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Excalibur
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text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano= Excalibur
|titolooriginale= Excalibur
|immagine=Excalibur (1981) logo.png
|paese= Irlanda/Usa
|anno= 1981
|genere= Fantasy
|regista= [[John Boorman]]
|sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]]
|attori=
*[[Robert Addie]]: Mordred
*[[Emmet Bergin]]: Ulfius
*[[Charley Boorman]]: Mordred da ragazzo
*[[Katrine Boorman]]: Igrayne
*[[Keith Buckley]]: Uryens
*[[Gabriel Byrne]]: Uther
*[[Nicholas Clay]]: Lancillotto
*[[Paul Geoffrey]]: Parcifal
*[[Ciarin Hinds]]: Loth
*[[Garrett Keogh]]: Mador
*[[Cherie Lunghi]]: Ginevra
*[[Helen Mirren]]: Morgana
*[[Nigel Terry]]: Re Artù
*[[Nicol Williamson]]: Mago Merlino
|doppiatoriitaliani=
*[[Sandro Acerbo]]: Mordred
*[[Simona Izzo]]: Igrayne
*[[Sandro Iovino]]: Uryens
*[[Romano Malaspina]]: Uther
*[[Gianni Williams]]: Lancillotto
*[[Romano Ghini]]: Parsifal
*[[Emanuela Rossi]]: Ginevra
*[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana
*[[Pino Colizzi]]: Re Artù
*[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino
|note=
}}
'''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Robert Addie]], regia di [[John Boorman]].
==Frasi==
*Un sogno per alcuni... un incubo per altri! ('''[[Mago Merlino]]''')
*La maledizione degli uomini è che essi dimenticano. ('''Mago Merlino''')
*''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Mago Merlino''')
*Anni per costruire. Attimi per distruggere e tutto per lussuria! ('''Mago Merlino''')
*Non lussuria Merlino, ma per Igrayne. Ma tu non puoi capire, non sei un uomo! ('''Uther''')
*Ti ho amato come re. A volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole. ('''Ginevra''')
*Il Re senza una spada! La terra senza un Re! ('''[[Lancillotto]]''')
*Il [[Drago]] è ovunque. Il Drago è in ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come il fulmine. ('''Mago Merlino''')
*Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere. ('''[[Re Artù|Artù]]''')
*Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre, qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa. ('''Lancillotto''')
*D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. ('''Artù''')
*La più grande qualità di un cavaliere: Verità: Quando un uomo mente assassina una parte del mondo. ('''Mago Merlino''')
*Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere. ('''Artù''')
*Non sapevo quanto la mia anima fosse vuota finché non è stata riempita. ('''Artù''')
*Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. ('''Artù''')
*Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò RE. ('''Artù''')
==Dialoghi==
*'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.
*'''Uryens''': In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e amministrare giustizia. <br/> '''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e Re.
*'''Artù''': Sei solo un sogno Merlino? <br/> '''Merlino''': Un sogno per alcuni... un incubo per altri!
==Citazioni su ''Excalibur''==
*Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]])
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film fantasy]]
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Venezia
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Gaux
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/* Citazioni */ Pompeo Gherardo Molmenti
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{{voce tematica}}
[[Immagine:(Venice) Doge's Palace and campanile of St. Mark's Basilica facing the sea.jpg|thumb|upright=1.5|Venezia]]
Citazioni su '''Venezia'''.
==Citazioni==
*A Venezia, capitale della prostituzione, città cosmopolita, i neonati venivano abbandonati come i gattini. Il problema sociale la [[Repubblica di Venezia|Repubblica]] lo affrontava con la cultura. Alle orfane non si facevano fare i merletti di Burano, gli si insegnava la musica. La regola era: le facciamo esibire e devono diventare le più brave del mondo, orchestre di professioniste che la gente paga per ascoltare. Con i proventi si finanziava l'assistenza: un business sensato. ([[Damiano Michieletto]])
*A Venezia c'erano due milioni di turisti all'anno negli anni Settanta, adesso ce ne sono trenta milioni. Ed è una pressione irresistibile, una domanda che continuerà a crescere. Pochi anni fa non c'erano i cinesi, non c'erano i russi. Adesso sì, a valanghe. Sarà dura. Il consumo della città aumenta vertiginosamente. ([[Massimo Cacciari]])
*A Venezia per i vostri bisogni servitevi delle toilette pubbliche. Ce ne sono ben due: una a Mestre e una sull'autostrada per Padova, dove, tra l'altro, potrete ammirare il fenomeno dell'acqua alta in pieno autogrill. ([[Michele Serra]])
*All'Archivio di Stato di Venezia si legge in una lettera dell'ambasciatore di Francia (2 maggio 1621) che «la [[teriaca|Theriaca]] di questa Città solita fabbricarsi per il passato è stata sempre tanto in Pariggi, che in tutte le provincie della Francia, dico stata tenuta sempre in grandissima reputazione, e d'ogni sorte di persone ricercata, e posta in uso, come antidoto preziosissimo per la salute umana». Nello stesso anno e nello stesso mese, il 28, l'ambasciatore d'Inghilterra accreditato a San Marco certificava che la «Theriaca composta annualmente dagli approbati Speciali di Venezia... è sommamente pregiata ed adoperata volgarmente, con evidentissimo benefizio nelle nostre bande». ([[Piero Camporesi]])
*Cento profonde solitudini formano insieme la città di Venezia. Questo è il suo incanto. Un'immagine per gli uomini del futuro. ([[Friedrich Nietzsche]])
*Chi non ha visto Venezia in aprile, non può immaginare tutta la bellezza inesprimibile di questa città d'incanto. La dolcezza della morbida primavera si addice a Venezia, come il sole abbacinante d'estate si addice alla splendida [[Genova]], e l'oro e la porpora dell'autunno a [[Roma]], grande e antica. La bellezza di Venezia commuove e fa nascere desideri, come la primavera; stanca e lusinga come la promessa di una vicina, misteriosa felicità. Tutto è luminoso e comprensibile, e tutto è avvolto nel fumo sonnolento di un silenzio incantanto. Tutto tace ed è tutto gradevole; tutto è femminile, dallo stesso nome: non per niente l'hanno chiamata «la Bella». Le sagome dei palazzi e delle chiese si alzano lievi e stupende, come il sogno di un giovane Iddio; c'è qualcosa di fiabesco, qualcosa di strano, che affascina, nel luccicare verdastro e nelle sfumature di seta dell'acqua tranquilla dei canali, nella silenziosa corsa delle gondole, nella mancanza di quell'irritante frastuono della città, di suoni e rumori. «Venezia muore, si è spopolata» dicono i suoi abitanti; le mancava forse quest'ultima grazia, la grazia di appassire in fiore, nel trionfo della bellezza. Chi non l'ha vista, non sa: nè Canaletto nè Guardi (per non parlare degli ultimi pittori), hanno potuto cogliere quel lieve clima d'argento, l'orizzonte vago e vicino, la divina armonia delle linee più delicate e dei colori più languidi. Chi ha già vissuto e sofferto non venga a Venezia. Gli verrebbe l'amarezza dei sogni giovanili non realizzati. Ma sarà dolce a chi ha ancora se si sente teso alla gioia; allora porterà la sua gioia sotto i cieli incantati, e per quanto sia luminosa, la indorerà con la loro luce smagliante. ([[Ivan Sergeevič Turgenev]])
*Ci formiamo un'idea così romantica di Venezia per la sua ben nota e singolare posizione, che ora essa non risponde per nulla alle mie aspettative, specie dopo aver esaminato le vedute di [[Canaletto]], tutte d'un solo colore: io trovo che questa, come altre famose città, è composta di cose diverse per dimensioni, per ordini architettonici, per tempo, per materiali. ([[Charles Burney]])
*Come sono grandi gli artisti veneziani, quant'è bella Venezia...<br>Ma è anche inesauribile, sempre prodiga di miracoli e scoperte. Quelli che la visitano in due soli giorni non ne vedono che gli aspetti più celebri ed eclatanti; noi abbiamo percorso i grandi rioni popolari, pieni di bottegucce e di fruttivendoli, e cassette di pomodori e zucchine sparse come macchie di colori, quelle calli segrete, quel volto sconosciuto di Venezia, la [[Giudecca]], dove, tra muretti lugubri, tra viuzze strette e contorte, sui canali sudici, vive gente coraggiosa, sorridente e che non ha dimenticato il sollievo e la gioia d'una canzone, carezza d'acque e di venti sullo specchio del mare. Confesso che questi colori, questa Venezia sconosciuta al turista frettoloso, mi toccavano molto più della fastosa teoria di palazzi sul [[Canal Grande]]. E qui, quasi ogni calle, ogni chiesa rinascimentale o settecentesca (Venezia ha il potere di riconciliarvi con tutto il [[barocco]]) nasconde quadri semi-dimenticati dei più grandi pittori di tutti i tempi. Venezia dei miracoli! ([[Robert Brasillach]])
*Come un grande amuleto arrugginito [...] cascato giù dal collo di un semidio, il cui incanto avvolge l'Adriatico. ([[Thomas Pynchon]])
*Così disposte ai due lati del canale, le abitazioni facevano pensare a luoghi naturali, ma di una natura che avesse creato le proprie opere con un'immagine umana. ([[Marcel Proust]])
*Da sempre i Dogi hanno accolto in città esponenti di tutte le nazionalità, questa è stata una delle grandi fortune di Venezia. L'accoglienza era un affare di Stato, che ha interessato ebrei, tedeschi e persino popolazioni che potevano essere considerate ostili, come ad esempio i turchi. ([[Umberto Vattani]])
*Di corpo esile e minuto, sparuto ed emaciato anche nel viso, con un cappello sordido piazzato sulla nuca in modo da lasciar sfuggire un ciuffo di capelli rossicci da sotto la testa, se ne stava un po' discosto dai suoi, sulla ghiaia, in una posa di impertinente spavalderia, e lanciava, percuotendo le corde in un irruente canto declamativi, i suoi frizzi verso la terrazza, facendo un tale sforzo che le vene gli si gonfiavano sulla fronte. Non sembrava di stampo veneziano, piuttosto della razza dei comici [[Napoli|napoletani]], mezzo ruffiani, mezzo commedianti, brutali e protervi, pericolosi e spassosi. ([[Thomas Mann]])
*Dobbiamo sforzarci di far capire come Venezia rappresenti molto più di un semplice luogo urbano destinato a soddisfare le giuste e legittime aspettative di un turismo di scala mondiale. Perché non sforzarsi di attirare in città persone interessate a portare avanti delle ricerche e approfondire determinati problemi? ([[Umberto Vattani]])
*Dopo l'invasione de' barbari, che sulla bella e ricca Italia scagliatisi come folgori da Dio vibrate nel giorno dell'ira sua, le floride e popolose città adeguando al suolo, struggendo colle fiamme checché di nobile e di prezioso possedevano i doviziosi eredi de' signori del mondo, coprendo il suolo di rovine e di sangue, popolar fecero le prima deserte paludi adriatiche dalle torme degli Eneti fuggitivi, e sin dall'anno dell'era nostra 402, fondar con esempio tutto nuovo sulle melme salmastre e infeconde del nostro golfo l'eroica, la magnifica, l'unica Venezia, tenebre eran restate densissime, in questa bella Italia, ed orbita assoluta d'ogni dotta e gentil disciplina dell'umano ingegno Scienze e belle arti tardamente rinascer dovettero da quelle greche ceneri; parte delle quali singolarmente Venezia avea potuto salvar dall'universale naufragio, gelosamente chiudendole nelle impenetrate sue lagune. ([[Francesco Caffi]])
*''Dormon palazzi, chiese, dormon piazze vetuste, | nereggiano i balconi, nereggiano le anguste | finestre, nel merletto de le arcate severe | di dorati mosaici, colonne e ringhiere. | E dormono obliati dai dogi i discendenti | in sale austere piene di scettri e d'armamenti, | cui diede in immortali quadri nuovi colori | non visti mai finora il genio dei pittori. | La donna da le nere chiome che seppe alzare | al trono il [[Tintoretto]] – tra terra, cielo e mare – | Venezia come [[Venere]] dal mare procreata | qual gemma sul suo seno or giace addormentata.'' ([[Elisaveta Bagrjana]])
*Dove stai andando? Butta via la cartina! Perché vuoi sapere a tutti i costi dove ti trovi in questo momento? D'accordo: in tutte le città, nei centri commerciali, alle fermate degli autobus o della metropolitana, sei abituata a farti prendere per mano dalla segnaletica; c'è quasi sempre un cartello con un punto colorato, una freccia sulla mappa che ti informa chiassosamente: "Voi siete qui". Anche a Venezia, basta che alzi gli occhi e vedrai molti cartelli gialli, con le frecce che ti dicono: devi andare per di là, non confonderti, Alla ferrovia, Per san Marco, All'Accademia. Lasciali perdere, snobbali pure. Perché vuoi combattere contro il labirinto? Assecondalo, per una volta. Non preoccuparti, lascia che sia la strada a decidere da sola il tuo percorso, e non il percorso a farti scegliere le strade. Impara a vagare, a vagabondare. Disorientati. Bighellona. ([[Tiziano Scarpa]])
*E dunque: perché ci si gingilla, tuttora, con l'invio sul posto di comitati o comitatoni ministeriali? Non sartà soltanto perché passi dell'altro tempo, giusto il tempo necessario perché anche i bambini si rassegnino all'idea di una Venezia chiusa da ogni parte dentro un anello di superbe dighe cementizie, più o meno olandesi o longaroniane: di una Venezia in bagnarola? ([[Giorgio Bassani]])
*È il posto più romantico del mondo ma ancora meglio quando non c'è nessuno. ([[Woody Allen]])
*È una città che dà una sensazione incredibile e strana allo stesso tempo, non so davvero perché. Ma mi piace moltissimo. ([[Shannyn Sossamon]])
*{{NDR|L'arte veneziana}} È una ghirlanda di fiori olezzanti; è una collana di pietre preziose. È una cosa lasciva e imponente. È una fata col sole per nimbo, che attrae, che ammalia ma che, a lungo fa venir le traveggole. ([[Camillo Boito]])
*Egli, onorando gentil'uomo, mi parrebbe peccare ne la ingratitudine, se io non pagassi con le lodi una parte di quel che son tenuto a la divinità del sito dove è fondata la vostra casa, la quale abito con sommo piacere de la mia vita, per ciò che ella è posta in luogo che né 'l più giuso, né 'l più suso, né 'l più qua, né 'l più in là ci trova menda. Onde temo entrando ne i suoi meriti, come si teme a entrare in quegli de l'imperadore. Certo, chi la fabricò le diede la perminenza del più degno lato ch'abbia il Canal grande. E per esser egli il patriarca d'ogni altro rio, e Venezia la papessa d'ogni altra cittade, posso dir con verità ch'io godo de la più bella strada e de la più gioconda veduta del mondo. Io non mi faccio mai a le finestre ch'io non vegga mille persone e altrettante gondole su l'ora de i mercatanti. Le piazze del mio occhio deritto sono le Beccarie e la Pescaria; e il campo del mancino, il Ponte e il Fondaco de i tedeschi; a l'incontro ho il Rialto, calcato da uomini da faccende. Hocci le vigne ne i burchi, le caccie e l'uccellagione ne le botteghe, gli orti ne lo spazzo. ([[Pietro Aretino]])
*Finalmente rivedo quanto sia vasta questa città. Il bacino di San Marco, i ponti degli Schiavoni: prima sembravano stretti, ora rivelano la loro ampiezza. Il problema però non è il vuoto: finita la [[Pandemia di COVID-19 del 2019-2020|pandemia]], sarà restituire a Venezia l'anima originaria. ([[Arrigo Cipriani]])
*[[Firenze]] è una città per sposi; Venezia, per amanti; [[Torino]], per i vecchi coniugi che non hanno più nulla da dirsi. ([[Pitigrilli]])
*Fui invitato a sedermi in mezzo a due ambasciatori, e furono questi che mi condussero per la grande strada, che essi chiamano il canale grande e che è davvero molto larga. Le galee ci passano attraverso, e ho visto anche navi di 400 tonnellate e più vicino alle case. È davvero la strada più bella che ci possa essere, io credo, nel mondo [...]. Le case sono molto alte e grandi, quelle vecchie sono costruite con buona pietra e sono tutte dipinte [...] le altre risalgono a cento anni fa [...] tutte hanno la facciata di marmo che viene dall'Istria, a 100 miglia di là, e grandi pezzi di porfido e di serpentino. ([[Philippe de Commynes]])
*Il Comune di Venezia non aveva più nulla di veneziano, salvo la sede. A dominarlo erano gli elettori di Mestre e Marghera, che con quelli di Venezia si trovavano nella proporzione di tre a uno, e dalla loro avevano tutto: i soldi delle industrie, i sindacati e quindi anche i partiti. Decidendo di restare amministrativamente unita, Venezia ha preferito mettersi al rimorchio delle ciminiere e petroliere di Marghera, alle quali ha sacrificato il suo delicatissimo sistema idraulico. Fu allora che, con grande amarezza, feci atto di rinunzia a Venezia, convinto come ero, e come son rimasto, che una città si può salvare solo se sono i suoi abitanti a volerlo. ([[Indro Montanelli]])
*Il giorno in cui Venezia ha chiuso per [[Pandemia di COVID-19 del 2019-2020|virus]] resterà indimenticabile. Studenti, camerieri, cuochi e commessi in fuga. Questione di ore e un po' di vita è rimasta solo a Castello, a Santa Marta e a San Giobbe. Il resto, un deserto. Quando ero bambino la città somigliava a una casa, le calli erano i corridoi e i campi i salotti. Siamo stati una comunità, si viveva ovunque e insieme. Sono gli esseri umani la leva spirituale che permette di superare gli snodi cruciali. Per la prima volta Venezia e la laguna oggi si rendono conto che i soldi non bastano: senza i loro abitanti sono al capolinea. ([[Arrigo Cipriani]])
*In nessun'altra città come a Venezia, ho trovato una tale unità della vita odierna con la vita che ci parla dalle opere d'arte della sua età aurea e nella quale sole e mare sono più essenziali di tutta la storia. ([[Hermann Hesse]])
*Io non ti so dire tante cose e non voglio contastare più teco, ché se' uomo senza alcuna ragione. Solo una cosa ti voglio dire: a [[Milano]] si sanno fare molte mercerie e armadure, e a [[Firenze]] buoni drappi, a [[Bologna]] i salsicciotti, a [[Siena]] i marzapani e i berricuocoli, e così ogni paese ha qualche dota; e li Viniziani si sanno fare signori di [[Lombardia]], e parmi la monarchia d'[[Italia]]. ([[Pievano Arlotto]])
*L'architettura veneziana ebbe un valido ausilio nella scultura, dapprima timida goffa, anche quando in Italia sorgeva la gran luce di [[Nicola Pisano]], ma apparsa a un tratto, nel secolo XIV, viva, libera, spontanea, preludendo alla grande riforma pittorica del Rinascimento. ([[Pompeo Gherardo Molmenti]])
*La nobilissima città di Venezia, come a tutti è noto, giace mirabilmente situata nell'estrema parte del mare Adriatico, e sì come ha per fondamento esso mare, così le mura che la circondano, le fortezze che la guardano, e le porte che la serrano, non sono altro che il medesmo mare. Il mare fra le sue case in più parti e canali diviso, con l'uso nelle picciole barchette, l'è commoda strada, per cui da luogo a luogo in essa si transita. ([[Moderata Fonte]])
*Lo ripeto: Venezia soffre soprattutto delle conseguenze di una cultura che tende ad estrapolarla, a farne qualcosa che non appartiene più alla vita, ma soltanto ai sogni dei poeti (dei cattivi poeti, tuttavia, giacché i poeti veri hanno, e come!, il senso del rapporto tra l'arte e la vita). ([[Giorgio Bassani]])
*Lontana dal mondo e dal tempo, staccata. Immobile e imperitura, Venezia bisogna rispettarla fin dove è possibile. ''Noli me tangere'' dice. ([[Bruno Barilli]])
*Ma quando siamo usciti, stanchi e intontiti, dalla stazione di Venezia e abbiamo visto il Canal Grande e i palazzi marmorei che sfioravano l'acqua melmosa, quel gioiello di cultura che si dondolava sui canali fetidi e muffosi, abbiamo improvvisamente compreso quanto forte e tenace è l'uomo e quanto meraviglioso è il suo spirito, e si è destato in noi un tale amore per l'umanità, l'umanità con le sue pene e le sue epidemie; e siamo penetrati ad occhi aperti dentro un sogno, perché Venezia è il sogno di ogni città... ([[Abraham Yehoshua]])
*Mi piace assai riandare con la mente a Venezia, a quella grande realtà sorta dal grembo del mare come Pallade dal cervello di Giove. ([[Johann Wolfgang von Goethe]], ''[[Viaggio in Italia (saggio)|Viaggio in Italia]]'')
*Non so in quale altra città d'Italia fosse, come nella Venezia del Rinascimento, curata l' istruzione popolare anche obbligatoria – qui prima forse che altrove divenuta laica – e istituti svariati di beneficenza e di previdenza provvedessero al benessere ed all'elevamento della cittadinanza tutta. Qui una scuola particolare veniva istituita a formare i giovani destinati alla Cancelleria ducale; qui frequenti i lasciti per l' istituzione di borse di studio, a cura di nobili veneziani. ([[Vittorio Cian]])
*Nulla di più diverso delle due grandi città marinare rivali che si divisero il dominio del Mediterraneo e i traffici con l'Oriente: Venezia e Genova. Eppure esse hanno in comune un dato negativo nella loro situazione topografica che già determina il loro destino. Entrambe le metropoli sono sorte senza terra sotto i piedi: Venezia come città di palafitte e isolotti lagunari, Genova come città verticale addossata alle alture che non lasciano spazio tra le loro pareti e il mare, di modo che le case devono appiattirsi l'una sull'altra, espandersi a ventaglio sopra un porto sempre più ramificato e affollato. ([[Italo Calvino]])
*Oggi l'unica attività economica a Venezia, se si esclude un po' di [[Pesca (attività)|pesca]], è il [[turismo]]. Invece di aprire nuove rotte commerciali e sperimentare nuove istituzioni, i veneziani vendono [[Pizza|pizze]], [[Gelato|gelati]] e vetro soffiato colorato a orde di visitatori stranieri. I turisti accorrono per vedere le meraviglie create da Venezia nel periodo precedente la serrata, come il palazzo dei dogi e i leoni della basilica di San Marco, provenienti dal saccheggio di [[Costantinopoli|Bisanzio]], quando i veneziani dominavano il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]]. Da potenza economica qual era, Venezia è diventata un [[museo]]. ([[Daron Acemoğlu]])
*Ogni Nazione sana e vigorosa possiede il sentimento della sua eternità. Rimanendo nell'ambito della storia italiana, possiamo osservare che tale sentimento può nascere pure laddove non trattasi già di una grande stirpe aspirante ad unirsi od a rimanere unita, ma bensì di una popolazione, che ha la coscienza della sua essenza regionale e che concentra il suo orgoglio e il suo amor proprio nella gelosa ed assorbente conservazione di questa. Ora tale coscienza in nessun altro stato italiano di prima dell'unità nazionale, è stata così nitidamente sviluppata, come a Venezia. Nei confronti fatti tra Venezia e Roma, di cui, a partire dal cinquecento, la letteratura filosofica, storica e letteraria, e dei veneziani e dei numerosi loro amici ed ammiratori, sparsi per tutta la penisola, abbonda, ''l'eterna Roma'' cede il passo, precipuamente in ''puncto aeternitatis'', alla presunta eternità di Venezia. ([[Robert Michels]])
*Ora sono a Venezia, mio caro Usbek. Si può aver visto tutte le città del mondo e restare sorpresi arrivando a Venezia: si sarà sempre stupiti di vedere una città, delle torri e delle moschee emergere dall'acqua, e trovare una quantità enorme di persone in un luogo dove dovrebbero stare soltanto dei pesci. Ma questa città profana manca del tesoro più prezioso che ci sia al mondo, l'acqua sorgiva: è impossibile compiere una sola abluzione rituale. Il nostro santo Profeta ne ha orrore: dall'alto del cielo la guarda sempre in collera. ([[Montesquieu]])
*Per quasi mezzo millennio la Repubblica di Venezia fu considerata il simbolo del dominio sui mari e di una prosperità fondata sul commercio marittimo, un capolavoro di alta politica e nel contempo «la creazione più singolare della storia economica di ogni tempo» […] Questa favolosa regina del mare brillò con crescente splendore dal 1000 al 1500 […] Se però ci chiediamo se siamo qui di fronte a un caso di esistenza puramente marittima e di effettiva decisione per l'elemento del mare, ci accorgiamo subito di come appaia esigua una potenza marittima ristretta all'Adriatico e al bacino del Mediterraneo non appena si spalancano gli spazi sconfinati degli oceani del mondo. ([[Carl Schmitt]])
*Purtroppo, questa bella e storica città sta andando in rovina a causa di fattori naturali e industriali, che hanno danneggiato i capolavori architettonici e artistici in essa racchiusi. ([[Farah Pahlavi]])
*Quando arriviamo a Venezia, stammi vicina. Il sindaco dice che a guardare le pitture uno casca in acqua come niente. ([[Nantas Salvalaggio]])
*Questa era Venezia, la bella lusinghiera e ambigua, la città metà fiaba e metà trappola, nella cui atmosfera corrotta l'arte un tempo si sviluppò rigogliosa, e che suggerì ai musicisti melodie che cullano in sonni voluttuosi. ([[Thomas Mann]])
*Questa pura Città d'arte aspira a una suprema condizione di bellezza, che è per lei un annuale ritorno come per la selva il dar fiori. Ella tende a rivelar sé medesima in una piena armonia quasi che sempre ella porti in sé possente e consapevole quella volontà di perfezione da cui nacque e si formò nei secoli come una creatura divina. Sotto l'immobile fuoco dei cieli estivi, ella pareva senza palpito e senza respiro, morta nelle sue verdi acque; ma non m'ingannò il mio sentimento quando io la indovinai travagliata in segreto da uno spirito di vita bastevole a rinnovare il più alto degli antichi prodigi.<br>Questo io pensava, assistendo allo spettacolo incomparabile che per un dono di amore e di poesia io poteva contemplare con occhi attentissimi la cui vista mi si mutava in visione profonda e continua... Ma con qual virtù potrò io mai comunicare a chi m'ascolta questa mia visione di bellezza e di gioia? Non v'è aurora e non v'è tramonto che valgano una simile ora di luce su le pietre e su le acque. ([[Gabriele D'Annunzio]])
*Questa sì che è fantasia! Dal tanfo dei canali immaginarsi Venezia. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*Se cerco un'altra parola per la musica, trovo sempre e soltanto la parola Venezia. ([[Friedrich Nietzsche]])
*Se fossi nato in [[Olanda]] che sta sotto il livello del mare e stupidamente lo deride, non avrei mai scritto una poesia su questa Venezia idiota che tutti salvano a parole e a colpi di interpellante mano. ([[Gaio Fratini]])
*Sembra aver trasformato il prestigio di un tempo in quello di una banconota falsa. ([[Alberto Ongaro]])
*Si è sempre dato per scontato che Venezia è la città ideale per una luna di miele, ma è un grave errore. Vivere a Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro. ([[Peggy Guggenheim]])
*Situata nel punto più interno dell'Adriatico, a metà strada fra Oriente e Occidente, sull'unico grande itinerario marittimo del commercio medievale; porto mediterraneo, eppure così a nord da trovarsi quasi nel cuore dell'Europa; Venezia era il punto su cui convergevano tutte le vie di traffico terrestri e marittime che potessero essere percorse da bestie da soma o solcate da navi. [...] Ma se la geografia aveva dato a Venezia una posizione senza pari, i Veneziani fecero il resto. Per tutti i primi anni della loro storia sfidarono Costantinopoli a oriente, e il Papa e il Sacro Romano Imperatore a occidente: a volte rivolgendosi a uno, a volte all'altro, ma sempre ostinatamente attaccati alla loro indipendenza... [...] Capaci, se minacciati, di ritirarsi nelle loro isole [...] Consapevoli sempre che, per essi, l'avvenire si trovava sul mare e in quelle terre orientali il cui calore si era insinuato nella loro civiltà e aveva scaldato il loro sangue. Erano occidentali e orientali insieme, questi veneziani: cuori caldi nell'amare e nel conquistare, teste fredde nel progettare e nel governare. ([[Eileen Power]])
*Tutti da bambini, abbiamo sognato la fortuna di Robinson Crusoe, il naufragio davanti all'isola che tanto opportunamente lo priva di ogni suo bene [...] tutti abbiamo sognato le stranezze di una vita inedita in un regno inaccessibile, un'isola di libertà, frutto, in qualche modo, di una diversa distribuzione delle cose della vita.<br>Ebbene, anche Venezia è un'isola, un mondo altro, per persone adulte o quasi, per bambini troppo cresciuti ma ancora capaci di sognare. Un'isola certo non inaccessibile, ma che forse non si raggiunge mai veramente. La si è troppo immaginata, prima di conoscerla, per vederla così com'è. La amiamo attraverso noi stessi. Sortilegio, illusione, inganno, specchio deformante, ecco quel che è, quel che le chiediamo di essere. [...] Mondo a metà visto a metà sognato, si richiude su di noi come per virtù propria. Ed è quanto ci aspettiamo. Ciascuno di noi ha il suo modo di amare Venezia, che non è quello del vicino, e di racchiudervisi a piacer suo, di trovarvi ciò che vuole, la decrepitezza della morte, un attimo di tregua, un alibi, una stravaganza o il semplice intermezzo di una vita diversa. ([[Fernand Braudel]])
*Una città, la quale, a guisa della favolosa Venere, nata dalle acque, ed a poco a poco ingrandita e fatta padrona di vastissime provincie, e divenuta maestra di politico sapere alle più colte nazioni dell'Europa e dell'Asia, durò gloriosamente per quattordici secoli nella sua originaria indipendenza e fu teatro di singolari vicende e di avvenimenti maravigliosi, doveva essere a tutta ragione l'oggetto dell'ammirazione e delle indagini di tanti popoli e di tanti dotti, quanti le impressioni e le reminiscenze seppero penetrare, che in sé racchiude il semplice nome di VENEZIA. ([[Giuseppe Cappelletti]])
*Una città posta, come Venezia, quasi fuori di questo nostro confine terrestre; quel vedersi innanzi, per ogni parte, invece della campagna coltivata, le lievi lucenti {{sic|rincrespature}} dell'immensa laguna, e sorgervi in mezzo tante case, tanti palazzi, e cupole, e campanili, non può non recare un grande stupore in chi v'arriva la prima volta.<br>Non so ridire dunque ciò ch'io provassi quando in un giorno, ormai lontano, del 1873, venendo dalla stazione, m'inoltrai per il [[Canal Grande]]. Tutto mi pareva diverso da ciò che suol essere nelle altre città, anche le voci che mi parevano correre più echeggiate e più aeree: e ciò s'accordava bene a que' palazzi muti sulle acque, dove immergevano profondamente le loro ombre secolari tra gli azzurri e vasti riflessi d'un caldo cielo di maggio. ([[Mario Pratesi]])
*Una delle cose che più amo di Venezia è che ci si cammina con sicurezza. [...] I suoni cambiano ogni volta che ci si avvicina a un canale e i muri rimandano eco distintissimi. Mia sorella le detesta. [...] Dice che è come una città in gelatina, un avanzo di un grosso banchetto i cui ospiti siano morti o spariti... Lei si spaventa. Troppe ombre. (''[[A Venezia... un dicembre rosso shocking]]'')
*Venezia, come ogni città, esiste solo se ci sono gli abitanti che la costruiscono, la vivono e la amano. La pandemia rivela il suo deserto, comune a gran parte dell'Occidente. Venezia non è più la casa dei veneziani e si è illusa di poter essere l'albergo, il negozio, o l'ufficio di chiunque. Il [[Pandemia di COVID-19 del 2019-2020|Covid]], interrompendo la mobilità fisica, ci dice che senza le persone anche le città-simbolo diventano preda di ambiguità e falsità. Il loro epilogo è il fallimento. ([[Tobia Scarpa]])
*''Venezia è bella, ma non è il mio mare.'' ([[Calcutta (cantante)|Calcutta]])
*Venezia è come mangiare un'intera scatola di cioccolata al liquore in una sola volta. ([[Truman Capote]])
*Venezia è l'[[Impressionismo]] in pietra. ([[Claude Monet]])
*Venezia è il posto dove navigano i violini. ([[Ramón Gómez de la Serna]])
*Venezia era proprio la città dei miei sogni e la realtà superò tutte le mie fantasie a ogni ora della giornata, la mattina e la sera, nella calma del sereno e nei cupi riflessi dei temporali. Amavo questa città di per se stessa ed è la sola al mondo che io abbia amato in questo modo, perché una città mi ha sempre fatto l'effetto di una prigione che sopporto a causa dei miei compagni di cattività. A Venezia si potrebbe vivere a lungo anche da soli e posso capire come ai tempi del suo splendore e della sua libertà i suoi figli l'abbiano quasi personificata nel loro amore e l'abbiano amata non come una cosa ma come un essere. ([[George Sand]])
*Venezia fu senza dubbio sin dal suo nascimento la citta degli [[Organo (strumento musicale)|organi]]. La fabbricazion loro ed il loro suono son arti ch'ella prese da' Greci, e nelle sue magiche isolette felicemente trasportò e conservò allorché rifugiossi in queste il fior delle circostanti italiane regioni per isfuggire al ferro de' barbari. ([[Francesco Caffi]])
*Venezia, la più insolita e la più maliarda – nel senso che il suo fascino ti soffoca, non ti dà tregua – delle città che ho visto. Vagabondare attraverso i mercati sontuosi e orientaleggianti, lungo i Rii vedi dove fluiscono alghe e misteri, sulle larghe ''fondamenta<ref name=it>In italiano nell'originale. {{cfr}} ''Il nostro anteguerra'', p. 261.</ref>''deserte che delimitano la città, o alle ''Zattere<ref name=it />''di fronte alla ''Giudecca<ref name=it />'', o nei pressi del cimitero ornato di porte monumentali che sorge dall'acqua come il castello stesso della morte; ci si rende conto che ben difficilmente si potrà capire a fondo questa città, unica, irripetibile, al cui confronto anche la bella [[Amsterdam]] sfigura. [...] Bisogna sapere, bisogna ammettere subito, che non è semplice, che il suo fascino non è decrittabile con una parola o una pagina [...]. Perché Venezia nasconde altri tesori oltre ai suoi palazzi, ai suoi quadri meravigliosi, le sue serate dipinte dal [[Francesco Guardi|Guardi]], i miracoli di [[Gentile]], [[Giovanni Bellini|Bellini]] o gli Arcivescovi con la Mitra in barca sul Canal Grande, le feste del [[Canaletto]], i santi del [[Tintoretto]], le Vergini di [[Tiziano Vecellio|Tiziano]]. Venezia ha volti sconosciuti e misteriosi, un cuore sublime e soprannaturale, che nulla potrà mai fermare o limitare. ([[Robert Brasillach]])
*Venezia, malgrado le inaudite sventure che stanno per annientarla, è una città francamente allegra. ([[Stendhal]])
*Venezia, metà [[donna]], metà pesce, è una sirena che si disfà di una palude dell'Adriatico. ([[Jean Cocteau]])
*Venezia rigurgita, colma di forestieri. Troppi arrivi, troppi treni, troppi piroscafi, troppo sole, troppo orgasmo. L’industria alberghiera è sopraffatta dalla clientela. Tutto sommato la situazione è difficile. ([[Bruno Barilli]])
*Venezia: terribile! Tutta piena di canali! Ce ne ha più di [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]! (''[[Rimini Rimini]]'')
*Vinegia, di tutta Italia nutrice. ([[Teofilo Folengo]])
*Vinegia (sì come io credo che per molte cagioni sia notissimo a tutto il mondo, per essere, ed essere stata madre di tanti valorosi spiriti, capo di così saggia e santa republica, e appresso vero e sicuro albergo di quella maggior bontà ch'appaia al mondo) è città posta e fondata in mezo l'acqua nella più queta e tranquilla parte del mare Adriatico. ([[Girolamo Parabosco]])
===[[Iosif Aleksandrovič Brodskij]]===
*Il pizzo verticale delle facciate veneziane è il più bel disegno che il tempo-alias-acqua abbia lasciato sulla terraferma, in qualsiasi parte del globo. [...] È come se lo spazio, consapevole – qui più che in qualsiasi altro luogo – della propria inferiorità rispetto al tempo, gli rispondesse con l'unica proprietà che il tempo non possiede: con la bellezza. Ed ecco perché l'acqua prende questa risposta, la torce, la ritorce, la percuote, la sbriciola, ma alla fine la porta pressoché intatta verso il largo, nell'Adriatico.
*In questa città si può versare una lacrima in diverse occasioni. Posto che la bellezza sia una particolare distribuzione della luce, quella più congeniale alla [[retina]], la lacrima è il modo con cui la retina – come la lacrima stessa – ammette la propria incapacità di trattenere la bellezza.
*Perché questa è la città dell'occhio: le altre facoltà vengono in seconda linea, e molto distanziate.
===[[Karel Čapek]]===
*''Che cosa non mi è piaciuto?'' [...] 3. La spaventosa folla di turisti a Venezia. La maggior parte dei tedeschi porta zaini da montagna o abiti di loden, gli inglesi macchine fotografiche, gli americani si riconoscono dalle spalle e i ciechi per il fatto che sembrano quasi tedeschi, ma parlano vistosamente a voce alta, forse perché da noi l'aria è più rarefatta [...] 5. Gli sposini. Senza rivelarne i motivi. 6. I veneziani, visto che sono russi. Una donna nera come il carbone e dagli occhi d'anguilla, che portava il vestito tradizionale dalle frange lunghe due palmi e il pettine sulla crocchia, un purissimo tipo veneziano, proprio mentre la guardavo ammirato, ha detto al suo cavaliere ''Da, da, jasnyj moj''; e io ho perso un'altra illusione.
*Invece il Canal Grande quasi vi deluderà. Alcuni favoleggiano dello splendore dei suoi palazzi e altri della loro malinconica agonia: io vi ho trovato soprattutto un gotico alquanto scadente, che ha dato ai nobili veneziani solo la famosa ''merlettatura'' di pietra, con cui rivestire le facciate dei palazzi come bustini. Purtroppo mi sfugge il senso di questa passamaneria architettonica e di tutta la rigatteria da mercante della Venezia antica. Qui hanno sempre importato qualcosa: colonne greche, cannella orientale, tappeti persiani, influenze bizantine, broccati, gotico, rinascimento, per quei mercanti tutto andava bene, purché di gran lusso. Non c'è nulla che non abbiano inventato, finanche la loggia aperta al centro della facciata: bello, ma un po' poco per una buona architettura.
*Non vorrei scrivere molto su Venezia; penso che tutti la conoscano. È realmente simile, fino al fastidio, ai vari ''souvenirs de Venice''; quando mi sono fermato per la prima volta a [[Piazza San Marco|piazza San Marco]], sono rimasto confuso e a lungo non ho potuto liberarmi dalla opprimente sensazione che non fosse un luogo reale, ma il Lunapark dove deve svolgersi la notte veneziana. Aspettavo soltanto che cominciassero a gemere le chitarre e che il gondoliere cantasse come il signor Schütz. Por fortuna il gondoliere ha misteriosamente taciuto, ma alla fine mi ha derubato in modo poco cristiano, agitandomi davanti agli occhi un qualche tariffario.
===[[François-René de Chateaubriand]]===
*La civiltà di Venezia ha con sé ogni comodo di vita. La seduzione del cielo impedisce di pensare a una maggior dignità umana; una virtù di simpatia esala da questi vestigi di grandezza, da queste tracce dell'arte. Gli avanzi di un'antica società, che produsse tali miracoli, disgustandovi di una società nuova, non vi permettono alcun desiderio dell'avvenire. Volete sentirvi morire con tutto ciò che muore intorno a voi; né altra cura vi spetta se non fregiare i resti della vostra vita, a mano a mano ch'essa se ne dispoglia.
*Si può, a Venezia, credersi sulla tolda d'una superba galera ancorata, sul ''[[Bucintoro|Bucentauro]]'', dove si dia una festa, e donde si scorgano all’intorno cose ammirevoli.
*Venezia è là, assisa sulla riva del mare, come una bella donna, che sta per spegnersi col giorno; il vento crepuscolare solleva i suoi capelli profumati ed essa muore, salutata da tutte le grazie e da tutti i sorrisi della natura.
*Venezia non conobbe l'idolatria; crebbe cristiana nell'isola in cui fu nutrita, lungi dalla brutalità di Attila. Le discendenti dei Scipioni, le Paole e le Eustochie, sfuggirono, nella grotta di Betlemme, alla violenza di Alarico. Appartata dalle altre città, figlia primogenita della civiltà antica, non avvilita dalla conquista, Venezia né ruderi romani contiene, né monumenti barbarici. Neppur vi si vede ciò che si vede nel nord e nell'occidente di Europa, in mezzo ai progressi dell'industria, voglio dire gli edifici nuovi, le vie fabbricate in fretta, in cui le case o sono incompiute o vuote. Che cosa si potrebbe qui costruire? Miserabili bugigattoli, che svelerebbero la povertà di concezione dei figli, vicino alla magnificenza geniale dei padri; casupole bianche, che non arriverebbero al tallone dei giganteschi palazzi abitati dai Foscari e dai Pesaro. La cazzuola di calcina e la mano di gesso, che per un’ urgente riparazione si sono applicate ad un capitello di marmo, ci offendono. Meglio le tavole tarlate, che sbarrano le finestre greche o moresche; meglio i cenci posti ad asciugare sopra artistici balconi, che l'impronta della mano infermiccia del nostro secolo.
===[[Charles Dickens]]===
*Giuro (con assoluta convinzione) che Venezia è ''il'' prodigio, la nuova meraviglia del mondo. Se tu potessi esservi trasportato, senza averne mai sentito parlare, sarebbe la stessa cosa. Calpestarne le pietre, averne davanti gli scorci e nella mente la storia è qualcosa che supera tutto ciò che di essa si scrive, si dice, si pensa. Non potresti parlarmi in questa stanza, né io a te, senza stringermi le mani e dire: «Buon Dio, mio caro amico, abbiamo vissuto per vedere tutto questo!»
*Mio caro amico, qualunque cosa al mondo tu abbia udito su Venezia, nessuna uguaglia la magnificenza e lo splendore della realtà. Le più sfrenate visioni delle Mille e Una Notte non sono nulla in confronto a Piazza San Marco e della prima impressione dell'interno della chiesa. La realtà sontuosa e stupefacente di Venezia è al di là delle fantasie del più audace sognatore. Nemmeno l'oppio potrebbe far sorgere un luogo simile, e un incantesimo sfumarlo poi in visione. Tutto quello che ho sentito dire, o letto in descrizioni realistiche o romanzate, o immaginato su di essa viene scavalcato di migliaia di miglia. E tu sai che, quando mi aspetto troppo da un luogo, è facile che ne resti poi deluso: ma Venezia è al di sopra, al di là, al di fuori della portata di ogni immaginazione umana. Non la si è mai decantata abbastanza. A vederla, ti commuoveresti fino alle lacrime. [...] Da oggi, Venezia è parte della mia mente.
*Non mi è mai successo prima di aver paura di descrivere quanto mi è capitato di vedere. Ma nel dirti che cos'è Venezia, ebbene, sento che mi è impossibile.
*Non vi è nulla che mi abbia colpito in vita mia come Venezia. È ''la'' meraviglia del mondo. Un dannato antico posto da sogno, stupendo, immateriale, impossibile, perverso, irreale. Vi sono arrivato di sera, e la sensazione di quella sera e della luminosa mattina successiva è ormai parte di me per il resto della mia esistenza.
*Venezia è stata un tale splendido sogno che non riesco mai a parlarne, sentendomi del tutto incapace di descriverne l'impatto sulla mia mente.
===[[Francesco Guccini]]===
*''Venezia che muore, Venezia appoggiata sul mare, | la dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi Venezia la vende ai turisti.''
*''Venezia è anche un sogno, di quelli che puoi comperare, | però non ti puoi risvegliare con l'acqua alla gola, e un dolore a livello del mare.''
*''Venezia è un albergo, San Marco è senz'altro anche il nome di una pizzeria, | la [[gondola]] costa, la gondola è solo un bel giro di giostra.''
*''Venezia è un imbroglio che riempie la testa soltanto di fatalità: | del resto del mondo non sai più una sega, Venezia è la gente che se ne frega.''
===[[Ippolito Nievo]]===
*Mi destai per porgere gli estremi uffici all'amico, deporlo nel suo ultimo letto, e accompagnarlo per le acque silenziose all'isola di san Michele. Io invidio ai morti veneziani questo postumo viaggio; se un lontano sentore di vita rimane in essi, come pensa l'americano [[Edgar Allan Poe|Poe]], deve giungere ben soave ai loro sensi assopiti il dolce molleggiar della gondola.
*Non rimpiangere o Venezia le allegrie spensierate, i frastuonanti baccanali del tuo Carnevale! non rimpiangere il brio delle feste, la gajezza delle regate! - quelli erano i giuochi del fanciullo - ora i tempi hanno reso adulta l'anima tua - ad altri destini ti ha sortito il cielo – L'Inglese più non verrà alle tue acque come al soggiorno della mollezza e degli amori, ma come alla scuola delle virtù cittadine - E gli occhi delle tue donne perderanno la fama della voluttà inebbriante per raggiare d'eroismo, d'amore per la patria - Le acque del mare cullarono, o Venezia, con materna tenerezza i profughi di Aquileja scampati al furore di Attila - esse non culleranno giammai l'Attila della Germania - un giorno o l'altro lo ingojeranno.
*Quanti secoli, quante memorie in quelle mura! — Quante glorie da quel giorno in cui i pescatori costruirono la prima capanna sul rione di Rialto fino al momento che la spada del [[Napoleone Bonaparte|conquistator Corso]] abbatté il Corno dei Dogi! Quello è il palazzo dei Foscari!... Questo è il palazzo di Valenza Cornaro! [...] Quello è il palazzo di Pesaro! [...] Oh cos'è mai Venezia considerata nell' immensa vastità della terra! — una pozzanghera da cui sorgono qua e là alcuni isolotti di sabbia che appena reggerebbero ad un'ondata dell' Oceano! — ma pure l'uomo ha abitato quella pozzanghera! — la sua intelligenza capricciosa ed ardita spaziò su quegli isolotti; la sua mano creatrice vi ammonticchiò delle pietre, e Venezia è sorta come per incanto!
*Venezia non era più che una città e voleva essere un popolo.
==Note==
<references />
==Voci correlate==
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*[[Arsenale di Venezia]]
*[[Basilica dei Santi Giovanni e Paolo (Venezia)|Basilica dei Santi Giovanni e Paolo]]
*[[Basilica di San Marco]]
*[[Basilica di Santa Maria della Salute]]
*[[Calle]]
*[[Campanile di San Marco]]
*[[Canal Grande]]
*[[Chiesa di San Francesco della Vigna]]
*[[Fondamente Nove]]
*[[Ghetto di Venezia]]
*[[Laguna di Venezia]]
*[[Monumento equestre a Bartolomeo Colleoni]]
*[[Palazzo Corner della Ca' Granda]]
*[[Palazzo Giustinian Lolin]]
*[[Piazza San Marco]]
*[[Proverbi veneti]]
*[[Riva degli Schiavoni]]
*[[Veneto]]
*[[Voci e gridi di venditori veneti]]
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Comuni del Veneto]]
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[[Immagine:(Venice) Doge's Palace and campanile of St. Mark's Basilica facing the sea.jpg|thumb|upright=1.5|Venezia]]
Citazioni su '''Venezia'''.
==Citazioni==
*A Venezia, capitale della prostituzione, città cosmopolita, i neonati venivano abbandonati come i gattini. Il problema sociale la [[Repubblica di Venezia|Repubblica]] lo affrontava con la cultura. Alle orfane non si facevano fare i merletti di Burano, gli si insegnava la musica. La regola era: le facciamo esibire e devono diventare le più brave del mondo, orchestre di professioniste che la gente paga per ascoltare. Con i proventi si finanziava l'assistenza: un business sensato. ([[Damiano Michieletto]])
*A Venezia c'erano due milioni di turisti all'anno negli anni Settanta, adesso ce ne sono trenta milioni. Ed è una pressione irresistibile, una domanda che continuerà a crescere. Pochi anni fa non c'erano i cinesi, non c'erano i russi. Adesso sì, a valanghe. Sarà dura. Il consumo della città aumenta vertiginosamente. ([[Massimo Cacciari]])
*A Venezia per i vostri bisogni servitevi delle toilette pubbliche. Ce ne sono ben due: una a Mestre e una sull'autostrada per Padova, dove, tra l'altro, potrete ammirare il fenomeno dell'acqua alta in pieno autogrill. ([[Michele Serra]])
*All'Archivio di Stato di Venezia si legge in una lettera dell'ambasciatore di Francia (2 maggio 1621) che «la [[teriaca|Theriaca]] di questa Città solita fabbricarsi per il passato è stata sempre tanto in Pariggi, che in tutte le provincie della Francia, dico stata tenuta sempre in grandissima reputazione, e d'ogni sorte di persone ricercata, e posta in uso, come antidoto preziosissimo per la salute umana». Nello stesso anno e nello stesso mese, il 28, l'ambasciatore d'Inghilterra accreditato a San Marco certificava che la «Theriaca composta annualmente dagli approbati Speciali di Venezia... è sommamente pregiata ed adoperata volgarmente, con evidentissimo benefizio nelle nostre bande». ([[Piero Camporesi]])
*Cento profonde solitudini formano insieme la città di Venezia. Questo è il suo incanto. Un'immagine per gli uomini del futuro. ([[Friedrich Nietzsche]])
*Chi non ha visto Venezia in aprile, non può immaginare tutta la bellezza inesprimibile di questa città d'incanto. La dolcezza della morbida primavera si addice a Venezia, come il sole abbacinante d'estate si addice alla splendida [[Genova]], e l'oro e la porpora dell'autunno a [[Roma]], grande e antica. La bellezza di Venezia commuove e fa nascere desideri, come la primavera; stanca e lusinga come la promessa di una vicina, misteriosa felicità. Tutto è luminoso e comprensibile, e tutto è avvolto nel fumo sonnolento di un silenzio incantanto. Tutto tace ed è tutto gradevole; tutto è femminile, dallo stesso nome: non per niente l'hanno chiamata «la Bella». Le sagome dei palazzi e delle chiese si alzano lievi e stupende, come il sogno di un giovane Iddio; c'è qualcosa di fiabesco, qualcosa di strano, che affascina, nel luccicare verdastro e nelle sfumature di seta dell'acqua tranquilla dei canali, nella silenziosa corsa delle gondole, nella mancanza di quell'irritante frastuono della città, di suoni e rumori. «Venezia muore, si è spopolata» dicono i suoi abitanti; le mancava forse quest'ultima grazia, la grazia di appassire in fiore, nel trionfo della bellezza. Chi non l'ha vista, non sa: nè Canaletto nè Guardi (per non parlare degli ultimi pittori), hanno potuto cogliere quel lieve clima d'argento, l'orizzonte vago e vicino, la divina armonia delle linee più delicate e dei colori più languidi. Chi ha già vissuto e sofferto non venga a Venezia. Gli verrebbe l'amarezza dei sogni giovanili non realizzati. Ma sarà dolce a chi ha ancora se si sente teso alla gioia; allora porterà la sua gioia sotto i cieli incantati, e per quanto sia luminosa, la indorerà con la loro luce smagliante. ([[Ivan Sergeevič Turgenev]])
*Ci formiamo un'idea così romantica di Venezia per la sua ben nota e singolare posizione, che ora essa non risponde per nulla alle mie aspettative, specie dopo aver esaminato le vedute di [[Canaletto]], tutte d'un solo colore: io trovo che questa, come altre famose città, è composta di cose diverse per dimensioni, per ordini architettonici, per tempo, per materiali. ([[Charles Burney]])
*Come sono grandi gli artisti veneziani, quant'è bella Venezia...<br>Ma è anche inesauribile, sempre prodiga di miracoli e scoperte. Quelli che la visitano in due soli giorni non ne vedono che gli aspetti più celebri ed eclatanti; noi abbiamo percorso i grandi rioni popolari, pieni di bottegucce e di fruttivendoli, e cassette di pomodori e zucchine sparse come macchie di colori, quelle calli segrete, quel volto sconosciuto di Venezia, la [[Giudecca]], dove, tra muretti lugubri, tra viuzze strette e contorte, sui canali sudici, vive gente coraggiosa, sorridente e che non ha dimenticato il sollievo e la gioia d'una canzone, carezza d'acque e di venti sullo specchio del mare. Confesso che questi colori, questa Venezia sconosciuta al turista frettoloso, mi toccavano molto più della fastosa teoria di palazzi sul [[Canal Grande]]. E qui, quasi ogni calle, ogni chiesa rinascimentale o settecentesca (Venezia ha il potere di riconciliarvi con tutto il [[barocco]]) nasconde quadri semi-dimenticati dei più grandi pittori di tutti i tempi. Venezia dei miracoli! ([[Robert Brasillach]])
*Come un grande amuleto arrugginito [...] cascato giù dal collo di un semidio, il cui incanto avvolge l'Adriatico. ([[Thomas Pynchon]])
*Così disposte ai due lati del canale, le abitazioni facevano pensare a luoghi naturali, ma di una natura che avesse creato le proprie opere con un'immagine umana. ([[Marcel Proust]])
*Da sempre i Dogi hanno accolto in città esponenti di tutte le nazionalità, questa è stata una delle grandi fortune di Venezia. L'accoglienza era un affare di Stato, che ha interessato ebrei, tedeschi e persino popolazioni che potevano essere considerate ostili, come ad esempio i turchi. ([[Umberto Vattani]])
*Di corpo esile e minuto, sparuto ed emaciato anche nel viso, con un cappello sordido piazzato sulla nuca in modo da lasciar sfuggire un ciuffo di capelli rossicci da sotto la testa, se ne stava un po' discosto dai suoi, sulla ghiaia, in una posa di impertinente spavalderia, e lanciava, percuotendo le corde in un irruente canto declamativi, i suoi frizzi verso la terrazza, facendo un tale sforzo che le vene gli si gonfiavano sulla fronte. Non sembrava di stampo veneziano, piuttosto della razza dei comici [[Napoli|napoletani]], mezzo ruffiani, mezzo commedianti, brutali e protervi, pericolosi e spassosi. ([[Thomas Mann]])
*Dobbiamo sforzarci di far capire come Venezia rappresenti molto più di un semplice luogo urbano destinato a soddisfare le giuste e legittime aspettative di un turismo di scala mondiale. Perché non sforzarsi di attirare in città persone interessate a portare avanti delle ricerche e approfondire determinati problemi? ([[Umberto Vattani]])
*Dopo l'invasione de' barbari, che sulla bella e ricca Italia scagliatisi come folgori da Dio vibrate nel giorno dell'ira sua, le floride e popolose città adeguando al suolo, struggendo colle fiamme checché di nobile e di prezioso possedevano i doviziosi eredi de' signori del mondo, coprendo il suolo di rovine e di sangue, popolar fecero le prima deserte paludi adriatiche dalle torme degli Eneti fuggitivi, e sin dall'anno dell'era nostra 402, fondar con esempio tutto nuovo sulle melme salmastre e infeconde del nostro golfo l'eroica, la magnifica, l'unica Venezia, tenebre eran restate densissime, in questa bella Italia, ed orbita assoluta d'ogni dotta e gentil disciplina dell'umano ingegno Scienze e belle arti tardamente rinascer dovettero da quelle greche ceneri; parte delle quali singolarmente Venezia avea potuto salvar dall'universale naufragio, gelosamente chiudendole nelle impenetrate sue lagune. ([[Francesco Caffi]])
*''Dormon palazzi, chiese, dormon piazze vetuste, | nereggiano i balconi, nereggiano le anguste | finestre, nel merletto de le arcate severe | di dorati mosaici, colonne e ringhiere. | E dormono obliati dai dogi i discendenti | in sale austere piene di scettri e d'armamenti, | cui diede in immortali quadri nuovi colori | non visti mai finora il genio dei pittori. | La donna da le nere chiome che seppe alzare | al trono il [[Tintoretto]] – tra terra, cielo e mare – | Venezia come [[Venere]] dal mare procreata | qual gemma sul suo seno or giace addormentata.'' ([[Elisaveta Bagrjana]])
*Dove stai andando? Butta via la cartina! Perché vuoi sapere a tutti i costi dove ti trovi in questo momento? D'accordo: in tutte le città, nei centri commerciali, alle fermate degli autobus o della metropolitana, sei abituata a farti prendere per mano dalla segnaletica; c'è quasi sempre un cartello con un punto colorato, una freccia sulla mappa che ti informa chiassosamente: "Voi siete qui". Anche a Venezia, basta che alzi gli occhi e vedrai molti cartelli gialli, con le frecce che ti dicono: devi andare per di là, non confonderti, Alla ferrovia, Per san Marco, All'Accademia. Lasciali perdere, snobbali pure. Perché vuoi combattere contro il labirinto? Assecondalo, per una volta. Non preoccuparti, lascia che sia la strada a decidere da sola il tuo percorso, e non il percorso a farti scegliere le strade. Impara a vagare, a vagabondare. Disorientati. Bighellona. ([[Tiziano Scarpa]])
*E dunque: perché ci si gingilla, tuttora, con l'invio sul posto di comitati o comitatoni ministeriali? Non sartà soltanto perché passi dell'altro tempo, giusto il tempo necessario perché anche i bambini si rassegnino all'idea di una Venezia chiusa da ogni parte dentro un anello di superbe dighe cementizie, più o meno olandesi o longaroniane: di una Venezia in bagnarola? ([[Giorgio Bassani]])
*È il posto più romantico del mondo ma ancora meglio quando non c'è nessuno. ([[Woody Allen]])
*È una città che dà una sensazione incredibile e strana allo stesso tempo, non so davvero perché. Ma mi piace moltissimo. ([[Shannyn Sossamon]])
*{{NDR|L'arte veneziana}} È una ghirlanda di fiori olezzanti; è una collana di pietre preziose. È una cosa lasciva e imponente. È una fata col sole per nimbo, che attrae, che ammalia ma che, a lungo fa venir le traveggole. ([[Camillo Boito]])
*Egli, onorando gentil'uomo, mi parrebbe peccare ne la ingratitudine, se io non pagassi con le lodi una parte di quel che son tenuto a la divinità del sito dove è fondata la vostra casa, la quale abito con sommo piacere de la mia vita, per ciò che ella è posta in luogo che né 'l più giuso, né 'l più suso, né 'l più qua, né 'l più in là ci trova menda. Onde temo entrando ne i suoi meriti, come si teme a entrare in quegli de l'imperadore. Certo, chi la fabricò le diede la perminenza del più degno lato ch'abbia il Canal grande. E per esser egli il patriarca d'ogni altro rio, e Venezia la papessa d'ogni altra cittade, posso dir con verità ch'io godo de la più bella strada e de la più gioconda veduta del mondo. Io non mi faccio mai a le finestre ch'io non vegga mille persone e altrettante gondole su l'ora de i mercatanti. Le piazze del mio occhio deritto sono le Beccarie e la Pescaria; e il campo del mancino, il Ponte e il Fondaco de i tedeschi; a l'incontro ho il Rialto, calcato da uomini da faccende. Hocci le vigne ne i burchi, le caccie e l'uccellagione ne le botteghe, gli orti ne lo spazzo. ([[Pietro Aretino]])
*Finalmente rivedo quanto sia vasta questa città. Il bacino di San Marco, i ponti degli Schiavoni: prima sembravano stretti, ora rivelano la loro ampiezza. Il problema però non è il vuoto: finita la [[Pandemia di COVID-19 del 2019-2020|pandemia]], sarà restituire a Venezia l'anima originaria. ([[Arrigo Cipriani]])
*[[Firenze]] è una città per sposi; Venezia, per amanti; [[Torino]], per i vecchi coniugi che non hanno più nulla da dirsi. ([[Pitigrilli]])
*Fra la prosperità e la ricchezza, la vita, fino allora occupata in pratici intenti e in opere severe, si andò indirizzando anche nel campo di una più squisita cultura e di più gentili e leggiadre costumanze. Quella Repubblica {{NDR|di Venezia}}, da sì piccolo nido uscita, divenuta ricca di gloria e di denaro, volle anche i godimenti delle arti, delle lettere e del viver lieto, e le generazioni nuove, più {{sic|finamente}} educate, cominciarono a ricercare le delicate compiacenze dello spirito. Per la qual cosa, Venezia accolse e fecondò gli splendori della [[Rinascimento|Rinascita]], e sulla fine del secolo XV apparve in nuovo aspetto di elegante e raffinata magnificenza. Quei mercanti veneti, che storici maligni e parziali dipingono soltanto cupidi di denaro e indifferenti ad ogni compiacimento letterario, accoglievano con ogni cortesia gli studiosi: ed è notato con gioia l'arrivo di Giorgio Trapezunzio, ''homo preclaro'', che presenta i libri ''De Legibus'' di Platone, da lui fatti latini, e si delibera di erigere una pubblica Biblioteca, per collocarvi i libri donati alla Signoria dal cardinal Bessarione, e si aprono accademie per radunarvi i dotti, e si danno uffici di molti guadagni agli artefici che dipingono nella Sala del Gran Consiglio le gloriose battaglie della Repubblica. Le pompe dell'arte e del costume fecero di Venezia la mèta agognata di tutti gli stranieri amanti delle cose belle, i quali vi trovare liete accoglienze, ammirando la gaiezza sfoggiata delle feste, unita alle più nuove bellezze artistiche. Venezia divenne il regno della pietra lavorata, la palestra delle seste e degli scalpelli, e gli artisti la scelsero a loro soggiorno prediletto. ([[Pompeo Gherardo Molmenti]])
*Fui invitato a sedermi in mezzo a due ambasciatori, e furono questi che mi condussero per la grande strada, che essi chiamano il canale grande e che è davvero molto larga. Le galee ci passano attraverso, e ho visto anche navi di 400 tonnellate e più vicino alle case. È davvero la strada più bella che ci possa essere, io credo, nel mondo [...]. Le case sono molto alte e grandi, quelle vecchie sono costruite con buona pietra e sono tutte dipinte [...] le altre risalgono a cento anni fa [...] tutte hanno la facciata di marmo che viene dall'Istria, a 100 miglia di là, e grandi pezzi di porfido e di serpentino. ([[Philippe de Commynes]])
*Il Comune di Venezia non aveva più nulla di veneziano, salvo la sede. A dominarlo erano gli elettori di Mestre e Marghera, che con quelli di Venezia si trovavano nella proporzione di tre a uno, e dalla loro avevano tutto: i soldi delle industrie, i sindacati e quindi anche i partiti. Decidendo di restare amministrativamente unita, Venezia ha preferito mettersi al rimorchio delle ciminiere e petroliere di Marghera, alle quali ha sacrificato il suo delicatissimo sistema idraulico. Fu allora che, con grande amarezza, feci atto di rinunzia a Venezia, convinto come ero, e come son rimasto, che una città si può salvare solo se sono i suoi abitanti a volerlo. ([[Indro Montanelli]])
*Il giorno in cui Venezia ha chiuso per [[Pandemia di COVID-19 del 2019-2020|virus]] resterà indimenticabile. Studenti, camerieri, cuochi e commessi in fuga. Questione di ore e un po' di vita è rimasta solo a Castello, a Santa Marta e a San Giobbe. Il resto, un deserto. Quando ero bambino la città somigliava a una casa, le calli erano i corridoi e i campi i salotti. Siamo stati una comunità, si viveva ovunque e insieme. Sono gli esseri umani la leva spirituale che permette di superare gli snodi cruciali. Per la prima volta Venezia e la laguna oggi si rendono conto che i soldi non bastano: senza i loro abitanti sono al capolinea. ([[Arrigo Cipriani]])
*In nessun'altra città come a Venezia, ho trovato una tale unità della vita odierna con la vita che ci parla dalle opere d'arte della sua età aurea e nella quale sole e mare sono più essenziali di tutta la storia. ([[Hermann Hesse]])
*Io non ti so dire tante cose e non voglio contastare più teco, ché se' uomo senza alcuna ragione. Solo una cosa ti voglio dire: a [[Milano]] si sanno fare molte mercerie e armadure, e a [[Firenze]] buoni drappi, a [[Bologna]] i salsicciotti, a [[Siena]] i marzapani e i berricuocoli, e così ogni paese ha qualche dota; e li Viniziani si sanno fare signori di [[Lombardia]], e parmi la monarchia d'[[Italia]]. ([[Pievano Arlotto]])
*L'architettura veneziana ebbe un valido ausilio nella scultura, dapprima timida goffa, anche quando in Italia sorgeva la gran luce di [[Nicola Pisano]], ma apparsa a un tratto, nel secolo XIV, viva, libera, spontanea, preludendo alla grande riforma pittorica del Rinascimento. ([[Pompeo Gherardo Molmenti]])
*La nobilissima città di Venezia, come a tutti è noto, giace mirabilmente situata nell'estrema parte del mare Adriatico, e sì come ha per fondamento esso mare, così le mura che la circondano, le fortezze che la guardano, e le porte che la serrano, non sono altro che il medesmo mare. Il mare fra le sue case in più parti e canali diviso, con l'uso nelle picciole barchette, l'è commoda strada, per cui da luogo a luogo in essa si transita. ([[Moderata Fonte]])
*Lo ripeto: Venezia soffre soprattutto delle conseguenze di una cultura che tende ad estrapolarla, a farne qualcosa che non appartiene più alla vita, ma soltanto ai sogni dei poeti (dei cattivi poeti, tuttavia, giacché i poeti veri hanno, e come!, il senso del rapporto tra l'arte e la vita). ([[Giorgio Bassani]])
*Lontana dal mondo e dal tempo, staccata. Immobile e imperitura, Venezia bisogna rispettarla fin dove è possibile. ''Noli me tangere'' dice. ([[Bruno Barilli]])
*Ma quando siamo usciti, stanchi e intontiti, dalla stazione di Venezia e abbiamo visto il Canal Grande e i palazzi marmorei che sfioravano l'acqua melmosa, quel gioiello di cultura che si dondolava sui canali fetidi e muffosi, abbiamo improvvisamente compreso quanto forte e tenace è l'uomo e quanto meraviglioso è il suo spirito, e si è destato in noi un tale amore per l'umanità, l'umanità con le sue pene e le sue epidemie; e siamo penetrati ad occhi aperti dentro un sogno, perché Venezia è il sogno di ogni città... ([[Abraham Yehoshua]])
*Mi piace assai riandare con la mente a Venezia, a quella grande realtà sorta dal grembo del mare come Pallade dal cervello di Giove. ([[Johann Wolfgang von Goethe]], ''[[Viaggio in Italia (saggio)|Viaggio in Italia]]'')
*Non so in quale altra città d'Italia fosse, come nella Venezia del Rinascimento, curata l' istruzione popolare anche obbligatoria – qui prima forse che altrove divenuta laica – e istituti svariati di beneficenza e di previdenza provvedessero al benessere ed all'elevamento della cittadinanza tutta. Qui una scuola particolare veniva istituita a formare i giovani destinati alla Cancelleria ducale; qui frequenti i lasciti per l' istituzione di borse di studio, a cura di nobili veneziani. ([[Vittorio Cian]])
*Nulla di più diverso delle due grandi città marinare rivali che si divisero il dominio del Mediterraneo e i traffici con l'Oriente: Venezia e Genova. Eppure esse hanno in comune un dato negativo nella loro situazione topografica che già determina il loro destino. Entrambe le metropoli sono sorte senza terra sotto i piedi: Venezia come città di palafitte e isolotti lagunari, Genova come città verticale addossata alle alture che non lasciano spazio tra le loro pareti e il mare, di modo che le case devono appiattirsi l'una sull'altra, espandersi a ventaglio sopra un porto sempre più ramificato e affollato. ([[Italo Calvino]])
*Oggi l'unica attività economica a Venezia, se si esclude un po' di [[Pesca (attività)|pesca]], è il [[turismo]]. Invece di aprire nuove rotte commerciali e sperimentare nuove istituzioni, i veneziani vendono [[Pizza|pizze]], [[Gelato|gelati]] e vetro soffiato colorato a orde di visitatori stranieri. I turisti accorrono per vedere le meraviglie create da Venezia nel periodo precedente la serrata, come il palazzo dei dogi e i leoni della basilica di San Marco, provenienti dal saccheggio di [[Costantinopoli|Bisanzio]], quando i veneziani dominavano il [[Mar Mediterraneo|Mediterraneo]]. Da potenza economica qual era, Venezia è diventata un [[museo]]. ([[Daron Acemoğlu]])
*Ogni Nazione sana e vigorosa possiede il sentimento della sua eternità. Rimanendo nell'ambito della storia italiana, possiamo osservare che tale sentimento può nascere pure laddove non trattasi già di una grande stirpe aspirante ad unirsi od a rimanere unita, ma bensì di una popolazione, che ha la coscienza della sua essenza regionale e che concentra il suo orgoglio e il suo amor proprio nella gelosa ed assorbente conservazione di questa. Ora tale coscienza in nessun altro stato italiano di prima dell'unità nazionale, è stata così nitidamente sviluppata, come a Venezia. Nei confronti fatti tra Venezia e Roma, di cui, a partire dal cinquecento, la letteratura filosofica, storica e letteraria, e dei veneziani e dei numerosi loro amici ed ammiratori, sparsi per tutta la penisola, abbonda, ''l'eterna Roma'' cede il passo, precipuamente in ''puncto aeternitatis'', alla presunta eternità di Venezia. ([[Robert Michels]])
*Ora sono a Venezia, mio caro Usbek. Si può aver visto tutte le città del mondo e restare sorpresi arrivando a Venezia: si sarà sempre stupiti di vedere una città, delle torri e delle moschee emergere dall'acqua, e trovare una quantità enorme di persone in un luogo dove dovrebbero stare soltanto dei pesci. Ma questa città profana manca del tesoro più prezioso che ci sia al mondo, l'acqua sorgiva: è impossibile compiere una sola abluzione rituale. Il nostro santo Profeta ne ha orrore: dall'alto del cielo la guarda sempre in collera. ([[Montesquieu]])
*Per quasi mezzo millennio la Repubblica di Venezia fu considerata il simbolo del dominio sui mari e di una prosperità fondata sul commercio marittimo, un capolavoro di alta politica e nel contempo «la creazione più singolare della storia economica di ogni tempo» […] Questa favolosa regina del mare brillò con crescente splendore dal 1000 al 1500 […] Se però ci chiediamo se siamo qui di fronte a un caso di esistenza puramente marittima e di effettiva decisione per l'elemento del mare, ci accorgiamo subito di come appaia esigua una potenza marittima ristretta all'Adriatico e al bacino del Mediterraneo non appena si spalancano gli spazi sconfinati degli oceani del mondo. ([[Carl Schmitt]])
*Purtroppo, questa bella e storica città sta andando in rovina a causa di fattori naturali e industriali, che hanno danneggiato i capolavori architettonici e artistici in essa racchiusi. ([[Farah Pahlavi]])
*Quando arriviamo a Venezia, stammi vicina. Il sindaco dice che a guardare le pitture uno casca in acqua come niente. ([[Nantas Salvalaggio]])
*Questa era Venezia, la bella lusinghiera e ambigua, la città metà fiaba e metà trappola, nella cui atmosfera corrotta l'arte un tempo si sviluppò rigogliosa, e che suggerì ai musicisti melodie che cullano in sonni voluttuosi. ([[Thomas Mann]])
*Questa pura Città d'arte aspira a una suprema condizione di bellezza, che è per lei un annuale ritorno come per la selva il dar fiori. Ella tende a rivelar sé medesima in una piena armonia quasi che sempre ella porti in sé possente e consapevole quella volontà di perfezione da cui nacque e si formò nei secoli come una creatura divina. Sotto l'immobile fuoco dei cieli estivi, ella pareva senza palpito e senza respiro, morta nelle sue verdi acque; ma non m'ingannò il mio sentimento quando io la indovinai travagliata in segreto da uno spirito di vita bastevole a rinnovare il più alto degli antichi prodigi.<br>Questo io pensava, assistendo allo spettacolo incomparabile che per un dono di amore e di poesia io poteva contemplare con occhi attentissimi la cui vista mi si mutava in visione profonda e continua... Ma con qual virtù potrò io mai comunicare a chi m'ascolta questa mia visione di bellezza e di gioia? Non v'è aurora e non v'è tramonto che valgano una simile ora di luce su le pietre e su le acque. ([[Gabriele D'Annunzio]])
*Questa sì che è fantasia! Dal tanfo dei canali immaginarsi Venezia. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*Se cerco un'altra parola per la musica, trovo sempre e soltanto la parola Venezia. ([[Friedrich Nietzsche]])
*Se fossi nato in [[Olanda]] che sta sotto il livello del mare e stupidamente lo deride, non avrei mai scritto una poesia su questa Venezia idiota che tutti salvano a parole e a colpi di interpellante mano. ([[Gaio Fratini]])
*Sembra aver trasformato il prestigio di un tempo in quello di una banconota falsa. ([[Alberto Ongaro]])
*Si è sempre dato per scontato che Venezia è la città ideale per una luna di miele, ma è un grave errore. Vivere a Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro. ([[Peggy Guggenheim]])
*Situata nel punto più interno dell'Adriatico, a metà strada fra Oriente e Occidente, sull'unico grande itinerario marittimo del commercio medievale; porto mediterraneo, eppure così a nord da trovarsi quasi nel cuore dell'Europa; Venezia era il punto su cui convergevano tutte le vie di traffico terrestri e marittime che potessero essere percorse da bestie da soma o solcate da navi. [...] Ma se la geografia aveva dato a Venezia una posizione senza pari, i Veneziani fecero il resto. Per tutti i primi anni della loro storia sfidarono Costantinopoli a oriente, e il Papa e il Sacro Romano Imperatore a occidente: a volte rivolgendosi a uno, a volte all'altro, ma sempre ostinatamente attaccati alla loro indipendenza... [...] Capaci, se minacciati, di ritirarsi nelle loro isole [...] Consapevoli sempre che, per essi, l'avvenire si trovava sul mare e in quelle terre orientali il cui calore si era insinuato nella loro civiltà e aveva scaldato il loro sangue. Erano occidentali e orientali insieme, questi veneziani: cuori caldi nell'amare e nel conquistare, teste fredde nel progettare e nel governare. ([[Eileen Power]])
*Tutti da bambini, abbiamo sognato la fortuna di Robinson Crusoe, il naufragio davanti all'isola che tanto opportunamente lo priva di ogni suo bene [...] tutti abbiamo sognato le stranezze di una vita inedita in un regno inaccessibile, un'isola di libertà, frutto, in qualche modo, di una diversa distribuzione delle cose della vita.<br>Ebbene, anche Venezia è un'isola, un mondo altro, per persone adulte o quasi, per bambini troppo cresciuti ma ancora capaci di sognare. Un'isola certo non inaccessibile, ma che forse non si raggiunge mai veramente. La si è troppo immaginata, prima di conoscerla, per vederla così com'è. La amiamo attraverso noi stessi. Sortilegio, illusione, inganno, specchio deformante, ecco quel che è, quel che le chiediamo di essere. [...] Mondo a metà visto a metà sognato, si richiude su di noi come per virtù propria. Ed è quanto ci aspettiamo. Ciascuno di noi ha il suo modo di amare Venezia, che non è quello del vicino, e di racchiudervisi a piacer suo, di trovarvi ciò che vuole, la decrepitezza della morte, un attimo di tregua, un alibi, una stravaganza o il semplice intermezzo di una vita diversa. ([[Fernand Braudel]])
*Una città, la quale, a guisa della favolosa Venere, nata dalle acque, ed a poco a poco ingrandita e fatta padrona di vastissime provincie, e divenuta maestra di politico sapere alle più colte nazioni dell'Europa e dell'Asia, durò gloriosamente per quattordici secoli nella sua originaria indipendenza e fu teatro di singolari vicende e di avvenimenti maravigliosi, doveva essere a tutta ragione l'oggetto dell'ammirazione e delle indagini di tanti popoli e di tanti dotti, quanti le impressioni e le reminiscenze seppero penetrare, che in sé racchiude il semplice nome di VENEZIA. ([[Giuseppe Cappelletti]])
*Una città posta, come Venezia, quasi fuori di questo nostro confine terrestre; quel vedersi innanzi, per ogni parte, invece della campagna coltivata, le lievi lucenti {{sic|rincrespature}} dell'immensa laguna, e sorgervi in mezzo tante case, tanti palazzi, e cupole, e campanili, non può non recare un grande stupore in chi v'arriva la prima volta.<br>Non so ridire dunque ciò ch'io provassi quando in un giorno, ormai lontano, del 1873, venendo dalla stazione, m'inoltrai per il [[Canal Grande]]. Tutto mi pareva diverso da ciò che suol essere nelle altre città, anche le voci che mi parevano correre più echeggiate e più aeree: e ciò s'accordava bene a que' palazzi muti sulle acque, dove immergevano profondamente le loro ombre secolari tra gli azzurri e vasti riflessi d'un caldo cielo di maggio. ([[Mario Pratesi]])
*Una delle cose che più amo di Venezia è che ci si cammina con sicurezza. [...] I suoni cambiano ogni volta che ci si avvicina a un canale e i muri rimandano eco distintissimi. Mia sorella le detesta. [...] Dice che è come una città in gelatina, un avanzo di un grosso banchetto i cui ospiti siano morti o spariti... Lei si spaventa. Troppe ombre. (''[[A Venezia... un dicembre rosso shocking]]'')
*Venezia, come ogni città, esiste solo se ci sono gli abitanti che la costruiscono, la vivono e la amano. La pandemia rivela il suo deserto, comune a gran parte dell'Occidente. Venezia non è più la casa dei veneziani e si è illusa di poter essere l'albergo, il negozio, o l'ufficio di chiunque. Il [[Pandemia di COVID-19 del 2019-2020|Covid]], interrompendo la mobilità fisica, ci dice che senza le persone anche le città-simbolo diventano preda di ambiguità e falsità. Il loro epilogo è il fallimento. ([[Tobia Scarpa]])
*''Venezia è bella, ma non è il mio mare.'' ([[Calcutta (cantante)|Calcutta]])
*Venezia è come mangiare un'intera scatola di cioccolata al liquore in una sola volta. ([[Truman Capote]])
*Venezia è l'[[Impressionismo]] in pietra. ([[Claude Monet]])
*Venezia è il posto dove navigano i violini. ([[Ramón Gómez de la Serna]])
*Venezia era proprio la città dei miei sogni e la realtà superò tutte le mie fantasie a ogni ora della giornata, la mattina e la sera, nella calma del sereno e nei cupi riflessi dei temporali. Amavo questa città di per se stessa ed è la sola al mondo che io abbia amato in questo modo, perché una città mi ha sempre fatto l'effetto di una prigione che sopporto a causa dei miei compagni di cattività. A Venezia si potrebbe vivere a lungo anche da soli e posso capire come ai tempi del suo splendore e della sua libertà i suoi figli l'abbiano quasi personificata nel loro amore e l'abbiano amata non come una cosa ma come un essere. ([[George Sand]])
*Venezia fu senza dubbio sin dal suo nascimento la citta degli [[Organo (strumento musicale)|organi]]. La fabbricazion loro ed il loro suono son arti ch'ella prese da' Greci, e nelle sue magiche isolette felicemente trasportò e conservò allorché rifugiossi in queste il fior delle circostanti italiane regioni per isfuggire al ferro de' barbari. ([[Francesco Caffi]])
*Venezia, la più insolita e la più maliarda – nel senso che il suo fascino ti soffoca, non ti dà tregua – delle città che ho visto. Vagabondare attraverso i mercati sontuosi e orientaleggianti, lungo i Rii vedi dove fluiscono alghe e misteri, sulle larghe ''fondamenta<ref name=it>In italiano nell'originale. {{cfr}} ''Il nostro anteguerra'', p. 261.</ref>''deserte che delimitano la città, o alle ''Zattere<ref name=it />''di fronte alla ''Giudecca<ref name=it />'', o nei pressi del cimitero ornato di porte monumentali che sorge dall'acqua come il castello stesso della morte; ci si rende conto che ben difficilmente si potrà capire a fondo questa città, unica, irripetibile, al cui confronto anche la bella [[Amsterdam]] sfigura. [...] Bisogna sapere, bisogna ammettere subito, che non è semplice, che il suo fascino non è decrittabile con una parola o una pagina [...]. Perché Venezia nasconde altri tesori oltre ai suoi palazzi, ai suoi quadri meravigliosi, le sue serate dipinte dal [[Francesco Guardi|Guardi]], i miracoli di [[Gentile]], [[Giovanni Bellini|Bellini]] o gli Arcivescovi con la Mitra in barca sul Canal Grande, le feste del [[Canaletto]], i santi del [[Tintoretto]], le Vergini di [[Tiziano Vecellio|Tiziano]]. Venezia ha volti sconosciuti e misteriosi, un cuore sublime e soprannaturale, che nulla potrà mai fermare o limitare. ([[Robert Brasillach]])
*Venezia, malgrado le inaudite sventure che stanno per annientarla, è una città francamente allegra. ([[Stendhal]])
*Venezia, metà [[donna]], metà pesce, è una sirena che si disfà di una palude dell'Adriatico. ([[Jean Cocteau]])
*Venezia rigurgita, colma di forestieri. Troppi arrivi, troppi treni, troppi piroscafi, troppo sole, troppo orgasmo. L’industria alberghiera è sopraffatta dalla clientela. Tutto sommato la situazione è difficile. ([[Bruno Barilli]])
*Venezia: terribile! Tutta piena di canali! Ce ne ha più di [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]! (''[[Rimini Rimini]]'')
*Vinegia, di tutta Italia nutrice. ([[Teofilo Folengo]])
*Vinegia (sì come io credo che per molte cagioni sia notissimo a tutto il mondo, per essere, ed essere stata madre di tanti valorosi spiriti, capo di così saggia e santa republica, e appresso vero e sicuro albergo di quella maggior bontà ch'appaia al mondo) è città posta e fondata in mezo l'acqua nella più queta e tranquilla parte del mare Adriatico. ([[Girolamo Parabosco]])
===[[Iosif Aleksandrovič Brodskij]]===
*Il pizzo verticale delle facciate veneziane è il più bel disegno che il tempo-alias-acqua abbia lasciato sulla terraferma, in qualsiasi parte del globo. [...] È come se lo spazio, consapevole – qui più che in qualsiasi altro luogo – della propria inferiorità rispetto al tempo, gli rispondesse con l'unica proprietà che il tempo non possiede: con la bellezza. Ed ecco perché l'acqua prende questa risposta, la torce, la ritorce, la percuote, la sbriciola, ma alla fine la porta pressoché intatta verso il largo, nell'Adriatico.
*In questa città si può versare una lacrima in diverse occasioni. Posto che la bellezza sia una particolare distribuzione della luce, quella più congeniale alla [[retina]], la lacrima è il modo con cui la retina – come la lacrima stessa – ammette la propria incapacità di trattenere la bellezza.
*Perché questa è la città dell'occhio: le altre facoltà vengono in seconda linea, e molto distanziate.
===[[Karel Čapek]]===
*''Che cosa non mi è piaciuto?'' [...] 3. La spaventosa folla di turisti a Venezia. La maggior parte dei tedeschi porta zaini da montagna o abiti di loden, gli inglesi macchine fotografiche, gli americani si riconoscono dalle spalle e i ciechi per il fatto che sembrano quasi tedeschi, ma parlano vistosamente a voce alta, forse perché da noi l'aria è più rarefatta [...] 5. Gli sposini. Senza rivelarne i motivi. 6. I veneziani, visto che sono russi. Una donna nera come il carbone e dagli occhi d'anguilla, che portava il vestito tradizionale dalle frange lunghe due palmi e il pettine sulla crocchia, un purissimo tipo veneziano, proprio mentre la guardavo ammirato, ha detto al suo cavaliere ''Da, da, jasnyj moj''; e io ho perso un'altra illusione.
*Invece il Canal Grande quasi vi deluderà. Alcuni favoleggiano dello splendore dei suoi palazzi e altri della loro malinconica agonia: io vi ho trovato soprattutto un gotico alquanto scadente, che ha dato ai nobili veneziani solo la famosa ''merlettatura'' di pietra, con cui rivestire le facciate dei palazzi come bustini. Purtroppo mi sfugge il senso di questa passamaneria architettonica e di tutta la rigatteria da mercante della Venezia antica. Qui hanno sempre importato qualcosa: colonne greche, cannella orientale, tappeti persiani, influenze bizantine, broccati, gotico, rinascimento, per quei mercanti tutto andava bene, purché di gran lusso. Non c'è nulla che non abbiano inventato, finanche la loggia aperta al centro della facciata: bello, ma un po' poco per una buona architettura.
*Non vorrei scrivere molto su Venezia; penso che tutti la conoscano. È realmente simile, fino al fastidio, ai vari ''souvenirs de Venice''; quando mi sono fermato per la prima volta a [[Piazza San Marco|piazza San Marco]], sono rimasto confuso e a lungo non ho potuto liberarmi dalla opprimente sensazione che non fosse un luogo reale, ma il Lunapark dove deve svolgersi la notte veneziana. Aspettavo soltanto che cominciassero a gemere le chitarre e che il gondoliere cantasse come il signor Schütz. Por fortuna il gondoliere ha misteriosamente taciuto, ma alla fine mi ha derubato in modo poco cristiano, agitandomi davanti agli occhi un qualche tariffario.
===[[François-René de Chateaubriand]]===
*La civiltà di Venezia ha con sé ogni comodo di vita. La seduzione del cielo impedisce di pensare a una maggior dignità umana; una virtù di simpatia esala da questi vestigi di grandezza, da queste tracce dell'arte. Gli avanzi di un'antica società, che produsse tali miracoli, disgustandovi di una società nuova, non vi permettono alcun desiderio dell'avvenire. Volete sentirvi morire con tutto ciò che muore intorno a voi; né altra cura vi spetta se non fregiare i resti della vostra vita, a mano a mano ch'essa se ne dispoglia.
*Si può, a Venezia, credersi sulla tolda d'una superba galera ancorata, sul ''[[Bucintoro|Bucentauro]]'', dove si dia una festa, e donde si scorgano all’intorno cose ammirevoli.
*Venezia è là, assisa sulla riva del mare, come una bella donna, che sta per spegnersi col giorno; il vento crepuscolare solleva i suoi capelli profumati ed essa muore, salutata da tutte le grazie e da tutti i sorrisi della natura.
*Venezia non conobbe l'idolatria; crebbe cristiana nell'isola in cui fu nutrita, lungi dalla brutalità di Attila. Le discendenti dei Scipioni, le Paole e le Eustochie, sfuggirono, nella grotta di Betlemme, alla violenza di Alarico. Appartata dalle altre città, figlia primogenita della civiltà antica, non avvilita dalla conquista, Venezia né ruderi romani contiene, né monumenti barbarici. Neppur vi si vede ciò che si vede nel nord e nell'occidente di Europa, in mezzo ai progressi dell'industria, voglio dire gli edifici nuovi, le vie fabbricate in fretta, in cui le case o sono incompiute o vuote. Che cosa si potrebbe qui costruire? Miserabili bugigattoli, che svelerebbero la povertà di concezione dei figli, vicino alla magnificenza geniale dei padri; casupole bianche, che non arriverebbero al tallone dei giganteschi palazzi abitati dai Foscari e dai Pesaro. La cazzuola di calcina e la mano di gesso, che per un’ urgente riparazione si sono applicate ad un capitello di marmo, ci offendono. Meglio le tavole tarlate, che sbarrano le finestre greche o moresche; meglio i cenci posti ad asciugare sopra artistici balconi, che l'impronta della mano infermiccia del nostro secolo.
===[[Charles Dickens]]===
*Giuro (con assoluta convinzione) che Venezia è ''il'' prodigio, la nuova meraviglia del mondo. Se tu potessi esservi trasportato, senza averne mai sentito parlare, sarebbe la stessa cosa. Calpestarne le pietre, averne davanti gli scorci e nella mente la storia è qualcosa che supera tutto ciò che di essa si scrive, si dice, si pensa. Non potresti parlarmi in questa stanza, né io a te, senza stringermi le mani e dire: «Buon Dio, mio caro amico, abbiamo vissuto per vedere tutto questo!»
*Mio caro amico, qualunque cosa al mondo tu abbia udito su Venezia, nessuna uguaglia la magnificenza e lo splendore della realtà. Le più sfrenate visioni delle Mille e Una Notte non sono nulla in confronto a Piazza San Marco e della prima impressione dell'interno della chiesa. La realtà sontuosa e stupefacente di Venezia è al di là delle fantasie del più audace sognatore. Nemmeno l'oppio potrebbe far sorgere un luogo simile, e un incantesimo sfumarlo poi in visione. Tutto quello che ho sentito dire, o letto in descrizioni realistiche o romanzate, o immaginato su di essa viene scavalcato di migliaia di miglia. E tu sai che, quando mi aspetto troppo da un luogo, è facile che ne resti poi deluso: ma Venezia è al di sopra, al di là, al di fuori della portata di ogni immaginazione umana. Non la si è mai decantata abbastanza. A vederla, ti commuoveresti fino alle lacrime. [...] Da oggi, Venezia è parte della mia mente.
*Non mi è mai successo prima di aver paura di descrivere quanto mi è capitato di vedere. Ma nel dirti che cos'è Venezia, ebbene, sento che mi è impossibile.
*Non vi è nulla che mi abbia colpito in vita mia come Venezia. È ''la'' meraviglia del mondo. Un dannato antico posto da sogno, stupendo, immateriale, impossibile, perverso, irreale. Vi sono arrivato di sera, e la sensazione di quella sera e della luminosa mattina successiva è ormai parte di me per il resto della mia esistenza.
*Venezia è stata un tale splendido sogno che non riesco mai a parlarne, sentendomi del tutto incapace di descriverne l'impatto sulla mia mente.
===[[Francesco Guccini]]===
*''Venezia che muore, Venezia appoggiata sul mare, | la dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi Venezia la vende ai turisti.''
*''Venezia è anche un sogno, di quelli che puoi comperare, | però non ti puoi risvegliare con l'acqua alla gola, e un dolore a livello del mare.''
*''Venezia è un albergo, San Marco è senz'altro anche il nome di una pizzeria, | la [[gondola]] costa, la gondola è solo un bel giro di giostra.''
*''Venezia è un imbroglio che riempie la testa soltanto di fatalità: | del resto del mondo non sai più una sega, Venezia è la gente che se ne frega.''
===[[Ippolito Nievo]]===
*Mi destai per porgere gli estremi uffici all'amico, deporlo nel suo ultimo letto, e accompagnarlo per le acque silenziose all'isola di san Michele. Io invidio ai morti veneziani questo postumo viaggio; se un lontano sentore di vita rimane in essi, come pensa l'americano [[Edgar Allan Poe|Poe]], deve giungere ben soave ai loro sensi assopiti il dolce molleggiar della gondola.
*Non rimpiangere o Venezia le allegrie spensierate, i frastuonanti baccanali del tuo Carnevale! non rimpiangere il brio delle feste, la gajezza delle regate! - quelli erano i giuochi del fanciullo - ora i tempi hanno reso adulta l'anima tua - ad altri destini ti ha sortito il cielo – L'Inglese più non verrà alle tue acque come al soggiorno della mollezza e degli amori, ma come alla scuola delle virtù cittadine - E gli occhi delle tue donne perderanno la fama della voluttà inebbriante per raggiare d'eroismo, d'amore per la patria - Le acque del mare cullarono, o Venezia, con materna tenerezza i profughi di Aquileja scampati al furore di Attila - esse non culleranno giammai l'Attila della Germania - un giorno o l'altro lo ingojeranno.
*Quanti secoli, quante memorie in quelle mura! — Quante glorie da quel giorno in cui i pescatori costruirono la prima capanna sul rione di Rialto fino al momento che la spada del [[Napoleone Bonaparte|conquistator Corso]] abbatté il Corno dei Dogi! Quello è il palazzo dei Foscari!... Questo è il palazzo di Valenza Cornaro! [...] Quello è il palazzo di Pesaro! [...] Oh cos'è mai Venezia considerata nell' immensa vastità della terra! — una pozzanghera da cui sorgono qua e là alcuni isolotti di sabbia che appena reggerebbero ad un'ondata dell' Oceano! — ma pure l'uomo ha abitato quella pozzanghera! — la sua intelligenza capricciosa ed ardita spaziò su quegli isolotti; la sua mano creatrice vi ammonticchiò delle pietre, e Venezia è sorta come per incanto!
*Venezia non era più che una città e voleva essere un popolo.
==Note==
<references />
==Voci correlate==
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*[[Arsenale di Venezia]]
*[[Basilica dei Santi Giovanni e Paolo (Venezia)|Basilica dei Santi Giovanni e Paolo]]
*[[Basilica di San Marco]]
*[[Basilica di Santa Maria della Salute]]
*[[Calle]]
*[[Campanile di San Marco]]
*[[Canal Grande]]
*[[Chiesa di San Francesco della Vigna]]
*[[Fondamente Nove]]
*[[Ghetto di Venezia]]
*[[Laguna di Venezia]]
*[[Monumento equestre a Bartolomeo Colleoni]]
*[[Palazzo Corner della Ca' Granda]]
*[[Palazzo Giustinian Lolin]]
*[[Piazza San Marco]]
*[[Proverbi veneti]]
*[[Riva degli Schiavoni]]
*[[Veneto]]
*[[Voci e gridi di venditori veneti]]
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Comuni del Veneto]]
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[[Dmitrij Bykov (scrittore)]]{{,}}
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[[Carlo Cipolla (1854-1916)]]{{,}}
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[[I fuorilegge della valle solitaria]]{{,}}
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Uma Thurman
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Giulio tegaz
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/* Filmografia */
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text/x-wiki
[[Immagine:Uma Thurman photographed by Jiyang Chen.jpg|thumb|Uma Thurman nel 2011]]
'''Uma Karuna Thurman''' (1970 – vivente), attrice e produttrice cinematografica statunitense.
==Citazioni di Uma Thurman==
*{{NDR|Su [[Kill Bill vol. 1]]}} I temi del film sono la [[giustizia]] e il [[riscatto]].<ref name>Dall'intervista in ''Making of "Kill Bill Vol. 1"'', ''Contenuti speciali del DVD di [[Kill Bill vol. 1]].''</ref>
*Oggi non mi preoccupo, però posso capire che questo dell'eterna giovinezza stia diventando un incubo per tutte le donne. Così esige la cultura occidentale basata sull'efficienza e sul rifiuto della morte. Tanto più per le attrici, il cui valore commerciale è stabilito dalla pelle liscia.<ref name=Manin />
*L’amore cambia, i sentimenti cambiano, anche noi cambiamo, siamo in continuo movimento. Io credo sia importante non sognare troppo e non cercare di ricatturare vecchi ricordi. Dobbiamo vivere ogni istante e ogni esperienza nel loro divenire.<ref>Citato in Alessandra Venezia, ''[http://www.iodonna.it/personaggi/interviste/2012/uma-thurman-quello-che-so-sull-amore-intervista-401099690562.shtml Uma Thurman: "Fare solo la moglie non mi basta"]'', ''iodonna.it'', 28 novembre 2012.</ref>
*[[Violenza]], sesso, umorismo, tragedia sono tutte componenti di un film. L'importante è non esagerare. E non farsi imprigionare in stereotipi. Per esempio, io credo di avere doti comiche, ma i registi vedono in me più l'aspetto drammatico.<ref name=Manin>Citato in Manin Giuseppina, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1994/settembre/07/Uma_Richard_spiace_averti_messo_co_0_9409079780.shtml Uma: Richard, mi spiace di averti messo nei guai]'', ''Corriere della Sera'', 7 settembre 1994, p. 29.</ref>
==Citazioni su Uma Thurman==
*Uma Thurman è stata pioniera di una nuova pattuglia di donne indomite. ([[Anne Hathaway]])
==Filmografia==
*''[[Le relazioni pericolose]]'' (1988)
*''[[Le avventure del barone di Münchausen]]'' (1988)
*''[[Gli occhi del delitto]]'' (1992)
*''[[Pulp Fiction]]'' (1994)
*''[[Batman & Robin]]'' (1997)
*''[[Gattaca - La porta dell'universo]]'' (1997)
*''[[The Avengers - Agenti speciali]]'' (1998)
*''[[Accordi e disaccordi]]'' (1999)
*''[[Kill Bill vol. 1]]'' (2003)
*''[[Paycheck]]'' (2003)
*''[[Kill Bill vol. 2]]'' (2004)
*''[[Motherhood - Il bello di essere mamma]]'' (2009)
*''[[Bel Ami - Storia di un seduttore]]'' (2012)
*''[[Nymphomaniac]]'' (2013)
*''[[Il sapore del successo]]'' (2015)
*''[[La casa di Jack]]'' (2018)
==Voci correlate==
* [[Ethan Hawke]], ex-marito
* [[Maya Hawke]], figlia
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Thurman, Uma}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
[[Categoria:Produttori cinematografici statunitensi]]
7bqn1x13o44hk1xf5knll2r6uz82bap
Benito Mussolini
0
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Udiki
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1416871
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text/x-wiki
{{Nota disambigua||[[Mussolini (disambigua)]]|Mussolini}}
[[Immagine:Benito Mussolini (primo piano).jpg|miniatura|Benito Mussolini]]
'''Benito Amilcare Andrea Mussolini''' (1883 – 1945), politico, dittatore e giornalista italiano.
==Citazioni di Benito Mussolini==
*[...] ad impiccare questa ribelle genia d'Italia, ci vuole corda assai. Non ne ha abbastanza il boia. [[Franz Conrad von Hötzendorf|Conrad]]<ref>Franz Conrad von Hötzendorf, feldmaresciallo austriaco, capo di Stato Maggiore dell'esercito austroungarico nella prima guerra mondiale.</ref> non ha avuto abbastanza uomini e cannoni per costringerci alla resa. Ci credevano ancora percossi, piegati nella rovina triste di Caporetto e ci hanno trovati in piedi, pronti a tutti i sacrifici. (da ''Dall'intervento al fascismo'', Ulrico Hoepli Editore, Milano, 1934, [https://archive.org/details/DallInterventoAlFascismo/page/n173 p. 336])
*Amate il [[pane]], cuore della casa, profumo della mensa, gioia del focolare. Rispettate il pane, sudore della fronte, orgoglio del lavoro, poema di sacrificio. (da un articolo scritto in occasione delle Giornate del pane (14-15 aprile 1928), pubblicato su ''Il Popolo d'Italia'', n. 73, 25 marzo 1928, p. 15; ora in ''Opera omnia'', vol. 23)
*{{NDR|Su [[Joachim von Ribbentrop]]}} Basta guardargli la testa per capire che ha un piccolo cervello. (citato in [[Galeazzo Ciano]], ''Diario, 1937-1938'', Cappelli, 1948)
*Chi non è pronto a morire per la sua [[fede]] non è degno di professarla. (da ''Scritti e discorsi'', vol. VII, p. 225)
*Chi vuol governare, deve imparare a dir: no. (citato in Margherita Sarfatti, ''Dux'', Mondadori, 1926)
*Con le nostre macchine, come, soprattutto, col nostro popolo e con la nostra fede, andremo sicuramente verso la [[vittoria]]. (da ''Opera omnia'', vol. 29, p. 298)
*Comunichi al senatore Agnelli che nei nuovi stabilimenti Fiat devono esserci comodi e decorosi refettori per gli operai. Gli dica che l'operaio che mangia in fretta e furia vicino alla macchina non è di questo tempo fascista. Aggiunga che l'uomo non è una macchina adibita a un'altra macchina. (telegramma datato 16 luglio 1937, indirizzato al prefetto di Torino, in ''Opera Omnia'', vol XLII, pp. 189-190)
*[[Emilio De Bono|De Bono]] è un vecchio cretino: non a causa degli anni, che possono rispettare l'ingegno se c'è stato, ma perché è sempre stato cretino ed ora è anche invecchiato. (citato in [[Galeazzo Ciano]], ''Diario, 1937-1938'', Cappelli, 1948)
*Di fronte a una [[Razzismo|razza]] inferiore e barbara come la slava, non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. [...] I confini d'Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani.<ref>Citato in Luigi Salvatorelli e Giovanni Mira, ''Storia d'Italia nel periodo fascista'', Giulio Einaudi, Torino, 1964, p. 161.</ref>
*{{NDR|Dopo aver parlato con [[Mahatma Gandhi|Gandhi]], nel 1931}} È un santone, un genio, che, cosa rara, usa la bontà come arma.<ref>Citato in ''Storia del fascismo'', diretta da [[Enzo Biagi]], ed. Sadea, Firenze, 6 agosto 1964, fascicolo n. 23<!--non vidi-->; citato in [[Aldo Capitini]], ''La compresenza dei morti e dei viventi'', Il Saggiatore, Milano, 1966, p. 139.</ref>
*{{NDR|Su [[Filippo Corridoni]]}} Egli era un nomade della vita, un pellegrino che portava nella sua bisaccia poco pane e moltissimi sogni e camminava così, nella sua tempestosa giovinezza, combattendo e prodigandosi, senza chiedere nulla. Leviamoci un momento dalle bassure della vita parlamentare; allontaniamoci da questo spettacolo mediocre e sconfortante; andiamo altrove col nostro pensiero che non dimentica; portiamo altrove il nostro cuore, le nostre angosce segrete, le nostre speranze superbe, e inchiniamoci sulla pietra che, nella desolazione dell'Altipiano di Trieste, segnò il luogo dove Filippo Corridoni cadde in un tumulto e in una rievocazione di vittoria.<ref>Il "Il Popolo d'Italia", 23 ottobre [[1917]], ora, in Andrea Benzi, a cura di ''…Come per andare più avanti ancora – Filippo Corridoni, gli scritti'', SEB, Milano, 2001</ref>
*Era necessario farci strada con la violenza, con il sacrificio, con il sangue; era necessario stabilire un ordine e una disciplina voluti dalle masse, ma impossibili da ottenere con una propaganda all'acqua di rose, con parole, parole e ancora parole e con ingannevoli battaglie parlamentari e giornalistiche. (da ''La mia vita'', 1983, p. 101)
*Fate che le glorie del [[passato]] siano superate dalle glorie dell'avvenire. (da ''Scritti e discorsi'', vol VII, p. 256)
*Governare gli [[italiani]] non è difficile, è inutile.<ref>Si tratta di un aforisma presente in [[Giulio Andreotti]], ''Governare con la crisi'', Rizzoli, 1991, e [[Indro Montanelli]], ''La mia eredità sono io. Pagine da un secolo'', Rizzoli, 2008, desunto dalla pubblicazione di [[Emil Ludwig]], ''Colloqui con Mussolini'', Mondadori, 1932, in cui l'autore, durante la sua intervista con Mussolini, gli chiese: "Ma deve essere ben difficile governare gente così individualista ed anarchica come gli italiani!", a cui Mussolini rispose: "Difficile?" Ma per nulla. È semplicemente inutile!". La frase è stata attribuita anche a [[Giovanni Giolitti]].</ref>
*{{NDR|Dopo il primo incontro con [[Adolf Hitler|Hitler]]}} [I tedeschi] sono sempre i barbari di Tacito e della Riforma, in perpetua lotta contro Roma. Non ho alcuna fiducia in loro.<ref>Citato in ''[https://lanostrastoria.corriere.it/2021/05/06/lincontro-di-stra-del-1934-quando-mussolini-studio-hitler/ L'incontro di Stra del 1934: quando Mussolini studiò Hitler]'', ''lanostrastoria.corriere.it'', 6 maggio 2021.</ref>
*I vecchi governi hanno inventato, allo scopo di non risolverla mai, la [[questione meridionale]]. Non esistono questioni settentrionali o meridionali. Esistono questioni nazionali. (da un discorso del 31 marzo 1939; citato in Indro Montanelli e Mario Cervi, ''L'Italia dell'Asse'', Milano, Rizzoli, 1980)
*{{NDR|Parlando con Galeazzo Ciano}} Forse ti parrà mefistofelico quanto ti esporrò, ma conviene far così. Il [[Cesare Maria De Vecchi|De Vecchi]] ha sempre creato una massa di guai dovunque io lo abbia messo. Non ha mai saputo far niente. Ora a Rodi, va malissimo. Ma non importa. Anzi, bisogna incoraggiarlo perché vada sempre peggio. Dargli la sensazione di approvare il suo operato, insaponargli la via e attendere che prenda uno scivolone così grosso, così definitivo da sentirsi liquidato ancor prima che davanti agli altri, davanti a sé stesso. E allora, me lo sarò levato dai piedi per sempre. (citato in Galeazzo Ciano, ''Diario 1937-1943'', liberliber.it, prima edizione elettronica del 13 gennaio 2015, [https://archive.org/details/tntvillage_434812/page/n301 10 ottobre 1938, pp. 302-303])
*Il fascismo è un metodo, non un fine; se volete è una autocrazia sulla via della democrazia.<ref>Da ''Dall'attentato Zaniboni al discorso dell'ascensione (5 novembre 1925-26 maggio 1927)'', La Fenice, 1957, p. 287.</ref>
*Il fascismo è una grande mobilitazione di forze materiali e morali. Che cosa si propone? Lo diciamo senza false modestie: governare la Nazione. Con quale programma? Col programma necessario ad assicurare la grandezza morale e materiale del popolo italiano. Parliamo schietto. Non importa se il nostro programma concreto, com'è stato notato giorni sono da un redattore del ''Resto del Carlino'', non è antitetico ed è piuttosto convergente con quello dei socialisti, per tutto ciò che riguarda la riorganizzazione tecnica, amministrativa e politica del nostro Paese. Noi agitiamo dei valori morali e tradizionali che il socialismo trascura o disprezza; ma soprattutto lo spirito fascista rifugge da tutto ciò che è ipoteca arbitraria sul misterioso futuro. (da ''Dopo due anni'', ''Il Popolo d'Italia'', 23 marzo 1921)
*Il fascismo femminile che porta bravamente la gloriosa camicia nera e si raccoglie intorno ai nostri gagliardetti, è destinato a scrivere una storia splendida, a lasciare tracce memorabili, a dare un contributo sempre più profondo di passioni e di opere al fascismo italiano. (da ''Scritti e discorsi'', vol. III, p. 109)
*Il fascismo non fece una rivoluzione: c'era una monarchia prima e una monarchia rimase. Se la Camera appariva un'emanazione del partito, il Senato sottolineava il suo lealismo monarchico per la sua nomina regia e la sua stessa composizione. Il numero dei generali, degli ammiragli, dei senatori per censo, era sempre imponente, una forza materiale e una riserva dello Stato in favore della monarchia. Tutta l'aristocrazia italiana, prima la bianca, poi dopo la Conciliazione anche la nera, costituiva un'altra forza monarchica. Definita la Questione Romana, la curia e il clero entrarono nell'orbita regia. La grossa borghesia industriale, agraria, bancaria, pur non esponendosi in prima linea, marciava anch'essa sotto le insegne regie. (citato in [[Paolo Pavolini]], ''1943, la caduta del fascismo'')
*Il [[lavoratore]] che assolve il dovere sociale senz'altra speranza che un pezzo di pane e la salute della propria famiglia, ripete ogni giorno un atto di [[eroismo]]. (dall'intervista di Ivanoe Fossani, ''Soliloquio in «libertà» all'isola Trimellone'', Isola del Trimelone, 20 marzo 1945, da ''Opera omnia'', vol. 32)
*Il Mondo, me scomparso, avrà bisogno ancora dell'Idea che è stata e sarà la più audace, la più originale e la più mediterranea ed europea delle idee. (da ''Testamento politico di Mussolini: Dettato, corretto, siglato da lui il 22 aprile 1945'', a cura di Gian Gaetano Cabella, Arti Grafiche Pedanesi, 1972)
*Il "[[oltreuomo|superuomo]]" ecco la grande creazione Nietzschiana. Qual impulso segreto, quale interna rivolta hanno suggerito al solitario professore di lingue antiche dell'università di Basilea questa superba nozione? Forse il ''taedium vitae''... della nostra vita. Della vita quale si svolge nelle odierne società civili dove l'irrimediabile mediocrità trionfa a danno della pianta-uomo. E [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]] suona la diana di un prossimo ritorno all'ideale. Ma a un ideale diverso fondamentalmente da quelli in cui hanno creduto le generazioni passate. Per comprenderlo, verrà una nuova specie di "liberi spiriti" fortificati nella guerra, nella solitudine, nel grande pericolo, spiriti che conosceranno il vento, i ghiacci, le nevi delle alte montagne e sapranno misurare con occhio sereno tutta la profondità degli abissi. (da ''La filosofia della forza'', ''Il pensiero romagnolo'', 1908; in ''Scritti politici'', a cura di Enzo Santarelli, Feltrinelli, 1979)
*Il [[Città del Vaticano|Vaticano]] odierno è identico al Vaticano del secolo XVI. È il covo dell'intolleranza e di una banda di rapinatori. (da ''L'Avvenire del Lavoratore'', 22 luglio 1909; in ''Opera omnia'', vol. 2)
*I leoni di Traù sono stati distrutti; ma ecco che, distrutti, sono, come non mai, divenuti simbolo vivo e testimonianza certa. Solo uomini arretrati ed incolti possono illudersi che, demolendo le pietre, si cancelli la [[storia]]. (da ''La Dalmazia nella storia d'Italia'', Ed. Hoepli)
*Improntare il [[giornale]] a ottimismo, fiducia e sicurezza nell'avvenire. Eliminare le notizie allarmistiche, pessimistiche e deprimenti. (da ''Magazine'', 4 giugno 2009)
*I neutrali non hanno mai dominato gli avvenimenti. Li hanno sempre subiti. (da ''Scritti e discorsi'', vol. I, p. 24)
*I nostri generali, anche i migliori, sono rimasti all'800. Credono ancora che vincere una guerra sia una questione di mezzi. Ignorano l'elemento psicologico e gli effetti di quella super-arma che si chiama fede. I [[carro armato|carri armati]] sono pezzi d'acciaio. Ma la [[storia]] non si fa con l'acciaio. Si fa con lo spirito. (1939: citato in Gian Carlo Fusco, ''Guerra d'Albania'', Sellerio, 2001, p. 19)
*Io ho del socialismo una nozione barbarica. Io lo immagino come il più grande atto di negazione e di distruzione che la storia registri. Io penso ad un socialismo che non "distingue", che non "patteggia" che non si "mortifica". (da ''Lotta di classe'', 1910. Citato in Paolo Alatri, ''Mussolini'', Tascabili economici Newton, Roma, 1995, p. 18)
*Io mi vanto soprattutto di essere un rurale. (da ''Opera omnia'', vol. 29)
*Io sono l'uomo più disobbedito della storia.<ref>Citato in [[Denis Mack Smith]], ''Storia d'Italia dal 1861 al 1997'', volume I (''Modern Italy. A Political History'', 1997), traduzione di Alberto Acquarono, Giovanni Ferrara Degli Uberti e Michele Sampaolo, Laterza, Bari, 1997, p. 469.</ref>
*L'Italia non può rimanere neutrale per tutta la durata della guerra, senza dimissionare dal suo ruolo, senza squalificarsi, senza ridursi al livello di una [[Svizzera]], moltiplicata per dieci. Il problema non è quindi di sapere se l'Italia entrerà in guerra; si tratta di sapere quando e come; si tratta di ritardare il più a lungo possibile, compatibilmente con l'onore e la dignità, la nostra entrata in guerra.<ref>Citato in Ennio Di Nolfo, ''Storia delle relazioni internazionali. Dal 1918 ai giorni nostri'', Editori Laterza, Roma, 2008, p. 351. ISBN 978-88-420-8734-2</ref>
*La [[cinema]]tografia è l'arma più forte.<ref>Tale motto, a firma di Mussolini, fu posto su di una parete nel cantiere degli studi di Cinecittà a Roma, in occasione della posa della prima pietra, il 26 gennaio 1936. In Amedeo Benedetti, ''Gli archivi delle immagini'', Erga, è descritto come «una scritta cubitale in caratteri moderni, seguiti dalla firma in facsimile»; si veda l'[http://eco86.altervista.org/_altervista_ht/cinema/duce.jpg immagine] della parete e l'[http://www.terramedia.co.uk/Chronomedia/years/Mussolini_opening_Cinecitta.jpg immagine] della posa della pietra, nella quale, sullo sfondo, si può intravedere parte della scritta e della firma.</ref>
*La [[democrazia]] ha tolto lo «stile» alla vita del popolo. Il fascismo riporta lo «stile» nella vita del popolo: cioè una linea di condotta; cioè il colore, la forza, il pittoresco, l'inaspettato, il mistico; insomma, tutto quello che conta nell'animo delle moltitudini. (da ''I discorsi della rivoluzione'', Casa editrice del Partito Nazionale Fascista, Imperia, 1923)
*La [[disciplina]] deve cominciare dall'alto, se si vuole che sia rispettata in basso. (da ''Scritti e discorsi'', vol. I, p. 35)
*La geniale [[invenzione]] nasce quasi sempre nel cervello dell'uomo isolato, ma solo l'opera tenace di pazienti ricercatori, con mezzi larghi ed adatti, può efficacemente svilupparla ed utilizzarla. (da ''Opera omnia'', vol. 23)
*La Germania si compone di diverse razze, più o meno felicemente miscelate fra loro come ognuno può constatare girando in Germania. Vedremo se il nazismo riuscirà a trarne un «armento» di sangue puro. Nella migliore delle ipotesi, secondo i calcoli degli esperti nella materia, occorrono sei secoli, fra matrimoni razziali e non meno razziali castrature. (da ''Opera omnia'', vol. 26, p. 310)
*La [[guerra]] si accetta in blocco o si respinge in blocco. Se questo processo deve essere eseguito, saremo noi che lo faremo e non gli altri. (da ''Scritti e discorsi'', vol. I, p. 372)
*La [[Basilicata|Lucania]] ha un primato che la mette alla testa di tutte le regioni italiane: il primato della fecondità, la quale è la giustificazione demografica e quindi storica dell'impero. (da ''Opera omnia'', vol. 28)
*Le persone intelligenti hanno meno amici e se l'invidia richiama l'astio altrui, non importa, molti nemici molto onore. (da "Scritti e discorsi", vol. II, p. 142)
*Libertà di pensiero, di parola e di stampa? Sì, purché regolata e moderata da limiti giusti, chiaramente stabiliti. Senza di che, si avrebbe anarchia e licenza. E ricordatevi, sopra tutto la morale deve avere i suoi diritti. (da ''Testamento politico di Mussolini: Dettato, corretto, siglato da lui il 22 aprile 1945'', a cura di Gian Gaetano Cabella, Arti Grafiche Pedanesi, 1972)
*Libro e moschetto, fascista perfetto!<ref>Motto ideato nel 1927 in occasione dell'inaugurazione della Libreria del Littorio a Roma (Giuseppe Fumagalli, ''Chi l'ha detto?'' Hoepli); attribuita anche a [[Leo Longanesi]].</ref>
*Mentre in tante parti del mondo tuona il cannone, farsi delle illusioni è follia, non [[Preparazione|prepararsi]] è delitto. Noi non ci illudiamo e ci prepariamo. (da ''Opera omnia'', vol. 29)
*{{NDR|Telegramma inviato ad [[Adolf Hitler]] successivo all'annessione dell'[[Austria]]}} Mio atteggiamento è determinato dall'amicizia tra i nostri due Paesi consacrata nell'Asse.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,1129_01_1938_0063_0001_16721757/ Il Duce a Hitler]'', ''La Stampa'', 14 marzo 1938.</ref>
*Molto spesso il [[Trento|Trentino]] impiega il suo dialetto, anche conversando con «regnicoli» che parlano italiano. Alcuni difetti di pronuncia ci spiegano questa specie di boicottaggio dell'italiano. Il Trentino pronuncia la ''u'', come i lombardi e i francesi, la ''s'' strisciante, aspra; le doppie, come può. ''Ferro'' diventa ''fero'' e ''querela'' aggiunge una ''l''. Non insisto, per non sembrare pedante. Del resto nessuna regione d'Italia può vantarsi di parlare l'italiano vero: neppure i toscani, specie i fiorentini, colle loro aspiranti... teutoniche. L'italiano trentino si mantiene abbastanza puro data la vicinanza col confine linguistico.<ref>Da ''Il Trentino visto da un socialista'', con uno scritto di Franco Cardini, La Finestra , Trento, 2003, pp. 101-102. ISBN 88-88097-29-05</ref>
*Mutevolissimo è lo spirito degli [[italiani]]. Quando io non sarò più, sono sicuro che gli storici e gli psicologi si chiederanno come un uomo abbia potuto trascinarsi dietro per vent'anni un popolo come l'italiano. Se non avessi fatto altro basterebbe questo capolavoro per non essere seppellito nell'oblio. Altri forse potrà dominare col ferro e col fuoco, non col consenso come ho fatto io. La mia dittatura è stata assai più lieve che non certe democrazie in cui imperano le plutocrazie. Il fascismo ha avuto più morti dei suoi avversari e il 25 luglio al confino non c'erano più di trenta persone. [...] Quando si scrive che noi siamo la guardia bianca della [[borghesia]], si afferma la più spudorata delle menzogne. Io ho difeso, e lo affermo con piena coscienza, il progresso dei [[lavoro|lavoratori]]. [...] Tra le cause principali del tracollo del fascismo io pongo la lotta sorda e implacabile di taluni gruppi industriali e finanziari, che nel loro folle egoismo temevano ed odiano il fascismo come il peggior nemico dei loro inumani interessi. [...] Devo dire per ragioni di giustizia che il [[Capitale (economia)|capitale]] italiano, quello legittimo, che si regge con la capacità delle sue imprese, ha sempre compreso le esigenze sociali, anche quando doveva allungare il collo per far fronte ai nuovi patti di lavoro. L'umile gente del lavoro mi ha sempre amato e mi ama ancora. (da ''Opera omnia'', vol. 32, pp. 170-171)<ref>Erroneamente, si indica spesso come fonte di questa citazione un falso testamento di Mussolini, a volte definito "politico", diffuso in rete e composto da brani riportati in un ordine totalmente arbitrario e con omissioni non segnalate; si noti, a titolo di esempio, come l'incipit di tale falso testamento si ritrovi a pagina 182 del 32esimo volume dell'''Opera omnia'', mentre la sua conclusione sia a pagina 181.</ref>
*{{NDR|Alludendo alla diversabilità di [[Franklin Delano Roosevelt]]}} Nella storia non si è mai visto un popolo retto da un paralitico. Si sono avuti Re calvi, Re grossi, Re belli e magari stupidi, ma mai Re che per andare al gabinetto, al bagno o a tavola avessero bisogno d'essere retti da altri uomini. (28 maggio 1941, citato in G. Ciano, ''Diario 1937-1943'', Rizzoli, 1980, p. 517)
*Niente c'è di definitivo nel mondo, ma le cose meno definitive di questo mondo sono le vittorie elettorali. (da ''Scritti e discorsi'', vol. II, p. 44)
*{{NDR|Sul [[Germania|popolo tedesco]]}} Noi possiamo guardare con un sovrano disprezzo talune dottrine d'oltralpe, di gente che ignorava la scrittura con la quale tramandare i documenti della propria vita, in un tempo in cui Roma aveva Cesare, Virgilio ed Augusto.<ref>Dal discorso di Bari, 6 settembre 1934. ([http://www.youtube.com/watch?v=j3ClvAk-0sw Link Youtube])</ref>
*Non c'è dubbio che, dopo il Concordato del Laterano, non tutte le voci, che si sono levate nel campo cattolico, erano intonate. Taluni hanno cominciato a fare il processo al Risorgimento; altri ha trovato che la statua di [[Giordano Bruno]] a Roma è quasi offensiva. Bisogna che io dichiari che la statua di Giordano Bruno, malinconica come il destino di questo frate, resterà dov'è? È vero che, quando fu collocata in Campo di Fiori, ci furono delle proteste violentissime; perfino Ruggero Bonghi era contrario e fu fischiato dagli studenti di Roma; ma, oramai, ho l'impressione che parrebbe di incrudelire contro questo filosofo, che, se errò e persisté nell'errore, pagò. Naturalmente, non è nemmeno il caso di pensare che il monumento a [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] sul Gianicolo possa avere una ubicazione diversa.<ref>Dal discorso alla Camera, 13 maggio 1929, citato in Corrado Marvasi, ''I disaccordi nei rapporti personali fra coniugi nel diritto vivente'', Maggioli editore, 2011.</ref>
*Oggi non ci sono più italiani di ponente o di levante, del continente o delle isole: ci sono soltanto degli italiani. (21 settembre 1938; da ''Opera omnia'', vol. 29, p. 156)
*O il governo accetta questa necessità, o il proletariato saprà imporgliela con tutti i mezzi: è giunta l'ora delle grandi responsabilità. Il proletariato italiano permetterà dunque che lo si conduca al macello ancora una volta ? Noi non lo pensiamo, ma occorre muoversi, agire, non perdere tempo, mobilitare le nostre forze: sorga dai circoli politici, dalle organizzazioni economiche, dai comuni, dalle province dove il nostro partito ha i suoi rappresentanti, dalle moltitudini profonde del proletariato, un solo grido e sia ripetuto per le piazze e le strade d'Italia: abbasso la [[prima guerra mondiale|guerra]]. E venuto il giorno per il proletariato italiano di tener fede alla vecchia parola d'ordine: non un uomo, non un soldo per la guerra a qualunque costo. (da ''Abbasso la guerra'', ''Avanti!'', 1914<ref>All'inizio della prima guerra mondiale; citato in Luciano Canfora, ''1914'', Sellerio editore, 2006, p. 139.</ref>)
*Quando mancasse il [[consenso]], c'è la [[forza]]. Per tutti i provvedimenti anche i più duri che il Governo prenderà, metteremo i cittadini davanti a questo dilemma: o accettarli per alto spirito di patriottismo o subirli. (7 marzo 1923, da ''Scritti e discorsi'', vol. III, p. 82)
*Quella che chiamiamo «vita» non è che un quasi impercettibile «punto» fra due eternità, quella di prima e quella di dopo. — Confortante pensiero. (da ''Pensieri pontini e sardi'' n.º 4; citato ne ''La domenica di Repubblica'', 22 luglio 2007, p. 36)
*{{NDR|[[Franklin D. Roosevelt]]}} Quella sinistra figura. (citato in Piero Baroni, ''8 settembre 1943: il tradimento!'', p. 44)
*{{NDR|Sul [[nazismo]]}} Razzismo al cento per cento. Contro tutto e contro tutti: ieri contro la civiltà cristiana, oggi contro la civiltà latina; domani, chissà, contro la civiltà di tutto il mondo! (da ''Teutonica'', ''Il Popolo d'Italia'', 26 maggio 1934)
*Regimi [[democrazia|democratici]] possono essere definiti quelli nei quali, di tanto in tanto, si dà al popolo l'illusione di essere sovrano, mentre la vera effettiva sovranità sta in altre forze talora irresponsabili e segrete. La democrazia è un regime senza re, ma con moltissimi re talora più esclusivi, tirannici e rovinosi che un solo re che sia tiranno. (da ''La dottrina del fascismo'', con Luigi Contu, Hoepli, 1936)
*{{NDR|Telegramma al prefetto di Torino riferendosi a [[Piero Gobetti]]}} Rendere nuovamente difficile vita questo insulso oppositore governo e fascismo.<ref>Citato in Bruno Quaranta, ''[https://www.repubblica.it/cultura/2021/06/19/news/piero_gobetti_un_intellettuale_di_penna_e_spada-306667075/?ref=RHTP-VS-I287621970-P13-S4-L Piero Gobetti. Un intellettuale di penna e spada]'', ''Repubblica.it'', 18 giugno 2021.</ref>
*Ripetiamo che la parola fascista comprende anche gli Arditi e i Volontari di guerra, poiché le tre associazioni sono distinte nella forma, ma fuse e confuse nella sostanza: si tratta di tre corpi e di un'anima sola. Ora, il blocco fascista [...] potrà anche chiamarsi il blocco delle «teste di ferro». (da ''Scritti e discorsi'', vol. II, p. 39)
*Sarei grandemente ingenuo se chiedessi di essere lasciato in pace dopo morto. Attorno alle tombe dei Capi di quelle grandi trasformazioni, che si chiamano rivoluzioni, non ci può essere pace; ma tutto quello che fu fatto non potrà essere cancellato. Mentre il mio spirito, ormai liberato dalla materia, vivrà, dopo la piccola vita terrena, la vita immortale e universale di Dio. Non ho che un desiderio, quello di essere sepolto accanto ai miei nel cimitero di San Cassiano. (da ''Vita di Arnaldo'', a cura di Gian Guglielmo Rebora, Edizioni FPE, Milano, 1966)
*Se Dio esiste, gli do due minuti per fulminarmi. (citato in [[Indro Montanelli]], ''Storia d'Italia'')
*Se la [[libertà]] dev'essere l'attributo dell'uomo reale, e non di quell'astratto fantoccio a cui pensava il liberalismo individualistico, il Fascismo è per la libertà. È per la sola libertà che possa essere una cosa seria, la libertà dello Stato e dell'individuo nello Stato. (dalla voce "Fascismo" redatta per l'Enciclopedia Treccani, 1932<ref>Tale voce fu presumibilmente scritta con la collaborazione di [[Giovanni Gentile]]</ref>; da ''Scritti e discorsi'', vol. VIII, p. 71)
*Se le [[operaio|masse lavoratrici]] rimangono in uno stato di miseria e di abbrutimento, non v'è grandezza di popolo, né dentro, né oltre i confini della Patria. (da ''Discorso da ascoltare'', ''Il Popolo d'Italia'', 1° maggio 1919)
*Secondo le norme elementari dell'economia, fra massa di beni reali e massa di beni simbolici, ci dovrebbe essere un rapporto di equilibrio. Quando aumentano i beni simbolici – carta valuta – e diminuiscono gli altri, si ha il fenomeno dell'inflazione cartacea, con relative conseguenze tangibili a chiunque. (''Il Popolo d'Italia'', 8 dicembre 1920)<ref>Citato in Federico Lordi, [https://www.lintellettualedissidente.it/cartucce/draghi-mario-euro-storia/ ''A chi conviene seppellire la storia?''], ''L'intellettuale dissidente'',11 maggio 2019.</ref>
*Senza sforzo, senza sacrifìcio e senza sangue nulla si conquista nella storia. (da ''Scritti e discorsi'', vol. V, p. 444)
*So che a casa vostra siete dei buoni padri di famiglia, ma qui voi non sarete mai abbastanza ladri, assassini e stupratori. (ai soldati della Seconda Armata in Dalmazia, 1943; citato in ''Fascist Legacy'', documentario BBC sui crimini di guerra italiani, diretto da Ken Kyrby)
*Solo dall'armonia costituita dai tre principi, capitale, tecnica, lavoro, vengono le sorgenti della [[fortuna]]. (da ''Scritti e discorsi'', vol. V, p. 350)
*{{NDR|Alla notizia dell'attacco dei bombardieri inglesi in Campania}} Sono lieto che Napoli abbia delle notti così severe. La razza diventerà più dura. La guerra farà dei napoletani un popolo nordico.<ref>Citato in [[Paolo Alatri]], ''[https://books.google.it/books?id=kUIcAAAAMAAJ Le origini del fascismo]'', Editori Riuniti, 1956, p. 349</ref>
*Sono pentito di aver dato 30 mila lire a quella p.....a della [[Paola Borboni|Borboni]], antipatica e odiosa. Per poi fare di queste belle produzioni. Il teatro francese è porco, però lei che è una v...a sceglie naturalmente le peggiori. E noi paghiamo per due di queste belle commedie. Mi viene l'anemia cerebrale. Credi, la prima e unica volta che ho visto la Borboni mi ha fatto l'effetto della scabbia, sì, proprio un senso di schifo. Venne da me con un lungo velo nero, il viso semicoperto, funereo. Sai come io detesti tutto ciò che è macabro e triste. Sono pentito d'averla aiutata, non corrisponde in nulla.<ref>Dalla lettera a Claretta Petacci, 26 ottobre 1937; citato in Claretta Petacci, ''Mussolini segreto. {{small|Diari 1932-1938}}'', a cura di Mauro Suttora, Rizzoli, Milano, 2010, p. [https://books.google.it/books?id=cmjbnVFcvw8C&pg=PT67 67]. ISBN 9788858601501</ref>
*{{NDR|Sul [[Trentino|Dialetto trentino]]}} Sono tuttavia visibili ancora le tracce di questa infiltrazione tedesca. Il vocativo frequentissimo ''toi'' o ''tei'' deve provenire dal tedesco ''du''. I residui del tedeschismo nel dialetto trentino vanno scomparendo e il dialetto stesso s'italianizza nelle sue parole e nelle sue costruzioni. Già trent'anni fa il Malfatti notava che le parole tedesche ''grobian'', ''fraila'', ''pinter'', ''tissler'' cadevano in disuso e cedevano il posto alle parole italiane ''vilan'', ''siorata'', ''botar'', ''marangon''. Questo processo eliminatore dei tedeschismi continua.<ref>Da ''Il Trentino visto da un socialista'', con uno scritto di Franco Cardini, La Finestra , Trento, 2003, p. 101. ISBN 88-88097-29-05</ref>
*Tutte le leggi umane, non quelle divine, sono il risultato di uno sforzo di uomini. Altri uomini vengono, modificano, aboliscono, perfezionano. Non ci vuole nulla ad abolire. Distruggere è facile, ma ricostruire è difficile. (1924, da ''Scritti e discorsi'', vol. IV, p. 297-298)
*{{NDR|[[Italo Balbo|Balbo]]}} Un bell'alpino, un grande aviatore, un autentico rivoluzionario. Il solo che sarebbe stato capace di uccidermi. (citato in [[Enzo Biagi]], ''Storia del fascismo'', Sadea-Della Volpe, 1964)
*Un grande [[popolo]] è veramente tale se considera sacri i suoi impegni e se non evade dalle prove supreme che determinano il corso della storia. (dall'annuncio della dichiarazione di guerra, 10 giugno 1940)
*{{NDR|Gli [[Inghilterra|inglesi]]}} Un popolo che pensa col culo. (citato in [[Galeazzo Ciano]], ''Diario, 1937-1943'', Rizzoli, 1980, 14 settembre 1937)
*Un'[[idea]] è al tramonto, quando non trova più nessuno capace di difenderla anche a prezzo della vita. (da ''Scritti e discorsi'', vol. I, p. 257)
*{{NDR|Gli [[Italia|italiani]]}} Un popolo di santi, di eroi e di navigatori.<ref>Citato in [[Roberto Gervaso]], ''Il dito nell'occhio. {{small|Interviste coi contemporanei}}'', Rusconi, Milano, 1977, p. 25.</ref>
*{{NDR|Destituendo [[Guido Buffarini Guidi|Buffarini Guidi]] ministro degl'Interni il 21 febbraio 1945}} Un uomo che ha molti meriti ma è odiato da tutti, antifascisti e fascisti: è odiato persino più di me. (citato in [[Indro Montanelli e Mario Cervi]], ''L'Italia della guerra civile (8 settembre 1943 – 9 maggio 1946)'', Rizzoli, Milano, 2001, p. 271)
*Vado verso il popolo e sono col popolo per comunione di intenti e di spirito. (da ''Scritti e discorsi'', vol. V, p. 132)
{{int|Intervista di [[Emil Ludwig]], 1932}}
*A tavola noi ragazzi sedevamo in tre reparti. Io dovevo sempre sedere in fondo e mangiare coi più poveri. Potrei forse dimenticare le formiche nel pane della terza classe. Ma che noi bambini fossimo divisi in classi, mi brucia ancora nell'anima!<ref name=ludw/>
*Chi marcia non si diminuisce [...] ma si moltiplica attraverso tutti quelli che marciano con lui.<ref name=ludw/>
*Con la [[libertà di stampa]] i giornali pubblicano solo ciò che vogliono veder stampato le grandi industrie o le banche, le quali pagano il giornale.<ref name=ludw/>
*Gli uomini possono pregare Dio in molti modi. Si deve lasciare assolutamente a ciascuno il proprio modo. {{NDR|passo eliminato dalla censura}}<ref name=ludw/>
*In ogni [[anarchia|anarchico]] sta dentro un dittatore fallito.<ref name=ludw/>
*L'interesse del popolo è una cosa drammatica. In quanto io lo servo, moltiplico la mia vita.<ref name=ludw/>
*La [[donna]] deve obbedire. [...] Essa è analitica, non sintetica. Ha forse mai fatto dell'architettura in tutti questi secoli? Le dica di costruirmi una capanna, non dico un tempio! Non lo può! Essa è estranea all'architettura, che è la sintesi di tutte le arti, e ciò è un simbolo del suo destino. La mia opinione della sua parte nello Stato è in opposizione ad ogni femminismo. Naturalmente essa non dev'essere una schiava, ma se io le concedessi il diritto elettorale, mi si deriderebbe. Nel nostro Stato essa non deve contare.<ref name=ludw>Citato in [[Emil Ludwig]], ''Colloqui con Mussolini'', traduzione di Tomaso Gnoli, Mondadori, 2000.</ref>
*La gente oggi non vuol governare; essa vuole esser governata, e avere la sua pace. Se fossero di più i grandi uomini di stato in Europa, ci sarebbero meno partiti.<ref name=ludw/>
*La [[massa]] ama gli uomini forti. La massa è donna.<ref name="biagi88">Citato in [[Enzo Biagi]], ''Amori'', Rizzoli, Milano, 1988, p. 139. ISBN 88-17-85139-6</ref>
*La massa per me non è altro che un [[gregge]] di pecore, finché non è organizzata. Non sono affatto contro di essa. Soltanto nego che essa possa governarsi da sé. Ma se la si conduce, bisogna reggerla con due redini: entusiasmo e interesse. Chi si serve solo di uno dei due, corre pericolo.<ref name=ludw/>
*Non posso avere amici, non ne ho. Ma non ne sento la mancanza.<ref name=biagi88/>
*Ogni [[rivoluzione|rivoluzionario]] a un certo momento diventa [[conservatorismo|conservatore]].<ref name=biagi88/>
*Razza: questo è un sentimento, non una realtà. Il 95% è sentimento. [...] L'orgoglio nazionale non ha affatto bisogno dei deliri di razza.<ref name=ludw/>
*So [...] ciò che si pubblica: che sono sorvegliato da mille poliziotti e che dormo ogni notte in un luogo diverso. Lo so. Ma io dormo ogni notte nella Villa Torlonia, e vado in auto e cavalco quando e dove mi piace. Se dovessi pensare alla mia sicurezza, mi sentirei umiliato.<ref name=ludw/>
{{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0029_01_1936_0117_0001_16416095/ L'intervista del Matin]''|Da un'intervista del ''Matin'', riportato in ''La Stampa'', 16 maggio 1936.}}
*Nessuno al mondo può dubitare che il [[Italia|Popolo italiano]] non sia volto verso una pace di cui ha bisogno per completare l'opera intrapresa. Esso vuole la pace e vuole lavorare per la pace.
*Se si tentasse di carpirci i frutti di una vittoria pagata con tanti sacrifici ci si troverebbe in piedi pronti ad ogni resistenza.
*Oggi l'[[Etiopia]] è irrevocabilmente, integralmente, unicamente italiana.
*Irrevocabile, ripetetelo, ripetetelo ancora. Occorre che l'Europa intera intenda queste parole, questo grido di tutto un popolo che ha voluto il suo Impero e che saprà, se domani fosse necessario, difenderlo con tutto il suo coraggio e tutte le sue forze.
===Citazioni tratte dalle lettere===
===Citazioni tratte dai discorsi===
*Bisogna che non appena questa gente tenterà di sbarcare, sia congelata su questa linea che i marinai chiamano del bagnasciuga. (Discorso del 24 giugno 1943 al Direttorio del Partito nazionale fascista)
*Bisogna porsi delle [[meta|mète]] per avere il coraggio di raggiungerle. (Milano, 28 ottobre 1925; da ''Scritti e discorsi'', vol. V, p. 163)
*Bisogna volere, fortemente volere!<ref>Questa prima frase non è originale, vedi [[Prospero Padoa]], ''Intorno ai governi rappresentativi'', 1859: "Bisogna durare ne' virili propositi, bisogna volere e fortemente volere, ed essere parati sempre e spiare e cogliere tutte le opportunità". Confronta anche [[Vittorio Alfieri]]: "Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli".</ref> Solo con questa potenza di volontà potremo superare ogni ostacolo. Dobbiamo essere pronti a tutti i sacrifici. (Milano, 2 aprile 1923; da ''Scritti e discorsi'', vol. III, p. 99)
*Noi non daremo un solo minuto di tregua al partito socialista, sino a quando non la smetterà di parlare di comunismo, di dittatura, di Russia. Come si può disarmare dalla lotta contro un partito di vigliacchi e di mistificatori che, dopo tutto quel po' po' di roba riferita dai missionari italiani reduci dalla Russia, ha ancora la faccia tosta di invitare le masse a inneggiare al bolscevismo nella ricorrenza dell'anniversario del colpo di Stato di Lenin? Complessivamente sono state giustiziate a Mosca in un mese 1182 persone. E noi non dovremmo combattere - sino all'ultimo sangue - contro l'abietto partito che si propone di mascherare l'Italia alla moda di Lenin? Contro un partito che pratica, quando può, l'insurrezione, i mezzi blandi non contano: ci vogliono i nostri. È una dura, spietata, implacabile battaglia quella che abbiamo impegnato, buttando tutto nella posta in giuoco. (discorso tenuto il 6 novembre 1920)<ref>https://www.repubblica.it/cultura/2022/01/09/news/ezio_mauro_racconta_le_cronache_della_marcia_su_roma_gennaio_1922-333201810/</ref>
*Camicie Nere della Rivoluzione, uomini e donne di tutta Italia! Una tappa del nostro cammino è raggiunta. Continuiamo a marciare nella pace per i còmpiti che ci aspettano domani e che fronteggeremo col nostro coraggio, con la nostra fede, con la nostra volontà. Viva l'Italia! (dal discorso tenuto il 5 maggio 1936)
*Camminare, costruire e, se necessario, combattere e vincere! (Roma, Piazza Venezia, 28 ottobre 1932; dal discorso in occasione del decennale della [[Marcia su Roma]])
*Chi non è con noi è contro di noi. (Teatro Costanzi, Roma, 24 marzo 1924; da ''Scritti e discorsi'', vol. IV, p. 81)
*D'altra parte è pacifico, oramai, che sul terreno della violenza le masse operaie saranno battute [...]. Le masse operaie sono naturalmente, oserei dire santamente, pacifondaie, perché rappresentano sempre le riserve statiche della società umana, mentre il rischio, il pericolo, il gusto dell'avventura sono stati sempre il compito, il privilegio delle piccole aristocrazie. E allora, o [[socialisti]], se voi convenite e ammettete e confessate che su questo terreno noi vi batteremo, allora dovete concludere che avete sbagliato strada. (dal primo discorso alla Camera, 21 giugno 1921)
*Desidero rivolgere un elogio alla gente di Puglia perché è feconda e crede coi fatti nell'unico primato che veramente conta nella vicenda e nella lotta dei popoli: il primato dei figli, il primato della vita. (Lecce, 7 settembre 1934; da ''Opera omnia'', vol. 26)
*Dissi che avremmo spezzato le reni al Negus. Ora, con la stessa certezza assoluta, ripeto assoluta, vi dico che spezzeremo le reni alla Grecia. (Discorso del 18 novembre 1940 dal balcone di Palazzo Venezia)
*Dodici anni della mia vita di partito {{NDR|[[socialismo|socialista]]}} sono o dovrebbero essere una sufficiente garanzia della mia fede socialista. Il socialismo è qualche cosa che si radica nel sangue. Quello che mi divide ora da voi non è una piccola questione, è una grande questione che divide il socialismo tutto. (Teatro del popolo, Milano, 24 novembre 1914; da ''II Popolo d'Italia'', n. 11, 25 novembre 1914 – anche in ''Scritti e discorsi''<ref>Pronunciato al teatro del popolo di Milano, la sera del 24 novembre 1914, durante l'assemblea della sezione socialista milanese che decreta l'espulsione di Benito Mussolini dal partito socialista ufficiale.</ref>)
*Dopo la [[Roma]] dei Cesari, dopo quella dei Papi, c'è oggi una Roma, quella fascista, la quale con la simultaneità dell'antico e del moderno, si impone all'ammirazione del mondo. (18 aprile 1934; da ''Opera omnia'', vol. 26)
*Durante i trenta secoli della sua storia, l'Italia ha vissuto molte ore memorabili, ma questa è certamente una delle più solenni.<br/>Annuncio al popolo italiano che la guerra è finita. Annuncio al popolo italiano e al mondo che la pace è ristabilita. (dal discorso tenuto il 5 maggio 1936)
*È l'[[aratro]] che traccia il solco, ma è la [[spada]] che lo difende. E il vomere e la lama sono entrambi di acciaio temprato come la fede dei nostri cuori. (dal discorso per l'inaugurazione della Provincia di Littoria, 18 dicembre 1934; da ''Scritti e discorsi'', vol. IX, p. 154)
*È questa un'altra giornata di decisioni solenni nella storia d'Italia e di memorabili eventi, destinati ad imprimere un nuovo corso nella storia dei continenti. (dall'annuncio della dichiarazione di guerra agli Stati Uniti, Palazzo Venezia, Roma, 11 dicembre 1941; da ''Opera omnia'', vol. 30)
*Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto [...]. Se il fascismo è stato un'associazione a delinquere, io sono il capo di questa soggezione a delinquere! [...] Il governo è abbastanza forte per stroncare definitivamente la secessione dell'Aventino. (dal discorso alla Camera, 3 gennaio 1925<ref>Citato in Giovanni Sabbatucci e Vittorio Vidotto, ''Il mondo contemporaneo. {{small|Dal 1848 a oggi}}'', Laterza, Roma, 2008, p. 332. ISBN 978-88-420-8741-0</ref>)
*Fermarsi è male; fermarsi significa retrocedere. (Piazza De Ferrari, Genova, 24 maggio 1926; da ''Scritti e discorsi'', vol. V, p. 342)
*Il concetto di [[libertà]] non è assoluto perché nulla nella vita vi è di assoluto. La libertà non è un diritto: è un dovere. Non è una elargizione: è una conquista; non è un'uguaglianza; è un privilegio. Il concetto di libertà muta col passare del tempo. C'è una libertà in tempo di pace che non è più la libertà in tempo di guerra. C'è una libertà in tempo di ricchezza che non può essere concessa in tempo di miseria. (Teatro Costanzi, Roma, 24 marzo 1924; da ''La nuova politica dell'Italia: Volume 3'', Alpes, 1925, p. 31)
*Il [[contadino]] deve rimanere fedele alla terra, dev'essere orgoglioso di essere contadino, fiero di lavorare il suo campo, né cercare altrove una vita più facile perché una vita più facile non esiste. (Sala Regia, Palazzo Venezia, Roma, 27 ottobre 1937, da ''Scritti e discorsi di Benito Mussolini dal novembre 1936 al maggio 1938'', Ulrico Hoepli Editore, Milano, 1938)
*Il fascismo stabilisce l'uguaglianza verace e profonda di tutti gli individui di fronte al lavoro e di fronte alla nazione. (Milano, 6 ottobre 1934; da ''Opera omnia'', vol. 26)
*Il fascismo è tutto il popolo italiano. (Palazzo Municipale di Vercelli, 28 settembre 1925; da ''Scritti e discorsi'', vol. V, p. 136)
*Il [[libro]] ha qualche volta il valore di una ambasciata. (dal discorso alla Società Italiana degli Autori, Roma, 1° agosto 1926; da ''Scritti e discorsi'', vol. V, p. 375)
*Il pittoresco ci ha fregati per tre secoli. (dal discorso al consiglio nazionale del PNF, 25 ottobre 1938; da ''Opera omnia'', vol. 29)
*Il [[italiani|popolo italiano]] ha creato col suo sangue l'impero. Lo feconderà col suo [[lavoro]] e lo difenderà contro chiunque con le sue armi. (dal [[s:Italia - 9 maggio 1936, Discorso di proclamazione dell'Impero|discorso di proclamazione dell'impero]], 9 maggio 1936)
*Il problema di scottante attualità è quello [[Razzismo|razziale]]. Anche in questo campo noi adotteremo le soluzioni necessarie. Coloro i quali fanno credere che noi abbiamo obbedito a imitazioni, o peggio, a suggestioni, sono dei poveri deficienti ai quali non sappiamo se dirigere il nostro disprezzo o la nostra pietà. Il problema razziale non è scoppiato all'improvviso, come pensano coloro i quali sono abituati ai bruschi risvegli, perché sono abituati ai lunghi sonni poltroni: è in relazione con la conquista dell'impero, poiché la storia ci insegna che gli imperi si conquistano con le armi ma si tengono col prestigio. E per il prestigio occorre una chiara, severa coscienza razziale che stabilisca non soltanto delle differenze ma delle superiorità nettissime. (dal discorso a Trieste, 19 settembre 1938)<ref>Riportato su ''[https://www.archivioluce.com/2019/09/18/il-discorso-di-trieste/ Archivio Luce''.</ref>
*Il solo pensiero di una famiglia [[povertà|senza il necessario]] per vivere, mi dà un'acuta sofferenza fisica. Io so, per averlo provato, che cosa vuol dire la casa deserta ed il desco nudo. (Torino, 23 ottobre 1932; citato in ''Scritti e discorsi'')
*Io amo piuttosto di pensare a quello che faremo nel decennio prossimo. Del resto basta guardarsi attorno, per convincersi che il nostro consuntivo è semplicemente immenso. (dal rapporto tenuto alle gerarchie del Regime, 17 ottobre 1932)
*L'Europa sarà dominata dalla Germania. Gli stati vinti saranno vere e proprie colonie. Gli stati associati saranno province confederate. Tra queste la più importante è l'Italia. Bisogna accettare questo stato di cose perché ogni tentativo di reazione ci farebbe declassare dalla condizione di provincia confederata a quella ben peggiore di colonia. (da ''Storia – idee, fatti, protagonisti'', Vol. 3a, SEI)
*L'Italia fascista può, se sarà necessario, portare oltre il suo tricolore. Abbassarlo mai! (Parlamento, 5 febbraio 1926; da ''Scritti e discorsi'', vol. V, p. 269)
*L'Italia ha finalmente il suo impero. Impero fascista, perché porta i segni indistruttibili della volontà e della potenza del Littorio romano, perché questa è la meta verso la quale durante quattordici anni furono sollecitate le energie prorompenti e disciplinate delle giovani, gagliarde generazioni italiane. Impero di pace, perché l'Italia vuole la pace per sé e per tutti e si decide alla guerra soltanto quando vi è forzata da imperiose, incoercibili necessità di vita. Impero di civiltà e di umanità per tutte le popolazioni dell'Etiopia. Questo è nella tradizione di Roma, che, dopo aver vinto, associava i popoli al suo destino. (dal discorso di proclamazione dell'impero, 9 maggio 1936)
*La [[lotta]] è l'origine di tutte le cose perché la vita è tutta piena di contrasti. (Teatro Rossetti, Trieste, 20 settembre 1920; da ''Scritti e discorsi'', vol. II, 99)
*La parola d'ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti. Essa già trasvola ed accende i cuori dalle Alpi all'Oceano Indiano: [[vincere]]! E vinceremo, per dare finalmente un lungo periodo di pace con la giustizia all'Italia, all'Europa, al mondo. (dall'[[s:Italia - 10 giugno 1940, Annuncio della dichiarazione di guerra|annuncio della dichiarazione di guerra]], 10 giugno 1940)
*La Sicilia è fascista fino al midollo. (Palermo, 20 agosto 1937; da ''Opera omnia'', vol. 28)
*La [[stampa]] più libera del mondo intero è la stampa italiana. Il giornalismo italiano è libero perché serve soltanto una causa e un regime; è libero perché, nell'ambito delle leggi del regime, può esercitare, e le esercita, funzioni di controllo, di critica, di propulsione. (Palazzo Chigi, 10 ottobre 1928; da ''Scritti e discorsi'', vol. VI, 250-251)
*La storia ci dice che la [[guerra]] è il fenomeno che accompagna lo sviluppo dell'umanità. Forse è il destino tragico che pesa su l'uomo. La guerra sta all'uomo, come la maternità alla donna. (dal discorso al Parlamento, 26 maggio 1934; da ''Scritti e discorsi'', vol. IX, p. 98)
*Là dove si è voluto esasperare ancora di più il [[capitalismo]], facendone un capitalismo di Stato, la miseria è semplicemente spaventosa. (dal rapporto tenuto alle gerarchie del Regime, il 17 ottobre 1932, davanti a 25.000 adunati)
*Lo schieramento è ormai completo. Da una parte Roma, Berlino, Tokio; dall'altra Londra, Washington, Mosca. Nemmeno il più lontano dubbio ci sfiora circa l'esito di questa immane battaglia: noi vinceremo. Vinceremo perché la storia dice che i popoli i quali rappresentano le idee del passato devono perdere dinnanzi ai popoli che rappresentano le idee dell'avvenire. (da ''Storia – idee, fatti, protagonisti'', Vol. 3a, SEI)
*Nella nuova organizzazione io voglio sparire, perché voi dovete guarire del mio male e camminare da voi. (Teatro Augusteo, Roma, 7 novembre 1921; da ''Scritti e discorsi'', vol. II, p. 206)
*Nessuno ha potuto fermarci.<ref>Come nota Massimo Cardillo in ''Il duce in moviola: politica e divismo nei cinegiornali e documentari'', Edizioni Dedalo, questa prima frase non è rintracciabile nelle registrazioni audio del discorso, mentre appare nelle trascrizioni successive.</ref> Nessuno ci fermerà. (Udine, 20 settembre 1938; da ''Opera omnia'', vol. 29)
*Nessuno pensi di piegarci senza avere prima duramente combattuto. Un [[popolo]] geloso del suo onore non può usare linguaggio, né avere atteggiamento diverso! (dal discorso tenuto in occasione dell'adunata generale delle forze del Regime il 2 ottobre 1935)
*Neve e freddo vanno benissimo, così muoiono le mezze cartucce e si migliora questa mediocre razza italiana. Una delle principali ragioni per cui ho voluto il rimboschimento dell'Appennino è stata per rendere più fredda e nevosa l'Italia. (da ''Storia – idee, fatti, protagonisti'', Vol. 3a, SEI)
*Noi marceremo con la Germania per dare all'Europa quella pace con giustizia che è nel desiderio profondo di tutti i popoli. (da ''Storia – idee, fatti, protagonisti'', Vol. 3a, SEI)
*Noi, oggi, con l'inaugurazione ufficiale del nuovo comune di [[Latina|Littoria]], consideriamo compiuta la prima tappa del nostro cammino. Abbiamo, cioè, vinto la nostra prima battaglia.<br/>Sarà forse opportuno ricordare che una volta, per trovare lavoro, occorreva valicare le [[Alpi]] o traversare l'Oceano. Oggi la terra è qui, a mezz'ora soltanto da [[Roma]]. È qui che noi abbiamo conquistato una nuova provincia. È qui che abbiamo condotto e condurremo delle vere e proprie operazioni di [[guerra]]. È questa la guerra che noi preferiamo. Ma occorrerà che tutti ci lascino intenti al nostro lavoro. (dal discorso tenuto a [[Latina|Littoria]], dalla terrazza del Municipio, il 19 dicembre 1932)
*Noi tireremo diritto. (Palazzo Venezia, Roma, 8 settembre 1935; da ''Scritti e discorsi'', vol. IX, 215)
*Non è più permesso a nessuno di vivere su quello che fu fatto da altri prima di noi. Bisogna che noi creiamo. (Reggio Emilia, 30 ottobre 1926; da ''Scritti e discorsi'', vol. V, p. 454)
*Non possiamo dare la libertà a coloro che ne approfitterebbero per assassinarci. (Circolo rionale Sciesa, Milano, 4 ottobre 1922; da ''Scritti e discorsi'', vol. II, 333)
*{{NDR|Sulla [[seconda guerra mondiale]]}} Questa lotta gigantesca non è che una fase dello sviluppo logico della nostra rivoluzione. È la lotta dei [[popolo|popoli]] poveri e numerosi di braccia contro gli affamatori che detengono ferocemente il monopolio di tutte le ricchezze e di tutto l'oro della terra. È la lotta dei popoli fecondi e giovani contro i popoli isteriliti e volgenti al tramonto. È la lotta tra due secoli e due idee. (dall'annuncio della dichiarazione di guerra, 10 giugno 1940)
*Ricordate che oggi non ci sarebbe la marcia su Mosca, marcia che sarà infallibilmente vittoriosa, se vent'anni prima non ci fosse stata la [[marcia su Roma]], se primi tra i primi non avessimo alzata la bandiera dell'antibolscevismo. (da ''Storia – idee, fatti, protagonisti'', Vol. 3a, SEI)
*Rinunziare alla [[lotta]] significa rinunciare alla vita. (Palazzo Chigi, 20 dicembre 1923; da ''Scritti e discorsi'', vol. III, p. 290)
*Se è per fare onore alla vostra firma che il vostro governo ha dichiarato guerra alla Germania, voi {{NDR|Winston Churchill}} comprenderete che lo stesso senso d'onore e di rispetto agli impegni assunti col trattato italo-tedesco guidi oggi e domani la politica italiana di fronte a qualsiasi evento.<ref>Dalla lettera di risposta a quella del 16 maggio 1940 di [[Winston Churchill]], con la quale lo statista inglese, appena divenuto capo del governo in sostituzione di [[Neville Chamberlain]], invitava Mussolini a non schierarsi in guerra a fianco della Germania. Citato in Richard Lamb, ''Mussolini e gli inglesi'', Corbaccio, p. 409.</ref>
*Se veramente, cosa che io escludo sin da oggi, si meditasse, veramente, di soffocare la vita del Popolo Italiano in quel mare che fu il mare di Roma, ebbene si sappia che il Popolo Italiano balzerebbe come un solo uomo in piedi pronto al combattimento con una decisione che avrebbe rari precedenti nella storia. (Milano, 1° novembre 1936; da ''Scritti e discorsi'', vol. X)
*Temo più uno [[iettatura|iettatore]] di un antifascista.<ref>Citato in [[Roberto Gervaso]], ''Ve li racconto io'', Milano, Mondadori, 2006, p. 235. ISBN 88-04-54931-9</ref>
*Tutti i nodi furono tagliati dalla nostra spada lucente e la vittoria africana resta nella storia della patria, integra e pura, come i legionari caduti e superstiti la sognavano e la volevano. (dal discorso di proclamazione dell'impero, 9 maggio 1936)
*Un'ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria. L'ora delle decisioni irrevocabili. (dall'[[s:Italia - 10 giugno 1940, Annuncio della dichiarazione di guerra|annuncio della dichiarazione di guerra]], 10 giugno 1940)
*Venti milioni di italiani sono in questo momento raccolti nelle piazze di tutta Italia. È la più gigantesca dimostrazione che la storia del genere umano ricordi. (dall'annuncio radiofonico della dichiarazione di guerra all'Etiopia, 2 ottobre 1935)
===Attribuite===
*Che in Italia si faccia del razzismo e dell'antisemitismo è cosa tanto importante nella sua apparenza politica quanto priva di peso nella sua sostanza reale. La purità della razza in questo popolo sul quale sono passate tante invasioni e che ha assorbito tante genti dai quattro punti cardinali, e il pericolo semita in una Nazione come la nostra dove persino l'alta finanza, e persino se manovrata dagli ebrei, non può non diventare qualcosa di cattolico [...], sono evidentemente fandonie da lasciar scrivere a certi zelatori. Ma se le circostanze mi avessero portato a un asse Roma-Mosca anziché a un asse Roma-Berlino, avrei forse ammannito ai lavoratori italiani, intenti alla loro fatica con tanta alacrità e però con un distacco che i razzisti potrebbero chiamare mediterraneo, l'equivalente fandonia dell'etica stakanovista e della felicità in essa racchiusa.
:Riferito da Edvige Mussolini, ''Mio fratello Benito'', La Fenice, Firenze, 1957, p. 175.
*{{NDR|Su [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]]}} È come un dente cariato: non c'è che da estirparlo o coprirlo d'oro.<ref>Riferito da Dino Provenzal, ''Fascismo e dannunzianesimo'', in "L'Italia che scrive", 29 novembre 1945, p. 8.</ref>
*Dio e Patria. Ogni altro affetto, ogni altro dovere vien dopo.
:È in realtà il primo precetto di un decalogo di [[Giovanni Giuriati]], pubblicato su ''Gioventù fascista'' il 20 settembre 1931.
*Il manifesto della razza poteva evitarsi. Si è trattato di una astruseria scientifica di alcuni docenti e giornalisti [...] C'è molta distanza da quanto io ho detto, scritto e firmato in materia. [...] Io ho sempre considerato il popolo italiano un mirabile prodotto di diverse fusioni etniche sulla base di una unitarietà geografica, economica e specialmente spirituale. È lo spirito che ha messo la nostra civiltà sulle strade del mondo. Uomini che avevano sangue diverso furono i portatori di un'unica splendida civiltà. Ecco perché io sono lontano dal mito di Rosenberg. Anche quella è una posizione da rettificare.
:Riferito da Bruno Spampanato, ''Contromemoriale'', C.E.N., Roma, 1974, vol. III, p. 638
*Maestà, vi porto l'Italia di Vittorio Veneto. (30 ottobre 1922)
:Secondo quanto riporta [[Antonio Spinosa]] in ''Mussolini: il fascino di un dittatore'', Mondadori, 1989, l'ossequio di Mussolini al re [[Vittorio Emanuele III]] non è mai stato pronunciato; Mussolini confidò al figlio che la frase era "un'invenzione storica a posteriori". [[Romano Bracalini]], in ''Il re vittorioso: la vita, il regno e l'esilio di Vittorio Emanuele III'', Feltrinelli, 1980, riporta la testimonianza di [[Rachele Guidi]], moglie di Mussolini: secondo la consorte, lui stesso ammetteva che la frase non era mai stata pronunciata, "è venuta fuori e gliel'hanno attribuita; gli era piaciuta e la lasciava correre".
*Ringrazia ogni giorno devotamente Dio, perché ti ha fatto Italiano e Fascista.
:Decimo precetto del decalogo di Giovanni Giuriati (v. sopra).
*Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi, se muoio vendicatemi.
:{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} Questa frase è comunemente attribuita a Mussolini. Benito pronunciò realmente la citazione al termine di un discorso il 7 aprile 1926, all'insediamento del nuovo Direttorio fascista, citando «il vecchio combattitore». In realtà, la frase appartiene a [[Henri de la Rochejaquelein]] ed è stata pronunciata dopo la vittoria nella battaglia di Les Aubiers il 25 aprile 1793.<ref>Cfr. Antonello Capurso, Le frasi celebri nella storia d'Italia, Edizioni Mondadori, 2012, [http://books.google.it/books?id=yvQeJfDmY8MC&pg=PT258 p. 258]. ISBN 885203126X</ref>
*[[Dio]] stramaledica gli inglesi.
:Diverse fonti (per citarne alcune, Umberto Eco, ''Sulla letteratura'', Bompiani, 2003; [[Arrigo Petacco]], ''Come eravamo negli anni di guerra: cronaca e costume, 1940/1945'', Istituto geografico De Agostini, 1984; Marco Innocenti, ''L'Italia del 1945: come eravamo nell'anno in cui scoppiò la pace'', Mursia, 1994) indicano come coniatore della frase il giornalista [[Mario Appelius]]. Appelius, durante la Seconda guerra mondiale, fu radiocronista: alla radio italiana ripeteva di continuo tale motto.
*Siamo quelli che siamo.
:Motto del battaglione "Barbarigo", reparto di fanteria di marina della Xª Flottiglia MAS della Repubblica Sociale Italiana (1943-1945); è riportato sul gagliardetto<ref>Luca Villoresi, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/06/03/barbarigo-teschi-memorie.html Barbarigo teschi e memorie]'', ''la Repubblica'', 3 giugno 1994.</ref> e citato nell'[[s:Inno del battaglione "Barbarigo"|inno del battaglione]].
*Una calamità, nefasto per la religione: peggio di questo papa in questo periodo non poteva capitare... Tu non sai il male che fa alla Chiesa. Fa cose indegne. Come quella di dire che noi siamo simili ai semiti. Come, li abbiamo combattuti per secoli, li odiamo, e ora siamo come loro. Abbiamo lo stesso sangue! Ah! Credi, è nefasto.
:Sono le parole riportate a proposito di [[Pio XI]] in una lettera dell'8 ottobre 1938 all'amante Claretta Petacci. Fonte: Mauro Suttora, ''Pio XI fu assassinato dal padre di Claretta?'' edito nel «Sette – Corriere della Sera» n. 20 del 18 maggio 2012.
====[[Ultime parole]]====
*Ma... ma... ma, signor colonnello.<ref>Citato in Franco Bandini, ''Vita e morte segreta di Mussolini'', ''A. Mondadori'', 1978, p. 314.</ref>
*Mirate al cuore!<ref>Citato in Aldo Lampredi, ''Documento inedito sulla fine del Duce'', "L' Unità", 1972.</ref>
==''Preludio al Machiavelli''==
*Al popolo non resta che un monosillabo per affermare e obbedire. La sovranità gli viene lasciata solo quando è innocua o è reputata tale, cioè nei momenti di ordinaria amministrazione. Vi immaginate voi una guerra proclamata per ''[[referendum]]''? Il referendum va benissimo quando si tratta di scegliere il luogo più acconcio per collocare la fontana del villaggio, ma quando gli interessi supremi di un popolo sono in gioco, anche i Governi ultrademocratici si guardano bene dal rimetterli al giudizio del popolo stesso.
*Il [[popolo]] non fu mai definito. È una entità meramente astratta, come entità politica. Non si sa dove cominci esattamente, né dove finisca. L'aggettivo di sovrano applicato al popolo è una tragica burla. Il popolo tutto al più, delega, ma non può certo esercitare sovranità alcuna. I sistemi rappresentativi appartengono più alla meccanica che alla morale.
*L'individuo tende ad evadere continuamente. Tende a disubbidire alle leggi, a non pagare i tributi, a non fare la guerra. Pochi sono coloro – eroi o santi – che sacrificano il proprio io sull'altare dello Stato. Tutti gli altri sono in stato di rivolta potenziale contro lo Stato.
*Regimi esclusivamente consensuali non sono mai esistiti, non esistono, non esisteranno mai.
{{NDR|Benito Mussolini, ''Preludio al Machiavelli'', in ''Gerarchia'', aprile 1924 - anche in ''Scritti e discorsi'', vol. IV.}}
==''Memorie del commesso di Mussolini''==
*Sono andato da lui per la prima volta in borghese. Continuerà a vedermi così! <small>Rispondendo alla domanda: "Perché non va mai dal re in divisa?"</small>
*Fino a ieri ero espulso. Ora invece sono ospite! <small>Quando seppe che il governo svizzero voleva ospitarlo in occasione di una conferenza</small>
*E' bene che i primi a ridere delle storielle antifasciste siamo noi.
*[[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]] gioca come un ragazzo. È un vecchio bambino che costa caro.
*L'ammirazione e la paura sono sempre un po' parenti.
*La pioggia può scolorirmi le parole, ma non le idee! <small>A chi gli disse che la pioggia poteva rovinargli le pagine del discorso pronunciato a Berlino nel 1937, in occasione della visita a Hitler</small>
*[[Emilio De Bono|De Bono]]: "Con la morte di [[Lenin]] abbiamo un avversario in meno". Mussolini: "No, abbiamo un immortale in più!"
*Le donne, prima di sposarle, bisogna provarle.
*Temo più uno iettatore che un antifascista!
*Se fossi sicuro di essere lo Stellone d'Italia, non esiterei a dichiarare guerra alla Germania oggi stesso: credo nei segni del destino!
*Ci vorrebbe una bella guerra per metterli a posto! <small>Vedendo un gruppo di studenti tirarsi i coriandoli durante le vacanze di Carnevale</small>
*Per governare gli italiani ci vogliono soprattutto due cose: i poliziotti e le musiche in piazza.
*Gli inglesi sono dei tedeschi che hanno viaggiato!
*Ricordatevi che bisogna odiare il nemico!
*Se gli italiani provassero un mese di governo di [[Stalin]], farebbero un vitalizio con Mussolini.
*Se la Russia non viene da noi, noi andremo verso la Russia.
*In Italia possiamo benissimo fare a meno di [[Alberto Rabagliati|Rabagliati]] e di [[Arturo Toscanini|Toscanini]]!
*Questa faccia di feto di [[Pietro Badoglio|Badoglio]]! Quante anticamere ha mai fatto! Se c'è un uomo che io ho aiutato, che ho coperto di onori e di denaro è stato lui, il responsabile di Caporetto... Si salvò perché era massone, e massone rimase tutta la vita!
*Io, io solo farò davvero il socialismo in Italia!
*Il gioco dell'Inghilterra è molto rischioso. La Russia non si lascerà facilmente ingabbiare. La responsabilità di questa guerra, del resto, contrariamente a quanto si crede, non ricade su di me. Un giorno, ad esempio, si saprà che la guerra in Spagna io l'ho fatta con l'appoggio inglese!
*Fa' il tuo dovere <small>Rispondendo al giudice Vecchini che gli chiedeva se era il caso di condannare a morte [[Galeazzo Ciano|Ciano]], nonostante fosse suo genero</small>
{{NDR|Quinto Navarra, ''Memorie del commesso di Mussolini'', Milano, Longanesi, II ed. 1983 - anche nella stessa opera, I. ed., 1946}}
==Citazioni su Benito Mussolini==
*A molte riprese, la politica italiana, l'incapacità militare dell'Italia cacciarono la Germania in difficoltà gravi e fatali, e tuttavia mai una parola d'impazienza o di offesa uscì dalle labbra veementi del [[Adolf Hitler|Führer]]. Perché Mussolini era un compagno di lotta. Era nato, anche lui, in mezzo ai poveri e aveva, anche lui, servito e sofferto sotto l'uniforme anonima del soldato delle trincee. Il parallelismo fra le loro due vite e le loro carriere colpiva Hitler che vi vedeva un simbolo. ([[Raymond Cartier]])
*A sei anni gli scrissi una lettera. "Caro duce io mi chiamo come te. Quando tu morirai – gli dissi – io prenderò il tuo posto". Mi rispose: "Stai tranquillo, io vivrò a lungo". ([[Benito Jacovitti]])
*Abbiamo in Italia il regime fascista, abbiamo a capo del fascismo Benito Mussolini, abbiamo una ideologia ufficiale in cui il "capo" è divinizzato, è dichiarato infallibile, è preconizzato organizzatore e ispiratore di un rinato Sacro Romano Impero [...] Conosciamo quel viso: conosciamo quel roteare degli occhi nelle orbite che nel passato dovevano, con la loro ferocia meccanica, far venire i vermi alla borghesia e oggi al proletariato. Conosciamo quel pugno sempre chiuso alla minaccia [...] Mussolini [...] è il tipo concentrato del piccolo borghese italiano, rabbioso, feroce impasto di tutti i detriti lasciati sul suolo nazionale da vari secoli di dominazione degli stranieri e dei preti: non poteva essere il capo del proletariato; divenne il dittatore della borghesia, che ama le facce feroci quando ridiventa borbonica, [...]. ([[Antonio Gramsci]])
*Alla [[Leda Rafanelli|Rafanelli]], che gli chiedeva se fosse sentimentalmente impegnato, {{NDR|Mussolini}} rispondeva di essere libero «come l'aria». Leda sapeva benissimo del suo rapporto con Rachele e non gliene fece mistero, ma Benito replicava giurandole e spergiurandole di non essere legato a nessuna. Le rivelava tuttavia l'esistenza di due donne che lo amavano «follemente». Ma egli non le voleva: «Una è troppo brutta, pur avendo un'anima nobile e generosa. L'altra è bella, ma ha l'anima subdola, avara, sordida anzi. È ebrea». Le fece i nomi: Angelica Balabanoff e Margherita Sarfatti. ([[Antonio Spinosa]])
*Aveva un'autentica paura per gli iettatori di cui vietava si pronunciasse il nome in suo cospetto. ([[Julius Evola]])
*Benito Mussolini, dopo una delle sue tante umilianti sconfitte, se la prese, come spesso faceva, con gli italiani imbelli. Coronò una figuraccia, l'impresa sciagurata di Grecia, con una stentore sciocchezza. Disse che sarebbe stato meglio per l'Italia avere meno statue nei suoi musei e più bandiere strappate al nemico. Per nostra fortuna, la storia non è un supermarket dove si possano scambiare statue e bandiere. Fosse così, dubito comunque che oggi qualcuno sarebbe disposto a rinunciare alla ''Primavera'' di Botticelli per i gagliardetti di qualche vittoriosa strage. ([[Giorgio Ruffolo]])
*Che attore comico sarebbe stato! Il più grande, altro che Sordi. Era un po' tutti noi messi insieme: Villaggio, Gassman, Verdone, Manfredi, Montesano. ([[Enrico Montesano]])
*Ci voleva tutta la stupidità di Mussolini per dire che l'[[Inghilterra]] è il nostro eterno nemico. ([[Francesco Saverio Nitti]])
*Cosa avrebbe detto il povero [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]], il profeta dell'idealismo democratico del diciannovesimo secolo, al suo connazionale Mussolini! ([[Jawaharlal Nehru]])
*Credo che l'istituzione mussoliniana di una terza via in alternativa al comunismo sia ancora attualissima. ([[Gianfranco Fini]])
*Da giovane, come si è detto, Mussolini era stato ferocemente anticlericale e perfino ateo, e non aveva nascosto questi suoi sentimenti, ma anzi li aveva ostentati, non senza manifestazioni clamorose e volgari. Ma una volta al governo, girò di 180 gradi. L'appoggio della Chiesa gli era prezioso per solidificare il suo potere, ed egli non esitò sia a manifestare opinioni personali lontanissime da quelle giovanili, sia a fare vistose concessioni politiche al Vaticano. ([[Paolo Alatri]])
*Dalla finestra della mia stanza ora vedo con il cannocchiale Mussolini: è anch'egli alla finestra, in maniche di camicia e si passa nervosamente il fazzoletto sulla fronte. Scherzi del destino! Trent'anni fa eravamo in carcere assieme [...] legati da un'amicizia che sembrava dover sfidare il tempo e le tempeste della vita. Oggi eccoci entrambi confinati nella stessa isola {{NDR|Ponza}}: io per decisione sua, egli per decisione del re […] Mussolini è oramai un vinto, è l'eroe dannunziano che, ruzzolato dal suo trono di cartapesta, morde la polvere. ([[Pietro Nenni]])
*Davanti al male era pauroso e trepido, non aveva più quella sicurezza delle sue qualità fisiche che in altre occasioni ostentava. Anche da giovanotto, quando faceva l'eversore e il rivoluzionario, aveva una gran paura delle malattie; gli amici di Forlì sapevano di questa sua debolezza, si divertivano a spaventarlo, chiedendogli quando lo incontravano: «Cos'hai professore, che sei così pallido?» E lui impallidiva davvero. ([[Paolo Monelli]])
*«Del resto,» aggiunse Lippolis, «vivessimo in un paese serio, Benito Mussolini sarebbe freddo cadavere da un pezzo. Eh: se indietreggio uccidetemi,» e rovesciò le mani con un gesto avvocatesco. ([[Beppe Fenoglio#Primavera di Bellezza|''Primavera di bellezza'']])
*Dobbiamo dire che siamo stati anche dall'altra parte nobilmente assecondati. E forse ci voleva anche un uomo come quello che la Provvidenza Ci ha fatto incontrare; un uomo che non avesse le preoccupazioni della scuola liberale, per gli uomini della quale tutte quelle leggi, tutti quegli ordinamenti, o piuttosto disordinamenti, tutte quelle leggi, diciamo, e tutti quei regolamenti erano altrettanti feticci e, proprio come i feticci, tanto più intangibili e venerandi quanto più brutti e deformi. ([[Papa Pio XI]])
*È un grande uomo, molto più grande di [[Stalin]]. ([[Emil Ludwig]])
*{{NDR|[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]}} è un personaggio da ridere e Mussolini era come lui! ([[Fidel Castro]])
*Egli non ha nulla di religioso, sdegna il problema come tale, non sopporta la lotta con il dubbio: ha bisogno di una fede per non doverci più pensare, per essere il braccio temporale di un'idea trascendente. Avrebbe potuto riuscire il duce di una Compagnia di Gesù, l'arma di un pontefice persecutore di eretici, con una sola idea in testa da ripetere e da far entrare "a suon di randellate" nei "crani refrattari". ([[Piero Gobetti]])
*Era il 1939, quando fui invitato a villa Torlonia per insegnare i colpi al Duce. Ricordo che un giorno gli proposi di perfezionare il rovescio e lui mi rispose citando scherzosamente uno dei suoi celebri motti: "Belardinelli, noi tireremo diritto". ([[Mario Belardinelli]])
*Fino alla fine Mussolini, quando si è trattato di intervenire in guerra, ha a lungo sfogliato la margherita. ([[Renzo De Felice]])
*Fra gli allievi di quegli anni Benito Mussolini gode di una reputazione molto discutibile nonostante sia entrato alla Scuola Normale già con la fama del "genio giovinetto" destinato a un grande futuro proprio in quel campo che i romagnoli di allora prediligevano sopra ogni altra cosa: la [[politica]]. ([[Chino Alessi]])
*Giorni fa è venuto a [[Napoli]] Mussolini e ha pronunciato un lungo discorso al "popolo", si dice che in quel discorso abbia dichiarato che entro il 1935 egli intende riformare radicalmente tutta la vita dell'Italia. "La grande [[Roma]] deve essere quella d'un tempo: il centro della cultura mondiale, e il Vaticano sarà il ghetto del cattolicesimo". Un giornale ha pubblicato questa frase, ma è stato subito sequestrato e trovarlo è impossibile. ([[Maksim Gor'kij]])
*Il Duce, per quanto si sentisse lo sforzo fisico, imprimeva alle sue frasi l'energia, con la quale egli aspirava al dominio delle masse [che stavano] ai suoi piedi; il Duce nuotava sempre nella corrente sonora della sua madrelingua, le si abbandonava con tutte le sue rivendicazioni territoriali, era un parlatore, anche quando scivolava dall'oratoria alla retorica, parlatore senza distorsioni, senza convulsioni. [[Adolf Hitler|Hitler]] al contrario voleva procedere patetico o beffardo – due toni tra i quali egli amava sempre oscillare – parlava, o piuttosto urlava, sempre convulsamente. Si può, anche nella più forte eccitazione, mantenere una certa dignità, una calma interiore, un'autoconsapevolezza, un sentimento di concordia tra sé e la propria comunità. Di questo mancò fin dall'inizio in poi il consapevole, l'esclusivo, l'essenziale retore, Hitler. ([[Victor Klemperer]])
*Il mussolinismo è [...] un risultato assai più grave del [[fascismo]] stesso perché ha confermato nel popolo l'abito cortigiano, lo scarso senso della propria responsabilità, il vezzo di attendere dal duce, dal domatore, dal deus ex machina la propria salvezza. ([[Piero Gobetti]])
*Il nostro Mussolini non è un socialista ordinario. Credetemi, lo vedremo forse un giorno alla testa di un battaglione sacro salutare con la spada la bandiera italiana. È un italiano del XV secolo. Un condottiero. ([[Georges Eugène Sorel]])
*Il più grande statista del secolo. Se vivesse oggi garantirebbe la libertà degli italiani. ([[Gianfranco Fini]])
*Io non mi opposi [alla campagna italiana in Abissinia]. Desideravo anzi distruggere la ridicola illusione che è nobile parteggiare per i deboli... Ho anche affermato che era immorale mandare armi a quei crudeli e brutali Abissini e, al tempo stesso, negarle ad altri che compiono azioni onorevoli. ([[Lord Mottistone]])
*L'ego smisurato che innalzò Mussolini ai vertici del potere fu lo stesso che in seguito lo tradì. Il Duce si fidava così ciecamente del suo istinto e credeva talmente nei suoi proclami che si rifiutava di chiedere o accettare consigli. Per gran parte del suo governo riunì nelle sue mani le redini dei ministeri più importanti, arrivando a guidare fino a sei contemporaneamente. A differenza di Hitler, che delegò ad altri il grosso del lavoro, Mussolini si dedicò con fierezza al governo della nazione. Un'arte nella quale, tuttavia, non eccelleva. ([[Madeleine Albright]])
*''L'enorme tragedia del sogno sulle spalle curve del | contadino | Manes! Manes fu conciato e impagliato, | Così Ben e ''[[Clara Petacci|la Clara]]'' a [[Milano]] | per i calcagni a Milano | Che i vermi mangiassero il torello morto | [[Dioniso|DIGENES]], διγενές, ma il due volte crocifisso | dove lo trovate nella storia? | eppure dite questo al [[Thomas Stearns Eliot|Possum]]: uno schianto, non una lagna, | con uno schianto, non con una lagna, | Per costruire la città di Dioce che ha terrazze color delle stelle, | Gli occhi miti, sereni, non sdegnosi, | fa parte del processo anche la pioggia. | Quello di partire non è il modo | e l'albero di olivo soffiata bianchezza nel vento | lavata nel [[Fiume Azzurro|Kiang]] e nell'[[Fiume Han (Cina)|Han]] | che bianchezza aggiungerai a questo candore, quale candore?'' ([[Ezra Pound]])
*L'onorevole Mussolini ha tutte le fortune politiche: a me l'opposizione ha sempre dato fastidi e travagli, con lui se ne va dal Parlamento e gli lascia libero il campo. ([[Giovanni Giolitti]])
*L'uomo, nella sua realtà, era di corta intelligenza, correlativa alla sua radicale deficienza di sensibilità morale, ignorante di quella ignoranza sostanziale che è nel non intendere e non conoscere gli elementari rapporti della vita umana e civile, incapace di autocritica al pari che di scrupoli di coscienza, vanitosissimo, privo di ogni gusto in ogni sua parola o gesto, sempre tra il pacchiano e l'arrogante. ([[Benedetto Croce]])
*La destra [[Fascismo|fascista]] e [[Nazionalsocialismo|nazista]] sono nate con dei barlumi sociali ma poi si sono subito acconciate una volta preso il potere. Mussolini, mangiapreti, ha fatto i Patti lateranensi col Vaticano, ha appoggiato i latifondisti. [[Adolf Hitler|Hitler]] ha fatto gli accordi con gli industriali, con i banchieri, da Krupp a tutti gli altri, e ha scelto una via chiaramente dentro il meccanismo capitalistico. ([[Marco Rizzo]])
*La fine miserabile di Benito Mussolini è la giusta conclusione di una vita miserabile. (''The New York Times''<ref>30 aprile 1945; citato in AA.VV., ''Il libro della Seconda guerra mondiale'', traduzione di Sandro Matteoni, Gribaudo, 2022, p. 297. ISBN 9788858041406</ref>)
*Labbra diritte, mandibole prominenti, mento quadrato: è il suo volto fisso, volontario, diciamo classico. ([[Ugo Ojetti]])
*[[Max Weber]] distingueva tre tipi di capo carismatico. Il profeta religioso, il grande demagogo e il capo militare. Mussolini è stato soprattutto un gran demagogo. ([[Norberto Bobbio]])
*Mussolini è il più grande bluff d'Europa. Anche se domattina mi facesse arrestare e fucilare, continuerei a considerarlo un bluff. Sarebbe un bluff anche la fucilazione. Provate a prendere una buona foto del signor Mussolini ed esaminatela. Vedrete nella sua bocca quella debolezza che lo costringe ad accigliarsi nel famoso cipiglio mussoliniano imitato in Italia da ogni fascista diciannovenne. Studiate il suo passato. Studiate quella coalizione tra capitale e lavoro che è il fascismo e meditate sulla storia delle coalizioni passate. Studiate il suo genio nel rivestire piccole idee con paroloni. Studiate la sua predilezione per il duello. Gli uomini veramente coraggiosi non hanno nessun bisogno di battersi a duello, mentre molti vigliacchi duellano in continuazione per farsi credere coraggiosi. E guardate la sua camicia nera e le sue ghette bianche. C’è qualcosa che non va, anche sul piano istrionico, in un uomo che porta le ghette bianche con una camicia nera. ([[Ernest Hemingway]])
*Mussolini è il primo uomo politico del mondo, a cui nessuno può paragonarsi nemmeno lontanamente. ([[Adolf Hitler]])
*Mussolini è sempre stato tirchio con le sue amanti, e più che tirchio con la Claretta. Per razza e per educazione pensava che gli omaggi delle donne gli fossero dovuti, ed esse dovevano ringraziarlo per quello che faceva loro. ([[Paolo Monelli]])
*Mussolini è stato un grande uomo della storia, e bisogna dire la verità: ha fatto tante cose positive, come nelle infrastrutture, e nel rilancio dell'[[Italia]]. Pensiamo a [[Bolzano]]. Quando arrivò il fascismo qui c'erano ancora le fogne a cielo aperto. Chi inventò le fogne in Italia, e non solo in Alto Adige, fu Mussolini, fu il Ventennio. Prima i bagni erano fuori dalle abitazioni e i bambini morivano di broncopolmonite perché per andare fuori, in questi bagni fatti di legno, prendevano un freddo glaciale... È vero che è stato un dittatore, ma i dittatori talvolta lasciano delle cose ben fatte, non lo possiamo dimenticare. ([[Michaela Biancofiore]])
*Mussolini è una di quelle figure solitarie di tutti i tempi che non sono prodotti della storia, ma sono essi stessi artefici della storia. ([[Adolf Hitler]])
*Mussolini è un enigma per me. Molte delle riforme che ha fatto mi attirano. Sembra aver fatto molto per i contadini. In verità, il guanto di ferro c'è. Ma poiché la forza (la violenza) è la base della società occidentale, le riforme di Mussolini sono degne di uno studio imparziale. La sua attenzione per i poveri, la sua opposizione alla superurbanizzazione, il suo sforzo per attuare una coordinazione tra il capitale e il lavoro, mi sembrano richiedere un'attenzione speciale. [...] Il mio dubbio fondamentale riguarda il fatto che queste riforme sono attuate mediante la costrizione. Ma accade anche nelle istituzioni democratiche. Ciò che mi colpisce è che, dietro l'implacabilità di Mussolini, c'è il disegno di servire il proprio popolo. Anche dietro i suoi discorsi enfatici c'è un nocciolo di sincerità e di amore appassionato per il suo popolo. Mi sembra anche che la massa degli italiani ami il governo di ferro di Mussolini. ([[Mahatma Gandhi]])
*Mussolini era davvero un grande ipnotizzatore, come il mio Mandrake. Peccato non leggesse i fumetti: forse avrebbe preso la vita con più humour. ([[Lee Falk]])
*{{ndr|Il 25 aprile 1945}} Mussolini fa sapere al Comando del CVL e al CLNAI, tramite il cardinale Schuster, che è disposto ad incontrarsi con i suoi delegati per trattare la resa. Da tempo il cardinale manteneva i contatti con le due parti in lotta. [...] Mussolini chiede quali condizioni gli vengono fatte. Gli risponde Achille Marazza, dicendo che gli si può offrire soltanto la resa senza condizioni. Irritazione del "duce", il quale osserva di aver accettato il colloquio perché gli erano state offerte garanzie per lui, per la sua famiglia e per i fascisti. [...] Intervento aspro di [[Rodolfo Graziani|Graziani]] per chiarire che mai essi avrebbero firmato un accordo all'insaputa dei tedeschi. Cadorna, Marazza e il cardinale Schuster provarono allora, documenti alla mano, che già da tempo i tedeschi trattavano la resa all'insaputa dei fascisti. Esplosione indignata di Mussolini: "I tedeschi ci hanno sempre trattato come schiavi, vado a telefonare al viceconsole tedesco Wolff e gli dirò che i tedeschi ci hanno tradito e che noi riprendiamo la nostra libertà d'azione." [...] Mussolini esita, alla fine sollecitato a prendere una decisione, si alza, dice che va a parlare con Wolff e che alle 20 avrebbe fatto conoscere la sua risposta. Alle 21 quelli rimasti all'Arcivescovado vengono a sapere che Mussolini e Graziani avevano deciso di rompere le trattative ed erano partiti per ignota destinazione. ([[Pietro Secchia]])
*Mussolini ha commesso tanti errori, tipo l'entrata in guerra quando gli sembrava di dover semplicemente salire sul carro dei vincitori. Andò a invadere l'Albania e la Grecia in modo insensato e persino [[Hitler]], che era folle ma non fesso, s'infuriò. ([[Giorgio Bocca]])
*Mussolini, l'eroe che schiaccia il mostro col piede, era del nostro mondo: per questo, tutte le teste del mostro si slanciavano su di lui giurandogli morte. Per noi, gli altri, egli sarà un astro luminoso che ci infonderà speranza: sarà per noi la prova che l'idra può essere vinta. Una prova delle nostre possibilità di vittoria. ([[Corneliu Zelea Codreanu]])
*Mussolini non aveva nessuna filosofia: aveva solo una retorica. ([[Umberto Eco]])
*Mussolini non era un fine conoscitore dell'animo umano, ma sapeva cosa desideravano le masse: spettacolarità. Paragonava la folla a una donna che resta inerme (nella sua fantasia) di fronte alla possenza dell'uomo, e si faceva riprendere dai mezzi d'informazione governativi al volante di auto sportive, a torso nudo nei campi di frumento, in sella al suo stallone bianco di nome Frufrù, o in uniforme militare, corredata da stivali lucenti e una fila di medaglie sul petto, e accettava ogni invito che la sua agenda gli consentiva, passando da feste di matrimonio a inaugurazioni di fabbriche, a manifestazioni pattriotiche. ([[Madeleine Albright]])
*Mussolini pretendeva di essere un uomo di grande cultura e amava molto le adulazioni di chi si riferiva a lui come un grande scrittore. Ostentava interesse e competenza in fatto, oltre che di letteratura e di filosofia, anche di musica, di architettura, di arti e di cinema. Favorì il realismo e avversò ogni forma di astrattismo e di avanguardia, come del resto gli altri due dittatori {{NDR|[[Adolf Hitler]] e [[Stalin]]}} a lui contemporanei. ([[Paolo Alatri]])
*Mussolini si comportò come un vigliacco, senza un gesto, senza una parola di fierezza. Presentendo l'insurrezione si era rivolto al cardinale arcivescovo di Milano chiedendo di potersi ritirare in Valtellina con tremila dei suoi. Ai [[partigiani]] che lo arrestarono offrì un impero, che non aveva. Ancora all'ultimo momento piativa di aver salva la vita per parlare alla radio e denunciare Hitler che, a suo parere, lo aveva tradito nove volte. ([[Sandro Pertini]])
*Nel suo paese [Mussolini] funse da antidoto a un mortale veleno. Per l'Europa è stato un tonico, che ha fatto molto bene a tutti. Posso pretendere con sincera soddisfazione di essere la prima autorevole persona che ha presentato nella giusta luce gli splendidi risultati conseguiti da Mussolini: egli è la più grande possibilità del nostro tempo. ([[Lord Rothermere]])
*Nessuno dubita che il Plebiscito del 24 marzo, anziché il giudizio sui singoli candidati, abbia espresso la certezza unanime del popolo italiano nel Capo che con polso sicuro traccia il destino della Patria. ([[Giovanni Giurati]])
*Non s'era mai inteso, dalla costituzione del regno d'Italia in poi, un Presidente del Consiglio chiamar popolo l'Italia e professarsi suo servitore, come Mussolini. ([[Vincenzo Cardarelli]])
*Oggi vi è un Governo: il capo mostra volontà ferma ; si sente uno che comanda: dopo circa due anni che non si sentiva la parola ''voglio'', c'è un uomo che vuole. L'Italia ha bisogno di chi comandi e di chi voglia, e dimentichi i torti. ([[Luigi Sturzo]])
*{{NDR|Nel 1996}} Penso che Mussolini fosse un buon politico. Ossia che tutto ciò che ha fatto, l'ha fatto per l'[[Italia]]. E ciò non succede con i [[Politico|politici]] che abbiamo avuto negli ultimi 50 anni. ([[Giorgia Meloni]])
*Per la paternità universale, che che è propria del nostro ufficio, formiamo nell'intimo del cuore il voto ardente che siano risparmiati all'Europa, grazie alle tue iniziative, alla fermezza, al tuo animo di italiano, più vaste rovine e più numerosi lutti; e in particolar modo sia risparmiata al nostro popolo e al tuo diletto paese una così grande calamità. ([[Papa Pio XII]])
*Per quanto riguarda l'episodio abissino, meno se parla e meglio è. Quando vecchi amici si riconciliano dopo una disputa, è sempre pericoloso andare alla ricerca delle cause prime. ([[Duff Cooper]])
*Persone ignoranti e piene di pregiudizi parlano degli affari italiani come se quella nazione fosse sottomessa a una tirannia, da cui vorrebbe liberarsi. Con quella quasi morbosa simpatie per le minoranza fanatiche, che è di regola presso certe sezioni dell'opinione pubblica britannica male informata, troppo a lungo questo paese ha chiuso gli occhi davanti agli splendidi risultati conseguiti dal regime fascista. Parecchie volte Mussolini in persona mi ha manifestato la sua gratitudine per il ''Daily Mail'', il primo quotidiano inglese che abbia onestamente esposto al mondo gli scopi che egli si prefigge. ([[Ward Price]])
*Possedeva l'idealismo di [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]], unito alla pratica scienza di governo del [[Camillo Benso Conte di Cavour|Conte di Cavour]] e all'eroica tempra di [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]]. ([[John Arthur Ransome Marriott]])
*Qualunque giudizio di si dia di Mussolini, la verità è che egli fu sempre un nemico della [[Francia]]. ([[Francesco Saverio Nitti]])
*''Quando c'era lui i treni partivano in orario, | quando c'era lui ci deportavano in orario, | quando c'era lui non c'eravamo noi | che se c'eravamo noi saremo stati impallinati.'' ([[Caparezza]])
*Quando [[Bill Clinton|Clinton]] chiese a [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] cosa ne pensasse di Mussolini, lui rispose: "Ha fatto delle cose buone"! Ma dico, se neanche di Mussolini si può parlar male, ma che deve fare uno perché si possa parlarne male? Deve stuprare le capre in via Frattina? Che deve fare? Dice "Ha fatto delle cose buone", certamente: anche [[Adolf Hitler]] o [[Stalin]], un ponte, una strada l'avranno fatta! Anche il Mostro di Firenze l'avrà detto "Buongiorno" a qualcuno qualche volta [...]. Sarebbe come se io invitassi un elettricista a casa, no?. Dico: "Scusi, mi rifà l'impianto?". "Prego". Quello mi rifà l'impianto, fatto bene, nel frattempo mi tromba la moglie, mi sventra la figlia, mi violenta la cognata, mi stupra il nonno. Dico: "Oh, ma questo è matto!". "No, però ha fatto delle cose buone: guarda che impianto." ([[Roberto Benigni]])
*Quando il suo destino sarà compiuto, nessun eroe della storia sarà stato più saggio di {{maiuscoletto|Mussolini}}<ref>Così nel testo.</ref>, nessun uomo avrà lasciato maggior retaggio di grandi opere, nessuno avrà maggiormente contribuito alla vita unitaria del Continente europeo. ([[Ugo D'Andrea]])
*Quanto a Mussolini, lasciando da parte la politica, naturalmente, le confesso che come uomo mi era simpatico. Ricordo che una volta, ad una esposizione milanese che lui venne a visitare in forma ufficiale, due o tre carrozzieri lo aspettavano al varco, ai loro stands, per chiedergli non so più quali favori. Arrivò il mio turno e Mussolini mi chiese: «E voi, cosa avete da chiedermi?» «Niente» dissi. «Come niente!» E io ripetei: «Niente». Allora lui mi rivolse qualche parola di elogio e poi, rivolto a uno del seguito, ordinò di prendere il mio nome e di ricordargli l'episodio a Roma. Effettivamente qualche tempo dopo ricevetti non so quale agevolazione. ([[Battista Farina]])
*Quell'uomo, ragazzo mio, fa rapidi progressi, e invaderà tutto con la forza di un elemento naturale. Mussolini è un uomo formidabile. Mi ha capito bene? Un uomo formidabile! ([[Papa Pio XI]])
*Rivendico l'onore di essere stato in radiotelegrafia il primo fascista, il primo a riconoscere l'utilità di riunire in fascio i raggi elettrici, come Mussolini ha riconosciuto per primo in campo politico la necessità di riunire in fascio le energie sane del Paese per la maggiore grandezza d'Italia. ([[Guglielmo Marconi]])
*Rivoluzionario, socialista, pacifista, interventista, repubblicano, monarchico, e infine Duce e condottiero, egli si distingue da Lenin, da Hitler e dagli altri dittatori del suo tempo proprio per questa sua funambolica capacità di trasformarsi. Quelli conquistarono il potere fidando su incrollabili certezza e obbedendo a schemi precedentemente stabiliti, lui lo conquistò mutando i suoi programmi in corso d'opera con la disinvoltura di un esperto giocoliere. ([[Arrigo Petacco]])
*Salvo che la statura di Mussolini era ben altra {{NDR|rispetto a [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]}}. Mussolini era un uomo colto che sapeva di politica, che era andato a scuola dai socialisti. ([[Giorgio Bocca]])
*Se Mussolini fosse nato negli anni Sessanta non avrebbe fatto le camicie nere, le leggi razziali, le guerre. Era un uomo che mirava a trasformare la società, usando gli strumenti e i bisogni dell’epoca. Oggi farebbe tutt'altro. ([[Giordano Bruno Guerri]])
*Secondo me è un onore per gli italiani che Mussolini abbia fatto la fine che ha fatto. ([[Alexandros Panagulis]])
*Senza farne una radiografia, tutto fa supporre che Mussolini abbia una tiroide eccezionale. ([[Enrico Ferri]])
*Senza Mussolini, impossibile capire il fascismo, impossibile capire l'Italia contemporanea. Al principio e alla fine dell'evoluzione politica denominata [[fascismo]] sta Mussolini. Con Mussolini il fenomeno fascismo è entrato per la prima volta nel mondo fenomenico. A Mussolini il fascismo non deve solamente tutto il proprio nucleo ideale, bensì e inoltre la sua forma, struttura, organizzazione. In ogni espressione vivente dell'Italia contemporanea è impresso così, e profondamente, il sigillo inimitabile di codesta individualità di specie unica. ([[Joseph Goebbels]])
*Soltanto Napoleone può paragonarsi a lui. ([[Roald Engelbreth Amundsen]])
*Sono certo di non offendere la verità affermando che contro il [[Criminalità organizzata|crimine organizzato]] solo Benito Mussolini ha fatto meglio di [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]. ([[Mario Landolfi]])
*Sui «vizi» del nostro popolo esiste una copiosissima letteratura, quasi tutta di terz'ordine. Quando vogliamo averli davanti alla memoria, basta pensare che quell'ignobile attore, quell'astuto evocatore di fantasmi che fu Mussolini seppe individuarli tutti nelle pieghe più nascoste del nostro paese, e li portò ingigantiti sulla scena pubblica: la mediocrità intellettuale, la fragilità nervosa, la bassa furbizia, la vanteria fallica, la presunzione immotivata, la fantasticheria ad occhi aperti, il rozzo buon senso, il disprezzo per le idee, l'arroganza verbale... ([[Pietro Citati]])
*Tutto il mondo ha già detto di Mussolini. Non si può parlare che con entusiasmo del vostro eccezionale Capo del Governo, che nel giro di pochi anni è riuscito a trasformare la vostra Nazione in una formidabile Potenza, di già affermatasi in tutti i campi, all'estero ed all'interno. ([[Eleutherios Venizelos]])
*Un giorno fui convocato a Palazzo Venezia, era il 1932 e avevo 23 anni, perché il duce voleva vedermi. Ero emozionatissimo, entrai e mi misi sull'attenti, e il duce che faceva finta di scrivere mi lasciò lì per un quarto d'ora e alla fine mi disse: "Ho letto il vostro articolo sul razzismo (avevo scritto un articolo contro il razzismo). Bravo, vi elogio. Il razzismo è roba da biondi (non si era accorto che ero biondo), continuate così. Sei anni dopo fece le leggi razziali. Perché questo era Mussolini, diceva una cosa e ne faceva un'altra, secondo il vento del momento. Non creava il vento, vi si accodava da buon italiano. ([[Indro Montanelli]])
*{{NDR|Sulla resa intimata a Benito Mussolini}} Vidi la grossa faccia davanti a me sollevarsi e contrarsi per un momento, quasi per un moto riflesso, un ritorno inconscio alla consueta burbanza, poi le parole vennero frammentarie: "Non è per questo che io sono venuto qui... allora mi hanno ingannato..." ([[Achille Marazza]])
===[[Walter Audisio]]===
*Adesso gli sono di fronte, come prima: egli non si è mosso, continua il suo balbettio di invocazione. Vuol salvare solo quel grosso corpo tremante. E su quel corpo scarico cinque colpi. Il criminale si afflosciò sulle ginocchia, appoggiato al muro, con la testa reclinata sul petto. Non era ancora morto, gli tirai una seconda raffica di quattro colpi. La [[Clara Petacci|Petacci]], fuori di sé, stordita, si mosse confusamente, fu colpita e cadde di quarto a terra. Mussolini respirava ancora e gli diressi, sempre col Mas, un ultimo colpo al cuore. L'autopsia constatò più tardi che l'ultima pallottola gli aveva troncato netto l'aorta. Erano le 16.10 del 28 aprile 1945.
*Ogni uomo normale avrebbe pensato di difendersi ma Mussolini era al di sotto di ogni uomo normale e continuava a balbettare, a tremare, immobile con la bocca semiaperta e le braccia penzoloni.
*Tremava livido di terrore e balbettava con quelle grosse labbra in convulsione: "Ma...ma...ma...ma signor colonnello. Ma...ma...ma signor colonnello". Nemmeno a quella donna {{NDR|[[Clara Petacci]]}} che gli saltellava vicino, che si muoveva di qua e di là, disse una sola parola. No: si raccomandava nel modo più vile, per quel suo grosso corpo tremante: solo a quello pensava: a quel grosso corpo appoggiato al muretto.
===[[Silvio Berlusconi]]===
*È ingovernabile questo Paese. Mussolini diceva che è inutile governare l'Italia, poi un giorno ha detto "È impossibile governare l'Italia" e io lo ripeto. Sto leggendo, tra l'altro, i diari di Mussolini e le lettere della Petacci e devo dire che mi ci ritrovo in molte situazioni.
*Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, Mussolini mandava la gente a fare vacanza al confino.
*Non mi è passato neanche per l'anticamera del cervello di paragonarlo a Mussolini, è una semplificazione dei giornali... Mussolini è stato un protagonista della storia, [[Romano Prodi|Prodi]] invece è una comparsa della cronaca.
*Oso citarvi una frase di colui che era considerato come un grande dittatore: dicono che ho potere, ma io non ho nessun potere, forse ce l'hanno i gerarchi, ma non io. Io posso solo decidere se far andare il mio cavallo a destra o a sinistra, ma nient'altro.
===[[Mario Borsa]]===
*A Predappio dicono che il bambino Benito appena nato e attaccato al seno della madre ne morse il capezzolo. Ma questa storiella si spiega con la vanità dei suoi compaesani, i quali si compiacevano nel crederlo un leone. Ora, a parte che il leone è un nobile animale, non c'è stato mai nulla di leonino in Mussolini, che ha fatto il male solo per insensibilità È inutile paragonarlo al leone o ad altri animali più o meno nobili: quando si è detto che Mussolini è stato il più grande e più demagogico ciarlatano che mai si sia prodotto in quel circo equestre comunemente detto mondo politico, si è detto tutto.
*L'uomo non mi ha mai persuaso. Mi ha sempre urtato quel suo ''io'' brutalmente presuntuoso, cupo e chiuso. I suoi occhi mi facevano venire in mente le parole di Macbeth allo spettro di Banco: «Tu non hai virtù visiva in quegli occhi che sbarri».
*Mussolini dovette la sua fortuna alla conoscenza degli italiani e la sua disgrazia alla non conoscenza degli inglesi.
*Mussolini non è stato un grand'uomo. «Alcuni nascono grandi», dice un clown di Shakespeare, «alcuni lo diventano, altri sono sorpresi dalla grandezza che è loro gettata sulle spalle». La grandezza di Benito Mussolini fu tutta in questa sorpresa. È stata la borghesia italiana a gettargli sulle spalle una grandezza, di cui nemmeno la sua incommensurabile vanità avrebbe mai osato sognare. Presa dalla paura del bolscevismo, la nostra borghesia credette di vedere in lui un baluardo contro il suo dilagare. Lo incoraggiò, lo applaudì, aiutò con tutti i mezzi lo squadrismo, gli aprì la strada che conduceva a Roma e, quando fu là, gli fece omaggio di tutte le sue libertà, di tutte le sue guarentigie, di tutte le sue dignità, mettendosi in ginocchio e leccandogli i piedi.
===[[Armando Carlini]]===
*Il principio [[Friedrich Nietzsche|nietzschiano]] s'è venuto trasformando nell'animo e nella mente di Mussolini in un principio d'interiorità spirituale, che liberando l'uomo da ogni interesse mondano lo innalza per questo stesso sul mondo e gli dà la forza di dominarlo; ma, nello stesso tempo, raccogliendolo nella solitudine di se stesso, gli fa scoprire la sorgente eterna d'ogni valore spirituale, la quale è, in fine, anche, la fonte segreta della sua forza e azione nel mondo.
*L'immagine più divulgata di Mussolini, anche all'estero, è quella di una potente e fiera e intransigente [[volontà]]: egli è un «dominatore». Chi non ricorda il motto: «agli amici, tutto il bene, ai nemici tutto il male possibile»? I ''Colloqui'' del [[Emil Ludwig|Ludwig]] hanno ancor più divulgato il senso suo della «solitudine interiore», e il suo acuto pessimismo intorno agli uomini fatto di compassione e di disprezzo.
*Mussolini è un [[laico]], un purissimo laico. Della [[religione]] comprende e sente il lato umano e storico in generale: non ha mai lasciato trapelare un interesse a questioni dogmatiche, anzi s'e guardato accuratamente dall'entrarvi anche quando l'occasione gli veniva offerta naturalmente. È vero che con lui il nome di Dio risuonò, forse per la prima volta, solenne e ammonitore, nella fredda e grigia aula del Parlamento. È vero che si deve a lui la distruzione in Italia della [[Massoneria]], e la [[Patti lateranensi|Conciliazione col Vaticano]]. Ma queste imprese non furono da lui eseguite, e di fatto giustificate, con ragioni che non fossero essenzialmente politiche e sociali. E se pure si ha da concedere qualche valore religioso alla invocazione di Dio, essa non va più in là di una fede in un principio del tutto indeterminato, troppo più vicino al vago principio di una fede di stile [[Giuseppe Mazzini|mazziniano]], che a quello ben definito, preciso e impegnativo, del Cristianesimo, anzi del [[Cattolicesimo|Cattolicismo]].
===[[Giampiero Carocci]]===
*Era quasi un grande giornalista e ne aveva, anche politicamente, le qualità e i difetti: acuta capacità di diagnosi della situazione politica, intuito sicurissimo di ciò che il pubblico desidera, abilità di polemista, intelligenza rapida, vivace e superficiale, cultura disordinata, approssimativa e dilettantesca.
*Fu un corruttore sapiente che all'occorrenza sapeva solleticare tutti i difetti degli uomini, quelli del popolo e quelli dei potenti. Non credeva negli uomini e li disprezzava. Non aveva amici. Restò sempre vicino al popolo nella misura in cui il capofazione è vicino ai suoi seguaci e, ancora più, nella misura in cui l'attore è vicino alla platea degli ammiratori.
*Mussolini, romagnolo ed ex socialista, era stato accesamente anticlericale. La sua politica ecclesiastica e la mira di sfruttare la religione come ''instrumentum regni'' furono atti di una spregiudicatezza che si può definire cinica e che nessuno dei suoi predecessori al governo avrebbe mai pensato di compiere.
*Più che dei collaboratori Mussolini voleva degli esecutori. Era disposto a chiudere un occhio se molti di costoro si arricchivano in modo più o meno lecito.
===[[Winston Churchill]]===
*Che sia un grand'uomo io non lo nego... ma è anche un criminale.
*Così finirono i ventuno anni della dittatura di Mussolini in Italia durante i quali egli aveva salvato il popolo Italiano dal Bolscevismo per portarlo in una posizione in Europa quale l'Italia non aveva mai avuto prima... Le grandi strade che egli tracciò rimarranno un monumento al suo prestigio personale e al suo lungo governo.
*Gettare un esercito di un quarto di milione di uomini, comprendente il fior fiore della popolazione maschile italiana, su uno sterile lido distante duemila miglia dalla patria, contro l'opinione del mondo intero e senza controllo dei mari e quindi, in questa situazione, imbarcarsi in quella che può essere una serie di campagne contro un popolo ed in regioni che nessun conquistatore in quattromila anni ha ritenuto che valesse la pena di sottomettere, è un rendersi ostaggio del destino che non ha un parallelo in tutta la storia.
*Il signor Mussolini è il più grande legislatore fra i viventi.
*L'Italia [...] è retta da un governo che, sotto la sicura guida del signor Mussolini, non arretra di fronte alle logiche conseguenze della realtà economica e ha il coraggio di imporsi i correttivi finanziari indispensabili per stabilizzare la ripresa del paese.
*Se io fossi italiano sarei stato con voi {{NDR|Mussolini}} fin dal principio [...] il vostro movimento ha reso un servigio al mondo intero.
*Se fossi stato un italiano, sono sicuro che avrei dato la mia entusiastica adesione alla Vostra vittoriosa lotta contro gli appetiti e le passione bestiali del [[leninismo]]... L'Italia ci ha offerto l'antidoto necessario al veleno russo. D'ora in poi nessuna grande nazione sarà priva dei mezzi decisivi per proteggersi contro la crescita del cancro bolscevico.
===[[Marcello Dell'Utri]]===
*Mussolini ha perso la guerra perché era troppo buono. Non era affatto un dittatore spietato e sanguinario come poteva essere Stalin. Leggendo i diari, giorno per giorno, per 5 anni dal '35 al '39, cioè alla vigilia della decisione di entrare in un conflitto mondiale già iniziato, le posso assicurare che trovo Mussolini un uomo straordinario e di grande cultura. Un grande scrittore, alla Montanelli, i suoi diari sembrano cronache di un inviato speciale, con frasi brevi e aggettivazioni efficaci come raramente ho letto.
*Nei suoi diari Mussolini scrive che le leggi razziali devono essere blande. Tra gli Ebrei, il duce, spiega di avere i suoi più cari amici e si chiede perché seguire Hitler con le sue idee sulle razze ariane, razze pure che non esistono.
*Non è colpa di Mussolini se il fascismo diventò un orrendo regime. Ci sono testimonianze autografe del duce in cui critica i suoi uomini che hanno falsato il fascismo, costruendosene uno a proprio modo, basato sul ricatto e sulla violenza. Il suo fascismo era di natura socialista.
*Non ho paura di diventare impopolare con queste rivelazioni, perseguo solo la ricerca della verità. Io non ho alcuna intenzione di fare apologia né del fascismo né di Mussolini. Ho scoperto nei diari di Mussolini la figura di un grande uomo. Ha commesso errori ed è già stato condannato dalla storia. Ma da questi scritti viene fuori una figura diversa da quella che ci è stata propinata dagli storici dei vincitori, non era un buffone, non era un ignorante e tantomeno un sanguinario. Era un uomo buono. Mussolini era solo una brava persona che ha fatto degli errori.
*Sono state le sanzioni a costringere Mussolini a trovare un accordo con la Germania di Hitler. Se non ci fossero state le sanzioni, probabilmente non si sarebbe mai alleato con Hitler che non stimava per niente, anzi temeva. Ci sono pagine inedite, scritte da Mussolini su questi anni, che faranno discutere molto e che dimostrano la disaffezione del duce nei confronti del Führer, tanto che definisce il suo Mein Kampf un rigurgitevole testo.
===[[Anthony Eden]]===
*Guardai le finestre e il balcone {{NDR|del Palazzo Venezia}} da cui tante volte aveva recitato davanti alla folla i suoi evanescenti trionfi. Adesso era solo, uno sparuto prigioniero dei nazisti. Un dittatore non ha amici.
*Le imprese di Mussolini nell'Africa Orientale avevano messo a repentaglio la pace in Europa.
*Mussolini è, mi pare, un vero e proprio gangster e la sua parola d'onore non significa niente.
*Mussolini ha la mentalità di un gangster e se stesse meditando un atto di aggressione contro di noi il suo modo attuale di procedere sarebbe il più confacente al suo carattere. Proclama di aver paura di essere attaccato e così può eccitare il suo popolo e nello stesso tempo prepararsi una scusa davanti al mondo, se ne avrà bisogno.
*Se Mussolini pensa che gli basti strizzare l'occhio per indurci ad aprire le braccia, si sbaglia di grosso
===[[Carlo Emilio Gadda]]===
*La Italia la era padronescamente polluta dallo spiritato: lo spiritato l'era imperialescamente grattato e tirato a pruriggine dal plauso d'un poppolo di quarantaquattro milioni di miliardi di animalini a cavattappo.
*Lui, il primo Racimolatore e Fabulatore ed Ejettatore delle scemenze e delle enfatiche cazziate, quali ne sgrondarono giù dal balcone ventitré anni durante: sulle povere e macre spalle di una gente sudata, convocata birrescamente a' sagrati maledetti, a' rostri delle future isconfitte, incitata alle acclamazioni obbligative. [...]
*Vorrei, e sarebbe il mio debito, essere al caso d'aver dottrina di psichiatra e di frenologo di studio consumato in Sorbona: da poter indagare e conoscere con più partita perizia la follia tetra del [[Marco Aurelio]] ipocalcico dalle gambe a ìcchese: autoerotomane affetto da violenza ereditaria. [...] Frenologo non essendo, e tanto meno sifolologo, farò icché potrò.
===[[Leo Longanesi]]===
*Fra [[Luigi Facta|Facta]] e Mussolini, il paese aveva già fatto la sua scelta: il primo è un onest'uomo, con due baffi bianchi, ignoto a tutti, incapace di uscire dalla tutela giolittiana; il secondo ha due occhi autoritari, il passo spedito, la voce risoluta. Il primo ''spera'', il secondo vuole, e tutti gli italiani ''vogliono''.
*Mussolini ha sempre ragione!
*Se si osserva attentamente il nascere della sua personalità, se si leggono tutti i suoi scritti dal 1910 in poi, ci si accorge che il segreto della sua fortuna è racchiuso, soprattutto, nella sua eclettica cultura, in quel suo continuo passare da una tendenza all'altra, da una precisa ideologia a una opposta, in quel suo costante contraddirsi e ripetere sempre due o tre formule a lui care.
===[[Nino Longobardi (giornalista)|Nino Longobardi]]===
*Ci veniva inculcata un'immagine del duce superuomo, semidio, "inviato dalla Provvidenza". Per dogma, il duce era buono, leale, saggio, forte, coraggioso. E chi non era con lui, non soltanto era contro di lui, ma non era come lui, supremo modello da imitare.
*Il duce era capace di tutto. Quando chiesi al professore di "Cultura fascista": «Vorrei sapere se il duce è più forte di [[Primo Carnera|Carnera]]...», quel professore, un centurione della Milizia che teneva le sue lezioni in impataccata divisa, così mi rispose: «Ecco una domanda intelligente e mi fa piacere che proprio tu me l'abbia posta...». E scandendo: «Il duce, Carnera lo butta giù con un dito solo...».
*Mussolini assommava in sé molte personalità o dava ad intendere di assommarle. E in una regione come la Lombardia, ad esempio, si ammirava in lui il "realizzatore"; in Piemonte, il suo senso della storia; in Toscana, certe sue pose di principe rinascimentale; nel Veneto, il "defensor fidei".<br>Nel Napoletano, di Mussolini piaceva soprattutto l'attore, che autorizzava, nella imitazione dei suoi più teatrali atteggiamenti, una perenne Piedigrotta in nero.
===[[Emilio Lussu]]===
*Mussolini era incapace di covare, da sé, l'uovo [[Fascismo|fascista]].
*È stata fatta una politica di incubazione del [[fascismo]]. Il signor [[Winston Churchill|Churchill]], il signor [[Édouard Daladier|Daladier]], hanno fatto con [[Adolf Hitler|Hitler]] esattamente quello che ha fatto in Italia [[Giovanni Giolitti|Giolitti]] con Mussolini.
*[[Giovanni Giolitti|Giolitti]] credeva di poter allevare Mussolini: lo riscaldò, lo accarezzò, lo portò persino con sé trionfalmente alle elezioni politiche, sicuro di servirsene per domare il partito socialista; ma l'uccello ha dimostrato quello che era, e noi sappiamo che cosa è successo.
===[[Denis Mack Smith]]===
*È un fatto che durante tutta la sua vita il vero Mussolini fu largamente occultato da una successione di maschere, e forse ognuna di tali maschere rivela in qualche modo aspetti autentici del suo carattere.
*Il nuovo presidente del Consiglio s'era fatto le ossa come direttore di giornale, ed il giornalismo restò una delle sue grandi passioni. Era probabilmente il miglior giornalista popolare del suo tempo, abilissimo nel semplificare e volgarizzare le grandi questioni sul tappeto (quel ch'egli chiamava iperdrammatizzare o addirittura inventare i fatti), e nell'ignorare in caso di necessità ogni vincolo di coerenza. Ebbene, tutte queste lezioni, precocemente apprese nell'esercizio del mestiere giornalistico, contribuirono grandemente a farlo eccellere in quel tipo di politica populistica verso cui era istintivamente attratto. Esse lo porteranno al successo come uomo politico, anche se fecero di lui un cattivo statista.
*Mussolini amava ricordare che la sua nascita seguiva a soli pochi mesi di distanza la morte di Garibaldi, come se l'eroe dell'unificazione nazionale dell'Italia avesse consegnato la fiaccola nelle mani di un successore destinato a creare un impero italiano.
*Quando gli si chiedeva quale tra le varie arti amasse di più, Mussolini talvolta indicava il teatro, talaltra la musica, o magari il cinema o l'architettura. Ma sempre era ansioso di mostrare che s'occupava attivamente di ogni aspetto della cultura. Amava essere elogiato come un uomo che aveva pochi eguali per la vastità di conoscenze.
=== [[Curzio Malaparte]]===
*Fra le molte piacevoli storie che si raccontano a bassa voce in Italia su Mussolini, ve n'è una che dipinge assai bene quelle che saranno le condizioni morali del popolo tedesco fra qualche tempo. Una sera Mussolini, stanco di stare solo in casa, infilò un pastrano, si calò un cappello sugli occhi, e, col viso nascosto dal bavero del cappotto, uscì a piedi a spasso per Roma. Giunto davanti ad un cinematografo, gli venne il desiderio di divertirsi come tutti quanti, prese un biglietto ed entrò. Lo spettacolo incominciò con delle ''News Picture'' e, naturalmente, l'eroe delle ''News Picture'' era lo stesso Mussolini, sempre lui, sempre il solito Mussolini, a cavallo, in automobile, a piedi, in uniforme, in borghese, in camicia nera, in frack, in aeroplano, in motoscafo. Mussolini passava in rivista truppe fasciste, inaugurava un monumento, presiedeva un congresso di filosofi, stringeva la mano a un Cardinale, visitava una caserma, saliva sul Campidoglio, pronunciava un discorso, due discorsi, tre discorsi, un'infinità di discorsi. Appena il Duce era apparso sullo schermo, tutto il pubblico s'era alzato in piedi battendo le mani: soltanto Mussolini, che non era abituato ad alzarsi in piedi in proprio onore, era rimasto tranquillamente a sedere. Un modesto piccolo borghese, si era alzato anche lui, e vedendo quel signore accanto rimaner seduto con tanta inutile imprudenza, gli toccò la spalla, si chinò al suo orecchio, e gli disse: – Scusi, signore, anch'io la penso come lei, ma è meglio alzarsi. – Fra qualche tempo tutto il popolo tedesco la penserà come quel piccolo borghese italiano nel cinema di Roma, e, come lui, si alzerà subito in piedi battendo le mani appena [[Hitler]] apparirà sullo schermo.
*Il Cardinale Gasparri, che era obbligato, dalla natura delle sue funzioni di Segretario di Stato del Vaticano, ad avere una certa conoscenza della miseria e della grandezza umane, diceva che «Mussolini certamente è un grand'uomo, se per grandi uomini s'intende degli uomini del genere di Mussolini.»
*La sua voce è calda, grave, eppur delicata. Una voce che talvolta ha strani, profondi accenti femminili, un che di morbosamente femmineo.
*Non si può fare il ritratto di Mussolini senza fare il ritratto del popolo italiano. Le sue qualità e i suoi difetti non gli sono propri: sono le qualità e i difetti di tutti gli italiani. Il dir male di Mussolini è legittimo: ma è un dir male del popolo italiano.
*Quanti guai si sarebbero risparmiati, se Mussolini, invece di parlare dal balcone di Palazzo Venezia, avesse parlato dal terrazzino di Palazzo Vecchio.
*Stringeva nella mano una rosa color carne. Mussolini ha sempre una rosa stretta con delicatezza nel pugno. [...] Quel gesto all'[[Oscar Wilde]], quel gesto, in un certo senso, [[George Gordon Byron|byroniano]], quel gesto decadente, mi mise a disagio. Egli non sa il valore, il senso di quel suo gesto, di quella sua rosa. Il giorno in cui egli sarà fucilato, io vorrei esser presente per mettergli una rosa nella mano rattrappita. Non per insultarlo, per mancargli di rispetto: no. Non mi piace mancar di rispetto ai morti.
===[[Paolo Pavolini]]===
*Mai Mussolini fu tanto seguito e ammirato come quando scatenò un'altra volta in [[Etiopia]] un esercito di 300.000 uomini contro le scalze armate del Negus: per la conquista inutile di uno "scatolone di sassi" che al pari dell'altra conquista, parimenti inutile, dello "scatolone di sabbia" libico segnò l'inizio di un conflitto mondiale.
*Mussolini aveva perso la guerra delle armi, aveva perso la guerra della propaganda. Gli restava un'estrema carta: anticipare tutti i possibili aspiranti alla sua successione, inforcando per primo (ci perdoni il bisticcio) il cavallo vincente della sconfitta sicura.
*Mussolini contribuì egregiamente ad accelerare la sconfitta delle sue truppe, tanto che qualche antifascista particolarmente sottile proclamò che Mussolini, a quel punto, lavorava contro Mussolini.
===[[Joseph Franklin Rutherford]]===
*Confessando un peccato, per quanto odioso esso sia, si può ricevere l'assoluzione, e quindi andare a commetterne immediatamente un altro. Mussolini ne è un lampante esempio. Prima di fare la pace colla Gerarchia Cattolico-Romana egli era un ateo confesso, ed aveva fatto tutto un po', ma da quando fu entrato in Vaticano ed ebbe fatto alleanza col papato, egli si sentì autorizzato a commettere dei più gravi delitti. Infatti egli condusse una crudele guerra di conquista in Abissinia violando così la legge di Dio, e senza dubbio ricevette dal papa ciò che vien chiamato "l'assoluzione", poiché "quell'augusto personaggio" mandò la sua "benedizione" all'attività guerresca di lui.
*L'ambizione di Mussolini è quella di diventare un grande signore della guerra e di reggere il mondo intero mediante la forza. L'organizzazione Cattolico-Romana, operando d'accordo con lui, appoggia la sua ambizione. Quando egli intraprese la guerra di conquista contro i poveri negri dell'Abissinia, durante la quale delle migliaia di vite umane furono sacrificate, il papa e l'organizzazione Cattolica lo spalleggiarono, e "benedissero" le sue micidiali armi. Oggi il Dittatore d'Italia cerca di costringere uomini e donne a procreare bestialmente, allo scopo di produrre in gran quantità degli uomini da essere sacrificati nelle guerre future, ed anche in questo egli è spalleggiato dal papa.
*Si dice che Mussolini non si fida di nessuno, ch'egli non ha alcun vero amico, che non perdona mai un nemico. Temendo di perdere il controllo sul popolo, egli regge in modo inflessibile e con mano implacabile. Egli diffida di tutte le altre nazioni, ed è molto superstizioso. Quando s'impadronì del potere in Italia era un ateo, ma d'allora in poi è divenuto religiosissimo.
===[[António de Oliveira Salazar]]===
*Mussolini [...] è un meraviglioso opportunista dell'azione.
*Non dimentichiamo che Mussolini è un Italiano discendente dai Condottieri del Medioevo, e non dimentichiamo, parimenti, le sue origini, la sua formazione socialista, quasi comunista.
*Non pongo in dubbio l'azione moralizzatrice di Mussolini. Dico che certe affermazioni e certi atteggiamenti nell'ordine morale sono imposti da Mussolini al Fascismo, non sono imposti dal Fascismo a Mussolini. Egli ''vuole'' così, e potrebbe volere tutto l'opposto senza contraddirsi.
*Sfiorando un po' il ridicolo (per uno straniero che non vive la vita dell'Italia d'oggi) giovani appena adolescenti imitano la ferma andatura, l'aggrottar di ciglia, l'espressione dura, lo sguardo altero, l'aria di sfida e di assoluta padronanza di sè con che Mussolini si impone alle masse italiane. A me non stupisce il fatto, essendo certo che le moltitudini hanno tendenza a copiare i tratti salienti dei propri idoli, a volte anche i loro più gravi difetti.
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Benito Mussolini, ''La mia vita'', traduzione di Monica Mazzanti, Rizzoli, Milano 1983.
*Benito Mussolini, ''Scritti e discorsi di Benito Mussolini'', Hoepli, Milano 1934.
*Benito Mussolini, ''Opera omnia'', a cura di Edoardo e Duilio Susmel, La Fenice, Firenze 1951.
*Richard Lamb, ''Mussolini e gli inglesi'', Ed. Corbaccio, Milano, 1998, ISBN 88-7972-286-7
==Voci correlate==
*[[Italia fascista]]
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Mussolini, Benito}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Personalità della seconda guerra mondiale]]
[[Categoria:Politici italiani]]
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Candido Cannavò
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Danyele
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[[File:Candido Cannavò Napolitano.jpg|thumb|Da sinistra: Candido Cannavò e [[Giorgio Napolitano]] nel 2006.]]
'''Candido Cannavò''' (1930 – 2009), giornalista italiano.
==Citazioni di Candido Cannavò==
{{cronologico}}
*Chi avrà la fortuna e il merito di conquistare [[Campionato mondiale di calcio 1986|questo titolo]], non lo erediterà dai meravigliosi campioni di Spagna, ma da un drappello di fantasmi che – da ormai quasi quattro anni – non facevano paura a nessuno.<ref>Da ''Una squallida resa senza onore delle armi'', ''La Gazzetta dello Sport'', 18 giugno 1986, p. 1.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 1986]]}} Quattro anni fa Zoff, ieri Maradona. La coppa d'oro varca nuovamente l'oceano sospinta verso i cieli messicani dal più grande «genio» del calcio contemporaneo: Diego Maradona. [...] Sino alla grande rimonta tedesca, non era avvenuto nulla che facesse balzar dalle sedie i due o tre miliardi di telespettatori del nostro pianeta. E lo stesso Maradona, marcato all'italiana in modo esasperato, aveva scelto l'unica via possibile: quella di porsi al servizio della squadra, facendo a tratti persino da regista ai limiti della difesa. [...] Ma proprio quando la finale è entrata nella sua fase più drammatica, con i tedeschi pervenuti al pareggio a undici minuti dalla fine, con una situazione psicologicamente capovolta, con la prospettiva dei tempi supplementari, ecco arrivare d'improvviso il colpo di genio. Il tocco, fra nugoli di avversari, col quale Maradona ha proiettato Burruchaga verso la solitaria «autostrada del trionfo» merita tutte le moviole più sofisticate. Ai «geni» basta un lampo e Maradona lo ha regalato: all'Argentina, a Napoli, al mondo.<ref>Da ''Quell'attimo di genio'', ''La Gazzetta dello Sport'', 30 giugno 1986.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 1990]]}} Germania campione. Matthäus può sollevare finalmente la sospirata Coppa. [...] Un'espulsione dubbia e un rigore altrettanto sospetto a pochi minuti dalla fine hanno segnato la sorte dell'Argentina. In un sol colpo la squadra di Maradona ha pagato tutte le fortune, le astuzie, i privilegi che la avevano portata avanti. Ma questa sorta di «vendetta» non è un discorso di calcio, né solleva il tono orrido di una finale che solo per i tedeschi non è da dimenticare. Il Mondiale si chiude con una Germania felice e un altro catastrofico arbitraggio firmato stavolta dal messicano Codesal. E la gente non di parte ha il diritto di sfogarsi: «Italia, Italia». Quel trofeo, con tutto il rispetto, sembra proprio in mani sbagliate.<ref>Da ''Il mondiale che abbiamo vinto'', ''La Gazzetta dello Sport'', 9 luglio 1990.</ref>
*Provate a trasferire in Italia [...] la trama dello [[Caso Valenciennes-Olympique Marsiglia|scandalo Marsiglia]]. Dunque: il Milan o l'Inter o la Juventus (scegliete voi), per iniziativa del suo potentissimo presidente, dà mandato [...] di «comprare» l'ultima partita di campionato, decisiva per la conquista dello scudetto. La manovra va in porto, ma lo scandalo viene alla luce, i giornali e le tv imperversano, la magistratura si mette in movimento [...]. Immaginate pure [...] che [...] la federcalcio stia tranquillamente alla finestra, senza prendere il minimo provvedimento cautelativo, ma aspettando – campa cavallo – che la giustizia ordinaria dia le sue sentenze. Non basta, ma ad un certo momento il boss [...], personaggio spregiudicato e politicamente compromesso, trova il massimo sostegno possibile: quello del presidente della Repubblica [...] che [...] dice: ''guai a chi tocca quel mio amico e la sua squadra...'' Per incredibile che possa apparire, questo è avvenuto non in una repubblica delle banane, bensì nella civilissima Francia [...]. Ma questa del Marsiglia è una vicenda davvero sporca non tanto per lo scandalo in sé quanto per il modo – esso sì, vergognoso – con cui è stato gestito [...]. L'Uefa, cacciando il Marsiglia ha preso una decisione coraggiosa, forse anche temeraria [...]. C'è chi dice che l'ente europeo si è mosso più per amor di business che di moralità. Può darsi. Ma era impossibile non intervenire.<ref>Da ''Se Marsiglia fosse in Italia'', ''La Gazzetta dello Sport'', 7 settembre 1993, p. 1.</ref>
*{{NDR!|Sul [[campionato mondiale di calcio 1994]]}} C'è una sana e spicciola filosofia di vita: «Ricordati ogni giorno da dove sei partito...». Io mi riporto al lugubre 18 giugno, tra i bollori del Giants Stadium. Dove Italia e Irlanda gareggiarono per dimostrare agli americani quanto misero e brutto fosse quel calcio che pretendeva di invadere la loro cultura. L'errore di Pagliuca, l'inconsistenza di Baggio, quel cuocersi lento di cervelli logori e di gambe stanche. Il giorno peggiore, credo, della carriera di Sacchi. [...] Nel giorno del prodigio nigeriano cominciò il nostro vero mondiale e, con l'onestà popolare, a Sacchi venne riconosciuto, via via che l'Italia avanzava verso il suo destino, tutto ciò che c'è dietro al suo fanatismo estremo: tenacia, capacità di lavoro, intuito, oltre al coraggio dell'impopolarità. [...] Avremmo voluto veder Sacchi sollevato al cielo dai suoi ragazzi come Bearzot nel 1982. Lo abbiamo visto, invece, stremato e distrutto come gli altri azzurri. Su con la vita, fratelli, è stato bello, anzi bellissimo lo stesso.<ref>Da ''Crudele, ma bello lo stesso'', ''La Gazzetta dello Sport'', 18 luglio 1994.</ref>
*{{NDR|Su [[Fabio Casartelli]]}} Lo rivedo così, bello come tutti i campioni olimpici che ci sembrano eroi, stracolmo di vita, con quella medaglia d'oro immersa nella sua felicità. Era poco più che un ragazzo, quando i Giochi di Barcellona lo incoronarono. Nella calura di uno studio televisivo dovevamo commentare insieme la grande emozione. Ma per lui ogni parola era di troppo: parlavano i suoi occhi, parlava l'orgoglio dei genitori, parlava lo sguardo innamorato della ragazza che sarebbe diventata sua moglie e che gli ha dato [...] la fuggevole gioia di essere padre. Lo rivedo nel suo giorno più intenso [...]. Ma davanti a me c'è adesso una foto crudele: Fabio Casartelli ha la testa ripiegata in una pozza di sangue, si capisce che la vita gli scivola via con una fretta spietata. Sta morendo, a 25 anni.<ref name="Casartelli">Da ''La Gazzetta dello Sport'', 19 luglio 1995; ripubblicato in ''[https://www.gazzetta.it/Speciali/Tourdefrance/2006/it/Primo_Piano/2006/07_Luglio/18/casartelli.shtml Casartelli, 11 anni fa la tragedia]'', ''gazzetta.it''.</ref>
*Il [[ciclismo]] è dalla sua nascita un'ardua professione di vita. Nessun mezzo tecnico lo ha snaturato. Nessuna caccia al business o allo spettacolo lo ha reso più pericoloso di quanto non fosse ai tempi dei pionieri, delle bici con le gomme piene e delle strade sterrate. Connaturata al ciclismo c'è, da sempre, una dose di rischio. Chi fa delle corse la sua professione lo sa benissimo. E quando si lancia in una discesa [...] conosce i brividi che lo attendono. Tutte le sere [...] noi abbiamo Qualcuno lassù da ringraziare.<ref name="Casartelli"/>
*Con tutto il rispetto per l'europeismo, non possono esserci leggi cieche, da sottrarre a ogni utile forma di articolazione anche dove esse si rivelano palesemente dannose. Non c'è dubbio che il [[Sentenza Bosman|libero impiego dei giocatori comunitari]] danneggi il calcio, sia nella sua organizzazione di vertice, sia nelle sue basi. Si creerebbero privilegi singoli, a beneficio esclusivo delle categorie più privilegiate. Per il resto, andrebbero in crisi i campionati, le nazionali, le piccole società, i vivai. [...] E sì, perché la Comunità è una bella cosa, ma nel calcio [...] l'Europa è molto più vasta e merita identico rispetto. [...] C'è semplicemente da prendere atto che il calcio [...] ha bisogno di mantenere le fisionomie nazionali delle sue squadre per continuare a celebrare l'Europa. Compito impossibile se lo trasformiamo in un luna park.<ref>Da ''L'Europa del buonsenso'', ''La Gazzetta dello Sport'', 18 gennaio 1996.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 1995-1996]]}} La Juve assaggiava il trionfo senza coglierlo. Neanche a porta vuota, neanche nei tempi supplementari, quando l'Ajax finiva quasi di esistere. [...] Se i bianconeri avessero perso la coppa, il detestato titolo era già in mente: «Juve, te la sei mangiata». E invece, no, cari bianconeri, non frenate la vostra gioia. [...] L'avete riportata tra noi, dopo gli anni del Milan. [...] L'aspetto più eclatante del trionfo della Juve [...] sta nell'aver acceso molti dubbi sull'Ajax, sulla squadra che vive e prospera della sua prodigiosa memoria. Solo per una ventina di minuti nel primo tempo abbiamo temuto che potesse diventare padrona. Poi, con l'innesto di Di Livio e Padovano, nella notte dei giganti tutto è diventato Juve, fortissimamente Juve. Sino al rito solenne dei rigori, che ha spazzato via l'incubo della grande ingiustizia. Il tifo naviga tra campanili e capricci, ma è difficile non amare una Juve così.<ref>Da ''Ora sì, sei campionissima'', ''La Gazzetta dello Sport'', 23 maggio 1996.</ref>
*{{NDR|Su [[Massimo Moratti]]}} Grande industriale, impeccabile marito, padre di cinque figli, lui resta immutabile tifoso dell'Inter: nel senso antico, classico, esplosivo e doloroso. Dove lo trovate un presidente che, con tutti i suoi impegni, lascia l'ufficio di soppiatto il mercoledì per andarsi a vedere il Fenomeno, o Kanu, o magari Ganz oppure il suo pupillo Recoba a Busto Arsizio o a Fiorenzuola? Moratti non manca mai a queste scorribande di paese.<ref>Da ''[https://archiviostorico.gazzetta.it/1997/settembre/15/flotta_aerea_Moratti_ga_0_9709154480.shtml La flotta aerea di Moratti]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 15 settembre 1997.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della Coppa UEFA 1997-1998]]}} Al posto del mago Herrera, gran condottiero, irriducibile fabbricatore di slogan, c'è un uomo dai capelli che volgono al bianco, che si porta dietro i sapori e gli atteggiamenti della Serie B dove ha pascolato da protagonista. Saggio e gentile, talvolta prigioniero della sua semplicità, Gigi Simoni non avrebbe mai immaginato che la vita gli riservasse una notte come questa. La sua storia acquista toni un po' favolistici. La coppa Uefa nelle mani di Simoni, sullo sfondo del Parco parigino, è anche un invito, rivolto alla gente comune, a sperare nella illimitata fantasia della vita. [...] Il lancio di Simeone ha il potere sinistro di rendere liquida la difesa laziale. Tra Nesta e Negro s'infila, con la sua faccia da guerriero indio, Zamorano. Un tocco di classe: e per la squadra di Eriksson si apre la via della perdizione. [...] Zamorano ha appena colpito un palo, ma non fa in tempo ad arrabbiarsi che già offre a Zanetti l'invito a una folgore. Stavolta non c'è palo che tenga: è un gol da incorniciare. Non manca che lui, il Ronaldo che la Francia attende come re del mondiale. Arriva con uno slalom che aggiunge bellezza a una serata difficile da dimenticare, non solo per chi vive di pane e Inter. Trionfo straripante contro i resti della Lazio.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//1998/maggio/07/mago_dai_capelli_bianchi_ga_0_9805072163.shtml Il «mago» dai capelli bianchi]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 7 maggio 1998.</ref>
*{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 1997-1998]]}} Punti avvelenati erano piovuti sul primato bianconero tali da costruire una classifica inquinata nei numeri, se non nei meriti. [...] La Juve si è trovata al centro di una situazione sgradevolissima che gettava ombra su meriti e sacrifici. Il che sembrava ingiusto. Non sarà questo in arrivo il più luminoso dei venticinque scudetti bianconeri, ma noi siamo pronti ad applaudire ugualmente quanto hanno fatto e faranno Lippi e i giocatori, da Peruzzi a quel fabbricante di capolavori che risponde al nome di Del Piero. [...] Di ogni vicenda della vita, anche delle più infelici, bisogna saper cogliere qualche aspetto positivo. Questo caso Juve ci ha fatto mettere le mani su una struttura arbitrale di vertice che ha l'aria di una combriccola parrocchiale, con amici, servitorelli, strizzatine d'occhio, telefonini che squillano negli spogliatoi, referti che si aprono o si ritoccano. Al servizio di chi, non so. Certamente non al servizio del calcio.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//1998/maggio/09/una_voce_ragionevole_nell_arrogante_ga_0_9805092375.shtml Una voce ragionevole nell'arrogante silenzio]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 9 maggio 1998.</ref>
*{{NDR|Sul [[Tour de France 1998]]}} Dalle Alpi francesi solcate da una tempesta, si leva solenne, al di là delle nuvole della fantasia, un dio dello sport: si chiama [[Marco Pantani|Marco]], il nome forte di un evangelista. È andato lassù, in una bugiarda giornata di luglio, a predicare sulle montagne il mistero eterno dell'uomo ai confini della più spietata fatica. Eccolo, con i rivoli di forza vitale che gli restano addosso, nel suo ultimo gemito soave. È finita. Lo straordinario miscuglio di gioia e sofferenza che agita la sua anima produce una sorta di trasfigurazione nel volto di Pantani. C'è un senso profondamente drammatico nel suo trionfo. Ne ho viste tante in quasi mezzo secolo di sport, ma l'abbraccio di Marco con quel traguardo che gli sta davanti e che gli cambia la maglia e la vita, è un'immagine baciata dall'eternità.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/1998/luglio/28/Attacca_lontano_sgretola_tutti_giallo_ga_0_980728199.shtml Attacca da lontano e sgretola tutti È in giallo: ora ha il Tour in mano Scrive così una pagina epica di sport]'', ''La Gazzetta dello sport'', 28 luglio 1998.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 2002-2003]]}} E il Milan ha raccolto il giusto di una serata particolare. Non è facile inventare calcio, o alimentare i sussulti dell'imprevedibile, per due squadre che si conoscono a memoria. Nessuna sorpresa può esserci in duelli antichi, in movimenti che fanno scattare contromisure automatiche. A testimonianza delle loro buone intenzioni, Juve e Milan hanno cercato subito di sfuggire a questa sorta di prigione tecnica e psicologica con un avvio furente, ben lontano da ogni atteggiamento di studio. Non c'era nulla da studiare in effetti. La lezione la conoscevano tutti alla perfezione. Occorreva creare un diversivo rapido, prima che l'avversario si assestasse. Nella parte iniziale dell'incontro, il Milan è stato nettamente migliore della Juve: più disposizione al gioco, miglior controllo degli spazi e soprattutto più qualità. [...] Nella ripresa il «di più» del Milan si è smorzato. Devastata da acciacchi e correttivi, la grande sfida è scesa sul piano della pura lotta. Fantasia zero. Occasioni da gol, pochissime e mai limpide. La Juve è cresciuta in capacità di controllo, ma all'attacco non s'è vista salvo la bella traversa di Conte. La serata avara non poteva che avere quell'approdo. E l'avarizia è continuata persino nella sfida dei rigori. Solo la metà ne sono andati a segno. Ricorderemo con orgoglio questa finale italiana, ma che non si parli per carità di sfida del secolo. Il Milan sollevi felice la sua coppa. La storia dà gloria ai vincitori, non entra mai nei particolari.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//2003/maggio/29/COCKTAIL_ECCITANTE_ga_0_03052910507.shtml Cocktail eccitante]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 29 maggio 2003.</ref>
*[[Felice Borel]] l'ho conosciuto direttamente. Lui, per carità, è stato un grande giocatore, ma non un grandissimo. Era... si distingueva perché faceva tanti gol e, soprattutto, perché era, per l'epoca, uno dei giocatori più eleganti, non solo sul campo, ma anche nella sua vita privata...<ref>Dall'intervento nel DVD ''La grande storia della Juventus: 1897-1956 "Il segreto della Juventus"'', a cura di Manuela Romano, con la collaborazione di Roberto Saoncella, RCS Quotidiani, RAI Trade, LaPresse Group, 2005.</ref>
*{{NDR|Su [[Pietro Anastasi]]}} Un grande giocatore, per abilità, per destrezza, per generosità.<ref>Dall'intervento nel DVD ''La grande storia della Juventus: 1966-1975 "Da Herrera a Parola"'', a cura di Manuela Romano, con la collaborazione di Roberto Saoncella, RCS Quotidiani, RAI Trade, LaPresse Group, 2005 (06:30).</ref>
*Il Messico del '70 arrivò per miracolo alla seconda fase dove incontrò l'Italia di Riva e Rivera a Toluca, 2.800 metri di quota. Ricordo che a scalare la tribuna si finiva col fiatone. Ma gli azzurri vinsero ugualmente 4-1. E io tiro fuori sempre quell'episodio quando si parla della nostra vigliacca partita di quattro anni fa con la modesta Corea, padrona di casa, che ci costò l'eliminazione. L'Italia doveva far quattro gol, anziché prendersela con l'arbitro [[Byron Moreno|Moreno]].<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2006/giugno/03/Cannavo_quanti_aiuti_casalinghi_mondiale_sw_0_060603023.shtml Cannavò: "quanti aiuti casalinghi, ma il mondiale non si vince con gli arbitri"]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 3 giugno 2006.</ref>
*Quando la Juve ha bisogno di lui, si toglie la tuta e dà il meglio: che è un meglio da Del Piero, roba di prima qualità. E nel notare questa sua preziosa umiltà, espressa come regola di vita, quasi ti scordi del suo passato, delle sue infinite glorie juventine, delle montagne di gol e persino del suo titolo mondiale trascinato in una serie B che, smaltita la tristezza, per la Juve sta diventando una favola. Ma lui tocca la palla e ti ricorda che, seppure a dosi limitate, c'è ancora un campione bianconero a vita che, come Roberto Baggio, è il campione di tutti.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2006/dicembre/11/Del_Piero_Baggio_dolce_memoria_ga_10_061211097.shtml Del Piero, Baggio e la dolce memoria di Prisco]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 11 dicembre 2006.</ref>
*L'[[Giochi olimpici|Olimpiade]] vince con gli sport poveri, ma vince anche con i campioni del superprofessionismo. L'Olimpiade è una parentesi tra le contraddizioni dello sport, viaggia tra le angustie e gli splendori del mondo, non maschera nulla, non ci fa dimenticare tragedie e ingiustizie, difende faticosamente valori. Benedetto sia chi la concepì e chi la fece rinascere. Nulla di più bello ho visto sgorgare dalla fantasia dell'uomo.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2008/luglio/25/Federer_olimpico_dolore_Pele_ga_10_080725089.shtml Il Federer olimpico e il dolore di Pelé]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 25 luglio 2008.</ref>
*[[Alessandro Del Piero]], storia juventina che non finisce mai, ammaliante condanna. Lui ha scavalcato i miti del club più famoso d'Italia, lui è più forte dell'anagrafe, degli infortuni, degli allenatori che lo sostituiscono, dei critici che lo considerano un peso nella marcia verso il futuro. Lui è Del Piero e quel prodigioso tiro della rinascita non poteva essere che suo.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2008/ottobre/23/Ale_vita_Juve_che_non_ga_10_081023032.shtml Ale, vita da Juve che non finisce mai]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 23 ottobre 2008.</ref>
*Lui non esercita soltanto carisma, non è un semplice esempio di comportamento, non è rinchiuso nel suo ambito di indiscusso capitano: è anche un operaio specializzato. [...] Del Piero è proprio un caso da studiare. E io penso che un trattato su di lui unisca fisiologia, psicologia, stile di vita, arte del comando.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2008/novembre/06/Ale_fenomeno_studiare_ga_10_081106041.shtml Ale, un fenomeno da studiare]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 6 novembre 2008.</ref>
*È stata l'ultima domenica di calcio del 2008 ed io mi concedo il privilegio di assegnare un Oscar personale, senza giuria. Sento di avere milioni di persone alle spalle e di interpretare il loro sentimento. L'Oscar è per Alessandro Del Piero, un veterano del pallone che ho visto sbocciare quando nella Juve c'era [[Roberto Baggio|Baggio]] e che all'improvviso, all'età in cui si parla di pensione, è tornato ragazzo. Non è la onirica visione di una favola natalizia: è l'incredibile realtà. Del Piero ha stravolto anagrafe e fisiologia. Era largo, greve e logoro a 28 anni, con muscoli gonfi e non saltava più l'uomo. È ringiovanito dai 32 anni in su: corre scioltissimo, dribbla come dodici anni fa. E in più inventa quei prodigiosi calci di punizione, frutto di un esercizio infinito.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2008/dicembre/22/mio_premio_ragazzo_Ale_ga_10_081222012.shtml Il mio premio al ragazzo Ale]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 22 dicembre 2008.</ref>
{{Int|''Michel nella galleria dei grandi juventini''|Da ''Juve, lo scudetto di Platini'', supplemento a ''La Gazzetta dello Sport'' dell'8 maggio 1984, p. 3.}}
*Questo scudetto [[Serie A 1983-1984|numero 21]] odora di [[Michel Platini|Michel]]: che non è un profumo francese ma il nome di un campione autentico che in Italia – anzi nella Juve – ha trovato una nuova dimensione, ha arricchito i suoi estri, ha solidificato la sua tempra, ha allargato il suo repertorio sino a diventare, per consacrazione spontanea, uno dei primi tre o quattro giocatori al mondo in attività di servizio. Michel Platini «firma» idealmente lo scudetto juventino che inaugura la terza decina. Senza spocchia e senza presunzione, ma con pieno diritto. La copertina è sua.
*Platini [...] ha avuto alle spalle una [[Juventus Football Club 1983-1984|squadra]] che [...] si è rivelata nettamente la migliore, la più coerente, la più continua: la solita Juve, insomma, mostro di esperienza e puntualissima, al meglio delle proprie risorse, nei momenti che contano. I meriti s'incrociano: Platini ha saputo capire questa squadra in modo da poterle offrire il suo genio, i suoi gol e anche la sua dedizione; la Juve ha saputo creare il piedistallo adatto per il suo maggior campione. I matrimoni felici non si realizzano senza una disponibilità spirituale reciproca.
*Michel Platini è sicuramente uno dei migliori stranieri di ogni epoca, approdati in Italia. Lo è, naturalmente, in una visione moderna, aggiornata e professionalizzata del calcio. È la somma di molti illustri modelli ed è anche la fusione di diverse esigenze di comportamento (non soltanto sul campo). Il regista sconfina nell'uomo da gol; la spontanea attitudine al comando nella umiltà e nella gioia di un «servizio» in favore di altri. Ne vien fuori un senso di completezza che di Platini è forse la espressione più vera e più rassicurante. E poi c'è la pasta dell'uomo che ha saputo procurarsi ammirazione sì, ma anche stima e affetto. Non è facile.
{{Int|''[http://archiviostorico.gazzetta.it//2000/luglio/03/Dalla_notte_crudele_tesoro_ritrovato_ga_0_0007034897.shtml Dalla notte crudele un tesoro ritrovato]''|''La Gazzetta dello Sport'', 3 luglio 2000.}}
{{NDR|Sulla [[finale del campionato europeo di calcio 2000]]}}
*Dopo tante critiche al nostro calcio speculativo, l'Italia aveva dimostrato alla Francia campione del mondo di saper giocare come lei o meglio di lei. In una sfida dominata dalla tensione e da un rispetto reciproco, sin troppo esagerato, le cose più belle, più intelligenti erano state nostre, compreso il gol di Delvecchio, avviato da un colpo di tacco di Totti che sembrava estratto dal repertorio magico di Zidane. Ma in quei sessanta secondi di recupero le porte del paradiso improvvisamente si chiudevano. E davanti agli azzurri si apriva la voragine. Una lunga respinta del portiere Barthez, un pallone che rimpalla tra due teste verso il piede di Wiltord. Ne vien fuori un tiro velenoso che Toldo, il nostro angelo, sfiora appena prima di sprofondare nella disperazione.
*Tempi supplementari. Stanchezza, speranze da ricostruire. Ma dura poco: il demonio ha scelto Trezeguet per completare la sua spietata operazione. E così la Francia campione del mondo diventa anche campione d'Europa. E noi dolorosamente ci inchiniamo, memori anche delle fortune pregresse e convinti che questo secondo posto, pur gonfio di rimpianto, resta un capolavoro, stampato sulle facce di quei ragazzi che si sono battuti da leoni e ora si abbandonano a lacrime liberatorie e dignitose. L'Italia ha subito una beffa proprio nel giorno in cui ha giocato la sua migliore partita.
*Abbiamo ritrovato la nazionale con un Totti che può esserne leader per un decennio. L'Italia le ha dato amore e orgoglio. Zoff è stato rivalutato. Un popolo di individualisti ha offerto una esaltante immagine di gruppo. Ragioniamo, non è poco: è quanto basta per andare a letto e cercare di non sognare quell'odioso ultimissimo minuto.
{{Int|''[http://archiviostorico.gazzetta.it//2002/luglio/01/VINTO_FANTASIA_ga_0_0207012230.shtml Ha vinto la fantasia]''|''La Gazzetta dello Sport'', 1º luglio 2002.}}
{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 2002]]}}
*Ronie era a casa come un pensionato, fingendo di essere sereno, con un'infinita tristezza addosso e sprazzi di quella filosofia spicciola che porta a scoprire «gli altri valori della vita». Si appartò con Pelé in una stanza. Il piccolo Ronald si era svegliato e io lo tenevo in braccio, come farebbe un nonno. Pelé gli parlò delle sue grandissime gioie del '58 e delle pene vissute ai Mondiali del '62 e del '66. Pedate criminali sulle sue preziose gambe, infortuni a catena, una serie nera che sembrava interminabile. Ma poi gli raccontò anche del Pelé del 1970, leader del più forte e compatto Brasile mai esistito, e di quel suo favoloso gol di testa che fece apparire il guerriero Burgnich un leone nano. «Ronie, se sono rinato io, anche tu un giorno griderai la stessa gioia». Questo fu il saluto di Pelé. E adesso che Ronaldo si è messo sulle spalle il Brasile riportandolo al titolo mondiale, come si fa a non voltarsi indietro?
*La trama dei due gol sembra proprio una sintetica lezione brasilera anche se sul primo, tra il duetto Rivaldo-Ronaldo, c'è un bizzarro inciampo del portiere Kahn, appena proclamato il migliore del Mondiale. Ma il secondo gol è musica pura: il cross di Kleberson è impreziosito da una finta di Rivaldo. E riecco Ronie, impeccabile col suo destro, il piede benedetto di questa finale. Il discusso tecnico Scolari, partendo dalle pene di una qualificazione davvero scoraggiante, ha costruito strada facendo una squadra vera, forte anche di Marcos, bravissimo portiere.
*Nella fantasia popolare, il Brasile è sempre di un altro pianeta. Ieri lo è stato anche sul campo. Ma se guardiamo a quello che ha fatto la Germania in questo torneo, due obblighi ci incombono: inchinarci al suo coraggio e pensare a quanto vigliacca sia stata la nostra uscita «coreana» dal Mondiale.
{{Int|''[http://interviste.sabellifioretti.it/?p=527 Candido Cannavò]''|Dall'intervista di [[Claudio Sabelli Fioretti]] a ''Sette''; citato in ''interviste.sabellifioretti.it.it'', 12 dicembre 2002.}}
*Esiste un mercato del cattivo gusto e il trionfatore è [[Aldo Biscardi]]. Imbattibile. I più casinisti, i presidenti peggiori li trova sempre lui. Ha fiuto. Siamo amici, ma la sua è una televisione che non mi piace. Come quella che fa [[Maurizio Mosca]]. Io gli voglio bene. È un ragazzo umanamente tenero. Ma non amo quello che fa in televisione.
*Gli [[adulatori]] nascono attorno agli uomini potenti. Attorno a Berlusconi ce ne sono tantissimi. Fa impressione vedere alla televisione questo Schifani.
*Ho tifato per il Milan, per la Juve, per l'Inter e per la Roma. Tutto purché il [[Campionato italiano di calcio|campionato]] fosse vivace, nell'interesse della mia ditta, la Gazzetta dello Sport.
*La concorrenza tra [[Rai]] e [[Mediaset]] ha divorato lo [[sport]]. Abbiamo dovuto ripensare i giornali. Oggi devi dare per scontato che la gente sa già che cosa è successo quando compra il giornale. E devi costruire delle storie.
===Citazioni non datate===
*Fausto era ancora nella camera ardente. Arrivò [[Gino Bartali|Bartali]]. Prese la mano di Fausto e disse: «È incredibile, è incredibile». Pianse e pregò alla sua maniera. Il grande duello era finito per sempre.<ref>Citato in Claudio Gregori, ''Il Bici-Calendario''.</ref>
*{{NDR|Su [[Luigi Meroni]]}} Scrostava la muffa dalle abitudini, smascherava le ipocrisie. Un tenero rivoluzionario che dava il meglio di sé nel lavoro e poi rivendicava libertà totale.<ref>Citato in [[Gian Antonio Stella]], ''Ricordo di Meroni, bohémien del calcio'', ''Corriere della Sera'', 1º febbraio 2017, p. 27.</ref>
==''E li chiamano disabili''==
*La domanda da porsi è questa: che cosa può fare un disabile per la collettività in cui vive? È una domanda rivoluzionaria, un cambio drastico di [[cultura]] e [[immagine]].
*La [[vita]] è un [[miracolo]] che può fiorire ovunque, anche dove sembra che la [[luce]] del giorno non sia mai arrivata.
*Penso che talvolta i veri [[limiti]] esistano in chi ci guarda.
*Vedi com'è la [[vita]]? C'è gente che va in chiesa, prega, si batte la mano sul petto e poi si comporta in modo vergognoso.
==''Pretacci: Storie di uomini che portano il Vangelo sul marciapiede''==
*[[Gino Rigoldi|Don Rigoldi]] è un missionario in patria, anzi in casa.Dovunque mette le tende, la sua prima mossa è aprire le porte, anzi spalancarle, a tutti.
*Ho immaginato un marciapiede infinito. E uomini di Cristo che lo percorrono con il Vangelo in mano in un'azione rudemente terrena che recupera i valori primigeni del messaggio cristiano.
*Preti antichi come don [[Oreste Benzi]], legato sino alla morte alla sua tonaca, che ha lasciato odore di santità sulle strade della notte, tra ragazze schiave e vendute come merce.
==Citazioni su Candido Cannavò==
*Candido Cannavò si arrabbiava come una bestia, una furia, per un pezzo passato di fretta, lui diceva "con sciatteria", bellissima parola ormai dimenticata, e quando Cannavò si arrabbiava come una bestia, tutti si azzittivano, ammutolivano, si rimpicciolivano, desideravano essere invisibili o, almeno, altrove, e la fortuna era che, dopo cinque minuti, Cannavò ci passava sopra, ma senza mai dimenticare. ([[Marco Pastonesi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Candido Cannavò, ''E li chiamano disabili'' (2005), Rizzoli. ISBN 8817007811
*Candido Cannavò, ''Pretacci: Storie di uomini che portano il Vangelo sul marciapiede'', 2008.
==Altri progetti==
{{interprogetto|n=Milano: è morto Candido Cannavò}}
{{DEFAULTSORT:Cannavò, Candido}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
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2026-06-15T01:05:53Z
Danyele
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/* Citazioni di Candido Cannavò */ typo
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[[File:Candido Cannavò Napolitano.jpg|thumb|Da sinistra: Candido Cannavò e [[Giorgio Napolitano]] nel 2006.]]
'''Candido Cannavò''' (1930 – 2009), giornalista italiano.
==Citazioni di Candido Cannavò==
{{cronologico}}
*Chi avrà la fortuna e il merito di conquistare [[Campionato mondiale di calcio 1986|questo titolo]], non lo erediterà dai meravigliosi campioni di Spagna, ma da un drappello di fantasmi che – da ormai quasi quattro anni – non facevano paura a nessuno.<ref>Da ''Una squallida resa senza onore delle armi'', ''La Gazzetta dello Sport'', 18 giugno 1986, p. 1.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 1986]]}} Quattro anni fa Zoff, ieri Maradona. La coppa d'oro varca nuovamente l'oceano sospinta verso i cieli messicani dal più grande «genio» del calcio contemporaneo: Diego Maradona. [...] Sino alla grande rimonta tedesca, non era avvenuto nulla che facesse balzar dalle sedie i due o tre miliardi di telespettatori del nostro pianeta. E lo stesso Maradona, marcato all'italiana in modo esasperato, aveva scelto l'unica via possibile: quella di porsi al servizio della squadra, facendo a tratti persino da regista ai limiti della difesa. [...] Ma proprio quando la finale è entrata nella sua fase più drammatica, con i tedeschi pervenuti al pareggio a undici minuti dalla fine, con una situazione psicologicamente capovolta, con la prospettiva dei tempi supplementari, ecco arrivare d'improvviso il colpo di genio. Il tocco, fra nugoli di avversari, col quale Maradona ha proiettato Burruchaga verso la solitaria «autostrada del trionfo» merita tutte le moviole più sofisticate. Ai «geni» basta un lampo e Maradona lo ha regalato: all'Argentina, a Napoli, al mondo.<ref>Da ''Quell'attimo di genio'', ''La Gazzetta dello Sport'', 30 giugno 1986.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 1990]]}} Germania campione. Matthäus può sollevare finalmente la sospirata Coppa. [...] Un'espulsione dubbia e un rigore altrettanto sospetto a pochi minuti dalla fine hanno segnato la sorte dell'Argentina. In un sol colpo la squadra di Maradona ha pagato tutte le fortune, le astuzie, i privilegi che la avevano portata avanti. Ma questa sorta di «vendetta» non è un discorso di calcio, né solleva il tono orrido di una finale che solo per i tedeschi non è da dimenticare. Il Mondiale si chiude con una Germania felice e un altro catastrofico arbitraggio firmato stavolta dal messicano Codesal. E la gente non di parte ha il diritto di sfogarsi: «Italia, Italia». Quel trofeo, con tutto il rispetto, sembra proprio in mani sbagliate.<ref>Da ''Il mondiale che abbiamo vinto'', ''La Gazzetta dello Sport'', 9 luglio 1990.</ref>
*Provate a trasferire in Italia [...] la trama dello [[Caso Valenciennes-Olympique Marsiglia|scandalo Marsiglia]]. Dunque: il Milan o l'Inter o la Juventus (scegliete voi), per iniziativa del suo potentissimo presidente, dà mandato [...] di «comprare» l'ultima partita di campionato, decisiva per la conquista dello scudetto. La manovra va in porto, ma lo scandalo viene alla luce, i giornali e le tv imperversano, la magistratura si mette in movimento [...]. Immaginate pure [...] che [...] la federcalcio stia tranquillamente alla finestra, senza prendere il minimo provvedimento cautelativo, ma aspettando – campa cavallo – che la giustizia ordinaria dia le sue sentenze. Non basta, ma ad un certo momento il boss [...], personaggio spregiudicato e politicamente compromesso, trova il massimo sostegno possibile: quello del presidente della Repubblica [...] che [...] dice: ''guai a chi tocca quel mio amico e la sua squadra...'' Per incredibile che possa apparire, questo è avvenuto non in una repubblica delle banane, bensì nella civilissima Francia [...]. Ma questa del Marsiglia è una vicenda davvero sporca non tanto per lo scandalo in sé quanto per il modo – esso sì, vergognoso – con cui è stato gestito [...]. L'Uefa, cacciando il Marsiglia ha preso una decisione coraggiosa, forse anche temeraria [...]. C'è chi dice che l'ente europeo si è mosso più per amor di business che di moralità. Può darsi. Ma era impossibile non intervenire.<ref>Da ''Se Marsiglia fosse in Italia'', ''La Gazzetta dello Sport'', 7 settembre 1993, p. 1.</ref>
*{{NDR|Sul [[campionato mondiale di calcio 1994]]}} C'è una sana e spicciola filosofia di vita: «Ricordati ogni giorno da dove sei partito...». Io mi riporto al lugubre 18 giugno, tra i bollori del Giants Stadium. Dove Italia e Irlanda gareggiarono per dimostrare agli americani quanto misero e brutto fosse quel calcio che pretendeva di invadere la loro cultura. L'errore di Pagliuca, l'inconsistenza di Baggio, quel cuocersi lento di cervelli logori e di gambe stanche. Il giorno peggiore, credo, della carriera di Sacchi. [...] Nel giorno del prodigio nigeriano cominciò il nostro vero mondiale e, con l'onestà popolare, a Sacchi venne riconosciuto, via via che l'Italia avanzava verso il suo destino, tutto ciò che c'è dietro al suo fanatismo estremo: tenacia, capacità di lavoro, intuito, oltre al coraggio dell'impopolarità. [...] Avremmo voluto veder Sacchi sollevato al cielo dai suoi ragazzi come Bearzot nel 1982. Lo abbiamo visto, invece, stremato e distrutto come gli altri azzurri. Su con la vita, fratelli, è stato bello, anzi bellissimo lo stesso.<ref>Da ''Crudele, ma bello lo stesso'', ''La Gazzetta dello Sport'', 18 luglio 1994.</ref>
*{{NDR|Su [[Fabio Casartelli]]}} Lo rivedo così, bello come tutti i campioni olimpici che ci sembrano eroi, stracolmo di vita, con quella medaglia d'oro immersa nella sua felicità. Era poco più che un ragazzo, quando i Giochi di Barcellona lo incoronarono. Nella calura di uno studio televisivo dovevamo commentare insieme la grande emozione. Ma per lui ogni parola era di troppo: parlavano i suoi occhi, parlava l'orgoglio dei genitori, parlava lo sguardo innamorato della ragazza che sarebbe diventata sua moglie e che gli ha dato [...] la fuggevole gioia di essere padre. Lo rivedo nel suo giorno più intenso [...]. Ma davanti a me c'è adesso una foto crudele: Fabio Casartelli ha la testa ripiegata in una pozza di sangue, si capisce che la vita gli scivola via con una fretta spietata. Sta morendo, a 25 anni.<ref name="Casartelli">Da ''La Gazzetta dello Sport'', 19 luglio 1995; ripubblicato in ''[https://www.gazzetta.it/Speciali/Tourdefrance/2006/it/Primo_Piano/2006/07_Luglio/18/casartelli.shtml Casartelli, 11 anni fa la tragedia]'', ''gazzetta.it''.</ref>
*Il [[ciclismo]] è dalla sua nascita un'ardua professione di vita. Nessun mezzo tecnico lo ha snaturato. Nessuna caccia al business o allo spettacolo lo ha reso più pericoloso di quanto non fosse ai tempi dei pionieri, delle bici con le gomme piene e delle strade sterrate. Connaturata al ciclismo c'è, da sempre, una dose di rischio. Chi fa delle corse la sua professione lo sa benissimo. E quando si lancia in una discesa [...] conosce i brividi che lo attendono. Tutte le sere [...] noi abbiamo Qualcuno lassù da ringraziare.<ref name="Casartelli"/>
*Con tutto il rispetto per l'europeismo, non possono esserci leggi cieche, da sottrarre a ogni utile forma di articolazione anche dove esse si rivelano palesemente dannose. Non c'è dubbio che il [[Sentenza Bosman|libero impiego dei giocatori comunitari]] danneggi il calcio, sia nella sua organizzazione di vertice, sia nelle sue basi. Si creerebbero privilegi singoli, a beneficio esclusivo delle categorie più privilegiate. Per il resto, andrebbero in crisi i campionati, le nazionali, le piccole società, i vivai. [...] E sì, perché la Comunità è una bella cosa, ma nel calcio [...] l'Europa è molto più vasta e merita identico rispetto. [...] C'è semplicemente da prendere atto che il calcio [...] ha bisogno di mantenere le fisionomie nazionali delle sue squadre per continuare a celebrare l'Europa. Compito impossibile se lo trasformiamo in un luna park.<ref>Da ''L'Europa del buonsenso'', ''La Gazzetta dello Sport'', 18 gennaio 1996.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 1995-1996]]}} La Juve assaggiava il trionfo senza coglierlo. Neanche a porta vuota, neanche nei tempi supplementari, quando l'Ajax finiva quasi di esistere. [...] Se i bianconeri avessero perso la coppa, il detestato titolo era già in mente: «Juve, te la sei mangiata». E invece, no, cari bianconeri, non frenate la vostra gioia. [...] L'avete riportata tra noi, dopo gli anni del Milan. [...] L'aspetto più eclatante del trionfo della Juve [...] sta nell'aver acceso molti dubbi sull'Ajax, sulla squadra che vive e prospera della sua prodigiosa memoria. Solo per una ventina di minuti nel primo tempo abbiamo temuto che potesse diventare padrona. Poi, con l'innesto di Di Livio e Padovano, nella notte dei giganti tutto è diventato Juve, fortissimamente Juve. Sino al rito solenne dei rigori, che ha spazzato via l'incubo della grande ingiustizia. Il tifo naviga tra campanili e capricci, ma è difficile non amare una Juve così.<ref>Da ''Ora sì, sei campionissima'', ''La Gazzetta dello Sport'', 23 maggio 1996.</ref>
*{{NDR|Su [[Massimo Moratti]]}} Grande industriale, impeccabile marito, padre di cinque figli, lui resta immutabile tifoso dell'Inter: nel senso antico, classico, esplosivo e doloroso. Dove lo trovate un presidente che, con tutti i suoi impegni, lascia l'ufficio di soppiatto il mercoledì per andarsi a vedere il Fenomeno, o Kanu, o magari Ganz oppure il suo pupillo Recoba a Busto Arsizio o a Fiorenzuola? Moratti non manca mai a queste scorribande di paese.<ref>Da ''[https://archiviostorico.gazzetta.it/1997/settembre/15/flotta_aerea_Moratti_ga_0_9709154480.shtml La flotta aerea di Moratti]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 15 settembre 1997.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della Coppa UEFA 1997-1998]]}} Al posto del mago Herrera, gran condottiero, irriducibile fabbricatore di slogan, c'è un uomo dai capelli che volgono al bianco, che si porta dietro i sapori e gli atteggiamenti della Serie B dove ha pascolato da protagonista. Saggio e gentile, talvolta prigioniero della sua semplicità, Gigi Simoni non avrebbe mai immaginato che la vita gli riservasse una notte come questa. La sua storia acquista toni un po' favolistici. La coppa Uefa nelle mani di Simoni, sullo sfondo del Parco parigino, è anche un invito, rivolto alla gente comune, a sperare nella illimitata fantasia della vita. [...] Il lancio di Simeone ha il potere sinistro di rendere liquida la difesa laziale. Tra Nesta e Negro s'infila, con la sua faccia da guerriero indio, Zamorano. Un tocco di classe: e per la squadra di Eriksson si apre la via della perdizione. [...] Zamorano ha appena colpito un palo, ma non fa in tempo ad arrabbiarsi che già offre a Zanetti l'invito a una folgore. Stavolta non c'è palo che tenga: è un gol da incorniciare. Non manca che lui, il Ronaldo che la Francia attende come re del mondiale. Arriva con uno slalom che aggiunge bellezza a una serata difficile da dimenticare, non solo per chi vive di pane e Inter. Trionfo straripante contro i resti della Lazio.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//1998/maggio/07/mago_dai_capelli_bianchi_ga_0_9805072163.shtml Il «mago» dai capelli bianchi]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 7 maggio 1998.</ref>
*{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 1997-1998]]}} Punti avvelenati erano piovuti sul primato bianconero tali da costruire una classifica inquinata nei numeri, se non nei meriti. [...] La Juve si è trovata al centro di una situazione sgradevolissima che gettava ombra su meriti e sacrifici. Il che sembrava ingiusto. Non sarà questo in arrivo il più luminoso dei venticinque scudetti bianconeri, ma noi siamo pronti ad applaudire ugualmente quanto hanno fatto e faranno Lippi e i giocatori, da Peruzzi a quel fabbricante di capolavori che risponde al nome di Del Piero. [...] Di ogni vicenda della vita, anche delle più infelici, bisogna saper cogliere qualche aspetto positivo. Questo caso Juve ci ha fatto mettere le mani su una struttura arbitrale di vertice che ha l'aria di una combriccola parrocchiale, con amici, servitorelli, strizzatine d'occhio, telefonini che squillano negli spogliatoi, referti che si aprono o si ritoccano. Al servizio di chi, non so. Certamente non al servizio del calcio.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//1998/maggio/09/una_voce_ragionevole_nell_arrogante_ga_0_9805092375.shtml Una voce ragionevole nell'arrogante silenzio]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 9 maggio 1998.</ref>
*{{NDR|Sul [[Tour de France 1998]]}} Dalle Alpi francesi solcate da una tempesta, si leva solenne, al di là delle nuvole della fantasia, un dio dello sport: si chiama [[Marco Pantani|Marco]], il nome forte di un evangelista. È andato lassù, in una bugiarda giornata di luglio, a predicare sulle montagne il mistero eterno dell'uomo ai confini della più spietata fatica. Eccolo, con i rivoli di forza vitale che gli restano addosso, nel suo ultimo gemito soave. È finita. Lo straordinario miscuglio di gioia e sofferenza che agita la sua anima produce una sorta di trasfigurazione nel volto di Pantani. C'è un senso profondamente drammatico nel suo trionfo. Ne ho viste tante in quasi mezzo secolo di sport, ma l'abbraccio di Marco con quel traguardo che gli sta davanti e che gli cambia la maglia e la vita, è un'immagine baciata dall'eternità.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/1998/luglio/28/Attacca_lontano_sgretola_tutti_giallo_ga_0_980728199.shtml Attacca da lontano e sgretola tutti È in giallo: ora ha il Tour in mano Scrive così una pagina epica di sport]'', ''La Gazzetta dello sport'', 28 luglio 1998.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 2002-2003]]}} E il Milan ha raccolto il giusto di una serata particolare. Non è facile inventare calcio, o alimentare i sussulti dell'imprevedibile, per due squadre che si conoscono a memoria. Nessuna sorpresa può esserci in duelli antichi, in movimenti che fanno scattare contromisure automatiche. A testimonianza delle loro buone intenzioni, Juve e Milan hanno cercato subito di sfuggire a questa sorta di prigione tecnica e psicologica con un avvio furente, ben lontano da ogni atteggiamento di studio. Non c'era nulla da studiare in effetti. La lezione la conoscevano tutti alla perfezione. Occorreva creare un diversivo rapido, prima che l'avversario si assestasse. Nella parte iniziale dell'incontro, il Milan è stato nettamente migliore della Juve: più disposizione al gioco, miglior controllo degli spazi e soprattutto più qualità. [...] Nella ripresa il «di più» del Milan si è smorzato. Devastata da acciacchi e correttivi, la grande sfida è scesa sul piano della pura lotta. Fantasia zero. Occasioni da gol, pochissime e mai limpide. La Juve è cresciuta in capacità di controllo, ma all'attacco non s'è vista salvo la bella traversa di Conte. La serata avara non poteva che avere quell'approdo. E l'avarizia è continuata persino nella sfida dei rigori. Solo la metà ne sono andati a segno. Ricorderemo con orgoglio questa finale italiana, ma che non si parli per carità di sfida del secolo. Il Milan sollevi felice la sua coppa. La storia dà gloria ai vincitori, non entra mai nei particolari.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it//2003/maggio/29/COCKTAIL_ECCITANTE_ga_0_03052910507.shtml Cocktail eccitante]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 29 maggio 2003.</ref>
*[[Felice Borel]] l'ho conosciuto direttamente. Lui, per carità, è stato un grande giocatore, ma non un grandissimo. Era... si distingueva perché faceva tanti gol e, soprattutto, perché era, per l'epoca, uno dei giocatori più eleganti, non solo sul campo, ma anche nella sua vita privata...<ref>Dall'intervento nel DVD ''La grande storia della Juventus: 1897-1956 "Il segreto della Juventus"'', a cura di Manuela Romano, con la collaborazione di Roberto Saoncella, RCS Quotidiani, RAI Trade, LaPresse Group, 2005.</ref>
*{{NDR|Su [[Pietro Anastasi]]}} Un grande giocatore, per abilità, per destrezza, per generosità.<ref>Dall'intervento nel DVD ''La grande storia della Juventus: 1966-1975 "Da Herrera a Parola"'', a cura di Manuela Romano, con la collaborazione di Roberto Saoncella, RCS Quotidiani, RAI Trade, LaPresse Group, 2005 (06:30).</ref>
*Il Messico del '70 arrivò per miracolo alla seconda fase dove incontrò l'Italia di Riva e Rivera a Toluca, 2.800 metri di quota. Ricordo che a scalare la tribuna si finiva col fiatone. Ma gli azzurri vinsero ugualmente 4-1. E io tiro fuori sempre quell'episodio quando si parla della nostra vigliacca partita di quattro anni fa con la modesta Corea, padrona di casa, che ci costò l'eliminazione. L'Italia doveva far quattro gol, anziché prendersela con l'arbitro [[Byron Moreno|Moreno]].<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2006/giugno/03/Cannavo_quanti_aiuti_casalinghi_mondiale_sw_0_060603023.shtml Cannavò: "quanti aiuti casalinghi, ma il mondiale non si vince con gli arbitri"]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 3 giugno 2006.</ref>
*Quando la Juve ha bisogno di lui, si toglie la tuta e dà il meglio: che è un meglio da Del Piero, roba di prima qualità. E nel notare questa sua preziosa umiltà, espressa come regola di vita, quasi ti scordi del suo passato, delle sue infinite glorie juventine, delle montagne di gol e persino del suo titolo mondiale trascinato in una serie B che, smaltita la tristezza, per la Juve sta diventando una favola. Ma lui tocca la palla e ti ricorda che, seppure a dosi limitate, c'è ancora un campione bianconero a vita che, come Roberto Baggio, è il campione di tutti.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2006/dicembre/11/Del_Piero_Baggio_dolce_memoria_ga_10_061211097.shtml Del Piero, Baggio e la dolce memoria di Prisco]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 11 dicembre 2006.</ref>
*L'[[Giochi olimpici|Olimpiade]] vince con gli sport poveri, ma vince anche con i campioni del superprofessionismo. L'Olimpiade è una parentesi tra le contraddizioni dello sport, viaggia tra le angustie e gli splendori del mondo, non maschera nulla, non ci fa dimenticare tragedie e ingiustizie, difende faticosamente valori. Benedetto sia chi la concepì e chi la fece rinascere. Nulla di più bello ho visto sgorgare dalla fantasia dell'uomo.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2008/luglio/25/Federer_olimpico_dolore_Pele_ga_10_080725089.shtml Il Federer olimpico e il dolore di Pelé]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 25 luglio 2008.</ref>
*[[Alessandro Del Piero]], storia juventina che non finisce mai, ammaliante condanna. Lui ha scavalcato i miti del club più famoso d'Italia, lui è più forte dell'anagrafe, degli infortuni, degli allenatori che lo sostituiscono, dei critici che lo considerano un peso nella marcia verso il futuro. Lui è Del Piero e quel prodigioso tiro della rinascita non poteva essere che suo.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2008/ottobre/23/Ale_vita_Juve_che_non_ga_10_081023032.shtml Ale, vita da Juve che non finisce mai]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 23 ottobre 2008.</ref>
*Lui non esercita soltanto carisma, non è un semplice esempio di comportamento, non è rinchiuso nel suo ambito di indiscusso capitano: è anche un operaio specializzato. [...] Del Piero è proprio un caso da studiare. E io penso che un trattato su di lui unisca fisiologia, psicologia, stile di vita, arte del comando.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2008/novembre/06/Ale_fenomeno_studiare_ga_10_081106041.shtml Ale, un fenomeno da studiare]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 6 novembre 2008.</ref>
*È stata l'ultima domenica di calcio del 2008 ed io mi concedo il privilegio di assegnare un Oscar personale, senza giuria. Sento di avere milioni di persone alle spalle e di interpretare il loro sentimento. L'Oscar è per Alessandro Del Piero, un veterano del pallone che ho visto sbocciare quando nella Juve c'era [[Roberto Baggio|Baggio]] e che all'improvviso, all'età in cui si parla di pensione, è tornato ragazzo. Non è la onirica visione di una favola natalizia: è l'incredibile realtà. Del Piero ha stravolto anagrafe e fisiologia. Era largo, greve e logoro a 28 anni, con muscoli gonfi e non saltava più l'uomo. È ringiovanito dai 32 anni in su: corre scioltissimo, dribbla come dodici anni fa. E in più inventa quei prodigiosi calci di punizione, frutto di un esercizio infinito.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2008/dicembre/22/mio_premio_ragazzo_Ale_ga_10_081222012.shtml Il mio premio al ragazzo Ale]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 22 dicembre 2008.</ref>
{{Int|''Michel nella galleria dei grandi juventini''|Da ''Juve, lo scudetto di Platini'', supplemento a ''La Gazzetta dello Sport'' dell'8 maggio 1984, p. 3.}}
*Questo scudetto [[Serie A 1983-1984|numero 21]] odora di [[Michel Platini|Michel]]: che non è un profumo francese ma il nome di un campione autentico che in Italia – anzi nella Juve – ha trovato una nuova dimensione, ha arricchito i suoi estri, ha solidificato la sua tempra, ha allargato il suo repertorio sino a diventare, per consacrazione spontanea, uno dei primi tre o quattro giocatori al mondo in attività di servizio. Michel Platini «firma» idealmente lo scudetto juventino che inaugura la terza decina. Senza spocchia e senza presunzione, ma con pieno diritto. La copertina è sua.
