li mando affanculo, gli mostro lo [[scroto]]. | Non scruti lo scroto perché sei discreto, | lo scroto è di creta e lo metto nel forno, | un crotalo è di creta e lo metto nel forno. | Un crotalo di carattere? Lo metto nel forno. | Insomma, io tutti i crotali li metto nel forno. | Cosa ci volete fare? Io ho paura dei crotali. | Accendo il forno, mi guardo un porno, | un porno di crotali che fanno sesso, | in che senso, odore d'incenso, saluto dj Cenzou''. (da ''La visione''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''In vacanza sull'Arno, in vacanza sull'[[Alfa Romeo Arna|Arna]] | questa collaborazione tra Italia e Giappone | che ha dato i suoi frutti, io li metto nel forno.'' (da ''La visione''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''Maledetto rock and roll, tu | spacchi gli alberghi e orini sul mondo''. (da ''Il Rock and Roll''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 4)
* ''Mi manca la canzone d'altri tempi, | ingenua e piena di malizie, | che cementava le amicizie | e poi si andava tutti a capinere. | Invece la canzone d'oggigiorno | la fanno utilizzando i macchinari, | non te la levi più di torno | con la sua cassa rotterdam.'' (da ''La bella canzone di una volta''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 5)
*''L'uomo moderno è nervosetto. | La vita media s'è allungata. | L'uomo moderno passa più tempo nervosetto, | nel letto. | La medicina per ballare, | la medicina per gli approcci, | la medicina per invitarti a casa mia, | nel letto.'' (da ''Farmacista''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 7)
*''Mi sogno libera in un mondo senza cacchio, | dove l'amore non voglia dire: "cacchio". | Guardo in tasca e trovo solo pochi [[euro]], | ma cosa importa, c'ho l'amore senza cacchio. | Per cui mi prendo sottobraccio il mio ragazzo, | la gggitarella fuori porta ce facciamo | e amoreggiando senza cacchio ci scoppiamo | 'sti quattro euro de felicità''. (da ''Nudo e senza cacchio''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 9)
*''Dieci baronetti come te si trovarono un giorno convocati da Bob Dylan, il quale disse loro: "Che ne dite di formare un complesso e di chiamarci Bob Dylan?". Prese la parola John, disse: "Non ti seguirò. Presto, Ringo, Paul e George, costituiamo i Beatles. Presto, Ringo, Paul e George, cantiamo Yesterday".'' (da ''Beatles, Rolling Stones e Bob Dylan''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 11)
* ''Caro [[2000]], quanto tempo è già passato dal lontano 0 | proprio non te l'aspettavi che toccasse a te | ma la lista d'attesa è finita.'' (da ''Caro 2000''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 12)
* ''Nel [[100000]] l'uomo si sarà evoluto ed avrà fatto tutto | la natura si sarà rimboschita un po' | e volare non sarà un problema || Con un filo d'erba salverò l'umanità | con le branchie salveremo chi non sa nuotare | e voleremo con facilità.'' (da ''Caro 2000''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 12)
*''E canto, "please don't let me be misunderstood" | mentre parcheggio nel parcheggio l'[[Alfa Romeo Alfasud|Alfasud]].'' (da ''Discomusic''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 15)
*''Discomusic, discomusic, | col volume l'autoradio mi distruggi. | Sulla macchina ho un impianto | che è costato dei milioni e me ne vanto. | Io non capisco tutto questo rock and roll, | io non capisco la si do re mi fa sol; | io non capisco, non capisco, non capisco | e allora ballo la discomusic.'' (da ''Discomusic''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 15)
===''Tutti gli uomini del deficiente''===
'''Etichetta''': Aspirine/Bmg, 1999, prodotto da Otar Bolivecic.
*''[[Psichedelia]], ti fai gli [[LSD|acidi]] e poi sei in acido.'' | ''Psichedelia, ti fai le basi e poi sei basico.''(da ''Psichedelia'')
*''Un signore entra in un [[caffè]], splash.'' ([[Barzellette dalle canzoni|barzelletta]] da ''Risate a denti stretti'')
*''Un tale si reca all'aeroporto, e nota fra i vari distributori automatici una macchinetta molto particolare, con sopra la scritta "Sostituisce la donna" e un foro circolare. Quel signore si chiede: "Sostituisce la donna? In che senso?". Comunque, incuriosito ma anche circospetto, infila prima i soldi poi il membro nel foro. Passano alcuni istanti, poi prorompe in un urlo lancinante: "Aaaah!". Estrae il membro e c'è cucito sopra un bottone.'' (barzelletta da ''Risate a denti stretti'')
*''Come fanno quattro elefanti a stare in una 500? Quattro davanti.'' (barzelletta da ''Risate a denti stretti'')
*''Non uscire col [[ministro senza portafoglio]] | perché il conto poi pagare ti fa.'' (da ''Presidance®'')
===''Cicciput''===
'''Etichetta''': Aspirine/Bmg, 2003, prodotto da Otar Bolivecic.
*''"Aspettate, questo è un equivoco!" ci provò Gimmi a discolparsi, ma gli tapparono la bocca, e sangue, poi bastonate, sputi, pugni e calci. Giustizia è fatta, pensò la gente, ma in verità non era stato giusto. Perché okay, sì, Gimmi Ilpedofilo, ma "Ilpedofilo" era il cognome.'' (da ''Gimmi I.'')
*''La follia della donna | quel bisogno di scarpe che non vuole sentire ragioni | Cosa sono i milioni | quando in cambio ti danno le scarpe?'' (da '' La follia della donna (parte 1)'')
*''Fossi figo guiderei una grande jeep | fino in disco attesissimo in zona V.I.P., | il mio nome sarebbe sempre incluso nella lista, | non dico proprio il primo della lista | ma neanche l'ultimo degli stronzi.'' (da ''Fossi Figo'')
*''Io per piacervi | mi epilerei per tutto il santo giorno | come le balle di un [[Attore pornografico|attore porno]].'' (da ''Fossi figo'')
*''C'est la chanson du garçon ancien | qui 'ne va plus à la discothèque. | Mais les garçons veulent les jeunes filles | et les jeunes filles sont à la discoteque. | Mais le jeunes filles ne dansent pas | avec un homme de quarante ans, | elles dansent seulement | avec garçons de vingt ans. | Je voudrais des fiches pour moi. | Pas de boirnarde! | "Bonsoir, voilà, | nous sommes les fiches de bois, | monsieur regarde notre boirnarde! | Viens chez nous, vous êtes un vieux garçon | mais vous avez beaucoup d'argent, | la voiture et la maison." | Voilà, le garçon ancien c'est moi. | Barman, je bois caipiroska. | Okay, je suis comme Johnny Halliday, | mes dames acceptent ma superbaguette.'' (da ''La chanson'')
:''Questa è la canzone del ragazzo anziano | che non va più in [[discoteca]]. | Ma i ragazzi vogliono le ragazze giovani | e le [[ragazza|ragazze]] giovani sono in discoteca. | Ma le ragazze giovani non ballano | con un uomo di [[quarantenne|quarant'anni]], | danzano solamente | con ragazzi di vent'anni. | Vorrei delle fighe per me. | Niente figa! | "Buonasera, eccoci, | siamo le fighe di legno, | signore guardi la nostra figa! | Venga a casa nostra, siete un ragazzo vecchio | ma avete un mucchio di soldi, | l'automobile e la casa." | Eccomi, il ragazzo anziano sono io. | Barman, io bevo caipiroska. | Okay, sono come Johnny Halliday, | le mie signore accettano la mia superbaguette.''
*''Grazie, [[Giulio Cesare|Giulio]], di questa dritta per il [[Ponte sullo stretto di Messina|ponte]] | Della dritta per il ponte | Mi precipito a costruirne uno qui di fronte | Costruirne uno qui di fronte | per unire sponde prima d'oggi irraggiungibili | come sullo stretto di Messina.'' (da ''Pagano'')
===''Studentessi''===
'''Etichetta''': Hukapan, 2008, prodotto da Elio e le Storie Tese e MC Costa.
*{{NDR|Riferito a ''[[L'esorcista]]''}} ''In panciolle me ne sto, | visiono un film magnifico, | quello dove c'è la ragazzina posseduta dal demonio | con il prete che alla fine va giù, | la sua mamma è preoccupata | perché dice parolacce e manda tutti a fancù, | poi c'è quella scena che il prete si avvicina | e lei gli spara del vomito verde che aveva nel Gargaroz'' (da ''Gargaroz'')
*''Hai sentito la novità? | lo [[squalo bianco]] si estinguerà. | Sì, però [[Lo squalo (film)|Lo squalo]] | quello di [[Spielberg]] | mi ha rovinato il piacere del bagno in mare. | E per forza mangiava motoscafi, barche, pontili e bomboloni del gas | e con questa dieta | ricca di legname | ti s'incastra qualcosa nel Gargaroz.'' (da ''Gargaroz'')
*''Giù nel gargaroz | sento il diavoloz | datemi un rimedio per le mie tonsille rosse | caramelle pa' a tosse.'' (da ''Gargaroz'')
*''Sedicimila firme | niente cibo per Rocco Tanica | però il bosco l'hanno rasato | mentre la gente era via per il ponte | se ne sono battuti il cazzo | ora tirano su un palazzo | hanno distrutto il Bosco di Gioia | questi grandissimi figli di troia.'' (da ''Parco Sempione'')
*''Pulci giganti ammantate di mistero | mi hanno dato un buon lavoro | e mi pagano anche in nero.'' (da ''Supermassiccio'')
*''Mi ricordo di un ricordo | spero che non me lo scordo | un ricordo di fanciullo | che mi dona sicurezza | e per non dimenticarlo | io mi alleno a ricordarlo.'' (da ''Effetto Memoria (Inverno)'')
*''Balliamo l'Heavy Samba | in piedi su una gamba. | Se una sola ti risulta stramba | danza pure con entramba.'' (da ''Heavy Samba'')
*''Pochi sanno che ascoltando all'incontrario il Death Metal | scopriranno dei messaggi che ascoltati all'incontrar | sono uguali al Death Metal che avevi prima di girarli. '' (da ''Suicidio a Sorpresa'')
*'''Dart Fener''': ''You don't know the power of the dark side...''<br />'''Christian Meyer''': ''Eh sì, ciao ciao!'' (da ''Suicidio a Sorpresa'')
===''L'album biango''===
'''Etichetta''': Hukapan/Sony Music, 2013, prodotto da Elio e le Storie Tese e MC Costa.
*''La [[musica balcanica]] ci ha rotto i coglioni | è bella e tutto quanto ma alla lunga rompe i coglioni.'' (da ''Complesso del primo maggio'', n. 15)
*''Il Primo Maggio è fatto di gioia ma anche di noia.'' (da ''Complesso del primo maggio'', n. 15)
==[[Incipit]] di ''Animali spiaccicati''==
<poem>''Caro Manitù,''
''non so se capisci la mia lingua''
''ma se sei una divinità come dici dovresti capirla''
''se invece non la capisci organizzati, tonto.''
''Io mi chiamo''... [inserire proprio nome]...
''ma il mio nome indiano è Alce Che Cammina''
''[oppure Alce Che Sta Fermo, Orso Grigio, Topo Cane, Aquila Della Notte,''
''[[Rinoceronte]] Che Ride, Lama Che Sputa, Bisonte Gay, Volpe Astuta,''
''[[Volpe]] Rincoglionita o altro nome indiano a scelta]''
''e non ti parlo con lingua biforcuta''.</poem>
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Elio e le Storie Tese, ''Animali spiaccicati, {{small|ovvero Il Nuovissimo Metodo per entrare alla grande nel mondo dei grandi}}'', Einaudi, 2004. ISBN 8806170236
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu||(1989)}}
{{Pedia|Italyan, Rum Casusu Çikti||(1992)}}
{{Pedia|Not Unpreviously Unreleased'nt||(1993)}}
{{Pedia|Esco dal mio corpo e ho molta paura (Gli inediti 1979-1986)||(1993)}}
{{Pedia|Eat the Phikis||(1996)}}
{{Pedia|Del meglio del nostro meglio Vol. 1||(1997)}}
{{Pedia|Peerla||(1998)}}
{{Pedia|Craccracriccrecr||(1999)}}
{{Pedia|Cicciput||}}
{{Pedia|Studentessi}}
{{Pedia|L'album biango}}
{{Pedia|Figgatta de Blanc}}
{{Pedia|Il Circo Discutibile}}
{{Pedia|Dei Megli dei Nostri Megli}}
==Collegamenti esterni==
*''[http://elioelestorietese.it/canzoni/ Canzoni]'', ''Elioelestorietese.it''.
{{Elio e le Storie Tese}}
[[Categoria:Gruppi musicali italiani]]
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2026-05-04T04:13:59Z
AssassinsCreed
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[[Immagine:Elio Cesareo LiveCesenatico2007.jpg|right|thumb|upright=1.8|Elio e le Storie Tese nel 2007]]
'''Elio e le Storie Tese''' è un gruppo musicale italiano di Milano, fondato da [[Elio (cantante)|Stefano Belisari]] (in arte Elio) nel 1980; i suoi componenti sono Elio (Stefano Belisari), Faso ([[Nicola Fasani]]), Jantoman ([[Antonello Aguzzi]]), Cesareo ([[Davide Civaschi]]), Rocco Tanica ([[Sergio Conforti]]), Feiez ([[Paolo Panigada]], deceduto), [[Christian Meyer]].
{{Vedi anche|Elio (cantante)}}
==Citazioni tratte da canzoni==
===''Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu''===
[[File:Elio Tione 2006.jpg|thumb|upright=1.5|Stefano Belisari, alias Elio – voce, flauto traverso, chitarra ritmica, basso elettrico, percussioni]]
'''Etichetta''': Psycho/CBS, 1989, prodotto da Otar Bolivecic.
*''Quando ero piccolo, tutti mi scherzavano | per le dimensioni del mio [[pene]] | ed io non stavo bene | soffrivo le pene per colpa del pene, | ma più il problema non si pone: | sì, perché il pene mi dà il pane.'' (da ''John Holmes (una vita per il cinema)''<ref name=beliconfo/>, lato A, n. 2)
*''Trenta centimetri di dimensione artistica.'' (da ''John Holmes (una vita per il cinema)''<ref name=beliconfo/>, lato A, n. 2)
*''Ho rilanciato il [[cinema muto|film muto]] | perché sono muto | e se fossi stato cieco | avrei lanciato il film cieco | e se fossi stato m | avrei lanciato il filmm.'' (da ''John Holmes (una vita per il cinema)''<ref name=beliconfo/>, lato A, n. 2)
*''Sono abitudinario, | leggo la targhetta sopra l'[[ascensore]]: | qual è la capienza, quanti chili porta, | poi si apre la porta e non lo so già più.'' (da ''Nubi di ieri sul nostro domani odierno (abitudinario)''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 4)
*''Seduto nella vasca, | emetto certe bolle che, salendo a galla, | corron sulla schiena fandomi felice; | giunte in superficie non mi piaccion più.'' (da ''Nubi di ieri sul nostro domani odierno (abitudinario)''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 4)
*''Ditemi perché se la mucca fa mu il [[merlo]] non fa me.'' (da ''Nubi di ieri sul nostro domani odierno (abitudinario)''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 4)
*''C'è un dirigibile marrone senza elica e timone dentro me!'' (da ''Nubi di ieri sul nostro domani odierno (abitudinario)''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 4)
*''Me l'avevan detto che donne, | buoi e motori son gioie e dolori.'' (da ''Carro''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 6)
*''Accidenti alla donna volante e al pericolo costante.'' (da ''Carro''<ref name=beliconfofasaciva>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti, Nicola Fasani e Davide Civaschi.</ref>, lato A, n. 6)
*''Tra il dire e il fare c'è di mezzo "e il" | e una rondella non fa primavera.'' (da ''Carro''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 6)
*''La gatta frettolosa ha fatto i gattini | nel giardino del re, | tanto il re è cieco, | i gattini corrono per il prato, | il re dice: "Sento un rumore di gattini | che corrono sul mio prato", | intanto il vicino, affacciatosi sul giardino | dice: "Restituiscimi i miei gatti, ladro".'' (da ''Carro''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 6)
*''Diciam che la cacca fa schifo, | ma ciò non è un dato oggettivo: | siam condizionati in questo giudizio | dall'uomo che vive nel mondo rotondo | che gira, che gira, che gira, che gira | e che mai si fermerà.'' (da ''Silos''<ref name=beliconfo/>, lato A, n. 10)
*''Senti come grida il [[peperone]].'' (da ''Piattaforma''<ref name=beliconfo>Testo di [[Elio (cantante)|Stefano Belisari]] e Sergio Conforti.</ref>, lato B, n. 14)
*''Cara ti amo. | Mi sento confusa. | Cara ti amo. | Devo stare un po' da sola. | Cara ti amo. | Esco da una storia di tre anni con un tipo. | Cara ti amo. | Non mi voglio sentire legata.'' (da ''Cara ti amo (Risvolti psicologici nei rapporti tra giovani uomini e giovani donne)''<ref name=beliconfo/>, lato B, n. 17)
*''Rimani in casa. | Voglio essere libera. | Esci allora pure con chi ti pare. | Non ti interessi mai di quello che faccio. | Vorrei palparti le tette | Porco! | Mai non ti toccherei neanche con un fiore. | Finocchio!'' (da ''Cara ti amo (Risvolti psicologici nei rapporti tra giovani uomini e giovani donne)''<ref name=beliconfo/>, lato B, n. 17)
*''E la morale di questa storia è che la [[feci|merda]] non è così brutta come la si dipinge.'' (da ''Cateto''<ref name=beliconfo/>, lato B, n. 19)
===''Italian, Rum Casusu Cikty''===
[[File:Rocco Tanica - Lucca Comics & Games 2016.jpg|thumb|upright=1.2|Sergio Conforti, alias Rocco Tanica – tastiere, sintetizzatori, voce, vocoder, drum machine, diamonica]]
'''Etichetta''': Hukapan/Sony Music, 1992, prodotto da Otar Bolivecic.
*''Siamo tutti servi della gleba | e abbiamo dentro il cuore una canzone triste. | Servi della gleba a testa alta | verso il triangolino che ci esalta.'' (da ''Servi della gleba?''<ref name=belifasameyer>Testo di Stefano Belisari, Nicola Fasani e Christian Meyer.</ref>, n. 3)
*''Niente marijuana né pasticche | noi si assume solo il due di picche''. (da ''Servi della gleba''<ref name=belifasameyer/>, n. 3)
*''– Mah, mi ha detto il [[medico]] che ho le papille gustative interrotte... | – Eh? | – Sì, poi ci ho un gomito che mi fa contatto col piede... | – Cosa? | – Mio [[padre]] che è rimasto chiuso nell'autolavaggio... | – Prego? | – No no, è che ho delle storiacce con la tipa... |– Aaaah! Lei ti ha dato il due di picche!'' (da ''Servi della gleba''<ref name=belifasameyer/>, n. 3)
*''– Ma non starai mica piangendo? | – No, è che mi è entrata una bruschetta nell'occhio!'' (da ''Servi della gleba?''<ref name=belifasameyer/>, n. 3)
*''L'occhio spento e il viso di cemento, | lei è il mio piccione io il suo monumento.'' (da ''Servi della gleba?''<ref name=belifasameyer/>, n. 3)
*''Che cosa devo fare? Mi vuoi mettere una scopa in culo così ti ramazzo la stanza?'' (da ''Servi della gleba?''<ref name=belifasameyer/>, n. 3)
*''C'è un amore in ogni [[borsello]] | se il tuo è proprio in quello che sfoggia lui | ritorna al Parco Capello, lo troverai là | ma in quel capannello di uomini col borsello | lui solo lo avrà in budello e gli altri | in finto bue.'' (da ''Uomini col borsello (Ragazza che limoni sola)''<ref name=civaconfo>Testo di Davide Civaschi e Stefano Conforti.</ref>, n. 5)
*''Mi fanno ridere quando sono triste, | che mi fanno ridere quando sono felice, | che mi fanno ridere quando sono medio; | in pratica mi fanno ridere sempre, | quel fottio di animaletti inventati da me.'' (da ''Il vitello dai piedi di balsa''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 6)
*''Nel boschetto della mia fantasia | ora c'è un vitello senza più i piedi | che invoca pietà, | quand'ecco che un piccolo amico si avvicina... | "Mi presento son l'orsetto ricchione, | e come avrai intuito adesso t'inculo."'' (da ''Il vitello dai piedi di balsa''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 6)
*''Sono un ragazzo e mi alleno come un pazzo | con le ragazze di tutte le stazze, | pratico l'anal e l'arte del bondaggio | come si vede nel mio cortometraggio.'' (da ''Cartoni animati giapponesi''<ref name=beliconfo/>, n. 7)
*''Viva il contatto tra lingue differenti, | viva il contagio che genera i degenti, | viva il limone che è frutto prelibato, | viva l'imene che è brutto lacerato.'' (da ''Cartoni animati giapponesi''<ref name=beliconfo/>, n. 7)
*''Come faranno | 4 elefanti a stare in una Cinquecento? | Due davanti e due di dietro.'' (da ''Cinquecento''<ref name=beliconfo/>, n. 8)
*''Come farò | a far l'amore in Cinquecento? | Con te davanti e il cambio dietro.'' (da ''Cinquecento''<ref name=beliconfo/>, n. 8)
*''[[Fiat Cinquecento|Cinquecento]], | coi tuoi problemi di avviamento, |'' [...] ''| sei la vettura del momento.'' (da ''Cinquecento''<ref name=beliconfo/>, n. 8)
*''Ma raga', io lavoro tutto il giorno, | tiro il carrello, scarico la frutta | dentro nel verziere, | mi arriva il primo fesso | con la moto a scurreggetta | e mi sveglia?'' (da ''Supergiovane''<ref name=belifaso>Testo di Stefano Belisari e Nicola Fasani.</ref>, n. 9)
*''Ovunque ci sia un giovane in difficoltà, | ovunque ci siano persone, cose, animali, | città, fiumi, governi, marche di automobili | che cerchino di limitare la vostra gioventù, | là ci sarà lui con le sue miccette sempre accese. | Perché Supergiovane è allegria più, | Bulgaria più, sciatalgia più più più.'' (da ''Supergiovane''<ref name=belifaso/>, n. 9)
*''Donna, roccaforte | quando il flusso è più copioso, | sbarazzina quando è il caso | o marangona di un clitoride mai domo, | al grido di "Hah ggh ggh aaaa ssiiii!".'' (da ''Essere donna oggi''<ref name=beliconfociva>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti e Davide Civaschi.</ref>, n. 10)
*''Probabilmente non mi accoppio, | ma le tue trombe di Falloppio suonerò.'' (da ''Essere donna oggi''<ref name=beliconfociva/>, n. 10)
*''Ruotate le dita. Unite le falangi. | Bene, ora ripetete con me più umano più vero. | Più umano più vero. | È un ballo straniero. Qui l'atmosfera sa di Pipppero®. | Qui l'atmosfera sa di Pipppero®. | Pippperupippero®.'' (da ''Pipppero®''<ref name=beliconfo/>, n. 12)
*''La [[morte]] | viene, silenziosa come un alce, | dai vivi ci separa con il taglio di una falce.'' (da ''Urna''<ref name=beliconfo/>, n. 14)
*''Voglio una degna sepoltura | quando la morte verrà e mi ghermirà, | una tomba linda e duratura | che mi preserverà dall'umidità.'' (da ''Urna''<ref name=beliconfo/>, n. 14)
*''Ma mentre parlo tu non mi ascolti. | I casi sono due o non mi ami più o sei morta. | Propenderei per la seconda ipotesi | perché emani un fetore nauseabondo.'' (da ''Urna''<ref name=beliconfo/>, n. 14)
*''– Hai messo l'antigelo col freddo che fa? | – L'hai messo quello là? – Sì. | – Hai visto se il livello è fra min e max? – Sì. | – Ma il mio vano motore | è troppo vano e poco motore: | lo illuminerò! – Sei forte Papalli! | – Con una candela di cera. – va bene. |– che non c'era?!'' (da ''La vendetta del Fantasma Formaggino''<ref name=belifaso/>, n. 16)
*''In effetti l'italiano | era andato dentro un'altra [[Barzellette dalle canzoni|barzelletta]], | quella dove un orologio vien gettato da una torre | e si fa a gara a chi lo prende | prima ch'esso tocchi terra spaccandosi. | E allora l'italiano | te lo porta un'ora indietro, | poi raggiunge il marciapiede | sottostante in largo anticipo, | raccoglie al volo l'orologio | ed in sostanza vince.'' (da ''La vendetta del Fantasma Formaggino''<ref name=belifaso/>, n. 16)
*''Per mano d'inglese stavolta cadrai, | per man di francese scherzato verrai. | Permani pure della tua opinione, | ma su quel panino non mi spalmerai''. (da ''La vendetta del Fantasma Formaggino''<ref name=belifaso/>, n. 16)
===''Not Unpreviously Unreleased'nt''===
'''Etichetta''': Tutto Musica e Spettacolo, 1993.
*''In un mondo che ci è ostile, | rovinato dalla droga | c'è una stella che riluce, | c'è qualcosa in cui sperare.'' (da ''Alfieri''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''Abitavo un tempo a [[Busto Arsizio]].'' (da ''Alfieri''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
===''Esco dal mio corpo e ho molta paura (Gli inediti 1979-1986)''===
[[File:Civas.jpg|thumb|Davide Luca Civaschi, alias Cesareo – chitarra, voce, basso elettrico]]
'''Etichetta''': Hukapan/Sony Music, 1993, prodotto da Roberto Monguzzi/Imagic.
*''Siam d'accordo pressoché su tutto ma talvolta divergiamo, | per esempio sulle parolacce ognun dice quella che gli va.'' (da ''Ùnanimi''<ref name=beliconfo/>,, n. 1)
*''Sono andato in un centro di allevamento di [[cinghiale|cinghiali]] in Lunigiana e ti ho comprato un cinghialino. | L'ho arrostito e l'ho riempito con un tacchino di terracotta, ripieno di un piccione, vivo, con il verme in bocca. | Ho arrostito tutto insieme, te l'ho portato, oh, non l'hai mangiato! | Eri immersa in una vasca di catalogna! Non si fa così!'' (da ''Catalogna''<ref name=beliconfo/>, n. 3)
*''Siamo cresciuti mangiando verdura | voglio morire con te.'' (da ''Catalogna''<ref name=beliconfo/>, n. 3)
*''Sono solo sotto la pioggia, | sono reduce da un meeting di rivenditori di laminati plastici. | È duro andare di città in città a vendere laminati senza la macchina. | E il contachilometri che ho nella tibia mi è testimone.'' (da ''Abbecedario''<ref name=beliconfo/>, n. 4)
*''In un periodo in cui le discussioni | ruotano principalmente intorno a tante cose | ma comunque principalmente quasi esclusivamente | intorno all'annoso problema del controllo delle nascite | e le pubblicità fanno la loro parte, | e chi ha orecchie da intendere intenda | e gli altri chissà.'' (da ''La saga di Addolorato''<ref name=beliconfo/>, n. 7)
*''E del resto sarà capitato anche a voi | di trovarvi in una cameretta in un terrapieno | a 60 metri di profondità | e di sentirvi demotivati e depressi.'' (da ''La saga di Addolorato''<ref name=beliconfo/>, n. 7)
*''Oh cavo, cavo, cavo, cavo, cavo | non dissaldarti, non dissaldarti | sono bravo, sono bravo come Uri Geller | ma vado in merda se mi si dissalda il cavo.'' (da ''Cavo''<ref name=beliconfo/>, n. 8)
*''Ricordo bene quando ti dissi | con grande calma, come Giucas Casella. | Ma vaffanculo!'' (da ''Faro''<ref name=beliconfo/>, n. 13)
*''Guardare la tele | è una morte anticipata. | Dietro consiglio di un faggio | questa sentenza io ti ho svelata.'' (da ''Faro''<ref name=beliconfo/>, n. 13)
*''[[Aborto]], aborto, smaliziato dove vai? | Aborto, aborto, travisato tu che fai? | Aborto, aborto, sai di stupida ironia, | ma l'aborto sa anche farti compagnia.'' (da ''(Gomito A Gomito Con L') Aborto''<ref name=belipani>Testo di Stefano Belisari e Paolo Panigada.</ref>, n. 14)
*''Come sono [[Felice Gimondi]]. | Lo so che non è facile | nella vita scoprire | che c'è anche [[Eddy Merckx]], | ho quasi paura.'' (da ''Sono Felice''<ref name=beliconfo/>, n. 16)
*''L'amico poliziotto ti aspetta, | ti invita sulla camionetta, | non respinger la sua carica di simpatia, | un balzo, sali a bordo e via!'' (da ''Amico Uligano''<ref name=beliconfo/>, n. 17)
===''Eat the Phikis''===
[[File:Faso.jpeg|thumb|Nicola Fasani, alias Faso – basso elettrico, voce, batteria, ukulele]]
'''Etichetta''': Aspirine/Bmg, 1996, prodotto da Otar Bolivecic.
*''Parcheggi abusivi, applausi abusivi, | villette abusive, abusi sessuali abusivi; | tanta voglia di ricominciare abusiva.'' (da ''La terra dei cachi''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 2)
*''Appalti truccati, trapianti truccati, | motorini truccati che scippano donne truccate; | il visagista delle dive è truccatissimo.'' (da ''La terra dei cachi''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 2)
*''[[Italia]] sì, Italia no, | Italia gnamme, se famo du' spaghi. | Italia sob, Italia prot, la terra dei cachi. | Una pizza in compagnia, una pizza da solo; | un totale di due pizze | e l'Italia è questa qua.'' (da ''La terra dei cachi''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 2)
*''Sono un nuovo burattino | con il mio legnetto novità. | Sono ceppo con la ceppa, | grazie a Geppo mio papà. | Se si china la Fata Turchina | sento una forza dentro | che neanch'io so come, | ed emetto una specie di fruppé.'' (da ''Burattino senza fichi''<ref name=beliconfociva/>, n. 3)
*''Vi saluto con l'altra mano.'' (da ''Burattino senza fichi''<ref name=beliconfociva/>, n. 3)
*''Sai, la scritta che hai scritto, sai, mi piace assai. | Sai...'' (da ''T.V.U.M.D.B''<ref name=beliconfopani>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti e Paolo Panigada.</ref>, n. 4)
*''Ehi, lo sai, mi prendi più che mai e per questo ti voglio bene. | Ma non so se poi resisterò quando amarsi sarà routine, | e poi ci sarà il divorzio e i figli sono infelici.'' (da ''T.V.U.M.D.B''<ref name=beliconfopani/>, n. 4)
*''"No, continuo a sognare il bomba dei Take That {{NDR|[[Gary Barlow]]}}, | che... – non dirlo – gli mancano – tu non puoi – due buchi nel sedere – non è vero e lo sai – | per essere Cicciobombo Cannoniere... e andare ad abitare in Francia".'' (da ''T.V.U.M.D.B.''<ref name=beliconfopani/>, n. 4)
*''Tu, vittima innocente degli effetti | devastanti dell'[[orgasmo]], | sai che se non è amore | dopo il seme c'è la fuga.'' (da ''Lo stato A, lo stato B''<ref name=beliconfofasacivapani>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti, Nicola Fasani, Davide Civaschi e Paolo Panigada.</ref>, n. 5)
*''Tu vittima innocente dello scontro | tra lo sfaccio e la ragione, morale ed amorazzo, | morale ed immorale, giustizia ed ingiustizia, | pulsione e repulsione, l'impulso e la pulsione.'' (da ''Lo stato A, lo stato B''<ref name=beliconfofasacivapani/>, n. 5)
*''Come stai? "Lievemente scosso, | ma è sempre bello veder | la propria moglie che orgasma! | È troppo bello veder | la propria moglie che orgasma. | È sempre bello veder | la propria donna che si spoglia, | però alla fine rimane | solo la sua vestaglia; | è un po' macchiata, se vuoi, | ma è sempre la sua vestaglia".'' (da ''El Pube''<ref name=beliconfofasa>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti e Nicola Fasani.</ref>, n. 6)
*''Vivo come voi, soffro come voi, | rido come voi, lo prendo in culo come voi... | ma amo più di voi.'' (da ''Omosessualità''<ref name=beliconfo/>, n. 7)
*''Mi ha detto mio [[Cugino|cuggino]] che una volta ha trovato un cane in spiaggia | e invece era un topo.'' (da ''Mio cuggino''<ref name=beliconfofasapani>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti, Nicola Fasani e Paolo Panigada.</ref>, n. 8)
*''Mio cuggino, mio cuggino, | mio cuggino è rispettato, | amico di tutti. | Mio cuggino ha fatto questo e quello, | mio cuggino mi protegge | quando vengono a picchiarmi | perché chiamo mio cuggino. | Anzi: io chiamo a mio cuggino.'' (da ''Mio cuggino''<ref name=beliconfofasapani/>, n. 8)
*''Mi ha detto mio cuggino | che da bambino una volta è morto.'' (da ''Mio cuggino''<ref name=beliconfofasapani/>, n. 8)
*''Perché nessuno mi dice | a cosa serve la [[milza]]?'' (da ''Milza''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 10)
*''[[Unghia|Unghie]], | mi guardo sotto le unghie | e vedo dello sporco; | lo tolgo a fatica, lo osservo con cura, | mi parla di me.'' (da ''Milza''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 10)
*''[[Cuore]], | muscolatura cardiaca | sempre in movimento; | pacemaker di carne, pompetta di vita, | polpetta pulsante.'' (da ''Milza''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 10)
*''Milza, | mi hai fatto male quando, | correndo i diecimila, | migliaia di miglia, migliaia di milza, | dolore di milza. || Cuore, | pompa il sangue nella milza | destinato alla mia milza; | pochi sanno a cosa serve e non lo dicono.'' (da ''Milza''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 10)
*''A Murotorto an vedi er Rastamanno {{NDR|[[Bob Marley]]}} | che ce dà le vibbrazioni rastamanne: | lui je dice a 'na pischella de nun piagnere perché | se fumamo er sigaretto con l'amico Selassié.'' (da ''Li immortacci''<ref name=vianello>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti, Nicola Fasani, Davide Civaschi, [[Edoardo Vianello]] e Carlo Rossi.</ref>, n. 11)
*''Semo li immortacci, semo li immortacci, | gli altissimi morti: | ma nun è vero, ma nun è vero, | siam tutti risorti. | Noi semo gli zombi der monno cantaro | guidati dar moog der Guardiano der faro: | semo li immortacci.'' (da ''Li immortacci''<ref name=vianello/>, n. 11)
*''A Centocelle troneggia er Pelvicaro {{NDR|[[Elvis Presley]]}}, | che bappaluba e magna tutti li frutti. | C'ha na fija che j'attizza er Trilleraro {{NDR|[[Michael Jackson]]}} | che se chiama Micheletto | ma er negretto nun vòffà.'' (da ''Li immortacci''<ref name=vianello/>, n. 11)
*''Brufolazzi, | tapparella giù e bottiglia, | più ascella purificata: | ti ricordi che meraviglia | la festa delle medie?'' (da ''Tapparella''<ref name=beliconfociva/>, n. 12)
*''Chiedo Fonzi e mi danno avanzi. | Cristo, perché?'' (da ''Tapparella''<ref name=beliconfociva/>, n. 12)
*''"Oh, ma... mi fa piacere che sei venuto, | perché sai chi ti saluta un casino?" | "Chi?" | "STO CAZZO!"'' (da ''Tapparella''<ref name=beliconfociva/>, n. 12)
*''Non c'è amicizia, oh, | non c'è – amicizia no– convenienza, | non c'è – cortesia no– cortesia, | – convenienza no – | e arrivando non ho visto neanche | l'ampio parcheggio – ampio parcheggio no – | all'ingresso. Insomma, dai, basta, finiamola lì..'' (da ''Tapparella''<ref name=beliconfociva/>, n. 12)
===''Del meglio del nostro meglio Vol. 1''===
'''Etichetta''': Aspirine/Bmg, 1997, prodotto da Otar Bolivecic.
*''Scismi bellissimi dentro di me, | cellule di materia in putrefazione, | solo scismi bellissimi | dentro di me, | sostanze tossiche diffuse per tutto il moderno scafandro.'' (da ''L'astronauta pasticcione''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''[[India]], India, | quante volte ti ho vista sulla cartina | e ti ho sottovalutata!'' (da ''L'eterna lotta tra il bene e il male''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 6)
*''India, terra di santi indiani, | poeti indiani, navigatori indiani. | [[Gange]], fiume che ti bagna, fiume che ti parla, | non vorrei rovinare un così bel rapporto.'' (da ''L'eterna lotta tra il bene e il male''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 6)
*''Il Signore non ti deve mai lasciare in pace. | Ti deve dare tanti di quei grattacapi | che solo il Padre Eterno te li può dare | e te lo auguro di tutto cuore, | perché vi sto perseguitando tramite una fattucchiera!'' (da ''L'eterna lotta tra il bene e il male''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 6)
===''Peerla''===
'''Etichetta''': Aspirine/Bmg, 1998, prodotto da Otar Bolivecic.
*''La donna nuda si depila col bic; | tenta l'uomo dall'autobus, | lo colpisce col cric. | La donna nuda non rispetta gli stop, | io le mostro la tessera. | ma lei mi dice: non ti faccio salire | perché non suoni nei [[Litfiba]]!'' (da ''La donna nuda (I Want a New Drug)''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 2)
*''Dài pensiamo al campionato | e non caghiamo quella subdola, turgida, | cinica [[tiri di rigore|lotteria dei rigori]].'' (da ''La cinica lotteria dei rigori''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''Il [[calcio (sport)|calcio]] è un grande rito che devi rispetàr; | l'Europa ne impazzisce, | e negli Stati Uniti lo vorrebbe popolar.'' (da ''Nessuno allo stadio''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 5)
*''Fondamentalmente | agli americani non interessano | i [[campionato mondiale di calcio 1994|mondiali di calcio americani]].'' (da ''Nessuno allo stadio''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 5)
*''Confidiamo che la faglia | non esiga il tuo tributo di sangue | ai [[campionato mondiale di calcio 1994|mondiali di calcio americani]].'' (da ''Nessuno allo stadio''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 5)
*''Nessuno sugli spalti, nessuno in panchina | nessuno palleggia, nessuno che moviola | nessuno allo stadio, nessuno bagarino | nessuno realizza, nessuno fluidifica: | nobody at the stadium.'' (da ''Nessuno allo stadio''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 5)
*''Se [[Wilfred Agbonavbare|Agbonavbaré]] difenderà la propria porta | nei mondiali di calcio americani, | forse la Nigeria vincerà | questi famosi campionati di calcio | mondiali americani.'' (da ''Nessuno allo stadio''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 5)
*''Nelle gabine, nei magazzeni, | pure nei {{sic|vater clos}}. | Si riempie un'ampolla, | si racconta una palla, | palla di pelle di [[Po]], | palla di pelle di Po.'' (da ''Balla coi barlafüs (Time Warp)''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 8)
*''L'atteggiamento che ognuno ha verso la vita determina l'atteggiamento che la vita avrà verso il fuoco.'' (da ''Agnello Medley''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 9)
*''La [[serie B]] si basa sul concetto di banana. | Il piede. La squadra retrocede, | e il mister silurato si ritira | e fa una fine tipo [[Aldo Agroppi|Agroppi]].'' (da ''Il concetto di banana''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 10)
*''I'm in the room | waiting for Santa and for Claus. | Suddenly by night they will arrive, | can't you feel the tipical: | "Cling, cling, cling, cling, cling!". || Presents for the good, | coal for the bad, | proprio come diceva mia mamma! || Christmas with the yours | Easter what you want.'' (da ''Christmas With The Yours''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 11)
*''[[Panettone]] is on the table | and everybody is drinking Moscato. | Go to buy a tree, but not a true tree | because otherwise it will | die die die die die! || Panettone is on the table | but it is another one: | infatti è quello senza canditi!'' (da ''Christmas With The Yours''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 11)
*''Là c'è una bandiera che sale, | qua c'è un muratore che cade | ma questo tragico evento non intaccherà | la fiducia che il mondo ripone nel nostro paese | ripieno di pizza, canzoni ed amor. | Il [[Campionato mondiale di calcio 1990|mondiale 90]] nascerà, | ed il tricolore sicuro, rubizzo e rasierte | nel vento garrà.'' (da ''Giocatore mondiale''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 12)
* ''E infine Luca di Montezuma {{NDR|[[Luca Cordero di Montezemolo]]}} | dal suo elicottero azteco gli incassi devolverà!'' (da ''Giocatore mondiale''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 12)
*''Trama, giocatore, nell'ombra, sai, | lo spacciatore di doping. | Prima, giocator, te lo dona, sai, | dopodiché entri nel tunnel. | Ma il tunnel, giocatore mondiale sai, | non è quello che ti porta in campo | bensì, giocatore mondiale, | quello delle iniezioni di [[marijuana]]!'' (da ''Giocatore mondiale''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 12)
*''Ti amo [[Remo Gaspari]] | che atterra con l'elicottero | nello stadio della sua città, | che ha fatto costruire lui | e interrompe una partita di calcio | per atterrare con l'elicottero. | E il pubblico invece di fischiarlo, | lo applaude. | Perché ha capito | che lo fa nel suo interesse.'' (da ''Sabbiature''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 13)
*''E dirò di più, | urliamo anche ti amo a [[Giuseppe Ciarrapico|Ciarrapico]]. | L'attuale presidente della Roma. || Che non si capisce come abbia fatto, | lui vendeva il pesce, | c'ha una fedina penale lunga così. | Poi ha conosciuto [[Giulio Andreotti|Andreotti]], | è diventato il re delle acque minerali, | ha avuto un prestito da Calvi di 39 miliardi | con cui ha comprato la Fiuggi. | E adesso è il personaggio del giorno | e ha fatto firmare la pace | tra [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] e [[Carlo De Benedetti|De Benedetti]]. || Ti amo Ciarrapico. | Ti amo per quello che hai fatto, | ti amo per l'emissione di assegni a vuoto, | ti amo per la pubblicazione... | per le pubblicazioni oscene, | questo è amore, | e allora lui ha dato amore a noi | e noi gliene diamo a lui. | Urliamogli tutti ti amo Ciarrapico!'' (da ''Sabbiature''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 13)
*''Grazie, [[Enrico Ameri|Ameri]]. Vai, Ameri! | Descrivi in sintesi | che cosa avviene a centrocampo.'' (da ''Ameri (Gli amori)''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 14)
*''Piacere, piacere, piacere Rai Uno, | sono [[Toto Cutugno|Cutugno]], a volte m'ingrugno, | ma le canzoni continuo a cantar!'' (da ''Ameri (Gli amori)''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 14)
*''Meglio adesso che sei un mito, | da domani sarai un peto.'' (da ''Sunset Boulevard''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 15)
*''Appendi le scarpe al chiodo'' [...] ''"No, non le appenderò. | Ho provato ogni chiodo, | ho forato ogni muro. | Non so se ci riuscirò: | ho la casa in cartongesso | e non son pratico di bricolage."'' (da ''Sunset Boulevard''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 15)
*''Ma che cos'è l'[[amore]]? | È forse questo modo che tu hai | di venire a me strisciando | ed emettendo bava come una lumaca | che va alla foglia d'insalata? || O è un morbido Gimondi | che scala i saliscendi del mio cuor?'' (da ''Gli occhiali dell'amore''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 16)
*''Ti amo, ti amo [[Serie A 1997-1998|campionato]], | ti amo campionato, | perché non sei falsato, | no, no, non sei falsato, | a me mi eri sembrato falsato, | ma han detto che non sei falsato. | Ha detto [[Umberto Agnelli]] | che son state solo delle sviste. | Due o tre sviste arbitrali. || Ma a me mi era sembrato | che già da molto tempo | qualcosa stava accadendo. | Ad esempio, in Juve - Udinese | dell'1 Novembre '97 | il signor Cesari non ha convalidato | un gol che aveva fatto Bierhoff | che era entrato di tanto così, | diciamo delle dimensioni tipo Rocco Siffredi. || E poco dopo, in Juve - Lazio, | c'è stata un'azione | in cui Del Piero | è stato atterrato in area | l'arbitro ha detto "Regola del vantaggio", | Inzaghi ha preso il palo | e subito dopo l'arbitro ha detto: | "Non è più regola del vantaggio" | diamo il rigore alla Juve.'' (da ''Ti amo campionato''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 18)
*''Ti amo, ti amo campionato | perché non sei falsato | anche se inizialmente eri sembrato | in realtà non sei falsato | L'ha detto Umberto Agnelli, | l'han detto tanti critici di calcio, | l'ha detto tanta gente, insomma: non sei falsato. || Anche se sarebbe sembrato... | Ad esempio mi era sembrato, che in Juventus – Roma | dell'8 febbraio '98, quando l'arbitro Messina | non ha dato un rigore su Gautieri | e ad esempio anche in Brescia – Juve dell'8 febbraio '98 | quando il signor Bettin | non ha dato un rigore a Hubner, | un rigore grosso così.'' (da ''Ti amo campionato''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 18)
*''Ad esempio nel mio amico | che sembra che indossi la maglia del Milan, | e invece è la maglia del Foggia, | se voi guardate bene, | quella lì è la maglia del Foggia.'' (da ''Ti amo campionato''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 18)
*''Così come se voi guardate bene | le sviste arbitrali non sono state due | ma sono state tipo dieci, | dieci, undici o dodici, | e la maggior parte delle quali | a favore della Juve.'' (da ''Ti amo campionato''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 18)
===''Craccracriccrecr''===
[[File:Premio In Sound.jpg|thumb|upright=1.2|Christian Meyer – batteria]]
'''Etichetta''': Aspirine/Bmg, 1999, prodotto da Otar Bolivecic.
*''Mi piace la bi, mi piace la bi | mi piace la bicicletta | ci faccio dei gi, ci faccio dei gi | ci faccio dei giri; | incontro la fi, incontro la fidanzata, | le mostro il mio ca, le mostro il mio ca, | le mostro il mio cambio; | le mostro il mio ca, le mostro il mio cagnolino; | le mostro il mio ca, le mostro il mio cappellino; | e infine il mio ca, e infine il mio caro amico | nel senso del caz, nel senso del caz, | nel senso del [[kazoo]].'' (da ''Evviva''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 2)
*''Passano i secoli, passano i millenni, | passano gli uomini che si alternano ai governi. | Passa la palla ché il gioco è bello in tanti, | ma quello che non passa è l'arroganza dei potenti; | non conoscono pudore, non conoscono vergogna, | per questo il loro verbo è solo squallida menzogna. | E prego madre terra con lo sguardo al cielo: | illumina la strada in questo buco nero''. (da ''La visione''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''Piove, piove, il gatto non si muove, | si accende la candela, mi appare [[Nelson Mandela|Mandela]] | mi dice buonasera poi mi fa le menate | perché per molto meno ha sclerato in cella. | Ma quante candele avrà consumato Mandela? | Perché uno è presidente non può essere stato in prigione? | Lo vedi sorridente e non ci pensi, coglione. | Sei proprio un coglione''. (da ''La visione''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''Il [[traffico]] peggiora quando c'è la pioggia | e tutti si trasformano in guidatori stanchi, | guidatori funky, fanculo a tutti quanti''. (da ''La visione''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''Mi tagliano la strada mentre sono in moto, | li mando affanculo, gli mostro lo [[scroto]]. | Non scruti lo scroto perché sei discreto, | lo scroto è di creta e lo metto nel forno, | un crotalo è di creta e lo metto nel forno. | Un crotalo di carattere? Lo metto nel forno. | Insomma, io tutti i crotali li metto nel forno. | Cosa ci volete fare? Io ho paura dei crotali. | Accendo il forno, mi guardo un porno, | un porno di crotali che fanno sesso, | in che senso, odore d'incenso, saluto dj Cenzou''. (da ''La visione''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''In vacanza sull'Arno, in vacanza sull'[[Alfa Romeo Arna|Arna]] | questa collaborazione tra Italia e Giappone | che ha dato i suoi frutti, io li metto nel forno.'' (da ''La visione''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''Maledetto rock and roll, tu | spacchi gli alberghi e orini sul mondo''. (da ''Il Rock and Roll''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 4)
* ''Mi manca la canzone d'altri tempi, | ingenua e piena di malizie, | che cementava le amicizie | e poi si andava tutti a capinere. | Invece la canzone d'oggigiorno | la fanno utilizzando i macchinari, | non te la levi più di torno | con la sua cassa rotterdam.'' (da ''La bella canzone di una volta''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 5)
*''L'uomo moderno è nervosetto. | La vita media s'è allungata. | L'uomo moderno passa più tempo nervosetto, | nel letto. | La medicina per ballare, | la medicina per gli approcci, | la medicina per invitarti a casa mia, | nel letto.'' (da ''Farmacista''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 7)
*''Mi sogno libera in un mondo senza cacchio, | dove l'amore non voglia dire: "cacchio". | Guardo in tasca e trovo solo pochi [[euro]], | ma cosa importa, c'ho l'amore senza cacchio. | Per cui mi prendo sottobraccio il mio ragazzo, | la gggitarella fuori porta ce facciamo | e amoreggiando senza cacchio ci scoppiamo | 'sti quattro euro de felicità''. (da ''Nudo e senza cacchio''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 9)
*''Dieci baronetti come te si trovarono un giorno convocati da Bob Dylan, il quale disse loro: "Che ne dite di formare un complesso e di chiamarci Bob Dylan?". Prese la parola John, disse: "Non ti seguirò. Presto, Ringo, Paul e George, costituiamo i Beatles. Presto, Ringo, Paul e George, cantiamo Yesterday".'' (da ''Beatles, Rolling Stones e Bob Dylan''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 11)
* ''Caro [[2000]], quanto tempo è già passato dal lontano 0 | proprio non te l'aspettavi che toccasse a te | ma la lista d'attesa è finita.'' (da ''Caro 2000''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 12)
* ''Nel [[100000]] l'uomo si sarà evoluto ed avrà fatto tutto | la natura si sarà rimboschita un po' | e volare non sarà un problema || Con un filo d'erba salverò l'umanità | con le branchie salveremo chi non sa nuotare | e voleremo con facilità.'' (da ''Caro 2000''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 12)
*''E canto, "please don't let me be misunderstood" | mentre parcheggio nel parcheggio l'[[Alfa Romeo Alfasud|Alfasud]].'' (da ''Discomusic''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 15)
*''Discomusic, discomusic, | col volume l'autoradio mi distruggi. | Sulla macchina ho un impianto | che è costato dei milioni e me ne vanto. | Io non capisco tutto questo rock and roll, | io non capisco la si do re mi fa sol; | io non capisco, non capisco, non capisco | e allora ballo la discomusic.'' (da ''Discomusic''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 15)
===''Tutti gli uomini del deficiente''===
'''Etichetta''': Aspirine/Bmg, 1999, prodotto da Otar Bolivecic.
*''[[Psichedelia]], ti fai gli [[LSD|acidi]] e poi sei in acido.'' | ''Psichedelia, ti fai le basi e poi sei basico.''(da ''Psichedelia'')
*''Un signore entra in un [[caffè]], splash.'' ([[Barzellette dalle canzoni|barzelletta]] da ''Risate a denti stretti'')
*''Un tale si reca all'aeroporto, e nota fra i vari distributori automatici una macchinetta molto particolare, con sopra la scritta "Sostituisce la donna" e un foro circolare. Quel signore si chiede: "Sostituisce la donna? In che senso?". Comunque, incuriosito ma anche circospetto, infila prima i soldi poi il membro nel foro. Passano alcuni istanti, poi prorompe in un urlo lancinante: "Aaaah!". Estrae il membro e c'è cucito sopra un bottone.'' (barzelletta da ''Risate a denti stretti'')
*''Come fanno quattro elefanti a stare in una 500? Quattro davanti.'' (barzelletta da ''Risate a denti stretti'')
*''Non uscire col [[ministro senza portafoglio]] | perché il conto poi pagare ti fa.'' (da ''Presidance®'')
===''Cicciput''===
'''Etichetta''': Aspirine/Bmg, 2003, prodotto da Otar Bolivecic.
*''"Aspettate, questo è un equivoco!" ci provò Gimmi a discolparsi, ma gli tapparono la bocca, e sangue, poi bastonate, sputi, pugni e calci. Giustizia è fatta, pensò la gente, ma in verità non era stato giusto. Perché okay, sì, Gimmi Ilpedofilo, ma "Ilpedofilo" era il cognome.'' (da ''Gimmi I.'')
*''La follia della donna | quel bisogno di scarpe che non vuole sentire ragioni | Cosa sono i milioni | quando in cambio ti danno le scarpe?'' (da '' La follia della donna (parte 1)'')
*''Fossi figo guiderei una grande jeep | fino in disco attesissimo in zona V.I.P., | il mio nome sarebbe sempre incluso nella lista, | non dico proprio il primo della lista | ma neanche l'ultimo degli stronzi.'' (da ''Fossi Figo'')
*''Io per piacervi | mi epilerei per tutto il santo giorno | come le balle di un [[Attore pornografico|attore porno]].'' (da ''Fossi figo'')
*''C'est la chanson du garçon ancien | qui 'ne va plus à la discothèque. | Mais les garçons veulent les jeunes filles | et les jeunes filles sont à la discoteque. | Mais le jeunes filles ne dansent pas | avec un homme de quarante ans, | elles dansent seulement | avec garçons de vingt ans. | Je voudrais des fiches pour moi. | Pas de boirnarde! | "Bonsoir, voilà, | nous sommes les fiches de bois, | monsieur regarde notre boirnarde! | Viens chez nous, vous êtes un vieux garçon | mais vous avez beaucoup d'argent, | la voiture et la maison." | Voilà, le garçon ancien c'est moi. | Barman, je bois caipiroska. | Okay, je suis comme Johnny Halliday, | mes dames acceptent ma superbaguette.'' (da ''La chanson'')
:''Questa è la canzone del ragazzo anziano | che non va più in [[discoteca]]. | Ma i ragazzi vogliono le ragazze giovani | e le [[ragazza|ragazze]] giovani sono in discoteca. | Ma le ragazze giovani non ballano | con un uomo di [[quarantenne|quarant'anni]], | danzano solamente | con ragazzi di vent'anni. | Vorrei delle fighe per me. | Niente figa! | "Buonasera, eccoci, | siamo le fighe di legno, | signore guardi la nostra figa! | Venga a casa nostra, siete un ragazzo vecchio | ma avete un mucchio di soldi, | l'automobile e la casa." | Eccomi, il ragazzo anziano sono io. | Barman, io bevo caipiroska. | Okay, sono come Johnny Halliday, | le mie signore accettano la mia superbaguette.''
*''Grazie, [[Giulio Cesare|Giulio]], di questa dritta per il [[Ponte sullo stretto di Messina|ponte]] | Della dritta per il ponte | Mi precipito a costruirne uno qui di fronte | Costruirne uno qui di fronte | per unire sponde prima d'oggi irraggiungibili | come sullo stretto di Messina.'' (da ''Pagano'')
===''Studentessi''===
'''Etichetta''': Hukapan, 2008, prodotto da Elio e le Storie Tese e MC Costa.
*{{NDR|Riferito a ''[[L'esorcista]]''}} ''In panciolle me ne sto, | visiono un film magnifico, | quello dove c'è la ragazzina posseduta dal demonio | con il prete che alla fine va giù, | la sua mamma è preoccupata | perché dice parolacce e manda tutti a fancù, | poi c'è quella scena che il prete si avvicina | e lei gli spara del vomito verde che aveva nel Gargaroz'' (da ''Gargaroz'')
*''Hai sentito la novità? | lo [[squalo bianco]] si estinguerà. | Sì, però [[Lo squalo (film)|Lo squalo]] | quello di [[Spielberg]] | mi ha rovinato il piacere del bagno in mare. | E per forza mangiava motoscafi, barche, pontili e bomboloni del gas | e con questa dieta | ricca di legname | ti s'incastra qualcosa nel Gargaroz.'' (da ''Gargaroz'')
*''Giù nel gargaroz | sento il diavoloz | datemi un rimedio per le mie tonsille rosse | caramelle pa' a tosse.'' (da ''Gargaroz'')
*''Sedicimila firme | niente cibo per Rocco Tanica | però il bosco l'hanno rasato | mentre la gente era via per il ponte | se ne sono battuti il cazzo | ora tirano su un palazzo | hanno distrutto il Bosco di Gioia | questi grandissimi figli di troia.'' (da ''Parco Sempione'')
*''Pulci giganti ammantate di mistero | mi hanno dato un buon lavoro | e mi pagano anche in nero.'' (da ''Supermassiccio'')
*''Mi ricordo di un ricordo | spero che non me lo scordo | un ricordo di fanciullo | che mi dona sicurezza | e per non dimenticarlo | io mi alleno a ricordarlo.'' (da ''Effetto Memoria (Inverno)'')
*''Balliamo l'Heavy Samba | in piedi su una gamba. | Se una sola ti risulta stramba | danza pure con entramba.'' (da ''Heavy Samba'')
*''Pochi sanno che ascoltando all'incontrario il Death Metal | scopriranno dei messaggi che ascoltati all'incontrar | sono uguali al Death Metal che avevi prima di girarli. '' (da ''Suicidio a Sorpresa'')
*'''Dart Fener''': ''You don't know the power of the dark side...''<br />'''Christian Meyer''': ''Eh sì, ciao ciao!'' (da ''Suicidio a Sorpresa'')
===''L'album biango''===
'''Etichetta''': Hukapan/Sony Music, 2013, prodotto da Elio e le Storie Tese e MC Costa.
*''La [[musica balcanica]] ci ha rotto i coglioni | è bella e tutto quanto ma alla lunga rompe i coglioni.'' (da ''Complesso del primo maggio'', n. 15)
*''Il Primo Maggio è fatto di gioia ma anche di noia.'' (da ''Complesso del primo maggio'', n. 15)
==[[Incipit]] di ''Animali spiaccicati''==
<poem>''Caro Manitù,''
''non so se capisci la mia lingua''
''ma se sei una divinità come dici dovresti capirla''
''se invece non la capisci organizzati, tonto.''
''Io mi chiamo''... [inserire proprio nome]...
''ma il mio nome indiano è Alce Che Cammina''
''[oppure Alce Che Sta Fermo, Orso Grigio, Topo Cane, Aquila Della Notte,''
''[[Rinoceronte]] Che Ride, Lama Che Sputa, Bisonte Gay, Volpe Astuta,''
''[[Volpe]] Rincoglionita o altro nome indiano a scelta]''
''e non ti parlo con lingua biforcuta''.</poem>
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Elio e le Storie Tese, ''Animali spiaccicati, {{small|ovvero Il Nuovissimo Metodo per entrare alla grande nel mondo dei grandi}}'', Einaudi, 2004. ISBN 8806170236
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu||(1989)}}
{{Pedia|Italyan, Rum Casusu Çikti||(1992)}}
{{Pedia|Not Unpreviously Unreleased'nt||(1993)}}
{{Pedia|Esco dal mio corpo e ho molta paura (Gli inediti 1979-1986)||(1993)}}
{{Pedia|Eat the Phikis||(1996)}}
{{Pedia|Del meglio del nostro meglio Vol. 1||(1997)}}
{{Pedia|Peerla||(1998)}}
{{Pedia|Craccracriccrecr||(1999)}}
{{Pedia|Cicciput||}}
{{Pedia|Studentessi}}
{{Pedia|L'album biango}}
{{Pedia|Figgatta de Blanc}}
{{Pedia|Il Circo Discutibile}}
{{Pedia|Dei Megli dei Nostri Megli}}
==Collegamenti esterni==
*''[http://elioelestorietese.it/canzoni/ Canzoni]'', ''Elioelestorietese.it''.
{{Elio e le Storie Tese}}
[[Categoria:Gruppi musicali italiani]]
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AssassinsCreed
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[[Immagine:Elio Cesareo LiveCesenatico2007.jpg|right|thumb|upright=1.8|Elio e le Storie Tese nel 2007]]
'''Elio e le Storie Tese''' è un gruppo musicale italiano di Milano, fondato da [[Elio (cantante)|Stefano Belisari]] (in arte Elio) nel 1980; i suoi componenti sono Elio (Stefano Belisari), Faso ([[Nicola Fasani]]), Jantoman ([[Antonello Aguzzi]]), Cesareo ([[Davide Civaschi]]), Rocco Tanica ([[Sergio Conforti]]), Feiez ([[Paolo Panigada]], deceduto), [[Christian Meyer]].
{{Vedi anche|Elio (cantante)}}
==Citazioni tratte da canzoni==
===''Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu''===
[[File:Elio Tione 2006.jpg|thumb|upright=1.5|Stefano Belisari, alias Elio – voce, flauto traverso, chitarra ritmica, basso elettrico, percussioni]]
'''Etichetta''': Psycho/CBS, 1989, prodotto da Otar Bolivecic.
*''Quando ero piccolo, tutti mi scherzavano | per le dimensioni del mio [[pene]] | ed io non stavo bene | soffrivo le pene per colpa del pene, | ma più il problema non si pone: | sì, perché il pene mi dà il pane.'' (da ''John Holmes (una vita per il cinema)''<ref name=beliconfo/>, lato A, n. 2)
*''Trenta centimetri di dimensione artistica.'' (da ''John Holmes (una vita per il cinema)''<ref name=beliconfo/>, lato A, n. 2)
*''Ho rilanciato il [[cinema muto|film muto]] | perché sono muto | e se fossi stato cieco | avrei lanciato il film cieco | e se fossi stato m | avrei lanciato il filmm.'' (da ''John Holmes (una vita per il cinema)''<ref name=beliconfo/>, lato A, n. 2)
*''Sono abitudinario, | leggo la targhetta sopra l'[[ascensore]]: | qual è la capienza, quanti chili porta, | poi si apre la porta e non lo so già più.'' (da ''Nubi di ieri sul nostro domani odierno (abitudinario)''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 4)
*''Seduto nella vasca, | emetto certe bolle che, salendo a galla, | corron sulla schiena fandomi felice; | giunte in superficie non mi piaccion più.'' (da ''Nubi di ieri sul nostro domani odierno (abitudinario)''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 4)
*''Ditemi perché se la mucca fa mu il [[merlo]] non fa me.'' (da ''Nubi di ieri sul nostro domani odierno (abitudinario)''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 4)
*''C'è un dirigibile marrone senza elica e timone dentro me!'' (da ''Nubi di ieri sul nostro domani odierno (abitudinario)''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 4)
*''Me l'avevan detto che donne, | buoi e motori son gioie e dolori.'' (da ''Carro''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 6)
*''Accidenti alla donna volante e al pericolo costante.'' (da ''Carro''<ref name=beliconfofasaciva>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti, Nicola Fasani e Davide Civaschi.</ref>, lato A, n. 6)
*''Tra il dire e il fare c'è di mezzo "e il" | e una rondella non fa primavera.'' (da ''Carro''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 6)
*''La gatta frettolosa ha fatto i gattini | nel giardino del re, | tanto il re è cieco, | i gattini corrono per il prato, | il re dice: "Sento un rumore di gattini | che corrono sul mio prato", | intanto il vicino, affacciatosi sul giardino | dice: "Restituiscimi i miei gatti, ladro".'' (da ''Carro''<ref name=beliconfofasaciva/>, lato A, n. 6)
*''Diciam che la cacca fa schifo, | ma ciò non è un dato oggettivo: | siam condizionati in questo giudizio | dall'uomo che vive nel mondo rotondo | che gira, che gira, che gira, che gira | e che mai si fermerà.'' (da ''Silos''<ref name=beliconfo/>, lato A, n. 10)
*''Senti come grida il [[peperone]].'' (da ''Piattaforma''<ref name=beliconfo>Testo di [[Elio (cantante)|Stefano Belisari]] e Sergio Conforti.</ref>, lato B, n. 14)
*''Cara ti amo. | Mi sento confusa. | Cara ti amo. | Devo stare un po' da sola. | Cara ti amo. | Esco da una storia di tre anni con un tipo. | Cara ti amo. | Non mi voglio sentire legata.'' (da ''Cara ti amo (Risvolti psicologici nei rapporti tra giovani uomini e giovani donne)''<ref name=beliconfo/>, lato B, n. 17)
*''Rimani in casa. | Voglio essere libera. | Esci allora pure con chi ti pare. | Non ti interessi mai di quello che faccio. | Vorrei palparti le tette | Porco! | Mai non ti toccherei neanche con un fiore. | Finocchio!'' (da ''Cara ti amo (Risvolti psicologici nei rapporti tra giovani uomini e giovani donne)''<ref name=beliconfo/>, lato B, n. 17)
*''E la morale di questa storia è che la [[feci|merda]] non è così brutta come la si dipinge.'' (da ''Cateto''<ref name=beliconfo/>, lato B, n. 19)
===''Italian, Rum Casusu Cikty''===
[[File:Rocco Tanica - Lucca Comics & Games 2016.jpg|thumb|upright=1.2|Sergio Conforti, alias Rocco Tanica – tastiere, sintetizzatori, voce, vocoder, drum machine, diamonica]]
'''Etichetta''': Hukapan/Sony Music, 1992, prodotto da Otar Bolivecic.
*''Siamo tutti servi della gleba | e abbiamo dentro il cuore una canzone triste. | Servi della gleba a testa alta | verso il triangolino che ci esalta.'' (da ''Servi della gleba?''<ref name=belifasameyer>Testo di Stefano Belisari, Nicola Fasani e Christian Meyer.</ref>, n. 3)
*''Niente marijuana né pasticche | noi si assume solo il due di picche''. (da ''Servi della gleba''<ref name=belifasameyer/>, n. 3)
*''– Mah, mi ha detto il [[medico]] che ho le papille gustative interrotte... | – Eh? | – Sì, poi ci ho un gomito che mi fa contatto col piede... | – Cosa? | – Mio [[padre]] che è rimasto chiuso nell'autolavaggio... | – Prego? | – No no, è che ho delle storiacce con la tipa... |– Aaaah! Lei ti ha dato il due di picche!'' (da ''Servi della gleba''<ref name=belifasameyer/>, n. 3)
*''– Ma non starai mica piangendo? | – No, è che mi è entrata una bruschetta nell'occhio!'' (da ''Servi della gleba?''<ref name=belifasameyer/>, n. 3)
*''L'occhio spento e il viso di cemento, | lei è il mio piccione io il suo monumento.'' (da ''Servi della gleba?''<ref name=belifasameyer/>, n. 3)
*''Che cosa devo fare? Mi vuoi mettere una scopa in culo così ti ramazzo la stanza?'' (da ''Servi della gleba?''<ref name=belifasameyer/>, n. 3)
*''C'è un amore in ogni [[borsello]] | se il tuo è proprio in quello che sfoggia lui | ritorna al Parco Capello, lo troverai là | ma in quel capannello di uomini col borsello | lui solo lo avrà in budello e gli altri | in finto bue.'' (da ''Uomini col borsello (Ragazza che limoni sola)''<ref name=civaconfo>Testo di Davide Civaschi e Stefano Conforti.</ref>, n. 5)
*''Mi fanno ridere quando sono triste, | che mi fanno ridere quando sono felice, | che mi fanno ridere quando sono medio; | in pratica mi fanno ridere sempre, | quel fottio di animaletti inventati da me.'' (da ''Il vitello dai piedi di balsa''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 6)
*''Nel boschetto della mia fantasia | ora c'è un vitello senza più i piedi | che invoca pietà, | quand'ecco che un piccolo amico si avvicina... | "Mi presento son l'orsetto ricchione, | e come avrai intuito adesso t'inculo."'' (da ''Il vitello dai piedi di balsa''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 6)
*''Sono un ragazzo e mi alleno come un pazzo | con le ragazze di tutte le stazze, | pratico l'anal e l'arte del bondaggio | come si vede nel mio cortometraggio.'' (da ''Cartoni animati giapponesi''<ref name=beliconfo/>, n. 7)
*''Viva il contatto tra lingue differenti, | viva il contagio che genera i degenti, | viva il limone che è frutto prelibato, | viva l'imene che è brutto lacerato.'' (da ''Cartoni animati giapponesi''<ref name=beliconfo/>, n. 7)
*''Come faranno | 4 elefanti a stare in una Cinquecento? | Due davanti e due di dietro.'' (da ''Cinquecento''<ref name=beliconfo/>, n. 8)
*''Come farò | a far l'amore in Cinquecento? | Con te davanti e il cambio dietro.'' (da ''Cinquecento''<ref name=beliconfo/>, n. 8)
*''[[Fiat Cinquecento|Cinquecento]], | coi tuoi problemi di avviamento, |'' [...] ''| sei la vettura del momento.'' (da ''Cinquecento''<ref name=beliconfo/>, n. 8)
*''Ma raga', io lavoro tutto il giorno, | tiro il carrello, scarico la frutta | dentro nel verziere, | mi arriva il primo fesso | con la moto a scurreggetta | e mi sveglia?'' (da ''Supergiovane''<ref name=belifaso>Testo di Stefano Belisari e Nicola Fasani.</ref>, n. 9)
*''Ovunque ci sia un giovane in difficoltà, | ovunque ci siano persone, cose, animali, | città, fiumi, governi, marche di automobili | che cerchino di limitare la vostra gioventù, | là ci sarà lui con le sue miccette sempre accese. | Perché Supergiovane è allegria più, | Bulgaria più, sciatalgia più più più.'' (da ''Supergiovane''<ref name=belifaso/>, n. 9)
*''Donna, roccaforte | quando il flusso è più copioso, | sbarazzina quando è il caso | o marangona di un clitoride mai domo, | al grido di "Hah ggh ggh aaaa ssiiii!".'' (da ''Essere donna oggi''<ref name=beliconfociva>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti e Davide Civaschi.</ref>, n. 10)
*''Probabilmente non mi accoppio, | ma le tue trombe di Falloppio suonerò.'' (da ''Essere donna oggi''<ref name=beliconfociva/>, n. 10)
*''Ruotate le dita. Unite le falangi. | Bene, ora ripetete con me più umano più vero. | Più umano più vero. | È un ballo straniero. Qui l'atmosfera sa di Pipppero®. | Qui l'atmosfera sa di Pipppero®. | Pippperupippero®.'' (da ''Pipppero®''<ref name=beliconfo/>, n. 12)
*''La [[morte]] | viene, silenziosa come un alce, | dai vivi ci separa con il taglio di una falce.'' (da ''Urna''<ref name=beliconfo/>, n. 14)
*''Voglio una degna sepoltura | quando la morte verrà e mi ghermirà, | una tomba linda e duratura | che mi preserverà dall'umidità.'' (da ''Urna''<ref name=beliconfo/>, n. 14)
*''Ma mentre parlo tu non mi ascolti. | I casi sono due o non mi ami più o sei morta. | Propenderei per la seconda ipotesi | perché emani un fetore nauseabondo.'' (da ''Urna''<ref name=beliconfo/>, n. 14)
*''– Hai messo l'antigelo col freddo che fa? | – L'hai messo quello là? – Sì. | – Hai visto se il livello è fra min e max? – Sì. | – Ma il mio vano motore | è troppo vano e poco motore: | lo illuminerò! – Sei forte Papalli! | – Con una candela di cera. – va bene. |– che non c'era?!'' (da ''La vendetta del Fantasma Formaggino''<ref name=belifaso/>, n. 16)
*''In effetti l'italiano | era andato dentro un'altra [[Barzellette dalle canzoni|barzelletta]], | quella dove un orologio vien gettato da una torre | e si fa a gara a chi lo prende | prima ch'esso tocchi terra spaccandosi. | E allora l'italiano | te lo porta un'ora indietro, | poi raggiunge il marciapiede | sottostante in largo anticipo, | raccoglie al volo l'orologio | ed in sostanza vince.'' (da ''La vendetta del Fantasma Formaggino''<ref name=belifaso/>, n. 16)
*''Per mano d'inglese stavolta cadrai, | per man di francese scherzato verrai. | Permani pure della tua opinione, | ma su quel panino non mi spalmerai''. (da ''La vendetta del Fantasma Formaggino''<ref name=belifaso/>, n. 16)
===''Not Unpreviously Unreleased'nt''===
'''Etichetta''': Tutto Musica e Spettacolo, 1993.
*''In un mondo che ci è ostile, | rovinato dalla droga | c'è una stella che riluce, | c'è qualcosa in cui sperare.'' (da ''Alfieri''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''Abitavo un tempo a [[Busto Arsizio]].'' (da ''Alfieri''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
===''Esco dal mio corpo e ho molta paura (Gli inediti 1979-1986)''===
[[File:Civas.jpg|thumb|Davide Luca Civaschi, alias Cesareo – chitarra, voce, basso elettrico]]
'''Etichetta''': Hukapan/Sony Music, 1993, prodotto da Roberto Monguzzi/Imagic.
*''Siam d'accordo pressoché su tutto ma talvolta divergiamo, | per esempio sulle parolacce ognun dice quella che gli va.'' (da ''Ùnanimi''<ref name=beliconfo/>,, n. 1)
*''Sono andato in un centro di allevamento di [[cinghiale|cinghiali]] in Lunigiana e ti ho comprato un cinghialino. | L'ho arrostito e l'ho riempito con un tacchino di terracotta, ripieno di un piccione, vivo, con il verme in bocca. | Ho arrostito tutto insieme, te l'ho portato, oh, non l'hai mangiato! | Eri immersa in una vasca di catalogna! Non si fa così!'' (da ''Catalogna''<ref name=beliconfo/>, n. 3)
*''Siamo cresciuti mangiando verdura | voglio morire con te.'' (da ''Catalogna''<ref name=beliconfo/>, n. 3)
*''Sono solo sotto la pioggia, | sono reduce da un meeting di rivenditori di laminati plastici. | È duro andare di città in città a vendere laminati senza la macchina. | E il contachilometri che ho nella tibia mi è testimone.'' (da ''Abbecedario''<ref name=beliconfo/>, n. 4)
*''In un periodo in cui le discussioni | ruotano principalmente intorno a tante cose | ma comunque principalmente quasi esclusivamente | intorno all'annoso problema del controllo delle nascite | e le pubblicità fanno la loro parte, | e chi ha orecchie da intendere intenda | e gli altri chissà.'' (da ''La saga di Addolorato''<ref name=beliconfo/>, n. 7)
*''E del resto sarà capitato anche a voi | di trovarvi in una cameretta in un terrapieno | a 60 metri di profondità | e di sentirvi demotivati e depressi.'' (da ''La saga di Addolorato''<ref name=beliconfo/>, n. 7)
*''Oh cavo, cavo, cavo, cavo, cavo | non dissaldarti, non dissaldarti | sono bravo, sono bravo come Uri Geller | ma vado in merda se mi si dissalda il cavo.'' (da ''Cavo''<ref name=beliconfo/>, n. 8)
*''Ricordo bene quando ti dissi | con grande calma, come Giucas Casella. | Ma vaffanculo!'' (da ''Faro''<ref name=beliconfo/>, n. 13)
*''Guardare la tele | è una morte anticipata. | Dietro consiglio di un faggio | questa sentenza io ti ho svelata.'' (da ''Faro''<ref name=beliconfo/>, n. 13)
*''[[Aborto]], aborto, smaliziato dove vai? | Aborto, aborto, travisato tu che fai? | Aborto, aborto, sai di stupida ironia, | ma l'aborto sa anche farti compagnia.'' (da ''(Gomito A Gomito Con L') Aborto''<ref name=belipani>Testo di Stefano Belisari e Paolo Panigada.</ref>, n. 14)
*''Come sono [[Felice Gimondi]]. | Lo so che non è facile | nella vita scoprire | che c'è anche [[Eddy Merckx]], | ho quasi paura.'' (da ''Sono Felice''<ref name=beliconfo/>, n. 16)
*''L'amico poliziotto ti aspetta, | ti invita sulla camionetta, | non respinger la sua carica di simpatia, | un balzo, sali a bordo e via!'' (da ''Amico Uligano''<ref name=beliconfo/>, n. 17)
===''Eat the Phikis''===
'''Etichetta''': Aspirine/Bmg, 1996, prodotto da Otar Bolivecic.
*''Parcheggi abusivi, applausi abusivi, | villette abusive, abusi sessuali abusivi; | tanta voglia di ricominciare abusiva.'' (da ''La terra dei cachi''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 2)
*''Appalti truccati, trapianti truccati, | motorini truccati che scippano donne truccate; | il visagista delle dive è truccatissimo.'' (da ''La terra dei cachi''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 2)
*''[[Italia]] sì, Italia no, | Italia gnamme, se famo du' spaghi. | Italia sob, Italia prot, la terra dei cachi. | Una pizza in compagnia, una pizza da solo; | un totale di due pizze | e l'Italia è questa qua.'' (da ''La terra dei cachi''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 2)
*''Sono un nuovo burattino | con il mio legnetto novità. | Sono ceppo con la ceppa, | grazie a Geppo mio papà. | Se si china la Fata Turchina | sento una forza dentro | che neanch'io so come, | ed emetto una specie di fruppé.'' (da ''Burattino senza fichi''<ref name=beliconfociva/>, n. 3)
*''Vi saluto con l'altra mano.'' (da ''Burattino senza fichi''<ref name=beliconfociva/>, n. 3)
*''Sai, la scritta che hai scritto, sai, mi piace assai. | Sai...'' (da ''T.V.U.M.D.B''<ref name=beliconfopani>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti e Paolo Panigada.</ref>, n. 4)
*''Ehi, lo sai, mi prendi più che mai e per questo ti voglio bene. | Ma non so se poi resisterò quando amarsi sarà routine, | e poi ci sarà il divorzio e i figli sono infelici.'' (da ''T.V.U.M.D.B''<ref name=beliconfopani/>, n. 4)
*''"No, continuo a sognare il bomba dei Take That {{NDR|[[Gary Barlow]]}}, | che... – non dirlo – gli mancano – tu non puoi – due buchi nel sedere – non è vero e lo sai – | per essere Cicciobombo Cannoniere... e andare ad abitare in Francia".'' (da ''T.V.U.M.D.B.''<ref name=beliconfopani/>, n. 4)
*''Tu, vittima innocente degli effetti | devastanti dell'[[orgasmo]], | sai che se non è amore | dopo il seme c'è la fuga.'' (da ''Lo stato A, lo stato B''<ref name=beliconfofasacivapani>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti, Nicola Fasani, Davide Civaschi e Paolo Panigada.</ref>, n. 5)
*''Tu vittima innocente dello scontro | tra lo sfaccio e la ragione, morale ed amorazzo, | morale ed immorale, giustizia ed ingiustizia, | pulsione e repulsione, l'impulso e la pulsione.'' (da ''Lo stato A, lo stato B''<ref name=beliconfofasacivapani/>, n. 5)
*''Come stai? "Lievemente scosso, | ma è sempre bello veder | la propria moglie che orgasma! | È troppo bello veder | la propria moglie che orgasma. | È sempre bello veder | la propria donna che si spoglia, | però alla fine rimane | solo la sua vestaglia; | è un po' macchiata, se vuoi, | ma è sempre la sua vestaglia".'' (da ''El Pube''<ref name=beliconfofasa>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti e Nicola Fasani.</ref>, n. 6)
*''Vivo come voi, soffro come voi, | rido come voi, lo prendo in culo come voi... | ma amo più di voi.'' (da ''Omosessualità''<ref name=beliconfo/>, n. 7)
*''Mi ha detto mio [[Cugino|cuggino]] che una volta ha trovato un cane in spiaggia | e invece era un topo.'' (da ''Mio cuggino''<ref name=beliconfofasapani>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti, Nicola Fasani e Paolo Panigada.</ref>, n. 8)
*''Mio cuggino, mio cuggino, | mio cuggino è rispettato, | amico di tutti. | Mio cuggino ha fatto questo e quello, | mio cuggino mi protegge | quando vengono a picchiarmi | perché chiamo mio cuggino. | Anzi: io chiamo a mio cuggino.'' (da ''Mio cuggino''<ref name=beliconfofasapani/>, n. 8)
*''Mi ha detto mio cuggino | che da bambino una volta è morto.'' (da ''Mio cuggino''<ref name=beliconfofasapani/>, n. 8)
*''Perché nessuno mi dice | a cosa serve la [[milza]]?'' (da ''Milza''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 10)
*''[[Unghia|Unghie]], | mi guardo sotto le unghie | e vedo dello sporco; | lo tolgo a fatica, lo osservo con cura, | mi parla di me.'' (da ''Milza''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 10)
*''[[Cuore]], | muscolatura cardiaca | sempre in movimento; | pacemaker di carne, pompetta di vita, | polpetta pulsante.'' (da ''Milza''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 10)
*''Milza, | mi hai fatto male quando, | correndo i diecimila, | migliaia di miglia, migliaia di milza, | dolore di milza. || Cuore, | pompa il sangue nella milza | destinato alla mia milza; | pochi sanno a cosa serve e non lo dicono.'' (da ''Milza''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 10)
*''A Murotorto an vedi er Rastamanno {{NDR|[[Bob Marley]]}} | che ce dà le vibbrazioni rastamanne: | lui je dice a 'na pischella de nun piagnere perché | se fumamo er sigaretto con l'amico Selassié.'' (da ''Li immortacci''<ref name=vianello>Testo di Stefano Belisari, Sergio Conforti, Nicola Fasani, Davide Civaschi, [[Edoardo Vianello]] e Carlo Rossi.</ref>, n. 11)
*''Semo li immortacci, semo li immortacci, | gli altissimi morti: | ma nun è vero, ma nun è vero, | siam tutti risorti. | Noi semo gli zombi der monno cantaro | guidati dar moog der Guardiano der faro: | semo li immortacci.'' (da ''Li immortacci''<ref name=vianello/>, n. 11)
*''A Centocelle troneggia er Pelvicaro {{NDR|[[Elvis Presley]]}}, | che bappaluba e magna tutti li frutti. | C'ha na fija che j'attizza er Trilleraro {{NDR|[[Michael Jackson]]}} | che se chiama Micheletto | ma er negretto nun vòffà.'' (da ''Li immortacci''<ref name=vianello/>, n. 11)
*''Brufolazzi, | tapparella giù e bottiglia, | più ascella purificata: | ti ricordi che meraviglia | la festa delle medie?'' (da ''Tapparella''<ref name=beliconfociva/>, n. 12)
*''Chiedo Fonzi e mi danno avanzi. | Cristo, perché?'' (da ''Tapparella''<ref name=beliconfociva/>, n. 12)
*''"Oh, ma... mi fa piacere che sei venuto, | perché sai chi ti saluta un casino?" | "Chi?" | "STO CAZZO!"'' (da ''Tapparella''<ref name=beliconfociva/>, n. 12)
*''Non c'è amicizia, oh, | non c'è – amicizia no– convenienza, | non c'è – cortesia no– cortesia, | – convenienza no – | e arrivando non ho visto neanche | l'ampio parcheggio – ampio parcheggio no – | all'ingresso. Insomma, dai, basta, finiamola lì..'' (da ''Tapparella''<ref name=beliconfociva/>, n. 12)
===''Del meglio del nostro meglio Vol. 1''===
[[File:Faso.jpeg|thumb|Nicola Fasani, alias Faso – basso elettrico, voce, batteria, ukulele]]
'''Etichetta''': Aspirine/Bmg, 1997, prodotto da Otar Bolivecic.
*''Scismi bellissimi dentro di me, | cellule di materia in putrefazione, | solo scismi bellissimi | dentro di me, | sostanze tossiche diffuse per tutto il moderno scafandro.'' (da ''L'astronauta pasticcione''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''[[India]], India, | quante volte ti ho vista sulla cartina | e ti ho sottovalutata!'' (da ''L'eterna lotta tra il bene e il male''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 6)
*''India, terra di santi indiani, | poeti indiani, navigatori indiani. | [[Gange]], fiume che ti bagna, fiume che ti parla, | non vorrei rovinare un così bel rapporto.'' (da ''L'eterna lotta tra il bene e il male''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 6)
*''Il Signore non ti deve mai lasciare in pace. | Ti deve dare tanti di quei grattacapi | che solo il Padre Eterno te li può dare | e te lo auguro di tutto cuore, | perché vi sto perseguitando tramite una fattucchiera!'' (da ''L'eterna lotta tra il bene e il male''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 6)
===''Peerla''===
'''Etichetta''': Aspirine/Bmg, 1998, prodotto da Otar Bolivecic.
*''La donna nuda si depila col bic; | tenta l'uomo dall'autobus, | lo colpisce col cric. | La donna nuda non rispetta gli stop, | io le mostro la tessera. | ma lei mi dice: non ti faccio salire | perché non suoni nei [[Litfiba]]!'' (da ''La donna nuda (I Want a New Drug)''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 2)
*''Dài pensiamo al campionato | e non caghiamo quella subdola, turgida, | cinica [[tiri di rigore|lotteria dei rigori]].'' (da ''La cinica lotteria dei rigori''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''Il [[calcio (sport)|calcio]] è un grande rito che devi rispetàr; | l'Europa ne impazzisce, | e negli Stati Uniti lo vorrebbe popolar.'' (da ''Nessuno allo stadio''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 5)
*''Fondamentalmente | agli americani non interessano | i [[campionato mondiale di calcio 1994|mondiali di calcio americani]].'' (da ''Nessuno allo stadio''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 5)
*''Confidiamo che la faglia | non esiga il tuo tributo di sangue | ai [[campionato mondiale di calcio 1994|mondiali di calcio americani]].'' (da ''Nessuno allo stadio''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 5)
*''Nessuno sugli spalti, nessuno in panchina | nessuno palleggia, nessuno che moviola | nessuno allo stadio, nessuno bagarino | nessuno realizza, nessuno fluidifica: | nobody at the stadium.'' (da ''Nessuno allo stadio''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 5)
*''Se [[Wilfred Agbonavbare|Agbonavbaré]] difenderà la propria porta | nei mondiali di calcio americani, | forse la Nigeria vincerà | questi famosi campionati di calcio | mondiali americani.'' (da ''Nessuno allo stadio''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 5)
*''Nelle gabine, nei magazzeni, | pure nei {{sic|vater clos}}. | Si riempie un'ampolla, | si racconta una palla, | palla di pelle di [[Po]], | palla di pelle di Po.'' (da ''Balla coi barlafüs (Time Warp)''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 8)
*''L'atteggiamento che ognuno ha verso la vita determina l'atteggiamento che la vita avrà verso il fuoco.'' (da ''Agnello Medley''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 9)
*''La [[serie B]] si basa sul concetto di banana. | Il piede. La squadra retrocede, | e il mister silurato si ritira | e fa una fine tipo [[Aldo Agroppi|Agroppi]].'' (da ''Il concetto di banana''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 10)
*''I'm in the room | waiting for Santa and for Claus. | Suddenly by night they will arrive, | can't you feel the tipical: | "Cling, cling, cling, cling, cling!". || Presents for the good, | coal for the bad, | proprio come diceva mia mamma! || Christmas with the yours | Easter what you want.'' (da ''Christmas With The Yours''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 11)
*''[[Panettone]] is on the table | and everybody is drinking Moscato. | Go to buy a tree, but not a true tree | because otherwise it will | die die die die die! || Panettone is on the table | but it is another one: | infatti è quello senza canditi!'' (da ''Christmas With The Yours''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 11)
*''Là c'è una bandiera che sale, | qua c'è un muratore che cade | ma questo tragico evento non intaccherà | la fiducia che il mondo ripone nel nostro paese | ripieno di pizza, canzoni ed amor. | Il [[Campionato mondiale di calcio 1990|mondiale 90]] nascerà, | ed il tricolore sicuro, rubizzo e rasierte | nel vento garrà.'' (da ''Giocatore mondiale''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 12)
* ''E infine Luca di Montezuma {{NDR|[[Luca Cordero di Montezemolo]]}} | dal suo elicottero azteco gli incassi devolverà!'' (da ''Giocatore mondiale''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 12)
*''Trama, giocatore, nell'ombra, sai, | lo spacciatore di doping. | Prima, giocator, te lo dona, sai, | dopodiché entri nel tunnel. | Ma il tunnel, giocatore mondiale sai, | non è quello che ti porta in campo | bensì, giocatore mondiale, | quello delle iniezioni di [[marijuana]]!'' (da ''Giocatore mondiale''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 12)
*''Ti amo [[Remo Gaspari]] | che atterra con l'elicottero | nello stadio della sua città, | che ha fatto costruire lui | e interrompe una partita di calcio | per atterrare con l'elicottero. | E il pubblico invece di fischiarlo, | lo applaude. | Perché ha capito | che lo fa nel suo interesse.'' (da ''Sabbiature''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 13)
*''E dirò di più, | urliamo anche ti amo a [[Giuseppe Ciarrapico|Ciarrapico]]. | L'attuale presidente della Roma. || Che non si capisce come abbia fatto, | lui vendeva il pesce, | c'ha una fedina penale lunga così. | Poi ha conosciuto [[Giulio Andreotti|Andreotti]], | è diventato il re delle acque minerali, | ha avuto un prestito da Calvi di 39 miliardi | con cui ha comprato la Fiuggi. | E adesso è il personaggio del giorno | e ha fatto firmare la pace | tra [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] e [[Carlo De Benedetti|De Benedetti]]. || Ti amo Ciarrapico. | Ti amo per quello che hai fatto, | ti amo per l'emissione di assegni a vuoto, | ti amo per la pubblicazione... | per le pubblicazioni oscene, | questo è amore, | e allora lui ha dato amore a noi | e noi gliene diamo a lui. | Urliamogli tutti ti amo Ciarrapico!'' (da ''Sabbiature''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 13)
*''Grazie, [[Enrico Ameri|Ameri]]. Vai, Ameri! | Descrivi in sintesi | che cosa avviene a centrocampo.'' (da ''Ameri (Gli amori)''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 14)
*''Piacere, piacere, piacere Rai Uno, | sono [[Toto Cutugno|Cutugno]], a volte m'ingrugno, | ma le canzoni continuo a cantar!'' (da ''Ameri (Gli amori)''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 14)
*''Meglio adesso che sei un mito, | da domani sarai un peto.'' (da ''Sunset Boulevard''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 15)
*''Appendi le scarpe al chiodo'' [...] ''"No, non le appenderò. | Ho provato ogni chiodo, | ho forato ogni muro. | Non so se ci riuscirò: | ho la casa in cartongesso | e non son pratico di bricolage."'' (da ''Sunset Boulevard''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 15)
*''Ma che cos'è l'[[amore]]? | È forse questo modo che tu hai | di venire a me strisciando | ed emettendo bava come una lumaca | che va alla foglia d'insalata? || O è un morbido Gimondi | che scala i saliscendi del mio cuor?'' (da ''Gli occhiali dell'amore''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 16)
*''Ti amo, ti amo [[Serie A 1997-1998|campionato]], | ti amo campionato, | perché non sei falsato, | no, no, non sei falsato, | a me mi eri sembrato falsato, | ma han detto che non sei falsato. | Ha detto [[Umberto Agnelli]] | che son state solo delle sviste. | Due o tre sviste arbitrali. || Ma a me mi era sembrato | che già da molto tempo | qualcosa stava accadendo. | Ad esempio, in Juve - Udinese | dell'1 Novembre '97 | il signor Cesari non ha convalidato | un gol che aveva fatto Bierhoff | che era entrato di tanto così, | diciamo delle dimensioni tipo Rocco Siffredi. || E poco dopo, in Juve - Lazio, | c'è stata un'azione | in cui Del Piero | è stato atterrato in area | l'arbitro ha detto "Regola del vantaggio", | Inzaghi ha preso il palo | e subito dopo l'arbitro ha detto: | "Non è più regola del vantaggio" | diamo il rigore alla Juve.'' (da ''Ti amo campionato''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 18)
*''Ti amo, ti amo campionato | perché non sei falsato | anche se inizialmente eri sembrato | in realtà non sei falsato | L'ha detto Umberto Agnelli, | l'han detto tanti critici di calcio, | l'ha detto tanta gente, insomma: non sei falsato. || Anche se sarebbe sembrato... | Ad esempio mi era sembrato, che in Juventus – Roma | dell'8 febbraio '98, quando l'arbitro Messina | non ha dato un rigore su Gautieri | e ad esempio anche in Brescia – Juve dell'8 febbraio '98 | quando il signor Bettin | non ha dato un rigore a Hubner, | un rigore grosso così.'' (da ''Ti amo campionato''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 18)
*''Ad esempio nel mio amico | che sembra che indossi la maglia del Milan, | e invece è la maglia del Foggia, | se voi guardate bene, | quella lì è la maglia del Foggia.'' (da ''Ti amo campionato''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 18)
*''Così come se voi guardate bene | le sviste arbitrali non sono state due | ma sono state tipo dieci, | dieci, undici o dodici, | e la maggior parte delle quali | a favore della Juve.'' (da ''Ti amo campionato''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 18)
===''Craccracriccrecr''===
[[File:Premio In Sound.jpg|thumb|upright=1.2|Christian Meyer – batteria]]
'''Etichetta''': Aspirine/Bmg, 1999, prodotto da Otar Bolivecic.
*''Mi piace la bi, mi piace la bi | mi piace la bicicletta | ci faccio dei gi, ci faccio dei gi | ci faccio dei giri; | incontro la fi, incontro la fidanzata, | le mostro il mio ca, le mostro il mio ca, | le mostro il mio cambio; | le mostro il mio ca, le mostro il mio cagnolino; | le mostro il mio ca, le mostro il mio cappellino; | e infine il mio ca, e infine il mio caro amico | nel senso del caz, nel senso del caz, | nel senso del [[kazoo]].'' (da ''Evviva''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 2)
*''Passano i secoli, passano i millenni, | passano gli uomini che si alternano ai governi. | Passa la palla ché il gioco è bello in tanti, | ma quello che non passa è l'arroganza dei potenti; | non conoscono pudore, non conoscono vergogna, | per questo il loro verbo è solo squallida menzogna. | E prego madre terra con lo sguardo al cielo: | illumina la strada in questo buco nero''. (da ''La visione''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''Piove, piove, il gatto non si muove, | si accende la candela, mi appare [[Nelson Mandela|Mandela]], | mi dice buonasera poi mi fa le menate | perché per molto meno ha sclerato in cella. | Ma quante candele avrà consumato Mandela? | Perché uno è presidente non può essere stato in prigione? | Lo vedi sorridente e non ci pensi, coglione. | Sei proprio un coglione''. (da ''La visione''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''Il [[traffico]] peggiora quando c'è la pioggia | e tutti si trasformano in guidatori stanchi, | guidatori funky, fanculo a tutti quanti''. (da ''La visione''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''Mi tagliano la strada mentre sono in moto, | li mando affanculo, gli mostro lo [[scroto]]. | Non scruti lo scroto perché sei discreto, | lo scroto è di creta e lo metto nel forno, | un crotalo è di creta e lo metto nel forno. | Un crotalo di carattere? Lo metto nel forno. | Insomma, io tutti i crotali li metto nel forno. | Cosa ci volete fare? Io ho paura dei crotali. | Accendo il forno, mi guardo un porno, | un porno di crotali che fanno sesso, | in che senso, odore d'incenso, saluto dj Cenzou''. (da ''La visione''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''In vacanza sull'Arno, in vacanza sull'[[Alfa Romeo Arna|Arna]]; | questa collaborazione tra Italia e Giappone | che ha dato i suoi frutti, io li metto nel forno.'' (da ''La visione''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 3)
*''Maledetto [[rock and roll]], tu | spacchi gli alberghi e orini sul mondo.'' (da ''Il Rock and Roll''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 4)
*''[[Capinera|Capinere]], capinere, ognuno le vuole amar. | Sono bianche, sono nere, sono nella mia città. || Che bella la canzone di una volta | che si ascoltava andando a capinere; | noi della ronda del piacere | ne abbiamo fatte delle belle. | Ricordo per esempio di un mio amico | che non voleva andare a capinere: | l'abbiam portato con la forza | ed ha goduto nell'oscurità | (e ci ringrazia ancora adesso).'' (da ''La bella canzone di una volta''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 5)
* ''Mi manca la canzone d'altri tempi, | ingenua e piena di malizie, | che cementava le amicizie | e poi si andava tutti a capinere. | Invece la canzone d'oggigiorno | la fanno utilizzando i macchinari, | non te la levi più di torno | con la sua cassa rotterdam.'' (da ''La bella canzone di una volta''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 5)
*''L'uomo moderno è nervosetto. | La vita media s'è allungata. | L'uomo moderno passa più tempo nervosetto, | nel letto. | La medicina per ballare, | la medicina per gli approcci, | la medicina per invitarti a casa mia, | nel letto.'' (da ''Farmacista''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 7)
*''Mi sogno libera in un mondo senza cacchio, | dove l'amore non voglia dire: "cacchio". | Guardo in tasca e trovo solo pochi [[euro]], | ma cosa importa, c'ho l'amore senza cacchio. | Per cui mi prendo sottobraccio il mio ragazzo, | la gggitarella fuori porta ce facciamo | e amoreggiando senza cacchio ci scoppiamo | 'sti quattro euro de felicità''. (da ''Nudo e senza cacchio''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 9)
*''Dieci baronetti come te si trovarono un giorno convocati da Bob Dylan, il quale disse loro: "Che ne dite di formare un complesso e di chiamarci Bob Dylan?". Prese la parola John, disse: "Non ti seguirò. Presto, Ringo, Paul e George, costituiamo i Beatles. Presto, Ringo, Paul e George, cantiamo Yesterday".'' (da ''Beatles, Rolling Stones e Bob Dylan''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 11)
*''Caro [[2000]], quanto tempo è già passato dal lontano 0 | proprio non te l'aspettavi che toccasse a te | ma la lista d'attesa è finita.'' (da ''Caro 2000''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 12)
*''Nel [[100000]] l'uomo si sarà evoluto ed avrà fatto tutto | la natura si sarà rimboschita un po' | e volare non sarà un problema || Con un filo d'erba salverò l'umanità | con le branchie salveremo chi non sa nuotare | e voleremo con facilità.'' (da ''Caro 2000''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 12)
*''E canto, "please don't let me be misunderstood" | mentre parcheggio nel parcheggio l'[[Alfa Romeo Alfasud|Alfasud]].'' (da ''Discomusic''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 15)
*''Discomusic, discomusic, | col volume l'autoradio mi distruggi. | Sulla macchina ho un impianto | che è costato dei milioni e me ne vanto. | Io non capisco tutto questo rock and roll, | io non capisco la si do re mi fa sol; | io non capisco, non capisco, non capisco | e allora ballo la discomusic.'' (da ''Discomusic''<ref name=beliconfofasaciva/>, n. 15)
===''Tutti gli uomini del deficiente''===
'''Etichetta''': Aspirine/Bmg, 1999, prodotto da Otar Bolivecic.
