Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.2 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Giacomo Leopardi 0 193 1413316 1375592 2026-05-13T14:51:10Z Gaux 18878 /* Citazioni su Giacomo Leopardi */ Alessandro D'Ancona 1413316 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Leopardi, Giacomo (1798-1837) - ritr. A Ferrazzi, Recanati, casa Leopardi.jpg|thumb|upright=1.4|Giacomo Leopardi]] '''Giacomo Taldegardo Francesco di Sales Saverio Pietro Leopardi''' (1798 – 1837), poeta, filosofo, scrittore, filologo e glottologo italiano. ==Citazioni di Giacomo Leopardi== *{{NDR|[[Ultime parole]], rivolte alla sorella di [[Antonio Ranieri]]}} Aprimi quella finestra... fammi veder la luce.<ref group="fonte">Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto'', Hoepli, 1921, p. [https://archive.org/details/chilhadettotesor00fumauoft/page/286 286].</ref> *[[Credere]] una cosa perché si è udito dirla, e perché non si è avuta cura di esaminarla, fa torto all'intelletto dell'uomo.<ref group="fonte">Da ''[http://www.bibliotecaitaliana.it/testo/bibit000088 Saggio sugli errori popolari degli antichi]'', in ''Tutte le opere'', a cura di Lucio Felici, Lexis Progetti Editoriali, Roma, 1998. ISBN 88-87083-04-5.</ref> *{{NDR|A [[Vittorio Alfieri]]}} ''E tu nemica | la sorte avesti pur: ma ti rimbomba | fama che cresce e un dì fia detta antica.''<ref group="fonte">Da ''[[s:Puerili (Leopardi)/Letta la vita di V. Alfieri|Letta la vita dell'Alfieri scritta da esso]]''.</ref> *La condizione progressiva della società non mi riguarda affatto. La mia, se non è retrograda, è eminentemente stazionaria.<ref group="fonte">Da una lettera del maggio 1833 a Charlotte Bonaparte; citato in [http://www.ilgiornale.it/news/leopardi-progressista-e-razionalista-mito-sfatato.html ''Leopardi progressista e razionalista? Un mito sfatato''], ''il Giornale.it'', 20 luglio 2010.</ref> *Non mi dir più che m'abbia cura, perché son [[guarigione|guarito]] e sano come un pesce in grazia dell'aver fatto a modo mio, cioè non aver usato un cazzo di medicamenti [...].<ref group="fonte">Da ''Lettere al fratello Carlo'', p. 43.</ref> *{{NDR|La [[catacresi]]}} [...] la qual figura differisce sostanzialmente dalla [[metafora]], in quanto la metafora trasportando la parola a soggetti nuovi e non propri, non le toglie per questo il significato proprio (eccetto se il metaforico a lungo andare non se lo mangia, connaturandosi col vocabolo) ma, come dire, glielo accoppia con un altro o con più d'uno, raddoppiando o moltiplicando l'idea rappresentata da essa parola. Doveché la catacresi scaccia fuori il significato proprio e ne mette un altro in luogo suo; talmente che la parola in questa nuova condizione esprime un concetto solo come nell'antica, e se lo appropria immediatamente per modo che tutta quanta ell'è, s'incorpora seco lui. [...] Laddove se tu chiami lampade il sole, come fece [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]], quantunque la voce «lampade» venga a dimostrare il «sole», non perciò si stacca dal soggetto suo proprio, anzi non altrimenti ha forza di dare ad intendere il sole, che rappresentando quello come una figura di questo. E veramente le metafore non sono altro che similitudini o comparazioni raccorciate.<ref group="fonte">Da ''Annotazioni alle Canzoni (1824-25)'', in ''Canti'', a cura di [[Leone Ginzburg]], Gius. Laterza & Figli, Bari, 1938, [[s:Pagina:Leopardi, Giacomo – Canti, 1938 – BEIC 1857225.djvu/206|p. 200]].</ref> *Molti provano un sentimento d'indignazione vedendo il cenere del [[Torquato Tasso|Tasso]], coperto e indicato non da altro che da una pietra larga e lunga circa un palmo e mezzo, e posta in un cantoncino d'una chiesuccia. Io non vorrei in nessun modo trovar questo cenere sotto un mausoleo. Tu comprendi la gran folla di affetti che nasce dal considerare il contrasto fra la grandezza del Tasso e l'umiltà della sua sepoltura. Ma tu non puoi avere idea d'un altro contrasto, cioè di quello che prova un occhio avvezzo all'infinita magnificenza e vastità de' monumenti romani, paragonandoli alla piccolezza e nudità di questo sepolcro. Si sente una trista e fremebonda consolazione pensando che questa povertà è pur sufficiente ad interessare e animar la posterità, laddove i superbissimi mausolei, che Roma racchiude, si osservano con perfetta indifferenza per la persona a cui furono innalzati, della quale o non si domanda neppur il nome, o si domanda non come della persona ma del monumento. Vicino al [[Tomba di Torquato Tasso|sepolcro del Tasso]] è quello del poeta [[Alessandro Guidi|Guidi]], che volle giacere ''prope magnos Torquati cineres'', come dice l'iscrizione. Fece molto male. Non mi restò per lui nemmeno un sospiro. Appena soffrii di guardare il suo monumento, temendo di soffocare le sensazioni che avevo provate alla tomba del Tasso.<ref group="fonte">Dalla lettera al fratello Carlo, Roma, 20 febbraio 1823; citato in W. Binni, ''Note leopardiane I. La lettera del 20 febbraio 1823'', «La Rassegna della letteratura italiana», a. LXVII, serie VII, n. 2, Firenze, maggio-settembre 1963, pp. 193-199. Disponibile su ''[https://www.ilponterivista.com/ocwb/data/01-Leopardi%201934-1997/13-La%20lettera%20del%2020%20febbraio%201823/13-01.html ilponterivista.com]''.</ref> *{{NDR|Sul [[Epitteto#Manuale|''Manuale di Epitteto'']]}} Non poche sentenze verissime, diverse considerazioni sottili, molti precetti e ricordi sommamente utili, oltre una grata semplicità e dimestichezza del dire, fanno assai prezioso e caro questo libricciuolo.<ref group="fonte">Dal ''Preambolo del volgarizzatore'' al ''Manuale di Epitteto'', in ''Opere di Giacomo Leopardi'', vol. II, Le Monnier, 1865, [https://books.google.it/books?id=X7tDAQAAMAAJ&pg=213#v=onepage&q&f=false p. 213].</ref> *{{NDR|Al fratello [[Carlo Leopardi|Carlo]]}} Ti felicito sommamente del tuo nuovo amore, e altrettanto mi dispiacerebbe che a Pasqua fosse cominciata per te la Quaresima. Veramente non so qual migliore occupazione, si possa trovare al mondo che quella di fare all'amore, sia di primavera o d'autunno; e certo che il parlare ad una bella ragazza vale dieci volte più che girare, come io fo, attorno all'Apollo di Belvedere ed alla Venere Capitolina.<ref group="fonte">Rispondendo, il 5 aprile 1823, ad una lettera del fratello Carlo, che gli aveva narrato di un suo amore non platonico; citato in [[Giovanni Mestica]], ''Studi leopardiani'', [https://archive.org/details/studileopardian01mestgoog/page/105/mode/1up pp. 105-106].</ref> ==''Canti''== ===I – ''All'Italia''=== *''Piangi, che ben hai donde, [[Italia]] mia.'' (v. 18) *''L'armi, qua l'armi: io solo | combatterò, procomberò sol io. | Dammi, o ciel, che sia foco | agl'italici petti il sangue mio''. (vv. 37-40) ===III – ''Ad Angelo Mai: quand'ebbe trovato i libri di [[Cicerone]] della Repubblica''=== *''Italo ardito, a che giammai non posi | di svegliar dalle tombe | i nostri padri? ed a parlar gli meni | a questo secol morto, al quale incombe | tanta nebbia di tedio?'' (vv. 1-5) *''Ahi ahi, ma conosciuto il mondo | non cresce, anzi scema, e assai più vasto | l'etra sonante e l'alma terra e il mare | al fanciullin, che non al saggio appare.'' (vv. 87-90) *''Amore, | amor, di nostra vita ultimo inganno, | t'abbandonava. Ombra reale e salda | ti parve il nulla, e il mondo | inabitata piaggia.'' (vv. 128-132) *''Da te fino a quest'ora uom non è sorto, | o sventurato ingegno, | pari all'italo nome, altro ch'un solo, | solo di sua codarda etate indegno, | allobrogo feroce, a cui dal polo | maschia virtù, non già da questa mia | stanca ed arida terra, | venne nel petto; onde privato, inerme | (memorando ardimento!) in su la scena | mosse guerra a' tiranni: almen si dia | questa misera guerra | e questo vano campo all'ire inferme | del mondo. Ei primo e sol dentro all'arena | scese, e nullo il seguì, che l'ozio e il brutto | silenzio or preme ai nostri innanzi a tutto. || Disdegnando e fremendo, immacolata | trasse la vita intera, | e morte lo scampò dal veder peggio. | [[Vittorio Alfieri|Vittorio]] mio, questa per te non era | età né suolo. Altri anni ed altro seggio | conviene agli alti ingegni.'' (vv. 151-171) ====Citazioni su ''Ad Angelo Mai: quand'ebbe trovato i libri di Cicerone della Repubblica''==== *È invalsa, a proposito dei sentimenti politici del Leopardi, l'opinione che esso, divenuto scettico, non ebbe più a cuore il [[risorgimento]] d'Italia. Tutt'altro provano gli scritti suoi. Dopo le due prime canzoni, ne fa documento solenne quella ''Ad Angelo Mai'' che compose quando era già pessimista; la quale spira tutta quanta un amore ardente alla patria, e pungendo la viltà degli Italiani, li infiamma ad insorgere; onde l'Austria ne proibì la diffusione nelle province italiane da essa occupate. ([[Giovanni Mestica]]) ===IV – ''Nelle nozze della sorella Paolina''=== *''[[Virtù]] viva sprezziam, lodiamo estinta.'' (v. 30) *''[[Donna|Donne]], da voi non poco | la patria aspetta'' [...] (vv. 31-32) *''Ad atti egregi è sprone | amor, chi ben l'estima, e d'alto affetto | maestra è la beltà.'' (pp. 46-48) ===IX – ''Ultimo canto di Saffo''=== *''Arcano è tutto, | fuor che il nostro [[dolore|dolor]].'' (vv. 45-46) *''Negletta prole | nascemmo al pianto, e la ragione in grembo | de' celesti si posa.'' (vv. 46-48) *''Virtù non luce in disadorno ammanto''. (v. 53) *''Vivi felice, se felice in terra | visse nato mortal.'' (vv. 60-61) ===X – ''Il primo amore''=== *''Tornami a mente il dì che la battaglia | d'[[amore]] sentii la prima volta, e dissi: | oimè, se quest'è amor, com'ei travaglia!'' (vv. 1-3) ===XI – ''Il passero solitario''=== *''D'in su la vetta della torre antica, | [[passero]] solitario, alla campagna | cantando vai finché non more il giorno; | ed erra l'[[armonia]] per questa valle.'' (vv. 1-4) *''Tu, [[passero|solingo augellin]], venuto a sera | del viver che daranno a te le stelle, | certo del tuo costume | non ti dorrai; ché di natura è frutto | ogni vostra vaghezza.'' (vv. 45-49) *''A me, se di vecchiezza | la detestata soglia | evitar non impetro, | quando muti questi occhi all'altrui core, | e lor fia vòto il mondo, e il dì futuro | del dì presente più noioso e tetro, | che parrà di tal voglia? | che di quest'anni miei? che di me stesso? | Ahi! pentirommi, e spesso, | ma sconsolato, volgerommi indietro.'' (vv. 50-59) ===XII – ''L'infinito''=== [[File:Infinito.jpg|thumb|Manoscritto de ''L'infinito'']] *''Sempre caro mi fu quest'ermo [[collina|colle]], | e questa siepe, che da tanta parte | dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.'' (vv. 1-3) *''Ma, sedendo e mirando, interminati | spazi di là da quella, e sovrumani | silenzi, e profondissima quiete | io nel pensier mi fingo; ove per poco | il cor non si spaura.'' (vv. 4-8) *''Così tra questa | immensità s'annega il pensier mio; | e il [[naufragio|naufragar]] m'è dolce in questo mare.'' (vv. 13-15) ====Citazioni su ''L'infinito''==== *Leopardi era dedito alle pratiche solitarie. Con tutto ciò, un grande poeta. La prima versione della famosa poesia ''L'infinito'', all'ultimo verso non suonava "''... e naufragar m'è dolce in questo mare''", bensì "''... e naufragar m'è dolce in questa mano''". Probabilmente l'aveva scritta in stato di tensione autoerotica. ([[Marcello Marchesi]]) ===XIII – ''La sera del dì di festa''=== *''Dolce e chiara è la notte e senza vento''. (v. 1) *''Tu dormi: io questo ciel, che sì benigno | appare in vista, a salutar m'affaccio, | e l'antica natura onnipossente, | che mi fece all'[[affanno]]. A te la speme | nego, mi disse, anche la speme; e d'altro | non brillin gli occhi tuoi se non di pianto. '' (v. 10-16) *''Ecco è fuggito | il dì festivo, ed al festivo il giorno | volgar succede, e se ne porta il [[tempo]] | ogni umano accidente.'' (vv. 30-33) ===XIV – ''Alla luna''=== *''Oh come grato occorre | nel tempo [[giovinezza|giovanil]], quando ancor lungo | la speme e breve ha la memoria il corso, | il rimembrar delle passate cose, | ancor che triste, e che l'affanno duri!'' (vv. 12-16) ===XVII – ''Consalvo''=== *''Due cose belle ha il mondo: | [[amore e morte]]''. (vv. 99-100) ===XVIII – ''Alla sua donna''=== *''Ma non è cosa in terra | che ti somigli; e s'anco pari alcuna | ti fosse al volto, agli atti, alla favella, | saria, così conforme, assai men bella.'' (vv. 19-22) ===XXI – ''A Silvia''=== *''[[Silvia]], rimembri ancora | quel tempo della tua vita mortale, | quando beltà splendea | negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi, | e tu, lieta e pensosa, il limitare | di gioventù salivi?''. (vv. 1-6) *''Io, gli studi leggiadri | talor lasciando e le sudate carte, | ove il tempo mio primo | e di me si spendea la miglior parte, |'' [...] (vv. 15-18) *''O [[natura]], o natura | perché non rendi poi | quel che prometti allor? Perché di tanto | inganni i figli tuoi?'' (vv. 35-38) *''All'apparir del vero | tu, misera, cadesti: e con la mano | la fredda morte ed una tomba ignuda | mostravi di lontano''. (vv. 60-63) ====Citazioni su ''A Silvia''==== *Silvia è sorella di certe dolci femminili figure virgiliane ed omeriche, ma è tutt'altro che una reminiscenza classica, è un ritratto di una realtà, d'un'evidenza meravigliosa. La giovanetta da gli occhi ridenti e fuggitivi, lieta e pensosa, percorre con la mano veloce la tela e, immaginando un vago avvenire, riempie del suo canto le quiete stanze e le vie d'intorno, mentre, come la Laura petrarchesca sotto la pioggia di fiori cadente da l'albero, umile continua intenta l'opera femminile, sotto la diffusa luce del maggio, il riso del cielo sereno. Col rimpianto de la fanciulla perduta, il poeta risente più amaro lo sconforto dei soavi perduti pensieri, de le morte speranze; nel cantare Silvia egli risente in sé ''quel suo cuore d'una volta''. Non dimenticò mai la bruna popolana, e, se il canto di una tessitrice solitaria sempre lo commosse, gli è certo che in ogni solinga laboriosa fanciulla, egli rivedeva col pensiero l'immagine adombrata de la candida Teresa {{NDR|Fattorini}}. ([[Emma Boghen Conigliani]]) ===XXII – ''Le ricordanze''=== *''Vaghe stelle dell'[[Orsa Maggiore|Orsa]], io non credea | tornare ancor per uso a contemplarvi | sul paterno giardino scintillanti, | e ragionar con voi dalle finestre | di questo albergo ove abitai fanciullo, | e delle gioie mie vidi la fine. | Quante immagini un tempo, e quante fole | creommi nel pensier l'aspetto vostro | e delle luci a voi compagne! allora | che, tacito, seduto in verde zolla, | delle sere io solea passar gran parte | mirando il cielo, ed ascoltando il canto | della rana rimota alla campagna!'' (vv. 1-13) *''Né mi diceva il cor che l'età verde | sarei dannato a consumare in questo | natio borgo selvaggio, intra una gente | zotica, vil; cui nomi strani, e spesso | argomento di riso e di trastullo, | son dottrina e saper'' [...]. (vv. 28-33) *[...] ''dolce per sé; ma con dolor sottentra | il pensier del presente, un van desio | del passato'' [...]. (vv. 58-60) *''O [[speranza|speranze]], speranze; ameni inganni | della mia prima età!'' (vv. 77-78) ===XXIII – ''Canto notturno di un pastore errante dell'Asia''=== *''Che fai tu, [[luna]], in ciel? Dimmi, che fai, | silenziosa luna?'' (vv. 1-2) *''[[Nascita|Nasce]] l'uomo a fatica, | ed è rischio di morte il nascimento. | Prova pena e tormento | per prima cosa; e in sul principio stesso | la madre e il genitore | il prende a consolar dell'esser nato.'' (vv. 39-44) *''Perché reggere in [[vita]] | chi poi di quella consolar convenga? | Se la vita è sventura, | perché da noi si dura?'' (vv. 53-56) *''Che sia questo morir, questo supremo | scolorar del sembiante, | e perir della terra, e venir meno | ad ogni usata, amante compagnia''. (vv. 65-68) *''E tu certo comprendi | il perché delle cose, e vedi il frutto | del mattin, della sera, | del tacito, infinito andar del [[tempo]]''. (vv. 69-72) *''A me la vita è male.'' (v. 104) *''Dimmi: perché giacendo | a bell'agio, ozioso, | s'appaga ogni [[animale]]; | me, s'io giaccio in riposo, il [[Noia|tedio]] assale?'' (vv. 129-132) *''Forse s'avess'io l'[[Ala|ale]] | da volar su le nubi, | e noverar le stelle ad una ad una, | o come il tuono errar di giogo in giogo, | più felice sarei, dolce mia greggia, | più felice sarei, candida luna.'' (vv. 133-138) *[...] ''forse, in qual forma, in quale | stato che sia, dentro covile o cuna, | è funesto a chi nasce il [[Nascita|dì natale]]''. (vv. 141-143) ====Citazioni sul ''Canto notturno di un pastore errante dell'Asia''==== *Si ricordi come Leopardi per un certo tempo abbia amato le falsificazioni filologiche e l'abbia scherzosamente praticate come dilettantismo artistico. Ma ora lo stadio dell'Inno a Nettuno è superato. La mistificazione è divenuta manifestazione del proprio io. Non pel desiderio di travestirsi, ma per conoscere e rappresentare se stesso {{sic|e}} s'immedesima in quel pastore dell'Asia. Il sentimento e la coscienza che il più proprio del suo pensiero, la sua filosofia e la sua religione, sia divenuto del tutto estraneo all'Europa occidentale, che egli sia un anacronista o un ''dépaysé''<ref>Spaesato. {{cfr}} ''Protagonisti della civiltà letteraria nella critica'', p. 613.</ref>, un arcade emigrato, non viene invero espresso immediatamente, ma costituisce il fondamento della poesia. Perciò fa un effetto di così straniato ed intimo, così artistico e originario, così esotico e leopardiano, così privo di costume e primigenio, moderno e senza tempo. ([[Karl Vossler]]) ===XXIV – ''La quiete dopo la tempesta''=== *''Ecco il sereno | rompe là da ponente, alla montagna: | sgombrasi la campagna, | e chiaro nella valle il fiume appare.''<ref>A proposito del verso «''E chiaro nella valle il fiume appare''», [[Umberto Saba]] scrisse nelle sue ''Scorciatoie'': «{{maiuscoletto|Letteratura italiana}}. Potrebbe rimanere, di secoli di noia, un verso: il più bello, il più inutile, il più melanconico, il più perfetto che sia mai stato scritto.»</ref> (vv. 4-7) *''[[Piacere e dolore||Piacer]] figlio d'[[Piacere e dolore|affanno]]; |'' [...]. (v. 32) *''O natura cortese, | son questi i doni tuoi, | questi i diletti sono | che tu porgi ai mortali. Uscir di pena | è diletto fra noi. | Pene tu spargi a larga mano; il duolo | spontaneo sorge e di piacer, quel tanto | che per mostro e miracolo talvolta | nasce d'affanno, è gran guadagno.'' (vv. 42-50) *''Umana | prole cara agli eterni! assai felice | se respirar ti lice | d'alcun dolor: [[Beatitudini dalle poesie|beata]] | se te d'ogni dolor morte risana''. (vv. 50-54) ===XXV – ''Il sabato del villaggio''=== [[File:Autografo leopardiano Sabato Villaggio.jpg|thumb|Manoscritto de ''Il sabato del villaggio'']] *''La donzelletta vien dalla campagna, | in sul calar del sole, | col suo fascio dell'erba; e reca in mano | un mazzolin di rose e viole, | onde siccome suole, | ornare ella si appresta | dimani, al dì di festa, il petto e il crine.'' (vv. 1-7) *''[[Sabato|Questo di sette]] è il più gradito giorno, | pien di speme e di gioia: | [[domenica|diman]] tristezza e noia | recheran l'ore, ed al travaglio usato | ciascuno in suo pensier farà ritorno.'' (vv. 38-42) *''Garzoncello scherzoso, | cotesta età fiorita | è come un giorno d'allegrezza pieno, | giorno chiaro, sereno, | che precorre alla festa di tua vita. | Godi, fanciullo mio; stato soave, | stagion lieta è cotesta. | Altro dirti non vo'; ma la tua [[festa]] | ch'anco tardi a venir non ti sia grave.'' (vv. 43-51) ====Citazioni su ''Il sabato del villaggio''==== *Mi spiego Fefé, è come un'intima insoddisfazione che tengo dentro. Per esempio tu sai quanto mi piace l'uva, ah? Be', a me l'uva mi piace più quando non ci sta che quando ci sta. Quando ci sta l'uva, Fefé, io tengo voglia di pere. Mi spiego? [...] Per me non è tanto importante l'uva in se stessa, quanto la voglia che ho d'uva, un po' come quella poesia che mi piace tanto, Fefé, dove dice che il sabato è meglio assai della domenica. (''[[Divorzio all'italiana]]'') *Nel ''Sabato del villaggio'' la scena poetica che avrebbe dovuto suggerire coi suoi stessi tocchi il pensiero della gioia aspettata, che è unica e vera gioia, della gioia di fantasia, è commentata da una critica riflessione e appesantita da un allegorizzamento, che prende forma di rettorica esortazione al «garzoncello scherzoso». ([[Benedetto Croce]]) *Secondo Leopardi, il più bel giorno della settimana non è la domenica, ma il sabato, perché precede la domenica; mentre la domenica si è tristi, pensando al lunedì. Ma ormai tutti han letto l'immortale canto, epperò il venerdì sera dicono: «Che gioia, domani è sabato, il più bel giorno della settimana!», mentre l'indomani pensano con tristezza alla domenica. Ragion per cui siamo più felici il venerdì che il sabato; e invece che Il sabato Leopardi avrebbe fatto meglio a scrivere Il venerdì, o addirittura Il giovedì del villaggio, se si pensa che il giovedì, precedendo il più bel giorno della settimana, viene ad essere esso stesso il più bello, sempre per quella teoria che la vigilia d'un lieto giorno è più bella che il lieto giorno medesimo. ([[Achille Campanile]]) ===XXVI – ''Il pensiero dominante''=== *''Sempre i codardi, e l'alme | ingenerose, abbiette | ebbi in dispregio.'' (vv. 53-55) *''Di questa età superba, | che di vote speranze si nutrica, | vaga di ciance, e di virtù nemica; | stolta, che l'util chiede, | e inutile la vita | quindi più sempre divenir non vede; | maggior mi sento.'' (vv. 59-65) *''Pregio non ha, non ha ragion la vita | se non per lui, per lui ch'all'uomo è tutto.'' (vv. 80-81) *''Angelica beltade! | Parmi ogni più bel volto, ovunque io miro, | quasi una finta imago | il tuo volto imitar. Tu sola fonte | d'ogni altra leggiadria, | sola vera beltà parmi che sia.'' (vv. 130-135) ====Citazioni su ''Il pensiero dominante''==== *Perché è evitata la parola {{NDR|"amore"}} e dissimulata la chiave? Evidentemente di fronte alla novità dell'esperienza essa sarebbe apparsa troppo logora, perché ogni appicco a cose già passate e già esistite avrebbe potuto dare l'impressione di uno sminuimento. "Io non ho nome per ciò". ([[Karl Vossler]]) ===XXVII – ''Amore e Morte''=== *''Fratelli, a un tempo stesso, Amore e Morte | ingenerò la sorte. | Cose quaggiù sì belle | Altre il mondo non ha, non han le stelle.'' (vv. {{Source|Canti_(Leopardi_-_Donati)/XXVII._Amore_e_Morte||1-4}}) *''Quando novellamente | nasce nel cor profondo | un amoroso affetto, | languido e stanco insiem con esso in petto | un desiderio di morir si sente: | come, non so: ma tale | d'[[amore|amor]] vero e possente è il primo effetto.'' (vv. {{Source|Canti (Leopardi)/Amore e Morte|Quando novellamente|27-33}}) *''Poi, quando tutto avvolge | la formidabil possa, | e fulmina nel cor l'invitta cura, | quante volte implorata | con desiderio intenso, | morte, sei tu dall'affannoso amante!'' (vv. {{Source|Canti (Leopardi)/Amore e Morte|poi, quando tutto avvolge|45-50}}) ===XXVIII – ''A se stesso''=== *''Amaro e noia | la [[vita]], altro mai nulla; e fango è il [[mondo]].'' (vv. 8-9) *[...] ''l'infinita [[vanità]] del tutto''. (v. 16) ===XXIX – ''Aspasia''=== *''Torna dinanzi al mio pensier talora | il tuo sembiante, Aspasia.'' (vv. 1-2) *''Raggio divino al mio pensiero apparve, | [[donna]], la tua beltà. Simile effetto | fan la bellezza e i musicali accordi.'' (vv. 33-35) *''Pur quell'ardor che da te nacque è spento: | perch'io te non amai, ma quella Diva | che già vita, or sepolcro, ha nel mio core.'' (vv. 77-79) *''Già del fato mortale a me bastante | e conforto e vendetta è che su l'erba | qui neghittoso immobile giacendo, | il mar la terra e il ciel miro e sorrido.'' (vv. 109-112) ===XXXI – ''Sopra il ritratto di una bella donna''=== *''Tal fosti: or qui sotterra | polve e scheletro sei. Su l'ossa e il fango | immobilmente collocato invano, | muto, mirando dell'etadi il volo, | sta, di memoria solo | e di dolor custode, il simulacro | della scorsa beltà.'' (vv. 1-7) *''Natura umana, or come, | se frale in tutto e vile, | se polve ed ombra sei, tant'alto senti? | Se in parte anco gentile, | come i più degni tuoi moti e pensieri | son cosí di leggieri | da sí basse cagioni e desti e spenti?'' (vv. 50-56) ====Citazioni su ''Sopra il ritratto di una bella donna''==== *In uno dei suoi canti estremi, nel canto ''Sopra il ritratto di una bella donna'', vediamo come egli scorga un motivo di dubbio insolubile non già nel contrasto tra la bellezza femminile e l'opera dissolvitrice della morte, bensì nel contrasto fra la distruzione che la morte ha compiuto di quella bella forma corporea e gli ineffabili altissimi sentimenti che quella ispirò un tempo:<br><div style="text-align:center;">Natura umana, or come | se frale in tutto e vile, | se polve ed ombra sei, tant'alto senti? </div>La nobiltà dell'uomo, così come la sua beatitudine, il Leopardi ripone nella sua capacità di sentire: né è senza significato il fatto che nelle sue pagine, in quelle della giovinezza come in quelle della maturità l'epiteto ''divino'' si accompagni così di frequente alle espressioni che si riferiscono al sentimento. ([[Mario Fubini]]) ===XXXII – ''Palinodia al marchese Gino Capponi''=== *''Errai, candido [[Gino Capponi|Gino]]; assai gran tempo, | e di gran lunga errai. Misera e vana | stimai la vita, e sovra l'altre insulsa | la stagion ch'or si volge.'' (vv. 1-4) ===XXXIII – ''Il tramonto della luna''=== *[...] ''scende la [[luna]]; e si scolora il mondo'' [...]. (v. 12) ===XXXIV – ''La ginestra o il fiore del deserto''=== *''Qui su l'arida schiena | del formidabil monte | sterminator [[Vesuvio|Vesevo]], | la qual null'altro allegra arbor né fiore, | tuoi cespi solitari intorno spargi, | odorata [[ginestra]], | contenta dei deserti.'' (vv. 1-7) *''Questi campi cosparsi | di ceneri infeconde, e ricoperti | dell'impietrata lava, | che sotto i passi al peregrin risona; | dove s'annida e si contorce al sole | la serpe, e dove al noto | cavernoso covil torna il coniglio; | fûr liete ville e cólti, | e biondeggiâr di spiche, e risonâro | di muggito d'armenti; | fûr giardini e palagi, | agli ozi de' potenti | gradito ospizio; e fûr città famose, | che coi torrenti suoi l'altèro monte | dall'ignea bocca fulminando oppresse | con gli abitanti insieme. Or tutto intorno | una ruina involve, | ove tu siedi, o fior gentile, e quasi | i danni altrui commiserando, al cielo | di dolcissimo odor mandi un profumo, | che il deserto consola. A queste piagge | venga colui che d'esaltar con lode | il nostro stato ha in uso, e vegga quanto | è il gener nostro in cura | all'amante natura. E la possanza | qui con giusta misura | anco estimar potrà dell'uman seme, | cui la dura nutrice, ov'ei men teme, | con lieve moto in un momento annulla | in parte, e può con moti | poco men lievi ancor subitamente | annichilare in tutto. | Dipinte in queste rive | son dell'umana gente | «Le magnifiche sorti e progressive». | Qui mira e qui ti specchia, | secol superbo e sciocco, | che il calle insino allora | dal risorto pensier segnato innanti | abbandonasti, e vòlti addietro i passi, | del ritornar ti vanti, | e procedere il chiami.'' (vv. 17-58) *[...] ''obblio | preme chi troppo all'età propria increbbe.''<ref group="fonte">Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', Hoepli.</ref> (vv. 68-69) *''Non so se il riso o la pietà prevale.'' (v. 201) *''E tu, lenta [[ginestra]], | che di selve odorate | queste campagne dispogliate adorni, | anche tu presto alla crudel possanza | soccomberai del sotterraneo foco, | che ritornando al loco | già noto, stenderà l'avaro lembo | su tue molli foreste.'' (vv. 297-304) ===Citazioni sui ''Canti''=== *Sulle sue idee, certamente c'è poco da equivocare. Ma dove, principalmente, egli le espose e le ragionò?<br>Nelle grandi liriche, nelle composizioni in cui la fantasia e l'estro si accendono al calor bianco e cercano di raggiungere per ineluttabili scorciatoie i significati assoluti. È lo stato più estraneo alla coscienza vera, al giudizio accettato dalla ragione, quello che genera canti come ''A se stesso'' o ''La Ginestra''. In quella loro altezza disperata si confonde davvero con la negazione una più alta e improvvisa accettazione dell'idea divina. ([[Giovanni Artieri]]) ==''Epistolario''== ===[[Incipit]]=== ''All'Ab. Francesco Cancellieri, a Roma''.<br />Recanati, 6 aprile 1816.<br />Pregiatissimo signore, Il mio signor zio mi ha comunicata la di lei lettera che in parte riguarda me. Da essa ho appreso ch'ella soffre ancora molti incommodi di salute. L'accerto che io sento di ciò un vivissimo dispiacere, e con ribrezzo m'induco a molestarla, sperando però ch'ella non vorrà prendersi per l'incommodo che le do maggior briga di quella che richiede l'affare per se stesso molto poco interessante. ===Citazioni=== *Così ella vede che il [[Vincenzo Monti|Monti]] è assai più famoso per l'[[Iliade]] che per il ''Persio''. (dalla lettera ad Antonio Fortunato Stella, 6 dicembre 1816; vol. I, p. 8) *[...] quando ho letto qualche [[Classico]], la mia mente tumultua e si confonde. Allora prendo a tradurre il meglio, e quelle bellezze per necessità esaminate e rimenate a una a una piglian posto nella mia mente, e l'arricchiscono e mi lasciano in pace. (dalla lettera a Pietro Giordani, 21 marzo 1817; vol. I, p. 15) *Amico e cugino carissimo, Tengo ben volontieri l'invito che mi fate di lasciar da parte le cerimonie parlando con voi, e però non vi domando scusa dell'errore che ho preso con un giudizio troppo precipitato, non però calunnioso, come voi dite, scambiando un poco i vocaboli, perché oltreché il dir male di me non sarebbe stato pur peccato veniale, lo scherzare così urbanamente come si facea in quell'articolo, e con così poche parole, e sopra cosa da nulla, non potea fare che persona del mondo se ne offendesse. (dalla lettera al conte Francesco Cassi, 5 maggio 1817; vol. I, p. 33) *Signore mio carissimo, L'erudizione che ella ha trovato nelle note all' inno a Nettuno, in verità è molto volgare, e a me è paruto di scrivere quelle note in [[Italia]]; ma in [[Germania]] o in [[Inghilterra]] me ne sarei vergognato. Io sono andato un pezzo in traccia della erudizione più pellegrina e recondita, e dai 13 anni ai 17 ho dato dentro a questo studio profondamente, tanto che ho scritto da sei a sette tomi non piccoli sopra cose erudite (la qual fatica appunto è quella che mi ha rovinato); e qualche letterato straniero che è in Roma e che io non conosco, veduto alcuno degli scritti miei, non li disapprova, e mi facea esortare a divenire, diceva egli, gran filologo. [...] Innamorato della poesia greca, volli fare come [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]] che sotterrò il suo Cupido, e a chi dissotterrato lo credea d'antico portò il braccio mancante. (dalla lettera a Pietro Giordani, 30 maggio 1817; vol. I, pp. 34-35) *Certo che non voglio vivere tra la [[massa|turba]]: la mediocrità mi fa una paura mortale [...]. (dalla lettera a Pietro Giordani, 26 settembre 1817; vol. I, p. 57) *Carissimo cugino, Avendo avuta occasione di pubblicare un inno a Nettuno, e ricordandomi di quello che voi scriveste sulla medesima divinità per le nozze [[Giulio Perticari|Perticari]] e [[Vincenzo Monti|Monti]], ho voluto mandarvi una copia del mio opuscolo, non già perché lo paragonaste col vostro, ma perché aveste il diletto di vedervi vincitore senza combattere. La copia che vi mando è della seconda edizione molto più corretta della prima, che è stata fatta l'aprile passato. Come vedete, la cosa non è di questi giorni, ed io già ci vedo mille difetti, sì che a voi, che per l' amicizia me li perdonerete, volentieri la mando in segno di confidenza, ma non vorrei che la mostraste alle persone di buon giudizio. (dalla lettera al conte Francesco Cassi, 17 ottobre 1817; vol. I, p. 63) *[...] mi pare d'essermi accorto che il [[tradurre]] così per esercizio vada veramente fatto innanzi al comporre, e o bisogni o giovi assai per divenire insigne scrittore; ma che per divenire insigne traduttore convenga prima aver composto ed esser bravo scrittore; e che in somma una traduzione perfetta sia opera più tosto da vecchio che da giovane. (dalla lettera a Pietro Giordani, 29 dicembre 1817; vol. I, p. 78) *{{NDR|Riguardo [[Fulvio Testi]]}} Se fosse venuto in età meno barbara, e avesse avuto agio di coltivare l'ingegno suo più che non fece, sarebbe stato senza controversia il nostro [[Quinto Orazio Flacco|Orazio]], e forse più caldo e veemente e sublime del Latino. (dalla lettera a Pietro Giordani, 19 febbraio 1819; vol. I p. 126) *Io non credo che i tristi vivano meglio di noi. Se la felicità vera si potesse conseguire in qualunque modo, la realtà delle cose non sarebbe così formidabile. Ma [[Bontà e cattiveria|buoni e tristi]] nuotano affannosamente in questo mare di travagli, dove non trovi altro porto che quello de' fantasmi e delle immaginazioni. E per questo capo mi pare che la condizione de' buoni sia migliore di quella de' cattivi, perché le grandi e splendide illusioni non appartengono a questa gente; sicché ristretti alla verità e nudità delle cose, che altro si deggiono aspettare se non tedio infinito ed eterno? (dalla lettera a Pietro Giordani, 30 giugno 1820; vol. I, p. 187) *La facoltà della [[parola]] aiuta incredibilmente la facoltà del pensiero, e le spiana ed accorcia la strada. Anzi mi sono avveduto per prova, che anche la notizia di più [[Linguaggio|lingue]] conferisce mirabilmente alla facilità, chiarezza e precisione del concepire. (dalla lettera a Pietro Giordani, 20 novembre 1820; vol. I, p. 210) *[...] questo arcano infelice e terribile della vita dell'universo. (dalla lettera a Pietro Giordani, 6 maggio 1825; vol. I, p. 333) *Ho veduto il [[I promessi sposi|romanzo del Manzoni]], il quale, non ostante molti difetti, mi piace assai, ed è certamente opera di un grande ingegno [...]. (dalla lettera ad Antonio Papadopoli, 25 febbraio 1828; vol. II, p. 69) *Io non ho bisogno di stima, né di gloria, né di altre cose simili; ma ho bisogno d'amore. (dalla lettera a Madama Antonietta Tommasi, 5 luglio 1828; vol. II, p. 94) *[...] il [[fare]] è il miglior modo d'imparare [...]. (dalla lettera al fratello Pier Francesco, 16 ottobre 1828; vol. II, p. 115) *[...] rido della felicità delle ''masse'', perché il mio piccolo cervello non concepisce una ''[[massa]]'' felice composta d'individui non felici. (dalla lettera a Fanny Targioni Tozzetti, 5 dicembre 1831<ref group="fonte">''Epistolario di Giacomo Leopardi'', vol. II, a cura di Prospero Viani, Le Monnier, Firenze, 1892, p. [https://books.google.it/books?id=Ay4aAAAAYAAJ&pg=PA443#v=onepage&q&f=false 443].</ref>) *{{NDR|Sui napoletani}} [...] lazzaroni pulcinelli nobili e plebei, tutti ladri e b. f. degnissimi di Spagnuoli e di forche. (dalla lettera al padre, 3 febbraio 1833; vol. II, p. 215) *L'aria di [[Napoli]] mi è di qualche utilità; ma nelle altre cose questo soggiorno non mi conviene molto... Spero che partiremo di qua in breve, il mio amico e io. (dalla lettera alla signora Adelaide Maestri, 5 aprile 1834; vol. II, p. 209<ref group="fonte">Citato in Michele Scherillo, ''Vita di Giacomo Leopardi'', Greco & Greco Editori, Milano, 1991, [//books.google.it/books?id=dRiuzZHM4BMC&pg=PA191 p. 191]. ISBN 88-85387-64-0</ref>) *{{NDR|Su [[Napoli]]}} [...] paese semibarbaro e {{sic|semiaffricano}}, nel quale io vivo in un perfettissimo isolamento da tutti. (dalla lettera al padre, 27 novembre 1834; vol. II, p. 214) *Io per me, sapendo che la chiarezza è il primo debito dello scrittore, non ho mai lodata l'avarizia de' segni, e vedo che spesse volte una sola virgola ben messa, dà luce a tutt'un periodo. (dalla lettera a Pietro Giordani, 12 maggio 1820) *{{NDR|Su [[Roma]]}} Venerdì 15 febbraio 1823 fui a visitare il sepolcro del Tasso e ci piansi. Questo è il primo e l'unico piacere che ho provato in Roma. [...] Anche la strada che conduce a quel luogo prepara lo spirito alle impressioni del sentimento. È tutta costeggiata di case destinate alle manifatture, e risuona dello strepito de' telai e d'altri tali istrumenti, e del canto delle donne e degli operai occupati al lavoro. In una città oziosa, dissipata, senza metodo, come sono le capitali, è pur bello il considerare l'immagine della vita raccolta, ordinata e occupata in professioni utili. Anche le fisionomie e le maniere della gente che s'incontra per quella via, hanno un non so che di più semplice e di più umano che quelle degli altri; e dimostrano i costumi e il carattere di persone, la cui vita si fonda sul vero e non sul falso, cioè che vivono di travaglio e non d'intrigo, d'impostura e d'inganno, come la massima parte di questa popolazione. (dalla lettera sulla visita alla tomba di Tasso, Roma 20 Febbraio 1823, in: Giacomo Leopardi, Epistolario, vol. I, a cura di Prospero Viani, Le Monnier, Firenze, 1849., pp. 276-278) ===Citazioni sull<nowiki>'</nowiki>''Epistolario''=== *{{NDR|Ai nobili signori conti Leopardi}} Giacomo vostro fratello, assai chiaro e famoso per la dottrina e per gli scritti suoi, non sarà giudicato men ragguardevole e degno d'altrettanto onore e maraviglia per le sue lettere: le quali, non tanto per libera elezione (nata da stima ed affetto parziale verso di voi, signori ed amici venerati e cari, che per tanto d'ingegno e coltura in voi raccolto stimo una delle più rare e principali famiglie d'Italia), quanto per giusta ragione e gratitudine vi dedico e rimando accresciute. Ed io, che dal punto che primieramente vidi e ammirai gli scritti suoi m'invaghii fortemente di avere piena contezza degli atti, de' costumi, e della vita di lui, reco a mia spezial ventura che per mezzo vostro mi sia conceduta sì maravigliosa opportunità d'adempire questo mio ferventissimo desiderio con le sue lettere famigliari, dove tanto e sì spesso ragiona di se. ([[Prospero Viani]]) *In tanta materia di dolore vi è qualche cosa pur di sereno in queste lettere, nelle quali quanto calcato è più, tanto si rileva più alteramente l'uomo, maggiore della fortuna. Qualità nobilissima ed antica: in questo fiacco secolo, non paziente de' mali e non ardito a' rimedii, ammirata più che imitata. La dignità adorna l'infortunio, come della ricchezza e della potenza è ornamento la temperanza. E questa dignità non è posta solo in quella specie di virtù negativa, ch'è detta «decoro», ed è quel non chinarsi mai per nessuna cagione ad atto men che nobile e gentile; di che ci è esempio la delicata risposta del Leopardi alle profferte del Colletta, e quella lettera, nella quale domanda quasi la carità al padre suo, alteramente supplichevole. Ma vi è una dignità di altra sorte, o meglio direbbesi magnanimità, la quale è quel tener l'animo sempre alto sui casi umani, e non lasciar che altri abbia la gioia di aver potuto anche un istante turbare la tua serenità. Ed il Leopardi alla ferrea necessità che lo preme soprastà in guisa, che spesso, non che risolversi in vane querele, de' suoi mali non parla altrimenti che filosofando con tranquilla ragione, divenuto egli stesso obbietto di meditazione al suo pensiero. ([[Francesco De Sanctis]]) *Io nei primi anni della conoscenza di Leopardi ebbi molte lettere di lui, tutte stupendissime; le quali (secondo il mio immutabil costume per tutte) distrussi. Erano le più belle lettere possibili. Non saprei dove cercarne. Ho per fermo che in [[Parma]] nessuno ne abbia avuto fuorché la [[Antonietta Tommasini|Tommasini]], e sua figlia la [[Adelaide Maestri|Maestri]]. Ma ora quella povera famiglia è nella massima desolazione, perché va morendo tra mille patimenti l'unica figlia. Oh caro [[Prospero Viani|Viani]], è pur pieno di guai questo mondo ! Ella si conservi la sanità, e l'animo forte; e mi abbia sempre per suo vero amico. ([[Pietro Giordani]]) ==''Operette morali''== {{vedi anche|Operette morali}} ==''Pensieri''== ===[[Incipit]]=== Io ho lungamente ricusato di creder vere le cose che dirò qui sotto, perché, oltre che la natura mia era troppo rimota da esse, e che l'animo tende sempre a giudicare gli altri da se medesimo, la mia inclinazione non è stata mai d'odiare gli uomini, ma di amarli. In ultimo l'esperienza quasi violentemente me le ha persuase: e sono certo che quei lettori che si troveranno aver praticato cogli uomini molto e in diversi modi, confesseranno che quello ch'io sono per dire è vero; tutti gli altri lo terranno per esagerato, finché l'esperienza, se mai avranno occasione di veramente fare esperienza della società umana, non lo ponga loro dinanzi agli occhi. ===Citazioni=== *Dico che il [[mondo]] è una lega di birbanti contro gli uomini dabbene, di vili contro i generosi. ([[s:Pensieri (Leopardi)/I|I]]) *Rari sono i birbanti poveri [...]. ([[s:Pensieri (Leopardi)/I|I]]) *Sogliono essere odiatissimi i buoni e i generosi perché ordinariamente sono sinceri, e chiamano le cose coi loro nomi. Colpa non perdonata dal genere umano, il quale non odia mai tanto chi fa male, né il male stesso, quanto chi lo nomina. ([[s:Pensieri (Leopardi)/I|I]]) *La [[morte]] non è male: perché libera l'uomo da tutti i mali, e insieme coi beni gli toglie i desiderii. La [[senilità|vecchiezza]] è male sommo: perché priva l'uomo di tutti i piaceri, lasciandogliene gli appetiti; e porta seco tutti i dolori. Nondimeno gli uomini temono la morte, e desiderano la vecchiezza. ([[s:Pensieri (Leopardi)/VI|VI]]) *Bella ed amabile [[illusione]] è quella per la quale i dì [[anniversario|anniversari]] di un avvenimento, che per verità non ha a fare con essi più che con qualunque altro dì dell'anno, paiono avere con quello un'attinenza particolare, e che quasi un'ombra del passato risorga e ritorni sempre in quei giorni, e ci sia davanti: onde è medicato in parte il tristo pensiero dell'annullamento di ciò che fu, e sollevato il dolore di molte perdite, parendo che quelle ricorrenze facciano che ciò che è passato, e che più non torna, non sia spento né perduto del tutto.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 60 (prima del 1820), 2255 (15 dicembre 1821), 2322-2323 (2 gennaio 1822).</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/XIII|XIII]]) *Non sarebbe piccola infelicità degli educatori, e soprattutto dei parenti, se pensassero, quello che è verissimo, che i loro figliuoli, qualunque indole abbiano sortita, e qualunque fatica, diligenza e spesa si ponga in educarli, coll'uso poi del mondo, quasi indubitabilmente, se la morte non li previene, diventeranno malvagi. Forse questa risposta sarebbe più valida e più ragionevole di quella di Talete che, dimandato da Solone perché non si ammogliasse, rispose mostrando le inquietudini dei genitori per gl'infortunii e i pericoli de' figliuoli. Sarebbe, dico, più valido e più ragionevole lo scusarsi dicendo di [[Antinatalismo|non volere aumentare]] il numero dei malvagi. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XIV|XIV]]) *Come le prigioni e le galee sono piene di genti, a dir loro, innocentissime, così gli uffizi pubblici e le dignità d'ogni sorte non sono tenute se non da persone chiamate e costrette a ciò loro mal grado. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XVII|XVII]]) *Se la miglior [[compagnia]] è quella dalla quale noi partiamo più soddisfatti di noi medesimi, segue ch'ella è appresso a poco quella che noi lasciamo più annoiata.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 507-508 (15 gennaio 1821) e 4523 (29 luglio 1829).</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXI|XXI]]) *Nessun maggior segno d'essere poco filosofo e poco savio, che volere savia e filosofica tutta la vita.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 1252, 30 giugno 1821.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXVII|XXVII]]) *Il genere umano e, dal solo individuo in fuori, qualunque minima porzione di esso, [[Gli uomini si_dividono in due categorie|si divide in due parti]]: gli uni usano [[prepotenza]], e gli altri la soffrono. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXVIII|XXVIII]]) *Nessuna professione è sì sterile come quella delle lettere.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 1787-1788, 25 settembre 1821.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXIX|XXIX]]) *L'impostura vale e fa effetto anche senza il vero; ma il vero senza lei non può nulla. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXIX|XXIX]]) *Molti vogliono e condursi teco vilmente, e che tu ad un tempo, sotto pena del loro odio, da un lato sii tanto accorto, che tu non dia impedimento alla loro viltà, dall'altro non li conoschi per vili. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXXVI|XXXVI]]) *Nessuna qualità umana è più intollerabile nella vita ordinaria, né in fatti tollerata meno, che l'[[intolleranza]]. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXXVII|XXXVII]]) *Il mondo [...] non crede mai che chi non cede abbia il torto. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XLV|XLV]]) *L'uomo è condannato o a consumare la [[gioventù]] senza proposito, la quale è il solo tempo di far frutto per l'età che viene, e di provvedere al proprio stato; o a spenderla in procacciare godimenti a quella parte della sua vita, nella quale egli non sarà più atto a godere. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XLV|XLV]]) *Il [[Francesco Guicciardini|Guicciardini]] è forse il solo storico tra i moderni, che abbia e conosciuti molto gli uomini, e filosofato circa gli avvenimenti attenendosi alla cognizione della natura umana, e non piuttosto a una certa scienza politica, separata dalla scienza dell'uomo, e per lo più chimerica, della quale si sono serviti comunemente quegli storici, massime oltramontani ed oltramarini, che hanno voluto pur discorrere intorno ai fatti, non contentandosi, come la maggior parte, di narrarli per ordine, senza pensare più avanti. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LI|LI]]) *La [[schiettezza]] allora può giovare, quando è usata ad arte, o quando, per la sua rarità, non l'è data fede. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LVI|LVI]]) *Gli uomini si vergognano non delle [[ingiuria|ingiurie]] che fanno, ma di quelle che ricevono. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LVII|LVII]]) *I [[timidezza|timidi]] non hanno meno amor proprio che gli arroganti; anzi più, o vogliamo dire più sensitivo; e perciò temono: e si guardano di non pungere gli altri, non per istima che né facciano maggiore che gl'insolenti e gli arditi, ma per evitare d'esser punti essi, atteso l'estremo dolore che ricevono da ogni puntura. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LVIII|LVIII]]) *Quasi tutti gli uomini grandi sono [[modestia|modesti]]: perché si paragonano continuamente, non cogli altri, ma con quell'idea del perfetto che hanno dinanzi allo spirito, infinitamente più chiara e maggiore di quella che ha il volgo; e considerano quanto sieno lontani dal conseguirla.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 612-613, 5 febbraio 1821.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXIV|LXIV]]) *La noia non è se non di quelli in cui lo spirito è qualche cosa.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 4306-4307, 15 maggio 1828.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXVII|LXVII]]) *La [[noia]] è in qualche modo il più sublime dei sentimenti umani. Non che io creda che dall'esame di tale sentimento nascano quelle conseguenze che molti filosofi hanno stimato di raccorne, ma nondimeno il non potere essere soddisfatto da alcuna cosa terrena, né, per dir così, dalla terra intera; considerare l'ampiezza inestimabile dello spazio, il [[Pluralità dei mondi|numero e la mole maravigliosa dei mondi]], e trovare che tutto è poco e piccino alla capacità dell'animo proprio; immaginarsi il numero dei mondi infinito, e l'universo infinito, e sentire che l'animo e il desiderio nostro sarebbe ancora più grande che sì fatto universo; e sempre accusare le cose d'insufficienza e di nullità, e patire mancamento e voto, e però noia, pare a me il maggior segno di grandezza e di nobiltà, che si vegga della natura umana. Perciò la noia è poco nota agli uomini di nessun momento, e pochissimo o nulla agli altri animali. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXVIII|LXVIII]]) *La [[stima]] non è prezzo di ossequi: oltre che essa, non diversa in ciò dall'amicizia, è come un fiore, che pesto una volta gravemente, o appassito, mai più non ritorna.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 116-117, 9 giugno 1820.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXII|LXXII]]) *Grande tra gli uomini e di gran terrore è la potenza del riso: contro il quale nessuno nella sua coscienza trova se munito da ogni parte. Chi ha coraggio di ridere, è padrone del mondo, poco altrimenti di chi è preparato a morire.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 4391, 23 settembre 1828.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXVIII|LXXVIII]]) *Rivedendo in capo di qualche anno una persona ch'io avessi conosciuta giovane, sempre alla prima giunta mi è paruto vedere uno che avesse sofferto qualche grande [[sventura]]. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXX|LXXX]]) *Nessuno diventa uomo innanzi di aver fatto una grande [[Conoscere sé stessi|esperienza di sé]], la quale rivelando lui a lui medesimo, e determinando l'opinione sua intorno a sé stesso, determina in qualche modo la fortuna e lo stato suo nella vita. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXXII|LXXXII]]) *Il più certo modo di celare agli altri i confini del proprio sapere, è di non trapassarli.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 4482, 4 aprile 1829: «Il più certo modo di celare agli altri i confini del proprio sapere, è di non passarli mai.»</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXXVI|LXXXVI]]) *Chi comunica poco cogli uomini, rade volte è misantropo. Veri misantropi non si trovano nella [[solitudine]], ma nel mondo: perché l'uso pratico della vita, e non già la filosofia, è quello che fa odiare gli uomini. E se uno che sia tale, si ritira dalla società, perde nel ritiro la [[misantropia]]. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXXIX|LXXXIX]]) [[File:Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono. Giacomo Leopardi, 1789-1837 - it.svg|thumb|250px|Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono.]] *L'uomo onesto, coll'andar degli anni, facilmente diviene insensibile alla lode e all'onore, ma non mai, credo, al biasimo né al disprezzo. Anzi la lode e la stima di molte persone egregie non compenseranno il dolore che gli verrà da un motto o da un segno di noncuranza di qualche uomo da nulla. Forse ai ribaldi avviene al contrario; che, per essere usati al biasimo, e non usati alla lode vera, a quello saranno insensibili, a questa no, se mai per caso ne tocca loro qualche saggio. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XCVI|XCVI]]) *Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XCIX|XCIX]]) *L'[[astuzia]], la quale appartiene all'[[ingegno]], è usata moltissime volte per supplire la scarsità di esso ingegno, e per vincere maggior copia del medesimo in altri. ([[s:Pensieri (Leopardi)/CV|CV]]) *[...] nella vita comune è necessario [[dissimulare]] con più diligenza la nobiltà dell'operare, che la viltà: perché la viltà è di tutti, e però almeno è perdonata; la nobiltà è contro l'usanza, e pare che indichi presunzione, o che da sé richiegga lode; la quale il pubblico, e massime i conoscenti, non amano di dare con sincerità. ([[s:Pensieri (Leopardi)/CVI|CVI]]) *L'uomo è quasi sempre tanto [[malvagità|malvagio]] quanto gli bisogna. Se si conduce dirittamente, si può giudicare che la malvagità non gli è necessaria. Ho visto persone di costumi dolcissimi, innocentissimi, commettere azioni delle più atroci, per fuggire qualche danno grave, non evitabile in altra guisa. ([[s:Pensieri (Leopardi)/CIX|CIX]]) ==''Storia dell'astronomia''== <!--essendo la fonte priva di pagine si prende come riferimento il numero della nota immediatamente precedente--> *La più sublime, la più nobile tra le Fisiche scienze ella è senza dubbio l'[[Astronomia]]. L'uomo s'innalza per mezzo di essa come al di sopra di sé medesimo, e giunge a capire la causa dei fenomeni più straordinari. (introduzione) *La conoscenza degli effetti e la ignoranza delle cause produsse l'[[astrologia]]. (cap. I) <!--77--> *Già sospira la mia anima di separarsi da questa creta, che la circonda: libera dalla salma corporea, s'alza di sfera in sfera, e vola in seno agli immensi spazi sovrapposti alla mia abitazione. Questa già non è più che un punto agli occhi miei, essa già dileguossi ed io mi sento con la maggior celerità trasportato in altre regioni. L'astro della notte è sotto i miei piedi, il velo azzurrino dei cieli si squarcia, ed i recessi più lontani dello spazio mi si aprono d'innanzi. Di tratto in tratto mi veggo vicini quei corpi, per i quali sudano gli uomini muniti di quelle armi, che ai loro occhi appresta la scienza. Lascio sotto di me il vostro anello di Saturno, e seguo coraggioso il volo ardito di una cometa. Con essa mi reco in mezzo a que' fulgidissimi soli, che non han d'uopo di altrui luce per splendere e per illuminare spazi infiniti. Ma la mia carriera non è appena cominciata: questo che io veggo non è che il portico del palagio dell'Onnipotente. Posso dir tuttora di serpeggiare sul suolo. Quanto più m'inoltro verso l'Eterno, tanto più egli sembra allontanarsi da me. (cap. II) <!--808--> *L'uomo superiore ai pregiudizi, che rende giustizia al merito ovunque questo si trovi, non fu giammai biasimevole, anzi fu sempre degno di lode. (cap. IV) <!--1478--> ==''Zibaldone''== [[File:Giacomo Leopardi Morelli.jpg|thumb|''Ritratto di Giacomo Leopardi'']] ===[[Incipit]]=== Palazzo bello. Cane di notte dal casolare, al passar del viandante.<br><br> <poem>Era la luna nel cortile, un lato Tutto ne illuminava, e discendea Sopra il contiguo lato obliquo un raggio... Nella (dalla) maestra via s'udiva il carro Del passegger, che stritolando i sassi, Mandava un suon, cui precedea da lungi Il tintinnìo de' mobili sonagli.</poem> ===Citazioni=== *Ne' [[guaio|guai]] non ci vuol pianto ma consiglio. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/5|5]]; 1898, vol. I, p. 81) *In molte opere di mano dove c'è qualche pericolo o di fallare o di rompere ec., una delle cose più necessarie perché riescano bene è non pensare al pericolo e portarsi con franchezza. [...] Ma noi timidissimi, non solamente sapendo che si può errare, ma avendo sempre avanti gli occhi l'esempio di chi ha errato e di chi erra, e però pensando sempre al pericolo (e con ragione perché vediamo il gusto corrotto del secolo che facilissimamente ci trasporterebbe in sommi errori, osserviamo le cadute di molti che per certa libertà di pensare e di comporre partoriscono mostri, come sono al presente, per esempio, i romantici) non ci arrischiamo di scostarci, non dirò dall'esempio degli antichi e dei classici, che molti pur sapranno abbandonare, ma da quelle regole (ottime e classiche ma sempre regole) che ci siamo formate in mente, e diamo in voli bassi, né mai osiamo di alzarci con quella negligente e sicura e non curante e dirò pure ignorante franchezza, che è necessaria nelle somme opere dell'arte, onde pel timore di non fare cose pessime, non ci attentiamo di farne delle ottime, e ne facciamo delle mediocri, non dico già mediocri di quella mediocrità che riprende Orazio, e che in poesia è insopportabile, ma mediocri nel genere delle buone cioè lavorate, studiate, pulitissime, armonia espressiva, bel verso, bella lingua, Classici ottimamente imitati, belle imagini, belle similitudini, somma proprietà di parole, (la quale soprattutto tradisce l'arte) insomma tutto, ma che non son quelle, non sono quelle cose secolari e mondiali, insomma non c'è più Omero, Dante, l'Ariosto, insomma il Parini, il Monti sono bellissimi ma non hanno nessun difetto. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/9|9]]–[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/10|10]]; 1898, vol. I, pp. 86-87) *L'arte di [[Ovidio]] di metter le cose sotto gli occhi, non si chiama efficacia, ma pertinacia. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/12|12]]; 1898, vol. I, p. 89) *Senza dubbio non si può dir niente di [[Dio]] che non sia infinitamente al di sotto del vero, e però la [[Bibbia]] (e la Bibbia molto meno che qualunque altro) non dice mai cosa che appetto al vero non sia strapiccolissima [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/13|13]]; 1898, vol. I, p. 90) *La [[ragione]] è nemica d'ogni grandezza; la ragione è nemica della natura; la natura è grande, la ragione è piccola. Voglio dire che un uomo tanto meno o tanto più difficilmente sarà grande, quanto più sarà dominato dalla ragione; ché pochi possono esser grandi; e nelle arti e nella poesia forse nessuno, se non sono dominati dalle illusioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/14|14]]; 1898, vol. I, p. 93) *[...] e non si avvedono {{NDR|i [[Romanticismo|romantici]]}} che appunto questo grand'ideale dei tempi nostri, questo conoscere cosí intimamente il cuor nostro, questo analizzarne, prevederne, distinguerne ad uno ad uno tutti i più minuti affetti, quest'arte insomma psicologica, distrugge l'illusione senza cui non ci sarà poesia in sempiterno, distrugge la grandezza dell'animo e delle azioni [...]: e non si avvedono che s'è perduto il linguaggio della natura, e che questo sentimentale non è altro che l'invecchiamento dell'animo nostro, e non ci permette più di parlare se non con arte [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/17|17]]; 1898, vol. I, pp. 97-98) *[...] una [[poesia]] ragionevole, è lo stesso che dire una bestia ragionevole. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/18|18]]; 1898, vol. I, p. 100) *{{NDR|[[Gabriello Chiabrera]]}} Fu ardito caldo veemente urtantesi nelle cose, ardito nelle voci [...] nelle locuzioni nelle costruzioni, nel trarre dal greco e latino le forme così dei sentimenti [...] come delle parole, [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/24|24]]; 1898, vol. I, p. 111) *La [[tartaruga]] lunghissima nelle sue operazioni ha lunghissima vita. Così tutto è proporzionato nella natura; e la pigrizia della tartaruga, di cui si potrebbe accusar la natura, non è veramente pigrizia assoluta, cioè considerata nella tartaruga, ma rispettiva. Da ciò possiamo cavare molte considerazioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/32|32]]; 1898, vol. I, p. 124) *È osservabile che in [[Aulo Cornelio Celso|Celso]] nel quale è singolarmente notata e lodata la semplicità e facilità dello stile, per le quali si sarà discostato meno degli altri dal latino volgare, sono frequentissime e moltissime frasi, costruzioni, usi di parole, locuzioni ec. ed anche parole assolutamente, o prette italiane o che si accostano alle italiane io dico di quelle che comunemente non s'hanno per derivate dal latino né per comuni alle due lingue ma proprie della nostra, e che trovandole non presso Celso ma presso qualche scrittore latino moderno, le stimeressimo poco meno che barbarismi, anche presentemente, cioè non ostante che in effetto si trovino appresso Celso eccetto se non ci ricordassimo espressamente o ci fosse citata l'autorità di lui. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/32|32]]; 1898, vol. I, pp. 125-126) *Quanto più del [[tempo]] si tiene a conto, tanto più si dispera d'averne che basti, quanto più se ne gitta, tanto par che n'avanzi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/43|43]]; 1898, vol. I, p. 143) *Il più solido [[piacere]] di questa vita è il piacer vano delle [[illusione|illusioni]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/51|51]]; 1898, vol. I, p. 157) *La varietà è tanto nemica della noia che anche la stessa varietà della noia è un rimedio o un alleviamento di essa, come vediamo tutto giorno nelle persone di mondo [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/51|51]]; 1898, vol. I, p. 157) *Intendo per [[innocenza|innocente]] non uno incapace di [[peccato|peccare]], ma di peccare senza rimorso. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/51|51]]; 1898, vol. I, p. 158) *Tutto si è [[perfezionamento|perfezionato]] da [[Omero]] in poi, ma non la poesia. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/58|58]]; 1898, vol. I, p. 167) *Anche il dolore che nasce dalla [[noia]] e dal sentimento della vanità delle cose è più tollerabile assai che la stessa noia. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/72|72]]; 1898, vol. I, p. 184) *Il sentimento della [[vendetta]] è così grato, che spesso si desidera d'essere ingiuriato per potersi vendicare, e non dico già solamente da un nemico abituale, ma da un indifferente, o anche, massime in certi momenti d'umor nero, da un amico. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/72#72/3|72]]; 1898, vol. I, p. 184) *Tutto è nulla al mondo, anche la mia disperazione, della quale ogni uomo anche savio, ma più tranquillo, ed io stesso certamente in un'ora più quieta conoscerò, la vanità e l'irragionevolezza e l'immaginario. Misero me, è vano, è un nulla anche questo mio dolore, che in un certo tempo passerà e s'annullerà, lasciandomi in un vòto universale, e in un'indolenza terribile che mi farà incapace anche di dolermi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/72|72]]; 1898, vol. I, p. 185) *Io era oltremodo annoiato della vita, sull'orlo della vasca del mio giardino, e guardando l'acqua e curvandomici sopra con un certo fremito, pensava: s'io mi gittassi qui dentro, immediatamente venuto a galla, mi arrampicherei sopra quest'orlo, e sforzandomi di uscir fuori dopo aver temuto assai di perdere questa vita, ritornato illeso, proverei qualche istante di contento per essermi salvato, e di affetto a questa vita che ora tanto disprezzo, e che allora mi parrebbe più pregevole. La tradizione intorno al salto di Leucade poteva avere per fondamento un'osservazione simile a questa. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/82|82]]; 1898, vol. I, p. 219) *Una prova in mille di quanto influiscano i sistemi puramente fisici sugl'intellettuali e metafisici è quello di [[Copernico]], che al pensatore rinnuova interamente l'idea della natura e dell'uomo concepita e naturale per l'antico sistema detto tolemaico; rivela una [[Pluralità dei mondi|pluralità di mondi]], mostra l'uomo un essere non unico, come non è unica la collocazione il moto e il destino della terra, ed apre un immenso campo di riflessioni, sopra l'infinità delle creature, che secondo tutte le leggi d'analogia debbono abitare gli altri globi in tutto analoghi al nostro, e quelli anche che saranno, benché non ci appariscano, intorno agli altri soli, cioè le stelle, abbassa l'idea dell'uomo e la sublima; scuopre nuovi misteri della creazione, del destino della natura, della essenza delle cose, dell'esser nostro, dell'onnipotenza del creatore, dei fini del creato ec. ec. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/84|84]]; 1898, vol. I, p. 194) *Quando io era fanciullo, diceva talvolta a qualcuno de' miei fratellini, tu mi farai da cavallo. E legatolo a una cordicella, lo venia conducendo come per la briglia e toccandolo con una frusta. E quelli mi lasciavano fare con diletto, e non per questo erano altro che miei fratelli. Io mi ricordo spesso di questo fatto, quando io vedo un uomo (sovente di nessun pregio) servito riverentemente da questo e da quello in cento minuzie, ch'egli potrebbe farsi da se, o fare ugualmente a quelli che lo servono, e forse n'hanno più bisogno di lui, che alle volte sarà più sano e gagliardo di quanti ha dintorno. E dico fra me, né i miei fratelli erano cavalli, ma uomini quanto me, e questi servitori sono uomini quanto il padrone e simili a lui in ogni cosa; e tuttavia quelli si lasciavano guidare benché fossero tanto cavalli quant'era io, e questi si lasciano comandare; e tra questi e quelli non vedo nessun divario. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/106|106]], 26 marzo 1820; 1898, vol. I, p. 217) *Mi diedi tutto alla gioia barbara e fremebonda della disperazione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/107|107]], 15 aprile 1820; 1898, vol. I, p. 218) *La [[pazienza]] è la più eroica delle virtù giusto perché non ha nessuna apparenza d'eroico. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/112|112]], 31 maggio 1820; 1898, vol. I, p. 223) *Il [[dolore]] o la disperazione che nasce dalle grandi passioni o illusioni o da qualunque sventura della vita non è paragonabile all'affogamento che nasce dalla certezza e dal sentimento vivo della nullità di tutte le cose, e dell'impossibilità di essere felice in questo mondo, e dalla immensità del vuoto che si sente nell'anima. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/140|140]], 27 giugno 1820; 1898, vol. I, p. 247) *Il [[silenzio]] è il linguaggio di tutte le forti passioni, dell'amore (anche nei momenti dolci) dell'ira, della meraviglia, del timore ec. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/142|142]], 27 giugno 1820; 1898, vol. I, p. 247) *I migliori momenti dell'[[amore]] sono quelli di una quieta e dolce malinconia dove tu piangi e non sai di che, e quasi ti rassegni riposatamente a una sventura e non sai quale. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/142|142]], 27 giugno 1820; 1898, vol. I, p. 247) *L'[[immaginazione]] [...] è il primo fonte della [[felicità]] umana. Quanto più questa regnerà nell'uomo, tanto più l'uomo sarà felice. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/168|168]]; 1898, vol. I, p. 275) *[...] il [[raziocinio]] è un'operazione matematica dell'intelletto e materializza e geometrizza anche le nozioni più astratte. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/181|181]]; 1898, vol. I, p. 286) *L'[[arte]] non può mai uguagliare la [[ricchezza]] della [[natura]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/189|189]]; 1898, vol. I, p. 294) *Ripetono tutto giorno i francesi che [[Jacques Bénigne Bossuet|Bossuet]] ha soggiogato la sua lingua al suo genio. Io dico che il suo genio è stato soggiogato dalla lingua costumi gusti del suo paese. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/217|217]], 20 agosto 1820; 1898, vol. I, p. 318) *L'abuso e la disubbidienza alla [[legge]], non può essere impedita da nessuna legge. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/229|229]], 31 agosto 1820; 1898, vol. I, p. 327) *L'[[indecisione|irresoluzione]] è peggio della disperazione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/245|245]], 14 settembre 1820; 1898, vol. I, p. 339) *Il [[Jean-Baptiste Say|Say]] nei Cenni sugli uomini e la società, chiama l'ode, la sonata della letteratura. È un pazzo se stima che l'ode non possa esser altro, ma ha gran ragione e intende parlare delle odi che esistono, massime delle francesi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/245|245]]; 1898, vol. I, p. 339) *Hanno questo di proprio le opere di genio, che quando anche rappresentino al vivo la nullità delle cose, quando anche dimostrino evidentemente e facciano sentire l'inevitabile infelicità della vita, quando anche esprimano le più terribili disperazioni, tuttavia a un'anima grande che si trovi anche in uno stato di estremo abbattimento, disinganno, nullità, noia e scoraggiamento della vita o nelle più acerbe e ''mortifere'' disgrazie (sia che appartengano alle alte e forti passioni, sia a qualunque altra cosa); servono sempre di consolazione, raccendono l'entusiasmo, e non trattando né rappresentando altro che la morte, le rendono, almeno momentaneamente, quella vita che aveva perduta. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/259|259-260]], 27 giugno 1820; 1898, vol. I, p. 349) *Chi non ha uno [[scopo]] non prova quasi mai diletto in nessuna operazione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/268|268]], 10 ottobre 1820; 1898, vol. I, p. 356) *[...] i beni si disprezzano quando si possiedono sicuramente, e si apprezzano quando sono perduti, o si corre pericolo o si è in procinto di perderli. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/296|296]], 23 ottobre 1820; 1898, vol. I, p. 373) *[...] la [[felicità e infelicità|felicità o infelicità]] non si misura dall'esterno ma dall'interno. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/296|296]], 23 ottobre 1820; 1898, vol. I, p. 374) *La corruttela de' costumi è mortale alle repubbliche e utile alle tirannie e monarchie assolute. Questo solo basta a giudicare della natura e differenza di queste due sorte di governi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/302|302]], 3 novembre 1820; 1898, vol. I, p. 377) *L'amore dell'[[ordine]] o l'idea della necessità dell'ordine, che è quanto dire dell'armonia e convenienza, è innata, assoluta, universale, giacché è il fondamento del raziocinio e il principio della cognizione o del giudizio falso o vero. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/376|376]]; 1898, vol. I, pp. 428-429) *Dicono che la [[felicità]] dell'uomo non può consistere fuorché nella verità. Così parrebbe, perché qual felicità in una cosa che sia falsa? E come, se il mondo è diretto alla felicità, il vero non deve render felice? Eppure io dico che la felicità consiste nell'ignoranza del vero. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/326|326]]; 1898, vol. I, p. 393) *[...] ogni felicità si trova falsa e vana, quando l'oggetto suo giunge ad essere conosciuto nella sua realtà e verità. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/352|352]]; 1898, vol. I, p. 410) *Ho detto più volte che la [[letteratura francese]] è precisamente letteratura moderna, ed è quanto dire che non è letteratura. Perché considerando bene vedremo che i tempi moderni hanno filosofia, dottrina, scienze d'ogni sorta, ma non hanno propriamente letteratura, e se l'hanno, non è moderna, ma di carattere antico, ed è quasi un innesto dell'antico sul moderno. L'immaginazione, ch'è la base della letteratura strettamente considerata, sì poetica come prosaica, non è propria, anzi impropria de' tempi moderni; e se anche oggi si trova in qualche individuo, non è moderna, perché non solamente non deriva dalla natura de' tempi, ma questa l'è sommamente contraria, anzi nemica e micidiale. E vedete infatti che la letteratura francese, nata e formata in tempi moderni, è la meno immaginosa, non solo delle antiche, ma anche di tutte le moderne letterature. E per questo appunto è letteratura pienamente moderna, cioè falsissima, perché il predominio odierno della ragione, quanto giova alle scienze e a tutte le cognizioni del vero e dell'utile (così detto), tanto nuoce alla letteratura e a tutte le arti del bello e del grande, il cui fondamento, la cui sorgente e nutrice è la sola natura, bisognosa bensì di un mezzano aiuto della ragione, ma sommamente schiva del suo predominio, che l'uccide, come pur troppo vediamo nei nostri costumi e in tutta la nostra vita d'oggidì. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1174|1174]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1175|1175]]; 1898, vol. I, p. 461) *Tutti i moderni ideologi hanno stabilito che le idee o credenze le più primitive, le più necessarie all'azione la più vitale, e quindi tutte le idee o credenze moventi del bambino appena nato, (e così d'ogni altro animale), tutte le idee o credenze determinanti o non determinanti, cioè relative o no all'azione, non vengono altro che dall'esperienza e quindi non sono se non tante conseguenze tirate col mezzo di un raziocinio e di un'operazione sillogistica, da una maggiore ec. (e qui osservate la necessità del [[raziocinio]] ne' bruti). ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/443|443]]; 1898, vol. I, pp. 472-473) *Quando tutto il mondo fu cittadino Romano, [[Roma]] non ebbe più cittadini; e quando cittadino Romano fu lo stesso che cosmopolita, non si amò né Roma né il mondo: l'amor patrio di Roma divenuto cosmopolita, divenne indifferente, inattivo e nullo: e quando Roma fu lo stesso che il mondo, non fu più patria di nessuno, e i cittadini romani, avendo per patria il mondo, non ebbero nessuna patria, e lo mostrarono col fatto. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/458|458]], 24 dicembre 1820; 1898, vol. II, p. 2) *{{NDR|A proposito di [[Tacito]]}} Ma neppur egli troverete che, sebbene condanna la tirannia, lodi mai la libertà in persona propria. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/458|458]], 28 dicembre 1820; 1898, vol. II, p. 5) *Non punir mai l'[[ingiuria]] che non hai meritata, né lasciare impunita quella che hai meritata. Perdona al tuo [[calunnia]]tore, punisci il tuo detrattore. Non far caso di chi ti ''schernisce'' a torto, ma piglia [[vendetta]] di chi ti ''motteggia'' a ragione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/476#476/2|476]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/477|477]], 7 gennaio 1821; 1898, vol. II, p. 14) *Tutto è [[amor proprio]] nell'uomo e in qualunque vivente. Amabile non pare e non è, se non quegli che [[lusinga]], giova ec. l'amor proprio degli altri. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/508|508]], 15 gennaio 1821; 1898, vol. II, p. 32) *I [[bambino|fanciulli]] trovano il tutto nel [[nulla]], gli uomini il nulla nel tutto. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/527|527]], 19 gennaio 1821; 1898, vol. II, p. 43) *[...] la [[felicità]] è impossibile a chi la desidera, perché il desiderio, sí come è desiderio assoluto di felicità e non di una tal felicità, è senza limiti necessariamente, perché la felicità assoluta è indefinita e non ha limiti. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/648|648]]; 1898, vol. II, p. 112) *L'[[egoismo]] è sempre stata la peste della [[società]], e quanto è stato maggiore, tanto peggiore è stata la condizione della società. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/670|670]]–[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/671|671]]; 1898, vol. II, p. 123) *Siccome l'amor patrio o nazionale non è altro che una illusione, ma facilmente derivante dalla natura, posta la società, com'é naturale l'amor proprio nell'individuo, e posta la famiglia, l'amor di famiglia, che si vede anche ne' bruti; cosí esso non si mantiene e non produce buon frutto senza le illusioni e i pregiudizi che naturalmente ne derivano o che anche ne sono il fondamento. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/923|923]]; 1898, vol. II, p. 269) *[...] il [[pensatore]] non è cosí. Egli cerca naturalmente e necessariamente un filo nella considerazione delle cose. È impossibile ch'egli si contenti delle nozioni e delle verità del tutto isolate. E se se ne contentasse, la sua filosofia sarebbe trivialissima e meschinissima e non otterrebbe nessun risultato. Lo scopo della filosofia (in tutta l'estensione di questa parola) è il trovar le ragioni delle verità. Queste ragioni non si trovano se non se nelle relazioni di esse verità e col mezzo del generalizzare. Non è ella cosa notissima che la facoltà di generalizzare costituisce il pensatore? ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/946|946]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/947|947]], 16 aprile 1821; 1898, vol. II, p. 288) *Per qual ragione è bello il [[Aulo_Cornelio_Celso#De_medicina_libri_octo|Trattato di Celso]], ch'è un trattato di medicina? Forse perché ha ornamenti poetici o rettorici? Anzi, prima di tutto, perché ne manca onninamente e perché ha quel nudo candore e semplicità che conviene a siffatte opere; poi perché è chiaro, preciso, perché ha una lingua ed uno stile puro. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/949|949]], 16 aprile 1821; 1898, vol. II, p. 290) *Che è questo ingombro di lineette, di puntini, di spazietti, di punti ammirativi doppi e tripli, che so io? Sto a vedere che torna alla moda la scrittura geroglifica, e i sentimenti e le idee non si vogliono più scrivere ma rappresentare; e non sapendo significare le cose colle parole, le vorremo dipingere o significare con [[Punteggiatura|segni]], come fanno i cinesi, la cui scrittura non rappresenta le parole, ma le cose e le idee. Che altro è questo se non ritornare l'arte dello scrivere all'infanzia? ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/976|976]]; 1898, vol. II, p. 310) *La [[convenienza]] al suo fine, e quindi l'utilità ec., è quello in cui consiste la bellezza di tutte le cose, e fuor della quale nessuna cosa è bella. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1165|1165]], 13 giugno 1821; 1898, vol. II, p. 454) *E notate che l'uso della [[denaro|moneta]] quanto è necessario a quella che oggi si chiama perfezione dello stato sociale, tanto nuoce a quella perfezione ch'io vo predicando; giacché il detto uso è l'uno de' principalissimi ostacoli alla conservazione dell'uguaglianza fra gli uomini, e quindi degli stati liberi, alla preponderanza del merito vero e della virtù ec. ec. e l'una delle principalissime cagioni che introducono, e appoco appoco costringono la società all'oppressione, al dispotismo, alla servitù, alla gravitazione delle une classi sulle altre, insomma estinguono la vita morale ed intima delle nazioni, e le nazioni medesime in quanto erano nazioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1174|1174]], 16 giugno 1821; 1898, vol. II, p. 460) *La trattabilità e facilità della [[lingua francese]], ond'ella è così agevole a scriver bene e spiegarsi bene, sì per lo straniero che l'adopra o l'ascolta, sì pel nazionale, non deriva dall'esser ella uno strumento pieghevole e ''souple'' (qualità negatale espressamente dal Thomas) ec., ma dall'essere un piccolo strumento, e quindi manuale, εὐμεταχείριστος, maneggiabile, facile a rivoltarsi per tutti i versi e ad adoprare in ogni cosa ec. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1232|1232]], 27 giugno 1821; 1898, vol. III, pp. 21-22) *Chi vuol persuadersi dell'immensa moltiplicità di stili e quasi lingue diverse rinchiuse nella lingua italiana, consideri le opere di [[Daniello Bartoli]] [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1313|1313]], 13 luglio 1821; 1898, vol. III, p. 82) *Dividersi perpetuamente i letterati e i poeti, da' filosofi. L'odierna [[filosofia]] che riduce la metafisica, la morale ec. a forma e condizione quasi matematica, non è più compatibile con la [[letteratura]] e la poesia, com'era compatibile quella de' tempi ne' quali fu formata la lingua nostra, la latina, la greca. [...] Ma la filosofia di [[John Locke|Locke]], di [[Gottfried Leibniz|Leibnizio]] ec. non potrà mai stare colla letteratura né colla vera poesia. La filosofia di Socrate partecipava assai della [[natura]], ma questa nulla ne partecipa, ed è tutta ragione. Perciò né essa né la sua lingua è compatibile colla letteratura, a differenza della filosofia di Socrate, e della di lei lingua. La qual filosofia è tale che tutti gli uomini un poco savi ne hanno sempre partecipato più o meno in tutti i tempi e nazioni, anche avanti [[Socrate]]. È una filosofia poco lontana da quello che la natura stessa insegna all'uomo sociale. Si dividano dunque le lingue, e la nostra che tante ne contiene, e così diverse anche dentro uno stesso genere, potrà ben contenere allo stesso tempo una lingua bella, e una lingua filosofica. Ed allora avrà una filosofia, e seguirà ad avere quella poesia, e quella letteratura nella quale ha sempre superato tutte le moderne. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1359|1359]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1360|1360]], 20 luglio 1821; 1898, vol. III, p. 112) *Il [[languore]] del corpo alle volte è tale, che senza dargli affanno e fastidio, affievolando le facoltà dell'animo, affievola ogni cura e ogni desiderio. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1581|1581]], 28 agosto 1821; 1898, vol. III, p. 246) *Le pluralità de' mondi, quasi fisicamente dimostrata, come si può accordare col cristianesimo fuori del mio sistema, il quale dimostra che le creature possono esser d'infinite specie, e che Dio esistendo verso noi, come la religione insegna, esiste ancora in tutti i possibili modi, e può avere avuto ed avere con diversissime creature diversissimi e contrari rapporti, e non averne alcuno? Quante verità fisiche, metafisiche ec. ripugnano alla religione, fuori del mio sistema che nega ogni verità e falsità assoluta, ammettendo le relative, e in queste la religione? ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1642|1642]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1643|43]]; 1898, vol. III, pp. 283-84) *[...] la [[memoria]] non è altro che [[assuefazione]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1676|1676]], 11 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 303) *Nessuna [[opinione]] vera o falsa, ma contraria all'opinione dominante e generale, si è mai stabilita nel mondo istantaneamente, e in forza di una dimostrazione lucida e palpabile, ma a forza di [[ripetizione|ripetizioni]] e quindi di assuefazione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1720|1720]], 17 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 330) *Non si vive al mondo che di [[prepotenza]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1721|1721]], 17 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 330) *Chi più si ama meno può [[amore|amare]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1723|1723]], 17 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 333) *L'insegnare non è quasi altro che assuefare. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1727|1727]], 18 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 334) *Gli antichi da proposizioni e premesse che conoscevano né più né meno quanto noi deducevano conseguenze contrarissime a quelle che noi ne tiriamo. Ciò mostra ch'essi non conoscevano i rapporti delle proposizioni, altrimenti non potressimo negare le loro conseguenze. Ma chi ci ha detto che noi li conosciamo meglio? come lo sappiamo noi se non a forza di [[Sillogismo|sillogismi]]? Giacché qualunque affermazione o negazione ha bisogno di sillogismo, e ciascun sillogismo contiene tanti sillogismi quanti sono i rapporti delle sue proposizioni fra loro. Cioè bisogna che l'uomo si persuada sempre con un sillogismo, benché tacito, che, se la tal cosa è, anche la tal altra dev'essere. Senza questi sillogismi intermedi nessun sillogismo vale, e siccome questi ordinariamente si omettono o non son giusti, però infiniti sillogismi son falsi, perché non è vero il rapporto che noi, o non sillogizzando punto o falsamente sillogizzando, supponiamo fra la maggiore e la minore, fra queste e la conseguenza. (([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1771|1771]][[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1772|1772]], 22 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 359) *La [[noia]] è la più sterile delle passioni umane. Com'ella è figlia della nullità, così è madre del nulla: giacché non solo è sterile per se, ma rende tale tutto ciò a cui si mesce o avvicina. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1815|1815]], 30 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 383) *La rapidità e la [[concisione]] dello stile piace, perché presenta all'anima una folla d'idee simultanee o così rapidamente succedentisi, che paiono simultanee e fanno ondeggiar l'anima in una tale abbondanza di pensieri o d'immagini e sensazioni spirituali, ch'ella o non è capace di abbracciarle tutte e pienamente ciascuna, o non ha tempo di restare in ozio e priva di sensazioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2041|2041]], 3 novembre 1821; 1898, vol. IV, p. 22) *La [[lingua latina]] così esatta, così regolata e definita, ha nondimeno moltissime frasi ec. che per la stessa natura loro, e del linguaggio latino, sono di significato così vago, che a determinarlo, e renderlo preciso non basta qualsivoglia scienza di latino, e non avrebbe bastato l'esser nato latino, perocch'elle son vaghe per se medesime, e quella tal frase e la vaghezza della significazione sono per essenza loro inseparabili, né quella può sussistere senza questa. Come ''Georg''., I, 44: ''et Zephyro putris se glaeba resolvit''. Quest'è una frase regolarissima, e nondimeno regolarmente e gramaticalmente indefinita di significazione, perocché nessuno potrà dire se quel ''Zephyro'' significhi ''al zefiro'', ''col zefiro'' ec. Così quell'altra: ''Sunt lacrimae rerum'' ec. della quale altrove ho parlato. E cento mila di questa e simili nature, regolarissime, latinissime, conformissime alla grammatica, e alla costruzione latina, prive o affatto o quasi affatto d'ogni figura di dizione, e tuttavolta vaghissime e indefinibili di significato, non solo a noi, ma agli stessi latini. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2288|2288]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2289|2289]], 26 dicembre 1821; 1898, vol. IV, p. 150) *Il p. [[Daniello Bartoli|Dan. Bartoli]] è il [[Dante]] della prosa italiana. Il suo stile in ciò che spetta alla lingua è tutto a risalti e rilievi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2396|2396]], 22 marzo 1822; 1898, vol. IV, p. 215) *Perché del resto nessuna lingua viva ha, né può avere un vocabolario che la contenga tutta, massime quanto ai modi, che son sempre (finch'ella vive) all'arbitrio dello scrittore. E ciò tanto più nell'[[lingua italiana|italiana]] (per indole sua). La quale molto meno può esser compresa in un vocabolario, quanto ch'ella è più vasta di tutte le viventi [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2398|2398]], 29 marzo 1822; 1898, vol. IV, pp. 216-217) *E però [[Plutarco]] [...] non si può recar per modello né di lingua né di stile, essendo però stato forse più filosofo di tutti i filosofi greci, molti de' quali sono esempi di perfettissimo scrivere. Ma non erano così sottili come Plutarco [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2410|2410]], 1 maggio 1822; 1898, vol. IV, p. 224) *[...] quasi tutte le principali [[scoperta|scoperte]] che servono alla vita civile sono state opere del caso. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2602|2602]], 10 agosto 1822; 1898, vol. IV, p. 329) *Non basta che lo scrittore sia padrone del proprio [[Stile (scrittura)|stile]]. Bisogna che lo stile sia padrone delle cose [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2611|2611]], 27 agosto 1822; 1898, vol. IV, p. 334) *Gl'[[Italia|italiani]] non hanno costumi: essi hanno delle usanze. Così tutti i popoli civili che non sono nazioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2923|2923]], 9 luglio 1823; 1898, vol. V, p. 80) *La ''[[Luís de Camões#I Lusiadi|Lusiade]]'' avrà certo interessato ed interesserà forse anche oggidì i lettori portoghesi, né si può bastantemente lodare lo sfortunato Camoens per l'avere scelto un soggetto così strettamente nazionale, e di più per l'aver saputo adattare e far materia di poema epico un argomento allora modernissimo, qualità che per l'una parte produce estreme difficoltà le quali a molti sono sembrate in un poema epico insuperabili, e per l'altra sommamente contribuirebbe a produrre o singolarmente accrescere l'interesse d'un'epopea, come ancora di un dramma e di qualsivoglia poesia. Ma per li lettori dell'altre nazioni non so quanto nella ''Lusiade'' possa essere l'interesse, né se ne' medesimi portoghesi, mancata la recente memoria di quelle imprese, e raffreddato, come per tutta l'Europa, l'amor nazionale e gli altri sentimenti magnanimi, la ''Lusiade'' produca per ancora un interesse abbastanza vivo, continuo e durabile. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3146|3146]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3147|3147]], 5-11 agosto 1823; 1898, vol. V, pp. 209-210) *Una [[Lingua (idioma)|lingua]] strettamente universale, qualunque ella mai si fosse, dovrebbe certamente essere di necessità e per sua natura, la più schiava, povera, timida, monotona, uniforme, arida e brutta lingua, la più incapace di qualsivoglia genere di bellezza, la più impropria all'immaginazione, e la meno da lei dipendente, anzi la più da lei per ogni verso disgiunta, la più esangue ed inanimata e morta, che mai si possa concepire; uno scheletro un'ombra di lingua piuttosto che lingua veramente [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3253|3253]], 23 agosto 1823; 1898, vol. V, p. 275) *Quello che non può in niun modo la riflessione, può e fa l'[[irriflesione]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3520|3520]], 25 settembre 1823; 1898, vol. VI, p. 2) *Chiunque nel [[pericolo]] in cui non v'è nulla a fare, comparisce diverso da quel ch'ei suole, qualunque ei soglia essere, e qual ch'ei divenga, e quanta che sia questa diversità, non è coraggioso, o in quel caso non ha vero [[coraggio]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3531|3531]], 26-7 settembre 1823; 1898, vol. VI, p. 9) *[...] il [[piacere]] è sempre o passato o futuro, non mai presente [...].<ref>Anche in ''Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare'', in ''[[Operette morali]]'': «Il piacere è sempre o passato o futuro, e non mai presente».</ref> ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3550|3550]], 29 settembre 1823, Festa di San Michele Arcangelo; 1898, vol. VI, p. 21) *{{NDR|Su [[Daniello Bartoli]]}} [...] uomo che fra tutti del suo tempo, e fors'anche di tutti i tempi, fu quello che e per teoria e scienza e per pratica, meglio e più profondamente e pienamente conobbe la nostra lingua [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3630|3630]]; 1898, vol. VI, p. 73) *Il [[fuoco]] è una di quelle materie, di quegli agenti terribili, come l'[[elettricità]], che la natura sembra avere studiosamente seppellito e appartato, e rimosso dalla vista e da' sensi e dalla vita degli animali, e dalla superficie del globo, dove essa vita e la vegetazione e la vita totale della natura ha principalmente luogo, per non manifestarlo o lasciarlo manifestare che nelle convulsioni degli elementi e ne' fenomeni accidentali e particolari, com'è quello de' vulcani, che sono fuor dell'ordine generale e della regola ordinaria della natura. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3645|3645]], 11 ottobre 1823; 1898, vol. VI) *La [[noia]] è il desiderio della felicità, lasciato, per così dir, puro. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3715|3715]], 17 ottobre 1823; 1898, vol. VI, p. 127) *La [[Latinismo|novità tolta prudentemente dal latino]], benché novità assolutissima in fatto, è per le nostre lingue piuttosto restituzione dell'antichità che novità, piuttosto peregrino che nuovo; e veramente (anche quando non sia troppo prudente né lodevole) ha più dell'arcaismo che del neologismo. Al contrario dell'altre novità e degli altri stranierismi ec. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3867|3867]], 11 novembre 1823; 1898, vol. VI, p. 247) *L'[[esistenza]] può essere maggiore senza che lo sia la vita. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3927|3927]], 27 novembre 1823; 1898, vol. VI, p. 301) *Tutto è follia in questo mondo fuorché il folleggiare. Tutto è degno di riso fuorché il ridersi di tutto. Tutto è vanità fuorché le belle illusioni e le dilettevoli frivolezze. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3990|3990]], 17 dicembre 1823; 1898, vol. VI, p. 361) *Il tale diceva che noi, venendo in questa vita, siamo come chi si corica in un [[letto]] duro e incomodo, che sentendovisi stare male, non vi può star quieto, e però si rivolge cento volte da ogni parte, e procura in vari modi di appianare, ammollire, ecc. il letto, cercando pur sempre e sperando di avervi a riposare e prendere sonno, finché senz'aver dormito né riposato vien l'ora di alzarsi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4104|4104]], 25 giugno 1824; 1898, vol. VII, p. 23) *Io vivo, dunque io [[speranza|spero]], è un sillogismo giustissimo [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4145|4145]], 18 ottobre 1824; 1898, vol. VII, p. 70) *Il mezzo più efficace di ottener [[fama]] è quello di far creder al mondo di esser già famoso. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4153|4153]], [[Bologna]], 21 novembre 1825; 1898, vol. VII, p. 80) *Tutto è male. Cioè tutto quello che è, è male; che ciascuna cosa esista è un male; ciascuna cosa esiste per fin di male; l'esistenza è un male e ordinata al male; il fine dell'universo è il male; l'ordine e lo stato, le leggi, l'andamento naturale dell'universo non sono altro che male, né diretti ad altro che al male. Non v'è altro bene che il non essere; non v'ha altro di buono che quel che non è; le cose che non son cose: tutte le cose sono cattive. Il tutto esistente; il complesso dei tanti mondi che esistono; l'universo; non è che un neo, un bruscolo in metafisica. L'esistenza, per sua natura ed essenza propria e generale, è un'imperfezione, un'irregolarità, una mostruosità. Ma questa imperfezione è una piccolissima cosa, un vero neo, perché tutti i mondi che esistono, per quanti e quanto grandi che essi sieno, non essendo però certamente infiniti né di numero né di grandezza, sono per conseguenza infinitamente piccoli a paragone di ciò che l'universo potrebbe essere se fosse infinito; e il tutto esistente è infinitamente piccolo a paragone della infinità vera, per dir così, del non esistente, del nulla. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4174|4174]], Bologna, 17 aprile 1826; 1898, vol. VII, pp. 104-105) *[[Tabagismo|Tabacco]]. Sua utilità. Suoi piaceri: più innocenti di tutti gli altri al corpo e all'animo; meno vergognosi a confessarsi, immuni dal lato dell'opinione; più facili a conseguirsi, di poco prezzo e adattati a tutte le fortune; più durevoli, più replicabili. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4188|4188]], Bologna 13 luglio 1826; 1898, vol. VII, p. 117) *[[Felicità]] non è altro che contentezza del proprio essere e del proprio modo di essere, soddisfazione, amore perfetto del proprio stato, qualunque del resto esso stato si sia, e fosse pur arco il più spregevole. Ora da questa sola definizione si può comprendere che la felicità è di sua natura impossibile in un ente che ami se stesso sopra ogni cosa, quali sono per natura tutti i viventi, soli capaci d'altronde di felicità. Un amor di se stesso che non può cessare e che non ha limiti, è incompatibile colla contentezza, colla soddisfazione. Qualunque sia il bene di cui goda un vivente, egli si desidererà sempre un ben maggiore, perché il suo amor proprio [amore della propria persona] non cesserà, e perché quel bene, per grande che sia, sarà sempre limitato, e il suo amor proprio non può aver limite. Per amabile che sia il vostro stato, voi amerete voi stesso più che esso stato, quindi voi desidererete uno stato migliore. Quindi non sarete mai contento, mai in uno stato di soddisfazione, di perfetto amore del vostro modo di essere, di perfetta compiacenza di esso. Quindi non sarete mai e non potete esser felice, né in questo mondo, né in un altro. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4191|4191]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4192|4192]], 30 agosto 1826; 1898, vol. VII, p. 122) *[[Risata|Ridete]] franco e forte, sopra qualunque cosa, anche innocentissima, con una o due persone, in un caffè, in una conversazione, in via: tutti quelli che vi sentiranno o vedranno rider così, vi rivolgeranno gli occhi, vi guarderanno con rispetto, se parlavano, taceranno, resteranno come mortificati, non ardiranno mai rider di voi, se prima vi guardavano baldanzosi o superbi, perderanno tutta la loro baldanza e superbia verso di voi. In fine il semplice ''rider alto'' vi dà una decisa superiorità sopra tutti gli astanti o circostanti, senza eccezione. Terribile ed ''awful'' è la potenza del riso: chi ha il coraggio di ridere, è padrone degli altri, come chi ha il coraggio di morire. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4391|4391]], 23 settembre 1828; 1898, vol. VII, p. 330) *Ho veduto io stesso un [[canarino]] domestico e mansuetissimo, appena presentato a uno specchio, stizzirsi colla propria immagine, ed andarle contro colle ali inarcate e col becco alto. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4419|4419]]; 1898, vol. VII, p. 353) *È curioso a vedere, che gli uomini di molto [[merito]] hanno sempre le maniere [[semplicità|semplici]], e che sempre le maniere semplici sono prese per indizio di poco merito. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4524|4524]], Firenze, 31 maggio 1831; 1898, vol. VII, p. 461) *Cosa rarissima nella società, un uomo veramente [[sopportazione|sopportabile]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4525|4525]], 16 settembre 1832; 1898, vol. VII, p. 462) ===Citazioni sullo ''Zibaldone''=== *È una mole di 4526 facce lunghe e larghe mezzanamente, tutte vergate di man dell'autore, d'una scrittura spesso fitta, sempre compatta, eguale, accurata, corretta. Contengono un numero grandissimo di pensieri, appunti, ricordi, osservazioni, note, conversazioni e discussioni, per così dire, del giovine illustre con sé stesso su l'animo suo, la sua vita, le circostanze; a proposito delle sue letture e cognizioni; di filosofia, di letteratura, di politica; su l'uomo, su le nazioni, su l'universo; materia di considerazioni più ampia e variata che non sia la solenne tristezza delle operette morali; considerazioni poi liberissime e senza preoccupazioni, come di tale che scriveva giorno per giorno per sé stesso e non per gli altri, intento, se non a perfezionarsi, ad ammaestrarsi, a compiangersi, a istoriarsi. Per sé stesso notava e ricordava il Leopardi, non per il pubblico: ciò non per tanto gran conto ei doveva fare di questo suo ponderoso manoscritto, se vi lavorò attorno un indice amplissimo e minutissimo, anzi più indici, a somiglianza di quelli che i commentatori olandesi e tedeschi solevano apporre alle edizioni dei classici. Quasi ogni articolo di quella organica enciclopedia è segnato dell'anno del mese e del giorno in cui fu scritto, e tutta insieme va dal luglio del 1817 al 4 dicembre del 1832; ma il più è tra il '17 e il '27, cioè dei dieci anni della gioventù più feconda e operosa, se anche trista e dolente. ([[Giosuè Carducci]]) *A proposito di Leopardi — sia detto senza offesa — trovo che i suoi ''Pensieri di bella letteratura e di varia filosofia'' sono quanto di meglio ci sia per prender sonno ([[Achille Campanile]]). ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Appressamento della morte''=== <poem>Era morta la lampa in Occidente, E queto 'l fumo sopra i tetti e queta De' cani era la voce e de la gente: Quand'i' volto a cercare eccelsa meta, Mi ritrova' in mezzo a una gran landa, Bella, che vinto è 'ngegno di poeta.</poem> ===''Discorso in proposito d'una orazione greca di Giorgio Gemisto Pletone''=== Tace la fama al presente di [[Giorgio Gemisto Pletone]] costantinopolitano; non per altra causa se non che la celebrità degli uomini, siccome, si può dire, ogni cosa nostra, dipende più da fortuna che da ragione. E niuno può assicurarsi, non solo di acquistarla per merito, quantunque grande, ma acquistata eziandio che debba durargli. Certo è che Gemisto fu de' maggiori ingegni e de' più pellegrini del tempo suo, che fu il decimoquinto secolo. Visse onorato dalla patria; e poi trovatosi sopravvivere alla patria, ed al nome greco (o, come esso diceva, romano), fu accolto ed avuto caro in Italia, dove stette gran tempo e morì; ed ebbe una splendidissima riputazione in questa sua nuova patria, e medesimamente nelle altre province d'Europa, per quanto si stendeva in quei tempi lo studio delle lettere. ===''Discorso sopra la Batracomiomachia''=== Quando, dopo aver letta qualche opera di autore sconosciuto, la troviamo interessante e degna di osservazione, siamo tosto spinti dalla curiosità a ricercarne lo scrittore. Avendone rilevato il carattere dall'opera stessa, bramiamo avere un nome a cui applicarlo. Ci duole d'ignorar quello di una persona che c'interessa, e di dover lodare e stimare un Essere anonimo e sconosciuto. ===''Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani''=== In questo secolo presente, sia per l'incremento dello scambievole commercio e dell'uso de' viaggi, sia per quello della letteratura, e per l'enciclopedico che ora è d'uso, sicché ciascuna nazione vuol conoscere più a fondo che può le lingue, letterature e costumi degli altri popoli, sia per la scambievole comunione di sventure che è stata fra' popoli civili, sia perché la Francia abbassata dalle sue perdite, e l'altre nazioni parte per le vittorie, parte per l'aumento della coltura e letteratura di ciascheduna sollevandosi, si è introdotta fra le nazioni d'Europa, una specie d'uguaglianza di riputazione sì letteraria e civile che militare, laddove per lo passato da' tempi di Luigi XIV, cioè dall'epoca della diffusa e stabilita civiltà europea, tutte le nazioni avevano spontaneamente ceduto di onore alla Francia che tutte le dispregiava<ref>In vece che adesso la Francia stessa per le dette cagioni è fatta tollerante e disposta a render giustizia agli stranieri fino a un certo segno, e che questa sua disposizione, perocch'ella segue ancora in parte a dare il tuono all'Europa civile, ne cagiona una simile nelle altre nazioni. {{NDR|N.d.A.}}</ref>; ===''La guerra dei topi e delle rane''=== ====(1815)==== <poem>Grande impresa disegno, arduo lavoro: O Muse, voi dall'Eliconie cime A me scendete, il vostro aiuto imploro: Datemi vago stil, carme sublime: Antica lite io canto, opre lontane, La Battaglia dei topi e delle rane.</poem> ====(1821-1822)==== <poem>Mentre a novo m'accingo arduo lavoro, O Muse, voi da l'Eliconie cime Scendete a me ch'il vostro aiuto imploro: Datemi vago stil, carme sublime: Antica lite io canto, opre lontane, La Battaglia de' topi e de le rane.</poem> ====(1826)==== <poem>Sul cominciar del mio novello canto, Voi che tenete l'eliconie cime Prego, vergini Dee, concilio santo, Che 'l mio stil conduciate e le mie rime: Di topi e rane i casi acerbi e l'ire, Segno insolito a i carmi, io prendo a dire.</poem> ===''Paralipomeni della Batracomiomachia''=== ''1<br />Poi che da' granchi a rintegrar venuti<br />Delle [[rana|ranocchie]] le fugate squadre,<br />Che non gli aveano ancor mai conosciuti,<br />Come volle colui ch'a tutti è padre,<br />Del topo vincitor furo abbattuti<br />Gli ordini, e volte invan l'opre leggiadre,<br />Sparse l'aste pel campo e le berrette<br />E le code topesche e le basette;<br /><br />2<br />Sanguinosi fuggian per ogni villa<br />I topi galoppando in su la sera,<br />Tal che veduto avresti anzi la squilla<br />Tutta farsi di lor la piaggia nera:<br />Quale spesso in parete, ove più brilla<br />Del Sol l'autunno la dorata sfera,<br />Vedi un nugol di mosche atro, importuno,<br />Il bel raggio del ciel velare a bruno.'' ===''Storia di un'anima''=== Incomincio a scrivere la mia Vita innanzi di sapere se io farò mai cosa alcuna per la quale debbano gli uomini desiderare di aver notizia dell'essere, dei costumi e dei casi miei. Anzi, al contrario di quello che io aveva creduto sempre per lo passato, tengo oramai per fermo di non avere a lasciar di me in sulla terra alcun vestigio durevole. ==Citazioni su Giacomo Leopardi== *A qual grado fu l'affetto di lui verso l'Italia, nel quale non si stimava secondo ad alcuno?<ref>Lettera del Viesseux, 5 gennaio 1824. {{NDR|N.d.A.}}</ref> Il pessimismo avea inghiottito questo come tutti gli altri affetti. All'infuori dell'orazione agli Italiani nel 1815, tonante contro i tiranni, del progetto sfumato d'un inno alla Grecia, e delle accademiche canzoni civili della prima giovinezza, si potrà spigolare nell'opera leopardiana qualche accenno patriottico; ma i moti del '21 non lo scuotono affatto, nel 1831 quando la provincia fa conto, come notammo, sull'azione politica di lui, egli chiede che se ne scordino<ref>Lettera al padre, 29 marzo 1831. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, e conviene col padre nel dar del fanatico all'eroico Broglio D'Ajano, caduto ad Anatolico per l'indipendenza ellenica<ref>Lettera del 22 luglio 1828. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. ([[Mariano Luigi Patrizi]]) *Ad un attento esame [...], l'estetica del Leopardi sembra per un lato confondersi con la ricerca che l'artista fa di sé medesimo, per l'altro, con quella che l'uomo fa di una teoria che lo salvi dalla disperazione e dall'inerzia. Così nelle pagine dello ''Zibaldone'' crediamo di scorgere piuttosto un ideale d'arte che un concetto dell'arte, piuttosto una commossa celebrazione del potere vivificatore della poesia che una soddisfacente definizione dell'attività estetica. ([[Mario Fubini]]) *C'è poi quel lamentoso Leopardi, scrittore garbato, pulito e elegante, te lo concedo; ma come frigido, come diaccio e brullo! ([[Leo Ferrero]]) *C'era, nei muscoli, nei nervi e nel cervello di Giacomo, una dovizia di energia che si esprimeva all'esterno colla predilezione di esercizi fisici e con una personalità vigorosa. Nei giuochi e nelle finte battaglie romane, che si svolgevano entro il recinto del «paterno giardino», egli si dava la parte del leone; nelle rappresentazioni storiche si metteva sempre primo, era sempre il «trionfatore», che menava pugni sonori e ingiurie sul fratello e sugli altri ragazzi, i quali, come finti sudditi o schiavi, seguivano il suo carro. Nelle favole meravigliose, che, fanciullo di otto nove anni, aveva l'abilità di ordire e di raccontare extemporaneamente, e negli attori delle quali soleva personificare i caratteri di quelli che lo attorniavano, la parte eroica del dominatore e prepotente ''Filzèro''<ref>Teresa Teja Leopardi, ''Note biografiche sopra Leopardi e la sua famiglia'', pag. 31-33. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, che ne dava a tutti e non le buscava da alcuno, la riserbava a se stesso. ([[Mariano Luigi Patrizi]]) *Che Giacomo, da fanciullo, non fosse gobbo, né tampoco goffo di spalla, concordano in dire quanti si ricordano di averlo conosciuto. Se, poi, col crescere, incurvò, la ragione dee interamente cercarsi nell'aver egli, nascendo, portato con sé i germi della rachitide.<br>Del resto, chi più e chi meno, tutti i Leopardi, per difetto di nascita, furono rachitici. ([[Camillo Antona Traversi]]) *Con un po' di esercizio è possibile prendere lezioni di ottimismo anche da Giacomo Leopardi. ([[Gianni Rodari]]) *È stato considerato talvolta il Leopardi come un poeta filosofo, cosa che, per le spiegazioni ora date, si dimostra non esatta per lui come è sempre inesatta per ogni poeta. La sua fondamentale condizione di spirito non solo era sentimentale e non già filosofica, ma si potrebbe addirittura definirla un ingorgo sentimentale, un vano desiderio e una disperazione cosi condensata e violenta, cosi estrema, da riversarsi nella sfera del pensiero e determinarne i concetti e i giudizi. ([[Benedetto Croce]]) *Fra i poeti italiani, [[Dante Alighieri|Dante]] compreso, è il solo che manifesta nell'opera sua, fuse in un equilibrio quasi perfetto, le tre virtù tecniche essenziali: la virtù pittorica, la musicale e la scultorea. Se si volesse sottilizzare e compiere uno studio dettagliato sul genio leopardiano, noi vedremmo che egli è singolarmente un poeta pittore, ma questa sua virtù innata soverchia di poco la virtù musicale e la scultorea per cui si può asserire senza esitazione che Giacomo Leopardi, riguardo alla tecnica della poesia, non è il genio più vasto, ma il più equilibrato che vanti la nostra letteratura, più equilibrato dello stesso Dante che pur lo soverchia di tanto nella forza e nell'immediatezza della rappresentazione. ([[Adolfo Padovan]]) *{{NDR|Sul rapporto fra Giacomo e il padre Monaldo}} Giacomo era il suo doppio: il suo doppio compiuto. Era un sogno terribile. Pretendere che un figlio – un figlio che il destino gli aveva affidato come una persona diversa da lui, composta di qualità a cui mille casi contribuivano, un figlio che avrebbe dovuto abitare nella sua casa come un estraneo avventuroso e felice – diventasse la persona che lui non era riuscito ad essere. ([[Pietro Citati]]) *Il credo estetico del Leopardi si ricongiunge al suo credo morale, anzi, in certo senso, non è che una diversa formulazione: ciò ha ben veduto il [[Giulio Augusto Levi|Levi]], il quale crede che l'abbandono della teoria della poesia come imitazione derivi da quella che è per lui la filosofia propria del Leopardi, un ragionato e conscio individualismo, per cui il poeta supererebbe la negazione del suo pessimismo con l'affermazione del valore intrinseco della personalità umana. ([[Mario Fubini]]) *Il {{maiuscoletto|Leopardi}} e il [[Alessandro Manzoni|{{maiuscoletto|Manzoni}}]] {{sic|dànno}} nome ciascuno a un capitolo della nostra storia letteraria contemporanea. Accadde in entrambi la medesima cosa: ebbero, cioè, l'uno e l'altro una ''conversione letteraria'' e una ''conversione filosofica''. Nella prima tennero via parallela; nella seconda diametralmente opposta. Esordirono ambedue scrittori stranieri e mezzo infrancesati, e finirono schiettamente italiani e originali. L'uno, il {{maiuscoletto|Leopardi}}, cominciò con l'essere cristiano e non tardò quasi a divenire scettico: l'altro, il {{maiuscoletto|Manzoni}}, cominciò con l'essere scettico, o indifferente, e non tardò a divenire cristiano. ([[Clemente Benedettucci]]) *Il Leopardi è sempre solo ne' suoi scritti. Da quando la sua arte poetica, le sue lettere, le prose sue incominciano ad essere quello che sono nell'alta stima del pubblico letterato e non letterato, tutta la produzione leopardiana è la produzione dell'''uomo solo''. ([[Paolo Orano]]) *Il Leopardi rimane il primo vero paesista nella lirica italiana. Mentre nell'arte la pittura del paesaggio cominciava, e tentava di renderne la poesia col colore, con le sfumature del colore, il Leopardi rendeva squisitamente, nel verso, la poesia del paesaggio, con la limpida frase precisa e con la sfumatura della frase, raggiungendo la perfezione. ([[Raffaello Barbiera]]) *Il Leopardi stimava, che la vita per sé sola non fosse un bene; unico bene la felicità. E perché la felicità, secondo che egli scrive in più luoghi, non solo non è {{sic|raggiugnibile}}, anzi non è dato all'uomo di scampare in veruna guisa, né per verun tempo {{sic|ancoraché}} brevissimo, dalle strette del dolore, ne conseguita, che la vita, la quale era per ciò, come a dire, il campo e la materia su cui esercitavisi e regnava esso il dolore, dovesse egli infine venire a giudicarla un male, e che la morte, la quale spegnendo la vita, cessava il dolore, altresì dovesse per necessaria conseguenza stimarla un bene. ([[Paolo Emilio Castagnola]]) *Il massimo poeta scienziato di ogni tempo fu ovviamente quel genio di Giacomo Leopardi, che da adolescente già produceva dissertazioni filosofiche sorprendenti: Sopra l'attrazione, Sopra l'estensione, Sopra l'idrodinamica, Sopra i fluidi elastici, Sopra la luce, Sopra l'elettricismo, per arrivare alla dura condanna della Natura («''O natura, o natura | perché non rendi poi | quel che prometti allor? Perché di tanto | inganni i figli tuoi?''») e alla conclusione che meno si conosce più si è felici, e i più felici erano gli antichi. ([[Massimiliano Parente]]) *Infallibile, Leopardi chiama canto la voce notturna della rana; e Leopardi era un angelo disceso, un messaggero. ([[Guido Ceronetti]]) *Io non dirò certo una cosa peregrina, dichiarando che senza [[Monaldo Leopardi|Monaldo {{NDR|Leopardi}}]] non sarebbe stato Giacomo; ma io voglio dire che non poca parte dell'anima di Giacomo si spiega e si comprende guardando a Monaldo, e che in questo troviamo quasi i germi, che maturarono poi gloriosamente nel grande figliuolo. ([[Carlo Pascal]] *Io per me rido di tutti...; ma quel povero Giacomo, che vivo non toccò mai nessuno, e morto non si può difendere! ([[Pietro Giordani]]) *Io so di poter dire con sicurezza che la grandezza umana si spiega o con la prevalenza delle influenze esterne o sociali o con quella della personalità.<br>[[Dante Alighieri|Dante]] è capito con le prime [...]. Leopardi con la seconda; è inutile che vogliate servirvi di storia contemporanea e di vita pubblica. L'arte, la grandezza, dite pure il genio di Leopardi, sono spiegabili soltanto con l'individuo Giacomo Leopardi. ([[Paolo Orano]]) *L'anima del Leopardi era nobilissima, delicatissima, quella d'una creatura angelica, straboccante di desiderio d'amore e di amicizia. ([[Giuseppe Prezzolini]]) *La protesta per il passo della morte è più religiosa che la sua accettazione, e il Leopardi è più religioso del [[Benedetto Croce|Croce]]. Dal Leopardi possono venire le aperture pratiche religiose, dal Croce può venire il servizio ai valori. Il Croce è greco-europeo, perché la civiltà europea porta al suo sommo l'affermazione dei valori. Il Leopardi comprende questi (le virtù), ma cerca gl'individui, e li vede morire, non li trova più, sono i morti. È aperto, dunque, al tu; in potenza ci sono le aperture pratiche religiose. ([[Aldo Capitini]]) *Nel Leopardi si trova, in forma estremamente drammatica, la crisi di transizione verso l'uomo moderno; l'abbandono critico delle vecchie concezioni trascendentali senza che ancora si sia trovato un ubi consistam morale e intellettuale nuovo, che dia la stessa certezza di ciò che si è abbandonato. ([[Antonio Gramsci]]) *Nessun prete voleva riceverlo in chiesa. Il [[Antonio Ranieri|Ranieri]] parlò a parecchi parrochi, e tutti no: gli fu indicato quello di San Vitale come uomo di manica larga e ghiotto di pesci. Ei tosto corse a la Pietra del pesce, comperò triglie e calamai, e ne mandò un bel regalo al parroco, il quale si lasciò persuadere, e fece allogare il cadavere nel muro esteriore accanto la porta della chiesa. Così per pochi pesci Giacomo Leopardi ebbe sepoltura. Queste cose me le diceva il Ranieri, ed è bene che il mondo le sappia queste cose. ([[Luigi Settembrini]]) *Noi, fatta qualche eccezione per la seconda metà del settecento, se pur c'è da farla, non abbiamo avuto fino al Leopardi un solo lirico intimo, nel vero senso della parola. ([[Giacomo Barzellotti (filosofo)|Giacomo Barzellotti]]) *Non bisogna lasciarsi fermare dalla somma correttezza e proprietà ed eleganza con la quale la poesia del Leopardi si presenta, ma guardare in là e osservare che sotto quella irreprensibilità letteraria, se non si avverte mai vuoto nel pensare e nel sentire, nondimeno, poeticamente, si ritrova ora il forte ora il fiacco, ora il pieno e ora il lacunoso, e affermare che la poesia del Leopardi è assai più travagliata di quanto non si sospetti o di quanto non si creda. C'è in essa dell'arido, c'è della prosa, c'è del formalmente letterario, e c'è insieme poesia dolcissima e purissima e armoniosissima ; e forse quell'impaccio, che precede o segue i liberi movimenti della fantasia e del ritmo, fa meglio sentire il miracolo della creazione poetica. ([[Benedetto Croce]]) *Nonostante la sua filosofia negativa, il Leopardi quanto a cose d'ordine estetico fu, come ho notato dianzi, tutt'altro che pessimista, quanto a cose d'ordine morale e civile non fu pessimista in tutto. E se, esagerando, disse «che il mondo è una lega di birbanti contro i buoni», non però disamava gli uomini, e anzi augurava che si collegassero fraternamente insieme, per opporsi ai mali inerenti alla vita e per mitigarli. Nella negazione troppo assoluta del progresso, rispetto alla felicità delle masse tanto vantata ne' suoi tempi, esprime un concetto profondamente umanitario e moderno, e possiamo dire insito nei principii del socialismo, dicendo di non saper comprendere come quella felicità si possa conseguire senza la felicità degl'individui. ([[Giovanni Mestica]]) *Per Leopardi scrivere una pagina sola, o comporre una strofa, non era un'avventura, così neppure era un'avventura vivere. Alla vita sapeva sopra tutto quello che non poteva chiedere, e di quali pericoli era gravato quel poco bene. Gli mancava la bella confidenza: ma, in compenso, gli era stato dato in sorte un dono: quello di sorridere e fantasticare. ([[Giuseppe De Robertis]]) *Questa {{NDR|per [[Fanny Targioni Tozzetti]]}} fu la più vera e terribile passione del Leopardi, e si ricollega a gl'impeti del primo amore, ai deliri per la [[Teresa Carniani|Malvezzi]]; è una passione pura, ma tutta umana, che probabilmente il poeta, sempre riserbatissimo e timido, perché conscio de la propria inferiorità materiale e dei doveri de l'ospitalità, non palesò mai a la donna cara, ma ch'ella dovette comprender benissimo, poiché il Leopardi stesso aveva certa coscienza di esser stato capito.<br>Le debolezze, cui per tale passione egli si lasciò andare, furon tali che non la donna soltanto, ma anche gli amici di lui compresero il suo secreto e si dolsero e del suo soffrire e del suo non saper resistere a quel disgraziato affetto. ([[Emma Boghen Conigliani]]) *Se c'è un poeta moderno la cui opera dia l'impressione di muoversi a un tempo, per un miracoloso dono d'ubiquità, nelle sfere ideali che abbiamo simboleggiato con le formule di canzoniere e poesia pura, quel poeta è Giacomo Leopardi. ([[Renato Poggioli]]) *Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il Leopardi ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. ([[Alessandro D'Ancona]]) *Sono convinto che Giacomo Leopardi sia un amante straordinario della vita, un pessimista allegro, in pratica un ottimista. ([[Giancarlo Giannini]]) *Sulle sue idee, certamente c'è poco da equivocare. Ma dove, principalmente, egli le espose e le ragionò?<br>Nelle grandi liriche, nelle composizioni in cui la fantasia e l'estro si accendono al calor bianco e cercano di raggiungere per ineluttabili scorciatoie i significati assoluti. È lo stato più estraneo alla coscienza vera, al giudizio accettato dalla ragione, quello che genera canti come ''A se stesso'' o ''La Ginestra''. In quella loro altezza disperata si confonde davvero con la negazione una più alta e improvvisa accettazione dell'idea divina. ([[Giovanni Artieri]]) *Tutto Leopardi è un momento della polemica tra Socrate e i Dicasti, tra Gesù e i Farisei, tra Bruno e Bellarmino: la gran battaglia tra Lao-tse e Confucio, cioè tra l'uomo spontaneo e il funzionario. ([[Massimo Bontempelli]]) *Un libro su Leopardi non può cominciare che come un'opera buffa: preferibilmente di Gioachino Rossini, che era nato vicino a Recanati, a Pesaro, e poi aveva infiammato Milano, Roma, Parigi e tutto il mondo musicale. Il protagonista di questa opera buffa non è Giacomo, sebbene amasse sino alle lacrime Il barbiere di Siviglia e La donna del lago, ma suo padre Monaldo, nato a Recanati nel 1766 da un'antica famiglia che risaliva, o diceva di risalire, al tredicesimo secolo. ([[Pietro Citati]]) *Venuto a contatto con gli intellettuali progressisti del gabinetto Vieusseux, Leopardi invece di rifiorire a nuova vita, si chiuse, dopo il primo entusiasmo, ancora di più nella propria solitudine. ([[Giacinto Spagnoletti]]) ===[[Francesco De Sanctis]]=== *Leopardi e [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]] sono una cosa. Quasi nello stesso tempo l'uno creava la metafisica e l'altro la poesia del dolore. Leopardi vedeva il mondo così, e non sapeva il perché. Arcano è tutto fuorché il nostro dolor. Il perché l'ha trovato Schopenhauer con la scoperta del Wille. *Leopardi ragiona col senso comune, dimostra così alla buona come gli viene, non pensa a fare effetto, è troppo modesto, troppo sobrio. Lo squallore della vita che volea rappresentare si riflette come in uno specchio in quella scarna prosa; il suo stile è come il suo mondo, un deserto inamabile dove invano cerchi un fiore. *Leopardi s'incontra ne' punti sostanziali della sua dottrina con Schopenhauer; ma gli sta di sotto per molti rispetti. Primamente Leopardi è poeta; e gli uomini comunemente non prestano fede ad una dottrina esposta in versi; ché i poeti hanno voce di mentitori. *Perché Leopardi produce l'effetto contrario a quello che si propone. Non crede al progresso, e te lo fa desiderare; non crede alla libertà, e te la fa amare. Chiama illusioni l'amore, la gloria, la virtù, e te ne accende in petto un desiderio inesausto. E non puoi lasciarlo, che non ti senta migliore; e non puoi accostartegli, che non cerchi innanzi di raccoglierti e purificarti, perché non abbi ad arrossire al suo cospetto. È scettico, e ti fa credente; e mentre non crede possibile un avvenire men tristo per la patria comune, ti desta in seno un vivo amore per quella e t'infiamma a nobili fatti. Ha così basso concetto dell'umanità, e la sua anima alta, gentile e pura l'onora e la nobilita. E se il destino gli avesse prolungata la vita infino al quarantotto, senti che te l'avresti trovato accanto, confortatore e combattitore. Pessimista od anticosmico, come Schopenhauer, non predica l'assurda negazione del Wille, l'innaturale astensione e mortificazione del cenobita: filosofia dell'ozio che avrebbe ridotta l'Europa all'evirata immobilità orientale, se la libertà e l'attività del pensiero non avesse vinto la ferocia domenicana e la scaltrezza gesuitica. Ben contrasta Leopardi alle passioni, ma solo alle cattive; e mentre chiama larva ed errore tutta la vita, non sai come, ti senti stringere più saldamente a tutto ciò che nella vita è nobile e grande. L'ozio per Leopardi è un'abdicazione dell'umana dignità, una vigliaccheria; Schopenhauer richiede l'occupazione come un mezzo di conservarsi in buona salute. ===[[Arturo Farinelli]]=== *La sensibilità per ogni suono era nel Leopardi inaudita, e l'anima come da un vivido raggio tutta ne rimaneva penetrata. Forse quelle voci, quei suoni che lontanando morivano, la mesta melodia che salutava la luce estrema, fuggente, agivano con forza arcana perché risonanti nell'alta quiete e nel silenzio, e popolavano d'un tratto le solitudini che rendevano più misteriose e profonde; poi si estinguevano e il silenzio raddoppiava. *Non conveniva un gran mondo a questo poeta assorto nell'eremo dell'anima, tutto intimità e fervoroso e doloroso raccoglimento. Lo sbigottisce lo strepito; lo spaurano i grandi spettacoli; dove è solitudine, alto silenzio, profonda quiete si ritrae pensoso, e pende, attiva lo spirito. Ad ogni più lieve stimolo il sentimento è desto; ogni più minuta cosa colpisce il suo sguardo che l'afferra limpidissima. Fuori della sua concentratissima sfera di vita la visione gli si turba, il dilettoso fantasma gli {{sic|vanisce}}. Non distoglietelo; preservatelo dalla folla; lasciategli la sua piccola isola di contemplazione, dove si rifugia e dove giungon morte le onde dei rumori mondani. Idillica l'anima, all'idillio si atteggia la natura che lo attrae, lo commuove e gli divien famigliare. Il suo ermo colle, la sua siepe, il suo rialto sovra l'erbe, dove ama sedere e assorbirsi, solingo e muto, la sua distesa di prato che verdeggia, il suo ciel sereno, il suo sole che indora le vie e gli orti, la sua tacita, chiara e bianca luna, quei suoi lembi di campagna che dischiudono un ampio orizzonte, il mar da lungi, il monte; che altro occorreva al «promeneur solitaire» di Recanati, per suscitare fantasmi allo spirito, affetti al cuore? *Se badate, sono le piccole, tenuissime cose, le scene più intime e romite quelle a cui più si affeziona. Il paesaggio più semplice e disadorno può suscitargli la commozione più viva e più dolce; la vibrazione dell'anima più intensa muove talora da una immagine lieve, tenerissima, da un fuggevole tocco, da un suono leggerissimo, da un minimo ricordo, soave o doloroso. Ai superlativi del sentimento nella lirica che gli sgorga nella pienezza del cuore fanno riscontro i diminutivi che trasceglie e vezzeggia: la gallinella, il villanello, la donzelletta, il vecchierello, i mugoletti, la finestrella sopra la scaletta. Questa risonanza profonda nell'anima dei più minuti, o comuni spettacoli forma l'incanto maggiore della poesia del Leopardi. ===[[Giulio Augusto Levi]]=== *Alcuni dei germi più preziosi del pensiero cristiano si erano [...] meravigliosamente abbarbicati nell'animo del Leopardi, come nel più propizio dei terreni: questi erano un amore spasimato, com'egli diceva, della virtù<ref>Lettera al conte Xaverio Broglio d'Ajano del 13 agosto 1819. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, una focosa aspirazione alla purezza, un desiderio del sacrifizio, una misera stima del mondo<ref>Canzone ''Per una donna inferma di malattia lunga e mortale'', in fine, in ''Scritti vari'', p. 35. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, la brama del Bello e del Bene assoluto. Quest'ultima guidò le sue riflessioni intorno alla filosofia sensista; dove si occupò principalmente di chiarire quale origine rimanesse assegnata alle idee del Bello e del Buono. Come si vide pervenuto alla conclusione che tutti i nostri giudizi sono relativi e frutti di assuefazione, e che il Bello e il Buono assoluto non esistono, non senza terrore ne ricavò la conseguenza che Dio stesso, creduto fino allora tipo ed origine di ogni perfezione, non esiste. Una simile conclusione gli ripugnava talmente, che tentò subito di restaurare il concetto della Divinità sopra un nuovo fondamento; supponendo che l'essenza di essa consistesse nell'infinita possibilità, dalla quale deduceva l'onnipotenza; e ne abbozzava un sistema che gli sembrava quadrare, anzi essere il necessario fondamento delle verità cristiane. *Chi consideri le circostanze della sua giovinezza, può trovare da ammirare, che uno spirito cotanto bisognoso del Bene sopramondano non si volgesse naturalmente alla religione. Nella casa paterna, ch'egli amò teneramente anche quando non poté più tollerare di vivere a Recanati, si può dire che si respirasse un'aria impregnata di severo spirito cristiano. La madre governava sé e la famiglia con principi e massime ascetiche. Il padre era una nobile tempra d'uomo; appassionato degli studi, autore di numerosi scritti di argomento politico storico religioso, zelantissimo della cosa pubblica, scrivendo e operando con fiera indipendenza e incontaminata purezza. Il fanciullo Giacomo cresceva a quell'esempio fra i gravi in-folio della biblioteca adunata da Monaldo, immerso negli studi di antiche letterature e di storia ecclesiastica, guardato con orgogliosa compiacenza dal padre, il quale senza dubbio sognava grandezze di carriera ecclesiastica per il precoce e infaticabile primogenito. *Il Leopardi, come [[Dante Alighieri|Dante]], volle essere pensatore e uomo prima che poeta: e nessuna cosa sentì più amaramente, che le sue opinioni esser messe da banda con dirle un effetto delle sue personali sventure<ref>Lettera al De Sinner del 24 maggio 1832. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. *Negli ultimi anni sentì chiaramente di aver fatto parte per se stesso, e di essere spiritualmente solo. Combatté con amara satira così i molli e nebulosi restauratori della religione, come i superficiali lodatori della scienza e delle sue virtù benefiche. – Il suo argomento capitale contro la fede cristiana nel Dio redentore, che dopo la [[Sistema eliocentrico|scoperta di Copernico]] non sia più lecito attribuire alla terra e all'uomo una condizione di privilegio fra gli esseri, è molto debole: perché confonde l'ordine fisico con l'ordine spirituale. Credo che realmente la sua miscredenza avesse una radice più profonda, in un libero atto iniziale, a cui si mantenne sempre fedele con onesta coerenza: risoluto di vivere e di operare per gli uomini del suo tempo, si mise prima alla loro scuola, e accettò la tendenza prevalente nel mondo moderno di affidarsi unicamente al lume della propria ragione: onde poi si vantava di avere apertamente ripudiato quelle credenze che molti ancora simulavano, per non potersi adattare alle cerimonie, e voler scrivere in lingua moderna, non dei tempi troiani <ref>''Dialogo di Timandro e di Eleandro''. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. ===[[Francesco Piccolo (filologo)|Francesco Piccolo]]=== *Leopardi è ancora solo. La sua poesia sarà sempre in alto e sola, nell'eternità.<br>Che grande errore imporla nelle scuole, trascinare la dolente pensosa figura del poeta per le chiuse aule scolastiche dove è appena lecito declamare per esercitazioni mnemoniche e oratorie: ''Ancor dal monte...''<ref>Carducci, ''Alle fonti del Clitumno''.</ref> o ''Agile e solo vien di colle in colle...''<ref>Carducci, ''La chiesa di Polenta''.</ref> Habent sua fata pöetae. Non c'è al mondo altra poesia più della leopardiana lontana dalla scuola e dalla mentalità scolastica, se togli la canzone all'Italia e l'altra per il monumento di Dante; eppure il destino del Leopardi è stato questo: che il riconoscimento della grandezza della sua poesia dovesse essere ufficiale, incominciando dalla scuola, sulla cui soglia la si abbandona quando si entra nella vita. *Nessun amore del Leopardi risulta poeticamente giustificato. Fantasie, sogni torbidi, vaneggiamenti: amore no. Nessuna figura di donna ha lasciato nell'anima e nel corpo del poeta un solco profondo. Non possiamo immaginare che vergine il Leopardi: vergine nella carne e nell'anima, con le labbra sottilissime immuni di contatto carnale. In poesia figure di donne passano fugacemente e vaniscono: Silvia, Nerina, Geltrude Cassi e qualche altra. Apparizioni. Dico che questi amori, vissuti forse realmente ma non poeticamente appieno, e passati così, inani, non giustificano empiricamente questo inabissamento e {{sic|annihilamento}} del mondo, dello spazio, del tempo, della propria personalità e del mondo esteriore, ridotti al nulla eterno, alla indifferenza assoluta, alla non esistenza. Che diventa materia di poesia. Nella distruzione tragica del mondo circostante, tempo e spazio, qualche cosa si salva, vien su da tanta feroce e voluttuosa rovina, la coscienza di sé, la coscienza dell'intimo individuale dolore. *Tolte le canzoni di carattere patriottico ed encomiastico, il mondo poetico del Leopardi si riduce a quello morale e a quello sentimentale - critico che è assorbito dal primo perché le donne amate dal poeta sono come foglie cadute, figure di cose passate, travolte dalla morte, tornate nel nulla. E queste figure di donne senza contorni, senza qualità speciali, inindividuate, non sono mai il centro di una rappresentazione di arte, ma pure entrando direttamente nella emozione e nella ispirazione del poeta, restano poi fuori della poesia alla quale non importa che cantare il pensiero dominante: il nulla, il vuoto, nulla l'amore, nulla l'illusione, nulla la gloria. ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte"/> ==Bibliografia== *Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/appressamento-della-morte/ Appressamento della morte]'', Book editore, Castel Maggiore (Bo), 1998. *Giacomo Leopardi, ''[[s:Canti (Leopardi - Donati)|Canti]]'', edizione critica, a cura di Alessandro Donati, Bari, Laterza, 1917. *Giacomo Leopardi, ''[[s:Discorso in proposito d'una orazione greca di Giorgio Gemisto Pletone|Discorso in proposito d'una orazione greca di Giorgio Gemisto Pletone]]'', in ''Pensieri, Moralisti greci'', a cura di Alessandro Donati, Laterza, Bari, 1932. *Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/discorso-sopra-la-batracomiomachia/ Discorso sopra la Batracomiomachia]''; in ''Tutte le opere'', a cura di Walter Binni, Sansoni editore, 1989. ISBN 88-383-0875-6 *Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/discorso-sopra-lo-stato-presente-dei-costumi-deglitaliani/ Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani]''; in ''Tutte le opere'', a cura di Walter Binni, Sansoni editore, 1969. *Giacomo Leopardi, [https://books.google.it/books?id=5xM_AAAAcAAJ ''Epistolario'', vol. I], a cura di [[Prospero Viani]], Le Monnier, Firenze, 1849. *Giacomo Leopardi, [https://books.google.it/books?id=_xM_AAAAcAAJ ''Epistolario'', vol. II], a cura di [[Prospero Viani]], Le Monnier, Firenze, 1849. *Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/guerra-de-topi-e-delle-rane-1821-1822/ Guerra de' topi e delle rane (1821-1822)]'', ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/la-guerra-dei-topi-e-delle-rane-poema-1815/ La guerra dei topi e delle rane. Poema (1815)]'', ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/guerra-dei-topi-e-delle-rane-1826/ Guerra dei topi e delle rane (1826)]''; in ''Tutte le opere'', a cura di Walter Binni, Sansoni editore, 1989. ISBN 88-383-0875-6 *Giacomo Leopardi, ''Lettere al fratello Carlo'', Edizioni Osanna Venosa, Venosa, 1997. ISBN 88-8167-189-1 *Giacomo Leopardi, ''[[s:Pensieri (Leopardi)|Pensieri]]'', a cura di Marilena Salvarezza, Biblioteca Italiana Tascabile, Milano, 1995. *Giacomo Leopardi, ''[http://ww2.bibliotecaitaliana.it/xtf/view?docId=bibit001598/bibit001598.xml&chunk.id=d52e212&toc.id=d52e212&brand=newlook Storia dell'astronomia]'', BibliotecaItaliana.it. *Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/storia-di-unanima-memorie/ Storia di un'anima]'', a cura di Plinio Perilli, Carlo Mancosu Editore, Roma, 1993. *Giacomo Leopardi, ''[[s:Indice:Zibaldone di pensieri I.djvu|Zibaldone]]'' (col titolo di ''Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura''), a cura di [[Giosuè Carducci]], Volumi I-VII, Le Monnier, Firenze, 1898. ==Voci correlate== *[[Adelaide Antici Leopardi]] – madre *[[Carlo Leopardi]] – fratello *[[Monaldo Leopardi]] – padre *[[Paolina Leopardi]] – sorella *[[Pierfrancesco Leopardi]] – fratello ==Altri progetti== {{Interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Canti (Giacomo Leopardi)|''Canti''}} {{Pedia|Operette morali}} {{Pedia|Paralipomeni della Batracomiomachia}} {{Pedia|Pensieri (Leopardi)|''Pensieri''}} {{Pedia|Zibaldone}} {{vetrina|15|ottobre|2005|poeti|scrittori}} {{DEFAULTSORT:Leopardi, Giacomo}} [[Categoria:Aforisti italiani]] [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Drammaturghi italiani]] [[Categoria:Epistolografi]] [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Glottologi italiani]] [[Categoria:Linguisti italiani]] [[Categoria:Nobili italiani]] [[Categoria:Personalità dell'ateismo]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] 7zwkjo7p2sq21vrcp5fjt5b05ue1n48 1413319 1413316 2026-05-13T15:02:13Z Gaux 18878 /* Citazioni su Giacomo Leopardi */ ampliamento citazione D'Ancona 1413319 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Leopardi, Giacomo (1798-1837) - ritr. A Ferrazzi, Recanati, casa Leopardi.jpg|thumb|upright=1.4|Giacomo Leopardi]] '''Giacomo Taldegardo Francesco di Sales Saverio Pietro Leopardi''' (1798 – 1837), poeta, filosofo, scrittore, filologo e glottologo italiano. ==Citazioni di Giacomo Leopardi== *{{NDR|[[Ultime parole]], rivolte alla sorella di [[Antonio Ranieri]]}} Aprimi quella finestra... fammi veder la luce.<ref group="fonte">Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto'', Hoepli, 1921, p. [https://archive.org/details/chilhadettotesor00fumauoft/page/286 286].</ref> *[[Credere]] una cosa perché si è udito dirla, e perché non si è avuta cura di esaminarla, fa torto all'intelletto dell'uomo.<ref group="fonte">Da ''[http://www.bibliotecaitaliana.it/testo/bibit000088 Saggio sugli errori popolari degli antichi]'', in ''Tutte le opere'', a cura di Lucio Felici, Lexis Progetti Editoriali, Roma, 1998. ISBN 88-87083-04-5.</ref> *{{NDR|A [[Vittorio Alfieri]]}} ''E tu nemica | la sorte avesti pur: ma ti rimbomba | fama che cresce e un dì fia detta antica.''<ref group="fonte">Da ''[[s:Puerili (Leopardi)/Letta la vita di V. Alfieri|Letta la vita dell'Alfieri scritta da esso]]''.</ref> *La condizione progressiva della società non mi riguarda affatto. La mia, se non è retrograda, è eminentemente stazionaria.<ref group="fonte">Da una lettera del maggio 1833 a Charlotte Bonaparte; citato in [http://www.ilgiornale.it/news/leopardi-progressista-e-razionalista-mito-sfatato.html ''Leopardi progressista e razionalista? Un mito sfatato''], ''il Giornale.it'', 20 luglio 2010.</ref> *Non mi dir più che m'abbia cura, perché son [[guarigione|guarito]] e sano come un pesce in grazia dell'aver fatto a modo mio, cioè non aver usato un cazzo di medicamenti [...].<ref group="fonte">Da ''Lettere al fratello Carlo'', p. 43.</ref> *{{NDR|La [[catacresi]]}} [...] la qual figura differisce sostanzialmente dalla [[metafora]], in quanto la metafora trasportando la parola a soggetti nuovi e non propri, non le toglie per questo il significato proprio (eccetto se il metaforico a lungo andare non se lo mangia, connaturandosi col vocabolo) ma, come dire, glielo accoppia con un altro o con più d'uno, raddoppiando o moltiplicando l'idea rappresentata da essa parola. Doveché la catacresi scaccia fuori il significato proprio e ne mette un altro in luogo suo; talmente che la parola in questa nuova condizione esprime un concetto solo come nell'antica, e se lo appropria immediatamente per modo che tutta quanta ell'è, s'incorpora seco lui. [...] Laddove se tu chiami lampade il sole, come fece [[Publio Virgilio Marone|Virgilio]], quantunque la voce «lampade» venga a dimostrare il «sole», non perciò si stacca dal soggetto suo proprio, anzi non altrimenti ha forza di dare ad intendere il sole, che rappresentando quello come una figura di questo. E veramente le metafore non sono altro che similitudini o comparazioni raccorciate.<ref group="fonte">Da ''Annotazioni alle Canzoni (1824-25)'', in ''Canti'', a cura di [[Leone Ginzburg]], Gius. Laterza & Figli, Bari, 1938, [[s:Pagina:Leopardi, Giacomo – Canti, 1938 – BEIC 1857225.djvu/206|p. 200]].</ref> *Molti provano un sentimento d'indignazione vedendo il cenere del [[Torquato Tasso|Tasso]], coperto e indicato non da altro che da una pietra larga e lunga circa un palmo e mezzo, e posta in un cantoncino d'una chiesuccia. Io non vorrei in nessun modo trovar questo cenere sotto un mausoleo. Tu comprendi la gran folla di affetti che nasce dal considerare il contrasto fra la grandezza del Tasso e l'umiltà della sua sepoltura. Ma tu non puoi avere idea d'un altro contrasto, cioè di quello che prova un occhio avvezzo all'infinita magnificenza e vastità de' monumenti romani, paragonandoli alla piccolezza e nudità di questo sepolcro. Si sente una trista e fremebonda consolazione pensando che questa povertà è pur sufficiente ad interessare e animar la posterità, laddove i superbissimi mausolei, che Roma racchiude, si osservano con perfetta indifferenza per la persona a cui furono innalzati, della quale o non si domanda neppur il nome, o si domanda non come della persona ma del monumento. Vicino al [[Tomba di Torquato Tasso|sepolcro del Tasso]] è quello del poeta [[Alessandro Guidi|Guidi]], che volle giacere ''prope magnos Torquati cineres'', come dice l'iscrizione. Fece molto male. Non mi restò per lui nemmeno un sospiro. Appena soffrii di guardare il suo monumento, temendo di soffocare le sensazioni che avevo provate alla tomba del Tasso.<ref group="fonte">Dalla lettera al fratello Carlo, Roma, 20 febbraio 1823; citato in W. Binni, ''Note leopardiane I. La lettera del 20 febbraio 1823'', «La Rassegna della letteratura italiana», a. LXVII, serie VII, n. 2, Firenze, maggio-settembre 1963, pp. 193-199. Disponibile su ''[https://www.ilponterivista.com/ocwb/data/01-Leopardi%201934-1997/13-La%20lettera%20del%2020%20febbraio%201823/13-01.html ilponterivista.com]''.</ref> *{{NDR|Sul [[Epitteto#Manuale|''Manuale di Epitteto'']]}} Non poche sentenze verissime, diverse considerazioni sottili, molti precetti e ricordi sommamente utili, oltre una grata semplicità e dimestichezza del dire, fanno assai prezioso e caro questo libricciuolo.<ref group="fonte">Dal ''Preambolo del volgarizzatore'' al ''Manuale di Epitteto'', in ''Opere di Giacomo Leopardi'', vol. II, Le Monnier, 1865, [https://books.google.it/books?id=X7tDAQAAMAAJ&pg=213#v=onepage&q&f=false p. 213].</ref> *{{NDR|Al fratello [[Carlo Leopardi|Carlo]]}} Ti felicito sommamente del tuo nuovo amore, e altrettanto mi dispiacerebbe che a Pasqua fosse cominciata per te la Quaresima. Veramente non so qual migliore occupazione, si possa trovare al mondo che quella di fare all'amore, sia di primavera o d'autunno; e certo che il parlare ad una bella ragazza vale dieci volte più che girare, come io fo, attorno all'Apollo di Belvedere ed alla Venere Capitolina.<ref group="fonte">Rispondendo, il 5 aprile 1823, ad una lettera del fratello Carlo, che gli aveva narrato di un suo amore non platonico; citato in [[Giovanni Mestica]], ''Studi leopardiani'', [https://archive.org/details/studileopardian01mestgoog/page/105/mode/1up pp. 105-106].</ref> ==''Canti''== ===I – ''All'Italia''=== *''Piangi, che ben hai donde, [[Italia]] mia.'' (v. 18) *''L'armi, qua l'armi: io solo | combatterò, procomberò sol io. | Dammi, o ciel, che sia foco | agl'italici petti il sangue mio''. (vv. 37-40) ===III – ''Ad Angelo Mai: quand'ebbe trovato i libri di [[Cicerone]] della Repubblica''=== *''Italo ardito, a che giammai non posi | di svegliar dalle tombe | i nostri padri? ed a parlar gli meni | a questo secol morto, al quale incombe | tanta nebbia di tedio?'' (vv. 1-5) *''Ahi ahi, ma conosciuto il mondo | non cresce, anzi scema, e assai più vasto | l'etra sonante e l'alma terra e il mare | al fanciullin, che non al saggio appare.'' (vv. 87-90) *''Amore, | amor, di nostra vita ultimo inganno, | t'abbandonava. Ombra reale e salda | ti parve il nulla, e il mondo | inabitata piaggia.'' (vv. 128-132) *''Da te fino a quest'ora uom non è sorto, | o sventurato ingegno, | pari all'italo nome, altro ch'un solo, | solo di sua codarda etate indegno, | allobrogo feroce, a cui dal polo | maschia virtù, non già da questa mia | stanca ed arida terra, | venne nel petto; onde privato, inerme | (memorando ardimento!) in su la scena | mosse guerra a' tiranni: almen si dia | questa misera guerra | e questo vano campo all'ire inferme | del mondo. Ei primo e sol dentro all'arena | scese, e nullo il seguì, che l'ozio e il brutto | silenzio or preme ai nostri innanzi a tutto. || Disdegnando e fremendo, immacolata | trasse la vita intera, | e morte lo scampò dal veder peggio. | [[Vittorio Alfieri|Vittorio]] mio, questa per te non era | età né suolo. Altri anni ed altro seggio | conviene agli alti ingegni.'' (vv. 151-171) ====Citazioni su ''Ad Angelo Mai: quand'ebbe trovato i libri di Cicerone della Repubblica''==== *È invalsa, a proposito dei sentimenti politici del Leopardi, l'opinione che esso, divenuto scettico, non ebbe più a cuore il [[risorgimento]] d'Italia. Tutt'altro provano gli scritti suoi. Dopo le due prime canzoni, ne fa documento solenne quella ''Ad Angelo Mai'' che compose quando era già pessimista; la quale spira tutta quanta un amore ardente alla patria, e pungendo la viltà degli Italiani, li infiamma ad insorgere; onde l'Austria ne proibì la diffusione nelle province italiane da essa occupate. ([[Giovanni Mestica]]) ===IV – ''Nelle nozze della sorella Paolina''=== *''[[Virtù]] viva sprezziam, lodiamo estinta.'' (v. 30) *''[[Donna|Donne]], da voi non poco | la patria aspetta'' [...] (vv. 31-32) *''Ad atti egregi è sprone | amor, chi ben l'estima, e d'alto affetto | maestra è la beltà.'' (pp. 46-48) ===IX – ''Ultimo canto di Saffo''=== *''Arcano è tutto, | fuor che il nostro [[dolore|dolor]].'' (vv. 45-46) *''Negletta prole | nascemmo al pianto, e la ragione in grembo | de' celesti si posa.'' (vv. 46-48) *''Virtù non luce in disadorno ammanto''. (v. 53) *''Vivi felice, se felice in terra | visse nato mortal.'' (vv. 60-61) ===X – ''Il primo amore''=== *''Tornami a mente il dì che la battaglia | d'[[amore]] sentii la prima volta, e dissi: | oimè, se quest'è amor, com'ei travaglia!'' (vv. 1-3) ===XI – ''Il passero solitario''=== *''D'in su la vetta della torre antica, | [[passero]] solitario, alla campagna | cantando vai finché non more il giorno; | ed erra l'[[armonia]] per questa valle.'' (vv. 1-4) *''Tu, [[passero|solingo augellin]], venuto a sera | del viver che daranno a te le stelle, | certo del tuo costume | non ti dorrai; ché di natura è frutto | ogni vostra vaghezza.'' (vv. 45-49) *''A me, se di vecchiezza | la detestata soglia | evitar non impetro, | quando muti questi occhi all'altrui core, | e lor fia vòto il mondo, e il dì futuro | del dì presente più noioso e tetro, | che parrà di tal voglia? | che di quest'anni miei? che di me stesso? | Ahi! pentirommi, e spesso, | ma sconsolato, volgerommi indietro.'' (vv. 50-59) ===XII – ''L'infinito''=== [[File:Infinito.jpg|thumb|Manoscritto de ''L'infinito'']] *''Sempre caro mi fu quest'ermo [[collina|colle]], | e questa siepe, che da tanta parte | dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.'' (vv. 1-3) *''Ma, sedendo e mirando, interminati | spazi di là da quella, e sovrumani | silenzi, e profondissima quiete | io nel pensier mi fingo; ove per poco | il cor non si spaura.'' (vv. 4-8) *''Così tra questa | immensità s'annega il pensier mio; | e il [[naufragio|naufragar]] m'è dolce in questo mare.'' (vv. 13-15) ====Citazioni su ''L'infinito''==== *Leopardi era dedito alle pratiche solitarie. Con tutto ciò, un grande poeta. La prima versione della famosa poesia ''L'infinito'', all'ultimo verso non suonava "''... e naufragar m'è dolce in questo mare''", bensì "''... e naufragar m'è dolce in questa mano''". Probabilmente l'aveva scritta in stato di tensione autoerotica. ([[Marcello Marchesi]]) ===XIII – ''La sera del dì di festa''=== *''Dolce e chiara è la notte e senza vento''. (v. 1) *''Tu dormi: io questo ciel, che sì benigno | appare in vista, a salutar m'affaccio, | e l'antica natura onnipossente, | che mi fece all'[[affanno]]. A te la speme | nego, mi disse, anche la speme; e d'altro | non brillin gli occhi tuoi se non di pianto. '' (v. 10-16) *''Ecco è fuggito | il dì festivo, ed al festivo il giorno | volgar succede, e se ne porta il [[tempo]] | ogni umano accidente.'' (vv. 30-33) ===XIV – ''Alla luna''=== *''Oh come grato occorre | nel tempo [[giovinezza|giovanil]], quando ancor lungo | la speme e breve ha la memoria il corso, | il rimembrar delle passate cose, | ancor che triste, e che l'affanno duri!'' (vv. 12-16) ===XVII – ''Consalvo''=== *''Due cose belle ha il mondo: | [[amore e morte]]''. (vv. 99-100) ===XVIII – ''Alla sua donna''=== *''Ma non è cosa in terra | che ti somigli; e s'anco pari alcuna | ti fosse al volto, agli atti, alla favella, | saria, così conforme, assai men bella.'' (vv. 19-22) ===XXI – ''A Silvia''=== *''[[Silvia]], rimembri ancora | quel tempo della tua vita mortale, | quando beltà splendea | negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi, | e tu, lieta e pensosa, il limitare | di gioventù salivi?''. (vv. 1-6) *''Io, gli studi leggiadri | talor lasciando e le sudate carte, | ove il tempo mio primo | e di me si spendea la miglior parte, |'' [...] (vv. 15-18) *''O [[natura]], o natura | perché non rendi poi | quel che prometti allor? Perché di tanto | inganni i figli tuoi?'' (vv. 35-38) *''All'apparir del vero | tu, misera, cadesti: e con la mano | la fredda morte ed una tomba ignuda | mostravi di lontano''. (vv. 60-63) ====Citazioni su ''A Silvia''==== *Silvia è sorella di certe dolci femminili figure virgiliane ed omeriche, ma è tutt'altro che una reminiscenza classica, è un ritratto di una realtà, d'un'evidenza meravigliosa. La giovanetta da gli occhi ridenti e fuggitivi, lieta e pensosa, percorre con la mano veloce la tela e, immaginando un vago avvenire, riempie del suo canto le quiete stanze e le vie d'intorno, mentre, come la Laura petrarchesca sotto la pioggia di fiori cadente da l'albero, umile continua intenta l'opera femminile, sotto la diffusa luce del maggio, il riso del cielo sereno. Col rimpianto de la fanciulla perduta, il poeta risente più amaro lo sconforto dei soavi perduti pensieri, de le morte speranze; nel cantare Silvia egli risente in sé ''quel suo cuore d'una volta''. Non dimenticò mai la bruna popolana, e, se il canto di una tessitrice solitaria sempre lo commosse, gli è certo che in ogni solinga laboriosa fanciulla, egli rivedeva col pensiero l'immagine adombrata de la candida Teresa {{NDR|Fattorini}}. ([[Emma Boghen Conigliani]]) ===XXII – ''Le ricordanze''=== *''Vaghe stelle dell'[[Orsa Maggiore|Orsa]], io non credea | tornare ancor per uso a contemplarvi | sul paterno giardino scintillanti, | e ragionar con voi dalle finestre | di questo albergo ove abitai fanciullo, | e delle gioie mie vidi la fine. | Quante immagini un tempo, e quante fole | creommi nel pensier l'aspetto vostro | e delle luci a voi compagne! allora | che, tacito, seduto in verde zolla, | delle sere io solea passar gran parte | mirando il cielo, ed ascoltando il canto | della rana rimota alla campagna!'' (vv. 1-13) *''Né mi diceva il cor che l'età verde | sarei dannato a consumare in questo | natio borgo selvaggio, intra una gente | zotica, vil; cui nomi strani, e spesso | argomento di riso e di trastullo, | son dottrina e saper'' [...]. (vv. 28-33) *[...] ''dolce per sé; ma con dolor sottentra | il pensier del presente, un van desio | del passato'' [...]. (vv. 58-60) *''O [[speranza|speranze]], speranze; ameni inganni | della mia prima età!'' (vv. 77-78) ===XXIII – ''Canto notturno di un pastore errante dell'Asia''=== *''Che fai tu, [[luna]], in ciel? Dimmi, che fai, | silenziosa luna?'' (vv. 1-2) *''[[Nascita|Nasce]] l'uomo a fatica, | ed è rischio di morte il nascimento. | Prova pena e tormento | per prima cosa; e in sul principio stesso | la madre e il genitore | il prende a consolar dell'esser nato.'' (vv. 39-44) *''Perché reggere in [[vita]] | chi poi di quella consolar convenga? | Se la vita è sventura, | perché da noi si dura?'' (vv. 53-56) *''Che sia questo morir, questo supremo | scolorar del sembiante, | e perir della terra, e venir meno | ad ogni usata, amante compagnia''. (vv. 65-68) *''E tu certo comprendi | il perché delle cose, e vedi il frutto | del mattin, della sera, | del tacito, infinito andar del [[tempo]]''. (vv. 69-72) *''A me la vita è male.'' (v. 104) *''Dimmi: perché giacendo | a bell'agio, ozioso, | s'appaga ogni [[animale]]; | me, s'io giaccio in riposo, il [[Noia|tedio]] assale?'' (vv. 129-132) *''Forse s'avess'io l'[[Ala|ale]] | da volar su le nubi, | e noverar le stelle ad una ad una, | o come il tuono errar di giogo in giogo, | più felice sarei, dolce mia greggia, | più felice sarei, candida luna.'' (vv. 133-138) *[...] ''forse, in qual forma, in quale | stato che sia, dentro covile o cuna, | è funesto a chi nasce il [[Nascita|dì natale]]''. (vv. 141-143) ====Citazioni sul ''Canto notturno di un pastore errante dell'Asia''==== *Si ricordi come Leopardi per un certo tempo abbia amato le falsificazioni filologiche e l'abbia scherzosamente praticate come dilettantismo artistico. Ma ora lo stadio dell'Inno a Nettuno è superato. La mistificazione è divenuta manifestazione del proprio io. Non pel desiderio di travestirsi, ma per conoscere e rappresentare se stesso {{sic|e}} s'immedesima in quel pastore dell'Asia. Il sentimento e la coscienza che il più proprio del suo pensiero, la sua filosofia e la sua religione, sia divenuto del tutto estraneo all'Europa occidentale, che egli sia un anacronista o un ''dépaysé''<ref>Spaesato. {{cfr}} ''Protagonisti della civiltà letteraria nella critica'', p. 613.</ref>, un arcade emigrato, non viene invero espresso immediatamente, ma costituisce il fondamento della poesia. Perciò fa un effetto di così straniato ed intimo, così artistico e originario, così esotico e leopardiano, così privo di costume e primigenio, moderno e senza tempo. ([[Karl Vossler]]) ===XXIV – ''La quiete dopo la tempesta''=== *''Ecco il sereno | rompe là da ponente, alla montagna: | sgombrasi la campagna, | e chiaro nella valle il fiume appare.''<ref>A proposito del verso «''E chiaro nella valle il fiume appare''», [[Umberto Saba]] scrisse nelle sue ''Scorciatoie'': «{{maiuscoletto|Letteratura italiana}}. Potrebbe rimanere, di secoli di noia, un verso: il più bello, il più inutile, il più melanconico, il più perfetto che sia mai stato scritto.»</ref> (vv. 4-7) *''[[Piacere e dolore||Piacer]] figlio d'[[Piacere e dolore|affanno]]; |'' [...]. (v. 32) *''O natura cortese, | son questi i doni tuoi, | questi i diletti sono | che tu porgi ai mortali. Uscir di pena | è diletto fra noi. | Pene tu spargi a larga mano; il duolo | spontaneo sorge e di piacer, quel tanto | che per mostro e miracolo talvolta | nasce d'affanno, è gran guadagno.'' (vv. 42-50) *''Umana | prole cara agli eterni! assai felice | se respirar ti lice | d'alcun dolor: [[Beatitudini dalle poesie|beata]] | se te d'ogni dolor morte risana''. (vv. 50-54) ===XXV – ''Il sabato del villaggio''=== [[File:Autografo leopardiano Sabato Villaggio.jpg|thumb|Manoscritto de ''Il sabato del villaggio'']] *''La donzelletta vien dalla campagna, | in sul calar del sole, | col suo fascio dell'erba; e reca in mano | un mazzolin di rose e viole, | onde siccome suole, | ornare ella si appresta | dimani, al dì di festa, il petto e il crine.'' (vv. 1-7) *''[[Sabato|Questo di sette]] è il più gradito giorno, | pien di speme e di gioia: | [[domenica|diman]] tristezza e noia | recheran l'ore, ed al travaglio usato | ciascuno in suo pensier farà ritorno.'' (vv. 38-42) *''Garzoncello scherzoso, | cotesta età fiorita | è come un giorno d'allegrezza pieno, | giorno chiaro, sereno, | che precorre alla festa di tua vita. | Godi, fanciullo mio; stato soave, | stagion lieta è cotesta. | Altro dirti non vo'; ma la tua [[festa]] | ch'anco tardi a venir non ti sia grave.'' (vv. 43-51) ====Citazioni su ''Il sabato del villaggio''==== *Mi spiego Fefé, è come un'intima insoddisfazione che tengo dentro. Per esempio tu sai quanto mi piace l'uva, ah? Be', a me l'uva mi piace più quando non ci sta che quando ci sta. Quando ci sta l'uva, Fefé, io tengo voglia di pere. Mi spiego? [...] Per me non è tanto importante l'uva in se stessa, quanto la voglia che ho d'uva, un po' come quella poesia che mi piace tanto, Fefé, dove dice che il sabato è meglio assai della domenica. (''[[Divorzio all'italiana]]'') *Nel ''Sabato del villaggio'' la scena poetica che avrebbe dovuto suggerire coi suoi stessi tocchi il pensiero della gioia aspettata, che è unica e vera gioia, della gioia di fantasia, è commentata da una critica riflessione e appesantita da un allegorizzamento, che prende forma di rettorica esortazione al «garzoncello scherzoso». ([[Benedetto Croce]]) *Secondo Leopardi, il più bel giorno della settimana non è la domenica, ma il sabato, perché precede la domenica; mentre la domenica si è tristi, pensando al lunedì. Ma ormai tutti han letto l'immortale canto, epperò il venerdì sera dicono: «Che gioia, domani è sabato, il più bel giorno della settimana!», mentre l'indomani pensano con tristezza alla domenica. Ragion per cui siamo più felici il venerdì che il sabato; e invece che Il sabato Leopardi avrebbe fatto meglio a scrivere Il venerdì, o addirittura Il giovedì del villaggio, se si pensa che il giovedì, precedendo il più bel giorno della settimana, viene ad essere esso stesso il più bello, sempre per quella teoria che la vigilia d'un lieto giorno è più bella che il lieto giorno medesimo. ([[Achille Campanile]]) ===XXVI – ''Il pensiero dominante''=== *''Sempre i codardi, e l'alme | ingenerose, abbiette | ebbi in dispregio.'' (vv. 53-55) *''Di questa età superba, | che di vote speranze si nutrica, | vaga di ciance, e di virtù nemica; | stolta, che l'util chiede, | e inutile la vita | quindi più sempre divenir non vede; | maggior mi sento.'' (vv. 59-65) *''Pregio non ha, non ha ragion la vita | se non per lui, per lui ch'all'uomo è tutto.'' (vv. 80-81) *''Angelica beltade! | Parmi ogni più bel volto, ovunque io miro, | quasi una finta imago | il tuo volto imitar. Tu sola fonte | d'ogni altra leggiadria, | sola vera beltà parmi che sia.'' (vv. 130-135) ====Citazioni su ''Il pensiero dominante''==== *Perché è evitata la parola {{NDR|"amore"}} e dissimulata la chiave? Evidentemente di fronte alla novità dell'esperienza essa sarebbe apparsa troppo logora, perché ogni appicco a cose già passate e già esistite avrebbe potuto dare l'impressione di uno sminuimento. "Io non ho nome per ciò". ([[Karl Vossler]]) ===XXVII – ''Amore e Morte''=== *''Fratelli, a un tempo stesso, Amore e Morte | ingenerò la sorte. | Cose quaggiù sì belle | Altre il mondo non ha, non han le stelle.'' (vv. {{Source|Canti_(Leopardi_-_Donati)/XXVII._Amore_e_Morte||1-4}}) *''Quando novellamente | nasce nel cor profondo | un amoroso affetto, | languido e stanco insiem con esso in petto | un desiderio di morir si sente: | come, non so: ma tale | d'[[amore|amor]] vero e possente è il primo effetto.'' (vv. {{Source|Canti (Leopardi)/Amore e Morte|Quando novellamente|27-33}}) *''Poi, quando tutto avvolge | la formidabil possa, | e fulmina nel cor l'invitta cura, | quante volte implorata | con desiderio intenso, | morte, sei tu dall'affannoso amante!'' (vv. {{Source|Canti (Leopardi)/Amore e Morte|poi, quando tutto avvolge|45-50}}) ===XXVIII – ''A se stesso''=== *''Amaro e noia | la [[vita]], altro mai nulla; e fango è il [[mondo]].'' (vv. 8-9) *[...] ''l'infinita [[vanità]] del tutto''. (v. 16) ===XXIX – ''Aspasia''=== *''Torna dinanzi al mio pensier talora | il tuo sembiante, Aspasia.'' (vv. 1-2) *''Raggio divino al mio pensiero apparve, | [[donna]], la tua beltà. Simile effetto | fan la bellezza e i musicali accordi.'' (vv. 33-35) *''Pur quell'ardor che da te nacque è spento: | perch'io te non amai, ma quella Diva | che già vita, or sepolcro, ha nel mio core.'' (vv. 77-79) *''Già del fato mortale a me bastante | e conforto e vendetta è che su l'erba | qui neghittoso immobile giacendo, | il mar la terra e il ciel miro e sorrido.'' (vv. 109-112) ===XXXI – ''Sopra il ritratto di una bella donna''=== *''Tal fosti: or qui sotterra | polve e scheletro sei. Su l'ossa e il fango | immobilmente collocato invano, | muto, mirando dell'etadi il volo, | sta, di memoria solo | e di dolor custode, il simulacro | della scorsa beltà.'' (vv. 1-7) *''Natura umana, or come, | se frale in tutto e vile, | se polve ed ombra sei, tant'alto senti? | Se in parte anco gentile, | come i più degni tuoi moti e pensieri | son cosí di leggieri | da sí basse cagioni e desti e spenti?'' (vv. 50-56) ====Citazioni su ''Sopra il ritratto di una bella donna''==== *In uno dei suoi canti estremi, nel canto ''Sopra il ritratto di una bella donna'', vediamo come egli scorga un motivo di dubbio insolubile non già nel contrasto tra la bellezza femminile e l'opera dissolvitrice della morte, bensì nel contrasto fra la distruzione che la morte ha compiuto di quella bella forma corporea e gli ineffabili altissimi sentimenti che quella ispirò un tempo:<br><div style="text-align:center;">Natura umana, or come | se frale in tutto e vile, | se polve ed ombra sei, tant'alto senti? </div>La nobiltà dell'uomo, così come la sua beatitudine, il Leopardi ripone nella sua capacità di sentire: né è senza significato il fatto che nelle sue pagine, in quelle della giovinezza come in quelle della maturità l'epiteto ''divino'' si accompagni così di frequente alle espressioni che si riferiscono al sentimento. ([[Mario Fubini]]) ===XXXII – ''Palinodia al marchese Gino Capponi''=== *''Errai, candido [[Gino Capponi|Gino]]; assai gran tempo, | e di gran lunga errai. Misera e vana | stimai la vita, e sovra l'altre insulsa | la stagion ch'or si volge.'' (vv. 1-4) ===XXXIII – ''Il tramonto della luna''=== *[...] ''scende la [[luna]]; e si scolora il mondo'' [...]. (v. 12) ===XXXIV – ''La ginestra o il fiore del deserto''=== *''Qui su l'arida schiena | del formidabil monte | sterminator [[Vesuvio|Vesevo]], | la qual null'altro allegra arbor né fiore, | tuoi cespi solitari intorno spargi, | odorata [[ginestra]], | contenta dei deserti.'' (vv. 1-7) *''Questi campi cosparsi | di ceneri infeconde, e ricoperti | dell'impietrata lava, | che sotto i passi al peregrin risona; | dove s'annida e si contorce al sole | la serpe, e dove al noto | cavernoso covil torna il coniglio; | fûr liete ville e cólti, | e biondeggiâr di spiche, e risonâro | di muggito d'armenti; | fûr giardini e palagi, | agli ozi de' potenti | gradito ospizio; e fûr città famose, | che coi torrenti suoi l'altèro monte | dall'ignea bocca fulminando oppresse | con gli abitanti insieme. Or tutto intorno | una ruina involve, | ove tu siedi, o fior gentile, e quasi | i danni altrui commiserando, al cielo | di dolcissimo odor mandi un profumo, | che il deserto consola. A queste piagge | venga colui che d'esaltar con lode | il nostro stato ha in uso, e vegga quanto | è il gener nostro in cura | all'amante natura. E la possanza | qui con giusta misura | anco estimar potrà dell'uman seme, | cui la dura nutrice, ov'ei men teme, | con lieve moto in un momento annulla | in parte, e può con moti | poco men lievi ancor subitamente | annichilare in tutto. | Dipinte in queste rive | son dell'umana gente | «Le magnifiche sorti e progressive». | Qui mira e qui ti specchia, | secol superbo e sciocco, | che il calle insino allora | dal risorto pensier segnato innanti | abbandonasti, e vòlti addietro i passi, | del ritornar ti vanti, | e procedere il chiami.'' (vv. 17-58) *[...] ''obblio | preme chi troppo all'età propria increbbe.''<ref group="fonte">Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', Hoepli.</ref> (vv. 68-69) *''Non so se il riso o la pietà prevale.'' (v. 201) *''E tu, lenta [[ginestra]], | che di selve odorate | queste campagne dispogliate adorni, | anche tu presto alla crudel possanza | soccomberai del sotterraneo foco, | che ritornando al loco | già noto, stenderà l'avaro lembo | su tue molli foreste.'' (vv. 297-304) ===Citazioni sui ''Canti''=== *Sulle sue idee, certamente c'è poco da equivocare. Ma dove, principalmente, egli le espose e le ragionò?<br>Nelle grandi liriche, nelle composizioni in cui la fantasia e l'estro si accendono al calor bianco e cercano di raggiungere per ineluttabili scorciatoie i significati assoluti. È lo stato più estraneo alla coscienza vera, al giudizio accettato dalla ragione, quello che genera canti come ''A se stesso'' o ''La Ginestra''. In quella loro altezza disperata si confonde davvero con la negazione una più alta e improvvisa accettazione dell'idea divina. ([[Giovanni Artieri]]) ==''Epistolario''== ===[[Incipit]]=== ''All'Ab. Francesco Cancellieri, a Roma''.<br />Recanati, 6 aprile 1816.<br />Pregiatissimo signore, Il mio signor zio mi ha comunicata la di lei lettera che in parte riguarda me. Da essa ho appreso ch'ella soffre ancora molti incommodi di salute. L'accerto che io sento di ciò un vivissimo dispiacere, e con ribrezzo m'induco a molestarla, sperando però ch'ella non vorrà prendersi per l'incommodo che le do maggior briga di quella che richiede l'affare per se stesso molto poco interessante. ===Citazioni=== *Così ella vede che il [[Vincenzo Monti|Monti]] è assai più famoso per l'[[Iliade]] che per il ''Persio''. (dalla lettera ad Antonio Fortunato Stella, 6 dicembre 1816; vol. I, p. 8) *[...] quando ho letto qualche [[Classico]], la mia mente tumultua e si confonde. Allora prendo a tradurre il meglio, e quelle bellezze per necessità esaminate e rimenate a una a una piglian posto nella mia mente, e l'arricchiscono e mi lasciano in pace. (dalla lettera a Pietro Giordani, 21 marzo 1817; vol. I, p. 15) *Amico e cugino carissimo, Tengo ben volontieri l'invito che mi fate di lasciar da parte le cerimonie parlando con voi, e però non vi domando scusa dell'errore che ho preso con un giudizio troppo precipitato, non però calunnioso, come voi dite, scambiando un poco i vocaboli, perché oltreché il dir male di me non sarebbe stato pur peccato veniale, lo scherzare così urbanamente come si facea in quell'articolo, e con così poche parole, e sopra cosa da nulla, non potea fare che persona del mondo se ne offendesse. (dalla lettera al conte Francesco Cassi, 5 maggio 1817; vol. I, p. 33) *Signore mio carissimo, L'erudizione che ella ha trovato nelle note all' inno a Nettuno, in verità è molto volgare, e a me è paruto di scrivere quelle note in [[Italia]]; ma in [[Germania]] o in [[Inghilterra]] me ne sarei vergognato. Io sono andato un pezzo in traccia della erudizione più pellegrina e recondita, e dai 13 anni ai 17 ho dato dentro a questo studio profondamente, tanto che ho scritto da sei a sette tomi non piccoli sopra cose erudite (la qual fatica appunto è quella che mi ha rovinato); e qualche letterato straniero che è in Roma e che io non conosco, veduto alcuno degli scritti miei, non li disapprova, e mi facea esortare a divenire, diceva egli, gran filologo. [...] Innamorato della poesia greca, volli fare come [[Michelangelo Buonarroti|Michelangelo]] che sotterrò il suo Cupido, e a chi dissotterrato lo credea d'antico portò il braccio mancante. (dalla lettera a Pietro Giordani, 30 maggio 1817; vol. I, pp. 34-35) *Certo che non voglio vivere tra la [[massa|turba]]: la mediocrità mi fa una paura mortale [...]. (dalla lettera a Pietro Giordani, 26 settembre 1817; vol. I, p. 57) *Carissimo cugino, Avendo avuta occasione di pubblicare un inno a Nettuno, e ricordandomi di quello che voi scriveste sulla medesima divinità per le nozze [[Giulio Perticari|Perticari]] e [[Vincenzo Monti|Monti]], ho voluto mandarvi una copia del mio opuscolo, non già perché lo paragonaste col vostro, ma perché aveste il diletto di vedervi vincitore senza combattere. La copia che vi mando è della seconda edizione molto più corretta della prima, che è stata fatta l'aprile passato. Come vedete, la cosa non è di questi giorni, ed io già ci vedo mille difetti, sì che a voi, che per l' amicizia me li perdonerete, volentieri la mando in segno di confidenza, ma non vorrei che la mostraste alle persone di buon giudizio. (dalla lettera al conte Francesco Cassi, 17 ottobre 1817; vol. I, p. 63) *[...] mi pare d'essermi accorto che il [[tradurre]] così per esercizio vada veramente fatto innanzi al comporre, e o bisogni o giovi assai per divenire insigne scrittore; ma che per divenire insigne traduttore convenga prima aver composto ed esser bravo scrittore; e che in somma una traduzione perfetta sia opera più tosto da vecchio che da giovane. (dalla lettera a Pietro Giordani, 29 dicembre 1817; vol. I, p. 78) *{{NDR|Riguardo [[Fulvio Testi]]}} Se fosse venuto in età meno barbara, e avesse avuto agio di coltivare l'ingegno suo più che non fece, sarebbe stato senza controversia il nostro [[Quinto Orazio Flacco|Orazio]], e forse più caldo e veemente e sublime del Latino. (dalla lettera a Pietro Giordani, 19 febbraio 1819; vol. I p. 126) *Io non credo che i tristi vivano meglio di noi. Se la felicità vera si potesse conseguire in qualunque modo, la realtà delle cose non sarebbe così formidabile. Ma [[Bontà e cattiveria|buoni e tristi]] nuotano affannosamente in questo mare di travagli, dove non trovi altro porto che quello de' fantasmi e delle immaginazioni. E per questo capo mi pare che la condizione de' buoni sia migliore di quella de' cattivi, perché le grandi e splendide illusioni non appartengono a questa gente; sicché ristretti alla verità e nudità delle cose, che altro si deggiono aspettare se non tedio infinito ed eterno? (dalla lettera a Pietro Giordani, 30 giugno 1820; vol. I, p. 187) *La facoltà della [[parola]] aiuta incredibilmente la facoltà del pensiero, e le spiana ed accorcia la strada. Anzi mi sono avveduto per prova, che anche la notizia di più [[Linguaggio|lingue]] conferisce mirabilmente alla facilità, chiarezza e precisione del concepire. (dalla lettera a Pietro Giordani, 20 novembre 1820; vol. I, p. 210) *[...] questo arcano infelice e terribile della vita dell'universo. (dalla lettera a Pietro Giordani, 6 maggio 1825; vol. I, p. 333) *Ho veduto il [[I promessi sposi|romanzo del Manzoni]], il quale, non ostante molti difetti, mi piace assai, ed è certamente opera di un grande ingegno [...]. (dalla lettera ad Antonio Papadopoli, 25 febbraio 1828; vol. II, p. 69) *Io non ho bisogno di stima, né di gloria, né di altre cose simili; ma ho bisogno d'amore. (dalla lettera a Madama Antonietta Tommasi, 5 luglio 1828; vol. II, p. 94) *[...] il [[fare]] è il miglior modo d'imparare [...]. (dalla lettera al fratello Pier Francesco, 16 ottobre 1828; vol. II, p. 115) *[...] rido della felicità delle ''masse'', perché il mio piccolo cervello non concepisce una ''[[massa]]'' felice composta d'individui non felici. (dalla lettera a Fanny Targioni Tozzetti, 5 dicembre 1831<ref group="fonte">''Epistolario di Giacomo Leopardi'', vol. II, a cura di Prospero Viani, Le Monnier, Firenze, 1892, p. [https://books.google.it/books?id=Ay4aAAAAYAAJ&pg=PA443#v=onepage&q&f=false 443].</ref>) *{{NDR|Sui napoletani}} [...] lazzaroni pulcinelli nobili e plebei, tutti ladri e b. f. degnissimi di Spagnuoli e di forche. (dalla lettera al padre, 3 febbraio 1833; vol. II, p. 215) *L'aria di [[Napoli]] mi è di qualche utilità; ma nelle altre cose questo soggiorno non mi conviene molto... Spero che partiremo di qua in breve, il mio amico e io. (dalla lettera alla signora Adelaide Maestri, 5 aprile 1834; vol. II, p. 209<ref group="fonte">Citato in Michele Scherillo, ''Vita di Giacomo Leopardi'', Greco & Greco Editori, Milano, 1991, [//books.google.it/books?id=dRiuzZHM4BMC&pg=PA191 p. 191]. ISBN 88-85387-64-0</ref>) *{{NDR|Su [[Napoli]]}} [...] paese semibarbaro e {{sic|semiaffricano}}, nel quale io vivo in un perfettissimo isolamento da tutti. (dalla lettera al padre, 27 novembre 1834; vol. II, p. 214) *Io per me, sapendo che la chiarezza è il primo debito dello scrittore, non ho mai lodata l'avarizia de' segni, e vedo che spesse volte una sola virgola ben messa, dà luce a tutt'un periodo. (dalla lettera a Pietro Giordani, 12 maggio 1820) *{{NDR|Su [[Roma]]}} Venerdì 15 febbraio 1823 fui a visitare il sepolcro del Tasso e ci piansi. Questo è il primo e l'unico piacere che ho provato in Roma. [...] Anche la strada che conduce a quel luogo prepara lo spirito alle impressioni del sentimento. È tutta costeggiata di case destinate alle manifatture, e risuona dello strepito de' telai e d'altri tali istrumenti, e del canto delle donne e degli operai occupati al lavoro. In una città oziosa, dissipata, senza metodo, come sono le capitali, è pur bello il considerare l'immagine della vita raccolta, ordinata e occupata in professioni utili. Anche le fisionomie e le maniere della gente che s'incontra per quella via, hanno un non so che di più semplice e di più umano che quelle degli altri; e dimostrano i costumi e il carattere di persone, la cui vita si fonda sul vero e non sul falso, cioè che vivono di travaglio e non d'intrigo, d'impostura e d'inganno, come la massima parte di questa popolazione. (dalla lettera sulla visita alla tomba di Tasso, Roma 20 Febbraio 1823, in: Giacomo Leopardi, Epistolario, vol. I, a cura di Prospero Viani, Le Monnier, Firenze, 1849., pp. 276-278) ===Citazioni sull<nowiki>'</nowiki>''Epistolario''=== *{{NDR|Ai nobili signori conti Leopardi}} Giacomo vostro fratello, assai chiaro e famoso per la dottrina e per gli scritti suoi, non sarà giudicato men ragguardevole e degno d'altrettanto onore e maraviglia per le sue lettere: le quali, non tanto per libera elezione (nata da stima ed affetto parziale verso di voi, signori ed amici venerati e cari, che per tanto d'ingegno e coltura in voi raccolto stimo una delle più rare e principali famiglie d'Italia), quanto per giusta ragione e gratitudine vi dedico e rimando accresciute. Ed io, che dal punto che primieramente vidi e ammirai gli scritti suoi m'invaghii fortemente di avere piena contezza degli atti, de' costumi, e della vita di lui, reco a mia spezial ventura che per mezzo vostro mi sia conceduta sì maravigliosa opportunità d'adempire questo mio ferventissimo desiderio con le sue lettere famigliari, dove tanto e sì spesso ragiona di se. ([[Prospero Viani]]) *In tanta materia di dolore vi è qualche cosa pur di sereno in queste lettere, nelle quali quanto calcato è più, tanto si rileva più alteramente l'uomo, maggiore della fortuna. Qualità nobilissima ed antica: in questo fiacco secolo, non paziente de' mali e non ardito a' rimedii, ammirata più che imitata. La dignità adorna l'infortunio, come della ricchezza e della potenza è ornamento la temperanza. E questa dignità non è posta solo in quella specie di virtù negativa, ch'è detta «decoro», ed è quel non chinarsi mai per nessuna cagione ad atto men che nobile e gentile; di che ci è esempio la delicata risposta del Leopardi alle profferte del Colletta, e quella lettera, nella quale domanda quasi la carità al padre suo, alteramente supplichevole. Ma vi è una dignità di altra sorte, o meglio direbbesi magnanimità, la quale è quel tener l'animo sempre alto sui casi umani, e non lasciar che altri abbia la gioia di aver potuto anche un istante turbare la tua serenità. Ed il Leopardi alla ferrea necessità che lo preme soprastà in guisa, che spesso, non che risolversi in vane querele, de' suoi mali non parla altrimenti che filosofando con tranquilla ragione, divenuto egli stesso obbietto di meditazione al suo pensiero. ([[Francesco De Sanctis]]) *Io nei primi anni della conoscenza di Leopardi ebbi molte lettere di lui, tutte stupendissime; le quali (secondo il mio immutabil costume per tutte) distrussi. Erano le più belle lettere possibili. Non saprei dove cercarne. Ho per fermo che in [[Parma]] nessuno ne abbia avuto fuorché la [[Antonietta Tommasini|Tommasini]], e sua figlia la [[Adelaide Maestri|Maestri]]. Ma ora quella povera famiglia è nella massima desolazione, perché va morendo tra mille patimenti l'unica figlia. Oh caro [[Prospero Viani|Viani]], è pur pieno di guai questo mondo ! Ella si conservi la sanità, e l'animo forte; e mi abbia sempre per suo vero amico. ([[Pietro Giordani]]) ==''Operette morali''== {{vedi anche|Operette morali}} ==''Pensieri''== ===[[Incipit]]=== Io ho lungamente ricusato di creder vere le cose che dirò qui sotto, perché, oltre che la natura mia era troppo rimota da esse, e che l'animo tende sempre a giudicare gli altri da se medesimo, la mia inclinazione non è stata mai d'odiare gli uomini, ma di amarli. In ultimo l'esperienza quasi violentemente me le ha persuase: e sono certo che quei lettori che si troveranno aver praticato cogli uomini molto e in diversi modi, confesseranno che quello ch'io sono per dire è vero; tutti gli altri lo terranno per esagerato, finché l'esperienza, se mai avranno occasione di veramente fare esperienza della società umana, non lo ponga loro dinanzi agli occhi. ===Citazioni=== *Dico che il [[mondo]] è una lega di birbanti contro gli uomini dabbene, di vili contro i generosi. ([[s:Pensieri (Leopardi)/I|I]]) *Rari sono i birbanti poveri [...]. ([[s:Pensieri (Leopardi)/I|I]]) *Sogliono essere odiatissimi i buoni e i generosi perché ordinariamente sono sinceri, e chiamano le cose coi loro nomi. Colpa non perdonata dal genere umano, il quale non odia mai tanto chi fa male, né il male stesso, quanto chi lo nomina. ([[s:Pensieri (Leopardi)/I|I]]) *La [[morte]] non è male: perché libera l'uomo da tutti i mali, e insieme coi beni gli toglie i desiderii. La [[senilità|vecchiezza]] è male sommo: perché priva l'uomo di tutti i piaceri, lasciandogliene gli appetiti; e porta seco tutti i dolori. Nondimeno gli uomini temono la morte, e desiderano la vecchiezza. ([[s:Pensieri (Leopardi)/VI|VI]]) *Bella ed amabile [[illusione]] è quella per la quale i dì [[anniversario|anniversari]] di un avvenimento, che per verità non ha a fare con essi più che con qualunque altro dì dell'anno, paiono avere con quello un'attinenza particolare, e che quasi un'ombra del passato risorga e ritorni sempre in quei giorni, e ci sia davanti: onde è medicato in parte il tristo pensiero dell'annullamento di ciò che fu, e sollevato il dolore di molte perdite, parendo che quelle ricorrenze facciano che ciò che è passato, e che più non torna, non sia spento né perduto del tutto.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 60 (prima del 1820), 2255 (15 dicembre 1821), 2322-2323 (2 gennaio 1822).</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/XIII|XIII]]) *Non sarebbe piccola infelicità degli educatori, e soprattutto dei parenti, se pensassero, quello che è verissimo, che i loro figliuoli, qualunque indole abbiano sortita, e qualunque fatica, diligenza e spesa si ponga in educarli, coll'uso poi del mondo, quasi indubitabilmente, se la morte non li previene, diventeranno malvagi. Forse questa risposta sarebbe più valida e più ragionevole di quella di Talete che, dimandato da Solone perché non si ammogliasse, rispose mostrando le inquietudini dei genitori per gl'infortunii e i pericoli de' figliuoli. Sarebbe, dico, più valido e più ragionevole lo scusarsi dicendo di [[Antinatalismo|non volere aumentare]] il numero dei malvagi. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XIV|XIV]]) *Come le prigioni e le galee sono piene di genti, a dir loro, innocentissime, così gli uffizi pubblici e le dignità d'ogni sorte non sono tenute se non da persone chiamate e costrette a ciò loro mal grado. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XVII|XVII]]) *Se la miglior [[compagnia]] è quella dalla quale noi partiamo più soddisfatti di noi medesimi, segue ch'ella è appresso a poco quella che noi lasciamo più annoiata.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 507-508 (15 gennaio 1821) e 4523 (29 luglio 1829).</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXI|XXI]]) *Nessun maggior segno d'essere poco filosofo e poco savio, che volere savia e filosofica tutta la vita.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 1252, 30 giugno 1821.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXVII|XXVII]]) *Il genere umano e, dal solo individuo in fuori, qualunque minima porzione di esso, [[Gli uomini si_dividono in due categorie|si divide in due parti]]: gli uni usano [[prepotenza]], e gli altri la soffrono. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXVIII|XXVIII]]) *Nessuna professione è sì sterile come quella delle lettere.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 1787-1788, 25 settembre 1821.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXIX|XXIX]]) *L'impostura vale e fa effetto anche senza il vero; ma il vero senza lei non può nulla. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXIX|XXIX]]) *Molti vogliono e condursi teco vilmente, e che tu ad un tempo, sotto pena del loro odio, da un lato sii tanto accorto, che tu non dia impedimento alla loro viltà, dall'altro non li conoschi per vili. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXXVI|XXXVI]]) *Nessuna qualità umana è più intollerabile nella vita ordinaria, né in fatti tollerata meno, che l'[[intolleranza]]. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XXXVII|XXXVII]]) *Il mondo [...] non crede mai che chi non cede abbia il torto. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XLV|XLV]]) *L'uomo è condannato o a consumare la [[gioventù]] senza proposito, la quale è il solo tempo di far frutto per l'età che viene, e di provvedere al proprio stato; o a spenderla in procacciare godimenti a quella parte della sua vita, nella quale egli non sarà più atto a godere. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XLV|XLV]]) *Il [[Francesco Guicciardini|Guicciardini]] è forse il solo storico tra i moderni, che abbia e conosciuti molto gli uomini, e filosofato circa gli avvenimenti attenendosi alla cognizione della natura umana, e non piuttosto a una certa scienza politica, separata dalla scienza dell'uomo, e per lo più chimerica, della quale si sono serviti comunemente quegli storici, massime oltramontani ed oltramarini, che hanno voluto pur discorrere intorno ai fatti, non contentandosi, come la maggior parte, di narrarli per ordine, senza pensare più avanti. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LI|LI]]) *La [[schiettezza]] allora può giovare, quando è usata ad arte, o quando, per la sua rarità, non l'è data fede. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LVI|LVI]]) *Gli uomini si vergognano non delle [[ingiuria|ingiurie]] che fanno, ma di quelle che ricevono. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LVII|LVII]]) *I [[timidezza|timidi]] non hanno meno amor proprio che gli arroganti; anzi più, o vogliamo dire più sensitivo; e perciò temono: e si guardano di non pungere gli altri, non per istima che né facciano maggiore che gl'insolenti e gli arditi, ma per evitare d'esser punti essi, atteso l'estremo dolore che ricevono da ogni puntura. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LVIII|LVIII]]) *Quasi tutti gli uomini grandi sono [[modestia|modesti]]: perché si paragonano continuamente, non cogli altri, ma con quell'idea del perfetto che hanno dinanzi allo spirito, infinitamente più chiara e maggiore di quella che ha il volgo; e considerano quanto sieno lontani dal conseguirla.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 612-613, 5 febbraio 1821.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXIV|LXIV]]) *La noia non è se non di quelli in cui lo spirito è qualche cosa.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 4306-4307, 15 maggio 1828.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXVII|LXVII]]) *La [[noia]] è in qualche modo il più sublime dei sentimenti umani. Non che io creda che dall'esame di tale sentimento nascano quelle conseguenze che molti filosofi hanno stimato di raccorne, ma nondimeno il non potere essere soddisfatto da alcuna cosa terrena, né, per dir così, dalla terra intera; considerare l'ampiezza inestimabile dello spazio, il [[Pluralità dei mondi|numero e la mole maravigliosa dei mondi]], e trovare che tutto è poco e piccino alla capacità dell'animo proprio; immaginarsi il numero dei mondi infinito, e l'universo infinito, e sentire che l'animo e il desiderio nostro sarebbe ancora più grande che sì fatto universo; e sempre accusare le cose d'insufficienza e di nullità, e patire mancamento e voto, e però noia, pare a me il maggior segno di grandezza e di nobiltà, che si vegga della natura umana. Perciò la noia è poco nota agli uomini di nessun momento, e pochissimo o nulla agli altri animali. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXVIII|LXVIII]]) *La [[stima]] non è prezzo di ossequi: oltre che essa, non diversa in ciò dall'amicizia, è come un fiore, che pesto una volta gravemente, o appassito, mai più non ritorna.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 116-117, 9 giugno 1820.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXII|LXXII]]) *Grande tra gli uomini e di gran terrore è la potenza del riso: contro il quale nessuno nella sua coscienza trova se munito da ogni parte. Chi ha coraggio di ridere, è padrone del mondo, poco altrimenti di chi è preparato a morire.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 4391, 23 settembre 1828.</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXVIII|LXXVIII]]) *Rivedendo in capo di qualche anno una persona ch'io avessi conosciuta giovane, sempre alla prima giunta mi è paruto vedere uno che avesse sofferto qualche grande [[sventura]]. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXX|LXXX]]) *Nessuno diventa uomo innanzi di aver fatto una grande [[Conoscere sé stessi|esperienza di sé]], la quale rivelando lui a lui medesimo, e determinando l'opinione sua intorno a sé stesso, determina in qualche modo la fortuna e lo stato suo nella vita. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXXII|LXXXII]]) *Il più certo modo di celare agli altri i confini del proprio sapere, è di non trapassarli.<ref group="fonte">{{Cfr}} anche ''Zibaldone'', 4482, 4 aprile 1829: «Il più certo modo di celare agli altri i confini del proprio sapere, è di non passarli mai.»</ref> ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXXVI|LXXXVI]]) *Chi comunica poco cogli uomini, rade volte è misantropo. Veri misantropi non si trovano nella [[solitudine]], ma nel mondo: perché l'uso pratico della vita, e non già la filosofia, è quello che fa odiare gli uomini. E se uno che sia tale, si ritira dalla società, perde nel ritiro la [[misantropia]]. ([[s:Pensieri (Leopardi)/LXXXIX|LXXXIX]]) [[File:Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono. Giacomo Leopardi, 1789-1837 - it.svg|thumb|250px|Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono.]] *L'uomo onesto, coll'andar degli anni, facilmente diviene insensibile alla lode e all'onore, ma non mai, credo, al biasimo né al disprezzo. Anzi la lode e la stima di molte persone egregie non compenseranno il dolore che gli verrà da un motto o da un segno di noncuranza di qualche uomo da nulla. Forse ai ribaldi avviene al contrario; che, per essere usati al biasimo, e non usati alla lode vera, a quello saranno insensibili, a questa no, se mai per caso ne tocca loro qualche saggio. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XCVI|XCVI]]) *Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono. ([[s:Pensieri (Leopardi)/XCIX|XCIX]]) *L'[[astuzia]], la quale appartiene all'[[ingegno]], è usata moltissime volte per supplire la scarsità di esso ingegno, e per vincere maggior copia del medesimo in altri. ([[s:Pensieri (Leopardi)/CV|CV]]) *[...] nella vita comune è necessario [[dissimulare]] con più diligenza la nobiltà dell'operare, che la viltà: perché la viltà è di tutti, e però almeno è perdonata; la nobiltà è contro l'usanza, e pare che indichi presunzione, o che da sé richiegga lode; la quale il pubblico, e massime i conoscenti, non amano di dare con sincerità. ([[s:Pensieri (Leopardi)/CVI|CVI]]) *L'uomo è quasi sempre tanto [[malvagità|malvagio]] quanto gli bisogna. Se si conduce dirittamente, si può giudicare che la malvagità non gli è necessaria. Ho visto persone di costumi dolcissimi, innocentissimi, commettere azioni delle più atroci, per fuggire qualche danno grave, non evitabile in altra guisa. ([[s:Pensieri (Leopardi)/CIX|CIX]]) ==''Storia dell'astronomia''== <!--essendo la fonte priva di pagine si prende come riferimento il numero della nota immediatamente precedente--> *La più sublime, la più nobile tra le Fisiche scienze ella è senza dubbio l'[[Astronomia]]. L'uomo s'innalza per mezzo di essa come al di sopra di sé medesimo, e giunge a capire la causa dei fenomeni più straordinari. (introduzione) *La conoscenza degli effetti e la ignoranza delle cause produsse l'[[astrologia]]. (cap. I) <!--77--> *Già sospira la mia anima di separarsi da questa creta, che la circonda: libera dalla salma corporea, s'alza di sfera in sfera, e vola in seno agli immensi spazi sovrapposti alla mia abitazione. Questa già non è più che un punto agli occhi miei, essa già dileguossi ed io mi sento con la maggior celerità trasportato in altre regioni. L'astro della notte è sotto i miei piedi, il velo azzurrino dei cieli si squarcia, ed i recessi più lontani dello spazio mi si aprono d'innanzi. Di tratto in tratto mi veggo vicini quei corpi, per i quali sudano gli uomini muniti di quelle armi, che ai loro occhi appresta la scienza. Lascio sotto di me il vostro anello di Saturno, e seguo coraggioso il volo ardito di una cometa. Con essa mi reco in mezzo a que' fulgidissimi soli, che non han d'uopo di altrui luce per splendere e per illuminare spazi infiniti. Ma la mia carriera non è appena cominciata: questo che io veggo non è che il portico del palagio dell'Onnipotente. Posso dir tuttora di serpeggiare sul suolo. Quanto più m'inoltro verso l'Eterno, tanto più egli sembra allontanarsi da me. (cap. II) <!--808--> *L'uomo superiore ai pregiudizi, che rende giustizia al merito ovunque questo si trovi, non fu giammai biasimevole, anzi fu sempre degno di lode. (cap. IV) <!--1478--> ==''Zibaldone''== [[File:Giacomo Leopardi Morelli.jpg|thumb|''Ritratto di Giacomo Leopardi'']] ===[[Incipit]]=== Palazzo bello. Cane di notte dal casolare, al passar del viandante.<br><br> <poem>Era la luna nel cortile, un lato Tutto ne illuminava, e discendea Sopra il contiguo lato obliquo un raggio... Nella (dalla) maestra via s'udiva il carro Del passegger, che stritolando i sassi, Mandava un suon, cui precedea da lungi Il tintinnìo de' mobili sonagli.</poem> ===Citazioni=== *Ne' [[guaio|guai]] non ci vuol pianto ma consiglio. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/5|5]]; 1898, vol. I, p. 81) *In molte opere di mano dove c'è qualche pericolo o di fallare o di rompere ec., una delle cose più necessarie perché riescano bene è non pensare al pericolo e portarsi con franchezza. [...] Ma noi timidissimi, non solamente sapendo che si può errare, ma avendo sempre avanti gli occhi l'esempio di chi ha errato e di chi erra, e però pensando sempre al pericolo (e con ragione perché vediamo il gusto corrotto del secolo che facilissimamente ci trasporterebbe in sommi errori, osserviamo le cadute di molti che per certa libertà di pensare e di comporre partoriscono mostri, come sono al presente, per esempio, i romantici) non ci arrischiamo di scostarci, non dirò dall'esempio degli antichi e dei classici, che molti pur sapranno abbandonare, ma da quelle regole (ottime e classiche ma sempre regole) che ci siamo formate in mente, e diamo in voli bassi, né mai osiamo di alzarci con quella negligente e sicura e non curante e dirò pure ignorante franchezza, che è necessaria nelle somme opere dell'arte, onde pel timore di non fare cose pessime, non ci attentiamo di farne delle ottime, e ne facciamo delle mediocri, non dico già mediocri di quella mediocrità che riprende Orazio, e che in poesia è insopportabile, ma mediocri nel genere delle buone cioè lavorate, studiate, pulitissime, armonia espressiva, bel verso, bella lingua, Classici ottimamente imitati, belle imagini, belle similitudini, somma proprietà di parole, (la quale soprattutto tradisce l'arte) insomma tutto, ma che non son quelle, non sono quelle cose secolari e mondiali, insomma non c'è più Omero, Dante, l'Ariosto, insomma il Parini, il Monti sono bellissimi ma non hanno nessun difetto. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/9|9]]–[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/10|10]]; 1898, vol. I, pp. 86-87) *L'arte di [[Ovidio]] di metter le cose sotto gli occhi, non si chiama efficacia, ma pertinacia. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/12|12]]; 1898, vol. I, p. 89) *Senza dubbio non si può dir niente di [[Dio]] che non sia infinitamente al di sotto del vero, e però la [[Bibbia]] (e la Bibbia molto meno che qualunque altro) non dice mai cosa che appetto al vero non sia strapiccolissima [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/13|13]]; 1898, vol. I, p. 90) *La [[ragione]] è nemica d'ogni grandezza; la ragione è nemica della natura; la natura è grande, la ragione è piccola. Voglio dire che un uomo tanto meno o tanto più difficilmente sarà grande, quanto più sarà dominato dalla ragione; ché pochi possono esser grandi; e nelle arti e nella poesia forse nessuno, se non sono dominati dalle illusioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/14|14]]; 1898, vol. I, p. 93) *[...] e non si avvedono {{NDR|i [[Romanticismo|romantici]]}} che appunto questo grand'ideale dei tempi nostri, questo conoscere cosí intimamente il cuor nostro, questo analizzarne, prevederne, distinguerne ad uno ad uno tutti i più minuti affetti, quest'arte insomma psicologica, distrugge l'illusione senza cui non ci sarà poesia in sempiterno, distrugge la grandezza dell'animo e delle azioni [...]: e non si avvedono che s'è perduto il linguaggio della natura, e che questo sentimentale non è altro che l'invecchiamento dell'animo nostro, e non ci permette più di parlare se non con arte [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/17|17]]; 1898, vol. I, pp. 97-98) *[...] una [[poesia]] ragionevole, è lo stesso che dire una bestia ragionevole. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/18|18]]; 1898, vol. I, p. 100) *{{NDR|[[Gabriello Chiabrera]]}} Fu ardito caldo veemente urtantesi nelle cose, ardito nelle voci [...] nelle locuzioni nelle costruzioni, nel trarre dal greco e latino le forme così dei sentimenti [...] come delle parole, [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/24|24]]; 1898, vol. I, p. 111) *La [[tartaruga]] lunghissima nelle sue operazioni ha lunghissima vita. Così tutto è proporzionato nella natura; e la pigrizia della tartaruga, di cui si potrebbe accusar la natura, non è veramente pigrizia assoluta, cioè considerata nella tartaruga, ma rispettiva. Da ciò possiamo cavare molte considerazioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/32|32]]; 1898, vol. I, p. 124) *È osservabile che in [[Aulo Cornelio Celso|Celso]] nel quale è singolarmente notata e lodata la semplicità e facilità dello stile, per le quali si sarà discostato meno degli altri dal latino volgare, sono frequentissime e moltissime frasi, costruzioni, usi di parole, locuzioni ec. ed anche parole assolutamente, o prette italiane o che si accostano alle italiane io dico di quelle che comunemente non s'hanno per derivate dal latino né per comuni alle due lingue ma proprie della nostra, e che trovandole non presso Celso ma presso qualche scrittore latino moderno, le stimeressimo poco meno che barbarismi, anche presentemente, cioè non ostante che in effetto si trovino appresso Celso eccetto se non ci ricordassimo espressamente o ci fosse citata l'autorità di lui. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/32|32]]; 1898, vol. I, pp. 125-126) *Quanto più del [[tempo]] si tiene a conto, tanto più si dispera d'averne che basti, quanto più se ne gitta, tanto par che n'avanzi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/43|43]]; 1898, vol. I, p. 143) *Il più solido [[piacere]] di questa vita è il piacer vano delle [[illusione|illusioni]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/51|51]]; 1898, vol. I, p. 157) *La varietà è tanto nemica della noia che anche la stessa varietà della noia è un rimedio o un alleviamento di essa, come vediamo tutto giorno nelle persone di mondo [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/51|51]]; 1898, vol. I, p. 157) *Intendo per [[innocenza|innocente]] non uno incapace di [[peccato|peccare]], ma di peccare senza rimorso. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/51|51]]; 1898, vol. I, p. 158) *Tutto si è [[perfezionamento|perfezionato]] da [[Omero]] in poi, ma non la poesia. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/58|58]]; 1898, vol. I, p. 167) *Anche il dolore che nasce dalla [[noia]] e dal sentimento della vanità delle cose è più tollerabile assai che la stessa noia. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/72|72]]; 1898, vol. I, p. 184) *Il sentimento della [[vendetta]] è così grato, che spesso si desidera d'essere ingiuriato per potersi vendicare, e non dico già solamente da un nemico abituale, ma da un indifferente, o anche, massime in certi momenti d'umor nero, da un amico. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/72#72/3|72]]; 1898, vol. I, p. 184) *Tutto è nulla al mondo, anche la mia disperazione, della quale ogni uomo anche savio, ma più tranquillo, ed io stesso certamente in un'ora più quieta conoscerò, la vanità e l'irragionevolezza e l'immaginario. Misero me, è vano, è un nulla anche questo mio dolore, che in un certo tempo passerà e s'annullerà, lasciandomi in un vòto universale, e in un'indolenza terribile che mi farà incapace anche di dolermi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/72|72]]; 1898, vol. I, p. 185) *Io era oltremodo annoiato della vita, sull'orlo della vasca del mio giardino, e guardando l'acqua e curvandomici sopra con un certo fremito, pensava: s'io mi gittassi qui dentro, immediatamente venuto a galla, mi arrampicherei sopra quest'orlo, e sforzandomi di uscir fuori dopo aver temuto assai di perdere questa vita, ritornato illeso, proverei qualche istante di contento per essermi salvato, e di affetto a questa vita che ora tanto disprezzo, e che allora mi parrebbe più pregevole. La tradizione intorno al salto di Leucade poteva avere per fondamento un'osservazione simile a questa. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/82|82]]; 1898, vol. I, p. 219) *Una prova in mille di quanto influiscano i sistemi puramente fisici sugl'intellettuali e metafisici è quello di [[Copernico]], che al pensatore rinnuova interamente l'idea della natura e dell'uomo concepita e naturale per l'antico sistema detto tolemaico; rivela una [[Pluralità dei mondi|pluralità di mondi]], mostra l'uomo un essere non unico, come non è unica la collocazione il moto e il destino della terra, ed apre un immenso campo di riflessioni, sopra l'infinità delle creature, che secondo tutte le leggi d'analogia debbono abitare gli altri globi in tutto analoghi al nostro, e quelli anche che saranno, benché non ci appariscano, intorno agli altri soli, cioè le stelle, abbassa l'idea dell'uomo e la sublima; scuopre nuovi misteri della creazione, del destino della natura, della essenza delle cose, dell'esser nostro, dell'onnipotenza del creatore, dei fini del creato ec. ec. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/84|84]]; 1898, vol. I, p. 194) *Quando io era fanciullo, diceva talvolta a qualcuno de' miei fratellini, tu mi farai da cavallo. E legatolo a una cordicella, lo venia conducendo come per la briglia e toccandolo con una frusta. E quelli mi lasciavano fare con diletto, e non per questo erano altro che miei fratelli. Io mi ricordo spesso di questo fatto, quando io vedo un uomo (sovente di nessun pregio) servito riverentemente da questo e da quello in cento minuzie, ch'egli potrebbe farsi da se, o fare ugualmente a quelli che lo servono, e forse n'hanno più bisogno di lui, che alle volte sarà più sano e gagliardo di quanti ha dintorno. E dico fra me, né i miei fratelli erano cavalli, ma uomini quanto me, e questi servitori sono uomini quanto il padrone e simili a lui in ogni cosa; e tuttavia quelli si lasciavano guidare benché fossero tanto cavalli quant'era io, e questi si lasciano comandare; e tra questi e quelli non vedo nessun divario. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/106|106]], 26 marzo 1820; 1898, vol. I, p. 217) *Mi diedi tutto alla gioia barbara e fremebonda della disperazione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/107|107]], 15 aprile 1820; 1898, vol. I, p. 218) *La [[pazienza]] è la più eroica delle virtù giusto perché non ha nessuna apparenza d'eroico. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/112|112]], 31 maggio 1820; 1898, vol. I, p. 223) *Il [[dolore]] o la disperazione che nasce dalle grandi passioni o illusioni o da qualunque sventura della vita non è paragonabile all'affogamento che nasce dalla certezza e dal sentimento vivo della nullità di tutte le cose, e dell'impossibilità di essere felice in questo mondo, e dalla immensità del vuoto che si sente nell'anima. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/140|140]], 27 giugno 1820; 1898, vol. I, p. 247) *Il [[silenzio]] è il linguaggio di tutte le forti passioni, dell'amore (anche nei momenti dolci) dell'ira, della meraviglia, del timore ec. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/142|142]], 27 giugno 1820; 1898, vol. I, p. 247) *I migliori momenti dell'[[amore]] sono quelli di una quieta e dolce malinconia dove tu piangi e non sai di che, e quasi ti rassegni riposatamente a una sventura e non sai quale. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/142|142]], 27 giugno 1820; 1898, vol. I, p. 247) *L'[[immaginazione]] [...] è il primo fonte della [[felicità]] umana. Quanto più questa regnerà nell'uomo, tanto più l'uomo sarà felice. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/168|168]]; 1898, vol. I, p. 275) *[...] il [[raziocinio]] è un'operazione matematica dell'intelletto e materializza e geometrizza anche le nozioni più astratte. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/181|181]]; 1898, vol. I, p. 286) *L'[[arte]] non può mai uguagliare la [[ricchezza]] della [[natura]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/189|189]]; 1898, vol. I, p. 294) *Ripetono tutto giorno i francesi che [[Jacques Bénigne Bossuet|Bossuet]] ha soggiogato la sua lingua al suo genio. Io dico che il suo genio è stato soggiogato dalla lingua costumi gusti del suo paese. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/217|217]], 20 agosto 1820; 1898, vol. I, p. 318) *L'abuso e la disubbidienza alla [[legge]], non può essere impedita da nessuna legge. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/229|229]], 31 agosto 1820; 1898, vol. I, p. 327) *L'[[indecisione|irresoluzione]] è peggio della disperazione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/245|245]], 14 settembre 1820; 1898, vol. I, p. 339) *Il [[Jean-Baptiste Say|Say]] nei Cenni sugli uomini e la società, chiama l'ode, la sonata della letteratura. È un pazzo se stima che l'ode non possa esser altro, ma ha gran ragione e intende parlare delle odi che esistono, massime delle francesi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/245|245]]; 1898, vol. I, p. 339) *Hanno questo di proprio le opere di genio, che quando anche rappresentino al vivo la nullità delle cose, quando anche dimostrino evidentemente e facciano sentire l'inevitabile infelicità della vita, quando anche esprimano le più terribili disperazioni, tuttavia a un'anima grande che si trovi anche in uno stato di estremo abbattimento, disinganno, nullità, noia e scoraggiamento della vita o nelle più acerbe e ''mortifere'' disgrazie (sia che appartengano alle alte e forti passioni, sia a qualunque altra cosa); servono sempre di consolazione, raccendono l'entusiasmo, e non trattando né rappresentando altro che la morte, le rendono, almeno momentaneamente, quella vita che aveva perduta. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/259|259-260]], 27 giugno 1820; 1898, vol. I, p. 349) *Chi non ha uno [[scopo]] non prova quasi mai diletto in nessuna operazione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/268|268]], 10 ottobre 1820; 1898, vol. I, p. 356) *[...] i beni si disprezzano quando si possiedono sicuramente, e si apprezzano quando sono perduti, o si corre pericolo o si è in procinto di perderli. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/296|296]], 23 ottobre 1820; 1898, vol. I, p. 373) *[...] la [[felicità e infelicità|felicità o infelicità]] non si misura dall'esterno ma dall'interno. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/296|296]], 23 ottobre 1820; 1898, vol. I, p. 374) *La corruttela de' costumi è mortale alle repubbliche e utile alle tirannie e monarchie assolute. Questo solo basta a giudicare della natura e differenza di queste due sorte di governi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/302|302]], 3 novembre 1820; 1898, vol. I, p. 377) *L'amore dell'[[ordine]] o l'idea della necessità dell'ordine, che è quanto dire dell'armonia e convenienza, è innata, assoluta, universale, giacché è il fondamento del raziocinio e il principio della cognizione o del giudizio falso o vero. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/376|376]]; 1898, vol. I, pp. 428-429) *Dicono che la [[felicità]] dell'uomo non può consistere fuorché nella verità. Così parrebbe, perché qual felicità in una cosa che sia falsa? E come, se il mondo è diretto alla felicità, il vero non deve render felice? Eppure io dico che la felicità consiste nell'ignoranza del vero. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/326|326]]; 1898, vol. I, p. 393) *[...] ogni felicità si trova falsa e vana, quando l'oggetto suo giunge ad essere conosciuto nella sua realtà e verità. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/352|352]]; 1898, vol. I, p. 410) *Ho detto più volte che la [[letteratura francese]] è precisamente letteratura moderna, ed è quanto dire che non è letteratura. Perché considerando bene vedremo che i tempi moderni hanno filosofia, dottrina, scienze d'ogni sorta, ma non hanno propriamente letteratura, e se l'hanno, non è moderna, ma di carattere antico, ed è quasi un innesto dell'antico sul moderno. L'immaginazione, ch'è la base della letteratura strettamente considerata, sì poetica come prosaica, non è propria, anzi impropria de' tempi moderni; e se anche oggi si trova in qualche individuo, non è moderna, perché non solamente non deriva dalla natura de' tempi, ma questa l'è sommamente contraria, anzi nemica e micidiale. E vedete infatti che la letteratura francese, nata e formata in tempi moderni, è la meno immaginosa, non solo delle antiche, ma anche di tutte le moderne letterature. E per questo appunto è letteratura pienamente moderna, cioè falsissima, perché il predominio odierno della ragione, quanto giova alle scienze e a tutte le cognizioni del vero e dell'utile (così detto), tanto nuoce alla letteratura e a tutte le arti del bello e del grande, il cui fondamento, la cui sorgente e nutrice è la sola natura, bisognosa bensì di un mezzano aiuto della ragione, ma sommamente schiva del suo predominio, che l'uccide, come pur troppo vediamo nei nostri costumi e in tutta la nostra vita d'oggidì. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1174|1174]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1175|1175]]; 1898, vol. I, p. 461) *Tutti i moderni ideologi hanno stabilito che le idee o credenze le più primitive, le più necessarie all'azione la più vitale, e quindi tutte le idee o credenze moventi del bambino appena nato, (e così d'ogni altro animale), tutte le idee o credenze determinanti o non determinanti, cioè relative o no all'azione, non vengono altro che dall'esperienza e quindi non sono se non tante conseguenze tirate col mezzo di un raziocinio e di un'operazione sillogistica, da una maggiore ec. (e qui osservate la necessità del [[raziocinio]] ne' bruti). ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/443|443]]; 1898, vol. I, pp. 472-473) *Quando tutto il mondo fu cittadino Romano, [[Roma]] non ebbe più cittadini; e quando cittadino Romano fu lo stesso che cosmopolita, non si amò né Roma né il mondo: l'amor patrio di Roma divenuto cosmopolita, divenne indifferente, inattivo e nullo: e quando Roma fu lo stesso che il mondo, non fu più patria di nessuno, e i cittadini romani, avendo per patria il mondo, non ebbero nessuna patria, e lo mostrarono col fatto. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/458|458]], 24 dicembre 1820; 1898, vol. II, p. 2) *{{NDR|A proposito di [[Tacito]]}} Ma neppur egli troverete che, sebbene condanna la tirannia, lodi mai la libertà in persona propria. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/458|458]], 28 dicembre 1820; 1898, vol. II, p. 5) *Non punir mai l'[[ingiuria]] che non hai meritata, né lasciare impunita quella che hai meritata. Perdona al tuo [[calunnia]]tore, punisci il tuo detrattore. Non far caso di chi ti ''schernisce'' a torto, ma piglia [[vendetta]] di chi ti ''motteggia'' a ragione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/476#476/2|476]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/477|477]], 7 gennaio 1821; 1898, vol. II, p. 14) *Tutto è [[amor proprio]] nell'uomo e in qualunque vivente. Amabile non pare e non è, se non quegli che [[lusinga]], giova ec. l'amor proprio degli altri. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/508|508]], 15 gennaio 1821; 1898, vol. II, p. 32) *I [[bambino|fanciulli]] trovano il tutto nel [[nulla]], gli uomini il nulla nel tutto. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/527|527]], 19 gennaio 1821; 1898, vol. II, p. 43) *[...] la [[felicità]] è impossibile a chi la desidera, perché il desiderio, sí come è desiderio assoluto di felicità e non di una tal felicità, è senza limiti necessariamente, perché la felicità assoluta è indefinita e non ha limiti. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/648|648]]; 1898, vol. II, p. 112) *L'[[egoismo]] è sempre stata la peste della [[società]], e quanto è stato maggiore, tanto peggiore è stata la condizione della società. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/670|670]]–[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/671|671]]; 1898, vol. II, p. 123) *Siccome l'amor patrio o nazionale non è altro che una illusione, ma facilmente derivante dalla natura, posta la società, com'é naturale l'amor proprio nell'individuo, e posta la famiglia, l'amor di famiglia, che si vede anche ne' bruti; cosí esso non si mantiene e non produce buon frutto senza le illusioni e i pregiudizi che naturalmente ne derivano o che anche ne sono il fondamento. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/923|923]]; 1898, vol. II, p. 269) *[...] il [[pensatore]] non è cosí. Egli cerca naturalmente e necessariamente un filo nella considerazione delle cose. È impossibile ch'egli si contenti delle nozioni e delle verità del tutto isolate. E se se ne contentasse, la sua filosofia sarebbe trivialissima e meschinissima e non otterrebbe nessun risultato. Lo scopo della filosofia (in tutta l'estensione di questa parola) è il trovar le ragioni delle verità. Queste ragioni non si trovano se non se nelle relazioni di esse verità e col mezzo del generalizzare. Non è ella cosa notissima che la facoltà di generalizzare costituisce il pensatore? ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/946|946]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/947|947]], 16 aprile 1821; 1898, vol. II, p. 288) *Per qual ragione è bello il [[Aulo_Cornelio_Celso#De_medicina_libri_octo|Trattato di Celso]], ch'è un trattato di medicina? Forse perché ha ornamenti poetici o rettorici? Anzi, prima di tutto, perché ne manca onninamente e perché ha quel nudo candore e semplicità che conviene a siffatte opere; poi perché è chiaro, preciso, perché ha una lingua ed uno stile puro. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/949|949]], 16 aprile 1821; 1898, vol. II, p. 290) *Che è questo ingombro di lineette, di puntini, di spazietti, di punti ammirativi doppi e tripli, che so io? Sto a vedere che torna alla moda la scrittura geroglifica, e i sentimenti e le idee non si vogliono più scrivere ma rappresentare; e non sapendo significare le cose colle parole, le vorremo dipingere o significare con [[Punteggiatura|segni]], come fanno i cinesi, la cui scrittura non rappresenta le parole, ma le cose e le idee. Che altro è questo se non ritornare l'arte dello scrivere all'infanzia? ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/976|976]]; 1898, vol. II, p. 310) *La [[convenienza]] al suo fine, e quindi l'utilità ec., è quello in cui consiste la bellezza di tutte le cose, e fuor della quale nessuna cosa è bella. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1165|1165]], 13 giugno 1821; 1898, vol. II, p. 454) *E notate che l'uso della [[denaro|moneta]] quanto è necessario a quella che oggi si chiama perfezione dello stato sociale, tanto nuoce a quella perfezione ch'io vo predicando; giacché il detto uso è l'uno de' principalissimi ostacoli alla conservazione dell'uguaglianza fra gli uomini, e quindi degli stati liberi, alla preponderanza del merito vero e della virtù ec. ec. e l'una delle principalissime cagioni che introducono, e appoco appoco costringono la società all'oppressione, al dispotismo, alla servitù, alla gravitazione delle une classi sulle altre, insomma estinguono la vita morale ed intima delle nazioni, e le nazioni medesime in quanto erano nazioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1174|1174]], 16 giugno 1821; 1898, vol. II, p. 460) *La trattabilità e facilità della [[lingua francese]], ond'ella è così agevole a scriver bene e spiegarsi bene, sì per lo straniero che l'adopra o l'ascolta, sì pel nazionale, non deriva dall'esser ella uno strumento pieghevole e ''souple'' (qualità negatale espressamente dal Thomas) ec., ma dall'essere un piccolo strumento, e quindi manuale, εὐμεταχείριστος, maneggiabile, facile a rivoltarsi per tutti i versi e ad adoprare in ogni cosa ec. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1232|1232]], 27 giugno 1821; 1898, vol. III, pp. 21-22) *Chi vuol persuadersi dell'immensa moltiplicità di stili e quasi lingue diverse rinchiuse nella lingua italiana, consideri le opere di [[Daniello Bartoli]] [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1313|1313]], 13 luglio 1821; 1898, vol. III, p. 82) *Dividersi perpetuamente i letterati e i poeti, da' filosofi. L'odierna [[filosofia]] che riduce la metafisica, la morale ec. a forma e condizione quasi matematica, non è più compatibile con la [[letteratura]] e la poesia, com'era compatibile quella de' tempi ne' quali fu formata la lingua nostra, la latina, la greca. [...] Ma la filosofia di [[John Locke|Locke]], di [[Gottfried Leibniz|Leibnizio]] ec. non potrà mai stare colla letteratura né colla vera poesia. La filosofia di Socrate partecipava assai della [[natura]], ma questa nulla ne partecipa, ed è tutta ragione. Perciò né essa né la sua lingua è compatibile colla letteratura, a differenza della filosofia di Socrate, e della di lei lingua. La qual filosofia è tale che tutti gli uomini un poco savi ne hanno sempre partecipato più o meno in tutti i tempi e nazioni, anche avanti [[Socrate]]. È una filosofia poco lontana da quello che la natura stessa insegna all'uomo sociale. Si dividano dunque le lingue, e la nostra che tante ne contiene, e così diverse anche dentro uno stesso genere, potrà ben contenere allo stesso tempo una lingua bella, e una lingua filosofica. Ed allora avrà una filosofia, e seguirà ad avere quella poesia, e quella letteratura nella quale ha sempre superato tutte le moderne. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1359|1359]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1360|1360]], 20 luglio 1821; 1898, vol. III, p. 112) *Il [[languore]] del corpo alle volte è tale, che senza dargli affanno e fastidio, affievolando le facoltà dell'animo, affievola ogni cura e ogni desiderio. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1581|1581]], 28 agosto 1821; 1898, vol. III, p. 246) *Le pluralità de' mondi, quasi fisicamente dimostrata, come si può accordare col cristianesimo fuori del mio sistema, il quale dimostra che le creature possono esser d'infinite specie, e che Dio esistendo verso noi, come la religione insegna, esiste ancora in tutti i possibili modi, e può avere avuto ed avere con diversissime creature diversissimi e contrari rapporti, e non averne alcuno? Quante verità fisiche, metafisiche ec. ripugnano alla religione, fuori del mio sistema che nega ogni verità e falsità assoluta, ammettendo le relative, e in queste la religione? ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1642|1642]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1643|43]]; 1898, vol. III, pp. 283-84) *[...] la [[memoria]] non è altro che [[assuefazione]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1676|1676]], 11 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 303) *Nessuna [[opinione]] vera o falsa, ma contraria all'opinione dominante e generale, si è mai stabilita nel mondo istantaneamente, e in forza di una dimostrazione lucida e palpabile, ma a forza di [[ripetizione|ripetizioni]] e quindi di assuefazione. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1720|1720]], 17 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 330) *Non si vive al mondo che di [[prepotenza]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1721|1721]], 17 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 330) *Chi più si ama meno può [[amore|amare]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1723|1723]], 17 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 333) *L'insegnare non è quasi altro che assuefare. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1727|1727]], 18 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 334) *Gli antichi da proposizioni e premesse che conoscevano né più né meno quanto noi deducevano conseguenze contrarissime a quelle che noi ne tiriamo. Ciò mostra ch'essi non conoscevano i rapporti delle proposizioni, altrimenti non potressimo negare le loro conseguenze. Ma chi ci ha detto che noi li conosciamo meglio? come lo sappiamo noi se non a forza di [[Sillogismo|sillogismi]]? Giacché qualunque affermazione o negazione ha bisogno di sillogismo, e ciascun sillogismo contiene tanti sillogismi quanti sono i rapporti delle sue proposizioni fra loro. Cioè bisogna che l'uomo si persuada sempre con un sillogismo, benché tacito, che, se la tal cosa è, anche la tal altra dev'essere. Senza questi sillogismi intermedi nessun sillogismo vale, e siccome questi ordinariamente si omettono o non son giusti, però infiniti sillogismi son falsi, perché non è vero il rapporto che noi, o non sillogizzando punto o falsamente sillogizzando, supponiamo fra la maggiore e la minore, fra queste e la conseguenza. (([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1771|1771]][[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1772|1772]], 22 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 359) *La [[noia]] è la più sterile delle passioni umane. Com'ella è figlia della nullità, così è madre del nulla: giacché non solo è sterile per se, ma rende tale tutto ciò a cui si mesce o avvicina. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/1815|1815]], 30 settembre 1821; 1898, vol. III, p. 383) *La rapidità e la [[concisione]] dello stile piace, perché presenta all'anima una folla d'idee simultanee o così rapidamente succedentisi, che paiono simultanee e fanno ondeggiar l'anima in una tale abbondanza di pensieri o d'immagini e sensazioni spirituali, ch'ella o non è capace di abbracciarle tutte e pienamente ciascuna, o non ha tempo di restare in ozio e priva di sensazioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2041|2041]], 3 novembre 1821; 1898, vol. IV, p. 22) *La [[lingua latina]] così esatta, così regolata e definita, ha nondimeno moltissime frasi ec. che per la stessa natura loro, e del linguaggio latino, sono di significato così vago, che a determinarlo, e renderlo preciso non basta qualsivoglia scienza di latino, e non avrebbe bastato l'esser nato latino, perocch'elle son vaghe per se medesime, e quella tal frase e la vaghezza della significazione sono per essenza loro inseparabili, né quella può sussistere senza questa. Come ''Georg''., I, 44: ''et Zephyro putris se glaeba resolvit''. Quest'è una frase regolarissima, e nondimeno regolarmente e gramaticalmente indefinita di significazione, perocché nessuno potrà dire se quel ''Zephyro'' significhi ''al zefiro'', ''col zefiro'' ec. Così quell'altra: ''Sunt lacrimae rerum'' ec. della quale altrove ho parlato. E cento mila di questa e simili nature, regolarissime, latinissime, conformissime alla grammatica, e alla costruzione latina, prive o affatto o quasi affatto d'ogni figura di dizione, e tuttavolta vaghissime e indefinibili di significato, non solo a noi, ma agli stessi latini. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2288|2288]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2289|2289]], 26 dicembre 1821; 1898, vol. IV, p. 150) *Il p. [[Daniello Bartoli|Dan. Bartoli]] è il [[Dante]] della prosa italiana. Il suo stile in ciò che spetta alla lingua è tutto a risalti e rilievi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2396|2396]], 22 marzo 1822; 1898, vol. IV, p. 215) *Perché del resto nessuna lingua viva ha, né può avere un vocabolario che la contenga tutta, massime quanto ai modi, che son sempre (finch'ella vive) all'arbitrio dello scrittore. E ciò tanto più nell'[[lingua italiana|italiana]] (per indole sua). La quale molto meno può esser compresa in un vocabolario, quanto ch'ella è più vasta di tutte le viventi [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2398|2398]], 29 marzo 1822; 1898, vol. IV, pp. 216-217) *E però [[Plutarco]] [...] non si può recar per modello né di lingua né di stile, essendo però stato forse più filosofo di tutti i filosofi greci, molti de' quali sono esempi di perfettissimo scrivere. Ma non erano così sottili come Plutarco [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2410|2410]], 1 maggio 1822; 1898, vol. IV, p. 224) *[...] quasi tutte le principali [[scoperta|scoperte]] che servono alla vita civile sono state opere del caso. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2602|2602]], 10 agosto 1822; 1898, vol. IV, p. 329) *Non basta che lo scrittore sia padrone del proprio [[Stile (scrittura)|stile]]. Bisogna che lo stile sia padrone delle cose [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2611|2611]], 27 agosto 1822; 1898, vol. IV, p. 334) *Gl'[[Italia|italiani]] non hanno costumi: essi hanno delle usanze. Così tutti i popoli civili che non sono nazioni. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/2923|2923]], 9 luglio 1823; 1898, vol. V, p. 80) *La ''[[Luís de Camões#I Lusiadi|Lusiade]]'' avrà certo interessato ed interesserà forse anche oggidì i lettori portoghesi, né si può bastantemente lodare lo sfortunato Camoens per l'avere scelto un soggetto così strettamente nazionale, e di più per l'aver saputo adattare e far materia di poema epico un argomento allora modernissimo, qualità che per l'una parte produce estreme difficoltà le quali a molti sono sembrate in un poema epico insuperabili, e per l'altra sommamente contribuirebbe a produrre o singolarmente accrescere l'interesse d'un'epopea, come ancora di un dramma e di qualsivoglia poesia. Ma per li lettori dell'altre nazioni non so quanto nella ''Lusiade'' possa essere l'interesse, né se ne' medesimi portoghesi, mancata la recente memoria di quelle imprese, e raffreddato, come per tutta l'Europa, l'amor nazionale e gli altri sentimenti magnanimi, la ''Lusiade'' produca per ancora un interesse abbastanza vivo, continuo e durabile. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3146|3146]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3147|3147]], 5-11 agosto 1823; 1898, vol. V, pp. 209-210) *Una [[Lingua (idioma)|lingua]] strettamente universale, qualunque ella mai si fosse, dovrebbe certamente essere di necessità e per sua natura, la più schiava, povera, timida, monotona, uniforme, arida e brutta lingua, la più incapace di qualsivoglia genere di bellezza, la più impropria all'immaginazione, e la meno da lei dipendente, anzi la più da lei per ogni verso disgiunta, la più esangue ed inanimata e morta, che mai si possa concepire; uno scheletro un'ombra di lingua piuttosto che lingua veramente [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3253|3253]], 23 agosto 1823; 1898, vol. V, p. 275) *Quello che non può in niun modo la riflessione, può e fa l'[[irriflesione]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3520|3520]], 25 settembre 1823; 1898, vol. VI, p. 2) *Chiunque nel [[pericolo]] in cui non v'è nulla a fare, comparisce diverso da quel ch'ei suole, qualunque ei soglia essere, e qual ch'ei divenga, e quanta che sia questa diversità, non è coraggioso, o in quel caso non ha vero [[coraggio]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3531|3531]], 26-7 settembre 1823; 1898, vol. VI, p. 9) *[...] il [[piacere]] è sempre o passato o futuro, non mai presente [...].<ref>Anche in ''Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare'', in ''[[Operette morali]]'': «Il piacere è sempre o passato o futuro, e non mai presente».</ref> ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3550|3550]], 29 settembre 1823, Festa di San Michele Arcangelo; 1898, vol. VI, p. 21) *{{NDR|Su [[Daniello Bartoli]]}} [...] uomo che fra tutti del suo tempo, e fors'anche di tutti i tempi, fu quello che e per teoria e scienza e per pratica, meglio e più profondamente e pienamente conobbe la nostra lingua [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3630|3630]]; 1898, vol. VI, p. 73) *Il [[fuoco]] è una di quelle materie, di quegli agenti terribili, come l'[[elettricità]], che la natura sembra avere studiosamente seppellito e appartato, e rimosso dalla vista e da' sensi e dalla vita degli animali, e dalla superficie del globo, dove essa vita e la vegetazione e la vita totale della natura ha principalmente luogo, per non manifestarlo o lasciarlo manifestare che nelle convulsioni degli elementi e ne' fenomeni accidentali e particolari, com'è quello de' vulcani, che sono fuor dell'ordine generale e della regola ordinaria della natura. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3645|3645]], 11 ottobre 1823; 1898, vol. VI) *La [[noia]] è il desiderio della felicità, lasciato, per così dir, puro. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3715|3715]], 17 ottobre 1823; 1898, vol. VI, p. 127) *La [[Latinismo|novità tolta prudentemente dal latino]], benché novità assolutissima in fatto, è per le nostre lingue piuttosto restituzione dell'antichità che novità, piuttosto peregrino che nuovo; e veramente (anche quando non sia troppo prudente né lodevole) ha più dell'arcaismo che del neologismo. Al contrario dell'altre novità e degli altri stranierismi ec. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3867|3867]], 11 novembre 1823; 1898, vol. VI, p. 247) *L'[[esistenza]] può essere maggiore senza che lo sia la vita. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3927|3927]], 27 novembre 1823; 1898, vol. VI, p. 301) *Tutto è follia in questo mondo fuorché il folleggiare. Tutto è degno di riso fuorché il ridersi di tutto. Tutto è vanità fuorché le belle illusioni e le dilettevoli frivolezze. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/3990|3990]], 17 dicembre 1823; 1898, vol. VI, p. 361) *Il tale diceva che noi, venendo in questa vita, siamo come chi si corica in un [[letto]] duro e incomodo, che sentendovisi stare male, non vi può star quieto, e però si rivolge cento volte da ogni parte, e procura in vari modi di appianare, ammollire, ecc. il letto, cercando pur sempre e sperando di avervi a riposare e prendere sonno, finché senz'aver dormito né riposato vien l'ora di alzarsi. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4104|4104]], 25 giugno 1824; 1898, vol. VII, p. 23) *Io vivo, dunque io [[speranza|spero]], è un sillogismo giustissimo [...]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4145|4145]], 18 ottobre 1824; 1898, vol. VII, p. 70) *Il mezzo più efficace di ottener [[fama]] è quello di far creder al mondo di esser già famoso. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4153|4153]], [[Bologna]], 21 novembre 1825; 1898, vol. VII, p. 80) *Tutto è male. Cioè tutto quello che è, è male; che ciascuna cosa esista è un male; ciascuna cosa esiste per fin di male; l'esistenza è un male e ordinata al male; il fine dell'universo è il male; l'ordine e lo stato, le leggi, l'andamento naturale dell'universo non sono altro che male, né diretti ad altro che al male. Non v'è altro bene che il non essere; non v'ha altro di buono che quel che non è; le cose che non son cose: tutte le cose sono cattive. Il tutto esistente; il complesso dei tanti mondi che esistono; l'universo; non è che un neo, un bruscolo in metafisica. L'esistenza, per sua natura ed essenza propria e generale, è un'imperfezione, un'irregolarità, una mostruosità. Ma questa imperfezione è una piccolissima cosa, un vero neo, perché tutti i mondi che esistono, per quanti e quanto grandi che essi sieno, non essendo però certamente infiniti né di numero né di grandezza, sono per conseguenza infinitamente piccoli a paragone di ciò che l'universo potrebbe essere se fosse infinito; e il tutto esistente è infinitamente piccolo a paragone della infinità vera, per dir così, del non esistente, del nulla. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4174|4174]], Bologna, 17 aprile 1826; 1898, vol. VII, pp. 104-105) *[[Tabagismo|Tabacco]]. Sua utilità. Suoi piaceri: più innocenti di tutti gli altri al corpo e all'animo; meno vergognosi a confessarsi, immuni dal lato dell'opinione; più facili a conseguirsi, di poco prezzo e adattati a tutte le fortune; più durevoli, più replicabili. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4188|4188]], Bologna 13 luglio 1826; 1898, vol. VII, p. 117) *[[Felicità]] non è altro che contentezza del proprio essere e del proprio modo di essere, soddisfazione, amore perfetto del proprio stato, qualunque del resto esso stato si sia, e fosse pur arco il più spregevole. Ora da questa sola definizione si può comprendere che la felicità è di sua natura impossibile in un ente che ami se stesso sopra ogni cosa, quali sono per natura tutti i viventi, soli capaci d'altronde di felicità. Un amor di se stesso che non può cessare e che non ha limiti, è incompatibile colla contentezza, colla soddisfazione. Qualunque sia il bene di cui goda un vivente, egli si desidererà sempre un ben maggiore, perché il suo amor proprio [amore della propria persona] non cesserà, e perché quel bene, per grande che sia, sarà sempre limitato, e il suo amor proprio non può aver limite. Per amabile che sia il vostro stato, voi amerete voi stesso più che esso stato, quindi voi desidererete uno stato migliore. Quindi non sarete mai contento, mai in uno stato di soddisfazione, di perfetto amore del vostro modo di essere, di perfetta compiacenza di esso. Quindi non sarete mai e non potete esser felice, né in questo mondo, né in un altro. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4191|4191]]-[[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4192|4192]], 30 agosto 1826; 1898, vol. VII, p. 122) *[[Risata|Ridete]] franco e forte, sopra qualunque cosa, anche innocentissima, con una o due persone, in un caffè, in una conversazione, in via: tutti quelli che vi sentiranno o vedranno rider così, vi rivolgeranno gli occhi, vi guarderanno con rispetto, se parlavano, taceranno, resteranno come mortificati, non ardiranno mai rider di voi, se prima vi guardavano baldanzosi o superbi, perderanno tutta la loro baldanza e superbia verso di voi. In fine il semplice ''rider alto'' vi dà una decisa superiorità sopra tutti gli astanti o circostanti, senza eccezione. Terribile ed ''awful'' è la potenza del riso: chi ha il coraggio di ridere, è padrone degli altri, come chi ha il coraggio di morire. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4391|4391]], 23 settembre 1828; 1898, vol. VII, p. 330) *Ho veduto io stesso un [[canarino]] domestico e mansuetissimo, appena presentato a uno specchio, stizzirsi colla propria immagine, ed andarle contro colle ali inarcate e col becco alto. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4419|4419]]; 1898, vol. VII, p. 353) *È curioso a vedere, che gli uomini di molto [[merito]] hanno sempre le maniere [[semplicità|semplici]], e che sempre le maniere semplici sono prese per indizio di poco merito. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4524|4524]], Firenze, 31 maggio 1831; 1898, vol. VII, p. 461) *Cosa rarissima nella società, un uomo veramente [[sopportazione|sopportabile]]. ([[s:Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura/4525|4525]], 16 settembre 1832; 1898, vol. VII, p. 462) ===Citazioni sullo ''Zibaldone''=== *È una mole di 4526 facce lunghe e larghe mezzanamente, tutte vergate di man dell'autore, d'una scrittura spesso fitta, sempre compatta, eguale, accurata, corretta. Contengono un numero grandissimo di pensieri, appunti, ricordi, osservazioni, note, conversazioni e discussioni, per così dire, del giovine illustre con sé stesso su l'animo suo, la sua vita, le circostanze; a proposito delle sue letture e cognizioni; di filosofia, di letteratura, di politica; su l'uomo, su le nazioni, su l'universo; materia di considerazioni più ampia e variata che non sia la solenne tristezza delle operette morali; considerazioni poi liberissime e senza preoccupazioni, come di tale che scriveva giorno per giorno per sé stesso e non per gli altri, intento, se non a perfezionarsi, ad ammaestrarsi, a compiangersi, a istoriarsi. Per sé stesso notava e ricordava il Leopardi, non per il pubblico: ciò non per tanto gran conto ei doveva fare di questo suo ponderoso manoscritto, se vi lavorò attorno un indice amplissimo e minutissimo, anzi più indici, a somiglianza di quelli che i commentatori olandesi e tedeschi solevano apporre alle edizioni dei classici. Quasi ogni articolo di quella organica enciclopedia è segnato dell'anno del mese e del giorno in cui fu scritto, e tutta insieme va dal luglio del 1817 al 4 dicembre del 1832; ma il più è tra il '17 e il '27, cioè dei dieci anni della gioventù più feconda e operosa, se anche trista e dolente. ([[Giosuè Carducci]]) *A proposito di Leopardi — sia detto senza offesa — trovo che i suoi ''Pensieri di bella letteratura e di varia filosofia'' sono quanto di meglio ci sia per prender sonno ([[Achille Campanile]]). ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Appressamento della morte''=== <poem>Era morta la lampa in Occidente, E queto 'l fumo sopra i tetti e queta De' cani era la voce e de la gente: Quand'i' volto a cercare eccelsa meta, Mi ritrova' in mezzo a una gran landa, Bella, che vinto è 'ngegno di poeta.</poem> ===''Discorso in proposito d'una orazione greca di Giorgio Gemisto Pletone''=== Tace la fama al presente di [[Giorgio Gemisto Pletone]] costantinopolitano; non per altra causa se non che la celebrità degli uomini, siccome, si può dire, ogni cosa nostra, dipende più da fortuna che da ragione. E niuno può assicurarsi, non solo di acquistarla per merito, quantunque grande, ma acquistata eziandio che debba durargli. Certo è che Gemisto fu de' maggiori ingegni e de' più pellegrini del tempo suo, che fu il decimoquinto secolo. Visse onorato dalla patria; e poi trovatosi sopravvivere alla patria, ed al nome greco (o, come esso diceva, romano), fu accolto ed avuto caro in Italia, dove stette gran tempo e morì; ed ebbe una splendidissima riputazione in questa sua nuova patria, e medesimamente nelle altre province d'Europa, per quanto si stendeva in quei tempi lo studio delle lettere. ===''Discorso sopra la Batracomiomachia''=== Quando, dopo aver letta qualche opera di autore sconosciuto, la troviamo interessante e degna di osservazione, siamo tosto spinti dalla curiosità a ricercarne lo scrittore. Avendone rilevato il carattere dall'opera stessa, bramiamo avere un nome a cui applicarlo. Ci duole d'ignorar quello di una persona che c'interessa, e di dover lodare e stimare un Essere anonimo e sconosciuto. ===''Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani''=== In questo secolo presente, sia per l'incremento dello scambievole commercio e dell'uso de' viaggi, sia per quello della letteratura, e per l'enciclopedico che ora è d'uso, sicché ciascuna nazione vuol conoscere più a fondo che può le lingue, letterature e costumi degli altri popoli, sia per la scambievole comunione di sventure che è stata fra' popoli civili, sia perché la Francia abbassata dalle sue perdite, e l'altre nazioni parte per le vittorie, parte per l'aumento della coltura e letteratura di ciascheduna sollevandosi, si è introdotta fra le nazioni d'Europa, una specie d'uguaglianza di riputazione sì letteraria e civile che militare, laddove per lo passato da' tempi di Luigi XIV, cioè dall'epoca della diffusa e stabilita civiltà europea, tutte le nazioni avevano spontaneamente ceduto di onore alla Francia che tutte le dispregiava<ref>In vece che adesso la Francia stessa per le dette cagioni è fatta tollerante e disposta a render giustizia agli stranieri fino a un certo segno, e che questa sua disposizione, perocch'ella segue ancora in parte a dare il tuono all'Europa civile, ne cagiona una simile nelle altre nazioni. {{NDR|N.d.A.}}</ref>; ===''La guerra dei topi e delle rane''=== ====(1815)==== <poem>Grande impresa disegno, arduo lavoro: O Muse, voi dall'Eliconie cime A me scendete, il vostro aiuto imploro: Datemi vago stil, carme sublime: Antica lite io canto, opre lontane, La Battaglia dei topi e delle rane.</poem> ====(1821-1822)==== <poem>Mentre a novo m'accingo arduo lavoro, O Muse, voi da l'Eliconie cime Scendete a me ch'il vostro aiuto imploro: Datemi vago stil, carme sublime: Antica lite io canto, opre lontane, La Battaglia de' topi e de le rane.</poem> ====(1826)==== <poem>Sul cominciar del mio novello canto, Voi che tenete l'eliconie cime Prego, vergini Dee, concilio santo, Che 'l mio stil conduciate e le mie rime: Di topi e rane i casi acerbi e l'ire, Segno insolito a i carmi, io prendo a dire.</poem> ===''Paralipomeni della Batracomiomachia''=== ''1<br />Poi che da' granchi a rintegrar venuti<br />Delle [[rana|ranocchie]] le fugate squadre,<br />Che non gli aveano ancor mai conosciuti,<br />Come volle colui ch'a tutti è padre,<br />Del topo vincitor furo abbattuti<br />Gli ordini, e volte invan l'opre leggiadre,<br />Sparse l'aste pel campo e le berrette<br />E le code topesche e le basette;<br /><br />2<br />Sanguinosi fuggian per ogni villa<br />I topi galoppando in su la sera,<br />Tal che veduto avresti anzi la squilla<br />Tutta farsi di lor la piaggia nera:<br />Quale spesso in parete, ove più brilla<br />Del Sol l'autunno la dorata sfera,<br />Vedi un nugol di mosche atro, importuno,<br />Il bel raggio del ciel velare a bruno.'' ===''Storia di un'anima''=== Incomincio a scrivere la mia Vita innanzi di sapere se io farò mai cosa alcuna per la quale debbano gli uomini desiderare di aver notizia dell'essere, dei costumi e dei casi miei. Anzi, al contrario di quello che io aveva creduto sempre per lo passato, tengo oramai per fermo di non avere a lasciar di me in sulla terra alcun vestigio durevole. ==Citazioni su Giacomo Leopardi== *A qual grado fu l'affetto di lui verso l'Italia, nel quale non si stimava secondo ad alcuno?<ref>Lettera del Viesseux, 5 gennaio 1824. {{NDR|N.d.A.}}</ref> Il pessimismo avea inghiottito questo come tutti gli altri affetti. All'infuori dell'orazione agli Italiani nel 1815, tonante contro i tiranni, del progetto sfumato d'un inno alla Grecia, e delle accademiche canzoni civili della prima giovinezza, si potrà spigolare nell'opera leopardiana qualche accenno patriottico; ma i moti del '21 non lo scuotono affatto, nel 1831 quando la provincia fa conto, come notammo, sull'azione politica di lui, egli chiede che se ne scordino<ref>Lettera al padre, 29 marzo 1831. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, e conviene col padre nel dar del fanatico all'eroico Broglio D'Ajano, caduto ad Anatolico per l'indipendenza ellenica<ref>Lettera del 22 luglio 1828. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. ([[Mariano Luigi Patrizi]]) *Ad un attento esame [...], l'estetica del Leopardi sembra per un lato confondersi con la ricerca che l'artista fa di sé medesimo, per l'altro, con quella che l'uomo fa di una teoria che lo salvi dalla disperazione e dall'inerzia. Così nelle pagine dello ''Zibaldone'' crediamo di scorgere piuttosto un ideale d'arte che un concetto dell'arte, piuttosto una commossa celebrazione del potere vivificatore della poesia che una soddisfacente definizione dell'attività estetica. ([[Mario Fubini]]) *C'è poi quel lamentoso Leopardi, scrittore garbato, pulito e elegante, te lo concedo; ma come frigido, come diaccio e brullo! ([[Leo Ferrero]]) *C'era, nei muscoli, nei nervi e nel cervello di Giacomo, una dovizia di energia che si esprimeva all'esterno colla predilezione di esercizi fisici e con una personalità vigorosa. Nei giuochi e nelle finte battaglie romane, che si svolgevano entro il recinto del «paterno giardino», egli si dava la parte del leone; nelle rappresentazioni storiche si metteva sempre primo, era sempre il «trionfatore», che menava pugni sonori e ingiurie sul fratello e sugli altri ragazzi, i quali, come finti sudditi o schiavi, seguivano il suo carro. Nelle favole meravigliose, che, fanciullo di otto nove anni, aveva l'abilità di ordire e di raccontare extemporaneamente, e negli attori delle quali soleva personificare i caratteri di quelli che lo attorniavano, la parte eroica del dominatore e prepotente ''Filzèro''<ref>Teresa Teja Leopardi, ''Note biografiche sopra Leopardi e la sua famiglia'', pag. 31-33. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, che ne dava a tutti e non le buscava da alcuno, la riserbava a se stesso. ([[Mariano Luigi Patrizi]]) *Che Giacomo, da fanciullo, non fosse gobbo, né tampoco goffo di spalla, concordano in dire quanti si ricordano di averlo conosciuto. Se, poi, col crescere, incurvò, la ragione dee interamente cercarsi nell'aver egli, nascendo, portato con sé i germi della rachitide.<br>Del resto, chi più e chi meno, tutti i Leopardi, per difetto di nascita, furono rachitici. ([[Camillo Antona Traversi]]) *Con un po' di esercizio è possibile prendere lezioni di ottimismo anche da Giacomo Leopardi. ([[Gianni Rodari]]) *È stato considerato talvolta il Leopardi come un poeta filosofo, cosa che, per le spiegazioni ora date, si dimostra non esatta per lui come è sempre inesatta per ogni poeta. La sua fondamentale condizione di spirito non solo era sentimentale e non già filosofica, ma si potrebbe addirittura definirla un ingorgo sentimentale, un vano desiderio e una disperazione cosi condensata e violenta, cosi estrema, da riversarsi nella sfera del pensiero e determinarne i concetti e i giudizi. ([[Benedetto Croce]]) *Fra i poeti italiani, [[Dante Alighieri|Dante]] compreso, è il solo che manifesta nell'opera sua, fuse in un equilibrio quasi perfetto, le tre virtù tecniche essenziali: la virtù pittorica, la musicale e la scultorea. Se si volesse sottilizzare e compiere uno studio dettagliato sul genio leopardiano, noi vedremmo che egli è singolarmente un poeta pittore, ma questa sua virtù innata soverchia di poco la virtù musicale e la scultorea per cui si può asserire senza esitazione che Giacomo Leopardi, riguardo alla tecnica della poesia, non è il genio più vasto, ma il più equilibrato che vanti la nostra letteratura, più equilibrato dello stesso Dante che pur lo soverchia di tanto nella forza e nell'immediatezza della rappresentazione. ([[Adolfo Padovan]]) *{{NDR|Sul rapporto fra Giacomo e il padre Monaldo}} Giacomo era il suo doppio: il suo doppio compiuto. Era un sogno terribile. Pretendere che un figlio – un figlio che il destino gli aveva affidato come una persona diversa da lui, composta di qualità a cui mille casi contribuivano, un figlio che avrebbe dovuto abitare nella sua casa come un estraneo avventuroso e felice – diventasse la persona che lui non era riuscito ad essere. ([[Pietro Citati]]) *Il credo estetico del Leopardi si ricongiunge al suo credo morale, anzi, in certo senso, non è che una diversa formulazione: ciò ha ben veduto il [[Giulio Augusto Levi|Levi]], il quale crede che l'abbandono della teoria della poesia come imitazione derivi da quella che è per lui la filosofia propria del Leopardi, un ragionato e conscio individualismo, per cui il poeta supererebbe la negazione del suo pessimismo con l'affermazione del valore intrinseco della personalità umana. ([[Mario Fubini]]) *Il {{maiuscoletto|Leopardi}} e il [[Alessandro Manzoni|{{maiuscoletto|Manzoni}}]] {{sic|dànno}} nome ciascuno a un capitolo della nostra storia letteraria contemporanea. Accadde in entrambi la medesima cosa: ebbero, cioè, l'uno e l'altro una ''conversione letteraria'' e una ''conversione filosofica''. Nella prima tennero via parallela; nella seconda diametralmente opposta. Esordirono ambedue scrittori stranieri e mezzo infrancesati, e finirono schiettamente italiani e originali. L'uno, il {{maiuscoletto|Leopardi}}, cominciò con l'essere cristiano e non tardò quasi a divenire scettico: l'altro, il {{maiuscoletto|Manzoni}}, cominciò con l'essere scettico, o indifferente, e non tardò a divenire cristiano. ([[Clemente Benedettucci]]) *Il Leopardi è sempre solo ne' suoi scritti. Da quando la sua arte poetica, le sue lettere, le prose sue incominciano ad essere quello che sono nell'alta stima del pubblico letterato e non letterato, tutta la produzione leopardiana è la produzione dell'''uomo solo''. ([[Paolo Orano]]) *Il Leopardi rimane il primo vero paesista nella lirica italiana. Mentre nell'arte la pittura del paesaggio cominciava, e tentava di renderne la poesia col colore, con le sfumature del colore, il Leopardi rendeva squisitamente, nel verso, la poesia del paesaggio, con la limpida frase precisa e con la sfumatura della frase, raggiungendo la perfezione. ([[Raffaello Barbiera]]) *Il Leopardi stimava, che la vita per sé sola non fosse un bene; unico bene la felicità. E perché la felicità, secondo che egli scrive in più luoghi, non solo non è {{sic|raggiugnibile}}, anzi non è dato all'uomo di scampare in veruna guisa, né per verun tempo {{sic|ancoraché}} brevissimo, dalle strette del dolore, ne conseguita, che la vita, la quale era per ciò, come a dire, il campo e la materia su cui esercitavisi e regnava esso il dolore, dovesse egli infine venire a giudicarla un male, e che la morte, la quale spegnendo la vita, cessava il dolore, altresì dovesse per necessaria conseguenza stimarla un bene. ([[Paolo Emilio Castagnola]]) *Il massimo poeta scienziato di ogni tempo fu ovviamente quel genio di Giacomo Leopardi, che da adolescente già produceva dissertazioni filosofiche sorprendenti: Sopra l'attrazione, Sopra l'estensione, Sopra l'idrodinamica, Sopra i fluidi elastici, Sopra la luce, Sopra l'elettricismo, per arrivare alla dura condanna della Natura («''O natura, o natura | perché non rendi poi | quel che prometti allor? Perché di tanto | inganni i figli tuoi?''») e alla conclusione che meno si conosce più si è felici, e i più felici erano gli antichi. ([[Massimiliano Parente]]) *Infallibile, Leopardi chiama canto la voce notturna della rana; e Leopardi era un angelo disceso, un messaggero. ([[Guido Ceronetti]]) *Io non dirò certo una cosa peregrina, dichiarando che senza [[Monaldo Leopardi|Monaldo {{NDR|Leopardi}}]] non sarebbe stato Giacomo; ma io voglio dire che non poca parte dell'anima di Giacomo si spiega e si comprende guardando a Monaldo, e che in questo troviamo quasi i germi, che maturarono poi gloriosamente nel grande figliuolo. ([[Carlo Pascal]] *Io per me rido di tutti...; ma quel povero Giacomo, che vivo non toccò mai nessuno, e morto non si può difendere! ([[Pietro Giordani]]) *Io so di poter dire con sicurezza che la grandezza umana si spiega o con la prevalenza delle influenze esterne o sociali o con quella della personalità.<br>[[Dante Alighieri|Dante]] è capito con le prime [...]. Leopardi con la seconda; è inutile che vogliate servirvi di storia contemporanea e di vita pubblica. L'arte, la grandezza, dite pure il genio di Leopardi, sono spiegabili soltanto con l'individuo Giacomo Leopardi. ([[Paolo Orano]]) *L'anima del Leopardi era nobilissima, delicatissima, quella d'una creatura angelica, straboccante di desiderio d'amore e di amicizia. ([[Giuseppe Prezzolini]]) *La protesta per il passo della morte è più religiosa che la sua accettazione, e il Leopardi è più religioso del [[Benedetto Croce|Croce]]. Dal Leopardi possono venire le aperture pratiche religiose, dal Croce può venire il servizio ai valori. Il Croce è greco-europeo, perché la civiltà europea porta al suo sommo l'affermazione dei valori. Il Leopardi comprende questi (le virtù), ma cerca gl'individui, e li vede morire, non li trova più, sono i morti. È aperto, dunque, al tu; in potenza ci sono le aperture pratiche religiose. ([[Aldo Capitini]]) *Nel Leopardi si trova, in forma estremamente drammatica, la crisi di transizione verso l'uomo moderno; l'abbandono critico delle vecchie concezioni trascendentali senza che ancora si sia trovato un ubi consistam morale e intellettuale nuovo, che dia la stessa certezza di ciò che si è abbandonato. ([[Antonio Gramsci]]) *Nessun prete voleva riceverlo in chiesa. Il [[Antonio Ranieri|Ranieri]] parlò a parecchi parrochi, e tutti no: gli fu indicato quello di San Vitale come uomo di manica larga e ghiotto di pesci. Ei tosto corse a la Pietra del pesce, comperò triglie e calamai, e ne mandò un bel regalo al parroco, il quale si lasciò persuadere, e fece allogare il cadavere nel muro esteriore accanto la porta della chiesa. Così per pochi pesci Giacomo Leopardi ebbe sepoltura. Queste cose me le diceva il Ranieri, ed è bene che il mondo le sappia queste cose. ([[Luigi Settembrini]]) *Noi, fatta qualche eccezione per la seconda metà del settecento, se pur c'è da farla, non abbiamo avuto fino al Leopardi un solo lirico intimo, nel vero senso della parola. ([[Giacomo Barzellotti (filosofo)|Giacomo Barzellotti]]) *Non bisogna lasciarsi fermare dalla somma correttezza e proprietà ed eleganza con la quale la poesia del Leopardi si presenta, ma guardare in là e osservare che sotto quella irreprensibilità letteraria, se non si avverte mai vuoto nel pensare e nel sentire, nondimeno, poeticamente, si ritrova ora il forte ora il fiacco, ora il pieno e ora il lacunoso, e affermare che la poesia del Leopardi è assai più travagliata di quanto non si sospetti o di quanto non si creda. C'è in essa dell'arido, c'è della prosa, c'è del formalmente letterario, e c'è insieme poesia dolcissima e purissima e armoniosissima ; e forse quell'impaccio, che precede o segue i liberi movimenti della fantasia e del ritmo, fa meglio sentire il miracolo della creazione poetica. ([[Benedetto Croce]]) *Nonostante la sua filosofia negativa, il Leopardi quanto a cose d'ordine estetico fu, come ho notato dianzi, tutt'altro che pessimista, quanto a cose d'ordine morale e civile non fu pessimista in tutto. E se, esagerando, disse «che il mondo è una lega di birbanti contro i buoni», non però disamava gli uomini, e anzi augurava che si collegassero fraternamente insieme, per opporsi ai mali inerenti alla vita e per mitigarli. Nella negazione troppo assoluta del progresso, rispetto alla felicità delle masse tanto vantata ne' suoi tempi, esprime un concetto profondamente umanitario e moderno, e possiamo dire insito nei principii del socialismo, dicendo di non saper comprendere come quella felicità si possa conseguire senza la felicità degl'individui. ([[Giovanni Mestica]]) *Per Leopardi scrivere una pagina sola, o comporre una strofa, non era un'avventura, così neppure era un'avventura vivere. Alla vita sapeva sopra tutto quello che non poteva chiedere, e di quali pericoli era gravato quel poco bene. Gli mancava la bella confidenza: ma, in compenso, gli era stato dato in sorte un dono: quello di sorridere e fantasticare. ([[Giuseppe De Robertis]]) *Questa {{NDR|per [[Fanny Targioni Tozzetti]]}} fu la più vera e terribile passione del Leopardi, e si ricollega a gl'impeti del primo amore, ai deliri per la [[Teresa Carniani|Malvezzi]]; è una passione pura, ma tutta umana, che probabilmente il poeta, sempre riserbatissimo e timido, perché conscio de la propria inferiorità materiale e dei doveri de l'ospitalità, non palesò mai a la donna cara, ma ch'ella dovette comprender benissimo, poiché il Leopardi stesso aveva certa coscienza di esser stato capito.<br>Le debolezze, cui per tale passione egli si lasciò andare, furon tali che non la donna soltanto, ma anche gli amici di lui compresero il suo secreto e si dolsero e del suo soffrire e del suo non saper resistere a quel disgraziato affetto. ([[Emma Boghen Conigliani]]) *Se c'è un poeta moderno la cui opera dia l'impressione di muoversi a un tempo, per un miracoloso dono d'ubiquità, nelle sfere ideali che abbiamo simboleggiato con le formule di canzoniere e poesia pura, quel poeta è Giacomo Leopardi. ([[Renato Poggioli]]) *Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il Leopardi ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. ([[Alessandro D'Ancona]]) *Sono convinto che Giacomo Leopardi sia un amante straordinario della vita, un pessimista allegro, in pratica un ottimista. ([[Giancarlo Giannini]]) *Sulle sue idee, certamente c'è poco da equivocare. Ma dove, principalmente, egli le espose e le ragionò?<br>Nelle grandi liriche, nelle composizioni in cui la fantasia e l'estro si accendono al calor bianco e cercano di raggiungere per ineluttabili scorciatoie i significati assoluti. È lo stato più estraneo alla coscienza vera, al giudizio accettato dalla ragione, quello che genera canti come ''A se stesso'' o ''La Ginestra''. In quella loro altezza disperata si confonde davvero con la negazione una più alta e improvvisa accettazione dell'idea divina. ([[Giovanni Artieri]]) *Tutto Leopardi è un momento della polemica tra Socrate e i Dicasti, tra Gesù e i Farisei, tra Bruno e Bellarmino: la gran battaglia tra Lao-tse e Confucio, cioè tra l'uomo spontaneo e il funzionario. ([[Massimo Bontempelli]]) *Un libro su Leopardi non può cominciare che come un'opera buffa: preferibilmente di Gioachino Rossini, che era nato vicino a Recanati, a Pesaro, e poi aveva infiammato Milano, Roma, Parigi e tutto il mondo musicale. Il protagonista di questa opera buffa non è Giacomo, sebbene amasse sino alle lacrime Il barbiere di Siviglia e La donna del lago, ma suo padre Monaldo, nato a Recanati nel 1766 da un'antica famiglia che risaliva, o diceva di risalire, al tredicesimo secolo. ([[Pietro Citati]]) *Venuto a contatto con gli intellettuali progressisti del gabinetto Vieusseux, Leopardi invece di rifiorire a nuova vita, si chiuse, dopo il primo entusiasmo, ancora di più nella propria solitudine. ([[Giacinto Spagnoletti]]) ===[[Francesco De Sanctis]]=== *Leopardi e [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]] sono una cosa. Quasi nello stesso tempo l'uno creava la metafisica e l'altro la poesia del dolore. Leopardi vedeva il mondo così, e non sapeva il perché. Arcano è tutto fuorché il nostro dolor. Il perché l'ha trovato Schopenhauer con la scoperta del Wille. *Leopardi ragiona col senso comune, dimostra così alla buona come gli viene, non pensa a fare effetto, è troppo modesto, troppo sobrio. Lo squallore della vita che volea rappresentare si riflette come in uno specchio in quella scarna prosa; il suo stile è come il suo mondo, un deserto inamabile dove invano cerchi un fiore. *Leopardi s'incontra ne' punti sostanziali della sua dottrina con Schopenhauer; ma gli sta di sotto per molti rispetti. Primamente Leopardi è poeta; e gli uomini comunemente non prestano fede ad una dottrina esposta in versi; ché i poeti hanno voce di mentitori. *Perché Leopardi produce l'effetto contrario a quello che si propone. Non crede al progresso, e te lo fa desiderare; non crede alla libertà, e te la fa amare. Chiama illusioni l'amore, la gloria, la virtù, e te ne accende in petto un desiderio inesausto. E non puoi lasciarlo, che non ti senta migliore; e non puoi accostartegli, che non cerchi innanzi di raccoglierti e purificarti, perché non abbi ad arrossire al suo cospetto. È scettico, e ti fa credente; e mentre non crede possibile un avvenire men tristo per la patria comune, ti desta in seno un vivo amore per quella e t'infiamma a nobili fatti. Ha così basso concetto dell'umanità, e la sua anima alta, gentile e pura l'onora e la nobilita. E se il destino gli avesse prolungata la vita infino al quarantotto, senti che te l'avresti trovato accanto, confortatore e combattitore. Pessimista od anticosmico, come Schopenhauer, non predica l'assurda negazione del Wille, l'innaturale astensione e mortificazione del cenobita: filosofia dell'ozio che avrebbe ridotta l'Europa all'evirata immobilità orientale, se la libertà e l'attività del pensiero non avesse vinto la ferocia domenicana e la scaltrezza gesuitica. Ben contrasta Leopardi alle passioni, ma solo alle cattive; e mentre chiama larva ed errore tutta la vita, non sai come, ti senti stringere più saldamente a tutto ciò che nella vita è nobile e grande. L'ozio per Leopardi è un'abdicazione dell'umana dignità, una vigliaccheria; Schopenhauer richiede l'occupazione come un mezzo di conservarsi in buona salute. ===[[Arturo Farinelli]]=== *La sensibilità per ogni suono era nel Leopardi inaudita, e l'anima come da un vivido raggio tutta ne rimaneva penetrata. Forse quelle voci, quei suoni che lontanando morivano, la mesta melodia che salutava la luce estrema, fuggente, agivano con forza arcana perché risonanti nell'alta quiete e nel silenzio, e popolavano d'un tratto le solitudini che rendevano più misteriose e profonde; poi si estinguevano e il silenzio raddoppiava. *Non conveniva un gran mondo a questo poeta assorto nell'eremo dell'anima, tutto intimità e fervoroso e doloroso raccoglimento. Lo sbigottisce lo strepito; lo spaurano i grandi spettacoli; dove è solitudine, alto silenzio, profonda quiete si ritrae pensoso, e pende, attiva lo spirito. Ad ogni più lieve stimolo il sentimento è desto; ogni più minuta cosa colpisce il suo sguardo che l'afferra limpidissima. Fuori della sua concentratissima sfera di vita la visione gli si turba, il dilettoso fantasma gli {{sic|vanisce}}. Non distoglietelo; preservatelo dalla folla; lasciategli la sua piccola isola di contemplazione, dove si rifugia e dove giungon morte le onde dei rumori mondani. Idillica l'anima, all'idillio si atteggia la natura che lo attrae, lo commuove e gli divien famigliare. Il suo ermo colle, la sua siepe, il suo rialto sovra l'erbe, dove ama sedere e assorbirsi, solingo e muto, la sua distesa di prato che verdeggia, il suo ciel sereno, il suo sole che indora le vie e gli orti, la sua tacita, chiara e bianca luna, quei suoi lembi di campagna che dischiudono un ampio orizzonte, il mar da lungi, il monte; che altro occorreva al «promeneur solitaire» di Recanati, per suscitare fantasmi allo spirito, affetti al cuore? *Se badate, sono le piccole, tenuissime cose, le scene più intime e romite quelle a cui più si affeziona. Il paesaggio più semplice e disadorno può suscitargli la commozione più viva e più dolce; la vibrazione dell'anima più intensa muove talora da una immagine lieve, tenerissima, da un fuggevole tocco, da un suono leggerissimo, da un minimo ricordo, soave o doloroso. Ai superlativi del sentimento nella lirica che gli sgorga nella pienezza del cuore fanno riscontro i diminutivi che trasceglie e vezzeggia: la gallinella, il villanello, la donzelletta, il vecchierello, i mugoletti, la finestrella sopra la scaletta. Questa risonanza profonda nell'anima dei più minuti, o comuni spettacoli forma l'incanto maggiore della poesia del Leopardi. ===[[Giulio Augusto Levi]]=== *Alcuni dei germi più preziosi del pensiero cristiano si erano [...] meravigliosamente abbarbicati nell'animo del Leopardi, come nel più propizio dei terreni: questi erano un amore spasimato, com'egli diceva, della virtù<ref>Lettera al conte Xaverio Broglio d'Ajano del 13 agosto 1819. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, una focosa aspirazione alla purezza, un desiderio del sacrifizio, una misera stima del mondo<ref>Canzone ''Per una donna inferma di malattia lunga e mortale'', in fine, in ''Scritti vari'', p. 35. {{NDR|N.d.A.}}</ref>, la brama del Bello e del Bene assoluto. Quest'ultima guidò le sue riflessioni intorno alla filosofia sensista; dove si occupò principalmente di chiarire quale origine rimanesse assegnata alle idee del Bello e del Buono. Come si vide pervenuto alla conclusione che tutti i nostri giudizi sono relativi e frutti di assuefazione, e che il Bello e il Buono assoluto non esistono, non senza terrore ne ricavò la conseguenza che Dio stesso, creduto fino allora tipo ed origine di ogni perfezione, non esiste. Una simile conclusione gli ripugnava talmente, che tentò subito di restaurare il concetto della Divinità sopra un nuovo fondamento; supponendo che l'essenza di essa consistesse nell'infinita possibilità, dalla quale deduceva l'onnipotenza; e ne abbozzava un sistema che gli sembrava quadrare, anzi essere il necessario fondamento delle verità cristiane. *Chi consideri le circostanze della sua giovinezza, può trovare da ammirare, che uno spirito cotanto bisognoso del Bene sopramondano non si volgesse naturalmente alla religione. Nella casa paterna, ch'egli amò teneramente anche quando non poté più tollerare di vivere a Recanati, si può dire che si respirasse un'aria impregnata di severo spirito cristiano. La madre governava sé e la famiglia con principi e massime ascetiche. Il padre era una nobile tempra d'uomo; appassionato degli studi, autore di numerosi scritti di argomento politico storico religioso, zelantissimo della cosa pubblica, scrivendo e operando con fiera indipendenza e incontaminata purezza. Il fanciullo Giacomo cresceva a quell'esempio fra i gravi in-folio della biblioteca adunata da Monaldo, immerso negli studi di antiche letterature e di storia ecclesiastica, guardato con orgogliosa compiacenza dal padre, il quale senza dubbio sognava grandezze di carriera ecclesiastica per il precoce e infaticabile primogenito. *Il Leopardi, come [[Dante Alighieri|Dante]], volle essere pensatore e uomo prima che poeta: e nessuna cosa sentì più amaramente, che le sue opinioni esser messe da banda con dirle un effetto delle sue personali sventure<ref>Lettera al De Sinner del 24 maggio 1832. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. *Negli ultimi anni sentì chiaramente di aver fatto parte per se stesso, e di essere spiritualmente solo. Combatté con amara satira così i molli e nebulosi restauratori della religione, come i superficiali lodatori della scienza e delle sue virtù benefiche. – Il suo argomento capitale contro la fede cristiana nel Dio redentore, che dopo la [[Sistema eliocentrico|scoperta di Copernico]] non sia più lecito attribuire alla terra e all'uomo una condizione di privilegio fra gli esseri, è molto debole: perché confonde l'ordine fisico con l'ordine spirituale. Credo che realmente la sua miscredenza avesse una radice più profonda, in un libero atto iniziale, a cui si mantenne sempre fedele con onesta coerenza: risoluto di vivere e di operare per gli uomini del suo tempo, si mise prima alla loro scuola, e accettò la tendenza prevalente nel mondo moderno di affidarsi unicamente al lume della propria ragione: onde poi si vantava di avere apertamente ripudiato quelle credenze che molti ancora simulavano, per non potersi adattare alle cerimonie, e voler scrivere in lingua moderna, non dei tempi troiani <ref>''Dialogo di Timandro e di Eleandro''. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. ===[[Francesco Piccolo (filologo)|Francesco Piccolo]]=== *Leopardi è ancora solo. La sua poesia sarà sempre in alto e sola, nell'eternità.<br>Che grande errore imporla nelle scuole, trascinare la dolente pensosa figura del poeta per le chiuse aule scolastiche dove è appena lecito declamare per esercitazioni mnemoniche e oratorie: ''Ancor dal monte...''<ref>Carducci, ''Alle fonti del Clitumno''.</ref> o ''Agile e solo vien di colle in colle...''<ref>Carducci, ''La chiesa di Polenta''.</ref> Habent sua fata pöetae. Non c'è al mondo altra poesia più della leopardiana lontana dalla scuola e dalla mentalità scolastica, se togli la canzone all'Italia e l'altra per il monumento di Dante; eppure il destino del Leopardi è stato questo: che il riconoscimento della grandezza della sua poesia dovesse essere ufficiale, incominciando dalla scuola, sulla cui soglia la si abbandona quando si entra nella vita. *Nessun amore del Leopardi risulta poeticamente giustificato. Fantasie, sogni torbidi, vaneggiamenti: amore no. Nessuna figura di donna ha lasciato nell'anima e nel corpo del poeta un solco profondo. Non possiamo immaginare che vergine il Leopardi: vergine nella carne e nell'anima, con le labbra sottilissime immuni di contatto carnale. In poesia figure di donne passano fugacemente e vaniscono: Silvia, Nerina, Geltrude Cassi e qualche altra. Apparizioni. Dico che questi amori, vissuti forse realmente ma non poeticamente appieno, e passati così, inani, non giustificano empiricamente questo inabissamento e {{sic|annihilamento}} del mondo, dello spazio, del tempo, della propria personalità e del mondo esteriore, ridotti al nulla eterno, alla indifferenza assoluta, alla non esistenza. Che diventa materia di poesia. Nella distruzione tragica del mondo circostante, tempo e spazio, qualche cosa si salva, vien su da tanta feroce e voluttuosa rovina, la coscienza di sé, la coscienza dell'intimo individuale dolore. *Tolte le canzoni di carattere patriottico ed encomiastico, il mondo poetico del Leopardi si riduce a quello morale e a quello sentimentale - critico che è assorbito dal primo perché le donne amate dal poeta sono come foglie cadute, figure di cose passate, travolte dalla morte, tornate nel nulla. E queste figure di donne senza contorni, senza qualità speciali, inindividuate, non sono mai il centro di una rappresentazione di arte, ma pure entrando direttamente nella emozione e nella ispirazione del poeta, restano poi fuori della poesia alla quale non importa che cantare il pensiero dominante: il nulla, il vuoto, nulla l'amore, nulla l'illusione, nulla la gloria. ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte"/> ==Bibliografia== *Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/appressamento-della-morte/ Appressamento della morte]'', Book editore, Castel Maggiore (Bo), 1998. *Giacomo Leopardi, ''[[s:Canti (Leopardi - Donati)|Canti]]'', edizione critica, a cura di Alessandro Donati, Bari, Laterza, 1917. *Giacomo Leopardi, ''[[s:Discorso in proposito d'una orazione greca di Giorgio Gemisto Pletone|Discorso in proposito d'una orazione greca di Giorgio Gemisto Pletone]]'', in ''Pensieri, Moralisti greci'', a cura di Alessandro Donati, Laterza, Bari, 1932. *Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/discorso-sopra-la-batracomiomachia/ Discorso sopra la Batracomiomachia]''; in ''Tutte le opere'', a cura di Walter Binni, Sansoni editore, 1989. ISBN 88-383-0875-6 *Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/discorso-sopra-lo-stato-presente-dei-costumi-deglitaliani/ Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani]''; in ''Tutte le opere'', a cura di Walter Binni, Sansoni editore, 1969. *Giacomo Leopardi, [https://books.google.it/books?id=5xM_AAAAcAAJ ''Epistolario'', vol. I], a cura di [[Prospero Viani]], Le Monnier, Firenze, 1849. *Giacomo Leopardi, [https://books.google.it/books?id=_xM_AAAAcAAJ ''Epistolario'', vol. II], a cura di [[Prospero Viani]], Le Monnier, Firenze, 1849. *Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/guerra-de-topi-e-delle-rane-1821-1822/ Guerra de' topi e delle rane (1821-1822)]'', ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/la-guerra-dei-topi-e-delle-rane-poema-1815/ La guerra dei topi e delle rane. Poema (1815)]'', ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/guerra-dei-topi-e-delle-rane-1826/ Guerra dei topi e delle rane (1826)]''; in ''Tutte le opere'', a cura di Walter Binni, Sansoni editore, 1989. ISBN 88-383-0875-6 *Giacomo Leopardi, ''Lettere al fratello Carlo'', Edizioni Osanna Venosa, Venosa, 1997. ISBN 88-8167-189-1 *Giacomo Leopardi, ''[[s:Pensieri (Leopardi)|Pensieri]]'', a cura di Marilena Salvarezza, Biblioteca Italiana Tascabile, Milano, 1995. *Giacomo Leopardi, ''[http://ww2.bibliotecaitaliana.it/xtf/view?docId=bibit001598/bibit001598.xml&chunk.id=d52e212&toc.id=d52e212&brand=newlook Storia dell'astronomia]'', BibliotecaItaliana.it. *Giacomo Leopardi, ''[https://www.liberliber.it/online/autori/autori-l/giacomo-leopardi/storia-di-unanima-memorie/ Storia di un'anima]'', a cura di Plinio Perilli, Carlo Mancosu Editore, Roma, 1993. *Giacomo Leopardi, ''[[s:Indice:Zibaldone di pensieri I.djvu|Zibaldone]]'' (col titolo di ''Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura''), a cura di [[Giosuè Carducci]], Volumi I-VII, Le Monnier, Firenze, 1898. ==Voci correlate== *[[Adelaide Antici Leopardi]] – madre *[[Carlo Leopardi]] – fratello *[[Monaldo Leopardi]] – padre *[[Paolina Leopardi]] – sorella *[[Pierfrancesco Leopardi]] – fratello ==Altri progetti== {{Interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Canti (Giacomo Leopardi)|''Canti''}} {{Pedia|Operette morali}} {{Pedia|Paralipomeni della Batracomiomachia}} {{Pedia|Pensieri (Leopardi)|''Pensieri''}} {{Pedia|Zibaldone}} {{vetrina|15|ottobre|2005|poeti|scrittori}} {{DEFAULTSORT:Leopardi, Giacomo}} [[Categoria:Aforisti italiani]] [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Drammaturghi italiani]] [[Categoria:Epistolografi]] [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Glottologi italiani]] [[Categoria:Linguisti italiani]] [[Categoria:Nobili italiani]] [[Categoria:Personalità dell'ateismo]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] t4lodcperd9yjh2x3olyv1kj3m52a23 Alan Turing 0 765 1413343 1350318 2026-05-13T19:59:03Z ~2026-28804-53 107125 1413343 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Alan Turing Memorial Closer.jpg|right|thumb|Monumento in memoria di Alan Turing]] '''Alan Mathison Turing''' (1912 – 1954), matematico e informatico inglese. ==Citazioni di Alan Turing== *Il ragionamento matematico può essere considerato piuttosto schematicamente come l'esercizio di una combinazione di due capacità, che possiamo chiamare ''intuizione'' e ''ingegnosità''. :''Mathematical reasoning may be regarded rather schematically as the exercise of a combination of two facilities, which we may call ''intuition'' and ''ingenuity.<ref>{{en}} Dalla sezione 11 ''The purpose of ordinal logics'', di ''Systems of Logic Based on Ordinals'', 1938; pubblicato in ''Proceedings of the London Mathematical Society'', serie 2, vol. 45, 1939.</ref> *L'opinione diffusa secondo cui gli scienziati procedono inesorabilmente da un dato di fatto consolidato a un altro dato di fatto consolidato, senza essere mai influenzati da congetture non dimostrate, è del tutto errata.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della matematica'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2020, p. 289. ISBN 9788858025857</ref> *Se una macchina dev'essere infallibile, non potrà essere anche intelligente.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della matematica'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2020, p. 286. ISBN 9788858025857</ref> *Un calcolatore meriterebbe di essere definito intelligente se potesse ingannare un essere umano facendogli credere di essere umano.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della scienza'', traduzione di Martina Dominici e Olga Amagliani, Gribaudo, 2018, p. 253. ISBN 9788858015001</ref> *Un uomo fornito di carta, matita e gomma e assoggettato a una severa disciplina è in effetti una macchina universale.<ref>Da "Intelligent Machinery: A Report by A. M. Turing," (estate 1948), per il National Physical Laboratory (1948) e pubblicato in ''Key Papers: Cybernetics'', a cura di C. R. Evans e A. D. J. Robertson (1968) ed, in forma diversa, in ''Machine Intelligence 5'', a cura di B. Meltzer e D. Michie (1969). Citato in AA.VV., ''Il libro della matematica'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2020, p. 287. ISBN 9788858025857</ref> {{intestazione|{{en}} Da ''Computing Machinery and Intelligence''; pubblicato in ''Mind – A Quarterly Review of Psychology and Philosophy'', vol. 59, 1950}} *Credo che alla fine del secolo l'uso delle parole e l'opinione delle persone di cultura saranno cambiate a tal punto che si potrà parlare di macchine pensanti senza aspettarsi di essere contraddetti. :''I believe that at the end of the century the use of words and general educated opinion will have altered so much that one will be able to speak of machines thinking without expecting to be contradicted.'' (p. 442) *Ai tempi di [[Galileo Galilei|Galileo]] si affermava che i testi "Stette fermo il sole in mezzo al cielo e non si affrettò a calare quasi un giorno intero" (Giosuè 10,13) e "Hai fondato la terra sulle sue basi, mai potrà vacillare" (Salmi 104,5) fossero una confutazione adeguata della teoria copernicana. :'' In the time of Galileo it was argued that the texts, "And the sun stood still... and hasted not to go down about a whole day" (Joshua x. 13) and "He laid the foundations of the earth, that it should not move at any time" (Psalm cv. 5) were an adequate refutation of the Copernican theory.'' (pp. 443-444) *Le macchine mi sorprendono con grande frequenza.<ref>Citato in ''Come funziona la filosofia'', a cura di Marcus Weeks, traduzione di Daniele Ballarini, Gribaudo, 2020, p. 157. ISBN 9788858025598</ref> :''Machines take me by surprise with great frequency''. (p. 450) *Possiamo vedere solo poco davanti a noi, ma possiamo vedere tante cose che bisogna fare. :''We can only see a short distance ahead, but we can see plenty there that needs to be done.'' (p. 460) ===Attribuite=== *La scienza è un'equazione differenziale. La religione è una condizione al contorno.<ref>Citato in J. D. Barrow, ''Teorie del tutto. La ricerca della spiegazione ultima''.</ref> *No, non mi interessa sviluppare un cervello elettronico potente. Mi accontento di uno normale, un po' come quello del presidente dell'AT&T.<ref>Pronunciato alla mensa dei ''Bell Labs'', 1943; citato in A. Hodges, ''Storia di un enigma – Alan Turing'', Boringhieri.</ref> ==Citazioni su Alan Turing== *Turingschande: sostantivo. La vergogna che si prova quando si scopre di aver scambiato un'intelligenza artificiale per un amico intimo. (''[[Civilization: Beyond Earth]]'') *''Cuori di streghe e zombies | di assetati vampiri | li chiamano algoritmi | sono lupi mannari''. da Nuovi ''Nuovi Mostri'' ([[Norman Zoia]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *''[[The Imitation Game]]'', film 2014 *[[Test di Turing]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Turing, Alan}} [[Categoria:Logici britannici]] [[Categoria:Matematici britannici]] ruc8rjiazz6bj2ziz9wno3e600k7x9m 1413346 1413343 2026-05-13T20:18:12Z Udiki 86035 Annullata la modifica [[Special:Diff/1413343|1413343]] di [[Special:Contributions/~2026-28804-53|~2026-28804-53]] ([[User talk:~2026-28804-53|discussione]]) non sembra pertinente, è dedicata forse a Turing ma in realtà pare riguardare direttamente i computer 1413346 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Alan Turing Memorial Closer.jpg|right|thumb|Monumento in memoria di Alan Turing]] '''Alan Mathison Turing''' (1912 – 1954), matematico e informatico inglese. ==Citazioni di Alan Turing== *Il ragionamento matematico può essere considerato piuttosto schematicamente come l'esercizio di una combinazione di due capacità, che possiamo chiamare ''intuizione'' e ''ingegnosità''. :''Mathematical reasoning may be regarded rather schematically as the exercise of a combination of two facilities, which we may call ''intuition'' and ''ingenuity.<ref>{{en}} Dalla sezione 11 ''The purpose of ordinal logics'', di ''Systems of Logic Based on Ordinals'', 1938; pubblicato in ''Proceedings of the London Mathematical Society'', serie 2, vol. 45, 1939.</ref> *L'opinione diffusa secondo cui gli scienziati procedono inesorabilmente da un dato di fatto consolidato a un altro dato di fatto consolidato, senza essere mai influenzati da congetture non dimostrate, è del tutto errata.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della matematica'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2020, p. 289. ISBN 9788858025857</ref> *Se una macchina dev'essere infallibile, non potrà essere anche intelligente.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della matematica'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2020, p. 286. ISBN 9788858025857</ref> *Un calcolatore meriterebbe di essere definito intelligente se potesse ingannare un essere umano facendogli credere di essere umano.<ref>Citato in AA.VV., ''Il libro della scienza'', traduzione di Martina Dominici e Olga Amagliani, Gribaudo, 2018, p. 253. ISBN 9788858015001</ref> *Un uomo fornito di carta, matita e gomma e assoggettato a una severa disciplina è in effetti una macchina universale.<ref>Da "Intelligent Machinery: A Report by A. M. Turing," (estate 1948), per il National Physical Laboratory (1948) e pubblicato in ''Key Papers: Cybernetics'', a cura di C. R. Evans e A. D. J. Robertson (1968) ed, in forma diversa, in ''Machine Intelligence 5'', a cura di B. Meltzer e D. Michie (1969). Citato in AA.VV., ''Il libro della matematica'', traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2020, p. 287. ISBN 9788858025857</ref> {{intestazione|{{en}} Da ''Computing Machinery and Intelligence''; pubblicato in ''Mind – A Quarterly Review of Psychology and Philosophy'', vol. 59, 1950}} *Credo che alla fine del secolo l'uso delle parole e l'opinione delle persone di cultura saranno cambiate a tal punto che si potrà parlare di macchine pensanti senza aspettarsi di essere contraddetti. :''I believe that at the end of the century the use of words and general educated opinion will have altered so much that one will be able to speak of machines thinking without expecting to be contradicted.'' (p. 442) *Ai tempi di [[Galileo Galilei|Galileo]] si affermava che i testi "Stette fermo il sole in mezzo al cielo e non si affrettò a calare quasi un giorno intero" (Giosuè 10,13) e "Hai fondato la terra sulle sue basi, mai potrà vacillare" (Salmi 104,5) fossero una confutazione adeguata della teoria copernicana. :'' In the time of Galileo it was argued that the texts, "And the sun stood still... and hasted not to go down about a whole day" (Joshua x. 13) and "He laid the foundations of the earth, that it should not move at any time" (Psalm cv. 5) were an adequate refutation of the Copernican theory.'' (pp. 443-444) *Le macchine mi sorprendono con grande frequenza.<ref>Citato in ''Come funziona la filosofia'', a cura di Marcus Weeks, traduzione di Daniele Ballarini, Gribaudo, 2020, p. 157. ISBN 9788858025598</ref> :''Machines take me by surprise with great frequency''. (p. 450) *Possiamo vedere solo poco davanti a noi, ma possiamo vedere tante cose che bisogna fare. :''We can only see a short distance ahead, but we can see plenty there that needs to be done.'' (p. 460) ===Attribuite=== *La scienza è un'equazione differenziale. La religione è una condizione al contorno.<ref>Citato in J. D. Barrow, ''Teorie del tutto. La ricerca della spiegazione ultima''.</ref> *No, non mi interessa sviluppare un cervello elettronico potente. Mi accontento di uno normale, un po' come quello del presidente dell'AT&T.<ref>Pronunciato alla mensa dei ''Bell Labs'', 1943; citato in A. Hodges, ''Storia di un enigma – Alan Turing'', Boringhieri.</ref> ==Citazioni su Alan Turing== *Turingschande: sostantivo. La vergogna che si prova quando si scopre di aver scambiato un'intelligenza artificiale per un amico intimo. (''[[Civilization: Beyond Earth]]'') ==Note== <references /> ==Voci correlate== *''[[The Imitation Game]]'', film 2014 *[[Test di Turing]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Turing, Alan}} [[Categoria:Logici britannici]] [[Categoria:Matematici britannici]] 89woks366zuyv5mnls6rpiuz59jis9g Charles Dickens 0 1824 1413364 1371781 2026-05-14T08:12:32Z Spinoziano 2297 amplio ''Impressioni italiane'' 1413364 wikitext text/x-wiki [[File:Dickens Gurney head.jpg|thumb|Charles Dickens]] '''Charles Dickens''' (1812 – 1870), scrittore e giornalista britannico. ==Citazioni di Charles Dickens== *Bere gin è un grande vizio [[Inghilterra|inglese]], ma miseria e sporcizia sono peggiori.<ref group="fonte">Da ''Sketches by Boz'', cap. XII, ''Gin-shops''. Citato in Luca Ragagnin, Enrico Remmert, ''[https://books.google.it/books?id=ynPwDQAAQBAJ Elogio della sbronza consapevole]'', Marsilio, 2020. ISBN 978-88-317-3392-2.</ref> *Il giorno venne; una furiosa giornata [[Inverno|invernale]] che a volte scuoteva la vecchia casa come se questa avesse rabbrividito per il freddo. Una giornata che faceva della casa doppiamente una casa, che conferiva all'angolo del focolare una nuova delizia, che illuminava di una luce più forte le facce riunite attorno al focolare e faceva di ogni gruppo così raccolto una lega più stretta e più intima contro gli elementi scatenanti là fuori. Una di quelle dure giornate invernali che preparano meglio di qualunque altra cosa la strada verso una notte trascorsa tra quattro mura, verso una stanza dalle cortine pesanti, verso volti resi allegri dalla musica, dal riso, dal ballo, dalla luce, dal divertimento.<ref group="fonte">Da ''La battaglia della vita'', parte seconda, in ''Racconti di Natale'', traduzione di Emanuele Grazzi, Newton Compton, 2014. ISBN 978-88-541-7375-0</ref> *In tale gruppo così numeroso e composto da elementi eterogenei, poteva apparire quasi assurdo cercare disciplina, ma la disciplina perfetta c'era, perché, qualunque fossero le sue caratteristiche, [[Carmine Crocco|Crocco]] è stato senza dubbio un capo.<ref group="fonte">Da ''All the year round'', vol. 15. {{c|traduttore?}}</ref> *La [[Napoli|città]] si sveglia di nuovo coi [[Pulcinella]], i borsaioli, i comici e i mendicanti; con gli stracci, le marionette, i fiori, la vivacità, la sporcizia e la universale degradazione; si risveglia sciorinando al sole il suo abito d'[[Arlecchino]], l'indomani e tutti gli altri giorni, cantando e digiunando, danzando e giocando sulla riva del mare.<ref group="fonte">Da una corrispondenza di viaggio inviata al ''Daily News''; citato in ''Le Guide Mondadori. Napoli e dintorni'', Mondadori, Milano, p. 35. ISBN 88-04-4244-34</ref> *Noi che pur siamo amanti e ricercatori del pittoresco, non dobbiamo fingere di ignorare la depravazione, la degradazione e la miseria a cui è irrimediabilmente legata l'allegra vita di [[Napoli]]!<ref group="fonte">Citato in Caterina Arcidiacono, ''Napoli, diagnosi di una città: i giovani e il lavoro'', Magma, 1999.</ref> *{{NDR|Da una lettera a Henry Fothergill Chorley che aveva detto male degli italiani nel suo romanzo ''Roccabella''}} Pensate, se voi e io fossimo [[italiani]], e fossimo cresciuti dall'infanzia ad ora minacciati continuamente da confessionali, prigioni e sgherri infernali, potremmo voi ed io essere migliori di loro? Saremmo noi così buoni? Io, se ben mi conosco, no.<ref group="fonte" name=ssf>Citato in Silvio Spaventa Filippi, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/s/spaventa_filippi/carlo_dickens/pdf/spaventa_filippi_carlo_dickens.pdf Carlo Dickens]'', Bietti, Milano, 1941.</ref> *Un'infarinatura di tutto, e di nulla un'esatta conoscenza. :''A smattering of everything and a knowledge of nothing''.<ref group="fonte">Da ''Sketches by Boz'', ''Tales'', 3.</ref> ==''Barnaby Rudge''== ===[[Incipit]]=== Nell'anno 1775, c'era ai margini della foresta di Epping, a circa dodici miglia da Londra – a partire dal Ceppo in Cornhill, o piuttosto dal luogo nel quale o accanto al quale il Ceppo era in passato – un albergo chiamato la ''Cuccagna''; il che era mostrato a tutti quei viaggiatori che non sapessero né leggere né scrivere (e sessantasei anni fa molta gente, sia che viaggiasse, sia che non viaggiasse, si trovava in questa condizione) dall'emblema innalzato sul ciglio della strada di fronte alla casa, emblema che, se non di quelle ragguardevoli proporzioni che gli alberi della cuccagna solevano presentare nei tempi andati, era tuttavia un bel frassino giovane, alto trenta piedi e più dritto di saetta mai scoccata da arciere inglese. ===Citazioni=== *Ci sono delle corde, [...] nel [[cuore]] umano, che è meglio non toccare. (Mr Tappertit: cap. XXII) *Il [[lavoro]] [...] è l'anima degli affari e la chiave di volta della prosperità. (Mr Chester: cap. XXVII) ==''Cantico di Natale''== ===[[Incipit]]=== ====Maria Luisa Fehr==== Marley era morto, tanto per cominciare. Non c'era dubbio su ciò: il suo atto di morte era firmato dal pastore, dal coadiutore, dall'uomo delle pompe funebri e dal capo dei piagnoni. L'aveva firmato anche Scrooge, ed il nome di Scrooge alla Borsa degli scambi valeva per qualunque cosa a cui egli decidesse di metter mano. Il vecchio Marley era morto come un chiodo di un uscio.<br> {{NDR|Charles Dickens, ''Canto di Natale'', traduzione di Maria Luisa Fehr, RCS Libri, 1997}} ====Alessandra Osti==== Marley era morto, tanto per cominciare. Non c'era alcun dubbio. Il registro della sua sepoltura era stato firmato dal pastore, dal chierico, dall'impresario delle pompe funebri e dal responsabile della cerimonia funebre. L'aveva firmato anche Scrooge. E il nome di Scrooge alla Borsa era valido per qualsiasi cosa su cui lui decidesse di mettere mano. Il vecchio Marley era morto come il chiodo di una porta.<br> {{NDR|Charles Dickens, ''Canto di Natale'', traduzione di Alessandra Osti, La Repubblica-L'Espresso, 2012. ISBN 9788888240206}} ====[[Federigo Verdinois]]==== Marley, prima di tutto, era morto. Niente dubbio su questo. Il registro mortuario portava le firme del prete, del chierico, dell'appaltatore delle pompe funebri e della persona che aveva guidato il mortoro. Scrooge vi aveva apposto la sua: e il nome di Scrooge, su qualunque fogliaccio fosse scritto, valeva tant'oro. Il vecchio Marley era proprio morto per quanto è morto, come diciamo noi, un chiodo di porta.<br> {{NDR|Charles Dickens, ''[[s:Cantico di Natale/Strofa Prima|Cantico di Natale]]'', traduzione di Federigo Verdinois, Hoepli, 1888}} ===Citazioni=== *Se potessi fare a modo mio, ogni idiota che se ne va attorno con cotesto "allegro [[Natale]]" in bocca, avrebbe a esser bollito nella propria pentola e sotterrato con uno stecco di agrifoglio nel cuore. Sì, proprio! ([[s:Cantico di Natale/Strofa Prima|prima strofa]]) *– Chi siete e che cosa siete? – domandò Scrooge.<br />– Sono lo Spirito di Natale passato.<ref>Citato in ''[[V per Vendetta]]''.</ref> ([[s:Cantico di Natale/Strofa Seconda|seconda strofa]]) *È un bel compenso, ed è anche giusto e consolante nell'ordine delle cose umane, che se il dolore e il malanno si attaccano, non ci sia al mondo cosa più contagiosa del buonumore e del riso. ([[s:Cantico di Natale/Strofa Terza|terza strofa]]) *Le azioni umane adombrano sempre un certo [[scopo|fine]], che può diventare inevitabile, se in quelle ci si ostina. Ma se vengono a mutare, muterà anche il fine. ([[s:Cantico di Natale/Strofa Quarta|quarta strofa]]) *Risero alcuni di quel mutamento, ma egli li lasciava ridere e non vi badava; perché sapeva bene che molte cose buone, su questo mondo, cominciano sempre col muovere il [[risata|riso]] in certa gente. ([[s:Cantico di Natale/Strofa Quinta|quinta strofa]]) ==''Casa desolata''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''London. Michaelmas Term lately over, and the Lord Chancellor sitting in Lincoln's Inn Hall.'' {{NDR|Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id&#61;KlsJAAAAQAAJ Bleak House]'', Bradbury and Evans, London, 1853.}} ====Angela Negro==== Londra. Sessione autunnale da poco conclusa e il Lord Cancelliere tiene udienza a Lincoln's Inn Hall. ===Citazioni=== *Nebbia ovunque. Nebbia su per il fiume, che fluisce tra isolette e prati verdi; nebbia giù per il fiume che scorre insudiciato tra le file di navi e le sozzure che giungono alla riva di una grande (e sporca) città. (cap. I, 2014) *[...] un mondo avvolto nella bambagia e nella lana fina non può sentire lo strepito di mondi più vasti, e non può vederli girare intorno al sole. È un mondo smorzato e talvolta il suo sviluppo, per mancanza d'aria, non è molto sano. (cap. II, 2014) *Una [[parola]] detta col cuore vale quanto un discorso. (John Jarndyce: cap. VI, 2014) *[...] Mr Jarndyce [...] aveva osservato che c'erano due classi di persone [[Carità|caritatevoli]]: chi faceva poco ma suscitava un grande scalpore e chi faceva molto ma non provocava nessuno scalpore. (cap. VI, 2014) *È il raggio dei raggi, dice Chadband, il sole dei soli, la luna delle lune, la stella delle stelle. È la luce della verità. (cap. XXV, 2014) *Infatti, per quanto il diavolo possa essere cattivo vestito di fustagno o in camiciotto (e può essere cattivo in ambedue), è più fine, più scaltro e più intollerabile, quando infila una spilla sulla camicia, si dice gentiluomo, contrassegna una carta o un colore, gioca una partita a bigliardo e si intende un po' di cambiali e pagherò. (cap. XXVI, 2014) *[...] la regola fondamentale {{NDR|di Mr Bagnet}} è non fare mai nulla al buio, non partecipare a nulla di segreto o misterioso e non posare mai il piede dove non si vede la terra. (cap. XXVII, 2014) *È mia moglie che dà consigli. È lei che è capace. Ma io non lo dico mai davanti a lei. Si deve mantenere la disciplina. (Mr Bagnet: cap. XXVII, 2014) *È una malinconica verità che anche i grandi hanno dei parenti poveri. (cap. XXVIII, 2014) *L'unico grande principio della legge [[Inghilterra|inglese]] è di fare affari. Nessun principio, con tutti gli angusti rigiri, viene mantenuto con più distinzione, sicurezza e logicità. (cap. XXXIX, 2014) *Ma l'[[ingiustizia]] genera ingiustizia: la lotta contro le ombre e la disfatta riportata necessitano di qualcuno contro cui combattere. (cap. XXXIX, 2014) *– E di nuovo – ripeté la signorina, catalettica di [[ostinazione]] – e poi ancora. Ancora. E molte altre volte. Infatti, sempre. (cap. XLI; 1930, p. 39) *{{NDR|A proposito di Jo}} È morto, vostra Maestà. È morto, signori principi, duchi e marchesi. Morto, onorevoli reverendi e disonorevoli reverendi d'ogni ordine. Morto, uomini e donne, nati con celeste pietà nel cuore. E ne muoiono così intorno a noi ogni giorno. (cap. XLVII; 1930, p. 110) *Quando la [[luna]] risplende fulgidissima, sembra che da essa si riversi un senso di solitudine e di calma che ha anche un influsso sui luoghi affollati pieni di vita. (cap. XLVIII; 1930, p. 125) *{{NDR|Rivolgendosi a Mademoiselle Hortense}} [[Donna|Voi del sesso gentile]] avete reciprocamente tanta animosità quando non andate d'accordo. (Signor Bucket: cap. LIV; 1930, p. 218) *Ora, signorina Summerson, vi darò un consiglio che, quando sarete sposata e avrete intorno una famiglia, vostro marito troverà molto utile. Quando qualcuno vi dice che è indifferente come più non potrebbe essere in tutto ciò che riguarda il [[denaro]], tenete bene d'occhio il vostro, perché è certissimo che, quando può, se lo aggranfierà. Quando una persona vi proclama: «Nelle faccende mondane io sono un bambino», considerate solo che essa grida che non vuol essere tenuta responsabile, e che voi sapete così il numero, di quella persona, il numero uno fra gli interessati. Ora io non sono di tendenze poetiche, tranne vocalmente, quando mi trovo in compagnia, ma son pratico, e questo me l'ha insegnato l'esperienza. Questa è la regola. Facilone in una cosa, facilone in tutto. Non so che questa regola sia mai fallita. E neppur voi la vedrete fallire. Né altri. (Signor Bucket: cap. LVII; 1930, pp. 256-257) *[...] tutte le partenze e le [[Separazione|separazioni]] rappresentano in qualche modo la grande separazione finale [...]. (cap. LVIII; 1930, p. 272) *Il [[Alba|giorno appare]] come un fantasma. Freddo, scolorato e vago, manda foriera una striscia di tinta funerea, come se proclamasse : «Chi è là, guardate che vi porto! Chi glielo dirà?». (cap. LVIII; 1930, p. 284) ===Citazioni su ''Casa desolata''=== *Quando si pubblica ''Bleak House'' è come l'impeto d'una furia demolitrice che s'abbatte sulle istituzioni giudiziarie inglesi. Par che il Dickens non sorrida più col sorriso paziente e tollerante che gli veniva dal suo istinto di carità cristiana, ma con quello corrosivo del canonico Swift, che non ne aveva, con quello smisurato e violento del curato di Meudon, che era pagano con gioia. Le parrucche della Corte di Cancelleria, che avevano resa ridicola la giustizia inglese e che videro di punto in bianco scoperte le loro soperchierie innanzi al mondo che rideva con dileggio, ebbero un bel da fare per salvarsi da quell'assalto, e si salvarono a patto di rinnegarsi e di ritornar sul campo della logica, abbandonato per insensibili e continue deviazioni e aberrazioni. ([[Silvio Spaventa Filippi]]) ==''David Copperfield''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''Whether I shall turn out to be the hero of my own life, or whether that station will be held by anybody else, these pages must show. To begin my life with the beginning of my life, I record that I was born (as I have been informed and believe) on a Friday, at twelve o'clock at night. It was remarked that the clock began to strike, and I began to cry, simultaneously.'' {{NDR|Charles Dickens, ''[[s:en:Personal History of David Copperfield (1850)|The personal history of David Copperfield]]'', Bradbury and Evans, London, 1850.}} ====Cesare Pavese==== Se mi accadrà di essere io stesso l'eroe della mia vita o se questa parte verrà sostenuta da qualche altro, lo diranno queste pagine. Per iniziare la mia vita proprio dal principio, ricorderò che nacqui (così mi hanno informato e così credo) un venerdì, a mezzanotte. Si notò che il pendolo prese a battere e io a strillare, simultaneamente. {{NDR|Charles Dickens, ''[https://stefanodurso.altervista.org/wp-content/uploads/2021/02/Dickens_Charles_-_David_Copperfield_Pavese.pdf David Copperfield]'', prefazione e traduzione di [[Cesare Pavese]], Einaudi, 1993. ISBN 88-06-13239-3}} ====Oriana Previtali==== Se io stesso risulterò l'eroe della mia vita, o se questa posizione sarà occupata da qualcun altro, è cosa che sarà decisa da queste pagine. Intanto, per cominciare la storia della mia vita col principio di essa, registro il fatto di essere nato (a quanto mi si dice e credo) di venerdì a mezzanotte. Fu osservato che l'orologio cominciò a rintoccare e io a vagire, simultaneamente. ====[[Silvio Spaventa Filippi]]==== Si vedrà da queste pagine se sarò io o un altro l'eroe della mia vita. Per principiarla dal principio, debbo ricordare che nacqui (come mi fu detto e credo) di venerdì, a mezzanotte in punto. Fu rilevato che nell'istante che l'orologio cominciava a battere le ore io cominciai a vagire. ===Citazioni=== *[...] credo che la facoltà d'[[osservazione]] sia in molti bambini, per esattezza ed acume, addirittura prodigiosa. Di parecchi adulti, anzi, notevoli per questo rispetto, credo si possa dire, con maggior proprietà, non che abbiano acquistato, ma che non abbiano mai perduto quella facoltà; tanto più che simili uomini, come m'è dato spesso d'osservare, conservano certa freschezza, certa gentilezza e certa capacità di simpatia, che son certo qualità infantili rimaste in essi intatte fino all'età matura. (David Copperfield: cap. II, 1929) *– Tu sei troppo giovane per saper come il mondo muti ogni giorno – disse la signora Creakle – e come la gente se ne vada. Ma dobbiamo tutti apprenderlo, Davide: alcuni quando si è giovani, altri quando si è vecchi, e altri a tutte le età. (cap. IX, 1929) *Ma le [[Moda|mode]] sono come gli esseri umani. Vengono, nessuno sa quando, perché, o come. Io credo che sotto questo aspetto tutto sia come la vita. (Mr Omer: cap. IX, 1929) *[...] un cuore affettuoso è migliore e più forte della saggezza [...]. (cap. IX, 2007) *La [[procrastinazione]] è un furto fatto alla vita. (Mr Micawber: cap. XII, 1929) *[...] se un uomo ha venti sterline di [[reddito]] l'anno e spende diciannove sterline, diciannove scellini e mezzo, quell'uomo è felice; ma, se ne spende ventuno, sarà infelice. (Mr Micawber: cap. XII, 2007) **[...] chi ha venti sterline all'anno di rendita, e spende diciannove sterline, diciannove scellini e sei pence, è felice; ma che, invece, è da compiangere, se ne spende ventuna. (1929) *– Non commettere mai bassezze – disse mia zia; – non mentire mai; non esser mai crudele. Sfuggi questi tre vizi, Trot, e tu mi darai sempre delle buone speranze. (cap. XV, 1929) *Vivere è imparare. Avevo i miei dubbi, confesso, ma ora sono risolti. Non lo sapevo, e ora lo so: ecco l'utilità del [[domanda]]re... no? (Steerforth: cap. XX, 1929) *Vero – disse Barkis, agitando il berretto da notte, che era il solo mezzo di dar forza alla frase – come le tasse. Nulla di più vero. (cap. XXI, 1929) *È inutile, Trot, ricordare il [[passato]], se non ha qualche effetto sul presente. (Betsey Trotwood: cap. XXIII, 1929) *Era bello la [[mattina]], specialmente nelle belle mattine. Con la luce del giorno la vita mi pareva libera e fresca; con quella del sole anche più fresca e libera. (David Copperfield: cap. XXIV, 1929) *{{NDR|Parlando di Traddles}} È veramente un bravo giovane. Non ha altri nemici che se stesso. (Mr Waterbrook: cap. XXV, 1929) *Vi sono alcune menti volgari (non molte, voglio credere, ma ve ne sono) che preferirebbero di fare ciò che io direi prosternarsi innanzi a degli idoli. Positivamente idoli. Innanzi ai meriti, alla intelligenza, e così via. Ma queste sono idee astratte. Il [[Sangue]] invece, no. Noi vediamo il Sangue in un naso, e lo riconosciamo. Lo incontriamo in un mento, e diciamo: «Eccolo, questo è il Sangue». È positivo, è materia di fatto. Si tocca col dito. Non c'è dubbio di sorta. (cap. XXV, 1929) *[...] gli [[Incidente|incidenti]] avvengono anche nelle famiglie meglio organizzate [...]. (Mr Micawbercap: cap. XXVIII, 2007) *– È triste – egli disse, quando ebbe finito – ma il sole tramonta ogni giorno, e la gente muore ogni minuto, e non dobbiamo aver paura d'una sorte comune a tutti. Se noi trascurassimo di seguir la nostra sorte particolare, perché quel piede che batte egualmente alle porte di tutti gli uomini è stato sentito battere in qualche parte, ogni oggetto a questo mondo ci si dileguerebbe in mano. No! Avanti! Col cavallo ferrato a ghiaccio, se è necessario, col cavallo senza ferri, se occorre, ma avanti! Scavalchiamo tutti gli [[Ostacolo|ostacoli]] per vincere il palio. (Steerforth: cap. XXVIII, 1929) *Cercate di non scambiare i difetti corporali con quelli mentali, mio buon amico, se non avete delle solide ragioni per farlo. (Mowcher: cap. XXXII, 1929) *Noi abbiamo la [[Déjà vu|sensazione]], a volte, che ciò che diciamo e facciamo sia stato già detto e fatto prima, in un tempo remoto – di essere stati circondati, in oscuri secoli lontani, dagli stessi visi, dagli oggetti, dagli stessi avvenimenti – di saper già prima ciò che ci sarà detto dopo, come se immediatamente la ricordassimo. (David Copperfield: cap. XXXIX, 1929) *[...] i termini convenzionali sono una specie di razzi, i quali, facilmente accesi, assumono alla fine una gran varietà di forme e di colori che non s'immaginavano al primo scoppio. (David Copperfield: cap. XLI, 1929) *– L'[[Affetto|affezione]] – disse la signorina Lavinia, dando un'occhiata alla sorella, quasi per chiedere la sua approvazione, e ottenendola in forma d'un piccolo cenno del capo a ogni frase – l'affezione solida, l'omaggio, la devozione, non si esprimono facilmente. La loro voce è fioca. Modesto e riservato, l'amore si nasconde, e attende pazientemente. È come il frutto che aspetta di maturare. A volte tutta una vita si dilegua, e rimane ancora a maturare nell'ombra. (cap. XLI, 1929) *Io non ho mai creduto possibile che un'abilità naturale o acquisita raggiunga il suo fine senza un [[lavoro]] costante, fermo, tenace. Non si può trionfare al mondo senza il lavoro. L'ingegno svegliato e qualche occasione fortunata possono formare i due lati della scala sulla quale alcuni salgono, ma i pioli della scala debbono esser fatti di materia resistente, e nulla potrebbe sostituire una completa, ardente, sincera volontà di riuscire. Non mai metter mano a nulla che non mi potesse occupare completamente, e non mai affettare di deprezzare il mio lavoro, quale che si fosse, per me sono state sempre norme di aurea saggezza. (David Copperfield: cap. XLII, 1929) *[...] vi è una sottigliezza di percezione nel vero affetto, che si lascia indietro, anche quando si tratti dell'affetto di qualche povero [[animale]] per l'uomo, perfino l'intelligenza più alta. (David Copperfield: cap. XLII, 1929) *Non v'è peggiore disparità, nel [[matrimonio]], del disaccordo in fatto di carattere e di idee. (Mrs Markleham: cap. XLV, 1929) *Ho sempre osservato che chi ha qualche buona ragione per credere in se stesso, non si loda mai innanzi agli altri per farsi stimare. (David Copperfield: cap. XLVIII, 1929) *{{NDR|A proposito di Daniel Peggotty}} Egli era stato sempre un uomo attivo, e sapeva che chi aveva bisogno d'[[aiuto]], doveva risolutamente far la propria parte e aiutarsi da sé. (cap. L, 1929) *[...] in questa vita si deve accettare il grasso e il magro. (Mr Omer: cap. LI, 1929) *Ahimè – disse Omer – quando si arriva a un'età in cui i due capi della vita s'incontrano; quando uno si trova, anche in buona salute, ad esser scarrozzato la seconda volta in una specie di carrettino, deve essergli dolce far del bene, se può. Ha bisogno di farne molto. E non parlo di me in particolare – disse Omer – perché, signore, il modo con cui considero le cose si è che noi precipitiamo sempre per i fianchi della collina, a qualunque età, ché il tempo non sta fermo un istante. Così cerchiamo di far sempre il bene, e d'esser felici. Proprio! (Mr Omer: cap. LI, 1929) *Noi parliamo della tirannia delle [[parole]], ma anche noi siamo lieti di tirannizzarle; a noi piace di averne una ricca provvista che ci accompagni nelle grandi occasioni; ci pare che ci conferiscano importanza e suonino bene. E così, come non siamo molto difficili sulla qualità dei nostri valletti nelle grandi occasioni, purché portino bene la livrea e facciano numero, non diamo una grande importanza al significato o all'utilità delle parole che usiamo, purché sfilino in pompa magna. E così, come un individuo si caccia in un vespaio quando fa troppo sfoggio di servi in livrea, e così come gli schiavi quando sono troppo numerosi si ribellano contro i loro padroni, io potrei citare una nazione che s'è creata delle grandi difficoltà e se ne creerà altre maggiori col mantenere un corteggio troppo grande di parole. (David Copperfield: cap. LII, 1929) *[...] l'avidità e la scaltrezza non sanno mai fermarsi a tempo nel loro stesso interesse. (David Copperfield: cap. LII, 1929) *[...] son le [[Inezia|inezie]] che fanno la somma della vita. (David Copperfield: cap. LIII, 1929) *Avevo compreso che le cose che non accadono hanno spesso su di noi, come quelle che accadono, degli effetti reali. (David Copperfield: cap. LVIII, 1929) *{{NDR|Parlando del signore e della signorina Murdstone}} – Mia moglie arriva perfino a dire – continuò il più mite degli uomini, imbaldanzito dalla mia approvazione – che ciò che simili tipi chiamano falsamente la loro religione, non sia che un pretesto per lo sfogo dei loro cattivi istinti e della loro arroganza. (Mr Chilip: cap. LIX, 1929) ===Citazioni su ''David Copperfield''=== *''David Copperfield'' è senza dubbio il romanzo di Dickens dov'è più estrosa la caratterizzazione e dov'è più gustosa la futilità dell'intreccio. Un mondo vastissimo ci viene qui evocato: borghesi, marinai, casalinghe, truffatori, semplici ragazze, avvocati, bottegai, fantesche, spostati, in un viluppo di quotidiane avventure che non escludono né l'eroismo né la morte, eppure tutti quanti stanno al reale nella proporzione di figurine vedute allo stereoscopio. ([[Cesare Pavese]]) *Il ''David Copperfield'' prova come la storia sia un materiale amorfo e il genio tutto, che la ravviva secondo il suo calore e la colora secondo la sua luce. In quel romanzo che, in un certo grado, rappresenta la massima espressione della letteratura vittoriana, meno l'ultima parte, melodrammatica, e perciò ostica al palato di lettori non volgari, si ritrae con finezza precisa l'impercettibile della sensazione, si pondera l'imponderabile del pensiero in uno sdoppiamento istantaneo, si misura l'immensurabile della coscienza umana nell'inestricabile viluppo dell'errore. E non perché il soggetto sia Carlo Dickens, con addosso, per comodità della finzione, le spoglie di ''David Copperfield'', ma perché l'autore è quel medesimo scrittore che trascura la verità contingente e fissa i mille volti dell'eterna, ritraendone la linea essenziale, indistruttibile e immutabile. Egli era falso contro la testimonianza oculare, secondo i dati del piccolo documento quotidiano, ma irrefutabile nel quadro d'insieme dipinto con un sentimento che investiga con sicurezza ogni profondità e trae a sommo, come in una goccia d'essenza ultima, la qualità custodita dall'anima e non ancora espressa. ([[Silvio Spaventa Filippi]]) ==''Dombey e Figlio''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''Dombey sat in the corner of the darkened room in the great arm-chair by the bedside, and Son lay tucked up warm in a little basket bedstead, carefully disposed on a low settee immediately in front of the fire and close to it, as if his constitution were analogous to that of a muffin, and it was essential to toast him brown while he was very new.'' {{NDR|Charles Dickens, ''[[s:en:Dombey and Son (1848)|Dombey and Son]]'', Bradbury & Evans, London, 1848.}} ====Gioia Angiolillo Zannino==== Dombey era seduto nell'angolo della camera in penombra, sulla grande poltrona accanto al letto, e il Figlio era avvolto al calduccio in una cesta posata con cura su un basso divano proprio davanti al fuoco e molto vicino ad esso come se, simile a un ''muffin'' per costituzione, appena fatto andasse abbrustolito. ===Citazioni=== *Che virtù piacevole dev'essere l'indulgenza quando abbiamo ragione, se è così piacevole anche quando abbiamo torto e non siamo assoluta­mente in grado di dimostrare in che modo siamo riusciti a farci conferire il privilegio di esercitarla. (cap.V) *Le sorprese, come le disgrazie, di rado vengono da sole.<ref>Cfr. ''infra'', ''[[Charles Dickens#Oliver Twist|Oliver Twist]]'', cap. XLI.</ref> (cap. VI) *[...] [[malinconia]] – il più a buon mercato e accessibile dei lussi [...]. (cap. VIII) *È proprio quando le nostre [[speranze]] in boccio sono irrimediabilmente danneggiate da qualche vento violento, che siamo più inclini a rappresentarci i fiori che avrebbero potuto produrre, se fossero sbocciate [...]. (cap. X) *Alle [[idee]], come ai fantasmi (secondo quanto comunemente si crede dei fan­tasmi) bisogna parlare un poco perché si spieghino, e Toots aveva smesso da un pezzo di porre qualsiasi domanda alla propria mente. (cap. XII) *«Walter, ragazzo mio,» rispose il capitano «nei Proverbi di Salo­mone<ref>Questa citazione, l'unica di cui il capitano dia la fonte, è in realtà assolutamente falsa, perché un proverbio del genere non esiste tra quelli di Salomone né tra gli altri biblici [N.d.T.].</ref> troverai queste parole: "Possiamo non trovarci mai senza un [[amico]] nella necessità, e senza una bottiglia da offrirgli!". Quando le trovi, prendine nota.»<ref>Il testo: «When found, make a note of», poi divenuto motto della rivista ''Notes and Queries'', cfr. [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', Hoepli, Milano, 1921, p. [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/552|520]].</ref> (cap. XV) *Che vecchia, vecchia usanza! Quella che viene di moda con i nostri primi vestiti, e durerà immutata finché la nostra razza avrà compiuto il suo cammino, e l'immenso firmamento si ritrarrà come una pergamena che si arrotola.<ref>[[Apocalisse di Giovanni|Apo]]. 6,14 [N.d.T.].</ref> Che vecchia, vecchia usanza... la [[Morte]]!<ref>Cfr. [[Giacomo Leopardi]], ''[[Operette morali]]'': «Primieramente io {{NDR|Moda}} che annullo o stravolgo per lo continuo tutte le altre usanze, non ho mai lasciato smettere in nessun luogo la pratica di morire, e per questo vedi che ella dura universalmente insino a oggi dal principio del mondo.»</ref><br>Oh, ringraziate Iddio, voi tutti che siete testimoni, dell'altra usanza, ancora più vecchia, l'immortalità. E voi, angioletti che foste dei bambini, abbassate su di noi sguardi non del tutto estraniati, quando il rapido fiume ci trascinerà verso l'oceano! (cap. XVI) *Ma per sua natura, nessun affetto puro può divampare a lungo in modo così violento e spietato. La fiamma che nei suoi elementi più vili puzza di terra, può consumare il cuore che le dà asilo; ma il sacro fuoco del cielo è dolce all'anima come quello che si posò sulla testa dei Dodici raccolti, mostrando a ognuno il proprio fratello, illuminato e illeso. (cap. XVIII) *Tira su come si deve un albero di [[fico]], e quando sarai vecchio ti siederai alla sua ombra.<ref>Probabile sintesi di alcuni tra i numerosi versetti biblici in cui è citato il fico [N.d.T.].</ref> (Capitano Cuttle: cap. XIX) *«Dombey,» disse il maggiore battendogli un colpetto sul braccio con il bastone da passeggio «non sia così pensieroso. È una cattiva abitudine. Il vecchio Joe, sissignore, non sarebbe saldo come lei lo vede, se l'avesse coltivata. Lei è troppo un grand'uomo, Dombey, per starsene così pensieroso. Nella sua posizione, sissignore, lei è molto al di sopra di questo genere di cose.» (cap. XX) *[...] nessun [[orfano]] al mondo può essere derelitto quanto quello che è escluso dall'affetto di un genitore vivo. (Signora dai capelli grigi: cap. XXIV) *«Sono sicuro,» disse poi passandosi di nuovo la mano sulla fronte e picchiettando il tavolo «ho buone ragioni di credere che il trantran quotidiano, sempre identico, farebbe accettare alla gente qualsiasi cosa. Non si vede niente, non si sente niente, non si sa niente, questo è il fatto. Andiamo avanti prendendo tutto per scon­tato, e così proseguiamo finché qualsiasi cosa facciamo, buona, cat­tiva o indifferente, la facciamo per [[abitudine]]. L'abitudine è l'unica cosa a cui potrò appellarmi, quando sul letto di morte sarò chia­mato a giustificarmi davanti alla mia coscienza. "L'abitudine" dirò. "Per abitudine sono stato muto, sordo, cieco e paralitico davanti a un milione di cose." "Molto pratico, certo, signor comesichiama" dirà la coscienza "ma qui non va!"» (cap. XXXIII) *Quella madre miserabile e la sua miserabile figlia non erano forse solo la rappresentazione nel suo livello più abietto di certi vizi sociali talvolta predominanti nelle classi più alte? Nella sfera del mondo composto di circoli concentrici, non è forse vero che pas­siamo dal più alto al più basso solo per scoprire che i due estremi si toccano e che alla fine del nostro viaggio torniamo al punto di partenza? Con una grande differenza quanto a materia prima e a tessitura, il modello della trama non si trovava in ambienti ben più elevati? (cap. XXXIV) *«Polly, vecchia mia,» disse Toodle «non l'ho detto mica in parti­colare per Rob, davvero. Parto leggero con Rob, arrivo a una dira­mazione, prendo a bordo quello che ci trovo, e tutto un treno di idee ci si aggancia, prima che sappia dove mi trovo, o da dove vengono quelle idee. Guarda te che nodo ferroviario sono i pen­sieri di un uomo, davvero!» (cap. XXXVIII) *[...] i [[Pensiero|pensieri]] sono come il vento, e nessuno può risponderne, con cer­tezza, per una certa durata. (Solomon Gills: cap. XXXIX) *Non era nella natura delle cose che di fronte a uno stato d'animo ostile come quello da lui stesso suscitato, un uomo dell'umore del signor Dombey addolcisse l'imperiosa durezza del suo carattere; o che la rigida e fredda corazza d'[[orgoglio]] nella quale viveva rin­chiuso si ammorbidisse nello scontro continuo con un disprezzo altero e provocatorio. È la maledizione di una natura come quella – è la parte essenziale del pesante castigo che pesa su di lei e che le è intrinseco – che se la deferenza e l'arrendevolezza dilatano i suoi difetti, e sono l'alimento grazie al quale questi prosperano, la resi­stenza alle sue esigenti pretese, e il vedersele contestare li incorag­giano in ugual misura. Il male che essa contiene trova in questi fattori opposti uguali mezzi per crescere e diffondersi. Dai piaceri e dalle amarezze dell'esistenza trae appoggio e vita; che ci si prosterni davanti a lei o la si misconosca, essa fa ugualmente schiavo il cuore nel quale ha il suo trono; e, adorata o rifiutata, è un padrone crudele quanto il diavolo delle storie più cupe. [...] Inoltre, insieme a una simile corazza, chi la indossa si trascina appresso un altro grave castigo. Essa resiste a ogni comprensione, affetto e fiducia; a ogni dolce simpatia dall'esterno, a ogni tene­rezza, a qualsiasi delicata emozione; in compenso, alle stilettate profonde inflitte all'amor proprio è vulnerabile quanto il petto nudo all'acciaio. E tali piaghe tormentose bruciano quanto nessun'altra ferita, pure se inflitta dalla mano ferrata dell'orgoglio in persona a un orgoglio più debole, disarmato e abbattuto. (cap. XL) *«La speranza, vedi, Walter» disse il capitano con l'accento del saggio. «La speranza. È lei che ti anima. La speranza è un salva­gente, vallo a riguardare nel tuo ''Warbler'',<ref>Raccolta di canzoni del 1760 [N.d.T.].</ref> nella parte sentimentale, ma santo cielo, ragazzo, come tutti i salvagente non può far altro che galleggiare; non puoi manovrarla. Insieme alla polena della speranza, c'è un'ancora. Ma a che mi serve avere un'ancora, se non ho un fondale dove lanciarla?» (Capitano Cuttle: cap. L) *È sempre l'abitudine che fa ostinare alcuni di noi, che pure sarebbero capaci di qualcosa di meglio, nell'orgoglio e nella capar­bietà luciferine, che fa ostinare e sprofondare altri nell'infamia, la maggior parte nell'indifferenza, che ci indurisce ogni giorno, se­condo il grado di elasticità della nostra argilla, come statue, e ci lascia sensibili come statue a nuove impressioni e convinzioni. (Signor Morfin: cap. LIII) *[...] gli individui falsi e scaltri segretamente disprez­zeranno e detesteranno sempre l'oggetto della loro adulazione, e si irriteranno sempre di rendere e di veder accettare un omaggio che sanno privo di valore [...]. (cap. LV) *[...] i difetti sono a volte solo virtù spinte all'eccesso! (Signor Morfin: cap. LVIII) ===Citazioni su ''Dombey e Figlio''=== *Questa fredda tenebra, che è uno degli archetipi dell'universo di Dickens, ha nel Dombey una coloritura sociale: il libro è il monumento e la tomba dell'Inghilterra vittoriana; e Mr. Dombey è la più grande figura simbolica dell'uomo d'affari borghese, che appaia nel romanzo dell'Ottocento. Nemmeno gli eroi di Balzac posseggono tanta forza demoniaca ed emanano tanto strazio. In questo mondo, l'unico valore assoluto è la ditta, la Dombey e figlio, nella quale Mr. Dombey crede come in Dio, sino a immolargli la vita, la famiglia, e ogni qualità umana. Non esiste che la ragione, la volontà, lo sforzo, la previsione, il danaro, la gerarchia – e il libro dimostra, con atroce evidenza, che la ragione, la volontà e lo sforzo sono incapaci di ottenere qualsiasi cosa, che il danaro è vano, che la previsione non prevede, che la gerarchia non serve. Alla fine, non resta nulla. Solo il nero e il freddo. ([[Pietro Citati]]) ==''Grandi speranze''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''My father's family name being Pirrip, and my christian name Philip, my infant tongue could make of both names nothing longer or more explicit than Pip. So, I called myself Pip, and came to be called Pip.'' {{NDR|Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}DUE2AQAAMAAJ Great Expectations]'', 3 voll., Chapman and Hall, London, 1861<sup>3</sup>.}} ====[[Fruttero & Lucentini]]==== Il cognome di mio padre essendo Pirrip, e il mio nome di battesimo Philip, la mia lingua infantile non riusciva a cavare da entrambi alcunché di più lungo o di più esplicito che Pip. Da me stesso quindi mi chiamai Pip, e anche gli altri finirono per chiamarmi così.<ref group="fonte" name=incipit>Citato in Fruttero & Lucentini, ''Íncipit'', Mondadori, 1993.</ref> ====Bruno Maffi==== Il cognome di mio padre essendo Pirrip e il mio nome di battesimo Philip, la mia lingua infantile non riuscì mai a cavare da entrambi nulla di più lungo o di più esplicito che Pip. Così mi chiamai Pip, e Pip finii per essere chiamato. ====Caesara Mazzola==== Il mio cognome è Pirrip, e il mio nome di battesimo è Philip, ma dato che da bambino non riuscivo mai pronunciarli correttamente insieme, dai due nomi ne ricavai uno solo meno lungo e più semplice: Pip. Così mi chiamai Pip e finii con l'essere chiamato Pip da tutti e per sempre. ====Felicita Melchiorri==== Poiché il cognome di mio padre era Pirrip, e il mio nome di battesimo Philip, la mia lingua infantile non riuscì mai a ricavare dai due nomi nulla di più lungo o di più esplicito di Pip. Così presi a chiamarmi Pip, e Pip finii per essere chiamato. ===Citazioni=== *Non fare [[domande]], e non ti verranno dette bugie. (Miss Gargery: cap. II, 2011) *Mrs. Gargery era una casalinga molto pulita, ma possedeva un'arte squisita di rendere la sua pulizia più sgradevole e inaccettabile della sporcizia. La pulizia è vicina alla religiosità, e alcune persone si comportano allo stesso modo con la loro religione. (cap. IV, 2011) *– Be', Pip, – disse Joe, – sia come sia, prima di poter essere eccezionalmente [[Cultura|colto]] dovrai essere mediocremente colto, spero bene! Lo stesso re, sul trono e con tanto di corona in testa, non può mettersi a scrivere in stampatello gli atti del parlamento senza aver cominciato, quando non era che un comune principe, con l'alfabeto... Oh! – aggiunse Joe, con una significativa scrollata di testa. – E cominciato anche lui dall'A e faticato a trovar la strada della Z. E io so cosa vuol dire, sebbene non possa dire che l'abbia fatto. (cap. VII, 2012) *{{NDR|[[Epitaffi dai libri|Epitaffio]] scritto da Joe per suo padre}} Qualunque fossero i suoi difetti, ricorda, o lettore, che era buono di cuore. (cap. VII, 2011) *Nel piccolo mondo nel quale i [[bambini]], chiunque li allevi, conducono la loro esistenza, nulla è avvertito e sentito con maggior acutezza dell'ingiustizia. (Pip: cap. VIII, 2012) *Quello che un vero amico ti dice è quanto segue: se non riesci ad uscire dal comune per la via diritta, non ci arriverai seguendo la via storta. (Joe Gargery: cap. IX, 2012) *Cercate col pensiero di eliminare un dato giorno speciale della vostra vita e pensate a come diverso potrebbe essere stato il suo corso! Fermati, tu che leggi, e medita per un momento sulla lunga catena di bronzo o d'oro, di spine o di fiori, che mai ti avrebbe soggiogato se in un solo memorabile giorno si fosse formato e chiuso il primo anello. (Pip: cap. IX, 2013) *– C'è una cosa di cui puoi esser certo, Pip, – disse Joe, dopo qualche ruminare, – e cioè che le [[bugie]] sono bugie. Comunque vengano, non dovrebbero venire; e vengono dal padre delle bugie e a lui ritornano. (cap. X, 2012) *Ho un'esperienza vastissima di [[ragazzi]], e siete tutti manigoldi. (Mr Jaggers: cap. XI, 2012) *Tristissima cosa è vergognarsi della propria [[casa]]. (Pip: cap. XIV, 2012) *Non è possibile sapere fin dove arrivi, nel mondo, l'influenza di un uomo dolce, onesto, dedito al dovere; ma è possibile sapere come abbia influenzato ciascuno di noi lungo il cammino [...]. (Pip: cap. XIV, 2011) *Alzar la cresta, Pip, abbassar la testa, Pip... Così è la vita! (Joe Gargery: cap. XV, 2012) *Il cielo sa che non dovremmo mai vergognarci delle nostre [[lacrime]], perché sono pioggia sulla polvere accecante della terra che ricopre i nostri cuori induriti. (Pip: cap. XIX, 2011) *[...] essendo uno dei suoi {{NDR|di mio padre}} princìpi che dalla creazione del mondo nessun uomo che non sia, in fondo all'anima, un autentico [[gentiluomo]] potrà mai essere un vero gentiluomo nei modi. Lui dice che nessuna vernice può nascondere la grana del legno, e che più vernice ci metti sopra, più la grana si rivela. (Haendel: cap. XXII, 2013) *Così, nella vita, accade che le nostre peggiori bassezze e viltà le commettiamo di solito a causa di coloro che più disprezziamo. (Pip: cap. XXVII, 2011) *Pip, vecchio mio, la vita è fatta di tanti [[Separazione|distacchi]] appiccicati insieme, diciamo così; e uno batte il ferro, l'altro batte l'oro, un altro ancora il rame, ed è inevitabile che avvengano distacchi, fra di loro; e questi distacchi bisogna prenderli come vengono. (Joe Gargery: cap. XXVII, 2012) *Tutti gli imbroglioni della terra messi insieme sono nulla in confronto a coloro che [[Inganno|ingannano]] se stessi [...]. (Pip: cap. XXVIII, 2011) *– Ti dirò, – riprese, nello stesso bisbiglio rapido e appassionato, – che cos'è vero [[amore]]. È cieca ammirazione, autoumiliazione illimitata, sottomissione totale, fede e credenza contro se stessi e contro il mondo, offerta di tutto il cuore e tutta l'anima a chi ce li trafigge... (Miss Havisham: cap. XXIX, 2012) *[...] chi occupa un posto di fiducia non è mai l'uomo più adatto. (Mr Jaggers: cap. XXX, 2012) *«Scelga il suo ponte, Mr. Pip», replicò Wemmick, «poi vada a fare una passeggiata su quel ponte, e butti i suoi soldi nel Tamigi dall'arco centrale di quel ponte, e saprà perfettamente che fine hanno fatto. Aiuti un amico con quel denaro, e potrà anche arrivare a conoscere la fine di quel denaro... ma è una fine meno piacevole e meno utile». (cap. XXXVI, 2011) *«Così,» continuò Estella «mi si deve prendere come sono stata fatta. Il successo non è mio, l'insuccesso neppure, ma le due cose insieme hanno prodotto me.» (cap. XXXVIII, 2013) *Non prenda mai nulla per quel che sembra esteriormente; prenda tutto per le prove che ne ha. Non c'è miglior [[Regole dai libri|regola]]. (Mr Jaggers: cap. XL, 2012) *Era una di quelle giornate di [[marzo]] in cui il sole brilla caldo e il vento soffia freddo, quando è estate alla luce e inverno all'ombra. (Pip: cap. XLIV, 2011) *[...] non possiamo scorgere il [[fondo]] delle prossime ore, più di quanto possiamo scorgere il fondo di questo fiume in cui metto la mano. E neppure possiamo fermare il loro fluire, più di quanto io possa fermare il fluire di questa corrente. Mi scorre tra le dita ed è già andata, vedi! (Abel Magwitch: cap. LIV, 2011) *Sono stata piegata e spezzata, ma... spero... in una forma migliore. (Estella: cap. LIX, 2013) ===Citazioni su ''Grandi Speranze''=== *Io, personalmente, baratto volentieri tutta ''Guerra e Pace'' per tre pagine di ''Grandi Speranze''. ([[Alessandro Baricco]]) ==''Il circolo Pickwick''== ===[[Incipit]]=== ====Alessandro Ceni==== Il primo raggio di luce che illumina la tenebra, e converte in abbagliante fulgore quell'oscurità in cui la primeva storia del pubblico affermarsi dell'immortale Pickwick parrebbe essere involta, discende dalla disamina della seguente rubricazione negli Atti del Circolo Pickwick, che il curatore di questi incartamenti ha il sommo piacere di presentare ai suoi lettori, come prova della diligente attenzione, indefessa assiduità, e fine perspicacia, con cui la sua ricerca in mezzo alla molteplicità dei documenti affidatigli è stata condotta. {{NDR|Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id&#61;t02BCwAAQBAJ Il circolo Pickwick]'', traduzione di Alessandro Ceni, Feltrinelli, Milano, 2016. ISBN 9788858824115.}} ====Silvio Spaventa Filippi==== Il primo raggio di luce che rischiara la tenebra e muta in un fulgore abbagliante l'ombra che sembra avvolgere i primi passi nella vita pubblica dell'immortale Pickwick, sprizza dalla lettura della seguente relazione nei Rendiconti del Circolo Pickwick, che il raccoglitore di queste pagine sottomette col più gran piacere al lettore, in prova della diligentissima attenzione, dell'infaticabile attività e dello squisito discernimento, con cui è stata condotta la ricerca fra la gran massa dei documenti che gli vennero affidati. ====Lodovico Terzi==== Il primo raggio di luce che rischiara le tenebre, e tramuta in abbagliante splendore l'oscurità che ai suoi inizi sembra avvolgere la vita pubblica dell'immortale Pickwick, scaturisce dalla lettura della seguente risoluzione, tolta dagli Atti del Circolo Pickwick, che il curatore di queste memorie ha il piacere di presentare ai suoi lettori, come prova della scrupolosa attenzione, dello studio indefesso e del sottile discernimento con cui ha condotto le sue ricerche nella molteplice varietà dei documenti affidatigli. {{NDR|Charles Dickens, ''Il circolo Pickwick'', a cura di Lodovico Terzi, Adelphi, Milano, 2011. ISBN 978-88-459-7006-1.}} ====Federigo Verdinois==== Il primo raggio di luce che viene a rompere ed a fugare le tenebre nelle quali pareva involta l'apparizione dell'immortale Pickwick sull'orizzonte del mondo scientifico, la prima menzione officiale di quest'uomo prodigioso trovasi negli statuti inseriti fra i processi verbali del Circolo. L'editore dell'opera presente è lieto di poterli mettere sotto gli occhi dei suoi lettori, come una prova della scrupolosa attenzione, dello studio diuturno, dell'acume, che hanno sempre accompagnato le sue ricerche nella farraggine dei documenti affidati alle sue cure. ===Citazioni=== *Ben di rado i grandi uomini sono molto scrupolosi nella cura della persona. ([[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 2|cap. 2]], 1879) *– Sto meditando, – disse il signor Pickwick, – sulla strana mutabilità dei casi umani.<br>– Ah, capisco! Si entra per la porta, un giorno, e si esce per la finestra il giorno dopo. Filosofo, il signore?<br>– Osservatore della natura umana, – disse il signor Pickwick.<br>– Anch'io. In genere si è [[filosofi]] quando si ha poco da fare e meno da guadagnare. (cap. II; 1928, vol. I, p. 15) *Ah! la [[poesia]] è nella vita ciò che i lumi e la musica sono sulla scena.... Spogliate la scena dei suoi abbellimenti e la vita delle sue illusioni.... che rimane alla scena e alla vita che metta conto di vedere o di vivere? (Jemmy: cap. III; 1928, vol. I, p. 38) *Stenti e malattie sono così comuni al mondo da non meritare più attenzione di quanta di solito se ne accorda alle più ordinarie vicissitudini della natura umana. (Jemmy: cap. III; 1928, vol. I, p. 39) *L'uomo è mortale, e v'è un punto oltre il quale il [[coraggio]] umano non può giungere. (cap. IV; 1928, vol. I p. 52) *Pochi momenti vi sono nella vita di un uomo, nei quali sia così ridevole il suo imbarazzo e così scarsa in altri la commiserazione, come quando egli si trova ad inseguire il suo [[cappello]]. È indispensabile, in questa operazione del ricuperare un cappello volato via, una forte dose di freddezza e un grado speciale di giudizio. Non bisogna essere frettoloso, né precipitarvisi sopra; né d'altra parte si deve cadere nell'estremo contrario e rischiare di perderlo a dirittura. Il miglior mezzo è questo: di tener dietro dolcemente all'oggetto che si ha in mira, di essere vigile e cauto, di attendere il destro, avanzarlo di qualche passo, far poi una subita diversione, afferrarlo, e cacciarselo in capo solidamente: e tutto questo, sorridendo sempre con una certa grazia, come se la cosa vi paresse il giuoco più piacevole di questo mondo. ([[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 4|cap. 4]], 1879) *Dietro la carrozza era strettamente legata una canestra di vaste dimensioni – una di quelle canestre che per una vaga associazione di idee non mancano mai di destare in una mente contemplativa visioni di polli rifreddi, lingue e bottiglie di vino – e a cassetta sedeva, in uno stato di profonda sonnolenza, un ragazzo grasso e rubicondo, che un arguto osservatore avrebbe subito riconosciuto pel dispensiere ufficiale del contenuto della canestra suddetta quando il tempo opportuno per la distribuzione di quello fosse arrivato.<ref name=joe>Dalla descrizione del personaggio di Joe, il "ragazzo grasso" "letargico" è derivata la "sindrome di Picwick", altro nome con cui è nota la "sindrome obesità-ipoventilazione". {{cfr}} [[w:Sindrome obesità-ipoventilazione|voce]] su Wikipedia.</ref> ([[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 4|cap. 4]], 1879) *– Maledetto ragazzo, s'è addormentato di nuovo!<br />– Davvero, un ragazzo straordinario, – disse il signor Pickwick; – dorme sempre a questo modo?<br />– Se dorme! – esclamò il vecchio signore. – Va per una commissione e dorme, serve a tavola e dorme.<br />– Strano davvero!<br />– Altro che strano! Io sono superbo di questo ragazzo; non lo darei per tutto l'oro del mondo. Perbacco, è una curiosità, capite! Joe, via questa roba, e dà qua un'altra bottiglia Joe!<br />Il ragazzo grasso si scosse, aprì gli occhi, ingoiò il pezzo di pasticcio che teneva in bocca nel punto che s'era addormito, e lentamente eseguì gli ordini del padrone, contemplando con aria cupida e molle i rimasugli del banchetto nel levare i piatti e rimetterli nella canestra.<ref name=joe/> ([[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 4|cap. 4]], 1879) *[...] i filosofi, dopo tutto, non sono che uomini con una corazza. (cap. X; 1928, vol. I, p. 135) *Lo [[spirito]] che arde dentro di noi somiglia la gerla del facchino sulla quale posa il gran fardello delle cure e dei dolori; e quando questo spirito ci vien meno, il peso troppo grave ci schiaccia. (Tracy Tupman: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 11|cap. 11]], 1879) *– [...] la miglior cosa in queste occasioni e di fare quel che fa la massa.<br />– Ma supposto che ve ne siano due delle masse? – suggerì il signor Snodgrass.<br />– Bisogna gridare con la più numerosa, – rispose il signor Pickwick. ([[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 13|cap. 13]], 1879) *– Le [[donna|donne]], dopo tutto, signori, – disse con entusiasmo Snodgrass, – sono il grande sostegno e il conforto della nostra vita. (cap. XIV; 1928, vol. I, p. 180) *Non c'è un mese in tutto l'anno in cui la natura si adorni di più bella veste come nel mese di [[Agosto]]. ([[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 16|cap. 16]], 1879) *– Tu sei proprio un filosofo, Sam, – disse il signor Pickwick.<br>– Credo, signore, che sia una malattia di famiglia, – rispose Weller. Mio padre ha la stessa infezione. Se la mia matrigna grida, lui fischia. Se s'arrabbia e gli rompe la pipa, lui se n'esce e va a comprarsene un'altra. Allora essa s'infuria, e si fa pigliare le convulsioni; lui continua a fumare tranquillamente finché essa non ritorna in sé. È [[filosofia]] questa, signore?<br>– A ogni modo, ne fa le veci, – rispose il signor Pickwick, ridendo, – e deve averti giovato nel corso della tua vita errabonda, Sam. (cap. XVI; 1928, vol. I, p. 212) *Non c'è nulla di così rinfrescante come il [[sonno]], come disse la fantesca prima di sorbirsi il guscio d'ovo pieno di laudano. ([[Sam Weller]]: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 16|cap. 16]], 1879) {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}} *Le [[lacrima|lagrime]] non hanno fatto mai andare un orologio o messo in moto un congegno a vapore. (Sam Weller: cap. XVI; 1928, vol. I, p. 218) *[[Lingua]]; bravo, eccellente quando non è di donna. ([[Sam Weller]]: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 19|cap. 19]], 1879) *È una bella cosa giocare al [[badminton|volante]], quando però non siete voi il volante e le racchette non sono due avvocati. A questo modo, il giuoco diventa troppo eccitante. ([[Sam Weller]]: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 20|cap. 20]], 1879) *– Ho trovato una cura numero uno per la [[gotta]], Sam – rispose il signor Weller posando il bicchiere.<br />– Una cura per la gotta! – esclamò il signor Pickwick cavando in fretta il suo portafogli; – e {{sic|qual'è}}?<br />– La gotta, signore, – rispose il signor Weller, – la gotta è un certo malanno che viene dalle troppe comodità e dall'averne troppi. Se mai vi piglia la gotta, signore, subito sposatevi una vedova che abbia una buona dose di voce e che se ne serva discretamente, e la gotta ve lo dico io che non torna più. È una ricetta miracolosa, signore. Io la prendo regolarmente tutti i giorni, e posso garentire che son sicuro da qualunque malattia prodotta dallo star troppo bene. ([[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 20|cap. 20]], 1879) *[...] penso che il pover'uomo è vittima della connubiabilità, come disse il cappellano privato di Barba Blù con una lagrima pietosa quando andò a vederlo atterrare. ([[Sam Weller]]: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 20|cap. 20]], 1879) {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}} *[...] la [[disperazione]] di rado ci assale col primo grave colpo della sventura. L'uomo fida negli amici non ancora provati, ricordando le molte offerte di aiuto, quando non ne aveva bisogno, dei suoi allegri compagni; egli ha la speranza.... la speranza della felice inesperienza.... e per quanto possa incurvarsi sotto il primo urto, essa gli germoglia in seno, e fiorisce per un po' di tempo, finché non è abbattuta dalla delusione e dall'abbandono. (cap. XXI; 1928, vol. I, p. 286) *Un tacito sguardo di affezione e di sollecitudine, nell'ora che tutti gli altri occhi si volgono freddamente altrove.... la {{Sic|consapevolenza}} di godere la simpatia e l'affetto d'un altro, nel momento che tutti ci hanno abbandonato.... è un rifugio, una sosta, una consolazione nella più profonda angoscia, che nessuna ricchezza è capace di comprare, nessun potere capace di offrire. (cap. XXI; 1928, vol. I, p. 287) *È una cosa molto curiosa [...] che la miseria e le ostriche debbano andar sempre insieme. ([[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 22|cap. 22]], 1879) *Oramai è passata e non c'è più che fare, e questa è una consolazione, come dicono sempre in Turchia, quando tagliano la testa ad uno per un altro. ([[Sam Weller]]: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 23|cap. 23]], 1879) {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}} *Prima gli affari, e i piaceri dopo, come disse il re [[Riccardo III d'Inghilterra|Riccardo terzo]] quando ammazzò quell'altro re nella Torre, prima di strangolare i bambini. ([[Sam Weller]]: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 25|cap. 25]], 1879) {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}} *– Sam, [[Silenzio|zitto]], – disse il signor Pickwick.<br>– Muto come un tamburo bucato, – rispose Sam. (cap. XXV; 1928, vol. I, p. 343) *Addoloratissimo di recare un qualunque disturbo, signora, come disse il brigante alla vecchia signora quando la mise sul fuoco [...]. ([[Sam Weller]]: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 26|cap. 26]], 1879) {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}} *[...] che poi valga la pena di passar tanti guai per imparar così poco, come disse il ragazzo quando fu arrivato in fondo all'[[alfabeto]] [...]. (Tony Weller: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 27|cap. 27]], 1879) {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}} *E veramente numerosi sono i cuori ai quali il [[Natale]] arreca un breve periodo di gioia e di felicità. Quante famiglie, i cui componenti si sono dispersi qua e là lontano, nell'irrequieta lotta per la vita, si trovan riuniti di nuovo e s'incontrano di nuovo a Natale in quella felice compagnia e reciproca buona volontà, che è una così larga fonte di gioia pura e sincera, e così lontana dalle ansie e dalle tristezze del mondo, da essere annoverata, nella credenza religiosa delle nazioni più civili e insieme nelle rudi tradizioni dei più rudi selvaggi, fra le prime gioie della vita futura, largite ai beati e ai felici. Quante vecchie memorie e quante simpatie sopite ridesta il tempo di Natale! (cap. XXVIII; 1928, vol. I, p. 375) *Su un [[matrimonio]] si scherza volentieri, ma dopo tutto non v'è molto da scherzare – parliamo semplicemente della cerimonia, e vogliamo che si comprenda particolarmente che noi non ci lasciamo trascinare a nessun sarcasmo sulla vita coniugale. Insieme col piacere e la gioia del matrimonio ci son molti rimpianti per la casa che si abbandona, le lagrime della separazione fra il padre e la sposa, la consapevolezza del distacco dai cari e buoni amici della parte più felice della vita, per affrontare cure e affanni con altri non ancora provati e poco conosciuti [...]. (cap. XXVIII; 1928, vol. I, p. 384) *Nel limpido, azzurro cielo splendeva il sole, l'acqua scintillava sotto i suoi raggi, e gli alberi parevano più verdi e i fiori più gai, sotto il suo influsso benefico. L'acqua s'increspava con un piacevole mormorio; gli alberi stormivano allo zeffiro che bisbigliava fra le foglie; sui rami cantavano gli uccelli e l'allodola si levava in alto a dare il benvenuto al mattino. Sì, era mattina; la lucente, odorosa mattina d'estate: la più piccola foglia, il più esile filo d'erba era pieno di vita. La formica s'affrettava al suo lavoro quotidiano, la farfalla aleggiava e s'indorava ai caldi raggi del sole; miriadi d'insetti spiegavano le loro ali trasparenti, e godevano della loro breve, ma felice esistenza. La gente passava, contenta della stagione, e tutto era lucentezza e splendore. (cap. XXIX; 1928, vol. I, pp. 403-404) *Vide che le donne, le più tenere e le più fragili delle creature di Dio, erano più frequentemente superiori alle disgrazie, alle avversità e alle angustie; e ciò perché portavano in cuore un'inesauribile fonte di affezione e di devozione. (cap. XXIX; 1928, vol. I, p. 404) *– Benissimo, signore. C'è da basso un paio di Segaossi.<br />– Un paio di che? – domandò il signor Pickwick, alzandosi a sedere nel mezzo del letto.<br />– Un paio di Segaossi.<br />– Che è un Segaossi? – domandò il signor Pickwick, non ben certo se si trattasse di un animale vivo o di qualche cosa<br />– Come! non sapete che cosa è un Segaossi? – esclamò il signor Weller; – io mi figurava che tutti sapessero che un Segaossi è un chirurgo.<br />– Ah, un chirurgo, eh? – disse sorridendo il signor Pickwick...<br />– Per l'appunto, signore, – rispose Sam. – Questi di giù non sono però dei Segaossi patentati; si tirano su pel mestiere.<br />– In altri termini, sono [[studente di medicina|studenti di medicina]], volete dire?<br />Sam Weller accennò di sì col capo.<br />– Ne godo davvero, – disse il signor Pickwick, gettando energicamente il berretto sul piumino. – Bravi ragazzi cotesti studenti; bravissimi giovani, il cui giudizio è maturato dall'osservazione e dalla riflessione, e il cui gusto viene educato dalla lettura e dallo studio. Ne godo davvero. ([[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 30|cap. 30]], 1879) *Le [[Separazione|separazioni]] sono allegre durante la vita scolastica; ma fuor della scuola sono abbastanza dolorose. La morte, il dovere e i mutamenti di fortuna sciolgono ogni giorno dei gruppi felici e li sparpagliano lontano, e i fanciulli e le fanciulle non ritornano più. (cap. XXX; 1928, vol. II, p. 15) *Quando uno sanguina entro di sé, è in una condizione pericolosa per lui; ma quando ride entro di sé è pericoloso per gli altri. (Mallard: cap. XXXI; 1928, vol. II, p. 27) *Un [[Conto (economia)|conto]], sia detto per incidenza, è la più straordinaria locomotiva che il genio umano abbia mai inventata. Correrebbe tutta la vita, senza mai fermarsi spontaneamente. (cap. XXXII; 1928, vol. II, p. 34) *È un [[vento]] veramente cattivo quello che non soffia bene per nessuno. (cap. XXXII; 1928, vol. II, p. 41) *All'età mia, sarà un gran colpo, questo è certo; ma io son duro parecchio, questo è che mi consola, come disse il vecchio tacchino quando il pollaiolo gli disse che temeva di dovergli tirare il collo per portarlo al mercato. (Tony Weller: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 33|cap. 33]], 1879) {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}} *Sicché colgo l'occasione di questo giorno, Maria mia cara, come disse cuel tal debitore che usciva soltanto le domeniche [...]. ([[Sam Weller]]: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 33|cap. 33]], 1879) {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}} *[...] le verrà la voglia che ci sia dell'altro, e questa è la grande arte di scrivere le [[Lettera|lettere]]. ([[Sam Weller]]: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 33|cap. 33]], 1879) *Gli avvocati opinano che ci siano due specie di [[Testimonianza|testimoni]] particolarmente nocivi: i riluttanti e i troppo volenterosi [...]. (Signor Winkle: cap. XXXIV; 1928, vol. II, p. 79) *– Lo scrivete col V o col doppio V?<br>– Questo dipende dal gusto e dalla fantasia di chi lo scrive, eccellenza. ([[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 34|cap. 34]], 1879) *A proposito, chi sa perché molti, che non leggono e non scrivono mai, hanno sempre qualche stanzetta che chiamano [[Studio (stanza)|studio]]? ([[Sam Weller]]: cap. XXXV; 1928, vol. II, p. 97) *È vecchio privilegio dei [[re]] di governar tutto, ma non le loro passioni. (cap. XXXVI; 1928, vol. II, p. 108) *– Ma è sempre così, – disse Giovanni Smauker; – se il destino ti scaglia nella vita pubblica e in una funzione pubblica, devi aspettarti d'andar soggetto a tentazioni, dalle quali, Weller, gli altri sono esenti. (cap. XXXVII; 1928, vol. II, p. 116) *Certi [[vecchi]] sono come gli elefanti. Di tanto in tanto s'eccitano e diventano selvaggi. (Roker: cap. XLII; 1928, vol. II, p. 189) *[...] io non son troppo abituato a cantare senza lo strumento: ma tutto pel quieto vivere, come disse il marinaio quando fu nominato custode della lanterna del molo. ([[Sam Weller]]: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 43|cap. 43]], 1879) {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}} :[...] qualunque cosa per il quieto vivere, come disse quel tale accettando il posto del [[Faro (torre)|faro]]. (1928, vol. II, p. 205) *Abbasso la melanconia, come disse lo scolaro a cui era morto il maestro. (Sam Weller: cap. XLIV; 1928, vol. II, p. 217) *Le lagrime – disse Giobbe, con uno sguardo di momentanea astuzia, – non sono le sole prove della sofferenza, né le migliori. (cap. XLV; 1928, vol. II, pp. 233-234) *Dolente di dover interrompere il vostro piacevole trattenimento, come disse il re quando sciolse il parlamento [...]. (Sam Weller: cap. XLVIII; 1928, vol. II, p. 267) *[...] doveva esser così, e così è stato, come disse la vecchia signora dopo che si fu sposato il servitore. ([[Sam Weller]]: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 52|cap. 52]], 1879) {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}} *Non ci badate; tutto pel mio meglio, come disse lo {{sic|scolare}} pentito quando gli dettero il cavallo. (Tony Weller: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 52|cap. 52]], 1879) {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}} *[...] più uno ingrassa, e più diventa saggio. [[Pancia]] e [[saggezza]], Samuelino, crescono sempre insieme. (Tony Weller: cap. LV; 1928, vol. II, p. 362) *È il destino del vecchio solo, che quelli che gli stanno d'attorno debbano crearsi nuovi e diversi affetti e lasciarlo. (cap. LVI; 1928, vol. II, p. 373) *Lasciamo il nostro vecchio amico in uno di quei momenti di pura felicità, che si trovano, se li cerchiamo, ed allietano la nostra fuggevole esistenza quaggiù. Sulla terra vi son delle ombre buie, ma le luci, nel contrasto, son più vive. Alcuni, come i pipistrelli e i gufi, hanno occhi più adatti alla tenebra che alla luce. Noi, che non abbiamo simili facoltà ottiche, siam lieti di dare il nostro ultimo sguardo d'addio ai compagni immaginari di molte ore solitarie, nel momento che la breve felicità di questo mondo, come una fulgida luce di sole, raggia in pieno su di loro. (cap. LVII; 1928, vol. II, p. 389) *È destino di molti uomini, che vivono fra la gente e vanno innanzi con gli anni, di farsi molti veri amici e di perderli poi nel corso della vita. È destino di tutti gli autori o cronisti di crearsi degli [[Amico immaginario|amici immaginari]], e di perderli nel corso dell'arte. Né qui si arresta la disgrazia loro; perché si richiede inoltre da loro che di quelli rendano un conto preciso. ([[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 57|cap. 57]], 1879) ===Citazioni su ''Il circolo Pickwick''=== *Il lettore che apre la prima volta ''Pickwick'' adesso prova la stessa gioia di chi lo leggeva a fascicoli nell'anno 1836. Gli allegri personaggi, che lo popolano, ridono con la stessa schietta giocondità d'allora; gli episodi comici, che occhieggiano con grazia birichina da tutte le pagine, vi mettono con lo strepito delle risate gioiose un rumore di cascatelle che vi dà la sensazione e la visione di acque gorgoglianti e schiumose, di poggetti fioriti e di boschetti ombrosi, di desinari sull'erba, di grida e di richiami di brigate chiassose, a spasso in giornate di sole e di felicità. ''Pickwick'' si può leggere non una, ma due, tre, dieci volte, ed è sempre nuovo. È come un inesauribile riso di giovinezza eterna. ([[Silvio Spaventa Filippi]]) ==''Il mistero di Edwin Drood''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''An ancient English Cathedral Tower? How can the ancient English Cathedral tower be here! The well-known massive grey square tower of its old Cathedral ? How can that be here! There is no spike of rusty iron in the air, between the eye and it, from any point of the real prospect.'' {{NDR|Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id&#61;CTMrAAAAYAAJ The mystery of Edwin Drood]'', Chapman & Hall, London, 1870.}} ====Pier Francesco Paolini==== Il campanile di un'antica Cattedrale inglese? Ma come può trovarsi qui, quest'antica torre? Eppure, è la massiccia, e a lui ben nota, mole squadrata e grigia della torre campanaria d'una vecchia Cattedrale. Come può trovarsi qui? Come si spiega la presenza, fra l'occhio di chi guarda e questa torre, qui, di un'asta di ferro, aguzza e arrugginita? ===Citazioni=== *Cosa c'è di più grazioso di una vecchia signora (a parte una signora giovane) allorché i suoi occhi sono lucenti, allorché la sua figura è snella e compatta, allorché il suo viso è allegro e tranquillo, allorché il suo vestito è simile a quello di una pastorella di porcellana: sì delicato nei suoi colori, così adatto alla persona, così ben modellato su di lei? (cap. VI) *«Forse, la miglior forma di civiltà e cortesia, in qualsiasi ambiente si sia stati allevati,» ribatte Edwin Drood «è badare ai propri affari.» (cap. VIII) *È stato bene spesso osservato che le [[Donna|donne]] hanno il curioso potere di indovinare il carattere degli uomini, un potere che sembrerebbe innato ed istintivo, dato che a esso non si attinge mediante un paziente ragionamento, dato che esso non è in grado di render sufficientemente conto di se stesso, e che si esprime e manifesta con la massima sicumera anche contro un cumulo di osservazioni in contrario da parte dell'altro sesso. Ma non è stato altrettanto spesso osservato che tale potere (fallibile, come qualsiasi altro attributo umano) è in linea di massima assolutamente incapace di auto-revisione; e che quando ha espresso un parere avverso che, ai lumi dell'umano intelletto, si sia susseguentemente dimostrato erroneo, esso parere non si distingue più dal pregiudizio, per quanto concerne la sua determinazione a non venir riveduto e corretto. Anzi, la possibilità stessa di una contraddizione o confutazione, per quanto remota, impartisce a codesto femminil giudizio, sin dall'inizio, in nove casi su dieci, quella debolezza ch'è insita nella testimonianza resa da un testimone interessato; sì personalmente e sì fortemente connette, la gentil indovina, se stessa alla propria divinazione. (cap. X) *I [[Sindaci]] vengono elevati alla loro carica affinché pronuncino discorsi e indirizzi: macchine belliche che, intrepidamente, sparano pallottole e granate contro la Grammatica Inglese. (cap. XII) *Non v'è nulla di piccolo, per chi è veramente grande in ispirito. (cap. XVII) *[...] mister Grewgious sollevò lo sguardo, dalle finestre alle [[stelle]], come se egli volesse leggere, in esse, qualcosa che gli era celato. Molti di noi lo vorrebbero, se lo potessero; ma nessuno di noi conosce ancora l'alfabeto degli astri – né appare probabile che mai verrà a conoscerlo, in questo stadio dell'esistenza – e ben poche lingue posson leggersi finché non si sia ben padroni dei loro segni alfabetici. (cap. XVII) *[...] la confusione mentale non [è] sempre, necessariamente, goffa ma [può], talvolta, presentar un grazioso aspetto. (cap. XXII) ==''Il nostro comune amico''== ===[[Incipit]]=== ====Filippo Donini==== Ai nostri giorni (non è necessario indicare l'anno con maggiore esattezza) una barca d'aspetto sporco e poco rassicurante, con dentro due persone, andava sul Tamigi tra il ponte di Southwark, che è di ferro, e il ponte di Londra, che è di pietra, sul finire di una sera d'autunno. ====Fruttero & Lucentini==== Ai nostri giorni (non importa precisare l'anno), una barca di sudicio e malandato aspetto, con due figure a bordo, s'aggirava sul Tamigi tra il Southwark Bridge, che è di ferro, e il London Bridge, che è di pietra, mentre il pomeriggio d'autunno andava già cedendo alla sera.<ref group="fonte" name=incipit/> ===Citazioni=== *[...] c'è una maligna tendenza dell'umanità ad approfittare della minima occasione di guardare chiunque, piuttosto che la persona che le parla. (lib. I, cap. II) *Chi sa leggere non guarda un [[libro]], nemmeno se chiuso in uno scaffale, allo stesso modo di chi non sa leggere. (lib. I, cap. III) *Ma dal modo come si mettono insieme vari elementi dipende se il risultato sarà una donna o un pesce, oppure una sirena. (lib. I, cap. III) *Perché questa è la legge eterna: il [[Bene e male|male]] spesso finisce e muore con chi lo fa, ma il [[Bene e male|bene]] continua. (lib. I, cap. IX) *Come è ben noto alla nostra saggia generazione la compra e vendita di [[Azione (finanza)|azioni]] è l'unica cosa da fare in questo mondo. Non c'è bisogno di antenati né di una buona reputazione, né di cultura, né di idee, né di bei modi: basta avere azioni. Avere abbastanza azioni da far parte del Consiglio Generale col nome in lettere maiuscole, viaggiare su e giù tra Londra e Parigi per affari misteriosi, ed essere grandi. Da dove viene quel tale? Dalle azioni. Dove va? Alle azioni. Che gusti ha? Azioni. Ha dei princìpi? Ha azioni. Che cos'è che lo manda al Parlamento? Le azioni. Forse da solo non è mai riuscito a nulla, non ha mai fatto nulla, non ha mai prodotto nulla! Ma le azioni spiegano tutto. O potenti azioni! Voi fate risplendere in alto quelle lucenti immagini per cui noi pidocchi insignificanti gradiamo notte e giorno, come per effetto dell'oppio o della cicuta: «Liberateci dal nostro denaro, sparpagliatelo per nostro conto, comprateci e vendeteci, rovinateci, soltanto vi preghiamo di assidervi tra le potenze della terra e d'ingrassare a nostre spese!» (lib. I, cap. X) *[...] c'è nell'[[Inghilterra|inglese]] una combinazione di qualità, una modestia, un'indipendenza, una responsabilità, un riposo, combinati con l'assenza di tutto ciò che possa fare arrossire una fanciulla, che si cercherebbero invano tra le nazioni della terra. (Signor Podsnap: lib. I, cap. XI) *L'istinto (parola che tutti capiscono bene) cammina generalmente a quattro zampe, ma la ragione sempre con due, e perciò un [[animale]] a quattro zampe non può mai raggiungere, nella bassezza, la perfezione di un uomo. (lib. II, cap. V) *[...] il [[servo]] incompetente, da chiunque sia impiegato, è sempre contro il padrone. Anche certi governatori nati, persone nobili e molto onorevoli, che hanno dato prova di assoluta incapacità in posti importanti, si sono mostrati senza eccezione avversi al loro padrone, ora affettando sfiducia, ora ostentando insolenza. E quello che è vero del padrone e del servo negli affari pubblici, è egualmente vero dei servi e padroni privati in tutto il mondo. (lib. II, cap. VII) *Quando la vostra [[famiglia]] vuol sbarazzarsi di voi, non c'è niente di più facile che mettervi in urto con la vostra famiglia. (lib. II, cap. V) *L'[[amore]], benché si dica che sia cieco, sa far buona guardia [...]. (lib. II, cap. XI) *[...] c'è una moltitudine di caratteri deboli e incapaci d'iniziativa che sono sempre pronti a entusiasmarsi per la prima idea sballata che capita (e generalmente ai giorni nostri s'infiammano per qualcuno che ha fatto qualche cosa, e poi si scopre che non ha fatto proprio nulla) [...]. (lib. II, cap. XI) *La [[potenza]] (a meno che non sia la potenza dell'intelletto o della virtù) ha sempre la più grande attrattiva sulle nature più basse [...]. (lib. III, cap. VII)) *{{NDR|Parlando del figlio}} Sarebbe più acuto del dente di un serpente, se non fosse più piatto dell'acqua stagnante. (Fanny Cleaver: lib. III, cap. X) *Se i grandi [[criminali]] dicessero la verità – ma essendo grandi criminali non la dicono – racconterebbero molto raramente di aver lottato contro il delitto. Lottano per compierlo. Essi tengono testa alle onde avverse, per raggiungere la riva sanguinosa, non per fuggirla. (lib. III,cap. XI) *E questa è un'altra delle disgrazie a cui va incontro un criminale. Ci sono cinquanta porte aperte alla scoperta del suo delitto. Egli si preoccupa con infinita cura di sbarrarne saldamente quarantanove, e non si accorge della cinquantesima che resta spalancata. (lib. IV, cap. VII) *[...] il criminale che riesce a tenere a bada il rimorso della sua coscienza che grida vendetta, non può sfuggire a una tortura più lenta che consiste nel ripetere incessantemente il delitto, nella sua immaginazione, mille e mille volte, e sempre in modo più perfetto. Nelle dichiarazioni che gli assassini fanno a loro difesa e nelle loro pretese confessioni, si può rintracciare attraverso tutte le loro bugie il filo di questa tortura che li perseguita. Se avessi fatto quello di cui mi si accusa, si può immaginare che avrei fatto questo sbaglio e quest'altro? Se avessi fatto quello di cui mi si accusa, avrei lasciato quello spiraglio per il quale ha deposto ignobilmente contro di me quel testimonio falso e malvagio? Lo stato del miserabile che continuamente trova i punti deboli del suo delitto quando non si può cambiar più niente, e cerca di rafforzarli, è uno stato che aggrava l'offesa perché ripete il delitto mille volte, ma è anche uno stato che infligge alla trista, spietata natura del colpevole la punizione di un tormento inimmaginabile. (lib. IV, cap. VII) *L'amore è in ogni cosa un maestro ammirevole [...]. (lib. IV, cap. XI) ==''Impressioni italiane''== *Potemmo vedere [[Genova]] prima delle tre e l'osservare come gradualmente si sviluppava il suo splendido anfiteatro, fila di case che spuntavano sopra fila di case, giardino sopra giardino, palazzo sopra palazzo, altura su altura, fu ampio motivo di occupazione per noi finché non entrammo nel suo porto imponente. (2005, pp. 28-29) *{{NDR|Su [[Genova]]}} Mai, in vita mia, fui così sbigottito! La meravigliosa novità di tutto, gli odori sconosciuti, l'inesplicabile sudiciume (malgrado sia considerata la più pulita delle città italiane), l'ammucchiarsi disordinato di case sporche, una sopra il tetto dell'altra; i vicoli, più squallidi e stretti che quelli di St. Giles o di Parigi vecchia; dentro e fuori i quali passavano e ripassavano non dei vagabondi ma delle signore eleganti, con veli bianchi e grandi ventagli; la totale assenza di rassomiglianza di qualsiasi casa d'abitazione o negozio o muro o sostegno o colonna con qualcosa che uno avesse visto prima; lo sporco scoraggiante, il disagio e lo sfacelo, mi stordirono completamente. (2005, p. 29) *Non immaginavo, quel giorno, che sarei mai arrivato ad avere un legame persino con le pietre della strada di [[Genova]] e che avrei ripensato alla città con affetto, perché connessa con tante ore di felicità e di quiete! (2005, p. 30) *Le prime impressioni che un posto del genere di [[Albaro]], il sobborgo di Genova dove attualmente, come direbbero i miei amici americani, sono "situato", possono difficilmente non essere, devo supporre, lugubri e deludenti. Ci vuole un po' di tempo e di abitudine per superare la sensazione di depressione che, all'inizio, nasce da tanta rovina e tanta trascuratezza. (2005, p. 31) *La [[Villa Bagnarello]]: o la Prigione Rosa, espressione molto più indicata per l'edificio, è in una delle più splendide posizioni immaginabili. [...] Una decrepita, tetra, spettrale, echeggiante e sinistra casa disadorna: questo è; come non ne ho mai né viste né immaginate. (2005, pp. 32, 34) *{{NDR|Sulla [[morra (gioco tradizionale)|morra]] vista a Genova}} È una specie di rovinoso gioco d'azzardo che non ha bisogno di altro accessorio che le dieci dita, che sono sempre – non faccio gioco di parole – sotto mano. [...] Non è mai il gioco più tranquillo del mondo; perché i numeri vengono chiamati a voce alta ed acuta e uno dietro l'altro; giusto il tempo di contare. (2005, pp. 40-41) *{{NDR|Su [[Genova]]}} È un posto che "cresce dentro di voi" giorno per giorno. Sembra sempre che vi sia qualcosa da scoprirvi. Potete smarrire il vostro cammino (che cosa gradevole è, quando siete senza meta!) venti volte al giorno, se vi aggrada; e ritrovarlo tra le più sorprendenti ed inaspettate difficoltà. Abbonda dei più strani contrasti: cose pittoresche, brutte, meschine, magnifiche, deliziose e disgustose vi si parano davanti allo sguardo ad ogni angolo. (2005, p. 45) *Chi vuole vedere quanto è bella la campagna negli immediati dintorni di [[Genova]] deve salire, in una giornata serena, in cime al monte Faccio o, almeno, fare una cavalcata intorno alle mura della città che è un'impresa molto più facile da compiere. Non c'è panorama più bello e più vario delle mutevoli vedute del porto e delle valli dei due fiumi, la Polcevera e il Bisagno, da quelle alture lungo le quali sono costruite le mura, poderosamente fortificate, come una piccola grande muraglia cinese. (2005, pp. 45-46) *La grande maggioranza delle strade è tanto stretta quanto un passaggio pubblico è possibile che lo sia – in un luogo dove la gente (sia pure degli italiani), si suppone che viva e circoli; trattandosi di veri [[Caruggi di Genova|vicoli]], con qua e là una specie di pozzo o di posto per respirare. (2005, p. 47) *Quando potrò dimenticare le strade dei palazzi: la ''[[Via Garibaldi (Genova)|strada Nuova]]'' e la ''[[Via Balbi|strada Balbi]]''? O come l'una mi apparve un giorno d'estate quando la vidi la prima volta sotto il più smagliante dei cieli estivi blu intenso che la sua stretta prospettiva di immense dimore riduceva ad una affusolata e preziosissima striscia di lucentezza, in contrasto con l'ombra scura sottostante? (2005, p. 48) *Lo splendore e la varietà delle chiese genovesi può difficilmente essere esagerato. Specialmente la [[Basilica della Santissima Annunziata del Vastato|chiesa ''dell'Annunciata'']]: costruita, come molte altre, a spese di una nobile famiglia e che ora viene lentamente restaurata: dalla porta esterna sino alla sommità dell'alta cupola, è così finemente dipinta e dorata che sembra (come dice il Simond, nel suo piacevole libro sull'Italia) una grande tabacchiera smaltata. (2005, p. 65) *Ci sono tre teatri in città, a parte uno vecchio che viene aperto raramente. Il più importante – il ''[[Teatro Carlo Felice|Carlo Felice]]'': il teatro dell'opera di Genova – è uno splendido, comodo e bel teatro. (2005, p. 68) *Il ''[[Teatro Diurno (Genova)|Teatro Diurno]]'' è un palcoscenico coperto, all'aria aperta, dove gli spettacoli hanno luogo con la luce del giorno, nel fresco del pomeriggio; con inizio verso le quattro o le cinque e della durata di tre ore. È curioso, seduti tra il pubblico, godere una bella vista delle colline e delle case circostanti, vedere i vicini guardare dalle loro finestre e sentire le campane delle chiese e dei conventi suonare completamente a sproposito con quello che avviene in scena. (2005, p. 69) *Non c'è in Italia, dicono (e io ci credo), un'abitazione più piacevole di ''[[Villa delle Peschiere|Palazzo Peschiere]]'' [...] Si trova su un'altura all'interno delle mura di Genova ma appartato dalla città: è circondato da bei giardini interni, abbelliti con statue, vasi, fontane, bacini marmorei, terrazze, viali di aranci e di limoni, boschetti di rose e di camelie. Tutti gli appartamenti sono belli per proporzioni e decorazioni; ma il grande vestibolo, alto una cinquantina di piedi, con tre grandi finestre sul fondo, che guardano sull'intera città di Genova, il porto e il mare che la circonda, offre uno dei più deliziosi ed affascinanti panorami del mondo. Sarebbe difficile immaginare una dimora più gradevole e comoda di quella che offrono le grandi stanze, all'interno; e certamente niente di più delizioso potrebbe essere immaginato dello scenario fuori, alla luce del sole o al chiaro di luna. Somiglia più ad un palazzo incantato in una novella orientale che ad una sobria e grave dimora. (2005, p. 78) *{{NDR|Su [[Villa delle Peschiere]]}} Che si possa vagare di stanza in stanza senza mai stancarsi di osservare le decorazioni fantastiche sui muri e sui soffitti, così vivaci nella loro freschezza di colori come se fossero stati dipinti ieri; o come un piano, o anche il grande ingresso su cui si aprono altre otto stanze, sia una spaziosa passeggiata; o come ci siano corridoi e camere da letto che non usiamo e che raramente visitiamo e delle quali a malapena ritroviamo la strada; o che ci sia una veduta diversa per ognuna delle quattro facciate dell'edificio, poco importa. Ma quel panorama del vestibolo è come una visione per me. (2005, pp. 78-79) *{{NDR|Sul [[Monte Fasce]]}} [...] la più splendente delle colline con il bel tempo, ma la più tetra quando si avvicina il temporale [...] (2005, p. 79) *{{NDR|Sull'[[Spianata dell'Acquasola|Acquasola]]}} [...] una passeggiata pubblica dove la banda militare suona gaiamente, dove i veli bianchi delle genovesi si radunano numerosi e dove le famiglie nobili della città cavalcano in tondo e in tondo e in tondo, almeno in abito e carrozza di gala, se non con perfetta padronanza. (2005, p. 80) *Quando i suoi straordinari paesaggi sono finiti e si snoda tra una lunga linea di sobborghi, che si stendono sulla piatta riva del mare, verso [[Genova]], allora le mutevoli brevi apparizioni di questa magnifica città e del suo porto destano nuove fonti di interesse; rinnovate da ogni vasta, ingombrante, semidisabitata vecchia casa di periferia: e arrivando all'apice quando si raggiunge la porta della città e tutta Genova, con la sua bellissima baia e le colline circostanti, esplode orgogliosamente alla vista. (2005, p. 93) *{{NDR|Sul [[passo del Sempione]]}} L'aria fredda mordeva la carne. Ma la serenità della notte e la stupenda bellezza della strada, con le ombre impenetrabili e l'oscurità profonda, con l'improvvise voltate, dopo le quali si passava subitamente nei tratti rischiarati dalla luna, e l'incessante scroscio dell'acqua cadente, resero ad ogni passo il viaggio sempre più meraviglioso. Lasciandosi dietro ben presto i tranquilli villaggi italiani, addormentati nel chiarore lunare, la strada cominciò a svolgersi tortuosa fra le masse nere di alberi e, dopo un po' di cammino, emerse in una zona più spoglia e assai ripida e faticosa, sulla quale la luna risplendeva alta e lucente. A poco a poco il frastuono delle acque divenne più forte e la stupenda strada, dopo aver traversato il torrente su di un ponte, penetrò tra due muri massicci di rocce perpendicolari, i quali ci tolsero interamente la luce della luna e ci lasciarono solo la vista di alcune stelle, che brillavano sulla stretta lista di cielo al di sopra di noi. Poi perdemmo anche queste, nella profonda oscurità di una caverna della roccia, attraverso la quale era stata aperta la strada. (1989, pp. 93-94) *Quella splendida giornata stava appena declinando, quando arrivammo sul Lago Maggiore, con le sue deliziose isole. Per quanto bizzarra e stravagante l'[[Isola Bella (Lago Maggiore)|Isola Bella]] possa essere, e lo è, tuttavia essa è meravigliosa. (1989, p. 94) *Uscendo dall'altra parte di nuovo in un tratto rischiarato dalla luna, attraverso ad un ponte altissimo, la strada proseguì tortuosa lungo la [[gola di Gondo]], orrida e grandiosa oltre ogni dire, con precipizi formati da pareti lisce che s'innalzavano su ambo i lati e quasi si toccavano in cima. Proseguimmo così per tutta la notte, avanzando faticosamente sempre più in alto. (1989, p. 94) *[[Carrara]], tutta circondata da alte colline, è una città chiara e pittoresca. Pochi turisti vi soggiornano: e la popolazione è tutta più o meno occupata con la lavorazione del marmo. Ci sono poi villaggi vicino alle cave, dove vivono gli operai. È fornita di un bel teatrino, appena costruito: ed è interessante l'uso di formare un coro di lavoratori delle cave di marmo, che sono autodidatti e cantano ad orecchio. (2005, p. 184) *{{NDR|Su [[Siena]]}} È come un pezzetto di [[Venezia]], senza l'acqua. Ci sono alcuni vecchi ''palazzi'' curiosi in questa città, che è molto antica; e senza avere (per me) l'interesse che hanno Verona o Genova, è fantastica e come di sogno, interessantissima. (2005, p. 192) *Deliziosa [[Verona]]! Con i suoi bei palazzi antichi e l'incantevole campagna vista in distanza da sentieri praticabili e da solide gallerie con balaustra. Con i suoi tranquilli ponti romani che tracciano la retta via illuminando, nell'odierna luce solare, con tonalità antiche di secoli. Con le chiese marmoree, le alte torri, la ricca architettura che si affaccia sulle antiche e quiete strade nelle quali riecheggiavano le grida dei Montecchi e dei Capuleti... :''Pleasant Verona! With its beautiful old palaces, and charming country in the distance, seen from terrace walks, and stately, balustraded galleries. With its Roman gates, still spanning the fair street, and casting, on the sunlight of to-day, the shade of fifteen hundred years ago. With its marble-fitted churches, lofty towers, rich architecture, and quaint old quiet thoroughfares, where shouts of Montagues and Capulets once resounded...''<ref group="fonte">Da ''[http://www.gutenberg.org/ebooks/650 Pictures from Italy]'', ''Guntenberg.org''.</ref> *[[Perugia]], munita di grandi mezzi di difesa dalla natura e dalla mano dell'uomo, sorge improvvisamente su di un'altura.<ref group="fonte">Citato in ''Perugia'', Guide Electa Umbria, 1993.</ref> ===[[Explicit]]=== Sentiamo per l'ultima volta nel nostro viaggio risuonarci all'orecchio la lingua italiana, e lasciamo quest'[[Italia]], oppressa dalle miserie e dagli oltraggi. La lasciamo coll'amore e l'ammirazione che suscitano le sue bellezze naturali e artistiche, di che è sì miracolosamente ricca, e con un sentimento di vivo affetto per un popolo buono, paziente e gentile. L'inerzia di tanti anni, l'oppressione e lo sgoverno, si son data la mano per deteriorare l'indole di esso e per scemarne la vigoria intellettuale; delle miserabili gelosie, fomentate da piccoli principi, che vedevano nell'unione degli Italiani la loro rovina, e nella disunione la loro forza, hanno guasto e offuscato in essi il sentimento della nazionalità, e financo imbarbarita la loro lingua; ma il buono che fu sempre in essi, esiste ancora, e da queste ceneri può un giorno sorgere una nobile nazione. Sia questa una speranza che serbiamo! {{NDR|''[https://books.google.it/books?id&#61;T7Q8AAAAYAAJ L'Italia: impressioni e descrizioni di Carlo Dickens]'', traduzione con note del prof. Edoardo Bolchesi, Ulrico Hoepli, Napoli-Milano-Pisa, 1879.}} ==''La bottega dell'antiquario''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''Night is generally my time for walking. In the summer I often leave home early in the morning, and roam about fields and lanes all day, or even escape for days or weeks together, but saving in the country I seldom go out until after dark, though, Heaven be thanked, I love its light and feel the cheerfulness it sheds upon the earth, as much as any creature living.'' {{NDR|Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id&#61;2dUNAAAAQAAJ The Old Curiosity Shop]'', Chapman and Hall, London, 1841.}} ====Silvio Spaventa Filippi==== È mio costume, vecchio qual sono, d'andare a passeggio quasi sempre di notte. L'estate, spesso, me n'esco di casa la mattina presto, e giro per i campi e i viottoli tutta la giornata, o anche me ne sto lontano per giorni o settimane di fila; ma, tranne che in campagna, di rado esco se non al buio, sebbene, e ne sia ringraziato il Cielo, io ami la luce del giorno e senta, al pari d'ogni creatura vivente, la gioia ch'essa riversa sul mondo. ===Citazioni=== *{{NDR|Dialogo tra personaggi innominati, il secondo dei quali è il nonno di Nell}} – Mi addolora sempre – osservai, mosso da ciò che prendevo per suo egoismo – m'addolora sempre vedere i fanciulli iniziati alle durezze della vita, quando sono appena usciti dall'infanzia. Questo scompiglia la loro fiducia e la loro semplicità... due delle migliori qualità di cui li adorna il Cielo... e fa sì ch'essi partecipino alle nostre tristezze prima che siano capaci di godere dei nostri piaceri.<br>– Non scompiglierà mai le sue – disse il vecchio, guardandomi fisso – le sorgenti sono troppo profonde. D'altra parte, i figliuoli dei poveri conoscono pochi piaceri. Anche le più tenere gioie della fanciullezza si debbono comprare e pagare. (vol. I, cap. I) *Se l'ala dell'amicizia non dovrebbe mai mutare una piuma, l'ala della parentela non dovrebbe essere mai mozzata e arruffata. (Dick Swiveller: vol. I, cap. II) *– No – disse Riccardino, scotendo il capo – ma di questi [[vecchi]]... non c'è da fidarsi molto, Rico. Ho una vecchia zia laggiù nel Dorsetshire che doveva morire quando io avevo otto anni, e non ha mantenuto ancora la promessa. Sono così opprimenti, così incoerenti, così sprezzanti questi vecchi... Se in famiglia non c'è l'apoplessia, Rico, non si può fare alcun calcolo su di loro, e anche allora son capaci di fartela in barba. (vol. I, cap. VII) *– Vi dico, signora – disse il signor Witherden – ciò che penso di un galantuomo, che, come osserva il poeta, è l'opera più nobile della creazione. Io signora, son d'accordo col poeta in ogni particolare. Le Alpi vertiginose da una parte e l'uccello-mosca dall'altra, non son nulla, in fatto di esecuzione, di fronte a un onest'uomo... o a una donna... una donna. (vol. I, cap. XIV) *[...] è costume degli [[eroi]], quando si trovano in tristi condizioni, assalire {{NDR|il [[destino]]}} con amarezza e ironia. (vol. I, cap. XXXIV) *Nessuno si butta in terra da sé; se il suo destino lo butta in terra, tocca al destino di raccoglierlo. (Dick Swiveller: vol. I, cap. XXXIV) *[...] come i dottori di rado pigliano le loro ricette, e i sacerdoti non sempre praticano ciò che predicano, così gli avvocati sono restii a ricorrere alla legge per conto proprio, sapendo bene che essa è un affilatissimo strumento d'incerta applicazione, dispendiosissimo a mettere in moto, e adatto più a tosare perfettamente, che a tosare la persona che bisogna tosare. (vol. I, cap. XXXVII) *Dall'amore della casa, origina l'amor della [[patria]] [...]. (vol. II, cap. I) *Ah, le [[vacanze]]! Perché ci lasciano dei rimpianti? Perché non possiamo ricacciarle indietro nella nostra memoria d'una settimana o due, tanto da riportarle a un tratto a quella giusta distanza donde possono essere guardate o con calma indifferenza o con un piacevole sforzo di rievocazione? Perché ci aleggiano intorno come la fragranza del vino di ieri, con un vago sentore di mal capo e di stanchezza, e come quelle buone intenzioni per l'avvenire, che formano giù negli abissi il lastricato permanente d'un vasto dominio, e quassù durano di solito fino all'ora del desinare, un po' più, un po' meno? (vol. II, cap. III) *[...] nella maggioranza dei casi, la [[Coscienza morale|coscienza]] è un indumento molto elastico e flessibile, che si allunga molto e si adatta a una gran varietà di circostanze. Certa gente, con un prudente governo e col toglierselo a poco a poco, come si fa con una sottoveste di flanella in estate, si sforza anche, a tempo debito, di farne interamente a meno; ma vi sono altri che possono indossarlo e spogliarsene a piacere; e questo, essendo cosa più conveniente e comoda, è molto più in voga. (vol. II, cap. VI) *[...] i cimenti più duri e più validamente sopportati sono quelli che non son mai registrati nelle memorie di questo mondo, e che pure si soffrono tutti i giorni. (Mr Marton: vol. II, cap. IX) *Qualunque cosa faccia del rumore è gradita alla [[folla]]. (vol. II, cap. X) *[...] la decantata voce di popolo, dissimile al sasso che rotola del proverbio,<ref>{{Cfr}} ''[[:en:w:A rolling stone gathers no moss|A rolling stone gathers no moss]]''.</ref> raccoglie molto musco nei suoi continui andirivieni [...]. (vol. II, cap. XI) *Questo Kit appartiene a quella vostra simpatica gente virtuosa, alla simpaticissima categoria dei giusti, degl'ipocriti, dei vili, delle persone a due facce, dei traditori, delle spie, dei cagnolini che leccano chi dà loro un tozzo di pane e li vezzeggia, e che latrano e s'avventano contro tutti gli altri. (Quilp: vol. II, cap. XIV) *Ogni cosa nella vita, buona o cattiva, ha quasi sempre un effetto su di noi per via di [[contrasto]]. (vol. II, cap. XVI) *Così le gesta [[Violenza|violente]] vivono ancora dopo che sono scomparsi gli uomini, e le tracce della guerra e degli spargimenti di sangue {{sic|sopravviveranno}} in lugubri forme, molto tempo dopo che i distruttori non saran più che atomi di terra. (vol. II, cap. XVI) *Vi sono delle corde nel cuore umano – strane, variabili corde – che vibrano soltanto per caso: rimaste mute e insensibili agli appelli più fervidi e gravi, rispondono finalmente al tocco più lieve e impensato. Nelle menti torbide e deboli, v'è una serie di riflessioni che l'arte può di rado guidare o l'abilità assistere, ma che si rivelerà, come è avvenuto alle grandi verità, per caso e quando lo scopritore non ha che il più semplice oggetto in vista. (vol. II, cap. XVIII) *[...] se non vi fossero delle persone [[Cattiveria|cattive]], non ci sarebbero dei bravi [[avvocati]]. (Sansone Bronzi:<ref>Nel testo in lingua: Sampson Brass (=ottone).</ref> vol. II, cap. XIX) *La [[tranquillità]] di spirito, Riccardo, è la dolcezza dell'esistenza. (Sansone Bronzi: vol. II, cap. XIX) *Io non guardo alla sottoveste. Guardo al cuore. Le strisce della sottoveste non sono che le gretole della gabbia. Ma l'uccello è il cuore. Ah! Quanti poveri uccelli intristiscono continuamente e mettono i loro becchi a traverso le gretole per beccare con affetto tutta l'umanità. (Sansone Bronzi: vol. II, cap. XIX) *– Un uomo – dice Sansone – che perde quarantasette sterline e dieci scellini in una mattinata per la propria onestà, è un uomo da invidiare. Se fossero state ottanta sterline, il piacere di questo sentimento sarebbe aumentato. Ogni sterlina perduta sarebbe stata mezzo quintale di felicità guadagnata. La calma vocina, Cristoforo – esclama Bronzi, sorridendo e picchiandosi il seno – è una lieta canzone entro di me, ed è tutta felicità e gioia! (vol. II, cap. XX) *– Io vi do la mia parola, guardia... – disse Bronzi. Ma a questo punto la guardia s'interpose fondandosi sul principio costituzionale che le parole volano, e osservando che le chiacchiere fossero soltanto pappa per i bambini e i lattanti, e che invece il cibo dei forti fossero i [[Giuramento|giuramenti]]. (vol. II, cap. XXIII) *Il mondo, che commette continuamente immense ingiustizie, si consola troppo facilmente con l'idea che alla vittima delle falsità ch'esso trama e della malignità ch'esso trasuda, non possa mancare, avendo la coscienza pura, un conforto nelle proprie sofferenze, e che in un modo o nell'altro, finirà per trionfare; e «in questo caso» dicono quelli che hanno abbattuto la vittima, «benché noi non ce l'aspettiamo, nessun sarà più lieto di noi». E invece il mondo farebbe bene a riflettere, che l'[[ingiustizia]] è in se stessa, per ogni animo ben fatto e generoso, il male più insoffribile, il più atroce e difficile a sopportare; e che molte coscienze pure trovarono la loro giustificazione altrove, e che molti cuori saldi si infransero appunto perché la coscienza dei propri meriti non fece che aggravare le loro sofferenze e renderle più tormentose. (vol. II, cap. XXIV) *[...] la [[verità]], in sé considerata, è una sublime e magnifica cosa, signori, benché non si sia sempre lieti di vederla, appunto come altre sublimi e magnifiche cose, gli uragani, per esempio... (Sansone Bronzi: vol. II, cap. XXIX) *[...] sebbene la [[necessità]] non abbia legge, ha i suoi cultori di legge. (Sansone Bronzi: vol. II, cap. XXIX) *Tu non hai dimenticato la massima di nostro padre... il nostro riverito padre, signori... «Sospettate sempre di tutti». (Sansone Bronzi: vol. II, cap. XXIX) *Così accade sempre che questi [[Uomo di mondo|uomini di mondo]] lo traversino corazzati per difendersi tanto del male quanto del bene, non contando il fastidio e l'assurdità di montar sempre la guardia col microscopio e di andar vestiti di ferro anche nelle più innocenti occasioni. (vol. II, cap. XXIX) *La massima di Bronzi era che l'abitudine di far dei complimenti teneva la lingua oliata senza alcuna spesa; e siccome quell'organo utilissimo non deve mai arrugginire o stridere sui cardini nel caso specifico d'un uomo di legge, che ha bisogno d'averlo sempre facile e spedito, di rado egli perdeva l'occasione di far pompa di discorsetti lusinghieri e di espressioni laudative. (Sansone Bronzi: vol. II, cap. XXXV) *Quando la morte s'abbatte sugli innocenti e i giovani, per ogni fragile forma dalla quale scioglie lo spirito anelante, si levano centinaia di virtù in forma di grazia, di carità e d'amore, e vanno per il mondo, versando benedizioni. Dalle lagrime che i mortali addolorati versano sulle tombe precoci, nasce qualche bene, qualche più soave natura sorge. Sotto i passi della distruttrice balzano radiose creazioni che sfidano la sua potenza, e il suo triste cammino si muta in una via luminosa che conduce al cielo. (vol. II, cap. XXXV) *[...] la propaganda della bontà e della benevolenza non aggiunge virtù trascurabili alle buone qualità fondamentali della natura ed è un bell'argomento di soddisfazione per l'umanità tutta quanta. (vol. II, cap. XXXVI) ===[[Explicit]]=== Son tanti i [[Cambiamento|mutamenti]] che avvengono in pochi anni, e tutto passa come la narrazione d'una fiaba. ==''La piccola Dorrit''== ===[[Incipit]]=== Una trentina d'anni fa, Marsiglia bruciava un giorno ai raggi infocati del sole.<br> Nella Francia meridionale, un sole ardente in un giorno canicolare di agosto non era allora un fenomeno più strano di quanto in altri tempi sia stato o di quanto sia adesso. Ogni cosa dentro ed intorno a Marsiglia pareva che avesse sbarrato gli occhi, abbagliata ed abbagliante, al cielo infocato; fino al punto che questo fissarsi ed abbagliarsi a vicenda era ivi divenuto come una mania generale. I forestieri venivano abbagliati dalla accesa bianchezza delle case, dei muri, delle vie, dal bagliore delle strade aride e delle prossime colline il cui verde era stato arso. Tutto intorno in un moto spasmodico sbarrava gli occhi. Tutto, meno le [[vigneto|vigne]]; le quali piegandosi sotto il fardello dei grappoli, occhieggiavano di tratto in tratto, quando l'aura calda e grave muoveva appena le loro languide foglie. ===Citazioni=== *[...] l'asserzione franca e sfacciata ha per mezzo mondo lo stesso valore di una prova irrecusabile. (lib. I, cap. I) *[...] s'incomincia a perdonare ad un luogo, non appena lo si è lasciato [...]. (Signor Meagles: lib. I, cap. II) *– Nel nostro viaggio attraverso la vita, – rispose freddamente la signora Wade, – noi c'incontreremo in tutti coloro che muovono verso di noi chi sa da quali parti e per quali vie; e quanto è stabilito che noi facciamo ad essi, e che essi facciano a noi, accadrà fatalmente. (lib. I, cap. II) *E così ella {{NDR|la signora Clennam}} andava sempre bilanciando le sue partite con la Maestà del cielo, registrando le entrate a credito, tenendo strettissimo calcolo dell'attivo, e reclamando ad alta voce il saldo del suo conto. Solo per questo era notevole, per l'energia e l'enfasi che vi metteva. Mille e mille non fanno altrimenti tutti i giorni della loro vita, e ciascuno a suo modo. (lib. I, cap. V) *– Zitto là, voi e la vostra filantropia! – esclamò l'ostessa, sorridendo e più che mai scrollando il capo. – Statemi a sentire. Io sono una donna, io. Non m'intendo punto di filantropia filosofica. So però quello che ho veduto e quello che ho guardato in questo mondo dove mi trovo. E vi so dir questo, amico mio, che vi son gente, – uomini e donne per disgrazia nostra, – che non hanno dentro di sé nulla di buono, proprio nulla. Che vi son gente che bisogna detestare con tutta l'anima. Che vi son gente che vanno trattati come nemici dichiarati della razza umana. Che vi son gente che non hanno cuore di uomo e che bisogna schiacciare come bestie selvagge, e toglierle dalla faccia della terra. Ce n'è pochi, spero; ma io ho veduto in questo mondo qui dove mi trovo ed anche nella piccola ''Aurora'', che ce n'è di questa gente. (lib. I, cap. XI) *La maggior parte degli uomini sono abbastanza fedeli a sé stessi per serbarsi fedeli a un'antica [[illusione]]. Non è prova di leggerezza, ma anzi è una prova di costanza, quando l'illusione non regge al confronto della realtà e il contrasto le reca un colpo fatale. (lib. I, cap. XIII) *– Eccomi qua io, – disse Pancks, proseguendo la sua argomentazione col pigionale. – Per che altro credete voi che io sia fatto? Per niente altro. Tiratemi fuori dal letto di buon mattino, mettetemi al [[lavoro]], datemi un ritaglio di tempo per ingoiare un po' di cibo, e tornate da capo e fatemi lavorar di schiena. Fatemi lavorar sempre; io farò lo stesso con voi, voi farete lo stesso con un altro, un altro con un altro e così via. Ed eccovi sommariamente tutti i doveri dell'uomo in un paese commerciale. (lib. I, cap. XIII) *L'insegna dell'onore e della vergogna, il grado di generale e di tamburino, una statua di Pari nell'Abbazia di Westminster e l'amaca del marinaio sospesa sulle profondità dell'Oceano, la mitra e l'officina, il seggio di presidente e la galera, il trono e la ghigliottina, – verso ciascuno di cotesti punti muovono i [[Viaggio|viaggiatori]] sulla strada maestra del mondo; ma cotesta strada ha mirabili divergenze, e solo il tempo ci può far vedere dove ciascun viaggiatore è diretto. (lib. I, cap. XV) *– Se un uomo ha la disgrazia di trovar per caso qualche cosa che torni utile al paese, bisogna bene che vi si dedichi tutto e ne veda la fine.<br>– E non sarebbe miglior partito rinunziare a far conoscere il suo ritrovato?<br>– Ah, no davvero! – rispose Doyce tentennando il capo con un sorriso pensieroso. – Il ritrovato non gli è stato messo nella testa per restarvi sepolto. Ci è stato messo perché dia qualche frutto. Voi tenete lo vostra vita a condizione che combatterete strenuamente per essa fino all'ultimo. Ogni inventore tiene la [[Invenzione|sua scoperta]] alle medesime condizioni. (lib. I, cap. XVI) *{{NDR|Morale della barchetta}} Vecchi o giovani, irosi o pacifici, scontenti o soddisfatti, voi tutti che mi guardate, la corrente non si arresta mai. Che si gonfino pure i vostri cuori al soffio della discordia, l'onda che s'increspa intorno alla prua di questa barchetta, canta sempre la stessa canzone. Un anno dopo l'altro, tenuto conto di quanto ne trattiene la barca, l'onda fa tante miglia all'ora. Qui dei rosai, là dei gigli, niente che sia incerto o mutabile sopra questa via che fugge sempre eguale, senza arrestarsi un momento; mentre voi, imbarcati sul rapido fiume del tempo, siete così capricciosi ed instabili. (lib. I, cap. XVI) *Io ho il merito di tenere aperto un esattissimo conto corrente a beneficio delle persone di mia conoscenza, portando a libro con una scrupolosa precisione tutto il bene ed il male che ne so. Questo lavoro lo fo così coscienziosamente, che son felice di farvi sapere che il più abbietto degli uomini può anche essere il più caro e degno amico del mondo; e sono in grado di darvi la consolante notizia che vi ha assai meno differenza di quanto possiate credere tra un [[Bontà e cattiveria|uomo onesto e un birbante]]. (Signor Gowan: lib. I, cap. XVII) *[...] la vecchia signora viveva tuttavia deplorando la degenerazione dei tempi in compagnia di varie altre vecchie signore di ambo i sessi. (lib. I, cap. XVII) *– La [[società]], – riprese la signora Merdle, curvando di nuovo il suo dito mignolo, – è così difficile a spiegarsi alla gioventù, e qualche volta alle persone di età matura, che io son contenta di quanto mi dite. Io vorrei che la società non fosse tanto arbitraria, non fosse così esigente... Zitto, pappagallo!<br>Il pappagallo avea messo uno strido acutissimo, come se fosse il rappresentante della società in questione e volesse sostenere il suo diritto di essere esigente.<br>– Ma, – riprese a dire la signora Merdle, – dobbiamo pigliarla come la troviamo. Sappiamo benissimo ch'ella è vuota, convenzionale, mondana, disgustevole, ma a meno che non fossimo dei selvaggi dei mari tropicali, – per me sarei stata felice di nascere in quelle parti; sento dire che vi si mena una vita deliziosa e che il clima è perfetto, – siamo obbligati a consultare cotesta società. È la sorte comune. Il signor Merdle, per esempio, è uno dei primi banchieri; affari sulla più vasta scala, ricchezza ed influenza grandissime, ma anch'egli come gli altri... Zitto, pappagallo!<br>Il pappagallo avea messo un secondo strido, il quale completava in modo così espressivo la frase interrotta, che la signora, Merdle trovò inutile di aggiungere altro. (lib. I, cap. XX) *Uno che non può pagare trova un altro che nemmeno può pagare per farsi [[Garanzia|garantire]] che può pagare. È lo stesso caso che un uomo con le gambe di legno si faccia garantire da un altro uomo con le gambe di legno ch'egli ha due gambe di carne: né l'uno né l'altro cammineranno meglio per questo. E quattro gambe di legno vi danno più disturbo di due, quando non ne avete bisogno di nessuna. (Signor Panks: lib. I, cap. XXIII) *Pigliate tutto ciò che potete, e tenetevi tutto ciò che non siete obbligato a restituire. Questo si chiama far gli [[Affare|affari]]. (Signor Panks: lib. I, cap. XXIII) *{{NDR|Dialogo tra Gowan e Clennam}} – Non sono già un grande impostore, questo no. Compratevi un mio quadro, ed io vi dirò a quattr'occhi, ch'esso non vale la moneta che ci avete speso. Comprate un quadro di un altro pittore, – anche di uno di quei professoroni celebri che mi fanno stare a segno, – e c'è da scommettere cento contro uno che quanto più avrete pagato, tanto più il pittore vi avrà messo in mezzo. Fanno tutti così, sapete.<br>– Tutti i pittori?<br>– Pittori, scrittori, {{Sic|patriotti}}, tutti quelli che tengono bottega sul mercato sociale. Date venti sterline alla maggior parte delle persone di mia conoscenza, e sarete giusto ingannato fino a concorrenza della somma; datene ventimila, sarete ingannato per ventimila. (lib. I, cap. XXVI) *[...] le nostre più grandi [[speranze]], chiuse e carezzate nel fondo del cuore, si allontanano da noi per andarsi a perdere nei vasti mari dell'eternità. (lib. I, cap. XXVIII) *Trovarsi ricacciato in una via senza uscita, come il signor Enrico Gowan; avere per dispetto abbandonato un certo campo senza possedere le qualità necessarie per avanzare in un altro ed andare a zonzo con le mani in mano sopra un terreno neutro, maledicendo all'uno ed all'altro, non è certo una situazione morale molto favorevole, né può il tempo arrecare alcuna sorta di rimedio. Il peggior calcolo che si possa fare in questo mondo è quello di certi matematici ammalati, i quali non conoscono che la sottrazione, quando invece trattasi di dare il totale dei meriti e dei successi altrui, senza che questa aggiunga una sola unità al totale della propria addizione, in fatto di meriti e di successi.<br>D'altra parte, l'abitudine di cercare una specie di consolazione nel lamentarsi o nel vantarsi di essere disilluso, è veramente un'abitudine demoralizzatrice; la quale non tarda molto a produrre una infingarda noncuranza, una indifferenza completa per tutto ciò che richiede un lavoro costante. Deprezzare un capolavoro per far l'elogio di un lavoro mediocre, diventa una delle massime felicità di cotesti caratteri inaspriti, e non si può così prendersi giuoco della [[verità]], senza che ne soffra profondamente l'onestà dei proprii sentimenti. (lib. II, cap. VI) *Quando si ha un po' di buon senso e una certa coltura generale, non si può dire di essere completamente [[ignoranza|ignaro]] di checchessia. (Doyce: lib. II, cap. VIII) *Ma il signor Tenace Mollusco, bisogna sapere, era un uomo abbottonato fino alla gola, e per conseguenza un uomo di un certo peso. Tutti gli uomini così abbottonati sono uomini profondi e di peso. Sia che la facoltà riservatasi di sbottonarsi o di rimanere abbottonato imponga al genere umano, sia che si creda generalmente che la saggezza si condensi e si accresca sotto un abito abbottonato, e si svapori quando l'abito si sbottona; certo è che l'uomo che più di tutti ha importanza, è l'uomo che va abbottonato fino alla gola. (lib. II, cap. XII) *È tanto difficile arrestare una epidemia morale, quanto una epidemia fisica; essa si dilata con la rapidità medesima della peste; il contagio, fatti i primi progressi, non risparmia né gradi, né professioni; coglie le persone più robuste, i temperamenti che meno sembrano soggetti ad essere attaccati. Son fatti questi dimostrati dall'esperienza, com'è dimostrato che l'aria è necessaria alla vita dell'uomo. Il massimo dei benefizii che si potesse rendere al genere umano sarebbe di arrestare ed isolare (strangolarli no, che sarebbe troppo), prima che l'infezione si propagasse, gli animi incancreniti, la cui debolezza e perversità diffonde questi terribili flagelli. (lib. II, cap. XIII) *E un mezzo granello di [[realtà]], non altrimenti che una scarsa dose d'altri prodotti naturali egualmente rari, è capace di dar sapore e profumo ad una enorme quantità di diluente. (lib. II, cap. XXV) *Nessuno di noi può sapere con chiarezza a quali persone, a quali eventi si vada debitori per questo rispetto, fino a che la ruota della vita, arrestata di botto nel suo rapido giro, non venga a rivelarcelo. Basta per questo una malattia, un dispiacere, la perdita di coloro che amiamo, e questo dimostra che la sventura è pur buona a qualche cosa. (lib. II, cap. XXVII) *Il signor Plornish grugnì sentimentalmente nel suo stile filosofico ma poco chiaro, che c'erano degli alti, vedete, e c'erano dei bassi. Inutile il domandargli il come e il perché di questi alti e bassi; c'erano, sapete, e non c'era rimedio. Egli avea sentito dire, sissignore, che via via il mondo girava; poiché non c'era dubbio che girasse, anche i signori più sopraffini devono naturalmente trovarsi una volta a capo in giù con tutti i capelli arruffati in quello che si sarebbe potuto chiamare lo spazio. Benissimo. Questa era l'opinione del signor Plornish: benissimo. Prima o dopo, chi si trovava a capo in giù doveva tornare per forza a capo in su e i capelli tornerebbero lisci e al posto loro che sarebbe stata una vera grazia. Benissimo dunque! (lib. II, cap. XXVII) *Gentiluomo una volta, gentiluomo sempre, gentiluomo fino all'ultimo. (Rigaud: lib. II, cap. XXVIII) *– Li vendete tutti i vostri amici?<br>Rigaud si tolse la ''cigarette'' dalle labbra e guardò Arturo con un certo stupore. Ma si rimise subito a fumare, e riprese freddamente:<br>– Vendo tutto ciò che ha un prezzo. Come vivono, di grazia, i vostri signori avvocati, i vostri uomini di Stato, i vostri speculatori di borsa? Come vivete voi stesso? Com'è che vi trovate qui dentro? Non avete venduto nessun amico voi? Per Diana, ho motivo di credere di sì?<br>Clennam gli volse le spalle e guardò dalla finestra al muro di faccia.<br>– Il fatto è, mio caro signore, – proseguì Rigaud, – che la società si vende essa stessa; ha venduto me, ed io vendo lei. (lib. II, cap. XXVIII) *In verità io vi dico, che molti viaggiatori si sono imbattuti andando pel mondo in idoli mostruosi; ma nessuno ha mai veduto più temerarie e grossolane e disgustevoli immagini della divinità di quelle che noi, creature nate nella polvere, facciamo ad immagine nostra, la merce delle nostre più perverse passioni. (Signora Clennam: lib. II, cap. XXX) *Una bella giornata d'[[autunno]], quando i campi spogli della messe dorata sono stati dissodati di nuovo, quando i frutti dell'estate sono maturati e scomparsi, quando i paesaggi verdeggianti sono stati devastati da un esercito di solleciti vendemmiatori, quando i pomi si colorano ai baci del sole, quando le bacche del sorbo rosseggiano in mezzo al fogliame ingiallito. Già, nei boschi, sentivasi l'avvicinarsi di quel rigido vecchio che si chiama inverno, scernendo attraverso alle insolite aperture del fogliame una prospettiva chiara e spiccata, sgombra del vapore della state sonnolenta, velo leggiero e sottile come la lanuggine che copre la prugna violetta. L'oceano anch'esso, visto dalla spiaggia, non pareva più che dormisse al sole; apriva anzi i suoi mille occhi sfolgoranti, ed allegramente si agitava in tutta l'ampiezza sua, dalla fresca sabbia del lido fin laggiù, alle piccole vele che si sprofondavano nell'orizzonte, portate via da quella brezza medesima che portava via le foglie degli alberi. (lib. II, cap. XXXIV) ===Citazioni su ''La piccola Dorrit''=== *E poi il romanziere, già all'apice della sua carriera, scrisse ''Little Dorrit''. Alla miglior parte dei dickensiani questo romanzo è indigeribile. Non si capisce come l'autore del ''Pickwick'' abbia potuto scendere così facilmente al grado dello scrittore d'appendice. Forse ve lo avevano tratto l'esempio, la compagnia e la collaborazione per qualche libro, di Wilkie Collins. Ma Little ''Dorrit'' è salvato e portato in alto, come un lavoro che soltanto il genio poteva concepire, dall'idea del Ministero delle Circonlocuzioni, vasta satira della burocrazia d'ogni paese, frapposta, come un Imalaia d'inerzia, fra l'iniziativa e il bene, la malizia severa dei più animosi e la conquista, l'impeto bellicoso dei novatori e la vittoria. Il Ministero delle Circonlocuzioni è la vasta palude che specchia in immagini rugginose e tristi ciò che le sta di sopra e d'intorno; e ogni speranza che la sfiori al margine vi annega per l'eternità, e appena un brivido a fior dell'acqua, tra la vegetazione marcita, segna il punto della caduta. Gli ultimi umoristi francesi, che hanno studiato con acume malizioso e felice freschezza di rilievo, le miserie e le piccinerie dell'anima burocratica, non si son mai levati a una concezione così larga e completa, che, senza trascurare l'atto del singolo segnato dal crisma del decreto ufficiale, sa mettere in moto tutto il mastodontico, mostruoso organismo ministeriale, e seguirlo nelle più remote vibrazioni, nel lento ritmo della sua immane irresponsabilità. È una creazione gigantesca, come una di quelle opere che raccolsero lo sforzo di più generazioni, e si rappresero in mirabili armonie di marmo. ([[Silvio Spaventa Filippi]]) ==''Le campane''== ===[[Incipit]]=== Non sono molto numerosi – e giacché è desiderabile che tra chi narra una storia e chi la legge si stabilisca al più presto possibile una comprensione reciproca, prego di prender nota che io non limito questa osservazione né ai giovani né ai piccoli, ma la applico a ogni sorta di gente piccola e grande, giovane e vecchia, ancora nel periodo della crescita oppure già sul declinare – non sono, dico, molto numerosi coloro a cui piacerebbe dormire in una chiesa. Non intendo parlare con questo di dormirvi durante la predica di una giornata calda (cosa che è stata realmente fatta un paio di volte), ma di dormirvi di notte e soli. Una grande moltitudine di persone sarà violentemente sorpresa, lo so, da una tale asserzione nella piena luce del giorno; ma essa si applica alla notte e deve essere discussa di notte. E io mi impegno a sostenerla con successo, in qualsiasi notte piovosa che si scelga a questo scopo contro qualsiasi contraddittore scelto nella folla, che sia disposto a incontrarmi solo in un vecchio cimitero dinanzi alla porta di una vecchia chiesa e mi dia la preventiva autorizzazione a chiuderlo dentro, se questo è necessario per convincerlo, fino all'indomani mattina.<!--p. 323--> ===Citazioni=== *Non c'è niente che si ripresenti più regolarmente dell'ora di [[pranzo]] e niente che sia meno regolare, nel presentarsi, del pranzo. (Toby Veck: p. 331) *«Ma chi mangia la [[trippa]]?» disse il signor Filer dando un'occhiata in giro. «La trippa è senza eccezione l'articolo di consumo meno economico e più dispendioso che i mercati di questo paese abbiano la possibilità di produrre. È stato calcolato che la perdita che subisce nella cottura una libbra di trippa è superiore di sette ottavi di un quinto alla perdita che subisce una libbra di qualsiasi altra sostanza animale.