*Platini [...] ha avuto alle spalle una [[Juventus Football Club 1983-1984|squadra]] che [...] si è rivelata nettamente la migliore, la più coerente, la più continua: la solita Juve, insomma, mostro di esperienza e puntualissima, al meglio delle proprie risorse, nei momenti che contano. I meriti s'incrociano: Platini ha saputo capire questa squadra in modo da poterle offrire il suo genio, i suoi gol e anche la sua dedizione; la Juve ha saputo creare il piedistallo adatto per il suo maggior campione. I matrimoni felici non si realizzano senza una disponibilità spirituale reciproca.
*Michel Platini è sicuramente uno dei migliori stranieri di ogni epoca, approdati in Italia. Lo è, naturalmente, in una visione moderna, aggiornata e professionalizzata del calcio. È la somma di molti illustri modelli ed è anche la fusione di diverse esigenze di comportamento (non soltanto sul campo). Il regista sconfina nell'uomo da gol; la spontanea attitudine al comando nella umiltà e nella gioia di un «servizio» in favore di altri. Ne vien fuori un senso di completezza che di Platini è forse la espressione più vera e più rassicurante. E poi c'è la pasta dell'uomo che ha saputo procurarsi ammirazione sì, ma anche stima e affetto. Non è facile.
{{Int|''[http://archiviostorico.gazzetta.it//2000/luglio/03/Dalla_notte_crudele_tesoro_ritrovato_ga_0_0007034897.shtml Dalla notte crudele un tesoro ritrovato]''|''La Gazzetta dello Sport'', 3 luglio 2000.}}
{{NDR|Sulla [[finale del campionato europeo di calcio 2000]]}}
*Dopo tante critiche al nostro calcio speculativo, l'Italia aveva dimostrato alla Francia campione del mondo di saper giocare come lei o meglio di lei. In una sfida dominata dalla tensione e da un rispetto reciproco, sin troppo esagerato, le cose più belle, più intelligenti erano state nostre, compreso il gol di Delvecchio, avviato da un colpo di tacco di Totti che sembrava estratto dal repertorio magico di Zidane. Ma in quei sessanta secondi di recupero le porte del paradiso improvvisamente si chiudevano. E davanti agli azzurri si apriva la voragine. Una lunga respinta del portiere Barthez, un pallone che rimpalla tra due teste verso il piede di Wiltord. Ne vien fuori un tiro velenoso che Toldo, il nostro angelo, sfiora appena prima di sprofondare nella disperazione.
*Tempi supplementari. Stanchezza, speranze da ricostruire. Ma dura poco: il demonio ha scelto Trezeguet per completare la sua spietata operazione. E così la Francia campione del mondo diventa anche campione d'Europa. E noi dolorosamente ci inchiniamo, memori anche delle fortune pregresse e convinti che questo secondo posto, pur gonfio di rimpianto, resta un capolavoro, stampato sulle facce di quei ragazzi che si sono battuti da leoni e ora si abbandonano a lacrime liberatorie e dignitose. L'Italia ha subito una beffa proprio nel giorno in cui ha giocato la sua migliore partita.
*Abbiamo ritrovato la nazionale con un Totti che può esserne leader per un decennio. L'Italia le ha dato amore e orgoglio. Zoff è stato rivalutato. Un popolo di individualisti ha offerto una esaltante immagine di gruppo. Ragioniamo, non è poco: è quanto basta per andare a letto e cercare di non sognare quell'odioso ultimissimo minuto.
{{Int|''[http://archiviostorico.gazzetta.it//2002/luglio/01/VINTO_FANTASIA_ga_0_0207012230.shtml Ha vinto la fantasia]''|''La Gazzetta dello Sport'', 1º luglio 2002.}}
{{NDR|Sulla [[finale del campionato mondiale di calcio 2002]]}}
*Ronie era a casa come un pensionato, fingendo di essere sereno, con un'infinita tristezza addosso e sprazzi di quella filosofia spicciola che porta a scoprire «gli altri valori della vita». Si appartò con Pelé in una stanza. Il piccolo Ronald si era svegliato e io lo tenevo in braccio, come farebbe un nonno. Pelé gli parlò delle sue grandissime gioie del '58 e delle pene vissute ai Mondiali del '62 e del '66. Pedate criminali sulle sue preziose gambe, infortuni a catena, una serie nera che sembrava interminabile. Ma poi gli raccontò anche del Pelé del 1970, leader del più forte e compatto Brasile mai esistito, e di quel suo favoloso gol di testa che fece apparire il guerriero Burgnich un leone nano. «Ronie, se sono rinato io, anche tu un giorno griderai la stessa gioia». Questo fu il saluto di Pelé. E adesso che Ronaldo si è messo sulle spalle il Brasile riportandolo al titolo mondiale, come si fa a non voltarsi indietro?
*La trama dei due gol sembra proprio una sintetica lezione brasilera anche se sul primo, tra il duetto Rivaldo-Ronaldo, c'è un bizzarro inciampo del portiere Kahn, appena proclamato il migliore del Mondiale. Ma il secondo gol è musica pura: il cross di Kleberson è impreziosito da una finta di Rivaldo. E riecco Ronie, impeccabile col suo destro, il piede benedetto di questa finale. Il discusso tecnico Scolari, partendo dalle pene di una qualificazione davvero scoraggiante, ha costruito strada facendo una squadra vera, forte anche di Marcos, bravissimo portiere.
*Nella fantasia popolare, il Brasile è sempre di un altro pianeta. Ieri lo è stato anche sul campo. Ma se guardiamo a quello che ha fatto la Germania in questo torneo, due obblighi ci incombono: inchinarci al suo coraggio e pensare a quanto vigliacca sia stata la nostra uscita «coreana» dal Mondiale.
{{Int|''[http://interviste.sabellifioretti.it/?p=527 Candido Cannavò]''|Dall'intervista di [[Claudio Sabelli Fioretti]] a ''Sette''; citato in ''interviste.sabellifioretti.it.it'', 12 dicembre 2002.}}
*Esiste un mercato del cattivo gusto e il trionfatore è [[Aldo Biscardi]]. Imbattibile. I più casinisti, i presidenti peggiori li trova sempre lui. Ha fiuto. Siamo amici, ma la sua è una televisione che non mi piace. Come quella che fa [[Maurizio Mosca]]. Io gli voglio bene. È un ragazzo umanamente tenero. Ma non amo quello che fa in televisione.
*Gli [[adulatori]] nascono attorno agli uomini potenti. Attorno a Berlusconi ce ne sono tantissimi. Fa impressione vedere alla televisione questo Schifani.
*Ho tifato per il Milan, per la Juve, per l'Inter e per la Roma. Tutto purché il [[Campionato italiano di calcio|campionato]] fosse vivace, nell'interesse della mia ditta, la Gazzetta dello Sport.
*La concorrenza tra [[Rai]] e [[Mediaset]] ha divorato lo [[sport]]. Abbiamo dovuto ripensare i giornali. Oggi devi dare per scontato che la gente sa già che cosa è successo quando compra il giornale. E devi costruire delle storie.
===Citazioni non datate===
*Fausto era ancora nella camera ardente. Arrivò [[Gino Bartali|Bartali]]. Prese la mano di Fausto e disse: «È incredibile, è incredibile». Pianse e pregò alla sua maniera. Il grande duello era finito per sempre.<ref>Citato in Claudio Gregori, ''Il Bici-Calendario''.</ref>
*{{NDR|Su [[Luigi Meroni]]}} Scrostava la muffa dalle abitudini, smascherava le ipocrisie. Un tenero rivoluzionario che dava il meglio di sé nel lavoro e poi rivendicava libertà totale.<ref>Citato in [[Gian Antonio Stella]], ''Ricordo di Meroni, bohémien del calcio'', ''Corriere della Sera'', 1º febbraio 2017, p. 27.</ref>
==''E li chiamano disabili''==
*La domanda da porsi è questa: che cosa può fare un disabile per la collettività in cui vive? È una domanda rivoluzionaria, un cambio drastico di [[cultura]] e [[immagine]].
*La [[vita]] è un [[miracolo]] che può fiorire ovunque, anche dove sembra che la [[luce]] del giorno non sia mai arrivata.
*Penso che talvolta i veri [[limiti]] esistano in chi ci guarda.
*Vedi com'è la [[vita]]? C'è gente che va in chiesa, prega, si batte la mano sul petto e poi si comporta in modo vergognoso.
==''Pretacci: Storie di uomini che portano il Vangelo sul marciapiede''==
*[[Gino Rigoldi|Don Rigoldi]] è un missionario in patria, anzi in casa.Dovunque mette le tende, la sua prima mossa è aprire le porte, anzi spalancarle, a tutti.
*Ho immaginato un marciapiede infinito. E uomini di Cristo che lo percorrono con il Vangelo in mano in un'azione rudemente terrena che recupera i valori primigeni del messaggio cristiano.
*Preti antichi come don [[Oreste Benzi]], legato sino alla morte alla sua tonaca, che ha lasciato odore di santità sulle strade della notte, tra ragazze schiave e vendute come merce.
==Citazioni su Candido Cannavò==
*Candido Cannavò si arrabbiava come una bestia, una furia, per un pezzo passato di fretta, lui diceva "con sciatteria", bellissima parola ormai dimenticata, e quando Cannavò si arrabbiava come una bestia, tutti si azzittivano, ammutolivano, si rimpicciolivano, desideravano essere invisibili o, almeno, altrove, e la fortuna era che, dopo cinque minuti, Cannavò ci passava sopra, ma senza mai dimenticare. ([[Marco Pastonesi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Candido Cannavò, ''E li chiamano disabili'' (2005), Rizzoli. ISBN 8817007811
*Candido Cannavò, ''Pretacci: Storie di uomini che portano il Vangelo sul marciapiede'', 2008.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
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Ciclismo
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Danyele
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[[File:Les deux cyclistes.jpg|thumb|''Les deux cyclistes'' (P. Monnier, 1969)]]
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Citazioni sul '''ciclismo''' e sul '''ciclista'''.
==Citazioni==
*A livello di soddisfazione personale, il top era rappresentato dai grandi tapponi di montagna del Giro o del Tour: un divano, una birra ghiacciata, un panino fragrante e ben imbottito con cui rifocillarsi assistendo allo spettacolo di un nutrito gruppo di tizi che si facevano un culo epico arrampicandosi in bicicletta alle tre di pomeriggio lungo salite ripide ma assolate, sudando come mufloni nel caldo impietoso di luglio. ([[Marco Malvaldi]])
*Al ciclismo in senso ampio [...] mi legano diverse cose. Prima di tutto, i suoi valori: quello che ha a che fare con la fatica mi entusiasma, e quindi da amante dello sport non posso non considerare il ciclismo come uno dei più importanti. E poi è uno degli sport più letterari, uno di quelli che si presta meglio al racconto; non sono io il primo a dirlo, insomma, è sufficiente ripensare alle penne che si sono cimentate nell'impresa di raccontarlo: penso a Dino Buzzati e alle sue pagine sul Giro d'Italia 1949. ([[Mauro Berruto]])
*Ci sono sport la cui popolarità e il cui gradimento presso il pubblico si misurano con dati di fatto incontrovertibili: il numero degli spettatori paganti, l'entità dell'incasso. [...] Il ciclismo fa eccezione. Le sue manifestazioni più importanti e più amate si svolgono su strade aperte, in linea con l'anima popolare di questa disciplina antica. Strade normalmente affollate, e non credo soltanto per la gratuità dello spettacolo. C'è chi si sobbarca a impervi trasferimenti e a una notte all'{{Sic|adiaccio}} per assistere alle fasi decisive, in montagna, del Giro d'Italia: penso che non sarebbe frenato da un eventuale prezzo d'ingresso. [...] Il ciclismo avrà sempre un «suo» pubblico, affezionato e ostinatamente fedele. ([[Adalberto Bortolotti]])
*Di getto ti direi che il ciclismo è fatica. Tanta fatica. In realtà il ciclismo è anche emozione. È troppe cose. È amore, tanto amore. Tante persone che ti vogliono bene e con cui condividi tutto. Da una parte la fatica, dall'altra un insieme di cose indescrivibili. ([[Chiara Consonni]])
*È lo sport popolare per eccellenza, che va in mezzo alle strade e alla gente, che puoi guardare dalla finestra... [...] non chiede il pagamento di un biglietto. Si muove da una città all'altra, ma anche quando la tappa è la stessa è sempre diversa. [...] perché lo scenario cambia, cambiano le strade, le bici, l'alimentazione e la preparazione. Il ciclismo è lo sport che si presta a essere diverso ogni giorno a ogni chilometro. ([[Pier Bergonzi]])
*È uno sport vero. Anche lì, seppur resti uno sport individuale, noto che la squadra sta contando molto di più dei singoli. Quelli forti sono sette o otto e più di questi è importante la squadra.È uno sport di grande fatica che richiede una passione veramente feroce. A differenza del calcio, poi, i grandi stipendi sono riservati ai pochi veramente forti, gli altri gareggiano per uno stipendio normale. Ho veramente un grande rispetto per chi pratica questo sport, vederlo mi dà grande soddisfazione. Io, tra l'altro, vengo da una famiglia di ciclisti. ([[Maurizio Sarri]])
*Fra calcio e ciclismo esiste una differenza sostanziale: nel calcio esiste il pareggio, nel ciclismo no, si perde, anche in fotografia per un niente. ([[Alfredo Martini]])
*Ho l'impressione che il ciclismo sia un'orchestra con degli ottimi elementi, ma con un pessimo direttore. Ecco perché, questo sport è diventato un casino. E degli altri perché non si parla mai? Noi siamo 150 persone in tutto. Dov'è il tennis, dov'è il calcio? ([[Alexandre Vinokourov]])
*I valori che mi ha trasmesso il ciclismo sono il rispetto per le persone con cui ti trovi a condividere parte della tua vita, un obiettivo, un lavoro. La bicicletta mi ha anche insegnato a non arrendermi, a cercare di trovare le forze per sollevarmi dopo una caduta o una sconfitta. [...] ho imparato ad essere pronta al cambiamento, a non fermarmi di fronte alle difficoltà, perché solo se si è pronti a muoversi andando oltre alle apparenze e a porsi un obiettivo si può migliorare. Ho imparato anche cosa vuol dire aiutare una compagna in difficoltà e ho scoperto quanto è bello trovare qualcuno disposto a farlo per te, anche se sinceramente questo è molto difficile. ([[Arianna Fidanza]])
*Il ciclismo è come la vita, non ci sono formule matematiche quando sei davanti ad un avversario. Si tratta di saper soffrire più di lui, i più grandi campioni hanno sempre fatto la differenza col cuore. ([[Lance Armstrong]])
*Il ciclismo è complesso, fortemente politicizzato, ed è molto più uno sport di squadra di quanto si possa pensare, come mi stavo accingendo a scoprire. ([[Lance Armstrong]])
*Il ciclismo è dalla sua nascita un'ardua professione di vita. Nessun mezzo tecnico lo ha snaturato. Nessuna caccia al business o allo spettacolo lo ha reso più pericoloso di quanto non fosse ai tempi dei pionieri, delle bici con le gomme piene e delle strade sterrate. Connaturata al ciclismo c'è, da sempre, una dose di rischio. Chi fa delle corse la sua professione lo sa benissimo. E quando si lancia in una discesa [...] conosce i brividi che lo attendono. Tutte le sere [...] noi abbiamo Qualcuno lassù da ringraziare. ([[Candido Cannavò]])
*Il ciclismo è indubbiamente uno sport di squadra. È evidente in specialità come l'inseguimento a squadre in cui tutta la squadra prende la medaglia e sale sul podio, ma anche nelle prove su strada, dove solo uno viene premiato e il resto della squadra rimane nascosta. Senza compagni non si può raggiungere nulla. Io adoro il ciclismo proprio per questo: perché individualmente non si raggiunge nulla e bisogna trovare una perfetta armonia con le proprie compagne. ([[Elisa Balsamo]])
*Il ciclismo è lo sport più popolare perché non si paga il biglietto. ([[Pier Paolo Pasolini]])
*Il ciclismo è sport di fatica e, se la testa si rifiuta di funzionare, le gambe possono fare poco. Allora, è inutile gareggiare. ([[Fabiana Luperini]])
*Il ciclismo è sport di memoria: tutto si ricorda, tutto si racconta. ([[Pier Augusto Stagi]])
*Il ciclismo è uno sport in cui vince solo un atleta, ma in alcuni periodi il gruppo è così forte che ti sembra di vincere pure a te, e in tutto questo il lavoro dei gregari è fondamentale. ([[Marcello Siboni]])
*Il ciclismo non è solo uno sport che mette in risalto le tue doti atletiche, è un ambiente in cui si creano tanti legami, tante amicizie. Con le mie compagne passiamo tutta l'estate assieme: siamo una famiglia. Siamo come sorelle. Io farei qualunque cosa per loro e loro farebbero di tutto per me. ([[Chiara Consonni]])
*Il ciclismo professionistico ha sempre praticato l'omertà e ha giocato un ruolo importante nella cultura del [[doping]]. ([[David Walsh]])
*Il ciclismo, per lungo tempo, è stato un dolce racconto mediatico che ha fatto leva sulla fantasia del narratore e di chi ne ha fruito. ([[Adriano De Zan]])
*{{NDR|«Quanto è cambiato il ciclismo dai tuoi inizi ad oggi?»}} Il rapporto giornalista-campione, ad esempio, è diverso: e questo in tutti gli sport. Anzi, se pensiamo al calcio dobbiamo trarre la conclusione che il ciclismo è comunque lo sport che più di ogni altro è rimasto accessibile. Col campione di ciclismo si riesce ancora ad avere un rapporto abbastanza stretto. Col calciatore no. [...] Anche il ciclismo, però, è cambiato con la presentazione degli uffici stampa. Inoltre, il ciclismo ha quasi completato il processo di globalizzazione. [...] Allora non c'erano tutte le nazioni di oggi: quando arrivò Greg LeMond, americano, sembrava un marziano. Adesso [...] si ritrovano i colombiani, che arrivano dai tremila metri ed in salita vanno alla grande; e poi il sudafricano bianco, l'australiano, il neozelandese, gli inglesi. È diventato un ciclismo molto più complesso: all'epoca di Gimondi le nazioni principali nel ciclismo erano quattro. ([[Beppe Conti]])
*In altri sport, le squadre amano definirsi «famiglie». Nel ciclismo, non è una metafora. ([[Tyler Hamilton]])
*In questo sport bisogna convivere con il dolore, sopportarlo, cercare di superarlo. ([[Filippo Ganna]])
*In questo sport spesso sono più i momenti difficili di quelli facili. ([[Arianna Fidanza]])
*La differenza tra la visione del mondo del ciclista e quella dell'automobilista è tra le più profonde che si possano immaginare. A livello di culo (fondoschiena). Osserviamo quello del ciclista: leggermente all'indietro, favorisce il decollo della colonna vertebrale. La postura è simile a quella delle statue antiche. E porta con sé una visione dinamica, una tensione in avanti che testimonia una grande fiducia in ciò che la vita riserva. ([[Didier Tronchet]])
*La sofferenza è una compagna di viaggio, è un'insegnante di disciplina, è una maestra di vita. Però il ciclismo non è solo sofferenza, ma anche piacere. Stai nella natura, nel paesaggio, nel mondo. Stai con la gente e nella gente. Vivi un'eterna giovinezza. ([[Alfredo Martini]])
*Nel ciclismo chi vince è uno e quindi non è che arrivare secondo, terzo, quarto sia una vergogna. Assolutamente no. È invece il risultato di una eccellente prestazione, hai solo trovato uno più forte. ([[Stefano Garzelli]])
*Nell'ombra della notte si ritorna soli. È l'ora che preferisco per viaggiare in bicicletta, al raggio delle stelle su la strada vuota, per la bianchezza della quale l'occhio vede da lungi sicuramente. Dove si corre? ([[Alfredo Oriani]])
*Oggi il ciclismo è certamente cambiato, ha raggiunto una «democratizzazione» molto più evidente: tutti posso vincere, tutti hanno la possibilità di fare la loro corsa, e le spinte, dopo un patto fra galantuomini, sono state definitivamente bandite. ([[Adriano De Zan]])
*{{NDR|«Come mai il ciclismo ha ispirato tante belle penne? Da Alfonso Gatto a Dino Buzzati, da Orio Vergani a Indro Montanelli»}} Perché nessuno sport si presta come il ciclismo al racconto. Nel calcio – che pure è popolarissimo in tutto il mondo – si corre dietro a una palla. Negli anni di quei fuoriclasse della scrittura i corridori scalavano montagne sullo sterrato, facevano imprese eroiche. E, particolare non da poco, non c'era la televisione. La gente "vedeva" le imprese dei campioni attraverso il racconto di quegli scrittori. E poi il ciclismo era di gran lunga lo sport più popolare. Ti faccio un esempio: Fiorenzo Magni aveva appeso una prima pagina della ''Gazzetta dello Sport'', nel suo ufficio. Un grande titolo d'apertura, che occupava quasi tutta la pagina, su una sua vittoria di tappa. Sotto, di taglio basso, il titolo sul Milan che, battendo l'Inter nel derby, aveva vinto lo scudetto. Ti rendi conto? ([[Beppe Conti]])
*Pronte sono le biciclette lustrate come nobili cavalli alla vigilia del torneo. Il cartellino rosa dal numero è fissato al telaio coi sigilli. Il lubrificante le ha abbeverate al punto giusto. I sottili pneumatici lisci e tesi come giovani serpenti. ([[Dino Buzzati]])
*Quello che non va bene per il ciclismo e soprattutto per i tifosi è non vedere correre i grandi campioni per tutta la stagione; questo si che fa male al ciclismo. ([[Francesco Moser]])
*Sono passati ormai [...] anni e questo sport, almeno ai miei occhi, continua a essere quel che è sempre stato: una maledetta passione. {{NDR|«"Maledetta" in che senso? Come dobbiamo intendere questo aggettivo?»}} In senso buono, ovviamente. Il ciclismo, seppur piccolo rispetto ai tanti altri nei quali entriamo e usciamo quotidianamente, è un universo a sé stante. E quindi è regolato dalle dinamiche che ben conosciamo dalla vita di tutti i giorni: alti e bassi, successi e sconfitte, gioia e delusione. Oggi vorresti smettere e domani sei ancora lì, più arrabbiato, appassionato e motivato di prima. Maledetto anche da un punto di vista esclusivamente manageriale. Prima gli onori pareggiavano gli oneri, adesso invece [...] è dura: ci sono più oneri che onori. ([[Gianni Savio]])
*Uno sport che produce [[sudore]]. ([[Enzo Ferrari]])
*Volare come un uccello: ecco il sogno; correre sulla bicicletta: ecco oggi il piacere. Si torna giovani, si diventa poeti. ([[Alfredo Oriani]])
===[[Rachele Barbieri]]===
*Di essere ciclista non smetti mai. Si tratta di un lavoro che ti assorbe completamente, da cui non esistono pause. Anche quando la stagione finisce, tu non puoi dimenticartene. Non esistono ferie dal ciclismo, per un semplice motivo: se ti dimentichi di essere ciclista, il ciclismo te la fa pagare. È un privilegio, qualcosa per cui essere grati, ma è faticoso, talvolta molto faticoso.
*Ho sempre amato la multidisciplinarietà [...]. Strada, ciclocross, mountain bike, pista e persino le corse Red Hook senza freni su circuiti urbani. Passare da una bici all'altra aumenta gli stimoli anche se il gesto è sempre quello del pedalare. {{NDR|«Ce lo spieghi»}} Cambiare specialità permette di misurarsi con un altro ambiente. Nell'anno preolimpico sono tornata a fare anche ciclocross perché amo la pista ma alla lunga può essere stressante. Salire su una bici diversa mi ha ridato energie mentali.
*Il ciclismo è stato una mia scelta e ne vado fiera, ringrazierò sempre la mia famiglia che mi ha supportata senza pressioni. Oggi invece vedo tanti ragazzi forzati dai familiari e lo trovo tristissimo.
*Il ciclismo per me è stato un vero e proprio insegnamento di vita! Per questo dico che lo sport per un bambino è fondamentale. Grazie al ciclismo sono cresciuta con meno paura e più sicurezza. Mi hanno sempre considera tutti più "matura" dei miei coetanei e credo che sia solo perché gli insegnamenti avuti in questo bellissimo ambiente mi hanno permesso di crescere con la giusta "testa"!
===[[Gianni Bugno]]===
*{{NDR|«Che cosa le ha insegnato il ciclismo?»}} A lottare e a credere. Può capitare [...] che ti alzi e vedi la pioggia, sai che dovrai soffrire come un cane, vuoi quasi tornare a letto. Poi vai e alla fine sei felice.
*Da accanito ex-perdente, ho fatto una scoperta meravigliosa: che chi non è mai in lizza per il primo posto si perde la poesia del ciclismo.
*Nel ciclismo la squadra è importante. Ma poi sei tu – se sei il capitano – che devi cercare di portare a casa la vittoria.
===[[Marta Cavalli]]===
*Il nostro è uno sport che non ha molta visibilità: se qualcuno si interessa è perché lo ama profondamente. Noi abbiamo il dovere di ricambiare questo affetto mettendo tutta la nostra umanità all'interno di quel rapporto. Non sopporto gli atleti altezzosi con i tifosi.
*Ogni volta che prendo la bici, è solo un piacere, non mi sembra un lavoro. Non mi sento una ciclista professionista in senso stretto perché amo la bici e non saprei dire come è successo che sono diventata una professionista. Penso si tratti di decisioni giuste, poi tutto è arrivato, passo dopo passo. Ho costruito questo sogno e lo sto vivendo appieno. Mi rendo conto che si tratta di qualcosa di speciale e non ne sento la pressione. Quando sono in bici spingo al mio limite, così vado a dormire senza rimpianti.
*Provarci sempre, perché nel ciclismo la fatica viene mascherata, nascosta. Guardi la tua avversaria e ti sembra stia benissimo, che sia incrollabile, invece spesso sta soffrendo, come e più di te. Se continui a provarci, prima o poi, diventa impossibile nascondere la fatica ed emergono i veri valori in campo.
*Vedere le gare da casa è bello ma manca sempre qualcosa. Quando mi capita provo a immedesimarmi nel corridore immaginando cosa farei fossi al suo posto. Il punto è che non essere lì, non essere quel ciclista, non sentire quelle sensazioni, manca sempre. Certe volte manca anche la tensione di inizio corsa, quella positiva: quel morso allo stomaco che provo quando sento la gara.
===[[Alessandra De Stefano]]===
*{{NDR|«Lei viene dal ciclismo»}} E quindi dalla strada. Lo rivendico: correndo per anni dietro ai ciclisti ho imparato tantissimo, specie nei 200 metri tra traguardo e podio: è lo spazio in cui prendono corpo emozioni e delusioni. Il ciclismo è duro, spietato e a volte tragico. Grande scuola.
*{{NDR|Il ciclismo}} è anche una lunga analisi, una forma di conoscenza dell'essere umano, perché mentre si pedala tutta la [[generosità]], gli [[Egoismo|egoismi]], l'[[altruismo]], la [[Ostinazione|testardaggine]], la [[cattiveria]], la [[furbizia]] e la [[malignità]] vengono fuori, si fanno palesi e senza filtri. I corridori sono navigatori in un mondo precario, la libertà che dà la bicicletta è legata in un microcosmo pieno di regole e non detti, di volere di branco e ambizioni personali, di rincorse e di evasioni. Solo quelli che vanno in fuga assaporano appieno la bellezza della bici, la sua dimensione spaziale. Sono dei libertari, dei sognatori. Gli unici ancora bambini del gruppo. Perché la prima cosa che pensi da bimbo quando inizi a pedalare è che sei libero, "posso andare lì". E quel lì è sempre un altrove.
*Il ciclismo prima ti prende e poi ti trasporta, sentimentalmente e per il mondo, lungo quel suo solito percorso ciclico, fatto allo stesso modo di una ruota di bicicletta. Un incontrarsi e ritrovarsi nei soliti luoghi e negli stessi periodi, quelli delle corse, a commentare però qualcosa che non è mai uguale a se stesso, che cambia continuamente.
*Il pubblico non è mai stato solo sfondo, quasi sempre è stata una spinta in più, qualcosa di necessario, un'estensione di questo sport. Se il ciclismo fosse un albero, gli spettatori sarebbero i rami, si può disegnare un albero senza i rami?
*L'amore per questo sport nasce dal racconto, quello dei nonni e dei padri, quello delle imprese che furono, a volte ingigantite, sempre personalizzate da chi ce le ha raccontate.
*Quando ero piccola guardavo con mio padre il [[Tour de France]], papà ha fatto la [[Resistenza]], è stato prigioniero nelle Ardenne. [...] Papà fumava le sue Gitanes e seguiva [[Eddy Merckx|Merckx]], lo adorava. Quando per un anno ho lasciato il ciclismo, mi chiamò Eddy: "Amedeo non sarebbe felice".
*{{NDR|«Per tutti lei è la "signora del ciclismo", lo sport che racconta da tre decenni. È un'etichetta che le piace?»}} Sì, perché il ciclismo mi ha formato, è l'ambiente dove mi sono costruita professionalmente e dove mi sono innamorata della diretta, della strada, del rumore di fondo e delle storie laterali. [...] In una cronometro di Bibione, mentre aspettavo la partenza, vidi questo ciclista con il numero 199 e la bici appoggiata a un muretto sulla spiaggia, che guardava il mare e piangeva. Lo avvicinai e gli feci un'intervista: "Piango perché penso alla [[Colombia]] e mi mancano i miei bambini". Era Víctor Hugo Peña. "Ma chi è questo? Che ci facciano di questo rvm", mi dicevano gli autori. Poche ore dopo, quel ciclista vinse la tappa e noi ci aprimmo la trasmissione.
===[[Letizia Paternoster]]===
*Fate ciclismo perché riempie la [[vita]] di [[emozioni]], fa divertire, fa crescere. Che diventi un [[lavoro]] o meno, crea una mentalità che serve nella vita di tutti i giorni.
*Il ciclismo è un mondo irto di ostacoli. Ma come si dice nel nostro ambiente, dopo una dura salita c'è sempre il tratto in discesa.
*Le difficoltà in bici sono sempre dietro l'angolo e bisogna essere sempre pronte ad affrontarle. Le gambe contano fino ad una certo punto: prima iniziano a far male, poi mano a mano l'energia manca. Lì entra in gioco la testa che deve comandare e spingere il proprio corpo a tenere duro e anche ad andare oltre i propri limiti. Tutto ciò però penso che non sia possibile senza un pizzico di cuore, di passione, che accompagnano e rendono possibile tutto ciò.
*Non vedo perché il ciclismo debba essere considerato un sport prettamente maschile. Io in bici resto me stessa e porto, come tutte, la mia femminilità. Ma non chiamatemi [[Modello (professione)|modella]] per piacere! [...] Io mi limito ad andare forte in bici.
===[[Silvia Persico]]===
*Ho scelto il ciclismo come mio sport perché abitando a Cene, un piccolo paese in Provincia di Bergamo il ciclismo è praticamente lo sport numero uno grazie alla presenza di un bel Ciclodromo che permette a tutti di potersi avvicinare a questa disciplina. Passavo spesso davanti alla struttura e vedevo i miei coetanei impegnarsi a tutta e la cosa mi dava davvero entusiasmo così un giorno ho chiesto ai miei di provare. Dopo quella prima esperienza devo dire che non sono più riuscita a smettere con le due ruote.
*Penso che in generale nello sport per emergere devi veramente impegnare corpo e anima ma penso che il ciclismo richieda un qualcosa in più rispetto ad altre attività in termini di impegno e dedizione. Tutta questa fatica però viene ripagata, prima ancora che dai risultati, dall'etica che ti trasmette, dal piacere nell'affrontare i sacrifici e le caduta, nella capacità di rialzarsi. Questi sono i valori che il mio sport mi ha trasmesso e credo che possa essere una palestra di vita per tante ragazze che, magari, hanno bisogno di ottenere sicurezza nei propri mezzi.
*Un po' il ciclismo ha inevitabilmente cambiato il mio modo di vivere ma direi che l'ha cambiato assolutamente in meglio. Certo non è facile magari fare rinunce soprattutto quando si è più piccoli e magari i tuoi amici escono il sabato sera e tu non puoi perché il giorno dopo hai una corsa. Non è uno sport semplice da interpretate, richiede grande concentrazione e dedizione ma allo stesso tempo è importante programmare bene la propria crescita senza strafare e senza tarpare i propri sogni con troppe aspettative.
===[[Ilaria Sanguineti]]===
*Credo che se ami la bicicletta, il ciclismo in genere, la noia non sia un fattore da considerare. Neppure i ritiri sono noiosi, soprattutto quando c'è un bel gruppo.
*{{NDR|Sul fatto che «per la maggior parte delle persone il ciclismo non è un mestiere»}} La frase più comune è: "Ah sì, vai a divertirti". No, è un lavoro, può anche divertire, ma resta un lavoro e certe mattine ripartire è proprio difficile.
*Mi sveglio al mattino e mi dico che non ho voglia di uscire. Poi magari faccio quattro ore di allenamento. Il ciclismo ti gira la giornata nel modo giusto anche quando parte storta. Appena superi l'arrivo dici che ne è valsa la pena.
==Bibliografia==
*Giancarlo Gozzi, ''Lassù sulle Montagne... Cronache del Giro d'Italia in Valtellina e Valchiavenna'', Polaris, Sondrio 2000.
==Voci correlate==
*[[Bicicletta]]
*[[Ciclismo su pista]]
*[[Mountain biking]]
*[[Museo del ciclismo Madonna del Ghisallo]]
*[[Rivalità Bartali-Coppi]]
*[[Velocista (ciclismo)]]
*[[Volata (ciclismo)]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Ciclismo| ]]
[[Categoria:Discipline sportive]]
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==B==
<span id="Ba"></span>
*'''[[Isaak Ėmmanuilovič Babel']]'''
**L'Armata a cavallo
**Racconti di Odessa
*'''[[Thomas Babington Macaulay]]'''
**Storia d'Inghilterra
*'''[[Giacomo Babuder]]'''
**Pietro Paolo Vergerio il seniore da Capodistria
*'''[[Alfredo Baccarini]]'''
**Appunti di statistica idrografica italiana
*'''[[Vittorio Baccelli]]'''
**Cinq et quarante
**Mainframe
**Storie di fine millennio
*'''[[Riccardo Bacchelli]]'''
**Il diavolo al Pontelungo
**Il fiore della Mirabilis
**Il mulino del Po
**Lo sa il tonno
**Rossini
*'''[[Andrea Bacci]]'''
**L'Alicorno
*'''[[Peleo Bacci]]'''
**Flatus vocis...
*'''[[Ulisse Bacci]]'''
**Il libro del massone italiano
*'''[[Ida Baccini]]'''
**Lezioni e racconti per i bambini
***Una donnina
***Il bove
***Un regalo
***I sassi
***Il fratellino dell'Enrichetta
***Lascialo ridere!
***Per un chicco di grano
***Turco e Sparalampi
***I Pesci
***Primi freddi
***Fuoco e Fiammiferi (novella)
***Il primo lavoro della Gemma
***La carta
***Gli uccelli
*'''[[Richard Bach]]'''
**Biplano
**Il gabbiano Jonathan Livingston
**Illusioni. Le avventure di un Messia riluttante
*'''[[Richard Bachman]]'''
**Blaze
**L'occhio del male
**L'uomo in fuga
**La lunga marcia
**Ossessione
**Uscita per l'inferno
*'''[[Ingeborg Bachmann]]'''
**Il trentesimo anno
**Malina
*'''[[Niccolò Bacigalupo]]'''
**Eneide: ricordi di un reduce troiano in dialetto genovese
**Ö pappagallo de moneghe
*'''[[Peggy Bacon]]'''
**Il gatto del sarto
*'''[[Francesco Bacone]]'''
**Saggi
*'''[[Robert Baden-Powell]]'''
**La mia vita come un'avventura
**Manuale dei Lupetti
**Scautismo per ragazzi
*'''[[Eleonora Bagarotti]]'''
**The Who. Pure and easy
*'''[[Alberto Bagnai]]'''
**Il tramonto dell'euro
**L'Italia può farcela
*'''[[Beryl Bainbridge]]'''
**Ognuno per sé
*'''[[Andrea Bajani]]'''
**Se consideri le colpe
**Tanto si doveva
*'''[[Kage Baker]]'''
**Benvenuto nell'Olimpo, Signor Hearst
*'''[[Kevin Baker]]'''
**Il paese dei sogni
*'''[[Scott Baker]]'''
**Vermi varicosi
*'''[[Michail Bakunin]]'''
**Il socialismo e Mazzini: lettera agli amici d'Italia
*'''[[Giovanni Battista Balbis]]'''
**Elenco delle piante crescenti ne' contorni di Torino
*'''[[Cesare Balbo]]'''
**Della storia d'Italia dalle origini fino ai nostri giorni: sommario
**Meditazioni storiche
**Novelle
***Francesca
***Toniotto e Maria
***La bella Alda
***Margherita
***Imilda
***I due spagnuoli
***L'ebrea
***La marchesina
***Il filosofo
***L'ufficiale in ritiro
**Vita di Dante
*'''[[Italo Balbo]]'''
**La centuria alata
**Stormi in volo sull'oceano
*'''[[Nigel Balchin]]'''
**I traditori
*'''[[Antonio Baldacci]]'''
**Il paese degli schipetari
*'''[[David Baldacci]]'''
**A casa per Natale
**Camel Club
**I collezionisti
**Il biglietto vincente
**Il candidato
**Il controllo totale
**Il gioco di Zodiac
**Il potere assoluto
**L'ultimo eroe
**La semplice verità
**Mai lontano da qui
**Puro genio
**Sotto pressione
*'''[[Pompeo Baldasseroni]]'''
**Leggi e costumi del cambio
*'''[[Bernardino Baldi]]'''
**Cronica de matematici
*'''[[Arrigo Baldonasco]]'''
**Ben è rason che la troppo argoglianza
**Lo fino amor piacente
*'''[[James Arthur Baldwin]]'''
**Dimmi da quanto è partito il treno
**Se Beale Street potesse parlare
**Un altro mondo
*'''[[Shauna Singh Baldwin]]'''
**Quel che il corpo ricorda
*'''[[James Graham Ballard]]'''
**Crash
**Febbre di guerra
**L'impero del sole
**L'isola di cemento
**La scultrice di Vermilion Sands
**Millennium People
**Ora zero
***I saccheggiatori di tombe
***Controtempo
***Ufo da Venere
***Mattatoio
***Un pomeriggio a Utah Beach
***Zoom di 60 minuti
**Tutti i racconti 1956-1962
***Prima Belladonna
***Girotondo
***Amplificazione
***Ora: Zero
***Cronopoli
***Le voci del tempo
***Passaporto per l'eternità
**Ultime notizie dall'America
**Un gioco da bambini
*'''[[Andrea Balletti]]'''
**Degli statuti de' mercanti di Piacenza e di Milano
*'''[[Jaime Balmes]]'''
**Etica elementare
**Il criterio
*'''[[Paolo Balsamo]]'''
**Giornale del viaggio fatto in Sicilia e particolarmente nella Contea di Modica
*'''[[Mario Balotelli]]'''
**Buuu
*'''[[Gianna Baltaro]]'''
**Una certa sera d'inverno. L'ottava indagine del commissario Martini
*'''[[Hans Urs von Balthasar]]'''
**Antico patto
**Chi è il cristiano?
**Con occhi semplici
**Il cuore del mondo
**Il rosario
**L'azione
**La mia opera ed epilogo
**La verità è sinfonica
**La vita, la missione teologica e l'opera di Adrienne von Speyr
**Meditare da cristiani
**Nella preghiera di Dio
**Verità di Dio
*'''[[Balthus]]'''
**Memorie
*'''[[Richard Baltzer]]'''
**Elementi di Matematica. Parte 4ª. Planimetria
*'''[[Honoré de Balzac]]'''
**All'insegna del gatto che gioca alla palla
**Eugénie Grandet
**Farragus, capo dei Divoranti
**Il ballo di Sceaux
**Il colonnello Chabert
**Il giglio della valle
**Il medico di campagna
**Il parroco del villaggio
**L'ultima incarnazione di Vautrin
**La borsa
**La cugina Betta
**La pelle di zigrino
**La ragazza dagli occhi d'oro
**La ricerca dell'assoluto
**Papà Goriot
**Sarrasine
**Splendori e miserie delle cortigiane
**Un principe della Bohème
*'''[[Ugo Balzani]]'''
**Le cronache italiane nel Medio Evo
*'''[[Marco Balzano]]'''
**Il figlio del figlio
**L'ultimo arrivato
**Resto qui
*'''[[Sergio Bambarén]]'''
**Il delfino
**L'onda perfetta
**Vela bianca
*'''[[Luciano Banchi]]'''
**Breve degli officiali del comune di Siena
*'''[[Adriano Banchieri]]'''
**La nobilissima, anzi asinissima Compagnia delli Briganti della Bastina
**Novella di Cacasenno figlio del semplice Bertoldino
*'''[[Matteo Bandello]]'''
**Alcuni fragmenti de le rime
**Canti XI de le lodi de la s. Lucretia Gonzaga ... Le III parche
**Le tre parche
**Novelle
*'''[[Giuseppe Bandi]]'''
**Da Custoza in Croazia
**I Mille: da Genova a Capua
*'''[[Angelo Maria Bandini]]'''
**Dell'obelisco di Cesare Augusto scavato dalle rovine del Campo Marzo
*'''[[Franco Bandini]]'''
**Il Piave mormorava
*'''[[Joey Luke Bandini]]'''
**Lo scrobbit
**Il signore dei tortelli
**Aerosol, il fratello furbo di Eragon
*'''[[Sallustio Bandini]]'''
**Discorso sopra la Maremma di Siena
*'''[[Bachisio Bandinu]]'''
**Pro s'indipendèntzia
*'''[[Herman Bang]]'''
**La casa bianca
**Sulla strada ferrata
*'''[[Iain Banks]]'''
**L'impero di Azad
**La fabbrica degli orrori
**La mente di Schar
*'''[[Anna Banti]]'''
**Artemisia
**Noi credevamo
**Un grido lacerante
*'''[[Muhammad al-Barade'i]]'''
**L'età dell'inganno
*'''[[Barbara Baraldi]]'''
**Lullaby. La ninna nanna della morte
*'''[[Adelchi Baratono]]'''
**Arte e poesia
*'''[[Pierangelo Baratono]]'''
**Commenti al libro delle fate
**Edgar Poe
**Genova misteriosa
**Il beato Macario: romanzo mattacchione
**Ombre di lanterna
*'''[[Salvatore Baratta]]'''
**Core Signore
*'''[[Francesco Vigilio Barbacovi]]'''
**Degli argomenti ed indizi nei giudizi criminali
*'''[[Corrado Barbagallo]]'''
**Lo Stato e l'istruzione pubblica nell'Impero romano
*'''[[Berto Barbarani]]'''
**I sogni
***Sogno de la Nina in montagna
***La canonica de Sant'Alberto
***La morte del botegar
***Ultimo de carneval
***I sbusa neve
***Dona lombarda
***Sogno de l'aqua grossa
***Giardin del Giusti
***La golosa
***Le vosse de la corte
***Aqua in gelo... Aqua!
***I cavaleri
***San Nicolò
***L'autuno al me paese
***La vendemia dopo el rosario
***I ultimi molini
***La spesa in piassa de le Erbe
***Consili
***Custosa
***El Bartoldo
***L'ultima leva
*'''[[Eugenio Barbarich]]'''
**La Campagna del 1796 nel Veneto : Parte I (la decadenza militare della serenissima. Uomini ed armi)
*'''[[Daniele Barbaro]]'''
**La pratica della perspettiva
*'''[[Andrea Barbato]]'''
**Cartoline
*'''[[Francesco Barberino Benici]]'''
**L'aritmetica prattica
*'''[[Raffaello Barberini]]'''
**Relazione di Moscovia
*'''[[Alessandro Barbero]]'''
**Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo
**Carlo Magno
**Gli occhi di Venezia
**L'ultimo rosa di Lautrec
**Romanzo russo
*'''[[Muriel Barbery]]'''
**Estasi culinarie
**L'eleganza del riccio
**Vita degli elfi
*'''[[Raffaello Barbiera]]'''
**Artigiani poeti
**Carlo Porta e la sua Milano
**Il salotto della contessa Maffei e la società milanese (1834-1886)
*'''[[Renzo Barbieri]]'''
**L'uomo della Rolls
*'''[[Ulisse Barbieri]]'''
**In basso
**Gli incendiari della Comune, o le stragi di Parigi ed il governo di Versailles
**Lucifero: fantasia romantica
**Plauto ed il suo teatro
**Poesie varie
*'''[[Herculine Barbin]]'''
**Una strana confessione
*'''[[Scipione Barbò Soncino]]'''
**Sommario delle vite de' duchi di Milano
*'''[[Henri Barbusse]]'''
**Il coltello fra i denti
**Il fuoco
*'''[[Alex Barclay]]'''
**Il sorriso dell'ospite
*'''[[Linwood Barclay]]'''
**Senza dirsi addio
*'''[[Maurice Bardèche]]'''
**Storia della donna
*'''[[Domenico Barella]]'''
**Due tradizioni sulla Regina delle fate
*'''[[Giuseppe Baretti]]'''
**La frusta letteraria
*'''[[Augusto Bargiacchi]]'''
**La galleria delle Donne
*'''[[Alessandro Baricco]]'''
**Castelli di rabbia
**City
**Emmaus
**I Barbari
**Novecento
**Oceano mare
**Omero, Iliade
**Questa storia
**Senza sangue
**Seta
*'''[[Carmela Baricelli]]'''
**I vinti, ovvero Il genio oppresso
*'''[[Sabine Baring-Gould]]'''
**Sui tetti
*'''[[Clive Barker]]'''
**Abarat
**Abarat. Giorni di magia, notti di guerra
**Apocalypse
**Cabal
**Creature
**Ectoplasm
**Galilee
**Gioco dannato
**Imagica
**Infernalia
**Libri di sangue – Le stelle della morte
**Monsters
**Schiavi dell'inferno
**Sudario
**Terrore
**Vangeli di sangue
**Visions
*'''[[Ernest Barker]]'''
**La concezione romana dell'Impero
*'''[[James Barlow]]'''
**Torno presto
*'''[[Djuna Barnes]]'''
**La foresta della notte
*'''[[Julian Barnes]]'''
**Amore, dieci anni dopo
**Amore, ecc.
**Guardando il sole
**Il pedante in cucina
**Il porcospino
**Il senso di una fine
**Livelli di vita
**Metroland
**Prima di me
**Una storia del mondo in 10 capitoli e mezzo
*'''[[Miguel Barnet]]'''
**Autobiografia di uno schiavo
*'''[[Jules Barni]]'''
**I martiri del libero pensiero
*'''[[Helen Barolini]]'''
**Umbertina
*'''[[Adriano Barone]]'''
**Il ghigno di Arlecchino
*'''[[Enrico Barone]]'''
**Di alcuni teoremi fondamentali per la teoria matematica dell'imposta
**Principi di economia finanziaria
*'''[[Audie Barr]]'''
**I figli della nuvola
*'''[[Neal Barrett Jr.]]'''
**Aldair in Albion
**Aldair signore dei mari
**Inverno sulla Belle Fourche
**La legione dei semiumani
**Lungo i mari del fato
*'''[[James Matthew Barrie]]'''
**Mary Rose
**Peter Pan
**Peter Pan nei giardini di Kensington
*'''[[Anton Giulio Barrili]]'''
**Arrigo il savio
**Capitan Dodero
**Castel Gavone: Storia del secolo XV
**Come un sogno: racconto
**Dalla rupe
**Diana degli Embriaci
**Galatea
**Il libro nero
**Il ponte del paradiso
**Il prato maledetto
**Il ritratto del diavolo
**Il tesoro di Golconda
**I rossi e i neri
**La figlia del re
**La legge Oppia
**La montanara
**La notte del commendatore: Racconto
**Le confessioni di fra Gualberto
**L'olmo e l'edera
**L'undecimo comandamento
**Lutezia
**Monsù Tomè
**Napoleone: la vita italiana durante la Rivoluzione francese e l'Impero
**Raggio di Dio
**Santa Cecilia
**Semiramide
**Sorrisi di gioventù
**Terra vergine
**Tizio Caio Sempronio
**Tra cielo e terra
**Una notte bizzarra
**Uomini e bestie: racconti d'estate
*'''[[Sebastian Barry]]'''
**Il segreto
*'''[[Donald Barthelme]]'''
**I dilettanti
*'''[[Cosimo Bartoli]]'''
**Del modo di misurare
*'''[[Daniello Bartoli]]'''
**Dell'uomo di lettere difeso e emendato
**L'uomo al punto
**La ricreatione del savio
*'''[[Domenico Bartoli]]'''
**La fine della monarchia
*'''[[Matteo Giulio Bartoli]]'''
**Italia linguistica
**Lettere giuliane
*'''[[Girolamo Baruffaldi]]'''
**Il canapaio
**La vita umana
*'''[[Salvatore Barzilai]]'''
**La criminalità in Italia
*'''[[Luigi Barzini senior]]'''
**Al fronte
**Avventure di un paio di stivali
**Dall'impero del Mikado all'impero dello Zar
**Gl'italiani della Venezia Giulia
**La metà del mondo vista da un’automobile
**L'Argentina vista come è
**Nel mondo dei misteri con Eusapia Paladino
**Nell'estremo oriente
**Una porta d'Italia col Tedesco per portiere
**U.R.S.S. l'impero del lavoro forzato
*'''[[Giacomo Carlo Bascapè]]'''
**Uno statuto rurale sancito da un priore dell'Ordine Gerosolimitano nel 1204
*'''[[Priya Basil]]'''
**Elogio dell'ospitalità
*'''[[Giambattista Basile]]'''
**Lo Cunto de li Cunti
*'''[[Giorgio Bassani]]'''
**Dietro la porta
**Gli occhiali d'oro
**Gli ultimi anni di Clelia Trotti
**Il giardino dei Finzi-Contini
**Il muro di cinta
**In esilio
**La passeggiata prima di cena
**Lidia Mantovani
**Una lapide in via Mazzini
**Una notte del '43
*'''[[Giannotto Bastianelli]]'''
**Pietro Mascagni
*'''[[Colin Bateman]]'''
**Ciclo violento
*'''[[Brian Bates]]'''
**La via del Wyrd
*'''[[Christophe Bataille]]'''
**Il signore del tempo
*'''[[Georges Bataille]]'''
**L'azzurro del cielo
**La letteratura e il male
**Storia dell'occhio
*'''[[Roberto Battaglia]]'''
**Un uomo, un partigiano
*'''[[Romano Battaglia]]'''
**Cielochiaro
**Il mare in discesa
**Notte infinita
**Storia di settembre
*'''[[Giacomo Battiato]]'''
**L'amore nel palmo della mano
*'''[[Charles Baudelaire]]'''
**I fiori del male
*I paradisi artificiali
**Il giovane incantatore
**Il viaggio
**Lo spleen di Parigi
*'''[[Benedetto Baudi di Vesme]]'''
**Le origini della feudalità nel pinerolese
*'''[[Gael Baudino]]'''
**La Signora dei Confini della Foresta
*'''[[Lyman Frank Baum]]'''
**Il mago di Oz
*'''[[Vicki Baum]]'''
**C'è ancora il paradiso
**Tutti matti a Lohwinckel
*'''[[Zygmunt Bauman]]'''
**Per tutti i gusti
*'''[[Reinhard Baumgart]]'''
**Il giardino dei leoni
*'''[[Louis Baunard]]'''
**S. Ambrogio
*'''[[Barrington John Bayley]]'''
**Dai bassifondi di Klittmann City
**Nave della morte
*'''[[Josh Bazell]]'''
**Vedi di non morire
*'''[[Ambrogio Bazzero]]'''
**Storia di un'anima
**Ugo. Storie del secolo X
*'''[[Nino Bazzetta de Vemenia]]'''
**Storia della Città di Domodossola e dell'Ossola superiore
*'''[[Giambattista Bazzoni]]'''
**Falco della rupe o la guerra di Musso
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<span id="Bd"></span>
<span id="Be"></span>
*'''[[Edward L. Beach, Jr.]]'''
**Sommergibile!
*'''[[Greg Bear]]'''
**Egira
**Halo: Cryptum
**Il serpente mago
**L'enigma della protostella
**L'ultima fase
*'''[[Paul Beatty]]'''
**Slumberland
*'''[[Charles Beaumont]]'''
**La prigione del diavolo
*'''[[Simone de Beauvoir]]'''
**I mandarini
**La forza delle cose
**Memorie di una ragazza per bene
**Tutti gli uomini sono mortali
*'''[[Giovanni Becatti]]'''
**Scultura greca dalle origini al quinto secolo
*'''[[Francesco Becattini]]'''
**Fatti attinenti all'Inquisizione e sua istoria generale e particolare di Toscana
*'''[[Odoardo Beccari]]'''
**Le palme della Nuova Caledonia
**Malesia
*'''[[Cesare Beccaria]]'''
**Dei delitti e delle pene
*'''[[Gad Beck]]'''
**Dietro il vetro sottile
*'''[[Ian Beck]]'''
**Pastworld
*'''[[Samuel Beckett]]'''
**Aspettando Godot
**Finale di partita
**Giorni felici
**L'innominabile
**L'ultimo nastro di Krapp
**Malone muore
**Murphy
**Più pene che pane
**Quella volta
**Watt
*'''[[William Beckford]]'''
**Vathek
*'''[[Giulio Bedeschi]]'''
**Centomila gavette di ghiaccio
*'''[[Lorenzo Bedeschi]]'''
**Cattolici e comunisti
*'''[[Martyn Bedford]]'''
**Black Cat
*'''[[Sybille Bedford]]'''
**Il retaggio dei Felden
*'''[[Joseph Bédier]]'''
**Il romanzo di Tristano e Isotta
*'''[[Max Beerbohm]]'''
**Zuleika Dobson
*'''[[François Bégaudeau]]'''
**La classe
**Verso la dolcezza
*'''[[Oliviero Beha]]'''
**Dopo di Lui il diluvio
*'''[[Feo Belcari]]'''
**Rappresentazione di Abramo e Isacco
**Vita del beato Giovanni Colombini
*'''[[Carlo Belgiojoso]]'''
**Il conte di virtù
*'''[[Cristina Trivulzio Belgiojoso]]'''
**L'Italia e la rivoluzione italiana
**Della presente condizione delle donne e del loro avvenire
**La vita intima e la vita nomade in Oriente
**Osservazioni sullo stato attuale dell'Italia e sul suo avvenire
**Studi intorno alla storia della Lombardia negli ultimi trent'anni e delle cagioni del difetto d'energia dei lombardi
*'''[[Jacopo Belgrado]]'''
**Della riflessione de' corpi dall'acqua
*'''[[Frank Belknap Long]]'''
**Di fronte all'ignoto
***L'intelligenza spiraliforme
***Il mondo di Wulkins
***L'uomo dalle mille gambe
***Testa d'uovo fa un bel capitombolo
***Un ospite in casa
***La trappola
***La casa del vento nascente
***Il signor Caxton disegna un uccello marziano
**È bello essere marziani
***Testa riccia
***Le creature
***La casetta
***L'uomo venuto dal tempo
***Coni
***Un uomo distinto
***Il grande freddo
***Gloria verde
***Gli ultimi uomini
***Anteprima
***Lezione di sopravvivenza
***È bello essere marziani
***Ladruncoli
***Piccoli uomini nello spazio
***Gli occhiali
**Giganti nel cielo
*'''[[Ted Bell]]'''
**La setta degli assassini
*'''[[Giacomo Bellacchi]]'''
**Galileo e i suoi successori
*'''[[Angelo Bellani]]'''
**Del terremoto, del cholera e dell'aria cattiva
*'''[[Francesco Bellati]]'''
**Serie de' governatori di Milano dall'anno 1535 al 1776
*'''[[Giusto Bellavitis]]'''
**Lezioni di geometria descrittiva
*'''[[Dario Bellezza]]'''
**Lettere da Sodoma
*'''[[Giuseppe Belli]]'''
**Corso elementare di fisica sperimentale
*'''[[Giuseppe Gioachino Belli]]'''
**L'estrazione del Lotto
**Lettere a Cencia
**Sonetti romaneschi
*'''[[Silvio Belli]]'''
**Libro del misurar con la vista
*'''[[Lorenzo Bellini]]'''
**Discorsi di anatomia
*'''[[Marie Belloc Lowndes]]'''
**Il pensionante
**La dama di compagnia
*'''[[Maria Bellonci]]'''
**Lucrezia Borgia
**Telefilm su due amanti
**Storia segreta di una cortigiana
**Trafitto a Canossa
*'''[[Enrico Bellone]]'''
**Spazio e tempo nella nuova scienza
*'''[[Saul Bellow]]'''
**Herzog
**Il Circolo Bellarosa
**Il dono di Humbolt
**Il pianeta di Mr. Sammler
**Il re della pioggia
**Le avventure di Augie March
*'''[[Alfio Belluso]]'''
**A' pie' dell'Etna
**I Baci
**In una chiesa
**Non pensi a me...
**Resurrezione
*'''[[Francesco Belo]]'''
**Il pedante
*'''[[Nora Beloff]]'''
**Tito fuori dalla leggenda
*'''[[Elena Gianini Belotti]]'''
**Le nuove madri e i nuovi padri
**Pane amaro
*'''[[Giovanni Beltrame]]'''
**Il Fiume bianco e i Dénka
*'''[[Antonio Beltramelli]]'''
**Ahi, Giacometta, la tua ghirlandella!
**Gli uomini rossi
**I tre tempi
**Il Cavalier Mostardo
**L'ombra del mandorlo
*'''[[Andrej Belyj]]'''
**Pietroburgo
*'''[[Pietro Bembo]]'''
**De Aetna Ad Angelum Chabrielem Liber
**Gli Asolani
**Prose della volgar lingua
**Sogno
*'''[[Hans Bemmann]]'''
**La luna e il flauto: e non è ancora tutto
*'''[[Tahar Ben Jelloun]]'''
**Creatura di sabbia
**Giorno di silenzio a Tangeri
**Harrouda
** Il razzismo spiegato a mia figlia
**Jenin: un campo palestinese
**L'ablazione
**L'albergo dei poveri
**L'ha ucciso lei
**L'Islam spiegato ai nostri figli
**L'ultimo amore è sempre il primo?
**L'uomo che amava troppo le donne
**La rivoluzione dei gelsomini
**Le pareti della solitudine
**Mia madre, la mia bambina
**Notte fatale
*'''[[Elia Benamozegh]]'''
**Storia degli Esseni: Lezioni
*'''[[Giuseppe Bencivenni Pelli]]'''
**Memorie per servire alla vita di Dante Alighieri
*'''[[Ildebrando Bencivenni]]'''
**Bagolino e Bagolone
**I prodigi della scienza
*'''[[Delia Benco]]'''
**Creature
**Ieri
*'''[[Silvio Benco]]'''
**"Il Piccolo" di Trieste
*'''[[Julien Benda]]'''
**Il tradimento dei chierici
*'''[[Benedetto da Norcia]]'''
**La regola di san Benedetto
*'''[[Benedetto XVI]]'''
**Deus caritas est
**Gesù di Nazareth
**Il Dio di Gesù Cristo
**Introduzione al Cristianesimo
**La mia vita
**Sacramentum Caritatis
**Spe Salvi
*'''[[Arrigo Benedetti]]'''
**Il ballo angelico
**L'esplosione
*'''[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]]'''
**Consideratione d'intorno al discorso della grandezza della terra, & dell'acqua
*'''[[Sem Benelli]]'''
** La Cena delle Beffe
*'''[[Gregory Benford]]'''
**Alpha
*'''[[Frans G. Bengtsson]]'''
**Orm il rosso
*'''[[Paolo Beni (gesuita)|Paolo Beni]]'''
**Discorsi sopra l'inondation del Tevere
*'''[[Rodolfo Benini]]'''
**Principii di Demografia
*'''[[Domenico Benivieni]]'''
**Epistola responsiva alle calunnie contro Girolamo Savonarola
*'''[[Girolamo Benivieni]]'''
**Bucolica
**Egloga
*'''[[Melanie Benjamin]]'''
**Luci della ribalta
*'''[[Gottfried Benn]]'''
**Cervelli
***Cervelli
***La conquista
***Il viaggio
***L'isola
***Il compleanno
*'''[[Alan Bennett]]'''
**Nudi e crudi
**La sovrana lettrice
*'''[[Stefano Benni]]'''
**Achille piè veloce
**Baol
**Bar Sport
**Comici Spaventati Guerrieri
**Elianto
**Il bar sotto il mare
**L'ultima lacrima
**La Compagnia dei Celestini
**Margherita dolcevita
**Pane e tempesta
**Saltatempo
**Spiriti
*'''[[Edward Frederick Benson]]'''
**Il Santuario
**La stanza nella torre
**Pirati
**Scimmie
*'''[[Raymond Benson]]'''
**Metal Gear Solid
*'''[[Guido Bentivoglio]]'''
**Memorie e lettere
*'''[[Cornelio Bentivoglio d'Aragona]]'''
**Ecco Amore: ecco Amor. Sia vostro incarco
**L'Anima bella, che dal vero Eliso
**L'enfatico intronato
**O troppo vaghe, e poco fide scorte
**Poiche di nuove forme il cor m'ha impresso
**Pria del manto vestir caduco, e frale
**Sotto quel monte, che 'l gran capo estolle
**Tra i lascivi piacer de l'empia Armida
**Vidi (ahi memoria rea de le mie pene)
*'''[[Jim Benton]]'''
**StupiDiario. Gli adulti sono umani?
*'''[[Felice Benuzzi]]'''
**Fuga sul Kenya
*'''[[Nina Nikolaevna Berberova]]'''
**Alleviare la sorte
**Il giunco mormorante
**Il lacchè e la puttana
**Roquenval
*'''[[Giovanni Berchet]]'''
**Ballate e romanze
**Il romito del Cenisio
**Opere: Scritti critici e letterari
***Lettera sul dramma Demetrio e Polibio cantato nel teatro Carcano
***Sul Cacciatore feroce e sulla Eleonora di Goffredo Augusto Bürger – Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliuolo
***Allocuzione nei funerali del pittore Andrea Appiani celebrati nella chiesa della Passione il giorno 10 di novembre 1817
***Del criterio ne' discorsi
***Scortesie maschili al teatro della Scala
***Sulla Storia della poesia e dell'eloquenza del Bouterweck
***Intorno al significato del vocabolo «estetica»
***Di un libro sulla romanticomachia
***Guerre letterarie in Italia
***Lettera di Grisostomo al molto reverendo signor canonico don Ruffino
***Intorno all'Origine delle lettere del Roscoe
***Articolo sopra un articolo
***Idee del signor Sismondi sul poema di Dante
***Intorno ad un poemetto di C. Tedaldi-Fores
***Lettera ad una signora milanese gentile sí, nobile no
***Sulla Sacontala ossia l'Anello fatale, dramma indiano di Calidasa
***Sulla Storia della letteratura italiana del Ginguené
***Benedetto Castelli
***Intorno alla Servitú, presso i popoli antichi e moderni del Grégoire
***Sopra un manoscritto inedito degli autori del foglio periodico Il caffé
***Sulla Filosofia delle scienze del Jullien
***Quadro storico della poesia castigliana (a proposito delle Poesie scelte castigliane, raccolte dal Quintana)
***Due rapporti ufficiali al governo austriaco
***Discorso ai toscani
***Ai lombardi (14 maggio 1848)
***All'onorevole presidente del collegio elettorale di Monticelli d'Ongina
*'''[[Guglielmo Berchet]]'''
**La Repubblica di Venezia e la Persia
*'''[[John Berendt]]'''
**Mezzanotte nel giardino del bene e del male
*'''[[Bernard Berenson]]'''
**I pittori italiani del Rinascimento
*'''[[Elisabeth Beresford]]'''
**Le nove vite di Impey
*'''[[Antonio Berga]]'''
**Della grandezza dell'acqua e della terra
*'''[[Werner Bergengruen]]'''
**Un uomo d'altri tempi
*'''[[Thomas Berger]]'''
**Il piccolo grande uomo
*'''[[Ingmar Bergman]]'''
**L'immagine allo specchio
*'''[[Alessandro Bergonzoni]]'''
**Bastasse grondare
**È già mercoledì e io no
**Le balene restino sedute
**Nel
**Non ardo dal desiderio di diventare uomo finché posso essere anche donna bambino animale o cosa
**Opplero storia di un salto
*'''[[Henri Bergson]]'''
**Il pensiero e il movente
*'''[[Paolo Berizzi]]'''
**È gradita la camicia nera
**L'educazione di un fascista
**NazItalia. Viaggio in un paese che si è riscoperto fascista
*'''[[Rafael Bernal]]'''
**Il complotto mongolo
*'''[[Georges Bernanos]]'''
**Diario di un curato di campagna
**Un delitto
*'''[[Tristan Bernard]]'''
**Il figliuol prodigo
**Un fannullone
*'''[[Jacques-Henri Bernardin de Saint-Pierre]]'''
**Paolo e Virginia
*'''[[Bernardino da Feltre]]'''
**Confessione
*'''[[Bernardino da Siena]]'''
**Novellette ed esempi morali
*'''[[Amy Bernardy]]'''
**America vissuta
**La vita e l'opera di Vittoria Colonna
*'''[[Carlo Bernari]]'''
*L'ombra del suicidio
*Tre operai
*'''[[Eric Berne]]'''
**A che gioco giochiamo
**"Ciao!" ...E poi?
*'''[[Camillo Berneri]]'''
**Carlo Cattaneo federalista
**Il lavoro attraente
**L'emancipazione della donna (considerazioni di un anarchico)
**Mussolini alla conquista delle Baleari
**Novelle
***Don Anatema
***Perché Paolo Lapi si levò un occhio
***La Maddalena
***La Medicina Moderna
***Una persona seria
***Il Miracolo
***Il saggio
***Al caffè delle Tre Grazie
***La minestra cattiva
***Chi va là?
***La bambola rotta
***L'inventore
***Frammento di novella
**Umanesimo e anarchismo
*'''[[Giuseppe Berneri]]'''
**Il Meo Patacca, ovvero Roma in feste ne i trionfi di Vienna
*'''[[Marie Louise Berneri]]'''
**Viaggio attraverso Utopia
*'''[[Simon Bernfeld]]
**Storia della letteratura ebraica antica
*'''[[Thomas Bernhard]]'''
**Estinzione
**Gelo
**Il freddo
**Il Nipote di Wittgenstein
**Il soccombente
**Ja
**La cantina
**Perturbamento
*'''[[Francesco Berni]]'''
**Rime
*'''[[Harry Bernstein]]'''
**Il giardino dorato
**Il sogno infinito
*'''[[Guglielmo Beroardi]]'''
**Gravosa dimoranza
*'''[[Jason Berry]]'''
**La cassa del Vaticano
*'''[[Rynn Berry]]'''
**Da Buddha ai Beatles
*'''[[Steve Berry]]'''
**Il terzo segreto
**L'ombra del leone
**Le ceneri di Alessandria
*'''[[Vittorio Bersezio]]'''
**Domenico Santorno
**La carità del prossimo
**La plebe
**La testa della vipera
**Le miserie 'd monsú Travet
**Massimo d'Azeglio
**Tre racconti
***Il cane del cieco
***Un genio sconosciuto
***Galatea
*'''[[Cosimo Bertacchi]]'''
**Geografi ed esploratori italiani contemporanei
**Meteore luminose
*'''[[Giovanni Bertacchi]]'''
**A fior di silenzio
**Alle Sorgenti
**Lombardia eroica
**Poemetti lirici
*'''[[Alessandro Bertante]]'''
**Nina dei lupi
*'''[[Luigi Bertelli]]'''
**Il giornalino di Gian Burrasca
*'''[[Domenico Berti]]'''
**Vita di Giordano Bruno da Nola
*'''[[Giovanni Bertinetti]]'''
**Guerra alle rughe!
**Il fantasma di Sandokan
**Il gigante dell'apocalisse
**Il mondo è tuo
**Le avventure di Kutt Hardy. Il rivale di Sherlock Holmes
**Le orecchie di Meo
*'''[[Giuseppe Berto]]'''
**Anonimo veneziano
**Il cielo è rosso
**Il male oscuro
**La cosa buffa
*'''[[Aurelio de' Giorgi Bertola]]'''
**Viaggio sul Reno e ne' suoi contorni
*'''[[Luigi Bertoldi]]'''
**Una riflessione sulla «condizione costituzionale»
*'''[[Silvio Bertoldi]]'''
**Badoglio
**La chiamavamo Patria
**Mussolini tale e quale
*'''[[Brenno Bertoni]]'''
**Pagine scelte edite ed inedite
*'''[[Giulio Bertoni]]'''
**La biblioteca estense e la {{sic|coltura}} ferrarese
*'''[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]]'''
**Trattato delle operazioni di chirurgia
*'''[[Francesca Bertuzzi]]'''
**Il carnefice
**La paura
*'''[[Alfred Bester]]'''
**Golem<sup>100</sup>
**L'uomo disintegrato
*'''[[Vittorio Betteloni]]'''
**Nuovi versi
*'''[[Enrico Betti]]'''
**Teorica delle forze newtoniane
*'''[[Saverio Bettinelli]]'''
**Dieci Lettere di Publio Virgilio Marone scritte dagli Elisi all'Arcadia di Roma sopra gli abusi introdotti nella poesia italiana
**Lettere sopra vari argomenti di letteratura scritte da un Inglese ad un Veneziano
**Mia vita letteraria a risparmio di fatica per chi volesse scriverne giacché ancor de' mediocri autori si vuoi dar conto al publico
*'''[[Piero Bevilacqua]]'''
**La mucca è savia
**Prometeo e l'aquila
*'''[[Marcel Beyer]]'''
**Pipistrelli
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*'''[[Enzo Biagi]]'''
**Cina
**Dizionario del Novecento
**Era ieri
**I quattordici mesi
**L'albero dai fiori bianchi
**Quello che non si doveva dire
**Racconto di un secolo
*'''[[Guido Biagi]]'''
**La vita privata dei fiorentini
*'''[[Marco Bianchi (chef)|Marco Bianchi]]'''
**50 minuti 2 volte alla settimana
*'''[[Ugo Bianchi]]'''
**Introduzione alla religione dei primitivi
*'''[[Aurelio Bianchi-Giovini]]'''
**Biografia di frà Paolo Sarpi
*'''[[Helen Bianchin]]'''
**La signora del deserto
*'''[[Lodovico Bianchini]]'''
**Storia delle finanze del Regno delle Due Sicilie
*'''[[Luciano Bianciardi]]'''
**Il lavoro culturale
**La vita agra
**Natale con il miele
*'''[[Carlo Angelo Bianco]]'''
**Della guerra nazionale d'insurrezione per bande, applicata all'Italia
*'''[[Giovanni Bianconi (giornalista)]]'''
**Ragazzi di malavita
*'''[[Giovanni Giuseppe Bianconi]]'''
**La teoria darwiniana e la creazione detta indipendente. Lettera al signor Carlo Darwin
*'''[[Giovanni Lodovico Bianconi]]'''
**Lettere
*'''[[Bernardo Dovizi da Bibbiena]]'''
**La Calandria
*'''[[Bibliophile Jacob]]'''
**La mia Repubblica
*'''[[Jacopo Bicchierai]]'''
**Gli antichi statuti municipali di Montevarchi
*'''[[Giorgio Bidone]]'''
**Esperienze sulle contrazioni parziali delle vene d'acqua
*'''[[Ambrose Bierce]]'''
**Il Club dei parenticidi
**Il segreto del Burrone di Macarger
**La cosa maledetta
**Uno dei dispersi
*'''[[Benedetto Biffoli]]'''
**Le rime
*'''[[Daria Bignardi]]'''
**Non vi lascerò orfani
**Un karma pesante
*'''[[Pietro Bilancini]]'''
**Giambattista Giraldi e la tragedia italiana nel sec. XVI
*'''[[Mark Billingham]]'''
**La regola del sospetto
*'''[[Sarah Bilston]]'''
**Il club delle notti in bianco
**Letto & biscotti
*'''[[Andrea Bina]]'''
**Ragionamento sopra il quesito
*'''[[Pasquale Binazzi]]'''
**Abbattiamo il Vaticano
**Perché non votiamo
*'''[[Eando Binder]]'''
**Pozione mortale
*'''[[Carlo Bini]]'''
**Manoscritto di un prigioniero
**Il Forte della Stella
*'''[[Bernardino Biondelli]]'''
**Saggio sui dialetti gallo-italici
*'''[[Gianni Biondillo]]'''
**Con la morte nel cuore
*'''[[Wilfred Bion]]'''
**Apprendere dall'esperienza
**Attenzione e interpretazione
**Gli elementi della psicoanalisi
*'''[[Jean-Baptiste Biot]]'''
**Trattato elementare di fisica sperimentale
*'''[[Adolfo Bioy Casares]]'''
**Diario della guerra al maiale
**Dormire al sole
**Gli affanni
**Il sogno degli eroi
**In memoria di Paulina
**L'avventura di un fotografo a La Plata
**L'eroe delle donne
**L'invenzione di Morel
**L'opera
**La parte dell'ombra
**La serva altrui
**Lo spergiuro della neve
**La trama celeste
**Maschere veneziane
**Piano d'evasione
*'''[[Mikkel Birkegaard]]'''
**I libri di Luca
*'''[[Michael Bishop]]'''
**Dentro le mura di Tiro
**Occhi di fuoco
**Vita in famiglia
*'''[[Camilla Bisi]]'''
**Essere donna
**Il mio principe
**Il romanzo del liceo
**Poetesse d'Italia
*'''[[Sofia Bisi Albini]]'''
**Le nostre fanciulle
*'''[[Jerome Bixby]]'''
**Che bella vita!
*'''[[Giulio Bizzozero]]'''
**Contro la tubercolosi
**Sui rapporti della tubercolosi con altre malattie
<span id="Bj"></span>
<span id="Bk"></span>
<span id="Bl"></span>
*'''[[Algernon Blackwood]]'''
**Magie e sortilegi
**L'adoratore del mare
**L'appuntamento
**Una storia di fantasmi
*'''[[Sara Blædel]]'''
**Mai più libera
*'''[[William Blake]]'''
**Canti d'innocenza
*'''[[Louis Blanc]]'''
**Origine e causa della rivoluzione francese
*'''[[Luigi Blanch]]'''
**Della scienza militare
***Idee generali intorno alla scienza militare ed alle sue relazioni colle altre scienze e collo stato sociale
***Delle differenze tra la scienza militare degli antichi e quella de' moderni
***Della scienza della guerra nel medio evo e delle sue relazioni con le altre scienze e con lo stato sociale
***Della scienza della guerra e delle sue correlazioni con le altre scienze e con lo stato sociale dalla scoverta della polvere fino al suo risorgimento sotto Nassau e Gustavo Adolfo
***Delle relazioni della scienza della guerra colle altre scienze e con lo stato sociale nel periodo compreso tra il 1555 e il 1648, vale a dire tra l'abdicazione di Carlo quinto e la pace di Westfalia
***Intorno allo stato della scienza militare ed alle sue relazioni colle scienze e collo stato sociale dalla pace di Westfalia a quella di Passarowitz
***Dello stato della scienza militare e delle sue relazioni colle altre scienze e le arti e con lo stato sociale dal trattato di Passarowitz del 1718 alla rivoluzione francese del 1789
***Intorno allo stato della scienza militare ed alle sue relazioni colle altre scienze e collo stato sociale dal 1789 al congresso di Vienna nel 1815
***Intorno ai rapporti della scienza bellica colle scienze, le lettere, le arti e lo stato sociale, considerati sotto un aspetto generale dall'antichitá fino ai dí nostri
*'''[[Pietro Blaserna]]'''
**La teoria del suono nei suoi rapporti colla musica
*'''[[William Peter Blatty]]'''
**Gemini killer
**L'esorcista
**Mi ricordo di te
*'''[[Peter Blauner]]'''
**Il nero dell'arcobaleno
**L'uomo del giorno
*'''[[James Blaylock]]'''
**La macchina di Lord Kelvin
*'''[[James Blish]]'''
**Niente GioKi su Marte
**Spock deve morire!
*'''[[Robert Bloch]]'''
**Dolci per la piccina
**Enigma fotografico
**Gli occhi della mummia
**Gotico americano
**I servi di Satana
**Il banchetto del diavolo
**Il demone oscuro
**Il patto del diavolo
**La festa nell'abbazia
**La stirpe di Bubastis
**La vendetta dei Druidi
**Psycho
**Quel treno per l'inferno
**Quel vampiro di Lovecraft
**Sinceramente tuo, Jack lo Squartatore
*'''[[Francesca Lia Block]]'''
**Angeli pericolosi
*'''[[Lawrence Block]]'''
**È tempo di uccidere
**Il contratto
*'''[[Harold Bloom]]'''
**Gesù e Yahvè
*'''[[Léon Bloy]]'''
**L'anima di Napoleone
**La donna povera
<span id="Bm"></span>
<span id="Bn"></span>
<span id="Bo"></span>
*'''[[Carlo Bo]]'''
**Introduzione a "Canti orfici e altri scritti"
*'''[[Norberto Bobbio]]'''
**Contro la pena di morte
*'''[[Giorgio Bocca]]'''
**In che cosa credono gli italiani?
**Napoli siamo noi
**Palmiro Togliatti
**Partigiani della montagna
**Storia dell'Italia partigiana
**Storia della Repubblica italiana
*'''[[Giovanni Boccaccio]]'''
**Corbaccio
**Decamerone
**Della Canaria e delle altre isole oltre Ispania nell'oceano nuovamente ritrovate
**Elegia di Madonna Fiammetta
**Filocolo
**Trattatello in laude di Dante
*'''[[Traiano Boccalini]]'''
**Ragguagli di Parnaso
*'''[[Alberto Boccardi]]'''
**Il peccato di Loreta
*'''[[Gerolamo Boccardo]]'''
**Manuale di Antichità Romane
**Manuale di geografia antica
*'''[[Renzo Ildebrando Bocchi]]'''
**Il pane del perdono
**La fiamma del cuore
*'''[[Umberto Boccioni]]'''
**Manifesto tecnico della scultura futurista
**Pittura scultura futuriste (Dinamismo plastico)
*'''[[Paolo Silvio Boccone]]'''
**Museo di fisica e di esperienze
*'''[[Mary Boddington]]'''
**Slight reminiscences of the Rhine, Switzerland, and a corner of Italy
*'''[[Remo Bodei]]'''
**Paesaggi Sublimi. Gli uomini davanti alla natura selvaggia
*'''[[Liliana Bodoc]]'''
**Gli ambasciatori del Male
*'''[[Emilio Bodrero]]'''
**Eraclito
*'''[[Luchino Boerio]]'''
**Trattato delli buboni e carboni pestilenti
*'''[[Sara Boero]]'''
**La teoria del caos
*'''[[Severino Boezio]]'''
**Consolazione della filosofia
*'''[[Pier Carlo Boggio]]'''
**Garibaldi o la legge?
**Vita di Giuseppe Garibaldi
*'''[[Emma Boghen Conigliani]]'''
**La donna nella vita e nelle opere di Giacomo Leopardi
*'''[[Matteo Maria Boiardo]]'''
**Amorum libri
**Orlando innamorato
*'''[[Boileau-Narcejac]]'''
**Le vittime
*'''[[Giovanni Boine]]'''
**A Dino Campana
**A Sibilla Aleramo
**Il peccato
**La città
*'''[[Janine Boissard]]'''
**Per un bambino che non c'è
*'''[[Arrigo Boito]]'''
**Mefistofele
*'''[[Camillo Boito]]'''
**Gite di un artista
**Il maestro di setticlavio. Novelle veneziane
***Il maestro di setticlavio
***Il demonio muto
***Il colore a Venezia
***Quattr'ore al Lido
**Senso
*'''[[Johan Bojer]]'''
**La casa e il mare
*'''[[Roberto Bolaño]]'''
**2666: La parte dei critici
**2666: La parte di Amalfitano
**I detective selvaggi
**La pista di ghiaccio
*'''[[Heinrich Böll]]'''
**Casa Senza Custode
**Foto di gruppo con signora
**L'onore perduto di Katharina Blum
**Opinioni di un clown
**Termine di un viaggio di servizio
*'''[[Christopher Bollen]]'''
**Orient
*'''[[Giorgio Bolza]]'''
**Favole
**Il do di petto e il do di grazia
**Il dovere di resistere
**Lo sguattero e l'azalea
**Maggio
**Teatro milanese
**Una marsina che va a pennello
*'''[[Bernard Bolzano]]'''
**I paradossi dell'infinito
*'''[[Erma Bombeck]]'''
**Se la vita è un piatto di ciliege, perché a me solo i noccioli?
*'''[[Francesco Augusto Bon]]'''
**Ludro e la sua gran giornata
*'''[[Lelio Bonsi]]'''
**Cinque lezzioni di m. Lelio Bonsi lette da lui publicamente nella Accademia Fiorentina
*'''[[Maria Alinda Bonacci Brunamonti]]'''
**Per la festa dell'unita italiana nel 1863
**Sogni di Maggio
*'''[[Giacomo Bonafede Oddo]]'''
**Il brigantaggio
*'''[[Pietro Napoleone Bonaparte]]'''
**La battaglia di Calenzana
*'''[[Giovanni Maria Bonardo]]'''
**Grandezza, larghezza e distanza di tutte le sfere
*'''[[Guidubaldo Bonarelli della Rovere]]'''
**Filli di Sciro
*'''[[Francesco Bonatelli]]'''
**Anarchia intellettuale
**Il fenomeno della ricordanza illusoria
**L'impensabile
**O di {{Sic|quà}} o di là
*'''[[Walter Bonatti]]'''
**K2 La verità. 1954 – 2004
*'''[[Arnaldo Bonaventura]]'''
**I Bagni di Lucca, Coreglia e Barga
**Manuale di storia della musica
*'''[[Enzo Bonaventura]]'''
**L'educazione della volontà
**La fatica nel lavoro mentale
**La psicoanalisi
**Le qualità del mondo fisico
**Problemi dell'orientamento professionale degli anormali psichici
**Recenti contributi alla psicotecnica dell'Istituto di Psicologia di Firenze
**Sui rapporti tra la percezione del ritmo e la circolazione sanguigna
**Sul valore dell'equazione personale negli addetti al ricevimento di segnali radiofonici
*'''[[Luigi Bonazzi]]'''
**Storia di Perugia
*'''[[Baldassarre Boncompagni]]'''
**Intorno ad alcuni avanzamenti della fisica in Italia nei secoli XVI e XVII
*'''[[Nelson S. Bond]]'''
**La città incantata
*'''[[Clemente Bondi]]'''
**Lamento pastorale
*'''[[Romualdo Bonfadini]]'''
**Mezzo secolo di patriotismo. Saggi storici
*'''[[Ruggiero Bonghi]]'''
**Arnaldo da Brescia
**Camillo Benso di Cavour
*'''[[Mike Bongiorno]]'''
**La versione di Mike
*'''[[Vittorio Bongiorno]]'''
**Il Duka in Sicilia
*'''[[Giacomo Boni]]'''
**Nemesi
*'''[[Carlo Bonini]]'''
**Acab
*'''[[Paolo Bonizzi]]'''
**I costumi delle api
*'''[[Abel Bonnard]]'''
**''{{small|Il dramma del presente}}. I moderati''
*'''[[Roberto Bonola]]'''
**La Geometria non-euclidea
*'''[[Giuseppe Maria Bonomi]]'''
**Sulle acque del Brembo
*'''[[Giovanni Cosimo Bonomo]]'''
**Osservazioni intorno a' pellicelli del corpo umano
*'''[[Massimo Bontempelli]]'''
**Dallo Stelvio al mare
**Eva ultima
**Gente nel tempo
**Giro del sole
**L'amante fedele
**La vita operosa. Nuovi racconti d'avventure
*'''[[Giovanni Bordiga]]'''
**Uffici e limiti della scienza
*'''[[Jacques Borel]]'''
**L'adorazione
*'''[[Jorge Luis Borges]]'''
**Finzioni
***La biblioteca di Babele
***La morte e la bussola
***Tlon, Uqbar, Orbis Tertius
**Introduzione a ''L'invenzione di Morel''
**Il libro di sabbia
***L'altro
***Ulrica
***Il Parlamento
***«There are more things»
***Il libro di sabbia
***Tigri blu
**L'Aleph
**Utopia di un uomo che è stanco
*'''[[Giuseppe Antonio Borgese]]'''
**Golia. Marcia del fascismo
**Rubè
*'''[[Lorenzo Borghese]]'''
**I segreti di una principessa
*'''[[Armando Borghi]]'''
**Il nostro e l'altrui individualismo
**La rivoluzione mancata
**Mezzo secolo di anarchia (1898-1945)
*'''[[Piero Borgi]]'''
**Aritmetica mercantile
*'''[[Carlo Borgomeo]]'''
**L'equivoco del Sud
*'''[[Stefano Borgonovo]]'''
**Attaccante nato
*'''[[Pasquale Borrelli]]'''
**Elogio funebre dedicato alla memoria di Domenico Barbaja
**Principii della scienza etimologica per servire al vocabolario universale della lingua italiana
*'''[[Girolamo Borro]]'''
**Del flusso, & reflusso del mare, & dell'inondatione del Nilo
*'''[[Mario Borsa]]'''
**Il teatro inglese contemporaneo
**La vittoria e il mare
**Memorie di un redivivo
*'''[[Vladislav Iosifovič Bortkevič]]'''
**La teoria economica di Marx
*'''[[Ettore Bortolotti]]'''
**La storia della matematica nella Università di Bologna
*'''[[Pseudonymous Bosch]]'''
**Il titolo di questo libro è segreto
**Non toccate questo libro
**Questo libro potrebbe farvi male
**Questo non è un libro
**Se state leggendo questo libro è già troppo tardi
*'''[[Luigi Boschetti]]'''
**Ricerche sopra l'aritmetica degli antichi
*'''[[Maria Boschetti Alberti]]'''
**La scuola serena di Agno
*'''[[Federica Bosco]]'''
**101 modi per dimenticare il tuo ex e trovarne subito un altro
**Il mio angelo segreto
**Innamorata di un angelo
**S.O.S. amore
*'''[[Ruggero Giuseppe Boscovich]]'''
**Dissertazione della tenuità della luce solare
**Giornale di un viaggio da Costantinopoli in Polonia
**Osservazioni dell'ultimo passaggio di Mercurio sotto il Sole seguito a' 6 di Maggio 1753
**Tre osservazioni dell'Eclisse del Sole
*'''[[Giancarlo Bosetti]]'''
**Popper, il Papa e la Tv
*'''[[Carlo Alberto Bosi]]'''
**L'addio del volontario toscano
*'''[[Emilio Bossi]]'''
**Gesu Cristo non è mai esistito
*'''[[Giovanni Battista Bossi]]'''
**Progetto di una Stazione Centrale in Milano
*'''[[Charles Bossut]]'''
**Trattato elementare di meccanica
*'''[[Giovanni Botero]]'''
**Aggiunte alla Ragion di Stato
**Della Ragion di Stato
*'''[[Carlo Botta]]'''
**A Giovanni Paisiello, a Napoli
**Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America
**Storia d'Italia
*'''[[Filippo Bottazzi]]'''
**Il metodo sperimentale nelle discipline biologiche
**La mente e l'opera di Leonardo Da Vinci
*'''[[Alain de Botton]]'''
**Esercizi d'amore
*'''[[Joseph Bouchardy]]'''
**La sorella del mulattiere
*'''[[Anthony Boucher]]'''
**Gli ambasciatori
**Regalo o dispetto
*'''[[Rachid Boudjedra]]'''
**La lumaca testarda
*'''[[Pierre Boulle]]'''
**Il ponte sul fiume Kwai
*'''[[Marguerite Bourcet]]'''
**Essi chiamarono la tempesta
**Per l'onore di Roccabruna
*'''[[Édouard Bourdet]]'''
**La prigioniera
*'''[[Yvon Bourdet]]'''
**Lukács, il gesuita della rivoluzione
*'''[[Émile Boutroux]]'''
**Socrate
*'''[[Jean-Baptiste Bouvier]]'''
**Venere ed Imene al tribunale della penitenza: manuale dei confessori
*'''[[Ben Bova]]'''
**Giove chiama Terra
**Gravità zero
**Lo shock del ritorno
*'''[[Giovanni Bovio]]'''
**Mazzini
*'''[[Libero Bovio]]'''
**Don Liberato si spassa
*'''[[Elizabeth Bowen]]'''
**Amici e parenti
**L'albergo
*'''[[Paul Bowles]]'''
**Il tè nel deserto
**In cima al mondo
**Troppo lontano da casa
*'''[[William Boyd]]'''
**Storia dell'educazione occidentale
*'''[[Gerry Boyle]]'''
**Segreti di famiglia
*'''[[John Boyne]]'''
**Il bambino con il pigiama a righe
**Il ragazzo del Bounty
*'''[[Ernesto Bozzano]]'''
**Letteratura d'oltretomba
*'''[[Umberto Bozzini]]'''
**Fedra
<span id="Bp"></span>
<span id="Bq"></span>
<span id="Br"></span>
*'''[[Romano Bracalini]]'''
**La regina Margherita
**Otto milioni di biciclette
*'''[[Poggio Bracciolini]]'''
**Historia florentina
*'''[[Roberto Bracco]]'''
**Ad armi corte
**Don Pietro Caruso
**Dopo il veglione o viceversa
**Fiori d'arancio
**Fotografia senza....
**I fantasmi
**Il diritto di vivere
**Il frutto acerbo
**Il perfetto amore
**Il piccolo santo
**Il trionfo
**Infedele
**I pazzi
**La chiacchierina
**La fine dell'amore
**La piccola fonte
**Le disilluse
**Lettera critica a Salvatore Baratta
**Lettere a Laura
**Lui lei lui
**Maschere
**Maternità
**Nellina
**Nemmeno un bacio
**Non fare ad altri....
**Notte di neve
**Sperduti nel buio
**Tragedie dell'anima
**Un'avventura di viaggio
**Una donna
**Uno degli onesti
*'''[[Leigh Brackett]]'''
**Alfa del Centauro
**Mi spiace, ma devi morire
*'''[[Ray Bradbury]]'''
**Cronache Marziane
**Fahrenheit 451
**La folla
**La follia è una bara di cristallo
**Molto dopo mezzanotte
***La bottiglia azzurra
***In trappola
***Il pappagallo che conobbe papà
***L'uomo che bruciava
***Un pezzo di legno
***Il Messia
***Conversazioni nello spazio
***Delitto senza castigo
***Castigo senza delitto
***Una domenica a Dublino
***Un'insolita proposta
***Viaggio in Messico
***Tempo fermo
***Il desiderio
***Angelo, guarda il futuro
***La vera saggezza
***Breve storia del Quarto Reich
***I miracoli di Jamie
***Gioco d'ottobre
***Il pan di segala
***Molto dopo mezzanotte
***Una tavoletta di cioccolato per te!
**Non ci vedremo più
*'''[[Mary Elizabeth Braddon]]'''
**L'ombra nell'angolo
*'''[[Marion Zimmer Bradley]]'''
**Attacco a Darkover
**Cuore di luce
**Dark Satanic
**Gli eredi di Hammerfell
**I cacciatori della Luna Rossa
**I falconi di Narabedla
**Il drago di bronzo
**Il figlio del mastro falconiere
**Il giuramento
**Il ribelle di Thendara
**Il sapiente di Darkover
**Il signore di Storn
**L'alba di Avalon
**L'erede
**L'erede di Hastur
**L'esiliato di Darkover
**L'esilio di Sharra
**L'ombra del passato
**La casa tra i mondi
**La città della magia
**La dama del giglio
**La dama di Ardais
**La donna del falco
**La lezione della locanda
**La sacerdotessa di Avalon
**La signora delle Tempeste
**La signora di Avalon
**La spada del Caos
**La spada di Aldones
**La spada incantata
**La torcia
**La torre proibita
**Le foreste di Darkover
**Le luci di Atlantide
**Le nebbie di Avalon
**Le querce di Albion
**Magia di luce
**Naufragio sulla terra di Darkover
**Ritorno a Darkover
**Spirito di luce
**Tenebra di luce
**Tutto, tranne la libertà
**Un uomo impulsivo
**Universo senza fine
**Witch Hill
*'''[[Gaetano Branca]]'''
**Storia dei viaggiatori italiani
*'''[[Remo Branca]]'''
** Il problema della censura come difesa della gioventù
*'''[[Vitaliano Brancati]]'''
**Don Giovanni in Sicilia
**Gli anni perduti
**Il bell'Antonio
**Paolo il caldo
*'''[[Christianna Brand]]'''
**Il gatto e il topo
*'''[[Ignácio de Loyola Brandão]]'''
**Non vedrai paese alcuno
*'''[[Kazimierz Brandys]]'''
**La difesa della «Grenada»
*'''[[Ann Brashares]]'''
**Grande amore
*'''[[Lilian Jackson Braun]]'''
**Il gatto che amava il formaggio
**Il gatto che conosceva il Cardinale
*'''[[Giuseppe Bravi]]'''
**Filosofia delle matematiche
*'''[[Bertolt Brecht]]'''
**I fucili di Madre Carrar
**Madre Courage e i suoi figli
**Vita di Galileo
*'''[[Mario Brelich]]'''
**Il navigatore del diluvio
*'''[[Alan Brennert]]'''
**Il terzo sesso
*'''[[Clemens Brentano]]'''
**La fiaba del Reno e del mugnaio Corrirota
**La fiaba della casa dei Montestorno e degli antenati del Mugnaio Corrirota
**La fiaba di Marmottina
**Paggio Cervellofino
*'''[[Gianni Brera]]'''
**Coppi e il diavolo
**Mille e non più mille
**Storie dei Lombardi
*'''[[Giacomo Bresadola]]'''
**I funghi mangerecci e velenosi dell'Europa media
*'''[[Daniele Bresciani]]'''
**Ti volevo dire
*'''[[André Breton]]'''
**Manifesto del surrealismo
**Nadja
*'''[[Restif de la Bretonne]]'''
**Le notti rivoluzionarie
*'''[[Reginald Bretnor]]'''
**Sala d'aspetto
*'''[[Peter V. Brett]]'''
**Il guardiano dei demoni
*'''[[Lucas Bridges]]'''
**Ultimo confine del mondo
*'''[[Katharine Briggs]]'''
**Fiabe popolari inglesi
***I tre orsi
***I tre porcellini
***Il cavaliere nero
***L'ebreo errante
*'''[[Patricia Briggs]]'''
**La figlia della luna
**Unione di sangue
*'''[[Valeria Brignani]]'''
**Casseur
*'''[[Raffaello Brignetti]]'''
**La spiaggia d'oro
*'''[[David Brin]]'''
**L'effetto anomalia
**Rifiuti
*'''[[André Brink]]'''
**La polvere dei sogni
*'''[[Enrico Brizzi]]'''
**Bastogne
**Elogio di OScar Firmian e del suo impeccabile stile
**Jack Frusciante è uscito dal gruppo
**La nostra guerra
**Nessuno lo saprà
**O la va o la spacca
*'''[[Valerij Brjusov]]'''
**L'angelo di fuoco
*'''[[Lucia Brocadelli da Narni]]'''
**Preghiera
*'''[[Hermann Broch]]'''
**I sonnambuli
**La morte di Virgilio
*'''[[Gian Battista Brocchi]]'''
**Conchiologia fossile subappennina
*'''[[Virgilio Brocchi]]'''
**Sul Caval della Morte Amor cavalca
**Il poco lume ed il gran cerchio d'ombra
**La coda del diavolo
**La Gironda
**Il posto nel mondo
*'''[[Harold Brodkey]]'''
**Il buio feroce
*'''[[Josif Aleksandrovič Brodskij]]'''
**Fondamenta degli incurabili
**Fuga da Bisanzio
**In una stanza e mezzo
**Itaca
**Meno di uno
*'''[[Angelo Brofferio]]'''
**Per lo spiritismo
*'''[[Carlo Antonio Broggia]]'''
**Memoria ad oggetto di varie politiche ed economiche ragioni
*'''[[Emilio Broglio]]'''
**La Confederazione nelle sue attinenze economiche
*'''[[Mario Broglio]]'''
**Dove va l'arte moderna?
*'''[[Antonio Brognoli]]'''
**Elogj di bresciani per dottrina eccellenti del secolo XVIII
*'''[[Louis Bromfield]]'''
**Mrs. Parkington
**La grande pioggia
**Selvaggia Fiumana
*'''[[Anne Brontë]]'''
**Agnes Grey
**La signora di Wildfell Hall
*'''[[Charlotte Brontë]]'''
** Jane Eyre
**Shirley
*'''[[Emily Brontë]]'''
**Cime tempestose
**Jane Eyre
*'''[[Agnolo Bronzino]]'''
**I Saltarelli
*'''[[Lauren Brooke]]'''
**Ritorno a casa
*'''[[Terry Brooks]]'''
**Il Druido Supremo di Shannara
***Jarka Ruus
***La regina degli Straken
***Tanequil
**Il Verbo e il Vuoto
***Il cavaliere del Verbo
***Il demone
***Il fuoco degli angeli
**Il viaggio della Jerle Shannara
***Il labirinto
***L'ultima magia
***La strega di Ilse
**La Canzone di Shannara
**La Spada di Shannara
**L'eredità di Shannara
***Gli eredi di Shannara
***I talismani di Shannara
***Il Druido di Shannara
***La regina degli Elfi di Shannara
**Landover
***Il magico regno di Landover
***L'unicorno nero
***La scatola magica di Landover
***La sfida di Landover
***Mago a metà
**Le Pietre Magiche di Shannara
*'''[[Paolo Brosio]]'''
**Profumo di lavanda
*'''[[Dan Brown]]'''
**Angeli e demoni
**Crypto
**Il codice da Vinci
**Il simbolo perduto
**Inferno
**La verità del ghiaccio
*'''[[Christy Brown]]'''
**Dal fondo della vita
*'''[[Fredric Brown]]'''
**Assurdo Universo
**Gli strani suicidi di Bartlesville
**Il suono del silenzio
**Il vagabondo dello spazio
**Indagine a Skid Row
**La sentinella
*'''[[Robert Browning]]'''
**Il pifferaio magico di Hamelin
*'''[[Heðin Brú]]'''
**Högni
*'''[[Edith Bruck]]'''
**Quanta stella c'è nel cielo
*'''[[Raymond-Léopold Bruckberger]]'''
**La storia di Gesù Cristo
*'''[[Karl Bruckner]]'''
**Il gran sole di Hiroscima
*'''[[Pascal Bruckner]]'''
**Luna di fiele
*'''[[Nick Bruel]]'''
**Bad Kitty e la minaccia del bagno
**Buon compleanno Bad Kitty
*'''[[Luigi Valentino Brugnatelli]]'''
**Trattato elementare di chimica generale
*'''[[Leonardo Brumati]]'''
**A Lùzia e Bepi Cosul sposi
**Morosi
**Mussa vernacola
*'''[[Bruna]]'''
**In solitudine
**Le due gemelle
**Pètali e lagrime
*'''[[Vincenzo Brunacci]]'''
**Quale tra le pratiche usate in Italia per la dispensa delle acque è la più convenevole
*'''[[Vitaliano Brunelli]]'''
**Dante e la Dalmazia
*'''[[Francesco Saverio Brunetti]]'''
**Aritmetica binomica, e diadica
**Dell'aritmetica comune e speciosa
**Macchina semplicissima
*'''[[Giovanni Brunetti]]'''
**Delitto civile
*'''[[Giuseppe Bruni]]'''
**La gomma e la guerra
*'''[[Leonardo Bruni]]'''
**Della vita studi e costumi di Dante
**Istoria fiorentina
*'''[[Teofilo Bruni]]'''
**Armonia astronomica e geometrica
*'''[[Attilio Brunialti]]'''
***Fiume Zara e le isole
***Libertà e democrazia
*'''[[John Brunner]]'''
**A che servono gli amici?
**Abominazione atlantica
**Cogli una stella cadente
**Il visitatore
**La scacchiera
**Tutti a Zanzibar
*'''[[Giordano Bruno]]'''
**Cabala del cavallo pegaseo
**De gli eroici furori
**De la causa, principio et uno
**De l'infinito, universo e mondi
**De magia
**De vinculis in genere
**Il Candelaio
**Il canto di Circe
**Il sigillo dei sigilli
**L'asino cillenico
**La cena de le ceneri
**Le ombre delle idee
**Spaccio de la bestia trionfante
*'''[[Stefano Brusadelli]]'''
**Piccole atrocità. Storie di inganni e di peccati
*'''[[Ninni Bruschetta]]'''
**Manuale di sopravvivenza dell'attore non protagonista
*'''[[Giuseppe Bruschetti]]'''
**Progetto della strada di ferro da Milano a Bergamo
**Progetto della strada di ferro da Milano a Como
**Risposta dell'Ingegnere Giuseppe Bruschetti all'articolo del dottor Carlo Cattaneo
**Storia dei progetti e delle opere per l'irrigazione del Milanese
*'''[[Vito Bruschini]]'''
**The Father. Il Padrino dei Padrini
**Vallanzasca
*'''[[Girolamo Brusoni]]'''
**La gondola a tre remi
*'''[[Serge Brussolo]]'''
**Avventure di Marion
***I pellegrini delle tenebre
***La prigioniera dell'inverno
**Peggy Sue e gli Invisibili
***Il giorno del cane blu
***Il sonno del demonio
***La creatura del sottosuolo
***La farfalla degli abissi
***La giungla rossa
***La rivolta dei draghi
***Lo zoo stregato
*'''[[Edward Bryant]]'''
**Bambini buoni
<span id="Bu"></span>
*'''[[Margarete Buber-Neumann]]'''
**Milena
*'''[[Gustavo Bucchia]]'''
**Considerazioni intorno al porto di Lido ed alla laguna di Venezia
*'''[[Elisabetta Bucciarelli]]'''
**Corpi di scarto
*'''[[John Buchan]]'''
**I trentanove scalini
*'''[[Pearl Sydenstricker Buck]]'''
**Angelo guerriero
**Figli
**I parenti
**L'amore di Ai-Uan
**La buona terra
**La madre
**La promessa
**Stirpe di drago
*'''[[Gautama Buddha]]'''
**Dhammapada
*'''[[Algis Budrys]]'''
**Artigli sul futuro
***Reazione a catena
***Pugno di ferro
***La ragazza di campagna
***Coesistenza
***Il giudice
**Il satellite proibito
*'''[[Mark Budz]]'''
**Soldatini
*'''[[Gesualdo Bufalino]]'''
**Argo il cielo ovvero i sogni della memoria
**Diceria dell'untore
**La panchina
**Qui pro quo
*'''[[Emilio Bufardeci]]'''
**Le funeste conseguenze di un pregiudizio popolare
*'''[[Georges-Louis Leclerc de Buffon]]'''
**Storia naturale
*'''[[Franco Buffoni]]'''
**Zamel
*'''[[Gaspare Bugati]]'''
**Historia vniversale
*'''[[Charles Bukowski]]'''
**Compagno di sbronze
**Post-Office
**Pulp
**Storie di ordinaria follia
**Taccuino di un vecchio sporcaccione
*'''[[Vincent Bugliosi]]'''
**Helter Skelter
*'''[[Michail Afanas'evič Bulgakov]]'''
**Cuore di cane
**Il maestro e Margherita
**Io ho ucciso
**La guardia bianca
**La vita del signor de Molière
**Morfina
**Uova fatali
*'''[[Jesse Bullington]]'''
**La banda del cimitero
*'''[[Edward Bulwer-Lytton]]'''
**Gli amori infelici di Ernesto Maltravers
**Gli ultimi giorni di Pompei
**La casa stregata
**Paul Clifford
*'''[[Ivan Alekseevič Bunin]]'''
**Il villaggio
**L'amore di Mitja
**La giovinezza di Arseniev
*'''[[Edward Bunker]]'''
**Animal Factory
**Cane mangia cane
**Stark
*'''[[John Bunyan]]'''
**Il viaggio del pellegrino
*'''[[Ernesto Buonaiuti]]'''
**Giansenio
**La Chiesa romana
**Lo gnosticismo
**Lutero e la Riforma in Germania
**Pascal
**Pellegrino di Roma
**Tertulliano
*'''[[Michelangelo Buonarroti]]'''
**Rime
*'''[[Michelangelo Buonarroti il Giovane]]'''
**La tancia
*'''[[Franco Buono]]'''
**Poesia, mito e gioventù
*'''[[Domenico Buonvicini]]'''
**Epistola ai fanciulli fiorentini
*'''[[Bruno Buozzi]]'''
**Scritti dell'esilio
*'''[[Burchiello]]'''
**Sonetti
*'''[[Anthony Burgess]]'''
**Arancia meccanica
**Un cadavere a Deptford
*'''[[Elizabeth Burgos]]'''
**Mi chiamo Rigoberta Menchú
*'''[[Roberto Burioni]]'''
**La congiura dei Somari
*'''[[Edmund Burke]]'''
**Ricerca sull'origine delle idee del sublime e del bello
*'''[[Jan Burke]]'''
**Ossa
*'''[[Walter Burkert]]'''
**La saga delle Cecropidi e le Arreforie...
*'''[[Andrew Burnaby]]'''
**Osservazioni d'un viaggiatore inglese sopra l'isola di Corsica
*'''[[Frances Hodgson Burnett]]'''
**Il giardino segreto
**Il piccolo Lord
*'''[[W. R. Burnett]]'''
**Giungla d'asfalto
*'''[[Robert Burns]]'''
**Ad un pidocchio
**Lamento di Maria regina di Scozia all'avvicinarsi della primavera
*'''[[Edgar Rice Burroughs]]'''
**Assenza di gravità
**Sotto le lune di Marte
**Tarzan delle scimmie
*'''[[William Seward Burroughs]]'''
**Pasto nudo
**Ragazzi selvaggi
**Sterminatore!
*'''[[Filippo Burzio]]'''
**Favole e moralità
*'''[[Gabriele Busca]]'''
**Della espugnatione et difesa delle fortezze
*'''[[Leo Buscaglia]]'''
**Vivere, amare, capirsi
*'''[[Wilhelm Busch]]'''
**La farfalla
*'''[[Alessandra Buschi]]'''
**Se fossi Vera
*'''[[Candace Bushnell]]'''
**Bionde a pezzi
**Il diario di Carrie
**One Fifth Avenue
*'''[[Aldo Busi]]'''
**Altri abusi
**Casanova di se stessi
**Grazie del pensiero
**Guancia di tulipano
**L'amore trasparente
**La delfina bizantina
**La signorina Gentilin dell'omonima cartoleria
**Manuale del perfetto papà
**Manuale del perfetto single
**Manuale della perfetta mamma
**Madre Asdrubala
**Nudo di madre
**Per un'apocalisse più svelta
**Seminario sulla gioventù
**Seminario sulla vecchiaia
**Sodomie in corpo 11
**Suicidi dovuti
**Un cuore di troppo
**Vendita galline Km 2
**Vita standard di un venditore provvisorio di collant
*'''[[Matteo Bussola]]'''
**Il rosmarino non capisce l'inverno
**Il tempo di tornare a casa
**L'invenzione di noi due
**Notti in bianco, baci a colazione
**Sono puri i loro sogni
*'''[[Guido Bustico]]'''
**Gli statuti di Premia in valle Antigorio
*'''[[Howard Buten]]'''
**Quando avevo cinque anni, mi sono ucciso
*'''[[Octavia Butler]]'''
**Incidente nel deserto
**La parabola dei talenti
**La parabola del seminatore
*'''[[Samuel Butler]]'''
**Alpi e santuari
**Così muore la carne
**Erewhon
**Il buon porto
**L'autrice dell'Odissea
**Life and Habits
**Ritorno in Erewhon
*'''[[Michel Butor]]'''
**L'impiego del tempo
*'''[[Giuseppe Buttà]]'''
**I Borboni di Napoli al cospetto di due secoli
*'''[[Enrico Annibale Butti]]'''
**L'immorale
*'''[[Mattia Butturini]]'''
**Elogio a Venezia
*'''[[Dino Buzzati]]'''
**Barnabo delle montagne
**Il Babau
**Il deserto dei tartari
**Il grande ritratto
**La famosa invasione degli orsi in Sicilia
**Un amore
<span id="Bv"></span>
<span id="Bw"></span>
<span id="Bx"></span>
<span id="By"></span>
*'''[[Antonia Susan Byatt]]'''
**Possessione. Una storia romantica
*'''[[Brian Oswald Donn-Byrne]]'''
**Raftery il cieco e la sua sposa Hilaria
*'''[[Lorna Byrne]]'''
**Un angelo tra i capelli
*'''[[George Gordon Byron]]'''
**Aroldo
**Gli amanti fiorentini
**Misteri e canti
***Caino
***Cielo e Terra, mistero
***Un Sogno
***La Sposa promessa d'Abido
***Parisina
***Il Prigioniero di Chillon
***Le Tenebre, favola
***L'Addio
***Ricordi giovanili
**Oscar d'Alva
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Incipit/M
0
17338
1416981
1408994
2026-06-15T10:23:14Z
Gaux
18878
Pompeo Gherardo Molmenti: Venezia
1416981
wikitext
text/x-wiki
<noinclude>{{incipit|lettera=M}}</noinclude>
==M==
<span id="Ma"></span>
*'''[[Amin Maalouf]]'''
**Il manoscritto di Samarcanda
*'''[[Roger MacBride Allen]]'''
**L'anello di Caronte
*'''[[Stuart MacBride]]'''
**Il collezionista di occhi
**La casa delle anime morte
**La porta dell'inferno
**Sangue nero
*'''[[Mauro Macchi]]'''
**Storia del Consiglio dei Dieci
*'''[[Loriano Macchiavelli]]'''
**Delitti di gente qualunque
**La Balla dalle scarpe di ferro
*'''[[Ann-Marie MacDonald]]'''
**Chiedi perdono
*'''[[John D. MacDonald]]'''
**In un piccolo motel
*'''[[Ross Macdonald]]'''
**Il ghigno d'avorio
**L'inferno è in terra
*'''[[Rob MacGregor]]'''
**Indiana Jones e l'ultima crociata
*'''[[Ernst Mach]]'''
**Analisi delle sensazioni
*'''[[Joaquim Maria Machado de Assis]]'''
**Don Casmurro
**Memorie postume di Brás Cubas
*'''[[D.J. MacHale]]'''
**La biblioteca degli incubi. La luce della notte
*'''[[Arthur Machen]]'''
**La piramide di fuoco
**Storia del sigillo nero
*'''[[Niccolò Machiavelli]]'''
**Clizia
**Decennali
**Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio
**Discorso intorno alla nostra lingua
**Favola di Belfagor arcidiavolo
**I capitoli
***Di Fortuna
***Dell'Ingratitudine
***Dell'Ambizione
***Dell'Occasione
**Il principe
**Istorie fiorentine
**L'arte della guerra
**L'asino
**La mandragola
**La vita di Castruccio Castracani da Lucca
**Legazione al duca Valentino
*'''[[Denis Mack Smith]]'''
**Garibaldi
**Il Risorgimento italiano
**Mussolini
**Storia d'Italia dal 1861 al 1997
*'''[[Bernard MacLaverty]]'''
**Cai
*'''[[Norman Maclean]]'''
**In mezzo scorre il fiume
*'''[[Alistair MacLeod]]'''
**Il dono di sangue del sale perduto
*'''[[Henry Dunning Macleod]]'''
**I principii di filosofia economica
*'''[[James Macpherson]]'''
**Dartula
*'''[[Meenakshi Reddy Madhavan]]'''
**Diario segreto di una ragazza indiana
*'''[[Maurice Maeterlinck]]'''
**La vita delle tèrmiti
*'''[[Miriam Mafai]]'''
**Il giornalista
*'''[[Paolo Maffei]]'''
**Al di là della luna
*'''[[Scipione Maffei]]'''
**Dell'impiego del danaro
**Merope
*'''[[Lorenzo Magalotti]]'''
**Lettere odorose
**Relazioni di viaggio in Inghilterra, Francia e Svezia
***Relazione d'Inghilterra dell'anno 1668
***Diario di Francia dell'anno 1668
***Relazione del Regno di Svezia dell'anno 1674
**Saggi di naturali esperienze fatte nell'Accademia del Cimento
*'''[[Leopoldo Maggi]]'''
**Intorno ai depositi lacustro-glaciali ed in particolare di quelli della Valcuvia
*'''[[Vincenzo Maggi]]'''
**Un brieve trattato dell'eccellentia delle donne
*'''[[Maurizio Maggiani]]'''
**È stata una vertigine
**Il coraggio del pettirosso
**Il viaggiatore notturno
**La regina disadorna
**Vi ho già tutti sognati una volta
*'''[[Giambattista Magistrini]]'''
**Discorso in lode di Luigi La-Grange
*'''[[Ida Magli]]'''
**Gesù di Nazareth
**La sessualità maschile
**La Madonna
**Teresa di Lisieux
**Contro l'Europa
*'''[[Alberto Magnaghi (geografo)]]'''
**Amerigo Vespucci
**Precursori di Colombo?
*'''[[Valerio Magrelli]]'''
**Nel condominio di carne
*'''[[Claudio Magris]]'''
**Danubio
**La curva e il cerchio
*'''[[Naguib Mahfouz]]'''
**Autunno egiziano
**Il giorno in cui fu ucciso il Presidente
**Il viaggio di Ibn Fattouma
**La via dello zucchero
**Vicolo del Mortaio
*'''[[Norman Mailer]]'''
**Il nudo e il morto
**Un sogno americano
*'''[[Arthur Maimane]]'''
**Vittime
*'''[[Matteo Mainardi]]'''
**Opere mercantili, et economiche
*'''[[Charles Eric Maine]]'''
**B.E.S.T.I.A.
**Il grande contagio
**Luna chiama Terra...
**Rischio calcolato
*'''[[Joseph de Maistre]]'''
**Considerazioni sulla Francia
**Saggio sul principio generatore delle costituzioni e delle altre istituzioni umane
*'''[[Xavier de Maistre]]'''
**I prigionieri del Caucaso
**Il lebbroso della città di Aosta
**Prascovia o La fanciulla siberiana
**Spedizione notturna intorno alla mia camera
**Viaggio intorno alla mia camera
*'''[[Maria Majocchi]]'''
**Alle soglie d'eternità
**Il libro dei miraggi
**Prato fiorito
**Superba e bella
*'''[[Andreï Makine]]'''
**Il testamento francese
*'''[[Vincenzo Malacarne]]'''
**De' mostri umani
*'''[[Bernard Malamud]]'''
**L'uomo di Kiev
*'''[[Curzio Malaparte]]'''
**La pelle
**La rivolta dei santi maledetti
**Maledetti Toscani
**Mamma marcia
**Muss Ritratto di un Dittatore
*'''[[Errico Malatesta]]'''
**Anarchismo e democrazia
**Fra contadini
**L'anarchia. Il nostro programma
**Rivoluzione e lotta quotidiana
*'''[[Malcolm X]]'''
**Autobiografia di Malcolm X
*'''[[Sergio Maldini]]'''
**La casa a Nord-Est
*'''[[Luigi Malerba]]'''
**Il serpente
*'''[[Stéphane Mallarmé]]'''
**Un colpo di dadi mai abolirà il caso
*'''[[Hector Malot]]'''
**In famiglia
**Senza famiglia
*'''[[David Malouf]]'''
**Conversazioni a Curlow Creek
**Nel mondo grande
*'''[[André Malraux]]'''
**I conquistatori
**La condizione umana
**La speranza
**La via dei re
*'''[[Marco Malvaldi]]'''
**A bocce ferme
**Bolle di sapone
**Dodici
**Il borghese Pellegrino
**Il gioco delle tre carte
**Il telefono senza fili
**L'architetto dell'invisibile
**L'infinito tra parentesi
**La battaglia navale
**La briscola in cinque
**La carta più alta
**Negli occhi di chi guarda
**Odore di chiuso
**Piomba libera tutti
*'''[[Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone]]'''
**Chi si ferma è perduto
*'''[[Carlo Cesare Malvasia]]'''
**Aelia Laelia Crispis
*'''[[Cornelio Malvasia]]'''
**Discorso dell'anno astrologico 1649
*'''[[Emmanuel Malynski]]'''
**Il proletarismo
*'''[[Barry N. Malzberg]]'''
**Ballando il tip-tap per le strade e le traverse della vita
**Il ragazzo e il computer
**L'elmetto
*'''[[Goffredo Mameli]]'''
**Inno
**Pagine politiche
*'''[[Terenzio Mamiani]]'''
**Antonio Oroboni alla sua fidanzata
**Dell'ottima congregazione umana
**D'un nuovo diritto europeo
*'''[[Giorgio Manacorda]]'''
**Il corridoio di legno
*'''[[Giuseppe Manacorda]]'''
**Storia della scuola in Italia
*'''[[Laura Mancinelli]]'''
**Attentato alla sindone
**Il fantasma di Mozart
**Il miracolo di santa Odilia
**Ubaldo, il galletto che amava la musica di Ravel
**Vita e opinioni di un polpo chiamato Arturo
*'''[[Emily St. John Mandel]]'''
**La musica delle parole
*'''[[Osip Ėmil'evič Mandel'štam]]'''
**Viaggio in Armenia
*'''[[Eustachio Manfredi]]'''
**Rime
*'''[[Valerio Massimo Manfredi]]'''
**Aléxandros-Il confine del mondo
**Aléxandros-Il figlio del sogno
**Aléxandros-Le sabbie di Amon
**Chimaira
**Idi di marzo
**Il faraone delle sabbie
**Il tiranno
**L'impero dei draghi
**L'oracolo
**L'ultima legione
**La torre della solitudine
**Le paludi di Hesperia
**Lo scudo di Talos
**Palladion
*'''[[Giorgio Manganelli]]'''
**Agli dèi ulteriori
**Centuria
**Dall'inferno
**Hilarotragoedia
**Il rumore sottile della prosa
**Pinocchio: un libro parallelo
*'''[[Henning Mankell]]'''
**Assassino senza volto
**Delitto di mezza estate
**I cani di Riga
**Il cervello di Kennedy
**Il cinese
**L'uomo che sorrideva
**L'uomo inquieto
**La falsa pista
**La leonessa bianca
**Muro di fuoco
**Prima del gelo
**Scarpe italiane
*'''[[Heinrich Mann]]'''
**Il suddito
**L'angelo azzurro
**Maturità e destino di Enrico IV
**Una vita difficile
*'''[[Thomas Mann]]'''
**Altezza reale
**Carlotta a Weimar
**Confessioni del cavaliere d'industria Felix Krull
**Giuseppe il nutritore
**I Buddenbrook
**L'eletto
**L'inganno
**La legge
**La montagna incantata
**La morte a Venezia
**Le storie di Giacobbe
**Le teste scambiate
**Tonio Kröger
**Tristano
*'''[[Domenico Maria Manni]]'''
**Lezioni di lingua toscana
*'''[[Lara Manni]]'''
**Sopdet. La stella della morte
**Tanit. La bambina nera
*'''[[Giuseppe Manno]]'''
**Storia di Sardegna
*'''[[Erica Joy Mannucci]]'''
**La cena di Pitagora
*'''[[Katherine Mansfield]]'''
**In una pensione tedesca
**La festa in giardino
*'''[[Paolo Mantegazza]]'''
**Commemorazione di Carlo Darwin
**Elementi d'igiene
**Elogio della vecchiaia
**India
**L'anno 3000
**L'arte di prender marito
**Un giorno a Madera
*'''[[Hilary Mantel]]'''
**Al di là del nero
**Wolf Hall
*'''[[Aldo Manuzio]]'''
**Supplica alla Signoria di Venezia
*'''[[Paolo Manuzio]]'''
**De gli elementi, e di molti loro notabili effetti
*'''[[Antonio Manzini]]'''
**La giostra dei criceti
**Orfani bianchi
*'''[[Carlo Antonio Manzini]]'''
**L'occhiale all'occhio: dioptrica pratica
*'''[[Gaia Manzini]]'''
**La scomparsa di Lauren Armstrong
*'''[[Gianna Manzini]]'''
**La sparviera
**Ritratto in piedi
*'''[[Vincenzo Manzini]]'''
**Trattato di diritto penale italiano
*'''[[Alessandro Manzoni]]'''
**Adelchi
**Del romanzo storico e, in genere, de i componimenti misti di storia e d'invenzione
**Del trionfo della libertà
**[[I promessi sposi]]
***Fermo e Lucia
***Edizione 1827
***Edizione 1840
**Il cinque maggio
**Il conte di Carmagnola
**Il nome di Maria
**Per una prima comunione
**Storia della colonna infame
*'''[[Carlo Manzoni]]'''
**Che pioggia di sberle, bambola!
**Ti svito le tonsille, piccola!
**Un colpo in testa e sei più bella, angelo!
*'''[[Domenico Manzoni]]'''
**Quaderno doppio col suo giornale
*'''[[Mao Zedong]]'''
**Citazioni del presidente Mao Tse-tung
**Combattere il liberalismo
**Sulla contraddizione
*'''[[Walter Map]]'''
**Dissuasio Valerii ad Ruffinum philosophum ne uxorem ducat
*'''[[Costante Marabelli]]'''
**Medievali & medievisti
*'''[[Sándor Márai]]'''
**Confessioni di un borghese
**I ribelli
**Il gabbiano
**Il sangue di San Gennaro
**L'eredità di Eszter
**La donna giusta
**La recita di Bolzano
**La sorella
**Le braci
**Liberazione
*'''[[Dacia Maraini]]'''
**Bagheria
**Colomba
**Il treno dell'ultima notte
**La lunga vita di Marianna Ucria
**La ragazza di via Maqueda
**Memorie di una ladra
**Voci
*'''[[Matteo Marangoni]]'''
**La Basilica di S. Lorenzo in Firenze
*'''[[Faustina Maratti]]'''
**Rime dell'avvocato Gio. Batt. Felice Zappi e di Faustina Maratti, sua consorte
***Dolce sollievo dell'umane cure
***Che? non credevi forse, anima schiva
***Io porto, ahimè, trafitto il manco lato
***Pensier, che vuoi, che in così torvo aspetto
***Qualora il tempo alla mia mente riede
***Non so per qual ria sorte, o qual mio danno
***Questo è il faggio, o Amarilli, e questo è il rio
***Da poi che il mio bel sol s'è fatto duce
***Allor, che oppressa dal gravoso incarco
***Ahi, che si turba, ahi che s'innalza e cresce
***Bacio l'arco, e lo strale, e bacio il nodo
***Dov'è, dolce mio caro, amato figlio
***Cadder preda di morte, e in pena ria
***Bosco caliginoso, orrido, e cieco
***Se è ver, c'a un cenno del crudel Caronte
***Invido sol che riconduci a noi
***Per non veder del vincitor la sorte
***Se mai degli anni in un col corso andranno
***Quando l'almo mio Sol fra gli altri appare
***Poiché il volo dell'Aquila latina
***Or qual mai darem lode al pregio vostro
***Io non so come a questa età condotte
***Io mi credea la debil navicella
***Prese per vendicar l'onta e l'esiglio
***Chi veder vuol come ferisca Amore
***Questa che in bianco ammanto, e in bianco velo
***Ahi ben me 'l disse in sua favella il core
***Muse, poiché il mio Sol gode e desìa
***Donna che tanto al mio bel Sol piacesti
***Ombrose valli, e solitari orrori
***Ovunque il passo volgo, o il guardo io giro
***Amato figlio, or che la dolce vista
***Poiché narrò la mal sofferta offesa
***Fra cento d'alto sangue illustri e conte
***Ah rio velen delle create cose
***Nuovo al bel Tempio suo crescendo onore
***Donna real che d'Imeneo la legge
***Scrivi, mi dice un valoroso sdegno
*'''[[Benedetto Marcello]]'''
**Il teatro alla moda
*'''[[Joseph Moncure March]]'''
**The wild party
*'''[[William March]]'''
**Compagnia K
*'''[[Marchesa Colombi]]'''
**Cara speranza
**Il tramonto d'un ideale
**In risaia
**La cartella n. 4
***Capo d'anno
***Chi lascia la via vecchia per la nova
***I morti parlano
***Riccardo Cuor di Leone
***Storia di una Viola
***Una piccola vendetta
**La gente per bene
**Prima morire
**Senz'amore
**Serate d'inverno
***Teste alate
***La prima disgrazia
***Impara l'arte e mettila da parte
***Fiore d'arancio
***In provincia
***Un velo bianco
**Tempesta e bonaccia: romanzo senza eroi
**Un matrimonio in provincia
*'''[[Giovanni Marchelli]]'''
**Trattato della sfera celeste
*'''[[Concetto Marchesi]]'''
**Il libro di Tersite
*'''[[Marcello Marchesi]]'''
**Diario futile di un signore di mezza età
**Il malloppo
**Sette zie
*'''[[Roberto Marchesini]]'''
**Contro i diritti degli animali?
*'''[[Alessandro Marchetti (matematico)|Alessandro Marchetti]]'''
**Della natura delle comete
*'''[[Angelo Marchetti]]'''
**Breve introduzione alla cosmografia
*'''[[Giovanni Marchetti]]'''
**Ave Maris Stella
**In morte del conte Giulio Perticari
**Una notte di Dante
*'''[[Cesare Marchi]]'''
**Quando siamo a tavola
*'''[[Marco Aurelio]]'''
**Pensieri
*'''[[Franco Marcoaldi]]'''
**Sconcerto
*'''[[Gabriele Marconi]]'''
**Le stelle danzanti
*'''[[Herbert Marcuse]]'''
**L'uomo a una dimensione
**Ragione e rivoluzione
*'''[[Leopoldo Marenco]]'''
**Nel tempo d'una volta
*'''[[Margherita d'Angoulême]]'''
**Heptaméron
*'''[[Alessandro Mari]]'''
**Troppo umana speranza
*'''[[Michele Mari]]'''
**Roderick Duddle
*'''[[Raffaele Mariano]]'''
**Il risorgimento italiano
**Papa, clero e chiesa in Italia
*'''[[Javier Marías]]'''
**Domani nella battaglia pensa a me
**Nera schiena del tempo
**Un cuore così bianco
*'''[[Joseph-François Marie]]'''
**Lezioni elementari di calcolo differenziale ed integrale
**Lezioni elementari di matematiche
*'''[[Filippo Tommaso Marinetti]]'''
**A caccia di quaglie e donne arabe con un mezzano arabo
**Contro il Papato e la mentalità cattolica, serbatoi di ogni passatismo
**Democrazia futurista
**Distruzione
**Guerra sola igiene del mondo
**Il tamburo di fuoco
**L'aeroplano del Papa
**L'alcòva d'acciaio
**L'isola dei baci
**Manifesto del futurismo
**Manifesto tecnico della letteratura futurista
**Teatro futurista sintetico
*'''[[Aleksandra Marinina]]'''
**Amore di sangue
**Facile come uccidere
**Giochi di morte
**Il Padrone della Città
**Il volto della morte
**Ipnosi mortale
**L'amica di famiglia
**L'attrice
**La settima vittima
**Morte in cambio
**Nome della vittima: nessuno
**Prede innocenti
**Sono morto ieri
**Un caso di ricatto
*'''[[Giovan Battista Marino]]'''
**Adone
**Amori
**La strage degli innocenti
*'''[[Ruggero Marino]]'''
**L'uomo che superò i confini del mondo
*'''[[Alberto Mario]]'''
**La camicia rossa
**La schiavitù e il pensiero: annotazioni
*'''[[Isaac Marion]]'''
**Warm Bodies
*'''[[Giovanni Mariotti]]'''
**Butroto
**Matilde
*'''[[Petros Markaris]]'''
**Prestiti scaduti,
*'''[[Liza Marklund]]'''
**Freddo Sud
**Studio Sex
*'''[[Christopher Marlowe]]'''
**L'ebreo di Malta
*'''[[Stephen Marlowe]]'''
**Il vicerè del Nuovo Mondo
*'''[[Francesco Costantino Marmocchi]]'''
**Corso di geografia commerciale
**Corso di geografia storica antica del medio-evo e moderna
*'''[[Leslie Marmon Silko]]'''
**Cerimonia
*'''[[Auguste Marmont]]'''
**Viaggio in Sicilia
*'''[[Giuseppe Marotta]]'''
**Gli alunni del tempo
**L'oro di Napoli
**Le milanesi
**Mal di Galleria
**San Gennaro non dice mai no
*'''[[Arturo Marpicati]]'''
**Dante e il Foscolo
**La proletaria
*'''[[John P. Marquand]]'''
**Il molto onorevole signor Pulham
** Jim ha poco tempo
**L'impossibile ritorno
*'''[[Melissa Marr]]'''
**Radiant Shadows
*'''[[Giovanni Marradi]]'''
**Notturno
**Voi
*'''[[Frederick Marryat]]'''
**La botte
*'''[[John Marsden]]'''
**Il domani che verrà
*'''[[Ngaio Marsh]]'''
**Delitto a teatro
*'''[[Michael Marshall Smith]]'''
**Il libro dei numeri irrazionali
**Ricambi
*'''[[Giovanni Marsili]]'''
**Notizie del pubblico giardino de' semplici di Padova compilate intorno l'anno 1771
**Notizie inedite scritte da Giovanni Marsili
*'''[[Carmen Martín Gaite]]'''
**Lo strano è vivere
**Nuvolosità variabile
*'''[[Ferdinando Martini]]'''
**Donne, salotti e costumi
*'''[[Luigi Martini (sacerdote)]]'''
**Il Confortatorio di Mantova negli anni 1851, 52, 53 e 55
*'''[[Pietro Martini]]'''
**Pergamene, codici e fogli cartacei di Arborea
*'''[[Luis Martín-Santos Ribera]]'''
**Tempo di silenzio
*'''[[Adam Mars-Jones]]'''
**Vita e opinioni di John Cromer
*'''[[Juan Marsé]]'''
**L'amante bilingue
*'''[[Yann Martel]]'''
**Vita di Pi
*'''[[Diego Martelli]]'''
**La pittura del 400 a Firenze
*'''[[Lodovico Martelli]]'''
**Stanze a Vittoria marchesa di Pescara
**Tullia
*'''[[Pier Jacopo Martello]]'''
**Lo starnuto di Ercole
*'''[[George R. R. Martin]]'''
**I re di sabbia
***La via della croce e del drago
***Il drago di ghiaccio
***Nelle terre perdute
***Re della sabbia
***I passeggeri della Nightflyer
***Il fiore di vetro
***Il cavaliere errante
**Il trono di spade
**Il regno dei lupi
**La Regina di Draghi
**Il dominio della regina
**Tempesta di spade
**I fiumi della guerra
**Il Portale delle Tenebre
**Il Dominio della Regina
**L'ombra della profezia
**I guerrieri del ghiaccio
**I fuochi di Valyria
**La Danza dei Draghi
**Il battello del delirio
**Fuoco e sangue
**Il viaggio di Tuf
**La Luce morente
**Le torri di cenere
**Nella Casa del Verme
*'''[[Lee Martin]]'''
**Che fine ha fatto Miss Baby?
*'''[[Domenico Martinelli]]'''
**Horologi elementari
*'''[[Piero Martinetti]]'''
**L'educazione della volontà
*'''[[Guillermo Martínez]]'''
**La serie di Oxford
*'''[[Carlo Maria Martini]]'''
**Il coraggio della passione
**Qualcosa di così personale
**Sto alla porta
**Sulle strade del Signore
*'''[[Steve Martini]]'''
**Chiamata in giudizio
**Doppio bersaglio
**Il giudice
**Influenza indebita
**L'avvocato
**L'imputato
**La classifica
**Prova schiacciante
**Punto di fusione
*'''[[Nino Martoglio]]'''
**'a vilanza
**Cappidazzu paga tuttu
**Centona
**San Giuvanni decullatu
**Scuru
*'''[[Mario Martone]]'''
**Noi credevamo
*'''[[Ret Marut]]'''
**Il tesoro della Sierra Madre
*'''[[Groucho Marx]]'''
**Le lettere di Groucho Marx
*'''[[Karl Marx]]'''
**Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte
**Il Capitale
**Per la critica della filosofia del diritto di Hegel
**Tesi su Feuerbach
*'''[[Gaetano Marzagaglia]]'''
**Del calcolo balistico
**Fascetto di pratiche matematiche
**Lettera di un matematico italiano
*'''[[Marco Valerio Marziale]]'''
**Epigrammi
*'''[[Lorenzo Mascheroni]]'''
**Invito a Lesbia Cidonia
**Nuove ricerche sull'equilibrio delle volte
*'''[[Gianfranco Maselli]]'''
**Il cercadischi
*'''[[Ernesto Masi]]'''
**Lorenzo il Magnifico
**Vincenzo Monti (1754-1828)
*'''[[Beatrice Masini]]'''
**Solo con un cane
*'''[[Pier Carlo Masini]]'''
**Cafiero
*'''[[Richard Mason]]'''
**Anime alla deriva
**Il respiro della notte
*'''[[Savina Dolores Massa]]'''
**Mia figlia follia
*'''[[Tullo Massarani]]'''
**L'odissea della donna
*'''[[Giuseppe Massari]]'''
**Cenni biografici di Vincenzo Gioberti
**Il Conte di Cavour. Ricordi biografici
**Il generale Alfonso La Marmora. Ricordi biografici
*'''[[David I. Masson]]'''
**Prendere o lasciare
*'''[[Jeffrey Moussaieff Masson]]'''
**Il gatto che venne dal freddo
**Il maiale che cantava alla luna
**La vita emotiva dei gatti
**Nel regno dell'armonia
**Quando gli elefanti piangono
*'''[[Edgar Lee Masters]]'''
**Antologia di Spoon River
*'''[[Ángeles Mastretta]]'''
**Donne dagli occhi grandi
**Nessuna eternità come la mia
*'''[[Francesco Mastriani]]'''
**I misteri di Napoli
**I vermi
**La contessa di Montès
**Le ombre
*'''[[Raffaele Mastriani]]'''
**Storia e descrizione della città di Napoli
*'''[[Mastro Titta]]'''
**Memorie di un carnefice
*'''[[Lucio Mastronardi]]'''
**Il maestro di Vigevano
*'''[[Antonio Matani]]'''
**Ragionamento filosofico istorico sopra la figura della terra
*'''[[Hisham Matar]]'''
**Il ritorno
*'''[[Richard Matheson]]'''
**Altri regni
**Duel e altri racconti
**Fiamma frigida
**Ghost
**Io sono leggenda
**The Box e altri racconti
*'''[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]]'''
**Metodo aritemetico di far molto con poco
*'''[[Pellegrino Matteucci]]'''
**In Abissinia
**La spedizione italiana all'Africa equatoriale
*'''[[Andrew Matthews]]'''
**Gatti, streghe e cavalieri
*'''[[Brice Matthieussent]]'''
**La vendetta del traduttore
*'''[[Predrag Matvejević]]'''
**Breviario mediterraneo
*'''[[Enrico Mauceri]]'''
**Siracusa e la Valle dell'Anapo
*'''[[Paola Maugeri]]'''
**Alla salute!
**La mia vita a impatto zero
**Las vegans
*'''[[Guy de Maupassant]]'''
**Bel-Ami
**Forte come la morte
**In famiglia
**L'eredità
**La casa Tellier
**La vita errante
**Le Horla
**Palla di sego
**Una vita
*'''[[Paolo Maurensig]]'''
**Canone inverso
**Gli amanti fiamminghi
**L'arcangelo degli scacchi
**La variante di Lüneburg
**L'ombra e la meridiana
**L'ultima traversa
**Venere lesa
*'''[[François Mauriac]]'''
**Destini
**Gli angeli neri
**Groviglio di vipere
**Il bacio al lebbroso
**La farisea
**La fine della notte
**Teresa dal medico
**Teresa Desqueyroux
**Vita di Gesù
*'''[[Marco Maurizi]]'''
**Le parole e le cozze
*'''[[André Maurois]]'''
**L'istinto della felicità
**La prima "Lady" stregata da Byron
**Storia degli Stati Uniti
**Sua figlia
*'''[[Tucker Max]]'''
**Spero che servano birra all'inferno
*'''[[Ann Maxwell]]'''
**Gli illusionisti
**Il destino di Rheba
*'''[[Katarina Mazetti]]'''
**Il tizio della tomba accanto
**La tomba di famiglia
**Taci! Sei morto!
*'''[[Angelo Mazza]]'''
**Dei dolori di Maria Vergine
*'''[[Mauro Mazza]]'''
**L'albero del mondo
*'''[[Margaret Mazzantini]]'''
**Mare al mattino
**Nessuno si salva da solo
**Non ti muovere
**Venuto al mondo
*'''[[Giulio Mazzarino]]'''
**Breviario dei politici
***Edizione 1698
***Edizione 2008
*'''[[Mazzeo di Ricco]]'''
**Amore, avendo interamente voglia
**Chi conoscesse sì la sua fallanza
**La ben aventurosa innamoranza
**Lo core innamorato
**Lo gran valore e lo pregio amoroso
**Madonna, de lo meo 'namoramento
**Sei anni ò travagliato
*'''[[Giovanni Battista Mazzini]]'''
**Congetture fisico-meccaniche intorno le figure delle particelle componenti il ferro
*'''[[Giuseppe Mazzini]]'''
**A Carlo Alberto di Savoja
**A parole chiare risposta chiara
**D'alcune cause che impedirono finora lo sviluppo della libertà in Italia
**D'una letteratura europea
**Della Giovine Italia
**Doveri dell'uomo
**I fratelli Bandiera
**Istruzione generale per gli affratellati nella Giovane Italia
**Note autobiografiche
*'''[[Luigi Mazzocchi]]'''
**Il canale della Bevera e i cavi Diotti: notizie storiche e tecniche
*'''[[Carlo Mazzoni]]'''
**Due amici
*'''[[Melania Gaia Mazzucco]]'''
**La lunga attesa dell'angelo
*'''[[Ridolfo Mazzucconi]]'''
**Guida allo scrivere corretto
<span id="Mb"></span>
<span id="Mc"></span>
*'''[[Paul J. McAuley]]'''
**La torre aliena
*'''[[Ed McBain]]'''
**Aria chiusa
**Gladly, l'orsacchiotto strabico (come Evan Hunter)
**Gli amanti
**Grande città violenta
**Il rapporto scomparso
**La bella e la bestia
**La trappola del gatto
**Le delusioni di Benjamin Smoke
**Misfatti
**Money
**Nocturne
**Piccoli omicidi
***Incensurato
***Pornofilm
***La prima volta
***Ogni mattina
***Una di meno
***Baciami, Dudley
***Un enigma cinese
***L'intervista
***Rapporto su un incidente
***Auto che scottano
***Il testimone oculare
***E dietro il buio
***Natura morta
***Un uomo felice
***Piccolo omicidio
***Caldo
***Noi due soli
***Volo mortale
***La confessione
***La roulette russa
**Romance
**''Savage'' calibro 300
**Soldi facili (come Evan Hunter)
**Traditori
**Tre topolini ciechi
**Ultima speranza
**Un'ombra sulla spiaggia
**Una città contro
**Uno spacciatore per l'87°
**Vedove
**Vespri
*'''[[James McBride]]'''
**Il colore dell'acqua
*'''[[Anne McCaffrey]]'''
**Gli anni d'oro: rispetta i superiori
**I delfini di Pern
**Il segno nel cielo
**La messaggera di Pern
*'''[[Colum McCann]]'''
**I {{sic|figlio}} del buio
*'''[[Cormac McCarthy]]'''
**Cavalli selvaggi
**La strada
**Meridiano di sangue
**Non è un paese per vecchi
**Suttree
*'''[[Mary McCarthy]]'''
**Il gruppo
**Uccelli d'America
*'''[[Thorp McClusky]]'''
**L'evocazione
**La marcia degli zombie
*'''[[Frank McCourt]]'''
**Che paese, l'America!
**Ehi, prof!
**Le ceneri di Angela
*'''[[Carson McCullers]]'''
**Invito di nozze
**La ballata del caffè triste
**Orologio senza lancette
*'''[[Tiffany McDaniel]]'''
**Il caos da cui veniamo
**L'estate che sciolse ogni cosa
**Queste voci mi battono viva
**Sul lato selvaggio
*'''[[Val McDermid]]'''
**L'esecuzione
*'''[[Alice McDermott]]'''
**Dopo tutto questo
*'''[[Ian McEwan]]'''
**Amsterdam
**Bambini nel tempo
**Chesil Beach
**Espiazione
**Il giardino di cemento
**L'amore fatale
**Lettera a Berlino
*'''[[Cody McFadyen]]'''
**Io confesso
**L'ombra
*'''[[William P. McGivern]]'''
**La donna rubata
*'''[[Anthony McGowan]]'''
**Diario di un superciccio
*'''[[Kathleen McGowan]]'''
**Il vangelo di Maria Maddalena
*'''[[Patrick McGrath]]'''
**Follia
**L'odore
*'''[[Vonda McIntyre]]'''
**Passaggio alle stelle
*'''[[Jay McInerney]]'''
**L'ultimo dei Savage
**La luce dei giorni
*'''[[Gillian McKeith]]'''
**Sei quello che mangi
*'''[[Richard McKenna]]'''
**Cacciatore torna a casa
**La San Pablo
*'''[[Patricia A. McKillip]]'''
**Il principe del mare e del fuoco
***Il maestro degli enigmi di Hed
***L'erede del mare e del fuoco
***L'arpista nel vento
**La città di luce e d'ombra
**La maga di Eld
**Una culla in fondo al mare
**Voci dal nulla
*'''[[Robin McKinley]]'''
**La spada blu
**Sunshine
*'''[[Brian McLaren]]'''
**Le dieci domande che cambieranno la Chiesa
*'''[[Kathleen McLuskie]]'''
**Teatro e politiche sessuali: Il caso della duchessa di [[John Webster|Webster]]
*'''[[Robert McLiam Wilson]]'''
**Eureka Street
*'''[[Barbara McMahon]]'''
**Vecchie gelosie
*'''[[Lisa McMann]]'''
**Dream
*'''[[Andy McNab]]'''
**Crisi quattro
**Fuoco di copertura
**Il ragazzo soldato
**Lo sterminatore
**Nome in codice Dark Winter
**Pattuglia Bravo Two Zero
*'''[[Cliff McNish]]'''
**Il custode di Freya
*'''[[Charles McPhee]]'''
**Il gatto sul fico
*'''[[Cynthia McQuillin]]'''
**L'ombra del suonatore d'arpa
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<span id="Me"></span>
*'''[[Abdelwahab Meddeb]]'''
**Fantasia
*'''[[Lorenzino de' Medici]]'''
**Apologia
**Aridosio
*'''[[Lorenzo de' Medici]]'''
**La Nencia da Barberino
**Simposio o I Beoni
*'''[[Pedro de Medina]]'''
**L'arte del navegar
*'''[[Efraim Medina Reyes]]'''
**C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo
**La sessualità della Pantera Rosa
*'''[[Zubin Mehta]]'''
**La partitura della mia vita
*'''[[Eva Meijer]]'''
**Il cottage degli uccelli
*'''[[Giorgio Meletti]]'''
**La paga dei padroni
**Nel paese dei Moratti
*'''[[Giovanni Meli]]'''
**Ditirammu
**L'origini di lu munnu
*'''[[Andrea Melone]]'''
**La verità sulla morte di Carla
*'''[[Herman Melville]]'''
**Bartleby lo scrivano
**Benito Cereno
**Galapagos
**Moby Dick
**Taipi
*'''[[Memini]]'''
**La marchesa d'Arcello
**Mario
**Mia
**Vita mondana
*'''[[Menandro]]'''
**Il misantropo
*'''[[Eduardo Mendoza]]'''
**Nessuna notizia di Gurb
*'''[[Luigi Meneghello]]'''
**Libera nos a malo
*'''[[Francesco Mengotti]]'''
**Idraulica fisica e sperimentale
*'''[[Giovanni Stefano Menochio]]'''
**Le Stuore [di Gio. Corona] tessute di varia eruditione sacra, morale, e profana
*'''[[Michel Menu]]'''
**Arte e tecnica del capo
*'''[[Almerico Meomartini]]'''
**Benevento
*'''[[Icchokas Meras]]'''
**Scacco perpetuo
*'''[[Pascal Mercier]]'''
**Treno di notte per Lisbona
*'''[[George Meredith]]'''
**L'egoista
*'''[[Richard C. Meredith]]'''
**Il cielo era pieno di navi
*'''[[Dmitrij Sergeevič Merežkovskij]]'''
**Pietro il Grande
*'''[[Prosper Mérimée]]'''
**Carmen
**Colomba
**Giuman
**La notte di S. Bartolomeo
*'''[[Alda Merini]]'''
**La volpe e il sipario
*'''[[Robert Merle]]'''
**Il giardino del serpente
**La morte è il mio mestiere
*'''[[Francesco Merlino]]'''
**L'utopia collettivista
*'''[[Fatema Mernissi]]'''
**La terrazza proibita. Vita nell'harem
*'''[[Abraham Merritt]]'''
**Brucia, strega, brucia
**Gli abitatori del miraggio
**Striscia, ombra!
*'''[[Thomas Merton]]'''
**Il segno di Giona
**La montagna delle sette balze
**Presentazione a "Canto all'amore"
*'''[[Giuseppe Merzario]]'''
**Storia del Collegio Cicognini di Prato
*'''[[Angelo Messedaglia]]'''
**L'economia politica
**L'imperatore Diocleziano e la legge economica del mercato
**L'insegnamento politico-amministrativo
**La statistica e i suoi metodi
**Statistica morale dell'Inghilterra comparata alla statistica morale della Francia di M.A. Guerry
*'''[[Annie Messina]]'''
**Il mirto e la rosa
**La principessa e il wâlî
*'''[[Vittorio Messori]]'''
**Il mistero di Torino
**Inchiesta sul cristianesimo
**Ipotesi su Gesù
**Scommessa sulla morte
*'''[[Grace Metalious]]'''
**I peccati di Peyton Place
*'''[[Pietro Metastasio]]'''
**Achille in Sciro
**Adriano in Siria
**Alessandro nell'Indie
**Antigono
**Arie
**Artaserse
**Attilio Regolo
**Catone in Utica
**Ciro riconosciuto
**Demetrio
**Demofoonte
**Didone abbandonata
**Ezio
**Il re pastore
**Il sogno di Scipione
**Il trionfo di Clelia
**Ipermestra
**Issipile
**L'endimione
**L'eroe cinese
**L'impresario delle Canarie
**L'isola disabitata
**L'Olimpiade
**La clemenza di Tito
**Nitteti
**Romolo ed Ersilia
**Ruggiero
**Semiramide
**Siroe
**Temistocle
**Zenobia
*'''[[Izrail' Moiseevič Metter]]'''
**Muchtar
*'''[[Philipp Meyer]]'''
**Il figlio
**Ruggine americana
*'''[[Renaud Meyer]]'''
**Le due morti di Hannah K.
*'''[[Stephenie Meyer]]'''
**Ballo infernale
**Breaking Dawn
**Eclipse
**L'ospite
**La breve seconda vita di Bree Tanner
**Twilight
**New Moon
*'''[[Émile Meyerson]]'''
**Identità e realtà
*'''[[Gustav Meyrink]]'''
**J.H. Obereit visita la regione delle Succhiatempo
**Il Golem
**La notte di Valpurga
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<span id="Mg"></span>
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<span id="Mi"></span>
*'''[[Giuseppe Micali]]'''
**Storia degli antichi popoli italiani
*'''[[Paolo Miccoli]]'''
**La divertente commedia umana
*'''[[Judith Michael]]'''
**Un certo sorriso
**Una sola passione
*'''[[Karin Michaëlis]]'''
**Bibi. Una bambina del nord
*'''[[Anne Michaels]]'''
**In fuga
*'''[[Joseph-François Michaud]]'''
**Storia delle Crociate
**Viaggio in Grecia ed a Smirne
*'''[[Domenico Michelessi]]'''
**Memorie intorno alla vita e agli scritti del conte Francesco Algarotti
*'''[[Jules Michelet]]'''
**La strega
*'''[[Robert Michels]]'''
**Corso di sociologia politica
*'''[[Carlo Michelstaedter]]'''
**Dialogo della salute
**La persuasione e la rettorica
**Poesie
**Volo per altri cieli è la mia vita
*'''[[James A. Michener]]'''
**Space
*'''[[Adam Mickiewicz]]'''
**Pan Tadeusz
*'''[[China Miéville]]'''
**La città & la città
**Perdido street station
*'''[[Bruno Migliorini]]'''
**Storia della lingua italiana
*'''[[Pietro Mignosi]]'''
**Arte e rivelazione
*'''[[Lanfranco Mignoti]]'''
*L'vltima parte della geometria
*'''[[Massimo Mila]]'''
**Lettura del Flauto Magico
*'''[[Cesare Milanese]]'''
**La tela
*'''[[Guido Milanesi]]'''
**Mar sanguigno
***Lu Scïò
***1914
***La traversata della morte
***Una notte di Natale
***Supremo grido
***Sosta di aquilotti
***Il carnevale del siluro
***La Fede
***Come nella tetra leggenda adriatica
**Rahatea
*'''[[Giovanni Milani]]'''
**Dietro quali considerazioni generali si debba determinare
**Qual linea seguir debba da Brescia a Milano
*'''[[Lorenzo Milani]]'''
**L'obbedienza non è più una virtù
*'''[[Gianni Milano]]'''
**Il maestro e le margherite
*'''[[Domenico Milelli]]'''
**Bare
**Inno delle Colonie Italiane
*'''[[Francesco Milizia]]'''
**Dizionario delle belle arti del disegno
**Principj di architettura civile
*'''[[John Stuart Mill]]'''
**La libertà
**La servitù delle donne
*'''[[Margaret Millar]]'''
**Cercatemi domani, sarò morto
**Chi perde un amico...
**Il segreto di Virginia
**Inganno per quattro
**L'assassinio di Miranda
**L'urlo
**La porta stretta
**La scatola d'argento
**Mistero senza fine
**Occhi nel buio
**Ragnatele
**Sapore di paura
**Una torre per il profeta
**Uno sconosciuto nella mia tomba
*'''[[Martin Millar]]'''
**Ragazze lupo
*'''[[Alice Miller]]'''
**Il bambino inascoltato
**Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé
**L'infanzia rimossa
**La persecuzione del bambino
*'''[[Andrew Miller (scrittore)|Andrew Miller]]'''
**Casanova innamorato
*'''[[Henry Miller]]'''
**Domenica dopo la guerra
**Il colosso di Maroussi
**Il mondo del sesso
**Il sorriso ai piedi della scala
**Il tempo degli assassini
**Nexus
**Opus pistorum
**Paradiso perduto
**Plexus
**Primavera nera
**Tropico del Cancro
**Tropico del Capricorno
*'''[[Mark Alan Miller]]'''
**''Hellraiser: Il tributo''
*'''[[Peter Schuyler Miller]]'''
**Oltre il fiume
*'''[[Rex Miller]]'''
**Slob
*'''[[Sue Miller]]'''
**Mentre ero via
*'''[[Wade Miller]]'''
**Donna rubata
**Gli spaiati
**Il segno del pavone
*'''[[Charles-Hubert Millevoye]]'''
**La caduta delle foglie
*'''[[Dan Millman]]'''
**La via del guerriero di pace
*'''[[Alan Alexander Milne]]'''
**Il mistero di Casa Rossa
**Winnie Puh
*'''[[John Milton]]'''
*Areopagitica
**Il Como
**Il Licida, l'Allegro, ed il Penseroso
***Licida
***L'allegro
***Il penseroso
**Paradiso perduto
*'''[[Anchee Min]]'''
**Azalea Rossa
*'''[[Céline Minard]]'''
**Per poco non ci lascio le penne
*'''[[Alain Minc]]'''
**I dieci giorni che sconvolgeranno il mondo
*'''[[Marin Mincu]]'''
**Il diario di Dracula
*'''[[Octave Mirbeau]]'''
**Farse e moralità
***L'epidemia
***Vecchio focolare domestico
***Il portafoglio
***Gli amanti
***Scrupoli
***Intervista
**La botte di sidro
***Il merciaiuolo ambulante
***Rabalan
***La bella zoccolaia
***L'ottogenuaria
***La prima emozione
***Il vitalizio
***Aspetto della folla
***Il Polacco
***Il Signor Quarto
***Per ingrandirsi
***Le bocche inutili
***Due amici si amavano
***Il tamburo
***I due viaggi
***Aspetto della folla
***Appunti per un avvocato
*'''[[Nicola Misasi]]'''
**In Magna Sila: racconti calabresi
***Maria Monaco
***Francesco il mendico
***Capanna di carbonaio
***Leggenda montanara
***Andrea
***In carcere
***Mentre piove
***Vallone di Rovito
***Lo stendardo di S. Rocco
***Un marito che si vendica
*'''[[Eraldo Miscia]]'''
**Profilo d'uomo
*'''[[Yukio Mishima]]'''
**Ali
**Il padiglione d'oro
**Il tempio dell'alba
**Lezioni spirituali per giovani Samurai
**Morte di mezza estate
**Neve di primavera
**Stella meravigliosa
*'''[[Melchiorre Missirini]]'''
**Pericolo di seppellire gli uomini vivi creduti morti
*'''[[Marco Missiroli]]'''
**Atti osceni in luogo privato
*'''[[Jacquelyn Mitchard]]'''
**Profondo come il mare
*'''[[David Mitchell]]'''
**Cloud Atlas
*'''[[Margaret Mitchell]]'''
**Via col vento
*'''[[Saundra Mitchell]]'''
**L'estate dei fantasmi
*'''[[Shandi Mitchell]]'''
**Sotto questo cielo intatto
*'''[[Syne Mitchell]]'''
**Ambra
*'''[[Naomi Mitchison]]'''
**Dopo l'incidente
*'''[[Anna Mitgutsch]]'''
**Straniera ovunque
**Tua madre era come te?
*'''[[Miyamoto Musashi]]'''
**Il libro dei cinque anelli
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*'''[[Leonard Mlodinow]]'''
**La passeggiata dell'ubriaco
*'''[[Sarah Mlynowski]]'''
**10 cose che abbiamo fatto (e forse non avremmo dovuto)
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<span id="Mo"></span>
*'''[[Mo Yan]]'''
**I quarantuno colpi
**I tredici passi
**Il paese dell'alcol
**Le canzoni dell'aglio
**Le rane
**Le sei reincarnazioni di Ximen Nao
**Sorgo rosso
*'''[[Azadeh Moaveni]]'''
**Viaggio di nozze a Teheran
*'''[[Federico Moccia]]'''
**Ho voglia di te
**Tre metri sopra il cielo
*'''[[Patrick Modiano]]'''
**Dora Bruder
** L'orizzonte
**Via delle Botteghe Oscure
*'''[[Judith Moffett]]'''
**Non senza onore
*'''[[Thomas Mofolo]]'''
**Chaca Zulu
*'''[[Rosa Mogliasso]]'''
**L'assassino qualcosa lascia
*'''[[Malika Mokeddem]]'''
**Storia di sogni e di assassini
*'''[[Molière]]'''
**Don Giovanni
*'''[[César Antonio Molina]]'''
**La fuga dell'amore
*'''[[Antonio Muñoz Molina]]'''
**Plenilunio
*'''[[Pompeo Gherardo Molmenti]]'''
**L'arte veneziana del Rinascimento
**La pittura veneziana
**Venezia
*'''[[Ferenc Molnár]]'''
**I ragazzi della via Pál
*'''[[Susie Moloney]]'''
**Le tredici
*'''[[Felice Momigliano]]'''
**Religione, filosofia e storia della filosofia
**Rinascimento italiano e illuminismo francese
*'''[[Theodor Mommsen]]'''
**Storia di Roma
*'''[[Nicolás Monardes]]'''
**Primera y segunda y tercera partes de la Historia medicinal
*'''[[Rodolfo Mondolfo]]'''
**Il dubbio metodico e la storia della filosofia
*'''[[Gianni Monduzzi]]'''
**Il manuale della Playgirl
*'''[[Paolo Monelli]]'''
**Avventura nel primo secolo
**Le scarpe al sole
**Mussolini piccolo borghese
**Roma 1943
*'''[[Ernesto Teodoro Moneta]]'''
**L'opera delle società della pace dalla loro origine ad oggi
**Le guerre, le insurrezioni e la pace nel secolo decimo nono
*'''[[Francesco Moneti]]'''
**La Cortona convertita
*'''[[Massimo Mongai]]'''
**Il gioco degli immortali
**Memorie di un cuoco d'astronave
*'''[[Antonio Mongitore]]'''
**L'atto pubblico di fede solennemente celebrato nella città di Palermo à 6 aprile 1724 dal Tribunale del S. Uffizio di Sicilia
*'''[[Karen Marie Moning]]'''
**Higlander. Amori nel tempo
**Highlander. Torna da me
**Il mistero del talismano perduto
**Il segreto del libro proibito
**La maledizione della luna nera
*'''[[Marc Monnier]]'''
**La camorra
*'''[[Mary Wortley Montagu]]'''
**Poesie
***Che comodi bensì, ma non delizie
***Sollecitata da l'istanze vostre
***O mille volte voi felice e mille
***Poco conosci il cor che tu consigli
***Se etade, infermità, dolori, angustie
***I patetici versi a me son sacri?
***Perché vivete voi così solinga
***Colà vedete quelle due colombe
***Della notte secreta argentea Diva
***I nostri padri, nati schiavi, a forza
*'''[[Ovidio Montalbani]]'''
**Agatochnea
*'''[[Eugenio Montale]]'''
**L'estetica e la critica
*'''[[Bennassù Montanari]]'''
**La sciarada, appendice alle antiche poetiche
*'''[[Geminiano Montanari]]'''
**Discorso sopra la tromba parlante
*'''[[Raul Montanari]]'''
**Il buio divora la strada
**L'esistenza di dio
**La verità bugiarda
*'''[[Giuseppe Montanelli]]'''
**Dello ordinamento nazionale
**Memorie sull'Italia e specialmente sulla Toscana dal 1814 al 1850
*'''[[Indro Montanelli]]'''
**I conti con me stesso
**Dante e il suo secolo
**Pantheon minore
**Storia di Roma
*'''[[Giorgio Montefoschi]]'''
**La gioia del racconto
**Le due ragazze con gli occhi verdi
*'''[[Mayra Montero]]'''
**L'ultima notte a letto con te
*'''[[Augusto Monterroso]]'''
**Il dinosauro
*'''[[Montesquieu]]'''
**Lettere persiane
*'''[[Florence Montgomery]]'''
**Incompreso
*'''[[Lucy Maud Montgomery]]'''
**Anna dai capelli rossi
**Anna di Avonlea
**Il baule dei sogni
*'''[[Henry de Montherlant]]'''
**Gli scapoli
*'''[[Costanza Monti]]'''
**L'origine della Rosa
*'''[[Mario Monti (scrittore)|Mario Monti]]'''
**Gli esploratori
*'''[[Santo Monti]]'''
**La signoria in Como
*'''[[Vincenzo Monti]]'''
**Aristodemo
**Cajo Gracco
**Elegie I
**Galeotto Manfredi
**Il bardo della Selva Nera
**In morte di Lorenzo Mascheroni
**In morte di Ugo Bass-Ville
**L'entusiasmo melanconico
**La bellezza dell'universo
**La musogonia
**La pace di Capoformio
**Pensieri d'amore
*'''[[Anne-Marie-Louise de Montpensier]]'''
**Memorie della grande mademoiselle
*'''[[Elizabeth Moon]]'''
**Gli incidenti non capitano per caso... sono provocati
*'''[[Michael Moorcock]]'''
**Elric di Melniboné
**Gli dei perduti
**Il mastino della guerra
*'''[[Alan Moore]]'''
**La voce del fuoco
*'''[[Brian Moore]]'''
**La caccia
*'''[[C. L. Moore]]'''
**Il mattino dell'apocalisse
**Northwest Smith il terrestre
***Shambleau
***Sete nera
***Sogno scarlatto
***La polvere del dio
***Julhi
***Il freddo dio grigio
***Yvala
***Paradiso perduto
***L'albero della vita
***La lupa mannara
***La ninfa delle tenebre
***Canto in chiave minore
**Sogno scarlatto
*'''[[Carlos Moore]]'''
**Fela. Questa bastarda di una vita
*'''[[Christopher Moore]]'''
**Anime di seconda mano
**Demoni. Istruzioni per l'uso
**Il Vangelo secondo Biff
**Razzmatazz
**Sacré Bleu
**Sesso e lucertole a Melancholy Cove
**Tutta colpa dell'angelo
*'''[[Lorrie Moore]]'''
**Anagrammi
*'''[[Margaret Moore]]'''
**La sposa normanna
*'''[[Michael Moore]]'''
**Ma come hai ridotto questo Paese?
**Stupid White Men
*'''[[Susanna Moore]]'''
**Dentro
*'''[[Thomas Moore]]'''
**Canti e melodie
***Gli amori degli Angeli
***Il Paradiso e la Peri
***La luce dell'Harem
***Gli Adoratori del Fuoco
***Melodia
**Il profeta velato
*'''[[Ward Moore]]'''
**Bellimbusto
*'''[[Michele Moramarco]]'''
**I mitici Gufi
**L'ultimo bagliore e la luna del mattino
**La massoneria e l'età delle rivoluzioni
*'''[[Michelle Moran]]'''
**La regina dell'eternità. Il romanzo di Nefertiti
*'''[[Paul Morand]]'''
**Buddha Vivente
**Campioni del mondo
*'''[[Luigi Morandi]]'''
**La ritrosa
**Origine della lingua italiana
*'''[[Elsa Morante]]'''
**Aracoeli
**L'isola di Arturo
**La storia
**Lo scialle andaluso
**Menzogna e sortilegio
*'''[[Mario Morasso]]'''
**La nuova arma. (La macchina)
**Uomini e idee del domani. L'egoarchia
*'''[[Alberto Moravia]]'''
**1934
**Agostino
**Gli indifferenti
**Il conformista
**Il viaggio a Roma
**Io e lui
**L'amore coniugale
**L'uomo che guarda
**La ciociara
**La disubbidienza
**La noia
**La romana
**La villa del venerdì
**Le ambizioni sbagliate
**Palocco
**Racconti romani
**Viaggio in Inghilterra
*'''[[Bruno Morchio]]'''
**Bacci Pagano al ballo a Fontanigorda
**Bacci Pagano al Roger Café
**Bacci Pagano sul lago
**Bacci Pagano. Una storia da carruggi
**Colpi di coda
**Con la morte non si tratta
**Fragili verità
**Gli uccelli di Pechino
**La crêuza degli ulivi
**Le cose che non ti ho detto
**Le ombre della sera
**Le sigarette del manager
**Lo spaventapasseri
**Maccaia
**Nel tempo sbagliato
**Rossoamaro
**Un conto aperto con la morte
**Un ibrido d'uomo
**Uno sporco lavoro
**Voci nel silenzio
*'''[[Fabrizio Mordente]]'''
**Propositioni
*'''[[Giampaolo Morelli]]'''
**Un bravo ragazzo
*'''[[Raffaele Morelli]]'''
**Puoi fidarti di te
*'''[[Salvatore Morelli]]'''
**Brindisi e Ferdinando II, o Il passato, il presente e l'avvenire di Brindisi
**La donna e la scienza o la soluzione del problema sociale
*'''[[Adriana Moreno]]'''
** La sinfonia del bosco
*'''[[Marvel Moreno]]'''
**In dicembre tornavano le brezze
*'''[[Claudio Moreschini]]'''
**Letteratura cristiana delle origini. Greca e latina
*'''[[Antonio Moresco]]'''
**Gli increati
*'''[[Marino Moretti]]'''
**Anna degli elefanti
*'''[[Mario Moretti]]'''
**Brigate rosse
*'''[[Giovanni Battista Morgagni]]'''
**Delle sedi e cause delle malattie anatomicamente investigate
*'''[[Charles Morgan]]'''
**Ritratto in uno specchio
**La stanza vuota
*'''[[Marlo Morgan]]'''
**...E venne chiamata due cuori
*'''[[Irmtraud Morgner]]'''
**Nozze a Costantinopoli
*'''[[Carlo Luigi Morichini]]'''
**Degl'istituti di pubblica carità ed istruzione primaria e delle prigioni in Roma, volume I
*'''[[Eduard Mörike]]'''
**Castagnasecca l'omino di Stoccarda
**Mozart in viaggio verso Praga
*'''[[Gianluca Morini]]'''
**Una serena inconsistenza
*'''[[Karl Philipp Moritz]]'''
**Anton Reiser
*'''[[Christopher Morley]]'''
**Il cavallo di Troia
**Kitty Foyle
**La libreria stregata
**Tuono a sinistra
*'''[[Tommaso Moro]]'''
**Secondo Libro di quel parlamento che fece Rafaello Hytlodeo de l'ottimo stato de la republica Utopiense
**Utopia
*'''[[Davide Morosinotto]]'''
**La quercia addormentata
*'''[[Ferdinando Morozzi]]'''
**Dello stato antico e moderno del fiume Arno e delle cause e de' rimedi delle sue inondazioni
*'''[[Gianluca Morozzi]]'''
**Bob Dylan spiegato a una fan di Madonna e dei Queen
*'''[[Emilio Morpurgo]]'''
**La finanza
**La statistica e le scienze sociali
**Marco Foscarini e Venezia nel secolo XVIII
*'''[[Isabella Morra]]'''
**Rime
*'''[[John Morressy]]'''
**Dirigenti & Ascensori
*'''[[Desmond Morris]]'''
**Il comportamento intimo
**L'uomo e i suoi gesti
**La scimmia nuda
**Lo zoo umano
*'''[[William Morris]]'''
**Notizie da nessun luogo
*'''[[Wright Morris]]'''
**Un sonno profondo
*'''[[Toni Morrison]]'''
**Amatissima
**Il dono
**Jazz
**Paradiso
*'''[[Bradford Morrow]]'''
**La rabdomante
*'''[[James Morrow]]'''
**Abaddon
**Abraham Lincoln da McDonald
*'''[[Anna Morrow Lindberg]]'''
**Ascolta, è il vento
*'''[[Enrico Morselli]]'''
**Carlo Darwin
**L'uccisione pietosa
**Psicologia e "spiritismo"
**Sessualità umana
*'''[[Ercole Luigi Morselli]]'''
**Acqua sul fuoco
**La prigione
**Storie da ridere.... e da piangere
***L'osteria degli scampoli
***L'elefante
***La befana di Baciccia
***«Italien, Liebe, Blut...!»
***L'aeroplano
***La donna-ragno
***La vita è allegra!
***Il cavalier allegoria
*'''[[Guido Morselli]]'''
**Dissipatio H.G.
**Il comunista
**Un dramma borghese
*'''[[Carole Mortimer]]'''
**Accordo d'amore
*'''[[Gaetano Mosca]]'''
**Elementi di scienza politica
**La classe politica
*'''[[Giovanni Mosca]]'''
**Ricordi di scuola
*'''[[Chiara Moscardelli]]'''
**Volevo essere una gatta morta
*'''[[Nicola Moscardelli]]'''
**Dostoievski
*'''[[Mosco]]'''
**Idilli
***Idillio I
***Idillio II
***Idillio III
***Idillio IV
***Idillio V
***Idillio VI
***Idillio VII
***Idillio VIII
*'''[[Milena Moser]]'''
**L'isola delle cameriere
*'''[[Walter Mosley]]'''
**Farfalla bianca
**Il diavolo in azzurro
**La musica del diavolo
*'''[[Tara Moss]]'''
**Brama oscura
**Delitto d'alta moda
**La foresta della morte
*'''[[George Mosse]]'''
**Il razzismo in Europa
**La nazionalizzazione delle masse
*'''[[Kate Mosse]]'''
**L'ottavo arcano
*'''[[Angelo Mosso]]'''
**La fatica
**Mesmer e il magnetismo
*'''[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]]'''
**Lezioni elementari di fisica matematica
*'''[[Jacopo Mostacci]]'''
**A pena pare ch'io saccia cantare
**Amor ben veio che mi fa tenire
**Mostrar vorria in parvenza
**Sollicitando un poco meo savere
**Umile core e fino e amoroso
*'''[[Anders de la Motte]]'''
**Il gioco
*'''[[Kenizé Mourad]]'''
**La principessa ribelle
*'''[[Jojo Moyes]]'''
**L'ultima lettera d'amore
*'''[[Anna Maria Mozzoni]]'''
**La liberazione della donna
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*'''[[Marnie Mueller]]'''
**L'aria che respiravamo
*'''[[Giampiero Mughini]]'''
**La collezione
*'''[[Zana Muhsen]]'''
**Vendute
*'''[[Álvaro Mutis]]'''
**Abdul Bashur, sognatore di navi
*'''[[Dhan Gopal Mukerji]]'''
**Citra
*'''[[Herta Müller]]'''
**In viaggio su una gamba sola
*'''[[Harold Warner Munn]]'''
**Achsah Young di Windsor
*'''[[Antonio Muñoz]]'''
**Roma barocca
*'''[[Antonio Muñoz Molina]]'''
**Beltenebros
**Plenilunio
*'''[[Alice Munro]]'''
**Chi ti credi di essere?
**Danza delle ombre felici
**Il percorso dell'amore
**Il sogno di mia madre
**In fuga
**La vista da Castle Rock
**Nemico, amico, amante...
*'''[[Friederich Münter]]'''
**Viaggio in Sicilia
*'''[[Marie-Aude Murail]]'''
**Nodi al pettine
**Picnic al cimitero e altre stranezze
*'''[[Haruki Murakami]]'''
**1Q84
**Kafka sulla spiaggia
**L'arte di correre
**La ragazza dello Sputnik
**La strana biblioteca
**Norwegian Wood
*'''[[Murasaki Shikibu]]'''
**Storia di Genji il principe splendente
*'''[[Ludovico Antonio Muratori]]'''
**Della forza della fantasia umana
**Della pubblica felicità
*'''[[Iris Murdoch]]'''
**La ragazza italiana
**Una testa tagliata
*'''[[Henri Murger]]'''
**Scene della vita di Bohème
*'''[[Michela Murgia]]'''
**Accabadora
**Ave Mary
**Noi siamo tempesta
*'''[[Ernesto Murolo]]'''
**Lettera critica a Salvatore Baratta
*'''[[Robert P. Murphy]]'''
**Tutte le balle sul capitalismo
*'''[[Romolo Murri]]'''
**Fede e fascismo
**Il cristianesimo e la religione di domani
**Il partito radicale e il radicalismo italiano
**L'idea universale di Roma
*'''[[Luca Musella]]'''
**Mitra & Mandolino
*'''[[Robert Musil]]'''
**Il compimento dell'amore
**Il giovane Törless
**L'uomo senza qualità
**La casa incantata
**La tentazione della silenziosa Veronika
**Sulla stupidità
*'''[[Guillaume Musso]]'''
**Central Park
**L'uomo che credeva di non avere più tempo
**Perché l'amore qualche volta ha paura
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L'uomo bicentenario
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Udiki
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/* Frasi */ Aggiusto l'ultima modifica, ma forse andrebbe trasformato in dialogo
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloalfabetico= Uomo bicentenario, L'
|titoloitaliano= L'uomo bicentenario
|immagine=
|titolooriginale= Bicentennial Man
|paese = Stati Uniti d'America
|anno= 1999
|genere= fantascienza, drammatico
|regista= [[Chris Columbus]]
|soggetto= [[Isaac Asimov]] e [[Robert Silverberg]]
|sceneggiatore= [[Nicholas Kazan]]
|attori=
*[[Robin Williams]]: Andrew Martin
*[[Sam Neill]]: Richard Martin (''Signore'')
*[[Wendy Crewson]]: Rachel Martin (''Signora'')
*[[Hellie Kate Eisenberg]]: Amanda Martin (''Piccola Miss'') a 7 anni
*[[Embeth Davidtz]]: Amanda Martin/Portia Charney
*[[Lindze Letherman]]: Grace Martin (''Miss'') a 9 anni
*[[Oliver Platt]]: Rupert Burns
*[[Kiersten Warren]]: Galatea
*[[George Wallace]]: Presidente del Congresso Mondiale
|doppiatoriitaliani=
*[[Marco Mete]]: Andrew Martin
*[[Lilian Caputo]]: Amanda Martin a 7 anni
*[[Eleonora De Angelis]]: Amanda Martin adulta
*[[Pinella Dragani]]: Portia Charney
*[[Sergio Di Stefano]]: Richard Martin
*[[Nino Prester]]: Rupert Burns
*[[Gio'-Gio' Rapattoni]]: Galatea
*[[Tiziana Avarista]]: Rachel Martin
*[[Rossella Acerbo]]: Grace Martin adulta
*[[Luciano De Ambrosis]]: Presidente del Congresso Mondiale
|note=
Musiche: [[James Horner]]<br />Basato su un omonimo racconto di [[Isaac Asimov]].
}}
'''''L'uomo bicentenario''''', film statunitense del 1999 con [[Robin Williams]], regia di [[Chris Columbus]].
==Frasi==
*Uno è lieto di poter servire. ('''Andrew''', ricorrente)
*Per seguire il proprio cuore, ''Uno'' deve fare la cosa sbagliata. ('''Andrew''')
*La gente invecchia con il tempo. Ma effettivamente per te il tempo è un concetto completamente diverso. Per te, il tempo è infinito. ('''Signor Martin''')
*Puoi arrivare a perderti. Perdi tutto: i confini, il senso del tempo... Due corpi possono unirsi a tal punto che non sai più chi è chi e cosa è cosa. E quando la confusione raggiunge quell'intensità, ti sembra di morire... e in un certo senso muori, e ti ritrovi da solo nel tuo corpo, separato, ma la persona che ami è ancora lì. È un miracolo: vai in paradiso e torni indietro, da vivo. E puoi tornarci tutte le volte che vuoi, con la persona che ami. ('''Andrew''')
*Come [[robot]] avrei potuto vivere per sempre, ma dico a tutti voi oggi, che preferisco morire come uomo, che vivere per tutta l'eternità come macchina... {{NDR|gli viene chiesto perché}} Per essere riconosciuto per chi sono e per ciò che sono. Niente di più, niente di meno. Non per la gloria, per l'approvazione, ma per la semplice verità di questo riconoscimento. È stato l'elemento propulsivo di tutta la mia esistenza e devo riuscire a ottenerlo, se voglio vivere o morire con dignità. ('''Andrew''')
*Uno ha studiato la vostra storia: sono state combattute guerre terribili in cui sono morti milioni di individui per un'idea: la [[libertà]]. Quindi si può dire che una cosa a cui tante persone tengono così tanto vale la pena di averla. ('''Andrew''')
==Dialoghi==
*'''Grace''' {{NDR|riferendosi alla cena}}: Per me è una porcheria.<br>'''Andrew''' {{NDR|perplesso}}: Porcheria? I porci... non hanno le ali. È pollo!
*{{NDR|Richard spiega ad Andrew il [[concepimento]]}}<br> '''Richard''': E... nove mesi dopo nasce un bambino. E questi, Andrew, sono i cosiddetti... fatti della vita.<br>'''Andrew''': Gli uomini fanno realmente queste cose, signore?<br>'''Richard''': Eh, sì.<br>'''Andrew''': E le persone sposate? Uno immagina che lo considerino come una sorta di impegno, o come un obbligo...<br>'''Richard''': Sì, ma vedi... {{NDR|si schiarisce la voce}} non... non è esattamente un...<br>'''Andrew''': È un sollievo.<br>'''Richard''': ...un obbligo, Andrew. È anche il modo naturale preferibile per concepire i figli...<br>'''Andrew''': Signore, di tutti questi milioni di [[Spermatozoo|spermatozoi]] soltanto uno ce la fa?<br>'''Richard''': Proprio così.<br>'''Andrew''': Che cosa succede agli altri?<br>'''Richard''': Be'... gli altri muoiono.<br>'''Andrew''': No... muoiono... Uno sta male per loro...<br>'''Richard''': Sì, in effetti... ma, è opinione comune che sia una cosa piacevole.<br>'''Andrew''': Per entrambe le parti?<br>'''Richard''': In un mondo ideale sì. Quindi le persone lo fanno abbastanza spesso.<br>'''Andrew''': Quanto spesso, signore?<br>'''Richard''': Più spesso che possono, in effetti.<br>'''Andrew''': Ah...<br>'''Richard''': Almeno all'inizio.<br>'''Andrew''': Signore... Uno può parlare francamente con lei?<br>'''Richard''': Come sempre, Andrew.<br>'''Andrew''': Vede, è che tutto questo processo... sembra così... pasticciato.<br>'''Richard''': Direi che è... una giusta osservazione.<br>'''Andrew''': Muoiono...
*'''Richard''': Si chiama [[umorismo]].<br>'''Andrew''': Umorismo?<br>'''Richard''': Sì, la gente racconta delle barzellette per far ridere gli altri.<br>'''Andrew''': E questo ridere è piacevole, signore?<br>'''Richard''': Sì.<br>'''Andrew''': Potrebbe insegnare a Uno a dire una [[Barzellette dai film|barzelletta]]?<br>'''Richard''': Ah, vediamo, ehm... Due ubriachi entrano in un bar...<br>'''Andrew''': Ma... non dovrebbero uscire, da un bar? In genere, si entra nei bar per bere e si esce ubriachi.<br>'''Richard''': Ah, proviamo qualcosa di più semplice, ehm... Toc toc!<br>'''Andrew''': Toc toc?<br>'''Richard''': No... Toc... Toc toc, c'è qualcuno alla porta.<br>'''Andrew''': Uno deve andare ad aprire?<br>'''Richard''': No, no, no, no, devi dire «Chi è», Andrew.<br>'''Andrew''': Chi è, Andrew?<br>'''Richard''': No, soltanto «Chi è?».<br>'''Andrew''': Uno non lo sa, signore.<br>'''Richard''': Partiamo da qualcosa di più semplice... Uhm... «Perché il pollo attraversa la strada?».<br>'''Andrew''': Uno non lo sa, signore. È possibile che un predatore lo rincorra, o è possibile che ci sia una gallina dall'altra parte della strada se è un pollo maschio, o è possibile che voglia procurarsi del cibo, o a seconda della stagione, che voglia migrare... Uno spera che non ci sia traffico!<br>'''Richard''': Per andare dall'altra parte.<br>'''Andrew''': «Per andare dall'altra parte.» Ooh! E perché questo fa ridere?
*'''Andrew''': Uno può, signore? Adesso è un buon momento?<br>'''Rachel''': Cosa? Un buon momento per cosa?<br>'''Andrew''': Ieri sera il signore mi ha insegnato...<br>'''Richard''': No, no, no, non dare la colpa a me... di' pure.<br>'''Andrew''': Grazie, signore. Due cannibali mangiano un clown: uno si volta e dice «Non ha un sapore buffo?». Come ringrazia un fazzoletto spagnolo? «''Muco gracias!''». Perché i cinesi si divertono tanto? Hanno tanto riso! Perché ai ciechi non piace il paracadutismo? Gli si spaventano i cani! Un pazzo va sull'[[autostrada]]; la moglie lo chiama al cellulare e gli dice: «Tesoro, mi hanno detto che c'è uno che va contromano!» {{NDR|Rachel, e poi le figlie, ridono}} E lui: «Uno?! Centomila!». Che cos'è silenzioso e puzza di vermi? Le scoregge degli uccelli! Dev'essere stato un ingegnere a disegnare il corpo umano... chi altri avrebbe messo un impianto di eliminazione scorie vicino alla zona divertimenti? Una donna va dal medico: «Le spiace se le addormento il seno?», «Assolutamente no!», «Ninna nanna, ninna nanna...» {{NDR|Richard e le figlie ridono}} Uno ce l'ha fatta, signore.<br>'''Richard''': Andrew, sei stato... sei stato bravo, ma forse dobbiamo parlare di adeguatezza e di... tempismo.<br>'''Andrew''': Sono le dieci e un quarto, signore. {{NDR|tutti ridono}}
*'''Andrew''': Io lo so che non ti piaccio, ma neanche tu mi piaci. Voglio solo che sia chiaro.<br>'''Portia''': Non potevi esserlo di più neanche sputandomi in faccia.<br>'''Andrew''': Non posso: non ho la ghiandola salivare!
*'''Portia''': Ti dispiacerebbe dirmi cosa vuoi esattamente? <br>'''Andrew''': Una famiglia. Il mio cognome è Martin e mi chiamo così perché il tuo bisnonno e la tua bisnonna mi consideravano un membro della tua famiglia... Ora il signore è morto. Piccola Miss è invecchiata. A te non piaccio ma almeno parli con me se busso alla tua porta abbastanza a lungo. <br>'''Portia''': È una barzelletta? <br>'''Andrew''': No. Vuoi sentire una barzelletta? Un buddhista chiede a un venditore di panini: «Fammi una cosa sola con il tutto.» <br>'''Portia''' {{NDR|ride}}: Andrew, tu hai degli amici per caso? <br>'''Andrew''': No, solo Woofy... {{NDR|indica il cane}} Che è molto dolce ma non molto impegnativo a livello conversativo. Questo è il massimo delle sue capacità. <br>'''Portia''': Vuoi qualcuno che ti ascolti? <br>'''Andrew''': Con cui parlare. <br>'''Portia''': Anche se tu non piaci a quella persona? <br>'''Andrew''': Non si può avere tutto... dico bene? O si può avere tutto? Per alcuni è così, il che mi lascia un po' perplesso in questo senso... <br>'''Portia''': Siediti, parliamo...
*'''Portia''': Maledizione, Andrew, se tu vuoi riuscire in questa cosa... <br>'''Andrew''': Quale cosa? <br> '''Portia''': Questa a cui stai tentando di arrivare, devi piantarla di trattarmi con tanta deferenza. <br>'''Andrew''': Non posso fare a meno della deferenza, è incorporata. <br> '''Portia''': Allora cambia. <br>'''Andrew''': Cambia? Io sono cambiato. <br> '''Portia''': Io non dico esternamente, devi cambiare dentro di te. Corri qualche rischio, fai qualche errore. <br>'''Andrew''': Errore? <br> '''Portia''': Sì, a volte è importante non essere perfetti, è importante fare la cosa sbagliata. <br>'''Andrew''': La cosa sbagliata!? <br> '''Portia''': Sì. <br>'''Andrew''': Perché? Oh sì, per imparare dai propri errori. <br> '''Portia''': No, per farli e basta! Per scoprire cosa è reale e cosa non lo è, per scoprire quello che tu provi!
*'''Portia''': Non pensavo di vederti. <br>'''Andrew''': È qui che si è sposata tua nonna. Me lo ricordo bene questo posto.<br>'''Portia''': Sì, lo volevo pronto per il mio matrimonio. <br>'''Andrew''': Non ti sei sposata?<br>'''Portia''': No, mancano ancora due settimane. <br>'''Andrew''': Siamo ancora in tempo! Sei convinta di fare la cosa giusta?<br>'''Portia''': Convinta?<br>'''Andrew''': Di sposarti!<br>'''Portia''': Non sono mai assolutamente convinta di niente.<br>'''Andrew''': Potrebbe essere la cosa sbagliata.<br>'''Portia''': No, sono quasi sicura di fare la cosa giusta.<br>'''Andrew''': Splendido.<br>'''Portia''': Perché splendido?<br>'''Andrew''': Be', a casa tua mi hai detto di fare la cosa sbagliata. Ora tu non stai facendo la cosa sbagliata, ma quella giusta. È ovvio che non segui il tuo consiglio, perché se così fosse non sposeresti questo signor Charles.<br>'''Portia''': Perché così faccio la cosa giusta.<br>'''Andrew''': Precisamente.<br>'''Portia''': Non so bene come, ma i tuoi discorsi tornano.<br>'''Andrew''': Bene. Hai idea di cosa si provi ad essere innamorati di una persona che sta per sposare un altro? Una persona assolutamente splendida, che entra in una stanza e la illumina come un raggio di sole, e che tu sai che sta mentendo a se stessa.<br>'''Portia''': Mentendo?<br>'''Andrew''': In modo convincente, sì. Molto, moltissimo.<br>'''Portia''': Oh, e a che proposito?<br>'''Andrew''': Sul fatto che non mi ami, quando io so che in qualche modo non è vero.<br>'''Portia''': Scusa, ma come fai a saperlo?<br>'''Andrew''': Portia, ho fatto tutto quello che dovevo, dentro e fuori.<br>'''Portia''': Ma quello non ha importanza per me!<br>'''Andrew''': Un po' dovrà pur averne, perché altrimenti tu ameresti me, e non un uomo che con il mento può affondare il Titanic! {{NDR|Portia ride}} Che c'è? Visto? È vero, no?! Scusa. Lui ti fa brillare così? Ti fa ridere così?<br>'''Portia''': Nessuno mi fa ridere come te!<br>'''Andrew''': Bene, allora ammettilo, ammettilo che mi ami!
*'''Andrew''': Portia... dammi un bacio.<br>'''Portia''': Oddìo!...<br>'''Andrew''': Tutto qui, solo un bacio veloce. Un piccolo bacio non metterà in crisi un matrimonio eccezionale. E poi mi spiegherebbe perché le tue pulsazioni sono passate da sessantasei a centodue battiti al minuto... la respirazione raddoppiata, stai emettendo nuvole di feromone, Portia.<br>'''Portia''': Non sei leale a leggermi così.<br>'''Andrew''': Lo so. L'amore non è leale. Sto leggendo il tuo cuore, ti sto chiedendo di seguirlo, ti sto implorando. Implorare dovrebbe essere una cosa umiliante, ma non importa... Io ti amo, Portia. Ti ho amata dal primo momento che ti ho vista. {{NDR|si baciano}}<br>'''Portia''': Avevi detto un bacio veloce...<br>'''Andrew''': Ho mentito!
*'''Portia''': Non ha importanza cosa dice il Congresso Mondiale, perché vuoi la loro approvazione? <br>'''Andrew''': È una vecchia abitudine. Ho iniziato la mia esistenza come robot, mi piace ancora che certe cose mi vengano dette.
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
A fra poco... ('''Portia Charney''')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film di fantascienza]]
[[Categoria:Film drammatici]]
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Fermo
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Danyele
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+voci correlate / fix minori
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:Fermo-danordovest.jpg|thumb|Fermo]]
Citazioni su '''Fermo'''.
*Come un tempo veniva chiamato Fermo Piceno, così in altri tempi la Marca fu detta Fermana, essendo Fermo la prima Città che in questa provincia esistesse. ([[Sisto V]])
*Io amo molto Fermo, [...] la sorella carnale di [[Urbino]], più bionda, più pingue e di carattere più aperto e dolce. ([[Paolo Volponi]])
*La Città di Fermo, celebre ed insigne per antichità, per nobiltà, per gloria delle lettere, delle armi, dei fatti, delle gesta, dalla quale anche l'intera Regione Picena si scelse che fosse denominata Marca Fermana. {{NDR|Formula del diploma di laurea rilasciato dall'Università di Fermo dal 1585 al 1826}}<ref>«''Firmana Civitas, antiquitate, nobilitate ac literarum armorum rerumque gestarum gloria, celebris atque insignis, a qua et universam Piceni regionem, Marchiam Firmanam denominatam fuisse legitur.''» Citato in Brizzi G. P., ''L'Antica Università di Fermo'', Fermo, 2001, p. 110.</ref>
*Situata in un colle di aere saluberrimo, di amenità singolare nel cuor del Piceno, presso al seno Adriatico, non lungi dai monti Appennini. ([[Sisto V]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Gran Premio Capodarco]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Comuni delle Marche]]
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Adriano Tilgher
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2026-06-14T14:25:48Z
Gaux
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/* Filosofi antichi */ il monismo materialistico degli Jonici
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Adriano-tilgher filosofa.jpg|thumb|Adriano Tilgher]]
'''Adriano Tilgher''' (1887 – 1941), filosofo, saggista e critico teatrale italiano.
==Citazioni di Adriano Tilgher==
*Fra i tanti [[Luigi Pirandello|Pirandello]] che vanno in giro da un pezzo al mondo della critica letteraria internazionale, zoppi, deformi, tutti testa e niente, strambalati, sgarbati, lunatici, nei quali io, per quanto mi sforzi, non riesco a riconoscermi per un minimo tratto.<ref>Citato in Domenico Vittorini, prefazione al ''Dramma di Pirandello''.</ref>
*{{NDR|Nel 1860, a Napoli, dopo il Plebiscito}} I partigiani del ''Begriff''<ref>Gli hegeliani.</ref> essendo più giovani, avevano più spesso il di sopra in questi filosofici tornei<ref>Contro i giobertiani.</ref>. Onde divennero in breve il terrore dei proprietari di caffè delle Puglie e della Calabria, che al vederli avvicinarsi gridavano ai garzoni: ''Chiudite, ca stanno venenno 'e Begriffe!'' Nacque così il termine di Begriffo per indicare i fedeli e i fanatici del dio ''Begriff''.<ref>Citato in [[Giovanni Artieri]], ''Napoli, punto e basta?'', p. 257.</ref>
*{{NDR|[[Alfred Loisy]]}} Il fondo ultimo delle cose è – per lui – una forza misteriosa, potente, agente, indistruttibile, inesauribile, [[slancio vitale]] che attraverso cadute e sconfitte ascende verso la luce dello spirito e della coscienza, fiume di vita di cui l'uomo non è che una minuscola ondata, ma che egli ha la facoltà di sentire intuitivamente, immediatamente, con un'apprensione che è al di qua e prima di ogni ragionamento.<ref>Da ''[https://archive.org/details/tilgher-filosofi-moralisti-del-novecento/mode/1up Filosofi e moralisti del Novecento]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1932, cap. XVII, p. 181.</ref>
*In Italia pare si voglia insistere a seguire la falsariga di qualche critico che ha creduto di scoprire nelle mie cose un contenuto filosofico, che non c'è, vi garantisco che non c'è.<ref>Citato in ''Il teatro di Pirandello'', introduzione pag. XXVI, VII ristampa Oscar Mondadori, gennaio 1976.</ref>
*Io mostravo che tutto il mondo pirandelliano faceva centro intorno a una visione della Vita come forza travagliata da un'intera antinomia per la quale la Vita è, insieme, necessitata a darsi forma e, per uguale necessità, non può consistere in nessuna forma, ma deve passare di forma in forma. È la famosa, o famigerata, antitesi di Vita e Forma, ''problema centrale dell'arte pirandelliana''.<ref>Da ''Studi sul teatro contemporaneo'', 1922.</ref>
*[[Étienne-Gabriel Morelly|Morelly]] pone come principio che l'interesse particolare, il «desiderio d'avere», l'avarizia è la fonte di tutti i mali sociali. A chi obietta che l'interesse personale è lo stimolante necessario dell'energia umana, Morelly risponde che l'uomo è un essere naturalmente attivo, che non ripugna affatto al lavoro in quanto tale, ma solo al lavoro monotono e prolungato. Sono le istituzioni arbitrarie le quali pretendono di fissare per alcuni uomini soltanto uno stato permanente di riposo detto prosperità, fortuna, lasciando agli altri in permanente retaggio il lavoro, la fatica, che generano la pigrizia e l'odio al lavoro. È la cattiva costituzione sociale che ha prodotto negli uni l'ozio e la mollezza, negli altri l'aborrimento dal lavoro forzato. Ma di per sé il lavoro non ha nulla di {{sic|repugnante}}, è, anzi, piacevole, attraente.<ref>Da ''[https://archive.org/details/TilgherHomoFaber/mode/1up Homo faber]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1929, cap. XIII, pp. 94-95.</ref>
*Nei regimi di [[libertà]], essendoci libertà di parola e di critica, è naturale che il pubblico se ne serva, più che per lodare, per criticare e lamentarsi: di qui l'apparenza che in quei regimi tutto vada male.<ref>Citato in Luigi Vicinanza, [https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/11/02/news/adriano_tilgher_un_libertario_da_ercolano-324761779/ ''Adriano Tilgher, un libertario da Ercolano''], ''repubblica.it'', 2 novembre 2021.</ref>
*Temperamento pugnace e individualistico, «poeta maledetto» della filosofia, amatore di tutte le cause perdute, [[Giuseppe Rensi|Rensi]] è di quelli cui piace dire di no alla scuola dominante e di starsene coi vinti, salvo, quando siano divenuti vincitori, a piantarli in asso e a passare al campo opposto. Ove si dia alla parola idealista il senso che ha nel discorso comune e corrente, questo sedicente scettico e materialista è il filosofo più idealista che abbia oggi l'Italia. E poiché in Italia la scuola filosofica dominante, in teoria e in pratica, era ed è tutt'ora l'[[Idealismo (filosofia)|Idealismo]], Rensi ha detto di no all'Idealismo, e la sua negazione ha accompagnato fedelmente tutte le metamorfosi che l'Idealismo ha subìto da noi negli ultimi anni. Perciò non aveva tutti i torti chi, scherzando, chiamava Rensi il Bastian {{sic|Contraro}} della filosofia idealistica.<ref>Da ''[https://archive.org/details/tilgher-filosofi-moralisti-del-novecento/mode/1up Filosofi e moralisti del Novecento]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1932, cap. XXVIII, p. 287.</ref>
==''Filosofi antichi''==
*Il [[Buddhismo|Buddismo]] [...] è, nello stesso tempo, l'antitesi perfetta e la continuazione logica del [[Brahmanesimo|Bramanesimo]], al quale riesce ad opporsi appunto perché ne sviluppa rigorosamente le premesse. (p. 1)
*Tutto sommato, il Buddismo si riduce a questo: l'uomo è un frammento della Volontà di vivere, che, rimanendo sempre identica, si raggruma in forme differenti nello scorrer dei tempi, finché, conscia dell'immedicabile [[infelicità]] inerente al suo proprio essere, non si decide a finirla una volta per sempre e a dissolversi nel [[nulla]]. (p. 14)
*Il monismo materialistico degli Jonici conduce inevitabilmente alla negazione del divenire ed allo scetticismo: nella filosofia degli Ionici è scritta in anticipo, per chi ha occhi da vedere, la storia e la condanna di tutta la filosofia greca, condanna cui questa, per quanti sforzi faccia, non riuscirà mai a sottrarsi in tutto il corso della sua storia millenaria. (p. 46)
*''Ragioni del successo dello [[Stoicismo]]''. – La salda unità sistematica della dottrina, il suo spirito essenzialmente pratico, il sensualismo della sua logica, il materialismo della sua fisica, l'ascetismo della sua etica ne spiegano il successo straordinario e duraturo. (p. 84)
*La [[fisica]] per [[Epicuro]] é indispensabile poiché, facendoci conoscere che in natura tutto accade necessariamente, per opera di cause meccaniche, senza intervento di dei o di entità immateriali, senza preoccupazione alcuna del bene dell'uomo, senza che il corso delle cose abbia in vista un fine o piano qualsiasi da realizzare, fuga la superstizione: senza questo scopo antiteleologico ed antireligioso, a nulla gioverebbe studiare la [[natura]]. (p. 102)
*[[Proclo]] é un dotto enciclopedico, un dialettico di prim'ordine, un sistematico senza pari, uno scrittore limpidissimo e fecondo, e, insieme, un rigido asceta, un superstizioso zelatore del [[politeismo]], uno scrupoloso osservante delle cerimonie religiose di tutti i culti pagani, iniziato in tutti i misteri, dotto nelle arti teurgiche, persuaso di essere l'ultimo anello della catena ermetica. Egli accoppia il formalismo logico di uno [[Scolastica|scolastico]] all'entusiasmo ingenuo di un credente: riduce in sistema l'immenso mondo delle divinità pagane trasformandole in astrazioni filosofiche, e dinanzi a queste creature della sua fantasia mitologizzante si prostra in religiosa adorazione. Per lui la filosofia è religione: il filosofo dev'essere lo [[ierofante]] del mondo intero. In Proclo il [[Neoplatonismo]] raggiunge l'ultima e definitiva sua forma. (p. 177)
==''Mistiche nuove e mistiche antiche''==
===[[Incipit]]===
Problema grosso e dibattutissimo quello dei rapporti fra [[magia]] e [[religione]] e della priorità cronologica di quella su questa o viceversa, da quando [[James George Frazer|James Frazer]] lo mise all'ordine del giorno. La soluzione di esso in un senso piuttosto che in un altro involge una visione affatto differente dell'uomo e della sua storia.<br>Le tesi di Frazer sono note. Secondo lui, a base della magia è una convinzione identica a quella che è a base della [[scienza]] moderna: la convinzione nell'uniformità del corso della natura. Come lo scienziato, così il mago, per raggiungere il risultato cui mira, non supplica né implora le potenze invisibili; ma agisce ed opera secondo regole strette e precise a cui egli è sicuro che le potenze invisibili saranno costrette ad ubbidire, così come lo scienziato è sicuro che, poste certe condizioni, le forze della natura ch'egli mette in movimento non potranno non agire come egli vuole. <!-- (cap. I, p. 15) -->
===Citazioni===
*Uno di questi fondatori di religione fu [[Auguste Comte|Augusto Comte]]. La religione ch'egli propose è la religione dell'umanità o [[positivismo]]: termini, per Comte, equivalenti.<br>Comte era profondamente persuaso di due cose: 1) che senza religione una società non può assolutamente vivere; 2) che nell'età della scienza l'umanità non può credere alle stesse cose cui ha creduto nelle antiche età teologali e metafisiche. Bisognava perciò mettere d'accordo ciò che l'uomo oggi pensa con quello che può credere. (cap. V, p. 39)
*La religione dell'umanità {{NDR|di Comte}}, dopo aver vissuto di vita pallida e larvale, si può considerare oggi morta, anche praticamente. Qualche anno la, trovandomi a Parigi, ne andai a visitare i luoghi santi: l'apportamento di Comte e quello della sua ispiratrice [[Clotilde de Vaux]]<ref>[[w:Clotilde de Vaux|Clotilde de Vaux]] (1815-1846), scrittrice e poetessa francese.</ref>. E lì appresi, non senza malinconia, che la chiesa positivista non disponeva più nemmeno di un locale, e doveva contentarsi di un angolo di una stanza affittata in comune con altre religioni poco fortunate come lei. E forse all'ora in cui scrivo avrà dovuto rinunziare anche a quello. Le ragioni della sua stentata vita e precoce morte son chiare: da una parte, la sua pratica accaparra il fedele e non gli lascia il tempo di respirare (si pensi che Comte imponeva fino a cinque ore al giorno di preghiera); dall'altra, la coscienza che gli dà, che gli oggetti del suo culto sono miti senza realtà oggettiva, stronca alle radici l'impulso religioso, per essenza sua (checché Comte credesse in contrario) oggettivistico. È una religione troppo mitica per essere laica e, insieme, troppo intellettuale per essere religione. (cap. V, pp. 42-43)
*{{NDR|[[Friedrich Dessauer]]}} Egli è un vero mistico della [[Tecnica]]. E se una qualche novità c'è nel suo libro {{NDR|''Filosofia della Tecnica''}}, non è tanto per il concetto della Tecnica come continuazione e prolungamento dell'opera divina, come Demiurgia (concetto già formulato con tutta la chiarezza possibile e desiderabile da tutta una serie di filosofi da [[Marsilio Ficino]] giù giù fino a [[Henri Bergson|Bergson]], come si può leggere nel mio ''Homo Faber'') quanto piuttosto nella intensità emotiva con cui quel concetto è vissuto dal nostro Autore. Concetto, del resto, giustissimo. Con la Tecnica l'uomo si fa creatore di qualità, di forme, di processi, di realtà, che non erano dati dalla [[Natura]]. ''Eritis sicut Dii!'' (cap. VIII, p. 67)
*Tra [[Comunismo]] e [[Cristianesimo]] il rapporto che corre è – come i più credono, come le Chiese organizzate affermano – quello di diametrale antitesi, di radicalissima opposizione? O – come alcuni gruppi di giovani cristiani all'estero sostengono – sotto la superficiale opposizione c'è un piano sul quale le due visioni del mondo e della vita possono intendersi e darsi la mano? Il problema è di capitalissima importanza, ma, per risolverlo bene, bisogna risalire alle fondazioni stesse metafisiche delle due dottrine. (cap. IX, p. 72)
*Il Cristianesimo [...] comincia dove il Comunismo finisce, e viceversa. Il Cristianesimo va dall'individuo alla società; il Comunismo dalla società all'individuo. (cap. IX, p. 73)
*È una delle più belle conquiste della critica storica del nostro tempo quella del significato che per la storia religiosa e morale dell'umanità d'Occidente ebbe la predicazione di [[Zarathustra|{{sic|Zaratustra}}]]. Fu infatti a contatto della religione di Zaratustra che la [[Ebraismo|religione ebraica]] anteriore all'esilio di Babilonia si trasformò nella religione messianica e apocalittica posteriore all'esilio, dalla quale sbocciò poi il Cristianesimo. Fu, a quel che pare, sotto l'influsso della religione di Zaratustra che la religione olimpica dei Greci s'impregnò di preoccupazioni morali ed entrò in una fermentazione dalla quale, ipotesi audace ma non avventata di qualche moderno, fiorì la tragedia greca di [[Eschilo]]. Per queste e per altre ragioni ancora, la critica storica moderna sempre più concorda nel riconoscere in Zaratustra uno dei più alti, originali e possenti creatori di valori religiosi, morali e civili. (cap. XIII, p. 104)
*Durante il terribile assedio posto dai [[Goti]] di Vitige a Roma, difesa dai [[Impero bizantino|Bizantini]] di Belisario (marzo 537-marzo 538 d. C.) accadde un fatto stranissimo: una mattina furono ritrovate aperte le porte del [[tempio di Giano]] chiuse da secoli, da quando il Cristianesimo era diventato la sola religione ammessa dallo Stato. Evidentemente, c'erano ancora in Roma dei pagani, e questi avevano tentato di far rivivere il vecchio costume per il quale le porte del tempio del dio erano tenute aperte finché durasse la guerra. (cap. XIV, p. 110)
*Il tempio di Giano è il punto donde s'irraggia nel mondo la forza romana. [[Giano]] ne ha il dominio non in quanto dio della guerra (la guerra si fa dal suo tempio) ma in quanto dio dei cominciamenti, dei principi, degl'inizi<ref>Nel testo "indizi".</ref>. Finita la guerra, il tempio si chiude, il ciclo si è compiuto, la forza, esplicatasi, è tornata al suo punto di partenza. Nel tempio chiuso non siede né la Pace né la Guerra in senso proprio: siede la Forza che ha iniziato e concluso la guerra, che ha rotto la pace e l'ha ripristinata, che ora è in pace ma che però ha in sé la potenzialità di un'altra guerra, una Forza ambigua, dunque, a doppia, faccia, appunto come a doppia faccia era raffigurato Giano. Finché la guerra dura, il tempio è spalancato: esso attende che la Forza che si è partita da lui vi faccia ritorno vittoriosa. (cap. XIV, pp. 114-115)
*Se ci fu mai tempo in cui il pensiero della [[morte]] ebbe poco o nessun peso sulle preoccupazioni dei viventi, è certo il tempo in cui viviamo: questo è un fatto che nessuno contesta. Ma come e perché ci si è arrivati? (cap. XIX, p. 143)
==''Studi sul teatro contemporaneo''==
===[[Incipit]]===
Che l'arte sia, a suo modo, armonizzazione, organizzazione, sintesi, e cioè creazione e attività, è un punto sul quale è oggi raggiunto l'accordo. Ma quanti hanno pensato a fondo e interiormente realizzato tutto ciò che la definizione omai, a furia di essere ripetuta, trita e banale, arte=creazione, attività contiene? Ben pochi di sicuro. Se arte è attività e creazione, cioè produzione di sintesi non preesistente all'atto della sua produzione, segue che tanto v'ha d'arte in un'opera che d'arte vuol essere detta, quanto di originalità o novità: ciò che in essa v'ha di nuovo, di non originale, di vecchio, d'imitato o ispirato, consciamente o inconsciamente, da altre opere d'arte, corrisponde a momenti non di creazione ma di recezione, non di attività ma di passività, e perciò non è arte.
===Citazioni===
*Dà forma artistica alla [[Vita]] del tuo tempo, al tuo [[presente]]; vivi come presente in atto ed esprimilo artisticamente; sperimenta la Vita come presente, come informe, come [[problema]] e trovane la soluzione; vivi e risolvi i problemi del tuo tempo. (pp. 12-13)
*Ciò che fa [[artista]] l'artista non è lo sperimentare in sé i problemi come tali, ma il risolverli artisticamente. (p. 14)
*Più un'[[opera d'arte]] è profonda originale intensa, e più nella parola liberatrice e chiarificatrice che essa pronuncia tendono a risolversi ed annullarsi idealmente le opere d'arte sue contemporanee di profondità e ampiezza minori. (p. 20)
*Quali cose umane non sono esposte al pericolo della degenerazione? I [[Critico|critici]] dei critici vi porranno riparo. (p. 34)
*Il valore dell'opera d'arte è tutto e solo nella sua forma, nella sua espressione, nel suo stile, e cioè nella peculiarità intensità profondità vastità della sintesi che la costituisce. (p. 34)
*Niente diviene vecchio se non ciò che nacque vecchio. Ciò che nacque nuovo in eterno resta tale. (p. 34)
*Il [[critico]] dovrebbe, per poter dare un giudizio definitivo, rifare il corso del mondo sino all'opera d'arte da giudicare, in due parole, essere uguale a Dio. (p. 39)
*L'opera d'arte è una sintesi o un sistema di sintesi che nacquero vergini nuove originali: creazioni di rapporti non preesistenti come tali all'atto della loro creazione. Ma l'opera d'arte nata una volta entra nella circolazione del pensiero: è letta, studiata, imitata, copiata, ripetuta, sfruttata, saccheggiata. Con l'andare del tempo, le sintesiche la costituiscono come opera d'arte perdono l'aria di novità di originalità d'imprevisto che avevano nell'ora del loro primo apparire (pp. 40-41)
*Secondo [[Benedetto Croce|Croce]], nessun sostanziale e intimo rapporto rilega l'opera d'arte al proprio tempo. In quanto prodotto di una personalità estetica, l'opera d'arte è fuori del suo tempo e di tutti i tempi. Non si può fare [[storia dell'arte]] perché, essendo fuori del tempo, l'arte è fuori della storia. La critica deve contentarsi di saggi sparsi, di monografie isolate, consacrate ciascuna a delineare le caratteristiche e la genesi di una personalità estetica. (p. 45)
==Citazioni su Adriano Tilgher==
*Come una grida improvvisa della strada, un profumo repentino e dissolto o un'ombra o una luce sull'alto di un cornicione, o il trascorrere di certe velature sul paesaggio di Napoli primaverile, così il pensiero di Tilgher e le sue intuizioni nascono, balenano, scompaiono; lasciandoci dietro, spesso, qualche preziosa scoria di contraddizioni, di incongruenze, di idee sofferte o superate o, come diceva [[Benedetto Croce|Croce]] del modo di ragionare di [[Enrico De Nicola|Enrico de Nicola]], di idee consunte da una critica dall'interno, logorate dal loro stesso acido.<br>È proprio in questo che Tilgher ci appare un vero napoletano. ([[Giovanni Artieri]])
*Secondo il suo pensiero il ventesimo secolo, o per lo meno quella parte di secolo a cui si era allora arrivati, intendeva attuare la vita come attività pura e illimitata, al di fuori di tutti gli schemi e le costruzioni della storia, del passato, dell'esperienza ormai abusata e logora e immobile. Pertanto l'[[arte moderna]], a giudizio del Tilgher, si proponeva d'investigare i rapporti tra verità e falsità, tra vita reale ed esistenza della fantasia, tra il reale concreto e oggettivo e la irrealtà che coabita negli spiriti e nelle coscienze. In cima, pertanto, di questa scala di tentativi per spiegarsi il mondo umano, il critico poneva due autori italiani contemporanei: [[Luigi Pirandello]] e [[Pier Maria Rosso di San Secondo|Rosso di San Secondo]]. ([[Salvatore Battaglia]]).
*Si deve, prima di tutti, ad Adriano Tilgher la conoscenza in Italia di [[Oswald Spengler|Spengler]], grazie soprattutto alla sua antologia sui relativisti contemporanei. Tilgher può anzi considerarsi lo «Spengler italiano». Molte sono le assonanze tra il pensatore italiano e l'autore del ''Tramonto dell'Occidente'': dal relativismo storico-filosofico all'analisi comparata di cultura e avvenimenti, arte e civiltà, dal senso della decadenza alla categoria «faustiana». Tilgher, anzi, rivendicò la priorità cronologica, e comunque l'autonomia, del suo pensiero rispetto a quello spengleriano. ([[Marcello Veneziani]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Adriano Tilgher, ''[https://archive.org/details/TilgherFilosofiAntichi/mode/1up Filosofi antichi]'', Casa editrice "Atanòr", Todi, 1921.
*Adriano Tilgher, ''[https://archive.org/details/TilgherMisticheNuove/mode/1up Mistiche nuove e mistiche antiche]'', G. Bardi Editore, Roma, 1946.
*Adriano Tilgher, ''Studi sul teatro contemporaneo'', BiblioLife, LLC.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Critici teatrali italiani]]
[[Categoria:Filosofi italiani]]
[[Categoria:Saggisti italiani]]
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Gaux
18878
/* Filosofi antichi */ wlink e sic
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[[File:Adriano-tilgher filosofa.jpg|thumb|Adriano Tilgher]]
'''Adriano Tilgher''' (1887 – 1941), filosofo, saggista e critico teatrale italiano.
==Citazioni di Adriano Tilgher==
*Fra i tanti [[Luigi Pirandello|Pirandello]] che vanno in giro da un pezzo al mondo della critica letteraria internazionale, zoppi, deformi, tutti testa e niente, strambalati, sgarbati, lunatici, nei quali io, per quanto mi sforzi, non riesco a riconoscermi per un minimo tratto.<ref>Citato in Domenico Vittorini, prefazione al ''Dramma di Pirandello''.</ref>
*{{NDR|Nel 1860, a Napoli, dopo il Plebiscito}} I partigiani del ''Begriff''<ref>Gli hegeliani.</ref> essendo più giovani, avevano più spesso il di sopra in questi filosofici tornei<ref>Contro i giobertiani.</ref>. Onde divennero in breve il terrore dei proprietari di caffè delle Puglie e della Calabria, che al vederli avvicinarsi gridavano ai garzoni: ''Chiudite, ca stanno venenno 'e Begriffe!'' Nacque così il termine di Begriffo per indicare i fedeli e i fanatici del dio ''Begriff''.<ref>Citato in [[Giovanni Artieri]], ''Napoli, punto e basta?'', p. 257.</ref>
*{{NDR|[[Alfred Loisy]]}} Il fondo ultimo delle cose è – per lui – una forza misteriosa, potente, agente, indistruttibile, inesauribile, [[slancio vitale]] che attraverso cadute e sconfitte ascende verso la luce dello spirito e della coscienza, fiume di vita di cui l'uomo non è che una minuscola ondata, ma che egli ha la facoltà di sentire intuitivamente, immediatamente, con un'apprensione che è al di qua e prima di ogni ragionamento.<ref>Da ''[https://archive.org/details/tilgher-filosofi-moralisti-del-novecento/mode/1up Filosofi e moralisti del Novecento]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1932, cap. XVII, p. 181.</ref>
*In Italia pare si voglia insistere a seguire la falsariga di qualche critico che ha creduto di scoprire nelle mie cose un contenuto filosofico, che non c'è, vi garantisco che non c'è.<ref>Citato in ''Il teatro di Pirandello'', introduzione pag. XXVI, VII ristampa Oscar Mondadori, gennaio 1976.</ref>
*Io mostravo che tutto il mondo pirandelliano faceva centro intorno a una visione della Vita come forza travagliata da un'intera antinomia per la quale la Vita è, insieme, necessitata a darsi forma e, per uguale necessità, non può consistere in nessuna forma, ma deve passare di forma in forma. È la famosa, o famigerata, antitesi di Vita e Forma, ''problema centrale dell'arte pirandelliana''.<ref>Da ''Studi sul teatro contemporaneo'', 1922.</ref>
*[[Étienne-Gabriel Morelly|Morelly]] pone come principio che l'interesse particolare, il «desiderio d'avere», l'avarizia è la fonte di tutti i mali sociali. A chi obietta che l'interesse personale è lo stimolante necessario dell'energia umana, Morelly risponde che l'uomo è un essere naturalmente attivo, che non ripugna affatto al lavoro in quanto tale, ma solo al lavoro monotono e prolungato. Sono le istituzioni arbitrarie le quali pretendono di fissare per alcuni uomini soltanto uno stato permanente di riposo detto prosperità, fortuna, lasciando agli altri in permanente retaggio il lavoro, la fatica, che generano la pigrizia e l'odio al lavoro. È la cattiva costituzione sociale che ha prodotto negli uni l'ozio e la mollezza, negli altri l'aborrimento dal lavoro forzato. Ma di per sé il lavoro non ha nulla di {{sic|repugnante}}, è, anzi, piacevole, attraente.<ref>Da ''[https://archive.org/details/TilgherHomoFaber/mode/1up Homo faber]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1929, cap. XIII, pp. 94-95.</ref>
*Nei regimi di [[libertà]], essendoci libertà di parola e di critica, è naturale che il pubblico se ne serva, più che per lodare, per criticare e lamentarsi: di qui l'apparenza che in quei regimi tutto vada male.<ref>Citato in Luigi Vicinanza, [https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/11/02/news/adriano_tilgher_un_libertario_da_ercolano-324761779/ ''Adriano Tilgher, un libertario da Ercolano''], ''repubblica.it'', 2 novembre 2021.</ref>
*Temperamento pugnace e individualistico, «poeta maledetto» della filosofia, amatore di tutte le cause perdute, [[Giuseppe Rensi|Rensi]] è di quelli cui piace dire di no alla scuola dominante e di starsene coi vinti, salvo, quando siano divenuti vincitori, a piantarli in asso e a passare al campo opposto. Ove si dia alla parola idealista il senso che ha nel discorso comune e corrente, questo sedicente scettico e materialista è il filosofo più idealista che abbia oggi l'Italia. E poiché in Italia la scuola filosofica dominante, in teoria e in pratica, era ed è tutt'ora l'[[Idealismo (filosofia)|Idealismo]], Rensi ha detto di no all'Idealismo, e la sua negazione ha accompagnato fedelmente tutte le metamorfosi che l'Idealismo ha subìto da noi negli ultimi anni. Perciò non aveva tutti i torti chi, scherzando, chiamava Rensi il Bastian {{sic|Contraro}} della filosofia idealistica.<ref>Da ''[https://archive.org/details/tilgher-filosofi-moralisti-del-novecento/mode/1up Filosofi e moralisti del Novecento]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1932, cap. XXVIII, p. 287.</ref>
==''Filosofi antichi''==
*Il [[Buddhismo|Buddismo]] [...] è, nello stesso tempo, l'antitesi perfetta e la continuazione logica del [[Brahmanesimo|Bramanesimo]], al quale riesce ad opporsi appunto perché ne sviluppa rigorosamente le premesse. (p. 1)
*Tutto sommato, il Buddismo si riduce a questo: l'uomo è un frammento della Volontà di vivere, che, rimanendo sempre identica, si raggruma in forme differenti nello scorrer dei tempi, finché, conscia dell'immedicabile [[infelicità]] inerente al suo proprio essere, non si decide a finirla una volta per sempre e a dissolversi nel [[nulla]]. (p. 14)
*Il [[monismo]] materialistico degli [[Ioni|Jonici]] conduce inevitabilmente alla negazione del divenire ed allo scetticismo: nella filosofia degli {{sic|Ionici}} è scritta in anticipo, per chi ha occhi da vedere, la storia e la condanna di tutta la [[filosofia greca]], condanna cui questa, per quanti sforzi faccia, non riuscirà mai a sottrarsi in tutto il corso della sua storia millenaria. (p. 46)
*''Ragioni del successo dello [[Stoicismo]]''. – La salda unità sistematica della dottrina, il suo spirito essenzialmente pratico, il sensualismo della sua logica, il materialismo della sua fisica, l'ascetismo della sua etica ne spiegano il successo straordinario e duraturo. (p. 84)
*La [[fisica]] per [[Epicuro]] é indispensabile poiché, facendoci conoscere che in natura tutto accade necessariamente, per opera di cause meccaniche, senza intervento di dei o di entità immateriali, senza preoccupazione alcuna del bene dell'uomo, senza che il corso delle cose abbia in vista un fine o piano qualsiasi da realizzare, fuga la superstizione: senza questo scopo antiteleologico ed antireligioso, a nulla gioverebbe studiare la [[natura]]. (p. 102)
*[[Proclo]] é un dotto enciclopedico, un dialettico di prim'ordine, un sistematico senza pari, uno scrittore limpidissimo e fecondo, e, insieme, un rigido asceta, un superstizioso zelatore del [[politeismo]], uno scrupoloso osservante delle cerimonie religiose di tutti i culti pagani, iniziato in tutti i misteri, dotto nelle arti teurgiche, persuaso di essere l'ultimo anello della catena ermetica. Egli accoppia il formalismo logico di uno [[Scolastica|scolastico]] all'entusiasmo ingenuo di un credente: riduce in sistema l'immenso mondo delle divinità pagane trasformandole in astrazioni filosofiche, e dinanzi a queste creature della sua fantasia mitologizzante si prostra in religiosa adorazione. Per lui la filosofia è religione: il filosofo dev'essere lo [[ierofante]] del mondo intero. In Proclo il [[Neoplatonismo]] raggiunge l'ultima e definitiva sua forma. (p. 177)
==''Mistiche nuove e mistiche antiche''==
===[[Incipit]]===
Problema grosso e dibattutissimo quello dei rapporti fra [[magia]] e [[religione]] e della priorità cronologica di quella su questa o viceversa, da quando [[James George Frazer|James Frazer]] lo mise all'ordine del giorno. La soluzione di esso in un senso piuttosto che in un altro involge una visione affatto differente dell'uomo e della sua storia.<br>Le tesi di Frazer sono note. Secondo lui, a base della magia è una convinzione identica a quella che è a base della [[scienza]] moderna: la convinzione nell'uniformità del corso della natura. Come lo scienziato, così il mago, per raggiungere il risultato cui mira, non supplica né implora le potenze invisibili; ma agisce ed opera secondo regole strette e precise a cui egli è sicuro che le potenze invisibili saranno costrette ad ubbidire, così come lo scienziato è sicuro che, poste certe condizioni, le forze della natura ch'egli mette in movimento non potranno non agire come egli vuole. <!-- (cap. I, p. 15) -->
===Citazioni===
*Uno di questi fondatori di religione fu [[Auguste Comte|Augusto Comte]]. La religione ch'egli propose è la religione dell'umanità o [[positivismo]]: termini, per Comte, equivalenti.<br>Comte era profondamente persuaso di due cose: 1) che senza religione una società non può assolutamente vivere; 2) che nell'età della scienza l'umanità non può credere alle stesse cose cui ha creduto nelle antiche età teologali e metafisiche. Bisognava perciò mettere d'accordo ciò che l'uomo oggi pensa con quello che può credere. (cap. V, p. 39)
*La religione dell'umanità {{NDR|di Comte}}, dopo aver vissuto di vita pallida e larvale, si può considerare oggi morta, anche praticamente. Qualche anno la, trovandomi a Parigi, ne andai a visitare i luoghi santi: l'apportamento di Comte e quello della sua ispiratrice [[Clotilde de Vaux]]<ref>[[w:Clotilde de Vaux|Clotilde de Vaux]] (1815-1846), scrittrice e poetessa francese.</ref>. E lì appresi, non senza malinconia, che la chiesa positivista non disponeva più nemmeno di un locale, e doveva contentarsi di un angolo di una stanza affittata in comune con altre religioni poco fortunate come lei. E forse all'ora in cui scrivo avrà dovuto rinunziare anche a quello. Le ragioni della sua stentata vita e precoce morte son chiare: da una parte, la sua pratica accaparra il fedele e non gli lascia il tempo di respirare (si pensi che Comte imponeva fino a cinque ore al giorno di preghiera); dall'altra, la coscienza che gli dà, che gli oggetti del suo culto sono miti senza realtà oggettiva, stronca alle radici l'impulso religioso, per essenza sua (checché Comte credesse in contrario) oggettivistico. È una religione troppo mitica per essere laica e, insieme, troppo intellettuale per essere religione. (cap. V, pp. 42-43)
*{{NDR|[[Friedrich Dessauer]]}} Egli è un vero mistico della [[Tecnica]]. E se una qualche novità c'è nel suo libro {{NDR|''Filosofia della Tecnica''}}, non è tanto per il concetto della Tecnica come continuazione e prolungamento dell'opera divina, come Demiurgia (concetto già formulato con tutta la chiarezza possibile e desiderabile da tutta una serie di filosofi da [[Marsilio Ficino]] giù giù fino a [[Henri Bergson|Bergson]], come si può leggere nel mio ''Homo Faber'') quanto piuttosto nella intensità emotiva con cui quel concetto è vissuto dal nostro Autore. Concetto, del resto, giustissimo. Con la Tecnica l'uomo si fa creatore di qualità, di forme, di processi, di realtà, che non erano dati dalla [[Natura]]. ''Eritis sicut Dii!'' (cap. VIII, p. 67)
*Tra [[Comunismo]] e [[Cristianesimo]] il rapporto che corre è – come i più credono, come le Chiese organizzate affermano – quello di diametrale antitesi, di radicalissima opposizione? O – come alcuni gruppi di giovani cristiani all'estero sostengono – sotto la superficiale opposizione c'è un piano sul quale le due visioni del mondo e della vita possono intendersi e darsi la mano? Il problema è di capitalissima importanza, ma, per risolverlo bene, bisogna risalire alle fondazioni stesse metafisiche delle due dottrine. (cap. IX, p. 72)
*Il Cristianesimo [...] comincia dove il Comunismo finisce, e viceversa. Il Cristianesimo va dall'individuo alla società; il Comunismo dalla società all'individuo. (cap. IX, p. 73)
*È una delle più belle conquiste della critica storica del nostro tempo quella del significato che per la storia religiosa e morale dell'umanità d'Occidente ebbe la predicazione di [[Zarathustra|{{sic|Zaratustra}}]]. Fu infatti a contatto della religione di Zaratustra che la [[Ebraismo|religione ebraica]] anteriore all'esilio di Babilonia si trasformò nella religione messianica e apocalittica posteriore all'esilio, dalla quale sbocciò poi il Cristianesimo. Fu, a quel che pare, sotto l'influsso della religione di Zaratustra che la religione olimpica dei Greci s'impregnò di preoccupazioni morali ed entrò in una fermentazione dalla quale, ipotesi audace ma non avventata di qualche moderno, fiorì la tragedia greca di [[Eschilo]]. Per queste e per altre ragioni ancora, la critica storica moderna sempre più concorda nel riconoscere in Zaratustra uno dei più alti, originali e possenti creatori di valori religiosi, morali e civili. (cap. XIII, p. 104)
*Durante il terribile assedio posto dai [[Goti]] di Vitige a Roma, difesa dai [[Impero bizantino|Bizantini]] di Belisario (marzo 537-marzo 538 d. C.) accadde un fatto stranissimo: una mattina furono ritrovate aperte le porte del [[tempio di Giano]] chiuse da secoli, da quando il Cristianesimo era diventato la sola religione ammessa dallo Stato. Evidentemente, c'erano ancora in Roma dei pagani, e questi avevano tentato di far rivivere il vecchio costume per il quale le porte del tempio del dio erano tenute aperte finché durasse la guerra. (cap. XIV, p. 110)
*Il tempio di Giano è il punto donde s'irraggia nel mondo la forza romana. [[Giano]] ne ha il dominio non in quanto dio della guerra (la guerra si fa dal suo tempio) ma in quanto dio dei cominciamenti, dei principi, degl'inizi<ref>Nel testo "indizi".</ref>. Finita la guerra, il tempio si chiude, il ciclo si è compiuto, la forza, esplicatasi, è tornata al suo punto di partenza. Nel tempio chiuso non siede né la Pace né la Guerra in senso proprio: siede la Forza che ha iniziato e concluso la guerra, che ha rotto la pace e l'ha ripristinata, che ora è in pace ma che però ha in sé la potenzialità di un'altra guerra, una Forza ambigua, dunque, a doppia, faccia, appunto come a doppia faccia era raffigurato Giano. Finché la guerra dura, il tempio è spalancato: esso attende che la Forza che si è partita da lui vi faccia ritorno vittoriosa. (cap. XIV, pp. 114-115)
*Se ci fu mai tempo in cui il pensiero della [[morte]] ebbe poco o nessun peso sulle preoccupazioni dei viventi, è certo il tempo in cui viviamo: questo è un fatto che nessuno contesta. Ma come e perché ci si è arrivati? (cap. XIX, p. 143)
==''Studi sul teatro contemporaneo''==
===[[Incipit]]===
Che l'arte sia, a suo modo, armonizzazione, organizzazione, sintesi, e cioè creazione e attività, è un punto sul quale è oggi raggiunto l'accordo. Ma quanti hanno pensato a fondo e interiormente realizzato tutto ciò che la definizione omai, a furia di essere ripetuta, trita e banale, arte=creazione, attività contiene? Ben pochi di sicuro. Se arte è attività e creazione, cioè produzione di sintesi non preesistente all'atto della sua produzione, segue che tanto v'ha d'arte in un'opera che d'arte vuol essere detta, quanto di originalità o novità: ciò che in essa v'ha di nuovo, di non originale, di vecchio, d'imitato o ispirato, consciamente o inconsciamente, da altre opere d'arte, corrisponde a momenti non di creazione ma di recezione, non di attività ma di passività, e perciò non è arte.
===Citazioni===
*Dà forma artistica alla [[Vita]] del tuo tempo, al tuo [[presente]]; vivi come presente in atto ed esprimilo artisticamente; sperimenta la Vita come presente, come informe, come [[problema]] e trovane la soluzione; vivi e risolvi i problemi del tuo tempo. (pp. 12-13)
*Ciò che fa [[artista]] l'artista non è lo sperimentare in sé i problemi come tali, ma il risolverli artisticamente. (p. 14)
*Più un'[[opera d'arte]] è profonda originale intensa, e più nella parola liberatrice e chiarificatrice che essa pronuncia tendono a risolversi ed annullarsi idealmente le opere d'arte sue contemporanee di profondità e ampiezza minori. (p. 20)
*Quali cose umane non sono esposte al pericolo della degenerazione? I [[Critico|critici]] dei critici vi porranno riparo. (p. 34)
*Il valore dell'opera d'arte è tutto e solo nella sua forma, nella sua espressione, nel suo stile, e cioè nella peculiarità intensità profondità vastità della sintesi che la costituisce. (p. 34)
*Niente diviene vecchio se non ciò che nacque vecchio. Ciò che nacque nuovo in eterno resta tale. (p. 34)
*Il [[critico]] dovrebbe, per poter dare un giudizio definitivo, rifare il corso del mondo sino all'opera d'arte da giudicare, in due parole, essere uguale a Dio. (p. 39)
*L'opera d'arte è una sintesi o un sistema di sintesi che nacquero vergini nuove originali: creazioni di rapporti non preesistenti come tali all'atto della loro creazione. Ma l'opera d'arte nata una volta entra nella circolazione del pensiero: è letta, studiata, imitata, copiata, ripetuta, sfruttata, saccheggiata. Con l'andare del tempo, le sintesiche la costituiscono come opera d'arte perdono l'aria di novità di originalità d'imprevisto che avevano nell'ora del loro primo apparire (pp. 40-41)
*Secondo [[Benedetto Croce|Croce]], nessun sostanziale e intimo rapporto rilega l'opera d'arte al proprio tempo. In quanto prodotto di una personalità estetica, l'opera d'arte è fuori del suo tempo e di tutti i tempi. Non si può fare [[storia dell'arte]] perché, essendo fuori del tempo, l'arte è fuori della storia. La critica deve contentarsi di saggi sparsi, di monografie isolate, consacrate ciascuna a delineare le caratteristiche e la genesi di una personalità estetica. (p. 45)
==Citazioni su Adriano Tilgher==
*Come una grida improvvisa della strada, un profumo repentino e dissolto o un'ombra o una luce sull'alto di un cornicione, o il trascorrere di certe velature sul paesaggio di Napoli primaverile, così il pensiero di Tilgher e le sue intuizioni nascono, balenano, scompaiono; lasciandoci dietro, spesso, qualche preziosa scoria di contraddizioni, di incongruenze, di idee sofferte o superate o, come diceva [[Benedetto Croce|Croce]] del modo di ragionare di [[Enrico De Nicola|Enrico de Nicola]], di idee consunte da una critica dall'interno, logorate dal loro stesso acido.<br>È proprio in questo che Tilgher ci appare un vero napoletano. ([[Giovanni Artieri]])
*Secondo il suo pensiero il ventesimo secolo, o per lo meno quella parte di secolo a cui si era allora arrivati, intendeva attuare la vita come attività pura e illimitata, al di fuori di tutti gli schemi e le costruzioni della storia, del passato, dell'esperienza ormai abusata e logora e immobile. Pertanto l'[[arte moderna]], a giudizio del Tilgher, si proponeva d'investigare i rapporti tra verità e falsità, tra vita reale ed esistenza della fantasia, tra il reale concreto e oggettivo e la irrealtà che coabita negli spiriti e nelle coscienze. In cima, pertanto, di questa scala di tentativi per spiegarsi il mondo umano, il critico poneva due autori italiani contemporanei: [[Luigi Pirandello]] e [[Pier Maria Rosso di San Secondo|Rosso di San Secondo]]. ([[Salvatore Battaglia]]).
*Si deve, prima di tutti, ad Adriano Tilgher la conoscenza in Italia di [[Oswald Spengler|Spengler]], grazie soprattutto alla sua antologia sui relativisti contemporanei. Tilgher può anzi considerarsi lo «Spengler italiano». Molte sono le assonanze tra il pensatore italiano e l'autore del ''Tramonto dell'Occidente'': dal relativismo storico-filosofico all'analisi comparata di cultura e avvenimenti, arte e civiltà, dal senso della decadenza alla categoria «faustiana». Tilgher, anzi, rivendicò la priorità cronologica, e comunque l'autonomia, del suo pensiero rispetto a quello spengleriano. ([[Marcello Veneziani]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Adriano Tilgher, ''[https://archive.org/details/TilgherFilosofiAntichi/mode/1up Filosofi antichi]'', Casa editrice "Atanòr", Todi, 1921.
*Adriano Tilgher, ''[https://archive.org/details/TilgherMisticheNuove/mode/1up Mistiche nuove e mistiche antiche]'', G. Bardi Editore, Roma, 1946.
*Adriano Tilgher, ''Studi sul teatro contemporaneo'', BiblioLife, LLC.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Tilgher, Adriano}}
[[Categoria:Critici teatrali italiani]]
[[Categoria:Filosofi italiani]]
[[Categoria:Saggisti italiani]]
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Gaux
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/* Filosofi antichi */ gli stoici
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text/x-wiki
[[File:Adriano-tilgher filosofa.jpg|thumb|Adriano Tilgher]]
'''Adriano Tilgher''' (1887 – 1941), filosofo, saggista e critico teatrale italiano.
==Citazioni di Adriano Tilgher==
*Fra i tanti [[Luigi Pirandello|Pirandello]] che vanno in giro da un pezzo al mondo della critica letteraria internazionale, zoppi, deformi, tutti testa e niente, strambalati, sgarbati, lunatici, nei quali io, per quanto mi sforzi, non riesco a riconoscermi per un minimo tratto.<ref>Citato in Domenico Vittorini, prefazione al ''Dramma di Pirandello''.</ref>
*{{NDR|Nel 1860, a Napoli, dopo il Plebiscito}} I partigiani del ''Begriff''<ref>Gli hegeliani.</ref> essendo più giovani, avevano più spesso il di sopra in questi filosofici tornei<ref>Contro i giobertiani.</ref>. Onde divennero in breve il terrore dei proprietari di caffè delle Puglie e della Calabria, che al vederli avvicinarsi gridavano ai garzoni: ''Chiudite, ca stanno venenno 'e Begriffe!'' Nacque così il termine di Begriffo per indicare i fedeli e i fanatici del dio ''Begriff''.<ref>Citato in [[Giovanni Artieri]], ''Napoli, punto e basta?'', p. 257.</ref>
*{{NDR|[[Alfred Loisy]]}} Il fondo ultimo delle cose è – per lui – una forza misteriosa, potente, agente, indistruttibile, inesauribile, [[slancio vitale]] che attraverso cadute e sconfitte ascende verso la luce dello spirito e della coscienza, fiume di vita di cui l'uomo non è che una minuscola ondata, ma che egli ha la facoltà di sentire intuitivamente, immediatamente, con un'apprensione che è al di qua e prima di ogni ragionamento.<ref>Da ''[https://archive.org/details/tilgher-filosofi-moralisti-del-novecento/mode/1up Filosofi e moralisti del Novecento]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1932, cap. XVII, p. 181.</ref>
*In Italia pare si voglia insistere a seguire la falsariga di qualche critico che ha creduto di scoprire nelle mie cose un contenuto filosofico, che non c'è, vi garantisco che non c'è.<ref>Citato in ''Il teatro di Pirandello'', introduzione pag. XXVI, VII ristampa Oscar Mondadori, gennaio 1976.</ref>
*Io mostravo che tutto il mondo pirandelliano faceva centro intorno a una visione della Vita come forza travagliata da un'intera antinomia per la quale la Vita è, insieme, necessitata a darsi forma e, per uguale necessità, non può consistere in nessuna forma, ma deve passare di forma in forma. È la famosa, o famigerata, antitesi di Vita e Forma, ''problema centrale dell'arte pirandelliana''.<ref>Da ''Studi sul teatro contemporaneo'', 1922.</ref>
*[[Étienne-Gabriel Morelly|Morelly]] pone come principio che l'interesse particolare, il «desiderio d'avere», l'avarizia è la fonte di tutti i mali sociali. A chi obietta che l'interesse personale è lo stimolante necessario dell'energia umana, Morelly risponde che l'uomo è un essere naturalmente attivo, che non ripugna affatto al lavoro in quanto tale, ma solo al lavoro monotono e prolungato. Sono le istituzioni arbitrarie le quali pretendono di fissare per alcuni uomini soltanto uno stato permanente di riposo detto prosperità, fortuna, lasciando agli altri in permanente retaggio il lavoro, la fatica, che generano la pigrizia e l'odio al lavoro. È la cattiva costituzione sociale che ha prodotto negli uni l'ozio e la mollezza, negli altri l'aborrimento dal lavoro forzato. Ma di per sé il lavoro non ha nulla di {{sic|repugnante}}, è, anzi, piacevole, attraente.<ref>Da ''[https://archive.org/details/TilgherHomoFaber/mode/1up Homo faber]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1929, cap. XIII, pp. 94-95.</ref>
*Nei regimi di [[libertà]], essendoci libertà di parola e di critica, è naturale che il pubblico se ne serva, più che per lodare, per criticare e lamentarsi: di qui l'apparenza che in quei regimi tutto vada male.<ref>Citato in Luigi Vicinanza, [https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/11/02/news/adriano_tilgher_un_libertario_da_ercolano-324761779/ ''Adriano Tilgher, un libertario da Ercolano''], ''repubblica.it'', 2 novembre 2021.</ref>
*Temperamento pugnace e individualistico, «poeta maledetto» della filosofia, amatore di tutte le cause perdute, [[Giuseppe Rensi|Rensi]] è di quelli cui piace dire di no alla scuola dominante e di starsene coi vinti, salvo, quando siano divenuti vincitori, a piantarli in asso e a passare al campo opposto. Ove si dia alla parola idealista il senso che ha nel discorso comune e corrente, questo sedicente scettico e materialista è il filosofo più idealista che abbia oggi l'Italia. E poiché in Italia la scuola filosofica dominante, in teoria e in pratica, era ed è tutt'ora l'[[Idealismo (filosofia)|Idealismo]], Rensi ha detto di no all'Idealismo, e la sua negazione ha accompagnato fedelmente tutte le metamorfosi che l'Idealismo ha subìto da noi negli ultimi anni. Perciò non aveva tutti i torti chi, scherzando, chiamava Rensi il Bastian {{sic|Contraro}} della filosofia idealistica.<ref>Da ''[https://archive.org/details/tilgher-filosofi-moralisti-del-novecento/mode/1up Filosofi e moralisti del Novecento]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1932, cap. XXVIII, p. 287.</ref>
==''Filosofi antichi''==
*Il [[Buddhismo|Buddismo]] [...] è, nello stesso tempo, l'antitesi perfetta e la continuazione logica del [[Brahmanesimo|Bramanesimo]], al quale riesce ad opporsi appunto perché ne sviluppa rigorosamente le premesse. (p. 1)
*Tutto sommato, il Buddismo si riduce a questo: l'uomo è un frammento della Volontà di vivere, che, rimanendo sempre identica, si raggruma in forme differenti nello scorrer dei tempi, finché, conscia dell'immedicabile [[infelicità]] inerente al suo proprio essere, non si decide a finirla una volta per sempre e a dissolversi nel [[nulla]]. (p. 14)
*Il [[monismo]] materialistico degli [[Ioni|Jonici]] conduce inevitabilmente alla negazione del divenire ed allo scetticismo: nella filosofia degli {{sic|Ionici}} è scritta in anticipo, per chi ha occhi da vedere, la storia e la condanna di tutta la [[filosofia greca]], condanna cui questa, per quanti sforzi faccia, non riuscirà mai a sottrarsi in tutto il corso della sua storia millenaria. (p. 46)
*A fondamento della Fisica gli [[Stoicismo|Stoici]] ponevano il principio che essere è solo ciò che agisce; ciò che non agisce, non è (Platone, Aristotile). Nell azione è l'essenza degli esseri. (p. 49)
*''Ragioni del successo dello [[Stoicismo]]''. – La salda unità sistematica della dottrina, il suo spirito essenzialmente pratico, il sensualismo della sua logica, il materialismo della sua fisica, l'ascetismo della sua etica ne spiegano il successo straordinario e duraturo. (p. 84)
*La [[fisica]] per [[Epicuro]] é indispensabile poiché, facendoci conoscere che in natura tutto accade necessariamente, per opera di cause meccaniche, senza intervento di dei o di entità immateriali, senza preoccupazione alcuna del bene dell'uomo, senza che il corso delle cose abbia in vista un fine o piano qualsiasi da realizzare, fuga la superstizione: senza questo scopo antiteleologico ed antireligioso, a nulla gioverebbe studiare la [[natura]]. (p. 102)
*[[Proclo]] é un dotto enciclopedico, un dialettico di prim'ordine, un sistematico senza pari, uno scrittore limpidissimo e fecondo, e, insieme, un rigido asceta, un superstizioso zelatore del [[politeismo]], uno scrupoloso osservante delle cerimonie religiose di tutti i culti pagani, iniziato in tutti i misteri, dotto nelle arti teurgiche, persuaso di essere l'ultimo anello della catena ermetica. Egli accoppia il formalismo logico di uno [[Scolastica|scolastico]] all'entusiasmo ingenuo di un credente: riduce in sistema l'immenso mondo delle divinità pagane trasformandole in astrazioni filosofiche, e dinanzi a queste creature della sua fantasia mitologizzante si prostra in religiosa adorazione. Per lui la filosofia è religione: il filosofo dev'essere lo [[ierofante]] del mondo intero. In Proclo il [[Neoplatonismo]] raggiunge l'ultima e definitiva sua forma. (p. 177)
==''Mistiche nuove e mistiche antiche''==
===[[Incipit]]===
Problema grosso e dibattutissimo quello dei rapporti fra [[magia]] e [[religione]] e della priorità cronologica di quella su questa o viceversa, da quando [[James George Frazer|James Frazer]] lo mise all'ordine del giorno. La soluzione di esso in un senso piuttosto che in un altro involge una visione affatto differente dell'uomo e della sua storia.<br>Le tesi di Frazer sono note. Secondo lui, a base della magia è una convinzione identica a quella che è a base della [[scienza]] moderna: la convinzione nell'uniformità del corso della natura. Come lo scienziato, così il mago, per raggiungere il risultato cui mira, non supplica né implora le potenze invisibili; ma agisce ed opera secondo regole strette e precise a cui egli è sicuro che le potenze invisibili saranno costrette ad ubbidire, così come lo scienziato è sicuro che, poste certe condizioni, le forze della natura ch'egli mette in movimento non potranno non agire come egli vuole. <!-- (cap. I, p. 15) -->
===Citazioni===
*Uno di questi fondatori di religione fu [[Auguste Comte|Augusto Comte]]. La religione ch'egli propose è la religione dell'umanità o [[positivismo]]: termini, per Comte, equivalenti.<br>Comte era profondamente persuaso di due cose: 1) che senza religione una società non può assolutamente vivere; 2) che nell'età della scienza l'umanità non può credere alle stesse cose cui ha creduto nelle antiche età teologali e metafisiche. Bisognava perciò mettere d'accordo ciò che l'uomo oggi pensa con quello che può credere. (cap. V, p. 39)
*La religione dell'umanità {{NDR|di Comte}}, dopo aver vissuto di vita pallida e larvale, si può considerare oggi morta, anche praticamente. Qualche anno la, trovandomi a Parigi, ne andai a visitare i luoghi santi: l'apportamento di Comte e quello della sua ispiratrice [[Clotilde de Vaux]]<ref>[[w:Clotilde de Vaux|Clotilde de Vaux]] (1815-1846), scrittrice e poetessa francese.</ref>. E lì appresi, non senza malinconia, che la chiesa positivista non disponeva più nemmeno di un locale, e doveva contentarsi di un angolo di una stanza affittata in comune con altre religioni poco fortunate come lei. E forse all'ora in cui scrivo avrà dovuto rinunziare anche a quello. Le ragioni della sua stentata vita e precoce morte son chiare: da una parte, la sua pratica accaparra il fedele e non gli lascia il tempo di respirare (si pensi che Comte imponeva fino a cinque ore al giorno di preghiera); dall'altra, la coscienza che gli dà, che gli oggetti del suo culto sono miti senza realtà oggettiva, stronca alle radici l'impulso religioso, per essenza sua (checché Comte credesse in contrario) oggettivistico. È una religione troppo mitica per essere laica e, insieme, troppo intellettuale per essere religione. (cap. V, pp. 42-43)
*{{NDR|[[Friedrich Dessauer]]}} Egli è un vero mistico della [[Tecnica]]. E se una qualche novità c'è nel suo libro {{NDR|''Filosofia della Tecnica''}}, non è tanto per il concetto della Tecnica come continuazione e prolungamento dell'opera divina, come Demiurgia (concetto già formulato con tutta la chiarezza possibile e desiderabile da tutta una serie di filosofi da [[Marsilio Ficino]] giù giù fino a [[Henri Bergson|Bergson]], come si può leggere nel mio ''Homo Faber'') quanto piuttosto nella intensità emotiva con cui quel concetto è vissuto dal nostro Autore. Concetto, del resto, giustissimo. Con la Tecnica l'uomo si fa creatore di qualità, di forme, di processi, di realtà, che non erano dati dalla [[Natura]]. ''Eritis sicut Dii!'' (cap. VIII, p. 67)
*Tra [[Comunismo]] e [[Cristianesimo]] il rapporto che corre è – come i più credono, come le Chiese organizzate affermano – quello di diametrale antitesi, di radicalissima opposizione? O – come alcuni gruppi di giovani cristiani all'estero sostengono – sotto la superficiale opposizione c'è un piano sul quale le due visioni del mondo e della vita possono intendersi e darsi la mano? Il problema è di capitalissima importanza, ma, per risolverlo bene, bisogna risalire alle fondazioni stesse metafisiche delle due dottrine. (cap. IX, p. 72)
*Il Cristianesimo [...] comincia dove il Comunismo finisce, e viceversa. Il Cristianesimo va dall'individuo alla società; il Comunismo dalla società all'individuo. (cap. IX, p. 73)
*È una delle più belle conquiste della critica storica del nostro tempo quella del significato che per la storia religiosa e morale dell'umanità d'Occidente ebbe la predicazione di [[Zarathustra|{{sic|Zaratustra}}]]. Fu infatti a contatto della religione di Zaratustra che la [[Ebraismo|religione ebraica]] anteriore all'esilio di Babilonia si trasformò nella religione messianica e apocalittica posteriore all'esilio, dalla quale sbocciò poi il Cristianesimo. Fu, a quel che pare, sotto l'influsso della religione di Zaratustra che la religione olimpica dei Greci s'impregnò di preoccupazioni morali ed entrò in una fermentazione dalla quale, ipotesi audace ma non avventata di qualche moderno, fiorì la tragedia greca di [[Eschilo]]. Per queste e per altre ragioni ancora, la critica storica moderna sempre più concorda nel riconoscere in Zaratustra uno dei più alti, originali e possenti creatori di valori religiosi, morali e civili. (cap. XIII, p. 104)
*Durante il terribile assedio posto dai [[Goti]] di Vitige a Roma, difesa dai [[Impero bizantino|Bizantini]] di Belisario (marzo 537-marzo 538 d. C.) accadde un fatto stranissimo: una mattina furono ritrovate aperte le porte del [[tempio di Giano]] chiuse da secoli, da quando il Cristianesimo era diventato la sola religione ammessa dallo Stato. Evidentemente, c'erano ancora in Roma dei pagani, e questi avevano tentato di far rivivere il vecchio costume per il quale le porte del tempio del dio erano tenute aperte finché durasse la guerra. (cap. XIV, p. 110)
*Il tempio di Giano è il punto donde s'irraggia nel mondo la forza romana. [[Giano]] ne ha il dominio non in quanto dio della guerra (la guerra si fa dal suo tempio) ma in quanto dio dei cominciamenti, dei principi, degl'inizi<ref>Nel testo "indizi".</ref>. Finita la guerra, il tempio si chiude, il ciclo si è compiuto, la forza, esplicatasi, è tornata al suo punto di partenza. Nel tempio chiuso non siede né la Pace né la Guerra in senso proprio: siede la Forza che ha iniziato e concluso la guerra, che ha rotto la pace e l'ha ripristinata, che ora è in pace ma che però ha in sé la potenzialità di un'altra guerra, una Forza ambigua, dunque, a doppia, faccia, appunto come a doppia faccia era raffigurato Giano. Finché la guerra dura, il tempio è spalancato: esso attende che la Forza che si è partita da lui vi faccia ritorno vittoriosa. (cap. XIV, pp. 114-115)
*Se ci fu mai tempo in cui il pensiero della [[morte]] ebbe poco o nessun peso sulle preoccupazioni dei viventi, è certo il tempo in cui viviamo: questo è un fatto che nessuno contesta. Ma come e perché ci si è arrivati? (cap. XIX, p. 143)
==''Studi sul teatro contemporaneo''==
===[[Incipit]]===
Che l'arte sia, a suo modo, armonizzazione, organizzazione, sintesi, e cioè creazione e attività, è un punto sul quale è oggi raggiunto l'accordo. Ma quanti hanno pensato a fondo e interiormente realizzato tutto ciò che la definizione omai, a furia di essere ripetuta, trita e banale, arte=creazione, attività contiene? Ben pochi di sicuro. Se arte è attività e creazione, cioè produzione di sintesi non preesistente all'atto della sua produzione, segue che tanto v'ha d'arte in un'opera che d'arte vuol essere detta, quanto di originalità o novità: ciò che in essa v'ha di nuovo, di non originale, di vecchio, d'imitato o ispirato, consciamente o inconsciamente, da altre opere d'arte, corrisponde a momenti non di creazione ma di recezione, non di attività ma di passività, e perciò non è arte.
===Citazioni===
*Dà forma artistica alla [[Vita]] del tuo tempo, al tuo [[presente]]; vivi come presente in atto ed esprimilo artisticamente; sperimenta la Vita come presente, come informe, come [[problema]] e trovane la soluzione; vivi e risolvi i problemi del tuo tempo. (pp. 12-13)
*Ciò che fa [[artista]] l'artista non è lo sperimentare in sé i problemi come tali, ma il risolverli artisticamente. (p. 14)
*Più un'[[opera d'arte]] è profonda originale intensa, e più nella parola liberatrice e chiarificatrice che essa pronuncia tendono a risolversi ed annullarsi idealmente le opere d'arte sue contemporanee di profondità e ampiezza minori. (p. 20)
*Quali cose umane non sono esposte al pericolo della degenerazione? I [[Critico|critici]] dei critici vi porranno riparo. (p. 34)
*Il valore dell'opera d'arte è tutto e solo nella sua forma, nella sua espressione, nel suo stile, e cioè nella peculiarità intensità profondità vastità della sintesi che la costituisce. (p. 34)
*Niente diviene vecchio se non ciò che nacque vecchio. Ciò che nacque nuovo in eterno resta tale. (p. 34)
*Il [[critico]] dovrebbe, per poter dare un giudizio definitivo, rifare il corso del mondo sino all'opera d'arte da giudicare, in due parole, essere uguale a Dio. (p. 39)
*L'opera d'arte è una sintesi o un sistema di sintesi che nacquero vergini nuove originali: creazioni di rapporti non preesistenti come tali all'atto della loro creazione. Ma l'opera d'arte nata una volta entra nella circolazione del pensiero: è letta, studiata, imitata, copiata, ripetuta, sfruttata, saccheggiata. Con l'andare del tempo, le sintesiche la costituiscono come opera d'arte perdono l'aria di novità di originalità d'imprevisto che avevano nell'ora del loro primo apparire (pp. 40-41)
*Secondo [[Benedetto Croce|Croce]], nessun sostanziale e intimo rapporto rilega l'opera d'arte al proprio tempo. In quanto prodotto di una personalità estetica, l'opera d'arte è fuori del suo tempo e di tutti i tempi. Non si può fare [[storia dell'arte]] perché, essendo fuori del tempo, l'arte è fuori della storia. La critica deve contentarsi di saggi sparsi, di monografie isolate, consacrate ciascuna a delineare le caratteristiche e la genesi di una personalità estetica. (p. 45)
==Citazioni su Adriano Tilgher==
*Come una grida improvvisa della strada, un profumo repentino e dissolto o un'ombra o una luce sull'alto di un cornicione, o il trascorrere di certe velature sul paesaggio di Napoli primaverile, così il pensiero di Tilgher e le sue intuizioni nascono, balenano, scompaiono; lasciandoci dietro, spesso, qualche preziosa scoria di contraddizioni, di incongruenze, di idee sofferte o superate o, come diceva [[Benedetto Croce|Croce]] del modo di ragionare di [[Enrico De Nicola|Enrico de Nicola]], di idee consunte da una critica dall'interno, logorate dal loro stesso acido.<br>È proprio in questo che Tilgher ci appare un vero napoletano. ([[Giovanni Artieri]])
*Secondo il suo pensiero il ventesimo secolo, o per lo meno quella parte di secolo a cui si era allora arrivati, intendeva attuare la vita come attività pura e illimitata, al di fuori di tutti gli schemi e le costruzioni della storia, del passato, dell'esperienza ormai abusata e logora e immobile. Pertanto l'[[arte moderna]], a giudizio del Tilgher, si proponeva d'investigare i rapporti tra verità e falsità, tra vita reale ed esistenza della fantasia, tra il reale concreto e oggettivo e la irrealtà che coabita negli spiriti e nelle coscienze. In cima, pertanto, di questa scala di tentativi per spiegarsi il mondo umano, il critico poneva due autori italiani contemporanei: [[Luigi Pirandello]] e [[Pier Maria Rosso di San Secondo|Rosso di San Secondo]]. ([[Salvatore Battaglia]]).
*Si deve, prima di tutti, ad Adriano Tilgher la conoscenza in Italia di [[Oswald Spengler|Spengler]], grazie soprattutto alla sua antologia sui relativisti contemporanei. Tilgher può anzi considerarsi lo «Spengler italiano». Molte sono le assonanze tra il pensatore italiano e l'autore del ''Tramonto dell'Occidente'': dal relativismo storico-filosofico all'analisi comparata di cultura e avvenimenti, arte e civiltà, dal senso della decadenza alla categoria «faustiana». Tilgher, anzi, rivendicò la priorità cronologica, e comunque l'autonomia, del suo pensiero rispetto a quello spengleriano. ([[Marcello Veneziani]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Adriano Tilgher, ''[https://archive.org/details/TilgherFilosofiAntichi/mode/1up Filosofi antichi]'', Casa editrice "Atanòr", Todi, 1921.
*Adriano Tilgher, ''[https://archive.org/details/TilgherMisticheNuove/mode/1up Mistiche nuove e mistiche antiche]'', G. Bardi Editore, Roma, 1946.
*Adriano Tilgher, ''Studi sul teatro contemporaneo'', BiblioLife, LLC.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Tilgher, Adriano}}
[[Categoria:Critici teatrali italiani]]
[[Categoria:Filosofi italiani]]
[[Categoria:Saggisti italiani]]
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[[File:Adriano-tilgher filosofa.jpg|thumb|Adriano Tilgher]]
'''Adriano Tilgher''' (1887 – 1941), filosofo, saggista e critico teatrale italiano.
==Citazioni di Adriano Tilgher==
*Fra i tanti [[Luigi Pirandello|Pirandello]] che vanno in giro da un pezzo al mondo della critica letteraria internazionale, zoppi, deformi, tutti testa e niente, strambalati, sgarbati, lunatici, nei quali io, per quanto mi sforzi, non riesco a riconoscermi per un minimo tratto.<ref>Citato in Domenico Vittorini, prefazione al ''Dramma di Pirandello''.</ref>
*{{NDR|Nel 1860, a Napoli, dopo il Plebiscito}} I partigiani del ''Begriff''<ref>Gli hegeliani.</ref> essendo più giovani, avevano più spesso il di sopra in questi filosofici tornei<ref>Contro i giobertiani.</ref>. Onde divennero in breve il terrore dei proprietari di caffè delle Puglie e della Calabria, che al vederli avvicinarsi gridavano ai garzoni: ''Chiudite, ca stanno venenno 'e Begriffe!'' Nacque così il termine di Begriffo per indicare i fedeli e i fanatici del dio ''Begriff''.<ref>Citato in [[Giovanni Artieri]], ''Napoli, punto e basta?'', p. 257.</ref>
*{{NDR|[[Alfred Loisy]]}} Il fondo ultimo delle cose è – per lui – una forza misteriosa, potente, agente, indistruttibile, inesauribile, [[slancio vitale]] che attraverso cadute e sconfitte ascende verso la luce dello spirito e della coscienza, fiume di vita di cui l'uomo non è che una minuscola ondata, ma che egli ha la facoltà di sentire intuitivamente, immediatamente, con un'apprensione che è al di qua e prima di ogni ragionamento.<ref>Da ''[https://archive.org/details/tilgher-filosofi-moralisti-del-novecento/mode/1up Filosofi e moralisti del Novecento]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1932, cap. XVII, p. 181.</ref>
*In Italia pare si voglia insistere a seguire la falsariga di qualche critico che ha creduto di scoprire nelle mie cose un contenuto filosofico, che non c'è, vi garantisco che non c'è.<ref>Citato in ''Il teatro di Pirandello'', introduzione pag. XXVI, VII ristampa Oscar Mondadori, gennaio 1976.</ref>
*Io mostravo che tutto il mondo pirandelliano faceva centro intorno a una visione della Vita come forza travagliata da un'intera antinomia per la quale la Vita è, insieme, necessitata a darsi forma e, per uguale necessità, non può consistere in nessuna forma, ma deve passare di forma in forma. È la famosa, o famigerata, antitesi di Vita e Forma, ''problema centrale dell'arte pirandelliana''.<ref>Da ''Studi sul teatro contemporaneo'', 1922.</ref>
*[[Étienne-Gabriel Morelly|Morelly]] pone come principio che l'interesse particolare, il «desiderio d'avere», l'avarizia è la fonte di tutti i mali sociali. A chi obietta che l'interesse personale è lo stimolante necessario dell'energia umana, Morelly risponde che l'uomo è un essere naturalmente attivo, che non ripugna affatto al lavoro in quanto tale, ma solo al lavoro monotono e prolungato. Sono le istituzioni arbitrarie le quali pretendono di fissare per alcuni uomini soltanto uno stato permanente di riposo detto prosperità, fortuna, lasciando agli altri in permanente retaggio il lavoro, la fatica, che generano la pigrizia e l'odio al lavoro. È la cattiva costituzione sociale che ha prodotto negli uni l'ozio e la mollezza, negli altri l'aborrimento dal lavoro forzato. Ma di per sé il lavoro non ha nulla di {{sic|repugnante}}, è, anzi, piacevole, attraente.<ref>Da ''[https://archive.org/details/TilgherHomoFaber/mode/1up Homo faber]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1929, cap. XIII, pp. 94-95.</ref>
*Nei regimi di [[libertà]], essendoci libertà di parola e di critica, è naturale che il pubblico se ne serva, più che per lodare, per criticare e lamentarsi: di qui l'apparenza che in quei regimi tutto vada male.<ref>Citato in Luigi Vicinanza, [https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/11/02/news/adriano_tilgher_un_libertario_da_ercolano-324761779/ ''Adriano Tilgher, un libertario da Ercolano''], ''repubblica.it'', 2 novembre 2021.</ref>
*Temperamento pugnace e individualistico, «poeta maledetto» della filosofia, amatore di tutte le cause perdute, [[Giuseppe Rensi|Rensi]] è di quelli cui piace dire di no alla scuola dominante e di starsene coi vinti, salvo, quando siano divenuti vincitori, a piantarli in asso e a passare al campo opposto. Ove si dia alla parola idealista il senso che ha nel discorso comune e corrente, questo sedicente scettico e materialista è il filosofo più idealista che abbia oggi l'Italia. E poiché in Italia la scuola filosofica dominante, in teoria e in pratica, era ed è tutt'ora l'[[Idealismo (filosofia)|Idealismo]], Rensi ha detto di no all'Idealismo, e la sua negazione ha accompagnato fedelmente tutte le metamorfosi che l'Idealismo ha subìto da noi negli ultimi anni. Perciò non aveva tutti i torti chi, scherzando, chiamava Rensi il Bastian {{sic|Contraro}} della filosofia idealistica.<ref>Da ''[https://archive.org/details/tilgher-filosofi-moralisti-del-novecento/mode/1up Filosofi e moralisti del Novecento]'', Libreria di scienze e lettere, Roma, 1932, cap. XXVIII, p. 287.</ref>
==''Filosofi antichi''==
*Il [[Buddhismo|Buddismo]] [...] è, nello stesso tempo, l'antitesi perfetta e la continuazione logica del [[Brahmanesimo|Bramanesimo]], al quale riesce ad opporsi appunto perché ne sviluppa rigorosamente le premesse. (p. 1)
*Tutto sommato, il Buddismo si riduce a questo: l'uomo è un frammento della Volontà di vivere, che, rimanendo sempre identica, si raggruma in forme differenti nello scorrer dei tempi, finché, conscia dell'immedicabile [[infelicità]] inerente al suo proprio essere, non si decide a finirla una volta per sempre e a dissolversi nel [[nulla]]. (p. 14)
*Il [[monismo]] materialistico degli [[Ioni|Jonici]] conduce inevitabilmente alla negazione del divenire ed allo scetticismo: nella filosofia degli {{sic|Ionici}} è scritta in anticipo, per chi ha occhi da vedere, la storia e la condanna di tutta la [[filosofia greca]], condanna cui questa, per quanti sforzi faccia, non riuscirà mai a sottrarsi in tutto il corso della sua storia millenaria. (p. 46)
*A fondamento della Fisica gli [[Stoicismo|Stoici]] ponevano il principio che essere è solo ciò che agisce; ciò che non agisce, non è (Platone, Aristotile). Nell'azione è l'essenza degli esseri. (p. 49)
*''Ragioni del successo dello [[Stoicismo]]''. – La salda unità sistematica della dottrina, il suo spirito essenzialmente pratico, il sensualismo della sua logica, il materialismo della sua fisica, l'ascetismo della sua etica ne spiegano il successo straordinario e duraturo. (p. 84)
*La [[fisica]] per [[Epicuro]] é indispensabile poiché, facendoci conoscere che in natura tutto accade necessariamente, per opera di cause meccaniche, senza intervento di dei o di entità immateriali, senza preoccupazione alcuna del bene dell'uomo, senza che il corso delle cose abbia in vista un fine o piano qualsiasi da realizzare, fuga la superstizione: senza questo scopo antiteleologico ed antireligioso, a nulla gioverebbe studiare la [[natura]]. (p. 102)
*[[Proclo]] é un dotto enciclopedico, un dialettico di prim'ordine, un sistematico senza pari, uno scrittore limpidissimo e fecondo, e, insieme, un rigido asceta, un superstizioso zelatore del [[politeismo]], uno scrupoloso osservante delle cerimonie religiose di tutti i culti pagani, iniziato in tutti i misteri, dotto nelle arti teurgiche, persuaso di essere l'ultimo anello della catena ermetica. Egli accoppia il formalismo logico di uno [[Scolastica|scolastico]] all'entusiasmo ingenuo di un credente: riduce in sistema l'immenso mondo delle divinità pagane trasformandole in astrazioni filosofiche, e dinanzi a queste creature della sua fantasia mitologizzante si prostra in religiosa adorazione. Per lui la filosofia è religione: il filosofo dev'essere lo [[ierofante]] del mondo intero. In Proclo il [[Neoplatonismo]] raggiunge l'ultima e definitiva sua forma. (p. 177)
==''Mistiche nuove e mistiche antiche''==
===[[Incipit]]===
Problema grosso e dibattutissimo quello dei rapporti fra [[magia]] e [[religione]] e della priorità cronologica di quella su questa o viceversa, da quando [[James George Frazer|James Frazer]] lo mise all'ordine del giorno. La soluzione di esso in un senso piuttosto che in un altro involge una visione affatto differente dell'uomo e della sua storia.<br>Le tesi di Frazer sono note. Secondo lui, a base della magia è una convinzione identica a quella che è a base della [[scienza]] moderna: la convinzione nell'uniformità del corso della natura. Come lo scienziato, così il mago, per raggiungere il risultato cui mira, non supplica né implora le potenze invisibili; ma agisce ed opera secondo regole strette e precise a cui egli è sicuro che le potenze invisibili saranno costrette ad ubbidire, così come lo scienziato è sicuro che, poste certe condizioni, le forze della natura ch'egli mette in movimento non potranno non agire come egli vuole. <!-- (cap. I, p. 15) -->
===Citazioni===
*Uno di questi fondatori di religione fu [[Auguste Comte|Augusto Comte]]. La religione ch'egli propose è la religione dell'umanità o [[positivismo]]: termini, per Comte, equivalenti.<br>Comte era profondamente persuaso di due cose: 1) che senza religione una società non può assolutamente vivere; 2) che nell'età della scienza l'umanità non può credere alle stesse cose cui ha creduto nelle antiche età teologali e metafisiche. Bisognava perciò mettere d'accordo ciò che l'uomo oggi pensa con quello che può credere. (cap. V, p. 39)
*La religione dell'umanità {{NDR|di Comte}}, dopo aver vissuto di vita pallida e larvale, si può considerare oggi morta, anche praticamente. Qualche anno la, trovandomi a Parigi, ne andai a visitare i luoghi santi: l'apportamento di Comte e quello della sua ispiratrice [[Clotilde de Vaux]]<ref>[[w:Clotilde de Vaux|Clotilde de Vaux]] (1815-1846), scrittrice e poetessa francese.</ref>. E lì appresi, non senza malinconia, che la chiesa positivista non disponeva più nemmeno di un locale, e doveva contentarsi di un angolo di una stanza affittata in comune con altre religioni poco fortunate come lei. E forse all'ora in cui scrivo avrà dovuto rinunziare anche a quello. Le ragioni della sua stentata vita e precoce morte son chiare: da una parte, la sua pratica accaparra il fedele e non gli lascia il tempo di respirare (si pensi che Comte imponeva fino a cinque ore al giorno di preghiera); dall'altra, la coscienza che gli dà, che gli oggetti del suo culto sono miti senza realtà oggettiva, stronca alle radici l'impulso religioso, per essenza sua (checché Comte credesse in contrario) oggettivistico. È una religione troppo mitica per essere laica e, insieme, troppo intellettuale per essere religione. (cap. V, pp. 42-43)
*{{NDR|[[Friedrich Dessauer]]}} Egli è un vero mistico della [[Tecnica]]. E se una qualche novità c'è nel suo libro {{NDR|''Filosofia della Tecnica''}}, non è tanto per il concetto della Tecnica come continuazione e prolungamento dell'opera divina, come Demiurgia (concetto già formulato con tutta la chiarezza possibile e desiderabile da tutta una serie di filosofi da [[Marsilio Ficino]] giù giù fino a [[Henri Bergson|Bergson]], come si può leggere nel mio ''Homo Faber'') quanto piuttosto nella intensità emotiva con cui quel concetto è vissuto dal nostro Autore. Concetto, del resto, giustissimo. Con la Tecnica l'uomo si fa creatore di qualità, di forme, di processi, di realtà, che non erano dati dalla [[Natura]]. ''Eritis sicut Dii!'' (cap. VIII, p. 67)
*Tra [[Comunismo]] e [[Cristianesimo]] il rapporto che corre è – come i più credono, come le Chiese organizzate affermano – quello di diametrale antitesi, di radicalissima opposizione? O – come alcuni gruppi di giovani cristiani all'estero sostengono – sotto la superficiale opposizione c'è un piano sul quale le due visioni del mondo e della vita possono intendersi e darsi la mano? Il problema è di capitalissima importanza, ma, per risolverlo bene, bisogna risalire alle fondazioni stesse metafisiche delle due dottrine. (cap. IX, p. 72)
*Il Cristianesimo [...] comincia dove il Comunismo finisce, e viceversa. Il Cristianesimo va dall'individuo alla società; il Comunismo dalla società all'individuo. (cap. IX, p. 73)
*È una delle più belle conquiste della critica storica del nostro tempo quella del significato che per la storia religiosa e morale dell'umanità d'Occidente ebbe la predicazione di [[Zarathustra|{{sic|Zaratustra}}]]. Fu infatti a contatto della religione di Zaratustra che la [[Ebraismo|religione ebraica]] anteriore all'esilio di Babilonia si trasformò nella religione messianica e apocalittica posteriore all'esilio, dalla quale sbocciò poi il Cristianesimo. Fu, a quel che pare, sotto l'influsso della religione di Zaratustra che la religione olimpica dei Greci s'impregnò di preoccupazioni morali ed entrò in una fermentazione dalla quale, ipotesi audace ma non avventata di qualche moderno, fiorì la tragedia greca di [[Eschilo]]. Per queste e per altre ragioni ancora, la critica storica moderna sempre più concorda nel riconoscere in Zaratustra uno dei più alti, originali e possenti creatori di valori religiosi, morali e civili. (cap. XIII, p. 104)
*Durante il terribile assedio posto dai [[Goti]] di Vitige a Roma, difesa dai [[Impero bizantino|Bizantini]] di Belisario (marzo 537-marzo 538 d. C.) accadde un fatto stranissimo: una mattina furono ritrovate aperte le porte del [[tempio di Giano]] chiuse da secoli, da quando il Cristianesimo era diventato la sola religione ammessa dallo Stato. Evidentemente, c'erano ancora in Roma dei pagani, e questi avevano tentato di far rivivere il vecchio costume per il quale le porte del tempio del dio erano tenute aperte finché durasse la guerra. (cap. XIV, p. 110)
*Il tempio di Giano è il punto donde s'irraggia nel mondo la forza romana. [[Giano]] ne ha il dominio non in quanto dio della guerra (la guerra si fa dal suo tempio) ma in quanto dio dei cominciamenti, dei principi, degl'inizi<ref>Nel testo "indizi".</ref>. Finita la guerra, il tempio si chiude, il ciclo si è compiuto, la forza, esplicatasi, è tornata al suo punto di partenza. Nel tempio chiuso non siede né la Pace né la Guerra in senso proprio: siede la Forza che ha iniziato e concluso la guerra, che ha rotto la pace e l'ha ripristinata, che ora è in pace ma che però ha in sé la potenzialità di un'altra guerra, una Forza ambigua, dunque, a doppia, faccia, appunto come a doppia faccia era raffigurato Giano. Finché la guerra dura, il tempio è spalancato: esso attende che la Forza che si è partita da lui vi faccia ritorno vittoriosa. (cap. XIV, pp. 114-115)
*Se ci fu mai tempo in cui il pensiero della [[morte]] ebbe poco o nessun peso sulle preoccupazioni dei viventi, è certo il tempo in cui viviamo: questo è un fatto che nessuno contesta. Ma come e perché ci si è arrivati? (cap. XIX, p. 143)
==''Studi sul teatro contemporaneo''==
===[[Incipit]]===
Che l'arte sia, a suo modo, armonizzazione, organizzazione, sintesi, e cioè creazione e attività, è un punto sul quale è oggi raggiunto l'accordo. Ma quanti hanno pensato a fondo e interiormente realizzato tutto ciò che la definizione omai, a furia di essere ripetuta, trita e banale, arte=creazione, attività contiene? Ben pochi di sicuro. Se arte è attività e creazione, cioè produzione di sintesi non preesistente all'atto della sua produzione, segue che tanto v'ha d'arte in un'opera che d'arte vuol essere detta, quanto di originalità o novità: ciò che in essa v'ha di nuovo, di non originale, di vecchio, d'imitato o ispirato, consciamente o inconsciamente, da altre opere d'arte, corrisponde a momenti non di creazione ma di recezione, non di attività ma di passività, e perciò non è arte.