*''[[Psichedelia]], ti fai gli [[LSD|acidi]] e poi sei in acido.'' | ''Psichedelia, ti fai le basi e poi sei basico.''(da ''Psichedelia'')
*''Un signore entra in un [[caffè]], splash.'' ([[Barzellette dalle canzoni|barzelletta]] da ''Risate a denti stretti'')
*''Un tale si reca all'aeroporto, e nota fra i vari distributori automatici una macchinetta molto particolare, con sopra la scritta "Sostituisce la donna" e un foro circolare. Quel signore si chiede: "Sostituisce la donna? In che senso?". Comunque, incuriosito ma anche circospetto, infila prima i soldi poi il membro nel foro. Passano alcuni istanti, poi prorompe in un urlo lancinante: "Aaaah!". Estrae il membro e c'è cucito sopra un bottone.'' (barzelletta da ''Risate a denti stretti'')
*''Come fanno quattro elefanti a stare in una 500? Quattro davanti.'' (barzelletta da ''Risate a denti stretti'')
*''Non uscire col [[ministro senza portafoglio]] | perché il conto poi pagare ti fa.'' (da ''Presidance®'')
===''Cicciput''===
'''Etichetta''': Aspirine/Bmg, 2003, prodotto da Otar Bolivecic.
*''"Aspettate, questo è un equivoco!" ci provò Gimmi a discolparsi, ma gli tapparono la bocca, e sangue, poi bastonate, sputi, pugni e calci. Giustizia è fatta, pensò la gente, ma in verità non era stato giusto. Perché okay, sì, Gimmi Ilpedofilo, ma "Ilpedofilo" era il cognome.'' (da ''Gimmi I.'')
*''La follia della donna | quel bisogno di scarpe che non vuole sentire ragioni | Cosa sono i milioni | quando in cambio ti danno le scarpe?'' (da '' La follia della donna (parte 1)'')
*''Fossi figo guiderei una grande jeep | fino in disco attesissimo in zona V.I.P., | il mio nome sarebbe sempre incluso nella lista, | non dico proprio il primo della lista | ma neanche l'ultimo degli stronzi.'' (da ''Fossi Figo'')
*''Io per piacervi | mi epilerei per tutto il santo giorno | come le balle di un [[Attore pornografico|attore porno]].'' (da ''Fossi figo'')
*''C'est la chanson du garçon ancien | qui 'ne va plus à la discothèque. | Mais les garçons veulent les jeunes filles | et les jeunes filles sont à la discoteque. | Mais le jeunes filles ne dansent pas | avec un homme de quarante ans, | elles dansent seulement | avec garçons de vingt ans. | Je voudrais des fiches pour moi. | Pas de boirnarde! | "Bonsoir, voilà, | nous sommes les fiches de bois, | monsieur regarde notre boirnarde! | Viens chez nous, vous êtes un vieux garçon | mais vous avez beaucoup d'argent, | la voiture et la maison." | Voilà, le garçon ancien c'est moi. | Barman, je bois caipiroska. | Okay, je suis comme Johnny Halliday, | mes dames acceptent ma superbaguette.'' (da ''La chanson'')
:''Questa è la canzone del ragazzo anziano | che non va più in [[discoteca]]. | Ma i ragazzi vogliono le ragazze giovani | e le [[ragazza|ragazze]] giovani sono in discoteca. | Ma le ragazze giovani non ballano | con un uomo di [[quarantenne|quarant'anni]], | danzano solamente | con ragazzi di vent'anni. | Vorrei delle fighe per me. | Niente figa! | "Buonasera, eccoci, | siamo le fighe di legno, | signore guardi la nostra figa! | Venga a casa nostra, siete un ragazzo vecchio | ma avete un mucchio di soldi, | l'automobile e la casa." | Eccomi, il ragazzo anziano sono io. | Barman, io bevo caipiroska. | Okay, sono come Johnny Halliday, | le mie signore accettano la mia superbaguette.''
*''Grazie, [[Giulio Cesare|Giulio]], di questa dritta per il [[Ponte sullo stretto di Messina|ponte]] | Della dritta per il ponte | Mi precipito a costruirne uno qui di fronte | Costruirne uno qui di fronte | per unire sponde prima d'oggi irraggiungibili | come sullo stretto di Messina.'' (da ''Pagano'')
===''Studentessi''===
'''Etichetta''': Hukapan, 2008, prodotto da Elio e le Storie Tese e MC Costa.
*{{NDR|Riferito a ''[[L'esorcista]]''}} ''In panciolle me ne sto, | visiono un film magnifico, | quello dove c'è la ragazzina posseduta dal demonio | con il prete che alla fine va giù, | la sua mamma è preoccupata | perché dice parolacce e manda tutti a fancù, | poi c'è quella scena che il prete si avvicina | e lei gli spara del vomito verde che aveva nel Gargaroz'' (da ''Gargaroz'')
*''Hai sentito la novità? | lo [[squalo bianco]] si estinguerà. | Sì, però [[Lo squalo (film)|Lo squalo]] | quello di [[Spielberg]] | mi ha rovinato il piacere del bagno in mare. | E per forza mangiava motoscafi, barche, pontili e bomboloni del gas | e con questa dieta | ricca di legname | ti s'incastra qualcosa nel Gargaroz.'' (da ''Gargaroz'')
*''Giù nel gargaroz | sento il diavoloz | datemi un rimedio per le mie tonsille rosse | caramelle pa' a tosse.'' (da ''Gargaroz'')
*''Sedicimila firme | niente cibo per Rocco Tanica | però il bosco l'hanno rasato | mentre la gente era via per il ponte | se ne sono battuti il cazzo | ora tirano su un palazzo | hanno distrutto il Bosco di Gioia | questi grandissimi figli di troia.'' (da ''Parco Sempione'')
*''Pulci giganti ammantate di mistero | mi hanno dato un buon lavoro | e mi pagano anche in nero.'' (da ''Supermassiccio'')
*''Mi ricordo di un ricordo | spero che non me lo scordo | un ricordo di fanciullo | che mi dona sicurezza | e per non dimenticarlo | io mi alleno a ricordarlo.'' (da ''Effetto Memoria (Inverno)'')
*''Balliamo l'Heavy Samba | in piedi su una gamba. | Se una sola ti risulta stramba | danza pure con entramba.'' (da ''Heavy Samba'')
*''Pochi sanno che ascoltando all'incontrario il Death Metal | scopriranno dei messaggi che ascoltati all'incontrar | sono uguali al Death Metal che avevi prima di girarli. '' (da ''Suicidio a Sorpresa'')
*'''Dart Fener''': ''You don't know the power of the dark side...''<br />'''Christian Meyer''': ''Eh sì, ciao ciao!'' (da ''Suicidio a Sorpresa'')
===''L'album biango''===
'''Etichetta''': Hukapan/Sony Music, 2013, prodotto da Elio e le Storie Tese e MC Costa.
*''La [[musica balcanica]] ci ha rotto i coglioni | è bella e tutto quanto ma alla lunga rompe i coglioni.'' (da ''Complesso del primo maggio'', n. 15)
*''Il Primo Maggio è fatto di gioia ma anche di noia.'' (da ''Complesso del primo maggio'', n. 15)
==[[Incipit]] di ''Animali spiaccicati''==
<poem>''Caro Manitù,''
''non so se capisci la mia lingua''
''ma se sei una divinità come dici dovresti capirla''
''se invece non la capisci organizzati, tonto.''
''Io mi chiamo''... [inserire proprio nome]...
''ma il mio nome indiano è Alce Che Cammina''
''[oppure Alce Che Sta Fermo, Orso Grigio, Topo Cane, Aquila Della Notte,''
''[[Rinoceronte]] Che Ride, Lama Che Sputa, Bisonte Gay, Volpe Astuta,''
''[[Volpe]] Rincoglionita o altro nome indiano a scelta]''
''e non ti parlo con lingua biforcuta''.</poem>
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Elio e le Storie Tese, ''Animali spiaccicati, {{small|ovvero Il Nuovissimo Metodo per entrare alla grande nel mondo dei grandi}}'', Einaudi, 2004. ISBN 8806170236
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu||(1989)}}
{{Pedia|Italyan, Rum Casusu Çikti||(1992)}}
{{Pedia|Not Unpreviously Unreleased'nt||(1993)}}
{{Pedia|Esco dal mio corpo e ho molta paura (Gli inediti 1979-1986)||(1993)}}
{{Pedia|Eat the Phikis||(1996)}}
{{Pedia|Del meglio del nostro meglio Vol. 1||(1997)}}
{{Pedia|Peerla||(1998)}}
{{Pedia|Craccracriccrecr||(1999)}}
{{Pedia|Cicciput||}}
{{Pedia|Studentessi}}
{{Pedia|L'album biango}}
{{Pedia|Figgatta de Blanc}}
{{Pedia|Il Circo Discutibile}}
{{Pedia|Dei Megli dei Nostri Megli}}
==Collegamenti esterni==
*''[http://elioelestorietese.it/canzoni/ Canzoni]'', ''Elioelestorietese.it''.
{{Elio e le Storie Tese}}
[[Categoria:Gruppi musicali italiani]]
dib2vvghw4m46xggtg4vo6gok0cybse
Tre uomini e una gamba
0
6843
1412504
1412273
2026-05-04T09:50:21Z
Spinoziano
2297
Annullata la modifica [[Special:Diff/1407509|1407509]] di [[Special:Contributions/~2026-15443-20|~2026-15443-20]] ([[User talk:~2026-15443-20|discussione]])
1412504
wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano=Tre uomini e una gamba
|titolooriginale=Tre uomini e una gamba
|paese=Italia
|anno=1997
|genere=commedia
|regista=[[Aldo, Giovanni & Giacomo]] / [[Massimo Venier]]
|sceneggiatore=[[Aldo, Giovanni & Giacomo|Aldo Baglio]], [[Aldo, Giovanni & Giacomo|Giacomo Poretti]], [[Aldo, Giovanni & Giacomo|Giovanni Storti]], [[Giorgio Gherarducci]], [[Massimo Venier]]
|attori=
*[[Aldo Baglio]]: Aldo
*[[Giovanni Storti]]: Giovanni
*[[Giacomo Poretti]]: Giacomo
*[[Marina Massironi]]: Chiara
*[[Carlo Croccolo]]: Cav. Eros Cecconi
*[[Luciana Littizzetto]]: Giuliana, figlia del cav. Cecconi
*[[Augusto Zucchi]]: medico
*[[Mohamed El Sayed]]: ingegnere marocchino
*[[Rosalina Neri]]: portinaia
*[[Antonio Rucco]]: maresciallo dei carabinieri
*[[Gaetano Amato]]: ricettatore
|note=
}}
'''''Tre uomini e una gamba''''', film italiano del 1997 diretto e interpretato da [[Aldo Baglio]], [[Giacomo Poretti]], [[Giovanni Storti]] con [[Massimo Venier]].
==Frasi==
*{{NDR|Mentre legge le istruzioni di montaggio del fucile, allontana dall'arma Jack}} Tenere lontano dalla portata dei bambini... ('''Al''')
*Ma hai visto quel cane lì? Gli hanno montato... le tibie al contrario? ('''Giovanni''') {{NDR|riferito al [[bulldog]] Ringhio}}
*Un latte macchiato tiepido, senza schiuma e con poco caffè... tiepido, eh, non freddo! Poi gli chiedi le cose... Freddo, lo sapevo io! ('''Giovanni''')
*Mattone polacco minimalista di scrittore morto suicida giovanissimo! Copie vendute: due. ('''Giovanni''') {{NDR|parlando del libro che sta comprando Giacomo}}
*Ma vai! Ma vieni! Ma chi sono? Eh, pirletti, dimmi, chi sono? Altro che la tua ruota! {{NDR|vede il padre dei bambini che lo guarda storto}} Chi arriva ultimo {{NDR|all'auto}} è pirla! ('''Giovanni''')
*Anche il capitano del [[Titanic]] lo diceva: "Ma no, ma no, è solo un rumorino! Da niente!" ('''Giovanni''')
*A volte dorme di più lo sveglio che il dormiente! ('''Aldo''')
*Una rondine non vola solo e sempre a primavera. ('''Aldo''')
*Allora, secondo Platone l'uomo una volta era così, come questa mela: perfetto, bastava se stesso ed era felice. Non c'erano distinzioni tra uomini e donne, c'erano soltanto questi individui perfetti e felici. Solo che un giorno Zeus, che era geloso della loro perfezione... {{NDR|taglia la mela}} e da quel giorno l'uomo ha incominciato a cercare disperatamente la sua metà, perché senza di lei si sentiva incompleto, infelice, solo che per quanti tentativi facesse non riusciva mai a trovare la sua metà esatta e non ce la fa tuttora... no, perché è praticamente impossibile trovare la propria metà e riconoscerla... ci vorrebbe un miracolo. ('''Chiara''')
*Ma vieni! Jair! È il ritorno della Grande Inter! È il ritorno! ('''Giovanni''') {{NDR|dopo aver segnato un bel gol in "Italia-Marocco"}}
*Questo qui {{NDR|Giacomo}} si deve sposare e siamo in ritardo di una vita... il dietro della macchina... completamente sfasciato... ci ha affidato un bulldog e gli {{NDR|al suocero}} riportiamo... un toporagno... e una gamba da trecento milioni è in mano a una banda di muratori marocchini! Ditemi voi... ('''Giovanni''')
*{{NDR|Al telefono, chiama il suocero}} Pronto, pronto sì, ssss sì ssì sssss stiamo, siam... sìsìsì no, è... la la lascia lasciami... è m mma maria nnn... noo... ss, bè, ss se fosse stato per me... sì... ma io ss sono il primo che che... non ho ca, non ho ca, non ho c... non ho c... {{NDR|urlando stressato}} Allora, mi lasci parlare o no? Hai capito? E non ne posso più di ascoltarti, stai parlando solo tu! E mi hai proprio rotto i coglioni, mi hai rotto i coglioni, hai capito? Perché non sono un automa, sono una persona, e a un certo punto te lo devo proprio dire: vaffanculo! Vaf-fan-cu-lo! V, A, F, F, 'ncuuuulo! Tu, il tuo negozio, la tua villa di merda, mi fai schifo, strooonzoo! {{NDR|chiude furiosamente la chiamata e gli altri lo guardano colpiti}} Era occupato. ('''Aldo''')
*Giacomino è in bagno... Giacomino sta dormendo... eh sì... sta dormendo in bagno... eh, si vede che si è addormentato mentre stava cagando! Che ne so io! Stiamo arrivando! Sì! Ma stiamo arriva... ma... Ma vaffancuuulo! ('''Aldo''')
==Dialoghi==
*'''Giacomo''' {{NDR|al telefono con Giovanni}}: Pronto? <br/> '''Giovanni''': Giacomo, tutto a posto? <br/> '''Giacomo''': Sì, è tutto a posto... senti, mi chiami dopo che mi sta finendo il film? <br/> '''Giovanni''': No, stiamo chiudendo, dai! A proposito, dove hai messo le rondelle del sei, che Aldo non le trova? <br/> '''Giacomo''': Cosa ne so io delle rondelle del sei, dai, chiamami dopo, dai! <br/> '''Giovanni''': Senti, le commissioni le hai fatte? <br/> '''Giacomo''': Le ho fatte tutte, sì. <br/> '''Giovanni''': Il vestito l'hai ritirato?<br/> '''Giacomo''': Eh, secondo te mi sposo nudo?<br/> '''Giovanni''': Eh... gli anelli?<br/>'''Giacomo''': Ma che palle che sei! Certo che li ho ritirati gli anelli!<br/>'''Giovanni''': Anche le scarpe?<br/>'''Giacomo''': Le scarpe le ho ri... Porca puttana, le scarpe!<br/> '''Giovanni''': Hai visto? Se non ti telefonavo io ti sposavi in ciabatte! <br/> '''Giacomo''': Vabbe' dai, se mi sbrigo riesco a andare a ritirarle, dai! <br/> '''Giovanni''': Ah, a proposito, il pacco è arrivato, eh... domattina andiamo a ritirarlo prima di partire. Senti, ti vengo a prendere verso le... sette e mezza. <br/> '''Giacomo''': {{NDR|con tono contrariato}} Ma come le sette e mezza? <br/> '''Giovanni''': Vabbe'... sette e un quarto. Ciao!
*'''Giacomo''' {{NDR|urlando verso l'appartamento di Aldo, quasi in cima ad un condominio}}: Aldo! Aldo! <br /> '''Giovanni e Giacomo''' {{NDR|urlando all'unisono}}: Aldo! <br /> '''Giovanni''': Aldo! <br /> '''Giacomo''' {{NDR|urlando più forte}}: Aldooo! <br /> '''Giovanni''': Allora? <br /> '''Giacomo''' {{NDR|urlando ancor più forte}}: Aldoooo! <br /> '''Aldo''' {{NDR|affacciandosi dalla finestra}}: Allora, che c'è? <br /> '''Giovanni''': E che ha detto alle otto, sono le otto e sette! <br /> '''Aldo''': E c'è bisogno di gridare così? Qui c'è gente che mi conosce! <br /> '''Giacomo''': Dai, su, sbrigati, scendi, che dobbiamo anche ritirare il pacco, dai! <br /> '''Aldo''': Va be', finisco di mangiare la [[peperonata]] e scendo! <br/> '''Giovanni''' {{NDR|a Giacomo}}: Peperonata? Alle [[otto di mattina|otto del mattino]]? Mezzogiorno... topi morti?
*'''Portinaia''': Signor Giovanni! Signor Giovanni! Buongiorno signor Giovanni... come sta la sua signora? È già giù al mare che l'aspetta, nè? Ma lei non è geloso? <br/> '''Giovanni''': Be'... <br/> '''Portinaia''': Eh, me la saluti tanto, tanto... e lei, signor Giacomo! Il grande giorno si avvicina, eh? Paura? <br/> '''Giacomo''': Mah, insomma, ancora tre giorni e poi mi sposo... <br/> '''Portinaia''': Eh, era ora che facesse qualcosa anche lei, eh! Così siete a posto tutti e tre, finalmente! A proposito, se non togliete la macchina lì davanti al portone immediatamente, io ve la faccio rigare da mio marito! E poi ve la faccio anche portar via dai vigili! Capito? Eheheh! {{NDR|a Giovanni}} Buon viaggio, nè! {{NDR|a Giacomo}} Buon viaggio anche a lei, nè!
*{{NDR|Aldo ruba il posto in macchina a Giacomo proprio quando si sta sedendo}}<br/>'''Aldo''': Scusa! <br/> '''Giacomo''': Ma come "scusa"? Arrivi, neanche saluti e mi ciuli il posto?<br/> '''Aldo''': Hai ragione. Ciao, come stai? Andiamo Giovanni, che è tardi!
*'''Donna''': Ma chi sono quelli là? <br/> '''Portinaia''': Ma come chi sono? Quelli là son dei mantenuti! <br/> '''Donna''': Ma chi? <br/> '''Portinaia''': Due hanno sposato le sorelle Cecconi, e l'altro sta per attaccare il cappello con la più giovane, la terza! <br/> '''Donna''': Mmmh!... <br/> '''Portinaia''': E adesso stanno andando giù nel meridione, nelle Puglie, per fare il matrimonio, perché il cavalier Cecconi vuole celebrarlo giù a Gallipoli dov'è nata sua moglie! <br/> '''Donna''': Ma, scusi, le figlie del dottor Cecconi...? <br/> '''Portinaia''': Certo! Sì, quello che ha quella grande catena di negozi di ferramenta, che se non fosse per lui, ti dico la verità, io ti assicuro che quei tre lì a quest'ora sarebbero in mezzo alla strada!
*'''Giovanni''': Scusa, puoi togliere i piedi dal cruscotto, che lo sporchi?<br/> '''Aldo''': Mi', come sei pignolo! <br/> '''Giovanni''': Io sono pignolo? <br/> '''Giacomo''': Be', un po' pignolo lo sei! <br/> '''Giovanni''': Cioè, questo qua mi cammina sul cruscotto ed io sarei pignolo! <br/> '''Giacomo''': Capito, ma devi anche saperle accettare le critiche, sennò... <br/> '''Giovanni''': Va be', allora, visto che sono pignolo: puoi spostare la gambetta sennò non entran le marce? <br/> '''Aldo''': Lo vedi che sei veramente pignolo? <br/> '''Giovanni''': Allora facciamo tutto il viaggio in prima perché sennò io sarei pignolo! Comunque mettiti le cinture, che se facciamo un incidente e sbatti l'assicurazione non paga. <br/> '''Aldo''': Ma a che serve? Stiamo andando a trenta all'ora! {{NDR|Giovanni frena di colpo, facendolo sbattere violentemente in testa sul cruscotto}} Ah! <br/> '''Giovanni''': Visto? <br/> '''Giacomo''': Allora sei bastardo! <br/> '''Giovanni''': E pignolo!
*'''Giovanni''': Allora io vado a prendere il pacco, tu... non so... vai a prendere...<br/>'''Giacomo''': Scusa, ma possibile che quando c'è un lavoro di responsabilità devi farlo sempre tu? Cos'è, io non son capace?<br/>'''Giovanni''': No. Però, se vuoi andare...
*'''Giovanni''' {{NDR|parlando della scultura}}: Scusate ma... centosettanta milioni per questa merdina qua? Ma dai, è una follia!<br/>'''Giacomo''': Ma che follia, che follia? Ma lo sai che questo qui è un Garpez, uno dei più grandi scultori viventi?<br/>'''Giovanni''': Ma [[Scultura|scultore]] che cosa? Ma guarda che il mio falegname con trentamila lire la fa meglio. Va', non ha neanche le unghie!<br/>'''Aldo''': Cosa se ne fa nostro suocero di una scultura di centosettanta milioni?<br/>'''Giacomo''': Eh certo! Siccome uno fa il ferramenta non gli può interessare l'arte moderna. Bravo, bravo! Continuiamo a ragionare per luoghi comuni! Bravo!
*'''Cecconi''': Lo sai come so' fatti 'sti artisti... Mezzi drogati, mezzi froci... ma comunque, se 'more, la gamba fa un sarto {{NDR|salto}}, uno zompo, e va a trecento milioni! Ma che sto a di', a te, che nun capisci niente, su! Per piacere, a' nano {{NDR|sarebbe Giacomo}}, e passame er pignolo {{NDR|sarebbe Giovanni}}, và! Pronto, pignolo? Andò state?<br/>'''Giovanni''': Eh, è poco che siam partiti, avremo fatto... quaranta chilometri!<br/>'''Cecconi''': Aoh, 'a pignò, ma dovete sbrigarve, dovete còre! {{NDR|correre}} Perché stasera c'abbiamo una cena! Sì, siete tutti invitati ar ''Gambrinuse'', ar ristorante! Così ve presento er prete. Oh, me raccomando, eh... nun me fate fa' figure de merda! Mi raccomando! {{NDR|il cane Ringhio abbaia}} Oh... oh, oh, sento Ringhio! Ah, ah, Ringhio, a papà, fa sentì 'a vocetta tua! {{NDR|il cane Ringhio abbaia forte}} Eheheh, meno male che ce sei te, Ringhio... eh, sei l'unico che me dà soddisfazione...
*'''Giacomo''': Scusa, puoi tirar su il finestrino? Lo sai che ho avuto problemi al trigemino quest'anno. {{NDR|Giovanni chiude il finestrino ed accende l'aria condizionata}} Ti dico di tirar su il finestrino, mi accendi l'aria condizionata? Ho già fatto tre bronchiti quest'anno! <br/> '''Giovanni''': Ho capito, se fumi attacco l'aria condizionata, cosa faccio, accendo la radio? <br/> '''Giacomo''': No, la radio no perché ho già un po' di mal di testa. <br/> '''Giovanni''': Sì, ma se lo dicevi prima ci portavamo dietro il polmone d'acciaio! {{NDR|strappa il sigaro dalla bocca di Giacomo per spegnerlo}} Eh cazzo!
*'''Aldo''': Oh! Ti fermi che devo fare pipì? <br/> '''Giovanni''': Eh, adesso mi fermo ogni due minuti perché devi far pipì? <br/> '''Aldo''': Va bene, allora ti piscio in macchina!
*'''Giovanni''': Senti, lega il mostro {{NDR|il cane Ringhio}} alla macchina, così ci fa anche la guardia. <br /> '''Aldo''': Ma perché, non può venire? <br /> '''Giovanni''': Chi, la merdina? <br /> '''Aldo''': Dammi qua, per l'amore della pace, va!
*'''Aldo''' {{NDR|osservando Giacomo}}: Ma quanti libri legge quello lì? <br/> '''Giovanni''': Ma neanche uno! Ne compra cento al mese e non gliene ho visto sfogliare uno!
*'''Giovanni''' {{NDR|dopo che lui e Giacomo hanno appurato che il cane Ringhio, lasciato legato al cofano della macchina quando erano ripartiti, ormai non c'è più}}: Be', così è la vita...<br>'''Aldo''' : Con te non ci parlo più, sei un assassino!<br>'''Giovanni''': Io? A parte che sei stato tu a legarlo dietro!<br>'''Aldo''': Sì ma sei tu il piede che gli ha dato la morte!<br>'''Giacomo''': Dai, quel che è stato è stato, è inutile star qui a litigare per questo!<br>'''Giovanni''': "Quel che è stato è stato" un paio di balle! Chi è che glielo dice adesso al vecchio? <br>'''Aldo''': Quello prima ci apre la testa e poi ci sputa dentro!<br>'''Giovanni''': E poi ci licenzia!<br>'''Giacomo''': Certo che voi due siete proprio dei conigli, dai! Ma che paura dovete avere? Siamo delle persone civili o no? Lo si chiama e gli si spiega che è stato un incidente!
*'''Giacomo''': Non sento nessun rumorino, a parte che ho appena avuto l'otite e non ci sento molto bene!<br/> '''Giovanni''': Allora sei 'na discarica!
*'''Giacomo''' {{NDR|parlando di Chiara}}: Oh, però è carina, eh? <br/> '''Giovanni''': Carina è carina, sì. <br/> '''Giacomo''': Ma non è solo carina, c'ha anche quell'aria lì un po' particolare, un po', eh...? <br/> '''Giovanni''': Sì, c'ha quella roba lì, però calcola che tra due giorni ti sposi, eh! <br/> '''Giacomo''': Perché, cosa ho detto di male? <br/> '''Giovanni''': Be', sei sempre lì a far lo scemetto, gli occhi dolci, tì-tì-tì-tì... <br/> '''Giacomo''': Che occhi dolci, ma cosa stai dicendo? Ma Aldo, sto facendo lo scemo? <br/> '''Aldo''': Be', un po' lo scemo lo stai facendo, va! <br/> '''Giovanni''': Cioè, abbiam fatto la constatazione amichevole e a momenti avevo torto io! <br/> '''Aldo''': Be', insomma, tutte le ragioni non ce le avevi!
*'''Giacomo''': Tutto a posto? <br/> '''Chiara''': Sì, per fortuna sono riuscita a spostare il traghetto, altrimenti addio vacanze! <br/> '''Giacomo''': Traghetto per...? <br/> '''Chiara''': Ah, Grecia. Faccio Brindisi-Patrasso, poi un giro per le isole... <br/> '''Giacomo''': Vai a raggiungere... il fidanzato? <br /> '''Chiara''' {{NDR|imbarazzata e giù di morale}}: No... <br /> '''Giovanni''': Toccato un tasto dolente? {{NDR|Chiara annuisce}} Vi siete appena lasciati. <br /> '''Chiara''': Hmmm-mm. <br /> '''Giovanni''': Ti ha mollato lui! <br /> '''Chiara''' {{NDR|sull'orlo delle lacrime}}: Hmmm-mm! <br /> '''Giovanni''' {{NDR|tra sé e sé, sottovoce}}: Si vede. <br /> '''Giacomo''' {{NDR|rivolgendosi sottovoce a Giovanni}}: Sei un deficiente! <br /> '''Giovanni''': Con la tua migliore amica! {{NDR|Chiara piange}} <br /> '''Giacomo''': Ma smettila, Giovanni! <br /> '''Giovanni''': Be', lo dicevo così, per rompere il ghiaccio... <br />'''Chiara''' {{NDR|asciugandosi gli occhi}}: Scusate... {{NDR|al trio}} Voi... siete musicisti? <br/> '''Giovanni''': Come? <br/> '''Chiara''': Nella custodia cosa c'è, un sax? <br/> '''Giovanni''': Ah, lì... no, c'è una roba... <br/> '''Giacomo''': E' un'opera d'arte, è una scultura? <br/> '''Chiara''': Posso vederla? <br/> '''Giovanni''': Eh no, ciccia, non è che possiamo farla vedere a chiunque! <br/> '''Giacomo''': Come no, Giovanni, dai, fagliela vedere! <br/> '''Giovanni''' {{NDR|sospirando}}: Fagliela vedere... {{NDR|prende la gamba e la dà a Chiara}} Ecco, vedi? Guarda qua... <br/> '''Chiara''': No... <br/> '''Giovanni''': Eh sì, eh, purtroppo sì, eh... <br/> '''Chiara''': Non è possibile, quest... è autentica? <br/> '''Giovanni''': Eh, la gamba! <br/> '''Chiara''': Questo è un Garpez! <br/> '''Giacomo''': Ma scusa, ma come hai fatto così al volo? <br/> '''Giovanni''': Per forza, è una merda, è un Garpez! Anzi, ciccia, visto che costa una cifra... {{NDR|se la fa ridare}} Bella, però... <br/> '''Chiara''': Sì, lo so... io ho a che fare con le opere d'arte per lavoro. Sì, insomma, faccio la restauratrice. <br /> '''Giacomo''': Ma va? Ma lo sai che è sempre stato il sogno della mia vita fare il re...? {{NDR|Aldo e Giovanni scoppiano a ridere in crepapelle}} <br /> '''Giovanni''': Ma se non sai neanche unire i puntini della settimana enigmistica, Giacomo! <br /> '''Aldo''': L'ho capita adesso! <br/> '''Giovanni''': Ma c'è da ammazzarsi dal ridere! <br/> '''Chiara''': E voi? <br/> '''Giovanni''': Eh? <br/> '''Chiara''': Cosa fate nella vita?<br/> '''Giovanni''': Be', noi... lavoriamo nella meccanica di precisione, tecnologie avanzate al servizio di progettazioni particolari e specifiche. Non so... {{sic|"harware"}}... <br/> '''Giacomo''': Hardware! <br/> '''Giovanni''': Hardware e quelle cose... cioè, creiamo dei supporti che poi serviranno per progettare grosse situazioni, non so, mecc... Proprio... Strumenti di precisione per una svolta magari futura anche della meccanica... eh, non so se mi spiego...<br/> '''Aldo''': Sì, insomma... Abbiamo un negozio di [[ferramenta]]... Cioè, non è che il negozio di ferramenta è nostro... noi ci lavoriamo come commessi, come galoppini, insomma, come... come... sì...
*{{NDR|Nel cinema, mentre cercano il meccanico}} <br/> '''Chiara''': Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! È un Garpelli! <br/> '''Giovanni''': Chi? <br/> '''Chiara''': È un film di Garpelli, neorealista. Non lo proiettano da trent'anni! <br/> '''Giovanni''': Ci sarà il suo motivo, dai! <br/> '''Chiara''': {{NDR|incamminandosi verso la sala}} Non possiamo perderlo, vi prego!<br/> '''Giovanni''': Ma no, ma... Giacomo! <br/> '''Giacomo''': {{NDR|seguendo Chiara}} Eh, è un Garpelli, Giovanni! <br/> '''Giovanni''': Ma dai! Aldo! <br/> '''Aldo''': {{NDR|allontanandosi anch'egli}} Vado a prendere i popcorn!
*'''Dottore''' {{NDR|rivolgendosi a Giacomo}}: Dunque, vediamo, nome e cognome? <br/> '''Aldo''': Giacomo Poretti. <br/> '''Dottore''': Ah, perché l'ho chiesto a lei? È lei il malato? <br/> '''Aldo''': Ma lo conosco, è mio cognato... <br/> '''Dottore''': E secondo lei io devo compilare un documento che è ufficiale mettendo le informazioni del primo che passa? {{NDR|a Giacomo}} Senta, è suo cognato? <br/> '''Giacomo''': Si, si... <br/> '''Dottore''' {{NDR|rivolgendosi ora ad Aldo}}: Va bene, come ha detto che si chiama? <br/> '''Aldo''': Perché non glielo chiede a lui? <br/> '''Giovanni''': Giacomo Poretti... per favore, siamo in ritardo! {{NDR|rivolgendosi ora, sottovoce, ad Aldo}} Non star lì sempre a questionare...<br/> '''Dottore''' {{NDR|scrive}}: Gia-como... Po-ret-ti... Allora... vediamo un po'... se tocco qui fa male? {{NDR|lo tocca sul basso addome, e Giacomo emette un verso di dolore}} Ma è sicuro, eh? {{NDR|lo ritocca sullo stesso punto, e Giacomo emette delle urla di dolore ancor più forti}} Invece se tocco qui? {{NDR|lo tocca sulla schiena, all'altezza dei reni}}<br/> '''Giacomo''': No!... <br /> '''Aldo''': Dottore, perché non gli diamo un calmante per endovenosa... che ne so io, quattro cc di placibio?... <br/> '''Dottore''': Ah, è medico! Non lo sapevo... {{NDR|rivolgendosi ora a tutti gli astanti}} È medico! E dov'è che ha studiato? Mi faccia il sacrosanto piacere di mettersi lì e di stare zitto, e non disturbi, mentre faccio il mio lavoro! Signorina, mi prepari un calmante, dunque vediamo... Quattro cc di placibio per endovena. {{NDR|Aldo si mostra visibilmente sconcertato}}. {{NDR|nuovamente a Giacomo}} Ecco, la lingua, mi faccia vedere la lingua...<br/> '''Aldo''': Dottore, secondo me ha un colica renale. <br/> '''Dottore''': Che cosa le ho detto prima? Di stare...?<br /> '''Aldo''': Zitto...<br /> '''Dottore''': E di mettersi... lì.<br /> '''Aldo''': Si, però, è...<br /> '''Dottore''': Sono io che faccio le visite. Ha capito? <br/> '''Aldo''': Sì, però se tocchiamo qui {{NDR|ritocca Giacomo sul basso addome, che riurla di dolore}} e gli fa male non può essere una tracheite! <br/> '''Dottore''': Adesso si mette anche a fare le diagnosi! È arrivato il professorone, è arrivato! Sa cosa faccio adesso? Mi tolgo il camice... mi tolgo il camice e lo do a lei, va bene? Glielo do? Vuole il camice? Stia zitto! Non voglio più sentire neanche una parola capito? Zitto! {{NDR|rivolgendosi nuovamente a Giacomo}} Caro signor...<br/>'''Aldo''': Giacomo Poretti.<br/> '''Dottore''': Caro signor Poretti, qui abbiamo una bella colica renale! {{NDR|Aldo fa nuovamente la faccia allibita}} Dobbiamo fare qualche esamino, lei questa notte la passa qui dentro. Motivi precauzionali. <br/> '''Giovanni''': Guardi che siamo già in ritardo incredibile... <br/> '''Aldo''': Non è che ti puoi mettere a discutere col professore, è un professorone! Un professorone di stirpe, non è che si è inventato la maggior parte..., se sa quello che deve dire.
*'''Giovanni''': Oh cazzo, la macchina! {{NDR|Chiara}} Ci ha ciulato la macchina! Ma... Hai visto? Quella tua amichetta, eh, e la Grecia, e la mitologia, e tagliamo la mela, e intanto ci ha ciulato la macchina con dentro la gamba! E io pirla, che le ho lasciato anche le chiavi! Quella grandissima... Chiara! <br/> '''Chiara''': Voi siete matti a lasciare giù la gamba... e se ve la rubano? Ah, la... macchina l'ho messa all'ombra, era sotto il sole...<br/> '''Giovanni''': Brava! <br/> '''Chiara''': E... questa è la tua borsa, no, Giacomo? <br/> '''Giacomo''': Si... <br/>'''Chiara''': Il pigiama dov'è? <br/> '''Giacomo''': Eh... non c'è il pigiama. <br/> '''Chiara''': Non c'è il pigiama? <br/> '''Giacomo''': Eh... dormo nudo... <br/> '''Giovanni''': Dormi nudo? Tu c'hai due bronchiti al giorno e dormi nudo? <br/> '''Aldo''': Eeeeh, ragazzi, stiamo calmi, non è successo niente, vorrà dire che gli presterò il mio!
*{{NDR|Vedendo Giacomo con indosso, a mo' di pigiama prestatogli da Aldo, dei pantaloncini da tuta ed una maglietta dell'[[Inter]]}}<br/> '''Giovanni''': Sì, però, anche tu... ti sembra il caso di dormire con la maglietta di [[Ciriaco Sforza|Sforza]]? <br/> '''Aldo''': Eh, quella di [[Ronaldo]] era finita! {{NDR|Giovanni, per tutta risposta, con una finta gli fa sbattere violentemente la testa sulla porta vetrata alle sue spalle, al che si contorce dal dolore}}
*'''Giovanni''': Lo sai che con venti milioni si può comprare un bar in [[Costa Rica]]? Sulla spiaggia. Sole, mare, un sacco di palme. <br /> '''Aldo''': Tutto l'anno in costume.<br /> '''Giovanni''': Tutto l'anno in costume. Nessuno che ti rompe le palle; che ti dice quello che devi fare. Certo, ci vuole coraggio, bisogna abbandonare tutto.<br /> '''Aldo''': E se ti va male?<br /> '''Giovanni''': Be', il rischio c'è. Del resto, se non rischi... Tu non hai mai [[Rischio|rischiato]]?<br /> '''Aldo''': Una volta. Una volta ho messo due fisso a Inter-Cagliari.
*'''Aldo''': Ragazzi! Ragazzi! Ho trovato il nuovo Ringhio! {{NDR|mostra a tutti un bastardino dalla pelliccia nera e riccioluta}}<br/> '''Giovanni''': Ma se è nero!<br/> '''Aldo''': Ma perché, devi essere razzista anche coi cani?
*'''Chiara''': Oh, ragazzi, e se facessimo un bel bagno {{NDR|nel lago}}?<br/> '''Giovanni''': No eh, ragazzi, simpatia, va bene, si scherza, si gioca, gli ho fatto anche guidare la macchina, però siamo già in ritardo! Non scherziamo... {{NDR|si gira e non vede più nessuno in macchina, e si rivolge allo spettatore}} Va bene. Ma solo cinque minuti.
*{{NDR|Mentre nuotano al lago}} <br /> '''Chiara''': E così domani ti sposi? <br/> '''Giacomo''': Sì, ma niente di serio.
*'''Maresciallo''': Allora, ci mettiamo a rubare le statue, eh? Storti? Sì, sì, abbassa gli occhi. Baglio: furto con scasso, vilipendio alle massime cariche dello Stato... come la mettiamo?<br/> '''Aldo''': Come vuole lei Signor Direttore... <br /> '''Maresciallo''': Baglio, facciamo gli spiritosi? Te la faccio passare io la voglia di ridere, sai? Ci metto poco. <br/> '''Giacomo''': Scusi Maresciallo, la gamba però è nostra... cioè, non è che sia proprio nostra, apparterrebbe a... <br/> '''Maresciallo''': Allora, uno che si chiama "Poretti Giacomino" ed è nato a Busto Garolfo, dovrebbe avere il buon gusto di stare zitto! <br /> '''Chiara''': Comunque si chiama Giacomo.<br/> '''Maresciallo''': Qualcuno le ha chiesto di fare l'avvocato delle cause perse a lei? <br/> '''Chiara''': Ti chiami Giacomo, no?<br/> '''Giacomo''': {{NDR|Imbarazzato}} Giacomino... <br/> '''Maresciallo''': Dunque, qui il fatto è grave. Cosa ne facciamo di questi qua, Ingegnere? Procediamo? <br/> '''Ingegnere marocchino''': Ma lasciali andare Maresciallo, mi fanno pena. Sono dei poveracci. Tutto 'sto casino per una gamba che con trentamila lire il mio falegname la fa meglio.
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
{{NDR|Poco prima che siano arrivati in macchina dal suocero, che li aspetta tenendo in braccio il suo fucile, ormai furioso}} <br /> '''Giacomo''': Sei proprio sicuro, Giovanni?<br /> '''Giovanni''': Fidati, è meglio per tutti. {{NDR|se ne vanno via}}
==Citazioni su ''Tre uomini e una gamba''==
*{{NDR|«Per quale motivo, quando avete cominciato a scrivere la storia di ''Tre uomini e una gamba'', avete pensato al viaggio? [...]»}} Quando abbiamo iniziato non avevamo un'idea precisa, il nucleo erano i tre cortometraggi che volevamo inserire. Per onestà eravamo chiaramente propensi ad inserire il repertorio dei tre comici perché era quello che ci era stato richiesto e quello che il pubblico si aspettava. Non bastava però fare la solita operazione in cui il repertorio teatrale o televisivo viene semplicemente riprodotto sullo schermo. Soprattutto in ''Tre uomini e una gamba'' dunque il viaggio è stato funzionale allo svolgimento di una vicenda, o meglio alla proposta di una serie di avvenimenti e gag che sarebbero altrimenti state inserite con difficoltà. Confesso che molto ha giocato l'inesperienza e la paura di sbagliare. Il viaggio serviva per dare anche un respiro più ampio, per offrire più occasioni ai personaggi ed era l'espediente ideale per chi non aveva mai fatto prima dei film: se da una parte le riprese possono essere più faticose ed impegnative, dall'altra un viaggio è già di per sè una storia, è già un andare da una parte all'altra. ([[Massimo Venier]])
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film commedia]]
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Rudolf Steiner
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Codas
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/* La caduta degli spiriti delle tenebre */
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Steiner um 1905.jpg|thumb|Rudolf Steiner (1905 circa)]]
'''Rudolf Steiner''' (1861 – 1925), scrittore, filosofo ed esoterista austriaco.
==Citazioni di Rudolf Steiner==
*A [[Pasqua]] deve cominciare a rendersi visibile quella parte oscura, vale a dire che nella falce si deve trovare parte dello Spirito solare che ha trovato la sua forza primaverile. In altre parole: a Pasqua deve apparire nel cielo l'immagine del santo [[Graal]]. Così infatti dev'essere. Chiunque può quindi contemplare a Pasqua l'immagine del santo Graal; proprio per questo è stata stabilita in quel dato modo la data della Pasqua, secondo un'antichissima tradizione. (Dalla conferenza ''Cristo e il Mondo spirituale. La ricerca del Santo Graal'', 2 gennaio 1914, O.O. n. 149, Milano, Antroposofica, 1996)<ref>Citato in {{cita web|url=https://www.larchetipo.com/2018/04/sacralita/la-luna-di-pasqua/|titolo=La Luna di Pasqua}}</ref>
*Che cosa avverrebbe dunque se {{NDR|il bovino}} invece di piante mangiasse direttamente [[carne]]? Rimarrebbero inutilizzate le forze che gli permettono di produrre carne! Se pensiamo a una fabbrica che sia in grado di produrre qualcosa, ma non lo faccia pur rimanendo attiva, ci rendiamo conto di quante forze vadano perdute. Ma le forze che in un corpo animale rimangono inutilizzate non possono andar perdute. Il bovino sarebbe in definitiva ricolmo di tali forze, ed esse produrrebbero in lui qualcos'altro che sostanza vegetale trasformata in carne. Quelle stesse forze rimarrebbero in lui, esisterebbero in lui e farebbero in lui qualcos'altro, produrrebbero qualcosa di sbagliato. Invece di produrre carne, si riempirebbe di ogni possibile sostanza dannosa. In particolare si riempirebbe di acido urico e di sali urici.<br />I sali urici hanno però una loro strana abitudine, hanno la debolezza di attaccare il sistema nervoso e il cervello. Se dunque un bovino mangiasse direttamente carne, la conseguenza sarebbe che produrrebbe un'enorme quantità di sali urici che andrebbero nel cervello e lo farebbero [[Mucca pazza|impazzire]]. Se potessimo fare l'esperimento di nutrire una mandria di bovini con carne di colomba, otterremmo una mandria impazzita.<ref>Da ''[http://www.altrestorie.org/drug/Steiner%20-%20Alcool%20e%20Nicotina.pdf Alcol e nicotina]'', p. 21.</ref>
*È comunque un fatto che nel nostro tempo è sempre più numerosa la gente che non sa che cosa vuole, ed è perché da tre o quattro secoli si è disabituata a occuparsi in qualche modo di cose spirituali. Va in ufficio, si occupa di qualcosa che non ama, ma che porta soldi, passa ore in ufficio, è magari anche molto diligente e attiva, ma non ha veri interessi al di là dell'andare a teatro o leggere il giornale. Così è a poco a poco diventato il mondo. Leggere libri, ad esempio, è oggi una rarità.<ref>Da ''[http://www.altrestorie.org/drug/Steiner%20-%20Alcool%20e%20Nicotina.pdf Alcol e nicotina]'', p. 19.</ref>
*È ora prossima all'epoca del terzo 666: il 1998. Alla fine di questo secolo giungeremo al momento in cui Sorat alzerà nuovamente il suo capo nel modo più forte dei flutti dell'evoluzione, in cui sarà l'avversario di quella visione del Cristo che gli uomini preparati avranno già nella prima metà del XX secolo, attraverso l'apparizione del Cristo eterico. Mancano ancora due terzi del secolo, prima che Sorat alzi il suo capo in modo possente. Miei cari amici, alla scadenza del primo 666, Sorat era ancora posto segretamente nel corso evolutivo degli eventi, non lo si vede in forma esteriore, visse nelle azioni dell'arabismo e l'iniziato poteva vederlo. Quando furono trascorsi i secondi 666 anni, si mostrò già nel pensare e sentire dei templari torturati ed ancora prima della fine di questo secolo si mostrerà, comparendo i numerosi uomini come quella entità da cui sono posseduti. Si vedranno sorgere uomini, dei quali non si potrà credere che siano veri uomini. Si svilupperanno anche esteriormente in modo singolare. Esteriormente saranno nature intense, forti, contratti furiosi, furia distruttiva nelle loro emozioni.<br>Porteranno un viso in cui si potrà vedere esteriormente un tipo di volto bestiale. Gli uomini Sora t'saranno anche esteriormente riconoscibili, befferanno nel modo più terribile non solo tutto ciò che è di natura spirituale, ma lo vorranno combattere e gettare nel fango.<ref>Da ''Conferenze e corsi sull'attività cristico religiosa'' Opera Omnia 346, 12 settembre 1924</ref>
*Fondare uno Stato ebraico significa reagire nella maniera più feroce, ritornare alla reazione nella maniera più feroce, e così facendo si pecca contro tutto ciò che oggi è necessario in questo settore. <br />Vedete, un sionista molto rispettato, di cui ero amico una volta, mi spiegò il suo ideale di andare in [[Palestina]] e fondarvi uno Stato ebraico. Lui stesso fu molto coinvolto nella fondazione di questo Stato ebraico, è coinvolto ancora oggi e ha anche una posizione molto rispettata in Palestina. Gli dissi: una cosa del genere non è affatto nello spirito dei tempi oggi, perché oggi lo è qualcosa a cui possa partecipare ogni persona, senza distinzione di razza, popolo, classe e così via. Questa è l'unica cosa realmente propagabile oggi, che ogni persona può seguire indistintamente. Nessuno può aspettarsi che io aderisca al movimento [[Sionismo|sionista]]. Ancora una volta sta separando una parte dall'intera umanità! Per questa semplice, ovvia, ragione, oggi un simile movimento non può realmente avere luogo. È fondamentalmente la reazione più selvaggia. (da una conferenza, Dornach, 8 maggio 1924; O.O. Nº 353)<ref>{{Cita web|url=https://www.larchetipo.com/2024/05/etnologia/sullessenza-dellebraismo/|titolo=Sull'essenza dell'ebraismo}}</ref>
*In [[medicina]], in [[legge]] e in ogni altro ambito le persone si dichiarano fin dall'inizio incompetenti a giudicare e accettano ciò che la [[scienza]] dice loro. Le complicazioni della vita moderna lo rendono comprensibile. Ma sotto la pressione dell'[[autorità]] diventeremo sempre più impotenti. E costruire sistematicamente questa forza dell'autorità, questa abitudine all'autorità, è in realtà il principio del [[gesuiti|gesuitismo]]. E il gesuitismo nella religione cattolica è solo un caso particolare di altre performance meno evidenti in altre direzioni. Inizia nella sfera del [[dogma]] ecclesiastico con la tendenza a sostenere l'autorità papale proiettata dal quarto periodo post-atlantico al quinto, dove non può essere utile. Ma lo stesso principio gesuitico si trasferirà gradualmente in altre sfere della vita. In una forma appena diversa dal gesuitismo della religione dogmatica, lo troviamo già negli ambienti medici, dove un certo dogmatismo cerca di ottenere più potere per la professione medica. Questo è tipico dell'aspirazione gesuitica ovunque; e crescerà sempre di più. Le persone si troveranno sempre più legate a ciò che l'autorità impone loro. E di fronte a questa opposizione ahrimanica – perché tale è – la salvezza per la quinta epoca post-atlantica si troverà nell'affermare i diritti dell'anima cosciente che desidera svilupparsi. Ma poiché il dono della ragione non ci è più concesso dalla Natura come le nostre due braccia, come era ancora in qualche misura nella quarta epoca post-atlantica, ciò può avvenire solo grazie alla nostra buona volontà di sviluppare le facoltà di comprensione e di giudizio. Lo sviluppo dell'anima cosciente richiede libertà di pensiero, che può fiorire solo in un'aura particolare, in una certa atmosfera.<ref>Dalla conferenza ''[https://rsarchive.org/Lectures/GA168/English/Singles/19161010p01.html Come superare la povertà dell'anima nei tempi moderni?]'', 10 ottobre 1916, Zurigo. G.A. 168.</ref>
*La prima azione del [[Gesù|Cristo]] non avrebbe potuto verificarsi nell'ambito della comunità giudaica, ma invece in Galilea, cioè nella regione dove erano mischiati diversissimi gruppi di popoli e diversissime stirpi. Appunto per il fatto che in quella regione si trovavano riuniti i popoli più diversi, convenuti dalle parti più svariate del mondo, in Galilea non era sentita più la medesima affinità del sangue e soprattutto la fede nella consanguineità che dominava in Giudea, nella cerchia più ristretta del popolo [[Ebrei|ebreo]]. Gli uomini in Galilea erano un miscuglio di vari popoli.<ref>Da ''Il Vangelo di Giovanni. {{small|In relazione con gli altri tre è specialmente col Vangelo di Luca}}'', Edizione Antroposofica, 2013, pp. 169-170. ISBN 978-88-7787-514-3</ref>
*L'indagine spirituale del nostro tempo ci mostra che terminato il [[Kali Yuga|kali-yuga]] durato {{formatnum:5000}} anni (circa dal 3100 a.C. fino al 1899), si sviluppano nell'uomo nuove facoltà. Esse appariranno prima in alcuni pochi singoli particolarmente dotati. Avverrà per esempio che taluni, per naturale sviluppo delle loro facoltà, vedranno qualcosa dell'indagine spirituale che oggi viene annunciato soltanto per mezzo della scienza dello spirito. Essa annuncia che in numero sempre crescente sorgeranno individui in possesso di organi del corpo eterico sviluppati, e che arriveranno alla chiaroveggenza cui si arriva oggi soltanto mediante la disciplina esoterica.<ref>Da ''La missione di singole anime di popolo. {{small|In relazione con la mitologia germanico-nordica}}'', Edizione Antroposofica, 2021, p. 187. ISBN 978-88-7787-529-7</ref>
*Ma oltre alla coscienza, tutto si è trasformato nell'umanità. È soltanto un risultato della miopia umana, credere che le cose si siano sempre svolte come si svolgono oggi. Tutto si è evoluto. Niente è rimasto stazionario: perfino le relazioni fra uomo e uomo non sono state sempre quelle che sono oggi.<ref>Da ''Il Vangelo di Giovanni. {{small|In relazione con gli altri tre è specialmente col Vangelo di Luca}}'', Edizione Antroposofica, 2013, p. 166. ISBN 978-88-7787-514-3</ref>
*Quando l'uomo si è incarnato per la prima volta ha potuto guardare in alto a uno spirito superiore e dirsi: "tu devi diventare come lui che ti guida di [[incarnazione]] in incarnazione". Che si dica: "l'uomo guarda in alto al suo [[Sé]] superiore al quale deve diventare sempre più simile"; oppure che si dica, nel senso dell'esoterismo cristiano: "l'uomo guarda in alto a un [[Angelo]] come a un grande modello", si tratta fondamentalmente della stessa cosa. (''[http://www.archiatiedizioni.it/files/pre-ebook/Steiner/angeli_opera/#p-61-anchor Angeli all'opera nell'evoluzione dell'uomo tra la terra e il cosmo]'', vol. 1, conferenze del 1908, ''O.O.'' 105)<ref>Testo orig.: ''Die Entwicklung von Erde und Mensch'' – Bd. 1, traduzione di Giusi Graziuso, Archiati Verlag, 2008.</ref>
*Quello che viene pensato partendo dai colori può essere eseguito in cinquanta modi diversi. (da ''Opera omnia'', n. 300)
*Si può sperimentare come, in una didattica basata sull'elemento vivente, i [[ragazzo|ragazzi]] traggono le cose da loro stessi. (da ''Opera omnia'', n. 305)
*Vorrei tutti persuasi che non è [[Antroposofia|antroposofico]] accettare per dogma una cosa perché qualcuno l'ha detto; e antroposofico accogliere gli impulsi della scienza dello spirito e vagliarli nella vita.altrimenti apparirà che la vostra visione è stata colorata in senso orientale o occidentale, cosa che non deve avvenire.<ref>Da ''La missione di singole anime di popolo. {{small|In relazione con la mitologia germanico-nordica}}'', Edizione Antroposofica, 2021, p. 198. ISBN 978-88-7787-529-7</ref>
{{Int|Da ''[http://www.esolibri.it/testi/steiner%20ita/Steiner%20-%20sul%20Natale%20%5BITA%20ebook%20filosofia%20sagg%20esoter%20teosofia%5D.pdf Natale]'', conferenza del 1907}}
*L'occultista, ricercando chi governa e dirige quegli stormi {{NDR|parlando del comportamento degli uccelli}}, trova, sul piano astrale, le Anime collettive delle singole specie. Per ogni razza animale esiste un "Io" astrale, ch'è un vero "Io" sul piano astrale, come è l'Io umano sul piano fisico: solo infinitamente più saggio! Le personalità collettive degli animali sul piano astrale, che hanno i loro singoli membri sul piano fisico, sono realmente assai più sagge delle persone umane; e tutto ciò che ammiriamo come istinti meravigliosi dei singoli animali, è una manifestazione della sapienza delle Anime di gruppo. (p. 4)
*Tutto ciò che si disgrega, che si schianta, che si discioglie nel mondo minerale, produce alla [[Natura]] la massima sensazione di voluttà e di gioia. (p. 5)
*Per mezzo del [[Cristo]] è penetrata nell'uomo la cognizione cosciente dell{{'}}''Io sono''. Prima non si sentiva ancora la piena divinità dell'intima divina entità dell'uomo. Sentivano l{{'}}''Io sono'' ma lo ricollegavano ai propri antenati, lo sentivano nel sangue comune a loro a tutti sin dai tempi di [[Abramo]]. Venne allora Gesù Cristo, recando la coscienza che esiste nell'uomo qualche cosa di molto più antico, di molto più indipendente; che l{{'}}''Io sono'' non contiene soltanto tutto ciò ch'è comune ad un popolo, ma anche ciò che esiste in ogni singola persona, e che anche l'amore dovrà dunque rivolgersi alle singole personalità, per virtù propria. E l'Io che oggi è racchiuso in ognuno di noi, circoscritto e limitato all'esterno, cerca l'amore spirituale al di fuori di sé. (p. 8)
==''Conoscenza vivente della natura''==
===[[Incipit]]===
Oggi, collegandomi alle conferenze tenute il novembre scorso nel Goetheanum, prima della sua distruzione, in merito alla connessione dell'uomo con il corso dell'anno e alle conoscenze relative, vorrei ritornare ancora a un'epoca che abbiamo spesso considerato e che va compresa appieno, ove si intenda conoscere giustamente il momento presente dell'evoluzione dell'umanità. Avevamo parlato della possibilità che nell'uomo avvengano in modo esatto processi che è possibile riconoscere nei fatti che si ripetono nel corso dell'anno. Avevo anche accennato a come l'antica scienza dei misteri, la scienza dell'iniziazione, avesse cominciato a diffondere queste conoscenze fra gli uomini che potevano riceverle. Come conseguenza della diffusione di tali conoscenze si dovevano rafforzare il pensare, il sentire e il volere umani e l'intero porsi dell'uomo nel mondo.
===Citazioni===
*L'essere umano, quando ha attraversato la vita soprasensibile fra morte nuova nascita, e dopo aver inviato sulla Terra il germe spirituale del proprio corpo fisico, pur senza essere ancora disceso prima del concepimento quale essere animico-spirituale, raccoglie dal cosmo le forze dell'etere universale per formare il suo corpo eterico che egli dunque ha, prima di legarlo al corpo fisico. L'essere umano dunque discende dai mondi spirituali soprasensibili in modo che la sua parte spirituale-animica sia in un primo tempo rivestita dal corpo eterico. Poi si unisce al corpo fisico che gli viene trasmesso attraverso il padre e la madre, attraverso la corrente fisica dell'ereditarietà. (p. 10)
*Che cosa abbiamo dunque in sostanza acquisito grazie all'anima rafforzata lungo i secoli a partire dal quarto e dal quinto? Esteriormente conoscenze meccaniche, le conoscenze fisiche che ho caratterizzato nel corso scientifico. Ora è però giunto il tempo in cui l'anima si deve rafforzare tanto da guardare interiormente nell'io, da sentire l'io e il Cristo dietro di esso, così come prima, con l'aiuto del corpo eterico, vedeva il Sole spirituale assieme a quello fisico guardando nel cielo. (p. 18)
*Quando si sia acquisita la coscienza immaginativa, tutto il [[corpo astrale]] e tutta l'organizzazione dell'io sono in una condizione tale che percepiscono le parti corrispondenti di tutti gli organi umani. Vale a dire che percepiscono tutti gli elementi metallici della Terra, naturalmente differenziati. Riusciamo tuttavia a percepire le differenziazioni se ci siamo ben educati allo scopo, se abbiamo cioè fatto un particolare studio occulto per imparare a conoscere la sfera dei metalli della Terra. (p. 45)
*Quando nell'ambito del movimento antroposofico si parla di occuparsi di aspirazioni scientifiche, esse vanno condotte con profonda serietà, in modo da non esporre l'[[antroposofia]] al pericolo di deviarla verso la chimica, la fisica, la fisiologia di oggi o verso altre scienze, ma da far fluire le singole scienze nella vera corrente della vivente conoscenza. (pp. 50-51)
*[...] sarebbe venuto un tempo in cui gli uomini, per loro capacità, non sarebbero più riusciti a dire qualcosa della vita precedente. Stabilirono così, dogmaticamente, che non esiste una vita prenatale e che l'anima umana viene creata nello stesso momento della formazione fisica. Così la realtà della preesistenza venne dogmaticamente messa a tacere. (pp. 79-80)
*Se ci si svegliasse con l'[[antroposofia]], ci si vergognerebbe senza dubbio proprio di parecchi metodi di ricerca. Ma come si può pretendere che la gente si svegli senz'altro dall'oggi al domani, quando è inserita in quei metodi? (p. 90)
*Gli antroposofi dovranno abituarsi a distinguere nettamente tutti i loro preconcetti dal semplice corso dei fatti, e a descrivere soltanto il corso dei fatti. Gli antroposofi diverrebbero così esseri che correggono le abitudini odierne. (p. 114)
*Ci si deve anzitutto render conto di dover uscire da se stessi e che ci si deve interessare degli altri e delle loro caratteristiche, almeno per una parte, interessarsene nella stessa misura in cui ci si occupa delle proprie. Se questo non avviene, una Società Antroposofica non può esistere. Si possono accettare soci, e questi possono rimanere tali poiché ci sono delle regole, ma non vi è una realtà. Le realtà non nascono perché si fanno dei soci ed essi ricevono tessere grazie alle quali sono antroposofi; non nascono davvero mai a seguito di quanto si scrive o si stampa, ma grazie a ciò che vive. (p. 118)
*Nella natura vi è dappertutto [[intelligenza]], tutto è saggezza. [...] Così noi pensiamo di aver creato l'intelligenza, mentre la attingiamo dal comune mare dell'intelligenza. (p. 134)
*Dobbiamo arrivare con fermezza ad allontanare il carattere settario dal movimento antroposofico. (p. 137)
*L'[[elettricità]] è andata sui nervi dell'uomo moderno che ne ha scacciato ogni tendenza verso lo spirito. (p. 171)
*Se l'[[antroposofia]] fosse fanatica o ascetica, dovrebbe ora inveire contro la civiltà dell'[[elettricità]]. Sarebbe però naturalmente un non-senso, perché così possono parlare solo le concezioni del mondo che non tengono conto della realtà. Dicono allora: è arimanico, lungi da me! Ma ciò porta solo all'astrazione. Infatti, se in una riunione settaria si tuona perché non ci si difende da [[Arimane]], si scendono poi le scale e si sale sul tram elettrico. Così però l'imprecare contro Arimane, anche se suona tanto santo – mi si scusi l'espressione – è solo una sciocchezza. Non si può infatti evitare di dover vivere con Arimane. Occorre solo vivere con lui nel modo giusto e non farsi da lui dominare. (pp. 173-174)
*Osserviamo il brillante scritto del giovane [[Nietzsche]]: ''Dell'utilità e del danno della storia per la vita'', col quale veramente con parole di fuoco egli chiede che si abbandoni il peso della storia, che l'uomo viva appieno nel presente e che ponga la vita al posto del passato. Che cosa ne è seguito? Che egli si è fatto prendere dal darwinismo e, come questo, fa derivare l'uomo dall'animale; fa dell'uomo un superuomo. Il suo superuomo è tuttavia rimasto un prodotto del tutto astratto, non ha contenuto, è un sacco vuoto. Fisicamente se ne può dire quel che si vuole, ma non si perviene ad alcuna immaginazione. (pp. 174-175)
*Sviluppare in sé questa conoscenza fa parte dei compiti dell'antroposofo. Il problema non è davvero che l'[[antroposofia]] venga presa come un surrogato per qualcosa che in precedenza era fornito dalle confessioni religiose, oggi diventate un po' noiose per molte delle cosiddette persone istruite; e poiché l'antroposofia non è noiosa ma anzi divertente, costoro non si rivolgono a una confessione religiosa qualsiasi, ma all'antroposofia. Così non deve essere! (p. 177)
==''Considerazioni esoteriche su nessi karmici''==
===[[Incipit]]===
Vorrei ora incominciare a parlare delle condizioni e delle [[legge|leggi]] del destino umano, di quello che usiamo chiamare [[karma]]. Il karma può soltanto venir compreso se si cerca anzitutto di conoscere come si esplicano le leggi dell'[[universo]]. Oggi sarà quindi necessario trattare in forma alquanto astratta questi vari modi di esplicazione delle leggi, per poi ricavare da quanto avremo osservato la conoscenza del destino umano, del karma.<br />Parliamo di cause ed effetti così per i fenomeni del mondo esterno come per quelli della vita umana e oggi, specialmente in campo scientifico, siamo abituati a parlarne in senso del tutto generico. Così facendo incappiamo però nelle maggiori difficoltà, perché non teniamo conto della diversità di come si presentano cause ed effetti.<br /> Possiamo guardare innanzitutto la cosiddetta natura inanimata che si palesa chiaramente nel regno minerale, nelle rocce, in forme spesso meravigliose, e anche in quelle strutture senza forma che per così dire sono state prima ridotte in polvere e poi di nuovo configurate. Guardiamo ciò che in tal modo ci si presenta nel mondo come inanimato.
===Citazioni===
*Ogni qualvolta essa penetra nella sfera della nostra esistenza terrestre, la [[cometa di Halley]] è l'espressione esteriore di un nuovo impulso al [[materialismo]]. Al mondo di oggi questo può sembrare superstizioso, ma gli uomini dovrebbero allora solo ricordare come essi stessi facciano derivare delle azioni spirituali dalle costellazioni stellari. Chi non direbbe che l'esquimese è un essere umano diversamente costituito per esempio dall'indù, proprio perché nella regione polare i raggi solari cadono con un'altra angolazione? (p. 31)
*È già stato chiesto più volte che cosa sarebbe accaduto se il Sole non si fosse scisso dalla Terra e non fosse passato alla condizione, quella attuale, di agire da fuori sulla Terra. Innanzi tutto, quando la Terra era ancora unita al Sole, l'intero sistema cosmico, come anche i progenitori dell'uomo, erano ancora legati fra loro in rapporti di natura ben diversa. Ovviamente, è una cosa assurda prendere in considerazione le condizioni attuali e poi dire che gli antroposofi raccontano delle sciocchezze perché in questo caso tutti gli esseri organizzati avrebbero dovuto finire bruciati. (p. 43)
==''Corrispondenze fra microcosmo e macrocosmo''==
===[[Incipit]]===
Cercherò oggi di indicare ulteriori prospettive riguardo a
un tema già trattato qui di recente. Dissi come, per l'uomo
del presente, le concezioni morali e le concezioni intellettualistiche non coincidano. Mediante il suo intellettualismo
l'uomo viene portato a riconoscere la ferrea necessità naturale. A causa di tale ferrea necessità naturale, noi applichiamo
la legge di causa ed effetto a tutto quanto rientra nel nostro
campo di osservazione. Inoltre, quando una persona compie
un'azione, ci chiediamo che cosa ve l'abbia spinta, che cosa
abbia agito in lei o fuori di lei, al fine di attribuire a quell'azione la sua causa. Tale riconoscimento della necessità di ogni
evento ha acquisito negli ultimi tempi un carattere scientifico. In passato aveva più un carattere teologico, e ancora per
molte persone mantiene tale carattere. Il carattere scientifico
emerge quando si è più inclini a pensare che quanto noi facciamo dipenda dalla nostra costituzione corporea e dalle influenze sulla nostra costituzione corporea. Ancora oggi del
resto vi sono pur sempre persone che pensano che l'uomo
agisca per necessità, più o meno come avviene per una pietra
quando cade per terra. Tale sarebbe la coloritura scientifica
del pensiero relativo alla necessità.
===Citazioni===
*[...] per l'uomo del presente, le concezioni morali e le concezioni intellettualistiche non coincidono. (p. 9)
*[...] il [[cuore]] non agisce come una pompa che spinge il sangue attraverso il corpo, ma che è il cuore a venir mosso dalla circolazione del [[sangue]], in sé stessa vivente, a sua volta determinata dagli organi. Il cuore a dire il vero (lo si può accertare in embriologia) non è altro che il risultato della circolazione del sangue. (pp. 50-51)
*I movimenti che si esprimono nella nutazione sono inoltre movimenti che hanno la propria origine nell'astralità, non in una cosa qualsiasi che possa essere indagata sulla base dei principi Newtoniani. Tuttavia il Newtonismo è proprio ciò che ci ha scaraventati tanto spaventosamente il [[materialismo]], poiché è ricorso alla massima astrazione possibile. (p. 67)
*Poiché ci troviamo sulla terra, le azioni celesti su di noi sono diverse da come sarebbero se li fossimo esposti stando sospesi liberamente nello spazio. (p. 77)
*Ho detto che la concezione materialistica immagina che il [[cuore]] umano sia una sorta di pompa che spinge il sangue in tutto il corpo. Ma non è così: il sangue è qualcosa di interiormente mobile in se stesso, possiede una sua vitalità, e il battito cardiaco non è la causa della circolazione del sangue, ma al contrario ne è la conseguenza, l'effetto della circolazione del sangue. Lo stesso vale anche per gli altri organi. La funzione che gli organi esercitano si innesta nei movimenti pieni di vita. (p. 92)
*I greci non vedevano il cielo blu come lo vediamo noi. Lo vedevano semplicemente scuro. Questo può essere riferito con certezza; lo si può stabilire con certezza soprattutto muovendo dalla scienza dello spirito. (p. 99)
*Quando oggi la [[fisiologia]] orientata in senso materialistico parla della volontà, quale si manifesta ad esempio in un movimento degli arti, pensa che dall'organo centrale, dal cervello, venga inviato una specie di segnale telegrafico che passa per i cosiddetti nervi motori e quindi muove, diciamo, la gamba destra. Ma questa è veramente un'ipotesi del tutto infondata e anche sbagliata. L'osservazione spirituale mostra infatti che, considerando l'uomo schematicamente, le cose stanno così: quando viene volontariamente sollevata la gamba destra, dall'entità-io dell'uomo, dalla reale entità-io parte un impulso diretto verso la gamba. Essa viene dunque sollevata direttamente dall'entità-io. Solo che tutto ciò si attua come l'attività del dormire: la coscienza non ne sa nulla. L'interporsi dei nervi, che poi raggiungono l'organo centrale, semplicemente ci informa di avere una gamba, ci informa di continuo della presenza della gamba. II nervo non ha nulla a che fare con l'azione dell'io sulla gamba. Si tratta di una relazione diretta tra la gamba e la volontà, che nell'uomo è collegata con l'entità-io, mentre nell'animale con il [[corpo astrale]]. (pp. 134-135)
*Chi ha mani quantomai maldestre, chi per esempio non sa seguire abili movimenti con le dita, non sarà neppure un pensatore di sottile ingegno. (p. 140)
*[...] proprio gli scienziati [[gesuiti]] sono i materialisti più estremi nel campo della ricerca scientifica. Non solo dimostrano di continuo che con la scienza non si può pervenire allo spirito, ma si danno pena, dove ciò sia possibile, di tener lontano lo [[spirito]] dalla [[scienza]]. (pp. 181-182)
*[...] l'[[universo]] non può venir compreso se da esso si esclude l'[[uomo]]; questo significa che non è possibile una comprensione dell'universo in sé, senza includervi anche l'uomo, e senza considerare il nesso che esiste tra l'universo e l'uomo stesso. (p. 194)
*Se anche non lo si può constatare fisiologicamente, è pur vero che prima del mistero del [[Golgota]] l'umanità terrestre essenzialmente – e ovviamente approssimativamente – formulava sempre solo pensieri collegati con l'elemento materiale. Nel tempo in cui l'evento del Golgota irruppe entro la vita terrestre, l'umanità era giunta a un punto della sua evoluzione tale da poter eliminare, nell'interiore processo animico-spirituale del pensiero, l'elemento materiale; divenne allora possibile il pensare libero dalla materia. (p. 241)
== ''Da Gesù a Cristo'' ==
=== [[Incipit]] ===
L'argomento che oggi dovremmo esaminare qui ha già su-scitato dappertutto in questi ultimi tempi il più largo interes-se; apparirà quindi anche giustificato parlare su questo tema dal punto di vista antroposofico, in base al quale in questa città già ebbi ripetute occasioni di trattare diversi argomenti. Certo è che il modo di trattare in generale oggi questo argomento, modo anche piuttosto diffuso, è molto diverso da quello possibile da un punto di vista antroposofico. Se da un lato bisogna dire che oggi l'antroposofia come tale è ancora poco compresa e poco apprezzata, dall'altro si dovrà anche far presente che proprio lo studio antroposofico dell'argomento che oggi ci deve occupare è molto difficile. Se infatti è distante dai nostri contemporanei l'atteggiare la propria anima in modo da poter afferrare e apprezzare appieno verità antroposofiche relativamente ovvie della vita spirituale, è addirittura un ostacolo per la coscienza del presente il dover studiare, dal punto di vista dell'antroposofia o scienza dello spirito, un tema che davvero ci obbliga ad impiegare intimamente la scienza dello spirito o antroposofia per i più difficili ed anche più sacri argomenti di cui dovremo parlare oggi.
=== Citazioni ===
* L'essere che con l'evento di [[Palestina]] era penetrato nell'umanità era in pari tempo [[Mitra]] e [[Dioniso]], e il cristianesimo era la riunione dei culti di mitra e di Dioniso. Il popolo ebraico era stato scelto per fornire il corpo necessario affinché quell'evento potesse realizzarsi. Quel popolo aveva imparato a conoscere sia il culto di Mitra, sia anche il servizio di Dioniso, ma era rimasto lontano da entrambi i culti. L'appartenente al popolo ebraico non sentiva come il greco, che diceva: quale io sono, sono un uomo debole che deve sviluppare profonde forze se vuole penetrare nelle profondità della sua anima. Ne serviva come il discepolo di mitra che si diceva: devo far agire su di me tutta l'aria che mi circonda affinché le più profonde caratteristiche divine del mondo si uniscono a me.l'ebreo si diceva invece: ciò che determina la profonda natura umana e che vi è nascosto, era un tempo nel primo uomo il popolo ebraico lo chiamava [[Adamo]]. (pp. 22-23)
* L'appartenente all'antico popolo ebraico sentiva quindi se stesso posto più in basso rispetto al primo uomo, ad Adamo, e ne cercava la causa nel peccato originale.questa è la ragione per la quale l'uomo è inferiore a quanto vive nelle profondità della natura umana. [...] l'appartenente all'antico popolo [[Ebraismo|ebraico]] sentiva cioè che prima egli era più in alto, e che a causa delle proprietà legate al sangue aveva perduto qualcosa, e ora si trovava di conseguenza più in basso. (p. 23)
* Ciò che il seguace dei misteri di mitra vedeva nell'umanità tutta, il seguace dell'ebraismo lo vedeva in tutto il suo popolo, del quale era cosciente che avesse perduto il legame con la sua origine. Mentre cioè presso i persiani esisteva una specie di disciplina della coscienza presso l'antico popolo ebraico troviamo la coscienza di un'evoluzione storica: Adamo era originariamente caduto peccato, era disceso dalle altezze alle quali si trovava. Di conseguenza quel popolo era il meglio preparato per il pensiero: ciò che è avvenuto nel momento iniziale dell'evoluzione dell'umanità e che ha portato a un peggioramento dell'umanità stessa, può essere rimediato soltanto attraverso un evento storico (il che realmente avviene nei sostrati spirituali dell'esistenza della terra). (pp. 23-24)
* Nel [[Gesuiti|gesuitismo]] ci si presenta una pericolosa esagerazione del principio-Gesù. In quello che si è costituito da secoli in Europa, come [[Rosacroce|rosicrucianesimo]] abbiamo invece un movimento intimo verso il Cristo, un movimento che cerca ovunque con cura le vie della verità. Nella vita essoterica in tutti i tempi, da che in Europa esiste una corrente gesuitica, molto si è parlato del gesuitismo; perciò anche a coloro che vogliono studiare la vita spirituale nelle sue fonti più profonde deve interessare di sapere in che senso il gesuitismo rappresenti una pericolosa esagerazione del principio Gesù. (p. 36)
* La differenza radicale, fondamentale, fra la via spirituale giustamente detta cristiana, e la via spirituale gesuitica, che esalta unilateralmente il principio-Gesù, è che essa mira ovunque ad agire direttamente sulla volontà, vuole avere ovunque presa diretta sulla volontà.questo già si manifesta chiaramente nel modo in cui l'allievo del gesuitismo viene educato. (p. 48)
* Un uomo che non sia capace di concepire, fino a un certo grado, l'idea che la colpa di ciò che gli capita alla fin fine è sua, non potrà progredire bene. Una certa equanimità e una comprensione sia pure ipotetica di fronte al karma è necessaria come punto di partenza. (p. 63)
==''Dalla cronaca dell'akasha''==
===[[Incipit]]===
L'uomo apprende dalla storia comune solo una piccola parte degli avvenimenti vissuti dall'umanità in epoche primordiali, e i documenti storici gettano luce su alcuni millenni soltanto. Anche ciò che c'insegnano l'archeologia, la paleontologia e la geologia ha limiti assai ristretti; e a questa insufficienza si aggiunge l'incertezza di tutto ciò che è basato su testimonianze esteriori. Osserviamo infatti come l'insieme di un avvenimento o la fisionomia di un popolo, anche non molto lontano da noi, si modifichino quando vengano scoperti nuovi documenti storici. Confrontiamo la descrizione che diversi storici ci danno del medesimo fatto e ci accorgeremo di trovarci su un terreno assai malsicuro. Tutto ciò che appartiene al mondo sensibile esteriore è sottoposto all'azione del tempo, e il tempo a sua volta distrugge ciò che nel tempo ha origine. Ora, la storia esteriore non può che fondarsi appunto su quello che il tempo ha conservato; e chi, fermandosi ai documenti esteriori, può affermare che in essi sia conservato appunto l'essenziale?
===Citazioni===
*Chi si limita alla conoscenza del mondo sensibile non può immaginare quanto differissero da noi i nostri progenitori dell'[[Atlantide]]; e non soltanto nell'aspetto esteriore, ma anche nelle qualità dello spirito. Le loro cognizioni, le arti tecniche, tutta la loro civiltà era ben diversa da quella dei nostri giorni. Osservando l'umanità atlantidea dei primi tempi, vi troviamo facoltà spirituali diverse in tutto dalle nostre. L'intelletto razionale, la facoltà di combinare e di calcolare sulla quale oggi è basato tutto ciò che si produce, mancavano interamente ai primi Atlantidei. Essi possedevano invece una memoria sviluppatissima che era una delle loro facoltà spirituali più spiccate. Il loro modo di calcolare, per esempio, non consisteva come il nostro nell'imparare alcune regole per poi applicarle. L'abaco, nei primi tempi dell'Atlantide, era ancora sconosciuto; nessuno aveva impresso nel proprio intelletto che tre per quattro fa dodici; chi aveva bisogno di fare questo calcolo sapeva orientarsi perché egli si riportava ad altri casi simili o uguali avvenuti precedentemente; si ricordava di quello che era stato applicato prima in circostanze analoghe. (p. 23)
*[...] gli Atlantidei avevano degli apparecchi di cui per così dire alimentavano la combustione coi germi delle piante, trasformando la forza vitale di questi germi in energia applicabile alla tecnica. Così riuscivano a far muovere i loro veicoli a piccola altezza al di sopra del suolo [...] potevano anche elevarsi al di sopra dei monti. (pp. 25-26)
*Benché la "cronaca dell'[[akasha]]" sia stata decifrata con la massima cura, pure non tralasceremo di ripetere che le seguenti comunicazioni non presumono di avere carattere dogmatico. Se il leggere cose e avvenimenti così lontani dall'epoca attuale è già per sé assai difficile, il doverli poi rendere nel linguaggio attuale offre difficoltà quasi insormontabili. (p. 47)
*La fantasia della [[donna]] {{NDR|durante l'epoca lemurica}}, messa in relazione con la natura, divenne la base di un'evoluzione superiore della vita immaginativa. La donna accoglieva in sé, con delicato senso interiore, le forze della natura, la cui eco agiva a lungo nella sua anima; così si formarono i germi della memoria, e con la memoria entrò pure nel mondo la facoltà di formare i primi e più semplici concetti morali. Tutto questo rimase all'inizio estraneo allo sviluppo volitivo dell'elemento maschile. (p. 52)
*Chi non considera che i primi progressi nella vita di rappresentazione furono compiuti dalla [[donna]], non riuscirà a comprendere veramente l'evoluzione dell'umanità. Da essa provenne quello sviluppo di abitudini, connesso con la vita di meditazione interiore e con la coltivazione della memoria, che fu il primo germe del diritto e della morale. L'uomo aveva riconosciuto e applicato le forze della natura; la donna ne fu la prima interprete. [...] L'evoluzione attraversata dalla donna durante l'epoca lemurica fece sì che le fosse assegnata una parte importante all'apparire della seguente razza radicale, della razza atlantidea. (p. 53)
*L'"[[uomo]]" deve passare prima attraverso l'[[egoismo]] per poter poi giungere nuovamente a un grado più elevato, in piena e chiara coscienza, alla completa assenza di egoismo. (p. 67)
*Il compito delle nature sovrumane, delle grandi guide, era appunto d'imprimere nella giovane umanità la propria caratteristica: l{{'}}''amore''. Ma ciò era loro possibile soltanto per la parte della forza animica che si rivolgeva al di fuori; così ebbe origine l{{'}}''amore sensuale''. Questo è dunque il fenomeno accompagnatore dell'azione dell'anima in un corpo o maschile o femminile. L'amore sensuale divenne la forza dell'evoluzione fisica dell'umanità. Quest'amore unisce l'uomo e la donna in quanto esseri fisici. Su questo amore si fonda il progresso dell'umanità fisica. Soltanto su questo amore avevano potere i suddetti esseri sovrumani. (p. 67)
*Si devono distinguere tre di questi gradi che chiameremo ''gradi d'evoluzione planetaria'', a cui la scienza occulta dà il nome di Saturno, Sole, Luna. Vedremo che questi nomi non hanno tutta prima un nesso con i corpi celesti cui l'astronomia fisica attuale li riferisce, benché in un senso più vasto vi sia una certa relazione che il mistico avanzato ben conosce. Si dice inoltre che l'uomo, prima di scendere sulla Terra, abbia abitato altri pianeti; ma dicendo "altri pianeti" dobbiamo intendere soltanto precedenti stati d'evoluzione della Terra stessa e dei suoi abitanti. La Terra, e tutti gli esseri che le appartengono, prima di diventare "Terra", è passata attraverso i tre stati di Saturno, Sole e Luna. Saturno, Sole e Luna sono in certo qual modo le tre precedenti incarnazioni della Terra; e quelli che in questo senso sono chiamati Saturno, Sole e Luna, oggi sono scomparsi, quali pianeti fisici, così come sono scomparse le precedenti incarnazioni fisiche di un uomo, di fronte alla sua incarnazione attuale. (p. 104)
*Nelle ulteriori comunicazioni verremo prima a conoscere il passato dell'uomo, e poi faranno seguito le visioni del futuro. Il futuro può infatti rivelarsi alla vera conoscenza spirituale, anche se soltanto nella misura necessaria all'uomo per l'adempimento del proprio destino. Chi rifiuta a priori la scienza occulta e dalla cattedra dei propri pregiudizi relega senz'altro nel campo delle fantasticherie e delle chimere tutto ciò ch'essa offre, riuscirà meno che mai a comprendere questi rapporti col futuro; eppure, una semplice riflessione logica potrebbe far capire di che cosa si tratta. Ma tali riflessioni logiche vengono accettate soltanto finché si accordano coi pregiudizi umani. I pregiudizi sono potenti nemici anche di ogni logica. (p. 106)
*Facciamo una considerazione: combinando in proporzioni esattamente determinate zolfo, ossigeno e idrogeno, per una legge necessaria si produce acido solforico. Chi ha studiato chimica è in grado di ''predire'' ciò che deve necessariamente succedere quando queste tre sostanze siano messe in relazione tra loro nelle condizioni volute. Nel campo limitato del mondo materiale, il chimico è dunque un profeta, e la sua profezia risulterebbe falsa soltanto nel caso in cui le leggi naturali si mutassero repentinamente. Ebbene, l'occultista indaga le leggi spirituali appunto come il fisico o il chimico indagano le leggi fisiche; e lo fa col metodo e con la severità che l'indagine spirituale richiede. Ma appunto da queste grandi leggi spirituali dipende l'evoluzione dell'umanità. Come non avverrà mai che l'ossigeno, l'idrogeno e lo zolfo si combinino contrariamente alle leggi naturali, così nella vita spirituale nulla potrà mai avvenire che sia una violazione delle leggi dello spirito. Chi conosce queste ultime è dunque in grado di gettare lo sguardo sulle ''leggi che reggeranno l'avvenire''. (pp. 106-107)
*L'indagine spirituale restituisce all'umanità queste forme: così, ad esempio, essa mostra che le giornate della creazione biblica ci descrivono cose che si rivelano allo sguardo chiaroveggente. Lo spirito incatenato al mondo sensibile si limita a trovare che quelle giornate della creazione contraddicono i dati della geologia. La scienza dello spirito, nel riconoscere le profonde verità del racconto biblico, è altrettanto lontana dal volatilizzarlo a mera "poesia mitica", quanto dall'applicarvi semplicemente un procedimento esplicativo allegorico o simbolico. Ma certamente coloro che continuano a fantasticare delle contraddizioni fra racconto biblico e scienza, ignorano totalmente come l'indagine spirituale proceda. Né va creduto che essa attinga alla Bibbia stessa il suo sapere. Essa ha i propri metodi, per cui giunge ai suoi risultati indipendentemente dai documenti, per poi trovarli confermati in questi. E tale procedimento è divenuto ormai necessario per molti i quali attualmente cercano la verità, esigendo un'indagine spirituale che rivesta lo stesso carattere che ha la scienza naturale. (p. 195)
*Chi avvicinerà la scienza dello spirito, quale oggi si presenta, ne sarà preservato da non pochi pregiudizi, anche da quello che il mondo soprasensibile sia stato creato dalla paura e dal bisogno. Chi riuscirà a conquistarsi questa veduta, non verrà nemmeno più ostacolato dal timore che l'occuparsi di scienza dello spirito possa estraniarlo dalla realtà pratica della vita; ma riconoscerà invece che una scienza dello spirito rende la vita più ricca e non più povera. Essa non porta certo a sottovalutare la telefonia, la tecnica ferroviaria o la navigazione aerea; ma insegna a scoprire altri valori per la vita pratica, di cui attualmente non si tiene conto, poiché si crede soltanto al mondo dei sensi, cioè non alla realtà intera, ma solo a una parte di essa. (pp. 196-197)
==''Epidemie''==
*Da parte di alcuni si sottolinea (non del tutto a torto, ma con una visione unilaterale) come la medicina convenzionale abbia addirittura provocato una paura dei batteri e dei bacilli. D'altra parte, nel corso degli ultimi decenni la ricerca ha portato a migliorare le condizioni di salute. Chi sostiene questa linea segnala con orgoglio in quale percentuale sia quasi ovunque diminuita la mortalità in questi anni. Chi invece afferma che nello studio della malattia non sono tanto importanti le cause esterne, quanto piuttosto quelle che risiedono nell'essere umano, vale a dire una predisposizione ad ammalarsi, una condotta di vita equilibrata o irresponsabile, rileverà invece come negli ultimi tempi le malattie siano aumentate in modo spaventoso, sebbene i tassi di mortalità siano innegabilmente diminuiti. Farà notare quanto siano aumentate certe patologie: malattie cardiache, tumori, malattie di cui non si trova menzione nei testi più antichi, malattie dell'apparato digerente e così via. Le ragioni addotte da una parte o dall'altra sono degne di attenzione. Non si può sostenere, con superficialità, che i bacilli o i [[batteri]] non siano temibili agenti patogeni. D'altra parte, non si deve escludere che l'uomo possa essere in qualche modo resistente e protetto contro l'influenza di tali agenti patogeni, oppure non esserlo. Non lo è, quando perde la propria capacità di resistenza a causa di uno stile di vita irragionevole. (14 gennaio 1909 – 0.0. 57, pp. 11-12)
*Nel nostro tempo vi è una paura ben nota che con perfetta analogia può essere paragonata alla paura medievale dei fantasmi. È la paura attuale dei germi. Queste due paure sono molto simili. Sono simili anche perché ognuna delle due epoche, il medioevo e l'età attuale, si comporta nel modo che le è consono. Il medioevo aveva una certa fede nel mondo spirituale; era quindi naturale che ci fosse la paura di entità spirituali. L'epoca moderna ha perso la fede nel mondo spirituale, crede del mondo materiale, quindi ha paura di esseri materiali, non importa quanto piccoli siano. (5 maggio 1914 – O.O. 154, pp. 13-14)
*Quando la gente si prende gioco delle superstizioni medievali sui [[Fantasma|fantasmi]], si potrebbe obiettare: perché, è cambiato qualcosa da questo punto di vista? È scomparsa la paura dei fantasmi? Le persone oggi non li temono forse molto più di prima? È molto più orribile di quanto si pensi quel che accade nell'animo umano, quando calcola che nel palmo della mano vi sono {{formatnum:60000}} germi. (5 gennaio 1911 – O.O. 127, p. 14)
*I bacilli sono allevati più intensivamente quando l'individuo, addormentandosi, non porta con sé nient'altro che un atteggiamento materialista. Non c'è aiuto più efficace per questo allevamento che addormentarsi con le sole idee materialiste e da lì, dal mondo spirituale, dal proprio io e dal [[corpo astrale]], agire di nuovo sugli organi del corpo fisico, che non siano il sangue e il sistema nervoso. Non c'è modo migliore per nutrire i germi che dormire con le sole convinzioni materialiste. (5 maggio 1914 – 0.0. 154, p. 15)
*La pretesa odierna di voler capire tutto con l'[[intelletto]] è quanto di più spaventoso vi sia. In [[medicina]] non si può capire davvero nulla con l'intelletto. [...] Tutto ciò che riguarda la medicina va colto in una visione diretta con una facoltà percettiva che va prima sviluppata. (21 aprile 1924 – 0.0. 316, p. 30)
*E la [[vaccinazione]] antivaiolosa? Qui si è di fronte a una questione particolare. Se si vaccina qualcuno, e questi è un antroposofo o è stato educato in senso antroposofico, la vaccinazione non fa danni. La vaccinazione nuoce a chi coltiva in prevalenza pensieri materialistici. Allora la vaccinazione diviene una sorta di forza arimanica: la persona non riesce più a liberarsi da una certa mentalità materialistica. Ciò che inquieta della vaccinazione antivaiolosa, è che essa riveste la persona di una sorta di fantoma che gli impedisce di liberare il proprio organismo fisico dalle entità psichiche come nella coscienza normale. L'uomo diventa così costituzionalmente materialista e non è più in grado di innalzarsi allo spirito. Questo è il pericolo della vaccinazione. [...] La vaccinazione antivaiolosa è prima di tutto una questione psichica. [...] Se si sostituisse questa fede con qualcos'altro, se si educasse l'uomo secondo natura per renderlo recettivo a qualcos'altro che non sia la vaccinazione, in modo da riavvicinarlo allo spirito, lo si preserverebbe senz'altro da ciò che si insinua inconsciamente in lui: qui c'è un'epidemia di vaiolo! Si desterebbe in lui la consapevolezza che vi è un elemento spirituale, sebbene ingiustificato, dal quale salvaguardarsi. Si otterrebbero allora buoni risultati su come bisognerebbe rafforzare l'uomo a difendersi da tali influenze.<br />''Come bisogna comportarsi se l'influsso mediante l'educazione è molto difficile, come nelle nostre regioni?''<br />Allora bisogna vaccinare. Non c'è alternativa. Non sarò certo io a consigliare un'opposizione fanatica a queste cose, e non solo da un punto di vista medico ma antroposofico in generale. Noi non aspiriamo al fanatismo, ma a cambiare le cose in generale e con discernimento. (22 aprile 1924 – 0.0. 314, pp. 31-32)
*Se in un determinato periodo gli uomini non erano in condizione di adottare determinate misure contro le [[epidemie]], erano tempi in cui gli uomini non lo potevano fare perché le epidemie dovevano agire secondo un piano cosmico universale pieno di saggezza, affinché le anime umane trovassero l'occasione di pareggiare quel che era stato compiuto sotto l'influsso arimanico e sotto certi precedenti influssi luciferici. Se oggi vengono poste altre condizioni, è perché si soggiace del pari a determinate grandi leggi karmiche. (25 maggio 1910 – O.O. 120, p. 45)
*Si arriverà a buoni risultati nel campo dell'igiene, della medicina e dell'organizzazione sanitaria soltanto se in questo campo verranno studiati i sintomi, non dico storici, ma cosmologici, perché infatti le malattie esistenti sulla Terra ci sono inviate dal cielo. (20 ottobre 1918 – 0.0. 185, p. 53)
*Il pensare logico e puro ha come effetto anche quello di rafforzare, di essere salutare per il corpo fisico, rendendolo meno soggetto alle malattie; chi ne ha dimestichezza, per esempio i matematici, ha meno da temere quando entra in un reparto per malattie infettive, come il [[colera]]. (1 novembre 1907 – O.O. 266/1, p. 55)
*Il logorio nervoso prodotto dal [[materialismo]] agisce così su intere stirpi, su interi popoli, come pure sulla vita di singoli uomini. Se la corrente spirituale non avrà tanta forza da raggiungere anche i pigri e gli indolenti, il nervosismo, vale a dire la conseguenza karmica del materialismo, avrà sempre più influenza sull'umanità, e come nel Medioevo si sono avute epidemie di lebbra, in futuro, chiamate dai princìpi materialistici, dilagheranno malattie nervose, epidemie di pazzia che colpiranno popoli interi. Con la comprensione di questo aspetto della legge del [[karma]], la scienza dello spirito non dovrebbe essere oggetto di dispute, ma rimedio per l'umanità. Più l'umanità diverrà spirituale, tanto più verrà eliminato tutto quel che è legato alle malattie del sistema nervoso e dell'anima. (30 maggio 1907 – 0.0. 99, p. 64)
*Ma un'epoca che crede solo nella materia genererà una discendenza in cui tutto quanto nel corpo prenderà una propria strada, non vi sarà più un centro, e per tale motivo si manifesteranno nevrastenia e nervosità. Questo fenomeno sarà sempre più diffuso, se il materialismo rimarrà anche in futuro la visione del mondo. Un chiaroveggente può dire esattamente che cosa accadrebbe se il materialismo non trovasse il suo contrappeso in una stabile prospettiva spirituale. Le malattie mentali diventerebbero epidemiche, i bambini soffrirebbero di nervosismo e di tremori fin dalla nascita, e l'ulteriore conseguenza di una mentalità materialista sarebbe un genere umano tanto poco centrato su di sé come già iniziamo a vedere oggi. (22 giugno 1907 – 0.0. 100, pp. 65-66)
*Attraverso la menzogna, la calunnia e l'ipocrisia, l'uomo crea, per così dire, un esercito di esseri spirituali appartenenti alla categoria dei fantomi. (14 giugno 1908 – O.O. 98, p. 69)
==''Gerarchie spirituali e loro riflesso nel mondo fisico – Zodiaco, Pianeti e Cosmo''==
===[[Incipit]]===
Questo ciclo di conferenze ci condurrà in regioni molto elevate della vita spirituale, molto fuori della nostra dimora terrestre, non solo nei mondi spaziali fisici, ma anche nei mondi spirituali dai quali il mondo spaziale fisico ebbe origine. Ma appunto da un siffatto ciclo di conferenze apparirà chiaro come in sostanza tutto il sapere e la [[saggezza]] hanno lo scopo di scioglierci il grande, il massimo tra gli enigmi, l'enigma dell'uomo.[...]<br />Se vogliamo parlare delle cosiddette gerarchie spirituali, dobbiamo elevarci con l'occhio dell'anima agli esseri che hanno la loro esistenza al di sopra dell'uomo vivente sulla [[Terra]]. Occhi visibili possono contemplare una scala di esseri che rappresentano soltanto quattro gradini di una gerarchia: il mondo minerale, il mondo vegetale, quello animale e quello umano. Ma sopra l'uomo comincia un mondo di esseri invisibili, e all'uomo è dato, grazie alla conoscenza di ciò che trascende i sensi fisici e fin dove essa gli è possibile, di salire per un certo tratto alle potenze ed entità che nell'invisibile mondo soprasensibile, sono la continuazione dei quattro gradini che si trovano sulla Terra stessa. (1985)
===Citazioni===
*Ciò che l'uomo può indagare, sapere, conoscere, le idee e i concetti ch'egli conquista, e pure le immaginazioni, ispirazioni e intuizioni della chiaroveggenza ch'egli conquista, tutto ciò è, se è lecito dir così solo ''post-vissuto'' dall'uomo, ma è già stato ''pre-vissuto'' e ''pre-saputo'' appunto dalle entità che stanno al di sopra dell'uomo. Se ci è lecito usare un paragone alla buona, diremo che l'orologiaio anzitutto ha l'idea, il pensiero dell'orologio, poi, secondo quest'idea, costruisce l'orologio. L'orologio è costruito secondo le idee dell'orologiaio che hanno preceduto la costruzione; in seguito poi qualcuno potrà smembrare l'orologio, analizzarlo e studiare da quali pensieri dell'orologiaio esso abbia avuto origine; egli ripenserà allora i pensieri dell'orologiaio. Solo così, in sostanza, l'uomo, al suo stadio normale d'evoluzione, può contenersi di fronte all'antichissima saggezza cosmica primordiale delle entità spirituali a lui superiori. (p. 10)
*Infine, venne il tempo in cui fu lecito parlare del contenuto dell'antichissima saggezza in un linguaggio comprensibile a più larghe masse. All'incirca dall'ultimo terzo del secolo decimonono in poi si poté parlare in forma più o meno palese intorno all'antichissima sapienza del mondo, e solo perché, appunto nei mondi spirituali, avvennero dati fatti, fu per così dire concessa ai custodi dei misteri la possibilità di lasciar trapelare qualcosa dell'antichissima saggezza. (p. 12)
*[...] nemmeno gli antichi greci, quando parlavano di Mercurio, intendevano l'astro fisico, bensì l'insieme delle entità di quell'astro. Erano mondi spirituali, esseri spirituali quelli di cui si parlava quando, nelle sedi della conoscenza, si pronunciava, poniamo, il nome di Mercurio. Coloro che erano discepoli dei maestri di quelle scuole, pronunciando nei diversi linguaggi i nomi di Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove, Saturno, indicavano una scala di entità spirituali. Chi pronuncia quelle parole nel senso odierno, indicando con esse un astro fisico, indica solo la parte più grossolana di ciò che con quei nomi s'intendeva in origine. (p. 19)
*Durante tutta la sua vita l'uomo assorbe in sé, dal mondo esterno, [[Spirito|spiriti elementari]]. In quanto si limita a guardare gli oggetti esterni, lascia semplicemente entrare in sé gli spiriti senza mutarli; se cerca invece di elaborare le cose del mondo esterno nel suo spirito, per mezzo di idee, concetti, sentimenti di bellezza e così via, egli salva e libera quegli spiriti elementari. (p. 33)
*Noi denominiamo [[Luna]] quel pianeta precedente la [[Terra (pianeta)|Terra]], e con ciò non intendiamo la Luna di oggi, ch'è solo un frammento, un residuo della Luna antica, ma intendiamo uno stato precedente della nostra Terra che ebbe esistenza una volta e passò poi per un periodo di vita spirituale che usiamo chiamare ''pralaya'', così come l'uomo passa per uno stato spirituale dopo la morte. (p. 43)
*Anticamente non si disegnava lo [[zodiaco]] rappresentandolo nelle sue corrispondenti forme animali, ma disegnando nelle rispettive regioni gli organi umani. Al posto dell'Ariete la testa; al posto del Toro, la laringe; al posto dei Gemelli, ciò che meglio esprime la simmetria, le due braccia; il torace al posto del Cancro; il cuore al posto del Leone; e così via fino alla parte bassa delle gambe al posto dell'Acquario; ed ai i piedi al posto dei Pesci. (p. 139)
*Durante l'evoluzione lemurica le forze luciferiche penetrarono dappertutto nel corpo astrale dell'uomo e lo compenetrarono con le loro azioni, che in lui si estrinsecarono come basse passioni. Ciò per cui egli può soccombere all'errore e al male ha la sua sede nel corpo astrale: gli spiriti luciferici gliel'hanno innestato. Se non gliel'avessero innestato, l'uomo non avrebbe mai avuto la possibilità dell'errore, del male; si sarebbe elevato a ricevere il suo io intatto dalle influenze ostacolatrici. Invece l'uomo ha questa possibilità; ma le grandi guide lo proteggono, per quanto è necessario, dallo sprofondare troppo in basso. (p. 165)
*Gli [[Elohim]] sono le entità che, alla separazione del Sole da Luna e Terra, rimasero unite al Sole; fanno parte della gerarchia che ha il nome di Potestà, Spiriti della forma, fanno parte delle gerarchie da queste verso l'alto. Sono ancora entro la nostra evoluzione. Elohim è il nome complessivo per gli esseri solari che allora scelsero il Sole per loro dimora, non come sfera di attività. [[Cristo]], il più elevato degli Elohim, è il loro reggente. Egli non fa però parte delle gerarchie, ma della Trinità. Nel Cristo abbiamo un'entità che è tanto potente da avere influenza su tutte le parti del nostro sistema solare. (p. 172)
==''Il Cristianesimo come fatto mistico e i misteri antichi''==
===[[Incipit]]===
*Il pensiero scientifico ha influenzato profondamente tutta la concezione moderna del mondo. Diventa sempre meno possibile parlare delle esigenze spirituali, della "vita dell'anima", senza dover prendere posizione nei riguardi delle concezioni e delle conoscenze scientifiche. Certo, esistono ancora molte persone che soddisfano quelle esigenze senza lasciarsi turbare nella loro vita spirituale dalla corrente scientifica. Non può però comportarsi in tal modo chi sente il polso del tempo.