<br>«Per dire le cose come stanno, la trippa è più costosa dell'ananasso di serra. Tenendo conto del numero di animali macellati regolarmente ogni anno e facendo un calcolo minimo delle quantità di trippa che le carcasse di questi animali se macellati razionalmente possono produrre, ho scoperto che la perdita su quella quantità di trippa quando viene cotta potrebbe nutrire una guarnigione di cinquecento soldati per cinque mesi di trentun giorni e un mese di febbraio in più. Che spreco, che spreco!» (p. 342) *«Voi state per prendere marito, avete detto» proseguì l'assessore. «Una cosa molto sconvienente e indelicata per una donna, ma lasciamo andare. Quando vi sarete sposata, litigherete col marito e diverrete una moglie disgraziata. Ora potete credere che non sarà così; ma sarà così perché io ve lo dico. Desidero avvertirvi chiaramente fin d'ora che io sono deciso a farla finita con le mogli infelici. Così non venite a presentarvi davanti a me. Avrete dei figlioli, dei ragazzi. Questi ragazzi cresceranno cattivi, naturalmente, e andranno vagabondando per le strade senza né scarpe né calze. Badate bene, mia giovane amica, io li condannerò sommariamente, ciascuno di loro, perché sono deciso a farla finita coi ragazzi senza scarpe e senza calze. Forse vostro marito morirà giovane, ciò che è molto probabile, e vi lascerà con un bambino. In questo caso vi metteranno fuori di casa e anche voi andrete errando su e giù per le strade. Badate bene di non venire a errare vicino a me, mia cara, perché io sono deciso a farla finita con tutte le madri vagabonde. Anzi la mia decisione è di farla finita con tutte le madri di qualunque tipo. Non vi mettete in mente di poter addurre come scusa la malattia o i bambini, perché con tutti gli ammalati e con tutti i bambini (io spero che voi conosciate il servizio religioso, per quanto tema di no) sono deciso a farla finita. E se voi tenterete disperatamente, con ingratitudine, con empietà e con frode di affogarvi o impiccarvi, io non avrò nessuna pietà di voi, perché sono venuto nella determinazione di farla finita con tutti i suicidi. Se c'è una cosa» disse l'assessore con un sorriso soddisfatto di se stesso «della quale si può dire che io mi sia più deciso che a proposito di qualunque altra, è di farla finita coi suicidi. Perciò non ci provate. È questa la frase giusta, non è vero? Ah, ah, ora ci siamo capiti.» (pp. 347-348) *«Mia signora,» rispose Sir Joseph con solennità «io sono nondimeno l'amico e il padre del povero, e questi riceverà nondimeno ogni incoraggiamento possibile dalle mie mani. Ogni quindici giorni verrà messo in comunicazione col signor Fish; ogni giorno di Capodanno io e i miei amici berremo alla sua salute; una volta all'anno io stesso e i miei amici gli rivolgeremo un discorso col più profondo dei sentimenti; una volta in vita sua forse può perfino accadere che riceva in pubblico, alla presenza della gente come si deve, una piccolezza qualsiasi da un amico; e quando, non più sorretto da questi stimolanti e dalla dignità del lavoro, scenderà nella sua comoda tomba, allora, mia signora» e qui Sir Joseph si soffiò il naso «io sarò l'amico e il padre dei suoi figli alle stesse condizioni.» (p. 357) *Nere sono le nuvole che si accumulano e agitate le acque profonde allorché il Mare del Pensiero, destandosi da una bonaccia, restituisce i suoi morti. Sorgono strani e terribili mostri, in una resurrezione prematura e imperfetta; le varie parti e le varie linee di cose differenti sono congiunte e commiste a caso, e quando e come e attraverso quali gradi meravigliosi ciascuna di esse si separa dall'altra e ciascun senso e ciascun obiettivo della mente riprende la sua forma abituale e torna alla vita, questo nessun uomo può dirlo, benché ciascun uomo sia ogni giorno il depositario di questo aspetto del Grande Mistero. (p. 376) *«La voce del [[tempo]]» disse il fantasma «grida all'uomo: va' avanti! Il tempo esiste perché egli possa avanzare e migliorare, perché il suo valore sia più grande, più grande la sua felicità, migliore la sua vita, perché progredisca innanzi, verso quella meta che è nota a lui e che egli può vedere e che è stata fissata nel periodo nel quale il tempo e lui cominciarono a esistere. Epoche di oscurità, di malvagità e di violenza, sono venute e scomparse: milioni di persone hanno sofferto, hanno vissuto e sono morte per additare a lui la via che gli sta dinanzi. Chi cerca di farlo volgere indietro o di arrestarlo nel suo corso, ferma una macchina potente che stenderà morto l'intruso e che l'arresto momentaneo renderà più feroce e più violenta.» (p. 380) ===[[Explicit]]=== Trotty aveva sognato? Oppure le sue gioie e i suoi dolori e i personaggi di essi sono soltanto un sogno? Lui stesso è un sogno e colui che racconta questa storia un sognatore che si sveglia soltanto adesso? Se è così, ascoltatore, sempre caro a lui in tutte le sue visioni, cerca di tenere in mente le severe realtà dalle quali queste ombre sono nate; e nella tua sfera, giacché nessuna è troppo ampia e nessuna troppo limitata per questo scopo, cerca di correggerle, di migliorarle e di addolcirle. Possa l'anno nuovo essere un anno felice per te, e felice per tutti gli altri la cui felicità dipende da te. Possa ciascun anno essere più felice del precedente, e possa anche il più umile dei nostri fratelli e sorelle non esser privato della sua legittima parte di quel che il nostro Creatore ha creato per il suo godimento.<!-- p. 424--> ==''Le due città''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''It was the best of times, it was the worst of times, it was the age of wisdom, it was the age of foolishness, it was the epoch of belief, it was the epoch of incredulity, it was the season of Light, it was the season of Darkness, it was the spring of hope, it was the winter of despair, we had everything before us, we had nothing before us, we were all going direct to Heaven, we were all going direct the other way–in short, the period was so far like the present period, that some of its noisiest authorities insisted on its being received, for good or for evil, in the superlative degree of comparison only.'' {{NDR|Charles Dickens, ''[https://archive.org/details/taleoftwocities03dick A tale of two cities]'', Chapman and Hall, London, 1859.}} ====Beatrice Boffito Serra==== Era il migliore di tutti i tempi, era il peggiore di tutti i tempi, era il secolo della saggezza, era il secolo della stoltizia, era l'epoca della fede, era l'epoca dell'incredulità, era la stagione della Luce, era la stagione delle Tenebre, era la primavera della speranza, era l'inverno della disperazione, avevamo tutto dinanzi a noi, non avevamo nulla dinanzi a noi, andavamo dritti dritti al Cielo, andavamo dritti dritti dalla parte opposta: in breve, il periodo era tanto simile al presente che alcune delle sue più clamorose autorità insistevano affinché se ne parlasse soltanto al superlativo sia nel bene sia nel male. ====Silvio Spaventa Filippi==== Era il tempo migliore e il tempo peggiore, la stagione della saggezza e la stagione della follia, l'epoca della fede e l'epoca dell'incredulità, il periodo della luce e il periodo delle tenebre, la primavera della speranza e l'inverno della disperazione. Avevamo tutto dinanzi a noi, non avevamo nulla dinanzi a noi; eravamo tutti diretti al cielo, eravamo tutti diretti a quell'altra parte – a farla breve, gli anni erano così simili ai nostri, che alcuni i quali li conoscevano profondamente sostenevano che, in bene o in male, se ne potesse parlare soltanto al superlativo. Un re dalla grossa mandibola e una regina dall'aspetto volgare sedevano sul trono d'Inghilterra; un re dalla grossa mandibola e una regina dal leggiadro volto, sul trono di Francia. In entrambi i Paesi ai signori dalle riserve di Stato del pane e del pesce era chiaro più del cristallo che tutto in generale andava nel miglior ordine possibile e nel più duraturo assetto del mondo. ===Citazioni=== *Strana circostanza, degna di meditazione, il fatto che ogni creatura umana è [[Incomunicabilità|composta in modo da esser per tutte le altre un profondo segreto e un profondo mistero]]. Una solenne considerazione, quando entro in una grande città di notte, quella che ciascuna di quelle case, oscuramente raggruppate, chiude un suo particolare segreto; che ogni stanza in ciascuna di esse chiude un suo particolare segreto; che ogni cuore pulsante nelle centinaia di migliaia di petti che respirano nella stessa città, è, in alcuni dei suoi pensieri, un segreto per il cuore che gli è più vicino. C'è in questo un senso di spavento pari a quello della stessa morte. (lib. I, cap. III; 1936) *Noi uomini d'affari, che serviamo una casa, non siamo padroni di noi stessi. Più che a noi stessi, dobbiamo pensare alla casa. (Jarvis Lorry: lib. I, cap. IV; 1936) *Tristemente, tristemente, sorse il sole: sorse sullo spettacolo di cui nulla è più triste, quello d'un uomo dotato d'ingegno e di sentimento ma incapace di dirigere le sue qualità in un esercizio durevole, incapace di lavorare a proprio vantaggio e per la propria felicità, sensibile alla piaga che lo rodeva e rassegnato a lasciarsene divorare così. (lib. I, cap. V; 2012) *L'odio per i grandi è l'omaggio involontario dei piccoli. (Marchese: lib. II, cap. IX; 1936) *– La [[repressione]] è l'unica filosofia durevole. La torva deferenza della paura e della schiavitù, caro, – osservò il marchese, – terrà i cani obbedienti alla frusta [...]. (lib. II, cap. IX; 1936) *[...] il primo dovere d'una [[madre]] è d'ingrassare il figlio. (Cruncher: lib. II, cap. XIV; 1936) *– Giacomo, – disse Defarge; – a un gatto bisogna far vedere il latte, se si vuole che lo lambisca. A un cane bisogna mostrare la sua preda naturale, se si vuole che un giorno le dia la caccia. (lib. II, cap. XV; 1936) *Castello e capanne, facce di marmo e cadavere penzolante, la macchia rossa sul pavimento di marmo, e l'acqua pura della fontana del villaggio – migliaia di ettari di terra – tutta una provincia di Francia – tutta quanta la Francia – giacevano sotto il cielo notturno concentrati in una sottile linea capillare. Così un mondo intero, con tutte le sue grandezze e le sue minuzie, giace in una stella scintillante. E come la semplice conoscenza umana può dividere un raggio di luce e analizzarne la composizione, così intelligenze più alte possono penetrare nel fioco barlume di questa nostra terra, in ogni pensiero e in ogni azione, in ogni vizio e in ogni virtù d'ogni creatura responsabile che vi respira. (lib. II, cap. XVI; 1936) *– Bene! – disse Defarge, con una scrollatina di spalle ch'era un po' di scusa, un po' di deplorazione, – non vedremo il trionfo.<br>– Lo avremo aiutato, – rispose madama [...]. (lib. II, cap. XVI; 1936) *[Il] chiarore della luna [...] è sempre malinconico, come la [[luce]] del sole – come la luce che si chiama la vita umana – all'alba e al tramonto. (lib. II, cap. XVII; 1936) *In tempi di pestilenza, alcuni hanno una segreta attrazione per il morbo... un terribile impulso a morire. E tutti chiudiamo in seno simili meraviglie, alle quali manca soltanto l'occasione per mostrarsi. (lib. III, cap. VI; 1936) *Io ammetto d'essere una [[spia]], professione che non ha una buona reputazione, sebbene sia necessario che qualcuno la eserciti; ma questo signore non è spia, e non veggo la ragione perché debba abbassarsi a far la spia. (John Barsad: lib. III, cap. VIII; 1936) *Vi è una forza prodigiosa, – gli risposi, – nella tristezza e nella disperazione. (Dottor Manette: lib. III, cap. X; 1936) *I contagi fisici, generati dai vizi e dalle colpose negligenze degli uomini, attaccano vittime di tutte le classi; e lo spaventoso disordine morale, nato da indicibili sofferenze, da una intollerabile oppressione e dalla spietata indifferenza, colpisce egualmente senza alcuna distinzione. (lib. III, cap. XIII; 1936) ===[[Explicit]]=== «Veggo il bambino che le stava in grembo e che porterà il mio nome, diventar uomo, e farsi strada nel mondo nella stessa professione che una volta fu mia. Lo veggo arrivare vittorioso alla meta, e il mio nome, irradiato della luce del suo, mondarsi delle macchie di cui io l'aveva bruttato. Lo veggo ancora, o capo dei giudici giusti e degli uomini onorati, condurre in questo luogo un ragazzo dello stesso mio nome, con una fronte che io conosco e i capelli d'oro – questo luogo sarà allora bello da guardare, senza più le orribili tracce di oggi – e lo veggo narrare al bambino la mia storia, con tenera e tremola voce.<br />«Quel che faccio è il meglio, di gran lunga il meglio che io abbia mai fatto; e il riposo che m'attende è il più dolce, di gran lunga il più dolce che io abbia mai conosciuto».<ref>Citato nel film ''[[Il cavaliere oscuro - Il ritorno]]'' (2012). James Gordon cita infatti il passo durante l'[[elegie funebri dai film|elegia funebre]] per Bruce Wayne: «Quel che faccio è certo il meglio, di gran lunga, di quanto abbia mai fatto e quel che mi attende è di gran lunga il riposo più dolce che abbia mai conosciuto.»</ref> {{NDR|Traduzione di Silvio Spaventa Filippi}} ==''Lettere dall'Italia''== *{{NDR|Su [[Villa Bagnarello]]}} Mi trovo in una vecchia tenuta sconquassata, la più completamente solitaria, arrugginita, stagnante che tu possa immaginare. Che cosa non darei perché tu potessi solo dare un'occhiata al cortile! Lo contemplo ogni volta che passo vicino a una finestra che guarda da quel lato della casa, perché la stalla è così piena di «insetti e sciami» [...] che mi aspetto sempre di vedere la carrozza uscirsene trainata di peso da legioni di laboriose pulci perfettamente bardate, per proprio conto. (lettera a John Forster, 20 (?) luglio 1844; p. 21) *{{NDR|Sui modi [[Genova|genovesi]]}} [...] sono estremamente vivaci e pantomimici, tanto che due amici popolani in placida conversazione nella strada sembrano sempre sul punto di accoltellarsi da un istante all'altro. E uno straniero resta profondamente sconcertato dal fatto che poi questo non succeda. (lettera a John Forster, 20 (?) luglio 1844; p. 21) *Ma non so come te la caveresti sui lastricati, che mettono a dura prova. È come camminare su delle biglie roventi e fumanti, con ogni tanto uno spuntone che fa inciampare. (lettera al fratello Frederick, 22 luglio 1844; p. 22) *Vi è una Chiesa, qui, la [[Basilica della Santissima Annunziata del Vastato|Chiesa dell'Annunciazione]], che stanno adesso restaurando (certe famiglie nobili) con gran dispendio, come opera pia. È un'ampia Chiesa, con un gran numero di cappellette all'interno, e una cupola davvero alta. Ogni Pollice di questo edificio è dipinto, e ogni Disegno è circondato da una gran cornice o bordatura dorata, di complicata lavorazione. Non puoi immaginare nulla di altrettanto splendido. Merita un intero viaggio solo il venirla a vedere. (lettera a Daniel Maclise, 22 luglio 1844; p. 24) *{{NDR|Su ''Tour in Italy'' di [[Louis Simond]]}} È un libro proprio incantevole e lo si apprezza soprattutto per l'eccellente proposito e determinazione di non riprodurre gli stereotipi convenzionali. (lettera a John Forster, 3 agosto 1844; p. 27) *[...] a un certo punto della sera e del mattino l'azzurro del [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]] supera ogni immaginazione o descrizione. È il colore più intenso e meraviglioso, credo, di tutta la natura. (lettera a John Forster, 3 agosto 1844; p. 27) *La Villa {{NDR|[[Villa Bagnarello|Bagnarello]]}} è piuttosto disadorna in fatto di mobili, ma è estremamente pulita. La Sala è molto ampia e le camere da letto ottime. (lettera al Conte D'Orsay, 7 agosto 1844; p. 29) *[...] mi sono guardato attorno e credo d'aver concluso un accordo per una sistemazione alle [[Villa delle Peschiere|Peschiere]]: spero di prendere possesso di quel Palazzo il primo d'ottobre. Ho a disposizione l'intero edificio, tranne il Piano Terra. Non so se abbiate mai visto le stanze. Sono davvero splendide, e ogni millimetro delle pareti è affrescato. I Giardini sono anch'essi bellissimi. (lettera al Conte D'Orsay, 7 agosto 1844; p. 29) *Che luogo triste è l'[[Italia]]! Un paese piombato nel sonno, e senza alcuna prospettiva di risvegliarsi. (lettera al Conte D'Orsay, 7 agosto 1844; pp. 30-31) *Non dimenticherò mai, finché vivrò, le mie prime impressioni mentre avanzavo per le vie di [[Genova]], dopo aver contemplato la splendida Vista della città, per un'ora intera, con un telescopio, dal ponte del vapore. Pensavo che fra tutte le più ammuffite, desolate, sonnolente, luride, abbandonate, immobili città del mondo intero, dimenticate da Dio, nessuna la potesse eguagliare. Mi pareva di essere giunto dove tutto finisce, dove non vi è più progresso, movimento, sviluppo, o possibilità di migliorare oltre. Tutto sembrava essersi fermato da secoli, per non riscuotersi mai più, restando immobile sotto il sole in attesa del giorno del Giudizio.<br>Adesso, invece, mi attira molto andarvi a camminare o girovagare, quando mi ci reco, in una specie di stato sognante, che è anche estremamente distensivo. Mi sembra di pensare, ma non so a che cosa, non ne ho la minima coscienza. Posso sedermi in una chiesa, o fermarmi alla fine di uno stretto Vico, zigzagando come una lurida biscia verso la parte alta, senza sentire il minimo desiderio per alcun altro tipo di divertimento. Non diversamente mi stendo sugli scogli la sera, fissando l'acqua azzurra senza ritegno, o giro per gli stretti vicoli e guardo le lucertole inseguirsi per i muri (così leggere e rapide che mi sembrano sempre ombre di qualcos'altro che passi sulle pietre) e sparire nei loro buchi così all'improvviso da lasciare pezzetti di coda di fuori, senza che se ne rendano conto. (lettera al Conte D'Orsay, 7 agosto 1844; p. 31) *Siete mai stato a [[Lione]]? ''Quello'' è il posto. È un grande Incubo, una cattiva coscienza, un colpo di indigestione, il ricordare di aver commesso un delitto. Un posto terribile! (lettera al Conte D'Orsay, 7 agosto 1844; p. 31) *Il [[Villa delle Peschiere|Peschiere]] è tenuto in gran considerazione per la sua salubrità: è situato nel mezzo del più splendido panorama, entro le mura di Genova, nel cuore di tutte le passeggiate della Collina, circondato dai più deliziosi giardini (pieni di fontane, alberi di arancio, e ogni sorta di piacevolezza) che tu possa immaginare [...]. All'interno, è tutto dipinto, muri e soffitti, in ogni centimetro, nel più sfarzoso dei modi. Vi sono dieci stanze per piano: solo poche sono più piccole delle più grandi stanze d'abitazione del palazzo di Hampton Court, e una è sicuramente altrettanto larga e lunga del Saloon del Teatro di Drury Lane, con una gran copertura a volta più alta di quella della Galleria Waterloo nel Castello di Windsor, anzi, a pensarci bene, molto più alta. (lettera a Thomas Mitton, 12 agosto 1844; pp. 35-36) *Sono stato a cena dal console generale francese. Era presente, fra gli altri genovesi, il [[Gian Carlo Di Negro|Marchese di Negro]], un grassone molto più vecchio di Jerdan, {{NDR|William Jerdan}} con la stessa chiacchiera e misura di lingua. È stato amico di [[George Gordon Byron|Byron]]: la sua casa, qui, è aperta a tutti, scrive poesie, improvvisa, ed è una sorta di ottimo vecchio Blunderbore, proprio lo strumento giusto per scavare un pozzo artesiano da qualsiasi parte. (lettera a John Forster, 20 (?) agosto 1844; p. 39) *{{NDR|Sui [[I promessi sposi|Promessi sposi]]}} È proprio un bel libro! Non mi sono ancora addentrato molto nella storia, ma ne sono del tutto incantato. I dialoghi fra lo Sposo e il Prete, la Mattina del mancato matrimonio, fra lo Sposo e la Sposa e la Madre di lei, e la descrizione del tragitto del povero Renzo alla casa del dotto avvocato, con i capponi, la scena fra loro due e l'idea complessiva del personaggio e della vicenda di Padre Cristoforo sono delineati a tocchi estremamente delicati e suggestivi. Ho appena lasciato il buon padre nella chiassosa Sala da Pranzo di Don Rodrigo e ti assicuro che sono ansiosissimo di andare avanti. (lettera a Samuel Rogers, 1 settembre 1844; pp. 42-43) *Ricordi la Chiesa dei Cappuccini, l'[[Basilica della Santissima Annunziata del Vastato|Annunciata]]? Stanno ridipingendola e rinnovando completamente le dorature. E stanno costruendo un portico di marmo sopra l'entrata principale. La parte dell'interno, circa due terzi, che hanno già finito di ridecorare, è quanto di più sfarzoso si possa immaginare. Se si guarda verso le tre Cupole in alto in un giorno luminoso, stando davanti al Grande Altare, si resta storditi dallo scintillìo e dalla gloria del luogo. Ma il contrasto tra questo Tempio e i suoi ministri è sicuramente il più singolare e netto che esista al Mondo. (lettera a Samuel Rogers, 1 settembre 1844; p. 43) *[...] mio caro amico, qualunque cosa al mondo tu abbia udito su Venezia, nessuna uguaglia la magnificenza e lo splendore della realtà. Le più sfrenate visioni delle Mille e Una Notte non sono nulla in confronto a Piazza San Marco e della prima impressione dell'interno della chiesa. La realtà sontuosa e stupefacente di Venezia è al di là delle fantasie del più audace sognatore. Nemmeno l'oppio potrebbe far sorgere un luogo simile, e un incantesimo sfumarlo poi in visione. Tutto quello che ho sentito dire, o letto in descrizioni realistiche o romanzate, o immaginato su di essa viene scavalcato di migliaia di miglia. E tu sai che, quando mi aspetto troppo da un luogo, è facile che ne resti poi deluso: ma Venezia è al di sopra, al di là, al di fuori della portata di ogni immaginazione umana. Non la si è mai decantata abbastanza. A vederla, ti commuoveresti fino alle lacrime. [...] Da oggi, Venezia è parte della mia mente. (lettera a John Forster, 12 novembre 1844; pp. 61-62) *Non mi è mai successo prima di aver paura di descrivere quanto mi è capitato di vedere. Ma nel dirti che cos'è [[Venezia]], ebbene, sento che mi è impossibile. (lettera a John Forster, 12 novembre 1844; p. 62) *[...] giuro (con assoluta convinzione) che [[Venezia]] è ''il'' prodigio, la nuova meraviglia del mondo. Se tu potessi esservi trasportato, senza averne mai sentito parlare, sarebbe la stessa cosa. Calpestarne le pietre, averne davanti gli scorci e nella mente la storia è qualcosa che supera tutto ciò che di essa si scrive, si dice, si pensa. Non potresti parlarmi in questa stanza, né io a te, senza stringermi le mani e dire: «Buon Dio, mio caro amico, abbiamo vissuto per vedere tutto questo!» (lettera a John Forster, 12 novembre 1844; p. 62) *Sono rimasto alquanto scosso ieri (non sono molto forte in minuzie geografiche) nello scoprire che Romeo venne bandito a sole venticinque miglia. Tale è la distanza fra [[Mantova]] e [[Verona]]. Quest'ultimo è uno strano vecchio posto, con grandi case ormai solitarie e chiuse, esattamente come ci si aspetta che sia. La prima ha una gran quantità di farmacisti, tutt'oggi, che potrebbero interpretare la parte shakespeariana al naturale. Di tutti i piccoli stagni immobili visti finora, è il più verde e il più coperto d'erbacce. (lettera a Douglas Jerrold, 16 novembre 1844; pp. 63-64) *Non vi è nulla che mi abbia colpito in vita mia come [[Venezia]]. È ''la'' meraviglia del mondo. Un dannato antico posto da sogno, stupendo, immateriale, impossibile, perverso, irreale. Vi sono arrivato di sera, e la sensazione di quella sera e della luminosa mattina successiva è ormai parte di me per il resto della mia esistenza. (lettera a Douglas Jerrold, 16 novembre 1844; p. 64) *Quanto al vecchio [[Gian Carlo Di Negro|Di Negro]] è ancora un po' più brutto di quando siamo arrivati all'inizio. Dà periodici ricevimenti alla [[Villetta Di Negro|Villetta]] in cui v'è una gran quantità di vasi di fiori e qualche gelato, senza altro rinfresco. Lui si aggira declamando costantemente versi estemporanei a ogni minimo spunto. Nella sua camera da letto ha un'Arpa Gigantesca e tiene sempre pronte carta e penna per fissare le idee man mano che gli vengono, una sorta di Re David profano, ma molto innocuo. (lettera alla Contessa di Blessington, 20 novembre 1844; p. 73) *{{NDR|Sulla [[lingua napoletana]]}} [...] è assai particolare ed estremamente difficile: per capirla ci vorrebbe almeno un anno di pratica costante. Non somiglia all'italiano più di quanto l'inglese non somigli al gallese. E poiché non dicono nemmeno la metà delle cose che intendono, sostituendo intere frasi con strizzate d'occhio o calci, mi meraviglio che riescano a comprendersi. (lettera a Thomas Mitton, 17 e 22 febbraio 1845; p. 90) *Il posto {{NDR|[[Napoli]]}} è bello, ma molto meno di quanto la gente non dica. Il famoso golfo, secondo me, come veduta, è incomparabilmente inferiore a quello di [[Genova]], che è quanto di più bello abbia mai visto. Nemmeno la città, dal canto suo, è paragonabile a Genova, con cui in Italia nessuna regge il confronto, salvo Venezia. Quanto ai palazzi, nessuno uguaglia le [[Villa delle Peschiere|Peschiere]] per architetture, collocazione, giardini o stanze. (lettera a Thomas Mitton, 17 e 22 febbraio 1845; p. 90) *[[Napoli]] in sé, invece, almeno un po' mi ha deluso. Il golfo non mi pare bello come quello di Genova, non è facile scorgerne o coglierne la linea, e l'effetto delle montagne è sciupato dalle sue dimensioni. La vita per le strade non è pittoresca e insolita neanche la metà di quanto i nostri sapientoni giramondo amino farci credere. (lettera a Emile De La Rue, 23 e 25 febbraio 1845; p. 90) *[...] In linea di massima, la gente comune, qui in Italia, mi piace moltissimo, ma i Napoletani meno di tutti e i [[Roma]]ni poco più, perché sono focosi e brutali. (lettera a Miss Burdett Coutts, 18 marzo 1845; p. 99) *Il fascino che ha il golfo di Genova ai miei occhi manca completamente a quello di Napoli. La città di [[Genova]] è proprio bella e pittoresca e la casa in cui abitiamo {{NDR|[[Villa delle Peschiere]]}} non ha nulla da invidiare a un Palazzo delle fiabe. (lettera a Miss Burdett Coutts, 18 marzo 1845; p. 99) *[...] [[Venezia]] è stata un tale splendido sogno che non riesco mai a parlarne, sentendomi del tutto incapace di descriverne l'impatto sulla mia mente. (lettera a Miss Burdett Coutts, 18 marzo 1845; p. 99) *Il [[Colosseo]] di giorno, al chiaro di luna, a lume di torcia e con ogni sorta di luce è quanto di più stupendo e terribile. (lettera a Miss Burdett Coutts, 18 marzo 1845; p. 99) *Il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]] si stende a perdita d'occhio oltre la città, ed è così azzurro, in questo momento, che nemmeno il più puro e vivido blu di Prussia che Mac abbia mai preparato sulla sua tavolozza potrebbe sostenerne il confronto. (lettera a John Forster, (?) aprile 1845; p. 104) *[[Napoli]] mi ha ampiamente deluso. È pur vero che il tempo è stato brutto per gran parte della mia permanenza là, ma se non vi fosse stato il fango, vi sarebbe stata la polvere. E se anche avessi avuto il Sole, avrei comunque avuto anche i Lazzaroni, che sono così cenciosi, così luridi, abietti, degradati, immersi e imbevuti nella più totale impossibilità di riscatto, che renderebbero scomodo anche il Paradiso, semmai dovessero arrivarci. Non mi aspettavo di vedere una bella Città, ma qualcosa di più piacevole della lunga monotona {{Sic|filza}} di squallide case che si stendono da Chiaia al Quartiere di Porta Capuana, sì; e mentre ero piuttosto preparato all'idea di una popolazione miserabile, mi aspettavo comunque di vedere qualche straccio pulito ogni tanto, qualche gamba che ballasse, qualche viso sorridente, abbronzato dal sole. La realtà, invece, è che, se penso a Napoli in sé per sé, non mi resta un solo ricordo ''piacevole''. (lettera alla Contessa di Blessington, 9 maggio 1845; p. 107) *{{NDR|Su Lord Holland e la sua cuoca}} Se anche dovessero aprire un ristorante pulito a [[Genova]], cosa poco credibile, data la naturale predilezione per la sporcizia, l'aglio e l'olio dei genovesi, sarebbe lo stesso un grosso rischio, perché i preti farebbero di tutto per danneggiare un uomo che ha sposato una Protestante. (lettera a John Forster, 12 maggio 1845; p. 115) ==''Martin Chuzzlewit''== ===[[Incipit]]=== Siccome nessuna signora e nessun signore che pretende di appartenere alla migliore società può provare qualsiasi simpatia per la famiglia Chuzzlewit senza aver ricevuto prove sicure della estrema antichità della sua stirpe, è una soddisfazione sapere con certezza che discende in linea diretta da Adamo ed Eva.<ref group="fonte">Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, Rizzoli, 1992. ISBN 88-17-14603-X.</ref> ===Citazioni=== *Chiunque è capace di essere allegro e di buonumore quando è ben vestito.<ref group="fonte">Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, Rizzoli, 2013, [https://books.google.it/books?id=DZa3AAAAQBAJ&pg=PT9 § 5]. ISBN 978-88-58-65464-4.</ref> (Mark Tapley: cap. V) *Questa è la [[Regole dai libri|regola]] negli affari: "Fatela agli altri, perché loro la farebbero a voi."<ref group="fonte">Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref> (Mr Jonas: cap. XI) ==''Nicholas Nickleby''== ===[[Incipit]]=== Abitava una volta, in un luogo appartato del Devonshire, certo Goffredo Nickleby, un onesto uomo, che, in età piuttosto avanzata, messosi in capo di ammogliarsi, e non essendo abbastanza giovane o abbastanza ricco da aspirare alla mano di una ereditiera, aveva per pura affezione sposato una vecchia fiamma, la quale a sua volta se l'era preso per la stessa ragione. Così due persone, che non possono permettersi di giocare a carte per denaro, si seggono tranquillamente a tavolino, e giocano una partita per mero piacere. ===Citazioni=== *[...] l'[[oro]] solleva intorno all'uomo un fumo più nocivo per i sensi e più distruttore per i sentimenti che non la esalazione del carbone [...]. (cap. I) *Il dolore della [[partenza]] è nulla in confronto della gioia del [[ritorno]]. (Nicholas Nickleby: cap. III) *[...] ciò che si chiama mondo – frase convenzionale che, interpretata, significa tutti i bricconi che esso contiene [...]. (cap. III) *L'aspetto del signor Squeers non era attraente. Egli aveva soltanto un occhio, e il pregiudizio popolare ne vuole due. (cap. IV) *Dominate i vostri appetiti, figliuoli miei, e avrete soggiogato la natura umana. (Wackford Squeers: cap. V) *[...] vi sono soltanto due stili nella dipintura dei [[ritratto|ritratti]], il serio e il sorridente [...]. (Signorina La Creevy: cap. V) *Se tutti avessimo il cuore come quello che pulsa così leggero nel seno della [[Giovinezza e senilità|giovinezza]] e della bellezza, che paradiso sarebbe in terra! Se, mentre il nostro corpo [[Giovinezza e senilità|invecchia]] e s'indebolisce, il cuore potesse conservare la primitiva sua giovinezza e la primitiva sua freschezza, di quanto giovamento non ci sarebbero le nostre afflizioni e le nostre sofferenze! Ma la tenue immagine dell'Eden ch'è stampata in noi nell'infanzia felice si logora e si consuma nelle rudi lotte della vita, e presto si cancella, assai spesso per non lasciarvi altro che il vuoto più triste.<ref>Cfr. [[Giacomo Leopardi]], ''[[Operette morali]]'': «In vero, io direi che l'uso del mondo, e l'esercizio de' patimenti, sogliono come profondare e sopire dentro a ciascuno di noi quel primo uomo che egli era: il quale di tratto in tratto si desta per poco spazio, ma tanto più di rado quanto è il progresso degli anni; sempre più poi si ritira verso il nostro intimo, e ricade in maggior sonno di prima; finché durando ancora la nostra vita, esso muore.»</ref> (Signore dalla testa grigia: cap. VI) *– Sempre a sciupare un tempo prezioso – disse infine il monaco, volgendosi alla sorella maggiore, – sempre a sciupare un tempo prezioso con codeste inezie. Ahimè, ahimè! Che si debbano così leggermente dissipare le poche bolle sulla superficie dell'eternità... le sole che il Cielo ci concede di vedere di quell'oscuro e profondo fiume! (cap. VI) *– Se mai qualche cosa può alleviare il primo acuto dolore d'una grave perdita, è la riflessione, a mio parere, che quelli che io piango, con l'essersi mantenuti innocentemente allegri e innamorati di tutto ciò che li circondava, si son preparati per un mondo più puro e felice. Il sole, siatene certo, non risplende su questa bella terra per incontrare degli occhi accigliati.<br>– Credo che abbiate ragione, – disse il signore che aveva raccontato.<br>– Credete! – rispose l'altro, – chi può dubitarne? Prendete qualunque argomento di triste rimpianto, e vedete con quanto piacere si accompagna. Il ricordo del tempo felice può diventar dolore...<br>– Diventa! – interruppe l'altro.<br>– Bene, diventa. Ricordare la felicità che s'è perduta è dolore, ma di una specie attenuata. I nostri ricordi sono disgraziatamente misti con molte cose che deploriamo e con molte azioni di cui siamo amaramente pentiti; pure nella vita più travagliata vi sono, io credo fermamente, tanti piccoli raggi di sole da rammentare, che io penso che nessun mortale (tranne che non si sia messo oltre il recinto della speranza) berrebbe se potesse e di proposito deliberato, un bicchiere delle acque del Lete.<br>– Forse avete ragione di pensarla a codesto modo, – disse, dopo una breve riflessione, il signore dai capelli grigi. – Credo proprio di sì.<br>– Bene, allora – rispose l'altro, – il bene in questa fase di esistenza preponderà sul male, checché ne dicano i sedicenti filosofi. Se i nostri affetti sono soggetti a tribolazioni, i nostri affetti sono la nostra consolazione e il nostro conforto; e la memoria, per quanto triste, è il legame più bello e più puro fra questo mondo e l'altro. (cap. VI) *Che disdetta per i grandi uomini del passato l'esser venuti al mondo così presto, poiché non si può ragionevolmente pretendere che un uomo nato tre o quattrocento anni fa avesse dinanzi a lui i parenti di un uomo nato adesso. L'ultimo uomo, chiunque sarà... e potrà essere un ciabattino o, per quel che se ne sa, il più volgare miserabile... avrà un [[albero genealogico]] più lungo del più gran nobile ora vivente; e io sostengo che questo non è giusto. (Signore dal viso gioviale: cap. VI) *Non so dire con quali mezzi e con quale gradazione certe [[Marito e moglie|mogli]] cercano d'abbassar la cresta di certi [[Marito e moglie|mariti]], benché su questo argomento possa avere anch'io la mia opinione, e possa ritenere che nessun membro del Parlamento dovrebbe essere ammogliato, giacché tre deputati ammogliati su quattro debbono votare secondo la coscienza delle mogli (se una cosa simile esiste), e non secondo la loro. (Barone di Grogzwig: cap. VI) *E il mio consiglio a tutti è questo, che se si diventa tristi e malinconici per cause simili {{NDR|problemi coniugali e finanziari}} (come avviene a molti) si debbano osservare i due lati della questione, applicando una lente d'ingrandimento a quello buono; e che se uno si sente tentato di dare un [[Suicidio|brusco addio al mondo]], è meglio si prenda prima una grossa pipa e una buona bottiglia [...]. (Signore dal viso gioviale: cap. VI) *Di tutte le cose infruttuose, la più infruttuosa è quella di versare una [[Lacrima|lagrima]] su un giorno già trascorso. (Ralph Nickleby: cap. X) *Si può fare la satira d'un funzionario pubblico... la colpa non è sua, ma della sua posizione elevata. (Signor Kenwigs: cap. XIV) *I [[Leone|leoni]] quadrupedi si dice siano feroci soltanto sotto lo stimolo della fame; quelli bipedi sono tristi soltanto nel pericolo che la loro bramosia degli onori rimanga insoddisfatta. (cap. XV) *– Che simpatico viso, e che simpatico portamento, in realtà! – disse la signora Kenwigs.<br>– Sì, certo – aggiunse la signorina Petowker. – Nel suo aspetto v'è qualcosa proprio... Dio, Dio, com'è quella parola?<br>– Quale parola? – chiese il signor Lillywick.<br>– Ebbene... Dio mio, come sono stupida – rispose la signorina Petowker, esitante. – Come si dice di quei signori che rompono i campanelli delle porte, picchiano le guardie, prendono delle vetture per conto di quelli che neppure lo sospettano, e fanno tante altre cose simili?<br>– [[Aristocratici]]? – suggerì il riscossore.<br>– Già! Aristocratici – rispose la signorina Petowker; – v'è in lui qualcosa di molto aristocratico, non è vero? (cap. XV) *Benché un uomo possa perdere il sentimento della propria importanza quando si considera una semplice unità in una folla affaccendata, la quale non bada assolutamente a lui, non ne segue ch'egli possa liberarsi, con eguale facilità, dal vivissimo sentimento dell'importanza e della grandezza dei propri affanni.<ref>Cfr. [[Giacomo Leopardi]]: «[...] rido della felicità delle ''masse'', perché il mio piccolo cervello non concepisce una ''massa'' felice composta d'individui non felici.»</ref> (cap. XVI) *La deplorazione che la gente bassa spesso si eleva al di sopra della sua condizione non deriva dal fatto che le persone così dette per bene si mettono al di sotto della propria? (cap. XVII) *Dava soddisfazione udire che il vecchio s'accingeva a cominciare una vita nuova, perché era evidente che la vecchia non gli sarebbe durata a lungo. (cap. XVII) *Non basta una vita dura, penosa e triste, per ispirar pietà. È molto per quelli che la soffrono, ma non per quelli, che pur non essendo insensibili, hanno bisogno di forti stimolanti per sentirsi impietositi e inteneriti.<br>Non son pochi i discepoli della [[carità]] che richiedono, nell'esercizio della loro vocazione, quasi gli stessi eccitamenti dei seguaci del piacere. Accade ogni giorno che una simpatia morbosa, una compassione male ispirata vada a cercare degli oggetti troppo lontani, mentre tante richieste per il legittimo esercizio delle stesse virtù, in condizione normale, sono continuamente nell'ambito della vista e dell'udito di molti che hanno il difetto di non avere una troppo sviluppata facoltà di osservazione. Insomma la carità si compiace d'essere romanzesca, come il novelliere e il drammaturgo. Un ladro in camiciotto è persona comune, appena degna del pensiero delle persone raffinate; ma si presenti vestito di velluto verde, e col cappello a pan di zucchero, e si muti il teatro della sua attività, portandolo da una città popolosa a una strada di montagna, e si troverà in lui persino l'anima della poesia e dell'avventura. Avvien così con quella grande virtù cardinale, la quale, bene alimentata ed esercitata, conduce a tutte le altre, se necessariamente non le include. Vuole del colore romanzesco; e meglio ancora se nel romanzesco non c'è troppo vita quotidiana dura, reale e penosa. (cap. XVIII) *Così fatta è la [[speranza]], dono particolare del Cielo ai doloranti mortali, che penetra, come una sottile essenza l'aria, tutte le cose buone e cattive, universale come la morte, e più contagiosa della peste. (cap. XIX) *Questo era uno dei vantaggi di aver vissuto così a lungo [[Solitudine|sola]]. La piccola, attiva, affaccendata, allegra creatura esisteva interamente entro se stessa, parlava a se stessa, si pigliava a confidente di se stessa, era il più che possibile sarcastica contro le persone che la offendevano, sempre in se stessa, piaceva a se stessa, e non commetteva alcun male. Se essa si lasciava andare a mormorare, non ne soffriva la reputazione di alcuno; e se essa si divertiva a vendicarsi un pochettino, non un'anima vivente ne soffriva. Una delle tante persone alle quali, per disgraziate vicende, per la conseguente inabilità a formarsi le relazioni che desidererebbero e la ritrosia a mischiarsi con le conoscenze che potrebbero fare, Londra è assolutamente un deserto come le pianure della Siria, l'umile artista aveva continuato a vivere sola ma contenta da molti anni, e finché le particolari disgrazie della famiglia Nickleby non avevano attirata la sua attenzione, s'era mantenuta senza amici, benché traboccante di sentimenti amichevoli per tutta l'umanità. Vi sono molti fervidi cuori solitari come quello della povera signorina La Creevy. (cap. XX) *Non ho tanti [[Amicizia|amici]] che io possa confondermi nel loro numero, e dimenticare il migliore. (Nicholas Nickleby: cap. XXII) *[...] la natura dà a ogni stagione una bellezza particolare; e da mattina a sera, come dalla culla alla tomba, non c'è che una serie di graduali mutamenti appena percettibili. (cap. XXII) *– Come squisita incarnazione delle visioni del poeta, e realizzazione dell'intellettualità umana, che indora con fulgida luce i nostri istanti di sogno, aprendo un nuovo, magico mondo innanzi all'occhio della nostra mente, il [[dramma]] è finito, assolutamente finito – disse il signor Curdle. (cap. XXIV) *– La vita da [[scapolo]] è penosa, caro, – disse il signor Lillywick.<br>– Sì? – chiese Nicola.<br>– Sì – soggiunse il riscossore. – Ho circa sessant'anni, e dovrei saperlo.<br>– Certo che dovreste saperlo, – pensò Nicola – ma se lo sapete o no, è un altro paio di maniche.<br>– Se mai uno scapolo ha risparmiato un po' di denaro – disse il signor Lillywick, – le sue sorelle e i suoi fratelli, i nipoti e le nipoti, mirano al denaro, e non a lui; anche se con l'essere un funzionario pubblico è il capo d'una famiglia, come per dire il condotto principale da cui si alimentano tutte le altre piccole diramazioni, in tutto il tempo non fanno che desiderarlo morto, e si sentono scoraggiati quando lo veggono in buona salute, perché ardono di venire in possesso dei suoi beni. (cap. XXV) *Così casi d'ingiustizia e d'oppressione e di tirannia, della più strana ipocrisia, sono cose fra noi di tutti i giorni. È costume di fare le più alte meraviglie e di stupirsi di quelli che sfidano con tanta improntitudine l'opinione pubblica; ma non v'è illusione maggiore; accadono simili cose appunto perché i dissoluti consultano l'opinione del loro piccolo mondo per sbalordire il grande. (cap. XXVIII) *[...] sebbene un abile [[adulatore]] sia un compagno delizioso se si dedica tutto a noi, diventa di gusto alquanto dubbio, se comincia a far dei complimenti ad altre persone. (cap. XXVIII) *[...] è un fatto notevole nella storia del [[teatro]], e già da lungo tempo acquisito senza alcuna contestazione, che è molto difficile attrarvi gente se prima non le si fa credere che non ci sarà modo di entrare. (cap. XXX) *«Io non son uomo da farmi commuovere da un bel viso», mormorò austeramente Rodolfo. «Sotto di esso v'è un brutto teschio, e gli uomini come me, che lavorano e guardano sotto la superficie, veggono il teschio e non il suo delicato involucro». (cap. XXXI) *[...] i giorni di solitudine trascorrono abbastanza tranquillamente e felicemente [...]. (Signorina La Creevy: cap. XXXI) *Quando parlo di [[casa]], parlo del luogo dove, in mancanza d'altro, sono raccolte le persone alle quali voglio bene; e se quel luogo fosse una tenda di zingaro o una soffitta, continuerei a chiamarla con lo stesso nome. (Nicholas Nickleby: cap. XXXV) *Tra quelli che hanno delle qualità solide e salde, non v'è nulla di più contagioso della pura sincerità di cuore. (cap. XXXV) *A rifletterci è una cosa molto piacevole, e fornisce una risposta completa a quelli che discutono sulla graduale degenerazione della specie, che ogni [[neonato]] a questo mondo sia sempre più bello del precedente. (cap. XXXVI) *Il mistero e la delusione non sono assolutamente indispensabili allo sviluppo dell'[[amore]], ma ne sono, spessissimo, potenti ausiliari. «Lontan dagli occhi, lontan dal cuore», calza abbastanza bene come proverbio applicabile ai casi dell'amicizia, benché l'assenza non sia sempre necessaria per la freddezza del cuore, anche fra amici; e la sincerità e l'onestà, come pietre preziose, siano forse più facilmente imitate a distanza e scambiate per vere. Ma l'amore è efficacemente aiutato da una immaginazione calda e attiva con memoria tenace, e prospera per un bel pezzo mercé un leggerissimo e scarsissimo alimento. Accade così sovente che esso raggiunga il suo più lussureggiante sviluppo nella separazione e in circostanza della maggior difficoltà [...]. (cap. XL) *Se l'egoismo è un ingrediente necessario nella composizione di quella passione che si chiama amore, merita questo tutte le belle frasi con cui i poeti lo esaltano nell'esercizio della loro professione? Vi sono, certo, casi autentici di uomini e di donne, che in magnanime circostanze, hanno ceduto rispettivamente la loro donna o il loro uomo a rivali di gran merito; ma è assolutamente accertato che la maggioranza di tali uomini e di tali donne non hanno fatto di necessità virtù, e non hanno nobilmente rassegnato ciò che non potevano ottenere, presso a poco come un soldato semplice potrebbe proporsi di non accettare l'ordine della giarrettiera, e un povero pio e dotto pastore, senz'altra famiglia che quella di una grossa figliuolanza, potrebbe proporsi di rinunciare a un vescovato? (cap. XLIII) *È una bella e squisita prerogativa nella nostra natura, che quando il cuore è commosso e intenerito da qualche calma felicità o da un sentimento di affezione, ci torni potentemente e irresistibilmente il ricordo dei [[morti]]. Par che i nostri buoni pensieri e le nostre simpatie siano una specie di incantesimo che mette l'anima in grado di mettersi in un vago e misterioso rapporto con gli spiriti di quelli che ci furono cari in vita. Ahimè! quante volte e come a lungo quegli angeli pazienti si librano intorno a noi, attendendo invano la parola che è così di rado pronunciata, e così presto dimenticata! (cap. XLIII) *L'orgoglio è uno dei sette peccati capitali, ma non l'orgoglio d'una madre per i figliuoli, poiché esso è un composto di due virtù cardinali: la fede e la speranza. (cap. XLIII) *Vi sono degli uomini che vivendo con l'unico fine di arricchirsi, non importa con quali mezzi, ed essendo perfettamente consapevoli della bassezza e della bricconeria di quelli che impiegheranno ogni giorno per il loro scopo, affetteranno pur non di meno – anche per se stessi – un alto tono di rettitudine morale, e scuoteranno la testa, sospirando sulla depravazione di questo mondo. Alcuni dei più astuti furfanti che mai camminarono su questo globo, o piuttosto – poiché il camminare suppone almeno la posizione eretta e il portamento umano – che mai s'arrampicarono e strisciarono per i più angusti e sudici sentieri della vita, gravemente annotarono nei loro diari gli eventi giornalieri e tennero aperto un conto del dare e dell'avere col Cielo, facendo oscillare il bilancio in loro favore. È questa una gratuita offesa al Cielo (la sola cosa gratuita) da parte della falsità e della furfanteria di simil gente, o essi sperano realmente d'ingannare perfino il Cielo, e ammassar meriti nell'altro mondo nella stessa maniera come hanno ammassato ricchezze in questo? Comunque sia è così; e senza dubbio, simili registrazioni (come certe autobiografie che hanno illuminato il globo) finiranno col dimostrarsi utili, se non altro col risparmiar fastidio e tempo all'angelo incaricato delle registrazioni lassù. (cap. XLIV) *[...] si vede in generale che quelli che si compiacciono di sogghignare della natura umana e affettano di disprezzarla, ne sono i peggiori e più tristi campioni. (cap. XLIV) *– Mio caro amico – rispose il fratello Carlo, – voi cadete nello stesso errore in cui cadono tanti, di accusar la natura di cose che non la riguardano affatto e delle quali non è minimamente responsabile. Gli uomini parlano della natura come di una cosa astratta, e intanto perdon di vista ciò che è naturale. Ecco un povero ragazzo che non ha mai sentito intorno a sé la sollecitudine d'un parente, e che difficilmente ha conosciuto altro nella sua vita che non fosse dolore e sofferenza, eccolo presentato a un uomo che si dice suo padre, e di cui il primo atto è di partecipargli l'intenzione di metter fine al breve periodo di benessere ch'egli abbia mai goduto, consegnandolo al suo antico aguzzino e strappandolo dalle mani dell'unico amico che egli abbia mai incontrato... cioè da voi. Se la natura, in un caso simile, mettesse nel petto del ragazzo soltanto un unico segreto impulso che lo spingesse verso il padre e lo staccasse da voi, essa sarebbe una sciocca menzognera. (cap. XLIV) *Vi sono molte amene fantasie della [[legge]] in continuo svolgimento, ma non ve n'è una più amena o più volgarmente faceta di quella che suppone che tutti gli uomini siano dello stesso valore innanzi al suo occhio parziale, e che i benefici di tutte le leggi siano egualmente raggiungibili da tutti, senza tenere il minimo conto del contenuto del borsellino di ciascuno. (cap. XLIV) *Quando gli uomini s'accingono a fare, o a sanzionare un'[[ingiustizia]], non è raro sentirli esprimere qualche pietà per l'oggetto della loro o di qualche simile cattiveria, pur ritenendosi intanto assolutamente virtuosi e morali, e immensamente superiori a quelli che non esprimono alcuna virtù. È un modo, il loro, di sollevar la fede sulle opere, ed è un atto di consolazione. (cap. XLIV) *– Strana cosa, la natura.<br>– È una cosa sacra, caro – osservò Snawley.<br>– Ne son persuaso – aggiunse il signor Squeers, con un sospiro morale. – Mi piacerebbe sapere che cosa potremmo fare senza di essa. La natura, – disse il signor Squeers, con solennità, – è più facile concepirla che descriverla. Che beatitudine, caro, essere in uno stato di natura! (cap. XLV) *Le affezioni naturali e gl'istinti, mio caro amico, sono le opere più belle dell'Onnipotente, ma come tutte le altre sue belle opere debbono essere coltivate e amate: altrimenti è più che naturale che si oscurino interamente, e che nuovi sentimenti usurpino il loro posto, come accade per le più belle produzioni della terra, quando sono trascurate, che finiscono con l'esser soffocate dalle erbacce e dai rovi. (Charles Cheeryble: cap. XLVI) *Benché la [[mattina]] possa essere, per gli spiriti irrequieti e ardenti, l'ora dell'attività e dell'energia, non è sempre il tempo in cui la speranza è più forte o lo spirito più animoso e allegro. Nei casi dubbi e difficili la giovinezza, l'attitudine, la contemplazione continua delle difficoltà che ci circondano e la loro familiarità diminuiscono impercettibilmente i nostri timori e ci danno una relativa indifferenza, se non una vaga, avventurosa fiducia in qualche soccorso prodigioso, del quale non ci curiamo d'indagare i mezzi e la natura. Ma quando la mattina ci ritroviamo di nuovo innanzi alle difficoltà, con quel buio e silenzioso abisso fra noi e la vigilia, con ogni anello della fragile catena della speranza da ribadire di nuovo, col nostro caloroso entusiasmo intepidito e la fredda calma ragione accanto, i dubbi e le diffidenze si riaffacciano. Come il viaggiatore che ripiglia il cammino il giorno, e scorge le aspre balze e le pianure deserte che la tenebra gli aveva sottratte alla vista e allo spirito, così il pellegrino nei difficoltosi sentieri della vita umana, vede, col ritorno del sole, qualche nuovo ostacolo da superare, qualche nuova altezza da raggiungere. Lontananze si stendono davanti alle quali la sera prima aveva appena dato un pensiero, e la luce che indora tutta la natura coi suoi lieti raggi sembra che non splenda che sui tristi ostacoli che giacciono disseminati fra lui e la tomba. (cap. LIII) *– Rosolia, reumi, tosse asinina, febbri, geloni e lombaggine – disse il signor Squeers, – non sono che della [[filosofia]], niente altro che della filosofia. I corpi celesti sono filosofia, e i corpi terrestri sono filosofia. Se in un corpo celeste si scioglie una vite, si tratta di filosofia, e se si scioglie una vite in un corpo terrestre si tratta anche di filosofia; o può darsi il caso qualche volta che vi sia un po' di metafisica, ma di rado. La filosofia è proprio quella che ci vuole per me. Se il genitore d'un alunno mi fa una domanda nel ramo classico, commerciale o matematico, gravemente gli domando: «Ebbene, signore, prima di tutto siete filosofo?» «No, signor Squeers»: egli mi dice, «no», «Allora, signore», dico io «mi dispiace, perchè non sono in grado di spiegarlo». Naturalmente, il genitore va via col desiderio d'essere filosofo, e parimenti naturalmente, crede che filosofo sia io. (cap. LVII) ==''Oliver Twist''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''Among other public buildings in a certain town which for many reasons it will be prudent to refrain from mentioning, and to which I will assign no fictitious name, it boasts of one which is common to most towns, great or small, to wit, a workhouse; and in this workhouse was born, on a day and date which I need not take upon myself to repeat, inasmuch as it can be of no possible consequence to the reader, in this stage of the business at all events, the item of mortality whose name is prefixed to the head of this chapter.'' {{NDR|Boz, ''[[s:en:Oliver Twist (1838)|Oliver Twist]]'', 3 voll., Richard Bentley, London, 1838.}} ====Ugo Dettore==== Tra i vari edifici pubblici di una certa città che per molte ragioni evito di nominare e a cui non voglio dare alcun nome fittizio, ve n'è uno comune da tempo a molte città grandi e piccole, voglio dire l'ospizio di mendicità. E in questo ospizio nacque, un giorno che non merita specificare perché non ha alcuna importanza per il lettore, almeno per ora, l'esemplare umano il cui nome appare in testa a questo capitolo. {{NDR|Charles Dickens, ''Le avventure di Oliver Twist'', traduzione di Ugo Dettore, Rizzoli, 1999<sup>11</sup>. ISBN 88-17-12319-6}} ====Mario Martino==== Tra gli altri edifici pubblici di una certa cittadina, che per diverse ragioni sarà per me prudente astenermi dal menzionare e alla quale neanche assegnerò un nome fittizio, ve n'è uno familiare un tempo alla maggior parte delle città, grandi o piccole che fossero, e cioè un ospizio di mendicità. E in questo ospizio, in un certo giorno, mese e anno che non devo darmi pena di precisare, giacché il conoscerli non potrà riuscire di alcuna utilità al lettore – per lo meno allo stato attuale delle cose – nacque l'articolo di mortalità il cui nome compare nel titolo di questo capitolo. ====Bruno Oddera==== Tra gli altri edifici pubblici di una certa cittadina che, per svariati motivi, sarà prudente astenersi dal nominare e alla quale non attribuirò alcun nome immaginario, ve n'è uno che si trova in quasi tutti i centri abitati, grandi o piccoli, vale a dire l'ospizio per i poveri; e in questo ospizio nacque,, un giorno di un anno che non starò a precisare in quanto, almeno per il momento, la cosa non può rivestire la benché minima importanza per il lettore, quell'appartenente al genere umano il cui nome figura nell'intestazione di questo capitolo. ====Silvio Spaventa Filippi==== Fra gli edifici pubblici di una certa città, che per molte ragioni giova non menzionare e alla quale non darò neppure un nome immaginario, ve n'è uno da gran tempo comune a moltissime città grandi e piccole: l'ospizio di mendicità, e nell'ospizio di mendicità, in un giorno e in un anno che non serve rammentare – anche perché non ha alcuna conseguenza pratica per chi legge, almeno per ora – nacque il campione di umanità, del cui nome si adorna l'intestazione di questo capitolo.<ref>Cioè: ''Che tratta del luogo ove nacque Oliver Twist e delle circostanze che accompagnarono la sua nascita''.</ref> {{NDR|Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id&#61;HOyMBQAAQBAJ Oliver Twist]'', traduzione di Silvio Spaventa-Filippi, Einaudi, 2014. ISBN 8858417445.}} ===Citazioni=== *E che stupendo esempio della potenza dell'[[Vestito|abito]] era il piccolo Oliver Twist! Avvolto nella coperta che fino ad allora aveva costituito il suo unico indumento, sarebbe potuto essere tanto il figlio di signori altolocati quanto di pezzenti, e anche il più arrogante, vedendolo per la prima volta, avrebbe avuto difficoltà ad attribuirgli un posto nella società. Ma ora, avvolto in una tela di cotone leggero, diventata gialla per quell'uso ripetuto, egli era etichettato e marchiato, ed era immediatamente collocato al suo posto: un poverello in carico alla parrocchia, un orfano per l'ospizio – l'umile e denutrito essere da fatica – spinto nel mondo a suon di ceffoni e sberle, da tutti disprezzato e da nessuno compatito. (cap. I, 2011) *C'è uno stato di torpore, [[Stato ipnagogico|tra il sonno e la veglia]], durante il quale si sogna di più in cinque minuti a occhi semi-aperti, consapevoli di tutto ciò che avviene intorno, di quanto non si sognerebbe in cinque notti con gli occhi completamente chiusi e i sensi nella più totale incoscienza. In tali momenti, l'essere mortale comprende abbastanza del lavorio della sua mente per formarsi una idea, seppur vaga, del suo eccezionale potere: com'essa sia in grado di staccarsi da terra per superare spazio e tempo, libera dai legami con la sua controparte corporea. (cap. IX, 2011) *Nel profondo del cuore umano si cela la passione di dare la [[caccia]] a qualcosa. (cap. X; 2004, p. 84) *A gradi, scivolò in quel [[sonno]] tranquillo che solo il sollievo da un recente patire può infondere; quel calmo, beato riposo, a confronto del quale lo svegliarsi è una sofferenza. E chi, se quello fosse la morte, vorrebbe svegliarsi di nuovo alle lotte e al travaglio della vita; a tutte le sue preoccupazioni per il presente, a tutte le sue ansie per il futuro e a tutte le penose memorie del passato! (cap. XII, 2011) *E sebbene io non intenda affermare che è pratica consueta di famosi e dotti saggi l'abbreviare la via a ogni grande conclusione, giacché il loro programma è invero piuttosto quello di allungarla con ogni sorta di divagazione e di deviazione del discorso, come quelle in cui incorrono gli ubriachi pressati da una copiosa sovrabbondanza di idee, intendo però affermare, e anzi lo affermo decisamente, che, nell'applicazione delle loro teorie, è pratica inderogabile di molti arditi filosofi dar prova di grande saggezza e acume nel pararsi da ogni circostanza che abbia una qualche probabilità di contraddirle. Allo stesso modo, è legittimo fare un piccolo torto se serve a qualcosa di grande e giusto, ed è lecito ogni mezzo se è giustificato dal suo scopo, e la quantità di giusto o ingiusto, e perfino se esista tra loro una differenza, è lasciata interamente ai filosofi interessati, affinché essi la stabiliscano in base alla loro chiara, completa e imparziale considerazione dei casi particolari. (cap. XII, 2011) *[...] di certi [[libri]] la parte migliore è di gran lunga il dorso e la copertina. (Signor Brownlow: cap. XIV, 2011) *È consuetudine del teatro, in tutti i buoni melodrammi con tanto di assassini, presentare scene tragiche e comiche in regolare alternanza, come gli strati bianchi e rossi in un pezzo di pancetta magra ben stagionata. In una scena vediamo l'eroe steso su un pagliericcio, schiacciato dalle sventure e incatenato; nella seguente, il suo ignaro e fedele paggio regala al pubblico una canzonetta comica. Col cuore che ci martella in petto, vediamo l'eroina nelle grinfie d'un barone spietato e superbo, la sua virtù e la sua vita ugualmente in pericolo; lei sfodera il pugnale per preservare l'una a spese dell'altra, e proprio quando la nostra tensione raggiunge il massimo si sente un fischio, e siamo immediatamente trasportati nel salone di un castello, dove un canuto siniscalco canta strofette comiche accompagnato in coro da un ancor più comico gruppo di vassalli, fuori da ogni contesto, dalle volte delle chiese ai palazzi signorili, perpetuamente in giro a gorgheggiar canzoni.<br>Questi bruschi cambiamenti paiono assurdi, eppure non sono così innaturali come sembrerebbero a prima vista. Nella vita reale, la transizione da ambienti profumati e pavimenti cosparsi di erbe ai letti di morte, dagli abiti del lutto a quelli della festa, non è affatto meno sorprendente; soltanto che in quella noi siamo attori partecipi e non passivi spettatori, e questo fa parecchia differenza. Nel teatro, che è una imitazione della vita, gli attori sono ciechi alle transizioni subitanee e ai repentini impulsi della passione o del sentimento, ma quando noi li abbiamo invece innanzi ai nostri occhi, da semplici spettatori, allora li condanniamo immediatamente in quanto bizzarri e grotteschi. (cap. XVII, 2011) *«Ci ha del sale in zucca, quel cane. Forse che non guarda storto certi giovinotti che ridono o cantano se è in compagnia?», continuò Dodger. «O non ringhia se sente suonare un violino? O non odia i cani di razza diversa dalla sua? Ah, no! Mica!».<br>«È un vero [[Cristiano (religione)|cristiano]]», fece Charley.<br>Ciò fu detto come semplice tributo alle qualità del cane, ma la frase era appropriata anche in un altro senso, pur rimanendone mastro Bates inconsapevole, poiché ci sono parecchie gentildonne e gentiluomini, cristiani professi, che hanno marcati e singolari punti di somiglianza col cane del signor Sikes. (cap. XVIII, 2011) *Il peggio delle [[Donna|donne]] è che basta un'inezia a risvegliare qualche sentimento sepolto, e il meglio è che non dura mai a lungo. (Fagin: cap. XIX, 2011) *Le donne sanno dire le cose col minor numero di parole possibile. Tranne quando danno di testa, e allora sproloquiano parecchio. (Sikes: cap. XX, 2011) *Ma anche una quisquilia è sufficiente a turbare la [[serenità]] dei nostri fragili stati d'animo! (cap. XXIII; 2004, p. 195) *– Signora Corney – rispose il messo parrocchiale, sorridendo come sorridono gli uomini consapevoli della loro sconfinata sapienza – l'[[elemosina]] ai vagabondi, se fatta oculatamente, dico oculatamente, signora, è la salvaguardia della parrocchia. Il grande principio dell'elemosina ai vagabondi è il seguente: dare ai poveri esattamente ciò di cui non hanno bisogno; dopodiché si stancano di mendicare. (cap. XXIII; 2004, p. 197) *Ahimè! Quanti pochi [[Viso|volti]] la natura lascia, dopo un po', a dar gioia con la loro bellezza! I dolori, gli affanni e i patimenti del mondo li mutano, così come mutano il cuore, ed è soltanto quando le passioni si spengono e non tormentano più che le oscure nubi che prima li offuscavano si dissolvono e lasciano affiorare il volto celeste. Accade sovente che il volto dei morti, perfino in quella condizione di fissa rigidità, si distenda e riprenda l'espressione di un bimbo addormentato e della sua prima età; riprenda di nuovo una tale placidità e una tale pace che chi lo conobbe nella sua felice infanzia s'inginocchia accanto alla bara con un sentimento di reverenza, ritrovando quasi il volto di un angelo in terra. (cap. XXIV, 2011) *Ma la morte, gli incendi e i furti rendono tutti gli uomini [[Uguaglianza|uguali]] [...].(cap. XXVIII; 2004, p. 241) *[...] una dolce melodia, il mormorio di acque in un luogo silenzioso, il profumo di un fiore, o persino il suono di una parola familiare risvegliano a volte vaghi ricordi di scene non appartenenti a questa vita, le quali, labili come il respiro, paiono giungere da un'esistenza più felice da tempo trascorsa, pur se nessuna operazione volontaria della mente è in grado di richiamarle in vita. (cap. XXX, 2011) *[...] così come la morte, il crimine non è appannaggio esclusivo dei vecchi decrepiti. Alligna anche tra i più giovani e leggiadri. (dottor Losberne: cap. XXX, 2011) *Oh! Se opprimendo e corrompendo i nostri simili ponessimo mente appena ai neri effetti dell'errore umano già provati, che si addensano in alto come pesante nuvolaglia – lentamente, è vero, ma non per questo meno inesorabilmente – per piombarci poi sul capo a darci la loro ricompensa; se, nella nostra immaginazione, dessimo soltanto un istante ascolto alle testimonianze di uomini defunti, che nessun potere può tacitare e nessun orgoglio può scacciare, cosa accadrebbe delle offese e delle ingiustizie, delle sofferenze e dell'infelicità, delle crudeltà e dei torti che ciascun giorno della nostra vita reca con sé! (cap. XXX, 2011) *Chi può descrivere la gioia e il piacere, la pace dell'animo e la dolce tranquillità che il ragazzo sentì in quell'aria salubre, tra le verdi colline e i meravigliosi boschi d'un villaggio di campagna! Chi può dire come scene di pace e tranquillità possano penetrare nell'animo dei tormentati abitanti di luoghi angusti e rumorosi, e come la loro freschezza possa trasfondersi nei loro cuori affranti! Uomini che hanno vissuto tutta una vita d'affanni in strade chiuse e affollate senza desiderio di mutar condizione; uomini per i quali l'abitudine è divenuta come una seconda natura e che son giunti quasi ad amare ciascun singolo mattone e pietra con cui è delimitato lo stretto confine dei loro passi giornalieri, persino coloro sui quali incombeva l'artiglio della morte, si dice abbiano agognato un ultimo sguardo allo spettacolo della Natura e, portati lontano dalle scene delle loro sofferenze e dei loro piaceri, pare siano entrati all'istante in una nuova condizione, e giorno dopo giorno, trascinandosi a stento per raggiungere qualche luogo ameno, verde e soleggiato, alla semplice contemplazione del cielo, delle colline, dei prati, dell'acqua luccicante, si sono ridestate in loro tali memorie che quella sorta di anticipazione del cielo ha lenito il loro rapido declino, ed essi sono scesi nella tomba placidamente, come il sole, il cui tramonto avevano contemplato dalla finestra della loro stanza solitaria appena qualche ora prima, quasi sfocasse alla loro debole vista! Le memorie richiamate a noi dalle tranquille scene della campagna non sono di questo mondo, come non lo sono le speranze e i pensieri che vi si associano. La loro benigna influenza può insegnarci a intrecciare fresche ghirlande per la tomba di coloro che abbiamo amato; può render più puri i nostri pensieri, cancellando al loro cospetto vecchi odi e rancori. Ma al di là di tutto questo, persino nella mente meno consapevole, rimane il senso, pur vago e indistinto, di aver albergato questi pensieri da tempi immemori; e questo evoca solenni pensieri d'un lontano tempo a venire, e vince ogni orgoglio e attaccamento al mondo. (cap. XXXII, 2011) *Rapida passò la primavera e subito venne l'[[estate]] e se il villaggio era stato bello già prima, era adesso nel pieno splendore della sua lussureggiante ricchezza. I grandi alberi, che erano parsi così nudi e spogli nei mesi precedenti, erano ora nel pieno della vita e del vigore e allargando le loro verdi braccia sulla terra assetata trasformavano aride chiazze in invitanti angoletti d'ombra fitta e piacevole, dai quali godere la vista di ampie prospettive immerse nella luce del sole, a perdita d'occhio. La terra vestiva il suo mantello del verde più luminoso e spandeva intorno i suoi ricchi profumi. Era la vigorosa giovinezza dell'anno, e ogni cosa aveva un aspetto lieto e fiorente. (cap. XXXIII, 2011) *L'attesa, la terribile attesa di quando non si può nulla mentre la vita di chi amiamo è sempre più sospesa; la tortura dei pensieri che si affollano in mente e comprimono violentemente il cuore, rendendo il respiro affannoso per le immagini funeree che essi evocano; l'ansia disperata di voler fare qualcosa, e non potere in alcun modo alleviare il dolore o diminuire il pericolo; la prostrazione dell'animo e dello spirito alla rinnovata consapevolezza della nostra impotenza: quali torture possono mai eguagliare queste, e quali pensieri, quali azioni, nel pieno di quell'onda febbrile, possono alleviarle! (cap. XXXIII, 2011) *Non esiste [[rimorso]] più profondo di quello senza rimedio; se vogliamo evitarne i tormenti, ricordiamocene in tempo. (cap. XXXIII; 2004, p. 286) *«Caro figlio mio», replicò la signora Maylie posandogli una mano sulla spalla, «io credo che i giovani abbiano molti impulsi di generosità che non durano, e che tra questi ve ne siano alcuni che, una volta soddisfatti, diventano ancora più fugaci. Credo, soprattutto», disse la signora fissando in viso il figlio, «che se un uomo dotato di entusiasmo, appassionato e ambizioso, prende una moglie con una macchia sul nome, anche se lei non ne ha colpa alcuna, persone ciniche e spregiudicate se ne approfitterebbero sia contro di lei sia contro i suoi figli, e tanto egli avrà fortuna nel mondo tanto egli diverrà oggetto di sorrisi di scherno. Forse, per quanto generosa e buona la sua natura, un giorno egli potrebbe pentirsi del legame contratto in gioventù e lei, sapendolo, soffrirebbe ancor più tormentosamente». (cap. XXXIV, 2011) *Gli uomini che guardano la natura o i propri simili lamentandosi che tutto è buio e triste hanno ragione, ma quei colori spenti altro non sono che il riflesso dell'amarezza che hanno nel cuore e negli occhi. I veri colori sono delicati e si mostrano a sguardi più limpidi. (cap. XXXIV, 2011) *A volte ci coglie un tipo particolare di sonno che, mentre sembra impadronirsi del corpo, non libera però la mente dal senso di ciò che le accade intorno e la lascia libera di vagare a proprio piacere. Se definiamo sonno ciò che arreca con sé una pesantezza invincibile, ci priva di forze e determina la totale incapacità di controllo dei nostri pensieri e del movimento, quello di Oliver era sonno. In esso tuttavia noi conserviamo la consapevolezza di ciò che accade intorno a noi e, se in quel mentre noi sogniamo, le parole effettivamente pronunciate, i suoni realmente percepibili si adeguano con sorprendente prontezza alle nostre visioni, finché realtà e immaginazione si fondono in modo così strano che poi è quasi impossibile discernerle di nuovo. Né questa è la cosa più strana di quella condizione. È un fatto indubbio che, sebbene i sensi del tatto e della vista siano allora spenti, i nostri pensieri addormentati e le scene che immaginiamo saranno influenzati, parecchio influenzati, dalla presenza pur silenziosa di qualche oggetto esterno che magari non era lì quando abbiamo chiuso gli occhi e della cui vicinanza non avevamo precisa coscienza. (cap. XXXIV, 2011) *Nella vita ci sono promozioni che, indipendentemente dalle concrete soddisfazioni che offrono, acquistano particolare valore e dignità dai soprabiti e dai panciotti a loro peculiari. Un maresciallo ha la sua uniforme; un vescovo la sua sottana di seta; un consigliere la sua toga di seta; e un custode ha il suo tricorno. Togliete al vescovo la sua sottana, al custode il cappello e i galloni, e cosa sono mai? Uomini, semplici uomini. La dignità, e perfino la santità, a volte, sono questioni più di soprabito e panciotto di quanto qualche persona possa immaginare. (cap. XXXVII, 2011) *Con espressione soddisfatta guardò la sua buona signora e la pregò, condiscendente, di [[piangere]] più che poteva, poiché la scienza medica riteneva quell'esercizio estremamente favorevole alla buona salute.<br>«Dilata i polmoni, idrata l'incarnato, spurga gli occhi, e molcisce il carattere», disse il signor Bumble. «Perciò, piangete pure». (cap. XXXVII, 2011) *[...] l'[[orgoglio]], vizio delle creature più basse e degenerate non meno di quelle più in alto e tutte d'un pezzo. (cap. XL, 2011) *[...] le [[sorprese]], come le disgrazie, di rado arrivano sole. (cap. XLI,<ref>Che ''in extenso'' s'intitola: «Contiene nuove scoperte e mostra che le sorprese, come le disgrazie, di rado arrivano sole».</ref> 2011) *«E così eri tu quel famoso amico, eh?», chiese Claypole, alias Bolter, quando il giorno seguente, in virtù del patto stabilito, si trovò in casa dell'ebreo.<br>«Ciascuno è il miglior amico di se stesso, mio caro», replicò Fagin col suo ghigno più insinuante. «Non se ne trova l'uguale, da nessuna parte».<br>«Tranne qualche volta», replicò Morris Bolter assumendo l'aria d'un uomo vissuto, «quando certi sono i peggiori nemici di se stessi, sai».<br>«Non crederci!», disse l'ebreo. «Quando uno è il suo peggior nemico, è solo perché è troppo il suo migliore amico, non perché si preoccupi di qualcun altro. Via, via! Una cosa del genere è contro natura».<br>«E se non fosse contro, ci dovrebbe essere», replicò il signor Bolter.<br>«Questo è ragionare», disse l'ebreo. «Qualche negromante dice che il tre è il numero magico, e qualcun altro dice il sette; ma non è né il primo né il secondo, amico mio, né il primo né il secondo. È l'uno». (cap. XLIII, 2011) *Il [[sole]], il vivido sole che ridona all'uomo non soltanto la luce, ma anche una vita nuova e nuove speranze e nuove energie, salì nel cielo splendendo vivido e radioso sulla città gremita. Ovunque, attraverso costosi vetri colorati, o finestre rotte riparate con fogli di carta, diffuse equamente il suo splendore. (cap. XLVIII; 2004, p. 415) *Il nostro è un mondo di disillusioni, e spesso son deluse proprio le nostre speranze più vive e che più fanno onore alla nostra natura. (cap. LI, 2011) ===[[Explicit]]=== Vicino all'altare della vecchia chiesetta del villaggio c'è una lapide di marmo con su inscritta una sola parola: "Agnes"! Non c'è bara in quella tomba, e che passino molti, moltissimi anni prima che vi sia iscritto sopra un altro nome! Ma se mai le anime dei morti tornano sulla terra a visitare i luoghi benedetti dall'amore di coloro che conobbero in vita – un amore che vince la morte – allora lo spirito di Agnes certamente s'aggira, di tanto in tanto, per quel luogo solenne; e a maggior ragione lo credo perché esso si trova in una chiesa, e perché lei peccò, perdendosi. {{NDR|Traduzione di Mario Martino}} ==''Tempi difficili''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''Now, what I want is, Facts. Teach these boys and girls nothing but Facts. Facts alone are wanted in life. Plant nothing else, and root out everything else. You can only form the minds of reasoning animals upon Facts: nothing else will ever be of any service to them. This is the principle on which I bring up my own children, and this is the principle on which I bring up these children. Stick to Facts, sir!'' {{NDR|Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}03RFjIVjBoMC Hard times]'', Bradbury & Evans, London, 1854.}} ====Maria Rita Cifarelli e Cristina Scagliotti==== – Ora, quel che voglio sono Fatti. Solo Fatti dovete insegnare a questi ragazzi. Nella vita non c'è bisogno che di Fatti. Piantate Fatti e sradicate tutto il resto. La mente d'un animale che ragiona si può plasmare solo coi Fatti; null'altro gli sarà mai di alcuna utilità. Con questo principio educo i miei figli e con lo stesso principio educo questi ragazzi. Attenetevi ai Fatti, signore! ====Gianna Lonza==== «Ora quello che voglio sono Fatti. A questi ragazzi e ragazze insegnate soltanto Fatti. Solo i Fatti servono nella vita. Non piantate altro e sradicate tutto il resto. Solo con i Fatti si plasma la mente di un animale dotato di ragione; nient'altro gli tornerà mai utile. Con questo principio educo i miei figli, con questo principio educo questi ragazzi. Attenetevi ai Fatti, signore!». ====Mario Martino==== «Dunque voglio solo i Fatti. Insegnate a questi ragazzi e ragazze soltanto Fatti. Solo di Fatti c'è bisogno nella vita. Piantate nient'altro, estirpate tutto il resto. Solo con i Fatti si educano le menti di animali razionali e nient'altro riuscirà mai loro di alcuna utilità. Questi sono i princìpi in base ai quali educo i miei propri figli, e questi sono princìpi in base ai quali educo questi ragazzi. Perciò, signore, attenetevi ai Fatti!» ====Bruno Tasso==== Ora, quello che voglio sono Fatti. Insegnate a questi ragazzi e a queste ragazze Fatti e niente altro. Solo di Fatti abbiamo bisogno nella vita. Non piantate altro e sradicate tutto il resto. Solo coi Fatti si può plasmare la mente degli animali che ragionano: il resto non servirà mai loro assolutamente nulla. Questo è il principio su cui ho allevato i miei figli, e questo è il principio su cui ho allevato questi fanciulli. Tenetevi ai Fatti, signore! ===Libro primo=== *Strano contrasto quello fra gli uomini immersi nella foresta di telai e le macchine su cui ciascuno di loro faticava, che stridevano, laceravano, stritolavano. Tutti voi, che siete brava gente tanto ansiosa, non abbiate timore: l'Arte non riuscirà a sopraffare la Natura. Mettete, l'una accanto all'altra, l'opera di Dio e l'opera dell'uomo: dal confronto sarà sempre la prima a uscirne con onore, si tratti pure di un esercito di "manodopera" insignificante.<br>Centinaia e centinaia di "mani" al lavoro in questa fabbrica; centinaia e centinaia di cavalli vapore. Conosciamo fino all'ultima unità quello che può fare una macchina, ma neppure tutti i contabili della tesoreria nazionale, messi assieme, riusciranno mai a calcolare quale sia la capacità di agire nel bene o di operare nel male, di amore o di odio, di patriottismo o di scontento, la capacità di corrompere la virtù in vizio o di esaltare il vizio in virtù, che si annida nell'animo di ciascuno di questi schiavi mansueti, con i loro volti composti e i gesti regolarmente scanditi. Nessun mistero nella macchina; un insondabile mistero perfino nel più umile di loro – per sempre. E se sovvertissimo i sistemi dell'aritmetica che usiamo per stimare gli oggetti materiali e valutassimo con altre misure queste oscure entità ignote! (cap. XI, 2000) *Meglio, mille volte meglio non avere neppure un tetto sulla testa che una [[casa]] nella quale si ha il timore di tornare! (cap. XII; 1999, p. 99) *[...] agli altri suoi pensieri Stephen aggiunse la dolorosa riflessione che, di tutte le disgrazie dell'esistenza terrena, nessuno è distribuito con mano più ineguale della [[nascita e morte|morte]]. La disparità della [[nascita e morte|nascita]] è nulla al confronto. Se, per esempio, fossero nati quella notte, nello stesso istante, il figlio di un re e il figlio di un tessitore, che cosa sarebbe stata quella differenza a paragone della morte di una qualsiasi creatura umana utile, utile a un'altra, o da questa amata, mentre quella donna spregevole continuava a vivere! (cap. XIII, 2000) *Come un astronomo che, in un osservatorio privo di finestre, volesse organizzare l'universo stellato col solo ausilio di carta, penna e inchiostro, così il signor Gradgrind nel ''suo'' privato osservatorio (e come il suo ve ne sono parecchi) non aveva alcun bisogno di gettare lo sguardo sugli esseri umani che gli brulicavano attorno, ma si compiaceva di tracciare i loro destini su una semplice lavagna, cancellando via le loro lacrime con un unico pezzetto di spugna sudicia. (cap. XV; 1999, p. 116) *[...] gli indefinibili moti dell'[[Cuore e cervello|animo umano]] [...] continueranno a eludere tutte le astuzie dell'[[Cuore e cervello|algebra]], anche le più sottili, fino al giorno in cui le trombe del giudizio non abbatteranno l'algebra stessa. (cap. XV, 2000) ===Libro secondo=== *E così l'occhio stesso del cielo diventa un occhio malefico quando mani incapaci o sordide si interpongono fra lui e le cose cui egli vorrebbe recare una benedizione. (cap. I, 2012) *Questa era un'altra delle trovate di Coketown. Non c'era [[Capitalismo|capitalista]] che, partito con sei pence in tasca e ritrovandosi con sessantamila sterline, non si stupisse che i primi sessantamila lavoratori che gli capitavano sott'occhio non facessero anche loro sessantamila sterline partendo da sei pence. Ed eccolo a rimproverarli di non essere riusciti a ottenere un risultato tanto modesto. Quello che ho fatto io, puoi farlo anche tu, no? Perché non ti ci metti e lo fai? (cap. I, 2000) *È sempre un fatto curioso osservare come, in molte assemblee, gli ascoltatori soccombano passivamente all'insipienza di qualche presuntuoso, sia esso nobile o comune cittadino, di qualche uomo che essi – o almeno i tre quarti di essi – non riuscirebbero in alcun modo a sollevare dal suo abisso di stupidità e a portare al loro livello intellettuale. (cap. IV; 1999, p. 168) *Chi, trovandosi in terra straniera, invano cerca, senza mai riuscirci, di leggere uno sguardo di intesa in diecimila volti, si trova in allegra compagnia a paragone di colui che, quotidianamente, passa accanto a dieci volti che, un tempo amici, [[Solitudine|ora sfuggono il suo sguardo]]. (cap. IV, 2000) *Ben più difficile di quanto avesse mai potuto immaginare era separare, dentro di sé, la sensazione di [[Abbandono (psicologia)|abbandono]] da quella, ingiustificata, di vergogna e disonore. (cap. IV; 1999, p. 174) *{{NDR|Al signor Bounderby}} Non serve il pugno di ferro. Non servono le vittorie e i trionfi. E non serve proprio a niente mettersi d'accordo per fare in modo che una parte ci ha sempre e comunque ragione e l'altra sempre e comunque torto. E non serve neppure lavarsene le mani. Lasciate pure migliaia e migliaia di persone a vivere la stessa vita, dentro ai guai fino al collo, ed ecco che diventeranno come un sol uomo, e voi tutti vi metterete di fronte come un altro uomo, e in mezzo ci sarà un abisso nero che non si potrà attraversare, per il poco o il tanto tempo che durerà questa miseria. A non voler stare vicino agli altri con gentilezza, pazienza e buonumore, perché è così che si sta vicini quando si hanno tanti guai, così ci si tira su quando si soffre nel bisogno (credo umilmente che in tutti i suoi viaggi questo signore {{NDR|James Harthouse}} non ha mai incontrato gente così generosa come qui), non ci si ricaverà niente finché il sole non si sarà cambiato in ghiaccio. E soprattutto non servirà a niente considerarli solo per la forza che hanno, trattarli come macchine o come numeri da sommare, senza sentimenti e senza simpatie, senza ricordi e senza preferenze, senza un animo che soffre e che spera, trattarli, quando tutto va bene, come se non hanno niente dentro e, quando va male, dicendo che non hanno sentimenti umani quando parlano con voi. Ma tutto questo non servirà a niente, signore, finché non si disferà l'opera di Dio. (Stephen Blackpool: cap. V; 1999, p. 182) *I vecchi, soprattutto quando si sforzano di essere fiduciosi e allegri, incontrano molto rispetto fra i poveri. (cap. VI, 2000) *È così naturale che tutti abbiano uno scopo o qualcosa da fare che chiunque se ne sta in [[ozio]] a bighellonare è, e si sente, sempre osservato. (cap. VI; 1999, p. 196) *Quando il [[Diavolo]] gironzola come un leone ruggente, il suo aspetto attira ben pochi seguaci, a parte selvaggi e cacciatori. Ma quando se ne va agghindato, lisciato e dipinto secondo la moda, quando è stanco sia del vizio sia della virtù, satollo di zolfo infernale e di beatitudine celeste, allora è davvero il Diavolo incarnato, tanto se si dedica all'amministrazione della cosa pubblica quanto se si occupa di bollire la pece. (cap. VIII, 2011) *Neppure in quel momento, mentre si avvicinava alla sua vecchia casa, {{NDR|Louisa Bounderby}} avvertì su di sé alcun benefico influsso. Che cosa aveva più da spartire ormai con i sogni dell'infanzia, con le sue fiabe leggiadre, con la grazia, la bellezza, l'umanità, le illusioni di cui si adorna il futuro? Tutte cose tanto belle in cui credere da piccoli, da ricordare con tenerezza una volta adulti perché, allora, anche la più insignificante di esse si eleva alla dignità di una grande e benevola disposizione del cuore che consente ai piccini che soffrono di avventurarsi per le vie irte di sassi di questo mondo, conservando quel piccolo angolo fiorito con le loro mani pure. Un giardino nel quale i figli di Adamo farebbero meglio a entrare più spesso per scaldarsi al sole con fiducia e semplicità, liberi da vanità mondane.<br />Già, cos'aveva ormai da spartire con i ricordi dell'infanzia? Il ricordo di come, al primo incontro, attraverso la luce delicata dell'immaginazione, la Ragione, le fosse apparsa come una divinità benefica che additava a divinità altrettanto magnanime e non già come un idolo arcigno, gelido e crudele, con vittime legate mani e piedi; grossa figura ottusa dallo sguardo fisso che solo un sistema di leve, azionato da un preciso numero di tonnellate, sarebbe stato in grado di smuovere. La casa paterna e la fanciullezza le rimandavano immagini di fonti e sorgenti inaridite nell'istante stesso in cui sgorgavano dal suo giovane cuore. Niente acque dorate per lei: esse fluivano invece a fecondare la terra in cui si coglie l'uva dai rovi e il fico dal pruno. (cap. IX; 1999, p. 236) *{{NDR|Al signor Gradgrind}} Come avete potuto darmi la vita e insieme privarmi di tutte quelle piccole cose che la distinguono da uno stato di morte cosciente? Dove sono le virtù della mia anima? E i moti del cuore? Che ne avete fatto, padre, del giardino che avrebbe dovuto fiorire in mezzo a questo deserto?<br />[...]<br />Se quel giardino fosse mai esistito, sarebbero bastate le sue ceneri a salvarmi dal vuoto in cui sprofonda la mia vita. Non volevo dire questo; ma, padre, rammentate l'ultima conversazione che avemmo in questa stanza?<br />[...]<br />Quel che m'è salito alle labbra adesso, l'avrei detto anche allora, se solo per un attimo mi aveste aiutata. Non vi rimprovero, padre. Quel che non avete coltivato in me, non l'avete coltivato neppure in voi stesso. Oh, se solo l'aveste fatto tanto tempo fa, oppure mi aveste trascurata, oggi sarei di certo una creatura migliore, e più felice! (Louisa Bounderby: cap. XII; 1999, p. 258) ===Libro terzo=== *– C'è chi sostiene,<ref>Cfr. [[Blaise Pascal]]: «Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce.»</ref> – proseguì egli, ancora esitante, – che esiste una [[saggezza]] della testa e una saggezza del cuore. (Gradgrind: cap. I, 2012) *Tutte le [[Forza|forze]] troppo a lungo imprigionate, quando esplodono, portano distruzione. Anche l'aria così vitale per la terra, l'acqua portatrice di ricchezza, il calore che conduce a maturazione, si trasformano, se ingabbiate, in forze devastanti. Così avveniva anche allora nel suo cuore: le sue migliori qualità, troppo a lungo accanite contro se stesse, si erano trasformate in un cumulo di ostinazione, pronto a sollevarsi contro un'amica. (cap. I; 1999, pp. 269-270) *Principio basilare della filosofia di Gradgrind era che tutto avesse un prezzo e che il prezzo andasse pagato. Nessuno doveva mai dare niente a nessuno, né offrire aiuto ad alcuno, senza corrispettivo. La gratitudine andava abolita, e le virtù che da essa scaturivano non dovevano esistere. Ogni frammento dell'esistenza umana, dalla nascita alla morte, era da considerarsi alla stregua di un contratto che andava stipulato da due parti contrapposte. E se a quel modo non si finiva in Paradiso voleva dire che il Paradiso non era un luogo dotato di caratteristiche politico-economiche, e non conveniva andarci. (cap. VIII; 1999, p. 345) *{{NDR|Al signor Gradgrind}} Fembra proprio che i cafi fono due, vero, fignoria? Uno, che al mondo c'è una fpecie d'amore che dopo tutto non è foltanto intereffe, ma qualcofa di molto diverfo; e due, che quefto amore ha una fua maniera di calcolare o di non calcolare, e in un modo o nell'altro è difficile da fpiegarfi, come il modo di comportarfi dei cani! (Sleary: cap. VIII; 1999, p. 349) *La gente deve divertirfi. Non poffono ftar fempre a ftudiare e neanche a lavorare; non fono fatti per quefte cofe!<ref>Cfr. [[Miguel de Cervantes]]: «[...] non essendo possibile che l'arco stia sempre teso né che la debole natura umana possa sostenersi senz'alcun lecito spasso.»</ref> (Sleary: cap. VIII, 2000) *È sempre pericoloso scoprire qualcosa del mondo di un borioso fanfarone prima che sia lui stesso a scoprirlo. (cap. IX; 1999, p. 351) *{{NDR|Al signor Bounderby, riferendosi al suo comportamento}} Niente di quel che fa un imbecille può destare sorpresa o indignazione: il comportamento di un imbecille può solo suscitare disprezzo. (Signora Sparsit: cap. IX; 1999, p. 354) ==[[Incipit]] de ''Il segnalatore''== «Ehi, laggiu!»<br> Quando udì una voce che lo chiamava, si trovava accanto alla porta del suo gabbiotto, con una bandiera in mano, arrotolata attorno al corto bastone. Considerata la natura del terreno, si sarebbe potuto pensare che non avesse dubbi sulla direzione da cui proveniva la voce; ma invece di sollevare lo sguardo verso il punto in cui mi trovavo, in cima alla trincea scoscesa quasi sopra la sua testa, si voltò e guardò la Linea. C'era qualcosa di particolare nel modo in cui lo fece, anche se non avrei saputo dire cosa. ==Citazioni su Charles Dickens== *Aprite un libro e cercate di leggere, ma scoprite che [[William Shakespeare|Shakespeare]] è trito e banale, Dickens insipido e pedestre, [[William Makepeace Thackeray|Thackeray]] nioso e [[Thomas Carlyle|Carlyle]] eccessivamente sentimentale. ([[Jerome K. Jerome]]) *Ci sono [...] scrittori che mostrano deficienze assolute di capacità costruttive e che quindi, nonostante la più fertile delle invenzioni, naufragano miseramente nella trama. A questa categoria appartiene Dickens. ([[Edgar Allan Poe]]) *Dickens era un puro innovatore – un progressista per eccellenza – e non aveva alcun rimpianto delle epoche passate, ad eccezione forse di una sorta di sentimentalismo per le torri delle cattedrali. Era all'oscuro del terribile potere della superstizione – era essenzialmente un direttore di scena, la metteva in scena per provocare reazioni nel pubblico. Il suo [[Natale]] significava vischio e pudding – non la resurrezione dai morti, né la nascita di nuove stelle, né l'insegnamento di saggi o di pastori. ([[John Ruskin]]) *Dickens è uno scrittore delizioso e irritante. Quanto è difficile da maneggiare questo cordiale, unghiuto, un po' pingue, o forse pletorico, animale letterario, la cui gola poderosa sa articolare ogni sorta di voci: rugghi, rantoli, stronfi, e anche delicatissime fusa, tiepidi sgnaulii. Domestico o feroce? Quell'equivoco pelame, tra giaguaro e gatto domestico, ci fa cauti e perplessi. ([[Giorgio Manganelli]]) *Dickens narra con tale precisione, con tale minuziosità, da costringerci a seguire il suo sguardo ipnotizzante. Non aveva lo sguardo magico di [[Balzac]] [...], ma uno sguardo tutto terreno, uno sguardo da marinaio, da cacciatore, uno sguardo di falco per le piccole cose umane. – Ma sono le piccole cose – disse egli una volta – che formano il senso della vita. ([[Stefan Zweig]]) *Di tutti i romanzieri dell'età vittoriana è stato probabilmente il più critico verso la stessa età vittoriana. ([[Edmund Wilson]]) *Egli aveva uno spirito grande e pieno d'amore e la più forte simpatia per le classi povere. Provò sicuramente i migliori sentimenti e sentì la necessità di un'unione tra le classi, sperando che questa avesse luogo. E io prego perché ciò accada al più presto. ([[Vittoria del Regno Unito|Regina Vittoria]]) *Il nome di Carlo Dickens non ebbe mai gran voga in Italia. Non se ne saprebbe dire esattamente il perché. Altri scrittori stranieri, meno importanti, riuscirono a divulgarsi fra noi rapidamente e a godere, inoltre, di una incontrastata popolarità: Carlo Dickens, vivo, fu noto soltanto a quelli che si tenevano in contatto con la cultura europea; morto, soffrì l'infamia di traduzioni raffazzonate o monche, che certo non valsero ad allargargli la cerchia dei suoi già scarsi ammiratori. ([[Silvio Spaventa Filippi]]) *Io nei confronti di Dickens ho il seguente, curioso rapporto: adoro lui e non amo particolarmente i suoi libri. Non voglio dire che adoro il personaggio e non lo scrittore, non è questo: io adoro come scrive, non c'è nessuno con quella luce nella scrittura, e quella salvezza. Ma non c'è un suo solo libro che potrei definire un capolavoro, e forse neanche uno che sia riuscito a leggere senza una certa fatica. In realtà li confondo un po' tutti, e forse quando penso a Dickens, al suo modo di scrivere, penso a un unico splendido, smisurato testo che mi è accaduto di leggere qua e là, senza neanche troppa urgenza di orientarmi in modo più preciso. ([[Alessandro Baricco]]) *L'arte di Dickens era la più raffinata delle arti: era l'arte di godere di tutto. Dickens ha goduto di ogni personaggio dei suoi libri, e tutti hanno apprezzato i suoi personaggi. I suoi romanzi sono pieni di delinquenti e furfanti, ma i cattivi e vigliacchi sono persone talmente deliziose che il lettore si augura sempre il truffatore metta la testa attraverso una finestra laterale per fare un altro commento, o che il prepotente dica qualcosa d'altro dal fondo delle scale. Il lettore si augura davvero questo, ed egli non può sbarazzarsi della fantasia che l'autore speri proprio che lui pensi questo. ([[Gilbert Keith Chesterton]]) *La cosa bella di Charles Dickens è che ogni riga del suo romanzo è carica di ironia. ([[Roman Polanski]]) *La sentimentalità del Dickens è ingenua e melodrammatica, non morbosa e insidiosa; e anche se spesso caricaturali, le sue robuste e pittoresche figure, moltissime delle quali son passate in proverbio, quasi maschere d'una nuova commedia dell'arte, formano una galleria quale non si era più data nella letteratura inglese dopo Chaucer e Shakespeare. ([[Mario Praz]]) *Nel caso di Dickens i valori sono nuovi. Gli autori moderni si ubriacano ancora del suo vino. Con lui [...] non occorre corteggiamento, non c'è esitazione. Ci arrendiamo alla voce di Dickens: tutto qui. Se fosse possibile, mi piacerebbe dedicare cinquanta minuti di ogni lezione a meditare, concentrandoci in silenziosa ammirazione, su Dickens. ([[Vladimir Nabokov]]) *Non c'è nessun autore inglese contemporaneo le cui opere sono lette in tutte le case e che possono dare piacere alla servitù quanto ai padroni, ai bambini come agli insegnanti. ([[Walter Bagehot]]) *''Preferisco Dickens a Dostoevskij.'' ([[Wisława Szymborska]]) *Quando la gente dice Dickens esagera, mi sembra che non abbia occhi né orecchie. Probabilmente essi hanno solo nozioni di ciò che le cose e le persone sono. ([[George Santayana]]) *Se mi venisse chiesto di indicare nell'arte moderna dei [...] modelli dell'arte superiore, religiosa, proveniente dall'amore di Dio e del prossimo, indicherei nella sfera della letteratura [...] le novelle, i racconti, i romanzi di Dickens: ''Tale of two cities'', ''Chimes'' e altri. ([[Lev Tolstoj]]) *Un delizioso narratore inglese, che dipinge gli interni di famiglia con la verità di [[David Teniers il Vecchio|Teniers-le-Vieux]] e il tocco fine e delicato di [[Charles Nodier]]. Oh, che mirabili medaglioni questi ritratti di Scrooge, di Bob Cratchit e di Mrs Peerybingle! Come si avverte sotto il romanziere l'uomo onesto! E come nell'uomo onesto si sente il poeta, quando un folle, in punto di morte, grida (le ''Tocsin''<ref>Barnaby Rudge. La parte storica di questo romanzo è il racconto delle sommosse e degli incendi di Londra nel 1790. La ''Revue Britannique'' ne pubblicò un estratto intitolato ''La Cloche du tocsin''. {{cfr}} ''Revue britannique'', vol. III, [https://books.google.it/books?id=FdIaAQAAMAAJ&pg=PA298#v=onepage&q&f=false p. 298].</ref>, cap. XVI)<br />{{centrato|''Presto sapremo cosa rende così fulgide le stelle!'' ([[Eugène Vermersch]])}} *Vi è una fondamentale spietatezza dietro il suo stile traboccante di sentimentalismo. ([[Franz Kafka]]) ===[[Pietro Citati]]=== *Non amare Dickens è un peccato mortale: chi non lo ama, non ama nemmeno il romanzo. *Dostoevskij e Tolstoj, Conrad e Joyce, Kafka e Dylan Thomas lessero Dickens con la passione, l'entusiasmo e l'"incoerente gratitudine", che egli richiede da ciascuno di noi. Vissero dentro di lui: abitarono dentro di lui, come nella propria casa; e appresero da quel "rozzo romanziere popolare" i più sottili e arditi artifici letterari. Chi imparò da lui la tecnica del romanzo criminale, chi la presentazione dei personaggi, chi il gioco delle voci narrative: chi amò i "divini idioti", i grandi simboli, o il calore analogico delle immagini. Tutti scorsero in Dickens uno specchio – uno di quegli specchi incrinati e velati, che talvolta si trovano nelle soffitte – dove scoprire la propria arte e se stessi. *Ci chiediamo da dove venisse a Dickens, lui che conosceva come nessuno l'orrore e la tenebra, tanta allegria alcoolica. Era il suo genio. Non credeva affatto che, in questa terra che obbedisce al Tempo e al Luogo, le cose avessero un lieto fine. Ma nel suo mondo, il "migliore dei mondi impossibili", che apparteneva allo spazio di Non-Dove, le cose andavano immutabilmente così. Questa era la sua grande utopia letteraria. *Ogni romanzo di Dickens è folto, sterminato: un oceano, un bosco, una prateria, un esercito, una collezione di oggetti disparati e assurdi, legati fra loro da un misterioso legame. Ogni romanzo è uno sforzo di dare fondo all'universo, secondo un gioco molteplice di punti di vista. Noi leggiamo: incontriamo decine di personaggi, centinaia di scene, migliaia di pagine; e per molte settimane dimentichiamo che abbiamo una famiglia, che fuori il sole si leva e tramonta, che amici ci attendono per conversare. ===[[George Orwell]]=== *Dickens attaccò le istituzioni inglesi con una ferocia senza precedenti all'epoca. Eppure, riuscì a farlo senza farsi odiare, e, soprattutto, a farsi apprezzare e lodare dalle stesse persone che aveva criticato, in modo da divenire egli stesso una istituzione nazionale. *Dickens è uno di quegli autori in cui la parte è migliore del tutto. *Il genio umoristico di Dickens è legato al suo senso morale. La sua comicità si esprime al massimo della forza quando scopre nuovi peccati. ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte"/> ==Bibliografia== *Charles Dickens, ''Barnaby Rudge'', traduzione di [[Fernanda Pivano]], Einaudi, Torino, 2014. *Charles Dickens, ''[[s:Cantico di Natale|Cantico di Natale]]'', traduzione di [[Federigo Verdinois]], Hoepli, 1888. *Charles Dickens, ''Casa desolata'', 3 voll., traduzione di [[Silvio Spaventa Filippi]], Sonzogno, Milano, 1930, [https://books.google.it/books?id=UKceT2pE8O8C vol. III]. *Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id=Y-uMBQAAQBAJ Casa desolata]'', traduzione di Angela Negro, Einaudi, Torino, 2014. ISBN 9788858417430 *Charles Dickens, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/d/dickens/david_copperfield/pdf/dickens_david_copperfield.pdf David Copperfield]'', traduzione di Silvio Spaventa Filippi, Casa Editrice Sonzogno, Milano, 1949. *Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id=WNUJPqJXfCoC David Copperfield]'', traduzione di Oriana Previtali, Rizzoli, 2007. ISBN 978-88-58-60331-4. *Charles Dickens, ''Dombey e Figlio'', traduzione di Gioia Angiolillo Zannino, Rizzoli, Milano, 1994. *Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id=KmoHuuE_qz4C Grandi speranze]'', traduzione di Maria Felicita Melchiorri, Newton Compton, Roma, 2011. ISBN 978-88-541-3357-0. *Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id=GxLAs1F7V7AC Grandi speranze]'', traduzione di Bruno Maffi, Rizzoli, 2012. ISBN 9788858627679. *Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id=QHyna_FRhMEC Grandi speranze]'', traduzione di Caesara Mazzola, Mondadori, 2013. ISBN 9788852038662. *Charles Dickens, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/d/dickens/il_circolo_pickwick/pdf/dickens_il_circolo_pickwick.pdf Il circolo Pickwick]'', traduzione di Federigo Verdinois, F.lli Treves, 1930. *Charles Dickens, ''Il mistero di Edwin Drood'', traduzione di Pier Francesco Paolini, Bompiani, Milano, 2001. ISBN 88-452-9119-7. *Charles Dickens, ''Il nostro comune amico'', traduzione di Filippo Donini, in ''I grandi classici della letteratura straniera'', 7 CD-Rom, Garzanti-Gruppo editoriale L'Espresso, Milano, 2000. *Charles Dickens, ''Il segnalatore'', traduzione di Grazia Alineri, in ''Il colore del male. I capolavori dei maestri dell'horror'', a cura di David G. Hartwell, Armenia Editore, 1989. ISBN 8834404068 *Charles Dickens, ''Impressioni italiane'', traduzione di Claudio Maria Messina, Biblioteca del Vascello, Roma, 1989. *Charles Dickens, ''Impressioni italiane'', traduzione di Claudio Maria Messina, Robin Edizioni, Roma, 2005. ISBN 88-7371-178-2 *Carlo Dickens, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/d/dickens/la_bottega_dell_antiquario/pdf/la_bot_p.pdf La bottega dell'antiquario]'', 2 voll., traduzione di Silvio Spaventa Filippi, Sonzogno, Milano, 1931. *Carlo Dickens, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/d/dickens/la_piccola_dorrit/pdf/la_pic_p.pdf La piccola Dorrit]'', traduzione di Federigo Verdinois, F.lli Treves, Milano, 1879. *Carlo Dickens, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/d/dickens/le_avventure_di_nicola_nickleby/pdf/le_avv_p.pdf Le avventure di Nicola Nickleby]'', traduzione di Silvio Spaventa Filippi, Sonzogno, Milano, 1937. *Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id=iOE0AAAAMAAJ Le avventure di Pickwick]'', traduzione di Silvio Spaventa Filippi, 2 voll., La nuova Italia, Venezia, 1928. *Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?hl=it&id=Ua98XM1q7u0C Le avventure di Oliver Twist]'', traduzione di Bruno Oddera, Mondadori, Milano, 2004. ISBN 88-04-53682-9. *Charles Dickens, ''Le campane'', in ''Racconti di Natale'', traduzione di Emanuele Grazzi, Mondadori, Milano, 1990. ISBN 88-04-34018-5 *Carlo Dickens, ''[http://www.liberliber.eu/mediateca/libri/d/dickens/le_due_citta/pdf/le_due_p.pdf Le due città]'', traduzione di Silvio Spaventa Filippi, Sonzogno, Milano, 1936. *Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id=TZ-rJwlAuUUC Le due città]'', traduzione di Beatrice Boffito Serra, Rizzoli, 2012. ISBN 978-88-58-63899-6. *Charles Dickens, ''Lettere dall'Italia'', traduzione di Lucio Angelini, Rosellina Archinto Editore, Milano, 1987. *Charles Dickens, ''Oliver Twist'', Introduzione e traduzione di Mario Martino, Newton Compton, Roma, 2011. ISBN 978-88-541-3358-7. *Charles Dickens, ''Tempi difficili. Per questi tempi'', a cura di Maria Rita Cifarelli, traduzione di Maria Rita Cifarelli e Cristina Scagliotti, con un saggio di [[George Orwell]], Einaudi, Torino, 1999. ISBN 8806151355 *Charles Dickens, ''Tempi difficili'', traduzione di Gianna Lonza, in ''I grandi classici della letteratura straniera'', 7 CD-Rom, Garzanti-Gruppo editoriale L'Espresso, Milano, 2000. *Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id=Stejzuv5bv4C Tempi difficili]'', cura e traduzione di Mario Martino, Newton Compton, Roma, 2011. ISBN 978-88-541-3087-6. *Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id=no1coeWqWxYC Tempi difficili]'', traduzione di Bruno Tasso, Rizzoli, Milano, 2012. ISBN 8858627695. *Felix Gregory de Fontaine, ''[https://books.google.it/books?id=NZg-AQAAMAAJ A cyclopedia of the best thoughts of Charles Dickens]'', E.J. Hale & Son, New York, 1872. ==Filmografia== *''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]'' (1935) *''[[Canto di Natale di Topolino]]'' (1983) *''[[S.O.S. fantasmi]]'' (1988) *''[[Paradiso perduto (film 1998)|Paradiso perduto]]'' (1998) *''[[Oliver Twist (film 2005)|Oliver Twist]]'' (2005) *''[[A Christmas Carol]]'' (2009) ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Il Circolo Pickwick||(1836)}} {{Pedia|Le avventure di Oliver Twist||(1837-1839)}} {{Pedia|Nicholas Nickleby||(1838-1839)}} {{Pedia|La bottega dell'antiquario||(1840)}} {{Pedia|Canto di Natale||(1843)}} {{Pedia|Martin Chuzzlewit||(1843-1844)}} {{Pedia|Le campane||(1844)}} {{Pedia|Dombey e Figlio||(1846-1848)}} {{Pedia|David Copperfield (romanzo)|''David Copperfield''|(1849-1850)}} {{Pedia|Casa desolata||(1852-1853)}} {{Pedia|La piccola Dorrit||(1855-1857)}} {{Pedia|Racconto di due città||(1859)}} {{Pedia|Grandi speranze||(1860-61)}} {{Pedia|Il nostro comune amico||(1864-65)}} {{Pedia|Il mistero di Edwin Drood||(1870)}} {{DEFAULTSORT:Dickens, Charles}} [[Categoria:Epistolografi]] [[Categoria:Giornalisti britannici]] [[Categoria:Scrittori britannici]] [[Categoria:Umoristi britannici]] l1cqlrs0hi7ek2n5kxfjj9wpci3d1oj 1413378 1413364 2026-05-14T10:13:11Z Spinoziano 2297 aggiungo sezione con rimando; typo 1413378 wikitext text/x-wiki [[File:Dickens Gurney head.jpg|thumb|Charles Dickens]] '''Charles Dickens''' (1812 – 1870), scrittore e giornalista britannico. ==Citazioni di Charles Dickens== *Bere gin è un grande vizio [[Inghilterra|inglese]], ma miseria e sporcizia sono peggiori.<ref group="fonte">Da ''Sketches by Boz'', cap. XII, ''Gin-shops''. Citato in Luca Ragagnin, Enrico Remmert, ''[https://books.google.it/books?id=ynPwDQAAQBAJ Elogio della sbronza consapevole]'', Marsilio, 2020. ISBN 978-88-317-3392-2.</ref> *Il giorno venne; una furiosa giornata [[Inverno|invernale]] che a volte scuoteva la vecchia casa come se questa avesse rabbrividito per il freddo. Una giornata che faceva della casa doppiamente una casa, che conferiva all'angolo del focolare una nuova delizia, che illuminava di una luce più forte le facce riunite attorno al focolare e faceva di ogni gruppo così raccolto una lega più stretta e più intima contro gli elementi scatenanti là fuori. Una di quelle dure giornate invernali che preparano meglio di qualunque altra cosa la strada verso una notte trascorsa tra quattro mura, verso una stanza dalle cortine pesanti, verso volti resi allegri dalla musica, dal riso, dal ballo, dalla luce, dal divertimento.<ref group="fonte">Da ''La battaglia della vita'', parte seconda, in ''Racconti di Natale'', traduzione di Emanuele Grazzi, Newton Compton, 2014. ISBN 978-88-541-7375-0</ref> *In tale gruppo così numeroso e composto da elementi eterogenei, poteva apparire quasi assurdo cercare disciplina, ma la disciplina perfetta c'era, perché, qualunque fossero le sue caratteristiche, [[Carmine Crocco|Crocco]] è stato senza dubbio un capo.<ref group="fonte">Da ''All the year round'', vol. 15. {{c|traduttore?}}</ref> *La [[Napoli|città]] si sveglia di nuovo coi [[Pulcinella]], i borsaioli, i comici e i mendicanti; con gli stracci, le marionette, i fiori, la vivacità, la sporcizia e la universale degradazione; si risveglia sciorinando al sole il suo abito d'[[Arlecchino]], l'indomani e tutti gli altri giorni, cantando e digiunando, danzando e giocando sulla riva del mare.<ref group="fonte">Da una corrispondenza di viaggio inviata al ''Daily News''; citato in ''Le Guide Mondadori. Napoli e dintorni'', Mondadori, Milano, p. 35. ISBN 88-04-4244-34</ref> *Noi che pur siamo amanti e ricercatori del pittoresco, non dobbiamo fingere di ignorare la depravazione, la degradazione e la miseria a cui è irrimediabilmente legata l'allegra vita di [[Napoli]]!<ref group="fonte">Citato in Caterina Arcidiacono, ''Napoli, diagnosi di una città: i giovani e il lavoro'', Magma, 1999.</ref> *{{NDR|Da una lettera a Henry Fothergill Chorley che aveva detto male degli italiani nel suo romanzo ''Roccabella''}} Pensate, se voi e io fossimo [[italiani]], e fossimo cresciuti dall'infanzia ad ora minacciati continuamente da confessionali, prigioni e sgherri infernali, potremmo voi ed io essere migliori di loro? Saremmo noi così buoni? Io, se ben mi conosco, no.<ref group="fonte" name=ssf>Citato in Silvio Spaventa Filippi, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/s/spaventa_filippi/carlo_dickens/pdf/spaventa_filippi_carlo_dickens.pdf Carlo Dickens]'', Bietti, Milano, 1941.</ref> *Un'infarinatura di tutto, e di nulla un'esatta conoscenza. :''A smattering of everything and a knowledge of nothing''.<ref group="fonte">Da ''Sketches by Boz'', ''Tales'', 3.</ref> ==''Barnaby Rudge''== ===[[Incipit]]=== Nell'anno 1775, c'era ai margini della foresta di Epping, a circa dodici miglia da Londra – a partire dal Ceppo in Cornhill, o piuttosto dal luogo nel quale o accanto al quale il Ceppo era in passato – un albergo chiamato la ''Cuccagna''; il che era mostrato a tutti quei viaggiatori che non sapessero né leggere né scrivere (e sessantasei anni fa molta gente, sia che viaggiasse, sia che non viaggiasse, si trovava in questa condizione) dall'emblema innalzato sul ciglio della strada di fronte alla casa, emblema che, se non di quelle ragguardevoli proporzioni che gli alberi della cuccagna solevano presentare nei tempi andati, era tuttavia un bel frassino giovane, alto trenta piedi e più dritto di saetta mai scoccata da arciere inglese. ===Citazioni=== *Ci sono delle corde, [...] nel [[cuore]] umano, che è meglio non toccare. (Mr Tappertit: cap. XXII) *Il [[lavoro]] [...] è l'anima degli affari e la chiave di volta della prosperità. (Mr Chester: cap. XXVII) ==''Cantico di Natale''== ===[[Incipit]]=== ====Maria Luisa Fehr==== Marley era morto, tanto per cominciare. Non c'era dubbio su ciò: il suo atto di morte era firmato dal pastore, dal coadiutore, dall'uomo delle pompe funebri e dal capo dei piagnoni. L'aveva firmato anche Scrooge, ed il nome di Scrooge alla Borsa degli scambi valeva per qualunque cosa a cui egli decidesse di metter mano. Il vecchio Marley era morto come un chiodo di un uscio.<br> {{NDR|Charles Dickens, ''Canto di Natale'', traduzione di Maria Luisa Fehr, RCS Libri, 1997}} ====Alessandra Osti==== Marley era morto, tanto per cominciare. Non c'era alcun dubbio. Il registro della sua sepoltura era stato firmato dal pastore, dal chierico, dall'impresario delle pompe funebri e dal responsabile della cerimonia funebre. L'aveva firmato anche Scrooge. E il nome di Scrooge alla Borsa era valido per qualsiasi cosa su cui lui decidesse di mettere mano. Il vecchio Marley era morto come il chiodo di una porta.<br> {{NDR|Charles Dickens, ''Canto di Natale'', traduzione di Alessandra Osti, La Repubblica-L'Espresso, 2012. ISBN 9788888240206}} ====[[Federigo Verdinois]]==== Marley, prima di tutto, era morto. Niente dubbio su questo. Il registro mortuario portava le firme del prete, del chierico, dell'appaltatore delle pompe funebri e della persona che aveva guidato il mortoro. Scrooge vi aveva apposto la sua: e il nome di Scrooge, su qualunque fogliaccio fosse scritto, valeva tant'oro. Il vecchio Marley era proprio morto per quanto è morto, come diciamo noi, un chiodo di porta.<br> {{NDR|Charles Dickens, ''[[s:Cantico di Natale/Strofa Prima|Cantico di Natale]]'', traduzione di Federigo Verdinois, Hoepli, 1888}} ===Citazioni=== *Se potessi fare a modo mio, ogni idiota che se ne va attorno con cotesto "allegro [[Natale]]" in bocca, avrebbe a esser bollito nella propria pentola e sotterrato con uno stecco di agrifoglio nel cuore. Sì, proprio! ([[s:Cantico di Natale/Strofa Prima|prima strofa]]) *– Chi siete e che cosa siete? – domandò Scrooge.<br />– Sono lo Spirito di Natale passato.<ref>Citato in ''[[V per Vendetta]]''.</ref> ([[s:Cantico di Natale/Strofa Seconda|seconda strofa]]) *È un bel compenso, ed è anche giusto e consolante nell'ordine delle cose umane, che se il dolore e il malanno si attaccano, non ci sia al mondo cosa più contagiosa del buonumore e del riso. ([[s:Cantico di Natale/Strofa Terza|terza strofa]]) *Le azioni umane adombrano sempre un certo [[scopo|fine]], che può diventare inevitabile, se in quelle ci si ostina. Ma se vengono a mutare, muterà anche il fine. ([[s:Cantico di Natale/Strofa Quarta|quarta strofa]]) *Risero alcuni di quel mutamento, ma egli li lasciava ridere e non vi badava; perché sapeva bene che molte cose buone, su questo mondo, cominciano sempre col muovere il [[risata|riso]] in certa gente. ([[s:Cantico di Natale/Strofa Quinta|quinta strofa]]) ==''Casa desolata''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''London. Michaelmas Term lately over, and the Lord Chancellor sitting in Lincoln's Inn Hall.'' {{NDR|Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id&#61;KlsJAAAAQAAJ Bleak House]'', Bradbury and Evans, London, 1853.}} ====Angela Negro==== Londra. Sessione autunnale da poco conclusa e il Lord Cancelliere tiene udienza a Lincoln's Inn Hall. ===Citazioni=== *Nebbia ovunque. Nebbia su per il fiume, che fluisce tra isolette e prati verdi; nebbia giù per il fiume che scorre insudiciato tra le file di navi e le sozzure che giungono alla riva di una grande (e sporca) città. (cap. I, 2014) *[...] un mondo avvolto nella bambagia e nella lana fina non può sentire lo strepito di mondi più vasti, e non può vederli girare intorno al sole. È un mondo smorzato e talvolta il suo sviluppo, per mancanza d'aria, non è molto sano. (cap. II, 2014) *Una [[parola]] detta col cuore vale quanto un discorso. (John Jarndyce: cap. VI, 2014) *[...] Mr Jarndyce [...] aveva osservato che c'erano due classi di persone [[Carità|caritatevoli]]: chi faceva poco ma suscitava un grande scalpore e chi faceva molto ma non provocava nessuno scalpore. (cap. VI, 2014) *È il raggio dei raggi, dice Chadband, il sole dei soli, la luna delle lune, la stella delle stelle. È la luce della verità. (cap. XXV, 2014) *Infatti, per quanto il diavolo possa essere cattivo vestito di fustagno o in camiciotto (e può essere cattivo in ambedue), è più fine, più scaltro e più intollerabile, quando infila una spilla sulla camicia, si dice gentiluomo, contrassegna una carta o un colore, gioca una partita a bigliardo e si intende un po' di cambiali e pagherò. (cap. XXVI, 2014) *[...] la regola fondamentale {{NDR|di Mr Bagnet}} è non fare mai nulla al buio, non partecipare a nulla di segreto o misterioso e non posare mai il piede dove non si vede la terra. (cap. XXVII, 2014) *È mia moglie che dà consigli. È lei che è capace. Ma io non lo dico mai davanti a lei. Si deve mantenere la disciplina. (Mr Bagnet: cap. XXVII, 2014) *È una malinconica verità che anche i grandi hanno dei parenti poveri. (cap. XXVIII, 2014) *L'unico grande principio della legge [[Inghilterra|inglese]] è di fare affari. Nessun principio, con tutti gli angusti rigiri, viene mantenuto con più distinzione, sicurezza e logicità. (cap. XXXIX, 2014) *Ma l'[[ingiustizia]] genera ingiustizia: la lotta contro le ombre e la disfatta riportata necessitano di qualcuno contro cui combattere. (cap. XXXIX, 2014) *– E di nuovo – ripeté la signorina, catalettica di [[ostinazione]] – e poi ancora. Ancora. E molte altre volte. Infatti, sempre. (cap. XLI; 1930, p. 39) *{{NDR|A proposito di Jo}} È morto, vostra Maestà. È morto, signori principi, duchi e marchesi. Morto, onorevoli reverendi e disonorevoli reverendi d'ogni ordine. Morto, uomini e donne, nati con celeste pietà nel cuore. E ne muoiono così intorno a noi ogni giorno. (cap. XLVII; 1930, p. 110) *Quando la [[luna]] risplende fulgidissima, sembra che da essa si riversi un senso di solitudine e di calma che ha anche un influsso sui luoghi affollati pieni di vita. (cap. XLVIII; 1930, p. 125) *{{NDR|Rivolgendosi a Mademoiselle Hortense}} [[Donna|Voi del sesso gentile]] avete reciprocamente tanta animosità quando non andate d'accordo. (Signor Bucket: cap. LIV; 1930, p. 218) *Ora, signorina Summerson, vi darò un consiglio che, quando sarete sposata e avrete intorno una famiglia, vostro marito troverà molto utile. Quando qualcuno vi dice che è indifferente come più non potrebbe essere in tutto ciò che riguarda il [[denaro]], tenete bene d'occhio il vostro, perché è certissimo che, quando può, se lo aggranfierà. Quando una persona vi proclama: «Nelle faccende mondane io sono un bambino», considerate solo che essa grida che non vuol essere tenuta responsabile, e che voi sapete così il numero, di quella persona, il numero uno fra gli interessati. Ora io non sono di tendenze poetiche, tranne vocalmente, quando mi trovo in compagnia, ma son pratico, e questo me l'ha insegnato l'esperienza. Questa è la regola. Facilone in una cosa, facilone in tutto. Non so che questa regola sia mai fallita. E neppur voi la vedrete fallire. Né altri. (Signor Bucket: cap. LVII; 1930, pp. 256-257) *[...] tutte le partenze e le [[Separazione|separazioni]] rappresentano in qualche modo la grande separazione finale [...]. (cap. LVIII; 1930, p. 272) *Il [[Alba|giorno appare]] come un fantasma. Freddo, scolorato e vago, manda foriera una striscia di tinta funerea, come se proclamasse : «Chi è là, guardate che vi porto! Chi glielo dirà?». (cap. LVIII; 1930, p. 284) ===Citazioni su ''Casa desolata''=== *Quando si pubblica ''Bleak House'' è come l'impeto d'una furia demolitrice che s'abbatte sulle istituzioni giudiziarie inglesi. Par che il Dickens non sorrida più col sorriso paziente e tollerante che gli veniva dal suo istinto di carità cristiana, ma con quello corrosivo del canonico Swift, che non ne aveva, con quello smisurato e violento del curato di Meudon, che era pagano con gioia. Le parrucche della Corte di Cancelleria, che avevano resa ridicola la giustizia inglese e che videro di punto in bianco scoperte le loro soperchierie innanzi al mondo che rideva con dileggio, ebbero un bel da fare per salvarsi da quell'assalto, e si salvarono a patto di rinnegarsi e di ritornar sul campo della logica, abbandonato per insensibili e continue deviazioni e aberrazioni. ([[Silvio Spaventa Filippi]]) ==''David Copperfield''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''Whether I shall turn out to be the hero of my own life, or whether that station will be held by anybody else, these pages must show. To begin my life with the beginning of my life, I record that I was born (as I have been informed and believe) on a Friday, at twelve o'clock at night. It was remarked that the clock began to strike, and I began to cry, simultaneously.'' {{NDR|Charles Dickens, ''[[s:en:Personal History of David Copperfield (1850)|The personal history of David Copperfield]]'', Bradbury and Evans, London, 1850.}} ====Cesare Pavese==== Se mi accadrà di essere io stesso l'eroe della mia vita o se questa parte verrà sostenuta da qualche altro, lo diranno queste pagine. Per iniziare la mia vita proprio dal principio, ricorderò che nacqui (così mi hanno informato e così credo) un venerdì, a mezzanotte. Si notò che il pendolo prese a battere e io a strillare, simultaneamente. {{NDR|Charles Dickens, ''[https://stefanodurso.altervista.org/wp-content/uploads/2021/02/Dickens_Charles_-_David_Copperfield_Pavese.pdf David Copperfield]'', prefazione e traduzione di [[Cesare Pavese]], Einaudi, 1993. ISBN 88-06-13239-3}} ====Oriana Previtali==== Se io stesso risulterò l'eroe della mia vita, o se questa posizione sarà occupata da qualcun altro, è cosa che sarà decisa da queste pagine. Intanto, per cominciare la storia della mia vita col principio di essa, registro il fatto di essere nato (a quanto mi si dice e credo) di venerdì a mezzanotte. Fu osservato che l'orologio cominciò a rintoccare e io a vagire, simultaneamente. ====[[Silvio Spaventa Filippi]]==== Si vedrà da queste pagine se sarò io o un altro l'eroe della mia vita. Per principiarla dal principio, debbo ricordare che nacqui (come mi fu detto e credo) di venerdì, a mezzanotte in punto. Fu rilevato che nell'istante che l'orologio cominciava a battere le ore io cominciai a vagire. ===Citazioni=== *[...] credo che la facoltà d'[[osservazione]] sia in molti bambini, per esattezza ed acume, addirittura prodigiosa. Di parecchi adulti, anzi, notevoli per questo rispetto, credo si possa dire, con maggior proprietà, non che abbiano acquistato, ma che non abbiano mai perduto quella facoltà; tanto più che simili uomini, come m'è dato spesso d'osservare, conservano certa freschezza, certa gentilezza e certa capacità di simpatia, che son certo qualità infantili rimaste in essi intatte fino all'età matura. (David Copperfield: cap. II, 1929) *– Tu sei troppo giovane per saper come il mondo muti ogni giorno – disse la signora Creakle – e come la gente se ne vada. Ma dobbiamo tutti apprenderlo, Davide: alcuni quando si è giovani, altri quando si è vecchi, e altri a tutte le età. (cap. IX, 1929) *Ma le [[Moda|mode]] sono come gli esseri umani. Vengono, nessuno sa quando, perché, o come. Io credo che sotto questo aspetto tutto sia come la vita. (Mr Omer: cap. IX, 1929) *[...] un cuore affettuoso è migliore e più forte della saggezza [...]. (cap. IX, 2007) *La [[procrastinazione]] è un furto fatto alla vita. (Mr Micawber: cap. XII, 1929) *[...] se un uomo ha venti sterline di [[reddito]] l'anno e spende diciannove sterline, diciannove scellini e mezzo, quell'uomo è felice; ma, se ne spende ventuno, sarà infelice. (Mr Micawber: cap. XII, 2007) **[...] chi ha venti sterline all'anno di rendita, e spende diciannove sterline, diciannove scellini e sei pence, è felice; ma che, invece, è da compiangere, se ne spende ventuna. (1929) *– Non commettere mai bassezze – disse mia zia; – non mentire mai; non esser mai crudele. Sfuggi questi tre vizi, Trot, e tu mi darai sempre delle buone speranze. (cap. XV, 1929) *Vivere è imparare. Avevo i miei dubbi, confesso, ma ora sono risolti. Non lo sapevo, e ora lo so: ecco l'utilità del [[domanda]]re... no? (Steerforth: cap. XX, 1929) *Vero – disse Barkis, agitando il berretto da notte, che era il solo mezzo di dar forza alla frase – come le tasse. Nulla di più vero. (cap. XXI, 1929) *È inutile, Trot, ricordare il [[passato]], se non ha qualche effetto sul presente. (Betsey Trotwood: cap. XXIII, 1929) *Era bello la [[mattina]], specialmente nelle belle mattine. Con la luce del giorno la vita mi pareva libera e fresca; con quella del sole anche più fresca e libera. (David Copperfield: cap. XXIV, 1929) *{{NDR|Parlando di Traddles}} È veramente un bravo giovane. Non ha altri nemici che se stesso. (Mr Waterbrook: cap. XXV, 1929) *Vi sono alcune menti volgari (non molte, voglio credere, ma ve ne sono) che preferirebbero di fare ciò che io direi prosternarsi innanzi a degli idoli. Positivamente idoli. Innanzi ai meriti, alla intelligenza, e così via. Ma queste sono idee astratte. Il [[Sangue]] invece, no. Noi vediamo il Sangue in un naso, e lo riconosciamo. Lo incontriamo in un mento, e diciamo: «Eccolo, questo è il Sangue». È positivo, è materia di fatto. Si tocca col dito. Non c'è dubbio di sorta. (cap. XXV, 1929) *[...] gli [[Incidente|incidenti]] avvengono anche nelle famiglie meglio organizzate [...]. (Mr Micawbercap: cap. XXVIII, 2007) *– È triste – egli disse, quando ebbe finito – ma il sole tramonta ogni giorno, e la gente muore ogni minuto, e non dobbiamo aver paura d'una sorte comune a tutti. Se noi trascurassimo di seguir la nostra sorte particolare, perché quel piede che batte egualmente alle porte di tutti gli uomini è stato sentito battere in qualche parte, ogni oggetto a questo mondo ci si dileguerebbe in mano. No! Avanti! Col cavallo ferrato a ghiaccio, se è necessario, col cavallo senza ferri, se occorre, ma avanti! Scavalchiamo tutti gli [[Ostacolo|ostacoli]] per vincere il palio. (Steerforth: cap. XXVIII, 1929) *Cercate di non scambiare i difetti corporali con quelli mentali, mio buon amico, se non avete delle solide ragioni per farlo. (Mowcher: cap. XXXII, 1929) *Noi abbiamo la [[Déjà vu|sensazione]], a volte, che ciò che diciamo e facciamo sia stato già detto e fatto prima, in un tempo remoto – di essere stati circondati, in oscuri secoli lontani, dagli stessi visi, dagli oggetti, dagli stessi avvenimenti – di saper già prima ciò che ci sarà detto dopo, come se immediatamente la ricordassimo. (David Copperfield: cap. XXXIX, 1929) *[...] i termini convenzionali sono una specie di razzi, i quali, facilmente accesi, assumono alla fine una gran varietà di forme e di colori che non s'immaginavano al primo scoppio. (David Copperfield: cap. XLI, 1929) *– L'[[Affetto|affezione]] – disse la signorina Lavinia, dando un'occhiata alla sorella, quasi per chiedere la sua approvazione, e ottenendola in forma d'un piccolo cenno del capo a ogni frase – l'affezione solida, l'omaggio, la devozione, non si esprimono facilmente. La loro voce è fioca. Modesto e riservato, l'amore si nasconde, e attende pazientemente. È come il frutto che aspetta di maturare. A volte tutta una vita si dilegua, e rimane ancora a maturare nell'ombra. (cap. XLI, 1929) *Io non ho mai creduto possibile che un'abilità naturale o acquisita raggiunga il suo fine senza un [[lavoro]] costante, fermo, tenace. Non si può trionfare al mondo senza il lavoro. L'ingegno svegliato e qualche occasione fortunata possono formare i due lati della scala sulla quale alcuni salgono, ma i pioli della scala debbono esser fatti di materia resistente, e nulla potrebbe sostituire una completa, ardente, sincera volontà di riuscire. Non mai metter mano a nulla che non mi potesse occupare completamente, e non mai affettare di deprezzare il mio lavoro, quale che si fosse, per me sono state sempre norme di aurea saggezza. (David Copperfield: cap. XLII, 1929) *[...] vi è una sottigliezza di percezione nel vero affetto, che si lascia indietro, anche quando si tratti dell'affetto di qualche povero [[animale]] per l'uomo, perfino l'intelligenza più alta. (David Copperfield: cap. XLII, 1929) *Non v'è peggiore disparità, nel [[matrimonio]], del disaccordo in fatto di carattere e di idee. (Mrs Markleham: cap. XLV, 1929) *Ho sempre osservato che chi ha qualche buona ragione per credere in se stesso, non si loda mai innanzi agli altri per farsi stimare. (David Copperfield: cap. XLVIII, 1929) *{{NDR|A proposito di Daniel Peggotty}} Egli era stato sempre un uomo attivo, e sapeva che chi aveva bisogno d'[[aiuto]], doveva risolutamente far la propria parte e aiutarsi da sé. (cap. L, 1929) *[...] in questa vita si deve accettare il grasso e il magro. (Mr Omer: cap. LI, 1929) *Ahimè – disse Omer – quando si arriva a un'età in cui i due capi della vita s'incontrano; quando uno si trova, anche in buona salute, ad esser scarrozzato la seconda volta in una specie di carrettino, deve essergli dolce far del bene, se può. Ha bisogno di farne molto. E non parlo di me in particolare – disse Omer – perché, signore, il modo con cui considero le cose si è che noi precipitiamo sempre per i fianchi della collina, a qualunque età, ché il tempo non sta fermo un istante. Così cerchiamo di far sempre il bene, e d'esser felici. Proprio! (Mr Omer: cap. LI, 1929) *Noi parliamo della tirannia delle [[parole]], ma anche noi siamo lieti di tirannizzarle; a noi piace di averne una ricca provvista che ci accompagni nelle grandi occasioni; ci pare che ci conferiscano importanza e suonino bene. E così, come non siamo molto difficili sulla qualità dei nostri valletti nelle grandi occasioni, purché portino bene la livrea e facciano numero, non diamo una grande importanza al significato o all'utilità delle parole che usiamo, purché sfilino in pompa magna. E così, come un individuo si caccia in un vespaio quando fa troppo sfoggio di servi in livrea, e così come gli schiavi quando sono troppo numerosi si ribellano contro i loro padroni, io potrei citare una nazione che s'è creata delle grandi difficoltà e se ne creerà altre maggiori col mantenere un corteggio troppo grande di parole. (David Copperfield: cap. LII, 1929) *[...] l'avidità e la scaltrezza non sanno mai fermarsi a tempo nel loro stesso interesse. (David Copperfield: cap. LII, 1929) *[...] son le [[Inezia|inezie]] che fanno la somma della vita. (David Copperfield: cap. LIII, 1929) *Avevo compreso che le cose che non accadono hanno spesso su di noi, come quelle che accadono, degli effetti reali. (David Copperfield: cap. LVIII, 1929) *{{NDR|Parlando del signore e della signorina Murdstone}} – Mia moglie arriva perfino a dire – continuò il più mite degli uomini, imbaldanzito dalla mia approvazione – che ciò che simili tipi chiamano falsamente la loro religione, non sia che un pretesto per lo sfogo dei loro cattivi istinti e della loro arroganza. (Mr Chilip: cap. LIX, 1929) ===Citazioni su ''David Copperfield''=== *''David Copperfield'' è senza dubbio il romanzo di Dickens dov'è più estrosa la caratterizzazione e dov'è più gustosa la futilità dell'intreccio. Un mondo vastissimo ci viene qui evocato: borghesi, marinai, casalinghe, truffatori, semplici ragazze, avvocati, bottegai, fantesche, spostati, in un viluppo di quotidiane avventure che non escludono né l'eroismo né la morte, eppure tutti quanti stanno al reale nella proporzione di figurine vedute allo stereoscopio. ([[Cesare Pavese]]) *Il ''David Copperfield'' prova come la storia sia un materiale amorfo e il genio tutto, che la ravviva secondo il suo calore e la colora secondo la sua luce. In quel romanzo che, in un certo grado, rappresenta la massima espressione della letteratura vittoriana, meno l'ultima parte, melodrammatica, e perciò ostica al palato di lettori non volgari, si ritrae con finezza precisa l'impercettibile della sensazione, si pondera l'imponderabile del pensiero in uno sdoppiamento istantaneo, si misura l'immensurabile della coscienza umana nell'inestricabile viluppo dell'errore. E non perché il soggetto sia Carlo Dickens, con addosso, per comodità della finzione, le spoglie di ''David Copperfield'', ma perché l'autore è quel medesimo scrittore che trascura la verità contingente e fissa i mille volti dell'eterna, ritraendone la linea essenziale, indistruttibile e immutabile. Egli era falso contro la testimonianza oculare, secondo i dati del piccolo documento quotidiano, ma irrefutabile nel quadro d'insieme dipinto con un sentimento che investiga con sicurezza ogni profondità e trae a sommo, come in una goccia d'essenza ultima, la qualità custodita dall'anima e non ancora espressa. ([[Silvio Spaventa Filippi]]) ==''Dombey e Figlio''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''Dombey sat in the corner of the darkened room in the great arm-chair by the bedside, and Son lay tucked up warm in a little basket bedstead, carefully disposed on a low settee immediately in front of the fire and close to it, as if his constitution were analogous to that of a muffin, and it was essential to toast him brown while he was very new.'' {{NDR|Charles Dickens, ''[[s:en:Dombey and Son (1848)|Dombey and Son]]'', Bradbury & Evans, London, 1848.}} ====Gioia Angiolillo Zannino==== Dombey era seduto nell'angolo della camera in penombra, sulla grande poltrona accanto al letto, e il Figlio era avvolto al calduccio in una cesta posata con cura su un basso divano proprio davanti al fuoco e molto vicino ad esso come se, simile a un ''muffin'' per costituzione, appena fatto andasse abbrustolito. ===Citazioni=== *Che virtù piacevole dev'essere l'indulgenza quando abbiamo ragione, se è così piacevole anche quando abbiamo torto e non siamo assoluta­mente in grado di dimostrare in che modo siamo riusciti a farci conferire il privilegio di esercitarla. (cap.V) *Le sorprese, come le disgrazie, di rado vengono da sole.<ref>Cfr. ''infra'', ''[[Charles Dickens#Oliver Twist|Oliver Twist]]'', cap. XLI.</ref> (cap. VI) *[...] [[malinconia]] – il più a buon mercato e accessibile dei lussi [...]. (cap. VIII) *È proprio quando le nostre [[speranze]] in boccio sono irrimediabilmente danneggiate da qualche vento violento, che siamo più inclini a rappresentarci i fiori che avrebbero potuto produrre, se fossero sbocciate [...]. (cap. X) *Alle [[idee]], come ai fantasmi (secondo quanto comunemente si crede dei fan­tasmi) bisogna parlare un poco perché si spieghino, e Toots aveva smesso da un pezzo di porre qualsiasi domanda alla propria mente. (cap. XII) *«Walter, ragazzo mio,» rispose il capitano «nei Proverbi di Salo­mone<ref>Questa citazione, l'unica di cui il capitano dia la fonte, è in realtà assolutamente falsa, perché un proverbio del genere non esiste tra quelli di Salomone né tra gli altri biblici [N.d.T.].</ref> troverai queste parole: "Possiamo non trovarci mai senza un [[amico]] nella necessità, e senza una bottiglia da offrirgli!". Quando le trovi, prendine nota.»<ref>Il testo: «When found, make a note of», poi divenuto motto della rivista ''Notes and Queries'', cfr. [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', Hoepli, Milano, 1921, p. [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/552|520]].</ref> (cap. XV) *Che vecchia, vecchia usanza! Quella che viene di moda con i nostri primi vestiti, e durerà immutata finché la nostra razza avrà compiuto il suo cammino, e l'immenso firmamento si ritrarrà come una pergamena che si arrotola.<ref>[[Apocalisse di Giovanni|Apo]]. 6,14 [N.d.T.].</ref> Che vecchia, vecchia usanza... la [[Morte]]!<ref>Cfr. [[Giacomo Leopardi]], ''[[Operette morali]]'': «Primieramente io {{NDR|Moda}} che annullo o stravolgo per lo continuo tutte le altre usanze, non ho mai lasciato smettere in nessun luogo la pratica di morire, e per questo vedi che ella dura universalmente insino a oggi dal principio del mondo.»</ref><br>Oh, ringraziate Iddio, voi tutti che siete testimoni, dell'altra usanza, ancora più vecchia, l'immortalità. E voi, angioletti che foste dei bambini, abbassate su di noi sguardi non del tutto estraniati, quando il rapido fiume ci trascinerà verso l'oceano! (cap. XVI) *Ma per sua natura, nessun affetto puro può divampare a lungo in modo così violento e spietato. La fiamma che nei suoi elementi più vili puzza di terra, può consumare il cuore che le dà asilo; ma il sacro fuoco del cielo è dolce all'anima come quello che si posò sulla testa dei Dodici raccolti, mostrando a ognuno il proprio fratello, illuminato e illeso. (cap. XVIII) *Tira su come si deve un albero di [[fico]], e quando sarai vecchio ti siederai alla sua ombra.<ref>Probabile sintesi di alcuni tra i numerosi versetti biblici in cui è citato il fico [N.d.T.].