===Citazioni===
*Dà forma artistica alla [[Vita]] del tuo tempo, al tuo [[presente]]; vivi come presente in atto ed esprimilo artisticamente; sperimenta la Vita come presente, come informe, come [[problema]] e trovane la soluzione; vivi e risolvi i problemi del tuo tempo. (pp. 12-13)
*Ciò che fa [[artista]] l'artista non è lo sperimentare in sé i problemi come tali, ma il risolverli artisticamente. (p. 14)
*Più un'[[opera d'arte]] è profonda originale intensa, e più nella parola liberatrice e chiarificatrice che essa pronuncia tendono a risolversi ed annullarsi idealmente le opere d'arte sue contemporanee di profondità e ampiezza minori. (p. 20)
*Quali cose umane non sono esposte al pericolo della degenerazione? I [[Critico|critici]] dei critici vi porranno riparo. (p. 34)
*Il valore dell'opera d'arte è tutto e solo nella sua forma, nella sua espressione, nel suo stile, e cioè nella peculiarità intensità profondità vastità della sintesi che la costituisce. (p. 34)
*Niente diviene vecchio se non ciò che nacque vecchio. Ciò che nacque nuovo in eterno resta tale. (p. 34)
*Il [[critico]] dovrebbe, per poter dare un giudizio definitivo, rifare il corso del mondo sino all'opera d'arte da giudicare, in due parole, essere uguale a Dio. (p. 39)
*L'opera d'arte è una sintesi o un sistema di sintesi che nacquero vergini nuove originali: creazioni di rapporti non preesistenti come tali all'atto della loro creazione. Ma l'opera d'arte nata una volta entra nella circolazione del pensiero: è letta, studiata, imitata, copiata, ripetuta, sfruttata, saccheggiata. Con l'andare del tempo, le sintesiche la costituiscono come opera d'arte perdono l'aria di novità di originalità d'imprevisto che avevano nell'ora del loro primo apparire (pp. 40-41)
*Secondo [[Benedetto Croce|Croce]], nessun sostanziale e intimo rapporto rilega l'opera d'arte al proprio tempo. In quanto prodotto di una personalità estetica, l'opera d'arte è fuori del suo tempo e di tutti i tempi. Non si può fare [[storia dell'arte]] perché, essendo fuori del tempo, l'arte è fuori della storia. La critica deve contentarsi di saggi sparsi, di monografie isolate, consacrate ciascuna a delineare le caratteristiche e la genesi di una personalità estetica. (p. 45)
==Citazioni su Adriano Tilgher==
*Come una grida improvvisa della strada, un profumo repentino e dissolto o un'ombra o una luce sull'alto di un cornicione, o il trascorrere di certe velature sul paesaggio di Napoli primaverile, così il pensiero di Tilgher e le sue intuizioni nascono, balenano, scompaiono; lasciandoci dietro, spesso, qualche preziosa scoria di contraddizioni, di incongruenze, di idee sofferte o superate o, come diceva [[Benedetto Croce|Croce]] del modo di ragionare di [[Enrico De Nicola|Enrico de Nicola]], di idee consunte da una critica dall'interno, logorate dal loro stesso acido.<br>È proprio in questo che Tilgher ci appare un vero napoletano. ([[Giovanni Artieri]])
*Secondo il suo pensiero il ventesimo secolo, o per lo meno quella parte di secolo a cui si era allora arrivati, intendeva attuare la vita come attività pura e illimitata, al di fuori di tutti gli schemi e le costruzioni della storia, del passato, dell'esperienza ormai abusata e logora e immobile. Pertanto l'[[arte moderna]], a giudizio del Tilgher, si proponeva d'investigare i rapporti tra verità e falsità, tra vita reale ed esistenza della fantasia, tra il reale concreto e oggettivo e la irrealtà che coabita negli spiriti e nelle coscienze. In cima, pertanto, di questa scala di tentativi per spiegarsi il mondo umano, il critico poneva due autori italiani contemporanei: [[Luigi Pirandello]] e [[Pier Maria Rosso di San Secondo|Rosso di San Secondo]]. ([[Salvatore Battaglia]]).
*Si deve, prima di tutti, ad Adriano Tilgher la conoscenza in Italia di [[Oswald Spengler|Spengler]], grazie soprattutto alla sua antologia sui relativisti contemporanei. Tilgher può anzi considerarsi lo «Spengler italiano». Molte sono le assonanze tra il pensatore italiano e l'autore del ''Tramonto dell'Occidente'': dal relativismo storico-filosofico all'analisi comparata di cultura e avvenimenti, arte e civiltà, dal senso della decadenza alla categoria «faustiana». Tilgher, anzi, rivendicò la priorità cronologica, e comunque l'autonomia, del suo pensiero rispetto a quello spengleriano. ([[Marcello Veneziani]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Adriano Tilgher, ''[https://archive.org/details/TilgherFilosofiAntichi/mode/1up Filosofi antichi]'', Casa editrice "Atanòr", Todi, 1921.
*Adriano Tilgher, ''[https://archive.org/details/TilgherMisticheNuove/mode/1up Mistiche nuove e mistiche antiche]'', G. Bardi Editore, Roma, 1946.
*Adriano Tilgher, ''Studi sul teatro contemporaneo'', BiblioLife, LLC.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Critici teatrali italiani]]
[[Categoria:Filosofi italiani]]
[[Categoria:Saggisti italiani]]
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Ethan Hawke
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Giulio tegaz
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/* Citazioni su Ethan Hawke */
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[[Immagine:Ethan Hawke 2018.jpg|thumb|Ethan Hawke nel 2018]]
'''Ethan Green Hawke''' (1970 – vivente), attore, sceneggiatore, scrittore e regista statunitense.
==Citazioni di Ethan Hawke==
*Il difficile, oggi, è la distribuzione; adesso tutti hanno i mezzi per girare un film, ma molti sono brutti. Per questo i festival sono importanti, aiutano a sostenere i film validi.<ref name="D'Amico">Citato in Valentina D'Amico, ''[https://movieplayer.it/articoli/ethan-hawke-intervista-logan-oscar-locarno-2018_19387/ Ethan Hawke "Gli Oscar? Sono la fabbrica della finzione"]'', ''Movieplayer.it'', 9 agosto 2018.</ref>
*Le [[divisa|divise]] militari ti fanno sentire qualcuno, ti fanno sentire di avere uno scopo, anche se non ce l'hai. Ti senti speciale, parte della tradizione. Non sei una persona qualunque, un ''civile'': sei nobile. Ma tutto questo orgoglio ha un rovescio della medaglia: sono soltanto balle. (da ''Mercoledì delle ceneri'', traduzione di Martina Testa, Minimum fax)
*Molti uomini hanno la crisi di mezza età e comprano una Porsche, io ho avuto la crisi di mezza età e ho girato un documentario su un pianista ottantenne.<ref name="D'Amico"/>
*[[Sidney Lumet]] alla fine della vita disse 'Nessuno vuole darmi un premio alla carriera, ma non mi fanno neanche fare un altro film.' Non credo di essere arrivato al punto di dover ricevere un premio, il mio amico [[Richard Linklater]] mi ha detto che si tratta di un 'check-in di metà carriera. E' un punto di arrivo, festeggi e subito dopo tutti riprenderanno ad odiarti come prima. Il passo successivo sarà essere invitato a guidare una giuria.<ref name="D'Amico"/>
==Citazioni su Ethan Hawke==
*Lui ti fa questo effetto: non è in grado di sbagliare pronunciando una battuta in maniera poco convincente. Non gli capita mai. ([[Andrew Niccol]])
==Voci correlate==
*[[Uma Thurman]], ex-moglie
*[[Maya Hawke]], figlia
==Note==
<references />
==Filmografia==
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*''[[L'attimo fuggente]]'' (1989)
*''[[Alive - Sopravvissuti]]'' (1993)
*''[[Giovani, carini e disoccupati]]'' (1994)
*''[[Prima dell'alba]]'' (1995)
*''[[Gattaca - La porta dell'universo]]'' (1997)
*''[[Paradiso perduto (film 1998)|Paradiso perduto]]'' (1998)
*''[[Training Day]]'' (2001)
*''[[Waking Life]]'' (2001)
*''[[Identità violate]]'' (2004)
*''[[Fast Food Nation]]'' (2006)
*''[[Onora il padre e la madre]]'' (2007)
*''[[Sinister]]'' (2012)
*''[[Boyhood]]'' (2014)
*''[[First Reformed - La creazione a rischio]]'' (2017)
*''[[Black Phone]]'' (2021)
*''[[Moon Knight (serie televisiva)|Moon Knight]]'' (2022)
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Attori statunitensi]]
[[Categoria:Registi statunitensi]]
[[Categoria:Sceneggiatori statunitensi]]
[[Categoria:Scrittori statunitensi]]
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Vercelli
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Danyele
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+voci correlate / minuzie estetiche
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[[File:Basilica di Sant’Andrea in Vercelli xilografia di Barberis.jpg|thumb|Xilografia della basilica di Sant'Andrea, Vercelli]]
Citazioni su '''Vercelli'''.
==Citazioni==
*Vercelli città posta ne' primi termini del [[Piemonte]], sede ora del Signor Duca di Savoja, chè i Francesi gli hanno occupato [[Torino]], è assai ben popolata e abbondantemente fornita di vettovaglie e di ogni sorte merci... Vi sono assai belle contrade con buoni casamenti, per le quali si vedevano anche di molti gentiluomini andare innanzi e indietro per i fatti loro. Per la città passa certa acquetta, che porta fuori tutte le immondizie, tirata di qua e di là per le contrade, come usano fare in molti luoghi di quel paese. ([[Andrea Minucci]])
===[[Luigi Bruzza]]===
*A qual di voi è ignorata l'antichità e la dignità della Chiesa vercellese? E con quale altra d'Italia, dalla Romana in fuori, non può venire a paragone, o sia che si riguardi alla sua origine, sendo che fu ammaestrata nella fede dallo stesso [[Pietro apostolo|principe degli apostoli]], secondo porta l'antichissima tradizione, o si consideri che prima ancora del magno Eusebio fu governata successivamente da Vescovi, mentre gran parte delle italiche città non avevano, e mancarono molti anni ancora di chi le reggesse, e solo da passeggieri annunziatori aveano alcun lume di fede?
*Adunque per ciò che spetta ai diritti, e perché non fosse corrotta la giustizia, ordinarono che inviolabili fossero le vite de' Vercellesi; che la facoltà del far leggi non fosse in chi teneva il supremo potere; che il podestà, sempre forestiero acciocché non si movesse per affetto di parte, fosse esecutore, non giudice; che nel principio del suo governo giurasse di mantenere la pace, obbligato ad esser pronto di giorno e di notte alle richieste de' cittadini; che con eguale misura si ponessero le taglie a' castellani, a' nobili e a'cittadini; che i giudici non si eleggessero comunque , ma quei soli che i poveri, le vedove, e gli orfani avessero un giudice particolare che senza spesą rendesse loro ragione; che i beni degl'infermi e degli ospedali e i diritti loro da uffiziali del comune si curassero; che questi fossero privi d'uffizio se in qualche modo ricevessero doni, o si fossero posti alle mense dei cittadini, e che tutti al termine dell'uffizio loro si ponessero a sindacato. Il che era e saviamente ordinato e con grandissima parte di pubblico bene mantenuto; poiché dall'offesa giustizia nascono assai frequente que' turbamenti che tornano a danno comune, quando i privati non hanno modo di ristorarsi, e gli offenditori hanno speranza d'impunità.
*Io so bene non poter essere chi contraddica alle mie parole, se affermo essere questa città gloriosissima per ciò che è antichissima, e che avanzando ogni età di cui si hanno memorie scritte, è sì per la lunghezza della sua vita degnissima d'ammirazione, sì per la remota sua origine in tanta lontananza di secoli veneranda. Perciocché, chi ben considera, è questo argomento di grandissima felicità, che per mezzo il corso di tanti secoli manomessa da' barbari, travagliata da esterne guerre, lacerata nelle più vitali sue parti per le discordie de' cittadini, possa una città non che stare, avanzarsi, e per infiniti pericoli crescere e prosperare.
*Ma queste leggi {{NDR|suntuarie}} che di tanta luce di sapienza risplendono, dove e al comune e a' privati opportunamente è provveduto, e che qual monumento di vera gloria, di cui potrebbe vantarsi qualunque delle italiane città, possono additarsi agli stranieri e ai vicini, sarebbero tuttavia rimaste imperfette nel conseguimento dell'effetto loro, se non avessero eziandio procurato che gli animi de' cittadini ingentilendosi per oneste ed utili discipline, smettessero alquanto di quella rozzezza ch'era effetto dei secoli precedenti, e a più facile e cittadinesco vivere s'adusassero. Videro questo i savi fattori delle leggi , e vi ripararono: ed in vero gode l'animo a leggere in quegli antichi statuti come colla vercellese università degli studi s'avvisassero di nobilitare la patria; nè lo saprei con più degne parole, se non se colle loro, rappresentare quanto illuminata carità di patria mostrassero. Imperciocchè non contenti che dalla sapienza de' padri loro si fosse aggiunta a questa Città la chiarezza e lo splendore delle lettere, ordinando che fossero quattordici cattedre, dove i professori dello studio di Padova leggessero il diritto civile e canonico, la fisica, la dialettica e la rettorica, vollero dopo, che per legge del comune fosse l'università mantenuta e conservata. «Perché niente, diceano, v'ha di più utile e bello, che applicar l'animo alla cognizione delle lettere e degli studi del diritto, della medicina, e di quelle arti e discipline per le quali gli uomini vengono in nobiltà, e i poveri arricchiscono; e perché le città e i luoghi ogni altro s'illustrano, e di buoni cittadini per varie guise s'accrescono, come per la stessa efficacissima esperienza de' fatti si manifesta; ed essendo ancora che le spese fatte pe’ dottori, e il denaro che loro si dà, e quello degli scolari rimane in città e spargesi fra cittadini; e che l'entrate e rendite del comune per essi aumentano e crescono, perciò è deliberato che inviolabilmente e perpetuamente si curi, che nella città di Vercelli, dove già fu ab antico, sia e sempre debba essere lo studio generale, e che a procurarlo sia strettamente obbligato qualunque Podestà, e che a spese del comune continuamente leggano i professori: e inoltre siavi chi di tutte le scienze abbia opere correttissime, per accomodarne tutti che vogliano leggere o rifarne esemplari.» Colle quali parole, ch'io volli riferire le stesse, voi ben vedete quale provvidenza mostrassero i maggiori vostri nel curare le utilità della patria, e qual diligenza nel procurare che in quell'avara penuria di libri, gli studiosi avessero facoltà di facilmente attendere agli studi, e comodità di facilmente percorrerli. Del che per avventura furono pochi esempi in Italia.
*Passata da colonia a Municipio, prima che Torino ed Aosta, troviamo che gli storici la nominano con egual titolo di lode, che Milano e che uno de' migliori oratori di quel tempo, chiaro per facondia e festività d'ingegno , accetto agli imperatori Vitellio, Vespasiano e Domiziano era il vercellese Vibio Crispo; e se il tempo non ne avesse invidiate le eloquenti orazioni, avrebbe per avventura la superiore parte d'Italia chi contrapporre all'oratore d'Arpino, giacché l'averlo annoverato il severo Tacito tra' primi, e l'essere confermate le sue lodi dagli scrittori de' tempi, è chiaro argomento del merito di quel sommo. E qui pure fiorirono nobilissime famiglie, i cui nomi conservarono i marmi, i quali, se non come ora dispersi, ma per provvido consiglio ordinati fossero e in un sol luogo adunati, avrebbe la Città vostra un parlante argomento di gloria da additare a ' vicini, e manterrebbe vieppiù viva ne' suoi la memoria del suo antico splendore.
*Quando penso e pongo mente alla sapienza de maggiori vostri, quasi mi sdegno a vedere che tanto bene non abbiano saputo colla concordia mantenere, e che essi medesimi guastassero dopo quello che poche ore innanzi aveano sayiamente ordinato; il che fu non dubbia cagione, perché la Città a maggiore grandezza non pervenisse, e che a guisa d'inferma viziata nelle interne sue parti, fosse costretta a languire. Perciocché se riguardiamo al modo del suo reggimento, e alla sapienza delle sue leggi, vediamo che due principalissimi intenti, donde la prosperità e la pace derivano, si proponeva; l'uno di rafforzarsi in la guisa da non temere de' forestieri, l'altro di mantenersi dentro tranquilla.
*Queste furono le arti di pace con che la sapienza degli antichi Vercellesi fondò e mantenne quasi due secoli una università: istituzione e per sé lodevolissima, ma per rispetto de' tempi degna d'ogni maggiore lode, mentre che l'Italia appena risorta dalle tenebre vedeva alcun lume di lettere, e queste che altrove più per opera de privati, che per pubblica volontà rifiorivano, qui non solamente desideravansi, ma ricercavansi, non benignamente ricevute, ma cupidissimamente abbracciate, non di qualche grazia privilegiate, ma dal pubblico con denaro e con opera conservate e sostenute. Tanto era in quegli animi generosi l'amore del vero e del bello! Né potranno recarselo a male i convicini popoli subalpini, se colla scorta de' documenti certissimi della storia, io dico, che da Vercelli vide il [[Piemonte]] uscire primieramente quella luce che della passata infelicità l'ammoniva, e con migliori speranze avvisava di quanto sarebbe un giorno glorioso.
*Vercelli mena vanto che nel Vescovo Attone avesse uno de' primi luminari d'Italia, che qui si aprissero ospedali agl'infermi, che qui si attendesse allo studio de' canoni, che qui fra le mura de' chiostri si mantenessero in vita gli studi, che qui nella Biblioteca Eusebiana s'adunassero codici di sacre e profane lettere: prezioso tesoro che fece maravigliare l'Andres e il P. Bianchini, e trasse più volte a visitarlo i forestieri, e quel lume d'Italia Angelo Mai; che da un qualche monaco si recassero i morali d'Aristotele, e le Tulliane lettere a Lentulo, che avrebbe dopo qui discoperte primo il Petrarca; che qui con opere di scultura e di mosaico s'ornassero i templi. E i viventi i quali non senza dolore ricordano come nella memoria, de' padri loro il più splendido monumento dell'arti di que' tempi, fosse atterrato, mostrerebbero ora nella Basilica fondata da Costantino, restaurata da Teodelinda, consecrata da Eugenio III, celebrata pel Concilio di Leone IX, che anche in mezzo della ignoranza seppero gli antichi loro, e conservare le opere delle arti belle, e di non spregevoli ornamenti arricchirle.
==Voci correlate==
*[[Football Club Pro Vercelli 1892]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Comuni del Piemonte]]
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2026-06-15T05:24:43Z
AssassinsCreed
17001
/* Charlie Kirk */
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wikitext
text/x-wiki
{{Benvenuto|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 10:29, 12 gen 2011 (CET)}}
== Categorizzazione uccello ==
Salve, visto che questa non è una vera e propria enciclopedia, è inutile essere aggiornati con le ultime rivisitazioni delle classificazioni del regno animale, che magari cambieranno ulteriormente in futuro. Ci rifacciamo in minima parte alla classificazione di Linneo giusto per un maggior ordine: abbiamo poche voci di animali e potremmo tenerle anche in una singola categoria "animali", le abbiamo ulteriormente suddivise solo per una forma d'ordine. Ok?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 14:05, 24 apr 2015 (CEST)
== [[Gregory Scott Paul]] ==
Come mai Deinonychus è tra parentesi quadre? È necessario anche nella traduzione italiana?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 23:57, 5 mag 2015 (CEST)
:Attenzione, è necessaria l''''assoluta''' fedeltà alla fonte. Se il nome è obsoleto, puoi risolvere facilmente con un NDR o una pillola.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 10:43, 6 mag 2015 (CEST)
== Interwiki nel testo ==
Salve, qui non inseriamo interwiki (collegamenti a Pedia o altri progetti) all'interno delle citazioni, preferiamo lasciare un wikilink rosso per dare l'opportunità a qualcun altro di creare prima o poi la pagina anche su wikiquote.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:13, 6 mag 2015 (CEST)
== Traduzioni ==
Salve, perdoni la mia indelicatezza ma perché persevera nell'inserire traduzioni piuttosto approssimative, con qualche errore di ortografia quale e là? Io ci provo pure a sistemarle, ma la qualità delle voci rimane comunque bassa... Non esistono proprio edizioni in lingua italiana?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:32, 11 mag 2015 (CEST)
:Non c'è qualche modo per tradurre meglio ''duckbill'' e ''Cusinarts''?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:33, 13 mag 2015 (CEST)
::Beh, questi due termini mi sembrano meglio.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:57, 13 mag 2015 (CEST)
== [[Andrea Cau]] ==
Salve, ho proposto la pagina da te creata per [[Wikiquote:Pagine_da_cancellare#Andrea_Cau|la cancellazione]] perché ho seri dubbi sull'enciclopedicità del soggetto.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 01:28, 22 mag 2015 (CEST)
:Ciao, può essere una buona idea. Prova a creare la pagina su Wikipedia e vediamo cosa ne pensano lì. Saluti, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:56, 22 mag 2015 (CEST)
::Potresti inserire per favore, quando puoi, i numeri delle pagine? Grazie.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 10:23, 26 mag 2015 (CEST)
== [[Robert T. Bakker]] ==
L'ultima citazione che hai inserito è senza fonte?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 13:31, 26 mag 2015 (CEST)
== Due osservazioni ==
Salve, grazie per i tuoi contributi, ecco due domande-osservazioni:
*vedo che hai inserito una citazione di [[Christopher Hitchens]], ti sei accertato che l'edizione da te in possesso sia la stessa di quella indicata in bibliografia: Einaudi, 2007? Tra l'altro la citazione non è sui dinosauri (sono in pratica solo nominati) ma sulla Genesi;
*cosa sarebbe ''Tredici miliardi di anni'' di Piero Angela? Una raccolta di libri? In tal caso inserisci per favore la bibliografia, grazie.
Saluti, --[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 10:53, 3 giu 2015 (CEST)
:Grazie per la precisazione su Piero Angela {{smile}} Aspetto una risposta per Hitchens.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 13:08, 3 giu 2015 (CEST)
== Brontosauro e sauropodi ==
Su wikipedia i brontosauri sono un genere mentre i sauropodi un infraordine che contiene anche i brontosauri. Non ha senso secondo me raggruppare citazioni su elementi diversi di un infraordine (o comunque di una classe superiore). La voce sauropodi deve contenere citazioni sui sauropodi in senso lato non su elementi particolari come brontosauro e brachiosauro.[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 13:34, 5 giu 2015 (CEST)
:Ah ok, c'è una fonte, un documento che specifica questa cosa, così magari lo specifichiamo in nota?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 14:23, 5 giu 2015 (CEST)
::Ok, allora vedi tu se è il caso di citare queste note.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 14:47, 5 giu 2015 (CEST)
==''Ipotesi sopravvivenza''==
Salve. Le citazioni rispettano l'ordine cronologico? Per la questione Altri progetti, la voce su Wikidata esisteva già: Threads.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 20:46, 2 lug 2015 (CEST)
:Scusa, ma il film è in italiano?... Se non è italiano, la pagina non è a norma.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 20:49, 2 lug 2015 (CEST)
::Okya, allora inserisco il template <nowiki>{{cronologico}}</nowiki>.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 15:39, 3 lug 2015 (CEST)
== ''[[Nicola e Alessandra]]'' ==
Buonasera, sei sicuro che la battuta sia «Facciamo risalire i pazzi» e non «Facciamo rinsavire i pazzi»?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 22:40, 14 nov 2015 (CET)
== [[A. C. H. Smith]] ==
Buongiorno, la citazione che hai inserito è tratta dalla versione del libro riportata in bibliografia?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 13:10, 21 nov 2015 (CET)
:In che senso un pdf? Un pdf del libro intero? O che cita semplicemente alcuni passi?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 19:21, 21 nov 2015 (CET)
::Da qualche parte nel pdf dovrebbero essere riportate le informazioni bibliografiche (traduttore, editore, ecc.), potresti riferirmele?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 20:39, 21 nov 2015 (CET)
== [[Jim Henson]] ==
Buongiorno, la pagina presenta alcuni problemi: dovresti inserire qualche NDR per far capire a cosa si riferiscono talune citazioni, inoltre le fonti non sono indicate nel giusto modo. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 10:08, 10 dic 2015 (CET)
== Re: Latino ==
Purtroppo no, ma non sarebbe un'idea saggia, se è una citazione famosa di Attila, esisterà in qualche testo italiano di storia, quindi va cercata una fonte in italiano.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 18:18, 25 mar 2016 (CET)
== Borse "Alessio Guidetti" per Wikimania 2016 ==
{|style="width: 100%; border: 2px solid #a3bfb1; padding:10px; margin-bottom:1em; background-color: #cef2e0;"
|[[File:Wikimedia Italia-logo.svg|60px|link=]]
|{{centrato|<big>'''Ciao, un messaggio dalla Commissione Borse "Alessio Guidetti" '''</big><br />
Ciao, come forse saprai quest'anno Wikimania, il raduno annuale delle comunità Wikimedia, si terrà a Esino Lario (Lecco) dal 22 al 28 giugno. <br />
Come per le scorse edizioni dell'evento, anche per il 2016 l'associazione [http://www.wikimedia.it/ Wikimedia Italia] intende rendere disponibili alcune borse di partecipazione.<br/>
Potete trovare il '''bando di partecipazione''' con tutti i dettagli a [http://wiki.wikimedia.it/wiki/Programma_borse_di_partecipazione_%22Alessio_Guidetti%22_per_Wikimania_2016 questo link].<br/>
La scadenza è il 30 aprile 2016, ore 23:59 CEST.<br/>
Trovate invece tutte le informazioni su Wikimania Esino Lario sul [http://wikimania2016.wikimedia.org sito ufficiale dell'evento] <br />
Grazie, e un sincero augurio di buon lavoro e buon divertimento sull'enciclopedia libera :-)
----
<small>per non ricevere più questa [[:m:MassMessage/it|tipologia di messaggi]] rimuovi il tuo nome da [[:m:User:Alexmar983/MassMessageList|queste liste]]</small>
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}}
|}--[[Utente:Alexmar983|Alexmar983]] ([[Discussioni utente:Alexmar983|scrivimi]]) 15:24, 26 apr 2016 (CEST)
== ''[[Godzilla (film 2014)]]'' ==
Grazie per i contributi. Una sola cosa: credo che "plottate" sia sbagliato.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 18:15, 17 giu 2016 (CEST)
== [[Tyrion Lannister]] ==
Salve, quando inserisci la citazione di un personaggio immaginario in una tematica, tra parentesi va inserita anche l'opera da cui è tratta la citazione. Es.:
*Per uomini nella nostra posizione, servare dei rancori può essere un ostacolo, non credi? ([[Tyrion Lannister]], ''[[Il Trono di Spade]]'')
Per favore correggi e ricordati di inserire i wikilink alle varie tematiche sia nella voce del personaggio sia soprattutto in quella della serie. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 12:29, 23 giu 2016 (CEST)
== Dettagli ==
Buongiorno, grazie per le numerose pagine che stai creando, tuttavia dovresti stare più attento ad alcuni dettagli:
*Maiuscole e minuscole: va scritto ''Il Trono di Spade'' e non ''Il trono di spade'' e va scritto ''Cronache del ghiaccio e del fuoco'' e non ''Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco'';
*"Teleserie" non esiste in italiano, scrivi per favore "serie televisiva";
*I wikilink vanno aggiunti sia nella voce del personaggio immaginario sia in quella dell'opera (serie, film, libro).
Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 11:28, 24 giu 2016 (CEST)
== Wikidata ==
Ciao, anzitutto complimenti per i tuoi contributi alle voci sugli animali! Per far comparire i collegamenti nell'Interprogetto dovesti aggiungere il collegamento ad ogni nuova voce su Wikidata, vedi ad es. come l'ho aggiunto io per [https://www.wikidata.org/w/index.php?title=Q44299&diff=prev&oldid=440138832 coyote] e [https://www.wikidata.org/w/index.php?title=Q1068902&diff=prev&oldid=440539715 lupo ibrido].-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:26, 1 feb 2017 (CET)
:Ciao, su Wikipedia non è scritto che il coyote è noto anche come "lupo delle praterie"; in questi casi ricorda per favore di aggiungere per uniformità l'informazione anche su Wikipedia. Fai tu, che conosci meglio l'argomento? :) [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:43, 7 feb 2017 (CET)
== ''[[Alien]]'' ==
Buonasera, servirebbe una fonte per la nota nella voce o meglio ancora un riferimento a una voce di Wikipedia.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 20:07, 17 apr 2017 (CEST)
== Citare romanzi ==
Meglio invertire: usiamo ([[Alan Dean Foster]], ''Alien: Covenant''), invece di (''Alien: Covenant'', [[Alan Dean Foster]]) ;-) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 09:45, 7 giu 2017 (CEST)
== Avviso ==
{{Avviso Wikidata}} --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 12:30, 17 giu 2017 (CEST)
Rinnovo l'invito, e specifico che Wikidata funziona anche con le categorie :-) [[Speciale:PagineNonConnesse|qui]] ci sono alcune pagine create da te. Grazie in ogni caso del tuo lavoro! ;-) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 18:25, 16 lug 2017 (CEST)
== Pertinenza delle citazioni ==
Ciao :-) ho visto che ti sei staccato un po' da Alien e ti stai dedicando a personaggi storici importanti. Una cosa sola riguardo l'inserimento nelle voci tematiche: non so se te l'hanno già detto, ma una citazione andrebbe inserita in una voce tematica solo se è significativa per quell'argomento, quindi non solo se quell'argomento viene citato. O comunque se è riferita all'argomento in senso abbastanza generale, e non a un contesto (storico, geografico, sociale ecc.) particolare. Ad esempio, [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Italia&type=revision&diff=857394&oldid=857392 queste] non si riferiscono all'Italia in generale ma a una particolare relazione con gli albanesi, quindi ci starebbero di più in un'eventuale voce [[:d:Q24914506|Relazioni bilaterali tra Albania e Italia]], e idem [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Italia&type=revision&diff=856967&oldid=851182 queste] per Etiopia e Italia (a parte la seconda che si riferisce agli italiani in generale e quindi è pertinente), [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Cecoslovacchia&diff=prev&oldid=856987 questa] per Cecoslovacchia ed Etiopia o [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Portogallo&diff=prev&oldid=856986 questa] per Portogallo ed Etiopia. Idem per altre aggiunte, come [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Re&type=revision&diff=856684&oldid=802206 questa] (non parla del "re" in generale, ma di come lo vive lui), mentre le successive in quella voce vanno bene. O [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Sport&diff=prev&oldid=856972 questa], in cui non parla dello sport in generale, ma degli sport etiopi. Spero che non vedrai questi rilievi come critiche ma come suggerimenti per fare meglio :-) ovviamente chiedi pure (a me o ad altri al bar) chiarimenti o pareri, quando vuoi. Ciao! --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 09:27, 5 lug 2017 (CEST)
== Pol Pot ==
Ciao. Ho dovuto annullare le tue modifiche perché la sezione "Discussioni" non è una pagina di lavoro: viene usata per discutere o per spostare le citazioni che non hanno fonti. Per i lavori in corso puoi usare una "sandobox" personale, buon proseguimento.<br>--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 20:59, 20 lug 2017 (CEST)
== Categoria sgrammaticata ==
Ocio con le categorie, [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Categoria:Storia_della_Cambogia&diff=prev&oldid=860737 questa] era sgrammaticata (ricordati anche di collegare le pagine su Wikidata). Ciao ;-) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 16:42, 24 lug 2017 (CEST)
== Congolesi quali? ==
Ciao :) [[:Categoria:Politici congolesi|questi]] sono congolesi della Repubblica del Congo o della Repubblica Democratica del Congo? Perché bisogna specificare come fa Wikipedia ([[:w:Categoria:Politici congolesi (Rep. Dem. del Congo)]] / [[:w:Categoria:Politici congolesi (Repubblica del Congo)]]). --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 16:57, 10 ago 2017 (CEST)
:Ok grazie, sposta pure la categoria al nome corretto come su Wikipedia e correggi le categorie delle voci, quando puoi ;) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 17:23, 10 ago 2017 (CEST)
== Nuove voci create nel box in home page ==
Ciao! Ho annullato [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Template:SelezioneNuove&diff=871324&oldid=870894 questa tua modifica] perché la voce su [[Juliet Clutton-Brock]] al momento è un abbozzo (una sola citazione), ma nel box si possono aggiungere le nuove voci se hanno almeno tre citazioni. Ciao e buon lavoro! --[[Utente:Bradipo Lento|Bradipo Lento]] ([[Discussioni utente:Bradipo Lento|scrivimi]]) 09:53, 25 set 2017 (CEST)
== [[Robert Mugabe]] ==
Buongiorno, per caso hai commesso [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Robert_Mugabe&type=revision&diff=877799&oldid=877317 errori simili a questi] in altre pagine? Se sì, potresti correggere per favore? Inoltre le pagine disponibili online (il post, quotidiano.net) andrebbero sempre linkate. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 09:56, 19 ott 2017 (CEST)
== Re: Nkrumah ==
Ciao, ho riletto tutte le citazioni con testo originale di Nkrumah e, fermo restando che in qualsiasi momento tutto può essere sempre migliorato da me, da te o altri utenti, penso di non avere ulteriori modifiche da apportare. Se quelle che ho apportato ti piacciono, se piacciono agli altri collaboratori (le mie, ci tengo a sottolinearlo, sono solo semplici proposte), la pagina Nkrumah può benissimo divenire pagina "ufficiale" di wikiquote. Ti ringrazio per le belle parole che mi hai scritto. Se posso essere stato di qualche utilità ne sono veramente molto contento. Ciao, Grazie, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:41, 6 nov 2017 (CET)
== Nkrumah e Africa ==
Buongiorno, ti ringrazio per l'ottimo lavoro in collaborazione con Sun-crops. Un solo appunto: 22 citazioni in una sola sezione per una tematica sono un po' troppe. Ti inviterei a scremarle, operando una selezione e scegliendo quelle più significative. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 10:50, 7 nov 2017 (CET)
== Ordine cronologico ==
Buongiorno, l'ordine cronologico si basa sulla data in cui le citazioni sono state pronunciate, non sulla data delle fonti secondarie. [[Mobutu Sese Seko|Qui]] ad esempio l'ultima citazione (quella su Hailé Selassié) non è certo del 2009 e servirebbe la data in cui è stata pronunciata per poterla ordinare cronologicamente rispetto alle altre. Le possibilità sono due:
*passare all'ordine alfabetico;
*mantenere l'ordine cronologico e spostare '''tutte''' le citazioni che non hanno un'indicazione della data precisa in cui siano state pronunciate in una sottosezione '''Citazioni non datate''' come vedi [[Roger Federer|qui]] o [[Silvio Berlusconi|qui]].
Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 13:03, 8 nov 2017 (CET)
== Link alle pagine online ==
Salve, come ti ho già detto [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Robert_Mugabe&type=revision&diff=884938&oldid=884935 quando la fonte è online va indicato il link]. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 23:25, 21 nov 2017 (CET)
== Voldemort e Silente ==
Buonasera. Come mai non hai usato l'ordine cronologico quanto meno per le sezioni?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 20:12, 27 nov 2017 (CET)
:{{ping|AssassinsCreed}} perché credevo che le citazioni nelle sezioni d'un personaggio immaginario andavano in ordine alfabetico. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 23:47, 27 nov 2017 (CET)
::Quando non c'è un chiaro ordine cronologico tra le varie opere sì, ma questo non mi pare il caso.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 02:31, 28 nov 2017 (CET)
== Pertinenza e significatività delle citazioni ==
Buongiorno, ti scrivo soprattutto a proposito delle ultime due citazioni di Craxi e Pertini che hai aggiunto nella voce apertheid. Si tratta di condanne all'apartheid nemmeno troppo argomentate... io ora credo che gran parte dei politici europei e non solo abbiano condannato l'apertheid in quel periodo, quindi citazioni di questo tipo risultano essere poco significative, poco originali, quasi frasi di rito. Ti pregherei di limitare il più possibile aggiunte di questo genere.
Inoltre Pertini, fa riferimento ad "attenuazioni sino ad ora del tutto insufficienti", per cui la citazione va a collocarsi in un periodo storico ben preciso e in casi come questi è sempre meglio specificare nella tematica in un NDR prima della citazione l'anno in cui è stata pronunciata la citazione.
Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 13:48, 30 nov 2017 (CET)
== [[Michel Aflaq]] ==
Ciao, le fonti in questa voce mi paiono un po' incomplete... Di cosa si tratta? Articoli, libri, discorsi? Pubblicati dove? Tradotti da chi?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 02:34, 15 dic 2017 (CET)
:{{ping|AssassinsCreed}}, ciao scusa tanto se non ho completato le citazioni, mi ero totalmente distratto con Hafiz el-Asad (vedi mio profilo). Le citazioni vengono da ''Al Baath'' http://albaath.online.fr/English/index-English.htm , e le traduzioni li ho trovate qui http://marxismo-leninismo.forumfree.it/?t=67907374 [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 09:50, 15 dic 2017 (CET)
::Ok, tranquillo, l'importante è aver sistemato.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 16:09, 15 dic 2017 (CET)
:::P.S.: A guardare meglio la fonte delle traduzioni non è proprio il massimo... Cerca di non utilizzare più fonti di questo tipo magari.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 16:19, 15 dic 2017 (CET)
== ''Le radici dell'odio. La mia verità sull'Islam'' ==
Buonasera, in [[Oriana Fallaci]] mancano le informazioni bibliografiche di ''Le radici dell'odio. La mia verità sull'Islam''. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 00:52, 3 gen 2018 (CET)
:È l'ottavo nella lista della bibliografia. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 00:56, 3 gen 2018 (CET)
== [[Bernardo Valli]] ==
Ok le intestazioni ma perché hai rimosso i link agli articoli?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:50, 4 gen 2018 (CET)
:{{ping|AssassinsCreed}} Perche' sembrava non funzionare quando ci ho provato a fare la stessa cosa con [[Magdi Allam]]. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 19:31, 4 gen 2018 (CET)
::Funziona, l'unico problema potrebbe essere la presenza di un '''=''' nei link ma se usi la formattazione <nowiki>{{Int|1=|2=}}</nowiki> si risolve anche questo problema.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 20:13, 4 gen 2018 (CET)
== Lev Trockij ==
Grazie Mariomassone,
un link molto interessante. Nel testo ci sono certamente molti riferimenti ai personaggi di quell'epoca. Un bel regalo per la Befana! Cari saluti --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 17:36, 6 gen 2018 (CET)
:Grazie per il link delle Opere di Stalin. Un materiale oltremodo abbondante: il "signor Giugashvili" non è stato parco di scritti! Proprio qualche giorno fa mi veniva in mente che nei primi anni sessanta, alla Fiera del libro di Roma, si trovavano alcuni volumi di Stalin, stampati a Mosca in lingua italiana. Eccoli ora materializzati e molto più numerosi, disponibili in un comodo formato di lettura. Cercherò di orientarmi un po' per selezionare qualche citazione significativa. --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 15:30, 18 gen 2018 (CET)
== [[Template:SelezioneNuove]] ==
Buongiorno, per favore quando aggiorni il template assicurati di non lasciare il punto ({{·}}) dopo l'ultima voce. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 14:06, 8 gen 2018 (CET)
== Comunismo o socialismo? ==
Scusa ma sbaglio o alcune di [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Comunismo&curid=3357&diff=901398&oldid=901053 queste citazioni] riguardano il socialismo più che il comunismo?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 00:31, 18 gen 2018 (CET)
:{{ping|AssassinsCreed}} La mia impressione e' che i comunisti sovietici usavano socialismo come sinonimo di comunismo. Certamente non si riferisce al socialismo presente in Italia. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 10:33, 18 gen 2018 (CET)
::Be' questa è una tua interpretazione, una tua impressione... Quando giudichi la pertinenza di una citazione dovresti cercare di mantenere una certa oggettività... Il fatto che poi una certa ideologia politica assuma diversi aspetti in diversi Paesi è un altro paio di maniche e non vale mica solo per il socialismo, vale anche per lo stesso comunismo ad esempio.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 12:10, 18 gen 2018 (CET)
== [[Stalin]] ==
Ciao, visto che hai a disposizione l'opera completa di Stalin potresti provare a rintracciare alcune di quelle presenti in "Citazioni di Stalin"? Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 11:19, 22 gen 2018 (CET)
:{{ping|AssassinsCreed}} se risalgono prima del 1927, lo faro' indubbiamente (le opere "complete" non vanno oltre). [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 12:26, 22 gen 2018 (CET)
::Sì, sì, ovviamente. Per quello che puoi.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:28, 22 gen 2018 (CET)
== NDR necessari ==
Ciao, per favore quando tagli i testi per ricavare citazioni, cerca di far caso caso ai riferimenti alle parti precedenti del testo e valuta se sia il caso o meno di aggiungere un NDR per rendere più comprensibile la citazione. [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Stato_Imperiale_dell%27Iran&curid=141112&diff=905075&oldid=902689 Qui] ad esempio si legge "Durante questo periodo", ma a quale periodo si fa riferimento? Servirebbe un {{NDR|NDR}} a chiarirlo. Le citazioni che si riferiscono a Stati ed eventi storici hanno spesso bisogno di riferimenti temporali per essere pienamente comprese dal lettore. Per favore quando inserisci una citazione valuta sempre se sia il caso di aggiungere un NDR.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 14:43, 29 gen 2018 (CET)
== [[Donne e Islam]] ==
Buonasera. Nelle voci dei vari autori presenti nella tematica va inserito un wikilink che punti a questa tematica.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 01:13, 8 mar 2018 (CET)
== Pausa ==
Ciao, Mariomassone, ti scrivo per informarti che per un periodo – più o meno lungo – non potrò essere attivo su wikiquote, per cui non mi sarà possibile rivedere eventuali altre tue traduzioni. Approfitto dell'occasione per ricordarti che i miei interventi di revisione andrebbero sempre ben controllati prima di accettarli, perché la mia conoscenza della lingua inglese è quella di un autodidatta. Ciao, Buona giornata, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 09:37, 15 mar 2018 (CET)
{{ping|Sun-crops}} Grazie per l'avvertimento, e grazie inoltre per le traduzioni. Ci contavo tanto sul dar voce a questi personaggi poco conosciuti in Italia, e tu l'hai reso possibile. Buona vacanza. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 10:45, 15 mar 2018 (CET)
== Template/portale ==
Ciao, il template del portale donna andava aggiunto solo nelle voci elencate nel portale ma credo tu lo abbia inserito anche in altre voci, sbaglio?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 11:12, 3 apr 2018 (CEST)
:Giusto, e ho aggiunto le più importanti alla pagina del portale. Per quelle meno importanti come [[Nexhmije Hoxha]] e [[Fatima Bhutto]] posso anche toglierlo. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 11:17, 3 apr 2018 (CEST)
:{{ping|AssassinsCreed}} Che ne pensi di un portale per la [[Guerra fredda]]?[[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 11:47, 3 apr 2018 (CEST)
::Mi sembra un po' troppo specifico per la mole di Wikiquote, però se vuoi puoi provare a proporlo al bar.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 12:50, 3 apr 2018 (CEST)
== [[Uccello e dinosauro]] ==
Ciao, quando crei una voce dicotomica ricorda che:
*vanno aggiornati i wikilink nelle voci di provenienza (autori, ecc.).
*le citazioni vanno eliminate (di solito) dalle voci originarie (in questo caso uccello e dinosauro).
Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 13:17, 7 apr 2018 (CEST)
== [[Andrea Cau]] (cancellazione) ==
Ciao. La voce è stata proposta per la cancellazione.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:37, 7 apr 2018 (CEST)
:{{ping|AssassinsCreed}} Come potrei contrastarlo? Sfortunatamente l'articolo wikipedia è stato cancellato, quindi non c'è più un argomento valido per mantenerlo sfortunatamente. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 17:52, 7 apr 2018 (CEST)
::Devi portare dimostrazioni a sostegno dell'enciclopedicità del soggetto: pubblicazioni, rilevanza nel suo ambito, ecc. Comunque è proprio il fatto che la voce sia stata cancellata su Wikipedia che dovrebbe comportare la cancellazione della voce anche qui ([[Wikiquote:Pagine_da_cancellare/Archivio2016#Andrea_Cau|se ne parlava già nel 2015]]).--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:59, 7 apr 2018 (CEST)
==Pronuncia==
Grazie anche a te di essere stato ragionevole Mariomassone :-)
== [[John Gardner]] ==
Buonasera, nelle voci tematiche non va specificata l'opera accanto all'autore, a meno che l'opera non sia stata scorporata e quindi abbia una voce dedicata. Ti segnalo quindi [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Male&diff=prev&oldid=948957 questa correzione] e ti inviterei a correggere in tutte le altre voci in cui hai commesso l'errore: molte le puoi trovare certamente [[Speciale:PuntanoQui/John_Gardner|qui]], ma non so se hai commesso l'errore anche per altri libri...--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 23:52, 1 set 2018 (CEST)
== Personaggi del Libro della giungla ==
Ciao :-) ho visto che stai ampliando notevolmente le voci sul Libro della giungla, e dei suoi personaggi, grazie! Avevo qualche segnalazione da farti:
# per i personaggi, nell'incipit cita anche l'opera di riferimento (''Il libro della giungla'') e non solo Kipling
# come da [[Wikiquote:Modello di voce/Personaggi]], ricorda che nelle voci sui personaggi "si riportano solo le citazioni più significative per l'identità e le azioni del personaggio, quindi non necessariamente tutte quelle presenti nelle voci principali"
# nelle "Citazioni su", i personaggi vanno inseriti solo se necessario a comprendere la citazione (v. [[Wikiquote:Modello_di_voce#Possibilità_di_indicare_il_personaggio_immaginario]]); inoltre la sezione va suddivisa in sottosezioni per opera, non per personaggio che cita (mi riferisco ad es. a [[Shere Khan]])
# nelle voci sui libri, i personaggi non vanno in grassetto
# perché mai [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Rudyard_Kipling&type=revision&diff=962399&oldid=958374&diffmode=source hai tolto] tutto quanto c'era nella voce su Kipling? Dovresti aggiungere, non sostituire quello che già c'è
--'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 12:52, 10 dic 2018 (CET)
E un'altra cosa: sarebbe utile dividere le citazioni del Libro della giungla dalla voce su Kipling in base ai racconti. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 13:09, 10 dic 2018 (CET)
:Ciao {{NDR|Superchilium}}, avevo tolto le citazioni semplicemente purché fossero una singola traduzione, per motivi di coerenza. Scusa se era sbagliato. Li posso rimettere.<br>Riguardo gli altri punti...<br>1. Fatto, aggiunto opera, non solo autore<br>2/3. Credo di non aver capito bene. Forse se me lo dimostrassi in pratica sulla voce di [[Hathi]] (che è il più breve), potrei applicare le dovute modifiche sulle altre voci :)<br>4. Fatto, tolto grassetto.<br>6. Fatto, diviso racconti. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 13:26, 10 dic 2018 (CET)
::Ignora punto 3. Ci provo con la voce su [[Shere Khan]]. Il 2 mi è ancora poco chiaro. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 13:36, 10 dic 2018 (CET)
:::Non avevo visto che mi avevi risposto, occhio a scrivere il mio nome corretto ;-)
:::1. Ok quello che hai fatto, io in realtà ho parlato di "incipit", quindi di mettere una cosa tipo "'''Hathi''', personaggio dei racconti de ''Il libro della giungla'' dello scrittore britannico [[Rudyard Kipling]]"
:::2. Per il punto 2, ad es., in [[Shere_Khan#Mowgli_-_Il_figlio_della_giungla_2]], sono cose che Mowgli dice a Shere Khan più che essere "Citazioni su Shere Khan". O le citazioni di Hathi dall'anime Il libro della giungla non sembrano particolarmente significative. In generale, non basta che un personaggio dica qualcosa perché quella citazione vada nella sua voce, né che venga semplicemente nominato per avere quella citazione nella sezione "Citazioni su".
:::3. Esattamente [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Shere_Khan&type=revision&diff=962439&oldid=962429&diffmode=source così] come hai fatto, intendevo proprio quello :-)
:::4. Perfect
:::5. Altre versioni vanno mantenute e trattate così -> [[Wikiquote:Trascrizione#Versioni_multiple_e_traduzioni]]. In particolare per gli incipit guarda ad esempio [[Charles_Dickens#Incipit]] (anche se a me personalmente non piace tanto mettere le indicazioni bibliografiche direttamente nella sezione e preferisco lasciarle nella bibliografia). Se le citazioni sono praticamente uguali, come "Siamo dello stesso sangue, io e voi" e "Siamo dello stesso sangue, voi e io" non c'è problema a tenerne solo una, ma ad esempio hai tolto citazioni come "Ululate, cani! Stanotte è morto un lupo!" o "– Le stelle si smorzano, – disse Fratello Grigio fiutando il vento dell'alba. – Dove faremo la tana oggi? Perché, da ora in poi, seguiamo nuove piste.". Si mette l'anno dell'edizione per distinguerle, v. [[L%27idiota#Citazioni]].
:::6. Perfect
:::Grazie, ciao ;-) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:30, 11 dic 2018 (CET)
::::{{ping|Superchilum}} Okay, lavoro in corso. Grazie! A proposito, ci sarebbe un modo per modificare l'icona de ''Il libro della giungla'' alla fine di ogni voce? Non permette modifiche, e ha veramente bisogno di un aggiornamento. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 00:11, 12 dic 2018 (CET)
{{Il libro della giungla}}
:::::Se intendi il template, si trova in [[Template:Il libro della giungla]] :-) buone modifiche. Magari passa al {{tl|Navbox}} come standard (puoi prendere come base l'analogo template su Wikipedia). --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 08:54, 12 dic 2018 (CET)
== Avviso Wikidata ==
{{Avviso Wikidata}}--'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 23:14, 2 mar 2019 (CET)
== Wikipausa ==
Ciao, ti scrivo per dirti che sono in wikipausa lunga. Sono letteralmente distrutto da ore e giorni di lavoro di verifica a mie spese per utenti che usano questo progetto, nonché wikipedia, nella quale hanno creato pagine autocelebrative e promozionali, a scopi puramente personali, nel loro puro e personale interesse. Mentre qui si suda e si sputa sangue a proprie spese. Francamente sono abbastanza disgustato di tutto. Purtroppo per ora non posso seguirti. Se tornerò a collaborare - e non ne sono molto sicuro - continuerò a darti una mano. Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 10:04, 28 mag 2019 (CEST)
::{{ping|Sun-crops}} Nessun problema. Buon riposo. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 10:14, 28 mag 2019 (CEST)
== Da tradurre ==
Ciao, ho visto la tua richiesta. Le citazioni sono lunghissime, dovresti valutare di accorciarle. Comunque, ecco qua al volo (ho tolto le frasi senza correzioni).
*Haile Selassie voleva sviluppare il suo <s>paese</s> Paese, ma la giustizia sociale non era un concetto che <s>esercitava</s> esercitasse su di lui una grande impressione. (p. 4)
*Menghistu e gli altri nel Derg avevano due ragioni per volere armi sovietiche. In primo luogo, assunsero il potere come rivoluzionari con un programma radicale. Denunciavano regolarmente l'imperialismo, e tuttavia restavano <s>dipendenti dal bastione di quello</s> fortemente dipendenti da ciò che loro chiamavano imperialismo, gli Stati Uniti, per la più essenziale delle merci, l'armamento per il loro esercito. Potevano essere autentici rivoluzionari e socialisti e tuttavia mantenere un legame così vitale con gli Stati Uniti? Era molto imbarazzante. Ma era più di questo. Il secondo ed altrettanto potente motivo che li spinse verso i sovietici era che volevano un esercito molto più grande di quello di cui disponeva l'Etiopia allo scoppio della rivoluzione. La decisione di optare per una soluzione militare in Eritrea rese ciò assolutamente essenziale, e c'era anche una crescente preoccupazione per la minaccia della Somalia. (pp. 17-18)
*Fino a quando l'Angola ed il Mozambico divennero indipendenti e si allearono con Mosca, la Somalia era l'unico <s>stato</s> Stato sul continente africano a professare il marxismo-leninismo. (p. 29)
*L'Etiopia subì l'invasione ed immensa perdita di vita e distruzione nel 1977, non perché gli Stati Uniti l'abbandonarono, ma perché l'Unione Sovietica armò sconsideratamente la Somalia negli anni precedenti, e perché Menghistu fece un errore di calcolo puntando sui sovietici. Mentre l'Unione Sovietica lottava per mantenere la sua posizione in Somalia mentre stabiliva la sua posizione in Etiopia, continuava inizialmente a dare armi al suo vecchio cliente mentre chiaramente rallentava - o certamente non si affrettava <s>di</s> a farlo - le spedizioni a quello nuovo. (p. 45)
*A un certo punto <s>particolare</s> del 1983, l'anziano leader sudanese fu colpito da una visione del suo paese come uno stato puramente islamico. Forse, abbracciando il fondamentalismo islamico, pensava che avrebbe potuto sopraffare l'opposizione che da tempo aumentava contro il suo regime. Nell'agosto del 1983, le leggi dell'Islam furono decretate come quelle del Sudan moderno e il sud cristiano, unito sotto un solo governo sin dagli accordi del 1979, fu diviso in tre distretti. Queste misure fecero <s>cadere in caos il sud</s> precipitare il sud nel caos ed alienò l'opinione araba moderata nel nord. Una cosa era applicare <s>legge</s> leggi islamiche sui musulmani, tenere fustigazioni <s>pubblicche</s> pubbliche, tagliare arti e proibire lo scambio o l'uso di bevande alcoliche; <s>era</s> tutt'altro infliggere queste pratiche su cristiani già esausti dal dominio del nord musulmano. (pp. 82-83)
*La fame è stata la compagna dell'Etiopia lunga la sua storia. In Etiopia, come nella maggior parte delle società in cui predomina l'agricoltura di sussistenza e dove manca una buona rete di trasporto stradale, non c'è modo di resistere quando le piogge <s>falliscono</s> scarseggiano o <s>invadono gli animali pestiferi</s> c'è un'invasione di parassiti. Il popolo può <s>muorire</s> morire di fame in una provincia mentre <s>, in solo una decina di chilometri di distanza, in un altra c'è abbondanza</s> in un'altra, a poche decine di chilometri di distanza, c'è abbondanza di cibo. Quando il cibo si esaurisce, la popolazione ha la scelta di fuggire o morire sul luogo. (p. 117)
*{{NDR|Sulla [[Carestia etiope del 1983-1985]]}} Era naturale sperare, se non aspettare, che lo sforzo <s>ercoleo</s> erculeo dell'Occidente di salvare le vite di milioni di etiopi affamati sarebbe stato apprezzato e avrebbe spinto il governo etiope a ripensare la sua posizione internazionale. <s>Alcuni in Washington ragionavano</s> Qualcuno a Washington pensava, insomma, che il regime etiope avrebbe visto che, quando si trattava di questioni elementari di sopravvivenza, l'Occidente aveva più da offrire dell'Est. Mosca poteva dare armi per <s>svolgere</s> continuare con guerre civili infinite, ma non poteva fornire né viveri in un tempo d'emergenza né un modello economico che avrebbe assicurato all'Etiopia la capacità di produrre abbastanza cibo per nutrire la sua popolazione crescente anche in tempi normali. (p. 127)
*{{NDR|Sulla [[Carestia etiope del 1983-1985]]}} [Ad] ogni contributo sovietico e del blocco orientale, non importa quanto piccolo, fu <s>dato pubblicità sontuosa</s> data grande risalto <s>nella</s> sulla stampa etiope. Spesso i contributi del blocco orientale furono <s>contate</s> contati tre volte: quando <s>furono</s> venivano <s>annunciate</s> annunciati, quando erano <s>spedite</s> spediti al porto, e quando erano <s>nel campo</s> nei campi. Se gli ambasciatori occidentali e canadesi insistevano abbastanza, potevano normalmente guadagnarsi <s>una scenetta sulla televisione</s> un servizio televisivo o un articolo in un giornale riguardo il loro contributo più recente. Ma i contributi di viveri statunitensi erano di grande imbarazzo per il regime. Il Ministero delle comunicazioni rifiutava <s>testardemente</s> testardamente di pubblicare una cifra comprensiva per i contributi statunitensi governativi dopo che aumentarono a dieci milioni di dollari nella tarda estate del 1984, e poi a cento milioni di dollari e oltre alla fine dell'anno. (p. 131)
*Che sia per disegno o semplicemente <s>attraverso</s> per pragmatismo, Haile Selassie trasformò l'Etiopia, durante i suoi cinquantotto anni di reggenza, da un impero feudale primitivo a uno stato moderno incipiente. Consolidò il potere centrale privando i regnanti regionali della loro autonomia tradizionale; non gli <s>erano</s> era più <s>permessi</s> permesso <s>d'</s> essere re, solo, al massimo, grandi <s>servi</s> servitori dello <s>stato</s> Stato. Creò un esercito nazionale permanente, dove prima c'erano solo le coscrizioni feudali, e una struttura governativa moderna. Sotto il suo regno, furono fondate le istituzioni di istruzione superiore e furono <s>pose</s> poste le basi per l'istruzione <s>in</s> di massa. Furono lanciate politiche e programmi per incoraggiare lo sviluppo economico. La diplomazia dell'Imperatore rese l'Etiopia un partecipante attivo e rispettato negli affari africani e persino mondiali. In un senso, i semi della sua caduta erano presenti in ciascuna di queste misure, sebbene <s>è</s> sia difficile vedere come avrebbe potuto sperare di sopravvivere <s>quanto</s> ciò che fece se non <s>li</s> avesse <s>avviate</s> avviato tali misure. Alla fine, il sistema politico, sociale ed economico che lui portò all'esistenza fu distrutto perché il suo creatore esaurì la sua abilità di continuare il progetto e, come tanti autocrati, fallì nel fare <s>le preparazioni adeguate per la</s> quanto necessario alla sua successione. (p. 155)
*{{NDR|Su [[Menghistu Hailè Mariàm]]}} La sua visione è di uno stato unitario e totalitario in cui le differenze regionali ed etniche verranno sommerse dall'ideologia politica e dove tutte le attività saranno controllate e regolate dal partito, dallo Stato e dalle sue varie agenzie. Inutile dire, questo è un progetto ambizioso, particolarmente per un <s>paese</s> Paese che è fra i più poveri ed arretrati del mondo e che, per storia e tradizione, è stato propenso al separatismo e all'anarchia. (p. 155)
*L'insurezzione eritrea rintraccia le sue origini immediate dai cinquant'anni di colonizazzione italiana, dall'ultimo decennio dell'<s>ottocento</s> Ottocento fino alla sconfitta delle forze italiane dalle mani dei britannici nel 1941. Il regime coloniale italiano era spesso duro e le leggi italiane posero degli standard di razzismo che i sostenitori <s>di</s> dell'[[apartheid]] potrebbero solo ammirare. Ciononostante, gli Eritrei beneficiarono dall'industria, dal commercio e dal livello generale di sviluppo culturale che l'Italia portò nel loro <s>paese</s> Paese. I frutti della colonizazzione italiana fecero sì che gli Eritrei si ritengono superiori ai loro cugini in Etiopia e, particolarmente fra i musulmani, rinforzò le inclinazioni già esistenti per il separatismo. Gli Eritrei, infatti, hanno pochissimo in comune. L'Eritrea non ha nessuna delle caratteristiche che normalmente sostengono una pretesa per l'autogoverno; la sua popolazione non ha una religione comune, una lingua comune o un origine etnica comune. È divisa piuttosto equamente tra cristiani e musulmani. (pp. 157-158)
*L'indipendenza è una chimera per l'Eritrea. Sarebbe una catastrofe per tutti i coinvolti: eritrei, etiopi e i popoli di <s>paesi</s> Paesi circostanti. Un'Eritrea indipendente non potrebbe essere autosufficiente, particolarmente se, come sembrerebbe inevitabile, fosse tagliata dalla sua madrepatria etiope. Diventerebbe una pedina nelle mani di qualunque potenza o potenze straniere disposte a fornirla d'armi e denaro. Non conoscerebbe mai la pace, perché nessun governo etiope di qualsiasi <s>striscia politica</s> colore politico accetterebbe la sua indipendenza. (p. 161)
===Per [[John Garang]]===
*L'Spla è determinato a combattere per un Sudan nuovo e democratico ove la giustizia sociale, la libertà e la dignità umana per tutti fiorisca. Combattiamo per un nuovo Sudan <s>democrati</s> democratico in cui la questione delle nazionalità venga risolta correttamente. <s>Combiatiamo</s> Combattiamo per un Sudan in cui [venga risolto] il problema di sviluppo irregolare <s>viene risolto</s>, cosicché tutte le regioni del <s>paese</s> Paese, specialmente nelle zone più trascurate, <s>ricevono</s> ricevano uno sviluppo socioeconomico equo ed <s>accellerato</s> accelerato. Combattiamo per un Sudan libero dal razzismo; un Sudan in cui il potere è in mano delle masse, esercitato da loro e nei loro interessi; un Sudan in cui non c'è monopolio di potere da qualsiasi gruppo, che sia etnico, religioso o regionale.
===''"This convention is sovereign"''===
*La storia del popolo sudanese è stata la storia di una continua lotta tra gli oppressi e gli oppressori, gli invasi e gli invasori, tra gli sfruttati e gli sfruttatori - dal nostro <s>più passato</s> passato fino ai giorni nostri, il nostro popolo sudanese ha sempre lottato per la libertà, la giustizia e la dignità, per una vita migliore. Gli interessi, la cultura e l'identità delle forze regnanti sono sempre stati dominanti ed imposte sull'intera società. È sempre stato così ed è così tuttora.
*Il nostro <s>paese</s> Paese, Belaad al Sudan, è un prodotto incompleto d'un lungo processo storico. Ha subito un processo continuo di metamorfosi e mutazioni lungo la storia - cambiando identità e contenuto di volta in volta in conformità con l'interazione e la correlazione di potere tra le forze socio-politiche e socio-storiche in un qualsiasi dato periodo - gli stati e civiltà kushitiche, faraoniche, cristiane, islamiche e coloniali sono apparsi e scomparsi sul suolo della nostra grande terra, il Sudan.
*I confini coloniali del Sudan, come ovunque in Africa, erano arbitrari dal punto di vista dei popoli autoctoni, poiché nessuno di questi popoli venne consultato sulla sua volontà di far parte o <s>meno</s> no di questo o quel territorio coloniale. I confini coloniali che i nostri stati "indipendenti" ereditarono esprimevano soltanto i limiti che separavano una zona d'influenza coloniale dall'altra.
*Come corpo sociopolitico, l'Splm/Spla non esiste in isolamento. È certo d'influenzare e di essere influenzato dalle condizioni esterne ed interne circostanti in cui esiste ed agisce. Non ci siamo sviluppati in caverne montane isolate per rifugiarci dai venti, dalle tempeste e dai <s>tormenti</s> problemi esterni, né siamo stati in esilio per evitare gli effetti dei cambiamenti interni nel nostro paese. L'Splm/Spla è un organismo politico vivente nel vero senso di quella parola, e perciò non dovrebbe sorprendere o scioccare nessuno che siamo stati avversamente influenzati dai recenti cambiamenti internazionali ed interni, che <s>sfidarono</s> hanno sfidato seriamente la nostra propria esistenza come movimento e come popolo. Ma abbiamo resisitito e siamo sopravvissuti, e non solo siamo sopravvissuti, vinceremo!
*La tragedia umanitaria affrontata dal nostro popolo oggi è molto grave. Il governo Nif {{NDR|Fronte nazionale islamico}}, per eseguire la sua maledetta guerra, sta massacrando ed espellendo grandi numeri della nostra popolazione attraverso il bombardamento aereo e terrestre sulla popolazione civile e attraverso campi per le persone espulse, conducendo pulizia etnica nelle Montagne di Nuba e provocando guerra tribale <s>attraverso</s> mediante le milizie governative.
*Il nostro movimento, l'Splm/Spla, ha mantenuto sin dalla sua nascita una posizione molto chiara e di sano principio sulla questione d'una risoluzione pacifica per il conflitto nel nostro <s>paese</s> Paese.
*Vogliamo assicurare il mondo e il popolo sudanese attraverso questa conferenza che l'Splm/Spla sarebbe soddisfatto se i negoziati di pace conducessero ad una pace giusta, e terminare la guerra attraverso <s>un'</s> un accordo di pace. Assicuro, però, sia nemici che nemici, che non accetteremo mai una pace cattiva, poiché, come ho detto prima, "una pace cattiva è peggio d'una guerra".
*Sono totalmente convinto che non c'è niente che gli uomini <s>possono</s> possano fare che le donne non <s>possono</s> possano. È solo che <s>le</s> vengono negate loro le opportunità, vengono discriminate ad ogni <s>angoli</s> angolo, talvolta persino in cucina.
*Non possiamo chiedere <s>per</s> l'autogoverno se non siamo autosufficienti, a meno che non ci sia un qualche modo magico di ottenere la nostra libertà. Dobbiamo lottare. Non possiamo lottare pregando <s>alle</s> altre persone perché il nostro destino <s>dipenderà su di</s> dipenda da loro. Il nostro destino deve essere nelle nostre mani.
Spero che possa servire. --[[Utente:AnjaQantina|AnjaQantina]] ([[Discussioni utente:AnjaQantina|scrivimi]]) 00:07, 3 giu 2019 (CEST)
== [[James Randi]] ==
Ciao, per le prime due sezioni (intervista e discorso) non hai indicato le fonti.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:14, 10 giu 2019 (CEST)
:{{Ping|Spinoziano}} Strano, si vedono benissimo quando si clicca "modifica", ma rimangono nascosti sulla voce... Sono proprio confuso. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 17:13, 10 giu 2019 (CEST)
::Ah, quello è un vecchio problema del template. Quando fa così bisogna sostituire = con <code><nowiki>=</nowiki></code><code><nowiki>;</nowiki></code> nell'url. Ho sistemato. Grazie,-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:52, 10 giu 2019 (CEST)
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== Guerra di liberazione bengalese ==
Ciao, potresti, per favore, dare un'occhiata all'ultima modifica fatta da altro utente in [[Guerra di liberazione bengalese]]: l'incertezza è tra "chiamano" o "chiamavano". Ho cercato il testo esatto in rete, ma non ho trovato niente. Grazie, Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 21:44, 24 ott 2019 (CEST)
:{{ping|Sun-crops}} Controllato. È esatto. Grazie dell'avviso, ho modificato anche la voce originale. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 22:30, 24 ott 2019 (CEST)
::OK, perfetto, grazie. Ciao --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 00:52, 25 ott 2019 (CEST)
== Albania ==
Ciao, sono alle prese con gli spammer che non danno tregua. Ho già fatto un rollback nella voce Albania, inviato un avviso per vandalismo, ma questo utente prosegue. Per favore, vuoi dare un attimo un'occhiata? Grazie, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 12:57, 29 ott 2019 (CET)
== Fonti: riferimento alla pagina ==
Ciao Mariomassone,
leggendo i tuoi inserimenti nella voce [[Robert Service]] ho notato che il numero di pagina lo scrivi sempre in questo modo: p.nnn, e non p. nnn (con il blank di separazione). Pensavo che lo standard fosse la seconda modalità, ma forse sbaglio. È così? Buon lavoro --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 12:27, 13 nov 2019 (CET)
{{ping|Gaux}}, avevo visto che usavi (forse inconsciamente) il p.nnn e ho semplicemente seguito l'esempio. Si può sempre cambiare, e sarei daccordo. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 12:30, 13 nov 2019 (CET)
:Credo di non aver mai utilizzato la notazione senza blank (se non per errore). Non avevo eseguito io stesso la modifica (che ora hai fatto) per un dubbio (forse eccessivo) sullo standard. Tutto chiarito. Ciao, --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 12:47, 13 nov 2019 (CET)
== Eduard Shevardnadze ==
Ciao Mariomassone, la citazione sulla mortalità infantile di che anno è o a quale anno fa riferimento? Credo sia interessante aggiungere un NDR per specificarlo. Se invece riguarda la sola RSS Georgiana credo sarebbe da togliere dalla voce URSS.[[Utente:Mhorg|Mhorg]] ([[Discussioni utente:Mhorg|scrivimi]]) 11:10, 30 nov 2019 (CET)
:{{ping|Mhorg}} Ciao, il libro da cui proviene è del 1991, parla degli anni ottanta in generale, e si riferisce all'Urss intero. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 13:32, 30 nov 2019 (CET)
== Vladimir Saveljevič Vojtinskij ==
Ciao, la rimozione di "contro lo spirito di avventure" è stata del tutto involontaria. Forse ho tentato un copia-incolla per inserire in oggetto di modifica, ma qualcosa deve essere andata male. Ho ricontrollato prima di salvare e deve essermi sfuggito. Mi spiace. Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 01:58, 3 dic 2019 (CET)
:{{ping|Sun-crops}} Tranquillo, l'ho capito subito ;) [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 08:32, 3 dic 2019 (CET)
== Nikita Sergeevič Chruščёv ==
Ciao, potresti, per favore, fare una verifica nella voce [[Nikita Sergeevič Chruščёv]], in cui un altro utente ha fatto una lieve modifica. Forse è una citazione che hai inserito tu e quindi puoi controllare direttamente sulla fonte. Ciao, grazie, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 18:45, 4 gen 2020 (CET)
== Re: Conflitti sulla guerra fredda ==
Ma io non sto mettendo in dubbio che la guerra del Vietnam sia inquadrabile tra i conflitti della guerra fredda, infatti '''la [[Guerra del Vietnam|voce]] può stare in quella categoria, il problema è la [[:Categoria:Guerra del Vietnam|categoria stessa]]'''. Si tratti di motivi tecnici. La categorizzazione su Wikiquote segue altri tipi di regole che non esistono su Wikipedia.<br>
Non è un caso se utilizziamo il [[Template:NotaCategorie]]...<br>
La categoria [[:Categoria:Guerra del Vietnam]] contiene anche opere (nella fattispecie film) e persone e quindi non può essere sottocategoria di [[:Categoria:Conflitti della guerra fredda]] che dovrebbe contenere solo tematiche...<br>
Ho visto che hai infranto più volte questa regola ultimamente e sto creando molte nuove categorie per cercare di rimediare... Spero di essere stato chiaro.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 22:53, 5 gen 2020 (CET)
== ''[[Shāh-Nāmeh]]'' ==
Buonasera, c'è qualche motivo particolare per cui sei andato sempre a capo e non hai seguito [[Wikiquote:Trascrizione#Versi|le convenzioni]]?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 23:01, 23 gen 2020 (CET)
:{{Ping|AssassinsCreed}} Pura dimenticanza. Ci penso io. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 23:03, 23 gen 2020 (CET)
== Avestā ==
Ciao, di Fruttero & Lucentini c'è solo l'incipit, mentre le citazioni sull'Avestā ([https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Avest%C4%81&oldid=552252 qui il link alla pagina del 23 febbraio 2013]) sono di Arnaldo Alberti, compresa la "citazione su". In effetti in quella vecchia pagina mancava il paragrafo "Bibliografia", che forse avrebbe già potuto dipanare il dubbio. Buon lavoro, --[[Utente:AnjaQantina|AnjaQantina]] ([[Discussioni utente:AnjaQantina|scrivimi]]) 17:19, 28 gen 2020 (CET)
== Steven Van Zandt ==
Ciao, Mario, nella voce [[Steven Van Zandt]] ho inserito un wikilink per [[Sun City (Sudafrica)]], voce enciclopedica; è quindi possibile creare questa voce tematica. Se vuoi, puoi farlo tu stesso. Grazie. Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 06:09, 30 gen 2020 (CET)
:{{Ping|Sun-crops}} Fatto. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 09:27, 30 gen 2020 (CET)
== [[Leviatano]] ==
Attenzione, le creature leggendarie sono voci tematiche...--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 23:35, 17 feb 2020 (CET)
::Ciao, Mario. Ho l'impressione che il messaggio che precede {{NDR|CANCELLATO}} è di un personaggio che non esito a definire un provocatore, ben noto alle cronache di questo progetto. Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 02:51, 19 feb 2020 (CET) P. S. Sarebbe peraltro da valutare l'opportunità di oscurare il messaggio perché qualifica una persona esistente in modo potenzialmente offensivo e forse anche più che offensivo. Gradirei, anche perché potrei essere assente nei prossimi giorni, che un altro amministratore esamini la cosa e decida. Io sarei propenso all'oscuramento, cosa che però ti impedirebbe al momento di leggere il messaggio. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 03:07, 19 feb 2020 (CET)
== [[Epidemia di SARS-CoV-2 del 2019-2020]] ==
Perché le date dovrebbero essere superflue visto che aiutano a capire, ad esempio, se alcune frasi siano state dette prima o dopo che il virus sia arrivato in Italia?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:47, 24 feb 2020 (CET)
*{{ping|AssassinsCreed}} Perché non l'ho visto utilizzato in alcun altra voce tematica. Se è infatti una convenzione, annullo la modifica. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 21:57, 24 feb 2020 (CET)
::Non è una convenzione che si utilizza in genere, ma se in alcune occasioni può tornare utile perché eliminarla?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:59, 24 feb 2020 (CET)
== Michail Gorbačëv ==
Ciao, Mario. È stata fatta una modifica nella voce [[Michail Gorbačëv]] che ho annullato. Vuoi dare comunque un'occhiata? Grazie, Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 09:21, 29 feb 2020 (CET)
*Ciao {{Ping|Sun-crops}}, grazie per l'intervento fulmineo. Personalmente, non sono mai stato convinto della veracità di quelle citazioni, ma ''Comintern.it'' non è sulla [https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Deprecated_sources#Currently_deprecated_sources lista nera] di wikipedia, quindi non spetta agli utenti regolari decidere se cancellarle. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 09:55, 29 feb 2020 (CET)
== Voci dei Testimoni di Geova ==
Ciao, la categorizzazione per ambito va benissimo ma mancava quella per tipologia. Per dubbi vedi le mie correzioni o [[Wikiquote:Categorie|qui]] o contattami.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 22:24, 1 mar 2020 (CET)
== Arnaldo Cipolla ==
Ciao Mario, nella voce [[Arnaldo Cipolla]] ho inserito un wikilink per la creazione della voce [[Negus]]. La citazione mi sembra pertinente. Se sei d'accordo e se vuoi, puoi creare la pagina. Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 21:50, 31 mar 2020 (CEST)
== ''[[Beowulf]]'' ==
Ok, perfetto, grazie di aver sistemato: unica cosa anche i versi in italiano andrebbero in corsivo.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 00:39, 23 apr 2020 (CEST)
== Jawaharlal Nehru ==
Ciao, Mario, facendo qualche ricerca, mi sono imbattuto in questo bel libro [https://books.google.it/books?id=gq7Bp0VazvUC&lpg=PA4&dq=inauthor%3A%22Christine%20Jordis%22&hl=it&pg=PA9#v=onepage&q=nehru&f=false]. Forse potrebbe interessarti. Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 21:22, 30 mag 2020 (CEST) p. S. Fra quelle che ho letto c'è una bella citazione a pagina [https://books.google.it/books?id=gq7Bp0VazvUC&lpg=PA4&dq=&pg=PA9#v=onepage&q&f=false 9]. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 21:27, 30 mag 2020 (CEST)
:Ottimo, lo sfiorirò tra poco. Grazie! [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 21:31, 30 mag 2020 (CEST)
:: OK. Ciao Mario. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 21:34, 30 mag 2020 (CEST)
== POV! ==
Ehilà, ho visto che hai annullato un mio inserimento: si trattava di un'immagine riguardante "Forza (Guerre stellari)", inserendo "non pertinente" quale oggetto della modifica. La "pertinenza" dell'annullamento in questione - a mio modesto parere - è soggettiva, e può essere considerato un punto di vista personale e/o unilaterale (NNPOV). Sollevo due questioni:
#Wikiquote funziona grazie alla costruzione del consenso: non andrebbe discussa (pacatamente) la "pertinenza" prima di fare annullamenti?
#Se l'inserimento di un'immagine viene annullato, è auspicabile che chi annulla possa contemporaneamente sostituire con un'altra immagine più pertinente?<br>
Parliamone. --[[Utente:AnjaQantina|AnjaQantina]] ([[Discussioni utente:AnjaQantina|scrivimi]]) 18:43, 2 giu 2020 (CEST)
== Citazioni di Dio ==
Ciao, volevo precisare, riguardo a [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Dio&type=revision&diff=1084209&oldid=1075326 questa] rimozione, che ho tolto le citazioni perché quella è la voce su Dio in senso generico (non solo il Dio delle religioni, che è identificato in maniera differente a seconda della religione, ma anche il Dio dei filosofi, cioè Dio inteso come concetto). Come avevo scritto, quelle citazioni potrebbero stare in [[Yahweh]] ma non le ho spostate io direttamente perché lascerei valutare a te. Colgo l'occasione per farti i complimenti per il tuo enorme lavoro, ogni tanto mi accorgo di voci molto accurate che hai redatto e ne rimango piacevolmente sorpreso.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 13:14, 18 ago 2020 (CEST)
:{{ping|Spinoziano}} Grazie per l'avviso, e le parole gentili! Li aggiungo subito. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 14:26, 18 ago 2020 (CEST)
== [[Stjepan Mesić]] ==
Ciao Mario, buon lunedì, ti scrivo perché ho Adobe Flash Player disattivato. Ho smanettato un po' ma non ho concluso nulla. Daresti per cortesia un'occhiata alla voce in oggetto? C'è una modifica proprio nelle citazioni che tu hai inserito, può darsi che vada bene, può darsi anche di no. Oggi potrei non essere presente, o presente in serata. Ci dai tu uno sguardo? Grazie in anticipo. Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 02:15, 7 set 2020 (CEST)
== [[Kim Il-sung]] ==
Ciao, Mario. Nella voce Kim Il-sung un utente ha corretto una citazione [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Kim_Il-sung&type=revision&diff=1112943&oldid=1077303], puoi, per favore, verificare se questa correzione è giusta e se poi si deve allineare in [[Enver Hoxha]]. Il "pensiero ciucce", in effetti, lascia un po' perplessi. Complimenti per la tua attività di contribuzione. Ti saluto. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 22:55, 26 nov 2020 (CET)
== Re: Traduzioni dall'inglese. ==
Ciao, Mario. Certo, con piacere. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 19:43, 9 gen 2021 (CET)
==[[Star Wars: Clone Wars]]==
Grazie per la correzione, hai ragione. Ma a quanto pare le due voci sono davvero simili. Non è meglio mettere una voce ambigua che possa reindirizzare alla pagina giusta, in cima alla pagina? --[[Utente:Kurtanglewwe1996|Kurtanglewwe1996]] ([[Discussioni utente:Kurtanglewwe1996|scrivimi]]) 00:25, 28 gen 2021 (CET)
Tipo una nota disambigua. Che ne dici? --[[Utente:Kurtanglewwe1996|Kurtanglewwe1996]] ([[Discussioni utente:Kurtanglewwe1996|scrivimi]]) 00:31, 28 gen 2021 (CET)
Stavi pensando a qualche personaggio in particolare? Perchè al momento la mia idea è di continuare a guardarle tutte (sono arrivato a metà della prima stagione), quindi possono fare più attenzioni a frasi importanti di qualche personaggio da adesso in poi. --[[Utente:Kurtanglewwe1996|Kurtanglewwe1996]] ([[Discussioni utente:Kurtanglewwe1996|scrivimi]]) 23:19, 28 gen 2021 (CET)
::Fammi sapere se è abbastanza. --[[Utente:Kurtanglewwe1996|Kurtanglewwe1996]] ([[Discussioni utente:Kurtanglewwe1996|scrivimi]]) 01:11, 11 feb 2021 (CET)
:::Comunque noto che stai creando e gestendo un sacco di pagine relative a Star Wars. Ti suggerisco ad un certo punto di creare un template con tutti gli argomenti relativi a Star Wars se sei interessato (vedi per esempio [[Template:Batman]] o [[Template:Star Trek]], così lo puoi allegare facilmente ad ogni pagina relativa. =) --[[Utente:Kurtanglewwe1996|Kurtanglewwe1996]] ([[Discussioni utente:Kurtanglewwe1996|scrivimi]]) 02:05, 12 feb 2021 (CET)
== voci da ampliare ==
se ti va, puoi mandarmi un elenco delle voci su wikiquote che sono da ampliare: se trovo delle frasi per me significative posso linkarti l'articolo o il libro e al limite, se piacciono pure a te tu puoi usarle. Che ne dici? --[[Speciale:Contributi/2.226.12.134|2.226.12.134]] ([[User talk:2.226.12.134|msg]]) 15:29, 24 feb 2021 (CET)
== [[Cornelia Funke]] ==
Ciao, Mario, sono approdato per caso in questa pagina. Ma gli autori de ''Il labirinto del fauno'' sono due, cioè tutto il libro, parola per parola è stato scritto a quattro mani? O le citazioni sono tratte da una parte scritta della sola Cornelia Funke? Se il libro è tutto scritto dai 2 autori, allora dovrebbe essere inserito in una voce a parte, sotto il titolo, come per esempio ''[[Porci con le ali]]'', se questo è il solo libro che hanno scritto insieme, o intestando la voce ai due autori, se hanno scritto più opere insieme. Complimenti per il lavoro che stai facendo. Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 23:21, 25 mar 2021 (CET)
:{{ping|Sun-crops}} Ciao Sun-crops, secondo [https://www.dw.com/en/cornelia-funke-and-guillermo-del-toro-turn-pans-labyrinth-into-a-novel/a-49454889 questo sito], sembra che sia stata Funke a scriverlo. Il nome di Del Toro sembra essere stato incluso perché lui scrisse la sceneggiatura del film da cui il libro è basato. Non saprei se questo lo renderebbe idoneo per una pagina. Cosa ne pensi? [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 23:35, 25 mar 2021 (CET)
::Ciao Mario. Ho dato un'occhiata in rete: [https://www.mangialibri.com/bambini-ragazzi/il-labirinto-del-fauno qui] è scritto, verso la fine dell'articolo: "Il libro è scritto a quattro mani da Del Toro e Cornelia Funke, il cui apporto è la reale innovazione della storia", in [https://www.cinefilos.it/tutto-film/approfondimenti/il-labirinto-del-fauno-trama-premi-libro-spiegazione-streaming-462724 questo sito]: "Il libro è scritto a quattro mani da Del Toro e Cornelia Funke, il cui apporto è la reale innovazione della storia.", ancora, in [https://www.wired.it/play/libri/2019/11/06/il-labirinto-del-fauno-ora-e-un-dark-fantasy-firmato-cornelia-funke/?refresh_ce= questo sito]: "Viene da chiedersi quanto l’operazione di convertire un film del genere, carico di suggestioni letterarie, in libro possa essere sensata e non rischi invece un impoverimento. Di sicuro, il fatto che a scrivere il romanzo del Labirinto del fauno, accanto allo steso Del Toro, ci sia Cornelia Funke, fa ben sperare."; nel sito che mi hai indicato: "The book emerged out of a unique collaboration between Del Toro and German children's fiction author Cornelia Funke, both of whom share a special talent for fantasy storytelling. Together, they have created a novel that US publisher Harper Collins describe" ecc. Vedi, Mario, [https://www.ragazzimondadori.it/libri/il-labirinto-del-fauno-cornelia-funke/ qui] è presentato dalla stessa casa editrice come scritto a 4 mani. Dovrebbe essere così. Ciao, Mario Buona giornata. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 06:27, 26 mar 2021 (CET)
:::{{ping|Sun-crops}} Chiarissimo. Prevedo però un potenziale problema: dato che il romanzo non ha una pagina a se stante su Wikipedia, non significa forse che una pagina qui verrebbe subito cancellata? Grazie per i gentili complimenti. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 12:46, 26 mar 2021 (CET)
::::Ciao, penso di no, Mario. Sentiamo cosa dice {{ping|Spinoziano}}. Grazie a te per le tante cose belle che fai. Spero che la pagina a cui tieni tanto possa andare in vetrina al più presto. Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 14:35, 26 mar 2021 (CET)
:::::Ovviamente no, se almeno uno degli autori è enciclopedico, vai tranquillo.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 18:14, 26 mar 2021 (CET)
== Proverbi del bosco piccolo ==
Ciao, i proverbi dai media devono essere definiti come "proverbio" da chi li pronuncia o citati con "si dice che" o altra formula simile, [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Proverbi_dalle_serie_televisive&curid=97568&diff=1147568&oldid=1121787 questi] sono citati in quel modo nella serie? O sono semplici frasi dal taglio aforistico? Anche quella preceduta da "Come dice un famoso vecchio saggio" non è un proverbio ma una citazione di autore (non precisato), andrebbe invece bene se fosse preceduta da un più generico "si dice che". -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:06, 28 mag 2021 (CEST)
== Re: Serie tv inedito in italiano ==
Se la serie è indedita in italiano puoi riportare le citazioni in lingua originale con traduzione tua. Tu però dici che c'è una traduzione ufficiale scritta, allora è giusto seguire quella; però se possibile controlla che sia effettivamente una traduzione dei dialoghi della serie e non un'opera diversa che magari contiene pezzi diversi rispetto alla serie. Se sono parti della serie, è giusto che vadano nella voce sulla serie; ma in un caso come questo, essendo citazioni tratte da un libro, direi che puoi creare anche la voce sullo sceneggiatore inserendovi una sezione con alcune citazioni della serie e un {{tl|vedi anche}} alla voce della serie. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:22, 14 giu 2021 (CEST)
== Nehru o bianco? ==
Ciao Mario, a che punto siamo con Nehru? Quando ti sembra di aver fatto, fai sapere nella pagina della segnalazione e prepara anche una presentazione come [[Utente:AssassinsCreed/SandboxFederer|questa]], grazie.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 11:36, 24 lug 2021 (CEST)
*{{ping|Spinoziano}} Ciao Spino, a questo punto direi che abbiamo spremato le fonti italiane disponibili fino in fondo, tranne "Paese della falce e martello", che è introvabile su amazon. Ci sono ancora volumi interi di discorsi in inglese su archive.org, ma sono d'avvero indispensabili per la completezza? Se no, allora dò il via e faccio la presentazione. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 12:20, 24 lug 2021 (CEST)
::A mio giudizio per la completezza ci siamo. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 13:42, 24 lug 2021 (CEST)
:::{{ping|Spinoziano}} Va bene allora. Che ne pensi?{{Cassetto|Contenuto =<br>{{Box Vetrina
|campo_immagine= [[File:Jawaharlal Nehru, 1947.jpg|190px|right]]
|campo_nome= Jawaharlal Nehru
|campo_anno= (1889 – 1964)
|campo_bio= politico indiano.
|campo_contenuto=
*Finché ci saranno lacrime e sofferenza il nostro lavoro non sarà terminato.
*L'imperialismo funzionava all'estero con colonie e dipendenze, mentre il Fascismo e il Nazismo funzionavano allo stesso modo anche nella madrepatria.
*La concentrazione del potere – politico, economico, o di qualsiasi altro tipo – è pericolosa, anche quando si tratta di una persona perbene.
*Le persone possono venerare Dio in uno qualsiasi dei mille modi che vogliono. Ma rivendico anche quella libertà che consiste nel non adorare Dio se così scelgo, e rivendico anche la libertà di distogliere il popolo da ciò che considero superstizione e pratiche antisociali.
*Sarebbe forse possibile addomesticare la tigre selvaggia delle foreste, e toglierle la sua ferocia naturale, ma non c'è alcuna possibilità di domare il capitalismo e l'imperialismo, quando essi si alleano e si abbattono su un infelice paese.
*Se la struttura democratica è subordinata a qualche altra cosa, ciò vuol dire in realtà che ad essa si è rinunciato.
*Se voi onorate la vostra fede, dovete onorare la fede degli altri che sono diversi da voi. Onorando la fede altrui, esalterete la vostra stessa fede, e farete sì che sia onorata dagli altri.
*Un individuo può essere un genio, un altro uno scemo. Non si può farli diventare uguali. Ma quello che è essenziale è che debbono avere uguale opportunità di svilupparsi.
==Citazioni su Jawaharlal Nehru==
*In realtà, fu Nehru e non [[Mahatma Gandhi|Gandhi]] a condurre il proprio paese all'indipendenza, anche al prezzo spaventoso della divisione. Per decenni, una solida alleanza fra le sinistre laiche inglesi e indiane aveva posto le basi, e alla fine vinto la battaglia, per la liberazione dell'India. Non c'era mai stato alcun bisogno che una figura religiosa oscurantista imponesse il suo ego su tale processo, ritardandolo e distorcendolo. ([[Christopher Hitchens]])
*Jawaharlal Nehru, in India, riuscì in ciò in cui sia [[Sukarno]] che [[Kwame Nkrumah|Nkrumah]] fallirono. Pur essendo un leader carismatico, egli si rivelò anche capace di costruire una nazione. ([[Richard Nixon]])
*Nehru ha dichiarato pubblicamente, di fronte a tutti i suoi quattrocento milioni di cittadini, che non è credente, che la religione è certo una bella cosa, ma a lui non interessa affatto. Questa straordinaria libertà di pensiero, questa integrale mancanza di ipocrisia è uno dei fatti più alti del tempo in cui viviamo. ([[Pier Paolo Pasolini]])
}}}}{{nf|15:26, 24 lug 2021|Mariomassone}}
:Va bene ma è un po' lunga, magari ne toglierò qualcuna. In [[Wikiquote:Vetrina/Segnalazioni/Jawaharlal Nehru]] avevo scritto: «Restano da "bluificare" vari link rossi come "battaglia di Plassey", "rivolta del 1857-58", creando le voci, e da ricontrollare le traduzioni dall'inglese.» Confermi che questo è stato fatto? Rispondi lì per cortesia.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:16, 24 lug 2021 (CEST)
== [[Michel Djotodia]] ==
Ciao Mario, un grande in bocca al lupo per la voce in vetrina. Ancora un piccolo sforzo, siamo ormai al traguardo; io sono favorevolissimo. Ti scrivo per una cosetta che ho cercato di mettere a posto in Michel Djotodia; è molto semplice, il link alla fonte c'è nel wikitesto, non si vede però nella voce. Ho provato a smanettare un po', ma, forse per l'ora tarda e un po' di stanchezza, non mi è riuscito il fix. Forse per te è più semplice; se puoi dare un'occhiata appena hai un po' di tempo, te ne sarei grato. Grazie. Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 00:59, 25 lug 2021 (CEST)
==Fusaro e pandemia==
Ciao. Ho appena inserito citazioni da un articolo di Fusaro che riguardano la situazione attuale associata alla Pandemia di Covid-19. Io le riporterei nella voce "Pandemia di COVID-19" anche se non riguardano direttamente la pandemia: cosa ne pensi? Lo chiedo a te che sei il contributore principale, ma ovviamente può intervenire chiunque (in tal caso meglio spostare da questa ''talk'' la discussione). Grazie.<br>--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 16:17, 8 ago 2021 (CEST)
{{ping|DonatoD}} Mi sembrano okay. Alcuni sono più pertinenti alla voce specifica della pandemia in Italia [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 19:13, 9 ago 2021 (CEST)
== Dottrina Monroe ==
Ciao Mariomassone, ho trovato un testo in Internet Archive che tratta anche della dottrina Monroe: ''Da Washington a Wilson'' di Enrico Catellani (autore enciclopedico), del 1933. L'URL è https://archive.org/details/Da-Washington-a-Wilson-Conferenze-tenute-alla-R-Universita-di-Padova-PHAIDRA_o_334723/mode/2up
Buon lavoro --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 16:57, 20 set 2021 (CEST)
== [[Wikiquote:SheSaid 2021]] ==
Ciao Mario. Protagoniste assolute del mese di ottobre sono le donne, che, come vuole l'antica saggezza cinese, sostengono l'altra metà del cielo. Grazie all'iniziativa di [[Utente:Camelia.boban|Utente:Camelia.boban]] e di altre valide collabratrici siamo all'edizione 2021 della campagna che tanto successo ebbe l'[[Wikiquote:SheSaid|anno scorso]]. Sarebbe bello replicare anche quest'anno. In ogni caso ogni contributo è importantissimo e quindi, se tu volessi partecipare, sarebbe bellissimo. Come vedrai dal link all'edizione 2020 che ho predisposto, l'utente potrà registrare i suoi contributi con tanto di firma e quindi – contributo e utente – resteranno per sempre, in piena evidenza, negli annali di questa iniziativa e di wikiquote. Spero che, compatibilmente con i tuoi impegni, vorrai unirti a questa bella iniziativa che partirà il 20 ottobre per concludersi il 20 dicembre 2020. Ti ringrazio per l'enorme lavoro che instancabilmente, da anni, svolgi per wikiquote. Ti saluto. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 04:58, 5 ott 2021 (CEST)
::Ciao, Mario, grazie per l'ampliamento della voce Ornela Vorpsi. Puoi registrare il tuo contributo in [[Wikiquote:SheSaid 2021]] (in questo caso nella sezione Migliorate), così come tutti gli eventuali tuoi prossimi contributi a voci di donne. Ciao, buon fine settimana. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 14:46, 23 ott 2021 (CEST)
== Il Mereghetti ==
Ciao Mario, complimenti per esserti procurato ''Il Mereghetti'', ma nelle tue aggiunte c'è una cosina da sistemare: hai indicato "2004" tra parentesi, ma non esiste un'edizione pubblicata nel 2004 in bibliografia: c'è l'edizione col ''2004'' nel titolo ma è pubblicata nel 2003, difatti se ci fai caso è citata con "2003" fra parentesi. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 07:59, 11 ott 2021 (CEST)
:Ah, ma quindi abbiamo la stessa edizione? Pensavo di essere l'unico che, invece che acquistare con denaro sonante l'ultima edizione appena uscita in libreria, si va a procurare quella che gira da tempo immemore tra le bancarelle dell'usato e che ti tirano dietro per pochi euro. :D -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 13:21, 11 ott 2021 (CEST)
{{ping|Spinoziano}} Eredità di uno zio :) [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 13:28, 11 ott 2021 (CEST)
== [[Re Artù]] [[Principe Valiant]] ==
Ciao, Mario. Approfitto del fatto che sei qui per chiederti la cortesia di dare un'occhiata alle ultime modifiche in [[Re Artù]]. Ci sarebbe anche l'altra, se vuoi/puoi dare un'occhiata. C'è qualche tua voce proposta per la vetrina? Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 22:37, 11 ott 2021 (CEST)
:{{ping|Sun-crops}} Sfortunatamente non posso confermare né smentire, siccome non ho mai visto la serie. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 22:46, 11 ott 2021 (CEST)
::Ok, Mario, grazie, qualcuno che l'ha vista verificherà. Ma per la vetrina, che mi dici: hai proposto una nuova voce? --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 22:48, 11 ott 2021 (CEST)
:::{{ping|Sun-crops}} Grazie, sì, ho proposto ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]''. Ci sono ancora dei link rossi però. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 22:50, 11 ott 2021 (CEST)
::::OK, bueno. Cerco di tenermi aggiornato. Se mi sfugge il "rush" finale, scrivimi. Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 22:59, 11 ott 2021 (CEST)
== [[Madre Teresa di Calcutta]] ==
Ciao Mario, c'è stato un po' di mare agitato per questa citazione:{{quote|Se fossi costretta a scegliere tra Galileo e l'Inquisizione, sceglierei l'Inquisizione.}} <s>(strano, in una traduzione ufficiale, che non sia <s>scritto</s> tradotto: avrei scelto anziché sceglierei)</s>, tratta da Christopher Hitchens, ''La posizione della missionaria: Teoria e pratica di Madre Teresa''. Per caso hai questo libro in modo da poter verificare? Ciao, grazie --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 15:33, 14 ott 2021 (CEST)
== Unificare due note uguali ==
Ciao, sulla voce [[Rancore (rapper)]] due note sono uguali. Le sai unificare?--[[Speciale:Contributi/77.204.105.41|77.204.105.41]] ([[User talk:77.204.105.41|msg]]) 23:05, 29 ott 2021 (CEST)
== [[Schiavi dell'inferno]] ==
Ciao, perché una pagina apposita per questo romanzo? La pagina dell'autore non è molto ampia e le citazioni possono stare tranquillamente lì in una sezione.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:00, 11 dic 2021 (CET)
:{{ping|Spinoziano}} Dato che il romanzo ha una voce a sé stante su wikipedia, e fu la fonte primaria di un film famoso, pensavo meritasse una propria voce. Se è però una questione di amplificare la voce di Barker, allora non mi oppongo all'unione delle due pagine. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 17:06, 11 dic 2021 (CET)
::Eh ma ci sono tanti romanzi che hanno una voce a sé stante su Wikipedia e da cui è tratto un film, ma questo non basta per scorporare. Sì, è importante l'ampiezza. Allora unisco, grazie.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:12, 11 dic 2021 (CET)
:::Ne approfitto per segnalarti due cosette: nelle voci dei libri su Wikipedia l'interprogetto alla nostra sezione si può mettere [https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Schiavi_dell%27inferno&diff=prev&oldid=124481011 così], mentre su Wikiquote le opere che hanno un incipit o un explicit andrebbero aggiunte nelle rispettive liste [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Incipit%2FB&type=revision&diff=1183245&oldid=1178039 così] (se quest'ultima cosa la sapevi già ma hai sempre fatto finta di nulla, hai la mia comprensione :)).-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:42, 11 dic 2021 (CET)
== Dracula ==
Ciao Mario, buona domenica! Ricorda di non abbandonare le segnalazioni che apri, in [[Wikiquote:Vetrina/Segnalazioni/Dracula (romanzo)]] non hai più fatto sapere come procede il lavoro, intendi ancora portare la voce in vetrina?-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:37, 30 gen 2022 (CET)
== Zampino d'Oro alla Carriera ==
[[Immagine:Nuvola apps kugar.png|right|200px]]
{| style="width:200px; border:1px solid #c0c0c0; background:#F9F9F9; {{#ifeq:200px|100%||{{#switch:{{{allineamento}}}
|centro=margin-left:auto; margin-right:auto;
|sinistra=clear:left; float:left; margin-right:10px; margin-left:0;
|#default=clear:right; float:right; margin-right:6px; margin-left:10px;
}}}}" id="{{anchorencode:Albo d'oro}}"
|-
! style="background:#C3D0DF; padding:2px;" | Albo d'oro
|-
| style="font-size:95%" |
* [[Discussioni utente:Micione/Archivio3#Zampino d'Oro|2012: Micione]]
* [[Discussioni utente:AssassinsCreed/Archiviomaggioluglio2015#Zampino d'Oro|2015: AssassinsCreed]]
* [[w:Discussioni utente:Superchilum/Archivio35#25 gennaio 2006 – 25 gennaio 2016|2016: Superchilum]]
* [[w:Discussioni utente:Bradipo Lento/Archivio03#Zampino d'Oro alla Carriera|2018: Bradipo Lento]]
* [[Discussioni utente:Sun-crops/Archivio2017-2019#Zampino d'Oro alla Carriera|2019: Sun-crops]]
* [[Discussioni utente:DonatoD#Zampino d'Oro alla Carriera|2020: DonatoD]]
* [[Discussioni utente:Laportoghese#Zampino d'Oro alla Carriera|2021: Laportoghese]]
|}
Già da parecchio tempo i tuoi pantagruelici contributi al Progetto ti rendevano in odore di Zampino d'Oro, se ci aggiungiamo i tuoi già solidi legami con la Massoneria Internazionale Deviata, con cui ovviamente la Wikkimedia Foundation e tutti gli amministratori dei progetti wiki sono in strettissimi rapporti, non poteva che giungere a te quest'anno il più prestigioso e temuto dei riconoscimenti conferiti su Wikiquote. Eccoti ora nella ''Hall of Fame'' del Progetto accanto ai titanici nomi già inscritti nell'Albo. Ad maiora! <small>(N.B. Le organizzazioni citate in questo messaggio sono puramente immaginarie. Ogni riferimento a organizzazioni o persone reali è puramente casuale.)</small> {{sisi2}} -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:28, 20 mar 2022 (CET)
== [[La leggenda della fortezza di Suram]] ==
Ciao, le frasi sono in ordine cronologico? In quel caso è sempre bene mettere il template {{tl|cronologico}} :-) -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:46, 27 mag 2022 (CEST)
== Nuove voci ==
Ciao Mario, volendo, è possibile creare due nuove voci: Velikij Novgorod con questa citazione di Ryszard Kapuściński: "Nel medioevo "Novgorod era una città famosa, una sorta di Firenze o di Amsterdam del nord: dinamico centro commerciale e artigianale, sede fiorente di tutte le arti, soprattutto dell'architettura sacra e della pittura di icone. Vi regnava un sistema politico tutto particolare. Per quattrocento anni (dall'XI al XV secolo) Novgorod fu una specie di repubblica feudale indipendente, autonoma, la cui autorità suprema era esercitata da un'assemblea di cittadini e di liberi contadini del circondario. La popolazione eleggeva un principe che governava a suo nome e che poteva venire destituito in qualunque momento. Un sistema quanto mai insolito, considerata l'epoca e la zona geografica. [...] Novgorod era una città democratica, governata dal popolo, aperta al mondo, in continuo contatto con ogni parte d'Europa; invece Mosca, espansionista, impregnata di influssi mongoli e ostile all'Europa, stava lentamente entrando nella buia era di Ivan il Terribile. Se la Russia avesse seguito la via novgorodiana, sarebbe potuta diventare uno stato diverso da quello capeggiato da Mosca. Ma le cose andarono altrimenti." e Cane e volpe, con la citazione in Proverbi armeni "La volpe ha un solo desidero: non vedere il cane e non essere vista da lui." Se ti fa piacere, è chiaro. Ciao, Mario [[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 17:18, 16 giu 2022 (CEST)
{{ping|Sun-crops}} Certamente, dammi un oretta. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 18:05, 16 giu 2022 (CEST) Quando vuoi, Mario. Grazie. Ciao --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 18:11, 16 giu 2022 (CEST)
:{{ping|Sun-crops}} Fatte [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 00:03, 17 giu 2022 (CEST)
::Grazie Mario, ti auguro per domani una buona giornata e, con un po' di anticipo, un buon fine settimana. Grazie. Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 00:10, 17 giu 2022 (CEST)
== [[Amílcar Cabral]] ==
Ciao, Mario, buone vacanze estive. Nella voce in oggetto c'è una citazione con cui è possibile creare la voce [[Marcelo Caetano]], naturalmente non c'è nessunissima fretta. Quando vuoi, se vuoi. Ciao, grazie --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 23:25, 20 lug 2022 (CEST)
== [[Soraya Esfandiary Bakhtiari]] ==
Ciao Mario, ho apportato due modifiche :[https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Soraya_Esfandiary_Bakhtiari&type=revision&diff=1233081&oldid=1080118] e [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Soraya_Esfandiary_Bakhtiari&diff=next&oldid=1233081]. Sei d'accordo? Ciao. [[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 22:44, 22 ott 2022 (CEST)
:{{ping|Sun-crops}} Ho dato un occhiata alla fonte, è ammetto il mio errore. Grazie come sempre [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 22:48, 22 ott 2022 (CEST)
== Scuse ==
Ciao Mario, ho ripristinato velocemente tutto. Ti chiedo scusa. Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 13:35, 9 nov 2022 (CET)
:Desidero rassicurarti sul fatto che nessuna traccia delle cancellazioni resta nell'edit counter, come risulta qui: [https://it.wikiquote.org/wiki/Speciale:Registri?type=delete&user=Sun-crops&page=Mariomassone&wpdate=&tagfilter=&subtype=&wpFormIdentifier=logeventslist], non mi resta che chiedere nuovamente scusa a te e a tutti. Ciao, Mario. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 14:01, 9 nov 2022 (CET)
::Ed eccoci una buona volta all'edit counter [https://xtools.wmflabs.org/pages/it.wikiquote.org/Mariomassone/0//deleted]; per grazia di Dio non ti ho arrecato danno. Tutto sistemato anche in wikidata. Potrei spiegare in dettaglio perché è successo tutto questo, ma mi limito a chiedere ancora una volta scusa. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 14:34, 9 nov 2022 (CET)
:::Forse posso darti una buona notizia; dico forse, però: la voce Andrea Cau – cancellata il 26 maggio 2018, è presente dal 21 dicembre 2021 in en.wikipedia [https://en.wikipedia.org/wiki/Andrea_Cau], anche se in Discussione [https://en.wikipedia.org/wiki/Talk:Andrea_Cau] sembra che ci sia qualcosa da definire. Forse – non sono molto esperto di questioni wikipediane – è una voce ancora un po' debole, però questa voce c'è. Forse, se verrà migliorata, potrà essere proposta in it.wikipedia, forse la si può già proporre (ma su questo non ho alcun elemento per fare una valutazione adeguata e non voglio dare incauti suggerimenti) e quindi recuperarla anche qui. Io spero di sì. Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 15:00, 9 nov 2022 (CET)
::::{{ping|Sun-crops}} Grazie come sempre, sei stato così tempestivo che ho malapena notato che sia accaduto qualcosa. E poi complimenti per le aggiunte alle voci su notevoli Testimoni. Siccome molte loro scritture sono anonime, è difficile rintracciare citazioni per persona. La notizia di Cau è incoraggiante, e spero tanto che il contenuto della voce cancellata sia preservato in qualche archivio qui a me ignoto. Buona giornata. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 13:55, 10 nov 2022 (CET)
:::::Ciao Mario, grazie per le gentili parole. Il contenuto della voce cancellata è conservato, e se sarà possibile riproporla, potrà essere immediatamente recuperato. Ti ringrazio molto e ti saluto affettusamente. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 14:18, 10 nov 2022 (CET)
== Revisioni ==
Ciao, Mario. Era proprio quello che volevo capire: se in fatty-fat c'era quel tono sprezzante o denigratorio et similia. Visto che è così, va bene come hai tradotto. Grosso modo ho rivisto tutto; naturalmente c'è sempre da migliorare; do ancora un'occhiata, ma mi sembra che, per quello che mi è stato possibile fare, non ci dovrebbero essere, almeno per il momento, altre proposte di modifica. Ciao. [[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 17:22, 22 feb 2023 (CET)
== Star Wars: Il potere della Forza II ==
Ciao, Mario. Puoi dirmi, per cortesia, se questa modifica [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Star_Wars%3A_Il_potere_della_Forza_II&diff=1262015&oldid=1129258] è giusta? Grazie. Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 19:50, 4 mar 2023 (CET)
:{{ping|Sun-crops}} Lo è, nessun problema [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 19:55, 4 mar 2023 (CET)
== Re: John Sweeney ==
Ciao Mario, è un piacere per me collaborare con qualche proposta alle tue traduzioni. Per John Sweeney, sì, puoi pubblicarla, non ho altre modifiche da proporre. Se ce ne dovessero essere in futuro, ti scriverò. Ciao Mario. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:45, 6 mar 2023 (CET)
== Re: Citazioni Politkovskaja ==
Salve Mario, è un libro che avevo preso in biblioteca e non ce l'ho più, ma credo che non ci fossero ulteriori precisazioni, alcune citazioni sono anche in [https://books.google.it/books?id=ZAcrAQAAIAAJ questo libro] di Riscassi e [https://books.google.it/books?hl=it&id=ZAcrAQAAIAAJ&focus=searchwithinvolume&q=%22abbellire+la+realt%C3%A0%22 qui] si vede che non c'è una nota. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:54, 11 mar 2023 (CET)
== [[Method acting]] ==
Ciao Mario, ci sarebbe la possibilità di creare questa tematica con la seconda citazione della sezione ''Kinski Unkut'', nella voce [[Klaus Kinski]], Kinski ci va giù duro, ma la citazione è del tutto pertinente alla voce. Se ti fa piacere, quando hai tempo, potresti crearla. Ciao, buona domenica [[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 16:14, 23 apr 2023 (CEST)
== [[Reggie Nalder]] ==
*Ciao Mario. La fornace per fortuna ora si è un po' placata, ma è stato terribile, specie per chi, come me, soffre molto anche il normale caldo estivo. Avrei preferito, preferirei tuttora trovarmi in Islanda. Bene, con piacere mi metto all'opera per Reggie Nalder. Ti auguro una buona serata. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 21:42, 28 lug 2023 (CEST)
== [[Russi]] ==
Buongiorno, quando si effettua una modifica del genere bisogna modificare tutti i wikilink in entrata. Grazie [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 06:33, 23 set 2023 (CEST)
==Re: Philip Graves==
Ciao Mario, sì, per te sono sempre disponibile. Mi metto all'opera al più presto. Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 17:57, 19 ott 2023 (CEST)
==Traduzioni==
Ciao, Mario, non mi è più possibile collaborare nelle condizioni in cui versa il progetto – tranne per eventuali azioni di registro, se mai dovesse capitarmi di intercettare irregolarità. Faccio un'eccezione solo per te; se posso esserti utile con le traduzioni. Sempre che intercetti un tuo messaggio e sempre che mi accorga che ci sono traduzioni da rivedere inserite nella tua pagina utente. Se dovessi accorgermene con notevole ritardo, o non accorgermene proprio; se non dovessi intercettare un tuo messaggio (peraltro uso rarissimamente la posta elettronica) ti prego di non volermene. Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:13, 14 nov 2023 (CET)
:Scusami Mario, ma il taglio che devo dare deve essere radicale e definitivo, e quindi, mi dispiace tantissimo, non posso più fare eccezioni. Tranne che per azioni di registro, annullamenti e rollback, poiché porto, finché la porto, un'uniforme e non posso girare la faccia (ma deve proprio capitare che io intercetti irregolarità e sarà estremamente difficile che capiti, quasi impossibile: non voglio entrare in questo progetto, per quello che è diventato attualmente, neppure come semplice lettore); tranne che per questo, la mia collaborazione è cessata irrevocabilmente. A partire da oggi, quindi, non posso più collaborare neppure per le traduzioni. Mi dispiace immensamente, credimi, immensamente, perché per me è stata una gioia grandissima, un motivo di orgoglio esserti utile, essere utile, ma, mi dispiace, non posso più collaborare neppure per le traduzioni. Devo dare un taglio netto, radicale e definitivo. Perdonami, ancora una volta non volermene, non mi è possibile fare altrimenti. Ti prego di comprendermi. Con infinita ammirazione per il tuo lavoro in questo progetto, ti saluto. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 21:25, 14 nov 2023 (CET)
::{{ping|Sun-crops}} Questa notizia mi rattrista, ma capisco il tuo bisogno. Sono immensamente grato per l'aiuto che hai fornito nel migliorare le traduzioni e (contemporaneamente) il mio italiano scritto. Tale pazienza e disponibilità è rara nei giorni d'oggi. Stammi bene [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 21:41, 15 nov 2023 (CET)
::Ancora un'importantissima cosa, che dico a te e a tutti gli utenti: potrebbe capitare, come già è avvenuto diverse volte, che qualcuno mi metta in bocca cose che non ho mai detto e mi attribuisca azioni che non ho mai commesso. Non prestare, non prestate ''mai'' fede a quello che mi si vuol far dire e mi si vuole attribuire. Fatti, fatevi in ogni caso dare sempre tutti i link a riscontro, e devono essere link a contenuti chiari, precisi e pertinenti. E, molto importante, non considerare, non considerate mai il mio silenzio come un assenso. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 22:30, 14 nov 2023 (CET)
== Re: Controllo voce Aleksandr Ivanovič Lebed' ==
Ciao Mario, "se era" io? Meglio "se sei", no? Come vedi inizio già a correggerti l'italiano (mi sembra che ci siamo sempre dati del tu) ma in realtà mi manca un po' il tempo e la mia conoscenza dell'inglese è nella media, già è tanto se non faccio pasticci quando traduco qualcosa di mio pugno, quindi temo di non poterti essere molto d'aiuto. Colgo anch'io l'occasione per augurarti un buon anno, come sempre prolifico e splendente su Wikiquote. A presto. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:32, 4 gen 2024 (CET)
:Ok, come hai visto poi, come il figlio svogliato della [[w:Parabola dei due figli|parabola]] qualche correzione sono passato a farla. Ma a che cambiamento fai riferimento? Ci siamo sempre dati del tu e intendevo solo che non penso ci sia motivo di essere più formali. Ciao! -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:35, 4 gen 2024 (CET)
== Standard film ==
Ciao Mario, due piccole cose riguardo ai film: per Incipit ed Explicit lo standard è di mettere il wikilink nel titolo della sezione con il template apposito per far comparire la voce nella categoria degli incipit (vedi [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Il_mostro_della_laguna_nera&diff=1321860&oldid=1321843 correzione]) inoltre andrebbe sempre messo il template {{tl|cronologico}} all'inizio delle Frasi e all'inizio dei Dialoghi se sono in ordine cronologico (come è giusto che siano): ne ''[[Il mostro della laguna nera]]'' lo sono già, vero? Grazie. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 13:56, 14 mar 2024 (CET)
{{ping|Spinoziano}} Confermo che le frasi e dialoghi ne ''Il mostro'' sono in ordine. Grazie per l'avviso. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 09:37, 15 mar 2024 (CET)
== Russiagate ==
Ciao, se vuoi allineare un titolo a Wikipedia NON puoi fare copia e incolla, ma spostare la voce. Se esiste già un redirect e serve quindi operare una cancellazione, deve essere fatto da un amministratore. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 14:28, 28 mar 2024 (CET)
:Mi dispiace, non succederà più. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 14:33, 28 mar 2024 (CET)
::Pensavo lo sapessi già, visto che è da tanto che contribuisci :-\ stasera aggiusto, niente di irreparabile. Grazie, ciao! --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 15:39, 28 mar 2024 (CET)
== [[Dracula (romanzo)]] ==
Buonasera, appena hai un attimo riesci a verificare se [https://it.wikiquote.org/w/index.php?diff=1361089&oldid=1360983&rcid=4173647 questa citazione] aggiunta sulla voce gli appartiene? Grazie <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 19:31, 17 gen 2025 (CET)
:Confermo [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 19:35, 17 gen 2025 (CET)
== [[Nosferatu a Venezia]] ==
Ciao buongiorno, piacere di rivederti. Ti volevo aiutare perchè ho visto che hai avuto problemi col template sulla pagina. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 11:28, 23 gen 2025 (CET)
:Quando al template film aggiungi i paramentri di genere e regista qualora ci fossero più dati, come scritto nelle istruzioni del template {{tl|Film}}, non usare virgole o altri caratteri e dati ma solo gli slash <code>/</code>. Poi se ci sono note sui registi o altro qui su quote non riportali ma lasciali solo a pedia. Guarda le modifiche fatte alla pagina. Ultima cosa i generi andrebbero minuscoli. In questo modo il template li aggiunge automaticamente senza che sei tu a farlo. Grazie <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 11:42, 23 gen 2025 (CET)
== Giorgi Gakharia ==
Ciao, hai annullato le mie modifiche alla pagina in oggetto senza nessuna spiegazione. Ho corretto semplicemente la traslitterazione dei nomi, che era errata. [[Utente:Phyrexian|Phyrexian]] [[Discussioni utente:Phyrexian|ɸ]] 11:16, 15 lug 2025 (CEST)
:{{ping|Phyrexian}} Ciao, ti rispondo io per maggior chiarezza: è per fedeltà alla fonte: se non è una nostra traduzione ma un articolo o libro in italiano si riporta la traslitterazione utilizzata nella fonte pubblicata. Un caro saluto.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 11:35, 15 lug 2025 (CEST)
::{{ping|Spinoziano}} Ciao, grazie della spiegazione, immaginavo una cosa del genere. Mi lascia un po' perplesso, ma in effetti in questo caso l'intervista originale è in italiano, e sarebbe poco fruibile mettere un (sic!) dopo ogni nome. Ciao! --[[Utente:Phyrexian|Phyrexian]] [[Discussioni utente:Phyrexian|ɸ]] 11:57, 15 lug 2025 (CEST)
== [[American Psycho (romanzo)]] ==
Ciao, perché hai creato una voce separata da quella dell'autore? Non pare esserci la necessità. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 13:24, 16 lug 2025 (CEST)
:Il punto è che lo [[Aiuto:Scorporo|scorporo]] può essere fatto solo quando la pagina principale ha dimensioni eccessive (infatti quando hai separato ''[[L'isola del tesoro]]'' la cosa sembrava opportuna), ma non è questo il caso. Capirei comunque lo scorporo se mai si volesse portare la nuova voce in vetrina, ma non so se hai questa intenzione e questa è solo una mia opinione personale. Chiedo cortesemente il parere di [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]]. Comunque niente di grave! [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 12:52, 17 lug 2025 (CEST)
::{{ping|Udiki}} A me pare un caso in cui lo scorporo è un po' al limite ma ci può stare, dato che ci sono così tante "Citazioni su".-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 12:55, 17 lug 2025 (CEST)
== Voci scorporate indicate in tematiche ==
Ciao, l'indicazione giusta sarebbe [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Aprile&diff=1390361&oldid=1387628 questa]. Potresti gentilmente occuparti tu di sistemare nelle altre voci? Grazie [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:39, 28 set 2025 (CEST)
== [[Charlie Kirk]] ==
Buonasera,
sinceramente non capisco la differenza tra fonti e note che è stata adoperata. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:40, 17 mar 2026 (CET)
:{{ping|AssassinsCreed}} "Fonti" corrisponde alle dichiarazioni segnalate sulla stampa italiana, "Note" sono gli equivalenti in inglese, che includono gli esatti post, episodi del suo show e le circostanze in cui le dichiarazioni furono fatte. Un po' poco ortodosso, ma a quel tempo prevedevo che le citazioni fornite dalle fonti in italiano avrebbero sollevato polemiche qui da parte di nuovi utenti sulla mancanza di contesto. Dato che queste polemiche non si sono avverate, potrei anche toglierle. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 21:53, 17 mar 2026 (CET)
::L'idea e buona ma, come hai detto tu, il modo in cui le fonti sono citate non è ortodosso. In base a [[Aiuto:Fonti#Social]], è possibile fare così: '''Da un <nowiki>[https://www.twitter.com/ecc tweet]</nowiki> del gg mm aaaa; citato in fonte secondaria.''' (la fonte secondaria è la stampa italiana). [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:21, 17 mar 2026 (CET)
:::Però in questo caso è tutto troppo intricato per fare come detto sopra... È un rebus. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:50, 17 mar 2026 (CET)
::::La differenza tra fonti e note non è utilizzata per indicare le fonti in lingua originale da quelle in lingua italiana, ma semplicemente per distinguere le fonti da note di altro genere. Concordo inoltre che molte fonti non siano riportate in maniera ortodossa.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 07:24, 15 giu 2026 (CEST)
bk37m1m85xzu73e78ova1katlvpyn2n
1416987
1416934
2026-06-15T11:27:33Z
Skekzilla
17056
/* Charlie Kirk */ Risposta
1416987
wikitext
text/x-wiki
{{Benvenuto|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 10:29, 12 gen 2011 (CET)}}
== Categorizzazione uccello ==
Salve, visto che questa non è una vera e propria enciclopedia, è inutile essere aggiornati con le ultime rivisitazioni delle classificazioni del regno animale, che magari cambieranno ulteriormente in futuro. Ci rifacciamo in minima parte alla classificazione di Linneo giusto per un maggior ordine: abbiamo poche voci di animali e potremmo tenerle anche in una singola categoria "animali", le abbiamo ulteriormente suddivise solo per una forma d'ordine. Ok?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 14:05, 24 apr 2015 (CEST)
== [[Gregory Scott Paul]] ==
Come mai Deinonychus è tra parentesi quadre? È necessario anche nella traduzione italiana?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 23:57, 5 mag 2015 (CEST)
:Attenzione, è necessaria l''''assoluta''' fedeltà alla fonte. Se il nome è obsoleto, puoi risolvere facilmente con un NDR o una pillola.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 10:43, 6 mag 2015 (CEST)
== Interwiki nel testo ==
Salve, qui non inseriamo interwiki (collegamenti a Pedia o altri progetti) all'interno delle citazioni, preferiamo lasciare un wikilink rosso per dare l'opportunità a qualcun altro di creare prima o poi la pagina anche su wikiquote.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:13, 6 mag 2015 (CEST)
== Traduzioni ==
Salve, perdoni la mia indelicatezza ma perché persevera nell'inserire traduzioni piuttosto approssimative, con qualche errore di ortografia quale e là? Io ci provo pure a sistemarle, ma la qualità delle voci rimane comunque bassa... Non esistono proprio edizioni in lingua italiana?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:32, 11 mag 2015 (CEST)
:Non c'è qualche modo per tradurre meglio ''duckbill'' e ''Cusinarts''?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:33, 13 mag 2015 (CEST)
::Beh, questi due termini mi sembrano meglio.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:57, 13 mag 2015 (CEST)
== [[Andrea Cau]] ==
Salve, ho proposto la pagina da te creata per [[Wikiquote:Pagine_da_cancellare#Andrea_Cau|la cancellazione]] perché ho seri dubbi sull'enciclopedicità del soggetto.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 01:28, 22 mag 2015 (CEST)
:Ciao, può essere una buona idea. Prova a creare la pagina su Wikipedia e vediamo cosa ne pensano lì. Saluti, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:56, 22 mag 2015 (CEST)
::Potresti inserire per favore, quando puoi, i numeri delle pagine? Grazie.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 10:23, 26 mag 2015 (CEST)
== [[Robert T. Bakker]] ==
L'ultima citazione che hai inserito è senza fonte?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 13:31, 26 mag 2015 (CEST)
== Due osservazioni ==
Salve, grazie per i tuoi contributi, ecco due domande-osservazioni:
*vedo che hai inserito una citazione di [[Christopher Hitchens]], ti sei accertato che l'edizione da te in possesso sia la stessa di quella indicata in bibliografia: Einaudi, 2007? Tra l'altro la citazione non è sui dinosauri (sono in pratica solo nominati) ma sulla Genesi;
*cosa sarebbe ''Tredici miliardi di anni'' di Piero Angela? Una raccolta di libri? In tal caso inserisci per favore la bibliografia, grazie.
Saluti, --[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 10:53, 3 giu 2015 (CEST)
:Grazie per la precisazione su Piero Angela {{smile}} Aspetto una risposta per Hitchens.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 13:08, 3 giu 2015 (CEST)
== Brontosauro e sauropodi ==
Su wikipedia i brontosauri sono un genere mentre i sauropodi un infraordine che contiene anche i brontosauri. Non ha senso secondo me raggruppare citazioni su elementi diversi di un infraordine (o comunque di una classe superiore). La voce sauropodi deve contenere citazioni sui sauropodi in senso lato non su elementi particolari come brontosauro e brachiosauro.[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 13:34, 5 giu 2015 (CEST)
:Ah ok, c'è una fonte, un documento che specifica questa cosa, così magari lo specifichiamo in nota?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 14:23, 5 giu 2015 (CEST)
::Ok, allora vedi tu se è il caso di citare queste note.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 14:47, 5 giu 2015 (CEST)
==''Ipotesi sopravvivenza''==
Salve. Le citazioni rispettano l'ordine cronologico? Per la questione Altri progetti, la voce su Wikidata esisteva già: Threads.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 20:46, 2 lug 2015 (CEST)
:Scusa, ma il film è in italiano?... Se non è italiano, la pagina non è a norma.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 20:49, 2 lug 2015 (CEST)
::Okya, allora inserisco il template <nowiki>{{cronologico}}</nowiki>.<br />--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 15:39, 3 lug 2015 (CEST)
== ''[[Nicola e Alessandra]]'' ==
Buonasera, sei sicuro che la battuta sia «Facciamo risalire i pazzi» e non «Facciamo rinsavire i pazzi»?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 22:40, 14 nov 2015 (CET)
== [[A. C. H. Smith]] ==
Buongiorno, la citazione che hai inserito è tratta dalla versione del libro riportata in bibliografia?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 13:10, 21 nov 2015 (CET)
:In che senso un pdf? Un pdf del libro intero? O che cita semplicemente alcuni passi?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 19:21, 21 nov 2015 (CET)
::Da qualche parte nel pdf dovrebbero essere riportate le informazioni bibliografiche (traduttore, editore, ecc.), potresti riferirmele?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 20:39, 21 nov 2015 (CET)
== [[Jim Henson]] ==
Buongiorno, la pagina presenta alcuni problemi: dovresti inserire qualche NDR per far capire a cosa si riferiscono talune citazioni, inoltre le fonti non sono indicate nel giusto modo. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 10:08, 10 dic 2015 (CET)
== Re: Latino ==
Purtroppo no, ma non sarebbe un'idea saggia, se è una citazione famosa di Attila, esisterà in qualche testo italiano di storia, quindi va cercata una fonte in italiano.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 18:18, 25 mar 2016 (CET)
== Borse "Alessio Guidetti" per Wikimania 2016 ==
{|style="width: 100%; border: 2px solid #a3bfb1; padding:10px; margin-bottom:1em; background-color: #cef2e0;"
|[[File:Wikimedia Italia-logo.svg|60px|link=]]
|{{centrato|<big>'''Ciao, un messaggio dalla Commissione Borse "Alessio Guidetti" '''</big><br />
Ciao, come forse saprai quest'anno Wikimania, il raduno annuale delle comunità Wikimedia, si terrà a Esino Lario (Lecco) dal 22 al 28 giugno. <br />
Come per le scorse edizioni dell'evento, anche per il 2016 l'associazione [http://www.wikimedia.it/ Wikimedia Italia] intende rendere disponibili alcune borse di partecipazione.<br/>
Potete trovare il '''bando di partecipazione''' con tutti i dettagli a [http://wiki.wikimedia.it/wiki/Programma_borse_di_partecipazione_%22Alessio_Guidetti%22_per_Wikimania_2016 questo link].<br/>
La scadenza è il 30 aprile 2016, ore 23:59 CEST.<br/>
Trovate invece tutte le informazioni su Wikimania Esino Lario sul [http://wikimania2016.wikimedia.org sito ufficiale dell'evento] <br />
Grazie, e un sincero augurio di buon lavoro e buon divertimento sull'enciclopedia libera :-)
----
<small>per non ricevere più questa [[:m:MassMessage/it|tipologia di messaggi]] rimuovi il tuo nome da [[:m:User:Alexmar983/MassMessageList|queste liste]]</small>
----
}}
|}--[[Utente:Alexmar983|Alexmar983]] ([[Discussioni utente:Alexmar983|scrivimi]]) 15:24, 26 apr 2016 (CEST)
== ''[[Godzilla (film 2014)]]'' ==
Grazie per i contributi. Una sola cosa: credo che "plottate" sia sbagliato.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 18:15, 17 giu 2016 (CEST)
== [[Tyrion Lannister]] ==
Salve, quando inserisci la citazione di un personaggio immaginario in una tematica, tra parentesi va inserita anche l'opera da cui è tratta la citazione. Es.:
*Per uomini nella nostra posizione, servare dei rancori può essere un ostacolo, non credi? ([[Tyrion Lannister]], ''[[Il Trono di Spade]]'')
Per favore correggi e ricordati di inserire i wikilink alle varie tematiche sia nella voce del personaggio sia soprattutto in quella della serie. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 12:29, 23 giu 2016 (CEST)
== Dettagli ==
Buongiorno, grazie per le numerose pagine che stai creando, tuttavia dovresti stare più attento ad alcuni dettagli:
*Maiuscole e minuscole: va scritto ''Il Trono di Spade'' e non ''Il trono di spade'' e va scritto ''Cronache del ghiaccio e del fuoco'' e non ''Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco'';
*"Teleserie" non esiste in italiano, scrivi per favore "serie televisiva";
*I wikilink vanno aggiunti sia nella voce del personaggio immaginario sia in quella dell'opera (serie, film, libro).
Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 11:28, 24 giu 2016 (CEST)
== Wikidata ==
Ciao, anzitutto complimenti per i tuoi contributi alle voci sugli animali! Per far comparire i collegamenti nell'Interprogetto dovesti aggiungere il collegamento ad ogni nuova voce su Wikidata, vedi ad es. come l'ho aggiunto io per [https://www.wikidata.org/w/index.php?title=Q44299&diff=prev&oldid=440138832 coyote] e [https://www.wikidata.org/w/index.php?title=Q1068902&diff=prev&oldid=440539715 lupo ibrido].-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:26, 1 feb 2017 (CET)
:Ciao, su Wikipedia non è scritto che il coyote è noto anche come "lupo delle praterie"; in questi casi ricorda per favore di aggiungere per uniformità l'informazione anche su Wikipedia. Fai tu, che conosci meglio l'argomento? :) [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:43, 7 feb 2017 (CET)
== ''[[Alien]]'' ==
Buonasera, servirebbe una fonte per la nota nella voce o meglio ancora un riferimento a una voce di Wikipedia.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 20:07, 17 apr 2017 (CEST)
== Citare romanzi ==
Meglio invertire: usiamo ([[Alan Dean Foster]], ''Alien: Covenant''), invece di (''Alien: Covenant'', [[Alan Dean Foster]]) ;-) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 09:45, 7 giu 2017 (CEST)
== Avviso ==
{{Avviso Wikidata}} --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 12:30, 17 giu 2017 (CEST)
Rinnovo l'invito, e specifico che Wikidata funziona anche con le categorie :-) [[Speciale:PagineNonConnesse|qui]] ci sono alcune pagine create da te. Grazie in ogni caso del tuo lavoro! ;-) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 18:25, 16 lug 2017 (CEST)
== Pertinenza delle citazioni ==
Ciao :-) ho visto che ti sei staccato un po' da Alien e ti stai dedicando a personaggi storici importanti. Una cosa sola riguardo l'inserimento nelle voci tematiche: non so se te l'hanno già detto, ma una citazione andrebbe inserita in una voce tematica solo se è significativa per quell'argomento, quindi non solo se quell'argomento viene citato. O comunque se è riferita all'argomento in senso abbastanza generale, e non a un contesto (storico, geografico, sociale ecc.) particolare. Ad esempio, [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Italia&type=revision&diff=857394&oldid=857392 queste] non si riferiscono all'Italia in generale ma a una particolare relazione con gli albanesi, quindi ci starebbero di più in un'eventuale voce [[:d:Q24914506|Relazioni bilaterali tra Albania e Italia]], e idem [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Italia&type=revision&diff=856967&oldid=851182 queste] per Etiopia e Italia (a parte la seconda che si riferisce agli italiani in generale e quindi è pertinente), [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Cecoslovacchia&diff=prev&oldid=856987 questa] per Cecoslovacchia ed Etiopia o [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Portogallo&diff=prev&oldid=856986 questa] per Portogallo ed Etiopia. Idem per altre aggiunte, come [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Re&type=revision&diff=856684&oldid=802206 questa] (non parla del "re" in generale, ma di come lo vive lui), mentre le successive in quella voce vanno bene. O [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Sport&diff=prev&oldid=856972 questa], in cui non parla dello sport in generale, ma degli sport etiopi. Spero che non vedrai questi rilievi come critiche ma come suggerimenti per fare meglio :-) ovviamente chiedi pure (a me o ad altri al bar) chiarimenti o pareri, quando vuoi. Ciao! --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 09:27, 5 lug 2017 (CEST)
== Pol Pot ==
Ciao. Ho dovuto annullare le tue modifiche perché la sezione "Discussioni" non è una pagina di lavoro: viene usata per discutere o per spostare le citazioni che non hanno fonti. Per i lavori in corso puoi usare una "sandobox" personale, buon proseguimento.<br>--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 20:59, 20 lug 2017 (CEST)
== Categoria sgrammaticata ==
Ocio con le categorie, [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Categoria:Storia_della_Cambogia&diff=prev&oldid=860737 questa] era sgrammaticata (ricordati anche di collegare le pagine su Wikidata). Ciao ;-) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 16:42, 24 lug 2017 (CEST)
== Congolesi quali? ==
Ciao :) [[:Categoria:Politici congolesi|questi]] sono congolesi della Repubblica del Congo o della Repubblica Democratica del Congo? Perché bisogna specificare come fa Wikipedia ([[:w:Categoria:Politici congolesi (Rep. Dem. del Congo)]] / [[:w:Categoria:Politici congolesi (Repubblica del Congo)]]). --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 16:57, 10 ago 2017 (CEST)
:Ok grazie, sposta pure la categoria al nome corretto come su Wikipedia e correggi le categorie delle voci, quando puoi ;) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 17:23, 10 ago 2017 (CEST)
== Nuove voci create nel box in home page ==
Ciao! Ho annullato [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Template:SelezioneNuove&diff=871324&oldid=870894 questa tua modifica] perché la voce su [[Juliet Clutton-Brock]] al momento è un abbozzo (una sola citazione), ma nel box si possono aggiungere le nuove voci se hanno almeno tre citazioni. Ciao e buon lavoro! --[[Utente:Bradipo Lento|Bradipo Lento]] ([[Discussioni utente:Bradipo Lento|scrivimi]]) 09:53, 25 set 2017 (CEST)
== [[Robert Mugabe]] ==
Buongiorno, per caso hai commesso [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Robert_Mugabe&type=revision&diff=877799&oldid=877317 errori simili a questi] in altre pagine? Se sì, potresti correggere per favore? Inoltre le pagine disponibili online (il post, quotidiano.net) andrebbero sempre linkate. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 09:56, 19 ott 2017 (CEST)
== Re: Nkrumah ==
Ciao, ho riletto tutte le citazioni con testo originale di Nkrumah e, fermo restando che in qualsiasi momento tutto può essere sempre migliorato da me, da te o altri utenti, penso di non avere ulteriori modifiche da apportare. Se quelle che ho apportato ti piacciono, se piacciono agli altri collaboratori (le mie, ci tengo a sottolinearlo, sono solo semplici proposte), la pagina Nkrumah può benissimo divenire pagina "ufficiale" di wikiquote. Ti ringrazio per le belle parole che mi hai scritto. Se posso essere stato di qualche utilità ne sono veramente molto contento. Ciao, Grazie, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:41, 6 nov 2017 (CET)
== Nkrumah e Africa ==
Buongiorno, ti ringrazio per l'ottimo lavoro in collaborazione con Sun-crops. Un solo appunto: 22 citazioni in una sola sezione per una tematica sono un po' troppe. Ti inviterei a scremarle, operando una selezione e scegliendo quelle più significative. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 10:50, 7 nov 2017 (CET)
== Ordine cronologico ==
Buongiorno, l'ordine cronologico si basa sulla data in cui le citazioni sono state pronunciate, non sulla data delle fonti secondarie. [[Mobutu Sese Seko|Qui]] ad esempio l'ultima citazione (quella su Hailé Selassié) non è certo del 2009 e servirebbe la data in cui è stata pronunciata per poterla ordinare cronologicamente rispetto alle altre. Le possibilità sono due:
*passare all'ordine alfabetico;
*mantenere l'ordine cronologico e spostare '''tutte''' le citazioni che non hanno un'indicazione della data precisa in cui siano state pronunciate in una sottosezione '''Citazioni non datate''' come vedi [[Roger Federer|qui]] o [[Silvio Berlusconi|qui]].
Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 13:03, 8 nov 2017 (CET)
== Link alle pagine online ==
Salve, come ti ho già detto [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Robert_Mugabe&type=revision&diff=884938&oldid=884935 quando la fonte è online va indicato il link]. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 23:25, 21 nov 2017 (CET)
== Voldemort e Silente ==
Buonasera. Come mai non hai usato l'ordine cronologico quanto meno per le sezioni?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 20:12, 27 nov 2017 (CET)
:{{ping|AssassinsCreed}} perché credevo che le citazioni nelle sezioni d'un personaggio immaginario andavano in ordine alfabetico. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 23:47, 27 nov 2017 (CET)
::Quando non c'è un chiaro ordine cronologico tra le varie opere sì, ma questo non mi pare il caso.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 02:31, 28 nov 2017 (CET)
== Pertinenza e significatività delle citazioni ==
Buongiorno, ti scrivo soprattutto a proposito delle ultime due citazioni di Craxi e Pertini che hai aggiunto nella voce apertheid. Si tratta di condanne all'apartheid nemmeno troppo argomentate... io ora credo che gran parte dei politici europei e non solo abbiano condannato l'apertheid in quel periodo, quindi citazioni di questo tipo risultano essere poco significative, poco originali, quasi frasi di rito. Ti pregherei di limitare il più possibile aggiunte di questo genere.
Inoltre Pertini, fa riferimento ad "attenuazioni sino ad ora del tutto insufficienti", per cui la citazione va a collocarsi in un periodo storico ben preciso e in casi come questi è sempre meglio specificare nella tematica in un NDR prima della citazione l'anno in cui è stata pronunciata la citazione.
Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 13:48, 30 nov 2017 (CET)
== [[Michel Aflaq]] ==
Ciao, le fonti in questa voce mi paiono un po' incomplete... Di cosa si tratta? Articoli, libri, discorsi? Pubblicati dove? Tradotti da chi?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 02:34, 15 dic 2017 (CET)
:{{ping|AssassinsCreed}}, ciao scusa tanto se non ho completato le citazioni, mi ero totalmente distratto con Hafiz el-Asad (vedi mio profilo). Le citazioni vengono da ''Al Baath'' http://albaath.online.fr/English/index-English.htm , e le traduzioni li ho trovate qui http://marxismo-leninismo.forumfree.it/?t=67907374 [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 09:50, 15 dic 2017 (CET)
::Ok, tranquillo, l'importante è aver sistemato.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 16:09, 15 dic 2017 (CET)
:::P.S.: A guardare meglio la fonte delle traduzioni non è proprio il massimo... Cerca di non utilizzare più fonti di questo tipo magari.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 16:19, 15 dic 2017 (CET)
== ''Le radici dell'odio. La mia verità sull'Islam'' ==
Buonasera, in [[Oriana Fallaci]] mancano le informazioni bibliografiche di ''Le radici dell'odio. La mia verità sull'Islam''. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 00:52, 3 gen 2018 (CET)
:È l'ottavo nella lista della bibliografia. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 00:56, 3 gen 2018 (CET)
== [[Bernardo Valli]] ==
Ok le intestazioni ma perché hai rimosso i link agli articoli?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:50, 4 gen 2018 (CET)
:{{ping|AssassinsCreed}} Perche' sembrava non funzionare quando ci ho provato a fare la stessa cosa con [[Magdi Allam]]. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 19:31, 4 gen 2018 (CET)
::Funziona, l'unico problema potrebbe essere la presenza di un '''=''' nei link ma se usi la formattazione <nowiki>{{Int|1=|2=}}</nowiki> si risolve anche questo problema.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 20:13, 4 gen 2018 (CET)
== Lev Trockij ==
Grazie Mariomassone,
un link molto interessante. Nel testo ci sono certamente molti riferimenti ai personaggi di quell'epoca. Un bel regalo per la Befana! Cari saluti --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 17:36, 6 gen 2018 (CET)
:Grazie per il link delle Opere di Stalin. Un materiale oltremodo abbondante: il "signor Giugashvili" non è stato parco di scritti! Proprio qualche giorno fa mi veniva in mente che nei primi anni sessanta, alla Fiera del libro di Roma, si trovavano alcuni volumi di Stalin, stampati a Mosca in lingua italiana. Eccoli ora materializzati e molto più numerosi, disponibili in un comodo formato di lettura. Cercherò di orientarmi un po' per selezionare qualche citazione significativa. --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 15:30, 18 gen 2018 (CET)
== [[Template:SelezioneNuove]] ==
Buongiorno, per favore quando aggiorni il template assicurati di non lasciare il punto ({{·}}) dopo l'ultima voce. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 14:06, 8 gen 2018 (CET)
== Comunismo o socialismo? ==
Scusa ma sbaglio o alcune di [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Comunismo&curid=3357&diff=901398&oldid=901053 queste citazioni] riguardano il socialismo più che il comunismo?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 00:31, 18 gen 2018 (CET)
:{{ping|AssassinsCreed}} La mia impressione e' che i comunisti sovietici usavano socialismo come sinonimo di comunismo. Certamente non si riferisce al socialismo presente in Italia. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 10:33, 18 gen 2018 (CET)
::Be' questa è una tua interpretazione, una tua impressione... Quando giudichi la pertinenza di una citazione dovresti cercare di mantenere una certa oggettività... Il fatto che poi una certa ideologia politica assuma diversi aspetti in diversi Paesi è un altro paio di maniche e non vale mica solo per il socialismo, vale anche per lo stesso comunismo ad esempio.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 12:10, 18 gen 2018 (CET)
== [[Stalin]] ==
Ciao, visto che hai a disposizione l'opera completa di Stalin potresti provare a rintracciare alcune di quelle presenti in "Citazioni di Stalin"? Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 11:19, 22 gen 2018 (CET)
:{{ping|AssassinsCreed}} se risalgono prima del 1927, lo faro' indubbiamente (le opere "complete" non vanno oltre). [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 12:26, 22 gen 2018 (CET)
::Sì, sì, ovviamente. Per quello che puoi.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:28, 22 gen 2018 (CET)
== NDR necessari ==
Ciao, per favore quando tagli i testi per ricavare citazioni, cerca di far caso caso ai riferimenti alle parti precedenti del testo e valuta se sia il caso o meno di aggiungere un NDR per rendere più comprensibile la citazione. [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Stato_Imperiale_dell%27Iran&curid=141112&diff=905075&oldid=902689 Qui] ad esempio si legge "Durante questo periodo", ma a quale periodo si fa riferimento? Servirebbe un {{NDR|NDR}} a chiarirlo. Le citazioni che si riferiscono a Stati ed eventi storici hanno spesso bisogno di riferimenti temporali per essere pienamente comprese dal lettore. Per favore quando inserisci una citazione valuta sempre se sia il caso di aggiungere un NDR.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 14:43, 29 gen 2018 (CET)
== [[Donne e Islam]] ==
Buonasera. Nelle voci dei vari autori presenti nella tematica va inserito un wikilink che punti a questa tematica.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 01:13, 8 mar 2018 (CET)
== Pausa ==
Ciao, Mariomassone, ti scrivo per informarti che per un periodo – più o meno lungo – non potrò essere attivo su wikiquote, per cui non mi sarà possibile rivedere eventuali altre tue traduzioni. Approfitto dell'occasione per ricordarti che i miei interventi di revisione andrebbero sempre ben controllati prima di accettarli, perché la mia conoscenza della lingua inglese è quella di un autodidatta. Ciao, Buona giornata, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 09:37, 15 mar 2018 (CET)
{{ping|Sun-crops}} Grazie per l'avvertimento, e grazie inoltre per le traduzioni. Ci contavo tanto sul dar voce a questi personaggi poco conosciuti in Italia, e tu l'hai reso possibile. Buona vacanza. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 10:45, 15 mar 2018 (CET)
== Template/portale ==
Ciao, il template del portale donna andava aggiunto solo nelle voci elencate nel portale ma credo tu lo abbia inserito anche in altre voci, sbaglio?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 11:12, 3 apr 2018 (CEST)
:Giusto, e ho aggiunto le più importanti alla pagina del portale. Per quelle meno importanti come [[Nexhmije Hoxha]] e [[Fatima Bhutto]] posso anche toglierlo. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 11:17, 3 apr 2018 (CEST)
:{{ping|AssassinsCreed}} Che ne pensi di un portale per la [[Guerra fredda]]?[[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 11:47, 3 apr 2018 (CEST)
::Mi sembra un po' troppo specifico per la mole di Wikiquote, però se vuoi puoi provare a proporlo al bar.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 12:50, 3 apr 2018 (CEST)
== [[Uccello e dinosauro]] ==
Ciao, quando crei una voce dicotomica ricorda che:
*vanno aggiornati i wikilink nelle voci di provenienza (autori, ecc.).
*le citazioni vanno eliminate (di solito) dalle voci originarie (in questo caso uccello e dinosauro).
Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 13:17, 7 apr 2018 (CEST)
== [[Andrea Cau]] (cancellazione) ==
Ciao. La voce è stata proposta per la cancellazione.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:37, 7 apr 2018 (CEST)
:{{ping|AssassinsCreed}} Come potrei contrastarlo? Sfortunatamente l'articolo wikipedia è stato cancellato, quindi non c'è più un argomento valido per mantenerlo sfortunatamente. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 17:52, 7 apr 2018 (CEST)
::Devi portare dimostrazioni a sostegno dell'enciclopedicità del soggetto: pubblicazioni, rilevanza nel suo ambito, ecc. Comunque è proprio il fatto che la voce sia stata cancellata su Wikipedia che dovrebbe comportare la cancellazione della voce anche qui ([[Wikiquote:Pagine_da_cancellare/Archivio2016#Andrea_Cau|se ne parlava già nel 2015]]).--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 17:59, 7 apr 2018 (CEST)
==Pronuncia==
Grazie anche a te di essere stato ragionevole Mariomassone :-)
== [[John Gardner]] ==
Buonasera, nelle voci tematiche non va specificata l'opera accanto all'autore, a meno che l'opera non sia stata scorporata e quindi abbia una voce dedicata. Ti segnalo quindi [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Male&diff=prev&oldid=948957 questa correzione] e ti inviterei a correggere in tutte le altre voci in cui hai commesso l'errore: molte le puoi trovare certamente [[Speciale:PuntanoQui/John_Gardner|qui]], ma non so se hai commesso l'errore anche per altri libri...--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 23:52, 1 set 2018 (CEST)
== Personaggi del Libro della giungla ==
Ciao :-) ho visto che stai ampliando notevolmente le voci sul Libro della giungla, e dei suoi personaggi, grazie! Avevo qualche segnalazione da farti:
# per i personaggi, nell'incipit cita anche l'opera di riferimento (''Il libro della giungla'') e non solo Kipling
# come da [[Wikiquote:Modello di voce/Personaggi]], ricorda che nelle voci sui personaggi "si riportano solo le citazioni più significative per l'identità e le azioni del personaggio, quindi non necessariamente tutte quelle presenti nelle voci principali"
# nelle "Citazioni su", i personaggi vanno inseriti solo se necessario a comprendere la citazione (v. [[Wikiquote:Modello_di_voce#Possibilità_di_indicare_il_personaggio_immaginario]]); inoltre la sezione va suddivisa in sottosezioni per opera, non per personaggio che cita (mi riferisco ad es. a [[Shere Khan]])
# nelle voci sui libri, i personaggi non vanno in grassetto
# perché mai [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Rudyard_Kipling&type=revision&diff=962399&oldid=958374&diffmode=source hai tolto] tutto quanto c'era nella voce su Kipling? Dovresti aggiungere, non sostituire quello che già c'è
--'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 12:52, 10 dic 2018 (CET)
E un'altra cosa: sarebbe utile dividere le citazioni del Libro della giungla dalla voce su Kipling in base ai racconti. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 13:09, 10 dic 2018 (CET)
:Ciao {{NDR|Superchilium}}, avevo tolto le citazioni semplicemente purché fossero una singola traduzione, per motivi di coerenza. Scusa se era sbagliato. Li posso rimettere.<br>Riguardo gli altri punti...<br>1. Fatto, aggiunto opera, non solo autore<br>2/3. Credo di non aver capito bene. Forse se me lo dimostrassi in pratica sulla voce di [[Hathi]] (che è il più breve), potrei applicare le dovute modifiche sulle altre voci :)<br>4. Fatto, tolto grassetto.<br>6. Fatto, diviso racconti. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 13:26, 10 dic 2018 (CET)
::Ignora punto 3. Ci provo con la voce su [[Shere Khan]]. Il 2 mi è ancora poco chiaro. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 13:36, 10 dic 2018 (CET)
:::Non avevo visto che mi avevi risposto, occhio a scrivere il mio nome corretto ;-)
:::1. Ok quello che hai fatto, io in realtà ho parlato di "incipit", quindi di mettere una cosa tipo "'''Hathi''', personaggio dei racconti de ''Il libro della giungla'' dello scrittore britannico [[Rudyard Kipling]]"
:::2. Per il punto 2, ad es., in [[Shere_Khan#Mowgli_-_Il_figlio_della_giungla_2]], sono cose che Mowgli dice a Shere Khan più che essere "Citazioni su Shere Khan". O le citazioni di Hathi dall'anime Il libro della giungla non sembrano particolarmente significative. In generale, non basta che un personaggio dica qualcosa perché quella citazione vada nella sua voce, né che venga semplicemente nominato per avere quella citazione nella sezione "Citazioni su".
:::3. Esattamente [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Shere_Khan&type=revision&diff=962439&oldid=962429&diffmode=source così] come hai fatto, intendevo proprio quello :-)
:::4. Perfect
:::5. Altre versioni vanno mantenute e trattate così -> [[Wikiquote:Trascrizione#Versioni_multiple_e_traduzioni]]. In particolare per gli incipit guarda ad esempio [[Charles_Dickens#Incipit]] (anche se a me personalmente non piace tanto mettere le indicazioni bibliografiche direttamente nella sezione e preferisco lasciarle nella bibliografia). Se le citazioni sono praticamente uguali, come "Siamo dello stesso sangue, io e voi" e "Siamo dello stesso sangue, voi e io" non c'è problema a tenerne solo una, ma ad esempio hai tolto citazioni come "Ululate, cani! Stanotte è morto un lupo!" o "– Le stelle si smorzano, – disse Fratello Grigio fiutando il vento dell'alba. – Dove faremo la tana oggi? Perché, da ora in poi, seguiamo nuove piste.". Si mette l'anno dell'edizione per distinguerle, v. [[L%27idiota#Citazioni]].
:::6. Perfect
:::Grazie, ciao ;-) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:30, 11 dic 2018 (CET)
::::{{ping|Superchilum}} Okay, lavoro in corso. Grazie! A proposito, ci sarebbe un modo per modificare l'icona de ''Il libro della giungla'' alla fine di ogni voce? Non permette modifiche, e ha veramente bisogno di un aggiornamento. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 00:11, 12 dic 2018 (CET)
{{Il libro della giungla}}
:::::Se intendi il template, si trova in [[Template:Il libro della giungla]] :-) buone modifiche. Magari passa al {{tl|Navbox}} come standard (puoi prendere come base l'analogo template su Wikipedia). --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 08:54, 12 dic 2018 (CET)
== Avviso Wikidata ==
{{Avviso Wikidata}}--'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 23:14, 2 mar 2019 (CET)
== Wikipausa ==
Ciao, ti scrivo per dirti che sono in wikipausa lunga. Sono letteralmente distrutto da ore e giorni di lavoro di verifica a mie spese per utenti che usano questo progetto, nonché wikipedia, nella quale hanno creato pagine autocelebrative e promozionali, a scopi puramente personali, nel loro puro e personale interesse. Mentre qui si suda e si sputa sangue a proprie spese. Francamente sono abbastanza disgustato di tutto. Purtroppo per ora non posso seguirti. Se tornerò a collaborare - e non ne sono molto sicuro - continuerò a darti una mano. Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 10:04, 28 mag 2019 (CEST)
::{{ping|Sun-crops}} Nessun problema. Buon riposo. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 10:14, 28 mag 2019 (CEST)
== Da tradurre ==
Ciao, ho visto la tua richiesta. Le citazioni sono lunghissime, dovresti valutare di accorciarle. Comunque, ecco qua al volo (ho tolto le frasi senza correzioni).
*Haile Selassie voleva sviluppare il suo <s>paese</s> Paese, ma la giustizia sociale non era un concetto che <s>esercitava</s> esercitasse su di lui una grande impressione. (p. 4)
*Menghistu e gli altri nel Derg avevano due ragioni per volere armi sovietiche. In primo luogo, assunsero il potere come rivoluzionari con un programma radicale. Denunciavano regolarmente l'imperialismo, e tuttavia restavano <s>dipendenti dal bastione di quello</s> fortemente dipendenti da ciò che loro chiamavano imperialismo, gli Stati Uniti, per la più essenziale delle merci, l'armamento per il loro esercito. Potevano essere autentici rivoluzionari e socialisti e tuttavia mantenere un legame così vitale con gli Stati Uniti? Era molto imbarazzante. Ma era più di questo. Il secondo ed altrettanto potente motivo che li spinse verso i sovietici era che volevano un esercito molto più grande di quello di cui disponeva l'Etiopia allo scoppio della rivoluzione. La decisione di optare per una soluzione militare in Eritrea rese ciò assolutamente essenziale, e c'era anche una crescente preoccupazione per la minaccia della Somalia. (pp. 17-18)
*Fino a quando l'Angola ed il Mozambico divennero indipendenti e si allearono con Mosca, la Somalia era l'unico <s>stato</s> Stato sul continente africano a professare il marxismo-leninismo. (p. 29)
*L'Etiopia subì l'invasione ed immensa perdita di vita e distruzione nel 1977, non perché gli Stati Uniti l'abbandonarono, ma perché l'Unione Sovietica armò sconsideratamente la Somalia negli anni precedenti, e perché Menghistu fece un errore di calcolo puntando sui sovietici. Mentre l'Unione Sovietica lottava per mantenere la sua posizione in Somalia mentre stabiliva la sua posizione in Etiopia, continuava inizialmente a dare armi al suo vecchio cliente mentre chiaramente rallentava - o certamente non si affrettava <s>di</s> a farlo - le spedizioni a quello nuovo. (p. 45)
*A un certo punto <s>particolare</s> del 1983, l'anziano leader sudanese fu colpito da una visione del suo paese come uno stato puramente islamico. Forse, abbracciando il fondamentalismo islamico, pensava che avrebbe potuto sopraffare l'opposizione che da tempo aumentava contro il suo regime. Nell'agosto del 1983, le leggi dell'Islam furono decretate come quelle del Sudan moderno e il sud cristiano, unito sotto un solo governo sin dagli accordi del 1979, fu diviso in tre distretti. Queste misure fecero <s>cadere in caos il sud</s> precipitare il sud nel caos ed alienò l'opinione araba moderata nel nord. Una cosa era applicare <s>legge</s> leggi islamiche sui musulmani, tenere fustigazioni <s>pubblicche</s> pubbliche, tagliare arti e proibire lo scambio o l'uso di bevande alcoliche; <s>era</s> tutt'altro infliggere queste pratiche su cristiani già esausti dal dominio del nord musulmano. (pp. 82-83)
*La fame è stata la compagna dell'Etiopia lunga la sua storia. In Etiopia, come nella maggior parte delle società in cui predomina l'agricoltura di sussistenza e dove manca una buona rete di trasporto stradale, non c'è modo di resistere quando le piogge <s>falliscono</s> scarseggiano o <s>invadono gli animali pestiferi</s> c'è un'invasione di parassiti. Il popolo può <s>muorire</s> morire di fame in una provincia mentre <s>, in solo una decina di chilometri di distanza, in un altra c'è abbondanza</s> in un'altra, a poche decine di chilometri di distanza, c'è abbondanza di cibo. Quando il cibo si esaurisce, la popolazione ha la scelta di fuggire o morire sul luogo. (p. 117)
*{{NDR|Sulla [[Carestia etiope del 1983-1985]]}} Era naturale sperare, se non aspettare, che lo sforzo <s>ercoleo</s> erculeo dell'Occidente di salvare le vite di milioni di etiopi affamati sarebbe stato apprezzato e avrebbe spinto il governo etiope a ripensare la sua posizione internazionale. <s>Alcuni in Washington ragionavano</s> Qualcuno a Washington pensava, insomma, che il regime etiope avrebbe visto che, quando si trattava di questioni elementari di sopravvivenza, l'Occidente aveva più da offrire dell'Est. Mosca poteva dare armi per <s>svolgere</s> continuare con guerre civili infinite, ma non poteva fornire né viveri in un tempo d'emergenza né un modello economico che avrebbe assicurato all'Etiopia la capacità di produrre abbastanza cibo per nutrire la sua popolazione crescente anche in tempi normali. (p. 127)
*{{NDR|Sulla [[Carestia etiope del 1983-1985]]}} [Ad] ogni contributo sovietico e del blocco orientale, non importa quanto piccolo, fu <s>dato pubblicità sontuosa</s> data grande risalto <s>nella</s> sulla stampa etiope. Spesso i contributi del blocco orientale furono <s>contate</s> contati tre volte: quando <s>furono</s> venivano <s>annunciate</s> annunciati, quando erano <s>spedite</s> spediti al porto, e quando erano <s>nel campo</s> nei campi. Se gli ambasciatori occidentali e canadesi insistevano abbastanza, potevano normalmente guadagnarsi <s>una scenetta sulla televisione</s> un servizio televisivo o un articolo in un giornale riguardo il loro contributo più recente. Ma i contributi di viveri statunitensi erano di grande imbarazzo per il regime. Il Ministero delle comunicazioni rifiutava <s>testardemente</s> testardamente di pubblicare una cifra comprensiva per i contributi statunitensi governativi dopo che aumentarono a dieci milioni di dollari nella tarda estate del 1984, e poi a cento milioni di dollari e oltre alla fine dell'anno. (p. 131)
*Che sia per disegno o semplicemente <s>attraverso</s> per pragmatismo, Haile Selassie trasformò l'Etiopia, durante i suoi cinquantotto anni di reggenza, da un impero feudale primitivo a uno stato moderno incipiente. Consolidò il potere centrale privando i regnanti regionali della loro autonomia tradizionale; non gli <s>erano</s> era più <s>permessi</s> permesso <s>d'</s> essere re, solo, al massimo, grandi <s>servi</s> servitori dello <s>stato</s> Stato. Creò un esercito nazionale permanente, dove prima c'erano solo le coscrizioni feudali, e una struttura governativa moderna. Sotto il suo regno, furono fondate le istituzioni di istruzione superiore e furono <s>pose</s> poste le basi per l'istruzione <s>in</s> di massa. Furono lanciate politiche e programmi per incoraggiare lo sviluppo economico. La diplomazia dell'Imperatore rese l'Etiopia un partecipante attivo e rispettato negli affari africani e persino mondiali. In un senso, i semi della sua caduta erano presenti in ciascuna di queste misure, sebbene <s>è</s> sia difficile vedere come avrebbe potuto sperare di sopravvivere <s>quanto</s> ciò che fece se non <s>li</s> avesse <s>avviate</s> avviato tali misure. Alla fine, il sistema politico, sociale ed economico che lui portò all'esistenza fu distrutto perché il suo creatore esaurì la sua abilità di continuare il progetto e, come tanti autocrati, fallì nel fare <s>le preparazioni adeguate per la</s> quanto necessario alla sua successione. (p. 155)
*{{NDR|Su [[Menghistu Hailè Mariàm]]}} La sua visione è di uno stato unitario e totalitario in cui le differenze regionali ed etniche verranno sommerse dall'ideologia politica e dove tutte le attività saranno controllate e regolate dal partito, dallo Stato e dalle sue varie agenzie. Inutile dire, questo è un progetto ambizioso, particolarmente per un <s>paese</s> Paese che è fra i più poveri ed arretrati del mondo e che, per storia e tradizione, è stato propenso al separatismo e all'anarchia. (p. 155)
*L'insurezzione eritrea rintraccia le sue origini immediate dai cinquant'anni di colonizazzione italiana, dall'ultimo decennio dell'<s>ottocento</s> Ottocento fino alla sconfitta delle forze italiane dalle mani dei britannici nel 1941. Il regime coloniale italiano era spesso duro e le leggi italiane posero degli standard di razzismo che i sostenitori <s>di</s> dell'[[apartheid]] potrebbero solo ammirare. Ciononostante, gli Eritrei beneficiarono dall'industria, dal commercio e dal livello generale di sviluppo culturale che l'Italia portò nel loro <s>paese</s> Paese. I frutti della colonizazzione italiana fecero sì che gli Eritrei si ritengono superiori ai loro cugini in Etiopia e, particolarmente fra i musulmani, rinforzò le inclinazioni già esistenti per il separatismo. Gli Eritrei, infatti, hanno pochissimo in comune. L'Eritrea non ha nessuna delle caratteristiche che normalmente sostengono una pretesa per l'autogoverno; la sua popolazione non ha una religione comune, una lingua comune o un origine etnica comune. È divisa piuttosto equamente tra cristiani e musulmani. (pp. 157-158)
*L'indipendenza è una chimera per l'Eritrea. Sarebbe una catastrofe per tutti i coinvolti: eritrei, etiopi e i popoli di <s>paesi</s> Paesi circostanti. Un'Eritrea indipendente non potrebbe essere autosufficiente, particolarmente se, come sembrerebbe inevitabile, fosse tagliata dalla sua madrepatria etiope. Diventerebbe una pedina nelle mani di qualunque potenza o potenze straniere disposte a fornirla d'armi e denaro. Non conoscerebbe mai la pace, perché nessun governo etiope di qualsiasi <s>striscia politica</s> colore politico accetterebbe la sua indipendenza. (p. 161)
===Per [[John Garang]]===
*L'Spla è determinato a combattere per un Sudan nuovo e democratico ove la giustizia sociale, la libertà e la dignità umana per tutti fiorisca. Combattiamo per un nuovo Sudan <s>democrati</s> democratico in cui la questione delle nazionalità venga risolta correttamente. <s>Combiatiamo</s> Combattiamo per un Sudan in cui [venga risolto] il problema di sviluppo irregolare <s>viene risolto</s>, cosicché tutte le regioni del <s>paese</s> Paese, specialmente nelle zone più trascurate, <s>ricevono</s> ricevano uno sviluppo socioeconomico equo ed <s>accellerato</s> accelerato. Combattiamo per un Sudan libero dal razzismo; un Sudan in cui il potere è in mano delle masse, esercitato da loro e nei loro interessi; un Sudan in cui non c'è monopolio di potere da qualsiasi gruppo, che sia etnico, religioso o regionale.
===''"This convention is sovereign"''===
*La storia del popolo sudanese è stata la storia di una continua lotta tra gli oppressi e gli oppressori, gli invasi e gli invasori, tra gli sfruttati e gli sfruttatori - dal nostro <s>più passato</s> passato fino ai giorni nostri, il nostro popolo sudanese ha sempre lottato per la libertà, la giustizia e la dignità, per una vita migliore. Gli interessi, la cultura e l'identità delle forze regnanti sono sempre stati dominanti ed imposte sull'intera società. È sempre stato così ed è così tuttora.
*Il nostro <s>paese</s> Paese, Belaad al Sudan, è un prodotto incompleto d'un lungo processo storico. Ha subito un processo continuo di metamorfosi e mutazioni lungo la storia - cambiando identità e contenuto di volta in volta in conformità con l'interazione e la correlazione di potere tra le forze socio-politiche e socio-storiche in un qualsiasi dato periodo - gli stati e civiltà kushitiche, faraoniche, cristiane, islamiche e coloniali sono apparsi e scomparsi sul suolo della nostra grande terra, il Sudan.
*I confini coloniali del Sudan, come ovunque in Africa, erano arbitrari dal punto di vista dei popoli autoctoni, poiché nessuno di questi popoli venne consultato sulla sua volontà di far parte o <s>meno</s> no di questo o quel territorio coloniale. I confini coloniali che i nostri stati "indipendenti" ereditarono esprimevano soltanto i limiti che separavano una zona d'influenza coloniale dall'altra.
*Come corpo sociopolitico, l'Splm/Spla non esiste in isolamento. È certo d'influenzare e di essere influenzato dalle condizioni esterne ed interne circostanti in cui esiste ed agisce. Non ci siamo sviluppati in caverne montane isolate per rifugiarci dai venti, dalle tempeste e dai <s>tormenti</s> problemi esterni, né siamo stati in esilio per evitare gli effetti dei cambiamenti interni nel nostro paese. L'Splm/Spla è un organismo politico vivente nel vero senso di quella parola, e perciò non dovrebbe sorprendere o scioccare nessuno che siamo stati avversamente influenzati dai recenti cambiamenti internazionali ed interni, che <s>sfidarono</s> hanno sfidato seriamente la nostra propria esistenza come movimento e come popolo. Ma abbiamo resisitito e siamo sopravvissuti, e non solo siamo sopravvissuti, vinceremo!
*La tragedia umanitaria affrontata dal nostro popolo oggi è molto grave. Il governo Nif {{NDR|Fronte nazionale islamico}}, per eseguire la sua maledetta guerra, sta massacrando ed espellendo grandi numeri della nostra popolazione attraverso il bombardamento aereo e terrestre sulla popolazione civile e attraverso campi per le persone espulse, conducendo pulizia etnica nelle Montagne di Nuba e provocando guerra tribale <s>attraverso</s> mediante le milizie governative.
*Il nostro movimento, l'Splm/Spla, ha mantenuto sin dalla sua nascita una posizione molto chiara e di sano principio sulla questione d'una risoluzione pacifica per il conflitto nel nostro <s>paese</s> Paese.
*Vogliamo assicurare il mondo e il popolo sudanese attraverso questa conferenza che l'Splm/Spla sarebbe soddisfatto se i negoziati di pace conducessero ad una pace giusta, e terminare la guerra attraverso <s>un'</s> un accordo di pace. Assicuro, però, sia nemici che nemici, che non accetteremo mai una pace cattiva, poiché, come ho detto prima, "una pace cattiva è peggio d'una guerra".
*Sono totalmente convinto che non c'è niente che gli uomini <s>possono</s> possano fare che le donne non <s>possono</s> possano. È solo che <s>le</s> vengono negate loro le opportunità, vengono discriminate ad ogni <s>angoli</s> angolo, talvolta persino in cucina.
*Non possiamo chiedere <s>per</s> l'autogoverno se non siamo autosufficienti, a meno che non ci sia un qualche modo magico di ottenere la nostra libertà. Dobbiamo lottare. Non possiamo lottare pregando <s>alle</s> altre persone perché il nostro destino <s>dipenderà su di</s> dipenda da loro. Il nostro destino deve essere nelle nostre mani.
Spero che possa servire. --[[Utente:AnjaQantina|AnjaQantina]] ([[Discussioni utente:AnjaQantina|scrivimi]]) 00:07, 3 giu 2019 (CEST)
== [[James Randi]] ==
Ciao, per le prime due sezioni (intervista e discorso) non hai indicato le fonti.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:14, 10 giu 2019 (CEST)
:{{Ping|Spinoziano}} Strano, si vedono benissimo quando si clicca "modifica", ma rimangono nascosti sulla voce... Sono proprio confuso. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 17:13, 10 giu 2019 (CEST)
::Ah, quello è un vecchio problema del template. Quando fa così bisogna sostituire = con <code><nowiki>=</nowiki></code><code><nowiki>;</nowiki></code> nell'url. Ho sistemato. Grazie,-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:52, 10 giu 2019 (CEST)
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== Guerra di liberazione bengalese ==
Ciao, potresti, per favore, dare un'occhiata all'ultima modifica fatta da altro utente in [[Guerra di liberazione bengalese]]: l'incertezza è tra "chiamano" o "chiamavano". Ho cercato il testo esatto in rete, ma non ho trovato niente. Grazie, Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 21:44, 24 ott 2019 (CEST)
:{{ping|Sun-crops}} Controllato. È esatto. Grazie dell'avviso, ho modificato anche la voce originale. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 22:30, 24 ott 2019 (CEST)
::OK, perfetto, grazie. Ciao --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 00:52, 25 ott 2019 (CEST)
== Albania ==
Ciao, sono alle prese con gli spammer che non danno tregua. Ho già fatto un rollback nella voce Albania, inviato un avviso per vandalismo, ma questo utente prosegue. Per favore, vuoi dare un attimo un'occhiata? Grazie, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 12:57, 29 ott 2019 (CET)
== Fonti: riferimento alla pagina ==
Ciao Mariomassone,
leggendo i tuoi inserimenti nella voce [[Robert Service]] ho notato che il numero di pagina lo scrivi sempre in questo modo: p.nnn, e non p. nnn (con il blank di separazione). Pensavo che lo standard fosse la seconda modalità, ma forse sbaglio. È così? Buon lavoro --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 12:27, 13 nov 2019 (CET)
{{ping|Gaux}}, avevo visto che usavi (forse inconsciamente) il p.nnn e ho semplicemente seguito l'esempio. Si può sempre cambiare, e sarei daccordo. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 12:30, 13 nov 2019 (CET)
:Credo di non aver mai utilizzato la notazione senza blank (se non per errore). Non avevo eseguito io stesso la modifica (che ora hai fatto) per un dubbio (forse eccessivo) sullo standard. Tutto chiarito. Ciao, --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 12:47, 13 nov 2019 (CET)
== Eduard Shevardnadze ==
Ciao Mariomassone, la citazione sulla mortalità infantile di che anno è o a quale anno fa riferimento? Credo sia interessante aggiungere un NDR per specificarlo. Se invece riguarda la sola RSS Georgiana credo sarebbe da togliere dalla voce URSS.[[Utente:Mhorg|Mhorg]] ([[Discussioni utente:Mhorg|scrivimi]]) 11:10, 30 nov 2019 (CET)
:{{ping|Mhorg}} Ciao, il libro da cui proviene è del 1991, parla degli anni ottanta in generale, e si riferisce all'Urss intero. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 13:32, 30 nov 2019 (CET)
== Vladimir Saveljevič Vojtinskij ==
Ciao, la rimozione di "contro lo spirito di avventure" è stata del tutto involontaria. Forse ho tentato un copia-incolla per inserire in oggetto di modifica, ma qualcosa deve essere andata male. Ho ricontrollato prima di salvare e deve essermi sfuggito. Mi spiace. Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 01:58, 3 dic 2019 (CET)
:{{ping|Sun-crops}} Tranquillo, l'ho capito subito ;) [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 08:32, 3 dic 2019 (CET)
== Nikita Sergeevič Chruščёv ==
Ciao, potresti, per favore, fare una verifica nella voce [[Nikita Sergeevič Chruščёv]], in cui un altro utente ha fatto una lieve modifica. Forse è una citazione che hai inserito tu e quindi puoi controllare direttamente sulla fonte. Ciao, grazie, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 18:45, 4 gen 2020 (CET)
== Re: Conflitti sulla guerra fredda ==
Ma io non sto mettendo in dubbio che la guerra del Vietnam sia inquadrabile tra i conflitti della guerra fredda, infatti '''la [[Guerra del Vietnam|voce]] può stare in quella categoria, il problema è la [[:Categoria:Guerra del Vietnam|categoria stessa]]'''. Si tratti di motivi tecnici. La categorizzazione su Wikiquote segue altri tipi di regole che non esistono su Wikipedia.<br>
Non è un caso se utilizziamo il [[Template:NotaCategorie]]...<br>
La categoria [[:Categoria:Guerra del Vietnam]] contiene anche opere (nella fattispecie film) e persone e quindi non può essere sottocategoria di [[:Categoria:Conflitti della guerra fredda]] che dovrebbe contenere solo tematiche...<br>
Ho visto che hai infranto più volte questa regola ultimamente e sto creando molte nuove categorie per cercare di rimediare... Spero di essere stato chiaro.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 22:53, 5 gen 2020 (CET)
== ''[[Shāh-Nāmeh]]'' ==
Buonasera, c'è qualche motivo particolare per cui sei andato sempre a capo e non hai seguito [[Wikiquote:Trascrizione#Versi|le convenzioni]]?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 23:01, 23 gen 2020 (CET)
:{{Ping|AssassinsCreed}} Pura dimenticanza. Ci penso io. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 23:03, 23 gen 2020 (CET)
== Avestā ==
Ciao, di Fruttero & Lucentini c'è solo l'incipit, mentre le citazioni sull'Avestā ([https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Avest%C4%81&oldid=552252 qui il link alla pagina del 23 febbraio 2013]) sono di Arnaldo Alberti, compresa la "citazione su". In effetti in quella vecchia pagina mancava il paragrafo "Bibliografia", che forse avrebbe già potuto dipanare il dubbio. Buon lavoro, --[[Utente:AnjaQantina|AnjaQantina]] ([[Discussioni utente:AnjaQantina|scrivimi]]) 17:19, 28 gen 2020 (CET)
== Steven Van Zandt ==
Ciao, Mario, nella voce [[Steven Van Zandt]] ho inserito un wikilink per [[Sun City (Sudafrica)]], voce enciclopedica; è quindi possibile creare questa voce tematica. Se vuoi, puoi farlo tu stesso. Grazie. Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 06:09, 30 gen 2020 (CET)
:{{Ping|Sun-crops}} Fatto. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 09:27, 30 gen 2020 (CET)
== [[Leviatano]] ==
Attenzione, le creature leggendarie sono voci tematiche...--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 23:35, 17 feb 2020 (CET)
::Ciao, Mario. Ho l'impressione che il messaggio che precede {{NDR|CANCELLATO}} è di un personaggio che non esito a definire un provocatore, ben noto alle cronache di questo progetto. Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 02:51, 19 feb 2020 (CET) P. S. Sarebbe peraltro da valutare l'opportunità di oscurare il messaggio perché qualifica una persona esistente in modo potenzialmente offensivo e forse anche più che offensivo. Gradirei, anche perché potrei essere assente nei prossimi giorni, che un altro amministratore esamini la cosa e decida. Io sarei propenso all'oscuramento, cosa che però ti impedirebbe al momento di leggere il messaggio. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 03:07, 19 feb 2020 (CET)
== [[Epidemia di SARS-CoV-2 del 2019-2020]] ==
Perché le date dovrebbero essere superflue visto che aiutano a capire, ad esempio, se alcune frasi siano state dette prima o dopo che il virus sia arrivato in Italia?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:47, 24 feb 2020 (CET)
*{{ping|AssassinsCreed}} Perché non l'ho visto utilizzato in alcun altra voce tematica. Se è infatti una convenzione, annullo la modifica. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 21:57, 24 feb 2020 (CET)
::Non è una convenzione che si utilizza in genere, ma se in alcune occasioni può tornare utile perché eliminarla?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:59, 24 feb 2020 (CET)
== Michail Gorbačëv ==
Ciao, Mario. È stata fatta una modifica nella voce [[Michail Gorbačëv]] che ho annullato. Vuoi dare comunque un'occhiata? Grazie, Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 09:21, 29 feb 2020 (CET)
*Ciao {{Ping|Sun-crops}}, grazie per l'intervento fulmineo. Personalmente, non sono mai stato convinto della veracità di quelle citazioni, ma ''Comintern.it'' non è sulla [https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Deprecated_sources#Currently_deprecated_sources lista nera] di wikipedia, quindi non spetta agli utenti regolari decidere se cancellarle. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 09:55, 29 feb 2020 (CET)
== Voci dei Testimoni di Geova ==
Ciao, la categorizzazione per ambito va benissimo ma mancava quella per tipologia. Per dubbi vedi le mie correzioni o [[Wikiquote:Categorie|qui]] o contattami.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 22:24, 1 mar 2020 (CET)
== Arnaldo Cipolla ==
Ciao Mario, nella voce [[Arnaldo Cipolla]] ho inserito un wikilink per la creazione della voce [[Negus]]. La citazione mi sembra pertinente. Se sei d'accordo e se vuoi, puoi creare la pagina. Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 21:50, 31 mar 2020 (CEST)
== ''[[Beowulf]]'' ==
Ok, perfetto, grazie di aver sistemato: unica cosa anche i versi in italiano andrebbero in corsivo.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 00:39, 23 apr 2020 (CEST)
== Jawaharlal Nehru ==
Ciao, Mario, facendo qualche ricerca, mi sono imbattuto in questo bel libro [https://books.google.it/books?id=gq7Bp0VazvUC&lpg=PA4&dq=inauthor%3A%22Christine%20Jordis%22&hl=it&pg=PA9#v=onepage&q=nehru&f=false]. Forse potrebbe interessarti. Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 21:22, 30 mag 2020 (CEST) p. S. Fra quelle che ho letto c'è una bella citazione a pagina [https://books.google.it/books?id=gq7Bp0VazvUC&lpg=PA4&dq=&pg=PA9#v=onepage&q&f=false 9]. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 21:27, 30 mag 2020 (CEST)
:Ottimo, lo sfiorirò tra poco. Grazie! [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 21:31, 30 mag 2020 (CEST)
:: OK. Ciao Mario. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 21:34, 30 mag 2020 (CEST)
== POV! ==
Ehilà, ho visto che hai annullato un mio inserimento: si trattava di un'immagine riguardante "Forza (Guerre stellari)", inserendo "non pertinente" quale oggetto della modifica. La "pertinenza" dell'annullamento in questione - a mio modesto parere - è soggettiva, e può essere considerato un punto di vista personale e/o unilaterale (NNPOV). Sollevo due questioni:
#Wikiquote funziona grazie alla costruzione del consenso: non andrebbe discussa (pacatamente) la "pertinenza" prima di fare annullamenti?
#Se l'inserimento di un'immagine viene annullato, è auspicabile che chi annulla possa contemporaneamente sostituire con un'altra immagine più pertinente?<br>
Parliamone. --[[Utente:AnjaQantina|AnjaQantina]] ([[Discussioni utente:AnjaQantina|scrivimi]]) 18:43, 2 giu 2020 (CEST)
== Citazioni di Dio ==
Ciao, volevo precisare, riguardo a [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Dio&type=revision&diff=1084209&oldid=1075326 questa] rimozione, che ho tolto le citazioni perché quella è la voce su Dio in senso generico (non solo il Dio delle religioni, che è identificato in maniera differente a seconda della religione, ma anche il Dio dei filosofi, cioè Dio inteso come concetto). Come avevo scritto, quelle citazioni potrebbero stare in [[Yahweh]] ma non le ho spostate io direttamente perché lascerei valutare a te. Colgo l'occasione per farti i complimenti per il tuo enorme lavoro, ogni tanto mi accorgo di voci molto accurate che hai redatto e ne rimango piacevolmente sorpreso.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 13:14, 18 ago 2020 (CEST)
:{{ping|Spinoziano}} Grazie per l'avviso, e le parole gentili! Li aggiungo subito. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 14:26, 18 ago 2020 (CEST)
== [[Stjepan Mesić]] ==
Ciao Mario, buon lunedì, ti scrivo perché ho Adobe Flash Player disattivato. Ho smanettato un po' ma non ho concluso nulla. Daresti per cortesia un'occhiata alla voce in oggetto? C'è una modifica proprio nelle citazioni che tu hai inserito, può darsi che vada bene, può darsi anche di no. Oggi potrei non essere presente, o presente in serata. Ci dai tu uno sguardo? Grazie in anticipo. Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 02:15, 7 set 2020 (CEST)
== [[Kim Il-sung]] ==
Ciao, Mario. Nella voce Kim Il-sung un utente ha corretto una citazione [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Kim_Il-sung&type=revision&diff=1112943&oldid=1077303], puoi, per favore, verificare se questa correzione è giusta e se poi si deve allineare in [[Enver Hoxha]]. Il "pensiero ciucce", in effetti, lascia un po' perplessi. Complimenti per la tua attività di contribuzione. Ti saluto. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 22:55, 26 nov 2020 (CET)
== Re: Traduzioni dall'inglese. ==
Ciao, Mario. Certo, con piacere. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 19:43, 9 gen 2021 (CET)
==[[Star Wars: Clone Wars]]==
Grazie per la correzione, hai ragione. Ma a quanto pare le due voci sono davvero simili. Non è meglio mettere una voce ambigua che possa reindirizzare alla pagina giusta, in cima alla pagina? --[[Utente:Kurtanglewwe1996|Kurtanglewwe1996]] ([[Discussioni utente:Kurtanglewwe1996|scrivimi]]) 00:25, 28 gen 2021 (CET)
Tipo una nota disambigua. Che ne dici? --[[Utente:Kurtanglewwe1996|Kurtanglewwe1996]] ([[Discussioni utente:Kurtanglewwe1996|scrivimi]]) 00:31, 28 gen 2021 (CET)
Stavi pensando a qualche personaggio in particolare? Perchè al momento la mia idea è di continuare a guardarle tutte (sono arrivato a metà della prima stagione), quindi possono fare più attenzioni a frasi importanti di qualche personaggio da adesso in poi. --[[Utente:Kurtanglewwe1996|Kurtanglewwe1996]] ([[Discussioni utente:Kurtanglewwe1996|scrivimi]]) 23:19, 28 gen 2021 (CET)
::Fammi sapere se è abbastanza. --[[Utente:Kurtanglewwe1996|Kurtanglewwe1996]] ([[Discussioni utente:Kurtanglewwe1996|scrivimi]]) 01:11, 11 feb 2021 (CET)
:::Comunque noto che stai creando e gestendo un sacco di pagine relative a Star Wars. Ti suggerisco ad un certo punto di creare un template con tutti gli argomenti relativi a Star Wars se sei interessato (vedi per esempio [[Template:Batman]] o [[Template:Star Trek]], così lo puoi allegare facilmente ad ogni pagina relativa. =) --[[Utente:Kurtanglewwe1996|Kurtanglewwe1996]] ([[Discussioni utente:Kurtanglewwe1996|scrivimi]]) 02:05, 12 feb 2021 (CET)
== voci da ampliare ==
se ti va, puoi mandarmi un elenco delle voci su wikiquote che sono da ampliare: se trovo delle frasi per me significative posso linkarti l'articolo o il libro e al limite, se piacciono pure a te tu puoi usarle. Che ne dici? --[[Speciale:Contributi/2.226.12.134|2.226.12.134]] ([[User talk:2.226.12.134|msg]]) 15:29, 24 feb 2021 (CET)
== [[Cornelia Funke]] ==
Ciao, Mario, sono approdato per caso in questa pagina. Ma gli autori de ''Il labirinto del fauno'' sono due, cioè tutto il libro, parola per parola è stato scritto a quattro mani? O le citazioni sono tratte da una parte scritta della sola Cornelia Funke? Se il libro è tutto scritto dai 2 autori, allora dovrebbe essere inserito in una voce a parte, sotto il titolo, come per esempio ''[[Porci con le ali]]'', se questo è il solo libro che hanno scritto insieme, o intestando la voce ai due autori, se hanno scritto più opere insieme. Complimenti per il lavoro che stai facendo. Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 23:21, 25 mar 2021 (CET)
:{{ping|Sun-crops}} Ciao Sun-crops, secondo [https://www.dw.com/en/cornelia-funke-and-guillermo-del-toro-turn-pans-labyrinth-into-a-novel/a-49454889 questo sito], sembra che sia stata Funke a scriverlo. Il nome di Del Toro sembra essere stato incluso perché lui scrisse la sceneggiatura del film da cui il libro è basato. Non saprei se questo lo renderebbe idoneo per una pagina. Cosa ne pensi? [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 23:35, 25 mar 2021 (CET)
::Ciao Mario. Ho dato un'occhiata in rete: [https://www.mangialibri.com/bambini-ragazzi/il-labirinto-del-fauno qui] è scritto, verso la fine dell'articolo: "Il libro è scritto a quattro mani da Del Toro e Cornelia Funke, il cui apporto è la reale innovazione della storia", in [https://www.cinefilos.it/tutto-film/approfondimenti/il-labirinto-del-fauno-trama-premi-libro-spiegazione-streaming-462724 questo sito]: "Il libro è scritto a quattro mani da Del Toro e Cornelia Funke, il cui apporto è la reale innovazione della storia.", ancora, in [https://www.wired.it/play/libri/2019/11/06/il-labirinto-del-fauno-ora-e-un-dark-fantasy-firmato-cornelia-funke/?refresh_ce= questo sito]: "Viene da chiedersi quanto l’operazione di convertire un film del genere, carico di suggestioni letterarie, in libro possa essere sensata e non rischi invece un impoverimento. Di sicuro, il fatto che a scrivere il romanzo del Labirinto del fauno, accanto allo steso Del Toro, ci sia Cornelia Funke, fa ben sperare."; nel sito che mi hai indicato: "The book emerged out of a unique collaboration between Del Toro and German children's fiction author Cornelia Funke, both of whom share a special talent for fantasy storytelling. Together, they have created a novel that US publisher Harper Collins describe" ecc. Vedi, Mario, [https://www.ragazzimondadori.it/libri/il-labirinto-del-fauno-cornelia-funke/ qui] è presentato dalla stessa casa editrice come scritto a 4 mani. Dovrebbe essere così. Ciao, Mario Buona giornata. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 06:27, 26 mar 2021 (CET)
:::{{ping|Sun-crops}} Chiarissimo. Prevedo però un potenziale problema: dato che il romanzo non ha una pagina a se stante su Wikipedia, non significa forse che una pagina qui verrebbe subito cancellata? Grazie per i gentili complimenti. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 12:46, 26 mar 2021 (CET)
::::Ciao, penso di no, Mario. Sentiamo cosa dice {{ping|Spinoziano}}. Grazie a te per le tante cose belle che fai. Spero che la pagina a cui tieni tanto possa andare in vetrina al più presto. Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 14:35, 26 mar 2021 (CET)
:::::Ovviamente no, se almeno uno degli autori è enciclopedico, vai tranquillo.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 18:14, 26 mar 2021 (CET)
== Proverbi del bosco piccolo ==
Ciao, i proverbi dai media devono essere definiti come "proverbio" da chi li pronuncia o citati con "si dice che" o altra formula simile, [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Proverbi_dalle_serie_televisive&curid=97568&diff=1147568&oldid=1121787 questi] sono citati in quel modo nella serie? O sono semplici frasi dal taglio aforistico? Anche quella preceduta da "Come dice un famoso vecchio saggio" non è un proverbio ma una citazione di autore (non precisato), andrebbe invece bene se fosse preceduta da un più generico "si dice che". -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:06, 28 mag 2021 (CEST)
== Re: Serie tv inedito in italiano ==
Se la serie è indedita in italiano puoi riportare le citazioni in lingua originale con traduzione tua. Tu però dici che c'è una traduzione ufficiale scritta, allora è giusto seguire quella; però se possibile controlla che sia effettivamente una traduzione dei dialoghi della serie e non un'opera diversa che magari contiene pezzi diversi rispetto alla serie. Se sono parti della serie, è giusto che vadano nella voce sulla serie; ma in un caso come questo, essendo citazioni tratte da un libro, direi che puoi creare anche la voce sullo sceneggiatore inserendovi una sezione con alcune citazioni della serie e un {{tl|vedi anche}} alla voce della serie. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:22, 14 giu 2021 (CEST)
== Nehru o bianco? ==
Ciao Mario, a che punto siamo con Nehru? Quando ti sembra di aver fatto, fai sapere nella pagina della segnalazione e prepara anche una presentazione come [[Utente:AssassinsCreed/SandboxFederer|questa]], grazie.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 11:36, 24 lug 2021 (CEST)
*{{ping|Spinoziano}} Ciao Spino, a questo punto direi che abbiamo spremato le fonti italiane disponibili fino in fondo, tranne "Paese della falce e martello", che è introvabile su amazon. Ci sono ancora volumi interi di discorsi in inglese su archive.org, ma sono d'avvero indispensabili per la completezza? Se no, allora dò il via e faccio la presentazione. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 12:20, 24 lug 2021 (CEST)
::A mio giudizio per la completezza ci siamo. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 13:42, 24 lug 2021 (CEST)
:::{{ping|Spinoziano}} Va bene allora. Che ne pensi?{{Cassetto|Contenuto =<br>{{Box Vetrina
|campo_immagine= [[File:Jawaharlal Nehru, 1947.jpg|190px|right]]
|campo_nome= Jawaharlal Nehru
|campo_anno= (1889 – 1964)
|campo_bio= politico indiano.
|campo_contenuto=
*Finché ci saranno lacrime e sofferenza il nostro lavoro non sarà terminato.
*L'imperialismo funzionava all'estero con colonie e dipendenze, mentre il Fascismo e il Nazismo funzionavano allo stesso modo anche nella madrepatria.
*La concentrazione del potere – politico, economico, o di qualsiasi altro tipo – è pericolosa, anche quando si tratta di una persona perbene.
*Le persone possono venerare Dio in uno qualsiasi dei mille modi che vogliono. Ma rivendico anche quella libertà che consiste nel non adorare Dio se così scelgo, e rivendico anche la libertà di distogliere il popolo da ciò che considero superstizione e pratiche antisociali.
*Sarebbe forse possibile addomesticare la tigre selvaggia delle foreste, e toglierle la sua ferocia naturale, ma non c'è alcuna possibilità di domare il capitalismo e l'imperialismo, quando essi si alleano e si abbattono su un infelice paese.
*Se la struttura democratica è subordinata a qualche altra cosa, ciò vuol dire in realtà che ad essa si è rinunciato.
*Se voi onorate la vostra fede, dovete onorare la fede degli altri che sono diversi da voi. Onorando la fede altrui, esalterete la vostra stessa fede, e farete sì che sia onorata dagli altri.
*Un individuo può essere un genio, un altro uno scemo. Non si può farli diventare uguali. Ma quello che è essenziale è che debbono avere uguale opportunità di svilupparsi.
==Citazioni su Jawaharlal Nehru==
*In realtà, fu Nehru e non [[Mahatma Gandhi|Gandhi]] a condurre il proprio paese all'indipendenza, anche al prezzo spaventoso della divisione. Per decenni, una solida alleanza fra le sinistre laiche inglesi e indiane aveva posto le basi, e alla fine vinto la battaglia, per la liberazione dell'India. Non c'era mai stato alcun bisogno che una figura religiosa oscurantista imponesse il suo ego su tale processo, ritardandolo e distorcendolo. ([[Christopher Hitchens]])
*Jawaharlal Nehru, in India, riuscì in ciò in cui sia [[Sukarno]] che [[Kwame Nkrumah|Nkrumah]] fallirono. Pur essendo un leader carismatico, egli si rivelò anche capace di costruire una nazione. ([[Richard Nixon]])
*Nehru ha dichiarato pubblicamente, di fronte a tutti i suoi quattrocento milioni di cittadini, che non è credente, che la religione è certo una bella cosa, ma a lui non interessa affatto. Questa straordinaria libertà di pensiero, questa integrale mancanza di ipocrisia è uno dei fatti più alti del tempo in cui viviamo. ([[Pier Paolo Pasolini]])
}}}}{{nf|15:26, 24 lug 2021|Mariomassone}}
:Va bene ma è un po' lunga, magari ne toglierò qualcuna. In [[Wikiquote:Vetrina/Segnalazioni/Jawaharlal Nehru]] avevo scritto: «Restano da "bluificare" vari link rossi come "battaglia di Plassey", "rivolta del 1857-58", creando le voci, e da ricontrollare le traduzioni dall'inglese.» Confermi che questo è stato fatto? Rispondi lì per cortesia.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:16, 24 lug 2021 (CEST)
== [[Michel Djotodia]] ==
Ciao Mario, un grande in bocca al lupo per la voce in vetrina. Ancora un piccolo sforzo, siamo ormai al traguardo; io sono favorevolissimo. Ti scrivo per una cosetta che ho cercato di mettere a posto in Michel Djotodia; è molto semplice, il link alla fonte c'è nel wikitesto, non si vede però nella voce. Ho provato a smanettare un po', ma, forse per l'ora tarda e un po' di stanchezza, non mi è riuscito il fix. Forse per te è più semplice; se puoi dare un'occhiata appena hai un po' di tempo, te ne sarei grato. Grazie. Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 00:59, 25 lug 2021 (CEST)
==Fusaro e pandemia==
Ciao. Ho appena inserito citazioni da un articolo di Fusaro che riguardano la situazione attuale associata alla Pandemia di Covid-19. Io le riporterei nella voce "Pandemia di COVID-19" anche se non riguardano direttamente la pandemia: cosa ne pensi? Lo chiedo a te che sei il contributore principale, ma ovviamente può intervenire chiunque (in tal caso meglio spostare da questa ''talk'' la discussione). Grazie.<br>--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 16:17, 8 ago 2021 (CEST)
{{ping|DonatoD}} Mi sembrano okay. Alcuni sono più pertinenti alla voce specifica della pandemia in Italia [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 19:13, 9 ago 2021 (CEST)
== Dottrina Monroe ==
Ciao Mariomassone, ho trovato un testo in Internet Archive che tratta anche della dottrina Monroe: ''Da Washington a Wilson'' di Enrico Catellani (autore enciclopedico), del 1933. L'URL è https://archive.org/details/Da-Washington-a-Wilson-Conferenze-tenute-alla-R-Universita-di-Padova-PHAIDRA_o_334723/mode/2up
Buon lavoro --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 16:57, 20 set 2021 (CEST)
== [[Wikiquote:SheSaid 2021]] ==
Ciao Mario. Protagoniste assolute del mese di ottobre sono le donne, che, come vuole l'antica saggezza cinese, sostengono l'altra metà del cielo. Grazie all'iniziativa di [[Utente:Camelia.boban|Utente:Camelia.boban]] e di altre valide collabratrici siamo all'edizione 2021 della campagna che tanto successo ebbe l'[[Wikiquote:SheSaid|anno scorso]]. Sarebbe bello replicare anche quest'anno. In ogni caso ogni contributo è importantissimo e quindi, se tu volessi partecipare, sarebbe bellissimo. Come vedrai dal link all'edizione 2020 che ho predisposto, l'utente potrà registrare i suoi contributi con tanto di firma e quindi – contributo e utente – resteranno per sempre, in piena evidenza, negli annali di questa iniziativa e di wikiquote. Spero che, compatibilmente con i tuoi impegni, vorrai unirti a questa bella iniziativa che partirà il 20 ottobre per concludersi il 20 dicembre 2020. Ti ringrazio per l'enorme lavoro che instancabilmente, da anni, svolgi per wikiquote. Ti saluto. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 04:58, 5 ott 2021 (CEST)
::Ciao, Mario, grazie per l'ampliamento della voce Ornela Vorpsi. Puoi registrare il tuo contributo in [[Wikiquote:SheSaid 2021]] (in questo caso nella sezione Migliorate), così come tutti gli eventuali tuoi prossimi contributi a voci di donne. Ciao, buon fine settimana. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 14:46, 23 ott 2021 (CEST)
== Il Mereghetti ==
Ciao Mario, complimenti per esserti procurato ''Il Mereghetti'', ma nelle tue aggiunte c'è una cosina da sistemare: hai indicato "2004" tra parentesi, ma non esiste un'edizione pubblicata nel 2004 in bibliografia: c'è l'edizione col ''2004'' nel titolo ma è pubblicata nel 2003, difatti se ci fai caso è citata con "2003" fra parentesi. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 07:59, 11 ott 2021 (CEST)
:Ah, ma quindi abbiamo la stessa edizione? Pensavo di essere l'unico che, invece che acquistare con denaro sonante l'ultima edizione appena uscita in libreria, si va a procurare quella che gira da tempo immemore tra le bancarelle dell'usato e che ti tirano dietro per pochi euro. :D -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 13:21, 11 ott 2021 (CEST)
{{ping|Spinoziano}} Eredità di uno zio :) [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 13:28, 11 ott 2021 (CEST)
== [[Re Artù]] [[Principe Valiant]] ==
Ciao, Mario. Approfitto del fatto che sei qui per chiederti la cortesia di dare un'occhiata alle ultime modifiche in [[Re Artù]]. Ci sarebbe anche l'altra, se vuoi/puoi dare un'occhiata. C'è qualche tua voce proposta per la vetrina? Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 22:37, 11 ott 2021 (CEST)
:{{ping|Sun-crops}} Sfortunatamente non posso confermare né smentire, siccome non ho mai visto la serie. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 22:46, 11 ott 2021 (CEST)
::Ok, Mario, grazie, qualcuno che l'ha vista verificherà. Ma per la vetrina, che mi dici: hai proposto una nuova voce? --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 22:48, 11 ott 2021 (CEST)
:::{{ping|Sun-crops}} Grazie, sì, ho proposto ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]''. Ci sono ancora dei link rossi però. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 22:50, 11 ott 2021 (CEST)
::::OK, bueno. Cerco di tenermi aggiornato. Se mi sfugge il "rush" finale, scrivimi. Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 22:59, 11 ott 2021 (CEST)
== [[Madre Teresa di Calcutta]] ==
Ciao Mario, c'è stato un po' di mare agitato per questa citazione:{{quote|Se fossi costretta a scegliere tra Galileo e l'Inquisizione, sceglierei l'Inquisizione.}} <s>(strano, in una traduzione ufficiale, che non sia <s>scritto</s> tradotto: avrei scelto anziché sceglierei)</s>, tratta da Christopher Hitchens, ''La posizione della missionaria: Teoria e pratica di Madre Teresa''. Per caso hai questo libro in modo da poter verificare? Ciao, grazie --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 15:33, 14 ott 2021 (CEST)
== Unificare due note uguali ==
Ciao, sulla voce [[Rancore (rapper)]] due note sono uguali. Le sai unificare?--[[Speciale:Contributi/77.204.105.41|77.204.105.41]] ([[User talk:77.204.105.41|msg]]) 23:05, 29 ott 2021 (CEST)
== [[Schiavi dell'inferno]] ==
Ciao, perché una pagina apposita per questo romanzo? La pagina dell'autore non è molto ampia e le citazioni possono stare tranquillamente lì in una sezione.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:00, 11 dic 2021 (CET)
:{{ping|Spinoziano}} Dato che il romanzo ha una voce a sé stante su wikipedia, e fu la fonte primaria di un film famoso, pensavo meritasse una propria voce. Se è però una questione di amplificare la voce di Barker, allora non mi oppongo all'unione delle due pagine. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 17:06, 11 dic 2021 (CET)
::Eh ma ci sono tanti romanzi che hanno una voce a sé stante su Wikipedia e da cui è tratto un film, ma questo non basta per scorporare. Sì, è importante l'ampiezza. Allora unisco, grazie.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:12, 11 dic 2021 (CET)
:::Ne approfitto per segnalarti due cosette: nelle voci dei libri su Wikipedia l'interprogetto alla nostra sezione si può mettere [https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Schiavi_dell%27inferno&diff=prev&oldid=124481011 così], mentre su Wikiquote le opere che hanno un incipit o un explicit andrebbero aggiunte nelle rispettive liste [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Incipit%2FB&type=revision&diff=1183245&oldid=1178039 così] (se quest'ultima cosa la sapevi già ma hai sempre fatto finta di nulla, hai la mia comprensione :)).-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:42, 11 dic 2021 (CET)
== Dracula ==
Ciao Mario, buona domenica! Ricorda di non abbandonare le segnalazioni che apri, in [[Wikiquote:Vetrina/Segnalazioni/Dracula (romanzo)]] non hai più fatto sapere come procede il lavoro, intendi ancora portare la voce in vetrina?-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:37, 30 gen 2022 (CET)
== Zampino d'Oro alla Carriera ==
[[Immagine:Nuvola apps kugar.png|right|200px]]
{| style="width:200px; border:1px solid #c0c0c0; background:#F9F9F9; {{#ifeq:200px|100%||{{#switch:{{{allineamento}}}
|centro=margin-left:auto; margin-right:auto;
|sinistra=clear:left; float:left; margin-right:10px; margin-left:0;
|#default=clear:right; float:right; margin-right:6px; margin-left:10px;
}}}}" id="{{anchorencode:Albo d'oro}}"
|-
! style="background:#C3D0DF; padding:2px;" | Albo d'oro
|-
| style="font-size:95%" |
* [[Discussioni utente:Micione/Archivio3#Zampino d'Oro|2012: Micione]]
* [[Discussioni utente:AssassinsCreed/Archiviomaggioluglio2015#Zampino d'Oro|2015: AssassinsCreed]]
* [[w:Discussioni utente:Superchilum/Archivio35#25 gennaio 2006 – 25 gennaio 2016|2016: Superchilum]]
* [[w:Discussioni utente:Bradipo Lento/Archivio03#Zampino d'Oro alla Carriera|2018: Bradipo Lento]]
* [[Discussioni utente:Sun-crops/Archivio2017-2019#Zampino d'Oro alla Carriera|2019: Sun-crops]]
* [[Discussioni utente:DonatoD#Zampino d'Oro alla Carriera|2020: DonatoD]]
* [[Discussioni utente:Laportoghese#Zampino d'Oro alla Carriera|2021: Laportoghese]]
|}
Già da parecchio tempo i tuoi pantagruelici contributi al Progetto ti rendevano in odore di Zampino d'Oro, se ci aggiungiamo i tuoi già solidi legami con la Massoneria Internazionale Deviata, con cui ovviamente la Wikkimedia Foundation e tutti gli amministratori dei progetti wiki sono in strettissimi rapporti, non poteva che giungere a te quest'anno il più prestigioso e temuto dei riconoscimenti conferiti su Wikiquote. Eccoti ora nella ''Hall of Fame'' del Progetto accanto ai titanici nomi già inscritti nell'Albo. Ad maiora! <small>(N.B. Le organizzazioni citate in questo messaggio sono puramente immaginarie. Ogni riferimento a organizzazioni o persone reali è puramente casuale.)</small> {{sisi2}} -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:28, 20 mar 2022 (CET)
== [[La leggenda della fortezza di Suram]] ==
Ciao, le frasi sono in ordine cronologico? In quel caso è sempre bene mettere il template {{tl|cronologico}} :-) -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:46, 27 mag 2022 (CEST)
== Nuove voci ==
Ciao Mario, volendo, è possibile creare due nuove voci: Velikij Novgorod con questa citazione di Ryszard Kapuściński: "Nel medioevo "Novgorod era una città famosa, una sorta di Firenze o di Amsterdam del nord: dinamico centro commerciale e artigianale, sede fiorente di tutte le arti, soprattutto dell'architettura sacra e della pittura di icone. Vi regnava un sistema politico tutto particolare. Per quattrocento anni (dall'XI al XV secolo) Novgorod fu una specie di repubblica feudale indipendente, autonoma, la cui autorità suprema era esercitata da un'assemblea di cittadini e di liberi contadini del circondario. La popolazione eleggeva un principe che governava a suo nome e che poteva venire destituito in qualunque momento. Un sistema quanto mai insolito, considerata l'epoca e la zona geografica. [...] Novgorod era una città democratica, governata dal popolo, aperta al mondo, in continuo contatto con ogni parte d'Europa; invece Mosca, espansionista, impregnata di influssi mongoli e ostile all'Europa, stava lentamente entrando nella buia era di Ivan il Terribile. Se la Russia avesse seguito la via novgorodiana, sarebbe potuta diventare uno stato diverso da quello capeggiato da Mosca. Ma le cose andarono altrimenti." e Cane e volpe, con la citazione in Proverbi armeni "La volpe ha un solo desidero: non vedere il cane e non essere vista da lui." Se ti fa piacere, è chiaro. Ciao, Mario [[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 17:18, 16 giu 2022 (CEST)
{{ping|Sun-crops}} Certamente, dammi un oretta. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 18:05, 16 giu 2022 (CEST) Quando vuoi, Mario. Grazie. Ciao --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 18:11, 16 giu 2022 (CEST)
:{{ping|Sun-crops}} Fatte [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 00:03, 17 giu 2022 (CEST)
::Grazie Mario, ti auguro per domani una buona giornata e, con un po' di anticipo, un buon fine settimana. Grazie. Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 00:10, 17 giu 2022 (CEST)
== [[Amílcar Cabral]] ==
Ciao, Mario, buone vacanze estive. Nella voce in oggetto c'è una citazione con cui è possibile creare la voce [[Marcelo Caetano]], naturalmente non c'è nessunissima fretta. Quando vuoi, se vuoi. Ciao, grazie --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 23:25, 20 lug 2022 (CEST)
== [[Soraya Esfandiary Bakhtiari]] ==
Ciao Mario, ho apportato due modifiche :[https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Soraya_Esfandiary_Bakhtiari&type=revision&diff=1233081&oldid=1080118] e [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Soraya_Esfandiary_Bakhtiari&diff=next&oldid=1233081]. Sei d'accordo? Ciao. [[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 22:44, 22 ott 2022 (CEST)
:{{ping|Sun-crops}} Ho dato un occhiata alla fonte, è ammetto il mio errore. Grazie come sempre [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 22:48, 22 ott 2022 (CEST)
== Scuse ==
Ciao Mario, ho ripristinato velocemente tutto. Ti chiedo scusa. Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 13:35, 9 nov 2022 (CET)
:Desidero rassicurarti sul fatto che nessuna traccia delle cancellazioni resta nell'edit counter, come risulta qui: [https://it.wikiquote.org/wiki/Speciale:Registri?type=delete&user=Sun-crops&page=Mariomassone&wpdate=&tagfilter=&subtype=&wpFormIdentifier=logeventslist], non mi resta che chiedere nuovamente scusa a te e a tutti. Ciao, Mario. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 14:01, 9 nov 2022 (CET)
::Ed eccoci una buona volta all'edit counter [https://xtools.wmflabs.org/pages/it.wikiquote.org/Mariomassone/0//deleted]; per grazia di Dio non ti ho arrecato danno. Tutto sistemato anche in wikidata. Potrei spiegare in dettaglio perché è successo tutto questo, ma mi limito a chiedere ancora una volta scusa. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 14:34, 9 nov 2022 (CET)
:::Forse posso darti una buona notizia; dico forse, però: la voce Andrea Cau – cancellata il 26 maggio 2018, è presente dal 21 dicembre 2021 in en.wikipedia [https://en.wikipedia.org/wiki/Andrea_Cau], anche se in Discussione [https://en.wikipedia.org/wiki/Talk:Andrea_Cau] sembra che ci sia qualcosa da definire. Forse – non sono molto esperto di questioni wikipediane – è una voce ancora un po' debole, però questa voce c'è. Forse, se verrà migliorata, potrà essere proposta in it.wikipedia, forse la si può già proporre (ma su questo non ho alcun elemento per fare una valutazione adeguata e non voglio dare incauti suggerimenti) e quindi recuperarla anche qui. Io spero di sì. Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 15:00, 9 nov 2022 (CET)
::::{{ping|Sun-crops}} Grazie come sempre, sei stato così tempestivo che ho malapena notato che sia accaduto qualcosa. E poi complimenti per le aggiunte alle voci su notevoli Testimoni. Siccome molte loro scritture sono anonime, è difficile rintracciare citazioni per persona. La notizia di Cau è incoraggiante, e spero tanto che il contenuto della voce cancellata sia preservato in qualche archivio qui a me ignoto. Buona giornata. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 13:55, 10 nov 2022 (CET)
:::::Ciao Mario, grazie per le gentili parole. Il contenuto della voce cancellata è conservato, e se sarà possibile riproporla, potrà essere immediatamente recuperato. Ti ringrazio molto e ti saluto affettusamente. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 14:18, 10 nov 2022 (CET)
== Revisioni ==
Ciao, Mario. Era proprio quello che volevo capire: se in fatty-fat c'era quel tono sprezzante o denigratorio et similia. Visto che è così, va bene come hai tradotto. Grosso modo ho rivisto tutto; naturalmente c'è sempre da migliorare; do ancora un'occhiata, ma mi sembra che, per quello che mi è stato possibile fare, non ci dovrebbero essere, almeno per il momento, altre proposte di modifica. Ciao. [[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 17:22, 22 feb 2023 (CET)
== Star Wars: Il potere della Forza II ==
Ciao, Mario. Puoi dirmi, per cortesia, se questa modifica [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Star_Wars%3A_Il_potere_della_Forza_II&diff=1262015&oldid=1129258] è giusta? Grazie. Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 19:50, 4 mar 2023 (CET)
:{{ping|Sun-crops}} Lo è, nessun problema [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 19:55, 4 mar 2023 (CET)
== Re: John Sweeney ==
Ciao Mario, è un piacere per me collaborare con qualche proposta alle tue traduzioni. Per John Sweeney, sì, puoi pubblicarla, non ho altre modifiche da proporre. Se ce ne dovessero essere in futuro, ti scriverò. Ciao Mario. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:45, 6 mar 2023 (CET)
== Re: Citazioni Politkovskaja ==
Salve Mario, è un libro che avevo preso in biblioteca e non ce l'ho più, ma credo che non ci fossero ulteriori precisazioni, alcune citazioni sono anche in [https://books.google.it/books?id=ZAcrAQAAIAAJ questo libro] di Riscassi e [https://books.google.it/books?hl=it&id=ZAcrAQAAIAAJ&focus=searchwithinvolume&q=%22abbellire+la+realt%C3%A0%22 qui] si vede che non c'è una nota. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:54, 11 mar 2023 (CET)
== [[Method acting]] ==
Ciao Mario, ci sarebbe la possibilità di creare questa tematica con la seconda citazione della sezione ''Kinski Unkut'', nella voce [[Klaus Kinski]], Kinski ci va giù duro, ma la citazione è del tutto pertinente alla voce. Se ti fa piacere, quando hai tempo, potresti crearla. Ciao, buona domenica [[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 16:14, 23 apr 2023 (CEST)
== [[Reggie Nalder]] ==
*Ciao Mario. La fornace per fortuna ora si è un po' placata, ma è stato terribile, specie per chi, come me, soffre molto anche il normale caldo estivo. Avrei preferito, preferirei tuttora trovarmi in Islanda. Bene, con piacere mi metto all'opera per Reggie Nalder. Ti auguro una buona serata. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 21:42, 28 lug 2023 (CEST)
== [[Russi]] ==
Buongiorno, quando si effettua una modifica del genere bisogna modificare tutti i wikilink in entrata. Grazie [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 06:33, 23 set 2023 (CEST)
==Re: Philip Graves==
Ciao Mario, sì, per te sono sempre disponibile. Mi metto all'opera al più presto. Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 17:57, 19 ott 2023 (CEST)
==Traduzioni==
Ciao, Mario, non mi è più possibile collaborare nelle condizioni in cui versa il progetto – tranne per eventuali azioni di registro, se mai dovesse capitarmi di intercettare irregolarità. Faccio un'eccezione solo per te; se posso esserti utile con le traduzioni. Sempre che intercetti un tuo messaggio e sempre che mi accorga che ci sono traduzioni da rivedere inserite nella tua pagina utente. Se dovessi accorgermene con notevole ritardo, o non accorgermene proprio; se non dovessi intercettare un tuo messaggio (peraltro uso rarissimamente la posta elettronica) ti prego di non volermene. Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:13, 14 nov 2023 (CET)
:Scusami Mario, ma il taglio che devo dare deve essere radicale e definitivo, e quindi, mi dispiace tantissimo, non posso più fare eccezioni. Tranne che per azioni di registro, annullamenti e rollback, poiché porto, finché la porto, un'uniforme e non posso girare la faccia (ma deve proprio capitare che io intercetti irregolarità e sarà estremamente difficile che capiti, quasi impossibile: non voglio entrare in questo progetto, per quello che è diventato attualmente, neppure come semplice lettore); tranne che per questo, la mia collaborazione è cessata irrevocabilmente. A partire da oggi, quindi, non posso più collaborare neppure per le traduzioni. Mi dispiace immensamente, credimi, immensamente, perché per me è stata una gioia grandissima, un motivo di orgoglio esserti utile, essere utile, ma, mi dispiace, non posso più collaborare neppure per le traduzioni. Devo dare un taglio netto, radicale e definitivo. Perdonami, ancora una volta non volermene, non mi è possibile fare altrimenti. Ti prego di comprendermi. Con infinita ammirazione per il tuo lavoro in questo progetto, ti saluto. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 21:25, 14 nov 2023 (CET)
::{{ping|Sun-crops}} Questa notizia mi rattrista, ma capisco il tuo bisogno. Sono immensamente grato per l'aiuto che hai fornito nel migliorare le traduzioni e (contemporaneamente) il mio italiano scritto. Tale pazienza e disponibilità è rara nei giorni d'oggi. Stammi bene [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 21:41, 15 nov 2023 (CET)
::Ancora un'importantissima cosa, che dico a te e a tutti gli utenti: potrebbe capitare, come già è avvenuto diverse volte, che qualcuno mi metta in bocca cose che non ho mai detto e mi attribuisca azioni che non ho mai commesso. Non prestare, non prestate ''mai'' fede a quello che mi si vuol far dire e mi si vuole attribuire. Fatti, fatevi in ogni caso dare sempre tutti i link a riscontro, e devono essere link a contenuti chiari, precisi e pertinenti. E, molto importante, non considerare, non considerate mai il mio silenzio come un assenso. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 22:30, 14 nov 2023 (CET)
== Re: Controllo voce Aleksandr Ivanovič Lebed' ==
Ciao Mario, "se era" io? Meglio "se sei", no? Come vedi inizio già a correggerti l'italiano (mi sembra che ci siamo sempre dati del tu) ma in realtà mi manca un po' il tempo e la mia conoscenza dell'inglese è nella media, già è tanto se non faccio pasticci quando traduco qualcosa di mio pugno, quindi temo di non poterti essere molto d'aiuto. Colgo anch'io l'occasione per augurarti un buon anno, come sempre prolifico e splendente su Wikiquote. A presto. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:32, 4 gen 2024 (CET)
:Ok, come hai visto poi, come il figlio svogliato della [[w:Parabola dei due figli|parabola]] qualche correzione sono passato a farla. Ma a che cambiamento fai riferimento? Ci siamo sempre dati del tu e intendevo solo che non penso ci sia motivo di essere più formali. Ciao! -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:35, 4 gen 2024 (CET)
== Standard film ==
Ciao Mario, due piccole cose riguardo ai film: per Incipit ed Explicit lo standard è di mettere il wikilink nel titolo della sezione con il template apposito per far comparire la voce nella categoria degli incipit (vedi [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Il_mostro_della_laguna_nera&diff=1321860&oldid=1321843 correzione]) inoltre andrebbe sempre messo il template {{tl|cronologico}} all'inizio delle Frasi e all'inizio dei Dialoghi se sono in ordine cronologico (come è giusto che siano): ne ''[[Il mostro della laguna nera]]'' lo sono già, vero? Grazie. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 13:56, 14 mar 2024 (CET)
{{ping|Spinoziano}} Confermo che le frasi e dialoghi ne ''Il mostro'' sono in ordine. Grazie per l'avviso. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 09:37, 15 mar 2024 (CET)
== Russiagate ==
Ciao, se vuoi allineare un titolo a Wikipedia NON puoi fare copia e incolla, ma spostare la voce. Se esiste già un redirect e serve quindi operare una cancellazione, deve essere fatto da un amministratore. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 14:28, 28 mar 2024 (CET)
:Mi dispiace, non succederà più. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 14:33, 28 mar 2024 (CET)
::Pensavo lo sapessi già, visto che è da tanto che contribuisci :-\ stasera aggiusto, niente di irreparabile. Grazie, ciao! --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 15:39, 28 mar 2024 (CET)
== [[Dracula (romanzo)]] ==
Buonasera, appena hai un attimo riesci a verificare se [https://it.wikiquote.org/w/index.php?diff=1361089&oldid=1360983&rcid=4173647 questa citazione] aggiunta sulla voce gli appartiene? Grazie <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 19:31, 17 gen 2025 (CET)
:Confermo [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 19:35, 17 gen 2025 (CET)
== [[Nosferatu a Venezia]] ==
Ciao buongiorno, piacere di rivederti. Ti volevo aiutare perchè ho visto che hai avuto problemi col template sulla pagina. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 11:28, 23 gen 2025 (CET)
:Quando al template film aggiungi i paramentri di genere e regista qualora ci fossero più dati, come scritto nelle istruzioni del template {{tl|Film}}, non usare virgole o altri caratteri e dati ma solo gli slash <code>/</code>. Poi se ci sono note sui registi o altro qui su quote non riportali ma lasciali solo a pedia. Guarda le modifiche fatte alla pagina. Ultima cosa i generi andrebbero minuscoli. In questo modo il template li aggiunge automaticamente senza che sei tu a farlo. Grazie <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 11:42, 23 gen 2025 (CET)
== Giorgi Gakharia ==
Ciao, hai annullato le mie modifiche alla pagina in oggetto senza nessuna spiegazione. Ho corretto semplicemente la traslitterazione dei nomi, che era errata. [[Utente:Phyrexian|Phyrexian]] [[Discussioni utente:Phyrexian|ɸ]] 11:16, 15 lug 2025 (CEST)
:{{ping|Phyrexian}} Ciao, ti rispondo io per maggior chiarezza: è per fedeltà alla fonte: se non è una nostra traduzione ma un articolo o libro in italiano si riporta la traslitterazione utilizzata nella fonte pubblicata. Un caro saluto.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 11:35, 15 lug 2025 (CEST)
::{{ping|Spinoziano}} Ciao, grazie della spiegazione, immaginavo una cosa del genere. Mi lascia un po' perplesso, ma in effetti in questo caso l'intervista originale è in italiano, e sarebbe poco fruibile mettere un (sic!) dopo ogni nome. Ciao! --[[Utente:Phyrexian|Phyrexian]] [[Discussioni utente:Phyrexian|ɸ]] 11:57, 15 lug 2025 (CEST)
== [[American Psycho (romanzo)]] ==
Ciao, perché hai creato una voce separata da quella dell'autore? Non pare esserci la necessità. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 13:24, 16 lug 2025 (CEST)
:Il punto è che lo [[Aiuto:Scorporo|scorporo]] può essere fatto solo quando la pagina principale ha dimensioni eccessive (infatti quando hai separato ''[[L'isola del tesoro]]'' la cosa sembrava opportuna), ma non è questo il caso. Capirei comunque lo scorporo se mai si volesse portare la nuova voce in vetrina, ma non so se hai questa intenzione e questa è solo una mia opinione personale. Chiedo cortesemente il parere di [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]]. Comunque niente di grave! [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 12:52, 17 lug 2025 (CEST)
::{{ping|Udiki}} A me pare un caso in cui lo scorporo è un po' al limite ma ci può stare, dato che ci sono così tante "Citazioni su".-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 12:55, 17 lug 2025 (CEST)
== Voci scorporate indicate in tematiche ==
Ciao, l'indicazione giusta sarebbe [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Aprile&diff=1390361&oldid=1387628 questa]. Potresti gentilmente occuparti tu di sistemare nelle altre voci? Grazie [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:39, 28 set 2025 (CEST)
== [[Charlie Kirk]] ==
Buonasera,
sinceramente non capisco la differenza tra fonti e note che è stata adoperata. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:40, 17 mar 2026 (CET)
:{{ping|AssassinsCreed}} "Fonti" corrisponde alle dichiarazioni segnalate sulla stampa italiana, "Note" sono gli equivalenti in inglese, che includono gli esatti post, episodi del suo show e le circostanze in cui le dichiarazioni furono fatte. Un po' poco ortodosso, ma a quel tempo prevedevo che le citazioni fornite dalle fonti in italiano avrebbero sollevato polemiche qui da parte di nuovi utenti sulla mancanza di contesto. Dato che queste polemiche non si sono avverate, potrei anche toglierle. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 21:53, 17 mar 2026 (CET)
::L'idea e buona ma, come hai detto tu, il modo in cui le fonti sono citate non è ortodosso. In base a [[Aiuto:Fonti#Social]], è possibile fare così: '''Da un <nowiki>[https://www.twitter.com/ecc tweet]</nowiki> del gg mm aaaa; citato in fonte secondaria.''' (la fonte secondaria è la stampa italiana). [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:21, 17 mar 2026 (CET)
:::Però in questo caso è tutto troppo intricato per fare come detto sopra... È un rebus. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:50, 17 mar 2026 (CET)
::::La differenza tra fonti e note non è utilizzata per indicare le fonti in lingua originale da quelle in lingua italiana, ma semplicemente per distinguere le fonti da note di altro genere. Concordo inoltre che molte fonti non siano riportate in maniera ortodossa.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 07:24, 15 giu 2026 (CEST)
:::::Allora li rimuovo [[Utente:Skekzilla|Skekzilla]] ([[Discussioni utente:Skekzilla|scrivimi]]) 13:27, 15 giu 2026 (CEST)
6yifyt9zf0nlg4omdln808b2powe44b
Psych (quinta stagione)
0
61705
1416910
1414346
2026-06-14T21:27:40Z
Udiki
86035
1416910
wikitext
text/x-wiki
{{Torna a|Psych}}
'''''[[Psych]]''''', quinta stagione.
==Episodio 1, ''Romeo e Giulietta e Juliet''==
*{{NDR|Gus e Shawn sono accerchiati da un gruppo di bulli}}<br/>'''Shawn''': Ok ragazzi, vi avverto: Gus pratica il karate!<br />'''Gus''': Ehm, Shawn io non faccio karate.<br/>'''Shawn''': Sì invece!<br />'''Gus''': Io faccio wushu, è cinese!<br/>'''Shawn''': Gus, fidati, il karate spaventa di più.<br />'''Gus''': Ho fatto soltanto due lezioni.<br/>'''Shawn''': Hai fatto due lezioni in più di loro! Dai Gus, mio padre non vuole che faccia karate, quindi adesso devi pensarci tu! {{NDR|getta Gus tra i bulli}}
*'''Shawn''': Pensaci tu.<br />'''Gus''': No, tu!<br/>'''Shawn''': Non sono bravo a licenziare la gente, lo sai!<br />'''Gus''': Hai voluto tu un assistente!<br/>'''Shawn''': Io volevo una ragazza!<br />'''Gus''': È stato l'unico ad accettare il lavoro, Shawn.<br/>'''Shawn''': E questo che cosa vorrà dire? {{NDR|si girano e guardano Ken}} Poliziotto buono e poliziotto cattivo!<br />'''Gus''': Chi è quello cattivo?<br/>'''Shawn''': Tu! Sei tu il capo avaro, cinico che ha dei problemi con sua madre, io sono l'amico premuroso, quello che dice "amico, Gus è un idiota, ma io ti copro le spalle, insieme annienteremo quel bastardo!"<br />'''Gus''': No.<br/>'''Shawn''': Insieme allora.<br />[...]<br/>'''Shawn''': E quindi ci siamo accorti che gli affari in effetti non vanno bene come pensavamo.<br />'''Ken''': Ragazzi, mi avete assunto solo quattro giorni fa.<br />'''Gus''': Vanno molto male.<br/>'''Shawn''': Il fatto è che mio padre sta lavorando al dipartimento e noi pensavamo che avremmo avuto più casi.<br />'''Gus''': Lui lo pensava, io l'ho capito subito.<br/>'''Shawn''': Esatto... aspetta! {{NDR|rivolto a Gus}} Non va bene, fai il poliziotto buono!<br />'''Gus''': Lo so.<br />[...]<br/>'''Shawn''': Immagina una giornata calma a Santa Barbara con omicidi e cose così.<br />'''Gus''': E come il mercato immobiliare il crimine tende al rialzo.<br/>'''Shawn''': L'unica cosa che sappiamo è che aumenterà.<br />'''Gus''': E che i beni immobili sono un investimento a lungo termine.<br/>'''Shawn''': Ma soprattutto che il crimine aumenterà. E questa è una garanzia.
*'''Lassiter''': Quanti giorni alla settimana vieni qui?<br />'''Henry''': Due, tre... dipende. Mi occupo dei consulenti.<br />'''Lassiter''': Non mi dirai cosa fare, vero?<br />'''Henry''': Non ne sono sicuro.<br />'''Lassiter''': Io invece sì. Non lo farai.
*'''Vick''': Non ricordo di averti chiamato Spencer.<br />'''Shawn''': Non è stato necessario, questo caso ha chiamato me.<br />'''Gus''': Con l'addebito.<br />'''Shawn''': Il che è strano perché io sono anche su Twitter e di solito i casi mi twittano.
*'''Henry''': C'è un motivo se hanno creato la mia posizione; qui ti sei fatto terra bruciata, hai commesso un sacco di errori. Dovrai riconquistarti la tua posizione.<br />'''Shawn''': Ah, ma dai, non lo trovo giusto.<br />'''Henry''': Ah, davvero?<br />'''Shawn''': Sì. I risultati parlano da soli ma tu ti aspetti molto di più da me.<br />'''Henry''': Io non credo proprio.<br />'''Shawn''': Hai seppellito le uova due metri sotto terra.<br />'''Henry''': Avevo lasciato della terra smossa per aiutarti.<br />'''Shawn''': Già, sotto un telo mimetico coperto di mattoni e pezzi di vetro!<br />'''Henry''': Quello era un indizio rivelatore! Oh, scusa, scusami se ho voluto stimolarti!<br />'''Shawn''': Ho impiegato tre settimane per "chiudere" quell'indagine sulle uova. Avevo otto anni!<br />'''Henry''': Per tua informazione: ci sono ancora due uova che non hai trovato.<br />'''Shawn''': Sei malato!
*'''Gus''': Allora, che è successo?<br />'''Shawn''': Due cose: la prima, lo faremo licenziare! La seconda, il caso è nostro!<br />'''Gus''': Nonostante tutto sei riuscito a convincerlo?<br />'''Shawn''': Definisci "convincere".<br />[...]<br />'''McNab''': Ah, siete stati ingaggiati!<br />'''Shawn''': Definisci "ingaggiati".
*'''Shawn''': Non ti sembra arrivato il momento di tornare in sella?<br />'''Jules''': È solo un trasferimento temporaneo, è piuttosto comune per i poliziotti che hanno vissuto un... esperienza traumatica.<br />'''Shawn''': Senti, quella storia di Yin è stata dura per tutti, ma ho la sensazione che tu ti stia nascondendo in questo enorme ufficio postale.<br />'''Gus''': È il municipio Shawn!<br />'''Shawn''': Abbiamo un municipio?
*'''Shawn''': Cosa ci fai tu qui?<br />'''Lassiter''': Il sindaco ha chiesto di vedermi.<br />'''Gus''': Ovviamente non ci crediamo.<br />'''Lassiter''': Liberi di credere quello che volete.<br />'''Shawn''': Ti prego non dirlo a Gus, adesso ti dirà che Michael Jackson non è morto.<br />'''Gus''': Ha imparato a simulare la morte da Lisa Marie.<br />'''Shawn''': Il che sottintende che Elvis è ancora vivo.<br />'''Gus''': Elvis è morto due anni fa, possibile che tu sia così ingenuo? Te l'ho detto due anni fa! Faceva il cassiere in un negozio di scarpe e...<br />'''Shawn''': No, no, no Gus! Non voglio parlarne con te!
*Sei preoccupato per lei perché non vuole muoversi da questa prigione postale, non risponde al telefono e guarda la tinta più scura dei capelli appena accennata! ('''Shawn''' a Lassiter parlando di Jules)
*'''Shawn''': Ci servono informazioni.<br />'''Ken''': Aspetta, non siete venuti qui per pagarmi?<br />'''Shawn''': Penso che ti abbiamo pagato.<br />'''Gus''': No, non l'abbiamo fatto.<br />'''Shawn''': Sì. In gratitudine e lezioni di vita.<br />[...]<br />'''Gus''': Ci servono informazioni sulle monete false di Hong Kong.<br />'''Shawn''': E sulla mafia cinese.<br />'''Gus''': E vogliamo che ci spieghi il finale de ''La tigre e il dragone''.<br />'''Ken''': Che cosa?! Voi pensate che siccome sono asiatico dovrei sapere queste cose? Siete al limite del razzismo!<br />'''Shawn''': Razzismo? No! Inappropriato.<br />'''Gus''': Sì.<br />'''Shawn''': Offensivo.<br />'''Gus''': Certo.<br />'''Shawn''': Uno stereotipo.<br />'''Gus''': Certo.<br />'''Shawn''': Non razzista!<br />'''Gus''': Forse un po' razzista.<br />'''Shawn''': Gus, per favore! Allora Ken: Quante triadi conosci e/o, tu ne fai parte?
*'''Gus''': Se tu vuoi impormi delle regole allora anch'io imporrò delle regole!<br />'''Shawn''': Quali regole?<br />'''Gus''': In passato mi hai offerto come agnello sacrificale per risolvere i tuoi problemi!<br />'''Shawn''': Cosa!? Fammi un esempio. No, aspetta... lascia stare.<br />'''Gus''': Nuova regola: D'ora in poi qualsiasi storia di copertura o nuova identità dovrà essere prima vagliata da me e approvata!<br />'''Shawn''': Approvata?<br />'''Gus''': Per iscritto, con tre giorni di anticipo!<br />'''Shawn''': Gus, stai scherzando vero?<br />'''Gus''': No, Shawn, ho bisogno di tempo per preparare il mio alter-ego perché concordi col tuo e con la situazione.<br />'''Shawn''': Non so nemmeno dove sarò fra tre giorni.<br />[...]<br />'''Shawn''': {{NDR|presentando Gus}} E quindi, lui è un informatore farmaceutico che lavora in nero presso un'agenzia di detective sensitivi e una volta al campeggio si è fatto la pipì sotto.<br />'''Gus''': Mi era schizzata l'acqua nei pantaloni, Shawn!
*'''Shawn''': Corri subito in ufficio e prendi i costumi da ninja!<br />'''Gus''': E a cosa potrebbero servirci?
*'''Gus''': Le triadi d'oro tagliano le mani!<br />'''Shawn''': Non tutte insieme e, tecnicamente abbiamo quattro possibilità.
*'''Arthur Chang''': Io la conosco, è il sensitivo che lavora per la polizia.<br />'''Shawn''': Sì, esatto. Ci hanno assunti per questo caso.<br />'''Arthur Chang''': Il capo ha detto di no.<br />'''Shawn''': Non capisco perché avrebbe dovuto dire una cosa del genere.<br />'''Arthur Chang''': Lo ha detto a lei!<br />'''Shawn''': Già, è una messinscena che facciamo per depistare la gente.<br />'''Arthur Chang''': Per depistare chi?
*'''Ken''': Ragazzi, vi rendete conto che da quando mi avete licenziato lavoro di più?<br />'''Gus''': Sì, certo!
*'''Shawn''': Salve, vorrei partecipare a questa lezione.<br />'''Karateka''': Questa?<br />'''Shawn''': Esatto, e dovrebbe incominciare fra...<br />'''Karateka''': Cinque minuti.<br />'''Shawn''': Già. Di solito arrivo dieci minuti prima, quindi mi sento già in ritardo.<br />'''Karateka''': Questa è per bambini dai cinque agli otto anni.<br />'''Shawn''': Sì. Esatto. È quella che definisco...<br />'''Gus''': Discriminazione.<br />'''Shawn''': Esatto.<br />'''Karateka''': Discriminazione?<br />'''Gus''': In base all'età!<br />'''Karateka''': E lei chi sarebbe?<br />'''Gus''': Sarei il suo avvocato.<br />'''Karateka''': Ha portato dietro un avvocato?<br />'''Shawn''': Io ho sempre un avvocato a mia disposizione! C'è talmente tanta ingiustizia nel mondo che praticamente non si può uscire di casa senza e a quanto pare oggi ce n'è bisogno!<br />'''Karateka''': Perfetto, allora ci vediamo in tribunale! E adesso se...<br />'''Gus''': Perfetto! Ho bisogno di una sua dichiarazione e dato che faremo una causa sia civile che penale avrò anche bisogno della polizia, posso usare il suo telefono? O lo fa usare solo a persone con la pelle bianca?<br />'''Karateka''': E chi ha parlato di pelle bianca?<br />'''Gus''': Lo ha appena fatto!<br />'''Karateka''': La parola "persone con la pelle bianca" non è mai uscita dalla mia bocca!<br />'''Gus''': Lo ha fatto ancora, per fortuna che ho con me il mio registratore portatile! Comunque la informo che questa conversazione verrà messa agli atti!<br />'''Karateka''': A-a-a... Ha registrato!? Questo è pazzesco!<br />'''Gus''': Pazzesco!? Sa cos'è pazzesco!? Ho querelato ben 300 attività l'anno scorso, ho fatto causa a un venditore di hot-dog e gli ho preso tutto tranne le ruote del camion dei panini che ho avuto due mesi dopo nella causa civile!
*'''Goo''': Concentrati!<br />'''Shawn''': Mi scusi.<br />'''Goo''': Non ti stai concentrando!<br />'''Shawn''': Io... il fatto è che mio padre non mi ha mai fatto fare karate!<br />'''Goo''': Questo non è karate!<br />'''Shawn''': No, ma, più o meno è la stessa cosa!<br />'''Goo''': Non è la stessa cosa!
*'''Jules''': Capo?<br />'''Vick''': Come andiamo O'Hara?<br />'''Jules''': Bene.<br />'''Vick''': Bene?<br />'''Jules''': Alla grande!<br />'''Vick''': Alla grande?<br />'''Jules''': Alla grande!<br />'''Vick''': Alla grande?<br />'''Jules''': Alla grande!<br />'''Vick''': Alla grande.
*'''Shawn''': Lo abbiamo perso!<br />'''Gus''': È dietro di noi!<br />'''Shawn''': Parlo di quello che stiamo inseguendo!<br />'''Gus''': Io di quello che sta seguendo noi!
*'''Shawn''': Qual era il tuo [[Piani dalle serie televisive|piano]]?<br />'''Gus''': Aspettavo delle grida, allora in base all'intensità mi sarei regolato di conseguenza. Se avessi sentito supplicare sarebbe stata una variabile.<br />'''Shawn''': Sei incredibile, stai controllando l'e-mail!<br />'''Gus''': Devo essere produttivo quando sono nervoso!
*Una parte di me è cinese. Ora. ('''Shawn''')
*'''Shawn''': Signor Han Tan... oppure è Tan Han? Mi confondo sa, perché sulla maglietta di Yao Ming c'è scritto Yao e non Ming! [...] Lasciatemi iniziare la conversazione dicendo che adoro il ping-pong, il pollo del generale Zong e la vostra versione della dama! Le vostre esercitazioni antincendio sono estremamente divertenti, e China Girl di David Bowbley? [...] Ho anche praticato l'antica arte marziale del wushu sotto la guida della vostra brava gente. [...] Suo figlio vuole iniziare una guerra tra le triadi. Teno. Quello cattivo. Immagino che lei abbia un suo modo per distinguerli ma personalmente credo che sia il più cattivo! Magari è il tatuaggio, il comportamento generale, come aggrotta la fronte, a volte percepisci una persona e... {{NDR|Gus gli fa notare che Han Sang potrebbe non capire l'inglese e lui prosegue la conversazione tramite sciarade}} Una parola: West Hight Story! Su-o fi-glio quello sim-pa-ti-co che ha la fel-pa ne-ra, si è innamorato della fi-glia del si-gno-r Chang, anche lei simpatica. Ed ecco la parte che non le piacerà: lei è in-cin-ta! Aspetta su-o nipo-te! C'è una be-la pagnotta cinese nel forno!<br />[...]<br />'''Gus''': Ci serve un interprete.<br />'''Shawn''': Abbiamo risolto il caso.<br />'''Gus''': Ma non possiamo dirlo a nessuno!<br />'''Shawn''': Perché non capiscono quello che diciamo.<br />'''Ken''': Senti, io conosco solo nove parole in cinese; e sei di queste sono numeri!<br />[...]<br />'''Han Tan''': Ora basta! Io vi capisco!
*'''Shawn''' {{NDR|al telefono}}: Sto per risolvere il caso.<br />'''Jules''': E allora chiama Lassiter!<br />'''Shawn''': Mi servi tu!<br />'''Jules''': No, non vengo!<br />'''Shawn''': Ascolta, Jules, Yin se l'è presa anche con me. Ma non gli permetterò di impedirmi di vivere. Devi venire anche tu o andrò a picco da solo! Be', cioè con Gus. Sai che cosa voglio dire.
*Sono riuscito a superare i sette livelli di Shan-fu su Nintendo. E Gus può testimoniare. ('''Shawn''' cercando di intimorire Teno Tan)
*'''Jules''': Grazie.<br />'''Shawn''': Stavo per dirti la stessa cosa.<br />'''Jules''': Avevo bisogno di un calcio nel sedere per scuotermi.<br />'''Shawn''': Io non ti darei mai un calcio.<br />'''Jules''': Non ti sei arreso.<br />'''Shawn''': Non mi arrenderò mai. Che mi dici, ci abbracciamo?<br />'''Jules''': Potremmo farlo.<br />{{NDR|entra Lassiter}}<br />'''Shawn''': Un'altra volta.
*'''Lassiter''': Ehi, so che stai lavorando su un progetto speciale. {{NDR|le passa una pila di documenti}}<br />'''Jules''': Ah, Carlton! Vuoi propinarmi del lavoro in più!? Queste sono le tue tasse!<br />'''Lassiter''': Io lo faccio per te.<br />'''Jules''': Credi che questo mi aiuti?<br />'''Lassiter''': Be', sei qui. Quindi sta funzionando.<br />{{NDR|Jules lascia cadere i documenti}}
==Episodio 2, ''Annegamento asciutto''==
*'''Lassiter''': O'Hara, me ne occupo io finché tu non ti riabitui alla terra ferma.<br />'''Jules''': Sto bene e voglio dare una mano.<br />'''Lassiter''': Ok, prendi appunti: Un decaffeinato lungo senza latte e zucchero.
*'''Lassiter''': Senti McNab, ho accettato un mucchio di casi mentre O'Hara se la godeva in vacanza...<br />'''McNab''': Era in congedo per lo stress.<br />'''Lassiter''': Impara a non contraddirmi.
*'''Lassiter''': Sei così prevedibile Specer.<br />'''Shawn''': Come quello che dirai alla tua prossima donna: "scusami, è la prima volta che mi succede".
*Mentirei se dicessi che amo chiedere a mio padre l'assegnazione dei casi, come mentirei se dicessi che Val Kilmer è ancora in forma. ('''Shawn''')
*'''Lassiter''': Ho capito bene, frequenti un corso di tip-tap?<br/>'''Gus''': Sì.<br />'''Lassiter''': Vuoi punirti?<br />'''Gus''': No!<br />'''Lassiter''': Ti obbliga qualcuno?<br />'''Gus''': No!<br />'''Lassiter''': Indaghi su un giro di droga tra i ballerini?<br />'''Gus''': No!<br />'''Lassiter''': E allora perché mai fai una cosa del genere?
*'''Lassiter''': Per farla breve da quando ho divorziato il mio terapeuta mi dice di uscire dal guscio e fare cose nuove e... dato che non mi piacciono i libri gialli ne i rapporti platonici con le donne... mi chiedevo se potevi farmi entrare nel tuo corso. Se ci riesci tu dev'essere facile.<br />'''Gus''': Sai che mi stai insultando e chiedendo un favore allo stesso tempo?<br />'''Lassiter''': Ti prego, l'assicurazione mi copre solo quattro sedute.<br />[...]<br />'''Lassiter''': Questa roba da femminucce non è poi così male.<br />'''Gus''': Femminucce non è la parola più adatta.<br />'''Lassiter''': Sì, è vero ma i sinonimi sono un po' troppo offensivi.
*'''Gus''': Cos'è che ti stressa?<br />'''Lassiter''': Ah, il lavoro, un vicino a cui ho ucciso gli scoiattoli... soprattutto il lavoro.
*'''Shawn''': Lavoreresti a un caso senza di me!?<br />'''Gus''': Tu hai lavorato a dei casi senza di me.<br />'''Shawn''': Perché sapevo di poterli risolvere!<br />'''Gus''': Vuol dire che senza di te io non posso risolvere il caso?!<br />'''Shawn''': No che non volevo dire questo!<br />'''Gus''': Perché se c'è una cosa che abbiamo imparato è che tu sei finito senza di me!<br />'''Shawn''': Ok, prima di tutto: noi non abbiamo mai imparato niente, e per seconda cosa; sono io che faccio così {{NDR|si mette in posa da sensitivo}} tu fai soltanto così {{NDR|mima un conato}}<br />'''Gus''': Sai una cosa, ci sto! Come Biancaneve ci sta col principe azzurro!
*'''Lassiter''': Sono il detective Carlton Lassiter, lui è il mio assistente Burton Guster.<br />'''Gus''': Shawn non mi presenta mai col mio vero nome.
*'''Gus''': Conosci Shawn, di solito non mi permette di aprire bocca!<br />'''Lassiter''': Ah, invece O'Hara vomita sempre le sue opinioni, come se mi fossero utili, o gliele chiedessi, o la implorassi... perché le donne rovinano tutto!<br />'''Gus''': Penso che sia ora di chiamare il tuo psichiatra.
*'''Gus''': Cosa ci fai tu qui?<br />'''Shawn''': Ti ho riportato il coltello con cui mi hai pugnalato alle spalle.
*{{NDR|Dopo aver assegnato a Shawn il caso a cui lavorano Gus e Lassiter}}<br />'''Henry''': Ora devo trovarti un partner!<br />'''Jules''': Ah, eccomi! Sono io! Di che caso si tratta!?<br />'''Shawn''': Di quello di Gus e Lassiter!<br />'''Jules''': Sì! Sì! Perfetto! Ho bisogno di lavorarci, mi tratta come una recluta da quando sono tornata in servizio! Sono pronta a buttarmi sul caso anche se dovrò fare da babysitter a Shawn!<br />'''Henry''': Bene! Lavorerete insieme al caso. Cercando di non fare troppi guai. Aria.<br />{{NDR|Shawn e Jules si allontanano}}<br />'''Shawn''': Babysitter? Andiamo Jules!<br />'''Jules''': Shawn, cosa hai fatto oggi?<br />'''Shawn''': Dunque, ho guardato ''[[Phineas e Ferb]]'', poi ho fatto merenda e poi un sonnellino. Ero molto stanco.<br />'''Jules''': Ecco. Appunto.
*'''Shawn''': Gus, svegliati: siamo nel 2008!<br />'''Gus''': Siamo nel 2010!<br />'''Shawn''': Sì, certo! E perché non siamo in guerra coi robot?
*'''Lassiter''': Non puoi trattarmi così, sei solo un collaboratore!<br />'''Henry''': Ah, sì? So cosa hai fatto agli scoiattoli del vicino.<br />'''Lassiter''': Procediamo.
*{{NDR|Shawn e Jules vedono di nascosto Gus e Lassiter che ballano il tip-tap}}<br />'''Shawn''': Hai visto? Loro sì che lavorano al caso!<br />'''Jules''' {{NDR|a Lassiter e Gus}}: Così è questo che fate quando siete soli? Ballate il tip-tap?<br />'''Gus''': Ebbene sì, ho fatto entrare Lassiter nel mio corso di tip-tap!<br />'''Shawn''' {{NDR|a Lassiter e Gus}}: Oh, fate un corso di ballo fianco a fianco, che dolci! Cos'altro farete insieme, l'uncinetto? Pilates sul bagnasciuga? {{NDR|a Jules}} dai intervieni, mentre penso a qualcos'altro.<br />'''Jules''': Vi darete anche al bridge?<br />'''Shawn''' {{NDR|a Lassiter e Gus}}: Sì, al brid- cosa!? {{NDR|a Jules}} ehi, il bridge è un bel gioco!<br />'''Gus''': Si dà il caso che il tip-tap piaccia a entrambi!<br />'''Lassiter''': E mentre voi due andavate in giro a spiare la gente...<br />'''Gus''' e '''Lassiter''': ... Noi abbiamo trovato una pista!<br />'''Shawn''': Che carini, vi finite le frasi a vicenda, be', anche noi ne abbiamo una.<br />'''Jules''': Be', veramente la nostra è più una...<br />'''Shawn''': ... Omelette!<br />'''Jules''': Shawn, per quale strano motivo hai pensato che stessi per dire omelette?<br />'''Lassiter''': Lasciamoli soli, Guster. {{NDR|lui e Gus se ne vanno}}<br />'''Jules''': Non aveva senso con la mia frase!<br />'''Shawn''': Be', credevo che iniziasse per "O".<br />'''Jules''': E hai sparato Omelette!?
*'''Shawn''': Vorrei donare il mio corpo alla scienza.<br />'''Tonya''': Non lo donerebbe a qualcun altro?<br />'''Shawn''': La sua è una proposta indecente? {{NDR|Jules gli dà una gomitata}} Che c'è? Ha cominciato lei! Veramente tutti e due vorremmo offrirci per diventare cavie umane per la scienza!<br />'''Tonya''': Di solito ai volontari diamo venti dollari.<br />'''Shawn''': Ci sto!<br />'''Tonya''': Mi spiace ma cerchiamo solo donne.<br />'''Shawn''' {{NDR|indicando Jules}}: Ci sta!
*'''Jules''': Che stai facendo?<br />'''Shawn''': Quello che fanno tutti nel grande schema cosmico.<br />'''Jules''': Smettila!<br />'''Shawm''': La tua negatività sta interferendo coi miei recettori sensitivi, ti dispiacerebbe indirizzarla altrove mentre cerco di sbloccarli?<br />'''Jules''': Cosa vorresti che facessi?<br />'''Shawn''': Be', per esempio Gus cercherebbe di rimorchiarla!<br />'''Jules''': Io non vado con le ragazze!<br />'''Shawn''': Non ti attraggono? Hai paura che ti piaccia? Io proverei.<br />'''Jules''': Shawn, quella ragazza potrebbe essere pericolosa!<br />'''Shawn''': Be', dovresti scoprirlo prima di fidanzarti con lei perché per amore non si cambia!
*'''commesso dell'autonoleggio''': L'auto doveva ritornare indietro ma Stevens è sparito. Pensate che l'abbia rubata?<br />'''Lassiter''': Direi che le possibilità che ha di rivedere quell'auto sono pari a quelle di diventare ricco facendo questo lavoro.
*Le persone fanno sesso e si uccidono. È questo il mondo reale, i sentimenti ormai non contano più niente. ('''Lassiter''')
*'''Jules''': Devo tornare al dipartimento a mettere insieme i pezzi.<br />'''Shawn''': Al dipartimento? Non puoi farlo da Japan Juice?<br />'''Jules''': Non ho con me i pennarelli per evidenziare quello che sappiamo ed estrapolare ciò che non sappiamo.<br />'''Shawn''': Come hai detto?<br />'''Jules''': Estrapolare.<br />'''Shawn''': Deve essere noioso.<br />'''Shawn''': Chi quando lavora si diverte?<br />'''Shawn''': [[Ron Jeremy]]. Si diverte eccome.
*'''Jules''': Mi dispiace Shawn ma... è finita.<br />'''Shawn''': Sì, ti capisco. È stato bello.<br />'''Jules''': No, non è vero.<br />'''Shawn''': Siamo una grande squadra!<br />'''Jules''': Per niente! Sei stato un disastro! Un collega non racconta bugie, non scappa nel bel mezzo di un'indagine e soprattutto non fruga nella mia borsa, prende il mio cellulare e manda a tutti i ragazzi della rubrica una foto di un cane con scritto "questo sei tu!".
*'''Shawn''': Ehi Woody, secondo te io come morirò?<br />'''Woody''': Ucciso. E la tua testa non verrà mai ritrovata. {{NDR|Gus alza la mano}} Tu sotto una macchina.
==Episodio 3, ''Incontri non tanto ravvicinati''==
*{{NDR|Lassiter uscendo dalla macchina chiude al suo interno Henry}}<br />'''Jules''': Smettila di trasferire la tua frustrazione per Shawn su Henry!<br />'''Lassiter''': Meglio che sul gatto del vicino. {{NDR|apre la portiera a Henry}}<br />'''Henry''': Avrei anche potuto soffocare la dentro!<br />'''Lassiter''': C'era il finestrino abbassato!<br />'''Henry''': Sono felice che Shawn ti abbia riempito il telefono di burro!<br />'''Lassiter''': Lo sapevo che era colpa sua!<br />'''Jules''': Ehy!<br />'''Lassiter''': Ho ancora il burro nelle orecchie!
*'''Kessler''': Cosa siete voi, inseguitori di UFO?<br />'''Shawn''': Eh, eh, eh... niente di così ridicolo. Siamo detective sensitivi.
*'''Shawn''': È ora che la smettiamo di fare strane congetture: non è stata una mummia, non è stato il demonio e neanche Bigfoot!<br />'''Gus''': Bigfoot non l'abbiamo mai sospettato!<br />'''Shawn''': E lo scuolabus scomparso? C'erano segni di morsi sui cuscini, e il sedile dell'autista era indietro di due metri.
*{{NDR|Shawn e Gus entrano nella stanza segreta di Dennis}}<br />'''Shawn''': Non ci credo! Hai una copia dell'elmetto indossato da Capitan Adama nella prima serie di [[Battlestar Galactica]]!<br />'''Gus''': E gli occhiali di Levar Burton di [[Star Trek]]!<br />'''Dennis''': Ma queste non sono copie. Li ho pagati 15000 dollari l'uno a un'asta!<br />'''Gus''': Mai vista una motivazione migliore per far soldi!<br />'''Dennis''': E questo non è tutto, ora vi faccio vedere dove avviene la magia: la vera magia! Di sotto c'è un'altra stanza nascosta dove mi alleno con i trucchi.<br />'''Shawn''': Ma perché tutti questi segreti?<br />'''Dennis''': Be', quando ho conosciuto Molly era evidente che le interessavano solo i veri machi, così è quello che ho finto di essere, e alla fine lei ci ha creduto. Ormai è una vita che fingo.<br />'''Gus''': Sembra faticoso.<br />'''Dennis''': E non avete idea quanto! Ogni giorno che passa è una nuova sfida: fare finta di andare in bagno mentre c'è Geopardy, aspettare la notte per venire qui a seguire le attività degli UFO o a cucire un costume per la fiera del rinascimento!<br />'''Gus''' {{NDR|osservando il costume rinascimentale}}: Eccellente lavoro maestro!<br />'''Dennis''': Grazie, Gus. Il peggio è quando sto coi mariti delle amiche di Molly, devo dire cose assurde come "birrami" o "sì, io faccio colpo" ma su chi dovrei fare colpo!?<br />'''Gus''': Probabilmente su una donna attraente.<br />'''Dennis''': Sì, ma è orribile.<br />'''Shawn''': Ne vale la pena Dennis?<br />'''Dennis''': Avete visto mia moglie?<br />{{NDR|Shawn e Gus annuiscono}}
*'''Gus''': Tobey è stato rapito dagli alieni!<br />'''Shawn''': No, non è vero!<br />'''Gus''': Sì invece!<br />'''Shawn''': No invece!<br />'''Gus''': Sì invece!<br />'''Shawn''': No invece!<br />'''Gus''': Sì invece!<br />'''Shawn''': No invece!<br />'''Gus''': Sì invece!<br />'''Shawn''': No all'infinito!
*'''Henry''': Che ci fate qui?<br />'''Shawn''': Siamo qui per seguire il caso di Tobey Shoe.<br />'''Henry''': Non credo proprio. Shawn, io ti avevo avvertito: non rischio il collo per due che vengono considerati gli scemi del villaggio.<br />'''Shawn''': Gli scemi del villaggio? {{NDR|rivolto al dipartimento}} bene, chi lo pensa di voi? {{NDR|alzano tutti la mano, anche Jules e Shawn la guarda male}} Jules!<br />'''Jules''': ... Scusa... {{NDR|abbassa la mano}}
*'''Woody''' {{NDR|parlando di ciò che ha trovato nello stomaco di Tobey}}: C'era una scheda di memoria.<br />'''Gus''': Scheda di memoria sta forse per embrione alieno che poi esce dalle orecchie della gente?<br />'''Woody''': Quella è una stella marina.
*'''Lassiter''': Sai, Spencer, visto che ti sei rifiutato di assumere quell'indovino di tuo figlio ti ho ufficialmente tolto dalla mia lista nera. Ecco, guarda. {{NDR|mostra una lista di nomi tra cui quello di Henry, barrato}}<br />'''Henry''': Tu quindi hai davvero una lista nera?!<br />'''Lassiter''': Prendo nota delle persone che mi hanno fatto un torto. Sai come tuo figlio, mia madre, la maledetta Olimphia Duchakis...<br />'''Henry''': Mi stai disturbando.<br />'''Lassitr''': Ah, davvero? {{NDR|scrive nuovamente il nome di Henry}} bentornato Henry.
*'''Shawn''' {{NDR|rivolto a Dennis}}: Non saprai mai cosa significa essere un tipo normale finché fingerai di essere ciò che non sei.<br />'''Gus''': Puoi fidarti. Lui lo sa.
*'''Shawn''': Che ci fa qui il camion più bello del mondo? {{NDR|indica un tir}}<br />'''Gus''': Sembra un [[Transformers|Decepticon]].<br />'''Shawn''': Gus, non è un Decepticon.
*{{NDR|Gus e Shawn vengono inseguiti da un elicottero luminoso che sembra un UFO}}<br />'''Shawn''': Non voglio essere esaminato, Gus!<br />'''Gus''': Di che ti spaventi!' Sei il meno esotico tra noi due!
*C'è una linea sottile tra l'essere colti e l'essere arroganti. ('''Shawn''')
*{{NDR|Dennis nel tentativo di salvare Shawn e Gus colpisce due malviventi con un nunchaku e successivamente se stesso}} Sai, sembravi un duro finché non ti sei colpito in faccia da solo. ('''Shawn''')
*'''Molly''' {{NDR|entrando nella stanza segreta di Dennis}}: In questo momento dove mi trovo?<br />'''Dennis''': Piccola... ciao...<br />'''Molly''': Denny, che succede?<br />'''Dennis''': Sai... cose da uomini! {{ndr|Molly lo fissa}} A-ascolta... c'è una cosa che vorrei dirti... i-io non sono un vero sportivo. Sono un gigantesco nerd.<br />'''Molly''': Non so cosa dire.<br />'''Dennis''': Sei arrabbiata?<br />'''Molly''': No. Peggio. Denny, tu lo sai che ho visto ogni singolo episodio della prima serie di Battlestar Galactica una cinquantina di volte? Non te l'ho mai detto perché credevo che tu detestassi queste cose.<br />'''Dennis''': Tu, stai scherzando...?<br />'''Molly''': No. Cosa credi che abbia guardato quando sei partito per quella conferenza lo scorso week-end?<br />'''Dennis''': Non era una conferenza, era una mostra sui fumetti d'autore.<br />'''Molly''': Non ci credo! Ci sarei voluta andare anch'io!<br />'''Dennis''': Ti amo!<br />'''Molly''': Ti amo!<br />{{NDR|si baciano}}<br />'''Gus''' {{NDR|guardando Molly}}: È diventata ancora più sexy!
==Episodio 4, ''La signora omicidi''==
*Guardare il cadavere di questo giovane è come guardare la mia morte in faccia. Se qualcuno va in giro ad uccidere giovani attraenti qui a Santa Barbara allora tutti noi siamo in pericolo. Be', forse non tutti ma sicuramente io sì. ('''Shawn''')
*'''Lassiter''': Cominciamo coi testimoni, tu chi scegli le attempate o le rifatte?<br />'''Jules''': Le rifatte!
*'''Vick''': Pare che la vittima sia morta per avvelenamento e non per la caduta, sei stato bravo Spencer.<br />'''Shawn''': Be', dopotutto, la tossicologia non è una scienza.<br />'''Gus''': Sì che lo è. Quella che studia le tossine.
*Capita a tutti prima o poi di fare la figura dell'idiota. ('''Shawn''')
*'''Jules''': Perché se un uomo anziano esce con una ragazza giovane viene visto come un mito, e invece se una donna matura si trova un ragazzo più giovane viene socialmente emarginata?!<br />'''Lassiter''': Perché è disgustoso.
*'''Preascot''': A quando risale un suo rapporto andato a buon fine?<br />'''Shawn''': Definisca "rapporto".<br />'''Preascot''': Il modo in cui due concetti, oggetti o persone sono connessi tra loro o la condizione di essere connessi.
*'''Lassiter''': Magari uccidere la eccita. Come toccare la carne soda di un bel maschione!<br />'''Jules''': Tu non stai bene. La tua teoria su questo caso è perversa. E anche tu sei perverso.
*'''Lassiter''': Signora Tucker, sta cercando di sedurmi?<br />'''Gillian''': Non ci penso neanche.
*'''Jules''': Quella donna non sta affatto andando a un appuntamento di lavoro. Deve vedersi con qualcuno.<br />'''Lassiter''': Da cosa lo capisci?<br />'''Jules''': Per chi si è fatta la messa in piega, per te?<br />'''Lassiter''': È probabile.<br />'''Jules''': Io sono una donna nel caso lo avessi dimenticato. Dev'essere interrogata per un omicidio e viene vestita in questo modo!? No! Sta mentendo, e chissà su quante altre cose non sta dicendo la verità.<br />'''Lassiter''': Già, hai ragione. Dobbiamo pedinarla.<br />'''Jules''': Questo non l'ho detto.<br />'''Lassiter''': Perché devi contraddirmi anche quando sono d'accordo con te?
*'''Lassiter''' {{NDR|parlando di Gillian}}: Starà aspettando un altro stallone, magari uno ancora più giovane di Lance.<br />'''Gus''': Più giovane!? E con chi esce, con [[Justin Bieber]]?
*Essendo un sensitivo il mio grande dono è la percezione, capire senza sapere, imparare senza chiedere, osservare senza vedere. ('''Shawn''')
*'''Shawn''': Sto morendo, prenditi cura del mio alano, Lotar.<br />'''Gus''': Tu non hai nessun alano.<br />'''Shawn''': Allora compralo e chiamalo Lotar.
*'''Shawn''': Papà, vieni qui.<br />'''Henry''': {{NDR|si indica}}<br />'''Shawn''': Quanti padri ho?
*{{NDR|Shawn dà a Preascot un biglietto di scuse per le accuse di omicidio}}<br />'''Preascot''' {{NDR|leggendo}}: "Caro Preascot, scusi se l'ho accusata di aver tentato di uccidermi. Buona fortunaa. Ho detto buona fortuna. Firmato Shaaun Spencer." Ha scritto male il suo nome.<br />'''Shawn''': Sì, l'ho fatto apposta.<br />'''Preascot''': Non è vero.<br />'''Shawn''': Sì, è vero, non ho fatto il controllo ortografico.<br />'''Preascot''': Non sa come si scrive il suo nome?
*{{NDR|Gus, Shawn, Jules e Lassiter restano bloccati in coda sulla strada mentre sono diretti a fermare il killer }}<br />'''Jules''': Dobbiamo arrivare prima che lo uccida!<br />'''Lassiter''': Lo so, cosa vuoi che mi faccia strada sparando? {{NDR|pausa}} Lo faccio!
*Il mio migliore amico Gus sostiene che tutti potremmo comportarci con un po' più di cavalleria e sapete una cosa: credo proprio che abbia torto. Ecco come la vedo io; il modo in cui io ritengo sia giusto fare le cose non è l'unico modo [...] tutti possiamo crescere un po'. Perfino io. La verità è che voglio cambiare. che devo cambiare. Voglio che mio padre, sul letto di morte, tra quattro o cinque anni, mi guardi in faccia e mi dica "questo, questo è l'uomo che ho cresciuto!" e vorrei che il suo indice puntasse verso qualcun altro perché vorrebbe dire che probabilmente non sono suo figlio naturale. ('''Shawn''')
==Episodio 5, ''Sfide ad alta velocità''==
*{{NDR|La radio della polizia segnala il furto di una Lamborghini Murciélago}}<br />'''Jules''': Furto d'auto.<br />'''Lassiter''': Non un'auto, una Lamborghini!
*{{NDR|Durante un inseguimento il ladro semina Lassiter e Jules}}<br />'''Jules''': Lo sapevo, l'abbiamo perso! A quest'ora sarà già sulla periferia.<br />'''Lassiter''': O'Hara, se non vuoi darmi una mano puoi anche scendere.<br />'''Jules''': Siamo a cinque chilometri dalla centrale!
*{{NDR|Indicando un cadavere in un'auto}} Per questo non si devono mandare gli SMS mentre si guida. ('''Shawn''')
*'''Shawn''': Questo è un caso quasi perfetto per la Psych: auto di lusso...<br />'''Gus''': ... Donne di lusso...<br />'''Shawn''': ... Cibo di lusso...<br />'''Gus''': ... Omicidio.<br />'''Shawn''': Esatto.
*{{NDR|Guardando il video di Lassiter che insegue il ladro}}<br />'''McNab''': Accidenti che pilota.<br />'''Lassiter''': Grazie McNab, sai per me guidare è più di un semplice passatempo.<br />'''McNab''': Veramente intendevo l'altro.
*'''Shawn''': Gus, quando Lassiter arriverà a 230 tornerà indietro nel tempo, e stavolta non andrà in discoteca con la sorella.<br />'''Gus''': Era la madre, Shawn.<br />'''Shawn''': Andiamo, non essere fiscale.
*'''Lassiter''': Dimmi qualcosa che non so.<br />'''Shawn''': D'accordo: L'America ha vinto tutte le guerre in cui ha usato gli asini e il numero di telaio della Lamborghini è stato modificato il che significa che era già stata rubata.<br />'''Lassiter''': Sapevo anche questo, Spencer. Insomma, del telaio, non degli asini... Interessante!
*{{NDR|Durante il video dell'inseguimento si sente la voce di Lassiter che canta}}<br />'''Lassiter (voce registrata)''': Ta-ta-ta-ta-ta-ta-tan-ta... to-to-to-tom... ta-ta-ta-ta-ta-ta-tan-ta... to-to-to-tom...<br />'''Shawn''': Lassiter... cantavi un motivetto minaccioso?
*'''Lassiter''': Tu rimani qui perché: Non lavori a questo caso.<br />'''Shawn''': Ho capito. Papà!<br />'''Henry''': Ti assegno il caso.<br />'''Lassiter''': Henry!
*'''Lassiter''': Voi cosa ne sapete di corse illegali?<br />'''Shawn''': Quello che si impara da ''[[Fast and Furious]]'' quindi... quasi tutto.
*'''Lassiter''': Basta che ricordi che sono io il capo.<br />'''Shawn''': Prometto di seguirti alla lettera.<br />'''Gus''': Basta che non sia la [[Q]].<br />'''Shawn''': Anche le vocali non mi piacciono.
*'''Shawn''': Cerco di fare un'entrata così da quando ho lanciato il portafogli di Gus nel camino!<br />'''Gus''': Lo sapevo che non era stato uno [[scoiattolo]]!<br />'''Shawn''': Scusa, c'era uno scoiattolo e voleva prendere il tuo portafogli.<br />'''Gus''': Sei un bugiardo.<br />'''Shawn''': Ho inventato quella storia per addolcirti la vita.<br />'''Gus''': Ti rendi conto che hai incolpato un povero animaletto?<br />'''Shawn''': Gli scoiattoli mordono, non sono poveri animaletti!
*La tua è davvero una domanda retorica. Tipo "dov'è la penna?" o "sai fare le barchette di carta?". ('''Shawn''')
*'''Shawn''': Credo che mi avrebbe fatto fuori.<br />'''Tom''': Già. Rapidamente e in silenzio.<br />'''Shawn''': Il mio corpo sarebbe stato ritrovato?<br />'''Tom''': No, lui non lascia prove in giro.
*'''Shawn''': Ho una reputazione, io.<br />'''Gus''': Non hai una reputazione!<br />'''Shawn''': Me la sto costruendo.
*Viva Mexico! ('''Shawn''')
*'''Shawn''': È fatta!<br />'''Gus''': Ci ha battuti, Shawn.<br />'''Shawn''': Ma con meno distacco di quanto pensassi.
*'''Gus''': Devi aver tagliato i freni mentre montavi il kit nitro.<br />'''Shawn''': L'unica cosa che ho tagliato è quel cavo che va dai pedali alle ruote posteriori.
*'''Gus''': Siamo morti?<br />'''Shawn''': Io no. Ma se tu lo sei posso avere i 6800 dollari del tuo fondo pensione?<br />'''Gus''': Come fai a sapere quanto ho accumulato?<br />'''Shawn''': Ho... tirato a indovinare.
*'''Tom''': Voi due avete davvero le palle.<br />'''Shawn''': In tutto sono quattro. Senza contare quelle del mio amico.
*'''Shawn''': Vacci piano Lassiter, non puoi entrare in quell'officina tutto effeminato, prenderli a schiaffi e aspettare che uno di quelle bestie confessi.<br />'''Lassiter''': Non sono mai stato effeminato in vita mia.
*Si dice che capisci davvero cosa vuol dire essere vivo solo quando batti il tuo [[record]]. È pura adrenalina. Non si tratta solo di vincere una corsa, quello lo può fare chiunque abbia abbastanza cavalli nel motore, sto parlando di libertà. Di superare i limiti. Se tu mi dici che non posso fare qualcosa, io ti dimostro che posso farla. A costo di morire. ('''Tom''')
*Se vuoi raggiungere il massimo devi essere pronto anche a pagare il massimo. ('''Shawn''')
*'''Shawn''': Dammi un pugno!<br />'''Lassiter''': Cosa?!<br />'''Shawn''': Dammi un pugno o salterà la mia copertura!<br />'''Lassiter''': Non voglio darti un pugno.<br />'''Shawn''': Ok: A Regan puzzavano i piedi!<br />'''Lassiter''': Bastardo! {{NDR|gli dà un pugno}}
*'''Shawn''': Non me la bevo.<br />'''Gus''': Be', puoi sempre mangiartela.
*'''Tom''': Hai l'anima el kamikaze. Posso sentirne l'odore!<br />'''Shawn''': No, non è kamikaze. È CK1 per uomini.
*'''Jules''': Delle zucchine nel tubo di scappamento. Non so se è geniale o stupido.<br />'''Gus''': Io direi stupido.<br />'''Shawn''': C'è una sottile linea tra le due cose.