===Citazioni===
*Non può quindi esservi alcun dubbio: la mentalità scientifica rappresenta il massimo potere nella vita spirituale contemporanea. Chiunque parli degli interessi spirituali dell'umanità d'oggi, non può ignorarla. (p. 12)
*L'iniziato scorge i processi spirituali, e le immagini dei [[Mito|miti]] ne rappresentano per così dire le illustrazioni. Chi non è in grado di considerarle come tali, non è ancora giunto alla comprensione del loro significato. I processi spirituali stessi sono infatti soprasensibili, mentre le immagini, che nel loro contenuto ricordano il mondo sensibile, non sono spirituali per se stesse, ma appunto solo una illustrazione dello spirituale. Chi vive esclusivamente nelle immagini, sogna; vive invece entro percezioni spirituali solo chi è riuscito a sentire nell'immagine lo spirituale, come nel mondo dei sensi sentiamo la rosa per tramite della rappresentazione che ne abbiamo. (p. 66)
==''Il legame fra i vivi e i morti''==
===[[Incipit]]===
*È nostra aspirazione cercare, per quanto possibile, di penetrare con la conoscenza in quei mondi che restano chiusi alla conoscenza comune e dipendente dai sensi, che è legata al piano fisico. Nel corso degli anni ci siamo abituati a pensare che l'uomo, nel corso della vita in cui egli è chiuso all'interno del suo corpo fisico, vive in un mondo che costituisce solo una piccola parte di tutto il mondo reale. Dato che ci incontriamo così raramente, in occasione di questi incontri non possiamo spiegare tutto a partire dai fondamenti.
===Citazioni===
*Se nel passare la soglia della [[morte]] noi non facessimo questa esperienza (che facciamo consapevolmente) della dipartita del nostro corpo fisico, non potremmo mai sviluppare una coscienza dell'io dopo la morte! La coscienza dell'io dopo la morte viene stimolata dall'esperienza della dipartita del corpo fisico. (p. 16)
*Dai mondi spirituali ci separano solo stati di coscienza: non condizioni di spazio ci separano, ma stati di coscienza. (p. 20)
*Dopo la [[morte]], il morto non guarda i suoi pensieri come egli guardava i pensieri che si era formato durante la vita, e dei quali si lamenta e che richiama dalle proprie profondità.il morto guarda i suoi pensieri come fossero un dipinto eterico, egli vede i propri pensieri fuori del mondo. (p. 26)
*Diversa è l'esperienza che si fa quando dal mondo spirituale si guarda i pensieri che vivono che si sono lasciati nel mondo fisico. [...] Essi sorgono veramente in modo analogo a come sorgono le impressioni del mondo fisico. Questo e ciò che solleva, rallegra, riscalda i morti nei pensieri dei figli che li amavano. Questo è infatti un campo molto particolare per i morti, cercare nei pensieri e che sono rimasti indietro. (p. 28)
*L'egoismo umano troverebbe forse più simpatico attribuire sempre tutto alla propria genialità; ma in realtà anche ciò che sorge interiormente e noi proviene da influssi spirituali esteriori, e noi possiamo dimostrare concretamente l'esistenza di questi singoli influssi spirituali. (p. 52)
*Se si prova a seguire un'individualità umana molto indietro nel tempo, ancor prima che in un determinato momento entra in un corpo fisico (essa proviene infatti dal mondo spirituale), si vede che è questa stessa individualità a far incontrare il padre la madre, ad agire in modo che madre e padre si incontrino per generarla. Sì, essa agisce anche prima. Agisce già innescando un ordine nell'intera serie delle generazioni, in modo che alla fine si trovino le tue persone tramite le quali essa può trovare la propria incarnazione. (p. 58)
*Il ricercatore dello spirito può addirittura indicare precisamente quando il [[materialismo]] a raggiunto il suo massimo livello: fra l'anno 1840 e il 1841. Da allora esso sta perfino calando leggermente; ma le sue conseguenze sono naturalmente enormi. (p. 62)
*Così come è organizzata, l'umanità non riceve già compiuto un sentimento potente, non riceve già compiuto un intelletto penetrante; ma attraverso l'anima cosciente forma qualcosa di molto più svincolato, più individuale, più rivolto all'[[egoismo]], più finalizzato alla solitudine nel proprio corpo di quanto lo era mediante l'anima razionale o affettiva. Attraverso l'anima cosciente l'uomo diventa un individuo isolato, un eremita che vaga per il mondo; ed è caratteristico del nostro tempo (e lo sarà sempre di più), che gli uomini si chiudano in se stessi. L'anima cosciente dà il carattere del separarsi dal resto dell'umanità, del vivere isolati. Perciò si incontrano maggiori difficoltà a familiarizzare, a diventare amici. Prima di imparare a conoscersi, occorre molto tempo. (p. 75)
*Mentre l'anima razionale o affettiva si forma attraverso l'immediato conoscersi nell'incontro, l'anima cosciente può formarsi solo sull'uomo entra in rapporto con l'altro uomo partendo più dalla sua interiorità. (p. 76)
*Nel momento stesso in cui, uscendo dalla vita moderna, nasceva il primo germe della libertà di pensiero, anche la potenza opposta è entrata in azione sotto forma di "[[Gesuiti|gesuitismo]]" – e con questo termine è compreso molto che poi dovrebbe essere caratterizzato nel dettaglio – delle diverse religioni. Esso è stato chiamato in vita per opporre la massima resistenza alla libertà di pensiero, che è una necessità vitale del quinto periodo postatlantico. In tale epoca sarà sempre più necessario sradicare ovunque il gesuitismo, poiché la libertà di pensiero, irradiando dall'ambito religioso, deve potersi espandere in tutti i campi della vita. (p. 83)
*Oggi, nell'ambito della [[medicina]], vediamo già spuntare un gesuitismo che di poco discosta da quello della religione dogmatica. Vediamo come, partendo da una certa medicina dogmatica, si voglia estendere il potere della classe medica. Questa è l'essenza del gesuitismo nei più diversi settori. Esso diventerà sempre più forte e gli uomini saranno costretti ad accettare ciò che l'autorità impone. La salvezza della nostra epoca consiste nel salvaguardare lo sviluppo dell'anima cosciente contro queste tendenze arimaniche. (p. 85)
*Il morto è nei nostri pensieri, egli guarda i nostri pensieri. Se questi pensieri sono quelli che noi curiamo quando sviluppiamo un ragionamento scientifico-spirituale, se quindi leggiamo qualcosa al morto o gli raccontiamo qualcosa che noi sappiamo o che pensiamo a proposito del mondo spirituale, allora egli starà insieme a questi pensieri che noi gli rivolgiamo qui tramite la scienza dello spirito. Per il fatto che li rivolgiamo a lui, si crea un legame di attrazione tra qui e là. Per il fatto quindi che la scienza dello spirito è qualcosa di vivente, noi possiamo inviare in alto una forza vivente che può dare un alimento vivente al morto che è con noi. (p. 110)
*Noi viviamo per così dire in un'atmosfera che esige da noi una vigorosa esplicazione di forze, una vigorosa resistenza. E questi sono i profondi motivi per cui spesso ci scoraggiamo e ci sentiamo soli, per cui, accettando la scienza dello spirito, spesso non riusciamo facilmente a cavarcela nella vita. Se però abbiamo un'idea chiara di quanto grande sia l'[[antroposofia]] in cui noi ci inseriamo come in un poderoso nesso dell'umanità, e di quanto piccola essa oggi appaia (perché ne siamo soltanto agli inizi), se avremo chiara questa idea, allora potremo anche trovare la forza di resistere, potremo trovare veramente questa forza. Nell'evoluzione dell'umanità infatti tutte le cose grandi prendono le mosse da un piccolo inizio. (p. 146)
*Noi non [[Vivere|viviamo]] inutilmente. I frutti della nostra [[vita]], come noi li accogliamo nei pensieri elaboriamo, vengono annessi nel cosmo. (p. 163)
*Nel futuro ci sarà un tipo di [[medicina]] che terrà in particolare conto ciò di cui ho appena parlato. Ci sarà un modo di osservare medico-fisiologico che analizzerà il rapporto che esiste tra il [[corpo eterico]] e l'uno o l'altro dei satelliti, e in base a ciò sarà possibile valutare se le persone siano sane o malate. Infatti, ciò che al giorno d'oggi viene definito malattia è solo un'immagine esteriore di ciò che esiste in realtà. In realtà c'è una qualche irregolarità in ciò che ho paragonato ad un sistema planetario, e la malattia rispecchia solamente queste irregolarità. (p. 183)
*Trent'anni del mondo spirituale corrispondono all'incirca un anno del mondo fisico. (p. 193)
*[...] nel momento in cui varcano la soglia della [[morte]], essi {{NDR|i morti}} acquistano una nuova possibilità di accedere alla nostra anima, e in ciò consiste tutta la differenza. Ora essi agiscono in noi da dentro, mentre quando erano vivi agivano in noi dall'esterno. (p. 200)
*E se noi viviamo con i giusti sentimenti dell{{'}}''in Christo morimur'' il passaggio attraverso la soglia della morte, allora, guardando dalla periferia, fra tutte le entità che noi vediamo (quindi anche gli esseri elementari e quelle che appartengono alle gerarchie più elevate, ma anche fra le entità che sono anime umane incarnate qui o già escarnate), tra tutte queste troviamo anche il nostro stesso essere-io. Il rapporto del nostro essere-io rispetto alle altre entità che ho appena caratterizzato noi lo osserviamo da fuori. Poter avere queste sensazioni dopo avere varcato la soglia della morte è importantissimo. Infatti, solo quando possiamo avere questa sensazione rispetto al nostro io, possiamo anche ritrovarci in giusto modo nell'incarnazione. Ma possiamo avere questa sensazione solo se varchiamo nel modo giusto la soglia della morte, accompagnati cioè dal sentimento: "Siamo morti nel [[Cristo]]". (p. 201)
==''Il Vangelo di Giovanni''==
===[[Incipit]]===
Queste conferenze sul [[Vangelo]] di [[Giovanni apostolo ed evangelista|Giovanni]] avranno un duplice scopo: da un lato, quello di approfondire i concetti scientifico-spirituali come tali, ampliandoli in diverse direzioni; dall'altro, proprio quello di affrontare, per mezzo di quei concetti, quel grande documento che è appunto il Vangelo di Giovanni. Va dunque tenuto presente che queste conferenze si propongono entrambi gli scopi. Non si tratta solo di considerazioni ''intorno'' al Vangelo, ma ci proponiamo di
penetrare, sulla scorta di esso, entro profondi misteri dell'esistenza e di stabilire come debba procedere la conoscenza scientifico-spirituale, quando si riallaccia a uno qualsiasi dei grandi documenti trasmessi dalle diverse religioni.
===Citazioni===
*L'uomo può raggiungere i segreti dell'esistenza mediante l'uso delle sue facoltà interiori, che con la propria conoscenza può giungere fino alle forze e alle entità creatrici del mondo. (p. 8)
*Ora, dicevo, verso la metà del [[medioevo]] esisteva negli animi cristiani d'Europa una corrente che agiva in profondità; infatti, l'originario senso spirituale della dottrina dell'[[eucaristia]] aveva subìto, da parte dell'autorità, una diversa interpretazione, tinta di materialismo. Di fronte alle parole: «Questo è il mio corpo...; questo è il mio sangue», gli uomini non riuscivano più a concepire altro che un processo materiale, una materiale trasformazione di pane e vino in carne e sangue. Ciò che prima era stato concepito spiritualmente, ora cominciava a venire immaginato in modo grossolanamente materiale. Qui dunque il [[materialismo]] s'insinua nella vita religiosa, molto tempo prima di conquistare la scienza. (p. 14)
*Quando l'uomo dorme il suo corpo fisico e quello eterico giacciono nel letto; il corpo astrale e l'io sono in certo modo sciolti dalla connessione col corpo fisico e con l'eterico, trovandosi quindi al di fuori di questi corpi, purché s'intenda quest'espressione in senso non spaziale, ma spirituale. (p. 23)
*Se vogliamo mettere in evidenza nel modo più elementare la differenza tra il corpo fisico umano e il corpo fisico d'un minerale (poniamo d'un cristallo), possiamo esprimerla così: il cristallo, se non viene distrutto dall'esterno, conserva la propria forma. Il corpo fisico umano non è in grado di conservare da se stesso la propria forma; esso la conserva solo finché e in quanto è compenetrato da un corpo eterico, da un corpo astrale e da un io. Dal momento in cui questi tre elementi costitutivi se ne staccano, il corpo fisico comincia a diventare qualcosa del tutto diverso da ciò che era stato fra la nascita e la morte: segue le leggi fisiche e chimiche della materia e si decompone, mentre il corpo fisico del minerale si conserva. (p. 25-26)
*Ciò che affluisce nella luce solare fisica contiene in sé le forze spirituali d'amore appunto di quei sei spiriti di luce: i sei [[Elohim]] che troviamo menzionati nella [[Bibbia]]. Uno dei sette, invece, si separò dagli altri per il bene dell'umanità, ed elesse a propria dimora non il Sole, ma la Luna; e quest'uno degli spiriti di luce, che rinunciò volontariamente all'esistenza solare e si prescelse la Luna, non è altri che colui che l'Antico Testamento chiama "Jahve" o "Jehova". (pp. 49-50)
*L'autore del Vangelo di Giovanni sottolinea con forti parole questo: "No, non dovete considerare il [[Cristo]] come un essere soprasensibile, che rimane invisibile, pur costituendo il fondamento di ogni cosa materiale; dovete al contrario attribuire la massima importanza al fatto che il Verbo si è fatto carne e che ha abitato fra noi!" Questa è la sottile differenza fra il cristianesimo esoterico e la gnosi originaria. La gnosi non conosce il Cristo come lo conosce il cristianesimo esoterico, ma solo come un'entità spirituale; e in Gesù di Nazareth essa scorge tuttalpiù un annunciatore umano, più o meno strettamente legato a quell'entità spirituale. La gnosi non vuol rinunciare al Cristo che rimane invisibile; il cristianesimo esoterico, invece, è sempre stato consono al Vangelo di Giovanni, fondato solidamente sulle parole: «E il Logos si è fatto carne e ha abitato fra noi» (1, 14). <br />Colui che è apparso nel mondo visibile è una reale incarnazione dei sei [[Elohim]], del Logos. (p. 53)
*Ma fintanto che il corpo eterico si trova entro quello fisico, non è possibile che vi s'imprima veramente ciò che si è formato per mezzo degli esercizi di meditazione. A questo fine, in passato, occorreva che il corpo eterico venisse tratto fuori dalla connessione col corpo fisico. Quando pertanto, in quei tre giorni e mezzo del sonno simile alla morte, il corpo eterico veniva tratto fuori dal corpo fisico, s'imprimeva in esso tutto quanto era stato preparato nel corpo astrale, e l'uomo sperimentava il mondo spirituale. Quando poi veniva richiamato dal sacerdote iniziatore entro il corpo fisico, egli era un testimone di ciò che avviene nei mondi spirituali, per testimonianza propria. (p. 62)
*Così il Vangelo di Giovanni vuole mostrarci che il Cristo è colui che dette il grande impulso all'uomo, perché potesse ricevere la forza per sentirsi in eterno quale singolo io individuale. Questa è la svolta dell'Antico Patto al Nuovo Patto: nell'Antico vigeva sempre il carattere dell'anima di gruppo, per cui ogni io si sentiva apparentato agli altri, senza sentire veramente se stesso, né gli altri io; mentre sentiva ciò che li accoglieva in comune: l'io del popolo o della stirpe. (p. 70)
*Per molta gente che oggi si chiama cristiana e si richiama al Vangelo, bisogna domandare se, in realtà, essi posseggano il Vangelo. Di questo si tratta: prima di tutto, possedere il Vangelo. E con un documento della profondità del Vangelo di Giovanni occorre veramente pesare sulla bilancia di precisione ogni parola, per riconoscerla nel suo vero valore. (p. 79)
*Il [[Cristo]] venne per spiritualizzare l'amore, per scioglierlo dei legali del sangue e per infondere la forza, per dare impulso all'amore spirituale. (p. 86)
*L'alcool ebbe una certa missione nel corso dell'evoluzione dell'umanità: per quanto possa apparire singolare, esso ebbe il compito di preparare, per così dire, il corpo umano a venire staccato dalla connessione col mondo divino, perché potesse svilupparsi l"'io sono" individuale. Infatti l'alcool ha l'effetto di precludere all'uomo il contatto col mondo spirituale, nel quale l'uomo si trovava in passato. Questo effetto, l'alcool lo possiede tuttora. L'alcool non è stato introdotto invano nell'umanità. In futuro si potrà affermare nel pieno senso della parola che l'alcool ebbe il compito di attrarre l'uomo giù nella materia, sì da renderlo egoistico, da portarlo al punto di esigere per sé il proprio io, di non metterlo più al. servizio di tutto il proprio popolo. Così dunque l'alcool ha reso all'umanità il servizio opposto a quello dell'anima di gruppo: ha tolto agli uomini la facoltà di sentirsi uniti in un tutto nei mondi spirituali. (p. 89)
*Che cosa deriva all'uomo dal fatto che quella trasformazione non è oggi ancora avvenuta? La scienza dello spirito lo enuncia in modo assai semplice: per il fatto che il [[corpo astrale]] non è ancora purificato, non è ancora trasformato nel sé spirituale, è possibile l'[[egoismo]]; per il fatto che il [[corpo eterico]] non è ancora permeato dalle forze dell'io, sono possibili la menzogna e l'errore; e per il fatto che il corpo fisico non è ancora permeato dalle forze dell'io, sono possibili la malattia e la morte. Nel sé spirituale pienamente sviluppato non vi sarà più egoismo; e così non vi saranno più malattia e morte, ma solo salvezza e salute, nell'uomo-spirito pienamente evoluto, cioè nel corpo fisico interamente sviluppato e trasformato. (p. 127)
*Fintantoché un uomo giudica il prossimo, egli lo sottopone alla coercizione del proprio io. Ma se si crede veramente all'lo-sono, nel senso cristiano, allora non si giudica più, ma si dice: "So che il [[karma]] è il grande pareggiatore: qualunque cosa tu abbia compiuto, io non ti giudico!" (p. 131)
*Un profeta vuole che gli si creda, mentre la scienza dello spirito non vuol condurre alla fede, bensì alla conoscenza. Perciò noi interpretiamo nell'altro senso il detto di [[Voltaire]]; egli dice che ciò che è semplice viene creduto ed è affare del profeta; la scienza dello spirito dice: "Ciò che è complesso, invece viene conosciuto". Dobbiamo familiarizzarci sempre più con la nozione che la scienza dello spirito è qualcosa di complesso: non è una professione di fede, ma una via alla conoscenza. (p. 215)
==''Il Vangelo di Luca''==
===[[Incipit]]===
Qualche tempo fa, riuniti qui, abbiamo potuto studiare le correnti più profonde del cristianesimo dal punto di vista del vangelo di Giovanni. Allora ci si sono presentate allo sguardo spirituale le poderose immagini e idee che si possono acquistare quando si approfondisca questo documento dell'umanità, unico nel suo genere. Abbiamo già fatto rilevare allora che le massime profondità del cristianesimo si palesano quando lo si studi col vangelo di Giovanni alla mano. E chi abbia ascoltato quelle o altre conferenze sul medesimo Vangelo, potrebbe chiedersi: è possibile che i punti di vista, veramente profondissimi per molti riguardi, che si possono acquistare con la lettura del vangelo di Giovanni, possano ampliarsi e approfondirsi con lo studio di altri documenti cristiani, per esempio con lo studio dei vangeli di Luca, di Matteo e di Marco? Chi ama adagiarsi nelle teorie, si chiederà: è proprio necessario che, dopo aver preso coscienza che nel vangelo di Giovanni ci si presentano le verità cristiane più profonde, si continui ancora a studiare il cristianesimo secondo gli altri Vangeli, e soprattutto secondo il meno profondo, il vangelo di Luca?
===Citazioni===
*[...] l'autore del Vangelo di Giovanni (a prescindere da quanto egli vi ha pur sempre introdotto di immaginativo) noi lo possiamo chiamare l'annunziatore di tutto ciò che, sull'evento del Cristo, risulta a chi possiede la parola interiore, fino al grado dell'intuizione. Infatti, in sostanza egli ci caratterizza i misteri del regno del Cristo dal punto di vista della parola interiore, ovvero del Logos. A base del Vangelo di Giovanni sta dunque la conoscenza ispirativa e intuitiva. (p. 14)
*[...] possiamo dire che il [[Vangelo secondo Giovanni|Vangelo di Giovanni]] è fondato sull'iniziazione, e gli altri tre vangeli (soprattutto quello di Luca, secondo la dichiarazione stessa del suo autore) sono basati sulla chiaroveggenza. (p. 16)
*La scienza dello spirito non ha le sue fonti né negli scavi fatti in terra, né nei documenti conservati negli archivi, né nelle cronache di storici più o meno ispirati. Fonte della scienza dello spirito è quello che siamo in grado di leggere noi stessi nella cronaca imperitura, nella cosiddetta ''cronaca dell'akasha''. (p. 18)
*Il Vangelo dell'amore e della compassione ci si presenta in modo vivo nel vero buddhista che partecipa col suo caldo cuore a tutto il dolore che incontra nel mondo in ogni essere vivente. Nel [[buddhismo]] l'amore e la compassione ci vengono presentate nel vero senso della parola. Ma dal vangelo di Luca ci fluisce qualcosa che è ancor maggiore di quell'amore e di quella compassione. Ci fluisce qualcosa che possiamo chiamare la trasmutazione della compassione e dell'amore in azione, nell'azione che è necessaria all'anima. Il buddhista aspira alla compassione nel senso più alto della parola; l'amore operante è invece ciò a cui aspira chi vive nel senso del [[vangelo di Luca]]. Il buddhista è capace di sentire col malato le sue sofferenze; dal vangelo di Luca giunge all'uomo l'invito a intervenire con la sua attività, a sanare il male fin dove è possibile. Il buddhismo insegna a comprendere tutto ciò che vivifica l'anima umana; il vangelo di Luca ci esorta a qualcosa di straordinario, a non giudicare, a fare più di quanto non venga fatto a noi. Dare più di quanto non si riceva! L'amore trasformato in azione: ecco quello che deve apparirci come un grado superiore del buddhismo nel vangelo di Luca, quantunque questo Vangelo contenga in sostanza il più puro, il più schietto buddhismo. (p. 48)
*Se dunque volessimo fare di un bambino uno spirito particolarmente inventivo, che non solo sapesse vivificare il suo pensiero, che in età più avanzata fosse poi in grado di svilupparlo portandolo a una produttività superiore, allora dovremmo innanzitutto impedire che quel bambino, all'età di sei o Sette anni, studiasse come studiano gli altri bambini e cominciasse ad apprendere le nozioni che gli altri bambini apprendono a scuola. Dovremmo anzi cercare che, di tutto quanto generalmente s'insegna a quell'età, gli venga insegnato il meno possibile; dovremmo tenerlo fino a dieci-undici anni in un clima di giochi infantili, e insegnargli il minor numero possibile di nozioni scolastiche, cosicché, possibilmente, a otto o nove anni egli non sappia ancora tirar le somme e legga molto male. Poi, verso gli otto o nove anni, dovremmo cominciare a insegnargli tutto ciò che generalmente si insegna ai bambini di sei-sette anni. In tal caso le forze umane si saranno sviluppate in tutt'altro modo, e l'anima userà in modo diverso ciò che ora le viene insegnato. (p. 71)
*Donde proveniva dunque la grande forza vivificatrice del corpo di [[Gesù]]?<br />Proveniva dalla loggia madre dell'umanità, diretta dal manu dal grande iniziato solare. Nel bambino nato dalla coppia di genitori, che il [[vangelo di Luca]] chiama Giuseppe e Maria, fu immersa una grande forza individuale che era stata coltivata e curata nella loggia madre del grande oracolo solare. In quel bambino fu introdotta la migliore e la più forte di quelle individualità. (p. 81)
*Abbiamo veduto il buddhismo penetrare e operare nella personalità del bambino nato dalla coppia della linea natanica della casa di Davide, come ci descrive il vangelo di Luca. Dall'altro lato vediamo che un'altra coppia, un altro Giuseppe e un'altra Maria con il bambino Gesù, discendenti dalla linea salomonica della stirpe di Davide, risiedevano dapprima a [[Betlemme]], come ci descrive il vangelo di Matteo. Questo bambino [[Gesù]] della linea salomonica è il portatore dell'individualità, vissuta un tempo quale [[Zarathustra]], che aveva fondato la civiltà persiana più antica. Sicché, all'inizio della nostra era, troviamo l'una accanto all'altra, incarnate per così dire in due individualità effettive, le due correnti del buddhismo e dello zarathustrismo; la prima, incarnata nel Gesù natanico di cui ci parla Luca, la seconda, nel Gesù salomonico della stirpe di Davide di cui ci parla Matteo. Le nascite dei due bambini non sono però perfettamente contemporanee. (p. 88)
*E l'evento del Cristo, che doveva aver luogo nell'Asia Minore, rendeva in certo modo necessario che in quella zona l'evoluzione rimanesse indietro rispetto all'India, per poter accogliere più tardi, in modo nuovo, ciò che all'India era Stato dato in altro modo. Nell'Asia Minore dovette esservi un popolo che potesse, per così dire, rimanere più indietro degli altri popoli d'Oriente, un popolo che si sviluppasse in tutt'altro modo. Mentre i popoli orientali erano stati formati in modo da poter vedere il bodhisattva divenuto Buddha, i popoli dell'Asia Minore – e specialmente l'ebraico antico – avevano dovuto esser trattenuti a un livello più basso, ad un livello infantile: questa fu una necessità. (p. 108)
*Come poteva la direzione spirituale dell'umanità provvedere a che, accanto alla corrente buddhistica, ne scorresse un'altra, la quale solo più tardi potesse accogliere il contenuto del [[buddhismo]]? Vi poteva provvedere solo in un modo: togliendo all'antica civiltà ebraica la possibilità di produrre uomini che sviluppassero il dharma per forza propria, e trattenendoli dal giungere in se stessi all'ottuplice sentiero. La civiltà ebraica non doveva avere un Buddha. Ciò che si era sviluppato nel buddhismo doveva essere dato all'ebraismo dall'esterno. Perciò, molto tempo prima dell'apparizione del Buddha, al popolo ebreo fu data la legge; non fu data interiormente, bensì esteriormente, mediante la rivelazione del decalogo, mediante i dieci comandamenti (Esodo 20, 2-17). Ciò che doveva diventare possesso interiore del buddhismo venne dato all'antico popolo ebreo nel decalogo, in una serie di leggi esteriori, come qualcosa che si riceve da fuori, che non si è ancora immedesimato con l'anima. Perciò l'antico ebreo sentiva i comandamenti come qualcosa che gli veniva dato dal cielo, a causa dell'infantilità del suo grado di sviluppo. (p. 109)
*Come noi definiamo lunare la luce del sole, quando la vediamo riflessa dalla [[Luna]], così allora il [[Cristo]] veniva chiamato Jahve o [[Geova|Jehova]]. Jahve non era altro che il riflesso del Cristo, prima che egli stesso discendesse sulla Terra. Il Cristo si annunziava indirettamente all'essere umano che non era ancora in grado di contemplarlo nella sua vera entità; similmente nel plenilunio, che altrimenti sarebbe oscuro, la luce del Sole si annunzia attraverso i raggi lunari. Jahve, Jehova è il Cristo, non veduto direttamente, ma come luce riflessa. (pp. 129-130)
*Questo tredicesimo {{NDR|[[bodhisattva]]}} è quello che gli antichi risci chiamavano Visva Karman, e che [[Zarathustra]] chiamò [[Ahura Mazdā|Ahura Mazdao]]; è colui che noi chiamiamo il Cristo. Egli è il condottiero e la guida della grande loggia dei bodhisattva, e il loro intero coro annunzia la dottrina del Visva Karman, la dottrina del Cristo. Colui che cinque-sei secoli avanti Cristo era passato dal grado di bodhisattva a quello di Buddha, era stato ornato delle forze del Visva Karman. Il Gesù natanico invece, che accolse in sé il Cristo, non fu soltanto "ornato", ma fu "unto", ossia fu compenetrato dal Visva Karman, fu pervaso dal Cristo. (p. 134)
*Il Cristo Gesù dovette comparire appunto in quell'epoca. Se fosse comparso nell'epoca nostra, non avrebbe potuto operare come operò allora, non avrebbe potuto presentarsi come modello all'umanità. Nell'epoca nostra avrebbe trovato organismi umani molto più profondamente immersi nella materia fisica. Ed egli stesso avrebbe dovuto discendere in un organismo fisico, entro il quale il poderoso influsso dell'animico-spirituale sulla materia non avrebbe più potuto attuarsi come a quei tempi. (p. 152)
==''Il Vangelo di Marco''==
===[[Incipit]]===
È noto che il vangelo di Marco comincia con le parole: «Principio del vangelo di Gesù Cristo». Già queste prime parole contengono tre enigmi per chi, ai giorni nostri, cerchi di comprendere il vangelo di Marco. Il primo enigma sta nella parola "principio". Il principio di che cosa? Come si deve intendere questo principio? II secondo enigma si trova nella parola "vangelo". Che cosa significa la parola "vangelo", dal punto di vista
dell'[[antroposofia]]? Il terzo enigma è la figura stessa del Cristo Gesù, del quale abbiamo già parlato spesso.
===Citazione===
*Già da molto tempo negli spiriti più profondi dell'umanità si era venuto affermando un dato di fatto: senza conoscere nulla della reincarnazione e del karma, quando contemplavano un'anima veramente grande, per descriverla nella sua realtà più essenziale, echeggiava in loro qualcosa che proveniva dalle incarnazioni precedenti. Come [[William Shakespeare|Shakespeare]] descrisse [[Amleto]] a quel modo, ignorando del tutto che in Ettore e in Amleto era vissuta la medesima anima, così [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]] descrive la figura di Faust come se dietro ad essa intravvedesse l'anima di Empedocle con tutte le sue singolarità: appunto perché in Faust era presente l'anima di [[Empedocle]]. Ed è proprio caratteristico questo modo di progredire e di avanzare del genere umano. (p. 20)
*Se le diverse religioni prendessero sul serio il principio dell'ammissibilità di tutte le religioni, e non lo usassero solo come un'etichetta, non si scandalizzerebbero più del fatto che l'[[Occidente]] non abbia adottato un Dio nazionale, ma un Dio che non ha nulla a che vedere con una qualsiasi nazionalità, in quanto è una entità cosmica. Gli [[India|Indiani]] parlano dei loro dèi nazionali. È quindi perfettamente naturale che ne parlino in modo diverso da come parlano uomini che non seguono, ad esempio, una divinità nazionale germanica, ma si raccolgono intorno a un'entità che si è incarnata in un popolo lontano e diverso dal loro. Si potrebbe parlare di una contrapposizione del principio religioso occidentale a quello orientale indiano, se si volesse per esempio dichiarare che Wotan è superiore a [[Krishna]]. Nel caso del [[Gesù|Cristo]] questo non è possibile. Sin dall'inizio Egli non appartiene ad alcun popolo singolo, ma al contrario realizza il più bello dei princìpi della scienza dello spirito: il riconoscimento della verità, senza distinzione di colore, di razza, di stirpe. (p. 40)
*Non esistevano in quei tempi antichi la scienza odierna, e neppure il pensiero comune, il sobrio raziocinio o la forza del giudizio logico. L'uomo stava di fronte al mondo esterno, lo percepiva, ma non l'analizzava in concetti, non conosceva la logica, né rifletteva sulle cose combinandole fra loro. Oggi è perfino difficile raffigurarsi tale condizione, perché oggi si riflette, si pensa su ogni cosa. L'uomo antico invece non pensava in questo modo: passava vicino alle cose, le vedeva e se ne imprimeva le immagini; ne trovava poi la spiegazione quando guardava il suo mondo immaginativo sognante, negli stati intermedi fra veglia e sonno. Vedeva allora immagini. (p. 74)
*L'[[oriente]] ha da conservare la grandezza del tempo passato, l'[[Occidente]] si impegna a preparare in anticipo quel che dovrà maturare più tardi. (p. 79)
*È strano che qualcuno affermi che noi attribuiamo al [[cristianesimo]] una posizione di preminenza rispetto alle altre religioni. [...] Noi rinunciamo a usare termini come "superiore" e "inferiore", ma vogliamo caratterizzare le cose secondo la loro verità. (p. 98)
*E poiché nel Cristo Gesù la pienezza dell'io penetrò per la prima volta in un corpo umano, nella misura massima possibile, quel corpo dovette presentarsi a un certo punto non già con una sola lesione (come nelle individualità dotate anticamente di un super-io), ma con cinque piaghe. Quelle cinque piaghe erano rese necessarie dall'esorbitare dell'entità del [[Gesù|Cristo]], cioè dell'io umano nella sua pienezza, al di fuori dei limiti della forma corporea umana. La croce dovette essere eretta sul piano fisico e storico, a causa di quella esuberanza dell'io. (p. 126)
*Esaminando la filosofia vedanta di Vyasa, possiamo constatare che essa non è elaborata alla maniera delle filosofie occidentali, pregne di idee, permeate di raziocinio: è per così dire ancora tirata giù dai mondi superiori e solo tradotta in parole umane. La sua caratteristica è di non essere stata conquistata mediante concetti umani, elaborata come i sistemi socratico o platonico, ma veduta chiaroveggentemente. (p. 129)
*Le forze occulte incontrano invece le difficoltà maggiori quando ci si trova a casa propria, sia da soli, sia con parenti. (p. 139)
*Nel corso di queste conferenze è stato già messo ripetutamente in rilievo che in futuro muterà l'attecciamento della gente verso i [[Vangelo|Vangeli]], per effetto di una migliore comprensione dell'elemento artistico, della loro composizione stessa. Gli sfondi occulti dei profondi impulsi storici scaturiti dai Vangeli saranno visti nella giusta luce solamente quando si terrà conto della particolare composizione artistica di quei testi. Anche da questo punto di vista la letteratura e l'arte evangelica occupano un loro posto nell'evoluzione storica dell'umanità, come abbiamo già messo in evidenza per alcuni episodi. (p. 151)
*Guardiamo alla civiltà contemporanea, anche prescindendo dalle manifestazioni più gravi della corruzione. Non occorre dirlo a chiunque in questi termini, perché la gente non lo gradisce: tutto è meccanizzato; in verità al giorno d'oggi la nostra civiltà materialistica adora solamente il meccanismo, anche se la gente non parla di "preghiere" o di "adorazione". Tuttavia le forze dell'anima che in passato venivano rivolte verso esseri spirituali, oggi sono rivolte verso le macchine, alle quali si può proprio dire che si dedica l'attenzione che un tempo si dedicava agli dèi. Questo vale soprattutto per la scienza: per quella che da un lato ignora quanto poco essa abbia a che fare con la verità, con la verità reale, e dall'altro quanto poco abbia a che fare con la logica. (p. 176)
*Per altro avviene che la donna in quanto donna, a causa della diversa formazione del cervello e quindi del diverso modo in cui può servirsene, può afferrare le idee spirituali con maggiore facilità. L'uomo invece, appunto a causa della sua struttura corporea fisica, ha una maggiore tendenza a pensare in modo materialistico, perché il suo cervello (per esprimersi alla buona) è più duro. Il cervello femminile è più molle, è meno ostinato, meno indurito, e ripeto che con ciò non si vuole affermare proprio niente sulla singola personalità, né in senso buono, né in senso cattivo. (p. 183)
==''Il Vangelo di Matteo''==
*Vorrei qui precisare esplicitamente che parlando di [[Zarathustra]] alludo a un essere che già i [[Greci|greci]] assegnavano a un'epoca di circa {{formatnum:5000}} anni precedente la guerra di Troia, e che quindi non è da identificarsi con quello che la storiografia esteriore chiama Zarathustra, e neppure con colui che viene menzionato con tale nome al tempo di Dario. Lo Zarathustra dei tempi remoti aveva dunque un protettore al quale possiamo attribuire il nome di Gustasb, col quale fu designato più tardi. (2012, p. 25)
*Dapprima [[Zarathustra]] visse in tempi antichissimi dando il suo caratteristico impulso all'evoluzione post atlantica, con la fondazione della civiltà palio persiana, iranica. Più tardi egli cedette il proprio [[corpo astrale]] per inaugurare attraverso [[Ermete Trismegisto|Ermete]] una nuova civiltà, e poi cedette a [[Mosè]] il proprio [[corpo eterico]]. (2012, p. 60)
*Qualcosa viene ereditato dai genitori, dai nonni, e così via; quanto più si risale nella serie degli antenati, tanto meno rimane presente in noi delle impurità del nostro intimo essere, trasmesse ereditariamente: dopo quarantadue generazioni, non ne rimane più nulla. A questo punto, l'effetto dell'ereditarietà si è perduto. (2012, p. 90)
*Risalendo poi da [[Abramo]] addirittura fino all'epoca atlantica e prima ancora, dobbiamo riconoscere che la [[memoria]] era realmente qualcosa del tutto diverso da come è oggi. Prima di tutto non ci si ricordava soltanto, come adesso, delle esperienze personali fatte in una singola vita, ma con lo scorrere del sangue si aveva un ricordo anche di eventi precedenti la nascita, e di eventi riguardanti il padre, l'avo e così via per una serie di generazioni; solo più tardi la memoria andò restringendosi a tempi più brevi e poi a una singola vita umana. (2012, p. 103)
*[...] il [[nazireato]] consisteva (anche prima della fondazione della comunità dei [[Terapeuti]] e degli [[Esseni]]) nel fatto che singoli uomini si sottoponevano a ben determinati metodi di Sviluppo dell'anima e del corpo. In modo particolare, i nazirei applicavano un metodo fondato su una certa dieta (che del resto può essere utile anche oggi, se qualcuno vuol progredire più rapidamente nello sviluppo della propria anima). Essi si astenevano del tutto dal consumare cibi a base di carne, nonché dall'uso dell'alcool. Con ciò essi si creavano certe facilitazioni, in quanto realmente l'alimentazione carnea è in grado di rallentare l'evoluzione di chi tenda a un progresso spirituale. Questo non vuol essere propaganda per il [[Vegetarianismo|vegetarianesimo]]: è un dato di fatto che molti problemi divengono meno ardui se ci si astiene dalla dieta carnea. Si può acquistare una maggior forza di resistenza nell'anima, si possono accrescere le proprie capacità di superare gli ostacoli derivanti dal corpo fisico e dall'eterico, se viene eliminata la dieta carnea. L'uomo può diventare più produttivo spiritualmente; ma non lo diventa certo solo per il fatto di non nutrirsi di carne, bensì soprattutto accrescendo le forze della propria anima. (1979, p. 111)
*Si tratta dunque di due coppie di genitori, entrambi di nome Giuseppe e Maria (erano nomi frequenti, a quei tempi, ma col modo odierno di comprendere il senso dei nomi propri non si può trarre nessuna conseguenza dal fatto che si chiamavano Giuseppe e Maria) e di due fanciulli di nome [[Gesù]]. Di uno di questi, discendente dalla linea salomonica della casa di Davide, ci parla la genealogia del vangelo di Matteo. Dell'altro Gesù, discendente della linea nathanica e figlio di una diversa coppia di genitori, parla invece il vangelo di Luca. I due fanciulli crescono vicini l'uno all'altro, sviluppandosi fino all'età di dodici anni. Questi sono fatti menzionati dai [[Vangelo|Vangeli]], e i Vangeli si esprimono correttamente in ogni punto. Fintanto che si volle impedire che la gente conoscesse la verità, o fino a che la gente non voleva apprenderla, si è cercato di impedire la conoscenza diretta dei Vangeli. I Vangeli debbono essere solo compresi: essi dicono il vero. (2012, p. 113)
*Ogni forma d'[[Iniziazione|iniziazione]] consiste nel preparare l'uomo, nel rafforzarne gli organi, perché egli possa sostenere quell'urto, quando penetra nel macrocosmo. Uno degli aspetti essenziali dell'iniziazione è dunque il familiarizzarsi, l'illuminarsi, il diventar percepibile del mondo in cui ci troviamo durante la notte, e di cui durante il sonno ignoriamo tutto. (2012, p. 121)
*A quel tempo le forze dell'anima o dello spirito esercitavano ancora un'influenza assai maggiore, un'influenza per così dire immediata sul corpo fisico, mentre più tardi quest'ultimo divenne più denso e meno sensibile alle forze dell'anima. Per tale ragione era possibile allora effettuare delle guarigioni valendosi delle forze dell'anima; l'anima aveva un potere molto maggiore di compenetrare il corpo con le forze risanatrici provenienti dal mondo spirituale, sì da rimetterlo in ordine quando ne era stata turbata l'armonia. Questo potere dell'anima sul corpo andò gradatamente diminuendo, per effetto del corso dell'evoluzione. Le guarigioni dei tempi antichi erano dunque in larga misura fondate su processi spirituali. Coloro che venivano considerati medici non lo erano nel senso che si dà oggi al nome di medico; erano piuttosto dei guaritori, in quanto agivano sul corpo attraverso l'anima del paziente. Essi purificavano l'[[anima]], compenetrandola di sani sentimenti, impulsi e forze volitive, mediante gli influssi animico-spirituali che erano in grado di esercitare, sia nello stato della percezione fisica ordinaria, sia nel cosiddetto "sonno del tempio" o in altre condizioni simili, che non erano poi che un modo di porsi dell'uomo in uno stato di [[chiaroveggenza]]. (2012, p. 176)
*Che cosa fanno invece certi commentatori faciloni? Poiché nel [[Vangelo secondo Matteo|vangelo di Matteo]] si vedono una volta nutriti quattromila con sette pani, e un'altra cinquemila con cinque pani, quest'ultima scena viene giudicata una semplice ripetizione della prima e si accusa l'autore negligente di avere sbagliato nel copiare! Non dubito che per certi libri scritti nel nostro tempo, questo possa effettivamente accadere; ma i [[Vangelo|Vangeli]] non sono stati certo scritti in quel modo. Se in essi si trova ripetuta due volte una narrazione, ciò ha un suo profondo significato. (2012, p. 184)
*Andiamo incontro a un tempo nel quale le forze superiori dell'uomo potranno percepire il [[Gesù|Cristo]] (ciò va accolto come una comunicazione). Già prima della fine del secolo ventesimo a un piccolo numero di uomini (come a Teodora in ''La porta dell'iniziazione'') si sarà dischiusa la vista spirituale, sicché potranno avere la stessa esperienza che ebbe Paolo a [[Damasco]]: egli poté averla già allora in quanto era "un prematuro" (1 Corinzi 15,8). Prima della fine del secolo ventesimo un certo numero di uomini ripeterà l'esperienza fatta da Paolo davanti a Damasco (Atti degli Apostoli 9,1-22); essi non avranno più bisogno dei Vangeli né di altri testi per riconoscere il Cristo. La loro esperienza interiore li illuminerà sul Cristo, il quale apparirà "sulle nuvole", cioè nella sfera eterica (Daniele 7, 13; Matteo 24,30; Apocalisse 1,7). (2012, p. 188)
*In quanto [[Antroposofia|antroposofi]] abbiamo spesso enunciato che il Cristo non appartiene solo ai "cristiani", poiché si tratta del medesimo essere che [[Zarathustra]] chiamava [[Ahura Mazdā|Ahura Mazdao]] e che gli antichi sette risci indiani chiamavano Vishva Karman. Noi viviamo in [[Occidente]], ma sappiamo che anche in [[Oriente]] si parla del Cristo, con altre denominazioni. (2012, p. 239)
==''L'azione delle stelle e dei pianeti sulla vita terrestre''==
*Se i fisici potessero viaggiare su un qualche veicolo adatto, sarebbero stupiti di non trovare il [[Sole]] che somiglia ad un gas. Essi troverebbero una cavità, una vera cavità che appare come luce. E ciò che essi troverebbero sarebbe proprio lo spirituale. (pp. 16-17)
*Se fra i [[cane|cani]] vi fosse uno [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]], che avesse un analogo modo di pensare, potrebbe scrivere i libri interessanti! Schopenhauer ha scritto un libro, ''[[Il mondo come volontà e rappresentazione]]'', perché era un uomo, il suo cervello olfattivo era stato trasformato in organo della ragione. Il cane scriverebbe un interessante libro: ''Il mondo come volontà e profumo''. Vi si potrebbero trovare molte cose che l'uomo non può sapere, perché l'uomo si fa delle rappresentazioni, mentre il cane fiuta. Io credo anzi che, se il cane fosse uno Schopenhauer, il libro che esso scriverebbe sarebbe molto più interessante del libro scritto da Schopenhauer stesso, ''Il mondo come volontà e rappresentazione!'' (p. 18)
*Le [[Razza umana|razze]] vissero originariamente in luoghi diversi sulla [[Terra]]. In un luogo si formò una razza, in un altro luogo se ne formò un'altra. Qual è la causa di ciò? Potremmo benissimo spiegarlo rilevando che su una determinata regione della Terra ha un'influenza particolarmente forte un certo pianeta, e su un'altra regione un altro pianeta. Se andiamo per esempio in [[Asia]], troviamo che là, sul suolo asiatico, agisce in modo speciale tutto ciò che scorre giù sulla Terra da [[Venere (astronomia)|Venere]]. Se andiamo sul suolo americano, troviamo che vi agisce in modo particolare ciò che vien giù da Saturno; e in [[Africa]] ciò che viene da [[Marte (astronomia)|Marte]]. Cosicché troviamo che su ogni parte della Terra agisce in modo particolare un pianeta diverso. (p. 20)
*[[Marte (astronomia)|Marte]], per quanto lo si può esplorare [...] si rivela consistere essenzialmente di una massa più o meno fluida, non come la nostra, ma come una gelatina o qualcosa di analogo. Marte è fluido in questo modo. Certo ha anche delle parti solide, però non tanto dense come sulla nostra terra, ma circa come le corna degli animali. (p. 29)
*Si parla sempre dei canali di Marte, di canali cioè che dovrebbero esistere su Marte. Ma perché se ne parla? Su Marte non si vedono che delle linee, e queste vengono chiamate "canali". Ciò è giusto, ed anche non giusto. <br />Poiché Marte non è solido nel senso corrente sulla terra, non si può, naturalmente, parlare di canali come ne esistono sulla terra; ma si può dire invece che su Marte vi è qualcosa di simile ai nostri monsoni. (p. 29)
*Se si considera il [[Sole]], si vede che esso ha il massimo influsso. Ma il Sole ha questo massimo influsso su tutto ciò che, sulla [[Terra]], è morto e deve, ogni anno, essere chiamato alla vita; mentre la [[Luna]] ha un influsso solo sulla vita, e non su ciò ch'è morto. [[Marte (astronomia)|Marte]] ha, per esempio, un influsso soltanto su ciò che sta in una vita più fine, nella sensazione; e gli altri pianeti esercitano il loro influsso solo sull'elemento animico e sullo spirituale, e così via. Il Sole è così veramente il corpo celeste che, sulla Terra, agisce nel modo più intenso fin dentro i minerali. La Luna non può far nulla sui minerali, Marte ancora meno. (p. 32)
*Se ci si vuole rappresentare come sia oggi [[Marte (astronomia)|Marte]], ci si deve rappresentare come fu una volta la Terra: in tal modo si avrà davanti a sé l'aspetto di Marte. <br />Oggi noi abbiamo delle correnti regolari da sud a nord, e da nord a sud. Una volta esse erano molto più dense dell'aria; erano correnti di aria fluida; e così è oggi Marte. Vi sono su Marte correnti molto più viventi, molto più acquose, non aeriformi. (p. 32)
*[[Giove (astronomia)|Giove]], per esempio, è quasi interamente aeriforme, ma anch'esso è alquanto più denso dell'aria terrestre. Giove rappresenta, come oggi lo vediamo, uno stato a cui la Terra tende, uno stato cui la Terra perverrà in avvenire. (p. 32)
*Vedete, l'[[antroposofia]] non è sorta contro la scienza naturale; ma, poiché esiste la scienza naturale, è sorta l'antroposofia, ed essa dovette nascere per il motivo che la scienza naturale, con i suoi strumenti perfetti, con i suoi esperimenti complicatissimi, ha scoperto una quantità di fatti che, così come essa li scopre, non possono essere realmente compresi; ed infatti non sono compresi. Potranno essere compresi soltanto se si percepisce lo spirituale che sta dietro le cose, se si ammette che in ogni cosa vi è realmente un elemento spirituale. (p. 85)
*Quando ad un qualsiasi [[animale]] che si voglia nutrire col [[latte]], si dà del latte, esso può, in certe circostanze, crescere benissimo. Ma se invece si scompone il latte nei suoi componenti chimici, e si cerca di che cosa esso consista, e poi, invece del latte, si somministrano all'animale questi componenti chimici, l'animale stesso se ne va all'altro mondo, non può nutrirsi. Da che cosa dipende ciò? Dipende dal fatto che nel latte agisce qualcosa, oltre ai suoi componenti chimici; e anche nella patata vive qualcos'altro, oltre ai suoi puri componenti chimici: vi è l'elemento spirituale. Dappertutto nella natura agisce lo spirito. (p. 86)
*L'uomo deve capire che le cose nel mondo si modificano. E la più grande disgrazia, si potrebbe dire, è che una volta l'[[Uomo|umanità]] era superstiziosa, mentre ora è scientifica. Ma la superstizione si è pian piano, pezzo per pezzo, insinuata nella [[scienza]], ed oggi abbiamo semplicemente una scienza superstiziosa. (p. 98)
*Il cosmo stellare è dappertutto abitato, dappertutto pieno di anime, è dovunque animato: soltanto, le anime sono diverse. (p. 101)
*Mentre prima gli uomini sapevano, quando guardavano alla [[Luna]], che dalla Luna giungono sulla Terra le forze per ogni fecondazione (nessun essere avrebbe dei discendenti, se la Luna non inviasse le forze di fecondazione; nessun essere crescerebbe, se dal [[Sole]] non venissero le forze di crescita; nessun uomo penserebbe, se non venissero da [[Saturno (astronomia)|Saturno]] le forze di pensiero), mentre dunque una volta si sapeva tutto ciò, oggi non si conosce nient'altro che la velocità di traslazione di Saturno o della Luna, e se la Luna ha o non ha qualche vulcano spento, ma null'altro: non si vuole sapere null'altro. Soltanto si calcola ciò che si vuol sapere sulle stelle. (p. 102)
== ''La caduta degli spiriti delle tenebre'' ==
===[[Incipit]]===
Mi dà una profonda soddisfazione poter essere di nuovo qui per qualche tempo, nel luogo in cui c’è concesso erigere un segno visibile della nostra volontà e delle nostre aspirazioni, alle quali intendiamo avvicinarci sempre più con lo studio e con l’esercizio della scienza dello spirito.
===Citazioni===
* […] una volta dovetti anch’io far fotografare il certificato di battesimo, quando si affermò che ero ebreo. (p. 44)
*In virtù di una "sana concezione" si scoprirà un [[vaccino]] grazie al quale l'organismo, meglio se nella prima infanzia, meglio se è appena nato, sarai elaborato in modo che non arrivi a pensare che esistono un'anima e uno spirito. (p. 85)
*Tutta la forza dei bacilli, tutto ciò in cui i bacilli hanno una partecipazione, deriva dalla sconfitta delle schiere arimaniche che furono precipitate sulla terra dalla sconfitta del drago, così come è conseguenza di un’analoga sconfitta il fatto che la forma di pensiero arimanico-mefistofelica prese piede dopo la fine degli anni 70 {{NDR|dell'Ottocento}}. Così si può dire che, nel campo materiale, le malattie da bacilli, come la [[tubercolosi]] e altre, hanno un’origine simile a quella, in campo spirituale-animico, del [[materialismo]] intellettuale ora dominante. (p. 145)
*La luna era parte della terra, e ne fu espulsa. Quella separazione segna l’inizio di certi influssi lunari. Anche essi raggiunsero la terra a seguito di una vittoria di Michele sul drago. Quindi anche tutto quanto è in relazione con certe attività che sono parallele alle fasi ulnari, e in generale con gli impulsi che si riversano dalla luna sulla terra, ha la sua origine da un’analoga lotta di Michele col drago.<br>Queste cose stanno realmente in relazione fra loro, ed è bene porsi davanti agli occhi tale rapporto, perché esso ha un profondissimo significato. Alcuni sviluppano un’irresistibile propensione per il materialismo intellettuale, proprio perché essa deriva dal loro personale legame con rimane precipitato sulla terra. Cominciano a poco a poco ad amare gli impulsi che rimane dirige nelle loro anime, e a considerarli come qualcosa di particolarmente elevato e alto nel modo di pensare. È necessario riconquistare una coscienza del tutto chiaro di queste cose, poiché senza di essa non ci si trova in modo giusto negli avvenimenti; solo vedendo con chiarezza in queste relazioni ci si pone in un giusto rapporto con gli avvenimenti. (p. 145)
*La specializzazione fu ottima per un certo tempo. Se però continuasse, e se in particolare la gioventù universitaria venisse corrotta dalle unilateralità che provengono dalla specializzazione, saranno sempre maggiori le calamità che ne derivano, di avere cioè concetti lontani dalla realtà. In tutti gli organismi rappresentativi di città, regioni e Stati avremo persone che assolutamente non afferrano ciò che dovrebbero guidare e amministrare con le leggi, perché i loro concetti sono troppo poveri per abbracciare la realtà. La gente non ha idea alcuna che quei concetti sono troppo poveri. La realtà e infatti ben più ricca dei concetti. (p. 183)
*Vediamo così che appunto nel secolo diciannovesimo cominciano ad affermarsi i rapporti di stirpe, popolo, razza, che se ne parla come di mete ideali, mentre in realtà non è che l’inizio di un fenomeno di decadenza per gli uomini, per l’umanità. Finché infatti il sangue era sotto la signoria degli spiriti della luce, tutto quanto rientrava in quell’ambito era un segno di progresso; oggi invece, sotto la signoria degli spiriti delle tenebre, diventa un fenomeno di decadenza. Come gli spiriti delle tenebre già si erano sforzati in passato di ispirare agli uomini il senso della ribellione in nome della libertà, quando i caratteri ereditari venivano impressi dagli spiriti del progresso, nelle tre epoche future, avviandosi l’evoluzione verso la grande catastrofe, essi si sforzeranno sempre più di ispirare all’umanità i caratteri della decadenza, mantenendo vivo il culto dei caratteri ereditari e l’atteggiamento conservatore che ne consegue. (pp. 195-196)
*Nulla ostacolerà tanto il vero progresso umano, quanto il proclamare gli ideali di razza e di popolo, ideali derivati da secoli passati e conservati ad opera di potenze luciferiche che arimaniche, mentre il vero ideale dovrebbe essere trovato nel mondo puramente spirituale e non derivato dal sangue. (p. 196)
*Come in passato l’essere della gerarchia degli arcangeli da noi chiamato Michele era per così dire il vicario di [[Jahve]], così, a seguito della missione affidata agli nel 1879, sarà il vicario del [[Cristo]], dell’impulso del Cristo che mira a creare fra gli uomini vincoli spirituali il luogo di quelli soltanto naturali del sangue. Solo mediante vincoli di comunione spirituale entrerà un elemento di progresso al posto della decadenza, che è un fatto del tutto naturale. Ho detto che la decadenza è un fatto del tutto naturale perché proprio come invecchiando l’uomo non può restare bambino, ma entra col suo corpo in un’evoluzione discendente, così tutta l’umanità è entrata in un’evoluzione discendente. Abbiamo oltrepassato il quarto periodo di civiltà; insieme col quinto, il sesto è il settimo saranno la vecchiaia dell’evoluzione attuale. Credere che gli ideali antichi possono continuare è altrettanto stolto… (pp. 196-197)
*…avevo parlato a sufficienza della pedanteria di [[Woodrow Wilson]], mostrando da quali vuote superficialità proveniva quel che lui produceva. Per me non era stato necessario attendere questi ultimi anni per formarmi un giudizio su di lui. Allora ero però fuori stagione giudicandolo così, perché era ancora il tempo in cui le sue dissertazioni da ginnasiale su libertà, culture e letteratura venivano tradotte nelle lingue europee. Passerà comunque ancora molto tempo prima che ci si vergogni di aver preso con serietà quella sua politica da ginnastica. (pp. 216-217)
*Sappiamo che circa nel 1413, vale a dire nel secolo XV, vi fu il passaggio dal quarto al quinto periodo postatlantico di civiltà. […] la guida degli eventi avvenne in modo da lasciarla soprattutto, ripeto soprattutto, agli esseri della gerarchia degli [[Arcangelo|arcangeli]]. (p. 221)
*Le cose cambiano con il irrompere del quinto periodo postatlantico, perché ora gli esseri della gerarchia degli angeli diventano in qualche modo più autonomi nella guida dell’umanità. Così, nel quarto periodo postatlantico gli uomini erano più direttamente guidati dagli arcangeli, mentre nel quinto periodo, quello attuale fino al IV millennio, si ha la direzione dell’uomo da parte degli angeli. Ora quindi non si può più dire che la relazione degli angeli verso gli arcangeli sia soltanto soprasensibile. (p. 222)
*… solo fino al VII millennio le donne continueranno a essere feconde nell’ambito dell’evoluzione terrestre, e che poi qui non potrà più esservi procreazione. (p. 224)
==''L'iniziazione''==
===[[Incipit]]===
In ''ogni'' uomo esistono facoltà latenti per mezzo delle quali può acquistarsi conoscenze sui mondi superiori. Il mistico, lo gnostico, il [[Teosofia|teosofo]] parlano sempre di un mondo delle anime e di un mondo degli spiriti, che sono per loro altrettanto reali quanto quello che si può vedere con gli occhi fisici e toccare con le mani fisiche. Chi li ascolta può sempre dirsi che anch'egli può avere le esperienze di cui si parla se si sviluppa in sé talune forze che ancora dormono in lui. Si tratta soltanto di sapere come occorra adoperarsi per sviluppare tali facoltà. Un consiglio al riguardo potrà venir dato soltanto da chi già possiede quelle forze. Da quando esiste il genere umano, vi furono sempre [[scuola|scuole]] nelle quali chi possedeva le facoltà superiori istruiva coloro che aspiravano alle medesime. Tali scuole vengono chiamate ''occulte''; e l'insegnamento che vi si riceve si chiama insegnamento occulto. Tale denominazione si presta naturalmente a malintesi. Chi la ode, può facilmente essere indotto a credere che gli uomini capaci d'impartire tale insegnamento vogliano essere una speciale classe privilegiata che trattiene arbitrariamente il proprio sapere senza trasmetterlo ai propri simili.
===Citazioni===
*Potrai godere appieno del cuore e dell'affetto di un iniziato: egli ti affiderà il suo segreto solo quando ne sarai maturo. Lo potrai adulare, lo potrai torturare; nulla varrà a determinarlo a svelarti qualcosa che egli sa di non doverti confidare, perché al gradino della tua evoluzione non sei ancora in grado di accogliere in modo giusto quel mistero nella tua anima. (p. 17)
*L'occultista considera il ''godimento'' soltanto come un ''mezzo'' di nobilitarsi ''per il mondo''. Il godimento è per lui un messaggero che lo istruisce sul mondo; ma l'insegnamento ricavato dal godimento ti serve per progredire nel ''lavoro''. Non impara per accumulare tesori di sapienza per sé, ma permettere ciò che ha imparato a servizio del mondo. (p. 23)
*Di particolare importanza per l'educazione del discepolo è il modo in cui ''ascolta'' gli altri quando parlano. Deve abituarsi a far tacere del tutto la propria interiorità. Quando qualcuno esprime un'opinione, e un altro lo ascolta, nell'interiorità di questi sorge in generale un sentimento di approvazione o di opposizione. Molti si sentiranno subito spinti a esternare il loro consenso e soprattutto la loro opinione contraria. Il discepolo deve mettere a tacere ogni simile approvazione e opposizione. (p. 40)
*Le entità superiori, di cui si tratta nella scienza occulta, possono parlare soltanto a chi, ascoltando imparzialmente, sia capace davvero di accogliere interiormente le loro comunicazioni con calma, senza l'emozione di un'opinione personale o di un sentimento personale. Finché gli uomini oppongono un'opinione o un sentimento qualsiasi a quel che si ascolta, le entità del mondo spirituale tacciono. (p. 41)
*Una norma deve venir osservata: nessuno deve dedicare a esercizi occulti tempo e forza superiori a quelli di cui la sua situazione nella vita, e i suoi doveri gli permettano di disporre. Nessuno, per seguire il sentiero occulto, deve modificare a un tratto qualcosa nelle condizioni esteriori della propria vita. Se si desiderano veri risultati, occorre ''pazienza''; dopo avere eseguito per qualche minuto un esercizio, bisogna poterlo interrompere per compiere tranquillamente il lavoro quotidiano, e nessun pensiero relativo agli esercizi deve frammischiarsi al lavoro della giornata. Chi, nel senso migliore e più elevato, non hai imparato ad ''aspettare'', non è adatto alla disciplina occulta e non arriverà mai risultati di qualche valore. (pp. 45-46)
*Non occorre certo ripetere che il discepolo dell'occultismo, ''per il fatto di'' vivere nei mondi superiori, non deve trascurare alcun dovere della sua vita ordinaria. ''Nessun'' dovere nel mondo superiore può obbligarlo a trascurare uno solo dei suoi doveri nel mondo ordinario. Il padre di famiglia rimane ugualmente buon padre di famiglia, la madre rimane ugualmente buona madre, il funzionario non è impedito di assolvere i suoi obblighi e neppure il soldato o qualsiasi altra persona, se vuol diventare discepolo occulto. (p. 62)
*Chi ha acquisito la capacità di seguire principi ed ideali alti, senza curarsi di propri desideri e scopi personali, chi sa sempre compiere il suo dovere, anche quando inclinazioni e simpatie tendono a distrarlo, nella vita abituale è già ''inconsapevolmente'' un iniziato; ben poco gli mancherà per poter superare la prova descritta. (p. 64)
*Si ottiene qualcosa soltanto abbandonandosi sempre di nuovo un determinato pensiero, facendolo del tutto proprio. Esso è: "Devo far di tutto per educare la mia anima il mio spirito, ma ''aspetterò'' con calma che le potenze superiori mi giudichino maturo per una certa illuminazione". Se questo pensiero assume tale forza e noi da formare una disposizione del carattere, sia sulla giusta strada. (p. 70)
*Esiste ''una sola'' via per spogliarsi dei propri difetti e delle proprie debolezze: riconoscerli esattamente. [...] Chi si abitua alla verità verso se stesso, si apre la porta alla visione superiore. (p. 71)
*Vi sono anche altre vie che conducono più rapidamente alla meta; nulla hanno però in comune con ciò che qui è inteso, perché su chi le segue possono avere effetti che un occultista esperto non può desiderare. Siccome alcune di queste vie spesso diventano di dominio pubblico, è necessario ammonire espressamente che non conviene seguirle. Per ragioni che soltanto l'iniziato può comprendere, ''quelle'' vie non possono mai essere comunicate al pubblico nella loro vera forma. Le poche notizie frammentarie che qua e là appaiono non possono condurre ad alcun profitto, ma piuttosto a minare la salute, la felicità e la serenità dell'anima. Chi non vuole affidarsi a potenze molto tenebrose, delle quali non può conoscere né la vera natura, né l'origine, eviti di occuparsi di quelle cose. (p. 75)
*Occorre però rilevare che il desiderio generico di conseguire la conoscenza superiore non basta. Tale desiderio è naturalmente comune a molti. Chi ha ''soltanto'' il desiderio, senza la volontà di accettare le condizioni ''speciali'' della disciplina occulta, certo non arriverà lontano. A questo dovrebbe riflettere chi si lagna che la disciplina occulta non risulta facile. Chi non può o non vuole adempiere a quelle severe condizioni ''deve'' rinunziare ''per il momento'' alla disciplina occulta. Le condizioni sono ''severe'', ma non ''dure'', poiché il loro adempimento non soltanto dovrebbe, ma deve essere un atto di libera volontà. (p. 78)
*Minimi sono i risultati del lavoro, quando è compiuto per desiderio di successo, così come l'apprendimento seguito senza devozione reca poco vantaggio. Fa progredire soltanto l{{'}}''amore'' per il lavoro, non l'amore per il risultato. (p. 85)
*Se all'uomo si aprisse lo sguardo nel mondo dello spirito prima di essere a sufficienza preparato alle entità che vi esistono, dinanzi all'immagine già descritta della propria anima sarebbe anzitutto come di fronte a un enigma. Le figure dei suoi istinti e delle sue passioni gli si presentano ora con forme che sentirebbe come figure animali, o più di rado come figure umane. (pp. 114-115)
*A questo gradino della sua evoluzione, il chiaroveggente percepisce inoltre cose che sfuggono quasi, o completamente, alla comprensione sensibile. Per esempio, può osservare la diversità astrale fra un ambiente che sia per la maggior parte riempito da uomini di mentalità bassa, e uno in cui si trovino raccolte persone di mentalità elevata. In un ospedale, non soltanto l'atmosfera fisica, ma anche la spirituale, è diversa da quella di una sala da ballo. Una città mercantile ha un'aria astrale diversa da quella di un centro universitario. (p. 126)
*Finché l'anima non è veggente nel senso più alto, essa è guidata da esseri cosmici superiori. Come la vita di un cieco, che abbia acquistato la vista dopo un'operazione, diventa diversa da quella che era prima, quando doveva dipendere dall'altrui guida, così la vita del discepolo si trasforma con la disciplina occulta. Egli è maturo per sapersi guidare, e da ora in avanti deve assumere la direzione di se stesso. Appena questo succede, egli si trova comprensibilmente esposto ad errori di cui la coscienza ordinaria non ha idea. Agisce ora da un mondo dal quale potenze superiori lo influenzavano prima a sua insaputa. Quelle potenze superiori sono disciplinate dall'armonia cosmica universale. Da tale armonia cosmica il discepolo ora esce. Deve quindi fare da sé cose che prima venivano per lui compiute senza la sua cooperazione. <br />Questa è la ragione per cui i libri che trattano di questi argomenti parlano molto dei pericoli cui va incontro chi ascende ai mondi superiori. Le descrizioni, che talvolta vi si trovano di tali pericoli, si prestano veramente a far sì che anime timide rabbrividiscano di fronte alla vita superiore. Occorre però dire che questi pericoli esistono soltanto quando vengano trascurate le necessarie cautele. Se invece i consigli suggeriti dalla vera disciplina occulta sono seguiti con cura, l'ascesa si svolge attraverso esperienze che trascendono per potenza e grandezza tutto ciò che la fantasia più audace possa immaginare; ma non si può parlare di danni alla salute o alla vita. (p. 137)
*Se qualcuno mi invia un sentimento di odio, esso è visibile al chiaroveggente nella forma di una tenue nube luminosa di un determinato colore. Il chiaroveggente può difendersi da quel sentimento di odio, così come un uomo dei sensi può parare un colpo fisico diretto a colpirlo. Nel mondo soprasensibile l'odio diventa un fenomeno visibile. (p. 141)
*Il "guardiano" lo deve ammonire di non procedere oltre, se non sente in sé la forza di soddisfare le richieste contenute nel discorso su citato. Per quanto orribile possa essere la figura del "guardiano", essa tuttavia è soltanto l'effetto della passata vita del discepolo, è soltanto il suo carattere, destato a vita indipendente al di fuori di lui. (pp. 148-149)
==''La Filosofia della libertà''==
===[[Incipit]]===
Nel suo pensare ed agire è l'[[uomo]] un essere spiritualmente [[libertà|libero]], oppure si trova sotto la costrizione di una ferrea necessità di leggi puramente naturali? A pochi problemi è stato rivolto tanto acume quanto a questo. L'idea della libertà del volere umano ha trovato un gran numero di caldi sostenitori e di ostinati oppositori. Vi sono persone che nel loro pathos morale chiamano spirito limitato chi possa negare un fatto così palese come la libertà. Di fronte a queste ve ne sono altre che vedono il colmo della non scientificità nel credere interrotta la necessità delle leggi di [[natura]] nel campo dell'agire e del pensare umani.<br />
Una stessa cosa viene così in pari tempo dichiarata il più prezioso [[bene]] dell'umanità oppure la peggiore [[illusione]]. <br />Infinito acume è stato impiegato per chiarire come la libertà umana sia compatibile con l'agire della natura, alla quale anche l'uomo appartiene.<br />Non minore è l'impegno col quale dall'altra parte si è tentato di rendere comprensibile come sia potuta sorgere una simile idea errata. Che qui si abbia a che fare con uno dei più importanti problemi della vita, della religione, della pratica e della scienza, sente chiunque. (1986)
===Citazioni===
*Il piacere non ha affatto col suo oggetto lo stesso rapporto che con esso ha il concetto formato dal pensare. Io sono cosciente in modo nettissimo che il concetto di una cosa viene formato per attività mia, mentre invece il piacere è in me provocato da un oggetto in modo analogo a quello in cui, da una pietra che cade, si provoca una modificazione nella cosa su cui cade. Rispetto all'osservazione, il piacere è dato esattamente allo stesso modo in cui è dato il processo che lo produce. Ma ciò non vale per il concetto. Posso domandare perché un determinato fenomeno produca in me il sentimento del piacere. Ma non posso domandare perché un fenomeno produca in me una determinata somma di concetti. (p. 34, 1966)
*{{NDR|Per un [[idealista]] critico }} Non possono esserci per lui che due generi di uomini: gli ingenui, che ritengono cose reali i fantasmi dei propri sogni, e i saggi che vedono la nullità di questo mondo sognato e che devono quindi, via via, perdere ogni voglia di curarsene. (p. 69, 1966)
*Nel momento in cui una percezione spunta sull'orizzonte della mia osservazione, entra in azione me anche [[pensare]]. (p. 89, 2016)
*La nostra vita è una continua oscillazione pendolare fra la comunione col divenire generale del mondo e la nostra esistenza individuale. Quanto più in alto saliamo verso la natura universale del pensare, nella quale alla fine ciò che è individuale non ci interessa più che come esempio, come esemplificazione del concetto, tanto più si perde in noi il carattere dell'essere particolare, della singola ben determinata personalità. Quanto più discendiamo invece nelle profondità della vita personale e facciamo risuonare i nostri sentimenti in accordo con le esperienze del mondo esteriore, tanto più ci distacchiamo dall'esistenza universale. (pp. 91-92, 1966)
*Un essere, che avesse un numero di sensi minore di quelli che all'uomo, percepirebbe meno, del mondo; uno che ne avesse un numero maggiore percepirebbe di più. Il primo avrebbe perciò una conoscenza meno completa del secondo. (p. 104, 2016)
*Libero è l'uomo quando in ogni momento della sua vita è in grado di ubbidire a se stesso. Un'azione morale è una azione ''mia'' soltanto se può, in questo senso, dirsi libera. (p. 138, 1966)
*Il mero concetto di dovere esclude la [[libertà]] perché non vuole riconoscere l'elemento individuale, esigendone invece la sottomissione ad una norma generale. La libertà dell'agire è concepibile solo dal punto di vista dell'individualismo etico. (p. 138, 1966)
*Una chiesa o un'altra comunità generano non-libertà, quando i suoi preti o i suoi maestri si fanno dominatori delle coscienze, vale a dire quando i credenti ''devono'' prendere da loro, dal confessionale, i motivi delle proprie azioni. (p. 171, 2016)
*L'uomo è libero nella misura in cui può realizzare nella sua volontà la stessa disposizione d'anima che vive in lui quando egli è cosciente dell'elaborazione di intuizioni puramente ideali (spirituali). (p. 172, 1966)
*Noi non possiamo escogitare l'essenza della realtà con ipotesi astratte, concettuali (attraverso un riflettere puramente concettuale), ma ''viviamo'' nella realtà in quanto troviamo le idee per le nostre percezioni. (p. 210, 2016)
*Noi non vogliamo più ''credere'', vogliamo ''conoscere''. La [[fede]] esige il riconoscimento di verità che non possiamo del tutto penetrare; e ciò che non penetriamo ripugna al nostro individuo che vuol vivere ogni cosa come esperienza interiore profonda. Ci soddisfa solo il ''sapere'', il quale non si sottomette ad alcuna norma esteriore, ma sorge dall'intima vita della personalità. (p. 228, 1966)
*La massima fondamentale dell'uomo libero è quella di vivere nell'amore per l'[[azione]] e di lasciar vivere avendo comprensione per la [[volontà]] altrui.
==''La mia vita''==
===[[Incipit]]===
Accade da qualche tempo che, in discussioni pubbliche sull'[[antroposofia]] da me coltivata, vengano introdotti dati e giudizi intorno alla mia vita. E poiché se ne traggono conclusioni sull'origine di quelli che si considerano mutamenti nel mio cammino spirituale, alcuni amici hanno espresso il parere che sarebbe bene scrivessi io stesso qualcosa della mia vita.
===Citazioni===
*Là, disteso sul divano, giaceva l'Ottenebrato {{NDR|[[Friedrich Nietzsche]]}}, con la sua fronte mirabilmente bella di artista e di pensatore. Erano le prime ore del pomeriggio. Gli occhi, pur essendo spenti, apparivano ancora pervasi d'anima; ma di quanto li circondava non accoglievano più che un'immagine a cui era ormai negato l'accesso all'anima. Stavamo dinanzi a lui, ma Nietzsche non lo sapeva. Eppure si sarebbe ancora potuto credere che quel volto spiritualizzato fosse l'espressione di un'anima la quale, nel corso del mattino, avesse intensamente pensato e volesse ora riposare un momento. Credetti che la scossa interiore da me provata si trasformasse in comprensione per il genio il cui sguardo mi fissava senza vedermi. La passività di quello sguardo, lungo e fisso, sprigionò la comprensione del mio proprio sguardo, che in quel momento poté lasciar agire la forza animica dell'occhio, senza che l'altro occhio lo incontrasse. <br />E si presentò alla mia anima l'anima di Nietzsche, quasi librata sul suo capo, illimitatamente bella nella sua luce spirituale; liberamente aperta ai mondi spirituali nostalgicamente invocati, ma non trovati, prima dell'oscuramento: incatenata però ancora al corpo, conscio di essa soltanto quando il mondo spirituale era ancora per lei nostalgia. L'anima di Nietzsche era ancora presente, ma poteva tenere solo dal di fuori quel corpo che le aveva impedito di espandersi nella pienezza della sua luce finché era stata da esso circoscritta. (p. 188)
*[[Nietzsche]] partì da una visione dello spirito in forma mitica. [[Apollo]] e [[Dioniso]] erano figure che egli sperimentava e sentiva. Tutto il corso della storia dell'uomo gli apparve come cooperazione o anche come lotta fra i due. Ma egli giunse solo ad una rappresentazione mitica di essi. Non penetrò fino alla visione di vere entità spirituali. Partì dal mito spirituale e arrivò alla natura. Nell'anima di Nietzsche, Apollo rappresentava la materia secondo l'idea della scienza naturale, Dioniso operava come forza di natura. Ma così la bellezza di Apollo gli si offuscò, e la commozione cosmica di Dioniso gli si paralizzò nella fermezza delle leggi naturali. (p. 192)
*Mi accorsi di sperimentare un punto d svolta della vita umana molto più tardi di quanto non avvenga di solito per altri. Ma mi resi conto che ciò aveva per la vita dell'anima conseguenze ben determinate. Scoprii che gli uomini, passando troppo presto dal lavorìo animico entro il mondo spirituale all'esperienza del mondo fisico, non giungono ad ''afferrare in purezza'' né il mondo spirituale né il mondo fisico. Mischiano di continuo istintivamente ciò che le cose dicono ai loro sensi con ciò che l'anima sperimenta attraverso lo spirito e che da essa è poi adoperato per "rappresentarsi" le cose. (p. 234)
*[...] io non ero impegnato di fronte a nessuno al mantenimento del segreto, perché non prendevo nulla dalla "sapienza antica": la conoscenza dello spirito che io posseggo è assolutamente un risultato della mia propria ricerca spirituale. Soltanto dopo essere arrivato ad una conoscenza per le mie proprie vie, cito quello che del "sapere antico" esiste già in qualche modo pubblicato, per mostrare la concordanza e insieme il progresso che è possibile all'investigazione attuale. <br />Così, da un dato momento in poi, fui completamente in chiaro con me stesso che, presentando pubblicamente la conoscenza dello spirito, facevo una cosa giusta. (p. 291)
*Ma in gran parte i membri erano seguaci fanatici dell'uno o dell'altro dei capi della [[Società Teosofica]]; e giuravano sui dogmi di quei capi che avevano un carattere spiccatamente settario. <br />A me ripugnava questo modo di agire nella Società Teosofica, per la banalità e il dilettantismo che vi allignavano. Solo fra i teosofi inglesi trovavo una sostanza interiore, proveniente ancora dalla [[Blavatsky]], che a quel tempo [[Annie Besant]] ed altri coltivavano in modo adeguato. (p. 308)
*Quando accettai l'invito della Società Teosofica, essa era l'unica istituzione degna d'esser presa sul serio e nella quale esistesse vera vita spirituale. E se l'atteggiamento interiore, il contegno e l'attività di essa fossero rimasti quali erano allora, né per me né per i miei amici si sarebbe mai reso necessario uscirne. Tutt'al più si sarebbe potuto costituire ufficialmente, in seno alla Società Teosofica, una sezione speciale: "Società Antroposofica". <br />Invece, già dal 1906 in poi apparvero nella Società Teosofica delle manifestazioni che ne palesavano la decadenza in modo spaventoso. (p. 309)
*Quello che ho fatto, l'ho fatto per impulsi spirituali. (p. 311)
*So bene quanto ciò che ho dato nei libri sia lontano dal suscitare, per sua propria forza interiore, una tale esperienza nelle anime che li leggono. Ma so anche quanto io abbia lottato, pagina per pagina, per raggiungere quanto più potevo in questa direzione. Il mio stile non è tenuto in modo da far trapelare nei periodi i miei sentimenti soggettivi. Mentre scrivo, attutisco ciò che sale dall'intimo calore e dal profondo sentimento, in uno stile asciutto, matematico. Ma solo ''questo'' stile può essere un risvegliatore, poiché il lettore deve suscitare in se stesso il calore e il sentimento. Non può lasciare che, in uno stato di coscienza smorzata, essi vengano in lui semplicemente "travasati" dall'autore. (p. 326)
*Ciò che sarebbe stato bene capire, ma che allora fu preso in considerazione da pochissimi, era che la corrente antroposofica dava qualcosa di carattere totalmente diverso da quello che aveva la Società Teosofica. In questo carattere risiedeva la vera ragione per cui la Società Antroposofica non poté continuare a esistere come una parte di quella teosofica. I più diedero valore, invece, alle assurdità che si sono andate formando nella Società Teosofica e che hanno condotto a litigi senza fine. (p. 349)
==''La missione universale dell'Arte''==
===[[Incipit]]===
Facendo seguito alle diverse conferenze tenute qui negli ultimi tempi, vorrei oggi svolgere alcune considerazioni in merito all'evoluzione dell'umanità dopo l'avvento del [[cristianesimo]], e far notare alcune cose che risulteranno meglio proprio come conclusione delle conferenze precedenti.
===Citazioni===
*Si potrebbe dire che a sentirsi così legato alla terra ed estraneo al cosmo l'uomo è giunto oggi, tanto da considerare le [[stelle]] addirittura del tutto al di fuori della sua dimora terrena e di scarsa importanza per loro. (pp. 8-9)
*Vi è in genere nell'evoluzione dell'umanità una tendenza contraria al progresso. Oggi l'umanità ha ancora paura di formulare nuovi concetti: vorrebbe continuare a sviluppare i vecchi. Dobbiamo uscire da questa avversione al progresso. Se diverremo favorevoli al progresso, acquisiremo anche una naturale relazione verso l'antroposofia, che appunto si avvia da esigenze antiquate verso quelle attuali dell'umanità, vale a dire ad elevarsi allo spirito. (p. 21)
*Nella forma delle chiese vi è in un certo senso il desiderio dell'anima per la sua forma dopo aver abbandonato il corpo. (p. 30)
*L'artista non riuscirebbe a creare con la sua materia, se in lui non vivesse l'impulso che proviene dal mondo spirituale. (p. 57)
*Chi ad esempio sente davvero il rosso, lo splendore del rosso, sperimenterà sempre come il rosso "esca" dal quadro, come esso ci porti vicino quel che nel quadro viene raffigurato, mentre il blu ce lo porta lontano. (p. 126)
*Gli antichi poeti epici non esprimevano questi uomini avevano da dire sugli eroi stessi (questo lo si ascoltava già tutti giorni sulla piazza del mercato), ma ciò che sulle cose umane e terrene poteva dire la dea, se l'uomo le si abbandonava. Questa era la poesia epica. <br />«Cantami, o diva, del pelide Achille...», così comincia [[Omero]] l'[[Iliade|''Iliade'']]. «Musa, quell'uom di multiforme ingegno...», così Omero comincia l'[[Odissea|''Odissea'']]. Musa, diva, cioè dea. Non sono frasi fatte, ma la testimonianza intima del vero poeta epico, che non vuole parlare da sé, che fa parlare in se stesso la dea, che l'accoglie nella propria fantasia, figlia della cosmica forza di crescita, affinché il divino parli lui degli eventi del mondo. (p. 134)
*Il poeta epico sentiva come se la musa, la dea, fosse discesa in lui e giudicasse gli eventi terreni. Perciò nei tempi antichi il greco, quando come attore impersonava il dramma, voleva evitare che l'individuo umano trasparisse in lui, e per questo si metteva dei rialzi sotto i piedi; e la sua voce risuonava come attraverso una specie di strumento musicale, poiché ciò che si rappresentava nel dramma doveva essere sollevato al di sopra dell'individuo umano. (p. 135)
*Dobbiamo saperci valere bene di tutto quel che ci ha portato il naturalismo non dobbiamo perdere tutto quel che abbiamo acquisito cercando nei secoli l'ideale artistico dell'imitazione della natura. Sono cattivi artisti e cattivi scienziati quelli che guardano al [[materialismo]] con schermo; il materialismo doveva esistere. Non vale storcere la bocca di fronte all'uomo terreno meramente materiale, terrestre, di fronte al mondo materiale, ma avere invece la volontà di penetrare davvero anche con lo spirito del mondo materiale. Non dobbiamo dunque disprezzare perché il materialismo ci ha portato nella scienza e nell'arte. Dobbiamo invece ritrovare la via allo spirito, senza creare un arido simbolismo o fasulle allegorie. Simbolismo e allegorie non sono forme artistiche. Soltanto l'impulso immediato del sentire artistico attinto alla sorgente dalla quale scaturiscono le idee dell'[[antroposofia]], può essere il punto di partenza per un'arte nuova. Dobbiamo diventare artisti, non simbolisti o inventori di allegorie, salendo davvero sempre più nei mondi dello spirito grazie una conoscenza spirituale. (pp. 135-136)
==''La saggezza dei Rosacroce''==
===[[Incipit]]===
Il contenuto di queste conferenze è stato annunciato come: "La teosofia secondo il metodo dei rosacroce". Con ciò si intende l'unica vecchissima e sempre nuova sapienza, ridata in un metodo adatto alla nostra epoca; come qui verrà esposto, esso era in fondo già noto fin dal secolo quattordicesimo. In queste conferenze non verrà narrata la storia dei [[rosacroce]].
===Citazioni===
*Nell'anno 1459 un'alta individualità spirituale, incarnata nella persona che corrisponde al nome di [[Christian Rosenkreutz]], comparve come maestro d'un piccolo gruppo di discepoli iniziati. (p. 10)
*Importa tener presente che, siccome fino ad oggi e ancora per molto tempo, i rosacroce non insegneranno nulla exotericamente che non possa venir afferrato con il comune intelletto logico, si erra obiettando che sia necessaria la [[chiaroveggenza]] per poter capire la forma rosicruciana della scienza dello spirito. L'importante non è la facoltà di percezione. Se non si comprende la sapienza dei rosacroce col pensiero, significa solo che l'intelletto logico non è stato ancora sviluppato abbastanza. (pp. 12-13)
*Di fronte al suo scolaro il maestro rosicruciano non vuol essere in una posizione diversa da quella dell'insegnante di matematica di fronte al suo allievo. (p. 14)
*Per la chiarezza bisogna distinguere due forme di trasformazione: quella cosciente e quella inconscia. In realtà l'uomo civile, col suo io, ha trasformato inconsciamente le parti inferiori della sua natura. Nell'attuale fase evolutiva questa trasformazione è cosciente solo per il ''manas'' {{NDR|corpo astrale}}, mentre occorre diventare iniziati per imparare a trasformare coscientemente anche il corpo eterico. (p. 28)
*Il chiaroveggente osserva che, quando l'uomo si addormenta, il corpo astrale si separa dagli altri due corpi diffondendo una certa luce. Per la precisione, il corpo astrale dell'uomo attuale appare articolato in varie correnti e in bagliori luminosi, nell'insieme a forma di due spirali intersecantisi, come due 6 intrecciati; una di queste si perde nel corpo fisico, mentre l'altra si espande come una coda di cometa lontano nel cosmo. I due prolungamenti del corpo astrale diventano ben presto invisibili diffondendosi nello spazio, e allora tutta l'apparizione assume una forma ovale. (p. 31)
*Per il morto è molto importante il periodo che segue immediatamente il suo trapasso. Esso dura abbastanza a lungo, ore e anche giorni, e durante questo tempo davanti all'anima del morto, come in un grande quadro mnemonico, scorre tutta la vita dell'ultima [[incarnazione]]. (p. 34)
*L'immagine dell'[[akasha]] è così viva che continua ad agire secondo il carattere originario dell'uomo, tanto da poter essere confusa con la persona stessa. I medium credono di parlare col morto che sopravvive in spirito, ma si tratta soltanto della sua immagine astrale dell'akasha. Lo spirito di [[Cesare]] si sarà già reincarnato sulla Terra, e la sua immagine astrale continuerà ancora a rispondere nelle sedute spiritiche. Non si tratterà però dell'individualità di Cesare, ma soltanto della sua durevole impronta lasciata nella cronaca dell'akasha. Gli errori di molte sedute spiritiche derivano da questo fatto. Dobbiamo distinguere fra il residuo dell'uomo nella sua immagine dell'akasha e la sua individualità che continua nell'evoluzione. (p. 43)
*Mentre di norma il corpo eterico sporge di poco, negli idioti si osservano parti del corpo eterico, in forma di luminosità eterica, sporgere di molto dalla testa. Ecco un caso inspiegabile con sole considerazioni fisiche, chiarito dalla scienza dello spirito. (p. 48)
*Il [[Sole]] nasceva nella costellazione del Toro nel periodo precedente l'800 a. C., e di conseguenza troviamo in Egitto la venerazione per il bue Api e in [[Persia]] per il toro Mitra. Ancora prima, il Sole nasceva nella costellazione dei [[Gemelli (astrologia)|Gemelli]], e in effetti si rinvengono nella mitologia indiana e germanica degli accenni ai gemelli. I due caproni gemelli con i quali viaggia il dio Donar ne sono un residuo. Si può retrocedere all'epoca del Cancro che ci porta vicino al diluvio atlantico, col quale finisce una civiltà e ne inizia un'altra. Un segno occulto ben definito lo indica: la doppia spirale, il simbolo del Cancro, riportato in ogni calendario. (p. 55)
*I [[Pensiero|pensieri]] e i [[sentimenti]] dell'uomo producono effetti nel mondo, e il veggente può seguire con precisione come per esempio un pensiero amorevole, diretto a qualcuno, agisca diversamente da uno carico d'odio. Se si invia un pensiero amorevole, il veggente vede formarsi una specie di luminoso calice di fiore che si avvolge con amore attorno al corpo eterico e a quello astrale di colui al quale è destinato, contribuendo alla sua felicità, ravvivandolo. Invece un pensiero carico d'odio penetra nel corpo eterico e nel corpo astrale come una freccia lacerante. (p. 61)
*Già prima della nascita, l'amore del bambino muove incontro alla [[madre]] che lo contraccambia; visto spiritualmente l'amore materno risale fino a prima della nascita, deriva da reciproci sentimenti d'amore. (p. 75)
*Dobbiamo ricordare che, in un certo senso, l'uomo odierno ha conservato un residuo di bisessualità, perché nei maschi il corpo fisico è maschile e quello eterico è femminile, mentre nelle donne il fenomeno è rovesciato, in quanto il corpo fisico è femminile e quello eterico maschile. Questi fatti ci prospettano interessanti punti di vista a proposito della vita psichica dei sessi; per esempio la capacità di sacrificio della donna nelle sue manifestazioni d'amore è in relazione con la mascolinità del suo corpo eterico, mentre l'ambizione dell'uomo si spiega riconoscendo la natura femminile del suo corpo eterico. (p. 127)
*Il veggente che esaminasse la connessione fra il corpo eterico e quello fisico dell'uomo dell'[[Atlantide]], arriverebbe a una ben strana scoperta. Mentre nell'uomo attuale la testa eterica combacia con una certa approssimazione con la parte fisica della testa, sporgendone appena un poco, la testa eterica di un uomo dell'Atlantide si protendeva molto al di sopra di quella fisica; con più precisione, sporgeva di molto la parte frontale della testa eterica. Esiste un punto nel cervello fisico, fra le sopracciglia e circa un centimetro all'interno, cui corrisponde oggi un punto nella testa eterica. Negli Atlantidei quei due punti erano ancora molto distanti l'uno dall'altro, e l'evoluzione consistette appunto nel riavvicinarli sempre di più. Nel quinto periodo atlantico il punto della testa eterica si avvicinò al cervello fisico, e per il fatto che i due punti combaciavano si svilupparono alcune caratteristiche dell'umanità attuale: il calcolare, il contare, la facoltà di giudizio e in genere la capacità di formare concetti, l'intelligenza. Prima gli Atlantidei avevano solo una memoria sviluppatissima, ma non ancora la facoltà di connettere i pensieri, e qui abbiamo proprio l'inizio della coscienza dell'io. (p. 131)
*Pensandoli un momento, nei nomi dei sette re si ritrovano reminiscenze delle sette parti costitutive dell'uomo. La cosa arriva al punto che il quinto re, l'etrusco, da fuori; egli rappresenta il manas, il sé spirituale, che unisce le tre parti inferiori alle tre superiori. I sette re di [[Roma]] rappresentano le sette parti costitutive dell'uomo, e in essi sono indicati i relativi nessi spirituali. La Roma repubblicana rappresenta la conoscenza umana che succede all'antica saggezza sacerdotale. (p. 137)
==''La scienza occulta''==
===[[Incipit]]===
L'antica denominazione di "scienza occulta" viene adoperata per il contenuto di questo libro; una denominazione che produce presso uomini diversi del presente le più opposte impressioni. Per molti essa ha qualcosa di scostante; provoca l'irrisione, un sorriso di compatimento, forse anche il disprezzo. Essi ritengono che una concezione che assume quel nome non possa fondarsi che sopra un vacuo fantasticare, e che dietro una tale "presunta" scienza non si nasconda altro che la tendenza a rinnovare ogni sorta di superstizione, superstizione che giustamente viene respinta da chi abbia conosciuto la "vera mentalità scientifica" e uno "schietto impulso alla conoscenza". Per altri, invece, quel nome agisce come se ciò che si intende dovesse portare qualcosa che non si può conseguire per alcun'altra via e verso cui essi si sentono attratti da un intimo, profondo anelito di conoscenza o da una raffinata curiosità dell'anima, secondo la propria disposizione. Fra queste due opinioni diametralmente opposte esiste tutta una scala di atteggiamenti intermedi, di accettazione o di rifiuto condizionati da ciò che si pensa essere il contenuto della scienza occulta".