</ref> (Capitano Cuttle: cap. XIX) *«Dombey,» disse il maggiore battendogli un colpetto sul braccio con il bastone da passeggio «non sia così pensieroso. È una cattiva abitudine. Il vecchio Joe, sissignore, non sarebbe saldo come lei lo vede, se l'avesse coltivata. Lei è troppo un grand'uomo, Dombey, per starsene così pensieroso. Nella sua posizione, sissignore, lei è molto al di sopra di questo genere di cose.» (cap. XX) *[...] nessun [[orfano]] al mondo può essere derelitto quanto quello che è escluso dall'affetto di un genitore vivo. (Signora dai capelli grigi: cap. XXIV) *«Sono sicuro,» disse poi passandosi di nuovo la mano sulla fronte e picchiettando il tavolo «ho buone ragioni di credere che il trantran quotidiano, sempre identico, farebbe accettare alla gente qualsiasi cosa. Non si vede niente, non si sente niente, non si sa niente, questo è il fatto. Andiamo avanti prendendo tutto per scon­tato, e così proseguiamo finché qualsiasi cosa facciamo, buona, cat­tiva o indifferente, la facciamo per [[abitudine]]. L'abitudine è l'unica cosa a cui potrò appellarmi, quando sul letto di morte sarò chia­mato a giustificarmi davanti alla mia coscienza. "L'abitudine" dirò. "Per abitudine sono stato muto, sordo, cieco e paralitico davanti a un milione di cose." "Molto pratico, certo, signor comesichiama" dirà la coscienza "ma qui non va!"» (cap. XXXIII) *Quella madre miserabile e la sua miserabile figlia non erano forse solo la rappresentazione nel suo livello più abietto di certi vizi sociali talvolta predominanti nelle classi più alte? Nella sfera del mondo composto di circoli concentrici, non è forse vero che pas­siamo dal più alto al più basso solo per scoprire che i due estremi si toccano e che alla fine del nostro viaggio torniamo al punto di partenza? Con una grande differenza quanto a materia prima e a tessitura, il modello della trama non si trovava in ambienti ben più elevati? (cap. XXXIV) *«Polly, vecchia mia,» disse Toodle «non l'ho detto mica in parti­colare per Rob, davvero. Parto leggero con Rob, arrivo a una dira­mazione, prendo a bordo quello che ci trovo, e tutto un treno di idee ci si aggancia, prima che sappia dove mi trovo, o da dove vengono quelle idee. Guarda te che nodo ferroviario sono i pen­sieri di un uomo, davvero!» (cap. XXXVIII) *[...] i [[Pensiero|pensieri]] sono come il vento, e nessuno può risponderne, con cer­tezza, per una certa durata. (Solomon Gills: cap. XXXIX) *Non era nella natura delle cose che di fronte a uno stato d'animo ostile come quello da lui stesso suscitato, un uomo dell'umore del signor Dombey addolcisse l'imperiosa durezza del suo carattere; o che la rigida e fredda corazza d'[[orgoglio]] nella quale viveva rin­chiuso si ammorbidisse nello scontro continuo con un disprezzo altero e provocatorio. È la maledizione di una natura come quella – è la parte essenziale del pesante castigo che pesa su di lei e che le è intrinseco – che se la deferenza e l'arrendevolezza dilatano i suoi difetti, e sono l'alimento grazie al quale questi prosperano, la resi­stenza alle sue esigenti pretese, e il vedersele contestare li incorag­giano in ugual misura. Il male che essa contiene trova in questi fattori opposti uguali mezzi per crescere e diffondersi. Dai piaceri e dalle amarezze dell'esistenza trae appoggio e vita; che ci si prosterni davanti a lei o la si misconosca, essa fa ugualmente schiavo il cuore nel quale ha il suo trono; e, adorata o rifiutata, è un padrone crudele quanto il diavolo delle storie più cupe. [...] Inoltre, insieme a una simile corazza, chi la indossa si trascina appresso un altro grave castigo. Essa resiste a ogni comprensione, affetto e fiducia; a ogni dolce simpatia dall'esterno, a ogni tene­rezza, a qualsiasi delicata emozione; in compenso, alle stilettate profonde inflitte all'amor proprio è vulnerabile quanto il petto nudo all'acciaio. E tali piaghe tormentose bruciano quanto nessun'altra ferita, pure se inflitta dalla mano ferrata dell'orgoglio in persona a un orgoglio più debole, disarmato e abbattuto. (cap. XL) *«La speranza, vedi, Walter» disse il capitano con l'accento del saggio. «La speranza. È lei che ti anima. La speranza è un salva­gente, vallo a riguardare nel tuo ''Warbler'',<ref>Raccolta di canzoni del 1760 [N.d.T.].</ref> nella parte sentimentale, ma santo cielo, ragazzo, come tutti i salvagente non può far altro che galleggiare; non puoi manovrarla. Insieme alla polena della speranza, c'è un'ancora. Ma a che mi serve avere un'ancora, se non ho un fondale dove lanciarla?» (Capitano Cuttle: cap. L) *È sempre l'abitudine che fa ostinare alcuni di noi, che pure sarebbero capaci di qualcosa di meglio, nell'orgoglio e nella capar­bietà luciferine, che fa ostinare e sprofondare altri nell'infamia, la maggior parte nell'indifferenza, che ci indurisce ogni giorno, se­condo il grado di elasticità della nostra argilla, come statue, e ci lascia sensibili come statue a nuove impressioni e convinzioni. (Signor Morfin: cap. LIII) *[...] gli individui falsi e scaltri segretamente disprez­zeranno e detesteranno sempre l'oggetto della loro adulazione, e si irriteranno sempre di rendere e di veder accettare un omaggio che sanno privo di valore [...]. (cap. LV) *[...] i difetti sono a volte solo virtù spinte all'eccesso! (Signor Morfin: cap. LVIII) ===Citazioni su ''Dombey e Figlio''=== *Questa fredda tenebra, che è uno degli archetipi dell'universo di Dickens, ha nel Dombey una coloritura sociale: il libro è il monumento e la tomba dell'Inghilterra vittoriana; e Mr. Dombey è la più grande figura simbolica dell'uomo d'affari borghese, che appaia nel romanzo dell'Ottocento. Nemmeno gli eroi di Balzac posseggono tanta forza demoniaca ed emanano tanto strazio. In questo mondo, l'unico valore assoluto è la ditta, la Dombey e figlio, nella quale Mr. Dombey crede come in Dio, sino a immolargli la vita, la famiglia, e ogni qualità umana. Non esiste che la ragione, la volontà, lo sforzo, la previsione, il danaro, la gerarchia – e il libro dimostra, con atroce evidenza, che la ragione, la volontà e lo sforzo sono incapaci di ottenere qualsiasi cosa, che il danaro è vano, che la previsione non prevede, che la gerarchia non serve. Alla fine, non resta nulla. Solo il nero e il freddo. ([[Pietro Citati]]) ==''Grandi speranze''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''My father's family name being Pirrip, and my christian name Philip, my infant tongue could make of both names nothing longer or more explicit than Pip. So, I called myself Pip, and came to be called Pip.'' {{NDR|Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}DUE2AQAAMAAJ Great Expectations]'', 3 voll., Chapman and Hall, London, 1861<sup>3</sup>.}} ====[[Fruttero & Lucentini]]==== Il cognome di mio padre essendo Pirrip, e il mio nome di battesimo Philip, la mia lingua infantile non riusciva a cavare da entrambi alcunché di più lungo o di più esplicito che Pip. Da me stesso quindi mi chiamai Pip, e anche gli altri finirono per chiamarmi così.<ref group="fonte" name=incipit>Citato in Fruttero & Lucentini, ''Íncipit'', Mondadori, 1993.</ref> ====Bruno Maffi==== Il cognome di mio padre essendo Pirrip e il mio nome di battesimo Philip, la mia lingua infantile non riuscì mai a cavare da entrambi nulla di più lungo o di più esplicito che Pip. Così mi chiamai Pip, e Pip finii per essere chiamato. ====Caesara Mazzola==== Il mio cognome è Pirrip, e il mio nome di battesimo è Philip, ma dato che da bambino non riuscivo mai pronunciarli correttamente insieme, dai due nomi ne ricavai uno solo meno lungo e più semplice: Pip. Così mi chiamai Pip e finii con l'essere chiamato Pip da tutti e per sempre. ====Felicita Melchiorri==== Poiché il cognome di mio padre era Pirrip, e il mio nome di battesimo Philip, la mia lingua infantile non riuscì mai a ricavare dai due nomi nulla di più lungo o di più esplicito di Pip. Così presi a chiamarmi Pip, e Pip finii per essere chiamato. ===Citazioni=== *Non fare [[domande]], e non ti verranno dette bugie. (Miss Gargery: cap. II, 2011) *Mrs. Gargery era una casalinga molto pulita, ma possedeva un'arte squisita di rendere la sua pulizia più sgradevole e inaccettabile della sporcizia. La pulizia è vicina alla religiosità, e alcune persone si comportano allo stesso modo con la loro religione. (cap. IV, 2011) *– Be', Pip, – disse Joe, – sia come sia, prima di poter essere eccezionalmente [[Cultura|colto]] dovrai essere mediocremente colto, spero bene! Lo stesso re, sul trono e con tanto di corona in testa, non può mettersi a scrivere in stampatello gli atti del parlamento senza aver cominciato, quando non era che un comune principe, con l'alfabeto... Oh! – aggiunse Joe, con una significativa scrollata di testa. – E cominciato anche lui dall'A e faticato a trovar la strada della Z. E io so cosa vuol dire, sebbene non possa dire che l'abbia fatto. (cap. VII, 2012) *{{NDR|[[Epitaffi dai libri|Epitaffio]] scritto da Joe per suo padre}} Qualunque fossero i suoi difetti, ricorda, o lettore, che era buono di cuore. (cap. VII, 2011) *Nel piccolo mondo nel quale i [[bambini]], chiunque li allevi, conducono la loro esistenza, nulla è avvertito e sentito con maggior acutezza dell'ingiustizia. (Pip: cap. VIII, 2012) *Quello che un vero amico ti dice è quanto segue: se non riesci ad uscire dal comune per la via diritta, non ci arriverai seguendo la via storta. (Joe Gargery: cap. IX, 2012) *Cercate col pensiero di eliminare un dato giorno speciale della vostra vita e pensate a come diverso potrebbe essere stato il suo corso! Fermati, tu che leggi, e medita per un momento sulla lunga catena di bronzo o d'oro, di spine o di fiori, che mai ti avrebbe soggiogato se in un solo memorabile giorno si fosse formato e chiuso il primo anello. (Pip: cap. IX, 2013) *– C'è una cosa di cui puoi esser certo, Pip, – disse Joe, dopo qualche ruminare, – e cioè che le [[bugie]] sono bugie. Comunque vengano, non dovrebbero venire; e vengono dal padre delle bugie e a lui ritornano. (cap. X, 2012) *Ho un'esperienza vastissima di [[ragazzi]], e siete tutti manigoldi. (Mr Jaggers: cap. XI, 2012) *Tristissima cosa è vergognarsi della propria [[casa]]. (Pip: cap. XIV, 2012) *Non è possibile sapere fin dove arrivi, nel mondo, l'influenza di un uomo dolce, onesto, dedito al dovere; ma è possibile sapere come abbia influenzato ciascuno di noi lungo il cammino [...]. (Pip: cap. XIV, 2011) *Alzar la cresta, Pip, abbassar la testa, Pip... Così è la vita! (Joe Gargery: cap. XV, 2012) *Il cielo sa che non dovremmo mai vergognarci delle nostre [[lacrime]], perché sono pioggia sulla polvere accecante della terra che ricopre i nostri cuori induriti. (Pip: cap. XIX, 2011) *[...] essendo uno dei suoi {{NDR|di mio padre}} princìpi che dalla creazione del mondo nessun uomo che non sia, in fondo all'anima, un autentico [[gentiluomo]] potrà mai essere un vero gentiluomo nei modi. Lui dice che nessuna vernice può nascondere la grana del legno, e che più vernice ci metti sopra, più la grana si rivela. (Haendel: cap. XXII, 2013) *Così, nella vita, accade che le nostre peggiori bassezze e viltà le commettiamo di solito a causa di coloro che più disprezziamo. (Pip: cap. XXVII, 2011) *Pip, vecchio mio, la vita è fatta di tanti [[Separazione|distacchi]] appiccicati insieme, diciamo così; e uno batte il ferro, l'altro batte l'oro, un altro ancora il rame, ed è inevitabile che avvengano distacchi, fra di loro; e questi distacchi bisogna prenderli come vengono. (Joe Gargery: cap. XXVII, 2012) *Tutti gli imbroglioni della terra messi insieme sono nulla in confronto a coloro che [[Inganno|ingannano]] se stessi [...]. (Pip: cap. XXVIII, 2011) *– Ti dirò, – riprese, nello stesso bisbiglio rapido e appassionato, – che cos'è vero [[amore]]. È cieca ammirazione, autoumiliazione illimitata, sottomissione totale, fede e credenza contro se stessi e contro il mondo, offerta di tutto il cuore e tutta l'anima a chi ce li trafigge... (Miss Havisham: cap. XXIX, 2012) *[...] chi occupa un posto di fiducia non è mai l'uomo più adatto. (Mr Jaggers: cap. XXX, 2012) *«Scelga il suo ponte, Mr. Pip», replicò Wemmick, «poi vada a fare una passeggiata su quel ponte, e butti i suoi soldi nel Tamigi dall'arco centrale di quel ponte, e saprà perfettamente che fine hanno fatto. Aiuti un amico con quel denaro, e potrà anche arrivare a conoscere la fine di quel denaro... ma è una fine meno piacevole e meno utile». (cap. XXXVI, 2011) *«Così,» continuò Estella «mi si deve prendere come sono stata fatta. Il successo non è mio, l'insuccesso neppure, ma le due cose insieme hanno prodotto me.» (cap. XXXVIII, 2013) *Non prenda mai nulla per quel che sembra esteriormente; prenda tutto per le prove che ne ha. Non c'è miglior [[Regole dai libri|regola]]. (Mr Jaggers: cap. XL, 2012) *Era una di quelle giornate di [[marzo]] in cui il sole brilla caldo e il vento soffia freddo, quando è estate alla luce e inverno all'ombra. (Pip: cap. XLIV, 2011) *[...] non possiamo scorgere il [[fondo]] delle prossime ore, più di quanto possiamo scorgere il fondo di questo fiume in cui metto la mano. E neppure possiamo fermare il loro fluire, più di quanto io possa fermare il fluire di questa corrente. Mi scorre tra le dita ed è già andata, vedi! (Abel Magwitch: cap. LIV, 2011) *Sono stata piegata e spezzata, ma... spero... in una forma migliore. (Estella: cap. LIX, 2013) ===Citazioni su ''Grandi Speranze''=== *Io, personalmente, baratto volentieri tutta ''Guerra e Pace'' per tre pagine di ''Grandi Speranze''. ([[Alessandro Baricco]]) ==''Il circolo Pickwick''== ===[[Incipit]]=== ====Alessandro Ceni==== Il primo raggio di luce che illumina la tenebra, e converte in abbagliante fulgore quell'oscurità in cui la primeva storia del pubblico affermarsi dell'immortale Pickwick parrebbe essere involta, discende dalla disamina della seguente rubricazione negli Atti del Circolo Pickwick, che il curatore di questi incartamenti ha il sommo piacere di presentare ai suoi lettori, come prova della diligente attenzione, indefessa assiduità, e fine perspicacia, con cui la sua ricerca in mezzo alla molteplicità dei documenti affidatigli è stata condotta. {{NDR|Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id&#61;t02BCwAAQBAJ Il circolo Pickwick]'', traduzione di Alessandro Ceni, Feltrinelli, Milano, 2016. ISBN 9788858824115.}} ====Silvio Spaventa Filippi==== Il primo raggio di luce che rischiara la tenebra e muta in un fulgore abbagliante l'ombra che sembra avvolgere i primi passi nella vita pubblica dell'immortale Pickwick, sprizza dalla lettura della seguente relazione nei Rendiconti del Circolo Pickwick, che il raccoglitore di queste pagine sottomette col più gran piacere al lettore, in prova della diligentissima attenzione, dell'infaticabile attività e dello squisito discernimento, con cui è stata condotta la ricerca fra la gran massa dei documenti che gli vennero affidati. ====Lodovico Terzi==== Il primo raggio di luce che rischiara le tenebre, e tramuta in abbagliante splendore l'oscurità che ai suoi inizi sembra avvolgere la vita pubblica dell'immortale Pickwick, scaturisce dalla lettura della seguente risoluzione, tolta dagli Atti del Circolo Pickwick, che il curatore di queste memorie ha il piacere di presentare ai suoi lettori, come prova della scrupolosa attenzione, dello studio indefesso e del sottile discernimento con cui ha condotto le sue ricerche nella molteplice varietà dei documenti affidatigli. {{NDR|Charles Dickens, ''Il circolo Pickwick'', a cura di Lodovico Terzi, Adelphi, Milano, 2011. ISBN 978-88-459-7006-1.}} ====Federigo Verdinois==== Il primo raggio di luce che viene a rompere ed a fugare le tenebre nelle quali pareva involta l'apparizione dell'immortale Pickwick sull'orizzonte del mondo scientifico, la prima menzione officiale di quest'uomo prodigioso trovasi negli statuti inseriti fra i processi verbali del Circolo. L'editore dell'opera presente è lieto di poterli mettere sotto gli occhi dei suoi lettori, come una prova della scrupolosa attenzione, dello studio diuturno, dell'acume, che hanno sempre accompagnato le sue ricerche nella farraggine dei documenti affidati alle sue cure. ===Citazioni=== *Ben di rado i grandi uomini sono molto scrupolosi nella cura della persona. ([[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 2|cap. 2]], 1879) *– Sto meditando, – disse il signor Pickwick, – sulla strana mutabilità dei casi umani.<br>– Ah, capisco! Si entra per la porta, un giorno, e si esce per la finestra il giorno dopo. Filosofo, il signore?<br>– Osservatore della natura umana, – disse il signor Pickwick.<br>– Anch'io. In genere si è [[filosofi]] quando si ha poco da fare e meno da guadagnare. (cap. II; 1928, vol. I, p. 15) *Ah! la [[poesia]] è nella vita ciò che i lumi e la musica sono sulla scena.... Spogliate la scena dei suoi abbellimenti e la vita delle sue illusioni.... che rimane alla scena e alla vita che metta conto di vedere o di vivere? (Jemmy: cap. III; 1928, vol. I, p. 38) *Stenti e malattie sono così comuni al mondo da non meritare più attenzione di quanta di solito se ne accorda alle più ordinarie vicissitudini della natura umana. (Jemmy: cap. III; 1928, vol. I, p. 39) *L'uomo è mortale, e v'è un punto oltre il quale il [[coraggio]] umano non può giungere. (cap. IV; 1928, vol. I p. 52) *Pochi momenti vi sono nella vita di un uomo, nei quali sia così ridevole il suo imbarazzo e così scarsa in altri la commiserazione, come quando egli si trova ad inseguire il suo [[cappello]]. È indispensabile, in questa operazione del ricuperare un cappello volato via, una forte dose di freddezza e un grado speciale di giudizio. Non bisogna essere frettoloso, né precipitarvisi sopra; né d'altra parte si deve cadere nell'estremo contrario e rischiare di perderlo a dirittura. Il miglior mezzo è questo: di tener dietro dolcemente all'oggetto che si ha in mira, di essere vigile e cauto, di attendere il destro, avanzarlo di qualche passo, far poi una subita diversione, afferrarlo, e cacciarselo in capo solidamente: e tutto questo, sorridendo sempre con una certa grazia, come se la cosa vi paresse il giuoco più piacevole di questo mondo. ([[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 4|cap. 4]], 1879) *Dietro la carrozza era strettamente legata una canestra di vaste dimensioni – una di quelle canestre che per una vaga associazione di idee non mancano mai di destare in una mente contemplativa visioni di polli rifreddi, lingue e bottiglie di vino – e a cassetta sedeva, in uno stato di profonda sonnolenza, un ragazzo grasso e rubicondo, che un arguto osservatore avrebbe subito riconosciuto pel dispensiere ufficiale del contenuto della canestra suddetta quando il tempo opportuno per la distribuzione di quello fosse arrivato.<ref name=joe>Dalla descrizione del personaggio di Joe, il "ragazzo grasso" "letargico" è derivata la "sindrome di Picwick", altro nome con cui è nota la "sindrome obesità-ipoventilazione". {{cfr}} [[w:Sindrome obesità-ipoventilazione|voce]] su Wikipedia.</ref> ([[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 4|cap. 4]], 1879) *– Maledetto ragazzo, s'è addormentato di nuovo!<br />– Davvero, un ragazzo straordinario, – disse il signor Pickwick; – dorme sempre a questo modo?<br />– Se dorme! – esclamò il vecchio signore. – Va per una commissione e dorme, serve a tavola e dorme.<br />– Strano davvero!<br />– Altro che strano! Io sono superbo di questo ragazzo; non lo darei per tutto l'oro del mondo. Perbacco, è una curiosità, capite! Joe, via questa roba, e dà qua un'altra bottiglia Joe!<br />Il ragazzo grasso si scosse, aprì gli occhi, ingoiò il pezzo di pasticcio che teneva in bocca nel punto che s'era addormito, e lentamente eseguì gli ordini del padrone, contemplando con aria cupida e molle i rimasugli del banchetto nel levare i piatti e rimetterli nella canestra.<ref name=joe/> ([[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 4|cap. 4]], 1879) *[...] i filosofi, dopo tutto, non sono che uomini con una corazza. (cap. X; 1928, vol. I, p. 135) *Lo [[spirito]] che arde dentro di noi somiglia la gerla del facchino sulla quale posa il gran fardello delle cure e dei dolori; e quando questo spirito ci vien meno, il peso troppo grave ci schiaccia. (Tracy Tupman: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 11|cap. 11]], 1879) *– [...] la miglior cosa in queste occasioni e di fare quel che fa la massa.<br />– Ma supposto che ve ne siano due delle masse? – suggerì il signor Snodgrass.<br />– Bisogna gridare con la più numerosa, – rispose il signor Pickwick. ([[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 13|cap. 13]], 1879) *– Le [[donna|donne]], dopo tutto, signori, – disse con entusiasmo Snodgrass, – sono il grande sostegno e il conforto della nostra vita. (cap. XIV; 1928, vol. I, p. 180) *Non c'è un mese in tutto l'anno in cui la natura si adorni di più bella veste come nel mese di [[Agosto]]. ([[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 16|cap. 16]], 1879) *– Tu sei proprio un filosofo, Sam, – disse il signor Pickwick.<br>– Credo, signore, che sia una malattia di famiglia, – rispose Weller. Mio padre ha la stessa infezione. Se la mia matrigna grida, lui fischia. Se s'arrabbia e gli rompe la pipa, lui se n'esce e va a comprarsene un'altra. Allora essa s'infuria, e si fa pigliare le convulsioni; lui continua a fumare tranquillamente finché essa non ritorna in sé. È [[filosofia]] questa, signore?<br>– A ogni modo, ne fa le veci, – rispose il signor Pickwick, ridendo, – e deve averti giovato nel corso della tua vita errabonda, Sam. (cap. XVI; 1928, vol. I, p. 212) *Non c'è nulla di così rinfrescante come il [[sonno]], come disse la fantesca prima di sorbirsi il guscio d'ovo pieno di laudano. ([[Sam Weller]]: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 16|cap. 16]], 1879) {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}} *Le [[lacrima|lagrime]] non hanno fatto mai andare un orologio o messo in moto un congegno a vapore. (Sam Weller: cap. XVI; 1928, vol. I, p. 218) *[[Lingua]]; bravo, eccellente quando non è di donna. ([[Sam Weller]]: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 19|cap. 19]], 1879) *È una bella cosa giocare al [[badminton|volante]], quando però non siete voi il volante e le racchette non sono due avvocati. A questo modo, il giuoco diventa troppo eccitante. ([[Sam Weller]]: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 20|cap. 20]], 1879) *– Ho trovato una cura numero uno per la [[gotta]], Sam – rispose il signor Weller posando il bicchiere.<br />– Una cura per la gotta! – esclamò il signor Pickwick cavando in fretta il suo portafogli; – e {{sic|qual'è}}?<br />– La gotta, signore, – rispose il signor Weller, – la gotta è un certo malanno che viene dalle troppe comodità e dall'averne troppi. Se mai vi piglia la gotta, signore, subito sposatevi una vedova che abbia una buona dose di voce e che se ne serva discretamente, e la gotta ve lo dico io che non torna più. È una ricetta miracolosa, signore. Io la prendo regolarmente tutti i giorni, e posso garentire che son sicuro da qualunque malattia prodotta dallo star troppo bene. ([[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 20|cap. 20]], 1879) *[...] penso che il pover'uomo è vittima della connubiabilità, come disse il cappellano privato di Barba Blù con una lagrima pietosa quando andò a vederlo atterrare. ([[Sam Weller]]: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 20|cap. 20]], 1879) {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}} *[...] la [[disperazione]] di rado ci assale col primo grave colpo della sventura. L'uomo fida negli amici non ancora provati, ricordando le molte offerte di aiuto, quando non ne aveva bisogno, dei suoi allegri compagni; egli ha la speranza.... la speranza della felice inesperienza.... e per quanto possa incurvarsi sotto il primo urto, essa gli germoglia in seno, e fiorisce per un po' di tempo, finché non è abbattuta dalla delusione e dall'abbandono. (cap. XXI; 1928, vol. I, p. 286) *Un tacito sguardo di affezione e di sollecitudine, nell'ora che tutti gli altri occhi si volgono freddamente altrove.... la {{Sic|consapevolenza}} di godere la simpatia e l'affetto d'un altro, nel momento che tutti ci hanno abbandonato.... è un rifugio, una sosta, una consolazione nella più profonda angoscia, che nessuna ricchezza è capace di comprare, nessun potere capace di offrire. (cap. XXI; 1928, vol. I, p. 287) *È una cosa molto curiosa [...] che la miseria e le ostriche debbano andar sempre insieme. ([[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 22|cap. 22]], 1879) *Oramai è passata e non c'è più che fare, e questa è una consolazione, come dicono sempre in Turchia, quando tagliano la testa ad uno per un altro. ([[Sam Weller]]: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 23|cap. 23]], 1879) {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}} *Prima gli affari, e i piaceri dopo, come disse il re [[Riccardo III d'Inghilterra|Riccardo terzo]] quando ammazzò quell'altro re nella Torre, prima di strangolare i bambini. ([[Sam Weller]]: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 25|cap. 25]], 1879) {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}} *– Sam, [[Silenzio|zitto]], – disse il signor Pickwick.<br>– Muto come un tamburo bucato, – rispose Sam. (cap. XXV; 1928, vol. I, p. 343) *Addoloratissimo di recare un qualunque disturbo, signora, come disse il brigante alla vecchia signora quando la mise sul fuoco [...]. ([[Sam Weller]]: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 26|cap. 26]], 1879) {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}} *[...] che poi valga la pena di passar tanti guai per imparar così poco, come disse il ragazzo quando fu arrivato in fondo all'[[alfabeto]] [...]. (Tony Weller: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 27|cap. 27]], 1879) {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}} *E veramente numerosi sono i cuori ai quali il [[Natale]] arreca un breve periodo di gioia e di felicità. Quante famiglie, i cui componenti si sono dispersi qua e là lontano, nell'irrequieta lotta per la vita, si trovan riuniti di nuovo e s'incontrano di nuovo a Natale in quella felice compagnia e reciproca buona volontà, che è una così larga fonte di gioia pura e sincera, e così lontana dalle ansie e dalle tristezze del mondo, da essere annoverata, nella credenza religiosa delle nazioni più civili e insieme nelle rudi tradizioni dei più rudi selvaggi, fra le prime gioie della vita futura, largite ai beati e ai felici. Quante vecchie memorie e quante simpatie sopite ridesta il tempo di Natale! (cap. XXVIII; 1928, vol. I, p. 375) *Su un [[matrimonio]] si scherza volentieri, ma dopo tutto non v'è molto da scherzare – parliamo semplicemente della cerimonia, e vogliamo che si comprenda particolarmente che noi non ci lasciamo trascinare a nessun sarcasmo sulla vita coniugale. Insieme col piacere e la gioia del matrimonio ci son molti rimpianti per la casa che si abbandona, le lagrime della separazione fra il padre e la sposa, la consapevolezza del distacco dai cari e buoni amici della parte più felice della vita, per affrontare cure e affanni con altri non ancora provati e poco conosciuti [...]. (cap. XXVIII; 1928, vol. I, p. 384) *Nel limpido, azzurro cielo splendeva il sole, l'acqua scintillava sotto i suoi raggi, e gli alberi parevano più verdi e i fiori più gai, sotto il suo influsso benefico. L'acqua s'increspava con un piacevole mormorio; gli alberi stormivano allo zeffiro che bisbigliava fra le foglie; sui rami cantavano gli uccelli e l'allodola si levava in alto a dare il benvenuto al mattino. Sì, era mattina; la lucente, odorosa mattina d'estate: la più piccola foglia, il più esile filo d'erba era pieno di vita. La formica s'affrettava al suo lavoro quotidiano, la farfalla aleggiava e s'indorava ai caldi raggi del sole; miriadi d'insetti spiegavano le loro ali trasparenti, e godevano della loro breve, ma felice esistenza. La gente passava, contenta della stagione, e tutto era lucentezza e splendore. (cap. XXIX; 1928, vol. I, pp. 403-404) *Vide che le donne, le più tenere e le più fragili delle creature di Dio, erano più frequentemente superiori alle disgrazie, alle avversità e alle angustie; e ciò perché portavano in cuore un'inesauribile fonte di affezione e di devozione. (cap. XXIX; 1928, vol. I, p. 404) *– Benissimo, signore. C'è da basso un paio di Segaossi.<br />– Un paio di che? – domandò il signor Pickwick, alzandosi a sedere nel mezzo del letto.<br />– Un paio di Segaossi.<br />– Che è un Segaossi? – domandò il signor Pickwick, non ben certo se si trattasse di un animale vivo o di qualche cosa<br />– Come! non sapete che cosa è un Segaossi? – esclamò il signor Weller; – io mi figurava che tutti sapessero che un Segaossi è un chirurgo.<br />– Ah, un chirurgo, eh? – disse sorridendo il signor Pickwick...<br />– Per l'appunto, signore, – rispose Sam. – Questi di giù non sono però dei Segaossi patentati; si tirano su pel mestiere.<br />– In altri termini, sono [[studente di medicina|studenti di medicina]], volete dire?<br />Sam Weller accennò di sì col capo.<br />– Ne godo davvero, – disse il signor Pickwick, gettando energicamente il berretto sul piumino. – Bravi ragazzi cotesti studenti; bravissimi giovani, il cui giudizio è maturato dall'osservazione e dalla riflessione, e il cui gusto viene educato dalla lettura e dallo studio. Ne godo davvero. ([[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 30|cap. 30]], 1879) *Le [[Separazione|separazioni]] sono allegre durante la vita scolastica; ma fuor della scuola sono abbastanza dolorose. La morte, il dovere e i mutamenti di fortuna sciolgono ogni giorno dei gruppi felici e li sparpagliano lontano, e i fanciulli e le fanciulle non ritornano più. (cap. XXX; 1928, vol. II, p. 15) *Quando uno sanguina entro di sé, è in una condizione pericolosa per lui; ma quando ride entro di sé è pericoloso per gli altri. (Mallard: cap. XXXI; 1928, vol. II, p. 27) *Un [[Conto (economia)|conto]], sia detto per incidenza, è la più straordinaria locomotiva che il genio umano abbia mai inventata. Correrebbe tutta la vita, senza mai fermarsi spontaneamente. (cap. XXXII; 1928, vol. II, p. 34) *È un [[vento]] veramente cattivo quello che non soffia bene per nessuno. (cap. XXXII; 1928, vol. II, p. 41) *All'età mia, sarà un gran colpo, questo è certo; ma io son duro parecchio, questo è che mi consola, come disse il vecchio tacchino quando il pollaiolo gli disse che temeva di dovergli tirare il collo per portarlo al mercato. (Tony Weller: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 33|cap. 33]], 1879) {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}} *Sicché colgo l'occasione di questo giorno, Maria mia cara, come disse cuel tal debitore che usciva soltanto le domeniche [...]. ([[Sam Weller]]: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 33|cap. 33]], 1879) {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}} *[...] le verrà la voglia che ci sia dell'altro, e questa è la grande arte di scrivere le [[Lettera|lettere]]. ([[Sam Weller]]: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 33|cap. 33]], 1879) *Gli avvocati opinano che ci siano due specie di [[Testimonianza|testimoni]] particolarmente nocivi: i riluttanti e i troppo volenterosi [...]. (Signor Winkle: cap. XXXIV; 1928, vol. II, p. 79) *– Lo scrivete col V o col doppio V?<br>– Questo dipende dal gusto e dalla fantasia di chi lo scrive, eccellenza. ([[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 34|cap. 34]], 1879) *A proposito, chi sa perché molti, che non leggono e non scrivono mai, hanno sempre qualche stanzetta che chiamano [[Studio (stanza)|studio]]? ([[Sam Weller]]: cap. XXXV; 1928, vol. II, p. 97) *È vecchio privilegio dei [[re]] di governar tutto, ma non le loro passioni. (cap. XXXVI; 1928, vol. II, p. 108) *– Ma è sempre così, – disse Giovanni Smauker; – se il destino ti scaglia nella vita pubblica e in una funzione pubblica, devi aspettarti d'andar soggetto a tentazioni, dalle quali, Weller, gli altri sono esenti. (cap. XXXVII; 1928, vol. II, p. 116) *Certi [[vecchi]] sono come gli elefanti. Di tanto in tanto s'eccitano e diventano selvaggi. (Roker: cap. XLII; 1928, vol. II, p. 189) *[...] io non son troppo abituato a cantare senza lo strumento: ma tutto pel quieto vivere, come disse il marinaio quando fu nominato custode della lanterna del molo. ([[Sam Weller]]: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 43|cap. 43]], 1879) {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}} :[...] qualunque cosa per il quieto vivere, come disse quel tale accettando il posto del [[Faro (torre)|faro]]. (1928, vol. II, p. 205) *Abbasso la melanconia, come disse lo scolaro a cui era morto il maestro. (Sam Weller: cap. XLIV; 1928, vol. II, p. 217) *Le lagrime – disse Giobbe, con uno sguardo di momentanea astuzia, – non sono le sole prove della sofferenza, né le migliori. (cap. XLV; 1928, vol. II, pp. 233-234) *Dolente di dover interrompere il vostro piacevole trattenimento, come disse il re quando sciolse il parlamento [...]. (Sam Weller: cap. XLVIII; 1928, vol. II, p. 267) *[...] doveva esser così, e così è stato, come disse la vecchia signora dopo che si fu sposato il servitore. ([[Sam Weller]]: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 52|cap. 52]], 1879) {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}} *Non ci badate; tutto pel mio meglio, come disse lo {{sic|scolare}} pentito quando gli dettero il cavallo. (Tony Weller: [[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 52|cap. 52]], 1879) {{NDR|[[wellerismi|wellerismo]]}} *[...] più uno ingrassa, e più diventa saggio. [[Pancia]] e [[saggezza]], Samuelino, crescono sempre insieme. (Tony Weller: cap. LV; 1928, vol. II, p. 362) *È il destino del vecchio solo, che quelli che gli stanno d'attorno debbano crearsi nuovi e diversi affetti e lasciarlo. (cap. LVI; 1928, vol. II, p. 373) *Lasciamo il nostro vecchio amico in uno di quei momenti di pura felicità, che si trovano, se li cerchiamo, ed allietano la nostra fuggevole esistenza quaggiù. Sulla terra vi son delle ombre buie, ma le luci, nel contrasto, son più vive. Alcuni, come i pipistrelli e i gufi, hanno occhi più adatti alla tenebra che alla luce. Noi, che non abbiamo simili facoltà ottiche, siam lieti di dare il nostro ultimo sguardo d'addio ai compagni immaginari di molte ore solitarie, nel momento che la breve felicità di questo mondo, come una fulgida luce di sole, raggia in pieno su di loro. (cap. LVII; 1928, vol. II, p. 389) *È destino di molti uomini, che vivono fra la gente e vanno innanzi con gli anni, di farsi molti veri amici e di perderli poi nel corso della vita. È destino di tutti gli autori o cronisti di crearsi degli [[Amico immaginario|amici immaginari]], e di perderli nel corso dell'arte. Né qui si arresta la disgrazia loro; perché si richiede inoltre da loro che di quelli rendano un conto preciso. ([[s:Il Circolo Pickwick/Capitolo 57|cap. 57]], 1879) ===Citazioni su ''Il circolo Pickwick''=== *Il lettore che apre la prima volta ''Pickwick'' adesso prova la stessa gioia di chi lo leggeva a fascicoli nell'anno 1836. Gli allegri personaggi, che lo popolano, ridono con la stessa schietta giocondità d'allora; gli episodi comici, che occhieggiano con grazia birichina da tutte le pagine, vi mettono con lo strepito delle risate gioiose un rumore di cascatelle che vi dà la sensazione e la visione di acque gorgoglianti e schiumose, di poggetti fioriti e di boschetti ombrosi, di desinari sull'erba, di grida e di richiami di brigate chiassose, a spasso in giornate di sole e di felicità. ''Pickwick'' si può leggere non una, ma due, tre, dieci volte, ed è sempre nuovo. È come un inesauribile riso di giovinezza eterna. ([[Silvio Spaventa Filippi]]) ==''Il mistero di Edwin Drood''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''An ancient English Cathedral Tower? How can the ancient English Cathedral tower be here! The well-known massive grey square tower of its old Cathedral ? How can that be here! There is no spike of rusty iron in the air, between the eye and it, from any point of the real prospect.'' {{NDR|Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id&#61;CTMrAAAAYAAJ The mystery of Edwin Drood]'', Chapman & Hall, London, 1870.}} ====Pier Francesco Paolini==== Il campanile di un'antica Cattedrale inglese? Ma come può trovarsi qui, quest'antica torre? Eppure, è la massiccia, e a lui ben nota, mole squadrata e grigia della torre campanaria d'una vecchia Cattedrale. Come può trovarsi qui? Come si spiega la presenza, fra l'occhio di chi guarda e questa torre, qui, di un'asta di ferro, aguzza e arrugginita? ===Citazioni=== *Cosa c'è di più grazioso di una vecchia signora (a parte una signora giovane) allorché i suoi occhi sono lucenti, allorché la sua figura è snella e compatta, allorché il suo viso è allegro e tranquillo, allorché il suo vestito è simile a quello di una pastorella di porcellana: sì delicato nei suoi colori, così adatto alla persona, così ben modellato su di lei? (cap. VI) *«Forse, la miglior forma di civiltà e cortesia, in qualsiasi ambiente si sia stati allevati,» ribatte Edwin Drood «è badare ai propri affari.» (cap. VIII) *È stato bene spesso osservato che le [[Donna|donne]] hanno il curioso potere di indovinare il carattere degli uomini, un potere che sembrerebbe innato ed istintivo, dato che a esso non si attinge mediante un paziente ragionamento, dato che esso non è in grado di render sufficientemente conto di se stesso, e che si esprime e manifesta con la massima sicumera anche contro un cumulo di osservazioni in contrario da parte dell'altro sesso. Ma non è stato altrettanto spesso osservato che tale potere (fallibile, come qualsiasi altro attributo umano) è in linea di massima assolutamente incapace di auto-revisione; e che quando ha espresso un parere avverso che, ai lumi dell'umano intelletto, si sia susseguentemente dimostrato erroneo, esso parere non si distingue più dal pregiudizio, per quanto concerne la sua determinazione a non venir riveduto e corretto. Anzi, la possibilità stessa di una contraddizione o confutazione, per quanto remota, impartisce a codesto femminil giudizio, sin dall'inizio, in nove casi su dieci, quella debolezza ch'è insita nella testimonianza resa da un testimone interessato; sì personalmente e sì fortemente connette, la gentil indovina, se stessa alla propria divinazione. (cap. X) *I [[Sindaci]] vengono elevati alla loro carica affinché pronuncino discorsi e indirizzi: macchine belliche che, intrepidamente, sparano pallottole e granate contro la Grammatica Inglese. (cap. XII) *Non v'è nulla di piccolo, per chi è veramente grande in ispirito. (cap. XVII) *[...] mister Grewgious sollevò lo sguardo, dalle finestre alle [[stelle]], come se egli volesse leggere, in esse, qualcosa che gli era celato. Molti di noi lo vorrebbero, se lo potessero; ma nessuno di noi conosce ancora l'alfabeto degli astri – né appare probabile che mai verrà a conoscerlo, in questo stadio dell'esistenza – e ben poche lingue posson leggersi finché non si sia ben padroni dei loro segni alfabetici. (cap. XVII) *[...] la confusione mentale non [è] sempre, necessariamente, goffa ma [può], talvolta, presentar un grazioso aspetto. (cap. XXII) ==''Il nostro comune amico''== ===[[Incipit]]=== ====Filippo Donini==== Ai nostri giorni (non è necessario indicare l'anno con maggiore esattezza) una barca d'aspetto sporco e poco rassicurante, con dentro due persone, andava sul Tamigi tra il ponte di Southwark, che è di ferro, e il ponte di Londra, che è di pietra, sul finire di una sera d'autunno. ====Fruttero & Lucentini==== Ai nostri giorni (non importa precisare l'anno), una barca di sudicio e malandato aspetto, con due figure a bordo, s'aggirava sul Tamigi tra il Southwark Bridge, che è di ferro, e il London Bridge, che è di pietra, mentre il pomeriggio d'autunno andava già cedendo alla sera.<ref group="fonte" name=incipit/> ===Citazioni=== *[...] c'è una maligna tendenza dell'umanità ad approfittare della minima occasione di guardare chiunque, piuttosto che la persona che le parla. (lib. I, cap. II) *Chi sa leggere non guarda un [[libro]], nemmeno se chiuso in uno scaffale, allo stesso modo di chi non sa leggere. (lib. I, cap. III) *Ma dal modo come si mettono insieme vari elementi dipende se il risultato sarà una donna o un pesce, oppure una sirena. (lib. I, cap. III) *Perché questa è la legge eterna: il [[Bene e male|male]] spesso finisce e muore con chi lo fa, ma il [[Bene e male|bene]] continua. (lib. I, cap. IX) *Come è ben noto alla nostra saggia generazione la compra e vendita di [[Azione (finanza)|azioni]] è l'unica cosa da fare in questo mondo. Non c'è bisogno di antenati né di una buona reputazione, né di cultura, né di idee, né di bei modi: basta avere azioni. Avere abbastanza azioni da far parte del Consiglio Generale col nome in lettere maiuscole, viaggiare su e giù tra Londra e Parigi per affari misteriosi, ed essere grandi. Da dove viene quel tale? Dalle azioni. Dove va? Alle azioni. Che gusti ha? Azioni. Ha dei princìpi? Ha azioni. Che cos'è che lo manda al Parlamento? Le azioni. Forse da solo non è mai riuscito a nulla, non ha mai fatto nulla, non ha mai prodotto nulla! Ma le azioni spiegano tutto. O potenti azioni! Voi fate risplendere in alto quelle lucenti immagini per cui noi pidocchi insignificanti gradiamo notte e giorno, come per effetto dell'oppio o della cicuta: «Liberateci dal nostro denaro, sparpagliatelo per nostro conto, comprateci e vendeteci, rovinateci, soltanto vi preghiamo di assidervi tra le potenze della terra e d'ingrassare a nostre spese!» (lib. I, cap. X) *[...] c'è nell'[[Inghilterra|inglese]] una combinazione di qualità, una modestia, un'indipendenza, una responsabilità, un riposo, combinati con l'assenza di tutto ciò che possa fare arrossire una fanciulla, che si cercherebbero invano tra le nazioni della terra. (Signor Podsnap: lib. I, cap. XI) *L'istinto (parola che tutti capiscono bene) cammina generalmente a quattro zampe, ma la ragione sempre con due, e perciò un [[animale]] a quattro zampe non può mai raggiungere, nella bassezza, la perfezione di un uomo. (lib. II, cap. V) *[...] il [[servo]] incompetente, da chiunque sia impiegato, è sempre contro il padrone. Anche certi governatori nati, persone nobili e molto onorevoli, che hanno dato prova di assoluta incapacità in posti importanti, si sono mostrati senza eccezione avversi al loro padrone, ora affettando sfiducia, ora ostentando insolenza. E quello che è vero del padrone e del servo negli affari pubblici, è egualmente vero dei servi e padroni privati in tutto il mondo. (lib. II, cap. VII) *Quando la vostra [[famiglia]] vuol sbarazzarsi di voi, non c'è niente di più facile che mettervi in urto con la vostra famiglia. (lib. II, cap. V) *L'[[amore]], benché si dica che sia cieco, sa far buona guardia [...]. (lib. II, cap. XI) *[...] c'è una moltitudine di caratteri deboli e incapaci d'iniziativa che sono sempre pronti a entusiasmarsi per la prima idea sballata che capita (e generalmente ai giorni nostri s'infiammano per qualcuno che ha fatto qualche cosa, e poi si scopre che non ha fatto proprio nulla) [...]. (lib. II, cap. XI) *La [[potenza]] (a meno che non sia la potenza dell'intelletto o della virtù) ha sempre la più grande attrattiva sulle nature più basse [...]. (lib. III, cap. VII)) *{{NDR|Parlando del figlio}} Sarebbe più acuto del dente di un serpente, se non fosse più piatto dell'acqua stagnante. (Fanny Cleaver: lib. III, cap. X) *Se i grandi [[criminali]] dicessero la verità – ma essendo grandi criminali non la dicono – racconterebbero molto raramente di aver lottato contro il delitto. Lottano per compierlo. Essi tengono testa alle onde avverse, per raggiungere la riva sanguinosa, non per fuggirla. (lib. III,cap. XI) *E questa è un'altra delle disgrazie a cui va incontro un criminale. Ci sono cinquanta porte aperte alla scoperta del suo delitto. Egli si preoccupa con infinita cura di sbarrarne saldamente quarantanove, e non si accorge della cinquantesima che resta spalancata. (lib. IV, cap. VII) *[...] il criminale che riesce a tenere a bada il rimorso della sua coscienza che grida vendetta, non può sfuggire a una tortura più lenta che consiste nel ripetere incessantemente il delitto, nella sua immaginazione, mille e mille volte, e sempre in modo più perfetto. Nelle dichiarazioni che gli assassini fanno a loro difesa e nelle loro pretese confessioni, si può rintracciare attraverso tutte le loro bugie il filo di questa tortura che li perseguita. Se avessi fatto quello di cui mi si accusa, si può immaginare che avrei fatto questo sbaglio e quest'altro? Se avessi fatto quello di cui mi si accusa, avrei lasciato quello spiraglio per il quale ha deposto ignobilmente contro di me quel testimonio falso e malvagio? Lo stato del miserabile che continuamente trova i punti deboli del suo delitto quando non si può cambiar più niente, e cerca di rafforzarli, è uno stato che aggrava l'offesa perché ripete il delitto mille volte, ma è anche uno stato che infligge alla trista, spietata natura del colpevole la punizione di un tormento inimmaginabile. (lib. IV, cap. VII) *L'amore è in ogni cosa un maestro ammirevole [...]. (lib. IV, cap. XI) ==''Impressioni italiane''== *Potemmo vedere [[Genova]] prima delle tre e l'osservare come gradualmente si sviluppava il suo splendido anfiteatro, fila di case che spuntavano sopra fila di case, giardino sopra giardino, palazzo sopra palazzo, altura su altura, fu ampio motivo di occupazione per noi finché non entrammo nel suo porto imponente. (2005, pp. 28-29) *{{NDR|Su [[Genova]]}} Mai, in vita mia, fui così sbigottito! La meravigliosa novità di tutto, gli odori sconosciuti, l'inesplicabile sudiciume (malgrado sia considerata la più pulita delle città italiane), l'ammucchiarsi disordinato di case sporche, una sopra il tetto dell'altra; i vicoli, più squallidi e stretti che quelli di St. Giles o di Parigi vecchia; dentro e fuori i quali passavano e ripassavano non dei vagabondi ma delle signore eleganti, con veli bianchi e grandi ventagli; la totale assenza di rassomiglianza di qualsiasi casa d'abitazione o negozio o muro o sostegno o colonna con qualcosa che uno avesse visto prima; lo sporco scoraggiante, il disagio e lo sfacelo, mi stordirono completamente. (2005, p. 29) *Non immaginavo, quel giorno, che sarei mai arrivato ad avere un legame persino con le pietre della strada di [[Genova]] e che avrei ripensato alla città con affetto, perché connessa con tante ore di felicità e di quiete! (2005, p. 30) *Le prime impressioni che un posto del genere di [[Albaro]], il sobborgo di Genova dove attualmente, come direbbero i miei amici americani, sono "situato", possono difficilmente non essere, devo supporre, lugubri e deludenti. Ci vuole un po' di tempo e di abitudine per superare la sensazione di depressione che, all'inizio, nasce da tanta rovina e tanta trascuratezza. (2005, p. 31) *La [[Villa Bagnarello]]: o la Prigione Rosa, espressione molto più indicata per l'edificio, è in una delle più splendide posizioni immaginabili. [...] Una decrepita, tetra, spettrale, echeggiante e sinistra casa disadorna: questo è; come non ne ho mai né viste né immaginate. (2005, pp. 32, 34) *{{NDR|Sulla [[morra (gioco tradizionale)|morra]] vista a Genova}} È una specie di rovinoso gioco d'azzardo che non ha bisogno di altro accessorio che le dieci dita, che sono sempre – non faccio gioco di parole – sotto mano. [...] Non è mai il gioco più tranquillo del mondo; perché i numeri vengono chiamati a voce alta ed acuta e uno dietro l'altro; giusto il tempo di contare. (2005, pp. 40-41) *{{NDR|Su [[Genova]]}} È un posto che "cresce dentro di voi" giorno per giorno. Sembra sempre che vi sia qualcosa da scoprirvi. Potete smarrire il vostro cammino (che cosa gradevole è, quando siete senza meta!) venti volte al giorno, se vi aggrada; e ritrovarlo tra le più sorprendenti ed inaspettate difficoltà. Abbonda dei più strani contrasti: cose pittoresche, brutte, meschine, magnifiche, deliziose e disgustose vi si parano davanti allo sguardo ad ogni angolo. (2005, p. 45) *Chi vuole vedere quanto è bella la campagna negli immediati dintorni di [[Genova]] deve salire, in una giornata serena, in cime al monte Faccio o, almeno, fare una cavalcata intorno alle mura della città che è un'impresa molto più facile da compiere. Non c'è panorama più bello e più vario delle mutevoli vedute del porto e delle valli dei due fiumi, la Polcevera e il Bisagno, da quelle alture lungo le quali sono costruite le mura, poderosamente fortificate, come una piccola grande muraglia cinese. (2005, pp. 45-46) *La grande maggioranza delle strade è tanto stretta quanto un passaggio pubblico è possibile che lo sia – in un luogo dove la gente (sia pure degli italiani), si suppone che viva e circoli; trattandosi di veri [[Caruggi di Genova|vicoli]], con qua e là una specie di pozzo o di posto per respirare. (2005, p. 47) *Quando potrò dimenticare le strade dei palazzi: la ''[[Via Garibaldi (Genova)|strada Nuova]]'' e la ''[[Via Balbi|strada Balbi]]''? O come l'una mi apparve un giorno d'estate quando la vidi la prima volta sotto il più smagliante dei cieli estivi blu intenso che la sua stretta prospettiva di immense dimore riduceva ad una affusolata e preziosissima striscia di lucentezza, in contrasto con l'ombra scura sottostante? (2005, p. 48) *Lo splendore e la varietà delle chiese genovesi può difficilmente essere esagerato. Specialmente la [[Basilica della Santissima Annunziata del Vastato|chiesa ''dell'Annunciata'']]: costruita, come molte altre, a spese di una nobile famiglia e che ora viene lentamente restaurata: dalla porta esterna sino alla sommità dell'alta cupola, è così finemente dipinta e dorata che sembra (come dice il Simond, nel suo piacevole libro sull'Italia) una grande tabacchiera smaltata. (2005, p. 65) *Ci sono tre teatri in città, a parte uno vecchio che viene aperto raramente. Il più importante – il ''[[Teatro Carlo Felice|Carlo Felice]]'': il teatro dell'opera di Genova – è uno splendido, comodo e bel teatro. (2005, p. 68) *Il ''[[Teatro Diurno (Genova)|Teatro Diurno]]'' è un palcoscenico coperto, all'aria aperta, dove gli spettacoli hanno luogo con la luce del giorno, nel fresco del pomeriggio; con inizio verso le quattro o le cinque e della durata di tre ore. È curioso, seduti tra il pubblico, godere una bella vista delle colline e delle case circostanti, vedere i vicini guardare dalle loro finestre e sentire le campane delle chiese e dei conventi suonare completamente a sproposito con quello che avviene in scena. (2005, p. 69) *Non c'è in Italia, dicono (e io ci credo), un'abitazione più piacevole di ''[[Villa delle Peschiere|Palazzo Peschiere]]'' [...] Si trova su un'altura all'interno delle mura di Genova ma appartato dalla città: è circondato da bei giardini interni, abbelliti con statue, vasi, fontane, bacini marmorei, terrazze, viali di aranci e di limoni, boschetti di rose e di camelie. Tutti gli appartamenti sono belli per proporzioni e decorazioni; ma il grande vestibolo, alto una cinquantina di piedi, con tre grandi finestre sul fondo, che guardano sull'intera città di Genova, il porto e il mare che la circonda, offre uno dei più deliziosi ed affascinanti panorami del mondo. Sarebbe difficile immaginare una dimora più gradevole e comoda di quella che offrono le grandi stanze, all'interno; e certamente niente di più delizioso potrebbe essere immaginato dello scenario fuori, alla luce del sole o al chiaro di luna. Somiglia più ad un palazzo incantato in una novella orientale che ad una sobria e grave dimora. (2005, p. 78) *{{NDR|Su [[Villa delle Peschiere]]}} Che si possa vagare di stanza in stanza senza mai stancarsi di osservare le decorazioni fantastiche sui muri e sui soffitti, così vivaci nella loro freschezza di colori come se fossero stati dipinti ieri; o come un piano, o anche il grande ingresso su cui si aprono altre otto stanze, sia una spaziosa passeggiata; o come ci siano corridoi e camere da letto che non usiamo e che raramente visitiamo e delle quali a malapena ritroviamo la strada; o che ci sia una veduta diversa per ognuna delle quattro facciate dell'edificio, poco importa. Ma quel panorama del vestibolo è come una visione per me. (2005, pp. 78-79) *{{NDR|Sul [[Monte Fasce]]}} [...] la più splendente delle colline con il bel tempo, ma la più tetra quando si avvicina il temporale [...] (2005, p. 79) *{{NDR|Sull'[[Spianata dell'Acquasola|Acquasola]]}} [...] una passeggiata pubblica dove la banda militare suona gaiamente, dove i veli bianchi delle genovesi si radunano numerosi e dove le famiglie nobili della città cavalcano in tondo e in tondo e in tondo, almeno in abito e carrozza di gala, se non con perfetta padronanza. (2005, p. 80) *Quando i suoi straordinari paesaggi sono finiti e si snoda tra una lunga linea di sobborghi, che si stendono sulla piatta riva del mare, verso [[Genova]], allora le mutevoli brevi apparizioni di questa magnifica città e del suo porto destano nuove fonti di interesse; rinnovate da ogni vasta, ingombrante, semidisabitata vecchia casa di periferia: e arrivando all'apice quando si raggiunge la porta della città e tutta Genova, con la sua bellissima baia e le colline circostanti, esplode orgogliosamente alla vista. (2005, p. 93) *{{NDR|Sul [[passo del Sempione]]}} L'aria fredda mordeva la carne. Ma la serenità della notte e la stupenda bellezza della strada, con le ombre impenetrabili e l'oscurità profonda, con l'improvvise voltate, dopo le quali si passava subitamente nei tratti rischiarati dalla luna, e l'incessante scroscio dell'acqua cadente, resero ad ogni passo il viaggio sempre più meraviglioso. Lasciandosi dietro ben presto i tranquilli villaggi italiani, addormentati nel chiarore lunare, la strada cominciò a svolgersi tortuosa fra le masse nere di alberi e, dopo un po' di cammino, emerse in una zona più spoglia e assai ripida e faticosa, sulla quale la luna risplendeva alta e lucente. A poco a poco il frastuono delle acque divenne più forte e la stupenda strada, dopo aver traversato il torrente su di un ponte, penetrò tra due muri massicci di rocce perpendicolari, i quali ci tolsero interamente la luce della luna e ci lasciarono solo la vista di alcune stelle, che brillavano sulla stretta lista di cielo al di sopra di noi. Poi perdemmo anche queste, nella profonda oscurità di una caverna della roccia, attraverso la quale era stata aperta la strada. (1989, pp. 93-94) *Quella splendida giornata stava appena declinando, quando arrivammo sul Lago Maggiore, con le sue deliziose isole. Per quanto bizzarra e stravagante l'[[Isola Bella (Lago Maggiore)|Isola Bella]] possa essere, e lo è, tuttavia essa è meravigliosa. (1989, p. 94) *Uscendo dall'altra parte di nuovo in un tratto rischiarato dalla luna, attraverso ad un ponte altissimo, la strada proseguì tortuosa lungo la [[gola di Gondo]], orrida e grandiosa oltre ogni dire, con precipizi formati da pareti lisce che s'innalzavano su ambo i lati e quasi si toccavano in cima. Proseguimmo così per tutta la notte, avanzando faticosamente sempre più in alto. (1989, p. 94) *[[Carrara]], tutta circondata da alte colline, è una città chiara e pittoresca. Pochi turisti vi soggiornano: e la popolazione è tutta più o meno occupata con la lavorazione del marmo. Ci sono poi villaggi vicino alle cave, dove vivono gli operai. È fornita di un bel teatrino, appena costruito: ed è interessante l'uso di formare un coro di lavoratori delle cave di marmo, che sono autodidatti e cantano ad orecchio. (2005, p. 184) *{{NDR|Su [[Siena]]}} È come un pezzetto di [[Venezia]], senza l'acqua. Ci sono alcuni vecchi ''palazzi'' curiosi in questa città, che è molto antica; e senza avere (per me) l'interesse che hanno Verona o Genova, è fantastica e come di sogno, interessantissima. (2005, p. 192) *Deliziosa [[Verona]]! Con i suoi bei palazzi antichi e l'incantevole campagna vista in distanza da sentieri praticabili e da solide gallerie con balaustra. Con i suoi tranquilli ponti romani che tracciano la retta via illuminando, nell'odierna luce solare, con tonalità antiche di secoli. Con le chiese marmoree, le alte torri, la ricca architettura che si affaccia sulle antiche e quiete strade nelle quali riecheggiavano le grida dei Montecchi e dei Capuleti... :''Pleasant Verona! With its beautiful old palaces, and charming country in the distance, seen from terrace walks, and stately, balustraded galleries. With its Roman gates, still spanning the fair street, and casting, on the sunlight of to-day, the shade of fifteen hundred years ago. With its marble-fitted churches, lofty towers, rich architecture, and quaint old quiet thoroughfares, where shouts of Montagues and Capulets once resounded...''<ref group="fonte">Da ''[http://www.gutenberg.org/ebooks/650 Pictures from Italy]'', ''Guntenberg.org''.</ref> *[[Perugia]], munita di grandi mezzi di difesa dalla natura e dalla mano dell'uomo, sorge improvvisamente su di un'altura.<ref group="fonte">Citato in ''Perugia'', Guide Electa Umbria, 1993.</ref> ===[[Explicit]]=== Sentiamo per l'ultima volta nel nostro viaggio risuonarci all'orecchio la lingua italiana, e lasciamo quest'[[Italia]], oppressa dalle miserie e dagli oltraggi. La lasciamo coll'amore e l'ammirazione che suscitano le sue bellezze naturali e artistiche, di che è sì miracolosamente ricca, e con un sentimento di vivo affetto per un popolo buono, paziente e gentile. L'inerzia di tanti anni, l'oppressione e lo sgoverno, si son data la mano per deteriorare l'indole di esso e per scemarne la vigoria intellettuale; delle miserabili gelosie, fomentate da piccoli principi, che vedevano nell'unione degli Italiani la loro rovina, e nella disunione la loro forza, hanno guasto e offuscato in essi il sentimento della nazionalità, e financo imbarbarita la loro lingua; ma il buono che fu sempre in essi, esiste ancora, e da queste ceneri può un giorno sorgere una nobile nazione. Sia questa una speranza che serbiamo! {{NDR|''[https://books.google.it/books?id&#61;T7Q8AAAAYAAJ L'Italia: impressioni e descrizioni di Carlo Dickens]'', traduzione con note del prof. Edoardo Bolchesi, Ulrico Hoepli, Napoli-Milano-Pisa, 1879.}} ==''La bottega dell'antiquario''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''Night is generally my time for walking. In the summer I often leave home early in the morning, and roam about fields and lanes all day, or even escape for days or weeks together, but saving in the country I seldom go out until after dark, though, Heaven be thanked, I love its light and feel the cheerfulness it sheds upon the earth, as much as any creature living.'' {{NDR|Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id&#61;2dUNAAAAQAAJ The Old Curiosity Shop]'', Chapman and Hall, London, 1841.}} ====Silvio Spaventa Filippi==== È mio costume, vecchio qual sono, d'andare a passeggio quasi sempre di notte. L'estate, spesso, me n'esco di casa la mattina presto, e giro per i campi e i viottoli tutta la giornata, o anche me ne sto lontano per giorni o settimane di fila; ma, tranne che in campagna, di rado esco se non al buio, sebbene, e ne sia ringraziato il Cielo, io ami la luce del giorno e senta, al pari d'ogni creatura vivente, la gioia ch'essa riversa sul mondo. ===Citazioni=== *{{NDR|Dialogo tra personaggi innominati, il secondo dei quali è il nonno di Nell}} – Mi addolora sempre – osservai, mosso da ciò che prendevo per suo egoismo – m'addolora sempre vedere i fanciulli iniziati alle durezze della vita, quando sono appena usciti dall'infanzia. Questo scompiglia la loro fiducia e la loro semplicità... due delle migliori qualità di cui li adorna il Cielo... e fa sì ch'essi partecipino alle nostre tristezze prima che siano capaci di godere dei nostri piaceri.<br>– Non scompiglierà mai le sue – disse il vecchio, guardandomi fisso – le sorgenti sono troppo profonde. D'altra parte, i figliuoli dei poveri conoscono pochi piaceri. Anche le più tenere gioie della fanciullezza si debbono comprare e pagare. (vol. I, cap. I) *Se l'ala dell'amicizia non dovrebbe mai mutare una piuma, l'ala della parentela non dovrebbe essere mai mozzata e arruffata. (Dick Swiveller: vol. I, cap. II) *– No – disse Riccardino, scotendo il capo – ma di questi [[vecchi]]... non c'è da fidarsi molto, Rico. Ho una vecchia zia laggiù nel Dorsetshire che doveva morire quando io avevo otto anni, e non ha mantenuto ancora la promessa. Sono così opprimenti, così incoerenti, così sprezzanti questi vecchi... Se in famiglia non c'è l'apoplessia, Rico, non si può fare alcun calcolo su di loro, e anche allora son capaci di fartela in barba. (vol. I, cap. VII) *– Vi dico, signora – disse il signor Witherden – ciò che penso di un galantuomo, che, come osserva il poeta, è l'opera più nobile della creazione. Io signora, son d'accordo col poeta in ogni particolare. Le Alpi vertiginose da una parte e l'uccello-mosca dall'altra, non son nulla, in fatto di esecuzione, di fronte a un onest'uomo... o a una donna... una donna. (vol. I, cap. XIV) *[...] è costume degli [[eroi]], quando si trovano in tristi condizioni, assalire {{NDR|il [[destino]]}} con amarezza e ironia. (vol. I, cap. XXXIV) *Nessuno si butta in terra da sé; se il suo destino lo butta in terra, tocca al destino di raccoglierlo. (Dick Swiveller: vol. I, cap. XXXIV) *[...] come i dottori di rado pigliano le loro ricette, e i sacerdoti non sempre praticano ciò che predicano, così gli avvocati sono restii a ricorrere alla legge per conto proprio, sapendo bene che essa è un affilatissimo strumento d'incerta applicazione, dispendiosissimo a mettere in moto, e adatto più a tosare perfettamente, che a tosare la persona che bisogna tosare. (vol. I, cap. XXXVII) *Dall'amore della casa, origina l'amor della [[patria]] [...]. (vol. II, cap. I) *Ah, le [[vacanze]]! Perché ci lasciano dei rimpianti? Perché non possiamo ricacciarle indietro nella nostra memoria d'una settimana o due, tanto da riportarle a un tratto a quella giusta distanza donde possono essere guardate o con calma indifferenza o con un piacevole sforzo di rievocazione? Perché ci aleggiano intorno come la fragranza del vino di ieri, con un vago sentore di mal capo e di stanchezza, e come quelle buone intenzioni per l'avvenire, che formano giù negli abissi il lastricato permanente d'un vasto dominio, e quassù durano di solito fino all'ora del desinare, un po' più, un po' meno? (vol. II, cap. III) *[...] nella maggioranza dei casi, la [[Coscienza morale|coscienza]] è un indumento molto elastico e flessibile, che si allunga molto e si adatta a una gran varietà di circostanze. Certa gente, con un prudente governo e col toglierselo a poco a poco, come si fa con una sottoveste di flanella in estate, si sforza anche, a tempo debito, di farne interamente a meno; ma vi sono altri che possono indossarlo e spogliarsene a piacere; e questo, essendo cosa più conveniente e comoda, è molto più in voga. (vol. II, cap. VI) *[...] i cimenti più duri e più validamente sopportati sono quelli che non son mai registrati nelle memorie di questo mondo, e che pure si soffrono tutti i giorni. (Mr Marton: vol. II, cap. IX) *Qualunque cosa faccia del rumore è gradita alla [[folla]]. (vol. II, cap. X) *[...] la decantata voce di popolo, dissimile al sasso che rotola del proverbio,<ref>{{Cfr}} ''[[:en:w:A rolling stone gathers no moss|A rolling stone gathers no moss]]''.</ref> raccoglie molto musco nei suoi continui andirivieni [...]. (vol. II, cap. XI) *Questo Kit appartiene a quella vostra simpatica gente virtuosa, alla simpaticissima categoria dei giusti, degl'ipocriti, dei vili, delle persone a due facce, dei traditori, delle spie, dei cagnolini che leccano chi dà loro un tozzo di pane e li vezzeggia, e che latrano e s'avventano contro tutti gli altri. (Quilp: vol. II, cap. XIV) *Ogni cosa nella vita, buona o cattiva, ha quasi sempre un effetto su di noi per via di [[contrasto]]. (vol. II, cap. XVI) *Così le gesta [[Violenza|violente]] vivono ancora dopo che sono scomparsi gli uomini, e le tracce della guerra e degli spargimenti di sangue {{sic|sopravviveranno}} in lugubri forme, molto tempo dopo che i distruttori non saran più che atomi di terra. (vol. II, cap. XVI) *Vi sono delle corde nel cuore umano – strane, variabili corde – che vibrano soltanto per caso: rimaste mute e insensibili agli appelli più fervidi e gravi, rispondono finalmente al tocco più lieve e impensato. Nelle menti torbide e deboli, v'è una serie di riflessioni che l'arte può di rado guidare o l'abilità assistere, ma che si rivelerà, come è avvenuto alle grandi verità, per caso e quando lo scopritore non ha che il più semplice oggetto in vista. (vol. II, cap. XVIII) *[...] se non vi fossero delle persone [[Cattiveria|cattive]], non ci sarebbero dei bravi [[avvocati]]. (Sansone Bronzi:<ref>Nel testo in lingua: Sampson Brass (=ottone).</ref> vol. II, cap. XIX) *La [[tranquillità]] di spirito, Riccardo, è la dolcezza dell'esistenza. (Sansone Bronzi: vol. II, cap. XIX) *Io non guardo alla sottoveste. Guardo al cuore. Le strisce della sottoveste non sono che le gretole della gabbia. Ma l'uccello è il cuore. Ah! Quanti poveri uccelli intristiscono continuamente e mettono i loro becchi a traverso le gretole per beccare con affetto tutta l'umanità. (Sansone Bronzi: vol. II, cap. XIX) *– Un uomo – dice Sansone – che perde quarantasette sterline e dieci scellini in una mattinata per la propria onestà, è un uomo da invidiare. Se fossero state ottanta sterline, il piacere di questo sentimento sarebbe aumentato. Ogni sterlina perduta sarebbe stata mezzo quintale di felicità guadagnata. La calma vocina, Cristoforo – esclama Bronzi, sorridendo e picchiandosi il seno – è una lieta canzone entro di me, ed è tutta felicità e gioia! (vol. II, cap. XX) *– Io vi do la mia parola, guardia... – disse Bronzi. Ma a questo punto la guardia s'interpose fondandosi sul principio costituzionale che le parole volano, e osservando che le chiacchiere fossero soltanto pappa per i bambini e i lattanti, e che invece il cibo dei forti fossero i [[Giuramento|giuramenti]]. (vol. II, cap. XXIII) *Il mondo, che commette continuamente immense ingiustizie, si consola troppo facilmente con l'idea che alla vittima delle falsità ch'esso trama e della malignità ch'esso trasuda, non possa mancare, avendo la coscienza pura, un conforto nelle proprie sofferenze, e che in un modo o nell'altro, finirà per trionfare; e «in questo caso» dicono quelli che hanno abbattuto la vittima, «benché noi non ce l'aspettiamo, nessun sarà più lieto di noi». E invece il mondo farebbe bene a riflettere, che l'[[ingiustizia]] è in se stessa, per ogni animo ben fatto e generoso, il male più insoffribile, il più atroce e difficile a sopportare; e che molte coscienze pure trovarono la loro giustificazione altrove, e che molti cuori saldi si infransero appunto perché la coscienza dei propri meriti non fece che aggravare le loro sofferenze e renderle più tormentose. (vol. II, cap. XXIV) *[...] la [[verità]], in sé considerata, è una sublime e magnifica cosa, signori, benché non si sia sempre lieti di vederla, appunto come altre sublimi e magnifiche cose, gli uragani, per esempio... (Sansone Bronzi: vol. II, cap. XXIX) *[...] sebbene la [[necessità]] non abbia legge, ha i suoi cultori di legge. (Sansone Bronzi: vol. II, cap. XXIX) *Tu non hai dimenticato la massima di nostro padre... il nostro riverito padre, signori... «Sospettate sempre di tutti». (Sansone Bronzi: vol. II, cap. XXIX) *Così accade sempre che questi [[Uomo di mondo|uomini di mondo]] lo traversino corazzati per difendersi tanto del male quanto del bene, non contando il fastidio e l'assurdità di montar sempre la guardia col microscopio e di andar vestiti di ferro anche nelle più innocenti occasioni. (vol. II, cap. XXIX) *La massima di Bronzi era che l'abitudine di far dei complimenti teneva la lingua oliata senza alcuna spesa; e siccome quell'organo utilissimo non deve mai arrugginire o stridere sui cardini nel caso specifico d'un uomo di legge, che ha bisogno d'averlo sempre facile e spedito, di rado egli perdeva l'occasione di far pompa di discorsetti lusinghieri e di espressioni laudative. (Sansone Bronzi: vol. II, cap. XXXV) *Quando la morte s'abbatte sugli innocenti e i giovani, per ogni fragile forma dalla quale scioglie lo spirito anelante, si levano centinaia di virtù in forma di grazia, di carità e d'amore, e vanno per il mondo, versando benedizioni. Dalle lagrime che i mortali addolorati versano sulle tombe precoci, nasce qualche bene, qualche più soave natura sorge. Sotto i passi della distruttrice balzano radiose creazioni che sfidano la sua potenza, e il suo triste cammino si muta in una via luminosa che conduce al cielo. (vol. II, cap. XXXV) *[...] la propaganda della bontà e della benevolenza non aggiunge virtù trascurabili alle buone qualità fondamentali della natura ed è un bell'argomento di soddisfazione per l'umanità tutta quanta. (vol. II, cap. XXXVI) ===[[Explicit]]=== Son tanti i [[Cambiamento|mutamenti]] che avvengono in pochi anni, e tutto passa come la narrazione d'una fiaba. ==''La piccola Dorrit''== ===[[Incipit]]=== Una trentina d'anni fa, Marsiglia bruciava un giorno ai raggi infocati del sole.<br> Nella Francia meridionale, un sole ardente in un giorno canicolare di agosto non era allora un fenomeno più strano di quanto in altri tempi sia stato o di quanto sia adesso. Ogni cosa dentro ed intorno a Marsiglia pareva che avesse sbarrato gli occhi, abbagliata ed abbagliante, al cielo infocato; fino al punto che questo fissarsi ed abbagliarsi a vicenda era ivi divenuto come una mania generale. I forestieri venivano abbagliati dalla accesa bianchezza delle case, dei muri, delle vie, dal bagliore delle strade aride e delle prossime colline il cui verde era stato arso. Tutto intorno in un moto spasmodico sbarrava gli occhi. Tutto, meno le [[vigneto|vigne]]; le quali piegandosi sotto il fardello dei grappoli, occhieggiavano di tratto in tratto, quando l'aura calda e grave muoveva appena le loro languide foglie. ===Citazioni=== *[...] l'asserzione franca e sfacciata ha per mezzo mondo lo stesso valore di una prova irrecusabile. (lib. I, cap. I) *[...] s'incomincia a perdonare ad un luogo, non appena lo si è lasciato [...]. (Signor Meagles: lib. I, cap. II) *– Nel nostro viaggio attraverso la vita, – rispose freddamente la signora Wade, – noi c'incontreremo in tutti coloro che muovono verso di noi chi sa da quali parti e per quali vie; e quanto è stabilito che noi facciamo ad essi, e che essi facciano a noi, accadrà fatalmente. (lib. I, cap. II) *E così ella {{NDR|la signora Clennam}} andava sempre bilanciando le sue partite con la Maestà del cielo, registrando le entrate a credito, tenendo strettissimo calcolo dell'attivo, e reclamando ad alta voce il saldo del suo conto. Solo per questo era notevole, per l'energia e l'enfasi che vi metteva. Mille e mille non fanno altrimenti tutti i giorni della loro vita, e ciascuno a suo modo. (lib. I, cap. V) *– Zitto là, voi e la vostra filantropia! – esclamò l'ostessa, sorridendo e più che mai scrollando il capo. – Statemi a sentire. Io sono una donna, io. Non m'intendo punto di filantropia filosofica. So però quello che ho veduto e quello che ho guardato in questo mondo dove mi trovo. E vi so dir questo, amico mio, che vi son gente, – uomini e donne per disgrazia nostra, – che non hanno dentro di sé nulla di buono, proprio nulla. Che vi son gente che bisogna detestare con tutta l'anima. Che vi son gente che vanno trattati come nemici dichiarati della razza umana. Che vi son gente che non hanno cuore di uomo e che bisogna schiacciare come bestie selvagge, e toglierle dalla faccia della terra. Ce n'è pochi, spero; ma io ho veduto in questo mondo qui dove mi trovo ed anche nella piccola ''Aurora'', che ce n'è di questa gente. (lib. I, cap. XI) *La maggior parte degli uomini sono abbastanza fedeli a sé stessi per serbarsi fedeli a un'antica [[illusione]]. Non è prova di leggerezza, ma anzi è una prova di costanza, quando l'illusione non regge al confronto della realtà e il contrasto le reca un colpo fatale. (lib. I, cap. XIII) *– Eccomi qua io, – disse Pancks, proseguendo la sua argomentazione col pigionale. – Per che altro credete voi che io sia fatto? Per niente altro. Tiratemi fuori dal letto di buon mattino, mettetemi al [[lavoro]], datemi un ritaglio di tempo per ingoiare un po' di cibo, e tornate da capo e fatemi lavorar di schiena. Fatemi lavorar sempre; io farò lo stesso con voi, voi farete lo stesso con un altro, un altro con un altro e così via. Ed eccovi sommariamente tutti i doveri dell'uomo in un paese commerciale. (lib. I, cap. XIII) *L'insegna dell'onore e della vergogna, il grado di generale e di tamburino, una statua di Pari nell'Abbazia di Westminster e l'amaca del marinaio sospesa sulle profondità dell'Oceano, la mitra e l'officina, il seggio di presidente e la galera, il trono e la ghigliottina, – verso ciascuno di cotesti punti muovono i [[Viaggio|viaggiatori]] sulla strada maestra del mondo; ma cotesta strada ha mirabili divergenze, e solo il tempo ci può far vedere dove ciascun viaggiatore è diretto. (lib. I, cap. XV) *– Se un uomo ha la disgrazia di trovar per caso qualche cosa che torni utile al paese, bisogna bene che vi si dedichi tutto e ne veda la fine.<br>– E non sarebbe miglior partito rinunziare a far conoscere il suo ritrovato?<br>– Ah, no davvero! – rispose Doyce tentennando il capo con un sorriso pensieroso. – Il ritrovato non gli è stato messo nella testa per restarvi sepolto. Ci è stato messo perché dia qualche frutto. Voi tenete lo vostra vita a condizione che combatterete strenuamente per essa fino all'ultimo. Ogni inventore tiene la [[Invenzione|sua scoperta]] alle medesime condizioni. (lib. I, cap. XVI) *{{NDR|Morale della barchetta}} Vecchi o giovani, irosi o pacifici, scontenti o soddisfatti, voi tutti che mi guardate, la corrente non si arresta mai. Che si gonfino pure i vostri cuori al soffio della discordia, l'onda che s'increspa intorno alla prua di questa barchetta, canta sempre la stessa canzone. Un anno dopo l'altro, tenuto conto di quanto ne trattiene la barca, l'onda fa tante miglia all'ora. Qui dei rosai, là dei gigli, niente che sia incerto o mutabile sopra questa via che fugge sempre eguale, senza arrestarsi un momento; mentre voi, imbarcati sul rapido fiume del tempo, siete così capricciosi ed instabili. (lib. I, cap. XVI) *Io ho il merito di tenere aperto un esattissimo conto corrente a beneficio delle persone di mia conoscenza, portando a libro con una scrupolosa precisione tutto il bene ed il male che ne so. Questo lavoro lo fo così coscienziosamente, che son felice di farvi sapere che il più abbietto degli uomini può anche essere il più caro e degno amico del mondo; e sono in grado di darvi la consolante notizia che vi ha assai meno differenza di quanto possiate credere tra un [[Bontà e cattiveria|uomo onesto e un birbante]]. (Signor Gowan: lib. I, cap. XVII) *[...] la vecchia signora viveva tuttavia deplorando la degenerazione dei tempi in compagnia di varie altre vecchie signore di ambo i sessi. (lib. I, cap. XVII) *– La [[società]], – riprese la signora Merdle, curvando di nuovo il suo dito mignolo, – è così difficile a spiegarsi alla gioventù, e qualche volta alle persone di età matura, che io son contenta di quanto mi dite. Io vorrei che la società non fosse tanto arbitraria, non fosse così esigente... Zitto, pappagallo!<br>Il pappagallo avea messo uno strido acutissimo, come se fosse il rappresentante della società in questione e volesse sostenere il suo diritto di essere esigente.<br>– Ma, – riprese a dire la signora Merdle, – dobbiamo pigliarla come la troviamo. Sappiamo benissimo ch'ella è vuota, convenzionale, mondana, disgustevole, ma a meno che non fossimo dei selvaggi dei mari tropicali, – per me sarei stata felice di nascere in quelle parti; sento dire che vi si mena una vita deliziosa e che il clima è perfetto, – siamo obbligati a consultare cotesta società. È la sorte comune. Il signor Merdle, per esempio, è uno dei primi banchieri; affari sulla più vasta scala, ricchezza ed influenza grandissime, ma anch'egli come gli altri... Zitto, pappagallo!<br>Il pappagallo avea messo un secondo strido, il quale completava in modo così espressivo la frase interrotta, che la signora, Merdle trovò inutile di aggiungere altro. (lib. I, cap. XX) *Uno che non può pagare trova un altro che nemmeno può pagare per farsi [[Garanzia|garantire]] che può pagare. È lo stesso caso che un uomo con le gambe di legno si faccia garantire da un altro uomo con le gambe di legno ch'egli ha due gambe di carne: né l'uno né l'altro cammineranno meglio per questo. E quattro gambe di legno vi danno più disturbo di due, quando non ne avete bisogno di nessuna. (Signor Panks: lib. I, cap. XXIII) *Pigliate tutto ciò che potete, e tenetevi tutto ciò che non siete obbligato a restituire. Questo si chiama far gli [[Affare|affari]]. (Signor Panks: lib. I, cap. XXIII) *{{NDR|Dialogo tra Gowan e Clennam}} – Non sono già un grande impostore, questo no. Compratevi un mio quadro, ed io vi dirò a quattr'occhi, ch'esso non vale la moneta che ci avete speso. Comprate un quadro di un altro pittore, – anche di uno di quei professoroni celebri che mi fanno stare a segno, – e c'è da scommettere cento contro uno che quanto più avrete pagato, tanto più il pittore vi avrà messo in mezzo. Fanno tutti così, sapete.<br>– Tutti i pittori?<br>– Pittori, scrittori, {{Sic|patriotti}}, tutti quelli che tengono bottega sul mercato sociale. Date venti sterline alla maggior parte delle persone di mia conoscenza, e sarete giusto ingannato fino a concorrenza della somma; datene ventimila, sarete ingannato per ventimila. (lib. I, cap. XXVI) *[...] le nostre più grandi [[speranze]], chiuse e carezzate nel fondo del cuore, si allontanano da noi per andarsi a perdere nei vasti mari dell'eternità. (lib. I, cap. XXVIII) *Trovarsi ricacciato in una via senza uscita, come il signor Enrico Gowan; avere per dispetto abbandonato un certo campo senza possedere le qualità necessarie per avanzare in un altro ed andare a zonzo con le mani in mano sopra un terreno neutro, maledicendo all'uno ed all'altro, non è certo una situazione morale molto favorevole, né può il tempo arrecare alcuna sorta di rimedio. Il peggior calcolo che si possa fare in questo mondo è quello di certi matematici ammalati, i quali non conoscono che la sottrazione, quando invece trattasi di dare il totale dei meriti e dei successi altrui, senza che questa aggiunga una sola unità al totale della propria addizione, in fatto di meriti e di successi.<br>D'altra parte, l'abitudine di cercare una specie di consolazione nel lamentarsi o nel vantarsi di essere disilluso, è veramente un'abitudine demoralizzatrice; la quale non tarda molto a produrre una infingarda noncuranza, una indifferenza completa per tutto ciò che richiede un lavoro costante. Deprezzare un capolavoro per far l'elogio di un lavoro mediocre, diventa una delle massime felicità di cotesti caratteri inaspriti, e non si può così prendersi giuoco della [[verità]], senza che ne soffra profondamente l'onestà dei proprii sentimenti. (lib. II, cap. VI) *Quando si ha un po' di buon senso e una certa coltura generale, non si può dire di essere completamente [[ignoranza|ignaro]] di checchessia. (Doyce: lib. II, cap. VIII) *Ma il signor Tenace Mollusco, bisogna sapere, era un uomo abbottonato fino alla gola, e per conseguenza un uomo di un certo peso. Tutti gli uomini così abbottonati sono uomini profondi e di peso. Sia che la facoltà riservatasi di sbottonarsi o di rimanere abbottonato imponga al genere umano, sia che si creda generalmente che la saggezza si condensi e si accresca sotto un abito abbottonato, e si svapori quando l'abito si sbottona; certo è che l'uomo che più di tutti ha importanza, è l'uomo che va abbottonato fino alla gola. (lib. II, cap. XII) *È tanto difficile arrestare una epidemia morale, quanto una epidemia fisica; essa si dilata con la rapidità medesima della peste; il contagio, fatti i primi progressi, non risparmia né gradi, né professioni; coglie le persone più robuste, i temperamenti che meno sembrano soggetti ad essere attaccati. Son fatti questi dimostrati dall'esperienza, com'è dimostrato che l'aria è necessaria alla vita dell'uomo. Il massimo dei benefizii che si potesse rendere al genere umano sarebbe di arrestare ed isolare (strangolarli no, che sarebbe troppo), prima che l'infezione si propagasse, gli animi incancreniti, la cui debolezza e perversità diffonde questi terribili flagelli. (lib. II, cap. XIII) *E un mezzo granello di [[realtà]], non altrimenti che una scarsa dose d'altri prodotti naturali egualmente rari, è capace di dar sapore e profumo ad una enorme quantità di diluente. (lib. II, cap. XXV) *Nessuno di noi può sapere con chiarezza a quali persone, a quali eventi si vada debitori per questo rispetto, fino a che la ruota della vita, arrestata di botto nel suo rapido giro, non venga a rivelarcelo. Basta per questo una malattia, un dispiacere, la perdita di coloro che amiamo, e questo dimostra che la sventura è pur buona a qualche cosa. (lib. II, cap. XXVII) *Il signor Plornish grugnì sentimentalmente nel suo stile filosofico ma poco chiaro, che c'erano degli alti, vedete, e c'erano dei bassi. Inutile il domandargli il come e il perché di questi alti e bassi; c'erano, sapete, e non c'era rimedio. Egli avea sentito dire, sissignore, che via via il mondo girava; poiché non c'era dubbio che girasse, anche i signori più sopraffini devono naturalmente trovarsi una volta a capo in giù con tutti i capelli arruffati in quello che si sarebbe potuto chiamare lo spazio. Benissimo. Questa era l'opinione del signor Plornish: benissimo. Prima o dopo, chi si trovava a capo in giù doveva tornare per forza a capo in su e i capelli tornerebbero lisci e al posto loro che sarebbe stata una vera grazia. Benissimo dunque! (lib. II, cap. XXVII) *Gentiluomo una volta, gentiluomo sempre, gentiluomo fino all'ultimo. (Rigaud: lib. II, cap. XXVIII) *– Li vendete tutti i vostri amici?<br>Rigaud si tolse la ''cigarette'' dalle labbra e guardò Arturo con un certo stupore. Ma si rimise subito a fumare, e riprese freddamente:<br>– Vendo tutto ciò che ha un prezzo. Come vivono, di grazia, i vostri signori avvocati, i vostri uomini di Stato, i vostri speculatori di borsa? Come vivete voi stesso? Com'è che vi trovate qui dentro? Non avete venduto nessun amico voi? Per Diana, ho motivo di credere di sì?<br>Clennam gli volse le spalle e guardò dalla finestra al muro di faccia.<br>– Il fatto è, mio caro signore, – proseguì Rigaud, – che la società si vende essa stessa; ha venduto me, ed io vendo lei. (lib. II, cap. XXVIII) *In verità io vi dico, che molti viaggiatori si sono imbattuti andando pel mondo in idoli mostruosi; ma nessuno ha mai veduto più temerarie e grossolane e disgustevoli immagini della divinità di quelle che noi, creature nate nella polvere, facciamo ad immagine nostra, la merce delle nostre più perverse passioni. (Signora Clennam: lib. II, cap. XXX) *Una bella giornata d'[[autunno]], quando i campi spogli della messe dorata sono stati dissodati di nuovo, quando i frutti dell'estate sono maturati e scomparsi, quando i paesaggi verdeggianti sono stati devastati da un esercito di solleciti vendemmiatori, quando i pomi si colorano ai baci del sole, quando le bacche del sorbo rosseggiano in mezzo al fogliame ingiallito. Già, nei boschi, sentivasi l'avvicinarsi di quel rigido vecchio che si chiama inverno, scernendo attraverso alle insolite aperture del fogliame una prospettiva chiara e spiccata, sgombra del vapore della state sonnolenta, velo leggiero e sottile come la lanuggine che copre la prugna violetta. L'oceano anch'esso, visto dalla spiaggia, non pareva più che dormisse al sole; apriva anzi i suoi mille occhi sfolgoranti, ed allegramente si agitava in tutta l'ampiezza sua, dalla fresca sabbia del lido fin laggiù, alle piccole vele che si sprofondavano nell'orizzonte, portate via da quella brezza medesima che portava via le foglie degli alberi. (lib. II, cap. XXXIV) ===Citazioni su ''La piccola Dorrit''=== *E poi il romanziere, già all'apice della sua carriera, scrisse ''Little Dorrit''. Alla miglior parte dei dickensiani questo romanzo è indigeribile. Non si capisce come l'autore del ''Pickwick'' abbia potuto scendere così facilmente al grado dello scrittore d'appendice. Forse ve lo avevano tratto l'esempio, la compagnia e la collaborazione per qualche libro, di Wilkie Collins. Ma Little ''Dorrit'' è salvato e portato in alto, come un lavoro che soltanto il genio poteva concepire, dall'idea del Ministero delle Circonlocuzioni, vasta satira della burocrazia d'ogni paese, frapposta, come un Imalaia d'inerzia, fra l'iniziativa e il bene, la malizia severa dei più animosi e la conquista, l'impeto bellicoso dei novatori e la vittoria. Il Ministero delle Circonlocuzioni è la vasta palude che specchia in immagini rugginose e tristi ciò che le sta di sopra e d'intorno; e ogni speranza che la sfiori al margine vi annega per l'eternità, e appena un brivido a fior dell'acqua, tra la vegetazione marcita, segna il punto della caduta. Gli ultimi umoristi francesi, che hanno studiato con acume malizioso e felice freschezza di rilievo, le miserie e le piccinerie dell'anima burocratica, non si son mai levati a una concezione così larga e completa, che, senza trascurare l'atto del singolo segnato dal crisma del decreto ufficiale, sa mettere in moto tutto il mastodontico, mostruoso organismo ministeriale, e seguirlo nelle più remote vibrazioni, nel lento ritmo della sua immane irresponsabilità. È una creazione gigantesca, come una di quelle opere che raccolsero lo sforzo di più generazioni, e si rappresero in mirabili armonie di marmo. ([[Silvio Spaventa Filippi]]) ==''Le campane''== ===[[Incipit]]=== Non sono molto numerosi – e giacché è desiderabile che tra chi narra una storia e chi la legge si stabilisca al più presto possibile una comprensione reciproca, prego di prender nota che io non limito questa osservazione né ai giovani né ai piccoli, ma la applico a ogni sorta di gente piccola e grande, giovane e vecchia, ancora nel periodo della crescita oppure già sul declinare – non sono, dico, molto numerosi coloro a cui piacerebbe dormire in una chiesa. Non intendo parlare con questo di dormirvi durante la predica di una giornata calda (cosa che è stata realmente fatta un paio di volte), ma di dormirvi di notte e soli. Una grande moltitudine di persone sarà violentemente sorpresa, lo so, da una tale asserzione nella piena luce del giorno; ma essa si applica alla notte e deve essere discussa di notte. E io mi impegno a sostenerla con successo, in qualsiasi notte piovosa che si scelga a questo scopo contro qualsiasi contraddittore scelto nella folla, che sia disposto a incontrarmi solo in un vecchio cimitero dinanzi alla porta di una vecchia chiesa e mi dia la preventiva autorizzazione a chiuderlo dentro, se questo è necessario per convincerlo, fino all'indomani mattina.<!--p. 323--> ===Citazioni=== *Non c'è niente che si ripresenti più regolarmente dell'ora di [[pranzo]] e niente che sia meno regolare, nel presentarsi, del pranzo. (Toby Veck: p. 331) *«Ma chi mangia la [[trippa]]?» disse il signor Filer dando un'occhiata in giro. «La trippa è senza eccezione l'articolo di consumo meno economico e più dispendioso che i mercati di questo paese abbiano la possibilità di produrre. È stato calcolato che la perdita che subisce nella cottura una libbra di trippa è superiore di sette ottavi di un quinto alla perdita che subisce una libbra di qualsiasi altra sostanza animale.<br>«Per dire le cose come stanno, la trippa è più costosa dell'ananasso di serra. Tenendo conto del numero di animali macellati regolarmente ogni anno e facendo un calcolo minimo delle quantità di trippa che le carcasse di questi animali se macellati razionalmente possono produrre, ho scoperto che la perdita su quella quantità di trippa quando viene cotta potrebbe nutrire una guarnigione di cinquecento soldati per cinque mesi di trentun giorni e un mese di febbraio in più. Che spreco, che spreco!» (p. 342) *«Voi state per prendere marito, avete detto» proseguì l'assessore. «Una cosa molto sconvienente e indelicata per una donna, ma lasciamo andare. Quando vi sarete sposata, litigherete col marito e diverrete una moglie disgraziata. Ora potete credere che non sarà così; ma sarà così perché io ve lo dico. Desidero avvertirvi chiaramente fin d'ora che io sono deciso a farla finita con le mogli infelici. Così non venite a presentarvi davanti a me. Avrete dei figlioli, dei ragazzi. Questi ragazzi cresceranno cattivi, naturalmente, e andranno vagabondando per le strade senza né scarpe né calze. Badate bene, mia giovane amica, io li condannerò sommariamente, ciascuno di loro, perché sono deciso a farla finita coi ragazzi senza scarpe e senza calze. Forse vostro marito morirà giovane, ciò che è molto probabile, e vi lascerà con un bambino. In questo caso vi metteranno fuori di casa e anche voi andrete errando su e giù per le strade. Badate bene di non venire a errare vicino a me, mia cara, perché io sono deciso a farla finita con tutte le madri vagabonde. Anzi la mia decisione è di farla finita con tutte le madri di qualunque tipo. Non vi mettete in mente di poter addurre come scusa la malattia o i bambini, perché con tutti gli ammalati e con tutti i bambini (io spero che voi conosciate il servizio religioso, per quanto tema di no) sono deciso a farla finita. E se voi tenterete disperatamente, con ingratitudine, con empietà e con frode di affogarvi o impiccarvi, io non avrò nessuna pietà di voi, perché sono venuto nella determinazione di farla finita con tutti i suicidi. Se c'è una cosa» disse l'assessore con un sorriso soddisfatto di se stesso «della quale si può dire che io mi sia più deciso che a proposito di qualunque altra, è di farla finita coi suicidi. Perciò non ci provate. È questa la frase giusta, non è vero? Ah, ah, ora ci siamo capiti.» (pp. 347-348) *«Mia signora,» rispose Sir Joseph con solennità «io sono nondimeno l'amico e il padre del povero, e questi riceverà nondimeno ogni incoraggiamento possibile dalle mie mani. Ogni quindici giorni verrà messo in comunicazione col signor Fish; ogni giorno di Capodanno io e i miei amici berremo alla sua salute; una volta all'anno io stesso e i miei amici gli rivolgeremo un discorso col più profondo dei sentimenti; una volta in vita sua forse può perfino accadere che riceva in pubblico, alla presenza della gente come si deve, una piccolezza qualsiasi da un amico; e quando, non più sorretto da questi stimolanti e dalla dignità del lavoro, scenderà nella sua comoda tomba, allora, mia signora» e qui Sir Joseph si soffiò il naso «io sarò l'amico e il padre dei suoi figli alle stesse condizioni.» (p. 357) *Nere sono le nuvole che si accumulano e agitate le acque profonde allorché il Mare del Pensiero, destandosi da una bonaccia, restituisce i suoi morti. Sorgono strani e terribili mostri, in una resurrezione prematura e imperfetta; le varie parti e le varie linee di cose differenti sono congiunte e commiste a caso, e quando e come e attraverso quali gradi meravigliosi ciascuna di esse si separa dall'altra e ciascun senso e ciascun obiettivo della mente riprende la sua forma abituale e torna alla vita, questo nessun uomo può dirlo, benché ciascun uomo sia ogni giorno il depositario di questo aspetto del Grande Mistero. (p. 376) *«La voce del [[tempo]]» disse il fantasma «grida all'uomo: va' avanti! Il tempo esiste perché egli possa avanzare e migliorare, perché il suo valore sia più grande, più grande la sua felicità, migliore la sua vita, perché progredisca innanzi, verso quella meta che è nota a lui e che egli può vedere e che è stata fissata nel periodo nel quale il tempo e lui cominciarono a esistere. Epoche di oscurità, di malvagità e di violenza, sono venute e scomparse: milioni di persone hanno sofferto, hanno vissuto e sono morte per additare a lui la via che gli sta dinanzi. Chi cerca di farlo volgere indietro o di arrestarlo nel suo corso, ferma una macchina potente che stenderà morto l'intruso e che l'arresto momentaneo renderà più feroce e più violenta.» (p. 380) ===[[Explicit]]=== Trotty aveva sognato? Oppure le sue gioie e i suoi dolori e i personaggi di essi sono soltanto un sogno? Lui stesso è un sogno e colui che racconta questa storia un sognatore che si sveglia soltanto adesso? Se è così, ascoltatore, sempre caro a lui in tutte le sue visioni, cerca di tenere in mente le severe realtà dalle quali queste ombre sono nate; e nella tua sfera, giacché nessuna è troppo ampia e nessuna troppo limitata per questo scopo, cerca di correggerle, di migliorarle e di addolcirle. Possa l'anno nuovo essere un anno felice per te, e felice per tutti gli altri la cui felicità dipende da te. Possa ciascun anno essere più felice del precedente, e possa anche il più umile dei nostri fratelli e sorelle non esser privato della sua legittima parte di quel che il nostro Creatore ha creato per il suo godimento.<!-- p. 424--> ==''Le due città''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''It was the best of times, it was the worst of times, it was the age of wisdom, it was the age of foolishness, it was the epoch of belief, it was the epoch of incredulity, it was the season of Light, it was the season of Darkness, it was the spring of hope, it was the winter of despair, we had everything before us, we had nothing before us, we were all going direct to Heaven, we were all going direct the other way–in short, the period was so far like the present period, that some of its noisiest authorities insisted on its being received, for good or for evil, in the superlative degree of comparison only.'' {{NDR|Charles Dickens, ''[https://archive.org/details/taleoftwocities03dick A tale of two cities]'', Chapman and Hall, London, 1859.}} ====Beatrice Boffito Serra==== Era il migliore di tutti i tempi, era il peggiore di tutti i tempi, era il secolo della saggezza, era il secolo della stoltizia, era l'epoca della fede, era l'epoca dell'incredulità, era la stagione della Luce, era la stagione delle Tenebre, era la primavera della speranza, era l'inverno della disperazione, avevamo tutto dinanzi a noi, non avevamo nulla dinanzi a noi, andavamo dritti dritti al Cielo, andavamo dritti dritti dalla parte opposta: in breve, il periodo era tanto simile al presente che alcune delle sue più clamorose autorità insistevano affinché se ne parlasse soltanto al superlativo sia nel bene sia nel male. ====Silvio Spaventa Filippi==== Era il tempo migliore e il tempo peggiore, la stagione della saggezza e la stagione della follia, l'epoca della fede e l'epoca dell'incredulità, il periodo della luce e il periodo delle tenebre, la primavera della speranza e l'inverno della disperazione. Avevamo tutto dinanzi a noi, non avevamo nulla dinanzi a noi; eravamo tutti diretti al cielo, eravamo tutti diretti a quell'altra parte – a farla breve, gli anni erano così simili ai nostri, che alcuni i quali li conoscevano profondamente sostenevano che, in bene o in male, se ne potesse parlare soltanto al superlativo. Un re dalla grossa mandibola e una regina dall'aspetto volgare sedevano sul trono d'Inghilterra; un re dalla grossa mandibola e una regina dal leggiadro volto, sul trono di Francia. In entrambi i Paesi ai signori dalle riserve di Stato del pane e del pesce era chiaro più del cristallo che tutto in generale andava nel miglior ordine possibile e nel più duraturo assetto del mondo. ===Citazioni=== *Strana circostanza, degna di meditazione, il fatto che ogni creatura umana è [[Incomunicabilità|composta in modo da esser per tutte le altre un profondo segreto e un profondo mistero]]. Una solenne considerazione, quando entro in una grande città di notte, quella che ciascuna di quelle case, oscuramente raggruppate, chiude un suo particolare segreto; che ogni stanza in ciascuna di esse chiude un suo particolare segreto; che ogni cuore pulsante nelle centinaia di migliaia di petti che respirano nella stessa città, è, in alcuni dei suoi pensieri, un segreto per il cuore che gli è più vicino. C'è in questo un senso di spavento pari a quello della stessa morte. (lib. I, cap. III; 1936) *Noi uomini d'affari, che serviamo una casa, non siamo padroni di noi stessi. Più che a noi stessi, dobbiamo pensare alla casa. (Jarvis Lorry: lib. I, cap. IV; 1936) *Tristemente, tristemente, sorse il sole: sorse sullo spettacolo di cui nulla è più triste, quello d'un uomo dotato d'ingegno e di sentimento ma incapace di dirigere le sue qualità in un esercizio durevole, incapace di lavorare a proprio vantaggio e per la propria felicità, sensibile alla piaga che lo rodeva e rassegnato a lasciarsene divorare così. (lib. I, cap. V; 2012) *L'odio per i grandi è l'omaggio involontario dei piccoli. (Marchese: lib. II, cap. IX; 1936) *– La [[repressione]] è l'unica filosofia durevole. La torva deferenza della paura e della schiavitù, caro, – osservò il marchese, – terrà i cani obbedienti alla frusta [...]. (lib. II, cap. IX; 1936) *[...] il primo dovere d'una [[madre]] è d'ingrassare il figlio. (Cruncher: lib. II, cap. XIV; 1936) *– Giacomo, – disse Defarge; – a un gatto bisogna far vedere il latte, se si vuole che lo lambisca. A un cane bisogna mostrare la sua preda naturale, se si vuole che un giorno le dia la caccia. (lib. II, cap. XV; 1936) *Castello e capanne, facce di marmo e cadavere penzolante, la macchia rossa sul pavimento di marmo, e l'acqua pura della fontana del villaggio – migliaia di ettari di terra – tutta una provincia di Francia – tutta quanta la Francia – giacevano sotto il cielo notturno concentrati in una sottile linea capillare. Così un mondo intero, con tutte le sue grandezze e le sue minuzie, giace in una stella scintillante. E come la semplice conoscenza umana può dividere un raggio di luce e analizzarne la composizione, così intelligenze più alte possono penetrare nel fioco barlume di questa nostra terra, in ogni pensiero e in ogni azione, in ogni vizio e in ogni virtù d'ogni creatura responsabile che vi respira. (lib. II, cap. XVI; 1936) *– Bene! – disse Defarge, con una scrollatina di spalle ch'era un po' di scusa, un po' di deplorazione, – non vedremo il trionfo.<br>– Lo avremo aiutato, – rispose madama [...]. (lib. II, cap. XVI; 1936) *[Il] chiarore della luna [...] è sempre malinconico, come la [[luce]] del sole – come la luce che si chiama la vita umana – all'alba e al tramonto. (lib. II, cap. XVII; 1936) *In tempi di pestilenza, alcuni hanno una segreta attrazione per il morbo... un terribile impulso a morire. E tutti chiudiamo in seno simili meraviglie, alle quali manca soltanto l'occasione per mostrarsi. (lib. III, cap. VI; 1936) *Io ammetto d'essere una [[spia]], professione che non ha una buona reputazione, sebbene sia necessario che qualcuno la eserciti; ma questo signore non è spia, e non veggo la ragione perché debba abbassarsi a far la spia. (John Barsad: lib. III, cap. VIII; 1936) *Vi è una forza prodigiosa, – gli risposi, – nella tristezza e nella disperazione. (Dottor Manette: lib. III, cap. X; 1936) *I contagi fisici, generati dai vizi e dalle colpose negligenze degli uomini, attaccano vittime di tutte le classi; e lo spaventoso disordine morale, nato da indicibili sofferenze, da una intollerabile oppressione e dalla spietata indifferenza, colpisce egualmente senza alcuna distinzione. (lib. III, cap. XIII; 1936) ===[[Explicit]]=== «Veggo il bambino che le stava in grembo e che porterà il mio nome, diventar uomo, e farsi strada nel mondo nella stessa professione che una volta fu mia. Lo veggo arrivare vittorioso alla meta, e il mio nome, irradiato della luce del suo, mondarsi delle macchie di cui io l'aveva bruttato. Lo veggo ancora, o capo dei giudici giusti e degli uomini onorati, condurre in questo luogo un ragazzo dello stesso mio nome, con una fronte che io conosco e i capelli d'oro – questo luogo sarà allora bello da guardare, senza più le orribili tracce di oggi – e lo veggo narrare al bambino la mia storia, con tenera e tremola voce.<br />«Quel che faccio è il meglio, di gran lunga il meglio che io abbia mai fatto; e il riposo che m'attende è il più dolce, di gran lunga il più dolce che io abbia mai conosciuto».<ref>Citato nel film ''[[Il cavaliere oscuro - Il ritorno]]'' (2012). James Gordon cita infatti il passo durante l'[[elegie funebri dai film|elegia funebre]] per Bruce Wayne: «Quel che faccio è certo il meglio, di gran lunga, di quanto abbia mai fatto e quel che mi attende è di gran lunga il riposo più dolce che abbia mai conosciuto.»</ref> {{NDR|Traduzione di Silvio Spaventa Filippi}} ==''Lettere dall'Italia''== *{{NDR|Su [[Villa Bagnarello]]}} Mi trovo in una vecchia tenuta sconquassata, la più completamente solitaria, arrugginita, stagnante che tu possa immaginare. Che cosa non darei perché tu potessi solo dare un'occhiata al cortile! Lo contemplo ogni volta che passo vicino a una finestra che guarda da quel lato della casa, perché la stalla è così piena di «insetti e sciami» [...] che mi aspetto sempre di vedere la carrozza uscirsene trainata di peso da legioni di laboriose pulci perfettamente bardate, per proprio conto. (lettera a John Forster, 20 (?) luglio 1844; p. 21) *{{NDR|Sui modi [[Genova|genovesi]]}} [...] sono estremamente vivaci e pantomimici, tanto che due amici popolani in placida conversazione nella strada sembrano sempre sul punto di accoltellarsi da un istante all'altro. E uno straniero resta profondamente sconcertato dal fatto che poi questo non succeda. (lettera a John Forster, 20 (?) luglio 1844; p. 21) *Ma non so come te la caveresti sui lastricati, che mettono a dura prova. È come camminare su delle biglie roventi e fumanti, con ogni tanto uno spuntone che fa inciampare. (lettera al fratello Frederick, 22 luglio 1844; p. 22) *Vi è una Chiesa, qui, la [[Basilica della Santissima Annunziata del Vastato|Chiesa dell'Annunciazione]], che stanno adesso restaurando (certe famiglie nobili) con gran dispendio, come opera pia. È un'ampia Chiesa, con un gran numero di cappellette all'interno, e una cupola davvero alta. Ogni Pollice di questo edificio è dipinto, e ogni Disegno è circondato da una gran cornice o bordatura dorata, di complicata lavorazione. Non puoi immaginare nulla di altrettanto splendido. Merita un intero viaggio solo il venirla a vedere. (lettera a Daniel Maclise, 22 luglio 1844; p. 24) *{{NDR|Su ''Tour in Italy'' di [[Louis Simond]]}} È un libro proprio incantevole e lo si apprezza soprattutto per l'eccellente proposito e determinazione di non riprodurre gli stereotipi convenzionali. (lettera a John Forster, 3 agosto 1844; p. 27) *[...] a un certo punto della sera e del mattino l'azzurro del [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]] supera ogni immaginazione o descrizione. È il colore più intenso e meraviglioso, credo, di tutta la natura. (lettera a John Forster, 3 agosto 1844; p. 27) *La Villa {{NDR|[[Villa Bagnarello|Bagnarello]]}} è piuttosto disadorna in fatto di mobili, ma è estremamente pulita. La Sala è molto ampia e le camere da letto ottime. (lettera al Conte D'Orsay, 7 agosto 1844; p. 29) *[...] mi sono guardato attorno e credo d'aver concluso un accordo per una sistemazione alle [[Villa delle Peschiere|Peschiere]]: spero di prendere possesso di quel Palazzo il primo d'ottobre. Ho a disposizione l'intero edificio, tranne il Piano Terra. Non so se abbiate mai visto le stanze. Sono davvero splendide, e ogni millimetro delle pareti è affrescato. I Giardini sono anch'essi bellissimi. (lettera al Conte D'Orsay, 7 agosto 1844; p. 29) *Che luogo triste è l'[[Italia]]! Un paese piombato nel sonno, e senza alcuna prospettiva di risvegliarsi. (lettera al Conte D'Orsay, 7 agosto 1844; pp. 30-31) *Non dimenticherò mai, finché vivrò, le mie prime impressioni mentre avanzavo per le vie di [[Genova]], dopo aver contemplato la splendida Vista della città, per un'ora intera, con un telescopio, dal ponte del vapore. Pensavo che fra tutte le più ammuffite, desolate, sonnolente, luride, abbandonate, immobili città del mondo intero, dimenticate da Dio, nessuna la potesse eguagliare. Mi pareva di essere giunto dove tutto finisce, dove non vi è più progresso, movimento, sviluppo, o possibilità di migliorare oltre. Tutto sembrava essersi fermato da secoli, per non riscuotersi mai più, restando immobile sotto il sole in attesa del giorno del Giudizio.<br>Adesso, invece, mi attira molto andarvi a camminare o girovagare, quando mi ci reco, in una specie di stato sognante, che è anche estremamente distensivo. Mi sembra di pensare, ma non so a che cosa, non ne ho la minima coscienza. Posso sedermi in una chiesa, o fermarmi alla fine di uno stretto Vico, zigzagando come una lurida biscia verso la parte alta, senza sentire il minimo desiderio per alcun altro tipo di divertimento. Non diversamente mi stendo sugli scogli la sera, fissando l'acqua azzurra senza ritegno, o giro per gli stretti vicoli e guardo le lucertole inseguirsi per i muri (così leggere e rapide che mi sembrano sempre ombre di qualcos'altro che passi sulle pietre) e sparire nei loro buchi così all'improvviso da lasciare pezzetti di coda di fuori, senza che se ne rendano conto. (lettera al Conte D'Orsay, 7 agosto 1844; p. 31) *Siete mai stato a [[Lione]]? ''Quello'' è il posto. È un grande Incubo, una cattiva coscienza, un colpo di indigestione, il ricordare di aver commesso un delitto. Un posto terribile! (lettera al Conte D'Orsay, 7 agosto 1844; p. 31) *Il [[Villa delle Peschiere|Peschiere]] è tenuto in gran considerazione per la sua salubrità: è situato nel mezzo del più splendido panorama, entro le mura di Genova, nel cuore di tutte le passeggiate della Collina, circondato dai più deliziosi giardini (pieni di fontane, alberi di arancio, e ogni sorta di piacevolezza) che tu possa immaginare [...]. All'interno, è tutto dipinto, muri e soffitti, in ogni centimetro, nel più sfarzoso dei modi. Vi sono dieci stanze per piano: solo poche sono più piccole delle più grandi stanze d'abitazione del palazzo di Hampton Court, e una è sicuramente altrettanto larga e lunga del Saloon del Teatro di Drury Lane, con una gran copertura a volta più alta di quella della Galleria Waterloo nel Castello di Windsor, anzi, a pensarci bene, molto più alta. (lettera a Thomas Mitton, 12 agosto 1844; pp. 35-36) *Sono stato a cena dal console generale francese. Era presente, fra gli altri genovesi, il [[Gian Carlo Di Negro|Marchese di Negro]], un grassone molto più vecchio di Jerdan, {{NDR|William Jerdan}} con la stessa chiacchiera e misura di lingua. È stato amico di [[George Gordon Byron|Byron]]: la sua casa, qui, è aperta a tutti, scrive poesie, improvvisa, ed è una sorta di ottimo vecchio Blunderbore, proprio lo strumento giusto per scavare un pozzo artesiano da qualsiasi parte. (lettera a John Forster, 20 (?) agosto 1844; p. 39) *{{NDR|Sui [[I promessi sposi|Promessi sposi]]}} È proprio un bel libro! Non mi sono ancora addentrato molto nella storia, ma ne sono del tutto incantato. I dialoghi fra lo Sposo e il Prete, la Mattina del mancato matrimonio, fra lo Sposo e la Sposa e la Madre di lei, e la descrizione del tragitto del povero Renzo alla casa del dotto avvocato, con i capponi, la scena fra loro due e l'idea complessiva del personaggio e della vicenda di Padre Cristoforo sono delineati a tocchi estremamente delicati e suggestivi. Ho appena lasciato il buon padre nella chiassosa Sala da Pranzo di Don Rodrigo e ti assicuro che sono ansiosissimo di andare avanti. (lettera a Samuel Rogers, 1 settembre 1844; pp. 42-43) *Ricordi la Chiesa dei Cappuccini, l'[[Basilica della Santissima Annunziata del Vastato|Annunciata]]? Stanno ridipingendola e rinnovando completamente le dorature. E stanno costruendo un portico di marmo sopra l'entrata principale. La parte dell'interno, circa due terzi, che hanno già finito di ridecorare, è quanto di più sfarzoso si possa immaginare. Se si guarda verso le tre Cupole in alto in un giorno luminoso, stando davanti al Grande Altare, si resta storditi dallo scintillìo e dalla gloria del luogo. Ma il contrasto tra questo Tempio e i suoi ministri è sicuramente il più singolare e netto che esista al Mondo. (lettera a Samuel Rogers, 1 settembre 1844; p. 43) *[...] mio caro amico, qualunque cosa al mondo tu abbia udito su Venezia, nessuna uguaglia la magnificenza e lo splendore della realtà. Le più sfrenate visioni delle Mille e Una Notte non sono nulla in confronto a Piazza San Marco e della prima impressione dell'interno della chiesa. La realtà sontuosa e stupefacente di Venezia è al di là delle fantasie del più audace sognatore. Nemmeno l'oppio potrebbe far sorgere un luogo simile, e un incantesimo sfumarlo poi in visione. Tutto quello che ho sentito dire, o letto in descrizioni realistiche o romanzate, o immaginato su di essa viene scavalcato di migliaia di miglia. E tu sai che, quando mi aspetto troppo da un luogo, è facile che ne resti poi deluso: ma Venezia è al di sopra, al di là, al di fuori della portata di ogni immaginazione umana. Non la si è mai decantata abbastanza. A vederla, ti commuoveresti fino alle lacrime. [...] Da oggi, Venezia è parte della mia mente. (lettera a John Forster, 12 novembre 1844; pp. 61-62) *Non mi è mai successo prima di aver paura di descrivere quanto mi è capitato di vedere. Ma nel dirti che cos'è [[Venezia]], ebbene, sento che mi è impossibile. (lettera a John Forster, 12 novembre 1844; p. 62) *[...] giuro (con assoluta convinzione) che [[Venezia]] è ''il'' prodigio, la nuova meraviglia del mondo. Se tu potessi esservi trasportato, senza averne mai sentito parlare, sarebbe la stessa cosa. Calpestarne le pietre, averne davanti gli scorci e nella mente la storia è qualcosa che supera tutto ciò che di essa si scrive, si dice, si pensa. Non potresti parlarmi in questa stanza, né io a te, senza stringermi le mani e dire: «Buon Dio, mio caro amico, abbiamo vissuto per vedere tutto questo!» (lettera a John Forster, 12 novembre 1844; p. 62) *Sono rimasto alquanto scosso ieri (non sono molto forte in minuzie geografiche) nello scoprire che Romeo venne bandito a sole venticinque miglia. Tale è la distanza fra [[Mantova]] e [[Verona]]. Quest'ultimo è uno strano vecchio posto, con grandi case ormai solitarie e chiuse, esattamente come ci si aspetta che sia. La prima ha una gran quantità di farmacisti, tutt'oggi, che potrebbero interpretare la parte shakespeariana al naturale. Di tutti i piccoli stagni immobili visti finora, è il più verde e il più coperto d'erbacce. (lettera a Douglas Jerrold, 16 novembre 1844; pp. 63-64) *Non vi è nulla che mi abbia colpito in vita mia come [[Venezia]]. È ''la'' meraviglia del mondo. Un dannato antico posto da sogno, stupendo, immateriale, impossibile, perverso, irreale. Vi sono arrivato di sera, e la sensazione di quella sera e della luminosa mattina successiva è ormai parte di me per il resto della mia esistenza. (lettera a Douglas Jerrold, 16 novembre 1844; p. 64) *Quanto al vecchio [[Gian Carlo Di Negro|Di Negro]] è ancora un po' più brutto di quando siamo arrivati all'inizio. Dà periodici ricevimenti alla [[Villetta Di Negro|Villetta]] in cui v'è una gran quantità di vasi di fiori e qualche gelato, senza altro rinfresco. Lui si aggira declamando costantemente versi estemporanei a ogni minimo spunto. Nella sua camera da letto ha un'Arpa Gigantesca e tiene sempre pronte carta e penna per fissare le idee man mano che gli vengono, una sorta di Re David profano, ma molto innocuo. (lettera alla Contessa di Blessington, 20 novembre 1844; p. 73) *{{NDR|Sulla [[lingua napoletana]]}} [...] è assai particolare ed estremamente difficile: per capirla ci vorrebbe almeno un anno di pratica costante. Non somiglia all'italiano più di quanto l'inglese non somigli al gallese. E poiché non dicono nemmeno la metà delle cose che intendono, sostituendo intere frasi con strizzate d'occhio o calci, mi meraviglio che riescano a comprendersi. (lettera a Thomas Mitton, 17 e 22 febbraio 1845; p. 90) *Il posto {{NDR|[[Napoli]]}} è bello, ma molto meno di quanto la gente non dica. Il famoso golfo, secondo me, come veduta, è incomparabilmente inferiore a quello di [[Genova]], che è quanto di più bello abbia mai visto. Nemmeno la città, dal canto suo, è paragonabile a Genova, con cui in Italia nessuna regge il confronto, salvo Venezia. Quanto ai palazzi, nessuno uguaglia le [[Villa delle Peschiere|Peschiere]] per architetture, collocazione, giardini o stanze. (lettera a Thomas Mitton, 17 e 22 febbraio 1845; p. 90) *[[Napoli]] in sé, invece, almeno un po' mi ha deluso. Il golfo non mi pare bello come quello di Genova, non è facile scorgerne o coglierne la linea, e l'effetto delle montagne è sciupato dalle sue dimensioni. La vita per le strade non è pittoresca e insolita neanche la metà di quanto i nostri sapientoni giramondo amino farci credere. (lettera a Emile De La Rue, 23 e 25 febbraio 1845; p. 90) *[...] In linea di massima, la gente comune, qui in Italia, mi piace moltissimo, ma i Napoletani meno di tutti e i [[Roma]]ni poco più, perché sono focosi e brutali. (lettera a Miss Burdett Coutts, 18 marzo 1845; p. 99) *Il fascino che ha il golfo di Genova ai miei occhi manca completamente a quello di Napoli. La città di [[Genova]] è proprio bella e pittoresca e la casa in cui abitiamo {{NDR|[[Villa delle Peschiere]]}} non ha nulla da invidiare a un Palazzo delle fiabe. (lettera a Miss Burdett Coutts, 18 marzo 1845; p. 99) *[...] [[Venezia]] è stata un tale splendido sogno che non riesco mai a parlarne, sentendomi del tutto incapace di descriverne l'impatto sulla mia mente. (lettera a Miss Burdett Coutts, 18 marzo 1845; p. 99) *Il [[Colosseo]] di giorno, al chiaro di luna, a lume di torcia e con ogni sorta di luce è quanto di più stupendo e terribile. (lettera a Miss Burdett Coutts, 18 marzo 1845; p. 99) *Il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]] si stende a perdita d'occhio oltre la città, ed è così azzurro, in questo momento, che nemmeno il più puro e vivido blu di Prussia che Mac abbia mai preparato sulla sua tavolozza potrebbe sostenerne il confronto. (lettera a John Forster, (?) aprile 1845; p. 104) *[[Napoli]] mi ha ampiamente deluso. È pur vero che il tempo è stato brutto per gran parte della mia permanenza là, ma se non vi fosse stato il fango, vi sarebbe stata la polvere. E se anche avessi avuto il Sole, avrei comunque avuto anche i Lazzaroni, che sono così cenciosi, così luridi, abietti, degradati, immersi e imbevuti nella più totale impossibilità di riscatto, che renderebbero scomodo anche il Paradiso, semmai dovessero arrivarci. Non mi aspettavo di vedere una bella Città, ma qualcosa di più piacevole della lunga monotona {{Sic|filza}} di squallide case che si stendono da Chiaia al Quartiere di Porta Capuana, sì; e mentre ero piuttosto preparato all'idea di una popolazione miserabile, mi aspettavo comunque di vedere qualche straccio pulito ogni tanto, qualche gamba che ballasse, qualche viso sorridente, abbronzato dal sole. La realtà, invece, è che, se penso a Napoli in sé per sé, non mi resta un solo ricordo ''piacevole''. (lettera alla Contessa di Blessington, 9 maggio 1845; p. 107) *{{NDR|Su Lord Holland e la sua cuoca}} Se anche dovessero aprire un ristorante pulito a [[Genova]], cosa poco credibile, data la naturale predilezione per la sporcizia, l'aglio e l'olio dei genovesi, sarebbe lo stesso un grosso rischio, perché i preti farebbero di tutto per danneggiare un uomo che ha sposato una Protestante. (lettera a John Forster, 12 maggio 1845; p. 115) ==''Martin Chuzzlewit''== ===[[Incipit]]=== Siccome nessuna signora e nessun signore che pretende di appartenere alla migliore società può provare qualsiasi simpatia per la famiglia Chuzzlewit senza aver ricevuto prove sicure della estrema antichità della sua stirpe, è una soddisfazione sapere con certezza che discende in linea diretta da Adamo ed Eva.<ref group="fonte">Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, Rizzoli, 1992. ISBN 88-17-14603-X.</ref> ===Citazioni=== *Chiunque è capace di essere allegro e di buonumore quando è ben vestito.<ref group="fonte">Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, Rizzoli, 2013, [https://books.google.it/books?id=DZa3AAAAQBAJ&pg=PT9 § 5]. ISBN 978-88-58-65464-4.</ref> (Mark Tapley: cap. V) *Questa è la [[Regole dai libri|regola]] negli affari: "Fatela agli altri, perché loro la farebbero a voi."<ref group="fonte">Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref> (Mr Jonas: cap. XI) ==''Nicholas Nickleby''== ===[[Incipit]]=== Abitava una volta, in un luogo appartato del Devonshire, certo Goffredo Nickleby, un onesto uomo, che, in età piuttosto avanzata, messosi in capo di ammogliarsi, e non essendo abbastanza giovane o abbastanza ricco da aspirare alla mano di una ereditiera, aveva per pura affezione sposato una vecchia fiamma, la quale a sua volta se l'era preso per la stessa ragione. Così due persone, che non possono permettersi di giocare a carte per denaro, si seggono tranquillamente a tavolino, e giocano una partita per mero piacere. ===Citazioni=== *[...] l'[[oro]] solleva intorno all'uomo un fumo più nocivo per i sensi e più distruttore per i sentimenti che non la esalazione del carbone [...]. (cap. I) *Il dolore della [[partenza]] è nulla in confronto della gioia del [[ritorno]]. (Nicholas Nickleby: cap. III) *[...] ciò che si chiama mondo – frase convenzionale che, interpretata, significa tutti i bricconi che esso contiene [...]. (cap. III) *L'aspetto del signor Squeers non era attraente. Egli aveva soltanto un occhio, e il pregiudizio popolare ne vuole due. (cap. IV) *Dominate i vostri appetiti, figliuoli miei, e avrete soggiogato la natura umana. (Wackford Squeers: cap. V) *[...] vi sono soltanto due stili nella dipintura dei [[ritratto|ritratti]], il serio e il sorridente [...]. (Signorina La Creevy: cap. V) *Se tutti avessimo il cuore come quello che pulsa così leggero nel seno della [[Giovinezza e senilità|giovinezza]] e della bellezza, che paradiso sarebbe in terra! Se, mentre il nostro corpo [[Giovinezza e senilità|invecchia]] e s'indebolisce, il cuore potesse conservare la primitiva sua giovinezza e la primitiva sua freschezza, di quanto giovamento non ci sarebbero le nostre afflizioni e le nostre sofferenze! Ma la tenue immagine dell'Eden ch'è stampata in noi nell'infanzia felice si logora e si consuma nelle rudi lotte della vita, e presto si cancella, assai spesso per non lasciarvi altro che il vuoto più triste.<ref>Cfr. [[Giacomo Leopardi]], ''[[Operette morali]]'': «In vero, io direi che l'uso del mondo, e l'esercizio de' patimenti, sogliono come profondare e sopire dentro a ciascuno di noi quel primo uomo che egli era: il quale di tratto in tratto si desta per poco spazio, ma tanto più di rado quanto è il progresso degli anni; sempre più poi si ritira verso il nostro intimo, e ricade in maggior sonno di prima; finché durando ancora la nostra vita, esso muore.»</ref> (Signore dalla testa grigia: cap. VI) *– Sempre a sciupare un tempo prezioso – disse infine il monaco, volgendosi alla sorella maggiore, – sempre a sciupare un tempo prezioso con codeste inezie. Ahimè, ahimè! Che si debbano così leggermente dissipare le poche bolle sulla superficie dell'eternità... le sole che il Cielo ci concede di vedere di quell'oscuro e profondo fiume! (cap. VI) *– Se mai qualche cosa può alleviare il primo acuto dolore d'una grave perdita, è la riflessione, a mio parere, che quelli che io piango, con l'essersi mantenuti innocentemente allegri e innamorati di tutto ciò che li circondava, si son preparati per un mondo più puro e felice. Il sole, siatene certo, non risplende su questa bella terra per incontrare degli occhi accigliati.<br>– Credo che abbiate ragione, – disse il signore che aveva raccontato.<br>– Credete! – rispose l'altro, – chi può dubitarne? Prendete qualunque argomento di triste rimpianto, e vedete con quanto piacere si accompagna. Il ricordo del tempo felice può diventar dolore...<br>– Diventa! – interruppe l'altro.<br>– Bene, diventa. Ricordare la felicità che s'è perduta è dolore, ma di una specie attenuata. I nostri ricordi sono disgraziatamente misti con molte cose che deploriamo e con molte azioni di cui siamo amaramente pentiti; pure nella vita più travagliata vi sono, io credo fermamente, tanti piccoli raggi di sole da rammentare, che io penso che nessun mortale (tranne che non si sia messo oltre il recinto della speranza) berrebbe se potesse e di proposito deliberato, un bicchiere delle acque del Lete.<br>– Forse avete ragione di pensarla a codesto modo, – disse, dopo una breve riflessione, il signore dai capelli grigi. – Credo proprio di sì.<br>– Bene, allora – rispose l'altro, – il bene in questa fase di esistenza preponderà sul male, checché ne dicano i sedicenti filosofi. Se i nostri affetti sono soggetti a tribolazioni, i nostri affetti sono la nostra consolazione e il nostro conforto; e la memoria, per quanto triste, è il legame più bello e più puro fra questo mondo e l'altro. (cap. VI) *Che disdetta per i grandi uomini del passato l'esser venuti al mondo così presto, poiché non si può ragionevolmente pretendere che un uomo nato tre o quattrocento anni fa avesse dinanzi a lui i parenti di un uomo nato adesso. L'ultimo uomo, chiunque sarà... e potrà essere un ciabattino o, per quel che se ne sa, il più volgare miserabile... avrà un [[albero genealogico]] più lungo del più gran nobile ora vivente; e io sostengo che questo non è giusto. (Signore dal viso gioviale: cap. VI) *Non so dire con quali mezzi e con quale gradazione certe [[Marito e moglie|mogli]] cercano d'abbassar la cresta di certi [[Marito e moglie|mariti]], benché su questo argomento possa avere anch'io la mia opinione, e possa ritenere che nessun membro del Parlamento dovrebbe essere ammogliato, giacché tre deputati ammogliati su quattro debbono votare secondo la coscienza delle mogli (se una cosa simile esiste), e non secondo la loro. (Barone di Grogzwig: cap. VI) *E il mio consiglio a tutti è questo, che se si diventa tristi e malinconici per cause simili {{NDR|problemi coniugali e finanziari}} (come avviene a molti) si debbano osservare i due lati della questione, applicando una lente d'ingrandimento a quello buono; e che se uno si sente tentato di dare un [[Suicidio|brusco addio al mondo]], è meglio si prenda prima una grossa pipa e una buona bottiglia [...]. (Signore dal viso gioviale: cap. VI) *Di tutte le cose infruttuose, la più infruttuosa è quella di versare una [[Lacrima|lagrima]] su un giorno già trascorso. (Ralph Nickleby: cap. X) *Si può fare la satira d'un funzionario pubblico... la colpa non è sua, ma della sua posizione elevata. (Signor Kenwigs: cap. XIV) *I [[Leone|leoni]] quadrupedi si dice siano feroci soltanto sotto lo stimolo della fame; quelli bipedi sono tristi soltanto nel pericolo che la loro bramosia degli onori rimanga insoddisfatta. (cap. XV) *– Che simpatico viso, e che simpatico portamento, in realtà! – disse la signora Kenwigs.<br>– Sì, certo – aggiunse la signorina Petowker. – Nel suo aspetto v'è qualcosa proprio... Dio, Dio, com'è quella parola?<br>– Quale parola? – chiese il signor Lillywick.<br>– Ebbene... Dio mio, come sono stupida – rispose la signorina Petowker, esitante. – Come si dice di quei signori che rompono i campanelli delle porte, picchiano le guardie, prendono delle vetture per conto di quelli che neppure lo sospettano, e fanno tante altre cose simili?<br>– [[Aristocratici]]? – suggerì il riscossore.<br>– Già! Aristocratici – rispose la signorina Petowker; – v'è in lui qualcosa di molto aristocratico, non è vero? (cap. XV) *Benché un uomo possa perdere il sentimento della propria importanza quando si considera una semplice unità in una folla affaccendata, la quale non bada assolutamente a lui, non ne segue ch'egli possa liberarsi, con eguale facilità, dal vivissimo sentimento dell'importanza e della grandezza dei propri affanni.<ref>Cfr. [[Giacomo Leopardi]]: «[...] rido della felicità delle ''masse'', perché il mio piccolo cervello non concepisce una ''massa'' felice composta d'individui non felici.»</ref> (cap. XVI) *La deplorazione che la gente bassa spesso si eleva al di sopra della sua condizione non deriva dal fatto che le persone così dette per bene si mettono al di sotto della propria? (cap. XVII) *Dava soddisfazione udire che il vecchio s'accingeva a cominciare una vita nuova, perché era evidente che la vecchia non gli sarebbe durata a lungo. (cap. XVII) *Non basta una vita dura, penosa e triste, per ispirar pietà. È molto per quelli che la soffrono, ma non per quelli, che pur non essendo insensibili, hanno bisogno di forti stimolanti per sentirsi impietositi e inteneriti.<br>Non son pochi i discepoli della [[carità]] che richiedono, nell'esercizio della loro vocazione, quasi gli stessi eccitamenti dei seguaci del piacere. Accade ogni giorno che una simpatia morbosa, una compassione male ispirata vada a cercare degli oggetti troppo lontani, mentre tante richieste per il legittimo esercizio delle stesse virtù, in condizione normale, sono continuamente nell'ambito della vista e dell'udito di molti che hanno il difetto di non avere una troppo sviluppata facoltà di osservazione. Insomma la carità si compiace d'essere romanzesca, come il novelliere e il drammaturgo. Un ladro in camiciotto è persona comune, appena degna del pensiero delle persone raffinate; ma si presenti vestito di velluto verde, e col cappello a pan di zucchero, e si muti il teatro della sua attività, portandolo da una città popolosa a una strada di montagna, e si troverà in lui persino l'anima della poesia e dell'avventura. Avvien così con quella grande virtù cardinale, la quale, bene alimentata ed esercitata, conduce a tutte le altre, se necessariamente non le include. Vuole del colore romanzesco; e meglio ancora se nel romanzesco non c'è troppo vita quotidiana dura, reale e penosa. (cap. XVIII) *Così fatta è la [[speranza]], dono particolare del Cielo ai doloranti mortali, che penetra, come una sottile essenza l'aria, tutte le cose buone e cattive, universale come la morte, e più contagiosa della peste. (cap. XIX) *Questo era uno dei vantaggi di aver vissuto così a lungo [[Solitudine|sola]]. La piccola, attiva, affaccendata, allegra creatura esisteva interamente entro se stessa, parlava a se stessa, si pigliava a confidente di se stessa, era il più che possibile sarcastica contro le persone che la offendevano, sempre in se stessa, piaceva a se stessa, e non commetteva alcun male. Se essa si lasciava andare a mormorare, non ne soffriva la reputazione di alcuno; e se essa si divertiva a vendicarsi un pochettino, non un'anima vivente ne soffriva. Una delle tante persone alle quali, per disgraziate vicende, per la conseguente inabilità a formarsi le relazioni che desidererebbero e la ritrosia a mischiarsi con le conoscenze che potrebbero fare, Londra è assolutamente un deserto come le pianure della Siria, l'umile artista aveva continuato a vivere sola ma contenta da molti anni, e finché le particolari disgrazie della famiglia Nickleby non avevano attirata la sua attenzione, s'era mantenuta senza amici, benché traboccante di sentimenti amichevoli per tutta l'umanità. Vi sono molti fervidi cuori solitari come quello della povera signorina La Creevy. (cap. XX) *Non ho tanti [[Amicizia|amici]] che io possa confondermi nel loro numero, e dimenticare il migliore. (Nicholas Nickleby: cap. XXII) *[...] la natura dà a ogni stagione una bellezza particolare; e da mattina a sera, come dalla culla alla tomba, non c'è che una serie di graduali mutamenti appena percettibili. (cap. XXII) *– Come squisita incarnazione delle visioni del poeta, e realizzazione dell'intellettualità umana, che indora con fulgida luce i nostri istanti di sogno, aprendo un nuovo, magico mondo innanzi all'occhio della nostra mente, il [[dramma]] è finito, assolutamente finito – disse il signor Curdle. (cap. XXIV) *– La vita da [[scapolo]] è penosa, caro, – disse il signor Lillywick.<br>– Sì? – chiese Nicola.<br>– Sì – soggiunse il riscossore. – Ho circa sessant'anni, e dovrei saperlo.<br>– Certo che dovreste saperlo, – pensò Nicola – ma se lo sapete o no, è un altro paio di maniche.<br>– Se mai uno scapolo ha risparmiato un po' di denaro – disse il signor Lillywick, – le sue sorelle e i suoi fratelli, i nipoti e le nipoti, mirano al denaro, e non a lui; anche se con l'essere un funzionario pubblico è il capo d'una famiglia, come per dire il condotto principale da cui si alimentano tutte le altre piccole diramazioni, in tutto il tempo non fanno che desiderarlo morto, e si sentono scoraggiati quando lo veggono in buona salute, perché ardono di venire in possesso dei suoi beni. (cap. XXV) *Così casi d'ingiustizia e d'oppressione e di tirannia, della più strana ipocrisia, sono cose fra noi di tutti i giorni. È costume di fare le più alte meraviglie e di stupirsi di quelli che sfidano con tanta improntitudine l'opinione pubblica; ma non v'è illusione maggiore; accadono simili cose appunto perché i dissoluti consultano l'opinione del loro piccolo mondo per sbalordire il grande. (cap. XXVIII) *[...] sebbene un abile [[adulatore]] sia un compagno delizioso se si dedica tutto a noi, diventa di gusto alquanto dubbio, se comincia a far dei complimenti ad altre persone. (cap. XXVIII) *[...] è un fatto notevole nella storia del [[teatro]], e già da lungo tempo acquisito senza alcuna contestazione, che è molto difficile attrarvi gente se prima non le si fa credere che non ci sarà modo di entrare. (cap. XXX) *«Io non son uomo da farmi commuovere da un bel viso», mormorò austeramente Rodolfo. «Sotto di esso v'è un brutto teschio, e gli uomini come me, che lavorano e guardano sotto la superficie, veggono il teschio e non il suo delicato involucro». (cap. XXXI) *[...] i giorni di solitudine trascorrono abbastanza tranquillamente e felicemente [...]. (Signorina La Creevy: cap. XXXI) *Quando parlo di [[casa]], parlo del luogo dove, in mancanza d'altro, sono raccolte le persone alle quali voglio bene; e se quel luogo fosse una tenda di zingaro o una soffitta, continuerei a chiamarla con lo stesso nome. (Nicholas Nickleby: cap. XXXV) *Tra quelli che hanno delle qualità solide e salde, non v'è nulla di più contagioso della pura sincerità di cuore. (cap. XXXV) *A rifletterci è una cosa molto piacevole, e fornisce una risposta completa a quelli che discutono sulla graduale degenerazione della specie, che ogni [[neonato]] a questo mondo sia sempre più bello del precedente. (cap. XXXVI) *Il mistero e la delusione non sono assolutamente indispensabili allo sviluppo dell'[[amore]], ma ne sono, spessissimo, potenti ausiliari. «Lontan dagli occhi, lontan dal cuore», calza abbastanza bene come proverbio applicabile ai casi dell'amicizia, benché l'assenza non sia sempre necessaria per la freddezza del cuore, anche fra amici; e la sincerità e l'onestà, come pietre preziose, siano forse più facilmente imitate a distanza e scambiate per vere. Ma l'amore è efficacemente aiutato da una immaginazione calda e attiva con memoria tenace, e prospera per un bel pezzo mercé un leggerissimo e scarsissimo alimento. Accade così sovente che esso raggiunga il suo più lussureggiante sviluppo nella separazione e in circostanza della maggior difficoltà [...]