*'''Lassiter''' {{NDR|a Shawn}}: Non si scende a patti coi rapitori, è alla base dell'addestramento.<br />'''Jules''': Sì ma, era per salvare Gus. Uno di noi!<br />'''Lassiter''': Sicura?<br />'''Gus''': Cosa!?<br />'''Lassiter''': No, scusa. Mi sono espresso male: la verità è che ti apprezzo molto Guster. Anche se mi chiedo quale sia il tuo supporto alle operazioni.<br />'''Jules''': Carlton!<br />'''Lassiter''': Che c'è? Almeno sono sincero!<br />'''Gus''': Ok Lassiter, ti elenco le mie doti principali: uno, so fare le crostate, due, ho un superfiuto, tre, ho un atteggiamento positivo sul lavoro, quattro, ho competenze farmaceutiche... {{NDR|si allontanano}}
*'''Shawn''': È un vero peccato che tu non abbia potuto vedermi alla guida di quella macchina. Che ne dici se andassimo a farci un giretto?<br />'''Jules''': È sotto sequestro, Shawn.<br />'''Shawn''': Davvero? In realtà ci verresti.<br />'''Jules''': No, non ci verrei.<br />'''Shawn''': Sì, ci verresti. Perché hai l'anima della kamikaze. Posso sentirne l'odore a miglia di distanza.<br />'''Jules''': Davvero disgustoso.<br />'''Shawn''': Eppure funzionava in ''[[Point Break - Punto di rottura|Point Break]]''.<br />'''Jules''': Non l'ho mai visto.<br />'''Shawn''': Non hai mai visto ''Point Break''!?<br />'''Jules''': No. Ho visto ''[[Fast Break]]''!
==Episodio 6, ''Due coppie improbabili''==
*'''Shawn''': Chi sono quelli?<br />'''Henry''': Boone e Peters, veterani del dipartimento. Hanno lavorato a lungo per Wilkins, oggi fanno i volontari. Sono delle leggende.<br />'''Shawn''': Lo sono anche i folletti, ma loro non vanno sulla scena del crimine.
*'''Shawn''': Loro sono solo due vecchie tartarughe contro due lepri giovani e vitali!<br />'''Gus''': Ma la tartaruga vinse.<br />'''Shawn''': Solo perché la lepre era stanca.
*'''Peters''': Fatti da parte e cercherò di non metterti in imbarazzo.<br />'''Shawn''': Grazie ma ci riesco benissimo da solo!<br />'''Peters''': Puoi dirlo forte [[Colombo (serie televisiva)|Colombo]]!
*'''Shawn''': Lo sai che Peters e Boone passano il tempo al parco a giocare a dama?<br />'''Henry''': Sono ancora i migliori. Hai visto il lavoro che hanno fatto al molo?<br />'''Shawn''': Solo fortuna.<br />'''Henry''': No, Shawn. L'istinto di un buon poliziotto non muore mai.<br />'''Shawn''': È colpa tua se ora stanno calpestando il mio orgoglio con le loro scarpe da anziani senza lacci. Quando uno va in pensione deve restarci!
*'''Boone''': Tesoro, poi avremo bisogno di una tazza di caffè bollente e qualche pasticcino.<br />'''Jules''': Per l'amor del cielo, Boone! Io sono un detective!<br />'''Boone''': Sì, come no.
*Oh, bene, il veggente e quello che somiglia a Lavanda Paige da giovane! ('''Peters''' parlando di Shawn e Gus)
*'''Shawn''': Questa è la nostra tattica! Siamo noi che arriviamo prima e siamo noi che infrangiamo le regole!<br />'''Peters''': Noi infrangevamo le regole da prima che esistessero.
*'''Shawn''' {{NDR|guardando Peters e Boone}}: Ti prego dimmi che non sembriamo come loro.<br />'''Gus''': Noi siamo come loro.
*{{NDR|Peters e Boone stanno scassinando un armadietto}}<br />'''Peters''': Guarda che secondo me non è il numero [[nove]]!<br />'''Boone''': Ma che dici? Il nove porta fortuna!<br />'''Peters''': È il tuo numero fortunato?<br />'''Boone''': No, ma è il mio numero preferito!<br />'''Peters''': Ne hai uno fortunato e uno preferito?<br />'''Boone''': Non voglio affrontare l'argomento adesso.<br />'''Shawn''' {{NDR|osservandoli}}: Noi sembriamo così?<br />'''Gus''': Sì, esattamente così!
*'''Jules''': Detective so che siete molto scossi per cui se dovesse servirvi qualcosa sappiate che sono a vostra disposizione.<br />'''Boone''': Davvero?<br />'''Jules''': Sì. Certo.<br />'''Boone''': Può ritirare il mio bucato, sarà pronto alle cinque.<br />'''Jules''': No. Ma se me lo richiede raccoglierò i suoi denti dal pavimento.
*'''Boone''': Non azzardarti mai più a inserire le parole "me" e "tu" nella stessa frase!<br />'''Gus''': Non ho detto la parola "me" ho detto "noi"!
*'''Shawn''': Tutti noi messi insieme facciamo più di trecento anni di lotta selvaggia al crimine e alle ingiustizie! Che ne dite? Noi siamo le mele e voi le arance!<br />'''Peters''': No! Dobbiamo essere lo stesso frutto!<br />'''Shawn''': Oh, è ragionevole. Mi sembra giusto.<br />'''Gus''': Sì, in effetti è giusto.<br />'''Shawn''': Che ne dite di mele all'uva?<br />'''Boone''': A me piacciono tanto le mele all'uva!<br />'''Peters''': Ok. Affare fato, siamo delle mele all'uva!
*'''Shawn''': Possiamo risolvere il caso!<br />'''Gus''': No, Shawn. Non possiamo.<br />'''Shawn''': Con noi non intendo solo noi ma anche loro perché noi più loro è uguale noi!
*'''Peters''': Credevamo che ci mancasse la vita da sbirri e di avere ancora qualcosa nel serbatoio. Eravamo convinti di potervi aiutare a risolvere il caso.<br />'''Boone''': Già, ma tra due che mi colpiscono alle ginocchia con una mazza di legno e gente che spara da tutte le parti io preferisco giocare a dama.<br />'''Gus''': Aspettate, volete dirmi che volete mollare solo perché siete stati colpiti da un attrezzo sportivo? Be', indovinate un po'? Anche noi!<br />[...]<br />'''Shawn''': Ci serve l'aiuto di due poliziotti duri come rocce! È come ho detto prima a Gus: voi siete noi e noi siamo voi e voi siete loro e loro siete voi e insieme siamo tutto ragazzi!<br />'''Gus''': A volte dice cose senza senso!<br />'''Boone''': Per me invece ha senso.<br />'''Shawn''': Grazie Boone. Sentite, non vi chiedo di farlo per me, e nemmeno per Gus, Dio mi è testimone! Fatelo per Herb! È ora che le quattro mele all'uva tornino insieme e riabilitino il suo buon nome!
*Salve, mi chiamo Shawn Spencer, sono un detective sensitivo, lui è il mio partner, Ctrl Alt Canc, i signori ai lati siamo noi fra trent'anni. ('''Shawn''' presentando se stesso, Gus, Peters e Boone)
*'''Shawn''': L'età prima della bellezza!<br />'''Gus''': Tu sei più grande di me!<br />'''Shawn''': Da quando?<br />'''Gus''': Dalla nascita!<br />'''Shawn''': Perché tiri in ballo una cosa successa trent'anni fa!
*{{NDR|Dopo aver visto Peters e Boone stendere a pugni il colpevole}}<br />'''Shawn''': Noi saremo ancora in grado di stendere qualcuno così a sessant'anni?<br />'''Gus''': Noi non ci riusciamo neanche adesso!<br />'''Shawn''': Già.
==Episodio 7, ''La chiave misteriosa''==
*'''Shawn''': Se mi avessi detto che avremmo preso il traghetto per le Melteen Island per partecipare a un week end ambientalista ti avrei detto di no!<br />'''Gus''': È esattamente quello che ho detto.<br />'''Shawn''': E io che ho detto?<br />'''Gus''': Hai detto di no.<br />'''Shawn''': E perché sono venuto!?<br />'''Gus''': Perché è facile distrarti.<br />'''Shawn''': Cosa?! Ma se ho la concentrazione di un {{NDR|Gus tira fuori una merendina}} Uh! Grazie Gus, avevo una fame!
*'''Craig''': Forse vi ho giudicato male, pensavo foste due teppisti, magari amici dalle elementari con la perversa passione di mettersi nei guai a spese della comunità!<br />'''Shawn''': Pff... no! Sei fuori strada, amico!<br />'''Gus''': Già... ehm... eravamo in due scuole diverse!
*{{NDR|Shawn, cercando di fermare un gruppo di evasi ha fatto prendere in ostaggio tutto il traghetto su cui viaggiavano}}<br />'''Lassiter''': Stavolta Spencer l'ha fatta grossa!<br />'''Henry''': Lassiter, così non sei d'aiuto!<br />'''Jules''': Sono certa che Shawn abbia agito così perché non aveva altra scelta!<br />{{NDR|cambio scena: Shawn è sulla nave assieme agli altri ostaggi}}<br />'''Gus''': Scelta 17: Li lasciavi salire sulla barca e ci gettavi il cellulare per rintracciarli.<br />'''Craig''': Scelta 18: Avresti potuto farti da parte e lasciare che me ne occupassi io!<br />'''Gus''': Scelta 19: Perché diavolo non siamo scappati noi!
*'''Shawn''': Ehi, tu!<br />'''Sanders''': Che c'è!?<br />'''Shawn''': Lasciate andare tutti i bambini, tutte le donne e tutti gli uomini.
*'''Craig''': Il modo migliore per destabilizzarli è prendere la loro ultima frase e trasformarla in una domanda usando un tono piuttosto arrabbiato!<br />'''Shawn''': Quello che dici non ha senso!<br />'''Craig''': Dici che non ha senso!?<br />'''Shawn''': Ho afferrato il concetto.<br />'''Craig''': Oh, hai afferrato il concetto!?<br />'''Shawn''': Sì, sì, ho capito!<br />'''Craig''': Sicuro? Non vuoi fare un po' di pratica.<br />'''Shawn''': Non c'è bisogno, ho capito!<br />'''Northkat''': Voi due finitela di parlare! Non voglio spararvi.<br />'''Shawn''': Oh, tu non vuoi spararci!? Non ci vuoi sparare!? Che cos'è questa storia che non ci vuoi sparare!?<br />'''Northkat''': Ok. ok. Datti una calmata... {{NDR|gli dà un calcio e lo stende}} Ti avevo detto di calmarti.
*Avere a che fare con Lassiter è come camminare sui vetri rotti o un intervento ai genitali. ('''Shawn''')
*'''Craig''': Ho parlato col direttore della mia prigione, mi hanno licenziato.<br />'''Gus''': Cosa!? Perché?<br />'''Craig''': Due detenuti sono evasi sotto la mia custodia.<br />'''Shawn''': Ah, nella tua prigione ci saranno di sicuro già state delle evasioni.<br />'''Craig''': No. Questa è la prima.
*Infierire su un uomo a terra è esattamente il mio scopo. Così impara meglio la lezione. L'ho imparato dalle suore. ('''Lassiter''')
*Tutti nella macchina di Topolino! ('''Shawn''' riferito alla Toyota Echo di Gus)
*'''Craig''' {{NDR|riferito a Jules}}: È un gran pezzo da novanta!<br />'''Shawn''': Pezzo da novanta!? Che cos'è un nuovo tipo di cioccolato fondente?<br />'''Jules''': {{NDR|fissa Shawn con aria offesa}} È una bella donna! Una da dieci! {{NDR|a Craig con aria lusingata}} Grazie.<br />'''Shawn''': {{NDR|abbassa lo sguardo}}.
*'''Shawn''': Ho bisogno di qualcosa con cui colpirli!<br />'''Gus''': Tieni, prendi questo. {{NDR|gli passa una Bibbia}}<br />'''Shawn''': Ma è la Bibbia!<br />'''Gus''': Sull'agire degli uomini seguendo la tua parola mi sono guardato dalle vie dei violenti. Salmo 17 versetto 4.<br />'''Shawn''': Cosa!?<br />'''Craig''': Diamoci una mossa e prendiamoli a calci nel sedere. Craig, versetto 1.
*{{NDR|Shawn e Gus sono legati e imbavagliati assieme a Northkat e Sanders, che si stanno liberando}}<br />'''Shawn''': La prima cosa che ti viene in mente?<br />'''Gus''': Sto per morire!<br />'''Shawn''': La seconda?<br />'''Gus''': Per di più a stomaco vuoto.
*'''Shawn''': Tutti facciamo degli errori.<br />'''Gus''': È questo che ci rende umani, l'importante è che alla fine hai fatto la scelta giusta.<br />'''Shawn''': Sembra la frase finale di un episodio di [[Scooby Doo]]. Che tristezza.
==Episodio 8, ''La lista d'attesa''==
*{{NDR|Shawn ha stracciato Gus a una partita di pallacanestro}}<br />'''Gus''': Perché non riesco mai a batterlo?<br />'''Henry''': Perché sei una schiappa, Gus.
*'''Henry''': Un vincente non ha bisogno di vantaggio. Sai di cosa ha bisogno?<br />'''Gus''': Steroidi!<br />'''Henry''': Non dire idiozie Gus, nessuno usa quella roba. Un vincente ha solo bisogno della convinzione di poter vincere sempre, indipendentemente da che avversario abbia di fronte.
*Shawn, non migliorerai mai nella vita se continui a battere solo mezze calzette. Ti devi mettere sempre alla prova, se non lo fai subentra l'autocompiacimento. E possono succedere brutte cose a chi si autocompiace. ('''Henry''')
*'''Shawn''': Come va con quella ragazza dal nome difficile da scrivere?<br />'''Gus''': Si chiama Kim, e si scrive K, I, M.<br />'''Shawn''': Pff... un nome di sole tre lettere, almeno Shawn ne ha cinque.
*{{NDR|Shawn, per avere la colazione gratis al bar scommette con la cassiera che indovinerà una domanda a caso di cinema}}<br />'''Cassiera''': Quante volte viene detto "figlio di buona donna" ne [[I soliti sospetti]]?<br />'''Shawn''': 97!<br />'''Declan''': In realtà 98. Fenster la dice anche dopo la scena del confronto. Non dice proprio buona donna ma gli argomenti trattati sono quelli che sono.
*'''Gus''': Non mi va giù che lavoriamo nel giorno del signore!<br />'''Shawn''': Di domenica per di più!<br />'''Gus''': Domenica è il giorno del signore!
*'''Jules''': La vittima è morta dopo il concerto sinfonico di ieri sera e il corpo è stato ritrovato oggi. Ma non sappiamo la causa.<br />'''Shawn''': Io sì. La noia.<br />'''Jules''': Ehi, io adoro la musica classica!<br />'''Shawn''': Ahem... anche io. Scherzavo.
*'''Shawn''': Tu chi sei? E perché continui a rubarmi la parte?<br />'''Declan''': Oh, mi perdoni: Declan Rand, criminal profiler.<br />'''Shawn''': Sembra una di quelle professioni che esistono solo in televisione.<br />'''Declan'''. Be', non posso darle torto. Lei invece di cosa si occupa?<br />'''Shawn''': Sono un detective sensitivo.
*'''Shawn''' {{NDR|parlando di Declan}}: Perché non lo sopporto?<br />'''Gus''': Forse perché continua a rubarti la scena.<br />'''Shawn''': Oppure perché si chiama Declan. Non trovi anche tu che sia un nome orribile?<br />'''Gus''': No.<br />'''Shawn''': Lo credo, ti chiami Burton.
*'''Shawn''': Jules, posso parlarti?<br />'''Jules''': Certo, che c'è?<br />'''Shawn''': Ecco, so che è solo tra pochi giorni ma, mi chiedevo se ti va di venire con me al matrimonio di un mio amico questo sabato.<br />'''Jules''': Mi stai chiedendo di uscire davanti a un cadavere?<br />'''Shawn''': Sì, ma non credevo fosse un problema visto che ancora non puzza.
*È brillante, se ne intende di cinema, risolve casi complicati... Uno Shawn 2.0! ('''Gus''' a Shawn parlando di Declan)
*'''Shawn''': Perché hanno dato il merito a Declan di aver scoperto il legame della bomboletta nel parco quando io ho avuto la stessa intuizione?<br />'''Gus''': Perché tu non l'hai detto.<br />'''Shawn''': Mi ha battuto sul tempo.<br />'''Gus''': Come con Juliet e con la domanda al bar.<br />'''Shawn''': Sei basso e ciccione!<br />'''Gus''': Non è vero.<br />'''Shawn''': Lo so, cercavo solo di fartela pagare.<br />'''Jules''': Ehy, ciao!<br />'''Shawn''': C-i-a-o-J-u-l-e-s!<br />'''Jules''': Perché parli così Shawn?<br />'''Gus''': Scandisce bene le parole quando si sente in imbarazzo.<br />'''Shawn''': Ah-Qu-e-s-t-o-n-o-n-è-v-e-r-o!<br />'''Jules''': Posso parlarti solo un secondo?<br />'''Shawn''': C-er-to!<br />{{NDR|Jules prende Shawn di parte e vanno a parlare in privato}}<br />'''Jules''': Ah, ho ripensato a ieri e ci ho riflettuto; conosco appena Declan e con lui posso anche rimandare se hai bisogno di fare bella figura.<br />'''Shawn''' {{NDR|imbarazzato}}: Oh, oh, oh, oh, oh... non- non ho bisogno di fare bella figura! Te l'ho chiesto solo perché pensavo fossi libera questo week-end! Trovare un'altra ragazza non sarà un problema, credimi!<br />'''Jules''' {{NDR|offesa}}: Ah. Ok. Perfetto! {{NDR|se ne va e Gus arriva alle spalle di Shawn}}<br />'''Shawn''': Hai sentito, eh?<br />'''Gus''': Ogni singola sciagurata parola.
*'''Declan''': Dunque, tutte le vittime sono state uccise dall'Atropina, un veleno che, oltre ad essere molto buffo da pronunciare. Coraggio provate...<br />'''Tutti''': Atropina!<br />'''Declan''': ... Causa la paralisi del sistema nervoso centrale causando una dolce morte. Dato che tutte le vittime erano tutte anziane e affette da varie malattie credo che l'intenzione fosse quella di praticare l'eutanasia.<br />'''Lassiter''': Omicidi caritatevoli.<br />'''Declan''': E sono stati commessi da una donna di circa 35 anni, probabilmente perché sopraffatta dai suoi istinti compassionevoli.<br />'''Shawn''': So chi è!<br />'''Declan''': Chi?<br />'''Shawn''': [[Alicia Silverstone]]. Che come ricorderai esordì in ''[[La ragazza della porta accanto (film 1993)|La ragazza della porta accanto]]''.<br />'''Declan''': Veramente era già comparsa in un film che si chiama ''The Wonder Years''.<br />'''Shawn''': Non è v- accidenti... ha ragione, è bravo.<br />'''Gus''': Atropina.
*'''Henry''': Cosa vuoi Shawn?<br />'''Shawn''': Prima ingaggi due anziani poliziotti e adesso porti qui quel cavolo di profiler col nome più brutto del mondo e le sopracciglia più folte mai vista a Santa Barbara!?<br />'''Gus''': Atropina.<br />'''Shawn''' {{NDR|a Gus}}: Smettila! {{NDR|a Henry}} quando capirai che siamo sufficienti io e Gus?<br />'''Shawn''': Ok, prima di tutto: Sono d'accordo sul suo nome, ma non è un cavolo di profiler, Shawn. È stimato e raccomandato da due capi dipartimento, guarda il suo curriculum.<br />{{NDR|gli passa un fascicolo}}<br />'''Gus''' {{NDR|leggendo}}: Ha preso il master di psicologia ad Harvard e ha un encomio!<br />'''Shawn''': Che hai detto? È stato rinchiuso in manicomio?!<br />'''Henry''': Shawn. Quel tizio è in gamba. Spero che questo ti sproni.<br />'''Shawn''': Di che parli?<br />'''Henry''': Oh, ammettilo, ultimamente stai perdendo colpi, arrivi sulla scena del crimine con gli occhi cisposi e l'ultimo caso lo hai risolto per raccomandata: {{NDR|mostra una lettera con scritto «È stata la babysitter»}}<br />'''Shawn''': Era stata la babysitter! Comunque avevo ragione!<br />'''Henry''': Non ha importanza!<br />'''Shawn''': Sì che ha importanza!<br />'''Henry''': Il punto è Shawn, che devi migliorare il tuo gioco se vuoi tenere testa a Declan.
*'''Declan''': È un grandissimo onore lavorare con voi.<br />'''Shawn''': Devo autocompiacermi?<br />'''Gus''': Grazie, Declan.<br />'''Shawn''': Sai, devo essere sincero, io non credo molto alla capacità di spillare il profilo psicologico di un perfetto sconosciuto.<br />'''Declan''': Be', rispetto il tuo pensiero ma a me riesce sempre molto bene.<br />'''Shawn''': Davvero? Fallo con me.<br />'''Declan''': Non mi sembra proprio il caso.<br />'''Shawn''': Me lo aspettavo.<br />'''Declan''': Be', a dire il vero...<br />'''Shawn''': Perché non ne sei capace.<br />'''Declan''': Sei intelligente ma anche timido così cerchi di sminuirti adottando comportamenti inappropriati, hai paura di mostrare le tue debolezze e così ti nascondi dietro a un muro fatto di battute e sarcasmo. [...] Ho notato che ogni tanto scandisci bene le parole, credo che tu lo faccia per una reazione nervosa all'imbarazzo o al confronto.
*{{NDR|Il profilo spillato da Declan conduce Lassiter, Jules, Shaen e Gus da un sospetto}}<br />'''Lassiter''': Bel lavoro Declan.<br />'''Shawn''' {{NDR|a Lassiter}}: Bel lavoro Declan!? Da quando chiami la gente per nome?<br />[...]<br />'''Declan''': Bel lavoro Shawn.<br />'''Shawn''': Chiudi il becco Declan!
*'''Shawn''': Volevo farmi un caffè ma la macchinetta è esplosa.<br />'''Gus''': Quale macchinetta?<br />'''Shawn''': Con che ho giocato nell'ultima mezz'ora?
*'''Shawn''': Dammi retta Gus, Declan non è un esperto. E quando risolverò questo caso tutti, Juliet compresa, se ne accorgeranno.<br />'''Gus''': Credi che risolvendo questo caso riuscirai a conquistare Juliet?<br />'''Shawn''': No. Ma se riuscirò a far sembrare Declan un idiota agli occhi di Jules sarò felice. Non c'è niente di personale.<br />'''Gus''': Quello che hai appena detto è la definizione esatta di personale.
*'''Lassiter''': Non mi diverte puntare la pistola contro una povera donna!<br />'''Jules''': Sicuro?<br />'''Lassiter''': Certo! Non sono più un ragazzino.
*'''Gus''': Hai invitato quella pazza di Gina Rapach al matrimonio?<br />'''Shawn''': Non avevo scelta, tutte le altre a cui l'avevo chiesto o sono all'estero o si sono sposate o sono ricercate per omicidio.<br />'''Gus''': Da quanto era che non le parlavi?<br />'''Shawn''': Dalla sera in cui mi hanno sparato.<br />'''Gus''': Gina non è una ragazza che puoi prendere in giro, Shawn. Lei ti ama alla follia!<br />'''Shawn''': Gus, rilassati. Tranquillo, lei sa perfettamente che siamo solo amici.<br />{{NDR|c'è un cambio di scena e si vede Gina esultare con un'amica}}<br />'''Gina''': Shawn vuole sposarmi!
*'''Shawn''': Mentre tu eri al telefono con Kim per la nona volta io chiamavo Harvard, dove non risulta traccia di Declan!<br />'''Gus''': Ha falsificato il suo curriculum, e allora? Se bastasse quello tu saresti [[Il silenzio degli innocenti|Hannibal]]!<br />'''Shawn''': Gus, qui non stiamo parlando di me o del fatto che non ho mai desiderato mangiare Jodie Foster.
*{{NDR|Shawn e Gus si presentano alla porta della villa di Declan con un forchettone per spaghetti in mano}}<br />'''Shawn''': Ciao Declan.<br />'''Declan''': Ah, ragazzi. Ben venuti al barbecue che non ho organizzato. Entrate.<br />{{NDR|entrano}}<br />'''Gus''': Bella casetta.<br />'''Shawn''': Di chi è Declan? Ammesso che si il tuo vero nome. Se non lo è ammetterai di averne scelto uno a dir poco ridicolo.<br />'''Declan''': È mia.<br />'''Shawn''': Certo. L'hai pagata con lo stipendio da profiler?<br />'''Gus''': Dice la verità.<br />'''Shawn''': Per carità Gus. Cosa c'è che ti spinge ad affermarlo? {{NDR|nota il ritratto di Declan sul muro}} A parte il mastodontico ritratto appeso alle mie spalle. Per la miseria sei ricco, eh?<br />'''Declan''': Sfondato! A dire il vero scusate non è un bel termine. Diciamo che sto bene.<br />'''Gus''': È incredibile in quel quadro somigli a John Steanus.<br />'''Declan''': Grazie. {{NDR|a Shawn}} Quando metterai giù quel forchettone?<br />'''Shawn''': Appena ci racconterai la tua vera storia!<br />'''Declan''': E va bene. Seguitemi signori.<br />{{NDR|cambio di scena: Declan, Shawn e Gus vanno nel giardino della villa}}<br />'''Declan''': Dunque, circa sei anni fa gestivo un piccolo fondo di investimento e decisi di scommettere tutto sul mercato immobiliare, dopo qualche mese boom! Sono diventato straricco!<br />{{NDR|Shawn nota Curt Smith vicino alla piscina}}<br />'''Shawn''': Scu-scu-scusami Declan, scusami... perché c'è un uomo identico a [[Curt Smith]] dei [[Tears for Fears]] che suona una chitarra acustica seduto su uno sgabello a lato della tua piscina?<br />'''Declan''': Oh, ho dimenticato di presentarvi: Curt, Shawn e Gus.<br />'''Curt Smith''': Signori, è un piacere.<br />'''Shawn''': Oh, santo cielo. Sei tu. Sei quello vero, in carne e ossa. Io ti amo. Hai la più pallida idea di quanto io ti possa amare?<br />'''Curt Smith''': Ora un po' ce l'ho...<br />'''Declan''': Ho invitato Curt a suonare a un party che ho dato sabato scorso, siamo diventati amici e ha deciso di restare qualche giorno.<br />'''Curt Smith''': E poi mi paga.<br />'''Declan''': Sì, ma soprattutto siamo diventati amici.<br />'''Curt Smith''': Sì, amici per la pelle. Ma poi mi paghi vero?<br />'''Declan''': Sì.<br />'''Curt Smith''': Mi raccomando...<br />'''Declan''': [[Mad World]], Mad World!<br />{{NDR|Curt Smith inizia a suonare Mad World}}<br />'''Declan''': Curt è un artista fantastico. Comunque; arrivato alla soglia dei quarant'anni senza più problemi economici ho deciso di realizzare il mio grande sogno.<br />'''Shawn''': Fare il profiler.<br />'''Declan''': Cucinare sushi! Ma il corso durava sette anni, era troppo lungo! Così ho pensato: perché non risolvere crimini tutto il giorno? Sapevo tantissime cose di psicologia, mio padre era psichiatra.<br />'''Gus''' {{NDR|a Shawn}}: Hai capito?<br />'''Declan''': Ho contraffatto qualche diploma, ci ho provato e ho scoperto di avere talento {{NDR|Curt Smith inizia a cantare ''Pale Shelter''}} Cosa ti ho detto sull'improvvisazione Curt?! {{NDR|Curt Smith torna a cantare ''Mad World''}} Ragazzi, non lo direte al capo, vero?<br />'''Shawn''': No. Ma tu faresti bene a dirlo a Juliet, le piaci molto.<br />'''Declan''': Be', anche lei mi piace, è fantastica ma se glielo dicessi sarebbe la fine, e cosa mi resterebbe?<br />'''Gus''': Milioni e milioni di dollari.<br />'''Shawn''': Qual è il tuo piano, Declan? Farle la corte continuando a nasconderle che sei un impostore?<br />'''Gus''' {{NDR|a Shawn}}: È quello che fai tu.<br />'''Shawn''' {{NDR|a Gus}}: Fatti gli affari tuoi!<br />'''Declan''': Veramente non ci ho ancora pensato.<br />'''Shawn''': Ti do un consiglio: Jules non è una che puoi prendere in giro, è una ragazza seria. Se non le dirai che non sei un vero profiler lo farò io!<br />'''Declan''': E io le rivelerò che non sei un vero sensitivo.<br />{{NDR|Shawn e Gus rimangono di sasso a constatare che Declan lo sa e perfino Curt Smith smette di suonare}}<br />'''Shawn''' {{NDR|a Curt Smith}}: Non sai più cosa cantare Curt!? Che ti prende, non posso crederci! {{NDR|a Declan}} Non so di cosa parli.<br />'''Declan''': Oh, andiamo Shawn, ti tengo d'occhio fin dall'inizio e ascoltiamo gli stessi audiolibri. {{NDR|Curt Smith inizia a cantare ''Laid So Low''}} Curt, ti prego smettila di cambiare canzone ogni due minuti!<br />'''Shawn''': Non preoccuparti, io ti amo ancora!<br />'''Curt Smith''': Puoi smetterla di dire che mi ami?<br />'''Shawn''': Come vuoi, però è vero. Io ti amo.<br />'''Gus''': Shawn!<br />'''Shawn''': Che c'è? Amo Curt Smith e non mi vergogno di dirlo! Sono pronto a guidarlo a squarciagola!<br />{{NDR|Curt Smith inizia a cantare ''Everybody Wants to Rule the World''}}
*'''Shawn''': Papà devi licenziare Declan, è un impostore!<br />'''Henry''': Anche tu.<br />'''Shawn''': Ma io sono produttivo.<br />'''Henry''': Anche lui.
*{{NDR|Shawn e Gus raggiungono Declan in sala interrogatori}}<br />'''Declan''': Ragazzi voglio che teniate d'occhio Curt Smith, ho paura che lui e quel tizio dei [[Crowded House]] stiano organizzando un festino da me.<br />'''Shawn''': [[Neil Finn]]!? Non voglio perdermelo!<br />[...]<br />{{NDR|Shawn riesamina nella mente i fatti per scagionare Declan dalle accuse e si mette in posa da sensitivo}}<br />'''Declan''': Shawn smettila, siamo soli, non c'è bisogno che fai lo stupido!<br />'''Shawn''': Io non sto facendo lo stupido, sto cercando di aiutarti!<br />'''Declan''': Ma così sei ridicolo.<br />'''Shawn''': Anche la tua faccia!
*{{NDR|Appena rilasciato Declan va a ringraziare Shawn}}<br />'''Declan''': Sono in debito con te Shawn, mi sento quasi in imbarazzo, per ringraziarti ti presto Curt Smith per quel matrimonio.<br />'''Shawn''': Davvero?<br />'''Declan''' Ma quand'è ubriaco diventa violento, ha lanciato la chitarra nella mia Jacuzzi.<br />'''Shawn''': Che spettacolo!<br />'''Declan''': Senti, ho pensato a quello che mi hai detto riguardo a Juliet, hai davvero ragione, sarebbe sciocco mantenere un segreto tanto grande con una persona della quale mi potrei innamorare.<br />'''Shawn''': Oh, non c'è dubbio.<br />'''Declan''': Quindi le dirò la verità.<br />'''Shawn''': Davvero? anch'io stavo pensando di fare la stessa cosa.<br />'''Declan''': Davvero?<br />'''Shawn''': Sì. Io credo che sia arrivato il momento.<br />'''Jules''': Il momento per cosa?<br />'''Shawn''': Jules... ah, eccoci qua! Ehm... ti va di fare due passi? {{NDR|a Declan}} Ci lasci solo un secondo? {{NDR|prende Jules sotto braccio e fa per andarsene}}<br />'''Declan''' {{NDR|fermandoli}}: È tutto falso!<br />'''Jules''': Cosa!?<br />'''Declan''': Sì, non ho studiato ad harvard e non sono laureato in criminologia quindi, non sono affatto un profiler, sono solo uno con qualche conoscenza di criminologia e la passione per i criminali. Il personaggio che mi sono costruito non esiste, ho voluto dirti la verità perché mi sembri il tipo di persona che apprezza la sincerità.<br />'''Jules''': Accidenti. Non so cosa dire.<br />'''Declan''': Be', ne potremmo parlare. {{NDR|Jules si gira e se ne va}} O no. Non è andata per niente bene, eh Shawn?<br />'''Shawn''': [...] Stavolta sono felice di essere stato battuto sul tempo.<br />'''Declan''': Be', tu avrai molte altre occasioni di parlarle, io molte meno.<br />'''Jules''' {{NDR|tornando indietro}}: Ascolta Declan, su una cosa hai ragione, non- non c'è niente che io apprezzi di più della sincerità e mi ha dato molto fastidio scoprire che mi avevi mentito ma sono anche rimasta molto colpita perché hai ammesso di avere sbagliato. Ci vuole fegato.<br />'''Declan''': Ne possiamo parlare davanti a un caffè?<br />'''Shawn''': N-no... non credo propr-<br />'''Jules''': Certo. Ma se hai altri scheletri nell'armadio ti conviene dirmi tutto.<br />'''Declan''': Ok. Sono molto ricco.<br />'''Jules''' {{NDR|sorridendo}}: Ok, non fa niente.<br />{{NDR|Declan e Jules si allontanano insieme}}
==Episodio 9, ''Una o due vie d'uscita''==
*'''Shawn''': Sai, Gus: prima o poi aprirò una rivendita di gelati vecchio stile.<br />'''Gus''': È a causa di Juliet vero? Ogni volta che dici di voler aprire un negozio di gelati-<br />'''Shawn''': Rivendita!<br />'''Gus''': Rivendita. È perché hai un problema con Juliet. Gli scienziati la chiamano digressione. Non sarà perché adesso esce con Declan?<br />'''Shawn''': Non direi che escono insieme!<br />'''Gus''': E come diresti?<br />'''Shawn''': È così, però io non voglio dirlo! Andiamo Gus, quello mente su ogni particolare della sua vita, poi però chiede scusa e gli viene perdonato tutto!?<br />'''Gus''': A lei però piace davvero, perché cerchi di metterle i bastoni fra le ruote?<br />'''Shawn''': D'accordo, hai ragione, Hai proprio ragione. Se vuole una relazione con uno schifosamente ricco che la adora che l'abbia pure. Ma non con lui! Nossignore!
*Dietro ogni distributore di bibite c'è una fiala di liquido per la sanità mentale; aprila, ingeriscila e richiama fra mezz'ora. ('''Shawn''' a Lassiter)
*Il caso a cui lavoriamo coinvolge la sicurezza internazionale, supernazionale e nazionale! ('''Shawn''')
*{{NDR|Shawn trova Jules in accappatoio a casa di Declan}}<br />'''Shawn''': Ho capito cosa è successo qui, Jules stava guidando da queste parti, si è sporcata e ha chiesto di poter usare il bagno.<br />'''Jules''': No, Shawn. Ho passato la notte qui, poi mi sono svegliata e ho fatto una doccia.<br />'''Shawn''': Ah, certo. Hai dormito nella stanza degli ospiti.<br />'''Jules''': Lascia perdere.
*'''Strabimskij''': La porta che avete attraversato è personalizzata, non si vende al centro commerciale!<br />'''Nadia''': Hai ragione ma...<br />'''Strabimskij''': Ma niente! Ti inseguono, sono sulle tue tracce! E tu mi porti qui due civili mentre un altro è fuori in elicottero?<br />'''Shawn''': Be', io sono un detective sensitivo, quindi non un civile.<br />'''Strabimskij''': Lo sai, potrei farti furi senza nemmeno toccarti.<br />'''Shawn''': Wow. Sai, sarei davvero curioso di sapere come tu possa riuscirci ma credo che ne farò a meno.
*'''Declan''': Scusate ragazzi ma non avevo scelta, avevo promesso a Juliet di non mentirle più e così le ho detto tutto.<br />'''Shawn''': Tutto?!<br />'''Gus''': Tutto!?<br />'''Jules''': Sì, quindi so che era insieme a voi quando vi siete fatti coinvolgere in una faccenda che non vi riguarda nella maniera più assoluta.<br />'''Declan''': In realtà io ho fatto solo da pilota.<br />'''Jules''': Sei un pilota!?<br />'''Declan''': Non te l'ho ancora detto? È solo da tre giorni.<br />'''Gus''': Proprio adesso doveva avere una crisi di coscienza!?<br />'''Shawn''': Hai altro da confessare?<br />'''Declan''': Sì! {{NDR|a Jules}} Quando hai trovato il pompelmo sbucciato sul comodino mi hai chiesto chi ce l'aveva messo e io ho detto la fata dei pompelmi, ma non era vero, ero stato io.<br />'''Jules''': Oh, mio dio che cosa carina.
*'''Drixe''': Lassiter, lei sarà il responsabile dell'operazione.<br />'''Lassiter''': Cosa?<br />'''Drike''': In questo lavoro solo chi non ha una vita può riuscire bene. E tra l'altro lei conosce il posto.<br />'''Lassiter''': Può dirlo forte signore!
*'''Nadia''': Dammi il telefono altrimenti ti uccido.<br />'''Shawn''': Sì, certo. Senza neanche toccarmi, vero?<br />'''Nadia''': Oh, no. Ti toccherò eccome.
*{{NDR|Shawn e Gus rintracciano Strabimskij}}<br />'''Strabimskij''': Ragazzi, normalmente non mi piace chiederlo agli ospiti ma... potreste togliervi le scarpe? Sapete, la casa è nuova, dicono che sia antimacchia ma non mi fido molto, anzi per niente. {{NDR|Shawn e Gus si tolgono le scarpe}} E se entro dieci secondi non mi dite perché siete qui vi do fuoco senza neanche usare un fiammifero!<br />'''Shawn''': Oh, andiamo Strabimskij!<br />'''Strabimskij''': Ehi, sono qui da poco ok? Mi piace questo posto, non voglio andarmene, c'è la lavanderia e una piscina da favola! {{NDR|mostra la piscina dalla finestra}} be'? Be'? Non è proprio fantastica, è circolare, non puoi nemmeno farci le vasche. Ma è una piscina. Voi non sapete quanto è difficile trovare un cadavere che faccia da esca; uno è troppo grasso, uno è troppo magro, quello è perfetto ma è un esquimese!<br />'''Shawn''': Senti, se ci aiuti questa volta ti giuro che non ti troveremo una terza volta.<br />'''Gus''': A meno che non ci serva la tua competenza. O volessimo nuotare in circolo.
*'''Shawn''': Nadia era qui, in questo edificio. Ama il rischio, è così sexy. Credo di piacerle davvero.<br />'''Gus''': Shawn, quella vuole soltanto ucciderti.<br />'''Shawn''': Ah, sì? Allora perché mi ha dato appuntamento per stasera?<br />'''Gus''': Per ucciderti!
*'''Gus''': Lo sapevo che l'idea del giornale era stupida!<br />'''Shawn''': Ma sei fuori!? Abbiamo appena catturato una spia internazionale e ti fissi sulla storia del giornale?<br />'''Gus''': No, mi fisso sul fatto che eri ossessionato da quella donna, lei finalmente ci prova con te e tu non ci stai? Che problemi hai!? Non ha senso, è da pazzi!<br />'''Shawn''': Lo so, non ha alcun senso, forse sì, sono pazzo. Posso dirti solo che- che io in quel momento riuscivo a pensare solo a Jules. Non riesco a capacitarmi del fatto che stia con Declan. Questa cosa mi- mi uccide!<br />'''Gus''': Tu lo sai che non è giusto!<br />'''Shawn''': Lo so! Lo so che non è giusto, e hai ragione, a lei piace, chi sono io per intromettermi?<br />'''Gus''': Esatto!<br />'''Shawn''': Credi che non voglia la sua felicità!? Ma certo che la voglio! Solo che – e per una volta sarò serio – voglio essere felice anch'io. Ma non riesco a immaginare come possa succedere senza Juliet.<br />{{NDR|Jules ha sentito tutto attraverso le radiospie e scoppia a piangere}}
*{{NDR|Shawn incontra Jules a casa di Declan mentre lui e Gus sono in un'altra stanza}}<br />'''Jules''': Sahwn.<br />'''Shawn''': Ciao.<br />'''Jules''': Ciao. Che ci fai qui da solo in casa di Declan?<br />'''Shawn''': Ti inquieta?<br />'''Jules''': Un po'.<br />'''Shawn''': Già.<br />'''Jules''': Voi avete risolto molti casi per la polizia di Santa Barbara ma questo è stato particolarmente impressionante: ambasciata Boliviana, spionaggio internazionale... mi dici come avete fatto a fare tutto da soli?<br />'''Shawn''': Non voglio mentirti: È stato difficile. Ma ho intenzione di mettere spia freelance nella lista delle mie abilità.<br />'''Jules''': Puoi rispondere a una mia domanda? Ieri sono venuta qui e ho trovato tre tazze di crème brûlée vicino al computer. Secondo te chi può averla mangiata?<br />'''Shawn''': Mmmm... a occhio direi che Declan va pazzo per i dolci e non va ignorato che lo zucchero è fortemente calorico.<br />'''Jules''': Ho proprio paura che resterà un mistero irrisolto.<br />'''Shawn''': Sì. Forse.<br />'''Jules''': Stavo andando a fare un po' di shopping sai, per il viaggio.<br />'''Shawn''': Sì, giusto, il viaggio. A-allora... passa, passa quattro bellissimi giorni Jules.<br />'''Jules''': No, sono due settimane.<br />'''Shawn''': Wow. Sono tanto tempo. È importante e significativo sono... vacanze che durano tanto tempo. Fa che questo viaggio sia bello. D'accordo? Promettimelo. {{NDR|lacrimando}} Sai come si dice, i viaggi sono esperienze che capitano una volta nella vita e bisogna condividerle con qualcuno a cui tieni e tu... tu ce l'hai. {{NDR|Jules inizia a lacrimare}} Fa tante foto. E non ai panorami e neanche agli edifici, fotografa i momenti. È questo che conta: catturali qui {{NDR|si indica la tempia}} e tienili stretti qui. {{NDR|si indica il petto}} È quello che farei io. Tu, non so potresti scattare foto al tuo espresso in un bar qualsiasi di un qualsiasi-{{NDR|Shawn e Jules si baciano}}
==Episodio 10, ''Il ladro gentiluomo''==
*'''Gus''': Non puoi accettare regali da uno che hai messo in prigione.<br />'''Shawn''': E chi lo dice il sultano del Canada? Tutto quello che Desperaux chiede è un incontro di dieci minuti.<br />'''Gus''': Quindi sono l'unico preoccupato di incontrare uno che ha quasi cercato di uccidermi?<br />'''Shawn''': Parli della pistola che ci ha puntato?<br />'''Gus''': Due volte.<br />'''Shawn''': Non era carica.<br />'''Gus''': E tu come lo sai?<br />'''Shawn''': Me lo ha detto lui.<br />'''Gus''': Gli hai già parlato?<br />'''Shawn''': Ci parliamo su Twitter.
*'''Shawn''': Il Canada è il cinquantesimo stato migliore al mondo.<br />'''Gus''': E quanti stati sono?<br />'''Shawn''': Almeno cinquanta. Forse di più.
*'''Henry''': Gliel'hai già detto?<br />'''Shawn''': Cosa!?<br />'''Henry''': Ho sentito la conversazione con Gus a proposito di Juliet che parte con Declan e che cercherai di fare colpo su di lei dicendole quanto le tieni... bla, bla, bla...<br />'''Shawn''': Papà, mi sono confidato con Gus nei bagni del Red Robin, tu dov'eri?<br />'''Henry''': Mi hai telefonato per sbaglio.<br />'''Shawn''': E tu hai ascoltato?<br />'''Henry''': Shawn, ascolta. Ho rovinato gran parte delle mie relazioni negli ultimi anni perché non ho avuto il coraggio di parlare. Diglielo Shawn. Diglielo subito, diglielo fra cinque minuti, parte per l'Italia con un tizio che la adora. Quando tornerà non avrà più dubbi.<br />'''Shawn''': Papà...<br />'''Henry''': Sì, Shawn?<br />'''Shawn''': Possiamo non parlarne mai più?<br />'''Henry''': Ci proveremo.
*'''Shawn''': Buzz, hai visto Juliet?<br />'''McNab''': No.<br />'''Shawn''': Davvero? È terribile.<br />'''McNab''': C'è qualche problema?<br />'''Shawn''': Sì, io... devo parlare con un tizio in prigione e devo prendere l'aereo e volevo vederla. Ho una cosa da dirle.<br />'''McNab''': Se vuoi posso darle un messaggio.<br />'''Shawn''': Non è una cosa che si può semplicemente scrivere.<br />'''McNab''': Sono un buon ascoltatore perché non facciamo una prova?<br />'''Shawn''': Va bene; è un po' strano, insolito, innecessario forse. Il fatto è che io, vorrei dirle che mi piace.<br />'''McNab''': Immaginavo.<br />'''Shawn''': Davvero?<br />'''McNab''': Sì.<br />'''Shawn''': È molto più di questo: sono accadute tante cose e, pensi sempre che ci sarà un'altra occasione ma non è così e mi sono reso conto, mi sono reso conto che non voglio aspettare, non posso più aspettare. Non stando come sto. Capisci?<br />'''McNab''': Per la miseria. È fantastico.
*Ho affidato le mie confidenze a mio padre e a McNab. È stata una giornata strana. ('''Shawn''')
*'''Desperaux''': Vedi Shawn, lo scopo della mia vita è sempre stato realizzare il crimine perfeto. Ho sempre considerato i miei furti eleganti, senza vittime. Tu mi hai fatto sentire in qualche modo... pieno di rimpianti. Tu volevi veramente che io fossi il più grande ladro di tutti i tempi.<br />'''Shawn''': È vero, hai ragione.<br />'''Desperaux''': Bene signori, vorrei informarvi che sono in grado di fare tutto quello che pensavate potessi fare, e anche di più. E mi piacerebbe avere l'occasione di provarvelo.<br />'''Gus''': Non ci devi provare che sei un grande criminale.<br />'''Desperaux''': Lo voglio fare.<br />'''Gus''': Non dovresti.<br />'''Desperaux''': E invece lo farò.
*'''Shawn''': Non fare come i due album di Ashley Simpson!<br />'''Gus''': Sono tre gli album di Ashley Simpson.<br />'''Shawn''': Non ci posso credere.<br />'''Gus''': Autobiografico,-<br />'''Shawn''': Non mi va di saperlo adesso.<br />'''Gus''': Se vuoi criticarmi va fino in fondo.
*Nel mondo reale è difficile controllare tutte le variabili. ('''Shawn''' a Desperaux)
*Non ti voglio più bene! ('''Shawn''' a Desperaux)
*'''Shawn''': Jules! Sei venuta qui a Vancouver.<br />'''Jules''': Sì.<br />'''Shawn''': Ecco perché ti serviva il passaporto così in fretta.<br />'''Jules''': E tu come lo sai? Stai bene?<br />'''Shawn''': Sì. Ora sì. Avevo bisogno di parlarti prima che tu partissi per l'Italia con Declan e ti appassionassi alla magica Barcellona con le corse dei tori e-<br />'''Jules''': Non sai dov'è l'Italia eh, Shawn?<br />'''Shawn''': Prima che tu prenda decisioni importanti, prima che tu parta, possiamo parlare?<br />'''Jules''': Qui? Nel corridoio?<br />'''Shawn''': Certo. {{NDR|si guarda attorno}} Non qui. Non ora.<br />'''Jules''': Dopo.<br />'''Shawn''': Sì, dopo. Parleremo.<br />'''Jules''': Ok.<br />'''Shawn''': Ok.
*{{NDR|Jules bussa alla porta della stanza di Shawn mentre Gus e Desperaux sono all'interno}}<br />'''Jules''': Ciao.<br />'''Shawn''': Ciao.<br />'''Jules''': Posso entrare?<br />'''Shawn''': Perché?<br />'''Jules''': Perché? Credevo avessi detto che dovevi parlarmi.<br />'''Shawn''': Davvero? Oh!<br />'''Jules''': Andiamo, anch'io devo parlarti. Sono arrivata venti minuti fa ma c'erano delle voci, non ero sicura che fosse la stanza giusta. {{NDR|abbassa la voce con aria preoccupata}} c'è una ragazza lì dentro?<br />'''Shawn''': Che cosa!? No! No! Non nella camera! Non c'è nessuno qui! Nessuno qui! Sono solo! Solo come un cane!<br />'''Jules''': Ok, allora perché non posso entrare?<br />'''Shawn''': Perché adesso non posso parlarti.<br />'''Jules''': Hai detto che era importante.<br />'''Shawn''': H-ho mentito! Va bene? Mento! Mi capita di farlo!<br />'''Jules''': Andiamo, Shawn. Non so più che fare! Vuoi parlare, non vuoi parlare... senti, se non riesci a dirmi che cosa hai in mente ti dirò quello che ho in mente io: mi sono lasciata con Declan.<br />'''Shawn''': P-perché l'hai fatto? I-insomma... ora non posso parlare. Più tardi, scegli tu, organizziamoci...<br />'''Jules''': Non importa, lascia stare.<br />'''Shawn''': No, Jules. {{NDR|Jules se ne va}}
*'''Gus''' {{NDR|parlando di un tizio che Desperaux ha tenuto appeso a testa in giù e poi è svenuto}}: L'hai ucciso?<br />'''Desperaux''': No, è solo svenuto per un po', ti senti rinato quando rinvieni.<br />'''Gus''': Sei stato anche tu appeso a testa in giù?<br />'''Desperaux''': Be', io ero quello che teneva. È molto liberatorio. Terribile per i polsi.
*'''Desperaux''': Avete mai visto il film di [[Batman (film 1989)|Batman]]? {{NDR|Spara un rampino e si soleva sul tetto dell'edificio accanto}}<br />'''Shawn''': Dove avrà preso quel meraviglioso giochino?
*'''Lassiter''': Spencer, Guster, non posso più aiutarvi.<br />'''Gus''': Perché, ci hai mai aiutato?<br />'''Lassiter''': Vi giuro che vi lascerò a marcire in questa lurida topaia di gentilezza! {{NDR|rivolto a Mackintosh e Dykstra}} Senza offesa!<br />'''Mackintosh''': Si figuri. Mi piace il suo completo.
*'''Lassiter''': Non occupatevi di Desperaux, non fate stupidaggini e lasciate che lo ritrovi e lo riporti al creatore!<br />'''Dykstra''': Mi scusi Detective, vuole ucciderlo?!<br />'''Lassiter''': Cos- no! È come dire: consegnarlo alla giustizia!<br />'''Mackintosh''': Allora diciamo consegnarlo alla giustizia. Portare al creatore vuol dire uccidere.<br />'''Lassiter''': Ora ve la prendete con me!?
*'''Dykstra''' {{NDR|parlando dell'esuberanza di Shawn}}: È così che fa in America?<br />'''Lassiter''': No, di solito è meno professionale!
*'''Shawn''' {{NDR|parlando di Desperaux}}: Ok, adesso sembra colpevole.<br />'''Gus''': Quante altre persone gli lascerai uccidere prima di convincertene?<br />'''Shawn''': Non lo so, ancora una soltanto?
*Forse devi provarci, aprire il tuo cuore. Spesso sembrano assassine a sangue fredde ma non lo sono. Qualsiasi relazione richiede un atto di fede. Ci ho messo quattro anni a capirlo. ('''Shawn''' a Desperaux)
*'''Shawn''': Perché sorridi? Le accuse negli stati uniti sono dure come qui.<br />'''Desperaux''': La tua fiducia nel sistema penale americano è semplicemente adorabile. Non mi condanneranno mai.<br />'''Lassiter''': Altroché.<br />'''Desperaux''': Non vedo l'ora di un processo senza prove concrete. Ora devo farti una domanda Shawn, e vorrei che rispondessi sinceramente: a pranzo, venerdì?<br />'''Shawn''': Mmmm... verrò in prigione.<br />'''Desperaux''': Fallo presto allora, non aspettare.
*'''Shawn''': Ciao, quel ponte è stato costruito dai porcospini. Hanno rosicchiato le travi coi loro affilatissimi denti, a quanto pare ci fu un'epidemia di rabbia durante la costruzione. Cercarono di vaccinare tutt-<br />'''Jules''': Shawn, non me la sento proprio oggi, sono molto arrabbiata con te. È che, abbiamo perso il momento. Certe persone non combaciano.<br />'''Shawn''': Sì, ma quelli sono i personaggi della Lego. Come potrebbero li fanno di misure così diverse, li mettono in una scatola o in un secchiello e i bambini poi li mischiano. Per non parlare poi di quelli della Duplo. Li fanno più grandi per evitare che i bambini se li mangino.<br />'''Jules''' {{NDR|sorride}}: Divertente. È sempre tutto divertente. Possiamo non parlare adesso? Va tutto bene. Le cose così come sono, vanno bene. Devo solo cercar di fare un po' di chiarezza in me stessa.<br />{{NDR|Shawn fa per andarsene ma poi torna indietro}}<br />'''Shawn''': Posso dirti quello che ero venuto a dirti per favore?<br />'''Jules''': {{NDR|sospira e si volta verso di lui}}<br />'''Shawn''': Io ho una motocicletta.<br />'''Jules''': Sì. Certo.<br />'''Shawn''': Sì, certo. E sai una cosa? È la forma più pura di libertà che io abbia mai provato: sgusci nel traffico, parcheggi dovunque, non devi portare qualcun altro all'aeroporto, non devi aiutare qualcuno a traslocare. Di sicuro il miglior acquisto che io abbia mai fatto nella mai vita e non me ne sono mai pentito, nemmeno per un secondo.<br />'''Jules''': Grandioso. Tu ami la tua motocicletta. Ariva al punto.<br />'''Shawn''': Sì, lo faccio subito. Il punto è... che da quando ti ho conosciuta... io sto pensando di comprare un'auto.<br />'''Jules''' {{NDR|sorride}}: E non pensi a qualcosa di più pratico...<br />'''Shawn''': Assolutamente no.<br />'''Jules''': ... O più comodo...<br />'''Shawn''': Non ho nessuna intenzione di arrendermi!<br />{{NDR|Si baciano a lungo e attirano degli spettatori}}<br />'''Spettatore''': È una cosa fantastica.<br />'''Shawn''': Oh, scusate.<br />'''Jules''': Non lo facciamo mai.<br />'''Shawn''': Una volta l'abbiamo fatto.<br />'''Jules''': Be', non proprio così...<br />'''Shawn''': Questa è un'evoluzione di quello che non è successo prima {{NDR|a Jules, sussurrando}} meglio andare da un'altra parte.<br />'''Jules''' {{NDR|sussurrando}}: Sì.<br />{{NDR|Cambio di scena: Shawn e Jules si stanno baciando in un negozio di souvenir e vengono sorpresi da una donna}}<br />'''Donna''': Questo è in vendita? {{NDR|mostrando un peluche}}<br />'''Jules''': Ahem- i-io non lavoro qu- mi piacciono le sue perle.<br />'''Donna''': È molto gentile... per essere una sgualdrina!<br />'''Jules''':...<br />{{NDR|Cambio scena: Shawn e Jules si stanno baciando all'interno di un'auto e vengono interrotti da un poliziotto che bussa al finestrino}}<br />'''Jules''': Sai una cosa? Forse non è il momento. Il mio volo è tra un'ora.<br />'''Shawn''': Aspetta un momento. Io ho una camera. Una bellissima camera. Però è pagata da un criminale!<br />'''Jules''' {{NDR|sorride}}: E perché me lo stai dicendo?<br />'''Shawn''': Per dirti tutto.
==Episodio 11, ''La fiera del terrore''==
*'''Shawn''': Gus, ci sei stato almeno una ventina di volte, perché adesso te la fai sotto?<br />'''Gus''': Questa giostra non sembra meccanicamente sicura. Come facciamo a sapere che non si romperà e non ci farà volare via?<br />'''Shawn''': Gus, la giostra è a soli trenta centimetri da terra.<br />'''Gus''': E allora perché sei nervoso?<br />'''Shawn''': Perché è una cosa conosciuta da tutti che i goblin animatronici a volte prendono vita nelle situazioni più inaspettate.
*{{NDR|Shawn e Jules entrano di nascosto nelle celle del dipartimento}}<br />'''Shawn''': Jules, a quest'ora due che stanno insieme si starebbero già toccando ovunque! E dobbiamo farlo ora, fra otto ore questa storia potrebbe essere finita!<br />'''Jules''': Carlton prima o poi lo scoprirà che stiamo insieme!<br />'''Shawn''': Con le sue doti di detective ci vorranno anni! {{NDR|cerca di baciarla e lei lo blocca con l'indice}}<br />'''Jules''': Pensiamo a un [[Piani dalle serie televisive|piano]], nel caso ci scoprissero e non potessimo più lavorare insieme.<br />'''Shawn''': Ma io ce l'ho un piano: non dirlo a nessuno. {{NDR|cerca di baciarla e lei lo blocca con l'indice}}<br />'''Jules''': Se alla fine ci scopriranno sarà solo per colpa tua e di questo tuo stupido piano.<br />'''Shawn''': Non credo, i piani stupidi sono quelli che funzionano meglio.<br />'''Jules''': In realtà non hai tutti i torti.<br />'''Shawn''': Sdraiamoci sulla branda!<br />'''Jules''': Lo sai chi ci è stato li? E cosa ci hanno fatto!?<br />'''Shawn''': Perfetto, momento rovinato.<br />'''Jules''': Scusa.<br />'''Shawn''': Ah, e va bene. Nessun contatto fisico in centrale. In realtà è stata sempre una mia regola.<br />'''Jules''': Ho una sorpresa per te {{NDR|mostra due biglietti per la fiera del terrore}} due biglietti per la fiera del terrore di domani! Purtroppo quelli per l'inaugurazione erano finiti, tu hai sempre detto che non vedevi l'ora che tornasse e io non vedo l'ora di vederla attraverso i tuoi occhi – aspetta – ci vai con Gus, vero?<br />'''Shawn''': Stasera, ma ci andrò con tutti e due, e con te urlerò forte come con Gus.<br />'''Jules''': No, no, non fa niente. Faremo qualcos'altro insieme, sicuramente per voi è importante.<br />'''Shawn''': No, no, Jules aspetta, aspetta, io preferisco andarci con te ovviamente. Vuoi mettere: noi spaventati a morte da adolescenti brufolosi mascherati da Michael Mayers?<br />'''Jules''': Sei sicuro?<br />'''Shawn''': Certo che lo sono, Gus capirà.<br />'''Jules''': Allora gli hai parlato di noi?<br />'''Shawn''': Stai scherzando!? Sarebbe come postarlo sulla mia pagina di Facebook se ne avessi una o condividere dettagli della mia vita privata con le persone che evito. Jules, ascolta, ti giuro che presto glielo dirò. Cerca di capire, questa cosa gli arriverebbe come una bomba sulla sua adorabile testa. Lo farebbe sentire come quello strano. Se non sarò delicato si abbufferà ancora di nocciole caramellate.<br />'''Jules''': Perché, lo ha già fatto?<br />'''Shawn''': Sì, e poi sudava freddo. Credimi, so cosa faccio. {{NDR|cerca di baciarla e lei lo blocca con l'indice e sorride}}
*'''Shawn''': Ken!<br />'''Ken''': Non ci credo.<br />'''Shawn''': Credici invece, è tutto vero. Mi dai le chiavi?<br />'''Ken''': Cosa?<br />'''Shawn''': Ho assistito a un omicidio.<br />'''Ken''': Dove?<br />'''Shawn''': Nella casa stregata.<br />'''Ken''': È una cosa normale là dentro.<br />'''Shawn''': Persona vera. Omicidio vero.<br />'''Ken''': L'hai detto a qualcuno?<br />'''Shawn''': Certo, a Carol. Ma messaggiava con Todd l'analfabeta e non ci ha dato retta.<br />'''Gus''': Perché non lasci stare?<br />'''Shawn''': "Da sballo" Gus, non "Da stallo" è un'espressione su cui insisto, può essere confusa con Sadalo, che forse è un'espressione cinese, dico bene?<br />'''Ken''': Senti, te l'ho già detto: conosco solo nove parole vallo a dire a qualcun altro!<br />'''Shawn''': E invece lo dico a te, e sai perché? Perché è arrivato il momento che il nostro gruppo si rimetta insieme! È una cosa grossa, che ci permetterà di riavere il miglior collaboratore asiatico di sempre! I tre ninja di nuovo insieme. Credimi Ken, sarà una cosa... grande!<br />'''Ken''': Mi piace l'idea. Posso usare queste chiavi solo per lavoro.<br />'''Shawn''': L'omicidio è il nostro lavoro.<br />'''Ken''': Potrebbero licenziarmi. O peggio.<br />'''Shawn''': O potresti tornare a fare il detective.<br />'''Ken''': Non mi avete mai assegnato un caso da seguire.<br />'''Shawn''': È di questo che sto parlando! {{NDR|gli prende le chiavi e apre la porta}}<br />'''Ken''': Ehi, che fai?<br />'''Shawn''': Sei dei nostri?<br />'''Ken''': Ne sto fuori.<br />'''Gus''': E anche io.<br />'''Shawn''': Non l'ho chiesto a te.
*'''Gus''': Troveranno un corpo, sì. Ma il mio!<br />'''Shawn''': Saresti il primo caso di investimento a 50 kilometri all'ora.
*'''Gus''': Ci arresteranno vero?<br />'''Shawn''': Gus, non fare il protagonista nero di una serie poliziesca. Mio padre non mi ha mai arrestato!<br />'''Gus''': Sì che lo ha fatto.
*'''Shawn''': Ti spingo su e schizzerai fuori come burro, l'ho visto fare.<br />'''Gus''': Dove, su Winnie the Pooh?<br />'''Shawn''': E da altre parti.
*'''Shawn''': So cosa ho visto, e sono il migliore osservatore che conosci.<br />'''Gus''': Ma se ieri hai scambiato una spugna per un canarino!?<br />'''Shawn''': Tu smettila di comprarle colorate e non succederà più!
*'''Shawn''': Eravamo qui, e abbiamo visto quest'uomo morire. Non dico bugie! {{NDR|Jules gli compare alle spalle}} su questo. Non mento sull'uomo morto. {{NDR|a Jules}} A te lo spiego dopo.<br />'''Gus''': Cosa!?<br />'''Shawn''': Niente!
*'''Jules''': Sai, potevi dirmelo che saresti venuto con Gus, non c'era bisogno di mentire.<br />'''Shawn''': Inizialmente non era una bugia.<br />'''Jules''': Poi sei andato con Gus. E lo è diventata.<br />'''Shawn''': Stava piangendo...<br />'''Jules''' {{NDR|indicando altrove}}: schiaccia la talpa!<br />'''Shawn''': Il fatto è che lui tiene molto a certe cose, per questo sono finito al Clogapalusa sabato.<br />'''Jules''': Credevo stessi scherzando.<br />'''Shawn''': Visto? Una verità a cui non credi, che è come una bugia.<br />'''Jules''': Shawn.<br />'''Shawn''': Ti prometto che non succederà più.<br />'''Jules''': Le bugie?<br />'''Shawn''': Il Clogapalusa, ma soprattutto le bugie. Il Clogapalusa è stato...<br />'''Jules''': Hai detto a Gus di noi?<br />'''Mesmerato''': Signora! Lasci che il grande Mesmerato indovini la sua età e il suo peso!<br />'''Jules''': Ah, guardi, sono impegnata adesso, quindi-<br />'''Mesmerato''': Le chiedo solo un tentativo! Sono molto bravo.<br />'''Shawn''': Parlavamo tra di noi di-<br />'''Mesmerato''': Solo un tentativo, allora, signori, signori siete tutti pronti?<br />'''Jules''': Va bene, ma faccia alla svelta.<br />'''Mesmerato''': Lei pesa 65 chili!<br />'''Jules''': Sessantaci- cosa!? È impazzito?<br />'''Mesmerato''': È troppo o troppo poco? Sa, il margine di errore è di soli due chili.<br />'''Jules''': Ho una pistola!
*Gus, sei come la convocazione di giurato che ho accidentalmente gettato il mese scorso assieme alla dichiarazione dei redditi. ('''Shawn''')
*'''Jules''': Shawn, ho scapito tutto, congratulati con me.<br />'''Shawn''': Congratulazioni, anche noi abbiamo qualche idea sull'omicidio.<br />'''Jules''': Sono i pantaloni! Non slanciano per niente! Mi fanno più grassa di almeno quattro chili!<br />'''Shawn''': Jules, stai ancora pensando a quello che indovina il peso?<br />'''Jules''': Con tutti gli altri ha indovinato e anche con grande precisione!<br />'''Shawn''': È un impostore, non gli puoi credere, e poi ci sono sempre dei complici tra il pubblico, è tutto un trucco, non credo neanche che si chiami Mesmerato.
*'''Shawn''': Ken, vedo che tu stai lavorando.<br />'''Ken''': Già, hanno tenuto alcuni di noi per le pulizie.<br />'''Shawn''': È bello vedere che hai ancora un lavoro.<br />'''Ken''': Finisco stasera.<br />'''Gus''': Accidenti, se c'è qualcosa che possiamo fare...<br />'''Ken''': Be', trovate un altro lavoro e fatemi licenziare, così farete la tripletta.<br />'''Shawn''': Non dire così, Ken.<br />'''Ken''': Sai, adesso ti ho capito Shawn, non è che non vuoi che lavori per te. Non vuoi che lavori affatto.
*'''Jules''': Forse Shawn ha ragione.<br />'''Lassiter''': Su cosa!? Lui e Guster credono di essere in un cartone animato con un alano parlante e un furgone colorato!<br />'''Jules''': [[Scooby-Doo]]?<br />'''Lassiter''': È per questo che mi ha chiamato Velma?<br />'''Jules''': Probabilmente.<br />[...]<br />'''Lassiter''': Sei il secondo miglior detective qui, anche se con ampio margine.<br />'''Jules''': Ah. Grazie.<br />'''Lassiter''': E lo sei perché non sei riuscita a tenere Spencer e le sue pagliacciate lontano da te. È questa la chiave per trattare con lui e avere sempre la meglio psicologicamente.<br />'''Jules''': Ma se ti chiama perfino Velma.<br />'''Lassiter''': Scelgo le mie battaglie.<br />'''Jules''': Anch'io!<br />'''Lassiter''': Sì, però ultimamente gli stai dando più retta del solito.<br />'''Jules''': Io gli do solo la considerazione che merita: ha risolto un sacco di casi per noi, perché non riesci a vederlo?<br />'''Lassiter''': E cosa dovrei vedere?<br />'''Jules''': Ad esempio il tuo partner che segue una pista.<br />'''Lassiter''': Di Spencer.<br />'''Jules''': Fa parte del nostro lavoro.<br />'''Lassiter''': E il riscaldamento globale è reale.<br />'''Jules''': Il riscaldamento globale è reale.
*'''Shawn''': Tranquillo, la prossima volta entrerai tu per primo.<br />'''Gus''': Sono entrato prima io!<br />'''Shawn''': E allora di che ti lamenti?
*Non parlo l'algebra. ('''Shawn''')
*{{NDR|Mesmerato punta una pistola contro Shawn}}<br />'''Shawn''': Todd, vero? Tu devi essere Todd. Sappi che la lettera T non c'è nella parola "sballo", è un errore gravissimo; hai scritto "stallo" non "sballo".<br />'''Mesmerato/Todd''':...
*'''Shawn''': Gus, ascolta, visto che potremmo anche morire, voglio confessarti una cosa: ricordi quando eri depresso perché vedevo Abigail, pensavi che le cose tra noi sarebbero cambiate e mangiavi soltanto nocciole caramellate?<br />'''Gus''': Ma di che diavolo stai parlando!?<br />'''Eve''': Non mi sembra il momento adatto.<br />'''Shawn''': Io sto con Juliet.<br />'''Gus''': E allora!?<br />'''Shawn''': E allora!' Stiamo spezzando il duo, saremmo come nel video di 666...<br />'''Gus''': Sono ormai cinque anni che le stai dietro.<br />'''Eve''': Cinque anni!?<br />'''Gus''': Non ci sa fare molto!<br />'''Shawn''': Ah, io non ci so fare!? {{NDR|imitando Gus}} Ehi, hai sentito di [[Plutone (astronomia)|Plutone]]? Brutto affare, eh? {{NDR|normalmente}} Quante volte questa frase funziona?<br />'''Eve''': Ragazzi, ragazzi!<br />'''Gus''': È una mossa da amanti del rischio!<br />'''Shawn''': Ma quale mossa da amanti del rischio, questa è una mossa da astronomi! Senti, io e Jules stiamo insieme, puoi mostrare un po' di emozione?<br />'''Gus''': Aspetta, ti arrabbi con me perché non mi arrabbio!?<br />'''Shawn''': Sono scioccato perché tu non sei scioccato, e vorrei che tu fossi un po' triste perché io lo sono.<br />'''Eve''': Che ti importa di cosa pensa!?<br />'''Shawn''': Sai che ti dico Eve: non mi importa, no, non mi importa!<br />{{NDR|Mesmerato/Todd gli compare alle spalle puntando la pistola}}<br />'''Mesmerato/Todd''': C'è un bel problema qui.<br />'''Shawn''': Chiedimi quanto mi importa Todd.<br />'''Gus''': A me importa.<br />'''Shawn''': Ti importa di lui e della sua pistola?<br />'''Gus''': Sì!<br />'''Shawn''': Le tue priorità sono davvero strane.<br />'''Mesmerato/Todd''': Ma di che diavolo state parlando voi due!? {{NDR|Jules gli arriva alle spalle e lo tramortisce col calcio della pistola}}<br />'''Jules''': Sessantacinque chili un cavolo brutto idiota!
*'''Shawn''': Jules, è stato difficile ma alla fine ho detto a Gus che stiamo insieme.<br />'''Jules''': Davvero? E come l'ha presa?<br />'''Shawn''': Be', all'inizio è stato scioccato e sconcertato come i primi minuti di [[Salvate il soldato Ryan]] seguito dagli ultimi minuti di Lady in the Water.<br />'''Gus''': Non è vero, sapevo come sarebbe finita Lady in the Water.<br />'''Shawn''': Sì, certo, è così anche per Salvate il soldato Ryan?<br />'''Gus''': Lo sbarco in Normandia? Sì, sapevo anche quello!<br />'''Shawn''': Bugiardo.<br />'''Gus''': È un fatto storico.<br />'''Shawn''': Forse per te.<br />'''Jules''': O forse per il ventunesimo secolo.<br />'''Jules''': La cosa importante è che ora tu sai che noi due stiamo insieme. Quindi niente più segreti.<br />'''Shawn''': Sono d'accordo, niente più segreti Jules, tranne che con Lassiter. Quindi Gus può rivelare quanto sia sconvolto.<br />'''Gus''': Non sono sconvolto.<br />'''Shawn''': Sì che lo sei.<br />'''Gus''': Ti dico di no! {{NDR|esce e va in un'altra stanza}}<br />'''Shawn''' {{NDR|a Jules, sussurrando}}: Lo nasconde bene. No, forse mi sto sbagliando. {{NDR|Shawn e Jules si voltano e vedono Gus con una confezione di nocciole caramellate}} Ehi! Hai ancora le nocciole caramellate!
==Episodio 12, ''Una cittadina vecchio stampo''==
*'''Shawn''': Lo sai che esistono anche le tapparelle silenziose? Le ha inventate una donna negli anni '90.<br />'''Gus''': Non credo che il rumore delle tapparelle sia tale da inventare un silenziatore.<br />'''Shawn''': Perché invidi tanto l'inventiva altrui?
*'''Gus''' {{NDR|leggendo una mail}}: ''The Greath Nothan'', strano non l'ho mai sentito prima.<br />'''Shawn''': Conosci i quotidiani di tutta la California?<br />'''Gus''': Puoi dirlo forte, Shawn!<br />'''Shawn''': ''Rich Greast''?<br />'''Gus''': ''The Daily Indipendent''.<br />'''Shawn''': ''Shawnopoli''!<br />'''Gus''': Questo non esiste.<br />'''Shawn''': Per ora. Mi serve un terreno e la raccomandazione di Zio Paperone.
*'''Shawn''': Gus, che programmi hai?<br />'''Gus''': Io sono libero fino a domani.<br />'''Shawn''': Io invece [...] fino al prossimo Wrestlermania!
*{{NDR|Arrivati a ''Dual Spires'' si accorgono che tutti guardano Gus}}<br />'''Gus''': Sembra che non abbiano mai visto uno di colore.<br />'''Shawn''': Ma va...<br />'''Bambina''' {{NDR|rivolta a Gus}}: Mi scusi, lei è [[Frederick Douglass]]?<br />'''Gus''': Shawn. Andiamocene.<br />'''Shawn''': {{NDR|pausa}} Stava scherzando.
*Quel gufo è sia saggio che squisito. ('''Shawn''' a proposito di Lyo il gufo di cannella)
*{{NDR|Jules e Henry osservano un enorme buffet di ciambelle}}<br />'''Henry''': Non mi era mai capitato di vedere una cosa del genere.<br />'''Jules''': Lo so. Il nuovo responsabile della centrale è un angelo caduto dal cielo.
*'''Jules''' {{NDR|al telefono}}: Qui O'Hara.<br />'''Shawn''': Salve detective O'Hara, sono Shawn Spencer.<br />'''Jules''': Potresti fare la persona seria per una volta?<br />'''Shawn''': Ok. Parlo con la signorina O'Hara, la detective?<br />'''Jules''': Shawn...<br />'''Shawn''': Senti, ce la sto mettendo tutta per essere formale sul lavoro. Che mutandine hai?<br />'''Jules''': È più forte di te, passi da un estremo all'altro!
*{{NDR|Osservando i titoli della dottoressa Gooden}} Wow. Fa tutto tranne i massaggi. ('''Shawn''')
*Sono una donna di scienza, ma questo non vuol dire che non abbia dei sentimenti. ('''Dr. Gooden''')
*Sfogarsi non è un delitto. ('''Shawn''')
*'''Shawn''': Anche noi siamo stati adolescenti.<br />'''Gus''': È passato tanto tempo.<br />'''Shawn''': Non è vero, mica tanto.<br />'''Gus''': Ti piacerebbe, eh?
*'''Randy''': Voi chi siete?<br />'''Shawn''': Solo due persone che amano la verità.<br />'''Gus''': E la cannella.
*'''Shawn''': Ci scusi...<br />'''Maudette''': Shhh. Abbassate la voce.<br />'''Gus''': Ma ci siamo solo noi.<br />'''Maudette''': Per voi i libri sono solo parole su un pezzo di carta, ma non è così: ognuno di loro ha una storia da raccontare... ascoltate: {{NDR|restano ad ascoltare il silenzio}} vi stavo solo prendendo in giro.
*'''Maudette''': Quella alla ciliegia è la migliore.<br />'''Gus''': La migliore di cosa?<br />'''Maudette''': Di tutte sciocchino!
*Non succede mai niente da queste parti quindi, la morte di una ragazza, un sensitivo e un uomo di colore tutti nello stesso giorno è una cosa epica! ('''Maudette''')
*'''Gus''': Questi libri sono arcaici.<br />'''Shawn''': E anche molto vecchi.
*'''Gus''': Le tue conversazioni con Juliet sono imbarazzanti, d'ora in poi la chiamerò io.<br />'''Shawn''': Ok.<br />[...]<br />'''Gus''' {{NDR|al telefono}}: Juliet, sono Gus.<br />'''Jules''': Gus, che succede? Shawn sta bene?<br />'''Shawn''' {{NDR|a Gus}}: Chiedile che mutandine porta.
*Aspettare che i cadaveri riaffiorino è sempre stata una mia passione. ('''Lassiter''')
*'''Bob''': Voi mi capite vero?<br />'''Shawn''': Noi non siamo qui per giudicarla Bob, siamo qui per fare indagini e mangiare delle buone torte.<br />'''Gus'''. Non per forza in quest'ordine.<br />'''Shawn''': Infatti abbiamo iniziato dalle torte.
*{{NDR|Shawn detta a padre Westley un testo in latino per tradurlo}}<br />'''Padre Westley''': Senti, non potevi mandarlo via fax?<br />'''Shawn''': Qui non ci sono computer e comunque, credevo che per i preti la tecnologia fosse il diavolo.<br />'''Padre Westley''': Se ogni tanto fossi venuto alle mie lezioni di catechismo non la penseresti così.<br />{{NDR|Dopo che Padre Westley ha tradotto il testo}}<br />'''Shawn''': Grazie padre, Gus verrà a trovarla a messa la prossima domenica.<br />'''Padre Westley''': Anche tu?<br />'''Shawn''' {{NDR|uscendo dall'area di campo}}: Come ha detto? Non la sento più!
*{{NDR|Jules torna a ''Dual Spires'' per indagare con Shawn e Gus e si dividono per le indagini}}<br />'''Shawn''': Bene, allora ci vediamo alla tavola calda fra mezz'ora.<br />'''Jules''': Ok.<br />'''Shawn''': Uh, un Labrador! {{NDR|indica un punto nel vuoto}}<br />'''Gus''': Dove?<br />{{NDR|Gus volta la testa e Shawn e Jules si baciano}}
*'''Maudette''' {{NDR|passando un libro a Shawn}}: Questo è l'annuario più recente di ''Dual Spires''.<br />'''Shawn''': È molto sottile.<br />'''Maudette''': Piccola scuola piccolo annuario.<br />'''Gus''' {{NDR|sfogliando l'annuario}}: Nella classe di Paula erano solo in sette.<br />'''Maudette''': Già ed erano in tanti, nella mia erano in tre.
*'''Shawn''': Prendi una fetta di torta, è ottima!<br />'''Jules''': L'ho fatto, ma ve la siete mangiata!
*Qual è esattamente il confine tra Gus il puritano e Gus il pervertito? ('''Shawn''')
*'''Shawn''': C'è qualcosa che non mi torna!<br />'''Gus''': Sai cosa non torna a me!? Essere bloccato in questa città dove non prende il cellulare abitata da soli bianchi!
*'''Gus''': Padre Westley! Lei ci ha salvato la vita!<br />'''Shawn''': Stavano per arrostirci, come ci ha trovati!?<br />'''Padre Westley''': Tutto merito della fede.<br />'''Shawn''': Davvero?<br />'''Padre Westley''': No, veramente ero arrivato in città, ho visto del fumo, un tanem qui fuori, così ho fatto due più due.
*È stato il mio bisnonno a fondare ''Dual Spires'', dopo la seconda guerra mondiale e dopo aver visto le atrocità compiute dall'uomo decise di venire a vivere qui con altri due soldati del suo plotone. [...] I tre capifamiglia si presero la responsabilità di proteggere gli abitanti, le loro intenzioni erano davvero ammirevoli: creare una comunità immune dall'orrore che avevano vissuto durante la guerra. Per quarant'anni funzionò, ''Dual Spires'' fu perfetta, fino al grande incendio della segheria del '58. Fu doloso. Fu provocato da un vagabondo di passaggio. In otto persero la vita. Da allora ci isolammo dal mondo. Gli stranieri divennero una minaccia. ('''Bob Barker''')
*Non giudicate se non volete essere giudicati. Anche se in questo caso... è del tutto comprensibile. ('''Padre Westley''')
*{{NDR|Lo sceriffo Jackson e la dottoressa Gooden puntano una pistola a Shawn, Gus, Bob e padre Westley}}<br />'''Padre Westley''': Io appartengo a una categoria protetta, giusto?<br />'''Shawn''': Sicuro...
*{{NDR|Lassiter e Jules intervengono tempestivamente e arrestano Jackson e la Gooden}}<br />'''Shawn''': Lassie, Jules, come avete fatto?<br />'''Padre Westley''': I miracoli avvengono tutti i giorni, Shawn.<br />'''Shawn''': Davvero!? Questo è un miracolo?<br />'''Padre Westley''': No, li ho chiamati io prima di venire qui.
*'''Padre Westley''': Questa torta alla cannella è celestiale, Burton.<br />'''Gus''': Sa che questo è un peccato di gola, vero?<br />'''Padre Westley''': È l'unico che mi concedo.
==Episodio 13, ''Corso all'accademia''==
*'''Shawn''': Visto, abbiamo preso i cattivi!<br />'''Lassiter''': Avete rovinato l'appostamento!<br />'''Shawn''': Ma li abbiamo presi.
*'''Shawn''': Il capo vorrà darci un premio!<br />'''Gus''': Un Oscar?<br />'''Shawn''': No, un premio alla carriera, l'Oscar lo danno a tutti, ne hanno dato uno perfino a Lionel Ricci!
*'''Lassiter''': David Arnold disattiva gli allarmi e fa tutto in cinque minuti. È velocissimo!<br />'''Shawn''': Be', bisogna vedere se la moglie è contenta della sua rapidità.
*'''Shawn''': Erano mesi che dicevo a Lassiter che erano li dentro ma lui non si è mosso!<br />'''Henry''': Stava organizzando una stangata, hai idea di che parlo?<br />'''Shawn''': [[Paul Newman|Newman]], [[Robert Redford|Redford]], belle signore, tanti pony...<br />'''Vick''': Intercettazioni, mandati... tutte cose che richiedono tempo.<br />'''Shawn''': E che spettano a voi poliziotti, il nostro compito invece è trovare soluzioni e metterle in pratica.
*'''Shawn''': Tanto alla fine vinciamo sempre.<br />'''Gus''': Come il presidente della federal eserv bank.
*'''Vick''': Vi abbiamo iscritto per un corso d'addestramento all'accademia. [...] Per voi due non sarà un'impresa facile!<br />'''Gus''': Per favore, tutto quello che dobbiamo fare è far suoni con la bocca e comportarci da idioti.
*'''Vick''': Dovrete presentarvi all'accademia a mezzogiorno!<br />'''Shawn''': Mezzogiorno!? Pff... abbiamo ancora quattro ore! {{NDR|Shawn e Gus escono dall'ufficio}}<br />'''Vick''': Cos-? Quattro ore!? Sono le 11 passate!<br />'''Henry''': Lo so.
*'''Comfort''': Mi hanno detto che siete sensitivi.<br />'''Shawn''': Soltanto io, signore!<br />'''Gus''': Io sono nel ramo farmaceutico, signore!<br />'''Comfort''': Non dovete finire ogni frase con la parola "signore".<br />'''Shawn''': Ma è divertente e fa ridere, signore!
*'''Comfort''': Non posso credere che sei il figlio di Henry Spencer!<br />'''Shawn''': Ah, nemmeno io, c'è un'indagine in corso. Comunque in mia difesa le posso dire che avevo ragionevoli sospetti per ognuna delle sagome cui ho sparato.<br />'''Comfort''': Hai ucciso due donne senza pietà!<br />'''Shawn''': Le spiego: la prima donna, quella con la spesa era entrata in una biblioteca dove è proibito portare cibo, lo so perché ci abbiamo provato varie volte, la seconda era una copia della prima con un orrendo [[cappello]], il che è antiestetico e sospetto.<br />'''Gus''': Ma gli hai sparato tre volte!<br />'''Shawn''': Odio i cappelli.<br />'''Gus''': Tu non odi i cappelli.
*'''Vick''': Dov'è finito Guster?<br />'''Shawn''': Sarò sincero con lei capo, Gus ha mangiato un tramezzino da un distributore all'angolo e questo unito a un attacco d'ansia ha causato un forte movimento intestinale.<br />'''Vick''': Quanto ci metterà?<br />'''Shawn''': 35-40 minuti al massimo.
*'''Vick''': Vedo che sei riuscito a perdere metà dell'equipaggiamento.<br />'''Shawn''': Cosa!? Ho perso solo la torcia!<br />'''Lassiter''': Dov'è la radio!<br />'''Shawn''': L'ho persa.
*{{NDR|Jules tiene il corso all'accademia a Shawn e Gus e Shawn alza la mano}}<br />'''Jules''': Sì, signor Spencer?<br />'''Shawn''': Ha mai visto una piccola macchina blu sterzare e tagliare la strada a un grande camion con rimorchio, girare su se stessa e continuare a marcia indietro mantenendo la stessa velocità?<br />'''Jules''': No, chi farebbe una cosa tanto stupida?<br />'''Shawn''': Un mio amico lo fa.<br />[...]<br />'''Jules''': Signor Spencer vorrei parlarle!<br />'''Gus''' {{NDR|a Shawn}}: Hai fatto arrabbiare l'insegnante!<br />'''Shawn''': Lo credo anch'io. {{NDR|Shawn va a parlare in privato con Jules}}<br />'''Jules'''. Dovresti iniziare a prendere l'addestramento un po' più seriamente.<br />'''Shawn''': Oh, andiamo, lo sappiamo tutti che è stata un'idea folle di mio padre e del capo per-<br />'''Jules''': L'idea non è stata loro. È stata mia. Ho chiesto di mandarti in accademia solo per il tuo bene, non voglio che ti succeda qualcosa.
*'''Gus''': Vedrai, ci spenneranno, Shawn!<br />'''Shawn''': Gus, andiamo non abbiamo le penne, al massimo ci scuoieranno.
*'''Shawn''': C'è qualcosa che non mi convince.<br />'''Gus''': Lo dici per ogni caso.<br />'''Shawn''': Ma stavolta è come stare seduti su una sedia piena di tante piccole punte che ti si conficcano nel sedere.<br />'''Gus''': E perché ti ci siedi?
*'''Shawn''': Senti, come mai se una colpa è mia è solo mia e quando è tua diventa nostra!<br />'''Gus''': Perché io ho fatto il college.<br />'''Shawn''': Non è giusto però.
*David Arnold è solo un personaggio inventato come [[Kelly LeBrock]] in ''[[La donna esplosiva]]'' ma senza quel paio di tette esplosive che fanno la differenza. ('''Shawn''')
*Dobbiamo trovare quei bastardi, riprendere i miei soldi e sparargli in faccia come fa Marvin in [[Pulp Fiction]], solo che noi lo faremo di proposito! ('''Devryl Longsdale''')
*{{NDR|Dopo aver ingannato McNab}} Facile come rubare le caramelle a un enorme bambino. ('''Shawn''')
*'''Bazo''': Posso aiutarvi?<br />'''Shawn''': Credo di sì, sono l'agente Shawn Spencer, lui è il mio partner Mission Fixx, ora le farò una domanda difficile: Lei chi è?<br />'''Bazo''': Laster Bazo. Non era molto difficile.<br />'''Shawn''': Allora risponda a questa: Qual è la capitale del Liechtenstein?
*'''Shawn''': Una volta abbiamo scommesso perfino sulle corse degli ortaggi.<br />'''Gus''': Scommettere sempre sul cetriolo.
*'''Shawn''': Sai cosa farebbe il Nick Comfort che noi conosciamo?<br />'''Comfort''': No.<br />'''Shawn''': Be', neanche noi veramente, insomma, in fondo ci siamo frequentati solo per un giorno. Ma se c'è qualcosa che ci hai insegnato è tenere duro e non mollare mai.<br />'''Comfort''': Certo, è il mio lavoro.<br />'''Gus''': Devi mettere in pratica quello che insegni! Quindi vestiti e dacci una mano!<br />'''Shawn''': In fondo che hai da perderci?<br />'''Comfort''': È vero! Non ho più nulla da perderci!<br />'''Shawn''': Così mi piaci!
*Il cane ha fiutato qualcosa! O il sospettato è in quella casa... o è uno scoiattolo! ('''Nick Comfort''')
*'''Vick''': Dove diavolo è finito Gus?<br />'''Shawn''': Capo, mi dispiace ma il mio socio è in preda a un attacco di colon spastico! Non so se le è mai capitato di vedere quella pubblicità dove-<br />'''Vick''': L'ho vista più volte!<br />'''Shawn''': Allora saprà che quando scappa-<br />'''Vick''': Ti prego falla finita! Non lo voglio sapere!
*L'idea di farvi frequentare un corso all'accademia era buona ma è finita in maniera a dir poco tragicomica. Almeno come consulenti li catturate i criminali! ('''Karen Vick''')
*'''Vick''': Preferisco vedervi senza uniforme!<br />'''Shawn''': Non si preoccupi non la deluderemo!<br />'''Vick''': Oh, sì. Lo farete!
*Credo che andò in un bar, e poi in un altro bar e poi in un altro bar! ('''Nick Comfort''')
*'''Shawn''': È come il finale di [[Una vita al massimo]]!<br />'''Gus''': Ma era un massacro, in quel fil morivano tutti!<br />'''Shawn''': Christian Slater e Patricia Arquette si salvano però!<br />'''Dickey''': E anche Michael Rapaport!<br />'''Shawn''': Sì, è vero, me n'ero dimenticato.
*{{NDR|Dando ai gangster barricatisi nel supermarket le vicendevoli posizioni per salvarsi dalla sparatoria}} Avviso per i clienti di questo supermercato, abbiamo uno sconto straordinario sui surgelati, ma solo per gli amanti dei film di kung-fu. Boo-Long Yang in corsia sette aspetta che qualcuno gli spari. {{NDR|Sparano a Boo-Long}} Sempre in promozione abbiamo anche Ewan Breelmer nero dietro lo scaffale del reparto frutta! {{NDR|Longsdale schiaccia Breelmer sotto lo scaffale e poi spara a Bazo}} ('''Shawn''')
*'''Longsdale''': Se non vuoi morire fai quello che ti dico: primo, butta via la pistola {{NDR|Shawn posa la pistola}} secondo, fai uscire subito Dickey con i miei soldi e terzo, dimmi dove hai comprato quelle scarpe da ginnastica, mi piacciono! Sono uno schianto!<br />'''Shawn''': Queste?<br />'''Longsdale''': Uh-hm!<br />'''Shawn''': Carine vero?
*'''Vick''': Naturalmente dovrete restituire le undici buste di generi alimentari di cui vi siete appropriati durante lo svolgimento dell'arresto.<br />'''Shawn''': Veramente volevamo pagarle ma sfortunatamente il signor Bazo è morto.<br />'''Vick''': Non è morto, è in terapia intensiva!<br />'''Gus e Shawn''': Oh!<br />'''Shawn''' {{NDR|a Gus, sottovoce}}: Il tacchino è già nel forno.<br />'''Gus''' {{NDR|a Shawn, sottovoce}}: Sì, è già cotto.
*'''Shawn''': Credo sia meglio troncare in culla i convenevoli.<br />'''Gus''': Troncare sul nascere.<br />'''Shawn''': Comunque il senso è lo stesso.
*'''Jules''': {{NDR|Mostrando a Shawn un giubbotto identico a quello di Kelly Mc Gills in [[Top Gun]]}} Me lo metto stasera.<br />'''Shawn''': E se lo metto io? {{NDR|Jules lo guarda stranita}} ridicolo, eh?<br />'''Jules''': Sì.<br />'''Shawn''': Sta meglio a te.<br />'''Jules''': Lo credo!
==Episodio 14, ''Viaggio introspettivo''==
*Quell'uomo è un lurido verme che minaccia i lavoratori onesti per non farli testimoniare! Io gli sparerei in un vicolo buoi e lo lascerei morire in una pozza di sangue se non fossi un poliziotto. {{NDR|si accorge che lo stanno guardando tutti male}} Ehm... con "io" intendo un poliziotto immaginario interpretato da Charles Brownson. ('''Lassiter''')
*'''Gus''': Smettila di fare il disinvolto Shawn! Il cestino è pieno di integratori, il che vuol dire che sei stato sveglio tutta la notte.<br />'''Shawn''': Sì, perché ho visto ''[[Babbo Bastardo]]'', seguito dal primo ''[[Austin Powers - Il controspione|Austin Powers]]'' e i primi dieci episodi di Jay Ky Progress, che ho scoperto essere un idiota perché commette sempre gli stessi errori.<br />'''Gus''': Sai che stai giocando a [[biliardo]] senza pallina vero?<br />'''Shawn''': Ok, sarò ammaliante come non mai, farò tornare il sorriso al capo e tutto tornerà come prima!
*'''Shawn''': Io sono un sensitivo capo, devo essere vicino agli oggetti, sentirli, toccarli a volte palparli. È come l'uovo e la gallina, pensi all'uovo, non esisterebbe senza la gallina, se avessi aspettato i mandati non avrei trovat-<br />'''Vick''': Senti, Spencer...<br />'''Shawn''': Oh, meno male. È tutto risolto?<br />'''Henry''': Shawn, sta' zitto.<br />'''Vick'''. Il sindaco mi ha appena imposto un ultimatum, devo intraprendere un'azione preventiva.<br />'''Shawn''': Oh, era ora che mi deste un'arma.<br />'''Vick''': Devo sospenderti a tempo indeterminato. Mi dispiace.<br />'''Shawn''': A tempo indeterminato, che vuol dire? Sono sospeso o no?<br />'''Henry''': Te la sei cercata, Shawn.<br />'''Shawn''': Immagino di averla trovata.
*'''Henry''': Come al solito il tuo senso di responsabilità è quasi nullo e arriva troppo tardi. Non riesco a spiegarmi come tu possa essere così imprudente considerando chi è tuo padre!<br />'''Shawn''': Be', sarà una di quelle lezioni che non mi hai insegnato quando per te il lavoro era più importante della famiglia!<br />'''Henry''': Senti, crescerti non è stato facile! E come sai bene non c'era tua madre a darmi- {{NDR|pausa}} – Senti, non ha importanza. Sono stufo di questa situazione, andiamo sempre nelle direzioni opposte, qualunque cosa succeda. Non posso fare a meno di pensare come sarebbero state le nostre vite se tu non fossi tornato a Santa Barbara cinque anni fa!<br />'''Shawn''': {{NDR|offeso}} Wow! Forse hai ragione. Tornare è stato uno sbaglio!
*{{NDR|La prima allucinazione di Shawn}}<br />'''Shawn''': Ehi, io ti conosco! Tu sei Tony Cox! Il Marcus di Babbo bastardo, sei un mito!<br />'''Tony Cox''': Ehi, baciami le chiappe sensitivo del cavolo! Stai mischiando i nani con i biscotti e le rappresentazioni natalizie! Et voilà!<br />'''Shawn''': Ho visto ''Invaders'' venticinque volte, e [[Willow (film)|Willow]]? Che meraviglia! Eri un guerriero con i capelli lunghi, visto! ''[[Disaster Movie]]''? Visto! Il punto è che sono un tuo grande fan, quindi togliti quella patatina dalla spalla!<br />'''Tony Cox''' {{NDR|toglie la patatina}}: Il punto è che nevica polistirolo e io sono bloccato qui!<br />'''Shawn''': Perché?<br />'''Tony Cox''': Perché io sono il tuo super-ego!<br />'''Shawn''': Veramente!? Ti mostrerò a chi mi dice che dovrei essere più umile.<br />[...]<br />'''Shawn''': Sto sognando!? Be', in questo caso, ti va di fare la doccia con [[Paula Patton]]?<br />'''Tony Cox''': Sì! Cioè, no! Non è per questo che siamo qui!
*{{NDR|Nell'immaginazione di Shawn Tony Cox è vestito come Paul Bunyan}}<br />'''Tony Cox''': Sono Paul Bunyan?<br />'''Shawn''': Sto solo cercando di affondare gli stereotipi, preferivi Karim Abdul Jabal?<br />'''Tony Cox''': Uno un po' più basso?<br />'''Shawn''': Pippo?
*'''Shawn''' {{NDR|parlando del discorso con Henry}}: Gran brutte parole.<br />'''Tony Cox''': Però te le sei meritate!<br />'''Shawn''': Ehi, pensa per te!<br />'''Tony Cox''': Va' al diavolo!<br />'''Shawn''': Vacci tu!
*In questo sogno sei tu che immagini le persone, hai creato un mostro solo per sentirti meglio. È imbarazzante. ('''Tony Cox''' a Shawn)
*'''Anfernee''': Non è mio padre!<br />'''Shawn''' {{NDR|a Tony Cox}}: Dice solo questo?<br />'''Tony Cox''' {{NDR|a Shawn}}: Questa stagione. L'anno scorso diceva "non rompetemi".
*'''Shawn''': Non puoi annunciare una sorpresa e poi mangiare un biscotto allo zenzero.<br />'''Tony Cox''': Io faccio quello che voglio.
*'''Lassiter alternativo''': Signori, non userò mezzi termini, stamattina è stato portato alla mia attenzione che solamente il 31% degli aggressori arrestati ha subito ferite d'arma da fuoco, immagino che vi rendiate conto che questo dato è del tutto inaccettabile!<br />'''Frau Vick''': Inaccettabile!<br />'''Lassiter alternativo''': Noi non vi forniamo sofisticate armi da fuoco da portare vicino al cuore e infinite munizioni perché facciate rispettare la giustizia come foste femminucce! È così detective junior McNab?!<br />'''Junior McNab''': No signore! Ce le date perché possiamo sparare ai criminali!<br />'''Lassiter alternativo''': Rompete le righe.
*'''Brawimsky''': Io non sono fatto per questa città, vorrei che mi trasferissero a Santa Barbara!<br />'''Jules alternativa''': Ah, sarebbe bello, a quest'ora probabilmente sarei un detective.
*'''Tony Cox''': Hai già imparato la lezione?<br />'''Shawn''': Certo. Ho cambiato in meglio le loro vite.<br />'''Tony Cox''': Sei più testardo di un mulo! Hai visto ''La vita è una cosa meravigliosa''?<br />'''Shawn''': No, odio il bianco e nero.<br />'''Tony Cox''': E ''A Christmas Carol''?<br />'''Shawn''': Non mi piace il genere. Sai cosa ho visto? Elf! Tu non ci sei in quel film.<br />'''Tony Cox''': Lascia stare i ruoli che avrei potuto fregare a Peter Dinklage, cosa credi che avresti fatto se non fossi tornato a casa? Uh? L'uomo salsicciotto sulla Madison? O magari la guida a Greesland?<br />'''Shawn''': Elvis aveva il campo di Raquetball, mi sarei divertito!<br />'''Tony Cox''': Io dico che saresti rimbalzato da una parte all'altra evitando le responsabilità! Insomma, certo che ti saresti divertito: eri un ragazzino. Ma adesso è giunto il momento di crescere o perderai tutte le persone che ti vogliono bene.<br />'''Shawn''': Gli amici? Be', allora forse è il caso di fare uno sforzo.<br />'''Tony Cox''': Sì, è il caso.<br />'''Shawn bambino''': Ehi, non vorrai cedere così facilmente!<br />'''Shawn''': Tu da dove cavolo sbuchi?<br />'''Shawn bambino''': Dal passato.<br />'''Tony Cox''': Chi diavolo sei tu?<br />'''Shawn bambino''': Lui. Da ragazzino.<br />'''Tony Cox''': E come mai non vi somigliate?<br />'''Shawn bambino''': Col tempo si cambia, a volte di settimana in settimana!<br />'''Shawn''': Sì, giusto.<br />'''Shawn bambino''': Una volta giurammo di non crescer mai e come vedi io ho mantenuto la promessa.<br />'''Shawn''': Lo so ma per te è stato sicuramente tutto più semplice insomma, fare il dodicenne è più facile se hai davvero dodici anni.<br />'''Shawn bambino''': Be', te la cavavi benissimo anche tu finché non è arrivato quel taglialegna di mezzo metro!<br />'''Tony Cox''': Se continua giuro che lo faccio fuori!<br />'''Shawn''': Stava scherzando!<br />'''Shawn bambino''': No, non è vero. Guarda che il nanetto ci separerà per sempre!<br />'''Shawn''': È tutta scena! Va' in camera tua o... fa' quello che vuoi. Vai! Mi stai innervosendo, vai! {{NDR|il piccolo Shawn sparisce}}<br />'''Tony Cox''': Non devi uccidere il bambino che c'è in te, l'importante è che cominci a prenderti la responsabilità delle tue azioni pezzo d'asino!
*Fatti sentire. Scherzo, devi sparire! ('''Shawn''' salutando Tony Cox)
*'''Shawn''': Mi dispiace, avrei dovuto ascoltarti. Di tutti i miei rapporti il nostro è sicuramente il più stabile, l'unico che non abbia rovinato. Non so cosa avresti fatto se non fossi mai tornato ma so che posso sempre contare su di te, come quella volta che mi caciarono dal campo per aver truccato la mia mazza. E mai come ora ho bisogno del tuo aiuto per uscire da questo casino.<br />'''Gus''': Tu sei il mio migliore amico, se ci fossimo persi di vista probabilmente sarei già sposato e giocherei nel campionato di palla prigioniera.
*'''Shawn''': Dove metti il superolfatto nella classifica dei superpoteri?<br />'''Gus''': Forse sotto la vista a infrarossi ma sicuramente sopra a tutto quello che sa fare [[Robin]].<br />'''Shawn''': Che è ben poco.<br />'''Gus''': Esatto.<br />'''Shawn''': È solo d'intralcio.<br />'''Gus''': Come [[Batgirl]].
*'''Shawn''': Seguiremo il regolamento, so che è difficile ma ci proveremo.<br />'''Gus'''. Io lo faccio sempre!<br />'''Shawn''': Lo so.
*'''Shawn''': Abbiamo avuto i nostri screzi, le nostre scaramucce, le nostre liti in passato, ma ultimamente ho fatto un lungo viaggio introspettivo e ho scoperto che nonostante ti prendessi sempre in giro perché sei troppo teso, troppo rigido... la verità è che avrei raggiunto ben altri risultati se avessi avuto metà della tua disciplina.<br />'''Lassiter''': E postura.<br />'''Shawn''': Certo.<br />'''Lassiter''': E peli sul petto.<br />'''Shawn''': Non c'è dubbio.<br />'''Lassiter''': E abilità negli inseguimenti.<br />'''Shawn''': Se proprio vuoi sentirtelo dire... ok. Su abbracciami.<br />'''Lassiter''': Preferirei innamorarmi di un varano. Questa mancanza di ostilità tra di noi mi sta destabilizzando.<br />'''Shawn''': Ti capisco.
*Dicono che bere [[assenzio]] col tempo fa brillare la tua ombra. È un problema se devi giocare a nascondino. ('''Shawn''')
*'''Shawn''': La tua missione sulla terra non è finita.<br />'''Tony Cox''': Io non vengo da un altro pianeta.
*'''Sergei Czarsky''': Non ci sarà nessuno che avrà coraggio di testimoniare contro di me.<br />'''Shawn''': Io testimonierò! {{NDR|rivolto alla comunità di Santa Barbara}} Io testimonierò anche se non ho le prove, Czarsky vi estorce i soldi che guadagnate onestamente, costringendovi a pagare, minacciandovi di morte e minacciando i vostri cari!<br />{{NDR|Gus si unisce a Shawn}}<br />'''Gus''': Anch'io testimonierò! Nonostante non abbia le prove! Czarzky usa le vostre attività e i vostri negozi come copertura per i suoi traffici illegali!<br />{{NDR|Jules e Lassiter si uniscono a Shawn e Gus}}<br />'''Lassiter''': Abbiamo giurato di servirvi e proteggervi! Ma non e la faremmo mai da soli, ci serve il vostro aiuto!<br />'''Shawn''': Per noi è facile dire queste cose, non sappiamo quello che provate; ma c'è qualcuno che lo sa.<br />{{NDR|Shawn si volta verso di Huan e lui avanza}}<br />'''Huan''': Sono io. Quell'uomo ha ucciso la mia ragazza, si chiamava Carmen, sognava di avere un ristorante. Lei aveva un dono che voleva condividere con più persone possibile, i suoi piatti rendevano felici i clienti e le cose andavano bene. Un giorno ci siamo rifiutati di pagarlo e lui ha incendiato il ristorante. Carmen era dentro. Pensate alle vostre famiglie, ai figli, ognuno di voi potrebbe essere la prossima vittima. So che è difficile, ma se stiamo uniti non potrà toccarci!<br />'''Sergei Czarsky''': Bello discorso. Mi ha toccato cuore.<br />{{NDR|avanza una donna con una bambina}}<br />'''Donna''': Io testimonierò! Viene a riscuotere i soldi giovedì, e posso provarlo.<br />{{NDR|avanza un uomo}}<br />'''Uomo''': Io testimonierò! Czarzky tiene la droga nel mio garage!<br />{{NDR|avanza un altro uomo}}<br />'''Uomo 2''': Non voglio più avere paura. Anche io verrò a testimoniare.<br />{{NDR|avanza tutta la cittadina}}<br />'''Lassiter''': Sergei Czarsky, è con immenso piacere che ti dichiaro in arresto.
==Episodio 15, ''Delitto allo zoo''==
*'''Lassiter''': Questa è la mia sorellina, Lauren Lassiter.<br />'''Lulù''': Buongiorno.<br />'''Agente''': No, andiamo, chi è veramente?<br />'''Agente 2''': Non può essere sua sorella!<br />'''Lassiter''': Sì, è mia sorella.<br />'''McNab''': Ma non geneticamente, giusto?<br />'''Lassiter''': Sì, geneticamente idiota ma che diavolo ti salta in mente?
*Anche se i miei non l'avevano programmata eccola quà! Possiamo chiamarla un felice incidente. ('''Lassiter''' parlando della sorella)
*'''Lassiter''' {{NDR|parlando del film della sorella}}: Vi avverto, niente prime donne! Se qualcuno prova a rubarmi la scena gliela farò vedere io! {{NDR|rivolto a un poliziotto alle sue spalle}} Tu, la dietro, che stai facendo?<br />'''Agente''': Ripongo un fascicolo.<br />'''Lassiter''': E perché lo stai facendo? Cerchi di farti riprendere, eh?<br />'''Agente''': È il mio lavoro. Io sono l'archivista. Ripongo fascicoli.<br />'''Lassiter''': E perché lo vieni a fare proprio qui?<br />'''Agente''': Perché qui c'è l'archivio.
*{{NDR|Jules e Lassiter sono ripresi da Lulù}}<br />'''Jules''' {{NDR|guardando verso la telecamera}}: Oh... ah, eh... s-salve. {{NDR|da la mano a Lassiter e si volta dall'altro lato}} il capo ha ricevuto una chiamata hanno trovato un corpo allo zoo.<br />'''Lassiter''': Bene! Eccellente! Sì, che bello!<br />'''Jules''': Be', bello poi... {{NDR|guarda verso la telecamera e poi si volta}} è morto qualcuno... non c'è niente di bello in questo. È... stato assegnato a noi. {{NDR|guarda verso la telecamera e poi si volta}} Davvero strano.
*'''Lassiter''': Com'era?<br />'''Lulù''': Buona. Ehm... sono stata un incidente?
*'''Gus''' {{NDR|parlando di Lulù}}: È perfetta.<br />'''Shawn''': Smettila, è la sorella di Lassiter. Condividono il DNA! Non permetterò che succeda!
*L'orso deve aver ucciso il suo ammaestratore, Jasper Zane. Le guardie hanno rinvenuto il corpo questa mattina. {{NDR|guarda verso la telecamera e poi si volta}} Oh, no... è terribile! La posso rifare? ('''Jules''')
*'''Shawn''': Lulù?<br />'''Lulù''': Oh, è il mio diminutivo, mi ha dato il soprannome da bambina perché ero proprio un maschiaccio. Sono sbocciata tardi.<br />'''Gus''': Meglio tardi che mai.
*'''Lulù'''. Come ci si sente a poter lavorare con mio fratello ogni giorno? Dev'essere magnifico!<br />'''Gus''': Tu sei magnifica. Il modo in cui premi il tasto di registrazione è magnifico.<br />'''Shawn''' {{NDR|a Gus}}: E tu sei superraccapricciante!<br />'''Lulù'''. Al liceo faceva la corsa ad ostacoli fino a stirarsi l'inguine.<br />'''Shawn''': Gus invece non ha l'inguine e questa è una storia vera.
*{{NDR|Lulù riprende l'autopsia di Woody}}<br />'''Woody''': Signorina, su che canale verrà trasmesso?<br />'''Lulù''': Oh, è un video per la mia tesi di laurea.<br />'''Woody''': E parteciperà a qualche festival nell'emisfero orientale per esempio: nelle Filippine?<br />'''Lulù''': Sì, può darsi.<br />'''Jules''': Oh... che bello. {{NDR|guarda verso la telecamera}} Parteciperemo ad un festival.<br />'''Lassiter''': Possiamo procedere per favore?<br />'''Woody''' {{NDR|con voce roca}}: Fratture ossee controllate. Ferite subite controllate. Impronte animali controllate.<br />'''Lulù''': Perché quella voce?<br />'''Woody''': L'ho falsata per ragioni legali.<br />'''Lulù''': È un processo che verrà fatto in editing.<br />'''Woody''': Davvero!? Credevo che la gente lo facesse da solo.<br />'''Shawn''': No.<br />'''Woody''': Be', io lo farò.
*'''Shawn''': Perché odi gli orsi?<br />'''Gus''': Hanno cominciato loro!
*'''Jules''' {{NDR|guarda verso la telecamera}}: Sappiamo tutti cosa farebbe un orso per una barretta d cioccolata.<br />'''Lassiter''': Che stai dicendo?<br />'''Jules''' {{NDR|abbassa lo sguardo}}: Il mio umore aveva bisogno di una battuta.
*Se c'è un orso che va in giro a Santa Barbara io non sono a Santa Barbara. ('''Gus''')
*Non amo nemmeno gli orsi delle fiabe, Shawn. Riccioli d'oro era una tappetta pazza per entrare in quella casa! ('''Gus''')
*Credo che prenderò il manzo. ('''Shawn''' a un ristorate ecologista)
*Non sono abituato a fare storie, ma non possiamo tenere un orso polare in ufficio legato con un filo d'aquilone! ('''Gus''' a Shawn dopo che ha sequestrato l'orso dallo zoo)
*'''Sinclair''': Gli animali non possono vivere in cattività.<br />'''Gus''': Né nel mio ufficio.
*Questa è una faccenda seria, non sto scherzando. Se qualcuno di voi ha visto quell'orso vi conviene dirlo subito, magari vi sembra un giocattolo ma vi assicuro, quello non è un orsacchiotto. È una creatura che vi ucciderà. La maggior parte di voi verrà inseguita, tu lì, pensi che il tuo amico ti soccorrerà quando griderai che un orso ti sta strappando via la faccia!? Hai presente le tue braccia? Per quella bestia sarebbero uno stuzzichino. Già, è così, credete che scherzi? ('''Lassiter''' a un gruppo di bambini)
*'''Shawn''': Jules!<br />'''Jules''': Dov'è l'orso, Shawn?<br />'''Shawn''': Cosa ti fa credere che io abbia una qualche idea di dove sia quell'orso?<br />'''Jules''': Oh, be': Primo, qualcuno ha chiamato per informarci che una piccola auto blu trascinava un rimorchio giù a mariposa. Secondo, io esco con te e quindi so quando menti e terzo ci sono 300 bustine di salsa tartara davanti alla tua porta.<br />'''Shawn''': Grazie dell'interessamento, terrò d'occhio il mio colesterolo.<br />{{NDR|Jules sposta le tende e vede l'orso in giardino dalla finestra}}<br />'''Jules''': Lo sapevo! {{NDR|prende il telefono}} lo faccio per proteggerti!<br />'''Shawn''': Dall'orso? No, è affettuoso e tenero!<br />'''Jules''': No, da te stesso Shawn! Tu non stai più ragionando: hai rapito un orso che è il principale indiziato in un caso di omicidio!<br />'''Shawn''': Non è esattamente così, Gus e io puntiamo gli occhi sui veri sospettati, che avevano delle ottime ragioni per volere morto l'ammaestratore.<br />'''Jules''': Ti avverto: se andrai in prigione io non resterò ad aspettarti.<br />'''Shawn''': Non dovrai; io evaderò, lo sai questo. {{NDR|si fissano negli occhi}} Prima di fare quella telefonata, vuoi aspettare ancora otto secondi? {{NDR|porta Jules in giardino}} Dai Jules, guarda quell'orso polare, guardalo dritto negli occhi e dimmi se può essere un assassino.<br />{{NDR|Jules guarda l'orso e si sorride}}
*È paradossale. La gente è tanto terrorizzata da quest'orso meraviglioso e lui si affida a noi per essere salvato. ('''Gus''')
*Mi rivolgo a Gus per ogni mia necessità medica. Mi ha tolto tutte e due le appendici. ('''Shawn''')
*Guadra Shawn e Gus, magari i loro metodi sono bizzarri e forse anche inopportuni, ma non si basano sulle scartosffie, si basano sulle persone [...] magari sentono qualcosa che invece tu accantoni. ('''Lulù''' a Lassiter)
*È la mia politica: non vado mai a dormire arrabbiato. ('''Gus''')
*{{NDR|Lulù inquadra un interrogatorio di Lassiter, che trova Jules nascosta in un angolo}}<br />'''Lassiter''': E tu che ci fai qui?<br />'''Jules''' {{NDR|sorrisetto imbarazzato}}: Eh... veramente non lo so. {{NDR|esce dall'inquadratura}}
*'''Jules''': È difficile ricordare le battute.<br />'''Lassiter''': Qui nessuno ha delle battute.
*{{NDR|L'intervista di Lulù a Jules}}<br /><br />'''Jules''': Ecco... magari se tu non... se non mi dici che la telecamera è accesa allora... possiamo farlo...<br /><br />{{NDR|l'intervista di Lulù a Shawn e Gus}}<br /><br />'''Shawn''': Da quanto tempo siamo amici?<br />'''Gus''': Oh, mamma.<br />'''Shawn''': Da sempre, da quando eravamo bambini.<br />'''Gus'''. Lo siamo sempre stati.<br />'''Shawn''': Facevamo popò insieme.<br />'''Gus''': È vero.<br />'''Shawn''': Uno vicino all'altro.<br /><br />{{NDR|l'intervista di Lulù a Henry}}<br /><br />'''Henry''': Shawn perderà i capelli, è una cosa genetica, lui non si rende conto ma gli succederà. Spero di esserci ancora per vederlo.<br /><br />{{NDR|l'intervista di Lulù a Shawn e Gus (parte 2)}}<br /><br />'''Shawn''': Noi due siamo in perfetta sintonia, uno può finire le frasi dell'altro.<br />'''Gus''': Esatto.<br />'''Shawn''': Per esempio, appena finito qui andremo a buttarci nel fiume e...<br />'''Gus''': Esatto.<br /><br />{{NDR|l'intervista di Lulù a Lassiter}}<br /><br />'''Lassiter''': Che vuol dire che quando eri piccola non ti ascoltavo? È ridicolo! Quale altro liceale avrebbe letto per la sorellina?<br />'''Lulù''' {{NDR|voce fuori campo}}: Guarda che mi leggevi i miei diritti.<br /><br />{{NDR|l'intervista di Lulù a Shawn e Gus (parte 3)}}<br /><br />'''Shawn''': Io dico: "appena finito qui andremo a-"<br />'''Gus''': Dove vuoi andare a parare?<br />'''Shawn''': Cancellalo, non fa niente?<br /><br />{{NDR|l'intervista di Lulù a Jules (parte 2)}}<br /><br />'''Jules''': È spenta? È... è accesa vero?...È che vedo la luce rossa...<br /><br />{{NDR|l'intervista di Lulù a Shawn e Gus (parte 4)}}<br /><br />'''Shawn''': Non so dove saremo noi fra cinquant'anni... forse nello spazio. Ma chissà come saranno i viaggi per allora.<br />'''Gus''': L'uomo viaggerà nello spazio.<br />'''Shawn''': Eh, eh, eh... è un bel bambino. Penso che lo terrò.<br /><br />{{NDR|Compare l'immagine dell'orso polare a parodiare il leone della Metro-Goldwyn-Mayer}}
==Episodio 16, ''Il gran finale''==
*'''Shawn''': Se dovessi scegliere preferirei morire giustiziato da un plotone d'esecuzione.<br />'''Gus''': Prima di tutto, nessuno ti ha chiesto di scegliere e poi, perché in quel modo? È brutale e violento!<br />'''Shawn''': Lo so, ma sceglierei personalmente i tiratori: [[George Carlin]], [[Gianni e Pinotto|Gianni o Pinotto]], il più grasso dei due, [[Richard Pryor]] e Adam Brody, tutti grandi comici. Sarebbe divertente!<br />'''Gus''': Per niente, saresti morto.<br />'''Shawn''': Perché vedi sempre il lato peggiore?
*'''Shawn''': Io e Gus abbiamo sei di questi "allarmi Yin" al mese!<br />'''Gus''': [...] Queste presunte vittime sono pazzi in cerca di brivido, attenzione o...<br />'''Jules''': Suicidio.<br />'''Lassiter''': Malati o pazzi che siano è comunque triste.
*'''Allison''': Sono venuta da te perché questa è una cosa molto, molto reale e molto personale!<br />'''Shawn''': Va bene ok, ma al di la di quello che tu possa aver letto o sentito io non ho nessun legame personale con questo psicopatico! Scusami se ti ho delusa!<br />'''Allison''' {{NDR|fruga nella borsa}}: L'ho rubata mentre me ne andavo. {{NDR|mette sul tavolo la foto di Shawn e Mr. Yang da giovani}}
*'''Jules''': Sono un po' preoccupata, ecco.<br />'''Shawn''': Lo so, sono sette mesi che indosso questi jeans, li laverò nel fine settimana.<br />'''Jules''': Basta! Credi ancora a questa ragazza!?<br />'''Shawn''': Non ne sono del tutto sicuro, ma non dovremmo darle una possibilità? E se fosse vero?<br />'''Jules''': Oh, Shawn, io volevo concederle il beneficio del dubbio, ma finora è stata una totale perdita di tempo. Anzi, più che una perdita di tempo!<br />'''Shawn''': Perché non le dai una possibilità? Proprio tu fra tutti... hai paura di crederle?
*'''Henry''': Vedrai che andrà tutto bene, hai appena subito un trauma ed è normale reagire in questo modo allo shock, hai solo bisogno di tempo.<br />'''Allison''': Non sto piangendo per quello. Piango perché Shawn mi crede, ed è l'unico.
*'''Lassiter''' {{NDR|parlando della teoria di Jules}}: Andiamo O'Hara, è da pazzi, sembri Spencer!<br />'''Jules''':[...] Senti, io so come ci si sente, ho sentito la sua voce, ho sentito il suo respiro Carlton, so a cosa pensi, e non mi serve che me lo dici. Se quella ragazza sta dicendo la verità però, ha bisogno del nostro aiuto. Del mio aiuto.
*'''Henry''' {{NDR|parlando di Mr. Yin}}: Quel bastardo è entrato in casa mia e dovrà vedersela con me adesso!<br />'''Shawn''': No. Dovrà vedersela con tutti noi. E intendo tutti quanti.
*'''Gus''': Ti sei truccata?<br />'''Mr. Yang''': Esatto, fa parte delle lezioni di autostima. Di', mi trovi carina?<br />'''Gus''': Dipende, quante lezioni hai avuto?<br />'''Shawn''' {{NDR|a Gus}}: Gus! {{NDR|a Yang}} ti troviamo una vera delizia!<br />'''Mr. Yang''': Ho fatto molti progressi dall'ultima volta che ci siamo visti Shawn. Dicono che sono una vera detenuta modello, non sono più considerata un pericolo ne per me ne per gli altri ma lo sono per quella grassona della mensa che non capisce che il mestolo col purè di patate lo voglio pieno!
*'''Mr. Yang''': Sembri molto più felice, ti vedi con qualcuno?<br />'''Shawn''': Non credo che questi siano-<br />'''Mr. Yang''' {{NDR|cantilenante}}: Shawn Spencer ha una fidanzata!
*'''Henry''': Shawn smise di indossare magliette di marca dal suo nono compleanno.<br />'''Madeline''': Come fai a ricordarlo?<br />'''Henry''': Perché disse che non voleva pubblicizare prodotti senza essere pagato.
*Vorrei tornare indietro nel tempo, pizzicare queste guanciotte paffute e dirti che niente andrà bene! ('''Mr. Yang''' a Shawn)
*A volte non è qualcosa che lascia dietro di sé, l'indizio, a volte è qualcosa che porta con sé. ('''Mr. Yang''' riferita al modus operandi di Yin)
*{{NDR|Shawn cerca un indizio lasciato da Yin in camera sua e nota che alcuni CD sono spariti}}<br />'''Shawn''': Mancano ''Meat Is Murder'' dei [[The Smiths]] e ''1984'' dei [[Van Halen]].<br />'''Jules''': Sei sicuro?<br />'''Shawn''': Certo che lo sono, hanno un ordine preciso!<br />'''Jules''': [[Tears for Fears]], [[Depeche Mode]], [[Thompson Twins]], che ordine usi?<br />'''Shawn''': Melodico.<br />'''Jules''': E perché gli [[AC/DC]] sono vicini agli [[Echo & the Bunnymen]]?<br />'''Mr. Yang''': Non mi dire che non hai dischi dei [[Devo]] e dei [[Talking Heads]]!
*'''Ragazzo''': Dici sul serio?<br />'''Shawn''': Solo a volte.
*'''Lassiter''' {{NDR|leggendo il compito in classe di Mr. Yin/Karl Rotmensen}}: "Un astuto principe di nome Spencerton cerca di salvare Lady Allison dalle sinistre grinfie del fantastico ma feroce Lord Yin". Che diavolo è?<br />'''Supplente''': Un esercizio di scrittura, gli studenti possono sviluppare la traccia come vogliono ma devono usare tutti lo stesso finale.<br />'''Jules''': E qual è il finale?<br />'''Supplente''': La ragazza muore. È triste.
*Parliamo di un uomo molto intelligente, che è stato professore sia ordinario che associato in ogni prestigiosa università della California, è una fortuna averlo. (Il preside dell'università di Santa Barbara parlando di '''Karl Rotmensen/Mr. Yin''')
*{{NDR|Shawn, Gus, Jules e Lassiter trovano il video con gli ultimi pensieri di Mary Lightly}}<br />'''Mary''' {{NDR|in video}}: Shawn, Guster... allora questo sarà, diciamo una serie di mie riflessioni sparse, ci saranno molte mie poesie e... anche molte osservazioni su Yin e Yang.<br />'''Lassiter''': Che cosa sono queste?<br />'''Shawn''': Devono essere i diari di Mary, Yin deve averli rubati dall'appartamento di Mary l'anno scorso.<br />'''Lassiter''': E perché l'avrebbe fatto?<br />'''Gus''': Per darcele adesso, così che possiamo trovarlo.<br />'''Jules''': Quindi... vuole farsi trovare!?<br />'''Shawn''': Ma certo, altrimenti perché rapire la ragazza in questo modo? Ha tutta l'aria del gran finale!<br />'''Lassiter''': Quindi o lo prendiamo adesso o non lo prendiamo più.<br />'''Mary''' {{NDR|in video}}: Ok, giorno uno, ora uno. Ma che senso ha One Three Hill? Vallo a capire, è... è come se fosse un Dawson Creek venuto male! Ma perché lo fanno!? E non parlerò neanche di Chad Michael Murray! Troppo tardi, ne parlerò: ha anche gli occhi spenti! {{NDR|Shawn manda avanti}} Yellowstone, arco e frecce! [...] Il solletico a un amico, uno stomaco pieno di spaghetti... {{NDR|Shawn manda avanti}} No! Marion! Ok, Shawn! Forse il troppo formaggio mi ha rimbecillito ma credo di aver capito una cosa: il motivo per cui il libro di Yang suonava falso potrebbe essere perché lei è solo una pedina! D'accordo? Quella donna mostra delle caratteristiche che stanno più ad indicare una vittima che un aggressore! E sappiamo che non ha fatto tutto da sola, giusto? Credo che non sia stata lei. E che Yin sia molto arrabbiato con lei, forse è anche geloso della sua notorietà. Io credo che Yin stia per prendersi una rivincita della peggior specie, e sono preoccupato. [...] Credo che la computergrafica abbia completamente rovinato il modo di fare cinema; non sto dicendo che la colpa è tutta di Michael Bay... ma quel tizio deve essere fermato, è colpa sua!
*'''Henry''' {{NDR|parlando della foto di Shawn e Yang da giovani}}: Questa foto l'ha scattata tua madre, ed è stata fatta a Grayson Street!<br />'''Shawn''' {{NDR|ricordando l'evento}}: Oh mio dio. Quella era Yang. Questa storia è iniziata a tre isolati da qui!
*Shawn e il venditore, la chiave è sotto lo zerbino, venite da soli o lei morirà. ('''Mr. Yin''' il messaggio d'accoglienza per il confronto finale)
*'''Shawn''': Allison, tranquilla ti porteremo via, andrà tutto bene.<br />'''Allison''': Oh, Shawn... non andrà bene niente! Gli avevo detto che non avresti mai abboccato, ma non per niente lui è il maestro... e io l'apprendista {{NDR|si libera dalle manette e punta loro un fucile}} vi va di fare un giro della casa?<br />'''Shawn''': Allison, non farlo! Lui ti ha plagiata, puoi rifarti una vita!<br />'''Allison''': Stai zitto Piramo! È stato così facile, gli ho sempre sentito dire "È così bravo, il mio degno avversario, bla, bla, bla..." poi faccio un po' di boccuccia, un po' di occhi dolci... e tu ci caschi come nel più banale dei cliché neoromantici!
*'''Allison''': Vorrei ringraziare Mr. Yin per avermi permesso di aprire lo show di stasera, le magliette sono in vendita all'ingresso assieme alle spille!<br />'''Shawn''': Tu quand'è che hai scoperto di essere una completa psicopatica?<br />'''Gus''': Shawn!<br />'''Shawn''': No, mi interessa, è stato graduale o una mattina ti sei svegliata e hai visto allo specchio la scimmia di Monkey Shines?<br />'''Mr. Yin''': Signorina Cowley, può andare.<br />'''Allison''': Cosa! No, questa non me la perdo! Ho fatto tutto ciò che mi ha chiesto, sono stata perfetta, merito di restare!<br />'''Mr. Yin''': Non glielo ripeterò. {{NDR|Allison esce e Mr. Yin si volta verso Shawn e Gus rivelando il suo volto}} Allora? Prima impressione?<br />'''Shawn''': Orrendo!<br />'''Gus''': Assurdo.<br />'''Mr. Yin''' {{NDR|preparando una siringa}}: Mi scuso per la maleducazione della mia collega, sapete i giovani d'oggi... comunque non esiste sostituto all'entusiasmo e il suo è fuori dal comune, tremo al pensiero di cosa combinerà una volta che le avrò passato il proverbiale testimone. Se solo la tua amica Yang non fosse stata così passionale, comunque è inutile piangere sul latte versato.<br />[...]<br />'''Mr. Yin''': Sappiate che nel quindicesimo secolo due famosi cavalieri del rinascimento italiano, credo fossero della famiglia D'Este di Ferrara, morirono atrocemente proprio su quelle due sedie.<br />'''Shawn''': Davvero?<br />'''Mr. Yin''': No. Le ho comprate al mercatino delle pulci, ma non preoccuparti Shawn, questa sera la storia la faremo a modo nostro.
*{{NDR|Jules chiama Yang per chiederle il suo aiuto per entrare nella casa in cui si è barricato Yin assieme a Shawn e Gus}}<br />'''Vick''': O'Hara ho l'impressione che questa sia una pessima idea.<br />'''Jules''': È l'unica mossa che lui non ha messo in conto.<br />'''Mr. Yang''': Io posso aiutarvi, ma solo a due condizioni.<br />'''Vick''': Non sei nelle condizioni di-<br />'''Jules''': Quali sono?<br />'''Mr. Yang''': La prima, entriamo io e te da sole, ti servo per orientarti altrimenti capirà cosa stiamo facendo se non l'ha già capito.<br />'''Jules''': E la seconda qual è?<br />'''Mr. Yang''': Voglio un'altra foto con Shawn, quella che ho è troppo vecchia!<br />'''Lassiter''': O'Hara, non sei costretta a farlo.<br />'''Jules''': Sì invece.
*{{NDR|Jules e Yang entrano nella casa}}<br />'''Mr. Yang''': Io non riesco a andare oltre se non mi togli queste manette.<br />'''Jules''': No, te lo scordi. Non erano questi gli accordi.<br />'''Mr. Yang''': Be', gli accordi si possono infrangere, dico bene Juliet? {{NDR|si guardano}} Shawn ha degli occhi davvero belli non credi?<br />'''Jules''': Dove vuoi arrivare?<br />'''Mr. Yang''': Non ti fidi di me eh?<br />'''Jules''': Certo che no.<br />'''Mr. Yang''': Be', dovresti, sono l'unica possibilità che il tuo ragazzo ha di uscire vivo di qui.
*'''Mr. Yin''': Quello che abbiamo qui è un piccolo intruglio che ho chiamato "Ultimo Bacio": una parte di cianuro, una parte di stricnina, due parti di atropina con un goccio, senza mescolare, di detergente per barche. Ed è tutto per te {{NDR|indica Gus}}<br />'''Shawn''': No! Non va bene, non posso vederlo morire! Uccidi prima me!<br />'''Gus''': Tu devi essere impazzito se pensi che ti guarderò morire con un ghigno ridicolo in faccia perché pensi a una vacanza da ripetenti con gli studenti che si fingono morti!
*'''Jules''': Allison, sei ferita? Sai dove sono gli altri, dove li ha portati?<br />'''Allison''': Non so dove sono Gus e Shawn, deve avermi drogata, mi sono appena svegliata!<br />'''Jules''': Va tutto bene, sta' tranquilla, andrà tutto bene, ora ti porto fuori di qui!<br />{{NDR|si avviano verso l'uscita e Jules si arresta}}<br />'''Allison''': Non si fermi, la prego, mi porti fuori di qui!<br />'''Jules''': Tu hai detto che ti sei appena risvegliata Allison.<br />'''Allison''': Sì, deve avermi dato una specie di droga.<br />'''Jules''': Allora come fai a sapere che Shawn e Gus sono in questa casa?<br />'''Allison''': Ah... i-io non so di cosa stia parlando...<br />'''Jules''': Come. Facevi. A. Saperlo. Allora?<br />'''Allison''': Niente male per una bionda!<br />{{NDR|Allison e Jules iniziano a combattere}}
*'''Gus''' {{NDR|poco prima che Yin gli inietti l'"Ultimo Bacio"}}: Non ti incolpo di nulla! Sei il mio migliore amico e non ti incolpo di nulla di ciò che è successo! Se potessi tornare indietro non cambierei niente, abbiamo realizzato tutti i nostri sogni e scusa se non mi sono comportato come avresti voluto.<br />'''Shawn''' {{NDR|a Yin}}: Se lo uccidi ti ammazzo!<br />'''Mr. Yin''': Ormai è troppo tardi, baby.<br />'''Shawn''': Non dovresti fare una specie di soliloquio sul perché hai scelto me? Me la merito una spiegazione!<br />'''Mr. Yin''': Stai prendendo tempo. Non è da te.<br />[...]<br />'''Shawn''': Scommetto che sei un tipo da manuale! Mammina ti chiudeva nello sgabuzzino? Facevi a pezzi gli animali da bambino? Memorizzavi gli episodi di Perfect Stranger battuta per battuta?<br />'''Mr. Yin''': Niente affatto mio piccolo [[Sigmund Freud|Freud]], avrei potuto scegliere una direzione differente ma ho preferito cedere alla pazzia. Mi piace sfidare gli stereotipi in ogni situazione, non sono mai salito sul treno del conformismo come tutti gli altri.
*I sentimenti sono nemici della carriera. ('''Mr. Yin''')
*'''Mr. Yin''' {{NDR|in punto di morte}}: Non ti ho mai amata.<br />'''Mr. Yang''': Lo so.
*'''Jules''': Tutto bene?<br />'''Shawn''': Sì. Ma Allison è pazza! È coinvolta anche lei!<br />'''Jules''': Lo so, l'ho scoperto nel peggiore dei modi. {{NDR|mostra la sua ferita sulla tempia}}<br />'''Shawn''': Oh, mio dio. Mi dispiace, avevo torto, tutto bene?<br />'''Jules''': Io sì. {{NDR|sorride}} Dovresti vedere lei.
*'''Shawn''': Yang, non avevi mai ucciso nessuno vero?<br />'''Mr. Yang''': No, ma avrei potuto fermarlo. Sono stata debole.<br />'''Shawn''': No, non è così. Un padre è un padre.
*È stata una giornata traumatica, anzi un anno. ('''McNab''') {{NDR|parlando dell'incubo di Mr. Yin}}
*'''Shawn''': Ehi, eccoti qui! Ho rilasciato la mia deposizione, Gus è già fuori col motore acceso diretto verso i plum cake, dimmi che sei dei nostri.<br />'''Jules''': Non riesco a scrivere, pensavo che isolandomi ci sarei riuscita ma significa rivivere di nuovo quello che è successo e io... non ci riesco.<br />'''Shawn''': D'accordo, allora scrivi questo: Abbiamo vinto. E mettici un punto esclamativo se non ti sembra eccessivo.<br />'''Jules''': Tra poco, forse una parte di me riuscirà ad essere molto euforica ma l'altra parte mi dice che noi stiamo solo aspettando il prossimo pazzoide.<br />'''Shawn''': Ma certo che è così. Ma il prossimo pazzo sarà una sciocchezza in confronto a Yin e poi, tu hai me adesso. So che fisicamente posso non sembrare così rassicurante ma ho dimostrato di avere la tenacia di una Swift Foxy e l'istinto di una libellula.<br />'''Jules''': Tu lo sai, vero, che il primo è un coniglio e il secondo un insetto?<br />'''Shawn''': Troppo aggressivi? {{NDR|si tengono le mani}} Quello che cerco di dirti è che ti proteggerò.<br />'''Jules''': E io penserò a proteggere te.<br />'''Shawn''': Sai che sei bellissima? {{NDR|si baciano}} Ci vediamo stasera.
==Altri progetti==
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{{Psych}}
[[Categoria:Psych|5]]
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Marco Pastonesi
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'''Marco Pastonesi''' (1954 – vivente), giornalista sportivo italiano.
==Citazioni di Marco Pastonesi==
*{{NDR|Sulla [[palla a sfratto]]}} A sentir parlare di vibrata, la prima cosa che viene in mente non è legata allo sport. Se si specifica palla vibrata, più o meno siamo sempre lì. Eppure cento anni fa doppi e tripli sensi non esistevano, almeno nel caso di questo "attrezzo ginnastico" [...] costituito da un pallone pesante munito di impugnatura. Il senso era lanciarlo lontano, il più lontano possibile, vinceva chi lo lanciava più lontano. Diciamo: un antenato del martello. Tant'è che, per lanciarlo, si facevano le stesse mosse: un'oscillazione semplice per i principianti, un mezzo otto (che non è un quattro), ma un giro su se stessi per i più esperti, o un otto intero, cioè due giri, per i più dinamici. Il tutto a base di torsioni e distensioni del busto, infine la spallata, la bracciata, la manata. Chissà se urlavano, già allora. Chissà se si bombavano, già allora.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2005/luglio/02/Quando_palla_era_vibrata_sw_0_050702315.shtml Quando la palla era vibrata]'', ''SportWeek'', 2 luglio 2005.</ref>
*Quell'anno, il 1990, al [[Giro d'Italia 1990|Giro d'Italia]] ci fu molta più lotta in fondo al gruppo che non davanti, molta più sfida per l'ultimo posto che non per il primo, insomma, molta più rivalità fra Alessio Di Basco e Stefano Allocchio che non fra Gianni Bugno e il francese Charly Mottet. Perché Bugno [...] tenne la maglia rosa dominando dal primo all'ultimo giorno, invece Di Basco si dovette conquistare quella nera (virtuale) a forza di stratagemmi e sotterfugi.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/ciclismo/2017/05/09/news/giro_ultimi_di_basco-164990936/ Il Giro degli ultimi: Di Basco e quei duelli a perdere con Allocchio]'', ''repubblica.it'', 9 maggio 2017.</ref>
==''Il Foglio''==
{{cronologico}}
*Il primo giorno il dio del rugby creò i [[Pilone (rugby)|piloni]]. Li creò per tenere separata la luce dalle tenebre, poi il cielo dalla terra. Li plasmò solidi, li forgiò resistenti, li modellò duri. Poi vide quanto aveva fatto ed ecco, era cosa molto buona. Piloni. Le due colonne della prima linea. Base, fusto e capitello, anche in gerarchia di valori, in ordine di importanza. Se la mischia fosse una casa a tre piani, e lo è, i piloni sono le fondamenta e il pianterreno. Affondano, abitano, campano – insomma: vivono – nella zona caldaia, cantina, taverna. È lì che tengono separata la luce dalle tenebre, il cielo dalla terra. Il loro rugby è tutte le voci del verbo spingere. Le prime sono recitate, come in una messa cantata, dall'arbitro: da "crouch, touch, pausa, engage" (bassi, tocco, pausa, ingaggio) a "crouch, touch, set" (bassi, tocco, via) fino a "crouch, bind, set" (bassi, legati, via), perché anche la messa si aggiorna, si semplifica. I due piloni, e il tallonatore crocefisso fra di loro, si caricano la squadra sulle proprie spalle come il titano Atlante si genufletteva per sollevare il mondo. E poi spingono. Una battaglia rimasta ai tempi delle trincee e nel tempo delle trincee. Così che c'è da capire quell'allenatore che ai suoi piloni non mostrava solo gli spezzoni con il francese Paparemborde o l'inglese Leonard, ma anche i film ''All'ovest niente di nuovo'' e ''La grande guerra''.<ref name="Cuttitta">Da ''[https://www.ilfoglio.it/sport/2021/04/12/news/addio-a-massimo-cuttitta-padre-costituenti-della-repubblica-italiana-del-rugby-2182897/ Addio a Massimo Cuttitta, padre costituente della Repubblica italiana del rugby]'', ''ilfoglio.it'', 12 aprile 2021.</ref>
*I piloni – sostengono in Galles – vanno tutti in paradiso. Perché qui sulla terra, e sotto terra, hanno già patito le pene dell'inferno.<ref name="Cuttitta"/>
*{{NDR|Su [[David Campese]]}} Neanche tanto alto (1,80) e neanche tanto grosso (89) se misurato con le attuali dimensioni dei colleghi (trequarti ala), ma più alto e più grosso se confrontato con i colleghi di allora (tipi agili, svelti, rapidi), Campo [...] faceva doppia attività: l'inverno in Italia e l'estate (inverno nell'altro emisfero) in Australia, e così non smetteva mai di giocare e di segnare. Perché andare in meta era il suo compito, la sua missione, la sua specialità.<ref>Da ''[https://www.ilfoglio.it/sport/2022/11/11/news/quando-il-migliore-al-mondo-giocava-in-italia-il-rugby-di-david-campese-4650647/ Quando il migliore al mondo giocava in Italia. Il rugby di David Campese]'', ''ilfoglio.it'', 11 novembre 2022.</ref>
*L'Irlanda sta al rugby come le Fiandre al ciclismo e l'Ungheria alla pallanuoto, come gli afroamericani al basket e i kenyani alla maratona. Un istinto, una scuola, una tradizione, una vocazione. L’Irlanda che, nella nazionale di rugby, unisce la Repubblica d'Irlanda e l'Irlanda del Nord nella stessa maglia, verde, e lo stesso stemma, il trifoglio. L'Irlanda che, da sempre, si riconosce nel ''fighting spirit'', quello della lotta e del combattimento [...]<ref>Da ''[https://www.ilfoglio.it/sport/2023/02/25/news/il-fighting-spirit-dell-irlanda-del-rugby-4992987/ Il fighting spirit dell'Irlanda del rugby]'', ''ilfoglio.it'', 25 febbraio 2023.</ref>
*Il [[Rugby a 15 femminile|rugby femminile]] viene da lontano, nel tempo e nello spazio. Nel giugno 1891 Nita Webbe, un'imprenditrice neozelandese, radunò 30 donne ad Auckland per dare vita alla prima partita della storia. Per reclutare le candidate mise un annuncio sui maggiori quotidiani del paese. Le aspiranti rugbiste dovevano presentarsi con il permesso dei genitori e con una divisa di gioco composta da tuta da ginnastica, maglia, pantaloni alla zuava e gonna. Erano ammessi anche i cappelli. E le spese della trasferta ad Auckland erano a carico delle future rugbiste. Nei piani di Webbe, dopo la partita inaugurale le due squadre avrebbero potuto intraprendere una tournée dimostrativa in Australia per poi proseguirla negli altri paesi dell'Impero Britannico. Ma l'iniziativa di Nita Webbe non ebbe successo. Alcune donne arrivarono, si dice che si allenarono, ma la partita – ingresso a pagamento – venne cancellata e non si disputò. Centrotrentatrè anni dopo (ma tutto si è costruito negli ultimi 40): il Sei Nazioni donne.<ref>Da ''[https://www.ilfoglio.it/sport/2024/03/23/news/-il-professionismo-e-indispensabile-per-continuare-a-essere-competitivi-parla-sofia-stefan-6358839/ "Il professionismo è indispensabile per continuare a essere competitivi nel rugby". Parla Sofia Stefan]'', ''ilfoglio.it'', 23 marzo 2024.</ref>
*[[Antoine Dupont]] è l'Asterix del rugby. [...] Perché è il piccolo capo degli energumeni della mischia. Perché è stratega ed esecutore. Perché non divide con il mediano di apertura la responsabilità del gioco della squadra, lui per il pacchetto di maschia, l'altro per la linea dei trequarti, ma si assume potere e responsabilità di impostare tutte le azioni a seconda della sua ispirazione, visione, istinto, anche del suo fiuto e improvvisazione. Tant'è che non ha mai soltanto due soluzioni, giocare alla mano (aprendo) o giocare al piede (rilanciando), ma infinite. Occhi dovunque, mani e piedi coordinati e allo stesso tempo dissociati, una rapidità di pensiero-e-azione a volte addirittura imprevedibile e incomprensibile per i suoi stessi compagni. Che devono essere sempre pronti a tutto.<ref>Da ''[https://www.ilfoglio.it/sport/2025/02/22/news/c-e-antoine-dupont-l-asterix-del-rugby-sulla-strada-dell-italia-al-sei-nazioni-7445727/ C'è Antoine Dupont, l'Asterix del rugby, sulla strada dell'Italia al Sei Nazioni]'', ''ilfoglio.it'', 22 febbraio 2025.</ref>
*{{NDR|Su [[Maro Itoje]]}} Adolescente allampanato, sportivo incuriosito dal calcio e dal basket, promettente in atletica sui 200 metri. A 11 anni il rugby. Una folgorazione. Accadde a scuola [...]. Rispetto agli altri, Maro mostrava coordinazione e armonia, ma mancava di fondamentali. E prima di cominciare e dopo aver finito le lezioni, si rivolgeva agli allenatori pregandoli di insegnargli l'abc del rugby, come si passa, come si placca, come si salta, come si sostiene, come si spinge, come ci si lega, come si entra. Il suo impegno, ricordano oggi gli istruttori, era straordinario. La sua determinazione, sbandierano oggi gli allenatori, fece la differenza.<ref>Da ''[https://www.ilfoglio.it/sport/2025/03/08/news/supermaro-il-rugby-come-stile-di-vita-7496143/ SuperMaro, il rugby come stile di vita]'', ''ilfoglio.it'', 8 marzo 2025.</ref>
*{{NDR|Sul [[mediano d'apertura]]}} Dura la vita da numero 10. E bella. Anzi: durissima e bellissima. Il regista della squadra. Mani, per passare il pallone e aprire il gioco. Piedi, per spostare l'azione, lanciare la squadra, esplorare il campo, sciogliere la pressione, liberare la fantasia. Ma anche grandi responsabilità. E se la squadra non gira e perde, fuori.<ref name="apertura">Da ''[https://www.ilfoglio.it/sport/2025/03/15/news/la-vita-pulita-dei-numeri-10-nel-rugby-7516940/ La vita "pulita" dei numeri 10 nel rugby]'', ''ilfoglio.it'', 15 marzo 2025.</ref>
*Onori e oneri. In eguale misura. Perché quando il mediano di apertura apre ai trequarti (i cavalieri), forse penalizza gli avanti (i fanti). Quando invece gioca per gli avanti, forse trattiene i trequarti. Perché quando il mediano di apertura calcia direttamente per l'ala, forse non si fida dei centri. Quando invece passa ai centri, forse cade nella banalità.<ref name="apertura"/>
*È una salita, che è diventata un traguardo, è un traguardo che si è impossessato di una corsa, è una corsa che si è impadronita di un borgo. Capodarco, anzi, il [[Gran Premio Capodarco|Gran premio di Capodarco]].<ref>Da ''[https://www.ilfoglio.it/sport/2026/05/16/news/quello-di-capodarco-e-un-muro-che-non-perdona--398969 Quello di Capodarco è un muro che non perdona]'', ''ilfoglio.it'', 16 maggio 2026.</ref>
{{Int|''[https://www.ilfoglio.it/sport/2019/11/01/news/piloni-si-nasce-a-volte-si-diventa-chi-sono-le-fondamenta-del-rugby-284271/ Piloni si nasce, a volte si diventa. Chi sono le fondamenta del rugby]''|''ilfoglio.it'', 1º novembre 2019.}}
{{NDR|Sul [[Pilone (rugby)|pilone]] del rugby}}
*Se fossero una casa, quelli bravi sarebbero le fondamenta, quelli scarsi la cantina. Se fossero un albero, tutti – bravi e scarsi – sarebbero le radici, poi dipenderebbe dal tipo di albero, e fra quercia e cipresso c'è una bella differenza. Se fossero una guerra, sarebbero comunque una guerra di trincea, combattuta da fanti, nel fango. Perché se fossero o terra o acqua o aria o fuoco, nessun dubbio, sarebbero soltanto terra. Se fossero una bicicletta, povere biciclette, ma se fossero una moto, da grossa cilindrata e probabilmente smarmittata. Se fossero un pallone, sarebbero ovviamente un pallone ovale (come si racconta: i palloni erano tutti rotondi fino al momento in cui proprio loro non ci si sono seduti sopra). Se fossero una birra, non sarebbero pinte, medie, stivali, colonne, ma botti. Se fossero una pizza, allora quelle a metro, o alla pala, o mangia-tutto-quello-che-puoi (e loro possono). Se fossero un gesto, sarebbero un poderoso abbraccio. Se fossero una parola, un pesante silenzio. Se fossero un suono, meglio lasciar perdere. Se fossero un mese, sarebbero agosto, perché agosto è il mese in cui si suda anche stando fermi, è il mese in cui anche il sudore suda, e loro sudano di brutto. Se fossero un orecchio, avete presente quelli a cavolfiore? Piloni, il massimo del rugby. Piloni, i pesi massimi del rugby. I numeri 1 e 3 di ogni squadra, perché la numerazione (da 1 a 15, obbligatoriamente) li gratifica, li privilegia, li favorisce.
*Piloni, quelli che hanno il collo più largo della mascella, quelli che dimostrano dieci o vent'anni più di quanto dichiarato sulla carta d'identità, quelli che correndo rimbalzano e che rimbalzando corrono, quelli che se in una squadra c'è chi suona il piano e chi lo sposta, loro lo spostano. Perché è gente da Gondrand, da Tir, da tram, da bassa manovalanza, da puro bracciantato. Gente che veniva reclutata fra gli scaricatori di porto, fra gli idraulici delle cooperative, o rubando spudoratamente spalle all'agricoltura, prima che il professionismo [...] riuscisse a riprodurre tanta sana ignoranza (nel senso buono del termine: nel rugby l'ignoranza è un valore, un traguardo, anzi, una meta) sollevando artificiosi pesi in palestra.
*I piloni incassano e restituiscono, secondo leggi non scritte e regolamenti tramandati. I piloni sopportano e supportano. E come tutti i rugbisti, sostengono (il rugby è lo sport del pronto e del mutuo soccorso). Ma se gli altri giocatori sostengono di corsa, i piloni sostengono da fermi. In tempi amatoriali i piloni erano lentigradi se non pachidermici, giganteggiavano nelle mischie chiuse e poi assistevano al resto della partita, sorprendendosi le rare volte in cui si ritrovavano il pallone fra le mani, spesso non sapendo neanche che cosa farsene, invece oggi i piloni hanno acquisito non solo mobilità, ma anche velocità, e non solo forza, ma anche sensibilità [...]
*Piloni si nasce: per – appunto – ignoranza. Piloni si diventa: un fenomeno raro, ma succede. Piloni si slitta: a tallonatori, sempre in prima linea, una forma di evoluzione darwiniana. Piloni si cresce: in larghezza e in altezza che, dato il particolare tipo di gioco spesso orizzontale, significa lunghezza.
{{Int|''[https://www.ilfoglio.it/sport/2022/02/26/news/i-muri-nel-ciclismo-uniscono-sono-la-poesia-della-fatica--146950 I muri nel ciclismo uniscono, sono la poesia della fatica]''|''ilfoglio.it'', 26 febbraio 2022.}}
*Muri e sterrati sono le più recenti, e allo stesso tempo antiche, tentazioni del ciclismo. Non c'è corsa che non ceda alla voglia di inserirli nei tracciati: una vecchia novità, un futuro passato, un pionierismo all'avanguardia. Il muro più storico è quello di [[Muro di Huy|Huy]]. Si trova in Belgio, è il simbolo della Freccia Vallone. Un calvario che sposa le rituali preghiere dei pellegrini con le tradizionali invocazioni dei tifosi. Ufficialmente è lo Chemin des chapelles, il cammino delle cappelle, un sentiero punteggiato dalle stazioni con le edicole, ci si impenna da 83 a 204 metri in altezza, 1.300 metri in lunghezza al 9,3 per cento, di cui 900 metri all'11,6, con punte del 19. A occhio, anche a piedi, sembra di più. I corridori sprintano in piedi sui pedali, tentando di ignorare l'acido lattico e dimenticare l'apnea.
*La corsa dei muri è il Giro delle Fiandre. E il muro per eccellenza è suo: [[Muro di Grammont|Muur van Geraardsbergen]] [...], mille metri di lunghezza, 90 metri di dislivello, significa una pendenza media del 9 per cento, e massima del 20, il tutto amplificato dalle urla dei tifosi e ingigantito dalla tradizione della corsa e santificato dalla presenza della cappella, molti lo chiamano Kapelmuur o solo Muur, come se gli altri fossero volgari imitazioni. La superficie è un pavé scabroso, viscido anche quando non piove, chi si ferma è perduto e poi sale a piedi, all'odore di fritto e di birra ci si abitua, alle emozioni trasmesse dal passaggio dei corridori sulla stradina mai. Se nella vita si dovesse scegliere una sola corsa, allora il Fiandre. E in quella corsa, il Muur. Preparatevi, organizzatevi, fate in fretta: c'è già la coda.
*{{NDR|Sul [[muro di Sormano]]}} [...] una parete nord anche se molto al sud delle classiche del nord. Nacque, al mondo, nel 1960. Lo esplorò e lo lanciò Vincenzo Torriani, il più visionario e provocatore dei direttori di corsa della "Gazzetta dello Sport". Era il 1960. Torriani cercava un titolo da prima pagina. [[Bruno Raschi]] gli regalò la definizione di "corrida". Una mulattiera, una scorciatoia, ma verticale, da capre o da camosci, non da corridori e neanche da scalatori, fra Sormano e Pian del Tivano, nel Triangolo Lariano, 2.400 metri con una pendenza media del 12 per cento e massima del 24 con una pugnalata del 27 [...]. Proprio quell'anno, nel 1960, svettò – e fu forse l'unico a non mettere i piedi a terra – Imerio Massignan, detto Gambasecca, uno sherpa vicentino, che un anno più tardi sarebbe stato il primo uomo anche sul Passo del Gavia. Tre anni durò il Muro, poi neppure Torriani si sentì di difenderlo: i tifosi avevano solidarizzato con i corridori e organizzato compagnie della spinta. Tanto che nel 1962 il migliore tempo era stato stabilito da [[Ercole Baldini]], "l'elettrotreno di Forlì" che a forza di bracciate era come se fosse salito in seggiovia.
{{Int|''[https://www.ilfoglio.it/sport/2022/12/02/news/il-viaggio-dell-elettrotreno-di-forli-e-terminato-l-addio-a-ercole-baldini-4726314/ Il viaggio dell'Elettrotreno di Forlì è terminato. L'addio a Ercole Baldini]''|''ilfoglio.it'', 2 dicembre 2022.}}
{{NDR|Su [[Ercole Baldini]]}}
*[...] Ercole Baldini, l'Elettrotreno di Forlì, così ribattezzato quando la sua andatura in pianura, il suo ritmo a cronometro, la sua energia sul passo, la sua esplosività in corsa lo promossero immediatamente a erede di Fausto Coppi. Il Campionissimo c'era ancora [...] ma si cominciavano a intravedere le luci del tramonto. E l'Italia non voleva perdere il primato nel ciclismo, lo sport più popolare, dunque più sociale, più stradale, dunque più teatrale, più giornalistico, dunque anche più letterario.
*Il nome Ercole profetizzava imprese eroiche, il cognome Baldini sarebbe rimasto l'unico diminutivo di una vita, in bici e poi giù dalla bici, esplorata e consumata alla grande. Lui, campione anche in modestia, avrebbe poi confidato che la sua traiettoria agonistica è stata quella di una meteora. In tre anni conquistò il record dell'ora al Vigorelli e il titolo olimpico su strada ai Giochi di Melbourne nel 1956, il Giro d'Italia e il Mondiale nel 1958, nonché campionati italiani su strada e su pista, in tutto una quarantina di vittorie in otto anni di professionismo. E così da Elettrotreno fu promosso a Diretto, Direttissimo, Espresso [...]. Il massimo, per il suo motore umanamente romagnolo, era un percorso piatto come una tavola di biliardo e diritto come quello dell'Orient Express. A queste due condizioni, era irresistibile, perfino per uno specialista di classe ed eleganza cone Jacques Anquetil. A tradirlo, forse, anche, il vagone ristorante: a tavola, spesso, non sapeva tirarsi indietro. E ogni grammo, in salita, si moltiplica fino a diventare un chilo.
*Accompagnò Coppi, il suo idolo giovanile, in un trionfale Trofeo Baracchi, quello del 1957, la cronocoppie che chiudeva le stagioni e consacrava i vincitori. Meno affettuoso il rapporto con la Dama Bianca, impaurita dell'ombra con cui Ercole avrebbe potuto oscurare il suo Fausto (o farne dimagrire gli ingaggi). Per tutti gli altri corridori Baldini sarebbe stato compagno, amico, mentore, guida, maestro, esempio, modello, soccorritore, punto di riferimento. Prima da corridore, poi da direttore sportivo, quindi sempre nel ciclismo procurando contatti e contratti, sponsor e finanziamenti, e ancora ricordi e testimonianze. La sua generosità era proverbiale.
{{Int|''[https://www.ilfoglio.it/sport/2023/03/15/news/massimo-cuttitta-e-ancora-una-presenza-nel-mondo-del-rugby-5063369/ Massimo Cuttitta è ancora una presenza nel mondo del rugby]''|''ilfoglio.it'', 15 marzo 2023.}}
{{NDR|Su [[Massimo Cuttitta]]}}
*I [[Pilone (rugby)|piloni]] – mischia, prima linea, uno a destra, l'altro a sinistra, in mezzo c'è il tallonatore – sono le fondamenta di una casa, i fanti in trincea della Grande Guerra, il leggere e lo scrivere in prima elementare. Senza, crolla tutto. Hanno soprannomi da animali ("Os", bue, per il sudafricano Jocobus Petrus Du Randt), o legati alle dimensioni dei capoccioni ("Watermelon", anguria, per il gallese Gethin Jenkins), o riferiti alla superficie base per altezza ("Bus" per l'inglese Jason Leonard, anzi, "Fun Bus" per riconoscerne la vena umoristica). A Massimo Cuttitta fu regalato un soprannome che non sembra avere nulla a che fare con la sua stazza, la sua forza, la sua possanza: "Mouse", topolino. Ma la dedica risale a quando era un bambino e sul campo si muoveva rapido, scattante, imprendibile.
*"Mouse" era speciale. Davvero. Sul campo sprigionava solidità e veemenza, come se con la maglia numero 1 indossasse anche un'armatura, e una tempra, metalmeccanica. Fuori dal campo era di una timidezza, di una riservatezza, anche di un pudore sorprendenti. Gli amici confidano come fosse sufficiente la presenza di una donna, senza neppure il barlume di un vago corteggiamento, perché Massimo tradisse la sua sensibilità e in viso diventasse rosso.
*L'educazione sudafricana contribuì a forgiarne il carattere e rivelarne il talento. Per Massimo un programma degno dei Marines: su e giù per le colline, scatti e accelerazioni a zig zag sui prati, infine – e qui "Mouse" ci mise del suo – sollevando pesi nel cortile. Un'arte elaborata studiando le posizioni statiche e le linee di forza per non disperdere energie. Non basta mettere le fondamenta per edificare una casa: la casa deve essere resa antisismica. E ogni mischia, si sa, equivale a un terremoto.
{{Int|''[https://www.ilfoglio.it/sport/2023/06/13/news/il-rugby-vincente-di-berlusconi-e-la-fine-degli-amatori-milano-5381598/ Il rugby vincente di Berlusconi e la fine dell'Amatori Milano]''|''ilfoglio.it'', 13 giugno 2023.}}
*Il [[rugby]] non era (e non è), come pensava Berlusconi, la somma di quindici giocatori (in campo), più due (in panchina, a quel tempo), più uno (la riserva viaggiante, in tribuna, a quel tempo), più altri (dirottati nella formazione iscritta al torneo delle riserve, a quel tempo). Il rugby era (ed è) quindici uomini (e quindici donne, adesso) stretti e uniti, coesi e coerenti, legati e mischiati, sostenibili e sostenuti, quindici insieme sul campo più sette in panchina più altri in tribuna. Una squadra. Lo sport di squadra. Che non si misura sul più forte, ma sul più debole. Che gioca sulla tecnica quanto sui sentimenti, sulla strategia quanto sullo spirito, sulla forza di gambe e braccia quanto su quella dell'animo, che è sempre pronto e mutuo soccorso. Quattordici uomini (e donne) che spingono, saltano, lottano, corrono, si aiutano per dare al quindicesimo un metro, mezzo metro, una spanna o uno spiffero di vantaggio. E poi vedere l'effetto che fa.
*Quel [[David Campese|Campese]], un fenomeno. Per una decina di anni, doppie stagioni, in Australia e in Italia, prima nel Petrarca di Padova, poi a Milano. E il suo celebre passo dell'oca, una finta irresistibile e una corsa implaccabile.
*[[Serie A1 1993-1994 (rugby a 15)|23 aprile 1994]], al Plebiscito di Padova. Davide (L'Aquila) contro Golia (il Milan). La squadra di una città, di una civiltà, di una cultura ovale (L'Aquila) contro la squadra di un progetto, di un Fininvestimento, di un'industria a tutto tondo (il Milan). Il rugby ignorante delle contrade (L'Aquila) contro quello sberluccicante dei condomini e dei residence (il Milan). I dilettanti (L'Aquila) contro i professionisti (il Milan, anche se ufficialmente il professionismo sarebbe stato ammesso solo un anno dopo). E la tigna ebbe ragione sull'eleganza. Finale: 23-14 per i neroverdi aquilani. E anche per tutti quelli che sostenevano l'idea di un gioco di squadra, villaggio, paese, provincia, comunità. Dove è indispensabile avere fame, voglia, fuoco. Dentro.
{{Int|''[https://www.ilfoglio.it/sport/2024/02/06/news/in-morte-di-barry-john-il-re-del-rugby-6185530/ In morte di Barry John, il Re del rugby]''|''ilfoglio.it'', 6 febbraio 2024.}}
{{NDR|Su [[Barry John]]}}
*Barry di nome, John di cognome, Galles di passaporto, 10 di numero. Era lui il Re del rugby.
*Per capire Barry John, tre storie. La prima. Un appassionato gallese di rugby: "Guarda, c’è Barry John". Un appassionato inglese di rugby: "E allora, non è mica l'Onnipotente". L'appassionato gallese di rugby: "No, ma è ancora giovane". La seconda. Barry John era richiestissimo per giocare nelle partite di esibizione, celebrative, amichevoli. Prima di una partita c'era questo cartellone: "Ingresso due sterline. Se Barry John gioca, dieci". La terza. Anche se il suo soprannome era ''the King'', i dirigenti gallesi cercavano di evitare che Barry John si montasse la testa. Quando John Dawes si ritirò da capitano del Galles, il nome di Barry fu fatto in lungo e in largo. Chi meglio di lui, chi più di lui, finché fu scritto che "questo è il giorno dell'incoronazione del vero Re". Barry telefonò a Clive Rowlands, a quel tempo manager del Galles, per confessargli le sue preoccupazioni, e Rowlands esagerò: "Non preoccuparti, non ti abbiamo neppure preso in considerazione".
*[...] era divino, anzi, più che divino. I fedeli predicavano e distinguevano: Cristo camminava sulle acque, Barry John ci corre. Finché un giorno, all'inaugurazione di una banca, un'impiegata s’inginocchiò davanti a lui, forse si fece anche il segno della croce. Troppo. Troppe aspettative, troppe pressioni, troppe responsabilità. E il Re abdicò. Aveva 27 anni.
{{Int|''[https://www.ilfoglio.it/sport/2024/08/03/news/il-rugby-a-7-e-come-l-asado-senza-carne-6813251/ Il rugby a 7 è come l'asado senza carne]''|''ilfoglio.it'', 3 agosto 2024.}}
{{NDR|Sul [[rugby a 7]]}}
*Un po' come il calcetto rispetto al calcio, un po' come il tie-break rispetto al meglio dei cinque set, un po' come il beach volley rispetto alla pallavolo. Il rugby a sette è la versione "light", "smart", "turbo" [...] del rugby tradizionale, quello a 15. [...] Era il 1883 – questa la genesi più credibile – quando un club scozzese, al verde, decise di organizzare un torneo a inviti per fare cassa. Si narra che l'idea brillò a un giocatore, calciatore pentito, rugbista convinto, macellaio di professione: Ned Haig, per rendere più veloce la competizione, suggerì di accorciare i tempi di gioco, non due frazioni da 40 minuti ma due da 15, e soprattutto di dimezzare i componenti delle squadre, da 15 a sette. Morale: un trionfo.
*Troppo conservatore, il mondo del rugby, per convertirsi allo spettacolo del Seven (così, in gergo ovale). Troppo religioso, anche. [...] O di qua o di là. Di qua i puri, i dilettanti, i fedeli del rugby a 15; di là i mercenari, i professionisti, i dissidenti del rugby a 13. E quelli del Seven relegati ai tornei di fine stagione, metà feste e metà sagre, per divertimento e per beneficenza.
*Il rugby a sette prevede tre uomini dentro e quattro fuori: tre per le mischie e le touche, tutti e sette per il resto, cioè corsa a perdifiato. La filosofia è impadronirsi del pallone, mantenerne il possesso e, al primo spiffero, creare un buco e tagliare, infilare, trapassare la difesa avversaria. Quindi grande gioco di mani e grandissimo gioco di gambe. Quindi niente sportellate e sfondamenti ma dribbling e slalom, cambi di passo e direzione, finte e controfinte.
==''La Gazzetta dello Sport''==
*[...] [[Candido Cannavò]] si arrabbiava come una bestia, una furia, per un pezzo passato di fretta, lui diceva "con sciatteria", bellissima parola ormai dimenticata, e quando Cannavò si arrabbiava come una bestia, tutti si azzittivano, ammutolivano, si rimpicciolivano, desideravano essere invisibili o, almeno, altrove, e la fortuna era che, dopo cinque minuti, Cannavò ci passava sopra, ma senza mai dimenticare.<ref>Da ''[https://web.archive.org/web/20150619035253/http://paneegazzetta.gazzetta.it/2015/06/15/per-il-mio-ultimo-giorno-alla-gazzetta/ Per il mio ultimo giorno alla "Gazzetta"]'', ''paneegazzetta.gazzetta.it'', 15 giugno 2015.</ref>
*Il [[Passo del Mortirolo|Mortirolo]] è il Maracanà del ciclismo.<ref>Da ''[https://www.gazzetta.it/Speciali/Tourdefrance/2006/it/Primo_Piano/2006/07_Luglio/17/pastoalpe.shtml Chiamatela Alpe regina]'', ''gazzetta.it'', 17 luglio 2006.</ref>
*{{NDR|Sul passo del Mortirolo}} Il nome promette sangue, sudore e lacrime, e non garantisce mai il lieto fine.<ref>Da ''La Gazzetta Sportiva'', 25 ottobre 2009.</ref>
*Nell'aula di una scuola elementare, nell'ufficio di un municipio, nella sala da pranzo di un albergo, alla scrivania in redazione. Davanti, la sua Olivetti Lettera 32, tenuta insieme con gli elastici. Si accendeva la sigaretta, americana: e tirava, come se l'inizio del pezzo fosse lì, in quello sbriciolamento di foglie di tabacco che lui mandava in fumo. Poi attaccava. Ezio Graziani, l'autista della Gazzetta che lo portava in giro, e al Giro, non la chiamava macchina per scrivere, ma «pianola». Perché [[Bruno Raschi]] non batteva ma componeva, non pigiava ma accarezzava, non scriveva ma suonava.<ref name="Raschi">Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2003/maggio/01/Raschi_anni_nostalgia_per_Divino_ga_0_030501121.shtml Raschi, 20 anni di nostalgia per il «Divino»]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 1º maggio 2003.</ref>
*Raschi, con quella voce da attore, calda e suadente. Raschi, con quella giacca e cravatta, anche sotto un sole così. Raschi, che dava del lei a tutti, corridori e giornalisti. Raschi, 30 Giri d'Italia e 18 Tour, quasi 24 anni di Gazzetta, da una parte la vita in redazione, da redattore a caporedattore fino a vicedirettore, dall'altra la strada, i tornanti, le fontane, cioè le storie, le avventure e la letteratura.<ref name="Raschi"/>
*Sapete perché la gente ama lo [[sport]]? Perché nello sport c'è giustizia. Perché nello sport, prima o poi, trionfa la giustizia. Perché nello sport, prima o poi, i conti tornano, arrivano i nostri, vincono i buoni. [[Cadel Evans]] vince il [[Tour de France]]. E con lui vince il ciclismo, e con lui vince lo sport, e con lui vince la giustizia.<ref>Da ''[http://archiviostorico.gazzetta.it/2011/luglio/24/hai_fatta_Storico_Evans_straccia_ga_10_110724101.shtml Ce l'hai fatta! Storico Evans: straccia Schleck e dopo 2 secondi posti il Tour è suo]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 24 luglio 2011.</ref>
{{Int|''[http://www.gazzetta.it/Calcio/17-10-2012/calloni-juary-mal-testa-beppe-viola-non-invecchia-mai-912932320729.shtml Calloni, Juary e i mal di testa. Beppe Viola non invecchia mai]''|''gazzetta.it'', 17 ottobre 2012.}}
{{NDR|Su [[Beppe Viola]]}}
*Non è invecchiato, Beppeviola. Sono trent'anni che ha quella faccia lì, che al massimo sorride ma ti fa crepare dal ridere, che ti guarda di trequarti e non sai se prende in giro anche te o soltanto il resto del mondo, che si accende una sigaretta dimenticando di averne già una che si sta consumando morendo – lei, la sigaretta – di solitudine, che continua a scrivere di getto e a battere a macchina, che salta dal calcio all'ippica, da San Siro alla Bovisa, dalla pelota al biliardo, dal Derby ai derby.
*Non è invecchiato, Beppeviola. Era in vantaggio sul gruppo, un uomo solo al comando, quasi un'altra corsa, o un'altra cosa, e non è più raggiungibile, neanche da quelli che hanno provato a mettersi nella sua scia, da Jannacci in poi, in giù, inoltre.
*Non è invecchiato, Beppeviola, morto il 17 ottobre 1982, dopo una telecronaca, infarto o ictus o giù di lì, non che facesse proprio una vita da atleta e neanche da santo, tra svapore e boeri, bianchini e scommesse, Rai e marchettificio, caffè e ammazzacaffè, nonché moglie e quattro figlie che poi ricordano quei quarti d'ora, quegli accompagnamenti, quelle carezze, quegli "ossignùr" da farti venire i brividi per tanto smisurato amore. Beppeviola campava come giornalista, se diciamo sportivo è solo per dare un valore a questo mestiere che non è lavoro, ma intanto scriveva canzoni, sceneggiature, rubriche, libri, testi per cabaret e per il futuro, buoni sempre, anche adesso, anche fra un secolo.
*Quello che alla fine dell'anno scolastico si stupiva di essere stato respinto perché, dato il numero record di assenze, pretendeva di essere dato per disperso. Quello che correva allegramente il rischio di trasformare il fegato in una bottiglieria. Quello che diceva che i giardinetti di viale Argonne servivano a tenere insieme la nebbia fino all'alba e anche più in là.
==''tuttoBICI''==
*Non è questione di santificare o beatificare, sublimare o divinizzare. [[Marco Pantani|Marco]] non era santo, non era beato, non era divino [...]. Però Marco in bicicletta aveva saputo regalarci emozioni, brividi, sentimenti, e di questo gli saremo sempre grati. Era un uomo di quei tempi, bui, gli anni di piombo del ciclismo, e questo bisogna considerarlo, non come una giustificazione, ma come una realtà.<ref>Da ''[https://www.tuttobiciweb.it/article/1707815459 L'ora del Pasto. La mappa del Pirata, per ritrovare quell'eterno bambino]'', ''tuttobiciweb.it'', 14 febbraio 2024.</ref>
*Novi Ligure, via Castello, civico 4. Una casetta bassa, il pianterreno, il primo piano. Dentro, un cortiletto. Sembra strano, adesso, immaginare che, allora, era l'università del ciclismo. [...] era la casa e bottega, anche la casa e chiesa di [[Biagio Cavanna|Giuseppe Cavanna, per tutti Biagio]] [...]. L'Omone era un personaggio ingombrante. Grande e grosso (da qui il maggiorativo), era nato settimino (da qui il credito dei suoi poteri magici), da corridore era diventato massaggiatore, allenatore, direttore, titolare di questa università [...] in cui accoglieva i corridori, mangiare bere ma quasi mai dormire (aveva pur sempre una moglie e due figlie), prepararsi allenarsi lavarsi (un mastello nel cortile), apprendere regole, rispettare gerarchie, appropriarsi di senso di appartenenza. [...] Cavanna che vedeva più con le mani che non con gli occhi. [...] Cavanna che aveva un vocione e quel vocione tuonava, rimbombava, echeggiava, intimoriva. Cavanna e quel profumo forte di minestrone che accoglieva, corridori e non [...]. Cavanna con gli occhiali scuri e il basco, la giacca e i pantaloni con il risvolto, il bastone a portata di mano, seduto ai piedi della scala del cortile. Cavanna che cominciò con Girardengo e finì con Coppi, i due Campionissimi. Cavanna che per giudicare un corridore – la qualità del legno – toccava i muscoli del collo e sentiva i calli sulle mani. [...] Cavanna, il suo collegio e i suoi collegiali, vita dura, vita del corridore [...]<ref>Da ''[https://www.tuttobiciweb.it/article/1779279588 L'ora del Pasto. Novi Ligure, Biagio Cavanna e l'università del ciclismo]'', ''tuttobiciweb.it'', 21 maggio 2026.</ref>
{{Int|''[https://www.tuttobiciweb.it/article/2023/04/02/1680378818/ora-pasto-elio-trifari L'ora del Pasto. Elio Trifari, l'ExtraTerrestre del giornalismo]''|''tuttobiciweb.it'', 2 aprile 2023.}}
{{NDR|Su [[Elio Trifari]]}}
*Avrebbe desiderato iscriversi a Lettere. Si laureò in Ingegneria elettronica. Il giorno in cui guadagnò papiro e alloro, consegnò tutto ai genitori e cominciò finalmente a seguire quello che, a sussurri, gli urlava il cuore. Sport. Da scrivere. Che significa studiare, seguire, approfondire. Che significa andare, venire, vedere. Che significa consultare, telefonare, viaggiare. Che significa domandare, ascoltare, capire. E finalmente scrivere.
*Un giornalista di quelli che, a prescindere dalle iniziali di nome e cognome, per la sua scienza e anche per la sua modestia, già appare come un ExtraTerrestre.
*[...] Trifari era il nostro punto di riferimento: per le conoscenze, per la saggezza, per l'equilibrio, per l'ironia, per la competenza. Capace di passare da Astylos a Giovanni Roccotelli, da Fidippide a Franco Bitossi, da Alfonsina Strada a Sara Simeoni, senza sbagliare una misura, senza confondere un anno e senza dover ricorrere a una cancellatura.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Pastonesi, Marco}}
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
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Il Mereghetti
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Spinoziano
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wikitext
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'''''Il Mereghetti''''', dizionario enciclopedico dei film.
==Citazioni==
<!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO -->
===A===
[[File:Abbasso la ricchezza! (1946) Anna Magnani (2).png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la ricchezza!]]'']]
*Commedia disincantata e ironica dove il facile populismo della trama [...] viene riscattata da un'interpretazione superlativa della [[Anna Magnani|Magnani]], volgare e insieme vitalissima nel suo ruolo di nuova ricca [...] irresistibile quando balla il boogie o esibisce un'acconciatura con due colombe bianche, ma struggente nell'indimenticabile interpretazione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!]]''; 2003, p. 16)
*Melodramma moralistico e lacrimevole [...] recitato ai limiti del dilettantismo. Sprecato anche il gusto tutto napoletano per la truffa. (''[[Accadde tra le sbarre]]''; 2003, p. 22)
*[...] [[Howard Hawks|Hawks]] realizza un'opera personale più che una specie di remake di ''[[Casablanca]]'', come probabilmente pensavano i dirigenti della Warner. I temi classici del regista – la lealtà verso gli amici, la ruvidezza con le donne, il senso privato della giustizia, l'attenzione ai perdenti – e il tocco classico e spensierato insieme [...] si fondono coerentemente con il bisogno di far propaganda alla necessità di schierarsi e di rafforzare la fiducia nel successo della lotta antinazista (il film fu girato in piena guerra mondiale). Ma tutto passa decisamente in secondo piano di fronte alle straordinarie scene del corteggiamento tra il rude Harry e la sfrontata Marie [...]. (''[[Acque del sud]]''; 2003, p. 28)
*Il primo adattamento cinematografico da [[Ernest Hemingway|Hemingway]] [...] e uno dei migliori. Mai troppo sentimentale, figurativamente raffinato, attraversato da un'atmosfera disillusa e malinconica che ne fa un film antimilitarista di grande misura, accorato e privo di retorica. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2003, p. 30)
*[...] accuratissima la ricostruzione d'epoca, raffinata e sensuale la regia che, a dispetto dell'accusa di calligrafismo, si dimostrò capace di un'analisi sociale e psicologica di sorprendente maturità. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]''; 2003, p. 31)
*''[[Blade Runner]]'' e il finale di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', [[David Cronenberg|Cronenberg]] e la saga di [[Godzilla]] vengono allegramente contaminati nel più costoso e delirante film d'animazione mai realizzato in Giappone. Per chi non ha familiarità col fluviale fumetto omonimo, la storia – date le molte ellissi – è difficilmente decifrabile. Innegabile, comunque, il fascino visivo: il tratto è inconfondibilmente nipponico, ma animazione e colori sono spesso stupefacenti. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2003, p. 54)
*Il film deve molto del suo fascino un po' misterioso alla grande prova di [[Henry Fonda|Fonda]] [...]. Indimenticabile la prima parte, in cui [[John Ford|Ford]] tratteggia con tenerezza e ironia la vita della provincia americana. (''[[Alba di gloria]]''; 2003, p. 56)
*Uno dei primi, insuperati esempi di western realista che distrugge il mito del cowboy coraggioso e virile e dà inizio alla dissoluzione del mito della frontiera. [...] la regia di [[William A. Wellman|Wellman]] scardina ogni drammatizzazione negando dignità all'eroe romantico per rendere la sua cronaca ancora più implacabile, anche perché non trasforma chi dà la caccia agli assassini in una folla assetata di sangue, ma situa con rara esattezza psicologica le reazioni dei contadini e la loro autodifesa in un quadro sociale decisamente innovativo per i tempi. [...] La Fox era contraria al progetto e per risparmiare decise di non girare in esterni, ma la ricostruzione in studio finì per accentuare l'atmosfera claustrofobica del film e aumentarne la forza drammatica. (''[[Alba fatale]]''; 2003, p. 56)
*Lento e coinvolgente, è forse il più bello dei dieci western di [[Delmer Daves|Daves]], specie di «parabola antifaustiana» dove la pretesa superiorità del medico – convinto di poter giudicare e «guidare» i comportamenti di tutti – viene messa in crisi prima dall'irrazionalità delle persone (guidata da un esordiente [[George C. Scott]], spettacolare nel ruolo di un predicatore alcolizzato e fanatico) e poi dall'amore sempre respinto di Elizabeth che, barattando il proprio oro con la vita di Frail, costringe l'uomo a rimettersi in discussione in nome dei sentimenti. Senza tradire la propria ispirazione (che predilige storie che tendono al melodramma), Daves fonde perfettamente i temi presenti nella sceneggiatura di Wendell Mayes e Halsted Welles – la crudeltà della frontiera, le aberrazioni del moralismo, l'avidità di oro e di sesso, la violenza della giustizia – senza svelare o spiegare fino in fondo le ragioni dei suoi personaggi e moltiplicando le contraddizioni del protagonista (generoso e autoritario, premuroso e cinico) per mettere in crisi le certezze dello spettatore. Su tutto, trionfa il lirismo delle inquadrature e dei movimenti di macchina [...]. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2003, p. 58)
*Quinto dei sei western di [[Budd Boetticher|Boetticher]] interpretati da [[Randolph Scott]] e prodotti (escluso il primo, ''I sette assassini'') dalla Ranown, è una delle punte più alte della sua carriera, indimenticabile riflessione sulla vendetta e le sue ossessioni. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2003, p. 58)
*Primo e unico film di un abile sceneggiatore che costruisce un film a tesi, rigorosamente antimaccartista in nome, però, della retorica dei valori americani. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2003, p. 60)
*Magari fosse trash: non riesce a far ridere neanche involontariamente. (''[[Alex l'ariete]]''; 2003, p. 64)
*[...] [[Walt Disney|Disney]] creò un'opera anomala, ai limiti della sovversione, dove lo spirito già non ortodosso di [[Lewis Carroll|Carroll]] diventa quasi iconoclasta. (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]''; 2003, p. 67)
*Uno dei film hollywoodiani che ha saputo esprimere con maggior forza ed efficacia un messaggio pacifista e antimilitarista: gli anni non hanno tolto forza all'opera e anche i tagli imposti dalla produzione [...] non fanno che accrescere l'impatto visivo delle violentissime e molto realistiche scene di battaglia – riprese con bellissime carrellate laterali – tanto da dar l'impressione che Milestone metta «più energia a far morire i suoi personaggi che a farli vivere» [Lourcelles]. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 112)
*Una commedia piuttosto amara nonostante il prevedibile lieto fine [...]. Femminista ante litteram, il film descrive senza molte reticenze l'aggressività sessuale maschile e offre alla società italiana (la vicenda si svolge a Orta, dove però sembra che il fascismo non esista) un quadro abbastanza desolante, fatto di immoralità, falsità e – da parte delle donne invidiose del fascino di Renata – gelosie e avidità. (''[[L'amante segreta]]''; 2003, p. 90)
*Esaltazione forsennata e anarchica, ma di grande potenza suggestiva, dell'individualismo (prima d'essere uccisa Colorado griderà a tutti il suo disprezzo e la sua fierezza) il film amplifica lo stato d'animo dei protagonisti nella natura irreale e nei paesaggi onirici delle montagne del West. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2003, p. 91)
*Del romanticismo sottile di [[Terence Fisher|Fisher]] qui rimane poco: più sangue e soprattutto molto più sesso, con pesanti incongruenze ideologiche e narrative dal momento che viene a mancare la tradizionale opposizione tra la marcata sessualità del Conte e i repressi costumi vittoriani delle sue vittime. (''[[Le amanti di Dracula]]''; 2003, p. 92)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'', Fellini [...] ripensa alle proprie origini, mescolando come sempre amore e odio, distacco e nostalgia, giudizio e complicità. E come sempre, facendo tutto a Cinecittà, passaggio notturno del transatlantico Rex compreso. Film apparentemente in tono minore, ma in realtà tra i più coesi e riusciti. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 138)
*Portato a termine da [[William Wyler|Wyler]], dopo che [[Howard Hawks|Hawks]] venne cacciato dal produttore [[Samuel Goldwyn]] a circa un terzo della lavorazione col pretesto che non era fedele al romanzo di Edna Ferber (sceneggiato da Jules Furthman e Jane Murfin), il film mantiene nei titoli la firma di entrambi, oltre a quella di Richard Rosson che ha diretto le scene di disboscamento e quelle dei tronchi che rotolano in acqua. La prima parte, dedicata al tema dell'amicizia virile che una donna rischia di spezzare, è inconfondibilmente hawksiana, chiassosa e con un fondo di malinconia. La mano più estetizzante di Wyler (che, al contrario di Hawks, non considerò mai ''Come and Get It'' come un film che gli appartenesse) si fa sentire invece nella seconda metà, dove i personaggi acquistano ombre oscure e ambigue. Il risultato finale ha troppi scarti di registro per essere sempre convincente, ma rimangono sequenze da antologia, come la rissa nel saloon o il duetto amoroso tra Lotta e Richard che si impiastrano di caramello. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2003, p. 98)
*Commediola rosa che utilizza i modi dei [[Cinema dei telefoni bianchi|film dei telefoni bianchi]] per alzare un inno strapaesano all'amicizia con le truppe americane: [...] il film – neorealisticamente – fa parlare gli americani nella loro lingua [...] e, girato tra le rovine della guerra, conserva ancora oggi un suo valore documentaristico. (''[[Un americano in vacanza]]''; 2003, p. 103)
*[[Vincent Sherman|Sherman]] seppe usare a vantaggio del film la tensione che si creava sul set tra le due primedonne, aumentando così l'elettricità dei loro duetti [...], è un film avvincente e agrodolce [...]. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2003, p. 106)
*Il primo dei quattro film girati da [[René Clair|Clair]] negli Usa, in cui il compromesso raggiunto tra il suo stile e la presenza della diva finisce per scontentare tutti. Firmato dal regista e da [[Norman Krasna]], il meccanismo narrativo tipicamente clairiano, fatto di incastri, mascheramenti, equivoci e doppi, riduce l'attrice a una specie di manichino impacciato, e i troppo frequenti rimandi ad altri film, sia dello stesso regista sia interpretati dalla [[Marlene Dietrich|Dietrich]], concorrono a spersonalizzare ulteriormente la storia. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2003, p. 113)
*Forse un po' scontato nella conclusione troppo «positiva», il film ha tuttavia un grande impatto emotivo: l'atmosfera dei quartieri popolari e dei suoi frustrati abitanti è toccante e [[James Cagney|Cagney]] è perfetto nell'interpretare un gangster che sa di aver fallito ma che conserva tutta la sua dignità. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]''; 2003, p. 144)
*[...] malinconico e inquietante (nel passato della donna c'è, forse, la presenza in un bordello di lusso), il film si regge tutto sul fascino misterioso della [[Marlene Dietrich|Dietrich]], condannata a scegliere tra due uomini che sono fondamentalmente «uguali». [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] si concede solo pochi tocchi comici (i commenti dei domestici all'inappetenza degli ospiti) e il film al botteghino fu un mezzo fallimento. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2003, p. 146)
*Indimenticabile quando canta (a cavalcioni di una sedia) ''Ich bin die fesche Lola'', la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] è però limitata da un personaggio abbastanza convenzionale che solo la sua sensualità riesce a far dimenticare. Molto più composita la prova di [[Emil Jannings|Jannings]] che nel descrivere il decadimento morale di un uomo tocca, nelle scene finali, i vertici delle sue grandi interpretazioni mute (come ''[[L'ultima risata]]''). (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2003, p. 146)
*Melodramma tutto giocato sul doppio, che permette alla [[Bette Davis|Davis]] (nell'unico film di cui fu anche produttrice) di interpretare due personaggi opposti (con qualche trucco che lascia ancora stupiti [...]). Peccato che la sceneggiatura di Catherine Turney, dopo un bell'inizio, non sappia liberarsi da una certa artificiosità nello sviluppare l'intreccio, dimenticando per strada il personaggio che forse poteva dare uno sviluppo inaspettato alla storia [...] interpretato da [[Dane Clark]]. [[Curtis Bernhardt|Bernhardt]] non risparmia nessuna delle atmosfere notturne e nebbiose da lui predilette, ma finisce per sottolineare ancora di più l'incredibilità della storia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2003, p. 151)
*Film di commissione [...] che [[Roberto Rossellini|Rossellini]] [...] accettò di dirigere per pure ragioni alimentari: lo stile naturalistico del testo, a cui non mancano neppure un paio di scene madri, non ha niente a che vedere con l'idea rosselliniana di cinema: e i risultati lo dimostrano. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2003, p. 153)
*Nato come tentativo di ripetere il successo di ''[[Riso amaro]]'' [...], il film [...] non risente della sua origine di commissione. Costruito con una struttura a flashback che incastra le scene nell'ospedale (girate con occhio documentaristico) con quelle dei ricordi, è tutto giocato sulle opposizioni che lacerano il personaggio di Anna [...]: ne esce così un appassionato ritratto femminile nel quale il senso del dovere si scontra con il richiamo dell'erotismo. (''[[Anna (film 1951)|Anna]]''; 2003, p. 154)
*[...] è un dramma da camera femminista ''ante litteram'', servito dagli attori come meglio non si potrebbe (la [[Greta Garbo|Garbo]] si guadagnò la sua prima nomination all'Oscar) ma che probabilmente appariva un po' statico già alla sua uscita. (''[[Anna Christie]]''; 2003, p. 155)
*Per il suo film d'esordio, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] sceglie un torbido ritratto di famiglia con risvolti psicoanalitici ma lo racconta con troppe concessioni alle grazie svestite della [[Ornella Muti|Muti]] e (soprattutto) della [[Eleonora Giorgi|Giorgi]]. La [[Valentina Cortese|Cortese]], nel ruolo della madre, fa la solita scena da «isterica dannunziana». (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2003, p. 168)
*Dal romanzo omonimo di [[Erich Maria Remarque|Erich M. Remarque]], un affresco melodrammatico sulla situazione dei rifugiati, tra ideali democratici e folclore. [[Charles Boyer|Boyer]] è troppo elegante per essere un povero perseguitato e la [[Ingrid Bergman|Bergman]] fuma per far capire che non è una donna per bene. Ma [[Charles Laughton|Laughton]] è grande come aguzzino nazi in cerca di piaceri proibiti. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2003, p. 179)
*Per alcuni è il peplum mai realizzato, con dèi e mostri (creati dal celebre Ray Harryhausen) insolitamente infantili e fragili, che rivelano tutta la libertà, l'ironia e l'intelligenza di un adattamento (di Jan Read e Beverley Cross) che rilegge maliziosamente la mitologia greca alla luce del debole contemporaneo. Spettacolare l'uso naturale degli esterni (Palinuro e i templi greci di Paestum), perfetta la cadenza del ritmo, vivace la scelta dei colori: nel suo genere, un film sorprendente e unico. (''[[Gli Argonauti]]''; 2003, p. 180)
*Il regista, già sceneggiatore del ''[[Il fuggitivo (film 1993)|Fuggitivo]]'', guarda a ''[[X-Files]]'' e all'''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'', con prevedibile corredo di effetti speciali. Buono per una domenica pomeriggio di pioggia. (''[[The Arrival (film 1996)|The Arrival]]''; 2003, p. 187)
*Spesso sembra che al regista non interessi raccontare una storia, ma semplicemente giocare con maschere, musiche, pavoni e tappeti: e tuttavia riesce a trasmettere un'allegria contagiosa, infantile e sofisticata. Una festa per gli occhi e le orecchie, che sfida ogni tentativo di etichetta, e ha anche il pregio di non andare per le lunghe. (''[[Asik Kerib - Storia di un ashug innamorato]]''; 2003, p. 194)
*Da [[Agatha Christie]], con un cast prestigioso, un'elegante ricostruzione d'epoca e qualche lungaggine di troppo. Il doppiaggio elimina il meglio, cioè il bizzarro inglese parlato dagli stranieri, che porta indirettamente alla soluzione del mistero. Un irriconoscibile [[Albert Finney|Finney]] è [[Hercule Poirot]]. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 285)
*Paragonato a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'' (più che altro per il taglio di capelli dell'imbambolata [[Charlize Theron|Theron]]), anche se il complotto ha il fiato corto e le situazioni sono rozze e prevedibili come in film di serie B. Sprecato (o poco accorto) [[Johnny Depp|Depp]], se la cava meglio il figlio di Cassavetes nella parte del collega che dà fuori di testa. Confezione ovattata (la fotografia è di Allen Daviau), pochi e brutti effetti speciali, una scena di sesso che dovrebbe essere torrida. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2003, p. 206)
*[...] un ottimo esempio di cosa è possibile fare con un budget irrisorio. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2003, p. 206)
*Come ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ma riletto in chiave fantascientifica. Un po' risaputo, però gli effetti speciali e certe astuzie del montaggio regalano alla storia tensione e godibilità. (''[[Atmosfera zero]]''; 2003, p. 208)
[[File:Attila il flagello di Dio (1954) Anthony Quinn 10.png|thumb|[[Anthony Quinn]] in ''[[Attila (film 1954)|Attila]]'']]
*Ricostruzione kolossal delle invasioni barbariche dell'anno 450: grandi mezzi (è stata impiegata anche la Cavalleria dell'Esercito italiano), contrasti di civiltà (anche se i barbari sono più simpatici della corte romana), intrighi di potere (con la Loren nei panni della sorella dell'imperatore che si offre ad Attila), ma anche la sensazione di un bigino riletto col senno di poi. (''[[Attila (film 1954)|Attila]]''; 2003, p. 212)
*Un salutare inno alla rivolta e al ''carpe diem'', significativamente collocato un anno prima dei fatidici anni Sessanta. Un gran successo, nonostante l'eccessiva enfasi melodrammatica di [[Robin Williams]]. O forse proprio in virtù di questa. Oscar alla sceneggiatura di [[Tom Schulman]]. Al di là delle qualità artistiche il film ha comunque un grande merito: aver scatenato l'immaginario pedagogico di tutta una generazione costretta a subire una pedagogia che di immaginario non ha più niente. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 305)
*Partendo da un intreccio semplice e lineare [...] [[Fred Zinnemann|Zinnemann]] elabora una straordinaria psicofenomenologia della vigliaccheria e della vendetta che però, grazie a una profonda sensibilità noir, libera da ogni manicheismo per sprofondare personaggi e spettatori in un incubo visivo e morale senza scampo, dove torto e ragione non hanno più senso e regna solo un ambiguo desiderio di violenza. Teso, denso, disperato, con due protagonisti all'altezza e un'insolita [[Mary Astor]] nel ruolo della prostituta comprensiva. (''[[Atto di violenza]]''; 2003, p. 213)
*Curiosa commedia che scherza su temi allora molto concreti (c'è anche il tentativo di costruire una casa in una notte, che cinque anni più tardi sarà al centro di ''[[Il tetto]]'') ma non riesce a sollevarsi dalla farsa goliardica. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2003, p. 214)
*Un progenitore di ''[[Quella sporca dozzina]]'' dichiaratamente sgradevole. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2003, p. 218)
*Curiosa «opera parallela» che aggiorna situazioni e personaggi di [[Giacomo Puccini|Puccini]] in una sorta di rilettura popolare dei temi della resistenza antinazista. Coerentemente con la sua carriera fatta di film-opera e drammi lirici, [[Carmine Gallone|Gallone]] intreccia in maniera indissolubile lirica e vita come a voler rivendicare, anche nei momenti più drammatici della storia nazionale (il film si svolge a cavallo del 4 giugno 1944, quando Roma fu liberata), la centralità della tradizione melodrammatica nazionale (e quindi, indirettamente, di tutta la sua carriera di regista), capace anche di ispirare sentimenti civili e passioni libertarie [...]. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2003, p. 218)
*[...] è un affresco solenne e movimentato che tende a riportare il genere alle sue origini storico-cronachistiche, al rapporto intimo con il paesaggio e alla dimensione dell'avventura collettiva, nonostante la presenza del divo [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2003, p. 229)
*Soliti ingredienti, eppure i risultati sono discretamente spettacolari. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2003, p. 229)
*Una storia banale, nobilitata però dallo stile impareggiabile degli interpreti: [[Robert Mitchum|Mitchum]], nel suo abituale ruolo di uomo cinico e fascinosamente insolente, regge perfettamente il confronto con l'aggressività sensuale e disincantata della [[Jane Russell|Russell]]; il broncio indolente di lei e il sorriso ironico di lui duettano a meraviglia, sostenuti dalla regia allusivamente erotica di [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] (tra sciarpe e calze gettate e raccolte, il feticismo regna sovrano). (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2003, p. 230)
===B===
*Allevato da una coppia di cani da pastore [...] il maialino Babe impara ad accudire le pecore (da cui riesce a farsi obbedire perché invece di abbaiare gli ordini, li chiede con dolcezza) e, ribaltando il suo destino «naturale» – che è quello di finire in padella – convince il padrone ([[James Cromwell|Cromwell]]) di essere così bravo da farsi iscrivere a una gara per cani da pastore. Una favola moderna (con tanto di morale: anche le regole più secolari si possono infrangere), dove gli animali – veri – conquistano il primo piano lasciando gli umani sullo sfondo. [...] questo «film per bambini» racconta con una naturalezza accattivante e coinvolgente il potere infinito delle buone maniere e l'entusiasmo della sovversione (l'oca che vuole sostituirsi al gallo per annunciare il sole). (''[[Babe - Maialino coraggioso]]''; 2003, p. 233)
*[...] si rivelò a distanza un horror da cineteca, tutto giocato sui turbamenti del non-detto e su un raffinato geometrismo delle immagini. Fondamentale l'uso della luce [...] che contribuì a interiorizzare il contenuto del film e a provocare un'identificazione più forte e più profonda dello spettatore con i personaggi. Indimenticabili le scene dell'inseguimento notturno e della minaccia in piscina [...]. [[Simone Simon|Simon]] è perfetta come donna-felino, terrorizzata prima ancora che terrorizzante. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2003, p. 238)
[[File:Il bacio di una morta (film 1949) Virginia Belmont.png|miniatura|Virginia Belmont ne ''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'']]
*Dal romanzo di [[Carolina Invernizio]], un «film d'appendice» discreto nel suo genere, e dallo stile più sobrio rispetto a quello della scrittrice. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2003, p. 239)
*[...] un giallo poco convincente nella soluzione, ma interessante per i giochi di cinema nel cinema che anticipano quelli di [[Brian De Palma]]. Il piano sequenza iniziale è da applausi, il resto è routine. [[Bela Lugosi|Lugosi]], nei panni di un produttore sospetto, ha un ruolo insignificante. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2003, p. 239)
*[...] ricordi, gelosie, abitudini, rancori e commovente voglia di (soprav)vivere. Uno splendido trio di vecchie glorie ([[Bette Davis|Davis]], [[Lillian Gish|Gish]] e [[Vincent Price|Price]]) per un film delicato e cinefilo, apparentemente lontano dalle corde del regista di ''[[Se...]]'', ma in realtà così fuori moda da risultare, ancora una volta, controcorrente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2003, p. 244)
*Sorprendente e coraggioso esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]], che rivitalizza un genere dimenticato come il western. Elogi unanimi per le scelte ideologiche (i sioux parlano la loro lingua e vengono sottotitolati). Ma il film è interessante non solo per le prese di posizione a favore dei pellerossa e di una vita in armonia con la natura (sostenute con maggior coerenza in altri film: ''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]'' e ''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]'') ma soprattutto per la capacità di ridare forza alle immagini, rifiutando molte convenzioni hollywoodiane a favore di un innovativo realismo. (''[[Balla coi lupi]]''; 2003, p. 244)
*Insolita commedia favolistica che [[Antonio Leonviola|Leonviola]] (anche sceneggiatore e produttore) dirige alternando momenti fantastici (il sogno «solarizzato» all'inizio o la presenza di [[Vittorio De Sica|De Sica]] come «buon Dio» in quattro ruoli diversi: guardia, vigile, portaceste e tassista) ad altri più decisamente melodrammatici: il mondo infantile non è enfatizzato né edulcorato ma anche quello degli adulti è raccontato con feroce ironia (la famiglia del fornaio [[Mario Carotenuto|Carotenuto]]) o fredda antipatia (il maestro di musica interpretato da [[Gabriele Ferzetti|Ferzetti]], la madre superiora di [[Pina Renzi]]). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2003, p. 247)
*L'umorismo di [[Mel Brooks|Brooks]] a volte è greve, a volte molto cerebrale: i protagonisti vedono la cassetta di ''Balle spaziali'' per conoscere in anticipo il seguito della storia; il mostriciattolo di ''[[Alien]]'' esce dallo stomaco di John Hurt che si lamenta: «No, ancora!». (''[[Balle spaziali]]''; 2003, p. 248)
*Ritmo serrato e suspense (da antologia l'ultimo tentativo di fuga di un bandito che si arrampica su una gomena ma non riesce a superare il disco di metallo che impedisce ai topi di salire sulla nave) ma soprattutto buone osservazioni d'ambiente. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2003, p. 256)
*[...] la non disprezzabile risposta del produttore De Laurentiis ai kolossal hollywoodiani: il gigantismo è utilizzato al meglio da Fleischer per sottolineare le contrapposizioni simboliche che attraversano l'esistenza di Barabba – la luce e le tenebre, la morte e la resurrezione – e che danno al film un autentico spirito religioso, praticamente unico in superproduzioni di questo tipo. (''[[Barabba (film)|Barabba]]''; 2003, p. 259)
*Un grandioso affresco umanitarista, pieno di nobile retorica, nel quale si sentono echi di [[Victor Hugo]] e di [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]]: al centro c'è la descrizione – mai disperata – del «pozzo senza fine e senza fondo della miseria umana», dalla cui esplorazione i vari personaggi (e il regista con loro) trovano la forza di continuare la loro missione in favore delle miserie altrui. Per inseguire la moltitudine di personaggi che popolano il film, Kurosawa utilizza da maestro il CinemaScope, privilegiando i campi lunghi, anche se rimane in parte schiacciato dalle sue ambizioni e dagli intenti didascalici. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2003, p. 261)
*Senza farsi condizionare dalle ristrettezze del budget (è una produzione Republic), il regista concentra tutti i suoi sforzi sugli elementi essenziali che possono servire per analizzare una personalità tormentata e scoprirne la sua più intima verità: l'uso claustrofobico del décor e della luce, i pochi tocchi onirici di un racconto dichiaratamente realistico (le immagini chiave della vasca che si vuota e del pesce argenteo che salta fuori dal fiume), un'atmosfera che sottolinea le pulsioni erotiche del protagonista, servono per materializzare, in maniera ossessiva, le paure [...]. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2003, p. 267)
*Una vera tragedia degli equivoci, forse il miglior film di [[Luigi Chiarini|Chiarini]]: l'esigenza di raffinatezza formale tipica del «calligrafismo» (di cui il regista era uno degli esponenti di punta) qui si combina con uno stile vigoroso evidente anche nei personaggi minori (l'acidissima zia del notaio interpretata da [[Teresa Franchini]], piccolo capolavoro di battute e recitazione), capace di creare un'atmosfera incandescente e mortifera con cui alludere agli umori dell'epoca ben oltre la riduzione letteraria. Merito indubbio dell'operazione va alla sceneggiatura [...]. A [[Umberto Barbaro|Barbaro]], in particolare, viene da attribuire la forte connotazione sociale che rende leggibile il film anche in chiave di dramma di classe. Notevole la presenza palpitante della [[Luisa Ferida|Ferida]], attrice di regime generalmente impiegata in ruoli aggressivi e sensuali, che attraversa il film come un fantasma introducendo un clima «fantastico» abbastanza insolito nel cinema del periodo. (''[[La bella addormentata (film 1942)|La bella addormentata]]''; 2003, p. 277)
*Sbilanciato dal punto di vista narrativo, soprattutto per la stereotipata recitazione da «cattivo» di [[Francis X. Bushman]], il film ha comunque due momenti indimenticabili, la battaglia navale e la famosa corsa delle bighe, che non ha nulla da invidiare per tensione e perfezione tecnica a quella girata da [[Andrew Marton]] nel 1959, anche per merito delle scenografie di [[Cedric Gibbons]] e degli effetti speciali di Kenneth Gordon MacLean. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2003, p. 288)
*[...] un film agiografico ma misurato. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2003, p. 292)
*La pellicola che ha segnato una svolta nella carriera di [[John Woo|Woo]] (fino ad allora autore di ''wuxiapian'' e film comici) e nel cinema di Hong Kong, inaugurando il genere del mélo-noir metropolitano in cui le sparatorie iperrealiste sostituiscono i duelli tradizionali. I temi sono quelli classici di Woo: l'elogio dell'amicizia, la difesa anacronistica di un mondo votato all'autodistruzione, la violenza stilizzata dove si mescolano lacrime e sangue. L'impianto da film popolare e certe ingenuità dispiacciono agli occidentali abituati ai successivi lavori del regista, ma il respiro è epico e travolgente. Un trampolino di lancio anche per [[Chow Yun-fat|Chow]], che ruba la scena nella parte dell'ex killer umiliato, con impermeabile e occhiali scuri. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2016, p. 552)
*Versione moderna dell'opera di [[William Shakespeare|Shakespeare]] (neppure citato nei titoli, forse perché l'Italia era in guerra con la Gran Bretagna) ambientata nella periferia romana, ma poco aiutata da due attori fuori parte. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2003, p. 308)
*Benché ibrido e sbilanciato [...] è comunque un film-chiave nell'opera del regista perché presenta già molti dei suoi elementi caratteristici: la costruzione della suspense, l'eroina bionda, la labilità del confine tra innocenza e colpa, la caccia all'uomo in un luogo famoso (qui il British Museum) e l'attenzione per le innovazioni tecniche [...]. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2003, p. 311)
*Molti critici vecchi e giovani hanno comunque benedetto l'operazione: i primi lieti di un horror che – per forza di cose – gioca tutto sul fuoricampo e sul mistero non spiegato, i secondi per moda. In definitiva, solo uno scherzo goliardico più interessante per i semiologi e i sociologi che per gli spettatori comuni, anche se in curiosa ed emblematica sintonia con il finto realismo e l'estetica «sporca» dei film del Dogma danese. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair]]''; 2003, p. 313)
*Una farsa sfilacciata, dove soggettisti (Age e Scarpelli) e sceneggiatori (Metz, Marchesi, Vecchietti e Amendola) cercano di far sorridere con equivoci e trovatine inoffensive (le assurde penitenze della gara di canasta, i trucchi per non pagare il conto al ristorante). (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2003, p. 345)
===C===
*Una commedia gialla raffinata e piena di ironia, [...] fondata – secondo un meccanismo di «spostamento» narrativo tipicamente hitchcockiano – non tanto sulla scoperta del ladro vero quanto sul tema dell'identità del ladro presunto. (''[[Caccia al ladro]]''; 2003, p. 363)
*Per l'esordio come produttore [...] [[Kirk Douglas|Douglas]] sceglie un western non originalissimo [...] ma splendidamente fotografato [...] dove le complicazioni della trama passano in secondo piano di fronte all'esaltazione della natura selvaggia. Indimenticabile la [[Elsa Martinelli|Martinelli]] (al suo esordio a Hollywood) mentre fa il bagno nuda. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2003, p. 366)
*[...] gli stereotipi dei film coi minatori ci sono tutti, ma gli inverosimili abiti della [[Marlene Dietrich|Dietrich]] giustificano da soli la visione e la scazzottata finale è insolitamente violenta. (''[[I cacciatori dell'oro]]''; 2003, p. 366)
*Tra comicità e patetismo, un mondo di risorse e umanità che Loy aveva già esplorato nelle sue indagini televisive, affidato all'estro agrodolce di Manfredi. (''[[Café Express]]''; 2010, p. 537)
*Ambientazione inusuale, claustrofobica e notturna, e recitazione avvincente fino all'epilogo risolutore. (''[[La campana del convento]]''; 2003, p. 380)
[[File:Boratto Campo de' fiori 1.png|miniatura|[[Caterina Boratto]] in ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]'']]
*[...] si intravedono elementi pre-neorealisti (le dispute al mercato, la scena con la [[Caterina Boratto|Boratto]] in prigione, quelle della balia in Abruzzo). E i toni della commedia sono abbastanza lontani dagli schemi estetici dell'epoca, con accenni di critica sociale (i «borghesi» che giocano d'azzardo) e qualche divertente notazione sul maschio conquistatore [...]. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]''; 2003, p. 382)
*[...] Camerini abbandona i consueti temi piccolo-borghesi e realizza una genuina commedia d'ambientazione popolaresca. [...] la censura fascista manipolò il film a tal punto da rendere incomprensibile la sua presunta componente eversiva. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2003, p. 395)
*[...] si regge tutto sulla bravura degli interpreti. Peccato che [[Alec Guinness|Guinness]] abbia imposto di ridurre (per invidia?) il ruolo di [[Bette Davis]] [...]. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2003, p. 398)
*Nonostante la presenza di sceneggiatori come Richard Matheson e Robert Bloch (Russ Jones, non accreditato è l'autore del secondo segmento) e un cast di primo piano, è uno dei film a episodi meno riusciti della Amicus. L'umorismo nero, caratteristico di queste produzioni, funziona solo nell'ultimo episodio; e la blanda regia di Duffel si limita a qualche inquadratura sbilenca nei momenti cruciali. (''[[La casa che grondava sangue]]''; 2003, p. 414)
*Come [[Robinson Crusoe]] (senza cannibali e con un po' di zen in più), una parabola sulla necessità di perdere tutto per ritrovare se stessi attraverso il confronto con una natura insondabile e indifferente dalle vicende umane. Ma se [[Daniel Defoe|Defoe]] teorizzava la fuga dalla società neoindustriale del capitalismo selvaggio, [[Robert Zemeckis|Zemeckis]]-con le armi della civiltà digitale che finge di ripudiare- non vede l'ora di riportare indietro il suo eroe, anche se (quasi) rinuncia al lieto fine hollywoodiano. Scritto da William Broyles jr. Girato con tempi di lavorazione molto lunghi (sedici mesi: nella pausa tra le riprese, durata un anno, il regista ha diretto ''[[Le verità nascoste]]'') per consentire a [[Tom Hanks]] (meritata la nomination all'Oscar) di dimagrire 22 chili. (''[[Cast Away]]''; 2014, p. 690)
*Splendido melodramma gotico sul tema di Barbablù e della sposa-vittima. [[Vincent Price|Price]] è una grandiosa incarnazione del male, [[Gene Tierney]] una succube perfetta. Prodotto da [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] che non poté dirigerlo per una malattia, è il film con cui esordisce [[Joseph L. Mankiewicz|Mankiewicz]] e nel quale è già presente il tema portante di tutta una carriera: la forza della parola, usata come il più forte degli elementi drammatici, della quale ci si serve per affrontarsi, studiarsi, combattersi e annientarsi. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2003, p. 427)
*Uno dei più alti esempi di noir anni Quaranta, dramma dell'ossessione e della predestinazione, nel quale un tragico fatalismo sottolinea l'impotenza dell'individuo a liberarsi dall'influenza perversa e avvelenata che il passato ha sul presente. Ognuno dà il meglio di sé, e l'acme è raggiunto nella scena in cui [[Robert Mitchum|Mitchum]] aspetta la dark lady in un bar messicano: non accade nulla, ma c'è tutto il senso del film. (''[[Le catene della colpa]]''; 2003, p. 428)
*Western antimilitarista dove [[John Ford|Ford]] inizia a riflettere sulla vecchiaia [...]: non a caso la sceneggiatura [...] si «inventa» due colpi di scena finali – la memorabile carica nella tempesta contro il campo indiano e il richiamo di Brittles come responsabile delle guide – per permettere al suo eroe di chiudere il film (e la carriera) in bellezza. Indimenticabile [[John Wayne|Wayne]] mentre monologa sulla tomba della moglie con un cielo da delirio sullo sfondo. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2003, p. 434)
*Tra gli ultimi sussulti del cinema dei telefoni bianchi: l'azione, ovviamente, si svolge in Ungheria, ma non manca qualche cenno ai tempi difficili. (''[[Centomila dollari]]''; 2003, p. 442)
*Thriller con la pretesa di elevarsi al di sopra del cinema di genere, ma che risulta solo fiacco e noioso. (''[[Il cervello dei morti viventi]]''; 2003, p. 449)
*Dramma eccessivo (anche nella lunghezza) e volutamente sgradevole, con un finale sorprendentemente misurato, malgrado il colpo di scena. Le performance di [[Joan Crawford]] e soprattutto di [[Bette Davis]] hanno un che di masochistico che [[Robert Aldrich|Aldrich]] accentua inserendo spezzoni di film nei quali le due attrici recitavano in gioventù [...]. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2003, p. 458)
*Ottima produzione con un grande ritmo e un bel cast: restano memorabili una misteriosa e seducente [[Veronica Lake]] e [[William Bendix]], nel ruolo della brutale guardia del corpo. (''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]''; 2003, p. 462)
*Commediola [[Cesare Zavattini|zavattiniana]] (lo sceneggiatore cullava questo progetto dal 1934) sulle tentazioni della modernità e del successo e sulla conseguente perdita di identità. Ma la sceneggiatura [...] non va molto più in là della giustapposizione dei singoli episodi, troppo diseguali: di una facile melodrammaticità quelli dei due De Filippo, solo sbozzato quello di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], improbabile quello di [[Walter Chiari|Chiari]]. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2003, p. 486)
*[...] il film colpisce ancora per il suo realismo e il ritratto cupo e disperato del mondo della malavita. Ottima prova della [[Bette Davis|Davis]], e di [[Eduardo Ciannelli]] nella parte del boss, chiaramente ispirato alla figura di [[Lucky Luciano]]. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2003, p. 486)
*Riambientazione, senza molto interesse, dell{{'}}''[[L'uomo di bronzo|Uomo di bronzo]]'' nel mondo del circo che nemmeno un discreto cast riesce a salvare. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2003, p. 490)
*Ispirato a un fatto reale, il film mescola il melodramma sociale ai toni da commedia, rischiando più di una volta di scivolare in un sentimentalismo eccessivamente sciropposo, riscattato solo dalla recitazione di [[Spencer Tracy]]. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2003, p. 493)
*Piccolo noir della Rko, prodotto da [[Howard Hughes]] su misura per l'esuberante sex appeal di [[Jane Russell]] (che si esibisce in un paio di canzoni, accompagnata al piano da [[Hoagy Carmichael]]): il tema del passato che ritorna è trattato in maniera pittosto superficiale, ma la lunga caccia all'uomo finale – con un elicottero all'inseguimento di un'auto tra paesaggi desertici – è girata con grande abilità e un ottimo crescendo d'azione. (''[[La città del piacere]]''; 2003, p. 493)
*L'ottavo lungometraggio di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] (unico sceneggiatore) è il suo risultato finora più alto, anche se i temi che lo percorrono (l'infanzia come sogno di cui ritardare la fine, l'armonia animista delle cose, il pittoricismo delle immagini) sono già tutti nei suoi lavori precedenti. Le invenzioni visionarie e poetiche sono incessanti e sempre felici, tra memorie di ''Alice nel paese delle meraviglie'', iconografia shintoista, teatro kabuki e surrealismo. E si fondono per creare un universo sorprendente e a tratti cupissimo, che disattende le leggi della logica e della fisica, e dove non è possibile discernere tra buoni e cattivi. I personaggi si stagliano nella memoria in sequenze di grande durezza (l'iniziale mutazione dei genitori), di delicata poesia (il memorabile viaggio in treno sulla ferrovia sommersa), di indefinibile suspense (l'arrivo notturno del traghetto da cui fuoriescono silenti gli ospiti della «colonia»). Ottima colonna sonora di Joe Hisaishi. (''[[La città incantata]]''; 2003, p. 495)
[[File:Clandestino a Trieste (1951) Doris Duranti.jpg|miniatura|[[Doris Duranti]] in ''[[Clandestino a Trieste]]'']]
*Un tentativo di ricucire le ferite della guerra con buona volontà e fede nella giustizia: decisamente troppo, anche perché la recitazione è sotto il livello di guardia. Curiosa solo l'ambientazione tra Monfalcone e Trieste e lo squarcio semidocumentario sul potere di comunicazione della radio. Tratto da un racconto di Camillo Del Signore, sceneggiato da [[Diego Fabbri]] e [[Turi Vasile]], che non risparmiano alla [[Doris Duranti|Duranti]] i peggiori stereotipi di mangiauomini e madre senza cuore. (''[[Clandestino a Trieste]]''; 2003, pp. 500-501)
*[...] è un thriller raccontato col ritmo della commedia, pieno di colpi di scena, realizzato con eccezionale senso dei caratteri. Il moralismo di fondo di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], poi, si diverte a complicare la storia [...]. (''[[Il club dei 39]]''; 2003, p. 505)
*Western antieroico e antispettacolare, pessimista e realistico fino allo squallore, tutto centrato su una cruda descrizione delle forme di vita e dei rapporti sociali dove la violenza è insieme storica e naturale. (''[[Le colline blu]]''; 2003, p. 513)
*Uno degli ultimi western classici [...]. Nessun compiacimento, poesia dei grandi spazi e un tocco di originalità dovuto alla presenza di attori giovanissimi (tendenza di cui i successivi western hollywoodiani s'impadroniranno con accanimento). Notevole il sangue freddo di [[Skip Homeier|Homeier]] e splendida [[Natalie Wood]] nel ruolo di Maria, ragazza ribelle che sgomina praticamente da sola un'intera banda di assassini. Da antologia la resa dei conti tra le rocce. (''[[Le colline bruciano]]''; 2003, p. 513)
*Le immagini mostrano ma non raccontano, alludono ma non dicono. Proliferano simboli e visioni inaudite (decine di libri messi ad asciugare sui tetti e sfogliati dal vento, pesci che si dibattono fuor d'acqua, greggi che invadono una chiesa, angeli della morte che scendono dal soffitto): lo spettatore non deve però decifrarli pedantemente, ma immergersi in essi, come in un quadro o in una musica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2003, p. 515)
*[...] il film racconta, con i toni struggenti dell'epica familiare, la fine di un'epoca che si conclude con la morte del vecchio Morgan ([[Donald Crisp|Crisp]]) nel crollo di un pozzo minerario. Una fine dolorosa, che [[John Ford|Ford]] rievoca con partecipazione ma senza nascondere l'inadeguatezza di quel mondo (e di quei valori) di fronte ai mutamenti sociali: ai suoi eroi non resta che sopportare in silenzio la propria sconfitta, come il reverendo Gruffydd ([[Walter Pidgeon|Pidgeon]]) che non ha il coraggio di accettare il proprio amore per Angharad Morgan ([[Maureen O'Hara|O'Hara]]) e così fallisce come uomo e come ministro di culto. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2003, p. 528)
*L'essenza del genere western come poteva essere pensata negli anni Trenta da [[Cecil B. De Mille|DeMille]]: verosimiglianza assoluta [...], grandissimi mezzi, precisione filologica [...], ritmo incalzante e colpi di scena [...]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1936]]; 2003, p. 549)
*Primo film girato in cinerama, è un'epopea edulcorata e celebrativa, ma di indubbia presa spettacolare. La parte migliore è la ricostruzione della cruentissima battaglia di Shiloh, unico episodio del film girato da [[John Ford|Ford]]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1962]]; 2003, p. 550)
*[...] tradimenti, passioni, ragion di Stato e un drammatico epilogo in una spettacolare evocazione storica di grande magnificenza visiva. Certe verbosità del dialogo e le ingenuità della trama si dimenticano facilmente davanti alla straordinaria prova della [[Bette Davis|Davis]], che per interpretare la brutta regina [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta]] (che nei suoi attacchi di furia rompeva gli specchi per non vedersi) si fece rasare di cinque centimetri i capelli, indossò una parrucca rossa e si fece truccare con un fondotinta bianco e gessoso. Al contrasto fra i protagonisti, poi, corrispose fedelmente quello fra gli attori, perché la prima donna Bette Davis mal sopportava la concorrenza di [[Errol Flynn]], al posto del quale avrebbe voluto [[Laurence Olivier]]. (''[[Il conte di Essex]]''; 2003, p. 553)
*Un ennesimo remake a basso costo dove il ridicolo prevale sull'horror. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2003, p. 554)
*[...] è un melodramma avventuroso che naturalmente privilegia la storia d'amore rispetto alla Rivoluzione, anche se [[Jacques Feyder|Feyder]], pur non muovendosi dall'Inghilterra, riesce a ricreare piuttosto bene l'atmosfera russa [...]. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], splendida, qui sfodera una sensualità molto più esplicita che nei film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (basta vedere il bagno nella tinozza dopo essere sfuggita ai bolscevichi). Sontuosamente prodotto da [[Alexander Korda]], l'unico in Gran Bretagna che potesse rivaleggiare con Hollywood. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2003, p. 554)
*Un kolossal made in Italy che cerca di mediare esigenze spettacolari con il rispetto per la verità storica: gran lavoro degli sceneggiatori [...]. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2003, p. 581)
*Basato sui ricordi mendaci di [[Frank Harris]], è un godibile western d'atmosfera, più romantico che realistico, giocato sugli inevitabili contrasti tra un vero cowboy e un impreparato cittadino. Suggestivi i paesaggi, ritratti senza pennellate di maniera dal fotografo Charles Lawton. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2003, p. 583)
*Il modello è ''[[La fiamma del peccato]]'', i risultati sono molto più modesti ma comunque in grado di soddisfare gli amanti del noir. La [[Kim Novak|Novak]] è una dark lady debuttante e convincente. (''[[Criminale di turno]]''; 2003, p. 587)
*La sceneggiatura di [[Dudley Nichols]] (e le imposizioni del Codice Hays) semplificano il romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (da cui è tratto il film e dove il prete era alcolizzato e viveva con una donna), ridimensionando le implicazioni morali per enfatizzare la dimensione drammatica. Il ritmo è discontinuo e lo schematico simbolismo religioso alla lunga disturba, ma lo stile è quello di un maestro e la fotografia di [[Gabriel Figueroa]] è eccellente. (''[[La croce di fuoco]]''; 2003, p. 591)
*Una storia struggente, tratta dal romanzo omonimo di [[Marjorie Kinnan Rawlings]], che ha fatto piangere intere generazioni, splendidamente filmata in technicolor e sostenuta da interpreti impeccabili. (''[[Il cucciolo]]''; 2003, p. 597)
*Una vera e propria operazione nostalgia [...] curata nella ricostruzione dell'ambiente e lenta nel ritmo, come prescrive la pagina [[Edmondo De Amicis|deamicisiana]]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2003, p. 599)
===D===
*Melodramma edificante tratto da ''[[Cuore (romanzo)|Cuore]]'' di [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], che sfrutta poco gli spunti potenzialmente cinematografici del racconto (le avventurose peripezie del protagonista) per dare la precedenza alla sfera dei nobili e patetici sentimenti filiali. (''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]''; 2003, p. 606)
*Non un capolavoro del noir (messinscena e regia, per quanto impeccabili, sono piuttosto anonime), e tuttavia un film interessante sul tema della disillusione postbellica e sul trauma psicologico del rientro in una società moralmente alla deriva, preludio alla nascita di quella dark lady che ossessionerà per anni il cinema americano. [...] Bravissimi [[Alan Ladd|Ladd]] nella parte del reduce spaesato e la [[Veronica Lake|Lake]] in quella della salvatrice che, con il suo carico di sensuale ambiguità, arriva ad alterare anche il tradizionale personaggio della «buona». Inizialmente il colpevole doveva essere Buzz, vittima di guerra tanto simpatica quanto inquietante [...]. Indimenticabile la scena in cui la Lake, al volante di notte, «abborda» Ladd a piedi sotto una pioggia torrenziale. (''[[La dalia azzurra]]''; 2003, p. 607)
*Una favola fantastica in stile [[J. R. R. Tolkien|Tolkien]], rielaborata dai creatori dei Muppets: l'intreccio è banale, ma i pupazzi sono spettacolari. (''[[Dark Crystal]]''; 2003, p. 618)
*Una situazione tipica della commedia [[Mario Camerini|cameriniana]] – lo scambio di persona – diventa lo strumento di una satira raffinata contro la superbia e la beneficenza interessata dell'alta borghesia. (''[[Darò un milione]]''; 2003, p. 619)
*Diligente l'ambientazione, compassata la sceneggiatura, complessivamente impacciato il cast. (''[[David e Golia]]''; 2003, p. 622)
[[File:Susan Hayward 4.jpg|thumb|[[Gregory Peck]] e [[Susan Hayward]] in ''[[Davide e Betsabea]]'']]
*Un'accurata ma noiosa versione cinematografica del celebre episodio biblico (l'amore adulterino del re David per la moglie di un suo ufficiale) che gli attori cercano di vivacizzare come possono. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2003, p. 622)
*Tipico film catastrofico, che fa propri tutti gli stereotipi del genere. Ha avuto un sensazionale impatto orrorifico sul pubblico, e tale risvolto sociale conta molto di più delle sue qualità artistiche, decisamente scarse. (''[[The Day After - Il giorno dopo]]''; 2003, p. 622)
*La sceneggiatura di [[Bill Marsilii|Bill Marsili]] e [[Terry Rossio]] gioca con i soliti paradossi temporali, sorvolando sulla plausibilità dell'elemento fantascientifico e tentando fin che può di arginare facilonerie e incongruenze. Il gioco regge mezz'ora, poi svacca inesorabile nell'''action movie'' bombarolo con storia d'amore e ''happy ending'' di rito. In realtà, [[Tony Scott|Scott]] vorrebbe rappresentare paure contemporanee: e se avalla ambiguamente (come già nel suo precedente ''[[Nemico pubblico (film 1998)|Nemico pubblico]]'') una tecnologia che viola la privacy a fin di bene, azzecca però un paio di sequenze tecnicamente complesse (come l'inseguimento in auto tra passato e presente) e l'ambientazione nella [[Louisiana]] in ricostruzione dopo l'uragano [[Uragano Katrina|Katrina]]. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 905)
*Favola sociale impregnata delle idee del Fronte popolare e scritta da [[Jacques Prévert]], questo film non si accontenta di vantare i meriti delle imprese autogestite ma arriva a giustificare l'assassino del cattivo facendolo approvare, per così dire, da una giuria popolare (incarnata simbolicamente dai clienti del bar ai quali Valentine racconta la storia). Ambientato quasi completamente all'interno di un caseggiato parigino, con la sua corte di popolani variopinti (per la maggior parte attori del Groupe Octobre), il film fonde con abilità il messaggio ideologico con la freschezza e l'humour della commedia [...]. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2003, p. 635)
*Ottima l'idea di partenza, quella di ambientare un horror in un cinema dove si proietta un film dell'orrore dagli influssi malefici. Ben presto gli spettatori cominciano a trasformarsi in mostri. Peccato che la sceneggiatura, dopo un'ora, annaspi, e gli attori siano risibili. (''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]''; 2003, p. 640)
*Frullato di luoghi comuni dell'horror contemporaneo, con pesanti riferimenti a ''Gremlins'' e a ''Videodrome'', e senza una trama degna di questo nome. (''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]''; 2003, p. 640)
*[…] è uno dei più bei film sull'amicizia e sul rapporto dell'uomo con la natura, semplice ed emozionante come solo i capolavori sanno essere. Commovente il modo con cui Kurosawa sa raccontare l'ingenuo animismo di Dersu (il suo parlare al fuoco e al vento, all'acqua e alla tigre), ma anche il suo senso di fratellanza universale (quando lascia qualche provvista nella capanna per il prossimo, eventuale occupante). (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2003, p. 643)
*Il film [...] risente della sua origine teatrale ma sa far rivivere con emozione e intensità le persecuzioni del clero durante il Terrore. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2003, p. 653)
*Film catastrofico, tedioso e pieno di buoni sentimenti. (''[[Il diavolo alle 4|Il diavolo alle quattro]]''; 2003, p. 658)
*Il più originale, il meno conformista, e il più cukoriano di tutti i film di [[George Cukor|Cukor]] [...]. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2003, p. 658)
[[File:Yul Brynner in The Ten Commandments film trailer.jpg|thumb|[[Yul Brynner]] ne ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'']]
*La magniloquenza e il gigantismo non tolgono però al film la sua appassionata carica emotiva e le libertà storiche che DeMille si è preso (per esempio nel personaggio di Nefertiti/Anne Baxter) colorano la storia con alcune sfumature ancor oggi godibili. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2003, p. 664)
*Gioco tra gatto e topo con molti capovolgimenti, che sfrutta al meglio l'ambientazione claustrofobica. Tocchi d'ironia, massicce dosi d'azione, effetti visivi strabilianti, una suspense ininterrotta e Bruce Willis che azzecca una delle sue parti migliori: che cosa si può volere di più? (''[[Trappola di cristallo|Die Hard - Trappola di cristallo]]''; 2003, p. 666)
*[...] questo film è prima di tutto una dolente parabola sull'intolleranza e la superstizione. Ma anche un'acuta riflessione sull'impossibilità di attribuire schematicamente colpe e assoluzioni: ogni personaggio, e Anne in primo luogo, manifesta una personalità ambigua e contraddittoria, che non permette allo spettatore di dare giudizi certi. Certa è solo la condanna al dolore, unico mezzo possibile per raggiungere purezza e chiarificazione (che [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] sintetizza nel volto tormentato di [[Lisbeth Movin]]), e il peso dell'orrore, di cui si è insieme vittime e responsabili (come nella scena finale in cui Anne, circondata da chierichetti salmodianti, decide di confessare). (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2003, p. 666)
*Curioso ma irrisolto ritratto del disfacimento morale di una classe sociale, troppo «estremo» per non sembrare contraddittorio. La povertà affettiva della ricca famiglia milanese, la non confessata ambiguità di chi ([[Tomas Milian|Milian]]) in fondo non è che un mantenuto, l'ambigua generosità del falso prete non riescono mai a trasformarsi in elementi di analisi di quella disgregazione sociale a cui fa riferimento il titolo, rimanendo episodi fini a se stessi anche per l'oggettiva inconsistenza dell'antagonista proletario ([[Renato Salvatori|Salvatori]]), la cui unica caratteristica sembra essere l'invidia della ricchezza. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2003, pp. 676-677)
*Il miglior ''Frankenstein'' del ciclo [[Hammer Film Productions|Hammer]] e l'ultimo grande film di Fisher che, nella cornice del racconto gotico, inserisce una riflessione sulla diversità solo abbozzata negli episodi precedenti. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2003, p. 678)
*[...] è una specie di ''[[Viale del tramonto]]'' pieno di cliché [...] ma non privo di fascino negli assoli della [[Bette Davis|Davis]] (specie nella scena del provino, prima quando tenta di fare la giovane sexy e poi quando, riguardandosi, si accorge di quanto sia stata patetica). (''[[La diva]]''; 2003, p. 679)
*Un affresco composito di un mondo senza più nessun punto di riferimento [...]. Ben presto divenne un cult movie anche all'estero, diffondendo l'uso di neologismi come «paparazzo». (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 990)
*[...] è un film che sa utilizzare a proprio vantaggio le ristrettezze del budget: [[Don Siegel|Siegel]] punta tutto sulle scene d'azione e di violenza, girate e montate con uno stile nervoso e tranciante, e lascia in secondo piano i risvolti psicologici della storia, così da far emergere una «contiguità» fisica ma anche (im)morale tra gangster e poliziotti, in precario equilibrio sul filo che divide il Bene dal Male (come appunto succede a Jack che quasi non s'accorge di essersi trasformato in un bandito). (''[[Dollari che scottano]]''; 2003, p. 688)
*[...] è una summa perfetta del genere western e dei temi cari a [[Howard Hawks|Hawks]]: le dinamiche (morali) che si scatenano all'interno del gruppo, il ruolo pedagogico degli anziani, la nostalgia di una passata integrità, l'orgoglio del professionista per il suo lavoro ben fatto, le schermaglie virili. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2003, p. 689)
*Western inconsueto su uno sceriffo che sacrifica tutto (affetto della figlia compreso) in nome della giustizia, più interessante per la storia [...] che per il modo con cui la regia – scolastica – ce lo racconta. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2003, p. 690)
*Diretta con professionalità e ben interpretata, una commedia che vale soprattutto per l'affresco dell'America fine Ottocento. (''[[La dominatrice]]''; 2003, p. 693)
*[...] un'esangue biografia modello esportazione, girata nel centenario della morte del santo. Perde il confronto con il ''[[Don Bosco (film 1935)|Don Bosco]]'' del '35, diretto da Goffredo Alessandrini. (''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]''; 2003, p. 694)
*Un film superficiale ma ben confezionato: l'intrigo funziona, il ritratto della città {{NDR|Torino}} e della società incuriosisce, gli attori sono bravi. (''[[La donna della domenica]]''; 2010, p. 1006)
*Di notevole c'è l'atmosfera mortifera che riflette quella di un'epoca (vedi il coevo ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]''), splendidamente resa dalla fotografia di [[Massimo Terzano]]: un clima che aleggia sin dalla prima, memorabile sequenza del funerale sotto la pioggia, prosegue con l'ostinato senso di vuoto degli interni, cui fa da contrappunto la solitudine delle cime, e culmina nell'enorme croce commemorativa che staziona per mesi nella casa degli sposi. (''[[La donna della montagna]]''; 2003, p. 701)
[[File:Joan Bennett in The Woman in the Window trailer 2.jpg|miniatura|[[Joan Bennett]] ne ''[[La donna del ritratto]]'']]
*[...] un noir avvincente che ripropone il tema più caro al regista: il sottile confine tra innocenza e colpevolezza, raccontato con una narrazione minuziosamente realistica ma sviluppato con un andamento potentemente onirico. Uno dei migliori ritratti del grigiore borghese e di quello che può nascondere dietro la sua faccia rispettosa. (''[[La donna del ritratto]]''; 2003, p. 702)
*Fantasia e realtà storica si intrecciano in questo film che mescola i generi con leggerezza e humor. [[Mario Soldati|Soldati]] [...] non mitizza la figura del protagonista e ne racconta il lato picaresco [...] più di quello guerresco; così come la corte dei Borboni [...] è descritta con un'ironia contagiosa [...]. A [[Paolo Stoppa|Stoppa]], nei panni di un giuda invidioso e fanfarone, il compito di arricchire la pellicola con il ritratto dell'avidità umana e fare da contrappeso melodrammatico a un primattore che avrebbe potuto scivolare nella maniera di se stesso. (''[[Donne e briganti]]''; 2003, p. 711)
*Bellissime le scenografie di Ken Adam, come la sala da guerra del Pentagono. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]''; 2010, p. 1040)
*''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'', che non a caso arriva sul finire del secolo, ha il merito di approfondire e sintetizzare a livello popolare i sottintesi ideologici del vampirismo ottocentesco, che - grazie a la cinema - avranno un grande seguito anche nel Novecento. (2003, p. 729)
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (2003, p. 729)
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (2003, p. 729)
*Interessante rilettura del personaggio inventato da Bram Stoker, di cui Badham (e lo sceneggiatore W. D. Richter) accentua l'aspetto di fascinazione erotica, grazie anche alla scelta di farlo interpretare dall'italoamericano Frank Langella: ne esce il ritratto di un seduttore «byroniano», alla disperata ricerca dell'assoluto, solitario e romantico, che si prende gioco delle convenzioni sociali e combatte i tabù puritani, offrendo alle sue vittime non solo la condivisione del desiderio del sangue ma soprattutto una festa dei sensi e un autentico delirio erotico. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2003, p. 732)
*Non per tutti i gusti, ma negli anni conserva un suo strano fascino. (''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''; 2003, p. 732)
*Coppola (che ha utilizzato la sceneggiatura di James Hart) vede Dracula come Lucifero e angelo caduto, con una lettura che non è delle più abusate, capace di dare al personaggio una statura epica che sorprende chi conosceva la malinconia romantica del ''Nosferatu'' di Herzog. Ma poi lo appesantisce con un immaginario cattolico e sessuofobo, tutto giocato sull'ambivalenza di angelo e bestia, piacere e morte, che lascia freddi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2003, p. 732)
[[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|[[Christopher Lee]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] in ''[[Dracula il vampiro]]'']]
*Molto fedele allo spirito del romanzo di Bram Stoker, questo film definisce l'aspetto moderno di Dracula (i canini sporgenti sono un'invenzione di Fisher e l'interpretazione di Christopher Lee aggiunge un tocco di inquietante perversità al personaggio letterario). (''[[Dracula il vampiro]]''; 2003, p. 732)
*Non una parodia come ci ha spesso abituato Brooks, ma uno strano pastiche tra scontato citazionismo (di cui fa le spese soprattutto la versione di Coppola) e un'ormai stanca comicità goliardico-caotica. (''[[Dracula: morto e contento]]''; 2003, p. 732)
*Il tocco di Fisher si ritrova nella condanna di ogni moralismo (il Male incarnato da Dracula, ma anche l'eccesso di puderie di una delle due coppie, proprio per questo vittime designate del vampiro) e soprattutto nella lettura parareligiosa del mito di Dracula, visto come un nuovo anti-Cristo. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2003, p. 733)
*Quasi un remake non dichiarato di ''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'', prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. Ma la formula è quella tipica dell'horror commerciale degli anni '90: humour nero, splatter e colonna sonora ''metal''. [...] Una stupidaggine, voluta e prodotta da Wes Craven. (''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''; 2003, p. 733)
*Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il drago del lago di fuoco]]''; 2003, p. 733)
*L'ambizioso tentativo del produttore [[David O. Selznick|Selznick]] di bissare il successo di ''[[Via col vento]]'' e di fare della moglie [[Jennifer Jones]] una superstar: 6 milioni di dollari per la produzione, 2 per il lancio pubblicitario, il fiato sul collo al regista [[King Vidor|Vidor]] (che non terminò neppure il film), musica tonitruante (di [[Dimitri Tiomkin|Dmitri Tiomkin]]) e una fotografia sanguigna di tramonti e fuochi. [...] l'eccesso di titanismo e le esagerazioni melodrammatiche (quasi ridicole) vengono abbondantemente riscattate dalla pulsante carica erotica di Jennifer Jones. (''[[Duello al sole]]''; 2003, p. 746)
*Esordio nella regia del premio Oscar per gli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001]]'', che risponde al pessimismo di [[Stanley Kubrick|Kubrick]] con una dichiarazione di ottimismo ecologico. Uno dei pochi film (con il molto posteriore ''[[Alien]]'') dove il peso degli effetti speciali non soffoca la dimensione umana del racconto. Anzi, [[Douglas Trumbull|Trumbull]] arriva a «umanizzare» i simpatici robot che aiutano [[Bruce Dern|Dern]] (bravissimo) nella sua opera. Poetico e affascinante. (''[[2002, la seconda odissea]]''; 2003, p. 749)
*Piccolo gioiello della fantascienza inglese, ispirato al romanzo ''La morte dell'erba'' di [[John Christopher]], che teorizza «da destra» la supremazia dell'istinto animale nell'uomo: tesi che il film esemplifica con una chiarezza quasi imbarazzante, soprattutto durante il lungo viaggio. Filmato con bel piglio documentario. (''[[2000: la fine dell'uomo]]''; 2003, p. 749)
*La Maggenti, anche autrice della sceneggiatura, mette molta carne al fuoco (i pregiudizi non riguardano solo la sessualità ma anche la razza e il censo), ma fortunatamente rifugge dal ''politically correct'' e si lascia andare con raffinata naturalezza al racconto di una storia d'amore che cresce pian piano e non si dimentica. Notevoli le due attrici protagoniste, praticamente esordienti. (''[[Due ragazze innamorate]]''; 2003, p. 754)
*[...] il film punta il suo fascino non sugli scenari futuristici (anzi, è improbabile che nel XXI secolo tutto sia così simile a oggi) ma sulla apocalittica visione del destino dell'uomo e della voracità cannibalesca del potere. Belle le ambientazioni in una New York notturna e decadente, costantemente avvolta in una nebbia inquinante, superbe le interpretazioni di [[Charlton Heston]] e di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] nel suo ultimo, commovente, ruolo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2003, p. 750)
*La principale qualità del film è il suo ritmo serrato, merito del regista che ha al suo attivo oltre mille spot pubblicitari. (''[[Duro da uccidere]]''; 2003, p. 761)
===E===
*La leggenda dell'ebreo errante aggiornata all'olocausto. [...] porta l'impronta del soggettista [[Giovanni Battista Angioletti|Giovan Battista Angioletti]], responsabile dello squilibrio tra le due parti del film, dove dal mitico si passa alla minuziosa descrizione delle brutalità naziste, narrate però con partecipata passione. (''[[L'ebreo errante (film 1948)|L'ebreo errante]]''; 2003, p. 766)
*Otto anni dopo avere diretto un classico del western come ''[[Un dollaro d'onore]]'', [[Howard Hawks|Hawks]] si diverte a rifare quasi lo stesso film con una serie di eroi invecchiati, stanchi e malandati, che più che con i nemici devono fare i conti con le stampelle e il tremito da astinenza da whisky. Un piccolo capolavoro di ironia [...] a cui contribuiscono in modo determinante [[John Wayne|Wayne]] e [[Robert Mitchum|Mitchum]], che giocano con intelligenza sulla loro ex immagine di eroi solidali e cocciuti. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2003, p. 777)
*La [[Sylvia Kristel|Kristel]] è bellissima, ma oltre che antivergine è antiattrice. (''[[Emmanuelle l'antivergine]]''; 2003, p. 785)
*È un agente delle assicurazioni o una perfetta ladra high-tech la giovane Virginia Baker ([[Catherine Zeta-Jones|Zeta-Jones]]), che si associa col vecchio marpione scozzese Robert MacDougal ([[Sean Connery|Connery]]: dichiara dieci anni in meno) per il furto di fine millennio a Kuala Lampur? E soprattutto, vuole fregarlo o cascherà tra le sue braccia? Quasi tutto come in un giallo-rosa di una volta (niente sesso e violenza), se non che i ladri alla fine scappano col malloppo: ma perché si dovrebbe fare il tifo per loro? Solo perché grondano fascino (almeno nelle intenzioni dei produttori)? Sceneggiatura più arrabbiata di quello che sembra, a firma di [[Ronald Bass|Ron Bass]] e [[William Broyles Jr.|William Broyles]]. Cinema commerciale di vacuità insostenibile, anche se eseguito professionalmente. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 1131)
*Dal dramma omonimo di [[Arthur Miller]], una delle più intense interpretazioni di [[Edward G. Robinson|Robinson]], perfetto nel descrivere il dramma di questo capitalista che non vuole ammettere i propri errori e ingannando la legge non potrà evitare lo scontro col figlio. Un eccesso di verbosità nuoce però al progredire della tensione. (''[[Erano tutti miei figli]]''; 2003, p. 793)
*Un film sottilmente ipocrita, non solo perché, con scarso coraggio, non fa vedere nulla, ma anche perché {{sic|Lulú}}, alla fine, viene riportata all'ovile dal provvidenziale maritino. L'erotismo dal punto di vista femminile resta una pia intenzione. (''[[Le età di Lulù]]''; 2003, p. 813)
*[...] il film vuole essere una rivendicazione dell'onore nazionale, in sintonia con la retorica di quegli anni. Rivisto oggi, si fa ancora apprezzare non per l'ingenua occasione propagandistica (comunque più diretta a difendere l'unione degli italiani che a esaltarne gli slanci espansionistici, più «isolazionista» che «nazionalista») ma per le sue qualità di forte figuratività e per la capacità con cui ne esalta l'epica narrativa [...]. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2003, p. 816)
*Da sempre interessato alle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie, [[Mario Soldati|Soldati]] questa volta ci prova con il romanzo omonimo di [[Honoré de Balzac]], ma semplifica troppo i caratteri, riducendoli quasi a caricature, ed esagera in teatralità, sia nella messinscena che nella direzione degli attori. [[Gualtiero Tumiati|Tumiati]] sembra più simile all{{'}}''Avaro'' di [[Molière]] che a Grandet, la [[Alida Valli|Valli]], la più misurata e convincente di tutti gli interpreti, non sempre appare a suo agio. Notevole, come sempre nei film del regista, la cura formale, soprattutto nel taglio elegante delle inquadrature. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2003, p. 817)
===F===
[[File:Fari nella nebbia - Fosco Giachetti.png|miniatura|[[Fosco Giachetti]] in ''[[Fari nella nebbia]]'']]
*Un film schietto e istintivo per l'epoca [...] immerso in un'atmosfera popolare torbida, sensuale e aggressiva, solitamente non tollerata dal regime. È il segno che qualcosa sta davvero cambiando nel cinema italiano, sempre più deciso ad allontanarsi dai telefoni bianchi e a mettersi in sintonia con il malessere del cosiddetto «realismo poetico» francese degli anni Trenta. La svolta decisiva avverrà con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', ma in ''Fari nella nebbia'' si possono cogliere degli spunti tematici e cinematografici in qualche modo anticipatori. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2003, p. 850)
*[[Camillo Mastrocinque|Mastrocinque]] dirige con notevole competenza tecnica un film sfarzoso (specie per l'epoca) e corrusco, e indovina alcune sequenze di follia melodrammatica (merito soprattutto della recitazione sovraccarica e quasi [[Max Ophüls|ophulsiana]] della [[Luisa Ferida|Ferida]]). Peccato che non abbia un'idea di regia unitaria, e si perda in ridicoli intermezzi a base di pecorelle e meli fioriti. Il clima dell'epoca non giustifica la squallida macchietta dell'usuraio ebreo. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2003, p. 862)
*Uno dei melodrammi più neri e tragici di [[John M. Stahl|Stahl]], che utilizza al meglio l'ambigua bellezza della [[Gene Tierney|Tierney]] per scandagliare le contraddizioni di una felicità cercata con tale foga da diventare impossibile. (''[[Femmina folle]]''; 2003, p. 865)
*[...] il film sopperisce con un ritmo vertiginoso alle carenze di sceneggiatura [...] e offre uno spettacolo fantasioso e spesso divertente. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2003, p. 869)
*[...] uno dei film meno personali del grande regista: statico, noioso, involuto. Una sola scena di suspense, quella dell'asta (girata con fulminei carrelli) [...]. (''[[Fiamma d'amore]]''; 2003, p. 872)
*Di fronte a questo adattamento (di [[Jim Uhls]]) del romanzo di [[Chuck Palahniuk]], la critica si è divisa: grido di rivolta contro una società post-consumista o pericolosa apologia di un neotribalismo fascista? Smisuratamente ambizioso ma anche autoparodico, il film appare alla fine confuso e impari al compito che si prefigge: sagace nell'individuare certi sintomi (crisi maschile, fuga dalla realtà, scissione della personalità), abile a stordire – soprattutto all'inizio – con una messa in scena visionaria (notevole la fotografia di [[Jeff Cronenweth]]), capace di colpire a fondo con il cinismo (memorabile il culturista cui sono spuntate le tette, interpretato dal cantante [[Meat Loaf]]), ma senza saper riflettere in modo articolato sui problemi evocati. In definitiva americano quanto un talk show un po' esagitato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 1252)
[[File:La figlia del capitano-1947-Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] ne ''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'']]
*[...] fu uno dei film più costosi realizzati in quel periodo in Italia, una specie di risposta classica e disillusa di [[Mario Camerini|Camerini]], attraverso una scelta narrativa fatta di passioni e colpi di scena, all'imperante umanitarismo neorealista. Indimenticabile [[Amedeo Nazzari|Nazzari]], vero protagonista del film che rimane impresso soprattutto nella scena finale, mentre se ne va, di spalle, verso la morte. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2003, p. 876)
*[...] il film è uno straordinario ritratto di una certa America di provincia, puritana e intollerante, su cui il regista innesta, attraverso il personaggio del giornalista ([[Arthur Kennedy|Kennedy]]), una spietata riflessione sui meccanismi del consenso e sul ruolo dei mass media. [...] [[Burt Lancaster|Lancaster]], in una delle sue più dense interpretazioni [...]. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2003, p. 884)
*Una soap dagli intenti dichiaratamente pedagogici scritta da [[James R. Webb]], più preoccupato di spiegare le trafile di un'adozione che di costruire una vera tensione melodrammatica. E soprattutto di dimostrare che il male non si trasmette per via ereditaria. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2003, p. 884)
*Flop commerciale, anche se non tutto è da buttare in questo film ambizioso, vorticoso e sovraccarico. Meglio peccare per eccesso che per difetto. (''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]''; 2003, p. 887)
*[[Steven Seagal|Seagal]] si produce da solo, insistendo nella sua risibile svolta ecologista: la sua mancanza di ironia è al di là del comico involontario, e le passabili scene d'azione non bastano. (''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]''; 2003, p. 897)
*Delirio dell'epoca [[Ronald Reagan|reaganiana]], fiacco nel ritmo e mediocre negli effetti speciali. Più di un punto in comune con ''[[Il sipario strappato]]'' (anche Gant commette un omicidio cruento e poco giustificato), malgrado [[Clint Eastwood|Eastwood]] non faccia nulla per rendere gli americani simpatici. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2003, p. 897)
*Mediocre adattamento del romanzo di [[James Hilton]] (nonostante i dialoghi fossero stati scritti da [[Christopher Isherwood]]), il film è un melodramma giallo che solo a tratti riesce a creare un'atmosfera di intenso terrore, soprattutto per merito dell'ottima prova di [[Robert Montgomery]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2003, p. 905)
*[...] è un horror psicologico che sintetizza magistralmente, sia nei contenuti che nella forma, suggestioni di varia provenienza: espressioniste (il mercante d'arte come il dottor Caligari, la fuga del mostro sui tetti, i forti contrasti chiaroscurali, le angolazioni inclinate); romantiche (il mito del Faust, l'amore passione più volte frustrato, l'idealizzazione della figura femminile e la conseguente disillusione); surrealiste (i quadri dell'ex pittore, ora burattinaio); ma soprattutto il film è un esplicito e raffinatissimo omaggio al cinema tedesco delle origini: [[Edgar G. Ulmer|Ulmer]] infatti era stato allievo di [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] e aveva collaborato, ufficialmente come scenografo, a sette suoi film, tra cui ''[[Faust (film 1926)|Faust]]'', ''[[Aurora (film 1927)|Aurora]]'' e ''[[Tabù (film 1931)|Tabù]]''. (''[[La follia di Barbablù]]''; 2003, p. 906)
*Il deserto ricostruito in studio fa da sfondo a un dramma psicologico di origine teatrale [...] che introduce nel noir elementi nuovi e offre a [[Humphrey Bogart|Bogart]] la sua prima interpretazione di successo, nei panni di un gangster antieroe che avrebbe fatto scuola. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2003, p. 910)
*Fiacca commedia degli equivoci di ambientazione ungherese [...]: solo la [[Anna Magnani|Magnani]] – il cui personaggio non fa mistero della propria ambigua «attività» notturna – riesce a trasmettere un po' di esuberante realismo a una recitazione altrimenti senza grazia. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2003, p. 914)
*[[Bill Paxton|Paxton]] esordisce alla regia ed esplora l'ambivalenza del sacro e le ossessioni dell'America puritana, con brividi non banali malgrado un ritmo in sordina. La sceneggiatura di Brent Hanley accumula però troppi colpi di scena e non evita pericolose derive: tutti gli uomini uccisi dal padre giustiziere sono infatti colpevoli di delitti efferati e quindi, in qualche modo, «se lo meritano». (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2003, p. 920)
*[...] è una deliziosa e disincantata commedia dove lo sguardo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] (nell'ultimo film che diresse per intero) si fa più nero e sarcastico. La sua disillusa ferocia non risparmia nessuna classe sociale [...]. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2003, p. 921)
*[...] è un ritratto agiografico piuttosto ordinario, in cui il regista rinuncia a una rilettura personale per soddisfare le esigenze del pubblico medio internazionale. Non male il cast, e commovente a tratti l'interpretazione di [[Bradford Dillman|Dillman]]. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2003, p. 922)
*Girato con uno stile spoglio e fluido (cosi da lasciare molto spazio alla scenografìa e conseguentemente all'atmosfera opprimente), il film evita gli effetti troppo facili o le scene troppo cruente (anche per non urtare la sensibilità del pubblico di allora), ma riesce a descrivere i pericoli e le tentazioni della scienza e contemporaneamente a fare della creatura una «rappresentazione simbolica e metafisica dell'uomo, tormentato e diviso tra la riconoscenza e l'odio per un creatore che l'ha fatto così imperfetto» [Lourcelles]. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 1318)
*Ultimo dei cinque film della saga di Frankenstein diretti dal grande regista inglese per la [[Hammer Film Productions|Hammer]]: Cushing è un ''mad doctor'' emblematicamente rifugiatosi in un manicomio, ma l'atmosfera del film limita le invenzioni visive e la fotografia di Brian Probyn fa rimpiangere il sanguinio technicolor di Jack Asher. (''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''; 2003, p. 927)
[[File:I fratelli Castiglioni (1937) Luisa Ferida.png|miniatura|[[Luisa Ferida]] ne ''[[I fratelli Castiglioni]]'']]
*Ritratto amaro dell'avidità umana, che nel passaggio dalla «tragicommedia» di Alberto Colantuoni alla sceneggiatura di Emanuele Caracciolo e del regista accentua i toni farseschi e melodrammatici (con la nipote <nowiki>[</nowiki>[[Luisa Ferida|Ferida]]] scacciata di casa perché ragazza-madre e naturalmente sospettata di aver circuito il morto), evidenziati da una regia troppo espressionista per non sembrare esagerata. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2003, p. 930)
*Dramma processuale con un certo climax che, lontano dai manicheismi patriottici, trova un approccio anticonvenzionale al tema del tradimento. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2003, p. 938)
*[...] il film cerca di recuperare le utopie e gli incubi [[George Orwell|orwelliani]], ma dopo un buon inizio scade rapidamente nello schematismo e nella prevedibilità. (''[[La fuga di Logan]]''; 2003, p. 943)
*Un piccolo capolavoro del melodramma fantastico [...]. La sceneggiatura di [[John Patrick (drammaturgo)|John Patrick]] si destreggia con grande abilità nel continuo passaggio tra i diversi tempi della narrazione riuscendo a rendere avvincente una storia fatta soprattutto di rimpianti e di azioni mancate: a dare coesione alla trama è una incondizionata dichiarazione di fiducia nella forza dei sentimenti e dell'amore, dimostrata per antifrasi attraverso l'infelice rapporto di Rollo e Lark [...] e rivissuta in parallelo dal legame nascente tra Grizel e Pax. Così, anche il tragico epilogo – legato alla violenza della guerra – finisce per ribadire, con la forza dell'''amour fou'', il messaggio di speranza nella capacità umana di far trionfare i sentimenti sulle paure e gli egoismi. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2003, p. 944)
*Uno strano melodramma [...] pieno di fraintendimenti e di situazioni-limite per l'epoca (tutte le famiglie possibili nel film sono a pezzi e non si ricompongono, tutti i personaggi femminili sono donne sole e indipendenti), che all'enfasi sentimentale predilige i toni smorzati e termina in modo sorprendentemente aperto. Alla base c'è l'idea che tutti soffrono per la mancanza di amore ma evita con cura soluzioni estreme, optando per un registro quotidiano e verosimile che è una rarità nei film italiani dei primissimi anni Quaranta. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2003, p. 945)
*Potente e incisiva versione cinematografica del romanzo omonimo [...] dove il regista attenua la violenza contestatrice della denuncia sociale (pur sottolineando con energia la presa di coscienza di Tom che scopre la lotta di classe) mentre racconta con partecipata passione il dramma e il disorientamento di chi, sradicato dalla propria terra, deve attraversare un'America che stenta a riconoscere [...]. Memorabile e struggente la prima parte, più complessa e «[[Franklin Delano Roosevelt|rooseveltiana]]» ma meno toccante la seconda, riscattata da un finale indimenticabile [...]. Perfetta la dura e drammatica fotografia di [[Gregg Toland]] e la recitazione di tutto il cast. (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2003, pp. 957-958)
*Il film che ha lanciato [[Bruce Lee]] sulla ribalta internazionale imponendo la magistrale padronanza dell'attore nell'eseguire la tecnica del kung-fu. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2003, p. 958)
===G===
*Nella lettura della [[Liliana Cavani|Cavani]], [[Galileo Galilei|Galileo]] diventa un campione della Chiesa rinnovata del [[Concilio Vaticano II|Concilio vaticano II]], che si oppone al vecchiume della curia reazionaria. Un atto di accusa contro l'arroganza del potere, didascalico nell'esposizione, televisivo nel ritmo, ma con una buona descrizione dell'universo papalino e un protagonista all'altezza. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2003, p. 963)
*Un poliziesco teso e cupo con un finale insolito, [...] risente un po' dell'origine teatrale [...]. (''[[La gang]]''; 2003, p. 965)
*[...] doveva essere una semplice operazione commerciale, ma [[Fritz Lang|Lang]] seppe farne un piccolo classico del noir: basta vedere come risolve la scena chiave del delitto, tutta giocata sul non mostrato. Manovrando specchi e ombre con uno «stile inesorabile», Lang dà corpo alle tenebre che avvolgono la parte migliore di Hollywood. (''[[Gardenia blu]]''; 2003, p. 970)
*Una rivisitazione storica ilare e leggera, che si colora, nel finale, di toni satirici (gli opportunisti che accolgono [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] a braccia aperte) che richiamano ''[[La kermesse eroica]]'' di [[Jacques Feyder|Feyder]]. [...] Non banali alcuni richiami alla pittura italiana di soggetto risorgimentale – [[Silvestro Lega|Lega]] e [[Giovanni Fattori|Fattori]] in particolare. Originale, per il cinema italiano del tempo, la costruzione a flashback (è Caterina vecchia che racconta la storia). (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2003, p. 970)
*La sceneggiatura questa volta attinge addirittura da ''Solaris'' di Tarkovskij, oltre che dal solito ''Ritorno al futuro''. Ma per chi non è già fan della serie, la faccenda è irrimediabilmente noiosa, e gli effetti speciali non bastano. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2003, p. 978)
*[[Mario Camerini|Camerini]] si ispira a una commedia di [[Edgar Wallace]] [...] misurandosi col meno italiano dei generi cinematografici, e difatti ambienta l'azione in un'improbabile Inghilterra italianizzata. Ne è uscito un gioco di equivoci e di coincidenze sempre sul filo dell'ammiccamento e della parodia, insieme innocuo e malizioso. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2003, p. 986)
*Uno dei più famosi film di guerra italiani, chiaramente dalla parte del regime [...]. La propaganda è però più evidente nella seconda parte, in cui prevalgono i drammi dei personaggi riferiti con abbondanza di retorica. La prima, invece, completamente dedicata all'infuriare della battaglia, rivela un senso dell'azione scopertamente debitore del western americano [...]. (''[[Giarabub (film)|Giarabub]]''; 2003, pp. 988-989)
*Girato in Arizona soprattutto per sperimentare il technicolor tricromatico, improbabile nella storia [...] e nella scenografia, il film mantiene però un certo fascino grazie a un esotismo dichiaratamente artificisoso. (''[[Il giardino di Allah]]''; 2003, p. 990)
*[...] è una affascinante rivisitazione di un celeberrimo romanzo per bambini tutto costruito sulle magiche atmosfere di quel giardino vittoriano capace di modificare il carattere delle persone. Ingiustamente dimenticato, è un film che andrebbe rivalutato. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2003, p. 991)
*Uno degli ultimi film girati da [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in Inghilterra, prima della grande stagione hollywoodiana, e non dei meno interessanti [...]. Molte sequenze stupiscono per le invenzioni e le trovate, orchestrate con una maestria e un gusto dell'umorismo nero che diventeranno immagini di marca del maestro e che trovano la loro perfetta fusione nell'ultima scena, quella che secondo [[Éric Rohmer|Rohmer]] e [[Claude Chabrol|Chabrol]] contiene il più bel carrello in avanti della storia del cinema: una «panoramica» aerea che attraversa lentamente tutta la sala da ballo per scendere e individuare l'assassino, un batterista truccato da nero che ha un tic agli occhi. Non tutto è memorabile, però sono molti i brani da antologia. (''[[Giovane e innocente]]''; 2003, p. 1013)
*Solenne dramma storico-religioso [...] costruito su misura per la diva hollywoodiana più spirituale dell'epoca, che due anni prima aveva interpretato il personaggio a teatro con grande successo. Frutto di lunghe e minuziose ricerche storiche, risulta un po' rigido e pomposo, alla ricerca di un arduo equilibrio tra parola e immagine. (''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]''; 2003, p. 1019)
*[[Spike Lee]] tenta la commedia sofisticata in chiave pedagogica e autoriflessiva, centrando il bersaglio dell'eleganza formale ma non quello dell'ironia e, perché no, della cattiveria (la sua, una volta, era proverbiale): in ''Girl 6'' funziona lo stile alla [[Woody Allen]], newyorkese con brio, ma la morale della storia – telefono e macchina da presa si specchiano l'uno nell'altra ai danni di artiste giovani, belle e virtuose – fa rimpiangere immediatamente il cinismo di [[Robert Altman|Altman]] in ''[[America oggi]]'' (e anche, sul piano della narrazione, la sua maestria compositiva: qui non si va molto al di là di una serie di episodi cuciti sommariamente). (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2003, p. 1024)
*[...] il film è ancora abbastanza gracile nella sua struttura narrativa, ma il montaggio sa dare un buon ritmo alla storia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2003, p. 1027)
*Se [[Steven Seagal|Seagal]] non dovesse mostrare di essere campione di una mezza dozzina di arti marziali sarebbe anche un passabile aggiornamento di un C-movie di quarant'anni fa. [[John Flynn (regista)|Flynn]] ha fatto comunque di meglio. (''[[Giustizia a tutti i costi]]''; 2003, p. 1033)
[[File:Godzilla King of the Monsters (1956) Atomic ray.png|thumb|[[Haruo Nakajima]] in ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' nel ruolo del [[Godzilla|personaggio omonimo]]]]
*Nato dall'incubo della bomba (con evidenti sottintesi antiamericani) ma anche dalla paura tipicamente giapponese della «minaccia che viene dal mare», il film oggi può apparire datato per la semplicità degli effetti speciali [...] ma l'occhio con cui Honda guarda a questo mostro veramente cattivo, insensibile e spietato è soffuso di una tristezza e di una malinconia autentica e ancora toccante. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2003, p. 1039)
*Più che un gaio softcore è uno pseudodramma della gelosia, banale e stanco. (''[[Goodbye Emmanuelle]]''; 2003, p. 1043)
*Scritto dal regista con [[Bernd Lichtenberg]] (debitrice del racconto ''Rip van Winkle'' di [[Washington Irving]]!), una commedia fondata su un paradosso esile ma accattivante: che il socialismo reale sia stato vissuto dai suoi militanti come una specie di «grande madre», con i difetti e i pregi di un'ingombrante genitrice. Non mancano idee irresistibili, come i falsi telegiornali che millantano una riunificazione alla rovescia, coi berlinesi dell'Ovest in fuga dalle «false certezze» del liberismo; ma le metafore sono eccessive, certe citazioni sono fuori luogo (la testa di Lenin che vola sulla città come il Cristo della ''[[La dolce vita|Dolce vita]]'' di [[Federico Fellini|Fellini]]) e il trono troppo brioso della prima parte – molto ben recitata – stride con la svolta mélo finale. Straordinario successo in patria. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2016, p. 1913)
*Un tipico ''women's picture'' dell'epoca d'oro di Hollywood [...]. La sontuosità della messinscena, la fotografia di [[Tony Gaudio]] e i pezzi di bravura delle due protagoniste fanno dimenticare la macchinosità dell'intreccio. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2003, p. 1050)
*I temi sono classici (la frontiera, l'amicizia virile, la donna contesa), ma lo stile è eterogeneo, proprio come l'andamento del fiume che i due protagonisti percorrono (a sequenze epiche si alternano scene comiche e momenti intimisti): ne risulta un western personale e affascinante, anche se non arriva a essere un capolavoro. Adattato da [[Dudley Nichols]] dal libro di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], è l'unico western di [[Howard Hawks|Hawks]] senza [[John Wayne]]: [[Kirk Douglas|Douglas]] se la cava piuttosto bene al suo posto, nonostante la dichiarata insoddisfazione del regista. (''[[Il grande cielo]]''; 2003, p. 1052)
*Vecchie glorie in un western nostalgico che tenta, senza troppa fortuna, toni comici e picareschi. Ma [[Burt Kennedy]] ha la mano pesante. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2003, p. 1055)
*[...] ''La grande luce'' colloca all'estero il personaggio interpretato da [[Elsa De Giorgi]], donna fatale, simbolo del Vizio e del Male (a cui fa da contraltare, nel paesino, nientemeno che la Vergine Maria), ma – a differenza di altri film dell'epoca – ambienta in Italia l'ingiustizia da cui la storia prende il via e dà prova di un originale impasto linguistico mescolando dialetti meridionali, genovese e spagnolo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce]]''; 2003, p. 1057)
*Uno straordinario melodramma, l'unico delle sue sette regie in cui [[Ida Lupino]] si mette anche in scena. [...] il film evita da subito il facile moralismo sul comportamento dell'uomo, descritto non come una persona che voglia «un doppio piacere», ma piuttosto come qualcuno che cerca disperatamente una situazione di equilibrio. La critica della regista è invece tutta per il modello femminile ai tempi imperante, quello incarnato dalla moglie «legittima», concentrato di quelle qualità americane (ambizione, successo, indipendenza) che finiscono per destabilizzare l'istituzione del matrimonio e che si rivelano fredde e vuote, come fredda e vuota è la casa in cui abita. Un melò che rifiuta il manicheismo e che, giocando d'ellissi e sottintesi, si sforza di «raffreddare» una materia altrimenti incandescente. (''[[La grande nebbia]]''; 2003, p. 1058)
*Il primo film ad alto budget di [[Robert Siodmak|Siodmak]], enfatico e ridondante, ma non privo di trovate di regia degne della sua fama. (''[[Il grande peccatore]]''; 2003, p. 1059)
*[[John Ford|Ford]] concepì il suo ultimo western [...] come un atto riparatore nei confronti dei pellerossa [...]. Ma, a parte il fatto che le buone intenzioni non bastano a fare buoni film, il risultato è lento e farraginoso, con un intermezzo comicoparodistico, nelle seconda parte, decisamente stucchevole. [[James Stewart|Stewart]] nel ruolo di Wyatt Earp e [[Arthur Kennedy|Kennedy]] in quella di Doc Holliday sono poco divertenti. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2003, p. 1061)
*Lirismo e realismo sociale spesso fanno a pugni, e sia [[Yves Montand|Montand]] che la [[Alida Valli|Valli]] sono poco credibili come pescatori, ma il tono asciutto costituì comunque una novità nel cinema italiano dell'epoca. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2003, p. 1063)
*[...] un quadro di vita rurale retto da un ottimismo di fondo ''all american''. Ottima fotografia [...]. (''[[Il grande tormento]]''; 2003, p. 1063)
*[[Mario Camerini|Camerini]] adotta ritmi e situazioni della commedia degli equivoci per tracciare uno spaccato della piccola borghesia italiana, con una punta di sentimentalismo e una di perfidia. Gli italiani vi si riconobbero e ne decretarono il successo. (''[[I grandi magazzini]]''; 2003, p. 1065)
*[...] elementare e approssimato come ''whodunit'', il film è più interessante per l'immagine che trasmette sulle follie americane [...] e la dichiarata polemica contro la decadenza morale delle classi ricche [...]. (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2003, p. 1067)
*Uno dei film migliori (e dei meno puerili) di cui Spielberg è stato produttore esecutivo: cinema come divertimento e prodigio, ma nutrito di umorismo nero e di sberleffi alle convenzioni. (''[[Gremlins]]''; 2003, p. 1070)
*Meno fiabesco e meno horror del primo del primo capitolo, ha un ritmo ancora più vertiginoso, ed è stracolmo, al solito, di gag e ammiccamenti cinefili [...]. Il pubblico però non ha gradito il gusto dell'assurdo e l'umorismo fin troppo sofisticato. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2003, p. 1070)
*Western standard senza sorprese, con un cast composto da divi della televisione. (''[[La guida indiana]]''; 2003, p. 1083)
===H===
*Estremamente sadico (la censura italiana ha tagliato almeno '7), ottiene solo di incupire e deprimere lo spettatore. (''[[Hellraiser II: Prigionieri dell'inferno|Hellbound: Hellraiser II - Prigionieri dell'inferno]]''; 2003, p. 1102)
*La quinta puntata della saga dei Cenobiti (qui meno presenti che nelle precedenti) ha una struttura da thriller pliziesco, mentre le suggestioni horror rimandano ad ''Allucinazione perversa'' e alla serie di ''Nightmare''. Tra ralenti da telefilm e qualche immagine patinata, almeno si cerca un po' di originalità: i fan che non pretendono troppo possono gradire. (''[[Hellraiser 5: Inferno]]''; 2003, p. 1103)
*Il quarto capitolo della serie è un pasticcio senza capo né coda, che risente di vicende produttive disastrose: la Miramax cacciò il regista Kevin Yagher (che si rifiutò di firmare il film), chiamò Joe Chappelle a dirigere alcune scene e rimontò il tutto. Le creature dell'inferno non fanno più paura, ma sembrano arteriosclerotiche; il ''gore'' c'è ma è indolore, e l'interesse dei fan è annullato. (''[[Hellraiser 4: La stirpe maledetta|Hellraiser - La stirpe maledetta]]''; 2003, p. 1103)
*Opera prima di [[Clive Barker]], lo scrittore inglese troppe volte definito il successore di Stephen King, è una geniale e spregiudicata discesa nell'immaginario infernale, popolato di incubi maestosi e fantasie sadomaso. I temi del sesso e della morte, della carnalità e della dissoluzione della carne sono messi a fuoco lucidamente in un esemplare contesto di torbida visionarietà. (''[[Hellraiser (film)|Hellraiser - Non ci sono limiti]]''; 2003, p. 1103)
*Clive Barker si tira da parte e [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]] diventa protagonista a tutti gli effetti, aspirando a rimpiazzare Freddy Krueger nell'immaginario horror degli anni Novanta. Effetti speciali ormai stravisti, e noia che regna sovrana. (''[[Hellraiser III - Inferno sulla città|Hellraiser III]]''; 2003, p. 1103)
*[...] uno dei capisaldi del filone pornosoft, patinato e assolutamente non erotico ritratto di una donna contenta di essere vittima. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2003, p. 1108)
*Più che un horror, il secondo film prodotto da [[Val Lewton]] per la Rko (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'') è un dramma psicologico girato come un lungo sogno ininterrotto [...]. Al centro del film il conflitto tra il potere della ragione (qui la scienza della medicina che non riesce a guarire Jessica) e quello delle forze oscure rappresentate dalla cultura vudù, che a turno i protagonisti del film cercano di piegare alle proprie esigenze con risultati incontrollabili. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2003, p. 1109)
*Storia lacrimosa e moraleggiante sceneggiata da Morrie Ryskind, che il regista e i due protagonisti riescono a tenere sul filo del buon gusto [...]. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2003, p. 1116)
[[File:Paul Newman as Hud.png|miniatura|[[Paul Newman]] in ''[[Hud il selvaggio]]'']]
*Un western moderno, statico ed eccessivamente melodrammatico [...] che ha costruito la sua fama sull'interpretazione di [[Paul Newman|Newman]], fascinosamente amorale fino al rifiuto del riscatto, ma anche manierato e narcisista fino all'eccesso. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2003, p. 1121)
===I===
*Forse il più affascinante film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (sceneggiato da Manuel Komroff), interamente dominato dalla presenza dell'eros [...]. Le scenografie, espressionistiche, barocche, angoscianti, sono supporto perfetto all'azione del personaggio centrale e toccano punte di una magnificenza visiva ai limiti del delirio (tanto che [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Ejzenštejn]] trasse ispirazione da questo lavoro per il suo ''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan]]''), così come i costumi disegnati da Travis Banton. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2003, p. 1135)
*Influenzato da un [[Georges Bataille|Bataille]] riletto attraverso le componenti più sadomasochistiche della cultura giapponese, il film rifiuta polemicamente la realtà storica per rinchiudersi in una «minuziosa, insostenibile, affascinante descrizione dei suoi rituali di possesso sessuale» [P. Mayersberg], nuova e ulteriore rappresentazione dell'alienazione sociale da parte del più immoralista e visionario dei registi nipponici {{NDR|[[Nagisa Ōshima]]}}. (''[[Ecco l'impero dei sensi|L'impero dei sensi]]''; 2003, p. 1136)
*Una storia di sofferenze e passioni represse (almeno fino a un certo punto, visualizzate nel film dal passaggio dallo cherry al daiquiri) che la [[Joan Crawford|Crawford]] interpreta con grande intensità e [[Clarence Brown]] dirige con raffinatezza. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2003, p. 1144)
*[...] è una gangster story priva di vera suspense e di colpi di scena, ma con un cast stranamente assortito e un'atmosfera non spregevole. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2003, p. 1144)
*Le complicatissime premesse dell'ottima sceneggiatura (scritta dal regista) sono mirate a costruire un concitato e appassionante ''action movie'' fantascientifico che vuole riflettere sul nostro presente: un mondo in cui il capitalismo ha ridotto l'uomo a merce e in cui, letteralmente, il tempo è diventato denaro. L'impresa del reietto che si ribella al destino sfidando l'estabilishment rielabora in modo originale sia il mito di Robin Hood sia quello di Bonnie e Clyde, rivendicando una resistenza neo-umanista alle logiche di un Potere che ha amplificato la disuguaglianza sociale. Un film-scommessa molto personale (e coerente con le opere migliori di [[Andrew Niccol|Niccol]]), a cui si perdonano volentieri qualche inverosimiglianza e un paio di scivoloni mélo, ma che non ha purtroppo goduto né del favore della critica né di quello del pubblico. (''[[In Time]]''; 2014{{c|manca l'edizione in bibliografia}})
*Commedia sexy malamente ispirata a ''Le imprese di un giovane dongiovanni'' di [[Guillaume Apollinaire|Apollinaire]]: trine, merletti e cura dell'ambientazione non arricchiscono granché un film svogliatamente erotico. (''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]''; 2003, p. 1168)
*Melodramma meno convenzionale di quello che la trama faccia immaginare, anche perché il personaggio di [[Otello Toso|Toso]], ''déraciné'' segnato dalla violenza della guerra ed ecologista ante litteram (educa i cani da caccia ma è contro la caccia), è decisamente insolito nel panorama dell'epoca. (''[[Gli innocenti pagano]]''; 2003, p. 1171)
*Stanca pellicola sui buoni sentimenti nell'Italia del dopoguerra. (''[[L'intrusa (film 1956)|L'intrusa]]''; 2003, p. 1185)
*Magniloquente ricostruzione del primo periodo coloniale americano [...] con un'abbondanza di colpi di scena e capovolgimenti di fronte che finiscono per mascherare abbastanza bene la mancanza di un vero afflato epico. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2003, p. 1190)
*[...] melodramma tratteggiato con enfasi e approssimazione, su tematiche impervie e delicate che richiederebbero altra padronanza. (''[[Io e Dio]]''; 2003, p. 1194)
*Vuota commedia che si vorrebbe di costume, da un soggetto di [[Riccardo Pazzaglia]], sulla fame di sesso frustrata dalle regole del decoro borghese. Tutto però finisce in barzelletta, come l'idea di far recapitare (per un errore dell'anagrafe) la cartolina precetto alla fidanzata, il che permette di far vedere [[Rossella Como]] mentre si spoglia (castamente) per la visita di leva. Meglio i titoli di testa che sintetizzano l'idea del film in pochi minuti, accompagnati dalla canzone di [[Domenico Modugno]]. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2003, p. 1197)
*[...] è uno dei più cupi film americani degli anni Trenta, un'allucinata testimonianza di come il sistema carcerario possa stritolare un individuo, privarlo delle forze fisiche, ma soprattutto di quelle morali. [...] racconta con l'intensità e la violenza usate fino ad allora solo per i film di gangster l'odissea di un uomo comune, schiacciato dal disumano cinismo degli anni della Depressione: oggi, mette ancora i brividi. (''[[Io sono un evaso]]''; 2003, p. 1200)
===J===
*Il western che ha creato la leggenda cinematografica di [[Jesse James]]: la casa produttrice (Fox) lo avrebbe voluto idealista, leggendario, mitico. [[Henry King|King]] lo fece umano, legato alla famiglia, perfetta incarnazione dei più profondi ideali americani. (''[[Jess il bandito]]''; 2003, p. 1228)
*[...] una coproduzione italo-tedesca dal cast stravagante e dal clima tra il morboso e il risibile: uno dei film che [[Romina Power]] vorrebbe dimenticare, dove si mostrava (semi)nuda. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2003, p. 1240)
===L===
*Un feroce e lucido melodramma sociale sulle relazioni personali impostate come rapporti di potere [...]. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2003, p. 1262)
*Lucida e profonda analisi della dura realtà di quegli anni, è il punto più alto della collaborazione tra [[Vittorio De Sica|De Sica]] e [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. De Sica [...] dimostrò quanto fosse vincente la sua scelta di utilizzare attori non professionisti [...]. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2003, p. 1264)
*[...] è un film insolito per [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], austero nello stile e malinconico nel tono, con un finale lieto solo formalmente [...]. Grazie anche alla splendida interpretazione di [[Henry Fonda|Fonda]] e di [[Vera Miles]] (la moglie che crolla sotto i colpi del destino), ''Il ladro'' si trasforma in un apologo quasi [[Robert Bresson|bressoniano]] sulla paura inconscia di vivere, segnata dal peccato e dalla predestinazione alla colpa. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2003, p. 1264)
*Inconsueta prova di [[Pasquale Festa Campanile|Festa Campanile]], che si ispira a un suo romanzo per affrontare un tema più serio del solito, ma il risultato, anche per alcune indulgenze a una comicità facile e volgare, è inferiore alle attese. (''[[Il ladrone]]''; 2003, p. 1267)
*[[Robert Wise|Wise]] racconta la vita di [[Rocky Graziano|Barbella/Graziano]] (sceneggiata da Ernest Lehman) con uno stile aggressivo e quasi melodrammatico, ma non riesce a raggiungere la secca efficacia del suo precedente ''[[Stasera ho vinto anch'io]]''. [[Paul Newman|Newman]], qui al suo terzo film, fu consacrato star di prima grandezza dalla sua prova, ma lo stile di recitazione interiorizzato (come voleva il «metodo» dell'Actors' Studio) oggi sembra molto datato, ai limiti dell'autocaricatura. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2003, p. 1275)
*Un thriller originale e appassionante, nel quale la tensione e il dramma toccano momenti molto coinvolgenti. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2003, p. 1290)
*La [[Hammer Film Productions|Hammer]] si appoggia agli Shaw Brothers in un momento di crisi, ma il connubio tra horror gotico e kung fu non funziona: i combattimenti che punteggiano gratuitamente l'intreccio appaiono forzati, così come le relazioni amorose che sbocciano tra i membri delle due diverse razze. Suggestivi, invece, i vampiri d'oro del titolo (sono i discepoli di cui si serve Dracula per il suo macabro rituale di dissanguamento delle vittime), che appaiono tra fumi e luci colorate. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2003, p. 1283)
*Trasposizione cinematografica di un'antica leggenda georgiana, dove si mescolano orgoglio nazionalista e mistica del sacrificio, è un'opera visionaria, coloratissima, dove il regista distrugge la struttura lineare del racconto in brevi scene autonome. [...] Sullo schermo si alternano così oggetti simbolici e animali stilizzati, personaggi e panorami che possono sconcertare per la loro «discontinuità», ma che offrono anche momenti di solenne bellezza e di appassionato folclore. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2003, p. 1283)
*[[Vladimir Nabokov]] è riuscito nel difficile compito di adattare il suo romanzo (a cui ha tolto l'annunciata morte-castigo della ragazza), e [[Stanley Kubrick|Kubrick]] ne ha reso bene la mistura di satira e deformazione grottesca con cui insegue una delle linee di forza del proprio cinema: la caparbietà ossessiva con cui i suoi personaggi percorrono le proprie strade. Rispetto al romanzo, Quilty diventa il motore segreto della storia, cinico e mostruoso doppio del professor Humbert [...]. Così [[James Mason|Mason]], per quanto all'altezza del ruolo, si fa spesso rubare la scena dall'ambiguo e prometeico [[Peter Sellers|Sellers]], il cui istrionismo prefigura quello del ''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba|Dottor Stranamore]]''. [[Sue Lyon]] col lecca lecca a forma di cuore ha fatto epoca, ma la sua carriera è praticamente finita qui e il film è uno dei meno erotici che si possa immaginare su un tale soggetto. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2003, p. 1310)
*Uno dei primi grandi successi di [[Erminio Macario|Macario]], che mette a punto il suo personaggio di piccolo-borghese [...] che non si ribella ai potenti, ma cerca di evitarli. La sceneggiatura [...] escogita situazioni brillanti e paradossali che verranno riprese pari pari, più di quarant'anni dopo, in ''[[Chi più spende... più guadagna!|Chi più spende... più guadagna]]'' [...]. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2003, p. 1315)
*Tentativo di horror metafisico padano (ma [[Pupi Avati]] aveva fatto di meglio) accolto nella più assoluta indifferenza, dimostrazione di com'è difficile girare in Italia storie fuori dai soliti schemi. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2003, pp. 1320-1321)
===M===
*Al processo [[Gustave Flaubert|Flaubert]] viene assolto perché l'arte ha il diritto di rappresentare la realtà, ma nella rilettura di [[Vincente Minnelli|Minnelli]] è la fantasia che sembra farla davvero da padrona. Programmaticamente infedele allo spirito del romanzo francese, questa versione (adattata da [[Robert Ardrey]]) è tutta dalla parte della protagonista, quintessenza dell'eroina romantica la cui solitudine è raccontata come in un gioco di specchi [...]. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2003, p. 1340)
*[...] a suscitare dubbi non è la verità di quanto raccontato, bensì la confezione. [[Peter Mullan|Mullan]] [...] usa senza sfumature le armi del grottesco e della caricatura, ed è con i mezzi più plateali che estorce allo spettatore la rabbia e le lacrime. (''[[Magdalene]]''; 2003, p. 1346)
[[File:Malacarne (film 1946) Mariella Lotti.jpg|miniatura|[[Mariella Lotti]] nel ruolo di Mariastella in ''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]'']]
*Un curioso e torbido melodramma di ambientazione siciliana che mescola bozzetti veristici (le scommesse degli uomini al bar), squarci documentari (la pesca al tonno), tensioni – e superstizioni – religiose e conflitti di classe. Manca un'idea unificante nella sceneggiatura [...], il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è improbabile come «balio asciutto», mentre quello di Mariastella – prima santarellina, poi mantenuta di lusso e alla fine penitente contrita – è troppo stereotipato. Eppure l'universo di paese, dove povertà e invidia muovono i comportamenti delle persone (e hanno spesso conseguenze tragiche), è raccontato con bella incisività e un «verismo» che non è mai folcloristico. (''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]''; 2003, p. 1359)
*Fisher creca nuovi spunti per ridare interesse all'argomento; i dialoghi tra la ragazza resuscitata e la testa dell'amato sono divertenti, l'erotismo è più esplicito del solito, ma il film è di quelli che interessano solo i fan del genere. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2003, p. 1362)
*L'aggettivo «pruriginoso» sembra essere stato inventato per film così, che allora (grazie a un comune senso del pudore diverso e alla relativa fama della piccola e mostruosa [[Eva Ionesco|Ionesco]], già immortalata dalla mamma Irina in una serie di foto osé) aveva un suo pubblico. Pretese quasi alte (tra gli sceneggiatori e dialoghisti spuntano Peter Berling, [[Barbara Alberti]] e Amedeo Pagani) di costruire un mondo crudele e fiabesco senza adulti; svolgimento piatto e inconcludente. Malgrado la presenza del cane lupo Xylot, nessun aggancio zoofilo. (''[[Maladolescenza]]''; 2003, p. 1359)
*Ultimo, fallimentare tentativo di ricomporre la coppia principe dei melodrammi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]: nella sceneggiatura [...] c'è uno dei temi forti del mondo matarazziano (la centralità della famiglia – qui in negativo, visto che si comporrà solo alla fine del film – di cui la donna-madre è insieme schiava e vittima) ma tutto sembra stanco e prevedibile e l'ingombrante presenza del bambino squilibra il film verso un melassoso patetismo. (''[[Malinconico autunno]]''; 2003, p. 1364)
*Ispirato all'ottavo dipinto della ''Carriera di un libertino'' di [[William Hogarth|Hogarth]], il film di [[Mark Robson|Robson]] è una singolare anticipazione dei temi del ''Marat-Sade'' di [[Peter Weiss]] (portato sugli schermi da [[Peter Brook]]), con la sua polemica contro i rigori della ragione: incarnata nel perverso Sims, la razionalità svela la sua componente cinica e crudele, mentre chi viene identificato con la follia dimostrerà di essere più umano, solidale, spontaneo e caritatevole. Così, lo scontro che altrove (ad esempio nel precedente ''[[La settima vittima]]'') è tra il Bene e il Male qui diventa meno metafisico, più concreto, di ordine morale e politico insieme e l'antitesi tra egoismo e carità ne innesca altri, come quello tra pessimismo e utopismo alla [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], tra Tories e Whigs. (''[[Manicomio (film 1946)|Manicomio]]''; 2003, p. 1371)
*[...] vi si ritrovano molti dei temi di ''[[Fuga in Francia]]'': la violenza vista dagli occhi di un innocente, il cinismo tragico di chi ha scelto di stare dalla parte sbagliata. [[Eduardo Ciannelli|Ciannelli]] disegna un bel personaggio, che cita [[Blaise Pascal|Pascal]] e [[Oswald Spengler|Spengler]] (memorabile il monologo in cui immagina Venezia nel futuro, sommersa dalle acque); ma i suoi antagonisti sono più scoloriti. Convince la trasformazione di Venezia in una città di confine, notturna e plebea, che ricorda la Vienna del ''[[Il terzo uomo|Terzo uomo]]''. (''[[La mano dello straniero]]''; 2003, p. 1375)
*[...] un film edificante che spinge spudoratamente sul pedale della commozione. Un must delle sale parrocchiali di una volta. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2003, p. 1380)
*[...] uno dei più riusciti melodrammi di [[George Cukor|Cukor]], e una delle migliori interpretazioni della [[Greta Garbo|Garbo]]. Dietro lo splendore formale (la fotografia, tutta giocata sui contrasti luce-ombra sul volto di Camille, è di William Daniels e Karl Freund) c'è un senso autentico di sofferenza e di amara ironia quasi [[Max Ophüls|ophulsiano]]. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2003, p. 1385)
*Una commedia in costume nell'èra dei telefoni bianchi [...] dove la scarsissima moralità aristocratica viene messa in riga da un borghese tutto d'un pezzo, dotato di un'incrollabile fiducia in se stesso e nei suoi «nobili» principi di carriera&famiglia. Ma se il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è fin troppo ideologico (e francamente noioso) nella sua eccessiva virtù, per buona parte del film si respira un'insolita atmosfera di disinvolta decadenza che rimanda quasi all'universo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] [...]. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]''; 2003, p. 1389)
*Sottilmente morboso ([[Alfred Hitchcock|Hitch]] voleva mostrare una passione feticista) e generalmente sottovalutato (specie dal pubblico), un thriller psicologico [...] dove la suspense – meglio ancora che in ''[[Io ti salverò]]'' – si concentra su un segreto che la protagonista si porta dentro dall'infanzia. Uno dei più riusciti giochi hitchcockiani sull'ambiguità, la reticenza e l'allusione. (''[[Marnie]]''; 2003, p. 1396)
*In felice contrasto tra laconicità e barocchismo semionirico, la quintessenza dei film hollywoodiani dell'epoca, antirealistici e stilizzati. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], pur restando ''femme fatale'' e sfinge, per una volta si sottomette al maschio; la scena finale in cui si toglie le scarpe nella sabbia per seguire Tom ha ispirato [[Bernardo Bertolucci|Bertolucci]] per ''[[Il tè nel deserto]]''. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2003, p. 1396)
*Sopravvalutato ai tempi come un esempio di neorealismo americano (personaggi privi di glamour, dialoghi quotidiani, lunghe inquadrature) è, molto più semplicemente, un'onesta commedia sentimentale, con ottimi attori. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2003, p. 1398)
[[File:The Curse Of Frankenstein (1957) trailer - Peter Cushing experimenting 1.png|thumb|[[Peter Cushing]] nel ruolo del [[Victor Frankenstein|barone Frankenstein]] ne ''[[La maschera di Frankenstein]]'']]
*[[Peter Cushing|Cushing]] è ottimo, ma la regia di [[Terence Fisher|Fisher]] non è così geniale come vogliono molti cinefili. (''[[La maschera di Frankenstein]]''; 2003, p. 1401)
*La sana morale del West, incarnata da [[John Wayne|Wayne]] (burbera e grezza ma sostanzialmente positiva, come dimostra l'eroismo suicida dei sottufficiali ubriaconi), si inchina comunque alla leggenda, come succederà anche in ''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]''. [[John Ford|Ford]] mostra una certa sensibilità, per l'epoca, nel trattamento degli indiani. Ma il suo elogio dello spirito della cavalleria è meno convincente che nei film successivi – causa anche la frammentazione narrativa e l'innesto forzoso di una love story tra [[John Agar]] e l'ex bimba prodigio [[Shirley Temple]]. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2003, p. 1405)
*Intrigante spy story [...] che all'epoca ottenne poco successo di critica sia per una certa nebulosità dell'intreccio sia per la «non convincente» interpretazione della [[Greta Garbo|Garbo]]. In realtà, proprio grazie all'attrice, ''Mata Hari'' fissò un modello di donna fatale imprescindibile per il cinema a venire. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2003, p. 1406)
*I fratelli Wachowski, anche sceneggiatori, attingono alle filosofie orientali e alla fantascienza di [[Philip K. Dick]] (e mettono in mano a Neo ''Simulacri e simulazione'' di [[Jean Baudrillard|Baudrillard]]) per asserire che il mondo è illusione e la realtà virtuale è un incubo. I Wachowski riescono a tenere sotto controllo un intreccio complesso, ma forse non sono all'altezza per costruire una saga che ha l'ambizione di coronare quasi mezzo secolo di fantascienza letteraria e cinematografica; e sono troppi i debiti non dichiarati, da ''[[Zardoz]]'' a ''[[Terminator]]''. Non mancano, però, la suggestione e il divertimento. (''[[Matrix]]''; 2003, p. 1411)
*La coppia di interpreti è affiatata, ma [[Andrew V. McLaglen|McLaglen]] ha un'idea molto vaga di cosa sia una commedia. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2003, p. 1415)
*Radiografia di un'impasse non solo generazionale (nonostante don Giulio sia con ogni evidenza [[Michele Apicella]] in abito talare), è un film «sgradevole» nel rivendicare il proprio essere nevrotico, moralista, «adolescenziale». Raggelante nella sua lucidità, [...] coglie con precisione il punto di rottura degli anni Ottanta, reso perfettamente nella scena del ballo in chiesa al ritmo sconsolato ma anche sognante di ''Ritornerai''. In televisione l'essenzialità cinematografica del regista viene penalizzata, eppure averne avuti di film così, dove la religione è una questione di «fede» in sospeso, l'amore (individuale e collettivo) è una dichiarazione d'impotenza, la solitudine è l'unica, miserabile conquista e la fuga non è un'arte, bensì una soluzione dopo tante prove. (''[[La messa è finita]]''; 2003, p. 1427)
*Drammone romantico vecchio stile ambientato in un'Africa da ''National Geographic'', da cui si esce sapendo poco sia della [[Karen Blixen|Blixen]] che dei luoghi in cui visse. In compenso l'andamento volutamente lento e contemplativo riesce abbastanza a trasmettere l'intensità di un itinerario spirituale raccontato con una economia di mezzi espressivi che contrasta con la magniloquenza della produzione. (''[[La mia Africa]]''; 2003, p. 1433)
*[[William Wyler|Wyler]] ricostruisce la realtà al dettaglio (si vantava di aver spedito le sue attrici a vestirsi ai grandi magazzini), privilegia lo scavo psicologico, enfatizza l'impegno civile, ma lo stile è tutt'altro che naturalistico. Visto che il direttore della fotografia è [[Gregg Toland]] (''[[Quarto potere]]''), le invenzioni a base di specchi e riflessi abbondano, anche se sono fuse perfettamente con la narrazione. Celebre la sequenza delle allucinazioni sonore di Fred all'interno dell'aereo abbandonato. Certe impennate melodrammatiche appaiono invecchiate, ma il film attende di essere rivalutato. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2003, p. 1444)
*Merita di essere vista quasi esclusivamente per la raggiante presenza della giovanissima [[Alida Valli]]. (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2003, p. 1449)
*La sceneggiatura di John Houghton tenta di aggiornare le gesta del vampiro ai tempi della Swinging London e sovrappone Dracula con l'Anticristo: ma l'esperimento non convince. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''; 2003, p. 1451)
*Al suo primo film parlato, [[Fritz Lang|Lang]] continua a impiegare con maestria le metafore visive e le immagini evocative che avevano fatto grande il muto, e insieme si vale in modo assai moderno delle risorse del sonoro. (''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'', 2010, p. 2089)
*Effetti speciali in salsa sentimentale-umanista, senza paura del ridicolo involontario, e con sottintesi sessuali polimorfi. Il regista della ''Storia infinita'' spese un sacco di soldi ma il pubblico non gradì. (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2003, p. 1458)
*È tutta [[Sergio Leone|leoniana]] l'idea di riflettere sul crepuscolo dei miti e insieme sulla loro necessità, omaggiando il western americano (da [[John Ford|Ford]] a [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], il cui nome viene letto su una lapide) e il proprio stesso cinema, mentre gli ammiccamenti comici vengono dal successo di ''[[Lo chiamavano Trinità...]]'' Il risultato è ibrido: i toni elegiaci stridono con gli sganassoni e le facezie di [[Terence Hill|Hill]], e certe divagazioni volgarotte (la sequenza dell'orinatoio, aggiunta in corso di riprese) sono discutibili. La confezione è professionale, e lo stile si distacca da quello del maestro (vedi i ralenti alla Peckinpah), anche se [[Tonino Valerii|Valerii]] si limita a fare da esecutore. (''[[Il mio nome è Nessuno]]''; 2016, p. 2753)
*[[Yves Allégret|Allégret]] abbandona il cupo pessimismo con cui aveva descritto i rapporti umani nelle sue opere precedenti per aprirsi a un più realistico compromesso di fronte alla necessità di «ricostruire» un nuovo tessuto sociale e umano. La sceneggiatura di Jacques Sigurd (che fonde perfettamente elementi realistici con altri più melodrammatici) e soprattutto l'intensa prova della [[Alida Valli|Valli]] riescono a rendere palpitante un film che rischiava di scivolare nel patetismo. (''[[I miracoli non si ripetono]]''; 2003, p. 1461)
*[...] [[Vittorio De Sica|De Sica]] si allontana dalle scelte narrative del neorealismo, procedendo per accumulo di situazioni, abolendo le psicologie e mescolando elementi favolistici (la nascita di Totò sotto un cavolo, i poteri magici di Lolotta) a una visione squisitamente morale (il potere corruttore della proprietà, la forza dirimente della bontà). (''[[Miracolo a Milano]]''; 2003, p. 1461)
*Nient'altro che teatro filmato ma con l'interpretazione di alcuni fra i migliori caratteristi comici del periodo. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2003, p. 1465)
*[...] la farsa [...] combina i giochi degli equivoci con il tema della fame secolare che fu di Pulcinella. Immortale inno alla pasta è la scena in cui [[Totò]] e compagnia ballano sulla tavola mangiando spaghetti e ficcandoseli in tasca, perché nessuno li porti loro via. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2003, p. 1465)
*Uno di quei copioni frivoli che la [[Bette Davis|Davis]] recitava malvolentieri, tenuto in piedi da dialoghi caustici e schermaglie piene di brio. Non certo tra le opere più personali di [[Michael Curtiz|Curtiz]]. (''[[Miss prima pagina]]''; 2003, p. 1471)
*Ambientato quasi sempre in una bisca che sembra un girone infernale, dei melodrammi esotici del regista è uno di quelli più vicini al gusto moderno: visionario, estenuato, senza nessuna redenzione, ma non privo di ironia. La perversione dei personaggi e il clima di corruzione (notevoli le prostitute chiuse nelle gabbie, che sembrano uscire da qualche film di [[Federico Fellini|Fellini]]) all'epoca fecero scalpore, tanto che [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] non girò più per una decina d'anni. La [[Gene Tierney|Tierney]] splende di luce propria; le acconciature della sfortunata [[Ona Munson|Munson]] avrebbero meritato l'Oscar. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2003, p. 1473)
*Penultimo film di [[Carmine Gallone|Gallone]]: un pesante drammone storico, il cui maggiore interesse è il lussuoso cast. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2003, p. 1489)
*Un melodramma complicato e pieno di incongruenze [...]. La storia è francamente irreale [...], la recitazione (specie dell'inebetito [[Massimo Serato|Serato]]) poco più che da filodrammatica, ma la straordinaria fotografia di [[Piero Portalupi]], astratta ed espressionista nello stesso tempo, giustifica da sola la visione del film. (''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]''; 2003, p. 1490)
[[File:Il mondo le condanna (1953) Alida Valli.jpg|miniatura|[[Alida Valli]] ne ''[[Il mondo le condanna]]'']]
*Molte ingenuità moralistiche annegano qualche spunto interessante, soprattutto sulla pelosa carità dei borghesi. La [[Alida Valli|Valli]], comunque, sia nella versione bionda che in quella bruna, è davvero bellissima e riscatta un film che non sa decidersi tra suggestioni da realismo poetico francese d'anteguerra e banalità da fotoromanzo. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2003, p. 1494)
*La regia anonima e il soggetto vetusto (firmato da [[Dino Risi]]) tarpano le ali a due protagonisti perfetti nel loro ruolo. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2003, p. 1502)
*Un saggio di vera suspense concentrato in un tesissimo week-end, in cui il thriller si confonde con il dramma psicologico. [...] Notevole l'interpretazione di [[Joseph Cotten|Cotten]] [...]. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2003, p. 1506)
*Love story tra due reietti in un West scabro e senza eroi sceneggiata da [[Sid Fleischman|A.S. Fleischman]]. Nonostante le manomissioni produttive, si vede, almeno nei temi, la mano di [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], all'esordio sul grande schermo. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2003, p. 1508)
*Sasdy si ispira alla vicenda dell'ungherese Erzsebet Bathory (raccontata anche da Borowczyk in un episodio di ''I racconti immorali'') e prosegue il suo percorso di critica al potere: coloro che condannano la contessa a una fine atroce non sono certo stinchi di santo. Ma dei suoi film per la [[Hammer Film Productions|Hammer]] è il meno efficace: le troppe concessioni al morboso stridono col tentativo di rendere tragica la sorte della contessa, tratteggiata come una donna incapace di accettare la vecchiaia. (''[[La morte va a braccetto con le vergini]]''; 2003, p. 1511)
*Non bastano gli attori a dare interesse a un thriller scontato [...]. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2003, p. 1515)
*L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2003, p. 1515)
===N===
*Un giallo dai risvolti melodrammatici, interessante solo per l'intensità della recitazione di [[Bette Davis]]. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2003, p. 1545)
*[...] è un dramma socialmente impegnato che, sulla scia del successo di ''[[Fronte del porto]]'', segna l'esordio di [[Martin Ritt|Ritt]]. Oggi appare un po' schematico e fatalista, ma ai tempi il messaggio dell'alleanza del bianco col nero era tutt'altro che scontato. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2003, p. 1548)
*Uno degli archetipi del gangster-movie, teso e vibrante, costruito con sequenze brevi ed ellittiche, capaci di dare il senso di una scelta di vita violenta e insieme romantica. Nonostante gli anni, il film stupisce ancora per la modernità della recitazione di [[James Cagney|Cagney]], implacabile coi nemici e tenero con la mamma, e per i bei dialoghi di Kubec Glasmon e John Bright. La scena in cui schiaccia un pompelmo in faccia alla fidanzata che si lamenta ([[Mae Clarke|Clarke]]) è entrata nella storia del cinema, e quella finale, in cui il suo corpo, ucciso e legato come una mummia, viene messo davanti alla porta di casa per cadere quando il fratello la apre, è ancora sconvolgente. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2003, p. 1555)
*Forse il miglior film di [[Salvatore Samperi|Samperi]] [...], meno pruriginoso del solito. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2003, p. 1556)
*Film noir senza vero fascino (sceneggiato da Jonathan Latimer), in cui gli scherzi del destino giungono a mettere ordine in un mondo dove regnano immoralità e impunità. Curiosa, comunque, la superficialità sentimentale dell'uomo, alla quale fa da contraltare l'interessato cinismo delle donne (con punte di sessualità esplicita e sfacciata nel personaggio della [[Susan Hayward|Hayward]], abituata a farsi mantenere dagli amanti). (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2003, p. 1560)
*Occasione mancata secondo lo stesso [[Nicholas Ray|Ray]], il film [...] riesce comunque a rendere efficacemente la specularità fra la violenza dell'uomo di legge e quella dell'emarginato, sullo sfondo di un conflitto città/natura che vede progressivamente la rabbia perdersi nel paesaggio. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2003, p. 1562)
*Fumettone a lieto fine che volgarizza temi di [[Ernest Hemingway|Hemingway]], ispirandosi a un suo racconto. Gli elementi migliori sono la musica di [[Bernard Herrmann]] e la fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2003, p. 1562)
*Tuttora considerato anticomunista, in realtà condanna non tanto la Rivoluzione quanto la degenerazione stalinista, e proprio l'inquietante ritratto del regime sembra legittimare una lettura della vicenda secondo un'ottica italiana [...]. Si tratta di uno dei primi segnali di insofferenza nei confronti della retorica celebrativa di regime, uno sguardo diverso che qualche mese dopo, con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', rimbalzerà definitivamente dagli schermi in tutta la sua potenza espressiva. La [[Alida Valli|Valli]] è indimenticabile nella sua bellezza senza tempo e senza speranza. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2003, p. 1576)
*Uno dei più allucinanti horror di tutti i tempi: la violenza è più suggerita che mostrata, ma certe situazioni richiedono nervi molto saldi. Tra attori e regista vi era un pessimo rapporto, il che spiega in parte l'atmosfera di tensione che si respira nel film. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2003, p. 1578)
*Elegante ma freddo remake del capolavoro di Murnau, attento soprattutto alla creazione di un'atmosfera algida e funerea, dove le sorti dei personaggi sono predestinate sin dal principio. Questa lenta progressione (il film dura 40' in più dell'originale di Murnau pur essendogli molto fedele) verso la tragedia ha il suo punto di forza in Kinski, che rinnova la figura classica del vampiro facendone un personaggio stanco e distante, quasi restio a seguire la propria inclinazione di mostro necrofilo. (''[[Nosferatu, il principe della notte]]''; 2003, p. 1592)
*Incauto debutto alla regia di un produttore e sceneggiatore: in una fotografia ricercata, che finisce per produrre cartoline stucchevoli, il cast internazionale barcolla su una storiella male impostata, e Kinski straborda con risultati ben diversi dal film di Herzog, facendo rimpiangere gli eccessi dei suoi innumerevoli B-movie. (''[[Nosferatu a Venezia]]''; 2003, p. 1592)
*Un western insolito e intimista scritto da Alvin Sargent (che praticamente comincia dove finisce ''[[Sentieri selvaggi]]'' di [[John Ford|Ford]]) tutto costruito sull'attesa interminabile di una rabbia che continua a rimandare la sua esplosione distruttiva e che utilizza la presenza ossessiva di un personaggio che non si vede quasi mai per far crescere la tensione. (''[[La notte dell'agguato]]''; 2003, p. 1600)
*Il film doveva essere un trampolino di lancio per la [[Anna Sten|Sten]], che il produttore [[Samuel Goldwyn|Goldwyn]] voleva trasformare in una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]: l'attrice deluse le attese, ma [[King Vidor|Vidor]] – appassionato al tema del confronto città/campagna – riesce a vivificare il racconto descrivendo in modo originale la vita rurale dello scrittore di città. Un finale, per quei tempi, insolitamente cupo e drammatico. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2003, p. 1602)
*L'ottimo western di serie B, nonostante una vicenda già vista troppe volte, si fa ammirare per l'asciutta regia di [[André De Toth|de Toth]] (che predilige qui i piani fissi ma molto compositi dal punto di vista figurativo, e dove la presenza della neve aggiunge tensione alla storia), il bel bianco e nero di Russell Harlan, le ottime interpretazioni del «buono» [[Robert Ryan|Ryan]] e del «cattivo» [[Burl Ives|Ives]]. (''[[La notte senza legge]]''; 2003, pp. 1605-1606)
===O===
*Primo film americano per [[Fred Zinnemann|Zinnemann]], che se la cava confezionando un giallo decoroso [...] dove gli attori vengono messi in secondo piano dall'intelligentissimo cane del protagonista. (''[[Occhi nella notte (film 1942)|Occhi nella notte]]''; 2003, p. 1622)
*Geniale saggio sul cinema come voyeurismo, pulsione necrofila e insieme scopofila (il bisogno morboso di contemplare), capace di legare indissolubilmente Eros e Thanatos, il film, scritto da [[Leo Marks]], è chiaramente una metafora sull'arte della visione (come lo era stato ''[[La finestra sul cortile]]'', ma qui molto più crudele e imbarazzante) [...]. Clamorosamente sottovalutato all'epoca della sua uscita (un critico britannico scrisse che si sarebbe dovuto «prenderlo con la paletta e buttarlo subito nella fogna più vicina»), sprizza in realtà intelligenza da ogni scena, oltre a rappresentare una sorta di punto di partenza per il thriller moderno, da [[Brian De Palma]] in poi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2003, p. 1623)
*Ormai un piccolo classico del cinema dell'orrore, grazie soprattutto alla mano di [[Georges Franju|Franju]], che mescola con maestria fantasia e realismo, morbosità e lirismo, in un crescendo che culmina nella straordinaria sequenza finale. (''[[Occhi senza volto]]''; 2003, p. 1625)
*Più che un thriller, la storia di un amore impossibile, e il ritratto di un assassino ambiguo ma mai veramente antipatico, indimenticabile rappresentazione di quello che potrebbe essere davvero il diavolo. [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che appare come un giocatore di bridge in treno) era fiero della collaborazione di [[Thornton Wilder]] alla sceneggiatura, che però è dispersiva e piena di episodi accessori. Invecchiato e fastidioso il doppiaggio italiano, come anche la musica di [[Dimitri Tiomkin|Tiomkin]]. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2003, p. 1638)
*Inizia sulla scia di ''Demoni e dèi'', con goffe pretese di ricostruzione storica e stanchi pettegolezzi; poi diventa una specie di horror semiparodico, con Dafoe che sembra una via di mezzo tra Klaus Kinski e lo zio Fester e grufola come Hannibal. Tutto per dimostrare – sai che novità! – che il vero vampiro è la macchina da presa. (''[[L'ombra del vampiro]]''; 2003, p. 1639)
*[...] un noir melodrammatico teso e raffinato, con un inizio irresistibile (l'assassinio dell'amante), una messinscena accuratamente sinistra (persino il fogliame umido e frusciante desta sospetti), un cast britannico eccellente e una [[Bette Davis|Davis]] capace di alternare calcolo e isteria con passaggi da brivido. [[Tony Gaudio|Toni Gaudio]] firma una fotografia magnetica, tutta giocata di taglio sulla bianca luce diffusa della luna piena. [[William Wyler|Wyler]] lavora con precisione maniacale (tanto da litigare violentemente con la star) per far emergere il cuore di tenebra nascosto nella colonia tropicale prossima alla dissoluzione. [[Max Steiner]] commenta il tutto con una colonna sonora ossessiva, in cui colpa e destino rimbalzano su due sole note. Peccato per il doppio finale punitivo, conforme alle regole del Codice Hays (la Davis viene uccisa dalla donna cinese, che presumibilmente sarà arrestata mentre il racconto di [[William Somerset Maugham|Maugham]] si chiudeva, con molta più ipocrisia, su un trionfo collettivo del cinismo), che però non compromette un autentico gioiello hollywoodiano, frutto di un talento registico e di una squadra di professionisti fuori dal comune. (''[[Ombre malesi]]''; 2003, p. 1641)
*Tradizionale giallo sceneggiato dalla moglie del regista [[Alma Reville]] con sorpresa finale (del genere che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] non amava troppo), con un paio di elementi molto originali per l'epoca: l'uso della voce fuori campo del personaggio per esprimerne i pensieri, e la presenza di un assassino che si traveste da donna. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2003, p. 1643)
*Un duro spaccato urbano, insolito nel cinema della Nuova Zelanda. Partendo dalla violenza, dalla miseria e dall'emarginazione che aliena la famiglia (ma senza cadute nel vittimismo), Tamahori gira con l'energia combattiva di Milius e la rabbia di [[Ken Loach|Loach]], alla ricerca della cultura maori perduta da consegnare alle nuove generazioni insieme alla ritrovata dignità femminile. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2003, p. 1645)
*Cinque anni bastano a smarrire le ambizioni socio-etnologiche del prototipo, anche se lo sceneggiatore (e autore del romanzo d'origine) è sempre [[Alan Duff]]. I dilemmi morali sono tranciati con l'accetta, il clou del film sono i pestaggi (belli tosti), ma si respira anche un'aria genuina e simpaticamente dimessa. Film ad alto tasso di testosterone da sale di periferia, come non se ne fanno più. (''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]''; 2003, p. 1645)
*Aggiornamento melodrammatico sui temi della sceneggiata [...]: al di là della riprova che la sfortuna si abbatte sempre sui poveri, il film stigmatizza con enfasi l'ipocrisia della società e rivendica la funzione positiva delle lettere anonime. (''[[Onore e sangue]]''; 2003, p. 1648)
*Connubio di satira sociale e fantascienza [...], è uno dei film chiave degli anni Sessanta per la sua capacità di rompere con i generi tradizionali hollywoodiani e aprire il cinema a nuove forme espressive [...]. (''[[Operazione diabolica]]''; 2003, p. 1650)
*Western del periodo in cui il genere declinava: di crepuscolare, tuttavia, c'è solo l'appannato [[James Stewart|Stewart]]. [[Henry Fonda|Fonda]], subito dopo ''[[C'era una volta il West]]'', torna a recitare nel ruolo per lui nuovo del cattivo. (''[[L'ora della furia]]''; 2003, p. 1653)
*Banale fumetto pieno di divagazioni turistico-cartolinesche, che scade nel ridicolo involontario. Erotico come una patata lessa, anche se in patria ha avuto problemi di censura specie per l'ultima sequenza, che alcune voci davano per non simulata. La presenza della [[Jacqueline Bisset|Bisset]] è del tutto esornativa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2003, p. 1656)
*Commedia piacevole e garbata [...] e un po' osé per i tempi, tutta giocata all'interno del collegio tra ordine e trasgressione, disciplina e pulsioni (moderatamente) sessuali. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2003, p. 1658)
*Più che un film, una specie di predica fatta per immagini, secondo una pedagogia che ribadisce il ruolo subalterno di ognuno all'interno di un superiore ordine sociale (come l'organizzazione delle formiche, che il vecchio studia con attenzione). Punitivo e reazionario. (''[[Gli orizzonti del sole]]''; 2003, p. 1661)
*Con molto sangue e poca sostanza, segna la fine del grande cinema gotico made in Britain prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[Gli orrori di Frankenstein]]''; 2003, p. 1665)
*Il ventinovenne [[Alejandro Amenábar|Amenábar]] – anche sceneggiatore e autore delle musiche – appronta un'algida e funzionale imitazione dell'horror di una volta (con ovvio rimando a ''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]'' di Clayton): porte che sbattono, brividi metafisici e neanche una goccia di sangue. Ma il meccanismo narrativo è aggiornato ai tempi e un po' troppo furbetto, sia nella sorpresa (a dire il vero prevedibile) sia nel tema degli «intrusi» che occupano la casa: chi sono i legittimi proprietari, i vivi o i morti? Co-produzione internazionale (ci mette i soldi anche [[Tom Cruise]]) girata con stile impeccabile e anonimo, al servizio del virtuosismo della star. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2003, p. 1671)
===P===
[[File:Humphrey Bogart High Sierra Promotional Still.jpg|miniatura|[[Humphrey Bogart]] in ''[[Una pallottola per Roy]]'']]
*Sceneggiato da [[John Huston]] e [[W. R. Burnett]], il film è uno dei punti di congiunzione tra il genere gangsteristico e quello noir: se l'ambientazione e la trama sono ancora da film gangster, con i suoi spazi aperti e il finale tra le montagne, il personaggio di [[Humphrey Bogart|Bogart]] (qui al suo primo ruolo da protagonista) ha tutte le caratteristiche del noir, con la sua figura crepuscolare e solitaria, incapace di adattarsi a un mondo non più in sintonia con i suoi valori. Coerentemente [[Raoul Walsh|walshiani]], invece, il bisogno disperato e ossessivo di libertà che è alla base delle azioni di Roy e la figura angosciata e inconsciamente autodistruttiva di Marie (interpretata da una grande [[Ida Lupino]]). (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2003, p. 1685)
*Un mito d'amore e di morte trapiantato in una cornice che potrebbe essere quella di un racconto di [[Francis Scott Fitzgerald|Fitzgerald]]: [[Albert Lewin|Lewin]], anche autore della sceneggiatura, gira il suo film più arrischiato, contraddittorio e delirante – in una parola, il suo capolavoro. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2003, p. 1687)
*Tra gobbi e lesbiche, falli veri e finti, un elogio delle case chiuse approssimativo e ripetitivo, percorso però da un innegabile vitalismo e da sprazzi di humour. (''[[Paprika (film 1991)|Paprika]]''; 2003, p. 1695)
*[[Leonardo Pieraccioni|Pieraccioni]] (sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]) ritorna senza simpatia e senza humour alla formula stantia di ''[[Fuochi d'artificio]]'', tra sentimentalismo annacquato e pretese di sociologia spicciola. Le immagini da cartolina vorrebbero solleticare ancora una volta i sogni dell'italiano medio, ma i tentativi di involgarimento segnalano che si è giunti al fondo del barile. La [[Anna Maria Barbera|Barbera]] ripropone il personaggio televisivo della siciliana Sconsolata, in una serie di pietose scenette che nulla c'entrano con la storia principale: eppure si deve anche a lei il successo del film, vincitore a sorpresa della sfida del Natale 2003. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2016, p. 3200)
*[...] questo film si scontrò con l'autocensura del Codice Hays che impedì alla Warner di produrre un melodramma dove il rapporto d'amore superasse i limiti di una castissima relazione platonica. Resta comunque un elegante film in costume, ravvivato dall'interpretazione della [[Bette Davis|Davis]], misurata anche nei passaggi più commoventi. (''[[Paradiso proibito]]''; 2003, p. 1696)
*Western che associa non sempre felicemente il conflitto fra uomo di legge e malavitosi a elementi comici, melodrammatici e addirittura musical. Spiritoso e divertente, mette in campo accanto a uno [[James Stewart|Stewart]], che anticipa con strana serietà i temi dell'impegno morale e della volontà di riscatto dei suoi futuri film con [[Anthony Mann]], un'inedita [[Marlene Dietrich|Dietrich]], esordiente al western, più brillante che fatale. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2003, p. 1704)
*Sull'impianto storico risibile e reazionario [[Michael Curtiz|Curtiz]] costruisce un film che punta tutto sull'impatto delle grandi scene d'azione. (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2003, p. 1705)
[[File:La paura fa 90 (film 1951) Ugo Tognazzi.png|thumb|[[Ugo Tognazzi]] ne ''[[La paura fa 90]]'']]
*La storia, improbabile quanto complicata [...] è solo un pretesto per sfruttare la comicità un po' sguaiata di [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] [...]. Qualche sfilata in passerella e un inizio e un epilogo curiosamente fantastici, in un eden che ricorda ''[[Scala al paradiso]]''. (''[[La paura fa 90]]''; 2003, p. 1719)
*[...] il motivo di maggior interesse del film sono le lunghe carrellate costruite sull'attrice che con la sua «confessione» fornisce una delle prove più convincenti di tutta la sua carriera. Per il resto si tratta di un melodramma piuttosto convenzionale sceneggiato da [[James Bridie]], privo della necessaria tensione e forzatamente teatrale. Il cast è di ottimo livello, ma a volte pecca di eccessiva enfasi. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2003, p. 1725)
*Un film politico e poetico allo stesso tempo, che all'inizio adotta i moduli della favola grottesca, con un surrealismo di stampo buñueliano, e poi sfocia via via in un dramma che ricorda le antiche tragedie greche. (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''; 2003, p. 1733)
*Anche se assomiglia un po' troppo a ''Suspiria'', è uno dei migliori Argento di quel periodo, al quale si perdona l'abuso di heavy metal nella colonna sonora. (''[[Phenomena]]''; 2003, p. 1754)