===Citazioni===
*Come il corpo fisico si disgrega quando non lo tiene assieme il [[corpo eterico]], come il corpo eterico cade nell'incoscienza quando non lo illumina il corpo astrale, così il [[corpo astrale]] dovrebbe lasciar cadere il passato continuamente nell{{'}}''oblio'', se l'"io" non portasse in salvo tale passato per il presente. l{{'}}''oblio'' per il corpo astrale equivale alla morte per il corpo fisico e al sonno per il corpo eterico. Si può anche dire: del corpo eterico è propria la ''vita'', del corpo astrale la ''coscienza'', dell'io il ''ricordo''. (2018, p. 48)
*L'uomo, invece di vedere il mondo nel suo vero aspetto, scorgeva delle immagini illusorie e dei fantasmi, e non era esposto soltanto all'influsso luciferico, ma anche all'influsso di questi altri esseri, ai quali abbiamo già più sopra accennato, e alla guida dei quali può essere dato il nome di [[Angra Mainyu|Arimane]], perché così fu chiamato più tardi dalla civiltà persiana: [[Mefistofele]] è la stessa entità. (1947, p. 155)
*L'uomo dunque si presenta per la scienza occulta come un ente composto di diverse parti costitutive. Sono di carattere corporeo: il corpo fisico, il corpo eterico e il corpo astrale. Sono animici: l'anima senziente, l'anima razionale e l'anima cosciente. Nell'anima diffonde la sua luce l'io. E sono spirituali: il sé spirituale, lo spirito vitale e l'uomo-spirito. Come fu detto, l'anima senziente e il corpo astrale sono strettamente uniti e in un certo modo formano una cosa sola. In modo analogo sono una cosa sola l'anima cosciente e il sé spirituale, perché nell'anima cosciente risplende lo spirito, e da essa sono illuminate le altre parti costitutive della natura umana. (2018, p. 59)
*Se per esempio una forte pressione viene esercitata su di un arto, una parte del corpo eterico può staccarsi dal fisico. Noi diciamo allora che quell'arto si è "addormentato", e la sensazione particolare che ne riceviamo dipende dallo staccarsi del corpo eterico. [...] Se poi qualcuno viene colpito da un forte spavento o da qualcosa di simile, tale separazione del corpo eterico dal fisico può avvenire per un tempo brevissimo e per una gran parte del corpo. Avviene appunto così quando, per una qualsiasi ragione, un uomo si trova subitamente faccia a faccia con la morte, quando per esempio sta per annegare o quando, durante un'ascensione in montagna, corre rischio di cadere. Ciò che raccontano le persone che hanno attraversato tali esperienze si avvicina di molto alla verità e può essere confermato dall'osservazione soprasensibile. Esse affermano che in quei momenti la loro vita intera è apparsa alla loro anima come in un immenso quadro mnemonico. (2018, p. 73)
*Mentre il piacere sensorio, come espressione dello spirito, significa elevazione, evoluzione dell'io, il piacere invece che non è espressione dello spirito significa decadenza ed immiserimento. Se si appaga un desiderio di tal natura nel mondo sensibile, il suo effetto nocivo sull'io tuttavia permane; soltanto, prima della morte, esso non è percettibile all'io. Nella vita, perciò, la soddisfazione di tali desideri può creare nuovi desideri simili, e l'uomo non si accorge affatto che da se stesso si va avviluppando in un "fuoco divoratore". (2018, p. 78)
*Quel che sulla Terra assume forma fisica, in modo da poter essere percepito a mezzo di organi fisici, vien percepito nella sua essenza spirituale nella prima regione del "mondo dello spirito". In essa per esempio si potrà vedere la forza che plasma la forma di un cristallo. Si manifesta però tutto il contrario di ciò che appare nel mondo dei sensi. Lo spazio, che nel mondo dei sensi è riempito dalla massa minerale, si presenta allo sguardo spirituale come uno spazio vuoto; ma intorno ad esso si vede la forza che elabora la forma della pietra. Il colore che una pietra ha nel mondo fisico si manifesta nel mondo spirituale come l'esperienza del suo colore complementare; così una pietra rossa ci appare come verdastra vista dal mondo spirituale; una pietra verde ci appare come rossiccia, e via di seguito. (2018, pp. 84-85)
*Se per mezzo dell'investigazione scientifico-spirituale si segue a ritroso il corso dell'evoluzione terrestre, si arriva a una condizione spirituale del nostro pianeta; ma se si risale ancora più indietro nel passato, ci si accorge che quella spiritualità era già passata prima attraverso una specie di incarnazione fisica. Si arriva dunque a un passato stato planetario fisico che si è poi spiritualizzato e poi, materializzandosi più tardi nuovamente, si è trasformato nella nostra Terra; questa rappresenta dunque la reincarnazione di un antichissimo pianeta. La scienza dello spirito può risalire però ancora più indietro; essa vede allora l'intero processo ripetersi ancora due volte. La nostra Terra dunque attraversò tre stati planetari precedenti, separati sempre da stati intermedi di spiritualizzazione. (2018, p. 109)
*Nella tradizione biblica il tempo antecedente all'azione dell'influsso [[Lucifero|luciferico]] nella tradizione biblica il tempo antecedente all'azione dell'influsso luciferico viene descritto come l'epoca del [[Paradiso]], e la discesa dell'uomo sulla terra, la sua penetrazione nel mondo dei sensi, viene chiamata la cacciata dal Paradiso. (2018, p. 195)
*Ciò che è contenuto nei libri della sapienza indiana (i [[Veda]]) non ci presenta l'originario aspetto della grande saggezza, quale era coltivata nei tempi antichi dei grandi maestri, ma ce ne dà soltanto un debole riflesso. Soltanto lo sguardo soprasensibile, rivolto al passato, può scorgere la sapienza originaria non scritta che si nasconde dietro quella scritta. (2018, p. 206)
*È vero però che esiste un nesso ''indiretto'' fra la disciplina occulta e certe regole di vita, in quanto senza un'intonazione etica, impressa la propria vita, la percezione del sopra sensibile e impossibile o dannoso. Perciò non pochi dei fattori che concorrono alla visione del sopra sensibile sono al tempo stesso mezzi di nobilitazione della condotta di vita. (2018, p. 230)
*Non è pensabile un progresso nella disciplina spirituale, se non accompagnato da un progresso morale. (2018, p. 244)
*Chi riesce a fissare il suo pensiero durante vari mesi, almeno per cinque minuti al giorno, sopra un oggetto di uso quotidiano (per esempio, una spilla, una matita. ecc.), e ad escludere durante quel tempo ogni altro pensiero che non si riferisca a quell'oggetto, avrà fatto molto per raggiungere il suo scopo (si può pensare tutti i giorni a un nuovo oggetto, oppure conservare il medesimo per vari giorni). Anche chi sente di essere un "pensatore" a seguito della sua istruzione scientifica, non deve disprezzare questo modo di rendersi "maturo" per l'educazione occulta; se infatti si fissa il pensiero per qualche tempo sopra un oggetto familiare, si può esser sicuri di pensare obiettivamente. Chi si chiede: «Di che cosa è costituita una matita? come viene preparato il materiale che costituisce la matita? come vengono connesse le diverse sue parti? quando è stata inventata la matita?» e così di seguito, chi pensa a quel modo, armonizza le proprie idee molto più con la realtà, di chi riflette sopra la discendenza dell'uomo, o su ciò che è la vita. Gli ''esercizi semplici del pensiero'' ci preparano molto meglio a orientarci nelle evoluzioni di Saturno, del Sole e della Luna, che non le idee complicate ed erudite, perché in un primo tempo non si tratta affatto di pensare questa o quella cosa, ma di pensare ''obiettivamente per virtù di forza interiore''. Se ci si è educati all'oggettività con un processo fisico-sensibile facile da osservare, il pensare si abitua a voler essere obiettivo, anche quando non si sente più dominato dal mondo fisico-sensibile e dalle sue leggi; si perde l'abitudine di lasciare errare i pensieri in modo non conforme alla realtà. (2018, pp. 248-249)
*Un buon esercizio è quello di darsi per mesi un ordine a una determinata ora del giorno: oggi, "a questa determinata ora", tu dovrai compiere "questa" azione. Si arriva così gradatamente a imporsi l'ora dell'azione e la maniera di attuarla in modo che l'esecuzione riesca del tutto possibile. (2018, p. 250)
==''Le manifestazioni del karma''==
===[[Incipit]]===
Questo ciclo di conferenze tratterà questioni che riguardano la scienza dello spirito e che profondamente incidono nella vita. Dalle diverse esposizioni date nel corso del tempo, ci è già familiare che la scienza dello spirito non deve essere un'astratta teoria, né una pura dottrina o un semplice insegnamento, bensì una fonte per la vita e per la capacità di vivere; essa adempie il suo compito solo quando, mediante ciò che è in grado di dare in fatto di conoscenze, fa scorrere nella nostra anima qualcosa che può rendere più ricca e più comprensibile la vita, più abile e più vigorosa nell'azione la nostra anima.
===Citazioni===
*Con questo vediamo come, in effetti, i nostri errori [...] diventano cause di [[malattia]] se appunto non ci limitiamo a un'incarnazione, ma consideriamo l'effetto di un'incarnazione su quella seguente; vediamo anche come gli influssi luciferici diventano cause di malattia allo stesso modo. In effetti, possiamo dire che non commettiamo impunemente i nostri errori. Portiamo in noi il marchio dei nostri errori nella nostra successiva [[incarnazione]], e lo facciamo movendo da una ragione superiore a quella della nostra vita ordinaria, da quella ragione che durante il periodo tra morte e nuova nascita ci guida a renderci tanto forti da non essere più esposti in avvenire alle stesse seduzioni. Così le malattie si pongono perfino come possenti educatrici nella nostra vita. (p. 90)
*[...] mentre le forze luciferiche operano facendo maggiormente presa nell'intimo del corpo astrale dell'uomo, le forze arimaniche operano maggiormente sulle impressioni esteriori che l'uomo accoglie. In quello che accogliamo dal mondo esterno, risiedono le forze arimaniche; nel piacere e dispiacere, nelle passioni e così via che salgono e agiscono nell'anima, risiedono le forze luciferiche. (p. 114)
*Sappiamo che nell'addormentarsi viene lasciato nel letto il corpo fisico e il corpo eterico, e che da questi escono il corpo astrale e l'io. L'addormentarci è per noi dunque un uscire di io e corpo astrale da corpo fisico e corpo eterico; il risvegliarci, al contrario, è un reinserirsi di corpo astrale e io nel corpo fisico e nel corpo eterico. Ogni mattina, risvegliandosi, l'uomo si immerge dunque nel suo corpo fisico e nel suo corpo eterico con la sua arte interiore, col corpo astrale e con l'io. (p. 123)
*[...] ovunque in una [[malattia]] subentri dolore, vi è una potenza luciferica che ha causato quella malattia. (p. 143)
*Le anime veramente preparate per l'antroposofia sono però tali che o si sentono inappagate dalle sensazioni esteriori, oppure riconoscono che la scienza esteriore con tutte le sue spiegazioni non riesce a chiarire i fatti. Sono queste le anime che, attraverso il loro [[karma]] complessivo, sono preparate in modo che con le parti costitutive interiori della loro vita animica possono collegarsi con l'[[antroposofia]]. La scienza dello spirito appartiene pure al karma complessivo dell'umanità e vi si inserisce come tale. (p. 188)
*Nell'[[animale]] chi sperimenta è soltanto l'anima della specie, l'anima di gruppo. Il morire di un animale significa per l'anima di gruppo pressapoco quello che noi sperimentiamo quando, all'avvicinarsi dell'estate, ci facciamo tagliare più corti i capelli che poi a poco a poco tornano a ricrescere. L'anima di gruppo di una specie animale sente la morte di un animale come la morte di un arto, che a poco a poco si rimpiazza di nuovo. (p. 197)
*La [[materia]] secondo la sua essenza è luce. (p. 206)
*Dobbiamo infondere [[amore]] affinché possa essere un aiuto il fluente atto d'amore. Hanno tale carattere di amore aggiunto tutti quegli atti terapeutici che si basano più o meno sui cosiddetti processi terapeutici psichici. Quel che in una forma o in un'altra viene impiegato nei processi terapeutici psichici è in relazione con l'apporto di amore. E amore quello che noi istilliamo come balsamo nell'altro uomo; ad amore egli deve essere alla fine riportato, e può anche esserlo. Può essere riportato ad amore quando poniamo in movimento dei semplici fatti psichici, quando induciamo un altro forse anche soltanto a mettere in ordine la sua anima depressa. (p. 209)
*[[Angra Mainyu|Arimane]] è il compimento karmico di [[Diavolo|Lucifero]]. (p. 230)
*La vita nel periodo di kamaloka è tale che viene aggiunta intenzione a intenzione, e viene presa la decisione generale di dover correggere nuovamente tutto ciò che con pensieri e con fatti ci ha portato in basso. Ciò che l'uomo così sente viene impresso nella sua vita successiva; poi con la nascita egli entra nell'esistenza con questa intenzione, e questo mezzo carica su di sé il suo karma. Perciò non possiamo dire che, entrando nell'esistenza attraverso la nascita, abbiamo un [[libero arbitrio]]. Possiamo soltanto e unicamente parlare del fatto che ci avviciniamo a un libero volere nella misura in cui siamo riusciti a padroneggiare gli influssi di Lucifero e di [[Arimane]]. (p. 233)
*Chiunque avrà trasformato l'[[antroposofia]] in vita interiore dell'anima diventerà fonte di forza spirituale. Chi crede nel soprasensibile, deve avere assolutamente la convinzione che le nostre conoscenze e i nostri modi di sentire antroposofici agiscono spiritualmente, e cioè che essi si diffondono invisibilmente nel mondo quando ci rendiamo realmente strumenti coscienti, compenetrati da vita antroposofica. (p. 242)
==''Le opere scientifiche di Goethe''==
===[[Incipit]]===
Seguendo la genesi delle idee goethiane intorno alla formazione degli organismi, facilmente si è presi dal dubbio circa la parte da ascriversi al periodo giovanile del poeta, cioè a quello precedente il suo arrivo a Weimar. [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]] stesso stimava assai poco le sue conoscenze scientifiche di quel tempo: « Non avevo un concetto di ciò che propriamente si chiama natura esteriore, né la minima cognizione dei suoi così detti tre regni». Basandosi su tale affermazione, si ritiene, generalmente, posteriore al suo arrivo a Weimar l'inizio del pensiero scientifico di Goethe. Eppure bisogna risalire ancora più indietro, se non si vuol lasciare inesplicato tutto lo spirito delle sue concezioni: poiché già nella primissima giovinezza si mostra la potenza vivificatrice che guidò i suoi studî nella direzione che andremo esponendo. <!--(La genesi della dottrina della metamorfosi'', cap. I, p. 5) -->
===Citazioni===
*{{NDR|Goethe}} giunse a concezioni fondamentali per la [[scienza]] dell'organico che hanno la stessa importanza delle leggi fondamentali di [[Galileo]] per quella dell'inorganico. (cap. IV, p. 79)
*[...] la concezione scientifica di Goethe non ci sta dinanzi come un tutto compiuto, sviluppato da un principio. Si ha solo a che fare con singole manifestazioni dalle quali vediamo come si prospetti questa o quell'idea alla luce del suo modo di pensare. Le troviamo nelle sue opere scientifiche, nei brevi accenni intorno all'uno o all' altro concetto ch'egli enuncia nei suoi ''Detti in prosa'', e nelle lettere ai suoi amici. E, finalmente, la configurazione artistica della sua concezione del mondo, che ci consente anche le più varie induzioni sulle sue idee fondamentali, ci sta dinanzi nelle sue opere poetiche. Ma pel fatto che noi ammettiamo incondizionatamente che i principî fondamentali di Goethe non sono mai stati da lui espressi come totalità concatenata, non vogliamo assolutamente ritenere al tempo stesso giustificata l'affermazione che la sua concezione del mondo non scaturisca da un centro ideale riducibile a una formulazione rigorosamente scientifica. (cap. VIII, p. 99)
*Uno degli ostacoli che impediscono un giusto apprezzamento dell'importanza di Goethe per la scienza è il pregiudizio che regna sul suo rapporto con la [[matematica]]. Questo pregiudizio è duplice. Da un lato si crede ch'egli sia stato nemico di questa scienza ed abbia in malo modo disconosciuta la sua alta importanza per la conoscenza umana; d'altra parte si afferma che il poeta abbia eliminata dalla scienza naturale da lui studiata ogni trattazione matematica per quanto riguarda la [[fisica]], per il solo fatto che alla sua ignoranza in proposito essa riusciva scomoda. (cap. XI, p. 169)
*La vera scienza, nel senso superiore della parola, ha a che fare unicamente con oggetti ideali; ''non può essere altro che [[Idealismo (filosofia)|idealismo]]''; poiché ha la sua ultima ragione d'essere in bisogni che originano dallo [[spirito]]. La natura suscita in noi problemi che domandano una soluzione. Ma essa non può, da sé, fornire tale soluzione. Solo il fatto che, nella nostra facoltà conoscitiva, sorge di fronte alla natura un mondo superiore, crea pure esigenze superiori. Per un essere che non fosse dotato di tale natura superiore, simili problemi non sorgerebbero neppure. Perciò non possono nemmeno ottenere risposta se non da tale natura superiore. Le questioni scientifiche sono dunque essenzialmente una faccenda che lo spirito deve sbrigare con se stesso. Esse non lo conducono fuori dal suo elemento. (cap. XV, p. 189)
==''Massime antroposofiche''==
*L'antroposofia è una via della conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell'uomo allo spirituale che è nell'universo. Sorge nell'uomo come un bisogno del cuore e del sentimento. Deve trovare la sua giustificazione nel fatto che essa è in grado di offrire a questo bisogno un soddisfacimento. Può riconoscere l'antroposofia solo chi trova in essa quel che deve cercare per una sua esigenza interiore. Possono perciò essere antroposofi soltanto quegli uomini che sentono certi problemi sull'essere dell'uomo e del mondo come una necessità vitale, come si sente fame e sete. (1)
*Vi sono uomini i quali credono che, coi limiti della percezione dei sensi, siano posti anche i limiti di ogni altra cognizione. Se ponessero attenzione a come essi diventino coscienti di quei limiti, scoprirebbero in questa coscienza anche le facoltà per varcare i limiti. Il pesce nuota al limite dell'acqua; deve ritrarsene, perché gli mancano gli organi fisici per vivere fuori dell'acqua. L'uomo arriva al limite della percezione dei sensi; può riconoscere che, lungo la via fin lì, ha acquistato forze dell'anima per vivere animicamente nell'elemento che non è abbracciato dalla percezione dei sensi. (3)
*L'uomo è un essere che esplica la sua vita nel mezzo tra due sfere del mondo. È inserito col suo sviluppo corporeo in un mondo inferiore; con l'entità della sua anima egli forma un mondo intermedio, e tende con le forze spirituali verso un mondo superiore. Egli ha il suo sviluppo corporeo da quel che gli ha dato la natura; porta in sé come parte sua propria l'entità della sua anima; trova in sé le forze dello spirito come doni che lo guidano oltre se stesso a prender parte ad un mondo divino. (17)
*Nell'organizzazione dell'io l'uomo sperimenta sé stesso quale spirito nel corpo fisico. Perché ciò possa avvenire, è necessaria l'attività di esseri che vivono essi stessi come spiriti nel mondo fisico. (75)
==''Universo, terra, uomo''==
===[[Incipit]]===
Vorrei anzitutto esprimere la profonda soddisfazione di poter tener qui un corso di conferenze sopra argomenti scientifico-spirituali in un ampio contesto. Per quanto sia importante e necessario che nel nostro tempo la scienza dello spirito offra certi spunti in conferenze isolate, non meno necessario è il poter esporre pensieri e fatti in connessioni più vaste. Certe cose possono allora venire espresse in modo più preciso, e in una cornice che consenta di metterle nella giusta luce, mentre altrimenti è facile che sorga qualche malinteso. Ai nostri giorni infatti anche le anime più preparate possono incontrare qualche difficoltà nell'accogliere delle comunicazioni sulle realtà spirituali. Per comprendere le cose secondo l'intenzione di chi le espone non basta la buona volontà né l'intelletto; occorre invece portar loro incontro qualcosa che (anche in senso occulto-esoterico) si potrebbe chiamare pazienza, intendo il concetto di pazienza in modo più profondo del consueto. Molte idee e concezioni vanno prima lumeggiate da altre nozioni, finché dall'insieme del contesto risulti chiaro ciò che dapprima era stato accolto solo come un accenno e che poteva sembrare a qualcuno difficilmente credibile.
===Citazioni===
*L'uomo dell'antica [[Atlantide]] possedeva di norma una chiaroveggenza per cui erano compagni della sua esistenza non solo i minerali, le piante e gli animali, ma anche certe figure divino-spirituali: con queste egli conviveva, come oggi si convive fra uomini. Neppure la distinzione fra la notte e il giorno era a quel tempo così rigida com'è oggi. (p. 17)
*Lo sguardo dell'uomo d'oggi è fissato sul corpo fisico; egli considera il corpo fisico come una realtà e non riesce a sollevarsi allo spirituale. Le anime, che oggi guardano ai corpi umani fisici e sono incapaci di sollevarsi a qualcosa di spirituale, furono un tempo incarnate in popoli diversi, come greci o come romani o come egizi antichi. (p. 23)
*Siccome l'antica anima egizia doveva guardare giù dalle regioni spirituali verso il suo corpo fisico conservato, prese radice in essa il pensiero che il corpo fisico sia una realtà più alta di quanto è realmente. Si immagini la nostra anima di allora che aveva il suo sguardo fissato sulla [[mummia]]. Il pensiero della forma fisica è andato indurendosi e si è poi trasmesso dall'una all'altra [[incarnazione]]: ed ecco che oggi quel pensiero si manifesta nel fatto che gli uomini non sanno distaccarsi dalla loro forma corporea fisica. Il [[materialismo]] in quanto pensiero è in buona parte frutto della imbalsamazione delle salme durante l'età egizia. (p. 24)
*Per farci un'idea di un tale io di gruppo {{NDR|quello degli animali}}, immaginiamo che qui davanti a me ci sia una parete e in essa vengano praticati dieci fori. Io infilo le mie dieci dita in quei fori e le muovo. In questo caso voi vedreste le mie dita, ma non vedreste me stesso; senz'altro direste che esse non si muovono da sole, ma che deve esservi qualcosa di nascosto che provoca il loro movimento. In altre parole, si supporrebbe l'esistenza di un'entità appartenente a quelle dieci dita. Questo paragone ci permette di comprendere il carattere di gruppo, il carattere di specie della sfera animica negli animali. (p. 42)
*Se strappiamo dalla terra una [[pianta]] con la sua radice, questo fa male alla Terra intera, produce dolore all'anima della pianta. Questo è un dato di fatto. Invece non si deve credere che faccia male alla Terra quando si colgono i fiori: tutt'altro! Quando per esempio viene mietuto il grano, lo sguardo chiaroveggente vede espandersi per la Terra dei veri fiotti di benessere. (p. 45)
*Se un [[minerale]] viene frantumato, esso non risente dolore ma al contrario piacere e voluttà: una cava di pietre è percorsa da fiotti di piacere, quando la roccia viene spezzata e frantumata. Provocherebbe invece dolore fortissimo il tentativo di voler ricomporre tutti quei frammenti.(p. 48)
*Per quali ragioni in ogni tempo gli iniziati esortarono gli uomini a pregare prima dei pasti? La preghiera doveva solo documentare che con l'assunzione del cibo qualcosa di spirituale penetra nell'uomo. (p. 50)
*In un mito come quello di [[Osiride]] non si deve dunque cercare solo il riflesso di eventi astronomici, ma dobbiamo scorgervi il risultato di profonde conoscenze chiaroveggenti degli antichi savi sacerdoti egizi. Essi introdussero nel mito quanto sapevano dell'evoluzione della Terra e degli uomini. (p. 70)
*[...] sul fondo di una strada si vedono dei solchi e ci si domanda a che cosa siano dovuti; la risposta è: al passaggio di un veicolo. Si può domandare da dove provenisse il veicolo, e rispondere che era usato da una persona per certi suoi affari. A questo punto qualcuno potrebbe chiedere l'origine di quegli affari. Ma già qui ci si troverebbe così lontani dall'oggetto iniziale, che si penetra in tutt'altra sfera e la domanda perde ogni senso, in relazione a quella iniziale. Se il senso dell'impostazione di una domanda è un'idea, rimanendo nell'astratto si arriva solo a una serie infinita di altre domande. Invece nella considerazione concreta di un problema si arriva da ultimo a entità spirituali, e qui non si chiede più perché facciano qualcosa, ma ci si domanda: che cosa fanno? Occorre però educarsi a riconoscere i limiti del domandare. (p. 84)
*Ci si può dunque domandare se per la coscienza chiaroveggente esistano anche sugli altri pianeti degli uomini come quelli che vivono sulla Terra. La risposta della coscienza chiaroveggente è che sugli altri pianeti non troviamo uomini nella medesima figura che hanno sulla Terra. (p. 120)
*Osservando gli esseri che ci circondano, che sono i frutti dell'evoluzione lunare e hanno anche una missione ulteriore, noi troviamo la saggezza dappertutto. Si osservi qualunque cosa, per esempio un fiore: quanto più accuratamente lo si osserverà, tanto più stupiti si rimarrà per il modo in cui ogni singola parte è disposta conforme a una saggezza superiore. Si osservi il femore umano e si scoprirà l'altissima saggezza con cui le sue trabecole sono disposte per formare una struttura capace di reggere la parte superiore del corpo. Nessuna ingegneria è oggi capace di eguagliare nella costruzione di ponti l'alta saggezza di quella struttura. (p. 123)
*Per quanto possa sembrare strano, tutte le nostre sensazioni, visive, uditive o altre hanno un'esistenza solo terrestre; se si potessero avere contatti con [[extraterrestre|esseri di altri pianeti]], ci si accorgerebbe dell'impossibilità di intendersi con loro direttamente, in quanto avrebbero un modo del tutto diverso di percepire oggetti ed entità: per esempio non capirebbero nulla, se si parlasse loro di un colore. Quel che noi chiamiamo sensazione serve per il nostro pianeta particolare. (p. 130)
*Fra tutte le popolazioni migrate dal continente atlantico, quella europea rimase dotata della più forte disposizione alla chiaroveggenza: meno dotata in tal senso fu la popolazione africana. In Asia, dove era presto giunta, la parte più progredita dei migratori atlantici incontrò una popolazione ancora più antica e dotata di un'ancora più antica chiaroveggenza. Perciò in quel tempo nel cuore dell'Asia la chiaroveggenza era assai diffusa. Vi fu però una certa piccola colonia, stabilitasi nei pressi del deserto di Gobi e formata dai più progrediti fra gli uomini dell'[[Atlantide]]. (pp. 142-143)
*Nelle concezioni che insegnano in modo materialistico la discendenza dell'uomo dagli animali ci si ripresenta oggi il fatto che un tempo l'uomo sapeva che nella remota antichità il suo corpo fisico aveva ancora dei tratti animali e che quindi, nel ricordo egizio, persino certe divinità venivano raffigurate in forme animali. Il [[darwinismo]] stesso non è altro che un retaggio dell'[[antico Egitto]], in forma [[Materialismo|materialistica]]. (p. 179)
==[[Incipit]] di ''Teosofia''==
Quando nell'autunno del 1813, [[Johann Gottlieb Fichte]] espose la sua ''Dottrina'' quale frutto maturo di una vita tutta dedita al servizio della verità, disse subito in principio le seguenti parole: "Questa dottrina presuppone un senso interiore del tutto nuovo mediante il quale si apre un nuovo mondo che per l'uomo ordinario non esiste". E poi ricorse ad una similitudine per mostrare quanto la sua dottrina dovesse rimanere inafferrabile per chi volesse giudicarla con le rappresentazioni dei sensi ordinari: "Immaginate un mondo di ciechi nati, ai quali perciò le cose e i loro nessi siano noti soltanto per quel che ne rivela il tatto. Andate a parlar loro dei colori e delle altre condizioni che esistono soltanto in virtù della luce e per la vista. Parlerete a vuoto, e sarà una fortuna se ve lo dicono, perché allora non tarderete a riconoscere il vostro errore e, a meno che possiate aprir loro gli occhi, smetterete l'inutile discorso".<br />
Ora chi parla agli uomini delle cose alle quali Fiche allude qui, si trova troppo spesso in una condizione analoga a quel veggente in mezzo a ciechi nati. Ma queste sono le cose che si riferiscono alla vera natura e alle mete supreme dell'uomo. Chi credesse necessario smettere l'inutile discorso, dovrebbe disperare dell'umanità. Non bisogna al contrario dubitare nemmeno un istante della possibilità di aprire gli occhi a chiunque vi cooperi con la sua buona [[volontà]].
==Citazioni su Rudolf Steiner==
*Il fatto che è stato possibile confermare con i metodi scientifici tradizionali tutte le conclusioni alle quali Steiner era giunto per via puramente spirituale dimostra in modo lampante che il metodo delle scienze naturali non è l'unico che permette di studiare la realtà, e prova altresì che parallelamente ad esso esiste una [[conoscenza]] [[spirito|spirituale]] esatta per lo meno quanto quella [[scienza|scientifica]]. ([[Thorwald Dethlefsen]])
*La personalità di Steiner si palesa tutta intera, prima di tutto con la sola sua presenza, poi con la sua parola. Ciò che distingue la sua eloquenza è una forza particolare rivestita pur sempre di dolcezza; forza che nasce, senza dubbio, da una perfetta serenità d'animo congiunta con una meravigliosa lucidità di spirito. [...] Mai una parola che ferisca o stoni. Di ragionamento in ragionamento, di analogia in analogia, egli conduce dal noto all'ignoto. Ciò che domina in ogni suo discorso, qualunque ne sia l'argomento, è sempre il prodigio di una sintesi coordinatrice ed esplicatrice dei fatti. ([[Edouard Schuré]])
*Nel fenomeno Steiner sono da distinguersi varie componenti. La prima – predominante – è dello stesso ceppo che ha dato luogo al [[Teosofia|teosofismo]], dal quale sono stati ripresi elementi molteplici. Una seconda componente si lega al [[cristianesimo]]. Vi è poi un ultimo fattore, che sembrerebbe rispondere ad un elemento positivo, all'esigenza di una «scienza spirituale». L'intreccio di queste componenti, contenute a forza nelle maglie di ferro di un sistema che, come ingegnosità, è quasi alla pari delle «filosofie della natura» dei romantici tedeschi, è la caratteristica dell'antroposofia. Come in tanti punti particolari dell'insegnamento antroposofico, cosi pure nell'insieme e nella stessa personalità dello Steiner si ha il senso penoso di una direzione retta e limpida, spezzata da improvvisi e tirannici flussi visionari e da irruzioni di complessi collettivi. ([[Julius Evola]])
*Quanto alla sostanza dei suoi insegnamenti e della sua vita, non posso vederlo che come figura chiave [...] nella transizione dolorosa dell'umanità da ciò che mi sono avventurato chiamare partecipazione originaria a partecipazione finale. ([[Owen Barfield]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Rudolf Steiner, ''Conoscenza vivente della natura'', traduzione di Iberto Bavastro, Opera Omnia n. 220, Editrice Antroposofica, Milano, 2018. ISBN 978-88-7787-606-5
*Rudolf Steiner, ''Considerazioni esoteriche su nessi karmici I'', traduzione di Ida Levi, Opera Omnia n. 235, Editrice Antroposofica, Milano, 1985.
*Rudolf Steiner, ''Corrispondenze fra microcosmo e macrocosmo. {{small|L'uomo, un geroglifico dell'universo}}'', traduzione di Adele Crippa, Opera Omnia n. 201, Editrice Antroposofica, Milano, 2012. ISBN 978-88-7787-492-4
*Rudolf Steiner, ''Da Gesù a Cristo'', traduzione di Emmelina De Renzis, Opera Omnia n. 131, Editrice Antroposofica, Milano, 2024, ISBN 978-88-7787-458-0
*Rudolf Steiner, ''Dalla cronaca dell'akasha'', traduzione di Lina Schwarz, Editrice Antroposofica, Milano, 2016. ISBN 978-88-7787-411-5
*Rudolf Steiner, ''Epidemie'', traduzione di Daniela Castelmonte, Editrice Antroposofica, Milano, 2020. ISBN 978-88-7787-633-1
*Rudolf Steiner, ''Gerarchie spirituali {{small|e loro riflesso nel mondo fisico Zodiaco Pianeti Cosmo}}'', traduzione di Lina Schwarz, Opera Omnia n. 110, Editrice Antroposofica, Milano, 2010. ISBN 978-88-7787-393-4
*Rudolf Steiner, ''Il Cristianesimo come fatto mistico e i misteri antichi'', traduzione di Willy Schwarz, Opera Omnia n. 8, Editrice Antroposofica, Milano, 2017. ISBN 978-88-7787-511-2
*Rudolf Steiner, ''Il legame fra i vivi e i morti'', traduzione di Lucy Milenkovic', Enrica Mamoli, Silvia Schwarz e Rinaldo Küfferle, Opera Omnia n. 168, Editrice Antroposofica, Milano, 2019. ISBN 978-88-7787-451-1
*Rudolf Steiner, ''Il Vangelo di Giovanni'', traduzione di Willy Schwarz, Opera Omnia n. 103, Editrice Antroposofica, Milano, 2014. ISBN 978-88-7787-427-6
*Rudolf Steiner, ''Il Vangelo di Luca'', traduzione di Lina Schwarz, Opera Omnia n. 114, Editrice Antroposofica, Milano, 2016. ISBN 978-88-7787-523-5
*Rudolf Steiner, ''Il Vangelo di Marco'', traduzione di W. Schwarz, Opera Omnia n. 139, Editrice Antroposofica, Milano, 2004. ISBN 978-88-7787-349-3
*Rudolf Steiner, ''Il Vangelo di Matteo'', traduzione di W. Schwarz, Opera Omnia n.123, Editrice Antroposofica, Milano, 1979. ISBN 978-8877874856
*Rudolf Steiner, ''Il Vangelo di Matteo'', traduzione di W. Schwarz, Opera Omnia n. 123, Editrice Antroposofica, Milano, 2012. ISBN 978-8877874856
*Rudolf Steiner, ''L'azione delle stelle e dei pianeti sulla vita terrestre'', traduzione di Dante Vigevani, Editrice Antroposofica, Milano, 2011. ISBN 978-88-7787-455-9
*Rudolf Steiner, ''L'iniziazione'', traduzione di Emmelina de Renzis, Opera Omnia n. 10, Editrice Antroposofica, Milano, 2016. ISBN 978-88-7787-478-8
*Rudolf Steiner, ''La caduta degli spiriti delle tenebre. {{small|I retroscena spirituali del mondo.}}'', Edizione Antroposofica, 2022. ISBN 978-88-7787-447-4
*Rudolf Steiner, ''La filosofia della libertà'', traduzione di Iberto Bavastro, Opera Omnia n. 4, Editrice Antroposofica, Milano, 1986.
*Rudolf Steiner, ''La filosofia della libertà'', Opera Omnia n. 4, Editrice Antroposofica, Milano, 1966.
*Rudolf Steiner, ''La filosofia della libertà'', Opera Omnia n. 4, Editrice Antroposofica, Milano, 2016. ISBN 978-88-7787-504-4
*Rudolf Steiner ''La mia vita'', Opera omnia n. 28, Editrice Antroposofica, Milano, 2018. ISBN 978-88-7787-595-2
*Rudolf Steiner, ''La missione universale dell'arte'', Editrice Antroposofica, Milano, 2011. ISBN 978-88-7787-469-6
*Rudolf Steiner, ''La saggezza dei Rosacroce'', traduzione di Iberto Bavastro, Opera Omnia n. 99, Editrice Antroposofica, Milano, 2013. ISBN 978-88-7787-422-1
*Rudolf Steiner, ''La scienza occulta {{small|nelle sue linee generali}}'', trad. di E. De Renzis ed E. Battaglini, Laterza, Bari, 1947.
*Rudolf Steiner, ''La scienza occulta {{small|nelle sue linee generali}}'', trad. di E. De Renzis, E. Battaglini e I. Bavastro Milano, Editrice Antroposofica, 2018.
*Rudolf Steiner, ''Le manifestazioni del karma'', traduzione Marcello Carosi, Opera Omnia n. 120, Editrice Antropofisica, Milano, 2012. ISBN 978-88-7787-421-4
*Rudolf Steiner, ''[https://archive.org/details/imgPAII131MiscellaneeOpal/mode/1up Le opere scientifiche di Goethe]'' (''Goethes naturwissenschaftliche Schriften''), Fratelli Bocca Editori, Milano, 1944.
*Rudolf Steiner, ''Massime antroposofiche'', traduzione di Lina Schwarz e Rinaldo Küfferle, Opera Omnia n. 26, Editrice Antroposofica, Milano, 1983.
*Rudolf Steiner, ''Teosofia'', traduzione di Ida Levi Bachi, Opera Omnia n. 9, Editrice Antroposofica, Milano, 1990.
*Rudolf Steiner, ''Universo, terra, uomo'' (''Welt, Erde und Mensch, deren Wesen und Entwickelung, sovie ihre Spiegelung in dem Zusammenhang zwischen iiuptischem Mythos undgegenwürtiger Kultur.''), Editrice Antroposofica, Milano, 2005. ISBN 88-7787-370-1
==Voci correlate==
*[[Antroposofia]]
*[[Esoterismo]]
==Altri progetti==
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===Opere===
{{Pedia|L'iniziazione (saggio)|''L'iniziazione''|(1904)}}
{{DEFAULTSORT:Steiner, Rudolf}}
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Tazio Nuvolari
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/* Citazioni di Tazio Nuvolari */
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text/x-wiki
[[Immagine:Tazio Nuvolari.JPG|thumb|Tazio Nuvolari]]
'''Tazio Giorgio Nuvolari''' (1892 – 1953), pilota motociclistico e automobilistico italiano.
==Citazioni di Tazio Nuvolari==
*{{NDR|[[Nino Farina]]}} Avendo portato la macchina alla vittoria con un'esperienza da maestro, ti confermo un asso come pronosticai quando all'inizio conobbi le tue doti. Bravo e valoroso camerata, il tuo rivale è stato il cronometro. Sono certo di altre affermazioni che attendo per l'automobilismo italiano.<ref name=risponde>Da un telegramma inviato a Nino Farina dopo la vittoria nella Coppa Ciano del 1939; citato in Cesare De Agostini, ''Farina: il primo «iridato»'', Giorgio Nada Editore, 2007.</ref>
*{{NDR|Rivolto a [[Enzo Ferrari]] che gli aveva riservato un biglietto ferroviario di andata e ritorno per andare a correre la Targa Florio del 1932}} Dicono che sei un bravo amministratore, ma mi accorgo che non è vero. Dovevi farmi riservare solo il biglietto di andata, perché quando si parte per una corsa bisogna prevedere la possibilità di tornare in un baule di legno.<ref>Citato in Enzo Ferrari, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/12/27/il-segreto-di-tazio.html Il segreto di Tazio]'', ''la Repubblica'', 27 dicembre 1985.</ref>
*{{NDR|Rispondendo a chi gli chiedeva se non avesse paura}} Dimmi un po', tu pensi che morirai nel tuo letto? E allora come trovi il coraggio di andarci?<ref>Citato in Mark Kahn, ''Il giorno in cui sono morto'', traduzione di Marcello Minerbi, Milano, Sperling & Kupfer Editori, 1976, p. 7.</ref>
*La morte è la vera compagna del pilota. In corsa, le ho fatto la corte mille volte, ma non mi ha voluto. Mi sa che mi farà morire nel mio letto.<ref>Citato in Gianluigi Vialli, ''Goals,'' Milano, Mondadori, 2018, cap. 2.</ref>
{{Int|''[https://archive.org/details/intervista-a-tazio-nuvolari Intervista veloce al "mantovano volante"]''|Francesco Carli, ''La Voce di Mantova'', 8 gennaio 1937.}}
*{{NDR|A proposito delle macchine e dei piloti d’America}} Quanto a macchine, s'è visto nel recente confronto. Dieci anni dl arretrato nei riguardi della costruzione europea. C'erano alla «Vanderbilt» delle vetture che non mi sarei mai aspettato di incontrare in una corsa. Per quello che riguarda i piloti, tanto di cappello per il fegato che dimostrano. Vanno in gara come ad una battaglia, dalla quale non si sa se si potrà tornare.
*{{NDR|Alla coppa Vanderbilt}} Oltre al mezzo meccanico superiore, avevamo dalla nostra una più consumata esperienza. Difficile invece per le condizioni d'ambiente: in quella bolgia dannata, Brivio, Farina ed io corremmo ripetutamente il rischio di essere vittime della "spregiudicatezza" altrui.
*{{NDR|A proposito del passaggio alla Ferrari di [[Achille Varzi]]}} Se fosse, ne sarei lieto. «Achille» è uno dei piloti che stimo di più per il suo valore e la sua correttezza. Sarebbe un bell'acquisto per la scuderia.
==Citazioni su Tazio Nuvolari==
*Il "mantovano volante", che iniziò a vincere nel 1921 con la moto e smise nel 1950 sulle auto, quando già aveva 58 anni. Nel 1925, in un test con l'Alfa P2 sulla pista di Monza, andò a sbattere, si ferì gravemente, e dodici giorni dopo (issato a forza, tutto imbottito di feltro e fasciato, sulla sua Bianchi 350 Freccia Celeste) vinceva il GP delle Nazioni. Imprese così lo hanno reso leggendario. ([[Nico Cereghini]])
*Nuvolari correva anche con il busto di gesso, se ricordate. ([[Alberto Ascari]])
*Nuvolari è il più grande corridore del passato, del presente e del futuro. ([[Ferdinand Porsche]])
===[[Lucio Dalla]]===
*''Nuvolari è basso di statura, | Nuvolari è al di sotto del normale, | Nuvolari ha cinquanta chili d'ossa, | Nuvolari ha un corpo eccezionale, | Nuvolari ha le mani come artigli, | Nuvolari ha un talismano contro i mali, | il suo sguardo è di un falco per i figli, | i suoi muscoli sono muscoli eccezionali! | Gli uccelli nell'aria perdono l'ali quando passa Nuvolari! | Quando corre Nuvolari mette paura? | Perché il motore è feroce mentre taglia ruggendo la pianura.''
*''Nuvolari è bruno di colore, | Nuvolari ha la maschera tagliente, | Nuvolari ha la bocca sempre chiusa, | di morire non gli importa niente, | corre se piove, corre dentro al sole, | tre più tre per lui fa sempre sette, | con l'[[Alfa Romeo|Alfa]] rossa fa quello che vuole | dentro al fuoco di cento saette!''
*''Quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari, | la gente arriva in mucchio e si stende sui prati, | quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari, | la gente aspetta il suo arrivo per ore e ore | e finalmente quando sente il rumore | salta in piedi e lo saluta con la mano, | gli grida parole d'amore | e lo guarda scomparire | come guarda un soldato a cavallo, | a cavallo nel cielo di Aprile!''
===[[Enzo Ferrari]]===
*Cinque anni dopo Tazio Nuvolari entrò nella [[Scuderia Ferrari]], della quale doveva divenire in breve il portabandiera. Già allora era quell'uomo spiccio e caustico che in seguito pochi amici poterono conoscere nell'intimo.
*Nessuno accoppiava, come lui, una così elevata sensibilità della macchina a un coraggio quasi disumano.
*Non appena mi giunse la notizia della sua fine partii per [[Mantova]]. Era un caldo pomeriggio: l'11 agosto 1953. Nella fretta mi persi in un dedalo di stradine della vecchia Mantova. Scesi di macchina, domandai a un negozio di stagnino la via per villa Nuvolari. Ne uscì un anziano operaio, che prima di rispondermi fece un giro intorno alla mia macchina per leggere la targa. Capì, mi prese una mano e la strinse con calore, si commosse. "Grazie d' essere venuto – mi bisbigliò – come quello là non ne nasceranno più".
*Su un letto dell'ospitale canonica gli dissi: "Coraggio Tazio, sarà per il prossimo anno". Mi rispose: "Ferrari, giornate come questa, alla nostra età, non ne tornano molte; ricordalo e cerca di gustarle fino in fondo, se ci riesci". In queste parole, che forse erano una umile confessione, era nascosto il dramma di quell'uomo fatto d'un sol fascio di nervi, il dramma di un padre che aveva visto morire entrambi i suoi figli adorati e che invano sperava con tutto il cuore di non dover attendere la morte in un letto. Era un solitario, un uomo amareggiato per la crudeltà con cui il destino lo aveva colpito negli affetti più profondi, tuttavia, e non suoni irriverente questa mia osservazione, non cessò mai di essere un sagace regista di se stesso. Pochi come lui conobbero la folla, capirono quello che la folla voleva, seppero alimentare il proprio mito. Ogni suo atto, ogni suo gesto era previsto e calcolato, pur negli spasimi di una vita di atleta lanciato agli estremi rischi.
*Sul famoso stile di guida di Tazio Nuvolari se ne sono dette di tutti i colori. Succede del resto sempre così, quando un uomo arriva ai limiti dell'impossibile: si impadronisce di lui il mito e, allora, se faceva il pugile, si racconta che sapeva uccidere un toro con un pugno, e se faceva il pilota, che percorreva le curve su due ruote.
*Un prodigio insuperato dell'istinto ai limiti delle possibilità umane e delle leggi fisiche.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Nuvolari, Tazio}}
[[Categoria:Piloti di Formula 1 italiani]]
[[Categoria:Piloti motociclistici italiani]]
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[[Immagine:Tazio Nuvolari.JPG|thumb|Tazio Nuvolari]]
'''Tazio Giorgio Nuvolari''' (1892 – 1953), pilota motociclistico e automobilistico italiano.
==Citazioni di Tazio Nuvolari==
*{{NDR|Da un telegramma inviato a [[Nino Farina]]}} Avendo portato la macchina alla vittoria con un'esperienza da maestro, ti confermo un asso come pronosticai quando all'inizio conobbi le tue doti. Bravo e valoroso camerata, il tuo rivale è stato il cronometro. Sono certo di altre affermazioni che attendo per l'automobilismo italiano.<ref name=risponde>Da un telegramma inviato a Nino Farina dopo la vittoria nella Coppa Ciano del 1939; citato in Cesare De Agostini, ''Farina: il primo «iridato»'', Giorgio Nada Editore, 2007.</ref>
*{{NDR|Rivolto a [[Enzo Ferrari]] che gli aveva riservato un biglietto ferroviario di andata e ritorno per andare a correre la Targa Florio del 1932}} Dicono che sei un bravo amministratore, ma mi accorgo che non è vero. Dovevi farmi riservare solo il biglietto di andata, perché quando si parte per una corsa bisogna prevedere la possibilità di tornare in un baule di legno.<ref>Citato in Enzo Ferrari, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/12/27/il-segreto-di-tazio.html Il segreto di Tazio]'', ''la Repubblica'', 27 dicembre 1985.</ref>
*{{NDR|Rispondendo a chi gli chiedeva se non avesse paura}} Dimmi un po', tu pensi che morirai nel tuo letto? E allora come trovi il coraggio di andarci?<ref>Citato in Mark Kahn, ''Il giorno in cui sono morto'', traduzione di Marcello Minerbi, Milano, Sperling & Kupfer Editori, 1976, p. 7.</ref>
*La morte è la vera compagna del pilota. In corsa, le ho fatto la corte mille volte, ma non mi ha voluto. Mi sa che mi farà morire nel mio letto.<ref>Citato in Gianluigi Vialli, ''Goals,'' Milano, Mondadori, 2018, cap. 2.</ref>
{{Int|''[https://archive.org/details/intervista-a-tazio-nuvolari Intervista veloce al "mantovano volante"]''|Francesco Carli, ''La Voce di Mantova'', 8 gennaio 1937.}}
*{{NDR|A proposito delle macchine e dei piloti d’America}} Quanto a macchine, s'è visto nel recente confronto. Dieci anni dl arretrato nei riguardi della costruzione europea. C'erano alla «Vanderbilt» delle vetture che non mi sarei mai aspettato di incontrare in una corsa. Per quello che riguarda i piloti, tanto di cappello per il fegato che dimostrano. Vanno in gara come ad una battaglia, dalla quale non si sa se si potrà tornare.
*{{NDR|Alla coppa Vanderbilt}} Oltre al mezzo meccanico superiore, avevamo dalla nostra una più consumata esperienza. Difficile invece per le condizioni d'ambiente: in quella bolgia dannata, Brivio, Farina ed io corremmo ripetutamente il rischio di essere vittime della "spregiudicatezza" altrui.
*{{NDR|A proposito del passaggio alla Ferrari di [[Achille Varzi]]}} Se fosse, ne sarei lieto. «Achille» è uno dei piloti che stimo di più per il suo valore e la sua correttezza. Sarebbe un bell'acquisto per la scuderia.
==Citazioni su Tazio Nuvolari==
*Il "mantovano volante", che iniziò a vincere nel 1921 con la moto e smise nel 1950 sulle auto, quando già aveva 58 anni. Nel 1925, in un test con l'Alfa P2 sulla pista di Monza, andò a sbattere, si ferì gravemente, e dodici giorni dopo (issato a forza, tutto imbottito di feltro e fasciato, sulla sua Bianchi 350 Freccia Celeste) vinceva il GP delle Nazioni. Imprese così lo hanno reso leggendario. ([[Nico Cereghini]])
*Nuvolari correva anche con il busto di gesso, se ricordate. ([[Alberto Ascari]])
*Nuvolari è il più grande corridore del passato, del presente e del futuro. ([[Ferdinand Porsche]])
===[[Lucio Dalla]]===
*''Nuvolari è basso di statura, | Nuvolari è al di sotto del normale, | Nuvolari ha cinquanta chili d'ossa, | Nuvolari ha un corpo eccezionale, | Nuvolari ha le mani come artigli, | Nuvolari ha un talismano contro i mali, | il suo sguardo è di un falco per i figli, | i suoi muscoli sono muscoli eccezionali! | Gli uccelli nell'aria perdono l'ali quando passa Nuvolari! | Quando corre Nuvolari mette paura? | Perché il motore è feroce mentre taglia ruggendo la pianura.''
*''Nuvolari è bruno di colore, | Nuvolari ha la maschera tagliente, | Nuvolari ha la bocca sempre chiusa, | di morire non gli importa niente, | corre se piove, corre dentro al sole, | tre più tre per lui fa sempre sette, | con l'[[Alfa Romeo|Alfa]] rossa fa quello che vuole | dentro al fuoco di cento saette!''
*''Quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari, | la gente arriva in mucchio e si stende sui prati, | quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari, | la gente aspetta il suo arrivo per ore e ore | e finalmente quando sente il rumore | salta in piedi e lo saluta con la mano, | gli grida parole d'amore | e lo guarda scomparire | come guarda un soldato a cavallo, | a cavallo nel cielo di Aprile!''
===[[Enzo Ferrari]]===
*Cinque anni dopo Tazio Nuvolari entrò nella [[Scuderia Ferrari]], della quale doveva divenire in breve il portabandiera. Già allora era quell'uomo spiccio e caustico che in seguito pochi amici poterono conoscere nell'intimo.
*Nessuno accoppiava, come lui, una così elevata sensibilità della macchina a un coraggio quasi disumano.
*Non appena mi giunse la notizia della sua fine partii per [[Mantova]]. Era un caldo pomeriggio: l'11 agosto 1953. Nella fretta mi persi in un dedalo di stradine della vecchia Mantova. Scesi di macchina, domandai a un negozio di stagnino la via per villa Nuvolari. Ne uscì un anziano operaio, che prima di rispondermi fece un giro intorno alla mia macchina per leggere la targa. Capì, mi prese una mano e la strinse con calore, si commosse. "Grazie d' essere venuto – mi bisbigliò – come quello là non ne nasceranno più".
*Su un letto dell'ospitale canonica gli dissi: "Coraggio Tazio, sarà per il prossimo anno". Mi rispose: "Ferrari, giornate come questa, alla nostra età, non ne tornano molte; ricordalo e cerca di gustarle fino in fondo, se ci riesci". In queste parole, che forse erano una umile confessione, era nascosto il dramma di quell'uomo fatto d'un sol fascio di nervi, il dramma di un padre che aveva visto morire entrambi i suoi figli adorati e che invano sperava con tutto il cuore di non dover attendere la morte in un letto. Era un solitario, un uomo amareggiato per la crudeltà con cui il destino lo aveva colpito negli affetti più profondi, tuttavia, e non suoni irriverente questa mia osservazione, non cessò mai di essere un sagace regista di se stesso. Pochi come lui conobbero la folla, capirono quello che la folla voleva, seppero alimentare il proprio mito. Ogni suo atto, ogni suo gesto era previsto e calcolato, pur negli spasimi di una vita di atleta lanciato agli estremi rischi.
*Sul famoso stile di guida di Tazio Nuvolari se ne sono dette di tutti i colori. Succede del resto sempre così, quando un uomo arriva ai limiti dell'impossibile: si impadronisce di lui il mito e, allora, se faceva il pugile, si racconta che sapeva uccidere un toro con un pugno, e se faceva il pilota, che percorreva le curve su due ruote.
*Un prodigio insuperato dell'istinto ai limiti delle possibilità umane e delle leggi fisiche.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Nuvolari, Tazio}}
[[Categoria:Piloti di Formula 1 italiani]]
[[Categoria:Piloti motociclistici italiani]]
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[[Immagine:Tazio Nuvolari.JPG|thumb|Tazio Nuvolari]]
'''Tazio Giorgio Nuvolari''' (1892 – 1953), pilota motociclistico e automobilistico italiano.
==Citazioni di Tazio Nuvolari==
*{{NDR|[[Nino Farina]]}} Avendo portato vittoria macchina con maestra esperienza confermoti asso come pronosticai quando all'inizio conobbi tue doti. Bravo valoroso camerata tuo rivale est stato il cronometro. Sono certo di altre affermazioni che attendo per l'automobilismo italiano.<ref name=risponde>Da un telegramma inviato a Nino Farina dopo la vittoria nella Coppa Ciano del 1939; citato in Cesare De Agostini, ''Farina: il primo «iridato»'', Giorgio Nada Editore, 2007.</ref>
*{{NDR|Rivolto a [[Enzo Ferrari]] che gli aveva riservato un biglietto ferroviario di andata e ritorno per andare a correre la Targa Florio del 1932}} Dicono che sei un bravo amministratore, ma mi accorgo che non è vero. Dovevi farmi riservare solo il biglietto di andata, perché quando si parte per una corsa bisogna prevedere la possibilità di tornare in un baule di legno.<ref>Citato in Enzo Ferrari, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/12/27/il-segreto-di-tazio.html Il segreto di Tazio]'', ''la Repubblica'', 27 dicembre 1985.</ref>
*{{NDR|Rispondendo a chi gli chiedeva se non avesse paura}} Dimmi un po', tu pensi che morirai nel tuo letto? E allora come trovi il coraggio di andarci?<ref>Citato in Mark Kahn, ''Il giorno in cui sono morto'', traduzione di Marcello Minerbi, Milano, Sperling & Kupfer Editori, 1976, p. 7.</ref>
*La morte è la vera compagna del pilota. In corsa, le ho fatto la corte mille volte, ma non mi ha voluto. Mi sa che mi farà morire nel mio letto.<ref>Citato in Gianluigi Vialli, ''Goals,'' Milano, Mondadori, 2018, cap. 2.</ref>
{{Int|''[https://archive.org/details/intervista-a-tazio-nuvolari Intervista veloce al "mantovano volante"]''|Francesco Carli, ''La Voce di Mantova'', 8 gennaio 1937.}}
*{{NDR|A proposito delle macchine e dei piloti d’America}} Quanto a macchine, s'è visto nel recente confronto. Dieci anni dl arretrato nei riguardi della costruzione europea. C'erano alla «Vanderbilt» delle vetture che non mi sarei mai aspettato di incontrare in una corsa. Per quello che riguarda i piloti, tanto di cappello per il fegato che dimostrano. Vanno in gara come ad una battaglia, dalla quale non si sa se si potrà tornare.
*{{NDR|Alla coppa Vanderbilt}} Oltre al mezzo meccanico superiore, avevamo dalla nostra una più consumata esperienza. Difficile invece per le condizioni d'ambiente: in quella bolgia dannata, Brivio, Farina ed io corremmo ripetutamente il rischio di essere vittime della "spregiudicatezza" altrui.
*{{NDR|A proposito del passaggio alla Ferrari di [[Achille Varzi]]}} Se fosse, ne sarei lieto. «Achille» è uno dei piloti che stimo di più per il suo valore e la sua correttezza. Sarebbe un bell'acquisto per la scuderia.
==Citazioni su Tazio Nuvolari==
*Il "mantovano volante", che iniziò a vincere nel 1921 con la moto e smise nel 1950 sulle auto, quando già aveva 58 anni. Nel 1925, in un test con l'Alfa P2 sulla pista di Monza, andò a sbattere, si ferì gravemente, e dodici giorni dopo (issato a forza, tutto imbottito di feltro e fasciato, sulla sua Bianchi 350 Freccia Celeste) vinceva il GP delle Nazioni. Imprese così lo hanno reso leggendario. ([[Nico Cereghini]])
*Nuvolari correva anche con il busto di gesso, se ricordate. ([[Alberto Ascari]])
*Nuvolari è il più grande corridore del passato, del presente e del futuro. ([[Ferdinand Porsche]])
===[[Lucio Dalla]]===
*''Nuvolari è basso di statura, | Nuvolari è al di sotto del normale, | Nuvolari ha cinquanta chili d'ossa, | Nuvolari ha un corpo eccezionale, | Nuvolari ha le mani come artigli, | Nuvolari ha un talismano contro i mali, | il suo sguardo è di un falco per i figli, | i suoi muscoli sono muscoli eccezionali! | Gli uccelli nell'aria perdono l'ali quando passa Nuvolari! | Quando corre Nuvolari mette paura? | Perché il motore è feroce mentre taglia ruggendo la pianura.''
*''Nuvolari è bruno di colore, | Nuvolari ha la maschera tagliente, | Nuvolari ha la bocca sempre chiusa, | di morire non gli importa niente, | corre se piove, corre dentro al sole, | tre più tre per lui fa sempre sette, | con l'[[Alfa Romeo|Alfa]] rossa fa quello che vuole | dentro al fuoco di cento saette!''
*''Quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari, | la gente arriva in mucchio e si stende sui prati, | quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari, | la gente aspetta il suo arrivo per ore e ore | e finalmente quando sente il rumore | salta in piedi e lo saluta con la mano, | gli grida parole d'amore | e lo guarda scomparire | come guarda un soldato a cavallo, | a cavallo nel cielo di Aprile!''
===[[Enzo Ferrari]]===
*Cinque anni dopo Tazio Nuvolari entrò nella [[Scuderia Ferrari]], della quale doveva divenire in breve il portabandiera. Già allora era quell'uomo spiccio e caustico che in seguito pochi amici poterono conoscere nell'intimo.
*Nessuno accoppiava, come lui, una così elevata sensibilità della macchina a un coraggio quasi disumano.
*Non appena mi giunse la notizia della sua fine partii per [[Mantova]]. Era un caldo pomeriggio: l'11 agosto 1953. Nella fretta mi persi in un dedalo di stradine della vecchia Mantova. Scesi di macchina, domandai a un negozio di stagnino la via per villa Nuvolari. Ne uscì un anziano operaio, che prima di rispondermi fece un giro intorno alla mia macchina per leggere la targa. Capì, mi prese una mano e la strinse con calore, si commosse. "Grazie d' essere venuto – mi bisbigliò – come quello là non ne nasceranno più".
*Su un letto dell'ospitale canonica gli dissi: "Coraggio Tazio, sarà per il prossimo anno". Mi rispose: "Ferrari, giornate come questa, alla nostra età, non ne tornano molte; ricordalo e cerca di gustarle fino in fondo, se ci riesci". In queste parole, che forse erano una umile confessione, era nascosto il dramma di quell'uomo fatto d'un sol fascio di nervi, il dramma di un padre che aveva visto morire entrambi i suoi figli adorati e che invano sperava con tutto il cuore di non dover attendere la morte in un letto. Era un solitario, un uomo amareggiato per la crudeltà con cui il destino lo aveva colpito negli affetti più profondi, tuttavia, e non suoni irriverente questa mia osservazione, non cessò mai di essere un sagace regista di se stesso. Pochi come lui conobbero la folla, capirono quello che la folla voleva, seppero alimentare il proprio mito. Ogni suo atto, ogni suo gesto era previsto e calcolato, pur negli spasimi di una vita di atleta lanciato agli estremi rischi.
*Sul famoso stile di guida di Tazio Nuvolari se ne sono dette di tutti i colori. Succede del resto sempre così, quando un uomo arriva ai limiti dell'impossibile: si impadronisce di lui il mito e, allora, se faceva il pugile, si racconta che sapeva uccidere un toro con un pugno, e se faceva il pilota, che percorreva le curve su due ruote.
*Un prodigio insuperato dell'istinto ai limiti delle possibilità umane e delle leggi fisiche.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Nuvolari, Tazio}}
[[Categoria:Piloti di Formula 1 italiani]]
[[Categoria:Piloti motociclistici italiani]]
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/* Citazioni di Tazio Nuvolari */
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text/x-wiki
[[Immagine:Tazio Nuvolari.JPG|thumb|Tazio Nuvolari]]
'''Tazio Giorgio Nuvolari''' (1892 – 1953), pilota motociclistico e automobilistico italiano.
==Citazioni di Tazio Nuvolari==
*{{NDR|[[Nino Farina]]}} Avendo portato vittoria macchina con maestra esperienza confermoti asso come pronosticai quando all'inizio conobbi tue doti. Bravo valoroso camerata tuo rivale est stato il cronometro. Sono certo di altre affermazioni che attendo per l'automobilismo italiano.<ref name=risponde>Da un telegramma inviato a Nino Farina dopo la vittoria nella Coppa Ciano del 1939; citato in Cesare De Agostini, ''Farina: il primo «iridato»'', Giorgio Nada Editore, 2007.</ref>
*{{NDR|Rivolto a [[Enzo Ferrari]] che gli aveva riservato un biglietto ferroviario di andata e ritorno per andare a correre la Targa Florio del 1932}} Dicono che sei un bravo amministratore, ma mi accorgo che non è vero. Dovevi farmi riservare solo il biglietto di andata, perché quando si parte per una corsa bisogna prevedere la possibilità di tornare in un baule di legno.<ref>Citato in Enzo Ferrari, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/12/27/il-segreto-di-tazio.html Il segreto di Tazio]'', ''la Repubblica'', 27 dicembre 1985.</ref>
*{{NDR|Rispondendo a chi gli chiedeva se non avesse paura}} Dimmi un po', tu pensi che morirai nel tuo letto? E allora come trovi il coraggio di andarci?<ref>Citato in Mark Kahn, ''Il giorno in cui sono morto'', traduzione di Marcello Minerbi, Milano, Sperling & Kupfer Editori, 1976, p. 7.</ref>
*La morte è la vera compagna del pilota. In corsa, le ho fatto la corte mille volte, ma non mi ha voluto. Mi sa che mi farà morire nel mio letto.<ref>Citato in Gianluigi Vialli, ''Goals,'' Milano, Mondadori, 2018, cap. 2.</ref>
{{Int|''[https://archive.org/details/intervista-a-tazio-nuvolari Intervista veloce al "mantovano volante"]''|Francesco Carli, ''La Voce di Mantova'', 8 gennaio 1937.}}
*{{NDR|A proposito delle macchine e dei piloti in America}} Quanto a macchine, s'è visto nel recente confronto. Dieci anni dl arretratezza nei riguardi della costruzione europea. C'erano alla Vanderbilt delle vetture che non mi sarei mai aspettato di incontrare in una corsa. Per quello che riguarda i piloti, tanto di cappello per il fegato che dimostrano. Vanno in gara come ad una battaglia, dalla quale non si sa se si potrà tornare.
*{{NDR|Alla coppa Vanderbilt}} Oltre al mezzo meccanico superiore, avevamo dalla nostra una più consumata esperienza. Difficile invece per le condizioni d'ambiente: in quella bolgia dannata, Brivio, Farina ed io corremmo ripetutamente il rischio di essere vittime della spregiudicatezza altrui.
*{{NDR|A proposito del passaggio alla Ferrari di [[Achille Varzi]]}} Se fosse, ne sarei lieto. Achille è uno dei piloti che stimo di più per il suo valore e la sua correttezza. Sarebbe un bell'acquisto per la scuderia.
==Citazioni su Tazio Nuvolari==
*Il "mantovano volante", che iniziò a vincere nel 1921 con la moto e smise nel 1950 sulle auto, quando già aveva 58 anni. Nel 1925, in un test con l'Alfa P2 sulla pista di Monza, andò a sbattere, si ferì gravemente, e dodici giorni dopo (issato a forza, tutto imbottito di feltro e fasciato, sulla sua Bianchi 350 Freccia Celeste) vinceva il GP delle Nazioni. Imprese così lo hanno reso leggendario. ([[Nico Cereghini]])
*Nuvolari correva anche con il busto di gesso, se ricordate. ([[Alberto Ascari]])
*Nuvolari è il più grande corridore del passato, del presente e del futuro. ([[Ferdinand Porsche]])
===[[Lucio Dalla]]===
*''Nuvolari è basso di statura, | Nuvolari è al di sotto del normale, | Nuvolari ha cinquanta chili d'ossa, | Nuvolari ha un corpo eccezionale, | Nuvolari ha le mani come artigli, | Nuvolari ha un talismano contro i mali, | il suo sguardo è di un falco per i figli, | i suoi muscoli sono muscoli eccezionali! | Gli uccelli nell'aria perdono l'ali quando passa Nuvolari! | Quando corre Nuvolari mette paura? | Perché il motore è feroce mentre taglia ruggendo la pianura.''
*''Nuvolari è bruno di colore, | Nuvolari ha la maschera tagliente, | Nuvolari ha la bocca sempre chiusa, | di morire non gli importa niente, | corre se piove, corre dentro al sole, | tre più tre per lui fa sempre sette, | con l'[[Alfa Romeo|Alfa]] rossa fa quello che vuole | dentro al fuoco di cento saette!''
*''Quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari, | la gente arriva in mucchio e si stende sui prati, | quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari, | la gente aspetta il suo arrivo per ore e ore | e finalmente quando sente il rumore | salta in piedi e lo saluta con la mano, | gli grida parole d'amore | e lo guarda scomparire | come guarda un soldato a cavallo, | a cavallo nel cielo di Aprile!''
===[[Enzo Ferrari]]===
*Cinque anni dopo Tazio Nuvolari entrò nella [[Scuderia Ferrari]], della quale doveva divenire in breve il portabandiera. Già allora era quell'uomo spiccio e caustico che in seguito pochi amici poterono conoscere nell'intimo.
*Nessuno accoppiava, come lui, una così elevata sensibilità della macchina a un coraggio quasi disumano.
*Non appena mi giunse la notizia della sua fine partii per [[Mantova]]. Era un caldo pomeriggio: l'11 agosto 1953. Nella fretta mi persi in un dedalo di stradine della vecchia Mantova. Scesi di macchina, domandai a un negozio di stagnino la via per villa Nuvolari. Ne uscì un anziano operaio, che prima di rispondermi fece un giro intorno alla mia macchina per leggere la targa. Capì, mi prese una mano e la strinse con calore, si commosse. "Grazie d' essere venuto – mi bisbigliò – come quello là non ne nasceranno più".
*Su un letto dell'ospitale canonica gli dissi: "Coraggio Tazio, sarà per il prossimo anno". Mi rispose: "Ferrari, giornate come questa, alla nostra età, non ne tornano molte; ricordalo e cerca di gustarle fino in fondo, se ci riesci". In queste parole, che forse erano una umile confessione, era nascosto il dramma di quell'uomo fatto d'un sol fascio di nervi, il dramma di un padre che aveva visto morire entrambi i suoi figli adorati e che invano sperava con tutto il cuore di non dover attendere la morte in un letto. Era un solitario, un uomo amareggiato per la crudeltà con cui il destino lo aveva colpito negli affetti più profondi, tuttavia, e non suoni irriverente questa mia osservazione, non cessò mai di essere un sagace regista di se stesso. Pochi come lui conobbero la folla, capirono quello che la folla voleva, seppero alimentare il proprio mito. Ogni suo atto, ogni suo gesto era previsto e calcolato, pur negli spasimi di una vita di atleta lanciato agli estremi rischi.
*Sul famoso stile di guida di Tazio Nuvolari se ne sono dette di tutti i colori. Succede del resto sempre così, quando un uomo arriva ai limiti dell'impossibile: si impadronisce di lui il mito e, allora, se faceva il pugile, si racconta che sapeva uccidere un toro con un pugno, e se faceva il pilota, che percorreva le curve su due ruote.
*Un prodigio insuperato dell'istinto ai limiti delle possibilità umane e delle leggi fisiche.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Nuvolari, Tazio}}
[[Categoria:Piloti di Formula 1 italiani]]
[[Categoria:Piloti motociclistici italiani]]
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[[Immagine:Tazio Nuvolari.JPG|thumb|Tazio Nuvolari]]
'''Tazio Giorgio Nuvolari''' (1892 – 1953), pilota motociclistico e automobilistico italiano.
==Citazioni di Tazio Nuvolari==
*{{NDR|[[Nino Farina]]}} Avendo portato vittoria macchina con maestra esperienza confermoti asso come pronosticai quando all'inizio conobbi tue doti. Bravo valoroso camerata tuo rivale est stato il cronometro. Sono certo di altre affermazioni che attendo per l'automobilismo italiano.<ref name=risponde>Da un telegramma inviato a Nino Farina dopo la vittoria nella Coppa Ciano del 1939; citato in Cesare De Agostini, ''Farina: il primo «iridato»'', Giorgio Nada Editore, 2007.</ref>
*{{NDR|Rivolto a [[Enzo Ferrari]] che gli aveva riservato un biglietto ferroviario di andata e ritorno per andare a correre la Targa Florio del 1932}} Dicono che sei un bravo amministratore, ma mi accorgo che non è vero. Dovevi farmi riservare solo il biglietto di andata, perché quando si parte per una corsa bisogna prevedere la possibilità di tornare in un baule di legno.<ref>Citato in Enzo Ferrari, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/12/27/il-segreto-di-tazio.html Il segreto di Tazio]'', ''la Repubblica'', 27 dicembre 1985.</ref>
*{{NDR|Rispondendo a chi gli chiedeva se non avesse paura}} Dimmi un po', tu pensi che morirai nel tuo letto? E allora come trovi il coraggio di andarci?<ref>Citato in Mark Kahn, ''Il giorno in cui sono morto'', traduzione di Marcello Minerbi, Milano, Sperling & Kupfer Editori, 1976, p. 7.</ref>
*La morte è la vera compagna del pilota. In corsa, le ho fatto la corte mille volte, ma non mi ha voluto. Mi sa che mi farà morire nel mio letto.<ref>Citato in Gianluigi Vialli, ''Goals,'' Milano, Mondadori, 2018, cap. 2.</ref>
{{Int|''[https://archive.org/details/intervista-a-tazio-nuvolari Intervista veloce al "mantovano volante"]''|Francesco Carli, ''La Voce di Mantova'', 8 gennaio 1937.}}
*{{NDR|A proposito delle macchine e dei piloti d’America}} Quanto a macchine, s'è visto nel recente confronto. Dieci anni dl arretrato nei riguardi della costruzione europea. C'erano alla «Vanderbilt» delle vetture che non mi sarei mai aspettato di incontrare in una corsa. Per quello che riguarda i piloti, tanto di cappello per il fegato che dimostrano. Vanno in gara come ad una battaglia, dalla quale non si sa se si potrà tornare.
*{{NDR|Alla coppa Vanderbilt}} Oltre al mezzo meccanico superiore, avevamo dalla nostra una più consumata esperienza. Difficile invece per le condizioni d'ambiente: in quella bolgia dannata, Brivio, Farina ed io corremmo ripetutamente il rischio di essere vittime della "spregiudicatezza" altrui.
*{{NDR|A proposito del passaggio alla Ferrari di [[Achille Varzi]]}} Se fosse, ne sarei lieto. «Achille» è uno dei piloti che stimo di più per il suo valore e la sua correttezza. Sarebbe un bell'acquisto per la scuderia.
==Citazioni su Tazio Nuvolari==
*Il "mantovano volante", che iniziò a vincere nel 1921 con la moto e smise nel 1950 sulle auto, quando già aveva 58 anni. Nel 1925, in un test con l'Alfa P2 sulla pista di Monza, andò a sbattere, si ferì gravemente, e dodici giorni dopo (issato a forza, tutto imbottito di feltro e fasciato, sulla sua Bianchi 350 Freccia Celeste) vinceva il GP delle Nazioni. Imprese così lo hanno reso leggendario. ([[Nico Cereghini]])
*Nuvolari correva anche con il busto di gesso, se ricordate. ([[Alberto Ascari]])
*Nuvolari è il più grande corridore del passato, del presente e del futuro. ([[Ferdinand Porsche]])
===[[Lucio Dalla]]===
*''Nuvolari è basso di statura, | Nuvolari è al di sotto del normale, | Nuvolari ha cinquanta chili d'ossa, | Nuvolari ha un corpo eccezionale, | Nuvolari ha le mani come artigli, | Nuvolari ha un talismano contro i mali, | il suo sguardo è di un falco per i figli, | i suoi muscoli sono muscoli eccezionali! | Gli uccelli nell'aria perdono l'ali quando passa Nuvolari! | Quando corre Nuvolari mette paura? | Perché il motore è feroce mentre taglia ruggendo la pianura.''
*''Nuvolari è bruno di colore, | Nuvolari ha la maschera tagliente, | Nuvolari ha la bocca sempre chiusa, | di morire non gli importa niente, | corre se piove, corre dentro al sole, | tre più tre per lui fa sempre sette, | con l'[[Alfa Romeo|Alfa]] rossa fa quello che vuole | dentro al fuoco di cento saette!''
*''Quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari, | la gente arriva in mucchio e si stende sui prati, | quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari, | la gente aspetta il suo arrivo per ore e ore | e finalmente quando sente il rumore | salta in piedi e lo saluta con la mano, | gli grida parole d'amore | e lo guarda scomparire | come guarda un soldato a cavallo, | a cavallo nel cielo di Aprile!''
===[[Enzo Ferrari]]===
*Cinque anni dopo Tazio Nuvolari entrò nella [[Scuderia Ferrari]], della quale doveva divenire in breve il portabandiera. Già allora era quell'uomo spiccio e caustico che in seguito pochi amici poterono conoscere nell'intimo.
*Nessuno accoppiava, come lui, una così elevata sensibilità della macchina a un coraggio quasi disumano.
*Non appena mi giunse la notizia della sua fine partii per [[Mantova]]. Era un caldo pomeriggio: l'11 agosto 1953. Nella fretta mi persi in un dedalo di stradine della vecchia Mantova. Scesi di macchina, domandai a un negozio di stagnino la via per villa Nuvolari. Ne uscì un anziano operaio, che prima di rispondermi fece un giro intorno alla mia macchina per leggere la targa. Capì, mi prese una mano e la strinse con calore, si commosse. "Grazie d' essere venuto – mi bisbigliò – come quello là non ne nasceranno più".
*Su un letto dell'ospitale canonica gli dissi: "Coraggio Tazio, sarà per il prossimo anno". Mi rispose: "Ferrari, giornate come questa, alla nostra età, non ne tornano molte; ricordalo e cerca di gustarle fino in fondo, se ci riesci". In queste parole, che forse erano una umile confessione, era nascosto il dramma di quell'uomo fatto d'un sol fascio di nervi, il dramma di un padre che aveva visto morire entrambi i suoi figli adorati e che invano sperava con tutto il cuore di non dover attendere la morte in un letto. Era un solitario, un uomo amareggiato per la crudeltà con cui il destino lo aveva colpito negli affetti più profondi, tuttavia, e non suoni irriverente questa mia osservazione, non cessò mai di essere un sagace regista di se stesso. Pochi come lui conobbero la folla, capirono quello che la folla voleva, seppero alimentare il proprio mito. Ogni suo atto, ogni suo gesto era previsto e calcolato, pur negli spasimi di una vita di atleta lanciato agli estremi rischi.
*Sul famoso stile di guida di Tazio Nuvolari se ne sono dette di tutti i colori. Succede del resto sempre così, quando un uomo arriva ai limiti dell'impossibile: si impadronisce di lui il mito e, allora, se faceva il pugile, si racconta che sapeva uccidere un toro con un pugno, e se faceva il pilota, che percorreva le curve su due ruote.
*Un prodigio insuperato dell'istinto ai limiti delle possibilità umane e delle leggi fisiche.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Nuvolari, Tazio}}
[[Categoria:Piloti di Formula 1 italiani]]
[[Categoria:Piloti motociclistici italiani]]
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Antonio Rezza
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AssassinsCreed
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{{w|Le citazioni tratte da opere cinematografiche non possono stare qui. Varie convenzioni non rispettate.}}
[[Immagine:Antonio Rezza 01.jpg|thumb|Antonio Rezza]]
'''Antonio Rezza''' (1965 – vivente), attore, scrittore, regista e autore italiano di cinema e teatro.
==Citazioni tratte dalle opere cinematografiche==
===''Suppietij'' (1991)===
*Ho visto<br/ >poveri<br/ >tagliarsi<br/ >i piedi<br/ >per non sentirli freddi<br/ >U.N.<br/ >''(citazione iniziale)''
*I piedi sono il cervello dei poveri
===''L'Orrore di Vivere'' (1993)===
*(Un lui e una lei entrambi interpretati da Antonio Rezza.)<br />Lui: «Che vita da bestie stamo a fa oh, me viè da piange solo a pensarci me viè»<br />Lei: «La notte porta consigli».<br />Lui: «Bona notte».<br />Lei: «Eh! me so scordata de di' la preghiera: l'eterno riposo dona loro signore, splenda su essi la larva perpetua. Lasciali ripusà che già hanno fatto tanto».<br />Lui: «Tra noi e i morti l'unica differenza è in un processo di putrefazione».
===''Larva'' (1993)===
* Nessuno sa dove vivo, né perché agisco, la fine è figlia dell'anonimato.
===''De civitate rei'' (1994)===
*Perché non ti trovi un lavoro? Almeno se ne va 'sta puzza. ('''Dorina''')
*"Poveri ma onesti", questo è il nostro slogan. ('''Gervasio''')
*'''Pretendente''': Io e sua figlia ci siamo guardati, ma uno sguardo pulito, azzarderei cosmico.<br/ >'''Torella''': In questa casa non mancano certo i problemi, perché aggiungerne un altro?<br/ >'''Pretendente''': Io sono per la parità dei diritti, però all'una in punto voglio magnà.<br/ >'''Torella''': Continui a delirare, nessuno vuole spiegazioni.<br/ >'''Pretendente''': Non ho mai avuto una ragazza ma non sono omosessuale, anzi, viva l'enciclica!<br/ >'''Gerarda''': Stai troppo circospetto, risvegli quel miserabile senso di compassione verso l'essere umano.<br/ >''(Torella e la figlia mentre dissuadono lo spasimante di quest'ultima)''
*'''Gerarda''' (parlando di Nando): È un innovatore dell'approccio: saluta in modo inedito.<br/>'''Voce fuori campo''': Gerarda in amore si dimostrava più sfortunata della madre, poiché Nando, bello di barba e portamento, era in realtà uno sporco nostalgico; ed il suo saluto, un rimpianto del tempo che fu.<br/>'''Nando''': All'epoca, come si stava meglio... Il '51, ah, che annata! ...no, no, il passato è bello, il passato è il mio bastone... non manco di nulla.
*Cinque minuti fa, ah, che periodo! ('''Nando''')
*'''Signora''': Da come veste, questo ragazzo mi sembra all'opposizione.<br/>'''Gervasio''': Non riesce a integrarsi. Rifiuta lo spreco ma ne gode i profitti.
===''Il telefonetto'' (1995)===
*Il telefono è un mezzo indiretto e come tale amplifica l'ipocrisia della dialettica.
===''L'handicappato'' (1997)===
*Ho perso una gamba, sono diventato invalido civile. Almeno un po' di [[civiltà]] l'ho acquisita...
*Ho progettato un ambulatorio per la ricerca sugli handicappati, posto su una montagnola che nemmeno gli alpinisti ci arrivano. 4800 gradoni... a chiocciola! Te fa' girà la capoccia solo a guardarla!
== Citazioni tratte dalle opere letterarie ==
===''Credo in un solo oblio''===
*Da circa sette anni vivo in un inferno interiore. Brucio dentro. Sono la mia ulcera. Sono il mio tormento. Senza me vivrei meglio, ma mi occupo quel tanto da non darmi scampo. (p. 12)
*Siamo esseri limitati. Non possiamo fare contemporaneamente la cosa che già stiamo facendo [...] E la vera meschinità è non possiamo amare mentre amiamo [...] C'è chi ama e chi si lascia amare. Ma non c'è chi ama e ama. Si ama dopo aver amato. (pagg. 14-15)
*[...] Nessuno annoia come le persone imprevedibili. Sai già in anticipo che faranno qualcosa che non ti aspetti. E ci si stanca ad essere stupiti. (p. 18)
*Tiro fuori la carta d'identità ancora immacolata. Il poliziotto la apre e non mi vede. "Lei non è nella foto", mi dice. "E sono poco anche nella vita" rispondo con un sorriso che mi fa l'alito amaro. (pagg. 23-24)
*E a poco a poco capisco chi sono. Io sono quel che mi è di fronte. Chiunque mi è di fronte io sono. Ma pur essendo in tutti continuo a non essere nessuno. (p. 26)
*La vaga solitudine che tanto disprezzai mi fa gerarca di tutto ciò che è attorno. (p. 32)
*E la morte che ci uccide è sempre libera. Arrestiamo gli assassini che ci danno la morte e lasciamo libera la morte assassina [...] Ecco, l'unico motivo che mi tiene ancora in vita a tribolare è il pensiero della [[sepoltura]], il conforto di sapere che, comunque andrà a finire, io verrò interrato, troverò lo spazio a me negato da bambino. (p. 37)
*Mio padre, quello vero, fa l'occhietto, non gli interessa vedere che il figlio si scopa sua madre. Vorrei struggermi ma non riesco [...] Spesso il romanticismo è così vicino alla pornografia. (pagg. 53-54)
*Questi parenti con le lacrime al posto degli occhi e la circostanza al posto delle mani non sanno di essere morti senza faccia nella vita silenziosa oltre la foto. (p. 55)
*Nelle immagini della realtà che cerco di ordinare ci sono io con la restante umanità, viva in questa vita, ma morta in quella silenziosa. E per ogni faccia tramandata una sigaretta a fumare [...] Comunque intorno a me nessun vivente: per mettere le cose a posto ho sterminato cultura e civiltà [...] Ora faccio il desposta sui morti che ottiene facile obbedienza: è comodo far la voce grossa con la carne sbrindellata, è agevole tiranneggiare su chi nemmeno ti sente, perché non ne ha tempo, perché non ne avrà mai. (pagg. 60-61)
*Come sarebbe equo se il denaro rimanesse a metà tra chi lo prende e chi lo dà [...] Quanti gesti inconclusi in questa valle di morti e di spettri, quante aspirazioni mancate. (pagg. 63-64)
*Piangiamo spesso a torto chi non c'è più ma raramente piangiamo chi non c'è mai, chi non è mai venuto, chi mai ci sarà. E sono innumerevoli quelli che non esisteranno. E che forse sarebbero migliori. (p. 65)
*I parenti miei li riconosco dalle mani, dalla schiena e dall'infamia, ma il resto dell'umanità mi è ignoto e non posso ravvisare chi non ha fattezza alcuna. (pagg. 69-70)
*E come un'ombra scruto la mia carne raggrumata inutilmente attorno all'osso [...] E non riesco a trattenere questa furia senza pelle che tira le ossa e le deforma. Fino a quando uno strappo violento la stacca dai miei piedi ove per anni ha vissuto con modestia [...] (pagg. 84-85)
*Brutta faccenda avere per compare gente morta. Ma devo trovare scampo a una situazione lacerante, e procedo con le idee che mi fanno da calvario: infilare 2001 deceduti nell'immagine che raddoppia il mio tormento. (p. 89)
*Io, come spettro, non provo alcun rimpianto nel pensiero del passato, sto bene in questa vita proiettata, dove l'amore trionfa sul lavoro e sulle misere esigenze di chi ha un corpo da campare. (p. 90)
*Passa una formica, non ha ali da sbattere, come chi fatica. Trascina una pagliuzza che è la trave del suo occhio. E io vedo la pagliuzza che è la trave nell'occhio dell'insetto mentre quelle che ho nel mio potrei rifarmi il tetto. Ma bando ai predicozzi di chi non vide che la croce che lo uccise era fatta da due travi. (p. 97)
*Un figlio che non mi chiamerà papà, che non piangerà per poco latte dato, che non crescerà perché finito. Ma che in un certo senso mi somiglia privo com'è dell'ombra sua che adesso è tra le braccia della mia. Figlio mio, rampollo bello, moccioso di Dio, quel Dio approssimativo che mi ti ha messo in braccio morto. (p. 117)
*Cala il silenzio, ci limitiamo a riflettere su come può un corpo svilire quando la mente è altrove. Tra persone intelligenti basterebbe parlare. E invece spesso ci si spoglia e ci si mette in pose strane che se non fossero legate all'impeto sembrerebbero le movenze di un pazzo. (p. 124)
*Ecco cosa siamo, non solo un grande culo, ma un gigantesco cazzo in mezzo a un mondo culo che si erige per dar vita ad altri cazzi e ad altri culi. (p. 129)
*E sì, possiamo esser fatti di puro cervello e chiari ideali ma andiamo sempre a cozzare sulla pelle di qualcuno. L'uomo si abitua meglio all'epiderma che alla pulizia della ragione. (p. 133)
*Ma adesso amore figlio mio benedetto, stiamo insieme, scivola sul mio petto, fatti coccolare, fa che sia io la terra che ti coprirà, vita fammi terra per questo figlio tumulare. Mi farei sabbia intorno alle tue ossa per impedire al freddo di assalirti, mi farei zolla intorno alla corolla per conservare il tuo sguardo bambino. (p. 144)
===''Son[n]o''===
*Il sonno è un'anomalia del pensiero: è una breve assenza di sette ore e mille sospiri. Non uno di più. (p. 13)
*Per strada [Anto] incontrò una ragazza che faceva della sua pipì una fontana. Le sue vesti calate lasciavano vedere una pelle bianca come il muro intorno al sangue di chi è fucilato. (p. 29)
*Una notte la ragazza che faceva della sua pipì una fontana lo iniziò all'amore. Aveva la pelle che sapeva di bocca. E la bocca di bocca. Anto la baciò tutta come fosse di bocca. Le succhiò tutto ciò che sporgeva. E tenne tutto in bocca fino all'alba. (p. 49)
*Si era fatta la sera. L'insonne tentava invano di puzzare nel profondo dell'alito ma il suo fiato rimaneva limpido, fresco come quello di chi non si è mai assopito. "Tu dormi bene" disse l'insonne ad Anto "ma che ne sai di chi si gira nel letto e spera che la notte sia la morte?" Anto rispose distrattamente "io dormo bene perché vivo male". (p. 61)
*Non era un'allucinazione: lei [[russare|russava]] a occhi aperti, russava nei suoi occhi. E nella bocca. E russando sputava fuori la realtà. (p. 77)
*Anto non sapeva cosa fare. Aprendo gli occhi avrebbe visto un uomo zitto. E non c'è cosa peggiore che non saper ascoltare qualcuno che non ha niente da dire. Nel dubbio iniziò a parlare. Ma non fece in tempo a dire tre parole che il Biondo chinò la testa. E passò dall'inchino alla noia. E dalla noia al sonno. (p. 87)
*Rimase con gli occhi incrostati di sangue per giorni, voleva vedere il non vedere e provare pena per ciò che non vedeva. Aveva scoperto il buio. E nel buio i ricordi. E nei ricordi ciò che aveva già visto. Aveva scoperto che attraverso il buio poteva rivedere il passato. Una volta lavati gli occhi la realtà gli sembrò più crudele. E allora non volle più vedere [...] (p. 109)
*E mentre lo sposava aprì gli occhi al mondo. E se ne innamorò. E smise di essere sonnambula. Tornò a dormire in un letto, di lui e con lui. Dopo mesi di sonno in comune, dettero alla luce una bambina dagli occhi chiusi: la chiamarono "Ora". E la accudirono ora e ancora. (p. 127)
*Tornato a casa [Sonnekj] si strappò gli occhi. Mai più avrebbe visto il vuoto da lei lasciato. Si sarebbe consacrato all'amore per la figlia e al sonno. Il sonno assoluto. (p. 139)
*[Anto e Sonnekj] partirono all'alba. Dormendo. Anto dormiva davanti e Sonnekj lo seguiva orientandosi col rumore dei sogni. E, ogni tanto, con le russate di lui. Ogni volta che Anto si svegliava per aiutarlo a superare gli ostacoli, il maestro chiudeva al giovane gli occhi e lo istigava a dormire. (p. 161)
*Il giovane navigava oramai nel decubito. Ogni tanto gettava l'ancora nelle sue piaghe per non mandare alla deriva il dolore. (p. 189)
===''Non cogito ergo digito (romanzo a più pretese)''===
*Molti prima di lui avevano corso contro l'atmosfera e tutti erano stati puniti dalla presunzione di esistere, dalla disperata voglia di dare un segnale, di non passare inosservati lungo una via, la via della vita, che brucia uomini e pensieri lasciando dietro di sé solamente ricordi troppo sbiaditi e codificati per emozionare ancora. (p. 7)
*Il giorno dopo, mentre i cadaveri iniziavano discretamente a puzzare, Victor Munoz tenne regolarmente il comizio davanti a nessuno: parlò di uguaglianza, di santità, di equo vivere con una naturalezza tale da far sembrare ogni vocabolo pertinente e credibile. (p. 12)
*Carlo era cresciuto, gli anni passano per tutti, aveva perso i capelli, un orecchio, tre gradi all'occhio destro, la falange destra, l'unghia sinistra, un terzo di prestazioni atletiche, il sei per mille di capacità sessuale, il fuoristrada, l'entusiasmo, i denti canini, le residue amicizie e l'ottimismo. (p. 21)
*Le prigioni erano piene di malfattori, il più innocente aveva oltraggiato lo stato, il più colpevole colpito a morte le tradizioni. (p. 31)
*È giunto il momento di parlare di Roberto: dicesi Roberto quasi ogni individuo provvisto di capacità di pensiero. Ora Roberto non pensava, passava giornate a rimuginare il suo passato, si contorceva sui suoi errori ma non rifletteva mai abbastanza per essere considerato Roberto anche dagli altri. (p. 42)
*La tenuta in borghese non si discosta molto da quella ufficiale anche se l'involucro borghese nasconde nasconde sotto il suo tessuto una persona in completo atteggiamento di relax, in totale desabillon, in assenza assoluta di responsabilità. (p. 55)
==Citazioni tratte da interviste==
*Non credo che il cinema italiano sia in salute... La cultura dell'impegno civile porta alla morte delle idee, ... influenza soprattutto le nuove generazioni perché pensano di poter passare alla storia raccontando la realtà e questo non ha mai portato alla storia nessuno... Non credo nel cinema che analizza i problemi della realtà e non credo nell'impegno civile. Credo in un cinema incivile, profondamente incivile, di attrazione, di immagine... non voluta ... di scollamento completo con ciò che è la realtà. La realtà non serve a niente. (da un intervista) <ref>http://www.youtube.com/watch?v=Oq9dViW7Fh8</ref>
*'''Rezza''': Penso che la performance sia qualcosa che abbia a che fare anche con difficoltà psicologiche. <br/>'''Intervistatrice''': Allora siamo tutti dei performer!<br/>'''Rezza''': Sicuramente. Però non tutti sappiamo che lo siamo. Quindi la differenza tra chi lo è e chi lo è senza saperlo è che chi lo sa riesce ad andare in scena con le sue patologie, invece chi non lo sa ha solo le patologie.<ref>Intervistato da Antonella Prigioni http://www.youtube.com/watch?v=SZiU537e9OU</ref>
== Citazioni su Antonio Rezza ==
*Antonio Rezza, che è un artista monumentale, racconta, nei suoi spettacoli, semplicemente stando fermo, guardandoti: basta il modo in cui occupa lo spazio. Una sua espressione vale 10 pagine di dialogo. [...] Uno come Antonio può recitare in tutto il mondo, varcare i confini, lui non ha bisogno di parole. ([[Ennio Fantastichini]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Antonio Rezza, ''credo in un solo oblio'', Bompiani, Bergamo, 2007, ISBN 978-88-452-5926-5
*Antonio Rezza, ''Son[N]o'', Tascabili Bompiani, Ariccia (RM), 2005, ISBN 88-452-3356-1
*Antonio Rezza, ''Non cogito ergo digito (romanzo a più pretese)'', Ariccia (RM), Roma, 1998, ISBN 88-452-3593-9
==Film==
*''[[Escoriandoli]]'' (1996)
*''[[Paz!]]'' (2002)
==Altri progetti==
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[[Categoria:Registi italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Adelchi Baratono
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'''Adelchi Baratono''' (1875 – 1947), scrittore e filosofo italiano
==''Arte e poesia''==
===[[Incipit]]===
I. ''Il passaggio dell'arte''.<br><br>C'è un significato primordiale e generalissimo della parola "[[arte]]" (''téchnos''), che non si perde mai, anzi sussiste in fondo al significato particolare di "arte bella". Qualunque attività umana, ossia il ''fare'' pratico, apparisce alla coscienza comune come un'arte quand'è un ''saper fare'', e quindi un ''far bene'', un perfezionare l'adeguamento del mezzo tecnico al fine; ciò che accade quando il mezzo e lo strumento diventan essi il fine del nostro consapevole volere. Il sapere è [[scienza]], il saper fare è arte, in ogni campo (arte della seta o del ferro, arte della milizia o della scuola, arte della vita stessa). Agire sulla natura per modificarla ad uno scopo (arginare un fiume perché non straripi, coltivare un orto, ecc.) è artificio; ma quando il ''lavoro'' è fatto bene, lo chiamiamo un<nowiki>'</nowiki>''opera'', ed esclamiamo "che artista!" di chi l'ha compiuto.
===Citazioni===
*[...] l'[[artista]] ha il diritto e il dovere di tradurre nella forma estetica tutti i contenuti dello spirito, che ne sono la vera "ispirazione"; che il bello non è che rivelazione degli altri valori ideali; che l'arte è l'interprete dei bisogni più profondi della vita, e che non è arte se non diventa poesia. (p. 30)
==Bibliografia==
*Adelchi Baratono, ''Arte e poesia'', Valentino Bompiani, 1966.
==Altri progetti==
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'''Adelchi Baratono''' (1875 – 1947), scrittore e filosofo italiano
==''Arte e poesia''==
===[[Incipit]]===
I. ''Il passaggio dell'arte''.<br><br>C'è un significato primordiale e generalissimo della parola "[[arte]]" (''téchnos''), che non si perde mai, anzi sussiste in fondo al significato particolare di "arte bella". Qualunque attività umana, ossia il ''fare'' pratico, apparisce alla coscienza comune come un'arte quand'è un ''saper fare'', e quindi un ''far bene'', un perfezionare l'adeguamento del mezzo tecnico al fine; ciò che accade quando il mezzo e lo strumento diventan essi il fine del nostro consapevole volere. Il sapere è [[scienza]], il saper fare è arte, in ogni campo (arte della seta o del ferro, arte della milizia o della scuola, arte della vita stessa). Agire sulla natura per modificarla ad uno scopo (arginare un fiume perché non straripi, coltivare un orto, ecc.) è artificio; ma quando il ''lavoro'' è fatto bene, lo chiamiamo un<nowiki>'</nowiki>''opera'', ed esclamiamo "che artista!" di chi l'ha compiuto.
===Citazioni===
*[...] l'[[artista]] ha il diritto e il dovere di tradurre nella forma estetica tutti i contenuti dello spirito, che ne sono la vera «ispirazione»; che il bello non è che rivelazione degli altri valori ideali; che l'arte è l'interprete dei bisogni più profondi della vita, e che non è arte se non diventa poesia. (p. 30)
==Bibliografia==
*Adelchi Baratono, ''Arte e poesia'', Valentino Bompiani, 1966.
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'''Adelchi Baratono''' (1875 – 1947), scrittore e filosofo italiano
==''Arte e poesia''==
===[[Incipit]]===
I. ''Il passaggio dell'arte''.<br><br>C'è un significato primordiale e generalissimo della parola "[[arte]]" (''téchnos''), che non si perde mai, anzi sussiste in fondo al significato particolare di "arte bella". Qualunque attività umana, ossia il ''fare'' pratico, apparisce alla coscienza comune come un'arte quand'è un ''saper fare'', e quindi un ''far bene'', un perfezionare l'adeguamento del mezzo tecnico al fine; ciò che accade quando il mezzo e lo strumento diventan essi il fine del nostro consapevole volere. Il sapere è [[scienza]], il saper fare è arte, in ogni campo (arte della seta o del ferro, arte della milizia o della scuola, arte della vita stessa). Agire sulla natura per modificarla ad uno scopo (arginare un fiume perché non straripi, coltivare un orto, ecc.) è artificio; ma quando il ''lavoro'' è fatto bene, lo chiamiamo un<nowiki>'</nowiki>''opera'', ed esclamiamo "che artista!" di chi l'ha compiuto.
===Citazioni===
*[...] l'[[artista]] ha il diritto e il dovere di tradurre nella forma estetica tutti i contenuti dello spirito, che ne sono la vera «ispirazione»; che il bello non è che rivelazione degli altri valori ideali; che l'arte è l'interprete dei bisogni più profondi della vita, e che non è arte se non diventa poesia. (p. 30)
==Bibliografia==
*Adelchi Baratono, ''[https://archive.org/details/baratono-arte-poesia/page/n4/mode/1up Arte e poesia]'', Valentino Bompiani, Milano, 1945.
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'''Adelchi Baratono''' (1875 – 1947), scrittore e filosofo italiano
==''Arte e poesia''==
===[[Incipit]]===
I. ''Il passaggio dell'arte''.<br><br>C'è un significato primordiale e generalissimo della parola "[[arte]]" (''téchnos''), che non si perde mai, anzi sussiste in fondo al significato particolare di "arte bella". Qualunque attività umana, ossia il ''fare'' pratico, apparisce alla coscienza comune come un'arte quand'è un ''saper fare'', e quindi un ''far bene'', un perfezionare l'adeguamento del mezzo tecnico al fine; ciò che accade quando il mezzo e lo strumento diventan essi il fine del nostro consapevole volere. Il sapere è [[scienza]], il saper fare è arte, in ogni campo (arte della seta o del ferro, arte della milizia o della scuola, arte della vita stessa). Agire sulla natura per modificarla ad uno scopo (arginare un fiume perché non straripi, coltivare un orto, ecc.) è artificio; ma quando il ''lavoro'' è fatto bene, lo chiamiamo un<nowiki>'</nowiki>''opera'', ed esclamiamo "che artista!" di chi l'ha compiuto.
===Citazioni===
*[...] l'[[artista]] ha il diritto e il dovere di tradurre nella forma estetica tutti i contenuti dello spirito, che ne sono la vera «ispirazione»; che il bello non è che rivelazione degli altri valori ideali; che l'arte è l'interprete dei bisogni più profondi della vita, e che non è arte se non diventa poesia. (I, p. 30)
==Bibliografia==
*Adelchi Baratono, ''[https://archive.org/details/baratono-arte-poesia/page/n4/mode/1up Arte e poesia]'', Valentino Bompiani, Milano, 1945.