. (cap. XL) *Se l'egoismo è un ingrediente necessario nella composizione di quella passione che si chiama amore, merita questo tutte le belle frasi con cui i poeti lo esaltano nell'esercizio della loro professione? Vi sono, certo, casi autentici di uomini e di donne, che in magnanime circostanze, hanno ceduto rispettivamente la loro donna o il loro uomo a rivali di gran merito; ma è assolutamente accertato che la maggioranza di tali uomini e di tali donne non hanno fatto di necessità virtù, e non hanno nobilmente rassegnato ciò che non potevano ottenere, presso a poco come un soldato semplice potrebbe proporsi di non accettare l'ordine della giarrettiera, e un povero pio e dotto pastore, senz'altra famiglia che quella di una grossa figliuolanza, potrebbe proporsi di rinunciare a un vescovato? (cap. XLIII) *È una bella e squisita prerogativa nella nostra natura, che quando il cuore è commosso e intenerito da qualche calma felicità o da un sentimento di affezione, ci torni potentemente e irresistibilmente il ricordo dei [[morti]]. Par che i nostri buoni pensieri e le nostre simpatie siano una specie di incantesimo che mette l'anima in grado di mettersi in un vago e misterioso rapporto con gli spiriti di quelli che ci furono cari in vita. Ahimè! quante volte e come a lungo quegli angeli pazienti si librano intorno a noi, attendendo invano la parola che è così di rado pronunciata, e così presto dimenticata! (cap. XLIII) *L'orgoglio è uno dei sette peccati capitali, ma non l'orgoglio d'una madre per i figliuoli, poiché esso è un composto di due virtù cardinali: la fede e la speranza. (cap. XLIII) *Vi sono degli uomini che vivendo con l'unico fine di arricchirsi, non importa con quali mezzi, ed essendo perfettamente consapevoli della bassezza e della bricconeria di quelli che impiegheranno ogni giorno per il loro scopo, affetteranno pur non di meno – anche per se stessi – un alto tono di rettitudine morale, e scuoteranno la testa, sospirando sulla depravazione di questo mondo. Alcuni dei più astuti furfanti che mai camminarono su questo globo, o piuttosto – poiché il camminare suppone almeno la posizione eretta e il portamento umano – che mai s'arrampicarono e strisciarono per i più angusti e sudici sentieri della vita, gravemente annotarono nei loro diari gli eventi giornalieri e tennero aperto un conto del dare e dell'avere col Cielo, facendo oscillare il bilancio in loro favore. È questa una gratuita offesa al Cielo (la sola cosa gratuita) da parte della falsità e della furfanteria di simil gente, o essi sperano realmente d'ingannare perfino il Cielo, e ammassar meriti nell'altro mondo nella stessa maniera come hanno ammassato ricchezze in questo? Comunque sia è così; e senza dubbio, simili registrazioni (come certe autobiografie che hanno illuminato il globo) finiranno col dimostrarsi utili, se non altro col risparmiar fastidio e tempo all'angelo incaricato delle registrazioni lassù. (cap. XLIV) *[...] si vede in generale che quelli che si compiacciono di sogghignare della natura umana e affettano di disprezzarla, ne sono i peggiori e più tristi campioni. (cap. XLIV) *– Mio caro amico – rispose il fratello Carlo, – voi cadete nello stesso errore in cui cadono tanti, di accusar la natura di cose che non la riguardano affatto e delle quali non è minimamente responsabile. Gli uomini parlano della natura come di una cosa astratta, e intanto perdon di vista ciò che è naturale. Ecco un povero ragazzo che non ha mai sentito intorno a sé la sollecitudine d'un parente, e che difficilmente ha conosciuto altro nella sua vita che non fosse dolore e sofferenza, eccolo presentato a un uomo che si dice suo padre, e di cui il primo atto è di partecipargli l'intenzione di metter fine al breve periodo di benessere ch'egli abbia mai goduto, consegnandolo al suo antico aguzzino e strappandolo dalle mani dell'unico amico che egli abbia mai incontrato... cioè da voi. Se la natura, in un caso simile, mettesse nel petto del ragazzo soltanto un unico segreto impulso che lo spingesse verso il padre e lo staccasse da voi, essa sarebbe una sciocca menzognera. (cap. XLIV) *Vi sono molte amene fantasie della [[legge]] in continuo svolgimento, ma non ve n'è una più amena o più volgarmente faceta di quella che suppone che tutti gli uomini siano dello stesso valore innanzi al suo occhio parziale, e che i benefici di tutte le leggi siano egualmente raggiungibili da tutti, senza tenere il minimo conto del contenuto del borsellino di ciascuno. (cap. XLIV) *Quando gli uomini s'accingono a fare, o a sanzionare un'[[ingiustizia]], non è raro sentirli esprimere qualche pietà per l'oggetto della loro o di qualche simile cattiveria, pur ritenendosi intanto assolutamente virtuosi e morali, e immensamente superiori a quelli che non esprimono alcuna virtù. È un modo, il loro, di sollevar la fede sulle opere, ed è un atto di consolazione. (cap. XLIV) *– Strana cosa, la natura.<br>– È una cosa sacra, caro – osservò Snawley.<br>– Ne son persuaso – aggiunse il signor Squeers, con un sospiro morale. – Mi piacerebbe sapere che cosa potremmo fare senza di essa. La natura, – disse il signor Squeers, con solennità, – è più facile concepirla che descriverla. Che beatitudine, caro, essere in uno stato di natura! (cap. XLV) *Le affezioni naturali e gl'istinti, mio caro amico, sono le opere più belle dell'Onnipotente, ma come tutte le altre sue belle opere debbono essere coltivate e amate: altrimenti è più che naturale che si oscurino interamente, e che nuovi sentimenti usurpino il loro posto, come accade per le più belle produzioni della terra, quando sono trascurate, che finiscono con l'esser soffocate dalle erbacce e dai rovi. (Charles Cheeryble: cap. XLVI) *Benché la [[mattina]] possa essere, per gli spiriti irrequieti e ardenti, l'ora dell'attività e dell'energia, non è sempre il tempo in cui la speranza è più forte o lo spirito più animoso e allegro. Nei casi dubbi e difficili la giovinezza, l'attitudine, la contemplazione continua delle difficoltà che ci circondano e la loro familiarità diminuiscono impercettibilmente i nostri timori e ci danno una relativa indifferenza, se non una vaga, avventurosa fiducia in qualche soccorso prodigioso, del quale non ci curiamo d'indagare i mezzi e la natura. Ma quando la mattina ci ritroviamo di nuovo innanzi alle difficoltà, con quel buio e silenzioso abisso fra noi e la vigilia, con ogni anello della fragile catena della speranza da ribadire di nuovo, col nostro caloroso entusiasmo intepidito e la fredda calma ragione accanto, i dubbi e le diffidenze si riaffacciano. Come il viaggiatore che ripiglia il cammino il giorno, e scorge le aspre balze e le pianure deserte che la tenebra gli aveva sottratte alla vista e allo spirito, così il pellegrino nei difficoltosi sentieri della vita umana, vede, col ritorno del sole, qualche nuovo ostacolo da superare, qualche nuova altezza da raggiungere. Lontananze si stendono davanti alle quali la sera prima aveva appena dato un pensiero, e la luce che indora tutta la natura coi suoi lieti raggi sembra che non splenda che sui tristi ostacoli che giacciono disseminati fra lui e la tomba. (cap. LIII) *– Rosolia, reumi, tosse asinina, febbri, geloni e lombaggine – disse il signor Squeers, – non sono che della [[filosofia]], niente altro che della filosofia. I corpi celesti sono filosofia, e i corpi terrestri sono filosofia. Se in un corpo celeste si scioglie una vite, si tratta di filosofia, e se si scioglie una vite in un corpo terrestre si tratta anche di filosofia; o può darsi il caso qualche volta che vi sia un po' di metafisica, ma di rado. La filosofia è proprio quella che ci vuole per me. Se il genitore d'un alunno mi fa una domanda nel ramo classico, commerciale o matematico, gravemente gli domando: «Ebbene, signore, prima di tutto siete filosofo?» «No, signor Squeers»: egli mi dice, «no», «Allora, signore», dico io «mi dispiace, perchè non sono in grado di spiegarlo». Naturalmente, il genitore va via col desiderio d'essere filosofo, e parimenti naturalmente, crede che filosofo sia io. (cap. LVII) ==''Oliver Twist''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''Among other public buildings in a certain town which for many reasons it will be prudent to refrain from mentioning, and to which I will assign no fictitious name, it boasts of one which is common to most towns, great or small, to wit, a workhouse; and in this workhouse was born, on a day and date which I need not take upon myself to repeat, inasmuch as it can be of no possible consequence to the reader, in this stage of the business at all events, the item of mortality whose name is prefixed to the head of this chapter.'' {{NDR|Boz, ''[[s:en:Oliver Twist (1838)|Oliver Twist]]'', 3 voll., Richard Bentley, London, 1838.}} ====Ugo Dettore==== Tra i vari edifici pubblici di una certa città che per molte ragioni evito di nominare e a cui non voglio dare alcun nome fittizio, ve n'è uno comune da tempo a molte città grandi e piccole, voglio dire l'ospizio di mendicità. E in questo ospizio nacque, un giorno che non merita specificare perché non ha alcuna importanza per il lettore, almeno per ora, l'esemplare umano il cui nome appare in testa a questo capitolo. {{NDR|Charles Dickens, ''Le avventure di Oliver Twist'', traduzione di Ugo Dettore, Rizzoli, 1999<sup>11</sup>. ISBN 88-17-12319-6}} ====Mario Martino==== Tra gli altri edifici pubblici di una certa cittadina, che per diverse ragioni sarà per me prudente astenermi dal menzionare e alla quale neanche assegnerò un nome fittizio, ve n'è uno familiare un tempo alla maggior parte delle città, grandi o piccole che fossero, e cioè un ospizio di mendicità. E in questo ospizio, in un certo giorno, mese e anno che non devo darmi pena di precisare, giacché il conoscerli non potrà riuscire di alcuna utilità al lettore – per lo meno allo stato attuale delle cose – nacque l'articolo di mortalità il cui nome compare nel titolo di questo capitolo. ====Bruno Oddera==== Tra gli altri edifici pubblici di una certa cittadina che, per svariati motivi, sarà prudente astenersi dal nominare e alla quale non attribuirò alcun nome immaginario, ve n'è uno che si trova in quasi tutti i centri abitati, grandi o piccoli, vale a dire l'ospizio per i poveri; e in questo ospizio nacque,, un giorno di un anno che non starò a precisare in quanto, almeno per il momento, la cosa non può rivestire la benché minima importanza per il lettore, quell'appartenente al genere umano il cui nome figura nell'intestazione di questo capitolo. ====Silvio Spaventa Filippi==== Fra gli edifici pubblici di una certa città, che per molte ragioni giova non menzionare e alla quale non darò neppure un nome immaginario, ve n'è uno da gran tempo comune a moltissime città grandi e piccole: l'ospizio di mendicità, e nell'ospizio di mendicità, in un giorno e in un anno che non serve rammentare – anche perché non ha alcuna conseguenza pratica per chi legge, almeno per ora – nacque il campione di umanità, del cui nome si adorna l'intestazione di questo capitolo.<ref>Cioè: ''Che tratta del luogo ove nacque Oliver Twist e delle circostanze che accompagnarono la sua nascita''.</ref> {{NDR|Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id&#61;HOyMBQAAQBAJ Oliver Twist]'', traduzione di Silvio Spaventa-Filippi, Einaudi, 2014. ISBN 8858417445.}} ===Citazioni=== *E che stupendo esempio della potenza dell'[[Vestito|abito]] era il piccolo Oliver Twist! Avvolto nella coperta che fino ad allora aveva costituito il suo unico indumento, sarebbe potuto essere tanto il figlio di signori altolocati quanto di pezzenti, e anche il più arrogante, vedendolo per la prima volta, avrebbe avuto difficoltà ad attribuirgli un posto nella società. Ma ora, avvolto in una tela di cotone leggero, diventata gialla per quell'uso ripetuto, egli era etichettato e marchiato, ed era immediatamente collocato al suo posto: un poverello in carico alla parrocchia, un orfano per l'ospizio – l'umile e denutrito essere da fatica – spinto nel mondo a suon di ceffoni e sberle, da tutti disprezzato e da nessuno compatito. (cap. I, 2011) *C'è uno stato di torpore, [[Stato ipnagogico|tra il sonno e la veglia]], durante il quale si sogna di più in cinque minuti a occhi semi-aperti, consapevoli di tutto ciò che avviene intorno, di quanto non si sognerebbe in cinque notti con gli occhi completamente chiusi e i sensi nella più totale incoscienza. In tali momenti, l'essere mortale comprende abbastanza del lavorio della sua mente per formarsi una idea, seppur vaga, del suo eccezionale potere: com'essa sia in grado di staccarsi da terra per superare spazio e tempo, libera dai legami con la sua controparte corporea. (cap. IX, 2011) *Nel profondo del cuore umano si cela la passione di dare la [[caccia]] a qualcosa. (cap. X; 2004, p. 84) *A gradi, scivolò in quel [[sonno]] tranquillo che solo il sollievo da un recente patire può infondere; quel calmo, beato riposo, a confronto del quale lo svegliarsi è una sofferenza. E chi, se quello fosse la morte, vorrebbe svegliarsi di nuovo alle lotte e al travaglio della vita; a tutte le sue preoccupazioni per il presente, a tutte le sue ansie per il futuro e a tutte le penose memorie del passato! (cap. XII, 2011) *E sebbene io non intenda affermare che è pratica consueta di famosi e dotti saggi l'abbreviare la via a ogni grande conclusione, giacché il loro programma è invero piuttosto quello di allungarla con ogni sorta di divagazione e di deviazione del discorso, come quelle in cui incorrono gli ubriachi pressati da una copiosa sovrabbondanza di idee, intendo però affermare, e anzi lo affermo decisamente, che, nell'applicazione delle loro teorie, è pratica inderogabile di molti arditi filosofi dar prova di grande saggezza e acume nel pararsi da ogni circostanza che abbia una qualche probabilità di contraddirle. Allo stesso modo, è legittimo fare un piccolo torto se serve a qualcosa di grande e giusto, ed è lecito ogni mezzo se è giustificato dal suo scopo, e la quantità di giusto o ingiusto, e perfino se esista tra loro una differenza, è lasciata interamente ai filosofi interessati, affinché essi la stabiliscano in base alla loro chiara, completa e imparziale considerazione dei casi particolari. (cap. XII, 2011) *[...] di certi [[libri]] la parte migliore è di gran lunga il dorso e la copertina. (Signor Brownlow: cap. XIV, 2011) *È consuetudine del teatro, in tutti i buoni melodrammi con tanto di assassini, presentare scene tragiche e comiche in regolare alternanza, come gli strati bianchi e rossi in un pezzo di pancetta magra ben stagionata. In una scena vediamo l'eroe steso su un pagliericcio, schiacciato dalle sventure e incatenato; nella seguente, il suo ignaro e fedele paggio regala al pubblico una canzonetta comica. Col cuore che ci martella in petto, vediamo l'eroina nelle grinfie d'un barone spietato e superbo, la sua virtù e la sua vita ugualmente in pericolo; lei sfodera il pugnale per preservare l'una a spese dell'altra, e proprio quando la nostra tensione raggiunge il massimo si sente un fischio, e siamo immediatamente trasportati nel salone di un castello, dove un canuto siniscalco canta strofette comiche accompagnato in coro da un ancor più comico gruppo di vassalli, fuori da ogni contesto, dalle volte delle chiese ai palazzi signorili, perpetuamente in giro a gorgheggiar canzoni.<br>Questi bruschi cambiamenti paiono assurdi, eppure non sono così innaturali come sembrerebbero a prima vista. Nella vita reale, la transizione da ambienti profumati e pavimenti cosparsi di erbe ai letti di morte, dagli abiti del lutto a quelli della festa, non è affatto meno sorprendente; soltanto che in quella noi siamo attori partecipi e non passivi spettatori, e questo fa parecchia differenza. Nel teatro, che è una imitazione della vita, gli attori sono ciechi alle transizioni subitanee e ai repentini impulsi della passione o del sentimento, ma quando noi li abbiamo invece innanzi ai nostri occhi, da semplici spettatori, allora li condanniamo immediatamente in quanto bizzarri e grotteschi. (cap. XVII, 2011) *«Ci ha del sale in zucca, quel cane. Forse che non guarda storto certi giovinotti che ridono o cantano se è in compagnia?», continuò Dodger. «O non ringhia se sente suonare un violino? O non odia i cani di razza diversa dalla sua? Ah, no! Mica!».<br>«È un vero [[Cristiano (religione)|cristiano]]», fece Charley.<br>Ciò fu detto come semplice tributo alle qualità del cane, ma la frase era appropriata anche in un altro senso, pur rimanendone mastro Bates inconsapevole, poiché ci sono parecchie gentildonne e gentiluomini, cristiani professi, che hanno marcati e singolari punti di somiglianza col cane del signor Sikes. (cap. XVIII, 2011) *Il peggio delle [[Donna|donne]] è che basta un'inezia a risvegliare qualche sentimento sepolto, e il meglio è che non dura mai a lungo. (Fagin: cap. XIX, 2011) *Le donne sanno dire le cose col minor numero di parole possibile. Tranne quando danno di testa, e allora sproloquiano parecchio. (Sikes: cap. XX, 2011) *Ma anche una quisquilia è sufficiente a turbare la [[serenità]] dei nostri fragili stati d'animo! (cap. XXIII; 2004, p. 195) *– Signora Corney – rispose il messo parrocchiale, sorridendo come sorridono gli uomini consapevoli della loro sconfinata sapienza – l'[[elemosina]] ai vagabondi, se fatta oculatamente, dico oculatamente, signora, è la salvaguardia della parrocchia. Il grande principio dell'elemosina ai vagabondi è il seguente: dare ai poveri esattamente ciò di cui non hanno bisogno; dopodiché si stancano di mendicare. (cap. XXIII; 2004, p. 197) *Ahimè! Quanti pochi [[Viso|volti]] la natura lascia, dopo un po', a dar gioia con la loro bellezza! I dolori, gli affanni e i patimenti del mondo li mutano, così come mutano il cuore, ed è soltanto quando le passioni si spengono e non tormentano più che le oscure nubi che prima li offuscavano si dissolvono e lasciano affiorare il volto celeste. Accade sovente che il volto dei morti, perfino in quella condizione di fissa rigidità, si distenda e riprenda l'espressione di un bimbo addormentato e della sua prima età; riprenda di nuovo una tale placidità e una tale pace che chi lo conobbe nella sua felice infanzia s'inginocchia accanto alla bara con un sentimento di reverenza, ritrovando quasi il volto di un angelo in terra. (cap. XXIV, 2011) *Ma la morte, gli incendi e i furti rendono tutti gli uomini [[Uguaglianza|uguali]] [...].(cap. XXVIII; 2004, p. 241) *[...] una dolce melodia, il mormorio di acque in un luogo silenzioso, il profumo di un fiore, o persino il suono di una parola familiare risvegliano a volte vaghi ricordi di scene non appartenenti a questa vita, le quali, labili come il respiro, paiono giungere da un'esistenza più felice da tempo trascorsa, pur se nessuna operazione volontaria della mente è in grado di richiamarle in vita. (cap. XXX, 2011) *[...] così come la morte, il crimine non è appannaggio esclusivo dei vecchi decrepiti. Alligna anche tra i più giovani e leggiadri. (dottor Losberne: cap. XXX, 2011) *Oh! Se opprimendo e corrompendo i nostri simili ponessimo mente appena ai neri effetti dell'errore umano già provati, che si addensano in alto come pesante nuvolaglia – lentamente, è vero, ma non per questo meno inesorabilmente – per piombarci poi sul capo a darci la loro ricompensa; se, nella nostra immaginazione, dessimo soltanto un istante ascolto alle testimonianze di uomini defunti, che nessun potere può tacitare e nessun orgoglio può scacciare, cosa accadrebbe delle offese e delle ingiustizie, delle sofferenze e dell'infelicità, delle crudeltà e dei torti che ciascun giorno della nostra vita reca con sé! (cap. XXX, 2011) *Chi può descrivere la gioia e il piacere, la pace dell'animo e la dolce tranquillità che il ragazzo sentì in quell'aria salubre, tra le verdi colline e i meravigliosi boschi d'un villaggio di campagna! Chi può dire come scene di pace e tranquillità possano penetrare nell'animo dei tormentati abitanti di luoghi angusti e rumorosi, e come la loro freschezza possa trasfondersi nei loro cuori affranti! Uomini che hanno vissuto tutta una vita d'affanni in strade chiuse e affollate senza desiderio di mutar condizione; uomini per i quali l'abitudine è divenuta come una seconda natura e che son giunti quasi ad amare ciascun singolo mattone e pietra con cui è delimitato lo stretto confine dei loro passi giornalieri, persino coloro sui quali incombeva l'artiglio della morte, si dice abbiano agognato un ultimo sguardo allo spettacolo della Natura e, portati lontano dalle scene delle loro sofferenze e dei loro piaceri, pare siano entrati all'istante in una nuova condizione, e giorno dopo giorno, trascinandosi a stento per raggiungere qualche luogo ameno, verde e soleggiato, alla semplice contemplazione del cielo, delle colline, dei prati, dell'acqua luccicante, si sono ridestate in loro tali memorie che quella sorta di anticipazione del cielo ha lenito il loro rapido declino, ed essi sono scesi nella tomba placidamente, come il sole, il cui tramonto avevano contemplato dalla finestra della loro stanza solitaria appena qualche ora prima, quasi sfocasse alla loro debole vista! Le memorie richiamate a noi dalle tranquille scene della campagna non sono di questo mondo, come non lo sono le speranze e i pensieri che vi si associano. La loro benigna influenza può insegnarci a intrecciare fresche ghirlande per la tomba di coloro che abbiamo amato; può render più puri i nostri pensieri, cancellando al loro cospetto vecchi odi e rancori. Ma al di là di tutto questo, persino nella mente meno consapevole, rimane il senso, pur vago e indistinto, di aver albergato questi pensieri da tempi immemori; e questo evoca solenni pensieri d'un lontano tempo a venire, e vince ogni orgoglio e attaccamento al mondo. (cap. XXXII, 2011) *Rapida passò la primavera e subito venne l'[[estate]] e se il villaggio era stato bello già prima, era adesso nel pieno splendore della sua lussureggiante ricchezza. I grandi alberi, che erano parsi così nudi e spogli nei mesi precedenti, erano ora nel pieno della vita e del vigore e allargando le loro verdi braccia sulla terra assetata trasformavano aride chiazze in invitanti angoletti d'ombra fitta e piacevole, dai quali godere la vista di ampie prospettive immerse nella luce del sole, a perdita d'occhio. La terra vestiva il suo mantello del verde più luminoso e spandeva intorno i suoi ricchi profumi. Era la vigorosa giovinezza dell'anno, e ogni cosa aveva un aspetto lieto e fiorente. (cap. XXXIII, 2011) *L'attesa, la terribile attesa di quando non si può nulla mentre la vita di chi amiamo è sempre più sospesa; la tortura dei pensieri che si affollano in mente e comprimono violentemente il cuore, rendendo il respiro affannoso per le immagini funeree che essi evocano; l'ansia disperata di voler fare qualcosa, e non potere in alcun modo alleviare il dolore o diminuire il pericolo; la prostrazione dell'animo e dello spirito alla rinnovata consapevolezza della nostra impotenza: quali torture possono mai eguagliare queste, e quali pensieri, quali azioni, nel pieno di quell'onda febbrile, possono alleviarle! (cap. XXXIII, 2011) *Non esiste [[rimorso]] più profondo di quello senza rimedio; se vogliamo evitarne i tormenti, ricordiamocene in tempo. (cap. XXXIII; 2004, p. 286) *«Caro figlio mio», replicò la signora Maylie posandogli una mano sulla spalla, «io credo che i giovani abbiano molti impulsi di generosità che non durano, e che tra questi ve ne siano alcuni che, una volta soddisfatti, diventano ancora più fugaci. Credo, soprattutto», disse la signora fissando in viso il figlio, «che se un uomo dotato di entusiasmo, appassionato e ambizioso, prende una moglie con una macchia sul nome, anche se lei non ne ha colpa alcuna, persone ciniche e spregiudicate se ne approfitterebbero sia contro di lei sia contro i suoi figli, e tanto egli avrà fortuna nel mondo tanto egli diverrà oggetto di sorrisi di scherno. Forse, per quanto generosa e buona la sua natura, un giorno egli potrebbe pentirsi del legame contratto in gioventù e lei, sapendolo, soffrirebbe ancor più tormentosamente». (cap. XXXIV, 2011) *Gli uomini che guardano la natura o i propri simili lamentandosi che tutto è buio e triste hanno ragione, ma quei colori spenti altro non sono che il riflesso dell'amarezza che hanno nel cuore e negli occhi. I veri colori sono delicati e si mostrano a sguardi più limpidi. (cap. XXXIV, 2011) *A volte ci coglie un tipo particolare di sonno che, mentre sembra impadronirsi del corpo, non libera però la mente dal senso di ciò che le accade intorno e la lascia libera di vagare a proprio piacere. Se definiamo sonno ciò che arreca con sé una pesantezza invincibile, ci priva di forze e determina la totale incapacità di controllo dei nostri pensieri e del movimento, quello di Oliver era sonno. In esso tuttavia noi conserviamo la consapevolezza di ciò che accade intorno a noi e, se in quel mentre noi sogniamo, le parole effettivamente pronunciate, i suoni realmente percepibili si adeguano con sorprendente prontezza alle nostre visioni, finché realtà e immaginazione si fondono in modo così strano che poi è quasi impossibile discernerle di nuovo. Né questa è la cosa più strana di quella condizione. È un fatto indubbio che, sebbene i sensi del tatto e della vista siano allora spenti, i nostri pensieri addormentati e le scene che immaginiamo saranno influenzati, parecchio influenzati, dalla presenza pur silenziosa di qualche oggetto esterno che magari non era lì quando abbiamo chiuso gli occhi e della cui vicinanza non avevamo precisa coscienza. (cap. XXXIV, 2011) *Nella vita ci sono promozioni che, indipendentemente dalle concrete soddisfazioni che offrono, acquistano particolare valore e dignità dai soprabiti e dai panciotti a loro peculiari. Un maresciallo ha la sua uniforme; un vescovo la sua sottana di seta; un consigliere la sua toga di seta; e un custode ha il suo tricorno. Togliete al vescovo la sua sottana, al custode il cappello e i galloni, e cosa sono mai? Uomini, semplici uomini. La dignità, e perfino la santità, a volte, sono questioni più di soprabito e panciotto di quanto qualche persona possa immaginare. (cap. XXXVII, 2011) *Con espressione soddisfatta guardò la sua buona signora e la pregò, condiscendente, di [[piangere]] più che poteva, poiché la scienza medica riteneva quell'esercizio estremamente favorevole alla buona salute.<br>«Dilata i polmoni, idrata l'incarnato, spurga gli occhi, e molcisce il carattere», disse il signor Bumble. «Perciò, piangete pure». (cap. XXXVII, 2011) *[...] l'[[orgoglio]], vizio delle creature più basse e degenerate non meno di quelle più in alto e tutte d'un pezzo. (cap. XL, 2011) *[...] le [[sorprese]], come le disgrazie, di rado arrivano sole. (cap. XLI,<ref>Che ''in extenso'' s'intitola: «Contiene nuove scoperte e mostra che le sorprese, come le disgrazie, di rado arrivano sole».</ref> 2011) *«E così eri tu quel famoso amico, eh?», chiese Claypole, alias Bolter, quando il giorno seguente, in virtù del patto stabilito, si trovò in casa dell'ebreo.<br>«Ciascuno è il miglior amico di se stesso, mio caro», replicò Fagin col suo ghigno più insinuante. «Non se ne trova l'uguale, da nessuna parte».<br>«Tranne qualche volta», replicò Morris Bolter assumendo l'aria d'un uomo vissuto, «quando certi sono i peggiori nemici di se stessi, sai».<br>«Non crederci!», disse l'ebreo. «Quando uno è il suo peggior nemico, è solo perché è troppo il suo migliore amico, non perché si preoccupi di qualcun altro. Via, via! Una cosa del genere è contro natura».<br>«E se non fosse contro, ci dovrebbe essere», replicò il signor Bolter.<br>«Questo è ragionare», disse l'ebreo. «Qualche negromante dice che il tre è il numero magico, e qualcun altro dice il sette; ma non è né il primo né il secondo, amico mio, né il primo né il secondo. È l'uno». (cap. XLIII, 2011) *Il [[sole]], il vivido sole che ridona all'uomo non soltanto la luce, ma anche una vita nuova e nuove speranze e nuove energie, salì nel cielo splendendo vivido e radioso sulla città gremita. Ovunque, attraverso costosi vetri colorati, o finestre rotte riparate con fogli di carta, diffuse equamente il suo splendore. (cap. XLVIII; 2004, p. 415) *Il nostro è un mondo di disillusioni, e spesso son deluse proprio le nostre speranze più vive e che più fanno onore alla nostra natura. (cap. LI, 2011) ===[[Explicit]]=== Vicino all'altare della vecchia chiesetta del villaggio c'è una lapide di marmo con su inscritta una sola parola: "Agnes"! Non c'è bara in quella tomba, e che passino molti, moltissimi anni prima che vi sia iscritto sopra un altro nome! Ma se mai le anime dei morti tornano sulla terra a visitare i luoghi benedetti dall'amore di coloro che conobbero in vita – un amore che vince la morte – allora lo spirito di Agnes certamente s'aggira, di tanto in tanto, per quel luogo solenne; e a maggior ragione lo credo perché esso si trova in una chiesa, e perché lei peccò, perdendosi. {{NDR|Traduzione di Mario Martino}} ==''Senza uscita''== {{vedi anche|Senza uscita (Dickens e Collins)}} ==''Tempi difficili''== ===[[Incipit]]=== ====Originale==== ''Now, what I want is, Facts. Teach these boys and girls nothing but Facts. Facts alone are wanted in life. Plant nothing else, and root out everything else. You can only form the minds of reasoning animals upon Facts: nothing else will ever be of any service to them. This is the principle on which I bring up my own children, and this is the principle on which I bring up these children. Stick to Facts, sir!'' {{NDR|Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}03RFjIVjBoMC Hard times]'', Bradbury & Evans, London, 1854.}} ====Maria Rita Cifarelli e Cristina Scagliotti==== – Ora, quel che voglio sono Fatti. Solo Fatti dovete insegnare a questi ragazzi. Nella vita non c'è bisogno che di Fatti. Piantate Fatti e sradicate tutto il resto. La mente d'un animale che ragiona si può plasmare solo coi Fatti; null'altro gli sarà mai di alcuna utilità. Con questo principio educo i miei figli e con lo stesso principio educo questi ragazzi. Attenetevi ai Fatti, signore! ====Gianna Lonza==== «Ora quello che voglio sono Fatti. A questi ragazzi e ragazze insegnate soltanto Fatti. Solo i Fatti servono nella vita. Non piantate altro e sradicate tutto il resto. Solo con i Fatti si plasma la mente di un animale dotato di ragione; nient'altro gli tornerà mai utile. Con questo principio educo i miei figli, con questo principio educo questi ragazzi. Attenetevi ai Fatti, signore!». ====Mario Martino==== «Dunque voglio solo i Fatti. Insegnate a questi ragazzi e ragazze soltanto Fatti. Solo di Fatti c'è bisogno nella vita. Piantate nient'altro, estirpate tutto il resto. Solo con i Fatti si educano le menti di animali razionali e nient'altro riuscirà mai loro di alcuna utilità. Questi sono i princìpi in base ai quali educo i miei propri figli, e questi sono princìpi in base ai quali educo questi ragazzi. Perciò, signore, attenetevi ai Fatti!» ====Bruno Tasso==== Ora, quello che voglio sono Fatti. Insegnate a questi ragazzi e a queste ragazze Fatti e niente altro. Solo di Fatti abbiamo bisogno nella vita. Non piantate altro e sradicate tutto il resto. Solo coi Fatti si può plasmare la mente degli animali che ragionano: il resto non servirà mai loro assolutamente nulla. Questo è il principio su cui ho allevato i miei figli, e questo è il principio su cui ho allevato questi fanciulli. Tenetevi ai Fatti, signore! ===Libro primo=== *Strano contrasto quello fra gli uomini immersi nella foresta di telai e le macchine su cui ciascuno di loro faticava, che stridevano, laceravano, stritolavano. Tutti voi, che siete brava gente tanto ansiosa, non abbiate timore: l'Arte non riuscirà a sopraffare la Natura. Mettete, l'una accanto all'altra, l'opera di Dio e l'opera dell'uomo: dal confronto sarà sempre la prima a uscirne con onore, si tratti pure di un esercito di "manodopera" insignificante.<br>Centinaia e centinaia di "mani" al lavoro in questa fabbrica; centinaia e centinaia di cavalli vapore. Conosciamo fino all'ultima unità quello che può fare una macchina, ma neppure tutti i contabili della tesoreria nazionale, messi assieme, riusciranno mai a calcolare quale sia la capacità di agire nel bene o di operare nel male, di amore o di odio, di patriottismo o di scontento, la capacità di corrompere la virtù in vizio o di esaltare il vizio in virtù, che si annida nell'animo di ciascuno di questi schiavi mansueti, con i loro volti composti e i gesti regolarmente scanditi. Nessun mistero nella macchina; un insondabile mistero perfino nel più umile di loro – per sempre. E se sovvertissimo i sistemi dell'aritmetica che usiamo per stimare gli oggetti materiali e valutassimo con altre misure queste oscure entità ignote! (cap. XI, 2000) *Meglio, mille volte meglio non avere neppure un tetto sulla testa che una [[casa]] nella quale si ha il timore di tornare! (cap. XII; 1999, p. 99) *[...] agli altri suoi pensieri Stephen aggiunse la dolorosa riflessione che, di tutte le disgrazie dell'esistenza terrena, nessuno è distribuito con mano più ineguale della [[nascita e morte|morte]]. La disparità della [[nascita e morte|nascita]] è nulla al confronto. Se, per esempio, fossero nati quella notte, nello stesso istante, il figlio di un re e il figlio di un tessitore, che cosa sarebbe stata quella differenza a paragone della morte di una qualsiasi creatura umana utile, utile a un'altra, o da questa amata, mentre quella donna spregevole continuava a vivere! (cap. XIII, 2000) *Come un astronomo che, in un osservatorio privo di finestre, volesse organizzare l'universo stellato col solo ausilio di carta, penna e inchiostro, così il signor Gradgrind nel ''suo'' privato osservatorio (e come il suo ve ne sono parecchi) non aveva alcun bisogno di gettare lo sguardo sugli esseri umani che gli brulicavano attorno, ma si compiaceva di tracciare i loro destini su una semplice lavagna, cancellando via le loro lacrime con un unico pezzetto di spugna sudicia. (cap. XV; 1999, p. 116) *[...] gli indefinibili moti dell'[[Cuore e cervello|animo umano]] [...] continueranno a eludere tutte le astuzie dell'[[Cuore e cervello|algebra]], anche le più sottili, fino al giorno in cui le trombe del giudizio non abbatteranno l'algebra stessa. (cap. XV, 2000) ===Libro secondo=== *E così l'occhio stesso del cielo diventa un occhio malefico quando mani incapaci o sordide si interpongono fra lui e le cose cui egli vorrebbe recare una benedizione. (cap. I, 2012) *Questa era un'altra delle trovate di Coketown. Non c'era [[Capitalismo|capitalista]] che, partito con sei pence in tasca e ritrovandosi con sessantamila sterline, non si stupisse che i primi sessantamila lavoratori che gli capitavano sott'occhio non facessero anche loro sessantamila sterline partendo da sei pence. Ed eccolo a rimproverarli di non essere riusciti a ottenere un risultato tanto modesto. Quello che ho fatto io, puoi farlo anche tu, no? Perché non ti ci metti e lo fai? (cap. I, 2000) *È sempre un fatto curioso osservare come, in molte assemblee, gli ascoltatori soccombano passivamente all'insipienza di qualche presuntuoso, sia esso nobile o comune cittadino, di qualche uomo che essi – o almeno i tre quarti di essi – non riuscirebbero in alcun modo a sollevare dal suo abisso di stupidità e a portare al loro livello intellettuale. (cap. IV; 1999, p. 168) *Chi, trovandosi in terra straniera, invano cerca, senza mai riuscirci, di leggere uno sguardo di intesa in diecimila volti, si trova in allegra compagnia a paragone di colui che, quotidianamente, passa accanto a dieci volti che, un tempo amici, [[Solitudine|ora sfuggono il suo sguardo]]. (cap. IV, 2000) *Ben più difficile di quanto avesse mai potuto immaginare era separare, dentro di sé, la sensazione di [[Abbandono (psicologia)|abbandono]] da quella, ingiustificata, di vergogna e disonore. (cap. IV; 1999, p. 174) *{{NDR|Al signor Bounderby}} Non serve il pugno di ferro. Non servono le vittorie e i trionfi. E non serve proprio a niente mettersi d'accordo per fare in modo che una parte ci ha sempre e comunque ragione e l'altra sempre e comunque torto. E non serve neppure lavarsene le mani. Lasciate pure migliaia e migliaia di persone a vivere la stessa vita, dentro ai guai fino al collo, ed ecco che diventeranno come un sol uomo, e voi tutti vi metterete di fronte come un altro uomo, e in mezzo ci sarà un abisso nero che non si potrà attraversare, per il poco o il tanto tempo che durerà questa miseria. A non voler stare vicino agli altri con gentilezza, pazienza e buonumore, perché è così che si sta vicini quando si hanno tanti guai, così ci si tira su quando si soffre nel bisogno (credo umilmente che in tutti i suoi viaggi questo signore {{NDR|James Harthouse}} non ha mai incontrato gente così generosa come qui), non ci si ricaverà niente finché il sole non si sarà cambiato in ghiaccio. E soprattutto non servirà a niente considerarli solo per la forza che hanno, trattarli come macchine o come numeri da sommare, senza sentimenti e senza simpatie, senza ricordi e senza preferenze, senza un animo che soffre e che spera, trattarli, quando tutto va bene, come se non hanno niente dentro e, quando va male, dicendo che non hanno sentimenti umani quando parlano con voi. Ma tutto questo non servirà a niente, signore, finché non si disferà l'opera di Dio. (Stephen Blackpool: cap. V; 1999, p. 182) *I vecchi, soprattutto quando si sforzano di essere fiduciosi e allegri, incontrano molto rispetto fra i poveri. (cap. VI, 2000) *È così naturale che tutti abbiano uno scopo o qualcosa da fare che chiunque se ne sta in [[ozio]] a bighellonare è, e si sente, sempre osservato. (cap. VI; 1999, p. 196) *Quando il [[Diavolo]] gironzola come un leone ruggente, il suo aspetto attira ben pochi seguaci, a parte selvaggi e cacciatori. Ma quando se ne va agghindato, lisciato e dipinto secondo la moda, quando è stanco sia del vizio sia della virtù, satollo di zolfo infernale e di beatitudine celeste, allora è davvero il Diavolo incarnato, tanto se si dedica all'amministrazione della cosa pubblica quanto se si occupa di bollire la pece. (cap. VIII, 2011) *Neppure in quel momento, mentre si avvicinava alla sua vecchia casa, {{NDR|Louisa Bounderby}} avvertì su di sé alcun benefico influsso. Che cosa aveva più da spartire ormai con i sogni dell'infanzia, con le sue fiabe leggiadre, con la grazia, la bellezza, l'umanità, le illusioni di cui si adorna il futuro? Tutte cose tanto belle in cui credere da piccoli, da ricordare con tenerezza una volta adulti perché, allora, anche la più insignificante di esse si eleva alla dignità di una grande e benevola disposizione del cuore che consente ai piccini che soffrono di avventurarsi per le vie irte di sassi di questo mondo, conservando quel piccolo angolo fiorito con le loro mani pure. Un giardino nel quale i figli di Adamo farebbero meglio a entrare più spesso per scaldarsi al sole con fiducia e semplicità, liberi da vanità mondane.<br />Già, cos'aveva ormai da spartire con i ricordi dell'infanzia? Il ricordo di come, al primo incontro, attraverso la luce delicata dell'immaginazione, la Ragione, le fosse apparsa come una divinità benefica che additava a divinità altrettanto magnanime e non già come un idolo arcigno, gelido e crudele, con vittime legate mani e piedi; grossa figura ottusa dallo sguardo fisso che solo un sistema di leve, azionato da un preciso numero di tonnellate, sarebbe stato in grado di smuovere. La casa paterna e la fanciullezza le rimandavano immagini di fonti e sorgenti inaridite nell'istante stesso in cui sgorgavano dal suo giovane cuore. Niente acque dorate per lei: esse fluivano invece a fecondare la terra in cui si coglie l'uva dai rovi e il fico dal pruno. (cap. IX; 1999, p. 236) *{{NDR|Al signor Gradgrind}} Come avete potuto darmi la vita e insieme privarmi di tutte quelle piccole cose che la distinguono da uno stato di morte cosciente? Dove sono le virtù della mia anima? E i moti del cuore? Che ne avete fatto, padre, del giardino che avrebbe dovuto fiorire in mezzo a questo deserto?<br />[...]<br />Se quel giardino fosse mai esistito, sarebbero bastate le sue ceneri a salvarmi dal vuoto in cui sprofonda la mia vita. Non volevo dire questo; ma, padre, rammentate l'ultima conversazione che avemmo in questa stanza?<br />[...]<br />Quel che m'è salito alle labbra adesso, l'avrei detto anche allora, se solo per un attimo mi aveste aiutata. Non vi rimprovero, padre. Quel che non avete coltivato in me, non l'avete coltivato neppure in voi stesso. Oh, se solo l'aveste fatto tanto tempo fa, oppure mi aveste trascurata, oggi sarei di certo una creatura migliore, e più felice! (Louisa Bounderby: cap. XII; 1999, p. 258) ===Libro terzo=== *– C'è chi sostiene,<ref>Cfr. [[Blaise Pascal]]: «Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce.»</ref> – proseguì egli, ancora esitante, – che esiste una [[saggezza]] della testa e una saggezza del cuore. (Gradgrind: cap. I, 2012) *Tutte le [[Forza|forze]] troppo a lungo imprigionate, quando esplodono, portano distruzione. Anche l'aria così vitale per la terra, l'acqua portatrice di ricchezza, il calore che conduce a maturazione, si trasformano, se ingabbiate, in forze devastanti. Così avveniva anche allora nel suo cuore: le sue migliori qualità, troppo a lungo accanite contro se stesse, si erano trasformate in un cumulo di ostinazione, pronto a sollevarsi contro un'amica. (cap. I; 1999, pp. 269-270) *Principio basilare della filosofia di Gradgrind era che tutto avesse un prezzo e che il prezzo andasse pagato. Nessuno doveva mai dare niente a nessuno, né offrire aiuto ad alcuno, senza corrispettivo. La gratitudine andava abolita, e le virtù che da essa scaturivano non dovevano esistere. Ogni frammento dell'esistenza umana, dalla nascita alla morte, era da considerarsi alla stregua di un contratto che andava stipulato da due parti contrapposte. E se a quel modo non si finiva in Paradiso voleva dire che il Paradiso non era un luogo dotato di caratteristiche politico-economiche, e non conveniva andarci. (cap. VIII; 1999, p. 345) *{{NDR|Al signor Gradgrind}} Fembra proprio che i cafi fono due, vero, fignoria? Uno, che al mondo c'è una fpecie d'amore che dopo tutto non è foltanto intereffe, ma qualcofa di molto diverfo; e due, che quefto amore ha una fua maniera di calcolare o di non calcolare, e in un modo o nell'altro è difficile da fpiegarfi, come il modo di comportarfi dei cani! (Sleary: cap. VIII; 1999, p. 349) *La gente deve divertirfi. Non poffono ftar fempre a ftudiare e neanche a lavorare; non fono fatti per quefte cofe!<ref>Cfr. [[Miguel de Cervantes]]: «[...] non essendo possibile che l'arco stia sempre teso né che la debole natura umana possa sostenersi senz'alcun lecito spasso.»</ref> (Sleary: cap. VIII, 2000) *È sempre pericoloso scoprire qualcosa del mondo di un borioso fanfarone prima che sia lui stesso a scoprirlo. (cap. IX; 1999, p. 351) *{{NDR|Al signor Bounderby, riferendosi al suo comportamento}} Niente di quel che fa un imbecille può destare sorpresa o indignazione: il comportamento di un imbecille può solo suscitare disprezzo. (Signora Sparsit: cap. IX; 1999, p. 354) ==[[Incipit]] de ''Il segnalatore''== «Ehi, laggiu!»<br> Quando udì una voce che lo chiamava, si trovava accanto alla porta del suo gabbiotto, con una bandiera in mano, arrotolata attorno al corto bastone. Considerata la natura del terreno, si sarebbe potuto pensare che non avesse dubbi sulla direzione da cui proveniva la voce; ma invece di sollevare lo sguardo verso il punto in cui mi trovavo, in cima alla trincea scoscesa quasi sopra la sua testa, si voltò e guardò la Linea. C'era qualcosa di particolare nel modo in cui lo fece, anche se non avrei saputo dire cosa. ==Citazioni su Charles Dickens== *Aprite un libro e cercate di leggere, ma scoprite che [[William Shakespeare|Shakespeare]] è trito e banale, Dickens insipido e pedestre, [[William Makepeace Thackeray|Thackeray]] nioso e [[Thomas Carlyle|Carlyle]] eccessivamente sentimentale. ([[Jerome K. Jerome]]) *Ci sono [...] scrittori che mostrano deficienze assolute di capacità costruttive e che quindi, nonostante la più fertile delle invenzioni, naufragano miseramente nella trama. A questa categoria appartiene Dickens. ([[Edgar Allan Poe]]) *Dickens era un puro innovatore – un progressista per eccellenza – e non aveva alcun rimpianto delle epoche passate, ad eccezione forse di una sorta di sentimentalismo per le torri delle cattedrali. Era all'oscuro del terribile potere della superstizione – era essenzialmente un direttore di scena, la metteva in scena per provocare reazioni nel pubblico. Il suo [[Natale]] significava vischio e pudding – non la resurrezione dai morti, né la nascita di nuove stelle, né l'insegnamento di saggi o di pastori. ([[John Ruskin]]) *Dickens è uno scrittore delizioso e irritante. Quanto è difficile da maneggiare questo cordiale, unghiuto, un po' pingue, o forse pletorico, animale letterario, la cui gola poderosa sa articolare ogni sorta di voci: rugghi, rantoli, stronfi, e anche delicatissime fusa, tiepidi sgnaulii. Domestico o feroce? Quell'equivoco pelame, tra giaguaro e gatto domestico, ci fa cauti e perplessi. ([[Giorgio Manganelli]]) *Dickens narra con tale precisione, con tale minuziosità, da costringerci a seguire il suo sguardo ipnotizzante. Non aveva lo sguardo magico di [[Balzac]] [...], ma uno sguardo tutto terreno, uno sguardo da marinaio, da cacciatore, uno sguardo di falco per le piccole cose umane. – Ma sono le piccole cose – disse egli una volta – che formano il senso della vita. ([[Stefan Zweig]]) *Di tutti i romanzieri dell'età vittoriana è stato probabilmente il più critico verso la stessa età vittoriana. ([[Edmund Wilson]]) *Egli aveva uno spirito grande e pieno d'amore e la più forte simpatia per le classi povere. Provò sicuramente i migliori sentimenti e sentì la necessità di un'unione tra le classi, sperando che questa avesse luogo. E io prego perché ciò accada al più presto. ([[Vittoria del Regno Unito|Regina Vittoria]]) *Il nome di Carlo Dickens non ebbe mai gran voga in Italia. Non se ne saprebbe dire esattamente il perché. Altri scrittori stranieri, meno importanti, riuscirono a divulgarsi fra noi rapidamente e a godere, inoltre, di una incontrastata popolarità: Carlo Dickens, vivo, fu noto soltanto a quelli che si tenevano in contatto con la cultura europea; morto, soffrì l'infamia di traduzioni raffazzonate o monche, che certo non valsero ad allargargli la cerchia dei suoi già scarsi ammiratori. ([[Silvio Spaventa Filippi]]) *Io nei confronti di Dickens ho il seguente, curioso rapporto: adoro lui e non amo particolarmente i suoi libri. Non voglio dire che adoro il personaggio e non lo scrittore, non è questo: io adoro come scrive, non c'è nessuno con quella luce nella scrittura, e quella salvezza. Ma non c'è un suo solo libro che potrei definire un capolavoro, e forse neanche uno che sia riuscito a leggere senza una certa fatica. In realtà li confondo un po' tutti, e forse quando penso a Dickens, al suo modo di scrivere, penso a un unico splendido, smisurato testo che mi è accaduto di leggere qua e là, senza neanche troppa urgenza di orientarmi in modo più preciso. ([[Alessandro Baricco]]) *L'arte di Dickens era la più raffinata delle arti: era l'arte di godere di tutto. Dickens ha goduto di ogni personaggio dei suoi libri, e tutti hanno apprezzato i suoi personaggi. I suoi romanzi sono pieni di delinquenti e furfanti, ma i cattivi e vigliacchi sono persone talmente deliziose che il lettore si augura sempre il truffatore metta la testa attraverso una finestra laterale per fare un altro commento, o che il prepotente dica qualcosa d'altro dal fondo delle scale. Il lettore si augura davvero questo, ed egli non può sbarazzarsi della fantasia che l'autore speri proprio che lui pensi questo. ([[Gilbert Keith Chesterton]]) *La cosa bella di Charles Dickens è che ogni riga del suo romanzo è carica di ironia. ([[Roman Polanski]]) *La sentimentalità del Dickens è ingenua e melodrammatica, non morbosa e insidiosa; e anche se spesso caricaturali, le sue robuste e pittoresche figure, moltissime delle quali son passate in proverbio, quasi maschere d'una nuova commedia dell'arte, formano una galleria quale non si era più data nella letteratura inglese dopo Chaucer e Shakespeare. ([[Mario Praz]]) *Nel caso di Dickens i valori sono nuovi. Gli autori moderni si ubriacano ancora del suo vino. Con lui [...] non occorre corteggiamento, non c'è esitazione. Ci arrendiamo alla voce di Dickens: tutto qui. Se fosse possibile, mi piacerebbe dedicare cinquanta minuti di ogni lezione a meditare, concentrandoci in silenziosa ammirazione, su Dickens. ([[Vladimir Nabokov]]) *Non c'è nessun autore inglese contemporaneo le cui opere sono lette in tutte le case e che possono dare piacere alla servitù quanto ai padroni, ai bambini come agli insegnanti. ([[Walter Bagehot]]) *''Preferisco Dickens a Dostoevskij.'' ([[Wisława Szymborska]]) *Quando la gente dice Dickens esagera, mi sembra che non abbia occhi né orecchie. Probabilmente essi hanno solo nozioni di ciò che le cose e le persone sono. ([[George Santayana]]) *Se mi venisse chiesto di indicare nell'arte moderna dei [...] modelli dell'arte superiore, religiosa, proveniente dall'amore di Dio e del prossimo, indicherei nella sfera della letteratura [...] le novelle, i racconti, i romanzi di Dickens: ''Tale of two cities'', ''Chimes'' e altri. ([[Lev Tolstoj]]) *Un delizioso narratore inglese, che dipinge gli interni di famiglia con la verità di [[David Teniers il Vecchio|Teniers-le-Vieux]] e il tocco fine e delicato di [[Charles Nodier]]. Oh, che mirabili medaglioni questi ritratti di Scrooge, di Bob Cratchit e di Mrs Peerybingle! Come si avverte sotto il romanziere l'uomo onesto! E come nell'uomo onesto si sente il poeta, quando un folle, in punto di morte, grida (le ''Tocsin''<ref>Barnaby Rudge. La parte storica di questo romanzo è il racconto delle sommosse e degli incendi di Londra nel 1790. La ''Revue Britannique'' ne pubblicò un estratto intitolato ''La Cloche du tocsin''. {{cfr}} ''Revue britannique'', vol. III, [https://books.google.it/books?id=FdIaAQAAMAAJ&pg=PA298#v=onepage&q&f=false p. 298].</ref>, cap. XVI)<br />{{centrato|''Presto sapremo cosa rende così fulgide le stelle!'' ([[Eugène Vermersch]])}} *Vi è una fondamentale spietatezza dietro il suo stile traboccante di sentimentalismo. ([[Franz Kafka]]) ===[[Pietro Citati]]=== *Non amare Dickens è un peccato mortale: chi non lo ama, non ama nemmeno il romanzo. *Dostoevskij e Tolstoj, Conrad e Joyce, Kafka e Dylan Thomas lessero Dickens con la passione, l'entusiasmo e l'"incoerente gratitudine", che egli richiede da ciascuno di noi. Vissero dentro di lui: abitarono dentro di lui, come nella propria casa; e appresero da quel "rozzo romanziere popolare" i più sottili e arditi artifici letterari. Chi imparò da lui la tecnica del romanzo criminale, chi la presentazione dei personaggi, chi il gioco delle voci narrative: chi amò i "divini idioti", i grandi simboli, o il calore analogico delle immagini. Tutti scorsero in Dickens uno specchio – uno di quegli specchi incrinati e velati, che talvolta si trovano nelle soffitte – dove scoprire la propria arte e se stessi. *Ci chiediamo da dove venisse a Dickens, lui che conosceva come nessuno l'orrore e la tenebra, tanta allegria alcoolica. Era il suo genio. Non credeva affatto che, in questa terra che obbedisce al Tempo e al Luogo, le cose avessero un lieto fine. Ma nel suo mondo, il "migliore dei mondi impossibili", che apparteneva allo spazio di Non-Dove, le cose andavano immutabilmente così. Questa era la sua grande utopia letteraria. *Ogni romanzo di Dickens è folto, sterminato: un oceano, un bosco, una prateria, un esercito, una collezione di oggetti disparati e assurdi, legati fra loro da un misterioso legame. Ogni romanzo è uno sforzo di dare fondo all'universo, secondo un gioco molteplice di punti di vista. Noi leggiamo: incontriamo decine di personaggi, centinaia di scene, migliaia di pagine; e per molte settimane dimentichiamo che abbiamo una famiglia, che fuori il sole si leva e tramonta, che amici ci attendono per conversare. ===[[George Orwell]]=== *Dickens attaccò le istituzioni inglesi con una ferocia senza precedenti all'epoca. Eppure, riuscì a farlo senza farsi odiare, e, soprattutto, a farsi apprezzare e lodare dalle stesse persone che aveva criticato, in modo da divenire egli stesso una istituzione nazionale. *Dickens è uno di quegli autori in cui la parte è migliore del tutto. *Il genio umoristico di Dickens è legato al suo senso morale. La sua comicità si esprime al massimo della forza quando scopre nuovi peccati. ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte"/> ==Bibliografia== *Charles Dickens, ''Barnaby Rudge'', traduzione di [[Fernanda Pivano]], Einaudi, Torino, 2014. *Charles Dickens, ''[[s:Cantico di Natale|Cantico di Natale]]'', traduzione di [[Federigo Verdinois]], Hoepli, 1888. *Charles Dickens, ''Casa desolata'', 3 voll., traduzione di [[Silvio Spaventa Filippi]], Sonzogno, Milano, 1930, [https://books.google.it/books?id=UKceT2pE8O8C vol. III]. *Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id=Y-uMBQAAQBAJ Casa desolata]'', traduzione di Angela Negro, Einaudi, Torino, 2014. ISBN 9788858417430 *Charles Dickens, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/d/dickens/david_copperfield/pdf/dickens_david_copperfield.pdf David Copperfield]'', traduzione di Silvio Spaventa Filippi, Casa Editrice Sonzogno, Milano, 1949. *Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id=WNUJPqJXfCoC David Copperfield]'', traduzione di Oriana Previtali, Rizzoli, 2007. ISBN 978-88-58-60331-4 *Charles Dickens, ''Dombey e Figlio'', traduzione di Gioia Angiolillo Zannino, Rizzoli, Milano, 1994. *Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id=KmoHuuE_qz4C Grandi speranze]'', traduzione di Maria Felicita Melchiorri, Newton Compton, Roma, 2011. ISBN 978-88-541-3357-0 *Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id=GxLAs1F7V7AC Grandi speranze]'', traduzione di Bruno Maffi, Rizzoli, 2012. ISBN 9788858627679 *Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id=QHyna_FRhMEC Grandi speranze]'', traduzione di Caesara Mazzola, Mondadori, 2013. ISBN 9788852038662 *Charles Dickens, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/d/dickens/il_circolo_pickwick/pdf/dickens_il_circolo_pickwick.pdf Il circolo Pickwick]'', traduzione di Federigo Verdinois, F.lli Treves, 1930. *Charles Dickens, ''Il mistero di Edwin Drood'', traduzione di Pier Francesco Paolini, Bompiani, Milano, 2001. ISBN 88-452-9119-7 *Charles Dickens, ''Il nostro comune amico'', traduzione di Filippo Donini, in ''I grandi classici della letteratura straniera'', 7 CD-Rom, Garzanti-Gruppo editoriale L'Espresso, Milano, 2000. *Charles Dickens, ''Il segnalatore'', traduzione di Grazia Alineri, in ''Il colore del male. I capolavori dei maestri dell'horror'', a cura di David G. Hartwell, Armenia Editore, 1989. ISBN 8834404068 *Charles Dickens, ''Impressioni italiane'', traduzione di Claudio Maria Messina, Biblioteca del Vascello, Roma, 1989. *Charles Dickens, ''Impressioni italiane'', traduzione di Claudio Maria Messina, Robin Edizioni, Roma, 2005. ISBN 88-7371-178-2 *Carlo Dickens, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/d/dickens/la_bottega_dell_antiquario/pdf/la_bot_p.pdf La bottega dell'antiquario]'', 2 voll., traduzione di Silvio Spaventa Filippi, Sonzogno, Milano, 1931. *Carlo Dickens, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/d/dickens/la_piccola_dorrit/pdf/la_pic_p.pdf La piccola Dorrit]'', traduzione di Federigo Verdinois, F.lli Treves, Milano, 1879. *Carlo Dickens, ''[https://www.liberliber.eu/mediateca/libri/d/dickens/le_avventure_di_nicola_nickleby/pdf/le_avv_p.pdf Le avventure di Nicola Nickleby]'', traduzione di Silvio Spaventa Filippi, Sonzogno, Milano, 1937. *Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id=iOE0AAAAMAAJ Le avventure di Pickwick]'', traduzione di Silvio Spaventa Filippi, 2 voll., La nuova Italia, Venezia, 1928. *Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?hl=it&id=Ua98XM1q7u0C Le avventure di Oliver Twist]'', traduzione di Bruno Oddera, Mondadori, Milano, 2004. ISBN 88-04-53682-9 *Charles Dickens, ''Le campane'', in ''Racconti di Natale'', traduzione di Emanuele Grazzi, Mondadori, Milano, 1990. ISBN 88-04-34018-5 *Carlo Dickens, ''[http://www.liberliber.eu/mediateca/libri/d/dickens/le_due_citta/pdf/le_due_p.pdf Le due città]'', traduzione di Silvio Spaventa Filippi, Sonzogno, Milano, 1936. *Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id=TZ-rJwlAuUUC Le due città]'', traduzione di Beatrice Boffito Serra, Rizzoli, 2012. ISBN 978-88-58-63899-6 *Charles Dickens, ''Lettere dall'Italia'', traduzione di Lucio Angelini, Rosellina Archinto Editore, Milano, 1987. *Charles Dickens, ''Oliver Twist'', Introduzione e traduzione di Mario Martino, Newton Compton, Roma, 2011. ISBN 978-88-541-3358-7 *Charles Dickens, ''Tempi difficili. Per questi tempi'', a cura di Maria Rita Cifarelli, traduzione di Maria Rita Cifarelli e Cristina Scagliotti, con un saggio di [[George Orwell]], Einaudi, Torino, 1999. ISBN 8806151355 *Charles Dickens, ''Tempi difficili'', traduzione di Gianna Lonza, in ''I grandi classici della letteratura straniera'', 7 CD-Rom, Garzanti-Gruppo editoriale L'Espresso, Milano, 2000. *Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id=Stejzuv5bv4C Tempi difficili]'', cura e traduzione di Mario Martino, Newton Compton, Roma, 2011. ISBN 978-88-541-3087-6 *Charles Dickens, ''[https://books.google.it/books?id=no1coeWqWxYC Tempi difficili]'', traduzione di Bruno Tasso, Rizzoli, Milano, 2012. ISBN 8858627695 *Felix Gregory de Fontaine, ''[https://books.google.it/books?id=NZg-AQAAMAAJ A cyclopedia of the best thoughts of Charles Dickens]'', E.J. Hale & Son, New York, 1872. ==Filmografia== *''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]'' (1935) *''[[Canto di Natale di Topolino]]'' (1983) *''[[S.O.S. fantasmi]]'' (1988) *''[[Paradiso perduto (film 1998)|Paradiso perduto]]'' (1998) *''[[Oliver Twist (film 2005)|Oliver Twist]]'' (2005) *''[[A Christmas Carol]]'' (2009) ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Il Circolo Pickwick||(1836)}} {{Pedia|Le avventure di Oliver Twist||(1837-1839)}} {{Pedia|Nicholas Nickleby||(1838-1839)}} {{Pedia|La bottega dell'antiquario||(1840)}} {{Pedia|Canto di Natale||(1843)}} {{Pedia|Martin Chuzzlewit||(1843-1844)}} {{Pedia|Le campane||(1844)}} {{Pedia|Dombey e Figlio||(1846-1848)}} {{Pedia|David Copperfield (romanzo)|''David Copperfield''|(1849-1850)}} {{Pedia|Casa desolata||(1852-1853)}} {{Pedia|La piccola Dorrit||(1855-1857)}} {{Pedia|Racconto di due città||(1859)}} {{Pedia|Grandi speranze||(1860-61)}} {{Pedia|Il nostro comune amico||(1864-65)}} {{Pedia|Il mistero di Edwin Drood||(1870)}} {{DEFAULTSORT:Dickens, Charles}} [[Categoria:Epistolografi]] [[Categoria:Giornalisti britannici]] [[Categoria:Scrittori britannici]] [[Categoria:Umoristi britannici]] l4ak8acabkvo0pnse5kky9vxvxattwk Kill Bill vol. 2 0 7419 1413381 1336892 2026-05-14T11:01:58Z ~2026-28997-93 107145 /* Dialoghi */ 1413381 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Kill Bill vol. 2 |immagine= Kill Bill (logo).png |didascalia= |genere= azione/thriller |regista= [[Quentin Tarantino]] |soggetto= Quentin Tarantino |sceneggiatore= Quentin Tarantino |attori= *[[Uma Thurman]]: Beatrix Kiddo, ''La Sposa'' <small> (Black Mamba) </small> *[[David Carradine]]: Bill Gunn <small> (Incantatore di Serpenti) </small> *[[Daryl Hannah]]: Elle Driver<small> (Serpente Montano della California) </small> *[[Michael Madsen]]: Budd Gunn <small> (Sidewinder) </small> *[[Michael Parks]]: Esteban Vihaio *[[Chia Hui Liu|Gordon Liu]]: Pai Mei *[[Samuel L. Jackson]]: Rufus, organista in chiesa *[[Laura Cayouette]]: Rocket *[[Helen Kim]]: Karen Kim *[[Perla Haney Jardine]]: B.B. *[[Larry Bishop]]: Larry Gomez *[[Bo Svenson]]: Reverendo Harmony *[[Jeannie Epper]]: Signora Harmony *[[Stephanie L. Moore]]: Joleen *[[Shana Stein]]: Erica *[[Caitlin Keats]]: Janeen *[[Christopher Allen Nelson]]: Tommy Plympton |doppiatoriitaliani= *[[Chiara Colizzi]]: Beatrix Kiddo, ''La Sposa'' <small> (Black Mamba) </small> *[[Adalberto Maria Merli]]: Bill Gunn <small> (Incantatore di Serpenti) </small> *[[Francesca Fiorentini]]: Elle Driver<small> (Serpente Montano della California) </small> *[[Francesco Pannofino]]: Budd Gunn <small> (Sidewinder) </small> *[[Omero Antonutti]]: Esteban Vihaio *[[Vittorio Di Prima]]: Rufus, organista in chiesa *[[Fabrizio Pucci]]: ''voce fuori campo'' }} '''''Kill Bill vol. 2''''', film statunitense del 2004 con [[Uma Thurman]], regia di [[Quentin Tarantino]]. {{cronologico}} ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} *'''Bill''': Mi trovi sadico? Sai bimba, mi piace pensare che tu sia abbastanza lucida persino ora da sapere che non c'è nulla di sadico nelle mie azioni. In questo momento sono proprio io, all'apice del mio masochismo.<br/>'''La Sposa''': Bill... È tua figl... {{NDR|Bill spara}}<ref>Scena ripresa e riadattata dall'incipit del [[Kill Bill vol. 1|primo volume]] del film.</ref> *Sembravo morta, vero?! Ma non lo ero... Non perché non ci avessero provato, intendiamoci. A dire il vero, l'ultimo proiettile di Bill mi mandò in coma, coma in cui sono rimasta per quattro anni... Al mio risveglio ho agito spinta da quella che la pubblicità del film definisce "una ruggente furia vendicativa". Ho ruggito... E mi sono infuriata... E mi sono presa tante soddisfazioni! Ho ucciso tante persone per arrivare fin qui, ma ne devo uccidere ancora una... L'ultima. Quella da cui sto andando ora. La sola rimasta in vita. E quando sarò arrivata a destinazione, io ucciderò Bill! ('''Beatrix''') == Capitolo Sei: Massacro ai Due Pini == ===Frasi=== [[File:Kill.Bill.Church.Location.Lancaster.JPG|thumb|Chiesa presso Lancaster in California, utilizzata come ambientazione per la scena del matrimonio e della relativa strage]] *Dunque, quello che accadde alla cappella nuziale Due Pini, che diede inizio a questa storia cruenta, è ormai leggenda. ''Massacro ai Due Pini'', così titolarono i giornali. Le tv locali lo chiamarono ''Il massacro della cappella nuziale di El Paso, Texas''. Come andò esattamente, chi era presente, quante persone furono uccise, chi le uccise, sono particolari che cambiano a seconda di chi racconta la storia. Ad essere precisi, il massacro non avvenne durante il matrimonio... Si facevano le prove del matrimonio. (Voce fuori campo di '''Beatrix''') *{{NDR|In chiesa, parlando con le sue amiche}} Non mi sento molto bene. Questa stronza mi sta proprio facendo incazzare. Quindi mentre voi ve la sciroppate, io vado fuori a prendere un po' d'aria. ('''Beatrix''') *Ma...Che succede? ('''Reverendo Harmony''') {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}} *{{NDR|A Bill, riferendosi a Hattori Hanzo}} Questi giapponesi sanno covare il rancore come pochi... O forse sei tu che tiri fuori il peggio dalle persone... ('''Budd''') *{{NDR|A Bill}} Quella donna merita la sua vendetta. E noi meritiamo di morire.<ref name="vol1">Scena anticipata nell'epilogo del [[Kill Bill vol. 1|primo volume]] del film.</ref> Ma la cosa vale anche per lei... E quindi... Staremo a vedere. Non è così? ('''Budd''') ===Dialoghi=== *'''Signora Harmony''': Cara, sarebbe bello se avessi qualche invitato anche tu... Sai, come segno di buona fede...<br/>'''Beatrix''': Ma io non ho nessuno... A parte Tommy e i miei amici.<br/>'''Signora Harmony''': Non hai una famiglia?<br/>'''Beatrix''': Be', ci sto... lavorando...<br/>'''Amica''': Signora Harmony, noi siamo l'unica famiglia per questo angioletto. *'''Bill''': Ciao, bimba.<br/>'''Beatrix''': Come hai fatto a trovarmi?<br/>'''Bill''': Io sono io.<ref name="vol1" /><br/>'''Beatrix''': Che ci fai qui?<br/>'''Bill''': Che ci faccio? Be', un attimo fa suonavo il flauto... In questo momento sto guardando la sposa più bella che i miei stanchi occhi abbiano mai visto.<br/> '''Beatrix''': Perché sei qui?<br/> '''Bill''': Un ultimo sguardo.<br/>'''Beatrix''': Oggi farai il bravo?<br/>'''Bill''': Non ho mai fatto il bravo in tutta la mia vita. Ma farò del mio meglio... Per essere dolce.<br/>'''Beatrix''': Te l'ho sempre detto che quello dolce, è il tuo lato migliore!<br/>'''Bill''': Forse è per questo che tu sei l'unica ad averlo visto! *'''Bill''': Hai un cucciolo da sfornare?<br/>'''Beatrix''': Sono un po' incinta! *'''Beatrix''': Vuoi restare al matrimonio?!<br/> '''Bill''': Solo se posso sedermi nel lato della sposa.<br/>'''Beatrix''': Sarai un po' triste e solo nel mio lato.<br/>'''Bill''': Il tuo lato è sempre stato un po' triste e solo, ma non mi metterei da nessun'altra parte. *'''Bill''': Non si dice che porti sfortuna che lo sposo veda la sposa col [[abito nuziale|vestito nuziale]] prima della cerimonia?<br/>'''Tommy''': Be'... diciamo che il pericolo è il mio mestiere.<br/>'''Bill''': Capisco perfettamente! *'''Budd''': Mi stai dicendo che si è sbarazzata di 88 guardie del corpo, prima di far fuori O-Ren?!<br/>'''Bill''': Veramente non erano 88... Si facevano chiamare gli ''88 folli'', ecco...<br/>'''Budd''': Come mai?!<br/>'''Bill''': Ah, non lo so... Avranno pensato ch'era un nome fico! ==Capitolo Sette: La tomba solitaria di Paula Schultz== ===Frasi=== *{{NDR|A Beatrix, ridendo}} Bene, ora sei un po' più calma, vero? Eh sì, è difficile fare gli ''spaccaculi'' con una dose di sale grosso conficcata nelle tette! Non avendo le tette belle o grandi come le tue non riesco a immaginare quanto possa bruciare quella schifezza. Anzi, non ci penso proprio! ('''Budd''') *{{NDR|A Beatrix, dopo avergli sputato in faccia rendendogli lo sputo ricevuto}} Vinco io! ('''Budd''') *{{NDR|Al telefono con Elle}} Indovina cosa ho in mano in questo momento? [...] Una spada di Hattori Hanzo nuova di zecca, e questa sì che si chiama una lama affilata! [...] la più grande spada che l'uomo abbia mai creato. ('''Budd''') *{{NDR|Al telefono con Budd, riferendosi a Beatrix}} Deve soffrire fino all'ultimo respiro.<ref name="vol1" /> ('''Elle''') *{{NDR|A Beatrix, una volta svegliatasi sul furgone}} Ben svegliata... pane e marmellata. ('''Budd''') *{{NDR|A Beatrix, che si dimena per non essere sepolta viva}} Piccolo verme, lo vedi questo? Lo vedi, vero? È uno spray al peperoncino... Mmm no, te ne andrai sottoterra questa notte, e questo è quanto. Voglio seppellirti. Volevo seppellirti... con questa. {{NDR|Mostra una torcia elettrica}} Ma se continui a voler fare la stronza, io ti spruzzo tutta la bomboletta del cazzo dritta nelle palle degli occhi, te li faccio schizzare fuori da questa testa di cazzo. E allora sarai cieca, ustionata... e sepolta viva. ('''Budd''') *{{NDR|Prima di chiudere la bara}} Per aver spezzato il cuore di mio fratello... ('''Budd''') ===Dialoghi=== *'''Barista''': Sei in ritardo, lo sai leggere l'orologio Budd?<br/> '''Budd''': Ma non c'è nessuno. <br/>'''Larry''': Chi è, Budd?<br/ >'''Barista''': Sì.<br/ >'''Larry''': Dì a quel sacco di merda di portare qui il culo!<br/ >'''Barista''': Ok... Budd, Larry ti vuole parlare.<br/>'''Larry''': {{NDR|rivolgendosi alla sua amica}} Fatti una striscia, sentiti qualcuno baby!<br/ > '''Budd''': Mi cercavi?<br/>'''Larry''': Io non so come all'autolavaggio in cui lavoravi prima ti permettessero di arrivare con 20 minuti di ritardo, ma non è roba mia, io ce l'ho un autolavaggio, cazzo!<br/>'''Amica di Larry''': Vuoi che vada? <br/>'''Larry''': No, non voglio che te ne vai. Resta qui, aspetta.<br/ >'''Budd''': Larry, di la non c'è nessuno e così...<br/>'''Larry''': Di là non c'è nessuno, Larry... {{NDR|sussurrando}} Che vorresti dire? Che tu non servi qui?<br/> '''Budd''': No, voglio dire che io sono il buttafuori e che là non c'è nessuno da buttare fuori...<br/>'''Larry''': Tu stai dicendo che il motivo per cui non fai il lavoro per cui ti pago è che non hai nessun lavoro da fare?!<br/>'''Budd''': No...<br/>'''Larry''': È questo che dici?! Di che cosa vuoi convincermi esattamente?! Che qui sei inutile quanto un buco del culo sul gomito? Be', sai una cosa, Budd? Io credo che tu sia proprio riuscito a convincermi! *'''Larry''': Guardiamo il calendario, è l'ora del calendario, l'ora del calendario di Budd. Ok, lavori domani? <br/>'''Budd''': Sì. <br/>'''Larry''': Mmm no, non lavori. Non sai nemmeno il giorno in cui lavori. Ecco non lavori domani, lavori mercoledì, eccoti qua ed ecco fatto. Lavori giovedì? <br/>'''Budd''': Sì. <br/>'''Larry''': No io non credo. Venerdì? Qui c'è il tuo nome. <br/> '''Budd''': Se lo dici tu. <br/> '''Larry''': Cioè c'era il tuo nome, ok? Sabato anche qui c'era il tuo nome. Lunedì! Ecco, che dici, così va bene? Portarvi via i soldi è l'unico modo per farvi capire qualche cazzo! Ho ragione? Ora vattene a casa finché non ti chiamo io! Finché non ti chiamo io! <br/>Prima parla con Rocket dice che devi fare un lavoretto e... il cappello... Quel cappello del cazzo... Quel cappello del cazzo, quante volte ti ho detto che non devi, non devi mettere quel cappello del cazzo qui? Quante volte? <br />'''Budd''': I clienti ce l'hanno il cappello. <br />'''Larry''': Non sono il capo dei clienti, è chiaro? Io sono il tuo capo, e ti sto dicendo che voglio che lasci a casa quel cazzo di cappello! *{{NDR|Budd chiama Elle al cellulare}}<br/>'''Elle''': Bill? <br/>'''Budd''': Hai sbagliato fratello, stronza malefica! <br/>'''Elle''': Budd... <br/>'''Budd''': Bingo! *'''Ernie''': Uh, guarda che occhi, questa troia è furiosa. <br/>'''Budd''': Che ti avevo detto, è la più bella fighetta bionda che tu abbia mai visto, o non è la più bella fighetta bionda che tu abbia mai visto? <br/>'''Ernie''': Ho visto di meglio. <br/>'''Budd''': {{NDR|a Beatrix}} Hai qualcosa da dire?! <br/>{{NDR|Beatrix lo guarda con odio senza parlare}}<br/>'''Ernie''': Le donne bianche lo chiamano il rimprovero silenzioso. E noi gli facciamo credere che ci dispiace! ==Capitolo Otto: I crudeli insegnamenti di Pai Mei== ===Frasi=== *{{NDR|A Beatrix, parlando di Pai Mei}} Dovrai prima farlo abituare un po' a te. Odia la razza bianca, disprezza gli americani e sopporta con fastidio le donne... Quindi nel tuo caso ci vorrà un po' di tempo. ('''Bill''') *{{NDR|A Beatrix, prima di metterla alla prova per la prima volta}} Se un solo colpo andrà a segno, ti chiamerò maestra. ('''Pai Mei''') {{NDR|tradotto dal cantonese con sottotitoli in italiano}} *Il legno deve temere la tua mano, non il contrario. Per forza non ci riesci, ti arrendi prima d'iniziare. ('''Pai Mei''') {{NDR|tradotto dal cantonese con sottotitoli in italiano}} *{{NDR|Prima di uscire dalla cassa da morto}} Ecco Pai Mei... sono pronta. ('''Beatrix''') ===Dialoghi=== *'''Bill''': Tanto tempo fa, in Cina – si trattava all'incirca dell'anno 1003 – il sommo sacerdote del Clan del Loto Bianco, Pai Mei, stava camminando per strada, contemplando qualsiasi cosa un uomo dal potere infinito come Pai Mei potesse contemplare – è un modo come un altro di dire: "chi può dirlo?" – quando un monaco Shaolin apparve nella strada, diretto dalla parte opposta. Quando il monaco e il prete si incrociarono, Pai Mei in una pressoché inspiegabile dimostrazione di generosità, rivolse al monaco un impercettibile cenno di saluto. Il cenno non fu ricambiato.<br/> Intenzione del monaco era forse quella di insultare Pai Mei? O forse non era egli riuscito a vedere il generoso gesto sociale? Le ragioni del monaco restano ignote. Ma sono note le conseguenze.<br/> Il mattino seguente, Pai Mei si presentò al tempio Shaolin e pretese che il sommo abate del tempio gli offrisse il suo collo da tagliare – per rimediare all'insulto. L'abate all'inizio cercò di consolare Pai Mei, ma ben presto si accorse che Pai Mei era inconsolabile.<br/> Così cominciò il massacro del tempio Shaolin e di tutti i 60 monaci che ospitava, per mano del Loto Bianco. E così cominciò la leggenda della ''tecnica dell'esplosione del cuore con cinque colpi delle dita''.<br />'''Beatrix''': E che cos'è la tecnica dell'esplosione del cuore con cinque colpi delle dita? <br />'''Bill''': Semplicemente la mossa più letale di tutte le arti marziali. Lui ti colpisce con la punta delle dita e comprime cinque punti diversi del tuo corpo. E poi... ti lascia andar via. Ma appena hai fatto cinque passi, il tuo cuore esplode all'interno del corpo: e tu cadi a terra, morto.<br />'''Beatrix''': E te l'ha insegnata?<br />'''Bill''': No, lui non insegna a nessuno la ''tecnica dell'esplosione del cuore con cinque colpi delle dita''. Ascolta, una delle cose che mi sono sempre piaciute di te è che sei più saggia di quanto la tua età farebbe supporre, perciò permettimi di dare un consiglio a chi è saggio. Qualunque cosa.. qualunque cosa dica Pai Mei, obbedisci. Se farai trasparire anche per un solo istante uno sguardo di sfida ti caverà gli occhi e se poi sul tuo volto apparirà quell'arroganza d'americana ti spezzerà la schiena e il collo come fossero ramoscelli. E fine della storia. *'''Beatrix''': Quando ti rivedrò di nuovo? <br/ > '''Bill''': È il titolo della mia canzone preferita degli anni '70... ==Capitolo Nove: Elle e Io== ===Frasi=== *{{NDR|A Elle, alludendo alla morte di Beatrix}} Si dice che il killer numero uno delle persone anziane sia il pensionamento: se le persone hanno un lavoro da fare tendono a vivere un po' più a lungo per portarlo a termine. Ho sempre immaginato che a un guerriero succeda lo stesso con i propri nemici. Perciò, ora che non dovrai più affrontare il tuo nemico sul campo di battaglia, quale delle due sensazioni provi: sollievo o rimpianto? ('''Budd''') *{{NDR|Parlando di Beatrix}} Non ho mai visto nessuno fregare Bill come lei ha fregato Bill! ('''Budd''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]] a Ellie}} Un milione di grazie! ('''Budd Gunn''') *{{NDR|Rivolto a Budd, parlando del black mamba}} In Africa c'è un adagio che dice: nella boscaglia, un elefante può ucciderti, un leopardo può ucciderti e un black mamba può ucciderti, ma solo con il black mamba – e questo è vero in Africa fin dall'alba dei tempi – la morte è sicura. Da qui il suo soprannome: ''la morte incarnata''. Fico, no?! [...] La quantità di veleno che può essere iniettata da un solo morso a volte è gargantuesca. Mi è sempre piaciuto l'aggettivo "gargantuesco", succede raramente di poterlo usare in una frase. {{NDR|parlando di Beatrix}} In questo momento la più forte sensazione è il rimpianto. Io rimpiango che quella che è forse la più grande guerriera che io abbia mai incontrato abbia trovato la sua fine grazie a uno sporco alcolizzato, insignificante, selvaggio pezzo di merda come te. Quella donna meritava di meglio. ('''Elle''') *A mio fratello Budd, l'unico uomo che abbia mai amato, Bill. ('''Beatrix''') {{NDR|leggendo l'incisione sulla spada di Budd}} :''To My Brother Budd, The Only Man I Ever Loved, – Bill'' === Dialoghi === *'''Elle''': {{NDR|Indicando la spada di Beatrix}} È quella la sua spada?<br/>'''Budd''': Ci sono i miei soldi in quella valigia rossa, vero?<br/>'''Elle''': Direi proprio di sì...<br/>'''Budd''': Be', allora adesso è la ''tua'' spada. *'''Elle''': Cos'è quella? <br/ > '''Beatrix''': La spada di Hanzo che aveva Budd. <br/ > '''Elle''': Ha detto che l'aveva impegnata... <br/ > '''Beatrix''': Questo farebbe di lui un bugiardo, giusto? Elle... <br/ > '''Elle''': B. <br/ > '''Beatrix''': C'è una cosa che vorrei tanto sapere! Che resti fra noi... Che cosa hai detto a Pai Mei perché lui ti strappasse l'occhio? {{NDR|Flashback: Elle urla di dolore coprendosi l'occhio}} <br/ > '''Elle''': L'ho chiamato "miserabile, stupido vecchio". <br/ > '''Beatrix''': Pessima idea... <br/ > '''Elle''': E sai cosa ho fatto? L'ho ucciso quel miserabile, stupido vecchio. Ho avvelenato le sue teste di pesce. <br> '''Pai Mei''' {{NDR|tradotto dal cantonese}}: Elle, Cagna traditrice! <br> '''Elle''' {{NDR|A Pai Mei}}: Come le vuoi le tue teste di pesce, miserabile stupido vecchio? <br> '''Pai Mei''' {{NDR|tradotto dal cantonese, [[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Ti do la mia parola... <br> '''Elle''': E io gli ho detto: "per me il giuramento di uno stupido vecchio come te vale meno di niente". Esatto, ho ucciso il tuo maestro. E adesso ucciderò anche te, con la tua stessa spada, sai?! Che presto, nell'immediato futuro, diventerà mia. La ''mia'' spada! <br/ > '''Beatrix''': Puttana. Tu non hai un futuro! ==Ultimo Capitolo: Faccia a faccia== ===Frasi=== *Come molti uomini che non hanno mai conosciuto il padre, Bill collezionava figure paterne. Il primo fu Esteban Vihaio. Esteban era un amico della madre di Bill, di professione protettore. Gestì un bordello ad Acuna, in Messico, per oltre cinquant'anni. Il suo esercito, gli ''Acuna Boys'', formato dalla prole senza padre delle sue puttane, controllava Acuna e lui controllava gli ''Acuna Boys''. Ora, all'età di ottant'anni, questo ricco gentiluomo in pensione potrebbe indicarmi la strada che porta a Bill. (Voce fuori campo di '''Beatrix''') *{{NDR|A Beatrix}} Devo avvertirti, giovane signora, che sono sensibile all'adulazione. ('''Esteban''') *Ricordo di quando Bill aveva soltanto cinque anni e lo portai al cinema. Davano un film con [[Lana Turner]], [[Il postino suona sempre due volte (film 1946)|''Il postino suona sempre due volte'']], con [[John Garfield]]. Ogni volta che lei appariva ''in lo'' schermo, Bill cominciava a succhiarsi irrefrenabilmente e in modo osceno il pollice. Fu in quel momento che capii che quel ragazzo aveva un debole per le bionde. ('''Esteban''') *{{NDR|A Beatrix}} Sai, perdere la testa per una donna come te è sempre la cosa giusta da fare. ('''Esteban''') *{{NDR|Riferendo le sue parole la prima volta che ha visto una foto di Beatrix}} Ho detto: "sei la donna più bellissima che ho mai visto in tutto il mondo". ('''B.B.''') *{{NDR|A Beatrix}} Si dà il caso che questa ''acienda'' abbia una spiaggia privata. E questa spiaggia privata si dà il caso che sia particolarmente bella quando il chiaro di luna l'avvolge. E neanche a farlo apposta, c'è la luna piena stasera! ('''Bill''') *{{NDR|Al killer affrontato durante la sua ultima missione}} Karen, ho appena scoperto, proprio adesso, giusto un momento prima che tu facessi quel buco nella porta... che aspetto un bambino. ('''Beatrix''') *{{NDR|Al killer affrontato durante la sua ultima missione}} Io sono la donna più letale al mondo, ma adesso... ho paura per il mio bambino. ('''Beatrix''') ===Dialoghi=== *'''Esteban''': {{NDR|riferendosi all'auto di Beatrix}} E quella? Non avevi un'altra auto? <br/ > '''Beatrix''': La mia ''Pussy Wagon'' è morta, ormai... <br/ > '''Esteban''': Eh, sì... la ''Pussy'' è morta... *'''Esteban''': Bill ti aveva sparato in testa, no?<br/> '''Beatrix''': Sì...<br/> '''Esteban''': Io sarei stato molto più carino: ti avrei soltanto sfregiata. *'''Esteban''': Sai perché ti sto aiutando?<br/> '''Beatrix''': No.<br/> '''Esteban''': Lui vorrebbe che lo facessi.<br/> '''Beatrix''': No, non credo proprio.<br/>'''Esteban''': E come farebbe sennò a rivederti? *{{NDR|Beatrix irrompe nel salotto della villa di Bill, ma inaspettatamente lo vede in compagnia di B.B., che ha in mano una pistola giocattolo, in quanto entrambi stanno giocando a fare i pistoleri}} <br> '''B.B.''': Ferma, mamma!<br /> '''Bill''': Bang Bang. Oh! <br /> '''B.B.''': Oh! <br/ > '''Bill''': Ci ha colpiti, B.B.! La mamma ci ha colpiti! Sto morendo...<br/ > '''B.B.''': Sto morendo! Sto morendo! <br/ > '''Bill''': {{NDR|a B.B.}} Cadi, tesoro, ci ha colpiti. {{NDR|B.B. cade a terra}} <br/> {{NDR|Nel ruolo del narratore}} ''Ma, Kiddo Manolesta non sapeva che la piccola B.B. stava soltanto fingendo, perché di fatto lei era invulnerabile ai proiettili...'' <br/ > '''B.B.''': Sono invulberabile, mamma! <br/ > '''Bill''': {{NDR|a B.B.}} Ehi, rimani lì a terra... stai fingendo, no? <br /> {{NDR|Nel ruolo del narratore}} ''E così, mentre sogghignando la killer avanzava verso quello che credeva un cadavere sfracellato dai proiettili, fu allora che la piccola B.B. sparò.'' <br/ > '''B.B.''' {{NDR|si rialza e punta la pistola a Beatrix, che rimane sconvolta}}: Bang Bang! <br/ > '''Bill''': Sei morta, mamma... Su, muori... <br/ > '''Beatrix''' {{NDR|sul punto di piangere}}: Oh... <br/ > '''Bill''': B.B. <br/ > '''Beatrix''' {{NDR|si porta una mano al cuore come colpita veramente}}: Oh, B.B... avrei dovuto saperlo... tu sei... imbattibile. {{NDR|Cade a terra}} <br/ > '''B.B.''' {{NDR|scuote Beatrix}}: Non morire, mamma... stavo solo giocando! <br/ > '''Beatrix''': Lo so! *'''Bill''': La nostra bambina ha scoperto la vita e la morte l'altro giorno. Racconta alla mamma cos'è successo a Emilio!<br/>'''B.B.''': Io l'ho ucciso...<br/>'''Bill''': Emilio era il suo pesce rosso.<br/>'''B.B.''': Emilio era il mio pesce rosso...<br/>'''Bill''': È venuta correndo in camera mia, col pesciolino in mano gridando: "Papà, papà... Emilio è morto". E io ho detto: "Davvero? Che cosa triste. Com'è morto?" E tu cos'hai risposto?<br/>'''B.B.''': "L'ho calpestato!"<br/>'''Bill''': Veramente, signorina, la frase che hai strategicamente usato è stata: "L'ho involontariamente calpestato". Al che io le ho chiesto: "E come ha fatto il tuo piede a entrare involontariamente nella boccia di vetro di Emilio?" E lei ha detto: "No no, Emilio era sul tappeto quando l'ho calpestato". Uhm... La trama s'infittisce! "E come ha fatto Emilio ad arrivare sul tappeto?" E tu, mamma, saresti stata così fiera di lei. Non ha mentito! Ha detto che aveva tolto Emilio dalla sua boccia e buttato sul tappeto. E che faceva Emilio sul tappeto?<br/>'''B.B.''': Sbatteva la coda.<br/>'''Bill''': E l'hai schiacciato col piede. {{NDR|B.B. assentisce}} E quando hai alzato il piede, che cosa ha fatto Emilio?<br/>'''B.B.''': Niente.<br/>'''Bill''': Aveva smesso di sbattere la coda. E poi mi ha detto che alzando il piede, vedendo che Emilio non sbatteva più la coda, si era resa conto del suo gesto. Non è una perfetta e semplice immagine della vita e della morte?! Un pesce che sbatte la coda sul tappeto e un pesce che non sbatte più la coda. È così potente che anche una bambina di quattro anni, ignara del concetto di vita e di morte, ne ha capito il senso. Tu volevi bene a Emilio, vero? {{NDR|B.B. assentisce}} Be', io voglio bene alla mamma, ma ho fatto alla mamma quello che tu hai fatto a Emilio...<br/>'''B.B.''': Tu hai schiacciato la mamma?<br/>'''Bill''': Peggio... Le ho sparato. Ma non per finta, come facciamo noi, le ho sparato sul serio...<br/>'''B.B.''': Volevi vedere che succedeva, papà?<br/>'''Bill''': No, sapevo cosa sarebbe successo alla mamma se le avessi sparato. Quello che non sapevo, quando le ho sparato, è cosa sarebbe successo a me...<br/>'''B.B.''': Cos'è successo?<br/>'''Bill''': Ho provato tristezza... e allora ho imparato che ci sono cose che una volta fatte non possono essere cancellate. *'''Bill''': Prima che questa storia di sanguinosa vendetta raggiunga il suo apice ti farò alcune domande e voglio che tu mi dica la verità. Però qui sorge un dilemma, perché quando si parla di me io penso che tu sia realmente e assolutamente incapace di dire la verità, soprattutto a me, e tantomeno a te stessa. E, sempre quando si parla di me, io sono realmente e totalmente incapace di credere a qualsiasi cosa tu dica.<br/>'''Beatrix''': E come pensi di risolvere questo dilemma?<br/>'''Bill''': Be', si dà il caso che io abbia una soluzione... {{NDR|tira fuori una pistola con una freccia contenente un sedativo e gliela spara sulla gamba}} Colpita!<br/>'''Beatrix''': Ahh! Maledizione! Ma... figlio di puttana, cosa cazzo mi hai sparato?!<br/>'''Bill''': La mia più grande invenzione, o quantomeno la mia preferita! {{NDR|Beatrix cerca di togliere la freccia}} Non toccarla, o te ne infilo un'altra nella guancia. La sostanza contenuta in quella freccia che comincia a farsi strada nelle tue vene è un incredibile, potente e quasi infallibile siero della verità. Io la chiamo "La verità indiscussa", due volte più forte del sodio pentotal ma del tutto privo di effetti collaterali, se si esclude una leggera ondata di euforia. La senti?<br/>'''Beatrix''': Euforia?<br/>'''Bill''': Sì.<br/>'''Beatrix''': No!<br/>'''Bill''': Peccato. Come sai, io sono un grande appassionato di fumetti, soprattutto di quelli sui [[Supereroe|supereroi]]. Trovo che tutta la filosofia che circonda i supereroi sia affascinante. Prendi il mio supereroe preferito, [[Superman]]. Non un grandissimo fumetto, la sua grafica è mediocre. Ma la filosofia... la filosofia non è soltanto eccelsa, è unica!<br/>'''Beatrix''': Quanto cazzo ci mette questa merda a fare effetto?!<br/>'''Bill''': Circa due minuti, il tempo per farmi arrivare al punto. Dunque, l'elemento fondamentale della filosofia dei supereroi è che abbiamo un supereroe e il suo alter-ego: [[Batman]] è di fatto Bruce Wayne, l'[[Uomo Ragno]] è di fatto Peter Parker. Quando quel personaggio si sveglia al mattino è Peter Parker, deve mettersi un costume per diventare l'Uomo Ragno. Ed è questa caratteristica che fa di Superman l'unico nel suo genere: Superman non diventa Superman, Superman è nato Superman! Quando Superman si sveglia al mattino è Superman. Il suo alter-ego è Clark Kent. Quella tuta con la grande "S" rossa è la coperta che lo avvolgeva da bambino quando i Kent lo trovarono, sono quelli i suoi vestiti. Quello che indossa come Kent, gli occhiali, l'abito da lavoro, quello è il suo costume. È il costume che Superman indossa per mimetizzarsi tra noi. Clark Kent è il modo in cui Superman ci vede. E quali sono le caratteristiche di Clark Kent? È debole, non crede in sé stesso ed è un vigliacco. Clark Kent rappresenta la critica di Superman alla razza umana, più o meno come Beatrix Kiddo è la moglie di Tommy Plympton.<br/>'''Beatrix''': Siamo arrivati al punto?<br/>'''Bill''': Tu avresti indossato il costume di Arlene Plympton, ma tu sei nata Beatrix Kiddo e ogni mattina al tuo risveglio saresti stata Beatrix Kiddo. *'''Beatrix''': Prima che quella linea diventasse blu ero una donna, ero la tua donna, ero un killer che uccideva per te. Prima che quella linea diventasse blu avrei potuto saltare da una moto sopra un treno in corsa per te... Ma dal momento che quella linea era diventata blu non avrei mai più potuto fare quelle cose. Mai più. Perché sarei diventata madre. Riesci a capirlo questo? <br/> '''Bill''': Sì, ma perché non me l'hai detto allora invece che adesso? <br/> '''Beatrix''': Avresti preteso di avere lei, e io questo non lo volevo. <br/> '''Bill''': La decisione non spettava a te. <br/> '''Beatrix''': Sì, ma era la decisione giusta e io l'ho presa per mia figlia. Volevo che nascesse in un mondo pulito, onesto e innocente. Ma con te sarebbe nata in un mondo che non volevo che conoscesse. Dovevo scegliere e ho scelto lei. Sai, cinque anni fa, se avessi voluto fare una lista delle cose impossibili che non sarebbero mai capitate, tu che mi dai il colpo di grazia ficcandomi una pallottola in mezzo al cranio, quella sarebbe stata in cima alla lista! Avrei sbagliato, non ti pare?<br/>'''Bill''': Mi dispiace, era una domanda? Delle cose impossibili che non potevano succedere, sì, nel caso specifico avresti sbagliato.<br/>'''Beatrix''': Ovvero?<br/>'''Bill''': Quando ho visto che non tornavi più, ho ovviamente pensato che Lisa Wong o qualcun altro ti avesse uccisa... Oh, tra parentesi, far credere a qualcuno che è morta la persona che ama quando non è così, è una cosa molto crudele... Io ti ho pianto, per tre mesi. E dopo tre mesi, diciamo di lutto, io ti ho trovata. Non stavo cercando di trovare te. Io... vedi... stavo cercando quei bastardi del cazzo che credevo ti avessero uccisa, e ho trovato te. E cosa ho scoperto? Che non solo non eri morta, ma che stavi per sposare un povero coglione, e che eri incinta per giunta. E ho... reagito male. <br /> '''Beatrix''': Hai reagito male? È questa la tua spiegazione?!<br/>'''Bill''': Non ho detto che avrei dato una spiegazione, ma che avrei detto la verità. Però sarò esplicito se non ti è chiaro. Io sono un killer, un assassino bastardo, tu lo sai! E ci sono delle conseguenze quando spezzi il cuore a un assassino bastardo. Tu ne hai avuto un esempio. La mia reazione è stata così... sorprendente?<br/>'''Beatrix''': Sì, lo è stata. Potevi fare una cosa del genere? Certo che potevi! Ma non avrei mai creduto che avresti potuto o voluto farla a me.<br/>'''Bill''': Mi dispiace tanto, Kiddo. Ti sei proprio sbagliata.<br/>'''Beatrix''' {{NDR|afferra la sua spada}}: Io e te abbiamo una faccenda in sospeso... <br/> '''Bill''': Parole... sacrosante! {{NDR|Iniziano a combattere a colpi di spada, fino a quando Beatrix non esegue su di lui la "tecnica dell'esplosione del cuore con cinque colpi delle dita" che Pai Mei non aveva mai insegnato a nessuno se non soltanto a lei, allorché Bill, dopo aver subito la mossa finale, rimane stupito}} Pai Mei ti ha insegnato la tecnica dell'esplosione del cuore con cinque colpi delle dita?! <br />'''Beatrix''': Sì, certo. <br> '''Bill''': Perché non me l'hai detto? <br />'''Beatrix''': Non lo so. Perché sono... una persona cattiva! <br /> '''Bill''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: No, tu non sei una persona cattiva. Tu sei... fantastica, sei la persona che preferisco. Peccato che di tanto in tanto sai essere una gran troia! {{NDR|dopo essersi pulito il sangue dalla bocca}} Come ti sembro? <br /> '''Beatrix''': {{NDR|poggiando la sua mano su quella di Bill}} Sei pronto...<br/>{{NDR|Bill si alza, compie cinque passi e cade a terra senza vita}} ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} La [[leonessa]] si è ricongiunta al suo cucciolo e tutto va bene nella giungla.<ref>La stessa battuta appare scritta a video in inglese e sottotitolata in italiano con una leggera variante: la leonessa ha ritrovato il cucciolo e tutto va bene nella giungla (''the lioness has rejoined her cub and all is right in the jungle'').</ref> ('''Voce fuori campo''') ==Citazioni su ''Kill Bill vol. 2''== ===''The Making of "Kill Bill Vol. 2"''=== {{NDR|Interviste in inglese sottotitolate in italiano, tratte da ''The Making of "Kill Bill Vol. 2"'' in ''Contenuti speciali'', ''Kill Bill vol.2'', Dvd Miramax Home Entertainment}} *Nel ''[[Kill Bill vol. 1|Volume 1]]'' ci sono le domande, nel ''Volume 2'' le risposte. I due film sono molto diversi tra loro. È bello avere l'occasione di sottolineare questo aspetto. Il primo film crea l'intelaiatura che fa da supporto anche al secondo film. Secondo molti il film non ha una storia consistente. È un film incentrato su una vendetta. Meglio di così! La protagonista si vendica di cinque persone che l'hanno ferita. Ha segnato i loro nomi su una lista e li elimina uno alla volta. Ecco l'essenza della storia. Potrei impreziosirla con altri spunti, ma non sarebbe onesto. Non sopporto quel genere di film. Eliminiamo gli elementi superflui e troviamo il coraggio di raccontare un film di [[vendetta]]. ([[Quentin Tarantino]]) *L'essenza dei film di [[Quentin Tarantino|Tarantino]] non sono la [[violenza]] e l'azione, ma l'analisi introspettiva della mente e dell'animo di persone violente. ([[David Carradine]]) ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Kill Bill}} [[Categoria:Film di arti marziali]] [[Categoria:Film thriller d'azione]] aj3f81094dp5a7r6ksccw0cz4rswdau 1413382 1413381 2026-05-14T11:10:57Z ~2026-28997-93 107145 /* Frasi */ 1413382 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Kill Bill vol. 2 |immagine= Kill Bill (logo).png |didascalia= |genere= azione/thriller |regista= [[Quentin Tarantino]] |soggetto= Quentin Tarantino |sceneggiatore= Quentin Tarantino |attori= *[[Uma Thurman]]: Beatrix Kiddo, ''La Sposa'' <small> (Black Mamba) </small> *[[David Carradine]]: Bill Gunn <small> (Incantatore di Serpenti) </small> *[[Daryl Hannah]]: Elle Driver<small> (Serpente Montano della California) </small> *[[Michael Madsen]]: Budd Gunn <small> (Sidewinder) </small> *[[Michael Parks]]: Esteban Vihaio *[[Chia Hui Liu|Gordon Liu]]: Pai Mei *[[Samuel L. Jackson]]: Rufus, organista in chiesa *[[Laura Cayouette]]: Rocket *[[Helen Kim]]: Karen Kim *[[Perla Haney Jardine]]: B.B. *[[Larry Bishop]]: Larry Gomez *[[Bo Svenson]]: Reverendo Harmony *[[Jeannie Epper]]: Signora Harmony *[[Stephanie L. Moore]]: Joleen *[[Shana Stein]]: Erica *[[Caitlin Keats]]: Janeen *[[Christopher Allen Nelson]]: Tommy Plympton |doppiatoriitaliani= *[[Chiara Colizzi]]: Beatrix Kiddo, ''La Sposa'' <small> (Black Mamba) </small> *[[Adalberto Maria Merli]]: Bill Gunn <small> (Incantatore di Serpenti) </small> *[[Francesca Fiorentini]]: Elle Driver<small> (Serpente Montano della California) </small> *[[Francesco Pannofino]]: Budd Gunn <small> (Sidewinder) </small> *[[Omero Antonutti]]: Esteban Vihaio *[[Vittorio Di Prima]]: Rufus, organista in chiesa *[[Fabrizio Pucci]]: ''voce fuori campo'' }} '''''Kill Bill vol. 2''''', film statunitense del 2004 con [[Uma Thurman]], regia di [[Quentin Tarantino]]. {{cronologico}} ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} *'''Bill''': Mi trovi sadico? Sai bimba, mi piace pensare che tu sia abbastanza lucida persino ora da sapere che non c'è nulla di sadico nelle mie azioni. In questo momento sono proprio io, all'apice del mio masochismo.<br/>'''La Sposa''': Bill... È tua figl... {{NDR|Bill spara}}<ref>Scena ripresa e riadattata dall'incipit del [[Kill Bill vol. 1|primo volume]] del film.</ref> *Sembravo morta, vero?! Ma non lo ero... Non perché non ci avessero provato, intendiamoci. A dire il vero, l'ultimo proiettile di Bill mi mandò in coma, coma in cui sono rimasta per quattro anni... Al mio risveglio ho agito spinta da quella che la pubblicità del film definisce "una ruggente furia vendicativa". Ho ruggito... E mi sono infuriata... E mi sono presa tante soddisfazioni! Ho ucciso tante persone per arrivare fin qui, ma ne devo uccidere ancora una... L'ultima. Quella da cui sto andando ora. La sola rimasta in vita. E quando sarò arrivata a destinazione, io ucciderò Bill! ('''Beatrix''') == Capitolo Sei: Massacro ai Due Pini == ===Frasi=== [[File:Kill.Bill.Church.Location.Lancaster.JPG|thumb|Chiesa presso Lancaster in California, utilizzata come ambientazione per la scena del matrimonio e della relativa strage]] *Dunque, quello che accadde alla cappella nuziale Due Pini, che diede inizio a questa storia cruenta, è ormai leggenda. ''Massacro ai Due Pini'', così titolarono i giornali. Le tv locali lo chiamarono ''Il massacro della cappella nuziale di El Paso, Texas''. Come andò esattamente, chi era presente, quante persone furono uccise, chi le uccise, sono particolari che cambiano a seconda di chi racconta la storia. Ad essere precisi, il massacro non avvenne durante il matrimonio... Si facevano le prove del matrimonio. (Voce fuori campo di '''Beatrix''') *{{NDR|In chiesa, parlando con le sue amiche}} Non mi sento molto bene. Questa stronza mi sta proprio facendo incazzare. Quindi mentre voi ve la sciroppate, io vado fuori a prendere un po' d'aria. ('''Beatrix''') *Ma...Che succede? ('''Reverendo Harmony''') {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}} *{{NDR|A Bill, riferendosi a Hattori Hanzo}} Questi giapponesi sanno covare il rancore come pochi... O forse sei tu che tiri fuori il peggio dalle persone... ('''Budd''') *{{NDR|A Bill}} Quella donna merita la sua vendetta. E noi meritiamo di morire.<ref name="vol1">Scena anticipata nell'epilogo del [[Kill Bill vol. 1|primo volume]] del film.</ref> Ma la cosa vale anche per lei... E quindi... Staremo a vedere. Non è così? ('''Budd''') ===Dialoghi=== *'''Signora Harmony''': Cara, sarebbe bello se avessi qualche invitato anche tu... Sai, come segno di buona fede...<br/>'''Beatrix''': Ma io non ho nessuno... A parte Tommy e i miei amici.<br/>'''Signora Harmony''': Non hai una famiglia?<br/>'''Beatrix''': Be', ci sto... lavorando...<br/>'''Amica''': Signora Harmony, noi siamo l'unica famiglia per questo angioletto. *'''Bill''': Ciao, bimba.<br/>'''Beatrix''': Come hai fatto a trovarmi?<br/>'''Bill''': Io sono io.<ref name="vol1" /><br/>'''Beatrix''': Che ci fai qui?<br/>'''Bill''': Che ci faccio? Be', un attimo fa suonavo il flauto... In questo momento sto guardando la sposa più bella che i miei stanchi occhi abbiano mai visto.<br/> '''Beatrix''': Perché sei qui?<br/> '''Bill''': Un ultimo sguardo.<br/>'''Beatrix''': Oggi farai il bravo?<br/>'''Bill''': Non ho mai fatto il bravo in tutta la mia vita. Ma farò del mio meglio... Per essere dolce.<br/>'''Beatrix''': Te l'ho sempre detto che quello dolce, è il tuo lato migliore!<br/>'''Bill''': Forse è per questo che tu sei l'unica ad averlo visto! *'''Bill''': Hai un cucciolo da sfornare?<br/>'''Beatrix''': Sono un po' incinta! *'''Beatrix''': Vuoi restare al matrimonio?!<br/> '''Bill''': Solo se posso sedermi nel lato della sposa.<br/>'''Beatrix''': Sarai un po' triste e solo nel mio lato.<br/>'''Bill''': Il tuo lato è sempre stato un po' triste e solo, ma non mi metterei da nessun'altra parte. *'''Bill''': Non si dice che porti sfortuna che lo sposo veda la sposa col [[abito nuziale|vestito nuziale]] prima della cerimonia?<br/>'''Tommy''': Be'... diciamo che il pericolo è il mio mestiere.<br/>'''Bill''': Capisco perfettamente! *'''Budd''': Mi stai dicendo che si è sbarazzata di 88 guardie del corpo, prima di far fuori O-Ren?!<br/>'''Bill''': Veramente non erano 88... Si facevano chiamare gli ''88 folli'', ecco...<br/>'''Budd''': Come mai?!<br/>'''Bill''': Ah, non lo so... Avranno pensato ch'era un nome fico! ==Capitolo Sette: La tomba solitaria di Paula Schultz== ===Frasi=== *{{NDR|A Beatrix, ridendo}} Bene, ora sei un po' più calma, vero? Eh sì, è difficile fare gli ''spaccaculi'' con una dose di sale grosso conficcata nelle tette! Non avendo le tette belle o grandi come le tue non riesco a immaginare quanto possa bruciare quella schifezza. Anzi, non ci penso proprio! ('''Budd''') *{{NDR|A Beatrix, dopo avergli sputato in faccia rendendogli lo sputo ricevuto}} Vinco io! ('''Budd''') *{{NDR|Al telefono con Elle}} Indovina cosa ho in mano in questo momento? [...] Una spada di Hattori Hanzo nuova di zecca, e questa sì che si chiama una lama affilata! [...] la più grande spada che l'uomo abbia mai creato. ('''Budd''') *{{NDR|Al telefono con Budd, riferendosi a Beatrix}} Deve soffrire fino all'ultimo respiro.<ref name="vol1" /> ('''Elle''') *{{NDR|A Beatrix, una volta svegliatasi sul furgone}} Ben svegliata... pane e marmellata. ('''Budd''') *{{NDR|A Beatrix, che si dimena per non essere sepolta viva}} Piccolo verme, lo vedi questo? Lo vedi, vero? È uno spray al peperoncino... Mmm no, te ne andrai sottoterra questa notte, e questo è quanto. Voglio seppellirti. Volevo seppellirti... con questa. {{NDR|Mostra una torcia elettrica}} Ma se continui a voler fare la stronza, io ti spruzzo tutta la bomboletta del cazzo dritta nelle palle degli occhi, te li faccio schizzare fuori da questa testa di cazzo. E allora sarai cieca, ustionata... e sepolta viva. ('''Budd''') *{{NDR|Prima di chiudere la bara}} Per aver spezzato il cuore di mio fratello... ('''Budd''') ===Dialoghi=== *'''Barista''': Sei in ritardo, lo sai leggere l'orologio Budd?<br/> '''Budd''': Ma non c'è nessuno. <br/>'''Larry''': Chi è, Budd?<br/ >'''Barista''': Sì.<br/ >'''Larry''': Dì a quel sacco di merda di portare qui il culo!<br/ >'''Barista''': Ok... Budd, Larry ti vuole parlare.<br/>'''Larry''': {{NDR|rivolgendosi alla sua amica}} Fatti una striscia, sentiti qualcuno baby!<br/ > '''Budd''': Mi cercavi?<br/>'''Larry''': Io non so come all'autolavaggio in cui lavoravi prima ti permettessero di arrivare con 20 minuti di ritardo, ma non è roba mia, io ce l'ho un autolavaggio, cazzo!<br/>'''Amica di Larry''': Vuoi che vada? <br/>'''Larry''': No, non voglio che te ne vai. Resta qui, aspetta.<br/ >'''Budd''': Larry, di la non c'è nessuno e così...<br/>'''Larry''': Di là non c'è nessuno, Larry... {{NDR|sussurrando}} Che vorresti dire? Che tu non servi qui?<br/> '''Budd''': No, voglio dire che io sono il buttafuori e che là non c'è nessuno da buttare fuori...<br/>'''Larry''': Tu stai dicendo che il motivo per cui non fai il lavoro per cui ti pago è che non hai nessun lavoro da fare?!<br/>'''Budd''': No...<br/>'''Larry''': È questo che dici?! Di che cosa vuoi convincermi esattamente?! Che qui sei inutile quanto un buco del culo sul gomito? Be', sai una cosa, Budd? Io credo che tu sia proprio riuscito a convincermi! *'''Larry''': Guardiamo il calendario, è l'ora del calendario, l'ora del calendario di Budd. Ok, lavori domani? <br/>'''Budd''': Sì. <br/>'''Larry''': Mmm no, non lavori. Non sai nemmeno il giorno in cui lavori. Ecco non lavori domani, lavori mercoledì, eccoti qua ed ecco fatto. Lavori giovedì? <br/>'''Budd''': Sì. <br/>'''Larry''': No io non credo. Venerdì? Qui c'è il tuo nome. <br/> '''Budd''': Se lo dici tu. <br/> '''Larry''': Cioè c'era il tuo nome, ok? Sabato anche qui c'era il tuo nome. Lunedì! Ecco, che dici, così va bene? Portarvi via i soldi è l'unico modo per farvi capire qualche cazzo! Ho ragione? Ora vattene a casa finché non ti chiamo io! Finché non ti chiamo io! <br/>Prima parla con Rocket dice che devi fare un lavoretto e... il cappello... Quel cappello del cazzo... Quel cappello del cazzo, quante volte ti ho detto che non devi, non devi mettere quel cappello del cazzo qui? Quante volte? <br />'''Budd''': I clienti ce l'hanno il cappello. <br />'''Larry''': Non sono il capo dei clienti, è chiaro? Io sono il tuo capo, e ti sto dicendo che voglio che lasci a casa quel cazzo di cappello! *{{NDR|Budd chiama Elle al cellulare}}<br/>'''Elle''': Bill? <br/>'''Budd''': Hai sbagliato fratello, stronza malefica! <br/>'''Elle''': Budd... <br/>'''Budd''': Bingo! *'''Ernie''': Uh, guarda che occhi, questa troia è furiosa. <br/>'''Budd''': Che ti avevo detto, è la più bella fighetta bionda che tu abbia mai visto, o non è la più bella fighetta bionda che tu abbia mai visto? <br/>'''Ernie''': Ho visto di meglio. <br/>'''Budd''': {{NDR|a Beatrix}} Hai qualcosa da dire?! <br/>{{NDR|Beatrix lo guarda con odio senza parlare}}<br/>'''Ernie''': Le donne bianche lo chiamano il rimprovero silenzioso. E noi gli facciamo credere che ci dispiace! ==Capitolo Otto: I crudeli insegnamenti di Pai Mei== ===Frasi=== *{{NDR|A Beatrix, parlando di Pai Mei}} Dovrai prima farlo abituare un po' a te. Odia la razza bianca, disprezza gli americani e sopporta con fastidio le donne... Quindi nel tuo caso ci vorrà un po' di tempo. ('''Bill''') *{{NDR|A Beatrix, prima di metterla alla prova per la prima volta}} Se un solo colpo andrà a segno, ti chiamerò maestra. ('''Pai Mei''') {{NDR|tradotto dal cantonese con sottotitoli in italiano}} *Il legno deve temere la tua mano, non il contrario. Per forza non ci riesci, ti arrendi prima d'iniziare. ('''Pai Mei''') {{NDR|tradotto dal cantonese con sottotitoli in italiano}} *{{NDR|Prima di uscire dalla cassa da morto}} Ecco Pai Mei... sono pronta. ('''Beatrix''') ===Dialoghi=== *'''Bill''': Tanto tempo fa, in Cina – si trattava all'incirca dell'anno 1003 – il sommo sacerdote del Clan del Loto Bianco, Pai Mei, stava camminando per strada, contemplando qualsiasi cosa un uomo dal potere infinito come Pai Mei potesse contemplare – è un modo come un altro di dire: "chi può dirlo?" – quando un monaco Shaolin apparve nella strada, diretto dalla parte opposta. Quando il monaco e il prete si incrociarono, Pai Mei in una pressoché inspiegabile dimostrazione di generosità, rivolse al monaco un impercettibile cenno di saluto. Il cenno non fu ricambiato.<br/> Intenzione del monaco era forse quella di insultare Pai Mei? O forse non era egli riuscito a vedere il generoso gesto sociale? Le ragioni del monaco restano ignote. Ma sono note le conseguenze.<br/> Il mattino seguente, Pai Mei si presentò al tempio Shaolin e pretese che il sommo abate del tempio gli offrisse il suo collo da tagliare – per rimediare all'insulto. L'abate all'inizio cercò di consolare Pai Mei, ma ben presto si accorse che Pai Mei era inconsolabile.<br/> Così cominciò il massacro del tempio Shaolin e di tutti i 60 monaci che ospitava, per mano del Loto Bianco. E così cominciò la leggenda della ''tecnica dell'esplosione del cuore con cinque colpi delle dita''.<br />'''Beatrix''': E che cos'è la tecnica dell'esplosione del cuore con cinque colpi delle dita? <br />'''Bill''': Semplicemente la mossa più letale di tutte le arti marziali. Lui ti colpisce con la punta delle dita e comprime cinque punti diversi del tuo corpo. E poi... ti lascia andar via. Ma appena hai fatto cinque passi, il tuo cuore esplode all'interno del corpo: e tu cadi a terra, morto.<br />'''Beatrix''': E te l'ha insegnata?<br />'''Bill''': No, lui non insegna a nessuno la ''tecnica dell'esplosione del cuore con cinque colpi delle dita''. Ascolta, una delle cose che mi sono sempre piaciute di te è che sei più saggia di quanto la tua età farebbe supporre, perciò permettimi di dare un consiglio a chi è saggio. Qualunque cosa.. qualunque cosa dica Pai Mei, obbedisci. Se farai trasparire anche per un solo istante uno sguardo di sfida ti caverà gli occhi e se poi sul tuo volto apparirà quell'arroganza d'americana ti spezzerà la schiena e il collo come fossero ramoscelli. E fine della storia. *'''Beatrix''': Quando ti rivedrò di nuovo? <br/ > '''Bill''': È il titolo della mia canzone preferita degli anni '70... ==Capitolo Nove: Elle e Io== ===Frasi=== *{{NDR|A Elle, alludendo alla morte di Beatrix}} Si dice che il killer numero uno delle persone anziane sia il pensionamento: se le persone hanno un lavoro da fare tendono a vivere un po' più a lungo per portarlo a termine. Ho sempre immaginato che a un guerriero succeda lo stesso con i propri nemici. Perciò, ora che non dovrai più affrontare il tuo nemico sul campo di battaglia, quale delle due sensazioni provi: sollievo o rimpianto? ('''Budd''') *{{NDR|Parlando di Beatrix}} Non ho mai visto nessuno fregare Bill come lei ha fregato Bill! ('''Budd''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]] a Ellie}} Un milione di grazie! ('''Budd Gunn''') *{{NDR|Rivolto a Budd, parlando del black mamba}} In Africa c'è un adagio che dice: nella boscaglia, un elefante può ucciderti, un leopardo può ucciderti e un black mamba può ucciderti, ma solo con il black mamba – e questo è vero in Africa fin dall'alba dei tempi – la morte è sicura. Da qui il suo soprannome: ''la morte incarnata''. Fico, no?! [...] La quantità di veleno che può essere iniettata da un solo morso a volte è gargantuesca. Mi è sempre piaciuto l'aggettivo "gargantuesco", succede raramente di poterlo usare in una frase. {{NDR|parlando di Beatrix}} In questo momento la più forte sensazione è il rimpianto. Io rimpiango che quella che è forse la più grande guerriera che io abbia mai incontrato abbia trovato la sua fine grazie a uno sporco alcolizzato, insignificante, selvaggio pezzo di merda come te. Quella donna meritava di meglio. ('''Elle''') *A mio fratello Budd, l'unico uomo che abbia mai amato, Bill. ('''Beatrix''') {{NDR|leggendo l'incisione sulla spada di Budd}} :''To My Brother Budd, The Only Man I Ever Loved, – Bill'' === Dialoghi === *'''Elle''': {{NDR|Indicando la spada di Beatrix}} È quella la sua spada?<br/>'''Budd''': Ci sono i miei soldi in quella valigia rossa, vero?<br/>'''Elle''': Direi proprio di sì...<br/>'''Budd''': Be', allora adesso è la ''tua'' spada. *'''Elle''': Cos'è quella? <br/ > '''Beatrix''': La spada di Hanzo che aveva Budd. <br/ > '''Elle''': Ha detto che l'aveva impegnata... <br/ > '''Beatrix''': Questo farebbe di lui un bugiardo, giusto? Elle... <br/ > '''Elle''': B. <br/ > '''Beatrix''': C'è una cosa che vorrei tanto sapere! Che resti fra noi... Che cosa hai detto a Pai Mei perché lui ti strappasse l'occhio? {{NDR|Flashback: Elle urla di dolore coprendosi l'occhio}} <br/ > '''Elle''': L'ho chiamato "miserabile, stupido vecchio". <br/ > '''Beatrix''': Pessima idea... <br/ > '''Elle''': E sai cosa ho fatto? L'ho ucciso quel miserabile, stupido vecchio. Ho avvelenato le sue teste di pesce. <br> '''Pai Mei''' {{NDR|tradotto dal cantonese}}: Elle, Cagna traditrice! <br> '''Elle''' {{NDR|A Pai Mei}}: Come le vuoi le tue teste di pesce, miserabile stupido vecchio? <br> '''Pai Mei''' {{NDR|tradotto dal cantonese, [[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Ti do la mia parola... <br> '''Elle''': E io gli ho detto: "per me il giuramento di uno stupido vecchio come te vale meno di niente". Esatto, ho ucciso il tuo maestro. E adesso ucciderò anche te, con la tua stessa spada, sai?! Che presto, nell'immediato futuro, diventerà mia. La ''mia'' spada! <br/ > '''Beatrix''': Puttana. Tu non hai un futuro! ==Ultimo Capitolo: Faccia a faccia== ===Frasi=== *Come molti uomini che non hanno mai conosciuto il padre, Bill collezionava figure paterne. Il primo fu Esteban Vihaio. Esteban era un amico della madre di Bill, di professione protettore. Gestì un bordello ad Acuna, in Messico, per oltre cinquant'anni. Il suo esercito, gli ''Acuna Boys'', formato dalla prole senza padre delle sue puttane, controllava Acuna e lui controllava gli ''Acuna Boys''. Ora, all'età di ottant'anni, questo ricco gentiluomo in pensione potrebbe indicarmi la strada che porta a Bill. (Voce fuori campo di '''Beatrix''') *{{NDR|A Beatrix}} Devo avvertirti, giovane signora, che sono sensibile all'adulazione. ('''Esteban''') *Ricordo di quando Bill aveva soltanto cinque anni e lo portai al cinema. Davano un film con [[Lana Turner]], [[Il postino suona sempre due volte (film 1946)|''Il postino suona sempre due volte'']], con [[John Garfield]]. Ogni volta che lei appariva ''en lo'' schermo, Bill cominciava a succhiarsi irrefrenabilmente e in modo osceno il pollice. Fu in quel momento che capii che quel ragazzo aveva un debole per le bionde. ('''Esteban''') *{{NDR|A Beatrix}} Sai, perdere la testa per una donna come te è sempre la cosa giusta da fare. ('''Esteban''') *{{NDR|Riferendo le sue parole la prima volta che ha visto una foto di Beatrix}} Ho detto: "sei la donna più bellissima che ho mai visto in tutto il mondo". ('''B.B.''') *{{NDR|A Beatrix}} Si dà il caso che questa ''hacienda'' abbia una spiaggia privata. E questa spiaggia privata si dà il caso che sia particolarmente bella quando il chiaro di luna l'avvolge. E neanche a farlo apposta, c'è la luna piena stasera! ('''Bill''') *{{NDR|Al killer affrontato durante la sua ultima missione}} Karen, ho appena scoperto, proprio adesso, giusto un momento prima che tu facessi quel buco nella porta... che aspetto un bambino. ('''Beatrix''') *{{NDR|Al killer affrontato durante la sua ultima missione}} Io sono la donna più letale al mondo, ma adesso... ho paura per il mio bambino. ('''Beatrix''') ===Dialoghi=== *'''Esteban''': {{NDR|riferendosi all'auto di Beatrix}} E quella? Non avevi un'altra auto? <br/ > '''Beatrix''': La mia ''Pussy Wagon'' è morta, ormai... <br/ > '''Esteban''': Eh, sì... la ''Pussy'' è morta... *'''Esteban''': Bill ti aveva sparato in testa, no?<br/> '''Beatrix''': Sì...<br/> '''Esteban''': Io sarei stato molto più carino: ti avrei soltanto sfregiata. *'''Esteban''': Sai perché ti sto aiutando?<br/> '''Beatrix''': No.<br/> '''Esteban''': Lui vorrebbe che lo facessi.<br/> '''Beatrix''': No, non credo proprio.<br/>'''Esteban''': E come farebbe sennò a rivederti? *{{NDR|Beatrix irrompe nel salotto della villa di Bill, ma inaspettatamente lo vede in compagnia di B.B., che ha in mano una pistola giocattolo, in quanto entrambi stanno giocando a fare i pistoleri}} <br> '''B.B.''': Ferma, mamma!<br /> '''Bill''': Bang Bang. Oh! <br /> '''B.B.''': Oh! <br/ > '''Bill''': Ci ha colpiti, B.B.! La mamma ci ha colpiti! Sto morendo...<br/ > '''B.B.''': Sto morendo! Sto morendo! <br/ > '''Bill''': {{NDR|a B.B.}} Cadi, tesoro, ci ha colpiti. {{NDR|B.B. cade a terra}} <br/> {{NDR|Nel ruolo del narratore}} ''Ma, Kiddo Manolesta non sapeva che la piccola B.B. stava soltanto fingendo, perché di fatto lei era invulnerabile ai proiettili...'' <br/ > '''B.B.''': Sono invulberabile, mamma! <br/ > '''Bill''': {{NDR|a B.B.}} Ehi, rimani lì a terra... stai fingendo, no? <br /> {{NDR|Nel ruolo del narratore}} ''E così, mentre sogghignando la killer avanzava verso quello che credeva un cadavere sfracellato dai proiettili, fu allora che la piccola B.B. sparò.'' <br/ > '''B.B.''' {{NDR|si rialza e punta la pistola a Beatrix, che rimane sconvolta}}: Bang Bang! <br/ > '''Bill''': Sei morta, mamma... Su, muori... <br/ > '''Beatrix''' {{NDR|sul punto di piangere}}: Oh... <br/ > '''Bill''': B.B. <br/ > '''Beatrix''' {{NDR|si porta una mano al cuore come colpita veramente}}: Oh, B.B... avrei dovuto saperlo... tu sei... imbattibile. {{NDR|Cade a terra}} <br/ > '''B.B.''' {{NDR|scuote Beatrix}}: Non morire, mamma... stavo solo giocando! <br/ > '''Beatrix''': Lo so! *'''Bill''': La nostra bambina ha scoperto la vita e la morte l'altro giorno. Racconta alla mamma cos'è successo a Emilio!<br/>'''B.B.''': Io l'ho ucciso...<br/>'''Bill''': Emilio era il suo pesce rosso.<br/>'''B.B.''': Emilio era il mio pesce rosso...<br/>'''Bill''': È venuta correndo in camera mia, col pesciolino in mano gridando: "Papà, papà... Emilio è morto". E io ho detto: "Davvero? Che cosa triste. Com'è morto?" E tu cos'hai risposto?<br/>'''B.B.''': "L'ho calpestato!"<br/>'''Bill''': Veramente, signorina, la frase che hai strategicamente usato è stata: "L'ho involontariamente calpestato". Al che io le ho chiesto: "E come ha fatto il tuo piede a entrare involontariamente nella boccia di vetro di Emilio?" E lei ha detto: "No no, Emilio era sul tappeto quando l'ho calpestato". Uhm... La trama s'infittisce! "E come ha fatto Emilio ad arrivare sul tappeto?" E tu, mamma, saresti stata così fiera di lei. Non ha mentito! Ha detto che aveva tolto Emilio dalla sua boccia e buttato sul tappeto. E che faceva Emilio sul tappeto?<br/>'''B.B.''': Sbatteva la coda.<br/>'''Bill''': E l'hai schiacciato col piede. {{NDR|B.B. assentisce}} E quando hai alzato il piede, che cosa ha fatto Emilio?<br/>'''B.B.''': Niente.<br/>'''Bill''': Aveva smesso di sbattere la coda. E poi mi ha detto che alzando il piede, vedendo che Emilio non sbatteva più la coda, si era resa conto del suo gesto. Non è una perfetta e semplice immagine della vita e della morte?! Un pesce che sbatte la coda sul tappeto e un pesce che non sbatte più la coda. È così potente che anche una bambina di quattro anni, ignara del concetto di vita e di morte, ne ha capito il senso. Tu volevi bene a Emilio, vero? {{NDR|B.B. assentisce}} Be', io voglio bene alla mamma, ma ho fatto alla mamma quello che tu hai fatto a Emilio...<br/>'''B.B.''': Tu hai schiacciato la mamma?<br/>'''Bill''': Peggio... Le ho sparato. Ma non per finta, come facciamo noi, le ho sparato sul serio...<br/>'''B.B.''': Volevi vedere che succedeva, papà?<br/>'''Bill''': No, sapevo cosa sarebbe successo alla mamma se le avessi sparato. Quello che non sapevo, quando le ho sparato, è cosa sarebbe successo a me...<br/>'''B.B.''': Cos'è successo?<br/>'''Bill''': Ho provato tristezza... e allora ho imparato che ci sono cose che una volta fatte non possono essere cancellate. *'''Bill''': Prima che questa storia di sanguinosa vendetta raggiunga il suo apice ti farò alcune domande e voglio che tu mi dica la verità. Però qui sorge un dilemma, perché quando si parla di me io penso che tu sia realmente e assolutamente incapace di dire la verità, soprattutto a me, e tantomeno a te stessa. E, sempre quando si parla di me, io sono realmente e totalmente incapace di credere a qualsiasi cosa tu dica.<br/>'''Beatrix''': E come pensi di risolvere questo dilemma?<br/>'''Bill''': Be', si dà il caso che io abbia una soluzione... {{NDR|tira fuori una pistola con una freccia contenente un sedativo e gliela spara sulla gamba}} Colpita!<br/>'''Beatrix''': Ahh! Maledizione! Ma... figlio di puttana, cosa cazzo mi hai sparato?!<br/>'''Bill''': La mia più grande invenzione, o quantomeno la mia preferita! {{NDR|Beatrix cerca di togliere la freccia}} Non toccarla, o te ne infilo un'altra nella guancia. La sostanza contenuta in quella freccia che comincia a farsi strada nelle tue vene è un incredibile, potente e quasi infallibile siero della verità. Io la chiamo "La verità indiscussa", due volte più forte del sodio pentotal ma del tutto privo di effetti collaterali, se si esclude una leggera ondata di euforia. La senti?<br/>'''Beatrix''': Euforia?<br/>'''Bill''': Sì.<br/>'''Beatrix''': No!<br/>'''Bill''': Peccato. Come sai, io sono un grande appassionato di fumetti, soprattutto di quelli sui [[Supereroe|supereroi]]. Trovo che tutta la filosofia che circonda i supereroi sia affascinante. Prendi il mio supereroe preferito, [[Superman]]. Non un grandissimo fumetto, la sua grafica è mediocre. Ma la filosofia... la filosofia non è soltanto eccelsa, è unica!<br/>'''Beatrix''': Quanto cazzo ci mette questa merda a fare effetto?!<br/>'''Bill''': Circa due minuti, il tempo per farmi arrivare al punto. Dunque, l'elemento fondamentale della filosofia dei supereroi è che abbiamo un supereroe e il suo alter-ego: [[Batman]] è di fatto Bruce Wayne, l'[[Uomo Ragno]] è di fatto Peter Parker. Quando quel personaggio si sveglia al mattino è Peter Parker, deve mettersi un costume per diventare l'Uomo Ragno. Ed è questa caratteristica che fa di Superman l'unico nel suo genere: Superman non diventa Superman, Superman è nato Superman! Quando Superman si sveglia al mattino è Superman. Il suo alter-ego è Clark Kent. Quella tuta con la grande "S" rossa è la coperta che lo avvolgeva da bambino quando i Kent lo trovarono, sono quelli i suoi vestiti. Quello che indossa come Kent, gli occhiali, l'abito da lavoro, quello è il suo costume. È il costume che Superman indossa per mimetizzarsi tra noi. Clark Kent è il modo in cui Superman ci vede. E quali sono le caratteristiche di Clark Kent? È debole, non crede in sé stesso ed è un vigliacco. Clark Kent rappresenta la critica di Superman alla razza umana, più o meno come Beatrix Kiddo è la moglie di Tommy Plympton.<br/>'''Beatrix''': Siamo arrivati al punto?<br/>'''Bill''': Tu avresti indossato il costume di Arlene Plympton, ma tu sei nata Beatrix Kiddo e ogni mattina al tuo risveglio saresti stata Beatrix Kiddo. *'''Beatrix''': Prima che quella linea diventasse blu ero una donna, ero la tua donna, ero un killer che uccideva per te. Prima che quella linea diventasse blu avrei potuto saltare da una moto sopra un treno in corsa per te... Ma dal momento che quella linea era diventata blu non avrei mai più potuto fare quelle cose. Mai più. Perché sarei diventata madre. Riesci a capirlo questo? <br/> '''Bill''': Sì, ma perché non me l'hai detto allora invece che adesso? <br/> '''Beatrix''': Avresti preteso di avere lei, e io questo non lo volevo. <br/> '''Bill''': La decisione non spettava a te. <br/> '''Beatrix''': Sì, ma era la decisione giusta e io l'ho presa per mia figlia. Volevo che nascesse in un mondo pulito, onesto e innocente. Ma con te sarebbe nata in un mondo che non volevo che conoscesse. Dovevo scegliere e ho scelto lei. Sai, cinque anni fa, se avessi voluto fare una lista delle cose impossibili che non sarebbero mai capitate, tu che mi dai il colpo di grazia ficcandomi una pallottola in mezzo al cranio, quella sarebbe stata in cima alla lista! Avrei sbagliato, non ti pare?<br/>'''Bill''': Mi dispiace, era una domanda? Delle cose impossibili che non potevano succedere, sì, nel caso specifico avresti sbagliato.<br/>'''Beatrix''': Ovvero?<br/>'''Bill''': Quando ho visto che non tornavi più, ho ovviamente pensato che Lisa Wong o qualcun altro ti avesse uccisa... Oh, tra parentesi, far credere a qualcuno che è morta la persona che ama quando non è così, è una cosa molto crudele... Io ti ho pianto, per tre mesi. E dopo tre mesi, diciamo di lutto, io ti ho trovata. Non stavo cercando di trovare te. Io... vedi... stavo cercando quei bastardi del cazzo che credevo ti avessero uccisa, e ho trovato te. E cosa ho scoperto? Che non solo non eri morta, ma che stavi per sposare un povero coglione, e che eri incinta per giunta. E ho... reagito male. <br /> '''Beatrix''': Hai reagito male? È questa la tua spiegazione?!<br/>'''Bill''': Non ho detto che avrei dato una spiegazione, ma che avrei detto la verità. Però sarò esplicito se non ti è chiaro. Io sono un killer, un assassino bastardo, tu lo sai! E ci sono delle conseguenze quando spezzi il cuore a un assassino bastardo. Tu ne hai avuto un esempio. La mia reazione è stata così... sorprendente?<br/>'''Beatrix''': Sì, lo è stata. Potevi fare una cosa del genere? Certo che potevi! Ma non avrei mai creduto che avresti potuto o voluto farla a me.<br/>'''Bill''': Mi dispiace tanto, Kiddo. Ti sei proprio sbagliata.<br/>'''Beatrix''' {{NDR|afferra la sua spada}}: Io e te abbiamo una faccenda in sospeso... <br/> '''Bill''': Parole... sacrosante! {{NDR|Iniziano a combattere a colpi di spada, fino a quando Beatrix non esegue su di lui la "tecnica dell'esplosione del cuore con cinque colpi delle dita" che Pai Mei non aveva mai insegnato a nessuno se non soltanto a lei, allorché Bill, dopo aver subito la mossa finale, rimane stupito}} Pai Mei ti ha insegnato la tecnica dell'esplosione del cuore con cinque colpi delle dita?! <br />'''Beatrix''': Sì, certo. <br> '''Bill''': Perché non me l'hai detto? <br />'''Beatrix''': Non lo so. Perché sono... una persona cattiva! <br /> '''Bill''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: No, tu non sei una persona cattiva. Tu sei... fantastica, sei la persona che preferisco. Peccato che di tanto in tanto sai essere una gran troia! {{NDR|dopo essersi pulito il sangue dalla bocca}} Come ti sembro? <br /> '''Beatrix''': {{NDR|poggiando la sua mano su quella di Bill}} Sei pronto...<br/>{{NDR|Bill si alza, compie cinque passi e cade a terra senza vita}} ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} La [[leonessa]] si è ricongiunta al suo cucciolo e tutto va bene nella giungla.<ref>La stessa battuta appare scritta a video in inglese e sottotitolata in italiano con una leggera variante: la leonessa ha ritrovato il cucciolo e tutto va bene nella giungla (''the lioness has rejoined her cub and all is right in the jungle'').</ref> ('''Voce fuori campo''') ==Citazioni su ''Kill Bill vol. 2''== ===''The Making of "Kill Bill Vol. 2"''=== {{NDR|Interviste in inglese sottotitolate in italiano, tratte da ''The Making of "Kill Bill Vol. 2"'' in ''Contenuti speciali'', ''Kill Bill vol.2'', Dvd Miramax Home Entertainment}} *Nel ''[[Kill Bill vol. 1|Volume 1]]'' ci sono le domande, nel ''Volume 2'' le risposte. I due film sono molto diversi tra loro. È bello avere l'occasione di sottolineare questo aspetto. Il primo film crea l'intelaiatura che fa da supporto anche al secondo film. Secondo molti il film non ha una storia consistente. È un film incentrato su una vendetta. Meglio di così! La protagonista si vendica di cinque persone che l'hanno ferita. Ha segnato i loro nomi su una lista e li elimina uno alla volta. Ecco l'essenza della storia. Potrei impreziosirla con altri spunti, ma non sarebbe onesto. Non sopporto quel genere di film. Eliminiamo gli elementi superflui e troviamo il coraggio di raccontare un film di [[vendetta]]. ([[Quentin Tarantino]]) *L'essenza dei film di [[Quentin Tarantino|Tarantino]] non sono la [[violenza]] e l'azione, ma l'analisi introspettiva della mente e dell'animo di persone violente. ([[David Carradine]]) ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Kill Bill}} [[Categoria:Film di arti marziali]] [[Categoria:Film thriller d'azione]] qnd8jb09ytrzfgdo4v6mzll0ssiznc3 Torino Football Club 0 33652 1413320 1413252 2026-05-13T15:10:02Z Torino granata 107129 /* Citazioni */ 1413320 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Ac-torino-old-2.png|thumb|Stemma del Torino usato dal 1990 al 2005]] Citazioni sul '''Torino Football Club'''. ==Citazioni== *Che la gente ci creda o no, questa squadra "dà" qualcosa di diverso, di più. Il Torino è, più che una società, una specie di filosofia che ti prende sotto tutti i punti di vista, riuscendo a trarre il meglio dalle tue possibilità. [...] sono gli uomini a creare questa affascinante particolarità che è l'essere granata: uomini autentici, stimolati da una tradizione incomparabile e tragica. ([[Renato Zaccarelli]]) *Continuerò ad essere un grande tifoso del Toro, non solo per gratitudine ma perché è vero che questa maglia ti entra dentro, e ogni volta che potrò verrò al "[[Grande Torino]]" per tifare per i miei compagni e per i ragazzi che verranno dopo di me. Quando tornerò andrò ancora a Superga per dire una preghiera: devo dire anche grazie al Toro se al 4 maggio, leggendo quei 31 nomi, ho provato, come uomo, un'emozione che non si può descrivere. Con il mio forte abbraccio a ciascuno di voi, ai veri tifosi del Toro vorrei infine dire un'ultima cosa: restate sempre vicini alla squadra, quando si vince ma anche quando si perde. Essere granata è anche questo. ([[Kamil Glik]]) *Cosa sia non lo so, ma solo chi è passato al [[Stadio Filadelfia|Filadelfia]] sa cosa vuol dire essere granata!<ref>Al momento del passaggio alla Juventus [[Gianni Agnelli]] gli chiese cosa fosse il "quarto d'ora granata" visto che Dino aveva giocato nel Torino.</ref> ([[Dino Baggio]]) *Da Superga a [[Luigi Meroni|Meroni]] a Ferrini, la storia del Toro obbedisce a un copione drammatico. Di rappresentazione in rappresentazione, società tifosi, giocatori si sono cuciti addosso una divisa mentale ormai indelebile come la maglia granata: è più importante soffrire che non vincere ([[Giovanni Arpino]]) *Dal giorno di Superga uno strano tifo ha accompagnato il Torino: tutti tifosi del Toro, pochi veri tifosi del Toro. ([[Domenico Morace]]) *Il Torino – come tutti sanno – è una fede. E anche se non sempre la fede può vincere, il suo valore resta incontaminato. ([[Giovanni Arpino]]) *Il Toro [...] era l'"istinto", il "revanscismo", e cioè la smania costante del riscatto, per qualcuno di insostituibile che il "fato" ti aveva portato via per sempre. E tutte le volte in cui anch'io mi sentivo privato, ingiustamente, di qualcosa, mi coloravo di granata. ([[Carlo Nesti]]) *Il Toro è stata la squadra della mia vita, ci sono arrivato ragazzino e ne sono uscito uomo. [...] Mi sarebbe piaciuto avere una sola maglia nella vita. Quando Pianelli mi cedette all'Inter, era convinto di avermi fatto un regalo. Invece mi misi a piangere e spaccai a pugni la porta dello spogliatoio. [...] All'Inter con Invernizzi vincemmo uno scudetto in rimonta ma mi sentivo in esilio. ([[Lido Vieri]]) *Il Toro è storia. Il Toro è Superga, il Toro è Valentino Mazzola, il Toro è Gigi Meroni, il Toro è Giorgio Ferrini: se la mettiamo su questo piano è difficile trovare squadre che lo battano; se invece la mettiamo sui risultati, allora è diverso. ([[Eraldo Pecci]]) *Indossare quella maglia è qualcosa di indescrivibile e non credo di esagerare se dico che indossi la storia prima di quella maglia. ([[Patrizio Sala]]) *La [[Juventus Football Club|Juventus]] è una figlia di papà. Di papà Agnelli, di Edoardo e di tutta la generazione a venire. La Juve è stata la squadra di [[John Charles|Charles]], di [[Omar Sivori|Sivori]], [[Michel Platini|Platini]], [[Roberto Baggio|Baggio]], [[Zinédine Zidane|Zidane]]. Il Torino invece è stato figlio della madre di tutte le sciagure: Superga. Andrei al di là della solita divisione convenzionale di una Juventus aristocratica e di un Torino popolare. Direi che la Juve è la squadra che si è tolta tutti gli sfizi, mentre il Toro spesso è stato costretto a scendere a patti con il destino. ([[Roberto Beccantini]]) *La prima squadra è come il primo amore, non si scorda mai. E la mia prima squadra è stata il Torino. Ma col [[Milan]] ho vinto tanto, uno scudetto e un'altra dozzina di trofei, tutti successi indimenticabili. ([[Roberto Rosato]]) *Mi dicevano che il Torino era diverso da qualsiasi altra squadra, si respirano pagine di storia, belle, drammatiche e intense. Anima, cuore, orgoglio, lacrime e sudore come piace a me, non vedevo l'ora di tornare a lavorare in una società che mi somigliasse. Il Toro è abituato a stare nell'arena, a combattere e lottare. ([[Siniša Mihajlović]]) *Per me che ho il Toro dentro, questo club resta unico nel suo genere. Non deve lottare per vincere, ma per difendere in eterno le sue meravigliose e uniche peculiarità. ([[Eraldo Pecci]]) *Poter lavorare in una Società dalla storia gloriosa e prestigiosa come il Toro è per me motivo di grandissimo orgoglio. Questa è una piazza unica, il pubblico granata è conosciuto in tutta Italia per la sua passione, per il suo grande attaccamento alla squadra, per quel suo forte senso di appartenenza alla maglia: sono valori importanti, in cui mi riconosco. ([[Siniša Mihajlović]]) *Prima di Superga eravamo tutti granata. Ricordo la notizia alla radio, mio fratello e le altre voci che si rincorrono: "È morto il Toro, è morto il Toro…". Poi diventammo juventini. ([[Paolo Conte]]) *Se il calcio è letteratura, il Torino è poesia. ([[Mauro Berruto]]) *Se la sorte ti ha dato in dote di essere innamorato di una squadra come il Torino, allora avrai la ragionevole certezza che quel tuo amore non sarà mai angustiato dalla monotonia. Ma da qualsiasi altra possibile condizione dell'anima, inevitabilmente, sì. ([[Federico Buffa]]) *Sono del Toro [...] e mi sono innamorato in modo viscerale di questa maglia. Un marchio indelebile che mi porterò addosso per sempre. ([[Patrizio Sala]]) *Tifare Torino è come corteggiare una suora: possibile, per carità, e se ci riesci è il genere di cosa che racconterai per tutta la vita. Ma anche se rimedi un comprensibile due di picche, è una cosa da raccontare. Come facciamo noi. Fin troppo spesso. ([[Marco Malvaldi]]) *Torino è anche, anzi soprattutto la città del Toro. ([[Urbano Cairo]]) *Un tifoso del Toro sa bene che se vuole la vittoria deve tifare qualche altra squadra. ([[Mauro Berruto]]) ===[[Mick Wallace]]=== *Abbiamo anima e passione, qualità sempre più rare nel calcio odierno. *Il Torino è un club piccolo. Hanno una dimensione sociale, che combacia con la mia filosofia di calcio. Non contano solo i soldi, le vittorie; è molto di più. Le grandi società possono comprare il successo ma non possono comprare quello che ha il Torino, ovvero lo spirito e la passione che viene dalla persone. [...] Ogni volta che vado a vedere il Torino e parlo con i tifosi, capiscono che questa non è una semplice squadra di calcio. *Nulla si avvicina ai granata. È un club speciale, differente da qualsiasi altro, e a renderlo unico sono innanzitutto i tifosi. In mezzo a loro mi sento a mio agio, circondato da persone vere e genuine: portano avanti una filosofia di vita che combacia perfettamente con la mia. ===[[Striscioni del calcio|Striscioni]]=== *A noi le coppe, a voi sul culo le toppe!<ref>Striscione dei tifosi bianconeri contro i rivali del Torino prima del [[Derby di Torino|derby]] disputatosi allo Stadio Comunale il 16 febbraio 1986 e che sarebbe finito 1-1; citato in {{fr}} Christian Bromberger e Jean-Marc Mariottini, ''Le rouge et le noir. Un derby turinois'', in Jean-Marie Tremblay (a cura di), ''Les enjeux du football'', Actes de la recherche en sciences sociales, vol. 103, pp. 79-89, Lyon, Persée, 30 giugno 2013 [giugno 1994]. ISSN 0335-5322 (WC · ACNP).</ref> *A voi il nome, a noi la storia.<ref>Striscione esposto dalla Curva Sud (settore d'occupazione della [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria organizzata della Juventus]]) e rivolto ai rivali del Torino, prima del [[Derby di Torino|derby]] del 6 maggio 2017.</ref> *Agguati, infamate, il [[Derby di Torino|derby]] disertate... ma quando ci affrontate?<ref>Striscione della tifoseria organizzata della Juventus contro quella del Torino, prima del derby del 28 febbraio 2023.</ref> *Noi di Torino orgoglio e vanto, voi solo uno schianto.<ref>Striscione esposto da una frangia della tifoseria della Juventus in occasione del derby del 24 febbraio 2014, facente riferimento alla strage di Superga del 4 maggio 1949, in cui l'intera squadra granata perse la vita in un incidente aereo.</ref> ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Colori e simboli del Torino Football Club]] *[[Grande Torino]] *[[Ora e per sempre]] *[[Stadio Filadelfia]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul}} [[Categoria:Torino F.C.