*Il film più noto di [[Ed Wood|Wood]] ha la fama (immeritata: altri hanno fatto ben di peggio) di essere il più brutto della storia del cinema; negli Usa è stato oggetto di culto molto prima che [[Tim Burton]] dedicasse un biopic al suo autore, dove racconta tutti gli aneddoti sulla lavorazione ([[Bela Lugosi|Lugosi]], morto anzitempo, venne sostituito da un improbabile «sosia» che si tiene il volto coperto). Del film in sé restano memorabili le interpretazioni dilettantistiche di un gruppo di freaks scelti accuratamente (il lottatore [[Tor Johnson|Johnson]], la presentatrice televisiva Vampira, il futurologo Criswell che recita prologo ed epilogo), le incredibili scenografie (un'astronave con tendine al posto delle porte), le incongruenze del racconto. Il pasticcio sarebbe quasi divertente (a cominciare dall'originale commistione di fantascienza e horror), se non andasse per le lunghe e non tentasse di elevarsi con un risibile messaggio pacifista. (''[[Plan 9 from Outer Space]]''; 2016)
*Malgrado qualche momento in cui il ritmo cede, il decimo lungometraggio ''anime'' di Miyazaki (anche unico sceneggiatore) costruisce ancora una volta un mondo in cui mistero e irrazionale vengono accettati come eventi naturali, e dove i rapporti di causa ed effetto seguono regole (anche fisiche) insondabili. E in ciò conferma l'unicità della sua arte. Nuovo, questa volta, è l'uso di scenari molto semplificati (colori tenui, sfondi dipinti ad acquerello, scenografie essenziali) che però non ostacolano invenzioni narrative metaforiche (i «pesci-acqua» che gli adulti scambiano per onde e i bambini vedono nella loro reale forma animalesca), o rimandi ai miti fondanti della cultura giapponese (l'ambivalenza del mare, la centralità della figura femminile e la latitanza di quella maschile), encomiabilmente mai sottolineati. Le assurde fattezze di Fujimoto sono un omaggio allo stile di [[Osamu Tezuka]]. Incompreso da buona parte della critica, e snobbato dal pubblico. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2018, pp. 2346-2347)
*Il risultato non è all'altezza delle ambizioni: [[Farley Granger|Granger]] fa il nevrotico da manuale. [[Mark Robson|Robson]] non ritrova la vena felice di altri suoi film. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2003, p. 1807)
*La regia di [[Robert Stevenson|Stevenson]] illustra fedelmente il clima gotico e di persecuzione del romanzo [...] anche se non riesce a trovare una cifra interpretativa originale. Memorabili le scene nel collegio in cui è rinchiusa l'orfanella Jane, dove un direttore sadico fa morire la piccola Elizabeth Taylor sotto la pioggia. Affascinanti la fotografia a lume di candela di George Barnes e la scenografia di Wiard B. Ihnen e James Basevi. Grande partitura di [[Bernard Herrmann]]. (''[[La porta proibita]]''; 2003, p. 1807)
*Commedia western che deve tutto a un cast bene assortito e a una sceneggiatura «di ferro», scritta da Sidney Carroll rielaborando un suo telefilm: niente di eccelso, ma uno di quei meccanismi narrativi che non fanno staccare gli occhi dallo schermo nemmeno per un minuto. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2003, p. 1810)
*Una rilettura «moderna» delle Sacre Scritture: horror e spunti demoniaci, morti inspiegabili, riti ed esorcismi assortiti con sottile gusto morboso. (''[[Il presagio]]''; 2003, p. 1821)
*Uno dei noir più cupi ed esasperati del periodo, tratto da un romanzo di [[Libbie Block]] (sceneggiato da [[Arthur Laurents]]) che nasconde dietro la trama un lucido apologo sul denaro e sul possesso. Qua e là lo stile di [[Max Ophüls|Ophuls]] lascia ancora meravigliati, con i suoi carrelli barocchi, ma le riprese erano state iniziate da [[John Berry]] (licenziato perché aveva superato il budget previsto) e il suo stile era tutto costruito sulla profondità di campo e sulle inquadrature disassate, alla [[Orson Welles|Welles]]. Il risultato è un film ibrido, che risente del fatto di essere nato con due teste e che non riesce ad amalgamare bene il ritratto tutto psicologico e interiore di Leonora (probabilmente più dovuto a Ophuls) con quello più cupo e impressionista di Ohlrig (che risente dell'impostazione di Berry). (''[[Presi nella morsa]]''; 2003, p. 1822)
*Tre anni dopo ''[[Perdutamente tua]]'', [[Irving Rapper|Rapper]] ritrova lo stesso cast per un film molto diverso e ambizioso: un melodramma cerebrale costruito come un kammerspiel, in cui i personaggi si torturano col sorriso sulle labbra, mentono o sono lieti di comportarsi da vittime. Quasi nessuna figura di contorno, interni barocchi come in [[Orson Welles|Welles]] o [[William Wyler|Wyler]], strade sempre spazzate dalla pioggia: la cornice ideale per due tipi di follia diversa, quella istrionica di [[Claude Rains|Rains]] (forse nella sua interpretazione migliore) e quella compressa e tormentata della [[Bette Davis|Davis]], che si controlla con grande intelligenza. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2003, p. 1826)
*Esordio nella regia di un cino-americano (autore anche della sceneggiatura) ex funzionario di una major: tracce di misoginia, sadomasochismo, stanca omosessualità e proiezione quasi horror di un sistema malato e contagiato dal virus del potere assoluto. Senza la levità dei ''[[I protagonisti (film 1992)|Protagonisti]]'' di [[Robert Altman|Altman]] e con l'inevitabile livore di chi ha fatto troppa gavetta. (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2003, p. 1827)
*Ambientazione messicana a metà dell'Ottocento per un western sceneggiato da Frank Fenton con uno stile conciso e secco e una bella capacità di far emergere i caratteri dei personaggi anche nelle loro parti d'ombra: soprattutto la [[Susan Hayward|Hayward]], «né vamp né donna verginale», rompe con gli stereotipi del genere e nei rapporti con il marito rivela un insolito fondo di rimpianti e amarezza. Indimenticabile la fine di Mendoza, che muore insultando degli indiani invisibili che lo colpiscono con le loro frecce. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2003, p. 1830)
*Un [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] minore per la convenzionalità della sceneggiatura [...] ma non per l'eccellenza delle soluzioni tecniche [...] a cominciare dalla sequenza senza stacchi dell'aereo che cade in mare, ripresa dall'interno della cabina. Celebre l'idea dei mulini con le pale che girano controvento. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2003, p. 1831)
*Ma chi non è un iniziato, e non coglie tutti i riferimenti alla serie, si addormenta dopo dieci minuti. (''[[Primo contatto]]''; 2003, p. 1839)
*Melassosa rivisitazione del mito di Cenerentola [...]. Francamente noiose certe inutili digressioni fantastiche che danno forma ai sogni di Elisabetta; scontato il lieto fine, un po' meno l'odio con cui sono descritti i borghesi che vanno all'orfanotrofio [...]. (''[[La principessa del sogno]]''; 2003, p. 1845)
[[File:Profondo Rosso Macha Méril 2.png|thumb|[[Macha Méril]] in ''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]'']]
*A tutt'oggi il più abile dei film di Argento: un attacco deliberato ai nervi dello spettatore, martellato da un montaggio quasi subliminale, da una musica ipnotica (del jazzista Giorgio Gaslini e dei Goblin) e da esplosioni di violenza rimaste ineguagliate. (''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]''; 2003, p. 1852)
*[[Frank Capra|Capra]], autore del soggetto, non si disse soddisfatto di questo melodramma, ripromettendosi, in futuro, di commuovere il pubblico con situazioni più realistiche. Resta comunque interessante l'intreccio tra commedia e momenti patetici, e la maestria di alcune sequenze, come quella della festa di Halloween. (''[[Proibito (film 1932)|Proibito]]''; 2003, p. 1855)
*Pacifismo all'acqua di rose in un film ingenuo e fiacco. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2003, p. 1860)
===Q===
*Da un soggetto di [[James G. Ballard]], un film che ignora la profondità dello scritto per puntare sugli effetti speciali (ottimamente realizzati da Jim Danforth) e sull'ambientazione. Divertente e spettacolare. (''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]''; 2003, p. 1874)
*Un western ben fotografato (da Russell Harlan) ma un po' troppo lento, anche se il soggetto è raccontato con un'insolita delicatezza. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2003, p. 1887)
*Città contro campagna, corruzione contro onestà: nonostante le apparenze, niente a che vedere con l'esaltazione ruralista di [[Benito Mussolini|Mussolini]]. Qui è lo spirito populista di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...] a prendere il sopravvento sulla regia solitamente «tirannica» (ma sempre puntuale) di [[Alessandro Blasetti|Blasetti]]. Del resto, la crisi coniugale e la compromissione amorosa non erano certo temi graditi al regime, soprattutto se introdotti da efficaci squarci di degradazione urbana. Un piccolo grande film che contribuì a incrinare irreparabilmente gli edificanti ritratti ufficiali, anticipando umori e caratteri che sarebbero emersi compiutamente nel periodo neorealista. Il cast è particolarmente ispirato, ma i tecnici non sono da meno [...]. (''[[4 passi fra le nuvole]]''; 2003, p. 1889)
*[...] il film è sorretto da un buon ritmo e da alcune trovate di regia degne di nota: l'inseguimento di una gallina da parte di [[Peppino De Filippo|Peppino]] è filmato attraverso l'ottica deformata di uno specchio concavo, il litigio tra [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] e Peppino è sonorizzato con rumori che nascondono le parole. (''[[Quei due (film 1935)|Quei due]]''; 2003, p. 1892)
*[...] è una sdolcinata saga familiare che nemmeno [[Henry Fonda|Fonda]] nel ruolo del capofamiglia riesce a vivacizzare. (''[[Quella nostra estate]]''; 2003, p. 1895)
*[...] è uno dei più celebri western psicologici, costruito sul senso dell'attesa che serpeggia dietro ai gesti più quotidiani e sull'ammirazione per due uomini veri, capaci di capirsi e rispettarsi anche se schierati su posizioni opposte. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2003, p. 1901)
===R===
*Commedia agrodolce e dai toni moralistici, che si regge tutta sulla bravura di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] grande attore sia comico che drammatico. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2003, p. 1925)
*Una parabola sulla relatività della verità, con un'apertura umanitaria nel finale. Congegnato con grande abilità e un superiore senso di ironia, e girato con uno stile nervoso e molto moderno. Il film che ha reso noti Kurosawa, Mifune e la Kyo in Occidente, Leone d'oro a Venezia e Oscar per il miglior film straniero. Accusato di essere troppo europeizzante dagli occidentali (ma i racconti di Akutagawa da cui è tratto sono degli anni Dieci), e poco amato in patria (i produttori non volevano mandarlo a Venezia perché pensavano fosse poco esportabile): capita anche ai capolavori. (''[[Rashomon]]''; 2003, p. 1943)
*Uno dei più singolari tra i film che si ispirano ai Vangeli, sceneggiato da Philip Yordan, rimontato dalla produzione perché considerato troppo violento, agiografico e manierato in certi momenti, ma anche sorprendentemente inventivo in altri (soprattutto la prima parte). Un film irrisolto, ed è un peccato perché molti dei motivi cari a Ray (il rapporto padre-figlio, il peso del passato sulle nostre azioni, il destino delle vittime, il ruolo dell'intercedente) rimandano a temi presenti nei Vangeli. (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2003, p. 1949)
*[[Allan Dwan|Dwan]] deve fare i conti con una sceneggiatura banale, e si affida ai bei paesaggi. (''[[La regina del Far West]]''; 2003, p. 1954)
*Insulso e goffo film in costume di un pioniere del genere. (''[[La regina di Saba]]''; 2003, p. 1954)
*[[Sergio Sollima|Sollima]] rilegge il western in chiave populista e vagamente anarcoide: anche se ciò non va a detrimento di una presa immediata da vero cinema popolare, capace di costruire personaggi mitici senza per questo diventare discorso di secondo grado sulla mitologia del genere (come succede nel cinema di [[Sergio Leone|Leone]]). (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2003, p. 1961)
*L'intreccio è banale e pretestuoso, utile solo per le sperimentazioni audiovisuali [...] ma colpisce ancora oggi la concezione «totale» del sonoro: invece di dar libero sfogo ai dialoghi, come ci si aspetterebbe dopo tanti anni di muto, [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] attua un sapiente mixage di parole, musica e rumori, soprattutto quelli della strada, costruendo situazioni sonore simultanee a cui spesso fanno da contrappunto soluzioni visive di chiara matrice avanguardista (sovrimpressioni, siparietti neri, tagli originali delle inquadrature, in cui si fa fatica a distinguere dov'è piazzata la macchina da presa). Tra i momenti più belli, quello in cui il protagonista, nascosto in un androne di mattina presto, medita di spararsi un colpo di pistola, mentre tutt'intorno la città si risveglia, una macchina corre all'impazzata e gli operai vanno al lavoro. (''[[Resurrectio]]''; 2003, pp. 1962-1963)
*[...] il film ha i suoi momenti migliori nell'uso dell'ambiente in funzione narrativa (i prati coi mandorli, la pioggia pasquale) ma cede troppo alle esigenze divistiche di Hollywood. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2003, p. 1963)
*Fedele e imponente versione del romanzo di [[Lev Tolstoj]], che nell'adattamento firmato da [[Renato Castellani]] (con la collaborazione di Juliane Kay) stempera il messaggio evangelico originale a favore di una moralità più laica e pragmatica. Se la struttura del racconto (con i suoi flashback a incastro che fanno scoprire poco alla volta la verità allo spettatore) è compatta e avvincente, così come la capacità di descrivere con poche battute l'ipocrisia e i pregiudizi che condannano Katjuša e portano invece a considerare con indulgenza il comportamento di Dimitrij, il vero punto debole del film è nella scarsa intensità dei due protagonisti, belli ma decisamente inerti. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2003, p. 1963)
*[[Gene Tierney]], al suo secondo film, illumina questo polpettone, aberrante dal punto di vista ideologico. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2003, p. 1966)
*Una delle opere più originali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] [...]: senza sospetti o colpevoli o assassinii [...] raccontata mescolando realismo e onirismo [...]. Magistrale il modo in cui Hitchcock passa nella prima parte dall'espressionismo (la scena nell'ufficio) al burlesco (il viaggio in métro) alla più acida descrizione satirica della crisi di un matrimonio per ribaltare tutto in una seconda parte inaspettata e profondamente umana. (''[[Ricco e strano]]''; 2003, p. 1969)
*Voluto da [[Will Smith]] per dirigere la storia vera di [[Chris Gardner|Gardner]] (sceneggiata da [[Steven Conrad]]), l'esordio statunitense di [[Gabriele Muccino|Muccino]] avviene nel migliore dei modi possibili: una nomination per Smith, buoni incassi sia in America che in Italia e una consacrazione professionale nella mecca del cinema. Quella che poteva essere la più scontata e zuccherosa delle storie (un uomo precipita ai gradini più bassi della povertà prima di risalire verso il successo) diventa il ritratto coinvolgente e credibile di un americano alle prese con le tante contraddizioni della vita e della società, che Muccino sceglie di raccontare utilizzando il più possibile ambientazioni dal vero -ricoveri per senzatetto compresi- per imprimere al film un'atmosfera credibilmente realistica (aiutato anche dalla fotografia di [[Phedon Papamichael]]). Frenando ogni facile concessione emotiva (le tante umiliazioni che Chris deve sopportare, la notte trascorsa nella metropolitana, l'egoismo degli amici) e controllando la recitazione di Will Smith, il mito dell'«edonismo reaganiano» finisce per essere letto da un'angolazione meno scontata e superficiale e l'eterna favola del successo a portata di mano diventa qualche cosa di più complesso e credibile. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2016, p. 3700)
*Il capitolo conclusivo della trilogia fordiana sulla cavalleria, dopo ''[[Il massacro di Fort Apache|Massacro a Fort Apache]]'' e ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'', ha un tono leggero e ottimistico. Personaggi stereotipati ma amabili, e riuscite caratterizzazioni di contorno. [...] Un classico, anche se non un capolavoro [...]. (''[[Rio Bravo]]''; 2003, pp. 1978-1979)
*Capitolo conclusivo (sceneggiato da [[Leigh Brackett]] e [[Burton Wohl]]) della trilogia western di [[Howard Hawks|Hawks]], dopo ''[[Un dollaro d'onore]]'' e ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'', e ultimo film del regista. Considerato a torto un film minore, ha momenti molto belli, specie quando fa l'elogio dell'amicizia e passa bruscamente da toni da commedia a momenti drammatici. Di gran lunga superiore alla media dei western che [[John Wayne|Wayne]] girava in quegli anni. (''[[Rio Lobo]]''; 2003, p. 1979)
*[...] è il film più anomalo di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] che utilizza al meglio le possibilità offerte dal set all'aperto (fu girato tutto in ambienti naturali) per sfruttare i movimenti di macchina e la mobilità della gru. Nonostante i possibili punti di contatto con ''[[Riso amaro]]'', il film si allontana dal naturalismo di [[Giuseppe De Santis|De Santis]] per scegliere una strada originale e rischiosa (specie per il pubblico di quei tempi): raccontare una storia realistica con uno stile irrealistico (la recitazione della [[Elsa Martinelli|Martinelli]] non è mai naturale, ma ispirata a un ostentato distacco dalla realtà; le scene madri sono fredde e mai emotive) nel quale ribaltare le regole del melodramma (alla fine è il padre che si sacrifica, mentre la figlia non è costretta a sopportare le colpe dei padri). (''[[La risaia]]''; 2003, p. 1980)
*Tecnicamente, i risultati sono ancora artigianali, ma il film – che accosta con un certo estro il fantastico e il quotidiano – la dice lunga sulle inquietudini e le paure dell'epoca. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2003, p. 1982)
*La [[Carole Lombard|Lombard]] ha un insolito ruolo di vestale del focolare in una commedia con svolta melodrammatica da cui, dati regista e interpreti, ci si aspetterebbe qualcosa di più. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2003, p. 1983)
*Uno degli innumerevoli, e fra i minori, capitoli della saga di Frankenstein diretto da un regista che è anche un eccellente direttore della fotografia, ma che dimostrerà quanto vale in altri film. Décor raffinato come sempre per i prodotti [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[La rivolta di Frankenstein]]''; 2003, p. 1997)
*Commovente ancora a distanza di anni, il film reagisce con il suo stile semplice e diretto alla retorica di tanti anni di fascismo [...]. (''[[Roma città aperta]]''; 2003, p. 2006)
*[...] diretto da un veterano pieno di tatto, mirabile per lo stile secco e rigoroso, antiromantico a dispetto del titolo italiano [...]. [[Gregory Peck|Peck]] qui è davvero mitico. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 2008)
*Non un capolavoro, ma un noir di tutto rispetto [...] dove l'intrigo poliziesco passa in secondo piano di fronte allo studio psicologico di una coppia e dei suoi due caratteri e [[Robert Siodmak|Siodmak]] racconta la storia di questa tragedia a due trasformando un thriller in un'opera intimista. La bella fotografia di [[George Barnes (direttore della fotografia)|George Barnes]] fa da cornice all'ottima prestazione della diva, naturalmente a suo agio nei panni della cinica maliarda [...]. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2003, p. 2009)
*Un noir ingiustamente sottovalutato, che lo sceneggiatore Charles Bennett riempie di dettagli fisici e clinici (le «ferite» reali e metaforiche di [[Robert Mitchum|Mitchum]], le «bugie» della [[Faith Domergue|Domergue]]) capaci di sottolineare la componente masochista del genere [...]. (''[[Una rosa bianca per Giulia]]''; 2003, p. 2014)
*[...] [[Roman Polański|Polanski]] sceneggia con fedeltà e mette in scena con sobrietà, rinunciando del tutto agli effetti speciali consueti per il genere. ''Rosemary's Baby'' è considerato a tutt'oggi il suo film migliore, l'unico completamente in grado di reinterpretare la lezione [[Alfred Hitchcock|hitchcockiana]] in chiave personale e in rapporto al clima della società. Su un realismo descrittivo di fondo (personaggi, ambienti), Polanski innesta progressivamente un'angoscia surreale, tanto fantastica quanto inquietante, resa più intensa dall'umorismo beffardo, dalle acute osservazioni psicologiche e da un senso di ambiguità diffusa e persistente. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2003, p. 2017)
*Per lo scarso successo ottenuto dalla serie in Italia, uscì con una promozione che non faceva alcun riferimento alla saga. (''[[Rotta verso la Terra]]''; 2003, p. 2021)
*Per la prima volta invecchiati, i membri dell'equipaggio hanno rughe e capelli bianchi. Piuttosto risibili comunque, gli agganci all'attualità, e noiosi dialoghi. (''[[Rotta verso l'ignoto]]''; 2003, p. 2021)
===S===
*Tardo e lutulento kolossal biblico [...]: l'ultimo film di [[King Vidor|Vidor]]. [...] Grandiose le scene di massa e le scollature della [[Gina Lollobrigida|Lollo]]: il canto del cigno di un colosso di Hollywood, che però non ha mai dato il meglio di sé nelle superproduzioni. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2003, p. 2034)
*Si ha l'impressione di essere alla fine di un'epoca e di un horror che non sa più stare al passo coi tempi. (''[[I satanici riti di Dracula]]''; 2003, p. 2049)
*[[Robert Siodmak|Siodmak]] immagina un serial killer a metà tra i personaggi di [[Edgar Allan Poe|Poe]] e i mostri dell'espressionismo tedesco, ma storicamente cresciuto nell'epoca nazista. Dialoghi ridotti al minimo, contrasti chiaroscurali, deformazioni ottiche (l'allucinazione dell'assassino, che vede Helen senza bocca, o il primissimo piano del suo occhio che riflette la vittima), oggetti usati in modo simbolico: la regia punta sull'evidenza visiva, rielaborando suggestioni letterarie e psicoanalitiche in un incubo sfaccettato che continua a lasciare meravigliati. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2003, p. 2053)
*Tipica e ovvia commedia dei «telefoni bianchi», con una sognante Cenerentola italiana, particolarmente apprezzata – si diceva – da [[Benito Mussolini|Mussolini]]. (''[[Scampolo (film 1941)|Scampolo]]''; 2003, p. 2054)
*La progressiva débacle della funzionaria tutta d'un pezzo richiama ''[[Ninotchka]]'', di cui [[Billy Wilder|Wilder]] era stato sceneggiatore, ma poi l'intreccio, tra giallo e storia d'amore, imbocca altre strade. Godibile, comunque, la caricatura del personaggio femminile americano, che esalta per contrasto la bellezza inquietante e perniciosa di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2003, p. 2056)
*Vorrebbe essere una specie di ''[[Ultimo tango a Parigi|Ultimo tango]]'' anni Ottanta sceneggiato da [[Gabriele Lavia|Lavia]] e [[Riccardo Ghione]], in realtà è un filmaccio pretenzioso, con un erotismo che spinge allo sbadiglio o al riso. Si salva solo il cartone animato di [[Gibba]] [...]. (''[[Scandalosa Gilda]]''; 2003, p. 2057)
*Curiosa fusione degli equivoci bonari della commedia all'ungherese [...] con le esigenze propagandistiche del regime: gli spunti comici dello zoticone scaraventato in un mondo di cui ignora le regole sono sviluppati solo in parte per lasciare spazio a un entusiasmo da «battaglia del grano» che privilegia i proclami sociali (con inserti sociali sulle case da costruire per i coloni e la necessità della meccanizzazione) e non si risparmiano nemmeno le inquadrature delle messi ondeggianti al vento, neanche fosse una versione autarchica del ''[[La linea generale|Vecchio e il nuovo]]'' [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|ejzenstejniano]]. (''[[Scarpe grosse]]''; 2003, p. 2060)
*Remake di ''[[Profumo di donna]]'': tutte le gag possibili sui ciechi (compreso Slade al volante di una [[Ferrari]]) e uno spirito dolciastro che vorrebbe ispirarsi all'''[[L'attimo fuggente|Attimo fuggente]]'' ma sa soprattutto di conformismo. La gigioneria di [[Al Pacino|Pacino]] – doppiato in italiano da [[Giancarlo Giannini]] – si è meritata l'Oscar e comunque sa reggere le quasi tre ore del film. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 2956)
*Un melodramma strappalacrime racchiuso in un lungo flashback con cornice edificante: la summa del cinema [[Raffaello Matarazzo|matarazziano]]. L'unica novità rispetto agli altri film del regista è il ritratto di una donna completamente sola, tanto all'inizio quanto alla fine. L'insopprimibile carica erotica della [[Silvana Pampanini|Pampanini]] viene utilizzata in funzione del senso di colpa e della sofferenza da scontare. (''[[La schiava del peccato]]''; 2003, p. 2067)
*Originale noir [...] che innesta uno strano triangolo sentimentale sui classici motivi della fuga e della vendetta. Disperato e romantico, girato con lo stile contrastato e folgorante del [[Anthony Mann|Mann]] migliore. Personaggi imprevedibili e ben delineati: l'unico radicalmente cattivo è il sadico [[Raymond Burr|Burr]]. (''[[Schiavo della furia]]''; 2003, p. 2068)
*Ritenuto tradizionalmente il terzo capolavoro del neorealismo (dopo ''[[Roma città aperta]]'', 1945 e ''[[Paisà]]'', 1946 di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]), è un brusco film-verità permeato dall'inconfondibile surrealismo fiabesco di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. Nella prima parte la macchina da presa si muove al passo dei personaggi, secondo la poetica zavattiniana del «pedinamento» e della «distrazione», mentre in seguito si concentra più sui dettagli, sull'amicizia tra i due ragazzi e sulla vita nel riformatorio. Quest'ultimo approccio ha suscitato, soprattutto a distanza di anni, forti giudizi negativi sul moralismo [[Vittorio De Sica|desichiano]]. Rivisto oggi, ''Sciuscià '' [...] è una favola dolorosa, ingenua forse, ma piena di vigore ed emozionante nel suo umanesimo dimesso e marginale. (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2003, p. 2071)
*Gli effetti speciali in stop motion di Ray Harryhausen sono spettacolari, il film no. Le scenografie consentono di fare a gara a chi indovina gli anacronismi. (''[[Scontro di titani]]''; 2003, p. 2074)
*Dopo il fallimento di ''[[Psycho (film 1998)|Psycho]]'', [[Gus Van Sant|Van Sant]] accetta la regia di un film su misura per Connery (anche produttore, lo si vede dall'abbondanza di primissimi piani). La sceneggiatura di Mike Rich non eccelle per originalità (lo scontro interclassista rimanda a ''[[Will Hunting - Genio ribelle]]'', il rapporto allievo-maestro a ''[[L'attimo fuggente]]'', il climax finale a ''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''), la tensione omoerotica tra i due protagonisti cade nel vuoto: ma la confezione non fa una grinza, e la simpatia di Connery fa digerire un prodotto troppo pensato a tavolino. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 2971)
*La seconda guerra mondiale è iniziata, e [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]], il cui stile era sinonimo di lusso e sofisticazione, cerca conforto in una Budapest piccolo-borghese da operetta, coltivando buoni sentimenti quasi [[Charles Dickens|dickensiani]]. L'ironia si fa impalpabile, il gioco degli equivoci aereo, e su tutto aleggia un indefinibile senso di malinconia. Come nei film di [[Frank Capra]], l'ottimismo è sempre l'altra faccia di un pessimismo sul destino di solitudine cui, quasi sempre, è condannato l'individuo. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2003, p. 2077)
*Un omaggio favolistico ai protagonisti del cinema horror classico, in teoria dedicato ai minori di quattordici anni, in realtà troppo mite anche per loro. (''[[Scuola di mostri]]''; 2003, p. 2079)
*Il confronto tra i due attori non mantiene tutte le sue promesse per colpa di una sceneggiatura poco originale [...] e di una regia piatta. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2003, p. 2082)
*[[Luigi Magni|Magni]] romanizza [[Ponzio Pilato|Pilato]] e, alla fine, lo fa diventare un eroe controvoglia, come molti personaggi della commedia all'italiana. Volenteroso tentativo di un regista colto-popolare di uscire dagli stereotipi e di confrontarsi con temi universali. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2003, p. 2083)
*[[Otto Preminger|Preminger]] definì «un incidente interessante» questo film girato scrivendo la sceneggiatura la notte prima delle riprese. Eppure il personaggio al di là del bene e del male di Diane è uno dei più complessi e dei più riusciti della sua filmografia. Tra noir e melodramma, con un senso della fatalità e della sconfitta (esemplare il perdente interpretato da [[Robert Mitchum|Mitchum]]) che lo rende un piccolo classico; misconosciuto in Italia. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2003, p. 2086)
[[File:Charles Laughton in The Sign of the Cross trailer.jpg|miniatura|[[Charles Laughton]] nel ruolo di [[Nerone]] ne ''[[Il segno della croce]]'']]
*[[Cecil B. DeMille|DeMille]] ricrea anche col sonoro la monumentalità dei suoi kolossal muti, e mescola furbamente sensualità e misticismo, fascino della decadenza ed eroismo dei martiri: all'epoca fu un trionfo. [[Charles Laughton|Laughton]] è un memorabile [[Nerone]], ma alla storia è passato il bagno della [[Claudette Colbert|Colbert]] nel latte; molte delle sequenze più osé, comunque, sono scomparse dalla versione corrente. (''[[Il segno della croce]]''; 2003, pp. 2087-2088)
*Dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'', [[Otto Preminger|Preminger]] pone la [[Gene Tierney|Tierney]] al centro di un altro triangolo inquietante, dove le apparenze celano tormenti segreti. [[José Ferrer|Ferrer]], genio solitario del Male, perdente e masochista (si spinge all'autoipnosi), regge il confronto col cattivo del film precedente. Fotografia contrastata di [[Arthur C. Miller|Arthur Miller]], musica spettrale di [[David Raksin]], scenografie spesso astratte di [[Lyle R. Wheeler]] e [[Thomas Little]]: uno dei più affascinanti noir dell'epoca. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2003, p. 2095)
*[...] è un film che alla sua uscita fece scandalo per la crudezza con cui descriveva la violenza degli slum, ma rivisto oggi la sua presa di posizione a favore del professore progressista con gli occhi chiari e il cuore d'oro appare un po' facile. (''[[Il seme della violenza]]''; 2003, p. 2099)
*[...] è il secondo viaggio infernale compiuto da [[Alberto Lattuada|Lattuada]] (dopo ''[[Il bandito]]'') nell'Italia disintegrata dell'immediato dopoguerra. In un momento in cui il messaggio di speranza è quasi obbligatorio, il regista ritrae un universo livido e senza vie d'uscita, dove la messinscena crudemente realistica assume via via connotazioni simboliche. (''[[Senza pietà]]''; 2003, p. 2107)
*Variazione moderna sul tema di Pigmalione e Galatea, ''Settimo velo'' evoca, in maniera lirica e romantica, i conflitti vissuti da due personaggi alla ricerca del loro equilibrio e li descrive (secondo gli stilemi resi popolari dai film di Gainsborough) come due persone malate, il cui fascino tenebroso nasce esplicitamente da legami sessuali, che però la regia tende a lasciare nell'ombra per permettere allo spettatore di esercitare al meglio la sua fantasia. Prodotto indipendente girato con pochi soldi ma molto talento [...]. (''[[Settimo velo]]''; 2003, p. 2127)
[[File:Kerwin Mathews in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|[[Kerwin Matthews]] nel ruolo di [[Sindbad il marinaio|Sinbad]] ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'']]
*Unico nel suo genere all'epoca, sorprende ancora oggi per la ricchezza d'invenzione, l'umorismo della sceneggiatura (Kenneth Kolb), la vivacità delle interpretazioni e la raffinatezza visuale. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2003, p. 2127)
*Uscito in origine come ''Katarsis'' e rieditato dopo due anni, forse il più scassato horror italiano di tutti i tempi. Si cala un velo pietoso sulla storia-cornice, con soubrette grasse e la «stella della canzone argentina» [[Sonia Scotti|Sonia]]. (''[[Sfida al diavolo]]''; 2003, p. 2129)
*Al secondo film, [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] gira un western crepuscolare e antiretorico molto in anticipo sui tempi sceneggiato da N.B. Stone jr. Siamo all'inizio del Novecento, gli eroi (interpretati da due attempati specialisti dei western di serie B) sono disillusi, e anche la loro morale non è più ferrea. Tipica del regista la vena di crudeltà (con la scena del matrimonio degna di [[Erich von Stroheim|von Stroheim]]), che non rientrava certo nei canoni hollywoodiani. Accorciato di mezz'ora dai produttori, non ne risentì troppo, e fu una rivelazione. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2003, p. 2131)
*Melodramma poliziesco sceneggiato da Henry Garson e R.W. Soderborg che sfrutta bene la cornice di normalità borghese (in cui però latitano le presenze tradizionali del marito e dei poliziotti), tentazione fatale per un cattivo dal cuore tenero. Ottime interpretazioni dei due protagonisti, ma è poco credibile lo strano rapporto che si crea tra di loro e nessun carattere è davvero approfondito. [[Max Ophüls|Ophuls]] è meno barocco del solito, ma appena la macchina da presa carrella si vede il suo genio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2003, p. 2132)
*Polpettone semiwestern, sceneggiato da James Lee Barrett con ritmi da romanzo-fiume [...]. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2003, p. 2137)
*Gli episodi hanno diverso valore: il migliore e il più smaliziato è quello di [[Luchino Visconti|Visconti]], ma anche il filmino di famiglia di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] è interessante [...]. Altrove si resta a livello del bozzetto e dell'aneddoto: segno che la stagione neorealista ormai era al termine. (''[[Siamo donne]]''; 2003, p. 2144)
*Commediola all'acqua di rose [...] che scherza su alcune delle caratteristiche nazionali dell'italiano – la litigiosità condominiale, l'assenteismo assembleare – ma che offre soprattutto l'occasione per un paio di divertenti duetti tra [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] e [[Peppino De Filippo|Peppino]] [...]. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2003, p. 2145)
*[...] è un melodramma freddo e visionario come può esserlo l'allucinazione di una moribonda. I conoscitori di [[Max Ophüls|Ophuls]] vi troveranno espressi compiutamente i temi dei suoi capolavori futuri: lo spettacolo come mondo illusorio e crudele, la mercificazione della diva (l'ultima immagine è quella della rotativa che ferma la stampa dei manifesti di Gaby), il gusto della perdizione. Ma anche i profani saranno colpiti da uno stile stupefacente che, a pochi anni dall'inizio del sonoro, non solo fa ancora tesoro di tutte le risorse del muto (ombre espressioniste, deformazioni, soggettive strabilianti), ma si serve di voci, rumori e musiche in maniera antirealista, a sottolineare l'atmosfera onirica. Deliziosamente ingenua la recitazione della [[Isa Miranda|Miranda]], e oltraggiosamente gigionesca quella di [[Memo Benassi|Benassi]]. Ophuls è un regista che gioca sui contrasti e si serve delle imperfezioni: e, al di là dei toni sopra le righe e del divertimento formalista, sa inserire una nota di amarezza autentica. (''[[La signora di tutti]]''; 2003, p. 2149)
*Abile film di propaganda bellica [...] che unisce una vena sentimentale crepuscolare a un efficace discorso antinazista descrivendo con bella intelligenza l'ambiente inglese. (''[[La signora Miniver]]''; 2003, p. 2151)
*Interpretato da due attori in vero stato di grazia – con [[Claude Rains]] che tiene perfettamente la scena di fronte a una [[Bette Davis]] straordinaria nell'inventare i gesti e la dizione di una tipica ragazza viziata, che vive solo per l'adulazione degli uomini – il film ha anche alcuni risvolti non banali (come il tema della decadenza fisica) e affronta, per la prima volta in un melò femminile, il tema della discriminazione razziale degli ebrei (l'origine del marito rappresenta una barriera invalicabile nella conformista società newyorchese, di fronte alla quale anche la sua fortuna non può niente). (''[[La signora Skeffington]]''; 2003, p. 2152)
*Uno [[Luigi Zampa|Zampa]] minore, che parte con propositi di satira di costume, ma sceglie la strada della scontata commedia degli equivoci. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2003, p. 2156)
*Classica commedia dei «telefoni bianchi», basata sull'equivoco sentimentale. [[Mario Camerini|Camerini]] ci mette di suo una sottile schermaglia classista, dove la simpatia va tutta al mondo degli onesti lavoratori, ma dove le gerarchie alla fine restano ben marcate. Impeccabile la fattura, con un ritmo che ha poco da invidiare alle commedie sofisticate d'oltreoceano, e disinvolto il cast. (''[[Il signor Max]]''; 2003, p. 2157)
*Da pretenzioso thriller surrealista, il film di Argento si trasforma in uno ''Psyco'' a Trastevere: sempre sopra le righe e sprezzante della verosimiglianza, ma senza invenzioni visive (come ai bei tempi) che non compensano. Non bastano più quattro effetti digitali [...] per tenere in piedi un intreccio imbarazzante sia per la confusione che per i tratti patologici e misogini che ne emergono. E la «sindrome» del titolo – quella che proverebbero i turisti stressati da troppe opere d'arte – è solo un pretesto lasciato subito cadere. (''[[La sindrome di Stendhal]]''; 2003, p. 2162)
*Uno dei primi noir di Hollywood, prodotto in economia dalla Fox (non c'è neanche una colonna sonora originale) ma con molti tratti che diventeranno costanti del genere sia nei temi (l'ossessione per una donna morta, l'ambiguità della colpa, la mancanza di protezione di fronte alla legge), sia nella messa in scena (luci contrastate, ombre proiettate sui muri). Il cast, tranne [[Laird Cregar|Cregar]], vale poco; ma come ''whodunit'' il film è ben congegnato, e il finale è notevole. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2003, p. 2168)
*Discreta suspense e buoni attori in un prodotto di medio artigianato. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2003, p. 2174)
*Melodramma fantastico e ultraromantico [...] che ottenne all'epoca un buon successo, affascinando anche i surrealisti parigini per l'elogio dell{{'}}''amour fou''. Lo stile visionario dell'ultima parte, tutta giocata sui contrasti tra luce e tenebra, merita a questo film un posto nella storia del cinema. (''[[Sogno di prigioniero]]''; 2003, p. 2178)
*L'unico incontro fra [[John Ford|Ford]] e la guerra civile americana è sceneggiato da John Lee Mahin e Martin Rackin: non tra i suoi capolavori, ma nemmeno, come sostengono in molti, un suo film minore. Il confronto tra i due personaggi (tra i quali si mette di mezzo una sudista, l'insolitamente procace – per un film di Ford – [[Constance Towers|Towers]]) è ben orchestrato; non mancano i soliti tocchi bonari e un po' dolciastri, ma il finale è asciutto e antiretorico. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2003, p. 2182)
*La lost generation degli americani europeizzati in un inaffondabile e avvincente polpettone [...] pieno di esotismo a buon mercato. Una delle migliori (e delle ultime) interpretazioni di [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2003, p. 2186)
*Simpatico thriller urbano, realizzato con solido professionismo in tempo quasi reale con ritmi intelligentemente spezzati tra violenta concitazione ed efficaci sospensioni. Il lieto fine è assicurato, ma arriva dopo molti colpi di scena e con quel tanto di ironia che smussa il buonismo del copione di [[Richard Wenk]]. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 3141)
*Nel romanzo ''Before the Fact'' di A.B. Cox, Lina si lasciava uccidere per amore, ma Hitchcock, in parte condizionato dalla produzione, ha scelto un'ambiguità ben più sottile, che lascia salva la sessuofobia di fondo (l'equazione tra matrimonio e pericolo, che fu di ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]'' e sarà di ''[[Marnie]]''). (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2003, p. 2199)
*La bellezza come presa di coscienza della propria miseria sociale: un tema insolito, affrontato con piglio meno predicatorio del solito da [[André Cayatte|Cayatte]], autore della sceneggiatura con Gérard Oury. Si crede poco alla bruttezza della [[Michèle Morgan|Morgan]], ma in compenso la prova di [[Bourvil]] è davvero notevole, e la descrizione dell'ambiente piccolo-borghese in cui si muovo i personaggi non priva di notazioni felici. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2003, p. 2212)
*La prima versione del romanzo di [[Fannie Hurst]] (sceneggiato da [[William Hurlbut]]) è francamente datata, malgrado i pregi della regia di [[John M. Stahl|Stahl]]: e il trattamento del personaggio di Dalila, la governante nera, sfiora il razzismo. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2003, p. 2212)
*[...] i luoghi canonici del western, indiani compresi, fanno solo da cornice a uno studio psicologico sul tema dell'avidità umana. Il bandito spietato, ridotto dagli altri personaggi a oggetto prezioso che fa gola sia da vivo che da morto, per contrasto riacquista umanità, e il buono della situazione non agisce certo per idealismo, ma perché spinto dal bisogno. Grande senso del paesaggio, un duello all'ultimo sangue da antologia (e che dà il titolo al film), e attori perfetti. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2003, p. 2215)
*Ritmo televisivo, dialoghi verbosi e parafilosofici: il film del vecchio Wise non ha mai affascinato chi non fosse già un fan dei personaggi. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2003, p. 2237)
*I fans insorsero per la morte di Spock e pretesero che risuscitasse nel capitolo successivo. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2003, p. 2237)
*Lloyd, nella parte del capo dei klingoniani, è deludente. L'ineffabile Nimoy esordisce alla regia, fedele al tono di telefilm di lusso della serie. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2003, p. 2237)
*L'ammiraglio Kirk esordisce alla regia e fa le cose in grande, impantanandosi in improbabili disquisizioni filosofiche e religiose. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2003, p. 2237)
*Quasi una metafora dei pasticci dell'Onu e un certo revisionismo anticolonialista nella sceneggiatura di Michael Piller: ma niente paura, la confezione è quella di un episodio televisivo gonfiato per il grande schermo, con pessimi effetti speciali e patetici tentativi di ironia. (''[[Star Trek - L'insurrezione]]''; 2003, p. 2237)
*Scenografie ed effetti speciali quasi impresentabili, ritmo catatonico, cast pensionabile. Spettacolare solo il tonfo globale al botteghino. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2003, p. 2238)
*Forse il miglior film di [[Robert Wise|Wise]], e uno dei più amari ed emozionanti spaccati del mondo della boxe. Girato in tempo reale (il film comincia alle 21 e 05 e finisce alle 22 e 17) con grande senso della suspense e intelligenza drammaturgica. La sceneggiatura è di Art Cohn, la fotografia – da noir – di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. [[Robert Ryan|Ryan]], nella parte di un perdente individualista, mette la stessa energia che nelle parti, per lui più abituali, di vilain. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2003, p. 2239)
*[[Mario Mattoli|Mattòli]] prosegue nella politica (e nell'estetica) dei «film che parlano al vostro cuore», concludendo una tetralogia iniziata con ''[[Luce nelle tenebre]]'' e che aveva lanciato [[Alida Valli]]: la sceneggiatura [...] rispetta gli schemi del melodramma popolare, ma cerca anche di costruire dei personaggi a tutto tondo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2003, p. 2239)
*Dopo l'insuccesso di ''[[Umberto D.]]'' [[Vittorio De Sica|De Sica]] accettò di dirigere due divi americani coi soldi di [[David O. Selznick|David Selznick]] [...] e tutti gridarono al tradimento del neorealismo. Variazione su ''[[Breve incontro]]'' di [[David Lean|Lean]], il film non è poi quel bidone che si disse, anche se le macchiette di contorno, che vorrebbero fare colore, sono importune, e la storia è assai convenzionale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2003, p. 2241)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] recupera il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] all'origine del ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Villaggio dei dannati]]'' e costruisce un fantathriller teso ed efficace, dove la paura inconscia per la malvagità dei bambini trova qualche bella conferma. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2003, p. 2245)
*Storia fumettistica ambientata nell'universo piccolo-borghese caro al regista, raccontata senza grandi spostamenti di macchina [...]. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2003, p. 2246)
*Il libro di [[Kathryn Hulme]], sceneggiato da [[Robert Anderson (sceneggiatore)|Robert Anderson]], è portato sullo schermo con la formula [[Fred Zinnemann|Zinnemann]]: grandi temi trattati senza manicheismi, attenta analisi psicologica, serietà assoluta e un professionismo che tende a farsi un po' incolore. La [[Audrey Hepburn|Hepburn]] in versione drammatica all'inizio sembra un po' spaesata, ma diventa man mano più convincente. (''[[La storia di una monaca]]''; 2003, p. 2250)
*Influenzato dallo spirito del New Deal, fu la risposta di [[Samuel Goldwyn]] della United Artists ai film di gangster della Warner Bros. Esaltato per i suoi contenuti sociali, rivisto oggi si dimostra un bel noir melodrammatico ma non molto di più. (''[[Strada sbarrata]]''; 2003, p. 2257)
*[...] [[Fritz Lang|Lang]] riprende il cast e il triangolo ambiguo di ''[[La donna del ritratto]]'', raccontando senza battere ciglio una storia beffarda di colpa e degradazione. Nessun personaggio si salva, ma il tono non è quello enfatico del melodramma. Libero da condizionamenti produttivi, Lang girò una delle sue migliori opere del periodo americano. [...] [[Edward G. Robinson|Robinson]] grandeggia e non fa rimpiangere [[Michel Simon]], interprete dell'originale di [[Jean Renoir|Renoir]]. (''[[La strada scarlatta]]''; 2003, p. 2258)
*Un poliziesco teso e coinvolgente, dove la sceneggiatura di Harry Kleiner riesce a dare ai personaggi sfumature insolite (specie al gangster dalle velate tendenze omosessuali, ossessionato dai germi). [[Lloyd Nolan|Nolan]] aveva già interpretato l'ispettore Briggs in ''[[La casa della 92ª strada]]'' di [[Henry Hathaway|Hathaway]], di cui questo film riprende lo stile semidocumentaristico e gli intenti propagandistici pro-Fbi. Ottimamente fotografato da Joe McDonald. Più brillante, comunque, il remake di [[Samuel Fuller]], ''[[La casa di bambù]]''. (''[[Strada senza nome]]''; 2003, p. 2258)
*Un noir angosciante e claustrofobico ma abbastanza convenzionale; molto ammirato dai fans del regista – che, per conto suo, anni dopo disse di non ricordarne nulla. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2003, p. 2277)
*Piccolo noir dai risvolti quasi parodici, che anticipa il tono del ''[[Il tesoro dell'Africa|Tesoro dell'Africa]]''. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2003, p. 2282)
*[...] un film che all'epoca fece scalpore perché ha il coraggio di mettere a confronto la coscienza primaria del Bene e del Male (in Suzanne) contro i moralismi della società. [...] Oggi, caduto ogni motivo di scandalo, il film si fa apprezzare per il rigore formale e l'attento studio dei rapporti tra parola e immagine. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2003, pp. 2286-2287)
===T===
*[...] tutto costruito intorno all'eroe con il volto di [[Gary Cooper]]: solitario nella scelta di vita (anche se membro dell'esercito, veste come uno scout), coraggioso ed equilibrato, sa coniugare scelte pratiche e rigore morale (ha scelto di non vendicare l'assassinio della moglie) con la stessa composta eleganza con cui [[Raoul Walsh|Walsh]] racconta le sue avventure, senza fronzoli o inutili compiacimenti. Una grande dimostrazione di classicità espressiva. (''[[Tamburi lontani]]''; 2003, p. 2295)
*Portato a termine dopo l'[[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943|8 settembre]], testimonia la fine di un'epoca per il cinema italiano (nel frattempo era uscito ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'') e fa rimpiangere che l'incontro [[Alida Valli|Valli]]-[[Mario Camerini|Camerini]] – sicuramente destinato a interessanti sviluppi – sia avvenuto troppo tardi. (''[[T'amerò sempre (film 1943)|T'amerò sempre]]''; 2003, p. 2295)
*[...] un thriller della brughiera con poca suspense e molto melodramma d'atmosfera. È l'ultimo film britannico di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che non appare nel film), evidentemente a disagio nel trattare una storia piuttosto lontana dalle sue corde. [[Charles Laughton]], la cui esuberanza sfugge al controllo del regista, è anche coproduttore. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2003, p. 2308)
*[[Luc Besson]] sceneggia un clone del suo cinema in forma di commedia ironizzando sui fantasmi dell'automobilista. Comicità elementare, inseguimenti fracassoni, spirito tamarro: non male per una serata tra amici con birra e pizza. (''[[Taxxi]]''; 2003, p. 2310)
*Garbata commedia sentimentale sceneggiata dal regista, a cui [[Vittorio De Sica|De Sica]] – prima con pizzetto alla [[Dino Grandi]], poi glabro – offre la spigliatezza della sua interpretazione. (''[[Tempo massimo]]''; 2003, p. 2319)
*Il rigore stilistico e la partecipe aderenza agli eventi sono alla base di un'intensa ed emozionante parabola sul rapporto fra gli uomini e la natura, sul valore di un mondo impermeabile ai sussulti della modernità. Attori non professionisti, presa diretta del suono, in perfetta ottemperanza ai precetti del neorealismo. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2003, p. 2320)
*Generalmente sottovalutato, è un vero spasso per gli amanti del genere, che non si dimenticheranno facilmente di scene come quella della mano mozzata (eliminate, attenzione!, nella versione che circola in televisione, perché l'attrice è Veronica Lario, futura signora Berlusconi). (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2003, p. 2321)
*Una trama assolutamente inconsistente per un film patinato come una rivista di moda, pieno di corpi nudi ripresi in pose di apollinea classicità, secondo lo stile di un regista che ha fatto fortuna come fotografo di adolescenti senza veli. (''[[Tenere cugine]]''; 2003, p. 2322)
*Primo film a colori di [[Riccardo Freda|Freda]] che costruisce una delle sue opere più classiche [...]. Con uno stile che non concede niente ai facili effetti, Freda gioca con i contrasti di luci e ombre [...] per esaltare la fusione tra la sensualità di [[Teodora (moglie di Giustiniano)|Teodora]] e la tenerezza di [[Giustiniano I|Giustiniano]], la fermezza patrizia dell'imperatore e il popolaresco liberalismo della ballerina. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2003, p. 2325)
*[...] una commediola scontata nell'intreccio, ma sorprendentemente credibile nella scelta d'ambientazione e nella caratterizzazione dei personaggi. Ottimo il cast, intelligente la regia. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2003, p. 2327)
[[File:Farcountry trailer 2.jpg|miniatura|[[James Stewart]] in ''[[Terra lontana]]'']]
*Uno dei capolavori di [[Anthony Mann|Mann]] e del western [...]. Il tema centrale della responsabilità individuale e dell'inevitabile confronto del singolo con la moralità dei propri atti nasce dalla fusione di due storie – quella personale di Jeff (in fuga da un passato di violenza che ne ha fatto un uomo cinico ed egoista) e quella collettiva dei minatori (che di fronte alla «dittatura» della violenza sentono crescere il bisogno di legalità e valori umani) [...]. (''[[Terra lontana]]''; 2003, p. 2331)
*Un bel poliziesco di serie B, con alcuni degli inseguimenti più belli nel suo genere. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2003, pp. 2340-2341)
*Se la struttura è piuttosto convenzionale, non altrettanto si può dire della polemica antiborghese e anticittadina [...] e anche – prima dell'inevitabile ma un po' appiccicaticcio lieto fine – del tema della solidarietà femminile e classista come unica difesa dalle durezze della vita [...]. (''[[Ti ho sempre amato!]]''; 2003, pp. 2354-2355)
*Nel Giappone contemporaneo il benessere ha cancellato la dignità: e per Ai (Nikaido), prostituta specializzata in prestazioni sado-maso, conservarla è molto difficile. Murakami, noto romanziere, illustra un campionario di perversioni e di umiliazioni in cui, alla fine, cliente e prostituta si salutano sempre educatamente. Molto duro e sul filo dell'hard-core, ma senza compiacimenti pruriginosi: lo sguardo del regista è a un tempo distaccato e partecipe al punto di vista di Ai. La versione italiana, già sforbiciata qua e là (ma quasi mai nelle scene di sesso) taglia quasi 20' dello straordinario finale [[Michelangelo Antonioni|antonioniano]] (eliminando per intero dei personaggi), in cui Ai vaga per una Tokyo deserta alla ricerca del suo primo amore. Il film perde così parte della sua originalità. (''[[Tokyo Decadence]]''; 2003, p. 2363)
*Cruento e stralunato, il film vuole applicare la vena surreale e mistica di Jodorowsky al filone western, già filtrato attraverso gli eccessi del sottogenere «all'italiana», ma il delirio è troppo personale per coinvolgere lo spettatore. (''[[El Topo]]''; 2003, p. 2368)
*''[[Balla coi lupi]]'' trent'anni prima e in poco meno di un'ora e mezza. Girato completamente in esterni e narrato in prima persona, scandito da dissolvenze molto lunghe e dialoghi-azioni a raffica. ''La tortura della freccia'' è un western splendidamente caotico e rutilante, forse il più barocco e più bello di [[Samuel Fuller|Fuller]] [...]. (''[[La tortura della freccia]]''; 2003, p. 2374)
*[...] [[Riccardo Freda|Freda]] costruisce un melodramma anticonformista diretto con mano sicura e con un bel gusto per le provocazioni [...]. (''[[Il tradimento]]''; 2003, p. 2384)
*Un'occasione macabra perduta per il maestro [[Terence Fisher|Fisher]], costretto dalle esigenze del copione a fare i conti con la storia d'amore tra la mielosa [[Jean Simmons|Simmons]] e lo sprecato [[Dirk Bogarde|Bogarde]]. Notevole la ricostruzione d'epoca, sottolineata dalla colonna sonora stile [[Jacques Offenbach|Offenbach]]. (''[[Tragica incertezza]]''; 2003, p. 2389)
*Uno dei vertici della carriera di [[Bette Davis]], composta ma commovente interprete di un melodramma tratto dalla pièce di George Emerson Brewer e Bertram Bloch e sceneggiato da Casey Robinson, rara eccezione di film che affronta in maniera centrale il tema della morte. La scena finale, con la Davis che sente arrivare la morte e allontana l'amica Ann ([[Geraldine Fitzgerald|Fitzgerald]]) per salire in camera e aspettare la fine, è indimenticabile, uno dei più perfetti esempi della forza espressiva del cinema hollywoodiano. (''[[Tramonto (film 1939)|Tramonto]]''; 2003, p. 2391)
*Ottima la sceneggiatura [...] che comincia come una commedia (l'inizio è una specie di parodia del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]'') e finisce nella violenza della tragedia perché lo scontro finale non è la conclusione di una vendetta ma l'inevitabile conclusione di una scelta di vita opposta. (''[[I tre banditi]]''; 2003, p. 2398)
*Filmetto per famiglie senza sorprese: una certa cura nella direzione degli attori (sprecata, comunque, la [[Mary Elizabeth Mastrantonio|Mastrantonio]]), ma la sceneggiatura di Clifford ed Ellen Green e di Elizabeth Anderson è stiracchiata, e il finale soprannaturale arriva quando si ha perso ogni interesse. (''[[Tre desideri]]''; 2003, p. 2401)
*La struttura è quella classica (e un po' scontata) dell'avventura spaziale, il messaggio quello della lotta dell'individuo contro il potere dispotico, ma la novità è che si tratta del primo film che sposta l'azione nel mondo virtuale dell'elettronica, con alcune sequenze rivoluzionarie realizzate completamente in computer graphic. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2003, p. 2417)
*Una commedia che combina satira di costume e humor («basso») con una leggerezza al vetriolo e una spudoratezza calcolata, ritrovando il ritmo delle commedie screwball (anche se la protagonista femminile, a differenza di quanto accadeva negli anni Quaranta, è oggetto passivo delle iniziative maschili, inconsapevole di ciò che scatena attorno a sé). Tra un ammiccamento all'anticonformismo dei [[fratelli Marx]] e un altro al «cattivo gusto» di [[John Waters (regista 1946)|John Waters]], molte le gag diventate popolari: da quelle ''politically incorrect'' (i dispetti al fratello handicappato di Mary, il cagnolino fulminato e ricucito come Frankenstein) a quelle esplicitamente sessuali (il membro di Ted impigliato nella lampo dei pantaloni, la retata tra gli omosessuali, lo sperma che l'ignara Mary usa come gel per i capelli). (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2010, p. 3494)
===U===
*Il famoso uccello del titolo, l'Hornitus Novalis, è una bufala (in verità si tratta di una comune gru), ma poco importa. Ha imposto molte figure e maniere – killer con impermeabile nero, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, rantoli e ansimare nella colonna sonora, telefonate del maniaco con voce distora o falsetto, coltelli e rasoi – poi riprese da tutto il thriller italiano del decennio, e non solo. (''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''; 2003, p. 2438)
*Parabola sulla sopravvivenza e sul razzismo [...]: la lunga attraversata del deserto da una parte permette di descrivere la lotta per la vita in un universo ostile dove anche la violenza trova una sua parziale giustificazione e dall'altra offre l'occasione di analizzare – grazie anche alla presenza di una meticcia tra i giovani – i pregiudizi razziali che interagiscono con le dinamiche sociali. Meno lirico che in altre opere, [[Delmer Daves|Daves]] dimostra comunque un'assoluta maestria nell'uso del colore e nel filmare i grandi spazi, grazie anche alla fotografia di Wilfrid M. Cline. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2003, p. 2442)
*[...] il film – perfettamente calibrato nelle sue componenti popolaresche e nel suo ritmo da commedia – rompe con la tradizione dei film girati in studio e anticipa (con le sue riprese in Santa Maria in Trastevere, la festa all'osteria interrotta per l'oscuramento) la voglia di realismo che contraddistinguerà il cinema del dopoguerra. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2003, p. 2442)
*Primo divo a diventare produttore di se stesso, [[John Wayne|Wayne]] interpreta con partecipazione la storia scritta da James Edward Grant in un western che non rinuncia a mescolare l'azione con la riflessione morale. (''[[L'ultima conquista]]''; 2003, p. 2442)
*Un western sorprendente – anche per la carriera sovrastimata di [[Edward Dmytryk|Dmytryk]] – ricco di caratteri originali (come l'amico-guardia del corpo, zoppo e dal comportamento sessuale ambiguo), di seducenti reminescenze (del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]''), di sottili referenze al passato (il ruolo di [[Dorothy Malone]]) e anche di idee notevoli (le Colt d'oro di [[Henry Fonda|Fonda]]) dove si confrontano l'individualismo eroico e anarchico dei pionieri con la nascita dell'ordine e il trionfo del «buon senso» dei nuovi coloni. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2003, p. 2445)
*[...] realizzato in anni di incubo atomico, è un monito un po' pomposo ma sincero sui pericoli dell'armamento atomico, che affida la sua suggestione alla luminosa fotografia di [[Giuseppe Rotunno|Rotunno]] e all'inquietante spettralità di una San Francisco deserta. (''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]''; 2003, p. 2448)
*[[Martin Scorsese|Scorsese]] presenta un Cristo atipico che, lontano dall'agiografia come dalle facili letture rivoluzionarie, vive dei rovelli e della poetica del regista: il retaggio della religiosità italoamericana di Brooklyn, la cultura rock, l'amore per il cinema, la costante – in tutti i suoi precedenti personaggi – di un tormentato rapporto con il proprio destino. Tutto ciò nel contesto di un film visionario che non concede nulla all'allettamento estetico dello spettatore. Ottima la musica dalle sonorità africane di [[Peter Gabriel]]. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2003, p. 2449)
*Melodramma eccessivamente verboso [...] nel quale i classici temi [[Raffaello Matarazzo|matarazziani]] (il sesso e il denaro come origine di tutti i problemi, lo scontro tra il perbenismo delle vecchie generazioni e l'insofferenza delle giovani) sembrano vivificarsi solo nel doppio personaggio della protagonista, figlia e insieme madre, divisa tra aggressività repressa e riservatezza protettrice. (''[[L'ultima violenza]]''; 2003, p. 2449)
[[File:Gli ultimi cinque minuti (1955) Vittorio De Sica (2).png|miniatura|[[Vittorio De Sica]] ne ''[[Gli ultimi cinque minuti]]'']]
*La commedia omonima di [[Aldo De Benedetti]] (adattata dall'autore) si adattava meglio al cinema dei telefoni bianchi che a quello degli anni Cinquanta, e la solita bravura di [[Vittorio De Sica|De Sica]] – ricco signore prigioniero della sua ironia – non basta a salvare un film senza una vera ragion d'essere. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2003, p. 2451)
*Sulla scia dei successi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Mario Mattoli|Mattòli]] rifà [...] ''[[Stasera niente di nuovo]]'': qui però l'atmosfera è più cupa e disillusa (si veda il medico interpretato da [[Nino Besozzi|Besozzi]]), e alla coscienza protofemminista di Matarazzo si sostituisce una rassegnata accettazione del proprio destino di sconfitta [...]. (''[[L'ultimo amante]]''; 2003, p. 2453)
*Ambizioni e durata sono da affresco epico, ma l'impostazione spettacolare – per quanto a tratti efficace – è risaputa. Tra echi di ''[[Balla coi lupi]]'', coreografie guerresche stile ''[[Braveheart]]'' e più di un riferimento a ''[[Duello nel Pacifico]]'', la sceneggiatura di [[John Logan]] e [[Marshall Herskovitz]] sembra abbracciare posizioni antiamericaniste e addirittura ''no global'': ma poi affonda nella retorica più inerte (la guerra ha senso solo se a sostenerla ci sono gli ideali e il senso dell'onore; ogni uomo è padrone del suo destino). [[Tom Cruise|Cruise]] mostra i suoi limiti di attore drammatico, sempre oscurato dal carisma di [[Ken Watanabe|Watanabe]]. Grande successo di pubblico, anche in Giappone. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2016, p. 4632)
*[...] un misconosciuto piccolo capolavoro del fantastico, molto in anticipo sui tempi. Impressionanti, in particolare, le coincidenze con ''[[La notte dei morti viventi]]'' e altri film di [[George A. Romero|Romero]] (l'assedio degli zombi-vampiri, il tema della paura di essere contagiati, ma anche dettagli come le banconote ormai inutili che svolazzano per strada). Nessun cedimento di tensione, uno spirito amaro e pessimista e un grande [[Vincent Price|Price]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2003, p. 2463)
*[...] il film rimane una testimonianza di un momento di cambiamento e ristrutturazione del capitalismo italiano, soprattutto per le scene alla Fiera campionaria dove Mariuccia lavora in uno stand e Bruno decanta, con un ridicolo megafono, le virtù di uno spruzzatore. Inconfondibile lo stile di [[Mario Camerini|Camerini]] [...]. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2003, p. 2476)
*Biografia con chiari intenti didattici, che mescola momenti didascalici (la perorazione antidivorzista fatta alla contessa interpretata da [[Isa Miranda]]) ad altri più informativi (la puntigliosa ricostruzione del conclave che portò all'elezione di [[Papa Pio X|Pio X]], documentato in tutti i suoi più minuti momenti), con evidente scapito per l'equilibrio narrativo (e per il successo al botteghino [...]). (''[[Gli uomini non guardano il cielo]]''; 2003, p. 2479)
*[...] una commedia «svitata» sul classico tema della bisbetica domata, interpretata da una [[Assia Noris|Noris]] scatenata, sempre sull'orlo dell'isteria ma mai sopra le righe, a cui fa da contrappunto, con aria da gentleman consumato, un [[Vittorio De Sica|De Sica]] sornione ed elegantissimo. Erano i tempi d'oro della commedia italiana, cucinata in studios casalinghi ma con gli ingredienti giusti: le schermaglie tra i sessi ci sono tutte (compreso un rapporto edipico da antologia del comico), [[Mario Mattoli|Mattòli]] dirige quasi come [[Howard Hawks|Hawks]] e la Noris si candidava a diventare la [[Katharine Hepburn]] italiana. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2003, p. 2485)
*La sceneggiatura [...] mescola momenti melodrammatici ed altri più leggeri [...] ma questo viaggio di formazione attraverso l'Italia riesce comunque ad aprire uno squarcio su un Paese dove l'armonia familiare sembra un'impossibile utopia [...]. (''[[L'uomo dai calzoni corti]]''; 2003, pp. 2488-2489)
*Melodramma sportivo [...] dove gli incontri sono filmati con inusuale violenza e [[Edward G. Robinson|Robinson]] sembra preoccuparsi maggiormente della moralità della sorella che della fedeltà dell'amante, una [[Bette Davis]] appassionata nel suo amore impossibile [...]. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2003, pp. 2494-2495)
*[...] questo film riassume tutti i grandi temi del regista portandoli alla loro forma più esasperata: in primo luogo la presenza della violenza che tocca punte sadiche [...] e poi l'ossessione della vendetta e l'ineluttabilità del destino, che trova la sua rappresentazione perfetta nel sogno ricorrente di Alec, tragica rilettura in chiave western del dramma di re Lear tradito dai suoi tre figli, quello vero che si pente di avere (Nicol), quello «adottato» in cui ripone le sue speranze (Kennedy) e quello ideale che non avrà mai (Stewart). A sottolineare la dimensione tragica c'è anche la mancanza totale di qualsiasi idea di itinerario [...]. Assolutamente definitivo. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2003, p. 2495)
*Ultimo dei tre film diretti da [[Jacques Tourneur|Tourneur]] per il produttore [[Val Lewton]] (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'' e ''[[Ho camminato con uno zombi]]''), è quello dove la sua capacità di raccontare per ellissi raggiunge la perfezione. Il tema centrale del film è sempre quello della paura dell'uomo di fronte alla notte e con la conseguente impotenza davanti alle forze malefiche che il buio può scatenare [...]: la tensione non raggiunge il livello del ''Bacio della pantera'', ma l'economia di mezzi è altrettanto encomiabile e alla fine sembra di aver assistito più a una riflessione metafisica sul male che non a un film horror. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2003, p. 2499)
*Ottimamente sceneggiato da Borden Chase, è un western che riflette sul mito dell'individualismo, sul gusto per l'avventura e i grandi spazi (alla fine Dempsey riprende il suo vagabondaggio, solo con la sua sella), su un modo di vivere che il progresso e l'avidità stanno soffocando. Grande l'interpretazione di [[Kirk Douglas]] in un personaggio inguaribilmente solitario, capace di aiutare i coloni ma non di vivere come loro. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2003, p. 2504)
*[...] è un kolossal di fanta-politica cui non basta un cast prestigioso per tener sveglia l'attenzione dello spettatore. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2003, p. 2506)
===V===
*Curioso e pacato western sulla rude vita quotidiana dei pionieri, scritto da [[Waldo Salt]] con un tono quasi da commedia, senza avventure e senza pericoli (se si esclude l'attacco finale dei pellerossa). Indimenticabile [[Robert Mitchum|Mitchum]], curioso vagabondo canterino ricco di sottile ironia [...]. (''[[Il vagabondo della foresta]]''; 2003, pp. 2517-2518)
*Uno dei grandi western di [[Budd Boetticher|Boetticher]], l'ultimo dei sette interpretati da [[Randolph Scott]]: sceneggiato da [[Burt Kennedy]], è il malinconico e sconsolato elogio di una pace irraggiungibile che vede Jeff coinvolto in una lotta la cui inutilità ne aumenta il grado di tragedia. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2003, p. 2520)
*Western niente più che curioso per il tema vagamente edipico [...] ma che non ha il coraggio di sviluppare lo spunto più interessante: l'amore represso di Jimmy per la moglie tradita ([[Joanne Dru|Dru]]) di John. Curioso, e giustamente disturbante, l'utilizzo di un attore come [[Robert Walker (attore 1918)|Robert Walker]], più a suo agio nei salotti borghesi che nelle praterie. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2003, pp. 2520-2521)
*[...] è il primo film da protagonista per [[James Dean]], perfetto nella parte dell'adolescente tormentato e ipersensibile, al cui punto di vista aderisce il racconto. [[Elia Kazan|Kazan]] riesce a trovare un equilibrio tra Storia e drammi privati, ritmi solenni da saga e momenti concitati da psicodramma. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2003, p. 2521)
*Secondo episodio della fortunata serie iniziata con ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'', una delle più avvincenti del cinema di fantascienza europeo. Guest resta un regista mediocre, ma ebbe fiuto, e poté contare su ottimi soggetti di Nigel Kneale, scritti dapprima per la televisione. (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2003, p. 2523)
*Pasolini restituisce la violenza, lo scandalo e la bellezza della parola di Gesù senza gli orpelli dell'iconografia tradizionale. Sceglie volti di non professionisti, gira tra i Sassi di Matera e gli scabri paesaggi del Sud d'Italia, e riesce a catturare, da laico, il mistero del sacro. Lo stile alterna la macchina da presa a mano che insegue il volto dei personaggi a composizioni memori della pittura quattrocentesca, la brutalità realistica (gli indemoniati, il lebbroso, la crocifissione) all'elegia estatica (il battesimo, l'annuncio finale). Bello ed emozionante come nessun film che sia mai stato tratto dai Vangeli, al di là delle intenzioni d'autore e delle polemiche che l'accompagnarono. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2003, p. 2525)
*Libera rilettura di un momento della diaspora ebraica, 150 anni prima di Cristo: i siriani sembrano nazisti (10 ebrei per ogni siriano ucciso, ordina Apollonio) e gli ebrei mettono in discussione le loro regole (anche di sabato si può combattere). Discreta ricchezza produttiva. (''[[Il vecchio testamento]]''; 2003, p. 2528)
*Dal punto di vista formale regge più che bene all'usura del tempo, ed è superiore al precedente. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2003, p. 2534)
*Sfidando il cinema americano sul suo terreno d'elezione, il regista tedesco – al suo primo film a colori – realizza il seguito di ''[[Jess il bandito]]'' di [[Henry King]], libero però dalle convenzioni del genere. Frank, pur essendo un vendicatore implacabile, è un bandito gentiluomo preso in prestito dal popolo, premuroso nei confronti del ragazzino, disponibile all'innamoramento e alla «sistemazione» mentre la famosa scena in tribunale con il direttore del giornale (Hull) dimostra che la colpa di tutto è dell'azienda ferroviaria, cioè del capitale. La cura dei dettagli contribuisce in modo determinante alla credibilità del risultato, e un pizzico d'umorismo è la firma personale di [[Fritz Lang|Lang]] a un western autentico (sceneggiato da Sam Hellman), perfettamente in grado di reggere il confronto con i classici prodotti made in Usa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2003, p. 2536)
*[[Delmer Daves|Daves]] (che firma la sceneggiatura con Russell S. Hughes) ha mascherato con abilità l'''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' da western, evitando i facili ammiccamenti. Il cast, per quanto composito ([[Rod Steiger|Steiger]] fa lo psicopatico secondo i dettami dell'Actors' Studio), è di prim'ordine, e l'ambientazione molto curata: il tipo di film in cui fa piacere ritrovare stereotipi che, in mano a un altro regista, sembrerebbero usurati. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2003, p. 2545)
*È il miglior western sonoro del regista e il suo ultimo film in bianco e nero. Ricco di scene spettacolari (come lo scontro tra due treni e l'incontro delle linee nello Utah), contiene anche alcune sequenze d'azione girate da [[John Ford]] e riutilizzate attraverso trasparenti (piuttosto scadenti a livello tecnico e quindi facilmente individuabili). Tratto da ''The Trouble Shooter'' di [[Ernest Haycox]] sceneggiato da Walter de Leon, C. Gardner Sullivan e Jesse Lasky jr.: l'ironia dello scrittore ha contribuito a stemperare le inclinazioni al melodramma del regista. Buoni la caratterizzazione dei personaggi e l'apporto del cast (a parte – dicono – il terribile accento irlandese della [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]]). (''[[La via dei giganti]]''; 2003, p. 2559)
*Una brutta sceneggiatura del romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie jr]] e una regia inetta che segue troppe piste narrative affondano un western promettente. Esordio di [[Sally Field]] nel ruolo di una banale ninfetta. [[Robert Mitchum|Mitchum]] non muove un muscolo facciale, mentre [[Kirk Douglas|Douglas]] è frenetico fino ad arrivare quasi all'autoparodia. (''[[La via del West]]''; 2003, p. 2561)
*Questo film dimostra immediatamente la genialità del suo autore, capace di sfruttare (e inventare) tutte le possibilità tecniche della nascente cinematografia per mescolare precisione meccanica e affabulazione, destrezza tecnica e funambolismo. (''[[Viaggio nella Luna]]''; 2010, p. 3679)
*«Ateo per grazia di Dio», [[Luis Buñuel|Buñuel]] mette il sacro alla prova del suo spirito curioso e iconoclasta; il vero bersaglio, comunque, è più la follia dell'uomo che la religione in sé. Il racconto senza nessi logici ricorda quello dei suoi primi film surrealisti: disarticolato e inventivo, continuamente in viaggio tra passato e presente, spezzato da parentesi, digressioni e monologhi ora picareschi ora fantastici, riesce a conquistare l'attenzione dello spettatore su un argomento non certo dei più comuni e contemporaneamente dimostra l'assoluta libertà inventiva del sessantanovenne Buñuel [...]. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2003, p. 2567)
*Piccolo classico della fantascienza [...]. Il tema dei bambini diabolici si mescola qui a reminiscenze bibliche (evidente il riferimento, nella strana fecondazione «astrale» delle donne, al concepimento di Cristo da parte dello Spirito Santo) e al terrore razziale e sessuale dello stupro da parte di un nemico più potente. Ma è lo stile freddo e controllato della messinscena che ne fa ancor oggi un film da non perdere, dove la mancanza quasi totale di effetti orrorifici e di spiegazioni pseudoscientifiche finisce per aumentarne il mistero e la tensione. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2003, p. 2575)
*[...] il film è un'innocua esaltazione della vitalità giovanile (con qualche conseguenza, però, visto che Oliva dovrà allevare un figlio senza padre) che cerca di adattare all'autarchia italiana le storie rese celebri da [[Deanna Durbin]]. (''[[Violette nei capelli]]''; 2003, p. 2580)
*[...] accurato, ma di maniera e troppo lungo [...]. (''[[Il violinista sul tetto]]''; 2003, p. 2581)
*Una commedia degli equivoci modellata sulla favola di Cenerentola ma ancora legata al cinema dei telefoni bianchi: ultima del genere per [[Mario Mattoli|Mattòli]], che tenta di far maturare la leziosa [[Lilia Silvi]], allora considerata la [[Shirley Temple]] nostrana, circondandola di attori di prim'ordine (da notare [[Tino Scotti|Scotti]], in uno dei suoi primi ruoli di rilievo). Complicato a bella posta nell'intreccio [...] ma sempre scanzonato nel tono e scorrevole nel ritmo [...]. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2003, p. 2584)
*[...] è una svampita commedia degli equivoci, perfetta per distrarre una nazione in guerra: Rabagliati non perde occasione per sfoderare la sua ugola [...] e la [[Anna Magnani|Magnani]] e Campanini si scatenano in una serie di duetti comici (uno, irresistibile, su un'aria dell'''Aida'') da antologia. (''[[La vita è bella (film 1943)|La vita è bella]]''; 2003, p. 2589)
*Autentici ''deus ex machina'' dell'operazione (alla regia c'è l'esordiente che diresse la seconda unità dell'intera trilogia di ''[[Matrix]]''), [[Lana e Andy Wachowski|Andy e Larry Wachowsky]] producono e adattano liberamente per lo schermo l'omonima ''graphic novel'' di [[Alan Moore]] (testi) e [[David Lloyd]] (disegni), apparsa – incompiuta – sulla rivista «Warrior» nel 1981 e poi completata nel 1989 per la DC Comics: e fanno convivere l'estetica spettacolare e gli effetti digitali collaudati nei loro ''action movie'' con riferimenti letterali e cinefili (''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]], ''[[La maschera di Zorro]]'', ''[[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Il fantasma dell'Opera]]'', ''[[Batman]]'', ''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il Conte di Montecristo]]''), riflessioni note (i limiti della libertà individuale, i pericoli del totalitarismo), provocazioni meno ovvie (soprattutto dopo l'[[Attentati dell'11 settembre 2001|11/9]]: il terrorismo è giustificabile?) e uno struggente lato romantico. Notevole la performance di [[Hugo Weaving|Weaving]] (doppiato da [[Gabriele Lavia]]), che la maschera fissa e priva di sguardi di [[Guy Fawkes|Fawkes]] costringe a recitare solo con la voce e con il corpo. Moore ha inspiegabilmente disconosciuto il film, e il suo nome non compare nei titoli di testa. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 3744)
==Bibliografia==
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2004'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2003. ISBN 88-8490-419-6
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2011'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2010. ISBN 978-88-6073-626-0
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2017'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2016. ISBN 978-88-6852-947-5
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2019'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2018. ISBN 978-88-9388-138-8
==Voci correlate==
*[[Il Farinotti]]
*[[Il Morandini]]
==Altri progetti==
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Il Morandini
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'''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive.
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==Citazioni==
===Film===
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====A====
[[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']]
*Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11)
*Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11)
*Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15)
*Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16)
*Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18)
*Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18)
*Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21)
*Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28)
*È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35)
*Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31)
*Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33)
*1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. “Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''2001: Odissea nello spazio'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''” ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34)
*Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33)
*Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36)
*Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37)
*Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39)
*Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40)
*Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49)
*Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48)
*È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49)
*La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49)
*È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51)
*Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52)
*È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59)
*Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60)
*Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60)
*Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64)
*Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75)
*È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72)
*Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81)
*Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81)
*''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81)
*Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84)
*Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84)
*Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84)
[[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']]
*L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86)
*L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86)
*In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91)
*Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93)
*Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93)
*Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93)
*Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94)
*Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96)
*Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97)
*Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98)
*Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122)
*Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114)
[[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']]
*1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2000, p. 127)
*È il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2000, p. 127)
*Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra Connery e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2000, p. 129)
*Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|p. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130)
*Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118)
*[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118)
*Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118)
*Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120)
*È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120)
*È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127)
*Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127)
*La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127)
*Da un mediocre materiale narrativo di trito esotismo l'austriaco [[Josef von Sternberg|Sternberg]], nel suo penultimo film (l'ultimo per Hollywood) cava un film diseguale dove contano l'erotismo allusivo e le schermaglie della coppia [[Robert Mitchum|Mitchum]]-[[Jane Russell|Russell]]. (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2000, p. 127)
*Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128)
====B====
*Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132)
*Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132)
*Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133)
*Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133)
*Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135)
*Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135)
*Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136)
*Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138)
*Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138)
*Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139)
*Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142)
*Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142)
*Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145)
*Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148)
*Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165)
*Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170)
*Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158)
*Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158)
*Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160)
*La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161)
*Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191)
*Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164)
*Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168)
*1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169)
*È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189)
*Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171)
*Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182)
*Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183)
*Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185)
====C====
*Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195)
*Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195)
*Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238)
*Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199)
*Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201)
*È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228)
*Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204)
*[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204)
*Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204)
*Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213)
*Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214)
*Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216)
*I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217)
*Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254)
*Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230)
*[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258)
*Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232)
*Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259)
*È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232)
*Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232)
*Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236)
*Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236)
[[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']]
*Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238)
*Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240)
*[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241)
*[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243)
*Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248)
*Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250)
*Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251)
*Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253)
*2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291)
*Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260)
*[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260)
*Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263)
*Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263)
*Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266)
*Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267)
*Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273)
*[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314)
*Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277)
*Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316)
*Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280)
[[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']]
*1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282)
*Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286)
*Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286)
*Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296)
*[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299)
*[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301)
*Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302)
*Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302)
*Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340)
*Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304)
*Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309)
*Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312)
*Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312)
*È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312)
*È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316)
*[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358)
*Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319)
*[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319)
*Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321)
*[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323)
*[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325)
[[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']]
*Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326)
====D====
*Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331)
*La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331)
*Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333)
*Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335)
*[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336)
*La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382)
*Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337)
*Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337)
*Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340)
*Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344)
*Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349)
*Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350)
*Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351)
*È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387)
[[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']]
*Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349)
*Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353)
*Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355)
*[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358)
*Fiasco al botteghino e poco apprezzata dalla critica del suo tempo, è una commedia insolita, pungente e fantasiosa imperniata sul gioco, la finzione, il travestimento, ricca di malizie e volute ambiguità tanto che fu boicottata dalla Legion of Decency, interpretata benissimo da una squadretta di attori tra cui spicca la [[Katharine Hepburn|Hepburn]], magnifica attrice al secondo grado. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2000, p. 358)
*1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359)
*{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362)
*Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408)
*Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363)
*Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363)
*2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369)
*Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369)
*Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370)
*[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371)
*Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372)
*Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424)
*Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376)
*Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377)
*Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377)
*Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378)
*Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380)
*Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384)
*Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384)
*Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385)
*Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387)
*Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388)
[[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']]
*[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391)
*[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392)
*Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393)
*Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398)
*Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449)
*È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449)
*Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402)
*Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449)
*Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450)
*Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405)
*In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406)
*Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409)
*È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409)
*Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461)
*Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412)
*Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412)
*[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412)
*Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415)
====E====
*Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419)
*Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425)
*2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485)
*Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432)
*Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434)
*Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443)
*Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444)
[[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']]
*Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446)
*Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446)
*La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505)
====F====
[[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']]
*Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455)
*[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456)
*Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460)
*Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460)
*Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462)
*Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463)
*Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463)
*[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468)
*Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468)
*È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470)
*[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534)
*Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538)
*[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476)
*Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477)
*Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478)
*[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478)
*È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480)
*Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480)
*Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482)
*8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487)
*Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488)
[[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']]
*[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492)
*L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494)
*Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496)
*Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497)
*Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497)
*Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499)
*Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565)
*In questo thriller gotico texano, [[Bill Paxton|Paxton]], da tempo bravo attore, si rivela regista classicamente sobrio. Film complesso, ricco di riferimenti biblici, che si presta a diverse letture, anche a quella politica in quest'epoca di integralismi contrapposti. (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2010, p. 566)
*Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566)
*È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500)
*Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500)
*[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501)
*Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568)
*Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505)
*2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508)
*Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510)
*Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579)
*[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512)
*Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513)
*Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514)
*[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514)
*In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519)
*Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[I fuorilegge della valle solitaria]]''; 2000, p. 519)
*2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520)
*Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521)
*È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521)
====G====
*Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525)
*Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526)
*L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529)
*3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529)
*Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533)
*Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600)
*[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538)
*È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540)
*Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541)
*Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610)
*Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544)
*[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623)
*La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560)
*Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561)
*Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569)
*L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678)
*Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679)
*Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575)
*Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576)
*Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578)
*Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579)
*Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580)
*[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581)
*Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649)
*Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581)
*Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650)
*Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584)
*1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584)
*Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585)
*A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656)
*C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656)
*Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586)
*Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589)
*Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592)
*Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593)
====H====
*[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599)
*Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601)
*O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607)
*Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608)
[[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']]
*La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612)
*Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614)
====I====
*[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621)
*1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624)
*[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626)
*Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626)
*Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626)
*[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630)
*Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633)
*Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634)
*Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635)
*Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636)
*[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640)
*Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642)
*È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646)
*Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646)
*Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780)
*Parte benino, il film, con un blando tentativo di critica di costume all'indifferenza dell'uomo moderno, ma s'impantana poi nel ridicolo involontario quando prevalgono inseguimenti, sparatorie, bombe molotov (!). La sontuosa confezione non dà contenuto a un film che perde per strada la metafora e resta solo irrimediabilmente prevedibile. (''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]''; 2010, p. 736)
*[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651)
*Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655)
*Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655)
*Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657)
*Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657)
====J====
*Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671)
*La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763)
*[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679)
====K====
*I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775)
*[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778)
*[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685)
====L====
*Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691)
*Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691)
*[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692)
*Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692)
*Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694)
*Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694)
*Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695)
*Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698)
*Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700)
*In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700)
*Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702)
*Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702)
*Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702)
*Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703)
*Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801)
*Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709)
*Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815)
*[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718)
*Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720)
*2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723)
*In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724)
*È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724)
*Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725)
*[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726)
*Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726)
*Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733)
====M====
*Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740)
*[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738)
*[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744)
*[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749)
*È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750)
[[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']]
*[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751)
*È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751)
*Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758)
*Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758)
*Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761)
*È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764)
*Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768)
*Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769)
*Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771)
[[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']]
*È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771)
*Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772)
*Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773)
*Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776)
*Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777)
*[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780)
[[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']]
*Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782)
*Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785)
*Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786)
*[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788)
*Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789)
*Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791)
*[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791)
*Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794)
*Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798)
*Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801)
*Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804)
[[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']]
*C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806)
*Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806)
*È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807)
*Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808)
*Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809)
*Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809)
*Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811)
*Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811)
*Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816)
*[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826)
*Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829)
*[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832)
*Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835)
*Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837)
*[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842)
*Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952)
====N====
*77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852)
*Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858)
*Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860)
*Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861)
*[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862)
*Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979)
*Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865)
*Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866)
*È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983)
*2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984)
*Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868)
*{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870)
*Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877)
[[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']]
*[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877)
*[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879)
*Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879)
*È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883)
*Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888)
*Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889)
*[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889)
*Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894)
*[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012)
*[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896)
*Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899)
====O====
*Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906)
*[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908)
*Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914)
*18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916)
*È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917)
*Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918)
*È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921)
*Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923)
*[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923)
[[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']]
*Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049)
*Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925)
*Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926)
*C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934)
*L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059)
*[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059)
*Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060)
====P====
*Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943)
*Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945)
*Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069)
*Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946)
*Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075)
*È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952)
*Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954)
*[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955)
*Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082)
*Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956)
*Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086)
*Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964)
*[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964)
*Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967)
*Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968)
[[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']]
*Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969)
*È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099)
*Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975)
*Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976)
*[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978)
*Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113)
*Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986)
*L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986)
*Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989)
*Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989)
*Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991)
*Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991)
*Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992)
*Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994)
*[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995)
*Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125)
*Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003)
*Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011)
*Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210)
*Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013)
*La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013)
*È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014)
*Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015)
*[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016)
*È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022)
*Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025)
*Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026)
*[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159)
*2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029)
*Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029)
*[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037)
*[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039)
*Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044)
*Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044)
*1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047)
====Q====
*La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054)
*Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065)
[[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']]
*Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198)
*[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070)
*[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202)
*Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073)
*Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073)
*Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074)
*Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075)
*[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080)
====R====
[[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']]
*Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090)
*[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091)
*Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098)
*Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100)
*Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101)
*È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105)
*Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108)
*Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108)
*Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112)
*2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113)
*[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248)
*Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113)
*Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115)
*È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115)
*Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116)
*Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120)
*[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252)
*Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257)
*La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257)
*Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121)
*5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121)
*Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122)
*[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123)
*Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124)
*Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126)
*Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129)
*Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137)
*Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138)
[[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']]
*Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138)
*Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139)
*Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141)
*Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282)
*È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148)
====S====
*Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151)
*[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155)
*Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300)
*È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161)
*Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166)
*Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168)
*[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169)
*Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315)
*Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172)
*Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175)
*È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175)
*Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177)
[[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']]
*Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179)
*[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322)
*[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180)
*In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327)
*I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183)
*Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183)
*È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185)
*Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186)
*Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187)
*Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190)
[[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']]
*Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191)
*Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416)
*Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193)
*È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341)
*La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197)
*Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201)
*È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205)
*3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210)
*La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357)
*Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211)
*Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211)
*2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359)
*Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212)
*Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213)
[[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']]
*3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214)
*Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215)
*L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217)
*[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217)
*La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220)
*Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220)
*Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221)
*Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223)
*Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224)
*Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231)
*Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233)
*Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235)
*È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235)
*Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239)
*Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395)
*Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396)
*Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246)
*Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248)
*Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248)
*Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484)
*Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249)
*Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249)
*Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254)
*Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409)
*La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258)
*Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413)
[[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']]
*3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260)
*È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261)
*Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428)
*Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428)
*La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428)
*Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428)
*Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448)
*Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429)
*Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429)
*Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275)
*Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275)
*Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275)
*Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276)
*Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280)
*Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283)
*Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287)
*Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287)
*Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287)
*È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279)
*Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539)
*È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298)
*Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301)
*Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302)
*Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303)
*Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304)
====T====
*Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309)
*Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316)
*Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316)
*Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317)
*L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319)
*5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483)
*Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323)
*Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323)
*Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324)
[[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']]
*1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325)
*3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327)
*Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329)
*Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329)
*Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331)
*È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334)
*"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335)
*Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337)
*Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338)
*È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339)
*Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602)
*Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351)
*2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352)
*Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352)
*Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352)
*Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354)
*Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359)
*[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361)
*[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361)
*Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364)
*Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367)
*Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540)
*È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374)
*''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381)
*{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390)
====U====
*Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393)
[[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']]
*Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396)
*È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396)
*Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396)
*Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569)
*[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400)
*[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400)
*Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401)
*Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406)
*Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670)
*Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408)
*Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409)
*Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413)
*Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[Gli uomini della terra selvaggia]]''; 2000, p. 1414)
*Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417)
*Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420)
*Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426)
*Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426)
*Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426)
*5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599)
*[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429)
[[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']]
*Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427)
*Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432)
*[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432)
*Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433)
*Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609)
====V====
*Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il [[re Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 1679)
*7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442)
*Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442)
*[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442)
*Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619)
*La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445)
*Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450)
*Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451)
*[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628)
*[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455)
*L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457)
*[...] il teatrante [[Raymond Rouleau|R. Rouleau]] (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia [[Yves Montand|Montand]]-[[Simone Signoret|Signoret]]. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della [[Mylène Demongeot|Demongeot]]. (''[[Le vergini di Salem]]''; 2000, p. 1461)
*Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463)
*Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464)
*Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465)
*Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468)
*Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469)
*Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473)
*Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478)
*Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479)
*[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481)
*6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481)
*È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482)
*Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484)
*La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491)
*Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496)
====W====
*Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498)
*Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684)
*Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499)
*Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501)
====Y====
*Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719)
====Z====
[[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']]
*Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701)
===Serie televisive===
*Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807)
*La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808)
*Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712)
*Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811)
*La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812)
*La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813)
*Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813)
*Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815)
*Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815)
*Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819)
*Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723)
*La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816)
*La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817)
*Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818)
*Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818)
*La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819)
*Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819)
*Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819)
*Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819)
*La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820)
*Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820)
*Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740)
*I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820)
*Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820)
*Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821)
*Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823)
*Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823)
*Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824)
*{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825)
*Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828)
*Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828)
*Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825)
*Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826)
*Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827)
*La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827)
*Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828)
*Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828)
*Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829)
*Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829)
*La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829)
*Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830)
*Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771)
*Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832)
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6
==Voci correlate==
*[[Morando Morandini]]
*[[Il Mereghetti]]
*[[il Farinotti]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]]
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'''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive.
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==Citazioni==
===Film===
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====A====
[[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']]
*Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11)
*Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11)
*Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15)
*Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16)
*Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18)
*Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18)
*Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21)
*Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28)
*È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35)
*Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31)
*Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33)
*1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. “Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''2001: Odissea nello spazio'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''” ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34)
*Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33)
*Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36)
*Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37)
*Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39)
*Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40)
*Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49)
*Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48)
*È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49)
*La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49)
*È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51)
*Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52)
*È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59)
*Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60)
*Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60)
*Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64)
*Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75)
*È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72)
*Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81)
*Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81)
*''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81)
*Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84)
*Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84)
*Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84)
[[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']]
*L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86)
*L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86)
*In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91)
*Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93)
*Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93)
*Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93)
*Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94)
*Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96)
*Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97)
*Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98)
*Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122)
*Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114)
[[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']]
*1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2000, p. 127)
*È il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2000, p. 127)
*Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra Connery e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2000, p. 129)
*Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|p. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130)
*Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118)
*[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118)
*Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118)
*Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120)
*È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120)
*È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127)
*Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127)
*La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127)
*Da un mediocre materiale narrativo di trito esotismo l'austriaco [[Josef von Sternberg|Sternberg]], nel suo penultimo film (l'ultimo per Hollywood) cava un film diseguale dove contano l'erotismo allusivo e le schermaglie della coppia [[Robert Mitchum|Mitchum]]-[[Jane Russell|Russell]]. (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2000, p. 127)
*Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128)
====B====
*Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132)
*Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132)
*Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133)
*Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133)
*Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135)
*Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135)
*Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136)
*Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138)
*Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138)
*Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139)
*Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142)
*Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142)
*Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145)
*Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148)
*Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165)
*Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170)
*Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158)
*Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158)
*Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160)
*La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161)
*Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191)
*Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164)
*Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168)
*1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169)
*È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189)
*Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171)
*Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182)
*Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183)
*Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185)
====C====
*Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195)
*Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195)
*Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238)
*Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199)
*Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201)
*È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228)
*Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204)
*[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204)
*Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204)
*Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213)
*Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214)
*Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216)
*I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217)
*Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254)
*Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230)
*[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258)
*Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232)
*Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259)
*È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232)
*Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232)
*Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236)
*Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236)
[[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']]
*Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238)
*Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240)
*[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241)
*[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243)
*Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248)
*Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250)
*Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251)
*Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253)
*2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291)
*Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260)
*[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260)
*Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263)
*Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263)
*Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266)
*Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267)
*Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273)
*[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314)
*Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277)
*Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316)
*Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280)
[[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']]
*1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282)
*Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286)
*Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286)
*Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296)
*[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299)
*[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301)
*Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302)
*Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302)
*Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340)
*Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304)
*Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309)
*Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312)
*Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312)
*È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312)
*È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316)
*[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358)
*Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319)
*[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319)
*Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321)
*[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323)
*[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325)
[[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']]
*Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326)
====D====
*Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331)
*La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331)
*Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333)
*Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335)
*[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336)
*La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382)
*Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337)
*Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337)
*Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340)
*Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344)
*Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349)
*Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350)
*Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351)
*È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387)
[[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']]
*Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349)
*Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353)
*Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355)
*[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358)
*Fiasco al botteghino e poco apprezzata dalla critica del suo tempo, è una commedia insolita, pungente e fantasiosa imperniata sul gioco, la finzione, il travestimento, ricca di malizie e volute ambiguità tanto che fu boicottata dalla Legion of Decency, interpretata benissimo da una squadretta di attori tra cui spicca la [[Katharine Hepburn|Hepburn]], magnifica attrice al secondo grado. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2000, p. 358)
*1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359)
*{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362)
*Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408)
*Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363)
*Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363)
*2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369)
*Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369)
*Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370)
*[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371)
*Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372)
*Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424)
*Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376)
*Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377)
*Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377)
*Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378)
*Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380)
*Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384)
*Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384)
*Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385)
*Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387)
*Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388)
[[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']]
*[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391)
*[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392)
*Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393)
*Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398)
*Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449)
*È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449)
*Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402)
*Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449)
*Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450)
*Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405)
*In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406)
*Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409)
*È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409)
*Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461)
*Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412)
*Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412)
*[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412)
*Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415)
====E====
*Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419)
*Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425)
*2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485)
*Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432)
*Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434)
*Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443)
*Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444)
[[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']]
*Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446)
*Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446)
*La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505)
====F====
[[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']]
*Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455)
*[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456)
*Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460)
*Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460)
*Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462)
*Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463)
*Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463)
*[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468)
*Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468)
*È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470)
*[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534)
*Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538)
*[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476)
*Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477)
*Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478)
*[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478)
*È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480)
*Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480)
*Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482)
*8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487)
*Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488)
[[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']]
*[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492)
*L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494)
*Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496)
*Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497)
*Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497)
*Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499)
*Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565)
*In questo thriller gotico texano, [[Bill Paxton|Paxton]], da tempo bravo attore, si rivela regista classicamente sobrio. Film complesso, ricco di riferimenti biblici, che si presta a diverse letture, anche a quella politica in quest'epoca di integralismi contrapposti. (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2010, p. 566)
*Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566)
*È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500)
*Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500)
*[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501)
*Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568)
*Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505)
*2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508)
*Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510)
*Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579)
*[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512)
*Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513)
*Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514)
*[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514)
*In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519)
*Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[I fuorilegge della valle solitaria]]''; 2000, p. 519)
*2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520)
*Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521)
*È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521)
====G====
*Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525)
*Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526)
*L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529)
*3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529)
*Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533)
*Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600)
*[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538)
*È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540)
*Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541)
*Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610)
*Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544)
*[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623)
*La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560)
*Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561)
*Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569)
*L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678)
*Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679)
*Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575)
*Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576)
*Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578)
*Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579)
*Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580)
*[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581)
*Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649)
*Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581)
*Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650)
*Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584)
*1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584)
*Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585)
*A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656)
*C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656)
*Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586)
*Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589)
*Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592)
*Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593)
====H====
*[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599)
*Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601)
*O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607)
*Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608)
[[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']]
*La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612)
*Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614)
====I====
*[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621)
*1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624)
*[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626)
*Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626)
*Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626)
*[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630)
*Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633)
*Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634)
*Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635)
*Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636)
*[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640)
*Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642)
*È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646)
*Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646)
*Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780)
*Parte benino, il film, con un blando tentativo di critica di costume all'indifferenza dell'uomo moderno, ma s'impantana poi nel ridicolo involontario quando prevalgono inseguimenti, sparatorie, bombe molotov (!). La sontuosa confezione non dà contenuto a un film che perde per strada la metafora e resta solo irrimediabilmente prevedibile. (''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]''; 2010, p. 736)
*[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651)
*Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655)
*Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655)
*Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657)
*Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657)
====J====
*Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671)
*La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763)
*[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679)
====K====
*I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775)
*[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778)
*[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685)
====L====
*Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691)
*Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691)
*[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692)
*Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692)
*Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694)
*Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694)
*Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695)
*Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698)
*Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700)
*In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700)
*Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702)
*Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702)
*Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702)
*Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703)
*Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801)
*Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709)
*Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815)
*[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718)
*Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720)
*2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723)
*In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724)
*È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724)
*Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725)
*[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726)
*Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726)
*Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733)
====M====
*Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740)
*[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738)
*[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744)
*[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749)
*È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750)
[[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']]
*[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751)
*È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751)
*Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758)
*Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758)
*Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761)
*È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764)
*Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768)
*Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769)
*Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771)
[[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']]
*È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771)
*Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772)
*Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773)
*Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776)
*Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777)
*[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780)
[[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']]
*Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782)
*Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785)
*Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786)
*[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788)
*Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789)
*Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791)
*[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791)
*Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794)
*Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798)
*Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801)
*Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804)
[[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']]
*C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806)
*Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806)
*È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807)
*Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808)
*Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809)
*Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809)
*Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811)
*Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811)
*Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816)
*[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826)
*Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829)
*[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832)
*Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835)
*Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837)
*[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842)
*Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952)
====N====
*77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852)
*Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858)
*Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860)
*Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861)
*[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862)
*Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979)
*Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865)
*Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866)
*È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983)
*2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984)
*Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868)
*{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870)
*Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877)
[[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']]
*[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877)
*[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879)
*Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879)
*È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883)
*Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888)
*Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889)
*[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889)
*Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894)
*[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012)
*[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896)
*Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899)
====O====
*Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906)
*[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908)
*Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914)
*18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916)
*È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917)
*Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918)
*È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921)
*Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923)
*[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923)
[[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']]
*Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049)
*Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925)
*Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926)
*C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934)
*L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059)
*[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059)
*Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060)
====P====
*Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943)
*Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945)
*Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069)
*Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946)
*Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075)
*È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952)
*Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954)
*[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955)
*Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082)
*Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956)
*Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086)
*Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964)
*[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964)
*Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967)
*Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968)
[[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']]
*Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969)
*È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099)
*Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975)
*Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976)
*[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978)
*Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113)
*Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986)
*L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986)
*Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989)
*Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989)
*Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991)
*Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991)
*Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992)
*Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994)
*[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995)
*Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125)
*Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003)
*Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011)
*Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210)
*Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013)
*La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013)
*È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014)
*Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015)
*[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016)
*È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022)
*Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025)
*Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026)
*[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159)
*2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029)
*Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029)
*[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037)
*[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039)
*Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044)
*Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044)
*1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047)
====Q====
*La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054)
*Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065)
[[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']]
*Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198)
*[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070)
*[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202)
*Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073)
*Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073)
*Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074)
*Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075)
*[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080)
====R====
[[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']]
*Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090)
*[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091)
*Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098)
*Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100)
*Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101)
*È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105)
*Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108)
*Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108)
*Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112)
*2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113)
*[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248)
*Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113)
*Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115)
*È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115)
*Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116)
*Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120)
*[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252)
*Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257)
*La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257)
*Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121)
*5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121)
*Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122)
*[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123)
*Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124)
*Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126)
*Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129)
*Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137)
*Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138)
[[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']]
*Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138)
*Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139)
*Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141)
*Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282)
*È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148)
====S====
*Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151)
*[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155)
*Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300)
*È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161)
*Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166)
*Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168)
*[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169)
*Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315)
*Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172)
*Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175)
*È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175)
*Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177)
[[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']]
*Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179)
*[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322)
*[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180)
*In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327)
*I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183)
*Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183)
*È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185)
*Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186)
*Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187)
*Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190)
[[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']]
*Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191)
*Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416)
*Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193)
*È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341)
*La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197)
*Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201)
*È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205)
*3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210)
*La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357)
*Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211)
*Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211)
*2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359)
*Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212)
*Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213)
[[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']]
*3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214)
*Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215)
*L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217)
*[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217)
*La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220)
*Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220)
*Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221)
*Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223)
*Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224)
*Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231)
*Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233)
*Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235)
*È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235)
*Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239)
*Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395)
*Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396)
*Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246)
*Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248)
*Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248)
*Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484)
*Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249)
*Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249)
*Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254)
*Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409)
*La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258)
*Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413)
[[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']]
*3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260)
*È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261)
*Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428)
*Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428)
*La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428)
*Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428)
*Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448)
*Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429)
*Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429)
*Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275)
*Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275)
*Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275)
*Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276)
*Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280)
*Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283)
*Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287)
*Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287)
*Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287)
*È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279)
*Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539)
*È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298)
*Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301)
*Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302)
*Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303)
*Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304)
====T====
*Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309)
*Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316)
*Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316)
*Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317)
*L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319)
*5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483)
*Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323)
*Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323)
*Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324)
[[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']]
*1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325)
*3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327)
*Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329)
*Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329)
*Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331)
*È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334)
*"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335)
*Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337)
*Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338)
*È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339)
*Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602)
*Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351)
*2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352)
*Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352)
*Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352)
*Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354)
*Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359)
*[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361)
*[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361)
*Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364)
*Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367)
*Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540)
*È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374)
*''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381)
*{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390)
====U====
*Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393)
[[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']]
*Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396)
*È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396)
*Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396)
*Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569)
*[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400)
*[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400)
*Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401)
*Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406)
*Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670)
*Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408)
*Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409)
*Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413)
*Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[Gli uomini della terra selvaggia]]''; 2000, p. 1414)
*Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417)
*Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420)
*Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426)
*Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426)
*Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426)
*5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599)
*[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429)
[[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']]
*Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427)
*Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432)
*[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432)
*Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433)
*Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609)
====V====
*Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il [[re Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 1679)
*7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442)
*Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442)
*[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442)
*Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619)
*La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445)
*Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450)
*Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451)
*[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628)
*[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455)
*L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457)
*[...] il teatrante [[Raymond Rouleau|R. Rouleau]] (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia [[Yves Montand|Montand]]-[[Simone Signoret|Signoret]]. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della [[Mylène Demongeot|Demongeot]]. (''[[Le vergini di Salem]]''; 2000, p. 1461)
*Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463)
*Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464)
*Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465)
*Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468)
*Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469)
*Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473)
*Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478)
*Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479)
*[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481)
*6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481)
*È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482)
*Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484)
*La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491)
*Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496)
====W====
*Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498)
*Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684)
*Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499)
*Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501)
====Y====
*Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719)
====Z====
*[[John Boorman|Boorman]] riprende il tema uomo-natura in chiave di favola fantastica più che fantascientifica, immersa nel mito, inneggiante alla Natura sovrana indomabile di fronte al "progresso" destinato alla rovina. C'è un errore di costruzione drammatica: s'impiega troppo tempo a farci sapere chi è Zed. E una altro di atteggiamento narrativo: Boorman, autore del film a pieno titolo, si prende troppo sul serio. (''[[Zardoz]]''; 2010, p. 1700)
[[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']]
*Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701)
===Serie televisive===
*Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807)
*La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808)
*Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712)
*Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811)
*La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812)
*La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813)
*Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813)
*Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815)
*Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815)
*Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819)
*Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723)
*La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816)
*La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817)
*Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818)
*Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818)
*La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819)
*Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819)
*Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819)
*Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819)
*La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820)
*Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820)
*Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740)
*I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820)
*Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820)
*Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821)
*Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823)
*Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823)
*Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824)
*{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825)
*Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828)
*Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828)
*Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825)
*Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826)
*Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827)
*La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827)
*Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828)
*Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828)
*Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829)
*Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829)
*La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829)
*Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830)
*Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771)
*Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832)
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6
==Voci correlate==
*[[Morando Morandini]]
*[[Il Mereghetti]]
*[[il Farinotti]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]]
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Stoicismo
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[[File:Sylvestre La Mort de Seneque 1875.jpg|thumb|''La morte di Seneca'' (Joseph-Noël Sylvestre, 1875)]]
Citazioni sullo '''stoicismo'''.
==Citazioni==
*A fondamento della Fisica gli Stoici ponevano il principio che essere è solo ciò che agisce; ciò che non agisce, non è (Platone, Aristotile). Nell'azione è l'essenza degli esseri. ([[Adriano Tilgher]])
*Che se la natura nel tessere la sua tela della benevolenza, v'ha intrecciate alcune trame di desiderio e d'amore — si dovrà dunque per istrapparle lacerar tutta quanta la tela? — Flagella codesti stoici, diss'io nel mio cuore, o grande Rettore della natura! flagellali! ([[Laurence Sterne]])
*Contro gli stoici.<br>Se ci educhiamo a diventare indifferenti alle cose che non dipendono da noi e riusciamo a sopportarle senza affliggercene né rallegrarcene, che ci rimane da fare, da provare, visto che quasi ogni avvenimento è indipendente dalla nostra volontà?<br>In teoria gli stoici hanno ragione. In pratica tutto gioca contro di loro. Dalla mattina alla sera non facciamo che prendere posizione pro o contro cose su cui non abbiamo alcun potere. La «vita» è questo, è un folle tentativo di uscire dalla nostra impotenza; la «vita» è una corsa allo stesso tempo voluta e inevitabile verso (... è squillato il telefono e ho dimenticato che cosa volevo dire). ([[Emil Cioran]])
*Distinta dal [[Cristianesimo]] per varie e fondamentali discrepanze, {{NDR|la filosofia stoica}} avea nondimeno con esso molti punti di contatto. L'una e l'altro spostavano il centro di gravità della vita, l'una nella vita interiore dello spirito, l'altro in cielo. Entrambi rinunciavano alla lotta, talora appartandosi dal campo delle sofferenze umane, tal'altra portandovi – l'una meno e l'altro più – una voce consolatrice; e tutti, ignari del loro tempo e dell'avvenire, rinunziavano, in teoria, ad ogni efficace sforzo per mutare le condizioni della {{sic|passeggiera}} vita presente e, in pratica, finivano col soggiacere alla tirannia del mondo esterno, alla forza degli eventi e alla necessità delle cose, malamente e imprudentemente rinnegate. ([[Ettore Ciccotti]])
*Gli stoici amano i grandi obiettivi posti al di là della vita e per questi obiettivi loro sono disposti a morire [...]. I [[cristiano (religione)|cristiani]] sono stoici, eh sì, perché i cristiani che cosa vogliono? Vogliono la felicità eterna e come dicono i cristiani: siamo nati per soffrire. [...] I [[marxisti]] sono stoici perché vogliono la giustizia per tutti e per questa giustizia sono disposti a sopportare la dittatura del proletariato e la rivoluzione, che detto tra di noi sono cose scomodissime. Cazzaniga è stoico, si alza alle sei e mezza alla mattina perché vuole diventare direttore generale dell'Alfa Romeo. (''[[Così parlò Bellavista]]'')
*Gli stoici [...] credevano e dicevano che nel mondo, dopo Dio, non v'è nulla di più importante dell'uomo, e che nell'uomo nulla è più importante dello spirito [...]. Essi sottoponevano la loro natura umana a digiuni e patimenti poiché non davano alla passione alcuna funzione nel perseguimento del loro ideale etico di saggezza apatica. Chiudevano gli occhi di fronte a fatti evidenti dell'esperienza pretendendo di considerare insignificanti gli eventi esterni e la sofferenza come se non fosse un male. Mettevano a tacere la voce dell'umanità nei loro cuori indulgendo in un crudele disprezzo per il debole e il folle. ([[Alexander Balmain Bruce]])
*– Hai qualche altro tenebroso insegnamento da impartirmi, Attico?<br>– Non li definirei tenebrosi. Lo scopo della filosofia stoica è dissipare le tenebre.<br>– Tu e la tua filosofia alla moda! Soltanto i piaceri dei sensi sono in grado d'alleviare le pene dello spirito.<br>– I sensi tradiscono, come ben sai, alla tua età. Alla nostra età.<br>– Parla per te. E anche la tua filosofia stoica puoi tenerla per te.<br>– Ah, noi romani agiamo sempre troppo e pensiamo poco. La mia è una filosofia che insegna il coraggio nelle avversità, il perseguimento della virtù solo per sé stessa, l'equanimità. Non è quel che serve a Roma? (''[[A.D. - Anno Domini]]'')
*Il programma degli Stoici, di soddisfare i nostri bisogni, eliminando i desideri, è come tagliarsi i piedi, quando abbiamo bisogno delle scarpe. ([[Jonathan Swift]])
*Io non esito a dire, mio caro Sereno, che tra gli Stoici e i filosofi delle altre scuole passa la stessa differenza che tra gli uomini e le donne: i quali e le quali contribuiscono in egual misura alla vita della società, ma gli uni sono fatti per comandare, le altre per obbedire. ([[Lucio Anneo Seneca]])
*L'atteggiamento di superiorità degli Stoici [...] produce soltanto uomini irrequieti e ambiziosi. ([[Publio Cornelio Tacito]])
*L'errore fondamentale dello stoicismo sta nell'attribuire alle idee della mente una virtù ed una efficacia sul sentimento e sul cuore, assai maggiore del conveniente e pressoché assoluta ed esclusiva, come se bastasse pensare che tutti siamo mortali per poter assistere impassibili alla morte dei nostri cari, mentre il sentire ha una natura e forza sua propria, che non potrà mai essere distrutta dal pensare. ([[Giuseppe Allievo]])
*L'etica stoica, presa nel suo insieme, è in effetti un pregevolissimo e rispettabilissimo tentativo di utilizzare il grande privilegio dell'uomo, la ragione, per uno scopo importante e salutare, cioè per elevare l'uomo al di sopra delle sofferenze e dei dolori, a cui ogni vita è commessa [...] e per renderlo appunto con il sommo grado partecipe della dignità che gli spetta, come essere razionale, in contrasto con l'animale, e della quale comunque si può parlare in questo senso, ma non in un altro. [...] Ma per quanto raggiungibile sia in certo grado quello scopo, con l'impiego della ragione e con un'etica meramente razionale [...]; moltissimo tuttavia manca perché si possa addivenire in tale modo a qualcosa di perfetto e perché la ragione rettamente usata possa realmente sottrarci a tutto il peso e a tutte le sofferenze della vita e condurci alla beatitudine. [...] [N]eanche nella sua stessa rappresentazione il suo ideale, vale a dire il sapiente stoico, poté mai acquistare vita o intima verità poetica; egli rimane un rigido manichino di legno, di cui non si sa cosa fare, che non sa egli stesso che cosa farsi della sua saggezza, e di cui la perfetta calma, contentezza e beatitudine contraddicono addirittura la natura dell'umanità e non ci fanno pervenire a nessuna rappresentazione intuitiva di essa. ([[Arthur Schopenhauer]], ''[[Il mondo come volontà e rappresentazione]]'')
*La dottrina stoica ha un non so che di rischioso e audace per gli animi grandi e impetuosi, ma se si unisce a profondità di sentimento e mitezza di carattere, contribuisce moltissimo allo svolgersi della bontà naturale. ([[Plutarco]], ''[[Vite parallele]]'')
*La dottrina stoica non poteva proporsi il problema della eguaglianza sociale e quindi dell'abolizione della schiavitù. Per essa tal problema non esisteva. La vita morale doveva pur essa svolgersi all'infuori di ogni azione esteriore. Pure nella schiavitù, pure nei tormenti l'uomo poteva esser libero e felice. La libertà non era nelle condizioni accidentali dell'esistenza, era anzi nella piena indipendenza dell'uomo dal mondo esterno. ([[Carlo Pascal]])
*La massima stoica per la quale dobbiamo rassegnarci senza protestare alle cose che non dipendono da noi, e anzi esservi del tutto indifferenti, tiene conto solo delle disgrazie esterne, che arrivano indipendentemente dalla nostra volontà; ma come farsi una ragione di quelle che provengono da noi stessi? Se noi soltanto siamo la fonte dei nostri mali, con chi prendercela? Con noi stessi? Ma dimentichiamo presto di essere i veri colpevoli, e non aspettiamo altro che di scaricare su qualcuno o su qualcosa il peso della nostra responsabilità. ([[Emil Cioran]])
*Lo stoicismo è quando uno ha talmente paura di perdere tutto che perde tutto apposta, per non aver più paura. ([[Romain Gary]])
*Lo stoicismo influì sulla vita degli uomini e lo svolgimento degli stati assai più che l'Accademia {{NDR|di Platone}} o il Liceo {{NDR|di Aristotele}}. ([[Ernest Barker]])
*Lo stoicismo, religione che ha un solo sacramento, – il [[suicidio]]! ([[Charles Baudelaire]])
*Nel pieno disfacimento d'ogni principio morale e di ogni credenza, essi formarono sotto il nome di stoicismo una filosofia della morte: non sapendo più vivere eroicamente, vollero saper morire da eroi. ([[Francesco De Sanctis]])
*Non si può accettare l'atteggiamento di certi stoici che dicevano: «Cosa ho a che fare io se la mia famiglia soffre? Io posso essere ancora virtuoso». Il principio cristiano: «Amate i vostri nemici» è buono, ma il principio stoico: «Siate indifferenti verso i vostri amici» è cattivo. ([[Bertrand Russell]])
*[[Blaise Pascal|Pascal]] diceva che [[Epitteto]] conosce la grandezza dell'uomo, non ne conosce la debolezza. C'è troppa tensione in lui, un predominio assoluto della ragione fino a diventare innaturale: egli ha la forza in sommo grado, ma gli manca la grazia, la tenerezza, gli manca soprattutto la pietà, ch'è la grande lacuna di tutto lo stoicismo. ([[Giuseppe Melli]])
*''Ragioni del successo dello Stoicismo''. – La salda unità sistematica della dottrina, il suo spirito essenzialmente pratico, il sensualismo della sua logica, il materialismo della sua fisica, l'ascetismo della sua etica ne spiegano il successo straordinario e duraturo. ([[Adriano Tilgher]])
*So per esperienza che la virtù stoica e la virtù cristiana sono una sola e medesima virtù. Intendo la virtù stoica autentica, che è prima di tutto amore, non la caricatura che ne hanno fatto alcuni brutali Romani. ([[Simone Weil]])
*Stoicismo. – Agire è il vero e il bene: il noo poietico è l'uomo libero e perfetto, il vero uomo. E però il Saggio pratica la virtù, perché la virtù è la forma e la legge della sua libera attività; e d'altro non cura. Egli basta a sé stesso; ciò che non è sé non ha per lui valore. Il che fa ch'ei viva in una completa assoluta atarassia. ([[Angelo Camillo De Meis]])
===[[Massimo Pigliucci]]===
*Gli Stoici erano filosofi pratici, per loro la teoria è importante solo se guida la pratica in maniera effettiva, altrimenti si tratta solo di disquisizioni "accademiche", nel senso peggiorativo della parola. Uno Stoico moderno cerca di assorbire e di mettere in pratica le lezioni impartite due millenni orsono, tra gli altri, da Seneca, Epitteto e Marco Aurelio. Due sono i principi fondamentali: primo, ci si deve continuamente chiedere se una cosa è sotto il nostro controllo oppure no. Se lo è, allora vi si dedica tutta la nostra attenzione per farla al nostro meglio; se non lo è, allora smettiamo di preoccuparcene. Per Epitteto, le uniche cose veramente sotto il nostro controllo sono i nostri valori, i nostri giudizi, e le nostre azioni. Di quelli e solo di quelli siamo veramente responsabili. Secondo, lo Stoico moderno – come del resto quello antico – cerca di applicare in ogni circostanza le quattro virtù cardinali: prudenza (nel senso di imparare a navigare situazioni difficili), coraggio (non solo fisico, ma soprattutto morale), temperanza (quindi auto-controllo, specialmente nell'evitare eccessi), e giustizia (nel senso di trattare tutti in modo equo). Sembra facile, ma non lo è.
*Gli Stoici pensavano che occasionalmente dobbiamo volontariamente e temporaneamente privarci di qualcosa che ci dà piacere o ci sta a cuore, sia per apprezzarne meglio la presenza quando ne godiamo, sia perché uno di questi giorni la Fortuna potrebbe cambiare e potremmo trovarci a doverne in effetti fare a meno. E, infatti, ci sono altri esercizi che faccio di tanto in tanto durante la settimana, per esempio quelli di auto-deprivazione. Tra i miei preferiti un digiuno di una giornata, l'astinenza dall’alcol per una sera o due, e il finire la doccia con l'acqua fredda. Non si tratta di cose radicali, ma non ti dico quanto apprezzi il pasto successivo quando sei stato a digiuno, o quanto sei grato per il semplice fatto di avere l'acqua calda quando sperimenti una doccia fredda...
*Gli Stoici svilupparono una serie di esercizi per affrontare la vita quotidiana, ed io ne pratico diversi durante la settimana, anche se non tutti ogni giorno. Tipicamente inizio la giornata con una meditazione mattutina, che consiste di due parti. Per primo mi rileggo e medito su un breve passaggio di uno degli stoici classici [...]. {{NDR|«E poi?»}} Nella seconda parte della meditazione mattutina immagino potenziali situazioni difficili o delicate che potrei dover affrontare durante la giornata, pensando a quale possa essere la cosa peggiore che potrebbe succedere, e a come reagire al meglio. Gli Stoici credevano che una mente preparata riesce ad affrontare le difficoltà meglio di una non preparata, e ho trovato che questo è vero in diverse occasioni. {{NDR|«Immagino non sia tutto qui...»}} Durante la giornata cerco semplicemente di prestare attenzione a quello che sto facendo, vivendo nel "hic et nunc", qui e ora. A sera poi mi prendo dieci minuti per scrivere il mio "diario filosofico". Passo in rassegna gli eventi più significativi della giornata e – come consigliato da Epitteto, nel terzo volume delle sue Diatribe – mi domando: dove ho errato? Cosa ho fatto bene? Cosa avrei potuto far meglio? L'idea è quella di imparare dalle proprie azioni, archiviare la giornata, e prepararsi a mente distesa per quella successiva.
*Lo Stoicismo è una filosofia che esiste da ventitré secoli, fu una delle forme di pensiero dominanti nell'antica Grecia e durante l'Impero Romano, e moltissimi ne sono stati influenzati negli ultimi due millenni. Oggi sta tornando in voga perché ti prepara a vivere in un mondo in cui senti che le cose cambiano rapidamente e che tu hai ben poco controllo su quello che succede.
*Lo Stoicismo insegna che la saggezza consiste nel saper separare le cose che controlliamo da quelle che non sono sotto il nostro controllo, occupandosi poi solo delle prime. "Vincere" non è sotto il nostro controllo, solo fare del nostro meglio per raggiungere un determinato obiettivo lo è. Per esempio, io posso essere considerato per una promozione al lavoro. Ebbene, quello che posso controllare è la qualità del mio lavoro, la mia preparazione, la mia serietà, ecc.. Ma la decisione di promuovermi o meno sta al mio capo, e può essere influenzata da tanti fattori (concorrenza di colleghi, antipatie o simpatie personali, ecc.) che sono al di fuori del mio controllo. La pratica stoica ci insegna a fare del nostro meglio, ma anche ad accettare con equanimità qualunque risultato finale, per poter mantenere una serenità interiore che è condizione necessaria per essere felici. Non solo. Una delle dottrine stoiche più importanti è l'idea che lo scopo della vita umana è di usare la ragione – l'attributo più peculiare della nostra specie – al servizio del miglioramento della vita sociale. "Vincere a tutti i costi" non è consono a questo atteggiamento. Cooperare con gli altri lo è.
*Per certe persone leggere i testi Stoici la prima volta è una sorta di rivelazione, accompagnata da un ''"ah! Mi pareva le cose fossero così!"'' Credo lo Stoicismo sia particolarmente attraente per persone che sono rimaste deluse dalla vacuità di molta letteratura ''self-help'', ma anche da gente che magari sarebbe interessata, che so, a una pratica Buddista, ma la trova troppo aliena da un punto di vista culturale, o troppo orientata al misticismo. In un certo senso, in effetti, lo Stoicismo è la risposta occidentale al Buddismo, ci sono molte similarità tra le due filosofie.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Scuole e correnti filosofiche]]
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[[File:Sylvestre La Mort de Seneque 1875.jpg|thumb|''La morte di Seneca'' (Joseph-Noël Sylvestre, 1875)]]
Citazioni sullo '''stoicismo'''.
==Citazioni==
*A fondamento della [[Fisica]] gli Stoici ponevano il principio che essere è solo ciò che agisce; ciò che non agisce, non è (Platone, Aristotile). Nell'azione è l'essenza degli esseri. ([[Adriano Tilgher]])
*Che se la natura nel tessere la sua tela della benevolenza, v'ha intrecciate alcune trame di desiderio e d'amore — si dovrà dunque per istrapparle lacerar tutta quanta la tela? — Flagella codesti stoici, diss'io nel mio cuore, o grande Rettore della natura! flagellali! ([[Laurence Sterne]])
*Contro gli stoici.<br>Se ci educhiamo a diventare indifferenti alle cose che non dipendono da noi e riusciamo a sopportarle senza affliggercene né rallegrarcene, che ci rimane da fare, da provare, visto che quasi ogni avvenimento è indipendente dalla nostra volontà?<br>In teoria gli stoici hanno ragione. In pratica tutto gioca contro di loro. Dalla mattina alla sera non facciamo che prendere posizione pro o contro cose su cui non abbiamo alcun potere. La «vita» è questo, è un folle tentativo di uscire dalla nostra impotenza; la «vita» è una corsa allo stesso tempo voluta e inevitabile verso (... è squillato il telefono e ho dimenticato che cosa volevo dire). ([[Emil Cioran]])
*Distinta dal [[Cristianesimo]] per varie e fondamentali discrepanze, {{NDR|la filosofia stoica}} avea nondimeno con esso molti punti di contatto. L'una e l'altro spostavano il centro di gravità della vita, l'una nella vita interiore dello spirito, l'altro in cielo. Entrambi rinunciavano alla lotta, talora appartandosi dal campo delle sofferenze umane, tal'altra portandovi – l'una meno e l'altro più – una voce consolatrice; e tutti, ignari del loro tempo e dell'avvenire, rinunziavano, in teoria, ad ogni efficace sforzo per mutare le condizioni della {{sic|passeggiera}} vita presente e, in pratica, finivano col soggiacere alla tirannia del mondo esterno, alla forza degli eventi e alla necessità delle cose, malamente e imprudentemente rinnegate. ([[Ettore Ciccotti]])
*Gli stoici amano i grandi obiettivi posti al di là della vita e per questi obiettivi loro sono disposti a morire [...]. I [[cristiano (religione)|cristiani]] sono stoici, eh sì, perché i cristiani che cosa vogliono? Vogliono la felicità eterna e come dicono i cristiani: siamo nati per soffrire. [...] I [[marxisti]] sono stoici perché vogliono la giustizia per tutti e per questa giustizia sono disposti a sopportare la dittatura del proletariato e la rivoluzione, che detto tra di noi sono cose scomodissime. Cazzaniga è stoico, si alza alle sei e mezza alla mattina perché vuole diventare direttore generale dell'Alfa Romeo. (''[[Così parlò Bellavista]]'')
*Gli stoici [...] credevano e dicevano che nel mondo, dopo Dio, non v'è nulla di più importante dell'uomo, e che nell'uomo nulla è più importante dello spirito [...]. Essi sottoponevano la loro natura umana a digiuni e patimenti poiché non davano alla passione alcuna funzione nel perseguimento del loro ideale etico di saggezza apatica. Chiudevano gli occhi di fronte a fatti evidenti dell'esperienza pretendendo di considerare insignificanti gli eventi esterni e la sofferenza come se non fosse un male. Mettevano a tacere la voce dell'umanità nei loro cuori indulgendo in un crudele disprezzo per il debole e il folle. ([[Alexander Balmain Bruce]])
*– Hai qualche altro tenebroso insegnamento da impartirmi, Attico?<br>– Non li definirei tenebrosi. Lo scopo della filosofia stoica è dissipare le tenebre.<br>– Tu e la tua filosofia alla moda! Soltanto i piaceri dei sensi sono in grado d'alleviare le pene dello spirito.<br>– I sensi tradiscono, come ben sai, alla tua età. Alla nostra età.<br>– Parla per te. E anche la tua filosofia stoica puoi tenerla per te.<br>– Ah, noi romani agiamo sempre troppo e pensiamo poco. La mia è una filosofia che insegna il coraggio nelle avversità, il perseguimento della virtù solo per sé stessa, l'equanimità. Non è quel che serve a Roma? (''[[A.D. - Anno Domini]]'')
*Il programma degli Stoici, di soddisfare i nostri bisogni, eliminando i desideri, è come tagliarsi i piedi, quando abbiamo bisogno delle scarpe. ([[Jonathan Swift]])
*Io non esito a dire, mio caro Sereno, che tra gli Stoici e i filosofi delle altre scuole passa la stessa differenza che tra gli uomini e le donne: i quali e le quali contribuiscono in egual misura alla vita della società, ma gli uni sono fatti per comandare, le altre per obbedire. ([[Lucio Anneo Seneca]])
*L'atteggiamento di superiorità degli Stoici [...] produce soltanto uomini irrequieti e ambiziosi. ([[Publio Cornelio Tacito]])
*L'errore fondamentale dello stoicismo sta nell'attribuire alle idee della mente una virtù ed una efficacia sul sentimento e sul cuore, assai maggiore del conveniente e pressoché assoluta ed esclusiva, come se bastasse pensare che tutti siamo mortali per poter assistere impassibili alla morte dei nostri cari, mentre il sentire ha una natura e forza sua propria, che non potrà mai essere distrutta dal pensare. ([[Giuseppe Allievo]])
*L'etica stoica, presa nel suo insieme, è in effetti un pregevolissimo e rispettabilissimo tentativo di utilizzare il grande privilegio dell'uomo, la ragione, per uno scopo importante e salutare, cioè per elevare l'uomo al di sopra delle sofferenze e dei dolori, a cui ogni vita è commessa [...] e per renderlo appunto con il sommo grado partecipe della dignità che gli spetta, come essere razionale, in contrasto con l'animale, e della quale comunque si può parlare in questo senso, ma non in un altro. [...] Ma per quanto raggiungibile sia in certo grado quello scopo, con l'impiego della ragione e con un'etica meramente razionale [...]; moltissimo tuttavia manca perché si possa addivenire in tale modo a qualcosa di perfetto e perché la ragione rettamente usata possa realmente sottrarci a tutto il peso e a tutte le sofferenze della vita e condurci alla beatitudine. [...] [N]eanche nella sua stessa rappresentazione il suo ideale, vale a dire il sapiente stoico, poté mai acquistare vita o intima verità poetica; egli rimane un rigido manichino di legno, di cui non si sa cosa fare, che non sa egli stesso che cosa farsi della sua saggezza, e di cui la perfetta calma, contentezza e beatitudine contraddicono addirittura la natura dell'umanità e non ci fanno pervenire a nessuna rappresentazione intuitiva di essa. ([[Arthur Schopenhauer]], ''[[Il mondo come volontà e rappresentazione]]'')
*La dottrina stoica ha un non so che di rischioso e audace per gli animi grandi e impetuosi, ma se si unisce a profondità di sentimento e mitezza di carattere, contribuisce moltissimo allo svolgersi della bontà naturale. ([[Plutarco]], ''[[Vite parallele]]'')
*La dottrina stoica non poteva proporsi il problema della eguaglianza sociale e quindi dell'abolizione della schiavitù. Per essa tal problema non esisteva. La vita morale doveva pur essa svolgersi all'infuori di ogni azione esteriore. Pure nella schiavitù, pure nei tormenti l'uomo poteva esser libero e felice. La libertà non era nelle condizioni accidentali dell'esistenza, era anzi nella piena indipendenza dell'uomo dal mondo esterno. ([[Carlo Pascal]])
*La massima stoica per la quale dobbiamo rassegnarci senza protestare alle cose che non dipendono da noi, e anzi esservi del tutto indifferenti, tiene conto solo delle disgrazie esterne, che arrivano indipendentemente dalla nostra volontà; ma come farsi una ragione di quelle che provengono da noi stessi? Se noi soltanto siamo la fonte dei nostri mali, con chi prendercela? Con noi stessi? Ma dimentichiamo presto di essere i veri colpevoli, e non aspettiamo altro che di scaricare su qualcuno o su qualcosa il peso della nostra responsabilità. ([[Emil Cioran]])
*Lo stoicismo è quando uno ha talmente paura di perdere tutto che perde tutto apposta, per non aver più paura. ([[Romain Gary]])
*Lo stoicismo influì sulla vita degli uomini e lo svolgimento degli stati assai più che l'Accademia {{NDR|di Platone}} o il Liceo {{NDR|di Aristotele}}. ([[Ernest Barker]])
*Lo stoicismo, religione che ha un solo sacramento, – il [[suicidio]]! ([[Charles Baudelaire]])
*Nel pieno disfacimento d'ogni principio morale e di ogni credenza, essi formarono sotto il nome di stoicismo una filosofia della morte: non sapendo più vivere eroicamente, vollero saper morire da eroi. ([[Francesco De Sanctis]])
*Non si può accettare l'atteggiamento di certi stoici che dicevano: «Cosa ho a che fare io se la mia famiglia soffre? Io posso essere ancora virtuoso». Il principio cristiano: «Amate i vostri nemici» è buono, ma il principio stoico: «Siate indifferenti verso i vostri amici» è cattivo. ([[Bertrand Russell]])
*[[Blaise Pascal|Pascal]] diceva che [[Epitteto]] conosce la grandezza dell'uomo, non ne conosce la debolezza. C'è troppa tensione in lui, un predominio assoluto della ragione fino a diventare innaturale: egli ha la forza in sommo grado, ma gli manca la grazia, la tenerezza, gli manca soprattutto la pietà, ch'è la grande lacuna di tutto lo stoicismo. ([[Giuseppe Melli]])
*''Ragioni del successo dello Stoicismo''. – La salda unità sistematica della dottrina, il suo spirito essenzialmente pratico, il sensualismo della sua logica, il materialismo della sua fisica, l'ascetismo della sua etica ne spiegano il successo straordinario e duraturo. ([[Adriano Tilgher]])
*So per esperienza che la virtù stoica e la virtù cristiana sono una sola e medesima virtù. Intendo la virtù stoica autentica, che è prima di tutto amore, non la caricatura che ne hanno fatto alcuni brutali Romani. ([[Simone Weil]])
*Stoicismo. – Agire è il vero e il bene: il noo poietico è l'uomo libero e perfetto, il vero uomo. E però il Saggio pratica la virtù, perché la virtù è la forma e la legge della sua libera attività; e d'altro non cura. Egli basta a sé stesso; ciò che non è sé non ha per lui valore. Il che fa ch'ei viva in una completa assoluta atarassia. ([[Angelo Camillo De Meis]])
===[[Massimo Pigliucci]]===
*Gli Stoici erano filosofi pratici, per loro la teoria è importante solo se guida la pratica in maniera effettiva, altrimenti si tratta solo di disquisizioni "accademiche", nel senso peggiorativo della parola. Uno Stoico moderno cerca di assorbire e di mettere in pratica le lezioni impartite due millenni orsono, tra gli altri, da Seneca, Epitteto e Marco Aurelio. Due sono i principi fondamentali: primo, ci si deve continuamente chiedere se una cosa è sotto il nostro controllo oppure no. Se lo è, allora vi si dedica tutta la nostra attenzione per farla al nostro meglio; se non lo è, allora smettiamo di preoccuparcene. Per Epitteto, le uniche cose veramente sotto il nostro controllo sono i nostri valori, i nostri giudizi, e le nostre azioni. Di quelli e solo di quelli siamo veramente responsabili. Secondo, lo Stoico moderno – come del resto quello antico – cerca di applicare in ogni circostanza le quattro virtù cardinali: prudenza (nel senso di imparare a navigare situazioni difficili), coraggio (non solo fisico, ma soprattutto morale), temperanza (quindi auto-controllo, specialmente nell'evitare eccessi), e giustizia (nel senso di trattare tutti in modo equo). Sembra facile, ma non lo è.
*Gli Stoici pensavano che occasionalmente dobbiamo volontariamente e temporaneamente privarci di qualcosa che ci dà piacere o ci sta a cuore, sia per apprezzarne meglio la presenza quando ne godiamo, sia perché uno di questi giorni la Fortuna potrebbe cambiare e potremmo trovarci a doverne in effetti fare a meno. E, infatti, ci sono altri esercizi che faccio di tanto in tanto durante la settimana, per esempio quelli di auto-deprivazione. Tra i miei preferiti un digiuno di una giornata, l'astinenza dall’alcol per una sera o due, e il finire la doccia con l'acqua fredda. Non si tratta di cose radicali, ma non ti dico quanto apprezzi il pasto successivo quando sei stato a digiuno, o quanto sei grato per il semplice fatto di avere l'acqua calda quando sperimenti una doccia fredda...
*Gli Stoici svilupparono una serie di esercizi per affrontare la vita quotidiana, ed io ne pratico diversi durante la settimana, anche se non tutti ogni giorno. Tipicamente inizio la giornata con una meditazione mattutina, che consiste di due parti. Per primo mi rileggo e medito su un breve passaggio di uno degli stoici classici [...]. {{NDR|«E poi?»}} Nella seconda parte della meditazione mattutina immagino potenziali situazioni difficili o delicate che potrei dover affrontare durante la giornata, pensando a quale possa essere la cosa peggiore che potrebbe succedere, e a come reagire al meglio. Gli Stoici credevano che una mente preparata riesce ad affrontare le difficoltà meglio di una non preparata, e ho trovato che questo è vero in diverse occasioni. {{NDR|«Immagino non sia tutto qui...»}} Durante la giornata cerco semplicemente di prestare attenzione a quello che sto facendo, vivendo nel "hic et nunc", qui e ora. A sera poi mi prendo dieci minuti per scrivere il mio "diario filosofico". Passo in rassegna gli eventi più significativi della giornata e – come consigliato da Epitteto, nel terzo volume delle sue Diatribe – mi domando: dove ho errato? Cosa ho fatto bene? Cosa avrei potuto far meglio? L'idea è quella di imparare dalle proprie azioni, archiviare la giornata, e prepararsi a mente distesa per quella successiva.
*Lo Stoicismo è una filosofia che esiste da ventitré secoli, fu una delle forme di pensiero dominanti nell'antica Grecia e durante l'Impero Romano, e moltissimi ne sono stati influenzati negli ultimi due millenni. Oggi sta tornando in voga perché ti prepara a vivere in un mondo in cui senti che le cose cambiano rapidamente e che tu hai ben poco controllo su quello che succede.
*Lo Stoicismo insegna che la saggezza consiste nel saper separare le cose che controlliamo da quelle che non sono sotto il nostro controllo, occupandosi poi solo delle prime. "Vincere" non è sotto il nostro controllo, solo fare del nostro meglio per raggiungere un determinato obiettivo lo è. Per esempio, io posso essere considerato per una promozione al lavoro. Ebbene, quello che posso controllare è la qualità del mio lavoro, la mia preparazione, la mia serietà, ecc.. Ma la decisione di promuovermi o meno sta al mio capo, e può essere influenzata da tanti fattori (concorrenza di colleghi, antipatie o simpatie personali, ecc.) che sono al di fuori del mio controllo. La pratica stoica ci insegna a fare del nostro meglio, ma anche ad accettare con equanimità qualunque risultato finale, per poter mantenere una serenità interiore che è condizione necessaria per essere felici. Non solo. Una delle dottrine stoiche più importanti è l'idea che lo scopo della vita umana è di usare la ragione – l'attributo più peculiare della nostra specie – al servizio del miglioramento della vita sociale. "Vincere a tutti i costi" non è consono a questo atteggiamento. Cooperare con gli altri lo è.
*Per certe persone leggere i testi Stoici la prima volta è una sorta di rivelazione, accompagnata da un ''"ah! Mi pareva le cose fossero così!"'' Credo lo Stoicismo sia particolarmente attraente per persone che sono rimaste deluse dalla vacuità di molta letteratura ''self-help'', ma anche da gente che magari sarebbe interessata, che so, a una pratica Buddista, ma la trova troppo aliena da un punto di vista culturale, o troppo orientata al misticismo. In un certo senso, in effetti, lo Stoicismo è la risposta occidentale al Buddismo, ci sono molte similarità tra le due filosofie.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Scuole e correnti filosofiche]]
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Libri delle Cronache
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Spinoziano
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{{Antico Testamento}}
'''''Libri delle Cronache''''', due testi contenuti nella Bibbia ebraica (dove sono contati come un testo unico) e in quella cristiana.
==[[Incipit]]==
<poem>
[[Adamo]], [[Set (Bibbia)|Set]], [[Enos]],
Kenan, Maalaleèl, Iared,
[[Enoch (antenato di Noè)|Enoch]], [[Matusalemme]], [[Lamech (padre di Noè)|Lamech]],
[[Noè]], [[Sem (Bibbia)|Sem]], [[Cam (Bibbia)|Cam]] e [[Jafet|Iafet]].
</poem>
{{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}}
==Citazioni==
*Etiopia generò [[Nimrod|Nimròd]], che fu il primo eroe sulla terra. (I, 1, 10; 1974)
*[[Iabez]] fu più onorato dei suoi fratelli; sua madre l'aveva chiamato Iabez poiché diceva: "Io l'ho partorito con dolore". Iabez invocò il Dio di Israele dicendo: "Se tu mi benedicessi e allargassi i miei confini e la tua mano fosse con me e mi tenessi lontano dal male sì che io non soffra!". Dio gli concesse quanto aveva chiesto. (I, 4, 9 – 10; 1974)
*Egli {{NDR|[[Ruben]]}} era il primogenito, ma, poiché aveva profanato il letto del padre, la primogenitura fu assegnata ai figli di [[Giuseppe (patriarca)|Giuseppe]], figlio d'Israele. Ma questa primogenitura non fu registrata. [[Giuda (patriarca)|Giuda]] infatti prevalse sui fratelli e un suo discendente divenne capo; tuttavia la primogenitura appartiene a Giuseppe. (I, 5, 1 – 2; 2008)
*Così [[Saul]] morì a causa della sua infedeltà al Signore, perché non ne aveva ascoltato la parola e perché aveva evocato uno spirito per consultarlo. Non aveva consultato il Signore; per questo il Signore lo fece morire e trasferì il regno a [[Davide]] figlio di Iesse. (I, 10, 13 – 14; 1974)
*Davide con tutto Israele andò a Gerusalemme, cioè Gebus, dove c'erano i [[Gebusei]], abitanti della regione. Gli abitanti di Gebus dissero a Davide: «Tu qui non entrerai». Ma Davide espugnò la rocca di Sion, cioè la [[Città di David|Città di Davide]]. Davide aveva detto: «Chi colpirà per primo i Gebusei diventerà capo e principe». Salì per primo [[Ioab]], figlio di Seruià, che divenne così capo. Davide si stabilì nella rocca, che perciò fu chiamata Città di Davide. Egli fortificò la città tutt'intorno, dal Millo per tutto il suo perimetro; Ioab restaurò il resto della città. (I, 11, 4 – 8; 2008)
*Alcuni dei figli di Beniamino e di Giuda andarono da Davide fino alla sua fortezza. Davide uscì loro incontro e presa la parola disse loro: "Se siete venuti da me con intenzioni pacifiche per aiutarmi, sono disposto a unirmi a voi; ma se venite per tradirmi e consegnarmi ai miei avversari, mentre io non mi abbandono affatto alla violenza, il Dio dei nostri padri veda e punisca". Allora lo spirito invase Amasài, capo dei Trenta: "''Siamo tuoi, Davide; | con te, figlio di Iesse! | Pace, pace a te, | pace a chi ti aiuta, | perché il tuo Dio ti aiuta''". Davide li accolse e li costituì capi di schiere. (I, 12, 17 – 19; 1974)
*''Gloriatevi sul suo santo nome; | gioisca il cuore di quanti ricercano il Signore. | Cercate il Signore e la sua forza, | ricercate sempre il suo volto.'' ([[Davide]]: I, 16, 10 – 11; 1974)
*''Tutti gli dèi venerati dai popoli sono un nulla; | il Signore, invece, ha formato il cielo.'' (Davide: I, 16, 26; 1974)
*''Frema il mare con quanto contiene; | tripudi la campagna con quanto è in essa. | Gridino di giubilo gli alberi della foresta | di fronte al Signore, perché viene | per giudicare la terra. | Lodate il Signore, perché è buono, | perché la sua grazia dura sempre.'' (Davide: I, 16, 32 – 34; 1974)
*Davide pensava: "Mio figlio [[Salomone]] è ancora giovane e inesperto, mentre la costruzione da erigersi per il Signore deve essere straordinariamente grande, tale da suscitare fama e ammirazione in tutti i paesi; per questo ne farò i preparativi io". Davide, prima di morire, effettuò preparativi imponenti. Poi chiamò Salomone suo figlio e gli comandò di costruire [[Tempio di Salomone|un tempio]] al Signore Dio di Israele. Davide disse a Salomone: "Figlio mio, io avevo deciso di costruire un tempio al nome del Signore mio Dio. Ma mi fu rivolta questa parola del Signore: Tu hai versato troppo sangue e hai fatto grandi guerre; per questo non costruirai il tempio al mio nome, perché hai versato troppo sangue sulla terra davanti a me. Ecco ti nascerà un figlio, che sarà uomo di pace; io gli concederò la tranquillità da parte di tutti i suoi nemici che lo circondano. Egli si chiamerà Salomone. Nei suoi giorni io concederò pace e tranquillità a Israele. Egli costruirà un tempio al mio nome; egli sarà figlio per me e io sarò padre per lui. Stabilirò il trono del suo regno su Israele per sempre". (I, 22, 5 – 10; 1974)
*Tu, Salomone figlio mio, riconosci il Dio di tuo padre, servilo con cuore perfetto e con animo volenteroso, perché il Signore scruta i cuori e penetra ogni intimo pensiero; se lo ricercherai, ti si farà trovare; se invece l'abbandonerai, egli ti rigetterà per sempre. ([[Davide]]: I, 28, 9; 1974)
*Tua, Signore, è la grandezza, la potenza, la gloria, lo splendore e la maestà, perché tutto, nei cieli e sulla terra, è tuo. Signore, tuo è il regno; tu ti innalzi sovrano su ogni cosa. Da te provengono la ricchezza e la gloria; tu domini tutto; nella tua mano c'è forza e potenza; dalla tua mano ogni grandezza e potere. Ora, nostro Dio, ti ringraziamo e lodiamo il tuo nome glorioso. E chi sono io e chi è il mio popolo, per essere in grado di offrirti tutto questo spontaneamente? Ora tutto proviene da te; noi, dopo averlo ricevuto dalla tua mano, te l'abbiamo ridato. Noi siamo stranieri davanti a te e pellegrini come tutti i nostri padri. Come un'ombra sono i nostri giorni sulla terra e non c'è speranza. Signore nostro Dio, quanto noi abbiamo preparato per costruire una casa al tuo santo nome proviene da te, è tutto tuo. So, mio Dio, che tu provi i cuori e ti compiaci della rettitudine. Io, con cuore retto, ho offerto spontaneamente tutte queste cose. Ora io vedo il tuo popolo qui presente portarti offerte con gioia. Signore, Dio di Abramo, di Isacco e di Israele, nostri padri, custodisci questo sentimento per sempre nell'intimo del cuore del tuo popolo. Dirigi i loro cuori verso di te. ([[Davide]]: I, 29, 11 – 18; 1974)
*Salomone sedette sul trono del Signore come re al posto di Davide suo padre; prosperò e tutto Israele gli fu sottomesso. Tutti gli ufficiali, i prodi e anche tutti i figli del re Davide si sottomisero al re Salomone. Il Signore rese grande Salomone di fronte a tutto Israele e gli diede uno splendore di regno, che nessun predecessore in Israele aveva avuto. (I, 29, 23 – 25; 1974)
*Il re fece in modo che in Gerusalemme l'argento e l'oro abbondassero come i sassi e i cedri fossero numerosi come i sicomòri nella Sefela. (II, 1, 15; 1974)
*Ecco ho deciso di costruire un tempio al nome del Signore mio Dio, per consacrarlo a lui sì che io possa bruciare profumi fragranti davanti a lui, esporre sempre i pani dell'offerta e presentare olocausti mattina e sera, nei sabati, nei noviluni e nelle feste del Signore nostro Dio. Per Israele questo è un obbligo perenne. Il tempio, che io intendo costruire, deve essere grande, perché il nostro Dio è più grande di tutti gli dèi. Ma chi avrà la capacità di costruirgli un tempio, quando i cieli e i cieli dei cieli non bastano per contenerlo? E chi sono io perché gli costruisca un tempio, anche solo per bruciare incenso alla sua presenza? ([[Salomone]]: II, 2, 3 – 5; 1974)
*Salomone cominciò a costruire il tempio del Signore in Gerusalemme sul monte [[Moriah|Moria]] dove il Signore era apparso a Davide suo padre, nel luogo preparato da Davide sull'aia di Ornan il Gebuseo. (II, 3, 1; 1974)
*Il Signore apparve di notte a Salomone e gli disse: "Ho ascoltato la tua preghiera; mi sono scelto questo luogo come casa di sacrificio. Se chiuderò il cielo e non ci sarà più pioggia, se comanderò alle cavallette di divorare la campagna e se invierò la peste in mezzo al mio popolo, se il mio popolo, sul quale è stato invocato il mio nome, si umilierà, pregherà e ricercherà il mio volto, perdonerò il suo peccato e risanerò il suo paese. Ora i miei occhi sono aperti e i miei orecchi attenti alla preghiera fatta in questo luogo. Ora io mi sono scelto e ho santificato questo tempio perché la mia presenza vi resti sempre; e lì saranno sempre i miei occhi e il mio cuore". (II, 7, 12 – 16; 1974)
*Gli uomini di Curam e quelli di Salomone, che caricavano oro da Ofir, portarono legno di [[Sandalo citrino|sandalo]] e pietre preziose. Con il legno di sandalo il re fece le scale del tempio e della reggia, cetre e arpe per i cantori; strumenti simili non erano mai stati visti nel paese di Giuda. (II, 9, 10 – 11; 1974)
*Quando il regno fu consolidato ed egli si sentì forte, [[Roboamo]] abbandonò la legge del Signore e tutto Israele lo seguì. Nell'anno quinto del re Roboamo, [[Sisach]] re d'Egitto marciò contro Gerusalemme, perché i suoi abitanti si erano ribellati al Signore. Egli aveva milleduecento carri, sessantamila cavalli. Coloro che erano venuti con lui dall'Egitto non si contavano: Libi, Succhei ed Etiopi. Egli prese le fortezze di Giuda e giunse fino a Gerusalemme. Il profeta [[Semaia]] si presentò a Roboamo e agli ufficiali di Giuda, che si erano raccolti in Gerusalemme per paura di Sisach, e disse loro: "Dice il Signore: Voi mi avete abbandonato, perciò anch'io vi ho abbandonati nelle mani di Sisach". Allora i capi di Israele e il re si umiliarono e dissero: "Giusto è il Signore!". Poiché si erano umiliati, il Signore parlò a Semaia: "Si sono umiliati e io non li distruggerò. Anzi concederò loro la liberazione fra poco; la mia ira non si rovescerà su Gerusalemme per mezzo di Sisach. Tuttavia essi saranno a lui sottomessi; così conosceranno la differenza fra la sottomissione a me e quella ai regni delle nazioni". (II, 12, 1 – 8; 1974)
*Sisach, re d'Egitto, venne a Gerusalemme e prese i tesori del tempio e i tesori della reggia, li vuotò. Prese anche gli scudi d'oro fatti da Salomone. Il re Roboamo li sostituì con scudi di bronzo, che affidò agli ufficiali delle guardie addette alla reggia. Ogni volta che il re andava nel tempio, le guardie li prendevano, quindi li riportavano nella sala delle guardie. Perché Roboamo si era umiliato, lo sdegno del Signore si ritirò da lui e non lo distrusse del tutto. Anzi in Giuda ci furono avvenimenti felici. (II, 12, 9 – 12; 1974)
*Egli {{NDR|[[Roboamo]]}} fece il male, perché non aveva applicato il cuore alla ricerca del Signore. (II, 12, 14; 1974)
*In quel tempo il veggente Canàni si presentò ad [[Asa di Giuda|Asa]] re di Giuda e gli disse: "Poiché ti sei appoggiato al re di [[Aramei|Aram]] e non al Signore tuo Dio, l'esercito del re di Aram è sfuggito al tuo potere. Etiopi e Libi non costituivano forse un grande esercito, con numerosissimi carri e cavalli? Poiché ti appoggiasti al Signore, egli non li consegnò forse in tuo potere? Difatti il Signore con gli occhi scruta tutta la terra per mostrare la sua potenza a favore di chi si comporta con lui con cuore sincero. Tu in ciò hai agito da stolto; per questo d'ora in poi avrai guerre". Asa si sdegnò contro il veggente e lo mise in prigione, essendo adirato con lui per tali parole. In quel tempo Asa oppresse anche parte del popolo. (II, 16, 7 – 10; 1974)
*{{NDR|A [[Giosafat]], che si era alleato con [[Acab]]}} Si doveva forse recare aiuto a un empio? Potevi dunque amare coloro che odiano il Signore? Per questo lo sdegno del Signore è contro di te. Tuttavia in te si sono trovate cose buone, perché hai bruciato i pali sacri nella regione e hai rivolto il tuo cuore alla ricerca di Dio. ([[Ieu (profeta)|Ieu]]: II, 19, 2 – 3; 1974)
*Egli {{NDR|Giosafat}} stabilì [[Giudice|giudici]] nella regione, in tutte le fortezze di Giuda, città per città. Ai giudici egli raccomandò: "Guardate a quello che fate, perché non giudicate per gli uomini, ma per il Signore, il quale sarà con voi quando pronunzierete la sentenza. Ora il timore del Signore sia con voi; nell'agire badate che nel Signore nostro Dio non c'è nessuna iniquità; egli non ha preferenze personali né accetta doni". (II, 19, 5 – 7; 1974)
*Anche in Gerusalemme Giòsafat costituì alcuni leviti, sacerdoti e capifamiglia di Israele, per dirimere le questioni degli abitanti di Gerusalemme. Egli comandò loro: "Voi agirete nel timore del Signore, con fedeltà e con cuore integro. Su ogni causa che vi verrà presentata da parte dei vostri fratelli che abitano nelle loro città – si tratti di omicidio o di una questione che riguarda la legge o un comando, gli statuti o i decreti – istruiteli in modo che non si rendano colpevoli davanti al Signore e il suo sdegno non si riversi su di voi e sui vostri fratelli. Agite così e non diventerete colpevoli. Ecco Amaria sommo sacerdote vi guiderà in ogni questione religiosa, mentre Zebadia figlio di Ismaele, capo della casa di Giuda, vi guiderà in ogni questione che riguarda il re; in qualità di scribi sono a vostra disposizioni i leviti. Coraggio, mettetevi al lavoro. Il Signore sarà con il buono". (II, 19, 8 – 11; 1974)
*Signore, Dio dei nostri padri, non sei forse tu il Dio che è in cielo? Tu domini su tutti i regni dei popoli. Nelle tue mani sono la forza e la potenza; nessuno può opporsi a te. Non hai scacciato tu, nostro Dio, gli abitanti di questa regione di fronte al tuo popolo Israele e non hai consegnato il paese per sempre alla discendenza del tuo amico Abramo? Gli Israeliti lo hanno abitato e vi hanno costruito un santuario al tuo nome dicendo: Se ci piomberà addosso una sciagura, una spada punitrice, una peste o una carestia, noi ci presenteremo a te in questo tempio, poiché il tuo nome è in questo tempio, e grideremo a te dalla nostra sciagura e tu ci ascolterai e ci aiuterai. Ora, ecco gli Ammoniti, i Moabiti e quelli delle montagne di Seir, nelle cui terre non hai permesso agli Israeliti di entrare, quando venivano dal paese d'Egitto, e perciò si sono tenuti lontani da quelli e non li hanno distrutti, ecco, ora ci ricompensano venendoci a scacciare dalla eredità che tu hai acquistata per noi. Dio nostro, non ci vorrai rendere giustizia nei loro riguardi, poiché noi non abbiamo la forza di opporci a una moltitudine così grande piombataci addosso? Non sappiamo che cosa fare; perciò i nostri occhi sono rivolti a te. ([[Giosafat]]: II, 20, 6 – 12; 1974)
*Allora lo spirito del Signore, in mezzo all'assemblea, fu su Iacazièl [...]. Egli disse: "Porgete l'orecchio, voi tutti di Giuda, abitanti di Gerusalemme e tu, re Giòsafat. Vi dice il Signore: Non temete e non spaventatevi davanti a questa moltitudine immensa perché la guerra non è diretta contro di voi, ma contro Dio. Domani, scendete contro di loro; ecco, saliranno per la salita di Ziz. Voi li sorprenderete al termine della valle di fronte al deserto di Ieruel. Non toccherà a voi combattere in tale momento; fermatevi bene ordinati e vedrete la salvezza che il Signore opererà per voi, o Giuda e Gerusalemme. Non temete e non abbattetevi. Domani, uscite loro incontro; il Signore sarà con voi". (II, 20, 14 – 17; 1974)
*Il quarto giorno si radunarono nella valle di [[Beracà]]; poiché là benedissero il Signore, chiamarono quel luogo valle della Benedizione, nome ancora in uso. Quindi tutto Giuda e tutti quelli di Gerusalemme, con Giòsafat alla testa, partirono per tornare in Gerusalemme, pieni di gioia perché il Signore li aveva riempiti di letizia a spese dei loro nemici. (II, 20, 26 – 27; 1974)
*Egli {{NDR|[[Amasia (re)|Amasia]]}} fece ciò che è retto agli occhi del Signore, ma non con cuore perfetto. (II, 24, 2; 1974)
*{{NDR|[[Ioas (re di Giuda)|Ioas]]}} Radunò i sacerdoti e i [[leviti]] e disse loro: "Andate nelle città di Giuda e raccogliete ogni anno da tutti gli Israeliti denaro per restaurare il tempio del vostro Dio. Cercate di sollecitare il lavoro". Ma i leviti non mostrarono nessuna fretta. Allora il re convocò [[Ioiadà]] loro capo e gli disse: "Perché non hai richiesto dai leviti che portassero da Giuda e da Gerusalemme la tassa prescritta da Mosè servo del Signore e fissata dall'assemblea di Israele per la tenda della testimonianza? L'empia [[Atalia di Giuda|Atalia]], infatti, e i suoi adepti hanno dilapidato il tempio di Dio; perfino tutte le cose consacrate del tempio hanno adoperato per i [[Baal]]". (II, 24, 5 – 7; 1974)
*Finché visse [[Ioiadà]], si offrirono sempre olocausti nel tempio. Ma Ioiadà, divenuto vecchio e sazio di anni, morì a centotrenta anni. Lo seppellirono nella città di Davide con i re, perché aveva agito bene in Israele per il servizio del Signore e per il suo tempio. (II, 24, 14 – 16; 1974)
*Dopo la morte di Ioiadà, i capi di Giuda andarono a prostrarsi davanti al re, che allora diede loro ascolto. Costoro trascurarono il tempio del Signore Dio dei loro padri, per venerare i pali sacri e gli idoli. Per questa loro colpa si scatenò l'ira di Dio su Giuda e su Gerusalemme. Il Signore mandò loro profeti perché li facessero ritornare a lui. Essi comunicarono loro il proprio messaggio, ma non furono ascoltati. Allora lo spirito di Dio investì [[Zaccaria (figlio di Ioiadà)|Zaccaria]], figlio del sacerdote Ioiadà, che si alzò in mezzo al popolo e disse: "Dice Dio: perché trasgredite i comandi del Signore? Per questo non avete successo; poiché avete abbandonato il Signore, anch'egli vi abbandona". Ma congiurarono contro di lui e per ordine del re lo lapidarono nel cortile del tempio. Il re [[Ioas (re di Giuda)|Ioas]] non si ricordò del favore fattogli da Ioiadà padre di Zaccaria, ma ne uccise il figlio, che morendo disse: "Il Signore lo veda e ne chieda conto!". (II, 24, 17 – 22; 1974)
*[...] marciò contro [[Ioas (re di Giuda)|Ioas]] l'esercito degli [[Aramei]]. Essi vennero in Giuda e in Gerusalemme, sterminarono fra il popolo tutti i capi e inviarono l'intero bottino al re di Damasco. L'esercito degli Aramei era venuto con pochi uomini, ma il Signore mise nelle loro mani un grande esercito, perché essi avevano abbandonato il Signore Dio dei loro padri. Gli Aramei fecero giustizia di Ioas. Quando furono partiti, lasciandolo gravemente malato, i suoi ministri ordirono una congiura contro di lui per vendicare il figlio del sacerdote Ioiadà e lo uccisero nel suo letto. Così egli morì e lo seppellirono nella città di Davide, ma non nei sepolcri dei re. (II, 24, 23 – 25; 1974)
*Egli {{NDR|[[Ozia]]}} ricercò Dio finché visse Zaccaria, che l'aveva istruito nel timore di Dio, e finché egli ricercò il Signore, Dio lo fece prosperare. (II, 26, 5; 1974)
*Dio lo aiutò contro i Filistei, contro gli Arabi abitanti in Gur-Baal e contro i Meuniti. Gli Ammoniti pagavano un tributo a [[Ozia]], la cui fama giunse sino alla frontiera egiziana, perché egli era divenuto molto potente. Ozia costruì torri in Gerusalemme alla porta dell'Angolo e alla porta della Valle e sul Cantone e le fortificò. Costruì anche torri nella steppa e scavò molte cisterne perché possedeva numeroso bestiame nella pianura e nell'altipiano; aveva campagnoli e vignaioli sui monti e sulle colline, perché egli amava l'agricoltura. (II, 26, 7 – 10; 1974)
*La fama di Ozia giunse in regioni lontane; divenne potente perché fu molto assistito. Ma in seguito a tanta potenza si insuperbì il suo cuore fino a rovinarsi. Difatti si mostrò infedele al Signore suo Dio. Penetrò nel tempio per bruciare incenso sull'altare. Dietro a lui entrò il sacerdote [[Azaria II|Azaria]] con ottanta sacerdoti del Signore, uomini virtuosi. Questi si opposero al re Ozia, dicendogli: "Non tocca a te, Ozia, offrire l'incenso, ma ai sacerdoti figli di Aronne che sono stati consacrati per offrire l'incenso. Esci dal santuario, perché hai commesso un'infrazione alla legge. Non hai diritto alla gloria che viene dal Signore Dio". Ozia, che teneva in mano il braciere per offrire l'incenso, si adirò. Mentre sfogava la sua collera contro i sacerdoti, gli spuntò la lebbra sulla fronte davanti ai sacerdoti nel tempio presso l'altare dell'incenso. Azaria sommo sacerdote, e tutti i sacerdoti si voltarono verso di lui, che apparve con la lebbra sulla fronte. Lo fecero uscire in fretta di lì; anch'egli si precipitò per uscire, poiché il Signore l'aveva colpito. (II, 26, 15 – 20; 1974)
*Egli {{NDR|[[Iotam (re)|Iotam]]}} fece ciò che è retto agli occhi del Signore come agì Ozia suo padre, ma non entrò nel tempio e il popolo continuava a pervertirsi. Egli restaurò la porta Superiore del tempio; lavorò molto anche per le mura dell'Ofel. Ricostruì città sulle montagne di Giuda; costruì castelli e torri nelle zone boscose. Attaccò il re degli Ammoniti, vincendolo. Gli Ammoniti gli diedero in quell'anno – e anche nel secondo e terzo anno – cento talenti d'argento, diecimila kor di grano e altrettanti di orzo; questo gli consegnarono gli Ammoniti. Iotam divenne potente, perché aveva sempre camminato davanti al Signore suo Dio. (II, 27, 2 – 6; 1974)
*Anche [[Tiglatpileser III|Tiglat-Pilèzer]], re d'Assiria, venne contro di lui {{NDR|[[Acaz]]}} e lo oppresse anziché aiutarlo. Acaz spogliò il tempio, il palazzo del re e dei principi e consegnò tutto all'Assiria, ma non ne ricevette alcun aiuto. Anche quando si trovava alle strette, questo re Acaz continuava a essere infedele al Signore. Sacrificò agli dèi di Damasco, che lo avevano sconfitto, dicendo: "Poiché gli dèi dei re di Aram aiutano i loro fedeli, io sacrificherò loro ed essi mi aiuteranno". In realtà, essi provocarono la sua caduta e quella di tutto Israele. Acaz radunò gli arredi del tempio e li fece a pezzi; chiuse le porte del tempio, mentre eresse altari in tutti i crocicchi di Gerusalemme. In tutte le città di Giuda eresse alture per bruciare incenso ad altri dèi, provocando così lo sdegno del Signore Dio dei suoi padri. (II, 28, 20 – 25; 1974)
*[[Ezechia]] riuscì in ogni sua impresa. Ma quando i capi di Babilonia gli inviarono messaggeri per informarsi sul prodigio avvenuto nel paese, Dio l'abbandonò per metterlo alla prova e conoscerne completamente il cuore. (II, 32, 30 – 31; 1974)
*[[Manasse (re di Giuda)|Manàsse]] fece traviare Giuda e gli abitanti di Gerusalemme spingendoli ad agire peggio delle popolazioni che il Signore aveva sterminate di fronte agli Israeliti. Il Signore parlò a Manàsse e al suo popolo, ma non gli badarono. Allora il Signore mandò contro di loro i capi dell'esercito del re assiro; essi presero Manàsse con uncini, lo legarono con catene di bronzo e lo condussero in Babilonia. Ridotto in tale miseria, egli placò il volto del Signore suo Dio e si umiliò molto di fronte al Dio dei suoi padri. Egli lo pregò e Dio si lasciò commuovere, esaudì la sua supplica e lo fece tornare in Gerusalemme nel suo regno; così Manàsse riconobbe che solo il Signore è Dio. (II, 33, 9 – 13; 1974)
*Nell'anno ottavo del suo regno, {{NDR|[[Giosia]]}} era ancora un ragazzo, cominciò a ricercare il Dio di Davide suo padre. Nell'anno decimosecondo cominciò a purificare Giuda e Gerusalemme, eliminando le alture, i pali sacri e gli idoli scolpiti o fusi. (II, 34, 3; 1974)
*Nell'anno decimottavo del suo regno, dopo aver purificato il paese e il tempio, {{NDR|Giosia}} affidò a Safàn figlio di Asalia, a Maaseia governatore della città, e a Ioach figlio di Ioacaz, archivista, il restauro del tempio del Signore suo Dio. Costoro si presentarono al sommo sacerdote [[Chelkia]] e gli consegnarono il denaro depositato nel tempio [...]. Mentre si prelevava il denaro depositato nel tempio, il sacerdote Chelkia trovò il libro della legge del Signore, data per mezzo di Mosè. Chelkia prese la parola e disse allo scriba Safàn: "Ho trovato nel tempio il libro della legge". Chelkia diede il libro a Safàn. Safàn portò il libro dal re; egli inoltre riferì al re: "Quanto è stato ordinato, i tuoi servitori lo eseguiscono". (II, 34, 8 – 16; 1974)
*[...] fu disposto tutto il servizio del Signore per celebrare la [[Pesach|pasqua]] e per offrire gli olocausti sull'altare del Signore, secondo l'ordine del re [[Giosia]]. Gli Israeliti presenti celebrarono allora la pasqua e la festa degli azzimi per sette giorni. Dal tempo del profeta [[Samuele (profeta)|Samuele]] non era stata celebrata una pasqua simile in Israele; nessuno dei re di Israele aveva celebrato una pasqua come questa celebrata da Giosia, insieme con i sacerdoti, i leviti, tutti quelli di Giuda, i convenuti da Israele e gli abitanti di Gerusalemme. (II, 35, 16 – 18; 1974)
*Dopo tutto ciò, dopo che Giosia aveva riorganizzato il tempio, [[Necao II|Necao]] re d'Egitto andò a combattere in Carchemis sull'Eufràte. Giosia marciò contro di lui. Quegli mandò messaggeri a dirgli: "Che c'è fra me e te, o re di Giuda? Io non vengo contro di te, ma contro un'altra casa sono in guerra e Dio mi ha imposto di affrettarmi. Pertanto non opporti a Dio che è con me affinché egli non ti distrugga". Ma Giosia non si ritirò. Deciso ad affrontarlo, non ascoltò le parole di Necao, che venivano dalla bocca di Dio, e attaccò battaglia nella valle di [[Battaglia di Megiddo (609 a.C.)|Meghiddo]]. Gli arcieri tirarono sul re Giosia. Il re diede l'ordine ai suoi ufficiali: "Portatemi via, perché sono ferito gravemente". I suoi ufficiali lo tolsero dal suo carro, lo misero in un altro carro e lo riportarono in Gerusalemme, ove morì. Fu sepolto nei sepolcri dei suoi padri. Tutti quelli di Giuda e di Gerusalemme fecero lutto per Giosia. [[Geremia]] compose un lamento su Giosia; tutti i cantori e le cantanti lo ripetono ancora nei lamenti su Giosia; è diventata una tradizione in Israele. (II, 35, 20 – 25; 1974)
*Egli {{NDR|[[Ioiachin]]}} fece ciò che è male agli occhi del Signore. All'inizio del nuovo anno il re [[Nabucodonosor II|Nabucodònosor]] mandò a imprigionarlo per deportarlo in Babilonia con gli oggetti più preziosi del tempio. Egli nominò re su Giuda e Gerusalemme il fratello di suo padre Sedecìa. (II, 36, 9 – 10; 1974)
*Egli {{NDR|[[Sedecia]]}} fece ciò che è male agli occhi del Signore suo Dio. Non si umiliò davanti al profeta Geremia che gli parlava a nome del Signore. Si ribellò anche al re Nabucodònosor, che gli aveva fatto giurare fedeltà in nome di Dio. Egli si ostinò e decise fermamente in cuor suo di non far ritorno al Signore Dio di Israele. (II, 36, 12 – 13; 1974)
==Bibliografia==
*''[http://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974.
*''[http://www.lachiesa.it/bibbia/cei2008/index.htm La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 2008.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Antico Testamento|Cronache]]
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Brindisi dai film
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{{Raccolta}}
[[File:La cena delle beffe (1942) Nazzari e Valenti.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Amedeo Nazzari]] e [[Osvaldo Valenti]] nel film ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'' (1942)]]
Raccolta di '''brindisi''' tratti '''dai film'''.
==Brindisi dai film==
*A Bridget... che non sa cucinare, ma che ci piace così com'è! (''[[Il diario di Bridget Jones (film)|Il diario di Bridget Jones]]'')
*– A che cosa beviamo?<br>– A noi stessi.<br>– Mmh, porta sfortuna.<br>– Agli amici lontani.<br>– Agli amici lontani! (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]'')
*A Frank Castle. Il miglior soldato, il miglior infiltrato, il miglior compagno del mondo. (''[[The Punisher (film 2004)|The Punisher]]'')
*A Lorraine! Che trovi finalmente la pace! (''[[Una canzone per Bobby Long]]'')
*A me e alla mia preziosissima squadra!! (''[[Spider-Man: Far from Home]]'')
*A quella che potrebbe diventare una bella squadra. (''[[Attack Force - La morte negli occhi]]'')
*A te, padre! (''[[Il figlio di Frankenstein]]'')
*A un molto, molto più affettuoso futuro. Affettuoso e immediato. (''[[Strategia di una rapina]]'')
*A una vista d'aquila e tanti capelli. (''[[Star Trek Beyond]]'')
*Agli estranei. (''[[Blade Runner 2049]]'')
*– Agli uccelli.<br>– Alleluja! (''[[The Nice Guys]]'')
*Agli uomini che abbiamo amato. Peste. (''[[Il romanzo di Mildred]]'')
*– Ai fiori di campo!<br />– E al vino e alle bistecche! (''[[Dallas Buyers Club]]'')
*Ai formidabili amici che siete. (''[[Doppio sospetto]]'')
*Ai mutilati e ai fallimenti! (''[[Agnus Dei (film 2016)|Agnus Dei]]'')
*Ai nostri amici assenti. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]'')
*Ai ricordi più felici... e ai più tristi. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]'')
*Ai vecchi amici che non si dimenticano. (''[[La città del piacere]]'')
*Al maresciallo Herring. All'invasione dell'Ostria. (''[[Il grande dittatore]]'')
*Al nostro futuro. (''[[La rapina perfetta]]'')
*– Al nostro segreto.<br>– E alla nostra amicizia.<br>– Marito e moglie possono essere amici?<br>– Oh, sì! (''[[Yentl]]'')
*Al nuovo allievo della yeshiva! Lechaim! (''[[Yentl]]'')
*– Al nuovo giorno!<br>– E al giorno dopo. (''[[Marie Antoinette]]'')
*Al sapere. (''[[Lucy (film 2014)|Lucy]]'')
*Al vero amore, in qualunque forma o dimensioni si presenti a voi. Con l'augurio che un giorno possiate dire con orgoglio: "Anch'io una volta sono stato amato follemente!" (''[[Quattro matrimoni e un funerale]]'')
*All'avere una vita tra tre ore! (''[[The Suicide Squad - Missione suicida]]'')
[[File:Anna perdonami (film 1953) brindisi.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Tamara Lees]], Cesare Fantoni e Aldo Fiorelli in ''[[Anna perdonami]]'' (1953)]]
*– All'imprevisto di quest'incontro.<br>– A te e a me.<br>– E a me no? (''[[Anna perdonami]]'')
*Alla faccia dei mariti in genere e dei nostri in particolare. (''[[Così fan tutte (film)|Così fan tutte]]'')
*Alla giornata! (''[[Charlot soldato]]'')
*Alla lealtà. (''[[Incatenata (film 1934)|Incatenata]]'')
*Alla memoria! (''[[Dopo divorzieremo]]'')
*Alla mia nuova sorella! Bella, spero che tu abbia dormito abbastanza in questi diciotto anni, perché non dormirai più per un pezzo! (''[[The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 1]]'')
*Alla mia unica rivale: la cavalleria degli Stati Uniti. (''[[Rio Bravo]]'')
*Alla nostra amicizia! Sposterei cielo e terra per te, mio amigo! Salud! (''[[Coco]]'')
*– Alla nostra prima cliente!<br>– Alla nostra prima e sola cliente! (''[[Ghostbusters - Acchiappafantasmi]]'')
*Alla notte del Diavolo. Alla mia festa preferita. (''[[Il corvo - The Crow]]'')
*Alla nuova generazione. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]'')
*Alla più bella storia ch'abbia mai udita. (''[[Ninotchka]]'')
*Alla prossima estate. (''[[Storia di una capinera]]'')
*– Alla salute.<br>– Allacciare le cinture!<br>– Buon atterraggio! (''[[Avventurieri dell'aria]]'')
*Alla salute del capo. Ha dovuto rinunciare a uno di noi ed è stato un peccato. Se non faceva così, parecchi ci avrebbero lasciato certamente la pelle. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'')
*Alla salute delle donne con le gambe storte! (''[[Lo squalo (film)|Lo squalo]]'')
*Alla salute di Nadia che ha ritrovato la libertà, all'annullamento del suo matrimonio, all'annullamento di suo marito, all'annullamento di tutto! (''[[La dolce vita]]'')
*Alla scopata telefonica. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]'')
*– Alla tua cara salute. All'uomo più affascinante. Credimi!<br>– Sì, ci credo. Sono io!<br>– Sei tu. A anche al più insolito partner con cui ho mai troncato. (''[[Ghostbusters II - Acchiappafantasmi II]]'')
*– Alla tua gamba!<br>– Io brindo alla tua!<br>– Ok, brindiamo alle nostre gambe! (''[[Lo squalo (film)|Lo squalo]]'')
*– Alla tua, maniscalco!<br>– E al futuro!<br>– Amen.<br>– Amen. (''[[Ritorno al futuro - Parte III]]'')
*Alle antiche sere e alla musica lontana. (''[[I ponti di Madison County]]'')
*Alle donne, spina nel fianco e consolazione di tutti i tempi. (''[[Miss prima pagina]]'')
*Alle ragazze dalle labbra rosa e dal piede leggero. (''[[La mia Africa]]'')
*– Allora, alla società!<br>– Alla società. Ma senza trucchi.<br>– Senza trucchi. (''[[Per qualche dollaro in più]]'')
*– Allora brindiamo alla nostra legge.<br>– Prima di brindare posso conoscere questa legge?<br>– Proclama che bisogna fare l'amore senza calcolo e senza costrizioni, che la verginità non è una virtù, che la coppia non deve essere un limite, e che bisogna spingere il limite fino all'impossibile.<br>– Dunque, alla nostra legge futura! (''[[Emmanuelle]]'')
*– Aspetta, brindiamo alle future esperienze.<br />– Alle future esperienze. (''[[Velluto blu]]'')
*Auguri e figli mosci! (''[[Monella]]'')
*Beviamo ai compagni leali! (''[[Addio Kira!]]'')
*– Beviamo al nostro patto: né approcci amorosi né bisticci.<br>– Proprio come coniugi normali.<br>– Ho detto niente bisticci. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'')
*– Beviamo al tuo avvenire, qualunque esso sarà.<br>– Al mio avvenire! (''[[Il cervello che non voleva morire]]'')
*– Beviamo, mister Engle, beviamo al suo domani.<br>– Al domani! (''[[Angeli del peccato]]'')
*Bevo a questo puro sentimento, e all'amore, ma soprattutto io bevo all'oro! (''[[Il mucchio selvaggio (film)|Il mucchio selvaggio]]'')
*Bevo al delitto. (''[[La signora di Shanghai]]'')
*Bevo all'uomo che ho ucciso. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]'')
*Bevo alla barba di chi non ha debiti. Bevo alla barba di tutti i capri, gli asini, e i santi soltanto in agonia. E chi non beve con me, peste lo colga! (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'')
*Brindiamo a te che la dai. (''[[Un nuovo futuro]]'')
*Brindiamo alla nostra nuova presidentessa. Salute! (''[[Notte al museo - Il segreto del faraone]]'')
*Brindo a me che ho avuto la grande fortuna di conoscervi. (''[[Creed - Nato per combattere]]'')
[[File:Miseria e nobiltà (film 1954) Gianni Cavalieri.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Gianni Cavalieri]] in ''[[Miseria e nobiltà]]'' (1954)]]
*Brindo alla felicità di questa bella nobiltà. (''[[Miseria e nobiltà]]'')
*Brindo alla fiducia! (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]'')
*C'è qualcosa nella vita che non merita un brindisi? Questa è la nuova Karnak, rappresenta il culmine di un grande sogno vecchio più di duemila anni, un sogno ora avveratosi grazie alla vostra incondizionata assistenza... E per questo, è una vergogna per me... Che voi dobbiate condividere una ricompensa così inadeguata. Ai faraoni... I cui più grandi segreti erano affidati ai servitori, sepolti vivi con loro in sale inondate nella sabbia... Buon sonno, signori. Il nuovo mondo di pace sarà in debito con voi per il vostro estremo sacrificio. (''[[Watchmen (film)|Watchmen]]'')
*Cent'anni! (''[[Il padrino - Parte II]]'')
[[File:Profondo rosso (1975) brindisi.png|miniatura|upright=1.4|La scena del brindisi con [[Gabriele Lavia]] in ''[[Profondo rosso]]'' (1975)]]
*– Che cos'era?<br>– Un urlo, direi. Mah, chi lo sa, magari uno stupro. Brindo a te, vergine stuprata! (''[[Profondo rosso]]'')
*– Che cosa si dice in questi casi? <br />– Che sa di tappo! (''[[Roba da ricchi]]'')
*– Che Dio benedica i tuoi occhi.<br>– E i tuoi. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]'')
*Che fra dieci anni si possa essere uniti come stasera. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]'')
*Che possiate fare vedere all'intera Germania il vero volto della DDR. Alla nostra. Brindamo a noi e a un mondo migliore. (''[[Le vite degli altri]]'')
*– Dobbiamo aver fiducia uno nell'altro. Brindiamo a questo?<br />– Con tutto il cuore. (''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'')
*Dio salvi la regina! (''[[La leggenda degli uomini straordinari]]'')
*E allora, brindiamo: a una lunga vita, colma di felicità, allietata da molta prole, fama e virtuosa, in un avvenire di pace e di libertà. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]'')
*– È delizioso: il miglior sugo che ho mai assaggiato.<br>– Mi prendi in giro?<br>– No, davvero. Se consideriamo che l'alternativa era essere bruciati in un attacco chimico o nucleare, direi che essere vivi qui sotto darebbe un buon sapore anche a uno stronzo fritto, perciò... al miglior sugo mai mangiato! (''[[10 Cloverfield Lane]]'')
*E io brindo... a non mandare tutto a puttane! (''[[L'ora più buia]]'')
*E ora, beviamo alla mia coscienza! (''[[La signora Skeffington]]'')
[[File:Zazà (1944) Isa Miranda (3).png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'' (1944)]]
*Ecco io... io vi auguro che siate felici. Che seguitiate per sempre ad essere felici. Perché... perché soltanto nel sentirsi felici... c'è la vera felicità. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'')
[[File:Miseria e nobiltà (1940) Vincenzo Scarpetta.jpg|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Vincenzo Scarpetta]] in ''[[Miseria e nobiltà (film 1940)|Miseria e nobiltà]]'' (1940)]]
*Ed ora sia permesso anche a me di fare un brindisi di tutto cuore all'illustrissimo signor amore. (''[[Miseria e nobiltà (film 1940)|Miseria e nobiltà]]'')
[[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani, Virgilio Riento e Marisa Vernati.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Anna Magnani]], [[Virgilio Riento]] e [[Marisa Vernati]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'' (1945)]]
*– Evviva la musica!<br>– Evviva l'amicizia!<br>– Abbasso la tristezza!<br>– Evviva l'abbondanza!<br>– Abbasso la miseria, famo la costituente! (''[[Abbasso la miseria!]]'')
*Facciamo un brindisi: alla riuscita di... quello che non so. (''[[La via dei giganti]]'')
*– Facciamo un brindisi per Harry Cole. Ecco qua. Te lo sarai sentito dire mille volte, Harry, ma lasciamelo dire ancora. Bevo a Harry, il migliore, il primo di tutti. Alla sua salute.<br>– Il migliore cosa?<br>– Il migliore intercettatore della costa occidentale.<br>– E chi è il migliore della costa orientale?<br>– Io. Brindo anche alla mia salute!<br>(''[[La conversazione]]'')
*– Felicità.<br>– Felicità. (''[[Ritorna l'amore]]'')
*Giù i pensieri, su i bicchieri! (''[[Stealth - Arma suprema]]'')
*Il primo brindisi lo voglio dedicare a mia moglie: moglie mia, io non so dove sei, ma ovunque tu sia, io faccio un brindisi alla facciaccia tua! E alla salute mia! (''[[Totò, Peppino e i fuorilegge]]'')
*In barba alla guerra, a Tullio e Ginetta, noi auguriamo una pace perfetta! (''[[Due lettere anonime]]'')
*Io propongo un brindisi per i nostri eroici amici che hanno attraversato il Bronx e superato due dozzine di caselli per essere qui con noi, il successo corra sempre con voi! (''[[Beetlejuice - Spiritello porcello]]'')
[[File:Il suo destino (1938) brindisi.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Luisa Ferida]] ne ''[[Il suo destino]]'' (1938)]]
*Io vi auguro che siate felici, lontani dalle passioni e dai desideri violenti: la felicità è soltanto in questo. Vi ringrazio, amici, alla salute! (''[[Il suo destino]]'')
*Lancillotto era un agente straordinario e un vero Kingsman. Ci mancherà molto. A Lancillotto. (''[[Kingsman - Secret Service]]'')
*Lunga vita al crimine! (''[[Il mistero del falco]]'')
*Nel frattempo brindiamo al vero assassino. (''[[Omicidio!]]'')
*Non posso perdere l'occasione di proporre un brindisi a un protagonista della nostra vita culturale. Un grande socialista di cui non ricordo il nome ha detto "Lo scrittore è l'ingegnere dell'anima" e Georg Dreyman è uno dei migliori ingegneri del nostro paese. [...] E ovviamente a Christa-Maria Sieland, la più bella perla della Repubblica Democratica Tedesca. E guai a chi dice il contrario. Propongo quindi di brindare a Christa-Maria Sieland, stupenda donna e stupenda attrice. (''[[Le vite degli altri]]'')
*Non siamo in prima linea, ma noi conosciamo il valore di un soldato che avanza sprezzante del nemico e della morte. Signori, brindiamo: a mio figlio. Prosit! (''[[All'ovest niente di nuovo]]'')
*Per la donna che amo oggi e che domani avrò già dimenticato. (''[[Il cavaliere della croce]]'')
*Perciò vorrei proporre un brindisi alla mia bellissima sposa. Nessuna misura del tempo è abbastanza con te. Ma cominceremo con per sempre. (''[[The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 1]]'')
*Potrei diventare miliardario in un mese preparando questo piatto per gli altri. Invece gli altri non sapranno mai cosa si perdono. Invece noi e i nostri amici alziamo il bicchiere. (''[[La grande abbuffata]]'')
*Propongo un brindisi: al territorio inesplorato... Al futuro. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]'')
*Quelli bravi muoiono tutti. Agli amici! (''[[Porco Rosso]]'')
*Questo è un brindisi per un figlio della famiglia Frankenstein. Evviva lo sposo! Un lieto brindisi in onore del giovane Frankenstein! (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]'')
*Questo si chiama il brindisi di Maso, che era pieno di whisky dagli stinchi al naso, finché un rene gli rose e il fegato gli esplose. (''[[Gli uomini preferiscono le bionde (film 1953)|Gli uomini preferiscono le bionde]]'')
*Questo vino Malvasìa, alla salute di Gina mia! (''[[Due lettere anonime]]'')
*– Qui ci sta bene un brindisi... a che cosa, non lo so, ma ci sta bene un brindisi!<br>– Buona fortuna in aula.<br>– Buona fortuna.<br>(''[[The Judge (film 2014)|The Judge]]'')
*– Ragazzi, un brindisi al prossimo passo!<br/>– Ma la vuoi piantare con questi passi! Che palle<br/>– No, ma quale passo, noi non lo facciamo, metti giù quel bicchiere!<br>(''[[American Pie - Il matrimonio]]'')
*Salute! Conosco almeno venti motivi per cui non dovreste essere mai felici. (''[[Il postino suona sempre due volte (film 1946)|Il postino suona sempre due volte]]'')
*– Salute e fiji maschi! {{NDR|brindando al Papa}}<br>– "Fiji maschi"?<br> (''[[Nell'anno del Signore]]'')
*Sappiate che ho riaperto questa casa per dare a noi un nuovo inizio. Quindi alziamo questi bicchieri di vino assurdamente costoso per un nuovo inizio. (''[[The Invitation (film 2015)|The Invitation]]'')
*– Secondo me la vita è un dono e non ho intenzione di sprecarla. Non sai mai quali carte ti capiteranno nella prossima mano. Impari ad accettare la vita come viene. Ah, ecco a lei, Cal! Così ogni singolo giorno ha il suo valore.<br />– Ben detto, Jack!<br />– Udite, udite!<br />– Al valore di ogni singolo giorno.<br />– {{NDR|In coro}} Al valore di ogni singolo giorno! (''[[Titanic (film 1997)|Titanic]]'')
*Signori, alla profonda esperienza religiosa che si vive nel far bene il proprio lavoro, seppur tragicamente sottopagati. (''[[The Big Kahuna]]'')
*– Signori miei, all'Inghilterra. <br />– All'umanità. <br />– Al [[Manchester United Football Club|Manchester United]]!<br>(''[[The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo]]'')
*Signorina, a lei! Alle sue bellissime gambe che ho avuto la fortuna di ammirare! (''[[La dolce vita]]'')
*Su, coraggio, coraggio, facciamo un brindisi. Beviamo insieme alla salute del mare. (''[[Anna Christie]]'')
*Un brindisi a Emily! Sempre la damigella, e mai la sposa. (''[[La sposa cadavere]]'')
*Un brindisi. Ai fratelli! (''[[Giuseppe il re dei sogni]]'')
*[[Uva]]! {{NDR|bevendo [[vino]]}} (''[[Il ferroviere]]'')
*– Vaffanculo domenica!<br />– Vaffanculo domenica!<br>(''[[La 25ª ora]]'')
*Voglio fare un brindisi. A Evelyn Mercer, la madre migliore che quattro bastardi degenerati potessero mai avere. (''[[Four Brothers - Quattro fratelli]]'')
*Voglio fare un brindisi a questa bella crociera e a tutti gli amici che sono qui con me, e alla vittoria di Ran al torneo regionale di Karate. (''[[Detective Conan: La strategia degli abissi]]'')
*Voglio fare un brindisi a voi, ragazzi. E all'Italia, naturalmente. Al cibo, naturalmente. E all'amore. (''[[Speak No Evil (film 2022)|Speak No Evil]]'')
*– Vorrei proporre un brindisi. Alla vita.<br />– "Alla vita"? Che significa "alla vita"? (''[[Melancholia]]'')
===''[[C'era una volta in America]]''===
*Al consolatore degli afflitti!
*Ragazzi, alla nostra ultima gita, sul camion di stanotte non c'è solo whisky, ci sono dieci anni di vita che è valsa la pena di vivere.
*Signore e signori, io brindo alla morte di questo locale, il Fat Moe's anche perché qui a bere legalmente non ci verrà più nessuno.
===''[[Fantastic Mr. Fox]]''===
*Quando guardo questa tavolata imbandita di squisite prelibatezze, io vedo due grandi avvocati, un abile pediatra, uno chef eccezionale, un bravo agente immobiliare, un sarto eccellente, una valente commercialista, un musicista di talento, un pescatore di sanguinerole quasi capace e forse la migliore paesaggista dei nostri giorni, alcuni di voi magari leggono la mia rubrica di tanto in tanto, ma tendo a dubitarne... Vedo anche una stanza piena di animali selvatici. Animali selvatici genuini e forniti di grande talento! Animali selvatici con nomi scientifici latineggianti che raccontano il nostro DNA. Animali selvatici, ognuno con punti di forza e debolezze derivanti dalla specie. Comunque sia, credo che possano essere proprio le bellissime differenze che ci distinguono a forse offrirci un barlume di speranza di salvare mio nipote e a darmi la possibilità di farmi perdonare per aver messo tutti noi in questa pazzesca cosa. Non lo so, è una sensazione. Grazie per l'attenzione, salute a tutti.
*Dicono che tutte le volpi siano allergiche al linoleum, ma al tatto risulta fresco! Dicono che la mia coda deve essere lavata a secco due volte al mese, ma ora è totalmente removibile! Dicono che il nostro albero potrebbe non ricrescere mai, ma un giorno qualcosa ricrescerà! Sì, questi ciccioli sono di oca sintetica, e queste rigaglie secche vengono da colombacci artificiali e queste mele sembrano finte, ma almeno hanno le stelline! Quello che voglio dire è che stasera mangeremo e mangeremo tutti insieme e anche sotto questa luce non particolarmente accattivante, voi siete senza alcun dubbio i cinque animali selvatici e mezzo più straordinari che io abbia mai conosciuto in vita mia! Quindi alziamo i nostri cartoni... Alla nostra sopravvivenza!
===''[[Marie Antoinette]]''===
*Al Delfino e alla Delfina di Francia. Abbiate molti figli sani e robusti e procreateci un erede al trono.
*– Al nuovo giorno!<br>– E al giorno dopo.
*– Alla nostra regina!<br>– Salut!<br>– Salut!<br>– A una bella serata!<br>– E a Raumont che ha portato le ostriche!<br>– A Raimond per le ostriche!<br>– E Lamballe che ha portato i fiori!<br>– Per i fiori, per questi bei fiori...<br>– E a Fersen, che è venuto qui dalla lontana Svezia!
{{Raccolte dai media|Brindisi|dai film}}
[[Categoria:Brindisi dai media|Film]]
[[Categoria:Raccolte dai film]]
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text/x-wiki
{{Raccolta}}
[[File:La cena delle beffe (1942) Nazzari e Valenti.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Amedeo Nazzari]] e [[Osvaldo Valenti]] nel film ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'' (1942)]]
Raccolta di '''brindisi''' tratti '''dai film'''.
==Brindisi dai film==
*A Bridget... che non sa cucinare, ma che ci piace così com'è! (''[[Il diario di Bridget Jones (film)|Il diario di Bridget Jones]]'')
*– A che cosa beviamo?<br>– A noi stessi.<br>– Mmh, porta sfortuna.<br>– Agli amici lontani.<br>– Agli amici lontani! (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]'')
*A Frank Castle. Il miglior soldato, il miglior infiltrato, il miglior compagno del mondo. (''[[The Punisher (film 2004)|The Punisher]]'')
*A Lorraine! Che trovi finalmente la pace! (''[[Una canzone per Bobby Long]]'')
*A me e alla mia preziosissima squadra!! (''[[Spider-Man: Far from Home]]'')
*A quella che potrebbe diventare una bella squadra. (''[[Attack Force - La morte negli occhi]]'')
*A te, padre! (''[[Il figlio di Frankenstein]]'')
*A un molto, molto più affettuoso futuro. Affettuoso e immediato. (''[[Strategia di una rapina]]'')
*A una vista d'aquila e tanti capelli. (''[[Star Trek Beyond]]'')
*Agli estranei. (''[[Blade Runner 2049]]'')
*– Agli uccelli.<br>– Alleluja! (''[[The Nice Guys]]'')
*Agli uomini che abbiamo amato. Peste. (''[[Il romanzo di Mildred]]'')
*– Ai fiori di campo!<br />– E al vino e alle bistecche! (''[[Dallas Buyers Club]]'')
*Ai formidabili amici che siete. (''[[Doppio sospetto]]'')
*Ai mutilati e ai fallimenti! (''[[Agnus Dei (film 2016)|Agnus Dei]]'')
*Ai nostri amici assenti. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]'')
*Ai ricordi più felici... e ai più tristi. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]'')
*Ai vecchi amici che non si dimenticano. (''[[La città del piacere]]'')
*Al maresciallo Herring. All'invasione dell'Ostria. (''[[Il grande dittatore]]'')
*Al nostro futuro. (''[[La rapina perfetta]]'')
*– Al nostro segreto.<br>– E alla nostra amicizia.<br>– Marito e moglie possono essere amici?<br>– Oh, sì! (''[[Yentl]]'')
*Al nuovo allievo della yeshiva! Lechaim! (''[[Yentl]]'')
*– Al nuovo giorno!<br>– E al giorno dopo. (''[[Marie Antoinette]]'')
*Al sapere. (''[[Lucy (film 2014)|Lucy]]'')
*Al vero amore, in qualunque forma o dimensioni si presenti a voi. Con l'augurio che un giorno possiate dire con orgoglio: "Anch'io una volta sono stato amato follemente!" (''[[Quattro matrimoni e un funerale]]'')
*All'avere una vita tra tre ore! (''[[The Suicide Squad - Missione suicida]]'')
[[File:Anna perdonami (film 1953) brindisi.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Tamara Lees]], Cesare Fantoni e Aldo Fiorelli in ''[[Anna perdonami]]'' (1953)]]
*– All'imprevisto di quest'incontro.<br>– A te e a me.<br>– E a me no? (''[[Anna perdonami]]'')
*Alla faccia dei mariti in genere e dei nostri in particolare. (''[[Così fan tutte (film)|Così fan tutte]]'')
*Alla giornata! (''[[Charlot soldato]]'')
*Alla lealtà. (''[[Incatenata (film 1934)|Incatenata]]'')
*Alla memoria! (''[[Dopo divorzieremo]]'')
*Alla mia nuova sorella! Bella, spero che tu abbia dormito abbastanza in questi diciotto anni, perché non dormirai più per un pezzo! (''[[The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 1]]'')
*Alla mia unica rivale: la cavalleria degli Stati Uniti. (''[[Rio Bravo]]'')
*Alla nostra amicizia! Sposterei cielo e terra per te, mio amigo! Salud! (''[[Coco]]'')
*– Alla nostra prima cliente!<br>– Alla nostra prima e sola cliente! (''[[Ghostbusters - Acchiappafantasmi]]'')
*Alla notte del Diavolo. Alla mia festa preferita. (''[[Il corvo - The Crow]]'')
*Alla nuova generazione. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]'')
*Alla più bella storia ch'abbia mai udita. (''[[Ninotchka]]'')
*Alla prossima estate. (''[[Storia di una capinera]]'')
*– Alla salute.<br>– Allacciare le cinture!<br>– Buon atterraggio! (''[[Avventurieri dell'aria]]'')
*Alla salute del capo. Ha dovuto rinunciare a uno di noi ed è stato un peccato. Se non faceva così, parecchi ci avrebbero lasciato certamente la pelle. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'')
*Alla salute delle donne con le gambe storte! (''[[Lo squalo (film)|Lo squalo]]'')
*Alla salute di Nadia che ha ritrovato la libertà, all'annullamento del suo matrimonio, all'annullamento di suo marito, all'annullamento di tutto! (''[[La dolce vita]]'')
*Alla scopata telefonica. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]'')
*– Alla tua cara salute. All'uomo più affascinante. Credimi!<br>– Sì, ci credo. Sono io!<br>– Sei tu. A anche al più insolito partner con cui ho mai troncato. (''[[Ghostbusters II - Acchiappafantasmi II]]'')
*– Alla tua gamba!<br>– Io brindo alla tua!<br>– Ok, brindiamo alle nostre gambe! (''[[Lo squalo (film)|Lo squalo]]'')
*– Alla tua, maniscalco!<br>– E al futuro!<br>– Amen.<br>– Amen. (''[[Ritorno al futuro - Parte III]]'')
*Alle antiche sere e alla musica lontana. (''[[I ponti di Madison County]]'')
*Alle donne, spina nel fianco e consolazione di tutti i tempi. (''[[Miss prima pagina]]'')
*Alle ragazze dalle labbra rosa e dal piede leggero. (''[[La mia Africa]]'')
*– Allora, alla società!<br>– Alla società. Ma senza trucchi.<br>– Senza trucchi. (''[[Per qualche dollaro in più]]'')
*– Allora brindiamo alla nostra legge.<br>– Prima di brindare posso conoscere questa legge?<br>– Proclama che bisogna fare l'amore senza calcolo e senza costrizioni, che la verginità non è una virtù, che la coppia non deve essere un limite, e che bisogna spingere il limite fino all'impossibile.<br>– Dunque, alla nostra legge futura! (''[[Emmanuelle]]'')
*– Aspetta, brindiamo alle future esperienze.<br />– Alle future esperienze. (''[[Velluto blu]]'')
*Auguri e figli mosci! (''[[Monella]]'')
*Beviamo ai compagni leali! (''[[Addio Kira!]]'')
*– Beviamo al nostro patto: né approcci amorosi né bisticci.<br>– Proprio come coniugi normali.<br>– Ho detto niente bisticci. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'')
*– Beviamo al tuo avvenire, qualunque esso sarà.<br>– Al mio avvenire! (''[[Il cervello che non voleva morire]]'')
*– Beviamo, mister Engle, beviamo al suo domani.<br>– Al domani! (''[[Angeli del peccato]]'')
*Bevo a questo puro sentimento, e all'amore, ma soprattutto io bevo all'oro! (''[[Il mucchio selvaggio (film)|Il mucchio selvaggio]]'')
*Bevo al delitto. (''[[La signora di Shanghai]]'')
*Bevo all'uomo che ho ucciso. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]'')
*Bevo alla barba di chi non ha debiti. Bevo alla barba di tutti i capri, gli asini, e i santi soltanto in agonia. E chi non beve con me, peste lo colga! (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'')
*Brindiamo a te che la dai. (''[[Un nuovo futuro]]'')
*Brindiamo alla nostra nuova presidentessa. Salute! (''[[Notte al museo - Il segreto del faraone]]'')
*Brindo a me che ho avuto la grande fortuna di conoscervi. (''[[Creed - Nato per combattere]]'')
[[File:Miseria e nobiltà (film 1954) Gianni Cavalieri.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Gianni Cavalieri]] in ''[[Miseria e nobiltà]]'' (1954)]]
*Brindo alla felicità di questa bella nobiltà. (''[[Miseria e nobiltà]]'')
*Brindo alla fiducia! (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]'')
*C'è qualcosa nella vita che non merita un brindisi? Questa è la nuova Karnak, rappresenta il culmine di un grande sogno vecchio più di duemila anni, un sogno ora avveratosi grazie alla vostra incondizionata assistenza... E per questo, è una vergogna per me... Che voi dobbiate condividere una ricompensa così inadeguata. Ai faraoni... I cui più grandi segreti erano affidati ai servitori, sepolti vivi con loro in sale inondate nella sabbia... Buon sonno, signori. Il nuovo mondo di pace sarà in debito con voi per il vostro estremo sacrificio. (''[[Watchmen (film)|Watchmen]]'')
*Cent'anni! (''[[Il padrino - Parte II]]'')
[[File:Profondo rosso (1975) brindisi.png|miniatura|upright=1.4|La scena del brindisi con [[Gabriele Lavia]] in ''[[Profondo rosso]]'' (1975)]]
*– Che cos'era?<br>– Un urlo, direi. Mah, chi lo sa, magari uno stupro. Brindo a te, vergine stuprata! (''[[Profondo rosso]]'')
*– Che cosa si dice in questi casi? <br />– Che sa di tappo! (''[[Roba da ricchi]]'')
*– Che Dio benedica i tuoi occhi.<br>– E i tuoi. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]'')
*Che fra dieci anni si possa essere uniti come stasera. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]'')
*Che possiate fare vedere all'intera Germania il vero volto della DDR. Alla nostra. Brindamo a noi e a un mondo migliore. (''[[Le vite degli altri]]'')
*– Dobbiamo aver fiducia uno nell'altro. Brindiamo a questo?<br />– Con tutto il cuore. (''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'')
*E allora, brindiamo: a una lunga vita, colma di felicità, allietata da molta prole, fama e virtuosa, in un avvenire di pace e di libertà. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]'')
*– È delizioso: il miglior sugo che ho mai assaggiato.<br>– Mi prendi in giro?<br>– No, davvero. Se consideriamo che l'alternativa era essere bruciati in un attacco chimico o nucleare, direi che essere vivi qui sotto darebbe un buon sapore anche a uno stronzo fritto, perciò... al miglior sugo mai mangiato! (''[[10 Cloverfield Lane]]'')
*E io brindo... a non mandare tutto a puttane! (''[[L'ora più buia]]'')
*E ora, beviamo alla mia coscienza! (''[[La signora Skeffington]]'')
[[File:Zazà (1944) Isa Miranda (3).png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'' (1944)]]
*Ecco io... io vi auguro che siate felici. Che seguitiate per sempre ad essere felici. Perché... perché soltanto nel sentirsi felici... c'è la vera felicità. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'')
[[File:Miseria e nobiltà (1940) Vincenzo Scarpetta.jpg|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Vincenzo Scarpetta]] in ''[[Miseria e nobiltà (film 1940)|Miseria e nobiltà]]'' (1940)]]
*Ed ora sia permesso anche a me di fare un brindisi di tutto cuore all'illustrissimo signor amore. (''[[Miseria e nobiltà (film 1940)|Miseria e nobiltà]]'')
[[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani, Virgilio Riento e Marisa Vernati.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Anna Magnani]], [[Virgilio Riento]] e [[Marisa Vernati]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'' (1945)]]
*– Evviva la musica!<br>– Evviva l'amicizia!<br>– Abbasso la tristezza!<br>– Evviva l'abbondanza!<br>– Abbasso la miseria, famo la costituente! (''[[Abbasso la miseria!]]'')
*Facciamo un brindisi: alla riuscita di... quello che non so. (''[[La via dei giganti]]'')
*– Facciamo un brindisi per Harry Cole. Ecco qua. Te lo sarai sentito dire mille volte, Harry, ma lasciamelo dire ancora. Bevo a Harry, il migliore, il primo di tutti. Alla sua salute.<br>– Il migliore cosa?<br>– Il migliore intercettatore della costa occidentale.<br>– E chi è il migliore della costa orientale?<br>– Io. Brindo anche alla mia salute!<br>(''[[La conversazione]]'')
*– Felicità.<br>– Felicità. (''[[Ritorna l'amore]]'')
*Giù i pensieri, su i bicchieri! (''[[Stealth - Arma suprema]]'')
*Il primo brindisi lo voglio dedicare a mia moglie: moglie mia, io non so dove sei, ma ovunque tu sia, io faccio un brindisi alla facciaccia tua! E alla salute mia! (''[[Totò, Peppino e i fuorilegge]]'')
*In barba alla guerra, a Tullio e Ginetta, noi auguriamo una pace perfetta! (''[[Due lettere anonime]]'')
*Io propongo un brindisi per i nostri eroici amici che hanno attraversato il Bronx e superato due dozzine di caselli per essere qui con noi, il successo corra sempre con voi! (''[[Beetlejuice - Spiritello porcello]]'')
[[File:Il suo destino (1938) brindisi.png|miniatura|upright=1.2|La scena del brindisi con [[Luisa Ferida]] ne ''[[Il suo destino]]'' (1938)]]
*Io vi auguro che siate felici, lontani dalle passioni e dai desideri violenti: la felicità è soltanto in questo. Vi ringrazio, amici, alla salute! (''[[Il suo destino]]'')
*Lancillotto era un agente straordinario e un vero Kingsman. Ci mancherà molto. A Lancillotto. (''[[Kingsman - Secret Service]]'')
*Lunga vita al crimine! (''[[Il mistero del falco]]'')
*Nel frattempo brindiamo al vero assassino. (''[[Omicidio!]]'')
*Non posso perdere l'occasione di proporre un brindisi a un protagonista della nostra vita culturale. Un grande socialista di cui non ricordo il nome ha detto "Lo scrittore è l'ingegnere dell'anima" e Georg Dreyman è uno dei migliori ingegneri del nostro paese. [...] E ovviamente a Christa-Maria Sieland, la più bella perla della Repubblica Democratica Tedesca. E guai a chi dice il contrario. Propongo quindi di brindare a Christa-Maria Sieland, stupenda donna e stupenda attrice. (''[[Le vite degli altri]]'')
*Non siamo in prima linea, ma noi conosciamo il valore di un soldato che avanza sprezzante del nemico e della morte. Signori, brindiamo: a mio figlio. Prosit! (''[[All'ovest niente di nuovo]]'')
*Per la donna che amo oggi e che domani avrò già dimenticato. (''[[Il cavaliere della croce]]'')
*Perciò vorrei proporre un brindisi alla mia bellissima sposa. Nessuna misura del tempo è abbastanza con te. Ma cominceremo con per sempre. (''[[The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 1]]'')
*Potrei diventare miliardario in un mese preparando questo piatto per gli altri. Invece gli altri non sapranno mai cosa si perdono. Invece noi e i nostri amici alziamo il bicchiere. (''[[La grande abbuffata]]'')
*Propongo un brindisi: al territorio inesplorato... Al futuro. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]'')
*Quelli bravi muoiono tutti. Agli amici! (''[[Porco Rosso]]'')
*Questo è un brindisi per un figlio della famiglia Frankenstein. Evviva lo sposo! Un lieto brindisi in onore del giovane Frankenstein! (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]'')
*Questo si chiama il brindisi di Maso, che era pieno di whisky dagli stinchi al naso, finché un rene gli rose e il fegato gli esplose. (''[[Gli uomini preferiscono le bionde (film 1953)|Gli uomini preferiscono le bionde]]'')
*Questo vino Malvasìa, alla salute di Gina mia! (''[[Due lettere anonime]]'')
*– Qui ci sta bene un brindisi... a che cosa, non lo so, ma ci sta bene un brindisi!<br>– Buona fortuna in aula.<br>– Buona fortuna.<br>(''[[The Judge (film 2014)|The Judge]]'')
*– Ragazzi, un brindisi al prossimo passo!<br/>– Ma la vuoi piantare con questi passi! Che palle<br/>– No, ma quale passo, noi non lo facciamo, metti giù quel bicchiere!<br>(''[[American Pie - Il matrimonio]]'')
*Salute! Conosco almeno venti motivi per cui non dovreste essere mai felici. (''[[Il postino suona sempre due volte (film 1946)|Il postino suona sempre due volte]]'')
*– Salute e fiji maschi! {{NDR|brindando al Papa}}<br>– "Fiji maschi"?<br> (''[[Nell'anno del Signore]]'')
*Sappiate che ho riaperto questa casa per dare a noi un nuovo inizio. Quindi alziamo questi bicchieri di vino assurdamente costoso per un nuovo inizio. (''[[The Invitation (film 2015)|The Invitation]]'')
*– Secondo me la vita è un dono e non ho intenzione di sprecarla. Non sai mai quali carte ti capiteranno nella prossima mano. Impari ad accettare la vita come viene. Ah, ecco a lei, Cal! Così ogni singolo giorno ha il suo valore.<br />– Ben detto, Jack!<br />– Udite, udite!<br />– Al valore di ogni singolo giorno.<br />– {{NDR|In coro}} Al valore di ogni singolo giorno! (''[[Titanic (film 1997)|Titanic]]'')
*Signori, alla profonda esperienza religiosa che si vive nel far bene il proprio lavoro, seppur tragicamente sottopagati. (''[[The Big Kahuna]]'')
*– Signori miei, all'Inghilterra. <br />– All'umanità. <br />– Al [[Manchester United Football Club|Manchester United]]!<br>(''[[The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo]]'')
*Signorina, a lei! Alle sue bellissime gambe che ho avuto la fortuna di ammirare! (''[[La dolce vita]]'')
*Su, coraggio, coraggio, facciamo un brindisi. Beviamo insieme alla salute del mare. (''[[Anna Christie]]'')
*Un brindisi a Emily! Sempre la damigella, e mai la sposa. (''[[La sposa cadavere]]'')
*Un brindisi. Ai fratelli! (''[[Giuseppe il re dei sogni]]'')
*[[Uva]]! {{NDR|bevendo [[vino]]}} (''[[Il ferroviere]]'')
*– Vaffanculo domenica!<br />– Vaffanculo domenica!<br>(''[[La 25ª ora]]'')
*Voglio fare un brindisi. A Evelyn Mercer, la madre migliore che quattro bastardi degenerati potessero mai avere. (''[[Four Brothers - Quattro fratelli]]'')
*Voglio fare un brindisi a questa bella crociera e a tutti gli amici che sono qui con me, e alla vittoria di Ran al torneo regionale di Karate. (''[[Detective Conan: La strategia degli abissi]]'')
*Voglio fare un brindisi a voi, ragazzi. E all'Italia, naturalmente. Al cibo, naturalmente. E all'amore. (''[[Speak No Evil (film 2022)|Speak No Evil]]'')
*– Vorrei proporre un brindisi. Alla vita.<br />– "Alla vita"? Che significa "alla vita"? (''[[Melancholia]]'')
===''[[C'era una volta in America]]''===
*Al consolatore degli afflitti!
*Ragazzi, alla nostra ultima gita, sul camion di stanotte non c'è solo whisky, ci sono dieci anni di vita che è valsa la pena di vivere.
*Signore e signori, io brindo alla morte di questo locale, il Fat Moe's anche perché qui a bere legalmente non ci verrà più nessuno.
===''[[Fantastic Mr. Fox]]''===
*Quando guardo questa tavolata imbandita di squisite prelibatezze, io vedo due grandi avvocati, un abile pediatra, uno chef eccezionale, un bravo agente immobiliare, un sarto eccellente, una valente commercialista, un musicista di talento, un pescatore di sanguinerole quasi capace e forse la migliore paesaggista dei nostri giorni, alcuni di voi magari leggono la mia rubrica di tanto in tanto, ma tendo a dubitarne... Vedo anche una stanza piena di animali selvatici. Animali selvatici genuini e forniti di grande talento! Animali selvatici con nomi scientifici latineggianti che raccontano il nostro DNA. Animali selvatici, ognuno con punti di forza e debolezze derivanti dalla specie. Comunque sia, credo che possano essere proprio le bellissime differenze che ci distinguono a forse offrirci un barlume di speranza di salvare mio nipote e a darmi la possibilità di farmi perdonare per aver messo tutti noi in questa pazzesca cosa. Non lo so, è una sensazione. Grazie per l'attenzione, salute a tutti.
*Dicono che tutte le volpi siano allergiche al linoleum, ma al tatto risulta fresco! Dicono che la mia coda deve essere lavata a secco due volte al mese, ma ora è totalmente removibile! Dicono che il nostro albero potrebbe non ricrescere mai, ma un giorno qualcosa ricrescerà! Sì, questi ciccioli sono di oca sintetica, e queste rigaglie secche vengono da colombacci artificiali e queste mele sembrano finte, ma almeno hanno le stelline! Quello che voglio dire è che stasera mangeremo e mangeremo tutti insieme e anche sotto questa luce non particolarmente accattivante, voi siete senza alcun dubbio i cinque animali selvatici e mezzo più straordinari che io abbia mai conosciuto in vita mia! Quindi alziamo i nostri cartoni... Alla nostra sopravvivenza!
===''[[Marie Antoinette]]''===
*Al Delfino e alla Delfina di Francia. Abbiate molti figli sani e robusti e procreateci un erede al trono.
*– Al nuovo giorno!<br>– E al giorno dopo.
*– Alla nostra regina!<br>– Salut!<br>– Salut!<br>– A una bella serata!<br>– E a Raumont che ha portato le ostriche!<br>– A Raimond per le ostriche!<br>– E Lamballe che ha portato i fiori!<br>– Per i fiori, per questi bei fiori...<br>– E a Fersen, che è venuto qui dalla lontana Svezia!
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[[Categoria:Brindisi dai media|Film]]
[[Categoria:Raccolte dai film]]
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Montescaglioso
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Citazioni su '''Montescaglioso'''.
*Una strada pedonale che si distacca dalla strada rotabile non molto fuori di Matera e dalla parte di ostro, segue presso a poco la direzione del fiume Gravina e conduce a ''Montescaglioso'', capoluogo del Circondario che ora vuolsi percorrere. Sorge questa piccola città su di una collina presso il Bradano che le scorre a ponente-libeccio: la sua fondazione si deve ripetere, secondo il Giustiniani, dalla contessa [[Emma d'Altavilla]], zia di [[Federico II di Svevia|Federigo II]] e vedova di [[Rodolfo Maccabeo]], la quale la edificò nel XII secolo. Altri ha voluto che fosse fondata da [[Alessandro Severo]] sulle rovine di Metaponto, perché in alcuni diplomi è denominata Civitas Severiana; ma ciò non basta a stabilirne quella vantata antichità. Ebbe Montescaglioso largizioni e privilegi, confermati poi dal mentovato Federigo e dal Viceré [[Pedro Álvarez de Toledo y Zúñiga|Pietro di Toledo]]; fu posseduto per legato paterno dallo svevo Manfredi quando era Principe di Taranto, e nel 1458 da [[Pirro del Balzo]]. Pervenuto a [[Federico I di Napoli|Federigo]] secondogenito del Re Ferrante, egli lo vendé a [[Federico Grisone|Federigo Grisone]], da cui per diversi contratti giunse in potere dell'ultimo feudatario Cattaneo. Vasta è la chiesa parrocchiale di Montescaglioso, ove sono altre chiese di mediocre struttura. Dei tre monasteri che vi si vedono, rinomatissimo per donazioni e per privilegi fu quello dei Cassinensi, ampio e fornito di bella chiesa, con doppio chiostro, doppio cenacolo, vasti e lunghi dormitori e molte sale. ''Miglionico'' e ''Pomarico'' appartengono a questo circondario. ([[Attilio Zuccagni-Orlandini]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Comuni della Basilicata]]
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Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia
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Danyele
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[[Immagine:Flag of Yugoslavia (1946–1992).svg|right|thumb|Bandiera della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia]]
Citazioni sulla '''Jugoslavia''' e sugli '''jugoslavi'''.
==Citazioni==
*È uno dei più belli fra i paesi socialisti europei. Credevo che le nostre riviere, come quella della Crimea e quella caucasica, offrissero paesaggi fra i più meravigliosi del mondo, e certamente esse sono di una bellezza da togliere il fiato. Ma quando vidi Dubrovnik e altre località turistiche jugoslave rimasi umiliato. Mi resi conto che il nostro non era l'unico paese socialista che potesse vantare tali bellezze naturali. Forse la Jugoslavia, per il clima, i paesaggi costieri e la ricchezza di monumenti storici, supera anche le attrattive del nostro paese. ([[Nikita Sergeevič Chruščёv]])
*Guardo alla Jugoslavia a volte con nostalgia, altre con rabbia. Con nostalgia per la sua incredibile diversità culturale e per i miei amici; con rabbia per la dittatura e per gli stupidi politici che l’hanno governata. Se la Jugoslavia fosse stata una democrazia, probabilmente non si sarebbe disintegrata. Ma era una dittatura, con un unico e infallibile leader al vertice e un potente apparato militare, poliziesco e burocratico. ([[Drago Jančar]])
*Il [[Campionato mondiale di calcio 1990|mondiale italiano]] poteva essere il coronamento della sua carriera ma la decisiva partita contro l’Argentina si decise ai calci di rigore e proprio un suo errore dagli undici metri sancì la sconfitta della Jugoslavia. Quella contro l’Argentina fu l’ultima partita degli slavi ad un mondiale perché nel giro di poco tempo la Jugoslavia, dilaniata da profondi contrasti etnici, si disgregò. Così, con il passare degli anni, nell’immaginario collettivo degli jugoslavi il nome di [[Faruk Hadžibegić]] venne accostato ad una grande delusione, non solamente sportiva: se avesse segnato quel rigore forse i destini del Paese sarebbero stati diversi. Addio Jugoslavia. ([[Gigi Riva (giornalista)|Gigi Riva]])
*Io non ho niente contro la Jugoslavia, ma sbaglio forse a domandare se non sia strano che un paese comunista riceva il doppio di noi che siamo alleati dell'Occidente? ([[Mohammad Reza Pahlavi]])
*La devolution mi preoccupa molto, perché la decomposizione della Jugoslavia cominciò esattamente così: reclamata e imposta dai due grandi compari Tudjiman e [[Slobodan Milošević|Milosevic]] che distrussero l'unità del Paese per restare padroni in casa propria... ([[Indro Montanelli]])
*La Federazione jugoslava, con la sua convivenza pacifica, era un modello di Unione Europea, fino a quando non sono entrate in gioco le trame del'imperialismo tedesco ed americano. Vivevano in pace popoli di diversa cultura, storia, confessione. Vivevano in armonia da 80 anni. In Jugoslavia non si chiedeva a nessuno di che razza o nazionalità fosse. ([[Slobodan Milošević]])
*La Jugoslavia avrebbe potuto durare ancora per decenni, la sua fine non era inevitabile. Le esperienze, scartate dalla storia, a posteriori sembrano più deboli di quanto non lo fossero in realtà. Tuttavia in settant'anni le radici non hanno attecchito, nonostante l'ideologia, migrazioni e molti matrimoni misti. ([[Demetrio Volcic]])
*La Jugoslavia è, insieme con l'Iran, l'unico Paese che abbia saputo tener testa a Stalin pur in circostanze difficili se non addirittura angosciose. Non era facile unificare le etnie e modernizzare un Paese come la Jugoslavia, e bisogna ammettere che il maresciallo [[Josip Broz Tito|Tito]] ha realizzato un'opera straordinaria. Dio voglia che i suoi successori si dimostrino altrettanto capaci. ([[Mohammad Reza Pahlavi]])
*La Jugoslavia era una dittatura, anche se molto più libera di altri stati comunisti. Negli anni sessanta le frontiere vennero aperte e la gente scoprì che si viveva meglio che in Ungheria o in Cecoslovacchia. La cultura circolava abbastanza liberamente, la creatività era possibile. Altrove nell’Europa dell’est sarebbe stato difficile immaginare che – come succedeva a Lubiana o a Belgrado – le librerie esponessero opere di Solženitsyn, Kundera, Bunin, Camus o Orwell. ([[Drago Jančar]])
*Mi preoccupa ogni tipo di divisione. L'indipendenza di un popolo attraverso la secessione equivale a uno smembramento. Pensiamo alla Jugoslavia. Ovviamente ci sono popoli e culture così differenti che non possono essere tenuti uniti neanche con la colla. Il caso jugoslavo è molto chiaro, ma mi chiedo se la stessa cosa valga per altri, per popoli che sono rimasti uniti fino a ora. ([[Papa Francesco]])
*Nessun paese era pacifico come la Jugoslavia, costruita passo dopo passo e pezzo per pezzo dopo essere stata distrutta da Hitler. L’abbiamo distrutta, come se stessimo facendo lo stesso lavoro di Hitler. Tito ha costruito tranquillo paese passo dopo passo e mattone dopo mattone e poi siamo arrivati a spezzarlo per imperialistici interessi personali. Come possiamo essere compiacenti con ciò? Perché non possiamo essere soddisfatti? Se un paese tranquillo come la Jugoslavia ha dovuto subire tale tragedia, l’Assemblea Generale dovrebbe aprire un’indagine per decidere chi dovrà essere giudicato davanti alla Corte Penale Internazionale. ([[Mu'ammar Gheddafi]])
*Pensavamo di essere liberi, vivevamo con ironia sotto il regime, nessuno di noi giovani pensava di iscriversi al partito. Non ci siamo fatti una coscienza politica reale, non sentivamo la necessità di fare un'alternativa, vivevamo nel "vacuum" politico. Finito il comunismo siamo stati strozzati dal nazionalismo dei vari Milosevic, Tudjman, Karadzic. In questo senso mi sento colpevole. ([[Slavenka Drakulić]])
*{{NDR|«Perché è fallita la Jugoslavia?»}} Per non essersi evoluta in tempo. Mi spiego: il socialismo lottò per il riconoscimento internazionale della Jugoslavia e per la sicurezza delle frontiere esterne. All'interno, il socialismo storico ha avuto un destino comune ad altri Paesi europei, in quanto legato alla tradizione bolscevica. Ma è successo poi che, dopo Helsinki, la Jugoslavia non sia stata minacciata più da nessuno. Così si è posta la questione: come cambiare, adesso? ([[Milan Kučan]])
*Ridurre la Jugoslavia, il suo [[Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia|Esercito Popolare di Liberazione]] e la figura di [[Josip Broz Tito|Tito]] a dei "''boia massacratori di italiani''" oltre ad essere falso è un'infamia storica di cui il Parlamento italiano, quasi nel suo complesso, è responsabile. ([[Alessandra Kersevan]])
*Siamo a lungo vissuti in una mistificazione. Sotto il regime di Tito la storia che s'insegnava nelle nostre scuole cominciava nel 1941 con l'inizio della guerra partigiana. Tutto il resto, quanto era avvenuto prima era ignorato. Era una storia ideologizzata e dunque falsa, come del resto quella che veniva insegnata sotto tutti i regimi comunisti. Per questo gli eventi ci hanno colti impreparati, la scoperta di determinate realtà ci ha travolti, ubriacati. In breve non eravamo sufficientemente immunizzati. ([[Slavenka Drakulić]])
*Sei stati, cinque nazioni, quattro lingue, tre religioni, due alfabeti e un solo [[Josip Broz Tito|Tito]]! ([[filastrocche iugoslave|filastrocca iugoslava]])
===[[Nora Beloff]]===
*Contrariamente all'opinione diffusa in occidente, gli jugoslavi non hanno mai specificamente ripudiato la "dottrina Breznev" sulla "sovranità limitata", ovvero il diritto affermato dall'Unione Sovietica di intervenire militarmente in sostegno di un regime comunista la cui esistenza fosse messa in discussione.
*È difficile dire se la Jugoslavia ha mai causato seri inconvenienti ai sovietici. Questo è un problema ancora aperto. I diplomatici e i giornalisti jugoslavi che hanno relazioni con l'occidente tendono, per ovvie ragioni, a esagerare le divergenze che possono esistere tra i due paesi.
*L'arcaica dottrina marxista-leninista e di importazione che Tito ha imposto alla Jugoslavia, negli jugoslavi ha causato un vuoto spirituale, e diversi uomini di cultura di quel paese ritengono che, purtroppo, molti loro compatrioti lo abbiano colmato regredendo nella più primitiva forma di uno sciovinismo etnico che li porta a considerare loro rivali come dei subumani.
*La paura dell'Unione Sovietica e l'ingegnosità diplomatica degli jugoslavi hanno convinto i leader occidentali che la Jugoslavia potesse scegliere solo tra una versione titoista e una sovietica di sistema di dominio monopartitico comunista. Conseguentemente, sia i circoli della destra tradizionale repubblicana statunitense che i vari gruppi conservatori dell'Europa occidentale si sono dimostrati più che disposti a tralasciare ogni riserva sull'incompetenza dei comunisti jugoslavi a governare, e hanno chiuso gli occhi sulle palesi violazioni dei diritti umani che avvengono in Jugoslavia con gravità non diversa da quelle che vengono registrate negli altri paesi dell'Est, e che vengono invece condannate.
*La relativa povertà della Jugoslavia, se paragonata alle condizioni di altri paesi mediterranei, spesso viene attribuita dagli stessi jugoslavi a certe caratteristiche nazionali, all'assenza di qualsiasi tradizione industriale, all'usanza ben radicata della mancia o alla preferenza per il lavoro impiegatizio a quello manuale. Ma il fatto è che tutto ciò viene smentito dalla grande reputazione che i lavoratori jugoslavi hanno in Europa occidentale. È solo nel loro paese, dove tutto e niente appartiene a tutti e a nessuno, e nessuno è responsabile di niente, che tendono ad assentarsi dal lavoro o a indirizzare le loro energie verso attività non socializzate.
*[...] mentre negli altri paesi dell'Europa orientale da poco sovietizzati la repressione giunse all'apice quando il controllo sovietico era strettissimo, in Jugoslavia il terrorismo toccò il culmine solo dopo la rottura con Stalin.
*Nell'attuale contesto statuale e politico europeo la Jugoslavia è un paese utopico, che cioè non si pone da alcuna parte, non appartiene nè all'Est nè all'Ovest, nè al mondo dei paesi neutrali, quali la Svizzera e la Svezia, nè a quello filo-occidentale, nè tantomeno, ufficialmente, a quello filo-sovietico. Posta nel cuore dei Balcani, essa ha una lunga storia: è stata punto d'incontro e di scontro di molte civiltà e di molte fedi religiose - musulmana e cristiana, ortodossa e cattolica romana - che la hanno resa tragicamente affascinante e culturalmente ricca, e oggi è teatro di scontro e di incontro tra una concezione di vita marxista-leninista e quella democratica di modello occidentale.
*Non per tutta la massa degli jugoslavi il titoismo ha un saldo completamente negativo: non ci sono truppe sovietiche sul territorio jugoslavo, e diversamente dai russi gli jugoslavi non devono far la coda per le provviste alimentari, anche se in tutta la Jugoslavia, articoli come farina, olio, detersivi e caffè scompaiono spesso per finire sul mercato nero.<br>I dissidenti restano una piccola minoranza e molti jugoslavi che in privato condividono le loro opinioni temono che un sovvertimento potrebbe peggiorare le cose. La popolazione jugoslava si è adattata a una società priva di libertà, sapendo anche che tra le altre necessità, il lavoro, l'alloggio, la possibilità di istruzione per i loro figli e quella di viaggiare dipendono dai favori del partito, e si comportano di conseguenza.
*Secondo i censimenti ufficiali, la Jugoslavia è costituita da non meno di 17 diversi gruppi etnici, dotati di propria lingua, dialetto, e cultura peculiari. Per i profani è difficile comprendere ciò che una comunità così differenziata può significare nella realtà quotidiana. Ogni anno milioni di turisti si recano in Jugoslavia per godere del clima, del paesaggio e dei tesori storici e artistici, ma pochi sono coloro che si fanno rovinare le vacanze dalla complicata situazione politica di quel paese. Peraltro, bisogna anche dire che sono pure pochi coloro che riescono ad avere idee chiare su quel problema.
*Una delle ironie della storia contemporanea è che l'occidente ha avallato l'attuale regime jugoslavo proprio per la sua condizione di paese non allineato, mentre, secondo Tito e i suoi successori, le relazioni della Jugoslavia con i paesi in via di sviluppo sono state usate per sostenere un continuo e violento attacco all'occidente.
===[[Milovan Gilas]]===
*È vero che con Tito siamo diventati il più liberalizzato dei paesi socialisti, ma in fondo il sistema non è cambiato. Resta il monopolio di un partito in tutti i campi della vita, soprattutto l'economia e il governo.
*In Jugoslavia non c'è nulla da distruggere completamente, ma neanche nulla che non vada cambiato. L'autogestione inizialmente aveva aspetti positivi indebolire la burocrazia e orientare l'economia verso il mercato. Ma nella vita politica l'autogestione non può avere nessun ruolo. L'opinione che l'autogestione risolva tutto è un'utopia, il che non significa che sia inefficace.
*Lo slogan della fraternità e unità dei popoli jugoslavi, che un tempo aveva un ruolo ideologico-emozionale, oggi non ha più nessuna funzione. Lo jugoslavismo, nostro ideale durante la guerra, ora è morto. Può esistere ancora un'idea di jugoslavismo, solo se c'è parità tra i singoli Stati.
*Non è immaginabile un regime militare in Jugoslavia. Se vi si arrivasse la situazione peggiorerebbe. I non serbi penserebbero: ecco si torna all'egemonia serba. I serbi stessi per lo più rifiuterebbero una dittatura militare.
===[[Enver Hoxha]]===
*È importante sottolineare che la Jugoslavia titista non è più sull’orlo della voragine, ma è già dentro. I conflitti politici e nazionalisti tra i vari clan di questo paese sono evidenti e lo saranno ancor di più in avvenire. La crisi economica ha raggiunnto la sua punta massima. La Jugoslavia è indebitata fino al collo, e i debiti non si possono assolvere contrattandone di nuovi. Essa è afflitta da una forte disoccupazione, l’inflazione è galoppante e i prezzi salgono vertiginosamente diventando inaccessibili agli operai comuni.
*È un fatto incontestabile che i popoli di Jugoslavia si siano battuti. La Jugoslavia, così come l’Albania, ha fatto dei grandi sacrifici. I dirigenti antimarxisti jugoslavi hanno speculato su questa lotta, hanno sfruttato davanti all’opinione pubblica, interno ed esterno, l’apprezzamento che l’unione Sovietica faceva della Jugoslavia, che essa considerava una importante alleata sulla via marxista-leninista dei socialismo.
*In Jugoslavia non esistono organi dei potere statale in quanto veri rappresentanti del popolo. Là esiste solo il sistema burocratico denominato «sistema di delega», che viene presentato come detentore del sistema dei potere, ragion per cui non si procede all’elezione dei deputati agli organi dei potere statale.
*L'«unione» e la «fraternità» dei popoli, a proposito di cui si parla molto in Jugoslavia, non sono state mai poste sulle giuste fondamenta dell'eguaglianza economica, politica, sociale e culturale delle nazioni e delle nazionalità.<br>Senza realizzare l'eguaglianza in questi campi, non è possibile risolvere equamente la questione nazionale in Jugoslavia. Da quasi tre decenni il socialismo «autogestionario», oltre alla demagogia sulla «comunità autogestionaria delle nazioni e delle nazionalità di un tipo nuovo», non ha potuto fare niente per la realizzazione dei diritti sovrani delle diverse nazioni e nazionalità nelle repubbliche e nelle regioni della Jugoslavia.
==Voci correlate==
*[[Bosnia ed Erzegovina]]
*[[Croazia]]
*[[Guerre jugoslave]]
*[[Kosovo]]
*[[Macedonia del Nord]]
*[[Serbia]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Jugoslavia]]
[[Categoria:Luoghi dell'Europa]]
[[Categoria:Stati comunisti]]
[[Categoria:Stati costituiti nel XX secolo]]
[[Categoria:Stati dissolti nel XX secolo]]
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Porta
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[[Immagine:Edelfelt At the door 1901.jpg|thumb|''Alla porta'' (A. Edelfelt, 1901)]]
Citazioni sulla '''porta'''.