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'''Adelchi Baratono''' (1875 – 1947), scrittore e filosofo italiano
==''Arte e poesia''==
===[[Incipit]]===
I. ''Il passaggio dell'arte''.<br><br>C'è un significato primordiale e generalissimo della parola "[[arte]]" (''téchnos''), che non si perde mai, anzi sussiste in fondo al significato particolare di "arte bella". Qualunque attività umana, ossia il ''fare'' pratico, apparisce alla coscienza comune come un'arte quand'è un ''saper fare'', e quindi un ''far bene'', un perfezionare l'adeguamento del mezzo tecnico al fine; ciò che accade quando il mezzo e lo strumento diventan essi il fine del nostro consapevole volere. Il sapere è [[scienza]], il saper fare è arte, in ogni campo (arte della seta o del ferro, arte della milizia o della scuola, arte della vita stessa). Agire sulla natura per modificarla ad uno scopo (arginare un fiume perché non straripi, coltivare un orto, ecc.) è artificio; ma quando il ''lavoro'' è fatto bene, lo chiamiamo un<nowiki>'</nowiki>''opera'', ed esclamiamo "che artista!" di chi l'ha compiuto.
===Citazioni===
*[...] l'[[artista]] ha il diritto e il dovere di tradurre nella forma estetica tutti i contenuti dello spirito, che ne sono la vera «ispirazione»; che il bello non è che rivelazione degli altri valori ideali; che l'arte è l'interprete dei bisogni più profondi della vita, e che non è arte se non diventa poesia. (I, p. 30)
*Nel giudizio letterario, l'esigenza del [[contenuto]] – come sentimento e subiettivazione del mondo dalla parte della poesia; come rappresentazione di cose e di fatti interessanti obiettivamente, dalla parte della prosa – è così viva, che divien preponderante rispetto all'esigenza puramente estetica e formale. Anzi, il lettore comune, di solito, salta la [[forma]] per immedesimarsi, simpateticamente, coi contenuti: ossia tratta la [[parola]] come farebbe nella vita comune, dove questa serve di strumento di comunicazione, espressiva e significativa, per metterci in rapporto col soggetto parlante e con le cose di cui parla, togliendosi di mezzo più che può in quanto parola. (IV, p. 44)
==Bibliografia==
*Adelchi Baratono, ''[https://archive.org/details/baratono-arte-poesia/page/n4/mode/1up Arte e poesia]'', Valentino Bompiani, Milano, 1945.
==Altri progetti==
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'''Adelchi Baratono''' (1875 – 1947), scrittore e filosofo italiano
==''Arte e poesia''==
===[[Incipit]]===
I. ''Il passaggio dell'arte''.<br><br>C'è un significato primordiale e generalissimo della parola "[[arte]]" (''téchnos''), che non si perde mai, anzi sussiste in fondo al significato particolare di "arte bella". Qualunque attività umana, ossia il ''fare'' pratico, apparisce alla coscienza comune come un'arte quand'è un ''saper fare'', e quindi un ''far bene'', un perfezionare l'adeguamento del mezzo tecnico al fine; ciò che accade quando il mezzo e lo strumento diventan essi il fine del nostro consapevole volere. Il sapere è [[scienza]], il saper fare è arte, in ogni campo (arte della seta o del ferro, arte della milizia o della scuola, arte della vita stessa). Agire sulla natura per modificarla ad uno scopo (arginare un fiume perché non straripi, coltivare un orto, ecc.) è artificio; ma quando il ''lavoro'' è fatto bene, lo chiamiamo un<nowiki>'</nowiki>''opera'', ed esclamiamo "che artista!" di chi l'ha compiuto.
===Citazioni===
*[...] l'[[artista]] ha il diritto e il dovere di tradurre nella forma estetica tutti i contenuti dello spirito, che ne sono la vera «ispirazione»; che il bello non è che rivelazione degli altri valori ideali; che l'arte è l'interprete dei bisogni più profondi della vita, e che non è arte se non diventa poesia. (I, p. 30)
*Nel giudizio letterario, l'esigenza del [[contenuto]] – come sentimento e subiettivazione del mondo dalla parte della poesia; come rappresentazione di cose e di fatti interessanti obiettivamente, dalla parte della prosa – è così viva, che divien preponderante rispetto all'esigenza puramente estetica e formale. Anzi, il lettore comune, di solito, salta la [[forma]] per immedesimarsi, simpateticamente, coi contenuti: ossia tratta la [[parola]] come farebbe nella vita comune, dove questa serve di strumento di comunicazione, espressiva e significativa, per metterci in rapporto col soggetto parlante e con le cose di cui parla, togliendosi di mezzo più che può in quanto parola. (IV, p. 44)
==Bibliografia==
*Adelchi Baratono, ''[https://archive.org/details/baratono-arte-poesia/page/n4/mode/1up Arte e poesia]'', Valentino Bompiani, Milano, 1945.
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'''Adelchi Baratono''' (1875 – 1947), scrittore e filosofo italiano
==''Arte e poesia''==
===[[Incipit]]===
I. ''Il passaggio dell'arte''.<br><br>C'è un significato primordiale e generalissimo della parola "[[arte]]" (''téchnos''), che non si perde mai, anzi sussiste in fondo al significato particolare di "arte bella". Qualunque attività umana, ossia il ''fare'' pratico, apparisce alla coscienza comune come un'arte quand'è un ''saper fare'', e quindi un ''far bene'', un perfezionare l'adeguamento del mezzo tecnico al fine; ciò che accade quando il mezzo e lo strumento diventan essi il fine del nostro consapevole volere. Il sapere è [[scienza]], il saper fare è arte, in ogni campo (arte della seta o del ferro, arte della milizia o della scuola, arte della vita stessa). Agire sulla natura per modificarla ad uno scopo (arginare un fiume perché non straripi, coltivare un orto, ecc.) è artificio; ma quando il ''lavoro'' è fatto bene, lo chiamiamo un<nowiki>'</nowiki>''opera'', ed esclamiamo "che artista!" di chi l'ha compiuto.
===Citazioni===
*[...] l'[[artista]] ha il diritto e il dovere di tradurre nella forma estetica tutti i contenuti dello spirito, che ne sono la vera «ispirazione»; che il bello non è che rivelazione degli altri valori ideali; che l'arte è l'interprete dei bisogni più profondi della vita, e che non è arte se non diventa poesia. (I, p. 30)
*Nel giudizio letterario, l'esigenza del [[contenuto]] – come sentimento e subiettivazione del mondo dalla parte della poesia; come rappresentazione di cose e di fatti interessanti obiettivamente, dalla parte della prosa – è così viva, che divien preponderante rispetto all'esigenza puramente estetica e formale. Anzi, il lettore comune, di solito, salta la [[forma]] per immedesimarsi, simpateticamente, coi contenuti: ossia tratta la [[parola]] come farebbe nella vita comune, dove questa serve di strumento di comunicazione, espressiva e significativa, per metterci in rapporto col soggetto parlante e con le cose di cui parla, togliendosi di mezzo più che può in quanto parola. (IV, p. 44)
*Nulla è più istruttivo, per capire che cos'è un'arte, del seguire i tentativi che un grande maestro ha dovuto fare per raggiunger quella forma definitiva, ormai stampata nella mente di tutti. Documenti quali i disegni e gli abbozzi preparatorii d'un capolavoro (per es. gli studi e il cartone di Leonardo per la S. Anna, i quaderni di prove e le ricerche di Beethoven per le sinfonie ecc.), servon meglio di qualunque critica d'arte, chiamata estetica perché subiettiva (!). Per cui, alla domanda: che cos'è la prosa? non saprei rispondere che sul terreno tecnico, mettendo a confronto, per es., gli ''Sposi promessi'', scritti dal '21 al '23, con relative cancellature e varianti riportate dal manoscritto nell'edizione curata dal Lesca, coi ''Promessi sposi'', a lor volta raffrontati nelle edizioni del '25 e del '40 (come fece Riccardo Folli). (V, p. 52)
==Bibliografia==
*Adelchi Baratono, ''[https://archive.org/details/baratono-arte-poesia/page/n4/mode/1up Arte e poesia]'', Valentino Bompiani, Milano, 1945.
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/* Citazioni */ nota Folli
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'''Adelchi Baratono''' (1875 – 1947), scrittore e filosofo italiano
==''Arte e poesia''==
===[[Incipit]]===
I. ''Il passaggio dell'arte''.<br><br>C'è un significato primordiale e generalissimo della parola "[[arte]]" (''téchnos''), che non si perde mai, anzi sussiste in fondo al significato particolare di "arte bella". Qualunque attività umana, ossia il ''fare'' pratico, apparisce alla coscienza comune come un'arte quand'è un ''saper fare'', e quindi un ''far bene'', un perfezionare l'adeguamento del mezzo tecnico al fine; ciò che accade quando il mezzo e lo strumento diventan essi il fine del nostro consapevole volere. Il sapere è [[scienza]], il saper fare è arte, in ogni campo (arte della seta o del ferro, arte della milizia o della scuola, arte della vita stessa). Agire sulla natura per modificarla ad uno scopo (arginare un fiume perché non straripi, coltivare un orto, ecc.) è artificio; ma quando il ''lavoro'' è fatto bene, lo chiamiamo un<nowiki>'</nowiki>''opera'', ed esclamiamo "che artista!" di chi l'ha compiuto.
===Citazioni===
*[...] l'[[artista]] ha il diritto e il dovere di tradurre nella forma estetica tutti i contenuti dello spirito, che ne sono la vera «ispirazione»; che il bello non è che rivelazione degli altri valori ideali; che l'arte è l'interprete dei bisogni più profondi della vita, e che non è arte se non diventa poesia. (I, p. 30)
*Nel giudizio letterario, l'esigenza del [[contenuto]] – come sentimento e subiettivazione del mondo dalla parte della poesia; come rappresentazione di cose e di fatti interessanti obiettivamente, dalla parte della prosa – è così viva, che divien preponderante rispetto all'esigenza puramente estetica e formale. Anzi, il lettore comune, di solito, salta la [[forma]] per immedesimarsi, simpateticamente, coi contenuti: ossia tratta la [[parola]] come farebbe nella vita comune, dove questa serve di strumento di comunicazione, espressiva e significativa, per metterci in rapporto col soggetto parlante e con le cose di cui parla, togliendosi di mezzo più che può in quanto parola. (IV, p. 44)
*Nulla è più istruttivo, per capire che cos'è un'arte, del seguire i tentativi che un grande maestro ha dovuto fare per raggiunger quella forma definitiva, ormai stampata nella mente di tutti. Documenti quali i disegni e gli abbozzi preparatorii d'un capolavoro (per es. gli studi e il cartone di [[Leonardo da Vinci|Leonardo]] per la S. Anna, i quaderni di prove e le ricerche di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]] per le sinfonie ecc.), servon meglio di qualunque critica d'arte, chiamata estetica perché subiettiva (!). Per cui, alla domanda: che cos'è la prosa? non saprei rispondere che sul terreno tecnico, mettendo a confronto, per es., gli ''Sposi promessi'', scritti dal '21 al '23, con relative cancellature e varianti riportate dal manoscritto nell'edizione curata dal [[Giuseppe Lesca|Lesca]], coi ''Promessi sposi'', a lor volta raffrontati nelle edizioni del '25 e del '40 (come fece Riccardo Folli<ref>Riccardo Folli, studioso e docente di lettere classiche della seconda metà dell'Ottocento, noto per i suoi studi manzoniani.</ref>). (V, p. 52)
==Bibliografia==
*Adelchi Baratono, ''[https://archive.org/details/baratono-arte-poesia/page/n4/mode/1up Arte e poesia]'', Valentino Bompiani, Milano, 1945.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Filosofi italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Gaux
18878
sezione note
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'''Adelchi Baratono''' (1875 – 1947), scrittore e filosofo italiano
==''Arte e poesia''==
===[[Incipit]]===
I. ''Il passaggio dell'arte''.<br><br>C'è un significato primordiale e generalissimo della parola "[[arte]]" (''téchnos''), che non si perde mai, anzi sussiste in fondo al significato particolare di "arte bella". Qualunque attività umana, ossia il ''fare'' pratico, apparisce alla coscienza comune come un'arte quand'è un ''saper fare'', e quindi un ''far bene'', un perfezionare l'adeguamento del mezzo tecnico al fine; ciò che accade quando il mezzo e lo strumento diventan essi il fine del nostro consapevole volere. Il sapere è [[scienza]], il saper fare è arte, in ogni campo (arte della seta o del ferro, arte della milizia o della scuola, arte della vita stessa). Agire sulla natura per modificarla ad uno scopo (arginare un fiume perché non straripi, coltivare un orto, ecc.) è artificio; ma quando il ''lavoro'' è fatto bene, lo chiamiamo un<nowiki>'</nowiki>''opera'', ed esclamiamo "che artista!" di chi l'ha compiuto.
===Citazioni===
*[...] l'[[artista]] ha il diritto e il dovere di tradurre nella forma estetica tutti i contenuti dello spirito, che ne sono la vera «ispirazione»; che il bello non è che rivelazione degli altri valori ideali; che l'arte è l'interprete dei bisogni più profondi della vita, e che non è arte se non diventa poesia. (I, p. 30)
*Nel giudizio letterario, l'esigenza del [[contenuto]] – come sentimento e subiettivazione del mondo dalla parte della poesia; come rappresentazione di cose e di fatti interessanti obiettivamente, dalla parte della prosa – è così viva, che divien preponderante rispetto all'esigenza puramente estetica e formale. Anzi, il lettore comune, di solito, salta la [[forma]] per immedesimarsi, simpateticamente, coi contenuti: ossia tratta la [[parola]] come farebbe nella vita comune, dove questa serve di strumento di comunicazione, espressiva e significativa, per metterci in rapporto col soggetto parlante e con le cose di cui parla, togliendosi di mezzo più che può in quanto parola. (IV, p. 44)
*Nulla è più istruttivo, per capire che cos'è un'arte, del seguire i tentativi che un grande maestro ha dovuto fare per raggiunger quella forma definitiva, ormai stampata nella mente di tutti. Documenti quali i disegni e gli abbozzi preparatorii d'un capolavoro (per es. gli studi e il cartone di [[Leonardo da Vinci|Leonardo]] per la S. Anna, i quaderni di prove e le ricerche di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]] per le sinfonie ecc.), servon meglio di qualunque critica d'arte, chiamata estetica perché subiettiva (!). Per cui, alla domanda: che cos'è la prosa? non saprei rispondere che sul terreno tecnico, mettendo a confronto, per es., gli ''Sposi promessi'', scritti dal '21 al '23, con relative cancellature e varianti riportate dal manoscritto nell'edizione curata dal [[Giuseppe Lesca|Lesca]], coi ''Promessi sposi'', a lor volta raffrontati nelle edizioni del '25 e del '40 (come fece Riccardo Folli<ref>Riccardo Folli, studioso e docente di lettere classiche della seconda metà dell'Ottocento, noto per i suoi studi manzoniani.</ref>). (V, p. 52)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Adelchi Baratono, ''[https://archive.org/details/baratono-arte-poesia/page/n4/mode/1up Arte e poesia]'', Valentino Bompiani, Milano, 1945.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
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[[Categoria:Filosofi italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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/* Citazioni */ il linguaggio
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'''Adelchi Baratono''' (1875 – 1947), scrittore e filosofo italiano
==''Arte e poesia''==
===[[Incipit]]===
I. ''Il passaggio dell'arte''.<br><br>C'è un significato primordiale e generalissimo della parola "[[arte]]" (''téchnos''), che non si perde mai, anzi sussiste in fondo al significato particolare di "arte bella". Qualunque attività umana, ossia il ''fare'' pratico, apparisce alla coscienza comune come un'arte quand'è un ''saper fare'', e quindi un ''far bene'', un perfezionare l'adeguamento del mezzo tecnico al fine; ciò che accade quando il mezzo e lo strumento diventan essi il fine del nostro consapevole volere. Il sapere è [[scienza]], il saper fare è arte, in ogni campo (arte della seta o del ferro, arte della milizia o della scuola, arte della vita stessa). Agire sulla natura per modificarla ad uno scopo (arginare un fiume perché non straripi, coltivare un orto, ecc.) è artificio; ma quando il ''lavoro'' è fatto bene, lo chiamiamo un<nowiki>'</nowiki>''opera'', ed esclamiamo "che artista!" di chi l'ha compiuto.
===Citazioni===
*[...] l'[[artista]] ha il diritto e il dovere di tradurre nella forma estetica tutti i contenuti dello spirito, che ne sono la vera «ispirazione»; che il bello non è che rivelazione degli altri valori ideali; che l'arte è l'interprete dei bisogni più profondi della vita, e che non è arte se non diventa poesia. (I, p. 30)
*Nel giudizio letterario, l'esigenza del [[contenuto]] – come sentimento e subiettivazione del mondo dalla parte della poesia; come rappresentazione di cose e di fatti interessanti obiettivamente, dalla parte della prosa – è così viva, che divien preponderante rispetto all'esigenza puramente estetica e formale. Anzi, il lettore comune, di solito, salta la [[forma]] per immedesimarsi, simpateticamente, coi contenuti: ossia tratta la [[parola]] come farebbe nella vita comune, dove questa serve di strumento di comunicazione, espressiva e significativa, per metterci in rapporto col soggetto parlante e con le cose di cui parla, togliendosi di mezzo più che può in quanto parola. (IV, p. 44)
*Nulla è più istruttivo, per capire che cos'è un'arte, del seguire i tentativi che un grande maestro ha dovuto fare per raggiunger quella forma definitiva, ormai stampata nella mente di tutti. Documenti quali i disegni e gli abbozzi preparatorii d'un capolavoro (per es. gli studi e il cartone di [[Leonardo da Vinci|Leonardo]] per la S. Anna, i quaderni di prove e le ricerche di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]] per le sinfonie ecc.), servon meglio di qualunque critica d'arte, chiamata estetica perché subiettiva (!). Per cui, alla domanda: che cos'è la prosa? non saprei rispondere che sul terreno tecnico, mettendo a confronto, per es., gli ''Sposi promessi'', scritti dal '21 al '23, con relative cancellature e varianti riportate dal manoscritto nell'edizione curata dal [[Giuseppe Lesca|Lesca]], coi ''Promessi sposi'', a lor volta raffrontati nelle edizioni del '25 e del '40 (come fece Riccardo Folli<ref>Riccardo Folli, studioso e docente di lettere classiche della seconda metà dell'Ottocento, noto per i suoi studi manzoniani.</ref>). (V, p. 52)
*Il [[linguaggio]] è attività conoscitivo-pratica; la parola è la forma in cui il soggetto intelligente si attua, esiste, vive la sua intelligenza nella vita sociale. Al modo stesso che ogni atto, in quanto è sentito da chi lo compie e risentito da chi vi assiste, «esprime» la subiettività – la fa presente all'attore come sentimento (coscienza) dell'io, allo spettatore come sentimento (rivissuto) d'un altro io –, identicamente il linguaggio, nella sua pura presenza fonetica e morfologica, prima di rappresentarci, diventando strumentale<ref>Nel testo "stumentale".</ref>, gli oggetti e i soggetti (obbiettivati) di cui parla, ossia i significati, esprime i sentimenti e il volere che attua: prima di valere per i contenuti, vale per la forma. (VIII, pp. 69-70)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Adelchi Baratono, ''[https://archive.org/details/baratono-arte-poesia/page/n4/mode/1up Arte e poesia]'', Valentino Bompiani, Milano, 1945.
==Altri progetti==
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'''Adelchi Baratono''' (1875 – 1947), scrittore e filosofo italiano
==''Arte e poesia''==
===[[Incipit]]===
I. ''Il passaggio dell'arte''.<br><br>C'è un significato primordiale e generalissimo della parola "[[arte]]" (''téchnos''), che non si perde mai, anzi sussiste in fondo al significato particolare di "arte bella". Qualunque attività umana, ossia il ''fare'' pratico, apparisce alla coscienza comune come un'arte quand'è un ''saper fare'', e quindi un ''far bene'', un perfezionare l'adeguamento del mezzo tecnico al fine; ciò che accade quando il mezzo e lo strumento diventan essi il fine del nostro consapevole volere. Il sapere è [[scienza]], il saper fare è arte, in ogni campo (arte della seta o del ferro, arte della milizia o della scuola, arte della vita stessa). Agire sulla natura per modificarla ad uno scopo (arginare un fiume perché non straripi, coltivare un orto, ecc.) è artificio; ma quando il ''lavoro'' è fatto bene, lo chiamiamo un<nowiki>'</nowiki>''opera'', ed esclamiamo "che artista!" di chi l'ha compiuto.
===Citazioni===
*[...] l'[[artista]] ha il diritto e il dovere di tradurre nella forma estetica tutti i contenuti dello spirito, che ne sono la vera «ispirazione»; che il bello non è che rivelazione degli altri valori ideali; che l'arte è l'interprete dei bisogni più profondi della vita, e che non è arte se non diventa poesia. (I, p. 30)
*Nel giudizio letterario, l'esigenza del [[contenuto]] – come sentimento e subiettivazione del mondo dalla parte della poesia; come rappresentazione di cose e di fatti interessanti obiettivamente, dalla parte della prosa – è così viva, che divien preponderante rispetto all'esigenza puramente estetica e formale. Anzi, il lettore comune, di solito, salta la [[forma]] per immedesimarsi, simpateticamente, coi contenuti: ossia tratta la [[parola]] come farebbe nella vita comune, dove questa serve di strumento di comunicazione, espressiva e significativa, per metterci in rapporto col soggetto parlante e con le cose di cui parla, togliendosi di mezzo più che può in quanto parola. (IV, p. 44)
*Nulla è più istruttivo, per capire che cos'è un'arte, del seguire i tentativi che un grande maestro ha dovuto fare per raggiunger quella forma definitiva, ormai stampata nella mente di tutti. Documenti quali i disegni e gli abbozzi preparatorii d'un capolavoro (per es. gli studi e il cartone di [[Leonardo da Vinci|Leonardo]] per la S. Anna, i quaderni di prove e le ricerche di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]] per le sinfonie ecc.), servon meglio di qualunque critica d'arte, chiamata estetica perché subiettiva (!). Per cui, alla domanda: che cos'è la prosa? non saprei rispondere che sul terreno tecnico, mettendo a confronto, per es., gli ''Sposi promessi'', scritti dal '21 al '23, con relative cancellature e varianti riportate dal manoscritto nell'edizione curata dal [[Giuseppe Lesca|Lesca]], coi ''Promessi sposi'', a lor volta raffrontati nelle edizioni del '25 e del '40 (come fece Riccardo Folli<ref>Riccardo Folli, studioso e docente di lettere classiche della seconda metà dell'Ottocento, noto per i suoi studi manzoniani.</ref>). (V, p. 52)
*Il [[linguaggio]] è attività conoscitivo-pratica; la [[parola]] è la forma in cui il soggetto intelligente si attua, esiste, vive la sua intelligenza nella vita sociale. Al modo stesso che ogni atto, in quanto è sentito da chi lo compie e risentito da chi vi assiste, «esprime» la subiettività – la fa presente all'attore come sentimento (coscienza) dell'io, allo spettatore come sentimento (rivissuto) d'un altro io –, identicamente il linguaggio, nella sua pura presenza fonetica e morfologica, prima di rappresentarci, diventando strumentale<ref>Nel testo "stumentale".</ref>, gli oggetti e i soggetti (obbiettivati) di cui parla, ossia i significati, esprime i sentimenti e il volere che attua: prima di valere per i contenuti, vale per la forma. (VIII, pp. 69-70)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Adelchi Baratono, ''[https://archive.org/details/baratono-arte-poesia/page/n4/mode/1up Arte e poesia]'', Valentino Bompiani, Milano, 1945.
==Altri progetti==
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[[File:AdelchiBaratono.jpg|thumb|upright=0.7|Adelchi Baratono]]
'''Adelchi Baratono''' (1875 – 1947), scrittore e filosofo italiano
==''Arte e poesia''==
===[[Incipit]]===
I. ''Il passaggio dell'arte''.<br><br>C'è un significato primordiale e generalissimo della parola "[[arte]]" (''téchnos''), che non si perde mai, anzi sussiste in fondo al significato particolare di "arte bella". Qualunque attività umana, ossia il ''fare'' pratico, apparisce alla coscienza comune come un'arte quand'è un ''saper fare'', e quindi un ''far bene'', un perfezionare l'adeguamento del mezzo tecnico al fine; ciò che accade quando il mezzo e lo strumento diventan essi il fine del nostro consapevole volere. Il sapere è [[scienza]], il saper fare è arte, in ogni campo (arte della seta o del ferro, arte della milizia o della scuola, arte della vita stessa). Agire sulla natura per modificarla ad uno scopo (arginare un fiume perché non straripi, coltivare un orto, ecc.) è artificio; ma quando il ''lavoro'' è fatto bene, lo chiamiamo un<nowiki>'</nowiki>''opera'', ed esclamiamo "che artista!" di chi l'ha compiuto.
===Citazioni===
*[...] l'[[artista]] ha il diritto e il dovere di tradurre nella forma estetica tutti i contenuti dello spirito, che ne sono la vera «ispirazione»; che il bello non è che rivelazione degli altri valori ideali; che l'arte è l'interprete dei bisogni più profondi della vita, e che non è arte se non diventa poesia. (I, p. 30)
*Nel giudizio letterario, l'esigenza del [[contenuto]] – come sentimento e subiettivazione del mondo dalla parte della poesia; come rappresentazione di cose e di fatti interessanti obiettivamente, dalla parte della prosa – è così viva, che divien preponderante rispetto all'esigenza puramente estetica e formale. Anzi, il lettore comune, di solito, salta la [[forma]] per immedesimarsi, simpateticamente, coi contenuti: ossia tratta la [[parola]] come farebbe nella vita comune, dove questa serve di strumento di comunicazione, espressiva e significativa, per metterci in rapporto col soggetto parlante e con le cose di cui parla, togliendosi di mezzo più che può in quanto parola. (IV, p. 44)
*Nulla è più istruttivo, per capire che cos'è un'arte, del seguire i tentativi che un grande maestro ha dovuto fare per raggiunger quella forma definitiva, ormai stampata nella mente di tutti. Documenti quali i disegni e gli abbozzi preparatorii d'un capolavoro (per es. gli studi e il cartone di [[Leonardo da Vinci|Leonardo]] per la S. Anna, i quaderni di prove e le ricerche di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]] per le sinfonie ecc.), servon meglio di qualunque critica d'arte, chiamata estetica perché subiettiva (!). Per cui, alla domanda: che cos'è la prosa? non saprei rispondere che sul terreno tecnico, mettendo a confronto, per es., gli ''Sposi promessi'', scritti dal '21 al '23, con relative cancellature e varianti riportate dal manoscritto nell'edizione curata dal [[Giuseppe Lesca|Lesca]], coi ''Promessi sposi'', a lor volta raffrontati nelle edizioni del '25 e del '40 (come fece Riccardo Folli<ref>Riccardo Folli, studioso e docente di lettere classiche della seconda metà dell'Ottocento, noto per i suoi studi manzoniani.</ref>). (V, p. 52)
*Il [[linguaggio]] è attività conoscitivo-pratica; la [[parola]] è la forma in cui il soggetto intelligente si attua, esiste, vive la sua intelligenza nella vita sociale. Al modo stesso che ogni atto, in quanto è sentito da chi lo compie e risentito da chi vi assiste, «esprime» la subiettività – la fa presente all'attore come sentimento (coscienza) dell'io, allo spettatore come sentimento (rivissuto) d'un altro io –, identicamente il linguaggio, nella sua pura presenza fonetica e morfologica, prima di rappresentarci, diventando strumentale<ref>Nel testo "stumentale".</ref>, gli oggetti e i soggetti (obbiettivati) di cui parla, ossia i significati, esprime i sentimenti e il volere che attua: prima di valere per i contenuti, vale per la forma. (VIII, pp. 69-70)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Adelchi Baratono, ''[https://archive.org/details/baratono-arte-poesia/page/n4/mode/1up Arte e poesia]'', Valentino Bompiani, Milano, 1945.
==Altri progetti==
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/* Arte e poesia */ Incipit: alcune piccole correzioni
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[[File:AdelchiBaratono.jpg|thumb|upright=0.7|Adelchi Baratono]]
'''Adelchi Baratono''' (1875 – 1947), scrittore e filosofo italiano
==''Arte e poesia''==
===[[Incipit]]===
I. ''Il passaggio dell'arte''.<br>C'è un significato primordiale e generalissimo della parola «[[arte]]» (''téchnes''), che non si perde mai, anzi sussiste in fondo al significato particolare di «arte bella». Qualunque attività umana, ossia il ''fare'' pratico, apparisce alla coscienza comune come un'arte quand'è un ''saper fare'', e quindi un ''far bene'', un perfezionare l'adeguamento del mezzo tecnico al fine; ciò che accade quando il mezzo e lo strumento diventan essi il fine del nostro consapevole volere. Il sapere è [[scienza]], il saper fare è arte, in ogni campo (arte della seta o del ferro, arte della milizia o della scuola, arte della vita stessa). Agire sulla natura per modificarla ad uno scopo (arginare un fiume perché non straripi, coltivare un orto, ecc.) è artificio; ma quando il ''lavoro'' è fatto bene, lo chiamiamo un<nowiki>'</nowiki>''opera'', ed esclamiamo «che artista!» di chi l'ha compiuto.
===Citazioni===
*[...] l'[[artista]] ha il diritto e il dovere di tradurre nella forma estetica tutti i contenuti dello spirito, che ne sono la vera «ispirazione»; che il bello non è che rivelazione degli altri valori ideali; che l'arte è l'interprete dei bisogni più profondi della vita, e che non è arte se non diventa poesia. (I, p. 30)
*Nel giudizio letterario, l'esigenza del [[contenuto]] – come sentimento e subiettivazione del mondo dalla parte della poesia; come rappresentazione di cose e di fatti interessanti obiettivamente, dalla parte della prosa – è così viva, che divien preponderante rispetto all'esigenza puramente estetica e formale. Anzi, il lettore comune, di solito, salta la [[forma]] per immedesimarsi, simpateticamente, coi contenuti: ossia tratta la [[parola]] come farebbe nella vita comune, dove questa serve di strumento di comunicazione, espressiva e significativa, per metterci in rapporto col soggetto parlante e con le cose di cui parla, togliendosi di mezzo più che può in quanto parola. (IV, p. 44)
*Nulla è più istruttivo, per capire che cos'è un'arte, del seguire i tentativi che un grande maestro ha dovuto fare per raggiunger quella forma definitiva, ormai stampata nella mente di tutti. Documenti quali i disegni e gli abbozzi preparatorii d'un capolavoro (per es. gli studi e il cartone di [[Leonardo da Vinci|Leonardo]] per la S. Anna, i quaderni di prove e le ricerche di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]] per le sinfonie ecc.), servon meglio di qualunque critica d'arte, chiamata estetica perché subiettiva (!). Per cui, alla domanda: che cos'è la prosa? non saprei rispondere che sul terreno tecnico, mettendo a confronto, per es., gli ''Sposi promessi'', scritti dal '21 al '23, con relative cancellature e varianti riportate dal manoscritto nell'edizione curata dal [[Giuseppe Lesca|Lesca]], coi ''Promessi sposi'', a lor volta raffrontati nelle edizioni del '25 e del '40 (come fece Riccardo Folli<ref>Riccardo Folli, studioso e docente di lettere classiche della seconda metà dell'Ottocento, noto per i suoi studi manzoniani.</ref>). (V, p. 52)
*Il [[linguaggio]] è attività conoscitivo-pratica; la [[parola]] è la forma in cui il soggetto intelligente si attua, esiste, vive la sua intelligenza nella vita sociale. Al modo stesso che ogni atto, in quanto è sentito da chi lo compie e risentito da chi vi assiste, «esprime» la subiettività – la fa presente all'attore come sentimento (coscienza) dell'io, allo spettatore come sentimento (rivissuto) d'un altro io –, identicamente il linguaggio, nella sua pura presenza fonetica e morfologica, prima di rappresentarci, diventando strumentale<ref>Nel testo "stumentale".</ref>, gli oggetti e i soggetti (obbiettivati) di cui parla, ossia i significati, esprime i sentimenti e il volere che attua: prima di valere per i contenuti, vale per la forma. (VIII, pp. 69-70)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Adelchi Baratono, ''[https://archive.org/details/baratono-arte-poesia/page/n4/mode/1up Arte e poesia]'', Valentino Bompiani, Milano, 1945.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Filosofi italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Luigi XVI di Francia
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/* Citazioni di Luigi XVI di Francia */
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text/x-wiki
[[Immagine:Duplessis - Louis XVI of France, oval, Versailles.jpg|thumb|Luigi XVI di Francia]]
'''Luigi XVI di Francia''' (1754 – 1793), re di Francia e di Navarra.
==Citazioni di Luigi nero 67 di Francia==
*«È una rivolta?» «No, Sire, è una rivoluzione»
:''«C'est una révolte?» «Non, Sire, C'est une révolution»''<ref>Dialogo fra Luigi XVI e il duca di Liancourt alla notizia della caduta della Bastiglia. Citato in Antonio Spinosa, ''Luigi XVI – L'ultimo sole di Versailles''.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole]]}} Muoio innocente di tutti i crimini di cui mi accusano; perdono coloro che hanno causato la mia morte e spero che il mio sangue non debba mai ricadere sulla Francia.<ref>Citato in ''[http://www.ilpost.it/2013/10/16/la-morte-di-maria-antonietta/ La morte di Maria Antonietta]'', ''ilpost.it'', 16 ottobre 2013.</ref>
*{{NDR|Su [[Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena|Maria Antonietta]]}} Se soltanto il popolo si rendesse conto di quanto è diventata grande nella disgrazia, dovrebbe riverirla e amarla invece di credere a tutte le cattiverie e le menzogne che sono state messe in giro dai suoi nemici. (citato in Joan Haslip, ''Maria Antonietta'')
==Citazioni su Luigi XVI di Francia==
*Oh giorno trionfale per Luigi! Dio gli ha dato la pazienza nella persecuzione, la vittoria nel supplizio! Noi abbiamo la ferma fiducia che tu hai felicemente cambiato una caduca corona regale e i gigli, che in breve sfioriscono, con un'altra corona perenne, intessuta dagli Angeli con gigli immortali. ([[Papa Pio VI]])
*Quando Luigi XVI fu trascinato alla ghigliottina e serbò contegno ammirevole, [[Antoine Joseph Santerre|Santerre]] comandava la guardia nazionale. Con spaventevole cinismo, dando prova di brutalità, volle impedire al disgraziato sovrano che voleva parlare al popolo prima di morire, di pronunziare una sola parola. Le guardie impedivano al re di essere veduto dal pubblico, mentre il continuo e fragoroso rullo dei tamburi impediva di udire qualsiasi parola. ([[Francesco Saverio Nitti]])
*Quando è giunto sul palco vuol parlare al popolo; ma la sua voce è soffocata dallo strepito de' tamburi. Non furono intese se non queste parole: ''Popolo, io muoio innocente''. Poi rivolgendosi verso gli esecutori, loro disse: ''Miei Signori, io muoio innocente di tutto ciò che mi è imputato: desidero che il mio sangue possa render stabile la felicità de' Francesi''.<br>Dopo quelle poche parole, Luigi pose tranquillamente la testa sotto la ''guillotine''. La falce mortifera cadde due volte; la prima volta il re, ferito troppo vicino alla testa perché questa potesse essere troncata, mandò un grido doloroso: finalmente il {{sic|sacrifizio}} dell'innocente è compiuto, l'atrocissimo parricidio è consumato. ([[Guy-Toussaint-Julien Carron]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Joan Haslip, ''Maria Antonietta'', Longanesi, Milano, 2006. ISBN 883040876X
*Antonio Spinosa, ''Luigi XVI. L'ultimo sole di Versailles'', Mondadori, 2008. Milano ISBN 9788804581345
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Personalità della Rivoluzione francese]]
[[Categoria:Sovrani di Francia]]
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/* Citazioni di Luigi nero 67 di Francia */
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text/x-wiki
[[Immagine:Duplessis - Louis XVI of France, oval, Versailles.jpg|thumb|Luigi XVI di Francia]]
'''Luigi XVI di Francia''' (1754 – 1793), re di Francia e di Navarra.
==Citazioni di Luigi XVI di Francia==
*«È una rivolta?» «No, Sire, è una rivoluzione»
:''«C'est una révolte?» «Non, Sire, C'est une révolution»''<ref>Dialogo fra Luigi XVI e il duca di Liancourt alla notizia della caduta della Bastiglia. Citato in Antonio Spinosa, ''Luigi XVI – L'ultimo sole di Versailles''.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole]]}} Muoio innocente di tutti i crimini di cui mi accusano; perdono coloro che hanno causato la mia morte e spero che il mio sangue non debba mai ricadere sulla Francia.<ref>Citato in ''[http://www.ilpost.it/2013/10/16/la-morte-di-maria-antonietta/ La morte di Maria Antonietta]'', ''ilpost.it'', 16 ottobre 2013.</ref>
*{{NDR|Su [[Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena|Maria Antonietta]]}} Se soltanto il popolo si rendesse conto di quanto è diventata grande nella disgrazia, dovrebbe riverirla e amarla invece di credere a tutte le cattiverie e le menzogne che sono state messe in giro dai suoi nemici. (citato in Joan Haslip, ''Maria Antonietta'')
==Citazioni su Luigi XVI di Francia==
*Oh giorno trionfale per Luigi! Dio gli ha dato la pazienza nella persecuzione, la vittoria nel supplizio! Noi abbiamo la ferma fiducia che tu hai felicemente cambiato una caduca corona regale e i gigli, che in breve sfioriscono, con un'altra corona perenne, intessuta dagli Angeli con gigli immortali. ([[Papa Pio VI]])
*Quando Luigi XVI fu trascinato alla ghigliottina e serbò contegno ammirevole, [[Antoine Joseph Santerre|Santerre]] comandava la guardia nazionale. Con spaventevole cinismo, dando prova di brutalità, volle impedire al disgraziato sovrano che voleva parlare al popolo prima di morire, di pronunziare una sola parola. Le guardie impedivano al re di essere veduto dal pubblico, mentre il continuo e fragoroso rullo dei tamburi impediva di udire qualsiasi parola. ([[Francesco Saverio Nitti]])
*Quando è giunto sul palco vuol parlare al popolo; ma la sua voce è soffocata dallo strepito de' tamburi. Non furono intese se non queste parole: ''Popolo, io muoio innocente''. Poi rivolgendosi verso gli esecutori, loro disse: ''Miei Signori, io muoio innocente di tutto ciò che mi è imputato: desidero che il mio sangue possa render stabile la felicità de' Francesi''.<br>Dopo quelle poche parole, Luigi pose tranquillamente la testa sotto la ''guillotine''. La falce mortifera cadde due volte; la prima volta il re, ferito troppo vicino alla testa perché questa potesse essere troncata, mandò un grido doloroso: finalmente il {{sic|sacrifizio}} dell'innocente è compiuto, l'atrocissimo parricidio è consumato. ([[Guy-Toussaint-Julien Carron]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Joan Haslip, ''Maria Antonietta'', Longanesi, Milano, 2006. ISBN 883040876X
*Antonio Spinosa, ''Luigi XVI. L'ultimo sole di Versailles'', Mondadori, 2008. Milano ISBN 9788804581345
==Altri progetti==
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[[Categoria:Personalità della Rivoluzione francese]]
[[Categoria:Sovrani di Francia]]
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Spinoziano (BEIC)
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<noinclude>{{incipit|lettera=N}}</noinclude>
==N==
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*'''[[Vladimir Nabokov]]'''
**Il dono
**Invito all'esecuzione
**L'occhio
**La difesa di Luzin
**Lezioni di letteratura russa
**Lolita
**Parla, ricordo
**Re, Regina, Fante
*'''[[Barbara Nadel]]'''
**La figlia di Belshazzar
**Prigione chimica
*'''[[Steven Nadler]]'''
**L'eresia di Spinoza
**Spinoza e l'Olanda del Seicento
*'''[[Azar Nafisi]]'''
**Le cose che non ho detto
*'''[[Thomas Nagel]]'''
**Una brevissima introduzione alla filosofia
*'''[[Yuri Nagibin]]'''
**Alzati e cammina
*'''[[Vidiadhar Surajprasad Naipaul]]'''
**Guerrillas
**Sull'ansa del fiume
**Tra i credenti
*'''[[Nicolò di Nale]]'''
**Dialogo sopra la sfera del mondo
*'''[[Zofia Nałkowska]]'''
**L'amore cattivo
*'''[[Giovan Battista Nani]]'''
**Historia della repubblica veneta
*'''[[Mario Nanteli]]'''
**Il trittico di Donna Alessandra
*'''[[Loretta Napoleoni]]'''
**La morsa
*'''[[Lucy Napoli Prario]]'''
**Tre abiti bianchi per Alessandra
*'''[[Giorgio Nardone]]'''
**Gli errori delle donne (in amore)
*'''[[Sebastiano Nata]]'''
**Il dipendente
*'''[[Micah Nathan]]'''
**L'ultimo alchimista
*'''[[Luigi Natoli]]'''
**Coriolano della Floresta
**I Beati Paoli
*'''[[Aleksej Naval'nyj]]'''
**Patriot
*'''[[Fariba Nawa]]'''
**La moglie afghana
*'''[[Gloria Naylor]]'''
**Caffè Bayley
*'''[[Vera Nazarian]]'''
**Faccia di pietra, il gigante e il paradosso
*'''[[Emilio Nazzani]]'''
**Saggi di economia politica
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*'''[[Ugo Nebbia]]'''
**La Brianza
*'''[[Alessandra Necci]]'''
**Al cuore dell'Impero
**Caterina de' Medici
*'''[[Nedjma]]'''
**La traversata dei sensi
*'''[[Neera]]'''
**Il libro di mio figlio
**L'amuleto
**L'indomani
**La vecchia casa
**Lydia
**Nel sogno
**Teresa
**Una giovinezza del secolo XIX
**Una passione
**Vecchie catene
*'''[[Ada Negri]]'''
**Dal profondo
**Esilio
**Fatalità
**Maternità
**Orazioni
**Stella mattutina
**Tempeste
*'''[[Francesco Negri]]'''
**Il viaggio settentrionale
*'''[[Gaetano Negri]]'''
**L'imperatore Giuliano l'apostata
**La crisi religiosa
*'''[[Jawaharlal Nehru]]'''
**Autobiografia
**Lettere a Krishna
*'''[[John Neihardt]]'''
**Alce Nero parla
*'''[[Viktor Platonovič Nekrasov]]'''
**Nelle trincee di Stalingrado
*'''[[Paolo Nelli]]'''
**Golden Boot
*'''[[Irène Némirovsky]]'''
**Suite francese
*'''[[Gianfranco Nerozzi]]'''
**Resurrectum
*'''[[Pablo Neruda]]'''
**Confesso che ho vissuto
*'''[[Gérard de Nerval]]'''
**Aurelia
*'''[[Edith Nesbit]]'''
**Il matrimonio di John Charrington
*'''[[Jo Nesbø]]'''
**Il dottor Prottor e la Superpolvere per Petonauti
**Il dottor Prottor e la vasca del tempo
**Il leopardo
**Il pettirosso
**La stella del diavolo
**Nemesi
**Scarafaggi
*'''[[Edoardo Nesi]]'''
**Figli delle stelle
**Fughe da fermo
**Storia della mia gente
*'''[[Håkan Nesser]]'''
**L'uomo che visse un giorno
*'''[[Guadalupe Nettel]]'''
**Il corpo in cui sono nata
**Quando finisce l'inverno
*'''[[Nele Neuhaus]]'''
**Biancaneve deve morire
*'''[[Andrés Neuman]]'''
**Il viaggiatore del secolo
*'''[[Alfred Neumann]]'''
**Erano in sei
**Gli amici del popolo
**L'imperatore
*'''[[Robert Neumann]]'''
**Lungo i fiumi di Babilonia
*'''[[Kim Newman]]'''
**Amerikani morti all'obitorio di Mosca
*'''[[Sandra Newman]]'''
**I cieli
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*'''[[Giovanni Battista Niccolini]]'''
**Arnaldo da Brescia
**Discorso sulla tragedia greca
*'''[[Niccolò da Osimo]]'''
**Compendio de salute
*'''[[Alfredo Niceforo]]'''
**Criminali e degenerati dell'Inferno dantesco
*'''[[Stan Nicholls]]'''
**La guerra degli Orchi – I Figli del Lupo
**La guerra degli Orchi – L'armata delle Ombre
**Orchi – I guardiani dei lampi
**Orchi – I guerrieri della tempesta
**Orchi – Le legioni del tuono
*'''[[Giorgio Nicodemi]]'''
**Daniele Crespi
*'''[[Giovanni Battista Nicolai]]'''
**Della possibilità della reale soluzione analitica del caso irreducibile
*'''[[Edoardo Nicolardi]]'''
**Lettera critica a Salvatore Baratta
**Poesie
*'''[[Helen Nielsen]]'''
**La decisione
*'''[[Friedrich Nietzsche]]'''
**Al di là del bene e del male
**Appello ai tedeschi
**Così parlò Zarathustra
**Ecce Homo
**Genealogia della morale
**Il dramma musicale greco
**L'Anticristo
**La filosofia nell'epoca tragica dei greci
**La visione dionisiaca del mondo
**Socrate e la tragedia
**Su verità e menzogna in senso extramorale
**Verità e menzogna
*'''[[Ippolito Nievo]]'''
**Antiafrodisiaco per l'amor platonico
**Il barone di Nicastro
**Il conte pecoraio
**Il Varmo
**Le confessioni di un italiano
*'''[[Audrey Niffenegger]]'''
**La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo
**Un'inquietante simmetria
*'''[[Salvatore Niffoi]]'''
**Pantumas
*'''[[Salvatore Silvano Nigro]]'''
**Le brache di San Griffone. Novellistica e predicazione tra '400 e '500
*'''[[Anaïs Nin]]'''
**Henry & June
**Il delta di Venere
***L'avventuriero ungherese
***Matilde
***Il collegio
***L'anello
***Maiorca
***Artisti e modelle
***Lilith
***Marianne
***La donna velata
***Elena
***Il Basco e Bijou
***Pierre
***Manuel
***Linda
***Marcel
**Incesto
**La casa dell'incesto
**Mistica del sesso
**Uccellini
***Uccellini
***La donna sulle dune
***Lina
***Due sorelle
***Scirocco
***La Maja
***La regina
***Hilda e Rango
***Il chanchiquito
***Zafferano
***Mandra
***Fuga
**Una spia nella casa dell'amore
*'''[[Jim Nisbet]]'''
**I dannati non muoiono
*'''[[Nicola Nisco (patriota)|Nicola Nisco]]'''
**Storia del Reame di Napoli dal 1824 al 1860
*'''[[Giorgio Nisini]]'''
**La città di Adamo
*'''[[Francesco Fausto Nitti]]'''
**Il maggiore è un rosso
*'''[[Francesco Saverio Nitti]]'''
**Il socialismo cattolico
**L'Italia all'alba del secolo XX
**Meditazioni dell'esilio
**Napoli e la questione meridionale
**Nord e sud
*'''[[Larry Niven]]'''
**I guerrieri
**L'impiccione
*'''[[Garth Nix]]'''
**Abhorsen
**Lirael
**Sabriel
*'''[[Paul Nizan]]'''
**Aden Arabie
**La cospirazione
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*'''[[Lodovico Nocentini]]'''
**Il primo sinologo P. Matteo Ricci
*'''[[Charles Nodier]]'''
**Inés de las Sierras
*'''[[Alyson Noël]]'''
**Blue Moon
**Dark Flame
**Everlasting
**Radiance
**Shadowland
*'''[[Bartolomeo Nogara]]'''
**Statuti del comune di Bovegno
*'''[[Jean Antoine Nollet]]'''
**Saggio intorno all'elettricità de' corpi
*'''[[Ernst Nolte]]'''
**Dopo il comunismo
**I tre volti del fascismo
*'''[[Cees Nooteboom]]'''
**Cerchi infiniti
**Il canto dell'essere e dell'apparire
**La storia seguente
*'''[[G. David Nordley]]'''
**Barriere
*'''[[Lawrence Norfolk]]'''
**La mirabolante avventura di John Lemprière, erudito nel secolo dei lumi
*'''[[Paolo Nori]]'''
**La matematica è scolpita nel granito
*'''[[Diana Norman]]'''
**La rosa e il serpente (come Ariana Franklin)
**Le reliquie dei morti (come Ariana Franklin)
*'''[[John Norman]]'''
**Gor
**Il fuorilegge di Gor
*'''[[Andre Norton]]'''
**Gli esuli delle stelle
**I figli di Yurth
**Il gioco degli eroi
**Il sangue del falcone
**Il segreto del mondo delle streghe
**L'anno dell'unicorno
**Le terre degli incantesimi
**Mondi pericolosi
**Tre contro il mondo delle streghe
*'''[[Alberto Nota]]'''
**La fiera
*'''[[Amélie Nothomb]]'''
**Barbablù
**Diario di Rondine
**Igiene dell'assassino
**Le Catilinarie
**Stupore e tremori
*'''[[Alan E. Nourse]]'''
**Il pianeta grigio
**Mia moglie è una strega
*'''[[Henri Nouwen]]'''
**La via del cuore
**Vivere nello Spirito
*'''[[Novalis]]'''
**Fiorellin di rosa
**Heinrich von Ofterdingen
*'''[[Angiolo Silvio Novaro]]'''
**La rovina
*'''[[Aldo Nove]]'''
**Puerto Plata Market
*'''[[Ermete Novelli]]'''
**Foglietti sparsi narranti la mia vita
*'''[[Emma Allis Novi]]'''
**Quattro Milioni
*'''[[Marco Nozza]]'''
**Il pistarolo
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*'''[[Matteo Nucci]]'''
**Sono comuni le cose degli amici
*'''[[Gianluigi Nuzzi]]'''
**Vaticano S.p.A.
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*'''[[Jody Lynn Nye]]'''
**Qual è la parola magica?
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Ponte sullo stretto di Messina
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{{Voce tematica}}
[[File:PonteMessina PolimiGdV.jpg|thumb|Modellino di un troncone del Ponte di Messina presso la Galleria del Vento del Politecnico di Milano]]
Citazioni sul '''ponte sullo stretto di Messina'''.
*Abbiamo analizzato tutto, il terreno, il rischio, il vento, la pioggia, l'accoppiamento delle api, tutto, abbiamo analizzato... tutto... siamo arrivati alla conclusione che il rischio c'è... ma è minimo proprio una cosa da niente. Dati alla mano, la cosa peggiore, ma proprio peggiore che può succedere, è che il Ponte crolli. ...Solo questo va'... ([[Antonio Albanese]])
*– Ai tempi di Garibaldi il ponte non c'era!</br>– Eh! Ma già se ne parlava però! [...] Questa corsia è dedicata ai disoccupati, i disoccupati vedono la corsia a loro dedicata e si incamminano e pian pianino trotterellando se ne vanno. Questa corsia invece è per i turisti, i turisti vengono scendono in Sicilia, stanno un poco, visitano, girano... Poi non hanno niente da fare, diventano disoccupati e risalgono dall'altro lato, è un lavaggio... turisti-disoccupati disoccupati-turisti... ...un riciclo... un riciclaggio.. Ecco... il ponte serve per il riciclaggio! ([[Ficarra e Picone]])
*È necessario il corridoio Napoli Palermo di cui il Ponte è parte essenziale. Oggi per andare in treno da Roma a Palermo ci vogliono dieci ore e mezza. Con il Ponte e tutto il corridoio scenderemo a sei ore. Naturalmente si tratta di coinvolgere i territori con il dibattito pubblico, di limitare l'impatto ambientale e anche i costi. ([[Graziano Delrio]])
*''Grazie, Giulio, di questa dritta per il ponte | Della dritta per il ponte | Mi precipito a costruirne uno qui di fronte | Costruirne uno qui di fronte | per unire sponde prima d'oggi irraggiungibili | come sullo stretto di Messina.'' ([[Elio e le Storie Tese]])
*I pm avevano intercettato nel 2004 alcune telefonate tra [[Paolo Savona|Savona]] e il suo amico e co-autore di libri, Carlo Pelanda, nelle quali si parlava della gara per il Ponte sullo Stretto, poi vinta dal consorzio guidato da Impregilo, il cui presidente era Savona. Dalle telefonate emergeva che i politici vicini a [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], in testa il ministro [[Pietro Lunardi]] e [[Marcello Dell'Utri]], si sarebbero schierati con Impregilo ma il pm chiese e ottenne l’archiviazione perché “la manipolazione della gara (…) non ha trovato decisivi riscontri”. ([[Marco Lillo]])
*Il Ponte, così come è concepito e localizzato (in una zona fortemente ventosa, sede di faglie attive), non ha assolutamente i requisiti di sicurezza. ([[Antonio Maria Michetti]])
*Il Ponte non accresce, anzi fa diminuire il potenziale turistico dell'area dello Stretto. ([[Domenico Marino]])
*Il Ponte non è una cattedrale nel deserto. ([[Graziano Delrio]])
*Il ponte rappresenta una spesa incredibile e inutile, crea molti dubbi. Con quei soldi si potrebbero sistemare le strade della [[Sicilia]], che sono in uno stato desolante, o addirittura non ci sono; si potrebbe modificare radicalmente il sistema dei traghetti, che sono pochi e obsoleti... ([[Carmen Consoli]])
*Il ponte s'ha da fare anche per spezzare una sorta di condanna che ci trasciniamo appresso. Cioè quella di essere un Paese dove si ciancia fino allo sfinimento senza arrivare mai a un risultato concreto. Il ponte di Messina è certamente il simbolo di quest'Italia parolaia e inconcludente. ([[Giuseppe Cruciani]])
*Il Ponte sullo stretto di Messina è un progetto irrealizzabile. Silvio Berlusconi ha fatto cose orribili, ma questa cosa si è limitata a dirla e poi non l'ha fatta. Nel frattempo, però, abbiamo speso mezzo miliardo di euro solo per progettare e riprogettare. È un modo come un altro per consentire ad Alfano e alle sue clientele di fare un'ottima campagna elettorale alle prossime elezioni regionali in Sicilia. È il ponte che collega il Pd ad Alfano. ([[Marco Travaglio]])
*Il ponte sullo Stretto sarà la più grande operazione antimafia dal Dopoguerra a oggi. ([[Matteo Salvini]])
*Il sistema di finanziamento del Ponte introduce un meccanismo che trasferisce di fatto a carico della colletività l'intero rischio d'impresa e che appare destinato a trasformare in debito pubblico quello che viene propagandato come un finanziamento privato. ([[Osvaldo Pieroni]])
*L'impatto del Ponte sul paesaggio si misura su una realtà di grande qualità ma fortemente degradata... Il problema è quello di definire nel modo più concertato possibile un percorso virtuoso, non dimenticare che questa è terra degli dei... ([[Franco Zagari]])
*{{NDR|Riferendosi a [[Luigi Ciotti]]}} Mi spiace che qualcuno, con pessimo gusto e mancanza di rispetto nei confronti di milioni di cittadini, abbia detto che il ponte unirà due [[mafia|cosche]] fra [[Sicilia]] e [[Calabria]]. Una vergogna e una mancanza di rispetto nei confronti di milioni di persone perbene che meritano di lavorare, di studiare e di fare il pendolare, di andare a farsi curare come tutti gli altri. ([[Matteo Salvini]])
*Noi speriamo che a [[Bruxelles]] non si parli soltanto di ponte sullo Stretto, in quanto, benché io non pensi che sia un'opera inutile, perché quando si collega un'isola a un continente non si può dire che l'opera sia inutile, sicuramente per i [[Calabria|calabresi]] non è un'opera prioritaria. ([[Vittoria Baldino]])
*''Però sul ponte fra Messina e Reggio | gli operai a gettoni sono progettati dalla Sony, | alla mafia han dato in cambio un Tamagochi | e il monopolio nazionale | del settore videogiochi!'' ([[Samuele Bersani]])
*Reggio Calabria e Messina furono rase al suolo: è una buona idea quella di costruire proprio lì, il ponte a campata unica più lungo del mondo? ([[Mario Tozzi]])
*Sono completamente, totalmente, contraria. Lo Stretto è la cosa più bella che nessuno potrà mai togliere a Messina e Reggio Calabria, lo Stretto è il nostro patrimonio. Il Ponte avrebbe due catastrofiche conseguenze, la prima continuate a considerare Messina una città di passaggio, perché con il ponte attraversi e le poche possibilità di fermarsi diventano zero e poi deturperebbe completamente il paesaggio e la possibilità di usufruire delle spiagge bellissime che ci sono. E poi, dopo anni di studi non è mai stato limpido il progetto sulla sua realizzazione. Lo lascerei tra i fantasmi dello Stretto. ([[Nadia Terranova]])
*''Una monetina per la Cina, | una per il ponte sullo stretto di Messina | sperando che il calore della terra siciliana | possa sciogliere la nebbia fissa in Val Padana.'' ([[Daniele Silvestri]])
==Voci correlate==
*[[Stretto di Messina]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Calabria]]
[[Categoria:Ponti d'Italia]]
[[Categoria:Sicilia]]
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Rock and roll
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[[File:Chuck Berry 1957.jpg|thumb|[[Chuck Berry]] nel 1957]]
Citazioni sul '''rock and roll'''.
*Assolutamente lo amiamo, ma riteniamo anche che sia un terreno di gioco per ragazzini flatulenti ed egocentrici. Puoi avere la tua torta e mangiarne anche tu. ([[Billy Corgan]])
*Credo che il Rock and Roll sia pericoloso. ([[David Bowie]])
*Devo tantissimo alla musica, soprattutto al rock'n roll e al blues. Se faccio film, è perché una musica che si chiamava rock'n roll è arrivata nella mia vita e mi ha dato il coraggio di esprimermi. Credo che sia, per tutta una generazione e anche forse a tutt'oggi, un'energia considerevole e una sorta di liberazione immensa: la musica è stata la via d'accesso alla creatività. ([[Wim Wenders]])
*È come fare surf a Malibù. Una volta che ci hai provato non puoi smettere, ci sono onde alte e grandi, a volte devi aspettarle a cavallo della tavola, a volte le senti arrivare, o ti travolgono all'improvviso. È energia allo stato puro. ([[Anthony Kiedis]])
*''È lunga la strada per la cima, se vuoi fare del rock'n'roll.'' ([[AC/DC]])
*Il rock'n'roll è novità, originalità, espressione, per alcuni stranezza, come la cucina. Per me è un'arte che risveglia l'anima, apporta cambiamenti e rivoluziona, saziando anche lo stomaco. Il rock non puoi certo toccarlo, e nemmeno "mangiarlo", ma stranamente ti resta dentro, facendoti sentire appagato. Pensa al tuo piatto preferito mentre ascolti la tua canzone, non è una combinazione perfetta? Stay rock. ([[Alessandro Borghese]])
*Il rock'n'roll era quell'orribile specie di hillbilly suonato da Elvis Presley. A me piacevano Howlin' Wolf e Jimmy Reed e tutto quel genere di roba. ([[Frank Zappa]])
*Il rock 'n' roll ha una sorta di aura di rivoluzione permanente, senza tempo, di sfida a tutto, inclusa la natura stessa. ([[John Waters (giornalista)|John Waters]])
*''Maledetto rock and roll, tu | spacchi gli alberghi e orini sul mondo.'' ([[Elio e le Storie Tese]])
*Per me il termine "rock'n'roll" non è assolutamente obsoleto. Significa libertà, è stato il mio modo per riuscire ad esprimermi e sarò eternamente grato per il fatto che sono stato in grado di riuscire a farlo per gran parte della mia vita. Il rock non ha mai perso quel significato di libertà d'espressione. Credo che sia la cosa più liberatoria che esista al mondo. ([[Billie Joe Armstrong]])
*''Poi, una bella mattina, si sintonizzò su una stazione radio di New York. | Non poteva credere alle sue orecchie. | Iniziò a ballare sotto quella bella, bellissima musica. | Lo sai, la sua vita venne salvata dal rock 'n' roll.'' ([[The Velvet Underground]])
*Sai, quand'ero ragazzo, e il Rock & roll arrivò nella Germania dell'Est, i comunisti dissero che era un ballo sovversivo. Eh, forse avevano ragione. (''[[Commando]]'')
*Semplicemente io amo il rock and roll, non c'è altro da aggiungere direi. È qualcosa di cui sono stato sempre appassionato, una pulsazione interiore che mi eccita, e quindi non ho nessuna intenzione di rallentare i ritmi. ([[Slash]])
==Voci correlate==
*[[Musica]]
*[[Rock]]
==Altri progetti==
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{{Generi musicali}}
[[Categoria:Generi musicali]]
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Roberto Mattioli
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[[Immagine: Roberto Mattioli conduttore radiofonico e televisivo.jpg|thumb|Roberto Mattioli]]
'''Roberto Mattioli''' (1963 – vivente), conduttore televisivo e conduttore radiofonico italiano.
==Citazioni di Roberto Mattioli==
=== Citazioni ===
*Sono un teorico del [[sesso]] che lo predica ma non lo pratica (Da ''L'Altro Festival'' – RTE – del 10 luglio 2001 [http://www.youtube.com/watch?v=l6k4iQV_Kb8] e da ''Al Posto Tuo'' – Rai 2 – edizione 2000/2001, frase ricorrente)
*Ieri facevo [[radio]], oggi faccio [[televisione]], domani farò la lavatrice... è pur sempre un elettrodomestico. (da ''[http://www.robertomattioli.com/materiale/RStampa/1996Fixing01_G.jpg Fixing]'', 1 ottobre 1996)
*[[Valeria Marini]]? Mi ricorda i salumi del negozio di mio [[padre]]! (da ''Corriere di Romagna'' del 30 agosto 1996; citato in [http://www.robertomattioli.com/materiale/RStampa/1996CorrRomagna01_G.jpg robertomattioli.com])
*Uno spauracchio per me quei salumi di quel tetro negozio che tanto hanno ispirato Bigas Luna, ero costretto a fare il "cascherino" che dalle mie parti sta per colui che porta al domicilio del cliente la spesa ordinata. Mi sentivo il [[cane]] che porta il [[giornale]] al [[padrone]], da lì la scelta di chiamarmi Bobby. (Da ''Chiamami Città'' – quindicinale di [[Rimini]] e provincia, del 26 giugno 1996, di Giuliano Ghirardelli; [http://www.robertomattioli.com/materiale/RStampa/1996ChiamamiCitta01_G.jpg])
*Insinuarsi tra i dubbi e le perplessità di giovani coppie in crisi è una esperienza nuova e stimolante per uno come me prossimo ai quaranta anni e affetto dalla sindrome di Peter Pan. (Da ''[http://www.robertomattioli.com/materiale/RStampa/2001SorrisieCanzoni01_G.jpg Tv Sorrisi e Canzoni]'' 3 maggio 2001);
*Mai più con partner virtuose, avevo una ex che raggiungeva l'orgasmo sentendosi cantare le strofe delle canzoni di [[Eros Ramazzotti]]. A volte dimenticavo i testi ed ero costretto ad attaccarli sulla parete per poi cantarli. Mi accorgevo del momento topico quando lei gemeva tre volte Eros, Eros, Eros,..." – Replica di [[Maurizio Costanzo]]: "E lei come un juke-box partiva!?". (Dal ''Maurizio Costanzo Show'' – Canale 5 – del 19 maggio 1995; [http://www.youtube.com/watch?v=mNUq8Isx7uc])
*Il presidente della pro-loco non poteva avere idea migliore di piazzare una pianta carnivora nella quinta, peraltro unica, del palcoscenico di questo verde attrezzato... anche troppo! (Da ''Il meglio di Rock in June 2009'' del 20 giugno 2009 [http://www.youtube.com/watch?v=V5nJXeWR4B4])
*Anche [[Sophia Loren]] ha posato per un calendario Pirelli, ma queste [[Donna|donne]] che hanno fatto la storia della bellezza italiana, invecchiano bene come il Brunello di Montalcino? (Da ''Sol Tv'' del 25 febbraio 2007; [http://www.youtube.com/watch?v=KuQX2sV6aH8])
*Io Bob, ho tradito prosciutti e salami per diventare il [[Pippo Baudo]] di Cerreto. (Da ''Il Messaggero'' del 20 luglio 2000; [http://www.robertomattioli.com/materiale/RStampa/2000IlMessaggero01_G.jpg])
*Nadia Cassini, lei si sente più precoce o più procace? (Da ''L'Altro Festival 2001'' – RTE -del 15 luglio 2001; [http://www.youtube.com/watch?v=RbRrYOAe1Co])
*{{NDR|[[Roberto Mattioli]] a [[Margherita Hack]]}}: "Io so che lei ce l'ha anche con un passato relativo alla canzone italiana. Lei ha scritto una canzone che l'Impero Baudico <ref>L'Impero Baudico; per evidenziare l'egemonia decisionale di Pippo Baudo nei Festival di Sanremo da egli stesso curati nella direzione artistica e presentati.</ref> non ha accettato! Si sfoghi!". (Da ''Sol Tv'' dell'8 aprile 2007; [http://www.youtube.com/watch?v=SS4_Jq1MhI0])
*{{NDR|Intervista all'esordiente Alex Baroni}}: "Se si vince Sanremo tutto va bene! ... Ma se si viene eliminati, io faccio i dovuti scongiuri anche se non posso far fede sugli attributi fisici poiché siamo in televisione, quale carriera si prospetta, ufficio postale, ragioniere o continuiamo con la [[musica]]?"- (Da ''Sulla strada per Sanremo'' del Febbraio 1997)[http://www.youtube.com/watch?v=vd-JIKv5-Gc]
*Visto che siamo nel "Peggio di RaiTre" io sono venuto questa sera con la giacca rossa, i pantaloni neri e questa camicia un po variegata dove predomina il nero per rendere omaggio, secondo il mio modestissimo [[parere]], a quello che è il meglio di Rai 3 ovvero "Il Rosso e Nero" di [[Michele Santoro]]. {{NDR|Risposta del conduttore Oreste De Fornari}}: "Bravo! Lei ha vinto una tessera del KGB". (Da ''Magazine Tre'' – Rai 3 – del 20 novembre 1993)[http://www.youtube.com/watch?v=B5J5CTRPWJk].
*{{NDR| Intervista ad [[Alberto Sordi]]}}: Ogni volta che vedo i suoi [[occhi]] mi ricordo quella canzone: "Ma ando' vai se la banana nun cell'hai" che m'ha fatto cantare quattro volte! Me l'ha fatta cantare quattro volte! Avevo nove anni. (Da ''Il meglio di Spoleto Festival 2000'' dell'8 luglio 2000).[http://www.youtube.com/watch?v=cMzNdiYlUog].
*Ci deve essere un punto d'equilibrio tra voi e i cosiddetti vip. Voi fotografi [[paparazzo|paparazzi]] fate bene volitivamente a portare a compimento il vostro lavoro, ma attenti alle eccessive violazioni del privato. Dall'altra parte le star si rendano conto di esserlo e paghino un minimo dazio per la loro popolarità. Se avessero lavorato in fabbrica, non avrebbero avuto tali problemi, ma non avrebbero neppure fatto una vita da nababbi. (da ''Ricomincio da qui'', Rai 2, 17 aprile 2007)
*{{NDR|Intervista a Raoul Casadei}} Queste canzoni mi ricordano un poco le donne degli anni cinquanta. Mia [[madre]] ad esempio! Che vedevano nell'uomo il viziato, un [[uomo]] per essere definito tale doveva [[tabagismo|fumare]], bere, tradire... insomma un personaggio di [[Renzo Arbore]] ha detto: "L'uomo addà puzzà"<ref>Frase attribuita a [[Giorgio Bracardi]] dal programma radiofonico ''Alto Gradimento''. 13 luglio 1970 – 2 ottobre 1976.</ref>. (Da ''Casa Casadei'' San Marino RTV del 20 novembre 1995).[http://www.youtube.com/watch?v=JYyHLMoFP4w].
*{{NDR|Intervista a [[Nilla Pizzi]]}} Ma lo sa signora Pizzi che con "Papaveri e Papere" ha fatto conoscere ed innamorare i miei [[genitori]] dai quali sono nato io? Quindi io sono il frutto di una sua canzone! (Da ''Sulla strada per Sanremo'' del Febbraio 1997).
*Non a caso per celebrare l'estate piena indosso questi boxer poco ortodossi televisivamente parlando e questa palandrana ieratica<ref>La palandrana ieratica altro non era che la camicia dell'abito sacerdotale di Don Mario Pieracci.</ref> che contrasta con i [[colori]] variopinti sottostanti... troppo sottostanti (Da ''Summer Blu'' – Rete Blu – del 30 luglio 1993).
*Io non faccio parte del cosiddetto [[editto bulgaro]] ma, comunque, sono stato messo fuori dai palinsesti che contano, per [[fortuna]] che ho trovato asilo politico nelle celle frigorifero della pro-loco (Da ''Il meglio di Rock in June 2010'' del 18 giugno 2010).[http://www.youtube.com/watch?v=ZZb5qHe-8gA]
*La mia [[carriera]] è come la [[Salerno]]-[[Reggio Calabria]], irta di ostacoli, blocchi e deviazioni ed al posto del segnale di lavori in corso con l'omino spalatore, i contrassegni delle tre confederazioni sindacali. (Dalla Serata finale di ''Rock in June 2010'' del 19 giugno 2010).
*{{NDR|Intervista a [[Pier Luigi Bersani]]}}: Come riportare i [[giovani]] all'[[interesse]] nei confronti della [[politica]], qualcuno, pensi, che quando lei ha vinto le primarie l'ha scambiata per il [[cantante]] [[Samuele Bersani]], e invece non è così... Come si ricollocano i giovani nella politica?. (Dalla Festa Nazionale di Alleanza per l'Italia del 3 settembre 2010) [http://www.youtube.com/watch?v=cn9Ey2zTb1k]
*{{NDR|Intervista a [[Francesco Rutelli]]}}: Io l'ho già intervistata nel '93 quando divenne sindaco di [[Roma]]... È cresciuto d'altezza oppure mi sono incurvito io?
*{{NDR|Risposta di Rutelli}}: Mi sono messo i tacchi!(Dalla Festa Nazionale di Alleanza per l'Italia del 4 settembre 2010). [http://www.youtube.com/watch?v=zjvyPCbR4f8]
*Guadagni il pulpitino microfonato (Dal Premio Internazionale ''Comunicare l'Europa 2011'' – frase ricorrente- del 17 febbraio 2011)
*È un sacrificio ponderoso condurre una manifestazione sentendo il proprio collo accalappiato dalla cravatta, ma alla Camera dei deputati giacca e cravatta sono obbligatori sicché anch'io mi sono attenuto al protocollo. D'altronde anche [[Sergio Marchionne]], noto pulloverista, ha dovuto abdicare qualche giorno fa quando ha varcato l'ingresso di Montecitorio per l'incontro con [[Silvio Berlusconi]]. (Dal Premio Internazionale ''Comunicare l'Europa 2011'' del 17 febbraio 2011)
*Il presidente della pro-loco ha realizzato in laboratorio una pillola contro tutti i mali, la cosiddetta "Pillola Plenaria". C'è solo un fatto! Va presa il giorno prima! Per questo la chiameremo "Pillola del giorno prima". Ma come faccio a sapere il giorno avanti se perderò la voce il giorno dopo? (Dalla Serata finale di ''Rock in June 2011'' del 25 giugno 2011)
*Questo premio si rifà ai primi festival di matrice menottiana ed ecco perché gli organizzatori ci hanno riportato in una dimensione esageratamente antica, quando i microfoni non li avevano ancora inventati, sicché io e la bella Janet oggi urleremo come si fa al mercato. La prossima volta, cari amanti del vintage, dotateci almeno dei microfoni dell' E.I.A.R., quelli tondi anni trenta. (dal Premio Internazionale ''Spoletofestivalart 2011'' del 09 luglio 2011 con Roberto Mattioli e Janet De Nardis).
*La [[guerra]] non si fa con le bombe, nelle piazze o lanciando le molotov; si fa nei [[supermercato|supermercati]]! La televisione nasce, cresce negli outlet! Nei supermercati! (dal film-racconto ''Caro Occhio'' di Serafino Amato 2010-2011)
*Io porto quasi sempre con me mia madre, quando faccio le tournée. Ogni anno conduco il festival [[rock]], genere ed ambiente che mia madre non comprende, ma si immedesima in modo fisiologico e naturale nella dimensione heavy-metal. (Da ''Domenica In'' – Rai 1 – del 1 gennaio 2012).
*Mia madre è stato un filtro organico tra me e le [[donne]] sbagliate che gli portavo in casa, ma ha fatto un servizio più a loro che a me, poiché conosceva le mie debacle caratteriali e la mia voglia di [[libertà]]. Ha evitato così che loro soffrissero vedendosi lasciate. (Da ''Domenica In'' – Rai 1 – del 1 gennaio 2012).
[[Immagine:Roberto Mattioli a Rock in June 2011.jpg|thumb|right|Roberto Mattioli a Rock in June 2011]]
*Perdonatemi! Mi rivolgo a coloro che erano qui presenti un anno fa se riascolteranno battute già fatte, ma siamo in tempi di crisi e dobbiamo riciclare anche quelle. (Dal Premio Internazionale ''Comunicare l'Europa 2012'' del 9 febbraio 2012).
*Diciamolo pubblicamente Povia! Affittiamoci per un pomeriggio il Teatro Ariston a Sanremo! Così saremo certi che tu ne vincerai un secondo, in quanto unico concorrente, ed io, prima del trapasso, ne condurrò uno! Ci stai? Ok! Da oggi il Teatro Ariston di Sanremo è mio e di Povia!!! (Dal Tour 2012 di [[Povia]] ''I bambini fanno Rock'' a Villa Adriana (Roma) del 9 settembre 2012).
*Vedi Krizia?! Io in trentatré anni di carriera di cani ne ho intervistati tanti, ma trovarmi davanti un cane-scrittore è la prima volta che mi accade. (dal Premio ''Spoletoletteralart'' 2012, 29 settembre 2012)
*Il presidente della giuria è senza diritto di voto e visto che tale presidente è anche un assessore ... allora va bene così, poiché, per un politico i voti è meglio prenderli che darli! (dalla finalissima di ''Miss Terme Lazio 2012'', 14 ottobre 2012)
*Mi definisco un bamboccione atipico che combatte i veri bamboccioni, ovvero gli incapaci mossi a telecomando da madri padrone. (da ''Domenica In – Così è la vita'', Rai 1, 21 ottobre 2012)
*Signor Oldani, lei ha pubblicato un libro di [[poesie]] dal titolo "Il cielo di lardo" che solo a pronunciarlo mi stimola l'appetito, le sue opere poetiche sono così godibili come il lardo di Colonnata? (dal Premio Internazionale ''Comunicare l'Europa 2013'', del 31 gennaio 2013).
*Bello rivedervi tutti! Magari un po invecchiati... ma tutti, dopo due anni di decantazione passati non affidato ai servizi sociali come qualcuno, magari, ma passati nelle umide cantine del presidente Filipponi, ne sa qualcosa la mia giacca muschiata, in origine bianca. (dal Premio Internazionale ''Comunicare l'Europa 2015'', Palazzo San Macuto, Roma, 20 febbraio 2015)
=== Prima che sia troppo tardi – San Marino RTV – ===
*Perché signor Capone con la bella [[voce]] che si ritrova non prova a doppiare anche i preliminari? Poiché ci sono alcuni uomini con voci disastrose che rendono le donne insensibili!... Queste sembrano le domande di Gregory Stock (Da ''Prima che sia troppo tardi'' del 1 gennaio 1996 – San Marino RTV; [http://www.youtube.com/watch?v=zhrUVvkDKLs])
*Rinnovo l'esperimento, anche a voi da casa, di inalazione dell'effluvio catodico che Alessia Vignali emana prima di catapultarmi sul divano e di godere appieno delle sue doti esoteriche e non solo. (Da ''Prima che sia Troppo Tardi'' del 5 gennaio 1996 – San Marino RTV;)
*L'assistente di studio fa lo scat come i [[Neri per Caso]]. (Da ''Prima che sia troppo tardi'' – 1995-1996 – San Marino RTV, frase ricorrente.)
*Guadagni il proscenio! Abbiamo suddiviso questo studio come un angolo cottura, qui ospitiamo, cantiamo e di tanto in tanto mangiamo. (Da ''Prima che sia troppo tardi'' del 7 febbraio 1996 – San Marino RTV;[http://www.youtube.com/watch?v=4z99IjHV0q4])
*Io sono un tipo che lascia sempre le mutande sopra la lavatrice. Devo ancora imparare tutto. (Da ''Prima che sia Troppo Tardi'' del 1 febbraio 1996)
*Io ho solo il vizio del bacco! Gli altri due, per carità, tabacco e venere !? Neanche a parlarne! {{NDR| Replica maliziosa della collega}} Per venere poi lo posso garantire io, amici telespettatori! (Da ''Prima che sia Troppo Tardi'' – San Marino RTV – del 5 gennaio 1996).[http://www.youtube.com/watch?v=lQBstP5rrjw]
*Lei, De Bonis, ha detto che Andreotti e Hitler andranno all'inferno, Togliatti andrà in paradiso, l'ha fatto per farsi pubblicare da [[Walter Veltroni]] questo bell'articolo su l'Unità? (Da ''Prima che sia Troppo Tardi'' – San Marino RTV – del 3 maggio 1996) [http://www.youtube.com/watch?v=2Yo2rCvEDMY].
*La Nutella contiene un ormone particolare.
*La mia massima aspirazione non è lavorare in televisione ma alle poste. (Da ''Prima che sia troppo tardi''- San Marino RTV del 11 marzo 1996)
*Siamo nel mondo delle mutandine servite insieme alla mortadella- (Da ''Prima che sia troppo tardi''- San Marino RTV del 13 marzo 1996)
*Sono uno di quelli che crede ancora nelle gioie della vita anche se non le ha mai avute. (Da ''Prima che sia troppo tardi''- San Marino RTV del 18 marzo 1996)
*{{NDR|Roberto Mattioli al suo ospite ristoratore}} Gli spaghetti del Conte Pinto non saranno niente ma li ho mangiati lo stesso con voluttà. (Da ''Prima che sia troppo tardi''- San Marino RTV del 19 marzo 1996)
*Scorci di periferia di un suburbio indecente.
*Lei è un obeso culturale. (Da ''Prima che sia troppo tardi''- San Marino RTV del 28 marzo 1996)
*Questo ragazzo di campagna ha seco qualche parvenza di rocker {{NDR|Definizione di Gianni Drudi}}. (Da ''Prima che sia troppo tardi''- San Marino RTV del 16 aprile 1996)
*Io sono un vero e proprio pataca, ho lo spirito da pataca, ragiono da pataca. (Da ''Prima che sia troppo tardi''- San Marino RTV del 29 aprile 1996)
*Vorrei avere un figlio come questo cane. (Da ''Prima che sia troppo tardi''- San Marino RTV del 26 aprile 1996)
*Per chi come me soffre di pappagorgia, e non ha propriamente un [[collo]] alla Modigliani. (Da ''Prima che sia troppo tardi''- San Marino RTV del 7 maggio 1996)
*Io sogno ancora con le canzoni di [[Mogol]]-Battisti; sarò ritardato? (Da ''Prima che sia troppo tardi''- San Marino RTV del 15 marzo 1996)
*Teo De Luigi mi ha dato del Poltergeist catodico. (Da ''Prima che sia troppo tardi''- San Marino RTV del 16 maggio 1996)
*Antonella Arancio non si sente neppure sull'onda corta. (Da ''Prima che sia troppo tardi''- San Marino RTV dell'aprile 1996)
*Il locale era stipato in ogni [[geometria]]
*Prima di affrontare l'agone della trasmissione. (Da ''Prima che sia troppo tardi'' del 5 marzo 1996 – San Marino RTV)
*[[Lino Patruno]], sei d'accordo con l'utilizzo frequente di questi [[forestierismo|forestierismi]] anglofoni? (Da ''Prima che sia troppo tardi''- San Marino RTV del 7 marzo 1996)
*[[Cagliostro]] era uno sfigato. (Da ''Prima che sia troppo tardi''- San Marino RTV del 12 marzo 1996)
*Gli specchi sono l'anticamera degli analisti. (Da ''Prima che sia troppo tardi''- San Marino RTV dell'aprile 1996)
*Io sono rimasto traumatizzato da [[Topolino]]. (Da ''Prima che sia troppo tardi''- San Marino RTV del 22 marzo 1996)
*Chi fa [[canto]] fa anche [[recitazione]], chi fa recitazione non canta. (Da ''Prima che sia troppo tardi''- San Marino RTV del 28 marzo 1996)
*Le cose fatte in [[casa]] sono come le tagliatelle, vengono sempre bene. (Da ''Prima che sia troppo tardi''- San Marino RTV del 3 aprile 1996)
*Quando ci si impapocchia diamo un'idea di noi stessi più verace. (Da ''Prima che sia troppo tardi''- San Marino RTV del 4 aprile 1996)
*Vorrei essere un oscurantista contro i forestierismi. (Da ''Prima che sia troppo tardi''- San Marino RTV del 10 aprile 1996)
*È un discorso alla [[Enrico Ghezzi]] da terza serata. (Da ''Prima che sia troppo tardi''- San Marino RTV del 29 aprile 1996)
*Ho ingoiato un vocabolario da [[bambino]]. (Da ''Prima che sia troppo tardi''- San Marino RTV del 30 aprile 1996 [http://www.youtube.com/watch?v=T4J3lrZwBXY])
*Lei faceva parte dei sessantottini, quelli che si vomitavano addosso? (Da ''Prima che sia troppo tardi''- San Marino RTV del 16 maggio 1996)
*Io mi struggo quando le storie d'amore sono tormentate. Se non c'è tormento non c'è passione. (Da ''Prima che sia troppo tardi''- San Marino RTV dell'8 maggio 1996)
*Quello che vediamo nel filmato di De Bonis è l'espressione autentica di un erotismo ceccanese.
*Tony De Bonis! Un uomo che fa un [[cinema]] rusticano, oserei dire un cinema ruspante! (Da ''Prima che sia troppo tardi''- San Marino RTV del 3 maggio 1996)
*Lei si chiama Giuseppe Costanzo detto Pippo!? Come Pippo Baudo? Quindi possiamo definire la [[Sicilia]] la terra dei "Pippi", visto che [[Elio e le Storie Tese]] parlano della terra dei cachi riferendosi all'[[Italia]]. (Da ''Prima che sia troppo tardi''- San Marino RTV dell'8 maggio 1996)
*Demicrofonatevi!...Ecco lei Robertina faccia da sola, visto che è stata microfonata nelle zone endogene. (Da ''Prima che sia troppo tardi''- San Marino RTV del 18 aprile 1996)
=== Al posto tuo – Rai 2 – ===
*Sono un teorico del [[sesso]] che lo predica ma non lo pratica (Da ''L'Altro Festival'' – RTE – del 10 luglio 2001 e da ''Al Posto Tuo'' – Rai 2 – edizione 2000/2001, frase ricorrente)
*Sfatiamo il luogo comune dell'uomo palestrato e rigonfio con dossi muscolosi fatti da anabolizzanti che appaiono come imbottiti di piume d'oca, le donne ora si rivolgono a quelli come me, con fisico naif e addominali convessi che ci nutriamo con carni rosse di bisonte e vini afrodisiaci e con i nostri petti villosi rimandiamo alla memoria l'uomo del neorealismo anni '50. Per dirla tutta! Alle donne piace la panza! (Da ''Al Posto Tuo'' – Rai 2 – del 14 maggio 2002; [http://www.youtube.com/watch?v=EIbYty--Fgw])
*Ritrovare un baby-doll nell'auto non è l'indizio precipuo di un tradimento! Il baby-doll pulisce le macchie residue di pioggia che il tergicristallo altrimenti non riuscirebbe ad eliminare. (Da ''Al Posto Tuo'' – Rai 2 – del 3 ottobre 2002; [http://www.youtube.com/watch?v=wdEbhc5Swzo])
*Tradire con la chat non è sinonimo di infedeltà è un tradimento virtuale che chiamerei "Tecnotradimento". (Da ''Al Posto Tuo'' – Rai 2 – del Gennaio 2002.)
*Il maschio italiano cade in deliquio irretito dal fascino maliardo della donna straniera è il caso, invece, che guardi di più in casa propria e che rivaluti il Prodotto Interno Lordo femminile. (Da ''Al Posto Tuo'' – Rai 2 – del Gennaio 2002.)
*Ho avuto cento donne nella mia vita, lo asserisco con tanta forza e frequenza che quasi quasi mene capacito. (Da ''Al Posto Tuo'' – Rai 2 del maggio 2002.)
*{{NDR|Alla domanda di Alda D'Eusanio}} È vero Roberto che sono anni che non fai più sesso? {{NDR|Risposta di Roberto Mattioli}} Come ha fatto ad indovinare? È proprio così! È dal 1996 che non ho più rapporti. (Da ''Al Posto Tuo'' – Rai 2 – del 19 maggio 2001 e da ''Blob, di tutto di più'' – Rai Tre – del 16 giugno 2001).
*Avevo una donna di taglia forte, ed ogni volta che portavo a cena quei 120 chili significava per me chiedere un mutuo in banca. (Da ''Al Posto Tuo'' – Rai 2 – del 1 maggio 2002).
*Io sono l'[[esempio]] da non seguire. Non si può arrivare alla mia età senza avere [[figli]]. Bisogna dare un senso al proprio [[seme]]. (Da ''Al Posto Tuo'' – Rai 2 – del 1 novembre 2002).
*La mia ciccia è dovuta ad eccesso di carbonare e amatriciane per i capelli, invece, faccio richiamo alla predisposizione genetica. (Da ''Al Posto Tuo'' – Rai 2 – del 19 febbraio 2001 [http://www.youtube.com/watch?v=kvHEIHR7g38]).
*Non diamo la [[colpa]] alle cubiste immolate a [[simbolo]] del [[peccato]], solo perché costrette ad indossare abiti succinti. Sono molto [[peggio]] le impiegate! Sono le impiegate le vere mangiatrici di [[uomini]]! (Da ''Al Posto Tuo'' – Rai 2 – del 19 febbraio 2001 [http://www.youtube.com/watch?v=kvHEIHR7g38]).
*Il ragou domenicale è sinonimo di fedeltà imperitura. Quando la futura [[suocera]] invita l'aspirante [[marito]] della [[figlia]] al pranzo domenicale e prepara le classiche fettuccine al ragou è come sottoscrivere un contratto di assoluta e permanente continuità coniugale. (Da ''Al Posto Tuo'' – Rai 2 – del 22 maggio 2002).
*[[Jessica Rizzo]] ha segnato i miei trent'anni! Ho organizzato dei pellegrinaggi a Fabriano sua città natale per dirle a gran voce: Brava!! Poiché ha inventato un modo nuovo, pulito, di fare l'amore e scambiarsi di coppia senza mai tradirsi. (Da ''Al Posto Tuo'' – Rai 2 – del 12 febbraio 2002) [http://www.youtube.com/watch?v=XlODgCeO6tI].
*Io non mi sono mai sposato! Posso tranquillamente dire che sono vergine da matrimonio. (Da ''Al Posto Tuo'' – Rai 2 – edizione 2002/2003 – frase ricorrente -).
*Nel filmato si nota da parte del protagonista un affondo esemplare, infallibile, se si vuole mandare in estasi una donna. Vediamo che lui le dà un bacio sul collo, mirando diritto sulla vena giugulare. La vena giugulare è una zona erogena femminile assai sensibile, sottoconsiderata dalle masse, sarà perché è un condotto a metà strada tra [[cuore]] e [[cervello]]. (Da ''Al Posto Tuo'' – Rai 2 – del 22 gennaio 2002).
*L'uomo del duemila è l'opposto di quello autarchico e padrone del secolo precedente. Oggi li vedi uscire dal supermercato, la donna curata e libera da ogni oggetto appare come su di una passerella di alta moda, l'uomo, sudato, con il volto segnato da ogni tipo di sofferenza, lì, a spingere pesanti carrelli con il sovraccarico dei figli, ansimando come un toro bolso! Ecco l'uomo del duemila è un Toro Bolso! (Da ''Al Posto Tuo'' – Rai 2 – del 18 aprile 2001)
*Io possiedo mani e piedi a temperatura costante. Sempre caldi, estate ed inverno. Infatti le mie storie d'amore nascono nella stagione fredda, semplicemente perché le donne si vogliono far scaldare le proprie mani da me. (Da ''Al Posto Tuo'' – Rai 2 – del 2 novembre 2000)
*Io intesso relazioni sentimentali solo con donne sposate, infatti sotto casa mia c'è la fila dei mariti. (Da ''Al Posto Tuo'' – Rai 2 – del 16 gennaio 2003).
*Le cosce scoperte fanno parte delle nuove strategie di risanamento aziendale. (Da ''Al Posto Tuo'' – Rai 2 – del 13 novembre 2002).
*Io ho avuto il primo rapporto sessuale a ventisei anni! E qui lo voglio dire! Lo faccio per esorcizzarlo! Non ho avuto l'erezione! (Da ''Al Posto Tuo'' – Rai 2 – del 5 aprile 2001 e da ''Blob di tutto di più'' – Rai 3 – dell'8 aprile 2001).
*Ho sconfitto la depressione con una canzone degli [[883]]. (Da ''Al Posto Tuo'' – Rai 2 – del 28 marzo 2002).
==Note==
<references />
== Altri progetti ==
{{Interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Mattioli, Roberto}}
[[Categoria:Conduttori radiofonici italiani]]
[[Categoria:Conduttori televisivi italiani]]
[[Categoria:Personaggi televisivi italiani]]
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I fanciulli del West
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano=Allegri vagabondi - I fanciulli del West
|dimensioneimmagine= 200
|immagine= Stanley Fields in Way Out West trailer.jpg
|didascalia= Stanley Fields in un fotogramma di ''Allegri vagabondi''
|titolooriginale=Way out West
|paese = Stati Uniti d'America
|anno=1937
|genere=Comico
|regista=[[James W. Horne]]
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|sceneggiatore=
|attori=
*[[Stan Laurel]]: Stanlio
*[[Oliver Hardy]]: Ollio
*[[James Finlayson]]: Mickey Finn
*Rosina Lawrence: Mary Roberts
*Sharon Lynn: Lola Marcel
*Stanley Fields: Sceriffo
*Vivien Oakland: La moglie dello sceriffo
*Harry Bernard: Uomo al bar
*Mary Gordon: Cuoco
*May Wallace: Cuoco
*Jack Hill: Impiegato di Finn
*Sam Lufkin: Facchino
*Tex Driscoll: Minatore
*Flora Finch: Moglie del minatore
*Fred Toones: Addetto alle pulizie
|doppiatorioriginali=
|doppiatoriitaliani=
1° doppiaggio italiano (1938):
*[[Carlo Cassola]]: Stanlio
*[[Paolo Canali]]: Ollio
*[[Olinto Cristina]]: Mickey Finn
2° doppiaggio italiano(1986):
*[[Enzo Garinei]]: Stanlio
*[[Giorgio Ariani]]: Ollio
*[[Gino Pagnani]]: Mickey Finn
|note=
}}
'''Allegri vagabondi''' o '''I fanciulli del West''', film statunitense del 1937 con [[Stan Laurel]] e [[Oliver Hardy]], regia di [[James W. Horne]].
==Dialoghi==
*{{NDR|In cerca di Mary Roberts, Sanlio e Ollio chiedono al barista dove possono trovare la ragazza, alla quale devono annunciare personalmente la notizia che suo padre è morto e ora dunque riceverà la sua ricca eredità}} <br />'''Barista''': Vogliate scusare, la ragazza è la mia figlioccia. Cosa le dovete dire? <br />'''Ollio''': Una notizia importante che la riguarda. <br />'''Barista''': Di che si tratta? <br />'''Ollio''': Spiacente signore ma noi non possiamo farne parola con nessuno. <br />'''Stanlio''': Vede, è una cosa privata. Suo padre è morto, le ha lasciato una miniera d'oro: ecco perché nessuno lo deve sapere.<br />{{NDR|Ollio guarda male Stanlio, perché non avrebbe dovuto dire la notizia ad altri che alla stessa Mary.}} Non è vero, Ollio? <br />'''Barista''': Una miniera d'oro!? <br />'''Stanlio''': La più ricca che ci sia mai stata! <br />'''Ollio''': Ora che il mio geniale amico ha spifferato tutto, {{NDR|Stalio riceve un colpo da Ollio}} tanto vale che sappia il resto!
*{{NDR|Dopo essere stati truffati da Lola Marcel e Mickey Finn, il marito, prima nel ruolo del barista, i due scoprono di essere stati truffati proprio grazie ad un incontro casuale con la vera Mary Roberts}} <br />'''Stanlio''': Sai una cosa? <br />'''Ollio''': Cosa? <br />'''Stanlio''': Penso che abbiamo dato l'atto alla persona sbagliata! È il più grave errore che facciamo da quando abbiamo comprato il ponte di Brooklyn. <br />'''Ollio''': Comprare quel ponte non è stato un errore! Un giorno ci farà guadagnare un mucchio di dollari. <br />'''Stanlio''': Forse hai ragione. Andiamo a riprendere il documento {{NDR|che abbiamo dato alla persona sbagliata}}. <br />{{NDR|Ollio ferma Stanlio che era partito per riprendere il documento}}<br />'''Ollio''': Cosa faremo se non lo vogliono mollare?. <br />'''Stanlio''': Non vedo perché non lo dovrebbero ridare. Se non riuscirò ad averlo giuro che mangerò il tuo cappello. <br />'''Ollio''': Questo è quello che chiamo fredda determinazione. {{NDR|mentre gli stringe la mano, compiaciuto}}
==Voci correlate==
*[[Stanlio & Ollio]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film comici]]
[[Categoria:Film western]]
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Niki Lauda
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Niki Lauda, Bestanddeelnr 928-0040.jpg|thumb|Niki Lauda (1975)]]
'''Andreas Nikolaus "Niki" Lauda''' (1949 – 2019), pilota automobilistico, imprenditore e dirigente sportivo austriaco.
==Citazioni di Niki Lauda==
{{cronologico}}
*{{NDR|Su [[Ayrton Senna]]}} È stato il miglior pilota che sia mai vissuto.
:''He was the best driver who ever lived.''<ref>Citato in {{en}} ''[http://sportsillustrated.cnn.com/vault/article/magazine/MAG1005161/index.htm The Last Ride]'', ''sportsillustrated.cnn.com'', 9 maggio 1994.</ref>
*{{NDR|Su [[Max Verstappen]]}} Il talento del secolo.<ref>Citato in Marco Belloro, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-lauda-verstappen-talento-del-secolo-293978.html F1 {{!}} Lauda: "Verstappen è il talento del secolo"]'', ''formulapassion.it'', 16 maggio 2016.</ref>
*{{NDR|Nel 2017, sull'introduzione dell'[[Halo (automobilismo)|Halo]] in Formula 1}} Questa era una situazione in cui bisognava prendere la giusta decisione e ne è stata presa una pessima. Questo sistema distrugge il DNA delle monoposto. Ogni anno combattiamo per attirare nuovi fan e avere macchine vicine al gusto degli spettatori e tutto questo viene vanificato da una decisione del genere [...] la FIA aveva già messo le macchine in sicurezza e il rischio di pneumatici volanti è già stato limitato parecchio. I rischi per i piloti sono diventati minimi.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20170724101356/http://www.corrieredellosport.it/news/formula-1/2017/07/21-28200249/f1_lauda_introduzione_dell_halo_pessima_decisione_ F1, Lauda: «Introduzione dell'Halo pessima decisione»]'', ''corrieredellosport.it'', 21 luglio 2017.</ref>
===Citazioni non datate===
*Pensando positivo e vivendo sempre fino in fondo tutte le esperienze, [[Clay Regazzoni]] mi ha insegnato ad amare la vita. Il gusto della vita l'ho imparato proprio da Clay, e dopo il mio incidente il suo insegnamento è stato ancora più prezioso. Perché se c'era un talento di Clay superiore agli altri questo era il suo pensare positivo.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/piloti/regazzoni.html Clay Regazzoni]'', ''I sessant'anni Ferrari'', ''repubblica.it''.</ref>
*Rispetto agli altri team di F1 [[Scuderia Ferrari|la casa di Maranello]] sembrava la Nasa, con quella [[Circuito di Fiorano|pista]] pazzesca controllata centimetro per centimetro dalla Tv a circuito chiuso che consentiva a Enzo Ferrari (grazie a 10 telecamere fisse) di osservare, registrare e rivedere mille volte il comportamento di pilota e macchina in ogni metro della pista rimanendo comodamente seduto in poltrona.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/storia/undicesima.html Nel 1972 una svolta: nasce la pista di Fiorano]'', ''I sessant'anni Ferrari'', ''repubblica.it''.</ref>
====Citato in ''Palla lunga e pedalare''====
*Preferisco avere il mio [[piede]] destro che un bel [[viso]]. (p. 50)
*Una curva appartiene a chi vi accede per primo. (p. 51)
*L'ambiguità appartiene alla [[Scuderia Ferrari|Ferrari]] come il motore a dodici cilindri. (p. 52)
*La cosa più importante per capire come va una [[automobile|macchina]] è il culo. (p. 52)
*Quando ce la fai sono tutti con te, quando perdi li hai tutti contro. In mezzo non c'è niente. (p. 100)
{{Int|''[https://www.formulapassion.it/opinioni/roberto-boccafogli/f1-lauda-e-il-laudese-ferrari-berger-audetto-montezemolo Il commento – Lauda e il laudese]''|Citato in Roberto Boccafogli, ''formulapassion.it'', 20 maggio 2023.|h=4}}
*Piloti italiani buoni per gare di parrocchia.
*{{NDR|Rispondendo a Enzo Ferrari il quale, in fase di rinnovo contrattuale, aveva sbottato alle richieste economiche di Lauda con un "Ma sei un ebreo!"}} Lei paga. Lei dice quello che vuole.
*[[Matrimonio|Matrimoni]] durano finché durano. Poi conosci donna più bella e ti accorgi che tua moglie ha le tette flosce...