| ]] 7psnvx3bl4rh7nmkd42d54xnlhmxsnl 1413335 1413320 2026-05-13T17:38:18Z Udiki 86035 Annullata la modifica [[Special:Diff/1413320|1413320]] di [[Special:Contributions/Torino granata|Torino granata]] ([[User talk:Torino granata|discussione]]) ancora? Ma vuoi essere bloccato? Non si stabilisce cosa mettere e cosa no in base al proprio tifo, questo non è il luogo per faide da ultras 1413335 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Ac-torino-old-2.png|thumb|Stemma del Torino usato dal 1990 al 2005]] Citazioni sul '''Torino Football Club'''. ==Citazioni== *Che la gente ci creda o no, questa squadra "dà" qualcosa di diverso, di più. Il Torino è, più che una società, una specie di filosofia che ti prende sotto tutti i punti di vista, riuscendo a trarre il meglio dalle tue possibilità. [...] sono gli uomini a creare questa affascinante particolarità che è l'essere granata: uomini autentici, stimolati da una tradizione incomparabile e tragica. ([[Renato Zaccarelli]]) *Continuerò ad essere un grande tifoso del Toro, non solo per gratitudine ma perché è vero che questa maglia ti entra dentro, e ogni volta che potrò verrò al "[[Grande Torino]]" per tifare per i miei compagni e per i ragazzi che verranno dopo di me. Quando tornerò andrò ancora a Superga per dire una preghiera: devo dire anche grazie al Toro se al 4 maggio, leggendo quei 31 nomi, ho provato, come uomo, un'emozione che non si può descrivere. Con il mio forte abbraccio a ciascuno di voi, ai veri tifosi del Toro vorrei infine dire un'ultima cosa: restate sempre vicini alla squadra, quando si vince ma anche quando si perde. Essere granata è anche questo. ([[Kamil Glik]]) *Cosa sia non lo so, ma solo chi è passato al [[Stadio Filadelfia|Filadelfia]] sa cosa vuol dire essere granata!<ref>Al momento del passaggio alla Juventus [[Gianni Agnelli]] gli chiese cosa fosse il "quarto d'ora granata" visto che Dino aveva giocato nel Torino.</ref> ([[Dino Baggio]]) *Da Superga a [[Luigi Meroni|Meroni]] a Ferrini, la storia del Toro obbedisce a un copione drammatico. Di rappresentazione in rappresentazione, società tifosi, giocatori si sono cuciti addosso una divisa mentale ormai indelebile come la maglia granata: è più importante soffrire che non vincere ([[Giovanni Arpino]]) *Dal giorno di Superga uno strano tifo ha accompagnato il Torino: tutti tifosi del Toro, pochi veri tifosi del Toro. ([[Domenico Morace]]) *Il Torino – come tutti sanno – è una fede. E anche se non sempre la fede può vincere, il suo valore resta incontaminato. ([[Giovanni Arpino]]) *Il Toro [...] era l'"istinto", il "revanscismo", e cioè la smania costante del riscatto, per qualcuno di insostituibile che il "fato" ti aveva portato via per sempre. E tutte le volte in cui anch'io mi sentivo privato, ingiustamente, di qualcosa, mi coloravo di granata. ([[Carlo Nesti]]) *Il Toro è stata la squadra della mia vita, ci sono arrivato ragazzino e ne sono uscito uomo. [...] Mi sarebbe piaciuto avere una sola maglia nella vita. Quando Pianelli mi cedette all'Inter, era convinto di avermi fatto un regalo. Invece mi misi a piangere e spaccai a pugni la porta dello spogliatoio. [...] All'Inter con Invernizzi vincemmo uno scudetto in rimonta ma mi sentivo in esilio. ([[Lido Vieri]]) *Il Toro è storia. Il Toro è Superga, il Toro è Valentino Mazzola, il Toro è Gigi Meroni, il Toro è Giorgio Ferrini: se la mettiamo su questo piano è difficile trovare squadre che lo battano; se invece la mettiamo sui risultati, allora è diverso. ([[Eraldo Pecci]]) *Indossare quella maglia è qualcosa di indescrivibile e non credo di esagerare se dico che indossi la storia prima di quella maglia. ([[Patrizio Sala]]) *La [[Juventus Football Club|Juventus]] è una figlia di papà. Di papà Agnelli, di Edoardo e di tutta la generazione a venire. La Juve è stata la squadra di [[John Charles|Charles]], di [[Omar Sivori|Sivori]], [[Michel Platini|Platini]], [[Roberto Baggio|Baggio]], [[Zinédine Zidane|Zidane]]. Il Torino invece è stato figlio della madre di tutte le sciagure: Superga. Andrei al di là della solita divisione convenzionale di una Juventus aristocratica e di un Torino popolare. Direi che la Juve è la squadra che si è tolta tutti gli sfizi, mentre il Toro spesso è stato costretto a scendere a patti con il destino. ([[Roberto Beccantini]]) *La prima squadra è come il primo amore, non si scorda mai. E la mia prima squadra è stata il Torino. Ma col [[Milan]] ho vinto tanto, uno scudetto e un'altra dozzina di trofei, tutti successi indimenticabili. ([[Roberto Rosato]]) *Mi dicevano che il Torino era diverso da qualsiasi altra squadra, si respirano pagine di storia, belle, drammatiche e intense. Anima, cuore, orgoglio, lacrime e sudore come piace a me, non vedevo l'ora di tornare a lavorare in una società che mi somigliasse. Il Toro è abituato a stare nell'arena, a combattere e lottare. ([[Siniša Mihajlović]]) *''Oh granata topo di fogna, | di Torino sei la vergogna | la tua massima aspirazione, | festeggiare la promozione | noi in Europa giochiam lontano, | voi al massimo ad Orbassano | da troppi anni cercate gloria, | solo Superga vi ha fatto storia | quando torni dal purgatorio, | sogni sempre acquisti d'oro | ma alla fine la storia vera, | che Turin al'è bianca e neira!''<ref>Coro intonato dalla tifoseria della Juventus in ogni derby disputato contro il Torino.</ref> ([[Cori da stadio|coro]]) *Per me che ho il Toro dentro, questo club resta unico nel suo genere. Non deve lottare per vincere, ma per difendere in eterno le sue meravigliose e uniche peculiarità. ([[Eraldo Pecci]]) *Poter lavorare in una Società dalla storia gloriosa e prestigiosa come il Toro è per me motivo di grandissimo orgoglio. Questa è una piazza unica, il pubblico granata è conosciuto in tutta Italia per la sua passione, per il suo grande attaccamento alla squadra, per quel suo forte senso di appartenenza alla maglia: sono valori importanti, in cui mi riconosco. ([[Siniša Mihajlović]]) *Prima di Superga eravamo tutti granata. Ricordo la notizia alla radio, mio fratello e le altre voci che si rincorrono: "È morto il Toro, è morto il Toro…". Poi diventammo juventini. ([[Paolo Conte]]) *Se il calcio è letteratura, il Torino è poesia. ([[Mauro Berruto]]) *Se la sorte ti ha dato in dote di essere innamorato di una squadra come il Torino, allora avrai la ragionevole certezza che quel tuo amore non sarà mai angustiato dalla monotonia. Ma da qualsiasi altra possibile condizione dell'anima, inevitabilmente, sì. ([[Federico Buffa]]) *Sono del Toro [...] e mi sono innamorato in modo viscerale di questa maglia. Un marchio indelebile che mi porterò addosso per sempre. ([[Patrizio Sala]]) *Tifare Torino è come corteggiare una suora: possibile, per carità, e se ci riesci è il genere di cosa che racconterai per tutta la vita. Ma anche se rimedi un comprensibile due di picche, è una cosa da raccontare. Come facciamo noi. Fin troppo spesso. ([[Marco Malvaldi]]) *Torino è anche, anzi soprattutto la città del Toro. ([[Urbano Cairo]]) *Un tifoso del Toro sa bene che se vuole la vittoria deve tifare qualche altra squadra. ([[Mauro Berruto]]) ===[[Mick Wallace]]=== *Abbiamo anima e passione, qualità sempre più rare nel calcio odierno. *Il Torino è un club piccolo. Hanno una dimensione sociale, che combacia con la mia filosofia di calcio. Non contano solo i soldi, le vittorie; è molto di più. Le grandi società possono comprare il successo ma non possono comprare quello che ha il Torino, ovvero lo spirito e la passione che viene dalla persone. [...] Ogni volta che vado a vedere il Torino e parlo con i tifosi, capiscono che questa non è una semplice squadra di calcio. *Nulla si avvicina ai granata. È un club speciale, differente da qualsiasi altro, e a renderlo unico sono innanzitutto i tifosi. In mezzo a loro mi sento a mio agio, circondato da persone vere e genuine: portano avanti una filosofia di vita che combacia perfettamente con la mia. ===[[Striscioni del calcio|Striscioni]]=== *A noi le coppe, a voi sul culo le toppe!<ref>Striscione dei tifosi bianconeri contro i rivali del Torino prima del [[Derby di Torino|derby]] disputatosi allo Stadio Comunale il 16 febbraio 1986 e che sarebbe finito 1-1; citato in {{fr}} Christian Bromberger e Jean-Marc Mariottini, ''Le rouge et le noir. Un derby turinois'', in Jean-Marie Tremblay (a cura di), ''Les enjeux du football'', Actes de la recherche en sciences sociales, vol. 103, pp. 79-89, Lyon, Persée, 30 giugno 2013 [giugno 1994]. ISSN 0335-5322 (WC · ACNP).</ref> *A voi il nome, a noi la storia.<ref>Striscione esposto dalla Curva Sud (settore d'occupazione della [[Tifoseria della Juventus Football Club|tifoseria organizzata della Juventus]]) e rivolto ai rivali del Torino, prima del [[Derby di Torino|derby]] del 6 maggio 2017.</ref> *Agguati, infamate, il [[Derby di Torino|derby]] disertate... ma quando ci affrontate?<ref>Striscione della tifoseria organizzata della Juventus contro quella del Torino, prima del derby del 28 febbraio 2023.</ref> *Noi di Torino orgoglio e vanto, voi solo uno schianto.<ref>Striscione esposto da una frangia della tifoseria della Juventus in occasione del derby del 24 febbraio 2014, facente riferimento alla strage di Superga del 4 maggio 1949, in cui l'intera squadra granata perse la vita in un incidente aereo.</ref> ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Colori e simboli del Torino Football Club]] *[[Grande Torino]] *[[Ora e per sempre]] *[[Stadio Filadelfia]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul}} [[Categoria:Torino F.C.| ]] ek8jcui8teprj3f0niqs3au6kvqzw17 Alessandro D'Ancona 0 45116 1413299 1141720 2026-05-13T13:22:31Z Gaux 18878 /* Citazioni di Alessandro D'Ancona */ Silvestro Centofanti 1413299 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:DAncona.jpg|thumb|Alessandro D'Ancona]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli dimandava del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. (da ''Ricordi ed affetti'', p. 171) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] dzfn6uoqs8wit2npf584w5djn6mj02h 1413300 1413299 2026-05-13T13:25:55Z Gaux 18878 /* Citazioni di Alessandro D'Ancona */ ampliamento Centofanti 1413300 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:DAncona.jpg|thumb|Alessandro D'Ancona]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli dimandava del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (da ''Ricordi ed affetti'', pp. 171-172) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] mb04ehs9pgju9kg8lp4zob5elaa9dh4 1413301 1413300 2026-05-13T13:29:19Z Gaux 18878 /* Citazioni di Alessandro D'Ancona */ riferimenti bibliografici 1413301 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:DAncona.jpg|thumb|Alessandro D'Ancona]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli dimandava del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (da ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902, pp. 171-172) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] taxz9pfpzs7eraa1gq6ipbvqgocjktq 1413302 1413301 2026-05-13T13:29:48Z Gaux 18878 /* Citazioni di Alessandro D'Ancona */ typo 1413302 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:DAncona.jpg|thumb|Alessandro D'Ancona]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli dimandava del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (da ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902, pp. 171-172) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] f3ku41g5mld6dituldfcdo758nxra4i 1413303 1413302 2026-05-13T13:31:30Z Gaux 18878 /* Citazioni di Alessandro D'Ancona */ sic 1413303 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:DAncona.jpg|thumb|Alessandro D'Ancona]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (da ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902, pp. 171-172) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] 9gcm6gjggal5uct431o5k7p1373yz7g 1413306 1413303 2026-05-13T13:53:18Z Gaux 18878 /* Citazioni di Alessandro D'Ancona */ Giacinto Casella 1413306 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:DAncona.jpg|thumb|Alessandro D'Ancona]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed illaqueava la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (da ''Ricordi ed affetti'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902, [https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/197/mode/1up p. 197) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (da ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902, pp. 171-172) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] daw6usq81go8br2dk9oaazjbu7wmi3h 1413307 1413306 2026-05-13T13:54:15Z Gaux 18878 /* Citazioni di Alessandro D'Ancona */ typo 1413307 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:DAncona.jpg|thumb|Alessandro D'Ancona]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed illaqueava la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (da ''Ricordi ed affetti'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902, [https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/197/mode/1up p. 197]) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (da ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902, pp. 171-172) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] aewufvhgnec1j6kaxntz8h1yridccjm 1413308 1413307 2026-05-13T13:55:53Z Gaux 18878 /* Citazioni di Alessandro D'Ancona */ sic vocabolo raro 1413308 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:DAncona.jpg|thumb|Alessandro D'Ancona]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. 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Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (da ''Ricordi ed affetti'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902, [https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/197/mode/1up p. 197]) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (da ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902, pp. 171-172) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] 4xton62zos0ri9gds7gvy72tltce51o 1413309 1413308 2026-05-13T13:58:16Z Gaux 18878 /* Citazioni di Alessandro D'Ancona */ link alla pagina 1413309 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:DAncona.jpg|thumb|Alessandro D'Ancona]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (da ''Ricordi ed affetti'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902, [https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/197/mode/1up p. 197]) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (da ''Ricordi ed affetti'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902, [https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/171/mode/1up pp. 171-172]) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] al9s2jfjx8dzyrscnr6khz2jitbe1wm 1413312 1413309 2026-05-13T14:38:14Z Gaux 18878 /* Citazioni di Alessandro D'Ancona */ Leopardi 1413312 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:DAncona.jpg|thumb|Alessandro D'Ancona]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (da ''Ricordi ed affetti'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902, [https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/197/mode/1up p. 197]) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) *Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. (da ''Ricordi ed affetti'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902, [https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/27/mode/1up p. 27]) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (da ''Ricordi ed affetti'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902, [https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/171/mode/1up pp. 171-172]) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] 7x11qu47az9enez2lzoaz192vi2nlm7 1413313 1413312 2026-05-13T14:44:57Z Gaux 18878 nuova sezione 1413313 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:DAncona.jpg|thumb|Alessandro D'Ancona]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==''Ricordi ed affetti''== *Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. (da ''Ricordi ed affetti'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902, [https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/27/mode/1up p. 27]) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (da ''Ricordi ed affetti'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902, [https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/171/mode/1up pp. 171-172]) *{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (da ''Ricordi ed affetti'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902, [https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/197/mode/1up p. 197]) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] 3e03pv70rmk11w5cn8ayy3uuoqkz0bm 1413314 1413313 2026-05-13T14:48:43Z Gaux 18878 sistemo 1413314 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:DAncona.jpg|thumb|Alessandro D'Ancona]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==''Ricordi ed affetti''== *Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. (p. 27) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172) *{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. *Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] 5gets1s3ycyxnj3tjko1qz0do5btcif 1413317 1413314 2026-05-13T14:55:07Z Gaux 18878 nuova immagine (più definita) 1413317 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==''Ricordi ed affetti''== *Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. (p. 27) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172) *{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. *Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] lqbhos2ikx7y6jdurznr6xfxcpiui32 1413318 1413317 2026-05-13T15:00:20Z Gaux 18878 /* Ricordi ed affetti */ ampliamento Leopardi 1413318 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==''Ricordi ed affetti''== *Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172) *{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. *Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] 01i397ad6umcqxptam58vxgj7h2ozp9 1413321 1413318 2026-05-13T15:11:43Z Gaux 18878 /* Ricordi ed affetti */ Cesare De Laugier de Bellecour 1413321 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==''Ricordi ed affetti''== *Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27) *Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172) *{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. *Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] pa7cl2fr7938x772qkadmzqrb51m85z 1413327 1413321 2026-05-13T15:23:41Z Gaux 18878 /* Ricordi ed affetti */ De Laugier 1413327 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==''Ricordi ed affetti''== *Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27) *Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89) *{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour]] Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di Leopoldo. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172) *{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. *Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] ojgzmhfptoqz1qszuxi1vvxrruynub2 1413328 1413327 2026-05-13T15:25:37Z Gaux 18878 /* Ricordi ed affetti */ typo e wlink 1413328 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[Immagine:Alessandro D'Ancona.jpg|thumb|Alessandro D'Ancona fotografato da Mario Nunes Vais]] '''Alessandro D'Ancona''' (1835 – 1914), scrittore, filologo, storico della letteratura, giornalista e politico italiano. ==Citazioni di Alessandro D'Ancona== *[...] a [[Storico|fare la storia]] abbisogn[a] soprattutto la raccolta critica ed ordinata dei fatti. (da ''Origini del teatro in Italia'', 2 voll., Successori Le Monnier, Firenze, 1877, vol. I, [https://books.google.it/books?id=Fn0NAAAAQAAJ&pg=PA9 p. 9]) *È in questi versi {{NDR|dello Scalvini<ref>Giovita Scalvini (1791 – 1843), scrittore, poeta e patriota italiano.</ref>}} come un senso di quell'avversione, non scevra d'invidia, onde il conte [[Federico Confalonieri|Confalonieri]] era fatto segno già da que' tempi dagli amatori degli ordini popolari, che gli rimproveravano aristocratica boria e indole altezzosa, e, penetrando negli intimi recessi della vita privata, lo accusavano di domestica tirannide e peggio,<ref>Si diceva che fosse ferocemente geloso, e che avesse cagionato la morte dell'unico figlio; e queste leggende ripete e orna di sue frange il romanziere democratico, Rovani. Simili ciance furono dette e credute di Bettino Ricasoli col quale il Confalonieri ha comuni parecchi tratti del carattere. {{NDR|N.d.A}}</ref> e che anche più tardi, quand'egli tutto si consacrò all'educazione ed istruzione del popolo, lo giudicavano mosso a ciò non da sensi di carità, ma da men nobili ragioni. Né, pur da' suoi pari, gli si risparmiava l'accusa di voler su tutti primeggiare. (da ''[https://archive.org/details/federicoconfalon00danc/page/n8/mode/1up Federico Confalonieri]'', Fratelli Treves editori, Milano, 1898<sup>2</sup>, pp. 18-19) *{{NDR|Sulla [[filosofia]]}} [...] mi ha sempre più allettato la parte storica che non la speculativa. Sistemi se ne sono fabbricati Dio sa quanti da Platone ed {{sic|Aristotile}} in poi, che hanno posto le fondamenta dei due metodi da' quali non si esce, l'induttivo ed il deduttivo; ed ogni secolo che si succede dà per migliore il suo sistema, ma poi siamo sempre daccapo a distruggere e rifabbricare. Resta però, ed è cosa veramente bella e degna, quest'eterno affaticarsi dell'intelletto umano intorno al vero ch'ei non raggiunge mai pienamente: questo nobile impulso che spinge in su la mente ed il cuore dell'uomo, e che forma la più nobile ed alta di tutte le storie. (da ''Primo delitto di stampa'', in AA. VV., ''[https://archive.org/details/ilprimopasso00dangoog Il primo passo]'', Sommaruga, Roma, 1883, pp. 3-4) ==Prefazione a ''Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581''== *[[Michel de Montaigne#Giornale di viaggio|Il giornale di Michele di Montaigne]] è un'opera per molti aspetti notevole, e in che si ritrova l'impronta, così originale e propria, del grande scrittore. Certo, se il Montaigne avesse avuto agio e tempo di tornarvi su, sfrondandolo e riordinandolo, il giornale del suo viaggio avrebbe formato anch'esso un capitolo, e non dei meno attraenti, degli ''Essais''; de' quali tuttavia, nell'assidua osservazione del proprio interno e nella sagace e retta osservazione delle cose esterne, serba il costante carattere. (pp. VI-VII) *Le parti stesse meno gradevoli del giornale, dove si nota la qualità ed efficacia dei diversi bagni visitati dal Montaigne, e giorno per giorno si registrano gli effetti ch'ei ne provava, scritte come sono per proprio ricordo e non per offrirle al lettore, rispondono allo studio costante di accordare fra loro le forze del corpo e quelle dell'animo, e quietar questo ristorando quello e rinvigorendolo. (p. X) *Là dove nei viaggi moderni è il più spesso l'autore che parla, qui si direbbe che le cose, interrogate dal viaggiatore, parlino esse stesse nel proprio loro linguaggio. (p. XII) ==''Ricordi ed affetti''== *Si direbbe che dopo un intervallo di secoli il [[Giacomo Leopardi|Leopardi]] ritrovasse il segreto della greca perfezione, formando su greci modelli opere che emulano quelle dell'antichità nella purezza dei contorni, nel rilievo delle immagini, nella vivacità del colore, ma di moderno hanno la materia e il significato. Veemente allorché la passione lo commuova, tenero quando lo assalgano meste ricordanze, cupamente profondo ove mediti i destini dell'uomo sulla terra, sottile indagatore dei moti dell'animo, con sobrietà somma efficace descrittore dei varj aspetti della natura, in ogni suo poetico componimento è il Leopardi perfetto, si che nulla ti paja dover aggiungere, nulla togliere; e mentre la parola riproduce preciso il pensiero, il metro variamente ne seconda lo svolgersi e l'atteggiarsi. (p. 27) *Era [...] il [[Cesare De Laugier de Bellecour|De Laugier]] divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. (p. 89) *{{NDR|Cesare De Laugier de Bellecour}} Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. (p. 94) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, [[Silvestro Centofanti]] sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. (pp. 171-172) *{{NDR|[[Giacinto Casella]]}} In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. (p. 197) ==[[Incipit]] de ''I precursori di Dante''== Quell'amplissimo ciclo di Leggende che ha per forma la Visione e per argomento il destino dell'uomo dopo la morte, fu, durante l'età media, generato da una viva e comune preoccupazione degli animi e delle fantasie. Come indizio di continua e persistente sollecitudine, come spiegazione, rinnovata sempre e non mai pienamente accolta, del gran mistero proposto dalla religione insieme e dalla morale, le visioni potrebbero già, di per sé stesse, offrire degno argomento di studio, a chi stimi utilmente speso il tempo nel ricercare ciò che a molte anteriori generazioni fu oggetto di meditazione assidua, fonte di soavi speranze o di tetre paure, termine di fede schietta ed ardente. Ma, per noi Italiani, coteste leggende hanno più particolare importanza, a causa delle relazioni in che si trovano col maggior nostro poema. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Alessandro D'Ancona, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/d_ancona/index.htm I precursori di Dante]''. *Michel de Montaigne, ''[https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k102055b/f6.item.r=Sacre+de+Louis+XVI+en+1774.langIT Journal de voyage de Michel de Montaigne en Italie par la Suisse et l'Allemagne en 1580 et 1581]'', a cura di Alessandro D'Ancona, Lapi, Città di Castello, 1889. *Alessandro D'Ancona, ''[https://archive.org/details/ricordiedaffetti00dancuoft/page/n8/mode/1up Ricordi ed affetti]'', Fratelli Treves Editori, Milano, 1902. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:D'Ancona, Alessandro}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura]] 5kxtjjeijglw0e5uio4fuyo7974szhx Cesare De Laugier de Bellecour 0 81764 1413322 1028241 2026-05-13T15:16:16Z Gaux 18878 Alessandro D'Ancona: citazioni su 1413322 wikitext text/x-wiki {{PDA}} '''Cesare De Laugier de Bellecour''' (1789 – 1871), militare italiano. *{{NDR|Con riferimento alla [[Battaglia di Curtatone e Montanara]]}} [[Toscana|Toscani]]! Son queste le vostre [[Battaglia delle Termopili|Termopili]]: o vincere o morire! (da ''Racconto storico della giornata...'', p. 28) *{{NDR|Con riferimento alla [[Battaglia di Curtatone e Montanara]]}} [...] un modello di lotta della civiltà contro la barbarie, della libertà contro il dispotismo, dei pochi contro i molti, e ancor più del sacrificio volontario, della gioventù offerta per il bene della patria. (da ''Racconto storico della giornata...'', p. 131) ==Citazioni su Cesare De Laugier de Bellecour== *Era [...] il De Laugier divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Bibliografia== *Cesare De Laugier, ''Racconto storico della giornata campale pugnata il 29 maggio 1848 a Montanara e Curtatone'', Firenze, 1854. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:De Laugier de Bellecour, Cesare}} [[Categoria:Militari italiani]] f7tlwp0xt0e85j3tixv2aza2n5cr8zg 1413324 1413322 2026-05-13T15:17:23Z Gaux 18878 titolo di sezione e no stub 1413324 wikitext text/x-wiki {{PDA}} '''Cesare De Laugier de Bellecour''' (1789 – 1871), militare italiano. ==Citazioni di Cesare De Laugier de Bellecour== *{{NDR|Con riferimento alla [[Battaglia di Curtatone e Montanara]]}} [[Toscana|Toscani]]! Son queste le vostre [[Battaglia delle Termopili|Termopili]]: o vincere o morire! (da ''Racconto storico della giornata...'', p. 28) *{{NDR|Con riferimento alla [[Battaglia di Curtatone e Montanara]]}} [...] un modello di lotta della civiltà contro la barbarie, della libertà contro il dispotismo, dei pochi contro i molti, e ancor più del sacrificio volontario, della gioventù offerta per il bene della patria. (da ''Racconto storico della giornata...'', p. 131) ==Citazioni su Cesare De Laugier de Bellecour== *Era [...] il De Laugier divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Bibliografia== *Cesare De Laugier, ''Racconto storico della giornata campale pugnata il 29 maggio 1848 a Montanara e Curtatone'', Firenze, 1854. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:De Laugier de Bellecour, Cesare}} [[Categoria:Militari italiani]] l7jg2djfq1ye112d840utmt1v5q434v 1413325 1413324 2026-05-13T15:18:50Z Gaux 18878 immagine 1413325 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[File:Cesare de Laugier de Bellecour.JPG|thumb|Cesare De Laugier de Bellecour]] '''Cesare De Laugier de Bellecour''' (1789 – 1871), militare italiano. ==Citazioni di Cesare De Laugier de Bellecour== *{{NDR|Con riferimento alla [[Battaglia di Curtatone e Montanara]]}} [[Toscana|Toscani]]! Son queste le vostre [[Battaglia delle Termopili|Termopili]]: o vincere o morire! (da ''Racconto storico della giornata...'', p. 28) *{{NDR|Con riferimento alla [[Battaglia di Curtatone e Montanara]]}} [...] un modello di lotta della civiltà contro la barbarie, della libertà contro il dispotismo, dei pochi contro i molti, e ancor più del sacrificio volontario, della gioventù offerta per il bene della patria. (da ''Racconto storico della giornata...'', p. 131) ==Citazioni su Cesare De Laugier de Bellecour== *Era [...] il De Laugier divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Bibliografia== *Cesare De Laugier, ''Racconto storico della giornata campale pugnata il 29 maggio 1848 a Montanara e Curtatone'', Firenze, 1854. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:De Laugier de Bellecour, Cesare}} [[Categoria:Militari italiani]] 16k8gz7hdjymv38sgjd4x7hggmbc6ng 1413326 1413325 2026-05-13T15:20:09Z Gaux 18878 categoria specifica 1413326 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[File:Cesare de Laugier de Bellecour.JPG|thumb|Cesare De Laugier de Bellecour]] '''Cesare De Laugier de Bellecour''' (1789 – 1871), generale italiano. ==Citazioni di Cesare De Laugier de Bellecour== *{{NDR|Con riferimento alla [[Battaglia di Curtatone e Montanara]]}} [[Toscana|Toscani]]! Son queste le vostre [[Battaglia delle Termopili|Termopili]]: o vincere o morire! (da ''Racconto storico della giornata...'', p. 28) *{{NDR|Con riferimento alla [[Battaglia di Curtatone e Montanara]]}} [...] un modello di lotta della civiltà contro la barbarie, della libertà contro il dispotismo, dei pochi contro i molti, e ancor più del sacrificio volontario, della gioventù offerta per il bene della patria. (da ''Racconto storico della giornata...'', p. 131) ==Citazioni su Cesare De Laugier de Bellecour== *Era [...] il De Laugier divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Bibliografia== *Cesare De Laugier, ''Racconto storico della giornata campale pugnata il 29 maggio 1848 a Montanara e Curtatone'', Firenze, 1854. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:De Laugier de Bellecour, Cesare}} [[Categoria:Generali italiani]] 7lsx8qsgbn1ua7fq57vjtqvx0291sk9 1413329 1413326 2026-05-13T15:26:52Z Gaux 18878 /* Citazioni su Cesare De Laugier de Bellecour */ altra del D'Ancona 1413329 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[File:Cesare de Laugier de Bellecour.JPG|thumb|Cesare De Laugier de Bellecour]] '''Cesare De Laugier de Bellecour''' (1789 – 1871), generale italiano. ==Citazioni di Cesare De Laugier de Bellecour== *{{NDR|Con riferimento alla [[Battaglia di Curtatone e Montanara]]}} [[Toscana|Toscani]]! Son queste le vostre [[Battaglia delle Termopili|Termopili]]: o vincere o morire! (da ''Racconto storico della giornata...'', p. 28) *{{NDR|Con riferimento alla [[Battaglia di Curtatone e Montanara]]}} [...] un modello di lotta della civiltà contro la barbarie, della libertà contro il dispotismo, dei pochi contro i molti, e ancor più del sacrificio volontario, della gioventù offerta per il bene della patria. (da ''Racconto storico della giornata...'', p. 131) ==Citazioni su Cesare De Laugier de Bellecour== *Era [...] il De Laugier divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. ([[Alessandro D'Ancona]]) *Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Bibliografia== *Cesare De Laugier, ''Racconto storico della giornata campale pugnata il 29 maggio 1848 a Montanara e Curtatone'', Firenze, 1854. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:De Laugier de Bellecour, Cesare}} [[Categoria:Generali italiani]] lqovtyjljir8m1zbqw8h2jwytbkbg7a 1413330 1413329 2026-05-13T15:28:43Z Gaux 18878 didascalia 1413330 wikitext text/x-wiki {{PDA}} [[File:Cesare de Laugier de Bellecour.JPG|thumb|Cesare De Laugier de Bellecour (1843)]] '''Cesare De Laugier de Bellecour''' (1789 – 1871), generale italiano. ==Citazioni di Cesare De Laugier de Bellecour== *{{NDR|Con riferimento alla [[Battaglia di Curtatone e Montanara]]}} [[Toscana|Toscani]]! Son queste le vostre [[Battaglia delle Termopili|Termopili]]: o vincere o morire! (da ''Racconto storico della giornata...'', p. 28) *{{NDR|Con riferimento alla [[Battaglia di Curtatone e Montanara]]}} [...] un modello di lotta della civiltà contro la barbarie, della libertà contro il dispotismo, dei pochi contro i molti, e ancor più del sacrificio volontario, della gioventù offerta per il bene della patria. (da ''Racconto storico della giornata...'', p. 131) ==Citazioni su Cesare De Laugier de Bellecour== *Era [...] il De Laugier divenuto il più popolarmente noto fra gli ufficiali toscani, come scrittore di storie, di romanzi e di drammi, nonché per certa sua vaghezza un po' teatrale di offrirsi al pubblico in disusato spettacolo di circonvoluzioni e maneggi bellici: dal che gli venne allora il nomignolo di "Medoni", che era un capo-comico, solito a dar nelle arene rappresentazioni spettacolose con giri e rigiri di soldati e cavalieri e combattimenti ad arme bianca e a fuoco. ([[Alessandro D'Ancona]]) *Fu variamente giudicato, e può variamente giudicarsi infatti, la risoluzione sua nel febbraio 1840 di tentare un moto militare in favore di [[Leopoldo II di Toscana|Leopoldo]]. Eravi probabilità dì riuscita? e riuscendo, ne avrebbe avuto vantaggio la causa nazionale? il dover suo di fedele soldato era veramente e in tutto d'accordo con quello di buon cittadino, rifuggente dalle guerre civili? Variamente può rispondersi a questo quesito. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Bibliografia== *Cesare De Laugier, ''Racconto storico della giornata campale pugnata il 29 maggio 1848 a Montanara e Curtatone'', Firenze, 1854. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:De Laugier de Bellecour, Cesare}} [[Categoria:Generali italiani]] mr79olvpv0rv5ar163pmdu734xvti2v Discussioni utente:SirPsych0 3 92934 1413298 1410526 2026-05-13T13:01:22Z Udiki 86035 /* 9/11: The Twin Towers */ nuova sezione 1413298 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 15:20, 13 nov 2013 (CET)}} == Del Piero su Capello == Salve. Ho cancellato la citazione perché la fonte non era affidabile, se la vuoi reinserire cerca una fonte migliore. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 12:28, 18 feb 2014 (CET) == Re: Gasperini == Salve, per favore firmati la prossima volta che intervieni in una discussione e aggiungi il tuo intervento in fondo alla pagina e non in cima. Ho inserito la fonte primaria, ovvero quella a cui Gasperini ha rilasciato l'intervista e quindi decisamente più affidabile.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 13:13, 19 feb 2014 (CET) :Qui non accettiamo blog, per cui ti invito a trovare una fonte migliore, magari quella primaria.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 20:00, 19 feb 2014 (CET) == Re: Weah == Salve, non mi va di ripetere le cose... Come ti ho già scritto sopra, quando intervieni in una pagina di discussione devi farlo in fondo e non in cima (basta cliccare su "Aggiungi discussione" e lo fa automaticamente il sistema), dopodiché devi firmarti alla fine del messaggio (per farlo basta cliccare sul pennino blu dopo le lettere G, C, S, B... ti apparirà questo <nowiki>--~~~~</nowiki>, tu lascialo e salva il messaggio)...<br /> Quanto alla domanda, la motivazione l'avevo già scritta cancellando il contributo: il contatto twitter di Weah era falso (fake) come lui stesso ha ammesso ([http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/12-03-2014/milan-weah-furioso-twitter-se-non-vi-piace-giocare-statevene-casa-80218811593.shtml fonte che avevo già linkato]). Per favore prima di inserire una citazione, accertati che sia reale, vera, magari controllando su fonti più autorevoli...--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:05, 12 mar 2014 (CET) == Re: Anthony Kiedis == Ciao! E' una cosa che puoi fare tu stesso, quindi ti spiego come :) Incolla il contenuto dell'opera nella pagina dell'autore, scrivendo nel campo oggetto "incollo dalla voce tal dei tali", e trasforma la voce dell'opera in redirect. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:09, 31 mag 2014 (CEST) == Re: Vialli == Ciao, ti invito a rileggere le istruzioni che ti ho scritto qui sopra in merito alla firma. Non ho ben capito perché hai scritto poi Utente:Preston quando invece sei l'Utente:Prugna, comunque ti invito a firmare nella maniera giusta. Citazioni come "Il golf è la mia passione, la mia ossessione." o peggio ancora "Tiger Woods è il mio idolo." sono poco significative perché potrebbe dirle chiunque, non esprimono un'opinione, un parere, un paragone. Sono affermazioni, risposte poco articolate e stereotipate a domande di rito... Se invece prendi una citazione presente nella stessa pagina di Vialli sempre sul golf: "Il golf è più difficile del calcio perché la pallina sta ferma: così la guardi, cominci a pensare a tutto quello che ti hanno insegnato e finisci quasi sempre per sbagliare.", puoi vedere la differenza... Qui viene espresso un parere, un'idea, un paragone ed emerge in qualche modo il pensiero dell'autore. Chiaro?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 22:30, 30 giu 2014 (CEST) == Re: Antonio Conte == Chiappero non è un personaggio enciclopedico a differenza di Criscitiello, tuttavia la citazione di Chiappero dice qualcosa sulla figura di Conte, ne descrive una caratteristica facendo riferimento ad un episodio peculiare. Quella di Criscitiello si riferisce ad un particolare episodio e al perché secondo lui Conte ha sbagliato, non ha un valore assoluto ed è anche recentista, comunque se la ritieni adatta reinseriscila pure...--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 14:28, 20 ago 2014 (CEST) == Re:Domanda == Salve, sei sicuro che non esiste nessuna traduzione ufficiale del libro? Spiegami meglio questa traduzione online: cos'è, un ebook?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:48, 24 ago 2014 (CEST) :Sì, ok, ma questo PDF cos'è? La traduzione di un appassionato? Una traduzione ufficiale? Cos'è?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:59, 24 ago 2014 (CEST) ::Bene, allora se la traduzione è ufficiale e l'autore è enciclopedico, non dovrebbero esserci problemi. Magari per sicurezza, puoi scrivere prima qualche citazione con indicazione della fonte in una pagina di prova, così posso capire meglio e dare un parere definitivo.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:11, 24 ago 2014 (CEST) == Fonti cartacee == Salve, ho notato che indichi spesso fonti cartacee, immagino tu abbia una bella scorta di vecchi giornali a casa. A parte gli scherzi, le fonti cartacee a differenza di quelle online hanno il difetto di non poter essere controllate (o almeno non con grande facilità) da lettori e admin. Per questo ti chiedo quanto meno di indicare almeno in modo più dettagliato e corretto la fonte. Non :citato in ''Guerin Sportivo'', giugno 2009. ma per esempio: :citato in Romeo Vecchi, ''Ronaldinho e il calcio brasiliano'', ''Guerin Sportivo'', giugno 2009, p. 13. Ok?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 18:40, 27 ago 2014 (CEST) == Re: Conte == Lo so, lo so, infatti non intendevo dire quello, magari cerca di essere più selettivo la prossima volta che scegli quale citazione inserire. Non frasi fatte ma frase interessanti.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 13:32, 4 set 2014 (CEST) == Re: Vialli su Pogba == No, perché mentre quelle su Pirlo e Tevez descrivono che tipi di giocatori essi sono nell'opinione di Vialli, quella su Pogba parla invece del mondo in cui il giocatore sta migliorando in un determinato periodo. Capisci la differenza?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 19:26, 6 set 2014 (CEST) == Re: Film == Salve. Questo tipo di obbligo non c'è, tuttavia ti consiglio di inserire il personaggio in tabella in modo da agevolare il lettore e anche eventualmente il revisionatore che legge la voce--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:28, 10 set 2014 (CEST) == Re:Stramaccioni == Ciao. Ho cancellato la citazione di Sacchi per mancanza di fonte. Se la vuoi aggiungere nuovamente ti invito ad inserirvi un link. [[Utente:Ilcingo|Cingo]] ([[Discussioni utente:Ilcingo|dimmi]]) 18:11, 7 nov 2014 (CEST) == Re: Utente: Ilcingo == Gli ho fatto presente alcune norme, ma anche tu perché hai cancellato il suo messaggio in questa pagina, senza oltretutto rispondergli? Ho visto che hai continuato a cancellarlo anche dopo il mio rollback; attento perché così facendo stai rischiando un blocco. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 19:06, 7 nov 2014 (CET) :I messaggi non si cancellano, è la regola; se è inesperto è un motivo in più per rispondergli e spiegare. Se vi saranno altre cancellazioni immotivate da una parte o dall'altra, verranno presi i relativi provvedimenti. Cordialmente,-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 19:34, 7 nov 2014 (CET) == Re: Citazioni su Palermo == Ciao, non mi disturbi affatto. Negli ultimi edit l'anonimo non ha reinserito le citazioni che avevi giustamente tolto, quindi probabilmente ha già capito, comunque terrò d'occhio anch'io la voce. Con i nuovi bisogna avere pazienza; come saprai qui siamo tutti volontari e, più si cresce in esperienza, tanto più bisogna essere gentili e pazienti con i nuovi arrivati, almeno finché non fanno veri e propri danni :) -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:02, 13 nov 2014 (CET) == Re: Data della fonte == Be', in quel caso si può riportare senza data (o mettendo solo l'anno o il mese/anno, cioè i dati disponibili). Ciao-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:26, 10 dic 2014 (CET) == Re: Iggy Pop == Salve, resto molto dubbioso. Qui tendiamo ad essere molto sintetici nell'incipit e riportare tutti i soprannomi di questo tipo non mi sembra in linea con le nostre convenzioni (e con ciò mi riferisco anche alla voce di Clapton). Se in una canzone Iggy Pop viene definito Iguana, la cosa migliore a parer mio sarebbe quella di spiegare il tutto in una nota.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:18, 11 dic 2014 (CET) == Creazione pagine == Salve, vedo che ultimamente stai creando sempre più nuove pagine e questo mi fa piacere. Per favore però [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Axl_Rose&diff=678791&oldid=678768 prendi nota] di queste piccole cose che dimentichi alla fine, in tal modo potrai creare una voce già completa e corretta. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 16:45, 14 dic 2014 (CET) :Tanti auguri!! :) Per favore potresti provare a seguire questi piccoli accorgimenti? Grazie :) --[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:18, 25 dic 2014 (CET) ::No, mi riferivo alla parte finale della voce: categorie e interprogetto. Buon lavoro, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:15, 25 dic 2014 (CET) == ''Preferisco la coppa'' == Salve, la versione è la stessa di quella indicata in bibliografia? Per favore inserisca la pagina.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 18:30, 23 dic 2014 (CET) == Re: Klinghoffer == Non mi sembra niente di che sinceramente.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 02:14, 26 dic 2014 (CET) :Per favore aggiungi le informazioni bibliografiche sul libro di [[Hillel Slovak]], grazie.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:09, 26 dic 2014 (CET) ::Sì, buon lavoro ma perché l'autore è James?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 19:41, 26 dic 2014 (CET) :::Scusa un attimo ma nelle informazioni del libro non c'è scritto chi è l'autore?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:11, 26 dic 2014 (CET) ::::Ok ma se l'opera l'ha scritta James, perché è nella voce di Hillel?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:33, 26 dic 2014 (CET) :::::Visto che continuavo a capirci poco, ho cercato un po' il libro sul web e sembrerebbe che sia stato scritto da James e che solo qualche pensiero sia di Hillel. Sei sicuro di aver riportato solo citazioni di Hillel? Perché se sono di James, ovviamente, non possono stare lì.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:54, 26 dic 2014 (CET) == Re: Palermo == Ciao, figurati, auguri a te e scusa anche tu il ritardo. Hai fatto bene a contattarmi. Avevo intravisto tali aggiunte, ma in quel periodo frequentavo poco wikiquote e quindi non ho potuto fare granché. Ci sarebbe da controllare queste citazioni aggiunte una per una, valutando se hanno una fonte valida e completa nella voce dell'autore e se sono pertinenti con la tematica. Ti andrebbe di occupartene tu? Così fai un po' di pratica? Ovviamente ogni qual volta avrai un dubbio, potrai chiedere a me tranquillamente. Io per ora ho un bel po' di roba da fare... Saluti, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:32, 5 gen 2015 (CET) :Mi sembra tu abbia fatto un buon lavoro. Per ora non credo ci sia bisogno di proteggere le pagine, l'IP manca dal 24 dicembre, sbaglio? Se si rifa vivo, prenderemo provvedimenti.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 16:38, 5 gen 2015 (CET) == [[Roberto Benigni]] == Salve, ottime le citazioni che hai aggiunto, hai a disposizione una fonte secondaria con le citazioni già trascritte? Ti segnalo due possibili refusi: # "che si permette che si uccide"; # "per dirci che diamo crudeli"; Buon lavoro. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 19:12, 7 gen 2015 (CET) :Prego! A fianco va benissimo!--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 20:20, 7 gen 2015 (CET) == Re: Gianni Brera == Salve. L'incipit (o meglio la prefazione) va certamente nella pagina di Mura, puoi estrarre i passi più significativi della prefazione e inserirli tra le citazioni di Mura, indicando la fonte (dalla prefazione di Gianni Brera, ''Opera''....).--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 16:43, 28 gen 2015 (CET) == Wikilink == Salve, quando inserisci una citazione in una tematica, ricordati sempre di inserire il wikilink alla tematica nella pagina dell'autore.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 10:21, 4 feb 2015 (CET) == [[Modena City Ramblers]] == Salve, di solito prima di inserire una citazione di un cantante in una tematica, la sistemiamo con le barrette verticali per indicare i vari versi. Saluti, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 20:11, 2 mar 2015 (CET) :Tranquillo, era solo per rammentartelo ;) --[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 19:59, 3 mar 2015 (CET) ==[[Luciano Ligabue]]== Ti ricordo ciò che ti avevo già scritto proprio qui sopra :) --[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 14:02, 14 mar 2015 (CET) :Lo so, ma almeno le citazioni da inserire nelle tematiche andrebbero prima sistemate, indipendentemente dal resto della pagina.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 00:04, 16 mar 2015 (CET) == [[Franco Rossi]] == Salve, ti contatto per un tuo vecchio edit, potrei sapere dove avevi preso queste [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Franco_Rossi&diff=673985&oldid=673978 due frasi]?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:51, 27 apr 2015 (CEST) :Proprio per questo motivo ho cambiato il nome della tematica che altrimenti rimaneva fin troppo specifica e ancorata nel tempo...--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 19:48, 28 apr 2015 (CEST) == Re: Ancelotti == Versione online, quella disponibile su google books, indicata anche nella voce, perché?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:08, 4 mag 2015 (CEST) :[http://books.google.it/books?hl=it&id=OzeF0qgwPogC&q=La+Juventus+era+una+squadra+che+non+avevo+mai+amato#v=snippet&q=La%20Juventus%20era%20una%20squadra%20che%20non%20avevo%20mai%20amato&f=false Controlla tu stesso], parte della citazione è qui e parte due pagine dopo. Bisogna fare affidamento sempre sulla '''fonte primaria''' se ce n'è l'opportunità perché le fonti secondarie e terziarie (come in questo caso specifico) possono stravolgere una citazione e talvolta modificarne parzialmente il senso.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:43, 4 mag 2015 (CEST) == [[Esplorazione]] == Ciao, perché hai aggiunto tanti omissis ([...]) che non sono presenti nella voce di riferimento? Comunque, la sezioncina si crea solo quando ci sono tre citazioni di uno stesso autore.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:13, 5 mag 2015 (CEST) :(Gli omissis ho visto adesso che nella voce dell'autore sono presenti, come non detto).-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:18, 5 mag 2015 (CEST) == Re: Ultime parole famose == Salve. Non ti riesco a dire sì o no a prescindere, bisognerebbe valutare caso per caso.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:13, 14 mag 2015 (CEST) :Credo possa starci, ma attualmente la citazione pecca di recentismo, la competizione non è ancora conclusa, non mi sembra ancora il caso.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:25, 14 mag 2015 (CEST) == [[Slash]] == Ciao Prugna, dal momento che hai inserito varie citazioni dal libro, mi potresti confermare che [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Slash&diff=prev&oldid=682701 questa frase] è realmente presente in tale libro. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 13:15, 21 mag 2015 (CEST) == Socrates == Ciao ! Non so chi abbia pronunciato la frase, ma era un aneddoto sul calciatore; avendola sentita in [[w:Campionato io ti amo|Campionato io ti amo]] 1984-85 (iniziativa de la "rosa") presumo sia da attribuire ad un qualche giornalista dell'epoca. --[[Utente:Rodrigo 1982|Rodrigo 1982]] ([[Discussioni utente:Rodrigo 1982|scrivimi]]) 22:48, 22 giu 2015 (CEST) == Fonte nelle voce sull'autore == Ciao :) volevo ricordarti che la fonte va sempre nella voce sull'autore della citazione (se non esiste, basta crearla -> [[Giuseppe Sala (dirigente d'azienda)]]). --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 12:22, 3 nov 2015 (CET) :anch'io non sapevo, poi ho visto che su Wikipedia c'era la voce :) comunque se non è enciclopedico può convenire chiedere pareri (me lo chiedo anch'io qui, eh), perché forse non è lecito inserire la citazione di un autore non enciclopedico. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 12:42, 3 nov 2015 (CET) == Interprogetto == Ciao, [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Cadavere&type=revision&diff=751709&oldid=751705 questi] non vanno tolti ;) -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:45, 19 nov 2015 (CET) == Re: Noel Gallagher's High Flying Birds == Ciao, sì :-) Ho il Certificate of Proficiency in English. Se vuoi possiamo anche tradurre "Oh, Dio!" [cfr.]. Scegli pure, non ho nulla in contrario. --[[Utente:Freddyballo|Freddyballo]] ([[Discussioni utente:Freddyballo|scrivimi]]) 22:07, 13 mar 2016 (CET) :Perfetto! --[[Utente:Freddyballo|Freddyballo]] ([[Discussioni utente:Freddyballo|scrivimi]]) 18:11, 29 mar 2016 (CEST) == Re: Cruijff == Ciao, rimuovere "Cruijff? Può andare al diavolo. Sta diventando vecchio e non ha avuto la forza di continuare la sua carriera da allenatore. Credo che lui e Guardiola possano andare in un ospedale psichiatrico, seduti a giocare a carte, farebbero un favore al Barcellona." sarebbe ''passare dall'altra parte della barricata''? Qual è la differenza tra citazione e insulti gratuiti? --[[Utente:Dimitrij Kasev|<span style="color:blue">'''Dimitrij'''</span>]] [[Discussioni utente:Dimitrij Kasev|<span style="color:black">'''Kášëv'''</span>]] 09:08, 26 mar 2016 (CET) :Questo progetto non si basa sulle fonti? Quale sarebbe quella per la "citazione" di Raiola? Considerando che i blog non sono fonti. Ti consiglio caldamente di fare attenzione a quello che scrivi, molti utenti potrebbero considerare certe frasi come attacchi personali. --[[Utente:Dimitrij Kasev|<span style="color:blue">'''Dimitrij'''</span>]] [[Discussioni utente:Dimitrij Kasev|<span style="color:black">'''Kášëv'''</span>]] 09:13, 26 mar 2016 (CET) ::Quello è un consiglio, perché, ripeto: "evita di passare dall'altra parte della barricata con modifiche decisamente improprie e, per giunta, con motivazioni per nulla credibili" può essere sostituito con frasi più dirette (ha sbagliato perché/stai sbagliando perché si fa così, ecc.). L'annullamento era motivato, al Bar mi hanno spiegato perché era sbagliato. :Vicenda per me chiusa, adesso so che la fonte è nella voce di chi fa la citazione. Buon lavoro! --[[Utente:Dimitrij Kasev|<span style="color:blue">'''Dimitrij'''</span>]] [[Discussioni utente:Dimitrij Kasev|<span style="color:black">'''Kášëv'''</span>]] 13:27, 26 mar 2016 (CET) == Borse "Alessio Guidetti" per Wikimania 2016 == {|style="width: 100%; border: 2px solid #a3bfb1; padding:10px; margin-bottom:1em; background-color: #cef2e0;" |[[File:Wikimedia Italia-logo.svg|60px|link=]] |{{centrato|<big>'''Ciao, un messaggio dalla Commissione Borse "Alessio Guidetti" '''</big><br /> Ciao, come forse saprai quest'anno Wikimania, il raduno annuale delle comunità Wikimedia, si terrà a Esino Lario (Lecco) dal 22 al 28 giugno. <br /> Come per le scorse edizioni dell'evento, anche per il 2016 l'associazione [http://www.wikimedia.it/ Wikimedia Italia] intende rendere disponibili alcune borse di partecipazione.<br/> Potete trovare il '''bando di partecipazione''' con tutti i dettagli a [http://wiki.wikimedia.it/wiki/Programma_borse_di_partecipazione_%22Alessio_Guidetti%22_per_Wikimania_2016 questo link].<br/> La scadenza è il 30 aprile 2016, ore 23:59 CEST.<br/> Trovate invece tutte le informazioni su Wikimania Esino Lario sul [http://wikimania2016.wikimedia.org sito ufficiale dell'evento] <br /> Grazie, e un sincero augurio di buon lavoro e buon divertimento sull'enciclopedia libera :-) ---- <small>per non ricevere più questa [[:m:MassMessage/it|tipologia di messaggi]] rimuovi il tuo nome da [[:m:User:Alexmar983/MassMessageList|queste liste]]</small> ---- }} |}--[[Utente:Alexmar983|Alexmar983]] ([[Discussioni utente:Alexmar983|scrivimi]]) 15:10, 26 apr 2016 (CEST) ==One Direction== Buongiorno, chiedo enormemente scusa, sia a lei che ad AssassinsCreed. Non avevo letto il messaggio di quest'ultimo, e non avevo capito il perché fosse stata eliminata la mia modifica. Ripeto, chiedo scusa. Non succederà di nuovo e, la prossima volta, non reagirò d'impulso. {{non firmato|Melsbens|14:00, 27 aprile 2016}} == Quesito == Hai mai editato da sloggato? --[[Utente:Vituzzu|Vituzzu]] ([[Discussioni utente:Vituzzu|scrivimi]]) 10:45, 18 ago 2016 (CEST) :Peccato, faccio sconti a chi confessa ^^ :--[[Utente:Vituzzu|Vituzzu]] ([[Discussioni utente:Vituzzu|scrivimi]]) 13:33, 18 ago 2016 (CEST) == Evasione == Chiaramente sei consapevole che ogni volta che evadi il blocco riparte, no? --[[Utente:Vituzzu|Vituzzu]] ([[Discussioni utente:Vituzzu|scrivimi]]) 17:18, 3 ott 2016 (CEST) :Ed è su Wikipedia che sei evaso infatti. --[[Utente:Vituzzu|Vituzzu]] ([[Discussioni utente:Vituzzu|scrivimi]]) 02:30, 15 ott 2016 (CEST) == Re: Ripristino flag == Ehilà, Prugna, sono contento di rivederti, è da qualche settimana che mi chiedevo come mai ti fossi ri-eclissato, quindi bentornato! Il flag di autoverificato non è chissà che, serve giusto ad utilità di chi patrolla. In molti progetti, come la Wikiquote inglese, non esiste nemmeno, quindi fossi in te non mi preoccuperei di avercelo o meno. Comunque, se ti occorre una risposta precisa, è: tutto è possibile. :) -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:33, 29 nov 2016 (CET) == Re: Citazioni su... == Io so solo che dentro Wikiquote, ogni volta ho provato a contribuire in maniera coninuativa, mi è sempre stato detto tutto e il contrario di tutto. Francamente non so che dire, se non un bel "mettetevi d'accordo", perché tutta questa discrezionalità fa davvero passare la voglia di star qui dentro... (sia chiaro: questa <u>non è</u> affatto una critica nei confronti del tuo lavoro, solo un amaro sfogo personale) --[[Utente:Danyele|Danyele]] ([[Discussioni utente:Danyele|scrivimi]]) 19:34, 18 dic 2016 (CET) == Zona Cesarini == Ciao, ti ricordo che devi segnare la voce in cancellazione anche [[Wikiquote:Pagine da cancellare|qui in fondo]] :-) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 21:15, 18 dic 2016 (CET) :Quando il problema è che una tematica contiene solo una citazione non pertinente si può mettere anche in immediata (<u>però</u> quando si tratta di uno stub di solito adottiamo una certa tolleranza, e le citazioni meno pertinenti si tolgono solo in un secondo tempo quando ce ne sono di più pertinenti, quindi è meglio non essere troppo restrittivi, onde evitare di cancellare voci che possono essere semplicemente migliorate). A quella ho tolto l'avviso perché è stata aggiunta un'altra citazione.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:36, 19 dic 2016 (CET) == re: Omicidio di Giulio Regeni == Ciao, io direi che quella di Gentiloni ci sta tranquillamente, ma tutto sommato quella di Renzi, che è borderline, ci potrebbe stare anche lei. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 16:33, 24 dic 2016 (CET) == Blocco su it.wiki == Adesso ti sei finalmente convinto che usare sock, proxy, etc è una strategia fallimentare? --[[Utente:Vituzzu|Vituzzu]] ([[Discussioni utente:Vituzzu|scrivimi]]) 11:56, 9 gen 2017 (CET) == Re: Google Books == Ciao, Prugna, sì: vanno inseriti tutti gli elementi come per qualsiasi libro :) -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:25, 13 gen 2017 (CET) == Share your experience and feedback as a Wikimedian in this global survey == <div class="plainlinks mw-content-ltr" lang="it" dir="ltr"> ¡Ciao! La Fondazione Wikimedia sta richiedendo il tuo parere su una inchiesta. Vogliamo sapere stiamo sostenendo efficacemente il suo lavoro all'interno e all'esterno del wiki, e come possiamo cambiare o migliorare le cose nel futuro.<ref>Questa inchiesta è sta principalmente pensata per ottenere pareri sull'attuale lavoro della Fondazione Wikimedia, non sulla strategia a lungo termine.</ref> Le opinioni che condividi avranno effetto sull'attuale e futuro lavoro della Fondazione Wikimedia. Sei stato scelto con sorteggio per partecipare a questa ricerca perché vorremmo avere l'opinione della tua comunità Wikimedia. Per ringrazianti del tempi che dedicherai all'indagine, doneremo 20 magliette Wimimedia con un sorteggio tra chi partecipa alla ricerca.<ref>Problemi legali: Non ci sono acquisti previsti. per partecipare, è necessario essere maggiorenni. Patrocinato dalla Fondazione Wikimedia, ubicata in 149 New Montgomery, San Francisco, CA, USA, 94105.Termine 31 gennaio 2017. Nullo ove proibito [[m:Community Engagement Insights/2016 contest rules|Click here for contest rules]].</ref> L'inchiesta è disponibile in diverse lingue e necessita di 20 minuti per essere completata. <big>'''[https://wikimedia.qualtrics.com/SE/?SID=SV_6mTVlPf6O06r3mt&Aud=VAE&Src=57VAEOP Inizia l'indagine ora!]'''</big> Può trovare più informazione su [[m:Community_Engagement_Insights/About_CE_Insights|questo progetto]]. Questa inchiesta è ospitata in un servizio terzo e è regolata da questa [[:foundation:Community_Engagement_Insights_2016_Survey_Privacy_Statement|regole di privacy]]. Per favore visita la nostra pagina delle [[m:Community_Engagement_Insights/Frequently_asked_questions|domande frequenti]] [[m:Community_Engagement_Insights/Frequently_asked_questions|Pagina delle domande frequenti]] per avere più informazione su questa inchiesta.. Se hai necessità di altro approfondimento o se vuoi essere ascluso da future comunicazioni su questa inchiesta, per favore manda una mail a: surveys@wikimedia.org. Grazie! --[[:m:User:EGalvez (WMF)|EGalvez (WMF)]] ([[:m:User talk:EGalvez (WMF)|talk]]) 23:25, 13 gen 2017 (CET) </div> <!-- Messaggio inviato da User:EGalvez (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Community_Engagement_Insights/MassMessages/Lists/2016/57-VAEOP&oldid=16205400 --> <references/> == RE: Rilevanza delle citazioni == Comincio dalla fine... nessuna ripicca, semplicemente ho ritenuto che la fonte fosse migliore rispetto a fcinter1908.it. Peraltro la modifica su Sampaoli è precedente al tuo annullamento delle mie modifiche alle voci di Messi, Wenger e Ibrahimović quindi non capisco questa sottolineatura. Quanto alle due citazioni da te eliminate perché ritenute poco significative... come si può definire insignificante la definizione del miglior giocatore della nostra epoca (Messi) data da uno dei manager di maggior successo degli ultimi anni (Wenger)? Peraltro si tratta di una definizione che, per quanto laconica, esprime bene la percezione che lasciano alcune giocate del campione argentino. Stesso discorso per quella di Ibrahimović. In ogni caso, trattandosi di una rimozione di citazioni fontate, dovresti essere tu prima di procedere ad aprire una discussione o sbaglio? Io sono sempre aperto a confrontarmi.--[[Utente:Dipralb|Dipralb]] ([[Discussioni utente:Dipralb|scrivimi]]) 17:53, 23 gen 2017 (CET) :Aggiungo, se facevi riferimento alla discussione appena precedente a quella aperta da te, ti faccio presente che in quel caso non si discuteva sull'opportunità di inserire o meno una citazione, ma sull'opportunità di farlo in determinate voci. Per me ci potevano stare in quanto attinenti, per quell'utente (che a mio modo di vedere ne fa una questione di appartenenza calcistica) no. Quindi la tua osservazione è un attimino poco pertinente.--[[Utente:Dipralb|Dipralb]] ([[Discussioni utente:Dipralb|scrivimi]]) 18:02, 23 gen 2017 (CET) ::Nessun problema, dal mio punto di vista erano citazioni belle e significative per quanto riconosco poco articolate. D'accordo con te sul fatto che il successo personale dell'autore delle citazione non sia tutto ma dal mio punto di vista ha un suo peso da non sottovalutare. Però non mi metterò certo a fare battaglie su questo.--[[Utente:Dipralb|Dipralb]] ([[Discussioni utente:Dipralb|scrivimi]]) 13:18, 25 gen 2017 (CET) == Re: Traduzioni == Ciao, Prugna, anzitutto permettimi di ringraziarti per il tuo contributo, negli ultimi tempi, anche al controllo delle citazioni, perché ultimamente non ci sono molti altri admin in circolazione e io rischio sempre di lasciare indietro qualcosa che non andrebbe lasciato. Riguardo alla tua domanda, potresti spiegarmi meglio a che tipo di opera ti riferisci? Se ad esempio un'opera è doppiata in giapponese con i sottotitoli ufficiali in inglese, si possono trascrivere i sottotitoli inglesi e tradurli in italiano, ma avrebbe meno senso trascrivere i sottotitoli in francese di un'opera doppiata in inglese, dato che l'inglese è più diffuso del francese.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:15, 5 feb 2017 (CET) :Se riesci a capire bene l'inglese, sì, riportare l'inglese. Riguardo a Farinetti, non so bene a quale gaffe fai riferimento, comunque tu sicuramente conosci il personaggio meglio di me quindi saprai qual è la scelta migliore. Buon prosieguo, -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:41, 5 feb 2017 (CET) == Re: Calendario == In [[Template:Prima#Calendario mensile]], cliccando su ogni giorno c'è una presentazione che compare in homepage in quel giorno del mese. La presentazione per la Juventus dovrebbe essere tipo [[Template:Prima/2]] che è una tematica, scegliendo alcune "citazioni su" rappresentative della voce. Puoi mettere la bozza in una tua sandbox. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 18:06, 10 feb 2017 (CET) :Dovresti gentilmente togliere una parte delle citazioni perché così è troppo lunga; dovrebbe avere una lunghezza simile alla presentazione sull'Animale che ti ho linkato prima.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:36, 11 feb 2017 (CET) ::Ci penso io a metterla, ma tra un paio di giorni, non adesso, e non al posto di Animale (quella te l'ho citata solo come esempio). Arrisentirci, -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:59, 11 feb 2017 (CET) == Neymar == A parte che dopo la tue modifiche risultavano errori nelle note, io non sono d'accordo. Per quale motivo sono state rimosse quelle citazioni? Saranno pure "sintetiche" ma in ragione degli autori e del messaggio veicolato sono assolutamente significative.--[[Utente:Dipralb|Dipralb]] ([[Discussioni utente:Dipralb|scrivimi]]) 14:00, 6 mar 2017 (CET) :Non condivido in linea generale, ma cercherò di attenermi.--[[Utente:Dipralb|Dipralb]] ([[Discussioni utente:Dipralb|scrivimi]]) 18:21, 6 mar 2017 (CET) == Kiedis == Ciao Prugna, come va? Con la [https://it.wikiquote.org/wiki/Wikiquote:Vetrina/Segnalazioni#Anthony_Kiedis segnalazione di Kiedis] che vogliamo fare? Se sei ancora interessato a portarla avanti, e hai tempo di occuparti delle eventuali migliorie necessarie, potresti linkare la discussione al bar per coinvolgere altri, visto che finora è passata in sordina, e comunque rispondere al mio commento là. Altrimenti, se non sei più molto interessato o ti è venuto a mancare il tempo, posso per il momento archiviarla, dimmi te.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:36, 11 set 2017 (CEST) :Puoi inserirne anche molte da uno stesso libro; evidentemente non si può citare tutto il libro ma diciamo che si può abbondare, privilegiando le citazioni che possono essere utili per le tematiche e le raccolte. Aspetto qualche giorno ad archiviare; per il resto sono contento che il reintegro fra gli autoverificati ti abbia fatto piacere e spero che ciò sia per te di stimolo a tornare a contribuire "alla grande" quando ne avrai modo. Un caro saluto, -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 13:50, 15 set 2017 (CEST) == Share your experience and feedback as a Wikimedian in this global survey == <div class="mw-parser-output"> <div class="plainlinks mw-content-ltr" lang="it" dir="ltr"> Ciao! La Fondazione Wikimedia chiede il tuo parere con un sondaggio. Vorremmo sapere se stiamo sostenendo efficacemente il tuo lavoro all'interno e all'esterno del mondo wiki, e come possiamo cambiare o migliorare le cose in futuro. Le opinioni che condividi influiranno direttamente sull'attuale e futuro lavoro della Fondazione Wikimedia. Sei stato selezionato in modo casuale per partecipare a questo sondaggio poiché vorremmo ascoltare l'opinione della tua comunità Wikimedia. Il sondaggio è disponibile in diverse lingue e necessita tra i venti e i quaranta minuti per essere completato. <big>'''[https://wikimedia.qualtrics.com/jfe/form/SV_5ABs6WwrDHzAeLr?aud=AE&prj=ot&edc=3&prjedc=ot3 Inizia il sondaggio adesso!]'''</big> È possibile trovare maggiori informazioni sul progetto in [[m:Special:MyLanguage/Community_Engagement_Insights/About_CE_Insights|questa pagina]]. Il sondaggio è ospitato da un servizio terzo ed è regolamentato dalla seguente [[:foundation:Community_Engagement_Insights_2018_Survey_Privacy_Statement|informativa sulla privacy]] (in inglese). Visita la nostra [[m:Special:MyLanguage/Community_Engagement_Insights/Frequently_asked_questions|pagina delle domande più frequenti]] per avere maggiori informazioni sul sondaggio. Se necessiti ulteriore aiuto o se non vuoi ricevere future comunicazioni su questo sondaggio, invia una email attraverso la funzionalità InviaEmail a [[:m:Special:EmailUser/WMF Surveys|WMF Surveys]] per essere rimosso dalla lista. Grazie! </div> <span class="mw-content-ltr" dir="ltr">[[m:User:WMF Surveys|WMF Surveys]]</span>, 20:35, 29 mar 2018 (CEST) </div> <!-- Messaggio inviato da User:WMF Surveys@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Community_Engagement_Insights/MassMessages/Lists/2018/ot3&oldid=17881400 --> == Reminder: Share your feedback in this Wikimedia survey == <div class="mw-parser-output"> <div class="plainlinks mw-content-ltr" lang="it" dir="ltr"> Ogni risposta in questo sondaggio aiuta la Fondazione Wikimedia a migliorare la tua esperienza sui progetti Wikimedia. Finora, abbiamo ricevuto commenti dal 29% degli utenti Wikimedia. Il sondaggio è disponibile in varie lingue e richiede tra i 20 e i 40 minuti per essere completato. '''[https://wikimedia.qualtrics.com/jfe/form/SV_5ABs6WwrDHzAeLr?aud=AE&prj=ot&edc=3&prjedc=ot3 Inizia il sondaggio adesso.]''' Se hai già compilato il sondaggio, siamo spiacenti che tu abbia ricevuto questo avviso. Abbiamo progettato il sondaggio in modo che sia impossibile identificare gli utenti che l'hanno già compilato, quindi dobbiamo inviare un avviso a tutti. <span class="mw-translate-fuzzy">Se non vuoi ricevere ulteriori avvisi o non vuoi essere più informato sui futuri sondaggi, invia una mail tramite la funzione InviaEmail a [[:m:Special:EmailUser/WMF Surveys|WMF Surveys]]</span>. Puoi anche inviare qualsiasi domanda tu abbia a questa email. [[m:Community_Engagement_Insights/About_CE_Insights|Maggiori informazioni su questo sondaggio sono disponibili alla pagina del progetto.]] Il sondaggio è ospitato da un servizio terzo ed è regolamentato dalla [[:foundation:Community_Engagement_Insights_2018_Survey_Privacy_Statement|informativa sulla privacy]] della Fondazione Wikimedia. Grazie! </div> <span class="mw-content-ltr" dir="ltr">[[m:User:WMF Surveys|WMF Surveys]]</span>, 03:33, 13 apr 2018 (CEST) </div> <!-- Messaggio inviato da User:WMF Surveys@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Community_Engagement_Insights/MassMessages/Lists/2018/ot3&oldid=17881400 --> == Your feedback matters: Final reminder to take the global Wikimedia survey == <div class="mw-parser-output"> <div class="plainlinks mw-content-ltr" lang="it" dir="ltr"> Ciao! Questo è l'ultimo promemoria sulla scadenza del sondaggio della Fondazione Wikimedia che verrà chiuso il '''23 aprile 2018 (07:00 UTC)'''. Il sondaggio è disponibile in diverse lingue e necessita tra i venti e i quaranta minuti per essere completato. '''[https://wikimedia.qualtrics.com/jfe/form/SV_5ABs6WwrDHzAeLr?aud=AE&prj=ot&edc=3&prjedc=ot3 Inizia il sondaggio adesso!]''' '''Se hai già compilato il sondaggio - grazie! Non ti disturberemo ulteriormente.''' Abbiamo progettato il sondaggio in modo che sia impossibile identificare gli utenti che l'hanno già compilato, quindi dobbiamo inviare un avviso a tutti. Per non riceve più informazioni su sondaggi futuri, invia una mail attraverso la funzione InviaEmail a [[:m:Special:EmailUser/WMF Surveys|WMF Surveys]]. Puoi anche inviare qualsiasi domanda a questa mail utente. [[m:Community_Engagement_Insights/About_CE_Insights|Maggiori informazioni su questo sondaggio sono disponibili sulla pagina del progetto.]] Il sondaggio è ospitato da un servizio terzo ed è regolamentato dalla [[:foundation:Community_Engagement_Insights_2018_Survey_Privacy_Statement|informativa sulla privacy]] della Fondazione Wikimedia. </div> <span class="mw-content-ltr" dir="ltr">[[m:User:WMF Surveys|WMF Surveys]]</span>, 02:43, 20 apr 2018 (CEST) </div> <!-- Messaggio inviato da User:WMF Surveys@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Community_Engagement_Insights/MassMessages/Lists/2018/ot3&oldid=17881400 --> == Salvini su Toninelli == Caro Prugna, non comprendo [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Matteo_Salvini&oldid=prev&diff=1000080 questo] annullamento. La dichiarazione mi pare significativa: 1) è il vicepremier che si esprime su un ministro; 3) esprime la rottura tra M5S e Lega; 3) è il preludio della crisi di governo. Sarei per ripristinare.----[[Utente:Dispe|Avversariǿ]] - - - >([[Discussioni utente:Dispe|dispe]]) 20:26, 9 ago 2019 (CEST) :L'ho ripristinata. Ciauz.----[[Utente:Dispe|Avversariǿ]] - - - >([[Discussioni utente:Dispe|dispe]]) 18:03, 10 ago 2019 (CEST) == Edgar Davids == Ciao. Perdona, cosa ci sarebbe di "immotivato" in [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Edgar_Davids&oldid=prev&diff=1012694&markasread=286263&markasreadwiki=itwikiquote questo ''edit'']? Mi ero limitato a riportare in maniera ancora più esaustiva la fonte ''originale'' della citazione, peraltro seguendo quanto viene illustrato [[Aiuto:Fonti#Casi_particolari|qui]]... '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 17:20, 21 ott 2019 (CEST) :{{ping|Danyele}} In effetti lo standard è "citato in" (dove "citato" è riferito al brano, quindi non va mai messo "citata"), e altre formule andrebbero possibilmente evitate. Ho annullato. Un caro saluto a entrambi,-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 18:31, 23 ott 2019 (CEST) == Patti Smith == Salve, sarebbe il caso di accorciare la citazione che hai aggiunto pochi giorni fa, perché a causa del copyright non si possono riportare poesie per intero a meno che non siano molto brevi. Vedi tu cosa salvare. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:48, 14 mar 2024 (CET) :Buonasera, ho provato ad accorciare più che ho potuto, spero vada meglio: fammi pure sapere, grazie. [[Utente:SirPsychoPepper|SirPsychoPepper]] ([[Discussioni utente:SirPsychoPepper|scrivimi]]) 22:01, 14 mar 2024 (CET) == Cafù == Ciao. Prima di parlare di ''"modifiche senza senso"'' sarebbe forse il caso di '''verificare''' attentamente la bontà delle stesse. Nell'ordine: * la precedente foto [[:File:Exposição Brasil, um país, um mundo - Cafu (cropped).jpg]], ha la pecca di non mostrare il viso di Cafù nella sua interezza (essendoci un microfono in mezzo alla bocca...); problema che invece non sussiste in [[:File:Cafu no Olinda Fashion Week de 2012, 01.jpg]] o in qualsiasi altra immagine disponibile su Commons - ma cmq è questione di lana caprina, qui non ho problemi a fare un passo indietro. Al contrario, sullo stile di citazione delle note sei oggettivamente nel torto marcio: * la testata si chiama ''FourFourTwo'', [[en:w:FourFourTwo|proprio così]], '''tutto attaccato'''; * per i siti web, la prassi, ormai da qualche anno, è di riportarli tutti in '''minuscolo''' - vedi [[Wikiquote:Bar/Archivio_2017-06--12#Siti_web_e_trascrizione_fonte|discussione]]. Spero di aver chiarito '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 20:39, 27 mar 2024 (CET) :Ciao, chiedo scusa per l'edit, grazie per la spiegazione. [[Utente:SirPsychoPepper|SirPsychoPepper]] ([[Discussioni utente:SirPsychoPepper|scrivimi]]) 12:59, 28 mar 2024 (CET) == 52 000 voci == Complimenti vivissimi! Con la voce [[Antonio Bacciocchi]] da te creata ieri, Wikiquote ha raggiunto le 52 000 voci e la notizia è stata prontamente segnalata in [[Wikiquote:Bacheca|Bacheca]], come ogni nuova millata. È davvero una gioia poter cogliere l'occasione per complimentarmi con un utente storico del tuo calibro che da sempre contribuisce alla crescita di questo progetto. Ad maiora! [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:42, 22 dic 2024 (CET) :Grazie di cuore Spino, fa piacere ricevere complimenti di un admin come te. A presto! :) [[Utente:SirPsychoPepper|SirPsychoPepper]] ([[Discussioni utente:SirPsychoPepper|scrivimi]]) 18:38, 22 dic 2024 (CET) == [[Flea]] == Ho visto e ti ringrazio per questa [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Flea&diff=1360343&oldid=1360270 modifica qui]; visto che sono interessato anche io, mi sono andato a vedere il video che hai citato nella fonte ma al minuto che ''[https://www.youtube.com/watch?v=c8df8olpLiQ hai indicato]'' mica ho trovato quella citazione. Se guardi il [https://youtu.be/z0tTJ4SakE0?si=UPfKNeuQOkZIvgVf documentario ''Funky Monks'' integrale] - ma non sottotitolato in italiano - riesci a trovare il pezzo in cui viene detta la citazione (chiaramente in inglese)? Grazie e scusa per disturbo. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 14:13, 12 gen 2025 (CET) :Grazie per la segnalazione, effettivamente avevo copiato e incollato il link relativo alla prima parte del documentario e non la seconda, quella che effettivamente conteneva la citazione in questione. Ora ho sistemato, buon lavoro. [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 17:01, 13 gen 2025 (CET) == [[Andrea Scanzi]] == Buondì, per una citazione "si è sempre detto che Alcaraz" manca la fonte. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 06:13, 14 apr 2026 (CEST) :Ciao, sistemato. Grazie per la segnalazione. [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 09:25, 14 apr 2026 (CEST) == [[9/11: The Twin Towers]] == Ciao, non esiste un doppiaggio ufficiale del film? Suppongo di no, io stesso non ho trovato nulla finora, ma chiedo per sicurezza. Perché se ci fosse, andrebbe usato quello, vedi [[WQ:TT]]. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:01, 13 mag 2026 (CEST) jbnndj93exjgwqd28qs32ixdfrtefkz 1413323 1413298 2026-05-13T15:17:07Z SirPsych0 33615 /* 9/11: The Twin Towers */ Risposta 1413323 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 15:20, 13 nov 2013 (CET)}} == Del Piero su Capello == Salve. Ho cancellato la citazione perché la fonte non era affidabile, se la vuoi reinserire cerca una fonte migliore. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 12:28, 18 feb 2014 (CET) == Re: Gasperini == Salve, per favore firmati la prossima volta che intervieni in una discussione e aggiungi il tuo intervento in fondo alla pagina e non in cima. Ho inserito la fonte primaria, ovvero quella a cui Gasperini ha rilasciato l'intervista e quindi decisamente più affidabile.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 13:13, 19 feb 2014 (CET) :Qui non accettiamo blog, per cui ti invito a trovare una fonte migliore, magari quella primaria.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 20:00, 19 feb 2014 (CET) == Re: Weah == Salve, non mi va di ripetere le cose... Come ti ho già scritto sopra, quando intervieni in una pagina di discussione devi farlo in fondo e non in cima (basta cliccare su "Aggiungi discussione" e lo fa automaticamente il sistema), dopodiché devi firmarti alla fine del messaggio (per farlo basta cliccare sul pennino blu dopo le lettere G, C, S, B... ti apparirà questo <nowiki>--~~~~</nowiki>, tu lascialo e salva il messaggio)...<br /> Quanto alla domanda, la motivazione l'avevo già scritta cancellando il contributo: il contatto twitter di Weah era falso (fake) come lui stesso ha ammesso ([http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/12-03-2014/milan-weah-furioso-twitter-se-non-vi-piace-giocare-statevene-casa-80218811593.shtml fonte che avevo già linkato]). Per favore prima di inserire una citazione, accertati che sia reale, vera, magari controllando su fonti più autorevoli...--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:05, 12 mar 2014 (CET) == Re: Anthony Kiedis == Ciao! E' una cosa che puoi fare tu stesso, quindi ti spiego come :) Incolla il contenuto dell'opera nella pagina dell'autore, scrivendo nel campo oggetto "incollo dalla voce tal dei tali", e trasforma la voce dell'opera in redirect. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:09, 31 mag 2014 (CEST) == Re: Vialli == Ciao, ti invito a rileggere le istruzioni che ti ho scritto qui sopra in merito alla firma. Non ho ben capito perché hai scritto poi Utente:Preston quando invece sei l'Utente:Prugna, comunque ti invito a firmare nella maniera giusta. Citazioni come "Il golf è la mia passione, la mia ossessione." o peggio ancora "Tiger Woods è il mio idolo." sono poco significative perché potrebbe dirle chiunque, non esprimono un'opinione, un parere, un paragone. Sono affermazioni, risposte poco articolate e stereotipate a domande di rito... Se invece prendi una citazione presente nella stessa pagina di Vialli sempre sul golf: "Il golf è più difficile del calcio perché la pallina sta ferma: così la guardi, cominci a pensare a tutto quello che ti hanno insegnato e finisci quasi sempre per sbagliare.", puoi vedere la differenza... Qui viene espresso un parere, un'idea, un paragone ed emerge in qualche modo il pensiero dell'autore. Chiaro?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 22:30, 30 giu 2014 (CEST) == Re: Antonio Conte == Chiappero non è un personaggio enciclopedico a differenza di Criscitiello, tuttavia la citazione di Chiappero dice qualcosa sulla figura di Conte, ne descrive una caratteristica facendo riferimento ad un episodio peculiare. Quella di Criscitiello si riferisce ad un particolare episodio e al perché secondo lui Conte ha sbagliato, non ha un valore assoluto ed è anche recentista, comunque se la ritieni adatta reinseriscila pure...--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 14:28, 20 ago 2014 (CEST) == Re:Domanda == Salve, sei sicuro che non esiste nessuna traduzione ufficiale del libro? Spiegami meglio questa traduzione online: cos'è, un ebook?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:48, 24 ago 2014 (CEST) :Sì, ok, ma questo PDF cos'è? La traduzione di un appassionato? Una traduzione ufficiale? Cos'è?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:59, 24 ago 2014 (CEST) ::Bene, allora se la traduzione è ufficiale e l'autore è enciclopedico, non dovrebbero esserci problemi. Magari per sicurezza, puoi scrivere prima qualche citazione con indicazione della fonte in una pagina di prova, così posso capire meglio e dare un parere definitivo.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:11, 24 ago 2014 (CEST) == Fonti cartacee == Salve, ho notato che indichi spesso fonti cartacee, immagino tu abbia una bella scorta di vecchi giornali a casa. A parte gli scherzi, le fonti cartacee a differenza di quelle online hanno il difetto di non poter essere controllate (o almeno non con grande facilità) da lettori e admin. Per questo ti chiedo quanto meno di indicare almeno in modo più dettagliato e corretto la fonte. Non :citato in ''Guerin Sportivo'', giugno 2009. ma per esempio: :citato in Romeo Vecchi, ''Ronaldinho e il calcio brasiliano'', ''Guerin Sportivo'', giugno 2009, p. 13. Ok?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 18:40, 27 ago 2014 (CEST) == Re: Conte == Lo so, lo so, infatti non intendevo dire quello, magari cerca di essere più selettivo la prossima volta che scegli quale citazione inserire. Non frasi fatte ma frase interessanti.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 13:32, 4 set 2014 (CEST) == Re: Vialli su Pogba == No, perché mentre quelle su Pirlo e Tevez descrivono che tipi di giocatori essi sono nell'opinione di Vialli, quella su Pogba parla invece del mondo in cui il giocatore sta migliorando in un determinato periodo. Capisci la differenza?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 19:26, 6 set 2014 (CEST) == Re: Film == Salve. Questo tipo di obbligo non c'è, tuttavia ti consiglio di inserire il personaggio in tabella in modo da agevolare il lettore e anche eventualmente il revisionatore che legge la voce--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:28, 10 set 2014 (CEST) == Re:Stramaccioni == Ciao. Ho cancellato la citazione di Sacchi per mancanza di fonte. Se la vuoi aggiungere nuovamente ti invito ad inserirvi un link. [[Utente:Ilcingo|Cingo]] ([[Discussioni utente:Ilcingo|dimmi]]) 18:11, 7 nov 2014 (CEST) == Re: Utente: Ilcingo == Gli ho fatto presente alcune norme, ma anche tu perché hai cancellato il suo messaggio in questa pagina, senza oltretutto rispondergli? Ho visto che hai continuato a cancellarlo anche dopo il mio rollback; attento perché così facendo stai rischiando un blocco. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 19:06, 7 nov 2014 (CET) :I messaggi non si cancellano, è la regola; se è inesperto è un motivo in più per rispondergli e spiegare. Se vi saranno altre cancellazioni immotivate da una parte o dall'altra, verranno presi i relativi provvedimenti. Cordialmente,-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 19:34, 7 nov 2014 (CET) == Re: Citazioni su Palermo == Ciao, non mi disturbi affatto. Negli ultimi edit l'anonimo non ha reinserito le citazioni che avevi giustamente tolto, quindi probabilmente ha già capito, comunque terrò d'occhio anch'io la voce. Con i nuovi bisogna avere pazienza; come saprai qui siamo tutti volontari e, più si cresce in esperienza, tanto più bisogna essere gentili e pazienti con i nuovi arrivati, almeno finché non fanno veri e propri danni :) -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:02, 13 nov 2014 (CET) == Re: Data della fonte == Be', in quel caso si può riportare senza data (o mettendo solo l'anno o il mese/anno, cioè i dati disponibili). Ciao-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:26, 10 dic 2014 (CET) == Re: Iggy Pop == Salve, resto molto dubbioso. Qui tendiamo ad essere molto sintetici nell'incipit e riportare tutti i soprannomi di questo tipo non mi sembra in linea con le nostre convenzioni (e con ciò mi riferisco anche alla voce di Clapton). Se in una canzone Iggy Pop viene definito Iguana, la cosa migliore a parer mio sarebbe quella di spiegare il tutto in una nota.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:18, 11 dic 2014 (CET) == Creazione pagine == Salve, vedo che ultimamente stai creando sempre più nuove pagine e questo mi fa piacere. Per favore però [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Axl_Rose&diff=678791&oldid=678768 prendi nota] di queste piccole cose che dimentichi alla fine, in tal modo potrai creare una voce già completa e corretta. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 16:45, 14 dic 2014 (CET) :Tanti auguri!! :) Per favore potresti provare a seguire questi piccoli accorgimenti? Grazie :) --[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:18, 25 dic 2014 (CET) ::No, mi riferivo alla parte finale della voce: categorie e interprogetto. Buon lavoro, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:15, 25 dic 2014 (CET) == ''Preferisco la coppa'' == Salve, la versione è la stessa di quella indicata in bibliografia? Per favore inserisca la pagina.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 18:30, 23 dic 2014 (CET) == Re: Klinghoffer == Non mi sembra niente di che sinceramente.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 02:14, 26 dic 2014 (CET) :Per favore aggiungi le informazioni bibliografiche sul libro di [[Hillel Slovak]], grazie.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:09, 26 dic 2014 (CET) ::Sì, buon lavoro ma perché l'autore è James?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 19:41, 26 dic 2014 (CET) :::Scusa un attimo ma nelle informazioni del libro non c'è scritto chi è l'autore?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:11, 26 dic 2014 (CET) ::::Ok ma se l'opera l'ha scritta James, perché è nella voce di Hillel?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:33, 26 dic 2014 (CET) :::::Visto che continuavo a capirci poco, ho cercato un po' il libro sul web e sembrerebbe che sia stato scritto da James e che solo qualche pensiero sia di Hillel. Sei sicuro di aver riportato solo citazioni di Hillel? Perché se sono di James, ovviamente, non possono stare lì.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:54, 26 dic 2014 (CET) == Re: Palermo == Ciao, figurati, auguri a te e scusa anche tu il ritardo. Hai fatto bene a contattarmi. Avevo intravisto tali aggiunte, ma in quel periodo frequentavo poco wikiquote e quindi non ho potuto fare granché. Ci sarebbe da controllare queste citazioni aggiunte una per una, valutando se hanno una fonte valida e completa nella voce dell'autore e se sono pertinenti con la tematica. Ti andrebbe di occupartene tu? Così fai un po' di pratica? Ovviamente ogni qual volta avrai un dubbio, potrai chiedere a me tranquillamente. Io per ora ho un bel po' di roba da fare... Saluti, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:32, 5 gen 2015 (CET) :Mi sembra tu abbia fatto un buon lavoro. Per ora non credo ci sia bisogno di proteggere le pagine, l'IP manca dal 24 dicembre, sbaglio? Se si rifa vivo, prenderemo provvedimenti.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 16:38, 5 gen 2015 (CET) == [[Roberto Benigni]] == Salve, ottime le citazioni che hai aggiunto, hai a disposizione una fonte secondaria con le citazioni già trascritte? Ti segnalo due possibili refusi: # "che si permette che si uccide"; # "per dirci che diamo crudeli"; Buon lavoro. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 19:12, 7 gen 2015 (CET) :Prego! A fianco va benissimo!--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 20:20, 7 gen 2015 (CET) == Re: Gianni Brera == Salve. L'incipit (o meglio la prefazione) va certamente nella pagina di Mura, puoi estrarre i passi più significativi della prefazione e inserirli tra le citazioni di Mura, indicando la fonte (dalla prefazione di Gianni Brera, ''Opera''....).--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 16:43, 28 gen 2015 (CET) == Wikilink == Salve, quando inserisci una citazione in una tematica, ricordati sempre di inserire il wikilink alla tematica nella pagina dell'autore.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 10:21, 4 feb 2015 (CET) == [[Modena City Ramblers]] == Salve, di solito prima di inserire una citazione di un cantante in una tematica, la sistemiamo con le barrette verticali per indicare i vari versi. Saluti, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 20:11, 2 mar 2015 (CET) :Tranquillo, era solo per rammentartelo ;) --[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 19:59, 3 mar 2015 (CET) ==[[Luciano Ligabue]]== Ti ricordo ciò che ti avevo già scritto proprio qui sopra :) --[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 14:02, 14 mar 2015 (CET) :Lo so, ma almeno le citazioni da inserire nelle tematiche andrebbero prima sistemate, indipendentemente dal resto della pagina.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 00:04, 16 mar 2015 (CET) == [[Franco Rossi]] == Salve, ti contatto per un tuo vecchio edit, potrei sapere dove avevi preso queste [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Franco_Rossi&diff=673985&oldid=673978 due frasi]?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:51, 27 apr 2015 (CEST) :Proprio per questo motivo ho cambiato il nome della tematica che altrimenti rimaneva fin troppo specifica e ancorata nel tempo...--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 19:48, 28 apr 2015 (CEST) == Re: Ancelotti == Versione online, quella disponibile su google books, indicata anche nella voce, perché?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:08, 4 mag 2015 (CEST) :[http://books.google.it/books?hl=it&id=OzeF0qgwPogC&q=La+Juventus+era+una+squadra+che+non+avevo+mai+amato#v=snippet&q=La%20Juventus%20era%20una%20squadra%20che%20non%20avevo%20mai%20amato&f=false Controlla tu stesso], parte della citazione è qui e parte due pagine dopo. Bisogna fare affidamento sempre sulla '''fonte primaria''' se ce n'è l'opportunità perché le fonti secondarie e terziarie (come in questo caso specifico) possono stravolgere una citazione e talvolta modificarne parzialmente il senso.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:43, 4 mag 2015 (CEST) == [[Esplorazione]] == Ciao, perché hai aggiunto tanti omissis ([...]) che non sono presenti nella voce di riferimento? Comunque, la sezioncina si crea solo quando ci sono tre citazioni di uno stesso autore.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:13, 5 mag 2015 (CEST) :(Gli omissis ho visto adesso che nella voce dell'autore sono presenti, come non detto).-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:18, 5 mag 2015 (CEST) == Re: Ultime parole famose == Salve. Non ti riesco a dire sì o no a prescindere, bisognerebbe valutare caso per caso.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:13, 14 mag 2015 (CEST) :Credo possa starci, ma attualmente la citazione pecca di recentismo, la competizione non è ancora conclusa, non mi sembra ancora il caso.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:25, 14 mag 2015 (CEST) == [[Slash]] == Ciao Prugna, dal momento che hai inserito varie citazioni dal libro, mi potresti confermare che [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Slash&diff=prev&oldid=682701 questa frase] è realmente presente in tale libro. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 13:15, 21 mag 2015 (CEST) == Socrates == Ciao ! Non so chi abbia pronunciato la frase, ma era un aneddoto sul calciatore; avendola sentita in [[w:Campionato io ti amo|Campionato io ti amo]] 1984-85 (iniziativa de la "rosa") presumo sia da attribuire ad un qualche giornalista dell'epoca. --[[Utente:Rodrigo 1982|Rodrigo 1982]] ([[Discussioni utente:Rodrigo 1982|scrivimi]]) 22:48, 22 giu 2015 (CEST) == Fonte nelle voce sull'autore == Ciao :) volevo ricordarti che la fonte va sempre nella voce sull'autore della citazione (se non esiste, basta crearla -> [[Giuseppe Sala (dirigente d'azienda)]]). --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 12:22, 3 nov 2015 (CET) :anch'io non sapevo, poi ho visto che su Wikipedia c'era la voce :) comunque se non è enciclopedico può convenire chiedere pareri (me lo chiedo anch'io qui, eh), perché forse non è lecito inserire la citazione di un autore non enciclopedico. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 12:42, 3 nov 2015 (CET) == Interprogetto == Ciao, [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Cadavere&type=revision&diff=751709&oldid=751705 questi] non vanno tolti ;) -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:45, 19 nov 2015 (CET) == Re: Noel Gallagher's High Flying Birds == Ciao, sì :-) Ho il Certificate of Proficiency in English. Se vuoi possiamo anche tradurre "Oh, Dio!" [cfr.]. Scegli pure, non ho nulla in contrario. --[[Utente:Freddyballo|Freddyballo]] ([[Discussioni utente:Freddyballo|scrivimi]]) 22:07, 13 mar 2016 (CET) :Perfetto! --[[Utente:Freddyballo|Freddyballo]] ([[Discussioni utente:Freddyballo|scrivimi]]) 18:11, 29 mar 2016 (CEST) == Re: Cruijff == Ciao, rimuovere "Cruijff? Può andare al diavolo. Sta diventando vecchio e non ha avuto la forza di continuare la sua carriera da allenatore. Credo che lui e Guardiola possano andare in un ospedale psichiatrico, seduti a giocare a carte, farebbero un favore al Barcellona." sarebbe ''passare dall'altra parte della barricata''? Qual è la differenza tra citazione e insulti gratuiti? --[[Utente:Dimitrij Kasev|<span style="color:blue">'''Dimitrij'''</span>]] [[Discussioni utente:Dimitrij Kasev|<span style="color:black">'''Kášëv'''</span>]] 09:08, 26 mar 2016 (CET) :Questo progetto non si basa sulle fonti? Quale sarebbe quella per la "citazione" di Raiola? Considerando che i blog non sono fonti. Ti consiglio caldamente di fare attenzione a quello che scrivi, molti utenti potrebbero considerare certe frasi come attacchi personali. --[[Utente:Dimitrij Kasev|<span style="color:blue">'''Dimitrij'''</span>]] [[Discussioni utente:Dimitrij Kasev|<span style="color:black">'''Kášëv'''</span>]] 09:13, 26 mar 2016 (CET) ::Quello è un consiglio, perché, ripeto: "evita di passare dall'altra parte della barricata con modifiche decisamente improprie e, per giunta, con motivazioni per nulla credibili" può essere sostituito con frasi più dirette (ha sbagliato perché/stai sbagliando perché si fa così, ecc.). L'annullamento era motivato, al Bar mi hanno spiegato perché era sbagliato. :Vicenda per me chiusa, adesso so che la fonte è nella voce di chi fa la citazione. Buon lavoro! --[[Utente:Dimitrij Kasev|<span style="color:blue">'''Dimitrij'''</span>]] [[Discussioni utente:Dimitrij Kasev|<span style="color:black">'''Kášëv'''</span>]] 13:27, 26 mar 2016 (CET) == Borse "Alessio Guidetti" per Wikimania 2016 == {|style="width: 100%; border: 2px solid #a3bfb1; padding:10px; margin-bottom:1em; background-color: #cef2e0;" |[[File:Wikimedia Italia-logo.svg|60px|link=]] |{{centrato|<big>'''Ciao, un messaggio dalla Commissione Borse "Alessio Guidetti" '''</big><br /> Ciao, come forse saprai quest'anno Wikimania, il raduno annuale delle comunità Wikimedia, si terrà a Esino Lario (Lecco) dal 22 al 28 giugno. <br /> Come per le scorse edizioni dell'evento, anche per il 2016 l'associazione [http://www.wikimedia.it/ Wikimedia Italia] intende rendere disponibili alcune borse di partecipazione.<br/> Potete trovare il '''bando di partecipazione''' con tutti i dettagli a [http://wiki.wikimedia.it/wiki/Programma_borse_di_partecipazione_%22Alessio_Guidetti%22_per_Wikimania_2016 questo link].<br/> La scadenza è il 30 aprile 2016, ore 23:59 CEST.<br/> Trovate invece tutte le informazioni su Wikimania Esino Lario sul [http://wikimania2016.wikimedia.org sito ufficiale dell'evento] <br /> Grazie, e un sincero augurio di buon lavoro e buon divertimento sull'enciclopedia libera :-) ---- <small>per non ricevere più questa [[:m:MassMessage/it|tipologia di messaggi]] rimuovi il tuo nome da [[:m:User:Alexmar983/MassMessageList|queste liste]]</small> ---- }} |}--[[Utente:Alexmar983|Alexmar983]] ([[Discussioni utente:Alexmar983|scrivimi]]) 15:10, 26 apr 2016 (CEST) ==One Direction== Buongiorno, chiedo enormemente scusa, sia a lei che ad AssassinsCreed. Non avevo letto il messaggio di quest'ultimo, e non avevo capito il perché fosse stata eliminata la mia modifica. Ripeto, chiedo scusa. Non succederà di nuovo e, la prossima volta, non reagirò d'impulso. {{non firmato|Melsbens|14:00, 27 aprile 2016}} == Quesito == Hai mai editato da sloggato? --[[Utente:Vituzzu|Vituzzu]] ([[Discussioni utente:Vituzzu|scrivimi]]) 10:45, 18 ago 2016 (CEST) :Peccato, faccio sconti a chi confessa ^^ :--[[Utente:Vituzzu|Vituzzu]] ([[Discussioni utente:Vituzzu|scrivimi]]) 13:33, 18 ago 2016 (CEST) == Evasione == Chiaramente sei consapevole che ogni volta che evadi il blocco riparte, no? --[[Utente:Vituzzu|Vituzzu]] ([[Discussioni utente:Vituzzu|scrivimi]]) 17:18, 3 ott 2016 (CEST) :Ed è su Wikipedia che sei evaso infatti. --[[Utente:Vituzzu|Vituzzu]] ([[Discussioni utente:Vituzzu|scrivimi]]) 02:30, 15 ott 2016 (CEST) == Re: Ripristino flag == Ehilà, Prugna, sono contento di rivederti, è da qualche settimana che mi chiedevo come mai ti fossi ri-eclissato, quindi bentornato! Il flag di autoverificato non è chissà che, serve giusto ad utilità di chi patrolla. In molti progetti, come la Wikiquote inglese, non esiste nemmeno, quindi fossi in te non mi preoccuperei di avercelo o meno. Comunque, se ti occorre una risposta precisa, è: tutto è possibile. :) -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:33, 29 nov 2016 (CET) == Re: Citazioni su... == Io so solo che dentro Wikiquote, ogni volta ho provato a contribuire in maniera coninuativa, mi è sempre stato detto tutto e il contrario di tutto. Francamente non so che dire, se non un bel "mettetevi d'accordo", perché tutta questa discrezionalità fa davvero passare la voglia di star qui dentro... (sia chiaro: questa <u>non è</u> affatto una critica nei confronti del tuo lavoro, solo un amaro sfogo personale) --[[Utente:Danyele|Danyele]] ([[Discussioni utente:Danyele|scrivimi]]) 19:34, 18 dic 2016 (CET) == Zona Cesarini == Ciao, ti ricordo che devi segnare la voce in cancellazione anche [[Wikiquote:Pagine da cancellare|qui in fondo]] :-) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 21:15, 18 dic 2016 (CET) :Quando il problema è che una tematica contiene solo una citazione non pertinente si può mettere anche in immediata (<u>però</u> quando si tratta di uno stub di solito adottiamo una certa tolleranza, e le citazioni meno pertinenti si tolgono solo in un secondo tempo quando ce ne sono di più pertinenti, quindi è meglio non essere troppo restrittivi, onde evitare di cancellare voci che possono essere semplicemente migliorate). A quella ho tolto l'avviso perché è stata aggiunta un'altra citazione.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:36, 19 dic 2016 (CET) == re: Omicidio di Giulio Regeni == Ciao, io direi che quella di Gentiloni ci sta tranquillamente, ma tutto sommato quella di Renzi, che è borderline, ci potrebbe stare anche lei. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 16:33, 24 dic 2016 (CET) == Blocco su it.wiki == Adesso ti sei finalmente convinto che usare sock, proxy, etc è una strategia fallimentare? --[[Utente:Vituzzu|Vituzzu]] ([[Discussioni utente:Vituzzu|scrivimi]]) 11:56, 9 gen 2017 (CET) == Re: Google Books == Ciao, Prugna, sì: vanno inseriti tutti gli elementi come per qualsiasi libro :) -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:25, 13 gen 2017 (CET) == Share your experience and feedback as a Wikimedian in this global survey == <div class="plainlinks mw-content-ltr" lang="it" dir="ltr"> ¡Ciao! La Fondazione Wikimedia sta richiedendo il tuo parere su una inchiesta. Vogliamo sapere stiamo sostenendo efficacemente il suo lavoro all'interno e all'esterno del wiki, e come possiamo cambiare o migliorare le cose nel futuro.<ref>Questa inchiesta è sta principalmente pensata per ottenere pareri sull'attuale lavoro della Fondazione Wikimedia, non sulla strategia a lungo termine.</ref> Le opinioni che condividi avranno effetto sull'attuale e futuro lavoro della Fondazione Wikimedia. Sei stato scelto con sorteggio per partecipare a questa ricerca perché vorremmo avere l'opinione della tua comunità Wikimedia. Per ringrazianti del tempi che dedicherai all'indagine, doneremo 20 magliette Wimimedia con un sorteggio tra chi partecipa alla ricerca.<ref>Problemi legali: Non ci sono acquisti previsti. per partecipare, è necessario essere maggiorenni. Patrocinato dalla Fondazione Wikimedia, ubicata in 149 New Montgomery, San Francisco, CA, USA, 94105.Termine 31 gennaio 2017. Nullo ove proibito [[m:Community Engagement Insights/2016 contest rules|Click here for contest rules]].</ref> L'inchiesta è disponibile in diverse lingue e necessita di 20 minuti per essere completata. <big>'''[https://wikimedia.qualtrics.com/SE/?SID=SV_6mTVlPf6O06r3mt&Aud=VAE&Src=57VAEOP Inizia l'indagine ora!]'''</big> Può trovare più informazione su [[m:Community_Engagement_Insights/About_CE_Insights|questo progetto]]. Questa inchiesta è ospitata in un servizio terzo e è regolata da questa [[:foundation:Community_Engagement_Insights_2016_Survey_Privacy_Statement|regole di privacy]]. Per favore visita la nostra pagina delle [[m:Community_Engagement_Insights/Frequently_asked_questions|domande frequenti]] [[m:Community_Engagement_Insights/Frequently_asked_questions|Pagina delle domande frequenti]] per avere più informazione su questa inchiesta.. Se hai necessità di altro approfondimento o se vuoi essere ascluso da future comunicazioni su questa inchiesta, per favore manda una mail a: surveys@wikimedia.org. Grazie! --[[:m:User:EGalvez (WMF)|EGalvez (WMF)]] ([[:m:User talk:EGalvez (WMF)|talk]]) 23:25, 13 gen 2017 (CET) </div> <!-- Messaggio inviato da User:EGalvez (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Community_Engagement_Insights/MassMessages/Lists/2016/57-VAEOP&oldid=16205400 --> <references/> == RE: Rilevanza delle citazioni == Comincio dalla fine... nessuna ripicca, semplicemente ho ritenuto che la fonte fosse migliore rispetto a fcinter1908.it. Peraltro la modifica su Sampaoli è precedente al tuo annullamento delle mie modifiche alle voci di Messi, Wenger e Ibrahimović quindi non capisco questa sottolineatura. Quanto alle due citazioni da te eliminate perché ritenute poco significative... come si può definire insignificante la definizione del miglior giocatore della nostra epoca (Messi) data da uno dei manager di maggior successo degli ultimi anni (Wenger)? Peraltro si tratta di una definizione che, per quanto laconica, esprime bene la percezione che lasciano alcune giocate del campione argentino. Stesso discorso per quella di Ibrahimović. In ogni caso, trattandosi di una rimozione di citazioni fontate, dovresti essere tu prima di procedere ad aprire una discussione o sbaglio? Io sono sempre aperto a confrontarmi.--[[Utente:Dipralb|Dipralb]] ([[Discussioni utente:Dipralb|scrivimi]]) 17:53, 23 gen 2017 (CET) :Aggiungo, se facevi riferimento alla discussione appena precedente a quella aperta da te, ti faccio presente che in quel caso non si discuteva sull'opportunità di inserire o meno una citazione, ma sull'opportunità di farlo in determinate voci. Per me ci potevano stare in quanto attinenti, per quell'utente (che a mio modo di vedere ne fa una questione di appartenenza calcistica) no. Quindi la tua osservazione è un attimino poco pertinente.--[[Utente:Dipralb|Dipralb]] ([[Discussioni utente:Dipralb|scrivimi]]) 18:02, 23 gen 2017 (CET) ::Nessun problema, dal mio punto di vista erano citazioni belle e significative per quanto riconosco poco articolate. D'accordo con te sul fatto che il successo personale dell'autore delle citazione non sia tutto ma dal mio punto di vista ha un suo peso da non sottovalutare. Però non mi metterò certo a fare battaglie su questo.--[[Utente:Dipralb|Dipralb]] ([[Discussioni utente:Dipralb|scrivimi]]) 13:18, 25 gen 2017 (CET) == Re: Traduzioni == Ciao, Prugna, anzitutto permettimi di ringraziarti per il tuo contributo, negli ultimi tempi, anche al controllo delle citazioni, perché ultimamente non ci sono molti altri admin in circolazione e io rischio sempre di lasciare indietro qualcosa che non andrebbe lasciato. Riguardo alla tua domanda, potresti spiegarmi meglio a che tipo di opera ti riferisci? Se ad esempio un'opera è doppiata in giapponese con i sottotitoli ufficiali in inglese, si possono trascrivere i sottotitoli inglesi e tradurli in italiano, ma avrebbe meno senso trascrivere i sottotitoli in francese di un'opera doppiata in inglese, dato che l'inglese è più diffuso del francese.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:15, 5 feb 2017 (CET) :Se riesci a capire bene l'inglese, sì, riportare l'inglese. Riguardo a Farinetti, non so bene a quale gaffe fai riferimento, comunque tu sicuramente conosci il personaggio meglio di me quindi saprai qual è la scelta migliore. Buon prosieguo, -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:41, 5 feb 2017 (CET) == Re: Calendario == In [[Template:Prima#Calendario mensile]], cliccando su ogni giorno c'è una presentazione che compare in homepage in quel giorno del mese. La presentazione per la Juventus dovrebbe essere tipo [[Template:Prima/2]] che è una tematica, scegliendo alcune "citazioni su" rappresentative della voce. Puoi mettere la bozza in una tua sandbox. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 18:06, 10 feb 2017 (CET) :Dovresti gentilmente togliere una parte delle citazioni perché così è troppo lunga; dovrebbe avere una lunghezza simile alla presentazione sull'Animale che ti ho linkato prima.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:36, 11 feb 2017 (CET) ::Ci penso io a metterla, ma tra un paio di giorni, non adesso, e non al posto di Animale (quella te l'ho citata solo come esempio). Arrisentirci, -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:59, 11 feb 2017 (CET) == Neymar == A parte che dopo la tue modifiche risultavano errori nelle note, io non sono d'accordo. Per quale motivo sono state rimosse quelle citazioni? Saranno pure "sintetiche" ma in ragione degli autori e del messaggio veicolato sono assolutamente significative.--[[Utente:Dipralb|Dipralb]] ([[Discussioni utente:Dipralb|scrivimi]]) 14:00, 6 mar 2017 (CET) :Non condivido in linea generale, ma cercherò di attenermi.--[[Utente:Dipralb|Dipralb]] ([[Discussioni utente:Dipralb|scrivimi]]) 18:21, 6 mar 2017 (CET) == Kiedis == Ciao Prugna, come va? Con la [https://it.wikiquote.org/wiki/Wikiquote:Vetrina/Segnalazioni#Anthony_Kiedis segnalazione di Kiedis] che vogliamo fare? Se sei ancora interessato a portarla avanti, e hai tempo di occuparti delle eventuali migliorie necessarie, potresti linkare la discussione al bar per coinvolgere altri, visto che finora è passata in sordina, e comunque rispondere al mio commento là. Altrimenti, se non sei più molto interessato o ti è venuto a mancare il tempo, posso per il momento archiviarla, dimmi te.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:36, 11 set 2017 (CEST) :Puoi inserirne anche molte da uno stesso libro; evidentemente non si può citare tutto il libro ma diciamo che si può abbondare, privilegiando le citazioni che possono essere utili per le tematiche e le raccolte. Aspetto qualche giorno ad archiviare; per il resto sono contento che il reintegro fra gli autoverificati ti abbia fatto piacere e spero che ciò sia per te di stimolo a tornare a contribuire "alla grande" quando ne avrai modo. Un caro saluto, -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 13:50, 15 set 2017 (CEST) == Share your experience and feedback as a Wikimedian in this global survey == <div class="mw-parser-output"> <div class="plainlinks mw-content-ltr" lang="it" dir="ltr"> Ciao! La Fondazione Wikimedia chiede il tuo parere con un sondaggio. Vorremmo sapere se stiamo sostenendo efficacemente il tuo lavoro all'interno e all'esterno del mondo wiki, e come possiamo cambiare o migliorare le cose in futuro. Le opinioni che condividi influiranno direttamente sull'attuale e futuro lavoro della Fondazione Wikimedia. Sei stato selezionato in modo casuale per partecipare a questo sondaggio poiché vorremmo ascoltare l'opinione della tua comunità Wikimedia. Il sondaggio è disponibile in diverse lingue e necessita tra i venti e i quaranta minuti per essere completato. <big>'''[https://wikimedia.qualtrics.com/jfe/form/SV_5ABs6WwrDHzAeLr?aud=AE&prj=ot&edc=3&prjedc=ot3 Inizia il sondaggio adesso!]'''</big> È possibile trovare maggiori informazioni sul progetto in [[m:Special:MyLanguage/Community_Engagement_Insights/About_CE_Insights|questa pagina]]. Il sondaggio è ospitato da un servizio terzo ed è regolamentato dalla seguente [[:foundation:Community_Engagement_Insights_2018_Survey_Privacy_Statement|informativa sulla privacy]] (in inglese). Visita la nostra [[m:Special:MyLanguage/Community_Engagement_Insights/Frequently_asked_questions|pagina delle domande più frequenti]] per avere maggiori informazioni sul sondaggio. Se necessiti ulteriore aiuto o se non vuoi ricevere future comunicazioni su questo sondaggio, invia una email attraverso la funzionalità InviaEmail a [[:m:Special:EmailUser/WMF Surveys|WMF Surveys]] per essere rimosso dalla lista. Grazie! </div> <span class="mw-content-ltr" dir="ltr">[[m:User:WMF Surveys|WMF Surveys]]</span>, 20:35, 29 mar 2018 (CEST) </div> <!-- Messaggio inviato da User:WMF Surveys@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Community_Engagement_Insights/MassMessages/Lists/2018/ot3&oldid=17881400 --> == Reminder: Share your feedback in this Wikimedia survey == <div class="mw-parser-output"> <div class="plainlinks mw-content-ltr" lang="it" dir="ltr"> Ogni risposta in questo sondaggio aiuta la Fondazione Wikimedia a migliorare la tua esperienza sui progetti Wikimedia. Finora, abbiamo ricevuto commenti dal 29% degli utenti Wikimedia. Il sondaggio è disponibile in varie lingue e richiede tra i 20 e i 40 minuti per essere completato. '''[https://wikimedia.qualtrics.com/jfe/form/SV_5ABs6WwrDHzAeLr?aud=AE&prj=ot&edc=3&prjedc=ot3 Inizia il sondaggio adesso.]''' Se hai già compilato il sondaggio, siamo spiacenti che tu abbia ricevuto questo avviso. Abbiamo progettato il sondaggio in modo che sia impossibile identificare gli utenti che l'hanno già compilato, quindi dobbiamo inviare un avviso a tutti. <span class="mw-translate-fuzzy">Se non vuoi ricevere ulteriori avvisi o non vuoi essere più informato sui futuri sondaggi, invia una mail tramite la funzione InviaEmail a [[:m:Special:EmailUser/WMF Surveys|WMF Surveys]]</span>. Puoi anche inviare qualsiasi domanda tu abbia a questa email. [[m:Community_Engagement_Insights/About_CE_Insights|Maggiori informazioni su questo sondaggio sono disponibili alla pagina del progetto.]] Il sondaggio è ospitato da un servizio terzo ed è regolamentato dalla [[:foundation:Community_Engagement_Insights_2018_Survey_Privacy_Statement|informativa sulla privacy]] della Fondazione Wikimedia. Grazie! </div> <span class="mw-content-ltr" dir="ltr">[[m:User:WMF Surveys|WMF Surveys]]</span>, 03:33, 13 apr 2018 (CEST) </div> <!-- Messaggio inviato da User:WMF Surveys@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Community_Engagement_Insights/MassMessages/Lists/2018/ot3&oldid=17881400 --> == Your feedback matters: Final reminder to take the global Wikimedia survey == <div class="mw-parser-output"> <div class="plainlinks mw-content-ltr" lang="it" dir="ltr"> Ciao! Questo è l'ultimo promemoria sulla scadenza del sondaggio della Fondazione Wikimedia che verrà chiuso il '''23 aprile 2018 (07:00 UTC)'''. Il sondaggio è disponibile in diverse lingue e necessita tra i venti e i quaranta minuti per essere completato. '''[https://wikimedia.qualtrics.com/jfe/form/SV_5ABs6WwrDHzAeLr?aud=AE&prj=ot&edc=3&prjedc=ot3 Inizia il sondaggio adesso!]''' '''Se hai già compilato il sondaggio - grazie! Non ti disturberemo ulteriormente.''' Abbiamo progettato il sondaggio in modo che sia impossibile identificare gli utenti che l'hanno già compilato, quindi dobbiamo inviare un avviso a tutti. Per non riceve più informazioni su sondaggi futuri, invia una mail attraverso la funzione InviaEmail a [[:m:Special:EmailUser/WMF Surveys|WMF Surveys]]. Puoi anche inviare qualsiasi domanda a questa mail utente. [[m:Community_Engagement_Insights/About_CE_Insights|Maggiori informazioni su questo sondaggio sono disponibili sulla pagina del progetto.]] Il sondaggio è ospitato da un servizio terzo ed è regolamentato dalla [[:foundation:Community_Engagement_Insights_2018_Survey_Privacy_Statement|informativa sulla privacy]] della Fondazione Wikimedia. </div> <span class="mw-content-ltr" dir="ltr">[[m:User:WMF Surveys|WMF Surveys]]</span>, 02:43, 20 apr 2018 (CEST) </div> <!-- Messaggio inviato da User:WMF Surveys@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Community_Engagement_Insights/MassMessages/Lists/2018/ot3&oldid=17881400 --> == Salvini su Toninelli == Caro Prugna, non comprendo [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Matteo_Salvini&oldid=prev&diff=1000080 questo] annullamento. La dichiarazione mi pare significativa: 1) è il vicepremier che si esprime su un ministro; 3) esprime la rottura tra M5S e Lega; 3) è il preludio della crisi di governo. Sarei per ripristinare.----[[Utente:Dispe|Avversariǿ]] - - - >([[Discussioni utente:Dispe|dispe]]) 20:26, 9 ago 2019 (CEST) :L'ho ripristinata. Ciauz.----[[Utente:Dispe|Avversariǿ]] - - - >([[Discussioni utente:Dispe|dispe]]) 18:03, 10 ago 2019 (CEST) == Edgar Davids == Ciao. Perdona, cosa ci sarebbe di "immotivato" in [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Edgar_Davids&oldid=prev&diff=1012694&markasread=286263&markasreadwiki=itwikiquote questo ''edit'']? Mi ero limitato a riportare in maniera ancora più esaustiva la fonte ''originale'' della citazione, peraltro seguendo quanto viene illustrato [[Aiuto:Fonti#Casi_particolari|qui]]... '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 17:20, 21 ott 2019 (CEST) :{{ping|Danyele}} In effetti lo standard è "citato in" (dove "citato" è riferito al brano, quindi non va mai messo "citata"), e altre formule andrebbero possibilmente evitate. Ho annullato. Un caro saluto a entrambi,-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 18:31, 23 ott 2019 (CEST) == Patti Smith == Salve, sarebbe il caso di accorciare la citazione che hai aggiunto pochi giorni fa, perché a causa del copyright non si possono riportare poesie per intero a meno che non siano molto brevi. Vedi tu cosa salvare. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:48, 14 mar 2024 (CET) :Buonasera, ho provato ad accorciare più che ho potuto, spero vada meglio: fammi pure sapere, grazie. [[Utente:SirPsychoPepper|SirPsychoPepper]] ([[Discussioni utente:SirPsychoPepper|scrivimi]]) 22:01, 14 mar 2024 (CET) == Cafù == Ciao. Prima di parlare di ''"modifiche senza senso"'' sarebbe forse il caso di '''verificare''' attentamente la bontà delle stesse. Nell'ordine: * la precedente foto [[:File:Exposição Brasil, um país, um mundo - Cafu (cropped).jpg]], ha la pecca di non mostrare il viso di Cafù nella sua interezza (essendoci un microfono in mezzo alla bocca...); problema che invece non sussiste in [[:File:Cafu no Olinda Fashion Week de 2012, 01.jpg]] o in qualsiasi altra immagine disponibile su Commons - ma cmq è questione di lana caprina, qui non ho problemi a fare un passo indietro. Al contrario, sullo stile di citazione delle note sei oggettivamente nel torto marcio: * la testata si chiama ''FourFourTwo'', [[en:w:FourFourTwo|proprio così]], '''tutto attaccato'''; * per i siti web, la prassi, ormai da qualche anno, è di riportarli tutti in '''minuscolo''' - vedi [[Wikiquote:Bar/Archivio_2017-06--12#Siti_web_e_trascrizione_fonte|discussione]]. Spero di aver chiarito '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 20:39, 27 mar 2024 (CET) :Ciao, chiedo scusa per l'edit, grazie per la spiegazione. [[Utente:SirPsychoPepper|SirPsychoPepper]] ([[Discussioni utente:SirPsychoPepper|scrivimi]]) 12:59, 28 mar 2024 (CET) == 52 000 voci == Complimenti vivissimi! Con la voce [[Antonio Bacciocchi]] da te creata ieri, Wikiquote ha raggiunto le 52 000 voci e la notizia è stata prontamente segnalata in [[Wikiquote:Bacheca|Bacheca]], come ogni nuova millata. È davvero una gioia poter cogliere l'occasione per complimentarmi con un utente storico del tuo calibro che da sempre contribuisce alla crescita di questo progetto. Ad maiora! [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:42, 22 dic 2024 (CET) :Grazie di cuore Spino, fa piacere ricevere complimenti di un admin come te. A presto! :) [[Utente:SirPsychoPepper|SirPsychoPepper]] ([[Discussioni utente:SirPsychoPepper|scrivimi]]) 18:38, 22 dic 2024 (CET) == [[Flea]] == Ho visto e ti ringrazio per questa [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Flea&diff=1360343&oldid=1360270 modifica qui]; visto che sono interessato anche io, mi sono andato a vedere il video che hai citato nella fonte ma al minuto che ''[https://www.youtube.com/watch?v=c8df8olpLiQ hai indicato]'' mica ho trovato quella citazione. Se guardi il [https://youtu.be/z0tTJ4SakE0?si=UPfKNeuQOkZIvgVf documentario ''Funky Monks'' integrale] - ma non sottotitolato in italiano - riesci a trovare il pezzo in cui viene detta la citazione (chiaramente in inglese)? Grazie e scusa per disturbo. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 14:13, 12 gen 2025 (CET) :Grazie per la segnalazione, effettivamente avevo copiato e incollato il link relativo alla prima parte del documentario e non la seconda, quella che effettivamente conteneva la citazione in questione. Ora ho sistemato, buon lavoro. [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 17:01, 13 gen 2025 (CET) == [[Andrea Scanzi]] == Buondì, per una citazione "si è sempre detto che Alcaraz" manca la fonte. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 06:13, 14 apr 2026 (CEST) :Ciao, sistemato. Grazie per la segnalazione. [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 09:25, 14 apr 2026 (CEST) == [[9/11: The Twin Towers]] == Ciao, non esiste un doppiaggio ufficiale del film? Suppongo di no, io stesso non ho trovato nulla finora, ma chiedo per sicurezza. Perché se ci fosse, andrebbe usato quello, vedi [[WQ:TT]]. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:01, 13 mag 2026 (CEST) :Ciao, ricordo che 20 anni fa, quando venne trasmessa la prima del docufilm su La7, c’era il doppiaggio in italiano. Purtroppo in rete non sono riuscito a trovare nulla, esiste solo quello in lingua originale su YouTube. [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 17:17, 13 mag 2026 (CEST) ett8im25lc4f9zfy7k4oixzdwn456fz 1413336 1413323 2026-05-13T17:41:04Z Udiki 86035 /* 9/11: The Twin Towers */ Risposta 1413336 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 15:20, 13 nov 2013 (CET)}} == Del Piero su Capello == Salve. Ho cancellato la citazione perché la fonte non era affidabile, se la vuoi reinserire cerca una fonte migliore. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 12:28, 18 feb 2014 (CET) == Re: Gasperini == Salve, per favore firmati la prossima volta che intervieni in una discussione e aggiungi il tuo intervento in fondo alla pagina e non in cima. Ho inserito la fonte primaria, ovvero quella a cui Gasperini ha rilasciato l'intervista e quindi decisamente più affidabile.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 13:13, 19 feb 2014 (CET) :Qui non accettiamo blog, per cui ti invito a trovare una fonte migliore, magari quella primaria.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 20:00, 19 feb 2014 (CET) == Re: Weah == Salve, non mi va di ripetere le cose... Come ti ho già scritto sopra, quando intervieni in una pagina di discussione devi farlo in fondo e non in cima (basta cliccare su "Aggiungi discussione" e lo fa automaticamente il sistema), dopodiché devi firmarti alla fine del messaggio (per farlo basta cliccare sul pennino blu dopo le lettere G, C, S, B... ti apparirà questo <nowiki>--~~~~</nowiki>, tu lascialo e salva il messaggio)...<br /> Quanto alla domanda, la motivazione l'avevo già scritta cancellando il contributo: il contatto twitter di Weah era falso (fake) come lui stesso ha ammesso ([http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/12-03-2014/milan-weah-furioso-twitter-se-non-vi-piace-giocare-statevene-casa-80218811593.shtml fonte che avevo già linkato]). Per favore prima di inserire una citazione, accertati che sia reale, vera, magari controllando su fonti più autorevoli...--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:05, 12 mar 2014 (CET) == Re: Anthony Kiedis == Ciao! E' una cosa che puoi fare tu stesso, quindi ti spiego come :) Incolla il contenuto dell'opera nella pagina dell'autore, scrivendo nel campo oggetto "incollo dalla voce tal dei tali", e trasforma la voce dell'opera in redirect. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:09, 31 mag 2014 (CEST) == Re: Vialli == Ciao, ti invito a rileggere le istruzioni che ti ho scritto qui sopra in merito alla firma. Non ho ben capito perché hai scritto poi Utente:Preston quando invece sei l'Utente:Prugna, comunque ti invito a firmare nella maniera giusta. Citazioni come "Il golf è la mia passione, la mia ossessione." o peggio ancora "Tiger Woods è il mio idolo." sono poco significative perché potrebbe dirle chiunque, non esprimono un'opinione, un parere, un paragone. Sono affermazioni, risposte poco articolate e stereotipate a domande di rito... Se invece prendi una citazione presente nella stessa pagina di Vialli sempre sul golf: "Il golf è più difficile del calcio perché la pallina sta ferma: così la guardi, cominci a pensare a tutto quello che ti hanno insegnato e finisci quasi sempre per sbagliare.", puoi vedere la differenza... Qui viene espresso un parere, un'idea, un paragone ed emerge in qualche modo il pensiero dell'autore. Chiaro?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 22:30, 30 giu 2014 (CEST) == Re: Antonio Conte == Chiappero non è un personaggio enciclopedico a differenza di Criscitiello, tuttavia la citazione di Chiappero dice qualcosa sulla figura di Conte, ne descrive una caratteristica facendo riferimento ad un episodio peculiare. Quella di Criscitiello si riferisce ad un particolare episodio e al perché secondo lui Conte ha sbagliato, non ha un valore assoluto ed è anche recentista, comunque se la ritieni adatta reinseriscila pure...--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 14:28, 20 ago 2014 (CEST) == Re:Domanda == Salve, sei sicuro che non esiste nessuna traduzione ufficiale del libro? Spiegami meglio questa traduzione online: cos'è, un ebook?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:48, 24 ago 2014 (CEST) :Sì, ok, ma questo PDF cos'è? La traduzione di un appassionato? Una traduzione ufficiale? Cos'è?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:59, 24 ago 2014 (CEST) ::Bene, allora se la traduzione è ufficiale e l'autore è enciclopedico, non dovrebbero esserci problemi. Magari per sicurezza, puoi scrivere prima qualche citazione con indicazione della fonte in una pagina di prova, così posso capire meglio e dare un parere definitivo.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:11, 24 ago 2014 (CEST) == Fonti cartacee == Salve, ho notato che indichi spesso fonti cartacee, immagino tu abbia una bella scorta di vecchi giornali a casa. A parte gli scherzi, le fonti cartacee a differenza di quelle online hanno il difetto di non poter essere controllate (o almeno non con grande facilità) da lettori e admin. Per questo ti chiedo quanto meno di indicare almeno in modo più dettagliato e corretto la fonte. Non :citato in ''Guerin Sportivo'', giugno 2009. ma per esempio: :citato in Romeo Vecchi, ''Ronaldinho e il calcio brasiliano'', ''Guerin Sportivo'', giugno 2009, p. 13. Ok?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 18:40, 27 ago 2014 (CEST) == Re: Conte == Lo so, lo so, infatti non intendevo dire quello, magari cerca di essere più selettivo la prossima volta che scegli quale citazione inserire. Non frasi fatte ma frase interessanti.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 13:32, 4 set 2014 (CEST) == Re: Vialli su Pogba == No, perché mentre quelle su Pirlo e Tevez descrivono che tipi di giocatori essi sono nell'opinione di Vialli, quella su Pogba parla invece del mondo in cui il giocatore sta migliorando in un determinato periodo. Capisci la differenza?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 19:26, 6 set 2014 (CEST) == Re: Film == Salve. Questo tipo di obbligo non c'è, tuttavia ti consiglio di inserire il personaggio in tabella in modo da agevolare il lettore e anche eventualmente il revisionatore che legge la voce--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:28, 10 set 2014 (CEST) == Re:Stramaccioni == Ciao. Ho cancellato la citazione di Sacchi per mancanza di fonte. Se la vuoi aggiungere nuovamente ti invito ad inserirvi un link. [[Utente:Ilcingo|Cingo]] ([[Discussioni utente:Ilcingo|dimmi]]) 18:11, 7 nov 2014 (CEST) == Re: Utente: Ilcingo == Gli ho fatto presente alcune norme, ma anche tu perché hai cancellato il suo messaggio in questa pagina, senza oltretutto rispondergli? Ho visto che hai continuato a cancellarlo anche dopo il mio rollback; attento perché così facendo stai rischiando un blocco. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 19:06, 7 nov 2014 (CET) :I messaggi non si cancellano, è la regola; se è inesperto è un motivo in più per rispondergli e spiegare. Se vi saranno altre cancellazioni immotivate da una parte o dall'altra, verranno presi i relativi provvedimenti. Cordialmente,-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 19:34, 7 nov 2014 (CET) == Re: Citazioni su Palermo == Ciao, non mi disturbi affatto. Negli ultimi edit l'anonimo non ha reinserito le citazioni che avevi giustamente tolto, quindi probabilmente ha già capito, comunque terrò d'occhio anch'io la voce. Con i nuovi bisogna avere pazienza; come saprai qui siamo tutti volontari e, più si cresce in esperienza, tanto più bisogna essere gentili e pazienti con i nuovi arrivati, almeno finché non fanno veri e propri danni :) -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:02, 13 nov 2014 (CET) == Re: Data della fonte == Be', in quel caso si può riportare senza data (o mettendo solo l'anno o il mese/anno, cioè i dati disponibili). Ciao-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:26, 10 dic 2014 (CET) == Re: Iggy Pop == Salve, resto molto dubbioso. Qui tendiamo ad essere molto sintetici nell'incipit e riportare tutti i soprannomi di questo tipo non mi sembra in linea con le nostre convenzioni (e con ciò mi riferisco anche alla voce di Clapton). Se in una canzone Iggy Pop viene definito Iguana, la cosa migliore a parer mio sarebbe quella di spiegare il tutto in una nota.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:18, 11 dic 2014 (CET) == Creazione pagine == Salve, vedo che ultimamente stai creando sempre più nuove pagine e questo mi fa piacere. Per favore però [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Axl_Rose&diff=678791&oldid=678768 prendi nota] di queste piccole cose che dimentichi alla fine, in tal modo potrai creare una voce già completa e corretta. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 16:45, 14 dic 2014 (CET) :Tanti auguri!! :) Per favore potresti provare a seguire questi piccoli accorgimenti? Grazie :) --[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:18, 25 dic 2014 (CET) ::No, mi riferivo alla parte finale della voce: categorie e interprogetto. Buon lavoro, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:15, 25 dic 2014 (CET) == ''Preferisco la coppa'' == Salve, la versione è la stessa di quella indicata in bibliografia? Per favore inserisca la pagina.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 18:30, 23 dic 2014 (CET) == Re: Klinghoffer == Non mi sembra niente di che sinceramente.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 02:14, 26 dic 2014 (CET) :Per favore aggiungi le informazioni bibliografiche sul libro di [[Hillel Slovak]], grazie.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:09, 26 dic 2014 (CET) ::Sì, buon lavoro ma perché l'autore è James?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 19:41, 26 dic 2014 (CET) :::Scusa un attimo ma nelle informazioni del libro non c'è scritto chi è l'autore?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:11, 26 dic 2014 (CET) ::::Ok ma se l'opera l'ha scritta James, perché è nella voce di Hillel?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:33, 26 dic 2014 (CET) :::::Visto che continuavo a capirci poco, ho cercato un po' il libro sul web e sembrerebbe che sia stato scritto da James e che solo qualche pensiero sia di Hillel. Sei sicuro di aver riportato solo citazioni di Hillel? Perché se sono di James, ovviamente, non possono stare lì.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:54, 26 dic 2014 (CET) == Re: Palermo == Ciao, figurati, auguri a te e scusa anche tu il ritardo. Hai fatto bene a contattarmi. Avevo intravisto tali aggiunte, ma in quel periodo frequentavo poco wikiquote e quindi non ho potuto fare granché. Ci sarebbe da controllare queste citazioni aggiunte una per una, valutando se hanno una fonte valida e completa nella voce dell'autore e se sono pertinenti con la tematica. Ti andrebbe di occupartene tu? Così fai un po' di pratica? Ovviamente ogni qual volta avrai un dubbio, potrai chiedere a me tranquillamente. Io per ora ho un bel po' di roba da fare... Saluti, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:32, 5 gen 2015 (CET) :Mi sembra tu abbia fatto un buon lavoro. Per ora non credo ci sia bisogno di proteggere le pagine, l'IP manca dal 24 dicembre, sbaglio? Se si rifa vivo, prenderemo provvedimenti.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 16:38, 5 gen 2015 (CET) == [[Roberto Benigni]] == Salve, ottime le citazioni che hai aggiunto, hai a disposizione una fonte secondaria con le citazioni già trascritte? Ti segnalo due possibili refusi: # "che si permette che si uccide"; # "per dirci che diamo crudeli"; Buon lavoro. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 19:12, 7 gen 2015 (CET) :Prego! A fianco va benissimo!--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 20:20, 7 gen 2015 (CET) == Re: Gianni Brera == Salve. L'incipit (o meglio la prefazione) va certamente nella pagina di Mura, puoi estrarre i passi più significativi della prefazione e inserirli tra le citazioni di Mura, indicando la fonte (dalla prefazione di Gianni Brera, ''Opera''....).--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 16:43, 28 gen 2015 (CET) == Wikilink == Salve, quando inserisci una citazione in una tematica, ricordati sempre di inserire il wikilink alla tematica nella pagina dell'autore.