==Citazioni==
*Ci sono persone dalle quali non ci si può aspettare che bussino alla porta. Se vuoi che entrino, devi lasciare la porta aperta. (''[[L'ispettore Derrick]]'')
*Giacché, quando noi apriamo una porta, trasformiamo gli ambienti in modo davvero meschino. Offendiamo la loro piena estensione e a forza di proporzioni sbagliate vi introduciamo un'incauta breccia. A pensarci bene, non c'è niente di più brutto di una porta aperta. Nella stanza dove si trova, introduce una sorta di rottura, un parassitismo provinciale che spezza l'unità dello spazio. Nella stanza contigua provoca una depressione, una ferita aperta e tuttavia stupida, sperduta su un pezzo di muro che avrebbe preferito essere integro. In entrambi i casi turba i volumi, offrendo in cambio soltanto la libertà di circolare, la quale peraltro si può garantire in molti altri modi. ([[Muriel Barbery]])
*Gli italiani fabbricano porte magnifiche ma se desideri tener fuori il prossimo usa un [[lucchetto]] americano. ([[John H. Secondari]])
*Hacken, guarda qua: una porta! Che invenzione incredibile. Pensa, si apre e si chiude quando vuoi. E devi solo muovere questa maniglia, sai? (''[[Hitman (fumetto)|Hitman]]'')
*Le porte ce l'hanno a morte col [[vento]]. ([[Ramón Gómez de la Serna]])
*Non aprire mai la porta a coloro che l'aprono anche senza il tuo permesso. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*Ogni "accadimento" che mi riguardasse aveva la sua frase di corollario. Se dimenticavo di chiudere una porta alle mie spalle, la zia più vicina, continuando nelle sue faccende, gridava al vento: "Cani, ruffiani e figli di mignotte, lasciano sempre aperte le porte."<br/>Subito le faceva eco, dalla cucina, un'altra zia: "Che ci vuoi fare? Lui abita al [[Colosseo]]." ([[Marcello Marchesi]])
*Si ottiene tutto dalle donne e dalle porte prendendole con le buone! ([[Alexandre Dumas padre]], ''[[Vent'anni dopo]]'')
*''Vado all'ingresso e faccio per entrare. | Il meccanismo automatico, le porte che si aprono per farmi passare mi fa pensare: | qualsiasi addio anche tra due porte è traumatico.'' ([[Dargen D'Amico]])
==Proverbi==
*Non si tiene la porta aperta quando la [[iena]] è vicina. ([[proverbi africani|africano]])
===[[Proverbi italiani|Italiani]]===
*A chi batte forte, si apron le porte.
====[[Proverbi toscani|Toscani]]====
*La porta di dietro è quella che ruba la casa.
*Non si serra mai una porta che non se n'apra un'altra.
*Una bella porta rifà una brutta facciata.
==Voci correlate==
*[[Chiave]]
*[[Lucchetto]]
*[[Origliare]]
*[[Porta automatica]]
*[[Porta cittadina]]
*[[Porta di casa]]
==Altri progetti==
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Sandalo citrino
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[[File:Sandel tree.jpg|thumb|Albero di sandalo]]
Citazioni sul '''sandalo citrino'''.
*Gli uomini di Curam e quelli di Salomone, che caricavano oro da Ofir, portarono legno di sandalo e pietre preziose. Con il legno di sandalo il re fece le scale del tempio e della reggia, cetre e arpe per i cantori; strumenti simili non erano mai stati visti nel paese di Giuda. (''[[Libri delle Cronache]]'')
*Il profumo dei fiori non va controvento, non [quello di] sandalo, ''tagara'', o gelsomino; il profumo dei buoni va controvento, in tutti i sensi lo effonde il virtuoso.<br />Sandalo, ''tagara'', loto e ''vassikī'': di tutte queste specie di profumo quello della virtù è maggiore. ([[Gautama Buddha]])
*Non arrivarono mai tanti aromi quanti ne portò la regina di Saba a Salomone. Inoltre, la flotta di Chiram, che caricava oro in Ofir, portò da Ofir legname di sandalo in gran quantità e pietre preziose. Con il legname di sandalo il re fece ringhiere per il tempio e per la reggia, cetre e arpe per i cantori. Mai più arrivò, né mai più si vide fino ad oggi, tanto legno di sandalo. (''[[Libri dei Re]]'')
==Altri progetti==
{{interprogetto|etichetta=sandalo citrino|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}}
[[Categoria:Alberi ornamentali]]
[[Categoria:Piante aromatiche]]
[[Categoria:Piante medicinali e officinali]]
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Invasion (film 2007)
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{{Film
|titoloitaliano= Invasion
|titolooriginale= The Invasion
|paese= Stati Uniti d'America / Australia
|annouscita= 2007
|genere = fantascienza, azione
|regista= [[Oliver Hirschbiegel]], [[James McTeigue]] (non accreditato)
|produttore= [[Joel Silver]]
|soggetto= [[Jack Finney]]
|sceneggiatore= [[Dave Kajganich]]
|attori=
*[[Nicole Kidman]]: Carol
*[[Daniel Craig]]: Ben
*[[Jeremy Northam]]: Tucker
*[[Jackson Bond]]: Oliver
*[[Jeffrey Wright]]: Dr. Galeano
*[[Veronica Cartwright]]: Wendy
*[[Josef Sommer]]: Dr. Henryk Belicec
*[[Celia Weston]]: Ludmilla Belicec
*[[Stephanie Berry]]: Carly
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*[[Chiara Colizzi]]: Carol
*[[Danilo Di Martino]]: Ben
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*[[Franco Mannella]]: Dr. Galeano
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|note=
*Remake di ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'' (1956)
}}
'''''Invasion''''', film del 2007 con [[Nicole Kidman]] e [[Daniel Craig]], regia di [[Oliver Hirschbiegel]].
==[[Incipit]]==
{{incipit film}}
'''Carol''' {{NDR|voce fuori campo}}: Oh, non ce la faccio a stare sveglia... Sta' sveglia! Sta' sveglia! Sta' sveglia! Adderall, vuoto. Ritalin, vuoto. Amitriptilina, amitriptiplina... Che cos'è? Che cos'è? Modifinil, CNS, Modifinil, dopamina, sì, è uno stimolante, Clonazepam, Clonazepam, bene. Perfetto, sì. Sì, in tasca, mettitelo in tasca. Oh, zucchero, zucchero. Fruttosio. Questa va bene.<br>'''Ultracorpo''' {{NDR|da dietro la porta}}: Aprite la porta! Aprite, vi prego! Vogliamo uscire, vi prego aprite la porta!<br>'''Carol''' {{NDR|voce fuori campo}}: Chi sono? Chi sono? Non dormire. Presto, svegliati! Ormai ce la fai! So che ce la fai! Non ce la faccio... Sta' sveglia, non ti addormentare! Ce la fai, avanti! Avanti!
==Frasi==
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==Dialoghi==
{{cronologico}}
*{{NDR|A una cena elegante}}<br>'''Yorish''': A te serve quello che serve a ogni ceco: uno stivale russo nel posteriore.<br>'''Henryk''': Peccato che non li facciano più i russi ormai, li fanno tutti in Cina!<br>'''Yorish''': Prima mi metti vicino a una bella donna senza presentarmi e ora mi insulti.<br>'''Moglie di Henryk''': Oh, no, adesso comincia, Henyo!<br>'''Henryk''': Desolato, Yorish, accetta le mie umili scuse. Dottor Bennell, lei ha l'onore di conoscere uno dei diplomatici più famosi di Washington, il mio amico e fonte di questo delizioso caviale, l'ambasciatore Yorish Kaganovich.<br>'''Carol''': È un vero piacere, ambasciatore.<br>'''Yorish''': Il piacere è tutto mio. Henryk in genere ha ospiti sgradevoli e vecchi quanto me.<br>'''Henryk''': Non condivido. Nessuno è sgradevole quanto te, Yorish.<br>'''Yorish''': Sa la parola "[[Cecoslovacchia]]" com'è in russo, dottore? Noi la traduciamo "zerbino".<br>'''Henryk''': Qualcuno parla ancora russo? Pensavo fosse una lingua morta!<br>'''Yorish''': Con il mio sfacciato amico fingiamo di giocare, ma segretamente siamo aspri rivali i quali si sfruttano reciprocamente. Io sono qui per bere il suo costoso champagne e lui invita me perché gli procuro il vero caviale. Una patina di civiltà che cela i nostri veri interessi; è la natura del nostro mondo, no?<br>'''Moglie di Henryk''': Yorish, sta' buono!<br>'''Yorish''': Sono solamente curioso. Io sostengo che la civiltà è un'illusione, un gioco di finzione. Di reale c'è solo il fatto che siamo ancora animali, guidati da istinti primari. In quanto psichiatra, lei saprà che questo è vero.<br>'''Carol''': Le dirò, ambasciatore, che quando qualcuno comincia a parlarmi di ciò che è vero, quello che sento io è qualcuno che mi parla di sé stesso più che della sua visione del mondo.<br>'''Henryk''': Centrato! Bene, dottore!<br>'''Yorish''': Forse ha ragione. Essere russi in questo paese è una sorta di patologia. Cosa ne dice? Può aiutarmi, darmi una pillola che mi faccia vedere il mondo come lo vedete voi americani, che mi aiuti a comprendere l'Iraq o il Darfur o perfino... New Orleans?<br>'''Henryk''': Non sprofondi nella sua follia, dottore. È russo, per lui discutere è un po' come respirare!<br>'''Yorish''': Sto solo dicendo che la civiltà si sgretola quando più ne abbiamo bisogno. Nella giusta situazione siamo tutti capaci dei più terribili crimini. Immaginare un mondo in cui non sia così, in cui ogni crisi non sfoci in una nuova atrocità, in cui tutte le prime pagine non siano solo guerra e violenza... be', in realtà è immaginare un mondo in cui l'essere umano cessi di essere umano.<br>'''Carol''': Posso concederle che conserviamo ancora bassi istinti animaleschi, a patto che ammetta che non siamo gli animali che eravamo anni orsono.<br>'''Yorish''': Giusto.<br>'''Carol''': Legga [[Jean Piaget|Piaget]] o [[Lawrence Kohlberg|Kohlberg]], [[Abraham Maslow|Maslow]], [[Clare W. Graves|Graves]], [[Ken Wilber|Wilber]]... e vedrò che ci stiamo ancora evolvendo, la nostra coscienza cambia. Cinquemila anni orsono le femministe postmoderne non esistevano, eppure oggi se ne ritrova una accanto. E sebbene sia un fatto che non cancella tutte le terribile cose che avvengono in questo mondo, se non altro mi da motivo di pensare che forse un giorno saremo diversi.
*'''Carol''': Oh, Dio, che cosa ridicola! Il marito è infetto da un virus alieno e io le prescrivo degli antipsicotici!<br>'''Ben''': Be', io avevo scambiato il campione per uno scherzo di Halloween, quindi... Chi lo sapeva?
*'''Ben''': Sbagliavamo a combatterli.<br>'''Carol''': No... No...<br>'''Ben''': Ricordi quel viaggio in Colorado?<br>'''Carol''': Sta' zitto!<br>'''Ben''': Quel boschetto di pioppi, ricordi?<br>'''Carol''': Sta' zitto! Sta' zitto!<br>'''Ben''': ...che pace e che bellezza, ricordi? Che mi hai detto quel giorno?<br>'''Carol''': Io non ti ho detto niente quel giorno!<br>'''Ben''': Ti chiedevi come sarebbe se vivessimo come vivevano quegli alberi, in piena connessione l'uno con l'altro, in armonia, un tutt'uno.<br>'''Carol''': Tu non sei Ben! Lo so che non sei Ben!<br>'''Ben''': Non sono solo Ben. Io vado oltre Ben.<br>'''Carol''': Fermo, non aprire quella porta!<br>'''Ben''': Non guardi la televisione? Non li leggi i giornali? Non vedi quello che succede? Quello che offriamo? Un mondo senza guerre, senza povertà, senza omicidi, senza stupri. Un mondo senza sofferenza. Perché nel nostro mondo nessuno può ferire l'altro o sfruttare l'altro o cercare di annientare l'altro perché nel nostro mondo non esiste l'altro. È giusto così, Carol. Dentro di te lo sai che è giusto. Combattere noi è combattere per tutto ciò che è sbagliato. Carol, tu sai che è vero: il nostro mondo è un mondo migliore.
==[[Explicit]]==
{{explicit film}}
{{NDR|Carol ripensa al discorso dell'ambasciatore Yorish Kaganovich}} Nella giusta situazione siamo tutti capaci dei più terribili crimini. Immaginare un mondo in cui non sia così, in cui ogni crisi non sfoci in una nuova atrocità, in cui tutte le prime pagine non siano solo guerra e violenza... be', in realtà è immaginare un mondo in cui l'essere umano cessi di essere umano. ('''Yorish Kaganovich''') {{NDR|voce fuori campo}}
==Citazioni su ''Invasion''==
*Parte benino, il film, con un blando tentativo di critica di costume all'indifferenza dell'uomo moderno, ma s'impantana poi nel ridicolo involontario quando prevalgono inseguimenti, sparatorie, bombe molotov (!). La sontuosa confezione non dà contenuto a un film che perde per strada la metafora e resta solo irrimediabilmente prevedibile. (''[[il Morandini]]'')
===Frasi promozionali===
*Attento alle cose... che ti circondano.
:''Beware things surround... you.''<ref>Dalla locandina in inglese. {{Cfr}} [http://www.mymovies.it/film/2007/invasion/poster/6/ ''Poster 6 - The Invasion''], ''MYmovies.it''</ref>
*Non fidarti di nessuno. Non mostrare emozioni. Non addormentarti mai.<ref>Dalla locandina in italiano. {{Cfr}} [http://www.mymovies.it/film/2007/invasion/poster/0/ ''Poster Invasion''], ''MYmovies.it''</ref>
*Non dormire. Non andare a casa. Ti troverò. Mamma.
:''Don't sleep. Don't go home. I'll find you. Mom.''<ref>Dalla locandina in inglese. {{Cfr}} [http://www.mymovies.it/film/2007/invasion/poster/7/ ''Poster 7 - Invasion''], ''MYmovies.it''</ref>
==Voci correlate==
*''[[L'invasione degli ultracorpi]]''
*''[[Terrore dallo spazio profondo]]''
*''[[Ultracorpi - L'invasione continua]]''
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film d'azione]]
[[Categoria:Film di fantascienza]]
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Campionato mondiale di calcio 1994
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Danyele
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{{voce tematica}}
[[File:1994 FIFA World Cup.svg|thumb|Logo dell'edizione]]
Citazioni sul '''Campionato mondiale di calcio 1994'''.
==Citazioni==
*Brucia perdere così, ma il Brasile nell'arco del Mondiale ha sicuramente giocato e divertito più dell'Italia. Ieri ha fatto qualcosa in più, non molto, ma è stato più pericoloso sotto porta. Giusto così, tutto sommato. Sacchi non si porterà addosso l'etichetta di fortunello (vincendo ai rigori, non gliela toglieva nessuno) e la soddisfazione di avere comunque mostrato una squadra vera ce l'ha. Non era la squadra che ci aspettavamo, né quella che si aspettava lui: di grandissimo gioco, solo mezz'ora con la Bulgaria (tritata poi dalla Svezia). Non era la squadra che domina, che impone il suo gioco, ma sa adattarsi, sa lottare, sa sgobbare con una umiltà e una intensità (uso due sostantivi cari a Sacchi) che raramente hanno diritto di cittadinanza nelle grandi squadre. Grazie lo stesso, e poi non è un male che abbia vinto il Brasile, paralizzato a lungo dalla paura di vincere, dopo ventiquattro anni di digiuno. E adesso chi darà più dell'asino al povero Parreira? ([[Gianni Mura]])
*C'è una sana e spicciola filosofia di vita: «Ricordati ogni giorno da dove sei partito...». Io mi riporto al lugubre 18 giugno, tra i bollori del Giants Stadium. Dove Italia e Irlanda gareggiarono per dimostrare agli americani quanto misero e brutto fosse quel calcio che pretendeva di invadere la loro cultura. L'errore di Pagliuca, l'inconsistenza di Baggio, quel cuocersi lento di cervelli logori e di gambe stanche. Il giorno peggiore, credo, della carriera di Sacchi. [...] Nel giorno del prodigio nigeriano cominciò il nostro vero mondiale e, con l'onestà popolare, a Sacchi venne riconosciuto, via via che l'Italia avanzava verso il suo destino, tutto ciò che c'è dietro al suo fanatismo estremo: tenacia, capacità di lavoro, intuito, oltre al coraggio dell'impopolarità. [...] Avremmo voluto veder Sacchi sollevato al cielo dai suoi ragazzi come Bearzot nel 1982. Lo abbiamo visto, invece, stremato e distrutto come gli altri azzurri. Su con la vita, fratelli, è stato bello, anzi bellissimo lo stesso. ([[Candido Cannavò]])
*Fa un certo effetto vedere Carlos Dunga, pettinato da marine, alzare la quarta Coppa del Mondo per il Brasile, Dunga ritenuto inutile dal Pescara, Dunga che passa la coppa ad altri scartati dal nostro campionato, come Branco e Mazinho, forse anche Aldair e Taffarel. Tutta gente che nell'82 non sarebbe stata nemmeno convocata, nell'82, quando Baresi e Massaro non fecero che panchina. È un Mondiale senza nuovi grandi personaggi, senza goleador irresistibili, senza registi di talento continui, senza portieri che fanno miracoli. Bisogna dirlo. Bisogna aggiungere che è stato un Mondiale con tanto pubblico e nessuna violenza, piuttosto corretto anche sul campo, correttissima nella sua bruttezza tesa questa finale. ([[Gianni Mura]])
*Potevamo vincere questo mondiale, come potevamo vincere quello del '90. Li abbiamo persi entrambi ai rigori, ma né quell'Argentina né questo Brasile valevano gli azzurri. Unici ad esser finiti fra i primi quattro in entrambe le edizioni, a conferma della nostra supremazia, di quanto valga il movimento calcistico italiano. Sia Vicini sia [[Arrigo Sacchi|Sacchi]] hanno commesso l'identico errore: schierare un attaccante (allora [[Gianluca Vialli|Vialli]], adesso Baggio) in non buone condizioni fisiche. ([[Giorgio Tosatti]])
*{{NDR|Nel 1987}} Può essere vero che gli statunitensi e il calcio vadano d'accordo come «la marmellata e i cavoli» ma io credo che sia giusto – da parte di chi ama veramente il foot ball e la sua diffusione – che i cavoli si trasformino in ottimo burro e che il connubio si possa finalmente fare. Il sogno del calcio è – giustamente – troppo «universale» perché possa arenarsi davanti ad una tradizione negativa: e, d'altra parte, la potenzialità sportiva degli Stati Uniti è troppo invitante perché la si ignori con un'alzata di spalle. A me piace sognare questi possibili Mondiali come un'opera di grandissimo missionariato oltre la quale il calcio, finalmente, potrebbe attecchire in quello che – volenti o nolenti – è il più grande Paese di sport nel mondo. [...] L'occasione del '94 potrebbe essere il volano di una conquista senza la quale – diciamolo pure – il calcio mondiale potrebbe continuare a vivere con qualche piccolo complesso: se non di inferiorità quantomeno di non totale appagamento. ([[Marino Bartoletti]])
===[[Elio e le Storie Tese]]===
*''Confidiamo che la faglia | non esiga il tuo tributo di sangue | ai mondiali di calcio americani.''
*''Fondamentalmente | agli americani non interessano | i mondiali di calcio americani.''
*''Nessuno sugli spalti, nessuno in panchina | nessuno palleggia, nessuno che moviola | nessuno allo stadio, nessuno bagarino | nessuno realizza, nessuno fluidifica: | nobody at the stadium.''
*''Se [[Wilfred Agbonavbare|Agbonavbaré]] difenderà la propria porta | nei mondiali di calcio americani, | forse la Nigeria vincerà | questi famosi campionati di calcio | mondiali americani.''
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}}
{{Campionato mondiale di calcio}}
[[Categoria:Edizioni del campionato mondiale di calcio| 1994]]
[[Categoria:Eventi degli anni 1990]]
[[Categoria:Sport negli Stati Uniti d'America]]
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Pietro Ubaldi
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text/x-wiki
[[File:Pietro Ubaldi - Pergine Comics 2026 03.jpg|thumb|Pietro Ubaldi a Pergine Comics 2026.]]
'''Pietro Ubaldi''' (1955 – vivente), attore e doppiatore italiano.
==Citazioni di Pietro Ubaldi==
*Adesso forse c’è più visibilità e considerazione del lavoro anche se poi ovviamente oggi ci sono i “partiti” di chi preferisce la lingua originale ed è giusto così. C’è anche chi preferisce la canzone originale o c’è quello che dice che il [[doppiaggio]] è meglio e nobilita il prodotto. Quindi è un lavoro artigianale che se fatto bene, deve cercare di ritrasporre un lavoro nella nostra lingua senza intaccarlo o modificarlo, rendendolo vivo e fluido.<ref>Da ''[https://www.teamnerd.it/2017/10/intervista-a-pietro-ubaldi/ Intervista a Pietro Ubaldi]'', ''Teamnerd.it'', 10 ottobre 2017.</ref>
*{{NDR|Sull'ingresso nel mondo del doppiaggio}} È iniziato per gioco, per caso, e per voglia di giocare e trasformare un gioco in un lavoro, o viceversa, un lavoro in un gioco (ride)… Il lavoro fa parte della vita, il gioco pure… E ho cominciato a fare , a parte le cose che si fanno in famiglia tipo: recitami la poesia, cantami la canzone, fai l’imitazione, ecc. Ho cominciato a fare teatro amatoriale al liceo, poi il teatro di prosa, importante e serio, ero iscritto all’università, è arrivata la cartolina militare che all’epoca bloccava lo sviluppo, non l’ho fatto il militare per vie strane… Avevo tempo da perdere perché non potevo firmare per il teatro, e il doppiaggio si è allargato molto con l’avvento delle tv private, Mediaset in particolare, per cui ho cominciato ad andare a vedere, ho provato a fare ed è andata bene, e poi il destino mi ha regalato questa specializzazione nei cartoni animati, perché la maggior parte del mio lavoro si svolge nell’ambiente dei cartoni animati… Sono diventato un cartone animato gigante, infatti il gat-topone di Doraemon, che è uno dei personaggi più importanti che ho fatto, mi contraddistingue bene perché contengo un sacco di roba.<ref>Da ''[https://www.animeclick.it/news/51397-pietro-ubaldi-intervista-per-animeclickit-al-mangames-2016 Pietro Ubaldi: Intervista per Animeclick.it al Mangames 2016]'', ''Animeclick.it'', 27 gennaio 2016.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Doraemon]]''}} Sì, lo conoscevo più che altro per sentito dire; sai da piccolo guardavo anche io i cartoni animati, ma quando ero piccolo io c’erano più che altro produzioni Disney, Warner Bros ecc,; i giapponesi erano soprattutto Heidi i robottoni. Come sai la prima serie era doppiata da Liù Bosisio, poi è passata nelle mani di Mediaset e, dato che collaboravo già da tempo con loro, mi hanno messo a lavorare su questa serie, a cui, per dire la verità, mi sono affezionato piano piano. Anche perché è una serie che è durata molto nel tempo e perdura tutt’ora. Ora sono molto affezionato al personaggio di Doraemon perché, pur essendo l’angelo custode di Nobita, anche un po’ un maestrino se vogliamo, in realtà è simpatico e pasticcione quanto lui, per cui ci divertiamo insieme sostanzialmente. Peraltro il gatto Doraemon è davvero un eroe nazionale; sono stato in Giappone nel 2005 in occasione dell’anniversario della bomba atomica ed era ovunque!<ref>Da ''[http://blogs.bestmovie.it/giorgiavecchini/2016/01/26/torna-doraemon-al-cinema-intervista-al-suo-doppiatore-pietro-ubaldi/ Torna Doraemon al cinema! Intervista al suo doppiatore Pietro Ubaldi!]'', ''Bestmovie.it'', 26 gennaio 2016.</ref>
==Filmografia==
===Doppiaggio===
====Film====
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*''[[Dracula (film 1931 Browning)|Dracula]]'' (1931) <small>doppiaggio del 1993</small>
*''[[Il ritorno di Godzilla (film 1984)|Il ritorno di Godzilla]]'' (1984)
*''[[Godzilla contro Biollante]]'' (1989)
*''[[La maledizione della prima luna]]'' (2003)
*''[[La donna perfetta]]'' (2004)
*''[[Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo]]'' (2007)
*''[[Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare]]'' (2011)
*''[[Argo (film)|Argo]]'' (2012)
*''[[Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet]]'' (2013)
* ''[[Doraemon - Il film]]'' (2014)
*''[[Pirati dei Caraibi - La vendetta di Salazar]]'' (2017)
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====Film d'animazione====
{{div col|strette}}
*''[[Dragon Ball Z: Le origini del mito]]'' (1990)
*''[[Dragon Ball Z - Il Super Saiyan della leggenda]]'' (1993)
*''[[Dragon Ball Z: Il diabolico guerriero degli inferi]]'' (1995)
*''[[Pokémon 4Ever]]'' (2001)
*''[[Balto - Il mistero del lupo]]'' (2002)
*''[[Alla ricerca di Nemo]]'' (2003)
*''[[Pokémon: Jirachi Wish Maker]]'' (2003)
*''[[Pokémon: Destiny Deoxys]]'' (2004)
*''[[Pokémon: Giratina e il Guerriero dei Cieli]]'' (2004)
*''[[Pokémon: Lucario e il mistero di Mew]]'' (2005)
*''[[Pokémon Ranger e il Tempio del Mare]]'' (2006)
*''[[Pokémon: L'ascesa di Darkrai]]'' (2007)
*''[[Pokémon: Arceus e il Gioiello della Vita]]'' (2008)
*''[[Pokémon il film: Nero e Bianco]]'' (2009)
*''[[Cars 2]]'' (2011)
*''[[Il film Pokémon - Kyurem e il solenne spadaccino]]'' (2012)
*''[[Il film Pokémon - Genesect e il risveglio della leggenda]]'' (2013)
*''[[Il film Pokémon - Diancie e il bozzolo della distruzione]]'' (2014)
*''[[Il film Pokémon - Hoopa e lo scontro epocale]]'' (2015)
*''[[Il film Pokémon - Volcanion e la meraviglia meccanica]]'' (2016)
{{div col end}}
====Serie animate====
{{div col|strette}}
*''[[Doraemon]]'' (1973 - in corso)
*''[[Conte Dacula]]'' (1988 - 1993)
*''[[Nel covo dei pirati con Peter Pan]]'' (1990 - 1991)
*''[[Justice League (serie animata)|Justice League]]'' (2001)
*''[[Kirby (anime)|Kirby]]'' (2001 - 2014)
*''[[Justice League Unlimited]]'' (2004)
*''[[Claymore]]'' (2007)
*''[[Il cuore di Cosette]]'' (2007)
{{div col end}}
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Ubaldi, Pietro}}
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Pompeo Gherardo Molmenti
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Gaux
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/* Citazioni di Pompeo Gherardo Molmenti */ architettura e scultura veneziana
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[[File:Pompeo Gherardo Molmenti 2.jpg|thumb|Pompeo Gherardo Molmenti (1900 circa)]]
'''Pompeo Gherardo Molmenti''' (1852 – 1928), scrittore, storico e politico italiano.
==Citazioni di Pompeo Gherardo Molmenti==
*Il nome di [[Antonio Rotta]] è da molti anni conosciuto in Italia e all'estero. Il suo nuovo quadro rappresenta una vecchia, tutta grinze, che ha levato dall'armadio uno sciupato corsetto di seta, dalla foggia del secolo scorso, un corsetto che le avrà frenato le audacie del seno negli anni giulivi della giovinezza, e sarà stato testimonio di gioie, di feste, di esultanze, e forse, Dio nol voglia, di qualche scappatella. Il pensiero, prima di tuffarsi nel buio dell'eternità, si compiace di ritornare al passato. I ricordi si trasformano in rimpianti. Quel tumulto di passioni e di pentimenti sotto la fronte rugosa di quella vecchia! ''Combien je regrette | mon bras si dodu. | Ma jambe bien faite | et le temps perdu.''<ref>I versi sono tratti da ''Ma grand'mere'' di [[Pierre-Jean de Béranger|Béranger]] (in ''Œuvres complètes de Béranger'', H. Fournier, Parigi, 1839, vol. I, [[s:fr:Page:Béranger, oeuvres complètes - tome 1.pdf/80|p. 20]]). Traduzione: ''Come rimpiango | il mio braccio così tornito. | La mia gamba ben fatta | e il tempo perduto''.</ref> Tempo perduto niente. Ce lo assicura il lampo malizioso di quegli occhietti cisposi, che scintillano come brage fra le ceneri spente. Dio sa quante volte, ai tempi della Serenissima, la bella popolana, adorna del suo roseo corsetto, avrà ballato la ''furlana'' nelle sagre di Santa Marta, e Dio sa qunte volte su quella seta rosea si sarà posata la mano robusta e tremante di desiderio di un elegante gondoliere della Signoria, dalla cappa di velluto rosso e dal berretto all'albanese! No, c'è da scommettere che quella vecchia non deplora il tempo perduto, ma il braccio tornito e il seno bianchissimo. Il quadro del Rotta è dipinto con una leggiadria, una grazia, una nitidezza meglio uniche che rare. Forse l'eleganza rasenta la leziosaggine, liscia e minuziosa, ma l'imitazione perfetta del vero fa dimenticare la cura soverchia dei particolari.<ref>Da ''L'arte veneta all'esposizione di Parigi'', in ''L'illustrazione italiana'', anno V, 1° semestre, Fratelli Treves, Milano, 1878, [https://books.google.it/books?id=1HtH4SSjCAwC&pg=PA234 p. 234].</ref>
*L'architettura veneziana ebbe un valido ausilio nella scultura, dapprima timida goffa, anche quando in Italia sorgeva la gran luce di Nicola Pisano, ma apparsa a un tratto, nel secolo XIV, viva, libera, spontanea, preludendo alla grande riforma pittorica del Rinascimento.<ref>Da ''Venezia'', Collezione di monografie illustrate, p. 45.</ref>
*[[Marco Tabarrini]], che parlò nobilmente dell'ingegno di [[Erminia Fuà Fusinato|Erminia Fuà-Fusinato]], scrisse che la poesia di questa donna gentile è poesia vera, e non l'arte misera di far versi sopra argomenti accattati, vestendo poveri concetti in forme fantastiche e prosaicamente volgari. Quando si guarda da vicino la vita di un poeta s'incontra una grande diversità fra i suoi versi e le sue azioni. Nella vita d'Erminia invece, da ogni pensiero, da ogni azione, da ogni parola scaturisce quella poesia vivificante e serena, che si può dire l'eco dell'anima sua. La forma stessa linda e composta è uno specchio in cui si riflette il pensiero; non c'è niente di troppo, né concetti, né immagini, né eleganze. Essa non cade, come è vezzo moderno, nello strano e nel paradossale, per far che le sue idee acquistino aria di novità, ma esprime semplicemente ciò che sente e pensa, sincera nell'arte come nella vita.<ref>Da ''Erminia Fuà-Fusinato e i suoi ricordi'', Fratelli Treves editori, Milano, 1877, [https://archive.org/details/erminiafufusina00whitgoog/page/n248/mode/1up cap. VI, p. 233-234].</ref>
==''Impressioni letterarie''==
*In tutti i versi che il povero [[Teobaldo Ciconi|Teobaldo {{NDR|Ciconi}}]] ha lasciato non ci sarà la finezza dell'artista, ma in tutti si sente l'anima serena del poeta. (p. 25)
*Come poeta drammatico egli lascia una traccia non cancellabile nella storia del nostro teatro. Sebbene i lavori del Ciconi {{sic|sieno}} stati scritti sotto l'impressione di sentimenti e di fatti che non giungono all'animo nostro che come un caro ricordo, pure crediamo che non subiranno la sorte comune ai lavori di questo genere, che nati con l'occasione muoiono con quella. (p. 27)
*[[Giuseppe Torelli (scrittore)|Giuseppe Torelli]] fu un galantuomo, ed ebbe per guida nella vita quel vero buon senso, che non è da confondersi con quello che ha l'appellativo di comune e che corre le strade. Non ascoltò che la voce {{sic|secura}} della coscienza, non conobbe le ipocrisie sociali, e chiamò sempre le cose col loro nome. Il Torelli, come tutti gli uomini onesti, possedeva quell'energia tranquilla che impone. Visse qualche tempo in corte, e non fu cortigiano. Fu un nobile esempio di quella democrazia che in generale è scritta nei codici, nei giornali, ma raramente nei cuori. (pp. 34-35)
*Un critico originale ed ardito, che, fra i primi, ebbe il coraggio di {{sic|francarsi}} dalla soggezione delle vecchie tradizioni, è il [[Eugenio Salomone Camerini|Camerini]], nei cui scritti non si trova tutta la vita letteraria del popolo italiano, ma alcune delle sue {{sic|faccie}} più caratteristiche. Egli vede ed apprezza tutto quello che é di buono nella nostra letteratura, e vede e nota molte cose, che mancano. Sdegnoso di calcare le strade battute, anima artistica e {{sic|culta}}, severo con sé stesso, troppo indulgente verso gli altri, non è però sempre risoluto ne' suoi giudizi, e oscilla tra il determinato e un non so che di vago e di nebbioso. (pp. 40-41)
*Il [[Tommaso Locatelli|Locatelli]] non {{sic|riescì}} tanto valente critico, quanto mirabile pittore di costumi. Quello che più s'ammira in lui è quella potenza descrittiva che vi fa sorgere dinanzi chiaramente e distintamente una persona, un paesaggio, una festa. (p. 69)
*Il Locatelli è un vivace pittore del vero, è un accuratissimo osservatore delle idee e dei gusti del suo tempo, ma non lo si può ammirare altrettanto allorché vi discorre d'arte, di teatri, di lettere. Egli ha ereditato dal Gozzi il brio dello stile, ma non già la mente profonda, la vastità del pensiero. Però anche nelle sue critiche la stessa grazia amabilissima, la stessa purezza e la stessa eleganza della forma. Anche ne' suoi scritti critici lo spirito non è mai importuno: aneddoti, facezie, tutto egli sa collocare a suo posto. Non c'è mai nulla di troppo. Egli punge, ma non ferisce, e sa dire la verità con quel garbo di buona lega, che i nostri vecchi conoscevano così bene. (p. 70)
*[...] se il Locatelli scrive alle volte come un poeta, non pensa però quasi mai colla profonda severità del filosofo. Il Locatelli nel giudicare le opere d'arte non è guidato da principî serî ed elevati, non guarda all'armonia dell'insieme, non considera che il freddo particolare. Non è una critica alta e filosofica, ma un seguito di argute e fine osservazioni. Certo non mancano al Locatelli né lo studio attento, né l'onesta franchezza, ma gli fanno difetto l'ardimento del pensiero e la larghezza degli intendimenti. (p. 71)
*Innanzi alla tomba di [[Laura Beatrice Oliva|Laura Mancini]] le donne italiane dovrebbero seriamente pensare, per ispirarsi ad un nobilissimo esempio di fede, di coraggio, di affetto. Era uno di quegli esseri che, nei momenti di sconforto, fanno ancora sperare del mondo e degli uomini.<br>Da ogni suo lineamento traspariva una soavità, una distanza dalle cose mondane; e il delicato ovale del viso, il naso profilato, la fronte ampia rivelavano a prima vista la bellezza dell'animo e dell'ingegno. (p. 72)
*Laura Mancini cantò tutte le fasi del risorgimento nazionale da Solferino a Villafranca, da Marsala al Volturno, da Aspromonte a Mentana. In mezzo alla rapida ispirazione, le sue poesie {{sic|riescirono}} molto trascurate nella forma, eppure vi piacciono come una donna virtuosa in cui la non bella forma del volto viene largamente ricompensata dalla gioia dell'innocenza che le si diffonde sulla fronte. (p. 76)
*Perché, o bizzarra natura, invece di creare del [[Giovanni Prati|Prati]] un vero poeta, ti sei stancata a mezza via, ed hai stampato un misto di giullare di corte e di poeta? Perché, o bizzarra natura, hai voluto permettere che quegli il quale scriveva quei versi dell'''Edmenegarda'', che han fatto brillare tante, lacrime in tanti begli occhi, abbia potuto scrivere ancora che il monte fa intorno a sé ''un mantello di lampi e di paure''? I versi del Prati ci danno l'idea di quei sigari svizzeri, eccellenti fino alla metà, e che dalla metà in giù conviene buttare da un canto. (p. 78)
*In Prati vi sono due poeti; v'è quello che scrive come amore gli detta, e v'è quello che butta giù endecasillabi, ottonari, quinari, solo per mettersi un nastro da cavaliere sull'occhiello dell'abito. (p. 78)
*La fama dell'[[Aleardo Aleardi|Aleardi]] è dovuta alle donne. Un bell'uomo, che s'atteggiava un pochino a martire (allora la cosa era di moda e ci si credeva), che parlava bene, sempre pronto a scrivere su per ogni albo versi gentili, che aveva modi così garbati... c'era più di quanto occorreva per riescire simpatico alle donne. Aleardi era divenuto il beniamino delle signore. (p. 85)
*[...] c'era una cosa che turbava i sonni del nostro poeta. Il suo babbo aveva creduto bene di battezzarlo col nome di Gaetano, e all'Aleardi non garbava punto un tal nome; figuratevi niente di più prosaico che ''un sor Gaetanino''. Ma un dì ei ci trovò rimedio e si ribattezzò col nome di Aleardo: nome, per dirla con un buon francese, ''qui attire et sonne bien''. (p. 85-86)
*[[Giosuè Carducci]] in mezzo al culto amoroso della poesia non ha abbandonato gli studi severi della critica. Nel Carducci conviene distinguere due persone, il poeta ed il critico; il primo non rassomiglia punto al secondo. Enotrio<ref>Enotrio Romano: pseudonimo utilizzato dal Carducci.</ref> poeta è impetuoso, irrequieto, impaziente d'ogni difficoltà, e sempre pronto a rompere, come il Duca di Borgogna, l'orologio se suoni un'ora che lo chiami a ciò ch'egli non vuole. Il critico invece medita lungamente e scrive avvisato ed arguto, sapendo unire agli splendori dell'immaginazione la forma {{sic|culta}} ed elegante, l'erudizione profonda. Il Carducci sa tenersi lontano dalla nebulosità del De Sanctis, dalla elegante leggerezza del Settembrini, dalla troppo minuziosa analisi del Camerini e si manifesta co' suoi ''Studi letterarî'' uno dei più dotti ed arguti critici d'Italia, accoppiando alla serietà alemanna, la vivacità ed il calore degli ingegni del mezzogiorno. (pp. 98-99)
*Il [[Antonio Caccianiga|Caccianiga]] ha [...] il torto di giudicare la società senza risentire le passioni che la agitano. Dal riposo e dall'innocenza della vita campestre egli crede dipingere la vita, ma la mano trema, esagera i contorni e il quadro riesce un po' di maniera. La sua voce spesse volte giunge come un'eco simpatica, ma languida, e i suoi apprezzamenti restano sempre nei campi della teoria, sicché non se ne può trarre utilità. Il Caccianiga ha il torto di voler troppo moralizzare e di assidersi Geremia novello sulle rovine della patria, lamentando la miseria dei tempi e degli uomini. Ma allorché il Caccianiga sveste la {{sic|giornèa}} del moralista<ref>Smette di atteggiarsi a (o assumere il tono di) moralista.</ref>, scrive qualche bozzetto con una verità e leggiadria inimitabili. (p. 117)
*I calmi sentimenti, le soavi ispirazioni che ci desta la mestizia dell'autunno, s'incontrano nei racconti di [[Caterina Percoto]]. Da ogni scritto di questa donna spira il casto olezzo della virtù, e un candore di pensiero che lascia una certa posatura di dolcezza in fondo al cuore. (p.121)
==''La pittura veneziana''==
===[[Incipit]]===
*Venezia non comparisce degnamente nel campo dell'arte se non nel secolo XV, quando già l'architettura e la scultura erano in fiore. Non è peraltro da credere che l'arte del disegno e dei colori fosse ignota negli albori della vita veneziana. Se, nei primi secoli, le case private dei veneziani erano umili, non così può dirsi delle chiese, che sorgevano numerose, quasi per attestare che la fede in Dio era guarentigia della libertà della nuova patria. E le chiese, come quelle di Grado e di Torcello, scintillavano per i mosaici degli artefici venuti da Bisanzio, con cui le isole della laguna avevano continue relazioni politiche e commerciali.<!--Cap. 1, ''Le origini'', p. 1.-->
===Citazioni===
*Dopo la metà del trecento, un artefice, conosciuto con il nome di [[Antonio Veneziano]], fu chiamato a dipingere la sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale {{NDR|a Venezia}}. Ma sebbene, al dir del Vasari, avesse dato eccellenti saggi del suo valore, fu congedato, onde avvilito si condusse in Toscana e considerò sempre come sua patria Firenze. (cap. I, p. 8)
*Jacopo Nigreti [...] conosciuto nella storia dell'arte con il nome di [[Jacopo Palma il Vecchio|Palma il vecchio]], è uno dei sommi artisti della scuola veneziana, e in certe parti, specialmente nel disegno, superiore forse a [[Tiziano Vecellio|Tiziano]]. [...]. Nella galleria di Dresda è celebre il quadro delle ''Tre sorelle''. Il suo capolavoro, la ''Santa Barbara'', la più sana e vigorosa figura di donna, che l'arte abbia mai rappresentata, si ammira nella chiesa di Santa Maria Formosa di Venezia. (cap. III, pp. 67-68)
*A ogni modo {{NDR|[[Giovanni Battista Piazzetta]]}} fu artefice eminente, e il Blanc volle esprimere tutta la sua ammirazione con questa frase: ''C'est un Caravage vénitien!'' Frase invero più bella che esatta, giacché il Piazzetta moveva specialmente dal Guercino, le opere del quale aveva nella sua giovinezza studiato con grande amore, insieme con il bolognese Giuseppe Crespi. La vigoria dell'ingegno e la viva fantasia del Piazzetta meglio appaiono ne' suoi disegni, nelle illustrazioni della ''Gerusalemme liberata'', e nei mirabili studi di teste, di cui possono vedersi alcuni saggi nel Museo Civico e nell'Accademia. (cap. V, pp. 110-111)
*[[Rosalba Carriera]], fine, espressiva, delicata anima d'artista, [...], dipinse ritratti a pastello con {{sic|maravigliosa}} finezza di tocco e facilità di disegno. Ne' suoi pastelli c'è la verità illuminata dal raggio della poesia: le sue patrizie non sono proprio come erano, ma come volevano essere. (cap. V, pp. 112-113)
*Come il Gallina riproduceva sul teatro la Venezia odierna, così il Favretto sulle tele. [[Giacomo Favretto]] e [[Giacinto Gallina]], questi due gemelli dell'arte veneziana, così somiglianti nell'indole dell'ingegno, nella bontà dell'animo, nel modesto aspetto della persona, nella morte immatura, penetrarono senza sforzo, per un'intuizione nativa, nell'intima vita del popolo. L'arte del Gallina è più profonda, più dominata dal sentimento, ma la superficialità delle impressioni del Favretto è compensata dal brio della osservazione. (cap. VII, p, 152)
*Quando, per la Mostra internazionale del 1899, si pensò alle ''Esposizioni individuali collettive'', e si raccolsero in una sala più di quaranta quadri del Favretto, fu un grido di ammirazione. Sebbene in alcune tele, dopo così breve tempo, apparissero fosche e cupe le tinte, appannate le luci, come nel ''Liston del 700'', da tutto l'insieme di quella esposizione emanava uno {{sic|splendor}} così lieto, che nulla di più dolce agli occhi e allo spirito. La sua gloria in vero non corre pericolo di essere sommersa dal flutto di nuove idee, il gusto mutato non scema la grazia spirituale dell'arte fravettiana, e la pupilla si abbandona ancora con voluttà su quell'armonia di tinte, rivelatrice dell'animo dell'artefice sereno, che inebriò la pittura veneziana di sole, di aria, di vita. (cap. VII, p. 155)
*Artista virile, il [[Guglielmo Ciardi|Ciardi]] sa rendere la forte poesia del vero sia ch'egli ritragga i monumenti veneziani, o le larghe pagine virgiliane dei meriggi campestri, o le borgate pittoresche alle falde delle Alpi dolomitiche, tra i gravi silenzi delle selve. (cap. VII, p. 163)
*Non al vivido sole, ma alle più cupe fantasie e alle più strane visioni, sembra invece ispirarsi quell'originalissimo ingegno di [[Mario de Maria]], meglio conosciuto sotto il nome di ''Marius Pictor''. È nato a Bologna nel 1853, ma vive ora a Venezia, che nella sua solitudine piena di visioni, nella sua pace piena di memorie, può considerarsi la patria ideale del bizzarro pittore. Il quale ama le solitudini strane, i gagliardi contrasti della luce e dell'ombra, gli oscuri contorni delle case, che staccano sul grigio dei cieli d'autunno, e le notti tragiche, funeree, illuminate dalla luna fuggente dietro le nuvole. Certi suoi quadri fanno pensare ai racconti di {{sic|Edgardo Poë}}. (cap. VII, pp. 165-167)
==''Nuove impressioni letterarie''==
*Il [[Gaetano Trezza|Trezza]] coi suoi desideri e le sue aspirazioni vive in [[Tito Lucrezio Caro|Lucrezio]]: egli, al pari del grande pensatore latino, è idealista fra le brutalità delle superstizioni e degli errori. La sua anima, che crede senza esitanze alla realtà della scienza, sente a quando a quando il desiderio misterioso dell'infinito. Il Trezza ha l'animo compreso della sublime e dolce mestizia del poeta, ed è cosi affascinato dal concetto lucreziano, da dimenticarne perfino gli errori e le stranezze.<br>Talora sottilizza di soverchio e pel desiderio di troppo dimostrare diventa oscuro; altre volte si perde in concetti astratti per {{sic|ispiegare}} le cose più semplici. (pp. 10-11)
*Il Trezza è profondo quando parla dei miti, delle lingue, delle religioni, ma nelle investigazioni della natura si capisce com'egli si affidi all'altrui autorità, più presto che alle proprie osservazioni ed esperienze. Ha studiato le grandi leggi biologiche e fisiche più sui libri, che nella attenta e paziente osservazione dei fenomeni naturali. (p. 11)
*Il Trezza al disopra d'ogni cosa, odia le ipocrisie del pensiero e del sentimento, e con temerario coraggio combatte le idee e le credenze dei più. Questa robusta figura d'uomo e di pensatore esce fuori compiuta dalle sue lezioni e dai suoi libri, come dalle modeste abitudini della sua vita privata. Si possono discutere le sue opinioni e combattere le sue dottrine, ma non si possono non ammirare la onesta energia dell'anima e la gagliardia dell'ingegno. (p. 14)
*Il [[Francesco De Sanctis|De Sanctis]], ingegno vivace e animoso, non riesce efficace in quelle opere, nelle quali la lunghezza e la necessità delle ricerche, temperano l'ispirazione. La ''Storia della letteratura italiana'' non è lavoro di gran conto, è una serie di articoli uniti insieme dal legame di una teorica metafisica, in cui la nostra storia letteraria viene divisa in tre periodi: il primo originale, il secondo di perfezione, il terzo della nuova letteratura. Un serio lavoro scientifico sulla nostra letteratura, dice l'autore, non può farlo nessuno oggi, in cui incomincia il lavoro paziente dell'analisi parte per parte. Una storia della letteratura sarà possibile quando su ciascuna epoca, su ciascun scrittore importante si farà tale monografia, o studio, o saggio, che dica l'ultima parola e sciolga tutte le questioni.<br>In tanta povertà cosa può essere una storia della letteratura? Un'informe compilazione piena di lacune e d'imprestiti, e di idee superficiali e frettolose.<br>Scrivendo queste parole, il De Sanctis dava un giusto giudizio sulla sua storia. (pp. 23-24)
*{{NDR|[[Pietro Selvatico]]}} I suoi giudizi animosi serbavano un certo colore d'erudizione classica, ma, accanto allo studio profondo, si sentiva ne' suoi scritti il fremito d'una vita intensa, i baldi propositi di un fervido ingegno, che non curava le stupide resistenze di chi voleva ancora attaccarsi al passato. Fra le sottigliezze complicate, questo spirito acre, battagliero, paradossastico, smarrì qualche volta di vista la verità e trascese nella polemica. La sua mente educata a studi severi, ma flessibile ed assimilatrice, è un po' come la cera , riproduce esattamente l'immagine che vi s'imprime. (p. 30)
*{{NDR|Pietro Selvatico}} Le idee che gli appariscono buone egli le abbraccia senza minuta analisi, ed è severo se sono severi quelli che l'attorniano, e batte le mani entusiasta, se è circondato dall'entusiasmo. Strano miscuglio di pedante e di artista, di grazia decente e di violenza sarcastica, di tenacità indomabile e di irresolutezza! (pp. 30-31)
*– È un letterato – dirò anch'io del [[Camillo Boito|Boito]], e appunto per questo è buonissimo critico di arte, giacché a discernere certe bellezze ci vogliono studio e sottigliezza grande. Ma il Boito non è soltanto un letterato; è un bravo architetto, è vissuto sempre in mezzo agli artisti, e si può dir del mestiere, sapendo di che cosa parla e potendo giudicare, non solamente del concetto, dell'espressione, della forma, ma anche di tutto ciò che s'attiene alle tecniche del colorire. (p. 39)
*Camillo Boito non impone le sue idee, egli domanda all'artista il sentimento individuale; la schietta espressione dell'indole sua e cerca nella tela o nel marmo, l'uomo co' suoi sentimenti, le sue impressioni e le sue emozioni. Pel nostro critico il fine dell'arte rappresentativa si può esprimere così: destar nell'animo con la finzione del naturale un sentimento non ignobile. Egli afferma che la natura è sorgente di ispirazione feconda, e che il segreto del pittore e dello scultore è trasformare in arte la realtà, ma non vuole che la pittura e la statuaria si trasformino in un ''processo verbale'' in un ''atto di consegna'' della natura, imperocché la riproduzione minuta e materiale è nemica della verità. Ama l'arte che scaturisce dalla vita, non quella che ha per sola ispirazione lo studio paziente. (p. 40)
*Il Boito non è soltanto un buono ed ardito critico d'arte, è un elegante novellatore. V'è ne' suoi racconti un certo andamento franco e spigliato, un colore ammirabile di verità, un profondo e amoroso sentimento della natura. (pp. 41-42)
*Pochi uomini furono più infelici di [[Cesare Betteloni]], pochi poeti seppero meglio di lui esprimere col verso quegli strazi affannosi, quelle inquietudini angosciose che non si possono recidere che colla vita. (p. 47)
*Le poesie del Betteloni rivelano tutta la tragedia di un'anima, che non può trovar quiete che nella tomba. E allorché non ebbe più la forza di soffrire l'intensità del male, allorché la vita gli si rese insopportabile, si senti spinto dalla fatale ebbrezza del suicidio e ricorse alla morte come ad ultimo ed unico rifugio. Voleva che le sue lunghe pene finissero, chiedeva intorno a sé il silenzio, e sentiva la voce dell'eternità che lo chiamava — ''vox magna per umbras''. (pp. 47-48)
*Il Betteloni sorride qualche volta, ma quel sorriso è una forma di pianto, è il sorriso d'uno che non vede lontana la tomba:<br><div style="text-align:center;">Il dolce porto d'ogni mal cocente<br>ch'io da tant'anni vo aspettando invano.</div>Non è l'artifizio del poeta, è l'ispirazione dolorosa di un'anima che avrebbe desiderato godere la vita, inebriarsi di affetti, di canti e di profumi, e che si trova invece contraddetta nelle sue più care aspirazioni, ne' suoi desideri più ardenti. (p. 50)
*Io vedo il [[Giovanni Faldella|Faldella]] nella quiete del suo paesello natio, dove lo tira a quando a quando l'affetto de' suoi compaesani, i quali lo fecero loro sovraintendente scolastico e presidente operaio e consigliere provinciale. Se potessero lo farebbero anche parroco. (p. 177)
*{{NDR|Faldella}} Io lo seguo nelle sue passeggiate solitarie pei campi e pei colli. Nulla sfugge al suo sguardo attento e indagatore, e la vita campestre si rivela a lui sotto un nuovo e pittoresco aspetto. Nell'estate e nella primavera egli guarda minutamente ogni cosa: dalle allegre feste di un raggio di sole fra i rami degli alberi alle galline che razzolano nel cortile, dai prati pieni di quiete solenne alla chiesuola bianca e romita. I misteri del silenzio, i bisbigli sommessi delle foglie gli risvegliano nell'animo dolcezze misteriose, blande memorie, orizzonti infiniti. – E quando la campagna è squallida, quando la neve nasconde il terreno, egli dipinge con rara evidenza i candidi cappucci che coprono i comignoli, i tetti, i campanili. Il Faldella adopera il pennello più che la penna e ritrae la realtà nei suoi contorni più tenui. (pp. 177-178)
*Faldella possiede, come artista, un carattere pel quale si fa distinguere da tutti i giovani scrittori suoi coetanei. Ha una fisonomia propria, e gli stessi suoi difetti non dipendono da imitazioni, né da studi mal digeriti; sono suoi, proprio suoi e danno una cert'aria di originalità allo scrittore. Però quest'originalità, che spesso è naturale, diventa alle volte un vezzo ammanierato. Il suo singolare modo di scrivere è troppo ricercato, e quella studiata mescolanza di piemontesismi e di toscanesimi finisce per uggire. (pp. 179)
==''Studi e ricerche di storia e d'arte''==
*Guardate [[Basilica di San Marco|san Marco]]! E una sublime bizzarria. I rosoni, i {{sic|rabeschi}}, gl'intrecci, i {{sic|pinacoli}}, slanciantisi al cielo, hanno l'aspetto di una lussureggiante vegetazione di pietra. Le arcate a trifoglio, le {{sic|aguglie}} traforate, l'innesto dell'arco acuto sul bizantino, tutta l'opera in fine, con la sua ricca veste di sculture e di cesellature, sembra una vasta sinfonia nel marmo, o meglio, per dirla col Tommaseo, tutto l'edificio par quasi una divina poesia, che riempie di sé l'anima e la abbraccia di un tratto. (pp. 3-4)
*Anche nelle questioni religiose, il popolo [[veneto]], con retto giudizio, seppe tenersi lontano dalle inquietudini dell'ascetismo e dai furori de' scismi, seppe dividere i diritti della Chiesa da quelli dello Stato, incarnare il pensiero di un grande, il quale affermava la vera religione cristiana dover camminare per la via del cielo e non poter, per conseguenza, incontrarsi col governo politico, che cammina per la via del mondo. (p. 83)
*Tra Francia e Venezia c'è sempre stata, nella vita intellettuale, una partita aperta di dare e avere. Ha detto bene Madama di Staël: «nous avons besoin les uns des autres, la littérature de chaque pays découvre une nouvelle sphère d'idées». La città, circonfusa di mistero gentile e melanconico, apparve sempre di una bellezza famigliare all'animo, nelle fantasie dei poeti e dei pittori francesi. E noi, di ricambio, abbiamo amato la Francia nelle pagine de' suoi grandi scrittori, che ci hanno appreso a onorare il suo nome e ad ammirare la sua gloria. (p. 139)
*La Francia è stata sempre impetuosa, generosamente irriflessiva, pronta alla gioia e all'abbattimento: Venezia, per converso, calma, fredda, ricca di senso pratico, qualche volta fino un po' troppo calcolatrice. L'una ebbe fiamma d'entusiasmo, l'altra potenza di volontà; l'una ebbe forte la fantasia, l'altra la riflessione; l'una sopportò spesso mal volentieri e fra le agitazioni i suoi governi, l'altra mantenne il suo per quattordici secoli, quasi immutato; l'una ebbe le donne inspiratrici della cosa pubblica, reggenti, regine; l'altra non permise mai alla donna di uscire dalla naturale sua cerchia; l'una fu insanguinata dalle lotte religiose più fiere; l'altra seppe, fin dalle prime, separare i dritti del cielo da quelli della terra. Pochi paesi furono, più di questi due, dissimili, pochi più amici. (p. 140)
==''Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte''==
*Fra quelli che {{NDR|in Francia}} richiamarono la pittura dalla convenzionalità alla {{sic|inspirazione}} diretta della natura presto si manifestarono due correnti: l'una con [[Édouard Manet|Edoardo Manet]], iniziatore, insieme col [[Edgar Degas|Degas]], della scuola dell<nowiki>'</nowiki>''aria aperta'', artefice luminoso, vibrante, ricercatore della macchia; l'altra con [[Gustave Courbet|Gustavo Courbet]], franco, vigoroso, solido, nemico di ogni volgarità, d'ogni falsa eleganza nell'''Enterrement à Ornans'', nella ''Biche forcée à la nage'', nella ''Curée'', ma duro, fosco, quasi repulsivo nella ''Chasse au renard'' e in altri quadri, dove l'originalità si cambia in stranezza, la scioltezza in esagerazione. (p. 376)
*[...] dalla Spagna giunge in Italia un artista, allietato da tutti i sorrisi della fortuna, da tutte le voluttà del trionfo. Nei quadri di [[Marià Fortuny i Marsal|Mariano Fortuny]] la luce vibra, sfavilla, sfolgora, trionfa: i colori più allegri, le tinte più calde, i moltiplicati riflessi, i più luminosi rifrangimenti producono un barbaglio da far parer pallido e opaco qualunque altro oggetto su cui posiamo lo sguardo. Questa pittura svolgentesi tutta ardori e colori ebbe azione profonda, ma non sempre benefica, sulla giovane arte italiana, la quale si lasciò affascinare dalla impressione gradevole, dalla mirabile virtuosità. (p. 377)
*Il [[Giacomo Favretto|Favretto]], pur mantenendo la sua ricca e fervida originalità, seppe far tesoro degli esperimenti altrui. Era istruito tanto da comprendere ogni ragione dell'arte, se non per {{sic|istudio}} e cultura appresa, per certa felice intuizione. Fu un ribelle temperato dal freno dell'arte, arte ch'egli seppe agitare, con certa salutare inquietudine, la quale non ha nulla di comune con le furiose e torbide innovazioni. L'impeto riformatore non poté mai trascinar la sua mente oltre i limiti del giusto; il suo genio non era fiamma viva che abbrucia, ma virtù riposata che illumina. Lasciando il cammino tracciato dai vecchi, seppe aprirsene uno nuovo, conservando sempre la misura; allargò con temperanza le forme dell'arte, e con la eccitabilità {{sic|imaginosa}}, coloritrice del suo ingegno, {{sic|ristaurò}} e rifece, {{sic|inspirandosi}} al presente, non disprezzando il passato, conservando tutto ciò ch'era degno ed utile. (p. 388)
==[[Incipit]] de ''L'arte veneziana del Rinascimento''==
Correva l'anno 1495 (perdonate, o Signori, se incomincio come usava nei vecchi romanzi storici di mezzo secolo fa), correva l'anno 1495 e Filippo de Commines, ambasciatore di Carlo VIII, entrando a Venezia, esclamava ammaliato: — la più trionfante città che io abbia mai veduta!
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/impressionilett01molmgoog/page/n6/mode/1up Impressioni letterarie]'', presso Natale Battezzati, Milano, 1875<sup>2</sup>.
*Pompeo Molmenti, ''[https://www.gutenberg.org/files/51706/51706-h/51706-h.htm L'arte veneziana del Rinascimento]'', in "La vita italiana nel Rinascimento", Treves, 1896.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/lapitturavenezia00molm/page/n3 La pittura veneziana]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1903.
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/nuoveimpression00molmgoog/page/n5/mode/2up Nuove impressioni letterarie]'', Tip. e Lit. Camilla e Bertolero, Torino, 1879.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/studiericerchedi00molm/page/n6/mode/1up Studi e ricerche di storia e d'arte]'', Società Tipografica-Editrice Nazionale (già Roux e Viarengo), Torino, 1892.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/venezianuovistu00molmgoog/page/n7 Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte]'', G. Barbera Editore, Firenze, 1897.
==Altri progetti==
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Gaux
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/* Citazioni di Pompeo Gherardo Molmenti */ riferimenti bibliografici
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[[File:Pompeo Gherardo Molmenti 2.jpg|thumb|Pompeo Gherardo Molmenti (1900 circa)]]
'''Pompeo Gherardo Molmenti''' (1852 – 1928), scrittore, storico e politico italiano.
==Citazioni di Pompeo Gherardo Molmenti==
*Il nome di [[Antonio Rotta]] è da molti anni conosciuto in Italia e all'estero. Il suo nuovo quadro rappresenta una vecchia, tutta grinze, che ha levato dall'armadio uno sciupato corsetto di seta, dalla foggia del secolo scorso, un corsetto che le avrà frenato le audacie del seno negli anni giulivi della giovinezza, e sarà stato testimonio di gioie, di feste, di esultanze, e forse, Dio nol voglia, di qualche scappatella. Il pensiero, prima di tuffarsi nel buio dell'eternità, si compiace di ritornare al passato. I ricordi si trasformano in rimpianti. Quel tumulto di passioni e di pentimenti sotto la fronte rugosa di quella vecchia! ''Combien je regrette | mon bras si dodu. | Ma jambe bien faite | et le temps perdu.''<ref>I versi sono tratti da ''Ma grand'mere'' di [[Pierre-Jean de Béranger|Béranger]] (in ''Œuvres complètes de Béranger'', H. Fournier, Parigi, 1839, vol. I, [[s:fr:Page:Béranger, oeuvres complètes - tome 1.pdf/80|p. 20]]). Traduzione: ''Come rimpiango | il mio braccio così tornito. | La mia gamba ben fatta | e il tempo perduto''.</ref> Tempo perduto niente. Ce lo assicura il lampo malizioso di quegli occhietti cisposi, che scintillano come brage fra le ceneri spente. Dio sa quante volte, ai tempi della Serenissima, la bella popolana, adorna del suo roseo corsetto, avrà ballato la ''furlana'' nelle sagre di Santa Marta, e Dio sa qunte volte su quella seta rosea si sarà posata la mano robusta e tremante di desiderio di un elegante gondoliere della Signoria, dalla cappa di velluto rosso e dal berretto all'albanese! No, c'è da scommettere che quella vecchia non deplora il tempo perduto, ma il braccio tornito e il seno bianchissimo. Il quadro del Rotta è dipinto con una leggiadria, una grazia, una nitidezza meglio uniche che rare. Forse l'eleganza rasenta la leziosaggine, liscia e minuziosa, ma l'imitazione perfetta del vero fa dimenticare la cura soverchia dei particolari.<ref>Da ''L'arte veneta all'esposizione di Parigi'', in ''L'illustrazione italiana'', anno V, 1° semestre, Fratelli Treves, Milano, 1878, [https://books.google.it/books?id=1HtH4SSjCAwC&pg=PA234 p. 234].</ref>
*L'architettura veneziana ebbe un valido ausilio nella scultura, dapprima timida goffa, anche quando in Italia sorgeva la gran luce di Nicola Pisano, ma apparsa a un tratto, nel secolo XIV, viva, libera, spontanea, preludendo alla grande riforma pittorica del Rinascimento.<ref>Da ''Venezia'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1907, p. 45.</ref>
*[[Marco Tabarrini]], che parlò nobilmente dell'ingegno di [[Erminia Fuà Fusinato|Erminia Fuà-Fusinato]], scrisse che la poesia di questa donna gentile è poesia vera, e non l'arte misera di far versi sopra argomenti accattati, vestendo poveri concetti in forme fantastiche e prosaicamente volgari. Quando si guarda da vicino la vita di un poeta s'incontra una grande diversità fra i suoi versi e le sue azioni. Nella vita d'Erminia invece, da ogni pensiero, da ogni azione, da ogni parola scaturisce quella poesia vivificante e serena, che si può dire l'eco dell'anima sua. La forma stessa linda e composta è uno specchio in cui si riflette il pensiero; non c'è niente di troppo, né concetti, né immagini, né eleganze. Essa non cade, come è vezzo moderno, nello strano e nel paradossale, per far che le sue idee acquistino aria di novità, ma esprime semplicemente ciò che sente e pensa, sincera nell'arte come nella vita.<ref>Da ''Erminia Fuà-Fusinato e i suoi ricordi'', Fratelli Treves editori, Milano, 1877, [https://archive.org/details/erminiafufusina00whitgoog/page/n248/mode/1up cap. VI, p. 233-234].</ref>
==''Impressioni letterarie''==
*In tutti i versi che il povero [[Teobaldo Ciconi|Teobaldo {{NDR|Ciconi}}]] ha lasciato non ci sarà la finezza dell'artista, ma in tutti si sente l'anima serena del poeta. (p. 25)
*Come poeta drammatico egli lascia una traccia non cancellabile nella storia del nostro teatro. Sebbene i lavori del Ciconi {{sic|sieno}} stati scritti sotto l'impressione di sentimenti e di fatti che non giungono all'animo nostro che come un caro ricordo, pure crediamo che non subiranno la sorte comune ai lavori di questo genere, che nati con l'occasione muoiono con quella. (p. 27)
*[[Giuseppe Torelli (scrittore)|Giuseppe Torelli]] fu un galantuomo, ed ebbe per guida nella vita quel vero buon senso, che non è da confondersi con quello che ha l'appellativo di comune e che corre le strade. Non ascoltò che la voce {{sic|secura}} della coscienza, non conobbe le ipocrisie sociali, e chiamò sempre le cose col loro nome. Il Torelli, come tutti gli uomini onesti, possedeva quell'energia tranquilla che impone. Visse qualche tempo in corte, e non fu cortigiano. Fu un nobile esempio di quella democrazia che in generale è scritta nei codici, nei giornali, ma raramente nei cuori. (pp. 34-35)
*Un critico originale ed ardito, che, fra i primi, ebbe il coraggio di {{sic|francarsi}} dalla soggezione delle vecchie tradizioni, è il [[Eugenio Salomone Camerini|Camerini]], nei cui scritti non si trova tutta la vita letteraria del popolo italiano, ma alcune delle sue {{sic|faccie}} più caratteristiche. Egli vede ed apprezza tutto quello che é di buono nella nostra letteratura, e vede e nota molte cose, che mancano. Sdegnoso di calcare le strade battute, anima artistica e {{sic|culta}}, severo con sé stesso, troppo indulgente verso gli altri, non è però sempre risoluto ne' suoi giudizi, e oscilla tra il determinato e un non so che di vago e di nebbioso. (pp. 40-41)
*Il [[Tommaso Locatelli|Locatelli]] non {{sic|riescì}} tanto valente critico, quanto mirabile pittore di costumi. Quello che più s'ammira in lui è quella potenza descrittiva che vi fa sorgere dinanzi chiaramente e distintamente una persona, un paesaggio, una festa. (p. 69)
*Il Locatelli è un vivace pittore del vero, è un accuratissimo osservatore delle idee e dei gusti del suo tempo, ma non lo si può ammirare altrettanto allorché vi discorre d'arte, di teatri, di lettere. Egli ha ereditato dal Gozzi il brio dello stile, ma non già la mente profonda, la vastità del pensiero. Però anche nelle sue critiche la stessa grazia amabilissima, la stessa purezza e la stessa eleganza della forma. Anche ne' suoi scritti critici lo spirito non è mai importuno: aneddoti, facezie, tutto egli sa collocare a suo posto. Non c'è mai nulla di troppo. Egli punge, ma non ferisce, e sa dire la verità con quel garbo di buona lega, che i nostri vecchi conoscevano così bene. (p. 70)
*[...] se il Locatelli scrive alle volte come un poeta, non pensa però quasi mai colla profonda severità del filosofo. Il Locatelli nel giudicare le opere d'arte non è guidato da principî serî ed elevati, non guarda all'armonia dell'insieme, non considera che il freddo particolare. Non è una critica alta e filosofica, ma un seguito di argute e fine osservazioni. Certo non mancano al Locatelli né lo studio attento, né l'onesta franchezza, ma gli fanno difetto l'ardimento del pensiero e la larghezza degli intendimenti. (p. 71)
*Innanzi alla tomba di [[Laura Beatrice Oliva|Laura Mancini]] le donne italiane dovrebbero seriamente pensare, per ispirarsi ad un nobilissimo esempio di fede, di coraggio, di affetto. Era uno di quegli esseri che, nei momenti di sconforto, fanno ancora sperare del mondo e degli uomini.<br>Da ogni suo lineamento traspariva una soavità, una distanza dalle cose mondane; e il delicato ovale del viso, il naso profilato, la fronte ampia rivelavano a prima vista la bellezza dell'animo e dell'ingegno. (p. 72)
*Laura Mancini cantò tutte le fasi del risorgimento nazionale da Solferino a Villafranca, da Marsala al Volturno, da Aspromonte a Mentana. In mezzo alla rapida ispirazione, le sue poesie {{sic|riescirono}} molto trascurate nella forma, eppure vi piacciono come una donna virtuosa in cui la non bella forma del volto viene largamente ricompensata dalla gioia dell'innocenza che le si diffonde sulla fronte. (p. 76)
*Perché, o bizzarra natura, invece di creare del [[Giovanni Prati|Prati]] un vero poeta, ti sei stancata a mezza via, ed hai stampato un misto di giullare di corte e di poeta? Perché, o bizzarra natura, hai voluto permettere che quegli il quale scriveva quei versi dell'''Edmenegarda'', che han fatto brillare tante, lacrime in tanti begli occhi, abbia potuto scrivere ancora che il monte fa intorno a sé ''un mantello di lampi e di paure''? I versi del Prati ci danno l'idea di quei sigari svizzeri, eccellenti fino alla metà, e che dalla metà in giù conviene buttare da un canto. (p. 78)
*In Prati vi sono due poeti; v'è quello che scrive come amore gli detta, e v'è quello che butta giù endecasillabi, ottonari, quinari, solo per mettersi un nastro da cavaliere sull'occhiello dell'abito. (p. 78)
*La fama dell'[[Aleardo Aleardi|Aleardi]] è dovuta alle donne. Un bell'uomo, che s'atteggiava un pochino a martire (allora la cosa era di moda e ci si credeva), che parlava bene, sempre pronto a scrivere su per ogni albo versi gentili, che aveva modi così garbati... c'era più di quanto occorreva per riescire simpatico alle donne. Aleardi era divenuto il beniamino delle signore. (p. 85)
*[...] c'era una cosa che turbava i sonni del nostro poeta. Il suo babbo aveva creduto bene di battezzarlo col nome di Gaetano, e all'Aleardi non garbava punto un tal nome; figuratevi niente di più prosaico che ''un sor Gaetanino''. Ma un dì ei ci trovò rimedio e si ribattezzò col nome di Aleardo: nome, per dirla con un buon francese, ''qui attire et sonne bien''. (p. 85-86)
*[[Giosuè Carducci]] in mezzo al culto amoroso della poesia non ha abbandonato gli studi severi della critica. Nel Carducci conviene distinguere due persone, il poeta ed il critico; il primo non rassomiglia punto al secondo. Enotrio<ref>Enotrio Romano: pseudonimo utilizzato dal Carducci.</ref> poeta è impetuoso, irrequieto, impaziente d'ogni difficoltà, e sempre pronto a rompere, come il Duca di Borgogna, l'orologio se suoni un'ora che lo chiami a ciò ch'egli non vuole. Il critico invece medita lungamente e scrive avvisato ed arguto, sapendo unire agli splendori dell'immaginazione la forma {{sic|culta}} ed elegante, l'erudizione profonda. Il Carducci sa tenersi lontano dalla nebulosità del De Sanctis, dalla elegante leggerezza del Settembrini, dalla troppo minuziosa analisi del Camerini e si manifesta co' suoi ''Studi letterarî'' uno dei più dotti ed arguti critici d'Italia, accoppiando alla serietà alemanna, la vivacità ed il calore degli ingegni del mezzogiorno. (pp. 98-99)
*Il [[Antonio Caccianiga|Caccianiga]] ha [...] il torto di giudicare la società senza risentire le passioni che la agitano. Dal riposo e dall'innocenza della vita campestre egli crede dipingere la vita, ma la mano trema, esagera i contorni e il quadro riesce un po' di maniera. La sua voce spesse volte giunge come un'eco simpatica, ma languida, e i suoi apprezzamenti restano sempre nei campi della teoria, sicché non se ne può trarre utilità. Il Caccianiga ha il torto di voler troppo moralizzare e di assidersi Geremia novello sulle rovine della patria, lamentando la miseria dei tempi e degli uomini. Ma allorché il Caccianiga sveste la {{sic|giornèa}} del moralista<ref>Smette di atteggiarsi a (o assumere il tono di) moralista.</ref>, scrive qualche bozzetto con una verità e leggiadria inimitabili. (p. 117)
*I calmi sentimenti, le soavi ispirazioni che ci desta la mestizia dell'autunno, s'incontrano nei racconti di [[Caterina Percoto]]. Da ogni scritto di questa donna spira il casto olezzo della virtù, e un candore di pensiero che lascia una certa posatura di dolcezza in fondo al cuore. (p.121)
==''La pittura veneziana''==
===[[Incipit]]===
*Venezia non comparisce degnamente nel campo dell'arte se non nel secolo XV, quando già l'architettura e la scultura erano in fiore. Non è peraltro da credere che l'arte del disegno e dei colori fosse ignota negli albori della vita veneziana. Se, nei primi secoli, le case private dei veneziani erano umili, non così può dirsi delle chiese, che sorgevano numerose, quasi per attestare che la fede in Dio era guarentigia della libertà della nuova patria. E le chiese, come quelle di Grado e di Torcello, scintillavano per i mosaici degli artefici venuti da Bisanzio, con cui le isole della laguna avevano continue relazioni politiche e commerciali.<!--Cap. 1, ''Le origini'', p. 1.-->
===Citazioni===
*Dopo la metà del trecento, un artefice, conosciuto con il nome di [[Antonio Veneziano]], fu chiamato a dipingere la sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale {{NDR|a Venezia}}. Ma sebbene, al dir del Vasari, avesse dato eccellenti saggi del suo valore, fu congedato, onde avvilito si condusse in Toscana e considerò sempre come sua patria Firenze. (cap. I, p. 8)
*Jacopo Nigreti [...] conosciuto nella storia dell'arte con il nome di [[Jacopo Palma il Vecchio|Palma il vecchio]], è uno dei sommi artisti della scuola veneziana, e in certe parti, specialmente nel disegno, superiore forse a [[Tiziano Vecellio|Tiziano]]. [...]. Nella galleria di Dresda è celebre il quadro delle ''Tre sorelle''. Il suo capolavoro, la ''Santa Barbara'', la più sana e vigorosa figura di donna, che l'arte abbia mai rappresentata, si ammira nella chiesa di Santa Maria Formosa di Venezia. (cap. III, pp. 67-68)
*A ogni modo {{NDR|[[Giovanni Battista Piazzetta]]}} fu artefice eminente, e il Blanc volle esprimere tutta la sua ammirazione con questa frase: ''C'est un Caravage vénitien!'' Frase invero più bella che esatta, giacché il Piazzetta moveva specialmente dal Guercino, le opere del quale aveva nella sua giovinezza studiato con grande amore, insieme con il bolognese Giuseppe Crespi. La vigoria dell'ingegno e la viva fantasia del Piazzetta meglio appaiono ne' suoi disegni, nelle illustrazioni della ''Gerusalemme liberata'', e nei mirabili studi di teste, di cui possono vedersi alcuni saggi nel Museo Civico e nell'Accademia. (cap. V, pp. 110-111)
*[[Rosalba Carriera]], fine, espressiva, delicata anima d'artista, [...], dipinse ritratti a pastello con {{sic|maravigliosa}} finezza di tocco e facilità di disegno. Ne' suoi pastelli c'è la verità illuminata dal raggio della poesia: le sue patrizie non sono proprio come erano, ma come volevano essere. (cap. V, pp. 112-113)
*Come il Gallina riproduceva sul teatro la Venezia odierna, così il Favretto sulle tele. [[Giacomo Favretto]] e [[Giacinto Gallina]], questi due gemelli dell'arte veneziana, così somiglianti nell'indole dell'ingegno, nella bontà dell'animo, nel modesto aspetto della persona, nella morte immatura, penetrarono senza sforzo, per un'intuizione nativa, nell'intima vita del popolo. L'arte del Gallina è più profonda, più dominata dal sentimento, ma la superficialità delle impressioni del Favretto è compensata dal brio della osservazione. (cap. VII, p, 152)
*Quando, per la Mostra internazionale del 1899, si pensò alle ''Esposizioni individuali collettive'', e si raccolsero in una sala più di quaranta quadri del Favretto, fu un grido di ammirazione. Sebbene in alcune tele, dopo così breve tempo, apparissero fosche e cupe le tinte, appannate le luci, come nel ''Liston del 700'', da tutto l'insieme di quella esposizione emanava uno {{sic|splendor}} così lieto, che nulla di più dolce agli occhi e allo spirito. La sua gloria in vero non corre pericolo di essere sommersa dal flutto di nuove idee, il gusto mutato non scema la grazia spirituale dell'arte fravettiana, e la pupilla si abbandona ancora con voluttà su quell'armonia di tinte, rivelatrice dell'animo dell'artefice sereno, che inebriò la pittura veneziana di sole, di aria, di vita. (cap. VII, p. 155)
*Artista virile, il [[Guglielmo Ciardi|Ciardi]] sa rendere la forte poesia del vero sia ch'egli ritragga i monumenti veneziani, o le larghe pagine virgiliane dei meriggi campestri, o le borgate pittoresche alle falde delle Alpi dolomitiche, tra i gravi silenzi delle selve. (cap. VII, p. 163)
*Non al vivido sole, ma alle più cupe fantasie e alle più strane visioni, sembra invece ispirarsi quell'originalissimo ingegno di [[Mario de Maria]], meglio conosciuto sotto il nome di ''Marius Pictor''. È nato a Bologna nel 1853, ma vive ora a Venezia, che nella sua solitudine piena di visioni, nella sua pace piena di memorie, può considerarsi la patria ideale del bizzarro pittore. Il quale ama le solitudini strane, i gagliardi contrasti della luce e dell'ombra, gli oscuri contorni delle case, che staccano sul grigio dei cieli d'autunno, e le notti tragiche, funeree, illuminate dalla luna fuggente dietro le nuvole. Certi suoi quadri fanno pensare ai racconti di {{sic|Edgardo Poë}}. (cap. VII, pp. 165-167)
==''Nuove impressioni letterarie''==
*Il [[Gaetano Trezza|Trezza]] coi suoi desideri e le sue aspirazioni vive in [[Tito Lucrezio Caro|Lucrezio]]: egli, al pari del grande pensatore latino, è idealista fra le brutalità delle superstizioni e degli errori. La sua anima, che crede senza esitanze alla realtà della scienza, sente a quando a quando il desiderio misterioso dell'infinito. Il Trezza ha l'animo compreso della sublime e dolce mestizia del poeta, ed è cosi affascinato dal concetto lucreziano, da dimenticarne perfino gli errori e le stranezze.<br>Talora sottilizza di soverchio e pel desiderio di troppo dimostrare diventa oscuro; altre volte si perde in concetti astratti per {{sic|ispiegare}} le cose più semplici. (pp. 10-11)
*Il Trezza è profondo quando parla dei miti, delle lingue, delle religioni, ma nelle investigazioni della natura si capisce com'egli si affidi all'altrui autorità, più presto che alle proprie osservazioni ed esperienze. Ha studiato le grandi leggi biologiche e fisiche più sui libri, che nella attenta e paziente osservazione dei fenomeni naturali. (p. 11)
*Il Trezza al disopra d'ogni cosa, odia le ipocrisie del pensiero e del sentimento, e con temerario coraggio combatte le idee e le credenze dei più. Questa robusta figura d'uomo e di pensatore esce fuori compiuta dalle sue lezioni e dai suoi libri, come dalle modeste abitudini della sua vita privata. Si possono discutere le sue opinioni e combattere le sue dottrine, ma non si possono non ammirare la onesta energia dell'anima e la gagliardia dell'ingegno. (p. 14)
*Il [[Francesco De Sanctis|De Sanctis]], ingegno vivace e animoso, non riesce efficace in quelle opere, nelle quali la lunghezza e la necessità delle ricerche, temperano l'ispirazione. La ''Storia della letteratura italiana'' non è lavoro di gran conto, è una serie di articoli uniti insieme dal legame di una teorica metafisica, in cui la nostra storia letteraria viene divisa in tre periodi: il primo originale, il secondo di perfezione, il terzo della nuova letteratura. Un serio lavoro scientifico sulla nostra letteratura, dice l'autore, non può farlo nessuno oggi, in cui incomincia il lavoro paziente dell'analisi parte per parte. Una storia della letteratura sarà possibile quando su ciascuna epoca, su ciascun scrittore importante si farà tale monografia, o studio, o saggio, che dica l'ultima parola e sciolga tutte le questioni.<br>In tanta povertà cosa può essere una storia della letteratura? Un'informe compilazione piena di lacune e d'imprestiti, e di idee superficiali e frettolose.<br>Scrivendo queste parole, il De Sanctis dava un giusto giudizio sulla sua storia. (pp. 23-24)
*{{NDR|[[Pietro Selvatico]]}} I suoi giudizi animosi serbavano un certo colore d'erudizione classica, ma, accanto allo studio profondo, si sentiva ne' suoi scritti il fremito d'una vita intensa, i baldi propositi di un fervido ingegno, che non curava le stupide resistenze di chi voleva ancora attaccarsi al passato. Fra le sottigliezze complicate, questo spirito acre, battagliero, paradossastico, smarrì qualche volta di vista la verità e trascese nella polemica. La sua mente educata a studi severi, ma flessibile ed assimilatrice, è un po' come la cera , riproduce esattamente l'immagine che vi s'imprime. (p. 30)
*{{NDR|Pietro Selvatico}} Le idee che gli appariscono buone egli le abbraccia senza minuta analisi, ed è severo se sono severi quelli che l'attorniano, e batte le mani entusiasta, se è circondato dall'entusiasmo. Strano miscuglio di pedante e di artista, di grazia decente e di violenza sarcastica, di tenacità indomabile e di irresolutezza! (pp. 30-31)
*– È un letterato – dirò anch'io del [[Camillo Boito|Boito]], e appunto per questo è buonissimo critico di arte, giacché a discernere certe bellezze ci vogliono studio e sottigliezza grande. Ma il Boito non è soltanto un letterato; è un bravo architetto, è vissuto sempre in mezzo agli artisti, e si può dir del mestiere, sapendo di che cosa parla e potendo giudicare, non solamente del concetto, dell'espressione, della forma, ma anche di tutto ciò che s'attiene alle tecniche del colorire. (p. 39)
*Camillo Boito non impone le sue idee, egli domanda all'artista il sentimento individuale; la schietta espressione dell'indole sua e cerca nella tela o nel marmo, l'uomo co' suoi sentimenti, le sue impressioni e le sue emozioni. Pel nostro critico il fine dell'arte rappresentativa si può esprimere così: destar nell'animo con la finzione del naturale un sentimento non ignobile. Egli afferma che la natura è sorgente di ispirazione feconda, e che il segreto del pittore e dello scultore è trasformare in arte la realtà, ma non vuole che la pittura e la statuaria si trasformino in un ''processo verbale'' in un ''atto di consegna'' della natura, imperocché la riproduzione minuta e materiale è nemica della verità. Ama l'arte che scaturisce dalla vita, non quella che ha per sola ispirazione lo studio paziente. (p. 40)
*Il Boito non è soltanto un buono ed ardito critico d'arte, è un elegante novellatore. V'è ne' suoi racconti un certo andamento franco e spigliato, un colore ammirabile di verità, un profondo e amoroso sentimento della natura. (pp. 41-42)
*Pochi uomini furono più infelici di [[Cesare Betteloni]], pochi poeti seppero meglio di lui esprimere col verso quegli strazi affannosi, quelle inquietudini angosciose che non si possono recidere che colla vita. (p. 47)
*Le poesie del Betteloni rivelano tutta la tragedia di un'anima, che non può trovar quiete che nella tomba. E allorché non ebbe più la forza di soffrire l'intensità del male, allorché la vita gli si rese insopportabile, si senti spinto dalla fatale ebbrezza del suicidio e ricorse alla morte come ad ultimo ed unico rifugio. Voleva che le sue lunghe pene finissero, chiedeva intorno a sé il silenzio, e sentiva la voce dell'eternità che lo chiamava — ''vox magna per umbras''. (pp. 47-48)
*Il Betteloni sorride qualche volta, ma quel sorriso è una forma di pianto, è il sorriso d'uno che non vede lontana la tomba:<br><div style="text-align:center;">Il dolce porto d'ogni mal cocente<br>ch'io da tant'anni vo aspettando invano.</div>Non è l'artifizio del poeta, è l'ispirazione dolorosa di un'anima che avrebbe desiderato godere la vita, inebriarsi di affetti, di canti e di profumi, e che si trova invece contraddetta nelle sue più care aspirazioni, ne' suoi desideri più ardenti. (p. 50)
*Io vedo il [[Giovanni Faldella|Faldella]] nella quiete del suo paesello natio, dove lo tira a quando a quando l'affetto de' suoi compaesani, i quali lo fecero loro sovraintendente scolastico e presidente operaio e consigliere provinciale. Se potessero lo farebbero anche parroco. (p. 177)
*{{NDR|Faldella}} Io lo seguo nelle sue passeggiate solitarie pei campi e pei colli. Nulla sfugge al suo sguardo attento e indagatore, e la vita campestre si rivela a lui sotto un nuovo e pittoresco aspetto. Nell'estate e nella primavera egli guarda minutamente ogni cosa: dalle allegre feste di un raggio di sole fra i rami degli alberi alle galline che razzolano nel cortile, dai prati pieni di quiete solenne alla chiesuola bianca e romita. I misteri del silenzio, i bisbigli sommessi delle foglie gli risvegliano nell'animo dolcezze misteriose, blande memorie, orizzonti infiniti. – E quando la campagna è squallida, quando la neve nasconde il terreno, egli dipinge con rara evidenza i candidi cappucci che coprono i comignoli, i tetti, i campanili. Il Faldella adopera il pennello più che la penna e ritrae la realtà nei suoi contorni più tenui. (pp. 177-178)
*Faldella possiede, come artista, un carattere pel quale si fa distinguere da tutti i giovani scrittori suoi coetanei. Ha una fisonomia propria, e gli stessi suoi difetti non dipendono da imitazioni, né da studi mal digeriti; sono suoi, proprio suoi e danno una cert'aria di originalità allo scrittore. Però quest'originalità, che spesso è naturale, diventa alle volte un vezzo ammanierato. Il suo singolare modo di scrivere è troppo ricercato, e quella studiata mescolanza di piemontesismi e di toscanesimi finisce per uggire. (pp. 179)
==''Studi e ricerche di storia e d'arte''==
*Guardate [[Basilica di San Marco|san Marco]]! E una sublime bizzarria. I rosoni, i {{sic|rabeschi}}, gl'intrecci, i {{sic|pinacoli}}, slanciantisi al cielo, hanno l'aspetto di una lussureggiante vegetazione di pietra. Le arcate a trifoglio, le {{sic|aguglie}} traforate, l'innesto dell'arco acuto sul bizantino, tutta l'opera in fine, con la sua ricca veste di sculture e di cesellature, sembra una vasta sinfonia nel marmo, o meglio, per dirla col Tommaseo, tutto l'edificio par quasi una divina poesia, che riempie di sé l'anima e la abbraccia di un tratto. (pp. 3-4)
*Anche nelle questioni religiose, il popolo [[veneto]], con retto giudizio, seppe tenersi lontano dalle inquietudini dell'ascetismo e dai furori de' scismi, seppe dividere i diritti della Chiesa da quelli dello Stato, incarnare il pensiero di un grande, il quale affermava la vera religione cristiana dover camminare per la via del cielo e non poter, per conseguenza, incontrarsi col governo politico, che cammina per la via del mondo. (p. 83)
*Tra Francia e Venezia c'è sempre stata, nella vita intellettuale, una partita aperta di dare e avere. Ha detto bene Madama di Staël: «nous avons besoin les uns des autres, la littérature de chaque pays découvre une nouvelle sphère d'idées». La città, circonfusa di mistero gentile e melanconico, apparve sempre di una bellezza famigliare all'animo, nelle fantasie dei poeti e dei pittori francesi. E noi, di ricambio, abbiamo amato la Francia nelle pagine de' suoi grandi scrittori, che ci hanno appreso a onorare il suo nome e ad ammirare la sua gloria. (p. 139)
*La Francia è stata sempre impetuosa, generosamente irriflessiva, pronta alla gioia e all'abbattimento: Venezia, per converso, calma, fredda, ricca di senso pratico, qualche volta fino un po' troppo calcolatrice. L'una ebbe fiamma d'entusiasmo, l'altra potenza di volontà; l'una ebbe forte la fantasia, l'altra la riflessione; l'una sopportò spesso mal volentieri e fra le agitazioni i suoi governi, l'altra mantenne il suo per quattordici secoli, quasi immutato; l'una ebbe le donne inspiratrici della cosa pubblica, reggenti, regine; l'altra non permise mai alla donna di uscire dalla naturale sua cerchia; l'una fu insanguinata dalle lotte religiose più fiere; l'altra seppe, fin dalle prime, separare i dritti del cielo da quelli della terra. Pochi paesi furono, più di questi due, dissimili, pochi più amici. (p. 140)
==''Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte''==
*Fra quelli che {{NDR|in Francia}} richiamarono la pittura dalla convenzionalità alla {{sic|inspirazione}} diretta della natura presto si manifestarono due correnti: l'una con [[Édouard Manet|Edoardo Manet]], iniziatore, insieme col [[Edgar Degas|Degas]], della scuola dell<nowiki>'</nowiki>''aria aperta'', artefice luminoso, vibrante, ricercatore della macchia; l'altra con [[Gustave Courbet|Gustavo Courbet]], franco, vigoroso, solido, nemico di ogni volgarità, d'ogni falsa eleganza nell'''Enterrement à Ornans'', nella ''Biche forcée à la nage'', nella ''Curée'', ma duro, fosco, quasi repulsivo nella ''Chasse au renard'' e in altri quadri, dove l'originalità si cambia in stranezza, la scioltezza in esagerazione. (p. 376)
*[...] dalla Spagna giunge in Italia un artista, allietato da tutti i sorrisi della fortuna, da tutte le voluttà del trionfo. Nei quadri di [[Marià Fortuny i Marsal|Mariano Fortuny]] la luce vibra, sfavilla, sfolgora, trionfa: i colori più allegri, le tinte più calde, i moltiplicati riflessi, i più luminosi rifrangimenti producono un barbaglio da far parer pallido e opaco qualunque altro oggetto su cui posiamo lo sguardo. Questa pittura svolgentesi tutta ardori e colori ebbe azione profonda, ma non sempre benefica, sulla giovane arte italiana, la quale si lasciò affascinare dalla impressione gradevole, dalla mirabile virtuosità. (p. 377)
*Il [[Giacomo Favretto|Favretto]], pur mantenendo la sua ricca e fervida originalità, seppe far tesoro degli esperimenti altrui. Era istruito tanto da comprendere ogni ragione dell'arte, se non per {{sic|istudio}} e cultura appresa, per certa felice intuizione. Fu un ribelle temperato dal freno dell'arte, arte ch'egli seppe agitare, con certa salutare inquietudine, la quale non ha nulla di comune con le furiose e torbide innovazioni. L'impeto riformatore non poté mai trascinar la sua mente oltre i limiti del giusto; il suo genio non era fiamma viva che abbrucia, ma virtù riposata che illumina. Lasciando il cammino tracciato dai vecchi, seppe aprirsene uno nuovo, conservando sempre la misura; allargò con temperanza le forme dell'arte, e con la eccitabilità {{sic|imaginosa}}, coloritrice del suo ingegno, {{sic|ristaurò}} e rifece, {{sic|inspirandosi}} al presente, non disprezzando il passato, conservando tutto ciò ch'era degno ed utile. (p. 388)
==[[Incipit]] de ''L'arte veneziana del Rinascimento''==
Correva l'anno 1495 (perdonate, o Signori, se incomincio come usava nei vecchi romanzi storici di mezzo secolo fa), correva l'anno 1495 e Filippo de Commines, ambasciatore di Carlo VIII, entrando a Venezia, esclamava ammaliato: — la più trionfante città che io abbia mai veduta!
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/impressionilett01molmgoog/page/n6/mode/1up Impressioni letterarie]'', presso Natale Battezzati, Milano, 1875<sup>2</sup>.
*Pompeo Molmenti, ''[https://www.gutenberg.org/files/51706/51706-h/51706-h.htm L'arte veneziana del Rinascimento]'', in "La vita italiana nel Rinascimento", Treves, 1896.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/lapitturavenezia00molm/page/n3 La pittura veneziana]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1903.
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/nuoveimpression00molmgoog/page/n5/mode/2up Nuove impressioni letterarie]'', Tip. e Lit. Camilla e Bertolero, Torino, 1879.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/studiericerchedi00molm/page/n6/mode/1up Studi e ricerche di storia e d'arte]'', Società Tipografica-Editrice Nazionale (già Roux e Viarengo), Torino, 1892.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/venezianuovistu00molmgoog/page/n7 Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte]'', G. Barbera Editore, Firenze, 1897.
==Altri progetti==
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'''Pompeo Gherardo Molmenti''' (1852 – 1928), scrittore, storico e politico italiano.
==Citazioni di Pompeo Gherardo Molmenti==
*Il nome di [[Antonio Rotta]] è da molti anni conosciuto in Italia e all'estero. Il suo nuovo quadro rappresenta una vecchia, tutta grinze, che ha levato dall'armadio uno sciupato corsetto di seta, dalla foggia del secolo scorso, un corsetto che le avrà frenato le audacie del seno negli anni giulivi della giovinezza, e sarà stato testimonio di gioie, di feste, di esultanze, e forse, Dio nol voglia, di qualche scappatella. Il pensiero, prima di tuffarsi nel buio dell'eternità, si compiace di ritornare al passato. I ricordi si trasformano in rimpianti. Quel tumulto di passioni e di pentimenti sotto la fronte rugosa di quella vecchia! ''Combien je regrette | mon bras si dodu. | Ma jambe bien faite | et le temps perdu.''<ref>I versi sono tratti da ''Ma grand'mere'' di [[Pierre-Jean de Béranger|Béranger]] (in ''Œuvres complètes de Béranger'', H. Fournier, Parigi, 1839, vol. I, [[s:fr:Page:Béranger, oeuvres complètes - tome 1.pdf/80|p. 20]]). Traduzione: ''Come rimpiango | il mio braccio così tornito. | La mia gamba ben fatta | e il tempo perduto''.</ref> Tempo perduto niente. Ce lo assicura il lampo malizioso di quegli occhietti cisposi, che scintillano come brage fra le ceneri spente. Dio sa quante volte, ai tempi della Serenissima, la bella popolana, adorna del suo roseo corsetto, avrà ballato la ''furlana'' nelle sagre di Santa Marta, e Dio sa qunte volte su quella seta rosea si sarà posata la mano robusta e tremante di desiderio di un elegante gondoliere della Signoria, dalla cappa di velluto rosso e dal berretto all'albanese! No, c'è da scommettere che quella vecchia non deplora il tempo perduto, ma il braccio tornito e il seno bianchissimo. Il quadro del Rotta è dipinto con una leggiadria, una grazia, una nitidezza meglio uniche che rare. Forse l'eleganza rasenta la leziosaggine, liscia e minuziosa, ma l'imitazione perfetta del vero fa dimenticare la cura soverchia dei particolari.<ref>Da ''L'arte veneta all'esposizione di Parigi'', in ''L'illustrazione italiana'', anno V, 1° semestre, Fratelli Treves, Milano, 1878, [https://books.google.it/books?id=1HtH4SSjCAwC&pg=PA234 p. 234].</ref>
*L'architettura veneziana ebbe un valido ausilio nella scultura, dapprima timida goffa, anche quando in Italia sorgeva la gran luce di Nicola Pisano, ma apparsa a un tratto, nel secolo XIV, viva, libera, spontanea, preludendo alla grande riforma pittorica del Rinascimento.<ref>Da ''[https://archive.org/details/collezionedimono03berg/page/3/mode/1up Venezia]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1907<sup>3</sup>, p. 45.</ref>
*[[Marco Tabarrini]], che parlò nobilmente dell'ingegno di [[Erminia Fuà Fusinato|Erminia Fuà-Fusinato]], scrisse che la poesia di questa donna gentile è poesia vera, e non l'arte misera di far versi sopra argomenti accattati, vestendo poveri concetti in forme fantastiche e prosaicamente volgari. Quando si guarda da vicino la vita di un poeta s'incontra una grande diversità fra i suoi versi e le sue azioni. Nella vita d'Erminia invece, da ogni pensiero, da ogni azione, da ogni parola scaturisce quella poesia vivificante e serena, che si può dire l'eco dell'anima sua. La forma stessa linda e composta è uno specchio in cui si riflette il pensiero; non c'è niente di troppo, né concetti, né immagini, né eleganze. Essa non cade, come è vezzo moderno, nello strano e nel paradossale, per far che le sue idee acquistino aria di novità, ma esprime semplicemente ciò che sente e pensa, sincera nell'arte come nella vita.<ref>Da ''Erminia Fuà-Fusinato e i suoi ricordi'', Fratelli Treves editori, Milano, 1877, [https://archive.org/details/erminiafufusina00whitgoog/page/n248/mode/1up cap. VI, p. 233-234].</ref>
==''Impressioni letterarie''==
*In tutti i versi che il povero [[Teobaldo Ciconi|Teobaldo {{NDR|Ciconi}}]] ha lasciato non ci sarà la finezza dell'artista, ma in tutti si sente l'anima serena del poeta. (p. 25)
*Come poeta drammatico egli lascia una traccia non cancellabile nella storia del nostro teatro. Sebbene i lavori del Ciconi {{sic|sieno}} stati scritti sotto l'impressione di sentimenti e di fatti che non giungono all'animo nostro che come un caro ricordo, pure crediamo che non subiranno la sorte comune ai lavori di questo genere, che nati con l'occasione muoiono con quella. (p. 27)
*[[Giuseppe Torelli (scrittore)|Giuseppe Torelli]] fu un galantuomo, ed ebbe per guida nella vita quel vero buon senso, che non è da confondersi con quello che ha l'appellativo di comune e che corre le strade. Non ascoltò che la voce {{sic|secura}} della coscienza, non conobbe le ipocrisie sociali, e chiamò sempre le cose col loro nome. Il Torelli, come tutti gli uomini onesti, possedeva quell'energia tranquilla che impone. Visse qualche tempo in corte, e non fu cortigiano. Fu un nobile esempio di quella democrazia che in generale è scritta nei codici, nei giornali, ma raramente nei cuori. (pp. 34-35)
*Un critico originale ed ardito, che, fra i primi, ebbe il coraggio di {{sic|francarsi}} dalla soggezione delle vecchie tradizioni, è il [[Eugenio Salomone Camerini|Camerini]], nei cui scritti non si trova tutta la vita letteraria del popolo italiano, ma alcune delle sue {{sic|faccie}} più caratteristiche. Egli vede ed apprezza tutto quello che é di buono nella nostra letteratura, e vede e nota molte cose, che mancano. Sdegnoso di calcare le strade battute, anima artistica e {{sic|culta}}, severo con sé stesso, troppo indulgente verso gli altri, non è però sempre risoluto ne' suoi giudizi, e oscilla tra il determinato e un non so che di vago e di nebbioso. (pp. 40-41)
*Il [[Tommaso Locatelli|Locatelli]] non {{sic|riescì}} tanto valente critico, quanto mirabile pittore di costumi. Quello che più s'ammira in lui è quella potenza descrittiva che vi fa sorgere dinanzi chiaramente e distintamente una persona, un paesaggio, una festa. (p. 69)
*Il Locatelli è un vivace pittore del vero, è un accuratissimo osservatore delle idee e dei gusti del suo tempo, ma non lo si può ammirare altrettanto allorché vi discorre d'arte, di teatri, di lettere. Egli ha ereditato dal Gozzi il brio dello stile, ma non già la mente profonda, la vastità del pensiero. Però anche nelle sue critiche la stessa grazia amabilissima, la stessa purezza e la stessa eleganza della forma. Anche ne' suoi scritti critici lo spirito non è mai importuno: aneddoti, facezie, tutto egli sa collocare a suo posto. Non c'è mai nulla di troppo. Egli punge, ma non ferisce, e sa dire la verità con quel garbo di buona lega, che i nostri vecchi conoscevano così bene. (p. 70)
*[...] se il Locatelli scrive alle volte come un poeta, non pensa però quasi mai colla profonda severità del filosofo. Il Locatelli nel giudicare le opere d'arte non è guidato da principî serî ed elevati, non guarda all'armonia dell'insieme, non considera che il freddo particolare. Non è una critica alta e filosofica, ma un seguito di argute e fine osservazioni. Certo non mancano al Locatelli né lo studio attento, né l'onesta franchezza, ma gli fanno difetto l'ardimento del pensiero e la larghezza degli intendimenti. (p. 71)
*Innanzi alla tomba di [[Laura Beatrice Oliva|Laura Mancini]] le donne italiane dovrebbero seriamente pensare, per ispirarsi ad un nobilissimo esempio di fede, di coraggio, di affetto. Era uno di quegli esseri che, nei momenti di sconforto, fanno ancora sperare del mondo e degli uomini.<br>Da ogni suo lineamento traspariva una soavità, una distanza dalle cose mondane; e il delicato ovale del viso, il naso profilato, la fronte ampia rivelavano a prima vista la bellezza dell'animo e dell'ingegno. (p. 72)
*Laura Mancini cantò tutte le fasi del risorgimento nazionale da Solferino a Villafranca, da Marsala al Volturno, da Aspromonte a Mentana. In mezzo alla rapida ispirazione, le sue poesie {{sic|riescirono}} molto trascurate nella forma, eppure vi piacciono come una donna virtuosa in cui la non bella forma del volto viene largamente ricompensata dalla gioia dell'innocenza che le si diffonde sulla fronte. (p. 76)
*Perché, o bizzarra natura, invece di creare del [[Giovanni Prati|Prati]] un vero poeta, ti sei stancata a mezza via, ed hai stampato un misto di giullare di corte e di poeta? Perché, o bizzarra natura, hai voluto permettere che quegli il quale scriveva quei versi dell'''Edmenegarda'', che han fatto brillare tante, lacrime in tanti begli occhi, abbia potuto scrivere ancora che il monte fa intorno a sé ''un mantello di lampi e di paure''? I versi del Prati ci danno l'idea di quei sigari svizzeri, eccellenti fino alla metà, e che dalla metà in giù conviene buttare da un canto. (p. 78)
*In Prati vi sono due poeti; v'è quello che scrive come amore gli detta, e v'è quello che butta giù endecasillabi, ottonari, quinari, solo per mettersi un nastro da cavaliere sull'occhiello dell'abito. (p. 78)
*La fama dell'[[Aleardo Aleardi|Aleardi]] è dovuta alle donne. Un bell'uomo, che s'atteggiava un pochino a martire (allora la cosa era di moda e ci si credeva), che parlava bene, sempre pronto a scrivere su per ogni albo versi gentili, che aveva modi così garbati... c'era più di quanto occorreva per riescire simpatico alle donne. Aleardi era divenuto il beniamino delle signore. (p. 85)
*[...] c'era una cosa che turbava i sonni del nostro poeta. Il suo babbo aveva creduto bene di battezzarlo col nome di Gaetano, e all'Aleardi non garbava punto un tal nome; figuratevi niente di più prosaico che ''un sor Gaetanino''. Ma un dì ei ci trovò rimedio e si ribattezzò col nome di Aleardo: nome, per dirla con un buon francese, ''qui attire et sonne bien''. (p. 85-86)
*[[Giosuè Carducci]] in mezzo al culto amoroso della poesia non ha abbandonato gli studi severi della critica. Nel Carducci conviene distinguere due persone, il poeta ed il critico; il primo non rassomiglia punto al secondo. Enotrio<ref>Enotrio Romano: pseudonimo utilizzato dal Carducci.</ref> poeta è impetuoso, irrequieto, impaziente d'ogni difficoltà, e sempre pronto a rompere, come il Duca di Borgogna, l'orologio se suoni un'ora che lo chiami a ciò ch'egli non vuole. Il critico invece medita lungamente e scrive avvisato ed arguto, sapendo unire agli splendori dell'immaginazione la forma {{sic|culta}} ed elegante, l'erudizione profonda. Il Carducci sa tenersi lontano dalla nebulosità del De Sanctis, dalla elegante leggerezza del Settembrini, dalla troppo minuziosa analisi del Camerini e si manifesta co' suoi ''Studi letterarî'' uno dei più dotti ed arguti critici d'Italia, accoppiando alla serietà alemanna, la vivacità ed il calore degli ingegni del mezzogiorno. (pp. 98-99)
*Il [[Antonio Caccianiga|Caccianiga]] ha [...] il torto di giudicare la società senza risentire le passioni che la agitano. Dal riposo e dall'innocenza della vita campestre egli crede dipingere la vita, ma la mano trema, esagera i contorni e il quadro riesce un po' di maniera. La sua voce spesse volte giunge come un'eco simpatica, ma languida, e i suoi apprezzamenti restano sempre nei campi della teoria, sicché non se ne può trarre utilità. Il Caccianiga ha il torto di voler troppo moralizzare e di assidersi Geremia novello sulle rovine della patria, lamentando la miseria dei tempi e degli uomini. Ma allorché il Caccianiga sveste la {{sic|giornèa}} del moralista<ref>Smette di atteggiarsi a (o assumere il tono di) moralista.</ref>, scrive qualche bozzetto con una verità e leggiadria inimitabili. (p. 117)
*I calmi sentimenti, le soavi ispirazioni che ci desta la mestizia dell'autunno, s'incontrano nei racconti di [[Caterina Percoto]]. Da ogni scritto di questa donna spira il casto olezzo della virtù, e un candore di pensiero che lascia una certa posatura di dolcezza in fondo al cuore. (p.121)
==''La pittura veneziana''==
===[[Incipit]]===
*Venezia non comparisce degnamente nel campo dell'arte se non nel secolo XV, quando già l'architettura e la scultura erano in fiore. Non è peraltro da credere che l'arte del disegno e dei colori fosse ignota negli albori della vita veneziana. Se, nei primi secoli, le case private dei veneziani erano umili, non così può dirsi delle chiese, che sorgevano numerose, quasi per attestare che la fede in Dio era guarentigia della libertà della nuova patria. E le chiese, come quelle di Grado e di Torcello, scintillavano per i mosaici degli artefici venuti da Bisanzio, con cui le isole della laguna avevano continue relazioni politiche e commerciali.<!--Cap. 1, ''Le origini'', p. 1.-->
===Citazioni===
*Dopo la metà del trecento, un artefice, conosciuto con il nome di [[Antonio Veneziano]], fu chiamato a dipingere la sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale {{NDR|a Venezia}}. Ma sebbene, al dir del Vasari, avesse dato eccellenti saggi del suo valore, fu congedato, onde avvilito si condusse in Toscana e considerò sempre come sua patria Firenze. (cap. I, p. 8)
*Jacopo Nigreti [...] conosciuto nella storia dell'arte con il nome di [[Jacopo Palma il Vecchio|Palma il vecchio]], è uno dei sommi artisti della scuola veneziana, e in certe parti, specialmente nel disegno, superiore forse a [[Tiziano Vecellio|Tiziano]]. [...]. Nella galleria di Dresda è celebre il quadro delle ''Tre sorelle''. Il suo capolavoro, la ''Santa Barbara'', la più sana e vigorosa figura di donna, che l'arte abbia mai rappresentata, si ammira nella chiesa di Santa Maria Formosa di Venezia. (cap. III, pp. 67-68)
*A ogni modo {{NDR|[[Giovanni Battista Piazzetta]]}} fu artefice eminente, e il Blanc volle esprimere tutta la sua ammirazione con questa frase: ''C'est un Caravage vénitien!'' Frase invero più bella che esatta, giacché il Piazzetta moveva specialmente dal Guercino, le opere del quale aveva nella sua giovinezza studiato con grande amore, insieme con il bolognese Giuseppe Crespi. La vigoria dell'ingegno e la viva fantasia del Piazzetta meglio appaiono ne' suoi disegni, nelle illustrazioni della ''Gerusalemme liberata'', e nei mirabili studi di teste, di cui possono vedersi alcuni saggi nel Museo Civico e nell'Accademia. (cap. V, pp. 110-111)
*[[Rosalba Carriera]], fine, espressiva, delicata anima d'artista, [...], dipinse ritratti a pastello con {{sic|maravigliosa}} finezza di tocco e facilità di disegno. Ne' suoi pastelli c'è la verità illuminata dal raggio della poesia: le sue patrizie non sono proprio come erano, ma come volevano essere. (cap. V, pp. 112-113)
*Come il Gallina riproduceva sul teatro la Venezia odierna, così il Favretto sulle tele. [[Giacomo Favretto]] e [[Giacinto Gallina]], questi due gemelli dell'arte veneziana, così somiglianti nell'indole dell'ingegno, nella bontà dell'animo, nel modesto aspetto della persona, nella morte immatura, penetrarono senza sforzo, per un'intuizione nativa, nell'intima vita del popolo. L'arte del Gallina è più profonda, più dominata dal sentimento, ma la superficialità delle impressioni del Favretto è compensata dal brio della osservazione. (cap. VII, p, 152)
*Quando, per la Mostra internazionale del 1899, si pensò alle ''Esposizioni individuali collettive'', e si raccolsero in una sala più di quaranta quadri del Favretto, fu un grido di ammirazione. Sebbene in alcune tele, dopo così breve tempo, apparissero fosche e cupe le tinte, appannate le luci, come nel ''Liston del 700'', da tutto l'insieme di quella esposizione emanava uno {{sic|splendor}} così lieto, che nulla di più dolce agli occhi e allo spirito. La sua gloria in vero non corre pericolo di essere sommersa dal flutto di nuove idee, il gusto mutato non scema la grazia spirituale dell'arte fravettiana, e la pupilla si abbandona ancora con voluttà su quell'armonia di tinte, rivelatrice dell'animo dell'artefice sereno, che inebriò la pittura veneziana di sole, di aria, di vita. (cap. VII, p. 155)
*Artista virile, il [[Guglielmo Ciardi|Ciardi]] sa rendere la forte poesia del vero sia ch'egli ritragga i monumenti veneziani, o le larghe pagine virgiliane dei meriggi campestri, o le borgate pittoresche alle falde delle Alpi dolomitiche, tra i gravi silenzi delle selve. (cap. VII, p. 163)
*Non al vivido sole, ma alle più cupe fantasie e alle più strane visioni, sembra invece ispirarsi quell'originalissimo ingegno di [[Mario de Maria]], meglio conosciuto sotto il nome di ''Marius Pictor''. È nato a Bologna nel 1853, ma vive ora a Venezia, che nella sua solitudine piena di visioni, nella sua pace piena di memorie, può considerarsi la patria ideale del bizzarro pittore. Il quale ama le solitudini strane, i gagliardi contrasti della luce e dell'ombra, gli oscuri contorni delle case, che staccano sul grigio dei cieli d'autunno, e le notti tragiche, funeree, illuminate dalla luna fuggente dietro le nuvole. Certi suoi quadri fanno pensare ai racconti di {{sic|Edgardo Poë}}. (cap. VII, pp. 165-167)
==''Nuove impressioni letterarie''==
*Il [[Gaetano Trezza|Trezza]] coi suoi desideri e le sue aspirazioni vive in [[Tito Lucrezio Caro|Lucrezio]]: egli, al pari del grande pensatore latino, è idealista fra le brutalità delle superstizioni e degli errori. La sua anima, che crede senza esitanze alla realtà della scienza, sente a quando a quando il desiderio misterioso dell'infinito. Il Trezza ha l'animo compreso della sublime e dolce mestizia del poeta, ed è cosi affascinato dal concetto lucreziano, da dimenticarne perfino gli errori e le stranezze.<br>Talora sottilizza di soverchio e pel desiderio di troppo dimostrare diventa oscuro; altre volte si perde in concetti astratti per {{sic|ispiegare}} le cose più semplici. (pp. 10-11)
*Il Trezza è profondo quando parla dei miti, delle lingue, delle religioni, ma nelle investigazioni della natura si capisce com'egli si affidi all'altrui autorità, più presto che alle proprie osservazioni ed esperienze. Ha studiato le grandi leggi biologiche e fisiche più sui libri, che nella attenta e paziente osservazione dei fenomeni naturali. (p. 11)
*Il Trezza al disopra d'ogni cosa, odia le ipocrisie del pensiero e del sentimento, e con temerario coraggio combatte le idee e le credenze dei più. Questa robusta figura d'uomo e di pensatore esce fuori compiuta dalle sue lezioni e dai suoi libri, come dalle modeste abitudini della sua vita privata. Si possono discutere le sue opinioni e combattere le sue dottrine, ma non si possono non ammirare la onesta energia dell'anima e la gagliardia dell'ingegno. (p. 14)
*Il [[Francesco De Sanctis|De Sanctis]], ingegno vivace e animoso, non riesce efficace in quelle opere, nelle quali la lunghezza e la necessità delle ricerche, temperano l'ispirazione. La ''Storia della letteratura italiana'' non è lavoro di gran conto, è una serie di articoli uniti insieme dal legame di una teorica metafisica, in cui la nostra storia letteraria viene divisa in tre periodi: il primo originale, il secondo di perfezione, il terzo della nuova letteratura. Un serio lavoro scientifico sulla nostra letteratura, dice l'autore, non può farlo nessuno oggi, in cui incomincia il lavoro paziente dell'analisi parte per parte. Una storia della letteratura sarà possibile quando su ciascuna epoca, su ciascun scrittore importante si farà tale monografia, o studio, o saggio, che dica l'ultima parola e sciolga tutte le questioni.<br>In tanta povertà cosa può essere una storia della letteratura? Un'informe compilazione piena di lacune e d'imprestiti, e di idee superficiali e frettolose.<br>Scrivendo queste parole, il De Sanctis dava un giusto giudizio sulla sua storia. (pp. 23-24)
*{{NDR|[[Pietro Selvatico]]}} I suoi giudizi animosi serbavano un certo colore d'erudizione classica, ma, accanto allo studio profondo, si sentiva ne' suoi scritti il fremito d'una vita intensa, i baldi propositi di un fervido ingegno, che non curava le stupide resistenze di chi voleva ancora attaccarsi al passato. Fra le sottigliezze complicate, questo spirito acre, battagliero, paradossastico, smarrì qualche volta di vista la verità e trascese nella polemica. La sua mente educata a studi severi, ma flessibile ed assimilatrice, è un po' come la cera , riproduce esattamente l'immagine che vi s'imprime. (p. 30)
*{{NDR|Pietro Selvatico}} Le idee che gli appariscono buone egli le abbraccia senza minuta analisi, ed è severo se sono severi quelli che l'attorniano, e batte le mani entusiasta, se è circondato dall'entusiasmo. Strano miscuglio di pedante e di artista, di grazia decente e di violenza sarcastica, di tenacità indomabile e di irresolutezza! (pp. 30-31)
*– È un letterato – dirò anch'io del [[Camillo Boito|Boito]], e appunto per questo è buonissimo critico di arte, giacché a discernere certe bellezze ci vogliono studio e sottigliezza grande. Ma il Boito non è soltanto un letterato; è un bravo architetto, è vissuto sempre in mezzo agli artisti, e si può dir del mestiere, sapendo di che cosa parla e potendo giudicare, non solamente del concetto, dell'espressione, della forma, ma anche di tutto ciò che s'attiene alle tecniche del colorire. (p. 39)
*Camillo Boito non impone le sue idee, egli domanda all'artista il sentimento individuale; la schietta espressione dell'indole sua e cerca nella tela o nel marmo, l'uomo co' suoi sentimenti, le sue impressioni e le sue emozioni. Pel nostro critico il fine dell'arte rappresentativa si può esprimere così: destar nell'animo con la finzione del naturale un sentimento non ignobile. Egli afferma che la natura è sorgente di ispirazione feconda, e che il segreto del pittore e dello scultore è trasformare in arte la realtà, ma non vuole che la pittura e la statuaria si trasformino in un ''processo verbale'' in un ''atto di consegna'' della natura, imperocché la riproduzione minuta e materiale è nemica della verità. Ama l'arte che scaturisce dalla vita, non quella che ha per sola ispirazione lo studio paziente. (p. 40)
*Il Boito non è soltanto un buono ed ardito critico d'arte, è un elegante novellatore. V'è ne' suoi racconti un certo andamento franco e spigliato, un colore ammirabile di verità, un profondo e amoroso sentimento della natura. (pp. 41-42)
*Pochi uomini furono più infelici di [[Cesare Betteloni]], pochi poeti seppero meglio di lui esprimere col verso quegli strazi affannosi, quelle inquietudini angosciose che non si possono recidere che colla vita. (p. 47)
*Le poesie del Betteloni rivelano tutta la tragedia di un'anima, che non può trovar quiete che nella tomba. E allorché non ebbe più la forza di soffrire l'intensità del male, allorché la vita gli si rese insopportabile, si senti spinto dalla fatale ebbrezza del suicidio e ricorse alla morte come ad ultimo ed unico rifugio. Voleva che le sue lunghe pene finissero, chiedeva intorno a sé il silenzio, e sentiva la voce dell'eternità che lo chiamava — ''vox magna per umbras''. (pp. 47-48)
*Il Betteloni sorride qualche volta, ma quel sorriso è una forma di pianto, è il sorriso d'uno che non vede lontana la tomba:<br><div style="text-align:center;">Il dolce porto d'ogni mal cocente<br>ch'io da tant'anni vo aspettando invano.</div>Non è l'artifizio del poeta, è l'ispirazione dolorosa di un'anima che avrebbe desiderato godere la vita, inebriarsi di affetti, di canti e di profumi, e che si trova invece contraddetta nelle sue più care aspirazioni, ne' suoi desideri più ardenti. (p. 50)
*Io vedo il [[Giovanni Faldella|Faldella]] nella quiete del suo paesello natio, dove lo tira a quando a quando l'affetto de' suoi compaesani, i quali lo fecero loro sovraintendente scolastico e presidente operaio e consigliere provinciale. Se potessero lo farebbero anche parroco. (p. 177)
*{{NDR|Faldella}} Io lo seguo nelle sue passeggiate solitarie pei campi e pei colli. Nulla sfugge al suo sguardo attento e indagatore, e la vita campestre si rivela a lui sotto un nuovo e pittoresco aspetto. Nell'estate e nella primavera egli guarda minutamente ogni cosa: dalle allegre feste di un raggio di sole fra i rami degli alberi alle galline che razzolano nel cortile, dai prati pieni di quiete solenne alla chiesuola bianca e romita. I misteri del silenzio, i bisbigli sommessi delle foglie gli risvegliano nell'animo dolcezze misteriose, blande memorie, orizzonti infiniti. – E quando la campagna è squallida, quando la neve nasconde il terreno, egli dipinge con rara evidenza i candidi cappucci che coprono i comignoli, i tetti, i campanili. Il Faldella adopera il pennello più che la penna e ritrae la realtà nei suoi contorni più tenui. (pp. 177-178)
*Faldella possiede, come artista, un carattere pel quale si fa distinguere da tutti i giovani scrittori suoi coetanei. Ha una fisonomia propria, e gli stessi suoi difetti non dipendono da imitazioni, né da studi mal digeriti; sono suoi, proprio suoi e danno una cert'aria di originalità allo scrittore. Però quest'originalità, che spesso è naturale, diventa alle volte un vezzo ammanierato. Il suo singolare modo di scrivere è troppo ricercato, e quella studiata mescolanza di piemontesismi e di toscanesimi finisce per uggire. (pp. 179)
==''Studi e ricerche di storia e d'arte''==
*Guardate [[Basilica di San Marco|san Marco]]! E una sublime bizzarria. I rosoni, i {{sic|rabeschi}}, gl'intrecci, i {{sic|pinacoli}}, slanciantisi al cielo, hanno l'aspetto di una lussureggiante vegetazione di pietra. Le arcate a trifoglio, le {{sic|aguglie}} traforate, l'innesto dell'arco acuto sul bizantino, tutta l'opera in fine, con la sua ricca veste di sculture e di cesellature, sembra una vasta sinfonia nel marmo, o meglio, per dirla col Tommaseo, tutto l'edificio par quasi una divina poesia, che riempie di sé l'anima e la abbraccia di un tratto. (pp. 3-4)
*Anche nelle questioni religiose, il popolo [[veneto]], con retto giudizio, seppe tenersi lontano dalle inquietudini dell'ascetismo e dai furori de' scismi, seppe dividere i diritti della Chiesa da quelli dello Stato, incarnare il pensiero di un grande, il quale affermava la vera religione cristiana dover camminare per la via del cielo e non poter, per conseguenza, incontrarsi col governo politico, che cammina per la via del mondo. (p. 83)
*Tra Francia e Venezia c'è sempre stata, nella vita intellettuale, una partita aperta di dare e avere. Ha detto bene Madama di Staël: «nous avons besoin les uns des autres, la littérature de chaque pays découvre une nouvelle sphère d'idées». La città, circonfusa di mistero gentile e melanconico, apparve sempre di una bellezza famigliare all'animo, nelle fantasie dei poeti e dei pittori francesi. E noi, di ricambio, abbiamo amato la Francia nelle pagine de' suoi grandi scrittori, che ci hanno appreso a onorare il suo nome e ad ammirare la sua gloria. (p. 139)
*La Francia è stata sempre impetuosa, generosamente irriflessiva, pronta alla gioia e all'abbattimento: Venezia, per converso, calma, fredda, ricca di senso pratico, qualche volta fino un po' troppo calcolatrice. L'una ebbe fiamma d'entusiasmo, l'altra potenza di volontà; l'una ebbe forte la fantasia, l'altra la riflessione; l'una sopportò spesso mal volentieri e fra le agitazioni i suoi governi, l'altra mantenne il suo per quattordici secoli, quasi immutato; l'una ebbe le donne inspiratrici della cosa pubblica, reggenti, regine; l'altra non permise mai alla donna di uscire dalla naturale sua cerchia; l'una fu insanguinata dalle lotte religiose più fiere; l'altra seppe, fin dalle prime, separare i dritti del cielo da quelli della terra. Pochi paesi furono, più di questi due, dissimili, pochi più amici. (p. 140)
==''Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte''==
*Fra quelli che {{NDR|in Francia}} richiamarono la pittura dalla convenzionalità alla {{sic|inspirazione}} diretta della natura presto si manifestarono due correnti: l'una con [[Édouard Manet|Edoardo Manet]], iniziatore, insieme col [[Edgar Degas|Degas]], della scuola dell<nowiki>'</nowiki>''aria aperta'', artefice luminoso, vibrante, ricercatore della macchia; l'altra con [[Gustave Courbet|Gustavo Courbet]], franco, vigoroso, solido, nemico di ogni volgarità, d'ogni falsa eleganza nell'''Enterrement à Ornans'', nella ''Biche forcée à la nage'', nella ''Curée'', ma duro, fosco, quasi repulsivo nella ''Chasse au renard'' e in altri quadri, dove l'originalità si cambia in stranezza, la scioltezza in esagerazione. (p. 376)
*[...] dalla Spagna giunge in Italia un artista, allietato da tutti i sorrisi della fortuna, da tutte le voluttà del trionfo. Nei quadri di [[Marià Fortuny i Marsal|Mariano Fortuny]] la luce vibra, sfavilla, sfolgora, trionfa: i colori più allegri, le tinte più calde, i moltiplicati riflessi, i più luminosi rifrangimenti producono un barbaglio da far parer pallido e opaco qualunque altro oggetto su cui posiamo lo sguardo. Questa pittura svolgentesi tutta ardori e colori ebbe azione profonda, ma non sempre benefica, sulla giovane arte italiana, la quale si lasciò affascinare dalla impressione gradevole, dalla mirabile virtuosità. (p. 377)
*Il [[Giacomo Favretto|Favretto]], pur mantenendo la sua ricca e fervida originalità, seppe far tesoro degli esperimenti altrui. Era istruito tanto da comprendere ogni ragione dell'arte, se non per {{sic|istudio}} e cultura appresa, per certa felice intuizione. Fu un ribelle temperato dal freno dell'arte, arte ch'egli seppe agitare, con certa salutare inquietudine, la quale non ha nulla di comune con le furiose e torbide innovazioni. L'impeto riformatore non poté mai trascinar la sua mente oltre i limiti del giusto; il suo genio non era fiamma viva che abbrucia, ma virtù riposata che illumina. Lasciando il cammino tracciato dai vecchi, seppe aprirsene uno nuovo, conservando sempre la misura; allargò con temperanza le forme dell'arte, e con la eccitabilità {{sic|imaginosa}}, coloritrice del suo ingegno, {{sic|ristaurò}} e rifece, {{sic|inspirandosi}} al presente, non disprezzando il passato, conservando tutto ciò ch'era degno ed utile. (p. 388)
==[[Incipit]] de ''L'arte veneziana del Rinascimento''==
Correva l'anno 1495 (perdonate, o Signori, se incomincio come usava nei vecchi romanzi storici di mezzo secolo fa), correva l'anno 1495 e Filippo de Commines, ambasciatore di Carlo VIII, entrando a Venezia, esclamava ammaliato: — la più trionfante città che io abbia mai veduta!
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/impressionilett01molmgoog/page/n6/mode/1up Impressioni letterarie]'', presso Natale Battezzati, Milano, 1875<sup>2</sup>.
*Pompeo Molmenti, ''[https://www.gutenberg.org/files/51706/51706-h/51706-h.htm L'arte veneziana del Rinascimento]'', in "La vita italiana nel Rinascimento", Treves, 1896.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/lapitturavenezia00molm/page/n3 La pittura veneziana]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1903.
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/nuoveimpression00molmgoog/page/n5/mode/2up Nuove impressioni letterarie]'', Tip. e Lit. Camilla e Bertolero, Torino, 1879.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/studiericerchedi00molm/page/n6/mode/1up Studi e ricerche di storia e d'arte]'', Società Tipografica-Editrice Nazionale (già Roux e Viarengo), Torino, 1892.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/venezianuovistu00molmgoog/page/n7 Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte]'', G. Barbera Editore, Firenze, 1897.
==Altri progetti==
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/* Citazioni di Pompeo Gherardo Molmenti */ Nicola Pisano
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[[File:Pompeo Gherardo Molmenti 2.jpg|thumb|Pompeo Gherardo Molmenti (1900 circa)]]
'''Pompeo Gherardo Molmenti''' (1852 – 1928), scrittore, storico e politico italiano.
==Citazioni di Pompeo Gherardo Molmenti==
*Il nome di [[Antonio Rotta]] è da molti anni conosciuto in Italia e all'estero. Il suo nuovo quadro rappresenta una vecchia, tutta grinze, che ha levato dall'armadio uno sciupato corsetto di seta, dalla foggia del secolo scorso, un corsetto che le avrà frenato le audacie del seno negli anni giulivi della giovinezza, e sarà stato testimonio di gioie, di feste, di esultanze, e forse, Dio nol voglia, di qualche scappatella. Il pensiero, prima di tuffarsi nel buio dell'eternità, si compiace di ritornare al passato. I ricordi si trasformano in rimpianti. Quel tumulto di passioni e di pentimenti sotto la fronte rugosa di quella vecchia! ''Combien je regrette | mon bras si dodu. | Ma jambe bien faite | et le temps perdu.''<ref>I versi sono tratti da ''Ma grand'mere'' di [[Pierre-Jean de Béranger|Béranger]] (in ''Œuvres complètes de Béranger'', H. Fournier, Parigi, 1839, vol. I, [[s:fr:Page:Béranger, oeuvres complètes - tome 1.pdf/80|p. 20]]). Traduzione: ''Come rimpiango | il mio braccio così tornito. | La mia gamba ben fatta | e il tempo perduto''.</ref> Tempo perduto niente. Ce lo assicura il lampo malizioso di quegli occhietti cisposi, che scintillano come brage fra le ceneri spente. Dio sa quante volte, ai tempi della Serenissima, la bella popolana, adorna del suo roseo corsetto, avrà ballato la ''furlana'' nelle sagre di Santa Marta, e Dio sa qunte volte su quella seta rosea si sarà posata la mano robusta e tremante di desiderio di un elegante gondoliere della Signoria, dalla cappa di velluto rosso e dal berretto all'albanese! No, c'è da scommettere che quella vecchia non deplora il tempo perduto, ma il braccio tornito e il seno bianchissimo. Il quadro del Rotta è dipinto con una leggiadria, una grazia, una nitidezza meglio uniche che rare. Forse l'eleganza rasenta la leziosaggine, liscia e minuziosa, ma l'imitazione perfetta del vero fa dimenticare la cura soverchia dei particolari.<ref>Da ''L'arte veneta all'esposizione di Parigi'', in ''L'illustrazione italiana'', anno V, 1° semestre, Fratelli Treves, Milano, 1878, [https://books.google.it/books?id=1HtH4SSjCAwC&pg=PA234 p. 234].</ref>
*L'architettura veneziana ebbe un valido ausilio nella scultura, dapprima timida goffa, anche quando in Italia sorgeva la gran luce di [[Nicola Pisano]], ma apparsa a un tratto, nel secolo XIV, viva, libera, spontanea, preludendo alla grande riforma pittorica del Rinascimento.<ref>Da ''[https://archive.org/details/collezionedimono03berg/page/3/mode/1up Venezia]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1907<sup>3</sup>, p. 45.</ref>
*[[Marco Tabarrini]], che parlò nobilmente dell'ingegno di [[Erminia Fuà Fusinato|Erminia Fuà-Fusinato]], scrisse che la poesia di questa donna gentile è poesia vera, e non l'arte misera di far versi sopra argomenti accattati, vestendo poveri concetti in forme fantastiche e prosaicamente volgari. Quando si guarda da vicino la vita di un poeta s'incontra una grande diversità fra i suoi versi e le sue azioni. Nella vita d'Erminia invece, da ogni pensiero, da ogni azione, da ogni parola scaturisce quella poesia vivificante e serena, che si può dire l'eco dell'anima sua. La forma stessa linda e composta è uno specchio in cui si riflette il pensiero; non c'è niente di troppo, né concetti, né immagini, né eleganze. Essa non cade, come è vezzo moderno, nello strano e nel paradossale, per far che le sue idee acquistino aria di novità, ma esprime semplicemente ciò che sente e pensa, sincera nell'arte come nella vita.<ref>Da ''Erminia Fuà-Fusinato e i suoi ricordi'', Fratelli Treves editori, Milano, 1877, [https://archive.org/details/erminiafufusina00whitgoog/page/n248/mode/1up cap. VI, p. 233-234].</ref>
==''Impressioni letterarie''==
*In tutti i versi che il povero [[Teobaldo Ciconi|Teobaldo {{NDR|Ciconi}}]] ha lasciato non ci sarà la finezza dell'artista, ma in tutti si sente l'anima serena del poeta. (p. 25)
*Come poeta drammatico egli lascia una traccia non cancellabile nella storia del nostro teatro. Sebbene i lavori del Ciconi {{sic|sieno}} stati scritti sotto l'impressione di sentimenti e di fatti che non giungono all'animo nostro che come un caro ricordo, pure crediamo che non subiranno la sorte comune ai lavori di questo genere, che nati con l'occasione muoiono con quella. (p. 27)
*[[Giuseppe Torelli (scrittore)|Giuseppe Torelli]] fu un galantuomo, ed ebbe per guida nella vita quel vero buon senso, che non è da confondersi con quello che ha l'appellativo di comune e che corre le strade. Non ascoltò che la voce {{sic|secura}} della coscienza, non conobbe le ipocrisie sociali, e chiamò sempre le cose col loro nome. Il Torelli, come tutti gli uomini onesti, possedeva quell'energia tranquilla che impone. Visse qualche tempo in corte, e non fu cortigiano. Fu un nobile esempio di quella democrazia che in generale è scritta nei codici, nei giornali, ma raramente nei cuori. (pp. 34-35)
*Un critico originale ed ardito, che, fra i primi, ebbe il coraggio di {{sic|francarsi}} dalla soggezione delle vecchie tradizioni, è il [[Eugenio Salomone Camerini|Camerini]], nei cui scritti non si trova tutta la vita letteraria del popolo italiano, ma alcune delle sue {{sic|faccie}} più caratteristiche. Egli vede ed apprezza tutto quello che é di buono nella nostra letteratura, e vede e nota molte cose, che mancano. Sdegnoso di calcare le strade battute, anima artistica e {{sic|culta}}, severo con sé stesso, troppo indulgente verso gli altri, non è però sempre risoluto ne' suoi giudizi, e oscilla tra il determinato e un non so che di vago e di nebbioso. (pp. 40-41)
*Il [[Tommaso Locatelli|Locatelli]] non {{sic|riescì}} tanto valente critico, quanto mirabile pittore di costumi. Quello che più s'ammira in lui è quella potenza descrittiva che vi fa sorgere dinanzi chiaramente e distintamente una persona, un paesaggio, una festa. (p. 69)
*Il Locatelli è un vivace pittore del vero, è un accuratissimo osservatore delle idee e dei gusti del suo tempo, ma non lo si può ammirare altrettanto allorché vi discorre d'arte, di teatri, di lettere. Egli ha ereditato dal Gozzi il brio dello stile, ma non già la mente profonda, la vastità del pensiero. Però anche nelle sue critiche la stessa grazia amabilissima, la stessa purezza e la stessa eleganza della forma. Anche ne' suoi scritti critici lo spirito non è mai importuno: aneddoti, facezie, tutto egli sa collocare a suo posto. Non c'è mai nulla di troppo. Egli punge, ma non ferisce, e sa dire la verità con quel garbo di buona lega, che i nostri vecchi conoscevano così bene. (p. 70)
*[...] se il Locatelli scrive alle volte come un poeta, non pensa però quasi mai colla profonda severità del filosofo. Il Locatelli nel giudicare le opere d'arte non è guidato da principî serî ed elevati, non guarda all'armonia dell'insieme, non considera che il freddo particolare. Non è una critica alta e filosofica, ma un seguito di argute e fine osservazioni. Certo non mancano al Locatelli né lo studio attento, né l'onesta franchezza, ma gli fanno difetto l'ardimento del pensiero e la larghezza degli intendimenti. (p. 71)
*Innanzi alla tomba di [[Laura Beatrice Oliva|Laura Mancini]] le donne italiane dovrebbero seriamente pensare, per ispirarsi ad un nobilissimo esempio di fede, di coraggio, di affetto. Era uno di quegli esseri che, nei momenti di sconforto, fanno ancora sperare del mondo e degli uomini.<br>Da ogni suo lineamento traspariva una soavità, una distanza dalle cose mondane; e il delicato ovale del viso, il naso profilato, la fronte ampia rivelavano a prima vista la bellezza dell'animo e dell'ingegno. (p. 72)
*Laura Mancini cantò tutte le fasi del risorgimento nazionale da Solferino a Villafranca, da Marsala al Volturno, da Aspromonte a Mentana. In mezzo alla rapida ispirazione, le sue poesie {{sic|riescirono}} molto trascurate nella forma, eppure vi piacciono come una donna virtuosa in cui la non bella forma del volto viene largamente ricompensata dalla gioia dell'innocenza che le si diffonde sulla fronte. (p. 76)
*Perché, o bizzarra natura, invece di creare del [[Giovanni Prati|Prati]] un vero poeta, ti sei stancata a mezza via, ed hai stampato un misto di giullare di corte e di poeta? Perché, o bizzarra natura, hai voluto permettere che quegli il quale scriveva quei versi dell'''Edmenegarda'', che han fatto brillare tante, lacrime in tanti begli occhi, abbia potuto scrivere ancora che il monte fa intorno a sé ''un mantello di lampi e di paure''? I versi del Prati ci danno l'idea di quei sigari svizzeri, eccellenti fino alla metà, e che dalla metà in giù conviene buttare da un canto. (p. 78)
*In Prati vi sono due poeti; v'è quello che scrive come amore gli detta, e v'è quello che butta giù endecasillabi, ottonari, quinari, solo per mettersi un nastro da cavaliere sull'occhiello dell'abito. (p. 78)
*La fama dell'[[Aleardo Aleardi|Aleardi]] è dovuta alle donne. Un bell'uomo, che s'atteggiava un pochino a martire (allora la cosa era di moda e ci si credeva), che parlava bene, sempre pronto a scrivere su per ogni albo versi gentili, che aveva modi così garbati... c'era più di quanto occorreva per riescire simpatico alle donne. Aleardi era divenuto il beniamino delle signore. (p. 85)
*[...] c'era una cosa che turbava i sonni del nostro poeta. Il suo babbo aveva creduto bene di battezzarlo col nome di Gaetano, e all'Aleardi non garbava punto un tal nome; figuratevi niente di più prosaico che ''un sor Gaetanino''. Ma un dì ei ci trovò rimedio e si ribattezzò col nome di Aleardo: nome, per dirla con un buon francese, ''qui attire et sonne bien''. (p. 85-86)
*[[Giosuè Carducci]] in mezzo al culto amoroso della poesia non ha abbandonato gli studi severi della critica. Nel Carducci conviene distinguere due persone, il poeta ed il critico; il primo non rassomiglia punto al secondo. Enotrio<ref>Enotrio Romano: pseudonimo utilizzato dal Carducci.</ref> poeta è impetuoso, irrequieto, impaziente d'ogni difficoltà, e sempre pronto a rompere, come il Duca di Borgogna, l'orologio se suoni un'ora che lo chiami a ciò ch'egli non vuole. Il critico invece medita lungamente e scrive avvisato ed arguto, sapendo unire agli splendori dell'immaginazione la forma {{sic|culta}} ed elegante, l'erudizione profonda. Il Carducci sa tenersi lontano dalla nebulosità del De Sanctis, dalla elegante leggerezza del Settembrini, dalla troppo minuziosa analisi del Camerini e si manifesta co' suoi ''Studi letterarî'' uno dei più dotti ed arguti critici d'Italia, accoppiando alla serietà alemanna, la vivacità ed il calore degli ingegni del mezzogiorno. (pp. 98-99)
*Il [[Antonio Caccianiga|Caccianiga]] ha [...] il torto di giudicare la società senza risentire le passioni che la agitano. Dal riposo e dall'innocenza della vita campestre egli crede dipingere la vita, ma la mano trema, esagera i contorni e il quadro riesce un po' di maniera. La sua voce spesse volte giunge come un'eco simpatica, ma languida, e i suoi apprezzamenti restano sempre nei campi della teoria, sicché non se ne può trarre utilità. Il Caccianiga ha il torto di voler troppo moralizzare e di assidersi Geremia novello sulle rovine della patria, lamentando la miseria dei tempi e degli uomini. Ma allorché il Caccianiga sveste la {{sic|giornèa}} del moralista<ref>Smette di atteggiarsi a (o assumere il tono di) moralista.</ref>, scrive qualche bozzetto con una verità e leggiadria inimitabili. (p. 117)
*I calmi sentimenti, le soavi ispirazioni che ci desta la mestizia dell'autunno, s'incontrano nei racconti di [[Caterina Percoto]]. Da ogni scritto di questa donna spira il casto olezzo della virtù, e un candore di pensiero che lascia una certa posatura di dolcezza in fondo al cuore. (p.121)
==''La pittura veneziana''==
===[[Incipit]]===
*Venezia non comparisce degnamente nel campo dell'arte se non nel secolo XV, quando già l'architettura e la scultura erano in fiore. Non è peraltro da credere che l'arte del disegno e dei colori fosse ignota negli albori della vita veneziana. Se, nei primi secoli, le case private dei veneziani erano umili, non così può dirsi delle chiese, che sorgevano numerose, quasi per attestare che la fede in Dio era guarentigia della libertà della nuova patria. E le chiese, come quelle di Grado e di Torcello, scintillavano per i mosaici degli artefici venuti da Bisanzio, con cui le isole della laguna avevano continue relazioni politiche e commerciali.<!--Cap. 1, ''Le origini'', p. 1.-->
===Citazioni===
*Dopo la metà del trecento, un artefice, conosciuto con il nome di [[Antonio Veneziano]], fu chiamato a dipingere la sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale {{NDR|a Venezia}}. Ma sebbene, al dir del Vasari, avesse dato eccellenti saggi del suo valore, fu congedato, onde avvilito si condusse in Toscana e considerò sempre come sua patria Firenze. (cap. I, p. 8)
*Jacopo Nigreti [...] conosciuto nella storia dell'arte con il nome di [[Jacopo Palma il Vecchio|Palma il vecchio]], è uno dei sommi artisti della scuola veneziana, e in certe parti, specialmente nel disegno, superiore forse a [[Tiziano Vecellio|Tiziano]]. [...]. Nella galleria di Dresda è celebre il quadro delle ''Tre sorelle''. Il suo capolavoro, la ''Santa Barbara'', la più sana e vigorosa figura di donna, che l'arte abbia mai rappresentata, si ammira nella chiesa di Santa Maria Formosa di Venezia. (cap. III, pp. 67-68)
*A ogni modo {{NDR|[[Giovanni Battista Piazzetta]]}} fu artefice eminente, e il Blanc volle esprimere tutta la sua ammirazione con questa frase: ''C'est un Caravage vénitien!'' Frase invero più bella che esatta, giacché il Piazzetta moveva specialmente dal Guercino, le opere del quale aveva nella sua giovinezza studiato con grande amore, insieme con il bolognese Giuseppe Crespi. La vigoria dell'ingegno e la viva fantasia del Piazzetta meglio appaiono ne' suoi disegni, nelle illustrazioni della ''Gerusalemme liberata'', e nei mirabili studi di teste, di cui possono vedersi alcuni saggi nel Museo Civico e nell'Accademia. (cap. V, pp. 110-111)
*[[Rosalba Carriera]], fine, espressiva, delicata anima d'artista, [...], dipinse ritratti a pastello con {{sic|maravigliosa}} finezza di tocco e facilità di disegno. Ne' suoi pastelli c'è la verità illuminata dal raggio della poesia: le sue patrizie non sono proprio come erano, ma come volevano essere. (cap. V, pp. 112-113)
*Come il Gallina riproduceva sul teatro la Venezia odierna, così il Favretto sulle tele. [[Giacomo Favretto]] e [[Giacinto Gallina]], questi due gemelli dell'arte veneziana, così somiglianti nell'indole dell'ingegno, nella bontà dell'animo, nel modesto aspetto della persona, nella morte immatura, penetrarono senza sforzo, per un'intuizione nativa, nell'intima vita del popolo. L'arte del Gallina è più profonda, più dominata dal sentimento, ma la superficialità delle impressioni del Favretto è compensata dal brio della osservazione. (cap. VII, p, 152)
*Quando, per la Mostra internazionale del 1899, si pensò alle ''Esposizioni individuali collettive'', e si raccolsero in una sala più di quaranta quadri del Favretto, fu un grido di ammirazione. Sebbene in alcune tele, dopo così breve tempo, apparissero fosche e cupe le tinte, appannate le luci, come nel ''Liston del 700'', da tutto l'insieme di quella esposizione emanava uno {{sic|splendor}} così lieto, che nulla di più dolce agli occhi e allo spirito. La sua gloria in vero non corre pericolo di essere sommersa dal flutto di nuove idee, il gusto mutato non scema la grazia spirituale dell'arte fravettiana, e la pupilla si abbandona ancora con voluttà su quell'armonia di tinte, rivelatrice dell'animo dell'artefice sereno, che inebriò la pittura veneziana di sole, di aria, di vita. (cap. VII, p. 155)
*Artista virile, il [[Guglielmo Ciardi|Ciardi]] sa rendere la forte poesia del vero sia ch'egli ritragga i monumenti veneziani, o le larghe pagine virgiliane dei meriggi campestri, o le borgate pittoresche alle falde delle Alpi dolomitiche, tra i gravi silenzi delle selve. (cap. VII, p. 163)
*Non al vivido sole, ma alle più cupe fantasie e alle più strane visioni, sembra invece ispirarsi quell'originalissimo ingegno di [[Mario de Maria]], meglio conosciuto sotto il nome di ''Marius Pictor''. È nato a Bologna nel 1853, ma vive ora a Venezia, che nella sua solitudine piena di visioni, nella sua pace piena di memorie, può considerarsi la patria ideale del bizzarro pittore. Il quale ama le solitudini strane, i gagliardi contrasti della luce e dell'ombra, gli oscuri contorni delle case, che staccano sul grigio dei cieli d'autunno, e le notti tragiche, funeree, illuminate dalla luna fuggente dietro le nuvole. Certi suoi quadri fanno pensare ai racconti di {{sic|Edgardo Poë}}. (cap. VII, pp. 165-167)
==''Nuove impressioni letterarie''==
*Il [[Gaetano Trezza|Trezza]] coi suoi desideri e le sue aspirazioni vive in [[Tito Lucrezio Caro|Lucrezio]]: egli, al pari del grande pensatore latino, è idealista fra le brutalità delle superstizioni e degli errori. La sua anima, che crede senza esitanze alla realtà della scienza, sente a quando a quando il desiderio misterioso dell'infinito. Il Trezza ha l'animo compreso della sublime e dolce mestizia del poeta, ed è cosi affascinato dal concetto lucreziano, da dimenticarne perfino gli errori e le stranezze.<br>Talora sottilizza di soverchio e pel desiderio di troppo dimostrare diventa oscuro; altre volte si perde in concetti astratti per {{sic|ispiegare}} le cose più semplici. (pp. 10-11)
*Il Trezza è profondo quando parla dei miti, delle lingue, delle religioni, ma nelle investigazioni della natura si capisce com'egli si affidi all'altrui autorità, più presto che alle proprie osservazioni ed esperienze. Ha studiato le grandi leggi biologiche e fisiche più sui libri, che nella attenta e paziente osservazione dei fenomeni naturali. (p. 11)
*Il Trezza al disopra d'ogni cosa, odia le ipocrisie del pensiero e del sentimento, e con temerario coraggio combatte le idee e le credenze dei più. Questa robusta figura d'uomo e di pensatore esce fuori compiuta dalle sue lezioni e dai suoi libri, come dalle modeste abitudini della sua vita privata. Si possono discutere le sue opinioni e combattere le sue dottrine, ma non si possono non ammirare la onesta energia dell'anima e la gagliardia dell'ingegno. (p. 14)
*Il [[Francesco De Sanctis|De Sanctis]], ingegno vivace e animoso, non riesce efficace in quelle opere, nelle quali la lunghezza e la necessità delle ricerche, temperano l'ispirazione. La ''Storia della letteratura italiana'' non è lavoro di gran conto, è una serie di articoli uniti insieme dal legame di una teorica metafisica, in cui la nostra storia letteraria viene divisa in tre periodi: il primo originale, il secondo di perfezione, il terzo della nuova letteratura. Un serio lavoro scientifico sulla nostra letteratura, dice l'autore, non può farlo nessuno oggi, in cui incomincia il lavoro paziente dell'analisi parte per parte. Una storia della letteratura sarà possibile quando su ciascuna epoca, su ciascun scrittore importante si farà tale monografia, o studio, o saggio, che dica l'ultima parola e sciolga tutte le questioni.<br>In tanta povertà cosa può essere una storia della letteratura? Un'informe compilazione piena di lacune e d'imprestiti, e di idee superficiali e frettolose.<br>Scrivendo queste parole, il De Sanctis dava un giusto giudizio sulla sua storia. (pp. 23-24)
*{{NDR|[[Pietro Selvatico]]}} I suoi giudizi animosi serbavano un certo colore d'erudizione classica, ma, accanto allo studio profondo, si sentiva ne' suoi scritti il fremito d'una vita intensa, i baldi propositi di un fervido ingegno, che non curava le stupide resistenze di chi voleva ancora attaccarsi al passato. Fra le sottigliezze complicate, questo spirito acre, battagliero, paradossastico, smarrì qualche volta di vista la verità e trascese nella polemica. La sua mente educata a studi severi, ma flessibile ed assimilatrice, è un po' come la cera , riproduce esattamente l'immagine che vi s'imprime. (p. 30)
*{{NDR|Pietro Selvatico}} Le idee che gli appariscono buone egli le abbraccia senza minuta analisi, ed è severo se sono severi quelli che l'attorniano, e batte le mani entusiasta, se è circondato dall'entusiasmo. Strano miscuglio di pedante e di artista, di grazia decente e di violenza sarcastica, di tenacità indomabile e di irresolutezza! (pp. 30-31)
*– È un letterato – dirò anch'io del [[Camillo Boito|Boito]], e appunto per questo è buonissimo critico di arte, giacché a discernere certe bellezze ci vogliono studio e sottigliezza grande. Ma il Boito non è soltanto un letterato; è un bravo architetto, è vissuto sempre in mezzo agli artisti, e si può dir del mestiere, sapendo di che cosa parla e potendo giudicare, non solamente del concetto, dell'espressione, della forma, ma anche di tutto ciò che s'attiene alle tecniche del colorire. (p. 39)
*Camillo Boito non impone le sue idee, egli domanda all'artista il sentimento individuale; la schietta espressione dell'indole sua e cerca nella tela o nel marmo, l'uomo co' suoi sentimenti, le sue impressioni e le sue emozioni. Pel nostro critico il fine dell'arte rappresentativa si può esprimere così: destar nell'animo con la finzione del naturale un sentimento non ignobile. Egli afferma che la natura è sorgente di ispirazione feconda, e che il segreto del pittore e dello scultore è trasformare in arte la realtà, ma non vuole che la pittura e la statuaria si trasformino in un ''processo verbale'' in un ''atto di consegna'' della natura, imperocché la riproduzione minuta e materiale è nemica della verità. Ama l'arte che scaturisce dalla vita, non quella che ha per sola ispirazione lo studio paziente. (p. 40)
*Il Boito non è soltanto un buono ed ardito critico d'arte, è un elegante novellatore. V'è ne' suoi racconti un certo andamento franco e spigliato, un colore ammirabile di verità, un profondo e amoroso sentimento della natura. (pp. 41-42)
*Pochi uomini furono più infelici di [[Cesare Betteloni]], pochi poeti seppero meglio di lui esprimere col verso quegli strazi affannosi, quelle inquietudini angosciose che non si possono recidere che colla vita. (p. 47)
*Le poesie del Betteloni rivelano tutta la tragedia di un'anima, che non può trovar quiete che nella tomba. E allorché non ebbe più la forza di soffrire l'intensità del male, allorché la vita gli si rese insopportabile, si senti spinto dalla fatale ebbrezza del suicidio e ricorse alla morte come ad ultimo ed unico rifugio. Voleva che le sue lunghe pene finissero, chiedeva intorno a sé il silenzio, e sentiva la voce dell'eternità che lo chiamava — ''vox magna per umbras''. (pp. 47-48)
*Il Betteloni sorride qualche volta, ma quel sorriso è una forma di pianto, è il sorriso d'uno che non vede lontana la tomba:<br><div style="text-align:center;">Il dolce porto d'ogni mal cocente<br>ch'io da tant'anni vo aspettando invano.</div>Non è l'artifizio del poeta, è l'ispirazione dolorosa di un'anima che avrebbe desiderato godere la vita, inebriarsi di affetti, di canti e di profumi, e che si trova invece contraddetta nelle sue più care aspirazioni, ne' suoi desideri più ardenti. (p. 50)
*Io vedo il [[Giovanni Faldella|Faldella]] nella quiete del suo paesello natio, dove lo tira a quando a quando l'affetto de' suoi compaesani, i quali lo fecero loro sovraintendente scolastico e presidente operaio e consigliere provinciale. Se potessero lo farebbero anche parroco. (p. 177)
*{{NDR|Faldella}} Io lo seguo nelle sue passeggiate solitarie pei campi e pei colli. Nulla sfugge al suo sguardo attento e indagatore, e la vita campestre si rivela a lui sotto un nuovo e pittoresco aspetto. Nell'estate e nella primavera egli guarda minutamente ogni cosa: dalle allegre feste di un raggio di sole fra i rami degli alberi alle galline che razzolano nel cortile, dai prati pieni di quiete solenne alla chiesuola bianca e romita. I misteri del silenzio, i bisbigli sommessi delle foglie gli risvegliano nell'animo dolcezze misteriose, blande memorie, orizzonti infiniti. – E quando la campagna è squallida, quando la neve nasconde il terreno, egli dipinge con rara evidenza i candidi cappucci che coprono i comignoli, i tetti, i campanili. Il Faldella adopera il pennello più che la penna e ritrae la realtà nei suoi contorni più tenui. (pp. 177-178)
*Faldella possiede, come artista, un carattere pel quale si fa distinguere da tutti i giovani scrittori suoi coetanei. Ha una fisonomia propria, e gli stessi suoi difetti non dipendono da imitazioni, né da studi mal digeriti; sono suoi, proprio suoi e danno una cert'aria di originalità allo scrittore. Però quest'originalità, che spesso è naturale, diventa alle volte un vezzo ammanierato. Il suo singolare modo di scrivere è troppo ricercato, e quella studiata mescolanza di piemontesismi e di toscanesimi finisce per uggire. (pp. 179)
==''Studi e ricerche di storia e d'arte''==
*Guardate [[Basilica di San Marco|san Marco]]! E una sublime bizzarria. I rosoni, i {{sic|rabeschi}}, gl'intrecci, i {{sic|pinacoli}}, slanciantisi al cielo, hanno l'aspetto di una lussureggiante vegetazione di pietra. Le arcate a trifoglio, le {{sic|aguglie}} traforate, l'innesto dell'arco acuto sul bizantino, tutta l'opera in fine, con la sua ricca veste di sculture e di cesellature, sembra una vasta sinfonia nel marmo, o meglio, per dirla col Tommaseo, tutto l'edificio par quasi una divina poesia, che riempie di sé l'anima e la abbraccia di un tratto. (pp. 3-4)
*Anche nelle questioni religiose, il popolo [[veneto]], con retto giudizio, seppe tenersi lontano dalle inquietudini dell'ascetismo e dai furori de' scismi, seppe dividere i diritti della Chiesa da quelli dello Stato, incarnare il pensiero di un grande, il quale affermava la vera religione cristiana dover camminare per la via del cielo e non poter, per conseguenza, incontrarsi col governo politico, che cammina per la via del mondo. (p. 83)
*Tra Francia e Venezia c'è sempre stata, nella vita intellettuale, una partita aperta di dare e avere. Ha detto bene Madama di Staël: «nous avons besoin les uns des autres, la littérature de chaque pays découvre une nouvelle sphère d'idées». La città, circonfusa di mistero gentile e melanconico, apparve sempre di una bellezza famigliare all'animo, nelle fantasie dei poeti e dei pittori francesi. E noi, di ricambio, abbiamo amato la Francia nelle pagine de' suoi grandi scrittori, che ci hanno appreso a onorare il suo nome e ad ammirare la sua gloria. (p. 139)
*La Francia è stata sempre impetuosa, generosamente irriflessiva, pronta alla gioia e all'abbattimento: Venezia, per converso, calma, fredda, ricca di senso pratico, qualche volta fino un po' troppo calcolatrice. L'una ebbe fiamma d'entusiasmo, l'altra potenza di volontà; l'una ebbe forte la fantasia, l'altra la riflessione; l'una sopportò spesso mal volentieri e fra le agitazioni i suoi governi, l'altra mantenne il suo per quattordici secoli, quasi immutato; l'una ebbe le donne inspiratrici della cosa pubblica, reggenti, regine; l'altra non permise mai alla donna di uscire dalla naturale sua cerchia; l'una fu insanguinata dalle lotte religiose più fiere; l'altra seppe, fin dalle prime, separare i dritti del cielo da quelli della terra. Pochi paesi furono, più di questi due, dissimili, pochi più amici. (p. 140)
==''Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte''==
*Fra quelli che {{NDR|in Francia}} richiamarono la pittura dalla convenzionalità alla {{sic|inspirazione}} diretta della natura presto si manifestarono due correnti: l'una con [[Édouard Manet|Edoardo Manet]], iniziatore, insieme col [[Edgar Degas|Degas]], della scuola dell<nowiki>'</nowiki>''aria aperta'', artefice luminoso, vibrante, ricercatore della macchia; l'altra con [[Gustave Courbet|Gustavo Courbet]], franco, vigoroso, solido, nemico di ogni volgarità, d'ogni falsa eleganza nell'''Enterrement à Ornans'', nella ''Biche forcée à la nage'', nella ''Curée'', ma duro, fosco, quasi repulsivo nella ''Chasse au renard'' e in altri quadri, dove l'originalità si cambia in stranezza, la scioltezza in esagerazione. (p. 376)
*[...] dalla Spagna giunge in Italia un artista, allietato da tutti i sorrisi della fortuna, da tutte le voluttà del trionfo. Nei quadri di [[Marià Fortuny i Marsal|Mariano Fortuny]] la luce vibra, sfavilla, sfolgora, trionfa: i colori più allegri, le tinte più calde, i moltiplicati riflessi, i più luminosi rifrangimenti producono un barbaglio da far parer pallido e opaco qualunque altro oggetto su cui posiamo lo sguardo. Questa pittura svolgentesi tutta ardori e colori ebbe azione profonda, ma non sempre benefica, sulla giovane arte italiana, la quale si lasciò affascinare dalla impressione gradevole, dalla mirabile virtuosità. (p. 377)
*Il [[Giacomo Favretto|Favretto]], pur mantenendo la sua ricca e fervida originalità, seppe far tesoro degli esperimenti altrui. Era istruito tanto da comprendere ogni ragione dell'arte, se non per {{sic|istudio}} e cultura appresa, per certa felice intuizione. Fu un ribelle temperato dal freno dell'arte, arte ch'egli seppe agitare, con certa salutare inquietudine, la quale non ha nulla di comune con le furiose e torbide innovazioni. L'impeto riformatore non poté mai trascinar la sua mente oltre i limiti del giusto; il suo genio non era fiamma viva che abbrucia, ma virtù riposata che illumina. Lasciando il cammino tracciato dai vecchi, seppe aprirsene uno nuovo, conservando sempre la misura; allargò con temperanza le forme dell'arte, e con la eccitabilità {{sic|imaginosa}}, coloritrice del suo ingegno, {{sic|ristaurò}} e rifece, {{sic|inspirandosi}} al presente, non disprezzando il passato, conservando tutto ciò ch'era degno ed utile. (p. 388)
==[[Incipit]] de ''L'arte veneziana del Rinascimento''==
Correva l'anno 1495 (perdonate, o Signori, se incomincio come usava nei vecchi romanzi storici di mezzo secolo fa), correva l'anno 1495 e Filippo de Commines, ambasciatore di Carlo VIII, entrando a Venezia, esclamava ammaliato: — la più trionfante città che io abbia mai veduta!
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/impressionilett01molmgoog/page/n6/mode/1up Impressioni letterarie]'', presso Natale Battezzati, Milano, 1875<sup>2</sup>.
*Pompeo Molmenti, ''[https://www.gutenberg.org/files/51706/51706-h/51706-h.htm L'arte veneziana del Rinascimento]'', in "La vita italiana nel Rinascimento", Treves, 1896.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/lapitturavenezia00molm/page/n3 La pittura veneziana]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1903.
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/nuoveimpression00molmgoog/page/n5/mode/2up Nuove impressioni letterarie]'', Tip. e Lit. Camilla e Bertolero, Torino, 1879.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/studiericerchedi00molm/page/n6/mode/1up Studi e ricerche di storia e d'arte]'', Società Tipografica-Editrice Nazionale (già Roux e Viarengo), Torino, 1892.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/venezianuovistu00molmgoog/page/n7 Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte]'', G. Barbera Editore, Firenze, 1897.
==Altri progetti==
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Gaux
18878
/* Citazioni di Pompeo Gherardo Molmenti */ la Repubblica di Venezia divenuta ricca di gloria e di denaro
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[[File:Pompeo Gherardo Molmenti 2.jpg|thumb|Pompeo Gherardo Molmenti (1900 circa)]]
'''Pompeo Gherardo Molmenti''' (1852 – 1928), scrittore, storico e politico italiano.
==Citazioni di Pompeo Gherardo Molmenti==
*Il nome di [[Antonio Rotta]] è da molti anni conosciuto in Italia e all'estero. Il suo nuovo quadro rappresenta una vecchia, tutta grinze, che ha levato dall'armadio uno sciupato corsetto di seta, dalla foggia del secolo scorso, un corsetto che le avrà frenato le audacie del seno negli anni giulivi della giovinezza, e sarà stato testimonio di gioie, di feste, di esultanze, e forse, Dio nol voglia, di qualche scappatella. Il pensiero, prima di tuffarsi nel buio dell'eternità, si compiace di ritornare al passato. I ricordi si trasformano in rimpianti. Quel tumulto di passioni e di pentimenti sotto la fronte rugosa di quella vecchia! ''Combien je regrette | mon bras si dodu. | Ma jambe bien faite | et le temps perdu.''<ref>I versi sono tratti da ''Ma grand'mere'' di [[Pierre-Jean de Béranger|Béranger]] (in ''Œuvres complètes de Béranger'', H. Fournier, Parigi, 1839, vol. I, [[s:fr:Page:Béranger, oeuvres complètes - tome 1.pdf/80|p. 20]]). Traduzione: ''Come rimpiango | il mio braccio così tornito. | La mia gamba ben fatta | e il tempo perduto''.</ref> Tempo perduto niente. Ce lo assicura il lampo malizioso di quegli occhietti cisposi, che scintillano come brage fra le ceneri spente. Dio sa quante volte, ai tempi della Serenissima, la bella popolana, adorna del suo roseo corsetto, avrà ballato la ''furlana'' nelle sagre di Santa Marta, e Dio sa qunte volte su quella seta rosea si sarà posata la mano robusta e tremante di desiderio di un elegante gondoliere della Signoria, dalla cappa di velluto rosso e dal berretto all'albanese! No, c'è da scommettere che quella vecchia non deplora il tempo perduto, ma il braccio tornito e il seno bianchissimo. Il quadro del Rotta è dipinto con una leggiadria, una grazia, una nitidezza meglio uniche che rare. Forse l'eleganza rasenta la leziosaggine, liscia e minuziosa, ma l'imitazione perfetta del vero fa dimenticare la cura soverchia dei particolari.<ref>Da ''L'arte veneta all'esposizione di Parigi'', in ''L'illustrazione italiana'', anno V, 1° semestre, Fratelli Treves, Milano, 1878, [https://books.google.it/books?id=1HtH4SSjCAwC&pg=PA234 p. 234].</ref>
*Fra la prosperità e la ricchezza, la vita, fino allora occupata in pratici intenti e in opere severe, si andò indirizzando anche nel campo di una più squisita cultura e di più gentili e leggiadre costumanze. Quella Repubblica, da sì piccolo nido uscita, divenuta ricca di gloria e di denaro, volle anche i godimenti delle arti, delle lettere e del viver lieto, e le generazioni nuove, più finamente educate, cominciarono a ricercare le delicate compiacenze dello spirito. Per la qual cosa, Venezia accolse e fecondò gli splendori della Rinascita, e sulla fine del secolo XV apparve in nuovo aspetto di elegante e raffinata magnificenza.<ref>Da ''[https://archive.org/details/collezionedimono03berg/page/3/mode/1up Venezia]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1907<sup>3</sup>, p. 49.</ref>
*L'architettura veneziana ebbe un valido ausilio nella scultura, dapprima timida goffa, anche quando in Italia sorgeva la gran luce di [[Nicola Pisano]], ma apparsa a un tratto, nel secolo XIV, viva, libera, spontanea, preludendo alla grande riforma pittorica del Rinascimento.<ref>Da ''[https://archive.org/details/collezionedimono03berg/page/3/mode/1up Venezia]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1907<sup>3</sup>, p. 45.</ref>
*[[Marco Tabarrini]], che parlò nobilmente dell'ingegno di [[Erminia Fuà Fusinato|Erminia Fuà-Fusinato]], scrisse che la poesia di questa donna gentile è poesia vera, e non l'arte misera di far versi sopra argomenti accattati, vestendo poveri concetti in forme fantastiche e prosaicamente volgari. Quando si guarda da vicino la vita di un poeta s'incontra una grande diversità fra i suoi versi e le sue azioni. Nella vita d'Erminia invece, da ogni pensiero, da ogni azione, da ogni parola scaturisce quella poesia vivificante e serena, che si può dire l'eco dell'anima sua. La forma stessa linda e composta è uno specchio in cui si riflette il pensiero; non c'è niente di troppo, né concetti, né immagini, né eleganze. Essa non cade, come è vezzo moderno, nello strano e nel paradossale, per far che le sue idee acquistino aria di novità, ma esprime semplicemente ciò che sente e pensa, sincera nell'arte come nella vita.<ref>Da ''Erminia Fuà-Fusinato e i suoi ricordi'', Fratelli Treves editori, Milano, 1877, [https://archive.org/details/erminiafufusina00whitgoog/page/n248/mode/1up cap. VI, p. 233-234].</ref>
==''Impressioni letterarie''==
*In tutti i versi che il povero [[Teobaldo Ciconi|Teobaldo {{NDR|Ciconi}}]] ha lasciato non ci sarà la finezza dell'artista, ma in tutti si sente l'anima serena del poeta. (p. 25)
*Come poeta drammatico egli lascia una traccia non cancellabile nella storia del nostro teatro. Sebbene i lavori del Ciconi {{sic|sieno}} stati scritti sotto l'impressione di sentimenti e di fatti che non giungono all'animo nostro che come un caro ricordo, pure crediamo che non subiranno la sorte comune ai lavori di questo genere, che nati con l'occasione muoiono con quella. (p. 27)
*[[Giuseppe Torelli (scrittore)|Giuseppe Torelli]] fu un galantuomo, ed ebbe per guida nella vita quel vero buon senso, che non è da confondersi con quello che ha l'appellativo di comune e che corre le strade. Non ascoltò che la voce {{sic|secura}} della coscienza, non conobbe le ipocrisie sociali, e chiamò sempre le cose col loro nome. Il Torelli, come tutti gli uomini onesti, possedeva quell'energia tranquilla che impone. Visse qualche tempo in corte, e non fu cortigiano. Fu un nobile esempio di quella democrazia che in generale è scritta nei codici, nei giornali, ma raramente nei cuori. (pp. 34-35)
*Un critico originale ed ardito, che, fra i primi, ebbe il coraggio di {{sic|francarsi}} dalla soggezione delle vecchie tradizioni, è il [[Eugenio Salomone Camerini|Camerini]], nei cui scritti non si trova tutta la vita letteraria del popolo italiano, ma alcune delle sue {{sic|faccie}} più caratteristiche. Egli vede ed apprezza tutto quello che é di buono nella nostra letteratura, e vede e nota molte cose, che mancano. Sdegnoso di calcare le strade battute, anima artistica e {{sic|culta}}, severo con sé stesso, troppo indulgente verso gli altri, non è però sempre risoluto ne' suoi giudizi, e oscilla tra il determinato e un non so che di vago e di nebbioso. (pp. 40-41)
*Il [[Tommaso Locatelli|Locatelli]] non {{sic|riescì}} tanto valente critico, quanto mirabile pittore di costumi. Quello che più s'ammira in lui è quella potenza descrittiva che vi fa sorgere dinanzi chiaramente e distintamente una persona, un paesaggio, una festa. (p. 69)
*Il Locatelli è un vivace pittore del vero, è un accuratissimo osservatore delle idee e dei gusti del suo tempo, ma non lo si può ammirare altrettanto allorché vi discorre d'arte, di teatri, di lettere. Egli ha ereditato dal Gozzi il brio dello stile, ma non già la mente profonda, la vastità del pensiero. Però anche nelle sue critiche la stessa grazia amabilissima, la stessa purezza e la stessa eleganza della forma. Anche ne' suoi scritti critici lo spirito non è mai importuno: aneddoti, facezie, tutto egli sa collocare a suo posto. Non c'è mai nulla di troppo. Egli punge, ma non ferisce, e sa dire la verità con quel garbo di buona lega, che i nostri vecchi conoscevano così bene. (p. 70)
*[...] se il Locatelli scrive alle volte come un poeta, non pensa però quasi mai colla profonda severità del filosofo. Il Locatelli nel giudicare le opere d'arte non è guidato da principî serî ed elevati, non guarda all'armonia dell'insieme, non considera che il freddo particolare. Non è una critica alta e filosofica, ma un seguito di argute e fine osservazioni. Certo non mancano al Locatelli né lo studio attento, né l'onesta franchezza, ma gli fanno difetto l'ardimento del pensiero e la larghezza degli intendimenti. (p. 71)
*Innanzi alla tomba di [[Laura Beatrice Oliva|Laura Mancini]] le donne italiane dovrebbero seriamente pensare, per ispirarsi ad un nobilissimo esempio di fede, di coraggio, di affetto. Era uno di quegli esseri che, nei momenti di sconforto, fanno ancora sperare del mondo e degli uomini.<br>Da ogni suo lineamento traspariva una soavità, una distanza dalle cose mondane; e il delicato ovale del viso, il naso profilato, la fronte ampia rivelavano a prima vista la bellezza dell'animo e dell'ingegno. (p. 72)
*Laura Mancini cantò tutte le fasi del risorgimento nazionale da Solferino a Villafranca, da Marsala al Volturno, da Aspromonte a Mentana. In mezzo alla rapida ispirazione, le sue poesie {{sic|riescirono}} molto trascurate nella forma, eppure vi piacciono come una donna virtuosa in cui la non bella forma del volto viene largamente ricompensata dalla gioia dell'innocenza che le si diffonde sulla fronte. (p. 76)
*Perché, o bizzarra natura, invece di creare del [[Giovanni Prati|Prati]] un vero poeta, ti sei stancata a mezza via, ed hai stampato un misto di giullare di corte e di poeta? Perché, o bizzarra natura, hai voluto permettere che quegli il quale scriveva quei versi dell'''Edmenegarda'', che han fatto brillare tante, lacrime in tanti begli occhi, abbia potuto scrivere ancora che il monte fa intorno a sé ''un mantello di lampi e di paure''? I versi del Prati ci danno l'idea di quei sigari svizzeri, eccellenti fino alla metà, e che dalla metà in giù conviene buttare da un canto. (p. 78)
*In Prati vi sono due poeti; v'è quello che scrive come amore gli detta, e v'è quello che butta giù endecasillabi, ottonari, quinari, solo per mettersi un nastro da cavaliere sull'occhiello dell'abito. (p. 78)
*La fama dell'[[Aleardo Aleardi|Aleardi]] è dovuta alle donne. Un bell'uomo, che s'atteggiava un pochino a martire (allora la cosa era di moda e ci si credeva), che parlava bene, sempre pronto a scrivere su per ogni albo versi gentili, che aveva modi così garbati... c'era più di quanto occorreva per riescire simpatico alle donne. Aleardi era divenuto il beniamino delle signore. (p. 85)
*[...] c'era una cosa che turbava i sonni del nostro poeta. Il suo babbo aveva creduto bene di battezzarlo col nome di Gaetano, e all'Aleardi non garbava punto un tal nome; figuratevi niente di più prosaico che ''un sor Gaetanino''. Ma un dì ei ci trovò rimedio e si ribattezzò col nome di Aleardo: nome, per dirla con un buon francese, ''qui attire et sonne bien''. (p. 85-86)
*[[Giosuè Carducci]] in mezzo al culto amoroso della poesia non ha abbandonato gli studi severi della critica. Nel Carducci conviene distinguere due persone, il poeta ed il critico; il primo non rassomiglia punto al secondo. Enotrio<ref>Enotrio Romano: pseudonimo utilizzato dal Carducci.</ref> poeta è impetuoso, irrequieto, impaziente d'ogni difficoltà, e sempre pronto a rompere, come il Duca di Borgogna, l'orologio se suoni un'ora che lo chiami a ciò ch'egli non vuole. Il critico invece medita lungamente e scrive avvisato ed arguto, sapendo unire agli splendori dell'immaginazione la forma {{sic|culta}} ed elegante, l'erudizione profonda. Il Carducci sa tenersi lontano dalla nebulosità del De Sanctis, dalla elegante leggerezza del Settembrini, dalla troppo minuziosa analisi del Camerini e si manifesta co' suoi ''Studi letterarî'' uno dei più dotti ed arguti critici d'Italia, accoppiando alla serietà alemanna, la vivacità ed il calore degli ingegni del mezzogiorno. (pp. 98-99)
*Il [[Antonio Caccianiga|Caccianiga]] ha [...] il torto di giudicare la società senza risentire le passioni che la agitano. Dal riposo e dall'innocenza della vita campestre egli crede dipingere la vita, ma la mano trema, esagera i contorni e il quadro riesce un po' di maniera. La sua voce spesse volte giunge come un'eco simpatica, ma languida, e i suoi apprezzamenti restano sempre nei campi della teoria, sicché non se ne può trarre utilità. Il Caccianiga ha il torto di voler troppo moralizzare e di assidersi Geremia novello sulle rovine della patria, lamentando la miseria dei tempi e degli uomini. Ma allorché il Caccianiga sveste la {{sic|giornèa}} del moralista<ref>Smette di atteggiarsi a (o assumere il tono di) moralista.</ref>, scrive qualche bozzetto con una verità e leggiadria inimitabili. (p. 117)
*I calmi sentimenti, le soavi ispirazioni che ci desta la mestizia dell'autunno, s'incontrano nei racconti di [[Caterina Percoto]]. Da ogni scritto di questa donna spira il casto olezzo della virtù, e un candore di pensiero che lascia una certa posatura di dolcezza in fondo al cuore. (p.121)
==''La pittura veneziana''==
===[[Incipit]]===
*Venezia non comparisce degnamente nel campo dell'arte se non nel secolo XV, quando già l'architettura e la scultura erano in fiore. Non è peraltro da credere che l'arte del disegno e dei colori fosse ignota negli albori della vita veneziana. Se, nei primi secoli, le case private dei veneziani erano umili, non così può dirsi delle chiese, che sorgevano numerose, quasi per attestare che la fede in Dio era guarentigia della libertà della nuova patria. E le chiese, come quelle di Grado e di Torcello, scintillavano per i mosaici degli artefici venuti da Bisanzio, con cui le isole della laguna avevano continue relazioni politiche e commerciali.<!--Cap. 1, ''Le origini'', p. 1.-->
===Citazioni===
*Dopo la metà del trecento, un artefice, conosciuto con il nome di [[Antonio Veneziano]], fu chiamato a dipingere la sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale {{NDR|a Venezia}}. Ma sebbene, al dir del Vasari, avesse dato eccellenti saggi del suo valore, fu congedato, onde avvilito si condusse in Toscana e considerò sempre come sua patria Firenze. (cap. I, p. 8)
*Jacopo Nigreti [...] conosciuto nella storia dell'arte con il nome di [[Jacopo Palma il Vecchio|Palma il vecchio]], è uno dei sommi artisti della scuola veneziana, e in certe parti, specialmente nel disegno, superiore forse a [[Tiziano Vecellio|Tiziano]]. [...]. Nella galleria di Dresda è celebre il quadro delle ''Tre sorelle''. Il suo capolavoro, la ''Santa Barbara'', la più sana e vigorosa figura di donna, che l'arte abbia mai rappresentata, si ammira nella chiesa di Santa Maria Formosa di Venezia. (cap. III, pp. 67-68)
*A ogni modo {{NDR|[[Giovanni Battista Piazzetta]]}} fu artefice eminente, e il Blanc volle esprimere tutta la sua ammirazione con questa frase: ''C'est un Caravage vénitien!'' Frase invero più bella che esatta, giacché il Piazzetta moveva specialmente dal Guercino, le opere del quale aveva nella sua giovinezza studiato con grande amore, insieme con il bolognese Giuseppe Crespi. La vigoria dell'ingegno e la viva fantasia del Piazzetta meglio appaiono ne' suoi disegni, nelle illustrazioni della ''Gerusalemme liberata'', e nei mirabili studi di teste, di cui possono vedersi alcuni saggi nel Museo Civico e nell'Accademia. (cap. V, pp. 110-111)
*[[Rosalba Carriera]], fine, espressiva, delicata anima d'artista, [...], dipinse ritratti a pastello con {{sic|maravigliosa}} finezza di tocco e facilità di disegno. Ne' suoi pastelli c'è la verità illuminata dal raggio della poesia: le sue patrizie non sono proprio come erano, ma come volevano essere. (cap. V, pp. 112-113)
*Come il Gallina riproduceva sul teatro la Venezia odierna, così il Favretto sulle tele. [[Giacomo Favretto]] e [[Giacinto Gallina]], questi due gemelli dell'arte veneziana, così somiglianti nell'indole dell'ingegno, nella bontà dell'animo, nel modesto aspetto della persona, nella morte immatura, penetrarono senza sforzo, per un'intuizione nativa, nell'intima vita del popolo. L'arte del Gallina è più profonda, più dominata dal sentimento, ma la superficialità delle impressioni del Favretto è compensata dal brio della osservazione. (cap. VII, p, 152)
*Quando, per la Mostra internazionale del 1899, si pensò alle ''Esposizioni individuali collettive'', e si raccolsero in una sala più di quaranta quadri del Favretto, fu un grido di ammirazione. Sebbene in alcune tele, dopo così breve tempo, apparissero fosche e cupe le tinte, appannate le luci, come nel ''Liston del 700'', da tutto l'insieme di quella esposizione emanava uno {{sic|splendor}} così lieto, che nulla di più dolce agli occhi e allo spirito. La sua gloria in vero non corre pericolo di essere sommersa dal flutto di nuove idee, il gusto mutato non scema la grazia spirituale dell'arte fravettiana, e la pupilla si abbandona ancora con voluttà su quell'armonia di tinte, rivelatrice dell'animo dell'artefice sereno, che inebriò la pittura veneziana di sole, di aria, di vita. (cap. VII, p. 155)
*Artista virile, il [[Guglielmo Ciardi|Ciardi]] sa rendere la forte poesia del vero sia ch'egli ritragga i monumenti veneziani, o le larghe pagine virgiliane dei meriggi campestri, o le borgate pittoresche alle falde delle Alpi dolomitiche, tra i gravi silenzi delle selve. (cap. VII, p. 163)
*Non al vivido sole, ma alle più cupe fantasie e alle più strane visioni, sembra invece ispirarsi quell'originalissimo ingegno di [[Mario de Maria]], meglio conosciuto sotto il nome di ''Marius Pictor''. È nato a Bologna nel 1853, ma vive ora a Venezia, che nella sua solitudine piena di visioni, nella sua pace piena di memorie, può considerarsi la patria ideale del bizzarro pittore. Il quale ama le solitudini strane, i gagliardi contrasti della luce e dell'ombra, gli oscuri contorni delle case, che staccano sul grigio dei cieli d'autunno, e le notti tragiche, funeree, illuminate dalla luna fuggente dietro le nuvole. Certi suoi quadri fanno pensare ai racconti di {{sic|Edgardo Poë}}. (cap. VII, pp. 165-167)
==''Nuove impressioni letterarie''==
*Il [[Gaetano Trezza|Trezza]] coi suoi desideri e le sue aspirazioni vive in [[Tito Lucrezio Caro|Lucrezio]]: egli, al pari del grande pensatore latino, è idealista fra le brutalità delle superstizioni e degli errori. La sua anima, che crede senza esitanze alla realtà della scienza, sente a quando a quando il desiderio misterioso dell'infinito. Il Trezza ha l'animo compreso della sublime e dolce mestizia del poeta, ed è cosi affascinato dal concetto lucreziano, da dimenticarne perfino gli errori e le stranezze.<br>Talora sottilizza di soverchio e pel desiderio di troppo dimostrare diventa oscuro; altre volte si perde in concetti astratti per {{sic|ispiegare}} le cose più semplici. (pp. 10-11)
*Il Trezza è profondo quando parla dei miti, delle lingue, delle religioni, ma nelle investigazioni della natura si capisce com'egli si affidi all'altrui autorità, più presto che alle proprie osservazioni ed esperienze. Ha studiato le grandi leggi biologiche e fisiche più sui libri, che nella attenta e paziente osservazione dei fenomeni naturali. (p. 11)
*Il Trezza al disopra d'ogni cosa, odia le ipocrisie del pensiero e del sentimento, e con temerario coraggio combatte le idee e le credenze dei più. Questa robusta figura d'uomo e di pensatore esce fuori compiuta dalle sue lezioni e dai suoi libri, come dalle modeste abitudini della sua vita privata. Si possono discutere le sue opinioni e combattere le sue dottrine, ma non si possono non ammirare la onesta energia dell'anima e la gagliardia dell'ingegno. (p. 14)
*Il [[Francesco De Sanctis|De Sanctis]], ingegno vivace e animoso, non riesce efficace in quelle opere, nelle quali la lunghezza e la necessità delle ricerche, temperano l'ispirazione. La ''Storia della letteratura italiana'' non è lavoro di gran conto, è una serie di articoli uniti insieme dal legame di una teorica metafisica, in cui la nostra storia letteraria viene divisa in tre periodi: il primo originale, il secondo di perfezione, il terzo della nuova letteratura. Un serio lavoro scientifico sulla nostra letteratura, dice l'autore, non può farlo nessuno oggi, in cui incomincia il lavoro paziente dell'analisi parte per parte. Una storia della letteratura sarà possibile quando su ciascuna epoca, su ciascun scrittore importante si farà tale monografia, o studio, o saggio, che dica l'ultima parola e sciolga tutte le questioni.<br>In tanta povertà cosa può essere una storia della letteratura? Un'informe compilazione piena di lacune e d'imprestiti, e di idee superficiali e frettolose.<br>Scrivendo queste parole, il De Sanctis dava un giusto giudizio sulla sua storia. (pp. 23-24)
*{{NDR|[[Pietro Selvatico]]}} I suoi giudizi animosi serbavano un certo colore d'erudizione classica, ma, accanto allo studio profondo, si sentiva ne' suoi scritti il fremito d'una vita intensa, i baldi propositi di un fervido ingegno, che non curava le stupide resistenze di chi voleva ancora attaccarsi al passato. Fra le sottigliezze complicate, questo spirito acre, battagliero, paradossastico, smarrì qualche volta di vista la verità e trascese nella polemica. La sua mente educata a studi severi, ma flessibile ed assimilatrice, è un po' come la cera , riproduce esattamente l'immagine che vi s'imprime. (p. 30)
*{{NDR|Pietro Selvatico}} Le idee che gli appariscono buone egli le abbraccia senza minuta analisi, ed è severo se sono severi quelli che l'attorniano, e batte le mani entusiasta, se è circondato dall'entusiasmo. Strano miscuglio di pedante e di artista, di grazia decente e di violenza sarcastica, di tenacità indomabile e di irresolutezza! (pp. 30-31)
*– È un letterato – dirò anch'io del [[Camillo Boito|Boito]], e appunto per questo è buonissimo critico di arte, giacché a discernere certe bellezze ci vogliono studio e sottigliezza grande. Ma il Boito non è soltanto un letterato; è un bravo architetto, è vissuto sempre in mezzo agli artisti, e si può dir del mestiere, sapendo di che cosa parla e potendo giudicare, non solamente del concetto, dell'espressione, della forma, ma anche di tutto ciò che s'attiene alle tecniche del colorire. (p. 39)
*Camillo Boito non impone le sue idee, egli domanda all'artista il sentimento individuale; la schietta espressione dell'indole sua e cerca nella tela o nel marmo, l'uomo co' suoi sentimenti, le sue impressioni e le sue emozioni. Pel nostro critico il fine dell'arte rappresentativa si può esprimere così: destar nell'animo con la finzione del naturale un sentimento non ignobile. Egli afferma che la natura è sorgente di ispirazione feconda, e che il segreto del pittore e dello scultore è trasformare in arte la realtà, ma non vuole che la pittura e la statuaria si trasformino in un ''processo verbale'' in un ''atto di consegna'' della natura, imperocché la riproduzione minuta e materiale è nemica della verità. Ama l'arte che scaturisce dalla vita, non quella che ha per sola ispirazione lo studio paziente. (p. 40)
*Il Boito non è soltanto un buono ed ardito critico d'arte, è un elegante novellatore. V'è ne' suoi racconti un certo andamento franco e spigliato, un colore ammirabile di verità, un profondo e amoroso sentimento della natura. (pp. 41-42)
*Pochi uomini furono più infelici di [[Cesare Betteloni]], pochi poeti seppero meglio di lui esprimere col verso quegli strazi affannosi, quelle inquietudini angosciose che non si possono recidere che colla vita. (p. 47)
*Le poesie del Betteloni rivelano tutta la tragedia di un'anima, che non può trovar quiete che nella tomba. E allorché non ebbe più la forza di soffrire l'intensità del male, allorché la vita gli si rese insopportabile, si senti spinto dalla fatale ebbrezza del suicidio e ricorse alla morte come ad ultimo ed unico rifugio. Voleva che le sue lunghe pene finissero, chiedeva intorno a sé il silenzio, e sentiva la voce dell'eternità che lo chiamava — ''vox magna per umbras''. (pp. 47-48)
*Il Betteloni sorride qualche volta, ma quel sorriso è una forma di pianto, è il sorriso d'uno che non vede lontana la tomba:<br><div style="text-align:center;">Il dolce porto d'ogni mal cocente<br>ch'io da tant'anni vo aspettando invano.</div>Non è l'artifizio del poeta, è l'ispirazione dolorosa di un'anima che avrebbe desiderato godere la vita, inebriarsi di affetti, di canti e di profumi, e che si trova invece contraddetta nelle sue più care aspirazioni, ne' suoi desideri più ardenti. (p. 50)
*Io vedo il [[Giovanni Faldella|Faldella]] nella quiete del suo paesello natio, dove lo tira a quando a quando l'affetto de' suoi compaesani, i quali lo fecero loro sovraintendente scolastico e presidente operaio e consigliere provinciale. Se potessero lo farebbero anche parroco. (p. 177)
*{{NDR|Faldella}} Io lo seguo nelle sue passeggiate solitarie pei campi e pei colli. Nulla sfugge al suo sguardo attento e indagatore, e la vita campestre si rivela a lui sotto un nuovo e pittoresco aspetto. Nell'estate e nella primavera egli guarda minutamente ogni cosa: dalle allegre feste di un raggio di sole fra i rami degli alberi alle galline che razzolano nel cortile, dai prati pieni di quiete solenne alla chiesuola bianca e romita. I misteri del silenzio, i bisbigli sommessi delle foglie gli risvegliano nell'animo dolcezze misteriose, blande memorie, orizzonti infiniti. – E quando la campagna è squallida, quando la neve nasconde il terreno, egli dipinge con rara evidenza i candidi cappucci che coprono i comignoli, i tetti, i campanili. Il Faldella adopera il pennello più che la penna e ritrae la realtà nei suoi contorni più tenui. (pp. 177-178)
*Faldella possiede, come artista, un carattere pel quale si fa distinguere da tutti i giovani scrittori suoi coetanei. Ha una fisonomia propria, e gli stessi suoi difetti non dipendono da imitazioni, né da studi mal digeriti; sono suoi, proprio suoi e danno una cert'aria di originalità allo scrittore. Però quest'originalità, che spesso è naturale, diventa alle volte un vezzo ammanierato. Il suo singolare modo di scrivere è troppo ricercato, e quella studiata mescolanza di piemontesismi e di toscanesimi finisce per uggire. (pp. 179)
==''Studi e ricerche di storia e d'arte''==
*Guardate [[Basilica di San Marco|san Marco]]! E una sublime bizzarria. I rosoni, i {{sic|rabeschi}}, gl'intrecci, i {{sic|pinacoli}}, slanciantisi al cielo, hanno l'aspetto di una lussureggiante vegetazione di pietra. Le arcate a trifoglio, le {{sic|aguglie}} traforate, l'innesto dell'arco acuto sul bizantino, tutta l'opera in fine, con la sua ricca veste di sculture e di cesellature, sembra una vasta sinfonia nel marmo, o meglio, per dirla col Tommaseo, tutto l'edificio par quasi una divina poesia, che riempie di sé l'anima e la abbraccia di un tratto. (pp. 3-4)
*Anche nelle questioni religiose, il popolo [[veneto]], con retto giudizio, seppe tenersi lontano dalle inquietudini dell'ascetismo e dai furori de' scismi, seppe dividere i diritti della Chiesa da quelli dello Stato, incarnare il pensiero di un grande, il quale affermava la vera religione cristiana dover camminare per la via del cielo e non poter, per conseguenza, incontrarsi col governo politico, che cammina per la via del mondo. (p. 83)
*Tra Francia e Venezia c'è sempre stata, nella vita intellettuale, una partita aperta di dare e avere. Ha detto bene Madama di Staël: «nous avons besoin les uns des autres, la littérature de chaque pays découvre une nouvelle sphère d'idées». La città, circonfusa di mistero gentile e melanconico, apparve sempre di una bellezza famigliare all'animo, nelle fantasie dei poeti e dei pittori francesi. E noi, di ricambio, abbiamo amato la Francia nelle pagine de' suoi grandi scrittori, che ci hanno appreso a onorare il suo nome e ad ammirare la sua gloria. (p. 139)
*La Francia è stata sempre impetuosa, generosamente irriflessiva, pronta alla gioia e all'abbattimento: Venezia, per converso, calma, fredda, ricca di senso pratico, qualche volta fino un po' troppo calcolatrice. L'una ebbe fiamma d'entusiasmo, l'altra potenza di volontà; l'una ebbe forte la fantasia, l'altra la riflessione; l'una sopportò spesso mal volentieri e fra le agitazioni i suoi governi, l'altra mantenne il suo per quattordici secoli, quasi immutato; l'una ebbe le donne inspiratrici della cosa pubblica, reggenti, regine; l'altra non permise mai alla donna di uscire dalla naturale sua cerchia; l'una fu insanguinata dalle lotte religiose più fiere; l'altra seppe, fin dalle prime, separare i dritti del cielo da quelli della terra. Pochi paesi furono, più di questi due, dissimili, pochi più amici. (p. 140)
==''Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte''==
*Fra quelli che {{NDR|in Francia}} richiamarono la pittura dalla convenzionalità alla {{sic|inspirazione}} diretta della natura presto si manifestarono due correnti: l'una con [[Édouard Manet|Edoardo Manet]], iniziatore, insieme col [[Edgar Degas|Degas]], della scuola dell<nowiki>'</nowiki>''aria aperta'', artefice luminoso, vibrante, ricercatore della macchia; l'altra con [[Gustave Courbet|Gustavo Courbet]], franco, vigoroso, solido, nemico di ogni volgarità, d'ogni falsa eleganza nell'''Enterrement à Ornans'', nella ''Biche forcée à la nage'', nella ''Curée'', ma duro, fosco, quasi repulsivo nella ''Chasse au renard'' e in altri quadri, dove l'originalità si cambia in stranezza, la scioltezza in esagerazione. (p. 376)
*[...] dalla Spagna giunge in Italia un artista, allietato da tutti i sorrisi della fortuna, da tutte le voluttà del trionfo. Nei quadri di [[Marià Fortuny i Marsal|Mariano Fortuny]] la luce vibra, sfavilla, sfolgora, trionfa: i colori più allegri, le tinte più calde, i moltiplicati riflessi, i più luminosi rifrangimenti producono un barbaglio da far parer pallido e opaco qualunque altro oggetto su cui posiamo lo sguardo. Questa pittura svolgentesi tutta ardori e colori ebbe azione profonda, ma non sempre benefica, sulla giovane arte italiana, la quale si lasciò affascinare dalla impressione gradevole, dalla mirabile virtuosità. (p. 377)
*Il [[Giacomo Favretto|Favretto]], pur mantenendo la sua ricca e fervida originalità, seppe far tesoro degli esperimenti altrui. Era istruito tanto da comprendere ogni ragione dell'arte, se non per {{sic|istudio}} e cultura appresa, per certa felice intuizione. Fu un ribelle temperato dal freno dell'arte, arte ch'egli seppe agitare, con certa salutare inquietudine, la quale non ha nulla di comune con le furiose e torbide innovazioni. L'impeto riformatore non poté mai trascinar la sua mente oltre i limiti del giusto; il suo genio non era fiamma viva che abbrucia, ma virtù riposata che illumina. Lasciando il cammino tracciato dai vecchi, seppe aprirsene uno nuovo, conservando sempre la misura; allargò con temperanza le forme dell'arte, e con la eccitabilità {{sic|imaginosa}}, coloritrice del suo ingegno, {{sic|ristaurò}} e rifece, {{sic|inspirandosi}} al presente, non disprezzando il passato, conservando tutto ciò ch'era degno ed utile. (p. 388)
==[[Incipit]] de ''L'arte veneziana del Rinascimento''==
Correva l'anno 1495 (perdonate, o Signori, se incomincio come usava nei vecchi romanzi storici di mezzo secolo fa), correva l'anno 1495 e Filippo de Commines, ambasciatore di Carlo VIII, entrando a Venezia, esclamava ammaliato: — la più trionfante città che io abbia mai veduta!
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/impressionilett01molmgoog/page/n6/mode/1up Impressioni letterarie]'', presso Natale Battezzati, Milano, 1875<sup>2</sup>.
*Pompeo Molmenti, ''[https://www.gutenberg.org/files/51706/51706-h/51706-h.htm L'arte veneziana del Rinascimento]'', in "La vita italiana nel Rinascimento", Treves, 1896.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/lapitturavenezia00molm/page/n3 La pittura veneziana]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1903.
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/nuoveimpression00molmgoog/page/n5/mode/2up Nuove impressioni letterarie]'', Tip. e Lit. Camilla e Bertolero, Torino, 1879.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/studiericerchedi00molm/page/n6/mode/1up Studi e ricerche di storia e d'arte]'', Società Tipografica-Editrice Nazionale (già Roux e Viarengo), Torino, 1892.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/venezianuovistu00molmgoog/page/n7 Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte]'', G. Barbera Editore, Firenze, 1897.
==Altri progetti==
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[[File:Pompeo Gherardo Molmenti 2.jpg|thumb|Pompeo Gherardo Molmenti (1900 circa)]]
'''Pompeo Gherardo Molmenti''' (1852 – 1928), scrittore, storico e politico italiano.
==Citazioni di Pompeo Gherardo Molmenti==
*Il nome di [[Antonio Rotta]] è da molti anni conosciuto in Italia e all'estero. Il suo nuovo quadro rappresenta una vecchia, tutta grinze, che ha levato dall'armadio uno sciupato corsetto di seta, dalla foggia del secolo scorso, un corsetto che le avrà frenato le audacie del seno negli anni giulivi della giovinezza, e sarà stato testimonio di gioie, di feste, di esultanze, e forse, Dio nol voglia, di qualche scappatella. Il pensiero, prima di tuffarsi nel buio dell'eternità, si compiace di ritornare al passato. I ricordi si trasformano in rimpianti. Quel tumulto di passioni e di pentimenti sotto la fronte rugosa di quella vecchia! ''Combien je regrette | mon bras si dodu. | Ma jambe bien faite | et le temps perdu.''<ref>I versi sono tratti da ''Ma grand'mere'' di [[Pierre-Jean de Béranger|Béranger]] (in ''Œuvres complètes de Béranger'', H. Fournier, Parigi, 1839, vol. I, [[s:fr:Page:Béranger, oeuvres complètes - tome 1.pdf/80|p. 20]]). Traduzione: ''Come rimpiango | il mio braccio così tornito. | La mia gamba ben fatta | e il tempo perduto''.</ref> Tempo perduto niente. Ce lo assicura il lampo malizioso di quegli occhietti cisposi, che scintillano come brage fra le ceneri spente. Dio sa quante volte, ai tempi della Serenissima, la bella popolana, adorna del suo roseo corsetto, avrà ballato la ''furlana'' nelle sagre di Santa Marta, e Dio sa qunte volte su quella seta rosea si sarà posata la mano robusta e tremante di desiderio di un elegante gondoliere della Signoria, dalla cappa di velluto rosso e dal berretto all'albanese! No, c'è da scommettere che quella vecchia non deplora il tempo perduto, ma il braccio tornito e il seno bianchissimo. Il quadro del Rotta è dipinto con una leggiadria, una grazia, una nitidezza meglio uniche che rare. Forse l'eleganza rasenta la leziosaggine, liscia e minuziosa, ma l'imitazione perfetta del vero fa dimenticare la cura soverchia dei particolari.<ref>Da ''L'arte veneta all'esposizione di Parigi'', in ''L'illustrazione italiana'', anno V, 1° semestre, Fratelli Treves, Milano, 1878, [https://books.google.it/books?id=1HtH4SSjCAwC&pg=PA234 p. 234].</ref>
*Fra la prosperità e la ricchezza, la vita, fino allora occupata in pratici intenti e in opere severe, si andò indirizzando anche nel campo di una più squisita cultura e di più gentili e leggiadre costumanze. Quella Repubblica {{NDR|di Venezia}}, da sì piccolo nido uscita, divenuta ricca di gloria e di denaro, volle anche i godimenti delle arti, delle lettere e del viver lieto, e le generazioni nuove, più {{sic|finamente}} educate, cominciarono a ricercare le delicate compiacenze dello spirito. Per la qual cosa, Venezia accolse e fecondò gli splendori della [[Rinascimento|Rinascita]], e sulla fine del secolo XV apparve in nuovo aspetto di elegante e raffinata magnificenza.<ref>Da ''[https://archive.org/details/collezionedimono03berg/page/3/mode/1up Venezia]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1907<sup>3</sup>, p. 49.</ref>
*L'architettura veneziana ebbe un valido ausilio nella scultura, dapprima timida goffa, anche quando in Italia sorgeva la gran luce di [[Nicola Pisano]], ma apparsa a un tratto, nel secolo XIV, viva, libera, spontanea, preludendo alla grande riforma pittorica del Rinascimento.<ref>Da ''[https://archive.org/details/collezionedimono03berg/page/3/mode/1up Venezia]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1907<sup>3</sup>, p. 45.</ref>
*[[Marco Tabarrini]], che parlò nobilmente dell'ingegno di [[Erminia Fuà Fusinato|Erminia Fuà-Fusinato]], scrisse che la poesia di questa donna gentile è poesia vera, e non l'arte misera di far versi sopra argomenti accattati, vestendo poveri concetti in forme fantastiche e prosaicamente volgari. Quando si guarda da vicino la vita di un poeta s'incontra una grande diversità fra i suoi versi e le sue azioni. Nella vita d'Erminia invece, da ogni pensiero, da ogni azione, da ogni parola scaturisce quella poesia vivificante e serena, che si può dire l'eco dell'anima sua. La forma stessa linda e composta è uno specchio in cui si riflette il pensiero; non c'è niente di troppo, né concetti, né immagini, né eleganze. Essa non cade, come è vezzo moderno, nello strano e nel paradossale, per far che le sue idee acquistino aria di novità, ma esprime semplicemente ciò che sente e pensa, sincera nell'arte come nella vita.<ref>Da ''Erminia Fuà-Fusinato e i suoi ricordi'', Fratelli Treves editori, Milano, 1877, [https://archive.org/details/erminiafufusina00whitgoog/page/n248/mode/1up cap. VI, p. 233-234].</ref>
==''Impressioni letterarie''==
*In tutti i versi che il povero [[Teobaldo Ciconi|Teobaldo {{NDR|Ciconi}}]] ha lasciato non ci sarà la finezza dell'artista, ma in tutti si sente l'anima serena del poeta. (p. 25)
*Come poeta drammatico egli lascia una traccia non cancellabile nella storia del nostro teatro. Sebbene i lavori del Ciconi {{sic|sieno}} stati scritti sotto l'impressione di sentimenti e di fatti che non giungono all'animo nostro che come un caro ricordo, pure crediamo che non subiranno la sorte comune ai lavori di questo genere, che nati con l'occasione muoiono con quella. (p. 27)
*[[Giuseppe Torelli (scrittore)|Giuseppe Torelli]] fu un galantuomo, ed ebbe per guida nella vita quel vero buon senso, che non è da confondersi con quello che ha l'appellativo di comune e che corre le strade. Non ascoltò che la voce {{sic|secura}} della coscienza, non conobbe le ipocrisie sociali, e chiamò sempre le cose col loro nome. Il Torelli, come tutti gli uomini onesti, possedeva quell'energia tranquilla che impone. Visse qualche tempo in corte, e non fu cortigiano. Fu un nobile esempio di quella democrazia che in generale è scritta nei codici, nei giornali, ma raramente nei cuori. (pp. 34-35)
*Un critico originale ed ardito, che, fra i primi, ebbe il coraggio di {{sic|francarsi}} dalla soggezione delle vecchie tradizioni, è il [[Eugenio Salomone Camerini|Camerini]], nei cui scritti non si trova tutta la vita letteraria del popolo italiano, ma alcune delle sue {{sic|faccie}} più caratteristiche. Egli vede ed apprezza tutto quello che é di buono nella nostra letteratura, e vede e nota molte cose, che mancano. Sdegnoso di calcare le strade battute, anima artistica e {{sic|culta}}, severo con sé stesso, troppo indulgente verso gli altri, non è però sempre risoluto ne' suoi giudizi, e oscilla tra il determinato e un non so che di vago e di nebbioso. (pp. 40-41)
*Il [[Tommaso Locatelli|Locatelli]] non {{sic|riescì}} tanto valente critico, quanto mirabile pittore di costumi. Quello che più s'ammira in lui è quella potenza descrittiva che vi fa sorgere dinanzi chiaramente e distintamente una persona, un paesaggio, una festa. (p. 69)
*Il Locatelli è un vivace pittore del vero, è un accuratissimo osservatore delle idee e dei gusti del suo tempo, ma non lo si può ammirare altrettanto allorché vi discorre d'arte, di teatri, di lettere. Egli ha ereditato dal Gozzi il brio dello stile, ma non già la mente profonda, la vastità del pensiero. Però anche nelle sue critiche la stessa grazia amabilissima, la stessa purezza e la stessa eleganza della forma. Anche ne' suoi scritti critici lo spirito non è mai importuno: aneddoti, facezie, tutto egli sa collocare a suo posto. Non c'è mai nulla di troppo. Egli punge, ma non ferisce, e sa dire la verità con quel garbo di buona lega, che i nostri vecchi conoscevano così bene. (p. 70)
*[...] se il Locatelli scrive alle volte come un poeta, non pensa però quasi mai colla profonda severità del filosofo. Il Locatelli nel giudicare le opere d'arte non è guidato da principî serî ed elevati, non guarda all'armonia dell'insieme, non considera che il freddo particolare. Non è una critica alta e filosofica, ma un seguito di argute e fine osservazioni. Certo non mancano al Locatelli né lo studio attento, né l'onesta franchezza, ma gli fanno difetto l'ardimento del pensiero e la larghezza degli intendimenti. (p. 71)
*Innanzi alla tomba di [[Laura Beatrice Oliva|Laura Mancini]] le donne italiane dovrebbero seriamente pensare, per ispirarsi ad un nobilissimo esempio di fede, di coraggio, di affetto. Era uno di quegli esseri che, nei momenti di sconforto, fanno ancora sperare del mondo e degli uomini.<br>Da ogni suo lineamento traspariva una soavità, una distanza dalle cose mondane; e il delicato ovale del viso, il naso profilato, la fronte ampia rivelavano a prima vista la bellezza dell'animo e dell'ingegno. (p. 72)
*Laura Mancini cantò tutte le fasi del risorgimento nazionale da Solferino a Villafranca, da Marsala al Volturno, da Aspromonte a Mentana. In mezzo alla rapida ispirazione, le sue poesie {{sic|riescirono}} molto trascurate nella forma, eppure vi piacciono come una donna virtuosa in cui la non bella forma del volto viene largamente ricompensata dalla gioia dell'innocenza che le si diffonde sulla fronte. (p. 76)
*Perché, o bizzarra natura, invece di creare del [[Giovanni Prati|Prati]] un vero poeta, ti sei stancata a mezza via, ed hai stampato un misto di giullare di corte e di poeta? Perché, o bizzarra natura, hai voluto permettere che quegli il quale scriveva quei versi dell'''Edmenegarda'', che han fatto brillare tante, lacrime in tanti begli occhi, abbia potuto scrivere ancora che il monte fa intorno a sé ''un mantello di lampi e di paure''? I versi del Prati ci danno l'idea di quei sigari svizzeri, eccellenti fino alla metà, e che dalla metà in giù conviene buttare da un canto. (p. 78)
*In Prati vi sono due poeti; v'è quello che scrive come amore gli detta, e v'è quello che butta giù endecasillabi, ottonari, quinari, solo per mettersi un nastro da cavaliere sull'occhiello dell'abito. (p. 78)
*La fama dell'[[Aleardo Aleardi|Aleardi]] è dovuta alle donne. Un bell'uomo, che s'atteggiava un pochino a martire (allora la cosa era di moda e ci si credeva), che parlava bene, sempre pronto a scrivere su per ogni albo versi gentili, che aveva modi così garbati... c'era più di quanto occorreva per riescire simpatico alle donne. Aleardi era divenuto il beniamino delle signore. (p. 85)
*[...] c'era una cosa che turbava i sonni del nostro poeta. Il suo babbo aveva creduto bene di battezzarlo col nome di Gaetano, e all'Aleardi non garbava punto un tal nome; figuratevi niente di più prosaico che ''un sor Gaetanino''. Ma un dì ei ci trovò rimedio e si ribattezzò col nome di Aleardo: nome, per dirla con un buon francese, ''qui attire et sonne bien''. (p. 85-86)
*[[Giosuè Carducci]] in mezzo al culto amoroso della poesia non ha abbandonato gli studi severi della critica. Nel Carducci conviene distinguere due persone, il poeta ed il critico; il primo non rassomiglia punto al secondo. Enotrio<ref>Enotrio Romano: pseudonimo utilizzato dal Carducci.</ref> poeta è impetuoso, irrequieto, impaziente d'ogni difficoltà, e sempre pronto a rompere, come il Duca di Borgogna, l'orologio se suoni un'ora che lo chiami a ciò ch'egli non vuole. Il critico invece medita lungamente e scrive avvisato ed arguto, sapendo unire agli splendori dell'immaginazione la forma {{sic|culta}} ed elegante, l'erudizione profonda. Il Carducci sa tenersi lontano dalla nebulosità del De Sanctis, dalla elegante leggerezza del Settembrini, dalla troppo minuziosa analisi del Camerini e si manifesta co' suoi ''Studi letterarî'' uno dei più dotti ed arguti critici d'Italia, accoppiando alla serietà alemanna, la vivacità ed il calore degli ingegni del mezzogiorno. (pp. 98-99)
*Il [[Antonio Caccianiga|Caccianiga]] ha [...] il torto di giudicare la società senza risentire le passioni che la agitano. Dal riposo e dall'innocenza della vita campestre egli crede dipingere la vita, ma la mano trema, esagera i contorni e il quadro riesce un po' di maniera. La sua voce spesse volte giunge come un'eco simpatica, ma languida, e i suoi apprezzamenti restano sempre nei campi della teoria, sicché non se ne può trarre utilità. Il Caccianiga ha il torto di voler troppo moralizzare e di assidersi Geremia novello sulle rovine della patria, lamentando la miseria dei tempi e degli uomini. Ma allorché il Caccianiga sveste la {{sic|giornèa}} del moralista<ref>Smette di atteggiarsi a (o assumere il tono di) moralista.</ref>, scrive qualche bozzetto con una verità e leggiadria inimitabili. (p. 117)
*I calmi sentimenti, le soavi ispirazioni che ci desta la mestizia dell'autunno, s'incontrano nei racconti di [[Caterina Percoto]]. Da ogni scritto di questa donna spira il casto olezzo della virtù, e un candore di pensiero che lascia una certa posatura di dolcezza in fondo al cuore. (p.121)
==''La pittura veneziana''==
===[[Incipit]]===
*Venezia non comparisce degnamente nel campo dell'arte se non nel secolo XV, quando già l'architettura e la scultura erano in fiore. Non è peraltro da credere che l'arte del disegno e dei colori fosse ignota negli albori della vita veneziana. Se, nei primi secoli, le case private dei veneziani erano umili, non così può dirsi delle chiese, che sorgevano numerose, quasi per attestare che la fede in Dio era guarentigia della libertà della nuova patria. E le chiese, come quelle di Grado e di Torcello, scintillavano per i mosaici degli artefici venuti da Bisanzio, con cui le isole della laguna avevano continue relazioni politiche e commerciali.<!--Cap. 1, ''Le origini'', p. 1.-->
===Citazioni===
*Dopo la metà del trecento, un artefice, conosciuto con il nome di [[Antonio Veneziano]], fu chiamato a dipingere la sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale {{NDR|a Venezia}}. Ma sebbene, al dir del Vasari, avesse dato eccellenti saggi del suo valore, fu congedato, onde avvilito si condusse in Toscana e considerò sempre come sua patria Firenze. (cap. I, p. 8)
*Jacopo Nigreti [...] conosciuto nella storia dell'arte con il nome di [[Jacopo Palma il Vecchio|Palma il vecchio]], è uno dei sommi artisti della scuola veneziana, e in certe parti, specialmente nel disegno, superiore forse a [[Tiziano Vecellio|Tiziano]]. [...]. Nella galleria di Dresda è celebre il quadro delle ''Tre sorelle''. Il suo capolavoro, la ''Santa Barbara'', la più sana e vigorosa figura di donna, che l'arte abbia mai rappresentata, si ammira nella chiesa di Santa Maria Formosa di Venezia. (cap. III, pp. 67-68)
*A ogni modo {{NDR|[[Giovanni Battista Piazzetta]]}} fu artefice eminente, e il Blanc volle esprimere tutta la sua ammirazione con questa frase: ''C'est un Caravage vénitien!'' Frase invero più bella che esatta, giacché il Piazzetta moveva specialmente dal Guercino, le opere del quale aveva nella sua giovinezza studiato con grande amore, insieme con il bolognese Giuseppe Crespi. La vigoria dell'ingegno e la viva fantasia del Piazzetta meglio appaiono ne' suoi disegni, nelle illustrazioni della ''Gerusalemme liberata'', e nei mirabili studi di teste, di cui possono vedersi alcuni saggi nel Museo Civico e nell'Accademia. (cap. V, pp. 110-111)
*[[Rosalba Carriera]], fine, espressiva, delicata anima d'artista, [...], dipinse ritratti a pastello con {{sic|maravigliosa}} finezza di tocco e facilità di disegno. Ne' suoi pastelli c'è la verità illuminata dal raggio della poesia: le sue patrizie non sono proprio come erano, ma come volevano essere. (cap. V, pp. 112-113)
*Come il Gallina riproduceva sul teatro la Venezia odierna, così il Favretto sulle tele. [[Giacomo Favretto]] e [[Giacinto Gallina]], questi due gemelli dell'arte veneziana, così somiglianti nell'indole dell'ingegno, nella bontà dell'animo, nel modesto aspetto della persona, nella morte immatura, penetrarono senza sforzo, per un'intuizione nativa, nell'intima vita del popolo. L'arte del Gallina è più profonda, più dominata dal sentimento, ma la superficialità delle impressioni del Favretto è compensata dal brio della osservazione. (cap. VII, p, 152)
*Quando, per la Mostra internazionale del 1899, si pensò alle ''Esposizioni individuali collettive'', e si raccolsero in una sala più di quaranta quadri del Favretto, fu un grido di ammirazione. Sebbene in alcune tele, dopo così breve tempo, apparissero fosche e cupe le tinte, appannate le luci, come nel ''Liston del 700'', da tutto l'insieme di quella esposizione emanava uno {{sic|splendor}} così lieto, che nulla di più dolce agli occhi e allo spirito. La sua gloria in vero non corre pericolo di essere sommersa dal flutto di nuove idee, il gusto mutato non scema la grazia spirituale dell'arte fravettiana, e la pupilla si abbandona ancora con voluttà su quell'armonia di tinte, rivelatrice dell'animo dell'artefice sereno, che inebriò la pittura veneziana di sole, di aria, di vita. (cap. VII, p. 155)
*Artista virile, il [[Guglielmo Ciardi|Ciardi]] sa rendere la forte poesia del vero sia ch'egli ritragga i monumenti veneziani, o le larghe pagine virgiliane dei meriggi campestri, o le borgate pittoresche alle falde delle Alpi dolomitiche, tra i gravi silenzi delle selve. (cap. VII, p. 163)
*Non al vivido sole, ma alle più cupe fantasie e alle più strane visioni, sembra invece ispirarsi quell'originalissimo ingegno di [[Mario de Maria]], meglio conosciuto sotto il nome di ''Marius Pictor''. È nato a Bologna nel 1853, ma vive ora a Venezia, che nella sua solitudine piena di visioni, nella sua pace piena di memorie, può considerarsi la patria ideale del bizzarro pittore. Il quale ama le solitudini strane, i gagliardi contrasti della luce e dell'ombra, gli oscuri contorni delle case, che staccano sul grigio dei cieli d'autunno, e le notti tragiche, funeree, illuminate dalla luna fuggente dietro le nuvole. Certi suoi quadri fanno pensare ai racconti di {{sic|Edgardo Poë}}. (cap. VII, pp. 165-167)
==''Nuove impressioni letterarie''==
*Il [[Gaetano Trezza|Trezza]] coi suoi desideri e le sue aspirazioni vive in [[Tito Lucrezio Caro|Lucrezio]]: egli, al pari del grande pensatore latino, è idealista fra le brutalità delle superstizioni e degli errori. La sua anima, che crede senza esitanze alla realtà della scienza, sente a quando a quando il desiderio misterioso dell'infinito. Il Trezza ha l'animo compreso della sublime e dolce mestizia del poeta, ed è cosi affascinato dal concetto lucreziano, da dimenticarne perfino gli errori e le stranezze.<br>Talora sottilizza di soverchio e pel desiderio di troppo dimostrare diventa oscuro; altre volte si perde in concetti astratti per {{sic|ispiegare}} le cose più semplici. (pp. 10-11)
*Il Trezza è profondo quando parla dei miti, delle lingue, delle religioni, ma nelle investigazioni della natura si capisce com'egli si affidi all'altrui autorità, più presto che alle proprie osservazioni ed esperienze. Ha studiato le grandi leggi biologiche e fisiche più sui libri, che nella attenta e paziente osservazione dei fenomeni naturali. (p. 11)
*Il Trezza al disopra d'ogni cosa, odia le ipocrisie del pensiero e del sentimento, e con temerario coraggio combatte le idee e le credenze dei più. Questa robusta figura d'uomo e di pensatore esce fuori compiuta dalle sue lezioni e dai suoi libri, come dalle modeste abitudini della sua vita privata. Si possono discutere le sue opinioni e combattere le sue dottrine, ma non si possono non ammirare la onesta energia dell'anima e la gagliardia dell'ingegno. (p. 14)
*Il [[Francesco De Sanctis|De Sanctis]], ingegno vivace e animoso, non riesce efficace in quelle opere, nelle quali la lunghezza e la necessità delle ricerche, temperano l'ispirazione. La ''Storia della letteratura italiana'' non è lavoro di gran conto, è una serie di articoli uniti insieme dal legame di una teorica metafisica, in cui la nostra storia letteraria viene divisa in tre periodi: il primo originale, il secondo di perfezione, il terzo della nuova letteratura. Un serio lavoro scientifico sulla nostra letteratura, dice l'autore, non può farlo nessuno oggi, in cui incomincia il lavoro paziente dell'analisi parte per parte. Una storia della letteratura sarà possibile quando su ciascuna epoca, su ciascun scrittore importante si farà tale monografia, o studio, o saggio, che dica l'ultima parola e sciolga tutte le questioni.<br>In tanta povertà cosa può essere una storia della letteratura? Un'informe compilazione piena di lacune e d'imprestiti, e di idee superficiali e frettolose.<br>Scrivendo queste parole, il De Sanctis dava un giusto giudizio sulla sua storia. (pp. 23-24)
*{{NDR|[[Pietro Selvatico]]}} I suoi giudizi animosi serbavano un certo colore d'erudizione classica, ma, accanto allo studio profondo, si sentiva ne' suoi scritti il fremito d'una vita intensa, i baldi propositi di un fervido ingegno, che non curava le stupide resistenze di chi voleva ancora attaccarsi al passato. Fra le sottigliezze complicate, questo spirito acre, battagliero, paradossastico, smarrì qualche volta di vista la verità e trascese nella polemica. La sua mente educata a studi severi, ma flessibile ed assimilatrice, è un po' come la cera , riproduce esattamente l'immagine che vi s'imprime. (p. 30)
*{{NDR|Pietro Selvatico}} Le idee che gli appariscono buone egli le abbraccia senza minuta analisi, ed è severo se sono severi quelli che l'attorniano, e batte le mani entusiasta, se è circondato dall'entusiasmo. Strano miscuglio di pedante e di artista, di grazia decente e di violenza sarcastica, di tenacità indomabile e di irresolutezza! (pp. 30-31)
*– È un letterato – dirò anch'io del [[Camillo Boito|Boito]], e appunto per questo è buonissimo critico di arte, giacché a discernere certe bellezze ci vogliono studio e sottigliezza grande. Ma il Boito non è soltanto un letterato; è un bravo architetto, è vissuto sempre in mezzo agli artisti, e si può dir del mestiere, sapendo di che cosa parla e potendo giudicare, non solamente del concetto, dell'espressione, della forma, ma anche di tutto ciò che s'attiene alle tecniche del colorire. (p. 39)
*Camillo Boito non impone le sue idee, egli domanda all'artista il sentimento individuale; la schietta espressione dell'indole sua e cerca nella tela o nel marmo, l'uomo co' suoi sentimenti, le sue impressioni e le sue emozioni. Pel nostro critico il fine dell'arte rappresentativa si può esprimere così: destar nell'animo con la finzione del naturale un sentimento non ignobile. Egli afferma che la natura è sorgente di ispirazione feconda, e che il segreto del pittore e dello scultore è trasformare in arte la realtà, ma non vuole che la pittura e la statuaria si trasformino in un ''processo verbale'' in un ''atto di consegna'' della natura, imperocché la riproduzione minuta e materiale è nemica della verità. Ama l'arte che scaturisce dalla vita, non quella che ha per sola ispirazione lo studio paziente. (p. 40)
*Il Boito non è soltanto un buono ed ardito critico d'arte, è un elegante novellatore. V'è ne' suoi racconti un certo andamento franco e spigliato, un colore ammirabile di verità, un profondo e amoroso sentimento della natura. (pp. 41-42)
*Pochi uomini furono più infelici di [[Cesare Betteloni]], pochi poeti seppero meglio di lui esprimere col verso quegli strazi affannosi, quelle inquietudini angosciose che non si possono recidere che colla vita. (p. 47)
*Le poesie del Betteloni rivelano tutta la tragedia di un'anima, che non può trovar quiete che nella tomba. E allorché non ebbe più la forza di soffrire l'intensità del male, allorché la vita gli si rese insopportabile, si senti spinto dalla fatale ebbrezza del suicidio e ricorse alla morte come ad ultimo ed unico rifugio. Voleva che le sue lunghe pene finissero, chiedeva intorno a sé il silenzio, e sentiva la voce dell'eternità che lo chiamava — ''vox magna per umbras''. (pp. 47-48)
*Il Betteloni sorride qualche volta, ma quel sorriso è una forma di pianto, è il sorriso d'uno che non vede lontana la tomba:<br><div style="text-align:center;">Il dolce porto d'ogni mal cocente<br>ch'io da tant'anni vo aspettando invano.</div>Non è l'artifizio del poeta, è l'ispirazione dolorosa di un'anima che avrebbe desiderato godere la vita, inebriarsi di affetti, di canti e di profumi, e che si trova invece contraddetta nelle sue più care aspirazioni, ne' suoi desideri più ardenti. (p. 50)
*Io vedo il [[Giovanni Faldella|Faldella]] nella quiete del suo paesello natio, dove lo tira a quando a quando l'affetto de' suoi compaesani, i quali lo fecero loro sovraintendente scolastico e presidente operaio e consigliere provinciale. Se potessero lo farebbero anche parroco. (p. 177)
*{{NDR|Faldella}} Io lo seguo nelle sue passeggiate solitarie pei campi e pei colli. Nulla sfugge al suo sguardo attento e indagatore, e la vita campestre si rivela a lui sotto un nuovo e pittoresco aspetto. Nell'estate e nella primavera egli guarda minutamente ogni cosa: dalle allegre feste di un raggio di sole fra i rami degli alberi alle galline che razzolano nel cortile, dai prati pieni di quiete solenne alla chiesuola bianca e romita. I misteri del silenzio, i bisbigli sommessi delle foglie gli risvegliano nell'animo dolcezze misteriose, blande memorie, orizzonti infiniti. – E quando la campagna è squallida, quando la neve nasconde il terreno, egli dipinge con rara evidenza i candidi cappucci che coprono i comignoli, i tetti, i campanili. Il Faldella adopera il pennello più che la penna e ritrae la realtà nei suoi contorni più tenui. (pp. 177-178)
*Faldella possiede, come artista, un carattere pel quale si fa distinguere da tutti i giovani scrittori suoi coetanei. Ha una fisonomia propria, e gli stessi suoi difetti non dipendono da imitazioni, né da studi mal digeriti; sono suoi, proprio suoi e danno una cert'aria di originalità allo scrittore. Però quest'originalità, che spesso è naturale, diventa alle volte un vezzo ammanierato. Il suo singolare modo di scrivere è troppo ricercato, e quella studiata mescolanza di piemontesismi e di toscanesimi finisce per uggire. (pp. 179)
==''Studi e ricerche di storia e d'arte''==
*Guardate [[Basilica di San Marco|san Marco]]! E una sublime bizzarria. I rosoni, i {{sic|rabeschi}}, gl'intrecci, i {{sic|pinacoli}}, slanciantisi al cielo, hanno l'aspetto di una lussureggiante vegetazione di pietra. Le arcate a trifoglio, le {{sic|aguglie}} traforate, l'innesto dell'arco acuto sul bizantino, tutta l'opera in fine, con la sua ricca veste di sculture e di cesellature, sembra una vasta sinfonia nel marmo, o meglio, per dirla col Tommaseo, tutto l'edificio par quasi una divina poesia, che riempie di sé l'anima e la abbraccia di un tratto. (pp. 3-4)
*Anche nelle questioni religiose, il popolo [[veneto]], con retto giudizio, seppe tenersi lontano dalle inquietudini dell'ascetismo e dai furori de' scismi, seppe dividere i diritti della Chiesa da quelli dello Stato, incarnare il pensiero di un grande, il quale affermava la vera religione cristiana dover camminare per la via del cielo e non poter, per conseguenza, incontrarsi col governo politico, che cammina per la via del mondo. (p. 83)
*Tra Francia e Venezia c'è sempre stata, nella vita intellettuale, una partita aperta di dare e avere. Ha detto bene Madama di Staël: «nous avons besoin les uns des autres, la littérature de chaque pays découvre une nouvelle sphère d'idées». La città, circonfusa di mistero gentile e melanconico, apparve sempre di una bellezza famigliare all'animo, nelle fantasie dei poeti e dei pittori francesi. E noi, di ricambio, abbiamo amato la Francia nelle pagine de' suoi grandi scrittori, che ci hanno appreso a onorare il suo nome e ad ammirare la sua gloria. (p. 139)
*La Francia è stata sempre impetuosa, generosamente irriflessiva, pronta alla gioia e all'abbattimento: Venezia, per converso, calma, fredda, ricca di senso pratico, qualche volta fino un po' troppo calcolatrice. L'una ebbe fiamma d'entusiasmo, l'altra potenza di volontà; l'una ebbe forte la fantasia, l'altra la riflessione; l'una sopportò spesso mal volentieri e fra le agitazioni i suoi governi, l'altra mantenne il suo per quattordici secoli, quasi immutato; l'una ebbe le donne inspiratrici della cosa pubblica, reggenti, regine; l'altra non permise mai alla donna di uscire dalla naturale sua cerchia; l'una fu insanguinata dalle lotte religiose più fiere; l'altra seppe, fin dalle prime, separare i dritti del cielo da quelli della terra. Pochi paesi furono, più di questi due, dissimili, pochi più amici. (p. 140)
==''Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte''==
*Fra quelli che {{NDR|in Francia}} richiamarono la pittura dalla convenzionalità alla {{sic|inspirazione}} diretta della natura presto si manifestarono due correnti: l'una con [[Édouard Manet|Edoardo Manet]], iniziatore, insieme col [[Edgar Degas|Degas]], della scuola dell<nowiki>'</nowiki>''aria aperta'', artefice luminoso, vibrante, ricercatore della macchia; l'altra con [[Gustave Courbet|Gustavo Courbet]], franco, vigoroso, solido, nemico di ogni volgarità, d'ogni falsa eleganza nell'''Enterrement à Ornans'', nella ''Biche forcée à la nage'', nella ''Curée'', ma duro, fosco, quasi repulsivo nella ''Chasse au renard'' e in altri quadri, dove l'originalità si cambia in stranezza, la scioltezza in esagerazione. (p. 376)
*[...] dalla Spagna giunge in Italia un artista, allietato da tutti i sorrisi della fortuna, da tutte le voluttà del trionfo. Nei quadri di [[Marià Fortuny i Marsal|Mariano Fortuny]] la luce vibra, sfavilla, sfolgora, trionfa: i colori più allegri, le tinte più calde, i moltiplicati riflessi, i più luminosi rifrangimenti producono un barbaglio da far parer pallido e opaco qualunque altro oggetto su cui posiamo lo sguardo. Questa pittura svolgentesi tutta ardori e colori ebbe azione profonda, ma non sempre benefica, sulla giovane arte italiana, la quale si lasciò affascinare dalla impressione gradevole, dalla mirabile virtuosità. (p. 377)
*Il [[Giacomo Favretto|Favretto]], pur mantenendo la sua ricca e fervida originalità, seppe far tesoro degli esperimenti altrui. Era istruito tanto da comprendere ogni ragione dell'arte, se non per {{sic|istudio}} e cultura appresa, per certa felice intuizione. Fu un ribelle temperato dal freno dell'arte, arte ch'egli seppe agitare, con certa salutare inquietudine, la quale non ha nulla di comune con le furiose e torbide innovazioni. L'impeto riformatore non poté mai trascinar la sua mente oltre i limiti del giusto; il suo genio non era fiamma viva che abbrucia, ma virtù riposata che illumina. Lasciando il cammino tracciato dai vecchi, seppe aprirsene uno nuovo, conservando sempre la misura; allargò con temperanza le forme dell'arte, e con la eccitabilità {{sic|imaginosa}}, coloritrice del suo ingegno, {{sic|ristaurò}} e rifece, {{sic|inspirandosi}} al presente, non disprezzando il passato, conservando tutto ciò ch'era degno ed utile. (p. 388)
==[[Incipit]] de ''L'arte veneziana del Rinascimento''==
Correva l'anno 1495 (perdonate, o Signori, se incomincio come usava nei vecchi romanzi storici di mezzo secolo fa), correva l'anno 1495 e Filippo de Commines, ambasciatore di Carlo VIII, entrando a Venezia, esclamava ammaliato: — la più trionfante città che io abbia mai veduta!
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/impressionilett01molmgoog/page/n6/mode/1up Impressioni letterarie]'', presso Natale Battezzati, Milano, 1875<sup>2</sup>.
*Pompeo Molmenti, ''[https://www.gutenberg.org/files/51706/51706-h/51706-h.htm L'arte veneziana del Rinascimento]'', in "La vita italiana nel Rinascimento", Treves, 1896.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/lapitturavenezia00molm/page/n3 La pittura veneziana]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1903.
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/nuoveimpression00molmgoog/page/n5/mode/2up Nuove impressioni letterarie]'', Tip. e Lit. Camilla e Bertolero, Torino, 1879.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/studiericerchedi00molm/page/n6/mode/1up Studi e ricerche di storia e d'arte]'', Società Tipografica-Editrice Nazionale (già Roux e Viarengo), Torino, 1892.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/venezianuovistu00molmgoog/page/n7 Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte]'', G. Barbera Editore, Firenze, 1897.
==Altri progetti==
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[[File:Pompeo Gherardo Molmenti 2.jpg|thumb|Pompeo Gherardo Molmenti (1900 circa)]]
'''Pompeo Gherardo Molmenti''' (1852 – 1928), scrittore, storico e politico italiano.
==Citazioni di Pompeo Gherardo Molmenti==
*Il nome di [[Antonio Rotta]] è da molti anni conosciuto in Italia e all'estero. Il suo nuovo quadro rappresenta una vecchia, tutta grinze, che ha levato dall'armadio uno sciupato corsetto di seta, dalla foggia del secolo scorso, un corsetto che le avrà frenato le audacie del seno negli anni giulivi della giovinezza, e sarà stato testimonio di gioie, di feste, di esultanze, e forse, Dio nol voglia, di qualche scappatella. Il pensiero, prima di tuffarsi nel buio dell'eternità, si compiace di ritornare al passato. I ricordi si trasformano in rimpianti. Quel tumulto di passioni e di pentimenti sotto la fronte rugosa di quella vecchia! ''Combien je regrette | mon bras si dodu. | Ma jambe bien faite | et le temps perdu.''<ref>I versi sono tratti da ''Ma grand'mere'' di [[Pierre-Jean de Béranger|Béranger]] (in ''Œuvres complètes de Béranger'', H. Fournier, Parigi, 1839, vol. I, [[s:fr:Page:Béranger, oeuvres complètes - tome 1.pdf/80|p. 20]]). Traduzione: ''Come rimpiango | il mio braccio così tornito. | La mia gamba ben fatta | e il tempo perduto''.</ref> Tempo perduto niente. Ce lo assicura il lampo malizioso di quegli occhietti cisposi, che scintillano come brage fra le ceneri spente. Dio sa quante volte, ai tempi della Serenissima, la bella popolana, adorna del suo roseo corsetto, avrà ballato la ''furlana'' nelle sagre di Santa Marta, e Dio sa qunte volte su quella seta rosea si sarà posata la mano robusta e tremante di desiderio di un elegante gondoliere della Signoria, dalla cappa di velluto rosso e dal berretto all'albanese! No, c'è da scommettere che quella vecchia non deplora il tempo perduto, ma il braccio tornito e il seno bianchissimo. Il quadro del Rotta è dipinto con una leggiadria, una grazia, una nitidezza meglio uniche che rare. Forse l'eleganza rasenta la leziosaggine, liscia e minuziosa, ma l'imitazione perfetta del vero fa dimenticare la cura soverchia dei particolari.<ref>Da ''L'arte veneta all'esposizione di Parigi'', in ''L'illustrazione italiana'', anno V, 1° semestre, Fratelli Treves, Milano, 1878, [https://books.google.it/books?id=1HtH4SSjCAwC&pg=PA234 p. 234].</ref>
*Fra la prosperità e la ricchezza, la vita, fino allora occupata in pratici intenti e in opere severe, si andò indirizzando anche nel campo di una più squisita cultura e di più gentili e leggiadre costumanze. Quella Repubblica {{NDR|di Venezia}}, da sì piccolo nido uscita, divenuta ricca di gloria e di denaro, volle anche i godimenti delle arti, delle lettere e del viver lieto, e le generazioni nuove, più {{sic|finamente}} educate, cominciarono a ricercare le delicate compiacenze dello spirito. Per la qual cosa, Venezia accolse e fecondò gli splendori della [[Rinascimento|Rinascita]], e sulla fine del secolo XV apparve in nuovo aspetto di elegante e raffinata magnificenza. Quei mercanti veneti, che storici maligni e parziali dipingono soltanto cupidi di denaro e indifferenti ad ogni compiacimento letterario, accoglievano con ogni cortesia gli studiosi: ed è notato con gioia l'arrivo di Giorgio Trapezunzio, ''homo preclaro'', che presenta i libri ''De Legibus'' di Platone, da lui fatti latini, e si delibera di erigere una pubblica Biblioteca, per collocarvi i libri donati alla Signoria dal cardinal Bessarione, e si aprono accademie per radunarvi i dotti, e si danno uffici di molti guadagni agli artefici che dipingono nella Sala del Gran Consiglio le gloriose battaglie della Repubblica.<ref>Da ''[https://archive.org/details/collezionedimono03berg/page/3/mode/1up Venezia]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1907<sup>3</sup>, p. 49.</ref>
*L'architettura veneziana ebbe un valido ausilio nella scultura, dapprima timida goffa, anche quando in Italia sorgeva la gran luce di [[Nicola Pisano]], ma apparsa a un tratto, nel secolo XIV, viva, libera, spontanea, preludendo alla grande riforma pittorica del Rinascimento.<ref>Da ''[https://archive.org/details/collezionedimono03berg/page/3/mode/1up Venezia]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1907<sup>3</sup>, p. 45.</ref>
*[[Marco Tabarrini]], che parlò nobilmente dell'ingegno di [[Erminia Fuà Fusinato|Erminia Fuà-Fusinato]], scrisse che la poesia di questa donna gentile è poesia vera, e non l'arte misera di far versi sopra argomenti accattati, vestendo poveri concetti in forme fantastiche e prosaicamente volgari. Quando si guarda da vicino la vita di un poeta s'incontra una grande diversità fra i suoi versi e le sue azioni. Nella vita d'Erminia invece, da ogni pensiero, da ogni azione, da ogni parola scaturisce quella poesia vivificante e serena, che si può dire l'eco dell'anima sua. La forma stessa linda e composta è uno specchio in cui si riflette il pensiero; non c'è niente di troppo, né concetti, né immagini, né eleganze. Essa non cade, come è vezzo moderno, nello strano e nel paradossale, per far che le sue idee acquistino aria di novità, ma esprime semplicemente ciò che sente e pensa, sincera nell'arte come nella vita.<ref>Da ''Erminia Fuà-Fusinato e i suoi ricordi'', Fratelli Treves editori, Milano, 1877, [https://archive.org/details/erminiafufusina00whitgoog/page/n248/mode/1up cap. VI, p. 233-234].</ref>
==''Impressioni letterarie''==
*In tutti i versi che il povero [[Teobaldo Ciconi|Teobaldo {{NDR|Ciconi}}]] ha lasciato non ci sarà la finezza dell'artista, ma in tutti si sente l'anima serena del poeta. (p. 25)
*Come poeta drammatico egli lascia una traccia non cancellabile nella storia del nostro teatro. Sebbene i lavori del Ciconi {{sic|sieno}} stati scritti sotto l'impressione di sentimenti e di fatti che non giungono all'animo nostro che come un caro ricordo, pure crediamo che non subiranno la sorte comune ai lavori di questo genere, che nati con l'occasione muoiono con quella. (p. 27)
*[[Giuseppe Torelli (scrittore)|Giuseppe Torelli]] fu un galantuomo, ed ebbe per guida nella vita quel vero buon senso, che non è da confondersi con quello che ha l'appellativo di comune e che corre le strade. Non ascoltò che la voce {{sic|secura}} della coscienza, non conobbe le ipocrisie sociali, e chiamò sempre le cose col loro nome. Il Torelli, come tutti gli uomini onesti, possedeva quell'energia tranquilla che impone. Visse qualche tempo in corte, e non fu cortigiano. Fu un nobile esempio di quella democrazia che in generale è scritta nei codici, nei giornali, ma raramente nei cuori. (pp. 34-35)
*Un critico originale ed ardito, che, fra i primi, ebbe il coraggio di {{sic|francarsi}} dalla soggezione delle vecchie tradizioni, è il [[Eugenio Salomone Camerini|Camerini]], nei cui scritti non si trova tutta la vita letteraria del popolo italiano, ma alcune delle sue {{sic|faccie}} più caratteristiche. Egli vede ed apprezza tutto quello che é di buono nella nostra letteratura, e vede e nota molte cose, che mancano. Sdegnoso di calcare le strade battute, anima artistica e {{sic|culta}}, severo con sé stesso, troppo indulgente verso gli altri, non è però sempre risoluto ne' suoi giudizi, e oscilla tra il determinato e un non so che di vago e di nebbioso. (pp. 40-41)
*Il [[Tommaso Locatelli|Locatelli]] non {{sic|riescì}} tanto valente critico, quanto mirabile pittore di costumi. Quello che più s'ammira in lui è quella potenza descrittiva che vi fa sorgere dinanzi chiaramente e distintamente una persona, un paesaggio, una festa. (p. 69)
*Il Locatelli è un vivace pittore del vero, è un accuratissimo osservatore delle idee e dei gusti del suo tempo, ma non lo si può ammirare altrettanto allorché vi discorre d'arte, di teatri, di lettere. Egli ha ereditato dal Gozzi il brio dello stile, ma non già la mente profonda, la vastità del pensiero. Però anche nelle sue critiche la stessa grazia amabilissima, la stessa purezza e la stessa eleganza della forma. Anche ne' suoi scritti critici lo spirito non è mai importuno: aneddoti, facezie, tutto egli sa collocare a suo posto. Non c'è mai nulla di troppo. Egli punge, ma non ferisce, e sa dire la verità con quel garbo di buona lega, che i nostri vecchi conoscevano così bene. (p. 70)
*[...] se il Locatelli scrive alle volte come un poeta, non pensa però quasi mai colla profonda severità del filosofo. Il Locatelli nel giudicare le opere d'arte non è guidato da principî serî ed elevati, non guarda all'armonia dell'insieme, non considera che il freddo particolare. Non è una critica alta e filosofica, ma un seguito di argute e fine osservazioni. Certo non mancano al Locatelli né lo studio attento, né l'onesta franchezza, ma gli fanno difetto l'ardimento del pensiero e la larghezza degli intendimenti. (p. 71)
*Innanzi alla tomba di [[Laura Beatrice Oliva|Laura Mancini]] le donne italiane dovrebbero seriamente pensare, per ispirarsi ad un nobilissimo esempio di fede, di coraggio, di affetto. Era uno di quegli esseri che, nei momenti di sconforto, fanno ancora sperare del mondo e degli uomini.<br>Da ogni suo lineamento traspariva una soavità, una distanza dalle cose mondane; e il delicato ovale del viso, il naso profilato, la fronte ampia rivelavano a prima vista la bellezza dell'animo e dell'ingegno. (p. 72)
*Laura Mancini cantò tutte le fasi del risorgimento nazionale da Solferino a Villafranca, da Marsala al Volturno, da Aspromonte a Mentana. In mezzo alla rapida ispirazione, le sue poesie {{sic|riescirono}} molto trascurate nella forma, eppure vi piacciono come una donna virtuosa in cui la non bella forma del volto viene largamente ricompensata dalla gioia dell'innocenza che le si diffonde sulla fronte. (p. 76)
*Perché, o bizzarra natura, invece di creare del [[Giovanni Prati|Prati]] un vero poeta, ti sei stancata a mezza via, ed hai stampato un misto di giullare di corte e di poeta? Perché, o bizzarra natura, hai voluto permettere che quegli il quale scriveva quei versi dell'''Edmenegarda'', che han fatto brillare tante, lacrime in tanti begli occhi, abbia potuto scrivere ancora che il monte fa intorno a sé ''un mantello di lampi e di paure''? I versi del Prati ci danno l'idea di quei sigari svizzeri, eccellenti fino alla metà, e che dalla metà in giù conviene buttare da un canto. (p. 78)
*In Prati vi sono due poeti; v'è quello che scrive come amore gli detta, e v'è quello che butta giù endecasillabi, ottonari, quinari, solo per mettersi un nastro da cavaliere sull'occhiello dell'abito. (p. 78)
*La fama dell'[[Aleardo Aleardi|Aleardi]] è dovuta alle donne. Un bell'uomo, che s'atteggiava un pochino a martire (allora la cosa era di moda e ci si credeva), che parlava bene, sempre pronto a scrivere su per ogni albo versi gentili, che aveva modi così garbati... c'era più di quanto occorreva per riescire simpatico alle donne. Aleardi era divenuto il beniamino delle signore. (p. 85)
*[...] c'era una cosa che turbava i sonni del nostro poeta. Il suo babbo aveva creduto bene di battezzarlo col nome di Gaetano, e all'Aleardi non garbava punto un tal nome; figuratevi niente di più prosaico che ''un sor Gaetanino''. Ma un dì ei ci trovò rimedio e si ribattezzò col nome di Aleardo: nome, per dirla con un buon francese, ''qui attire et sonne bien''. (p. 85-86)
*[[Giosuè Carducci]] in mezzo al culto amoroso della poesia non ha abbandonato gli studi severi della critica. Nel Carducci conviene distinguere due persone, il poeta ed il critico; il primo non rassomiglia punto al secondo. Enotrio<ref>Enotrio Romano: pseudonimo utilizzato dal Carducci.</ref> poeta è impetuoso, irrequieto, impaziente d'ogni difficoltà, e sempre pronto a rompere, come il Duca di Borgogna, l'orologio se suoni un'ora che lo chiami a ciò ch'egli non vuole. Il critico invece medita lungamente e scrive avvisato ed arguto, sapendo unire agli splendori dell'immaginazione la forma {{sic|culta}} ed elegante, l'erudizione profonda. Il Carducci sa tenersi lontano dalla nebulosità del De Sanctis, dalla elegante leggerezza del Settembrini, dalla troppo minuziosa analisi del Camerini e si manifesta co' suoi ''Studi letterarî'' uno dei più dotti ed arguti critici d'Italia, accoppiando alla serietà alemanna, la vivacità ed il calore degli ingegni del mezzogiorno. (pp. 98-99)
*Il [[Antonio Caccianiga|Caccianiga]] ha [...] il torto di giudicare la società senza risentire le passioni che la agitano. Dal riposo e dall'innocenza della vita campestre egli crede dipingere la vita, ma la mano trema, esagera i contorni e il quadro riesce un po' di maniera. La sua voce spesse volte giunge come un'eco simpatica, ma languida, e i suoi apprezzamenti restano sempre nei campi della teoria, sicché non se ne può trarre utilità. Il Caccianiga ha il torto di voler troppo moralizzare e di assidersi Geremia novello sulle rovine della patria, lamentando la miseria dei tempi e degli uomini. Ma allorché il Caccianiga sveste la {{sic|giornèa}} del moralista<ref>Smette di atteggiarsi a (o assumere il tono di) moralista.</ref>, scrive qualche bozzetto con una verità e leggiadria inimitabili. (p. 117)
*I calmi sentimenti, le soavi ispirazioni che ci desta la mestizia dell'autunno, s'incontrano nei racconti di [[Caterina Percoto]]. Da ogni scritto di questa donna spira il casto olezzo della virtù, e un candore di pensiero che lascia una certa posatura di dolcezza in fondo al cuore. (p.121)
==''La pittura veneziana''==
===[[Incipit]]===
*Venezia non comparisce degnamente nel campo dell'arte se non nel secolo XV, quando già l'architettura e la scultura erano in fiore. Non è peraltro da credere che l'arte del disegno e dei colori fosse ignota negli albori della vita veneziana. Se, nei primi secoli, le case private dei veneziani erano umili, non così può dirsi delle chiese, che sorgevano numerose, quasi per attestare che la fede in Dio era guarentigia della libertà della nuova patria. E le chiese, come quelle di Grado e di Torcello, scintillavano per i mosaici degli artefici venuti da Bisanzio, con cui le isole della laguna avevano continue relazioni politiche e commerciali.<!--Cap. 1, ''Le origini'', p. 1.-->
===Citazioni===
*Dopo la metà del trecento, un artefice, conosciuto con il nome di [[Antonio Veneziano]], fu chiamato a dipingere la sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale {{NDR|a Venezia}}. Ma sebbene, al dir del Vasari, avesse dato eccellenti saggi del suo valore, fu congedato, onde avvilito si condusse in Toscana e considerò sempre come sua patria Firenze. (cap. I, p. 8)
*Jacopo Nigreti [...] conosciuto nella storia dell'arte con il nome di [[Jacopo Palma il Vecchio|Palma il vecchio]], è uno dei sommi artisti della scuola veneziana, e in certe parti, specialmente nel disegno, superiore forse a [[Tiziano Vecellio|Tiziano]]. [...]. Nella galleria di Dresda è celebre il quadro delle ''Tre sorelle''. Il suo capolavoro, la ''Santa Barbara'', la più sana e vigorosa figura di donna, che l'arte abbia mai rappresentata, si ammira nella chiesa di Santa Maria Formosa di Venezia. (cap. III, pp. 67-68)
*A ogni modo {{NDR|[[Giovanni Battista Piazzetta]]}} fu artefice eminente, e il Blanc volle esprimere tutta la sua ammirazione con questa frase: ''C'est un Caravage vénitien!'' Frase invero più bella che esatta, giacché il Piazzetta moveva specialmente dal Guercino, le opere del quale aveva nella sua giovinezza studiato con grande amore, insieme con il bolognese Giuseppe Crespi. La vigoria dell'ingegno e la viva fantasia del Piazzetta meglio appaiono ne' suoi disegni, nelle illustrazioni della ''Gerusalemme liberata'', e nei mirabili studi di teste, di cui possono vedersi alcuni saggi nel Museo Civico e nell'Accademia. (cap. V, pp. 110-111)
*[[Rosalba Carriera]], fine, espressiva, delicata anima d'artista, [...], dipinse ritratti a pastello con {{sic|maravigliosa}} finezza di tocco e facilità di disegno. Ne' suoi pastelli c'è la verità illuminata dal raggio della poesia: le sue patrizie non sono proprio come erano, ma come volevano essere. (cap. V, pp. 112-113)
*Come il Gallina riproduceva sul teatro la Venezia odierna, così il Favretto sulle tele. [[Giacomo Favretto]] e [[Giacinto Gallina]], questi due gemelli dell'arte veneziana, così somiglianti nell'indole dell'ingegno, nella bontà dell'animo, nel modesto aspetto della persona, nella morte immatura, penetrarono senza sforzo, per un'intuizione nativa, nell'intima vita del popolo. L'arte del Gallina è più profonda, più dominata dal sentimento, ma la superficialità delle impressioni del Favretto è compensata dal brio della osservazione. (cap. VII, p, 152)
*Quando, per la Mostra internazionale del 1899, si pensò alle ''Esposizioni individuali collettive'', e si raccolsero in una sala più di quaranta quadri del Favretto, fu un grido di ammirazione. Sebbene in alcune tele, dopo così breve tempo, apparissero fosche e cupe le tinte, appannate le luci, come nel ''Liston del 700'', da tutto l'insieme di quella esposizione emanava uno {{sic|splendor}} così lieto, che nulla di più dolce agli occhi e allo spirito. La sua gloria in vero non corre pericolo di essere sommersa dal flutto di nuove idee, il gusto mutato non scema la grazia spirituale dell'arte fravettiana, e la pupilla si abbandona ancora con voluttà su quell'armonia di tinte, rivelatrice dell'animo dell'artefice sereno, che inebriò la pittura veneziana di sole, di aria, di vita. (cap. VII, p. 155)
*Artista virile, il [[Guglielmo Ciardi|Ciardi]] sa rendere la forte poesia del vero sia ch'egli ritragga i monumenti veneziani, o le larghe pagine virgiliane dei meriggi campestri, o le borgate pittoresche alle falde delle Alpi dolomitiche, tra i gravi silenzi delle selve. (cap. VII, p. 163)
*Non al vivido sole, ma alle più cupe fantasie e alle più strane visioni, sembra invece ispirarsi quell'originalissimo ingegno di [[Mario de Maria]], meglio conosciuto sotto il nome di ''Marius Pictor''. È nato a Bologna nel 1853, ma vive ora a Venezia, che nella sua solitudine piena di visioni, nella sua pace piena di memorie, può considerarsi la patria ideale del bizzarro pittore. Il quale ama le solitudini strane, i gagliardi contrasti della luce e dell'ombra, gli oscuri contorni delle case, che staccano sul grigio dei cieli d'autunno, e le notti tragiche, funeree, illuminate dalla luna fuggente dietro le nuvole. Certi suoi quadri fanno pensare ai racconti di {{sic|Edgardo Poë}}. (cap. VII, pp. 165-167)
==''Nuove impressioni letterarie''==
*Il [[Gaetano Trezza|Trezza]] coi suoi desideri e le sue aspirazioni vive in [[Tito Lucrezio Caro|Lucrezio]]: egli, al pari del grande pensatore latino, è idealista fra le brutalità delle superstizioni e degli errori. La sua anima, che crede senza esitanze alla realtà della scienza, sente a quando a quando il desiderio misterioso dell'infinito. Il Trezza ha l'animo compreso della sublime e dolce mestizia del poeta, ed è cosi affascinato dal concetto lucreziano, da dimenticarne perfino gli errori e le stranezze.<br>Talora sottilizza di soverchio e pel desiderio di troppo dimostrare diventa oscuro; altre volte si perde in concetti astratti per {{sic|ispiegare}} le cose più semplici. (pp. 10-11)
*Il Trezza è profondo quando parla dei miti, delle lingue, delle religioni, ma nelle investigazioni della natura si capisce com'egli si affidi all'altrui autorità, più presto che alle proprie osservazioni ed esperienze. Ha studiato le grandi leggi biologiche e fisiche più sui libri, che nella attenta e paziente osservazione dei fenomeni naturali. (p. 11)
*Il Trezza al disopra d'ogni cosa, odia le ipocrisie del pensiero e del sentimento, e con temerario coraggio combatte le idee e le credenze dei più. Questa robusta figura d'uomo e di pensatore esce fuori compiuta dalle sue lezioni e dai suoi libri, come dalle modeste abitudini della sua vita privata. Si possono discutere le sue opinioni e combattere le sue dottrine, ma non si possono non ammirare la onesta energia dell'anima e la gagliardia dell'ingegno. (p. 14)
*Il [[Francesco De Sanctis|De Sanctis]], ingegno vivace e animoso, non riesce efficace in quelle opere, nelle quali la lunghezza e la necessità delle ricerche, temperano l'ispirazione. La ''Storia della letteratura italiana'' non è lavoro di gran conto, è una serie di articoli uniti insieme dal legame di una teorica metafisica, in cui la nostra storia letteraria viene divisa in tre periodi: il primo originale, il secondo di perfezione, il terzo della nuova letteratura. Un serio lavoro scientifico sulla nostra letteratura, dice l'autore, non può farlo nessuno oggi, in cui incomincia il lavoro paziente dell'analisi parte per parte. Una storia della letteratura sarà possibile quando su ciascuna epoca, su ciascun scrittore importante si farà tale monografia, o studio, o saggio, che dica l'ultima parola e sciolga tutte le questioni.<br>In tanta povertà cosa può essere una storia della letteratura? Un'informe compilazione piena di lacune e d'imprestiti, e di idee superficiali e frettolose.<br>Scrivendo queste parole, il De Sanctis dava un giusto giudizio sulla sua storia. (pp. 23-24)
*{{NDR|[[Pietro Selvatico]]}} I suoi giudizi animosi serbavano un certo colore d'erudizione classica, ma, accanto allo studio profondo, si sentiva ne' suoi scritti il fremito d'una vita intensa, i baldi propositi di un fervido ingegno, che non curava le stupide resistenze di chi voleva ancora attaccarsi al passato. Fra le sottigliezze complicate, questo spirito acre, battagliero, paradossastico, smarrì qualche volta di vista la verità e trascese nella polemica. La sua mente educata a studi severi, ma flessibile ed assimilatrice, è un po' come la cera , riproduce esattamente l'immagine che vi s'imprime. (p. 30)
*{{NDR|Pietro Selvatico}} Le idee che gli appariscono buone egli le abbraccia senza minuta analisi, ed è severo se sono severi quelli che l'attorniano, e batte le mani entusiasta, se è circondato dall'entusiasmo. Strano miscuglio di pedante e di artista, di grazia decente e di violenza sarcastica, di tenacità indomabile e di irresolutezza! (pp. 30-31)
*– È un letterato – dirò anch'io del [[Camillo Boito|Boito]], e appunto per questo è buonissimo critico di arte, giacché a discernere certe bellezze ci vogliono studio e sottigliezza grande. Ma il Boito non è soltanto un letterato; è un bravo architetto, è vissuto sempre in mezzo agli artisti, e si può dir del mestiere, sapendo di che cosa parla e potendo giudicare, non solamente del concetto, dell'espressione, della forma, ma anche di tutto ciò che s'attiene alle tecniche del colorire. (p. 39)
*Camillo Boito non impone le sue idee, egli domanda all'artista il sentimento individuale; la schietta espressione dell'indole sua e cerca nella tela o nel marmo, l'uomo co' suoi sentimenti, le sue impressioni e le sue emozioni. Pel nostro critico il fine dell'arte rappresentativa si può esprimere così: destar nell'animo con la finzione del naturale un sentimento non ignobile. Egli afferma che la natura è sorgente di ispirazione feconda, e che il segreto del pittore e dello scultore è trasformare in arte la realtà, ma non vuole che la pittura e la statuaria si trasformino in un ''processo verbale'' in un ''atto di consegna'' della natura, imperocché la riproduzione minuta e materiale è nemica della verità. Ama l'arte che scaturisce dalla vita, non quella che ha per sola ispirazione lo studio paziente. (p. 40)
*Il Boito non è soltanto un buono ed ardito critico d'arte, è un elegante novellatore. V'è ne' suoi racconti un certo andamento franco e spigliato, un colore ammirabile di verità, un profondo e amoroso sentimento della natura. (pp. 41-42)
*Pochi uomini furono più infelici di [[Cesare Betteloni]], pochi poeti seppero meglio di lui esprimere col verso quegli strazi affannosi, quelle inquietudini angosciose che non si possono recidere che colla vita. (p. 47)
*Le poesie del Betteloni rivelano tutta la tragedia di un'anima, che non può trovar quiete che nella tomba. E allorché non ebbe più la forza di soffrire l'intensità del male, allorché la vita gli si rese insopportabile, si senti spinto dalla fatale ebbrezza del suicidio e ricorse alla morte come ad ultimo ed unico rifugio. Voleva che le sue lunghe pene finissero, chiedeva intorno a sé il silenzio, e sentiva la voce dell'eternità che lo chiamava — ''vox magna per umbras''. (pp. 47-48)
*Il Betteloni sorride qualche volta, ma quel sorriso è una forma di pianto, è il sorriso d'uno che non vede lontana la tomba:<br><div style="text-align:center;">Il dolce porto d'ogni mal cocente<br>ch'io da tant'anni vo aspettando invano.</div>Non è l'artifizio del poeta, è l'ispirazione dolorosa di un'anima che avrebbe desiderato godere la vita, inebriarsi di affetti, di canti e di profumi, e che si trova invece contraddetta nelle sue più care aspirazioni, ne' suoi desideri più ardenti. (p. 50)
*Io vedo il [[Giovanni Faldella|Faldella]] nella quiete del suo paesello natio, dove lo tira a quando a quando l'affetto de' suoi compaesani, i quali lo fecero loro sovraintendente scolastico e presidente operaio e consigliere provinciale. Se potessero lo farebbero anche parroco. (p. 177)
*{{NDR|Faldella}} Io lo seguo nelle sue passeggiate solitarie pei campi e pei colli. Nulla sfugge al suo sguardo attento e indagatore, e la vita campestre si rivela a lui sotto un nuovo e pittoresco aspetto. Nell'estate e nella primavera egli guarda minutamente ogni cosa: dalle allegre feste di un raggio di sole fra i rami degli alberi alle galline che razzolano nel cortile, dai prati pieni di quiete solenne alla chiesuola bianca e romita. I misteri del silenzio, i bisbigli sommessi delle foglie gli risvegliano nell'animo dolcezze misteriose, blande memorie, orizzonti infiniti. – E quando la campagna è squallida, quando la neve nasconde il terreno, egli dipinge con rara evidenza i candidi cappucci che coprono i comignoli, i tetti, i campanili. Il Faldella adopera il pennello più che la penna e ritrae la realtà nei suoi contorni più tenui. (pp. 177-178)
*Faldella possiede, come artista, un carattere pel quale si fa distinguere da tutti i giovani scrittori suoi coetanei. Ha una fisonomia propria, e gli stessi suoi difetti non dipendono da imitazioni, né da studi mal digeriti; sono suoi, proprio suoi e danno una cert'aria di originalità allo scrittore. Però quest'originalità, che spesso è naturale, diventa alle volte un vezzo ammanierato. Il suo singolare modo di scrivere è troppo ricercato, e quella studiata mescolanza di piemontesismi e di toscanesimi finisce per uggire. (pp. 179)
==''Studi e ricerche di storia e d'arte''==
*Guardate [[Basilica di San Marco|san Marco]]! E una sublime bizzarria. I rosoni, i {{sic|rabeschi}}, gl'intrecci, i {{sic|pinacoli}}, slanciantisi al cielo, hanno l'aspetto di una lussureggiante vegetazione di pietra. Le arcate a trifoglio, le {{sic|aguglie}} traforate, l'innesto dell'arco acuto sul bizantino, tutta l'opera in fine, con la sua ricca veste di sculture e di cesellature, sembra una vasta sinfonia nel marmo, o meglio, per dirla col Tommaseo, tutto l'edificio par quasi una divina poesia, che riempie di sé l'anima e la abbraccia di un tratto. (pp. 3-4)
*Anche nelle questioni religiose, il popolo [[veneto]], con retto giudizio, seppe tenersi lontano dalle inquietudini dell'ascetismo e dai furori de' scismi, seppe dividere i diritti della Chiesa da quelli dello Stato, incarnare il pensiero di un grande, il quale affermava la vera religione cristiana dover camminare per la via del cielo e non poter, per conseguenza, incontrarsi col governo politico, che cammina per la via del mondo. (p. 83)
*Tra Francia e Venezia c'è sempre stata, nella vita intellettuale, una partita aperta di dare e avere. Ha detto bene Madama di Staël: «nous avons besoin les uns des autres, la littérature de chaque pays découvre une nouvelle sphère d'idées». La città, circonfusa di mistero gentile e melanconico, apparve sempre di una bellezza famigliare all'animo, nelle fantasie dei poeti e dei pittori francesi. E noi, di ricambio, abbiamo amato la Francia nelle pagine de' suoi grandi scrittori, che ci hanno appreso a onorare il suo nome e ad ammirare la sua gloria. (p. 139)
*La Francia è stata sempre impetuosa, generosamente irriflessiva, pronta alla gioia e all'abbattimento: Venezia, per converso, calma, fredda, ricca di senso pratico, qualche volta fino un po' troppo calcolatrice. L'una ebbe fiamma d'entusiasmo, l'altra potenza di volontà; l'una ebbe forte la fantasia, l'altra la riflessione; l'una sopportò spesso mal volentieri e fra le agitazioni i suoi governi, l'altra mantenne il suo per quattordici secoli, quasi immutato; l'una ebbe le donne inspiratrici della cosa pubblica, reggenti, regine; l'altra non permise mai alla donna di uscire dalla naturale sua cerchia; l'una fu insanguinata dalle lotte religiose più fiere; l'altra seppe, fin dalle prime, separare i dritti del cielo da quelli della terra. Pochi paesi furono, più di questi due, dissimili, pochi più amici. (p. 140)
==''Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte''==
*Fra quelli che {{NDR|in Francia}} richiamarono la pittura dalla convenzionalità alla {{sic|inspirazione}} diretta della natura presto si manifestarono due correnti: l'una con [[Édouard Manet|Edoardo Manet]], iniziatore, insieme col [[Edgar Degas|Degas]], della scuola dell<nowiki>'</nowiki>''aria aperta'', artefice luminoso, vibrante, ricercatore della macchia; l'altra con [[Gustave Courbet|Gustavo Courbet]], franco, vigoroso, solido, nemico di ogni volgarità, d'ogni falsa eleganza nell'''Enterrement à Ornans'', nella ''Biche forcée à la nage'', nella ''Curée'', ma duro, fosco, quasi repulsivo nella ''Chasse au renard'' e in altri quadri, dove l'originalità si cambia in stranezza, la scioltezza in esagerazione. (p. 376)
*[...] dalla Spagna giunge in Italia un artista, allietato da tutti i sorrisi della fortuna, da tutte le voluttà del trionfo. Nei quadri di [[Marià Fortuny i Marsal|Mariano Fortuny]] la luce vibra, sfavilla, sfolgora, trionfa: i colori più allegri, le tinte più calde, i moltiplicati riflessi, i più luminosi rifrangimenti producono un barbaglio da far parer pallido e opaco qualunque altro oggetto su cui posiamo lo sguardo. Questa pittura svolgentesi tutta ardori e colori ebbe azione profonda, ma non sempre benefica, sulla giovane arte italiana, la quale si lasciò affascinare dalla impressione gradevole, dalla mirabile virtuosità. (p. 377)
*Il [[Giacomo Favretto|Favretto]], pur mantenendo la sua ricca e fervida originalità, seppe far tesoro degli esperimenti altrui. Era istruito tanto da comprendere ogni ragione dell'arte, se non per {{sic|istudio}} e cultura appresa, per certa felice intuizione. Fu un ribelle temperato dal freno dell'arte, arte ch'egli seppe agitare, con certa salutare inquietudine, la quale non ha nulla di comune con le furiose e torbide innovazioni. L'impeto riformatore non poté mai trascinar la sua mente oltre i limiti del giusto; il suo genio non era fiamma viva che abbrucia, ma virtù riposata che illumina. Lasciando il cammino tracciato dai vecchi, seppe aprirsene uno nuovo, conservando sempre la misura; allargò con temperanza le forme dell'arte, e con la eccitabilità {{sic|imaginosa}}, coloritrice del suo ingegno, {{sic|ristaurò}} e rifece, {{sic|inspirandosi}} al presente, non disprezzando il passato, conservando tutto ciò ch'era degno ed utile. (p. 388)
==[[Incipit]] de ''L'arte veneziana del Rinascimento''==
Correva l'anno 1495 (perdonate, o Signori, se incomincio come usava nei vecchi romanzi storici di mezzo secolo fa), correva l'anno 1495 e Filippo de Commines, ambasciatore di Carlo VIII, entrando a Venezia, esclamava ammaliato: — la più trionfante città che io abbia mai veduta!
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/impressionilett01molmgoog/page/n6/mode/1up Impressioni letterarie]'', presso Natale Battezzati, Milano, 1875<sup>2</sup>.
*Pompeo Molmenti, ''[https://www.gutenberg.org/files/51706/51706-h/51706-h.htm L'arte veneziana del Rinascimento]'', in "La vita italiana nel Rinascimento", Treves, 1896.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/lapitturavenezia00molm/page/n3 La pittura veneziana]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1903.
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/nuoveimpression00molmgoog/page/n5/mode/2up Nuove impressioni letterarie]'', Tip. e Lit. Camilla e Bertolero, Torino, 1879.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/studiericerchedi00molm/page/n6/mode/1up Studi e ricerche di storia e d'arte]'', Società Tipografica-Editrice Nazionale (già Roux e Viarengo), Torino, 1892.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/venezianuovistu00molmgoog/page/n7 Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte]'', G. Barbera Editore, Firenze, 1897.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Politici italiani]]
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/* Citazioni di Pompeo Gherardo Molmenti */ Venezia divenne il regno della pietra lavorata
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[[File:Pompeo Gherardo Molmenti 2.jpg|thumb|Pompeo Gherardo Molmenti (1900 circa)]]
'''Pompeo Gherardo Molmenti''' (1852 – 1928), scrittore, storico e politico italiano.