==''I miei anni con Ferrari''==
*{{NDR|Su [[Mauro Forghieri]]}} Ha la delicatezza psicologica di una vipera.
*{{NDR|Su [[Daniele Audetto]]}} [È interessato solo alla parte mondana della Formula 1], le cene eleganti erano per lui della massima importanza.
*{{NDR|Su [[Enzo Ferrari]]}} [Vive in un ufficio che mette soggezione], una volta entrati si ha una sensazione poco rassicurante. Quando si entra depressi si esce ancora più depressi.
*{{NDR|Su [[Clay Regazzoni]]}} Anche se non diventammo mai veramente amici, l'ho sempre apprezzato.
*{{NDR|Su Daniele Audetto}} [...] prima di una corsa, mi ordinò, seriamente, di fare vincere il mio compagno di squadra, perché tu hai già vinto troppo.
*{{NDR|Su Mauro Forghieri}} La vita insieme a lui è semplicemente troppo difficile.
==Citazioni su Niki Lauda==
*A me piaceva solo perché era il simbolo del pilota che sapeva gestire la corsa entro il limite. Io, che nella vita sono un ottimista previdente, l'ho sempre visto come un modello ideale. ([[Mario Poltronieri]])
*Ho seguito come appassionato prima come addetto ai lavori, in seguito l'automobilismo sportivo dagli anni '50 ad oggi. Ho conosciuto molti e grandi piloti. Ma Lauda era diverso. [...] Il ruolo ed il talento del pilota ancor'oggi fa la differenza: all'epoca di Lauda era essenziale. Non a caso Niki dopo l'incidente del Nurbugring nel suo conciso italiano disse "meglio bruciata mia faccia che mio culo". L'unico sensore in grado di valutare la tenuta di strada della vettura era il fondo schiena del pilota, la sola zona di contatto veicolo-pilota. Ed il pilota sulla base delle informazioni trasmessegli da tale sensore illustrava il comportamento della macchina ai tecnici o direttamente ai meccanici che provvedevano alle necessarie regolazioni migliorative. Ed il pilota perciò era in grado di trasformare la vettura da "brutto anatroccolo" a "cigno vincente". ([[Claudio Lombardi]])
*Lauda è molto veloce ma deve lavorare molto per arrivarci, perché è meno dotato naturalmente. ([[Clay Regazzoni]])
*Niki è stato anche un grande campione fuori dal circuito, un uomo diretto e sincero, un amico leale. Anche duro nel dire le cose con la massima trasparenza. [...] Lo ricordano come un 'computer'? Era un ragazzo di grandissima sensibilità. Ha sempre lavorato nei dettagli [...]. Gli piaceva ridere e divertirsi, ma sempre con un fondo di serietà. ([[Luca Cordero di Montezemolo]])
*Lauda è peggio di [[Giuda Iscariota|Giuda]]. Si è venduto alla concorrenza per trenta [[salame|salami]]. ([[Enzo Ferrari]])
*Lauda usciva da ogni racconto come un gigante, non tanto per le sue evidenti qualità di pilota e poi di manager quanto per quell'indipendenza di pensiero che è sempre stata la sua cifra originale. È sempre bello, anche perché raro, scoprire che un tuo idolo d'infanzia è anche una persona degna di essere ammirata a 360 gradi. ([[Paolo Condò]])
*Quando Lauda tornò in pista dopo 42 giorni {{NDR|dall'incidente del Nürburgring in cui rischiò la vita}} pensai che era nella sua [[indole]], noi correvamo per [[passione]]. ([[Arturo Merzario]])
*Un ingegnere cosa desidera? Un corridore veloce ma preciso, metodico, rigoroso. Capace di compiere cento giri sempre con uno scarto minimo di tempo, capace di passare sempre sulla medesima traiettoria. Di non lasciare niente al caso. Uno talmente bravo da non commettere sbavature e in grado perciò di annullare il margine d'errore umano e permettere così all'ingegnere di capire come si comporta la macchina, cosa funziona e cosa no. Una specie di computer in carne ed ossa. Una telemetria umana che era preziosissima quando le F1 erano più artigianali e non c'erano sensori a leggere le informazioni ma bisognava affidarsi al feeling del pilota per capire cosa andava e cosa invece non funzionava. Ecco, Lauda era questo. In un'epoca in cui le Formula Uno erano imprecise e incostanti, Lauda era la sicurezza. La certezza che il pilota stesse usando la macchina al massimo del suo potenziale e quindi, quando non ce n'era più, si sapeva che bisognava mettere le mani sul mezzo meccanico. E non sull'uomo. ([[Alberto Sabbatini]])
===[[Daniele Audetto]]===
*Dopo che Niki Lauda ha insegnato a fare il professionista per vincere, i piloti di Formula 1 ora sono molto più attenti alla salute, al fisico e alla preparazione mentale.
*{{NDR|«Daniele tu non hai avuto un rapporto troppo amichevole con Lauda...»}} In realtà non è così [...]. Certo, dopo l'incidente del Nurburgring, Niki se l'era presa perché io avevo contattato prima Emerson Fittipaldi e poi Ronnie Peterson per sostituirlo sulla Ferrari. Io mi ero limitato a eseguire quanto mi era stato chiesto da Enzo Ferrari. E, onestamente, nessuno si sarebbe aspettato una ripresa dell'austriaco così rapida. Il Commendatore pensava che difficilmente Niki avrebbe potuto ancora guidare una F1 ai suoi livelli e per questo intanto mi mandò a cercare un sostituto per quell'anno. Lauda se l'era presa molto con me e solo in un secondo tempo capì la situazione nella quale mi ero trovato. All'inizio non fu facile, ma poi comprese e già quando ero team principal dell'Aguri Suzuki non perdeva occasione per venire da noi a mangiare un piatto di spaghetti perché il nostro cuoco era un italiano molto bravo.
*{{NDR|Sul Gran Premio di Germania 1976}} Niki arrivò in Germania fiducioso di convincere i suoi colleghi che il circuito dell'Eifel era anacronistico, troppo insicuro, illogico. Io feci l'impossibile per convincerlo che si trattava di una crociata destinata a fallire: non ci fu niente da fare. Lui chiamò una riunione e fece indire una votazione: la sua mozione fu sconfitta per un solo voto. L'atmosfera del weekend si era fatta pesante: la pole firmata da Hunt non rese le cose più serene. Il giorno della gara, venne a piovere poco prima del via. Tutti eccetto la McLaren di Mass partirono con gomme da bagnato; ma già nel corso del primo giro la situazione cambiò e quasi tutti rientrarono in pitlane per pneumatici slick. Niki non era partito bene ed era scivolato dalle retrovie. Il pit-stop non fu rapidissimo e lui si proiettò nuovamente in pista come un ossesso. Sapeva di dovere recuperare e che Hunt era invece nelle posizioni di testa: più tardi Carlos Pace mi raccontò che Lauda l'aveva raggiunto in poche curve e superato con un'aggressività che non gli conosceva. Al secondo giro, l'incidente nella zona di Bergwerk, la Ferrari distrutta e incendiata, il suo salvataggio a opera di altri piloti. Poi l'ospedale, il dramma, la vittoria di Hunt e un mondiale che, adesso sì, si stava davvero riaprendo, perché fu subito chiaro che Niki non sarebbe rientrato in gara rapidamente.
*Niki è stato un grande campione, una persona eccezionale con un carattere forte e duro soprattutto con se stesso. È stato il pilota che ha cambiato l'approccio alla F1 con un atteggiamento più professionale: Niki curava molto la salute, la preparazione fisica, passava molto tempo con i tecnici e i meccanici per capire tutto della monoposto e del motore.
*{{NDR|«Il ritorno di Lauda sulla Ferrari 312 T2 a Monza fa già parte della leggenda...»}} Niki si presentò a Maranello dicendo che voleva provare la macchina e Ferrari in modo crudo gli disse: "Dimostrami che sei ancora in grado di andare forte e che hai il fisico per farlo...". Lauda non aggiunse una parola e si infilò nell'abitacolo della macchina. Bastarono pochi giri per capire che non era solo velocissimo come prima, ma anche molto determinato, tanto che decise di correre il GP d'Italia a Monza a inizio settembre, quando ebbe l'incidente al Ring il 1º agosto. Niki si classificò quarto che ancora sanguinava dalle ferite alla testa e riprese il comando di un campionato che sicuramente avrebbe vinto [...] {{NDR|«In effetti è arrivato al Fuji in testa alla classifica iridata con la Ferrari, ma poi c'è stato quello strano ritiro che è passato alla storia come il... coraggio di avere paura, durante un GP del Giappone partito sotto un diluvio universale...»}} Al Fuji Niki si era fermato dopo pochi giri fidandosi delle parole di Bernie Ecclestone e dell'accordo che aveva raggiunto con Emerson Fittipaldi, allora rappresentante della GPDA {{NDR|l'associazione dei piloti}}, che i piloti top si sarebbero ritirati via via perché pioveva a dirotto da ore e la pista non drenava più l'acqua, ma avevano garantito che sarebbero partiti nella gara, visto che Bernie per la prima volta aveva comprato i diritti per la diretta TV in Eurovisione. Peccato che James Hunt subì le minacce di Teddy Meyer {{NDR|il team manager McLaren}}, che gli disse che non avrebbe avuto scampo se si fosse fermato. Non avrebbe ricevuto alcun soldo e la sua carriera sarebbe stata messa a rischio. Non feci in tempo ad avvisare Lauda di quello che stava succedendo, per cui Niki si attenne al patto che aveva siglato con gli altri piloti e si fermò. [...] È stato un errore mio non convincerlo a stare in pista ancora qualche giro, giusto per capire quali intenzioni avesse James. Anche perché poi l'uragano si placò e sapete come poi è andata a finire... Niki era un uomo tutto di un pezzo: non me la sono sentita di costringerlo a continuare il GP perché solo qualche mese prima l'avevo visto in fin di vita al Nurburgring e, quindi, ho ritenuto che la vita fosse più importante di un titolo mondiale, per quanto importante come quello di F1...
===[[Mauro Forghieri]]===
*Di tutti quelli che hanno lavorato con me in Formula Uno, decisamente Niki è stato il migliore, il più completo.
*Era perfetto. Il tipo di pilota che ho sempre sognato di avere in squadra. Un uomo preciso, meticoloso, velocissimo, determinato, con una sensibilità innata nella guida. Ma anche un lavoratore indefesso.
*Quando è arrivato a Maranello, a 23 anni nell'inverno del 1973, Lauda era tecnicamente "ignorante". Sapeva dire soltanto: "c'è sottosterzo" o "c'è sovrasterzo". E io gli dicevo: Niki, non basta. Devi essere più preciso e più specifico. Lauda è cambiato durante quel lungo inverno fra il 1973 e il 1974. Lavoravamo tutto il giorno in pista, con lui e Regazzoni a Fiorano, guidando e facendo sviluppo e messa a punto della monoposto dalle 9 del mattino fino alle otto di sera. Tante volte Niki guidava col buio pesto. A quel tempo a Fiorano c'era un sistema di 29 fotocellule sul circuito che rilevavano i tempi intermedi fra ogni curva. Un antesignano della moderna telemetria. Con gli occhi di oggi era un sistema rudimentale, ma permetteva di capire se uno guidava bene o male, se sbagliava una curva e dove. Mentre Regazzoni, finito di guidare prendeva e se ne andava, Lauda alla fine dei test si faceva dare quella lunga stampata di tempi intermedi e passava ore ad analizzarla per capire dove migliorarsi. Per questo è diventato bravo come pilota.
*Se gli davi una monoposto in grado di vincere, Niki vinceva. Non c'è molto altro da dire.
===[[Leo Turrini]]===
{{cronologico}}
*Il 13 gennaio 1974, sulla pista del Gran Premio di Argentina iniziava l'epopea ferrarista di Niki Lauda. Credo, con tutto il rispetto per chi è venuto dopo, che quell'evento abbia inciso in maniera non replicabile sulla storia del Cavallino. [...] È con la Rossa dell'austriaco (e di Montezemolo diesse e di Forghieri dt e di Regazzoni al volante) che la Ferrari del Drake diventa davvero un fenomeno nazionalpopolare. Non che prima non lo fosse: ma con Niki avviene il salto di qualità. Ero un adolescente, [...] fu allora che mi accorsi che attraverso Lauda una generazione nuova stava appassionandosi ai Gran Premi. Contribuirono tante cose, per carità: ad esempio, latitando ancora la Rai in vaste zone d'Italia arrivava il segnale della Televisione Svizzera Italiana, TSI in codice. I ticinesi, le corse le trasmettevano tutte in diretta. Pure a colori, se avevi la fortuna di permetterti l'apparecchio. E poi c'era lui. Lauda.
*Posso paragonarlo a pochissimi, come campione. Ma la sua popolarità non dipendeva soltanto dal talento. Avevo un vicino di casa, una dozzina d'anni più vecchio di me, che lavorava come meccanico al reparto corse. Si chiamava Ermes Gambarelli. Andava a tutte le gare. Fu lui, all'inizio del 1974, a raccontarmi che Niki era un fenomeno. Non solo di piede, mi spiegò. Di testa.
*Cosa sia stato Lauda per i ferraristi non starò a ripeterlo. Il dramma del Ring lo sublimò nell'immaginario collettivo: ero ai box a Fiorano, imberbe cronistello sedicenne, quando venne a dirci, sfigurato dalle ustioni, che sarebbe andato a correre a Monza. C'è da qualche parte una foto in cui si coglie uno stupore sbigottito sulla mia faccia, lì accanto a lui: non credevo a quanto stavo vedendo. Niki è stato tutto questo e ancora molto altro. Il ritiro del diluvio nel Fuji non fu solo un episodio da dibattito. Fu l'esaltazione di una identità: perché quando Forghieri, per salvarne l'immagine, gli disse che si sarebbe preso lui la colpa, inventando un guasto tecnico, beh, Lauda rispose che no, grazie, lui si era fermato perché aveva paura di morire e tutti lo dovevano sapere. E il resto, fino al suo ruolo in Mercedes passando per la McLaren divisa con Prost, appartiene al repertorio di una esistenza da romanzo.
*Io ho fatto il mestiere che ho fatto perché Niki Lauda entrò nelle mie fantasie di ragazzino. Un giorno glielo dissi pure. Mi rispose ridendo: "Beh, anke io sbagliato, talvolta..."
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Niki Lauda, ''I miei anni con Ferrari'', Editoriale Olimpia, 1979.
*[[Marco Pastonesi]] e [[Giorgio Terruzzi]], ''Palla lunga e pedalare'', Dalai Editore, 1992. ISBN 88-8598-826-2
==Voci correlate==
*''[[Rush (film 2013)|Rush]]'', film 2013
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Lauda, Niki}}
[[Categoria:Piloti di Formula 1 austriaci]]
[[Categoria:Imprenditori austriaci]]
[[Categoria:Dirigenti sportivi austriaci]]
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/* Citazioni non datate */
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Niki Lauda, Bestanddeelnr 928-0040.jpg|thumb|Niki Lauda (1975)]]
'''Andreas Nikolaus "Niki" Lauda''' (1949 – 2019), pilota automobilistico, imprenditore e dirigente sportivo austriaco.
==Citazioni di Niki Lauda==
{{cronologico}}
*{{NDR|Su [[Ayrton Senna]]}} È stato il miglior pilota che sia mai vissuto.
:''He was the best driver who ever lived.''<ref>Citato in {{en}} ''[http://sportsillustrated.cnn.com/vault/article/magazine/MAG1005161/index.htm The Last Ride]'', ''sportsillustrated.cnn.com'', 9 maggio 1994.</ref>
*{{NDR|Su [[Max Verstappen]]}} Il talento del secolo.<ref>Citato in Marco Belloro, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-lauda-verstappen-talento-del-secolo-293978.html F1 {{!}} Lauda: "Verstappen è il talento del secolo"]'', ''formulapassion.it'', 16 maggio 2016.</ref>
*{{NDR|Nel 2017, sull'introduzione dell'[[Halo (automobilismo)|Halo]] in Formula 1}} Questa era una situazione in cui bisognava prendere la giusta decisione e ne è stata presa una pessima. Questo sistema distrugge il DNA delle monoposto. Ogni anno combattiamo per attirare nuovi fan e avere macchine vicine al gusto degli spettatori e tutto questo viene vanificato da una decisione del genere [...] la FIA aveva già messo le macchine in sicurezza e il rischio di pneumatici volanti è già stato limitato parecchio. I rischi per i piloti sono diventati minimi.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20170724101356/http://www.corrieredellosport.it/news/formula-1/2017/07/21-28200249/f1_lauda_introduzione_dell_halo_pessima_decisione_ F1, Lauda: «Introduzione dell'Halo pessima decisione»]'', ''corrieredellosport.it'', 21 luglio 2017.</ref>
*Pensando positivo e vivendo sempre fino in fondo tutte le esperienze, [[Clay Regazzoni]] mi ha insegnato ad amare la vita. Il gusto della vita l'ho imparato proprio da Clay, e dopo il mio incidente il suo insegnamento è stato ancora più prezioso. Perché se c'era un talento di Clay superiore agli altri questo era il suo pensare positivo.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/piloti/regazzoni.html Clay Regazzoni]'', ''I sessant'anni Ferrari'', ''repubblica.it''.</ref>
*Rispetto agli altri team di F1 [[Scuderia Ferrari|la casa di Maranello]] sembrava la Nasa, con quella [[Circuito di Fiorano|pista]] pazzesca controllata centimetro per centimetro dalla Tv a circuito chiuso che consentiva a Enzo Ferrari (grazie a 10 telecamere fisse) di osservare, registrare e rivedere mille volte il comportamento di pilota e macchina in ogni metro della pista rimanendo comodamente seduto in poltrona.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/storia/undicesima.html Nel 1972 una svolta: nasce la pista di Fiorano]'', ''I sessant'anni Ferrari'', ''repubblica.it''.</ref>
===Citato in ''Palla lunga e pedalare''===
*Preferisco avere il mio [[piede]] destro che un bel [[viso]]. (p. 50)
*Una curva appartiene a chi vi accede per primo. (p. 51)
*L'ambiguità appartiene alla [[Scuderia Ferrari|Ferrari]] come il motore a dodici cilindri. (p. 52)
*La cosa più importante per capire come va una [[automobile|macchina]] è il culo. (p. 52)
*Quando ce la fai sono tutti con te, quando perdi li hai tutti contro. In mezzo non c'è niente. (p. 100)
{{Int|''[https://www.formulapassion.it/opinioni/roberto-boccafogli/f1-lauda-e-il-laudese-ferrari-berger-audetto-montezemolo Il commento – Lauda e il laudese]''|Citato in Roberto Boccafogli, ''formulapassion.it'', 20 maggio 2023.|h=4}}
*Piloti italiani buoni per gare di parrocchia.
*{{NDR|Rispondendo a Enzo Ferrari il quale, in fase di rinnovo contrattuale, aveva sbottato alle richieste economiche di Lauda con un "Ma sei un ebreo!"}} Lei paga. Lei dice quello che vuole.
*[[Matrimonio|Matrimoni]] durano finché durano. Poi conosci donna più bella e ti accorgi che tua moglie ha le tette flosce...
==''I miei anni con Ferrari''==
*{{NDR|Su [[Mauro Forghieri]]}} Ha la delicatezza psicologica di una vipera.
*{{NDR|Su [[Daniele Audetto]]}} [È interessato solo alla parte mondana della Formula 1], le cene eleganti erano per lui della massima importanza.
*{{NDR|Su [[Enzo Ferrari]]}} [Vive in un ufficio che mette soggezione], una volta entrati si ha una sensazione poco rassicurante. Quando si entra depressi si esce ancora più depressi.
*{{NDR|Su [[Clay Regazzoni]]}} Anche se non diventammo mai veramente amici, l'ho sempre apprezzato.
*{{NDR|Su Daniele Audetto}} [...] prima di una corsa, mi ordinò, seriamente, di fare vincere il mio compagno di squadra, perché tu hai già vinto troppo.
*{{NDR|Su Mauro Forghieri}} La vita insieme a lui è semplicemente troppo difficile.
==Citazioni su Niki Lauda==
*A me piaceva solo perché era il simbolo del pilota che sapeva gestire la corsa entro il limite. Io, che nella vita sono un ottimista previdente, l'ho sempre visto come un modello ideale. ([[Mario Poltronieri]])
*Ho seguito come appassionato prima come addetto ai lavori, in seguito l'automobilismo sportivo dagli anni '50 ad oggi. Ho conosciuto molti e grandi piloti. Ma Lauda era diverso. [...] Il ruolo ed il talento del pilota ancor'oggi fa la differenza: all'epoca di Lauda era essenziale. Non a caso Niki dopo l'incidente del Nurbugring nel suo conciso italiano disse "meglio bruciata mia faccia che mio culo". L'unico sensore in grado di valutare la tenuta di strada della vettura era il fondo schiena del pilota, la sola zona di contatto veicolo-pilota. Ed il pilota sulla base delle informazioni trasmessegli da tale sensore illustrava il comportamento della macchina ai tecnici o direttamente ai meccanici che provvedevano alle necessarie regolazioni migliorative. Ed il pilota perciò era in grado di trasformare la vettura da "brutto anatroccolo" a "cigno vincente". ([[Claudio Lombardi]])
*Lauda è molto veloce ma deve lavorare molto per arrivarci, perché è meno dotato naturalmente. ([[Clay Regazzoni]])
*Niki è stato anche un grande campione fuori dal circuito, un uomo diretto e sincero, un amico leale. Anche duro nel dire le cose con la massima trasparenza. [...] Lo ricordano come un 'computer'? Era un ragazzo di grandissima sensibilità. Ha sempre lavorato nei dettagli [...]. Gli piaceva ridere e divertirsi, ma sempre con un fondo di serietà. ([[Luca Cordero di Montezemolo]])
*Lauda è peggio di [[Giuda Iscariota|Giuda]]. Si è venduto alla concorrenza per trenta [[salame|salami]]. ([[Enzo Ferrari]])
*Lauda usciva da ogni racconto come un gigante, non tanto per le sue evidenti qualità di pilota e poi di manager quanto per quell'indipendenza di pensiero che è sempre stata la sua cifra originale. È sempre bello, anche perché raro, scoprire che un tuo idolo d'infanzia è anche una persona degna di essere ammirata a 360 gradi. ([[Paolo Condò]])
*Quando Lauda tornò in pista dopo 42 giorni {{NDR|dall'incidente del Nürburgring in cui rischiò la vita}} pensai che era nella sua [[indole]], noi correvamo per [[passione]]. ([[Arturo Merzario]])
*Un ingegnere cosa desidera? Un corridore veloce ma preciso, metodico, rigoroso. Capace di compiere cento giri sempre con uno scarto minimo di tempo, capace di passare sempre sulla medesima traiettoria. Di non lasciare niente al caso. Uno talmente bravo da non commettere sbavature e in grado perciò di annullare il margine d'errore umano e permettere così all'ingegnere di capire come si comporta la macchina, cosa funziona e cosa no. Una specie di computer in carne ed ossa. Una telemetria umana che era preziosissima quando le F1 erano più artigianali e non c'erano sensori a leggere le informazioni ma bisognava affidarsi al feeling del pilota per capire cosa andava e cosa invece non funzionava. Ecco, Lauda era questo. In un'epoca in cui le Formula Uno erano imprecise e incostanti, Lauda era la sicurezza. La certezza che il pilota stesse usando la macchina al massimo del suo potenziale e quindi, quando non ce n'era più, si sapeva che bisognava mettere le mani sul mezzo meccanico. E non sull'uomo. ([[Alberto Sabbatini]])
===[[Daniele Audetto]]===
*Dopo che Niki Lauda ha insegnato a fare il professionista per vincere, i piloti di Formula 1 ora sono molto più attenti alla salute, al fisico e alla preparazione mentale.
*{{NDR|«Daniele tu non hai avuto un rapporto troppo amichevole con Lauda...»}} In realtà non è così [...]. Certo, dopo l'incidente del Nurburgring, Niki se l'era presa perché io avevo contattato prima Emerson Fittipaldi e poi Ronnie Peterson per sostituirlo sulla Ferrari. Io mi ero limitato a eseguire quanto mi era stato chiesto da Enzo Ferrari. E, onestamente, nessuno si sarebbe aspettato una ripresa dell'austriaco così rapida. Il Commendatore pensava che difficilmente Niki avrebbe potuto ancora guidare una F1 ai suoi livelli e per questo intanto mi mandò a cercare un sostituto per quell'anno. Lauda se l'era presa molto con me e solo in un secondo tempo capì la situazione nella quale mi ero trovato. All'inizio non fu facile, ma poi comprese e già quando ero team principal dell'Aguri Suzuki non perdeva occasione per venire da noi a mangiare un piatto di spaghetti perché il nostro cuoco era un italiano molto bravo.
*{{NDR|Sul Gran Premio di Germania 1976}} Niki arrivò in Germania fiducioso di convincere i suoi colleghi che il circuito dell'Eifel era anacronistico, troppo insicuro, illogico. Io feci l'impossibile per convincerlo che si trattava di una crociata destinata a fallire: non ci fu niente da fare. Lui chiamò una riunione e fece indire una votazione: la sua mozione fu sconfitta per un solo voto. L'atmosfera del weekend si era fatta pesante: la pole firmata da Hunt non rese le cose più serene. Il giorno della gara, venne a piovere poco prima del via. Tutti eccetto la McLaren di Mass partirono con gomme da bagnato; ma già nel corso del primo giro la situazione cambiò e quasi tutti rientrarono in pitlane per pneumatici slick. Niki non era partito bene ed era scivolato dalle retrovie. Il pit-stop non fu rapidissimo e lui si proiettò nuovamente in pista come un ossesso. Sapeva di dovere recuperare e che Hunt era invece nelle posizioni di testa: più tardi Carlos Pace mi raccontò che Lauda l'aveva raggiunto in poche curve e superato con un'aggressività che non gli conosceva. Al secondo giro, l'incidente nella zona di Bergwerk, la Ferrari distrutta e incendiata, il suo salvataggio a opera di altri piloti. Poi l'ospedale, il dramma, la vittoria di Hunt e un mondiale che, adesso sì, si stava davvero riaprendo, perché fu subito chiaro che Niki non sarebbe rientrato in gara rapidamente.
*Niki è stato un grande campione, una persona eccezionale con un carattere forte e duro soprattutto con se stesso. È stato il pilota che ha cambiato l'approccio alla F1 con un atteggiamento più professionale: Niki curava molto la salute, la preparazione fisica, passava molto tempo con i tecnici e i meccanici per capire tutto della monoposto e del motore.
*{{NDR|«Il ritorno di Lauda sulla Ferrari 312 T2 a Monza fa già parte della leggenda...»}} Niki si presentò a Maranello dicendo che voleva provare la macchina e Ferrari in modo crudo gli disse: "Dimostrami che sei ancora in grado di andare forte e che hai il fisico per farlo...". Lauda non aggiunse una parola e si infilò nell'abitacolo della macchina. Bastarono pochi giri per capire che non era solo velocissimo come prima, ma anche molto determinato, tanto che decise di correre il GP d'Italia a Monza a inizio settembre, quando ebbe l'incidente al Ring il 1º agosto. Niki si classificò quarto che ancora sanguinava dalle ferite alla testa e riprese il comando di un campionato che sicuramente avrebbe vinto [...] {{NDR|«In effetti è arrivato al Fuji in testa alla classifica iridata con la Ferrari, ma poi c'è stato quello strano ritiro che è passato alla storia come il... coraggio di avere paura, durante un GP del Giappone partito sotto un diluvio universale...»}} Al Fuji Niki si era fermato dopo pochi giri fidandosi delle parole di Bernie Ecclestone e dell'accordo che aveva raggiunto con Emerson Fittipaldi, allora rappresentante della GPDA {{NDR|l'associazione dei piloti}}, che i piloti top si sarebbero ritirati via via perché pioveva a dirotto da ore e la pista non drenava più l'acqua, ma avevano garantito che sarebbero partiti nella gara, visto che Bernie per la prima volta aveva comprato i diritti per la diretta TV in Eurovisione. Peccato che James Hunt subì le minacce di Teddy Meyer {{NDR|il team manager McLaren}}, che gli disse che non avrebbe avuto scampo se si fosse fermato. Non avrebbe ricevuto alcun soldo e la sua carriera sarebbe stata messa a rischio. Non feci in tempo ad avvisare Lauda di quello che stava succedendo, per cui Niki si attenne al patto che aveva siglato con gli altri piloti e si fermò. [...] È stato un errore mio non convincerlo a stare in pista ancora qualche giro, giusto per capire quali intenzioni avesse James. Anche perché poi l'uragano si placò e sapete come poi è andata a finire... Niki era un uomo tutto di un pezzo: non me la sono sentita di costringerlo a continuare il GP perché solo qualche mese prima l'avevo visto in fin di vita al Nurburgring e, quindi, ho ritenuto che la vita fosse più importante di un titolo mondiale, per quanto importante come quello di F1...
===[[Mauro Forghieri]]===
*Di tutti quelli che hanno lavorato con me in Formula Uno, decisamente Niki è stato il migliore, il più completo.
*Era perfetto. Il tipo di pilota che ho sempre sognato di avere in squadra. Un uomo preciso, meticoloso, velocissimo, determinato, con una sensibilità innata nella guida. Ma anche un lavoratore indefesso.
*Quando è arrivato a Maranello, a 23 anni nell'inverno del 1973, Lauda era tecnicamente "ignorante". Sapeva dire soltanto: "c'è sottosterzo" o "c'è sovrasterzo". E io gli dicevo: Niki, non basta. Devi essere più preciso e più specifico. Lauda è cambiato durante quel lungo inverno fra il 1973 e il 1974. Lavoravamo tutto il giorno in pista, con lui e Regazzoni a Fiorano, guidando e facendo sviluppo e messa a punto della monoposto dalle 9 del mattino fino alle otto di sera. Tante volte Niki guidava col buio pesto. A quel tempo a Fiorano c'era un sistema di 29 fotocellule sul circuito che rilevavano i tempi intermedi fra ogni curva. Un antesignano della moderna telemetria. Con gli occhi di oggi era un sistema rudimentale, ma permetteva di capire se uno guidava bene o male, se sbagliava una curva e dove. Mentre Regazzoni, finito di guidare prendeva e se ne andava, Lauda alla fine dei test si faceva dare quella lunga stampata di tempi intermedi e passava ore ad analizzarla per capire dove migliorarsi. Per questo è diventato bravo come pilota.
*Se gli davi una monoposto in grado di vincere, Niki vinceva. Non c'è molto altro da dire.
===[[Leo Turrini]]===
{{cronologico}}
*Il 13 gennaio 1974, sulla pista del Gran Premio di Argentina iniziava l'epopea ferrarista di Niki Lauda. Credo, con tutto il rispetto per chi è venuto dopo, che quell'evento abbia inciso in maniera non replicabile sulla storia del Cavallino. [...] È con la Rossa dell'austriaco (e di Montezemolo diesse e di Forghieri dt e di Regazzoni al volante) che la Ferrari del Drake diventa davvero un fenomeno nazionalpopolare. Non che prima non lo fosse: ma con Niki avviene il salto di qualità. Ero un adolescente, [...] fu allora che mi accorsi che attraverso Lauda una generazione nuova stava appassionandosi ai Gran Premi. Contribuirono tante cose, per carità: ad esempio, latitando ancora la Rai in vaste zone d'Italia arrivava il segnale della Televisione Svizzera Italiana, TSI in codice. I ticinesi, le corse le trasmettevano tutte in diretta. Pure a colori, se avevi la fortuna di permetterti l'apparecchio. E poi c'era lui. Lauda.
*Posso paragonarlo a pochissimi, come campione. Ma la sua popolarità non dipendeva soltanto dal talento. Avevo un vicino di casa, una dozzina d'anni più vecchio di me, che lavorava come meccanico al reparto corse. Si chiamava Ermes Gambarelli. Andava a tutte le gare. Fu lui, all'inizio del 1974, a raccontarmi che Niki era un fenomeno. Non solo di piede, mi spiegò. Di testa.
*Cosa sia stato Lauda per i ferraristi non starò a ripeterlo. Il dramma del Ring lo sublimò nell'immaginario collettivo: ero ai box a Fiorano, imberbe cronistello sedicenne, quando venne a dirci, sfigurato dalle ustioni, che sarebbe andato a correre a Monza. C'è da qualche parte una foto in cui si coglie uno stupore sbigottito sulla mia faccia, lì accanto a lui: non credevo a quanto stavo vedendo. Niki è stato tutto questo e ancora molto altro. Il ritiro del diluvio nel Fuji non fu solo un episodio da dibattito. Fu l'esaltazione di una identità: perché quando Forghieri, per salvarne l'immagine, gli disse che si sarebbe preso lui la colpa, inventando un guasto tecnico, beh, Lauda rispose che no, grazie, lui si era fermato perché aveva paura di morire e tutti lo dovevano sapere. E il resto, fino al suo ruolo in Mercedes passando per la McLaren divisa con Prost, appartiene al repertorio di una esistenza da romanzo.
*Io ho fatto il mestiere che ho fatto perché Niki Lauda entrò nelle mie fantasie di ragazzino. Un giorno glielo dissi pure. Mi rispose ridendo: "Beh, anke io sbagliato, talvolta..."
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Niki Lauda, ''I miei anni con Ferrari'', Editoriale Olimpia, 1979.
*[[Marco Pastonesi]] e [[Giorgio Terruzzi]], ''Palla lunga e pedalare'', Dalai Editore, 1992. ISBN 88-8598-826-2
==Voci correlate==
*''[[Rush (film 2013)|Rush]]'', film 2013
==Altri progetti==
{{interprogetto|w2_etichetta=rivalità tra Hunt e Lauda|w2=Rivalità Hunt-Lauda|w2_preposizione=riguardante la}}
{{DEFAULTSORT:Lauda, Niki}}
[[Categoria:Piloti di Formula 1 austriaci]]
[[Categoria:Imprenditori austriaci]]
[[Categoria:Dirigenti sportivi austriaci]]
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/* Citazioni di Niki Lauda */
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Niki Lauda, Bestanddeelnr 928-0040.jpg|thumb|Niki Lauda (1975)]]
'''Andreas Nikolaus "Niki" Lauda''' (1949 – 2019), pilota automobilistico, imprenditore e dirigente sportivo austriaco.
==Citazioni di Niki Lauda==
*{{NDR|Su [[Ayrton Senna]]}} È stato il miglior pilota che sia mai vissuto.
:''He was the best driver who ever lived.''<ref>Citato in {{en}} ''[http://sportsillustrated.cnn.com/vault/article/magazine/MAG1005161/index.htm The Last Ride]'', ''sportsillustrated.cnn.com'', 9 maggio 1994.</ref>
*{{NDR|Su [[Max Verstappen]]}} Il talento del secolo.<ref>Citato in Marco Belloro, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-lauda-verstappen-talento-del-secolo-293978.html F1 {{!}} Lauda: "Verstappen è il talento del secolo"]'', ''formulapassion.it'', 16 maggio 2016.</ref>
*{{NDR|Nel 2017, sull'introduzione dell'[[Halo (automobilismo)|Halo]] in Formula 1}} Questa era una situazione in cui bisognava prendere la giusta decisione e ne è stata presa una pessima. Questo sistema distrugge il DNA delle monoposto. Ogni anno combattiamo per attirare nuovi fan e avere macchine vicine al gusto degli spettatori e tutto questo viene vanificato da una decisione del genere [...] la FIA aveva già messo le macchine in sicurezza e il rischio di pneumatici volanti è già stato limitato parecchio. I rischi per i piloti sono diventati minimi.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20170724101356/http://www.corrieredellosport.it/news/formula-1/2017/07/21-28200249/f1_lauda_introduzione_dell_halo_pessima_decisione_ F1, Lauda: «Introduzione dell'Halo pessima decisione»]'', ''corrieredellosport.it'', 21 luglio 2017.</ref>
*Pensando positivo e vivendo sempre fino in fondo tutte le esperienze, [[Clay Regazzoni]] mi ha insegnato ad amare la vita. Il gusto della vita l'ho imparato proprio da Clay, e dopo il mio incidente il suo insegnamento è stato ancora più prezioso. Perché se c'era un talento di Clay superiore agli altri questo era il suo pensare positivo.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/piloti/regazzoni.html Clay Regazzoni]'', ''I sessant'anni Ferrari'', ''repubblica.it''.</ref>
*Rispetto agli altri team di F1 [[Scuderia Ferrari|la casa di Maranello]] sembrava la Nasa, con quella [[Circuito di Fiorano|pista]] pazzesca controllata centimetro per centimetro dalla Tv a circuito chiuso che consentiva a Enzo Ferrari (grazie a 10 telecamere fisse) di osservare, registrare e rivedere mille volte il comportamento di pilota e macchina in ogni metro della pista rimanendo comodamente seduto in poltrona.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/storia/undicesima.html Nel 1972 una svolta: nasce la pista di Fiorano]'', ''I sessant'anni Ferrari'', ''repubblica.it''.</ref>
===Citato in ''Palla lunga e pedalare''===
*Preferisco avere il mio [[piede]] destro che un bel [[viso]]. (p. 50)
*Una curva appartiene a chi vi accede per primo. (p. 51)
*L'ambiguità appartiene alla [[Scuderia Ferrari|Ferrari]] come il motore a dodici cilindri. (p. 52)
*La cosa più importante per capire come va una [[automobile|macchina]] è il culo. (p. 52)
*Quando ce la fai sono tutti con te, quando perdi li hai tutti contro. In mezzo non c'è niente. (p. 100)
{{Int|''[https://www.formulapassion.it/opinioni/roberto-boccafogli/f1-lauda-e-il-laudese-ferrari-berger-audetto-montezemolo Il commento – Lauda e il laudese]''|Citato in Roberto Boccafogli, ''formulapassion.it'', 20 maggio 2023.|h=4}}
*Piloti italiani buoni per gare di parrocchia.
*{{NDR|Rispondendo a Enzo Ferrari il quale, in fase di rinnovo contrattuale, aveva sbottato alle richieste economiche di Lauda con un "Ma sei un ebreo!"}} Lei paga. Lei dice quello che vuole.
*[[Matrimonio|Matrimoni]] durano finché durano. Poi conosci donna più bella e ti accorgi che tua moglie ha le tette flosce...
==''I miei anni con Ferrari''==
*{{NDR|Su [[Mauro Forghieri]]}} Ha la delicatezza psicologica di una vipera.
*{{NDR|Su [[Daniele Audetto]]}} [È interessato solo alla parte mondana della Formula 1], le cene eleganti erano per lui della massima importanza.
*{{NDR|Su [[Enzo Ferrari]]}} [Vive in un ufficio che mette soggezione], una volta entrati si ha una sensazione poco rassicurante. Quando si entra depressi si esce ancora più depressi.
*{{NDR|Su [[Clay Regazzoni]]}} Anche se non diventammo mai veramente amici, l'ho sempre apprezzato.
*{{NDR|Su Daniele Audetto}} [...] prima di una corsa, mi ordinò, seriamente, di fare vincere il mio compagno di squadra, perché tu hai già vinto troppo.
*{{NDR|Su Mauro Forghieri}} La vita insieme a lui è semplicemente troppo difficile.
==Citazioni su Niki Lauda==
*A me piaceva solo perché era il simbolo del pilota che sapeva gestire la corsa entro il limite. Io, che nella vita sono un ottimista previdente, l'ho sempre visto come un modello ideale. ([[Mario Poltronieri]])
*Ho seguito come appassionato prima come addetto ai lavori, in seguito l'automobilismo sportivo dagli anni '50 ad oggi. Ho conosciuto molti e grandi piloti. Ma Lauda era diverso. [...] Il ruolo ed il talento del pilota ancor'oggi fa la differenza: all'epoca di Lauda era essenziale. Non a caso Niki dopo l'incidente del Nurbugring nel suo conciso italiano disse "meglio bruciata mia faccia che mio culo". L'unico sensore in grado di valutare la tenuta di strada della vettura era il fondo schiena del pilota, la sola zona di contatto veicolo-pilota. Ed il pilota sulla base delle informazioni trasmessegli da tale sensore illustrava il comportamento della macchina ai tecnici o direttamente ai meccanici che provvedevano alle necessarie regolazioni migliorative. Ed il pilota perciò era in grado di trasformare la vettura da "brutto anatroccolo" a "cigno vincente". ([[Claudio Lombardi]])
*Lauda è molto veloce ma deve lavorare molto per arrivarci, perché è meno dotato naturalmente. ([[Clay Regazzoni]])
*Niki è stato anche un grande campione fuori dal circuito, un uomo diretto e sincero, un amico leale. Anche duro nel dire le cose con la massima trasparenza. [...] Lo ricordano come un 'computer'? Era un ragazzo di grandissima sensibilità. Ha sempre lavorato nei dettagli [...]. Gli piaceva ridere e divertirsi, ma sempre con un fondo di serietà. ([[Luca Cordero di Montezemolo]])
*Lauda è peggio di [[Giuda Iscariota|Giuda]]. Si è venduto alla concorrenza per trenta [[salame|salami]]. ([[Enzo Ferrari]])
*Lauda usciva da ogni racconto come un gigante, non tanto per le sue evidenti qualità di pilota e poi di manager quanto per quell'indipendenza di pensiero che è sempre stata la sua cifra originale. È sempre bello, anche perché raro, scoprire che un tuo idolo d'infanzia è anche una persona degna di essere ammirata a 360 gradi. ([[Paolo Condò]])
*Quando Lauda tornò in pista dopo 42 giorni {{NDR|dall'incidente del Nürburgring in cui rischiò la vita}} pensai che era nella sua [[indole]], noi correvamo per [[passione]]. ([[Arturo Merzario]])
*Un ingegnere cosa desidera? Un corridore veloce ma preciso, metodico, rigoroso. Capace di compiere cento giri sempre con uno scarto minimo di tempo, capace di passare sempre sulla medesima traiettoria. Di non lasciare niente al caso. Uno talmente bravo da non commettere sbavature e in grado perciò di annullare il margine d'errore umano e permettere così all'ingegnere di capire come si comporta la macchina, cosa funziona e cosa no. Una specie di computer in carne ed ossa. Una telemetria umana che era preziosissima quando le F1 erano più artigianali e non c'erano sensori a leggere le informazioni ma bisognava affidarsi al feeling del pilota per capire cosa andava e cosa invece non funzionava. Ecco, Lauda era questo. In un'epoca in cui le Formula Uno erano imprecise e incostanti, Lauda era la sicurezza. La certezza che il pilota stesse usando la macchina al massimo del suo potenziale e quindi, quando non ce n'era più, si sapeva che bisognava mettere le mani sul mezzo meccanico. E non sull'uomo. ([[Alberto Sabbatini]])
===[[Daniele Audetto]]===
*Dopo che Niki Lauda ha insegnato a fare il professionista per vincere, i piloti di Formula 1 ora sono molto più attenti alla salute, al fisico e alla preparazione mentale.
*{{NDR|«Daniele tu non hai avuto un rapporto troppo amichevole con Lauda...»}} In realtà non è così [...]. Certo, dopo l'incidente del Nurburgring, Niki se l'era presa perché io avevo contattato prima Emerson Fittipaldi e poi Ronnie Peterson per sostituirlo sulla Ferrari. Io mi ero limitato a eseguire quanto mi era stato chiesto da Enzo Ferrari. E, onestamente, nessuno si sarebbe aspettato una ripresa dell'austriaco così rapida. Il Commendatore pensava che difficilmente Niki avrebbe potuto ancora guidare una F1 ai suoi livelli e per questo intanto mi mandò a cercare un sostituto per quell'anno. Lauda se l'era presa molto con me e solo in un secondo tempo capì la situazione nella quale mi ero trovato. All'inizio non fu facile, ma poi comprese e già quando ero team principal dell'Aguri Suzuki non perdeva occasione per venire da noi a mangiare un piatto di spaghetti perché il nostro cuoco era un italiano molto bravo.
*{{NDR|Sul Gran Premio di Germania 1976}} Niki arrivò in Germania fiducioso di convincere i suoi colleghi che il circuito dell'Eifel era anacronistico, troppo insicuro, illogico. Io feci l'impossibile per convincerlo che si trattava di una crociata destinata a fallire: non ci fu niente da fare. Lui chiamò una riunione e fece indire una votazione: la sua mozione fu sconfitta per un solo voto. L'atmosfera del weekend si era fatta pesante: la pole firmata da Hunt non rese le cose più serene. Il giorno della gara, venne a piovere poco prima del via. Tutti eccetto la McLaren di Mass partirono con gomme da bagnato; ma già nel corso del primo giro la situazione cambiò e quasi tutti rientrarono in pitlane per pneumatici slick. Niki non era partito bene ed era scivolato dalle retrovie. Il pit-stop non fu rapidissimo e lui si proiettò nuovamente in pista come un ossesso. Sapeva di dovere recuperare e che Hunt era invece nelle posizioni di testa: più tardi Carlos Pace mi raccontò che Lauda l'aveva raggiunto in poche curve e superato con un'aggressività che non gli conosceva. Al secondo giro, l'incidente nella zona di Bergwerk, la Ferrari distrutta e incendiata, il suo salvataggio a opera di altri piloti. Poi l'ospedale, il dramma, la vittoria di Hunt e un mondiale che, adesso sì, si stava davvero riaprendo, perché fu subito chiaro che Niki non sarebbe rientrato in gara rapidamente.
*Niki è stato un grande campione, una persona eccezionale con un carattere forte e duro soprattutto con se stesso. È stato il pilota che ha cambiato l'approccio alla F1 con un atteggiamento più professionale: Niki curava molto la salute, la preparazione fisica, passava molto tempo con i tecnici e i meccanici per capire tutto della monoposto e del motore.
*{{NDR|«Il ritorno di Lauda sulla Ferrari 312 T2 a Monza fa già parte della leggenda...»}} Niki si presentò a Maranello dicendo che voleva provare la macchina e Ferrari in modo crudo gli disse: "Dimostrami che sei ancora in grado di andare forte e che hai il fisico per farlo...". Lauda non aggiunse una parola e si infilò nell'abitacolo della macchina. Bastarono pochi giri per capire che non era solo velocissimo come prima, ma anche molto determinato, tanto che decise di correre il GP d'Italia a Monza a inizio settembre, quando ebbe l'incidente al Ring il 1º agosto. Niki si classificò quarto che ancora sanguinava dalle ferite alla testa e riprese il comando di un campionato che sicuramente avrebbe vinto [...] {{NDR|«In effetti è arrivato al Fuji in testa alla classifica iridata con la Ferrari, ma poi c'è stato quello strano ritiro che è passato alla storia come il... coraggio di avere paura, durante un GP del Giappone partito sotto un diluvio universale...»}} Al Fuji Niki si era fermato dopo pochi giri fidandosi delle parole di Bernie Ecclestone e dell'accordo che aveva raggiunto con Emerson Fittipaldi, allora rappresentante della GPDA {{NDR|l'associazione dei piloti}}, che i piloti top si sarebbero ritirati via via perché pioveva a dirotto da ore e la pista non drenava più l'acqua, ma avevano garantito che sarebbero partiti nella gara, visto che Bernie per la prima volta aveva comprato i diritti per la diretta TV in Eurovisione. Peccato che James Hunt subì le minacce di Teddy Meyer {{NDR|il team manager McLaren}}, che gli disse che non avrebbe avuto scampo se si fosse fermato. Non avrebbe ricevuto alcun soldo e la sua carriera sarebbe stata messa a rischio. Non feci in tempo ad avvisare Lauda di quello che stava succedendo, per cui Niki si attenne al patto che aveva siglato con gli altri piloti e si fermò. [...] È stato un errore mio non convincerlo a stare in pista ancora qualche giro, giusto per capire quali intenzioni avesse James. Anche perché poi l'uragano si placò e sapete come poi è andata a finire... Niki era un uomo tutto di un pezzo: non me la sono sentita di costringerlo a continuare il GP perché solo qualche mese prima l'avevo visto in fin di vita al Nurburgring e, quindi, ho ritenuto che la vita fosse più importante di un titolo mondiale, per quanto importante come quello di F1...
===[[Mauro Forghieri]]===
*Di tutti quelli che hanno lavorato con me in Formula Uno, decisamente Niki è stato il migliore, il più completo.
*Era perfetto. Il tipo di pilota che ho sempre sognato di avere in squadra. Un uomo preciso, meticoloso, velocissimo, determinato, con una sensibilità innata nella guida. Ma anche un lavoratore indefesso.
*Quando è arrivato a Maranello, a 23 anni nell'inverno del 1973, Lauda era tecnicamente "ignorante". Sapeva dire soltanto: "c'è sottosterzo" o "c'è sovrasterzo". E io gli dicevo: Niki, non basta. Devi essere più preciso e più specifico. Lauda è cambiato durante quel lungo inverno fra il 1973 e il 1974. Lavoravamo tutto il giorno in pista, con lui e Regazzoni a Fiorano, guidando e facendo sviluppo e messa a punto della monoposto dalle 9 del mattino fino alle otto di sera. Tante volte Niki guidava col buio pesto. A quel tempo a Fiorano c'era un sistema di 29 fotocellule sul circuito che rilevavano i tempi intermedi fra ogni curva. Un antesignano della moderna telemetria. Con gli occhi di oggi era un sistema rudimentale, ma permetteva di capire se uno guidava bene o male, se sbagliava una curva e dove. Mentre Regazzoni, finito di guidare prendeva e se ne andava, Lauda alla fine dei test si faceva dare quella lunga stampata di tempi intermedi e passava ore ad analizzarla per capire dove migliorarsi. Per questo è diventato bravo come pilota.
*Se gli davi una monoposto in grado di vincere, Niki vinceva. Non c'è molto altro da dire.
===[[Leo Turrini]]===
{{cronologico}}
*Il 13 gennaio 1974, sulla pista del Gran Premio di Argentina iniziava l'epopea ferrarista di Niki Lauda. Credo, con tutto il rispetto per chi è venuto dopo, che quell'evento abbia inciso in maniera non replicabile sulla storia del Cavallino. [...] È con la Rossa dell'austriaco (e di Montezemolo diesse e di Forghieri dt e di Regazzoni al volante) che la Ferrari del Drake diventa davvero un fenomeno nazionalpopolare. Non che prima non lo fosse: ma con Niki avviene il salto di qualità. Ero un adolescente, [...] fu allora che mi accorsi che attraverso Lauda una generazione nuova stava appassionandosi ai Gran Premi. Contribuirono tante cose, per carità: ad esempio, latitando ancora la Rai in vaste zone d'Italia arrivava il segnale della Televisione Svizzera Italiana, TSI in codice. I ticinesi, le corse le trasmettevano tutte in diretta. Pure a colori, se avevi la fortuna di permetterti l'apparecchio. E poi c'era lui. Lauda.
*Posso paragonarlo a pochissimi, come campione. Ma la sua popolarità non dipendeva soltanto dal talento. Avevo un vicino di casa, una dozzina d'anni più vecchio di me, che lavorava come meccanico al reparto corse. Si chiamava Ermes Gambarelli. Andava a tutte le gare. Fu lui, all'inizio del 1974, a raccontarmi che Niki era un fenomeno. Non solo di piede, mi spiegò. Di testa.
*Cosa sia stato Lauda per i ferraristi non starò a ripeterlo. Il dramma del Ring lo sublimò nell'immaginario collettivo: ero ai box a Fiorano, imberbe cronistello sedicenne, quando venne a dirci, sfigurato dalle ustioni, che sarebbe andato a correre a Monza. C'è da qualche parte una foto in cui si coglie uno stupore sbigottito sulla mia faccia, lì accanto a lui: non credevo a quanto stavo vedendo. Niki è stato tutto questo e ancora molto altro. Il ritiro del diluvio nel Fuji non fu solo un episodio da dibattito. Fu l'esaltazione di una identità: perché quando Forghieri, per salvarne l'immagine, gli disse che si sarebbe preso lui la colpa, inventando un guasto tecnico, beh, Lauda rispose che no, grazie, lui si era fermato perché aveva paura di morire e tutti lo dovevano sapere. E il resto, fino al suo ruolo in Mercedes passando per la McLaren divisa con Prost, appartiene al repertorio di una esistenza da romanzo.
*Io ho fatto il mestiere che ho fatto perché Niki Lauda entrò nelle mie fantasie di ragazzino. Un giorno glielo dissi pure. Mi rispose ridendo: "Beh, anke io sbagliato, talvolta..."
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Niki Lauda, ''I miei anni con Ferrari'', Editoriale Olimpia, 1979.
*[[Marco Pastonesi]] e [[Giorgio Terruzzi]], ''Palla lunga e pedalare'', Dalai Editore, 1992. ISBN 88-8598-826-2
==Voci correlate==
*''[[Rush (film 2013)|Rush]]'', film 2013
==Altri progetti==
{{interprogetto|w2_etichetta=rivalità tra Hunt e Lauda|w2=Rivalità Hunt-Lauda|w2_preposizione=riguardante la}}
{{DEFAULTSORT:Lauda, Niki}}
[[Categoria:Piloti di Formula 1 austriaci]]
[[Categoria:Imprenditori austriaci]]
[[Categoria:Dirigenti sportivi austriaci]]
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[[File:Niki Lauda, Bestanddeelnr 928-0040.jpg|thumb|Niki Lauda (1975)]]
'''Andreas Nikolaus "Niki" Lauda''' (1949 – 2019), pilota automobilistico, imprenditore e dirigente sportivo austriaco.
==Citazioni di Niki Lauda==
{{cronologico}}
*{{NDR|[[Ayrton Senna]]}} È stato il miglior pilota che sia mai vissuto.
:''He was the best driver who ever lived.''<ref>Citato in {{en}} ''[http://sportsillustrated.cnn.com/vault/article/magazine/MAG1005161/index.htm The Last Ride]'', ''sportsillustrated.cnn.com'', 9 maggio 1994.</ref>
*{{NDR|Su [[Max Verstappen]]}} Il talento del secolo.<ref>Citato in Marco Belloro, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-lauda-verstappen-talento-del-secolo-293978.html F1 {{!}} Lauda: "Verstappen è il talento del secolo"]'', ''formulapassion.it'', 16 maggio 2016.</ref>
*{{NDR|Nel 2017, sull'introduzione dell'[[Halo (automobilismo)|Halo]] in Formula 1}} Questa era una situazione in cui bisognava prendere la giusta decisione e ne è stata presa una pessima. Questo sistema distrugge il DNA delle monoposto. Ogni anno combattiamo per attirare nuovi fan e avere macchine vicine al gusto degli spettatori e tutto questo viene vanificato da una decisione del genere [...] la FIA aveva già messo le macchine in sicurezza e il rischio di pneumatici volanti è già stato limitato parecchio. I rischi per i piloti sono diventati minimi.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20170724101356/http://www.corrieredellosport.it/news/formula-1/2017/07/21-28200249/f1_lauda_introduzione_dell_halo_pessima_decisione_ F1, Lauda: «Introduzione dell'Halo pessima decisione»]'', ''corrieredellosport.it'', 21 luglio 2017.</ref>
===Citazioni non datate===
*Pensando positivo e vivendo sempre fino in fondo tutte le esperienze, [[Clay Regazzoni]] mi ha insegnato ad amare la vita. Il gusto della vita l'ho imparato proprio da Clay, e dopo il mio incidente il suo insegnamento è stato ancora più prezioso. Perché se c'era un talento di Clay superiore agli altri questo era il suo pensare positivo.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/piloti/regazzoni.html Clay Regazzoni]'', ''I sessant'anni Ferrari'', ''repubblica.it''.</ref>
*Rispetto agli altri team di F1 [[Scuderia Ferrari|la casa di Maranello]] sembrava la Nasa, con quella [[Circuito di Fiorano|pista]] pazzesca controllata centimetro per centimetro dalla Tv a circuito chiuso che consentiva a Enzo Ferrari (grazie a 10 telecamere fisse) di osservare, registrare e rivedere mille volte il comportamento di pilota e macchina in ogni metro della pista rimanendo comodamente seduto in poltrona.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/ferrari/storia/undicesima.html Nel 1972 una svolta: nasce la pista di Fiorano]'', ''I sessant'anni Ferrari'', ''repubblica.it''.</ref>
====Citato in ''Palla lunga e pedalare''====
*Preferisco avere il mio [[piede]] destro che un bel [[viso]]. (p. 50)
*Una curva appartiene a chi vi accede per primo. (p. 51)
*L'ambiguità appartiene alla [[Scuderia Ferrari|Ferrari]] come il motore a dodici cilindri. (p. 52)
*La cosa più importante per capire come va una [[automobile|macchina]] è il culo. (p. 52)
*Quando ce la fai sono tutti con te, quando perdi li hai tutti contro. In mezzo non c'è niente. (p. 100)
{{Int|''[https://www.formulapassion.it/opinioni/roberto-boccafogli/f1-lauda-e-il-laudese-ferrari-berger-audetto-montezemolo Il commento – Lauda e il laudese]''|Citato in Roberto Boccafogli, ''formulapassion.it'', 20 maggio 2023.|h=4}}
*Piloti italiani buoni per gare di parrocchia.
*{{NDR|Rispondendo a Enzo Ferrari il quale, in fase di rinnovo contrattuale, aveva sbottato alle richieste economiche di Lauda con un "Ma sei un ebreo!"}} Lei paga. Lei dice quello che vuole.
*[[Matrimonio|Matrimoni]] durano finché durano. Poi conosci donna più bella e ti accorgi che tua moglie ha le tette flosce...
==''I miei anni con Ferrari''==
*{{NDR|Su [[Mauro Forghieri]]}} Ha la delicatezza psicologica di una vipera.
*{{NDR|Su [[Daniele Audetto]]}} [È interessato solo alla parte mondana della Formula 1], le cene eleganti erano per lui della massima importanza.
*{{NDR|Su [[Enzo Ferrari]]}} [Vive in un ufficio che mette soggezione], una volta entrati si ha una sensazione poco rassicurante. Quando si entra depressi si esce ancora più depressi.
*{{NDR|Su [[Clay Regazzoni]]}} Anche se non diventammo mai veramente amici, l'ho sempre apprezzato.
*{{NDR|Su Daniele Audetto}} [...] prima di una corsa, mi ordinò, seriamente, di fare vincere il mio compagno di squadra, perché tu hai già vinto troppo.
*{{NDR|Su Mauro Forghieri}} La vita insieme a lui è semplicemente troppo difficile.
==Citazioni su Niki Lauda==
*A me piaceva solo perché era il simbolo del pilota che sapeva gestire la corsa entro il limite. Io, che nella vita sono un ottimista previdente, l'ho sempre visto come un modello ideale. ([[Mario Poltronieri]])
*Ho seguito come appassionato prima come addetto ai lavori, in seguito l'automobilismo sportivo dagli anni '50 ad oggi. Ho conosciuto molti e grandi piloti. Ma Lauda era diverso. [...] Il ruolo ed il talento del pilota ancor'oggi fa la differenza: all'epoca di Lauda era essenziale. Non a caso Niki dopo l'incidente del Nurbugring nel suo conciso italiano disse "meglio bruciata mia faccia che mio culo". L'unico sensore in grado di valutare la tenuta di strada della vettura era il fondo schiena del pilota, la sola zona di contatto veicolo-pilota. Ed il pilota sulla base delle informazioni trasmessegli da tale sensore illustrava il comportamento della macchina ai tecnici o direttamente ai meccanici che provvedevano alle necessarie regolazioni migliorative. Ed il pilota perciò era in grado di trasformare la vettura da "brutto anatroccolo" a "cigno vincente". ([[Claudio Lombardi]])
*Lauda è molto veloce ma deve lavorare molto per arrivarci, perché è meno dotato naturalmente. ([[Clay Regazzoni]])
*Niki è stato anche un grande campione fuori dal circuito, un uomo diretto e sincero, un amico leale. Anche duro nel dire le cose con la massima trasparenza. [...] Lo ricordano come un 'computer'? Era un ragazzo di grandissima sensibilità. Ha sempre lavorato nei dettagli [...]. Gli piaceva ridere e divertirsi, ma sempre con un fondo di serietà. ([[Luca Cordero di Montezemolo]])
*Lauda è peggio di [[Giuda Iscariota|Giuda]]. Si è venduto alla concorrenza per trenta [[salame|salami]]. ([[Enzo Ferrari]])
*Lauda usciva da ogni racconto come un gigante, non tanto per le sue evidenti qualità di pilota e poi di manager quanto per quell'indipendenza di pensiero che è sempre stata la sua cifra originale. È sempre bello, anche perché raro, scoprire che un tuo idolo d'infanzia è anche una persona degna di essere ammirata a 360 gradi. ([[Paolo Condò]])
*Quando Lauda tornò in pista dopo 42 giorni {{NDR|dall'incidente del Nürburgring in cui rischiò la vita}} pensai che era nella sua [[indole]], noi correvamo per [[passione]]. ([[Arturo Merzario]])
*Un ingegnere cosa desidera? Un corridore veloce ma preciso, metodico, rigoroso. Capace di compiere cento giri sempre con uno scarto minimo di tempo, capace di passare sempre sulla medesima traiettoria. Di non lasciare niente al caso. Uno talmente bravo da non commettere sbavature e in grado perciò di annullare il margine d'errore umano e permettere così all'ingegnere di capire come si comporta la macchina, cosa funziona e cosa no. Una specie di computer in carne ed ossa. Una telemetria umana che era preziosissima quando le F1 erano più artigianali e non c'erano sensori a leggere le informazioni ma bisognava affidarsi al feeling del pilota per capire cosa andava e cosa invece non funzionava. Ecco, Lauda era questo. In un'epoca in cui le Formula Uno erano imprecise e incostanti, Lauda era la sicurezza. La certezza che il pilota stesse usando la macchina al massimo del suo potenziale e quindi, quando non ce n'era più, si sapeva che bisognava mettere le mani sul mezzo meccanico. E non sull'uomo. ([[Alberto Sabbatini]])
===[[Daniele Audetto]]===
*Dopo che Niki Lauda ha insegnato a fare il professionista per vincere, i piloti di Formula 1 ora sono molto più attenti alla salute, al fisico e alla preparazione mentale.
*{{NDR|«Daniele tu non hai avuto un rapporto troppo amichevole con Lauda...»}} In realtà non è così [...]. Certo, dopo l'incidente del Nurburgring, Niki se l'era presa perché io avevo contattato prima Emerson Fittipaldi e poi Ronnie Peterson per sostituirlo sulla Ferrari. Io mi ero limitato a eseguire quanto mi era stato chiesto da Enzo Ferrari. E, onestamente, nessuno si sarebbe aspettato una ripresa dell'austriaco così rapida. Il Commendatore pensava che difficilmente Niki avrebbe potuto ancora guidare una F1 ai suoi livelli e per questo intanto mi mandò a cercare un sostituto per quell'anno. Lauda se l'era presa molto con me e solo in un secondo tempo capì la situazione nella quale mi ero trovato. All'inizio non fu facile, ma poi comprese e già quando ero team principal dell'Aguri Suzuki non perdeva occasione per venire da noi a mangiare un piatto di spaghetti perché il nostro cuoco era un italiano molto bravo.
*{{NDR|Sul Gran Premio di Germania 1976}} Niki arrivò in Germania fiducioso di convincere i suoi colleghi che il circuito dell'Eifel era anacronistico, troppo insicuro, illogico. Io feci l'impossibile per convincerlo che si trattava di una crociata destinata a fallire: non ci fu niente da fare. Lui chiamò una riunione e fece indire una votazione: la sua mozione fu sconfitta per un solo voto. L'atmosfera del weekend si era fatta pesante: la pole firmata da Hunt non rese le cose più serene. Il giorno della gara, venne a piovere poco prima del via. Tutti eccetto la McLaren di Mass partirono con gomme da bagnato; ma già nel corso del primo giro la situazione cambiò e quasi tutti rientrarono in pitlane per pneumatici slick. Niki non era partito bene ed era scivolato dalle retrovie. Il pit-stop non fu rapidissimo e lui si proiettò nuovamente in pista come un ossesso. Sapeva di dovere recuperare e che Hunt era invece nelle posizioni di testa: più tardi Carlos Pace mi raccontò che Lauda l'aveva raggiunto in poche curve e superato con un'aggressività che non gli conosceva. Al secondo giro, l'incidente nella zona di Bergwerk, la Ferrari distrutta e incendiata, il suo salvataggio a opera di altri piloti. Poi l'ospedale, il dramma, la vittoria di Hunt e un mondiale che, adesso sì, si stava davvero riaprendo, perché fu subito chiaro che Niki non sarebbe rientrato in gara rapidamente.
*Niki è stato un grande campione, una persona eccezionale con un carattere forte e duro soprattutto con se stesso. È stato il pilota che ha cambiato l'approccio alla F1 con un atteggiamento più professionale: Niki curava molto la salute, la preparazione fisica, passava molto tempo con i tecnici e i meccanici per capire tutto della monoposto e del motore.
*{{NDR|«Il ritorno di Lauda sulla Ferrari 312 T2 a Monza fa già parte della leggenda...»}} Niki si presentò a Maranello dicendo che voleva provare la macchina e Ferrari in modo crudo gli disse: "Dimostrami che sei ancora in grado di andare forte e che hai il fisico per farlo...". Lauda non aggiunse una parola e si infilò nell'abitacolo della macchina. Bastarono pochi giri per capire che non era solo velocissimo come prima, ma anche molto determinato, tanto che decise di correre il GP d'Italia a Monza a inizio settembre, quando ebbe l'incidente al Ring il 1º agosto. Niki si classificò quarto che ancora sanguinava dalle ferite alla testa e riprese il comando di un campionato che sicuramente avrebbe vinto [...] {{NDR|«In effetti è arrivato al Fuji in testa alla classifica iridata con la Ferrari, ma poi c'è stato quello strano ritiro che è passato alla storia come il... coraggio di avere paura, durante un GP del Giappone partito sotto un diluvio universale...»}} Al Fuji Niki si era fermato dopo pochi giri fidandosi delle parole di Bernie Ecclestone e dell'accordo che aveva raggiunto con Emerson Fittipaldi, allora rappresentante della GPDA {{NDR|l'associazione dei piloti}}, che i piloti top si sarebbero ritirati via via perché pioveva a dirotto da ore e la pista non drenava più l'acqua, ma avevano garantito che sarebbero partiti nella gara, visto che Bernie per la prima volta aveva comprato i diritti per la diretta TV in Eurovisione. Peccato che James Hunt subì le minacce di Teddy Meyer {{NDR|il team manager McLaren}}, che gli disse che non avrebbe avuto scampo se si fosse fermato. Non avrebbe ricevuto alcun soldo e la sua carriera sarebbe stata messa a rischio. Non feci in tempo ad avvisare Lauda di quello che stava succedendo, per cui Niki si attenne al patto che aveva siglato con gli altri piloti e si fermò. [...] È stato un errore mio non convincerlo a stare in pista ancora qualche giro, giusto per capire quali intenzioni avesse James. Anche perché poi l'uragano si placò e sapete come poi è andata a finire... Niki era un uomo tutto di un pezzo: non me la sono sentita di costringerlo a continuare il GP perché solo qualche mese prima l'avevo visto in fin di vita al Nurburgring e, quindi, ho ritenuto che la vita fosse più importante di un titolo mondiale, per quanto importante come quello di F1...
===[[Mauro Forghieri]]===
*Di tutti quelli che hanno lavorato con me in Formula Uno, decisamente Niki è stato il migliore, il più completo.
*Era perfetto. Il tipo di pilota che ho sempre sognato di avere in squadra. Un uomo preciso, meticoloso, velocissimo, determinato, con una sensibilità innata nella guida. Ma anche un lavoratore indefesso.
*Quando è arrivato a Maranello, a 23 anni nell'inverno del 1973, Lauda era tecnicamente "ignorante". Sapeva dire soltanto: "c'è sottosterzo" o "c'è sovrasterzo". E io gli dicevo: Niki, non basta. Devi essere più preciso e più specifico. Lauda è cambiato durante quel lungo inverno fra il 1973 e il 1974. Lavoravamo tutto il giorno in pista, con lui e Regazzoni a Fiorano, guidando e facendo sviluppo e messa a punto della monoposto dalle 9 del mattino fino alle otto di sera. Tante volte Niki guidava col buio pesto. A quel tempo a Fiorano c'era un sistema di 29 fotocellule sul circuito che rilevavano i tempi intermedi fra ogni curva. Un antesignano della moderna telemetria. Con gli occhi di oggi era un sistema rudimentale, ma permetteva di capire se uno guidava bene o male, se sbagliava una curva e dove. Mentre Regazzoni, finito di guidare prendeva e se ne andava, Lauda alla fine dei test si faceva dare quella lunga stampata di tempi intermedi e passava ore ad analizzarla per capire dove migliorarsi. Per questo è diventato bravo come pilota.
*Se gli davi una monoposto in grado di vincere, Niki vinceva. Non c'è molto altro da dire.
===[[Leo Turrini]]===
{{cronologico}}
*Il 13 gennaio 1974, sulla pista del Gran Premio di Argentina iniziava l'epopea ferrarista di Niki Lauda. Credo, con tutto il rispetto per chi è venuto dopo, che quell'evento abbia inciso in maniera non replicabile sulla storia del Cavallino. [...] È con la Rossa dell'austriaco (e di Montezemolo diesse e di Forghieri dt e di Regazzoni al volante) che la Ferrari del Drake diventa davvero un fenomeno nazionalpopolare. Non che prima non lo fosse: ma con Niki avviene il salto di qualità. Ero un adolescente, [...] fu allora che mi accorsi che attraverso Lauda una generazione nuova stava appassionandosi ai Gran Premi. Contribuirono tante cose, per carità: ad esempio, latitando ancora la Rai in vaste zone d'Italia arrivava il segnale della Televisione Svizzera Italiana, TSI in codice. I ticinesi, le corse le trasmettevano tutte in diretta. Pure a colori, se avevi la fortuna di permetterti l'apparecchio. E poi c'era lui. Lauda.
*Posso paragonarlo a pochissimi, come campione. Ma la sua popolarità non dipendeva soltanto dal talento. Avevo un vicino di casa, una dozzina d'anni più vecchio di me, che lavorava come meccanico al reparto corse. Si chiamava Ermes Gambarelli. Andava a tutte le gare. Fu lui, all'inizio del 1974, a raccontarmi che Niki era un fenomeno. Non solo di piede, mi spiegò. Di testa.
*Cosa sia stato Lauda per i ferraristi non starò a ripeterlo. Il dramma del Ring lo sublimò nell'immaginario collettivo: ero ai box a Fiorano, imberbe cronistello sedicenne, quando venne a dirci, sfigurato dalle ustioni, che sarebbe andato a correre a Monza. C'è da qualche parte una foto in cui si coglie uno stupore sbigottito sulla mia faccia, lì accanto a lui: non credevo a quanto stavo vedendo. Niki è stato tutto questo e ancora molto altro. Il ritiro del diluvio nel Fuji non fu solo un episodio da dibattito. Fu l'esaltazione di una identità: perché quando Forghieri, per salvarne l'immagine, gli disse che si sarebbe preso lui la colpa, inventando un guasto tecnico, beh, Lauda rispose che no, grazie, lui si era fermato perché aveva paura di morire e tutti lo dovevano sapere. E il resto, fino al suo ruolo in Mercedes passando per la McLaren divisa con Prost, appartiene al repertorio di una esistenza da romanzo.
*Io ho fatto il mestiere che ho fatto perché Niki Lauda entrò nelle mie fantasie di ragazzino. Un giorno glielo dissi pure. Mi rispose ridendo: "Beh, anke io sbagliato, talvolta..."
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Niki Lauda, ''I miei anni con Ferrari'', Editoriale Olimpia, 1979.
*[[Marco Pastonesi]] e [[Giorgio Terruzzi]], ''Palla lunga e pedalare'', Dalai Editore, 1992. ISBN 88-8598-826-2
==Voci correlate==
*''[[Rush (film 2013)|Rush]]'', film 2013
==Altri progetti==
{{interprogetto|w2_etichetta=rivalità tra Hunt e Lauda|w2=Rivalità Hunt-Lauda|w2_preposizione=riguardante la}}
{{DEFAULTSORT:Lauda, Niki}}
[[Categoria:Piloti di Formula 1 austriaci]]
[[Categoria:Imprenditori austriaci]]
[[Categoria:Dirigenti sportivi austriaci]]
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L'esorcista
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AssassinsCreed
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minuzie
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wikitext
text/x-wiki
{{nota disambigua|descrizione=l'omonimo romanzo da cui è tratto il film|titolo=[[William Peter Blatty#L'esorcista|L'esorcista]]}}
{{Film
|titoloitaliano = L'esorcista
|immagine= Exorzistlogo.jpg
|titolooriginale = The Exorcist
|titoloalfabetico = Esorcista, L'
|paese = Stati Uniti d'America
|annouscita = 1973
|genere = horror
|regista = [[William Friedkin]]
|soggetto = [[William Peter Blatty]] ''([[William Peter Blatty#L'esorcista|romanzo]])''
|sceneggiatore = William Peter Blatty
|attori =
*[[Ellen Burstyn]]: Chris MacNeil
*[[Jason Miller]]: Padre Damien Karras
*[[Max von Sydow]]: Padre Lankester Merrin
*[[Lee J. Cobb]]: Ispettore William Kinderman
*[[Linda Blair]]: Regan MacNeil
*[[Kitty Winn]]: Sharon Spencer
*[[Jack MacGowran]]: Burke Dennings
*[[Reverend William O'Malley]]: Padre Dyer
*[[Barton Heyman]]: Dr. Klein
*[[Rudolf Schündler]]: Karl
|doppiatoriitaliani =
*[[Valeria Moriconi]]: Chris MacNeil
*[[Giancarlo Giannini]]: Padre Damien Karras
*[[Giancarlo Sbragia]]: Padre Lankester Merrin
*[[Corrado Gaipa]]: Ispettore William Kinderman
*[[Monica Gravina]]: Regan MacNeil
*[[Alida Cappellini]]: Sharon Spencer
*[[Oreste Lionello]]: Burke Dennings
*[[Luciano Melani]]: Padre Dyer
*[[Massimo Foschi]]: Dr. Klein
*[[Marcello Turilli]]: Karl
|note=
*'''Musiche''': [[Mike Oldfield]], [[Jack Nitzsche]], [[Krzysztof Penderecki]]
*Vincitore di due '''[[:Categoria:Film premi Oscar|premi Oscar]] 1974''':
**Migliore sceneggiatura non originale ([[William Peter Blatty]])
**Miglior sonoro ([[Robert Knudson]], [[Christopher Newman]])
}}
'''''L'esorcista''''', film statunitense del 1973, regia di [[William Friedkin]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*{{NDR|Al telefono con Roma}} Dovete presentare un certificato di idiozia per farvi assumere? ('''Chris MacNeil''')
*{{NDR|Voce da posseduta}} Sta' lontano! La troia è mia! Chiavami! Chiavami! Chiavami! ('''Regan MacNeil''')
*{{NDR|Voce da posseduta}} Fatti chiavare da Gesù!! Da Gesù fatti chiavare!! ('''Regan MacNeil''')
*{{NDR|Voce da posseduta, rivolta a Chris}} Lo sai cosa ha fatto?! Quella stracciacazzi di tua figlia?! ('''Regan MacNeil''')
*{{NDR|Rivolta a Karras}} E io le dico che quella ''cosa'' là di sopra non è mia figlia!!! ('''Chris MacNeil''')
*{{NDR|Voce da posseduta}} Tua madre succhia cazzi all'Inferno! Karras, avanzo di vomito senza fede! ('''Regan MacNeil''')
*Il potere di Cristo ti espelle!! Il potere di Cristo ti espelle!! Il potere di Cristo ti espelle!! Il potere di Cristo ti espelle!! ('''Padre Merrin e Padre Karras''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Carogna!! Schifoso!! Prendi me!!! Entra dentro di me!!! Maledetto!!! Prendi me!!! Prendimi!!! ('''Padre Karras''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
[[File:Exorcist steps.jpg|thumb|La scalinata presente nel film]]
*'''Padre Karras''': Si tratta di mia madre, Tom. È sola, non dovevo lasciarla. Se stessi a New York almeno le starei più vicino.<br /> '''Tom''': Potrei cercare di farti trasferire.<br /> '''Padre Karras''': Vorrei un altro incarico Tom, non fare più questo lavoro, non è per me. Non ci sono più tagliato.<br /> '''Tom''': Tu sei il migliore che abbiamo.<br /> '''Padre Karras''': Lo pensi davvero? Qui non basta la psichiatria, e tu lo sai Tom. Molti dei loro problemi riguardano la fede, la loro vocazione, il significato della loro vita e io non ce la faccio più. Devo smetterla, non fa per me... credo di aver perso la fede, Tom.
*'''Chris MacNeil''': Come si fa per avere un esorcismo?<br /> '''Padre Karras''': .... Come ha detto, prego?<br />'''Chris MacNeil''': Se una... una persona, sa, è posseduta da un demonio o roba simile come fa ad avere un esorcismo?<br /> '''Padre Karras''': Be', per prima cosa dovrei metterla in una macchina del tempo e riportarla al XVI secolo.<br />'''Chris MacNeil''': Non ho capito.<br /> '''Padre Karras''': Sono cose che non succedono più, signora MacNeil.<br />'''Chris MacNeil''': Ah sì? E da quando?<br /> '''Padre Karras''': Da quando sono state scoperte le malattie mentali, la paranoia, la schizofrenia, e tutto il resto che ho studiato ad Harvard. Dal giorno che sono entrato nei gesuiti, signora MacNeil, non mi è mai capitato di sentir dire che un prete abbia fatto un esorcismo, nemmeno uno.
*'''Padre Karras''': Ciao Regan. Sono un amico di tua madre, vorrei aiutarti. <br /> '''Regan MacNeil''' {{NDR|voce da posseduta}}: Potresti anche sciogliermi allora. <br /> '''Padre Karras''': Ho paura che ti faresti del male, Regan. <br /> '''Regan MacNeil''' {{NDR|voce da posseduta}}: Io non sono Regan. <br /> '''Padre Karras''': Capisco. Bene, presentiamoci allora. Io sono Damien Karras. <br /> '''Regan MacNeil''' {{NDR|voce da posseduta}}: E io sono il Diavolo! E adesso sciogli le cinghie per piacere! <br /> '''Padre Karras''': Se sei il Diavolo, perché non le fai sparire? <br /> '''Regan MacNeil''' {{NDR|voce da posseduta}}: Sarebbe una volgare esibizione di potenza, Karras! <br /> '''Padre Karras''': Dov'è Regan? <br /> '''Regan MacNeil''' {{NDR|voce da posseduta}}: Qui dentro. Con noi. <br /> '''Padre Karras''': Fammi vedere Regan e ti sciolgo una cinghia. <br /> '''Regan MacNeil''' {{NDR|voce da posseduta}}: Aiuta uno che serviva a messa, Padre!... Tua madre è qui dentro con noi, Karras. Vorresti lasciarle un messaggio? Penso io a farglielo avere. <br /> '''Padre Karras''': ...Se questo è vero... conosci il cognome di mia madre da ragazza. Qual è?... Qual è? {{NDR|Regan gli vomita addosso}}
*'''Padre Karras''': Senta signora MacNeil, la mia unica paura è quella di fare più male che bene a sua figlia.<br />'''Chris MacNeil''': Niente di quello che farà può peggiorare la situazione.<br /> '''Padre Karras''': Non lo posso fare. Ho bisogno di prove che la Chiesa accetti come indizi di possessione.<br />'''Chris MacNeil''': Per esempio?<br /> '''Padre Karras''': Se parlasse qualche lingua che non ha mai conosciuto.<br />'''Chris MacNeil''': Che altro?<br /> '''Padre Karras''': Non lo so, dovrei cercare sui testi.<br />'''Chris MacNeil''': Credevo che lei fosse un esperto.<br /> '''Padre Karras''': Non esistono gli esperti, probabilmente lei si intende di possessione come qualsiasi prete. Senta, sua figlia non dice di essere un demone ma dice di essere il Diavolo in persona. Se lei avesse visto tutti gli psicopatici che ho visto io saprebbe che è come dire di essere Napoleone Bonaparte. Lei vuol sapere cosa penso sia meglio fare per sua figlia: sei mesi, in osservazione, nel miglior ospedale che può trovare.<br />'''Chris MacNeil''': Se io vedessi un suo doppione, stesso viso, stessa voce... tutto quanto... sentirei che non è Regan. Lo sentirei dentro. E posso dire che quella cosa là di sopra non è mia figlia. Adesso lei deve dirmi che sa ed è convinto che mia figlia ha soltanto dei disturbi mentali e basta, deve dirmi che è convinto che un esorcismo non le servirebbe a niente, su mi dica questo!!!
*'''Regan MacNeil''' {{NDR|voce da posseduta}}: Giornata ideale per un esorcismo. <br /> '''Padre Karras''': Ti piacerebbe? <br /> '''Regan MacNeil''' {{NDR|voce da posseduta}}: Enormemente. <br /> '''Padre Karras''': Ma non ti scaccerebbe fuori da Regan? <br /> '''Regan MacNeil''' {{NDR|voce da posseduta}}: Ci unirebbe invece. <br /> '''Padre Karras''': Tu e Regan? <br /> '''Regan MacNeil''' {{NDR|voce da posseduta}}: Tu e noi.
*'''Tom''' {{NDR|riferendosi a Karras}}: Ma lui conosce i precedenti. E credo che non ci sia nessun rischio nel farlo semplicemente assistere. D'altronde uno psichiatra dovrebbe essere presente. <br /> '''Vescovo''': Ma per l'esorcista? Hai qualche idea? <br /> '''Tom''': Che te ne pare di Lankester Merrin? <br /> '''Vescovo''': Merrin? Pensavo che fosse in Iraq. Avevo letto che lavorava a certi scavi, vicino Ninive. <br /> '''Tom''': Sì, è vero, ma ha finito. E' tornato tre o quattro mesi fa. Si trova a Woodstock adesso. <br /> '''Vescovo''': Che cosa fa lì? Insegna? <br /> '''Tom''': No. Sta lavorando a un altro libro. <br /> '''Vescovo''': Non credi che sia troppo vecchio, Tom? Come sta in salute? <br /> '''Tom''': Bene, credo. Sta sempre in giro a scavare tombe. Inoltre, ha già avuto esperienze di questo genere. <br /> '''Vescovo''': Non ne ero al corrente. <br /> '''Tom''': In Africa, circa dieci o dodici anni fa. Un esorcismo che sembra sia durato dei mesi. Gli è quasi costato la vita.
*'''Chris MacNeil''' {{NDR|porta una tazza di caffè}}: Ci vuole un po' di brandy, padre?<br />'''Padre Merrin''': Be', i dottori dicono che non dovrei. Ma grazie a Dio la mia volontà è debole.
*'''Padre Merrin''': È particolarmente importante l'avvertimento di evitare qualsiasi dialogo con il [[diavolo|demone]]. Possiamo rivolgergli domande pertinenti, ma andare oltre è pericoloso. Il demone è bugiardo, mentirà per confonderci. E alle menzogne mescolerà anche la verità, per aggredirci. La sua è una aggressione psicologica, Damien. È potente. Quindi non gli dia ascolto, ricordi, non gli dia ascolto.<br />'''Padre Karras''': Credo che può esserle di aiuto sapere delle diverse personalità che Regan ha manifestato. Fino a questo momento direi che siano tre...<br />'''Padre Merrin''': È uno solo.
*'''Padre Merrin''': Io ti esorcizzo! Immondo spirito! <br /> '''Regan MacNeil''' {{NDR|voce da posseduta}}: Ficcatelo nel culo, vecchio frocio! <br /> '''Padre Merrin''': Nel nome di Nostro Signore Gesù Cristo! È Lui che ti comanda! Lui che ti precipitò dall'alto dei cieli nelle profondità dell'Inferno! <br /> '''Regan MacNeil''' {{NDR|voce da posseduta}}: Ficcaglielo! Inculalo, Karras! <br /> '''Padre Merrin''': Vattene da questa creatura di Dio! Vattene! Nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo!
*'''Padre Karras''': Perché una bambina? Che senso ha? <br /> '''Padre Merrin''': Credo che voglia portarci alla disperazione... perché vedendoci ridotti a bestie mostruose... noi escludiamo la possibilità dell'amore di Dio.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
'''Ispettore Kinderman''': Le piacciono i film?<br />'''Padre Dyer''': Certo.<br />'''Ispettore Kinderman''': Be'... io ho i biglietti per i migliori cinema della città. Mi secca andarci da solo. Allora, lo vuole vedere un film con me?<br />'''Padre Dyer''': Cosa danno?<br />'''Ispettore Kinderman''': Fanno l'''Otello''.<br />'''Padre Dyer''': Con chi è?<br />'''Ispettore Kinderman''': Con chi è... con chi è... [[Anita Ekberg]] fa Desdemona e [[John Wayne]] fa Otello, le va bene?<br />'''Padre Dyer''': L'ho visto.<br />'''Ispettore Kinderman''': Uhm... ci risiamo. Ha già pranzato?<br />'''Padre Dyer''': No.
==Citazioni su ''L'esorcista''==
*– A quel tempo la gente si spaventava più facilmente.<br>– Eh, già. Come quando guardi ''L'esorcista'' oggi e ti fai due palle che non finiscono mai. (''[[I Simpson (seconda stagione)|I Simpson]]'')
*''In panciolle me ne sto, | visiono un film magnifico, | quello dove c'è la ragazzina posseduta dal demonio | con il prete che alla fine va giù, | la sua mamma è preoccupata | perché dice parolacce e manda tutti a fancù, | poi c'è quella scena che il prete si avvicina | e lei gli spara del vomito verde che aveva nel Gargaroz'' ([[Elio e le Storie Tese]])
===Frasi promozionali===
*Il più terrificante film horror di tutti i tempi [...]<ref>Dalla locandina della versione integrale digitale in occasione del 40° anniversario. {{Cfr}} [http://www.mymovies.it/film/1973/lesorcista/poster/0/ ''Poster L'esorcista''], ''MYmovies.it''</ref>
*Qualcosa oltre ogni comprensione sta accadendo a una ragazza in questa strada, in questa casa... e un uomo è stato mandato come ultimo rimedio. Quell'uomo è l'esorcista.
:''Something beyond comprehension is happening to a girl on this street, in this house.. and a man has been sent for as a last resort. That man is The Exorcist.''<ref>Dalla locandina in inglese. {{Cfr}} [http://www.imdb.com/title/tt0070047/mediaviewer/rm705487872 ''L'esorcista (1973)''], ''IMDb.com''</ref>
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*''[[L'esorciccio]]'' – parodia
*''[[L'esorcista - La genesi]]'' – prequel
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film horror]]
[[Categoria:Film premi Oscar]]
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Abete
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Spinoziano
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wikitext
text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:Caspar David Friedrich - Fir Trees in the Snow - WGA8283.jpg|thumb|''Boschetto di abeti rossi nella neve'' (C.D. Friedrich, 1828)]]
Citazioni sugli '''abeti'''.
*Avvicinandosi il 25 dicembre, decine di migliaia di teneri abeti vengono strappati dai boschi della Penisola per allestire il tradizionale albero di [[Natale]]. Ogni anno lo scempio si ripete, tra la generale indifferenza. Soppresso l'Ente protezione animali, figuriamoci se qualcuno ha voglia di proteggere gli alberi. Diciamo la verità: la sola pianta che interessi all'italiano medio è la pianta stabile. ([[Indro Montanelli]])
*Heidi si fermava spesso sotto gli alti abeti e ascoltava il fruscio tra i rami. E le pareva di capire delle parole, come se l'abete volesse parlare con lei. Finora erano sempre state gentili le parole che Heidi aveva sentito, ma oggi l'abete usava un altro tono con lei e Heidi provava una strana sensazione: qualcosa tra la paura e la tristezza. (''[[Heidi (serie animata 1974)|Heidi]]'')
*''I sussurranti [[pino|pini]] e i grandi abeti | vestiti di verde e pieni di muschio | si levano nel crepuscolo | come i druidi di una volta.'' ([[Betty Smith]])
*Lassù tra gli abeti fumosi nella nebbia, tra i mille e mille ticchettìi le mille voci del silenzio svelata una giovine luce tra i tronchi, per sentieri di chiarìe salivo: salivo alle Alpi, sullo sfondo bianco delicato mistero. [...] Io fisso tra le lance immobili degli abeti credendo a tratti vagare una nuova melodia selvaggia e pure triste forse fissavo le nubi che sembravano attardarsi curiose un istante su quel paesaggio profondo e spiarlo e svanire dietro le lancie immobili degli abeti. ([[Dino Campana]])
*''Ma più onoro l'abete: ei fra quattr'assi, | nitida [[bara]], chiuda al fin li oscuri | del mio pensier tumulti e il van desio.'' ([[Giosuè Carducci]])
*Pensai una volta di più che lo studio sotto gli abeti è la cosa assolutamente giusta. In via di principio io amo molto gli abeti fin dalla mia fanciullezza, da quando lessi ''Heidi'' vissi sempre entro l'atmosfera ivi descritta. ([[Adrienne von Speyr]])
*''Respirano lievi gli altissimi abeti | racchiusi nel manto di [[neve]]. | Più morbido e folto quel bianco splendore | riveste ogni ramo via via.'' ([[Rainer Maria Rilke]])
*''Stiano alti tutto l'inverno | i pini e gli abeti, | e di neve e bufere | dormano avvolti. | Il loro scarno verde, | come gli aghi di un riccio, | se mai non ingiallisce, | pure non è mai fresco.'' ([[Fëdor Ivanovič Tjutčev]])
*Un gran cielo bigio. Difficile riconoscere i luoghi, ma la linea degli abeti, sul margine della foresta, è un sicuro segnale. ([[Giuseppe Fanciulli]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Alberi]]
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Norman Zoia
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Norman Zoia con Sabrina Camera ph Dario Gambini.jpg|thumb|Norman Zoia con Sabrina Camera]]
'''Norman Zoia''' (1949 – vivente), artista e paroliere italiano.
==Citazioni di Norman Zoia==
*{{NDR|Su [[Rodolfo Dalla Mora]]}} ''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' (da ''[https://www.ilpiave.it/index.php?id=9640&lang_id=ita La seduta non è tolta]'', ''ilpiave.it'', 22 febbraio 2026)
*{{NDR|Su [[Alda Merini]]}} ''Nobile grazia di Venere e coraggio di Madre | dolcezza dell'umano genere | diangelo di stile.'' (da ''Omaggio ad Alda'', ''Passi perVersi'', p. 19)
*{{NDR|Su [[Primo Carnera]]}} ''Roccia ai piedi delle rocce generato | che andò a prendere a pugni il mondo | e poi fra le sue rocce è ritornato [...]''. (citato in Emilio Del Bel Belluz, ''Carnera e i miei Campioni'')
*{{NDR|Su [[Rudol'f Nureev]]}} ''Troverai le giravolte con Margot | là nell'alto dei cieli | Spunterai da dietro l'ombra di Giselle | con quel passo che hai, Rudi [...]'' (citato in Vanadium, ''Nel cuore del caos – Vodka e Luna'')
*{{NDR|Su [[Jacques Brel]]}} ''E poi quel pezzo di Brel | quello che ci ha fatto stralunare | mille notti in riva e il mare | sembrava un Pernod'' [...] (da ''Chansonnier'', 1990, ballata per Franco Visentin, il cantore di Brel in Italia)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Zoia, Norman}}
[[Categoria:Artisti italiani]]
[[Categoria:Parolieri italiani]]
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True Lies
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{{Film
|titoloitaliano = True Lies
|titolooriginale = True Lies
|immagine =
|genere= azione, spionaggio, commedia
|regista = [[James Cameron]]
|soggetto = [[Claude Zidi]], [[Simon Michaël]], [[Didier Kaminka]]
|sceneggiatore = [[James Cameron]]
|produttore = [[James Cameron]], [[Stephanie Austin]]
|attori =
*[[Arnold Schwarzenegger]]: Harry Tasker
*[[Jamie Lee Curtis]]: Helen Tasker
*[[Eliza Dushku]]: Dana Tasker
*[[Tom Arnold]]: Albert "Gib" Gibson
*[[Bill Paxton]]: Simon
*[[Tia Carrere]]: Juno Skinner
*[[Art Malik]]: Salim Abu Aziz
*[[Grant Heslov]]: Faisil
*[[Charlton Heston]]: Spencer Trilby
|doppiatoriitaliani =
*[[Glauco Onorato]]: Harry Tasker
*[[Roberta Greganti]]: Helen Tasker
*[[Perla Liberatori]]: Dana Tasker
*[[Giorgio Lopez]]: Albert "Gib" Gibson
*[[Tonino Accolla]]: Simon
*[[Laura Boccanera]]: Juno Skinner
*[[Ennio Coltorti]]: Salim Abu Aziz
*[[Fabio Boccanera]]: Faisil
*[[Gianni Musy]]: Spencer Trilby
}}
'''''True Lies''''', film statunitense del 1994 con [[Arnold Schwarzenegger]], [[Jamie Lee Curtis]], [[Tia Carrere]] ed [[Eliza Dushku]], regia di [[James Cameron]].
==Frasi==
*Agenti federali, a terra! O a terra, o sottoterra! ('''Gib''')
==Dialoghi==
*'''Gib''': Ehi, sei nato in una stalla?<br /> '''Faisil''': In un bordello.
*'''Gib''': Allora, piedini di fata, qual è la tua strategia per uscire?<br /> '''Harry''': Uscirò direttamente dal cancello principale.<br /> '''Gib''': Cazzuta! Stupida, ma cazzuta.
*'''Gib''': I [[figlio|figli]]! Dieci secondi di gioia, trent'anni di sofferenza. Mi sono sposato tre volte, ma non sono stato tanto stupido da avere figli.<br /> '''Harry''': Già, non dovrebbe rubare, non è questo che le ho insegnato.<br /> '''Gib''': Sì, ma tu ed Helen non siete più i suoi genitori, ora sono Axl Rose e Madonna! I cinque minuti al giorno che trascorrete con lei non possono competere con quel bombardamento continuo, sei spacciato paparino!
*'''Spencer Trilby''': Cristo santo, Harry! Hai fatto una megacazzata ieri sera, non credi? Potresti spiegarmi come posso non giudicare l'intera operazione nient' altro che un disastro totale? <br /> '''Harry''': Be', "totale" è un termine forte... <br /> '''Gib''': Già, ci sono diversi gradi di totalità... <br /> '''Faisil''': In verità ci è-è una scala con una "missione perfetta" da un capo e un "totale casino allucinante" dall'altro, ma, sa, in realtà noi ci troviamo in questa zona qui... <br /> '''Spencer Trilby''': Già. Faisil, tu sei nuovo nella squadra di Harry, non è vero?<br /> '''Faisil''': S-sì... <br /> '''Spencer Trilby''': Allora cosa ti fa pensare che l'indulgenza che mostro verso Harry si riferisca in qualche modo anche a te?
*'''Gib''': Helen si incazzerà...<br /> '''Harry''': Vedi, è questo il problema con i terroristi: se ne fregano altamente dei programmi altrui.
*'''Harry''': Che intenzione hai, spifferare tutto?<br /> '''Gib''': Senti, Harry, stiamo rischiando tutti e due il culo qui, ok?! D'accordo: la tua vita è un cesso, tua moglie si scopa un rivenditore di auto usate... è umiliante, lo so, ma maledizione, affronta la cosa da uomo!<br /> '''Harry''': Tu spifferi su di me e io spiffero su di te.<br /> '''Gib''': Ma di che diavolo parli? io sono più pulito delle lenzuola di un prete, sono più pulito di un bimbo...<br /> '''Harry''': E quella volta che hai mandato a puttane un'operazione di sei settimane perché eri occupato a farti fare un tiramisù?!<br /> '''Gib''': Sapevi di quella storia?<br /> '''Harry''': Già.<br /> '''Gib''': Va bene, prendi la Franklin... più veloce!
*'''Helen''': Hai mai ucciso qualcuno?!<br /> '''Harry''': Sì, ma erano tutti cattivi...
*'''Samir''': Per caso desideri dirmi qualcosa prima di incominciare?<br /> '''Harry''': Sì: molto presto ti ucciderò.<br /> '''Samir''': Capisco. Come, esattamente?<br /> '''Harry''': Prima ti userò come scudo umano. Poi ucciderò quella guardia lì con il 3/4 di Patterson che hai sul tavolo. E dopo stavo pensando di spezzarti anche il collo.<br /> '''Samir''': E cosa ti fa pensare che tu riesca a fare tutto questo?<br /> '''Harry''': Sai le manette che porto?<br /> '''Samir''': Mmm-hmm....<br /> '''Harry''': Le ho forzate. {{NDR|Samir sussulta ed Harry fa esattamente quello che ha detto}}
==Altri progetti==
{{interprogetto|etichetta=''True Lies''}}
[[Categoria:Film d'azione]]
[[Categoria:Film di spionaggio]]
[[Categoria:Film remake]]
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Capinera
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AssassinsCreed
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{{voce tematica}}
[[File:Sylvia atricapilla -Lullington Heath, East Sussex, England -male-8.jpg|thumb|upright=1.4|Una capinera (''Sylvia atricapilla'')]]
Citazioni sulla '''capinera'''.