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 10:21, 4 feb 2015 (CET) == [[Modena City Ramblers]] == Salve, di solito prima di inserire una citazione di un cantante in una tematica, la sistemiamo con le barrette verticali per indicare i vari versi. Saluti, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 20:11, 2 mar 2015 (CET) :Tranquillo, era solo per rammentartelo ;) --[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 19:59, 3 mar 2015 (CET) ==[[Luciano Ligabue]]== Ti ricordo ciò che ti avevo già scritto proprio qui sopra :) --[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 14:02, 14 mar 2015 (CET) :Lo so, ma almeno le citazioni da inserire nelle tematiche andrebbero prima sistemate, indipendentemente dal resto della pagina.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 00:04, 16 mar 2015 (CET) == [[Franco Rossi]] == Salve, ti contatto per un tuo vecchio edit, potrei sapere dove avevi preso queste [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Franco_Rossi&diff=673985&oldid=673978 due frasi]?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:51, 27 apr 2015 (CEST) :Proprio per questo motivo ho cambiato il nome della tematica che altrimenti rimaneva fin troppo specifica e ancorata nel tempo...--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 19:48, 28 apr 2015 (CEST) == Re: Ancelotti == Versione online, quella disponibile su google books, indicata anche nella voce, perché?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:08, 4 mag 2015 (CEST) :[http://books.google.it/books?hl=it&id=OzeF0qgwPogC&q=La+Juventus+era+una+squadra+che+non+avevo+mai+amato#v=snippet&q=La%20Juventus%20era%20una%20squadra%20che%20non%20avevo%20mai%20amato&f=false Controlla tu stesso], parte della citazione è qui e parte due pagine dopo. Bisogna fare affidamento sempre sulla '''fonte primaria''' se ce n'è l'opportunità perché le fonti secondarie e terziarie (come in questo caso specifico) possono stravolgere una citazione e talvolta modificarne parzialmente il senso.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:43, 4 mag 2015 (CEST) == [[Esplorazione]] == Ciao, perché hai aggiunto tanti omissis ([...]) che non sono presenti nella voce di riferimento? Comunque, la sezioncina si crea solo quando ci sono tre citazioni di uno stesso autore.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:13, 5 mag 2015 (CEST) :(Gli omissis ho visto adesso che nella voce dell'autore sono presenti, come non detto).-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:18, 5 mag 2015 (CEST) == Re: Ultime parole famose == Salve. Non ti riesco a dire sì o no a prescindere, bisognerebbe valutare caso per caso.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:13, 14 mag 2015 (CEST) :Credo possa starci, ma attualmente la citazione pecca di recentismo, la competizione non è ancora conclusa, non mi sembra ancora il caso.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:25, 14 mag 2015 (CEST) == [[Slash]] == Ciao Prugna, dal momento che hai inserito varie citazioni dal libro, mi potresti confermare che [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Slash&diff=prev&oldid=682701 questa frase] è realmente presente in tale libro. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 13:15, 21 mag 2015 (CEST) == Socrates == Ciao ! Non so chi abbia pronunciato la frase, ma era un aneddoto sul calciatore; avendola sentita in [[w:Campionato io ti amo|Campionato io ti amo]] 1984-85 (iniziativa de la "rosa") presumo sia da attribuire ad un qualche giornalista dell'epoca. --[[Utente:Rodrigo 1982|Rodrigo 1982]] ([[Discussioni utente:Rodrigo 1982|scrivimi]]) 22:48, 22 giu 2015 (CEST) == Fonte nelle voce sull'autore == Ciao :) volevo ricordarti che la fonte va sempre nella voce sull'autore della citazione (se non esiste, basta crearla -> [[Giuseppe Sala (dirigente d'azienda)]]). --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 12:22, 3 nov 2015 (CET) :anch'io non sapevo, poi ho visto che su Wikipedia c'era la voce :) comunque se non è enciclopedico può convenire chiedere pareri (me lo chiedo anch'io qui, eh), perché forse non è lecito inserire la citazione di un autore non enciclopedico. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 12:42, 3 nov 2015 (CET) == Interprogetto == Ciao, [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Cadavere&type=revision&diff=751709&oldid=751705 questi] non vanno tolti ;) -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:45, 19 nov 2015 (CET) == Re: Noel Gallagher's High Flying Birds == Ciao, sì :-) Ho il Certificate of Proficiency in English. Se vuoi possiamo anche tradurre "Oh, Dio!" [cfr.]. Scegli pure, non ho nulla in contrario. --[[Utente:Freddyballo|Freddyballo]] ([[Discussioni utente:Freddyballo|scrivimi]]) 22:07, 13 mar 2016 (CET) :Perfetto! --[[Utente:Freddyballo|Freddyballo]] ([[Discussioni utente:Freddyballo|scrivimi]]) 18:11, 29 mar 2016 (CEST) == Re: Cruijff == Ciao, rimuovere "Cruijff? Può andare al diavolo. Sta diventando vecchio e non ha avuto la forza di continuare la sua carriera da allenatore. Credo che lui e Guardiola possano andare in un ospedale psichiatrico, seduti a giocare a carte, farebbero un favore al Barcellona." sarebbe ''passare dall'altra parte della barricata''? Qual è la differenza tra citazione e insulti gratuiti? --[[Utente:Dimitrij Kasev|<span style="color:blue">'''Dimitrij'''</span>]] [[Discussioni utente:Dimitrij Kasev|<span style="color:black">'''Kášëv'''</span>]] 09:08, 26 mar 2016 (CET) :Questo progetto non si basa sulle fonti? Quale sarebbe quella per la "citazione" di Raiola? Considerando che i blog non sono fonti. Ti consiglio caldamente di fare attenzione a quello che scrivi, molti utenti potrebbero considerare certe frasi come attacchi personali. --[[Utente:Dimitrij Kasev|<span style="color:blue">'''Dimitrij'''</span>]] [[Discussioni utente:Dimitrij Kasev|<span style="color:black">'''Kášëv'''</span>]] 09:13, 26 mar 2016 (CET) ::Quello è un consiglio, perché, ripeto: "evita di passare dall'altra parte della barricata con modifiche decisamente improprie e, per giunta, con motivazioni per nulla credibili" può essere sostituito con frasi più dirette (ha sbagliato perché/stai sbagliando perché si fa così, ecc.). L'annullamento era motivato, al Bar mi hanno spiegato perché era sbagliato. :Vicenda per me chiusa, adesso so che la fonte è nella voce di chi fa la citazione. Buon lavoro! --[[Utente:Dimitrij Kasev|<span style="color:blue">'''Dimitrij'''</span>]] [[Discussioni utente:Dimitrij Kasev|<span style="color:black">'''Kášëv'''</span>]] 13:27, 26 mar 2016 (CET) == Borse "Alessio Guidetti" per Wikimania 2016 == {|style="width: 100%; border: 2px solid #a3bfb1; padding:10px; margin-bottom:1em; background-color: #cef2e0;" |[[File:Wikimedia Italia-logo.svg|60px|link=]] |{{centrato|<big>'''Ciao, un messaggio dalla Commissione Borse "Alessio Guidetti" '''</big><br /> Ciao, come forse saprai quest'anno Wikimania, il raduno annuale delle comunità Wikimedia, si terrà a Esino Lario (Lecco) dal 22 al 28 giugno. <br /> Come per le scorse edizioni dell'evento, anche per il 2016 l'associazione [http://www.wikimedia.it/ Wikimedia Italia] intende rendere disponibili alcune borse di partecipazione.<br/> Potete trovare il '''bando di partecipazione''' con tutti i dettagli a [http://wiki.wikimedia.it/wiki/Programma_borse_di_partecipazione_%22Alessio_Guidetti%22_per_Wikimania_2016 questo link].<br/> La scadenza è il 30 aprile 2016, ore 23:59 CEST.<br/> Trovate invece tutte le informazioni su Wikimania Esino Lario sul [http://wikimania2016.wikimedia.org sito ufficiale dell'evento] <br /> Grazie, e un sincero augurio di buon lavoro e buon divertimento sull'enciclopedia libera :-) ---- <small>per non ricevere più questa [[:m:MassMessage/it|tipologia di messaggi]] rimuovi il tuo nome da [[:m:User:Alexmar983/MassMessageList|queste liste]]</small> ---- }} |}--[[Utente:Alexmar983|Alexmar983]] ([[Discussioni utente:Alexmar983|scrivimi]]) 15:10, 26 apr 2016 (CEST) ==One Direction== Buongiorno, chiedo enormemente scusa, sia a lei che ad AssassinsCreed. Non avevo letto il messaggio di quest'ultimo, e non avevo capito il perché fosse stata eliminata la mia modifica. Ripeto, chiedo scusa. Non succederà di nuovo e, la prossima volta, non reagirò d'impulso. {{non firmato|Melsbens|14:00, 27 aprile 2016}} == Quesito == Hai mai editato da sloggato? --[[Utente:Vituzzu|Vituzzu]] ([[Discussioni utente:Vituzzu|scrivimi]]) 10:45, 18 ago 2016 (CEST) :Peccato, faccio sconti a chi confessa ^^ :--[[Utente:Vituzzu|Vituzzu]] ([[Discussioni utente:Vituzzu|scrivimi]]) 13:33, 18 ago 2016 (CEST) == Evasione == Chiaramente sei consapevole che ogni volta che evadi il blocco riparte, no? --[[Utente:Vituzzu|Vituzzu]] ([[Discussioni utente:Vituzzu|scrivimi]]) 17:18, 3 ott 2016 (CEST) :Ed è su Wikipedia che sei evaso infatti. --[[Utente:Vituzzu|Vituzzu]] ([[Discussioni utente:Vituzzu|scrivimi]]) 02:30, 15 ott 2016 (CEST) == Re: Ripristino flag == Ehilà, Prugna, sono contento di rivederti, è da qualche settimana che mi chiedevo come mai ti fossi ri-eclissato, quindi bentornato! Il flag di autoverificato non è chissà che, serve giusto ad utilità di chi patrolla. In molti progetti, come la Wikiquote inglese, non esiste nemmeno, quindi fossi in te non mi preoccuperei di avercelo o meno. Comunque, se ti occorre una risposta precisa, è: tutto è possibile. :) -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:33, 29 nov 2016 (CET) == Re: Citazioni su... == Io so solo che dentro Wikiquote, ogni volta ho provato a contribuire in maniera coninuativa, mi è sempre stato detto tutto e il contrario di tutto. Francamente non so che dire, se non un bel "mettetevi d'accordo", perché tutta questa discrezionalità fa davvero passare la voglia di star qui dentro... (sia chiaro: questa <u>non è</u> affatto una critica nei confronti del tuo lavoro, solo un amaro sfogo personale) --[[Utente:Danyele|Danyele]] ([[Discussioni utente:Danyele|scrivimi]]) 19:34, 18 dic 2016 (CET) == Zona Cesarini == Ciao, ti ricordo che devi segnare la voce in cancellazione anche [[Wikiquote:Pagine da cancellare|qui in fondo]] :-) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 21:15, 18 dic 2016 (CET) :Quando il problema è che una tematica contiene solo una citazione non pertinente si può mettere anche in immediata (<u>però</u> quando si tratta di uno stub di solito adottiamo una certa tolleranza, e le citazioni meno pertinenti si tolgono solo in un secondo tempo quando ce ne sono di più pertinenti, quindi è meglio non essere troppo restrittivi, onde evitare di cancellare voci che possono essere semplicemente migliorate). A quella ho tolto l'avviso perché è stata aggiunta un'altra citazione.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:36, 19 dic 2016 (CET) == re: Omicidio di Giulio Regeni == Ciao, io direi che quella di Gentiloni ci sta tranquillamente, ma tutto sommato quella di Renzi, che è borderline, ci potrebbe stare anche lei. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 16:33, 24 dic 2016 (CET) == Blocco su it.wiki == Adesso ti sei finalmente convinto che usare sock, proxy, etc è una strategia fallimentare? --[[Utente:Vituzzu|Vituzzu]] ([[Discussioni utente:Vituzzu|scrivimi]]) 11:56, 9 gen 2017 (CET) == Re: Google Books == Ciao, Prugna, sì: vanno inseriti tutti gli elementi come per qualsiasi libro :) -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:25, 13 gen 2017 (CET) == Share your experience and feedback as a Wikimedian in this global survey == <div class="plainlinks mw-content-ltr" lang="it" dir="ltr"> ¡Ciao! La Fondazione Wikimedia sta richiedendo il tuo parere su una inchiesta. Vogliamo sapere stiamo sostenendo efficacemente il suo lavoro all'interno e all'esterno del wiki, e come possiamo cambiare o migliorare le cose nel futuro.<ref>Questa inchiesta è sta principalmente pensata per ottenere pareri sull'attuale lavoro della Fondazione Wikimedia, non sulla strategia a lungo termine.</ref> Le opinioni che condividi avranno effetto sull'attuale e futuro lavoro della Fondazione Wikimedia. Sei stato scelto con sorteggio per partecipare a questa ricerca perché vorremmo avere l'opinione della tua comunità Wikimedia. Per ringrazianti del tempi che dedicherai all'indagine, doneremo 20 magliette Wimimedia con un sorteggio tra chi partecipa alla ricerca.<ref>Problemi legali: Non ci sono acquisti previsti. per partecipare, è necessario essere maggiorenni. Patrocinato dalla Fondazione Wikimedia, ubicata in 149 New Montgomery, San Francisco, CA, USA, 94105.Termine 31 gennaio 2017. Nullo ove proibito [[m:Community Engagement Insights/2016 contest rules|Click here for contest rules]].</ref> L'inchiesta è disponibile in diverse lingue e necessita di 20 minuti per essere completata. <big>'''[https://wikimedia.qualtrics.com/SE/?SID=SV_6mTVlPf6O06r3mt&Aud=VAE&Src=57VAEOP Inizia l'indagine ora!]'''</big> Può trovare più informazione su [[m:Community_Engagement_Insights/About_CE_Insights|questo progetto]]. Questa inchiesta è ospitata in un servizio terzo e è regolata da questa [[:foundation:Community_Engagement_Insights_2016_Survey_Privacy_Statement|regole di privacy]]. Per favore visita la nostra pagina delle [[m:Community_Engagement_Insights/Frequently_asked_questions|domande frequenti]] [[m:Community_Engagement_Insights/Frequently_asked_questions|Pagina delle domande frequenti]] per avere più informazione su questa inchiesta.. Se hai necessità di altro approfondimento o se vuoi essere ascluso da future comunicazioni su questa inchiesta, per favore manda una mail a: surveys@wikimedia.org. Grazie! --[[:m:User:EGalvez (WMF)|EGalvez (WMF)]] ([[:m:User talk:EGalvez (WMF)|talk]]) 23:25, 13 gen 2017 (CET) </div> <!-- Messaggio inviato da User:EGalvez (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Community_Engagement_Insights/MassMessages/Lists/2016/57-VAEOP&oldid=16205400 --> <references/> == RE: Rilevanza delle citazioni == Comincio dalla fine... nessuna ripicca, semplicemente ho ritenuto che la fonte fosse migliore rispetto a fcinter1908.it. Peraltro la modifica su Sampaoli è precedente al tuo annullamento delle mie modifiche alle voci di Messi, Wenger e Ibrahimović quindi non capisco questa sottolineatura. Quanto alle due citazioni da te eliminate perché ritenute poco significative... come si può definire insignificante la definizione del miglior giocatore della nostra epoca (Messi) data da uno dei manager di maggior successo degli ultimi anni (Wenger)? Peraltro si tratta di una definizione che, per quanto laconica, esprime bene la percezione che lasciano alcune giocate del campione argentino. Stesso discorso per quella di Ibrahimović. In ogni caso, trattandosi di una rimozione di citazioni fontate, dovresti essere tu prima di procedere ad aprire una discussione o sbaglio? Io sono sempre aperto a confrontarmi.--[[Utente:Dipralb|Dipralb]] ([[Discussioni utente:Dipralb|scrivimi]]) 17:53, 23 gen 2017 (CET) :Aggiungo, se facevi riferimento alla discussione appena precedente a quella aperta da te, ti faccio presente che in quel caso non si discuteva sull'opportunità di inserire o meno una citazione, ma sull'opportunità di farlo in determinate voci. Per me ci potevano stare in quanto attinenti, per quell'utente (che a mio modo di vedere ne fa una questione di appartenenza calcistica) no. Quindi la tua osservazione è un attimino poco pertinente.--[[Utente:Dipralb|Dipralb]] ([[Discussioni utente:Dipralb|scrivimi]]) 18:02, 23 gen 2017 (CET) ::Nessun problema, dal mio punto di vista erano citazioni belle e significative per quanto riconosco poco articolate. D'accordo con te sul fatto che il successo personale dell'autore delle citazione non sia tutto ma dal mio punto di vista ha un suo peso da non sottovalutare. Però non mi metterò certo a fare battaglie su questo.--[[Utente:Dipralb|Dipralb]] ([[Discussioni utente:Dipralb|scrivimi]]) 13:18, 25 gen 2017 (CET) == Re: Traduzioni == Ciao, Prugna, anzitutto permettimi di ringraziarti per il tuo contributo, negli ultimi tempi, anche al controllo delle citazioni, perché ultimamente non ci sono molti altri admin in circolazione e io rischio sempre di lasciare indietro qualcosa che non andrebbe lasciato. Riguardo alla tua domanda, potresti spiegarmi meglio a che tipo di opera ti riferisci? Se ad esempio un'opera è doppiata in giapponese con i sottotitoli ufficiali in inglese, si possono trascrivere i sottotitoli inglesi e tradurli in italiano, ma avrebbe meno senso trascrivere i sottotitoli in francese di un'opera doppiata in inglese, dato che l'inglese è più diffuso del francese.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:15, 5 feb 2017 (CET) :Se riesci a capire bene l'inglese, sì, riportare l'inglese. Riguardo a Farinetti, non so bene a quale gaffe fai riferimento, comunque tu sicuramente conosci il personaggio meglio di me quindi saprai qual è la scelta migliore. Buon prosieguo, -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:41, 5 feb 2017 (CET) == Re: Calendario == In [[Template:Prima#Calendario mensile]], cliccando su ogni giorno c'è una presentazione che compare in homepage in quel giorno del mese. La presentazione per la Juventus dovrebbe essere tipo [[Template:Prima/2]] che è una tematica, scegliendo alcune "citazioni su" rappresentative della voce. Puoi mettere la bozza in una tua sandbox. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 18:06, 10 feb 2017 (CET) :Dovresti gentilmente togliere una parte delle citazioni perché così è troppo lunga; dovrebbe avere una lunghezza simile alla presentazione sull'Animale che ti ho linkato prima.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:36, 11 feb 2017 (CET) ::Ci penso io a metterla, ma tra un paio di giorni, non adesso, e non al posto di Animale (quella te l'ho citata solo come esempio). Arrisentirci, -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:59, 11 feb 2017 (CET) == Neymar == A parte che dopo la tue modifiche risultavano errori nelle note, io non sono d'accordo. Per quale motivo sono state rimosse quelle citazioni? Saranno pure "sintetiche" ma in ragione degli autori e del messaggio veicolato sono assolutamente significative.--[[Utente:Dipralb|Dipralb]] ([[Discussioni utente:Dipralb|scrivimi]]) 14:00, 6 mar 2017 (CET) :Non condivido in linea generale, ma cercherò di attenermi.--[[Utente:Dipralb|Dipralb]] ([[Discussioni utente:Dipralb|scrivimi]]) 18:21, 6 mar 2017 (CET) == Kiedis == Ciao Prugna, come va? Con la [https://it.wikiquote.org/wiki/Wikiquote:Vetrina/Segnalazioni#Anthony_Kiedis segnalazione di Kiedis] che vogliamo fare? Se sei ancora interessato a portarla avanti, e hai tempo di occuparti delle eventuali migliorie necessarie, potresti linkare la discussione al bar per coinvolgere altri, visto che finora è passata in sordina, e comunque rispondere al mio commento là. Altrimenti, se non sei più molto interessato o ti è venuto a mancare il tempo, posso per il momento archiviarla, dimmi te.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:36, 11 set 2017 (CEST) :Puoi inserirne anche molte da uno stesso libro; evidentemente non si può citare tutto il libro ma diciamo che si può abbondare, privilegiando le citazioni che possono essere utili per le tematiche e le raccolte. Aspetto qualche giorno ad archiviare; per il resto sono contento che il reintegro fra gli autoverificati ti abbia fatto piacere e spero che ciò sia per te di stimolo a tornare a contribuire "alla grande" quando ne avrai modo. Un caro saluto, -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 13:50, 15 set 2017 (CEST) == Share your experience and feedback as a Wikimedian in this global survey == <div class="mw-parser-output"> <div class="plainlinks mw-content-ltr" lang="it" dir="ltr"> Ciao! La Fondazione Wikimedia chiede il tuo parere con un sondaggio. Vorremmo sapere se stiamo sostenendo efficacemente il tuo lavoro all'interno e all'esterno del mondo wiki, e come possiamo cambiare o migliorare le cose in futuro. Le opinioni che condividi influiranno direttamente sull'attuale e futuro lavoro della Fondazione Wikimedia. Sei stato selezionato in modo casuale per partecipare a questo sondaggio poiché vorremmo ascoltare l'opinione della tua comunità Wikimedia. Il sondaggio è disponibile in diverse lingue e necessita tra i venti e i quaranta minuti per essere completato. <big>'''[https://wikimedia.qualtrics.com/jfe/form/SV_5ABs6WwrDHzAeLr?aud=AE&prj=ot&edc=3&prjedc=ot3 Inizia il sondaggio adesso!]'''</big> È possibile trovare maggiori informazioni sul progetto in [[m:Special:MyLanguage/Community_Engagement_Insights/About_CE_Insights|questa pagina]]. Il sondaggio è ospitato da un servizio terzo ed è regolamentato dalla seguente [[:foundation:Community_Engagement_Insights_2018_Survey_Privacy_Statement|informativa sulla privacy]] (in inglese). Visita la nostra [[m:Special:MyLanguage/Community_Engagement_Insights/Frequently_asked_questions|pagina delle domande più frequenti]] per avere maggiori informazioni sul sondaggio. Se necessiti ulteriore aiuto o se non vuoi ricevere future comunicazioni su questo sondaggio, invia una email attraverso la funzionalità InviaEmail a [[:m:Special:EmailUser/WMF Surveys|WMF Surveys]] per essere rimosso dalla lista. Grazie! </div> <span class="mw-content-ltr" dir="ltr">[[m:User:WMF Surveys|WMF Surveys]]</span>, 20:35, 29 mar 2018 (CEST) </div> <!-- Messaggio inviato da User:WMF Surveys@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Community_Engagement_Insights/MassMessages/Lists/2018/ot3&oldid=17881400 --> == Reminder: Share your feedback in this Wikimedia survey == <div class="mw-parser-output"> <div class="plainlinks mw-content-ltr" lang="it" dir="ltr"> Ogni risposta in questo sondaggio aiuta la Fondazione Wikimedia a migliorare la tua esperienza sui progetti Wikimedia. Finora, abbiamo ricevuto commenti dal 29% degli utenti Wikimedia. Il sondaggio è disponibile in varie lingue e richiede tra i 20 e i 40 minuti per essere completato. '''[https://wikimedia.qualtrics.com/jfe/form/SV_5ABs6WwrDHzAeLr?aud=AE&prj=ot&edc=3&prjedc=ot3 Inizia il sondaggio adesso.]''' Se hai già compilato il sondaggio, siamo spiacenti che tu abbia ricevuto questo avviso. Abbiamo progettato il sondaggio in modo che sia impossibile identificare gli utenti che l'hanno già compilato, quindi dobbiamo inviare un avviso a tutti. <span class="mw-translate-fuzzy">Se non vuoi ricevere ulteriori avvisi o non vuoi essere più informato sui futuri sondaggi, invia una mail tramite la funzione InviaEmail a [[:m:Special:EmailUser/WMF Surveys|WMF Surveys]]</span>. Puoi anche inviare qualsiasi domanda tu abbia a questa email. [[m:Community_Engagement_Insights/About_CE_Insights|Maggiori informazioni su questo sondaggio sono disponibili alla pagina del progetto.]] Il sondaggio è ospitato da un servizio terzo ed è regolamentato dalla [[:foundation:Community_Engagement_Insights_2018_Survey_Privacy_Statement|informativa sulla privacy]] della Fondazione Wikimedia. Grazie! </div> <span class="mw-content-ltr" dir="ltr">[[m:User:WMF Surveys|WMF Surveys]]</span>, 03:33, 13 apr 2018 (CEST) </div> <!-- Messaggio inviato da User:WMF Surveys@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Community_Engagement_Insights/MassMessages/Lists/2018/ot3&oldid=17881400 --> == Your feedback matters: Final reminder to take the global Wikimedia survey == <div class="mw-parser-output"> <div class="plainlinks mw-content-ltr" lang="it" dir="ltr"> Ciao! Questo è l'ultimo promemoria sulla scadenza del sondaggio della Fondazione Wikimedia che verrà chiuso il '''23 aprile 2018 (07:00 UTC)'''. Il sondaggio è disponibile in diverse lingue e necessita tra i venti e i quaranta minuti per essere completato. '''[https://wikimedia.qualtrics.com/jfe/form/SV_5ABs6WwrDHzAeLr?aud=AE&prj=ot&edc=3&prjedc=ot3 Inizia il sondaggio adesso!]''' '''Se hai già compilato il sondaggio - grazie! Non ti disturberemo ulteriormente.''' Abbiamo progettato il sondaggio in modo che sia impossibile identificare gli utenti che l'hanno già compilato, quindi dobbiamo inviare un avviso a tutti. Per non riceve più informazioni su sondaggi futuri, invia una mail attraverso la funzione InviaEmail a [[:m:Special:EmailUser/WMF Surveys|WMF Surveys]]. Puoi anche inviare qualsiasi domanda a questa mail utente. [[m:Community_Engagement_Insights/About_CE_Insights|Maggiori informazioni su questo sondaggio sono disponibili sulla pagina del progetto.]] Il sondaggio è ospitato da un servizio terzo ed è regolamentato dalla [[:foundation:Community_Engagement_Insights_2018_Survey_Privacy_Statement|informativa sulla privacy]] della Fondazione Wikimedia. </div> <span class="mw-content-ltr" dir="ltr">[[m:User:WMF Surveys|WMF Surveys]]</span>, 02:43, 20 apr 2018 (CEST) </div> <!-- Messaggio inviato da User:WMF Surveys@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Community_Engagement_Insights/MassMessages/Lists/2018/ot3&oldid=17881400 --> == Salvini su Toninelli == Caro Prugna, non comprendo [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Matteo_Salvini&oldid=prev&diff=1000080 questo] annullamento. La dichiarazione mi pare significativa: 1) è il vicepremier che si esprime su un ministro; 3) esprime la rottura tra M5S e Lega; 3) è il preludio della crisi di governo. Sarei per ripristinare.----[[Utente:Dispe|Avversariǿ]] - - - >([[Discussioni utente:Dispe|dispe]]) 20:26, 9 ago 2019 (CEST) :L'ho ripristinata. Ciauz.----[[Utente:Dispe|Avversariǿ]] - - - >([[Discussioni utente:Dispe|dispe]]) 18:03, 10 ago 2019 (CEST) == Edgar Davids == Ciao. Perdona, cosa ci sarebbe di "immotivato" in [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Edgar_Davids&oldid=prev&diff=1012694&markasread=286263&markasreadwiki=itwikiquote questo ''edit'']? Mi ero limitato a riportare in maniera ancora più esaustiva la fonte ''originale'' della citazione, peraltro seguendo quanto viene illustrato [[Aiuto:Fonti#Casi_particolari|qui]]... '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 17:20, 21 ott 2019 (CEST) :{{ping|Danyele}} In effetti lo standard è "citato in" (dove "citato" è riferito al brano, quindi non va mai messo "citata"), e altre formule andrebbero possibilmente evitate. Ho annullato. Un caro saluto a entrambi,-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 18:31, 23 ott 2019 (CEST) == Patti Smith == Salve, sarebbe il caso di accorciare la citazione che hai aggiunto pochi giorni fa, perché a causa del copyright non si possono riportare poesie per intero a meno che non siano molto brevi. Vedi tu cosa salvare. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:48, 14 mar 2024 (CET) :Buonasera, ho provato ad accorciare più che ho potuto, spero vada meglio: fammi pure sapere, grazie. [[Utente:SirPsychoPepper|SirPsychoPepper]] ([[Discussioni utente:SirPsychoPepper|scrivimi]]) 22:01, 14 mar 2024 (CET) == Cafù == Ciao. Prima di parlare di ''"modifiche senza senso"'' sarebbe forse il caso di '''verificare''' attentamente la bontà delle stesse. Nell'ordine: * la precedente foto [[:File:Exposição Brasil, um país, um mundo - Cafu (cropped).jpg]], ha la pecca di non mostrare il viso di Cafù nella sua interezza (essendoci un microfono in mezzo alla bocca...); problema che invece non sussiste in [[:File:Cafu no Olinda Fashion Week de 2012, 01.jpg]] o in qualsiasi altra immagine disponibile su Commons - ma cmq è questione di lana caprina, qui non ho problemi a fare un passo indietro. Al contrario, sullo stile di citazione delle note sei oggettivamente nel torto marcio: * la testata si chiama ''FourFourTwo'', [[en:w:FourFourTwo|proprio così]], '''tutto attaccato'''; * per i siti web, la prassi, ormai da qualche anno, è di riportarli tutti in '''minuscolo''' - vedi [[Wikiquote:Bar/Archivio_2017-06--12#Siti_web_e_trascrizione_fonte|discussione]]. Spero di aver chiarito '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 20:39, 27 mar 2024 (CET) :Ciao, chiedo scusa per l'edit, grazie per la spiegazione. [[Utente:SirPsychoPepper|SirPsychoPepper]] ([[Discussioni utente:SirPsychoPepper|scrivimi]]) 12:59, 28 mar 2024 (CET) == 52 000 voci == Complimenti vivissimi! Con la voce [[Antonio Bacciocchi]] da te creata ieri, Wikiquote ha raggiunto le 52 000 voci e la notizia è stata prontamente segnalata in [[Wikiquote:Bacheca|Bacheca]], come ogni nuova millata. È davvero una gioia poter cogliere l'occasione per complimentarmi con un utente storico del tuo calibro che da sempre contribuisce alla crescita di questo progetto. Ad maiora! [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:42, 22 dic 2024 (CET) :Grazie di cuore Spino, fa piacere ricevere complimenti di un admin come te. A presto! :) [[Utente:SirPsychoPepper|SirPsychoPepper]] ([[Discussioni utente:SirPsychoPepper|scrivimi]]) 18:38, 22 dic 2024 (CET) == [[Flea]] == Ho visto e ti ringrazio per questa [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Flea&diff=1360343&oldid=1360270 modifica qui]; visto che sono interessato anche io, mi sono andato a vedere il video che hai citato nella fonte ma al minuto che ''[https://www.youtube.com/watch?v=c8df8olpLiQ hai indicato]'' mica ho trovato quella citazione. Se guardi il [https://youtu.be/z0tTJ4SakE0?si=UPfKNeuQOkZIvgVf documentario ''Funky Monks'' integrale] - ma non sottotitolato in italiano - riesci a trovare il pezzo in cui viene detta la citazione (chiaramente in inglese)? Grazie e scusa per disturbo. [[Utente:Raoli|Raoli ✉]] ([[Discussioni utente:Raoli|scrivimi]]) 14:13, 12 gen 2025 (CET) :Grazie per la segnalazione, effettivamente avevo copiato e incollato il link relativo alla prima parte del documentario e non la seconda, quella che effettivamente conteneva la citazione in questione. Ora ho sistemato, buon lavoro. [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 17:01, 13 gen 2025 (CET) == [[Andrea Scanzi]] == Buondì, per una citazione "si è sempre detto che Alcaraz" manca la fonte. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 06:13, 14 apr 2026 (CEST) :Ciao, sistemato. Grazie per la segnalazione. [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 09:25, 14 apr 2026 (CEST) == [[9/11: The Twin Towers]] == Ciao, non esiste un doppiaggio ufficiale del film? Suppongo di no, io stesso non ho trovato nulla finora, ma chiedo per sicurezza. Perché se ci fosse, andrebbe usato quello, vedi [[WQ:TT]]. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:01, 13 mag 2026 (CEST) :Ciao, ricordo che 20 anni fa, quando venne trasmessa la prima del docufilm su La7, c’era il doppiaggio in italiano. Purtroppo in rete non sono riuscito a trovare nulla, esiste solo quello in lingua originale su YouTube. [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 17:17, 13 mag 2026 (CEST) ::Ormai l'è fatta e forse sarebbe eccessivo cancellare la voce, ma in futuro è decisamente sconsigliabile di crearne con traduzioni proprie se c'è quella ufficiale. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 19:41, 13 mag 2026 (CEST) 7b2hrcr4l004r7od2b1r8ehg3hp5yhe Norman Zoia 0 95396 1413342 1413231 2026-05-13T19:50:07Z ~2026-28804-53 107125 1413342 wikitext text/x-wiki [[File:Norman Zoia con Sabrina Camera ph Dario Gambini.jpg|thumb|Norman Zoia con Sabrina Camera]] '''Norman Zoia''' (1949 – vivente), artista e paroliere italiano. ==Citazioni di Norman Zoia== *{{NDR|Su [[Salvatore Quasimodo]]}} ''In principio è stato il big bang | un'esplosione di rock'n'roll | e fu subito blues.'' (da ''Omaggio a Quasimodo'', ''Passi perVersi'', p. 11 e in ''Standing Rock'', p. 100, Nuova Fucina Editrice, 1996) *{{NDR|Su [[Rodolfo Dalla Mora]]}} ''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' (da ''[https://www.ilpiave.it/index.php?id=9640&lang_id=ita La seduta non è tolta]'', ''ilpiave.it'', 22 febbraio 2026) *{{NDR|Su [[Alda Merini]]}} ''Nobile grazia di Venere e coraggio di Madre | dolcezza dell'umano genere | diangelo di stile.'' (da ''Omaggio ad Alda'', ''Passi perVersi'', p. 19, Fuzzbook's, 2013) *{{NDR|Su [[Primo Carnera]]}} ''Roccia ai piedi delle rocce generato | che andò a prendere a pugni il mondo | e poi fra le sue rocce è ritornato [...]''. (citato in Emilio Del Bel Belluz, ''Carnera e i miei Campioni'') *{{NDR|Su [[Rudol'f Nureev]]}} ''Troverai le giravolte con Margot | là nell'alto dei cieli | Spunterai da dietro l'ombra di Giselle | con quel passo che hai, Rudi [...]'' (citato in Vanadium, ''Nel cuore del caos – Vodka e Luna'') *{{NDR|Su [[Jacques Brel]]}} ''E poi quel pezzo di Brel | quello che ci ha fatto stralunare | mille notti in riva e il mare | sembrava un Pernod'' [...] (da ''Chansonnier'', 1990, ballata per Franco Visentin, il cantore di Brel in Italia) *{{NDR|Su [[Charles Baudelaire]]}} ''Un canto sale nella vigna | in riva all'idealtà | e da un decanter la malia scintillerà.'' (da ''Omaggio a Baudelaire'', ''Passi perVersi'', p. 14) *{{NDR|Su [[Lucio Fontana]]}} ''Ombre perse lassù o colori pieni | guazzi di Luna & Marte | ipotesi di blu, sgarbi & veleni | come una scossa è l'arte.'' (da ''Omaggio a Fontana'', ''Passi perVersi'', p. 21) *{{NDR|Su [[Alan Turing]]}} ''Cuori di streghe e zombies | di assetati vampiri | li chiamano algoritmi | sono lupi mannari.'' (da ''Nuovi nuovi mostri'') *{{NDR|Su [[Marilyn Monroe]]}} ''La classe non è acqua santa!'' (da ''Grido di Natale'', p. 37) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Zoia, Norman}} [[Categoria:Artisti italiani]] [[Categoria:Parolieri italiani]] bqcb6oithllt208js7mp05jjumiaq8j 1413345 1413342 2026-05-13T20:17:02Z ~2026-28804-53 107125 1413345 wikitext text/x-wiki [[File:Norman Zoia con Sabrina Camera ph Dario Gambini.jpg|thumb|Norman Zoia con Sabrina Camera]] '''Norman Zoia''' (1949 – vivente), artista e paroliere italiano. ==Citazioni di Norman Zoia== *{{NDR|Su [[Salvatore Quasimodo]]}} ''In principio è stato il big bang | un'esplosione di rock'n'roll | e fu subito blues.'' (da ''Omaggio a Quasimodo'', ''Passi perVersi'', p. 11 e in ''Standing Rock'', p. 100, Nuova Fucina Editrice, 1996) *{{NDR|Su [[Rodolfo Dalla Mora]]}} ''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' (da ''[https://www.ilpiave.it/index.php?id=9640&lang_id=ita La seduta non è tolta]'', ''ilpiave.it'', 22 febbraio 2026) *{{NDR|Su [[Alda Merini]]}} ''Nobile grazia di Venere e coraggio di Madre | dolcezza dell'umano genere | diangelo di stile.'' (da ''Omaggio ad Alda'', ''Passi perVersi'', p. 19, Fuzzbook's, 2013) *{{NDR|Su [[Primo Carnera]]}} ''Roccia ai piedi delle rocce generato | che andò a prendere a pugni il mondo | e poi fra le sue rocce è ritornato [...]''. (citato in Emilio Del Bel Belluz, ''Carnera e i miei Campioni'') *{{NDR|Su [[Rudol'f Nureev]]}} ''Troverai le giravolte con Margot | là nell'alto dei cieli | Spunterai da dietro l'ombra di Giselle | con quel passo che hai, Rudi [...]'' (citato in Vanadium, ''Nel cuore del caos – Vodka e Luna'') *{{NDR|Su [[Jacques Brel]]}} ''E poi quel pezzo di Brel | quello che ci ha fatto stralunare | mille notti in riva e il mare | sembrava un Pernod'' [...] (da ''Chansonnier'', 1990, ballata per Franco Visentin, il cantore di Brel in Italia) *{{NDR|Su [[Charles Baudelaire]]}} ''Un canto sale nella vigna | in riva all'idealtà | e da un decanter la malia scintillerà.'' (da ''Omaggio a Baudelaire'', ''Passi perVersi'', p. 14) *{{NDR|Su [[Lucio Fontana]]}} ''Ombre perse lassù o colori pieni | guazzi di Luna & Marte | ipotesi di blu, sgarbi & veleni | come una scossa è l'arte.'' (da ''Omaggio a Fontana'', ''Passi perVersi'', p. 21) *{{NDR|Su [[Alan Turing]]}} ''Cuori di streghe e zombies | di assetati vampiri | li chiamano algoritmi | sono lupi mannari.'' (da ''Nuovi nuovi mostri'') *{{NDR|Su [[Marilyn Monroe]]}} ''La classe non è acqua santa!'' (da ''Grido di Natale'', p. 37) *{{NDR|Su [[Naomi Watts]]}} ''Quel suo turgore che dalle aureole | si propaga fino al profondo | di un sorriso velato di lacrime.'' (da ''Mrs Watts'', canzone per lei'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Zoia, Norman}} [[Categoria:Artisti italiani]] [[Categoria:Parolieri italiani]] 4jgt5gguyvzrbdhtrcqucy4kg0hvhif 1413349 1413345 2026-05-13T20:28:40Z Udiki 86035 Un po' d'ordine 1413349 wikitext text/x-wiki [[File:Norman Zoia con Sabrina Camera ph Dario Gambini.jpg|thumb|Norman Zoia con Sabrina Camera]] '''Norman Zoia''' (1949 – vivente), artista e paroliere italiano. ==Citazioni di Norman Zoia== *{{NDR|Su [[Alan Turing]]}} ''Cuori di streghe e zombies | di assetati vampiri | li chiamano algoritmi | sono lupi mannari.'' (da ''Nuovi nuovi mostri'') *{{NDR|Su [[Jacques Brel]]}} ''E poi quel pezzo di Brel | quello che ci ha fatto stralunare | mille notti in riva e il mare | sembrava un Pernod'' [...] (da ''Chansonnier'', 1990, ballata per Franco Visentin, il cantore di Brel in Italia) *{{NDR|Su [[Rodolfo Dalla Mora]]}} ''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' (da ''[https://www.ilpiave.it/index.php?id=9640&lang_id=ita La seduta non è tolta]'', ''ilpiave.it'', 22 febbraio 2026) *{{NDR|Su [[Primo Carnera]]}} ''Roccia ai piedi delle rocce generato | che andò a prendere a pugni il mondo | e poi fra le sue rocce è ritornato [...]''. (citato in Emilio Del Bel Belluz, ''Carnera e i miei Campioni'') *{{NDR|Su [[Marilyn Monroe]]}} ''La classe non è acqua santa!'' (da ''Grido di Natale'', p. 37) *{{NDR|Su [[Naomi Watts]]}} ''Quel suo turgore che dalle aureole | si propaga fino al profondo | di un sorriso velato di lacrime.'' (da ''Mrs Watts'', canzone per lei'') *{{NDR|Su [[Rudol'f Nureev]]}} ''Troverai le giravolte con Margot | là nell'alto dei cieli | Spunterai da dietro l'ombra di Giselle | con quel passo che hai, Rudi [...]'' (citato in Vanadium, ''Nel cuore del caos – Vodka e Luna'') ==''Passi perVersi''== *{{NDR|Su [[Salvatore Quasimodo]]}} ''In principio è stato il big bang | un'esplosione di rock'n'roll | e fu subito blues.'' (da ''Omaggio a Quasimodo'', p. 11) *{{NDR|Su [[Charles Baudelaire]]}} ''Un canto sale nella vigna | in riva all'idealtà | e da un decanter la malia scintillerà.'' (da ''Omaggio a Baudelaire'', p. 14) *{{NDR|Su [[Alda Merini]]}} ''Nobile grazia di Venere e coraggio di Madre | dolcezza dell'umano genere | diangelo di stile.'' (da ''Omaggio ad Alda'', p. 19) *{{NDR|Su [[Lucio Fontana]]}} ''Ombre perse lassù o colori pieni | guazzi di Luna & Marte | ipotesi di blu, sgarbi & veleni | come una scossa è l'arte.'' (da ''Omaggio a Fontana'', p. 21) ==Bibliografia== *Norman Zoia, ''Passi perVersi'', Fuzzbook's, 2013. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Zoia, Norman}} [[Categoria:Artisti italiani]] [[Categoria:Parolieri italiani]] oma7h4ruil6xmva2i0a9stzuxkk4yei 1413352 1413349 2026-05-13T20:43:06Z ~2026-28804-53 107125 1413352 wikitext text/x-wiki [[File:Norman Zoia con Sabrina Camera ph Dario Gambini.jpg|thumb|Norman Zoia con Sabrina Camera]] '''Norman Zoia''' (1949 – vivente), artista e paroliere italiano. ==Citazioni di Norman Zoia== *{{NDR|Su [[Alan Turing]]}} ''Cuori di streghe e zombies | di assetati vampiri | li chiamano algoritmi | sono lupi mannari.'' (da ''Nuovi nuovi mostri'') *{{NDR|Su [[Jacques Brel]]}} ''E poi quel pezzo di Brel | quello che ci ha fatto stralunare | mille notti in riva e il mare | sembrava un Pernod'' [...] (da ''Chansonnier'', 1990, ballata per Franco Visentin, il cantore di Brel in Italia) *{{NDR|Su [[Rodolfo Dalla Mora]]}} ''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' (da ''[https://www.ilpiave.it/index.php?id=9640&lang_id=ita La seduta non è tolta]'', ''ilpiave.it'', 22 febbraio 2026) *{{NDR|Su [[Primo Carnera]]}} ''Roccia ai piedi delle rocce generato | che andò a prendere a pugni il mondo | e poi fra le sue rocce è ritornato [...]''. (citato in Emilio Del Bel Belluz, ''Carnera e i miei Campioni'') *{{NDR|Su [[Marilyn Monroe]]}} ''La classe non è acqua santa!'' (da ''Grido di Natale'', p. 37) *{{NDR|Su [[Naomi Watts]]}} ''Quel suo turgore che dalle aureole | si propaga fino al profondo | di un sorriso velato di lacrime.'' (da ''Mrs Watts'', canzone per lei'') *{{NDR|Su [[Milva]]}} ''[...] Ed è volata alla vigilia | della Liberazione | tra poeti tornati alla luna | e in questa uscita di scena | c’è ancora Passione''. (da ''[https://www.youtube.com/watch?v=qEJOHtfc-wc&list=RDqEJOHtfc-wc&start_radio=1 Pantera Rossa]'', canale mclunaris di YouTube, 2021) *{{NDR|Su [[Rudol'f Nureev]]}} ''Troverai le giravolte con Margot | là nell'alto dei cieli | Spunterai da dietro l'ombra di Giselle | con quel passo che hai, Rudi [...]'' (citato in Vanadium, ''Nel cuore del caos – Vodka e Luna'') ==''Passi perVersi''== *{{NDR|Su [[Salvatore Quasimodo]]}} ''In principio è stato il big bang | un'esplosione di rock'n'roll | e fu subito blues.'' (da ''Omaggio a Quasimodo'', p. 11) *{{NDR|Su [[Charles Baudelaire]]}} ''Un canto sale nella vigna | in riva all'idealtà | e da un decanter la malia scintillerà.'' (da ''Omaggio a Baudelaire'', p. 14) *{{NDR|Su [[Alda Merini]]}} ''Nobile grazia di Venere e coraggio di Madre | dolcezza dell'umano genere | diangelo di stile.'' (da ''Omaggio ad Alda'', p. 19) *{{NDR|Su [[Lucio Fontana]]}} ''Ombre perse lassù o colori pieni | guazzi di Luna & Marte | ipotesi di blu, sgarbi & veleni | come una scossa è l'arte.'' (da ''Omaggio a Fontana'', p. 21) ==Bibliografia== *Norman Zoia, ''Passi perVersi'', Fuzzbook's, 2013. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Zoia, Norman}} [[Categoria:Artisti italiani]] [[Categoria:Parolieri italiani]] 0cxgk7grcutjt1smqeel0cs1npw7nfi 1413356 1413352 2026-05-13T21:06:56Z Udiki 86035 /* Citazioni di Norman Zoia */ cominciamo a separare queste 1413356 wikitext text/x-wiki [[File:Norman Zoia con Sabrina Camera ph Dario Gambini.jpg|thumb|Norman Zoia con Sabrina Camera]] '''Norman Zoia''' (1949 – vivente), artista e paroliere italiano. ==Citazioni di Norman Zoia== *{{NDR|Su [[Alan Turing]]}} ''Cuori di streghe e zombies | di assetati vampiri | li chiamano algoritmi | sono lupi mannari.'' (da ''Nuovi nuovi mostri'') *{{NDR|Su [[Jacques Brel]]}} ''E poi quel pezzo di Brel | quello che ci ha fatto stralunare | mille notti in riva e il mare | sembrava un Pernod'' [...] (da ''Chansonnier'', 1990, ballata per Franco Visentin, il cantore di Brel in Italia) *{{NDR|Su [[Rodolfo Dalla Mora]]}} ''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' (da ''[https://www.ilpiave.it/index.php?id=9640&lang_id=ita La seduta non è tolta]'', ''ilpiave.it'', 22 febbraio 2026) *{{NDR|Su [[Primo Carnera]]}} ''Roccia ai piedi delle rocce generato | che andò a prendere a pugni il mondo | e poi fra le sue rocce è ritornato [...]''. (citato in Emilio Del Bel Belluz, ''Carnera e i miei Campioni'') *{{NDR|Su [[Marilyn Monroe]]}} ''La classe non è acqua santa!'' (da ''Grido di Natale'', p. 37) *{{NDR|Su [[Rudol'f Nureev]]}} ''Troverai le giravolte con Margot | là nell'alto dei cieli | Spunterai da dietro l'ombra di Giselle | con quel passo che hai, Rudi [...]'' (citato in Vanadium, ''Nel cuore del caos – Vodka e Luna'') ==Citazioni tratte da canzoni== *{{NDR|Su [[Milva]]}} ''[...] Ed è volata alla vigilia | della Liberazione | tra poeti tornati alla luna | e in questa uscita di scena | c’è ancora Passione''. (da ''[https://www.youtube.com/watch?v=qEJOHtfc-wc&list=RDqEJOHtfc-wc&start_radio=1 Pantera Rossa]'', canale mclunaris di YouTube, 2021) *{{NDR|Su [[Naomi Watts]]}} ''Quel suo turgore che dalle aureole | si propaga fino al profondo | di un sorriso velato di lacrime.'' (da ''Mrs Watts'', canzone per lei'') ==''Passi perVersi''== *{{NDR|Su [[Salvatore Quasimodo]]}} ''In principio è stato il big bang | un'esplosione di rock'n'roll | e fu subito blues.'' (da ''Omaggio a Quasimodo'', p. 11) *{{NDR|Su [[Charles Baudelaire]]}} ''Un canto sale nella vigna | in riva all'idealtà | e da un decanter la malia scintillerà.'' (da ''Omaggio a Baudelaire'', p. 14) *{{NDR|Su [[Alda Merini]]}} ''Nobile grazia di Venere e coraggio di Madre | dolcezza dell'umano genere | diangelo di stile.'' (da ''Omaggio ad Alda'', p. 19) *{{NDR|Su [[Lucio Fontana]]}} ''Ombre perse lassù o colori pieni | guazzi di Luna & Marte | ipotesi di blu, sgarbi & veleni | come una scossa è l'arte.'' (da ''Omaggio a Fontana'', p. 21) ==Bibliografia== *Norman Zoia, ''Passi perVersi'', Fuzzbook's, 2013. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Zoia, Norman}} [[Categoria:Artisti italiani]] [[Categoria:Parolieri italiani]] 40jzxi1151lujy8hj3t4bliokckx2wb 1413357 1413356 2026-05-13T21:07:27Z ~2026-28804-53 107125 /* Passi perVersi */ 1413357 wikitext text/x-wiki [[File:Norman Zoia con Sabrina Camera ph Dario Gambini.jpg|thumb|Norman Zoia con Sabrina Camera]] '''Norman Zoia''' (1949 – vivente), artista e paroliere italiano. ==Citazioni di Norman Zoia== *{{NDR|Su [[Alan Turing]]}} ''Cuori di streghe e zombies | di assetati vampiri | li chiamano algoritmi | sono lupi mannari.'' (da ''Nuovi nuovi mostri'') *{{NDR|Su [[Jacques Brel]]}} ''E poi quel pezzo di Brel | quello che ci ha fatto stralunare | mille notti in riva e il mare | sembrava un Pernod'' [...] (da ''Chansonnier'', 1990, ballata per Franco Visentin, il cantore di Brel in Italia) *{{NDR|Su [[Rodolfo Dalla Mora]]}} ''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' (da ''[https://www.ilpiave.it/index.php?id=9640&lang_id=ita La seduta non è tolta]'', ''ilpiave.it'', 22 febbraio 2026) *{{NDR|Su [[Primo Carnera]]}} ''Roccia ai piedi delle rocce generato | che andò a prendere a pugni il mondo | e poi fra le sue rocce è ritornato [...]''. (citato in Emilio Del Bel Belluz, ''Carnera e i miei Campioni'') *{{NDR|Su [[Marilyn Monroe]]}} ''La classe non è acqua santa!'' (da ''Grido di Natale'', p. 37) *{{NDR|Su [[Rudol'f Nureev]]}} ''Troverai le giravolte con Margot | là nell'alto dei cieli | Spunterai da dietro l'ombra di Giselle | con quel passo che hai, Rudi [...]'' (citato in Vanadium, ''Nel cuore del caos – Vodka e Luna'') ==Citazioni tratte da canzoni== *{{NDR|Su [[Milva]]}} ''[...] Ed è volata alla vigilia | della Liberazione | tra poeti tornati alla luna | e in questa uscita di scena | c’è ancora Passione''. (da ''[https://www.youtube.com/watch?v=qEJOHtfc-wc&list=RDqEJOHtfc-wc&start_radio=1 Pantera Rossa]'', canale mclunaris di YouTube, 2021) *{{NDR|Su [[Naomi Watts]]}} ''Quel suo turgore che dalle aureole | si propaga fino al profondo | di un sorriso velato di lacrime.'' (da ''Mrs Watts'', canzone per lei'') ==''Passi perVersi''== *{{NDR|Su [[Salvatore Quasimodo]]}} ''In principio è stato il big bang | un'esplosione di rock'n'roll | e fu subito blues.'' (da ''Omaggio a Quasimodo'', p. 11) *{{NDR|Su [[Charles Baudelaire]]}} ''Un canto sale nella vigna | in riva all'idealtà | e da un decanter la malia scintillerà.'' (da ''Omaggio a Baudelaire'', p. 14) *{{NDR|Su [[Alda Merini]]}} ''Nobile grazia di Venere e coraggio di Madre | dolcezza dell'umano genere | diangelo di stile.'' (da ''Omaggio ad Alda'', p. 19) *{{NDR|Su [[Lucio Fontana]]}} ''Ombre perse lassù o colori pieni | guazzi di Luna & Marte | ipotesi di blu, sgarbi & veleni | come una scossa è l'arte.'' (da ''Omaggio a Fontana'', p. 21) *{{NDR|Su [[Tagore]]}} ''Ovunque nel mondo tu sia | tra lande deserte o nella foschia | mi ritorna il profumo, anima mia.'' (da ''Omaggio a Tagore'' p. 41) *{{NDR|Su [[Van Gogh]]}} ''Là, con un orecchio solo | com'è solo il cuore | in un'asimmetria di passione | mentre beffardo nei caveaux | sfuma il colore.'' (da Omaggio a Van Gogh’’ p. 49) ==Bibliografia== *Norman Zoia, ''Passi perVersi'', Fuzzbook's, 2013. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Zoia, Norman}} [[Categoria:Artisti italiani]] [[Categoria:Parolieri italiani]] j8ed6ckv44csag67kzllhwwerg8vk0n Lucio Fontana 0 126344 1413341 1351868 2026-05-13T19:46:39Z ~2026-28804-53 107125 1413341 wikitext text/x-wiki '''Lucio Fontana''' (1899 – 1968), pittore, ceramista e scultore italiano. ==Citazioni di Lucio Fontana== [[File:Lucio_Fontana_by_Lothar_Wolleh.jpg|thumb|Lucio Fontana, fotografia di Lothar Wolleh.]] *[...] io buco; passa l'infinito di lì, passa la luce, non c'è bisogno di dipingere [...] invece tutti hanno pensato che io volessi distruggere: ma non è vero io ho costruito, non distrutto.<ref>Citato in G. Baldi, S. Giusso, M. Razetti e G. Zaccaria, ''Dal testo alla storia dalla storia al testo , {{small|Letteratura italiana con pagine di scrittori stranieri, Analisi dei testi e critica, vol III, tomo secondo, Dal Decadentismo ai giorni nostri, Storia del teatro e dello spettacolo a cura di Gigi Livio}}'', Paravia, Torino, 1993. ISBN 88 395 0453 2</ref> ==Citazioni su Lucio Fontana== *Il telaio ovolare non è una sfera e non è neppure un'ellisse: non è una sagoma calibrata e regolare riconducibile a formule algebriche: è una forma naturale, nella sua organicità, nella sua costante imprecisione, capace di divenire attesa... del gesto che la percuote di brutali lacerazioni, così il vuoto (che ci circonda ed è sempre in agguato) improvvisamente appaia – beante cavità della materia – che, dietro la tela, nel nulla dell'inespresso, del non-creato, affiora. ([[Gillo Dorfles]]) *Negli anni Sessanta Fontana propone i cicli ''La fine di Dio'' (1963), grandi tele monocrome, di forma ovaloide, alle quali vengono praticati degli ampi tagli e, talvolta, applicati dei lustrini, che evocano l'idea della divinità e del vuoto, i ''Teatrini'' (1964), forme astratte perforate e poste in un'ambientazione scenica, e le ''Ellissi'' (1967), legni di forma ellittica caratterizzati da fori distanziati a intervalli regolari. ([[Enrico Crispolti]]) *Nel 1955 partecipa alla VII Quadriennale romana e tiene la sua prima personale a Roma, presso la galleria dello Zodiaco, dove espone lavori in ceramica, tecnica che utilizza per tutti gli anni Sessanta. Tre anni più tardi speriementa le sue prime opere con i "tagli", che realizza sia su tela (serie delle ''Attese''), sia in scultura (serie delle ''Nature''). ([[Enrico Crispolti]]) *''Ombre perse lassù o colori pieni | guazzi di Luna & Marte | ipotesi di blu, sgarbi & veleni | come una scossa è l'arte.'' (da ''Omaggio a Fontana'', ''Passi perVersi'', p. 21). ([[Norman Zoia]]) *''Dacché Fontana concluse l'astratto vibrando il famoso colpo, la storia dell'arte contemporanea ha preso un'altra direzione [...]'', da ''Isole Transtemporali'', Catalogo della Personale di Geri Palamara alla Gregg's Gallery di New York, 1983). ([[Norman Zoia]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Fontana, Lucio}} [[Categoria:Ceramisti italiani]] [[Categoria:Pittori italiani]] [[Categoria:Scultori italiani]] 92g50y17rosa2kt558729reoitvgp6l 1413348 1413341 2026-05-13T20:22:02Z Udiki 86035 Ho tolto una "citazione su" che va prima con fonte nella pagina del rispettivo autore e poi qui senza fonte, anche se a me non pare comunque molto originale 1413348 wikitext text/x-wiki '''Lucio Fontana''' (1899 – 1968), pittore, ceramista e scultore italiano. ==Citazioni di Lucio Fontana== [[File:Lucio_Fontana_by_Lothar_Wolleh.jpg|thumb|Lucio Fontana, fotografia di Lothar Wolleh.]] *[...] io buco; passa l'infinito di lì, passa la luce, non c'è bisogno di dipingere [...] invece tutti hanno pensato che io volessi distruggere: ma non è vero io ho costruito, non distrutto.<ref>Citato in G. Baldi, S. Giusso, M. Razetti e G. Zaccaria, ''Dal testo alla storia dalla storia al testo , {{small|Letteratura italiana con pagine di scrittori stranieri, Analisi dei testi e critica, vol III, tomo secondo, Dal Decadentismo ai giorni nostri, Storia del teatro e dello spettacolo a cura di Gigi Livio}}'', Paravia, Torino, 1993. ISBN 88 395 0453 2</ref> ==Citazioni su Lucio Fontana== *Il telaio ovolare non è una sfera e non è neppure un'ellisse: non è una sagoma calibrata e regolare riconducibile a formule algebriche: è una forma naturale, nella sua organicità, nella sua costante imprecisione, capace di divenire attesa... del gesto che la percuote di brutali lacerazioni, così il vuoto (che ci circonda ed è sempre in agguato) improvvisamente appaia – beante cavità della materia – che, dietro la tela, nel nulla dell'inespresso, del non-creato, affiora. ([[Gillo Dorfles]]) *Negli anni Sessanta Fontana propone i cicli ''La fine di Dio'' (1963), grandi tele monocrome, di forma ovaloide, alle quali vengono praticati degli ampi tagli e, talvolta, applicati dei lustrini, che evocano l'idea della divinità e del vuoto, i ''Teatrini'' (1964), forme astratte perforate e poste in un'ambientazione scenica, e le ''Ellissi'' (1967), legni di forma ellittica caratterizzati da fori distanziati a intervalli regolari. ([[Enrico Crispolti]]) *Nel 1955 partecipa alla VII Quadriennale romana e tiene la sua prima personale a Roma, presso la galleria dello Zodiaco, dove espone lavori in ceramica, tecnica che utilizza per tutti gli anni Sessanta. Tre anni più tardi sperimenta le sue prime opere con i "tagli", che realizza sia su tela (serie delle ''Attese''), sia in scultura (serie delle ''Nature''). ([[Enrico Crispolti]]) *''Ombre perse lassù o colori pieni | guazzi di Luna & Marte | ipotesi di blu, sgarbi & veleni | come una scossa è l'arte.'' ([[Norman Zoia]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Fontana, Lucio}} [[Categoria:Ceramisti italiani]] [[Categoria:Pittori italiani]] [[Categoria:Scultori italiani]] cu9omtmsokscb551vthvppvkdebblt1 Wilkie Collins 0 148287 1413379 1275789 2026-05-14T10:14:15Z Spinoziano 2297 aggiungo sezione con rimando; typo 1413379 wikitext text/x-wiki [[File:Sarony, Napoleon (1821-1896) - Wilkie Collins (1824-1889) in 1874 3.JPG|miniatura|Wilkie Collins nel 1874]] '''Wilkie William Collins''' (1824 – 1889), scrittore britannico. ==''La donna in bianco''== ===[[Incipit]]=== Questa è la storia di quel che la pazienza di una donna può sopportare, e che la determinazione di un uomo può ottenere.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===Citazioni=== *Le donne possono resistere all'amore, alla fama, all'aspetto esteriore, e anche al denaro di un uomo, ma non alla sua lingua, se sa parlar bene. (Libro III) *Non raccogliere mai una provocazione da parte di una donna. (Libro III) *Quando ci dicono qualcosa di terribile, gli uomini non immaginano neppure quanto a lungo ce ne ricorderemo, e quanto male ci fanno. (Libro III) *Quando due membri della stessa famiglia o due amici molto stretti si separano, e uno parte per l'estero mentre l'altro rimane a casa, il ritorno del parente o dell'amico che è stato in viaggio sembra sempre mettere in una posizione svantaggiata il parente o l'amico che non si è spostato. Quando i nuovi pensieri e le nuove abitudini che il primo ha maturato con il viaggio si incontrano improvvisamente con i vecchi pensieri e le vecchie abitudini che l'altro ha mantenuto rimanendo a casa, accade in un primo momento che anche l'intesa tra i parenti più cari e gli amici più fedeli si incrina, per lasciare il posto a una sorta di estraneità, inaspettata e incontrollabile per entrambi, e del tutto reciproca. (Libro III) *Una [[donna]] sicura del proprio ingegno è un'avversaria imbattibile per un uomo in balia del proprio temperamento. (Libro III) ==''La pietra di luna''== ===[[Incipit]]=== Indirizzo queste righe — scritte nell'India — ai miei parenti in Inghilterra.<br>Il mio scopo è quello di spiegare il motivo che mi ha indotto a rifiutare la mano leale dell'amicizia a mio cugino John Herncastle. La riservatezza che ho finora mantenuto su questa faccenda è stata fraintesa da membri della mia famiglia la cui buona opinione non posso permettermi di perdere. ===Citazioni=== *[...] qualunque cosa accada in una casa, furto o assassinio, poco importa, la [[colazione]] bisogna farla. (Primo periodo, cap. 11) *Ogni [[istituzione]] umana (Giustizia compresa) può essere resa elastica se tirata per il suo verso. (Primo periodo, cap. 11) *Le [[lacrime]] vengono facili quando si è giovani all'inizio della vita. Le lacrime vengono facili quando si è vecchi e si sta per lasciarla. (Primo periodo, cap. 19) *«[[Fatti]]?» ripeté. «Prendete un altro goccino del vostro grog, signor Franklin, e vi guarirete della debolezza di creder nei fatti!» (Betteredge: Secondo periodo, Terzo racconto, cap. 4) ==''Senza nome''== ===[[Incipit]]=== Le lancette dell'orologio segnavano le sei e mezzo del mattino. La casa era una residenza di campagna nel West Somersetshire, chiamata Combe-Raven. Il giorno era il 4 di marzo e l'anno il 1846. ===Citazioni=== *Niente nel mondo è nascosto per sempre. L'oro che è rimasto nascosto per secoli sotto terra senza che se ne sospettasse l'esistenza si manifesta un giorno in superficie. La sabbia perfida tradisce l'impronta del piede che vi si è posato sopra; l'acqua restituisce il corpo annegato alla superficie, che lo svela. Anche il fuoco lascia la sua confessione, in cenere, della sostanza che ha bruciato. L'odio rompe la sua prigione di segretezza nei pensieri, attraverso la porta d'ingresso degli occhi e l'amore sa scoprire il Giuda che lo tradisce con un bacio. Da qualsiasi parte guardiamo, l'inevitabile legge della [[rivelazione]] è una delle leggi della natura: la conservazione continua di un segreto è un miracolo a cui il mondo non ha ancora mai assistito. (''Scena prima'', cap. IV, p. 43) *Mia cara, penso che nessuna donna sappia mai del tutto quanto si dà interamente all'uomo che ama, finché quell'uomo non l'ha maltrattata. (Magdalen: ''Tra le scene'', cap. IX, p. 350) *Gli uomini, dato che sono abituati ad agire dopo una riflessione, sono troppo pronti a credere che le donne facciano lo stesso. Le donne non fanno niente del genere. Agiscono per impulso e, in nove casi su dieci, dopo se ne pentono di cuore. (Miss Garth: ''Tra le scene'', p. 738) ==''Senza uscita''== {{vedi anche|Senza uscita (Dickens e Collins)}} ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Wilkie Collins, ''La pietra di luna'', traduzione di [[Piero Jahier]] e Maj-Lis Rissler Stoneman, Garzanti, 2011. ISBN 978-88-11-13255-4 *Wilkie Collins, ''La donna in bianco'', traduzione di Stefano Tummolini, Fazi, 2012. *Wilkie Collins, ''[https://books.google.it/books?id=0oPy6cN7mbUC Senza nome]'', traduzione di Luca Scarlini, Fazi, Roma, 1999. ISBN 88-8112-119-0 ==Voci correlate== *[[Charles Dickens]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Collins, Wilkie}} [[Categoria:Scrittori britannici]] l18opqoypa6wp5jibainsgcerp7oaeh Template:Lingue/Dati 10 148341 1413358 1413254 2026-05-13T21:58:20Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1413358 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 65652 |lingua2 = it |voci2 = 55077 |lingua3 = pl |voci3 = 31740 |lingua4 = ru |voci4 = 17908 |lingua5 = cs |voci5 = 15504 |lingua6 = et |voci6 = 13693 |lingua7 = uk |voci7 = 12233 |lingua8 = pt |voci8 = 12060 }} m590aq63tgay4b2hg7p5b46l3f8d008 Viet Cong 0 160054 1413360 1063553 2026-05-14T02:14:36Z CommonsDelinker 1592 Replacing FNL_Flag.svg with [[File:Flag_of_the_National_Liberation_Front_of_South_Vietnam,_Flag_of_South_Vietnam_(1975–1976).svg]] (by [[:c:User:CommonsDelinker|CommonsDelinker]] because: [[:c:COM:FR|File renamed]]: [[:c:COM:FR#FR2|Criterion 2]] (meaningl 1413360 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Flag of the National Liberation Front of South Vietnam, Flag of South Vietnam (1975–1976).svg|thumb|Bandiera del Fronte di Liberazione Nazionale]] Citazioni sui '''viet cong'''. ==Citazioni== *È difficile, sempre più difficile, accettare il fatto che i vietcong commettano tali vigliaccate. Insomma che neanche loro siano i cavalieri di giustizia e libertà che abbiamo finoggi dipinto. È doloroso, ammettere che valgono gli altri, sono bestie come gli altri. ([[Oriana Fallaci]]) *Il terreno dove il Vietcong combatte e afferma la sua lotta politica, aiutato dagli orrori della guerra e dalla proterva insipienza del governo centrale, sono le regioni rurali, i villaggi che forniscono la maggior parte dei combattenti delle due parti e purtroppo soffrono le più pesanti perdite umane, condizionati, come sono, dai guerriglieri e bombardati dai governativi; spesso costretti a pagar tasse ed a fornir viveri e agli uni e agli altri. ([[Igor Man]]) *Le fila dei vietcong si stanno sempre più assottigliando...abbiamo raggiunto un punto importante dal quale si comincia ad intravvedere la fine. ([[William Westmoreland]]) *Mi fanno una gran pena, i neutralisti, perché si prestano al gioco dei comunisti. Che ingenui. Credono di fare la politica e si lasciano menare pel naso dai comunisti. Tanto varrebbe che raggiunsero le unità vietcong e ci combattessero con le armi. Li rispetterei molto di più. ([[Nguyễn Văn Thiệu]]) *Quanti altri delitti hanno commesso i vietcong senza che un fotografo li immortalasse? C'è sempre un fotografo per l'esecuzione di un vietcong, per la testa tagliata di un vietcong, ma non c'è mai un fotografo per l'esecuzione di un americano, per la testa tagliata di un sudvietnamita. ([[Oriana Fallaci]]) *Se ne avete la possibilità, fate come i Vietcong e scartate l'[[M16 (fucile d'assalto)|M16]] a priori. ([[Max Brooks]]) *Tutti quelli che scappano sono Viet Cong, tutti quelli che restano fermi sono Viet Cong molto ben educati! (''[[Full Metal Jacket]]'') ===[[Stanley Karnow]]=== *I villaggi erano aperti ai soldati di [[Ngô Đình Diệm|Diem]] di giorno, ma erano spesso sotto controllo vietcong di notte; questo significava che il regime non poteva contare sulla loro lealtà. *Il Vietcong traeva beneficio dall'immagine del Vietminh, che aveva distribuito la terra ai poveri e la sua promessa di un futuro migliore era allettante. Spesso gli agenti vietcong aiutavano i contadini nelle loro fatiche. [...] Ma spesso il guanto di velluto del Vietcong nascondeva il pugno di acciaio. I terroristi erano spietati e assassinavano funzionari e informatori governativi; le loro azioni facevano guadagnare una reputazione di onnipotenza e onnipresenza. *Sebbene pochi contadini si identificassero con il Vietcong - o ammettessero apertamente di farlo - ben pochi manifestavano qualche sentimento di affinità con il governo di Diem. ===[[Nguyễn Cao Kỳ]]=== *Chi nega che abbiano coraggio? Certo che lo hanno: sono vietnamiti. *I vietcong avevano e hanno piccole unità. I nordvietnamiti hanno sempre avuto un vero esercito. *Un fratello è un uomo che la pensa come me, e i vietcong non la pensano come me. Parlano la mia lingua, hanno il mio stesso sangue, e quando sono morti mi ispirano pietà. Però essi combattono dall'altra parte della barricata. So che un giorno non mi spareranno più e io non sparerò più a loro, perché un giorno il Vietnam sarà riunito e, se non mi ammazzano prima, il mio destino è appunto di riunirlo. Però, fino a quel giorno, non mi chieda di rispettarli o di piangere per loro. Lascio questo privilegio a voi europei: che siete così invaghiti dei vietcong. ==Voci correlate== *[[Guerra del Vietnam]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Comunismo]] [[Categoria:Guerra del Vietnam]] [[Categoria:Organizzazioni terroristiche]] 842240xsbfzrp1n98ubytog0gjpe7zt Naomi Watts 0 171646 1413344 1335352 2026-05-13T20:11:55Z ~2026-28804-53 107125 1413344 wikitext text/x-wiki [[File:Naomi Watts Cannes 2015 cropped.jpg|miniatura|Naomi Watts al Festival di Cannes 2015]] '''Naomi Watts''' (1968 – vivente), attrice britannica. ==Citazioni di Naomi Watts== *Di sicuro a questa età {{NDR|quarant'anni}} senti una frenesia di vivere che non provi quando sei più giovane, forse perché ti viene il dubbio di non aver fatto tutto quello desideravi.<ref name=Vignale>Dall'intervista di Valeria Vignale, ''[https://www.tustyle.it/gossip/naomi-watts-intervista-serie-gypsy-netflix-billy-crudup/ Naomi Watts: “Ho deciso di fare l’attrice guardando Saranno famosi”]'', ''TuStyle.it'', 10 agosto 2017.</ref> *Pensi a [[Mulholland Drive]]: oggi è considerato un capolavoro, ma nel 2001 pochissimi lo videro e non fece soldi. Invece io divido la mia vita in “prima e dopo” quel film di [[David Lynch]].<ref name=Vignale /> *Vorrei raccontare storie interessanti, sperando di non mettere tutta me stessa in qualcosa che poi non piace agli altri. Quando hai dato energie, sudore e sangue a un progetto, rischi di uscirne a pezzi se gli altri non ne vedono la bellezza com'è successo a te.<ref name=Vignale /> ==Citazioni su Naomi Watts== *''Quel suo turgore che dalle aureole | si propaga fino al profondo | di un sorriso velato di lacrime''. da Mrs Watts, canzone per Naomi Watts ([[Norman Zoia]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[Mulholland Drive (film)|Mulholland Drive]]'' (2001) *''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]'' (2002) *''[[21 grammi]]'' (2003) *''[[The Assassination]]'' (2004) *''[[King Kong (film 2005)|King Kong]]'' (2005) *''[[Stay - Nel labirinto della mente]]'' (2005) *''[[The Ring 2]]'' (2005) *''[[La promessa dell'assassino]]'' (2007) *''[[J. Edgar]]'' (2011) *''[[Birdman (film)|Birdman]]'' (2014) *''[[The Divergent Series: Insurgent]]'' (2015) *''[[The Divergent Series: Allegiant]]'' (2016) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Watts, Naomi}} [[Categoria:Attori britannici]] 5yw5y3s7mgdsgbvwy2wq0v092vnwjj9 1413347 1413344 2026-05-13T20:18:58Z Udiki 86035 1413347 wikitext text/x-wiki [[File:Naomi Watts Cannes 2015 cropped.jpg|miniatura|Naomi Watts al Festival di Cannes 2015]] '''Naomi Watts''' (1968 – vivente), attrice britannica. ==Citazioni di Naomi Watts== *Di sicuro a questa età {{NDR|quarant'anni}} senti una frenesia di vivere che non provi quando sei più giovane, forse perché ti viene il dubbio di non aver fatto tutto quello desideravi.<ref name=Vignale>Dall'intervista di Valeria Vignale, ''[https://www.tustyle.it/gossip/naomi-watts-intervista-serie-gypsy-netflix-billy-crudup/ Naomi Watts: “Ho deciso di fare l’attrice guardando Saranno famosi”]'', ''TuStyle.it'', 10 agosto 2017.</ref> *Pensi a [[Mulholland Drive]]: oggi è considerato un capolavoro, ma nel 2001 pochissimi lo videro e non fece soldi. Invece io divido la mia vita in “prima e dopo” quel film di [[David Lynch]].<ref name=Vignale /> *Vorrei raccontare storie interessanti, sperando di non mettere tutta me stessa in qualcosa che poi non piace agli altri. Quando hai dato energie, sudore e sangue a un progetto, rischi di uscirne a pezzi se gli altri non ne vedono la bellezza com'è successo a te.<ref name=Vignale /> ==Citazioni su Naomi Watts== *''Quel suo turgore che dalle aureole | si propaga fino al profondo | di un sorriso velato di lacrime''. ([[Norman Zoia]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[Mulholland Drive (film)|Mulholland Drive]]'' (2001) *''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]'' (2002) *''[[21 grammi]]'' (2003) *''[[The Assassination]]'' (2004) *''[[King Kong (film 2005)|King Kong]]'' (2005) *''[[Stay - Nel labirinto della mente]]'' (2005) *''[[The Ring 2]]'' (2005) *''[[La promessa dell'assassino]]'' (2007) *''[[J. Edgar]]'' (2011) *''[[Birdman (film)|Birdman]]'' (2014) *''[[The Divergent Series: Insurgent]]'' (2015) *''[[The Divergent Series: Allegiant]]'' (2016) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Watts, Naomi}} [[Categoria:Attori britannici]] 1z8i1uxe370p6cw8970ogxic3ruw7nx Milva 0 180047 1413353 1318592 2026-05-13T20:48:43Z ~2026-28804-53 107125 1413353 wikitext text/x-wiki [[File:Milva, Gente 1972.JPG|thumb|Milva nel 1972]] '''Milva''', all'anagrafe '''Maria Ilva Biolcati''' (1939 – 2021), cantante e attrice teatrale italiana. ==Citazioni di Milva== *{{NDR|Sul [[palcoscenico]]}} Fra i sogni, qualche volta è un incubo ma anche un bisogno e una missione che, a mio modo, credo di aver compiuto.<ref name=Milva>Dall'intervista di Mario Luzzatto Fegiz, ''Milva 80 anni <small>«Il palcoscenico? Nei sogni è un incubo. E mi sento sempre in bilico su tutto»</small>'', ''Corriere della Sera'', 17 luglio 2019.</ref> *{{NDR|Sulla [[vecchiaia]]}} I pregi, a dire il vero, sono davvero pochi. Ma forse c'è più tempo per ricreare equilibri, fare valutazioni, assaporare il vissuto, arrivare a una saggezza.<ref name=Milva/> *Sono lusingata d' aver collaborato con grandi personaggi e uomini di cultura come [[Giorgio Strehler|Strehler]] o [[Werner Herzog]]... però io ho sempre fatto quello che mi piaceva, che mi sembrava importante e, comunque, del mio gusto. La buona musica mi ha sempre raggiunta nel più profondo dell'anima e ho cercato di renderle giustizia con la mia voce. Interpretare è amare.<ref name=Milva/> *Trovo delle emozioni nella musica, in un'opera d'arte, nell'affetto profondo dei miei familiari e nelle persone che mi sono vicine, nei tortellini come li faceva mia madre... e nel dormire bene.<ref name=Milva/> ==Citazioni su Milva== *Assieme a [[Mina (cantante)|Mina]] e [[Ornella Vanoni]] è una delle più grandi cantanti italiane. Per estensione vocale, per varietà di repertorio e per un intrinseco talento. Stupiva la sua capacità di incantare il pubblico tedesco con i ''Lied'' cantati in lingua originale. Lucida, disturbata da due fratture al femore, esce poco. ([[Mario Luzzatto Fegiz]]) *Milva, nata a Goro, un paesino del delta padano (da cui l'attributo «La pantera di Goro») è stata tra i protagonisti di [[Festival di Sanremo|Sanremo]] e di importanti palcoscenici del mondo. A Milano era la beniamina di Paolo Grassi e [[Giorgio Strehler]], ma anche la preferita della sinistra italiana e internazionale: amica di Teodorakis, di [[Luciano Berio]], interprete [[Bertolt Brecht|brechtiana]] per eccellenza. Ha avuto onorificenze in Francia, in Germania e in Italia. ([[Mario Luzzatto Fegiz]]) *[...] Ed è volata alla vigilia | della Liberazione | tra poeti tornati alla luna | e in questa uscita di scena | c’è ancora Passione'' (da ''[https://www.youtube.com/watch?v=qEJOHtfc-wc&list=RDqEJOHtfc-wc&start_radio=1 Pantera Rossa]'', canale mclunaris di YouTube, 2021. ([[Norman Zoia]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Giorgio Strehler]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Milva}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Cantanti italiani]] 0ra29tgfe2c6sg7ug6m4hp54ve11ua6 Silvestro Centofanti 0 212867 1413304 1403595 2026-05-13T13:33:53Z Gaux 18878 /* Citazioni su Silvestro Centofanti */ Alessandro D'Ancona 1413304 wikitext text/x-wiki [[File:Silvestro Centofanti.gif|thumb|Silvestro Centofanti]] '''Silvestro Centofanti''' (1794 – 1880), filosofo, letterato e politico italiano. ==Citazioni di Silvestro Centofanti== *{{NDR|Parlando di [[Giuseppe Giusti]]}} Chi avesse voluto fargli un brutto tiro avrebbe dovuto pregarlo a leggere o a recitare qualche sua poesia; scappava via come un fulmine, o quando non poteva scappare, allora si rifiutava con una ostinazione quasi rabbiosa; e tutto ciò perché non sapeva leggere le cose sue. Per lui non c'erano né flessioni, né punti, né virgole, né ammirativi, né interrogativi; tirava giù come se fosse tutto liscio. Dei difettucci ne aveva, povero Beppe! Per esempio era avaro al massimo grado, e più volte io e [[Gino Capponi]] ne lo riprendemmo amichevolmente. S'immagini; spingeva tant'oltre la spilorceria, che quando doveva per un giorno andare da Pescia a Firenze e non aveva voglia d'invitarsi da Gino o da me, per non spendere del trattore si portava seco quattro o cinque uova sode, e del prosciutto del Casentino.<ref>Citato in [[Leopoldo Barboni]], ''Fra matti e savi. {{small|(Ricordi intimi e divagamenti)}}'', Tipografia di Raff. Giusti, Livorno, 1898, [https://archive.org/details/framattiesaviri00barbgoog/page/n48/mode/1up pp. 37-38].</ref> ==''Del diritto di nazionalità''== ===[[Incipit]]=== Nella questione della nazionalità (parola che l'Italia farà registrare nel vocabolario della Crusca) io veggo da molto tempo anche quella del futuro ordine vero di tutto il mondo cristiano. Lasciando a quelli che verranno dopo di noi la cura di risolverla praticamente ed intera, dobbiamo, quanto è da noi, con gli argomenti della scienza e con la forza morale della opinione agevolare alla sua soluzione effettuale quella della nazionalità italica. Imperocché i moti di questo nostro risorgimento procedono dalle necessità, e avranno conclusione suprema nell'effetto di un riordinamento generale di tutte le nazioni cristiane. La profonda ragione delle cose, e quasi direi l'immenso spirito che agita queste nazioni si compartisce via via in ogni pensante ed operoso cittadino secondo la capacità sua ed il luogo ch'egli occupa nel gran campo aperto alla cooperazione universale: ciascuno aspira ad un termine che creda essere il migliore, e fa tutto quello che può per raggiungerlo: ma tutti saranno portati da una sapienza comune e da una virtù superiore, a quel termine provveduto, ove nella grandezza della risorta Italia riapparirà la gloria dell'antica, che maturava la pienezza da' tempi allo stabilimento del cristianesimo. Da questa ardua vedetta io mi {{sic|stò}} contemplando la magnifica evoluzione degli umani destini: qui affilo e brandisco la mia arma della parola per combattere le forze assurde che fanno contro alla causa de' popoli ed ai decreti della Provvidenza. ===Citazioni=== *[...] se una nazione civile sottopone al suo impero un altra nazione civile, ciascuna di esse conserva spiccata, risentita, sostanzialmente inalterabile la sua [[Nazionalità|forma nazionale]], e solamente la soggiogata perde la sua autonomia e la sua individualità politica, miseramente separate da quella forma. I Greci non diventarono mai Romani: gl'Italiani non diventeranno Tedeschi mai. Romani furono fatti e si fecero i Galli, gl'Ispani, altri popoli barbari, ma sotto le forme di questa nazionalità artificiale ritenendo sempre gli elementi della loro nazionalità naturale. (p. 17) *[...] se le cose umane procedessero per la retta strada, autonomia e nazionalità sarebbero giuridicamente l'una dall'altra inseparabili [...]. (p. 24) *L'uomo deve tutto se stesso alla società perché in essa sola egli può adempiere il suo destino, e perché fra l'individuo e la società, chi guardi l'ordine ''positivo'' cioè ''necessario'' delle cose, non ci può mai essere inconciliabilità di ragioni, {{sic|contradizione}}, nocevolezza; mali che intervengono fra i consociati, vale a dire ne' modi di esercitare la socievolezza, cioè per colpa dell'individuo. La società naturale presupponendo necessariamente l'uomo, deve anche accettarlo con tutte le sue facoltà e disposizioni ''buone''; le quali, come sono il principio di tutti i diritti individuali, così sono quello di tutti i sociali interessi: e quest'interessi dovendo anch'essere misurati con que' diritti, ognun vede che società e consociati hanno necessaria reciprocità di valori e che nella giusta misura di essi si avvera la comune {{sic|sodisfazione}}. (p. 32) ==Citazioni su Silvestro Centofanti== *Come i suoi amici Gino Capponi e [[Niccolò Tommaseo]], il Centofanti era cieco per caduta di cateratte, sicché quando qualche volta egli, alzandosi improvviso, urtava in una sedia o in altro, io di scatto accorrevo a sorreggerlo sclamando sempre qualche parola di vivo rincrescimento per la sua infermità e per la mia inavvertenza a prevenirlo.<br>«Dica quello che vuole, rispondeva scherzando, ma non le passi pel capo di dirmi che mi darebbe i suoi occhi. Non ci crederei. Al più al più, dica che me ne darebbe uno; così saremmo contenti tutti e due. ([[Leopoldo Barboni]]) *Era un ometto asciutto, dritto impettito, con due piccole fedine candide e ravviate sempre, modestissimo nel vestire, con occhi, anco durante l'infermità dell'annebbiamento, lampeggianti; fronte aperta, maniere squisite, parola calda, movimenti vivacissimi. Sorrise un giorno, ch'io gli diceva:<br>«Le stanno a pennello le parole del [[George Gordon Byron|Byron]]: ''Lo vedevi appena, ch'ei ti piacea di colpo...''<br>«Sì, sì, mi rispose pronto, ma dice anche: ''o ti spiacea!'' ([[Leopoldo Barboni]]) *Il [[Vincenzo Gioberti|Gioberti]] apprezzò grandemente l'ingegno del Centofanti e nelle sue opere ricordollo con grande onore. Un giorno in cui il filosofo torinese percorrendo trionfalmente la Toscana riposava a Pisa, e il popolo accalcato sotto il suo albergo lo chiamava incessantemente alla ringhiera, egli conducendo per mano il Centofanti fuori il balcone, gridava: ''viva Silvestro Centofanti, onore e gloria della filosofia e della eloquenza italiana''. ([[Giuseppe Pitrè]]) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, Silvestro Centofanti sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Silvestro Centofanti, ''[https://archive.org/details/bub_gb_WYpD3zPlyesC/page/n3/mode/1up Del diritto di nazionalità in universale e di quello della nazionalità italica in particolare]'', Tipografia Nistri, Pisa, 1847. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Centofanti, Silvestro}} [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Letterati italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] iesouva2pzkjwvcnkub97ixh9kym6nh 1413305 1413304 2026-05-13T13:39:16Z Gaux 18878 nuova immagine (più definita) 1413305 wikitext text/x-wiki [[File:Silvestro Centofanti, morto il 6 gennaio, a Pisa.jpg|thumb|Silvestro Centofanti]] '''Silvestro Centofanti''' (1794 – 1880), filosofo, letterato e politico italiano. ==Citazioni di Silvestro Centofanti== *{{NDR|Parlando di [[Giuseppe Giusti]]}} Chi avesse voluto fargli un brutto tiro avrebbe dovuto pregarlo a leggere o a recitare qualche sua poesia; scappava via come un fulmine, o quando non poteva scappare, allora si rifiutava con una ostinazione quasi rabbiosa; e tutto ciò perché non sapeva leggere le cose sue. Per lui non c'erano né flessioni, né punti, né virgole, né ammirativi, né interrogativi; tirava giù come se fosse tutto liscio. Dei difettucci ne aveva, povero Beppe! Per esempio era avaro al massimo grado, e più volte io e [[Gino Capponi]] ne lo riprendemmo amichevolmente. S'immagini; spingeva tant'oltre la spilorceria, che quando doveva per un giorno andare da Pescia a Firenze e non aveva voglia d'invitarsi da Gino o da me, per non spendere del trattore si portava seco quattro o cinque uova sode, e del prosciutto del Casentino.<ref>Citato in [[Leopoldo Barboni]], ''Fra matti e savi. {{small|(Ricordi intimi e divagamenti)}}'', Tipografia di Raff. Giusti, Livorno, 1898, [https://archive.org/details/framattiesaviri00barbgoog/page/n48/mode/1up pp. 37-38].</ref> ==''Del diritto di nazionalità''== ===[[Incipit]]=== Nella questione della nazionalità (parola che l'Italia farà registrare nel vocabolario della Crusca) io veggo da molto tempo anche quella del futuro ordine vero di tutto il mondo cristiano. Lasciando a quelli che verranno dopo di noi la cura di risolverla praticamente ed intera, dobbiamo, quanto è da noi, con gli argomenti della scienza e con la forza morale della opinione agevolare alla sua soluzione effettuale quella della nazionalità italica. Imperocché i moti di questo nostro risorgimento procedono dalle necessità, e avranno conclusione suprema nell'effetto di un riordinamento generale di tutte le nazioni cristiane. La profonda ragione delle cose, e quasi direi l'immenso spirito che agita queste nazioni si compartisce via via in ogni pensante ed operoso cittadino secondo la capacità sua ed il luogo ch'egli occupa nel gran campo aperto alla cooperazione universale: ciascuno aspira ad un termine che creda essere il migliore, e fa tutto quello che può per raggiungerlo: ma tutti saranno portati da una sapienza comune e da una virtù superiore, a quel termine provveduto, ove nella grandezza della risorta Italia riapparirà la gloria dell'antica, che maturava la pienezza da' tempi allo stabilimento del cristianesimo. Da questa ardua vedetta io mi {{sic|stò}} contemplando la magnifica evoluzione degli umani destini: qui affilo e brandisco la mia arma della parola per combattere le forze assurde che fanno contro alla causa de' popoli ed ai decreti della Provvidenza. ===Citazioni=== *[...] se una nazione civile sottopone al suo impero un altra nazione civile, ciascuna di esse conserva spiccata, risentita, sostanzialmente inalterabile la sua [[Nazionalità|forma nazionale]], e solamente la soggiogata perde la sua autonomia e la sua individualità politica, miseramente separate da quella forma. I Greci non diventarono mai Romani: gl'Italiani non diventeranno Tedeschi mai. Romani furono fatti e si fecero i Galli, gl'Ispani, altri popoli barbari, ma sotto le forme di questa nazionalità artificiale ritenendo sempre gli elementi della loro nazionalità naturale. (p. 17) *[...] se le cose umane procedessero per la retta strada, autonomia e nazionalità sarebbero giuridicamente l'una dall'altra inseparabili [...]. (p. 24) *L'uomo deve tutto se stesso alla società perché in essa sola egli può adempiere il suo destino, e perché fra l'individuo e la società, chi guardi l'ordine ''positivo'' cioè ''necessario'' delle cose, non ci può mai essere inconciliabilità di ragioni, {{sic|contradizione}}, nocevolezza; mali che intervengono fra i consociati, vale a dire ne' modi di esercitare la socievolezza, cioè per colpa dell'individuo. La società naturale presupponendo necessariamente l'uomo, deve anche accettarlo con tutte le sue facoltà e disposizioni ''buone''; le quali, come sono il principio di tutti i diritti individuali, così sono quello di tutti i sociali interessi: e quest'interessi dovendo anch'essere misurati con que' diritti, ognun vede che società e consociati hanno necessaria reciprocità di valori e che nella giusta misura di essi si avvera la comune {{sic|sodisfazione}}. (p. 32) ==Citazioni su Silvestro Centofanti== *Come i suoi amici Gino Capponi e [[Niccolò Tommaseo]], il Centofanti era cieco per caduta di cateratte, sicché quando qualche volta egli, alzandosi improvviso, urtava in una sedia o in altro, io di scatto accorrevo a sorreggerlo sclamando sempre qualche parola di vivo rincrescimento per la sua infermità e per la mia inavvertenza a prevenirlo.<br>«Dica quello che vuole, rispondeva scherzando, ma non le passi pel capo di dirmi che mi darebbe i suoi occhi. Non ci crederei. Al più al più, dica che me ne darebbe uno; così saremmo contenti tutti e due. ([[Leopoldo Barboni]]) *Era un ometto asciutto, dritto impettito, con due piccole fedine candide e ravviate sempre, modestissimo nel vestire, con occhi, anco durante l'infermità dell'annebbiamento, lampeggianti; fronte aperta, maniere squisite, parola calda, movimenti vivacissimi. Sorrise un giorno, ch'io gli diceva:<br>«Le stanno a pennello le parole del [[George Gordon Byron|Byron]]: ''Lo vedevi appena, ch'ei ti piacea di colpo...''<br>«Sì, sì, mi rispose pronto, ma dice anche: ''o ti spiacea!'' ([[Leopoldo Barboni]]) *Il [[Vincenzo Gioberti|Gioberti]] apprezzò grandemente l'ingegno del Centofanti e nelle sue opere ricordollo con grande onore. Un giorno in cui il filosofo torinese percorrendo trionfalmente la Toscana riposava a Pisa, e il popolo accalcato sotto il suo albergo lo chiamava incessantemente alla ringhiera, egli conducendo per mano il Centofanti fuori il balcone, gridava: ''viva Silvestro Centofanti, onore e gloria della filosofia e della eloquenza italiana''. ([[Giuseppe Pitrè]]) *Varcato ormai l'ottantacinquesimo anno, Silvestro Centofanti sopravviveva quasi a sé stesso: e a chi gli {{sic|dimandava}} del suo stato, rispondeva sorridendo: ''Aspetto la morte''. Forse l'Italia presente non era in tutto quella che egli aveva sognato: certamente, egli deplorava che in molti particolari da sì nobil principio si fosse cascati a men nobile fine; col pensiero e coll'opera non apparteneva più al dì d'oggi, né alla vita pubblica partecipava: parecchi, anzi troppi, lo avevano dimenticato; molti forse lo ignoravano del tutto; ma in tante mutazioni di uomini e di cose, egli non aveva mutato gli idoli della immaginosa giovinezza e della virilità operosa, e amava sempre, e sopra tutto, l'Italia e la sua gloria civile e intellettuale. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Silvestro Centofanti, ''[https://archive.org/details/bub_gb_WYpD3zPlyesC/page/n3/mode/1up Del diritto di nazionalità in universale e di quello della nazionalità italica in particolare]'', Tipografia Nistri, Pisa, 1847. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Centofanti, Silvestro}} [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Letterati italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] 5nbrgc982fddi7nohx7o0eeeron1eam Pont du Gard 0 214368 1413377 1346796 2026-05-14T10:04:10Z Spinoziano 2297 removed [[Category:Francia]]; added [[Category:Architetture della Francia]] using [[Help:Gadget-HotCat|HotCat]] 1413377 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Pont du Gard.JPG|thumb|Pont du Gard]] Citazioni sul '''Pont du Gard'''. *Mi avevano detto di andare a vedere il ponte del Gard, e non mancai d'andarvi. Era la prima opera dei Romani che avessi veduta. Mi aspettavo di vedere un monumento degno delle mani che lo avevano costruito. Debbo confessare che l'opera sorpassò la mia aspettativa e fu la sola volta in vita mia. Non era dato infatti che ai Romani di produrla. L'aspetto di quel semplice e nobile lavoro mi colpì, di tanto più che è in mezzo d'un deserto, ove il silenzio e la solitudine rendono il ponte più {{sic|maraviglioso}} e l'ammirazione più viva, perché questo preteso ponte non è che un acquedotto. Ci si {{sic|dimanda}} qual forza ha trasportato quelle pietre enormi, sì lontane da ogni cava, ed ha riunito le braccia di tante {{sic|migliaja}} d'uomini in un luogo ove non ne abita alcuno. Percorsi i tre piani di quel superbo {{sic|edifizio}}, che il rispetto m'impediva quasi di calpestare. Il rumore de' miei passi sotto quelle immense volte, mi faceva creder di udire la forte voce di coloro che l'avevan {{sic|costrutto}}. Mi perdevo come un insetto in quella immensità. Sentivo, pur facendomi piccin piccino, un non so che, che mi sollevava l'anima, e mi {{sic|diceva}} sospirando: {{sic|P}}erché non sono nato Romano? ([[Jean-Jacques Rousseau]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Architetture della Francia]] [[Categoria:Ponti|Gard]] c12hm31kuw1dckscipjm2troj2z7qq2 Wikiquote:GLAM/Mappe letterarie Libervie/Voci 4 219244 1413374 1413291 2026-05-14T09:57:24Z Spinoziano 2297 1413374 wikitext text/x-wiki __NOTOC__ ==Voci create o ampliate nell'ambito del progetto Mappe letterarie== {{vedi anche|Wikiquote:GLAM/Mappe letterarie Libervie}} Totale provvisorio: '''200''' voci create e '''50''' ampliate. {{MultiCol}} ===Persone=== ====Create==== #[[Alfredo Pioda]] - <small>2025-05-29</small> #[[Felice Menghini]] - <small>2025-05-29</small> #[[Giorgio Orelli]] - <small>2025-05-29</small> #[[Vittore Frigerio]] - <small>2025-05-30</small> #[[Dante Bertolini]] - <small>2025-05-30</small> #[[Giovanni Orelli]] - <small>2025-05-30</small> #[[Giovanni Bonalumi]] - <small>2025-05-30</small> #[[Karl Viktor von Bonstetten]] - <small>2025-06-05</small> #[[Douglas William Freshfield]] - <small>2025-06-05</small> #[[Plinio Martini]] - <small>2025-06-07</small> #[[Giuseppe Zoppi]] - <small>2025-06-07</small> #[[Piero Bianconi]] - <small>2025-06-07</small> #[[Angelo Casè]] - <small>2025-06-10</small> #[[Stefano Franscini]] - <small>2025-06-12</small> #[[Mario Medici]] - <small>2025-06-13</small> #[[Hermann Burger]] - <small>2025-06-19</small> #[[Gerhart Hauptmann]] - <small>2025-06-23</small> #[[Giuseppe Curti]] - <small>2025-06-23</small> #[[Gaspero Barbera]] - <small>2025-06-23</small> #[[Alexandre Cingria]] - <small>2025-06-23</small> #[[Emil Balmer]] - <small>2025-06-24</small> #[[Maurice Chappaz]] - <small>2025-06-26</small> #[[Carl Spitteler]] - <small>2025-06-30</small> #[[Klaus Schädelin]] - <small>2025-06-30</small> #[[Eyvind Johnson]] - <small>2025-06-30</small> #[[Guido Calgari]] - <small>2025-08-23</small> #[[Elena Bonzanigo]] - <small>2025-08-23</small> #[[Oskar Keller]] - <small>2025-08-30</small> #[[Franco Beltrametti]] - <small>2025-09-05</small> #[[Gonzague de Reynold]] - <small>2025-09-05</small> #[[Rainis]] - <small>2025-09-12</small> #[[Pietro Peri]] - <small>2025-09-13</small> #[[Mario Agliati]] - <small>2025-09-13</small> #[[Benito Mazzi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Siro Borrani]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giovanni Laini]] - <small>2025-10-02</small> #[[Jean Alexandre Buchon]] - <small>2025-10-08</small> #[[Friedrich von Matthisson]] - <small>2025-10-08</small> #[[Gabriele Alberto Quadri]] - <small>2025-10-09</small> #[[Giovanni Anastasi (giornalista)]] - <small>2025-10-13</small> #[[Albert Dauzat]] - <small>2025-10-27</small> #[[S. Corinna Bille]] - <small>2025-11-06</small> #[[Arnold Büchli]] - <small>2025-11-12</small> #[[Virgilio Chiesa]] - <small>2025-11-21</small> #[[Georg Leonhardi]] - <small>2025-12-01</small> #[[Felice Filippini]] - <small>2025-12-10</small> #[[Hans Rudolf Schinz]] - <small>2026-01-09</small> #[[Giovanni Bianconi (poeta)]] - <small>2026-04-11</small> #[[Gustav Gräser]] - <small>2026-04-30</small> #[[Guglielmo Camponovo]] - <small>2026-05-04</small> #[[Carlo Cavalli (1799-1860)]] - <small>2026-05-06</small> #[[Felicina Colombo]] - <small>2026-05-12</small> #[[Vincenzo De Vit]] - <small>2026-05-13</small> ====Ampliate==== #[[William Carlos Williams]] - <small>2025-05-29</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=William_Carlos_Williams&diff=1377660&oldid=1263203 +1] #[[Antonio Caccianiga]] - <small>2025-05-30</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Antonio_Caccianiga&diff=prev&oldid=1377817 +1] #[[Erich Mühsam]] - <small>2025-06-03</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Erich_M%C3%BChsam&diff=1378318&oldid=783695 +1] #[[Enrico Filippini]] - <small>2025-06-05</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Enrico_Filippini&diff=1387265&oldid=1190828 +3] #[[Maria Savi-Lopez]] - <small>2025-06-07</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Maria_Savi-Lopez&diff=prev&oldid=1378869 +1] #[[Samuel Butler]] - <small>2025-06-10/09-03</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Samuel_Butler&diff=1387546&oldid=1350767 +8] #[[Giovanni Battista Angioletti]] - <small>2025-06-13/2026-03-25</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giovanni_Battista_Angioletti&diff=1408293&oldid=1279447 +4] #[[Patricia Highsmith]] - <small>2025-06-20</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Patricia_Highsmith&diff=prev&oldid=1380386 +4] #[[Filippo Sacchi]] - <small>2025-06-20/11-06</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Filippo_Sacchi&diff=1394050&oldid=1321732 +4] #[[Giosuè Carducci]] - <small>2025-06-23</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giosu%C3%A8_Carducci&diff=1380830&oldid=1378905 +1] #[[Dario Fo]] - <small>2025-06-23</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Dario_Fo&diff=prev&oldid=1380859 +2] #[[Joseph Victor Widmann]] - <small>2025-06-24</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Joseph_Victor_Widmann&diff=1381194&oldid=1353343 +1] #[[Ernest Hemingway]] - <small>2025-06-24</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Ernest_Hemingway&diff=prev&oldid=1381195 +1] #[[Luigi Pirandello]] - <small>2025-08-22</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Luigi_Pirandello&diff=prev&oldid=1386708 +1] #[[Friedrich Glauser]] - <small>2025-08-22</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Friedrich_Glauser&diff=prev&oldid=1386711 +1] #[[Eugenio Montale]] - <small>2025-08-22</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Eugenio_Montale&diff=prev&oldid=1386712 +1] #[[Max Frisch]] - <small>2025-08-23/09-22</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Max_Frisch&diff=1389740&oldid=1309202 +3] #[[Piero Chiara]] - <small>2025-08-23/2026-05-08</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Piero_Chiara&diff=1412892&oldid=1343130 +12] #[[Günter Grass]] - <small>2025-10-02</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=G%C3%BCnter_Grass&diff=1390762&oldid=1353436 +1] #[[Paolo Buzzi]] - <small>2025-10-13</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Paolo_Buzzi&diff=1391714&oldid=1255270 +1] #[[Giuseppe Antonio Borgese]] - <small>2025-10-20</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giuseppe_Antonio_Borgese&diff=1392429&oldid=1372072 +1] #[[Giorgio Scerbanenco]] - <small>2025-10-28</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Giorgio_Scerbanenco&diff=1393195&oldid=1325784 +1] #[[Emilio Comba]] - <small>2025-10-31</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Emilio_Comba&diff=1393527&oldid=1092758 +2] #[[Mario Soldati]] - <small>2025-12-01</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Mario_Soldati&diff=prev&oldid=1396275 +1] #[[Delio Tessa]] - <small>2026-01-09</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Delio_Tessa&diff=1399964&oldid=1267375 +4] #[[David Herbert Lawrence]] - <small>2026-01-09</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=David_Herbert_Lawrence&diff=1399970&oldid=1253939 +1] #[[Alberto Arbasino]] - 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<small>2026-05-04</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Dino_Campana&diff=1412486&oldid=1404936 +1] #[[Elias Canetti]] - <small>2026-05-04</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Elias_Canetti&diff=1412496&oldid=1372282 +1] #[[Cesare Cantù]] - <small>2026-05-04</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Cesare_Cant%C3%B9&diff=1412497&oldid=1403453 +2] #[[Valentino Carrera]] - <small>2026-05-04</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Valentino_Carrera&diff=1412500&oldid=1369912 +1] #[[François-René de Chateaubriand]] - <small>2026-05-06</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Fran%C3%A7ois-Ren%C3%A9_de_Chateaubriand&diff=1412755&oldid=1409731 +1] #[[Francesco Chiesa]] - <small>2026-05-08</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Francesco_Chiesa&diff=1412901&oldid=1395198 +2] #[[Maria Antonietta Torriani]] - <small>2026-05-11</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Maria_Antonietta_Torriani&diff=1413111&oldid=1357117 +1] #[[Francesco Dall'Ongaro]] - <small>2026-05-12</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Francesco_Dall%27Ongaro&diff=prev&oldid=1413190 +1] #[[Charles Dickens]] - <small>2026-05-14</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Charles_Dickens&diff=1413364&oldid=1371781 +3] ===Opere=== ====Create==== #[[Senza uscita (Dickens e Collins)]] - <small>2026-05-14</small> {{ColBreak}} ===Tematiche=== ====Create==== #[[Fusio]] - <small>2025-05-29</small> #[[Val Poschiavo]] - <small>2025-05-29</small> #[[Chiesa dei Santi Fedele e Simone]] - <small>2025-05-29</small> #[[Lago di Lugano]] - <small>2025-05-30</small> #[[Ascona]] - <small>2025-06-03</small> #[[Valle Verzasca]] - <small>2025-06-05</small> #[[Val Bavona]] - <small>2025-06-05</small> #[[Basòdino]] - <small>2025-06-05</small> #[[Cevio]] - <small>2025-06-05</small> #[[Prato (Lavizzara)]] - <small>2025-06-07</small> #[[Cavergno]] - <small>2025-06-07</small> #[[Mendrisio]] - <small>2025-06-10</small> #[[Verdabbio]] - <small>2025-06-10</small> #[[Pian San Giacomo]] - <small>2025-06-10</small> #[[San Bernardino (Mesocco)]] - <small>2025-06-10</small> #[[Passo del San Gottardo]] - <small>2025-06-10</small> #[[Locarno]] - <small>2025-06-10</small> #[[Stadio del Lido]] - <small>2025-06-10</small> #[[Maggia (fiume)]] - <small>2025-06-11</small> #[[Bedretto]] - <small>2025-06-12</small> #[[Riva San Vitale]] - <small>2025-06-13</small> #[[Chiesa di San Vitale (Riva San Vitale)]] - <small>2025-06-13</small> #[[Battistero di San Giovanni (Riva San Vitale)]] - <small>2025-06-13</small> #[[Canton Ticino]] - <small>2025-06-20</small> #[[Terre di Pedemonte]] - <small>2025-06-20</small> #[[Ponte Brolla]] - <small>2025-06-20</small> #[[Passo del Bernina]] - <small>2025-06-23</small> #[[Monte Generoso]] - <small>2025-06-23</small> #[[Brissago]] - <small>2025-06-23</small> #[[Arcegno]] - <small>2025-06-24</small> #[[Brione Verzasca]] - <small>2025-06-26</small> #[[Passo di Redorta]] - <small>2025-06-26</small> #[[Passo del San Bernardino]] - <small>2025-06-30</small> #[[Mergoscia]] - 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<small>2026-04-02</small> #[[Centovalli (valle)]] - <small>2026-04-02</small> #[[Cardada]] - <small>2026-04-02</small> #[[Minusio]] - <small>2026-04-03</small> #[[Rasa (Svizzera)]] - <small>2026-04-03</small> #[[Chiesa dei Santi Carpoforo e Gottardo]] - <small>2026-04-03</small> #[[Vogorno]] - <small>2026-04-03</small> #[[Verzasca (fiume)]] - <small>2026-04-03</small> #[[Corippo]] - <small>2026-04-03</small> #[[Verdasio]] - <small>2026-04-04</small> #[[Losone]] - <small>2026-04-04</small> #[[Bignasco]] - <small>2026-04-05</small> #[[Sornico]] - <small>2026-04-11</small> #[[Diga di Contra]] - <small>2026-04-11</small> #[[Passo di Bosco]] - <small>2026-04-14</small> #[[Bosco Gurin]] - <small>2026-04-14</small> #[[Museum Walserhaus]] - <small>2026-04-14</small> #[[Val d'Ossola]] - <small>2026-04-15</small> #[[Repubblica partigiana dell'Ossola]] - <small>2026-04-15</small> #[[Santa Maria Maggiore (Italia)]] - <small>2026-04-15</small> #[[Villadossola]] - <small>2026-04-15</small> #[[Battaglia di Gravellona Toce]] - <small>2026-04-15</small> #[[Muralto]] - <small>2026-04-17</small> #[[Melezzo Orientale]] - <small>2026-04-18</small> #[[Verscio]] - <small>2026-04-18</small> #[[Chiesa di San Francesco d'Assisi (Locarno)]] - <small>2026-04-24</small> #[[Piano di Magadino]] - <small>2026-04-25</small> #[[Chiesa della Madonna della Fontana (Ascona)]] - <small>2026-04-27</small> #[[Palazzo Borromeo (Isola Bella)]] - <small>2026-04-28</small> #[[Isola Bella (Lago Maggiore)]] - <small>2026-04-28</small> #[[Isola Madre]] - <small>2026-04-28</small> #[[Isole Borromee]] - <small>2026-04-28</small> #[[Colosso di san Carlo Borromeo]] - <small>2026-04-28</small> #[[Buccione]] - <small>2026-04-30</small> #[[Sacro Monte di Orta]] - <small>2026-04-30</small> #[[Mottarone]] - <small>2026-04-30</small> #[[Val Vigezzo]] - <small>2026-05-06</small> #[[Foroglio]] - <small>2026-05-08</small> #[[Sonlerto]] - <small>2026-05-08</small> #[[Chiesa di San Michele (Centovalli)]] - <small>2026-05-08</small> #[[Monte Camoghè]] - <small>2026-05-08</small> #[[Monte Brè]] - <small>2026-05-08</small> #[[Madom da Sgióf]] - <small>2026-05-09</small> #[[Chiesa di San Bartolomeo (Verzasca)]] - <small>2026-05-11</small> #[[Peccia (Lavizzara)]] - <small>2026-05-11</small> #[[Giumaglio]] - <small>2026-05-11</small> #[[Chiesa di Sant'Eufemia (Novara)]] - <small>2026-05-11</small> #[[Vairano (Gambarogno)]] - <small>2026-05-12</small> #[[Grand Hotel des Iles Borromées]] - <small>2026-05-13</small> #[[Passo del Sempione]] - <small>2026-05-14</small> #[[Gola di Gondo]] - <small>2026-05-14</small> #[[Ganterbrücke]] - <small>2026-05-14</small> ====Ampliate==== #[[Lago Maggiore]] - <small>2025-06-10/2026-05-11</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lago_Maggiore&diff=1413094&oldid=1331744 +14] #[[Vallemaggia]] - <small>2025-06-20/2026-05-11</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Vallemaggia&diff=1413098&oldid=1190536 +5] #[[Lugano]] - <small>2025-10-13</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lugano&diff=1391715&oldid=1388770 +2] #[[Svizzera]] - <small>2025-12-01/2026-04-02</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Svizzera&diff=1409457&oldid=1331873 +2] #[[Lago d'Orta]] - <small>2026-04-30</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Lago_d%27Orta&diff=1412120&oldid=1309879 +4] #[[Isola di San Giulio]] - <small>2026-04-30</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Isola_di_San_Giulio&diff=1412117&oldid=1300342 +2] #[[Orta San Giulio]] - <small>2026-04-30</small> [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Orta_San_Giulio&diff=prev&oldid=1412122 +1] {{EndMultiCol}} n4qvk9n4kwg62bvyli6ir5xhjqwbacs Domodossola 0 220791 1413366 1410646 2026-05-14T08:13:56Z Spinoziano 2297 /* Voci correlate */ 1413366 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Domodossola-VB.jpg|thumb|Domodossola]] Citazioni su '''Domodossola'''. *Nobile e antica città delle Alpi, situata in posizione felice sulla grande via del Sempione, doviziosa di naturali circostanti bellezze e superba di memorie millenarie. ([[Nino Bazzetta de Vemenia]]) ==Voci correlate== *[[Passo del Sempione]] *[[Val d'Ossola]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Comuni del Piemonte]] 8bxd0ciz4yqgzejp5nro4rpf5wxymlg Template:SelezioneAmpliate 10 223803 1413331 1413161 2026-05-13T15:30:53Z Gaux 18878 Cesare De Laugier de Bellecour (destub, due citazioni e altro) 1413331 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 25 (magari col tempo lo aumenteremo). Le voci ammesse sono: - recenti destub con aggiunta di almeno due citazioni, nel caso di voci create recentemente la voce può rientrare in [[Template:SelezioneNuove]]; - voci recentemente wikificate; - voci recentemente ampliate mediante aggiunte di ricche sezioni (dedicate ad esempio a libri specifici) AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Cesare De Laugier de Bellecour]]{{,}} [[Augusto Serena]]{{,}} [[Girolamo Benivieni]]{{,}} [[Achille Pellizzari]]{{,}} [[Houston Stewart Chamberlain]]{{,}} [[Emilia Ferretti Viola]]{{,}} [[Piero Ferrari]]{{,}} [[Mario Donnini]]{{,}} [[Romeo Gallenga Stuart]]{{,}} [[Adelchi Baratono]]{{,}} [[Contenuto]]{{,}} [[Flavio Manzoni]]{{,}} [[Enzo Ferrari]]{{,}} [[Pierre-Jean-Baptiste Nougaret]]{{,}} [[Vittorio Rossi]]{{,}} [[Giorgio Castriota Scanderbeg]]{{,}} [[Scutari]]{{,}} [[Incisione]]{{,}} [[Ludovico Carracci]]{{,}} [[Benetton B195]]{{,}} [[Giulia Gonzaga]]{{,}} [[Bucarest]]{{,}} [[Alfredo Melani]]{{,}} [[Tiberio Fiorilli]]{{,}} [[Ruggiero Bonghi]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> r3z5lwbk1x88x40v5w74lpty4sg4iw5 1413332 1413331 2026-05-13T15:33:16Z Gaux 18878 Alessandro D'Ancona (diverse citazioni da nuovo testo) 1413332 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 25 (magari col tempo lo aumenteremo). Le voci ammesse sono: - recenti destub con aggiunta di almeno due citazioni, nel caso di voci create recentemente la voce può rientrare in [[Template:SelezioneNuove]]; - voci recentemente wikificate; - voci recentemente ampliate mediante aggiunte di ricche sezioni (dedicate ad esempio a libri specifici) AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Alessandro D'Ancona]]{{,}} [[Cesare De Laugier de Bellecour]]{{,}} [[Augusto Serena]]{{,}} [[Girolamo Benivieni]]{{,}} [[Achille Pellizzari]]{{,}} [[Houston Stewart Chamberlain]]{{,}} [[Emilia Ferretti Viola]]{{,}} [[Piero Ferrari]]{{,}} [[Mario Donnini]]{{,}} [[Romeo Gallenga Stuart]]{{,}} [[Adelchi Baratono]]{{,}} [[Contenuto]]{{,}} [[Flavio Manzoni]]{{,}} [[Enzo Ferrari]]{{,}} [[Pierre-Jean-Baptiste Nougaret]]{{,}} [[Vittorio Rossi]]{{,}} [[Giorgio Castriota Scanderbeg]]{{,}} [[Scutari]]{{,}} [[Incisione]]{{,}} [[Ludovico Carracci]]{{,}} [[Benetton B195]]{{,}} [[Giulia Gonzaga]]{{,}} [[Bucarest]]{{,}} [[Alfredo Melani]]{{,}} [[Tiberio Fiorilli]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> 0kz21wooie1mgl2z7s6hx3rgcwyf5m8 Isola Bella (Lago Maggiore) 0 224501 1413367 1411853 2026-05-14T08:15:37Z Spinoziano 2297 +1 1413367 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Borromeo-P3P-20170530-010 (36234155645).jpg|thumb|Isola Bella]] Citazioni sull{{'}}'''Isola Bella''' nel [[lago Maggiore]]. *Il vento ci lasciò tranquillamente protestare, e calò quando piacque a lui: prima di quanto avremmo creduto però, per cui, in capo a tre ore, scorgemmo quelle isole felici. Allora non ci pentimmo di essere venuti, perché, quella chiamata Isola Bella, è davvero uno spettacolo unico. Una quantità di archi, costruiti in mezzo al lago, sorreggono una montagna piramidale tagliata a quattro facce e rivestita di trentasei terrazze a scalini, l'una sull'altra, cioè nove per ogni faccia, almeno a quanto appariva prima di approdare. ([[Charles de Brosses]]) *Quella splendida giornata stava appena declinando, quando arrivammo sul Lago Maggiore, con le sue deliziose isole. Per quanto bizzarra e stravagante l'Isola Bella possa essere, e lo è, tuttavia essa è meravigliosa. ([[Charles Dickens]]) ==Voci correlate== *[[Isola Madre]] *[[Isole Borromee]] *[[Palazzo Borromeo (Isola Bella)|Palazzo Borromeo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sull'|w_preposizione=riguardante l'}} {{s}} [[Categoria:Isole|Bella]] [[Categoria:Luoghi del Piemonte]] rhyefhsefu9kqqix1xel21y44hxib8k Rodolfo Dalla Mora 0 224614 1413340 1413165 2026-05-13T19:21:45Z MaxAmbra70 107029 Inserimento incipit libro l'equazione delle 4 a - assistenza, con citazione ed inserimento in bibliografia del libro appena citato 1413340 wikitext text/x-wiki [[File:Rodolfo Dalla Mora 2023.jpg|miniatura|Rodolfo Dalla Mora]] '''Rodolfo Dalla Mora''' (1964 – vivente), attivista italiano. ==Citazioni di Rodolfo Dalla Mora== {{cronologico}} *Il Disability Manager è un professionista che deve pensare in termini inclusivi liberandosi dalle maglie delle categorizzazioni.<ref>Dall'intervista di Valentina Tafuri, ''[https://csrstars.it/rodolfo-dalla-mora-disability-manager/ Rodolfo Dalla Mora: «Il Disability Manager? Un professionista che progetta in termini inclusivi»]'', ''csrstars.it'', 26 aprile 2023.</ref> *Il [[Linguaggio|linguaggio]] costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita.<ref name="favotto">Dall'intervista di Francesca Favotto, ''[https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi Rodolfo Dalla Mora, l'Architetto che ha reinventato la figura del Disability Manager: «Inclusione significa creare pari opportunità per tutti, non progettare stanze speciali per pochi»]'', ''vanityfair.it'', 3 dicembre, 2025.</ref> *Voglio lasciare due linee parallele che corrono verso l'infinito: le impronte delle mie ruote.<ref name="favotto"/> * Nel mondo del lavoro esistono ancora pregiudizi nei confronti dei lavoratori con disabilità, considerati “meno produttivi” e, per questo, penalizzati. Molti, pur essendo laureati e in possesso di curriculum di alto profilo, svolgono mansioni inferiori alle proprie competenze, pochissimi ricoprono posizioni apicali.<ref>[https://www.corriere.it/salute/disabilita/23_febbraio_06/trattati-diversamente-causa-disabilita-ecco-come-contrastare-discriminazioni-a0f7a910-9b0a-11ed-a6c0-015065345ec9.shtml Trattati diversamente a causa della disabilità: ecco come contrastare le discriminazioni], ''corriere.it'', 6 febbraio 2023.</ref> *La pandemia ha sdoganato lo smart working ma, per far sì che questo accomodamento ragionevole per antonomasia sia davvero una modalità di lavoro inclusiva per le persone con disabilità, va gestito con professionalità e competenza, per esempio, con tecnologie abilitanti e il ruolo del disability manager è cruciale<ref>{{cita web |url=https://www.corriere.it/salute/disabilita/20_luglio_25/meno-ostacoli-il-disability-manager-ma-pochi-conoscono-ae42f52a-c6af-11ea-a52c-6b2a448f1d2c.shtml |titolo=Meno ostacoli con il disability manager (ma pochi lo conoscono). Articolo di Maria Giovanna Faiella |descrizione=Articolo sul ruolo del Disability Manager in Italia e la sua diffusione, pubblicato dal Corriere della Sera |editore=Corriere della Sera |data=25 luglio 2020 |accesso=5 maggio 2026 }}</ref> == L’equazione delle 4 A: Accessibilità == === Incipit === Quello dell’accessibilità è un concetto molto complesso, che riguarda più ambiti della vita umana: da quello fisico a quello virtuale, da quello sociale a quello economico, lo spazio privato e quello pubblico, la politica, l’ambiente. Tradizionalmente il tema dell’accessibilità è stato trattato in relazione ai luoghi (l’abitazione, il complesso edilizio, l’azienda o l’ufficio, lo spazio pubblico ecc.) e alle difficoltà incontrate dalle persone nell’accesso e nella fruizione. Nel tempo il concetto di accessibilità ha conosciuto una profonda trasformazione, soprattutto per effetto dell’evoluzione del concetto di disabilità, al quale è strettamente legato. (pag. 17) === Citazioni === * «Nel tempo la convenzionale accezione di accessibilità, riferita quasi esclusivamente all’abbattimento delle barriere architettoniche, è stata dunque superata in favore di una concezione inclusiva, mirata a favorire una piena fruizione dei luoghi di vita da parte delle persone con disabilità, garantendone l’autonomia e l’inclusione sociale». (pag. 18) == L’equazione delle 4 A: Assistenza == === Incipit === L'assistenza personale (erogata dal famigliare ''caregiver'' o da operatore professionale) è da intendersi come un insieme di azioni di ''care'' a supporto di una persona, per garantirle le migliori condizioni di vita possibile, nel rispetto delle sue volontà e dei diritti riconosciuti. Un'assistenza che non consiste nel sostituirsi alla persona nelle attività di vita quotidiana, né nelle decisioni che la riguardano, ma che piuttosto è mirata a sostenere le sue capacità e abilità, consentendole di fare le proprie scelte e fornendole il supporto necessario nel realizzarle. (pag. 13) === Citazioni === * «Diventa evidente come l'''assistenza personale'' sia uno strumento essenziale nell'ambito del percorso di autonomia, di ''empowerment'' e di ''capacitazione'' della persona, a cui contribuiscono molteplici fattori ambientali, quali per esempio, le cure mediche e riabilitative appropriate, l'assistenza protesica, l'accessibilità ambientale, la formazione e la consulenza (anche alla pari), gli interventi e i servizi socio-assistenziali sul territorio, la tutela legale dei diritti, i contributi economici e le agevolazioni fiscali, le reti sociali di supporto». (pag. 16) ==Citazioni su Rodolfo Dalla Mora== *''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' ([[Norman Zoia]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Accessibilità'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-643-3 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Assistenza'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-645-7 Note ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Dalla Mora, Rodolfo}} [[Categoria:Attivisti italiani]] g17wat84u9dla71eg886l8uln6j4hr0 9/11: The Twin Towers 0 224723 1413337 1413286 2026-05-13T17:43:29Z Udiki 86035 +avviso 1413337 wikitext text/x-wiki {{da wikificare|traduzione originale da sostituire con quella ufficiale per [[WQ:TT]]}} {{Film |immagine= |titoloitaliano= |titolooriginale= 9/11: The Twin Towers |paese= Stati Uniti d'America |anno= 2006 |genere= documentario, storico |autore= [[Max Chalko]] |regista= [[Richard Dale]] |soggetto= |attori= *[[Terence Stamp]]: narratore *[[William Hope]]: Harry Ramos *[[Robert Ashe]]: Victor Wald *[[François Chau]]: Hong Zhu *[[Stuart Milligan]]: Frank De Martini *[[Denica Fairman]]: Nicole De Martini *[[Teddy Kempner]]: Pablo Ortiz *[[Sakalas Uzdavinys]]: Mak Hanna *[[John Wesley (attore)|John Wesley]]: Al Smith *[[Nate Reese]]: Stanley Praimnath *[[Robert Jezek]]: Brian Clark *[[Trevor White]]: Nick Bryan}} '''''9/11: The Twin Towers''''', docufilm statunitense del 2006, regia di [[Richard Dale]]. ==Frasi== *Non potevi dire di aver vissuto o essere stato a New York senza aver prima visitato il [[World Trade Center]]. E se eri davvero coraggioso, potevi anche salirci in cima. :''You couldn't live within or visit New York without getting a tour of the towers. And if you were really intrepid, you might actually go to the roof''. ('''Testimonianza''') *Quando i grattacieli del World Trade Center erano in costruzione, mio padre mi disse "Quando verranno completati, ci saliremo in cima". Mi disse "questi edifici dureranno millenni, saranno qui per sempre. :''When the World Trade Center buildings were going up, my dad told me, "When those are finished, we're gonna go up on the top". My dad said "these buildings will last for thousand years. They'll be here forever"''. ('''Testimonianza telefonica''') *Era un posto fantastico in cui lavorare. E in una giornata limpida, potevi vedere la curvatura della terra. Mi dicevo "no, non è possibile che la mia vita finisca così"''. :''It's a terrific place to work. And on a clear day, you could see the curvage of the hearth. I said "no, it's not possible that my life is going to end this way"''. ('''Nick Bryan''') ==Altri progetti== {{interprogetto|w= 9/11: The Twin Towers |w_site=en|w_preposizione=su|preposizione=su}} [[Categoria:Film statunitensi]] [[Categoria:Film storici]] iwim901vkuflsuji3kzsmmrvk550qap Discussioni utente:Alpyna27 3 224726 1413294 2026-05-13T12:00:41Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1413294 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 14:00, 13 mag 2026 (CEST)}} 7rxk80f8zm3j2v01s0l5blzx678h6i1 Discussioni utente:Kingdz16 3 224727 1413295 2026-05-13T12:15:01Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1413295 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 14:15, 13 mag 2026 (CEST)}} oienasjspyrk7dy8pw8g88nzyacuvuk Discussioni utente:EdwardCash 3 224728 1413296 2026-05-13T12:40:12Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1413296 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 14:40, 13 mag 2026 (CEST)}} 99l24yatpsfh0j6tvqbgdrce3scw2c7 Discussioni utente:デステニーワールド 3 224729 1413297 2026-05-13T12:45:03Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1413297 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 14:45, 13 mag 2026 (CEST)}} 2twswm0j7qqd6hjr3ktgqf31z0dexb8 Giacinto Casella 0 224730 1413310 2026-05-13T14:06:57Z Gaux 18878 Giacinto Casella (presente nel Dizionario biografico degli italiani) 1413310 wikitext text/x-wiki '''Giacinto Casella''' (1817 – 1880), letterato, filologo e poeta italiano. ==Citazioni su Giacinto Casella== *In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Casella, Giacinto}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Letterati italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] dx0er933dka1cj1xx8328mc79euf3og 1413311 1413310 2026-05-13T14:23:01Z Gaux 18878 dantista 1413311 wikitext text/x-wiki '''Giacinto Casella''' (1817 – 1880), letterato, filologo e dantista italiano. ==Citazioni su Giacinto Casella== *In prosa ricordo di lui alcuni lavori di storia e di critica letteraria, che non dubito di affermare, ciascuno nel suo genere, eccellenti. Il suo metodo critico consiste nel buon senso e nel buon gusto, avvalorati dalla sicura notizia dei fatti. Conosceva egli i pensamenti degli estetici, perché di filosofia, in specie tedesca, aveva studiato più che non sogliano i letterati, ma non si era fatto ligio, a sistemi, né illudeva ed {{sic|illaqueava}} la sua mente e quella dei lettori con formule pretensiose, ed il più spesso vacue. Sobrio nell'esposizione, mostrava però chiaramente che al lavoro si era preparato con larghezza di ricerche e ampiezza di meditazioni. ([[Alessandro D'Ancona]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Casella, Giacinto}} [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Letterati italiani]] 0s6rlhitli5amgpxc8ku2qj3y43m6u2 Discussioni utente:Mar.semi2 3 224731 1413315 2026-05-13T14:50:01Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1413315 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 16:50, 13 mag 2026 (CEST)}} 7dsgvb0i6w96q427hnwato2rwavsbkw Discussioni utente:Fragstermcgurkin 3 224732 1413333 2026-05-13T17:05:01Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1413333 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 19:05, 13 mag 2026 (CEST)}} q36v2w18fsnnt7dka6qd0az9h6jxnxi Discussioni utente:Torino granata 3 224733 1413334 2026-05-13T17:15:38Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1413334 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 19:15, 13 mag 2026 (CEST)}} 07p4wwmj7ka7lyywaadow7y025kr55r Discussioni utente:RonnyW55 3 224734 1413338 2026-05-13T18:00:01Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1413338 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 20:00, 13 mag 2026 (CEST)}} mimsuaaa5jo9ed944ski7utgxmg5alz Discussioni utente:SunshineOfNorway 3 224735 1413339 2026-05-13T18:05:02Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1413339 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 20:05, 13 mag 2026 (CEST)}} 45w8qoszlba3ez0b3pzn40i8i2qpsym Discussioni utente:~2026-28804-53 3 224736 1413350 2026-05-13T20:35:39Z Udiki 86035 /* Norman Zoia */ nuova sezione 1413350 wikitext text/x-wiki == [[Norman Zoia]] == Salve, all'interno della voce ho creato una [[Norman Zoia#Versi perVersi|sezione per ''Versi perVersi'']]. Forse vanno lì anche altre citazioni, ma siccome la provenienza non è specificata, le ho lasciate nella sezione generica "[[Norman Zoia#Citazioni di Norman Zoia|Citazioni di Norman Zoia]]". Si prega di provvedere indicando da quale opera provenga ciascuna citazione, se diversa da ''Versi perVersi'', oppure di spostarle assieme alle altre. Ho dato per scontato che l'edizione di riferimento sia quella del 2013, ma se così non fosse, allora si indichi quale sia. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:35, 13 mag 2026 (CEST) 9qc6pf43jotwcva4tex9eu8uk1f7tcn 1413355 1413350 2026-05-13T21:04:31Z Udiki 86035 /* Norman Zoia */ Risposta 1413355 wikitext text/x-wiki == [[Norman Zoia]] == Salve, all'interno della voce ho creato una [[Norman Zoia#Versi perVersi|sezione per ''Versi perVersi'']]. Forse vanno lì anche altre citazioni, ma siccome la provenienza non è specificata, le ho lasciate nella sezione generica "[[Norman Zoia#Citazioni di Norman Zoia|Citazioni di Norman Zoia]]". Si prega di provvedere indicando da quale opera provenga ciascuna citazione, se diversa da ''Versi perVersi'', oppure di spostarle assieme alle altre. Ho dato per scontato che l'edizione di riferimento sia quella del 2013, ma se così non fosse, allora si indichi quale sia. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:35, 13 mag 2026 (CEST) :Quali sono le [[WQ:MM|informazioni discografiche]] per ''Mrs Watts''? E per ''Pantera rossa''? ''Nuovi nuovi mostri'' è una canzone o cosa? Qual è l'editore e l'anno di edizione di ''Grido di Natale''? [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:04, 13 mag 2026 (CEST) mqnjeqx9b7gwdb00qbdgeosu23iu9f1 Discussioni utente:Lacivetta67 3 224737 1413351 2026-05-13T20:40:02Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1413351 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 22:40, 13 mag 2026 (CEST)}} 607x2ujzpxk7ok85r2boa6vc1q0ao7n Discussioni utente:Mar2319 3 224738 1413354 2026-05-13T21:00:05Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1413354 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 23:00, 13 mag 2026 (CEST)}} qxsvro10mvmmb2ouf0mdiycqib427tc Discussioni utente:Buio nyx 3 224740 1413361 2026-05-14T05:40:08Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1413361 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 07:40, 14 mag 2026 (CEST)}} e0visq7y8l16m43uabtl7mpc139lksq Discussioni utente:AromaTake 3 224741 1413362 2026-05-14T05:50:39Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1413362 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 07:50, 14 mag 2026 (CEST)}} k1a65gavaplvb7ttx48c4xupro41c28 Discussioni utente:INFINITI KAOS 3 224742 1413363 2026-05-14T05:55:58Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1413363 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 07:55, 14 mag 2026 (CEST)}} n7t2x9mpsz9kkva6711yk0jsh0sqp7b Passo del Sempione 0 224743 1413365 2026-05-14T08:13:06Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Sempione.jpg|thumb|Passo del Sempione]] Citazioni sul '''passo del Sempione'''. *L'aria fredda mordeva la carne. Ma la serenità della notte e la stupenda bellezza della strada, con le ombre impenetrabili e l'oscurità profonda, con l'improvvise voltate, dopo le quali si passava subitamente nei tratti rischiarati dalla luna, e l'incessante scroscio dell'acqua cadente, resero ad ogni passo il viaggio sempre più meraviglioso. Lasciandosi dietro b..." 1413365 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Sempione.jpg|thumb|Passo del Sempione]] Citazioni sul '''passo del Sempione'''. *L'aria fredda mordeva la carne. Ma la serenità della notte e la stupenda bellezza della strada, con le ombre impenetrabili e l'oscurità profonda, con l'improvvise voltate, dopo le quali si passava subitamente nei tratti rischiarati dalla luna, e l'incessante scroscio dell'acqua cadente, resero ad ogni passo il viaggio sempre più meraviglioso. Lasciandosi dietro ben presto i tranquilli villaggi italiani, addormentati nel chiarore lunare, la strada cominciò a svolgersi tortuosa fra le masse nere di alberi e, dopo un po' di cammino, emerse in una zona più spoglia e assai ripida e faticosa, sulla quale la luna risplendeva alta e lucente. A poco a poco il frastuono delle acque divenne più forte e la stupenda strada, dopo aver traversato il torrente su di un ponte, penetrò tra due muri massicci di rocce perpendicolari, i quali ci tolsero interamente la luce della luna e ci lasciarono solo la vista di alcune stelle, che brillavano sulla stretta lista di cielo al di sopra di noi. Poi perdemmo anche queste, nella profonda oscurità di una caverna della roccia, attraverso la quale era stata aperta la strada. ([[Charles Dickens]]) ==Voci correlate== *[[Domodossola]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Valichi della Svizzera|Sempione]] nhyihkupyl0rviv7xfjnrlkllrz70bw 1413369 1413365 2026-05-14T08:28:31Z Spinoziano 2297 /* Voci correlate */ 1413369 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Sempione.jpg|thumb|Passo del Sempione]] Citazioni sul '''passo del Sempione'''. *L'aria fredda mordeva la carne. Ma la serenità della notte e la stupenda bellezza della strada, con le ombre impenetrabili e l'oscurità profonda, con l'improvvise voltate, dopo le quali si passava subitamente nei tratti rischiarati dalla luna, e l'incessante scroscio dell'acqua cadente, resero ad ogni passo il viaggio sempre più meraviglioso. Lasciandosi dietro ben presto i tranquilli villaggi italiani, addormentati nel chiarore lunare, la strada cominciò a svolgersi tortuosa fra le masse nere di alberi e, dopo un po' di cammino, emerse in una zona più spoglia e assai ripida e faticosa, sulla quale la luna risplendeva alta e lucente. A poco a poco il frastuono delle acque divenne più forte e la stupenda strada, dopo aver traversato il torrente su di un ponte, penetrò tra due muri massicci di rocce perpendicolari, i quali ci tolsero interamente la luce della luna e ci lasciarono solo la vista di alcune stelle, che brillavano sulla stretta lista di cielo al di sopra di noi. Poi perdemmo anche queste, nella profonda oscurità di una caverna della roccia, attraverso la quale era stata aperta la strada. ([[Charles Dickens]]) ==Voci correlate== *[[Domodossola]] *[[Gola di Gondo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Valichi della Svizzera|Sempione]] rx6asw2nzwjdtftj2bf9coh3am4t889 1413375 1413369 2026-05-14T09:59:19Z Spinoziano 2297 1413375 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Sempione.jpg|thumb|Passo del Sempione]] Citazioni sul '''passo del Sempione'''. *Avendo già Vendale preso la decisione di affrettarsi a proseguire, senza riposarsi, l'unica questione che li tratteneva era per quale passo attraversare le Alpi. Riguardo alle condizioni dei due passi del [[Passo del San Gottardo|San Gottardo]] e del Sempione, i giudizi delle guide e dei mulatteri erano molto discordi, ed entrambi i valichi erano ancora troppo lontani perché i due viaggiatori potessero giovarsi di notizie fresche. Inoltre, sapevano che una nevicata poteva cambiare in un'ora le condizioni climatiche, per quanto descritte correttamente. Ma, dal momento che il Sempione appariva nel complesso più promettente, Vendale decise di prendere quella via. (''[[Senza uscita (Dickens e Collins)|Senza uscita]]'') *Da quattro giorni nessun essere umano aveva attraversato il passo. Sopra al limite delle nevi, la neve era troppo soffice per un carro a ruote e non abbastanza compatta per una slitta. Il cielo era carico di neve ormai da diversi giorni, ed era un miracolo che non fosse ancora caduta. La sola cosa certa era che sarebbe caduta prima o poi. Nessun veicolo poteva passare il valico. Si poteva tentare coi muli, oppure a piedi, ma in entrambi i casi le migliori guide dovevano essere pagate con un sovrapprezzo per il rischio, sia che riuscissero a far passare i due viaggiatori, sia che fossero costrette per prudenza a fermarsi a mezza strada e riportarli indietro. (''[[Senza uscita (Dickens e Collins)|Senza uscita]]'') *L'aria fredda mordeva la carne. Ma la serenità della notte e la stupenda bellezza della strada, con le ombre impenetrabili e l'oscurità profonda, con l'improvvise voltate, dopo le quali si passava subitamente nei tratti rischiarati dalla luna, e l'incessante scroscio dell'acqua cadente, resero ad ogni passo il viaggio sempre più meraviglioso. Lasciandosi dietro ben presto i tranquilli villaggi italiani, addormentati nel chiarore lunare, la strada cominciò a svolgersi tortuosa fra le masse nere di alberi e, dopo un po' di cammino, emerse in una zona più spoglia e assai ripida e faticosa, sulla quale la luna risplendeva alta e lucente. A poco a poco il frastuono delle acque divenne più forte e la stupenda strada, dopo aver traversato il torrente su di un ponte, penetrò tra due muri massicci di rocce perpendicolari, i quali ci tolsero interamente la luce della luna e ci lasciarono solo la vista di alcune stelle, che brillavano sulla stretta lista di cielo al di sopra di noi. Poi perdemmo anche queste, nella profonda oscurità di una caverna della roccia, attraverso la quale era stata aperta la strada. ([[Charles Dickens]]) ==Voci correlate== *[[Domodossola]] *[[Ganterbrücke]] *[[Gola di Gondo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Valichi della Svizzera|Sempione]] 8btna2wei2u3e15zpv40b4p5wqma2dt Gola di Gondo 0 224744 1413368 2026-05-14T08:27:03Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Alte Napoleon Brücke Gondoschlucht Schweiz.jpg|thumb|Gola di Gondo]] Citazioni sulla '''gola di Gondo'''. *Uscendo dall'altra parte di nuovo in un tratto rischiarato dalla luna, attraverso ad un ponte altissimo, la strada proseguì tortuosa lungo la gola di Gondo, orrida e grandiosa oltre ogni dire, con precipizi formati da pareti lisce che s'innalzavano su ambo i lati e quasi si toccavano in cima. Proseguimmo così per tutta la notte, avanzand..." 1413368 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Alte Napoleon Brücke Gondoschlucht Schweiz.jpg|thumb|Gola di Gondo]] Citazioni sulla '''gola di Gondo'''. *Uscendo dall'altra parte di nuovo in un tratto rischiarato dalla luna, attraverso ad un ponte altissimo, la strada proseguì tortuosa lungo la gola di Gondo, orrida e grandiosa oltre ogni dire, con precipizi formati da pareti lisce che s'innalzavano su ambo i lati e quasi si toccavano in cima. Proseguimmo così per tutta la notte, avanzando faticosamente sempre più in alto. ([[Charles Dickens]]) ==Voci correlate== *[[Passo del Sempione]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Gondoschlucht|w_site=de|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{s}} [[Categoria:Luoghi della Svizzera]] o3oe1nt1jmilaf0r5anpwcg4g37ujhq Discussioni utente:Dave Baggins 3 224745 1413370 2026-05-14T09:20:50Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1413370 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 11:20, 14 mag 2026 (CEST)}} jjopqo5ew8bt532p2n6ak6wpvn15z6n Senza uscita (Dickens e Collins) 0 224746 1413371 2026-05-14T09:50:18Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "[[File:No Thoroughfare Dickens Collins 1st ed.jpg|miniatura|Copertina dell'edizione originale]] '''''Senza uscita''''', opera letteraria del 1867 di [[Charles Dickens]] e [[Wilkie Collins]]. ==Citazioni== *Avendo già Vendale preso la decisione di affrettarsi a proseguire, senza riposarsi, l'unica questione che li tratteneva era per quale passo attraversare le Alpi. Riguardo alle condizioni dei due passi del [[Passo del San Gottardo|San Gottardo]] e del Passo del Semp..." 1413371 wikitext text/x-wiki [[File:No Thoroughfare Dickens Collins 1st ed.jpg|miniatura|Copertina dell'edizione originale]] '''''Senza uscita''''', opera letteraria del 1867 di [[Charles Dickens]] e [[Wilkie Collins]]. ==Citazioni== *Avendo già Vendale preso la decisione di affrettarsi a proseguire, senza riposarsi, l'unica questione che li tratteneva era per quale passo attraversare le Alpi. Riguardo alle condizioni dei due passi del [[Passo del San Gottardo|San Gottardo]] e del [[Passo del Sempione|Sempione]], i giudizi delle guide e dei mulatteri erano molto discordi, ed entrambi i valichi erano ancora troppo lontani perché i due viaggiatori potessero giovarsi di notizie fresche. Inoltre, sapevano che una nevicata poteva cambiare in un'ora le condizioni climatiche, per quanto descritte correttamente. Ma, dal momento che il Sempione appariva nel complesso più promettente, Vendale decise di prendere quella via. (p. 175) *Da quattro giorni nessun essere umano aveva attraversato [[Passo del Sempione|il passo]]. Sopra al limite delle nevi, la neve era troppo soffice per un carro a ruote e non abbastanza compatta per una slitta. Il cielo era carico di neve ormai da diversi giorni, ed era un miracolo che non fosse ancora caduta. La sola cosa certa era che sarebbe caduta prima o poi. Nessun veicolo poteva passare il valico. Si poteva tentare coi muli, oppure a piedi, ma in entrambi i casi le migliori guide dovevano essere pagate con un sovrapprezzo per il rischio, sia che riuscissero a far passare i due viaggiatori, sia che fossero costrette per prudenza a fermarsi a mezza strada e riportarli indietro. (p. 176) *"Di pericolo ce n'è abbastanza qui intorno," disse Obenreizer lanciando uno sguardo cauto in avanti e in alto, "da consigliarci di fare silenzio. Ha sentito parlare del [[Ganterbrücke|ponte del Ganther]]?"<br>"L'ho attraversato una volta".<br>"D'estate?"<br>"Sì, nella stagione dei viaggi".<br>"Sì, ma in questa stagione è un'altra cosa," ribatté beffardo Obenreizer, come se fosse spazientito.<br>"Questo non è un periodo dell'anno o uno stato di cose, su un valico alpino, che voialtri signori in vacanza possiate conoscere." (p. 181) ==Bibliografia== *Charles Dickens e Wilkie Collins, ''Senza uscita'' (''No Thoroughfare'', 1867), traduzione di Marina Premoli, Nottetempo, Roma, 2018. ISBN 978-88-7452-712-0 ==Altri progetti== {{interprogetto|w=No Thoroughfare|w_site=en}} [[Categoria:Opere letterarie]] 0ui62kxph726xy3qb5x2q324sdi7l2f No Thoroughfare 0 224747 1413372 2026-05-14T09:51:22Z Spinoziano 2297 Redirect alla pagina [[Senza uscita (Dickens e Collins)]] 1413372 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Senza uscita (Dickens e Collins)]] q9m7ztgy7lyds5d80ly4jrndzj5i4td Ganterbrücke 0 224748 1413373 2026-05-14T09:54:13Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Ganterbrücke (14829574022).jpg|thumb|Ganterbrücke]] Citazioni sul '''Ganterbrücke'''. *"Di pericolo ce n'è abbastanza qui intorno," disse Obenreizer lanciando uno sguardo cauto in avanti e in alto, "da consigliarci di fare silenzio. 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(''[[Senza uscita (Dickens e Collins)|Senza uscita]]'') ==Voci correlate== *[[Passo del Sempione]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} {{s}} [[Categoria:Architetture della Svizzera]] [[Categoria:Ponti]] 9wni48wzu59l6v0bfvh9j8muxmgcbc2 Senza uscita 0 224749 1413376 2026-05-14T10:01:05Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{disambigua}} *'''''[[Senza uscita (Dickens e Collins)|Senza uscita]]''''' (''No Thoroughfare'') – opera del 1867 di [[Charles Dickens]] e [[Wilkie Collins]] *'''''[[Senza uscita (film)|Senza uscita]]''''' (''Not Safe for Work'') – film del 2014 diretto da [[Joe Johnston]] *'''''[[Straw - Senza uscita]]''''' (''Straw'') – film del 2025 diretto da [[Tyler Perry]]" 1413376 wikitext text/x-wiki {{disambigua}} *'''''[[Senza uscita (Dickens e Collins)|Senza uscita]]''''' (''No Thoroughfare'') – opera del 1867 di [[Charles Dickens]] e [[Wilkie Collins]] *'''''[[Senza uscita (film)|Senza uscita]]''''' (''Not Safe for Work'') – film del 2014 diretto da [[Joe Johnston]] *'''''[[Straw - Senza uscita]]''''' (''Straw'') – film del 2025 diretto da [[Tyler Perry]] 9nktpwtf2k3vli8zjdf2gjuxikyqjfi Discussioni utente:RobyKiller 3 224750 1413380 2026-05-14T10:55:02Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1413380 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 12:55, 14 mag 2026 (CEST)}} a797zvkes0e6dcqu56qa724cx9lwu4b