==Citazioni di Pompeo Gherardo Molmenti==
*Il nome di [[Antonio Rotta]] è da molti anni conosciuto in Italia e all'estero. Il suo nuovo quadro rappresenta una vecchia, tutta grinze, che ha levato dall'armadio uno sciupato corsetto di seta, dalla foggia del secolo scorso, un corsetto che le avrà frenato le audacie del seno negli anni giulivi della giovinezza, e sarà stato testimonio di gioie, di feste, di esultanze, e forse, Dio nol voglia, di qualche scappatella. Il pensiero, prima di tuffarsi nel buio dell'eternità, si compiace di ritornare al passato. I ricordi si trasformano in rimpianti. Quel tumulto di passioni e di pentimenti sotto la fronte rugosa di quella vecchia! ''Combien je regrette | mon bras si dodu. | Ma jambe bien faite | et le temps perdu.''<ref>I versi sono tratti da ''Ma grand'mere'' di [[Pierre-Jean de Béranger|Béranger]] (in ''Œuvres complètes de Béranger'', H. Fournier, Parigi, 1839, vol. I, [[s:fr:Page:Béranger, oeuvres complètes - tome 1.pdf/80|p. 20]]). Traduzione: ''Come rimpiango | il mio braccio così tornito. | La mia gamba ben fatta | e il tempo perduto''.</ref> Tempo perduto niente. Ce lo assicura il lampo malizioso di quegli occhietti cisposi, che scintillano come brage fra le ceneri spente. Dio sa quante volte, ai tempi della Serenissima, la bella popolana, adorna del suo roseo corsetto, avrà ballato la ''furlana'' nelle sagre di Santa Marta, e Dio sa qunte volte su quella seta rosea si sarà posata la mano robusta e tremante di desiderio di un elegante gondoliere della Signoria, dalla cappa di velluto rosso e dal berretto all'albanese! No, c'è da scommettere che quella vecchia non deplora il tempo perduto, ma il braccio tornito e il seno bianchissimo. Il quadro del Rotta è dipinto con una leggiadria, una grazia, una nitidezza meglio uniche che rare. Forse l'eleganza rasenta la leziosaggine, liscia e minuziosa, ma l'imitazione perfetta del vero fa dimenticare la cura soverchia dei particolari.<ref>Da ''L'arte veneta all'esposizione di Parigi'', in ''L'illustrazione italiana'', anno V, 1° semestre, Fratelli Treves, Milano, 1878, [https://books.google.it/books?id=1HtH4SSjCAwC&pg=PA234 p. 234].</ref>
*Fra la prosperità e la ricchezza, la vita, fino allora occupata in pratici intenti e in opere severe, si andò indirizzando anche nel campo di una più squisita cultura e di più gentili e leggiadre costumanze. Quella Repubblica {{NDR|di Venezia}}, da sì piccolo nido uscita, divenuta ricca di gloria e di denaro, volle anche i godimenti delle arti, delle lettere e del viver lieto, e le generazioni nuove, più {{sic|finamente}} educate, cominciarono a ricercare le delicate compiacenze dello spirito. Per la qual cosa, Venezia accolse e fecondò gli splendori della [[Rinascimento|Rinascita]], e sulla fine del secolo XV apparve in nuovo aspetto di elegante e raffinata magnificenza. Quei mercanti veneti, che storici maligni e parziali dipingono soltanto cupidi di denaro e indifferenti ad ogni compiacimento letterario, accoglievano con ogni cortesia gli studiosi: ed è notato con gioia l'arrivo di Giorgio Trapezunzio, ''homo preclaro'', che presenta i libri ''De Legibus'' di Platone, da lui fatti latini, e si delibera di erigere una pubblica Biblioteca, per collocarvi i libri donati alla Signoria dal cardinal Bessarione, e si aprono accademie per radunarvi i dotti, e si danno uffici di molti guadagni agli artefici che dipingono nella Sala del Gran Consiglio le gloriose battaglie della Repubblica. Le pompe dell'arte e del costume fecero di Venezia la mèta agognata di tutti gli stranieri amanti delle cose belle, i quali vi trovare liete accoglienze, ammirando la gaiezza sfoggiata delle feste, unita alle più nuove bellezze artistiche. Venezia divenne il regno della pietra lavorata, la palestra delle seste e degli scalpelli, e gli artisti la scelsero a loro soggiorno prediletto<ref>Da ''[https://archive.org/details/collezionedimono03berg/page/3/mode/1up Venezia]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1907<sup>3</sup>, p. 49.</ref>
*L'architettura veneziana ebbe un valido ausilio nella scultura, dapprima timida goffa, anche quando in Italia sorgeva la gran luce di [[Nicola Pisano]], ma apparsa a un tratto, nel secolo XIV, viva, libera, spontanea, preludendo alla grande riforma pittorica del Rinascimento.<ref>Da ''[https://archive.org/details/collezionedimono03berg/page/3/mode/1up Venezia]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1907<sup>3</sup>, p. 45.</ref>
*[[Marco Tabarrini]], che parlò nobilmente dell'ingegno di [[Erminia Fuà Fusinato|Erminia Fuà-Fusinato]], scrisse che la poesia di questa donna gentile è poesia vera, e non l'arte misera di far versi sopra argomenti accattati, vestendo poveri concetti in forme fantastiche e prosaicamente volgari. Quando si guarda da vicino la vita di un poeta s'incontra una grande diversità fra i suoi versi e le sue azioni. Nella vita d'Erminia invece, da ogni pensiero, da ogni azione, da ogni parola scaturisce quella poesia vivificante e serena, che si può dire l'eco dell'anima sua. La forma stessa linda e composta è uno specchio in cui si riflette il pensiero; non c'è niente di troppo, né concetti, né immagini, né eleganze. Essa non cade, come è vezzo moderno, nello strano e nel paradossale, per far che le sue idee acquistino aria di novità, ma esprime semplicemente ciò che sente e pensa, sincera nell'arte come nella vita.<ref>Da ''Erminia Fuà-Fusinato e i suoi ricordi'', Fratelli Treves editori, Milano, 1877, [https://archive.org/details/erminiafufusina00whitgoog/page/n248/mode/1up cap. VI, p. 233-234].</ref>
==''Impressioni letterarie''==
*In tutti i versi che il povero [[Teobaldo Ciconi|Teobaldo {{NDR|Ciconi}}]] ha lasciato non ci sarà la finezza dell'artista, ma in tutti si sente l'anima serena del poeta. (p. 25)
*Come poeta drammatico egli lascia una traccia non cancellabile nella storia del nostro teatro. Sebbene i lavori del Ciconi {{sic|sieno}} stati scritti sotto l'impressione di sentimenti e di fatti che non giungono all'animo nostro che come un caro ricordo, pure crediamo che non subiranno la sorte comune ai lavori di questo genere, che nati con l'occasione muoiono con quella. (p. 27)
*[[Giuseppe Torelli (scrittore)|Giuseppe Torelli]] fu un galantuomo, ed ebbe per guida nella vita quel vero buon senso, che non è da confondersi con quello che ha l'appellativo di comune e che corre le strade. Non ascoltò che la voce {{sic|secura}} della coscienza, non conobbe le ipocrisie sociali, e chiamò sempre le cose col loro nome. Il Torelli, come tutti gli uomini onesti, possedeva quell'energia tranquilla che impone. Visse qualche tempo in corte, e non fu cortigiano. Fu un nobile esempio di quella democrazia che in generale è scritta nei codici, nei giornali, ma raramente nei cuori. (pp. 34-35)
*Un critico originale ed ardito, che, fra i primi, ebbe il coraggio di {{sic|francarsi}} dalla soggezione delle vecchie tradizioni, è il [[Eugenio Salomone Camerini|Camerini]], nei cui scritti non si trova tutta la vita letteraria del popolo italiano, ma alcune delle sue {{sic|faccie}} più caratteristiche. Egli vede ed apprezza tutto quello che é di buono nella nostra letteratura, e vede e nota molte cose, che mancano. Sdegnoso di calcare le strade battute, anima artistica e {{sic|culta}}, severo con sé stesso, troppo indulgente verso gli altri, non è però sempre risoluto ne' suoi giudizi, e oscilla tra il determinato e un non so che di vago e di nebbioso. (pp. 40-41)
*Il [[Tommaso Locatelli|Locatelli]] non {{sic|riescì}} tanto valente critico, quanto mirabile pittore di costumi. Quello che più s'ammira in lui è quella potenza descrittiva che vi fa sorgere dinanzi chiaramente e distintamente una persona, un paesaggio, una festa. (p. 69)
*Il Locatelli è un vivace pittore del vero, è un accuratissimo osservatore delle idee e dei gusti del suo tempo, ma non lo si può ammirare altrettanto allorché vi discorre d'arte, di teatri, di lettere. Egli ha ereditato dal Gozzi il brio dello stile, ma non già la mente profonda, la vastità del pensiero. Però anche nelle sue critiche la stessa grazia amabilissima, la stessa purezza e la stessa eleganza della forma. Anche ne' suoi scritti critici lo spirito non è mai importuno: aneddoti, facezie, tutto egli sa collocare a suo posto. Non c'è mai nulla di troppo. Egli punge, ma non ferisce, e sa dire la verità con quel garbo di buona lega, che i nostri vecchi conoscevano così bene. (p. 70)
*[...] se il Locatelli scrive alle volte come un poeta, non pensa però quasi mai colla profonda severità del filosofo. Il Locatelli nel giudicare le opere d'arte non è guidato da principî serî ed elevati, non guarda all'armonia dell'insieme, non considera che il freddo particolare. Non è una critica alta e filosofica, ma un seguito di argute e fine osservazioni. Certo non mancano al Locatelli né lo studio attento, né l'onesta franchezza, ma gli fanno difetto l'ardimento del pensiero e la larghezza degli intendimenti. (p. 71)
*Innanzi alla tomba di [[Laura Beatrice Oliva|Laura Mancini]] le donne italiane dovrebbero seriamente pensare, per ispirarsi ad un nobilissimo esempio di fede, di coraggio, di affetto. Era uno di quegli esseri che, nei momenti di sconforto, fanno ancora sperare del mondo e degli uomini.<br>Da ogni suo lineamento traspariva una soavità, una distanza dalle cose mondane; e il delicato ovale del viso, il naso profilato, la fronte ampia rivelavano a prima vista la bellezza dell'animo e dell'ingegno. (p. 72)
*Laura Mancini cantò tutte le fasi del risorgimento nazionale da Solferino a Villafranca, da Marsala al Volturno, da Aspromonte a Mentana. In mezzo alla rapida ispirazione, le sue poesie {{sic|riescirono}} molto trascurate nella forma, eppure vi piacciono come una donna virtuosa in cui la non bella forma del volto viene largamente ricompensata dalla gioia dell'innocenza che le si diffonde sulla fronte. (p. 76)
*Perché, o bizzarra natura, invece di creare del [[Giovanni Prati|Prati]] un vero poeta, ti sei stancata a mezza via, ed hai stampato un misto di giullare di corte e di poeta? Perché, o bizzarra natura, hai voluto permettere che quegli il quale scriveva quei versi dell'''Edmenegarda'', che han fatto brillare tante, lacrime in tanti begli occhi, abbia potuto scrivere ancora che il monte fa intorno a sé ''un mantello di lampi e di paure''? I versi del Prati ci danno l'idea di quei sigari svizzeri, eccellenti fino alla metà, e che dalla metà in giù conviene buttare da un canto. (p. 78)
*In Prati vi sono due poeti; v'è quello che scrive come amore gli detta, e v'è quello che butta giù endecasillabi, ottonari, quinari, solo per mettersi un nastro da cavaliere sull'occhiello dell'abito. (p. 78)
*La fama dell'[[Aleardo Aleardi|Aleardi]] è dovuta alle donne. Un bell'uomo, che s'atteggiava un pochino a martire (allora la cosa era di moda e ci si credeva), che parlava bene, sempre pronto a scrivere su per ogni albo versi gentili, che aveva modi così garbati... c'era più di quanto occorreva per riescire simpatico alle donne. Aleardi era divenuto il beniamino delle signore. (p. 85)
*[...] c'era una cosa che turbava i sonni del nostro poeta. Il suo babbo aveva creduto bene di battezzarlo col nome di Gaetano, e all'Aleardi non garbava punto un tal nome; figuratevi niente di più prosaico che ''un sor Gaetanino''. Ma un dì ei ci trovò rimedio e si ribattezzò col nome di Aleardo: nome, per dirla con un buon francese, ''qui attire et sonne bien''. (p. 85-86)
*[[Giosuè Carducci]] in mezzo al culto amoroso della poesia non ha abbandonato gli studi severi della critica. Nel Carducci conviene distinguere due persone, il poeta ed il critico; il primo non rassomiglia punto al secondo. Enotrio<ref>Enotrio Romano: pseudonimo utilizzato dal Carducci.</ref> poeta è impetuoso, irrequieto, impaziente d'ogni difficoltà, e sempre pronto a rompere, come il Duca di Borgogna, l'orologio se suoni un'ora che lo chiami a ciò ch'egli non vuole. Il critico invece medita lungamente e scrive avvisato ed arguto, sapendo unire agli splendori dell'immaginazione la forma {{sic|culta}} ed elegante, l'erudizione profonda. Il Carducci sa tenersi lontano dalla nebulosità del De Sanctis, dalla elegante leggerezza del Settembrini, dalla troppo minuziosa analisi del Camerini e si manifesta co' suoi ''Studi letterarî'' uno dei più dotti ed arguti critici d'Italia, accoppiando alla serietà alemanna, la vivacità ed il calore degli ingegni del mezzogiorno. (pp. 98-99)
*Il [[Antonio Caccianiga|Caccianiga]] ha [...] il torto di giudicare la società senza risentire le passioni che la agitano. Dal riposo e dall'innocenza della vita campestre egli crede dipingere la vita, ma la mano trema, esagera i contorni e il quadro riesce un po' di maniera. La sua voce spesse volte giunge come un'eco simpatica, ma languida, e i suoi apprezzamenti restano sempre nei campi della teoria, sicché non se ne può trarre utilità. Il Caccianiga ha il torto di voler troppo moralizzare e di assidersi Geremia novello sulle rovine della patria, lamentando la miseria dei tempi e degli uomini. Ma allorché il Caccianiga sveste la {{sic|giornèa}} del moralista<ref>Smette di atteggiarsi a (o assumere il tono di) moralista.</ref>, scrive qualche bozzetto con una verità e leggiadria inimitabili. (p. 117)
*I calmi sentimenti, le soavi ispirazioni che ci desta la mestizia dell'autunno, s'incontrano nei racconti di [[Caterina Percoto]]. Da ogni scritto di questa donna spira il casto olezzo della virtù, e un candore di pensiero che lascia una certa posatura di dolcezza in fondo al cuore. (p.121)
==''La pittura veneziana''==
===[[Incipit]]===
*Venezia non comparisce degnamente nel campo dell'arte se non nel secolo XV, quando già l'architettura e la scultura erano in fiore. Non è peraltro da credere che l'arte del disegno e dei colori fosse ignota negli albori della vita veneziana. Se, nei primi secoli, le case private dei veneziani erano umili, non così può dirsi delle chiese, che sorgevano numerose, quasi per attestare che la fede in Dio era guarentigia della libertà della nuova patria. E le chiese, come quelle di Grado e di Torcello, scintillavano per i mosaici degli artefici venuti da Bisanzio, con cui le isole della laguna avevano continue relazioni politiche e commerciali.<!--Cap. 1, ''Le origini'', p. 1.-->
===Citazioni===
*Dopo la metà del trecento, un artefice, conosciuto con il nome di [[Antonio Veneziano]], fu chiamato a dipingere la sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale {{NDR|a Venezia}}. Ma sebbene, al dir del Vasari, avesse dato eccellenti saggi del suo valore, fu congedato, onde avvilito si condusse in Toscana e considerò sempre come sua patria Firenze. (cap. I, p. 8)
*Jacopo Nigreti [...] conosciuto nella storia dell'arte con il nome di [[Jacopo Palma il Vecchio|Palma il vecchio]], è uno dei sommi artisti della scuola veneziana, e in certe parti, specialmente nel disegno, superiore forse a [[Tiziano Vecellio|Tiziano]]. [...]. Nella galleria di Dresda è celebre il quadro delle ''Tre sorelle''. Il suo capolavoro, la ''Santa Barbara'', la più sana e vigorosa figura di donna, che l'arte abbia mai rappresentata, si ammira nella chiesa di Santa Maria Formosa di Venezia. (cap. III, pp. 67-68)
*A ogni modo {{NDR|[[Giovanni Battista Piazzetta]]}} fu artefice eminente, e il Blanc volle esprimere tutta la sua ammirazione con questa frase: ''C'est un Caravage vénitien!'' Frase invero più bella che esatta, giacché il Piazzetta moveva specialmente dal Guercino, le opere del quale aveva nella sua giovinezza studiato con grande amore, insieme con il bolognese Giuseppe Crespi. La vigoria dell'ingegno e la viva fantasia del Piazzetta meglio appaiono ne' suoi disegni, nelle illustrazioni della ''Gerusalemme liberata'', e nei mirabili studi di teste, di cui possono vedersi alcuni saggi nel Museo Civico e nell'Accademia. (cap. V, pp. 110-111)
*[[Rosalba Carriera]], fine, espressiva, delicata anima d'artista, [...], dipinse ritratti a pastello con {{sic|maravigliosa}} finezza di tocco e facilità di disegno. Ne' suoi pastelli c'è la verità illuminata dal raggio della poesia: le sue patrizie non sono proprio come erano, ma come volevano essere. (cap. V, pp. 112-113)
*Come il Gallina riproduceva sul teatro la Venezia odierna, così il Favretto sulle tele. [[Giacomo Favretto]] e [[Giacinto Gallina]], questi due gemelli dell'arte veneziana, così somiglianti nell'indole dell'ingegno, nella bontà dell'animo, nel modesto aspetto della persona, nella morte immatura, penetrarono senza sforzo, per un'intuizione nativa, nell'intima vita del popolo. L'arte del Gallina è più profonda, più dominata dal sentimento, ma la superficialità delle impressioni del Favretto è compensata dal brio della osservazione. (cap. VII, p, 152)
*Quando, per la Mostra internazionale del 1899, si pensò alle ''Esposizioni individuali collettive'', e si raccolsero in una sala più di quaranta quadri del Favretto, fu un grido di ammirazione. Sebbene in alcune tele, dopo così breve tempo, apparissero fosche e cupe le tinte, appannate le luci, come nel ''Liston del 700'', da tutto l'insieme di quella esposizione emanava uno {{sic|splendor}} così lieto, che nulla di più dolce agli occhi e allo spirito. La sua gloria in vero non corre pericolo di essere sommersa dal flutto di nuove idee, il gusto mutato non scema la grazia spirituale dell'arte fravettiana, e la pupilla si abbandona ancora con voluttà su quell'armonia di tinte, rivelatrice dell'animo dell'artefice sereno, che inebriò la pittura veneziana di sole, di aria, di vita. (cap. VII, p. 155)
*Artista virile, il [[Guglielmo Ciardi|Ciardi]] sa rendere la forte poesia del vero sia ch'egli ritragga i monumenti veneziani, o le larghe pagine virgiliane dei meriggi campestri, o le borgate pittoresche alle falde delle Alpi dolomitiche, tra i gravi silenzi delle selve. (cap. VII, p. 163)
*Non al vivido sole, ma alle più cupe fantasie e alle più strane visioni, sembra invece ispirarsi quell'originalissimo ingegno di [[Mario de Maria]], meglio conosciuto sotto il nome di ''Marius Pictor''. È nato a Bologna nel 1853, ma vive ora a Venezia, che nella sua solitudine piena di visioni, nella sua pace piena di memorie, può considerarsi la patria ideale del bizzarro pittore. Il quale ama le solitudini strane, i gagliardi contrasti della luce e dell'ombra, gli oscuri contorni delle case, che staccano sul grigio dei cieli d'autunno, e le notti tragiche, funeree, illuminate dalla luna fuggente dietro le nuvole. Certi suoi quadri fanno pensare ai racconti di {{sic|Edgardo Poë}}. (cap. VII, pp. 165-167)
==''Nuove impressioni letterarie''==
*Il [[Gaetano Trezza|Trezza]] coi suoi desideri e le sue aspirazioni vive in [[Tito Lucrezio Caro|Lucrezio]]: egli, al pari del grande pensatore latino, è idealista fra le brutalità delle superstizioni e degli errori. La sua anima, che crede senza esitanze alla realtà della scienza, sente a quando a quando il desiderio misterioso dell'infinito. Il Trezza ha l'animo compreso della sublime e dolce mestizia del poeta, ed è cosi affascinato dal concetto lucreziano, da dimenticarne perfino gli errori e le stranezze.<br>Talora sottilizza di soverchio e pel desiderio di troppo dimostrare diventa oscuro; altre volte si perde in concetti astratti per {{sic|ispiegare}} le cose più semplici. (pp. 10-11)
*Il Trezza è profondo quando parla dei miti, delle lingue, delle religioni, ma nelle investigazioni della natura si capisce com'egli si affidi all'altrui autorità, più presto che alle proprie osservazioni ed esperienze. Ha studiato le grandi leggi biologiche e fisiche più sui libri, che nella attenta e paziente osservazione dei fenomeni naturali. (p. 11)
*Il Trezza al disopra d'ogni cosa, odia le ipocrisie del pensiero e del sentimento, e con temerario coraggio combatte le idee e le credenze dei più. Questa robusta figura d'uomo e di pensatore esce fuori compiuta dalle sue lezioni e dai suoi libri, come dalle modeste abitudini della sua vita privata. Si possono discutere le sue opinioni e combattere le sue dottrine, ma non si possono non ammirare la onesta energia dell'anima e la gagliardia dell'ingegno. (p. 14)
*Il [[Francesco De Sanctis|De Sanctis]], ingegno vivace e animoso, non riesce efficace in quelle opere, nelle quali la lunghezza e la necessità delle ricerche, temperano l'ispirazione. La ''Storia della letteratura italiana'' non è lavoro di gran conto, è una serie di articoli uniti insieme dal legame di una teorica metafisica, in cui la nostra storia letteraria viene divisa in tre periodi: il primo originale, il secondo di perfezione, il terzo della nuova letteratura. Un serio lavoro scientifico sulla nostra letteratura, dice l'autore, non può farlo nessuno oggi, in cui incomincia il lavoro paziente dell'analisi parte per parte. Una storia della letteratura sarà possibile quando su ciascuna epoca, su ciascun scrittore importante si farà tale monografia, o studio, o saggio, che dica l'ultima parola e sciolga tutte le questioni.<br>In tanta povertà cosa può essere una storia della letteratura? Un'informe compilazione piena di lacune e d'imprestiti, e di idee superficiali e frettolose.<br>Scrivendo queste parole, il De Sanctis dava un giusto giudizio sulla sua storia. (pp. 23-24)
*{{NDR|[[Pietro Selvatico]]}} I suoi giudizi animosi serbavano un certo colore d'erudizione classica, ma, accanto allo studio profondo, si sentiva ne' suoi scritti il fremito d'una vita intensa, i baldi propositi di un fervido ingegno, che non curava le stupide resistenze di chi voleva ancora attaccarsi al passato. Fra le sottigliezze complicate, questo spirito acre, battagliero, paradossastico, smarrì qualche volta di vista la verità e trascese nella polemica. La sua mente educata a studi severi, ma flessibile ed assimilatrice, è un po' come la cera , riproduce esattamente l'immagine che vi s'imprime. (p. 30)
*{{NDR|Pietro Selvatico}} Le idee che gli appariscono buone egli le abbraccia senza minuta analisi, ed è severo se sono severi quelli che l'attorniano, e batte le mani entusiasta, se è circondato dall'entusiasmo. Strano miscuglio di pedante e di artista, di grazia decente e di violenza sarcastica, di tenacità indomabile e di irresolutezza! (pp. 30-31)
*– È un letterato – dirò anch'io del [[Camillo Boito|Boito]], e appunto per questo è buonissimo critico di arte, giacché a discernere certe bellezze ci vogliono studio e sottigliezza grande. Ma il Boito non è soltanto un letterato; è un bravo architetto, è vissuto sempre in mezzo agli artisti, e si può dir del mestiere, sapendo di che cosa parla e potendo giudicare, non solamente del concetto, dell'espressione, della forma, ma anche di tutto ciò che s'attiene alle tecniche del colorire. (p. 39)
*Camillo Boito non impone le sue idee, egli domanda all'artista il sentimento individuale; la schietta espressione dell'indole sua e cerca nella tela o nel marmo, l'uomo co' suoi sentimenti, le sue impressioni e le sue emozioni. Pel nostro critico il fine dell'arte rappresentativa si può esprimere così: destar nell'animo con la finzione del naturale un sentimento non ignobile. Egli afferma che la natura è sorgente di ispirazione feconda, e che il segreto del pittore e dello scultore è trasformare in arte la realtà, ma non vuole che la pittura e la statuaria si trasformino in un ''processo verbale'' in un ''atto di consegna'' della natura, imperocché la riproduzione minuta e materiale è nemica della verità. Ama l'arte che scaturisce dalla vita, non quella che ha per sola ispirazione lo studio paziente. (p. 40)
*Il Boito non è soltanto un buono ed ardito critico d'arte, è un elegante novellatore. V'è ne' suoi racconti un certo andamento franco e spigliato, un colore ammirabile di verità, un profondo e amoroso sentimento della natura. (pp. 41-42)
*Pochi uomini furono più infelici di [[Cesare Betteloni]], pochi poeti seppero meglio di lui esprimere col verso quegli strazi affannosi, quelle inquietudini angosciose che non si possono recidere che colla vita. (p. 47)
*Le poesie del Betteloni rivelano tutta la tragedia di un'anima, che non può trovar quiete che nella tomba. E allorché non ebbe più la forza di soffrire l'intensità del male, allorché la vita gli si rese insopportabile, si senti spinto dalla fatale ebbrezza del suicidio e ricorse alla morte come ad ultimo ed unico rifugio. Voleva che le sue lunghe pene finissero, chiedeva intorno a sé il silenzio, e sentiva la voce dell'eternità che lo chiamava — ''vox magna per umbras''. (pp. 47-48)
*Il Betteloni sorride qualche volta, ma quel sorriso è una forma di pianto, è il sorriso d'uno che non vede lontana la tomba:<br><div style="text-align:center;">Il dolce porto d'ogni mal cocente<br>ch'io da tant'anni vo aspettando invano.</div>Non è l'artifizio del poeta, è l'ispirazione dolorosa di un'anima che avrebbe desiderato godere la vita, inebriarsi di affetti, di canti e di profumi, e che si trova invece contraddetta nelle sue più care aspirazioni, ne' suoi desideri più ardenti. (p. 50)
*Io vedo il [[Giovanni Faldella|Faldella]] nella quiete del suo paesello natio, dove lo tira a quando a quando l'affetto de' suoi compaesani, i quali lo fecero loro sovraintendente scolastico e presidente operaio e consigliere provinciale. Se potessero lo farebbero anche parroco. (p. 177)
*{{NDR|Faldella}} Io lo seguo nelle sue passeggiate solitarie pei campi e pei colli. Nulla sfugge al suo sguardo attento e indagatore, e la vita campestre si rivela a lui sotto un nuovo e pittoresco aspetto. Nell'estate e nella primavera egli guarda minutamente ogni cosa: dalle allegre feste di un raggio di sole fra i rami degli alberi alle galline che razzolano nel cortile, dai prati pieni di quiete solenne alla chiesuola bianca e romita. I misteri del silenzio, i bisbigli sommessi delle foglie gli risvegliano nell'animo dolcezze misteriose, blande memorie, orizzonti infiniti. – E quando la campagna è squallida, quando la neve nasconde il terreno, egli dipinge con rara evidenza i candidi cappucci che coprono i comignoli, i tetti, i campanili. Il Faldella adopera il pennello più che la penna e ritrae la realtà nei suoi contorni più tenui. (pp. 177-178)
*Faldella possiede, come artista, un carattere pel quale si fa distinguere da tutti i giovani scrittori suoi coetanei. Ha una fisonomia propria, e gli stessi suoi difetti non dipendono da imitazioni, né da studi mal digeriti; sono suoi, proprio suoi e danno una cert'aria di originalità allo scrittore. Però quest'originalità, che spesso è naturale, diventa alle volte un vezzo ammanierato. Il suo singolare modo di scrivere è troppo ricercato, e quella studiata mescolanza di piemontesismi e di toscanesimi finisce per uggire. (pp. 179)
==''Studi e ricerche di storia e d'arte''==
*Guardate [[Basilica di San Marco|san Marco]]! E una sublime bizzarria. I rosoni, i {{sic|rabeschi}}, gl'intrecci, i {{sic|pinacoli}}, slanciantisi al cielo, hanno l'aspetto di una lussureggiante vegetazione di pietra. Le arcate a trifoglio, le {{sic|aguglie}} traforate, l'innesto dell'arco acuto sul bizantino, tutta l'opera in fine, con la sua ricca veste di sculture e di cesellature, sembra una vasta sinfonia nel marmo, o meglio, per dirla col Tommaseo, tutto l'edificio par quasi una divina poesia, che riempie di sé l'anima e la abbraccia di un tratto. (pp. 3-4)
*Anche nelle questioni religiose, il popolo [[veneto]], con retto giudizio, seppe tenersi lontano dalle inquietudini dell'ascetismo e dai furori de' scismi, seppe dividere i diritti della Chiesa da quelli dello Stato, incarnare il pensiero di un grande, il quale affermava la vera religione cristiana dover camminare per la via del cielo e non poter, per conseguenza, incontrarsi col governo politico, che cammina per la via del mondo. (p. 83)
*Tra Francia e Venezia c'è sempre stata, nella vita intellettuale, una partita aperta di dare e avere. Ha detto bene Madama di Staël: «nous avons besoin les uns des autres, la littérature de chaque pays découvre une nouvelle sphère d'idées». La città, circonfusa di mistero gentile e melanconico, apparve sempre di una bellezza famigliare all'animo, nelle fantasie dei poeti e dei pittori francesi. E noi, di ricambio, abbiamo amato la Francia nelle pagine de' suoi grandi scrittori, che ci hanno appreso a onorare il suo nome e ad ammirare la sua gloria. (p. 139)
*La Francia è stata sempre impetuosa, generosamente irriflessiva, pronta alla gioia e all'abbattimento: Venezia, per converso, calma, fredda, ricca di senso pratico, qualche volta fino un po' troppo calcolatrice. L'una ebbe fiamma d'entusiasmo, l'altra potenza di volontà; l'una ebbe forte la fantasia, l'altra la riflessione; l'una sopportò spesso mal volentieri e fra le agitazioni i suoi governi, l'altra mantenne il suo per quattordici secoli, quasi immutato; l'una ebbe le donne inspiratrici della cosa pubblica, reggenti, regine; l'altra non permise mai alla donna di uscire dalla naturale sua cerchia; l'una fu insanguinata dalle lotte religiose più fiere; l'altra seppe, fin dalle prime, separare i dritti del cielo da quelli della terra. Pochi paesi furono, più di questi due, dissimili, pochi più amici. (p. 140)
==''Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte''==
*Fra quelli che {{NDR|in Francia}} richiamarono la pittura dalla convenzionalità alla {{sic|inspirazione}} diretta della natura presto si manifestarono due correnti: l'una con [[Édouard Manet|Edoardo Manet]], iniziatore, insieme col [[Edgar Degas|Degas]], della scuola dell<nowiki>'</nowiki>''aria aperta'', artefice luminoso, vibrante, ricercatore della macchia; l'altra con [[Gustave Courbet|Gustavo Courbet]], franco, vigoroso, solido, nemico di ogni volgarità, d'ogni falsa eleganza nell'''Enterrement à Ornans'', nella ''Biche forcée à la nage'', nella ''Curée'', ma duro, fosco, quasi repulsivo nella ''Chasse au renard'' e in altri quadri, dove l'originalità si cambia in stranezza, la scioltezza in esagerazione. (p. 376)
*[...] dalla Spagna giunge in Italia un artista, allietato da tutti i sorrisi della fortuna, da tutte le voluttà del trionfo. Nei quadri di [[Marià Fortuny i Marsal|Mariano Fortuny]] la luce vibra, sfavilla, sfolgora, trionfa: i colori più allegri, le tinte più calde, i moltiplicati riflessi, i più luminosi rifrangimenti producono un barbaglio da far parer pallido e opaco qualunque altro oggetto su cui posiamo lo sguardo. Questa pittura svolgentesi tutta ardori e colori ebbe azione profonda, ma non sempre benefica, sulla giovane arte italiana, la quale si lasciò affascinare dalla impressione gradevole, dalla mirabile virtuosità. (p. 377)
*Il [[Giacomo Favretto|Favretto]], pur mantenendo la sua ricca e fervida originalità, seppe far tesoro degli esperimenti altrui. Era istruito tanto da comprendere ogni ragione dell'arte, se non per {{sic|istudio}} e cultura appresa, per certa felice intuizione. Fu un ribelle temperato dal freno dell'arte, arte ch'egli seppe agitare, con certa salutare inquietudine, la quale non ha nulla di comune con le furiose e torbide innovazioni. L'impeto riformatore non poté mai trascinar la sua mente oltre i limiti del giusto; il suo genio non era fiamma viva che abbrucia, ma virtù riposata che illumina. Lasciando il cammino tracciato dai vecchi, seppe aprirsene uno nuovo, conservando sempre la misura; allargò con temperanza le forme dell'arte, e con la eccitabilità {{sic|imaginosa}}, coloritrice del suo ingegno, {{sic|ristaurò}} e rifece, {{sic|inspirandosi}} al presente, non disprezzando il passato, conservando tutto ciò ch'era degno ed utile. (p. 388)
==[[Incipit]] de ''L'arte veneziana del Rinascimento''==
Correva l'anno 1495 (perdonate, o Signori, se incomincio come usava nei vecchi romanzi storici di mezzo secolo fa), correva l'anno 1495 e Filippo de Commines, ambasciatore di Carlo VIII, entrando a Venezia, esclamava ammaliato: — la più trionfante città che io abbia mai veduta!
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/impressionilett01molmgoog/page/n6/mode/1up Impressioni letterarie]'', presso Natale Battezzati, Milano, 1875<sup>2</sup>.
*Pompeo Molmenti, ''[https://www.gutenberg.org/files/51706/51706-h/51706-h.htm L'arte veneziana del Rinascimento]'', in "La vita italiana nel Rinascimento", Treves, 1896.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/lapitturavenezia00molm/page/n3 La pittura veneziana]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1903.
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/nuoveimpression00molmgoog/page/n5/mode/2up Nuove impressioni letterarie]'', Tip. e Lit. Camilla e Bertolero, Torino, 1879.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/studiericerchedi00molm/page/n6/mode/1up Studi e ricerche di storia e d'arte]'', Società Tipografica-Editrice Nazionale (già Roux e Viarengo), Torino, 1892.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/venezianuovistu00molmgoog/page/n7 Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte]'', G. Barbera Editore, Firenze, 1897.
==Altri progetti==
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'''Pompeo Gherardo Molmenti''' (1852 – 1928), scrittore, storico e politico italiano.
==Citazioni di Pompeo Gherardo Molmenti==
*Il nome di [[Antonio Rotta]] è da molti anni conosciuto in Italia e all'estero. Il suo nuovo quadro rappresenta una vecchia, tutta grinze, che ha levato dall'armadio uno sciupato corsetto di seta, dalla foggia del secolo scorso, un corsetto che le avrà frenato le audacie del seno negli anni giulivi della giovinezza, e sarà stato testimonio di gioie, di feste, di esultanze, e forse, Dio nol voglia, di qualche scappatella. Il pensiero, prima di tuffarsi nel buio dell'eternità, si compiace di ritornare al passato. I ricordi si trasformano in rimpianti. Quel tumulto di passioni e di pentimenti sotto la fronte rugosa di quella vecchia! ''Combien je regrette | mon bras si dodu. | Ma jambe bien faite | et le temps perdu.''<ref>I versi sono tratti da ''Ma grand'mere'' di [[Pierre-Jean de Béranger|Béranger]] (in ''Œuvres complètes de Béranger'', H. Fournier, Parigi, 1839, vol. I, [[s:fr:Page:Béranger, oeuvres complètes - tome 1.pdf/80|p. 20]]). Traduzione: ''Come rimpiango | il mio braccio così tornito. | La mia gamba ben fatta | e il tempo perduto''.</ref> Tempo perduto niente. Ce lo assicura il lampo malizioso di quegli occhietti cisposi, che scintillano come brage fra le ceneri spente. Dio sa quante volte, ai tempi della Serenissima, la bella popolana, adorna del suo roseo corsetto, avrà ballato la ''furlana'' nelle sagre di Santa Marta, e Dio sa qunte volte su quella seta rosea si sarà posata la mano robusta e tremante di desiderio di un elegante gondoliere della Signoria, dalla cappa di velluto rosso e dal berretto all'albanese! No, c'è da scommettere che quella vecchia non deplora il tempo perduto, ma il braccio tornito e il seno bianchissimo. Il quadro del Rotta è dipinto con una leggiadria, una grazia, una nitidezza meglio uniche che rare. Forse l'eleganza rasenta la leziosaggine, liscia e minuziosa, ma l'imitazione perfetta del vero fa dimenticare la cura soverchia dei particolari.<ref>Da ''L'arte veneta all'esposizione di Parigi'', in ''L'illustrazione italiana'', anno V, 1° semestre, Fratelli Treves, Milano, 1878, [https://books.google.it/books?id=1HtH4SSjCAwC&pg=PA234 p. 234].</ref>
*Fra la prosperità e la ricchezza, la vita, fino allora occupata in pratici intenti e in opere severe, si andò indirizzando anche nel campo di una più squisita cultura e di più gentili e leggiadre costumanze. Quella Repubblica {{NDR|di Venezia}}, da sì piccolo nido uscita, divenuta ricca di gloria e di denaro, volle anche i godimenti delle arti, delle lettere e del viver lieto, e le generazioni nuove, più {{sic|finamente}} educate, cominciarono a ricercare le delicate compiacenze dello spirito. Per la qual cosa, Venezia accolse e fecondò gli splendori della [[Rinascimento|Rinascita]], e sulla fine del secolo XV apparve in nuovo aspetto di elegante e raffinata magnificenza. Quei mercanti veneti, che storici maligni e parziali dipingono soltanto cupidi di denaro e indifferenti ad ogni compiacimento letterario, accoglievano con ogni cortesia gli studiosi: ed è notato con gioia l'arrivo di Giorgio Trapezunzio, ''homo preclaro'', che presenta i libri ''De Legibus'' di Platone, da lui fatti latini, e si delibera di erigere una pubblica Biblioteca, per collocarvi i libri donati alla Signoria dal cardinal Bessarione, e si aprono accademie per radunarvi i dotti, e si danno uffici di molti guadagni agli artefici che dipingono nella Sala del Gran Consiglio le gloriose battaglie della Repubblica. Le pompe dell'arte e del costume fecero di Venezia la mèta agognata di tutti gli stranieri amanti delle cose belle, i quali vi trovare liete accoglienze, ammirando la gaiezza sfoggiata delle feste, unita alle più nuove bellezze artistiche. Venezia divenne il regno della pietra lavorata, la palestra delle seste e degli scalpelli, e gli artisti la scelsero a loro soggiorno prediletto<ref>Da ''[https://archive.org/details/collezionedimono03berg/page/3/mode/1up Venezia]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1907<sup>3</sup>, pp. 49-50.</ref>
*L'architettura veneziana ebbe un valido ausilio nella scultura, dapprima timida goffa, anche quando in Italia sorgeva la gran luce di [[Nicola Pisano]], ma apparsa a un tratto, nel secolo XIV, viva, libera, spontanea, preludendo alla grande riforma pittorica del Rinascimento.<ref>Da ''[https://archive.org/details/collezionedimono03berg/page/3/mode/1up Venezia]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1907<sup>3</sup>, p. 45.</ref>
*[[Marco Tabarrini]], che parlò nobilmente dell'ingegno di [[Erminia Fuà Fusinato|Erminia Fuà-Fusinato]], scrisse che la poesia di questa donna gentile è poesia vera, e non l'arte misera di far versi sopra argomenti accattati, vestendo poveri concetti in forme fantastiche e prosaicamente volgari. Quando si guarda da vicino la vita di un poeta s'incontra una grande diversità fra i suoi versi e le sue azioni. Nella vita d'Erminia invece, da ogni pensiero, da ogni azione, da ogni parola scaturisce quella poesia vivificante e serena, che si può dire l'eco dell'anima sua. La forma stessa linda e composta è uno specchio in cui si riflette il pensiero; non c'è niente di troppo, né concetti, né immagini, né eleganze. Essa non cade, come è vezzo moderno, nello strano e nel paradossale, per far che le sue idee acquistino aria di novità, ma esprime semplicemente ciò che sente e pensa, sincera nell'arte come nella vita.<ref>Da ''Erminia Fuà-Fusinato e i suoi ricordi'', Fratelli Treves editori, Milano, 1877, [https://archive.org/details/erminiafufusina00whitgoog/page/n248/mode/1up cap. VI, p. 233-234].</ref>
==''Impressioni letterarie''==
*In tutti i versi che il povero [[Teobaldo Ciconi|Teobaldo {{NDR|Ciconi}}]] ha lasciato non ci sarà la finezza dell'artista, ma in tutti si sente l'anima serena del poeta. (p. 25)
*Come poeta drammatico egli lascia una traccia non cancellabile nella storia del nostro teatro. Sebbene i lavori del Ciconi {{sic|sieno}} stati scritti sotto l'impressione di sentimenti e di fatti che non giungono all'animo nostro che come un caro ricordo, pure crediamo che non subiranno la sorte comune ai lavori di questo genere, che nati con l'occasione muoiono con quella. (p. 27)
*[[Giuseppe Torelli (scrittore)|Giuseppe Torelli]] fu un galantuomo, ed ebbe per guida nella vita quel vero buon senso, che non è da confondersi con quello che ha l'appellativo di comune e che corre le strade. Non ascoltò che la voce {{sic|secura}} della coscienza, non conobbe le ipocrisie sociali, e chiamò sempre le cose col loro nome. Il Torelli, come tutti gli uomini onesti, possedeva quell'energia tranquilla che impone. Visse qualche tempo in corte, e non fu cortigiano. Fu un nobile esempio di quella democrazia che in generale è scritta nei codici, nei giornali, ma raramente nei cuori. (pp. 34-35)
*Un critico originale ed ardito, che, fra i primi, ebbe il coraggio di {{sic|francarsi}} dalla soggezione delle vecchie tradizioni, è il [[Eugenio Salomone Camerini|Camerini]], nei cui scritti non si trova tutta la vita letteraria del popolo italiano, ma alcune delle sue {{sic|faccie}} più caratteristiche. Egli vede ed apprezza tutto quello che é di buono nella nostra letteratura, e vede e nota molte cose, che mancano. Sdegnoso di calcare le strade battute, anima artistica e {{sic|culta}}, severo con sé stesso, troppo indulgente verso gli altri, non è però sempre risoluto ne' suoi giudizi, e oscilla tra il determinato e un non so che di vago e di nebbioso. (pp. 40-41)
*Il [[Tommaso Locatelli|Locatelli]] non {{sic|riescì}} tanto valente critico, quanto mirabile pittore di costumi. Quello che più s'ammira in lui è quella potenza descrittiva che vi fa sorgere dinanzi chiaramente e distintamente una persona, un paesaggio, una festa. (p. 69)
*Il Locatelli è un vivace pittore del vero, è un accuratissimo osservatore delle idee e dei gusti del suo tempo, ma non lo si può ammirare altrettanto allorché vi discorre d'arte, di teatri, di lettere. Egli ha ereditato dal Gozzi il brio dello stile, ma non già la mente profonda, la vastità del pensiero. Però anche nelle sue critiche la stessa grazia amabilissima, la stessa purezza e la stessa eleganza della forma. Anche ne' suoi scritti critici lo spirito non è mai importuno: aneddoti, facezie, tutto egli sa collocare a suo posto. Non c'è mai nulla di troppo. Egli punge, ma non ferisce, e sa dire la verità con quel garbo di buona lega, che i nostri vecchi conoscevano così bene. (p. 70)
*[...] se il Locatelli scrive alle volte come un poeta, non pensa però quasi mai colla profonda severità del filosofo. Il Locatelli nel giudicare le opere d'arte non è guidato da principî serî ed elevati, non guarda all'armonia dell'insieme, non considera che il freddo particolare. Non è una critica alta e filosofica, ma un seguito di argute e fine osservazioni. Certo non mancano al Locatelli né lo studio attento, né l'onesta franchezza, ma gli fanno difetto l'ardimento del pensiero e la larghezza degli intendimenti. (p. 71)
*Innanzi alla tomba di [[Laura Beatrice Oliva|Laura Mancini]] le donne italiane dovrebbero seriamente pensare, per ispirarsi ad un nobilissimo esempio di fede, di coraggio, di affetto. Era uno di quegli esseri che, nei momenti di sconforto, fanno ancora sperare del mondo e degli uomini.<br>Da ogni suo lineamento traspariva una soavità, una distanza dalle cose mondane; e il delicato ovale del viso, il naso profilato, la fronte ampia rivelavano a prima vista la bellezza dell'animo e dell'ingegno. (p. 72)
*Laura Mancini cantò tutte le fasi del risorgimento nazionale da Solferino a Villafranca, da Marsala al Volturno, da Aspromonte a Mentana. In mezzo alla rapida ispirazione, le sue poesie {{sic|riescirono}} molto trascurate nella forma, eppure vi piacciono come una donna virtuosa in cui la non bella forma del volto viene largamente ricompensata dalla gioia dell'innocenza che le si diffonde sulla fronte. (p. 76)
*Perché, o bizzarra natura, invece di creare del [[Giovanni Prati|Prati]] un vero poeta, ti sei stancata a mezza via, ed hai stampato un misto di giullare di corte e di poeta? Perché, o bizzarra natura, hai voluto permettere che quegli il quale scriveva quei versi dell'''Edmenegarda'', che han fatto brillare tante, lacrime in tanti begli occhi, abbia potuto scrivere ancora che il monte fa intorno a sé ''un mantello di lampi e di paure''? I versi del Prati ci danno l'idea di quei sigari svizzeri, eccellenti fino alla metà, e che dalla metà in giù conviene buttare da un canto. (p. 78)
*In Prati vi sono due poeti; v'è quello che scrive come amore gli detta, e v'è quello che butta giù endecasillabi, ottonari, quinari, solo per mettersi un nastro da cavaliere sull'occhiello dell'abito. (p. 78)
*La fama dell'[[Aleardo Aleardi|Aleardi]] è dovuta alle donne. Un bell'uomo, che s'atteggiava un pochino a martire (allora la cosa era di moda e ci si credeva), che parlava bene, sempre pronto a scrivere su per ogni albo versi gentili, che aveva modi così garbati... c'era più di quanto occorreva per riescire simpatico alle donne. Aleardi era divenuto il beniamino delle signore. (p. 85)
*[...] c'era una cosa che turbava i sonni del nostro poeta. Il suo babbo aveva creduto bene di battezzarlo col nome di Gaetano, e all'Aleardi non garbava punto un tal nome; figuratevi niente di più prosaico che ''un sor Gaetanino''. Ma un dì ei ci trovò rimedio e si ribattezzò col nome di Aleardo: nome, per dirla con un buon francese, ''qui attire et sonne bien''. (p. 85-86)
*[[Giosuè Carducci]] in mezzo al culto amoroso della poesia non ha abbandonato gli studi severi della critica. Nel Carducci conviene distinguere due persone, il poeta ed il critico; il primo non rassomiglia punto al secondo. Enotrio<ref>Enotrio Romano: pseudonimo utilizzato dal Carducci.</ref> poeta è impetuoso, irrequieto, impaziente d'ogni difficoltà, e sempre pronto a rompere, come il Duca di Borgogna, l'orologio se suoni un'ora che lo chiami a ciò ch'egli non vuole. Il critico invece medita lungamente e scrive avvisato ed arguto, sapendo unire agli splendori dell'immaginazione la forma {{sic|culta}} ed elegante, l'erudizione profonda. Il Carducci sa tenersi lontano dalla nebulosità del De Sanctis, dalla elegante leggerezza del Settembrini, dalla troppo minuziosa analisi del Camerini e si manifesta co' suoi ''Studi letterarî'' uno dei più dotti ed arguti critici d'Italia, accoppiando alla serietà alemanna, la vivacità ed il calore degli ingegni del mezzogiorno. (pp. 98-99)
*Il [[Antonio Caccianiga|Caccianiga]] ha [...] il torto di giudicare la società senza risentire le passioni che la agitano. Dal riposo e dall'innocenza della vita campestre egli crede dipingere la vita, ma la mano trema, esagera i contorni e il quadro riesce un po' di maniera. La sua voce spesse volte giunge come un'eco simpatica, ma languida, e i suoi apprezzamenti restano sempre nei campi della teoria, sicché non se ne può trarre utilità. Il Caccianiga ha il torto di voler troppo moralizzare e di assidersi Geremia novello sulle rovine della patria, lamentando la miseria dei tempi e degli uomini. Ma allorché il Caccianiga sveste la {{sic|giornèa}} del moralista<ref>Smette di atteggiarsi a (o assumere il tono di) moralista.</ref>, scrive qualche bozzetto con una verità e leggiadria inimitabili. (p. 117)
*I calmi sentimenti, le soavi ispirazioni che ci desta la mestizia dell'autunno, s'incontrano nei racconti di [[Caterina Percoto]]. Da ogni scritto di questa donna spira il casto olezzo della virtù, e un candore di pensiero che lascia una certa posatura di dolcezza in fondo al cuore. (p.121)
==''La pittura veneziana''==
===[[Incipit]]===
*Venezia non comparisce degnamente nel campo dell'arte se non nel secolo XV, quando già l'architettura e la scultura erano in fiore. Non è peraltro da credere che l'arte del disegno e dei colori fosse ignota negli albori della vita veneziana. Se, nei primi secoli, le case private dei veneziani erano umili, non così può dirsi delle chiese, che sorgevano numerose, quasi per attestare che la fede in Dio era guarentigia della libertà della nuova patria. E le chiese, come quelle di Grado e di Torcello, scintillavano per i mosaici degli artefici venuti da Bisanzio, con cui le isole della laguna avevano continue relazioni politiche e commerciali.<!--Cap. 1, ''Le origini'', p. 1.-->
===Citazioni===
*Dopo la metà del trecento, un artefice, conosciuto con il nome di [[Antonio Veneziano]], fu chiamato a dipingere la sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale {{NDR|a Venezia}}. Ma sebbene, al dir del Vasari, avesse dato eccellenti saggi del suo valore, fu congedato, onde avvilito si condusse in Toscana e considerò sempre come sua patria Firenze. (cap. I, p. 8)
*Jacopo Nigreti [...] conosciuto nella storia dell'arte con il nome di [[Jacopo Palma il Vecchio|Palma il vecchio]], è uno dei sommi artisti della scuola veneziana, e in certe parti, specialmente nel disegno, superiore forse a [[Tiziano Vecellio|Tiziano]]. [...]. Nella galleria di Dresda è celebre il quadro delle ''Tre sorelle''. Il suo capolavoro, la ''Santa Barbara'', la più sana e vigorosa figura di donna, che l'arte abbia mai rappresentata, si ammira nella chiesa di Santa Maria Formosa di Venezia. (cap. III, pp. 67-68)
*A ogni modo {{NDR|[[Giovanni Battista Piazzetta]]}} fu artefice eminente, e il Blanc volle esprimere tutta la sua ammirazione con questa frase: ''C'est un Caravage vénitien!'' Frase invero più bella che esatta, giacché il Piazzetta moveva specialmente dal Guercino, le opere del quale aveva nella sua giovinezza studiato con grande amore, insieme con il bolognese Giuseppe Crespi. La vigoria dell'ingegno e la viva fantasia del Piazzetta meglio appaiono ne' suoi disegni, nelle illustrazioni della ''Gerusalemme liberata'', e nei mirabili studi di teste, di cui possono vedersi alcuni saggi nel Museo Civico e nell'Accademia. (cap. V, pp. 110-111)
*[[Rosalba Carriera]], fine, espressiva, delicata anima d'artista, [...], dipinse ritratti a pastello con {{sic|maravigliosa}} finezza di tocco e facilità di disegno. Ne' suoi pastelli c'è la verità illuminata dal raggio della poesia: le sue patrizie non sono proprio come erano, ma come volevano essere. (cap. V, pp. 112-113)
*Come il Gallina riproduceva sul teatro la Venezia odierna, così il Favretto sulle tele. [[Giacomo Favretto]] e [[Giacinto Gallina]], questi due gemelli dell'arte veneziana, così somiglianti nell'indole dell'ingegno, nella bontà dell'animo, nel modesto aspetto della persona, nella morte immatura, penetrarono senza sforzo, per un'intuizione nativa, nell'intima vita del popolo. L'arte del Gallina è più profonda, più dominata dal sentimento, ma la superficialità delle impressioni del Favretto è compensata dal brio della osservazione. (cap. VII, p, 152)
*Quando, per la Mostra internazionale del 1899, si pensò alle ''Esposizioni individuali collettive'', e si raccolsero in una sala più di quaranta quadri del Favretto, fu un grido di ammirazione. Sebbene in alcune tele, dopo così breve tempo, apparissero fosche e cupe le tinte, appannate le luci, come nel ''Liston del 700'', da tutto l'insieme di quella esposizione emanava uno {{sic|splendor}} così lieto, che nulla di più dolce agli occhi e allo spirito. La sua gloria in vero non corre pericolo di essere sommersa dal flutto di nuove idee, il gusto mutato non scema la grazia spirituale dell'arte fravettiana, e la pupilla si abbandona ancora con voluttà su quell'armonia di tinte, rivelatrice dell'animo dell'artefice sereno, che inebriò la pittura veneziana di sole, di aria, di vita. (cap. VII, p. 155)
*Artista virile, il [[Guglielmo Ciardi|Ciardi]] sa rendere la forte poesia del vero sia ch'egli ritragga i monumenti veneziani, o le larghe pagine virgiliane dei meriggi campestri, o le borgate pittoresche alle falde delle Alpi dolomitiche, tra i gravi silenzi delle selve. (cap. VII, p. 163)
*Non al vivido sole, ma alle più cupe fantasie e alle più strane visioni, sembra invece ispirarsi quell'originalissimo ingegno di [[Mario de Maria]], meglio conosciuto sotto il nome di ''Marius Pictor''. È nato a Bologna nel 1853, ma vive ora a Venezia, che nella sua solitudine piena di visioni, nella sua pace piena di memorie, può considerarsi la patria ideale del bizzarro pittore. Il quale ama le solitudini strane, i gagliardi contrasti della luce e dell'ombra, gli oscuri contorni delle case, che staccano sul grigio dei cieli d'autunno, e le notti tragiche, funeree, illuminate dalla luna fuggente dietro le nuvole. Certi suoi quadri fanno pensare ai racconti di {{sic|Edgardo Poë}}. (cap. VII, pp. 165-167)
==''Nuove impressioni letterarie''==
*Il [[Gaetano Trezza|Trezza]] coi suoi desideri e le sue aspirazioni vive in [[Tito Lucrezio Caro|Lucrezio]]: egli, al pari del grande pensatore latino, è idealista fra le brutalità delle superstizioni e degli errori. La sua anima, che crede senza esitanze alla realtà della scienza, sente a quando a quando il desiderio misterioso dell'infinito. Il Trezza ha l'animo compreso della sublime e dolce mestizia del poeta, ed è cosi affascinato dal concetto lucreziano, da dimenticarne perfino gli errori e le stranezze.<br>Talora sottilizza di soverchio e pel desiderio di troppo dimostrare diventa oscuro; altre volte si perde in concetti astratti per {{sic|ispiegare}} le cose più semplici. (pp. 10-11)
*Il Trezza è profondo quando parla dei miti, delle lingue, delle religioni, ma nelle investigazioni della natura si capisce com'egli si affidi all'altrui autorità, più presto che alle proprie osservazioni ed esperienze. Ha studiato le grandi leggi biologiche e fisiche più sui libri, che nella attenta e paziente osservazione dei fenomeni naturali. (p. 11)
*Il Trezza al disopra d'ogni cosa, odia le ipocrisie del pensiero e del sentimento, e con temerario coraggio combatte le idee e le credenze dei più. Questa robusta figura d'uomo e di pensatore esce fuori compiuta dalle sue lezioni e dai suoi libri, come dalle modeste abitudini della sua vita privata. Si possono discutere le sue opinioni e combattere le sue dottrine, ma non si possono non ammirare la onesta energia dell'anima e la gagliardia dell'ingegno. (p. 14)
*Il [[Francesco De Sanctis|De Sanctis]], ingegno vivace e animoso, non riesce efficace in quelle opere, nelle quali la lunghezza e la necessità delle ricerche, temperano l'ispirazione. La ''Storia della letteratura italiana'' non è lavoro di gran conto, è una serie di articoli uniti insieme dal legame di una teorica metafisica, in cui la nostra storia letteraria viene divisa in tre periodi: il primo originale, il secondo di perfezione, il terzo della nuova letteratura. Un serio lavoro scientifico sulla nostra letteratura, dice l'autore, non può farlo nessuno oggi, in cui incomincia il lavoro paziente dell'analisi parte per parte. Una storia della letteratura sarà possibile quando su ciascuna epoca, su ciascun scrittore importante si farà tale monografia, o studio, o saggio, che dica l'ultima parola e sciolga tutte le questioni.<br>In tanta povertà cosa può essere una storia della letteratura? Un'informe compilazione piena di lacune e d'imprestiti, e di idee superficiali e frettolose.<br>Scrivendo queste parole, il De Sanctis dava un giusto giudizio sulla sua storia. (pp. 23-24)
*{{NDR|[[Pietro Selvatico]]}} I suoi giudizi animosi serbavano un certo colore d'erudizione classica, ma, accanto allo studio profondo, si sentiva ne' suoi scritti il fremito d'una vita intensa, i baldi propositi di un fervido ingegno, che non curava le stupide resistenze di chi voleva ancora attaccarsi al passato. Fra le sottigliezze complicate, questo spirito acre, battagliero, paradossastico, smarrì qualche volta di vista la verità e trascese nella polemica. La sua mente educata a studi severi, ma flessibile ed assimilatrice, è un po' come la cera , riproduce esattamente l'immagine che vi s'imprime. (p. 30)
*{{NDR|Pietro Selvatico}} Le idee che gli appariscono buone egli le abbraccia senza minuta analisi, ed è severo se sono severi quelli che l'attorniano, e batte le mani entusiasta, se è circondato dall'entusiasmo. Strano miscuglio di pedante e di artista, di grazia decente e di violenza sarcastica, di tenacità indomabile e di irresolutezza! (pp. 30-31)
*– È un letterato – dirò anch'io del [[Camillo Boito|Boito]], e appunto per questo è buonissimo critico di arte, giacché a discernere certe bellezze ci vogliono studio e sottigliezza grande. Ma il Boito non è soltanto un letterato; è un bravo architetto, è vissuto sempre in mezzo agli artisti, e si può dir del mestiere, sapendo di che cosa parla e potendo giudicare, non solamente del concetto, dell'espressione, della forma, ma anche di tutto ciò che s'attiene alle tecniche del colorire. (p. 39)
*Camillo Boito non impone le sue idee, egli domanda all'artista il sentimento individuale; la schietta espressione dell'indole sua e cerca nella tela o nel marmo, l'uomo co' suoi sentimenti, le sue impressioni e le sue emozioni. Pel nostro critico il fine dell'arte rappresentativa si può esprimere così: destar nell'animo con la finzione del naturale un sentimento non ignobile. Egli afferma che la natura è sorgente di ispirazione feconda, e che il segreto del pittore e dello scultore è trasformare in arte la realtà, ma non vuole che la pittura e la statuaria si trasformino in un ''processo verbale'' in un ''atto di consegna'' della natura, imperocché la riproduzione minuta e materiale è nemica della verità. Ama l'arte che scaturisce dalla vita, non quella che ha per sola ispirazione lo studio paziente. (p. 40)
*Il Boito non è soltanto un buono ed ardito critico d'arte, è un elegante novellatore. V'è ne' suoi racconti un certo andamento franco e spigliato, un colore ammirabile di verità, un profondo e amoroso sentimento della natura. (pp. 41-42)
*Pochi uomini furono più infelici di [[Cesare Betteloni]], pochi poeti seppero meglio di lui esprimere col verso quegli strazi affannosi, quelle inquietudini angosciose che non si possono recidere che colla vita. (p. 47)
*Le poesie del Betteloni rivelano tutta la tragedia di un'anima, che non può trovar quiete che nella tomba. E allorché non ebbe più la forza di soffrire l'intensità del male, allorché la vita gli si rese insopportabile, si senti spinto dalla fatale ebbrezza del suicidio e ricorse alla morte come ad ultimo ed unico rifugio. Voleva che le sue lunghe pene finissero, chiedeva intorno a sé il silenzio, e sentiva la voce dell'eternità che lo chiamava — ''vox magna per umbras''. (pp. 47-48)
*Il Betteloni sorride qualche volta, ma quel sorriso è una forma di pianto, è il sorriso d'uno che non vede lontana la tomba:<br><div style="text-align:center;">Il dolce porto d'ogni mal cocente<br>ch'io da tant'anni vo aspettando invano.</div>Non è l'artifizio del poeta, è l'ispirazione dolorosa di un'anima che avrebbe desiderato godere la vita, inebriarsi di affetti, di canti e di profumi, e che si trova invece contraddetta nelle sue più care aspirazioni, ne' suoi desideri più ardenti. (p. 50)
*Io vedo il [[Giovanni Faldella|Faldella]] nella quiete del suo paesello natio, dove lo tira a quando a quando l'affetto de' suoi compaesani, i quali lo fecero loro sovraintendente scolastico e presidente operaio e consigliere provinciale. Se potessero lo farebbero anche parroco. (p. 177)
*{{NDR|Faldella}} Io lo seguo nelle sue passeggiate solitarie pei campi e pei colli. Nulla sfugge al suo sguardo attento e indagatore, e la vita campestre si rivela a lui sotto un nuovo e pittoresco aspetto. Nell'estate e nella primavera egli guarda minutamente ogni cosa: dalle allegre feste di un raggio di sole fra i rami degli alberi alle galline che razzolano nel cortile, dai prati pieni di quiete solenne alla chiesuola bianca e romita. I misteri del silenzio, i bisbigli sommessi delle foglie gli risvegliano nell'animo dolcezze misteriose, blande memorie, orizzonti infiniti. – E quando la campagna è squallida, quando la neve nasconde il terreno, egli dipinge con rara evidenza i candidi cappucci che coprono i comignoli, i tetti, i campanili. Il Faldella adopera il pennello più che la penna e ritrae la realtà nei suoi contorni più tenui. (pp. 177-178)
*Faldella possiede, come artista, un carattere pel quale si fa distinguere da tutti i giovani scrittori suoi coetanei. Ha una fisonomia propria, e gli stessi suoi difetti non dipendono da imitazioni, né da studi mal digeriti; sono suoi, proprio suoi e danno una cert'aria di originalità allo scrittore. Però quest'originalità, che spesso è naturale, diventa alle volte un vezzo ammanierato. Il suo singolare modo di scrivere è troppo ricercato, e quella studiata mescolanza di piemontesismi e di toscanesimi finisce per uggire. (pp. 179)
==''Studi e ricerche di storia e d'arte''==
*Guardate [[Basilica di San Marco|san Marco]]! E una sublime bizzarria. I rosoni, i {{sic|rabeschi}}, gl'intrecci, i {{sic|pinacoli}}, slanciantisi al cielo, hanno l'aspetto di una lussureggiante vegetazione di pietra. Le arcate a trifoglio, le {{sic|aguglie}} traforate, l'innesto dell'arco acuto sul bizantino, tutta l'opera in fine, con la sua ricca veste di sculture e di cesellature, sembra una vasta sinfonia nel marmo, o meglio, per dirla col Tommaseo, tutto l'edificio par quasi una divina poesia, che riempie di sé l'anima e la abbraccia di un tratto. (pp. 3-4)
*Anche nelle questioni religiose, il popolo [[veneto]], con retto giudizio, seppe tenersi lontano dalle inquietudini dell'ascetismo e dai furori de' scismi, seppe dividere i diritti della Chiesa da quelli dello Stato, incarnare il pensiero di un grande, il quale affermava la vera religione cristiana dover camminare per la via del cielo e non poter, per conseguenza, incontrarsi col governo politico, che cammina per la via del mondo. (p. 83)
*Tra Francia e Venezia c'è sempre stata, nella vita intellettuale, una partita aperta di dare e avere. Ha detto bene Madama di Staël: «nous avons besoin les uns des autres, la littérature de chaque pays découvre une nouvelle sphère d'idées». La città, circonfusa di mistero gentile e melanconico, apparve sempre di una bellezza famigliare all'animo, nelle fantasie dei poeti e dei pittori francesi. E noi, di ricambio, abbiamo amato la Francia nelle pagine de' suoi grandi scrittori, che ci hanno appreso a onorare il suo nome e ad ammirare la sua gloria. (p. 139)
*La Francia è stata sempre impetuosa, generosamente irriflessiva, pronta alla gioia e all'abbattimento: Venezia, per converso, calma, fredda, ricca di senso pratico, qualche volta fino un po' troppo calcolatrice. L'una ebbe fiamma d'entusiasmo, l'altra potenza di volontà; l'una ebbe forte la fantasia, l'altra la riflessione; l'una sopportò spesso mal volentieri e fra le agitazioni i suoi governi, l'altra mantenne il suo per quattordici secoli, quasi immutato; l'una ebbe le donne inspiratrici della cosa pubblica, reggenti, regine; l'altra non permise mai alla donna di uscire dalla naturale sua cerchia; l'una fu insanguinata dalle lotte religiose più fiere; l'altra seppe, fin dalle prime, separare i dritti del cielo da quelli della terra. Pochi paesi furono, più di questi due, dissimili, pochi più amici. (p. 140)
==''Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte''==
*Fra quelli che {{NDR|in Francia}} richiamarono la pittura dalla convenzionalità alla {{sic|inspirazione}} diretta della natura presto si manifestarono due correnti: l'una con [[Édouard Manet|Edoardo Manet]], iniziatore, insieme col [[Edgar Degas|Degas]], della scuola dell<nowiki>'</nowiki>''aria aperta'', artefice luminoso, vibrante, ricercatore della macchia; l'altra con [[Gustave Courbet|Gustavo Courbet]], franco, vigoroso, solido, nemico di ogni volgarità, d'ogni falsa eleganza nell'''Enterrement à Ornans'', nella ''Biche forcée à la nage'', nella ''Curée'', ma duro, fosco, quasi repulsivo nella ''Chasse au renard'' e in altri quadri, dove l'originalità si cambia in stranezza, la scioltezza in esagerazione. (p. 376)
*[...] dalla Spagna giunge in Italia un artista, allietato da tutti i sorrisi della fortuna, da tutte le voluttà del trionfo. Nei quadri di [[Marià Fortuny i Marsal|Mariano Fortuny]] la luce vibra, sfavilla, sfolgora, trionfa: i colori più allegri, le tinte più calde, i moltiplicati riflessi, i più luminosi rifrangimenti producono un barbaglio da far parer pallido e opaco qualunque altro oggetto su cui posiamo lo sguardo. Questa pittura svolgentesi tutta ardori e colori ebbe azione profonda, ma non sempre benefica, sulla giovane arte italiana, la quale si lasciò affascinare dalla impressione gradevole, dalla mirabile virtuosità. (p. 377)
*Il [[Giacomo Favretto|Favretto]], pur mantenendo la sua ricca e fervida originalità, seppe far tesoro degli esperimenti altrui. Era istruito tanto da comprendere ogni ragione dell'arte, se non per {{sic|istudio}} e cultura appresa, per certa felice intuizione. Fu un ribelle temperato dal freno dell'arte, arte ch'egli seppe agitare, con certa salutare inquietudine, la quale non ha nulla di comune con le furiose e torbide innovazioni. L'impeto riformatore non poté mai trascinar la sua mente oltre i limiti del giusto; il suo genio non era fiamma viva che abbrucia, ma virtù riposata che illumina. Lasciando il cammino tracciato dai vecchi, seppe aprirsene uno nuovo, conservando sempre la misura; allargò con temperanza le forme dell'arte, e con la eccitabilità {{sic|imaginosa}}, coloritrice del suo ingegno, {{sic|ristaurò}} e rifece, {{sic|inspirandosi}} al presente, non disprezzando il passato, conservando tutto ciò ch'era degno ed utile. (p. 388)
==[[Incipit]] de ''L'arte veneziana del Rinascimento''==
Correva l'anno 1495 (perdonate, o Signori, se incomincio come usava nei vecchi romanzi storici di mezzo secolo fa), correva l'anno 1495 e Filippo de Commines, ambasciatore di Carlo VIII, entrando a Venezia, esclamava ammaliato: — la più trionfante città che io abbia mai veduta!
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/impressionilett01molmgoog/page/n6/mode/1up Impressioni letterarie]'', presso Natale Battezzati, Milano, 1875<sup>2</sup>.
*Pompeo Molmenti, ''[https://www.gutenberg.org/files/51706/51706-h/51706-h.htm L'arte veneziana del Rinascimento]'', in "La vita italiana nel Rinascimento", Treves, 1896.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/lapitturavenezia00molm/page/n3 La pittura veneziana]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1903.
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/nuoveimpression00molmgoog/page/n5/mode/2up Nuove impressioni letterarie]'', Tip. e Lit. Camilla e Bertolero, Torino, 1879.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/studiericerchedi00molm/page/n6/mode/1up Studi e ricerche di storia e d'arte]'', Società Tipografica-Editrice Nazionale (già Roux e Viarengo), Torino, 1892.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/venezianuovistu00molmgoog/page/n7 Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte]'', G. Barbera Editore, Firenze, 1897.
==Altri progetti==
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[[File:Pompeo Gherardo Molmenti 2.jpg|thumb|Pompeo Gherardo Molmenti (1900 circa)]]
'''Pompeo Gherardo Molmenti''' (1852 – 1928), scrittore, storico e politico italiano.
==Citazioni di Pompeo Gherardo Molmenti==
*Il nome di [[Antonio Rotta]] è da molti anni conosciuto in Italia e all'estero. Il suo nuovo quadro rappresenta una vecchia, tutta grinze, che ha levato dall'armadio uno sciupato corsetto di seta, dalla foggia del secolo scorso, un corsetto che le avrà frenato le audacie del seno negli anni giulivi della giovinezza, e sarà stato testimonio di gioie, di feste, di esultanze, e forse, Dio nol voglia, di qualche scappatella. Il pensiero, prima di tuffarsi nel buio dell'eternità, si compiace di ritornare al passato. I ricordi si trasformano in rimpianti. Quel tumulto di passioni e di pentimenti sotto la fronte rugosa di quella vecchia! ''Combien je regrette | mon bras si dodu. | Ma jambe bien faite | et le temps perdu.''<ref>I versi sono tratti da ''Ma grand'mere'' di [[Pierre-Jean de Béranger|Béranger]] (in ''Œuvres complètes de Béranger'', H. Fournier, Parigi, 1839, vol. I, [[s:fr:Page:Béranger, oeuvres complètes - tome 1.pdf/80|p. 20]]). Traduzione: ''Come rimpiango | il mio braccio così tornito. | La mia gamba ben fatta | e il tempo perduto''.</ref> Tempo perduto niente. Ce lo assicura il lampo malizioso di quegli occhietti cisposi, che scintillano come brage fra le ceneri spente. Dio sa quante volte, ai tempi della Serenissima, la bella popolana, adorna del suo roseo corsetto, avrà ballato la ''furlana'' nelle sagre di Santa Marta, e Dio sa qunte volte su quella seta rosea si sarà posata la mano robusta e tremante di desiderio di un elegante gondoliere della Signoria, dalla cappa di velluto rosso e dal berretto all'albanese! No, c'è da scommettere che quella vecchia non deplora il tempo perduto, ma il braccio tornito e il seno bianchissimo. Il quadro del Rotta è dipinto con una leggiadria, una grazia, una nitidezza meglio uniche che rare. Forse l'eleganza rasenta la leziosaggine, liscia e minuziosa, ma l'imitazione perfetta del vero fa dimenticare la cura soverchia dei particolari.<ref>Da ''L'arte veneta all'esposizione di Parigi'', in ''L'illustrazione italiana'', anno V, 1° semestre, Fratelli Treves, Milano, 1878, [https://books.google.it/books?id=1HtH4SSjCAwC&pg=PA234 p. 234].</ref>
*Fra la prosperità e la ricchezza, la vita, fino allora occupata in pratici intenti e in opere severe, si andò indirizzando anche nel campo di una più squisita cultura e di più gentili e leggiadre costumanze. Quella Repubblica {{NDR|di Venezia}}, da sì piccolo nido uscita, divenuta ricca di gloria e di denaro, volle anche i godimenti delle arti, delle lettere e del viver lieto, e le generazioni nuove, più {{sic|finamente}} educate, cominciarono a ricercare le delicate compiacenze dello spirito. Per la qual cosa, Venezia accolse e fecondò gli splendori della [[Rinascimento|Rinascita]], e sulla fine del secolo XV apparve in nuovo aspetto di elegante e raffinata magnificenza. Quei mercanti veneti, che storici maligni e parziali dipingono soltanto cupidi di denaro e indifferenti ad ogni compiacimento letterario, accoglievano con ogni cortesia gli studiosi: ed è notato con gioia l'arrivo di Giorgio Trapezunzio, ''homo preclaro'', che presenta i libri ''De Legibus'' di Platone, da lui fatti latini, e si delibera di erigere una pubblica Biblioteca, per collocarvi i libri donati alla Signoria dal cardinal Bessarione, e si aprono accademie per radunarvi i dotti, e si danno uffici di molti guadagni agli artefici che dipingono nella Sala del Gran Consiglio le gloriose battaglie della Repubblica. Le pompe dell'arte e del costume fecero di Venezia la mèta agognata di tutti gli stranieri amanti delle cose belle, i quali vi trovare liete accoglienze, ammirando la gaiezza sfoggiata delle feste, unita alle più nuove bellezze artistiche. Venezia divenne il regno della pietra lavorata, la palestra delle seste e degli scalpelli, e gli artisti la scelsero a loro soggiorno prediletto.<ref>Da ''[https://archive.org/details/collezionedimono03berg/page/3/mode/1up Venezia]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1907<sup>3</sup>, pp. 49-50.</ref>
*L'architettura veneziana ebbe un valido ausilio nella scultura, dapprima timida goffa, anche quando in Italia sorgeva la gran luce di [[Nicola Pisano]], ma apparsa a un tratto, nel secolo XIV, viva, libera, spontanea, preludendo alla grande riforma pittorica del Rinascimento.<ref>Da ''[https://archive.org/details/collezionedimono03berg/page/3/mode/1up Venezia]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1907<sup>3</sup>, p. 45.</ref>
*[[Marco Tabarrini]], che parlò nobilmente dell'ingegno di [[Erminia Fuà Fusinato|Erminia Fuà-Fusinato]], scrisse che la poesia di questa donna gentile è poesia vera, e non l'arte misera di far versi sopra argomenti accattati, vestendo poveri concetti in forme fantastiche e prosaicamente volgari. Quando si guarda da vicino la vita di un poeta s'incontra una grande diversità fra i suoi versi e le sue azioni. Nella vita d'Erminia invece, da ogni pensiero, da ogni azione, da ogni parola scaturisce quella poesia vivificante e serena, che si può dire l'eco dell'anima sua. La forma stessa linda e composta è uno specchio in cui si riflette il pensiero; non c'è niente di troppo, né concetti, né immagini, né eleganze. Essa non cade, come è vezzo moderno, nello strano e nel paradossale, per far che le sue idee acquistino aria di novità, ma esprime semplicemente ciò che sente e pensa, sincera nell'arte come nella vita.<ref>Da ''Erminia Fuà-Fusinato e i suoi ricordi'', Fratelli Treves editori, Milano, 1877, [https://archive.org/details/erminiafufusina00whitgoog/page/n248/mode/1up cap. VI, p. 233-234].</ref>
==''Impressioni letterarie''==
*In tutti i versi che il povero [[Teobaldo Ciconi|Teobaldo {{NDR|Ciconi}}]] ha lasciato non ci sarà la finezza dell'artista, ma in tutti si sente l'anima serena del poeta. (p. 25)
*Come poeta drammatico egli lascia una traccia non cancellabile nella storia del nostro teatro. Sebbene i lavori del Ciconi {{sic|sieno}} stati scritti sotto l'impressione di sentimenti e di fatti che non giungono all'animo nostro che come un caro ricordo, pure crediamo che non subiranno la sorte comune ai lavori di questo genere, che nati con l'occasione muoiono con quella. (p. 27)
*[[Giuseppe Torelli (scrittore)|Giuseppe Torelli]] fu un galantuomo, ed ebbe per guida nella vita quel vero buon senso, che non è da confondersi con quello che ha l'appellativo di comune e che corre le strade. Non ascoltò che la voce {{sic|secura}} della coscienza, non conobbe le ipocrisie sociali, e chiamò sempre le cose col loro nome. Il Torelli, come tutti gli uomini onesti, possedeva quell'energia tranquilla che impone. Visse qualche tempo in corte, e non fu cortigiano. Fu un nobile esempio di quella democrazia che in generale è scritta nei codici, nei giornali, ma raramente nei cuori. (pp. 34-35)
*Un critico originale ed ardito, che, fra i primi, ebbe il coraggio di {{sic|francarsi}} dalla soggezione delle vecchie tradizioni, è il [[Eugenio Salomone Camerini|Camerini]], nei cui scritti non si trova tutta la vita letteraria del popolo italiano, ma alcune delle sue {{sic|faccie}} più caratteristiche. Egli vede ed apprezza tutto quello che é di buono nella nostra letteratura, e vede e nota molte cose, che mancano. Sdegnoso di calcare le strade battute, anima artistica e {{sic|culta}}, severo con sé stesso, troppo indulgente verso gli altri, non è però sempre risoluto ne' suoi giudizi, e oscilla tra il determinato e un non so che di vago e di nebbioso. (pp. 40-41)
*Il [[Tommaso Locatelli|Locatelli]] non {{sic|riescì}} tanto valente critico, quanto mirabile pittore di costumi. Quello che più s'ammira in lui è quella potenza descrittiva che vi fa sorgere dinanzi chiaramente e distintamente una persona, un paesaggio, una festa. (p. 69)
*Il Locatelli è un vivace pittore del vero, è un accuratissimo osservatore delle idee e dei gusti del suo tempo, ma non lo si può ammirare altrettanto allorché vi discorre d'arte, di teatri, di lettere. Egli ha ereditato dal Gozzi il brio dello stile, ma non già la mente profonda, la vastità del pensiero. Però anche nelle sue critiche la stessa grazia amabilissima, la stessa purezza e la stessa eleganza della forma. Anche ne' suoi scritti critici lo spirito non è mai importuno: aneddoti, facezie, tutto egli sa collocare a suo posto. Non c'è mai nulla di troppo. Egli punge, ma non ferisce, e sa dire la verità con quel garbo di buona lega, che i nostri vecchi conoscevano così bene. (p. 70)
*[...] se il Locatelli scrive alle volte come un poeta, non pensa però quasi mai colla profonda severità del filosofo. Il Locatelli nel giudicare le opere d'arte non è guidato da principî serî ed elevati, non guarda all'armonia dell'insieme, non considera che il freddo particolare. Non è una critica alta e filosofica, ma un seguito di argute e fine osservazioni. Certo non mancano al Locatelli né lo studio attento, né l'onesta franchezza, ma gli fanno difetto l'ardimento del pensiero e la larghezza degli intendimenti. (p. 71)
*Innanzi alla tomba di [[Laura Beatrice Oliva|Laura Mancini]] le donne italiane dovrebbero seriamente pensare, per ispirarsi ad un nobilissimo esempio di fede, di coraggio, di affetto. Era uno di quegli esseri che, nei momenti di sconforto, fanno ancora sperare del mondo e degli uomini.<br>Da ogni suo lineamento traspariva una soavità, una distanza dalle cose mondane; e il delicato ovale del viso, il naso profilato, la fronte ampia rivelavano a prima vista la bellezza dell'animo e dell'ingegno. (p. 72)
*Laura Mancini cantò tutte le fasi del risorgimento nazionale da Solferino a Villafranca, da Marsala al Volturno, da Aspromonte a Mentana. In mezzo alla rapida ispirazione, le sue poesie {{sic|riescirono}} molto trascurate nella forma, eppure vi piacciono come una donna virtuosa in cui la non bella forma del volto viene largamente ricompensata dalla gioia dell'innocenza che le si diffonde sulla fronte. (p. 76)
*Perché, o bizzarra natura, invece di creare del [[Giovanni Prati|Prati]] un vero poeta, ti sei stancata a mezza via, ed hai stampato un misto di giullare di corte e di poeta? Perché, o bizzarra natura, hai voluto permettere che quegli il quale scriveva quei versi dell'''Edmenegarda'', che han fatto brillare tante, lacrime in tanti begli occhi, abbia potuto scrivere ancora che il monte fa intorno a sé ''un mantello di lampi e di paure''? I versi del Prati ci danno l'idea di quei sigari svizzeri, eccellenti fino alla metà, e che dalla metà in giù conviene buttare da un canto. (p. 78)
*In Prati vi sono due poeti; v'è quello che scrive come amore gli detta, e v'è quello che butta giù endecasillabi, ottonari, quinari, solo per mettersi un nastro da cavaliere sull'occhiello dell'abito. (p. 78)
*La fama dell'[[Aleardo Aleardi|Aleardi]] è dovuta alle donne. Un bell'uomo, che s'atteggiava un pochino a martire (allora la cosa era di moda e ci si credeva), che parlava bene, sempre pronto a scrivere su per ogni albo versi gentili, che aveva modi così garbati... c'era più di quanto occorreva per riescire simpatico alle donne. Aleardi era divenuto il beniamino delle signore. (p. 85)
*[...] c'era una cosa che turbava i sonni del nostro poeta. Il suo babbo aveva creduto bene di battezzarlo col nome di Gaetano, e all'Aleardi non garbava punto un tal nome; figuratevi niente di più prosaico che ''un sor Gaetanino''. Ma un dì ei ci trovò rimedio e si ribattezzò col nome di Aleardo: nome, per dirla con un buon francese, ''qui attire et sonne bien''. (p. 85-86)
*[[Giosuè Carducci]] in mezzo al culto amoroso della poesia non ha abbandonato gli studi severi della critica. Nel Carducci conviene distinguere due persone, il poeta ed il critico; il primo non rassomiglia punto al secondo. Enotrio<ref>Enotrio Romano: pseudonimo utilizzato dal Carducci.</ref> poeta è impetuoso, irrequieto, impaziente d'ogni difficoltà, e sempre pronto a rompere, come il Duca di Borgogna, l'orologio se suoni un'ora che lo chiami a ciò ch'egli non vuole. Il critico invece medita lungamente e scrive avvisato ed arguto, sapendo unire agli splendori dell'immaginazione la forma {{sic|culta}} ed elegante, l'erudizione profonda. Il Carducci sa tenersi lontano dalla nebulosità del De Sanctis, dalla elegante leggerezza del Settembrini, dalla troppo minuziosa analisi del Camerini e si manifesta co' suoi ''Studi letterarî'' uno dei più dotti ed arguti critici d'Italia, accoppiando alla serietà alemanna, la vivacità ed il calore degli ingegni del mezzogiorno. (pp. 98-99)
*Il [[Antonio Caccianiga|Caccianiga]] ha [...] il torto di giudicare la società senza risentire le passioni che la agitano. Dal riposo e dall'innocenza della vita campestre egli crede dipingere la vita, ma la mano trema, esagera i contorni e il quadro riesce un po' di maniera. La sua voce spesse volte giunge come un'eco simpatica, ma languida, e i suoi apprezzamenti restano sempre nei campi della teoria, sicché non se ne può trarre utilità. Il Caccianiga ha il torto di voler troppo moralizzare e di assidersi Geremia novello sulle rovine della patria, lamentando la miseria dei tempi e degli uomini. Ma allorché il Caccianiga sveste la {{sic|giornèa}} del moralista<ref>Smette di atteggiarsi a (o assumere il tono di) moralista.</ref>, scrive qualche bozzetto con una verità e leggiadria inimitabili. (p. 117)
*I calmi sentimenti, le soavi ispirazioni che ci desta la mestizia dell'autunno, s'incontrano nei racconti di [[Caterina Percoto]]. Da ogni scritto di questa donna spira il casto olezzo della virtù, e un candore di pensiero che lascia una certa posatura di dolcezza in fondo al cuore. (p.121)
==''La pittura veneziana''==
===[[Incipit]]===
*Venezia non comparisce degnamente nel campo dell'arte se non nel secolo XV, quando già l'architettura e la scultura erano in fiore. Non è peraltro da credere che l'arte del disegno e dei colori fosse ignota negli albori della vita veneziana. Se, nei primi secoli, le case private dei veneziani erano umili, non così può dirsi delle chiese, che sorgevano numerose, quasi per attestare che la fede in Dio era guarentigia della libertà della nuova patria. E le chiese, come quelle di Grado e di Torcello, scintillavano per i mosaici degli artefici venuti da Bisanzio, con cui le isole della laguna avevano continue relazioni politiche e commerciali.<!--Cap. 1, ''Le origini'', p. 1.-->
===Citazioni===
*Dopo la metà del trecento, un artefice, conosciuto con il nome di [[Antonio Veneziano]], fu chiamato a dipingere la sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale {{NDR|a Venezia}}. Ma sebbene, al dir del Vasari, avesse dato eccellenti saggi del suo valore, fu congedato, onde avvilito si condusse in Toscana e considerò sempre come sua patria Firenze. (cap. I, p. 8)
*Jacopo Nigreti [...] conosciuto nella storia dell'arte con il nome di [[Jacopo Palma il Vecchio|Palma il vecchio]], è uno dei sommi artisti della scuola veneziana, e in certe parti, specialmente nel disegno, superiore forse a [[Tiziano Vecellio|Tiziano]]. [...]. Nella galleria di Dresda è celebre il quadro delle ''Tre sorelle''. Il suo capolavoro, la ''Santa Barbara'', la più sana e vigorosa figura di donna, che l'arte abbia mai rappresentata, si ammira nella chiesa di Santa Maria Formosa di Venezia. (cap. III, pp. 67-68)
*A ogni modo {{NDR|[[Giovanni Battista Piazzetta]]}} fu artefice eminente, e il Blanc volle esprimere tutta la sua ammirazione con questa frase: ''C'est un Caravage vénitien!'' Frase invero più bella che esatta, giacché il Piazzetta moveva specialmente dal Guercino, le opere del quale aveva nella sua giovinezza studiato con grande amore, insieme con il bolognese Giuseppe Crespi. La vigoria dell'ingegno e la viva fantasia del Piazzetta meglio appaiono ne' suoi disegni, nelle illustrazioni della ''Gerusalemme liberata'', e nei mirabili studi di teste, di cui possono vedersi alcuni saggi nel Museo Civico e nell'Accademia. (cap. V, pp. 110-111)
*[[Rosalba Carriera]], fine, espressiva, delicata anima d'artista, [...], dipinse ritratti a pastello con {{sic|maravigliosa}} finezza di tocco e facilità di disegno. Ne' suoi pastelli c'è la verità illuminata dal raggio della poesia: le sue patrizie non sono proprio come erano, ma come volevano essere. (cap. V, pp. 112-113)
*Come il Gallina riproduceva sul teatro la Venezia odierna, così il Favretto sulle tele. [[Giacomo Favretto]] e [[Giacinto Gallina]], questi due gemelli dell'arte veneziana, così somiglianti nell'indole dell'ingegno, nella bontà dell'animo, nel modesto aspetto della persona, nella morte immatura, penetrarono senza sforzo, per un'intuizione nativa, nell'intima vita del popolo. L'arte del Gallina è più profonda, più dominata dal sentimento, ma la superficialità delle impressioni del Favretto è compensata dal brio della osservazione. (cap. VII, p, 152)
*Quando, per la Mostra internazionale del 1899, si pensò alle ''Esposizioni individuali collettive'', e si raccolsero in una sala più di quaranta quadri del Favretto, fu un grido di ammirazione. Sebbene in alcune tele, dopo così breve tempo, apparissero fosche e cupe le tinte, appannate le luci, come nel ''Liston del 700'', da tutto l'insieme di quella esposizione emanava uno {{sic|splendor}} così lieto, che nulla di più dolce agli occhi e allo spirito. La sua gloria in vero non corre pericolo di essere sommersa dal flutto di nuove idee, il gusto mutato non scema la grazia spirituale dell'arte fravettiana, e la pupilla si abbandona ancora con voluttà su quell'armonia di tinte, rivelatrice dell'animo dell'artefice sereno, che inebriò la pittura veneziana di sole, di aria, di vita. (cap. VII, p. 155)
*Artista virile, il [[Guglielmo Ciardi|Ciardi]] sa rendere la forte poesia del vero sia ch'egli ritragga i monumenti veneziani, o le larghe pagine virgiliane dei meriggi campestri, o le borgate pittoresche alle falde delle Alpi dolomitiche, tra i gravi silenzi delle selve. (cap. VII, p. 163)
*Non al vivido sole, ma alle più cupe fantasie e alle più strane visioni, sembra invece ispirarsi quell'originalissimo ingegno di [[Mario de Maria]], meglio conosciuto sotto il nome di ''Marius Pictor''. È nato a Bologna nel 1853, ma vive ora a Venezia, che nella sua solitudine piena di visioni, nella sua pace piena di memorie, può considerarsi la patria ideale del bizzarro pittore. Il quale ama le solitudini strane, i gagliardi contrasti della luce e dell'ombra, gli oscuri contorni delle case, che staccano sul grigio dei cieli d'autunno, e le notti tragiche, funeree, illuminate dalla luna fuggente dietro le nuvole. Certi suoi quadri fanno pensare ai racconti di {{sic|Edgardo Poë}}. (cap. VII, pp. 165-167)
==''Nuove impressioni letterarie''==
*Il [[Gaetano Trezza|Trezza]] coi suoi desideri e le sue aspirazioni vive in [[Tito Lucrezio Caro|Lucrezio]]: egli, al pari del grande pensatore latino, è idealista fra le brutalità delle superstizioni e degli errori. La sua anima, che crede senza esitanze alla realtà della scienza, sente a quando a quando il desiderio misterioso dell'infinito. Il Trezza ha l'animo compreso della sublime e dolce mestizia del poeta, ed è cosi affascinato dal concetto lucreziano, da dimenticarne perfino gli errori e le stranezze.<br>Talora sottilizza di soverchio e pel desiderio di troppo dimostrare diventa oscuro; altre volte si perde in concetti astratti per {{sic|ispiegare}} le cose più semplici. (pp. 10-11)
*Il Trezza è profondo quando parla dei miti, delle lingue, delle religioni, ma nelle investigazioni della natura si capisce com'egli si affidi all'altrui autorità, più presto che alle proprie osservazioni ed esperienze. Ha studiato le grandi leggi biologiche e fisiche più sui libri, che nella attenta e paziente osservazione dei fenomeni naturali. (p. 11)
*Il Trezza al disopra d'ogni cosa, odia le ipocrisie del pensiero e del sentimento, e con temerario coraggio combatte le idee e le credenze dei più. Questa robusta figura d'uomo e di pensatore esce fuori compiuta dalle sue lezioni e dai suoi libri, come dalle modeste abitudini della sua vita privata. Si possono discutere le sue opinioni e combattere le sue dottrine, ma non si possono non ammirare la onesta energia dell'anima e la gagliardia dell'ingegno. (p. 14)
*Il [[Francesco De Sanctis|De Sanctis]], ingegno vivace e animoso, non riesce efficace in quelle opere, nelle quali la lunghezza e la necessità delle ricerche, temperano l'ispirazione. La ''Storia della letteratura italiana'' non è lavoro di gran conto, è una serie di articoli uniti insieme dal legame di una teorica metafisica, in cui la nostra storia letteraria viene divisa in tre periodi: il primo originale, il secondo di perfezione, il terzo della nuova letteratura. Un serio lavoro scientifico sulla nostra letteratura, dice l'autore, non può farlo nessuno oggi, in cui incomincia il lavoro paziente dell'analisi parte per parte. Una storia della letteratura sarà possibile quando su ciascuna epoca, su ciascun scrittore importante si farà tale monografia, o studio, o saggio, che dica l'ultima parola e sciolga tutte le questioni.<br>In tanta povertà cosa può essere una storia della letteratura? Un'informe compilazione piena di lacune e d'imprestiti, e di idee superficiali e frettolose.<br>Scrivendo queste parole, il De Sanctis dava un giusto giudizio sulla sua storia. (pp. 23-24)
*{{NDR|[[Pietro Selvatico]]}} I suoi giudizi animosi serbavano un certo colore d'erudizione classica, ma, accanto allo studio profondo, si sentiva ne' suoi scritti il fremito d'una vita intensa, i baldi propositi di un fervido ingegno, che non curava le stupide resistenze di chi voleva ancora attaccarsi al passato. Fra le sottigliezze complicate, questo spirito acre, battagliero, paradossastico, smarrì qualche volta di vista la verità e trascese nella polemica. La sua mente educata a studi severi, ma flessibile ed assimilatrice, è un po' come la cera , riproduce esattamente l'immagine che vi s'imprime. (p. 30)
*{{NDR|Pietro Selvatico}} Le idee che gli appariscono buone egli le abbraccia senza minuta analisi, ed è severo se sono severi quelli che l'attorniano, e batte le mani entusiasta, se è circondato dall'entusiasmo. Strano miscuglio di pedante e di artista, di grazia decente e di violenza sarcastica, di tenacità indomabile e di irresolutezza! (pp. 30-31)
*– È un letterato – dirò anch'io del [[Camillo Boito|Boito]], e appunto per questo è buonissimo critico di arte, giacché a discernere certe bellezze ci vogliono studio e sottigliezza grande. Ma il Boito non è soltanto un letterato; è un bravo architetto, è vissuto sempre in mezzo agli artisti, e si può dir del mestiere, sapendo di che cosa parla e potendo giudicare, non solamente del concetto, dell'espressione, della forma, ma anche di tutto ciò che s'attiene alle tecniche del colorire. (p. 39)
*Camillo Boito non impone le sue idee, egli domanda all'artista il sentimento individuale; la schietta espressione dell'indole sua e cerca nella tela o nel marmo, l'uomo co' suoi sentimenti, le sue impressioni e le sue emozioni. Pel nostro critico il fine dell'arte rappresentativa si può esprimere così: destar nell'animo con la finzione del naturale un sentimento non ignobile. Egli afferma che la natura è sorgente di ispirazione feconda, e che il segreto del pittore e dello scultore è trasformare in arte la realtà, ma non vuole che la pittura e la statuaria si trasformino in un ''processo verbale'' in un ''atto di consegna'' della natura, imperocché la riproduzione minuta e materiale è nemica della verità. Ama l'arte che scaturisce dalla vita, non quella che ha per sola ispirazione lo studio paziente. (p. 40)
*Il Boito non è soltanto un buono ed ardito critico d'arte, è un elegante novellatore. V'è ne' suoi racconti un certo andamento franco e spigliato, un colore ammirabile di verità, un profondo e amoroso sentimento della natura. (pp. 41-42)
*Pochi uomini furono più infelici di [[Cesare Betteloni]], pochi poeti seppero meglio di lui esprimere col verso quegli strazi affannosi, quelle inquietudini angosciose che non si possono recidere che colla vita. (p. 47)
*Le poesie del Betteloni rivelano tutta la tragedia di un'anima, che non può trovar quiete che nella tomba. E allorché non ebbe più la forza di soffrire l'intensità del male, allorché la vita gli si rese insopportabile, si senti spinto dalla fatale ebbrezza del suicidio e ricorse alla morte come ad ultimo ed unico rifugio. Voleva che le sue lunghe pene finissero, chiedeva intorno a sé il silenzio, e sentiva la voce dell'eternità che lo chiamava — ''vox magna per umbras''. (pp. 47-48)
*Il Betteloni sorride qualche volta, ma quel sorriso è una forma di pianto, è il sorriso d'uno che non vede lontana la tomba:<br><div style="text-align:center;">Il dolce porto d'ogni mal cocente<br>ch'io da tant'anni vo aspettando invano.</div>Non è l'artifizio del poeta, è l'ispirazione dolorosa di un'anima che avrebbe desiderato godere la vita, inebriarsi di affetti, di canti e di profumi, e che si trova invece contraddetta nelle sue più care aspirazioni, ne' suoi desideri più ardenti. (p. 50)
*Io vedo il [[Giovanni Faldella|Faldella]] nella quiete del suo paesello natio, dove lo tira a quando a quando l'affetto de' suoi compaesani, i quali lo fecero loro sovraintendente scolastico e presidente operaio e consigliere provinciale. Se potessero lo farebbero anche parroco. (p. 177)
*{{NDR|Faldella}} Io lo seguo nelle sue passeggiate solitarie pei campi e pei colli. Nulla sfugge al suo sguardo attento e indagatore, e la vita campestre si rivela a lui sotto un nuovo e pittoresco aspetto. Nell'estate e nella primavera egli guarda minutamente ogni cosa: dalle allegre feste di un raggio di sole fra i rami degli alberi alle galline che razzolano nel cortile, dai prati pieni di quiete solenne alla chiesuola bianca e romita. I misteri del silenzio, i bisbigli sommessi delle foglie gli risvegliano nell'animo dolcezze misteriose, blande memorie, orizzonti infiniti. – E quando la campagna è squallida, quando la neve nasconde il terreno, egli dipinge con rara evidenza i candidi cappucci che coprono i comignoli, i tetti, i campanili. Il Faldella adopera il pennello più che la penna e ritrae la realtà nei suoi contorni più tenui. (pp. 177-178)
*Faldella possiede, come artista, un carattere pel quale si fa distinguere da tutti i giovani scrittori suoi coetanei. Ha una fisonomia propria, e gli stessi suoi difetti non dipendono da imitazioni, né da studi mal digeriti; sono suoi, proprio suoi e danno una cert'aria di originalità allo scrittore. Però quest'originalità, che spesso è naturale, diventa alle volte un vezzo ammanierato. Il suo singolare modo di scrivere è troppo ricercato, e quella studiata mescolanza di piemontesismi e di toscanesimi finisce per uggire. (pp. 179)
==''Studi e ricerche di storia e d'arte''==
*Guardate [[Basilica di San Marco|san Marco]]! E una sublime bizzarria. I rosoni, i {{sic|rabeschi}}, gl'intrecci, i {{sic|pinacoli}}, slanciantisi al cielo, hanno l'aspetto di una lussureggiante vegetazione di pietra. Le arcate a trifoglio, le {{sic|aguglie}} traforate, l'innesto dell'arco acuto sul bizantino, tutta l'opera in fine, con la sua ricca veste di sculture e di cesellature, sembra una vasta sinfonia nel marmo, o meglio, per dirla col Tommaseo, tutto l'edificio par quasi una divina poesia, che riempie di sé l'anima e la abbraccia di un tratto. (pp. 3-4)
*Anche nelle questioni religiose, il popolo [[veneto]], con retto giudizio, seppe tenersi lontano dalle inquietudini dell'ascetismo e dai furori de' scismi, seppe dividere i diritti della Chiesa da quelli dello Stato, incarnare il pensiero di un grande, il quale affermava la vera religione cristiana dover camminare per la via del cielo e non poter, per conseguenza, incontrarsi col governo politico, che cammina per la via del mondo. (p. 83)
*Tra Francia e Venezia c'è sempre stata, nella vita intellettuale, una partita aperta di dare e avere. Ha detto bene Madama di Staël: «nous avons besoin les uns des autres, la littérature de chaque pays découvre une nouvelle sphère d'idées». La città, circonfusa di mistero gentile e melanconico, apparve sempre di una bellezza famigliare all'animo, nelle fantasie dei poeti e dei pittori francesi. E noi, di ricambio, abbiamo amato la Francia nelle pagine de' suoi grandi scrittori, che ci hanno appreso a onorare il suo nome e ad ammirare la sua gloria. (p. 139)
*La Francia è stata sempre impetuosa, generosamente irriflessiva, pronta alla gioia e all'abbattimento: Venezia, per converso, calma, fredda, ricca di senso pratico, qualche volta fino un po' troppo calcolatrice. L'una ebbe fiamma d'entusiasmo, l'altra potenza di volontà; l'una ebbe forte la fantasia, l'altra la riflessione; l'una sopportò spesso mal volentieri e fra le agitazioni i suoi governi, l'altra mantenne il suo per quattordici secoli, quasi immutato; l'una ebbe le donne inspiratrici della cosa pubblica, reggenti, regine; l'altra non permise mai alla donna di uscire dalla naturale sua cerchia; l'una fu insanguinata dalle lotte religiose più fiere; l'altra seppe, fin dalle prime, separare i dritti del cielo da quelli della terra. Pochi paesi furono, più di questi due, dissimili, pochi più amici. (p. 140)
==''Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte''==
*Fra quelli che {{NDR|in Francia}} richiamarono la pittura dalla convenzionalità alla {{sic|inspirazione}} diretta della natura presto si manifestarono due correnti: l'una con [[Édouard Manet|Edoardo Manet]], iniziatore, insieme col [[Edgar Degas|Degas]], della scuola dell<nowiki>'</nowiki>''aria aperta'', artefice luminoso, vibrante, ricercatore della macchia; l'altra con [[Gustave Courbet|Gustavo Courbet]], franco, vigoroso, solido, nemico di ogni volgarità, d'ogni falsa eleganza nell'''Enterrement à Ornans'', nella ''Biche forcée à la nage'', nella ''Curée'', ma duro, fosco, quasi repulsivo nella ''Chasse au renard'' e in altri quadri, dove l'originalità si cambia in stranezza, la scioltezza in esagerazione. (p. 376)
*[...] dalla Spagna giunge in Italia un artista, allietato da tutti i sorrisi della fortuna, da tutte le voluttà del trionfo. Nei quadri di [[Marià Fortuny i Marsal|Mariano Fortuny]] la luce vibra, sfavilla, sfolgora, trionfa: i colori più allegri, le tinte più calde, i moltiplicati riflessi, i più luminosi rifrangimenti producono un barbaglio da far parer pallido e opaco qualunque altro oggetto su cui posiamo lo sguardo. Questa pittura svolgentesi tutta ardori e colori ebbe azione profonda, ma non sempre benefica, sulla giovane arte italiana, la quale si lasciò affascinare dalla impressione gradevole, dalla mirabile virtuosità. (p. 377)
*Il [[Giacomo Favretto|Favretto]], pur mantenendo la sua ricca e fervida originalità, seppe far tesoro degli esperimenti altrui. Era istruito tanto da comprendere ogni ragione dell'arte, se non per {{sic|istudio}} e cultura appresa, per certa felice intuizione. Fu un ribelle temperato dal freno dell'arte, arte ch'egli seppe agitare, con certa salutare inquietudine, la quale non ha nulla di comune con le furiose e torbide innovazioni. L'impeto riformatore non poté mai trascinar la sua mente oltre i limiti del giusto; il suo genio non era fiamma viva che abbrucia, ma virtù riposata che illumina. Lasciando il cammino tracciato dai vecchi, seppe aprirsene uno nuovo, conservando sempre la misura; allargò con temperanza le forme dell'arte, e con la eccitabilità {{sic|imaginosa}}, coloritrice del suo ingegno, {{sic|ristaurò}} e rifece, {{sic|inspirandosi}} al presente, non disprezzando il passato, conservando tutto ciò ch'era degno ed utile. (p. 388)
==[[Incipit]] de ''L'arte veneziana del Rinascimento''==
Correva l'anno 1495 (perdonate, o Signori, se incomincio come usava nei vecchi romanzi storici di mezzo secolo fa), correva l'anno 1495 e Filippo de Commines, ambasciatore di Carlo VIII, entrando a Venezia, esclamava ammaliato: — la più trionfante città che io abbia mai veduta!
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/impressionilett01molmgoog/page/n6/mode/1up Impressioni letterarie]'', presso Natale Battezzati, Milano, 1875<sup>2</sup>.
*Pompeo Molmenti, ''[https://www.gutenberg.org/files/51706/51706-h/51706-h.htm L'arte veneziana del Rinascimento]'', in "La vita italiana nel Rinascimento", Treves, 1896.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/lapitturavenezia00molm/page/n3 La pittura veneziana]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1903.
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/nuoveimpression00molmgoog/page/n5/mode/2up Nuove impressioni letterarie]'', Tip. e Lit. Camilla e Bertolero, Torino, 1879.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/studiericerchedi00molm/page/n6/mode/1up Studi e ricerche di storia e d'arte]'', Società Tipografica-Editrice Nazionale (già Roux e Viarengo), Torino, 1892.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/venezianuovistu00molmgoog/page/n7 Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte]'', G. Barbera Editore, Firenze, 1897.
==Altri progetti==
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/* Citazioni di Pompeo Gherardo Molmenti */ Jacopo Sannazzaro
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[[File:Pompeo Gherardo Molmenti 2.jpg|thumb|Pompeo Gherardo Molmenti (1900 circa)]]
'''Pompeo Gherardo Molmenti''' (1852 – 1928), scrittore, storico e politico italiano.
==Citazioni di Pompeo Gherardo Molmenti==
*Il nome di [[Antonio Rotta]] è da molti anni conosciuto in Italia e all'estero. Il suo nuovo quadro rappresenta una vecchia, tutta grinze, che ha levato dall'armadio uno sciupato corsetto di seta, dalla foggia del secolo scorso, un corsetto che le avrà frenato le audacie del seno negli anni giulivi della giovinezza, e sarà stato testimonio di gioie, di feste, di esultanze, e forse, Dio nol voglia, di qualche scappatella. Il pensiero, prima di tuffarsi nel buio dell'eternità, si compiace di ritornare al passato. I ricordi si trasformano in rimpianti. Quel tumulto di passioni e di pentimenti sotto la fronte rugosa di quella vecchia! ''Combien je regrette | mon bras si dodu. | Ma jambe bien faite | et le temps perdu.''<ref>I versi sono tratti da ''Ma grand'mere'' di [[Pierre-Jean de Béranger|Béranger]] (in ''Œuvres complètes de Béranger'', H. Fournier, Parigi, 1839, vol. I, [[s:fr:Page:Béranger, oeuvres complètes - tome 1.pdf/80|p. 20]]). Traduzione: ''Come rimpiango | il mio braccio così tornito. | La mia gamba ben fatta | e il tempo perduto''.</ref> Tempo perduto niente. Ce lo assicura il lampo malizioso di quegli occhietti cisposi, che scintillano come brage fra le ceneri spente. Dio sa quante volte, ai tempi della Serenissima, la bella popolana, adorna del suo roseo corsetto, avrà ballato la ''furlana'' nelle sagre di Santa Marta, e Dio sa qunte volte su quella seta rosea si sarà posata la mano robusta e tremante di desiderio di un elegante gondoliere della Signoria, dalla cappa di velluto rosso e dal berretto all'albanese! No, c'è da scommettere che quella vecchia non deplora il tempo perduto, ma il braccio tornito e il seno bianchissimo. Il quadro del Rotta è dipinto con una leggiadria, una grazia, una nitidezza meglio uniche che rare. Forse l'eleganza rasenta la leziosaggine, liscia e minuziosa, ma l'imitazione perfetta del vero fa dimenticare la cura soverchia dei particolari.<ref>Da ''L'arte veneta all'esposizione di Parigi'', in ''L'illustrazione italiana'', anno V, 1° semestre, Fratelli Treves, Milano, 1878, [https://books.google.it/books?id=1HtH4SSjCAwC&pg=PA234 p. 234].</ref>
*Fra la prosperità e la ricchezza, la vita, fino allora occupata in pratici intenti e in opere severe, si andò indirizzando anche nel campo di una più squisita cultura e di più gentili e leggiadre costumanze. Quella Repubblica {{NDR|di Venezia}}, da sì piccolo nido uscita, divenuta ricca di gloria e di denaro, volle anche i godimenti delle arti, delle lettere e del viver lieto, e le generazioni nuove, più {{sic|finamente}} educate, cominciarono a ricercare le delicate compiacenze dello spirito. Per la qual cosa, Venezia accolse e fecondò gli splendori della [[Rinascimento|Rinascita]], e sulla fine del secolo XV apparve in nuovo aspetto di elegante e raffinata magnificenza. Quei mercanti veneti, che storici maligni e parziali dipingono soltanto cupidi di denaro e indifferenti ad ogni compiacimento letterario, accoglievano con ogni cortesia gli studiosi: ed è notato con gioia l'arrivo di Giorgio Trapezunzio, ''homo preclaro'', che presenta i libri ''De Legibus'' di Platone, da lui fatti latini, e si delibera di erigere una pubblica Biblioteca, per collocarvi i libri donati alla Signoria dal cardinal Bessarione, e si aprono accademie per radunarvi i dotti, e si danno uffici di molti guadagni agli artefici che dipingono nella Sala del Gran Consiglio le gloriose battaglie della Repubblica. Le pompe dell'arte e del costume fecero di Venezia la mèta agognata di tutti gli stranieri amanti delle cose belle, i quali vi trovare liete accoglienze, ammirando la gaiezza sfoggiata delle feste, unita alle più nuove bellezze artistiche. Venezia divenne il regno della pietra lavorata, la palestra delle seste e degli scalpelli, e gli artisti la scelsero a loro soggiorno prediletto.<ref>Da ''[https://archive.org/details/collezionedimono03berg/page/3/mode/1up Venezia]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1907<sup>3</sup>, pp. 49-50.</ref>
*L'architettura veneziana ebbe un valido ausilio nella scultura, dapprima timida goffa, anche quando in Italia sorgeva la gran luce di [[Nicola Pisano]], ma apparsa a un tratto, nel secolo XIV, viva, libera, spontanea, preludendo alla grande riforma pittorica del Rinascimento.<ref>Da ''[https://archive.org/details/collezionedimono03berg/page/3/mode/1up Venezia]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1907<sup>3</sup>, p. 45.</ref>
*[[Marco Tabarrini]], che parlò nobilmente dell'ingegno di [[Erminia Fuà Fusinato|Erminia Fuà-Fusinato]], scrisse che la poesia di questa donna gentile è poesia vera, e non l'arte misera di far versi sopra argomenti accattati, vestendo poveri concetti in forme fantastiche e prosaicamente volgari. Quando si guarda da vicino la vita di un poeta s'incontra una grande diversità fra i suoi versi e le sue azioni. Nella vita d'Erminia invece, da ogni pensiero, da ogni azione, da ogni parola scaturisce quella poesia vivificante e serena, che si può dire l'eco dell'anima sua. La forma stessa linda e composta è uno specchio in cui si riflette il pensiero; non c'è niente di troppo, né concetti, né immagini, né eleganze. Essa non cade, come è vezzo moderno, nello strano e nel paradossale, per far che le sue idee acquistino aria di novità, ma esprime semplicemente ciò che sente e pensa, sincera nell'arte come nella vita.<ref>Da ''Erminia Fuà-Fusinato e i suoi ricordi'', Fratelli Treves editori, Milano, 1877, [https://archive.org/details/erminiafufusina00whitgoog/page/n248/mode/1up cap. VI, p. 233-234].</ref>
*Quando la grandezza di Venezia declinava, e la pompa esteriore nascondeva ormai il decadimento del costume, del commercio, della ricchezza, [[Jacopo Sannazaro|Jacopo Sannazzaro]] dettava il famoso epigramma, in cui, paragonando Roma a Venezia, diceva quella fabbricata dagli uomini, questa dagli Dei:<br><div style="text-align:center;">Illam homines dices, hanc posuisse deos.</div><ref>Da ''[https://archive.org/details/collezionedimono03berg/page/3/mode/1up Venezia]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1907<sup>3</sup>, p. 9.</ref>
==''Impressioni letterarie''==
*In tutti i versi che il povero [[Teobaldo Ciconi|Teobaldo {{NDR|Ciconi}}]] ha lasciato non ci sarà la finezza dell'artista, ma in tutti si sente l'anima serena del poeta. (p. 25)
*Come poeta drammatico egli lascia una traccia non cancellabile nella storia del nostro teatro. Sebbene i lavori del Ciconi {{sic|sieno}} stati scritti sotto l'impressione di sentimenti e di fatti che non giungono all'animo nostro che come un caro ricordo, pure crediamo che non subiranno la sorte comune ai lavori di questo genere, che nati con l'occasione muoiono con quella. (p. 27)
*[[Giuseppe Torelli (scrittore)|Giuseppe Torelli]] fu un galantuomo, ed ebbe per guida nella vita quel vero buon senso, che non è da confondersi con quello che ha l'appellativo di comune e che corre le strade. Non ascoltò che la voce {{sic|secura}} della coscienza, non conobbe le ipocrisie sociali, e chiamò sempre le cose col loro nome. Il Torelli, come tutti gli uomini onesti, possedeva quell'energia tranquilla che impone. Visse qualche tempo in corte, e non fu cortigiano. Fu un nobile esempio di quella democrazia che in generale è scritta nei codici, nei giornali, ma raramente nei cuori. (pp. 34-35)
*Un critico originale ed ardito, che, fra i primi, ebbe il coraggio di {{sic|francarsi}} dalla soggezione delle vecchie tradizioni, è il [[Eugenio Salomone Camerini|Camerini]], nei cui scritti non si trova tutta la vita letteraria del popolo italiano, ma alcune delle sue {{sic|faccie}} più caratteristiche. Egli vede ed apprezza tutto quello che é di buono nella nostra letteratura, e vede e nota molte cose, che mancano. Sdegnoso di calcare le strade battute, anima artistica e {{sic|culta}}, severo con sé stesso, troppo indulgente verso gli altri, non è però sempre risoluto ne' suoi giudizi, e oscilla tra il determinato e un non so che di vago e di nebbioso. (pp. 40-41)
*Il [[Tommaso Locatelli|Locatelli]] non {{sic|riescì}} tanto valente critico, quanto mirabile pittore di costumi. Quello che più s'ammira in lui è quella potenza descrittiva che vi fa sorgere dinanzi chiaramente e distintamente una persona, un paesaggio, una festa. (p. 69)
*Il Locatelli è un vivace pittore del vero, è un accuratissimo osservatore delle idee e dei gusti del suo tempo, ma non lo si può ammirare altrettanto allorché vi discorre d'arte, di teatri, di lettere. Egli ha ereditato dal Gozzi il brio dello stile, ma non già la mente profonda, la vastità del pensiero. Però anche nelle sue critiche la stessa grazia amabilissima, la stessa purezza e la stessa eleganza della forma. Anche ne' suoi scritti critici lo spirito non è mai importuno: aneddoti, facezie, tutto egli sa collocare a suo posto. Non c'è mai nulla di troppo. Egli punge, ma non ferisce, e sa dire la verità con quel garbo di buona lega, che i nostri vecchi conoscevano così bene. (p. 70)
*[...] se il Locatelli scrive alle volte come un poeta, non pensa però quasi mai colla profonda severità del filosofo. Il Locatelli nel giudicare le opere d'arte non è guidato da principî serî ed elevati, non guarda all'armonia dell'insieme, non considera che il freddo particolare. Non è una critica alta e filosofica, ma un seguito di argute e fine osservazioni. Certo non mancano al Locatelli né lo studio attento, né l'onesta franchezza, ma gli fanno difetto l'ardimento del pensiero e la larghezza degli intendimenti. (p. 71)
*Innanzi alla tomba di [[Laura Beatrice Oliva|Laura Mancini]] le donne italiane dovrebbero seriamente pensare, per ispirarsi ad un nobilissimo esempio di fede, di coraggio, di affetto. Era uno di quegli esseri che, nei momenti di sconforto, fanno ancora sperare del mondo e degli uomini.<br>Da ogni suo lineamento traspariva una soavità, una distanza dalle cose mondane; e il delicato ovale del viso, il naso profilato, la fronte ampia rivelavano a prima vista la bellezza dell'animo e dell'ingegno. (p. 72)
*Laura Mancini cantò tutte le fasi del risorgimento nazionale da Solferino a Villafranca, da Marsala al Volturno, da Aspromonte a Mentana. In mezzo alla rapida ispirazione, le sue poesie {{sic|riescirono}} molto trascurate nella forma, eppure vi piacciono come una donna virtuosa in cui la non bella forma del volto viene largamente ricompensata dalla gioia dell'innocenza che le si diffonde sulla fronte. (p. 76)
*Perché, o bizzarra natura, invece di creare del [[Giovanni Prati|Prati]] un vero poeta, ti sei stancata a mezza via, ed hai stampato un misto di giullare di corte e di poeta? Perché, o bizzarra natura, hai voluto permettere che quegli il quale scriveva quei versi dell'''Edmenegarda'', che han fatto brillare tante, lacrime in tanti begli occhi, abbia potuto scrivere ancora che il monte fa intorno a sé ''un mantello di lampi e di paure''? I versi del Prati ci danno l'idea di quei sigari svizzeri, eccellenti fino alla metà, e che dalla metà in giù conviene buttare da un canto. (p. 78)
*In Prati vi sono due poeti; v'è quello che scrive come amore gli detta, e v'è quello che butta giù endecasillabi, ottonari, quinari, solo per mettersi un nastro da cavaliere sull'occhiello dell'abito. (p. 78)
*La fama dell'[[Aleardo Aleardi|Aleardi]] è dovuta alle donne. Un bell'uomo, che s'atteggiava un pochino a martire (allora la cosa era di moda e ci si credeva), che parlava bene, sempre pronto a scrivere su per ogni albo versi gentili, che aveva modi così garbati... c'era più di quanto occorreva per riescire simpatico alle donne. Aleardi era divenuto il beniamino delle signore. (p. 85)
*[...] c'era una cosa che turbava i sonni del nostro poeta. Il suo babbo aveva creduto bene di battezzarlo col nome di Gaetano, e all'Aleardi non garbava punto un tal nome; figuratevi niente di più prosaico che ''un sor Gaetanino''. Ma un dì ei ci trovò rimedio e si ribattezzò col nome di Aleardo: nome, per dirla con un buon francese, ''qui attire et sonne bien''. (p. 85-86)
*[[Giosuè Carducci]] in mezzo al culto amoroso della poesia non ha abbandonato gli studi severi della critica. Nel Carducci conviene distinguere due persone, il poeta ed il critico; il primo non rassomiglia punto al secondo. Enotrio<ref>Enotrio Romano: pseudonimo utilizzato dal Carducci.</ref> poeta è impetuoso, irrequieto, impaziente d'ogni difficoltà, e sempre pronto a rompere, come il Duca di Borgogna, l'orologio se suoni un'ora che lo chiami a ciò ch'egli non vuole. Il critico invece medita lungamente e scrive avvisato ed arguto, sapendo unire agli splendori dell'immaginazione la forma {{sic|culta}} ed elegante, l'erudizione profonda. Il Carducci sa tenersi lontano dalla nebulosità del De Sanctis, dalla elegante leggerezza del Settembrini, dalla troppo minuziosa analisi del Camerini e si manifesta co' suoi ''Studi letterarî'' uno dei più dotti ed arguti critici d'Italia, accoppiando alla serietà alemanna, la vivacità ed il calore degli ingegni del mezzogiorno. (pp. 98-99)
*Il [[Antonio Caccianiga|Caccianiga]] ha [...] il torto di giudicare la società senza risentire le passioni che la agitano. Dal riposo e dall'innocenza della vita campestre egli crede dipingere la vita, ma la mano trema, esagera i contorni e il quadro riesce un po' di maniera. La sua voce spesse volte giunge come un'eco simpatica, ma languida, e i suoi apprezzamenti restano sempre nei campi della teoria, sicché non se ne può trarre utilità. Il Caccianiga ha il torto di voler troppo moralizzare e di assidersi Geremia novello sulle rovine della patria, lamentando la miseria dei tempi e degli uomini. Ma allorché il Caccianiga sveste la {{sic|giornèa}} del moralista<ref>Smette di atteggiarsi a (o assumere il tono di) moralista.</ref>, scrive qualche bozzetto con una verità e leggiadria inimitabili. (p. 117)
*I calmi sentimenti, le soavi ispirazioni che ci desta la mestizia dell'autunno, s'incontrano nei racconti di [[Caterina Percoto]]. Da ogni scritto di questa donna spira il casto olezzo della virtù, e un candore di pensiero che lascia una certa posatura di dolcezza in fondo al cuore. (p.121)
==''La pittura veneziana''==
===[[Incipit]]===
*Venezia non comparisce degnamente nel campo dell'arte se non nel secolo XV, quando già l'architettura e la scultura erano in fiore. Non è peraltro da credere che l'arte del disegno e dei colori fosse ignota negli albori della vita veneziana. Se, nei primi secoli, le case private dei veneziani erano umili, non così può dirsi delle chiese, che sorgevano numerose, quasi per attestare che la fede in Dio era guarentigia della libertà della nuova patria. E le chiese, come quelle di Grado e di Torcello, scintillavano per i mosaici degli artefici venuti da Bisanzio, con cui le isole della laguna avevano continue relazioni politiche e commerciali.<!--Cap. 1, ''Le origini'', p. 1.-->
===Citazioni===
*Dopo la metà del trecento, un artefice, conosciuto con il nome di [[Antonio Veneziano]], fu chiamato a dipingere la sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale {{NDR|a Venezia}}. Ma sebbene, al dir del Vasari, avesse dato eccellenti saggi del suo valore, fu congedato, onde avvilito si condusse in Toscana e considerò sempre come sua patria Firenze. (cap. I, p. 8)
*Jacopo Nigreti [...] conosciuto nella storia dell'arte con il nome di [[Jacopo Palma il Vecchio|Palma il vecchio]], è uno dei sommi artisti della scuola veneziana, e in certe parti, specialmente nel disegno, superiore forse a [[Tiziano Vecellio|Tiziano]]. [...]. Nella galleria di Dresda è celebre il quadro delle ''Tre sorelle''. Il suo capolavoro, la ''Santa Barbara'', la più sana e vigorosa figura di donna, che l'arte abbia mai rappresentata, si ammira nella chiesa di Santa Maria Formosa di Venezia. (cap. III, pp. 67-68)
*A ogni modo {{NDR|[[Giovanni Battista Piazzetta]]}} fu artefice eminente, e il Blanc volle esprimere tutta la sua ammirazione con questa frase: ''C'est un Caravage vénitien!'' Frase invero più bella che esatta, giacché il Piazzetta moveva specialmente dal Guercino, le opere del quale aveva nella sua giovinezza studiato con grande amore, insieme con il bolognese Giuseppe Crespi. La vigoria dell'ingegno e la viva fantasia del Piazzetta meglio appaiono ne' suoi disegni, nelle illustrazioni della ''Gerusalemme liberata'', e nei mirabili studi di teste, di cui possono vedersi alcuni saggi nel Museo Civico e nell'Accademia. (cap. V, pp. 110-111)
*[[Rosalba Carriera]], fine, espressiva, delicata anima d'artista, [...], dipinse ritratti a pastello con {{sic|maravigliosa}} finezza di tocco e facilità di disegno. Ne' suoi pastelli c'è la verità illuminata dal raggio della poesia: le sue patrizie non sono proprio come erano, ma come volevano essere. (cap. V, pp. 112-113)
*Come il Gallina riproduceva sul teatro la Venezia odierna, così il Favretto sulle tele. [[Giacomo Favretto]] e [[Giacinto Gallina]], questi due gemelli dell'arte veneziana, così somiglianti nell'indole dell'ingegno, nella bontà dell'animo, nel modesto aspetto della persona, nella morte immatura, penetrarono senza sforzo, per un'intuizione nativa, nell'intima vita del popolo. L'arte del Gallina è più profonda, più dominata dal sentimento, ma la superficialità delle impressioni del Favretto è compensata dal brio della osservazione. (cap. VII, p, 152)
*Quando, per la Mostra internazionale del 1899, si pensò alle ''Esposizioni individuali collettive'', e si raccolsero in una sala più di quaranta quadri del Favretto, fu un grido di ammirazione. Sebbene in alcune tele, dopo così breve tempo, apparissero fosche e cupe le tinte, appannate le luci, come nel ''Liston del 700'', da tutto l'insieme di quella esposizione emanava uno {{sic|splendor}} così lieto, che nulla di più dolce agli occhi e allo spirito. La sua gloria in vero non corre pericolo di essere sommersa dal flutto di nuove idee, il gusto mutato non scema la grazia spirituale dell'arte fravettiana, e la pupilla si abbandona ancora con voluttà su quell'armonia di tinte, rivelatrice dell'animo dell'artefice sereno, che inebriò la pittura veneziana di sole, di aria, di vita. (cap. VII, p. 155)
*Artista virile, il [[Guglielmo Ciardi|Ciardi]] sa rendere la forte poesia del vero sia ch'egli ritragga i monumenti veneziani, o le larghe pagine virgiliane dei meriggi campestri, o le borgate pittoresche alle falde delle Alpi dolomitiche, tra i gravi silenzi delle selve. (cap. VII, p. 163)
*Non al vivido sole, ma alle più cupe fantasie e alle più strane visioni, sembra invece ispirarsi quell'originalissimo ingegno di [[Mario de Maria]], meglio conosciuto sotto il nome di ''Marius Pictor''. È nato a Bologna nel 1853, ma vive ora a Venezia, che nella sua solitudine piena di visioni, nella sua pace piena di memorie, può considerarsi la patria ideale del bizzarro pittore. Il quale ama le solitudini strane, i gagliardi contrasti della luce e dell'ombra, gli oscuri contorni delle case, che staccano sul grigio dei cieli d'autunno, e le notti tragiche, funeree, illuminate dalla luna fuggente dietro le nuvole. Certi suoi quadri fanno pensare ai racconti di {{sic|Edgardo Poë}}. (cap. VII, pp. 165-167)
==''Nuove impressioni letterarie''==
*Il [[Gaetano Trezza|Trezza]] coi suoi desideri e le sue aspirazioni vive in [[Tito Lucrezio Caro|Lucrezio]]: egli, al pari del grande pensatore latino, è idealista fra le brutalità delle superstizioni e degli errori. La sua anima, che crede senza esitanze alla realtà della scienza, sente a quando a quando il desiderio misterioso dell'infinito. Il Trezza ha l'animo compreso della sublime e dolce mestizia del poeta, ed è cosi affascinato dal concetto lucreziano, da dimenticarne perfino gli errori e le stranezze.<br>Talora sottilizza di soverchio e pel desiderio di troppo dimostrare diventa oscuro; altre volte si perde in concetti astratti per {{sic|ispiegare}} le cose più semplici. (pp. 10-11)
*Il Trezza è profondo quando parla dei miti, delle lingue, delle religioni, ma nelle investigazioni della natura si capisce com'egli si affidi all'altrui autorità, più presto che alle proprie osservazioni ed esperienze. Ha studiato le grandi leggi biologiche e fisiche più sui libri, che nella attenta e paziente osservazione dei fenomeni naturali. (p. 11)
*Il Trezza al disopra d'ogni cosa, odia le ipocrisie del pensiero e del sentimento, e con temerario coraggio combatte le idee e le credenze dei più. Questa robusta figura d'uomo e di pensatore esce fuori compiuta dalle sue lezioni e dai suoi libri, come dalle modeste abitudini della sua vita privata. Si possono discutere le sue opinioni e combattere le sue dottrine, ma non si possono non ammirare la onesta energia dell'anima e la gagliardia dell'ingegno. (p. 14)
*Il [[Francesco De Sanctis|De Sanctis]], ingegno vivace e animoso, non riesce efficace in quelle opere, nelle quali la lunghezza e la necessità delle ricerche, temperano l'ispirazione. La ''Storia della letteratura italiana'' non è lavoro di gran conto, è una serie di articoli uniti insieme dal legame di una teorica metafisica, in cui la nostra storia letteraria viene divisa in tre periodi: il primo originale, il secondo di perfezione, il terzo della nuova letteratura. Un serio lavoro scientifico sulla nostra letteratura, dice l'autore, non può farlo nessuno oggi, in cui incomincia il lavoro paziente dell'analisi parte per parte. Una storia della letteratura sarà possibile quando su ciascuna epoca, su ciascun scrittore importante si farà tale monografia, o studio, o saggio, che dica l'ultima parola e sciolga tutte le questioni.<br>In tanta povertà cosa può essere una storia della letteratura? Un'informe compilazione piena di lacune e d'imprestiti, e di idee superficiali e frettolose.<br>Scrivendo queste parole, il De Sanctis dava un giusto giudizio sulla sua storia. (pp. 23-24)
*{{NDR|[[Pietro Selvatico]]}} I suoi giudizi animosi serbavano un certo colore d'erudizione classica, ma, accanto allo studio profondo, si sentiva ne' suoi scritti il fremito d'una vita intensa, i baldi propositi di un fervido ingegno, che non curava le stupide resistenze di chi voleva ancora attaccarsi al passato. Fra le sottigliezze complicate, questo spirito acre, battagliero, paradossastico, smarrì qualche volta di vista la verità e trascese nella polemica. La sua mente educata a studi severi, ma flessibile ed assimilatrice, è un po' come la cera , riproduce esattamente l'immagine che vi s'imprime. (p. 30)
*{{NDR|Pietro Selvatico}} Le idee che gli appariscono buone egli le abbraccia senza minuta analisi, ed è severo se sono severi quelli che l'attorniano, e batte le mani entusiasta, se è circondato dall'entusiasmo. Strano miscuglio di pedante e di artista, di grazia decente e di violenza sarcastica, di tenacità indomabile e di irresolutezza! (pp. 30-31)
*– È un letterato – dirò anch'io del [[Camillo Boito|Boito]], e appunto per questo è buonissimo critico di arte, giacché a discernere certe bellezze ci vogliono studio e sottigliezza grande. Ma il Boito non è soltanto un letterato; è un bravo architetto, è vissuto sempre in mezzo agli artisti, e si può dir del mestiere, sapendo di che cosa parla e potendo giudicare, non solamente del concetto, dell'espressione, della forma, ma anche di tutto ciò che s'attiene alle tecniche del colorire. (p. 39)
*Camillo Boito non impone le sue idee, egli domanda all'artista il sentimento individuale; la schietta espressione dell'indole sua e cerca nella tela o nel marmo, l'uomo co' suoi sentimenti, le sue impressioni e le sue emozioni. Pel nostro critico il fine dell'arte rappresentativa si può esprimere così: destar nell'animo con la finzione del naturale un sentimento non ignobile. Egli afferma che la natura è sorgente di ispirazione feconda, e che il segreto del pittore e dello scultore è trasformare in arte la realtà, ma non vuole che la pittura e la statuaria si trasformino in un ''processo verbale'' in un ''atto di consegna'' della natura, imperocché la riproduzione minuta e materiale è nemica della verità. Ama l'arte che scaturisce dalla vita, non quella che ha per sola ispirazione lo studio paziente. (p. 40)
*Il Boito non è soltanto un buono ed ardito critico d'arte, è un elegante novellatore. V'è ne' suoi racconti un certo andamento franco e spigliato, un colore ammirabile di verità, un profondo e amoroso sentimento della natura. (pp. 41-42)
*Pochi uomini furono più infelici di [[Cesare Betteloni]], pochi poeti seppero meglio di lui esprimere col verso quegli strazi affannosi, quelle inquietudini angosciose che non si possono recidere che colla vita. (p. 47)
*Le poesie del Betteloni rivelano tutta la tragedia di un'anima, che non può trovar quiete che nella tomba. E allorché non ebbe più la forza di soffrire l'intensità del male, allorché la vita gli si rese insopportabile, si senti spinto dalla fatale ebbrezza del suicidio e ricorse alla morte come ad ultimo ed unico rifugio. Voleva che le sue lunghe pene finissero, chiedeva intorno a sé il silenzio, e sentiva la voce dell'eternità che lo chiamava — ''vox magna per umbras''. (pp. 47-48)
*Il Betteloni sorride qualche volta, ma quel sorriso è una forma di pianto, è il sorriso d'uno che non vede lontana la tomba:<br><div style="text-align:center;">Il dolce porto d'ogni mal cocente<br>ch'io da tant'anni vo aspettando invano.</div>Non è l'artifizio del poeta, è l'ispirazione dolorosa di un'anima che avrebbe desiderato godere la vita, inebriarsi di affetti, di canti e di profumi, e che si trova invece contraddetta nelle sue più care aspirazioni, ne' suoi desideri più ardenti. (p. 50)
*Io vedo il [[Giovanni Faldella|Faldella]] nella quiete del suo paesello natio, dove lo tira a quando a quando l'affetto de' suoi compaesani, i quali lo fecero loro sovraintendente scolastico e presidente operaio e consigliere provinciale. Se potessero lo farebbero anche parroco. (p. 177)
*{{NDR|Faldella}} Io lo seguo nelle sue passeggiate solitarie pei campi e pei colli. Nulla sfugge al suo sguardo attento e indagatore, e la vita campestre si rivela a lui sotto un nuovo e pittoresco aspetto. Nell'estate e nella primavera egli guarda minutamente ogni cosa: dalle allegre feste di un raggio di sole fra i rami degli alberi alle galline che razzolano nel cortile, dai prati pieni di quiete solenne alla chiesuola bianca e romita. I misteri del silenzio, i bisbigli sommessi delle foglie gli risvegliano nell'animo dolcezze misteriose, blande memorie, orizzonti infiniti. – E quando la campagna è squallida, quando la neve nasconde il terreno, egli dipinge con rara evidenza i candidi cappucci che coprono i comignoli, i tetti, i campanili. Il Faldella adopera il pennello più che la penna e ritrae la realtà nei suoi contorni più tenui. (pp. 177-178)
*Faldella possiede, come artista, un carattere pel quale si fa distinguere da tutti i giovani scrittori suoi coetanei. Ha una fisonomia propria, e gli stessi suoi difetti non dipendono da imitazioni, né da studi mal digeriti; sono suoi, proprio suoi e danno una cert'aria di originalità allo scrittore. Però quest'originalità, che spesso è naturale, diventa alle volte un vezzo ammanierato. Il suo singolare modo di scrivere è troppo ricercato, e quella studiata mescolanza di piemontesismi e di toscanesimi finisce per uggire. (pp. 179)
==''Studi e ricerche di storia e d'arte''==
*Guardate [[Basilica di San Marco|san Marco]]! E una sublime bizzarria. I rosoni, i {{sic|rabeschi}}, gl'intrecci, i {{sic|pinacoli}}, slanciantisi al cielo, hanno l'aspetto di una lussureggiante vegetazione di pietra. Le arcate a trifoglio, le {{sic|aguglie}} traforate, l'innesto dell'arco acuto sul bizantino, tutta l'opera in fine, con la sua ricca veste di sculture e di cesellature, sembra una vasta sinfonia nel marmo, o meglio, per dirla col Tommaseo, tutto l'edificio par quasi una divina poesia, che riempie di sé l'anima e la abbraccia di un tratto. (pp. 3-4)
*Anche nelle questioni religiose, il popolo [[veneto]], con retto giudizio, seppe tenersi lontano dalle inquietudini dell'ascetismo e dai furori de' scismi, seppe dividere i diritti della Chiesa da quelli dello Stato, incarnare il pensiero di un grande, il quale affermava la vera religione cristiana dover camminare per la via del cielo e non poter, per conseguenza, incontrarsi col governo politico, che cammina per la via del mondo. (p. 83)
*Tra Francia e Venezia c'è sempre stata, nella vita intellettuale, una partita aperta di dare e avere. Ha detto bene Madama di Staël: «nous avons besoin les uns des autres, la littérature de chaque pays découvre une nouvelle sphère d'idées». La città, circonfusa di mistero gentile e melanconico, apparve sempre di una bellezza famigliare all'animo, nelle fantasie dei poeti e dei pittori francesi. E noi, di ricambio, abbiamo amato la Francia nelle pagine de' suoi grandi scrittori, che ci hanno appreso a onorare il suo nome e ad ammirare la sua gloria. (p. 139)
*La Francia è stata sempre impetuosa, generosamente irriflessiva, pronta alla gioia e all'abbattimento: Venezia, per converso, calma, fredda, ricca di senso pratico, qualche volta fino un po' troppo calcolatrice. L'una ebbe fiamma d'entusiasmo, l'altra potenza di volontà; l'una ebbe forte la fantasia, l'altra la riflessione; l'una sopportò spesso mal volentieri e fra le agitazioni i suoi governi, l'altra mantenne il suo per quattordici secoli, quasi immutato; l'una ebbe le donne inspiratrici della cosa pubblica, reggenti, regine; l'altra non permise mai alla donna di uscire dalla naturale sua cerchia; l'una fu insanguinata dalle lotte religiose più fiere; l'altra seppe, fin dalle prime, separare i dritti del cielo da quelli della terra. Pochi paesi furono, più di questi due, dissimili, pochi più amici. (p. 140)
==''Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte''==
*Fra quelli che {{NDR|in Francia}} richiamarono la pittura dalla convenzionalità alla {{sic|inspirazione}} diretta della natura presto si manifestarono due correnti: l'una con [[Édouard Manet|Edoardo Manet]], iniziatore, insieme col [[Edgar Degas|Degas]], della scuola dell<nowiki>'</nowiki>''aria aperta'', artefice luminoso, vibrante, ricercatore della macchia; l'altra con [[Gustave Courbet|Gustavo Courbet]], franco, vigoroso, solido, nemico di ogni volgarità, d'ogni falsa eleganza nell'''Enterrement à Ornans'', nella ''Biche forcée à la nage'', nella ''Curée'', ma duro, fosco, quasi repulsivo nella ''Chasse au renard'' e in altri quadri, dove l'originalità si cambia in stranezza, la scioltezza in esagerazione. (p. 376)
*[...] dalla Spagna giunge in Italia un artista, allietato da tutti i sorrisi della fortuna, da tutte le voluttà del trionfo. Nei quadri di [[Marià Fortuny i Marsal|Mariano Fortuny]] la luce vibra, sfavilla, sfolgora, trionfa: i colori più allegri, le tinte più calde, i moltiplicati riflessi, i più luminosi rifrangimenti producono un barbaglio da far parer pallido e opaco qualunque altro oggetto su cui posiamo lo sguardo. Questa pittura svolgentesi tutta ardori e colori ebbe azione profonda, ma non sempre benefica, sulla giovane arte italiana, la quale si lasciò affascinare dalla impressione gradevole, dalla mirabile virtuosità. (p. 377)
*Il [[Giacomo Favretto|Favretto]], pur mantenendo la sua ricca e fervida originalità, seppe far tesoro degli esperimenti altrui. Era istruito tanto da comprendere ogni ragione dell'arte, se non per {{sic|istudio}} e cultura appresa, per certa felice intuizione. Fu un ribelle temperato dal freno dell'arte, arte ch'egli seppe agitare, con certa salutare inquietudine, la quale non ha nulla di comune con le furiose e torbide innovazioni. L'impeto riformatore non poté mai trascinar la sua mente oltre i limiti del giusto; il suo genio non era fiamma viva che abbrucia, ma virtù riposata che illumina. Lasciando il cammino tracciato dai vecchi, seppe aprirsene uno nuovo, conservando sempre la misura; allargò con temperanza le forme dell'arte, e con la eccitabilità {{sic|imaginosa}}, coloritrice del suo ingegno, {{sic|ristaurò}} e rifece, {{sic|inspirandosi}} al presente, non disprezzando il passato, conservando tutto ciò ch'era degno ed utile. (p. 388)
==[[Incipit]] de ''L'arte veneziana del Rinascimento''==
Correva l'anno 1495 (perdonate, o Signori, se incomincio come usava nei vecchi romanzi storici di mezzo secolo fa), correva l'anno 1495 e Filippo de Commines, ambasciatore di Carlo VIII, entrando a Venezia, esclamava ammaliato: — la più trionfante città che io abbia mai veduta!
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/impressionilett01molmgoog/page/n6/mode/1up Impressioni letterarie]'', presso Natale Battezzati, Milano, 1875<sup>2</sup>.
*Pompeo Molmenti, ''[https://www.gutenberg.org/files/51706/51706-h/51706-h.htm L'arte veneziana del Rinascimento]'', in "La vita italiana nel Rinascimento", Treves, 1896.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/lapitturavenezia00molm/page/n3 La pittura veneziana]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1903.
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/nuoveimpression00molmgoog/page/n5/mode/2up Nuove impressioni letterarie]'', Tip. e Lit. Camilla e Bertolero, Torino, 1879.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/studiericerchedi00molm/page/n6/mode/1up Studi e ricerche di storia e d'arte]'', Società Tipografica-Editrice Nazionale (già Roux e Viarengo), Torino, 1892.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/venezianuovistu00molmgoog/page/n7 Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte]'', G. Barbera Editore, Firenze, 1897.
==Altri progetti==
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[[File:Pompeo Gherardo Molmenti 2.jpg|thumb|Pompeo Gherardo Molmenti (1900 circa)]]
'''Pompeo Gherardo Molmenti''' (1852 – 1928), scrittore, storico e politico italiano.
==Citazioni di Pompeo Gherardo Molmenti==
*Il nome di [[Antonio Rotta]] è da molti anni conosciuto in Italia e all'estero. Il suo nuovo quadro rappresenta una vecchia, tutta grinze, che ha levato dall'armadio uno sciupato corsetto di seta, dalla foggia del secolo scorso, un corsetto che le avrà frenato le audacie del seno negli anni giulivi della giovinezza, e sarà stato testimonio di gioie, di feste, di esultanze, e forse, Dio nol voglia, di qualche scappatella. Il pensiero, prima di tuffarsi nel buio dell'eternità, si compiace di ritornare al passato. I ricordi si trasformano in rimpianti. Quel tumulto di passioni e di pentimenti sotto la fronte rugosa di quella vecchia! ''Combien je regrette | mon bras si dodu. | Ma jambe bien faite | et le temps perdu.''<ref>I versi sono tratti da ''Ma grand'mere'' di [[Pierre-Jean de Béranger|Béranger]] (in ''Œuvres complètes de Béranger'', H. Fournier, Parigi, 1839, vol. I, [[s:fr:Page:Béranger, oeuvres complètes - tome 1.pdf/80|p. 20]]). Traduzione: ''Come rimpiango | il mio braccio così tornito. | La mia gamba ben fatta | e il tempo perduto''.</ref> Tempo perduto niente. Ce lo assicura il lampo malizioso di quegli occhietti cisposi, che scintillano come brage fra le ceneri spente. Dio sa quante volte, ai tempi della Serenissima, la bella popolana, adorna del suo roseo corsetto, avrà ballato la ''furlana'' nelle sagre di Santa Marta, e Dio sa qunte volte su quella seta rosea si sarà posata la mano robusta e tremante di desiderio di un elegante gondoliere della Signoria, dalla cappa di velluto rosso e dal berretto all'albanese! No, c'è da scommettere che quella vecchia non deplora il tempo perduto, ma il braccio tornito e il seno bianchissimo. Il quadro del Rotta è dipinto con una leggiadria, una grazia, una nitidezza meglio uniche che rare. Forse l'eleganza rasenta la leziosaggine, liscia e minuziosa, ma l'imitazione perfetta del vero fa dimenticare la cura soverchia dei particolari.<ref>Da ''L'arte veneta all'esposizione di Parigi'', in ''L'illustrazione italiana'', anno V, 1° semestre, Fratelli Treves, Milano, 1878, [https://books.google.it/books?id=1HtH4SSjCAwC&pg=PA234 p. 234].</ref>
*[[Marco Tabarrini]], che parlò nobilmente dell'ingegno di [[Erminia Fuà Fusinato|Erminia Fuà-Fusinato]], scrisse che la poesia di questa donna gentile è poesia vera, e non l'arte misera di far versi sopra argomenti accattati, vestendo poveri concetti in forme fantastiche e prosaicamente volgari. Quando si guarda da vicino la vita di un poeta s'incontra una grande diversità fra i suoi versi e le sue azioni. Nella vita d'Erminia invece, da ogni pensiero, da ogni azione, da ogni parola scaturisce quella poesia vivificante e serena, che si può dire l'eco dell'anima sua. La forma stessa linda e composta è uno specchio in cui si riflette il pensiero; non c'è niente di troppo, né concetti, né immagini, né eleganze. Essa non cade, come è vezzo moderno, nello strano e nel paradossale, per far che le sue idee acquistino aria di novità, ma esprime semplicemente ciò che sente e pensa, sincera nell'arte come nella vita.<ref>Da ''Erminia Fuà-Fusinato e i suoi ricordi'', Fratelli Treves editori, Milano, 1877, [https://archive.org/details/erminiafufusina00whitgoog/page/n248/mode/1up cap. VI, p. 233-234].</ref>
==''Impressioni letterarie''==
*In tutti i versi che il povero [[Teobaldo Ciconi|Teobaldo {{NDR|Ciconi}}]] ha lasciato non ci sarà la finezza dell'artista, ma in tutti si sente l'anima serena del poeta. (p. 25)
*Come poeta drammatico egli lascia una traccia non cancellabile nella storia del nostro teatro. Sebbene i lavori del Ciconi {{sic|sieno}} stati scritti sotto l'impressione di sentimenti e di fatti che non giungono all'animo nostro che come un caro ricordo, pure crediamo che non subiranno la sorte comune ai lavori di questo genere, che nati con l'occasione muoiono con quella. (p. 27)
*[[Giuseppe Torelli (scrittore)|Giuseppe Torelli]] fu un galantuomo, ed ebbe per guida nella vita quel vero buon senso, che non è da confondersi con quello che ha l'appellativo di comune e che corre le strade. Non ascoltò che la voce {{sic|secura}} della coscienza, non conobbe le ipocrisie sociali, e chiamò sempre le cose col loro nome. Il Torelli, come tutti gli uomini onesti, possedeva quell'energia tranquilla che impone. Visse qualche tempo in corte, e non fu cortigiano. Fu un nobile esempio di quella democrazia che in generale è scritta nei codici, nei giornali, ma raramente nei cuori. (pp. 34-35)
*Un critico originale ed ardito, che, fra i primi, ebbe il coraggio di {{sic|francarsi}} dalla soggezione delle vecchie tradizioni, è il [[Eugenio Salomone Camerini|Camerini]], nei cui scritti non si trova tutta la vita letteraria del popolo italiano, ma alcune delle sue {{sic|faccie}} più caratteristiche. Egli vede ed apprezza tutto quello che é di buono nella nostra letteratura, e vede e nota molte cose, che mancano. Sdegnoso di calcare le strade battute, anima artistica e {{sic|culta}}, severo con sé stesso, troppo indulgente verso gli altri, non è però sempre risoluto ne' suoi giudizi, e oscilla tra il determinato e un non so che di vago e di nebbioso. (pp. 40-41)
*Il [[Tommaso Locatelli|Locatelli]] non {{sic|riescì}} tanto valente critico, quanto mirabile pittore di costumi. Quello che più s'ammira in lui è quella potenza descrittiva che vi fa sorgere dinanzi chiaramente e distintamente una persona, un paesaggio, una festa. (p. 69)
*Il Locatelli è un vivace pittore del vero, è un accuratissimo osservatore delle idee e dei gusti del suo tempo, ma non lo si può ammirare altrettanto allorché vi discorre d'arte, di teatri, di lettere. Egli ha ereditato dal Gozzi il brio dello stile, ma non già la mente profonda, la vastità del pensiero. Però anche nelle sue critiche la stessa grazia amabilissima, la stessa purezza e la stessa eleganza della forma. Anche ne' suoi scritti critici lo spirito non è mai importuno: aneddoti, facezie, tutto egli sa collocare a suo posto. Non c'è mai nulla di troppo. Egli punge, ma non ferisce, e sa dire la verità con quel garbo di buona lega, che i nostri vecchi conoscevano così bene. (p. 70)
*[...] se il Locatelli scrive alle volte come un poeta, non pensa però quasi mai colla profonda severità del filosofo. Il Locatelli nel giudicare le opere d'arte non è guidato da principî serî ed elevati, non guarda all'armonia dell'insieme, non considera che il freddo particolare. Non è una critica alta e filosofica, ma un seguito di argute e fine osservazioni. Certo non mancano al Locatelli né lo studio attento, né l'onesta franchezza, ma gli fanno difetto l'ardimento del pensiero e la larghezza degli intendimenti. (p. 71)
*Innanzi alla tomba di [[Laura Beatrice Oliva|Laura Mancini]] le donne italiane dovrebbero seriamente pensare, per ispirarsi ad un nobilissimo esempio di fede, di coraggio, di affetto. Era uno di quegli esseri che, nei momenti di sconforto, fanno ancora sperare del mondo e degli uomini.<br>Da ogni suo lineamento traspariva una soavità, una distanza dalle cose mondane; e il delicato ovale del viso, il naso profilato, la fronte ampia rivelavano a prima vista la bellezza dell'animo e dell'ingegno. (p. 72)
*Laura Mancini cantò tutte le fasi del risorgimento nazionale da Solferino a Villafranca, da Marsala al Volturno, da Aspromonte a Mentana. In mezzo alla rapida ispirazione, le sue poesie {{sic|riescirono}} molto trascurate nella forma, eppure vi piacciono come una donna virtuosa in cui la non bella forma del volto viene largamente ricompensata dalla gioia dell'innocenza che le si diffonde sulla fronte. (p. 76)
*Perché, o bizzarra natura, invece di creare del [[Giovanni Prati|Prati]] un vero poeta, ti sei stancata a mezza via, ed hai stampato un misto di giullare di corte e di poeta? Perché, o bizzarra natura, hai voluto permettere che quegli il quale scriveva quei versi dell'''Edmenegarda'', che han fatto brillare tante, lacrime in tanti begli occhi, abbia potuto scrivere ancora che il monte fa intorno a sé ''un mantello di lampi e di paure''? I versi del Prati ci danno l'idea di quei sigari svizzeri, eccellenti fino alla metà, e che dalla metà in giù conviene buttare da un canto. (p. 78)
*In Prati vi sono due poeti; v'è quello che scrive come amore gli detta, e v'è quello che butta giù endecasillabi, ottonari, quinari, solo per mettersi un nastro da cavaliere sull'occhiello dell'abito. (p. 78)
*La fama dell'[[Aleardo Aleardi|Aleardi]] è dovuta alle donne. Un bell'uomo, che s'atteggiava un pochino a martire (allora la cosa era di moda e ci si credeva), che parlava bene, sempre pronto a scrivere su per ogni albo versi gentili, che aveva modi così garbati... c'era più di quanto occorreva per riescire simpatico alle donne. Aleardi era divenuto il beniamino delle signore. (p. 85)
*[...] c'era una cosa che turbava i sonni del nostro poeta. Il suo babbo aveva creduto bene di battezzarlo col nome di Gaetano, e all'Aleardi non garbava punto un tal nome; figuratevi niente di più prosaico che ''un sor Gaetanino''. Ma un dì ei ci trovò rimedio e si ribattezzò col nome di Aleardo: nome, per dirla con un buon francese, ''qui attire et sonne bien''. (p. 85-86)
*[[Giosuè Carducci]] in mezzo al culto amoroso della poesia non ha abbandonato gli studi severi della critica. Nel Carducci conviene distinguere due persone, il poeta ed il critico; il primo non rassomiglia punto al secondo. Enotrio<ref>Enotrio Romano: pseudonimo utilizzato dal Carducci.</ref> poeta è impetuoso, irrequieto, impaziente d'ogni difficoltà, e sempre pronto a rompere, come il Duca di Borgogna, l'orologio se suoni un'ora che lo chiami a ciò ch'egli non vuole. Il critico invece medita lungamente e scrive avvisato ed arguto, sapendo unire agli splendori dell'immaginazione la forma {{sic|culta}} ed elegante, l'erudizione profonda. Il Carducci sa tenersi lontano dalla nebulosità del De Sanctis, dalla elegante leggerezza del Settembrini, dalla troppo minuziosa analisi del Camerini e si manifesta co' suoi ''Studi letterarî'' uno dei più dotti ed arguti critici d'Italia, accoppiando alla serietà alemanna, la vivacità ed il calore degli ingegni del mezzogiorno. (pp. 98-99)
*Il [[Antonio Caccianiga|Caccianiga]] ha [...] il torto di giudicare la società senza risentire le passioni che la agitano. Dal riposo e dall'innocenza della vita campestre egli crede dipingere la vita, ma la mano trema, esagera i contorni e il quadro riesce un po' di maniera. La sua voce spesse volte giunge come un'eco simpatica, ma languida, e i suoi apprezzamenti restano sempre nei campi della teoria, sicché non se ne può trarre utilità. Il Caccianiga ha il torto di voler troppo moralizzare e di assidersi Geremia novello sulle rovine della patria, lamentando la miseria dei tempi e degli uomini. Ma allorché il Caccianiga sveste la {{sic|giornèa}} del moralista<ref>Smette di atteggiarsi a (o assumere il tono di) moralista.</ref>, scrive qualche bozzetto con una verità e leggiadria inimitabili. (p. 117)
*I calmi sentimenti, le soavi ispirazioni che ci desta la mestizia dell'autunno, s'incontrano nei racconti di [[Caterina Percoto]]. Da ogni scritto di questa donna spira il casto olezzo della virtù, e un candore di pensiero che lascia una certa posatura di dolcezza in fondo al cuore. (p.121)
==''La pittura veneziana''==
===[[Incipit]]===
*Venezia non comparisce degnamente nel campo dell'arte se non nel secolo XV, quando già l'architettura e la scultura erano in fiore. Non è peraltro da credere che l'arte del disegno e dei colori fosse ignota negli albori della vita veneziana. Se, nei primi secoli, le case private dei veneziani erano umili, non così può dirsi delle chiese, che sorgevano numerose, quasi per attestare che la fede in Dio era guarentigia della libertà della nuova patria. E le chiese, come quelle di Grado e di Torcello, scintillavano per i mosaici degli artefici venuti da Bisanzio, con cui le isole della laguna avevano continue relazioni politiche e commerciali.<!--Cap. 1, ''Le origini'', p. 1.-->
===Citazioni===
*Dopo la metà del trecento, un artefice, conosciuto con il nome di [[Antonio Veneziano]], fu chiamato a dipingere la sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale {{NDR|a Venezia}}. Ma sebbene, al dir del Vasari, avesse dato eccellenti saggi del suo valore, fu congedato, onde avvilito si condusse in Toscana e considerò sempre come sua patria Firenze. (cap. I, p. 8)
*Jacopo Nigreti [...] conosciuto nella storia dell'arte con il nome di [[Jacopo Palma il Vecchio|Palma il vecchio]], è uno dei sommi artisti della scuola veneziana, e in certe parti, specialmente nel disegno, superiore forse a [[Tiziano Vecellio|Tiziano]]. [...]. Nella galleria di Dresda è celebre il quadro delle ''Tre sorelle''. Il suo capolavoro, la ''Santa Barbara'', la più sana e vigorosa figura di donna, che l'arte abbia mai rappresentata, si ammira nella chiesa di Santa Maria Formosa di Venezia. (cap. III, pp. 67-68)
*A ogni modo {{NDR|[[Giovanni Battista Piazzetta]]}} fu artefice eminente, e il Blanc volle esprimere tutta la sua ammirazione con questa frase: ''C'est un Caravage vénitien!'' Frase invero più bella che esatta, giacché il Piazzetta moveva specialmente dal Guercino, le opere del quale aveva nella sua giovinezza studiato con grande amore, insieme con il bolognese Giuseppe Crespi. La vigoria dell'ingegno e la viva fantasia del Piazzetta meglio appaiono ne' suoi disegni, nelle illustrazioni della ''Gerusalemme liberata'', e nei mirabili studi di teste, di cui possono vedersi alcuni saggi nel Museo Civico e nell'Accademia. (cap. V, pp. 110-111)
*[[Rosalba Carriera]], fine, espressiva, delicata anima d'artista, [...], dipinse ritratti a pastello con {{sic|maravigliosa}} finezza di tocco e facilità di disegno. Ne' suoi pastelli c'è la verità illuminata dal raggio della poesia: le sue patrizie non sono proprio come erano, ma come volevano essere. (cap. V, pp. 112-113)
*Come il Gallina riproduceva sul teatro la Venezia odierna, così il Favretto sulle tele. [[Giacomo Favretto]] e [[Giacinto Gallina]], questi due gemelli dell'arte veneziana, così somiglianti nell'indole dell'ingegno, nella bontà dell'animo, nel modesto aspetto della persona, nella morte immatura, penetrarono senza sforzo, per un'intuizione nativa, nell'intima vita del popolo. L'arte del Gallina è più profonda, più dominata dal sentimento, ma la superficialità delle impressioni del Favretto è compensata dal brio della osservazione. (cap. VII, p, 152)
*Quando, per la Mostra internazionale del 1899, si pensò alle ''Esposizioni individuali collettive'', e si raccolsero in una sala più di quaranta quadri del Favretto, fu un grido di ammirazione. Sebbene in alcune tele, dopo così breve tempo, apparissero fosche e cupe le tinte, appannate le luci, come nel ''Liston del 700'', da tutto l'insieme di quella esposizione emanava uno {{sic|splendor}} così lieto, che nulla di più dolce agli occhi e allo spirito. La sua gloria in vero non corre pericolo di essere sommersa dal flutto di nuove idee, il gusto mutato non scema la grazia spirituale dell'arte fravettiana, e la pupilla si abbandona ancora con voluttà su quell'armonia di tinte, rivelatrice dell'animo dell'artefice sereno, che inebriò la pittura veneziana di sole, di aria, di vita. (cap. VII, p. 155)
*Artista virile, il [[Guglielmo Ciardi|Ciardi]] sa rendere la forte poesia del vero sia ch'egli ritragga i monumenti veneziani, o le larghe pagine virgiliane dei meriggi campestri, o le borgate pittoresche alle falde delle Alpi dolomitiche, tra i gravi silenzi delle selve. (cap. VII, p. 163)
*Non al vivido sole, ma alle più cupe fantasie e alle più strane visioni, sembra invece ispirarsi quell'originalissimo ingegno di [[Mario de Maria]], meglio conosciuto sotto il nome di ''Marius Pictor''. È nato a Bologna nel 1853, ma vive ora a Venezia, che nella sua solitudine piena di visioni, nella sua pace piena di memorie, può considerarsi la patria ideale del bizzarro pittore. Il quale ama le solitudini strane, i gagliardi contrasti della luce e dell'ombra, gli oscuri contorni delle case, che staccano sul grigio dei cieli d'autunno, e le notti tragiche, funeree, illuminate dalla luna fuggente dietro le nuvole. Certi suoi quadri fanno pensare ai racconti di {{sic|Edgardo Poë}}. (cap. VII, pp. 165-167)
==''Nuove impressioni letterarie''==
*Il [[Gaetano Trezza|Trezza]] coi suoi desideri e le sue aspirazioni vive in [[Tito Lucrezio Caro|Lucrezio]]: egli, al pari del grande pensatore latino, è idealista fra le brutalità delle superstizioni e degli errori. La sua anima, che crede senza esitanze alla realtà della scienza, sente a quando a quando il desiderio misterioso dell'infinito. Il Trezza ha l'animo compreso della sublime e dolce mestizia del poeta, ed è cosi affascinato dal concetto lucreziano, da dimenticarne perfino gli errori e le stranezze.<br>Talora sottilizza di soverchio e pel desiderio di troppo dimostrare diventa oscuro; altre volte si perde in concetti astratti per {{sic|ispiegare}} le cose più semplici. (pp. 10-11)
*Il Trezza è profondo quando parla dei miti, delle lingue, delle religioni, ma nelle investigazioni della natura si capisce com'egli si affidi all'altrui autorità, più presto che alle proprie osservazioni ed esperienze. Ha studiato le grandi leggi biologiche e fisiche più sui libri, che nella attenta e paziente osservazione dei fenomeni naturali. (p. 11)
*Il Trezza al disopra d'ogni cosa, odia le ipocrisie del pensiero e del sentimento, e con temerario coraggio combatte le idee e le credenze dei più. Questa robusta figura d'uomo e di pensatore esce fuori compiuta dalle sue lezioni e dai suoi libri, come dalle modeste abitudini della sua vita privata. Si possono discutere le sue opinioni e combattere le sue dottrine, ma non si possono non ammirare la onesta energia dell'anima e la gagliardia dell'ingegno. (p. 14)
*Il [[Francesco De Sanctis|De Sanctis]], ingegno vivace e animoso, non riesce efficace in quelle opere, nelle quali la lunghezza e la necessità delle ricerche, temperano l'ispirazione. La ''Storia della letteratura italiana'' non è lavoro di gran conto, è una serie di articoli uniti insieme dal legame di una teorica metafisica, in cui la nostra storia letteraria viene divisa in tre periodi: il primo originale, il secondo di perfezione, il terzo della nuova letteratura. Un serio lavoro scientifico sulla nostra letteratura, dice l'autore, non può farlo nessuno oggi, in cui incomincia il lavoro paziente dell'analisi parte per parte. Una storia della letteratura sarà possibile quando su ciascuna epoca, su ciascun scrittore importante si farà tale monografia, o studio, o saggio, che dica l'ultima parola e sciolga tutte le questioni.<br>In tanta povertà cosa può essere una storia della letteratura? Un'informe compilazione piena di lacune e d'imprestiti, e di idee superficiali e frettolose.<br>Scrivendo queste parole, il De Sanctis dava un giusto giudizio sulla sua storia. (pp. 23-24)
*{{NDR|[[Pietro Selvatico]]}} I suoi giudizi animosi serbavano un certo colore d'erudizione classica, ma, accanto allo studio profondo, si sentiva ne' suoi scritti il fremito d'una vita intensa, i baldi propositi di un fervido ingegno, che non curava le stupide resistenze di chi voleva ancora attaccarsi al passato. Fra le sottigliezze complicate, questo spirito acre, battagliero, paradossastico, smarrì qualche volta di vista la verità e trascese nella polemica. La sua mente educata a studi severi, ma flessibile ed assimilatrice, è un po' come la cera , riproduce esattamente l'immagine che vi s'imprime. (p. 30)
*{{NDR|Pietro Selvatico}} Le idee che gli appariscono buone egli le abbraccia senza minuta analisi, ed è severo se sono severi quelli che l'attorniano, e batte le mani entusiasta, se è circondato dall'entusiasmo. Strano miscuglio di pedante e di artista, di grazia decente e di violenza sarcastica, di tenacità indomabile e di irresolutezza! (pp. 30-31)
*– È un letterato – dirò anch'io del [[Camillo Boito|Boito]], e appunto per questo è buonissimo critico di arte, giacché a discernere certe bellezze ci vogliono studio e sottigliezza grande. Ma il Boito non è soltanto un letterato; è un bravo architetto, è vissuto sempre in mezzo agli artisti, e si può dir del mestiere, sapendo di che cosa parla e potendo giudicare, non solamente del concetto, dell'espressione, della forma, ma anche di tutto ciò che s'attiene alle tecniche del colorire. (p. 39)
*Camillo Boito non impone le sue idee, egli domanda all'artista il sentimento individuale; la schietta espressione dell'indole sua e cerca nella tela o nel marmo, l'uomo co' suoi sentimenti, le sue impressioni e le sue emozioni. Pel nostro critico il fine dell'arte rappresentativa si può esprimere così: destar nell'animo con la finzione del naturale un sentimento non ignobile. Egli afferma che la natura è sorgente di ispirazione feconda, e che il segreto del pittore e dello scultore è trasformare in arte la realtà, ma non vuole che la pittura e la statuaria si trasformino in un ''processo verbale'' in un ''atto di consegna'' della natura, imperocché la riproduzione minuta e materiale è nemica della verità. Ama l'arte che scaturisce dalla vita, non quella che ha per sola ispirazione lo studio paziente. (p. 40)
*Il Boito non è soltanto un buono ed ardito critico d'arte, è un elegante novellatore. V'è ne' suoi racconti un certo andamento franco e spigliato, un colore ammirabile di verità, un profondo e amoroso sentimento della natura. (pp. 41-42)
*Pochi uomini furono più infelici di [[Cesare Betteloni]], pochi poeti seppero meglio di lui esprimere col verso quegli strazi affannosi, quelle inquietudini angosciose che non si possono recidere che colla vita. (p. 47)
*Le poesie del Betteloni rivelano tutta la tragedia di un'anima, che non può trovar quiete che nella tomba. E allorché non ebbe più la forza di soffrire l'intensità del male, allorché la vita gli si rese insopportabile, si senti spinto dalla fatale ebbrezza del suicidio e ricorse alla morte come ad ultimo ed unico rifugio. Voleva che le sue lunghe pene finissero, chiedeva intorno a sé il silenzio, e sentiva la voce dell'eternità che lo chiamava — ''vox magna per umbras''. (pp. 47-48)
*Il Betteloni sorride qualche volta, ma quel sorriso è una forma di pianto, è il sorriso d'uno che non vede lontana la tomba:<br><div style="text-align:center;">Il dolce porto d'ogni mal cocente<br>ch'io da tant'anni vo aspettando invano.</div>Non è l'artifizio del poeta, è l'ispirazione dolorosa di un'anima che avrebbe desiderato godere la vita, inebriarsi di affetti, di canti e di profumi, e che si trova invece contraddetta nelle sue più care aspirazioni, ne' suoi desideri più ardenti. (p. 50)
*Io vedo il [[Giovanni Faldella|Faldella]] nella quiete del suo paesello natio, dove lo tira a quando a quando l'affetto de' suoi compaesani, i quali lo fecero loro sovraintendente scolastico e presidente operaio e consigliere provinciale. Se potessero lo farebbero anche parroco. (p. 177)
*{{NDR|Faldella}} Io lo seguo nelle sue passeggiate solitarie pei campi e pei colli. Nulla sfugge al suo sguardo attento e indagatore, e la vita campestre si rivela a lui sotto un nuovo e pittoresco aspetto. Nell'estate e nella primavera egli guarda minutamente ogni cosa: dalle allegre feste di un raggio di sole fra i rami degli alberi alle galline che razzolano nel cortile, dai prati pieni di quiete solenne alla chiesuola bianca e romita. I misteri del silenzio, i bisbigli sommessi delle foglie gli risvegliano nell'animo dolcezze misteriose, blande memorie, orizzonti infiniti. – E quando la campagna è squallida, quando la neve nasconde il terreno, egli dipinge con rara evidenza i candidi cappucci che coprono i comignoli, i tetti, i campanili. Il Faldella adopera il pennello più che la penna e ritrae la realtà nei suoi contorni più tenui. (pp. 177-178)
*Faldella possiede, come artista, un carattere pel quale si fa distinguere da tutti i giovani scrittori suoi coetanei. Ha una fisonomia propria, e gli stessi suoi difetti non dipendono da imitazioni, né da studi mal digeriti; sono suoi, proprio suoi e danno una cert'aria di originalità allo scrittore. Però quest'originalità, che spesso è naturale, diventa alle volte un vezzo ammanierato. Il suo singolare modo di scrivere è troppo ricercato, e quella studiata mescolanza di piemontesismi e di toscanesimi finisce per uggire. (pp. 179)
==''Studi e ricerche di storia e d'arte''==
*Guardate [[Basilica di San Marco|san Marco]]! E una sublime bizzarria. I rosoni, i {{sic|rabeschi}}, gl'intrecci, i {{sic|pinacoli}}, slanciantisi al cielo, hanno l'aspetto di una lussureggiante vegetazione di pietra. Le arcate a trifoglio, le {{sic|aguglie}} traforate, l'innesto dell'arco acuto sul bizantino, tutta l'opera in fine, con la sua ricca veste di sculture e di cesellature, sembra una vasta sinfonia nel marmo, o meglio, per dirla col Tommaseo, tutto l'edificio par quasi una divina poesia, che riempie di sé l'anima e la abbraccia di un tratto. (pp. 3-4)
*Anche nelle questioni religiose, il popolo [[veneto]], con retto giudizio, seppe tenersi lontano dalle inquietudini dell'ascetismo e dai furori de' scismi, seppe dividere i diritti della Chiesa da quelli dello Stato, incarnare il pensiero di un grande, il quale affermava la vera religione cristiana dover camminare per la via del cielo e non poter, per conseguenza, incontrarsi col governo politico, che cammina per la via del mondo. (p. 83)
*Tra Francia e Venezia c'è sempre stata, nella vita intellettuale, una partita aperta di dare e avere. Ha detto bene Madama di Staël: «nous avons besoin les uns des autres, la littérature de chaque pays découvre une nouvelle sphère d'idées». La città, circonfusa di mistero gentile e melanconico, apparve sempre di una bellezza famigliare all'animo, nelle fantasie dei poeti e dei pittori francesi. E noi, di ricambio, abbiamo amato la Francia nelle pagine de' suoi grandi scrittori, che ci hanno appreso a onorare il suo nome e ad ammirare la sua gloria. (p. 139)
*La Francia è stata sempre impetuosa, generosamente irriflessiva, pronta alla gioia e all'abbattimento: Venezia, per converso, calma, fredda, ricca di senso pratico, qualche volta fino un po' troppo calcolatrice. L'una ebbe fiamma d'entusiasmo, l'altra potenza di volontà; l'una ebbe forte la fantasia, l'altra la riflessione; l'una sopportò spesso mal volentieri e fra le agitazioni i suoi governi, l'altra mantenne il suo per quattordici secoli, quasi immutato; l'una ebbe le donne inspiratrici della cosa pubblica, reggenti, regine; l'altra non permise mai alla donna di uscire dalla naturale sua cerchia; l'una fu insanguinata dalle lotte religiose più fiere; l'altra seppe, fin dalle prime, separare i dritti del cielo da quelli della terra. Pochi paesi furono, più di questi due, dissimili, pochi più amici. (p. 140)
==''Venezia''==
*Fra la prosperità e la ricchezza, la vita, fino allora occupata in pratici intenti e in opere severe, si andò indirizzando anche nel campo di una più squisita cultura e di più gentili e leggiadre costumanze. Quella Repubblica {{NDR|di Venezia}}, da sì piccolo nido uscita, divenuta ricca di gloria e di denaro, volle anche i godimenti delle arti, delle lettere e del viver lieto, e le generazioni nuove, più {{sic|finamente}} educate, cominciarono a ricercare le delicate compiacenze dello spirito. Per la qual cosa, Venezia accolse e fecondò gli splendori della [[Rinascimento|Rinascita]], e sulla fine del secolo XV apparve in nuovo aspetto di elegante e raffinata magnificenza. Quei mercanti veneti, che storici maligni e parziali dipingono soltanto cupidi di denaro e indifferenti ad ogni compiacimento letterario, accoglievano con ogni cortesia gli studiosi: ed è notato con gioia l'arrivo di Giorgio Trapezunzio, ''homo preclaro'', che presenta i libri ''De Legibus'' di Platone, da lui fatti latini, e si delibera di erigere una pubblica Biblioteca, per collocarvi i libri donati alla Signoria dal cardinal Bessarione, e si aprono accademie per radunarvi i dotti, e si danno uffici di molti guadagni agli artefici che dipingono nella Sala del Gran Consiglio le gloriose battaglie della Repubblica. Le pompe dell'arte e del costume fecero di Venezia la mèta agognata di tutti gli stranieri amanti delle cose belle, i quali vi trovare liete accoglienze, ammirando la gaiezza sfoggiata delle feste, unita alle più nuove bellezze artistiche. Venezia divenne il regno della pietra lavorata, la palestra delle seste e degli scalpelli, e gli artisti la scelsero a loro soggiorno prediletto.<ref>Da ''[https://archive.org/details/collezionedimono03berg/page/3/mode/1up Venezia]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1907<sup>3</sup>, pp. 49-50.</ref>
*L'architettura veneziana ebbe un valido ausilio nella scultura, dapprima timida goffa, anche quando in Italia sorgeva la gran luce di [[Nicola Pisano]], ma apparsa a un tratto, nel secolo XIV, viva, libera, spontanea, preludendo alla grande riforma pittorica del Rinascimento.<ref>Da ''[https://archive.org/details/collezionedimono03berg/page/3/mode/1up Venezia]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1907<sup>3</sup>, p. 45.</ref>
*Quando la grandezza di Venezia declinava, e la pompa esteriore nascondeva ormai il decadimento del costume, del commercio, della ricchezza, [[Jacopo Sannazaro|Jacopo Sannazzaro]] dettava il famoso epigramma, in cui, paragonando Roma a Venezia, diceva quella fabbricata dagli uomini, questa dagli Dei:<br><div style="text-align:center;">Illam homines dices, hanc posuisse deos.</div><ref>Da ''[https://archive.org/details/collezionedimono03berg/page/3/mode/1up Venezia]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1907<sup>3</sup>, p. 9.</ref>
==''Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte''==
*Fra quelli che {{NDR|in Francia}} richiamarono la pittura dalla convenzionalità alla {{sic|inspirazione}} diretta della natura presto si manifestarono due correnti: l'una con [[Édouard Manet|Edoardo Manet]], iniziatore, insieme col [[Edgar Degas|Degas]], della scuola dell<nowiki>'</nowiki>''aria aperta'', artefice luminoso, vibrante, ricercatore della macchia; l'altra con [[Gustave Courbet|Gustavo Courbet]], franco, vigoroso, solido, nemico di ogni volgarità, d'ogni falsa eleganza nell'''Enterrement à Ornans'', nella ''Biche forcée à la nage'', nella ''Curée'', ma duro, fosco, quasi repulsivo nella ''Chasse au renard'' e in altri quadri, dove l'originalità si cambia in stranezza, la scioltezza in esagerazione. (p. 376)
*[...] dalla Spagna giunge in Italia un artista, allietato da tutti i sorrisi della fortuna, da tutte le voluttà del trionfo. Nei quadri di [[Marià Fortuny i Marsal|Mariano Fortuny]] la luce vibra, sfavilla, sfolgora, trionfa: i colori più allegri, le tinte più calde, i moltiplicati riflessi, i più luminosi rifrangimenti producono un barbaglio da far parer pallido e opaco qualunque altro oggetto su cui posiamo lo sguardo. Questa pittura svolgentesi tutta ardori e colori ebbe azione profonda, ma non sempre benefica, sulla giovane arte italiana, la quale si lasciò affascinare dalla impressione gradevole, dalla mirabile virtuosità. (p. 377)
*Il [[Giacomo Favretto|Favretto]], pur mantenendo la sua ricca e fervida originalità, seppe far tesoro degli esperimenti altrui. Era istruito tanto da comprendere ogni ragione dell'arte, se non per {{sic|istudio}} e cultura appresa, per certa felice intuizione. Fu un ribelle temperato dal freno dell'arte, arte ch'egli seppe agitare, con certa salutare inquietudine, la quale non ha nulla di comune con le furiose e torbide innovazioni. L'impeto riformatore non poté mai trascinar la sua mente oltre i limiti del giusto; il suo genio non era fiamma viva che abbrucia, ma virtù riposata che illumina. Lasciando il cammino tracciato dai vecchi, seppe aprirsene uno nuovo, conservando sempre la misura; allargò con temperanza le forme dell'arte, e con la eccitabilità {{sic|imaginosa}}, coloritrice del suo ingegno, {{sic|ristaurò}} e rifece, {{sic|inspirandosi}} al presente, non disprezzando il passato, conservando tutto ciò ch'era degno ed utile. (p. 388)
==[[Incipit]] de ''L'arte veneziana del Rinascimento''==
Correva l'anno 1495 (perdonate, o Signori, se incomincio come usava nei vecchi romanzi storici di mezzo secolo fa), correva l'anno 1495 e Filippo de Commines, ambasciatore di Carlo VIII, entrando a Venezia, esclamava ammaliato: — la più trionfante città che io abbia mai veduta!
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/impressionilett01molmgoog/page/n6/mode/1up Impressioni letterarie]'', presso Natale Battezzati, Milano, 1875<sup>2</sup>.
*Pompeo Molmenti, ''[https://www.gutenberg.org/files/51706/51706-h/51706-h.htm L'arte veneziana del Rinascimento]'', in "La vita italiana nel Rinascimento", Treves, 1896.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/lapitturavenezia00molm/page/n3 La pittura veneziana]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1903.
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/nuoveimpression00molmgoog/page/n5/mode/2up Nuove impressioni letterarie]'', Tip. e Lit. Camilla e Bertolero, Torino, 1879.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/studiericerchedi00molm/page/n6/mode/1up Studi e ricerche di storia e d'arte]'', Società Tipografica-Editrice Nazionale (già Roux e Viarengo), Torino, 1892.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/collezionedimono03berg/page/3/mode/1up Venezia]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1907<sup>3</sup>.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/venezianuovistu00molmgoog/page/n7 Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte]'', G. Barbera Editore, Firenze, 1897.
==Altri progetti==
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Gaux
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wikitext
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[[File:Pompeo Gherardo Molmenti 2.jpg|thumb|Pompeo Gherardo Molmenti (1900 circa)]]
'''Pompeo Gherardo Molmenti''' (1852 – 1928), scrittore, storico e politico italiano.
==Citazioni di Pompeo Gherardo Molmenti==
*Il nome di [[Antonio Rotta]] è da molti anni conosciuto in Italia e all'estero. Il suo nuovo quadro rappresenta una vecchia, tutta grinze, che ha levato dall'armadio uno sciupato corsetto di seta, dalla foggia del secolo scorso, un corsetto che le avrà frenato le audacie del seno negli anni giulivi della giovinezza, e sarà stato testimonio di gioie, di feste, di esultanze, e forse, Dio nol voglia, di qualche scappatella. Il pensiero, prima di tuffarsi nel buio dell'eternità, si compiace di ritornare al passato. I ricordi si trasformano in rimpianti. Quel tumulto di passioni e di pentimenti sotto la fronte rugosa di quella vecchia! ''Combien je regrette | mon bras si dodu. | Ma jambe bien faite | et le temps perdu.''<ref>I versi sono tratti da ''Ma grand'mere'' di [[Pierre-Jean de Béranger|Béranger]] (in ''Œuvres complètes de Béranger'', H. Fournier, Parigi, 1839, vol. I, [[s:fr:Page:Béranger, oeuvres complètes - tome 1.pdf/80|p. 20]]). Traduzione: ''Come rimpiango | il mio braccio così tornito. | La mia gamba ben fatta | e il tempo perduto''.</ref> Tempo perduto niente. Ce lo assicura il lampo malizioso di quegli occhietti cisposi, che scintillano come brage fra le ceneri spente. Dio sa quante volte, ai tempi della Serenissima, la bella popolana, adorna del suo roseo corsetto, avrà ballato la ''furlana'' nelle sagre di Santa Marta, e Dio sa qunte volte su quella seta rosea si sarà posata la mano robusta e tremante di desiderio di un elegante gondoliere della Signoria, dalla cappa di velluto rosso e dal berretto all'albanese! No, c'è da scommettere che quella vecchia non deplora il tempo perduto, ma il braccio tornito e il seno bianchissimo. Il quadro del Rotta è dipinto con una leggiadria, una grazia, una nitidezza meglio uniche che rare. Forse l'eleganza rasenta la leziosaggine, liscia e minuziosa, ma l'imitazione perfetta del vero fa dimenticare la cura soverchia dei particolari.<ref>Da ''L'arte veneta all'esposizione di Parigi'', in ''L'illustrazione italiana'', anno V, 1° semestre, Fratelli Treves, Milano, 1878, [https://books.google.it/books?id=1HtH4SSjCAwC&pg=PA234 p. 234].</ref>
*[[Marco Tabarrini]], che parlò nobilmente dell'ingegno di [[Erminia Fuà Fusinato|Erminia Fuà-Fusinato]], scrisse che la poesia di questa donna gentile è poesia vera, e non l'arte misera di far versi sopra argomenti accattati, vestendo poveri concetti in forme fantastiche e prosaicamente volgari. Quando si guarda da vicino la vita di un poeta s'incontra una grande diversità fra i suoi versi e le sue azioni. Nella vita d'Erminia invece, da ogni pensiero, da ogni azione, da ogni parola scaturisce quella poesia vivificante e serena, che si può dire l'eco dell'anima sua. La forma stessa linda e composta è uno specchio in cui si riflette il pensiero; non c'è niente di troppo, né concetti, né immagini, né eleganze. Essa non cade, come è vezzo moderno, nello strano e nel paradossale, per far che le sue idee acquistino aria di novità, ma esprime semplicemente ciò che sente e pensa, sincera nell'arte come nella vita.<ref>Da ''Erminia Fuà-Fusinato e i suoi ricordi'', Fratelli Treves editori, Milano, 1877, [https://archive.org/details/erminiafufusina00whitgoog/page/n248/mode/1up cap. VI, p. 233-234].</ref>
==''Impressioni letterarie''==
*In tutti i versi che il povero [[Teobaldo Ciconi|Teobaldo {{NDR|Ciconi}}]] ha lasciato non ci sarà la finezza dell'artista, ma in tutti si sente l'anima serena del poeta. (p. 25)
*Come poeta drammatico egli lascia una traccia non cancellabile nella storia del nostro teatro. Sebbene i lavori del Ciconi {{sic|sieno}} stati scritti sotto l'impressione di sentimenti e di fatti che non giungono all'animo nostro che come un caro ricordo, pure crediamo che non subiranno la sorte comune ai lavori di questo genere, che nati con l'occasione muoiono con quella. (p. 27)
*[[Giuseppe Torelli (scrittore)|Giuseppe Torelli]] fu un galantuomo, ed ebbe per guida nella vita quel vero buon senso, che non è da confondersi con quello che ha l'appellativo di comune e che corre le strade. Non ascoltò che la voce {{sic|secura}} della coscienza, non conobbe le ipocrisie sociali, e chiamò sempre le cose col loro nome. Il Torelli, come tutti gli uomini onesti, possedeva quell'energia tranquilla che impone. Visse qualche tempo in corte, e non fu cortigiano. Fu un nobile esempio di quella democrazia che in generale è scritta nei codici, nei giornali, ma raramente nei cuori. (pp. 34-35)
*Un critico originale ed ardito, che, fra i primi, ebbe il coraggio di {{sic|francarsi}} dalla soggezione delle vecchie tradizioni, è il [[Eugenio Salomone Camerini|Camerini]], nei cui scritti non si trova tutta la vita letteraria del popolo italiano, ma alcune delle sue {{sic|faccie}} più caratteristiche. Egli vede ed apprezza tutto quello che é di buono nella nostra letteratura, e vede e nota molte cose, che mancano. Sdegnoso di calcare le strade battute, anima artistica e {{sic|culta}}, severo con sé stesso, troppo indulgente verso gli altri, non è però sempre risoluto ne' suoi giudizi, e oscilla tra il determinato e un non so che di vago e di nebbioso. (pp. 40-41)
*Il [[Tommaso Locatelli|Locatelli]] non {{sic|riescì}} tanto valente critico, quanto mirabile pittore di costumi. Quello che più s'ammira in lui è quella potenza descrittiva che vi fa sorgere dinanzi chiaramente e distintamente una persona, un paesaggio, una festa. (p. 69)
*Il Locatelli è un vivace pittore del vero, è un accuratissimo osservatore delle idee e dei gusti del suo tempo, ma non lo si può ammirare altrettanto allorché vi discorre d'arte, di teatri, di lettere. Egli ha ereditato dal Gozzi il brio dello stile, ma non già la mente profonda, la vastità del pensiero. Però anche nelle sue critiche la stessa grazia amabilissima, la stessa purezza e la stessa eleganza della forma. Anche ne' suoi scritti critici lo spirito non è mai importuno: aneddoti, facezie, tutto egli sa collocare a suo posto. Non c'è mai nulla di troppo. Egli punge, ma non ferisce, e sa dire la verità con quel garbo di buona lega, che i nostri vecchi conoscevano così bene. (p. 70)
*[...] se il Locatelli scrive alle volte come un poeta, non pensa però quasi mai colla profonda severità del filosofo. Il Locatelli nel giudicare le opere d'arte non è guidato da principî serî ed elevati, non guarda all'armonia dell'insieme, non considera che il freddo particolare. Non è una critica alta e filosofica, ma un seguito di argute e fine osservazioni. Certo non mancano al Locatelli né lo studio attento, né l'onesta franchezza, ma gli fanno difetto l'ardimento del pensiero e la larghezza degli intendimenti. (p. 71)
*Innanzi alla tomba di [[Laura Beatrice Oliva|Laura Mancini]] le donne italiane dovrebbero seriamente pensare, per ispirarsi ad un nobilissimo esempio di fede, di coraggio, di affetto. Era uno di quegli esseri che, nei momenti di sconforto, fanno ancora sperare del mondo e degli uomini.<br>Da ogni suo lineamento traspariva una soavità, una distanza dalle cose mondane; e il delicato ovale del viso, il naso profilato, la fronte ampia rivelavano a prima vista la bellezza dell'animo e dell'ingegno. (p. 72)
*Laura Mancini cantò tutte le fasi del risorgimento nazionale da Solferino a Villafranca, da Marsala al Volturno, da Aspromonte a Mentana. In mezzo alla rapida ispirazione, le sue poesie {{sic|riescirono}} molto trascurate nella forma, eppure vi piacciono come una donna virtuosa in cui la non bella forma del volto viene largamente ricompensata dalla gioia dell'innocenza che le si diffonde sulla fronte. (p. 76)
*Perché, o bizzarra natura, invece di creare del [[Giovanni Prati|Prati]] un vero poeta, ti sei stancata a mezza via, ed hai stampato un misto di giullare di corte e di poeta? Perché, o bizzarra natura, hai voluto permettere che quegli il quale scriveva quei versi dell'''Edmenegarda'', che han fatto brillare tante, lacrime in tanti begli occhi, abbia potuto scrivere ancora che il monte fa intorno a sé ''un mantello di lampi e di paure''? I versi del Prati ci danno l'idea di quei sigari svizzeri, eccellenti fino alla metà, e che dalla metà in giù conviene buttare da un canto. (p. 78)
*In Prati vi sono due poeti; v'è quello che scrive come amore gli detta, e v'è quello che butta giù endecasillabi, ottonari, quinari, solo per mettersi un nastro da cavaliere sull'occhiello dell'abito. (p. 78)
*La fama dell'[[Aleardo Aleardi|Aleardi]] è dovuta alle donne. Un bell'uomo, che s'atteggiava un pochino a martire (allora la cosa era di moda e ci si credeva), che parlava bene, sempre pronto a scrivere su per ogni albo versi gentili, che aveva modi così garbati... c'era più di quanto occorreva per riescire simpatico alle donne. Aleardi era divenuto il beniamino delle signore. (p. 85)
*[...] c'era una cosa che turbava i sonni del nostro poeta. Il suo babbo aveva creduto bene di battezzarlo col nome di Gaetano, e all'Aleardi non garbava punto un tal nome; figuratevi niente di più prosaico che ''un sor Gaetanino''. Ma un dì ei ci trovò rimedio e si ribattezzò col nome di Aleardo: nome, per dirla con un buon francese, ''qui attire et sonne bien''. (p. 85-86)
*[[Giosuè Carducci]] in mezzo al culto amoroso della poesia non ha abbandonato gli studi severi della critica. Nel Carducci conviene distinguere due persone, il poeta ed il critico; il primo non rassomiglia punto al secondo. Enotrio<ref>Enotrio Romano: pseudonimo utilizzato dal Carducci.</ref> poeta è impetuoso, irrequieto, impaziente d'ogni difficoltà, e sempre pronto a rompere, come il Duca di Borgogna, l'orologio se suoni un'ora che lo chiami a ciò ch'egli non vuole. Il critico invece medita lungamente e scrive avvisato ed arguto, sapendo unire agli splendori dell'immaginazione la forma {{sic|culta}} ed elegante, l'erudizione profonda. Il Carducci sa tenersi lontano dalla nebulosità del De Sanctis, dalla elegante leggerezza del Settembrini, dalla troppo minuziosa analisi del Camerini e si manifesta co' suoi ''Studi letterarî'' uno dei più dotti ed arguti critici d'Italia, accoppiando alla serietà alemanna, la vivacità ed il calore degli ingegni del mezzogiorno. (pp. 98-99)
*Il [[Antonio Caccianiga|Caccianiga]] ha [...] il torto di giudicare la società senza risentire le passioni che la agitano. Dal riposo e dall'innocenza della vita campestre egli crede dipingere la vita, ma la mano trema, esagera i contorni e il quadro riesce un po' di maniera. La sua voce spesse volte giunge come un'eco simpatica, ma languida, e i suoi apprezzamenti restano sempre nei campi della teoria, sicché non se ne può trarre utilità. Il Caccianiga ha il torto di voler troppo moralizzare e di assidersi Geremia novello sulle rovine della patria, lamentando la miseria dei tempi e degli uomini. Ma allorché il Caccianiga sveste la {{sic|giornèa}} del moralista<ref>Smette di atteggiarsi a (o assumere il tono di) moralista.</ref>, scrive qualche bozzetto con una verità e leggiadria inimitabili. (p. 117)
*I calmi sentimenti, le soavi ispirazioni che ci desta la mestizia dell'autunno, s'incontrano nei racconti di [[Caterina Percoto]]. Da ogni scritto di questa donna spira il casto olezzo della virtù, e un candore di pensiero che lascia una certa posatura di dolcezza in fondo al cuore. (p.121)
==''La pittura veneziana''==
===[[Incipit]]===
*Venezia non comparisce degnamente nel campo dell'arte se non nel secolo XV, quando già l'architettura e la scultura erano in fiore. Non è peraltro da credere che l'arte del disegno e dei colori fosse ignota negli albori della vita veneziana. Se, nei primi secoli, le case private dei veneziani erano umili, non così può dirsi delle chiese, che sorgevano numerose, quasi per attestare che la fede in Dio era guarentigia della libertà della nuova patria. E le chiese, come quelle di Grado e di Torcello, scintillavano per i mosaici degli artefici venuti da Bisanzio, con cui le isole della laguna avevano continue relazioni politiche e commerciali.<!--Cap. 1, ''Le origini'', p. 1.-->
===Citazioni===
*Dopo la metà del trecento, un artefice, conosciuto con il nome di [[Antonio Veneziano]], fu chiamato a dipingere la sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale {{NDR|a Venezia}}. Ma sebbene, al dir del Vasari, avesse dato eccellenti saggi del suo valore, fu congedato, onde avvilito si condusse in Toscana e considerò sempre come sua patria Firenze. (cap. I, p. 8)
*Jacopo Nigreti [...] conosciuto nella storia dell'arte con il nome di [[Jacopo Palma il Vecchio|Palma il vecchio]], è uno dei sommi artisti della scuola veneziana, e in certe parti, specialmente nel disegno, superiore forse a [[Tiziano Vecellio|Tiziano]]. [...]. Nella galleria di Dresda è celebre il quadro delle ''Tre sorelle''. Il suo capolavoro, la ''Santa Barbara'', la più sana e vigorosa figura di donna, che l'arte abbia mai rappresentata, si ammira nella chiesa di Santa Maria Formosa di Venezia. (cap. III, pp. 67-68)
*A ogni modo {{NDR|[[Giovanni Battista Piazzetta]]}} fu artefice eminente, e il Blanc volle esprimere tutta la sua ammirazione con questa frase: ''C'est un Caravage vénitien!'' Frase invero più bella che esatta, giacché il Piazzetta moveva specialmente dal Guercino, le opere del quale aveva nella sua giovinezza studiato con grande amore, insieme con il bolognese Giuseppe Crespi. La vigoria dell'ingegno e la viva fantasia del Piazzetta meglio appaiono ne' suoi disegni, nelle illustrazioni della ''Gerusalemme liberata'', e nei mirabili studi di teste, di cui possono vedersi alcuni saggi nel Museo Civico e nell'Accademia. (cap. V, pp. 110-111)
*[[Rosalba Carriera]], fine, espressiva, delicata anima d'artista, [...], dipinse ritratti a pastello con {{sic|maravigliosa}} finezza di tocco e facilità di disegno. Ne' suoi pastelli c'è la verità illuminata dal raggio della poesia: le sue patrizie non sono proprio come erano, ma come volevano essere. (cap. V, pp. 112-113)
*Come il Gallina riproduceva sul teatro la Venezia odierna, così il Favretto sulle tele. [[Giacomo Favretto]] e [[Giacinto Gallina]], questi due gemelli dell'arte veneziana, così somiglianti nell'indole dell'ingegno, nella bontà dell'animo, nel modesto aspetto della persona, nella morte immatura, penetrarono senza sforzo, per un'intuizione nativa, nell'intima vita del popolo. L'arte del Gallina è più profonda, più dominata dal sentimento, ma la superficialità delle impressioni del Favretto è compensata dal brio della osservazione. (cap. VII, p, 152)
*Quando, per la Mostra internazionale del 1899, si pensò alle ''Esposizioni individuali collettive'', e si raccolsero in una sala più di quaranta quadri del Favretto, fu un grido di ammirazione. Sebbene in alcune tele, dopo così breve tempo, apparissero fosche e cupe le tinte, appannate le luci, come nel ''Liston del 700'', da tutto l'insieme di quella esposizione emanava uno {{sic|splendor}} così lieto, che nulla di più dolce agli occhi e allo spirito. La sua gloria in vero non corre pericolo di essere sommersa dal flutto di nuove idee, il gusto mutato non scema la grazia spirituale dell'arte fravettiana, e la pupilla si abbandona ancora con voluttà su quell'armonia di tinte, rivelatrice dell'animo dell'artefice sereno, che inebriò la pittura veneziana di sole, di aria, di vita. (cap. VII, p. 155)
*Artista virile, il [[Guglielmo Ciardi|Ciardi]] sa rendere la forte poesia del vero sia ch'egli ritragga i monumenti veneziani, o le larghe pagine virgiliane dei meriggi campestri, o le borgate pittoresche alle falde delle Alpi dolomitiche, tra i gravi silenzi delle selve. (cap. VII, p. 163)
*Non al vivido sole, ma alle più cupe fantasie e alle più strane visioni, sembra invece ispirarsi quell'originalissimo ingegno di [[Mario de Maria]], meglio conosciuto sotto il nome di ''Marius Pictor''. È nato a Bologna nel 1853, ma vive ora a Venezia, che nella sua solitudine piena di visioni, nella sua pace piena di memorie, può considerarsi la patria ideale del bizzarro pittore. Il quale ama le solitudini strane, i gagliardi contrasti della luce e dell'ombra, gli oscuri contorni delle case, che staccano sul grigio dei cieli d'autunno, e le notti tragiche, funeree, illuminate dalla luna fuggente dietro le nuvole. Certi suoi quadri fanno pensare ai racconti di {{sic|Edgardo Poë}}. (cap. VII, pp. 165-167)
==''Nuove impressioni letterarie''==
*Il [[Gaetano Trezza|Trezza]] coi suoi desideri e le sue aspirazioni vive in [[Tito Lucrezio Caro|Lucrezio]]: egli, al pari del grande pensatore latino, è idealista fra le brutalità delle superstizioni e degli errori. La sua anima, che crede senza esitanze alla realtà della scienza, sente a quando a quando il desiderio misterioso dell'infinito. Il Trezza ha l'animo compreso della sublime e dolce mestizia del poeta, ed è cosi affascinato dal concetto lucreziano, da dimenticarne perfino gli errori e le stranezze.<br>Talora sottilizza di soverchio e pel desiderio di troppo dimostrare diventa oscuro; altre volte si perde in concetti astratti per {{sic|ispiegare}} le cose più semplici. (pp. 10-11)
*Il Trezza è profondo quando parla dei miti, delle lingue, delle religioni, ma nelle investigazioni della natura si capisce com'egli si affidi all'altrui autorità, più presto che alle proprie osservazioni ed esperienze. Ha studiato le grandi leggi biologiche e fisiche più sui libri, che nella attenta e paziente osservazione dei fenomeni naturali. (p. 11)
*Il Trezza al disopra d'ogni cosa, odia le ipocrisie del pensiero e del sentimento, e con temerario coraggio combatte le idee e le credenze dei più. Questa robusta figura d'uomo e di pensatore esce fuori compiuta dalle sue lezioni e dai suoi libri, come dalle modeste abitudini della sua vita privata. Si possono discutere le sue opinioni e combattere le sue dottrine, ma non si possono non ammirare la onesta energia dell'anima e la gagliardia dell'ingegno. (p. 14)
*Il [[Francesco De Sanctis|De Sanctis]], ingegno vivace e animoso, non riesce efficace in quelle opere, nelle quali la lunghezza e la necessità delle ricerche, temperano l'ispirazione. La ''Storia della letteratura italiana'' non è lavoro di gran conto, è una serie di articoli uniti insieme dal legame di una teorica metafisica, in cui la nostra storia letteraria viene divisa in tre periodi: il primo originale, il secondo di perfezione, il terzo della nuova letteratura. Un serio lavoro scientifico sulla nostra letteratura, dice l'autore, non può farlo nessuno oggi, in cui incomincia il lavoro paziente dell'analisi parte per parte. Una storia della letteratura sarà possibile quando su ciascuna epoca, su ciascun scrittore importante si farà tale monografia, o studio, o saggio, che dica l'ultima parola e sciolga tutte le questioni.<br>In tanta povertà cosa può essere una storia della letteratura? Un'informe compilazione piena di lacune e d'imprestiti, e di idee superficiali e frettolose.<br>Scrivendo queste parole, il De Sanctis dava un giusto giudizio sulla sua storia. (pp. 23-24)
*{{NDR|[[Pietro Selvatico]]}} I suoi giudizi animosi serbavano un certo colore d'erudizione classica, ma, accanto allo studio profondo, si sentiva ne' suoi scritti il fremito d'una vita intensa, i baldi propositi di un fervido ingegno, che non curava le stupide resistenze di chi voleva ancora attaccarsi al passato. Fra le sottigliezze complicate, questo spirito acre, battagliero, paradossastico, smarrì qualche volta di vista la verità e trascese nella polemica. La sua mente educata a studi severi, ma flessibile ed assimilatrice, è un po' come la cera , riproduce esattamente l'immagine che vi s'imprime. (p. 30)
*{{NDR|Pietro Selvatico}} Le idee che gli appariscono buone egli le abbraccia senza minuta analisi, ed è severo se sono severi quelli che l'attorniano, e batte le mani entusiasta, se è circondato dall'entusiasmo. Strano miscuglio di pedante e di artista, di grazia decente e di violenza sarcastica, di tenacità indomabile e di irresolutezza! (pp. 30-31)
*– È un letterato – dirò anch'io del [[Camillo Boito|Boito]], e appunto per questo è buonissimo critico di arte, giacché a discernere certe bellezze ci vogliono studio e sottigliezza grande. Ma il Boito non è soltanto un letterato; è un bravo architetto, è vissuto sempre in mezzo agli artisti, e si può dir del mestiere, sapendo di che cosa parla e potendo giudicare, non solamente del concetto, dell'espressione, della forma, ma anche di tutto ciò che s'attiene alle tecniche del colorire. (p. 39)
*Camillo Boito non impone le sue idee, egli domanda all'artista il sentimento individuale; la schietta espressione dell'indole sua e cerca nella tela o nel marmo, l'uomo co' suoi sentimenti, le sue impressioni e le sue emozioni. Pel nostro critico il fine dell'arte rappresentativa si può esprimere così: destar nell'animo con la finzione del naturale un sentimento non ignobile. Egli afferma che la natura è sorgente di ispirazione feconda, e che il segreto del pittore e dello scultore è trasformare in arte la realtà, ma non vuole che la pittura e la statuaria si trasformino in un ''processo verbale'' in un ''atto di consegna'' della natura, imperocché la riproduzione minuta e materiale è nemica della verità. Ama l'arte che scaturisce dalla vita, non quella che ha per sola ispirazione lo studio paziente. (p. 40)
*Il Boito non è soltanto un buono ed ardito critico d'arte, è un elegante novellatore. V'è ne' suoi racconti un certo andamento franco e spigliato, un colore ammirabile di verità, un profondo e amoroso sentimento della natura. (pp. 41-42)
*Pochi uomini furono più infelici di [[Cesare Betteloni]], pochi poeti seppero meglio di lui esprimere col verso quegli strazi affannosi, quelle inquietudini angosciose che non si possono recidere che colla vita. (p. 47)
*Le poesie del Betteloni rivelano tutta la tragedia di un'anima, che non può trovar quiete che nella tomba. E allorché non ebbe più la forza di soffrire l'intensità del male, allorché la vita gli si rese insopportabile, si senti spinto dalla fatale ebbrezza del suicidio e ricorse alla morte come ad ultimo ed unico rifugio. Voleva che le sue lunghe pene finissero, chiedeva intorno a sé il silenzio, e sentiva la voce dell'eternità che lo chiamava — ''vox magna per umbras''. (pp. 47-48)
*Il Betteloni sorride qualche volta, ma quel sorriso è una forma di pianto, è il sorriso d'uno che non vede lontana la tomba:<br><div style="text-align:center;">Il dolce porto d'ogni mal cocente<br>ch'io da tant'anni vo aspettando invano.</div>Non è l'artifizio del poeta, è l'ispirazione dolorosa di un'anima che avrebbe desiderato godere la vita, inebriarsi di affetti, di canti e di profumi, e che si trova invece contraddetta nelle sue più care aspirazioni, ne' suoi desideri più ardenti. (p. 50)
*Io vedo il [[Giovanni Faldella|Faldella]] nella quiete del suo paesello natio, dove lo tira a quando a quando l'affetto de' suoi compaesani, i quali lo fecero loro sovraintendente scolastico e presidente operaio e consigliere provinciale. Se potessero lo farebbero anche parroco. (p. 177)
*{{NDR|Faldella}} Io lo seguo nelle sue passeggiate solitarie pei campi e pei colli. Nulla sfugge al suo sguardo attento e indagatore, e la vita campestre si rivela a lui sotto un nuovo e pittoresco aspetto. Nell'estate e nella primavera egli guarda minutamente ogni cosa: dalle allegre feste di un raggio di sole fra i rami degli alberi alle galline che razzolano nel cortile, dai prati pieni di quiete solenne alla chiesuola bianca e romita. I misteri del silenzio, i bisbigli sommessi delle foglie gli risvegliano nell'animo dolcezze misteriose, blande memorie, orizzonti infiniti. – E quando la campagna è squallida, quando la neve nasconde il terreno, egli dipinge con rara evidenza i candidi cappucci che coprono i comignoli, i tetti, i campanili. Il Faldella adopera il pennello più che la penna e ritrae la realtà nei suoi contorni più tenui. (pp. 177-178)
*Faldella possiede, come artista, un carattere pel quale si fa distinguere da tutti i giovani scrittori suoi coetanei. Ha una fisonomia propria, e gli stessi suoi difetti non dipendono da imitazioni, né da studi mal digeriti; sono suoi, proprio suoi e danno una cert'aria di originalità allo scrittore. Però quest'originalità, che spesso è naturale, diventa alle volte un vezzo ammanierato. Il suo singolare modo di scrivere è troppo ricercato, e quella studiata mescolanza di piemontesismi e di toscanesimi finisce per uggire. (pp. 179)
==''Studi e ricerche di storia e d'arte''==
*Guardate [[Basilica di San Marco|san Marco]]! E una sublime bizzarria. I rosoni, i {{sic|rabeschi}}, gl'intrecci, i {{sic|pinacoli}}, slanciantisi al cielo, hanno l'aspetto di una lussureggiante vegetazione di pietra. Le arcate a trifoglio, le {{sic|aguglie}} traforate, l'innesto dell'arco acuto sul bizantino, tutta l'opera in fine, con la sua ricca veste di sculture e di cesellature, sembra una vasta sinfonia nel marmo, o meglio, per dirla col Tommaseo, tutto l'edificio par quasi una divina poesia, che riempie di sé l'anima e la abbraccia di un tratto. (pp. 3-4)
*Anche nelle questioni religiose, il popolo [[veneto]], con retto giudizio, seppe tenersi lontano dalle inquietudini dell'ascetismo e dai furori de' scismi, seppe dividere i diritti della Chiesa da quelli dello Stato, incarnare il pensiero di un grande, il quale affermava la vera religione cristiana dover camminare per la via del cielo e non poter, per conseguenza, incontrarsi col governo politico, che cammina per la via del mondo. (p. 83)
*Tra Francia e Venezia c'è sempre stata, nella vita intellettuale, una partita aperta di dare e avere. Ha detto bene Madama di Staël: «nous avons besoin les uns des autres, la littérature de chaque pays découvre une nouvelle sphère d'idées». La città, circonfusa di mistero gentile e melanconico, apparve sempre di una bellezza famigliare all'animo, nelle fantasie dei poeti e dei pittori francesi. E noi, di ricambio, abbiamo amato la Francia nelle pagine de' suoi grandi scrittori, che ci hanno appreso a onorare il suo nome e ad ammirare la sua gloria. (p. 139)
*La Francia è stata sempre impetuosa, generosamente irriflessiva, pronta alla gioia e all'abbattimento: Venezia, per converso, calma, fredda, ricca di senso pratico, qualche volta fino un po' troppo calcolatrice. L'una ebbe fiamma d'entusiasmo, l'altra potenza di volontà; l'una ebbe forte la fantasia, l'altra la riflessione; l'una sopportò spesso mal volentieri e fra le agitazioni i suoi governi, l'altra mantenne il suo per quattordici secoli, quasi immutato; l'una ebbe le donne inspiratrici della cosa pubblica, reggenti, regine; l'altra non permise mai alla donna di uscire dalla naturale sua cerchia; l'una fu insanguinata dalle lotte religiose più fiere; l'altra seppe, fin dalle prime, separare i dritti del cielo da quelli della terra. Pochi paesi furono, più di questi due, dissimili, pochi più amici. (p. 140)
==''Venezia''==
*Quando la grandezza di Venezia declinava, e la pompa esteriore nascondeva ormai il decadimento del costume, del commercio, della ricchezza, [[Jacopo Sannazaro|Jacopo Sannazzaro]] dettava il famoso epigramma, in cui, paragonando Roma a Venezia, diceva quella fabbricata dagli uomini, questa dagli Dei:<br><div style="text-align:center;">Illam homines dices, hanc posuisse deos. (p. 9)</div>
*L'architettura veneziana ebbe un valido ausilio nella scultura, dapprima timida goffa, anche quando in Italia sorgeva la gran luce di [[Nicola Pisano]], ma apparsa a un tratto, nel secolo XIV, viva, libera, spontanea, preludendo alla grande riforma pittorica del Rinascimento. (p. 45)
*Fra la prosperità e la ricchezza, la vita, fino allora occupata in pratici intenti e in opere severe, si andò indirizzando anche nel campo di una più squisita cultura e di più gentili e leggiadre costumanze. Quella Repubblica {{NDR|di Venezia}}, da sì piccolo nido uscita, divenuta ricca di gloria e di denaro, volle anche i godimenti delle arti, delle lettere e del viver lieto, e le generazioni nuove, più {{sic|finamente}} educate, cominciarono a ricercare le delicate compiacenze dello spirito. Per la qual cosa, Venezia accolse e fecondò gli splendori della [[Rinascimento|Rinascita]], e sulla fine del secolo XV apparve in nuovo aspetto di elegante e raffinata magnificenza. Quei mercanti veneti, che storici maligni e parziali dipingono soltanto cupidi di denaro e indifferenti ad ogni compiacimento letterario, accoglievano con ogni cortesia gli studiosi: ed è notato con gioia l'arrivo di Giorgio Trapezunzio, ''homo preclaro'', che presenta i libri ''De Legibus'' di Platone, da lui fatti latini, e si delibera di erigere una pubblica Biblioteca, per collocarvi i libri donati alla Signoria dal cardinal Bessarione, e si aprono accademie per radunarvi i dotti, e si danno uffici di molti guadagni agli artefici che dipingono nella Sala del Gran Consiglio le gloriose battaglie della Repubblica. Le pompe dell'arte e del costume fecero di Venezia la mèta agognata di tutti gli stranieri amanti delle cose belle, i quali vi trovare liete accoglienze, ammirando la gaiezza sfoggiata delle feste, unita alle più nuove bellezze artistiche. Venezia divenne il regno della pietra lavorata, la palestra delle seste e degli scalpelli, e gli artisti la scelsero a loro soggiorno prediletto. (pp. 49-50)
==''Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte''==
*Fra quelli che {{NDR|in Francia}} richiamarono la pittura dalla convenzionalità alla {{sic|inspirazione}} diretta della natura presto si manifestarono due correnti: l'una con [[Édouard Manet|Edoardo Manet]], iniziatore, insieme col [[Edgar Degas|Degas]], della scuola dell<nowiki>'</nowiki>''aria aperta'', artefice luminoso, vibrante, ricercatore della macchia; l'altra con [[Gustave Courbet|Gustavo Courbet]], franco, vigoroso, solido, nemico di ogni volgarità, d'ogni falsa eleganza nell'''Enterrement à Ornans'', nella ''Biche forcée à la nage'', nella ''Curée'', ma duro, fosco, quasi repulsivo nella ''Chasse au renard'' e in altri quadri, dove l'originalità si cambia in stranezza, la scioltezza in esagerazione. (p. 376)
*[...] dalla Spagna giunge in Italia un artista, allietato da tutti i sorrisi della fortuna, da tutte le voluttà del trionfo. Nei quadri di [[Marià Fortuny i Marsal|Mariano Fortuny]] la luce vibra, sfavilla, sfolgora, trionfa: i colori più allegri, le tinte più calde, i moltiplicati riflessi, i più luminosi rifrangimenti producono un barbaglio da far parer pallido e opaco qualunque altro oggetto su cui posiamo lo sguardo. Questa pittura svolgentesi tutta ardori e colori ebbe azione profonda, ma non sempre benefica, sulla giovane arte italiana, la quale si lasciò affascinare dalla impressione gradevole, dalla mirabile virtuosità. (p. 377)
*Il [[Giacomo Favretto|Favretto]], pur mantenendo la sua ricca e fervida originalità, seppe far tesoro degli esperimenti altrui. Era istruito tanto da comprendere ogni ragione dell'arte, se non per {{sic|istudio}} e cultura appresa, per certa felice intuizione. Fu un ribelle temperato dal freno dell'arte, arte ch'egli seppe agitare, con certa salutare inquietudine, la quale non ha nulla di comune con le furiose e torbide innovazioni. L'impeto riformatore non poté mai trascinar la sua mente oltre i limiti del giusto; il suo genio non era fiamma viva che abbrucia, ma virtù riposata che illumina. Lasciando il cammino tracciato dai vecchi, seppe aprirsene uno nuovo, conservando sempre la misura; allargò con temperanza le forme dell'arte, e con la eccitabilità {{sic|imaginosa}}, coloritrice del suo ingegno, {{sic|ristaurò}} e rifece, {{sic|inspirandosi}} al presente, non disprezzando il passato, conservando tutto ciò ch'era degno ed utile. (p. 388)
==[[Incipit]] de ''L'arte veneziana del Rinascimento''==
Correva l'anno 1495 (perdonate, o Signori, se incomincio come usava nei vecchi romanzi storici di mezzo secolo fa), correva l'anno 1495 e Filippo de Commines, ambasciatore di Carlo VIII, entrando a Venezia, esclamava ammaliato: — la più trionfante città che io abbia mai veduta!
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/impressionilett01molmgoog/page/n6/mode/1up Impressioni letterarie]'', presso Natale Battezzati, Milano, 1875<sup>2</sup>.
*Pompeo Molmenti, ''[https://www.gutenberg.org/files/51706/51706-h/51706-h.htm L'arte veneziana del Rinascimento]'', in "La vita italiana nel Rinascimento", Treves, 1896.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/lapitturavenezia00molm/page/n3 La pittura veneziana]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1903.
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/nuoveimpression00molmgoog/page/n5/mode/2up Nuove impressioni letterarie]'', Tip. e Lit. Camilla e Bertolero, Torino, 1879.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/studiericerchedi00molm/page/n6/mode/1up Studi e ricerche di storia e d'arte]'', Società Tipografica-Editrice Nazionale (già Roux e Viarengo), Torino, 1892.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/collezionedimono03berg/page/3/mode/1up Venezia]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1907<sup>3</sup>.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/venezianuovistu00molmgoog/page/n7 Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte]'', G. Barbera Editore, Firenze, 1897.
==Altri progetti==
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'''Pompeo Gherardo Molmenti''' (1852 – 1928), scrittore, storico e politico italiano.
==Citazioni di Pompeo Gherardo Molmenti==
*Il nome di [[Antonio Rotta]] è da molti anni conosciuto in Italia e all'estero. Il suo nuovo quadro rappresenta una vecchia, tutta grinze, che ha levato dall'armadio uno sciupato corsetto di seta, dalla foggia del secolo scorso, un corsetto che le avrà frenato le audacie del seno negli anni giulivi della giovinezza, e sarà stato testimonio di gioie, di feste, di esultanze, e forse, Dio nol voglia, di qualche scappatella. Il pensiero, prima di tuffarsi nel buio dell'eternità, si compiace di ritornare al passato. I ricordi si trasformano in rimpianti. Quel tumulto di passioni e di pentimenti sotto la fronte rugosa di quella vecchia! ''Combien je regrette | mon bras si dodu. | Ma jambe bien faite | et le temps perdu.''<ref>I versi sono tratti da ''Ma grand'mere'' di [[Pierre-Jean de Béranger|Béranger]] (in ''Œuvres complètes de Béranger'', H. Fournier, Parigi, 1839, vol. I, [[s:fr:Page:Béranger, oeuvres complètes - tome 1.pdf/80|p. 20]]). Traduzione: ''Come rimpiango | il mio braccio così tornito. | La mia gamba ben fatta | e il tempo perduto''.</ref> Tempo perduto niente. Ce lo assicura il lampo malizioso di quegli occhietti cisposi, che scintillano come brage fra le ceneri spente. Dio sa quante volte, ai tempi della Serenissima, la bella popolana, adorna del suo roseo corsetto, avrà ballato la ''furlana'' nelle sagre di Santa Marta, e Dio sa qunte volte su quella seta rosea si sarà posata la mano robusta e tremante di desiderio di un elegante gondoliere della Signoria, dalla cappa di velluto rosso e dal berretto all'albanese! No, c'è da scommettere che quella vecchia non deplora il tempo perduto, ma il braccio tornito e il seno bianchissimo. Il quadro del Rotta è dipinto con una leggiadria, una grazia, una nitidezza meglio uniche che rare. Forse l'eleganza rasenta la leziosaggine, liscia e minuziosa, ma l'imitazione perfetta del vero fa dimenticare la cura soverchia dei particolari.<ref>Da ''L'arte veneta all'esposizione di Parigi'', in ''L'illustrazione italiana'', anno V, 1° semestre, Fratelli Treves, Milano, 1878, [https://books.google.it/books?id=1HtH4SSjCAwC&pg=PA234 p. 234].</ref>
*[[Marco Tabarrini]], che parlò nobilmente dell'ingegno di [[Erminia Fuà Fusinato|Erminia Fuà-Fusinato]], scrisse che la poesia di questa donna gentile è poesia vera, e non l'arte misera di far versi sopra argomenti accattati, vestendo poveri concetti in forme fantastiche e prosaicamente volgari. Quando si guarda da vicino la vita di un poeta s'incontra una grande diversità fra i suoi versi e le sue azioni. Nella vita d'Erminia invece, da ogni pensiero, da ogni azione, da ogni parola scaturisce quella poesia vivificante e serena, che si può dire l'eco dell'anima sua. La forma stessa linda e composta è uno specchio in cui si riflette il pensiero; non c'è niente di troppo, né concetti, né immagini, né eleganze. Essa non cade, come è vezzo moderno, nello strano e nel paradossale, per far che le sue idee acquistino aria di novità, ma esprime semplicemente ciò che sente e pensa, sincera nell'arte come nella vita.<ref>Da ''Erminia Fuà-Fusinato e i suoi ricordi'', Fratelli Treves editori, Milano, 1877, [https://archive.org/details/erminiafufusina00whitgoog/page/n248/mode/1up cap. VI, p. 233-234].</ref>
==''Impressioni letterarie''==
*In tutti i versi che il povero [[Teobaldo Ciconi|Teobaldo {{NDR|Ciconi}}]] ha lasciato non ci sarà la finezza dell'artista, ma in tutti si sente l'anima serena del poeta. (p. 25)
*Come poeta drammatico egli lascia una traccia non cancellabile nella storia del nostro teatro. Sebbene i lavori del Ciconi {{sic|sieno}} stati scritti sotto l'impressione di sentimenti e di fatti che non giungono all'animo nostro che come un caro ricordo, pure crediamo che non subiranno la sorte comune ai lavori di questo genere, che nati con l'occasione muoiono con quella. (p. 27)
*[[Giuseppe Torelli (scrittore)|Giuseppe Torelli]] fu un galantuomo, ed ebbe per guida nella vita quel vero buon senso, che non è da confondersi con quello che ha l'appellativo di comune e che corre le strade. Non ascoltò che la voce {{sic|secura}} della coscienza, non conobbe le ipocrisie sociali, e chiamò sempre le cose col loro nome. Il Torelli, come tutti gli uomini onesti, possedeva quell'energia tranquilla che impone. Visse qualche tempo in corte, e non fu cortigiano. Fu un nobile esempio di quella democrazia che in generale è scritta nei codici, nei giornali, ma raramente nei cuori. (pp. 34-35)
*Un critico originale ed ardito, che, fra i primi, ebbe il coraggio di {{sic|francarsi}} dalla soggezione delle vecchie tradizioni, è il [[Eugenio Salomone Camerini|Camerini]], nei cui scritti non si trova tutta la vita letteraria del popolo italiano, ma alcune delle sue {{sic|faccie}} più caratteristiche. Egli vede ed apprezza tutto quello che é di buono nella nostra letteratura, e vede e nota molte cose, che mancano. Sdegnoso di calcare le strade battute, anima artistica e {{sic|culta}}, severo con sé stesso, troppo indulgente verso gli altri, non è però sempre risoluto ne' suoi giudizi, e oscilla tra il determinato e un non so che di vago e di nebbioso. (pp. 40-41)
*Il [[Tommaso Locatelli|Locatelli]] non {{sic|riescì}} tanto valente critico, quanto mirabile pittore di costumi. Quello che più s'ammira in lui è quella potenza descrittiva che vi fa sorgere dinanzi chiaramente e distintamente una persona, un paesaggio, una festa. (p. 69)
*Il Locatelli è un vivace pittore del vero, è un accuratissimo osservatore delle idee e dei gusti del suo tempo, ma non lo si può ammirare altrettanto allorché vi discorre d'arte, di teatri, di lettere. Egli ha ereditato dal Gozzi il brio dello stile, ma non già la mente profonda, la vastità del pensiero. Però anche nelle sue critiche la stessa grazia amabilissima, la stessa purezza e la stessa eleganza della forma. Anche ne' suoi scritti critici lo spirito non è mai importuno: aneddoti, facezie, tutto egli sa collocare a suo posto. Non c'è mai nulla di troppo. Egli punge, ma non ferisce, e sa dire la verità con quel garbo di buona lega, che i nostri vecchi conoscevano così bene. (p. 70)
*[...] se il Locatelli scrive alle volte come un poeta, non pensa però quasi mai colla profonda severità del filosofo. Il Locatelli nel giudicare le opere d'arte non è guidato da principî serî ed elevati, non guarda all'armonia dell'insieme, non considera che il freddo particolare. Non è una critica alta e filosofica, ma un seguito di argute e fine osservazioni. Certo non mancano al Locatelli né lo studio attento, né l'onesta franchezza, ma gli fanno difetto l'ardimento del pensiero e la larghezza degli intendimenti. (p. 71)
*Innanzi alla tomba di [[Laura Beatrice Oliva|Laura Mancini]] le donne italiane dovrebbero seriamente pensare, per ispirarsi ad un nobilissimo esempio di fede, di coraggio, di affetto. Era uno di quegli esseri che, nei momenti di sconforto, fanno ancora sperare del mondo e degli uomini.<br>Da ogni suo lineamento traspariva una soavità, una distanza dalle cose mondane; e il delicato ovale del viso, il naso profilato, la fronte ampia rivelavano a prima vista la bellezza dell'animo e dell'ingegno. (p. 72)
*Laura Mancini cantò tutte le fasi del risorgimento nazionale da Solferino a Villafranca, da Marsala al Volturno, da Aspromonte a Mentana. In mezzo alla rapida ispirazione, le sue poesie {{sic|riescirono}} molto trascurate nella forma, eppure vi piacciono come una donna virtuosa in cui la non bella forma del volto viene largamente ricompensata dalla gioia dell'innocenza che le si diffonde sulla fronte. (p. 76)
*Perché, o bizzarra natura, invece di creare del [[Giovanni Prati|Prati]] un vero poeta, ti sei stancata a mezza via, ed hai stampato un misto di giullare di corte e di poeta? Perché, o bizzarra natura, hai voluto permettere che quegli il quale scriveva quei versi dell'''Edmenegarda'', che han fatto brillare tante, lacrime in tanti begli occhi, abbia potuto scrivere ancora che il monte fa intorno a sé ''un mantello di lampi e di paure''? I versi del Prati ci danno l'idea di quei sigari svizzeri, eccellenti fino alla metà, e che dalla metà in giù conviene buttare da un canto. (p. 78)
*In Prati vi sono due poeti; v'è quello che scrive come amore gli detta, e v'è quello che butta giù endecasillabi, ottonari, quinari, solo per mettersi un nastro da cavaliere sull'occhiello dell'abito. (p. 78)
*La fama dell'[[Aleardo Aleardi|Aleardi]] è dovuta alle donne. Un bell'uomo, che s'atteggiava un pochino a martire (allora la cosa era di moda e ci si credeva), che parlava bene, sempre pronto a scrivere su per ogni albo versi gentili, che aveva modi così garbati... c'era più di quanto occorreva per riescire simpatico alle donne. Aleardi era divenuto il beniamino delle signore. (p. 85)
*[...] c'era una cosa che turbava i sonni del nostro poeta. Il suo babbo aveva creduto bene di battezzarlo col nome di Gaetano, e all'Aleardi non garbava punto un tal nome; figuratevi niente di più prosaico che ''un sor Gaetanino''. Ma un dì ei ci trovò rimedio e si ribattezzò col nome di Aleardo: nome, per dirla con un buon francese, ''qui attire et sonne bien''. (p. 85-86)
*[[Giosuè Carducci]] in mezzo al culto amoroso della poesia non ha abbandonato gli studi severi della critica. Nel Carducci conviene distinguere due persone, il poeta ed il critico; il primo non rassomiglia punto al secondo. Enotrio<ref>Enotrio Romano: pseudonimo utilizzato dal Carducci.</ref> poeta è impetuoso, irrequieto, impaziente d'ogni difficoltà, e sempre pronto a rompere, come il Duca di Borgogna, l'orologio se suoni un'ora che lo chiami a ciò ch'egli non vuole. Il critico invece medita lungamente e scrive avvisato ed arguto, sapendo unire agli splendori dell'immaginazione la forma {{sic|culta}} ed elegante, l'erudizione profonda. Il Carducci sa tenersi lontano dalla nebulosità del De Sanctis, dalla elegante leggerezza del Settembrini, dalla troppo minuziosa analisi del Camerini e si manifesta co' suoi ''Studi letterarî'' uno dei più dotti ed arguti critici d'Italia, accoppiando alla serietà alemanna, la vivacità ed il calore degli ingegni del mezzogiorno. (pp. 98-99)
*Il [[Antonio Caccianiga|Caccianiga]] ha [...] il torto di giudicare la società senza risentire le passioni che la agitano. Dal riposo e dall'innocenza della vita campestre egli crede dipingere la vita, ma la mano trema, esagera i contorni e il quadro riesce un po' di maniera. La sua voce spesse volte giunge come un'eco simpatica, ma languida, e i suoi apprezzamenti restano sempre nei campi della teoria, sicché non se ne può trarre utilità. Il Caccianiga ha il torto di voler troppo moralizzare e di assidersi Geremia novello sulle rovine della patria, lamentando la miseria dei tempi e degli uomini. Ma allorché il Caccianiga sveste la {{sic|giornèa}} del moralista<ref>Smette di atteggiarsi a (o assumere il tono di) moralista.</ref>, scrive qualche bozzetto con una verità e leggiadria inimitabili. (p. 117)
*I calmi sentimenti, le soavi ispirazioni che ci desta la mestizia dell'autunno, s'incontrano nei racconti di [[Caterina Percoto]]. Da ogni scritto di questa donna spira il casto olezzo della virtù, e un candore di pensiero che lascia una certa posatura di dolcezza in fondo al cuore. (p.121)
==''La pittura veneziana''==
===[[Incipit]]===
*Venezia non comparisce degnamente nel campo dell'arte se non nel secolo XV, quando già l'architettura e la scultura erano in fiore. Non è peraltro da credere che l'arte del disegno e dei colori fosse ignota negli albori della vita veneziana. Se, nei primi secoli, le case private dei veneziani erano umili, non così può dirsi delle chiese, che sorgevano numerose, quasi per attestare che la fede in Dio era guarentigia della libertà della nuova patria. E le chiese, come quelle di Grado e di Torcello, scintillavano per i mosaici degli artefici venuti da Bisanzio, con cui le isole della laguna avevano continue relazioni politiche e commerciali.<!--Cap. 1, ''Le origini'', p. 1.-->
===Citazioni===
*Dopo la metà del trecento, un artefice, conosciuto con il nome di [[Antonio Veneziano]], fu chiamato a dipingere la sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale {{NDR|a Venezia}}. Ma sebbene, al dir del Vasari, avesse dato eccellenti saggi del suo valore, fu congedato, onde avvilito si condusse in Toscana e considerò sempre come sua patria Firenze. (cap. I, p. 8)
*Jacopo Nigreti [...] conosciuto nella storia dell'arte con il nome di [[Jacopo Palma il Vecchio|Palma il vecchio]], è uno dei sommi artisti della scuola veneziana, e in certe parti, specialmente nel disegno, superiore forse a [[Tiziano Vecellio|Tiziano]]. [...]. Nella galleria di Dresda è celebre il quadro delle ''Tre sorelle''. Il suo capolavoro, la ''Santa Barbara'', la più sana e vigorosa figura di donna, che l'arte abbia mai rappresentata, si ammira nella chiesa di Santa Maria Formosa di Venezia. (cap. III, pp. 67-68)
*A ogni modo {{NDR|[[Giovanni Battista Piazzetta]]}} fu artefice eminente, e il Blanc volle esprimere tutta la sua ammirazione con questa frase: ''C'est un Caravage vénitien!'' Frase invero più bella che esatta, giacché il Piazzetta moveva specialmente dal Guercino, le opere del quale aveva nella sua giovinezza studiato con grande amore, insieme con il bolognese Giuseppe Crespi. La vigoria dell'ingegno e la viva fantasia del Piazzetta meglio appaiono ne' suoi disegni, nelle illustrazioni della ''Gerusalemme liberata'', e nei mirabili studi di teste, di cui possono vedersi alcuni saggi nel Museo Civico e nell'Accademia. (cap. V, pp. 110-111)
*[[Rosalba Carriera]], fine, espressiva, delicata anima d'artista, [...], dipinse ritratti a pastello con {{sic|maravigliosa}} finezza di tocco e facilità di disegno. Ne' suoi pastelli c'è la verità illuminata dal raggio della poesia: le sue patrizie non sono proprio come erano, ma come volevano essere. (cap. V, pp. 112-113)
*Come il Gallina riproduceva sul teatro la Venezia odierna, così il Favretto sulle tele. [[Giacomo Favretto]] e [[Giacinto Gallina]], questi due gemelli dell'arte veneziana, così somiglianti nell'indole dell'ingegno, nella bontà dell'animo, nel modesto aspetto della persona, nella morte immatura, penetrarono senza sforzo, per un'intuizione nativa, nell'intima vita del popolo. L'arte del Gallina è più profonda, più dominata dal sentimento, ma la superficialità delle impressioni del Favretto è compensata dal brio della osservazione. (cap. VII, p, 152)
*Quando, per la Mostra internazionale del 1899, si pensò alle ''Esposizioni individuali collettive'', e si raccolsero in una sala più di quaranta quadri del Favretto, fu un grido di ammirazione. Sebbene in alcune tele, dopo così breve tempo, apparissero fosche e cupe le tinte, appannate le luci, come nel ''Liston del 700'', da tutto l'insieme di quella esposizione emanava uno {{sic|splendor}} così lieto, che nulla di più dolce agli occhi e allo spirito. La sua gloria in vero non corre pericolo di essere sommersa dal flutto di nuove idee, il gusto mutato non scema la grazia spirituale dell'arte fravettiana, e la pupilla si abbandona ancora con voluttà su quell'armonia di tinte, rivelatrice dell'animo dell'artefice sereno, che inebriò la pittura veneziana di sole, di aria, di vita. (cap. VII, p. 155)
*Artista virile, il [[Guglielmo Ciardi|Ciardi]] sa rendere la forte poesia del vero sia ch'egli ritragga i monumenti veneziani, o le larghe pagine virgiliane dei meriggi campestri, o le borgate pittoresche alle falde delle Alpi dolomitiche, tra i gravi silenzi delle selve. (cap. VII, p. 163)
*Non al vivido sole, ma alle più cupe fantasie e alle più strane visioni, sembra invece ispirarsi quell'originalissimo ingegno di [[Mario de Maria]], meglio conosciuto sotto il nome di ''Marius Pictor''. È nato a Bologna nel 1853, ma vive ora a Venezia, che nella sua solitudine piena di visioni, nella sua pace piena di memorie, può considerarsi la patria ideale del bizzarro pittore. Il quale ama le solitudini strane, i gagliardi contrasti della luce e dell'ombra, gli oscuri contorni delle case, che staccano sul grigio dei cieli d'autunno, e le notti tragiche, funeree, illuminate dalla luna fuggente dietro le nuvole. Certi suoi quadri fanno pensare ai racconti di {{sic|Edgardo Poë}}. (cap. VII, pp. 165-167)
==''Nuove impressioni letterarie''==
*Il [[Gaetano Trezza|Trezza]] coi suoi desideri e le sue aspirazioni vive in [[Tito Lucrezio Caro|Lucrezio]]: egli, al pari del grande pensatore latino, è idealista fra le brutalità delle superstizioni e degli errori. La sua anima, che crede senza esitanze alla realtà della scienza, sente a quando a quando il desiderio misterioso dell'infinito. Il Trezza ha l'animo compreso della sublime e dolce mestizia del poeta, ed è cosi affascinato dal concetto lucreziano, da dimenticarne perfino gli errori e le stranezze.<br>Talora sottilizza di soverchio e pel desiderio di troppo dimostrare diventa oscuro; altre volte si perde in concetti astratti per {{sic|ispiegare}} le cose più semplici. (pp. 10-11)
*Il Trezza è profondo quando parla dei miti, delle lingue, delle religioni, ma nelle investigazioni della natura si capisce com'egli si affidi all'altrui autorità, più presto che alle proprie osservazioni ed esperienze. Ha studiato le grandi leggi biologiche e fisiche più sui libri, che nella attenta e paziente osservazione dei fenomeni naturali. (p. 11)
*Il Trezza al disopra d'ogni cosa, odia le ipocrisie del pensiero e del sentimento, e con temerario coraggio combatte le idee e le credenze dei più. Questa robusta figura d'uomo e di pensatore esce fuori compiuta dalle sue lezioni e dai suoi libri, come dalle modeste abitudini della sua vita privata. Si possono discutere le sue opinioni e combattere le sue dottrine, ma non si possono non ammirare la onesta energia dell'anima e la gagliardia dell'ingegno. (p. 14)
*Il [[Francesco De Sanctis|De Sanctis]], ingegno vivace e animoso, non riesce efficace in quelle opere, nelle quali la lunghezza e la necessità delle ricerche, temperano l'ispirazione. La ''Storia della letteratura italiana'' non è lavoro di gran conto, è una serie di articoli uniti insieme dal legame di una teorica metafisica, in cui la nostra storia letteraria viene divisa in tre periodi: il primo originale, il secondo di perfezione, il terzo della nuova letteratura. Un serio lavoro scientifico sulla nostra letteratura, dice l'autore, non può farlo nessuno oggi, in cui incomincia il lavoro paziente dell'analisi parte per parte. Una storia della letteratura sarà possibile quando su ciascuna epoca, su ciascun scrittore importante si farà tale monografia, o studio, o saggio, che dica l'ultima parola e sciolga tutte le questioni.<br>In tanta povertà cosa può essere una storia della letteratura? Un'informe compilazione piena di lacune e d'imprestiti, e di idee superficiali e frettolose.<br>Scrivendo queste parole, il De Sanctis dava un giusto giudizio sulla sua storia. (pp. 23-24)
*{{NDR|[[Pietro Selvatico]]}} I suoi giudizi animosi serbavano un certo colore d'erudizione classica, ma, accanto allo studio profondo, si sentiva ne' suoi scritti il fremito d'una vita intensa, i baldi propositi di un fervido ingegno, che non curava le stupide resistenze di chi voleva ancora attaccarsi al passato. Fra le sottigliezze complicate, questo spirito acre, battagliero, paradossastico, smarrì qualche volta di vista la verità e trascese nella polemica. La sua mente educata a studi severi, ma flessibile ed assimilatrice, è un po' come la cera , riproduce esattamente l'immagine che vi s'imprime. (p. 30)
*{{NDR|Pietro Selvatico}} Le idee che gli appariscono buone egli le abbraccia senza minuta analisi, ed è severo se sono severi quelli che l'attorniano, e batte le mani entusiasta, se è circondato dall'entusiasmo. Strano miscuglio di pedante e di artista, di grazia decente e di violenza sarcastica, di tenacità indomabile e di irresolutezza! (pp. 30-31)
*– È un letterato – dirò anch'io del [[Camillo Boito|Boito]], e appunto per questo è buonissimo critico di arte, giacché a discernere certe bellezze ci vogliono studio e sottigliezza grande. Ma il Boito non è soltanto un letterato; è un bravo architetto, è vissuto sempre in mezzo agli artisti, e si può dir del mestiere, sapendo di che cosa parla e potendo giudicare, non solamente del concetto, dell'espressione, della forma, ma anche di tutto ciò che s'attiene alle tecniche del colorire. (p. 39)
*Camillo Boito non impone le sue idee, egli domanda all'artista il sentimento individuale; la schietta espressione dell'indole sua e cerca nella tela o nel marmo, l'uomo co' suoi sentimenti, le sue impressioni e le sue emozioni. Pel nostro critico il fine dell'arte rappresentativa si può esprimere così: destar nell'animo con la finzione del naturale un sentimento non ignobile. Egli afferma che la natura è sorgente di ispirazione feconda, e che il segreto del pittore e dello scultore è trasformare in arte la realtà, ma non vuole che la pittura e la statuaria si trasformino in un ''processo verbale'' in un ''atto di consegna'' della natura, imperocché la riproduzione minuta e materiale è nemica della verità. Ama l'arte che scaturisce dalla vita, non quella che ha per sola ispirazione lo studio paziente. (p. 40)
*Il Boito non è soltanto un buono ed ardito critico d'arte, è un elegante novellatore. V'è ne' suoi racconti un certo andamento franco e spigliato, un colore ammirabile di verità, un profondo e amoroso sentimento della natura. (pp. 41-42)
*Pochi uomini furono più infelici di [[Cesare Betteloni]], pochi poeti seppero meglio di lui esprimere col verso quegli strazi affannosi, quelle inquietudini angosciose che non si possono recidere che colla vita. (p. 47)
*Le poesie del Betteloni rivelano tutta la tragedia di un'anima, che non può trovar quiete che nella tomba. E allorché non ebbe più la forza di soffrire l'intensità del male, allorché la vita gli si rese insopportabile, si senti spinto dalla fatale ebbrezza del suicidio e ricorse alla morte come ad ultimo ed unico rifugio. Voleva che le sue lunghe pene finissero, chiedeva intorno a sé il silenzio, e sentiva la voce dell'eternità che lo chiamava — ''vox magna per umbras''. (pp. 47-48)
*Il Betteloni sorride qualche volta, ma quel sorriso è una forma di pianto, è il sorriso d'uno che non vede lontana la tomba:<br><div style="text-align:center;">Il dolce porto d'ogni mal cocente<br>ch'io da tant'anni vo aspettando invano.</div>Non è l'artifizio del poeta, è l'ispirazione dolorosa di un'anima che avrebbe desiderato godere la vita, inebriarsi di affetti, di canti e di profumi, e che si trova invece contraddetta nelle sue più care aspirazioni, ne' suoi desideri più ardenti. (p. 50)
*Io vedo il [[Giovanni Faldella|Faldella]] nella quiete del suo paesello natio, dove lo tira a quando a quando l'affetto de' suoi compaesani, i quali lo fecero loro sovraintendente scolastico e presidente operaio e consigliere provinciale. Se potessero lo farebbero anche parroco. (p. 177)
*{{NDR|Faldella}} Io lo seguo nelle sue passeggiate solitarie pei campi e pei colli. Nulla sfugge al suo sguardo attento e indagatore, e la vita campestre si rivela a lui sotto un nuovo e pittoresco aspetto. Nell'estate e nella primavera egli guarda minutamente ogni cosa: dalle allegre feste di un raggio di sole fra i rami degli alberi alle galline che razzolano nel cortile, dai prati pieni di quiete solenne alla chiesuola bianca e romita. I misteri del silenzio, i bisbigli sommessi delle foglie gli risvegliano nell'animo dolcezze misteriose, blande memorie, orizzonti infiniti. – E quando la campagna è squallida, quando la neve nasconde il terreno, egli dipinge con rara evidenza i candidi cappucci che coprono i comignoli, i tetti, i campanili. Il Faldella adopera il pennello più che la penna e ritrae la realtà nei suoi contorni più tenui. (pp. 177-178)
*Faldella possiede, come artista, un carattere pel quale si fa distinguere da tutti i giovani scrittori suoi coetanei. Ha una fisonomia propria, e gli stessi suoi difetti non dipendono da imitazioni, né da studi mal digeriti; sono suoi, proprio suoi e danno una cert'aria di originalità allo scrittore. Però quest'originalità, che spesso è naturale, diventa alle volte un vezzo ammanierato. Il suo singolare modo di scrivere è troppo ricercato, e quella studiata mescolanza di piemontesismi e di toscanesimi finisce per uggire. (pp. 179)
==''Studi e ricerche di storia e d'arte''==
*Guardate [[Basilica di San Marco|san Marco]]! E una sublime bizzarria. I rosoni, i {{sic|rabeschi}}, gl'intrecci, i {{sic|pinacoli}}, slanciantisi al cielo, hanno l'aspetto di una lussureggiante vegetazione di pietra. Le arcate a trifoglio, le {{sic|aguglie}} traforate, l'innesto dell'arco acuto sul bizantino, tutta l'opera in fine, con la sua ricca veste di sculture e di cesellature, sembra una vasta sinfonia nel marmo, o meglio, per dirla col Tommaseo, tutto l'edificio par quasi una divina poesia, che riempie di sé l'anima e la abbraccia di un tratto. (pp. 3-4)
*Anche nelle questioni religiose, il popolo [[veneto]], con retto giudizio, seppe tenersi lontano dalle inquietudini dell'ascetismo e dai furori de' scismi, seppe dividere i diritti della Chiesa da quelli dello Stato, incarnare il pensiero di un grande, il quale affermava la vera religione cristiana dover camminare per la via del cielo e non poter, per conseguenza, incontrarsi col governo politico, che cammina per la via del mondo. (p. 83)
*Tra Francia e Venezia c'è sempre stata, nella vita intellettuale, una partita aperta di dare e avere. Ha detto bene Madama di Staël: «nous avons besoin les uns des autres, la littérature de chaque pays découvre une nouvelle sphère d'idées». La città, circonfusa di mistero gentile e melanconico, apparve sempre di una bellezza famigliare all'animo, nelle fantasie dei poeti e dei pittori francesi. E noi, di ricambio, abbiamo amato la Francia nelle pagine de' suoi grandi scrittori, che ci hanno appreso a onorare il suo nome e ad ammirare la sua gloria. (p. 139)
*La Francia è stata sempre impetuosa, generosamente irriflessiva, pronta alla gioia e all'abbattimento: Venezia, per converso, calma, fredda, ricca di senso pratico, qualche volta fino un po' troppo calcolatrice. L'una ebbe fiamma d'entusiasmo, l'altra potenza di volontà; l'una ebbe forte la fantasia, l'altra la riflessione; l'una sopportò spesso mal volentieri e fra le agitazioni i suoi governi, l'altra mantenne il suo per quattordici secoli, quasi immutato; l'una ebbe le donne inspiratrici della cosa pubblica, reggenti, regine; l'altra non permise mai alla donna di uscire dalla naturale sua cerchia; l'una fu insanguinata dalle lotte religiose più fiere; l'altra seppe, fin dalle prime, separare i dritti del cielo da quelli della terra. Pochi paesi furono, più di questi due, dissimili, pochi più amici. (p. 140)
==''Venezia''==
===[[Incipit]]===
*Quando la grandezza di Venezia declinava, e la pompa esteriore nascondeva ormai il decadimento del costume, del commercio, della ricchezza, [[Jacopo Sannazaro|Jacopo Sannazzaro]] dettava il famoso epigramma, in cui, paragonando Roma a Venezia, diceva quella fabbricata dagli uomini, questa dagli Dei:<br><div style="text-align:center;">Illam homines dices, hanc posuisse deos.</div>
===Citazioni===
*L'architettura veneziana ebbe un valido ausilio nella scultura, dapprima timida goffa, anche quando in Italia sorgeva la gran luce di [[Nicola Pisano]], ma apparsa a un tratto, nel secolo XIV, viva, libera, spontanea, preludendo alla grande riforma pittorica del Rinascimento. (p. 45)
*Fra la prosperità e la ricchezza, la vita, fino allora occupata in pratici intenti e in opere severe, si andò indirizzando anche nel campo di una più squisita cultura e di più gentili e leggiadre costumanze. Quella Repubblica {{NDR|di Venezia}}, da sì piccolo nido uscita, divenuta ricca di gloria e di denaro, volle anche i godimenti delle arti, delle lettere e del viver lieto, e le generazioni nuove, più {{sic|finamente}} educate, cominciarono a ricercare le delicate compiacenze dello spirito. Per la qual cosa, Venezia accolse e fecondò gli splendori della [[Rinascimento|Rinascita]], e sulla fine del secolo XV apparve in nuovo aspetto di elegante e raffinata magnificenza. Quei mercanti veneti, che storici maligni e parziali dipingono soltanto cupidi di denaro e indifferenti ad ogni compiacimento letterario, accoglievano con ogni cortesia gli studiosi: ed è notato con gioia l'arrivo di Giorgio Trapezunzio, ''homo preclaro'', che presenta i libri ''De Legibus'' di Platone, da lui fatti latini, e si delibera di erigere una pubblica Biblioteca, per collocarvi i libri donati alla Signoria dal cardinal Bessarione, e si aprono accademie per radunarvi i dotti, e si danno uffici di molti guadagni agli artefici che dipingono nella Sala del Gran Consiglio le gloriose battaglie della Repubblica. Le pompe dell'arte e del costume fecero di Venezia la mèta agognata di tutti gli stranieri amanti delle cose belle, i quali vi trovare liete accoglienze, ammirando la gaiezza sfoggiata delle feste, unita alle più nuove bellezze artistiche. Venezia divenne il regno della pietra lavorata, la palestra delle seste e degli scalpelli, e gli artisti la scelsero a loro soggiorno prediletto. (pp. 49-50)
==''Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte''==
*Fra quelli che {{NDR|in Francia}} richiamarono la pittura dalla convenzionalità alla {{sic|inspirazione}} diretta della natura presto si manifestarono due correnti: l'una con [[Édouard Manet|Edoardo Manet]], iniziatore, insieme col [[Edgar Degas|Degas]], della scuola dell<nowiki>'</nowiki>''aria aperta'', artefice luminoso, vibrante, ricercatore della macchia; l'altra con [[Gustave Courbet|Gustavo Courbet]], franco, vigoroso, solido, nemico di ogni volgarità, d'ogni falsa eleganza nell'''Enterrement à Ornans'', nella ''Biche forcée à la nage'', nella ''Curée'', ma duro, fosco, quasi repulsivo nella ''Chasse au renard'' e in altri quadri, dove l'originalità si cambia in stranezza, la scioltezza in esagerazione. (p. 376)
*[...] dalla Spagna giunge in Italia un artista, allietato da tutti i sorrisi della fortuna, da tutte le voluttà del trionfo. Nei quadri di [[Marià Fortuny i Marsal|Mariano Fortuny]] la luce vibra, sfavilla, sfolgora, trionfa: i colori più allegri, le tinte più calde, i moltiplicati riflessi, i più luminosi rifrangimenti producono un barbaglio da far parer pallido e opaco qualunque altro oggetto su cui posiamo lo sguardo. Questa pittura svolgentesi tutta ardori e colori ebbe azione profonda, ma non sempre benefica, sulla giovane arte italiana, la quale si lasciò affascinare dalla impressione gradevole, dalla mirabile virtuosità. (p. 377)
*Il [[Giacomo Favretto|Favretto]], pur mantenendo la sua ricca e fervida originalità, seppe far tesoro degli esperimenti altrui. Era istruito tanto da comprendere ogni ragione dell'arte, se non per {{sic|istudio}} e cultura appresa, per certa felice intuizione. Fu un ribelle temperato dal freno dell'arte, arte ch'egli seppe agitare, con certa salutare inquietudine, la quale non ha nulla di comune con le furiose e torbide innovazioni. L'impeto riformatore non poté mai trascinar la sua mente oltre i limiti del giusto; il suo genio non era fiamma viva che abbrucia, ma virtù riposata che illumina. Lasciando il cammino tracciato dai vecchi, seppe aprirsene uno nuovo, conservando sempre la misura; allargò con temperanza le forme dell'arte, e con la eccitabilità {{sic|imaginosa}}, coloritrice del suo ingegno, {{sic|ristaurò}} e rifece, {{sic|inspirandosi}} al presente, non disprezzando il passato, conservando tutto ciò ch'era degno ed utile. (p. 388)
==[[Incipit]] de ''L'arte veneziana del Rinascimento''==
Correva l'anno 1495 (perdonate, o Signori, se incomincio come usava nei vecchi romanzi storici di mezzo secolo fa), correva l'anno 1495 e Filippo de Commines, ambasciatore di Carlo VIII, entrando a Venezia, esclamava ammaliato: — la più trionfante città che io abbia mai veduta!
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/impressionilett01molmgoog/page/n6/mode/1up Impressioni letterarie]'', presso Natale Battezzati, Milano, 1875<sup>2</sup>.
*Pompeo Molmenti, ''[https://www.gutenberg.org/files/51706/51706-h/51706-h.htm L'arte veneziana del Rinascimento]'', in "La vita italiana nel Rinascimento", Treves, 1896.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/lapitturavenezia00molm/page/n3 La pittura veneziana]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1903.
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/nuoveimpression00molmgoog/page/n5/mode/2up Nuove impressioni letterarie]'', Tip. e Lit. Camilla e Bertolero, Torino, 1879.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/studiericerchedi00molm/page/n6/mode/1up Studi e ricerche di storia e d'arte]'', Società Tipografica-Editrice Nazionale (già Roux e Viarengo), Torino, 1892.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/collezionedimono03berg/page/3/mode/1up Venezia]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1907<sup>3</sup>.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/venezianuovistu00molmgoog/page/n7 Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte]'', G. Barbera Editore, Firenze, 1897.
==Altri progetti==
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[[File:Pompeo Gherardo Molmenti 2.jpg|thumb|Pompeo Gherardo Molmenti (1900 circa)]]
'''Pompeo Gherardo Molmenti''' (1852 – 1928), scrittore, storico e politico italiano.
==Citazioni di Pompeo Gherardo Molmenti==
*Il nome di [[Antonio Rotta]] è da molti anni conosciuto in Italia e all'estero. Il suo nuovo quadro rappresenta una vecchia, tutta grinze, che ha levato dall'armadio uno sciupato corsetto di seta, dalla foggia del secolo scorso, un corsetto che le avrà frenato le audacie del seno negli anni giulivi della giovinezza, e sarà stato testimonio di gioie, di feste, di esultanze, e forse, Dio nol voglia, di qualche scappatella. Il pensiero, prima di tuffarsi nel buio dell'eternità, si compiace di ritornare al passato. I ricordi si trasformano in rimpianti. Quel tumulto di passioni e di pentimenti sotto la fronte rugosa di quella vecchia! ''Combien je regrette | mon bras si dodu. | Ma jambe bien faite | et le temps perdu.''<ref>I versi sono tratti da ''Ma grand'mere'' di [[Pierre-Jean de Béranger|Béranger]] (in ''Œuvres complètes de Béranger'', H. Fournier, Parigi, 1839, vol. I, [[s:fr:Page:Béranger, oeuvres complètes - tome 1.pdf/80|p. 20]]). Traduzione: ''Come rimpiango | il mio braccio così tornito. | La mia gamba ben fatta | e il tempo perduto''.</ref> Tempo perduto niente. Ce lo assicura il lampo malizioso di quegli occhietti cisposi, che scintillano come brage fra le ceneri spente. Dio sa quante volte, ai tempi della Serenissima, la bella popolana, adorna del suo roseo corsetto, avrà ballato la ''furlana'' nelle sagre di Santa Marta, e Dio sa qunte volte su quella seta rosea si sarà posata la mano robusta e tremante di desiderio di un elegante gondoliere della Signoria, dalla cappa di velluto rosso e dal berretto all'albanese! No, c'è da scommettere che quella vecchia non deplora il tempo perduto, ma il braccio tornito e il seno bianchissimo. Il quadro del Rotta è dipinto con una leggiadria, una grazia, una nitidezza meglio uniche che rare. Forse l'eleganza rasenta la leziosaggine, liscia e minuziosa, ma l'imitazione perfetta del vero fa dimenticare la cura soverchia dei particolari.<ref>Da ''L'arte veneta all'esposizione di Parigi'', in ''L'illustrazione italiana'', anno V, 1° semestre, Fratelli Treves, Milano, 1878, [https://books.google.it/books?id=1HtH4SSjCAwC&pg=PA234 p. 234].</ref>
*[[Marco Tabarrini]], che parlò nobilmente dell'ingegno di [[Erminia Fuà Fusinato|Erminia Fuà-Fusinato]], scrisse che la poesia di questa donna gentile è poesia vera, e non l'arte misera di far versi sopra argomenti accattati, vestendo poveri concetti in forme fantastiche e prosaicamente volgari. Quando si guarda da vicino la vita di un poeta s'incontra una grande diversità fra i suoi versi e le sue azioni. Nella vita d'Erminia invece, da ogni pensiero, da ogni azione, da ogni parola scaturisce quella poesia vivificante e serena, che si può dire l'eco dell'anima sua. La forma stessa linda e composta è uno specchio in cui si riflette il pensiero; non c'è niente di troppo, né concetti, né immagini, né eleganze. Essa non cade, come è vezzo moderno, nello strano e nel paradossale, per far che le sue idee acquistino aria di novità, ma esprime semplicemente ciò che sente e pensa, sincera nell'arte come nella vita.<ref>Da ''Erminia Fuà-Fusinato e i suoi ricordi'', Fratelli Treves editori, Milano, 1877, [https://archive.org/details/erminiafufusina00whitgoog/page/n248/mode/1up cap. VI, p. 233-234].</ref>
==''Impressioni letterarie''==
*In tutti i versi che il povero [[Teobaldo Ciconi|Teobaldo {{NDR|Ciconi}}]] ha lasciato non ci sarà la finezza dell'artista, ma in tutti si sente l'anima serena del poeta. (p. 25)
*Come poeta drammatico egli lascia una traccia non cancellabile nella storia del nostro teatro. Sebbene i lavori del Ciconi {{sic|sieno}} stati scritti sotto l'impressione di sentimenti e di fatti che non giungono all'animo nostro che come un caro ricordo, pure crediamo che non subiranno la sorte comune ai lavori di questo genere, che nati con l'occasione muoiono con quella. (p. 27)
*[[Giuseppe Torelli (scrittore)|Giuseppe Torelli]] fu un galantuomo, ed ebbe per guida nella vita quel vero buon senso, che non è da confondersi con quello che ha l'appellativo di comune e che corre le strade. Non ascoltò che la voce {{sic|secura}} della coscienza, non conobbe le ipocrisie sociali, e chiamò sempre le cose col loro nome. Il Torelli, come tutti gli uomini onesti, possedeva quell'energia tranquilla che impone. Visse qualche tempo in corte, e non fu cortigiano. Fu un nobile esempio di quella democrazia che in generale è scritta nei codici, nei giornali, ma raramente nei cuori. (pp. 34-35)
*Un critico originale ed ardito, che, fra i primi, ebbe il coraggio di {{sic|francarsi}} dalla soggezione delle vecchie tradizioni, è il [[Eugenio Salomone Camerini|Camerini]], nei cui scritti non si trova tutta la vita letteraria del popolo italiano, ma alcune delle sue {{sic|faccie}} più caratteristiche. Egli vede ed apprezza tutto quello che é di buono nella nostra letteratura, e vede e nota molte cose, che mancano. Sdegnoso di calcare le strade battute, anima artistica e {{sic|culta}}, severo con sé stesso, troppo indulgente verso gli altri, non è però sempre risoluto ne' suoi giudizi, e oscilla tra il determinato e un non so che di vago e di nebbioso. (pp. 40-41)
*Il [[Tommaso Locatelli|Locatelli]] non {{sic|riescì}} tanto valente critico, quanto mirabile pittore di costumi. Quello che più s'ammira in lui è quella potenza descrittiva che vi fa sorgere dinanzi chiaramente e distintamente una persona, un paesaggio, una festa. (p. 69)
*Il Locatelli è un vivace pittore del vero, è un accuratissimo osservatore delle idee e dei gusti del suo tempo, ma non lo si può ammirare altrettanto allorché vi discorre d'arte, di teatri, di lettere. Egli ha ereditato dal Gozzi il brio dello stile, ma non già la mente profonda, la vastità del pensiero. Però anche nelle sue critiche la stessa grazia amabilissima, la stessa purezza e la stessa eleganza della forma. Anche ne' suoi scritti critici lo spirito non è mai importuno: aneddoti, facezie, tutto egli sa collocare a suo posto. Non c'è mai nulla di troppo. Egli punge, ma non ferisce, e sa dire la verità con quel garbo di buona lega, che i nostri vecchi conoscevano così bene. (p. 70)
*[...] se il Locatelli scrive alle volte come un poeta, non pensa però quasi mai colla profonda severità del filosofo. Il Locatelli nel giudicare le opere d'arte non è guidato da principî serî ed elevati, non guarda all'armonia dell'insieme, non considera che il freddo particolare. Non è una critica alta e filosofica, ma un seguito di argute e fine osservazioni. Certo non mancano al Locatelli né lo studio attento, né l'onesta franchezza, ma gli fanno difetto l'ardimento del pensiero e la larghezza degli intendimenti. (p. 71)
*Innanzi alla tomba di [[Laura Beatrice Oliva|Laura Mancini]] le donne italiane dovrebbero seriamente pensare, per ispirarsi ad un nobilissimo esempio di fede, di coraggio, di affetto. Era uno di quegli esseri che, nei momenti di sconforto, fanno ancora sperare del mondo e degli uomini.<br>Da ogni suo lineamento traspariva una soavità, una distanza dalle cose mondane; e il delicato ovale del viso, il naso profilato, la fronte ampia rivelavano a prima vista la bellezza dell'animo e dell'ingegno. (p. 72)
*Laura Mancini cantò tutte le fasi del risorgimento nazionale da Solferino a Villafranca, da Marsala al Volturno, da Aspromonte a Mentana. In mezzo alla rapida ispirazione, le sue poesie {{sic|riescirono}} molto trascurate nella forma, eppure vi piacciono come una donna virtuosa in cui la non bella forma del volto viene largamente ricompensata dalla gioia dell'innocenza che le si diffonde sulla fronte. (p. 76)
*Perché, o bizzarra natura, invece di creare del [[Giovanni Prati|Prati]] un vero poeta, ti sei stancata a mezza via, ed hai stampato un misto di giullare di corte e di poeta? Perché, o bizzarra natura, hai voluto permettere che quegli il quale scriveva quei versi dell'''Edmenegarda'', che han fatto brillare tante, lacrime in tanti begli occhi, abbia potuto scrivere ancora che il monte fa intorno a sé ''un mantello di lampi e di paure''? I versi del Prati ci danno l'idea di quei sigari svizzeri, eccellenti fino alla metà, e che dalla metà in giù conviene buttare da un canto. (p. 78)
*In Prati vi sono due poeti; v'è quello che scrive come amore gli detta, e v'è quello che butta giù endecasillabi, ottonari, quinari, solo per mettersi un nastro da cavaliere sull'occhiello dell'abito. (p. 78)
*La fama dell'[[Aleardo Aleardi|Aleardi]] è dovuta alle donne. Un bell'uomo, che s'atteggiava un pochino a martire (allora la cosa era di moda e ci si credeva), che parlava bene, sempre pronto a scrivere su per ogni albo versi gentili, che aveva modi così garbati... c'era più di quanto occorreva per riescire simpatico alle donne. Aleardi era divenuto il beniamino delle signore. (p. 85)
*[...] c'era una cosa che turbava i sonni del nostro poeta. Il suo babbo aveva creduto bene di battezzarlo col nome di Gaetano, e all'Aleardi non garbava punto un tal nome; figuratevi niente di più prosaico che ''un sor Gaetanino''. Ma un dì ei ci trovò rimedio e si ribattezzò col nome di Aleardo: nome, per dirla con un buon francese, ''qui attire et sonne bien''. (p. 85-86)
*[[Giosuè Carducci]] in mezzo al culto amoroso della poesia non ha abbandonato gli studi severi della critica. Nel Carducci conviene distinguere due persone, il poeta ed il critico; il primo non rassomiglia punto al secondo. Enotrio<ref>Enotrio Romano: pseudonimo utilizzato dal Carducci.</ref> poeta è impetuoso, irrequieto, impaziente d'ogni difficoltà, e sempre pronto a rompere, come il Duca di Borgogna, l'orologio se suoni un'ora che lo chiami a ciò ch'egli non vuole. Il critico invece medita lungamente e scrive avvisato ed arguto, sapendo unire agli splendori dell'immaginazione la forma {{sic|culta}} ed elegante, l'erudizione profonda. Il Carducci sa tenersi lontano dalla nebulosità del De Sanctis, dalla elegante leggerezza del Settembrini, dalla troppo minuziosa analisi del Camerini e si manifesta co' suoi ''Studi letterarî'' uno dei più dotti ed arguti critici d'Italia, accoppiando alla serietà alemanna, la vivacità ed il calore degli ingegni del mezzogiorno. (pp. 98-99)
*Il [[Antonio Caccianiga|Caccianiga]] ha [...] il torto di giudicare la società senza risentire le passioni che la agitano. Dal riposo e dall'innocenza della vita campestre egli crede dipingere la vita, ma la mano trema, esagera i contorni e il quadro riesce un po' di maniera. La sua voce spesse volte giunge come un'eco simpatica, ma languida, e i suoi apprezzamenti restano sempre nei campi della teoria, sicché non se ne può trarre utilità. Il Caccianiga ha il torto di voler troppo moralizzare e di assidersi Geremia novello sulle rovine della patria, lamentando la miseria dei tempi e degli uomini. Ma allorché il Caccianiga sveste la {{sic|giornèa}} del moralista<ref>Smette di atteggiarsi a (o assumere il tono di) moralista.</ref>, scrive qualche bozzetto con una verità e leggiadria inimitabili. (p. 117)
*I calmi sentimenti, le soavi ispirazioni che ci desta la mestizia dell'autunno, s'incontrano nei racconti di [[Caterina Percoto]]. Da ogni scritto di questa donna spira il casto olezzo della virtù, e un candore di pensiero che lascia una certa posatura di dolcezza in fondo al cuore. (p.121)
==''La pittura veneziana''==
===[[Incipit]]===
*Venezia non comparisce degnamente nel campo dell'arte se non nel secolo XV, quando già l'architettura e la scultura erano in fiore. Non è peraltro da credere che l'arte del disegno e dei colori fosse ignota negli albori della vita veneziana. Se, nei primi secoli, le case private dei veneziani erano umili, non così può dirsi delle chiese, che sorgevano numerose, quasi per attestare che la fede in Dio era guarentigia della libertà della nuova patria. E le chiese, come quelle di Grado e di Torcello, scintillavano per i mosaici degli artefici venuti da Bisanzio, con cui le isole della laguna avevano continue relazioni politiche e commerciali.<!--Cap. 1, ''Le origini'', p. 1.-->
===Citazioni===
*Dopo la metà del trecento, un artefice, conosciuto con il nome di [[Antonio Veneziano]], fu chiamato a dipingere la sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale {{NDR|a Venezia}}. Ma sebbene, al dir del Vasari, avesse dato eccellenti saggi del suo valore, fu congedato, onde avvilito si condusse in Toscana e considerò sempre come sua patria Firenze. (cap. I, p. 8)
*Jacopo Nigreti [...] conosciuto nella storia dell'arte con il nome di [[Jacopo Palma il Vecchio|Palma il vecchio]], è uno dei sommi artisti della scuola veneziana, e in certe parti, specialmente nel disegno, superiore forse a [[Tiziano Vecellio|Tiziano]]. [...]. Nella galleria di Dresda è celebre il quadro delle ''Tre sorelle''. Il suo capolavoro, la ''Santa Barbara'', la più sana e vigorosa figura di donna, che l'arte abbia mai rappresentata, si ammira nella chiesa di Santa Maria Formosa di Venezia. (cap. III, pp. 67-68)
*A ogni modo {{NDR|[[Giovanni Battista Piazzetta]]}} fu artefice eminente, e il Blanc volle esprimere tutta la sua ammirazione con questa frase: ''C'est un Caravage vénitien!'' Frase invero più bella che esatta, giacché il Piazzetta moveva specialmente dal Guercino, le opere del quale aveva nella sua giovinezza studiato con grande amore, insieme con il bolognese Giuseppe Crespi. La vigoria dell'ingegno e la viva fantasia del Piazzetta meglio appaiono ne' suoi disegni, nelle illustrazioni della ''Gerusalemme liberata'', e nei mirabili studi di teste, di cui possono vedersi alcuni saggi nel Museo Civico e nell'Accademia. (cap. V, pp. 110-111)
*[[Rosalba Carriera]], fine, espressiva, delicata anima d'artista, [...], dipinse ritratti a pastello con {{sic|maravigliosa}} finezza di tocco e facilità di disegno. Ne' suoi pastelli c'è la verità illuminata dal raggio della poesia: le sue patrizie non sono proprio come erano, ma come volevano essere. (cap. V, pp. 112-113)
*Come il Gallina riproduceva sul teatro la Venezia odierna, così il Favretto sulle tele. [[Giacomo Favretto]] e [[Giacinto Gallina]], questi due gemelli dell'arte veneziana, così somiglianti nell'indole dell'ingegno, nella bontà dell'animo, nel modesto aspetto della persona, nella morte immatura, penetrarono senza sforzo, per un'intuizione nativa, nell'intima vita del popolo. L'arte del Gallina è più profonda, più dominata dal sentimento, ma la superficialità delle impressioni del Favretto è compensata dal brio della osservazione. (cap. VII, p, 152)
*Quando, per la Mostra internazionale del 1899, si pensò alle ''Esposizioni individuali collettive'', e si raccolsero in una sala più di quaranta quadri del Favretto, fu un grido di ammirazione. Sebbene in alcune tele, dopo così breve tempo, apparissero fosche e cupe le tinte, appannate le luci, come nel ''Liston del 700'', da tutto l'insieme di quella esposizione emanava uno {{sic|splendor}} così lieto, che nulla di più dolce agli occhi e allo spirito. La sua gloria in vero non corre pericolo di essere sommersa dal flutto di nuove idee, il gusto mutato non scema la grazia spirituale dell'arte fravettiana, e la pupilla si abbandona ancora con voluttà su quell'armonia di tinte, rivelatrice dell'animo dell'artefice sereno, che inebriò la pittura veneziana di sole, di aria, di vita. (cap. VII, p. 155)
*Artista virile, il [[Guglielmo Ciardi|Ciardi]] sa rendere la forte poesia del vero sia ch'egli ritragga i monumenti veneziani, o le larghe pagine virgiliane dei meriggi campestri, o le borgate pittoresche alle falde delle Alpi dolomitiche, tra i gravi silenzi delle selve. (cap. VII, p. 163)
*Non al vivido sole, ma alle più cupe fantasie e alle più strane visioni, sembra invece ispirarsi quell'originalissimo ingegno di [[Mario de Maria]], meglio conosciuto sotto il nome di ''Marius Pictor''. È nato a Bologna nel 1853, ma vive ora a Venezia, che nella sua solitudine piena di visioni, nella sua pace piena di memorie, può considerarsi la patria ideale del bizzarro pittore. Il quale ama le solitudini strane, i gagliardi contrasti della luce e dell'ombra, gli oscuri contorni delle case, che staccano sul grigio dei cieli d'autunno, e le notti tragiche, funeree, illuminate dalla luna fuggente dietro le nuvole. Certi suoi quadri fanno pensare ai racconti di {{sic|Edgardo Poë}}. (cap. VII, pp. 165-167)
==''Nuove impressioni letterarie''==
*Il [[Gaetano Trezza|Trezza]] coi suoi desideri e le sue aspirazioni vive in [[Tito Lucrezio Caro|Lucrezio]]: egli, al pari del grande pensatore latino, è idealista fra le brutalità delle superstizioni e degli errori. La sua anima, che crede senza esitanze alla realtà della scienza, sente a quando a quando il desiderio misterioso dell'infinito. Il Trezza ha l'animo compreso della sublime e dolce mestizia del poeta, ed è cosi affascinato dal concetto lucreziano, da dimenticarne perfino gli errori e le stranezze.<br>Talora sottilizza di soverchio e pel desiderio di troppo dimostrare diventa oscuro; altre volte si perde in concetti astratti per {{sic|ispiegare}} le cose più semplici. (pp. 10-11)
*Il Trezza è profondo quando parla dei miti, delle lingue, delle religioni, ma nelle investigazioni della natura si capisce com'egli si affidi all'altrui autorità, più presto che alle proprie osservazioni ed esperienze. Ha studiato le grandi leggi biologiche e fisiche più sui libri, che nella attenta e paziente osservazione dei fenomeni naturali. (p. 11)
*Il Trezza al disopra d'ogni cosa, odia le ipocrisie del pensiero e del sentimento, e con temerario coraggio combatte le idee e le credenze dei più. Questa robusta figura d'uomo e di pensatore esce fuori compiuta dalle sue lezioni e dai suoi libri, come dalle modeste abitudini della sua vita privata. Si possono discutere le sue opinioni e combattere le sue dottrine, ma non si possono non ammirare la onesta energia dell'anima e la gagliardia dell'ingegno. (p. 14)
*Il [[Francesco De Sanctis|De Sanctis]], ingegno vivace e animoso, non riesce efficace in quelle opere, nelle quali la lunghezza e la necessità delle ricerche, temperano l'ispirazione. La ''Storia della letteratura italiana'' non è lavoro di gran conto, è una serie di articoli uniti insieme dal legame di una teorica metafisica, in cui la nostra storia letteraria viene divisa in tre periodi: il primo originale, il secondo di perfezione, il terzo della nuova letteratura. Un serio lavoro scientifico sulla nostra letteratura, dice l'autore, non può farlo nessuno oggi, in cui incomincia il lavoro paziente dell'analisi parte per parte. Una storia della letteratura sarà possibile quando su ciascuna epoca, su ciascun scrittore importante si farà tale monografia, o studio, o saggio, che dica l'ultima parola e sciolga tutte le questioni.<br>In tanta povertà cosa può essere una storia della letteratura? Un'informe compilazione piena di lacune e d'imprestiti, e di idee superficiali e frettolose.<br>Scrivendo queste parole, il De Sanctis dava un giusto giudizio sulla sua storia. (pp. 23-24)
*{{NDR|[[Pietro Selvatico]]}} I suoi giudizi animosi serbavano un certo colore d'erudizione classica, ma, accanto allo studio profondo, si sentiva ne' suoi scritti il fremito d'una vita intensa, i baldi propositi di un fervido ingegno, che non curava le stupide resistenze di chi voleva ancora attaccarsi al passato. Fra le sottigliezze complicate, questo spirito acre, battagliero, paradossastico, smarrì qualche volta di vista la verità e trascese nella polemica. La sua mente educata a studi severi, ma flessibile ed assimilatrice, è un po' come la cera , riproduce esattamente l'immagine che vi s'imprime. (p. 30)
*{{NDR|Pietro Selvatico}} Le idee che gli appariscono buone egli le abbraccia senza minuta analisi, ed è severo se sono severi quelli che l'attorniano, e batte le mani entusiasta, se è circondato dall'entusiasmo. Strano miscuglio di pedante e di artista, di grazia decente e di violenza sarcastica, di tenacità indomabile e di irresolutezza! (pp. 30-31)
*– È un letterato – dirò anch'io del [[Camillo Boito|Boito]], e appunto per questo è buonissimo critico di arte, giacché a discernere certe bellezze ci vogliono studio e sottigliezza grande. Ma il Boito non è soltanto un letterato; è un bravo architetto, è vissuto sempre in mezzo agli artisti, e si può dir del mestiere, sapendo di che cosa parla e potendo giudicare, non solamente del concetto, dell'espressione, della forma, ma anche di tutto ciò che s'attiene alle tecniche del colorire. (p. 39)
*Camillo Boito non impone le sue idee, egli domanda all'artista il sentimento individuale; la schietta espressione dell'indole sua e cerca nella tela o nel marmo, l'uomo co' suoi sentimenti, le sue impressioni e le sue emozioni. Pel nostro critico il fine dell'arte rappresentativa si può esprimere così: destar nell'animo con la finzione del naturale un sentimento non ignobile. Egli afferma che la natura è sorgente di ispirazione feconda, e che il segreto del pittore e dello scultore è trasformare in arte la realtà, ma non vuole che la pittura e la statuaria si trasformino in un ''processo verbale'' in un ''atto di consegna'' della natura, imperocché la riproduzione minuta e materiale è nemica della verità. Ama l'arte che scaturisce dalla vita, non quella che ha per sola ispirazione lo studio paziente. (p. 40)
*Il Boito non è soltanto un buono ed ardito critico d'arte, è un elegante novellatore. V'è ne' suoi racconti un certo andamento franco e spigliato, un colore ammirabile di verità, un profondo e amoroso sentimento della natura. (pp. 41-42)
*Pochi uomini furono più infelici di [[Cesare Betteloni]], pochi poeti seppero meglio di lui esprimere col verso quegli strazi affannosi, quelle inquietudini angosciose che non si possono recidere che colla vita. (p. 47)
*Le poesie del Betteloni rivelano tutta la tragedia di un'anima, che non può trovar quiete che nella tomba. E allorché non ebbe più la forza di soffrire l'intensità del male, allorché la vita gli si rese insopportabile, si senti spinto dalla fatale ebbrezza del suicidio e ricorse alla morte come ad ultimo ed unico rifugio. Voleva che le sue lunghe pene finissero, chiedeva intorno a sé il silenzio, e sentiva la voce dell'eternità che lo chiamava — ''vox magna per umbras''. (pp. 47-48)
*Il Betteloni sorride qualche volta, ma quel sorriso è una forma di pianto, è il sorriso d'uno che non vede lontana la tomba:<br><div style="text-align:center;">Il dolce porto d'ogni mal cocente<br>ch'io da tant'anni vo aspettando invano.</div>Non è l'artifizio del poeta, è l'ispirazione dolorosa di un'anima che avrebbe desiderato godere la vita, inebriarsi di affetti, di canti e di profumi, e che si trova invece contraddetta nelle sue più care aspirazioni, ne' suoi desideri più ardenti. (p. 50)
*Io vedo il [[Giovanni Faldella|Faldella]] nella quiete del suo paesello natio, dove lo tira a quando a quando l'affetto de' suoi compaesani, i quali lo fecero loro sovraintendente scolastico e presidente operaio e consigliere provinciale. Se potessero lo farebbero anche parroco. (p. 177)
*{{NDR|Faldella}} Io lo seguo nelle sue passeggiate solitarie pei campi e pei colli. Nulla sfugge al suo sguardo attento e indagatore, e la vita campestre si rivela a lui sotto un nuovo e pittoresco aspetto. Nell'estate e nella primavera egli guarda minutamente ogni cosa: dalle allegre feste di un raggio di sole fra i rami degli alberi alle galline che razzolano nel cortile, dai prati pieni di quiete solenne alla chiesuola bianca e romita. I misteri del silenzio, i bisbigli sommessi delle foglie gli risvegliano nell'animo dolcezze misteriose, blande memorie, orizzonti infiniti. – E quando la campagna è squallida, quando la neve nasconde il terreno, egli dipinge con rara evidenza i candidi cappucci che coprono i comignoli, i tetti, i campanili. Il Faldella adopera il pennello più che la penna e ritrae la realtà nei suoi contorni più tenui. (pp. 177-178)
*Faldella possiede, come artista, un carattere pel quale si fa distinguere da tutti i giovani scrittori suoi coetanei. Ha una fisonomia propria, e gli stessi suoi difetti non dipendono da imitazioni, né da studi mal digeriti; sono suoi, proprio suoi e danno una cert'aria di originalità allo scrittore. Però quest'originalità, che spesso è naturale, diventa alle volte un vezzo ammanierato. Il suo singolare modo di scrivere è troppo ricercato, e quella studiata mescolanza di piemontesismi e di toscanesimi finisce per uggire. (pp. 179)
==''Studi e ricerche di storia e d'arte''==
*Guardate [[Basilica di San Marco|san Marco]]! E una sublime bizzarria. I rosoni, i {{sic|rabeschi}}, gl'intrecci, i {{sic|pinacoli}}, slanciantisi al cielo, hanno l'aspetto di una lussureggiante vegetazione di pietra. Le arcate a trifoglio, le {{sic|aguglie}} traforate, l'innesto dell'arco acuto sul bizantino, tutta l'opera in fine, con la sua ricca veste di sculture e di cesellature, sembra una vasta sinfonia nel marmo, o meglio, per dirla col Tommaseo, tutto l'edificio par quasi una divina poesia, che riempie di sé l'anima e la abbraccia di un tratto. (pp. 3-4)
*Anche nelle questioni religiose, il popolo [[veneto]], con retto giudizio, seppe tenersi lontano dalle inquietudini dell'ascetismo e dai furori de' scismi, seppe dividere i diritti della Chiesa da quelli dello Stato, incarnare il pensiero di un grande, il quale affermava la vera religione cristiana dover camminare per la via del cielo e non poter, per conseguenza, incontrarsi col governo politico, che cammina per la via del mondo. (p. 83)
*Tra Francia e Venezia c'è sempre stata, nella vita intellettuale, una partita aperta di dare e avere. Ha detto bene Madama di Staël: «nous avons besoin les uns des autres, la littérature de chaque pays découvre une nouvelle sphère d'idées». La città, circonfusa di mistero gentile e melanconico, apparve sempre di una bellezza famigliare all'animo, nelle fantasie dei poeti e dei pittori francesi. E noi, di ricambio, abbiamo amato la Francia nelle pagine de' suoi grandi scrittori, che ci hanno appreso a onorare il suo nome e ad ammirare la sua gloria. (p. 139)
*La Francia è stata sempre impetuosa, generosamente irriflessiva, pronta alla gioia e all'abbattimento: Venezia, per converso, calma, fredda, ricca di senso pratico, qualche volta fino un po' troppo calcolatrice. L'una ebbe fiamma d'entusiasmo, l'altra potenza di volontà; l'una ebbe forte la fantasia, l'altra la riflessione; l'una sopportò spesso mal volentieri e fra le agitazioni i suoi governi, l'altra mantenne il suo per quattordici secoli, quasi immutato; l'una ebbe le donne inspiratrici della cosa pubblica, reggenti, regine; l'altra non permise mai alla donna di uscire dalla naturale sua cerchia; l'una fu insanguinata dalle lotte religiose più fiere; l'altra seppe, fin dalle prime, separare i dritti del cielo da quelli della terra. Pochi paesi furono, più di questi due, dissimili, pochi più amici. (p. 140)
==''Venezia''==
===[[Incipit]]===
*Quando la grandezza di Venezia declinava, e la pompa esteriore nascondeva ormai il decadimento del costume, del commercio, della ricchezza, [[Jacopo Sannazaro|Jacopo Sannazzaro]] dettava il famoso epigramma, in cui, paragonando [[Roma]] a Venezia, diceva quella fabbricata dagli uomini, questa dagli Dei:<br><div style="text-align:center;">Illam homines dices, hanc posuisse deos.</div>
===Citazioni===
*L'architettura veneziana ebbe un valido ausilio nella scultura, dapprima timida goffa, anche quando in Italia sorgeva la gran luce di [[Nicola Pisano]], ma apparsa a un tratto, nel secolo XIV, viva, libera, spontanea, preludendo alla grande riforma pittorica del Rinascimento. (p. 45)
*Fra la prosperità e la ricchezza, la vita, fino allora occupata in pratici intenti e in opere severe, si andò indirizzando anche nel campo di una più squisita cultura e di più gentili e leggiadre costumanze. Quella Repubblica {{NDR|di Venezia}}, da sì piccolo nido uscita, divenuta ricca di gloria e di denaro, volle anche i godimenti delle arti, delle lettere e del viver lieto, e le generazioni nuove, più {{sic|finamente}} educate, cominciarono a ricercare le delicate compiacenze dello spirito. Per la qual cosa, Venezia accolse e fecondò gli splendori della [[Rinascimento|Rinascita]], e sulla fine del secolo XV apparve in nuovo aspetto di elegante e raffinata magnificenza. Quei mercanti veneti, che storici maligni e parziali dipingono soltanto cupidi di denaro e indifferenti ad ogni compiacimento letterario, accoglievano con ogni cortesia gli studiosi: ed è notato con gioia l'arrivo di Giorgio Trapezunzio, ''homo preclaro'', che presenta i libri ''De Legibus'' di Platone, da lui fatti latini, e si delibera di erigere una pubblica Biblioteca, per collocarvi i libri donati alla Signoria dal cardinal Bessarione, e si aprono accademie per radunarvi i dotti, e si danno uffici di molti guadagni agli artefici che dipingono nella Sala del Gran Consiglio le gloriose battaglie della Repubblica. Le pompe dell'arte e del costume fecero di Venezia la mèta agognata di tutti gli stranieri amanti delle cose belle, i quali vi trovare liete accoglienze, ammirando la gaiezza sfoggiata delle feste, unita alle più nuove bellezze artistiche. Venezia divenne il regno della pietra lavorata, la palestra delle seste e degli scalpelli, e gli artisti la scelsero a loro soggiorno prediletto. (pp. 49-50)
==''Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte''==
*Fra quelli che {{NDR|in Francia}} richiamarono la pittura dalla convenzionalità alla {{sic|inspirazione}} diretta della natura presto si manifestarono due correnti: l'una con [[Édouard Manet|Edoardo Manet]], iniziatore, insieme col [[Edgar Degas|Degas]], della scuola dell<nowiki>'</nowiki>''aria aperta'', artefice luminoso, vibrante, ricercatore della macchia; l'altra con [[Gustave Courbet|Gustavo Courbet]], franco, vigoroso, solido, nemico di ogni volgarità, d'ogni falsa eleganza nell'''Enterrement à Ornans'', nella ''Biche forcée à la nage'', nella ''Curée'', ma duro, fosco, quasi repulsivo nella ''Chasse au renard'' e in altri quadri, dove l'originalità si cambia in stranezza, la scioltezza in esagerazione. (p. 376)
*[...] dalla Spagna giunge in Italia un artista, allietato da tutti i sorrisi della fortuna, da tutte le voluttà del trionfo. Nei quadri di [[Marià Fortuny i Marsal|Mariano Fortuny]] la luce vibra, sfavilla, sfolgora, trionfa: i colori più allegri, le tinte più calde, i moltiplicati riflessi, i più luminosi rifrangimenti producono un barbaglio da far parer pallido e opaco qualunque altro oggetto su cui posiamo lo sguardo. Questa pittura svolgentesi tutta ardori e colori ebbe azione profonda, ma non sempre benefica, sulla giovane arte italiana, la quale si lasciò affascinare dalla impressione gradevole, dalla mirabile virtuosità. (p. 377)
*Il [[Giacomo Favretto|Favretto]], pur mantenendo la sua ricca e fervida originalità, seppe far tesoro degli esperimenti altrui. Era istruito tanto da comprendere ogni ragione dell'arte, se non per {{sic|istudio}} e cultura appresa, per certa felice intuizione. Fu un ribelle temperato dal freno dell'arte, arte ch'egli seppe agitare, con certa salutare inquietudine, la quale non ha nulla di comune con le furiose e torbide innovazioni. L'impeto riformatore non poté mai trascinar la sua mente oltre i limiti del giusto; il suo genio non era fiamma viva che abbrucia, ma virtù riposata che illumina. Lasciando il cammino tracciato dai vecchi, seppe aprirsene uno nuovo, conservando sempre la misura; allargò con temperanza le forme dell'arte, e con la eccitabilità {{sic|imaginosa}}, coloritrice del suo ingegno, {{sic|ristaurò}} e rifece, {{sic|inspirandosi}} al presente, non disprezzando il passato, conservando tutto ciò ch'era degno ed utile. (p. 388)
==[[Incipit]] de ''L'arte veneziana del Rinascimento''==
Correva l'anno 1495 (perdonate, o Signori, se incomincio come usava nei vecchi romanzi storici di mezzo secolo fa), correva l'anno 1495 e Filippo de Commines, ambasciatore di Carlo VIII, entrando a Venezia, esclamava ammaliato: — la più trionfante città che io abbia mai veduta!