*Avevo visto una povera capinera chiusa in gabbia: era timida, triste, malaticcia ci guardava con occhio spaventato; si rifuggiava in un angolo della sua gabbia, e allorché udiva il canto allegro degli altri uccelletti che cinguettavano sul verde del prato o nell'azzurro del cielo, li seguiva con uno sguardo che avrebbe potuto dirsi pieno di lagrime. Ma non osava ribellarsi, non osava tentare di rompere il fil di ferro che la teneva carcerata, la povera prigioniera. Eppure i suoi custodi, le volevano bene, cari bambini che si trastullavano col suo dolore e le pagavano la sua malinconia con miche di pane e con parole gentili. La povera capinera cercava rassegnarsi, la meschinella; non era cattiva; non voleva rimproverarli neanche col suo dolore, poiché tentava di beccare tristamente quel miglio e quelle miche di pane; ma non poteva inghiottirle. Dopo due giorni chinò la testa sotto l'ala e l'indomani fu trovata stecchita nella sua prigione. Era morta, povera capinera! Eppure il suo scodellino era pieno. Era morta perché in quel corpicino c'era qualche cosa che non si nutriva soltanto di miglio, e che soffriva qualche cosa oltre la fame e la sete. ([[Giovanni Verga]])
*''Capinere, capinere, ognuno le vuole amar. | Sono bianche, sono nere, sono nella mia città. || Che bella la canzone di una volta | che si ascoltava andando a capinere; | noi della ronda del piacere | ne abbiamo fatte delle belle. | Ricordo per esempio di un mio amico | che non voleva andare a capinere: | l'abbiam portato con la forza | ed ha goduto nell'oscurità | (e ci ringrazia ancora adesso).'' ([[Elio e le Storie Tese]])
*''Ridon siringhe del color di lilla | sopra la mensa e odorano viole: | la capinera è tra gli aranci: brilla | tremulo il sole. || Tu pur, poeta, hai rifiorito il cuore | e trilli e frulli hai nella fantasia.'' ([[Giovanni Pascoli]])
==Altri progetti==
{{interprogetto|wikt|species=Sylvia atricapilla|preposizione=sulla|etichetta=capinera}}
[[Categoria:Uccelli]]
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Cinema muto
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AssassinsCreed
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minuzie
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:Le_Voyage_dans_la_lune.jpg|thumb|''Viaggio nella Luna'', 1902]]
Citazioni sul '''cinema muto''' e sui '''film muti'''.
*A volte, portando a [[Lourdes]] un film muto, si mette a parlare. ([[Romano Bertola]])
*Ah. I cowboys del muto, i vampiri del tacito, i [[Max Linder|maxlinder]] del silenzioso, i [[charlot]] dell'afono, quanto appassionato io fui del loro gesto. ([[Raymond Queneau]])
*{{NDR|Dopo il successo delle prime [[Cinema sonoro|pellicole sonore]]}} Era il tramonto del cinema muto. Fu un peccato, perché cominciava a perfezionarsi proprio allora. ([[Charlie Chaplin]])
*''Ho rilanciato il film muto | perché sono muto | e se fossi stato cieco | avrei lanciato il film cieco | e se fossi stato m | avrei lanciato il filmm.'' ([[Elio e le Storie Tese]])
*Il film perfetto è il film muto, proprio come la sequenza perfetta è quella muta. Nel racconto cinematografico, il dialogo è inferiore all'immagine. ([[David Mamet]])
*Imparare a vedere il cinema muto significa a un tempo compiere un esercizio di identificazione con una sensibilità visiva perduta e risalire alle origini di un rapporto fra l'immagine e la coscienza davvero infiammabile, anzi esplosivo, se tale rapporto è coltivato con il rigore dello storico e con la passione dello spettatore consapevole di rivivere il passato altrui in un fascio di luce proiettato su uno schermo. ([[Paolo Cherchi Usai]])
*Noi attori dello schermo non siamo molto bravi a parlare quindi preferiamo ringraziarvi a gesti! (''[[Cantando sotto la pioggia]]'')
*Non vedo molti film io. Visto uno si sono visti tutti. [...] Il cinema è divertente per le masse, ma le personalità dello schermo mi lasciano del tutto fredda: non dicono una parola, non recitano, non fanno che smorfie! (''[[Cantando sotto la pioggia]]'')
*Perché quegli sguardi? Sembrate in un film muto. (''[[Modern Family]]'')
*Se porto un film muto a Lourdes, c'è speranza che si metta a parlare? (''[[Dylan Dog]]'')
==Voci correlate==
*[[Cinema]]
*[[Cinema sonoro]]
*[[Film]]
*[[Industria dello spettacolo]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Generi cinematografici]]
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Valentino Carrera
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Spinoziano
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[[File:Valentino Carrera.jpg|thumb|Valentino Carrera]]
'''Valentino Carrera''' (1834 – 1895), scrittore italiano.
==Citazioni di Valentino Carrera==
*[[Magadino]], il villaggio del lago forse più conosciuto in Europa dopo Arona, è forse il meno degno di esserlo per tutto che non è commercio. Dieci case, in cui nove depositi di merci, otto venditori di tabacco, sette caffè, sei spedizionieri, cinque alberghi, quattro pubblici funzionarii, tre uffici, due bigliardi, e dappertutto un odor di formaggio che assassina.<ref>Da ''Peregrinazioni d'uno zingaro per laghi ed Alpi'', Tipografia Letteraria, Torino, 1861, [https://books.google.it/books?id=vqm4aonAbTwC&pg=PA90 p. 90].</ref>
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Capitale e mano d'opera''===
''All'alzarsi del sipario suona una mezz'ora all'orologio a pendolo, ed entra dal fondo'' CARLOTTA ''con alcuni giornali che va a deporre sul tavolino a sinistra.'' EGISTO ''fuori di scena.''<br>
'''Carl.''' — Già le dieci e mezzo! (''si leva in fretta lo scialle, lo butta sopra una seggiola in fondo e si pone a spolverare'') Con quel giovine, non c'è che dire, il tempo passa presto! Sarà anche lui come gli altri; ma alla peggio ritorno al paese e mi sposo Ciapetto: tanto di servire sono ormai stucca!... Questa è tutt'altro che gente cattiva; ma bisogna stare tutto il giorno in cucina e non si desina mai all'istess'ora! Se non mi ricattassi sulla spesa, davvero li pianterei. Ne ho fatti sette dei padroni in un anno; ne farei otto: alla fin fine ci sono più padroni che servitori ora. Sarà già svegliato il cavaliere? (''forte verso la sinistra'') Signor cavaliere, sono le undici, sa?<br>
'''Egisto''' (''fuori di scena a sinistra''). — Davvero? Vengo, vengo subito.<br>
'''Carl.''' — Benedetto lui che almeno lascia tutti in pace!
===''Gli ultimi giorni di Goldoni''===
''All'alzarsi del sipario suonano le nove al pendolo:'' ANTONIO'', col cappello alla Franklin in capo ed una mazza in mano, entra in iscena con premura dalla destra; quindi a suo tempo'' BATTISTINO ''dal fondo, pure con cappello e mazza che depone sulle seggiole.''<br>
'''Ant.''' (''entrando''). — Lo zio fa la sua toeletta e non esce di camera per un'altra mezz'ora... se venisse subito Battistino! (''va a guardare al fondo'') Sono già le nove! Oh! eccolo, finalmente! (''Battistino'') Ebbene?<br>
'''Batt.''' — Buone nuove. Abbi pazienza se non ho potuto fare più presto; ma in questa benedetta Parigi non s'arriva mai!<br>
'''Ant.''' — Dunque verranno?<br>
'''Batt.''' — Meno la signora Desgrandes che è un pochino indisposta dalla paura e rimane nella sua tana di Passy, tutti!
===''La dedica''===
In teatro; un teatro quale lo sogna chi abbia studiato la drammatica non meno dal palco scenico che dalla platea: elegante con semplicità, armonico, commodo per ogni verso, bene aerato e sempre in giusta temperatura; col pavimento delle corsie di platea, dei corridoi dei palchi e delle gallerie coperto di stuoie fitte; senza porte che cigolino o sbatacchino, coi servi puliti e zelanti, i siparisti astemî, la platea divisa dall'ambulatorio da doppie porte soppannate che impediscano di entrarvi tanto quella piccola corrente d'aria fredda che potrebbe ridurre allo zero il poco calore degli spettatori per la commedia, quanto le chiacchiere, spiritosissime del resto, fra le maschere che raccolgono i biglietti e la mutria dell'amministratore della Compagnia.
===''La quaderna di Nanni''===
ORESTE ''in maniche di camicia che finisce di mangiare un po' di pane, e'' MARIA ''che gli rattoppa in fretta la giacchetta.''<br>
'''Maria.''' — Ma santa pazienza, come posso io ancora rammendarti la giacchetta, se non regge più il punto? (''seguita a cucire'').<br>
'''Oreste.''' — L'ha bisogno di riforma. Mamma, stamattina non si mangia la minestra?<br>
'''Maria.''' — Quando tornerai, se avrai venduto tutti i giornali.<br>
'''Oreste.''' — Ma io non posso gridar forte, se ho lo stomaco vuoto.
===''Scarabocchio''===
''All'alzarsi del sipario'' CATERINA ''appare sul pianerottolo della scala, in abito di ricca campagnuola.''<br>
'''Cat.''' — Gaspare? (''chinandosi verso il lettuccio, a voce meno alta'') Dormite, Gasparino? (''scende la scala'') Mi pareva di aver sentito rumore... ma vedo che non è ancora arrivato. Inaffiamogli intanto quei poveri fiori che n'avranno bisogno... (''va alla pila, vi attinge acqua con un ramaiuolo di ferro, e va ad inaffiare i fiori sulla finestra'') Oh povera me, come glieli hanno conciati! Pieni di terriccio e di sassolini... E questo? Quasi svelto! E sì che c'è l'inferriata!.. Ma già per quei malestri ci vorrebbe altro che inferriate!... Io non so che gusto ci provino a fare tanti dispetti ad un povero disgraziato che non fa male a nessuno, anzi che farebbe molto bene, se lo potesse...
===''Un avvocato dell'avvenire''===
LUIGIA ''e'' PROSPERA ''dal giardino''.<br>
'''Luig.''' (''entrando in iscena con un fiore in mano''). — Non temi che messo nei capelli questo fiore dia un po' troppo nell'occhio?<br>
'''Prosp.''' — A chi? Tanto già non sarà il fiore che il cugino guarderà di più. (''mette il fiore nei capelli di Luigia'')<br>
'''Luig.''' — Non ho fatto un po' di toeletta soltanto per il cugino.<br>
'''Prosp.''' — Brava, che dei partiti come te non ce n'è mica molti, mentre di migliori del cugino...
==Citazioni su Valentino Carrera==
*Valentino Carrera tentò con qualche successo la commedia popolare, con intenzioni educative (''La Quaderna di Nanni'' ('70): le altre sue commedie cadono però nel piagnucoloso del teatro romantico. ([[Cesare Levi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Valentino Carrera, ''[https://www.gutenberg.org/files/46295/46295-h/46295-h.htm Capitale e mano d'opera]'', Roux e C., 1887.
*Valentino Carrera, ''[https://www.gutenberg.org/files/46352/46352-h/46352-h.htm Gli ultimi giorni di Goldoni]'', Roux e C., 1887.
*Valentino Carrera, ''[https://www.gutenberg.org/files/46296/46296-h/46296-h.htm La dedica - Scarabocchio]'', Roux e C., 1887.
*Valentino Carrera, ''[https://www.gutenberg.org/files/46297/46297-h/46297-h.htm La quaderna di Nanni]'', Roux e C., 1887.
*Valentino Carrera, ''[https://www.gutenberg.org/files/46351/46351-h/46351-h.htm Un avvocato dell'avvenire]'', Roux e C., 1887.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Carrera, Valentino}}
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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==Voci create nell'ambito del progetto BEIC==
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Elenco delle voci create su Wikiquote nell'ambito del [[w:Progetto:GLAM/BEIC|progetto BEIC]], a partire da materiale messo a disposizione dalla [[w:Biblioteca europea di informazione e cultura|Fondazione BEIC]]. Totali: '''864 voci'''<!--, di cui 1 in inglese, 1 in spagnolo, 1 in francese e 1 in latino-->.
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===Persone===
#[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small>
#[[Giambattista Vasco]] - <small>2021-08-18</small>
#[[Stefano da San Gregorio]] - <small>2021-08-29</small>
#[[Christoph Scheiner]] - <small>2021-08-30</small>
#[[Gian Rinaldo Carli]] - <small>2021-09-01</small>
#[[Vittorio Saraceno]] - <small>2021-09-05</small>
#[[Federico Sanvitale]] - <small>2021-09-06</small>
#[[Antonio Sangiovanni]] - <small>2021-09-09</small>
#[[Francesco Ricci (matematico)]] - <small>2021-09-11</small>
#[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]] - <small>2021-09-11</small>
#[[Filippo Antonio Revelli]] - <small>2021-09-14</small>
#[[Onofrio Puglisi]] - <small>2021-09-22</small>
#[[Bartolomeo Pollastri]] - <small>2021-09-23</small>
#[[Giovanni Battista Pisani]] - <small>2021-09-27</small>
#[[Giovanni Giacomo Pierantoni]] - <small>2021-09-27</small>
#[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small>
#[[Auguste Marmont]] - <small>2021-10-11</small>
#[[Giovanni Biagio Amico]] - <small>2021-10-11</small>
#[[Stefano degli Angeli]] - <small>2021-10-12</small>
#[[Benedetto degli Alessandri]] - <small>2021-10-14</small>
#[[Angelo da Vallombrosa]] - <small>2021-10-14</small>
#[[Domenico Benivieni]] - <small>2021-10-14</small>
#[[Pietro di Fabrizio Accolti]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Antonio Adamucci]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Bernardino Baldi]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Cosimo Bartoli]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Giusto Bellavitis]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Silvio Belli]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Abū-Ṭālib Ḫān]] - <small>2021-10-15</small>
#[[Antonio Maria Bordoni]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Francesco Saverio Brunetti]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Filippo Calandri]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Stanislao Canovai]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Sigismondo Alberghetti]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Giuseppe Antonio Alberti]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Giuseppe Averani]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Giovanni Maria Bonardo]] - <small>2021-10-18</small>
#[[Lorenzo Camerano]] - <small>2021-10-19</small>
#[[Giuseppe Campani]] - <small>2021-10-19</small>
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#[[Roberto Valturio]] - <small>2021-10-22</small>
#[[Niccolò da Osimo]] - <small>2021-10-22</small>
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#[[Joachim d'Alencé]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Carlo Amoretti]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Giovanni Antonelli (astronomo)]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Torbern Olof Bergman]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Belsazar Hacquet]] - <small>2021-10-27</small>
#[[George Atwood]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Friederich Münter]] - <small>2021-10-27</small>
#[[Franz Schott]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Lazzaro Spallanzani]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Isaac Abrabanel]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Giason Denores]] - <small>2021-10-29</small>
#[[Juan de Jarava]] - <small>2021-10-29</small>
#[[Alessandro Pascoli]] - <small>2021-10-29</small>
#[[Euforbo]] - <small>2021-11-02</small>
#[[Zaccaria Scolastico]] - <small>2021-11-02</small>
#[[Battista Fregoso (1450-1505)]] - <small>2021-11-02</small>
#[[Ugo Benci]] - <small>2021-11-04</small>
#[[Jacopo Filippo Foresti]] - <small>2021-11-04</small>
#[[Feo Belcari]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Pompeo Baldasseroni]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Sallustio Bandini]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Lodovico Bianchini]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Vladislav Iosifovič Bortkevič]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Richard Cantillon]] - <small>2021-11-09</small>
#[[John Bates Clark]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Salvatore Cognetti de Martiis]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Girolamo Francesco Cristiani]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Alfons Dopsch]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Ruggero Giuseppe Boscovich]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Pietro Antonio Cataldi]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Ambrogio Contarini]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Giovanni Tavelli]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Giovanni Colombini]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Giovanni Pagnini]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Rhazes]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Antonio Pace]] - <small>2021-11-19</small>
#[[Joseph-François Marie]] - <small>2021-11-29</small>
#[[Alessandro Marchetti (matematico)]] - <small>2021-12-01</small>
#[[Giambattista Magistrini]] - <small>2021-12-01</small>
#[[Agostino Maccari]] - <small>2021-12-10</small>
#[[Antonio Ludeña]] - <small>2021-12-12</small>
#[[Doroteo Alimari]] - <small>2022-01-13</small>
#[[Alessandro Canobbio]] - <small>2022-01-13</small>
#[[Camillo Leonardi]] - <small>2022-01-21</small>
#[[Ascanio Centorio Degli Ortensi]] - <small>2022-01-28</small>
#[[Domenico Griminelli]] - <small>2022-02-02</small>
#[[Guglielmo Gargiolli]] - <small>2022-02-03</small>
#[[Giovanni Battista Gallicciolli]] - <small>2022-02-04</small>
#[[Guglielmo Grataroli]] - <small>2022-02-04</small>
#[[Donato Calvi]] - <small>2022-02-04</small>
#[[Flegomene]] - <small>2022-02-07</small>
#[[Francesco Fuoco]] - <small>2022-02-19</small>
#[[Francesco dal Sole]] - <small>2022-03-03</small>
#[[Nicolao Colletti]] - <small>2022-03-12</small>
#[[Cristoforo Clavio]] - <small>2022-03-17</small>
#[[Jacques Peletier du Mans]] - <small>2022-03-17</small>
#[[Pietro Apiano]] - <small>2022-03-18</small>
#[[Francesco Cigalini]] - <small>2022-03-18</small>
#[[Scipione Chiaramonti]] - <small>2022-03-23</small>
#[[Antonio Brognoli]] - <small>2022-03-26</small>
#[[Giuseppe Davia]] - <small>2022-03-30</small>
#[[Francesco Vandelli (astronomo)]] - <small>2022-03-30</small>
#[[Giuseppe Vergani]] - <small>2022-04-01</small>
#[[Giovanni Camilla]] - <small>2022-04-04</small>
#[[Pompeo Colonna (scrittore)]] - <small>2022-04-07</small>
#[[Luigi Castiglioni (botanico)]] - <small>2022-04-07</small>
#[[Guidobaldo Del Monte]] - <small>2022-04-08</small>
#[[Federico Commandino]] - <small>2022-04-08</small>
#[[Teone di Alessandria]] - <small>2022-04-09</small>
#[[Francesco Maria II Della Rovere]] - <small>2022-04-11</small>
#[[Pappo di Alessandria]] - <small>2022-04-12</small>
#[[Sereno di Antinopoli]] - <small>2022-04-13</small>
#[[Eutocio]] - <small>2022-04-13</small>
#[[Alonso de Fuentes]] - <small>2022-04-15</small>
#[[Francesco Zantedeschi]] - <small>2022-04-19</small>
#[[Famiano Michelini]] - <small>2022-04-26</small>
#[[Gregorio Bressani]] - <small>2022-05-02</small>
#[[Francesco Eschinardi]] - <small>2022-05-13</small>
#[[Andrea Zambelli (economista)]] - <small>2022-05-27</small>
#[[Francesco Ginanni]] - <small>2022-07-25</small>
#[[Elia Lombardini]] - <small>2022-08-22</small>
#[[Leone Ebreo]] - <small>2022-11-18</small>
#[[Jacopo Belgrado]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Jean-Baptiste Biot]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Vannoccio Biringuccio]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Luigi Valentino Brugnatelli]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Giovanni Nicolò Doglioni]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Paolo Silvio Boccone]] - <small>2022-12-30</small>
#[[Bernardino Zendrini]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Eustachio Zanotti]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Leonardo Ximenes]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Jacques Charles François Sturm]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Sebastiano Serlio]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Lorenzo Selva]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Alexandre Savérien]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Girolamo Saladini]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Giovenale Sacchi]] - <small>2023-01-17</small>
#[[Orazio Ricasoli Rucellai]] - <small>2023-01-18</small>
#[[Guglielmo Libri Carucci dalla Sommaja]] - <small>2023-01-19</small>
#[[John Claudius Loudon]] - <small>2023-01-19</small>
#[[Antonio Dragoni]] - <small>2023-03-16</small>
#[[Ugo Panziera]] - <small>2023-03-25</small>
#[[Pacifico da Cerano]] - <small>2023-04-03</small>
#[[Giuseppe Maria Figatelli]] - <small>2023-04-14</small>
#[[Santo Brasca]] - <small>2023-06-19</small>
#[[Pietro Martini]] - <small>2023-06-23</small>
#[[Anselm Desing]] - <small>2023-06-26</small>
#[[Gaspare Luigi Cassola]] - <small>2023-06-27</small>
#[[Luigi Abello]] - <small>2023-07-03</small>
#[[Giovanni Bracesco]] - <small>2023-07-06</small>
#[[Domenico Michelessi]] - <small>2023-07-12</small>
#[[Jabir ibn Hayyan]] - <small>2023-07-13</small>
#[[Alessandro Capra]] - <small>2023-07-20</small>
#[[Francesco Bruni (giurista medievale)]] - <small>2023-07-27</small>
#[[Bartolomeo Dusi]] - <small>2023-08-01</small>
#[[Giovanni Battista Venturi]] - <small>2023-09-14</small>
#[[Vera Zamagni]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Isabella Moro]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Mary Boddington]] - <small>2023-10-07</small>
#[[Paola Malanotte Rizzoli]] - <small>2023-10-10</small>
#[[Giuseppe Unicorno]] - <small>2023-10-18</small>
#[[Antonio Berga]] - <small>2023-11-06</small>
#[[Gabriella Uluhogian]] - <small>2023-11-20</small>
#[[Giovanni Paolo Gallucci]] - <small>2023-12-01</small>
#[[Angelo Felice Capelli]] - <small>2023-12-05</small>
#[[Giuseppe Del Papa]] - <small>2024-01-16</small>
#[[Sébastien Leclerc]] - <small>2024-01-17</small>
#[[Henry Dunning Macleod]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Niccolò Carletti]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Antonio Vassalli Eandi]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Ludovico degli Arrighi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Asclepi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Cassella]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Paolo Orsi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Luigi Ferri (filosofo)]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Scipione Capece]] - <small>2024-02-06</small>
#[[Cherubino da Spoleto]] - <small>2024-02-19</small>
#[[Antonia Giannotti]] - <small>2024-02-26</small>
#[[Antonio Abetti]] - <small>2024-02-27</small>
#[[Giovan Battista Nani]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Nicolò di Nale]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Tolomeo I]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Erofilo]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Giuseppe Grippa]] - <small>2024-03-05</small>
#[[Giovanni Battista Zanchi]] - <small>2024-03-06</small>
#[[Cosimo de' Medici]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small>
#[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small>
#[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small>
#[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small>
#[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small>
#[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small>
#[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small>
#[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small>
#[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small>
#[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small>
#[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small>
#[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small>
#[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small>
#[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small>
#[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small>
#[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small>
#[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small>
#[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small>
#[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small>
#[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small>
#[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small>
#[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small>
#[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small>
#[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small>
#[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small>
#[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small>
#[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small>
#[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small>
#[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small>
#[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small>
#[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small>
#[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small>
#[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small>
#[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small>
#[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small>
#[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small>
#[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small>
#[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small>
#[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small>
#[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small>
#[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small>
#[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small>
#[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small>
#[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small>
#[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small>
#[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small>
#[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small>
#[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small>
#[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small>
#[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small>
#[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small>
#[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small>
#[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small>
#[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small>
#[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small>
#[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small>
#[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small>
#[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small>
#[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small>
#[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small>
#[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small>
#[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small>
#[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small>
#[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small>
#[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small>
#[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small>
#[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small>
#[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small>
#[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small>
#[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small>
#[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small>
#[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small>
#[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small>
#[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small>
#[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small>
#[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small>
#[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small>
#[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small>
#[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small>
#[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small>
#[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small>
#[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small>
#[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small>
#[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small>
#[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small>
#[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small>
#[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small>
#[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small>
#[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small>
#[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small>
#[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small>
#[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small>
#[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small>
#[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small>
#[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small>
#[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small>
#[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small>
#[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small>
#[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small>
#[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small>
#[[George Francis Scott Elliot]] - <small>2026-04-28</small>
#[[Angelo Angelucci]] - <small>2026-04-29</small>
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===Tematiche===
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#[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small>
#[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small>
#[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small>
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#[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small>
#[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small>
#[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small>
#[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small>
#[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small>
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#[[I viaggi di Mandeville]] - <small>2021-11-08</small>
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Marcella Medici (BEIC)
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==Voci create nell'ambito del progetto BEIC==
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===Persone===
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#[[Francesco Zantedeschi]] - <small>2022-04-19</small>
#[[Famiano Michelini]] - <small>2022-04-26</small>
#[[Gregorio Bressani]] - <small>2022-05-02</small>
#[[Francesco Eschinardi]] - <small>2022-05-13</small>
#[[Andrea Zambelli (economista)]] - <small>2022-05-27</small>
#[[Francesco Ginanni]] - <small>2022-07-25</small>
#[[Elia Lombardini]] - <small>2022-08-22</small>
#[[Leone Ebreo]] - <small>2022-11-18</small>
#[[Jacopo Belgrado]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Jean-Baptiste Biot]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Vannoccio Biringuccio]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Luigi Valentino Brugnatelli]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Giovanni Nicolò Doglioni]] - <small>2022-12-29</small>
#[[Paolo Silvio Boccone]] - <small>2022-12-30</small>
#[[Bernardino Zendrini]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Eustachio Zanotti]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Leonardo Ximenes]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Jacques Charles François Sturm]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Sebastiano Serlio]] - <small>2023-01-10</small>
#[[Lorenzo Selva]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Alexandre Savérien]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Girolamo Saladini]] - <small>2023-01-12</small>
#[[Giovenale Sacchi]] - <small>2023-01-17</small>
#[[Orazio Ricasoli Rucellai]] - <small>2023-01-18</small>
#[[Guglielmo Libri Carucci dalla Sommaja]] - <small>2023-01-19</small>
#[[John Claudius Loudon]] - <small>2023-01-19</small>
#[[Antonio Dragoni]] - <small>2023-03-16</small>
#[[Ugo Panziera]] - <small>2023-03-25</small>
#[[Pacifico da Cerano]] - <small>2023-04-03</small>
#[[Giuseppe Maria Figatelli]] - <small>2023-04-14</small>
#[[Santo Brasca]] - <small>2023-06-19</small>
#[[Pietro Martini]] - <small>2023-06-23</small>
#[[Anselm Desing]] - <small>2023-06-26</small>
#[[Gaspare Luigi Cassola]] - <small>2023-06-27</small>
#[[Luigi Abello]] - <small>2023-07-03</small>
#[[Giovanni Bracesco]] - <small>2023-07-06</small>
#[[Domenico Michelessi]] - <small>2023-07-12</small>
#[[Jabir ibn Hayyan]] - <small>2023-07-13</small>
#[[Alessandro Capra]] - <small>2023-07-20</small>
#[[Francesco Bruni (giurista medievale)]] - <small>2023-07-27</small>
#[[Bartolomeo Dusi]] - <small>2023-08-01</small>
#[[Giovanni Battista Venturi]] - <small>2023-09-14</small>
#[[Vera Zamagni]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Isabella Moro]] - <small>2023-10-01</small>
#[[Mary Boddington]] - <small>2023-10-07</small>
#[[Paola Malanotte Rizzoli]] - <small>2023-10-10</small>
#[[Giuseppe Unicorno]] - <small>2023-10-18</small>
#[[Antonio Berga]] - <small>2023-11-06</small>
#[[Gabriella Uluhogian]] - <small>2023-11-20</small>
#[[Giovanni Paolo Gallucci]] - <small>2023-12-01</small>
#[[Angelo Felice Capelli]] - <small>2023-12-05</small>
#[[Giuseppe Del Papa]] - <small>2024-01-16</small>
#[[Sébastien Leclerc]] - <small>2024-01-17</small>
#[[Henry Dunning Macleod]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Niccolò Carletti]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Antonio Vassalli Eandi]] - <small>2024-01-23</small>
#[[Ludovico degli Arrighi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Asclepi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Giuseppe Cassella]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Paolo Orsi]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Luigi Ferri (filosofo)]] - <small>2024-01-24</small>
#[[Scipione Capece]] - <small>2024-02-06</small>
#[[Cherubino da Spoleto]] - <small>2024-02-19</small>
#[[Antonia Giannotti]] - <small>2024-02-26</small>
#[[Antonio Abetti]] - <small>2024-02-27</small>
#[[Giovan Battista Nani]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Nicolò di Nale]] - <small>2024-02-28</small>
#[[Tolomeo I]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Erofilo]] - <small>2024-03-04</small>
#[[Giuseppe Grippa]] - <small>2024-03-05</small>
#[[Giovanni Battista Zanchi]] - <small>2024-03-06</small>
#[[Cosimo de' Medici]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small>
#[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small>
#[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small>
#[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small>
#[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small>
#[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small>
#[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small>
#[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small>
#[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small>
#[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small>
#[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small>
#[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small>
#[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small>
#[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small>
#[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small>
#[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small>
#[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small>
#[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small>
#[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small>
#[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small>
#[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small>
#[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small>
#[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small>
#[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small>
#[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small>
#[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small>
#[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small>
#[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small>
#[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small>
#[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small>
#[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small>
#[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small>
#[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small>
#[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small>
#[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small>
#[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small>
#[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small>
#[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small>
#[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small>
#[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small>
#[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small>
#[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small>
#[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small>
#[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small>
#[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small>
#[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small>
#[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small>
#[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small>
#[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small>
#[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small>
#[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small>
#[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small>
#[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small>
#[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small>
#[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small>
#[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small>
#[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small>
#[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small>
#[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small>
#[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small>
#[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small>
#[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small>
#[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small>
#[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small>
#[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small>
#[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small>
#[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small>
#[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small>
#[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small>
#[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small>
#[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small>
#[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small>
#[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small>
#[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small>
#[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small>
#[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small>
#[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small>
#[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small>
#[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small>
#[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small>
#[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small>
#[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small>
#[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small>
#[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small>
#[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small>
#[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small>
#[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small>
#[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small>
#[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small>
#[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small>
#[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small>
#[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small>
#[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small>
#[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small>
#[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small>
#[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small>
#[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small>
#[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small>
#[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small>
#[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small>
#[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small>
#[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small>
#[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small>
#[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small>
#[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small>
#[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small>
#[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small>
#[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small>
#[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small>
#[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small>
#[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small>
#[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small>
#[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small>
#[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small>
#[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small>
#[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small>
#[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small>
#[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small>
#[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small>
#[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small>
#[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small>
#[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small>
#[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small>
#[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small>
#[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small>
#[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small>
#[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small>
#[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small>
#[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small>
#[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small>
#[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small>
#[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small>
#[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small>
#[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small>
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#[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small>
#[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small>
#[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small>
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#[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small>
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#[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small>
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#[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small>
#[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small>
#[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small>
#[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small>
#[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small>
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#[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small>
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#[[Valore (economia)]] - <small>2025-03-13</small>
#[[Induzione elettrostatica]] - <small>2025-04-08</small>
#[[Salmonide]] - <small>2025-04-11</small>
#[[Basalto]] - <small>2025-04-23</small>
#[[Pomice]] - <small>2025-04-24</small>
#[[Feldspato]] - <small>2025-04-24</small>
#[[Grotta del Cane]] - <small>2025-04-28</small>
#[[Pisciarelli (area idrotermale)]] - <small>2025-04-28</small>
#[[Zeolite]] - <small>2025-05-15</small>
#[[Vulcano (vulcano)]] - <small>2025-06-12</small>
#[[Vulcanello]] - <small>2025-06-12</small>
#[[Isola di Panarea]] - <small>2025-06-12</small>
#[[Isola di Basiluzzo]] - <small>2025-06-12</small>
#[[Isola di Salina]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Isola di Stromboli]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Stromboli (vulcano)]] - <small>2025-06-17</small>
#[[Canneto (Lipari)]] - <small>2025-06-19</small>
#[[Teatro romano di Verona]] - <small>2025-07-01</small>
#[[Agro romano]] - <small>2025-07-15</small>
#[[Isola Filicudi]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Isola Alicudi]] - <small>2025-07-16</small>
#[[Reno (Italia)]] - <small>2025-07-17</small>
#[[Cerchia dei Navigli]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Bevera (affluente dell'Olona)]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Santorini]] - <small>2025-07-23</small>
#[[Cremasco]] - <small>2025-07-24</small>
#[[Quattro elementi]] - <small>2025-07-31</small>
#[[Candia]] - <small>2025-09-02</small>
#[[Malvasia]] - <small>2025-09-09</small>
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#[[Scilla (Italia)]] - <small>2025-09-11</small>
#[[Medusa luminosa]] - <small>2025-09-18</small>
#[[Ascidie]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Polipo (zoologia)]] - <small>2025-09-23</small>
#[[Flora]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Vegetazione]] - <small>2025-09-24</small>
#[[Legge del taglione]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Grazia (diritto)]] - <small>2025-09-25</small>
#[[Fanano]] - <small>2025-10-03</small>
#[[Val di Chiana]] - <small>2025-10-03</small>
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#[[Duomo di Como]] - <small>2025-12-18</small>
#[[Ambra]] - <small>2026-01-08</small>
#[[Papiro]] - <small>2026-01-12</small>
#[[Regalbuto]] - <small>2026-01-12</small>
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#[[Marsala]] - <small>2026-01-13</small>
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#[[Sfacteria]] - <small>2026-01-28</small>
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#[[Taigeto]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Modone]] - <small>2026-01-29</small>
#[[Teoria del flogisto]] - <small>2026-01-30</small>
#[[Epizoozia]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Marna (roccia)]] - <small>2026-02-03</small>
#[[Nauplia]] - <small>2026-02-05</small>
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#[[Tirinto]] - <small>2026-02-09</small>
#[[Argo (città antica)]] - <small>2026-02-11</small>
#[[Spetses]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Idra (isola)]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Porto di Malamocco]] - <small>2026-02-12</small>
#[[Eubea]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Monumento di Filopappo]] - <small>2026-02-18</small>
#[[Psara]] - <small>2026-02-24</small>
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#[[Abbazia di San Martino delle Scale]] - <small>2026-03-23</small>
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#[[Ruwenzori]] - <small>2026-04-09</small>
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#[[Tempio di Giunone (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small>
#[[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona]] - <small>2026-04-20</small>
#[[Licata]] - <small>2026-04-21</small>
#[[Palma di Montechiaro]] - <small>2026-04-21</small>
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#[[Tripanosomiasi africana umana]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Entebbe]] - <small>2026-04-29</small>
#[[Acqua alta]] - <small>2026-05-04</small>
===Raccolte===
#[[So di non sapere]] - <small>2022-05-04</small>
#[[Credi dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small>
#[[Voti dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small>
===Opere===
#[[I viaggi di Mandeville]] - <small>2021-11-08</small>
#[[Algurisimo]] - <small>2021-11-10</small>
===In altre lingue===
#[[:en:Paolo Monti]] - <small>2021-09-29</small>
#[[:es:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small>
#[[:fr:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small>
#[[:la:Athanasius Kircherus]] - <small>2021-10-13</small>
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Ferrovia
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Gaux
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Shepard B. Clough
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text/x-wiki
{{Voce tematica}}
[[File:Sachsenrieder Bähnle - Wandmalerei am ehemaligen Bahnhof Sachsenried.JPG|thumb|Illustrazione della vecchia stazione ferroviaria di Sachsenried]]
Citazioni sulla '''ferrovia'''.
*Alcune vetuste città e gloriose contrade, travolte nell'oblivione per l'ingiurie del tempo e degli uomini, ritornano oggi ad acquistare l'antica importanza. Questo miracolo lo vanno operando le ferrovie, giacché esse si svolgono generalmente per quei luoghi che le grandi vie dell'impero romano solcarono. ([[Almerico Meomartini]])
*La costruzione delle ferrovie durante il diciannovesimo secolo fu una cosa importantissima per tutta la civiltà occidentale ed ebbe un'enorme influenza sull'attività e sulle istituzioni economiche. Non soltanto rese possibile una concentrazione di [[Materie prime|materie prime]] diverse che fino allora era stata spesso impossibile a causa delle difficoltà di trasporto, nonché la penetrazione in mercati che erano rimasti lontani dalle zone di produzione, ma stimolò l'attività industriale e la formazione di una società per azioni, gli investimenti bancari, il sistema della mano d'opera salariata e le oscillazioni nel ciclo degli affari in seguito al ritmo di espansione connesso alle nuove costruzioni. ([[Shepard B. Clough]])
*Per gli italiani, la ferrovia resta cosa da immigrati e da poveracci. Guardate [[Bergamo]], città ricchissima. Ha una stazione da Terzo Mondo. ([[Paolo Rumiz]])
*Quando il globo terrestre sarà ricoperto da una rete di strade ferrate e di [[Telegrafo|fili telegrafici]] questa rete renderà servigi paragonabili a quelli del sistema nervoso nel corpo umano, in parte come mezzo di trasporto, in parte come mezzo per la propagazione di idee e sensazioni con la velocità del fulmine. ([[Wilhelm Eduard Weber]])
*Tutte le città mostrano sempre alla ferrovia il loro volto peggiore. ([[C. S. Lewis]])
*Uno dei grandi meriti di queste mangiatrici di boschi è quello di aver cancellato i vecchi confini nazionali storici, che del resto vengono cambiati secondo l'arbitrio dinastico. Guardate solo le carte di una guida turistica! Nient'altro che stazioni ferroviarie! E per questo motivo, se non esistessero le dogane sarebbe difficile tenere d'occhio quando si entra in un nuovo paese. Le ferrovie mescolano le lingue, prima fra i funzionari ferroviari e poi all'interno degli scompartimenti. Le ferrovie trasportano la flora, e per mezzo dei vagoni merci i diversi generi alimentari vengono trasportati in paesi che prima erano così rigidamente divisi. ([[August Strindberg]])
==Voci correlate==
*[[Locomotiva a vapore]]
*[[Macchinista ferroviario]]
*[[Stazione ferroviaria]]
*[[Treno]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Ferrovie]]
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Laguna di Venezia
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Spinoziano (BEIC)
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/* Voci correlate */
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[[File:Porto di Lido-San Nicolò.jpg|miniatura|Laguna di Venezia]]
Citazioni sulla '''laguna di Venezia'''.
*L'acqua, sempre l'acqua: è la materia, il materiale della città. E prima di tutto l'acqua della laguna, che di Venezia è la matrice. Ma chi lo sa? I canali, anche i più gloriosi, la cui immagine canta nella nostra memoria, sono conseguenze, non la causa prima. La causa prima è quella piatta distesa liquida che circonda e circoscrive la città, al tempo stesso malamente aperta e malamente chiusa dalla parte dell'Adriatico. Senza di essa, nulla sarebbe stato possibile. Qui [[Venezia]] è cominciata [...]<br>Questo dominio, questa signoria della laguna, solo i veneziani li conoscono, e li hanno cantati o anche descritti in libri eruditi. Lo straniero, affascinato, monopolizzato dalla città, disdegna troppo facilmente il mare interno, che a essa fa capo, come una viva pianta al suo fiore. Rifiuta di perdersi nella malia di quelle distese d'acqua, tanto unite, tanto irreali, che la luce del giorno rende di volta in volta bianche, azzurre, rosa, grigie, più raramente viola e più raramente ancora verdi, come i canali della città e come le ha dipinte Abert Marquet. Lontano, all'orizzonte, la riva delle isole o delle lingue di sabbia disegna appena un filo di ocra sul pelo dell'acqua. ([[Fernand Braudel]])
*Soltanto l'acqua della laguna mi calmava. Lì c'era la quiete, tutto immobile. Prima ci venivamo insieme io e Patrizia, tutte le volte che potevamo. Poi ho cominciato a venirci da solo. Stavo lì come una bestia, nuotavo, dormivo. Mi piaceva svegliarmi di notte vicino all'acqua e vedere la marea, come si muoveva: sei ore saliva, sei ore scendeva, sei ore saliva, sei ore scendeva. Come una ninna nanna. (''[[La lingua del santo]]'')
==Voci correlate==
*[[Acqua alta]]
*[[Porto di Malamocco]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Ecosistemi]]
[[Categoria:Luoghi d'Italia]]
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Alfa Romeo Arna
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AssassinsCreed
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[[File:Arna Museo Cozzi.jpg|thumb|Alfa Romeo Arna (1983)]]
Citazioni sull{{'}}'''Alfa Romeo Arna'''.
*''In vacanza sull'Arno, in vacanza sull'Arna; | questa collaborazione tra Italia e Giappone | che ha dato i suoi frutti, io li metto nel forno.'' ([[Elio e le Storie Tese]])
*Poteva funzionare se avessero messo insieme qualità giapponese e stile italiano. Ma hanno fatto il contrario. Il risultato è stato di una Nissan Cherry con l'impianto elettrico dell'Alfasud! Immagina cos'era... ([[Jeremy Clarkson]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Automobili]]
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FBI
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Danyele
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[[File:Seal of the Federal Bureau of Investigation.svg|thumb|Stemma dell'FBI]]
'''Federal Bureau of Investigation''' ('''FBI'''), agenzia governativa di polizia federale degli Stati Uniti d'America.
==Citazioni dell'FBI==
*{{NDR|Rapporto su [[Enrico Fermi]]}} A quanto pare ha lasciato l'Italia per via del fatto che sua moglie è ebrea. Ha vinto il premio Nobel. I suo conoscenti ne apprezzano la personalità e hanno una grande ammirazione per la sua intelligenza. Senza dubbio è un fascista. Prima di coinvolgerlo in progetti di natura segreta, si suggerisce di svolgere un'indagine molto più approtondita. Non si raccomanda l'impiego di costui su lavori segreti.<ref>Citato in David N. Schwartz, ''Enrico Fermi. {{small|L'ultimo uomo che sapeva tutto}}'', Solferino editore, 2023, p. 254. ISBN 978-88-282-0390-2</ref><ref>{{en}} Joe Allen Crane, [https://library.ucsd.edu/dc/object/bb6964105q Freedom of Information Act – Federal Bureau of Investigation (FBI) – 1], ''Leó Szilárd Papers'', MSS32:2, Collections and Archives, UC San Diego Library, 22 agosto 1940</ref>
==Citazioni sull'FBI==
*O siete della [[Drug Enforcement Administration|DEA]] o dell'[[United States Immigration and Customs Enforcement|inmigración]], quelli dell'FBI hanno giacca e cravatta. (''[[NCIS - Unità anticrimine (terza stagione)|NCIS - Unità anticrimine]]'')
*Non si preoccupi dell'FBI: sappiamo tutti che quelli non troverebbero una puttana in un bordello. (''[[Sfida tra i ghiacci]]'')
*{{NDR|Dopo che è andata via la luce nell'edificio}}<br />– Powell, Powell, mi senti? Che altro succede ora?<br />– Chiedilo all'FBI. Hanno solo loro il manuale contro il terrorismo universale e lo stanno applicando parola per parola. (''[[Trappola di cristallo]]'')
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'|wikt=FBI|wikt_etichetta=FBI}}
[[Categoria:Organizzazioni]]
[[Categoria:Polizia]]
[[Categoria:Stati Uniti d'America]]
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Educazione siberiana (romanzo)
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Mariomassone
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/* Citazioni su Educazione siberiana */
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text/x-wiki
{{Nota disambigua|descrizione=il film omonimo|titolo=[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]}}
{{torna a|Nicolai Lilin}}
[[File:Educazione siberiana novel logo.png|right|300px]]
'''''Educazione siberiana''''', romanzo di [[Nicolai Lilin]] del 2009.
==[[Incipit]]==
Lo so che non andrebbe fatto, ma ho la tentazione d'iniziare dalla fine.<br>Ad esempio, da quel giorno in cui correvamo tra le stanze di un edificio distrutto sparando al nemico da distanza così ravvicinata che potevamo quasi toccarlo con la mano.<br>Eravamo sfiniti. I paracadutisti si davano i turni, noi sabotatori invece non dormivamo da tre giorni. Andavamo avanti come le onde dell'acqua, per non dare al nemico la possibilità di riposare, di eseguire le manovre, di organizzarsi contro di noi. Combattevamo sempre, sempre.<br>Quel giorno sono finito all'ultimo piano dell'edificio con Scarpa, per cercare di eliminare l'ultimo mitra pesante. Abbiamo lanciato due bombe a mano.<br>Nella polvere che scendeva dal tetto non si vedeva niente, e ci siamo trovati davanti quattro nemici che come noi giravano come gattini ciechi nella nuvola grigia, sporca, che puzzava di macerie e di esplosivo bruciato.<br>Da così vicino, lì in Cecenia, non avevo mai sparato a nessuno.<br>Intanto al primo piano il nostro Capitano aveva preso un prigioniero e steso otto nemici, tutto da solo.
==Citazioni==
*Beh, a partire dalla mia nascita, io forse per abitudine ho continuato a procurare vari dispiaceri e togliere parecchie possibilità di vita allegra ai miei genitori (anzi, a mia mamma, perché mio padre in realtà se ne fregava di tutto, faceva la sua vita da criminale, rapinava banche e stava tanto tempo in galera). Non mi ricordo nemmeno quante ne ho combinate, da piccolo. Ma è naturale, sono cresciuto in un quartiere malfamato, proprio nel posto dove negli anni Trenta si sono sistemati i criminali espulsi dalla Siberia. La mia vita era lì, a Bender, con i criminali, e il nostro criminalissimo quartiere era come una grande famiglia. (p. 9)
*Le armi a casa nostra, come in tutte le case siberiane, erano tenute in posti ben precisi. Le pistole chiamate «proprie», cioè quelle che i criminali siberiani portano sempre con sé, quelle che usano ogni giorno, vengono postate nell'«angolo rosso», dove sono appese le icone di famiglia, le foto dei parenti morti e di tutti coloro che stanno scontando una condanna in prigione. Sotto le icone e le foto c'è una specie di mensola, coperta con un pezzo di stoffa rosso, sulla quale di solito ci sono una decina di crocefissi siberiani. Quando un criminale entra in casa va subito nell'angolo rosso, si toglie la pistola e la posa sulla mensola, dopo si fa il segno della croce e mette un crocefisso sopra la pistola. Questa è un'antica tradizione che assicura che nelle case siberiane le armi non vengano utilizzate: se questo avvenisse, in quella casa non si potrebbe più vivere. Il crocefisso è una specie di sigillo, che si rimuove solo quando il criminale esce di casa. (p. 10)
*Nella comunità siberiana s'impara a uccidere da piccoli. La nostra filosofia di vita ha un rapporto stretto con la morte, ai bambini viene insegnato che il rischio e la morte sono cose legate all'esistenza, e quindi togliere la vita a qualcuno o morire è una cosa normale, se c'è un motivo valido. Insegnare a morire è impossibile, perché una volta fatto l'affare non c'e ritorno, e dall'aldilà non ha ancora telefonato nessuno per raccontare come si sta. Però insegnare a convivere con la minaccia della morte, a «tentare» il destino, non è difficile. Molte fiabe siberiane parlano dello scontro mortale tra criminali e rappresentanti del governo, dei rischi che si corrono ogni giorno con dignità e onestà, della fortuna di quelli che alla fine hanno preso il bottino e sono rimasti vivi, e della «buona memoria» per quelli che sono morti senza mollare gli amici in difficoltà. Attraverso queste fiabe i bambini percepiscono i valori che danno senso alla vita dei criminali siberiani: rispetto, coraggio, amicizia, dedizione. Verso i cinque-sei anni i bambini siberiani dimostrano una determinazione e una serietà invidiabili anche per gli adulti di altre comunità. È su basi così solide che si costruisce l'educazione a uccidere, ad agire fisicamente contro un essere vivente. (p. 20)
*Verso i dieci anni il bambino è a tutti gli effetti inserito nel clan dei minori, che collabora attivamente con i criminali della comunità siberiana. Lì ha la possibilità di affrontare per la prima volta tante diverse situazioni della vita criminale. I più grandi insegnano ai più piccoli come comportarsi; tra le risse e i conflitti e la gestione dei rapporti con i minori delle altre comunità, ogni ragazzo si fa le ossa. (p. 21)
*Spesso a tredici-quattordici anni i minori siberiani hanno già precedenti penali e quindi esperienza del carcere minorile: un'esperienza che è molto importante, anzi fondamentale, per la formazione del carattere e della visione del mondo individuale. A quest'età molti siberiani hanno già alle spalle traffici criminali, un omicidio o almeno un tentato omicidio. E tutti sono capaci di comunicare all'interno della comunità criminale, di seguire, trasmettere e salvaguardare le basi e i principî della legge criminale siberiana. (p. 21)
*La picca, così viene chiamata la storica arma dei criminali siberiani, è un coltello a scatto con una lama lunga e sottile, ed è legato a molte usanze e cerimonie tradizionali della nostra comunità criminale.<br>Una picca non si può comprare o avere per propria volontà, si deve meritare.<br>Ogni criminale giovane può ricevere in regalo una picca da un criminale adulto, purché non sia un parente.<br>Una volta regalata, la picca diventa una specie di personale simbolo di culto, come la croce nella comunità cristiana.<br>La picca ha anche poteri magici: moltissimi.<br>Quando qualcuno è malato e soprattutto soffre, gli mettono sotto il materasso una picca aperta, con la lama di fuori, così secondo le credenze la lama taglia il dolore e lo assorbe come una spugna. Inoltre, quando un nemico viene colpito da quella lama, il dolore raccolto sgorga dentro la ferita, facendolo soffrire ancora di più.<br>Il cordone ombelicale dei neonati viene tagliato con una picca, che prima però è stata lasciata aperta per una notte nel posto dove dormono i gatti.<br>A suggellare patti importanti fra due persone – tregue, amicizie o fratellanze – i criminali s'incidono la mano con la stessa picca, che poi viene conservata da una terza persona, una specie di testimone del loro patto: chi tradirà la tregua verrà ammazzato con quella picca.<br>Quando un criminale muore, la sua picca viene rotta da qualcuno dei suoi amici: una parte, la lama, si mette nella tomba, di solito sotto la testa del morto, il manico invece lo conservano i parenti stretti. Quando è necessari comunicare con il morto, chiedergli un consiglio o un miracolo, i parenti tirano fuori il manico e lo mettono nell'angolo rosso, sotto le icone. Così il morto diventa una specie di ponte diretto tra i vivi e Dio in persona.<br>Una picca conserva i suoi poteri solo se si trova nelle mani di un criminale siberiano che la usa rispettando le regole della comunità criminale; se una persona indegna si appropria di una picca non sua, quella gli porterà sfortuna: da qui il nostro modo di dire «rovinare qualcosa come la picca rovina un cattivo padrone».<br>Quando un criminale è in pericolo, la sua picca lo può avvertire in molti modi: la lama scatta improvvisamente da sola, o diventa calda, o vibra; qualcuno ritiene che sia persino in grado di emettere un fischio.<br>Se una picca si rompe, significa che da qualche parte c'è un morto che non trova pace e allora si fanno offerte alle icone o si ricordano nelle preghiere parenti e amici morti, si visitano i cimiteri, si i morti parlando di loro in famiglia, raccontando di loro soprattutto ai bambini.<br>Per tutte queste ragioni, alla parola «picca» mi si sono accesi gli occhi. Possederne una significa essere premiati dagli adulti, avere qualcosa che ti lega per sempre al loro mondo. (pp. 28-29)
*Nonno Kuzja mi ha insegnato le vecchie regole di comportamento criminale, che nei tempi moderni aveva visto cambiare sotto i suoi occhi. Era preoccupato, perché diceva che tutto comincia sempre dalle piccole cose che sembrano poco importanti, e alla fine si arriva alla totale perdita della propria identità. (p. 32)
*Nonno Kuzja odiava tutto ciò che era americano perché, come tutti i criminali siberiani, si opponeva a quello che rappresentava il potere nel mondo. Quando sentiva parlare di gente fuggita in America, di tanti ebrei che negli anni Ottanta avevano fatto una grandiosa fuga dall'Urss, diceva stupito:<br>– Ma come mai vanno tutti in America dicendo che cercano la libertà? I nostri antenati si sono rifugiati nel bosco, in Siberia, mica sono andati in America. E poi perché fuggire dal regime sovietico per finire in quello americano? Sarebbe come se un uccello scappato dalla gabbia andasse volontariamente a vivere in un'altra gabbia...<br>Per questi motivi, a Fiume Basso era vietato usare qualsiasi cosa americana. Le macchine americane, che circolavano liberamente per tutta la città, non potevano entrare nel nostro quartiere, e così erano banditi i capi di abbigliamento, gli elettrodomestici o qualsiasi altro oggetto «made in Usa». Per me personalmente quest'aspetto era abbastanza doloroso, dato che io avevo un debole per i jeans: mi piacevano, ma non li potevo mettere. Ascoltavo di nascosto la musica americana, mi piaceva il blues, il rock e il metal, ma rischiavo di grosso a tenere in casa i dischi e le cassette; quando mio padre faceva ispezione nei miei nascondigli e li trovava scatenava un inferno, mi picchiava e mi obbligava a rompere tutte le registrazioni con le mie mani davanti a lui e al nonno, e poi per una settimana di seguito ogni sera dovevo suonare con la fisarmonica per un'ora a lui e agli altri membri della famiglia le melodie russe, e cantare le canzoni popolari o criminali russe.<br>Io non ero affascinato dalla politica americana, solo dalla musica e dai libri di qualche scrittore. Una volta, scegliendo il momento giusto, ho provato a spiegarlo a nonno Kuzja: speravo che lui con i suoi poteri potesse intercedere per me e ottenere il permesso di farmi ascoltare la musica e leggere i libri americani senza dovermi nascondere dai miei famigliari. Mi ha guardato come se l'avessi tradito e ha detto:<br>– Figliolo, lo sai perché quando c'è la peste la gente brucia tutto ciò che apparteneva ai malati?<br>Io ho fatto un gesto negativo con la testa. Ma già immaginavo dove voleva andare a parare.<br>Lui ha fatto un triste sospiro e ha concluso:<br>–Il contagio, Nicolai, il contagio. (pp. 36-37)
*Da giovane nonno Kuzja aveva fatto parte di una banda di Urca guidata da un famoso criminale che si chiamava «Croce», un uomo di vecchia fede siberiana che si era opposto prima al potere dello zar e dopo a quello dei comunisti. In Siberia – mi spiegava nonno Kuzja – nessun criminale ha mai sostenuto una forza politica, vivevano tutti seguendo solamente le loro leggi e combattendo qualsiasi potere governativo. La Siberia ha da sempre fatto gola ai russi perché è una terra molto ricca di risorse naturali: oltre agli animali da pelliccia, che in Russia erano considerato un tesoro nazionale, la Siberia aveva tanto oro, diamanti, carbone; più tardi hanno scoperto pure petrolio e gas. Tutti i governi hanno tentato di sfruttare il più possibile la regione, naturalmente senza fare i conti con la popolazione. I russi arrivavano, diceva nonno Kuzja, costruivano le loro città in mezzo al bosco, scavano la terra, e si portavano via i tesori con i treni e le navi.<br>I criminali siberiani, che erano rapinatori esperti i cui avi avevano assaltato per centinaia di anni le carovane mercantili provenienti dalla Cina e dall'India, non avevano avuto nessuna difficoltà ad assaltare anche quelle russe.<br>In quegli anni tra gli Urca siberiani esisteva una filosofia, un modo per intendere la realtà, che si chiamava «Grande patto». Era una specie di piano generale che permetteva a tutti i criminali di esercitare una resistenza attiva contro il governo rapinando in continuazione i treni e i vari mezzi di trasporto. Secondo la vecchia legge criminale, una banda non poteva compiere più di una rapina ogni sei mesi: così si teneva alta la qualità dell'attività criminale, perché è chiaro che se un gruppo ha solo una possibilità per rapinare una carovana, deve prepararsi bene e andare sul sicuro, evitando mosse sbagliate. La gente ci teneva a organizzare bene il colpo, altrimenti doveva stare mezzo anno senza mangiare. Il Grande patto ha eliminato questa regola, consentendo alle bande di compiere rapine in continuazione, perché lo scopo non era quello di arricchirsi, ma di cacciare fuori dalla Siberia gli invasori russi. Vecchi criminali si sono uniti ai nuovi, formando bande molto grandi. Le più famose erano quelle di Angelo, di Tigre e di Taiga. (pp. 55-56)
*Dopo il 1992, quando le forze militari della Moldavia hanno cercato di occupare il territorio della Transnistria, la nostra città è stata abbandonata da tutti, siamo rimasti soli con noi stessi, come in realtà eravamo da sempre. Tutti i criminali armati hanno opposto resistenza ai militari moldavi, e dopo tre mesi di battaglie li hanno cacciati via.<br>Quando il pericolo dello scontro diretto era ormai passato, la Madre Russia ci ha mandato i cosiddetti «aiuti»: la quattordicesima armata, guidata dal carismatico [[Aleksandr Ivanovič Lebed'|generale Lebed']]. Quelli, una volta arrivati nella nostra città che era ormai libera da qualche giorno, hanno applicato la politica della gestione militare: coprifuoco, perquisizioni in casa, arresti ed eliminazione della gente scomoda. In quel periodo molto spesso il fiume portava a riva i corpi delle persone fucilate, le mani legate dietro la schiena con il filo di ferro e sul corpo segni di torture. Io stesso ho ripescato personalmente quattro cadaveri di persone giustiziate, quindi posso confermare con tutta la mia giovane autorità che le fucilazioni da parte dei militari russi erano una realtà molto praticata in Transnistria. (p. 61)
*I siberiani hanno rinunciato a qualsiasi contatto con il resto della società, e verso il 1998 erano completamente isolati, non collaboravano con nessuno e non sostenevano nessuno. (p. 61)
*Nonno Kuzja era stato tra i primi siberiani ad arrivare in Transnistria. Raccontava quel trasferimento con dolore, e si vedeva che dentro di lui aveva tanti sentimenti bui, legati a quel tempo. [...] Nella Russia di adesso non si sa quasi niente dell'esilio dei siberiani in Transnistria, qualcuno ricorda i tempi della collettivizzazione comunista, quando per il Paese passavano i treni pieni di povera gente che veniva spostata da una parte all'altra per ragioni note solo al governo.<br>Nonno Kuzja diceva che i comunisti avevano pensato di separare gli Urca dalle loro famiglie in modo da far morire la nostra comunità, invece, per ironia del destino, forse l'avevano salvata.<br>Dalla Transnistria tanti giovani sono andati in Siberia, per partecipare a modo loro alla guerra contro i comunisti: rapinavano i treni, le navi, i magazzini militari e creavano tante difficoltà ai comunisti. Sistematicamente tornavano in Transnistria a leccarsi le ferite, o per stare un po' con la famiglia e gli amici. Nonostante tutto, questa terra è diventata una seconda patria a cui i criminali siberiani hanno legato le loro vite. (pp. 63-66)
*Ogni comunità ha una sua tradizione del tatuaggio, simbologia e schemi diversi, secondo i quali i segni vengono posizionati sul corpo e alla fine letti e tradotti. La più antica cultura del tatuaggio è quella siberiana, perché sono stati proprio gli antenati dei criminali siberiani a tramandare la tradizione di tatuare i simboli in maniera codificata, nascosta. Poi questa cultura è stata copiata da altre comunità e si è diffusa nelle prigioni di tutto il Paese, trasformando i significati principali dei tatuaggi e il modo in cui vengono eseguiti e tradotti. I tatuaggi della casta criminale più potente in Russia, chiamata Seme nero, sono interamente copiati dalla tradizione degli Urca, ma hanno significati diversi. Le immagini possono essere uguali, ma solo una persona capace di leggere un corpo può «raccontare» con precisione quello che nascondono e spiegare perché sono diverse.<br>A differenza delle altre comunità, i siberiani fanno tatuaggi solamente a mano, usando vari tipi di bacchette. I tatuaggi fatti con le macchinette o in altri modi non vengono considerati degni.<br>La tradizione del tatuaggio degli Urca siberiani ha un processo lungo quanto la vita di un criminale. Si cominciano a tatuare alcuni segni all'età di dodici anni, e solo dopo essere passati attraverso varie esperienze e periodi della vita queste cose si possono raccontare con i tatuaggi, codificati e nascosti in un quadro che negli anni diventa sempre più completo. Ecco perché nella comunità criminale siberiana non esistono persone giovani che hanno tatuaggi grandi e completi come nelle altre comunità; in Siberia la schiena e il petto vengono tatuati per ultimi, quando il criminale raggiunge i quaranta-cinquanta anni, e lo schema principale somiglia alla struttura di una spirale che partendo dalle estremità, cioè dalle mani e dai piedi, arriva al centro del corpo.<br>Per leggere i corpi con tatuaggi così complessi bisogna avere molta esperienza e conoscere perfettamente la tradizione del tatuaggio; per questo nella comunità criminale siberiana la figura del tatuatore ha un posto speciale: è come un sacerdote autorizzato da tutti gli altri a operare in nome loro. (pp. 73-74)
*Nella comunità siberiana tutti i beni materiali, specialmente i soldi, vengono disprezzati: per questo non vengono neanche nominati. Se i siberiani parlano di soldi, li chiamano «quelli» o «spazzatura», «cavolfiore», «limoni», oppure dicono solo le cifre, pronunciano i numeri. I siberiani non tengono i soldi in casa perché si dice che portano male in famiglia, distruggono la felicità e «spaventano» la fortuna. Li tengono vicino a casa, in giardino, in qualche nascondiglio particolare, magari in una costruzione per animali domestici. (p. 83)
*I tatuatori non compiono crimini e non partecipano a nessun affare criminale: questo si spiega in due modi, perché dedicano tutto il loro tempo al lavoro e perché all'epoca dell'Urss tatuare era ritenuto un crimine in sé, e per questa attività si andava in galera. (p. 83)
*Nel '92 in Transnistria c'è stata una guerra. Dopo la caduta dell'Urss, la Transnistria è rimasta fuori dalla federazione russa e non apparteneva più a nessuno. I Paesi più vicini come la Moldavia e l'Ucraina avevano delle mire su di lei. Ma gli ucraini avevano già le loro difficoltà, per via dell'alto tasso di corruzione nel governo e nelle strutture dirigenti. I moldavi, nonostante la situazione disastrosa del Paese – assoluta povertà se non miseria di un popolo prevalentemente contadino – hanno fatto un patto con i rumeni, e usando la forza militare hanno cercato di occupare il territorio transnistriano. Secondo l'accordo, la Transnistria sarebbe stata divisa in maniera particolare: il governo moldavo avrebbe controllato il territorio, lasciando agli industriali rumeni il compito di gestire le numerose fabbriche dove si producevano gli armamenti, costruite dai russi ai tempi dell'Urss e dopo rimaste completamente sotto il controllo dei criminali, che avevano trasformato il territorio transnistriano in un vero e proprio supermercato di armi.<br>Così i moldavi senza nessun preavviso sono passati all'azione: i loro carri armati sono entrati nelle città di Bender e Dubăsari, che si trovano sulla parte destra del fiume Dnestr', ai confini con la Moldavia. Il 22 giugno a Bender, e cioè nella nostra città, è penetrata una divisione di carri armati moldavi che ha fatto copertura a dieci brigate militari, tra cui una di fanteria, una di fanteria speciale e due gruppi di militari rumeni. Gli abitanti di Bender hanno formato delle squadre di difesa, tanto di armi ne avevano in abbondanza. È scoppiata una breve ma molto sanguinosa guerra che è durata un'estate, dopo di che i criminali della Transnistria hanno buttato i militari fuori dalla loro terra. Poi, hanno cominciato a occupare il territorio moldavo. A quel punto l'Ucraina, per paura che i criminali vincendo la guerra portassero disordine pure sul loro territorio, ha chiesto alla Russia d'intervenire. La Russia, riconoscendo gli abitanti della Transnistria come suoi cittadini, si è presentata con un'armata per «assistere al processo di pace». Ha instaurato un regime militare, ha rinforzato i distretti di polizia, ha dichiarato la Transnistria «zona di estremo pericolo». I militari russi pattugliavano le strade con macchine blindate, imponevano il coprifuoco dalle otto di sera alle sette di mattina. Tanta gente ha cominciato a sparire nel nulla, nel fiume venivano trovati i corpi dei morti torturati. Un periodo che mio nonno chiamava «ritorno agli anni Trenta», e che è durato per molto tempo. Mio zio Sergeij è stato ammazzato dalle guardie in galera, molte persone per salvarsi hanno dovuto abbandonare la loro terra e rifugiarsi in diverse parti del mondo. (pp. 97-98)
*Quando arrivavano i poliziotti, di solito gli bloccavamo la strada, ci mettevamo seduti o sdraiati davanti alle loro macchine costringendoli a fermarsi. Quelli uscivano e ci spostavano a calci nel sedere o tirandoci per le orecchie, noi facevamo la lotta con loro. Di solito sceglievamo il più giovane e ci buttavamo addosso a lui in tanti, qualcuno lo picchiava, qualcuno si attaccava a un braccio mordendolo, un altro si aggrappava alla schiena e gli portava via il cappello, un altro ancora gli strappava i bottoni della divisa o gli tirava fuori la pistola dalla fondina. Andavamo avanti così finché lo sbirro non andava in esaurimento, o finché i suoi colleghi non cominciavano a picchiare sul serio. (pp. 101-102)
*Un messaggio a voce si chiama «soffietto». Quando un criminale adulto vuole fare un soffietto chiama un minorenne qualsiasi, anche suo figlio, e gli dice il contenuto del messaggio in lingua criminale ''fenja'', che proviene dall'antica lingua degli antenati dei criminali siberiani, il popolo degli Efei. I messaggi detti a voce sono sempre corti e hanno un significato concreto, vengono usati nei rapporti quotidiani, per questioni poco complicate. (p. 103)
*I nostri vecchi ci avevano insegnato bene.<br>Come prima cosa, bisognava rispettare tutti gli esseri viventi, categoria in cui non rientravano i poliziotti, la gente legata al governo, i bancari, gli usurai e tutti coloro che avevano tra la le mani il potere del denaro e sfruttavano le persone semplici.<br>Poi bisognava credere in Dio e in Suo Figlio Gesù, e amare e rispettare gli altri modi di credere in Dio diversi dal nostro. Ma la Chiesa e la religione non dovevano mai essere considerate una struttura. Mio nonno diceva che Dio non ha creato i preti, ma solamente uomini liberi, e che comunque esistono anche preti buoni: in quel caso non è peccato andare nei luoghi dove loro svolgono la loro attività, ma è senz'altro peccato pensare che davanti a Dio i preti abbiano più potere di altri uomini.<br>Infine, non dovevamo fare agli altri quello che non volevamo fosse fatto a noi: ma se un giorno eravamo obbligati a farlo, doveva esserci un buon motivo.<br>Uno dei vecchi con cui parlavo tanto di queste cose, voglio dire della nostra filosofia di vita e della nostra primitiva ignoranza, diceva che secondo lui il nostro mondo era pieno di persone che seguivano strade sbagliate, e che dopo aver fatto un passo falso si allontanavano sempre più dalla retta via. Lui era dell'idea che in molti casi era inutile cercare di farli ritornare sulla strada giusta, perché erano troppo lontani, e l'unica cosa che rimaneva da fare era sospendere la loro esistenza, «toglierli dalla strada».<br>– Uno che è ricco e potente, – diceva il vecchio, – camminando sulla sua strada sbagliata rovina tante vite, mette nei guai tante persone che in qualche maniera dipendono da lui. L'unico modo per far tornare tutto al suo posto è ucciderlo, e così distruggere il potere che ha costruito sul denaro.<br>Io ribattevo:<br>– E se anche l'omicidio di questa persona fosse un passo falso? Non sarebbe meglio evitare di avere contatti con lui e basta?<br>Il vecchio mi guardava stupito, e rispondeva con tale convinzione che mi girava la testa:<br>– Ragazzo, chi ti credi di essere, Gesù Cristo? Soltanto Lui può fare miracoli, noi dobbiamo solo servire Nostro Signore... E quale servizio migliore di togliere dalla faccia del mondo i figli di Satana?<br>Era troppo buono, quel vecchio. (pp. 110-111)
*Le nostre bottigliette partivano in una maniera spettacolare, mi sembrava di sentirle fischiare come pallottole: quando le vedevo attraversare il muro del distretto – e sentivo le piccole esplosioni seguite dalle grida degli sbirri e dai primi segni di fumo nero, che come fantastici draghi si alzavano in aria – mi veniva da piangere tanto ero contento e felice. (p. 133)
*Il Seme nero nel mondo fuorilegge era una casta giovane ma potente, che aveva saputo far leva sulla filosofia del sacrificio personale. Apparivano come uomini puri e perfetti, che dedicavano la vita al benessere della gente in prigione. Avevano il culto della prigione: la chiamavano familiarmente «casa», «chiesa» o «madre», ed erano felici di finirci dentro anche per tutta la vita, mentre tutte le altre caste, tra cui anche quella degli Urca siberiani, disprezzavano la prigione e sopportavano la detenzione come si sopporta una disgrazia.<br>Grazie all'arruolamento nelle sue file di cani e porci, il Seme nero era diventata la casta più numerosa nel mondo fuorilegge russo: ma per una persona saggia e buona che potevi incontrare fra di loro, ti toccava conoscerne altre venti ignoranti e sadiche, che si davano arie e facevano i prepotenti in ogni situazione. Per questo molti rifiutavano di condividere le loro idee.<br>Poi c'era un'altra particolarissima casta: il Seme rosso, gente che collaborava con gli sbirri e che credeva nelle balle raccontate dalle amministrazioni delle prigioni, come il «recupero della personalità». Venivano chiamati «cornuti», «rossi», «compagni», ''sucha'', ''padla'' – nomi molto dispregiativi nella comunità criminale.<br>Tutti quelli che si trovavano in mezzo erano detti Seme grigio: cioè, neutrali. Erano contro gli sbirri e condividevano le regole della vita criminale, ma non avevano le responsabilità e soprattutto la filosofia di Seme nero, non volevano certo stare tutta la vita in prigione.<br>Quelli di Seme nero erano obbligati a rinnegare i parenti, non potevano avere né casa né famiglia. Come tutti gli altri criminali avevano il culto della madre, ma molti di loro non rispettavano le loro madri, anzi le trattavano male. Quante povere donne ho conosciuto con dei figli che, mentre stavano dentro, si dicevano l'un l'altro in maniera teatrale che l'unica cosa che gli mancava davvero era la mamma, mamma di qua e mamma di là, tante belle parole, e poi quando uscivano si presentavano a casa solamente per sfruttarla, a volte derubarla, perché così dice la loro regola: «Ogni ''Blatnyj'' – cioè ogni membro di Seme nero – deve portare via tutto dalla propria casa, solo così dimostra di essere onesto fino in fondo...» Una pazzia, madri e padri derubati, minacciati e a volte persino uccisi. Una vita corta e violenta, come la definivano loro stessi: «Vino, carte, donne e poi caschi pure il mondo...», senza nessun impegno morale o sociale. Tutta la loro esistenza si trasforma in uno spettacolo continuo in cui devono mostrare sempre e solo i lati negativi e primitivi della loro natura. (pp. 140-141)
*Gli Urca e i cosacchi erano da sempre in sintonia, andavano d'accordo: entrambi rispettavano le vecchie tradizioni, amavano la patria e la loro terra e credevano nell'indipendenza da qualsiasi forma di potere. Entrambi sono stati perseguitati da vari governi russi in epoche diverse, per la loro voglia di libertà. Solo che gli Urca erano più estremisti, e avevano una particolare struttura gerarchica. I cosacchi invece si definivano un esercito libero e quindi avevano una struttura paramilitare; in tempo di pace si occupavano per lo più di allevamento di bestiame. (p. 163)
*Quando avevamo una decina d'anni, siamo andati al cinema a vedere un film che si chiamava ''Lo scudo e la spada''. Il protagonista, un agente segreto sovietico, si esibiva in varie scene d'azione, sparando ai nemici capitalisti con la sua silenziosa pistola e facendo un sacco d'acrobazie. Quello rischiava la vita come se stesse facendo una cosa normale, di routine, per combattere l'ingiustizia nei Paesi della Nato. Era una specie di risposta nostrana ai tanti film americani e inglesi sulla guerra fredda, dove di solito i sovietici apparivano come stupide e incapaci scimmie che giocavano con la bomba atomica e volevano distruggere il mondo. Noi, nonostante il divieto dei nostri vecchi, eravamo andati a vederlo nell'unico cinema della città (non c'era ancora il secondo cinema, destinato a durare pochissimo, distrutto nella guerra del '92: proprio lì dentro si piazzeranno i militari rumeni, e i nostri padri per ucciderli faranno saltare in aria di notte tutto il complesso, insieme al ristorante e alla gelateria). Bene, in quel film a un certo punto il protagonista saltava dal tetto di un palazzo altissimo usando un grande ombrello al posto del paracadute, per poi atterrare comodamente e senza danni. In poche parole, faceva quello che ha sempre fatto Mary Poppins. (pp. 167-168)
*[...] da noi un «gallo», cioè un omosessuale, è un reietto: se non lo ammazzano gli tolgono la possibilità di ogni contatto con la gente, ma soprattutto gli vietano di toccare oggetti di culto come la croce, il coltello, le icone. (p. 169)
*Dopo i magazzini alimentari cominciavano finalmente le prime case del quartiere Ferrovia. Un quartiere che apparteneva al Seme nero, dove c'erano regole diverse dalle nostre. Dovevamo comportarci bene, altrimenti potevamo anche non uscirne vivi.<br>I ragazzi di lì erano molto crudeli, cercavano di guadagnarsi il rispetto degli altri con la violenza più estrema. Il potere tra i minorenni aveva un valore simbolico, alcuni potevano comandare su altri, ma nessuno di loro veniva considerato dai criminali adulti. Così, è chiaro, i ragazzi non vedevano l'ora di crescere, e per farlo più in fretta molti diventavano perfetti imbecilli, sadici e ingiusti. Nelle loro mani le regole criminali venivano deformate fino a diventare assurde, perdevano di senso, ridotte a puri pretesti. Ad esempio, loro non portavano niente di rosso, lo definivano il colore dei comunisti: se qualcuno si metteva qualcosa di rosso quelli di Seme nero potevano arrivare a torturarlo. Ovvio, nessuno di quelli nati lì, sapendo questa regola, metteva mai qualcosa di rosso, ma se ce l'avevi con uno bastava nascondergli in tasca un fazzoletto rosso e gridare forte che era un comunista. Il malcapitato veniva subito perquisito, e se il fazzoletto saltava fuori nessuno più ascoltava le sue ragioni, per tutti era già una persona fuori dal mondo. (p. 171)
*[...] portare gli occhiali per i siberiani è come sedersi volontariamente su una sedia a rotelle, è un segno di debolezza, una sconfitta personale. Anche se non vedi bene non devi mai metterti gli occhiali, per conservare la tua dignità e il tuo aspetto sano. (p. 184)
*Passando sopra il corpo del nemico e stringendo il suo coltello nella mano sinistra, sono andato incontro a Geka, che da terra cercava di evitare i colpi di un bastone impugnato da un ragazzo robusto. Geka si appoggiava sul braccio destro e con quello sinistro cercava di parare il parabile. Ho sorpreso il suo aggressore alle spalle e gli ho affondato la lama della picca nella coscia.<br>La lama del mio coltello era bella lunga ed entrava bene dentro la carne, era l'ideale per disattivare le persone, perché penetrava senza problemi nei muscoli fino a toccare le ossa. (p. 190)
*Noi siberiani avevamo fatto amicizia con la famiglia armena. Gli armeni li conoscevamo da sempre, tra le nostre comunità esisteva un buon rapporto e ci somigliavamo in molte cose. Avevamo fatto un patto con loro: nel caso scoppiasse un grosso casino ci saremmo sostenuti a vicenda. Così il potere delle nostre comunità era aumentato.<br>Festeggiavamo i compleanni e altre feste insieme, a volte ci dividevamo persino i pacchi che arrivavano da casa. Se a qualcuno serviva urgentemente qualcosa, che so, una medicina o dell'inchiostro per tatuaggi, ci aiutavamo senza fare tanti discorsi.<br>Eravamo buoni amici con gli armeni, ma anche con i bielorussi, brava gente, e pure con i ragazzi che venivano dal Don, della comunità dei cosacchi: erano un po' militareschi ma avevano un gran cuore, ed erano tutti molto coraggiosi.<br>Invece avevamo grane con gli ucraini: alcuni di loro erano nazionalisti e odiavano i russi, e per qualche strano motivo anche tutti quelli che non condividevano questo sentimento finivano per sostenerli. Con gli ucraini poi le cose sono decisamente peggiorate dopo che un siberiano di un'altra cella ha ammazzato uno dei loro. Insomma, tra le nostre comunità è nato un vero odio.<br>Ci tenevamo lontani dalla gente della Georgia, erano tutti sostenitori di Seme nero. Ognuno di loro voleva a tutti i costi diventare un'autorità, inventava mille modi per farsi rispettare dagli altri, faceva una specie di campagna elettorale criminale per guadagnare voti. I georgiani che ho conosciuto lì non sapevano niente della vera amicizia o della fratellanza, vivevano insieme odiandosi l'un l'altro e cercando di fregare tutti, renderli loro schiavi, sfruttando le leggi criminali e trasformandole come faceva comodo a loro. Solo così avevano qualche speranza di diventare capi, e di essere rispettati dai criminali adulti della casta Seme nero. (pp. 219-220)
*Secondo la tradizione siberiana, l'omosessualità è una malattia infettiva molto grave, perché distrugge l'anima umana; noi quindi siamo cresciuti nel completo odio verso gli omosessuali. Questa malattia, che da noi non ha un nome preciso e si chiama solamente «male di carne», si trasmette attraverso lo sguardo, quindi un criminale siberiano non guarderà mai negli occhi un omosessuale. Nelle prigioni per gli adulti, nei posti dove la maggioranza dei detenuti è di fede ortodossa siberiana, gli omosessuali vengono costretti a suicidarsi, perché non possono condividere gli stessi spazi con gli altri. Come dice il proverbio siberiano: «I malati di carne non dormono sotto le icone».<br>Io non ho mai capito fino in fondo la questione dell'odio verso gli omosessuali, ma siccome sono stato educato così, stavo col branco. Con il passare degli anni ho avuto tanti amici omosessuali, persone con cui collaboravo, facevo affari, e ho avuto un buon rapporto con molti di loro, mi erano simpatici, mi piacevano come persone. Eppure fino a oggi non sono riuscito a farmi passare la brutta abitudine di dire finocchio o frocio a qualcuno quando lo voglio insultare, anche se subito dopo mi pento, anzi mi vergogno. È l'educazione siberiana che parla per me. (pp. 220-221)
*Molto spesso anche alcune guardie violentavano i minorenni, di solito succedeva nelle docce. La doccia si poteva fare una volta alla settimana se ti trovavi in regime comune, mentre in regime speciale, dov'ero io, una volta al mese. Noi ci arrangiavamo con le bottiglie di plastica, facendo la doccia sopra il gabinetto, dato che avevamo sempre acqua calda in abbondanza. Quando andavamo nel blocco delle docce sembrava un'operazione militare: camminavamo tutti vicini, se avevamo deboli e malati li mettevamo in mezzo e li tenevamo sempre sotto controllo, ci muovevamo come un plotone di soldati. (p. 221)
*Con quel ragazzo che solo un momento prima volevo massacrare di botte, siamo passati da una cabina all'altra, nascondendoci, avvicinandoci sempre di più al posto da dove arrivava quel suono. Ho sentito male per il panorama che si è aperto davanti ai nostri occhi: un grosso guardiano di mezza età con i pantaloni abbassati, la testa in alto e gli occhi chiusi, stava letteralmente inculando un ragazzo piccolo e magro, che piangeva piano e non tentava neanche di scappare dalla presa del violentatore, che lo teneva fermo con una mano sul collo e l'altra sul fianco.<br>Il rumore che avevamo sentito era quello del mazzo di chiavi agganciato alla cintura dei pantaloni calati dello sbirro pedofilo: le chiavi sfregavano a terra a ogni suo movimento. (p. 222)
*C'era uno sbirro vecchio e schifoso: aveva fatto per tutta la vita la guardia nelle carceri per adulti, e dopo aver studiato psichiatria infantile aveva chiesto trasferimento nel carcere minorile. Aveva molto potere nella nostra prigione, anche se era un semplice guardiano faceva concorrenza al direttore, perché era legato a persone che gestivano una nuova attività arrivata dall'estero con la democrazia, come una forma di vita libera. Queste persone erano produttori di film porno pedofili e costringevano i minorenni a prostituirsi, ad avere rapporti sessuali con stranieri, gente che arrivava dall'Europa e dagli Usa, gente che aveva tanti soldi e quindi ragazzi venivano prelevati a una cert'ora dalle celle e tornavano il giorno dopo con borse piene di cibo e di cazzate varie, tipo riviste patinate, matite da disegno e altre cose che nessuno in carcere si sognava. Ai compagni di cella era proibito toccarli e maltrattarli, erano intoccabili, nessuno osava muovere un dito contro di loro, perché tutti sapevano: quei ragazzi erano le puttane del vecchio guardiano. Lui lo chiamavamo «Coccodrillo Žena», come il personaggio di un cartone animato sovietico. Le puttane invece le chiamavamo con nomi di donne. (pp. 222-223)
*Sono cresciuto con i malati mentali e ho imparato da loro molte cose, così sono arrivato alla conclusione che hanno dentro una purezza naturale, qualcosa che non si può sentire se non si è liberati completamente dal peso terrestre. (p. 237)
*Tra il Seme nero e noi esisteva da sempre una specie di tensione, loro si definivano i padroni del mondo criminale ed erano molto presenti sia in galera che fuori, ma le basi della loro tradizione criminale, gran parte delle regole e persino i tatuaggi, erano copiati da noi Urca.<br>La loro casta era cresciuta all'inizio del secolo, sfruttando un momento di grande debolezza sociale del Paese, pieno di gente disperata, vagabondi e criminali di basso livello contenti di andare in galera solamente per avere la possibilità di mangiare gratis e dormire sotto un tetto. A poco a poco erano diventati una comunità potente, però con tanti difetti, come riconoscevano persino molte autorità di Seme nero. (p. 254)
*L'insulto viene considerato da tutte le comunità un errore tipico della gente debole e poco intelligente, priva di dignità criminale. Per noi siberiani ogni tipo di insulto è un reato, in altre comunità si fanno anche delle distinzioni, ma in generale un insulto è la via più diretta per la lama del coltello. (p. 275)
*L'insulto è approvato se ti è scappato per ragioni personali e in forma non grave: se ad esempio ha chiamato «stronzo» uno che ha fatto un danno alla tua proprietà. Se invece hai offeso il nome di sua madre, molto facilmente ti faranno saltare sulla lama.<br>Sono perdonati gli insulti fatti in stato di furia o di disperazione, quando qualcuno è accecato da un forte dolore, tipo se gli muore la madre o il padre o un amico molto vicino. In questo caso non si parla neanche di giustizia, si dice «era fuori di sé» e la cosa finisce lì.<br>L'insulto però non è approvato quando si litiga per motivi di gioco d'azzardo o affari criminali, o per amore, o per relazioni d'amicizia: in quei casi l'uso di parolacce e frasi offensive può portare alla morte sicura.<br>Ma l'insulto più grave in assoluto è quello chiamato ''baklanka'', quando viene offeso un gruppo o una comunità intera. Non ci sono spiegazioni che tengano: ti meriti la morte o l'abbassamento, cioè il trasferimento definitivo nella comunità dei contagiati, come quelli che vivevano nel quartiere Bam.<br>Così fin da piccoli noi abbiamo imparato a «filtrare le parole», ad avere sempre il controllo di quello che ci usciva di bocca, per non commettere, neanche involontariamente, un errore. Perché secondo la regola siberiana, la parola volata via non può più tornare indietro. (pp. 275-276)
*Gli ucraini bevevano tanto, come tutto il resto della popolazione sovietica, certo, ma loro in maniera particolarmente smodata, senza il filtro della tradizione e senza l'ombra di una moralità. In Siberia l'alcol si beve seguendo regole ragionevoli per non danneggiare in modo irreparabile la propria salute: per questo la vodka siberiana è fatta solamente di grano, ed è purificata dal latte, che trattiene i residui della lavorazione, in modo che il prodotto finale abbia una purezza perfetta. Inoltre la vodka dev'essere bevuta solamente mangiando (in Siberia si mangia tanto e i piatti sono molto conditi, perché si bruciano parecchi grassi per resistere al freddo e conservare le vitamine durante l'inverno): se si mangiano i piatti giusti, si può arrivare a consumare un litro di vodka a persona senza problemi. Invece in Ucraina bevono vodka di diverse qualità, estraggono l'alcol dalle patate o dalla zucca, e le sostanze zuccherine rendono subito ubriachi. I siberiani non si ubriacano mai troppo, non svengono e non vomitano, gli ucraini invece si ubriacano fino a perdere i sensi, e ci mettono anche due giorni a riprendersi da una sbornia. (pp. 284-285)
*I figli maschi degli ucraini infatti avevano una brutta reputazione di mammoni, e di persone incapaci di fare qualcosa di utile per sé o per gli altri. A Bender nessuno si fidava di loro perché avevano l'abitudine di raccontare un sacco di bugie per farsi belli, ma lo facevano con tale goffaggine che nessuno poteva cascarci: ci limitavamo a trattarli come dei poveri scemi. Alcuni di loro hanno persino tentato di prosperare inventandosi delle leggi inesistenti: ad esempio che un fratello poteva costringere la sorella a prostituirsi. Lo sfruttamento della prostituzione era da sempre considerato un reato indegno di un criminale: la gente processata per quel tipo di crimine veniva ammazzata in galera; spesso anche anche in libertà, a dire il vero, ma era raro che uscissero vivi dalla prigione. Gli ucraini non capivano nemmeno questo fatto, giravano per i quartieri della città cercando inutilmente di entrare nei locali: tutte le porte per loro erano sempre chiuse, dato che i soldi che volevano spendere erano guadagnati in maniera indegna. Loro tiravano avanti senza chiedersi niente, creando un distacco sempre più profondo tra la loro comunità e il resto della città. (p. 285)
*Prugna ha ucciso tante persone; la sparo grossa, ma credo che forse si è salvato proprio per questo. Forse in quel modo, nonostante il gravissimo trauma infantile, è riuscito a restare sano di mente dando sfogo alla sua rabbia.<br>È stato in tante galere e ha vissuto tanto tempo anche da uomo libero, facendo sempre l'esecutore criminale. Ha sposato una brava donna, ha avuto tre figli e due figlie. Sulla mano destra, dove gli avevano rotto le dita, portava tatuato un teschi con il cappello da poliziotto. Sulla fronte una scritta, «''Az vozdam''», che in antica lingua russa significa «Mi vendicherò».<br>Non so se si è vendicato, ma non ha fatto altro che uccidere poliziotti. Aveva una collezione sterminata di distintivi degli agenti di polizia e delle forze dell'ordine che aveva fatto fuori in tutta la sua carriera: li teneva su un grande comò, nell'angolo rosso di casa sua, sotto le icone, dove c'era anche la foto della sua famiglia con una candela sempre accesa davanti.<br>L'ho vista coi miei occhi, quella collezione. Era impressionante. Tantissimi distintivi di tutte le epoche, dagli anni Cinquanta fino alla metà degli anni Ottanta, alcuni sporchi di sangue, altri bucati dalle pallottole. C'erano proprio tutti: poliziotti dei distretti delle varie città della Russia, gruppi speciali di lotta contro la criminalità organizzata, agenti del Kgb, polizia penitenziaria, agenti della Procura.<br>Prugna diceva che erano più di dodicimila, e che non sempre però era riuscito a recuperarli. (pp. 302-303)
*Io sparavo senza pensarci tanto sopra, così com'ero abituato, con la tecnica macedone, chiamata così perché gli antichi macedoni sapevano usare bene due spade contemporaneamente. Non prendevo la mira, sparavo dentro la macchina, nei posti dove c'erano le persone, e le vedevo morire, muoversi nelle loro ultime convulsioni, perdere la vita. (p. 317)
*Si diceva che dietro tutta la faccenda del complotto ci fossero i poliziotti, interessati a indebolire la comunità criminale della nostra città. Sarebbero riusciti a farlo poi cinque anni dopo, mettendo tanti giovani criminali contro i vecchi, e innescando una guerra sanguinosa che ha dato inizio alla fine della nostra comunità, che infatti oggi non esiste più nella forma in cui esisteva ai tempi di questa storia. (p. 320)
*Nonno Kuzja è morto di vecchiaia tre anni dopo, e la sua morte – insieme ad altri avvenimenti – ha provocato un terremoto nella comunità siberiana. Molti criminali di vecchia fede, scontenti del regime militare e poliziesco instauratosi nel Paese, hanno lasciato la Transnistria e sono tornati in Siberia, oppure sono immigrati in luoghi lontani. (p. 320)
*Quando ho compiuto diciotto anni, ero fuori dal mio Paese. Studiavo educazione fisica in una scuola sportiva, stavo cercando di crearmi un futuro diverso, fuori dalla comunità criminale. [...] Il consumismo russo post-sovietico era una cosa impressionante, per uno come me. La gente si lasciava affogare nei detersivi di marca e nei dentifrici, tutti bevevano per forza solo bevande provenienti dall'estero e le donne si spalmavano addosso una quantità industriale di creme francesi, pubblicizzate ogni giorno in televisione, credendo che le avrebbero fatte diventare come le modelle degli spot. (pp. 325-326)
*Facevo yoga, ero magro e flessibile, gli esercizi mi riuscivano bene e tutti erano contenti di me. Un mio maestro di lotta mi aveva consigliato di provare a seguire le lezioni di yoga che teneva un insegnante in Ucraina, uno che aveva studiato molti anni in India. E così andavo spesso in Ucraina per dei corsi di perfezionamento, e ogni anno d'estate insieme a un gruppo della mia sezione sportiva andavo per un mese e mezzo in India.<br>A diciotto anni stavo per ottenere il diploma da istruttore di yoga, ma non mi piaceva come erano gestite le cose nella mia scuola, spesso litigavo con l'insegnante, che mi diceva che ero un ribelle e non mi buttava fuori solo perché tanti ragazzi erano dalla mia parte. [...] Sognavo di aprire una mia scuola sportiva e di insegnare yoga alla gente della mia città. (p. 326)
==[[Explicit]]==
– Stai tranquillo, Nicolai, qui sei più al sicuro che con loro... Riposati, che tra un paio di giorni ti accompagneranno al treno che ti porta in Russia, nella brigata a cui sei destinato... Ti hanno già detto dove ti mandano?<br>– Il Colonnello ha detto che mi mandano nei sabotatori... – ho risposto con la voce sfinita.<br>Lui ha fatto una pausa e poi ha chiesto con agitazione:<br>– I sabotatori? Cristo Santo, ma che male gli hai fatto? Cos'hai combinato per meritarti questo?<br>– Ho ricevuto una educazione siberiana, – ho risposto mentre lui chiudeva la porta.
==Citazioni su ''Educazione siberiana''==
*Analizzando il libro con sobrietà, con gli occhi di un ex cittadino dell'Unione Sovietica, si può affermare che l'opera oscilla tra un marketing mirato agli occidentali ingenui, la fantasia volubile dell'autore e una descrizione realistica della vita dei criminali. A volte un aspetto è pertinente, a volte no. Un estone di mezza età e con spirito critico non prenderebbe questa storia per vera, sebbene molti aspetti siano familiari, almeno attraverso la letteratura russa e la realtà della vita sovietica. In breve, è un'apologia delle usanze e delle tradizioni di una banda di criminali russi. E come tale, il libro va gettato nella spazzatura. ([[Priit Hõbemägi]])
*Il libro ''Educazione siberiana'' viene venduto come un'autobiografia e il linguaggio rafforza questa impressione. È laconico, goffo, pieno di cliché e gergo criminale, come se Lilin avesse registrato le storie vissute in italiano. Ma come resoconto autobiografico, il tutto non funziona. Tutti i riferimenti cronologici sono così vaghi o imprecisi che il lettore non riesce a trovare un filo conduttore. E dove vengono presentati i fatti, sorgono dubbi. Come ha potuto Stalin, come afferma la fascetta pubblicitaria, reinsediare il clan degli Urca dalla Siberia a Bender nel 1938, quando la città faceva ancora parte della Romania? E come è possibile che la polizia della Transnistria rilasci minorenni arrestati dopo aver commesso un crimine senza verificarne l'identità? E perché un residente di questo stato (non riconosciuto) viene arruolato contro la sua volontà nella guerra in Cecenia alla fine degli anni Novanta? È possibile che alcuni degli errori, e in particolare la vaghezza del testo, derivino dal fatto che un editor straniero in Italia abbia trascritto il racconto di Lilin. E la traduzione tedesca potrebbe aver aggravato questa debolezza. In ogni caso, ''Educazione siberiana'' è un romanzo di finzione. In modo libero, non sempre convincente, Lilin vi ha intrecciato storie meravigliosamente bizzarre. La forza del romanzo risiede nel suo gergo criminale. Lilin ha persino inserito Benja Krik di Babel' nel suo mondo come se avesse realmente vissuto e combattuto negli anni '40. Si intuisce: proprio come il gossip lo è per i romanzi sociali, il gergo criminale è il materiale di base per i romanzi sulle gang. ([[Marie Luise Knott]])
*Ma siamo impazziti? La Russia sarà pure un Paese selvaggio, ma da noi è impossibile immaginare il romanzo di uno scrittore contemporaneo tedesco che racconti di come, nei boschi presso Berlino, si nasconda un reparto di ex SS, che insieme ai figli e ai nipoti, sulle note di Wagner e battendo il tamburo, rapinano i treni in transito. Ed è altrettanto impossibile immaginare che i lettori russi ci caschino e gli editori scrivano in copertina: «Ecco i figli del lupo della steppa, è più forte del Faust di Goethe». ([[Zachar Prilepin]])
*Non appena l'ho letto, ciò che mi ha colpito di più è stato il racconto di questo universo, un mondo molto particolare che, per certi versi, mi ha ricordato le tribù degli indiani d'America, o qualsiasi tipo di comunità che, in qualche modo, per motivi culturali, di tradizione, di legami con i cicli della natura, si opponga, se non al progresso, all'omologazione, alla globalizzazione. Questa è stata la prima cosa che mi ha colpito. ([[Gabriele Salvatores]])
===[[Paolo Bianchi]]===
*«Ero un criminale, è vero», ha dichiarato Lilin in molte occasioni, anche in pubblici incontri cui abbiamo assistito. «Ma un criminale onesto». E su questo ossimoro si è innescato l'interesse, anche mediatico, verso un libro che non convince del tutto proprio perché vanta troppe pretese.
*Il romanzo sembra ''I ragazzi della via Pal'' in versione splatter, con i coltelli al posto delle fionde e gli sbudellamenti all'ordine del giorno.
*Un libro che non è una provocazione, non è uno scandalo, è un libro che vale poco. Su questo credo che concordino in tanti. Oltretutto, gli autori di letteratura italiana contemporanea si trovano spesso senza niente da dire, ma con la necessità di dirlo a intervalli regolari, magari anche più di una volta all'anno. E vivono crisi di depressione e afasia. E la depressione la fanno venire ai (pochi) lettori. Chi, alla casa editrice Einaudi, ha deciso di pubblicare (è uscito poco più di un mese fa) il romanzo ''Educazione siberiana'' di Nicolai Lilin deve aver pensato a tutto questo.
===[[Elena Černenko (giornalista)|Elena Černenko]]===
{{cronologico}}
*"Non hai letto il libro di Nikolai Lilin ''Educazione siberiana''? – mi chiedeva la primavera scorsa un giornalista tedesco mio amico. – Impossibile! È un bestseller mondiale, tradotto in 40 lingue, in Europa l'autore è già definito "il nuovo simbolo della letteratura russa". Ma non sono riuscita a trovare l'opera reclamizzata dal collega in nessuna libreria di Mosca. In russo non è uscita.
*Sulla copertina si dice che si tratta di un'autobiografia, e che Nikolai Lilin è "erede degli urka siberiani". [...] A giudicare dalla quantità di recensioni positive al libro di Nikolai Lilin apparse nei media europei e americani, nei lettori occidentali non è sorto alcun dubbio sull’attendibilità dei fatti da lui esposti.
*I recensori non si sono lasciati turbare [...] dal fatto che fino al 1940 Bender si chiamava Tighina ed era parte della Romania, per cui Stalin semplicemente non poteva deportarvi nessuno, tanto più che all'epoca la gente veniva deportata ''in'' Siberia e non ''dalla'' Siberia.
*Se si uniscono i dati del libro di Lilin, delle sue interviste sulla stampa occidentali e dei suoi interventi alle fiere librarie, prima dei 23 anni l'autore ha fatto in tempo a: finire due volte in carcere in Transnistria ed essere processato in Russia, militare per tre anni come cecchino in Cecenia e un altro paio d'anni in Israele, Iraq e Afghanistan. A 24 anni ha fatto il pescatore su una nave in Irlanda, poi si è trasferito in Italia, dove si è sposato, ha aperto un salone di tatuaggi, ha scritto un bestseller e per poco non è diventato vittima di un attentato con motivazioni politiche.
*Ho chiesto a Nikolai Lilin-Veržbickij che cosa pensa dei commenti dei suoi ex amici {{NDR|sul libro}}. Lui ritiene che siano invidiosi: "Si sentono offesi e inferiori. Io sono riuscito ad andarmene e a ottenere qualcosa, e loro no." Però chiacchierando con me – a differenza che nelle interviste ai giornalisti occidentali – ha sottolineato ripetutamente che il suo libro non è un'autobiografia e che a collocarla come tale sono i suoi editori occidentali. Mentre lui non c'entra niente.
===[[Nicolai Lilin]]===
{{cronologico}}
*Volevo raccontare storie che rischiavano di perdersi, che conoscono in pochi, e renderle storie di molti. Le storie della mia gente, distrutta dal capitalismo di oggi, gente che aveva regole sacre, che viveva con dei valori. (3 aprile 2009)
*Non esiste più nessuna comunità {{NDR|siberiana}}. Sono io, mio fratello, e forse qualcun altro. Il problema è che anche in Siberia non è rimasto niente. Il nucleo di questa comunità è stato deportato in Transnistria e lì non è sopravvissuto. La comunità che descrivo nel libro era composta da 40 famiglie. Si può dire che la tradizione è stata un appoggio, ma in certe situazioni è impossibile per una comunità sradicata sopravvivere. (7 luglio 2009)
*Io volevo solo raccontare in un romanzo la Russia di mia madre, che ha lavorato tanto e alla fine è dovuta fuggire da casa, in Italia [...]. E il mondo di mio padre, che è vivo per miracolo e non ha più niente. Una delle tante vittime dello sporco gioco di potere che si è svolto in Transnistria. Oggi sta ad Atene, fa mille lavori, il macellaio o il cameriere, è un uomo solo, che ha lasciato alle sue spalle un intero mondo perduto. (13 luglio 2009)
*C’è chi dice che sono balle, che è tutto inventato, che in Transnistria non è mai stato deportato nessun siberiano. A me non interessa. Io non sono uno storico, non ho fatto ricerche d’archivio. Ho scritto un romanzo, con quello che ho visto e che so. Gli urca non furono deportati? La mia bisnonna, che a 23 anni rimase sola con sette figlioli, ricordava che li avevano portati via tutti insieme col treno fino alla frontiera. Furono costretti ad attraversare il fiume e fu detto loro : "Le armi sono pronte, chi torna indietro è morto". A casa lo raccontava sempre. Ma fuori aveva paura. Quando io ero piccolo, lavorava in ospedale, faceva l’infermiera. E si faceva passare per ebrea, per non dire chi era. Questa è la nostra storia. (13 luglio 2009)
*Non ho filtrato il ricordo attraverso il mio spirito critico di oggi. Ho voluto riprodurre la realtà così come è arrivata a me, attraverso la mia percezione di bambino, prima, e di ragazzo di sedici, diciotto anni, poi. Piccole storie di uomini e donne che non si trovano nelle enciclopedie. Mia madre, leggendo il libro, ogni tanto diceva: “Nicolai, ma guarda che qui hai sbagliato, la cosa non era esattamente così...”. Io la bloccavo subito : “Mamma, io la ricordo come l’ho scritta”. (13 luglio 2009)
*Quando i miei amici mi hanno consigliato di cominciare a scrivere, ho preso quel suggerimento con impegno. Mi sono detto: "Se non avrò una fortuna, almeno mi divertirò". Così, per puro divertimento ho scritto "L'educazione siberiana". Per ricordare le cose passate, per rivivere momenti della mia infanzia, che io, nonostante la mia giovane età, spesso vedo molto lontana. Così oggi spesso sento che mi chiamano "lo scrittore". E sorrido, perché penso che nel gergo criminale russo si chiama così chi è molto abile con il coltello. (29 dicembre 2009)
*È la mia storia, non ho inventato niente, non so inventare. (22 giugno 2010)
*{{NDR|«Chi sono gli urca?»}}<br>Non lo so esattamente. Mio nonno mi ha detto che era una nazione, sono nato in Transnistria. Sono cresciuto tra queste persone che furono esiliate durante il periodo stalinista, dalla Siberia alla Transnistria. Ho provato a ricreare tutto questo, ma non so se è tutto vero, perché non sono riuscito a trovare un archivio. "Urca" è quasi un insulto oggi in Russia, significa subito criminale comune, di bassa classe. (3 settembre 2010)
*Non parlo delle ragazze ma non parlo nemmeno della scuola. Ciò non significa che non esistesse, ma non era il mio argomento. E ho scritto ciò che mi è rimasto nella memoria. Non c'erano ragazze, litigavamo tra di noi e pensavamo che se ci fossero state ragazze sarebbe stato ancora peggio, avrebbero seminato discordia. (3 settembre 2010)
*I miei racconti sono arrivati al direttore dell'associazione letteraria e quando mi ha chiamato alle due del mattino piangeva. Ha detto: le mie storie sono così audaci e lo hanno toccato così tanto che vorrebbe mostrarle a un editore serio. Due settimane dopo ho ricevuto una telefonata dalla più grande casa editrice italiana, Einaudi. (3 ottobre 2011)
*{{NDR|«Qui ho tra le mani la versione tedesca del libro, e qui sulla copertina c'è scritto: "Nicolai Lilin, urca siberiano ereditario..."»}}<br>Purtroppo non ho alcuna influenza su come viene presentato il mio libro. In Italia scrivono la stessa cosa in copertina, perché devono in qualche modo vendere questo libro e in qualche modo farmi conoscere alla gente. Ma questa non è un'autobiografia. Anche se questo libro si basa sulla mia esperienza, su ciò che io stesso ho vissuto. (3 ottobre 2011)
*{{NDR|«Ma come poteva Stalin mandare qualcuno a Bendery negli anni '30, se a quel tempo era territorio rumeno?»}}<br>Non è chiaro cosa ci fosse. Questa parte del libro, che è collegata al reinsediamento... o, diciamo, al "presunto reinsediamento", l'ho scritta o, per meglio dire, ricreata questa storia, utilizzando alcuni ricordi degli anziani. Alcuni furono espulsi, altri fuggirono lì a causa delle persecuzioni dei comunisti. E l'editore ha scritto che questa è un'autobiografia. (3 ottobre 2011)
*La Siberia [...] era un paradiso, un posto di cui ci raccontavano da piccoli, dove c’erano boschi enormi. Ogni bambino aveva a casa i nonni che raccontavano di questi boschi e dei fiumi. Ma ci sono tante cose che non quadrano tra la mia Siberia immaginaria e quella reale. Nel mio libro parlo solo di una parte, quella dove viveva lo zio di mio padre, a Nord Ovest della Jacuzia. (12 ottobre 2011)
*Secondo me il successo di Educazione siberiana è legato al fatto che l'ho scritto senza prendere le parti di nessuno, ma semplicemente utilizzando la voce di un ragazzo. Questo raccontare una realtà attraverso i sentimenti, senza tecnicismi, ha aiutato le persone a sentirla sulla propria pelle. E per me questa è una cosa davvero rivoluzionaria. Nella comunicazione letteraria è importante stare dalla parte dei sentimenti e non da quella dei meccanismi, altrimenti diventi scrittore politico. E quando in mezzo c'è la politica sporchi tutto. Io per esempio sono stato sempre colpito da giovane dagli autori di fantascienza americani degli anni Cinquanta, da Asimova Bradbury, perché è attraverso queste letture non dichiaratamente politiche - allora vietate nel mio Paese - che ho scoperto cosa accadeva nel mondo, a cominciare dalla guerra nel Vietnam. Grazie a questi libri, che in Russia si chiamavano "stracci", ed erano vietati, capimmo che il capitalismo non era tutto cattivo e che, di là dalla Cortina di ferro, c'erano persone che condividevano i nostri stessi valori. Su questo ho costruito la mia comunicazione letteraria. Poi, se c'è qualcuno che vede qualcosa di politico in quello che scrivo ben venga, ma il mio primo obiettivo è comunicare. Se vogliamo dire che ogni comunicazione è politica va bene, ma io non voglio assolutamente essere politico. E in questo momento sono anche apartitico. (28 febbraio 2013)
*Se qualcuno vuole pensare che dietro a chi ha scritto il libro ci sia un ghostwriter, che lo pensi pure. A me importa, piuttosto, che costui abbia comprato il libro. (5 aprile 2013)
*Io ho scritto un romanzo, non un saggio storico, anche se ho fatto riferimento a un momento epocale della storia. Non è facile, e neanche opportuno, cercare di distinguere la realtà dal romanzo. Chi cerca di esaltare o di negare la verità del mio libro è comunque un "maleducato". Sta a me scrittore affermare se quello che ho scritto è fondato sull’esperienza vissuta o meno. (16 novembre 2013)
*Xenia è un personaggio reale al 95%, per la quale mi sono ispirato a una persona che ho realmente conosciuto, dalla quale ero molto affascinato e alla quale ero legato sin dall'infanzia. Come tutte le persone prive di stabilità mentale, lei era pura. (11 giugno 2024)
===[[Donald Rayfield]]===
{{cronologico}}
*Se preferiresti ''[[Pulp Fiction]]'' e ''[[Le iene (film)|Le iene]]'' senza il loro ingegnoso umorismo e struttura, allora questo potrebbe essere il libro che fa per te.
*La modalità narrativa del libro è strana: a volte, sembra che un antropologo descriva le tradizioni di un'etnia siberiana finora sconosciuta che combina la criminalità assolutamente spietata con la puntigliosità religiosa dei Fratelli esclusivi, le loro tradizioni incarnate in un nonno Kuzja che guida il giovane eroe e i suoi amici su quando, chi, come e con quale arma mutilare e uccidere. Altre volte, autore e lettore si crogiolano in una pornografia di violenza.
*Se queste "memorie" fossero credibili, potrebbero avere un certo valore (e servire come pretesto per invadere la Transnistria come piaga purulenta della criminalità). Ma la credulità crolla nelle prime pagine, e non solo perché la cronologia è un completo disastro. Lo sfondo delle "memorie" (nelle interviste alla televisione italiana Lilin ha cominciato a definire ''Educazione siberiana'' una "favola autobiografica") è la deportazione da parte di Stalin negli anni '30 di un gruppo di ladri siberiani intollerabilmente attivi e anticomunisti verso ovest, verso Bender sul fiume Dnestr, dove fiorirono negli anni '90. Di solito, Stalin fucilava queste persone o le mandava 1.600 miglia più vicino al Polo Nord: questa sarebbe l'unica deportazione registrata di Stalin dalla Siberia all'Europa, tanto più incredibile perché Bender fu dal 1918 al 1940 in Romania.
*I diritti di traduzione di questo libro sono stati venduti in tutto il mondo, ma non in russo, rumeno, ucraino o in qualsiasi lingua che gli abitanti di Bender e Tiraspol possano leggere. Lilin lo spiega come precauzione contro la vendetta per aver rivelato i segreti della lingua, dei tatuaggi e del codice degli urca siberiani. Tesi di dottorato e archivi Internet, invece, raccontano tutto sul simbolismo dei tatuaggi criminali russi, mentre le credenze dei dissidenti ortodossi e dei "ladri nella legge" vengono descritte da oltre un secolo (ma mai prima d'ora confuse come sono in questo libro, dove i revolver usati per uccidere sono conservati sotto le icone).
*Nicolai Lilin (se questo è il suo vero nome) ha ovviamente incontrato il mondo criminale, ma commette errori grossolani – sostenendo che ''fenja'', il gergo criminale originato dagli ''ofenja'', venditori ambulanti russi, è una lingua aborigena siberiana.
*Questo libro si legge come il delirio di un vaneggiatore [...]. Il successo di ''Educazione siberiana'' implica che l'editoria italiana sprofonda nello stesso pozzo nero della televisione italiana. Si può solo sperare che i lettori britannici non siano così ingenui.
===[[Roberto Saviano]]===
{{cronologico}}
*Per leggere questo libro bisogna prepararsi a dimenticare le categorie di bene e di male così come le percepiamo, lasciar perdere i sentimenti come li abbiamo costruiti dentro la nostra anima. Bisogna star lì leggere e basta.
*Non ci si aspetti un libro sulla mafia russa, né un trattato sul crimine, né alleanze tra clan, imperi economici, faide e sparatorie. È il contrario. È un romanzo che racconta di un popolo scomparso, di una tradizione guerriera che Nicolai conservava dentro di sé e che non riusciva più a tacere.
*In ''Educazione Siberiana'' ci sono pagine di arresti e retate in cui la polizia non riesce a rivolgere la parola a nessun siberiano. Ogni Urka ha sempre al proprio fianco una donna che faccia da tramite. Lilin racconta che dalle sue parti si dice che chi non ha voglia di lavorare e non ha il coraggio di delinquere fa il poliziotto. Nelle comunità criminali degli Urka, diversamente da quanto accade in Italia, esistono regole talmente forti da fermare il business, vincolare il potere.
===[[Federico Varese]]===
{{cronologico}}
*La veridicità degli elementi fondamentali della storia è stata strenuamente difesa da Lilin e accettata da molti critici; eppure molti lettori potrebbero avere la sensazione di essere finiti nell'era hayboriana inventata da Robert Ervin Howard, tra personaggi del calibro di Conan il barbaro e i signori della guerra Vanir.
*Il libro si presenta come una "scioccante esposizione di uno straordinario mondo criminale", anche se una nota strategicamente posizionata (assente nell'edizione italiana) avverte il lettore che "certi episodi sono ricreazioni fantasiose, e quegli episodi [non specificati] non sono destinati a ritrarre fatti realmente accaduti". Durante un'intervista alla televisione italiana, Lilin ha ripetutamente minacciato un giornalista che metteva in dubbio la sua storia. A rischio di espormi all'ira dell'ultimo discendente dei criminali siberiani, oso dire che gli urca non sono mai esistiti, almeno non come li descrive l'autore.
*Di fronte a evidenti inesattezze e contraddizioni, Lilin ha ribattuto che queste accuse equivalgono ad accusare [[Anna Frank]] di aver calcolato male il numero dei pali elettrici a Bergen-Belsen. Lascio al lettore il giudizio sull'adeguatezza e sulla sensibilità del confronto.
*Lilin attinge alla vasta letteratura sulla vita carceraria e sul mondo criminale russo per creare una setta la cui presunta origine "siberiana" è fantastica e le cui tradizioni, pratiche e linguaggio provengono da ben note confraternite criminali carcerarie sovietiche e post-sovietiche. [...]. Le furiose reazioni di Lilin a coloro che mettono in dubbio le sue credenziali criminali possono essere meglio spiegate dal fatto che alcuni elementi del libro riflettono la sua esperienza, mentre la maggior parte del resto è ampiamente noto in Russia ai lettori dei racconti polizieschi quasi immaginari di Valerij Karyšev e agli spettatori della serie televisiva carceraria ''Zona''.
===[[Anna Zafesova]]===
*Bendery è una città piccola, 80 mila abitanti dove tutti si conoscono. Conoscono anche Nicolai (anche se all'epoca portava un altro cognome), si ricordano i suoi genitori e il nonno Boris, «grande persona, ha lavorato fino all'ultimo», dice un coetaneo dello scrittore. Si frequentavano quando erano ventenni, è stato anche a casa sua: «Non c'erano icone, né armi, nessun oggetto "siberiano". Lui era uno curioso, leggeva molto». Nulla di criminale? «Mai sentito che fosse stato in galera, anzi si diceva che a un certo punto si fosse arruolato nella polizia».
*Che cosa vuol dire siberiana? Tutto e niente. Ha visto sull'atlante quanto è grande la Siberia? E poi non esiste un'etnia siberiana, ma solo delle minoranze autoctone che con questo libro non c'entrano niente.
*Diciamo che l'infanzia che lui racconta, in un contesto di povertà ed emarginazione, è anche credibile. Così come è probabile che conducesse allo sbocco naturale della prigione. Anche una certa realtà di bande giovanili è possibile. È la parte sulla mafia che non convince. [...] Rappresentanti della mafia russa ne ho conosciuti. Chi è un killer non va certo a raccontarlo in giro.
*Secondo Lilin, gli Urca sarebbero una minoranza etnica «discendente degli antichi Efei» che viveva di caccia e rapina e che dalla Siberia venne deportata in Transnistria negli anni '30, quando era parte della Romania (sarebbe stata annessa all'Urss nel 1940, nella spartizione dell'Europa tra Stalin e Hitler). Così i comunisti avrebbero popolato «l'impero romeno», come lo chiama lo scrittore, di criminali russi sconfiggendo le cosche locali. «Assurdo», ride Pavel Polian, storico russo che da 25 anni studia le deportazioni di comunismo e nazismo: «Si deportava in Siberia, ma non dalla Siberia, meno che mai in Moldova. E gli Efei non sono mai esistiti».
*Secondo Lilin l'esistenza stessa degli Urca era un segreto del regime. Una comunità quasi estinta, che aveva lasciato un segno profondo, vincendo da sola la guerra del 1992, quando la Moldova in preda a bollenti spiriti postsovietici ha invaso la provincia separatista. In ''Educazione siberiana'' si narra del trionfo dei «siberiani», riusciti a far esplodere uno dei due cinema di Bendery pieno di militari. Marian Bozhesku, ricercatore ucraino autore di ''Transnistria 1989-1992'', lo studio più esaustivo sul conflitto, dice di non averne mai sentito parlare. «Per noi il ricordo della guerra è ancora vivissimo, abbiamo combattuto disperatamente, dire che sono stati i criminali a vincerla è ridicolo», s'indigna Denis Poronok, che ha la stessa età di Lilin, 31 anni, e contesta la «versione di Nicolai»: «Il cinema esploso è una fiaba, e nel '92 a Bendery c'erano quattro sale, non due».
==Filmografia==
*''[[Educazione siberiana (film)|Educazione siberiana]]''
==Bibliografia==
*Nicolai Lilin, ''Educazione siberiana'', Einaudi, 2009, ISBN 978-88-06-20256-9
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#[[Verscio]] - <small>2026-04-18</small>
#[[Chiesa di San Francesco d'Assisi (Locarno)]] - <small>2026-04-24</small>
#[[Piano di Magadino]] - <small>2026-04-25</small>
#[[Chiesa della Madonna della Fontana (Ascona)]] - <small>2026-04-27</small>
#[[Palazzo Borromeo (Isola Bella)]] - <small>2026-04-28</small>
#[[Isola Bella (Lago Maggiore)]] - <small>2026-04-28</small>
#[[Isola Madre]] - <small>2026-04-28</small>
#[[Isole Borromee]] - <small>2026-04-28</small>
#[[Colosso di san Carlo Borromeo]] - <small>2026-04-28</small>
#[[Buccione]] - <small>2026-04-30</small>
#[[Sacro Monte di Orta]] - <small>2026-04-30</small>
#[[Mottarone]] - <small>2026-04-30</small>
====Ampliate====
#[[Lago Maggiore]] - <small>2025-06-10/2026-04-28</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lago_Maggiore&diff=1411861&oldid=1331744 +12]
#[[Vallemaggia]] - <small>2025-06-20/2026-04-25</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Vallemaggia&diff=1411550&oldid=1190536 +3]
#[[Lugano]] - <small>2025-10-13</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lugano&diff=1391715&oldid=1388770 +2]
#[[Svizzera]] - <small>2025-12-01/2026-04-02</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Svizzera&diff=1409457&oldid=1331873 +2]
#[[Lago d'Orta]] - <small>2026-04-30</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lago_d%27Orta&diff=1412120&oldid=1309879 +4]
#[[Isola di San Giulio]] - <small>2026-04-30</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Isola_di_San_Giulio&diff=1412117&oldid=1300342 +2]
#[[Orta San Giulio]] - <small>2026-04-30</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Orta_San_Giulio&diff=prev&oldid=1412122 +1]
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Locarno
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[[File:Locarno - panoramio.jpg|thumb|Locarno]]
Citazioni su '''Locarno'''.
==Citazioni==
*A pianterreno, portici e portici, fin dove l'occhio arriva; sopra, ma soltanto in due o tre case, archi e colonne, nell'aria vivida, avvolgente. I portici, li percorreremo or ora. Gli archi e le colonne, conviene invece goderli di quassù e immaginarne altri e altre in riva al lago, sul dorsale dei colli, in grembo ai monti; come una musica i cui motivi tornino e ritornino melodiosi, a quando a quando.<br>I portici, a Locarno, son la passeggiata obbligatoria, inevitabile. Ti proteggono dalla pioggia e dal vento. Ti mantengono locarnese, se già lo sei; ti fan diventare, se non lo sei. Ti avvicinano alla benevolenza del prossimo: mentre passi (stanne certo) tutti in cuor loro ti danno il benvenuto. ([[Giuseppe Zoppi]])
*Col suo castello un po' minaccioso, i giardini a terrazza, Locarno è la più ticinese delle città del Ticino. È la regina delle montagne verdi e rosa e delle acque cangianti; i comuni suburbani di Muralto e di Minusio stanno alla sua sinistra dritti come due guardie armate di lance, e i villaggi vicini di Orselina e di Brione sono simili a due bambini che alzano verso la fronte della madre una ghirlanda di fiori. ([[Gonzague de Reynold]])
*Come tutti sanno, Locarno è una bella città. Sia l'Hotel Locarno sia l'Hotel della Corona sono buoni, ma quest'ultimo mi pare meno caro. Al ''castello'' c'è un affresco della Madonna attribuito, e credo giustamente, a [[Bernardino Luini]], e nel cimitero fuori della città ci sono alcuni antichi affreschi della seconda metà del XV secolo molto interessanti, anche se in condizioni pietose. [...] La grande attrattiva di Locarno, comunque, è il Sacro Monte che si erge più in alto rispetto alla città. ([[Samuel Butler]])
*È bella anche oggi la zona dei saleggi. Ma quand'ero ragazzo, era un paradiso. E quella sera era giugno, il cielo zeppo di stelle, un silenzio quasi completo, non fosse stato per le anatre selvatiche che rovistavano tra le lische. C'erano pioppi lungo il sentiero, messi in fila a destra e a sinistra. Dietro, cespugli e canneti. Poco lontano, il silos e intorno cumuli di ghiaia e sabbia. Sui prati, verso la diga della Maggia, alcuni campeggiatori avevano piantato le loro tende. Molti sarebbero rimasti laggiù fino alla fine di settembre, quando le notti sarebbero diventate fresche. ([[Angelo Casè]])
*''E ti canti la mite Locarno | che si specchia nel terso Verbano | e qual lembo del Tosco Lung'Arno, | s'incorona di palme e di fior.'' ([[Guglielmo Camponovo]])
*Hai ragione: la plebaglia rossa che alzava il pugno chiuso appartiene al passato. Quelli che oggi fanno ressa e si annoiano sotto i portici di Locarno sono vestiti nel migliore dei modi. Non capisco perché continuino a guardare le vetrine a bocca aperta. Hanno già tutto. Davanti a ogni cosa che viene loro offerta. [...] La loro miseria è il potere d'acquisto senza grandi ideali, l'essere rimbambiti dalla merce; e le loro vacanze le passano alle dipendenze della nostra crescita economica. ([[Max Frisch]])
*La fama di Locarno ebbe un momento di intensità internazionale, quando nel 1925 i grandi di un'Europa stremata dalla grande guerra scelsero la regina del Verbano per sedersi attorno a un tavolo e trattare della sospirata pace suscitando luminose ma effimere speranze: Chamberlain Luther Vandevelde Benes Briand, in un clima di generale embrassons-nous, favorito da uno splendido sole autunnale: Locarno città della pace, il Patto di Locarno... Ma vedi caso, dopo una gita sul lago Briand e Stresemann si sedettero a berne un bicchiere e a ragionare da amici in un'osteria di Ascona. ([[Piero Bianconi]])
*Le merci poi {{NDR|al mercato}} sono sciorinate in tutti i modi; sui banchi, per terra, in panieri, in ceste, cestoni, casse, gerle; panni, ferrarecce, suppellettili in legno, laveggi, vasi di rame, botti, bigoncie, bigoncini, minuterie, galanterie, infinite cianciafruscole, che mi facevano sbarrare tanto d'occhi; grani, farine, legumi, frutta, burro, cacio, polli, tacchini, insomma ogni grascia. Una grazia di Dio, dove anche i più ghiottoni troverebbero da abbellirsi. Sotto i folti platani, accanto al palazzo già residenza del governo – il mio paese fu una capitale – vi sono le trattorie improvvisate all'aria aperta. ([[Alfredo Pioda]])
*Ma sarebbero discorsi troppo lunghi, per farli su per aria; semmai si vorrebbero dipanare con agio seduti al tavolino d'un caffè in Piazza Grande: che è una delle belle invenzioni locarnesi, con la sua curva che rievoca la presenza dell'acqua dove le modeste e armoniose case vorrebbero ancora specchiarsi; spettacolo tanto più seducente in quanto minacciato da una fine ormai imminente: poiché s'è dileguata quell'amabile indolenza, quella ripostata pigrizia contemplativa che era uno degli aspetti più seducenti del carattere locarnese. ([[Piero Bianconi]])
*Mite sempre, il clima di Locarno: fiorite spesso anche in gennaio, sui colli intorno, mammole e primule. Esso fece però, quella volta, la sua prova più memorabile. Era ottobre, ma pareva piuttosto aprile. Colori favolosi, tendenti al rosso, al giallo, al viola, vestivano i monti tutt'in giro. Le foglie si dimenticavano di cadere. Il lago, lì davanti, non s'accontentava già di far da specchio a tanta meraviglia: si muoveva con tutte le sue onde, le spingeva lente lente verso le rive, sembrava mormorare giorno e notte, sotto le finestre dei diplomatici, un consiglio di moderazione. ([[Giuseppe Zoppi]])
*Si diceva che la gente là avesse bei cavalli e carrozze, che c'erano negozi di alimentari, di vestiti e di articoli di pelle, un albergo e anche una stazione ferroviaria. [...] Si stendeva bassa e offuscata nella pioggia fine, e come Luigi aveva sempre sentito e ora ricordava vagamente, certe case erano di quattro e anche cinque piani. ([[Patricia Highsmith]])
===[[Dante Bertolini]]===
*La Via Vallemaggia potrà sembrare a tutti una strada comune, simile a mille altre. Ma, per me – che pure percorsi viali spaziosi, asfaltati, alberati, fra palazzi maestosi e giardini, lungo rive di laghi splendenti, – per me, la via Vallemaggia è (ed era, soprattutto a quei tempi,) la strada più bella della terra. Per me, è la via dei primi passi fuori di casa, nel mondo. [...] Qui passai da bimbo, correndo intorno alla mamma, come fanno i cagnolini, quando vanno a passeggio con il padrone. Rincorsi farfalle, colsi fiori sui margini dei prati, spiai ramarri e lucertole, acciuffai lucciole. La percorsi mille volte, la mattina e la sera, insieme con la povera sorella e la mamma, le quali mi accompagnavano al giardino d'infanzia di Locarno.
*Novembre! Estate di San Martino!<br>Il tepore dell'aria fa dimenticare l'autunno e i giorni piovosi e freddi. Spalancate le finestre, le massaie gettano sui divani materassi, coperte, lenzuola.<br>I vecchietti e le vecchiette del Ricovero San Carlo girano a braccetto lungo i viali del parco; si appoggiano alla ringhiera e guardano: sorridono a tutte le giovani mamme che vanno a passeggio con i loro bambini. Gli insegnanti escono dalle scuole con gli allievi per l'ultima lezione all'aperto.<br>Che bel tempo!
*Qualche altra volta, andavamo sul lungolago! Raramente, troppo raramente, quando era bel tempo, la mamma e Maria acconsentivano a condurmi su quella via incantata. Incantata per me, che non sentivo le punture delle zanzare. Per la mamma e per la sorella quella passeggiata diventava un tormento. Io ridevo e dicevo loro di non esagerare; però a casa, quando mi facevano vedere le braccia, il collo e le gambe tempestati di macchioline rosse, dovevo proprio ammettere che avevano "il sangue dolce", perché quelle erano vere punture... e che punture!
*Sulla Piazza Grande sorgevano mucchi di neve, come i cumuli di fieno in un grande prato, dopo la fienagione. Carri e autocarri passano: gli operai del comune vi gettavano sopra la neve, dentro la quale quando il carico era completo, piantavano con un gesto vigoroso le pale, come i contadini infiggono tridenti dentro il fieno. I carri lenti e traballanti e i rumorosi autocarri si dirigevano, poi, verso il lago.
==Voci correlate==
*[[Chiesa di San Francesco d'Assisi (Locarno)|Chiesa di San Francesco d'Assisi]]
*[[Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (Locarno)|Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria]]
*[[Distretto di Locarno]]
*[[Lago Maggiore]]
*[[Stadio del Lido]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Città della Svizzera]]
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Guido Calgari
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text/x-wiki
[[File:ETH-BIB-Calgari, Guido (1905-1969)-Portr 01379.tif|miniatura|Guido Calgari (1958)]]
'''Guido Calgari''' (1905 – 1969), politico, docente universitario e scrittore svizzero.
==Citazioni di Guido Calgari==
*[...] borgata ormai imbastardita di germanesimo, di promiscue nudità e di esotiche fogge, quell'[[Ascona]] che non è ormai più ticinese, che ostenta le sue insegne e le sue mode di dubbio gusto e contamina la sua terra e il suo lago con la plutocratica prepotenza dell'ebraismo internazionale?<ref>Da ''Il vero Ticino'', Fritz Hunziker editore, Trogen, 1936, p. 25.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Valle Onsernone]]}} ''È il pensier d'una valle romita | accuneata tra picchi e burroni | ove dura e stentata è la vita | ma ispirata a cristiano saper.''<ref>Da ''La paglia'', in ''Sacra terra del Ticino'', Istituto editoriale ticinese, Bellinzona, 1980 [1939], p. 42.</ref>
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Calgari, Guido}}
[[Categoria:Accademici svizzeri]]
[[Categoria:Politici svizzeri]]
[[Categoria:Scrittori svizzeri]]
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Valle Onsernone
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[[File:Onsernonetal Isorno2.jpg|thumb|Valle Onsernone]]
Citazioni sulla '''Valle Onsernone'''.
*Da Loco giù a Niva in fondo alla valle [...] ogni tanto il sentiero si slarga a dire che un tempo era importante strada, ingresso dell'Onsernone. Quasi in fondo alla scesa, l'oratorio di San Giovanni Nepomuceno (che protegge dai pericoli dell'acqua, come rammentavano alcuni deliziosi quadrucci ex voto ormai scomparsi, disintegrati...). Impensata scoperta, lì accanto abita un eremita, un autentico anacoreta, un prete cattolico e zurighese intinto di orientalismi, ogni giorno celebra il rito ortodosso, nella chiesetta ha impiantato un'approssimativa iconostasi, tollerata dal mansueto curato. ([[Piero Bianconi]])
*''È il pensier d'una valle romita | accuneata tra picchi e burroni | ove dura e stentata è la vita | ma ispirata a cristiano saper.'' ([[Guido Calgari]])
*In tre valli – [[Valle Verzasca|Verzasca]], Onsernone e [[Centovalli (valle)|Centovalli]] – i fiumi scorrono in letti squarciati nella roccia, innocui ed invisibili, percepibili appena attraverso il loro sotterraneo mormorio. Nelle grandi vallate tuttavia i fiumi scorrono liberi e devastatori sopra ghiaia e sabbia. ([[Karl Viktor von Bonstetten]])
*La valle ha un'unica strada, che è tutta curve, ma provvista quasi ovunque di un parapetto di ferro; una strada stretta ma accettabile, che fa paura solo agli stranieri, specialmente gli olandesi. Gli incidenti dall'esito mortale sono più rari di quanto ci si aspetterebbe alla prima visione di questa strada. La continua veduta nei burroni da una parte, la roccia a spigoli vivi dall'altra, l'intuizione che il parapetto di ferro non potrebbe trattenere una macchina, rendono gli autisti vigili e prudenti. Dove non passano due macchine affiancate, l'autista che viene da sopra deve fare marcia indietro finché riesce a cedere il passo. ([[Max Frisch]])
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}}
[[Categoria:Valli della Svizzera|Onsernone]]
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Magadino
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[[File:Magadino Kirche.jpg|thumb|Magadino]]
Citazioni su '''Magadino''', frazione di [[Gambarogno]].
*Magadino, il villaggio del lago forse più conosciuto in Europa dopo Arona, è forse il meno degno di esserlo per tutto che non è commercio. Dieci case, in cui nove depositi di merci, otto venditori di tabacco, sette caffè, sei spedizionieri, cinque alberghi, quattro pubblici funzionarii, tre uffici, due bigliardi, e dappertutto un odor di formaggio che assassina. ([[Valentino Carrera]])
*Per andare da Lugano al Lago Maggiore ho di nuovo valicato il Monte Ceneri, un tempo così noto per gli assalti di banditi che vi si rifugiavano dalla Lombardia, dal Piemonte e da altre parti del Ticino, attraverso le sue valli strette e boscose. Ora in questo luogo temuto c'è un presidio militare, e niente può distrarci dall'ammirare le bellezze del paese. Un villaggio tutto nuovo si va sviluppando ogni giorno, Magadino, da questa parte del Lago Maggiore, davanti a Locarno. ([[Jean Alexandre Buchon]])
==Voci correlate==
*[[Bolle di Magadino]]
*[[Lago Maggiore]]
*[[Piano di Magadino]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Luoghi della Svizzera]]
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Paolo Nucci
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[[File:Paolo Nucci 2025.jpg|miniatura]]
'''Paolo Nucci''' (1960 – vivente), oculista, scrittore e divulgatore scientifico italiano.
==Citazioni di Paolo Nucci==
*[...] queste pagine trovano sostegno nell'esperienza di chi, come me, ha vissuto per più di trent'anni il nostro Servizio sanitario nazionale, da soldato a generale, sempre in prima linea.<ref>Da Paolo Nucci, ''Storia, vizi e virtù della migliore sanità del mondo'', Milano University Press, 2020. ISBN 9791280325013</ref>
==''L'opinionista''==
*La vita mi ha insegnato che il silenzio non è sempre assenza di parole: a volte è il modo migliore per raccoglierle, ordinarle e restituirle in forma più matura. (p. 3)
*Ognuno ha un passo suo, e in quel passo c'è la sua storia, l'impronta di una vita intera. (p. 20)
*Osservare e raccontare sono due mestieri distinti, ma in me si intrecciavano naturalmente. (p. 21)
==''Perché (non) fare il medico''==
*Non può esserci sanità senza giustizia sociale. (p. 18)
*Non pensare neppure per un momento di risparmiarti: questo è un lavoro totalizzante, che richiede dedizione e disciplina assolute. (p. 22)
*Il sapere medico è sempre e comunque un sapere "artigianale". (p. 31)
*Sbagliare è ciò che fa crescere e imparare di più nella professione medica. (p. 37)
*Ogni giovane, per imparare, dovrebbe andare ovunque trovi un mentore. (p. 42)
*Comprendevo finalmente quale grande privilegio ti accorda un genitore quando ti chiede di prenderti cura della cosa più preziosa che ha, il suo bambino. (p. 95)
*[...] il concetto di gratitudine, infatti è essenziale per un medico. È il perno attorno al quale ruota la sua attività, perché non esiste atto più prossimo o più autenticamente generoso del prendersi cura di qualcuno. (p. 107)
*[...] il compito del medico è la cura e non dev'essere nulla di più. Egli non può essere deviato verso un'attività manageriale improvvisata e snaturante, il suo interesse primario è sempre e solo la cura del paziente e i suoi compiti negoziali devono essere spesi a vantaggio esclusivo di quest'ultimo. (p. 124)
==''Allora mi curo da solo''==
*Sapere qualcosa dà l’impressione di sapere abbastanza.
*Il rischio non è tanto l’errore clamoroso, quanto quello silenzioso, plausibile, ben raccontato.
*Fidatevi della medicina, ma non spegnete il pensiero.
*La competenza rallenta, mentre la sicurezza accelera.
*Il corpo non distingue tra naturale e sintetico. Distingue tra ciò che tollera e ciò che no.
*L’ansia non è un cestino diagnostico.
*Il dolore non è un nemico da zittire a ogni costo.
*È un messaggio.»«Questo libro non offre soluzioni. Offre anticorpi.
==''Quel che resta''==
*Non si attraversa la cura degli altri senza uscirne diversi.
*La cura è una forma di esposizione: ti avvicina agli altri, ma ti sottrae qualcosa.
*Il lavoro ben fatto è già una forma di rispetto
*Non mi stava insegnando cosa fare, ma come stare davanti alla fragilità degli altri.
*La cura comincia quando qualcuno decide di prendersi cura di te.
*L’autorevolezza può essere gentile, la cura può essere un patto.
*Scrivere, in fondo, è un tentativo di dare una forma a ciò che si fa strada, che preme, che erutta.»
*La perfezione è una chimera crudele.»
*Il trenta e lode non è un punto di arrivo, è una tentazione.
*Definirsi per opposizione è comodo. Ti assolve prima ancora di avere ammesso che sei stato sconfitto.
*Alla fine, ciò che conta è più semplice e più difficile insieme: il modo in cui hai attraversato questo mestiere quando nessuno guardava.
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Paolo Nucci ''L'opinionista. {{small|Un indulgente ritratto di genere}}'', Edizioni Piemme, 2025. ISBN 9788858537053
*Paolo Nucci ''Perché (non) fare il medico'', Edizioni Piemme, 2021. ISBN 9788856681154
*Paolo Nucci ''Allora mi curo da solo. {{small|Cinquanta cose da evitare per il bene di tutti}}, Edizioni Piemme, 2026 ISBN 979122380218
*Paolo Nucci ''Quel che resta.{{small| Il mestiere della cura}}, Rubbettino Editore, 2026 ISBN 9788849889253
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Nucci, Paolo}}
[[Categoria:Divulgatori scientifici italiani]]
[[Categoria:Medici italiani]]
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[[File:Paolo Nucci 2025.jpg|miniatura]]
'''Paolo Nucci''' (1960 – vivente), oculista, scrittore e divulgatore scientifico italiano.
==Citazioni di Paolo Nucci==
*[...] queste pagine trovano sostegno nell'esperienza di chi, come me, ha vissuto per più di trent'anni il nostro Servizio sanitario nazionale, da soldato a generale, sempre in prima linea.<ref>Da Paolo Nucci, ''Storia, vizi e virtù della migliore sanità del mondo'', Milano University Press, 2020. ISBN 9791280325013</ref>
==''L'opinionista''==
*La vita mi ha insegnato che il silenzio non è sempre assenza di parole: a volte è il modo migliore per raccoglierle, ordinarle e restituirle in forma più matura. (p. 3)
*Ognuno ha un passo suo, e in quel passo c'è la sua storia, l'impronta di una vita intera. (p. 20)
*Osservare e raccontare sono due mestieri distinti, ma in me si intrecciavano naturalmente. (p. 21)
==''Perché (non) fare il medico''==
*Non può esserci sanità senza giustizia sociale. (p. 18)
*Non pensare neppure per un momento di risparmiarti: questo è un lavoro totalizzante, che richiede dedizione e disciplina assolute. (p. 22)
*Il sapere medico è sempre e comunque un sapere "artigianale". (p. 31)
*Sbagliare è ciò che fa crescere e imparare di più nella professione medica. (p. 37)
*Ogni giovane, per imparare, dovrebbe andare ovunque trovi un mentore. (p. 42)
*Comprendevo finalmente quale grande privilegio ti accorda un genitore quando ti chiede di prenderti cura della cosa più preziosa che ha, il suo bambino. (p. 95)
*[...] il concetto di gratitudine, infatti è essenziale per un medico. È il perno attorno al quale ruota la sua attività, perché non esiste atto più prossimo o più autenticamente generoso del prendersi cura di qualcuno. (p. 107)
*[...] il compito del medico è la cura e non dev'essere nulla di più. Egli non può essere deviato verso un'attività manageriale improvvisata e snaturante, il suo interesse primario è sempre e solo la cura del paziente e i suoi compiti negoziali devono essere spesi a vantaggio esclusivo di quest'ultimo. (p. 124)
==''Allora mi curo da solo''==
*Sapere qualcosa dà l’impressione di sapere abbastanza.
*Il rischio non è tanto l’errore clamoroso, quanto quello silenzioso, plausibile, ben raccontato.
*Fidatevi della medicina, ma non spegnete il pensiero.
*La competenza rallenta, mentre la sicurezza accelera.
*Il corpo non distingue tra naturale e sintetico. Distingue tra ciò che tollera e ciò che no.
*L’ansia non è un cestino diagnostico.
*Il dolore non è un nemico da zittire a ogni costo. È un messaggio.
*Questo libro non offre soluzioni. Offre anticorpi.
==''Quel che resta''==
*Non si attraversa la cura degli altri senza uscirne diversi.
*La cura è una forma di esposizione: ti avvicina agli altri, ma ti sottrae qualcosa.
*Il lavoro ben fatto è già una forma di rispetto
*Non mi stava insegnando cosa fare, ma come stare davanti alla fragilità degli altri.
*La cura comincia quando qualcuno decide di prendersi cura di te.
*L’autorevolezza può essere gentile, la cura può essere un patto.
*Scrivere, in fondo, è un tentativo di dare una forma a ciò che si fa strada, che preme, che erutta.»
*La perfezione è una chimera crudele.»
*Il trenta e lode non è un punto di arrivo, è una tentazione.
*Definirsi per opposizione è comodo. Ti assolve prima ancora di avere ammesso che sei stato sconfitto.
*Alla fine, ciò che conta è più semplice e più difficile insieme: il modo in cui hai attraversato questo mestiere quando nessuno guardava.
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Paolo Nucci ''L'opinionista. {{small|Un indulgente ritratto di genere}}'', Edizioni Piemme, 2025. ISBN 9788858537053
*Paolo Nucci ''Perché (non) fare il medico'', Edizioni Piemme, 2021. ISBN 9788856681154
*Paolo Nucci ''Allora mi curo da solo. {{small|Cinquanta cose da evitare per il bene di tutti}}, Edizioni Piemme, 2026 ISBN 979122380218
*Paolo Nucci ''Quel che resta.{{small| Il mestiere della cura}}, Rubbettino Editore, 2026 ISBN 9788849889253
==Altri progetti==
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[[Categoria:Divulgatori scientifici italiani]]
[[Categoria:Medici italiani]]
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text/x-wiki
[[File:Paolo Nucci 2025.jpg|miniatura]]
'''Paolo Nucci''' (1960 – vivente), oculista, scrittore e divulgatore scientifico italiano.
==Citazioni di Paolo Nucci==
*[...] queste pagine trovano sostegno nell'esperienza di chi, come me, ha vissuto per più di trent'anni il nostro Servizio sanitario nazionale, da soldato a generale, sempre in prima linea.<ref>Da Paolo Nucci, ''Storia, vizi e virtù della migliore sanità del mondo'', Milano University Press, 2020. ISBN 9791280325013</ref>
==''L'opinionista''==
*La vita mi ha insegnato che il silenzio non è sempre assenza di parole: a volte è il modo migliore per raccoglierle, ordinarle e restituirle in forma più matura. (p. 3)
*Ognuno ha un passo suo, e in quel passo c'è la sua storia, l'impronta di una vita intera. (p. 20)
*Osservare e raccontare sono due mestieri distinti, ma in me si intrecciavano naturalmente. (p. 21)
==''Perché (non) fare il medico''==
*Non può esserci sanità senza giustizia sociale. (p. 18)
*Non pensare neppure per un momento di risparmiarti: questo è un lavoro totalizzante, che richiede dedizione e disciplina assolute. (p. 22)
*Il sapere medico è sempre e comunque un sapere "artigianale". (p. 31)
*Sbagliare è ciò che fa crescere e imparare di più nella professione medica. (p. 37)
*Ogni giovane, per imparare, dovrebbe andare ovunque trovi un mentore. (p. 42)
*Comprendevo finalmente quale grande privilegio ti accorda un genitore quando ti chiede di prenderti cura della cosa più preziosa che ha, il suo bambino. (p. 95)
*[...] il concetto di gratitudine, infatti è essenziale per un medico. È il perno attorno al quale ruota la sua attività, perché non esiste atto più prossimo o più autenticamente generoso del prendersi cura di qualcuno. (p. 107)
*[...] il compito del medico è la cura e non dev'essere nulla di più. Egli non può essere deviato verso un'attività manageriale improvvisata e snaturante, il suo interesse primario è sempre e solo la cura del paziente e i suoi compiti negoziali devono essere spesi a vantaggio esclusivo di quest'ultimo. (p. 124)
==''Allora mi curo da solo''==
*Sapere qualcosa dà l’impressione di sapere abbastanza.
*Il rischio non è tanto l’errore clamoroso, quanto quello silenzioso, plausibile, ben raccontato.
*Fidatevi della medicina, ma non spegnete il pensiero.
*La competenza rallenta, mentre la sicurezza accelera.
*Il corpo non distingue tra naturale e sintetico. Distingue tra ciò che tollera e ciò che no.
*L’ansia non è un cestino diagnostico.
*Il dolore non è un nemico da zittire a ogni costo. È un messaggio.
*Questo libro non offre soluzioni. Offre anticorpi.
==''Quel che resta''==
*Non si attraversa la cura degli altri senza uscirne diversi.
*La cura è una forma di esposizione: ti avvicina agli altri, ma ti sottrae qualcosa.
*Il lavoro ben fatto è già una forma di rispetto
*Non mi stava insegnando cosa fare, ma come stare davanti alla fragilità degli altri.
*La cura comincia quando qualcuno decide di prendersi cura di te.
*L’autorevolezza può essere gentile, la cura può essere un patto.
*Scrivere, in fondo, è un tentativo di dare una forma a ciò che si fa strada, che preme, che erutta.
*La perfezione è una chimera crudele.
*Il trenta e lode non è un punto di arrivo, è una tentazione.
*Definirsi per opposizione è comodo. Ti assolve prima ancora di avere ammesso che sei stato sconfitto.
*Alla fine, ciò che conta è più semplice e più difficile insieme: il modo in cui hai attraversato questo mestiere quando nessuno guardava.
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Paolo Nucci ''L'opinionista. {{small|Un indulgente ritratto di genere}}'', Edizioni Piemme, 2025. ISBN 9788858537053
*Paolo Nucci ''Perché (non) fare il medico'', Edizioni Piemme, 2021. ISBN 9788856681154
*Paolo Nucci ''Allora mi curo da solo. {{small|Cinquanta cose da evitare per il bene di tutti}}, Edizioni Piemme, 2026 ISBN 979122380218
*Paolo Nucci ''Quel che resta.{{small| Il mestiere della cura}}, Rubbettino Editore, 2026 ISBN 9788849889253
==Altri progetti==
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[[Categoria:Divulgatori scientifici italiani]]
[[Categoria:Medici italiani]]
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[[File:Paolo Nucci 2025.jpg|miniatura]]
'''Paolo Nucci''' (1960 – vivente), oculista, scrittore e divulgatore scientifico italiano.
==Citazioni di Paolo Nucci==
*[...] queste pagine trovano sostegno nell'esperienza di chi, come me, ha vissuto per più di trent'anni il nostro Servizio sanitario nazionale, da soldato a generale, sempre in prima linea.<ref>Da Paolo Nucci, ''Storia, vizi e virtù della migliore sanità del mondo'', Milano University Press, 2020. ISBN 9791280325013</ref>
==''Allora mi curo da solo''==
*Sapere qualcosa dà l'impressione di sapere abbastanza.
*Il rischio non è tanto l'errore clamoroso, quanto quello silenzioso, plausibile, ben raccontato.
*Fidatevi della medicina, ma non spegnete il pensiero.
*La competenza rallenta, mentre la sicurezza accelera.
*Il corpo non distingue tra naturale e sintetico. Distingue tra ciò che tollera e ciò che no.
*L'ansia non è un cestino diagnostico.
*Il dolore non è un nemico da zittire a ogni costo. È un messaggio.
*Questo libro non offre soluzioni. Offre anticorpi.
==''L'opinionista''==
*La vita mi ha insegnato che il silenzio non è sempre assenza di parole: a volte è il modo migliore per raccoglierle, ordinarle e restituirle in forma più matura. (p. 3)
*Ognuno ha un passo suo, e in quel passo c'è la sua storia, l'impronta di una vita intera. (p. 20)
*Osservare e raccontare sono due mestieri distinti, ma in me si intrecciavano naturalmente. (p. 21)
==''Perché (non) fare il medico''==
*Non può esserci sanità senza giustizia sociale. (p. 18)
*Non pensare neppure per un momento di risparmiarti: questo è un lavoro totalizzante, che richiede dedizione e disciplina assolute. (p. 22)
*Il sapere medico è sempre e comunque un sapere "artigianale". (p. 31)
*Sbagliare è ciò che fa crescere e imparare di più nella professione medica. (p. 37)
*Ogni giovane, per imparare, dovrebbe andare ovunque trovi un mentore. (p. 42)
*Comprendevo finalmente quale grande privilegio ti accorda un genitore quando ti chiede di prenderti cura della cosa più preziosa che ha, il suo bambino. (p. 95)
*[...] il concetto di gratitudine, infatti è essenziale per un medico. È il perno attorno al quale ruota la sua attività, perché non esiste atto più prossimo o più autenticamente generoso del prendersi cura di qualcuno. (p. 107)
*[...] il compito del medico è la cura e non dev'essere nulla di più. Egli non può essere deviato verso un'attività manageriale improvvisata e snaturante, il suo interesse primario è sempre e solo la cura del paziente e i suoi compiti negoziali devono essere spesi a vantaggio esclusivo di quest'ultimo. (p. 124)
==''Quel che resta''==
*Non si attraversa la cura degli altri senza uscirne diversi.
*La cura è una forma di esposizione: ti avvicina agli altri, ma ti sottrae qualcosa.
*Il lavoro ben fatto è già una forma di rispetto
*Non mi stava insegnando cosa fare, ma come stare davanti alla fragilità degli altri.
*La cura comincia quando qualcuno decide di prendersi cura di te.
*L'autorevolezza può essere gentile, la cura può essere un patto.
*Scrivere, in fondo, è un tentativo di dare una forma a ciò che si fa strada, che preme, che erutta.
*La perfezione è una chimera crudele.
*Il trenta e lode non è un punto di arrivo, è una tentazione.
*Definirsi per opposizione è comodo. Ti assolve prima ancora di avere ammesso che sei stato sconfitto.
*Alla fine, ciò che conta è più semplice e più difficile insieme: il modo in cui hai attraversato questo mestiere quando nessuno guardava.
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Paolo Nucci ''Allora mi curo da solo. {{small|Cinquanta cose da evitare per il bene di tutti}}, Edizioni Piemme, 2026. ISBN 979122380218
*Paolo Nucci ''L'opinionista. {{small|Un indulgente ritratto di genere}}'', Edizioni Piemme, 2025. ISBN 9788858537053
*Paolo Nucci ''Perché (non) fare il medico'', Edizioni Piemme, 2021. ISBN 9788856681154
*Paolo Nucci ''Quel che resta.{{small| Il mestiere della cura}}, Rubbettino Editore, 2026. ISBN 9788849889253
==Altri progetti==
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[[Categoria:Medici italiani]]
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Adelchi Baratono: destub e nuove citazioni
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[[Roberto Papini]]{{,}}
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[[La casa stregata]]
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Bignasco
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Spinoziano
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[[File:Alte Steinbrücke in Bignasco.JPG|thumb|Bignasco]]
Citazioni su '''Bignasco''', frazione di [[Cevio]].
*È recente (almeno per me, lo vedo stamattina per la prima volta) il delittuoso strazio di quello che, non soltanto a mio giudizio, era fino a ieri il più mirabile complesso di architettura rustica, spontanea, non soltanto della valle ma del Ticino: la frazione di Bignasco, Bignasco vecchio. Autentico gioiello di intelligenza, di sensibilità, di misura umana, miracolosamente preservato, remoto come è dalla strada maestra: un'isola di pace, fuori dal mondo. Ed eccolo qui, insensatamente dilaniato lacerato squarciato, antiche case e stalle atterrate dal bulldozer, per l'ambizione di chi vuol far posto alla dea del nostro tempo, all'automobile, alla quale non davan passo le strette viuzze che sbisciavano tra le case: con irreparabile danno per il nostro paese. ([[Piero Bianconi]])
*Lassù tra gli abeti fumosi nella nebbia, tra i mille e mille ticchettìi le mille voci del silenzio svelata una giovine luce tra i tronchi, per sentieri di chiarìe salivo: salivo alle Alpi, sullo sfondo bianco delicato mistero. Laghi, lassù tra gli scogli chiare gore vegliate dal sorriso del sogno, le chiare gore i laghi estatici dell'oblio che tu [[Leonardo da Vinci|Leonardo]] fingevi. Il torrente mi raccontava oscuramente la storia. Io fisso tra le lance immobili degli abeti credendo a tratti vagare una nuova melodia selvaggia e pure triste forse fissavo le nubi che sembravano attardarsi curiose un istante su quel paesaggio profondo e spiarlo e svanire dietro le lancie immobili degli abeti. ([[Dino Campana]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Luoghi della Svizzera]]
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Piano di Magadino
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Spinoziano
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text/x-wiki
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[[File:Piano di Magadino.JPG|thumb|Il piano di Magadino]]
Citazioni sul '''piano di Magadino'''.
*La campagna è poco coltivata, e tuttavia è assai varia, e in tutta l'Italia forse non c'è terra più rigogliosa e ricca, lavorata da abitanti più poveri, di questa, coi suoi villaggi siti al di là della riva del Ticino.<br>Una riprova di quanto l'ordine possa ben più della natura: il mais, o il granoturco, era alto in molti luoghi oltre 12 piedi; le viti avevano più grappoli che foglie; i castagni erano stracarichi di frutti; e i prati recavano le erbe migliori. Ma gli abitanti di questo paradiso sono pallidi, vestiti a metà, e solo di cenci. Neppure un maiale della Svizzera tedesca entrerebbe in alcune di queste abitazioni. ([[Karl Viktor von Bonstetten]])
*Le devastazioni che il lago ed i torrenti hanno recato alla pianura non sono da raccontare. La via di distanza in distanza è recisa; e qui ci convenne sbalzarci a salti smisurati; là ci accoglieva una cassa che scusava di barca in que' tre passi di tragitto; altrove un cavallaccio bolso, orbo e pieno di guidaleschi ci portava amendue attraverso un esteso pantano; od un robusto Cristoforo ci alzava sulle spalle, e procedendo tentone con un baston ferrato, ne riduceva all'asciutto. In così strani tragitti io rideva smascellatamente; rideva anch'essa la mia compagna, ma quel suo ridere risolvevasi in un sospiro. ([[Cesare Cantù]])
==Voci correlate==
*[[Bolle di Magadino]]
*[[Magadino]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Luoghi della Svizzera]]
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Shepard B. Clough
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/* Storia dell'economia italiana dal 1861 ad oggi */ costruzione delle ferrovie
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text/x-wiki
'''Shepard Bancroft Clough''' (1901 – 1990), storico dell'economia e docente universitario statunitense.
==''Storia dell'economia italiana dal 1861 ad oggi''==
*Durante tutto il processo dell'[[Unità d'Italia|unificazione italiana]], nessun risultato fu ottenuto senza ricorso alla [[guerra]]. La guerra era un mezzo per dar vita ai nuovi stati nazionali, per creare lo spirito patriottico nel popolo e, cosa più importante per il nostro studio, per divulgare l'idea che la prosperità nazionale si poteva ottenere più rapidamente mediante l'acquisto di nuovi territori piuttosto che con lo sviluppo dell'economia entro i confini esistenti. (cap. II, p. 51)
*La costruzione delle ferrovie durante il diciannovesimo secolo fu una cosa importantissima per tutta la civiltà occidentale ed ebbe un enorme influenza sull'attività e sulle istituzioni economiche. Non soltanto rese possibile una concentrazione di materie prime diverse che fino allora era stata spesso impossibile a causa delle difficoltà di trasporto, nonché la penetrazione in mercati che erano rimasti lontani dalle zone di produzione, ma stimolò l'attività industriale e la formazione di una società per azioni, gli investimenti bancari, il sistema della mano d'opera salariata e le oscillazioni nel ciclo degli affari in seguito al ritmo di espansione connesso alle nuove costruzioni. (cap. III, p. 89)
*[[Quintino Sella]], nel 1862, aveva proposto una tassa sulla farina, in modo da avere un tributo che facesse entrare nella categoria dei contribuenti anche gli elementi più poveri della società, ma decadde dalla sua carica prima che questo suggerimento impopolare venisse preso in seria considerazione. Quando egli ritornò al ministero delle Finanze, nel 1865, cercò nuovamente di far accettare la sua idea basilare, ma con una variante – una [[Tassa sul macinato|tassa sulla macinazione del grano]]. Questa fu discussa a fondo, e dopo un lungo dibattito, dato anche l'aumento del disavanzo, la legge venne promulgata nel 1868, quando era ministro delle Finanze [[Luigi Guglielmo Cambray-Digny|Luigi Cambray-Digny]]. (cap. II, p. 60)
*Il capo delle formazioni sindacali [[Fascismo|fasciste]], [[Edmondo Rossoni]], era un giovane ambizioso, che sperava di creare ciò che egli chiamava un «[[Sindacato|sindacalismo integrale]]». Secondo il suo piano, datori di lavoro, tecnici e mano d'opera avrebbero dovuto organizzarsi in sindacati separati secondo il sistema tradizionale, ma attraverso i loro rappresentanti avrebbero pure creato un unico corpo più elevato, cioè un organo nel quale i lavoratori ed i proprietari e i dirigenti si sarebbero incontrati su di un piede di eguaglianza. In questo corpo più elevato, le inevitabili difficoltà tra [[Capitale (economia)|capitale]] e [[lavoro]] sarebbero state appianate, in una maniera più giusta e più facile di quanto fosse mai stato possibile dopo la [[rivoluzione industriale]], mediante contatti diretti. Rossoni cominciò così a riferirsi ai suoi sindacati come «corporazioni» (il nome medioevale italiano delle associazioni di arti e mestieri) ed al loro organo centrale come Confederazione Generale delle Corporazioni sindacali fasciste. (cap. VII, p. 304)
==Bibliografia==
*Shepard B. Clough, ''Storia dell'economia italiana dal 1861 ad oggi'' (''The economic history of modern Italy''), traduzione di Carina Calvi, Cappelli Editore, Bologna, 1965.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Economisti statunitensi]]
[[Categoria:Insegnanti statunitensi]]
[[Categoria:Storici statunitensi]]
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'''Shepard Bancroft Clough''' (1901 – 1990), storico dell'economia e docente universitario statunitense.
==''Storia dell'economia italiana dal 1861 ad oggi''==
*Durante tutto il processo dell'[[Unità d'Italia|unificazione italiana]], nessun risultato fu ottenuto senza ricorso alla [[guerra]]. La guerra era un mezzo per dar vita ai nuovi stati nazionali, per creare lo spirito patriottico nel popolo e, cosa più importante per il nostro studio, per divulgare l'idea che la prosperità nazionale si poteva ottenere più rapidamente mediante l'acquisto di nuovi territori piuttosto che con lo sviluppo dell'economia entro i confini esistenti. (cap. II, p. 51)
*La costruzione delle [[Ferrovia|ferrovie]] durante il diciannovesimo secolo fu una cosa importantissima per tutta la civiltà occidentale ed ebbe un enorme influenza sull'attività e sulle istituzioni economiche. Non soltanto rese possibile una concentrazione di [[Materie prime|materie prime]] diverse che fino allora era stata spesso impossibile a causa delle difficoltà di trasporto, nonché la penetrazione in mercati che erano rimasti lontani dalle zone di produzione, ma stimolò l'attività industriale e la formazione di una società per azioni, gli investimenti bancari, il sistema della mano d'opera salariata e le oscillazioni nel ciclo degli affari in seguito al ritmo di espansione connesso alle nuove costruzioni. (cap. III, p. 89)
*[[Quintino Sella]], nel 1862, aveva proposto una tassa sulla farina, in modo da avere un tributo che facesse entrare nella categoria dei contribuenti anche gli elementi più poveri della società, ma decadde dalla sua carica prima che questo suggerimento impopolare venisse preso in seria considerazione. Quando egli ritornò al ministero delle Finanze, nel 1865, cercò nuovamente di far accettare la sua idea basilare, ma con una variante – una [[Tassa sul macinato|tassa sulla macinazione del grano]]. Questa fu discussa a fondo, e dopo un lungo dibattito, dato anche l'aumento del disavanzo, la legge venne promulgata nel 1868, quando era ministro delle Finanze [[Luigi Guglielmo Cambray-Digny|Luigi Cambray-Digny]]. (cap. II, p. 60)
*Il capo delle formazioni sindacali [[Fascismo|fasciste]], [[Edmondo Rossoni]], era un giovane ambizioso, che sperava di creare ciò che egli chiamava un «[[Sindacato|sindacalismo integrale]]». Secondo il suo piano, datori di lavoro, tecnici e mano d'opera avrebbero dovuto organizzarsi in sindacati separati secondo il sistema tradizionale, ma attraverso i loro rappresentanti avrebbero pure creato un unico corpo più elevato, cioè un organo nel quale i lavoratori ed i proprietari e i dirigenti si sarebbero incontrati su di un piede di eguaglianza. In questo corpo più elevato, le inevitabili difficoltà tra [[Capitale (economia)|capitale]] e [[lavoro]] sarebbero state appianate, in una maniera più giusta e più facile di quanto fosse mai stato possibile dopo la [[rivoluzione industriale]], mediante contatti diretti. Rossoni cominciò così a riferirsi ai suoi sindacati come «corporazioni» (il nome medioevale italiano delle associazioni di arti e mestieri) ed al loro organo centrale come Confederazione Generale delle Corporazioni sindacali fasciste. (cap. VII, p. 304)
==Bibliografia==
*Shepard B. Clough, ''Storia dell'economia italiana dal 1861 ad oggi'' (''The economic history of modern Italy''), traduzione di Carina Calvi, Cappelli Editore, Bologna, 1965.
==Altri progetti==
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'''Shepard Bancroft Clough''' (1901 – 1990), storico dell'economia e docente universitario statunitense.
==''Storia dell'economia italiana dal 1861 ad oggi''==
*Durante tutto il processo dell'[[Unità d'Italia|unificazione italiana]], nessun risultato fu ottenuto senza ricorso alla [[guerra]]. La guerra era un mezzo per dar vita ai nuovi stati nazionali, per creare lo spirito patriottico nel popolo e, cosa più importante per il nostro studio, per divulgare l'idea che la prosperità nazionale si poteva ottenere più rapidamente mediante l'acquisto di nuovi territori piuttosto che con lo sviluppo dell'economia entro i confini esistenti. (cap. II, p. 51)
*La costruzione delle [[Ferrovia|ferrovie]] durante il diciannovesimo secolo fu una cosa importantissima per tutta la civiltà occidentale ed ebbe un'enorme influenza sull'attività e sulle istituzioni economiche. Non soltanto rese possibile una concentrazione di [[Materie prime|materie prime]] diverse che fino allora era stata spesso impossibile a causa delle difficoltà di trasporto, nonché la penetrazione in mercati che erano rimasti lontani dalle zone di produzione, ma stimolò l'attività industriale e la formazione di una società per azioni, gli investimenti bancari, il sistema della mano d'opera salariata e le oscillazioni nel ciclo degli affari in seguito al ritmo di espansione connesso alle nuove costruzioni. (cap. III, p. 89)
*[[Quintino Sella]], nel 1862, aveva proposto una tassa sulla farina, in modo da avere un tributo che facesse entrare nella categoria dei contribuenti anche gli elementi più poveri della società, ma decadde dalla sua carica prima che questo suggerimento impopolare venisse preso in seria considerazione. Quando egli ritornò al ministero delle Finanze, nel 1865, cercò nuovamente di far accettare la sua idea basilare, ma con una variante – una [[Tassa sul macinato|tassa sulla macinazione del grano]]. Questa fu discussa a fondo, e dopo un lungo dibattito, dato anche l'aumento del disavanzo, la legge venne promulgata nel 1868, quando era ministro delle Finanze [[Luigi Guglielmo Cambray-Digny|Luigi Cambray-Digny]]. (cap. II, p. 60)
*Il capo delle formazioni sindacali [[Fascismo|fasciste]], [[Edmondo Rossoni]], era un giovane ambizioso, che sperava di creare ciò che egli chiamava un «[[Sindacato|sindacalismo integrale]]». Secondo il suo piano, datori di lavoro, tecnici e mano d'opera avrebbero dovuto organizzarsi in sindacati separati secondo il sistema tradizionale, ma attraverso i loro rappresentanti avrebbero pure creato un unico corpo più elevato, cioè un organo nel quale i lavoratori ed i proprietari e i dirigenti si sarebbero incontrati su di un piede di eguaglianza. In questo corpo più elevato, le inevitabili difficoltà tra [[Capitale (economia)|capitale]] e [[lavoro]] sarebbero state appianate, in una maniera più giusta e più facile di quanto fosse mai stato possibile dopo la [[rivoluzione industriale]], mediante contatti diretti. Rossoni cominciò così a riferirsi ai suoi sindacati come «corporazioni» (il nome medioevale italiano delle associazioni di arti e mestieri) ed al loro organo centrale come Confederazione Generale delle Corporazioni sindacali fasciste. (cap. VII, p. 304)
==Bibliografia==
*Shepard B. Clough, ''Storia dell'economia italiana dal 1861 ad oggi'' (''The economic history of modern Italy''), traduzione di Carina Calvi, Cappelli Editore, Bologna, 1965.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Economisti statunitensi]]
[[Categoria:Insegnanti statunitensi]]
[[Categoria:Storici statunitensi]]
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Danyele
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[[File:Milena Gabanelli by Paolo Visone - International Journalism Festival 2011.jpg|thumb|[[Milena Gabanelli]], ideatrice e storica conduttrice del programma]]
'''''Report''''', programma televisivo italiano di genere investigativo, in onda dal 1994.
==Citazioni su ''Report''==
*La più grande fabbrica di depressione al mondo! Rai 3: puttanate incredibili! Voi... voi vi sintonizzate su Rai 3 e avrete atti di camorrismo giornalistico, [...] di aggressioni personali, di imbecillità [...] ma tutto non ingenuo, tutto parte delle lobby radical chic del Paese. ([[Vincenzo De Luca]])
*La prima lettera a Report l'ho scritta nei primi anni duemila. Ero una dottoranda e avevo visto un servizio che parlava di qualcosa che conoscevo e che era stato stravolto nel loro racconto. Da allora è capitato spesso. Lo chiamano giornalismo a tesi. Mi chiedo se sia giornalismo. ([[Beatrice Mautino]])
*Solito problema: chi non conosce l'argomento pensa che Report sia giornalismo. Chi conosce il tema capisce al volo che è una porcheria spacciata per Grande Inchiesta. ([[Dario Bressanini]])
==Voci correlate==
*[[Milena Gabanelli]]
*[[Sigfrido Ranucci]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Programmi televisivi italiani]]
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Sfida tra i ghiacci
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Spinoziano
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{{Film
|titolo italiano = Sfida tra i ghiacci
|genere = azione
|regista = [[Steven Seagal]]
|sceneggiatore = [[Ed Horowitz]], [[Robin U. Russin]]
|produttore = Steven Seagal, [[Juliun R. Nasso]], [[A. Kitman Ho]]
|attori =
*[[Steven Seagal]]: Forrest Taft
*[[Michael Caine]]: Michael Jennings
*[[Joan Chen]] : Masu
*[[John C. McGinley]]: MacGruder
*[[R. Lee Ermey]]: Stone
*[[Shari Shattuck]]: Liles
*[[Billy Bob Thornton]]: Homer Carlton
*[[Richard Hamilton (attore)|Richard Hamilton]]: Hugh Palmer
*[[Mike Starr (attore)|Mike Starr]]: Big Mike
*[[Chief Irvin Brink]]: Silook
*[[Apanguluk Charlie Kairaiuak]]: Tunrak
*[[Elsie Pistolhead]]: Takanapsaluk
*[[John Trudell]]: Johnny Redfeather
*[[Sven-Ole Thorsen]]: Otto
*[[Irvin Kershner]]: Walters
|doppiatori italiani =
*[[Michele Gammino]]: Forrest Taft
*[[Dario Penne]]: Michael Jennings
*[[Cristina Boraschi]]: Masu
*[[Francesco Pannofino]]: MacGruder
*[[Luciano De Ambrosis]]: Stone
*[[Isabella Pasanisi]]: Liles
*[[Claudio Fattoretto]]: Homer Carlton
*[[Sandro Sardone]]: Hugh Palmer
*[[Alessandro Rossi]]: Big Mike
}}
'''''Sfida tra i ghiacci''''', film statunitense del 1994 con [[Steven Seagal]], regia di Steven Seagal.
==Frasi==
{{cronologico}}
*Non si preoccupi dell'[[FBI]]: sappiamo tutti che quelli non troverebbero una puttana in un bordello. ('''Jennings''')
*Sai, c'è una cosa che mi sto chiedendo da un sacco di tempo: che cosa si dice a un uomo che non ha una coscienza? Vorrei parlarti dei milioni di persone che hai fatto soffrire, ma sarei un idiota a pensare che te ne importi qualcosa. ('''Taft''')
*Quante maree nere potremo sopportare ancora? Milioni di litri di petrolio stanno distruggendo l'oceano e le forme di vita che lo popolano. Tra queste c'è il [[plancton]], che fornisce dal 60 al 90% dell'ossigeno della Terra, e da cui dipende l'ecosistema marino, che è una componente essenziale delle riserve di cibo del nostro pianeta. Ma il plancton sta morendo. ('''Taft''')
*Quanti di noi avrebbero creduto vent'anni fa che un giorno non saremmo stati in grado di vedere a quindici metri dal nostro naso, che non avremmo potuto fare un respiro profondo perché l'aria sarebbe stata un concentrato di gas velenosi; che non avremmo più potuto bere dai nostri rubinetti, che avremmo dovuto comprare acqua in bottiglia? ('''Taft''')
==Citazioni su ''Sfida tra i ghiacci''==
*Grintoso fumettone a cavallo fra poliziesco e avventura, che strizza l'occhio allo spettacolo facendosi portavoce del ministero dell'Ambiente. L'irritante alone di moralismo che copre botte, pistolettate e ghiacciai non aggiunge un milligrammo di credibilità a una vicenda a dir poco inverosimile. L'esordiente regista [[Steven Seagal]] ha scelto come protagonista il peggiore attore mondiale in circolazione: se stesso. ([[Massimo Bertarelli]])
*Steven Seagal (in una fase un po' in ribasso al box office) cerca di riciclarsi in versione ecologica. Alla fine c'è la morale della favola dopo aver assistito a uccisioni e a danni ambientali provocati (a fin di bene, ovviamente) dal nostro stesso eroe. (''[[il Farinotti]]'')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film d'azione]]
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Homer
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Rodolfo Dalla Mora
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Creata pagina con "'''Rodolfo Dalla Mora''' (1964 - {{NDR|{{NDR|nota di contestualizzazione o bibliografia}} [[File:Rodolfo Dalla Mora 2023.jpg|miniatura]] }}vivente) è un architetto disability manager, saggista e attivista italiano == Citazioni == ===2025=== * "(…) Il linguaggio costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita."<ref>https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa..."
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'''Rodolfo Dalla Mora''' (1964 - {{NDR|{{NDR|nota di contestualizzazione o bibliografia}}
[[File:Rodolfo Dalla Mora 2023.jpg|miniatura]]
}}vivente) è un architetto disability manager, saggista e attivista italiano
== Citazioni ==
===2025===
* "(…) Il linguaggio costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita."<ref>https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi</ref>
== Citazioni su Rodolfo Dalla Mora==
{{cronologico}}
*''La seduta non è tolta di Norman Zoia''. (2026)
* "Ma si può fare molto, mettendoci volontà e fatica, anche da una posizione in apparenza comoda seppur forzata. Ne sa qualcosa Rodolfo Dalla Mora, qui sopra alla regia, nella sua signature picture, un’iconica immagine specchiata in tutti sensi: limpida di meditativa emozione, riflessa nelle acque calme di un suggestivo scorcio, capovolta oltre i confini di un orizzonte parallelo. Torniamo dopo anni a parlar di colui che ha dato il via all’encomiabile, necessario progetto incentrato sulla figura del disability manager. Grand’Ufficiale della Repubblica, autore e direttore editoriale, ha dirottato le sue competenze d’architetto nel contesto di iniziative sempre all’insegna dell’inclusione. Trovo calzante - e incalzante - non dilungarmi e chiudere con quello che è ormai un piccolo mantra lirico, un fil rouge tra il sottoscritto e l’uomo delle disabilitate onde, sospese ancor verdi lungo il reticolato dei nostri pensieri: Ha cavalcato al meglio / con orgoglio / la sua sfortuna // Fa passeggiar le briccole / come gondole / al chiar di luna." <ref>https://www.ilpiave.it/index.php?id=9640&lang_id=ita</ref>
== Note ==
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[[File:Rodolfo Dalla Mora 2023.jpg|miniatura]]
'''Rodolfo Dalla Mora''' (1964 -vivente) è un architetto disability manager, saggista e attivista italiano
== Citazioni ==
===2025===
* "(…) Il linguaggio costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita."<ref>https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi</ref>
== Citazioni su Rodolfo Dalla Mora==
{{cronologico}}
*''La seduta non è tolta di Norman Zoia''. (2026)
* "Ma si può fare molto, mettendoci volontà e fatica, anche da una posizione in apparenza comoda seppur forzata. Ne sa qualcosa Rodolfo Dalla Mora, qui sopra alla regia, nella sua signature picture, un’iconica immagine specchiata in tutti sensi: limpida di meditativa emozione, riflessa nelle acque calme di un suggestivo scorcio, capovolta oltre i confini di un orizzonte parallelo. Torniamo dopo anni a parlar di colui che ha dato il via all’encomiabile, necessario progetto incentrato sulla figura del disability manager. Grand’Ufficiale della Repubblica, autore e direttore editoriale, ha dirottato le sue competenze d’architetto nel contesto di iniziative sempre all’insegna dell’inclusione. Trovo calzante - e incalzante - non dilungarmi e chiudere con quello che è ormai un piccolo mantra lirico, un fil rouge tra il sottoscritto e l’uomo delle disabilitate onde, sospese ancor verdi lungo il reticolato dei nostri pensieri: Ha cavalcato al meglio / con orgoglio / la sua sfortuna // Fa passeggiar le briccole / come gondole / al chiar di luna." <ref>https://www.ilpiave.it/index.php?id=9640&lang_id=ita</ref>
== Note ==
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[[File:Rodolfo Dalla Mora 2023.jpg|miniatura]]
'''Rodolfo Dalla Mora''' (1964 -vivente) è un architetto disability manager, saggista e attivista italiano
== Citazioni ==
===2025===
* "(…) Il linguaggio costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita."<ref>https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi</ref>
== Citazioni su Rodolfo Dalla Mora==
''La seduta non è tolta di Norman Zoia''. (2026)
* "Ma si può fare molto, mettendoci volontà e fatica, anche da una posizione in apparenza comoda seppur forzata. Ne sa qualcosa Rodolfo Dalla Mora, qui sopra alla regia, nella sua signature picture, un’iconica immagine specchiata in tutti sensi: limpida di meditativa emozione, riflessa nelle acque calme di un suggestivo scorcio, capovolta oltre i confini di un orizzonte parallelo. Torniamo dopo anni a parlar di colui che ha dato il via all’encomiabile, necessario progetto incentrato sulla figura del disability manager. Grand’Ufficiale della Repubblica, autore e direttore editoriale, ha dirottato le sue competenze d’architetto nel contesto di iniziative sempre all’insegna dell’inclusione. Trovo calzante - e incalzante - non dilungarmi e chiudere con quello che è ormai un piccolo mantra lirico, un fil rouge tra il sottoscritto e l’uomo delle disabilitate onde, sospese ancor verdi lungo il reticolato dei nostri pensieri:(...)" <ref>https://www.ilpiave.it/index.php?id=9640&lang_id=ita</ref>
* ''Ha cavalcato al meglio / con orgoglio / la sua sfortuna // Fa passeggiar le briccole / come gondole / al chiar di luna.''" <ref>https://www.ilpiave.it/index.php?id=9640&lang_id=ita</ref>
== Note ==
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'''Rodolfo Dalla Mora''' (1964 -vivente) è un [[architetto]] disability manager, saggista e [[Attivismo|attivista]] [[italiano]]
== Citazioni ==
===2025===
* "(…) Il [[Linguaggio|linguaggio]] costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita."<ref>https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi</ref>
== Citazioni su [[Rodolfo Dalla Mora]]==
''La seduta non è tolta di [[Norman Zoia]]''. (2026)
* "Ma si può fare molto, mettendoci volontà e fatica, anche da una posizione in apparenza comoda seppur forzata. Ne sa qualcosa Rodolfo Dalla Mora, qui sopra alla regia, nella sua signature picture, un’iconica immagine specchiata in tutti sensi: limpida di meditativa emozione, riflessa nelle acque calme di un suggestivo scorcio, capovolta oltre i confini di un orizzonte parallelo. Torniamo dopo anni a parlar di colui che ha dato il via all’encomiabile, necessario progetto incentrato sulla figura del disability manager. Grand’Ufficiale della Repubblica, autore e direttore editoriale, ha dirottato le sue competenze d’architetto nel contesto di iniziative sempre all’insegna dell’inclusione. Trovo calzante - e incalzante - non dilungarmi e chiudere con quello che è ormai un piccolo mantra lirico, un fil rouge tra il sottoscritto e l’uomo delle disabilitate onde, sospese ancor verdi lungo il reticolato dei nostri pensieri:(...)" <ref>https://www.ilpiave.it/index.php?id=9640&lang_id=ita</ref>
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[[File:Rodolfo Dalla Mora 2023.jpg|miniatura]]
'''Rodolfo Dalla Mora''' (1964 -vivente) è un [[architetto]] disability manager, saggista e [[Attivismo|attivista]] [[italiano]]
== Citazioni ==
===2025===
* "(…) Il [[Linguaggio|linguaggio]] costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita."<ref>https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi</ref>
== Citazioni su Rodolfo Dalla Mora==
''La seduta non è tolta di [[Norman Zoia]]''. (2026)
* "Ma si può fare molto, mettendoci volontà e fatica, anche da una posizione in apparenza comoda seppur forzata. Ne sa qualcosa Rodolfo Dalla Mora, qui sopra alla regia, nella sua signature picture, un’iconica immagine specchiata in tutti sensi: limpida di meditativa emozione, riflessa nelle acque calme di un suggestivo scorcio, capovolta oltre i confini di un orizzonte parallelo. Torniamo dopo anni a parlar di colui che ha dato il via all’encomiabile, necessario progetto incentrato sulla figura del disability manager. Grand’Ufficiale della Repubblica, autore e direttore editoriale, ha dirottato le sue competenze d’architetto nel contesto di iniziative sempre all’insegna dell’inclusione. Trovo calzante - e incalzante - non dilungarmi e chiudere con quello che è ormai un piccolo mantra lirico, un fil rouge tra il sottoscritto e l’uomo delle disabilitate onde, sospese ancor verdi lungo il reticolato dei nostri pensieri:(...)" <ref>https://www.ilpiave.it/index.php?id=9640&lang_id=ita</ref>
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== Note ==
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[[File:Rodolfo Dalla Mora 2023.jpg|miniatura]]
'''Rodolfo Dalla Mora''' (1964 -vivente) è un [[architetto]] disability manager, saggista e [[Attivismo|attivista]] [[italiano]]
== Citazioni ==
===2025===
* "(…) Il [[Linguaggio|linguaggio]] costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita."<ref>https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi</ref>
== Citazioni su Rodolfo Dalla Mora==
''La seduta non è tolta di [[Norman Zoia]]''. (2026)
* "Ma si può fare molto, mettendoci volontà e fatica, anche da una posizione in apparenza comoda seppur forzata. Ne sa qualcosa Rodolfo Dalla Mora, qui sopra alla regia, nella sua signature picture, un’iconica immagine specchiata in tutti sensi: limpida di meditativa emozione, riflessa nelle acque calme di un suggestivo scorcio, capovolta oltre i confini di un orizzonte parallelo. Torniamo dopo anni a parlar di colui che ha dato il via all’encomiabile, necessario progetto incentrato sulla figura del disability manager. Grand’Ufficiale della Repubblica, autore e direttore editoriale, ha dirottato le sue competenze d’architetto nel contesto di iniziative sempre all’insegna dell’inclusione. Trovo calzante - e incalzante - non dilungarmi e chiudere con quello che è ormai un piccolo mantra lirico, un fil rouge tra il sottoscritto e l’uomo delle disabilitate onde, sospese ancor verdi lungo il reticolato dei nostri pensieri:(...)" <ref>https://www.ilpiave.it/index.php?id=9640&lang_id=ita</ref>
Poesia di [[Norman Zoia]] dedicata a Rodolfo Dalla Mora
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[[File:Rodolfo Dalla Mora 2023.jpg|miniatura]]
'''Rodolfo Dalla Mora''' (1964 -vivente) è un [[architetto]] disability manager, saggista e [[Attivismo|attivista]] [[italiano]]
== Citazioni di Rodolfo Dalla Mora ==
===2025===
* "(…) Il [[Linguaggio|linguaggio]] costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita."<ref>https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi</ref>
== Citazioni su Rodolfo Dalla Mora==
''La seduta non è tolta di [[Norman Zoia]]''. (2026)
* "Ma si può fare molto, mettendoci volontà e fatica, anche da una posizione in apparenza comoda seppur forzata. Ne sa qualcosa Rodolfo Dalla Mora, qui sopra alla regia, nella sua signature picture, un’iconica immagine specchiata in tutti sensi: limpida di meditativa emozione, riflessa nelle acque calme di un suggestivo scorcio, capovolta oltre i confini di un orizzonte parallelo. Torniamo dopo anni a parlar di colui che ha dato il via all’encomiabile, necessario progetto incentrato sulla figura del disability manager. Grand’Ufficiale della Repubblica, autore e direttore editoriale, ha dirottato le sue competenze d’architetto nel contesto di iniziative sempre all’insegna dell’inclusione. Trovo calzante - e incalzante - non dilungarmi e chiudere con quello che è ormai un piccolo mantra lirico, un fil rouge tra il sottoscritto e l’uomo delle disabilitate onde, sospese ancor verdi lungo il reticolato dei nostri pensieri:(...)" <ref>https://www.ilpiave.it/index.php?id=9640&lang_id=ita</ref>
Poesia di [[Norman Zoia]] dedicata a Rodolfo Dalla Mora
* ''Ha cavalcato al meglio / con orgoglio / la sua sfortuna // Fa passeggiar le briccole / come gondole / al chiar di luna.''" <ref>https://www.ilpiave.it/index.php?id=9640&lang_id=ita</ref>
== Note ==
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Udiki
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Sistemo. Una parte della citazione di Zoia è stata rimossa perché non si può riportare un testo intero e comunque era il commento di un'immagine che qui non possiamo riprodurre ma senza la quale non si capisce abbastanza
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[[File:Rodolfo Dalla Mora 2023.jpg|miniatura|Rodolfo Dalla Mora]]
'''Rodolfo Dalla Mora''' (1964 – vivente), attivista italiano.
==Citazioni di Rodolfo Dalla Mora==
*Il [[Linguaggio|linguaggio]] costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita.<ref>Dall'intervista di Francesca Favotto, ''[https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi Rodolfo Dalla Mora, l'Architetto che ha reinventato la figura del Disability Manager: «Inclusione significa creare pari opportunità per tutti, non progettare stanze speciali per pochi»]'', ''vanityfair.it'', 3 dicembre, 2025.</ref>
==Citazioni su Rodolfo Dalla Mora==
*''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' ([[Norman Zoia]])
==Note==
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Attivisti italiani]]
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MaxAmbra70
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/* Citazioni di Rodolfo Dalla Mora */
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[[File:Rodolfo Dalla Mora 2023.jpg|miniatura|Rodolfo Dalla Mora]]
'''Rodolfo Dalla Mora''' (1964 – vivente), attivista italiano.
==Citazioni di Rodolfo Dalla Mora==
*Il [[Linguaggio|linguaggio]] costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita.<ref>Dall'intervista di Francesca Favotto, ''[https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi Rodolfo Dalla Mora, l'Architetto che ha reinventato la figura del Disability Manager: «Inclusione significa creare pari opportunità per tutti, non progettare stanze speciali per pochi»]'', ''vanityfair.it'', 3 dicembre, 2025.</ref>
* ''A volte devo ricordarmi persino di avere una carrozzina, perché non penso mai alla mia vita partendo da lì. Credo nell’essere umano, nella sua essenza e nella sua evoluzione. Credo nella capacità delle persone di trasformarsi, di adattarsi, di crescere. Io dico sempre che voglio portare le persone “dall’essenza all’esistenza”. Se credo in qualcosa, è in questo movimento interiore, continuo, che ci rende umani.'' ''vanityfair.it'', 3 dicembre, 2025.</ref>
==Citazioni su Rodolfo Dalla Mora==
*''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' ([[Norman Zoia]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Attivisti italiani]]
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Kazoo
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AssassinsCreed
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Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:2023 Kazoo (1).jpg|thumb|Un kazoo]] Citazioni sul '''kazoo'''. *''Mi piace la bi, mi piace la bi | mi piace la bicicletta | ci faccio dei gi, ci faccio dei gi | ci faccio dei giri; | incontro la fi, incontro la fidanzata, | le mostro il mio ca, le mostro il mio ca, | le mostro il mio cambio; | le mostro il mio ca, le mostro il mio cagnolino; | le mostro il mio ca, le mostro il mio cappellino; | e infine il mio ca, e infine il mio caro amico | ne..."
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:2023 Kazoo (1).jpg|thumb|Un kazoo]]
Citazioni sul '''kazoo'''.
*''Mi piace la bi, mi piace la bi | mi piace la bicicletta | ci faccio dei gi, ci faccio dei gi | ci faccio dei giri; | incontro la fi, incontro la fidanzata, | le mostro il mio ca, le mostro il mio ca, | le mostro il mio cambio; | le mostro il mio ca, le mostro il mio cagnolino; | le mostro il mio ca, le mostro il mio cappellino; | e infine il mio ca, e infine il mio caro amico | nel senso del caz, nel senso del caz, | nel senso del kazoo.'' ([[Elio e le Storie Tese]])
*Nelle enciclopedie della musica del futuro (se ce ne saranno), vorrei essere ricordato come "il miglior suonatore di kazoo del mondo". ([[Paolo Conte]])
==Altri progetti==
{{interprogetto|wikt|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}}
{{s}}
[[Categoria:Strumenti musicali]]
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Bartolomeo Nogara
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Spinoziano (BEIC)
86405
Creata pagina con "[[File:Nogara, Bartolomeo – Statuta comunis de Bovegno, 1898 – BEIC 11407099.jpg|miniatura|''Statuti del comune di Bovegno'', 1898]] '''Bartolomeo Nogara''' (1868 – 1954), archeologo e filologo italiano. ==[[Incipit]] di ''Statuti del comune di Bovegno''== {{maiuscoletto|Mentre}} ''da Brescia a Gardone i carrozzoni della tramvia si spingono innanzi ora a destra ed ora a sinistra della strada polverosa inoltrandosi fra due uniformi pareti di monti; e mentre da Gard..."
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text/x-wiki
[[File:Nogara, Bartolomeo – Statuta comunis de Bovegno, 1898 – BEIC 11407099.jpg|miniatura|''Statuti del comune di Bovegno'', 1898]]
'''Bartolomeo Nogara''' (1868 – 1954), archeologo e filologo italiano.
==[[Incipit]] di ''Statuti del comune di Bovegno''==
{{maiuscoletto|Mentre}} ''da Brescia a Gardone i carrozzoni della tramvia si spingono innanzi ora a destra ed ora a sinistra della strada polverosa inoltrandosi fra due uniformi pareti di monti; e mentre da Gardone in su la carrozza, tirata da qualche magro ronzino, attraversa ridenti villaggi ed avanza tra due coste selvose che aprono e chiudono ad ogni tratto nuovi orizzonti, dove un’impareggiabile magnificenza di verdura dalle tinte più liete allarga insieme l’occhio e i polmoni, — chi penserebbe che quelle acque biancheggianti nelle brevi rapide, e così chiare nelle conche incorniciate d’arboscelli, che il lavoro dei secoli ha scavato nella roccia, bagnano una sponda che anche nella storia ha un nome onorato e d’antica fama?'' <!--(p. VII)-->
==Bibliografia==
*Bartolomeo Nogara, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE2705055 Statuti del comune di Bovegno (Val Trompia)]'', Tipografia P. Faverio di P. Confalonieri, Milano, 1898.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Nogara, Bartolomeo}}
[[Categoria:Archeologi italiani]]
[[Categoria:Filologi italiani]]
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Discussioni utente:FiloSecchi
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Homer
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Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà!
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{{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 08:45, 4 mag 2026 (CEST)}}
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Guglielmo Camponovo
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Spinoziano
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Creata pagina con "[[File:Fontana - Antologia Meneghina, Colombi, 1900 (page 415 crop - Guglielmo Camponovo).jpg|thumb|Guglielmo Camponovo]] '''Guglielmo Camponovo''' (1847 – 1905), poeta svizzero. ==Citazioni di Guglielmo Camponovo== *''E ti canti la mite [[Locarno]] | che si specchia nel terso Verbano | e qual lembo del Tosco Lung'Arno, | s'incorona di palme e di fior.''<ref>Da ''La canzone ticinese'' (1903), in ''Poesie di Guglielmo Camponovo: il poeta chiassese della "Belle époque"..."
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[[File:Fontana - Antologia Meneghina, Colombi, 1900 (page 415 crop - Guglielmo Camponovo).jpg|thumb|Guglielmo Camponovo]]
'''Guglielmo Camponovo''' (1847 – 1905), poeta svizzero.
==Citazioni di Guglielmo Camponovo==
*''E ti canti la mite [[Locarno]] | che si specchia nel terso Verbano | e qual lembo del Tosco Lung'Arno, | s'incorona di palme e di fior.''<ref>Da ''La canzone ticinese'' (1903), in ''Poesie di Guglielmo Camponovo: il poeta chiassese della "Belle époque"'', a cura di Oscar Camponovo, edizioni Casagrande, Bellinzona, 1974, p. 90.</ref>
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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[[Categoria:Poeti svizzeri]]
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Piero Leonardi
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[[File:Piero Leonardi nel 1970.jpg|miniatura|Piero Leonardi]]
'''Piero Leonardi''' (1908 – 1998), geologo e paleontologo italiano.
==''Dati e problemi geoidrologici, meteorologici e paletnologici veneziani''==
*Ci sono giorni durante l'anno, specialmente nel mese di novembre, in cui il livello dell'acqua lagunare cresce più o meno notevolmente e, nei casi più rilevanti, viene a sommergere parzialmente o addirittura totalmente il centro storico {{ndr|di [[Venezia]]}} per una durata più o meno lunga. E il guaio è che il fenomento è andato in questi ultimi anni acquistando progressivamente maggior rilievo, rendendo talvolta abbastanza difficile la vita dei cittadini e raggiungendo il suo culmine nella tristemente famosa «[[Acqua alta|acqua alta]]» del 4 novembre 1966, alla cui commemorazione è appunto dedicato questo nuovo incontro, e nel corso della quale tutta la città è stata sommersa da circa un metro di acqua e tutti i piani-terra e i negozi sono stati allagati con conseguenze disastrose per la povera gente che abita tuttora in queste misere abitazioni e per le merci dei negozi succitati. (p. 8)
*Una qualche incidenza nel verificarsi delle «acque alte» si può ritenere abbia anche il citato fenomeno delle cossiddette «sesse» e cioè i movimenti oscillatori stazionari, con periodi di lunga durata, delle acque dell'Alto Adriatico, nel corso dei quali la diversità di livello delle medesime nella zona veneziana è in media di circa 45 cm, ma sembra possa raggiungere eccezionalmente - almeno in teoria - i 94 cm. (pp. 9-10)
*Notevole importanza per il manifestarsi delle «acque alte» veneziane ha senza dubbio il fenomeno della «''subsidenza''», ossia del lento ma costante e, a quanto pare, progressivo sprofondamento del suolo del centro storico e in generale dell'area veneziana. </br> Per rendersi conto della realtà e della gravità di questo fenomento non occorrerebbe nemmeno ricorrere a ricerche specializzate: basterebbe prendere in considerazione dati risultanti da scavi casuali e dal confronto tra opere d'arte dei secoli passati e la realtà presente. (p. 11)
==Bibliografia==
*Piero Leonardi, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE8096341&select_viewer=metsViewer&dps_file=FL8096389 Dati e problemi geoidrologici, meteorologici e paletnologici veneziani]'', in ''Atti della Giornata di studio "A vent'anni dall'evento di marea del novembre 1966": Venezia, 3 novembre 1986'', Istituto veneto di scienze lettere ed arti, Venezia, 1987.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Geologi italiani]]
[[Categoria:Paleontologi italiani]]
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[[File:Piero Leonardi nel 1970.jpg|miniatura|Piero Leonardi]]
'''Piero Leonardi''' (1908 – 1998), geologo e paleontologo italiano.
==''Dati e problemi geoidrologici, meteorologici e paletnologici veneziani''==
*Ci sono giorni durante l'anno, specialmente nel mese di novembre, in cui il livello dell'acqua lagunare cresce più o meno notevolmente e, nei casi più rilevanti, viene a sommergere parzialmente o addirittura totalmente il centro storico {{NDR|di [[Venezia]]}} per una durata più o meno lunga. E il guaio è che il fenomento è andato in questi ultimi anni acquistando progressivamente maggior rilievo, rendendo talvolta abbastanza difficile la vita dei cittadini e raggiungendo il suo culmine nella tristemente famosa «[[Acqua alta|acqua alta]]» del 4 novembre 1966, alla cui commemorazione è appunto dedicato questo nuovo incontro, e nel corso della quale tutta la città è stata sommersa da circa un metro di acqua e tutti i piani-terra e i negozi sono stati allagati con conseguenze disastrose per la povera gente che abita tuttora in queste misere abitazioni e per le merci dei negozi succitati. (p. 8)
*Una qualche incidenza nel verificarsi delle «acque alte» si può ritenere abbia anche il citato fenomeno delle cossiddette «sesse» e cioè i movimenti oscillatori stazionari, con periodi di lunga durata, delle acque dell'Alto Adriatico, nel corso dei quali la diversità di livello delle medesime nella zona veneziana è in media di circa 45 cm, ma sembra possa raggiungere eccezionalmente – almeno in teoria – i 94 cm. (pp. 9-10)
*Notevole importanza per il manifestarsi delle «acque alte» veneziane ha senza dubbio il fenomeno della «''subsidenza''», ossia del lento ma costante e, a quanto pare, progressivo sprofondamento del suolo del centro storico e in generale dell'area veneziana. </br> Per rendersi conto della realtà e della gravità di questo fenomento non occorrerebbe nemmeno ricorrere a ricerche specializzate: basterebbe prendere in considerazione dati risultanti da scavi casuali e dal confronto tra opere d'arte dei secoli passati e la realtà presente. (p. 11)
==Bibliografia==
*Piero Leonardi, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE8096341&select_viewer=metsViewer&dps_file=FL8096389 Dati e problemi geoidrologici, meteorologici e paletnologici veneziani]'', in ''Atti della Giornata di studio "A vent'anni dall'evento di marea del novembre 1966": Venezia, 3 novembre 1986'', Istituto veneto di scienze lettere ed arti, Venezia, 1987.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Paleontologi italiani]]
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[[File:Alluvione di Venezia del 1966.jpg|thumb|Fotografia dell'alluvione di Venezia del 4 novembre 1966 (+197 cm)]]
Citazioni sull' '''acqua alta'''.
*Ci sono giorni durante l'anno, specialmente nel mese di novembre, in cui il livello dell'acqua lagunare cresce più o meno notevolmente e, nei casi più rilevanti, viene a sommergere parzialmente o addirittura totalmente il centro storico {{ndr|di [[Venezia]]}} per una durata più o meno lunga. E il guaio è che il fenomento è andato in questi ultimi anni acquistando progressivamente maggior rilievo, rendendo talvolta abbastanza difficile la vita dei cittadini e raggiungendo il suo culmine nella tristemente famosa «acqua alta» del 4 novembre 1966, alla cui commemorazione è appunto dedicato questo nuovo incontro, e nel corso della quale tutta la città è stata sommersa da circa un metro di acqua e tutti i piani-terra e i negozi sono stati allagati con conseguenze disastrose per la povera gente che abita tuttora in queste misere abitazioni e per le merci dei negozi succitati. ([[Piero Leonardi]])
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[[File:Alluvione di Venezia del 1966.jpg|thumb|Fotografia dell'alluvione di Venezia del 4 novembre 1966 (+197 cm)]]
Citazioni sull' '''acqua alta'''.
*Ci sono giorni durante l'anno, specialmente nel mese di novembre, in cui il livello dell'acqua lagunare cresce più o meno notevolmente e, nei casi più rilevanti, viene a sommergere parzialmente o addirittura totalmente il centro storico {{ndr|di [[Venezia]]}} per una durata più o meno lunga. E il guaio è che il fenomento è andato in questi ultimi anni acquistando progressivamente maggior rilievo, rendendo talvolta abbastanza difficile la vita dei cittadini e raggiungendo il suo culmine nella tristemente famosa «acqua alta» del 4 novembre 1966, alla cui commemorazione è appunto dedicato questo nuovo incontro, e nel corso della quale tutta la città è stata sommersa da circa un metro di acqua e tutti i piani-terra e i negozi sono stati allagati con conseguenze disastrose per la povera gente che abita tuttora in queste misere abitazioni e per le merci dei negozi succitati. ([[Piero Leonardi]])
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[[File:Alluvione di Venezia del 1966.jpg|thumb|Fotografia dell'alluvione di Venezia del 4 novembre 1966 (+197 cm)]]
Citazioni sull{{'}}'''acqua alta'''.
*Ci sono giorni durante l'anno, specialmente nel mese di novembre, in cui il livello dell'acqua lagunare cresce più o meno notevolmente e, nei casi più rilevanti, viene a sommergere parzialmente o addirittura totalmente il centro storico {{NDR|di [[Venezia]]}} per una durata più o meno lunga. E il guaio è che il fenomento è andato in questi ultimi anni acquistando progressivamente maggior rilievo, rendendo talvolta abbastanza difficile la vita dei cittadini e raggiungendo il suo culmine nella tristemente famosa «acqua alta» del 4 novembre 1966, alla cui commemorazione è appunto dedicato questo nuovo incontro, e nel corso della quale tutta la città è stata sommersa da circa un metro di acqua e tutti i piani-terra e i negozi sono stati allagati con conseguenze disastrose per la povera gente che abita tuttora in queste misere abitazioni e per le merci dei negozi succitati. ([[Piero Leonardi]])
==Voci correlate==
*[[Laguna di Venezia]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Alluvioni e inondazioni]]
[[Categoria:Venezia]]
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