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/impressionilett01molmgoog/page/n6/mode/1up Impressioni letterarie]'', presso Natale Battezzati, Milano, 1875<sup>2</sup>.
*Pompeo Molmenti, ''[https://www.gutenberg.org/files/51706/51706-h/51706-h.htm L'arte veneziana del Rinascimento]'', in "La vita italiana nel Rinascimento", Treves, 1896.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/lapitturavenezia00molm/page/n3 La pittura veneziana]'', Fratelli Alinari Editori, Firenze, 1903.
*P. G. Molmenti, ''[https://archive.org/details/nuoveimpression00molmgoog/page/n5/mode/2up Nuove impressioni letterarie]'', Tip. e Lit. Camilla e Bertolero, Torino, 1879.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/studiericerchedi00molm/page/n6/mode/1up Studi e ricerche di storia e d'arte]'', Società Tipografica-Editrice Nazionale (già Roux e Viarengo), Torino, 1892.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/collezionedimono03berg/page/3/mode/1up Venezia]'', Collezione di monografie illustrate, Istituto italiano d'arti grafiche - Editore, Bergamo, 1907<sup>3</sup>.
*Pompeo Molmenti, ''[https://archive.org/details/venezianuovistu00molmgoog/page/n7 Venezia. Nuovi studi di storia e d'arte]'', G. Barbera Editore, Firenze, 1897.
==Altri progetti==
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Giuseppe Rinaldi
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[[File:La bocca sulla strada (1941) Giuseppe Rinaldi (cropped).png|thumb|Giuseppe Rinaldi nel 1941]]
'''Giuseppe Rinaldi''', detto '''Peppino''' (1919 – 2007), attore, doppiatore e direttore di doppiaggio italiano.
==Citazioni su Giuseppe Rinaldi==
*{{NDR|Riguardo a ''[[La bocca sulla strada]]''}} Vi ha preso parte anche Giuseppe Rinaldi, un attore così terribile che mio padre ha dovuto farlo doppiare. Per ironia della sorte questo Rinaldi è diventato in seguito un re del doppiaggio. Ha dato la voce a Marlon Brando. Ora non recita più, lavora solo per gli studi di registrazione. Una vera nemesi. ([[Sergio Leone]])
*Ho avuto la fortuna di lavorare con grandissimi doppiatori del passato, Ferruccio Amendola, Peppino Rinaldi [...] l'ho solo sentito parlare vicino a me, ma è stata comunque un'emozione grandissima perché per me è stato il più grande di tutti. ([[Angelo Maggi]])
*Sapevo cos'era il doppiaggio, perché io ero una di quelle abbastanza appassionate, che notava le voci. Io c'ho ancora un quaderno di quand'ero ragazzina con scritto: "Giuseppe Rinaldi è la voce di [[Burt Lancaster]]". ([[Cristina Boraschi]])
*Tra i grandi doppiatori non posso non parlarti di Peppino Rinaldi. Lui ha doppiato Paul Newman, Peter Sellers, Jack Lemmon, Marlon Brando. Aveva quella capacità mimetica di giocare a non essere mai sé stesso. Il gioco sopraffino, elegante, preciso, di un bimbo cresciuto che con una iper specializzazione diventa tante cose fuori da sé, e una volontà ferrea ad essere qualcosa di lontano da sé stesso. Un grande atto d’intelligenza. ([[Francesco De Francesco (doppiatore)|Francesco De Francesco]])
==Filmografia==
===Attore===
*''[[I grandi magazzini]]'' (1939)
*''[[Dopo divorzieremo]]'' (1940)
===Doppiatore===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[All'ovest niente di nuovo]]'' (1930)
*''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]'' (1939)
*''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]'' (1939)
*''[[Via col vento]]'' (1939)
*''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941)
*''[[Dies irae (film)|Dies irae]]'' (1943)
*''[[Terra nera]]'' (1943)
*''[[Fra le tue braccia]]'' (1946)
*''[[Il filo del rasoio (film 1946)|Il filo del rasoio]]'' (1946)
*''[[La bella e la bestia (film 1946)|La bella e la bestia]]'' (1946)
*''[[La dalia azzurra]]'' (1946)
*''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]'' (1946)
*''[[Odio implacabile]]'' (1947)
*''[[Il fiume rosso]]'' (1948)
*''[[Nodo alla gola]]'' (1948)
*''[[Fabiola (film 1949)|Fabiola]]'' (1949)
*''[[I cavalieri del Nord Ovest]]'' (1949)
*''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]'' (1949)
*''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]'' (1950)
*''[[Margherita da Cortona (film)|Margherita da Cortona]]'' (1950)
*''[[Paura in palcoscenico]]'' (1950)
*''[[Romantico avventuriero]]'' (1950)
*''[[Anna (film 1951)|Anna]]'' (1951)
*''[[Davide e Betsabea]]'' (1951)
*''[[Figlio di ignoti]]'' (1951)
*''[[I sette peccati capitali (film 1952)|I sette peccati capitali]]'' (1952)
*''[[L'avventuriero di Macao]]'' (1952)
*''[[La diva]]'' (1952)
*''[[Là dove scende il fiume]]'' (1952)
*''[[Mezzogiorno di fuoco]]'' (1952)
*''[[Rancho Notorious]]'' (1952)
*''[[So che mi ucciderai]]'' (1952)
*''[[I vinti (film 1953)|I vinti]]'' (1953)
*''[[Lo sperone nudo]]'' (1953)
*''[[Salomè (film 1953)|Salomè]]'' (1953)
*''[[Un giorno in pretura (film)|Un giorno in pretura]]'' (1953)
*''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' (1954)
*''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]'' (1954)
*''[[Lo sceriffo senza pistola]]'' (1954)
*''[[Magnifica ossessione]]'' (1954)
*''[[Sabrina (film 1954)|Sabrina]]'' (1954)
*''[[Cittadino dello spazio]]'' (1955)
*''[[Il figliuol prodigo (film 1955)|Il figliuol prodigo]]'' (1955)
*''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]'' (1955)
*''[[La valle dell'Eden]]'' (1955)
*''[[Marcellino pane e vino]]'' (1955)
*''[[Rififi]]'' (1955)
*''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]'' (1956)
*''[[Il ferroviere]]'' (1956)
*''[[Il gigante]]'' (1956)
*''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]'' (1956)
*''[[L'arpa birmana]]'' (1956)
*''[[Lassù qualcuno mi ama]]'' (1956)
*''[[Le 22 spie dell'Unione]]'' (1956)
*''[[A 30 milioni di km. dalla Terra]]'' (1957)
*''[[I vampiri dello spazio]]'' (1957)
*''[[Il fronte del silenzio]]'' (1957)
*''[[La meteora infernale]]'' (1957)
*''[[La parola ai giurati (film 1957)|La parola ai giurati]]'' (1957)
*''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' (1957)
*''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]'' (1957)
*''[[Alle soglie della vita]]'' (1958)
*''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958)
*''[[Dracula il vampiro]]'' (1958)
*''[[Fluido mortale]]'' (1958)
*''[[Gigi (film 1958)|Gigi]]'' (1958)
*''[[I giovani leoni]]'' (1958)
*''[[Il piccolo campo]]'' (1958)
*''[[Io, mammeta e tu]]'' (1958)
*''[[La gatta sul tetto che scotta]]'' (1958)
*''[[La legge del più forte]]'' (1958)
*''[[La mina]]'' (1958)
*''[[Resurrezione (film 1958)|Resurrezione]]'' (1958)
*''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'' (1958)
*''[[La vendetta di Frankenstein]]'' (1958)
*''[[A qualcuno piace caldo]]'' (1959)
*''[[Domani m'impiccheranno]]'' (1959)
*''[[Erode il Grande (film)|Erode il Grande]]'' (1959)
*''[[Hiroshima mon amour]]'' (1959)
*''[[I segreti di Filadelfia]]'' (1959)
*''[[Il grande pescatore]]'' (1959)
*''[[Il letto racconta...]]'' (1959)
*''[[L'albero degli impiccati]]'' (1959)
*''[[L'albero della vendetta]]'' (1959)
*''[[La furia dei Baskerville]]'' (1959)
*''[[Salomone e la regina di Saba]]'' (1959)
*''[[Soldati a cavallo]]'' (1959)
*''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]'' (1960)
*''[[David e Golia]]'' (1960)
*''[[Estasi (film 1960)|Estasi]]'' (1960)
*''[[Giuseppe venduto dai fratelli]]'' (1960)
*''[[I magnifici sette]]'' (1960)
*''[[Il segreto di Pollyanna]]'' (1960)
*''[[L'appartamento]]'' (1960)
*''[[La battaglia di Alamo]]'' (1960)
*''[[Psyco]]'' (1960)
*''[[Spartacus]]'' (1960)
*''[[Angeli con la pistola]]'' (1961)
*''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]'' (1961)
*''[[Fantasmi a Roma]]'' (1961)
*''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]'' (1961)
*''[[I fuorilegge della valle solitaria]]'' (1961)
*''[[Il diavolo alle 4]]'' (1961)
*''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961)
*''[[La notte]]'' (1961)
*''[[Vincitori e vinti]]'' (1961)
*''[[Agente 007 - Licenza di uccidere]]'' (1962)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962)
*''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]'' (1962)
*''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962)
*''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962)
*''[[Va' e uccidi]]'' (1962)
*''[[Giacobbe, l'uomo che lottò con Dio]]'' (1963)
*''[[Gli uccelli]]'' (1963)
*''[[Hud il selvaggio]]'' (1963)
*''[[Il cardinale]]'' (1963)
*''[[Il vecchio testamento]]'' (1963)
*''[[Intrigo a Stoccolma]]'' (1963)
*''[[Irma la dolce]]'' (1963)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
*''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'' (1964)
*''[[Angelica (film 1964)|Angelica]]'' (1964)
*''[[Danza macabra (film 1964)|Danza macabra]]'' (1964)
*''[[I lunghi capelli della morte]]'' (1964)
*''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]'' (1964)
*''[[Deserto rosso]]'' (1964)
*''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]'' (1964)
*''[[L'uomo del banco dei pegni]]'' (1964)
*''[[Gli indomabili dell'Arizona]]'' (1965)
*''[[Il dottor Živago]]'' (1965)
*''[[Il volo della fenice (film 1965)|Il volo della fenice]]'' (1965)
*''[[La battaglia dei giganti]]'' (1965)
*''[[La nave dei folli]]'' (1965)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]'' (1965)
*''[[Sherlock Holmes: notti di terrore]]'' (1965)
*''[[La spia che venne dal freddo]]'' (1965)
*''[[Tutti insieme appassionatamente]]'' (1965)
*''[[Arabesque]]'' (1966)
*''[[Detective's Story]]'' (1966)
*''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'' (1966)
*''[[Il ritorno dei magnifici sette]]'' (1966)
*''[[Il sipario strappato]]'' (1966)
*''[[La meravigliosa Angelica]]'' (1966)
*''[[Operazione diabolica]]'' (1966)
*''[[Quien sabe?]]'' (1966)
*''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966)
*''[[Agente 007 - Si vive solo due volte]]'' (1967)
*''[[Carovana di fuoco]]'' (1967)
*''[[La via del West]]'' (1967)
*''[[C'era una volta il West]]'' (1968)
*''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]'' (1968)
*''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]'' (1968)
*''[[La strana coppia]]'' (1968)
*''[[Lo sbarco di Anzio]]'' (1968)
*''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]'' (1968)
*''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969)
*''[[Il conformista (film) |Il conformista]]'' (1970)
*''[[La figlia di Ryan]]'' (1970)
*''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]'' (1970)
*''[[La casa che grondava sangue]]'' (1971)
*''[[Giù la testa]]'' (1971)
*''[[Pomi d'ottone e manici di scopa]]'' (1971)
*''[[Il padrino]]'' (1972)
*''[[Ultimo tango a Parigi]]'' (1972)
*''[[La stangata]]'' (1973)
*''[[Novecento]]'' (1973)
*''[[Piedone lo sbirro]]'' (1973)
*''[[Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan]]'' (1973)
*''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]'' (1974)
*''[[Il portiere di notte]]'' (1974)
*''[[Il padrino - Parte II]]'' (1974)
*''[[L'inferno di cristallo]]'' (1974)
*''[[Prima pagina (film)|Prima pagina]]'' (1974)
*''[[Gli innocenti dalle mani sporche]]'' (1975)
*''[[I tre giorni del Condor]]'' (1975)
*''[[Il Corsaro Nero (film) |Il Corsaro Nero]]'' (1976)
*''[[Missouri (film)|Missouri]]'' (1976)
*''[[Tutti gli uomini del presidente]]'' (1976)
*''[[Il prefetto di ferro]]'' (1977)
*''[[Superman (film)|Prima pagina]]'' (1978)
*''[[Il piccolo Lord (film 1980) |Il piccolo Lord]]'' (1980)
*''[[Diritto di cronaca]]'' (1981)
*''[[Cane e gatto (film) |Cane e gatto]]'' (1983)
*''[[Dune (film)|Dune]]'' (1984)
*''[[King David]]'' (1985)
*''[[Il colore dei soldi]]'' (1986)
*''[[Il giorno prima]]'' (1987)
*''[[L'ultimo imperatore]]'' (1987)
*''[[Drugstore Cowboy]]'' (1989)
*''[[L'impero del crimine]]'' (1991)
*''[[Rotta verso l'ignoto]]'' (1991)
*''[[Americani (film) |Americani]]'' (1992)
*''[[Miracolo nella 34ª strada]]'' (1994)
{{div col end}}
====Film d'animazione====
{{div col}}
*''[[Bambi]]'' (1942)
*''[[Cenerentola (film 1950)|Cenerentola]]'' (1950)
*''[[Le avventure di Peter Pan]]'' (1953)
*''[[Lilli e il vagabondo]]'' (1955)
*''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961)
*''[[Mary Poppins (film)|Mary Poppins]]'' (1964)
*''[[Taron e la pentola magica]]'' (1985)
{{div col end}}
====Serie televisive====
{{div col}}
*''[[Mosè (miniserie televisiva 1974)|Mosè]]'' (1974)
*''[[Sandokan (miniserie televisiva)|Sandokan ]]'' (1976)
*''[[Olocausto (miniserie televisiva)|Olocausto]]'' (1978)
*''[[A.D. - Anno Domini]]'' (1985)
*''[[I segreti di Twin Peaks]]'' (1990–1991)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Mauro Gravina]], genero
*[[Antonella Rinaldi]], figlia
*[[Massimo Rinaldi (doppiatore)| Massimo Rinaldi]], figlio
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Rinaldi, Giuseppe}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Alessio Cigliano
0
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Spinoziano
2297
/* Film */
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Alessio Cigliano.jpeg|miniatura|Alessio Cigliano]]
'''Alessio Cigliano''' (1966 – vivente), doppiatore, dialoghista, direttore del doppiaggio e conduttore radiofonico italiano.
==Citazioni di Alessio Cigliano==
*Antonio Genna, wikipedia...perché poi... ma scusate, a che serve ricordarsi tutto {{NDR|tutti i lavori che ha realizzato}} quando andiamo a prendere, siamo informatissimi grazie a quelli che fanno le nostre biografie.<ref name= Cigliano>Dall'intervista di Alessio Cigliano a [[Alessandra Korompay]], ''Radio Cigliano'', 28 giugno 2018. [https://www.youtube.com/watch?v=jTbKZFTmHB8 Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*{{NDR|Alla domanda che cosa significa per te il mestiere di doppiatore}} Significa fare un lavoro anche un po' "di servizio", perché noi riusciamo a rendere comprensibili, come l’autore le ha scritte, le opere filmiche che doppiamo. Quindi, questo è il servizio che facciamo noi, poi gradito o non gradito sta a voi dirlo, ma il nostro servizio è questo.<ref name=Simonetti>Dall'intervista di Patrizia Simonetti, ''[https://www.voci.fm/voci-di-successo/1165-alessio-cigliano-doppiaggio-intervista.html Incontriamo il doppiatore Alessio Cigliano]'', ''Voci.fm'', 29 maggio 2019.</ref>
*Tutto avrei pensato tranne che potesse diventare qualcosa di “cult” {{NDR|[[Ken il guerriero]]}}. Sono contento, l'ho fatto quando ero molto piccolo e mi è piaciuto tanto farlo.<ref name= Simonetti />
{{Int|Da ''[https://www.hokutonoken.it/cigliano.htm Intervista esclusiva a Cigliano Alessio]''|Intervista di ''hokutonoken.it'', 16 marzo 2002.}}
{{NDR|Su ''[[Ken il guerriero]]''}}
*Sinceramente, mentre la doppiavo non credevo che diventasse così famosa! Parliamo di oltre 15 anni fa, e all'epoca ne doppiavo tante. Poi col tempo, e soprattutto con l'avvento di Internet, mi sono reso conto che spesso venivo citato più per Ken che per altri personaggi che sono stati sicuramente più impegnativi, e l'ho trovato divertente.
*Nei cartoni non si parte mai dalla versione giapponese, ma da un testo in inglese che arriva direttamente dal Giappone. Quindi è già stato applicato un "filtro". Comunque in generale si tende a rispettare la cultura d'origine finchè è possibile. In Ken l'edulcorazione dei concetti (morte, distruzione ecc.) è stata lieve. In tempi più recenti, ho visto operare tagli ben più drastici, su cui si può disquisire a lungo. Tendenzialmente, essendo il prodotto destinato a un pubblico giovane (a volte anche troppo!), capisco la preoccupazione di chi commissiona l'edizione italiana. Non voglio affermare che un cartone animato debba essere per forza educativo, ma neanche deliberatamente diseducativo! C'è poi da tener presente che l'adattamento dei dialoghi si distacca parecchio dalla traduzione, perchè si opera una trasposizione linguistica fra culture diverse, che deve tener conto sia di quella di partenza che di quella d'arrivo. Qualche "italianizzazione" è necessaria e doverosa.
*{{NDR|«Quanto si sente legato a Kenshiro come carattere, cioè quanto il nostro paladino ha preso da Lei e dal suo modo di essere?»}} Poco, direi! Siamo molto diversi. È questo il bello del doppiaggio e della recitazione in generale: puoi calarti nei panni di gente totalmente diversa da te! Il traguardo finale è rendere credibile il personaggio alle orecchie del pubblico, e nonostante fossi molto giovane all'epoca, credo di esserci riuscito.
*Trovavo l'atmosfera troppo cupa, e spesso gratuitamente violenta. Comunque sempre meglio di certe ambientazioni sdolcinate e buoniste! Se devo dargli un voto, direi che rasenta la sufficienza.
{{Int|Da ''[https://www.cahiersdesarts.it/cinema-e-serie-tv/alessio-cigliano-vi-racconto-lanima-e-il-cuore-del-doppiaggio/ Alessio Cigliano, vi racconto l’anima e il cuore del doppiaggio]''|Intervento a Romics, ''cahiersdesarts.it'', 17 ottobre 2024.}}
{{NDR|Su ''[[Ken il guerriero]]''}}
*La serie era particolare, anticonformista rispetto agli anime che io conoscevo come spettatore e che avevo doppiato fino ad allora. Sinceramente, credevo che sarebbe stata vista da poche persone. Non ne comprendevo la portata. Il personaggio era più grande di me e io avevo una voce più leggera, quindi ho sempre fatto molta fatica a interpretarlo. Ma ho cercato comunque di dare il massimo per ottenere un risultato quantomeno accettabile.
*{{NDR|Sul ridoppiaggio di ''[[Ken il guerriero (film)|Ken il guerriero]]''}} Sono passati veramente tanti anni, quindi quando Giorgio Bassanelli Bisbal {{NDR|direttore di doppiaggio e dialoghista specializzato in anime}}, mi ha chiesto se volessi riprendere quel ruolo, gli ho risposto di sottopormi a provino, per valutare se la mia voce attuale fosse compatibile con il film. Giorgio era convinto che sarebbe stata giusta, quindi mi ha affidato il ruolo senza passare per il provino. Durante il doppiaggio, eravamo entrambi consapevoli che, pur essendo la stessa persona, il risultato non sarebbe stato identico a quello che tutti i fan della serie hanno nelle orecchie. Ma immediatamente, ci siamo resi conto che comunque la recitazione era rivestita da una sorta di patina "vintage" che rendeva più riconoscibile il personaggio alle orecchie degli appassionati. Lascio il giudizio finale a chi avrà visto il film.
*{{NDR|Sul ridoppiaggio di ''[[Ken il guerriero (film)|Ken il guerriero]]''}} È stato un po' come entrare in una macchina del tempo e tornare indietro di quasi quarant'anni. Nel frattempo la mia carriera è andata avanti e la mia crescita professionale è stata notevole, quindi possiamo dire che mi sono ritrovato a lavorare su un "amico d'infanzia" con la maturità della mia età. L'emozione c'è stata e spero di averla trasferita sulla pellicola insieme alla mia voce.
*All'inizio essere ricordato solo per Kenshiro mi seccava un po', proprio per le tante opere su cui avevo lavorato. Poi però mi sono accorto che è un personaggio iconico, che comunque fa parte della mia vita e del mio percorso artistico e ho imparato ad apprezzarlo e a tenerlo nel bagaglio della mia esperienza. È un personaggio che ha lasciato una traccia importante in tutti coloro che l'hanno visto e apprezzato, e in parte questa grande popolarità è dovuta anche alla mia interpretazione; quindi mi fa piacere aver contribuito alla riuscita di una serie che è rimasta ben salda nell'immaginario collettivo.
*Il lavoro del doppiatore è una specializzazione del lavoro dell'attore. Non importa avere una bella voce, non importa avere la dizione perfetta. Sono requisiti importanti ovviamente, ma quello che conta è avere delle emozioni e saperle trasmettere negli occhi di chi si doppia. L'intelligenza artificiale si sta affacciando in tutti i campi e potrebbe affascinare chi vuole ridurre i costi e velocizzare i tempi, ma tutte le volte che ognuno di voi è andato al cinema o ha guardato in televisione un film o un telefilm e si è emozionato, si è alzato soddisfatto anche per il nostro lavoro. Un lavoro che non è solo tecnica: è cuore e anima. A me piace pensare che in futuro si farà attenzione non solo ai costi e ai tempi, ma anche alle emozioni che solo un attore doppiatore bravo e capace può restituire a una pellicola.
==Citazioni su Alessio Cigliano==
Trovo che Alessio sia anzitutto una bellissima persona, un artista che mette tutta la passione che ha nella radio {{NDR|''Radio Cigliano''}}, forma meravigliosa di comunicazione; ho partecipato al ''Dopocena del giovedì'' con entusiasmo, il nostro è un lavoro al buio e più gli si dà visibilità più gli si rende giustizia, e lui lo fa per convinzione, amore, non per un ritorno personale. ([[Gianluca Crisafi]])
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[A morte Hollywood]]'' (2000)
*''[[I segreti di Brokeback Mountain]]'' (2005)
*''[[Frost/Nixon - Il duello]]'' (2008)
*''[[The Chaser]]'' (2008)
*''[[Amabili resti (film)|Amabili resti]]'' (2009)
*''[[Bastardi senza gloria]]'' (2009)
*''[[La papessa (film)|La papessa]]'' (2009)
*''[[Laureata... e adesso?]]'' (2009)
*''[[Nemico pubblico - Public Enemies]]'' (2009)
*''[[Star Trek (film 2009)|Star Trek]]'' (2009)
*''[[Watchmen (film)|Watchmen]]'' (2009)
*''[[Un tuffo nel passato]]'' (2010)
*''[[A Dangerous Method]]'' (2011)
*''[[Come ammazzare il capo... e vivere felici]]'' (2011)
*''[[Immortals]]'' (2011)
*''[[La talpa (film 2011)|La talpa]]'' (2011)
*''[[Passioni e desideri]]'' (2011)
*''[[Biancaneve e il cacciatore]]'' (2012)
*''[[Le belve (film 2012)|Le belve]]'' (2012)
*''[[Ted]]'' (2012)
*''[[12 anni schiavo]]'' (2013)
*''[[G.I. Joe - La vendetta]]'' (2013)
*''[[Gravity]]'' (2013)
*''[[Into Darkness - Star Trek]]'' (2013)
*''[[Jobs]]'' (2013)
*''[[Parkland (film)|Parkland]]'' (2013)
*''[[Snowpiercer]]'' (2013)
*''[[American Sniper]]'' (2014)
*''[[Come ammazzare il capo 2]]'' (2014)
*''[[Le regole del caos]]'' (2014)
*''[[Child 44 - Il bambino n. 44]]'' (2015)
*''[[Hitman: Agent 47]]'' (2015)
*''[[Le ricette della signora Toku]]'' (2015)
*''[[Steve Jobs (film)|Steve Jobs]]'' (2015)
*''[[Agnus Dei (film 2016)|Agnus Dei]]'' (2016)
*''[[Criminal (film 2016)|Criminal]]'' (2016)
*''[[Elle]]'' (2016)
*''[[Star Trek Beyond]]'' (2016)
*''[[The Founder]]'' (2016)
*''[[Sully (film)|Sully]]'' (2016)
*''[[Disobedience]]'' (2017)
*''[[I segreti di Wind River]]'' (2017)
*''[[It Comes at Night]]'' (2017)
*''[[La fratellanza (film 2017)|La fratellanza]]'' (2017)
*''[[Saw Legacy]]'' (2017)
*''[[Bohemian Rhapsody (film)|Bohemian Rhapsody]]'' (2018)
*''[[Insidious - L'ultima chiave]]'' (2018)
*''[[L'apparizione (film)|L'apparizione]]'' (2018)
*''[[L'uomo sul treno - The Commuter]]'' (2018)
*''[[Cena con delitto - Knives Out]]'' (2019)
*''[[Giurato numero 2]]'' (2024)
*''[[Heretic (film)|Heretic]]'' (2024)
{{div col end}}
=== Film d'animazione ===
*''[[L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva]]'' (2012)
*''[[Batman: Hush (film)]]'' (2019)
*''[[Ken il guerriero (film)|Ken il guerriero]]'' (1986; ridoppiaggio del 2024)
===Serie animate===
*''[[Ken il guerriero]]'' (1984 - 1987)
*''[[Ken il guerriero#Ken il guerriero 2|Ken il guerriero 2]]'' (1987 - 1988)
*''[[Maison Ikkoku - Cara dolce Kyoko]]'' (1986 - 1988)
*''[[Pretty Cure]]'' (2004 - in corso)
===Serie televisive===
{{div col|strette}}
*''[[E.R. - Medici in prima linea]]'' (1994 - 2009)
*''[[The Kingdom - Il regno]]'' (1994)
*''[[Star Trek: Voyager]]'' (1995 - 2001)
*''[[Oz (serie televisiva)|Oz]]'' (1997 - 2003)
*''[[I Soprano]]'' (1999 - 2007)
*''[[Heroes]]'' (2006 - 2010)
*''[[True Blood]]'' (2008-2014)
*''[[The Vampire Diaries]]'' (2009 - 2017)
*''[[Downton Abbey]]'' (2010 - 2015)
*''[[Peaky Blinders]]'' (2013 - in corso)
*''[[Agent Carter]]'' (2015 - 2016)
*''[[Flesh and Bone]]'' (2015)
*''[[Marseille (serie televisiva)|Marseille]]'' (2016 – 2018)
*''[[I Medici]]'' (2016 - 2019)
*''[[Star Trek: Discovery]]'' (2017 - in corso)
*''[[Good Omens (miniserie televisiva)|Good Omens]]'' (2019 - in corso)
*''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020)
*''[[Ms. Marvel (serie televisiva)|Ms. Marvel]]'' (2022)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Patrizio Cigliano]], fratello
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Cigliano, Alessio}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Conduttori radiofonici italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Riley Keough
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2026-06-15T10:04:46Z
Spinoziano
2297
/* Filmografia */
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Riley Keough Cannes 2016 (2).jpg|thumb|Riley Keough (2016)]]
'''Danielle Riley Keough''' (1989 – vivente), modella e attrice statunitense.
{{Int|''[https://www.iodonna.it/personaggi/interviste-gallery/2017/02/17/riley-keough-se-nonno-elvis-mi-vedesse/ Riley Keough: «Se nonno Elvis mi vedesse...»]''|Intervista di Alessandra Venezia, ''iodonna.it'', 17 febbraio 2017.|h=2}}
*Questa idea tutta americana che assolutamente non si devono mostrare le tette in tv mi piace poco, non la capisco: il sesso così diventa automaticamente indecente, peccaminoso. Interpreto un serial in cui c’è sesso e vedi le tette perché – guarda un po' – le donne ce le hanno! {{NDR|ride}}.
*So bene che il nome {{NDR|nipote di [[Elvis Presley]]}} mi ha aiutato a infilare un piede in un business che raramente accoglie a braccia aperte. Ma so anche che se non lavori duro, e non ti impegni sul serio, in un attimo scompari.
*Sono stata paparazzata dal giorno in cui sono nata, ora coi social media è anche peggio. Mia madre mi ha sempre spiegato che essere al centro dell’attenzione non è una bella cosa, mi è stato utile vedere come lei ha saputo gestire la sua immagine.
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Magic Mike]]'' (2012)
*''[[Mad Max: Fury Road]]'' (2015)
*''[[It Comes at Night]]'' (2017)
*''[[La truffa dei Logan]]'' (2017)
*''[[La casa di Jack]]'' (2018)
*''[[Hold the Dark]]'' (2018)
*''[[The Lodge (film)|The Lodge]]'' (2019)
*''[[Le strade del male]]'' (2020)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Keough, Riley}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
[[Categoria:Modelli statunitensi]]
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Mirko Cannella
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2026-06-15T10:06:40Z
Spinoziano
2297
/* Film */
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wikitext
text/x-wiki
'''Mirko Cannella''' (1992 – vivente), attore e doppiatore italiano.
==Citazioni di Mirko Cannella==
*Parlare di doppiaggio significa parlare di cinema, quindi di cultura. I doppiatori italiani sono ritenuti i migliori al mondo e ricevere un premio del genere {{NDR|Premio Doppiaggio e cultura}} è motivo di orgoglio.<ref name=Cassetto>Dall'intervista ''[https://lospettacolonelcassetto.com/2020/06/11/mirko-cannella-abbiamo-finito-di-doppiare-la-quarta-stagione-di-riverdale/ Mirko Cannella: “Abbiamo finito di doppiare la quarta stagione di Riverdale”]'', ''LoSpettacoloNelCassetto.com'', 11 giugno 2020.</ref>
*Per me non si può essere un bravo doppiatore se non si è un attore, per questo motivo ho deciso di fare teatro. Dopo il liceo ho scelto anche di frequentare un’accademia teatrale che mi impegnava tutti i giorni, dalla mattina fino alle 16 e poi andavo a fare i turni. Sono stati anni molto importanti e formativi per me.<ref name=Cassetto/>
*Rio {{NDR|della ''[[La casa di carta]]''}} è un altro dei personaggi a cui sono molto legato. Inizialmente non ci aspettavamo un successo simile per la serie. Si capiva che era bella, con attori talentuosi, ma mai ci saremmo aspettati un successo mondiale. I primi tempi ero felice di doppiarla perché comunque era un ruolo importante, però era la classica emozione che provo in tutti i turni che faccio, perché per me è sempre un divertimento doppiare.<ref name=Cassetto/>
*Qualche mese mi è successa una cosa esilarante. Molti sapranno che alcune lavorazioni escono quasi in contemporanea con la messa in onda originale, questo comporta che a volte dobbiamo rifare delle battute. Questo processo si chiama rifacimento e in alcuni casi dobbiamo fare delle battute per il giorno dopo o addirittura per il giorno stesso. Questo implica che dobbiamo essere a disposizione sempre, però a volte capita di avere altri impegni. Pochi mesi fa mi trovavo su un treno mentre stavo andando a Milano. Mi chiama la società con sede a Roma e mi dice: “ciao Mirko, c’è un rifacimento urgentissimo da fare oggi”. Non potendolo raggiungere decidiamo di fare un tentativo dal telefono all’interno del bagno del treno. Dovevo urlare una parola, che ora non ricordo, per tre volte, piangendo. Mi reco in bagno e provo a registrare. Una volta uscito dal bagno mi ferma un signore che mi dice: “Tutto bene? Ti ho sentito piangere”. È stato davvero divertente. <ref name=Santopaolo>Dall'intervista di Antonello Santopaolo,
''[https://videogiochitalia.it/mirko-cannella-intervista-doppiatore-stranger-things-casa-di-carta-assassins-creed/ Intervista a Mirko Cannella, doppiatore di Billy in Stranger Things, Rio nella Casa di Carta e Arpalo in AC Odissey ]'' Videogiochitalia.it, 8 aprile 2023</ref>
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col}}
*''[[Il dubbio (film 2008)|Il dubbio]]'' (2008)
*''[[Divergent]]'' (2014)
*''[[Maleficent]]'' (2014)
*''[[Storie pazzesche]]'' (2014)
*''[[Jurassic World]]'' (2015)
*''[[The Nice Guys]]'' (2016)
*''[[It Comes at Night]]'' (2017)
*''[[Lady Bird (film)|Lady Bird]]'' (2017)
*''[[Mistero a Crooked House]]'' (2017)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
*''[[Voglio mangiare il tuo pancreas]]'' (2018)
===Serie animate===
*''[[Pretty Cure]]'' (2004-2010)
*''[[Ragazze di successo]]'' (2009-2010)
===Serie televisive===
*''[[Niní]]'' (2009-2010)
*''[[La casa di carta]]'' (2017-2021)
*''[[Giri / Haji - Dovere / Vergogna]]'' (2019)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Cannella, Mirko}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Renato Turi
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2026-06-15T08:58:10Z
Spinoziano
2297
/* Film */
1416953
wikitext
text/x-wiki
[[File:Renato Turi.jpg|miniatura|Renato Turi nel 1957]]
''' Renato Turi''' (1920 – 1991), attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano.
== Citazioni su Renato Turi ==
*Renato Turi era il direttore della cooperativa della CVD, nella quale ero entrato agli inizi. Era il nostro padrone, diciamo... padre e padrone. [[Walter Matthau]] l'aveva sempre doppiato lui. Renato era una persona... Renato? Il signor Turi, era una persona come quelli di cui oggi si è perso lo stampo. Molto severo, molto... però persona profondamente onesta. C'è un episodio che io mi ricordo, che una volta quando vinciamo... un periodo di ferie del doppiaggio, io uscivo da casa, lui passava, mi fermò e disse: "Biondi, venga qua". Mi fece un assegno. "Le devo dare un premio per un film che ha doppiato, molto bravo". Mi staccò un assegno, neanche piccolo poi, cosa di cui poteva fare benissimo a meno perché io avevo lavorato a tariffa, insomma. E quindi era un personaggio... E quando morì, e quindi non poteva più doppiare Matthau, si fecero dei provini dove vinsi. Io ero molto intimorito più che da Walter Matthau proprio dal fatto che era appiccicato proprio alla voce di Turi. ([[Pietro Biondi]])
==Filmografia==
===Attore===
*''[[Petrosino (miniserie televisiva)|Petrosino]]'' (1972)
===Doppiatore===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[A che prezzo Hollywood?]]'' (1932)
*''[[Il grande dittatore]]'' (1940)
*''[[Quarto potere]]'' (1941)
*''[[Alba fatale]]'' (1943)
*''[[Le ragazze di Harvey]]'' (1946)
*''[[Sfida infernale]]'' (1946)
*''[[Donne e veleni]]'' (1948)
*''[[I figli della violenza]]'' (1950)
*''[[Viale del tramonto]]'' (1950)
*''[[Winchester '73]]'' (1950)
*''[[Davide e Betsabea]]'' (1951)
*''[[La cosa da un altro mondo]]'' (1951)
*''[[La paura fa 90]]'' (1951)
*''[[La città del piacere]]'' (1952)
*''[[La diva]]'' (1952)
*''[[La regina di Saba]]'' (1952)
*''[[L'avventuriero della Luisiana]]'' (1953)
*''[[La tunica]]'' (1953)
*''[[Un giorno in pretura (film)|Un giorno in pretura]]'' (1953)
*''[[20.000 leghe sotto i mari (film 1954)|20.000 leghe sotto i mari]]'' (1954)
*''[[Attila (film 1954)|Attila]]'' (1954)
*''[[Fronte del porto]]'' (1954)
*''[[L'uomo e il diavolo]]'' (1954)
*''[[La meteora infernale]]'' (1954)
*''[[Vera Cruz]]'' (1954)
*''[[Ulisse (film)|Ulisse]]'' (1954)
*''[[Il cacciatore di indiani]]'' (1955)
*''[[Il figliuol prodigo (film 1955)|Il figliuol prodigo]]'' (1955)
*''[[Il seme della violenza]]'' (1955)
*''[[L'uomo senza paura]]'' (1955)
*''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]'' (1956)
*''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'' (1956)
*''[[Il ferroviere]]'' (1956)
*''[[L'invasione degli ultracorpi]]'' (1956)
*''[[La legge del Signore]]'' (1956)
*''[[Le colline bruciano]]'' (1956)
*''[[Decisione al tramonto]]'' (1957)
*''[[Il ponte sul fiume Kwai]]'' (1957)
*''[[Il segno della legge]]'' (1957)
*''[[Il vampiro del pianeta rosso]]'' (1957)
*''[[La parola ai giurati (film 1957)|La parola ai giurati]]'' (1957)
*''[[Nel fango della periferia]]'' (1957)
*''[[Qualcosa che vale]]'' (1957)
*''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' (1957)
*''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958)
*''[[Dracula il vampiro]]'' (1958)
*''[[Gli uomini della terra selvaggia]]'' (1958)
*''[[La legge del più forte]]'' (1958)
*''[[La mina]]'' (1958)
*''[[La vendetta di Frankenstein]]'' (1958)
*''[[I 400 colpi]]'' (1959)
*''[[Il mostro che uccide]]'' (1959)
*''[[Intrigo internazionale]]'' (1959)
*''[[L'albero degli impiccati]]'' (1959)
*''[[La guida indiana]]'' (1959)
*''[[Salomone e la regina di Saba]]'' (1959)
*''[[Ultima notte a Warlock]]'' (1959)
*''[[Un dollaro d'onore]]'' (1959)
*''[[David e Golia]]'' (1960)
*''[[Ester e il re]]'' (1960)
*''[[I magnifici sette]]'' (1960)
*''[[Il segreto di Pollyanna]]'' (1960)
*''[[La storia di Ruth]]'' (1960)
*''[[Psyco]]'' (1960)
*''[[Spartacus]]'' (1960)
*''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]'' (1961)
*''[[I fuorilegge della valle solitaria]]'' (1961)
*''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961)
*''[[Agente 007 - Licenza di uccidere]]'' (1962)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[Il promontorio della paura]]'' (1962)
*''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]'' (1962)
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
*''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962)
*''[[Lo smemorato di Collegno]]'' (1962)
*''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962)
*''[[Sfida nell'Alta Sierra]]'' (1962)
*''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962)
*''[[Totò contro Maciste]]'' (1962)
*''[[A 007, dalla Russia con amore (film)|A 007, dalla Russia con amore]]'' (1963)
*''[[Assassinio al galoppatoio]]'' (1963)
*''[[Gli Argonauti]]'' (1963)
*''[[Gli uccelli]]'' (1963)
*''[[Il vecchio testamento]]'' (1963)
*''[[Irma la dolce]]'' (1963)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
*''[[Le folli notti del dottor Jerryll]]'' (1963)
*''[[Sciarada (film)|Sciarada]]'' (1963)
*''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'' (1964)
*''[[Agente 007 - Missione Goldfinger]]'' (1964)
*''[[Angelica (film 1964)|Angelica]]'' (1964)
*''[[Assassinio a bordo]]'' (1964)
*''[[Assassinio sul palcoscenico]]'' (1964)
*''[[I patriarchi]]'' (1964)
*''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]'' (1964)
*''[[L'uomo del banco dei pegni]]'' (1964)
*''[[Per un pugno di dollari]]'' (1964)
*''[[Il volo della fenice (film 1965)|Il volo della fenice]]'' (1965)
*''[[La battaglia dei giganti]]'' (1965)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[La spia che venne dal freddo]]'' (1965)
*''[[Le cinque chiavi del terrore]]'' (1965)
*''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]'' (1965)
*''[[Per qualche dollaro in più]]'' (1965)
*''[[Arabesque]]'' (1966)
*''[[Detective's Story]]'' (1966)
*''[[Dracula, principe delle tenebre]]'' (1966)
*''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'' (1966)
*''[[Grand Prix]]'' (1966)
*''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]'' (1966)
*''[[Il sipario strappato]]'' (1966)
*''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]'' (1966)
*''[[Nevada Smith]]'' (1966)
*''[[Operazione diabolica]]'' (1966)
*''[[Quien sabe?]]'' (1966)
*''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966)
*''[[Agente 007 - Si vive solo due volte]]'' (1967)
*''[[Carovana di fuoco]]'' (1967)
*''[[Indovina chi viene a cena?]]'' (1967)
*''[[Asterix e Cleopatra]]'' (1968)
*''[[Il pianeta delle scimmie (film 1968)|Il pianeta delle scimmie]]'' (1968)
*''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]'' (1968)
*''[[La strana coppia]]'' (1968)
*''[[L'ora del lupo]]'' (1968)
*''[[Agente 007 - Al servizio segreto di Sua Maestà]]'' (1969)
*''[[Fellini Satyricon]]'' (1969)
*''[[Hello, Dolly!]]'' (1969)
*''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]'' (1969)
*''[[Prendi i soldi e scappa]]'' (1969)
*''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969)
*''[[Arancia meccanica]]'' (1971)
*''[[Il dittatore dello stato libero di Bananas]]'' (1971)
*''[[La morte va a braccetto con le vergini]]'' (1971)
*''[[Fratello sole, sorella luna]]'' (1972)
*''[[Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere)]]'' (1972)
*''[[Il terrore viene dalla pioggia]]'' (1973)
*''[[Il colpo della metropolitana (Un ostaggio al minuto)]]'' (1974)
*''[[Quinto potere]]'' (1976)
*''[[1941: Allarme a Hollywood]]'' (1979)
*''[[2 sotto il divano]]'' (1980)
*''[[E io mi gioco la bambina]]'' (1980)
*''[[Rombo di tuono]]'' (1984)
*''[[Il piccolo diavolo]]'' (1988)
{{div col end}}
====Film d'animazione====
*''[[Lilli e il vagabondo]]'' (1955)
*''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961)
*''[[Gli Aristogatti]]'' (1970)
====Serie televisive====
*''[[Mork & Mindy]]'' (1978 - 1982)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{stub}}
{{DEFAULTSORT:Turi, Renato}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Fernando Rey
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Spinoziano
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/* Filmografia */
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Fernando Rey.jpg|miniatura|Fernando Rey nel 1974]]
'''Fernando Rey''', pseudonimo di '''Fernando Casado Arambillet''' (1917 – 1994), attore spagnolo.
==Citazioni di Fernando Rey==
*C'è stato un periodo in cui volevo uccidere [[Luis Buñuel|Buñuel]] perché ero stato etichettato come uomo anziano dopo quel film {{NDR|''[[Tristana (film)|Tristana]]''}}, un uomo anziano con un berretto. Divenni una specie di cliché.
:''There was a period when I wanted to kill Buñuel, because I became typecast as an old man after that film, an old man in a beret. I became a kind of cliché.''<ref name=Stone/>
*Ogni regista è diverso; non impari niente con un regista che puoi usare con un altro.
:''You don't learn anything with one director that you can use with another.'''<ref name=Stone/>
*Sono stato ricevuto in Messico {{NDR|nel 1949 per il ruolo di Filippo il Bello in ''[[Giovanna la pazza (film 1948)|Giovanna la pazza]]''}} come lo sarebbe [[Robert Redford]] ora. Ma presi tutto nello spirito di quella poesia di [[Rudyard Kipling|Kipling]], "Se". Se tutto viene a te, gloria, povertà, nulla è importante, ma sii un uomo. Avevo la mente sempre in un altro posto. Sognavo sempre di superare la brutta situazione in Spagna {{NDR|il regime di [[Francisco Franco]]}}
:''I was received in Mexico like Robert Redford would be now. But I took everything in the spirit of that Kipling poem, ‘If.’ If everything comes to you, glory, poverty, don't care about anything, but be a man. I had my mind always in another place. I was dreaming always to be over the bad situation in Spain.''<ref name=Stone>{{en}} Citato da Judy Stone, ''[https://www.nytimes.com/1979/02/04/archives/if-a-director-tells-me-i-follow-him-fernando-rey.html If a Director Tells Me, I Follow Him]'', ''nytimes.com'', 4 febbraio 1979.</ref>
==Note==
<references />
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Marcellino pane e vino]]'' (1955)
*''[[I fuorilegge della valle solitaria]]'' (1961)
*''[[Viridiana]]'' (1961)
*''[[I grandi condottieri]]'' (1965)
*''[[Il ritorno dei magnifici sette]]'' (1966)
*''[[Tristana (film)|Tristana]]'' (1970)
*''[[Il fascino discreto della borghesia]]'' (1972)
*''[[Fatti di gente perbene]]'' (1974)
*''[[Cadaveri eccellenti]]'' (1976)
*''[[Gesù di Nazareth (sceneggiato televisivo)|Gesù di Nazareth]]'' (1977)
*''[[L'ingorgo (film)|L'ingorgo]]'' (1978)
*''[[Quintet]]'' (1979)
*''[[Cercasi Gesù]]'' (1982)
*''[[A.D. - Anno Domini]]'' (1985)
*''[[1492 - La conquista del paradiso]]'' (1992)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Rey, Fernando}}
[[Categoria:Attori spagnoli]]
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Michael Carreras
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typo, + film
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wikitext
text/x-wiki
'''Michael Carreras''' (1927 – 1994), produttore cinematografico e regista britannico.
==Citazioni di Michael Carreras==
*Noi ci siamo sempre ispirati all'espressionismo tedesco, ai film della Ufa. Il nostro gotico veniva di là: ci siamo arresi soltanto quando ci siamo accorti che non rendeva più.<ref name="mostrodovesei">Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,29/articleid,1352_02_1986_0146_0031_19525122/ ''Mostro, dove sei?''], ''La Stampa'', 3 giugno 1986.</ref>
*È difficile per il momento creare altri "mostri". L'horror richiede nuove componenti. Forse, come la Walt Disney, siamo finiti in una scatola di ghiaccio.<ref name="mostrodovesei"/>
{{Int|Da ''[http://www.fanta-festival.it/wp-content/uploads/2014/06/CatalogoFantafestival1986.pdf Carreras, Francis, Guest, Lester]''|Intervista di Marco Zatterin al White Elephant Club, Mayfair, Londra, 12 febbraio 1986, integrata con estratti da altre interviste concesse a ''The Little Shop of Horrors'' e ''Halls of Horror''; ''Fantafestival'', 1986.}}
*Credo proprio che la [[Hammer Film Productions|Hammer]] abbia avuto la fortuna di fissare uno standard, un nuovo approccio al modo di fare cinema. O, meglio, credo che abbiamo messo insieme un gruppo di tecnici in grado di imporre i propri standards. Ho l'impressione che tutti insieme abbiamo creato la "qualità Hammer", lo vedi chiaramente se pensi ai registi e ai cameraman che usavamo. Erano dei veri maestri.
*{{NDR|Su ''[[La maschera di Frankenstein]]''}} Dopo il primo Quatermass, avevamo capito che esisteva terreno fertile per rilanciare il cinema fantastico. Soprattutto avevo capito che il pubblico poteva provare simpatia per il mostro pur desiderandone la distruzione. Nessuno, comunque, avrebbe potuto immaginare che il successo sarebbe stato di quelle proporzioni.
*{{NDR|Su [[Terence Fisher]]}} Era un uomo perfettamente competente e devoto al Gotico. Ho passato molte serate a discutere con lui sulle origini di questo suo sentimento ma non siamo mai arrivati a nulla. Era un regista romantico e, con tutto il rispetto che porto per [[Freddie Francis]], devo dire che quest'ultimo non ha mai avuto lo stesso cuore di Terry.
*C'è stato un momento in cui il vecchio approccio al film non era più adattabile alle nuove esigenze del mercato. E quando dico questo parlo del mercato horror anche se credo che bisognerebbe dare più importanza ai lavori che abbiamo prodotto al di fuori di questo genere. Il problema fu che tutti avevamo cominciato a girare film horror e la domanda andava lentamente saturandosi con prodotti giapponesi, tedeschi, spagnoli e statunitensi senza considerare quello che arrivava dall'America Latina e quello che veniva fatto in Inghilterra dalla Amicus e dalla Tyburn. Ad un certo punto gli americani, che erano il mercato maggiore, hanno detto basta e tutto il ciclo ha visto arrivare la parola fine. Voglio sottolineare che non penso siano stati i fans a perdere il proprio interesse nei nostri lavori. Credo che loro non sopportassero solo i punti in cui i film della Hammer cominciavano a deviare dalla vecchia strada, ritengo volessere sempre lo stesso tipo di film, senza contaminazione alcuna. I distributori non erano dello stesso avviso.
{{Int|Da ''[http://www.fanta-festival.it/wp-content/uploads/2014/06/CatalogoFantafestival1986.pdf Hammer, la casa dai mille volti]''|''Fantafestival'', 1986.}}
*Per un produttore, sceneggiatore e regista, un film è qualcosa che deve essere giudicato dagli altri, lui lo ha esaminato infinite volte. Ogni film diventa il meglio che il materiale che lo ha prodotto era capace di dare. Quando è finito è solo una cosa del passato e quello che conta è solo il successivo...
*I film della Hammer hanno significato cose diverse per molta gente diverse ma credo che alla fine debbano essere considerati largamente responsabili per aver fatto accettare, sul mercato americano come su quello internazionale, il cinema inglese.
*La Hammer tutta ha dato un contributo fondamentale alla storia del cinema inglese. Un grande contributo da una piccola compagnia indipendente di produzione, una di quelle che spesso vengono dimenticate dai critici per l'assenza di grandi nomi, ma che mai è stata abbandonata dagli studiosi del cinema inglese, dagli amanti del gotico o semplicemente dai suoi fans.
==Citazioni su Michael Carreras==
*Carreras è l'uomo che a poco a poco ha condotto l'Hammer Film al fallimento e poi si è ritirato nella sua fattoria in Spagna. ([[Luigi Cozzi]])
*Come regista gotico, Michael Carreras si trova evidentemente a disagio nel raccontare una storia in cui lui per primo non crede. ([[Luigi Cozzi]])
==Note==
<references/>
==Filmografia==
*''[[I fuorilegge della valle solitaria]]'' (1961)
==Altri progetti==
{{interprogetto|w=Michael Carreras|w_site=en|w_preposizione=riguardante|preposizione=su}}
{{DEFAULTSORT:Carreras, Michael}}
[[Categoria:Produttori cinematografici britannici]]
[[Categoria:Registi britannici]]
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/* Filmografia */
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text/x-wiki
'''Michael Carreras''' (1927 – 1994), produttore cinematografico e regista britannico.
==Citazioni di Michael Carreras==
*Noi ci siamo sempre ispirati all'espressionismo tedesco, ai film della Ufa. Il nostro gotico veniva di là: ci siamo arresi soltanto quando ci siamo accorti che non rendeva più.<ref name="mostrodovesei">Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,29/articleid,1352_02_1986_0146_0031_19525122/ ''Mostro, dove sei?''], ''La Stampa'', 3 giugno 1986.</ref>
*È difficile per il momento creare altri "mostri". L'horror richiede nuove componenti. Forse, come la Walt Disney, siamo finiti in una scatola di ghiaccio.<ref name="mostrodovesei"/>
{{Int|Da ''[http://www.fanta-festival.it/wp-content/uploads/2014/06/CatalogoFantafestival1986.pdf Carreras, Francis, Guest, Lester]''|Intervista di Marco Zatterin al White Elephant Club, Mayfair, Londra, 12 febbraio 1986, integrata con estratti da altre interviste concesse a ''The Little Shop of Horrors'' e ''Halls of Horror''; ''Fantafestival'', 1986.}}
*Credo proprio che la [[Hammer Film Productions|Hammer]] abbia avuto la fortuna di fissare uno standard, un nuovo approccio al modo di fare cinema. O, meglio, credo che abbiamo messo insieme un gruppo di tecnici in grado di imporre i propri standards. Ho l'impressione che tutti insieme abbiamo creato la "qualità Hammer", lo vedi chiaramente se pensi ai registi e ai cameraman che usavamo. Erano dei veri maestri.
*{{NDR|Su ''[[La maschera di Frankenstein]]''}} Dopo il primo Quatermass, avevamo capito che esisteva terreno fertile per rilanciare il cinema fantastico. Soprattutto avevo capito che il pubblico poteva provare simpatia per il mostro pur desiderandone la distruzione. Nessuno, comunque, avrebbe potuto immaginare che il successo sarebbe stato di quelle proporzioni.
*{{NDR|Su [[Terence Fisher]]}} Era un uomo perfettamente competente e devoto al Gotico. Ho passato molte serate a discutere con lui sulle origini di questo suo sentimento ma non siamo mai arrivati a nulla. Era un regista romantico e, con tutto il rispetto che porto per [[Freddie Francis]], devo dire che quest'ultimo non ha mai avuto lo stesso cuore di Terry.
*C'è stato un momento in cui il vecchio approccio al film non era più adattabile alle nuove esigenze del mercato. E quando dico questo parlo del mercato horror anche se credo che bisognerebbe dare più importanza ai lavori che abbiamo prodotto al di fuori di questo genere. Il problema fu che tutti avevamo cominciato a girare film horror e la domanda andava lentamente saturandosi con prodotti giapponesi, tedeschi, spagnoli e statunitensi senza considerare quello che arrivava dall'America Latina e quello che veniva fatto in Inghilterra dalla Amicus e dalla Tyburn. Ad un certo punto gli americani, che erano il mercato maggiore, hanno detto basta e tutto il ciclo ha visto arrivare la parola fine. Voglio sottolineare che non penso siano stati i fans a perdere il proprio interesse nei nostri lavori. Credo che loro non sopportassero solo i punti in cui i film della Hammer cominciavano a deviare dalla vecchia strada, ritengo volessere sempre lo stesso tipo di film, senza contaminazione alcuna. I distributori non erano dello stesso avviso.
{{Int|Da ''[http://www.fanta-festival.it/wp-content/uploads/2014/06/CatalogoFantafestival1986.pdf Hammer, la casa dai mille volti]''|''Fantafestival'', 1986.}}
*Per un produttore, sceneggiatore e regista, un film è qualcosa che deve essere giudicato dagli altri, lui lo ha esaminato infinite volte. Ogni film diventa il meglio che il materiale che lo ha prodotto era capace di dare. Quando è finito è solo una cosa del passato e quello che conta è solo il successivo...
*I film della Hammer hanno significato cose diverse per molta gente diverse ma credo che alla fine debbano essere considerati largamente responsabili per aver fatto accettare, sul mercato americano come su quello internazionale, il cinema inglese.
*La Hammer tutta ha dato un contributo fondamentale alla storia del cinema inglese. Un grande contributo da una piccola compagnia indipendente di produzione, una di quelle che spesso vengono dimenticate dai critici per l'assenza di grandi nomi, ma che mai è stata abbandonata dagli studiosi del cinema inglese, dagli amanti del gotico o semplicemente dai suoi fans.
==Citazioni su Michael Carreras==
*Carreras è l'uomo che a poco a poco ha condotto l'Hammer Film al fallimento e poi si è ritirato nella sua fattoria in Spagna. ([[Luigi Cozzi]])
*Come regista gotico, Michael Carreras si trova evidentemente a disagio nel raccontare una storia in cui lui per primo non crede. ([[Luigi Cozzi]])
==Note==
<references/>
==Filmografia==
*''[[I fuorilegge della valle solitaria]]'' (1961) – regista
*''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'' (1972) – produttore
==Altri progetti==
{{interprogetto|w=Michael Carreras|w_site=en|w_preposizione=riguardante|preposizione=su}}
{{DEFAULTSORT:Carreras, Michael}}
[[Categoria:Produttori cinematografici britannici]]
[[Categoria:Registi britannici]]
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Forza e debolezza
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:The Weakness of Strength.jpg|thumb|Locandina del film ''The Weakness of Strength'' (''La debolezza della forza'', 1916)]]
Citazioni su '''forza e debolezza'''.
==Citazioni==
*Che si avverino i loro desideri, che possano crederci, e che possano ridere delle loro passioni. Infatti ciò che chiamiamo [[passione]] in realtà non è energia spirituale, ma solo attrito tra l'animo e il mondo esterno. E soprattutto che possano credere in se stessi... e che diventino indifesi come bambini, perché la debolezza è potenza, e la forza è niente. Quando l'uomo nasce è debole e duttile, quando muore è forte e rigido, così come l'[[albero]]: mentre cresce è tenero e flessibile, e quando è duro e secco, muore. Rigidità e forza sono compagni della morte, debolezza e flessibilità esprimono la freschezza dell'esistenza, ciò che si è irrigidito non vincerà. (''[[Stalker (film 1979)|Stalker]]'')
*Così comincerete da piccoli a rispettare la volontà della maggioranza e i diritti della minoranza, a non calpestare i più deboli e a non intimidirvi del più forte, perché non c'è forte che rimanga sempre forte né debole che rimanga sempre debole: solo il potere di Dio è immutabile. (''[[Solo Dio mi fermerà]]'')
*Del resto solo chi sa mostrarsi debole fa vedere la sua vera forza. (''[[Heidi (serie animata 1974)|Heidi]]'')
*Gli uomini forti non ti fanno del male, sono i deboli a fartelo. (''[[Jack Reacher - Punto di non ritorno]]'')
*I deboli sono molto forti quando trovano qualcuno a cui abbarbicarsi. (''[[Perdutamente tua]]'')
*«Il forte deve essere generoso col debole». Sai chi ha inventato questa balla? I deboli! (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]'')
*Io credo di essere un uomo forte, ma c'è anche una debolezza degli uomini forti, ed è profonda, quasi infantile. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]'')
*L'uomo è una creatura estremamente tragica. E tanto debole. Ma pur essendo debole, finge di essere forte. Questo è il problema. (''[[Scandalo (film 1950)|Scandalo]]'')
*L'uomo forte soffre senza lagnarsi, l'uomo debole si lagna senza soffrire. ([[Ruggiero Bonghi]])
*La forza è confidente per natura. Nessun più sicuro segno di debolezza che il diffidare istintivamente di tutto e di tutti. ([[Arturo Graf]])
*La forza e la debolezza dello spirito sono male a proposito chiamate tali; poiché in sostanza non sono che la buona o la cattiva disposizione degli organi del corpo. ([[François de La Rochefoucauld]])
*La mia debolezza mi dà forza. Se fossi stata in salute e ogni cosa fosse andata bene, non mi sarei impegnata così tanto; mi sarei arresa. ([[Act Yasukawa]])
*La suprema debolezza, quella che il mondo comprende di meno e disprezza di più è la debolezza del forte, il riscatto della sua forza. Ah, questa debolezza preziosa della forza che gli uomini non perdonano...''Che sia crocifisso!'' Tutte le debolezze, anche le più impure, anche le più vane trovano quaggiù delle consolazioni e degli appoggi, tranne la debolezza della forza. ''Discendi dalla tua croce!'' Gesù ha pregato gli uomini e non ne è stato esaudito... ([[Gustave Thibon]])
*Le nostre debolezze a volte sono più utili della nostra forza (''[[L'alienista (serie televisiva)|L'alienista]]'')
*Ma è una regola invariabile che, più una persona è forte, più forti sono le sue debolezze. È un principio di compensazione che agisce universalmente. ([[Isaac Bashevis Singer]])
*''Non scoprire la debolezza | è l'artificio della forza.'' ([[Emily Dickinson]])
*Se la vita ti porta via qualcosa e ti rende fragile, non è la forza dell'altro che ti serve, ma sapere che la tua debolezza è accolta e capita, che nessuno la teme o la sfugge. ([[Michela Murgia]])
*– Se non è il forte a proteggere il debole, ditemi chi altro lo dovrebbe fare.<br>– Se il debole cerca sempre protezione, non sarà mai forte. (''[[I fuorilegge della valle solitaria]]'')
*Siamo forti contro le [[tentazione|tentazioni]] forti. Contro le deboli, deboli. ([[Mario Soldati]])
*Trista è la sorte dei deboli che dipendono dalla gara dei forti, e nelle contese di questi va sempre col peggio chi può meno. ([[Vincenzo Gioberti]])
*Un uomo forte non ha bisogno del potere; un debole ne viene schiacciato. ([[Nicola II di Russia]])
===[[Paolo di Tarso]]===
*Noi, che siamo i forti, abbiamo il dovere di portare le infermità dei deboli, senza compiacere noi stessi. (''[[Lettera ai Romani]]'')
*Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini. (''[[Prima lettera ai Corinzi]]'')
*Perciò mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, è allora che sono forte. (''[[Seconda lettera ai Corinzi]]'')
==[[Proverbi italiani]]==
*Al debole il forte sovente fa torto.
*L'[[avversità]] che fiacca i cuori deboli, ingagliardisce le anime forti.
*La concordia rende forti i deboli.
*La lega fa forte i deboli.
*Quel che è gioco per il forte per il debole è morte.
==Voci correlate==
*[[Debolezza]]
*[[Forza]]
[[Categoria:Dicotomie]]
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Jimmy Sangster
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Spinoziano
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/* Filmografia */
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text/x-wiki
'''James Henry Kinmel Sangster''' (1927 – 2011), sceneggiatore e regista britannico.
==Citazioni di Jimmy Sangster==
{{Int|Da ''[http://www.fanta-festival.it/wp-content/uploads/2014/06/CatalogoFantafestival1986.pdf Carreras, Francis, Guest, Lester]''|Intervista di Marco Zatterin a Kengsington, Londra, 12-13, 25 febbraio 1986; ''Fantafestival'', 1986.}}
*{{NDR|Su ''[[Gli orrori di Frankenstein]]''}} Mi dissero che volevano una parodia del primo Frankenstein mentre ero negli Stati Uniti. Rifiutai. Mi dissero allora che avrei potuto produrre il film in prima persona. Rifiutai ancora, facendomi però balenare in mente un'idea. Se mi avessero fatto dirigere il film avrei detto di sì. Loro furono d'accordo ed io finalmente accettai. Arrivato sul set però, pensai di farne una satira e credo che proprio questo sia stato il mio errore finale.
*{{NDR|Su ''[[Dracula, principe delle tenebre]]''}} Se lo script è siglato Sansom, vuol dire che l'ho fatto io, ma non ne ho memoria. Se l'ho firmato con un altro nome vuol dire che non ero convinto del lavoro e che mi serviva soltanto di farlo per questioni finanziarie.
*{{NDR|Su ''[[Mircalla, l'amante immortale]]''}} Quello sì che è stato un film sfortunato. Doveva essere diretto da [[Terence Fisher]] che però si ruppe una gamba costringendo la produzione a chiamarmi per la regia. Avevo appena fatto ''Orrori di Frankenstein'' ed accettai con entusiasmo. Chiedemmo a [[Christopher Lee|Lee]] di fare il film con noi ma lui rifiutò. Non così fu [[Peter Cushing]] che però aveva la moglie che stava male e dovette rinunciare. Ricordo, fra l'altro, che l'attore che interpretava il dottore era un tipo pazzo, uno che non aveva bisogno di make up perché nella vita di tutti i giorni andava vestito come nel film. Alla fine si lavorò un po' senza convinzione e tutto ne ha sofferto molto.
*{{NDR|Su ''[[La casa del terrore (film 1961)|La casa del terrore]]''}} Lo avevo scritto per un'altra compagnia, ma il capo di questa fu colto da un attacco cardiaco e la cosa non andò in porto. Era una sceneggiatura che mi piaceva e che avrei voluto vedere realizzata a tutti i costi. La portai così alla [[Hammer Film Productions|Hammer]] dicendo che, se avessero voluto, sarei stato disposto a comprare i diritti del lavoro per produrlo per loro. Accettarono, buttandosi senza accorgersene nel genere che ''Psycho'' di Hitchcock aveva appena lanciato.
==Citazioni su Jimmy Sangster==
*Il sarcasmo, il brillante umorismo, la capacità di trovare chiavi di lettura innovative in materiale consunto sono solo alcune delle qualità che rendono così valido il lavoro come sceneggiatore di Sangster nei primo horror della [[Hammer Film Productions|Hammer]]. ''[[La maschera di Frankenstein]]'' è tipica in questo senso e il ritratto complesso e articolato che Sangster fa del Barone, aiutato in questo dall'eccellente interpretazione di [[Peter Cushing]], parla da solo. ''[[La vendetta di Frankenstein]]'' avrebbe portato alla perfezione questo insieme di umorismo nero e orrore, aggiungendovi un pathos melodrammatico tale da arricchire la tenuta e la presa della storia. Ma Sangster era anche capace di produrre copioni stringati che andavano dritti al cuore della storia, senza dilungarsi in divagazioni e scevri da quell’umorismo che pure gli era evidentemente tanto caro: ''[[Dracula il vampiro]]'', insuperata versione del romanzo di Bram Stoker, pur con tutte le libertà che Sangster si era dovuto prendere rispetto alla fonte, è un esempio più che probante. Tutto ciò tenendo presente che Sangster non provava un particolare interesse per l’orrore gotico, essendo più orientato verso lo psycho-thriller e i meccanismi del giallo, un genere che avrebbe molto praticato anche come romanziere. ([[Rudy Salvagnini]])
*Lui inseriva nelle storie cose che potevano anche essere tolte senza alterare l'idea originale. Le sue sceneggiature ti permettevano di giocare con il contenuto, senza cambiarlo troppo nella forma, ma aggiungendoci la tua interpretazione personale. ([[Terence Fisher]])
*Per quanto il distacco e la modestia lo portassero a sottovalutare con ironia il proprio apporto al genere, l'horror gli deve molto per la sua capacità di svecchiare le convenzioni e di formularne di nuove: in quei pochi anni a cavallo tra la fine degli anni '50 e l'inizio dei '60, Sangster è stato capace di osare l'inosabile e di farlo con una levità e una brillantezza che lasciano capire come il suo talento fosse del tutto naturale, sbocciato dopo una dura gavetta che l'aveva visto partire sedicenne dai gradini più bassi della scala gerarchica dell'industria cinematografica. Uno degli ultimi testimoni di un'epoca se n'è andato, ma, naturalmente, restano le sue opere. ([[Rudy Salvagnini]])
==Filmografia==
*''[[La maschera di Frankenstein]]'' (1957) – sceneggiatore
*''[[Dracula il vampiro]]'' (1958) – sceneggiatore
*''[[La vendetta di Frankenstein]]'' (1958) – sceneggiatore
*''[[I fuorilegge della valle solitaria]]'' (1961) – produttore
*''[[Nanny, la governante]]'' (1965) – sceneggiatore e produttore
*''[[Gli orrori di Frankenstein]]'' (1970) – regista
==Altri progetti==
{{interprogetto|w=Jimmy Sangster|w_site=en|w_preposizione=riguardante|preposizione=su}}
{{DEFAULTSORT:Sangster, Jimmy}}
[[Categoria:Sceneggiatori britannici]]
[[Categoria:Registi britannici]]
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Joel Edgerton
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Spinoziano
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/* Filmografia */
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text/x-wiki
[[Immagine:Joel Edgerton 2012.jpg|miniatura|Joel Edgerton nel 2012]]
'''Joel Edgerton''', (1974 – vivente), attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico australiano.
==Citazioni di Joel Edgerton==
*A volte mi sembra di conoscermi meno dei miei personaggi. Non ho ancora imparato, ad esempio, a stare bene con me stesso quando non ho nulla da fare.<ref name=Carolis> Citato in Paola De Carolis, ''[https://style.corriere.it/persone/uomini/joel-edgerton-luomo-senza-vanita/ Joel Edgerton, l’uomo senza vanità]'', ''style.corriere.it'', 15 novembre 2018.</ref>
*Fare l’attore è più rilassante, perché non hai tutto il peso del film sulle spalle. Ma occuparsi di settori diversi ti regala umiltà e ti tiene al riparo dalla dipendenza da soldi e successo.<ref>Citato in Anna Maria Speroni, ''[https://www.iodonna.it/personaggi/interviste-gallery/2017/03/04/joel-edgerton-marito-silenzioso-in-loving/ Joel Edgerton marito silenzioso in “Loving”]'', ''iodonna.it'', 4 marzo 2017.</ref>
*Invecchiare per un attore può essere difficile, ma in un certo senso è anche un piacere. Non ci sono le stesse preoccupazioni di quando sei giovane e spesso ti capitano tra le mani ruoli più corposi, più complicati.<ref name=Carolis/>
==Note==
<references />
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[King Arthur]]'' (2004)
*''[[Kinky Boots - Decisamente diversi]]'' (2005)
*''[[Smokin' Aces]]'' (2006)
*''[[La cosa (film 2011)|La cosa]]'' (2011)
*''[[Warrior (film 2011)|Warrior]]'' (2011)
*''[[Zero Dark Thirty]]'' (2012)
*''[[Il grande Gatsby (film 2013)|Il grande Gatsby]]'' (2013)
*''[[Exodus - Dei e re]]'' (2014)
*''[[Midnight Special - Fuga nella notte]]'' (2016)
*''[[Bright (film)|Bright]]'' (2017)
*''[[It Comes at Night]]'' (2017)
*''[[Il re (film)|Il re]]'' (2019)
*''[[Sir Gawain e il Cavaliere Verde (film)|Sir Gawain e il Cavaliere Verde]]'' (2021)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Edgerton, Joel}}
[[Categoria:Attori australiani]]
[[Categoria:Produttori cinematografici australiani]]
[[Categoria:Registi australiani]]
[[Categoria:Sceneggiatori australiani]]
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Giuseppe Montesano
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/* Note */
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'''Giuseppe Montesano''' (1959 – vivente), scrittore italiano.
==Citazioni di Giuseppe Montesano==
*Ho anch'io quella laurea {{NDR|in [[Discipline umanistiche|Lettere]]}} "che non serve a niente", perciò mi sono permesso di scherzarci sopra, insomma non tanto scherzarci! Io potrei anche capovolgere la questione: visto che è il mondo che mercifica, chi sceglie la strada dell'inutile è il solo, vero, oppositore di questo mondo, quindi siete potenzialmente tutti dei rivoluzionari all'ultimo stadio! Dopo di voi non c'è niente, nel senso che quelli col mitra al vostro confronto sono veramente dei borghesi! Non scherzo, perché in qualche modo quelli sono protetti mentre voi avete fatto una scelta radicalmente difficile. Davvero vi siete avviati su un ponte sospeso sul nulla, ma questo è il bello perché su quel ponte soffia l'aria della libertà, altrove non soffia niente, aria vecchia. Non c'è una sola forma di resistenza all'omologazione. Il fatto che voi siate delle persone completamente diverse l'una dall'altra, ma accomunate da qualcosa, almeno per un momento, è un fatto talmente straordinario che veramente poche cose sono eguali. In fondo la [[letteratura]] è anche questo: vivere altre vite attraverso i personaggi dei romanzi, aprirsi a mondi, idee, sensazioni che io non potrei mai vivere in una sola, misera vita. È questo che differenzia, ad esempio, le persone tutte d'un pezzo dalle persone che vengono scioccamente definite sognatrici; non sono sognatrici, gli sciocchi sono quelli che non sognano, perché hanno scelto una volta per sempre un'immagine di sé, e dentro quell'immagine si sono costruiti la loro identità. È vero che a volte li invidiamo, insomma arriviamo all'abiezione ultima: quella di invidiare coloro che sembrano perfetti; dico l'abiezione ultima perché quello è un uomo mono-specializzato, è un uomo che ha rinunciato a quella che [[Karl Marx|Marx]], in un passo memorabile dei manoscritti filosofici del '44, dice essere la principale caratteristica dell'uomo: sviluppare i suoi cinque sensi, e anzi, se possibile, inventare nuovi sensi, dispiegare tutte le sue possibilità, non solo intellettuali ma di percezione, di sentimento, corporee. Dice [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]], all'inizio del Faust: in principio era l'azione, non la parola. Diciamo che azione e parola, in qualche modo, sono la stessa cosa per noi che abbiamo scelto questa difficile strada che prima ho chiamato umanesimo. Però tu hai ragione su una cosa, bisogna inventarsi modi nuovi di essere umanisti e umani, e anche di esserlo in modo sempre più vario e variegato.<ref>Da ''[https://lospecchiodicarta.it/2011/07/12/intervista-a-giuseppe-montesano/ Intervista a Giuseppe Montesano (19/04/2005)]'', ''lospecchiodicarta.it'', 12 luglio 2011.</ref>
*La [[cultura]] è sempre stata vista come un valore, ma non è di per sé un valore e viene venduta, anche da noi insegnanti, perché noi crediamo che sia un valore. Però anche questa è un'illusione, perché la cultura non esiste in se stessa, se non diventa parte profonda di noi. [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]] diceva che la cultura, se non si trasforma in carne e sangue, è una cultura d'accatto, perché non ha trasformato la mia vita. [...] Dunque la cultura è di per se un valore? No. Siamo noi umanisti a farne un valore.<ref>Dall'''[https://lospecchiodicarta.it/2011/07/12/intervista-a-giuseppe-montesano/ Intervista a Giuseppe Montesano]'', ''lospecchiodicarta.it'', 19 aprile 2005.</ref>
*[[Napoli]] è sempre a rischio di diventare l'esperimento del futuro, di tutto quello che toccherà al resto d'Italia. Ogni tanto qualcuno è affascinato da una città apparentemente attaccabile, malleabile ai poteri. Sembra, invece non lo è. È la sensazione che hanno i potenti. Ma Napoli conserva un elemento di irriducibilità. L'avverto come una persona: per conoscerla devi andare a fondo.<ref>Dall'intervista di Pier Luigi Razzano, ''[https://napoli.repubblica.it/cronaca/2016/04/24/news/giuseppe_montesano_la_mia_vita_in_2000_pagine_-138354679/ Giuseppe Montesano: "La mia vita in 2000 pagine"]'', ''repubblica.it'', 24 aprile 2016.</ref>
*Nessuna grande [[letteratura]] è mimetica al cento per cento, non è mai un documentario, cioè un registratore acceso per imitare la realtà, una telecamera puntata. Noi partiamo dalla realtà perché ci stiamo dentro, ma poi la inventiamo, in qualche modo, per ritornare ancora una volta alla realtà, e ciò significa che l'immaginazione è la chiave di volta di qualsiasi comma letterario. Cos'è però l'immaginazione? Non è la fantasticheria, è un allontanarsi dalla realtà immediata per guardarla meglio, per scoprirla, con le armi dell'emozione e della conoscenza.
*[[Jan Vermeer|Vermeer]] non rappresenta né interni borghesi né ragazze con orecchini; Vermeer non ci mostra la società, l'Olanda o la famiglia; Vermeer non racconta nessuna storia, non fa alcun ritratto che somigli a qualcuno, non tramanda memorie; Vermeer non studia la superficie della realtà, ma non vuole nemmeno rivelare chissà quale arcano nascosto sotto la mirabile apparenza del mondo che lui sogna attraverso la pittura; da Vermeer ci arriva solo una musica che sussurra: «Là, tutto è ordine e bellezza, lusso, calma e voluttà».<br>Non c'è nient'altro che la Bellezza, nell'opera di Vermeer. E i verdi ardenti dei panneggi, e i rossi sublimi, e gli arabeschi eccelsi, e gli occhi umidi e le ombre traslucide, i gioielli e le vetrate, tutto questo non è ciò che rappresenta: tutto questo evoca solo la Bellezza.<ref>Da ''[https://archive.org/details/unita_2012-10-28/page/n18/mode/1up La rivoluzione della bellezza]'', in ''l'Unità'', 28 ottobre 2012, p. 19.</ref>
== ''Nel corpo di Napoli'' ==
=== [[Incipit]] ===
Eravamo arrivati a una questione secondo noi fondamentale, e ci stavamo chiedendo se la verità faceva bene alla vita o se invece la vita era fondata sulla menzogna, quando la porta della stanza di Landrò si aprì sbattendo sul muro, e entrò un uomo basso e rotondo, con i capelli bianchi e un elegante vestito blu. Landrò aveva appena finito di sostenere che nel crollo di tutto il vecchio mondo la verità dei filosofi contemporanei “esprimeva solo la loro miseria”, quando l’ometto con voce stridula lo interruppe.
«Sì, sì... lui vuole sapere “la verità”... ‘A verità? 'E ppatane so’ bbone cotte, è vero o no? Le patate sono buone cotte, chesta è ‘a verità! Tieni quasi trent'anni e non ti sei laureato, chesta è ’a verità!»
=== Citazioni ===
==Note==
<references />
== Bibliografia ==
* '''Giuseppe Montesano''', ''Nel corpo di Napoli'', Mondadori, 1999.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Montesano, Giuseppe}}
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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'''Giuseppe Montesano''' (1959 – vivente), scrittore italiano.
==Citazioni di Giuseppe Montesano==
*Ho anch'io quella laurea {{NDR|in [[Discipline umanistiche|Lettere]]}} "che non serve a niente", perciò mi sono permesso di scherzarci sopra, insomma non tanto scherzarci! Io potrei anche capovolgere la questione: visto che è il mondo che mercifica, chi sceglie la strada dell'inutile è il solo, vero, oppositore di questo mondo, quindi siete potenzialmente tutti dei rivoluzionari all'ultimo stadio! Dopo di voi non c'è niente, nel senso che quelli col mitra al vostro confronto sono veramente dei borghesi! Non scherzo, perché in qualche modo quelli sono protetti mentre voi avete fatto una scelta radicalmente difficile. Davvero vi siete avviati su un ponte sospeso sul nulla, ma questo è il bello perché su quel ponte soffia l'aria della libertà, altrove non soffia niente, aria vecchia. Non c'è una sola forma di resistenza all'omologazione. Il fatto che voi siate delle persone completamente diverse l'una dall'altra, ma accomunate da qualcosa, almeno per un momento, è un fatto talmente straordinario che veramente poche cose sono eguali. In fondo la [[letteratura]] è anche questo: vivere altre vite attraverso i personaggi dei romanzi, aprirsi a mondi, idee, sensazioni che io non potrei mai vivere in una sola, misera vita. È questo che differenzia, ad esempio, le persone tutte d'un pezzo dalle persone che vengono scioccamente definite sognatrici; non sono sognatrici, gli sciocchi sono quelli che non sognano, perché hanno scelto una volta per sempre un'immagine di sé, e dentro quell'immagine si sono costruiti la loro identità. È vero che a volte li invidiamo, insomma arriviamo all'abiezione ultima: quella di invidiare coloro che sembrano perfetti; dico l'abiezione ultima perché quello è un uomo mono-specializzato, è un uomo che ha rinunciato a quella che [[Karl Marx|Marx]], in un passo memorabile dei manoscritti filosofici del '44, dice essere la principale caratteristica dell'uomo: sviluppare i suoi cinque sensi, e anzi, se possibile, inventare nuovi sensi, dispiegare tutte le sue possibilità, non solo intellettuali ma di percezione, di sentimento, corporee. Dice [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]], all'inizio del Faust: in principio era l'azione, non la parola. Diciamo che azione e parola, in qualche modo, sono la stessa cosa per noi che abbiamo scelto questa difficile strada che prima ho chiamato umanesimo. Però tu hai ragione su una cosa, bisogna inventarsi modi nuovi di essere umanisti e umani, e anche di esserlo in modo sempre più vario e variegato.<ref>Da ''[https://lospecchiodicarta.it/2011/07/12/intervista-a-giuseppe-montesano/ Intervista a Giuseppe Montesano (19/04/2005)]'', ''lospecchiodicarta.it'', 12 luglio 2011.</ref>
*La [[cultura]] è sempre stata vista come un valore, ma non è di per sé un valore e viene venduta, anche da noi insegnanti, perché noi crediamo che sia un valore. Però anche questa è un'illusione, perché la cultura non esiste in se stessa, se non diventa parte profonda di noi. [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]] diceva che la cultura, se non si trasforma in carne e sangue, è una cultura d'accatto, perché non ha trasformato la mia vita. [...] Dunque la cultura è di per se un valore? No. Siamo noi umanisti a farne un valore.<ref>Dall'''[https://lospecchiodicarta.it/2011/07/12/intervista-a-giuseppe-montesano/ Intervista a Giuseppe Montesano]'', ''lospecchiodicarta.it'', 19 aprile 2005.</ref>
*[[Napoli]] è sempre a rischio di diventare l'esperimento del futuro, di tutto quello che toccherà al resto d'Italia. Ogni tanto qualcuno è affascinato da una città apparentemente attaccabile, malleabile ai poteri. Sembra, invece non lo è. È la sensazione che hanno i potenti. Ma Napoli conserva un elemento di irriducibilità. L'avverto come una persona: per conoscerla devi andare a fondo.<ref>Dall'intervista di Pier Luigi Razzano, ''[https://napoli.repubblica.it/cronaca/2016/04/24/news/giuseppe_montesano_la_mia_vita_in_2000_pagine_-138354679/ Giuseppe Montesano: "La mia vita in 2000 pagine"]'', ''repubblica.it'', 24 aprile 2016.</ref>
*Nessuna grande [[letteratura]] è mimetica al cento per cento, non è mai un documentario, cioè un registratore acceso per imitare la realtà, una telecamera puntata. Noi partiamo dalla realtà perché ci stiamo dentro, ma poi la inventiamo, in qualche modo, per ritornare ancora una volta alla realtà, e ciò significa che l'immaginazione è la chiave di volta di qualsiasi comma letterario. Cos'è però l'immaginazione? Non è la fantasticheria, è un allontanarsi dalla realtà immediata per guardarla meglio, per scoprirla, con le armi dell'emozione e della conoscenza.
*[[Jan Vermeer|Vermeer]] non rappresenta né interni borghesi né ragazze con orecchini; Vermeer non ci mostra la società, l'Olanda o la famiglia; Vermeer non racconta nessuna storia, non fa alcun ritratto che somigli a qualcuno, non tramanda memorie; Vermeer non studia la superficie della realtà, ma non vuole nemmeno rivelare chissà quale arcano nascosto sotto la mirabile apparenza del mondo che lui sogna attraverso la pittura; da Vermeer ci arriva solo una musica che sussurra: «Là, tutto è ordine e bellezza, lusso, calma e voluttà».<br>Non c'è nient'altro che la Bellezza, nell'opera di Vermeer. E i verdi ardenti dei panneggi, e i rossi sublimi, e gli arabeschi eccelsi, e gli occhi umidi e le ombre traslucide, i gioielli e le vetrate, tutto questo non è ciò che rappresenta: tutto questo evoca solo la Bellezza.<ref>Da ''[https://archive.org/details/unita_2012-10-28/page/n18/mode/1up La rivoluzione della bellezza]'', in ''l'Unità'', 28 ottobre 2012, p. 19.</ref>
==[[Incipit]] di ''Nel corpo di Napoli''==
Eravamo arrivati a una questione secondo noi fondamentale, e ci stavamo chiedendo se la verità faceva bene alla vita o se invece la vita era fondata sulla menzogna, quando la porta della stanza di Landrò si aprì sbattendo sul muro, e entrò un uomo basso e rotondo, con i capelli bianchi e un elegante vestito blu. Landrò aveva appena finito di sostenere che nel crollo di tutto il vecchio mondo la verità dei filosofi contemporanei “esprimeva solo la loro miseria”, quando l'ometto con voce stridula lo interruppe.<br />«Sì, sì... lui vuole sapere "la verità"... 'A verità? 'E ppatane so' bbone cotte, è vero o no? Le patate sono buone cotte, chesta è 'a verità! Tieni quasi trent'anni e non ti sei laureato, chesta è 'a verità!»
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Montesano, ''Nel corpo di Napoli'', Mondadori, 1999.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
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[[Categoria:Scrittori italiani]]
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/* Incipit di Nel corpo di Napoli */
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'''Giuseppe Montesano''' (1959 – vivente), scrittore italiano.
==Citazioni di Giuseppe Montesano==
*Ho anch'io quella laurea {{NDR|in [[Discipline umanistiche|Lettere]]}} "che non serve a niente", perciò mi sono permesso di scherzarci sopra, insomma non tanto scherzarci! Io potrei anche capovolgere la questione: visto che è il mondo che mercifica, chi sceglie la strada dell'inutile è il solo, vero, oppositore di questo mondo, quindi siete potenzialmente tutti dei rivoluzionari all'ultimo stadio! Dopo di voi non c'è niente, nel senso che quelli col mitra al vostro confronto sono veramente dei borghesi! Non scherzo, perché in qualche modo quelli sono protetti mentre voi avete fatto una scelta radicalmente difficile. Davvero vi siete avviati su un ponte sospeso sul nulla, ma questo è il bello perché su quel ponte soffia l'aria della libertà, altrove non soffia niente, aria vecchia. Non c'è una sola forma di resistenza all'omologazione. Il fatto che voi siate delle persone completamente diverse l'una dall'altra, ma accomunate da qualcosa, almeno per un momento, è un fatto talmente straordinario che veramente poche cose sono eguali. In fondo la [[letteratura]] è anche questo: vivere altre vite attraverso i personaggi dei romanzi, aprirsi a mondi, idee, sensazioni che io non potrei mai vivere in una sola, misera vita. È questo che differenzia, ad esempio, le persone tutte d'un pezzo dalle persone che vengono scioccamente definite sognatrici; non sono sognatrici, gli sciocchi sono quelli che non sognano, perché hanno scelto una volta per sempre un'immagine di sé, e dentro quell'immagine si sono costruiti la loro identità. È vero che a volte li invidiamo, insomma arriviamo all'abiezione ultima: quella di invidiare coloro che sembrano perfetti; dico l'abiezione ultima perché quello è un uomo mono-specializzato, è un uomo che ha rinunciato a quella che [[Karl Marx|Marx]], in un passo memorabile dei manoscritti filosofici del '44, dice essere la principale caratteristica dell'uomo: sviluppare i suoi cinque sensi, e anzi, se possibile, inventare nuovi sensi, dispiegare tutte le sue possibilità, non solo intellettuali ma di percezione, di sentimento, corporee. Dice [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]], all'inizio del Faust: in principio era l'azione, non la parola. Diciamo che azione e parola, in qualche modo, sono la stessa cosa per noi che abbiamo scelto questa difficile strada che prima ho chiamato umanesimo. Però tu hai ragione su una cosa, bisogna inventarsi modi nuovi di essere umanisti e umani, e anche di esserlo in modo sempre più vario e variegato.<ref>Da ''[https://lospecchiodicarta.it/2011/07/12/intervista-a-giuseppe-montesano/ Intervista a Giuseppe Montesano (19/04/2005)]'', ''lospecchiodicarta.it'', 12 luglio 2011.</ref>
*La [[cultura]] è sempre stata vista come un valore, ma non è di per sé un valore e viene venduta, anche da noi insegnanti, perché noi crediamo che sia un valore. Però anche questa è un'illusione, perché la cultura non esiste in se stessa, se non diventa parte profonda di noi. [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]] diceva che la cultura, se non si trasforma in carne e sangue, è una cultura d'accatto, perché non ha trasformato la mia vita. [...] Dunque la cultura è di per se un valore? No. Siamo noi umanisti a farne un valore.<ref>Dall'''[https://lospecchiodicarta.it/2011/07/12/intervista-a-giuseppe-montesano/ Intervista a Giuseppe Montesano]'', ''lospecchiodicarta.it'', 19 aprile 2005.</ref>
*[[Napoli]] è sempre a rischio di diventare l'esperimento del futuro, di tutto quello che toccherà al resto d'Italia. Ogni tanto qualcuno è affascinato da una città apparentemente attaccabile, malleabile ai poteri. Sembra, invece non lo è. È la sensazione che hanno i potenti. Ma Napoli conserva un elemento di irriducibilità. L'avverto come una persona: per conoscerla devi andare a fondo.<ref>Dall'intervista di Pier Luigi Razzano, ''[https://napoli.repubblica.it/cronaca/2016/04/24/news/giuseppe_montesano_la_mia_vita_in_2000_pagine_-138354679/ Giuseppe Montesano: "La mia vita in 2000 pagine"]'', ''repubblica.it'', 24 aprile 2016.</ref>
*Nessuna grande [[letteratura]] è mimetica al cento per cento, non è mai un documentario, cioè un registratore acceso per imitare la realtà, una telecamera puntata. Noi partiamo dalla realtà perché ci stiamo dentro, ma poi la inventiamo, in qualche modo, per ritornare ancora una volta alla realtà, e ciò significa che l'immaginazione è la chiave di volta di qualsiasi comma letterario. Cos'è però l'immaginazione? Non è la fantasticheria, è un allontanarsi dalla realtà immediata per guardarla meglio, per scoprirla, con le armi dell'emozione e della conoscenza.
*[[Jan Vermeer|Vermeer]] non rappresenta né interni borghesi né ragazze con orecchini; Vermeer non ci mostra la società, l'Olanda o la famiglia; Vermeer non racconta nessuna storia, non fa alcun ritratto che somigli a qualcuno, non tramanda memorie; Vermeer non studia la superficie della realtà, ma non vuole nemmeno rivelare chissà quale arcano nascosto sotto la mirabile apparenza del mondo che lui sogna attraverso la pittura; da Vermeer ci arriva solo una musica che sussurra: «Là, tutto è ordine e bellezza, lusso, calma e voluttà».<br>Non c'è nient'altro che la Bellezza, nell'opera di Vermeer. E i verdi ardenti dei panneggi, e i rossi sublimi, e gli arabeschi eccelsi, e gli occhi umidi e le ombre traslucide, i gioielli e le vetrate, tutto questo non è ciò che rappresenta: tutto questo evoca solo la Bellezza.<ref>Da ''[https://archive.org/details/unita_2012-10-28/page/n18/mode/1up La rivoluzione della bellezza]'', in ''l'Unità'', 28 ottobre 2012, p. 19.</ref>
==''Nel corpo di Napoli''==
=== [[Incipit]] ===
Eravamo arrivati a una questione secondo noi fondamentale, e ci stavamo chiedendo se la verità faceva bene alla vita o se invece la vita era fondata sulla menzogna, quando la porta della stanza di Landrò si aprì sbattendo sul muro, e entrò un uomo basso e rotondo, con i capelli bianchi e un elegante vestito blu. Landrò aveva appena finito di sostenere che nel crollo di tutto il vecchio mondo la verità dei filosofi contemporanei “esprimeva solo la loro miseria”, quando l'ometto con voce stridula lo interruppe.<br />«Sì, sì... lui vuole sapere "la verità"... 'A verità? 'E ppatane so' bbone cotte, è vero o no? Le patate sono buone cotte, chesta è 'a verità! Tieni quasi trent'anni e non ti sei laureato, chesta è 'a verità!»
=== Citazioni ===
* ‘O Tolomeo aveva cantieri aperti quasi dovunque, e altri contava di aprirne, e per tutto gennaio e febbraio ci facemmo su e giù infinite volte Barra, Ponticelli, San Giuseppe Vesuviano, Sant'Anastasia, Marano, Calvizzano, Giugliano, Sant'Antimo, Afragola, Secondigliano, Poggioreale, San Giorgio a Cremano...<br />I posti per i quali giravamo avevano a volte l’effetto di ammutolirmi per ore. Non riuscivo nemmeno più a pensare che erano brutti, insensati, atrocemente disumani. Mi afferrava una sorta di spavento, e persino ’O Tolomeo si azzittiva. Ma il suo silenzio non durava a lungo. Ci diceva che eravamo schizzinosi, e che quella era la vita.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Montesano, ''Nel corpo di Napoli'', Mondadori, 1999.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Scrittori italiani]]
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/* Citazioni di Giuseppe Montesano */
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'''Giuseppe Montesano''' (1959 – vivente), scrittore italiano.
==Citazioni di Giuseppe Montesano==
*Ho anch'io quella laurea {{NDR|in [[Discipline umanistiche|Lettere]]}} "che non serve a niente", perciò mi sono permesso di scherzarci sopra, insomma non tanto scherzarci! Io potrei anche capovolgere la questione: visto che è il mondo che mercifica, chi sceglie la strada dell'inutile è il solo, vero, oppositore di questo mondo, quindi siete potenzialmente tutti dei rivoluzionari all'ultimo stadio! Dopo di voi non c'è niente, nel senso che quelli col mitra al vostro confronto sono veramente dei borghesi! Non scherzo, perché in qualche modo quelli sono protetti mentre voi avete fatto una scelta radicalmente difficile. Davvero vi siete avviati su un ponte sospeso sul nulla, ma questo è il bello perché su quel ponte soffia l'aria della libertà, altrove non soffia niente, aria vecchia. Non c'è una sola forma di resistenza all'omologazione. Il fatto che voi siate delle persone completamente diverse l'una dall'altra, ma accomunate da qualcosa, almeno per un momento, è un fatto talmente straordinario che veramente poche cose sono eguali. In fondo la [[letteratura]] è anche questo: vivere altre vite attraverso i personaggi dei romanzi, aprirsi a mondi, idee, sensazioni che io non potrei mai vivere in una sola, misera vita. È questo che differenzia, ad esempio, le persone tutte d'un pezzo dalle persone che vengono scioccamente definite sognatrici; non sono sognatrici, gli sciocchi sono quelli che non sognano, perché hanno scelto una volta per sempre un'immagine di sé, e dentro quell'immagine si sono costruiti la loro identità. È vero che a volte li invidiamo, insomma arriviamo all'abiezione ultima: quella di invidiare coloro che sembrano perfetti; dico l'abiezione ultima perché quello è un uomo mono-specializzato, è un uomo che ha rinunciato a quella che [[Karl Marx|Marx]], in un passo memorabile dei manoscritti filosofici del '44, dice essere la principale caratteristica dell'uomo: sviluppare i suoi cinque sensi, e anzi, se possibile, inventare nuovi sensi, dispiegare tutte le sue possibilità, non solo intellettuali ma di percezione, di sentimento, corporee. Dice [[Johann Wolfgang von Goethe|Goethe]], all'inizio del Faust: in principio era l'azione, non la parola. Diciamo che azione e parola, in qualche modo, sono la stessa cosa per noi che abbiamo scelto questa difficile strada che prima ho chiamato umanesimo. Però tu hai ragione su una cosa, bisogna inventarsi modi nuovi di essere umanisti e umani, e anche di esserlo in modo sempre più vario e variegato.<ref>Da ''[https://lospecchiodicarta.it/2011/07/12/intervista-a-giuseppe-montesano/ Intervista a Giuseppe Montesano (19/04/2005)]'', ''lospecchiodicarta.it'', 12 luglio 2011.</ref>
*La [[cultura]] è sempre stata vista come un valore, ma non è di per sé un valore e viene venduta, anche da noi insegnanti, perché noi crediamo che sia un valore. Però anche questa è un'illusione, perché la cultura non esiste in se stessa, se non diventa parte profonda di noi. [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]] diceva che la cultura, se non si trasforma in carne e sangue, è una cultura d'accatto, perché non ha trasformato la mia vita. [...] Dunque la cultura è di per se un valore? No. Siamo noi umanisti a farne un valore.<ref>Dall'''[https://lospecchiodicarta.it/2011/07/12/intervista-a-giuseppe-montesano/ Intervista a Giuseppe Montesano]'', ''lospecchiodicarta.it'', 19 aprile 2005.</ref>
*[[Napoli]] è sempre a rischio di diventare l'esperimento del futuro, di tutto quello che toccherà al resto d'Italia. Ogni tanto qualcuno è affascinato da una città apparentemente attaccabile, malleabile ai poteri. Sembra, invece non lo è. È la sensazione che hanno i potenti. Ma Napoli conserva un elemento di irriducibilità. L'avverto come una persona: per conoscerla devi andare a fondo.<ref>Dall'intervista di Pier Luigi Razzano, ''[https://napoli.repubblica.it/cronaca/2016/04/24/news/giuseppe_montesano_la_mia_vita_in_2000_pagine_-138354679/ Giuseppe Montesano: "La mia vita in 2000 pagine"]'', ''repubblica.it'', 24 aprile 2016.</ref>
*Nessuna grande [[letteratura]] è mimetica al cento per cento, non è mai un documentario, cioè un registratore acceso per imitare la realtà, una telecamera puntata. Noi partiamo dalla realtà perché ci stiamo dentro, ma poi la inventiamo, in qualche modo, per ritornare ancora una volta alla realtà, e ciò significa che l'immaginazione è la chiave di volta di qualsiasi comma letterario. Cos'è però l'immaginazione? Non è la fantasticheria, è un allontanarsi dalla realtà immediata per guardarla meglio, per scoprirla, con le armi dell'emozione e della conoscenza.
*[[Jan Vermeer|Vermeer]] non rappresenta né interni borghesi né ragazze con orecchini; Vermeer non ci mostra la società, l'Olanda o la famiglia; Vermeer non racconta nessuna storia, non fa alcun ritratto che somigli a qualcuno, non tramanda memorie; Vermeer non studia la superficie della realtà, ma non vuole nemmeno rivelare chissà quale arcano nascosto sotto la mirabile apparenza del mondo che lui sogna attraverso la pittura; da Vermeer ci arriva solo una musica che sussurra: «Là, tutto è ordine e bellezza, lusso, calma e voluttà».<br>Non c'è nient'altro che la Bellezza, nell'opera di Vermeer. E i verdi ardenti dei panneggi, e i rossi sublimi, e gli arabeschi eccelsi, e gli occhi umidi e le ombre traslucide, i gioielli e le vetrate, tutto questo non è ciò che rappresenta: tutto questo evoca solo la Bellezza.<ref>Da ''[https://archive.org/details/unita_2012-10-28/page/n18/mode/1up La rivoluzione della bellezza]'', in ''l'Unità'', 28 ottobre 2012, p. 19.</ref>
==''Nel corpo di Napoli''==
=== [[Incipit]] ===
Eravamo arrivati a una questione secondo noi fondamentale, e ci stavamo chiedendo se la verità faceva bene alla vita o se invece la vita era fondata sulla menzogna, quando la porta della stanza di Landrò si aprì sbattendo sul muro, e entrò un uomo basso e rotondo, con i capelli bianchi e un elegante vestito blu. Landrò aveva appena finito di sostenere che nel crollo di tutto il vecchio mondo la verità dei filosofi contemporanei “esprimeva solo la loro miseria”, quando l'ometto con voce stridula lo interruppe.<br />«Sì, sì... lui vuole sapere "la verità"... 'A verità? 'E ppatane so' bbone cotte, è vero o no? Le patate sono buone cotte, chesta è 'a verità! Tieni quasi trent'anni e non ti sei laureato, chesta è 'a verità!»
=== Citazioni ===
* ‘O Tolomeo aveva cantieri aperti quasi dovunque, e altri contava di aprirne, e per tutto gennaio e febbraio ci facemmo su e giù infinite volte Barra, Ponticelli, San Giuseppe Vesuviano, Sant'Anastasia, Marano, Calvizzano, Giugliano, Sant'Antimo, Afragola, Secondigliano, Poggioreale, San Giorgio a Cremano...<br />I posti per i quali giravamo avevano a volte l’effetto di ammutolirmi per ore. Non riuscivo nemmeno più a pensare che erano brutti, insensati, atrocemente disumani. Mi afferrava una sorta di spavento, e persino ’O Tolomeo si azzittiva. Ma il suo silenzio non durava a lungo. Ci diceva che eravamo schizzinosi, e che quella era la vita. (p. 75)
* Illuminati a giorno, alti come grattacieli, robusti da sembrare in grado di sfidare i secoli, quei cimiteri toglievano il respiro. Allo sfascio e alla fatiscenza che scrostava le case dei vivi, dissolveva gli intonaci, ne arrugginiva o scoloriva i cancelli e le inferriate facendo colare le acque lungo gli infissi di alluminio anodizzato, i cimiteri opponevano le loro luci perpetue, la loro geometria cementizia e un ordine veramente definitivo. (p. 76)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Montesano, ''Nel corpo di Napoli'', Mondadori, 1999.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Riccardo Magi
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[[Immagine:Riccardo Magi daticamera 2018.jpg|thumb|Riccardo Magi nel 2018]]
'''Riccardo Magi''' (1976), politico italiano
==Citazioni==
*[[Roberto Vannacci|Vannacci]] dice che la minaccia russa è un feticcio.<br>Possibile che un Generale che nella sua lunga carriera ha avuto ruoli di comando e anche esperienza di intelligence, oltre che di addetto militare presso l'ambasciata Italiana a Mosca, non abbia letto le relazioni dei nostri Servizi di Sicurezza e non sappia che l'Italia è, tra i Paesi UE, il principale bersaglio delle azioni di guerra ibrida messe in atto dalla Russia di Putin?<br>Altro che feticcio: io dico che Vannacci è l'ennesimo fantoccio di Putin in Italia, pronto a svendere Kiev in nome di una pace che vorrebbe dire la resa dell'Ucraina.<ref>Dal [https://www.facebook.com/RiccardoMagiRadicali/posts/vannacci-dice-che-la-minaccia-russa-%C3%A8-un-feticciopossibile-che-un-generale-che-n/1539383394219412/ profilo ufficiale facebook], 14 giugno 2026</ref>
==Interventi alla [[Camera dei deputati|Camera dei Deputati]] ==
{{Int|Dall'intervento alla seduta del 25 ottobre 2022 in risposta al discorso di insediamento di [[Giorgia Meloni]]|[https://documenti.camera.it/leg19/resoconti/assemblea/html/sed0004/stenografico.pdf Resoconto stenografico 5. Seduta di martedì 25 ottobre 2022]}}
*Delle due l’una: o lei stupirà tutti con una discontinuità rispetto alla sua identità politica di intransigente nazionalista e sovranista illiberale - e sarà un bene per il Paese - o lei sarà coerente con quelle idee, parole e slogan e, allora, sarà un disastro per il Paese. (p. 26) {{NDR|Rivolgendosi a [[Giorgia Meloni]]}}
*Presidente Meloni, noi consideriamo i suoi alleati non passanti per caso che si possono lasciare andare a battute da bar sulla [[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|guerra in Ucraina]]. (p. 26)
*Lei ha detto che non è un Paese per giovani. Detto da lei, che ha ricoperto il ruolo di Ministro per la Gioventù, c’è da crederle. (p. 26) {{NDR|Sull'[[Italia]]}}
*Presidente Meloni, la pacchia è finita. La pacchia delle sparate populiste e degli annunci sconsiderati finisce sempre, in qualche misura, quando ci si deve cimentare con le scelte di Governo, con la complessità e con la drammaticità di quelle scelte. (p. 26)
*Lei ha stigmatizzato la [[cannabis]] libera nel suo intervento. Lei sa benissimo - come lo so io, provenendo da quella realtà - che è ora che la cannabis è libera; noi, invece, la vogliamo legale, perché sia più sicura per i nostri giovani. (p. 26) {{NDR|Rivolgendosi a [[Giorgia Meloni]]}}
{{Int|Dall'intervento alla seduta del 16 novembre 2022|[https://documenti.camera.it/leg19/resoconti/assemblea/html/sed0010/stenografico.pdf Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 10 di mercoledì 16 novembre 2022]}}
*Ministro [[Matteo Piantedosi|Piantedosi]], lei ha parlato del rispetto della dignità umana come priorità dell'azione di [[Governo Meloni|Governo]] e del rispetto della legalità. Nelle ultime due settimane, Ministro, abbiamo visto un altro film. Abbiamo visto un brutto film fatto di un inutile accanimento su un numero esiguo di naufraghi, con l'intento di mandare un messaggio all'Europa, un messaggio sbagliato nel metodo e nel merito e, quindi, controproducente. Abbiamo visto lo sbarco selettivo sulle basi delle condizioni mediche, in contrasto con il diritto di chiedere asilo, che è sancito dalla nostra [[Costituzione della Repubblica Italiana|Costituzione]] oltre che dagli obblighi internazionali dell'[[Italia]].
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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[[Categoria:Politici italiani]]
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Mathieu van der Poel
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[[File:Mathieu van der Poel Paris-Roubaix 2022.jpg|thumb|Mathieu van der Poel nel 2022]]
'''Mathieu van der Poel''' (1995 – vivente), ciclista su strada, ciclocrossista e mountain biker olandese di origini francesi.
==Citazioni di Mathieu van der Poel==
*[...] l'[[inverno]] sarebbe davvero troppo lungo senza il [[ciclocross]].<ref>Citato in Gabriele Gargantini, ''[https://www.ilpost.it/2022/12/23/ciclocross-fango-neve-val-di-sole/ Correre in bici sulla neve]'', ''ilpost.it'', 23 dicembre 2022.</ref>
==Citazioni su Mathieu van der Poel==
*Si, Van der Poel è il decatleta del ciclismo moderno [...]. Nelle gare senza salite lunghe, può vincere tutto perché corre bene, azzecca i tempi e, al momento giusto, fa valere il suo grande motore. A noi piace che sia rimasto anche innamorato del ciclocross, disciplina che si è rilanciata grazie a lui [...]. Ci piace che si sia lanciato con entusiasmo nel mondo Gravel e della mountain bike. È quello che si dice un corridore eclettico, l'esempio più classico che la multidisciplinarietà funziona e arricchisce. E ci piace perché sul volto leggi la passione di un ciclismo antico eppure così moderno. ([[Pier Bergonzi]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{S}}
{{DEFAULTSORT:Van der Poel, Mathieu}}
[[Categoria:Ciclisti olandesi]]
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Ciclocross
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[[File:Campeonato de España de ciclocross celebrado en la localidad de Oñati (19 de 20) - Fondo Car-Kutxa Fototeka (cropped).jpg|thumb|Campionato spagnolo di ciclocross (1947)]]
Citazioni sul '''ciclocross'''.
*Del ciclocross prediligo decisamente le gare bagnate, mi piace moltissimo correre col fango, la pioggia, scivolare cercando di controllare la bici e fare molti tratti a piedi. Ritengo sia molto più divertente rispetto alle corse asciutte e veloci. ([[Sara Casasola]])
*Il ciclocross ha uno sforzo fisico più costante rispetto al ciclismo su strada. È una pedalata diversa. C'è meno strategia. Si va a tutta birra da subito, e sempre. ([[Arianna Fidanza]])
*L'[[inverno]] sarebbe davvero troppo lungo senza il ciclocross. ([[Mathieu van der Poel]])
*Se il cross mi manca? A volte guardo le gare e quando vedo che arrivano tutti sporchi di fango, penso che in fondo sia meglio vederla dal divano. ([[Silvia Persico]])
*Ti mette di fronte percorsi e terreni diversi gli uni dagli altri: è imprevedibile e stimola la voglia di correre. ([[Federica Venturelli]])
==Voci correlate==
*[[Ciclismo]]
*[[Sport]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Ciclismo]]
[[Categoria:Discipline sportive]]
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Roberto Vannacci
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/* Citazioni su Roberto Vannacci */
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[[File:Roberto Vannacci.jpg|thumb|Roberto Vannacci]]
'''Roberto Vannacci''' (1968 - vivente), generale italiano.
==Citazioni di Roberto Vannacci==
{{cronologico}}
*Prima definizione di statista è uomo di Stato, quindi [[Mussolini]] è uno statista. Lo dice l'enciclopedia Treccani.<ref>Citato in ''[https://www.adnkronos.com/politica/vannacci-statista-e-un-uomo-di-stato-quindi-mussolini-lo-e_6LNk8d0ulhgMbwEH5RsOfv Vannacci: "Statista è un uomo di Stato, quindi Mussolini lo è"]'', ''adnkronos.it'', 29 aprile 2024.</ref>
*{{NDR|Su [[Paola Egonu]]}} Non ho mai avuto dubbi sulla sua cittadinanza italiana e sono personalmente e convintamente fiero che lei rappresenti il nostro tricolore con la sua eccellenza sportiva ma questo non può celare visivamente la sua origine di cui, sono convinto, lei stessa vada fiera.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/05/13/le-strane-scuse-di-vannacci-a-paola-egonu-e-italianissima-ma-questo-non-puo-nascondere-visivamente-le-sue-origini/7546683/ Le scuse di Vannacci a Paola Egonu]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 13 maggio 2024.</ref>
*Se vedo un omosessuale, non sono come Dracula col crocifisso.<ref>Citato in ''[https://m.youtube.com/watch?si=SQDI7TEbE0EPPWFX&v=pak0vUVXhPY&feature=youtu.be Agenzia Vista]''.</ref>
*Quella che critico è l'ostentazione esibizionista di questo gusto, che spesso tende a prevaricare quello che invece è il buonsenso della maggioranza. Il gay Pride? Se vogliono fare una sfilata per Roma o per Torino, la facciano. Ci sarebbe da chiedersi perché si vogliono mettere in mostra. Il gay Pride dice di rivendicare dei diritti, ma anche su questo bisognerebbe discutere. I diritti non sono differenziati, i diritti sono per tutti. Non esistono i diritti per i gay, i diritti per gli eterosessuali, i diritti per i biondi, per i mori, per quelli con gli occhi azzurri: esistono i diritti per le persone. È un esibizionismo.<ref>Citato in ''[https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/politica/2024/06/16/vannacci-critica-lostentazione-esibizionista-del-gay-pride_d91df162-74ed-4940-bc83-d435917116b1.html Vannacci critica l'ostentazione esibizionista del gay Pride]'', ''ansa.it'', 16 giugno 2024.</ref>
*Putin ha [[Morte di Aleksej Naval'nyj|ucciso Navalny]]? Chi lo dice? Quando me lo dimostreranno con prove oggettive ci crederò.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/politica/2026/02/04/news/roberto_vannacci_chi_e_generale_partito_futuro_nazionale-425137176/ Nostalgico e filo-Putin, la beffa dell'ex parà Vannacci che sogna D'Annunzio]'', ''repubblica.it'', 4 febbraio 2026.</ref>
*Putin negli ultimi vent'anni, governando la Russia, ha portato a un'esplosione di benessere, di ricchezza nella sua nazione. Gode del supporto popolare, cosa che Zelensky sembrerebbe perdere giorno dopo giorno. E quindi se dovessi paragonare l'attività politica dei due uomini, preferisco una persona come Putin. [...] Zelensky nella sua vita precedente ha fatto il comico, è solo da poco che fa il politico, e devo dire che non lo fa con grande successo: ha perso totalmente la sovranità sullo Stato che rappresenta.<ref>Citato in ''[https://lespresso.it/c/politica/2025/9/10/vannacci-zelensky-putin-preferenza-intervista-maria-rosaria-boccia-zaia/56812 Vannacci: "Zelensky o Putin? Preferisco il presidente russo, ha portato un'esplosione di benessere"]'', ''lespresso.it'', 10 settembre 2025.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Io oggi sono qua, chi l'avrebbe detto due mesi fa, tre mesi fa. Non li sentite questi signori? "Tanto Vannacci se ne va, Vannacci prende il taxi, Vannacci usa la Lega come se fosse un pullmino". No signori, sono qua, io ancora ci credo nella parola data e nell'onore. Ancora ci credo. E andremo avanti tutti insieme, e non ci fermeranno.<ref>Dal discorso pronunciato al raduno della Lega a Pontida, 6 ottobre 2024; citato in Luca Pons, ''[https://www.fanpage.it/politica/quando-vannacci-assicurava-resto-nella-lega-ho-dato-la-mia-parola-donore/ Quando Vannacci assicurava: "Resto nella Lega, ho dato la mia parola d'onore"]'', ''fanpage.it'', 4 febbraio 2026.</ref>
*A noi italiani la rimozione dei dittatori non ha mai portato bene. {{NDR|«Anche i dittatori italiani?»}} Mi riferisco agli ultimi 50 anni e comunque {{NDR|quelli italiani}} non li abbiamo deposti noi.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/politica/2026/03/05/news/vannacci_contro_governo_sicurezza-425200629/ Vannacci a Roma sfida la destra sulla sicurezza]'', ''repubblica.it'', 5 marzo 2026.</ref>
{{Int|''[https://www.ilmessaggero.it/persone/vannacci_sospeso_navalny_morte_candidatura_lega_cosa_ha_detto-7964084.html?refresh_ce Roberto Vannacci: «La candidatura? Non ho deciso. Navalny? Non so di cosa sia morto, Mosca meglio di tante capitali europee»]''|Citato in ''ilmessaggero.it'', 29 febbraio 2024.}}
*{{NDR|Su [[Mosca (Russia)|Mosca]]}} Che bella, in tanti la descrivono grigia, ho trovato invece una città luminosa, moderna, digitale, spesso più avanzata di tante capitali europee.
*Non mi sono mai espresso sulla forma di governo {{NDR|della [[Russia sotto Vladimir Putin]]}} [...]. Non è come noi siamo abituati a intenderlo, non ha procedure altrettanto democratiche. Ma non sono io a dirlo, basta guardare gli indicatori Onu per valutare i paesi democratici [...]. Ci sono aspetti positivi e altri negativi, ma questo non fa di me un putinista.
*{{NDR|Sulla [[morte di Aleksej Naval'nyj]]}} Non ho informazioni per sapere di cosa sia morto, perché sia morto e per quali motivazioni. Sono un cittadino come voi, leggo i giornali.
*Non sono razzista. Io ammiro [[Paola Egonu]], sono orgoglioso dei suoi successi sportivi, ma non venite a dirmi che i suoi caratteri somatici rispecchiano l'italianità.
{{Int|''[https://www.orizzontescuola.it/roberto-vannacci-e-carla-bruni-e-stata-mia-compagna-di-scuola-fino-alle-medie-il-mio-periodo-in-classe-e-stato-eccitante-con-figli-di-manager-facoltosi-imprenditori-e-diplomatici/ Roberto Vannacci e Carla Bruni: "È stata mia compagna di scuola fino alle medie. Il mio periodo in classe è stato eccitante con figli di manager facoltosi e diplomatici"]''|Da ''Il coraggio vince. Vita e valori di un generale incursore'', Piemme, 2024; citato in ''orizzontescuola.it'', 14 marzo 2024.}}
*{{NDR|Alle scuole elementari e medie}} C'era chi aveva passato tanti anni in Africa, chi in Marocco, chi in Sudamerica; nelle loro case si respiravano profumi sempre diversi e stimolanti. È proprio allora che ho cominciato a pensare alle differenze di lingua e cultura come a territori nuovi da esplorare.
*La qualità è il racconto delle differenze.
*[[Carla Bruni]] è stata mia compagna di scuola dalle elementari fino alle medie. Il padre era un importante industriale nel settore degli pneumatici, legato al gruppo Pirelli. {{NDR|Era una bambina}} intelligente, vivace e con una grande passione per la musica.
{{Int|''[https://www.avvenire.it/attualita/pagine/vannacci-classi-separate-per-i-disabili-presa-di-distanza-bipartisan Vannacci vuole classi separate per i disabili. Critiche da tutti]''|Citato in Alessia Guerrieri, ''avvenire.it'', 27 aprile 2024.}}
*Credo che delle [[Classi differenziali|classi con caratteristiche separate]] aiuterebbero i ragazzi con grandi potenzialità a esprimersi al massimo, e anche quelli con più difficoltà verrebbero aiutati in modo peculiare. Non è discriminatorio. Per gli studenti con delle problematiche mi affido agli specialisti. Non sono specializzato in disabilità.
*[...] non vedo perché sia necessario dotarsi della patente di antifascista per esprimere le proprie opinioni. Rivendico anche la considerazione su Mussolini, che è uno statista come lo sono stati anche Cavour, Stalin e tutti gli uomini che hanno occupato posizioni di Stato: è la prima definizione di statista sul dizionario.
*{{NDR|Sull'[[aborto]]}} [...] un'infelice necessità alla quale le donne sono costrette a ricorrere. Non credo che sia un diritto.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/politica/2024/07/12/news/vannacci_intervista_patrioti_rn_orban-423391477/ Vannacci: “I Patrioti mi hanno votato, Rn non può porre veti. Orbán? Lo vedrò”]''|Intervista di Lorenzo De Cicco, ''repubblica.it'', 12 luglio 2024.}}
*L'Europa di von der Leyen ci ha ridotti nella situazione in cui siamo: meno sicurezza, più immigrazione incontrollata, due guerre alle porte dell'Europa, più criminalità, meno sviluppo, direttive liberticide in nome del Green deal che significa solo tasse per i cittadini. E guai a dire Buon Natale. Perché dovremmo votarla? Noi vogliamo una Europa dei popoli e delle nazioni sovrane, non l'Europa della von der Leyen che è delle banche.
*Io sono un combattente e se si tratta di pugnare per un futuro migliore basato su più sicurezza, più tradizioni, più identità, più ricchezza e più sovranità ci sono.
*Siamo scesi a patti con Stalin, perché non potremmo farlo con Putin? Anche perché le conseguenze negative di questo conflitto le paga soprattutto l'Europa. Una nuova Yalta potrebbe concederci altri 50 anni di pace.
*La Nato non ha un reale ruolo nel conflitto russo-ucraino al di là dell'abbaiare di Stoltenberg. L'unica attività Nato è stato il rinforzo della frontiera orientale, all'interno dei confini dei paesi membri.
==''Il mondo al contrario''==
[[File:Roberto Vannacci, 12.11.24 (cropped1).jpg|thumb|Roberto Vannacci nel 2024]]
===[[Incipit]]===
Il titolo la dice lunga sul tenore e sui contenuti di questo libro. "''Il Mondo al contrario''" vuole infatti provocatoriamente rappresentare lo stato d'animo di tutti quelli che, come me, percepiscono negli accadimenti di tutti i giorni una dissonante e fastidiosa tendenza generale che si discosta ampiamente da quello che percepiamo come sentire comune, come logica e razionalità. "''Cosa c'è di strano? Capita a tutti, e spesso”'''" – direte voi. Ma la circostanza anomala è rappresentata dal fatto che questo sgradevole sentimento di inadeguatezza non si limita al verificarsi di eventi specifici e circoscritti della nostra vita, a fatti risonanti per quanto limitati, ma pervade la nostra esistenza sino a farci sentire fuori posto, fuori luogo ed anche fuori tempo. Alieni che vagheggiano nel presente avendo l'impressione di non poterne modificare la quotidianità e che vivono in un ambiente governato da abitudini, leggi e principi ben diversi da quelli a cui eravamo abituati.
===Citazioni===
*Un vero e proprio assalto alla normalità che, in nome delle minoranze che non vi si inquadrano, dev'essere distrutta, abolita, squalificata facendo in modo che il marginale prevalga sulla norma generale e sul consueto. (''Introduzione'', p. IX)
*La cosiddetta "[[politicamente corretto|correttezza politica]]" penetra ogni ambito e ogni situazione. In nome della più estesa inclusività dobbiamo rifuggire qualsiasi atteggiamento che possa creare uno "svantaggio percepito" nei confronti di determinate categorie di persone, spesso in acuta minoranza all'interno della collettività, pena l'essere apostrofati quali istigatori dell'odio, razzisti, omofobi conservatori e, pertanto, pericolosi asociali. (cap. I, pp. 3-4)
*Fu nel 1975, quando con tutta la famiglia ci trasferimmo a Parigi che, per la prima volta, cominciai a venire a contatto quotidianamente con [[nero (antropologia)|persone di colore]]. Mi ricordo nitidamente quanto suscitassero la mia curiosità tanto che, nel metrò, fingevo di perdere l'equilibrio per poggiare accidentalmente la mia mano sopra la loro, mentre si reggevano al tientibene dei vagoni, per capire se la loro pelle fosse al tatto più o meno dura e rugosa della nostra. Li guardavo continuamente, con quella scarsa discrezione che caratterizza l'atteggiamento di molti bambini curiosi, e mi colpiva sia la tonalità molto più chiara del palmo delle loro mani sia il netto contrasto che si percepisce nei loro occhi dove la sclera – la parte bianca del bulbo oculare – si staglia con i colori estremamente scuri delle loro pupille. Bastarono poche settimane e la vista dei neri smise di incuriosirmi. Non era poi così raro, infatti, trovarsi a giocare in gruppi di marmocchi, che includevano anche qualche bambino di colore, con i quali ci rotolavamo e arruffavamo insieme in qualche parco della capitale. (cap. IV, p. 89)
*Se l'esempio non dovesse bastare, perché troppo specifico e circoscritto, sarebbe sufficiente fare un giro in [[India]], il paese più popoloso al mondo e tra i più multietnici sulla faccia della terra. Il miliardo e quattrocentomila anime che vi vivono non sono solo nettamente separate in base al censo nelle note “caste” ma in tutta l'estesa penisola vige una rigida segregazione etnica, religiosa e di costume. Scontri sanguinosi tra induisti e mussulmani e sane scazzottate tra vegetariani e onnivori sono all'ordine del giorno e si trasformano, purtroppo spesso, in cruente tragedie. (cap. IV, p. 91)
*Anche se abbiamo seconde generazioni di Italiani dagli occhi a mandorla, il riso alla cantonese e gli involtini primavera non fanno parte della cucina e della tradizione nazionale; anche se [[Paola Egonu]] è italiana di cittadinanza, è evidente che i suoi tratti somatici non rappresentano l'italianità che si può invece scorgere in tutti gli affreschi, i quadri e le statue che dagli etruschi sono giunti ai giorni nostri; anche se vi sono portatori di passaporto italiano che pregano nelle moschee, ciò non cancella 2000 anni di cristianità. (cap. IV, pp. 110-111)
*La società cambia, e così la cultura, ma ogni popolazione ha il sacrosanto diritto, ed anche il dovere, di proteggere le proprie origini e le proprie tradizioni da derive e da tangenti che le snaturerebbero. (cap. IV, p. 111)
*L'esistenza e la formazione di società multiculturali e multietniche è riconducibile a condizioni di necessità e non a fenomeni spontanei ed autonomi. Generalmente, le società in cui convivono più etnie e culture sono più problematiche di società monoculturali e monoetniche. La convivenza di più civiltà è tanto più pacifica quanto più vi è il dominio di una civiltà sulle altre oppure tanto più esiste una forte organizzazione statuale che fa rispettare rigorosamente a tutte le civiltà che coabitano un solo, univoco e irremovibile codice di condotta. La coabitazione di più etnie e culture non è il [[multiculturalismo]] che invece si sostanzia in una ideologia che mette sullo spesso piano qualsiasi forma culturale e che presuppone che gruppi d'individui che fanno riferimento a culture diverse debbano essere assoggettati, all'interno della stessa collettività, a regole diverse. (cap. IV, p. 127)
*La proporzionalità della difesa, quindi, dev'essere commisurata con la minaccia percepita dall'aggredito e non con il valore dell'oggetto che poteva essere ingiustamente sottratto. Cosa ne so che il malvivente che aspira al mio portafogli non è pronto ad ammazzarmi anche a mani nude per ottenerlo? Cosa ne so se, anche disarmato, non possa usare oggetti contundenti per mettere in pericolo la mia vita? Cosa ne so se in tasca non abbia un martello o un cacciavite da usare prontamente? E se pianto la matita che ho nel taschino nella giugulare del ceffo che mi aggredisce – ammazzandolo – perché dovrei rischiare di essere condannato per eccesso colposo di [[legittima difesa]] visto che il povero malcapitato tentava solo di rubarmi l'orologio da polso? Perché devo provare che in quel repentino, concitato e adrenalinico nanosecondo a disposizione per decidere cosa fare non ho potuto valutare un'alternativa meno violenta che preservasse il povero assalitore? (cap. V, p. 156)
*Cari [[omosessualità|omosessuali]], normali non lo siete, fatevene una ragione! Non solo ve lo dimostra la Natura, che a tutti gli esseri sani "normali" concede di riprodursi, ma lo dimostra la società: rappresentate una ristrettissima minoranza del mondo. Quando vi sposate ostentando la vostra anormalità la gente si stupisce, confermando proprio che i canoni di ciò che è considerato usuale e consuetudinario voi li superate. (cap. IX, p. 243)
*Dobbiamo ricorrere ad un idioma straniero e chiamarli gay perché i vocaboli esistenti sino a pochi anni fa nei dizionari, che sfogliavamo girandone le sottili pagine con la punta dell'indice inumidita, sono tutti considerati inappropriati, se non addirittura volgari ed offensivi. Pederasta, invertito, sodomita, finocchio, frocio, ricchione, buliccio, femminiello, bardassa, caghineri, cupio, buggerone, checca, omofilo, uranista, culattone sono ormai termini da tribunale, da ''hate speech'', da incitazione all'odio e alla discriminazione e classificati dalla popolarissima enciclopedia multimediale Wikipedia come "lessico dell'omofobia". Non ci resta che chiamarli gay importando un'altra parola straniera nel nostro lessico italiano, ma facendo attenzione al tono della voce e all'espressione del volto mentre pronunciamo il tri-letterale neologismo perché potremmo essere percepiti come aggressivi, escludenti e denigratori. Anzi, meglio non chiamarli affatto perché prima si vuole normalizzare il concetto di omosessualità, ma contestualmente ci si lamenta se questa diventa un segno distintivo. (cap. IX, p. 259)
*Per quanto esecrabile, l'[[odio]] è un sentimento, un'emozione che non può essere represso nell'aula di un tribunale. Se questa è l'era dei diritti allora, come lo fece [[Oriana Fallaci]], rivendico a gran voce anche il diritto all'odio e al disprezzo e a poterli manifestare liberamente nei toni e nelle maniere dovute. (cap. IX, p. 281)
===[[Explicit]]===
Ultimo grazie a tutti quelli che prenderanno spunto da questi mei bislacchi pensieri e si cimenteranno insieme nel titanico sforzo di raddrizzarlo, questo mondo sottosopra, fissandolo bene con zeppe, tiranti e picchetti affinché sia molto più tenace e resistente a contrastare i continui tentativi delle minoranze che lo preferiscono a testa in giù.
==Citazioni su Roberto Vannacci==
*Quando leggi quelle robe lì {{NDR|il libro ''Il mondo al contrario''}}, pensi: va be', sciogliamo l'esercito, sciogliamo le istituzioni e facciamo un grandissimo bar: il bar Italia, no? Il bar del mondo per il diritto e non per il rovescio. Dove puoi dare dell'invertito a un omosessuale, dove puoi dare della fattucchiera a una femminista, dove puoi dare del negro a un nero, dove puoi dire a un ebreo «Sì, ho capito la Shoah, però adesso non esagerare». Quel bar lì non sarebbe mai vuoto in Italia, eh! Basta andar nei bar. E qui bisogna andare diritti e quindi dopo 'sta cosa a me mi resta una domanda, una domanda sincera che vorrei fare: «Scusa ma, se in quel bar lì è possibile dare dell'anormale a un omosessuale, è possibile anche dare del coglione a un generale?» ([[Pier Luigi Bersani]])
*Vannacci dice che la minaccia russa è un feticcio.<br>Possibile che un Generale che nella sua lunga carriera ha avuto ruoli di comando e anche esperienza di intelligence, oltre che di addetto militare presso l'ambasciata Italiana a Mosca, non abbia letto le relazioni dei nostri Servizi di Sicurezza e non sappia che l'Italia è, tra i Paesi UE, il principale bersaglio delle azioni di guerra ibrida messe in atto dalla Russia di Putin?<br>Altro che feticcio: io dico che Vannacci è l'ennesimo fantoccio di Putin in Italia, pronto a svendere Kiev in nome di una pace che vorrebbe dire la resa dell'Ucraina. ([[Riccardo Magi]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Roberto Vannacci, ''Il mondo al contrario'', auto-pubblicato, 2023.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Il mondo al contrario||(2023)}}
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[[Categoria:Generali italiani]]
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[[File:Roberto Vannacci.jpg|thumb|Roberto Vannacci]]
'''Roberto Vannacci''' (1968 - vivente), generale italiano.
==Citazioni di Roberto Vannacci==
{{cronologico}}
*Prima definizione di statista è uomo di Stato, quindi [[Mussolini]] è uno statista. Lo dice l'enciclopedia Treccani.<ref>Citato in ''[https://www.adnkronos.com/politica/vannacci-statista-e-un-uomo-di-stato-quindi-mussolini-lo-e_6LNk8d0ulhgMbwEH5RsOfv Vannacci: "Statista è un uomo di Stato, quindi Mussolini lo è"]'', ''adnkronos.it'', 29 aprile 2024.</ref>
*{{NDR|Su [[Paola Egonu]]}} Non ho mai avuto dubbi sulla sua cittadinanza italiana e sono personalmente e convintamente fiero che lei rappresenti il nostro tricolore con la sua eccellenza sportiva ma questo non può celare visivamente la sua origine di cui, sono convinto, lei stessa vada fiera.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/05/13/le-strane-scuse-di-vannacci-a-paola-egonu-e-italianissima-ma-questo-non-puo-nascondere-visivamente-le-sue-origini/7546683/ Le scuse di Vannacci a Paola Egonu]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 13 maggio 2024.</ref>
*Se vedo un omosessuale, non sono come Dracula col crocifisso.<ref>Citato in ''[https://m.youtube.com/watch?si=SQDI7TEbE0EPPWFX&v=pak0vUVXhPY&feature=youtu.be Agenzia Vista]''.</ref>
*Quella che critico è l'ostentazione esibizionista di questo gusto, che spesso tende a prevaricare quello che invece è il buonsenso della maggioranza. Il gay Pride? Se vogliono fare una sfilata per Roma o per Torino, la facciano. Ci sarebbe da chiedersi perché si vogliono mettere in mostra. Il gay Pride dice di rivendicare dei diritti, ma anche su questo bisognerebbe discutere. I diritti non sono differenziati, i diritti sono per tutti. Non esistono i diritti per i gay, i diritti per gli eterosessuali, i diritti per i biondi, per i mori, per quelli con gli occhi azzurri: esistono i diritti per le persone. È un esibizionismo.<ref>Citato in ''[https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/politica/2024/06/16/vannacci-critica-lostentazione-esibizionista-del-gay-pride_d91df162-74ed-4940-bc83-d435917116b1.html Vannacci critica l'ostentazione esibizionista del gay Pride]'', ''ansa.it'', 16 giugno 2024.</ref>
*Putin ha [[Morte di Aleksej Naval'nyj|ucciso Navalny]]? Chi lo dice? Quando me lo dimostreranno con prove oggettive ci crederò.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/politica/2026/02/04/news/roberto_vannacci_chi_e_generale_partito_futuro_nazionale-425137176/ Nostalgico e filo-Putin, la beffa dell'ex parà Vannacci che sogna D'Annunzio]'', ''repubblica.it'', 4 febbraio 2026.</ref>
*Putin negli ultimi vent'anni, governando la Russia, ha portato a un'esplosione di benessere, di ricchezza nella sua nazione. Gode del supporto popolare, cosa che Zelensky sembrerebbe perdere giorno dopo giorno. E quindi se dovessi paragonare l'attività politica dei due uomini, preferisco una persona come Putin. [...] Zelensky nella sua vita precedente ha fatto il comico, è solo da poco che fa il politico, e devo dire che non lo fa con grande successo: ha perso totalmente la sovranità sullo Stato che rappresenta.<ref>Citato in ''[https://lespresso.it/c/politica/2025/9/10/vannacci-zelensky-putin-preferenza-intervista-maria-rosaria-boccia-zaia/56812 Vannacci: "Zelensky o Putin? Preferisco il presidente russo, ha portato un'esplosione di benessere"]'', ''lespresso.it'', 10 settembre 2025.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Io oggi sono qua, chi l'avrebbe detto due mesi fa, tre mesi fa. Non li sentite questi signori? "Tanto Vannacci se ne va, Vannacci prende il taxi, Vannacci usa la Lega come se fosse un pullmino". No signori, sono qua, io ancora ci credo nella parola data e nell'onore. Ancora ci credo. E andremo avanti tutti insieme, e non ci fermeranno.<ref>Dal discorso pronunciato al raduno della Lega a Pontida, 6 ottobre 2024; citato in Luca Pons, ''[https://www.fanpage.it/politica/quando-vannacci-assicurava-resto-nella-lega-ho-dato-la-mia-parola-donore/ Quando Vannacci assicurava: "Resto nella Lega, ho dato la mia parola d'onore"]'', ''fanpage.it'', 4 febbraio 2026.</ref>
*A noi italiani la rimozione dei dittatori non ha mai portato bene. {{NDR|«Anche i dittatori italiani?»}} Mi riferisco agli ultimi 50 anni e comunque {{NDR|quelli italiani}} non li abbiamo deposti noi.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/politica/2026/03/05/news/vannacci_contro_governo_sicurezza-425200629/ Vannacci a Roma sfida la destra sulla sicurezza]'', ''repubblica.it'', 5 marzo 2026.</ref>
*Ci sono istanze di parità vere. Uomini e donne sono uguali, non c'è bisogno di proteggere alcuno nei confronti degli altri e quindi devono essere tutti soggetti alle stesse regole: non esiste il [[femminicidio]]. Un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce: questa è la vera parità. [...] Così come c'è la violenza sulle donne c'è quella sugli anziani e non c'è un anzianicidio. Sono contrario al femminicidio, è un omicidio come tutti gli altri. Non c'è bisogno di una fattispecie specifica.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/politica/2026/06/14/video/vannacci_il_femminicidio_non_esiste_volete_riportarlo_come_lho_detta_io_o_dobbiamo_discuterne-425410350/ Vannacci: "Il femminicidio non esiste. Volete riportarlo come l'ho detta io o dobbiamo discuterne?"]'', ''repubblica.it'', 14 giugno 2026.</ref>
{{Int|''[https://www.ilmessaggero.it/persone/vannacci_sospeso_navalny_morte_candidatura_lega_cosa_ha_detto-7964084.html?refresh_ce Roberto Vannacci: «La candidatura? Non ho deciso. Navalny? Non so di cosa sia morto, Mosca meglio di tante capitali europee»]''|Citato in ''ilmessaggero.it'', 29 febbraio 2024.}}
*{{NDR|Su [[Mosca (Russia)|Mosca]]}} Che bella, in tanti la descrivono grigia, ho trovato invece una città luminosa, moderna, digitale, spesso più avanzata di tante capitali europee.
*Non mi sono mai espresso sulla forma di governo {{NDR|della [[Russia sotto Vladimir Putin]]}} [...]. Non è come noi siamo abituati a intenderlo, non ha procedure altrettanto democratiche. Ma non sono io a dirlo, basta guardare gli indicatori Onu per valutare i paesi democratici [...]. Ci sono aspetti positivi e altri negativi, ma questo non fa di me un putinista.
*{{NDR|Sulla [[morte di Aleksej Naval'nyj]]}} Non ho informazioni per sapere di cosa sia morto, perché sia morto e per quali motivazioni. Sono un cittadino come voi, leggo i giornali.
*Non sono razzista. Io ammiro [[Paola Egonu]], sono orgoglioso dei suoi successi sportivi, ma non venite a dirmi che i suoi caratteri somatici rispecchiano l'italianità.
{{Int|''[https://www.orizzontescuola.it/roberto-vannacci-e-carla-bruni-e-stata-mia-compagna-di-scuola-fino-alle-medie-il-mio-periodo-in-classe-e-stato-eccitante-con-figli-di-manager-facoltosi-imprenditori-e-diplomatici/ Roberto Vannacci e Carla Bruni: "È stata mia compagna di scuola fino alle medie. Il mio periodo in classe è stato eccitante con figli di manager facoltosi e diplomatici"]''|Da ''Il coraggio vince. Vita e valori di un generale incursore'', Piemme, 2024; citato in ''orizzontescuola.it'', 14 marzo 2024.}}
*{{NDR|Alle scuole elementari e medie}} C'era chi aveva passato tanti anni in Africa, chi in Marocco, chi in Sudamerica; nelle loro case si respiravano profumi sempre diversi e stimolanti. È proprio allora che ho cominciato a pensare alle differenze di lingua e cultura come a territori nuovi da esplorare.
*La qualità è il racconto delle differenze.
*[[Carla Bruni]] è stata mia compagna di scuola dalle elementari fino alle medie. Il padre era un importante industriale nel settore degli pneumatici, legato al gruppo Pirelli. {{NDR|Era una bambina}} intelligente, vivace e con una grande passione per la musica.
{{Int|''[https://www.avvenire.it/attualita/pagine/vannacci-classi-separate-per-i-disabili-presa-di-distanza-bipartisan Vannacci vuole classi separate per i disabili. Critiche da tutti]''|Citato in Alessia Guerrieri, ''avvenire.it'', 27 aprile 2024.}}
*Credo che delle [[Classi differenziali|classi con caratteristiche separate]] aiuterebbero i ragazzi con grandi potenzialità a esprimersi al massimo, e anche quelli con più difficoltà verrebbero aiutati in modo peculiare. Non è discriminatorio. Per gli studenti con delle problematiche mi affido agli specialisti. Non sono specializzato in disabilità.
*[...] non vedo perché sia necessario dotarsi della patente di antifascista per esprimere le proprie opinioni. Rivendico anche la considerazione su Mussolini, che è uno statista come lo sono stati anche Cavour, Stalin e tutti gli uomini che hanno occupato posizioni di Stato: è la prima definizione di statista sul dizionario.
*{{NDR|Sull'[[aborto]]}} [...] un'infelice necessità alla quale le donne sono costrette a ricorrere. Non credo che sia un diritto.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/politica/2024/07/12/news/vannacci_intervista_patrioti_rn_orban-423391477/ Vannacci: “I Patrioti mi hanno votato, Rn non può porre veti. Orbán? Lo vedrò”]''|Intervista di Lorenzo De Cicco, ''repubblica.it'', 12 luglio 2024.}}
*L'Europa di von der Leyen ci ha ridotti nella situazione in cui siamo: meno sicurezza, più immigrazione incontrollata, due guerre alle porte dell'Europa, più criminalità, meno sviluppo, direttive liberticide in nome del Green deal che significa solo tasse per i cittadini. E guai a dire Buon Natale. Perché dovremmo votarla? Noi vogliamo una Europa dei popoli e delle nazioni sovrane, non l'Europa della von der Leyen che è delle banche.
*Io sono un combattente e se si tratta di pugnare per un futuro migliore basato su più sicurezza, più tradizioni, più identità, più ricchezza e più sovranità ci sono.
*Siamo scesi a patti con Stalin, perché non potremmo farlo con Putin? Anche perché le conseguenze negative di questo conflitto le paga soprattutto l'Europa. Una nuova Yalta potrebbe concederci altri 50 anni di pace.
*La Nato non ha un reale ruolo nel conflitto russo-ucraino al di là dell'abbaiare di Stoltenberg. L'unica attività Nato è stato il rinforzo della frontiera orientale, all'interno dei confini dei paesi membri.
==''Il mondo al contrario''==
[[File:Roberto Vannacci, 12.11.24 (cropped1).jpg|thumb|Roberto Vannacci nel 2024]]
===[[Incipit]]===
Il titolo la dice lunga sul tenore e sui contenuti di questo libro. "''Il Mondo al contrario''" vuole infatti provocatoriamente rappresentare lo stato d'animo di tutti quelli che, come me, percepiscono negli accadimenti di tutti i giorni una dissonante e fastidiosa tendenza generale che si discosta ampiamente da quello che percepiamo come sentire comune, come logica e razionalità. "''Cosa c'è di strano? Capita a tutti, e spesso”'''" – direte voi. Ma la circostanza anomala è rappresentata dal fatto che questo sgradevole sentimento di inadeguatezza non si limita al verificarsi di eventi specifici e circoscritti della nostra vita, a fatti risonanti per quanto limitati, ma pervade la nostra esistenza sino a farci sentire fuori posto, fuori luogo ed anche fuori tempo. Alieni che vagheggiano nel presente avendo l'impressione di non poterne modificare la quotidianità e che vivono in un ambiente governato da abitudini, leggi e principi ben diversi da quelli a cui eravamo abituati.
===Citazioni===
*Un vero e proprio assalto alla normalità che, in nome delle minoranze che non vi si inquadrano, dev'essere distrutta, abolita, squalificata facendo in modo che il marginale prevalga sulla norma generale e sul consueto. (''Introduzione'', p. IX)
*La cosiddetta "[[politicamente corretto|correttezza politica]]" penetra ogni ambito e ogni situazione. In nome della più estesa inclusività dobbiamo rifuggire qualsiasi atteggiamento che possa creare uno "svantaggio percepito" nei confronti di determinate categorie di persone, spesso in acuta minoranza all'interno della collettività, pena l'essere apostrofati quali istigatori dell'odio, razzisti, omofobi conservatori e, pertanto, pericolosi asociali. (cap. I, pp. 3-4)
*Fu nel 1975, quando con tutta la famiglia ci trasferimmo a Parigi che, per la prima volta, cominciai a venire a contatto quotidianamente con [[nero (antropologia)|persone di colore]]. Mi ricordo nitidamente quanto suscitassero la mia curiosità tanto che, nel metrò, fingevo di perdere l'equilibrio per poggiare accidentalmente la mia mano sopra la loro, mentre si reggevano al tientibene dei vagoni, per capire se la loro pelle fosse al tatto più o meno dura e rugosa della nostra. Li guardavo continuamente, con quella scarsa discrezione che caratterizza l'atteggiamento di molti bambini curiosi, e mi colpiva sia la tonalità molto più chiara del palmo delle loro mani sia il netto contrasto che si percepisce nei loro occhi dove la sclera – la parte bianca del bulbo oculare – si staglia con i colori estremamente scuri delle loro pupille. Bastarono poche settimane e la vista dei neri smise di incuriosirmi. Non era poi così raro, infatti, trovarsi a giocare in gruppi di marmocchi, che includevano anche qualche bambino di colore, con i quali ci rotolavamo e arruffavamo insieme in qualche parco della capitale. (cap. IV, p. 89)
*Se l'esempio non dovesse bastare, perché troppo specifico e circoscritto, sarebbe sufficiente fare un giro in [[India]], il paese più popoloso al mondo e tra i più multietnici sulla faccia della terra. Il miliardo e quattrocentomila anime che vi vivono non sono solo nettamente separate in base al censo nelle note “caste” ma in tutta l'estesa penisola vige una rigida segregazione etnica, religiosa e di costume. Scontri sanguinosi tra induisti e mussulmani e sane scazzottate tra vegetariani e onnivori sono all'ordine del giorno e si trasformano, purtroppo spesso, in cruente tragedie. (cap. IV, p. 91)
*Anche se abbiamo seconde generazioni di Italiani dagli occhi a mandorla, il riso alla cantonese e gli involtini primavera non fanno parte della cucina e della tradizione nazionale; anche se [[Paola Egonu]] è italiana di cittadinanza, è evidente che i suoi tratti somatici non rappresentano l'italianità che si può invece scorgere in tutti gli affreschi, i quadri e le statue che dagli etruschi sono giunti ai giorni nostri; anche se vi sono portatori di passaporto italiano che pregano nelle moschee, ciò non cancella 2000 anni di cristianità. (cap. IV, pp. 110-111)
*La società cambia, e così la cultura, ma ogni popolazione ha il sacrosanto diritto, ed anche il dovere, di proteggere le proprie origini e le proprie tradizioni da derive e da tangenti che le snaturerebbero. (cap. IV, p. 111)
*L'esistenza e la formazione di società multiculturali e multietniche è riconducibile a condizioni di necessità e non a fenomeni spontanei ed autonomi. Generalmente, le società in cui convivono più etnie e culture sono più problematiche di società monoculturali e monoetniche. La convivenza di più civiltà è tanto più pacifica quanto più vi è il dominio di una civiltà sulle altre oppure tanto più esiste una forte organizzazione statuale che fa rispettare rigorosamente a tutte le civiltà che coabitano un solo, univoco e irremovibile codice di condotta. La coabitazione di più etnie e culture non è il [[multiculturalismo]] che invece si sostanzia in una ideologia che mette sullo spesso piano qualsiasi forma culturale e che presuppone che gruppi d'individui che fanno riferimento a culture diverse debbano essere assoggettati, all'interno della stessa collettività, a regole diverse. (cap. IV, p. 127)
*La proporzionalità della difesa, quindi, dev'essere commisurata con la minaccia percepita dall'aggredito e non con il valore dell'oggetto che poteva essere ingiustamente sottratto. Cosa ne so che il malvivente che aspira al mio portafogli non è pronto ad ammazzarmi anche a mani nude per ottenerlo? Cosa ne so se, anche disarmato, non possa usare oggetti contundenti per mettere in pericolo la mia vita? Cosa ne so se in tasca non abbia un martello o un cacciavite da usare prontamente? E se pianto la matita che ho nel taschino nella giugulare del ceffo che mi aggredisce – ammazzandolo – perché dovrei rischiare di essere condannato per eccesso colposo di [[legittima difesa]] visto che il povero malcapitato tentava solo di rubarmi l'orologio da polso? Perché devo provare che in quel repentino, concitato e adrenalinico nanosecondo a disposizione per decidere cosa fare non ho potuto valutare un'alternativa meno violenta che preservasse il povero assalitore? (cap. V, p. 156)
*Cari [[omosessualità|omosessuali]], normali non lo siete, fatevene una ragione! Non solo ve lo dimostra la Natura, che a tutti gli esseri sani "normali" concede di riprodursi, ma lo dimostra la società: rappresentate una ristrettissima minoranza del mondo. Quando vi sposate ostentando la vostra anormalità la gente si stupisce, confermando proprio che i canoni di ciò che è considerato usuale e consuetudinario voi li superate. (cap. IX, p. 243)
*Dobbiamo ricorrere ad un idioma straniero e chiamarli gay perché i vocaboli esistenti sino a pochi anni fa nei dizionari, che sfogliavamo girandone le sottili pagine con la punta dell'indice inumidita, sono tutti considerati inappropriati, se non addirittura volgari ed offensivi. Pederasta, invertito, sodomita, finocchio, frocio, ricchione, buliccio, femminiello, bardassa, caghineri, cupio, buggerone, checca, omofilo, uranista, culattone sono ormai termini da tribunale, da ''hate speech'', da incitazione all'odio e alla discriminazione e classificati dalla popolarissima enciclopedia multimediale Wikipedia come "lessico dell'omofobia". Non ci resta che chiamarli gay importando un'altra parola straniera nel nostro lessico italiano, ma facendo attenzione al tono della voce e all'espressione del volto mentre pronunciamo il tri-letterale neologismo perché potremmo essere percepiti come aggressivi, escludenti e denigratori. Anzi, meglio non chiamarli affatto perché prima si vuole normalizzare il concetto di omosessualità, ma contestualmente ci si lamenta se questa diventa un segno distintivo. (cap. IX, p. 259)
*Per quanto esecrabile, l'[[odio]] è un sentimento, un'emozione che non può essere represso nell'aula di un tribunale. Se questa è l'era dei diritti allora, come lo fece [[Oriana Fallaci]], rivendico a gran voce anche il diritto all'odio e al disprezzo e a poterli manifestare liberamente nei toni e nelle maniere dovute. (cap. IX, p. 281)
===[[Explicit]]===
Ultimo grazie a tutti quelli che prenderanno spunto da questi mei bislacchi pensieri e si cimenteranno insieme nel titanico sforzo di raddrizzarlo, questo mondo sottosopra, fissandolo bene con zeppe, tiranti e picchetti affinché sia molto più tenace e resistente a contrastare i continui tentativi delle minoranze che lo preferiscono a testa in giù.
==Citazioni su Roberto Vannacci==
*Quando leggi quelle robe lì {{NDR|il libro ''Il mondo al contrario''}}, pensi: va be', sciogliamo l'esercito, sciogliamo le istituzioni e facciamo un grandissimo bar: il bar Italia, no? Il bar del mondo per il diritto e non per il rovescio. Dove puoi dare dell'invertito a un omosessuale, dove puoi dare della fattucchiera a una femminista, dove puoi dare del negro a un nero, dove puoi dire a un ebreo «Sì, ho capito la Shoah, però adesso non esagerare». Quel bar lì non sarebbe mai vuoto in Italia, eh! Basta andar nei bar. E qui bisogna andare diritti e quindi dopo 'sta cosa a me mi resta una domanda, una domanda sincera che vorrei fare: «Scusa ma, se in quel bar lì è possibile dare dell'anormale a un omosessuale, è possibile anche dare del coglione a un generale?» ([[Pier Luigi Bersani]])
*Vannacci dice che la minaccia russa è un feticcio.<br>Possibile che un Generale che nella sua lunga carriera ha avuto ruoli di comando e anche esperienza di intelligence, oltre che di addetto militare presso l'ambasciata Italiana a Mosca, non abbia letto le relazioni dei nostri Servizi di Sicurezza e non sappia che l'Italia è, tra i Paesi UE, il principale bersaglio delle azioni di guerra ibrida messe in atto dalla Russia di Putin?<br>Altro che feticcio: io dico che Vannacci è l'ennesimo fantoccio di Putin in Italia, pronto a svendere Kiev in nome di una pace che vorrebbe dire la resa dell'Ucraina. ([[Riccardo Magi]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Roberto Vannacci, ''Il mondo al contrario'', auto-pubblicato, 2023.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Il mondo al contrario||(2023)}}
{{DEFAULTSORT:Vannacci, Roberto}}
[[Categoria:Generali italiani]]
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Pier Augusto Stagi
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Danyele
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[[File:Pier Augusto Stagi.jpg|thumb|Pier Augusto Stagi nel 2017]]
'''Pier Augusto Stagi''' (1962 – vivente), giornalista sportivo italiano.
==Citazioni di Pier Augusto Stagi==
*Il [[ciclismo]] è sport di memoria: tutto si ricorda, tutto si racconta.<ref>Da ''[https://www.avvenire.it/agora/sport/ciclismo-torna-il-giro-di-sardegna-che-esalto-merckx_105002 Ciclismo: torna il Giro di Sardegna che esaltò Merckx]'', ''avvenire.it'', 25 febbraio 2026.</ref>
*{{NDR|Su [[Tadej Pogačar]]}} Oltre che essere un fenomeno [...] sembra una macchina del tempo umana, nel senso che ha già scomodato e scomoda parallelismi con il passato che sembravano fino a poco tempo fa impossibili.<ref>Da ''[https://www.avvenire.it/agora/pagine/pogacar-giro-d-italia-intervista Pogacar: «La mia prima volta al Giro d'Italia. Pantani? Paragone impossibile»]'', ''avvenire.it'', 3 maggio 2024.</ref>
==''il Giornale''==
{{cronologico}}
*[...] si porta dietro quella riservatezza che lo protegge come un'armatura dal mondo. Pacato e riflessivo, [[Ivan Gotti]] è davvero il manifesto dell'antipersonaggio che ha sempre preferito l'essere all'apparire. Il fare alle parole. [...] quel suo tono schietto da persona della Valle che preferisce il silenzio, fin quando non gli si porge una domanda perché, se lo solleciti, Ivan risponde sempre, con franchezza e senza tanti giri di parole, a costo di apparire ruvido e insensibile, cosa che non è affatto.<ref>Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/io-lamicizia-pantani-e-giro-1999-che-non-posso-sentire-mio-1670092.html "Io, l'amicizia con Pantani e quel Giro del 1999 che non posso sentire mio"]'', ''ilgiornale.it'', 28 marzo 2019.</ref>
*È stato campione di ciclismo suo malgrado, perché ad una corsa su strada, dove è stato un fenomeno assoluto, ha sempre preferito la mountain-bike o il motocross, sport più vivi e adrenalinici, più brevi e intensi. Per il campione slovacco il ciclismo è sempre stato troppo noioso e nel suo piccolo ha provato a renderlo meno ingessato con le sue uscite, le sue improvvisazioni, le sue saganate. [...] Irriverente ed esuberante, a [[Peter Sagan|Peter]] non interessava la gerarchia del gruppo, lui era Sagan.<ref>Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/sagan-due-ruote-dicono-addio-ciclista-forza-2110065.html Sagan, le due ruote dicono addio al ciclista per forza]'', ''ilgiornale.it'', 28 gennaio 2023.</ref>
*È sempre stata di poche parole, riservata e schiva, [[Fabiana Luperini]]. Ha sempre preferito far parlare i risultati quando correva in quegli anni, tra i Novanta e Duemila e lei, in materia, è sempre stata piuttosto chiacchierona, vincendo [...] un'infinità di corse. È stata la Pantanina, in quegli Anni magici del Pirata che infiammava le strade del mondo e Fabiana alzava ancora di un po' l'asticella del ciclismo femminile italiano, che in quelle stagioni era ancora troppo bassa.<ref>Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/ho-vinto-donne-ora-guido-uomini-2110581.html "Ho vinto tra le donne. Ora guido gli uomini"]'', ''ilgiornale.it'', 30 gennaio 2023.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Liegi-Bastogne-Liegi]]}} È la decana, la signora delle Classiche, la più anziana e desiderata [...]<ref>Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/i-ragazzi-terribili-e-signora-delle-classiche-2141576.html I ragazzi terribili e la Signora delle classiche]'', ''ilgiornale.it'', 23 aprile 2023.</ref>
*{{NDR|Su [[Gianbattista Baronchelli]]}} Perse un Giro per soli 12 secondi, lo stesso tempo che dedicava alle interviste, tanto era timido e schivo.<ref>Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/ciclismo/baronchelli-70-anni-scorrazzando-apecar-sono-uomo-felice-2206114.html Baronchelli: "70 anni scorrazzando in Apecar. Sono un uomo felice anche se Merckx per 12" mi portò via un Giro"]'', ''ilgiornale.it'', 6 settembre 2023.</ref>
*La professione del [[Velocista (ciclismo)|velocista]] è particolare, anche perché sei costantemente al limite, non delle forze, ma della tua abilità di guida. Su biciclette sempre più performanti e rispondenti, sprigioni watt per raggiungere velocità sempre più estreme: fare una volata oltre i 70 chilometri orari oggi non è più né impossibile né tantomeno un modo di dire.<ref>Da ''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/vittorie-si-contano-si-devono-pure-pesare-2342501.html Le vittorie si contano ma si devono pure pesare]'', ''ilgiornale.it'', 4 luglio 2024.</ref>
{{Int|''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/ventanni-fa-finiva-modo-drammatico-vita-campione-diventato-2282724.html Il Pirata vive dentro di noi]''|''ilgiornale.it'', 12 febbraio 2024.}}
{{NDR|Su [[Marco Pantani]]}}
*Si alzava sui pedali e via di scatto ad abbreviare l'agonia di una fatica eterna alla ricerca di un traguardo infinito, con quell'incedere progressivo e ossessivo che sembrava per noi danza e armonia, per i suoi avversari sofferenza e dolore.
*Marco conquistò tutti, anche chi di ciclismo aveva poca contezza. La sua forza è stata questa: catturare la vista e i cuori di tutti, con il suo modo di intendere il ciclismo e le corse, portando lo sport del pedale fuori dai propri confini. Era magnetico e persino ieratico in sella alla sua bicicletta, anche se lui da ragazzo di mare che amava le montagne si è sempre sentito un brutto anatroccolo, anche quando è diventato cigno. Era un centauro, metà uomo e metà bicicletta: solo su quell'arnese trovava il suo equilibrio. Pace e gioia. Solo in salita sentiva di avvicinarsi a Dio, puntando verso il cielo, con foga e compostezza. Con ferocia e leggerezza. Con rabbia e sublime bellezza. Per noi è stato tanto se non tutto in quel momento della nostra vita di sconcertante bellezza e di assoluta gratitudine sfociata in adorazione.
*Una sorta di supereroe assoluto, capace di scalare le montagne come i più grandi campioni del passato, come i Coppi e i Bartali, i Gaul e i Bahamontes. Ha fatto capire a noi boomer [...] cosa devono essere stati quegli anni ruggenti, quell'euforia contagiosa e delirante di un'Italia unita per il ciclismo che si divideva tra Coppi e Bartali. Perché Marco è stato esattamente quella roba lì. Nessuno, dopo di lui, è stato in grado di incatenare i cuori allo stesso modo. Perché parlate solo di lui?, si lamentavano in tanti. Perché aveva un dono che si chiama carisma. Aveva una capacità innata di fascinazione che nessuno poteva vantare. Anch'io ho vinto un Giro, dicevano. Ma lui vinceva in un altro modo, portandoci in altri mondi, perché sulla scena bisognava avere quella cosa invisibile che ti fa vedere rispetto agli altri. Difficile da descrivere, facile da riconoscere.
*Pensatela come volete, ma Marco Pantani in salita è stato di un altro pianeta. Faceva cose con una teatralità assoluta e tragica, seguendo un copione che pareva studiato a tavolino, ma era pura improvvisazione istintiva che noi tutti abbiamo imparato a conoscere e a riconoscere. Sapevamo perfettamente quando sarebbe stato il giorno, quale tappa, su quale montagna e in che punto avrebbe scatenato l'inferno. Con i suoi gesti ci aveva educato a riconoscerlo. Ora scatta. Ora parte. Si è tolto gli occhiali, tra poco getta via la bandana. Si spogliava come a liberarsi di un peso, prima di librarsi in cielo, prima di dare inizio alla sua danza carica di rilanci nell'atto di raggiungere una sublime solitudine che si sarebbe trasformata come d'incanto in estasi e in sommo godimento.
{{Int|''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/pogacar-giro-merckx-e-pantani-2326562.html Pogacar, un Giro alla Merckx e Pantani]''|''ilgiornale.it'', 27 maggio 2024.}}
{{NDR|Sul [[Giro d'Italia 2024]]}}
*Alla fine è andata come si pensava all'inizio: Pogacar avrebbe vinto passeggiando per manifesta superiorità, alla Eddy Merckx. Contro il numero uno del ciclismo mondiale si lottava solo per le posizioni di rincalzo. Unico vero problema: gli accidenti. Non quelli che gli avrebbero tirato gli avversari ogni qual volta attaccava, ma quello che il 25enne sloveno avrebbe potuto prendere. Un raffreddore, un'allergia, una bronchite o un meteorite sulla testa: solo questo avrebbe rallentato o fermato la scontata cavalcata di questo talento del ciclismo mondiale.
*È stato un Giro previsto e prevedibile [...], nel quale davvero c'è stato un solo uomo al comando. Gli sportivi italiani non se lo sono fatto sfuggire, l'hanno seguito e inseguito (la scena del bimbo che ricorre la maglia rosa che poi gli porge la borraccia è sublime: scena madre [...]). Era dai tempi di Marco Pantani che non si aveva un corridore capace di catalizzare in questo modo l'attenzione degli sportivi. Con lui si va sul sicuro: oggi attacca e lui attaccava. In questo ha ricordato davvero il Pirata, che gli bastava lanciare via la bandana, per far capire le proprie intenzioni. Taddeo non ha gesti di riferimento, perché lo sloveno è più imprevedibile, ma basta mettergli un numero sulla schiena, per vederlo all'opera, anche in volata.
*Pogacar non ha battuto quindi nessuno? No, questo no, ha fatto una sfida con sé stesso e si è superato.
{{Int|''[https://www.ilgiornale.it/news/sport/tadej-vittoria-giro-tour-pirata-e-cannibale-cinque-tappe-non-2349089.html Pogacar oltre Merckx e Pantani]''|''ilgiornale.it'', 21 luglio 2024.}}
*{{NDR|Sul [[Tour de France 2024]]}} Forse ha ragione chi ha scritto qua e là lungo i tornanti di queste ultime tappe alpine pas normal, non è normale. Chiaro che chi l'ha scritto non tifa per [[Tadej Pogačar|Pogacar]] [...]. Ma anche Eddy Merckx andava come nessuno, anche Coppi e Bartali erano mostruosi, gli stessi Hinault e Gimondi erano un concentrato di forza e determinazione. Andate a prendere i loro curriculum, anche questi facevano parte della ristretta schiera dei fuori norma: ma fuoriclasse. Da oggi probabilmente è anche giusto smetterla di fare i paragoni, come giustamente dice di continuo l'interessato in maglia gialla: «Io sono io», ma a differenza del Marchese del Grillo chiosa con un sorriso, sottolineando che lui appartiene ad un'altra epoca e soprattutto appartiene alla categoria dei fenomeni dello sport, al pari di Usain Bolt e Michael Phelps e Alberto Tomba. Il pas normal di chi avanza dubbi e sospetti su questo prodigioso corridore sloveno per un predominio eccessivo [...] lascia il tempo che trova. [...] Tadej Pogacar è Tadej Pogacar. È unità di misura e riferimento: esempio. Vorace come pochi, vincente come nessuno [...]
*Raggiunge Pantani, ricordando Merckx, si dice. Di Pantani non ha nulla, se non questa doppietta {{NDR|Giro – Tour}} che li accomunerà per sempre. Di Merckx ha la voglia di vincere e uno spiccato senso dell'agonismo. Del Cannibale ha i numeri, da fuoriclasse assoluto e senza tempo.
*[...] per dirla con i francesi, Tadej è hors categorie.
==''Linkiesta''==
*Funambolo, istrione, fenomeno, trascinatore, autentico talento del ciclismo. Fa cose mostruose, con la facilità dei predestinati. Vince, perché gli riesce semplice. Perché per [[Peter Sagan|Peter Pan Sagan]] è molto più facile accelerare che frenare.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2012/07/sagan-il-valentino-della-bici-che-spopola-al-tour-del-france/ Sagan, il Valentino della bici che spopola al Tour del France]'', ''linkiesta.it'', 7 luglio 2012.</ref>
*{{NDR|Su [[Felice Gimondi]]}} Ha vinto tutto, nonostante ci fosse quello là, [[Eddy Merckx]], che ha vinto tutto e anche più.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2012/09/felice-gimondi-compie-70-anni-il-momento-piu-triste-la-morte-di-pantan/ Felice Gimondi compie 70 anni: "Il momento più triste? La morte di Pantani"]'', ''linkiesta.it'', 29 settenbre 2012.</ref>
{{Int|''[https://www.linkiesta.it/2012/05/cera-una-volta-la-maglia-verde-al-giro-ditalia-poi-e-arrivata-mediolan/ C'era una volta la maglia verde al Giro d'Italia, poi è arrivata Mediolanum]''|''linkiesta.it'', 18 maggio 2012.}}
*Maglie, tante maglie, di tutti i colori. Giallo, rosa, rosso, con i colori dell'arcobaleno, per dirla con i francesi «arc en ciel». Maglie, tante maglie, da inseguire, rincorrere e prendere. Il [[ciclismo]] è uno sport fatto di maglie. Pelle, colori e anima di uno sport. Simbolo, appartenenza e sogno. Per un corridore sono una seconda pelle, il proprio biglietto da visita, la propria divisa, ma anche e soprattutto il premio più desiderato e agognato. È un segno identificativo. La maglia iridata di campione del mondo, la maglia gialla del [[Tour de France]], la maglia rosa del [[Giro d'Italia]] [...]. Maglia verde, bianca e a «pois» rossi: tante maglie, tanti colori, tanti motivi per darsi battaglia, per inseguire un sogno e un segno: distintivo.
*{{NDR|Sulla [[maglia rosa]]}} [...] il suo inizio non fu dei più felici. Nasce nel 1931, nell'[[Italia fascista]] [...] dove impera l'orgoglio nazionale e dove la propaganda del regime passa anche [[Sport e fascismo|attraverso lo sport]]. [...] contraddistinguerà il capoclassifica di ogni tappa e naturalmente il vincitore finale. Non è una novità. Come spesso accade i primi sono i cugini francesi. Henri Desgrange, "patron" indiscusso della corsa francese, lancia la [[Classifica generale (Tour de France)|maglia gialla]] nel 1919, prendendo spunto dal colore con cui si stampa il suo giornale, ''L'Auto''. Nel 1931 anche ''[[La Gazzetta dello Sport]]'' dà alla sua creatura più prestigiosa il simbolo del primato, scegliendo inevitabilmente il rosa, colore del giornale organizzatore. Il rosa però non piace: sembra poco adatto, troppo femminile, per niente virile agli occhi dei tifosi e soprattutto del Regime Fascista. Il [[Benito Mussolini|Duce]] giudica "una trovata poco fortunata" la novità della Gazzetta, non perdendo l'occasione per criticare uno sport che non ama particolarmente. [...] Per questo la maglia rosa non piace tantissimo nemmeno ai corridori e ai loro patron: «maglia che porta sfiga», dicono. Virile o no, "sfigata" o meno, la maglia rosa è [...] la preda più ambita da ogni corridore. Il simbolo di una corsa che racconta non solo storie di sport, ma anche di un Paese.
*{{NDR|Su sport e fascismo}} Mussolini ritiene [...] il ciclismo "troppo plebeo e povero", "poco moderno" e caratterizzato da attori "poco significativi", soprattutto se confrontati con gli altri grandi sportivi ed esploratori di quel periodo: il Generale [[Umberto Nobile]] (che sorvola il Polo con il dirigibile Norge), [[Tazio Nuvolari]] e [[Achille Varzi]] (piloti automobilistici che mietono successi a ripetizione), [[Primo Carnera]] (gigantesco pugile friulano avviato a conquistare il prestigiosissimo titolo mondiale dei "massimi"), trasvolatori impavidi come Francesco De Pinedo e [[Italo Balbo]]. Non è un segreto che il Duce indirizzi le sue simpatie verso altri sport: sono numerose, infatti, le foto che lo ritraggono giocare a tennis, al volante di un'auto sportiva o nella cabina di guida di un aereo, nuotare con stile un po' "balneare", atteggiarsi a provetto schermitore o ad agguerrito boxeur.
==''tuttoBICI''==
===Citazioni tratte da articoli===
*C'è un [[Fabio Casartelli|Casartelli]] campione olimpico a Barcellona e promessa del ciclismo [...], ma soprattutto c'è Fabio, un figlio e un marito che sa da poco di diventare padre e che finisce la sua vita terrena sull'asfalto incandescente del Tour de France. Un tratto di strada in discesa, veloce come la vita di un ragazzo di talento che finisce la sua corsa contro un paracarro in cemento. [...] Fabio rimane lì, rannicchiato in posizione fetale, come un bimbo che sta per nascere e invece sta andando incontro alla morte.<ref>Da ''[https://www.tuttobiciweb.it/article/2020/07/18/1595004720/fabio-casartelli-25-anni-fa-portet-d-aspet-tour-de-france Quel ragazzo che portiamo nel cuore]'', ''tuttobiciweb.it'', 18 luglio 2020.</ref>
*Odiato e amato, deriso e glorificato, emarginato e preso ad esempio: [[Sandro Donati]] piace o non piace. O si è con lui o contro di lui. O lo si considera uno dei più rigorosi esperti nella lotta al doping o un fanatico integralista alla ricerca ossessiva di una verità che non può essere necessariamente bianco o nero, ma ricca di sfumature di grigio. Per il mondo scientifico è sicuramente una delle personalità più considerate. Uno degli italiani migliori. Non c'è convegno o simposio sul doping al quale lui non sia chiamato a presenziare come relatore, come testimone, come ricercatore accreditato e sapiente. Per il mondo è credibile come pochi, documentato come nessuno. [...] Pensatela come volete, ma Sandro Donati, [...] una vita trascorsa nelle stanze e anche nelle cantine del Coni [...], fra polemiche e incarichi prestigiosi, discriminazioni e attestati di stima, è il personaggio più rilevante nella storia dello sport in materia di doping.<ref>Dall'intervista a ''tuttoBICI'' nº 3, marzo 2013; ripubblicato in ''[https://www.tuttobiciweb.it/article/57537 Donati: «Il ciclismo ha fatto tanto, ora serve uniformità»]'', ''tuttobiciweb.it'', 2 aprile 2013.</ref>
*{{NDR|Su [[Tadej Pogačar]]}} Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo: quando c'è, bisogna inseguirlo.<ref>Da ''[https://www.tuttobiciweb.it/article/2025/03/22/1742665240/ciclismo-milano-sanremo-van-der-poel I voti di Stagi. MVDP è un ciclope di devastante bellezza, Ganna ormai è sempre là davanti, Pogacar esplosivo come nessuno]'', ''tuttobiciweb.it'', 22 marzo 2025.</ref>
*[...] tutti i suoi cimeli sono nelle mani dei tanti appassionati, di persone che hanno avuto a che fare con questo fantastico atleta, che se solo avesse avuto un po' di cattiveria agonistica in più chissà quello che avrebbe potuto vincere. Ma a noi piace così. A noi [[Gianni Bugno]] è sempre piaciuto proprio perché era fatto in questo modo, nel suo genere era assolutamente unico, un Pogacar timido e generoso. Tadej vince e sorride? Gianni vinceva e si scusava. Tadej vince e regala borracce ai bimbi? Gianni regala ciò che vince. Lo sloveno si autoalimenta vincendo corse a raffica? Gianni doveva essere spronato, perché per lui in partenza erano tutti più forti. Poco importa che abbia vinto una coppa del mondo e due mondiali consecutivi, un Giro d'Italia vestendo la maglia rosa dalla prima all'ultima tappa. Un Giro delle Fiandre e una Sanremo. Due titoli italiani e per due volte sul podio del Tour de France. In totale 72 corse, mica poche. Lui si è sempre sentito inadeguato, ma nella vita non si può avere tutto: in bicicletta Gianni era dotato di classe purissima. Talento da autentico fuoriclasse, però non chiedetegli mai chi è stato Gianni Bugno. È il meno indicato a darvi una risposta.<ref>Da ''[https://www.tuttobiciweb.it/article/2024/10/04/1728053388/gianni-bugno-hall-of-fame-giro-italia-trofeo-senza-fine... Gianni Bugno nella Hall of Fame del Giro e quella domanda sul Trofeo Senza Fine...]'', ''tuttobiciweb.it'', 4 ottobre 2024.</ref>
*Vinse il Giro d'Italia indossando la maglia rosa dalla prima all'ultima tappa. Da Bari a Milano, dove quel [[Giro d'Italia 1990|Giro 1990]] si concluse. Cose da Alfredo Binda ed Eddy Merckx, e in questo caso cose da Gianni Bugno, il terzo incomodo che [...] si accomodò nel salotto buono, quello riservato alle leggende.<ref>Da ''[https://www.tuttobiciweb.it/article/2020/02/14/1581688089/gianni-bugno-bugia-giro-1990 Gianni Bugno. Una «bugia» per celebrare i 30 dall'impresa del Giro 1990]'', ''tuttobiciweb.it'', 14 febbraio 2020.</ref>
===Editoriali===
{{cronologico}}
*Condanno il sistema più dell'uomo. [...] La [[Caso doping di Lance Armstrong|vicenda Armstrong]] dice chiaramente questo. Dice che si può essere controllati fin quanto si vuole ma la si può fare franca fin quando il sistema non va in cortocircuito. Fin quando un organo terzo (la USADA) non si mette ad indagare, a ricercare, a fare luce dove di solito è buio pesto. Dice che non solo l'Armstrong del dopo malattia – e quindi vicino all'allora presidente Uci Hein Verbruggen –, può fare quello che vuole, ma anche il secondo, quello del ritorno alle competizioni [...], qualche imbarazzo l'ha creato e lo crea anche all'attuale [...], Pat McQuaid [...]. Il numero uno del ciclismo mondiale, anziché gongolarsi per aver cancellato fuori tempo massimo il texano miracolato, dovrebbe per lo meno, se non ammettere le proprie colpe, rispondere alle [...] accuse mosse [...] da un suo ex "perito" di parte, Michael Ashenden, medico specializzato in antidoping. «[...] credo che a nessun "esperto" sia mai stato chiesto di analizzare i file del texano, anche perché a occhio erano visibili almeno due variazioni anomale che in altri casi sono state sufficienti per condannare un atleta». Ci sono poi le parole dell'ex direttore della Wada Richard Pound [...]: «Non è credibile pensare che non sapessero quello che accadeva. [...] Quella squadra aveva sempre i controlli per ultima, erano avvisati, avevano tutto il tempo che volevano a loro disposizione». E lo stesso pensa l'attuale direttore, John Fahey: «C'è stato un periodo durante il quale la cultura nel ciclismo voleva che tutti si dopassero. Non c'è alcun dubbio su questo [...]». E qui sta il punto. Non possiamo pensare e francamente tollerare, che il nuovo ciclismo riparta da qui e in questo modo. Come gli atleti, che per riabilitarsi devono perlomeno fare ammenda pubblica e ammettere i propri sbagli, lo stesso devono fare lorsignori. Riconoscere i propri limiti e magari passare la mano. [...] Il ciclismo non è cambiato e non può cambiare fin quando non si cambiano dirigenti e regole. Non è sufficiente che certe persone, per apparire migliori, si limitino ad imbiancare i sepolcri. Vanno chiamati altri imbianchini.<ref>''[https://web.archive.org/web/20121226214613/http://www.tuttobiciweb.it/index.php?page=rivista&cmd=artdet&id=3710 Editoriale]'', ''tuttoBICI'' nº 11, novembre 2012.</ref>
*Del [[Museo del ciclismo Madonna del Ghisallo|Ghisallo]] ho sempre parlato poco volentieri per una pura e semplice questione di rispetto nei confronti di Fiorenzo Magni, che in questo progetto ha creduto come nessun altro, tanto da arrivare a versare di tasca propria cifre importanti fino a pochi giorni prima di lasciarci. [...] Ho sempre sostenuto, anche con il diretto interessato [...] che la location del Museo in cima a Magreglio non fosse particolarmente felice, se non altro per la difficoltà di accesso. Apparentemente è vicino a Milano, ma le strade, sempre trafficatissime, rendono il viaggio tutt'altro che agevole. Lassù c'è la storica chiesetta del ciclista: piccolina, che raccoglie in maniera semplice oggetti semplici donati con gesti altrettanto semplici. Ma pensare che qualcuno, anche solo da Milano, possa mettersi in moto per andare lassù a vedere il Museo è pura utopia. Chi va su in bicicletta, scala il mitico Ghisallo e si guarda bene dal fermarsi sudato per fare una visita al museo. Ad andarci di proposito è una sparuta minoranza. Potreste dirmi: bravo, potevi anche dirlo prima. L'ho sempre detto, tanto è vero che a Fiorenzo il mio pensiero non è mai andato giù.<ref>''[https://web.archive.org/web/20140110170148/http://www.tuttobiciweb.it/index.php?page=rivista&cmd=artdet&id=4001 Editoriale]'', ''tuttoBICI'' nº 12, dicembre 2013.</ref>
*[...] in quel ciclismo Marco {{NDR|[[Marco Pantani|Pantani]]}} svettava per personalità e imprevedibilità. Era un artista e faceva cose che per altri erano improponibili e non per quello che alcuni di voi – maliziosamente – potrebbero pensare. Aveva talento, su questo non si discute. Era un ciclismo diverso con un protagonista atipico. Difficilmente catalogabile e riproducibile.<ref>''[https://www.tuttobiciweb.it/magazine/1548965872?article=0 Editoriale]'', ''tuttoBICI'' nº 2, febbraio 2019.</ref>
*Ho avuto una grande fortuna: aver conosciuto [[Felice Gimondi]]. Aver guadagnato la sua stima, amicizia e fiducia. E questo mi basta. È stato il mio campione, il primo eroe a pedali che ho seguito con trepidante passione. L'uomo senza macchia e senza paura che lottava contro l'Invincibile Eddy Merckx. Non mi piaceva vincere facile, ma con Felice si vinceva, eccome se si vinceva. E di soddisfazioni ce ne siamo tolte tante. Uso il plurale perché i campioni e i tifosi sono un'unica cosa. Pedalano assieme, sognano assieme e i tifosi di Felice erano un'unica cosa: una famiglia, una religione, una fede.<ref>''[https://www.tuttobiciweb.it/magazine/1567276802?article=0 Editoriale]'', ''tuttoBICI'' nº 9, settembre 2019.</ref>
*Per [[Gianni Mura]] il primo giorno di primavera è stato l'ultimo. Niente fiori, niente mare di Ischia e vino gelido con le pesche. Fine della corsa per un grandissimo giornalista che ha amato lo sport del pedale più di ogni altra cosa. Ha amato il ciclismo di memoria, più che di cronaca, nonostante fosse sempre sul pezzo, sempre sulla notizia, come pochi altri.<ref>''[https://www.tuttobiciweb.it/magazine/1585681370?article=1 Editoriale]'', ''tuttoBICI'' nº 5, maggio 2020.</ref>
*Come un leone in gabbia, che non ha pace e non riesce a trovarla. [...] e dire che passava per essere uno dei più intelligenti del gruppo e, francamente, tonto non lo è mai stato. [...] [[Lance Armstrong]] è arrivato [...] a chiedersi [...] perché mai Ivan Basso si è rifatto una vita, vive bene, lavora tantissimo ed è stimato, «avendo fatto cose simili a quelle che ho fatto io». È chiaro che Armstrong fatica a ricordare quello che ha fatto. Non si è limitato a gonfiarsi le vene. Non ha barato come centinaia di atleti hanno provato a fare nella loro carriera sportiva, ma lui dal suo sport è stato protetto, avendo comprato il silenzio sia dell'Uci [...] che quello del Tour de France. Lance fatica a ricordare che è finito nei pasticci per la giustizia ordinaria americana: questa sì l'ha messo in croce. Il ciclismo l'aveva semplicemente eletto a semidio, a qualcosa di unico e intoccabile [...]. Basso, Di Luca, Riccò, Santambrogio, Petacchi e via elencando hanno invece provato a fare i furbi, sono stati presi con le mani nel sacco e per questo puniti. Il ciclismo, il mondo dello sport, non ha mai torto un capello al texano, ne ha solo preso atto: dopo. Molto dopo. A partita finita. Non è un reo confesso, ma un Re che ha confessato a scoppio ritardato, dopo aver costruito un sistema criminoso degno di un "padrino". Un sistema che l'ha protetto nel suo castello dorato prima che questo crollasse, miseramente, come quelli costruiti con la sabbia. Lance, però, non capisce, si considera un dopato come tanti, ma anche in questo è il più grande e unico. Nessuno hai mai fatto quello che ha fatto lui. Nel bene e soprattutto nel male.<ref>''[https://www.tuttobiciweb.it/magazine/1590940209?article=2 Editoriale]'', ''tuttoBICI'' nº 6, giugno 2020.</ref>
*È una questione di cuore e di passione, che non si compra di certo al mercato, che non puoi ingannare, raggirare o prendere in giro, anche perché in questo caso prenderesti per il naso solo te stesso. Tanti i corridori di alto livello che, ricoperti di soldi, finiscono per essere schiacciati da facili palanche e responsabilità, aspettative altissime e attività pubbliche. Poi ci sono il cuore e la passione, che se vengono meno o non ti hanno mai sorretto, perché per tanti anni ti sei trovato a fare il corridore solo perché ti riusciva facile, beh, allora son dolori. Non è il caso di [[Tom Dumoulin]], che la passione l'aveva, ma è venuta meno quando la pressione ha preso il sopravvento su tutto. Aveva due strade: far finta di nulla e nell'infelicità più totale portare avanti la bicicletta pensando solo al portafoglio che ha nelle vicinanze del cuore, o affidarsi al buon senso. Ha scelto il cuore.<ref>''[https://www.tuttobiciweb.it/magazine/1612125550?article=4 Editoriale]'', ''tuttoBICI'' nº 2, febbraio 2021.</ref>
*Il nostro Giro è bello, ma manca la partecipazione corale dei migliori interpreti del mondo, e non solo e soltanto perché il Giro viene prima e si corre a primavera, mentre il [[Tour de France|Tour]] in estate: sul finire degli Anni Ottanta la nostra corsa era di pari livello, se non addirittura superiore a quella transalpina. È vero, c'era la Vuelta ad aprile ad anticipare la "corsa rosa", ma basta [...] sentire i racconti sull'allora patron del Tour Jean Marie Leblanc che piombava da noi a implorare i nostri team di varcare il confine. Per convincerli, mille attenzioni, non ultimo far trovare loro le ammiraglie già brendizzate al di là del confine. C'era però da pagare, perché i cugini monetizzavano anche la partecipazione dei team con circa 100 milioni di vecchie lire a squadra, e anche per questo molti club di casa nostra ci pensavano tre volte prima di oltrepassare il confine. Era chiaramente un altro ciclismo, con un calendario nazionale ricco e intenso, soprattutto seguito e proposto adeguatamente bene sia dalla tivù che dalla carta stampata. Però Leblanc non si perse d'animo e riuscì a far comprendere ai nostri team manager che il Tour era il Tour e Stanga, da presidente internazionale dei gruppi sportivi, ben presto riuscì a far capire al gran capo francese [...] che era necessario cassare quella fastidiosa e anacronistica "gabella". Insomma, sul finire degli Anni Ottanta il Tour non era appetibile e i cugini hanno incominciato una lenta ma inesorabile rincorsa, che ha riportato in pochi anni la Grande Boucle al centro del mondo. Come? Rendendo il loro evento planetario, appetibile e prelibato a sponsor che cominciavano ad essere multinazionali. Il Tour ha compreso, anticipato e accompagnato la globalizzazione, vendendo il prodotto alle televisioni del pianeta, interessate a irradiare un evento che aveva tutti i più forti interpreti del mondo. A noi cosa manca? I più forti interpreti. Solo questo.<ref>''[https://www.tuttobiciweb.it/magazine/1659294139?article=1 Editoriale]'', ''tuttoBICI'' nº 8, agosto 2022.</ref>
*Il Tour de France {{NDR|[[Tour de France 2024|2024]]}} in Italia? Una vergogna! Sono in tanti che hanno storto il naso, perché non si danno i soldi ai francesi, perché abbiamo il nostro Giro e le nostre corse, perché non si sperperano così i soldi pubblici, perché Firenze nel mondo è già abbondantemente conosciuta e non necessità di queste ardite iniziative: perché perché perché... Una tiritera senza fine. Priva di visione. [...] con questa logica perché ospitare la finale di Champions League? Tanto abbiamo il nostro campionato. Perché chiedere gli europei e i mondiali? Il nostro Paese possiamo promuoverlo lo stesso. Perché organizzare le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina? [...] Forse crea interesse? Forse crea nuovi flussi di turismo, nuove opportunità o no? Forse il Tour, che è e resta il terzo evento sportivo al mondo, secondo solo ai Mondiali di calcio e alle Olimpiadi che si svolgono però ogni quattro anni, ci può portare turisti e visibilità planetaria, non trovate? Forse è una bellissima cosa anche per noi italiani, che questo grande evento abbiamo visto e imparato a conoscere solo in televisione e per la prima volta ce lo troveremo lì davanti a casa o quasi. Forse, e lo credo per davvero, il Tour può fare bene anche al Giro. Può risvegliare passioni e attenzioni pubblicitarie. Il Tour ha forza, il Giro si può rinforzare.<ref>''[https://www.tuttobiciweb.it/magazine/1672528783?article=7 Editoriale]'', ''tuttoBICI'' nº 1, gennaio 2023.</ref>
{{Int|''[https://www.tuttobiciweb.it/article/65654 L'oretta di Moser, il silenzio su Pantani]''|''tuttoBICI'' nº 2, febbraio 2014; ripubblicato in ''tuttobiciweb.it'', 27 febbraio 2014.|h=4}}
*[...] 30 anni dal record di Francesco Moser, quello che ha di fatto proiettato lo sport e non solo il ciclismo, in una nuova dimensione. Uno sport fatto di ricerca, di preparazione, ripetute e computer (all'epoca Olivetti, il Mac era nato proprio in quei giorni), di lenticolari, carbonio e manubri a corna di bue, di telai ad asse variabile e gallerie del vento, cardiofrequenzimentri e acido lattico: insomma un ciclismo e uno sport che di fatto in quei giorni ha lasciato l'empirismo per entrare direttamente nella scienza grazie agli scienziati. [...] abbiamo celebrato, chi più chi meno, Francesco Moser e l'equipe medica della Enervit. Comunque la si voglia pensare, quel record ha qualcosa di grande e dietro a questa immane impresa c'è la figura ingombrante e discussa di [[Francesco Conconi]], che [...] è stato in pratica ignorato, di fatto cancellato. [...] Di lui non se ne parla, si fa finta che neanche sia passato dal maso di Francesco per brindare a quel fantastico record. C'è qualcosa di irritante in tutto questo. Si racconta una storia parziale perché Conconi imbarazza, quindi si fa finta di nulla: senza imbarazzo. Come se Conconi in tutto quel lungo periodo di allenamenti test e valutazioni, ricerche e prove, sia passato di lì per caso, per salutare: solo per un'oretta.
*Quello che mi sconcerta e fatico a comprendere è questo "disturbo bipolare" di cui soffre il giornalismo italiano. Pantani Dio o mostro? Eroe da idolatrare o simbolo del male? In questi anni abbiamo visto e ascoltato di tutto. Ma se è giusto che ognuno abbia la propria opinione, che può anche subire delle sensibili modificazioni nell'arco del tempo, lascia perlomeno basiti la disinvoltura che molti miei colleghi mostrano sull'argomento da una settimana all'altra. La commissione del Senato francese per la salute pubblica che ha indagato sui controlli del Tour del '98 rivela che Pantani era carico di Epo? Giù a massacrare il Pirata che non c'è più. C'è da celebrarlo perché in questi giorni cade il decennale della sua morte? Nessun problema: si celebra. Se è per far cassetta diciamo anche che è stato una vittima. Che l'hanno ammazzato. Anzi, alimentiamo il dubbio così ognuno di noi ha un buon motivo per indagare e scrivere altri libri. Magari strombazzando incredibili rivelazioni [...]: rilanciare una tesi o una notizia è sempre buona cosa, ma farlo sulla pelle di un ragazzo che non c'è più e sulla sua storia tragica non ci sembra assolutamente un bel modo di ricordarlo.
*Io [...] voglio ricordarlo come il corridore che più di ogni altro mi ha esaltato. Mi ha fatto sognare. So razionalmente che probabilmente il suo sangue era "arricchito", ma so anche che non era il solo, ma è il solo che ha pagato un prezzo altissimo, spropositato, perché anche nella sconfitta lui era diverso dagli altri. Il suo orgoglio era smisurato e la sua forza era anche la sua debolezza.
*[...] in questa terribile storia ci sono troppe verità. E le più vere vengono allegramente dimenticate. Non raccontate. Si vuole raccontare tutta un'altra storia, che ha responsabilità ben precise, nomi e cognomi, compreso quello di Marco Pantani, che cocciutamente si è consegnato e affidato alle persone sbagliate. Marco avrebbe voluto che i suoi colleghi parlassero, raccontassero con nomi e cognomi come funzionava il ciclismo in quel periodo. Non voleva essere la sola vittima sacrificale. Non voleva pagare il conto per tutti. I suoi colleghi decisero di tacere, Marco ha deciso di inseguire con orgogliosa determinazione il silenzio eterno. Una brutta storia, a tratti aspra e cattiva, che ha una sola verità. Tutto il resto sono speculazioni e prove di vanità sulla pelle del povero Marco, che avrebbe bisogno solo di rispetto. E di silenzio.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Stagi, Pier Augusto}}
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
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Controinformazione
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{{voce tematica}}
Citazioni sulla '''controinformazione'''.
*Ho cominciato molti anni a fare quella che oggi è definita controinformazione; la quantità di visualizzazioni e quindi di interesse che le persone manifestano verso questi temi è aumentata esponenzialmente. Siamo ancora la minoranza tuttavia il popolo sta cambiando grazie a internet e sempre più persone cominciano a usare il pensiero critico. I poteri costituiti da sempre utilizzano i mezzi d'informazione come cassa di risonanza per i propri messaggi e attraverso la ripetizione continua delle stesse cose mirano all'indottrinamento del popolo. Oggi, la controinformazione sta ricevendo forti attacchi perché il potere ha capito che internet è un'arma a doppio taglio: da un lato tiene in piedi l'economia ma dall’altro è il mezzo attraverso cui i messaggi alternativi crescono e con essi cresce la conoscenza. Questo momento è una grande palestra per l'umanità: è il momento per re-imparare a ragionare con la propria testa. ([[Massimo Mazzucco]])
*''Vecchio, ascolta me, conta l'emozione, | lo storytelling, la narrazione, | se mi dà contro, è una [[fake news]], | se mi dà ragione, è controinformazione.'' ([[Willie Peyote]])
==Voci correlate==
*[[Teoria del complotto]]
==Altri progetti==
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{{s}}
[[Categoria:Terminologia giornalistica]]
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Pier Bergonzi
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Danyele
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[[File:Pier Bergonzi, 2017 Milan-Sanremo.jpg|thumb|Pier Bergonzi nel 2017]]
'''Pierbattista Bergonzi''' (1963 – vivente), giornalista sportivo italiano.
==Citazioni di Pier Bergonzi==
*[[Fabio Casartelli|Fabio]] ha chiuso gli occhi. Per sempre. È lì disteso sotto un drappo nero, ha il volto raccolto dentro un rigido bendaggio, appena reclinato verso sinistra. Fuori c'è il caldo afoso dei Pirenei, dentro la "chapelle ardente", c'è il gelo. Non è l'aria condizionata: è che vengono i brividi solo a pensarci. Le piastrelle in ceramica giallo e nocciola sembrano una lastra di ghiaccio, sopra di lui c'è un Cristo color oro più triste di un crocefisso. Guardi il volto di Fabio e pensi: no, non è vero, non può essere vero. Come si può morire in bici a 25 anni, in un tranquillo pomeriggio d'estate? Sono parole vuote, perché Fabio è morto davvero [...]<ref>Da ''[https://www.gazzetta.it/Ciclismo/Primo_Piano/2006/07_Luglio/18/cronaca_bergonzi.shtml La cronaca della tragica giornata]'', ''La Gazzetta dello Sport'', 18 luglio 1995.</ref>
*[...] [[Gianni Bugno]], straordinario campione di modestia, atleta dal talento più grande delle sue ambizioni.<ref>Da ''[http://www.gazzetta.it/Ciclismo/Countdown-Rosa/20-04-2017/giro-d-italia-14-bugno-rosa-lancia-italia-90-190870247469.shtml Giro d'Italia, -14: Bugno in rosa lancia Italia '90]'', ''gazzetta.it'', 20 aprile 2017.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Milano-Sanremo]]}} [...] la corsa apparentemente più facile eppure difficilissima. La corsa davvero aperta a campioni con caratteristiche completamente diverse. Ma campioni!<ref name="SW-2025-13">''Fenomeno Van del Poel, il declatleta del ciclismo'', dall'editoriale ''Chilometro zero''; ''SportWeek'' nº 13 (1243), 29 marzo 2025, p. 3.</ref>
*Si, [[Mathieu van der Poel|Van der Poel]] è il decatleta del ciclismo moderno [...]. Nelle gare senza salite lunghe, può vincere tutto perché corre bene, azzecca i tempi e, al momento giusto, fa valere il suo grande motore. A noi piace che sia rimasto anche innamorato del ciclocross, disciplina che si è rilanciata grazie a lui [...]. Ci piace che si sia lanciato con entusiasmo nel mondo Gravel e della mountain bike. È quello che si dice un corridore eclettico, l'esempio più classico che la multidisciplinarietà funziona e arricchisce. E ci piace perché sul volto leggi la passione di un ciclismo antico eppure così moderno.<ref name="SW-2025-13"/>
{{Int|''[https://www.fsnews.it/it/persone/incontri/2021/5/4/intervista-pier-bergonzi-sportweek.html Sportweek: lo spettacolo dello sport]''|Intervista di Marco Mancini, ''La Freccia'', maggio 2021; ripubblicato in ''fsnews.it'', 4 maggio 2021.}}
*{{NDR|Sul [[ciclismo]]}} [...] è lo sport popolare per eccellenza, che va in mezzo alle strade e alla gente, che puoi guardare dalla finestra... [...] non chiede il pagamento di un biglietto. Si muove da una città all'altra, ma anche quando la tappa è la stessa è sempre diversa. [...] perché lo scenario cambia, cambiano le strade, le bici, l'alimentazione e la preparazione. Il ciclismo è lo sport che si presta a essere diverso ogni giorno a ogni chilometro.
*L'idea di un periodico che accompagni il [[La Gazzetta dello Sport|quotidiano]] è antichissima, ripresa alla fine degli anni '70, prima ''La Gazzetta dello Sport Illustrata'', poi ''Gazzetta Magazine'', e dal 2000 ''[[SportWeek|Sportweek]]''. Ed è una rivista unica nel panorama dell'editoria italiana: un maschile che parla anche alle donne e racconta lo sport come stile di vita. Figlio, fratello, compagno di viaggio della ''Gazzetta'', che vuole raccontare la bellezza dello sport.
*Nel primo [[Pandemia di COVID-19 in Italia|lockdown]], quando lo sport era azzerato e non accadeva nulla, ci siamo letteralmente inventati alcuni numeri che raccontassero lo stesso il bello di questo mondo. [...] In quei giorni, abbiamo capito quanti lettori affezionati avesse la ''Gazzetta'', ma anche il reale peso di ''Sportweek'', che il sabato, quando usciva, faceva e fa ancora oggi crescere le vendite del quotidiano. {{NDR|«Perché, secondo te?»}} Perché siamo un unicum: non c'è nessun settimanale maschile di cultura sportiva letto anche da donne e giovani. Siamo un giornale premium, aspirazionale, che ti porta dentro la Coppa America di vela, l'Augusta Masters di golf, la squadra St. Ambroeus di Milano fatta principalmente di rifugiati o ti porta a scoprire le ragazze del canottaggio [...]
*Quando ho iniziato alla ''Prealpina'' di Varese, Antonio Porro, il bravissimo caporedattore, diceva che per imparare questo mestiere avrei dovuto iniziare dalla cronaca bianca, dalla giudiziaria o dalla [[Giornalismo sportivo|sportiva]]. Nelle prime due redazioni occorre consumare le scarpe per cercare le notizie, bussare alla porta di tutti, scavare e sentire cento persone per ricostruire quella che pensi sia una verità plausibile. Nello sport è un po' la stessa cosa e hai la possibilità di raccontare un evento, un personaggio, fare un'inchiesta e scoprire storie del passato. È forse uno dei giornalismi che consente di avere una base buona per tutto. [...] Perché, avendo forse maggiore libertà, il giornalista sportivo sperimenta. La ''Gazzetta'' di [[Gino Palumbo]] ha inventato lo spogliatoio, le interviste umane, spiegando cosa c'è dietro al campione. Tutto questo è poi diventato pane quotidiano per i giornali e i settimanali italiani di qualsiasi livello, ossia l'intervista che umanizza i personaggi. Come del resto l'infografica, esportata nel giornalismo politico e d'informazione, ma nata in quello sportivo per raccontare un episodio attraverso foto e immagini. E poi, quella stessa maggiore libertà [...] ti spinge sempre a cercare di regalare un sorriso ai tuoi lettori. ''La Gazzetta dello Sport'' è il giornale più letto perché, dalle storie dei campioni al calciomercato, si spera di trovarci un motivo per sorridere ed emozionarsi.
*La ''Gazzetta'' è il giornale che va nei bar, che fa discutere, socializzare [...]
*Mai come in questo momento l'informazione è al centro delle nostre vite e mai c'è stata nella storia dell'uomo così tanta informazione. Talmente tanta che diventa fondamentale [[Giornalista|il nostro ruolo]] nel cercare, selezionare e gerarchizzare cosa sia importante per i lettori, trovare una chiave di lettura e andare oltre la notizia. Perché, sebbene quella esclusiva sia ancora il pane più ricercato, siccome le notizie sono messe a disposizione di tutti conta la selezione, l'interpretazione, il commento, la loro evoluzione.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
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[[File:Pier Bergonzi, 2017 Milan-Sanremo.jpg|thumb|Pier Bergonzi nel 2017]]
'''Pierbattista Bergonzi''' (1963 – vivente), giornalista sportivo italiano.
==Citazioni di Pier Bergonzi==
*[[Fabio Casartelli|Fabio]] ha chiuso gli occhi. Per sempre. È lì disteso sotto un drappo nero, ha il volto raccolto dentro un rigido bendaggio, appena reclinato verso sinistra. Fuori c'è il caldo afoso dei Pirenei, dentro la "chapelle ardente", c'è il gelo. Non è l'aria condizionata: è che vengono i brividi solo a pensarci. Le piastrelle in ceramica giallo e nocciola sembrano una lastra di ghiaccio, sopra di lui c'è un Cristo color oro più triste di un crocefisso. Guardi il volto di Fabio e pensi: no, non è vero, non può essere vero. Come si può morire in bici a 25 anni, in un tranquillo pomeriggio d'estate? Sono parole vuote, perché Fabio è morto davvero [...]<ref>Da ''La Gazzetta dello Sport'', 19 luglio 1995; ripubblicato in ''[https://www.gazzetta.it/Ciclismo/Primo_Piano/2006/07_Luglio/18/cronaca_bergonzi.shtml La cronaca della tragica giornata]'', ''gazzetta.it''.</ref>
*[...] [[Gianni Bugno]], straordinario campione di modestia, atleta dal talento più grande delle sue ambizioni.<ref>Da ''[http://www.gazzetta.it/Ciclismo/Countdown-Rosa/20-04-2017/giro-d-italia-14-bugno-rosa-lancia-italia-90-190870247469.shtml Giro d'Italia, -14: Bugno in rosa lancia Italia '90]'', ''gazzetta.it'', 20 aprile 2017.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Milano-Sanremo]]}} [...] la corsa apparentemente più facile eppure difficilissima. La corsa davvero aperta a campioni con caratteristiche completamente diverse. Ma campioni!<ref name="SW-2025-13">''Fenomeno Van del Poel, il declatleta del ciclismo'', dall'editoriale ''Chilometro zero''; ''SportWeek'' nº 13 (1243), 29 marzo 2025, p. 3.</ref>
*Si, [[Mathieu van der Poel|Van der Poel]] è il decatleta del ciclismo moderno [...]. Nelle gare senza salite lunghe, può vincere tutto perché corre bene, azzecca i tempi e, al momento giusto, fa valere il suo grande motore. A noi piace che sia rimasto anche innamorato del ciclocross, disciplina che si è rilanciata grazie a lui [...]. Ci piace che si sia lanciato con entusiasmo nel mondo Gravel e della mountain bike. È quello che si dice un corridore eclettico, l'esempio più classico che la multidisciplinarietà funziona e arricchisce. E ci piace perché sul volto leggi la passione di un ciclismo antico eppure così moderno.<ref name="SW-2025-13"/>
{{Int|''[https://www.fsnews.it/it/persone/incontri/2021/5/4/intervista-pier-bergonzi-sportweek.html Sportweek: lo spettacolo dello sport]''|Intervista di Marco Mancini, ''La Freccia'', maggio 2021; ripubblicato in ''fsnews.it'', 4 maggio 2021.}}
*{{NDR|Sul [[ciclismo]]}} [...] è lo sport popolare per eccellenza, che va in mezzo alle strade e alla gente, che puoi guardare dalla finestra... [...] non chiede il pagamento di un biglietto. Si muove da una città all'altra, ma anche quando la tappa è la stessa è sempre diversa. [...] perché lo scenario cambia, cambiano le strade, le bici, l'alimentazione e la preparazione. Il ciclismo è lo sport che si presta a essere diverso ogni giorno a ogni chilometro.
*L'idea di un periodico che accompagni il [[La Gazzetta dello Sport|quotidiano]] è antichissima, ripresa alla fine degli anni '70, prima ''La Gazzetta dello Sport Illustrata'', poi ''Gazzetta Magazine'', e dal 2000 ''[[SportWeek|Sportweek]]''. Ed è una rivista unica nel panorama dell'editoria italiana: un maschile che parla anche alle donne e racconta lo sport come stile di vita. Figlio, fratello, compagno di viaggio della ''Gazzetta'', che vuole raccontare la bellezza dello sport.
*Nel primo [[Pandemia di COVID-19 in Italia|lockdown]], quando lo sport era azzerato e non accadeva nulla, ci siamo letteralmente inventati alcuni numeri che raccontassero lo stesso il bello di questo mondo. [...] In quei giorni, abbiamo capito quanti lettori affezionati avesse la ''Gazzetta'', ma anche il reale peso di ''Sportweek'', che il sabato, quando usciva, faceva e fa ancora oggi crescere le vendite del quotidiano. {{NDR|«Perché, secondo te?»}} Perché siamo un unicum: non c'è nessun settimanale maschile di cultura sportiva letto anche da donne e giovani. Siamo un giornale premium, aspirazionale, che ti porta dentro la Coppa America di vela, l'Augusta Masters di golf, la squadra St. Ambroeus di Milano fatta principalmente di rifugiati o ti porta a scoprire le ragazze del canottaggio [...]
*Quando ho iniziato alla ''Prealpina'' di Varese, Antonio Porro, il bravissimo caporedattore, diceva che per imparare questo mestiere avrei dovuto iniziare dalla cronaca bianca, dalla giudiziaria o dalla [[Giornalismo sportivo|sportiva]]. Nelle prime due redazioni occorre consumare le scarpe per cercare le notizie, bussare alla porta di tutti, scavare e sentire cento persone per ricostruire quella che pensi sia una verità plausibile. Nello sport è un po' la stessa cosa e hai la possibilità di raccontare un evento, un personaggio, fare un'inchiesta e scoprire storie del passato. È forse uno dei giornalismi che consente di avere una base buona per tutto. [...] Perché, avendo forse maggiore libertà, il giornalista sportivo sperimenta. La ''Gazzetta'' di [[Gino Palumbo]] ha inventato lo spogliatoio, le interviste umane, spiegando cosa c'è dietro al campione. Tutto questo è poi diventato pane quotidiano per i giornali e i settimanali italiani di qualsiasi livello, ossia l'intervista che umanizza i personaggi. Come del resto l'infografica, esportata nel giornalismo politico e d'informazione, ma nata in quello sportivo per raccontare un episodio attraverso foto e immagini. E poi, quella stessa maggiore libertà [...] ti spinge sempre a cercare di regalare un sorriso ai tuoi lettori. ''La Gazzetta dello Sport'' è il giornale più letto perché, dalle storie dei campioni al calciomercato, si spera di trovarci un motivo per sorridere ed emozionarsi.
*La ''Gazzetta'' è il giornale che va nei bar, che fa discutere, socializzare [...]
*Mai come in questo momento l'informazione è al centro delle nostre vite e mai c'è stata nella storia dell'uomo così tanta informazione. Talmente tanta che diventa fondamentale [[Giornalista|il nostro ruolo]] nel cercare, selezionare e gerarchizzare cosa sia importante per i lettori, trovare una chiave di lettura e andare oltre la notizia. Perché, sebbene quella esclusiva sia ancora il pane più ricercato, siccome le notizie sono messe a disposizione di tutti conta la selezione, l'interpretazione, il commento, la loro evoluzione.
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Bergonzi, Pier}}
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
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Gli avventurieri (film 1939)
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text/x-wiki
{{Film
|titolo italiano = Gli avventurieri
|titolo alfabetico = Avventurieri
|genere = western
|regista = [[Michael Curtiz]]
|sceneggiatore = [[Robert Buckner]]
|attori =
*[[Errol Flynn]]: Wade Hatton
*[[Olivia de Havilland]]: Abbie Irving
*[[Ann Sheridan]]: Ruby Gilman
*[[Bruce Cabot]]: Jeff Surrett
*[[Frank McHugh]]: Joe Clemens
*[[Alan Hale (attore)|Alan Hale]]: Rusty
*[[John Litel]]: Matt Cole
*[[Henry Travers]]: dottor Irving
*[[Henry O'Neill]]: colonnello Dodge
*[[Victor Jory]]: Yancey
*[[William Lundigan]]: Lee Irving
*[[Guinn Williams]]: Tex Baird
|doppiatori italiani =
Doppiaggio originale:
*[[Gualtiero De Angelis]]: Wade Hatton
Ridoppiaggio:
*[[Luca Biagini]]: Wade Hatton
*[[Alessandra Korompay]]: Abbie Irving
*[[Roberto Pedicini]]: Jeff Surrett
*[[Giorgio Lopez]]: Rusty
*[[Sandro Pellegrini]]: dottor Irving
*[[Roberto Stocchi]]: Yancey
|note=
*Citazioni tratte dal ridoppiaggio
}}
'''''Gli avventurieri''''', film statunitense del 1939 con [[Errol Flynn]], regia di [[Michael Curtiz]].
==Frasi==
{{cronologico}}
*Centro mondiale dei bovini Longhorn e moderna Babilonia della frontiera americana, pullulante di coloni, ladri e pistoleri. [[Dodge City]], ricca a palate per il passaggio delle mandrie dal Texas, una città che non conosce altra etica se non quella del denaro e dell'assassinio. ('''voce narrante''')
*Un [[giornalista]] come si deve ha due compiti: uno è raccontare le notizie mentre accadono e l'altro è di essere sempre pronto a scriverle prima, tralasciando il finale. ('''Joe''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Wade''': Allora, che novità ci sono a [[Dodge City|Dodge]]?<br>'''Barbiere''': Be', le stesse cose di sempre: gioco d'azzardo, bari e assassini, parecchi assassini.
*'''Abbie''': Non vorrete dire che sono un'indigena?<br>'''Wade''': No. L'unico indigeno nel Kansas è il [[bisonte]]: ha la testa molto dura, un gran brutto carattere e un futuro solitario. A parte questo non c'è confronto tra lui e voi.
==Citazioni su ''Gli avventurieri''==
*È un affresco solenne e movimentato che tende a riportare il genere alle sue origini storico-cronachistiche, al rapporto intimo con il paesaggio e alla dimensione dell'avventura collettiva, nonostante la presenza del divo [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Uno dei migliori western di Errol Flynn, 1° dei 3 girati con Curtiz. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[il Morandini]]'')
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film western]]
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Charlie Kirk
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text/x-wiki
[[File:Charlie Kirk in Tampa July 2025 (cropped).jpg|thumb|Charlie Kirk nel 2025]]
'''Charles James Kirk''', detto '''Charlie''' (1993 – 2025), attivista politico statunitense.
==Citazioni di Charlie Kirk==
{{cronologico}}
*Non esiste separazione tra Chiesa e Stato. È una finzione. Non è nella Costituzione.<ref group="fonte" name="pensalibero"/> (''The Charlie Kirk Show'', 6 luglio 2022)
*Vale la pena pagare il prezzo di alcune morti da arma da fuoco ogni anno, così da poter avere il [[II emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America|Secondo Emendamento]]... è un accordo prudente.<ref group="fonte" name="pensalibero"/> (Dichiarazione durante un evento di TPUSA a Salt Lake City, 5 aprile 2023)
*[[Michelle Obama]], donna di colore, ha un cervello inferiore di quello di una donna bianca.<ref group="fonte" name="ansa"/> (''The Charlie Kirk Show'', 13 luglio 2023)
*Un uomo che si identifica come trans sta vestendo una maschera da donna esattamente come io potrei vestire una maschera da nero. E sta facendo qualcosa di malvagio, non importa che nella sua testa lui pensi di star facendo una cosa buona: anche i nazisti lo pensavano.<ref group="fonte" name="ansa"/> (Dichiarazione durante un evento TPUSA, 26 ottobre 2023)
*[[Martin Luther King]] era pessimo. Non è una brava persona.<ref group="fonte" name="pensalibero">Citato in ''[https://www.pensalibero.it/charlie-kirk-un-martire-visionario-per-tutta-la-destra-italiana/ Charlie Kirk: un martire visionario per tutta la destra italiana...]'', ''pensalibero.it'', 21 settembre 2025.</ref> (America Fest, dicembre 2023)
*Abbiamo fatto un enorme errore quando abbiamo approvato il Civil Rights Act negli anni Sessanta.<ref group="fonte" name="pensalibero"/> (America Fest, dicembre 2023)
*Quando vedo un pilota nero su un aereo mi chiedo se è qualificato.<ref group="fonte" name="ansa"/> (''Thoughtcrime'', 18 gennaio 2024)
*Le condanne a morte dovrebbero essere pubbliche, veloci, trasmesse in televisione. Penso che a una certa età sarebbe anche un'iniziazione. A quale età si dovrebbe cominciare a vedere esecuzioni pubbliche?<ref group="fonte" name="ansa"/> (''Thoughtcrime'', 15 febbraio 2024)
*Il Partito Democratico americano odia questo Paese. Vogliono vederlo crollare. Adorano che l’America diventi meno bianca.<ref group="fonte" name="trend-online">Citato in ''[https://www.trend-online.com/2025/09/15/charlie-kirk-frasi/ Charlie Kirk, le frasi più controverse dell’attivista conservatore]'', ''trend-online.com'', 15 settembre 2025.</ref> (''The Charlie Kirk Show'', 20 marzo 2024)
*Serve un processo in stile Norimberga per ogni medico delle cliniche che praticano l'affermazione di genere... vanno messi in prigione rapidamente.<ref group="fonte" name="pensalibero"/> (''The Charlie Kirk Show'', 1 aprile 2024)
*L'aborto va vietato. Se mia figlia di dieci anni venisse violentata dovrebbe partorire.<ref group="fonte" name="ansa">Citato in ''[https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2025/09/11/le-frasi-shock-di-charlie-contro-neri-trans-islam_6a6be638-2dd8-4e51-862c-751ec6f0e53a.html Le frasi shock di Charlie contro neri, trans, Islam]'', ''ansa.it'', 11 settembre 2025.</ref> (''Can 25 Liberal College Students Outsmart 1 Conservative?'', YouTube, 8 settembre 2024)
*L'islam non è compatibile con la civiltà occidentale.<ref group="fonte" name="ansa"/> (''The Charlie Kirk Show'', 24 giugno 2025)
*Dovrebbe essere legale bruciare una bandiera arcobaleno o di "Black Lives Matter" in pubblico.<ref group="fonte" name="ansa"/> ([https://x.com/charliekirk11/status/1960058372759159005 Tweet] del 25 agosto 2025)
*Rifiuta il femminismo. Sottomettiti a tuo marito, [[Taylor Swift|Taylor]]. Non sei tu a comandare.<ref group="fonte" name="trend-online"/> (''The Charlie Kirk Show'', 26 agosto 2025)
==Citazioni su Charlie Kirk==
*Dinanzi alla morte chi non abbassa il capo coltiva i semi dell'odio. Non lo ha fatto la moglie al funerale, lo ha fatto il [[Donald Trump|Presidente degli Stati Uniti]]. Dinanzi a quella bara lui ha detto [...] che Charlie Kirk è un simbolo della libertà. "Penso che [[Michelle Obama]] ha il cervello più piccolo di una donna bianca"; "se stuprano mia figlia io le dico devi tenerti il bambino. Ti piaccia o no. Devi, perché? Legge di Dio"; "la pena di morte io la metterei in televisione [...], che la vedessero i bambini". Chi ha parlato così era un uomo che, come tutti in democrazia, aveva il diritto di pronunciare anche delle bestialità, ma chi ha parlato così non era un simbolo della libertà. ([[Gianni Cuperlo]])
*Dovremmo essere chiari su chi era Charlie Kirk: un uomo che credeva che il Civil Rights Act, che garantiva agli afroamericani il diritto di voto, fosse un “errore”, che dopo il violento attacco a Paul Pelosi affermò che “qualche straordinario patriota là fuori” avrebbe dovuto salvare il suo aggressore e accusò gli ebrei di controllare “non solo le università, ma anche le organizzazioni non profit, il cinema, Hollywood, tutto”. La sua retorica e le sue convinzioni erano ignoranti e cercavano di privare il diritto di voto a milioni di americani, invece di “lavorare instancabilmente per promuovere l’unità”. ([[Alexandria Ocasio-Cortez]])
*Mi scuso per aver detto che Charlie Kirk sosteneva la lapidazione degli omosessuali. Quello che ha effettivamente dimostrato è come alcune persone tendano a selezionare solo alcuni passaggi della Bibbia. ([[Stephen King]])
*Non considero [...] Charlie Kirk un "martire" della libertà di parola, come sostiene la propaganda: quando nel 1960 un uomo uccise una donna e disse di averlo fatto dopo aver visto ''[[Psycho]]'', [[Alfred Hitchcock]] fece notare che quest'uomo prima dell'uscita del suo celebre thriller aveva già ucciso altre due donne, "e vorrei sapere i titoli dei film che ha visto prima" fu la chiosa del regista. E questa arguta osservazione, nel paese dove in passato ben due presidenti degli Stati Uniti sono stati uccisi con armi da fuoco, vale anche per lo psicolabile, e armato, Tyler Robinson. È una tragedia, certo, ma non facciamone un dramma. ([[Saverio Raimondo]])
==Fonti==
<references group="fonte" />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Attivisti statunitensi]]
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Massimo Mazzucco
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[[File:MassimoMazzucco2019.jpg|thumb|Massimo Mazzucco nel 2019]]
'''Massimo Mazzucco''' (1954 – vivente), regista, sceneggiatore e blogger italiano.
==Citazioni di Massimo Mazzucco==
{{cronologico}}
*Il [[debunker]] non è affatto la persona dello [[scetticismo|scettico]], anzi, è il suo esatto opposto. Lo scettico è una persona che è alla ricerca della verità, che è quindi aperto teoricamente a tutte le soluzioni possibili, ma che esige giustamente una serie di prove concrete, prima di prendere posizione in un modo come nell'altro. In questo senso, anzi, lo scettico sul nostro sito è la figura più rispettata di tutte, perché questo è il nostro modo di lavorare, cioè prima i fatti, poi le analisi e poi eventualmente le conclusioni. Il debunker invece, non è necessariamente dalla parte della verità: lui sta sempre e comunque dalla parte della versione ufficiale. Parte quindi dalla conclusione, dicendo "non è possibile che sia stato un auto attentato", oppure "non è vero che a Dallas ci fosse stato un complotto" e poi lavora all'indietro, cioè cerca di far quadrare i fatti che esistono e che tutti conoscono, per farli combaciare con questa sua conclusione che lui ha scelto all'inizio [...]. Quindi quello del debunker è un lavoraccio, intendiamoci, è molto difficile, perché ti trovi in certe situazioni in cui è veramente difficile cavartela.<ref>Da ''[https://www.youtube.com/watch?v=dQmXAHsYpf4 11 settembre : La demolizione controllata di Paolo Attivissimo]'', video disponibile su ''youtube.com'', min. 0:23.</ref>
*{{NDR|Nell'ambito delle [[teorie del complotto sugli attentati dell'11 settembre 2001]]}} Per quanto sorgessero su uno dei terreni più prestigiosi e redditizi del mondo, dopo trent'anni le [[World Trade Center|Torri Gemelle]] erano diventate decisamente obsolete. Con ciascun piano costruito come uno spazio aperto di quattromila metri quadrati, il costo per riscaldare questi due giganti d'inverno e per mantenerli freschi d'estate, era diventato astronomico. Dopo l'attentato del '93, inoltre, il numero degli affittuari era fortemente calato ed era stato molto difficile riportarlo ai livelli di normalità. Ma il problema più grave per le Torri Gemelle, era rappresentato dall'enorme quantità di amianto che contenevano. Costruite in un'epoca in cui l'amianto non era ancora stato proibito, almeno quattrocento tonnellate di questo materiale altamente tossico, furono usate sia come protezione antincendio per le strutture in acciaio, sia come isolante termico per chilometri e chilometri di tubatura d'acqua e per i condotti dell'aria condizionata. L'amianto era anche presente nei pannelli dei controsoffitti, nelle trombe degli ascensori e nelle piastrelle in vinile dei pavimenti [...]. A quel punto la proprietà delle Torri Gemelle si trovò fra l'incudine e il martello: da una parte non si potevano più effettuare le manutenzioni senza dover affrontare anche i costi per la rimozione dell'amianto, dall'altra non si poteva far demolire gli edifici, proprio per la grande quantità di amianto che contenevano. L'unica possibilità che restava era di smontarle e portarle via un pezzo alla volta, ma questo avrebbe comportato un costo tale, che nessuno si sognò mai nemmeno di calcolarlo.<ref>Da ''[https://www.youtube.com/watch?v=PRGt3_xeW9k Il piccolo segreto delle Torri Gemelle]'', video disponibile su ''youtube.com''.</ref>
*{{NDR|Nell'ambito della [[teoria del complotto lunare]] }} [...] purtroppo, dal punto di vista puramente tecnico, le fotografie risultano fatte con strumenti come luci artificiali aggiuntive, fondali, pannelli e cose che sulla Luna non ci sono. Quindi, diciamo, per un fotografo professionista è abbastanza facile vedere i problemi di queste foto.<ref>Dall'intervista di Beatrice Silenzi per ''Radio Linea N°1''; [https://www.youtube.com/watch?v=pu7t8oCuqdY video] disponibile su ''youtube.com'', min. 2:41.</ref>
*{{NDR|«Ci siamo andati o no sulla luna?»}} Io sono convinto di no, ovviamente non voglio convincere nessuno, non voglio forzare nessuno, a credere come me. [...] Ovviamente tutti gli elementi che ho messo insieme io, portano me a essere convinto che non ci siamo andati.<ref>Dall'intervista di Beatrice Silenzi per ''Radio Linea N°1''; [https://www.youtube.com/watch?v=pu7t8oCuqdY video] disponibile su ''youtube.com'', min. 12:46.</ref>
*[...] la macchina di [[Hollywood]] è proprio una macchina, cioè uno schiacciasassi, nel senso ha regole precisissime che producono sempre il massimo del risultato, ma a costo della personalità. Non è possibile avere la tua personalità all'interno della macchina di Hollywood, a meno di essere uno come Coppola, uno come Cameron, questi personaggi qui, che comunque si sono fatti, anche loro, dal niente. La macchina di Hollywood ti distrugge perché è fatta in modo, ed è geniale in questo, da poter sostituire qualunque pezzo del meccanismo, senza che cambi il prodotto finale. Nessuno è indispensabile a Hollywood.<ref>Dall'intervista di Eugenio Miccoli, ''[https://mepiu.it/una-vita-contro-l-intervista-a-massimo-mazzucco-eugenio-miccoli-metour2020/ UNA VITA CONTRO. L'intervista A Massimo Mazzucco. #MeTour2020]'', ''mepiu.it'', 9 ottobre 2020.</ref>
{{Int|''[https://www.pressenza.com/it/2020/05/massimo-mazzucco-informare-per-resistere/ Massimo Mazzucco: informare per resistere]''|''pressenza.com'', 16 maggio 2020}}
*[[Cospirazione|Complottista]] è un termine inventato negli anni sessanta con l'omicidio Kennedy per definire coloro che sostenevano le teorie del complotto governativo. È un termine che è diventato ormai d'uso e che è molto comodo per etichettare e marginalizzare una persona che pensa e dice cose differenti dall'opinione comune. Quando un unico messaggio viene fatto passare per vero su tutte le reti delle nostre televisioni e su tutte le testate giornalistiche nazionali, ecco che chi si discosta da quella posizione (come faccio io) viene chiamato complottista e automaticamente le sue teorie e le sue informazioni perdono di valore e non c'è più bisogno né possibilità di confronto.
*Ho cominciato molti anni a fare quella che oggi è definita [[controinformazione]]; la quantità di visualizzazioni e quindi di interesse che le persone manifestano verso questi temi è aumentata esponenzialmente. Siamo ancora la minoranza tuttavia il popolo sta cambiando grazie a internet e sempre più persone cominciano a usare il pensiero critico. I poteri costituiti da sempre utilizzano i mezzi d'informazione come cassa di risonanza per i propri messaggi e attraverso la ripetizione continua delle stesse cose mirano all'indottrinamento del popolo. Oggi, la controinformazione sta ricevendo forti attacchi perché il potere ha capito che internet è un'arma a doppio taglio: da un lato tiene in piedi l'economia ma dall’altro è il mezzo attraverso cui i messaggi alternativi crescono e con essi cresce la conoscenza. Questo momento è una grande palestra per l'umanità: è il momento per re-imparare a ragionare con la propria testa.
*{{NDR|Riferendosi alle restrizioni imposte dalla [[Pandemia di COVID-19]]}} È chiaro che ci sono persone che amano controllare i cittadini e che per mantenere lo stato di cose, in cui queste stesse persone detengono il potere devono, fare azioni che facciano sentire la propria forza. L'11 settembre è stata un'occasione meravigliosa per queste persone per far partire una serie di azioni che restringessero e libertà individuali dapprima in America e poi ne resto del mondo. I Patriot Act 1 e 2 dovevano essere misure provvisorie ma sono poi diventate definitive. In questo momento rischiamo lo stesso. Il fatto che il cittadino si sia abituato alla presenza della forza armata, al dover mostrare in continuazione i propri documenti, al vedere il limitare la propria libertà individuale anche negli atti più semplici è un passo verso la normalizzazione di uno stato di regime.
*Stiamo andando incontro a una società dominata dallo scientismo tecnologico e dal pensiero unico dominante. Ci stanno imponendo un unico modo di pensare e chiunque agisca fuori da questi binari viene marginalizzato: vediamo chiaramente che il mainstream ospita e da voce solo a chi si conforma. Quando si impone un pensiero unico si crea automaticamente un controllo sulle mente delle persone che o per ignoranza (mancanza di altre informazioni) o per paura si adeguano al messaggio dominante sospendendo il proprio ragionare. La situazione va in questa direzione e tutti i provvedimenti sostenuti e promossi dal mainstream diventano per la maggior parte delle persone legittimi e necessari.
*L'uomo non sempre vuole la verità. C'è un proverbio che dice che la maggior parte delle persone preferisce una comoda bugia a una scomoda verità. Questo rende l'impresa di chi vuole informare, aprendo un vasto ventaglio di possibilità, molto difficile. Si potrebbe pensare che basti rivelare la verità affinché la persone aprino gli occhi, ma non è così. Nella mente delle persone, quando arriva una notizia che mette in crisi le loro credenze, si scatena un processo chiamato dissonanza cognitiva. Se hai una certa idea di quello che è il mondo e io ti porto l'ipotesi contraria, questo si scontra con i tuoi principi e disturba il tuo arredamento mentale, quindi devi cominciare a fare un cambiamento nella tua mente e la maggior parte delle persone preferisce non farlo.
*L'unica rivoluzione possibile, a mio avviso, oggi è quella dell'informazione. Il potere basa il suo dominio sulla paura e sull'ignoranza, manipolando le menti attraverso i suoi canali di informazione. Siamo tanti: non possono sottometterci con la forza, devono farlo con la convinzione. La presa smette di essere stretta nel momento in cui l'individuo comincia a ragionare con la propria testa e a risvegliare il proprio senso critico. Ognuno di noi è tenuto a far girare al massimo tutte le informazioni che distruggono il potere. Questo toglierà la possibilità di sottometterci.
==''luogocomune.net''==
{{cronologico}}
*La prima prova dell'esistenza delle scie chimiche infatti proviene dalle stesse fonti istituzionali che cercano di nasconderne l'esistenza. Come abbiamo detto altre volte, la presenza delle scie chimiche nel mondo ormai è talmente evidente che è diventato impossibile fingere di non vederle. Qualcuno quindi deve aver pensato che fosse meglio riconoscerne l'esistenza, cambiando magari nel frattempo il nome di questo fenomeno.<ref name=scie>Da ''[https://luogocomune.net/scie-chimiche/10-prove-sull-esistenza-delle-scie-chimiche 10 prove sull'esistenza delle scie chimiche]'', 27 novembre 2010.</ref>
*Non dimentichiamo inoltre che non c'è solo la Russia, ovviamente. Nel 2001 nei soli Stati Uniti erano in corso almeno 66 diversi programmi di modificazione del tempo. (Alla faccia dei "piccoli interventi locali"). E questo non comprende tutte le attività di modificazione del tempo svolte regolarmente da compagnie private in tutta America, che non sono soggette a nessuna restrizione o controlli particolari. Poi c'è la Cina, che sembra essere all'avanguardia nelle tecniche di modificazioni del tempo. Nel 2008 il Guardian segnalava che in Cina esiste un vero e proprio "ministero" addetto alla modificazione del tempo, che impiega oltre 53.000 dipendenti. E se le fanno regolarmente Russia, Stati Uniti e Cina, non si comprende perché in Europa le cose dovrebbero andare diversamente. Come facciamo quindi a sapere che tutte queste irrorazioni di sostanze chimiche sono perfettamente innocue e non nocive? [...] In realtà nessuno è in grado di dimostrarlo, mentre dalle centinaia di esami di laboratorio svolte da cittadini e ricercatori un po' dappertutto nel mondo risulta piuttosto il contrario.<ref name=scie/>
*Una volta le [[teoria del complotto sulle scie chimiche|scie chimiche]] erano uno sporco segreto. Ora che il segreto è stato svelato, le scie chimiche diventano ufficialmente delle innocenti "scie di condensa" [...].<ref>Da ''[https://luogocomune.net/scie-chimiche/la-metabolizzazione-della-bugia La metabolizzazione della bugia]'', 8 gennaio 2018.</ref>
*La cosa più paradossale di questo [[Referendum costituzionale in Italia del 2026|referendum]] è che quasi nessuno ha votato sulla giustizia. Si è votato per decidere se le intenzioni del governo di riformare la giustizia fossero sincere oppure no. Non sfugge infatti a nessuno che il nostro sistema giuridico sia profondamente malato. Ma quasi nessuno degli italiani era in grado di capire se le riforme proposte lo avrebbero effettivamente migliorato. Una cosa però gli italiani l'hanno capita: i partiti di governo avevano una voglia matta, quasi sfrenata, di vincere a tutti i costi. E questo ha fatto aumentare i sospetti. A questi sospetti si aggiungano le uscite maldestre di Nordio ("Prima o poi anche la sinistra trarrà vantaggio dalla riforma"), della sua vice Bartolozzi ("Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura"), di Tajani ("L'ordinamento giudiziario è quello voluto dal fascismo dove l'imputato è colpevole"), per non parlare della ciliegina finale della Meloni ("Se passa il no avremo per le strade spacciatori e pedofili"). Di fronte a uscite del genere, l'italiano medio non ha più bisogno di capire i tecnicismi della riforma. Capisce che da parte del governo c'è, nella migliore delle ipotesi, una crassa ignoranza, e nella peggiore, vera e propria malafede. E quindi vota no. Il voto del referendum non è stato sulla giustizia, è stato sulla sincerità di chi lo proponeva.<ref>Da ''[https://luogocomune.net/politica-italiana/risultato-referendum Referendum: perché ha vinto il "no"]'', 23 marzo 2026.</ref>
*Non bastava l'alleanza criminale fra Netanyahu e Trump, che insieme hanno deciso di spianare Gaza, di attaccare l'Iran, di permettere ai coloni di espandersi ulteriormente in Cisgiordania, e di dare mano libera all'IDF in Libano. Ora questa alleanza militare diventa istituzionale, ed entra ufficialmente a fare parte dei [[Relazioni bilaterali tra Israele e Stati Uniti d'America|rapporti fra USA e Israele]]. [...] Praticamente, "andiamo a fare la guerra insieme". [...] E per fortuna – come ci dicevano alcuni – che Trump voleva "fottere" Netanyahu. Chissà se avesse voluto aiutarlo. Trust the Plan, mi raccomando.<ref>Da ''[https://luogocomune.net/geopolitica/nasce-ufficialmente-l-alleanza-militare-usraele Nasce ufficialmente l'alleanza militare Usraele]'', 1° giugno 2026.</ref>
*{{NDR|Riferendosi a Nicole Minetti}} Quando la tua "igienista dentale" diventa consigliere regionale nelle liste del tuo partito, è chiaro che le sue qualità non sono quelle politiche. Quando affidi a una come lei l'organizzazione delle notti brave di Arcore, con tanto di reclutamento e gestione delle "olgettine", è chiaro che stiamo parlando di una maitresse in piena regola. Tanto che è stata condannata in via definitiva per favoreggiamento della prostituzione (e anche per rimborsi illeciti in Regione). Quando mandi lei in questura a ritirare "la nipote di Mubarak" per tuo conto, è chiaro che non lo fai perchè conti sulle sue doti diplomatiche, ma perché stai mandando un messaggio di potere ai poveri poliziotti che hanno arrestato Ruby. Ecco, quando un personaggio del genere chiede la grazia, e questa grazia le viene concessa per "una seria e concreta volontà di riscatto sociale" e per una "radicale presa di distanza dal suo passato deviante", è chiaro che è semplicemente in corso una operazione politica per salvare dalla condanna una prediletta di Berlusconi.<ref>Da ''[https://luogocomune.net/politica-italiana/caso-minetti-non-serve-leggere-le-carte Caso Minetti: non serve leggere le carte]'', 4 giugno 2026.</ref>
{{Int|''[https://old.luogocomune.net/site/modules/911/ 11 Settembre]''}}
*Accecati dall'orrore e dalla polvere, scossi dall'emozione, catturati dall'incedere di eventi sempre più impossibili, abbiamo lasciato scorrere sotto i nostri occhi tanti piccoli dettagli che solo a distanza di tempo, rivisti e analizzati con il supporto di esperti del settore, sembrano suggerire una certa quota di complicità da parte dell'amministrazione americana, se non un vero e proprio "autoattentato", messo in scena dagli stessi personaggi che ne avrebbero poi tratto un indiscutibile vantaggio di tipo politico, economico e strategico a livello globale. Non è quindi di "antiamericanismo" che si tratta, e non è "contro" le istituzioni che ci si rivolge, ma si chiede anzi chiarezza proprio nel nome e per la salvaguardia di quelle istituzioni, che vorremmo in tutti i modi mantenere sane ed efficienti. Che siano due oppure duemila, nessun numero di mele marce potrà mai giustificare il mancato tentativo, da parte di quelle sane, di mantenere intatto l'unico grande cesto che ormai tutti dobbiamo condividere. Se globalizzazione deve essere, che lo sia anche sul piano giuridico, etico e morale, e non solo su quello materiale. (dalla sezione ''Introduzione all'11 settembre'')
*Anche il volo UA93, un Boeing 757 della United che secondo la versione ufficiale è stato abbattuto dai passeggeri in rivolta, è precipitato in una zona rurale della Pennsylvania senza lasciare un solo frammento che permettesse di identificarlo. In questo caso la scomparsa dell'aereo è ancora più sconcertante, poiché non abbiamo a che fare con un edificio come il Pentagono, che bene o male può averne inghiottito una parte, ma con una semplice buca a cielo aperto, perfettamente ritagliata nel terreno, relativamente stretta e poco profonda, nella quale non si vede assolutamente nulla che si possa ricondurre ad un Boeing 757 carico di carburante e di passeggeri. (dalla sezione ''Un altro boeing scomparso'')
*La versione ufficiale vorrebbe che la struttura portante delle due torri, già parzialmente sventrate dagli aerei, col passare del tempo si sia indebolita per l'effetto degli incendi, fino a cedere del tutto. Ma in realtà l'acciaio dei piloni della struttura portante [...] non può in nessun modo essersi fuso alla temperatura di un incendio come quello delle torri. Prima di tutto, l'incendio iniziale ha esaurito quasi subito la sua forza, al punto che vi sono svariate immagini in cui addirittura si vede gente aggirarsi nella voragine stessa provocata dall'aereo. Ma indipendentemente da come si sia sviluppato l'incendio, l'acciaio fonde a 1535° C e non uno di meno, e lì dentro non può certo esserci mai stata quella temperatura (nemmeno al momento dell'esplosione, che si può valutare al massimo sugli 800° C, e solo per pochi secondi). Non si spiegherebbe altrimenti come per saldarlo sia necessaria una potente fiamma ossidrica, se bastasse qualche bidone di kerosene per renderlo molle come cioccolata. (dalla sezione ''Le Torri Gemelle'')
*Mentre tutti noi trascorrevamo, ignari, l'ultimo giorno di un mondo ormai dimenticato, a Washington c'era chi evidentemente aveva molta fretta di entrare in quello che stava per arrivare. Nonostante l'amministrazione Bush sia sembrata cadere dalle nuvole di fronte agli attentati a Torri e Pentagono, un preciso piano di guerra per attaccare l'Afghanistan era stato messo sulla scrivania di Bush proprio il 10 di settembre, in attesa del suo ritorno dalla Florida [...]. È interessante notare come una notizia di questa portata non sia mai più stata ripresa dai grandi media tradizionali, nè in TV nè su carta stampata. È come se i giornalisti americani avessero voluto mettere gli indizi sotto il naso dei lettori, ma avessero poi lasciato a loro il compito di porsi la più naturale delle domande che ti viene a quel punto: ma come facevano a saperlo? (dalla sezione ''Introduzione all'11 settembre'')
*Non solo il secondo aereo, che ha colpito la Torre Sud dopo oltre mezz'ora dal dirottamento, avrebbe potuto essere intercettato con comodità, ma addirittura il terzo ha scorrazzato per oltre 30 minuti in quello che è considerato lo spazio aereo meglio difeso del mondo. Il quarto aereo infine, prima di schiantarsi al suolo, aveva a sua volta viaggiato per oltre mezz'ora nelle stesse condizioni del penultimo. Inoltre, come si può vedere dalla cronologia dei 4 voli, queste tre "mezze ore" circa di libertà ciascuno sono arrivate l'una dopo l'altra, e non contemporaneamente, il che porta il tempo totale di cieli sguarniti ad un'ora e mezza in tutto. (dalla sezione ''Un sistema a prova di errore'')
*Quanti edifici, con struttura portante in acciaio, sono crollati totalmente, a causa di uno o più incendi, nel corso della moderna storia dell'ingegneria? È una domanda molto semplice e la sua risposta può aiutarci a capire che cosa sia successo l'11 Settembre al World Trade Center. Se si esclude quel giorno, infatti, la risposta alla domanda precedente è nessuno [...] Le analogie tra una demolizione controllata ed il crollo degli edifici del World Trade Center sono moltissime e non sono riscontrabili, normalmente, in un crollo spontaneo. È ragionevole pensare che si siano verificate tutte assieme, fortuitamente, per ben tre edifici crollati lo stesso giorno? O è più ragionevole ritenere che le torri del World Trade Center siano state distrutte tramite una qualche forma di demolizione controllata? (dalla sezione ''La distruzione del World Trade Center. Crolli passivi o demolizioni?'')
{{Int|''[https://old.luogocomune.net/site/modules/911/index.php?filename911/0-Intro/precstor/precstor.html I precedenti storici - Pearl Harbour e II Guerra Mondiale]''}}
*In una situazione di tensione sempre crescente, gli americani non trovarono di meglio che "dimenticarsi" l'intera flotta ancorata nel Golfo di [[Teoria del complotto sull'attacco di Pearl Harbor|Pearl Harbour]] (Hawaii, territorio USA) in una vulnerabilissima "posizione di riposo", con le navi allineate in fila indiana, e addirittura accoppiate a due alla volta, cioè nella assoluta impossibilità di togliersi velocemente da quella posizione. Per i giapponesi la tentazione di un "controfilotto" con il quale distruggere metà della flotta americana nel Pacifico deve essere stata irresistibile, e così il mattino del 7 Dicembre 1941, mentre si mettevano in movimento aerei, navi d'appoggio e sommergibili, l'ambasciata giapponese a Washington consegnava al governo americano una formale dichiarazione di guerra.
*Ci sarebbe stato ancora tutto il tempo per avvisare Pearl Harbour, e mettere gli uomini - che stavano beatamente prendendo il sole sulla tolda delle navi - almeno in stato di allerta. Ma sfortuna volle che proprio quel mattino "l'unico traduttore ufficiale dal giapponese fosse introvabile", e si persero così minuti preziosi per avvisare la flotta americana dell'avvenuta entrata in guerra. (Sarà davvero necessario consultare un traduttore, per capire che gli ambasciatori di una nazione ostile ti hanno appena dichiarato guerra?)
*Nel frattempo, gli operatori radar nel Pacifico avevano decodificato l'attacco giapponese in corso, ma non riuscivano a loro volta ad avvisare Pearl Harbour, a causa di una improvvisa "interruzione del ponte radio con le Hawaii". Fu così che l'allarme dovette essere telegrafato tramite il normale ufficio postale, e stava venendo consegnato al comandante del porto da un fattorino in bicicletta, proprio nel momento in cui i primi siluri giapponesi cominciavano a seminare morte e distruzione fra i marinai ignari di tutto. Sia la sequenza incredibile di intoppi, sia il discorso indignato di Roosevelt, che trascinò in poche ora la nazione in guerra, avrebbero trovato dei riscontri particolarmente sconcertanti nei fatti dell'undici settembre 2001, ovvero nella "nuova Pearl Harbour" tanto auspicata dai neocons soltanto un anno prima.
{{Int|''[https://old.luogocomune.net/site/modules/sections/index.php?op{{=}}viewarticle&artid{{=}}19&page{{=}}1 The Truth is in the Pictures]''}}
*[...] l'America era partita nettamente in ritardo nella corsa allo spazio, e mentre loro erano appena riusciti a mettere in orbita uno scimpanzè, sulle loro teste passava beffardo il "cosmonauta" Yuri Gagarin, che diventava così il primo essere umano ad essere uscito dall'atmosfera terrestre. [...] Non sappiamo quindi in che momento esatto possa esser nata l'idea di "fingere il tutto", ma fra quel giorno e il fatidico 1969 - scadenza dell'impegno preso pubblicamente da Kennedy- qualcuno deve di sicuro averci almeno pensato. Curiosamente, fu proprio l'assassinio di Kennedy a fare da pietra miliare nella storia della comunicazione, nel senso che molti oggi fanno risalire a quell'evento l'inizio della cosiddetta "era mediatica", nella quale - come avrebbe poi puntualizzato Mac Luhan - "il mezzo è il messaggio". Ovvero, la TV "diventa" la realtà. In assenza di piazze, nelle quali convergere nei momenti di crisi, per la prima volta in quel Novembre del '63 gli americani, scioccati dall'assassinio del presidente, si erano riuniti attorno al "focolare elettronico", che da quel momento divenne per tutti la nuova "realtà". Fu così che quando, nel '69, la TV ci mostrò degli uomini sulla Luna, divenne automaticamente "vero" per tutto il mondo che l'uomo fosse andato sulla Luna. Lo aveva detto la TV.
*Prima di tutto, non è affatto vero che sia necessario coinvolgere "migliaia", o anche solo "centinaia" di persone, nella colossale bugia. Anzi, molti degli addetti ai lavori sarebbero stati proprio le prime vittime di questo mastodontico inganno: a differenza di quello che si crede, le comunicazioni in diretta fra Apollo 11 e "Houston" erano avvenute soltanto per i primi dieci/quindici minuti dopo il lancio del Saturno. Dopodiché, per qualche motivo non chiaro, il ponte radio era stato rilevato da una misteriosa "stazione secondaria", lontana da Houston, che rimandava a sua volta le comunicazioni alla sala di controllo. Ovvero, le centinaia di persone che abbiamo visto alzarsi e applaudire all'unisono, al "touchdown" lunare di Apollo, in tutta probabilità stavano guardando lo stesso nastro registrato che abbiamo visto tutti noi.
*{{NDR|Armstrong, Aldring e Collins}} [...] vengono ricevuti e complimentati nientedimeno che da Nixon in persona. D'accordo, saranno anche stanchi, ma capita davvero tutti i giorni di tornare dalla Luna, e di incontrare il tuo presidente, per fare quella faccia? Al di là di quale sia il numero esatto di persone al corrente della messinscena, vi è un meccanismo, che si può definire "bugia nella bugia", che permette di salvaguardare un segreto di questo genere per lungo tempo, e nonostante le molte persone coinvolte. Bisogna che ciascuno di loro sia convinto che dalla salvaguardia di quel segreto derivi, ad esempio, la sicurezza nazionale ("se non fingiamo di arrivare per primi sulla Luna, i russi ci batteranno e domineranno il mondo"), ed ecco che i migliori difensori della bugia diventano proprio coloro che ne sono stati le prime vittime.
*E così, mentre il popolo americano festeggiava la vittoria su quello russo, i veri sconfitti erano le popolazioni di ambedue i continenti, alle quali fu fatta trangugiare una bugia storica di dimensioni colossali. Come sempre, i potenti si mettono d'accordo sopra le nostre teste, e i fessi restiamo comunque noi.
==Citazioni su Massimo Mazzucco==
*{{NDR|Rivolgendosi a Mazzucco}} Wikipedia! Almeno legga Wikipedia! Tutti i nostri ragazzi la leggono prima di aprire bocca. ([[Gianni Riotta]])
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Teoria del complotto]]
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Mazzucco, Massimo}}
[[Categoria:Blogger italiani]]
[[Categoria:Registi italiani]]
[[Categoria:Sceneggiatori italiani]]
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Senecio
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Marcella Medici (BEIC)
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[[File:Il Ruwenzori, 1908 - BEIC IE7203615 - attraversando una foresta di seneci.jpg|miniatura|Foresta di senceci - Uganda]]
Citazioni sul '''senecio'''.
*Avvicinandosi al fondo della valle, si è sorpresi di trovarvi un largo tratto di bosco di seneci coi tronchi e rami nudi, anneriti ed in parte carbonizzati da un incendio recente. Fra gli scheletri degli alberi morti sorgono già nuove piante giovani che, col tempo, ricostruiranno il bosco. Non v'è attorno nessun segno che indichi il passaggio dell'uomo, e non è neppure verosimile che gli abitanti delle valli si siano spinti fin quassù, senza alcuna ragione; deve quindi trattarsi di un incendio spontaneo o provocato da un fulmine. Lo spesso mantello di foglie morte, che pendono rovesciate in basso attorno ad ogni ramo dei seneci, sotto il ciuffo terminale di foglie verdi, al quale è in gran parte dovuto l'aspetto bizzarro di queste strane piante, forma un abbondante materiale facile ad accendersi, anche solo pel calore sviluppato nelle fermentazioni, particolarmente attive ed energiche in questi climi.<br>Ad ogni modo il fatto è interessante, perché prova che talvolta vi deve essere una sosta nelle pioggie abbastanza lunga da permettere ai detriti vegetali di asciugarsi, altrimenti, impregnati d'acqua come sono di solito, parrebbe impossibile che potessero diventare una sorgente d'incendio. ([[Filippo De Filippi (1869-1938)|Filippo De Filippi]])
==Altri progetti==
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[[File:Il Ruwenzori, 1908 - BEIC IE7203615 - attraversando una foresta di seneci.jpg|miniatura|Foresta di seneci in Uganda]]
Citazioni sul '''senecio'''.
*Avvicinandosi al fondo della valle, si è sorpresi di trovarvi un largo tratto di bosco di seneci coi tronchi e rami nudi, anneriti ed in parte carbonizzati da un incendio recente. Fra gli scheletri degli alberi morti sorgono già nuove piante giovani che, col tempo, ricostruiranno il bosco. Non v'è attorno nessun segno che indichi il passaggio dell'uomo, e non è neppure verosimile che gli abitanti delle valli si siano spinti fin quassù, senza alcuna ragione; deve quindi trattarsi di un incendio spontaneo o provocato da un fulmine. Lo spesso mantello di foglie morte, che pendono rovesciate in basso attorno ad ogni ramo dei seneci, sotto il ciuffo terminale di foglie verdi, al quale è in gran parte dovuto l'aspetto bizzarro di queste strane piante, forma un abbondante materiale facile ad accendersi, anche solo pel calore sviluppato nelle fermentazioni, particolarmente attive ed energiche in questi climi.<br>Ad ogni modo il fatto è interessante, perché prova che talvolta vi deve essere una sosta nelle pioggie abbastanza lunga da permettere ai detriti vegetali di asciugarsi, altrimenti, impregnati d'acqua come sono di solito, parrebbe impossibile che potessero diventare una sorgente d'incendio. ([[Filippo De Filippi (1869-1938)|Filippo De Filippi]])
==Altri progetti==
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Referendum costituzionale in Italia del 2026
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[[File:Italian ballot paper for 2026 constitutional referendum (front).svg|thumb|Fac-simile del fronte della scheda per il referendum confermativo del 22 e 23 marzo 2026]]
Citazioni sul '''referendum costituzionale in Italia del 2026'''.
*La cosa più paradossale di questo referendum è che quasi nessuno ha votato sulla giustizia. Si è votato per decidere se le intenzioni del governo di riformare la giustizia fossero sincere oppure no. Non sfugge infatti a nessuno che il nostro sistema giuridico sia profondamente malato. Ma quasi nessuno degli italiani era in grado di capire se le riforme proposte lo avrebbero effettivamente migliorato. Una cosa però gli italiani l'hanno capita: i partiti di governo avevano una voglia matta, quasi sfrenata, di vincere a tutti i costi. E questo ha fatto aumentare i sospetti. A questi sospetti si aggiungano le uscite maldestre di Nordio ("Prima o poi anche la sinistra trarrà vantaggio dalla riforma"), della sua vice Bartolozzi ("Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura"), di Tajani ("L'ordinamento giudiziario è quello voluto dal fascismo dove l'imputato è colpevole"), per non parlare della ciliegina finale della Meloni ("Se passa il no avremo per le strade spacciatori e pedofili"). Di fronte a uscite del genere, l'italiano medio non ha più bisogno di capire i tecnicismi della riforma. Capisce che da parte del governo c'è, nella migliore delle ipotesi, una crassa ignoranza, e nella peggiore, vera e propria malafede. E quindi vota no. Il voto del referendum non è stato sulla giustizia, è stato sulla sincerità di chi lo proponeva. ([[Massimo Mazzucco]])
*{{NDR|16 marzo 2026}} Penso che il referendum sia anche l'unica occasione che i cittadini hanno – e per cittadini intendo tutte le persone di buon senso, di destra e di sinistra – di dire a gran voce che non sono d'accordo con queste sentenze surreali, che mettono a repentaglio la loro sicurezza e che disegnano uno Stato che pretende di essere perfino proprietario dei tuoi figli. Perché quando non siete d'accordo con la politica lo potete dire, lo dite in libere elezioni, cambiate governo, colpite i partiti politici, ma lo potete dire. Quando invece pensate che la giustizia non sia funzionando non potete fare niente. Nessuno può fare niente, salvo stavolta. Quella che noi abbiamo il 22 e il 23 di marzo è una occasione straordinaria. ([[Giorgia Meloni]])
*{{NDR|Il 27 febbraio 2025}} Se arriveremo al referendum rischieremmo di perderlo di brutto, lo perderà il sistema ma perché sarà un referendum pro o contro i magistrati, e in questo momento la magistratura non gode di buona stampa. ([[Raffaele Cantone]])
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Sono convinto che il Sì vincerà con uno scarto molto importante, almeno cinque punti, ma più probabilmente tra i dieci e i quindici. ([[Italo Bocchino]])
==Voci correlate==
*[[Riforma costituzionale Meloni-Nordio]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}}
[[Categoria:Diritto costituzionale]]
[[Categoria:Elezioni]]
[[Categoria:Storia d'Italia]]
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L'avventuriero di Macao
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Spinoziano
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text/x-wiki
{{Film
|titolo italiano = L'avventuriero di Macao
|titolo alfabetico = Avventuriero di Macao
|immagine = Macao (film) 1952. Josef von Sternberg, Nicholas Ray, directors - L to R Jane Russel, Robert Mitchum.jpg
|didascalia = [[Jane Russell]] e [[Robert Mitchum]] nel film
|genere = avventura
|regista = [[Josef von Sternberg]]
|soggetto = [[Bob Williams (scrittore)|Bob Williams]]
|sceneggiatore = [[Bernard C. Schoenfeld]], [[Stanley Rubin]]
|attori =
*[[Robert Mitchum]]: Nick Cochran
*[[Jane Russell]]: Julia Benton
*[[William Bendix]]: Lawrence Cramer
*[[Thomas Gomez]]: tenente Sebastian
*[[Gloria Grahame]]: Margie
*[[Brad Dexter]]: Vincent Halloran
*[[Edward Ashley]]: Martin Stewart
*[[Philip Ahn]]: Itzumi
*[[Vladimir Sokoloff]]: Kwan Sum Tang
*[[Don Zelaya]]: Jimmy
|doppiatori italiani =
*[[Giulio Panicali]]: Nick Cochran
*[[Lydia Simoneschi]]: Julia Benton
*[[Giorgio Capecchi]]: Lawrence Cramer
*[[Carlo Romano]]: tenente Sebastian
*[[Renata Marini]]: Margie
*[[Giuseppe Rinaldi]]: Vincent Halloran
*[[Augusto Marcacci]]: Martin Stewart
*[[Massimo Turci]]: Itzumi
*[[Mario Corte]]: Kwan Sum Tang
*[[Amilcare Pettinelli]]: Jimmy
}}
'''''L'avventuriero di Macao''''', film statunitense del 1952 con [[Robert Mitchum]] e [[Jane Russell]], regia di [[Josef von Sternberg]].
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
Questa è [[Macao]], sulla costa meridionale della Cina, a trentacinque miglia da Hong Kong. È un'antica colonia portoghese, bizzarra ed affascinante, punto nevralgico dell'Estremo Oriente. I suoi abitanti, strano miscuglio di razze e di nazionalità, sono per la maggior parte cinesi. Macao, la Monte Carlo d'Oriente, la città dai due volti: uno che tutti possono vedere, sereno e tranquillo, l'altro segreto e misterioso. Qui favolose ricchezze passano da una mano all'altra sui tavoli da gioco, oppure misteriosamente nella notte. Qui è rifugio di coloro che non sono perfettamente in regola con la legge, perché entro il limite di tre miglia delle acque territoriali la polizia internazionale non ha più alcuna autorità. ('''voce narrante''')
==Dialoghi==
*'''Vincent''': Vi sconsiglio di fare l'[[Altezzosità|altezzosa]]: è una tattica che serve poco qui.<br>'''Julia''': Purtroppo serve poco ovunque.
*'''Nick''': Non ve la levate mai questa armatura da istrice?<br>'''Julia''': Ogni volta che mi scopro qualcuno cerca di approfittarne.
*'''Nick''': Non ti stavo raccontando le solite cose, credimi.<br>'''Julia''': Vorrei crederti. Anche perché è piuttosto snervante dover stare sempre in guardia.
==Citazioni su ''L'avventuriero di Macao''==
*Da un mediocre materiale narrativo di trito esotismo l'austriaco [[Josef von Sternberg|Sternberg]], nel suo penultimo film (l'ultimo per Hollywood) cava un film diseguale dove contano l'erotismo allusivo e le schermaglie della coppia [[Robert Mitchum|Mitchum]]-[[Jane Russell|Russell]]. (''[[Il Morandini]]'')
*Una storia banale, nobilitata però dallo stile impareggiabile degli interpreti: Mitchum, nel suo abituale ruolo di uomo cinico e fascinosamente insolente, regge perfettamente il confronto con l'aggressività sensuale e disincantata della Russell; il broncio indolente di lei e il sorriso ironico di lui duettano a meraviglia, sostenuti dalla regia allusivamente erotica di von Sternberg (tra sciarpe e calze gettate e raccolte, il feticismo regna sovrano). (''[[Il Mereghetti]]'')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film d'avventura]]
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{{Film
|titolo italiano = L'avventuriero di Macao
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*[[Robert Mitchum]]: Nick Cochran
*[[Jane Russell]]: Julia Benton
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*[[Thomas Gomez]]: tenente Sebastian
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*[[Philip Ahn]]: Itzumi
*[[Vladimir Sokoloff]]: Kwan Sum Tang
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*[[Giulio Panicali]]: Nick Cochran
*[[Lydia Simoneschi]]: Julia Benton
*[[Giorgio Capecchi]]: Lawrence Cramer
*[[Carlo Romano]]: tenente Sebastian
*[[Renata Marini]]: Margie
*[[Giuseppe Rinaldi]]: Vincent Halloran
*[[Augusto Marcacci]]: Martin Stewart
*[[Massimo Turci]]: Itzumi
*[[Mario Corte]]: Kwan Sum Tang
*[[Amilcare Pettinelli]]: Jimmy
}}
'''''L'avventuriero di Macao''''', film statunitense del 1952 con [[Robert Mitchum]] e [[Jane Russell]], regia di [[Josef von Sternberg]].
==[[Incipit]]==
{{Incipit film}}
Questa è [[Macao]], sulla costa meridionale della Cina, a trentacinque miglia da Hong Kong. È un'antica colonia portoghese, bizzarra ed affascinante, punto nevralgico dell'Estremo Oriente. I suoi abitanti, strano miscuglio di razze e di nazionalità, sono per la maggior parte cinesi. Macao, la Monte Carlo d'Oriente, la città dai due volti: uno che tutti possono vedere, sereno e tranquillo, l'altro segreto e misterioso. Qui favolose ricchezze passano da una mano all'altra sui tavoli da gioco, oppure misteriosamente nella notte. Qui è rifugio di coloro che non sono perfettamente in regola con la legge, perché entro il limite di tre miglia delle acque territoriali la polizia internazionale non ha più alcuna autorità. ('''voce narrante''')
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Vincent''': Vi sconsiglio di fare l'[[Altezzosità|altezzosa]]: è una tattica che serve poco qui.<br>'''Julia''': Purtroppo serve poco ovunque.
*'''Nick''': Non ve la levate mai questa armatura da istrice?<br>'''Julia''': Ogni volta che mi scopro qualcuno cerca di approfittarne.
*'''Nick''': Non ti stavo raccontando le solite cose, credimi.<br>'''Julia''': Vorrei crederti. Anche perché è piuttosto snervante dover stare sempre in guardia.
==Citazioni su ''L'avventuriero di Macao''==
*Da un mediocre materiale narrativo di trito esotismo l'austriaco [[Josef von Sternberg|Sternberg]], nel suo penultimo film (l'ultimo per Hollywood) cava un film diseguale dove contano l'erotismo allusivo e le schermaglie della coppia [[Robert Mitchum|Mitchum]]-[[Jane Russell|Russell]]. (''[[Il Morandini]]'')
*Una storia banale, nobilitata però dallo stile impareggiabile degli interpreti: Mitchum, nel suo abituale ruolo di uomo cinico e fascinosamente insolente, regge perfettamente il confronto con l'aggressività sensuale e disincantata della Russell; il broncio indolente di lei e il sorriso ironico di lui duettano a meraviglia, sostenuti dalla regia allusivamente erotica di von Sternberg (tra sciarpe e calze gettate e raccolte, il feticismo regna sovrano). (''[[Il Mereghetti]]'')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film d'avventura]]
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Ugo Bianchi
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'''Ugo Bianchi''' (1922 – 1995), storico delle religioni italiano.
==Citazioni di Ugo Bianchi==
*[...] la religione e la «magia» esprimono in maniera primaria la vita spirituale di una popolazione primitiva. Solitamente gli etnologi e gli storici delle religioni distinguono accuratamente e a buon diritto questi due fenomeni, implicando la religione un atteggiamento di sottomissione più o meno devota, da parte del singolo e del gruppo, verso le forze e gli esseri sovrumani, mentre la magia corrisponde piuttosto all'atteggiamento indipendente, se non aggressivo, dell'uomo che pensa di padroneggiare forze e nessi invisibili ma sovranamente efficaci.<ref>Da ''Introduzione alla religione dei primitivi'', p. 27.</ref>
==Note==
<references />
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riferimenti bibliografici
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'''Ugo Bianchi''' (1922 – 1995), storico delle religioni italiano.
==Citazioni di Ugo Bianchi==
*[...] la religione e la «magia» esprimono in maniera primaria la vita spirituale di una popolazione primitiva. Solitamente gli etnologi e gli storici delle religioni distinguono accuratamente e a buon diritto questi due fenomeni, implicando la religione un atteggiamento di sottomissione più o meno devota, da parte del singolo e del gruppo, verso le forze e gli esseri sovrumani, mentre la magia corrisponde piuttosto all'atteggiamento indipendente, se non aggressivo, dell'uomo che pensa di padroneggiare forze e nessi invisibili ma sovranamente efficaci.<ref>Da ''[https://archive.org/details/ugo-bianchi-introduzione-alle-religioni-dei-primitivi-1967-edizioni-dell-ateneo/page/n1/mode/1up Introduzione alla religione dei primitivi]'', Edizioni dell'Ateneo, Roma, 1967, p. 27.</ref>
==Note==
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==Altri progetti==
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'''Ugo Bianchi''' (1922 – 1995), storico delle religioni italiano.
==Citazioni di Ugo Bianchi==
*[...] la [[religione]] e la «[[magia]]» esprimono in maniera primaria la vita spirituale di una popolazione primitiva. Solitamente gli etnologi e gli storici delle religioni distinguono accuratamente e a buon diritto questi due fenomeni, implicando la religione un atteggiamento di sottomissione più o meno devota, da parte del singolo e del gruppo, verso le forze e gli esseri sovrumani, mentre la magia corrisponde piuttosto all'atteggiamento indipendente, se non aggressivo, dell'uomo che pensa di padroneggiare forze e nessi invisibili ma sovranamente efficaci.<ref>Da ''[https://archive.org/details/ugo-bianchi-introduzione-alle-religioni-dei-primitivi-1967-edizioni-dell-ateneo/page/n1/mode/1up Introduzione alla religione dei primitivi]'', Edizioni dell'Ateneo, Roma, 1967, p. 27.</ref>
==Note==
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Storici italiani]]
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Incipit
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'''Ugo Bianchi''' (1922 – 1995), storico delle religioni italiano.
==''Introduzione alla religione dei primitivi''==
===[[Incipit]]===
In etnologia, l'espressione «vita spirituale», presa in senso lato, equivarrebbe addirittura a «cultura», e comprenderebbe tutte le manifestazioni della vita dei primitivi, come di ogni altra popolazione, escluso, seppure in parte, il mero aspetto tecnico delle loro istituzioni e usanze, nei limiti in cui esso sia determinato dalle circostanze materiali. In senso più stretto, la vita spirituale comprende quegli aspetti della cultura che esprimono più immediatamente ed esplicitamente (il che non significa «in maniera più facile ad intendersi») le idee e i sentimenti che costituiscono il patrimonio di un popolo e il modo in cui essi si manifestano. In senso ancora più specifico, la<ref>Nel testo "le".</ref> vita spirituale comprende le concezioni religiose e gli atti che le esprimono, le credenze e le pratiche magiche, la maniera di vedere il mondo, di esprimerlo, di farlo corrispondere a una esigenza ideale, e anche la maniera di soddisfare i propri bisogni spirituali in armonia con questa esigenza.
===Citazioni===
*[...] la [[religione]] e la «[[magia]]» esprimono in maniera primaria la vita spirituale di una popolazione primitiva. Solitamente gli etnologi e gli storici delle religioni distinguono accuratamente e a buon diritto questi due fenomeni, implicando la religione un atteggiamento di sottomissione più o meno devota, da parte del singolo e del gruppo, verso le forze e gli esseri sovrumani, mentre la magia corrisponde piuttosto all'atteggiamento indipendente, se non aggressivo, dell'uomo che pensa di padroneggiare forze e nessi invisibili ma sovranamente efficaci.<ref>Da ''[https://archive.org/details/ugo-bianchi-introduzione-alle-religioni-dei-primitivi-1967-edizioni-dell-ateneo/page/n1/mode/1up Introduzione alla religione dei primitivi]'', Edizioni dell'Ateneo, Roma, 1967, p. 27.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Bianchi, Ugo}}
[[Categoria:Storici italiani]]
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text/x-wiki
'''Ugo Bianchi''' (1922 – 1995), storico delle religioni italiano.
==''Introduzione alla religione dei primitivi''==
===[[Incipit]]===
In [[Etnologia|etnologia]], l'espressione «vita spirituale», presa in senso lato, equivarrebbe addirittura a «[[cultura]]», e comprenderebbe tutte le manifestazioni della vita dei primitivi, come di ogni altra popolazione, escluso, seppure in parte, il mero aspetto tecnico delle loro istituzioni e usanze, nei limiti in cui esso sia determinato dalle circostanze materiali. In senso più stretto, la vita spirituale comprende quegli aspetti della cultura che esprimono più immediatamente ed esplicitamente (il che non significa «in maniera più facile ad intendersi») le idee e i sentimenti che costituiscono il patrimonio di un popolo e il modo in cui essi si manifestano. In senso ancora più specifico, la<ref>Nel testo "le".</ref> vita spirituale comprende le concezioni religiose e gli atti che le esprimono, le credenze e le pratiche magiche, la maniera di vedere il mondo, di esprimerlo, di farlo corrispondere a una esigenza ideale, e anche la maniera di soddisfare i propri bisogni spirituali in armonia con questa esigenza.
===Citazioni===
*[...] la [[religione]] e la «[[magia]]» esprimono in maniera primaria la vita spirituale di una popolazione primitiva. Solitamente gli etnologi e gli storici delle religioni distinguono accuratamente e a buon diritto questi due fenomeni, implicando la religione un atteggiamento di sottomissione più o meno devota, da parte del singolo e del gruppo, verso le forze e gli esseri sovrumani, mentre la magia corrisponde piuttosto all'atteggiamento indipendente, se non aggressivo, dell'uomo che pensa di padroneggiare forze e nessi invisibili ma sovranamente efficaci.<ref>Da ''[https://archive.org/details/ugo-bianchi-introduzione-alle-religioni-dei-primitivi-1967-edizioni-dell-ateneo/page/n1/mode/1up Introduzione alla religione dei primitivi]'', Edizioni dell'Ateneo, Roma, 1967, p. 27.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Storici italiani]]
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/* Citazioni */ le popolazioni primitive
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'''Ugo Bianchi''' (1922 – 1995), storico delle religioni italiano.
==''Introduzione alla religione dei primitivi''==
===[[Incipit]]===
In [[Etnologia|etnologia]], l'espressione «vita spirituale», presa in senso lato, equivarrebbe addirittura a «[[cultura]]», e comprenderebbe tutte le manifestazioni della vita dei primitivi, come di ogni altra popolazione, escluso, seppure in parte, il mero aspetto tecnico delle loro istituzioni e usanze, nei limiti in cui esso sia determinato dalle circostanze materiali. In senso più stretto, la vita spirituale comprende quegli aspetti della cultura che esprimono più immediatamente ed esplicitamente (il che non significa «in maniera più facile ad intendersi») le idee e i sentimenti che costituiscono il patrimonio di un popolo e il modo in cui essi si manifestano. In senso ancora più specifico, la<ref>Nel testo "le".</ref> vita spirituale comprende le concezioni religiose e gli atti che le esprimono, le credenze e le pratiche magiche, la maniera di vedere il mondo, di esprimerlo, di farlo corrispondere a una esigenza ideale, e anche la maniera di soddisfare i propri bisogni spirituali in armonia con questa esigenza.
===Citazioni===
*[...] per primitive intendiamo quelle popolazioni e quelle culture che non rientrano nel processo storico o nei processi storici delle cosiddette «alte culture», caratterizzate tra l’altro, come è noto, dalla scrittura, la quale permette l’accumulazione di un patrimonio culturale destinato a moltiplicarsi e ad approfondirsi in breve tempo, in maniera inconsueta rispetto alle culture «illetterate»; delle quali invece spicca, per contrasto, una più o meno apparente staticità culturale, che si manifesta anzitutto negli aspetti della vita spirituale. (p. 20)
*[...] la [[religione]] e la «[[magia]]» esprimono in maniera primaria la vita spirituale di una popolazione primitiva. Solitamente gli etnologi e gli storici delle religioni distinguono accuratamente e a buon diritto questi due fenomeni, implicando la religione un atteggiamento di sottomissione più o meno devota, da parte del singolo e del gruppo, verso le forze e gli esseri sovrumani, mentre la magia corrisponde piuttosto all'atteggiamento indipendente, se non aggressivo, dell'uomo che pensa di padroneggiare forze e nessi invisibili ma sovranamente efficaci.<ref>Da ''[https://archive.org/details/ugo-bianchi-introduzione-alle-religioni-dei-primitivi-1967-edizioni-dell-ateneo/page/n1/mode/1up Introduzione alla religione dei primitivi]'', Edizioni dell'Ateneo, Roma, 1967, p. 27.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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'''Ugo Bianchi''' (1922 – 1995), storico delle religioni italiano.
==''Introduzione alla religione dei primitivi''==
===[[Incipit]]===
In [[Etnologia|etnologia]], l'espressione «vita spirituale», presa in senso lato, equivarrebbe addirittura a «[[cultura]]», e comprenderebbe tutte le manifestazioni della vita dei primitivi, come di ogni altra popolazione, escluso, seppure in parte, il mero aspetto tecnico delle loro istituzioni e usanze, nei limiti in cui esso sia determinato dalle circostanze materiali. In senso più stretto, la vita spirituale comprende quegli aspetti della cultura che esprimono più immediatamente ed esplicitamente (il che non significa «in maniera più facile ad intendersi») le idee e i sentimenti che costituiscono il patrimonio di un popolo e il modo in cui essi si manifestano. In senso ancora più specifico, la<ref>Nel testo "le".</ref> vita spirituale comprende le concezioni religiose e gli atti che le esprimono, le credenze e le pratiche magiche, la maniera di vedere il mondo, di esprimerlo, di farlo corrispondere a una esigenza ideale, e anche la maniera di soddisfare i propri bisogni spirituali in armonia con questa esigenza.
===Citazioni===
*[...] per primitive intendiamo quelle popolazioni e quelle culture che non rientrano nel processo storico o nei processi storici delle cosiddette «alte culture», caratterizzate tra l'altro, come è noto, dalla scrittura, la quale permette l'accumulazione di un patrimonio culturale destinato a moltiplicarsi e ad approfondirsi in breve tempo, in maniera inconsueta rispetto alle culture «illetterate»; delle quali invece spicca, per contrasto, una più o meno apparente staticità culturale, che si manifesta anzitutto negli aspetti della vita spirituale. (p. 20)
*[...] la [[religione]] e la «[[magia]]» esprimono in maniera primaria la vita spirituale di una popolazione primitiva. Solitamente gli etnologi e gli storici delle religioni distinguono accuratamente e a buon diritto questi due fenomeni, implicando la religione un atteggiamento di sottomissione più o meno devota, da parte del singolo e del gruppo, verso le forze e gli esseri sovrumani, mentre la magia corrisponde piuttosto all'atteggiamento indipendente, se non aggressivo, dell'uomo che pensa di padroneggiare forze e nessi invisibili ma sovranamente efficaci. (p. 27)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Ugo Bianchi, ''[https://archive.org/details/ugo-bianchi-introduzione-alle-religioni-dei-primitivi-1967-edizioni-dell-ateneo/page/n1/mode/1up Introduzione alla religione dei primitivi]'', Edizioni dell'Ateneo, Roma, 1967.
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'''Ugo Bianchi''' (1922 – 1995), storico delle religioni italiano.
==''Introduzione alla religione dei primitivi''==
===[[Incipit]]===
In [[Etnologia|etnologia]], l'espressione «vita spirituale», presa in senso lato, equivarrebbe addirittura a «[[cultura]]», e comprenderebbe tutte le manifestazioni della vita dei primitivi, come di ogni altra popolazione, escluso, seppure in parte, il mero aspetto tecnico delle loro istituzioni e usanze, nei limiti in cui esso sia determinato dalle circostanze materiali. In senso più stretto, la vita spirituale comprende quegli aspetti della cultura che esprimono più immediatamente ed esplicitamente (il che non significa «in maniera più facile ad intendersi») le idee e i sentimenti che costituiscono il patrimonio di un popolo e il modo in cui essi si manifestano. In senso ancora più specifico, la<ref>Nel testo "le".</ref> vita spirituale comprende le concezioni religiose e gli atti che le esprimono, le credenze e le pratiche magiche, la maniera di vedere il mondo, di esprimerlo, di farlo corrispondere a una esigenza ideale, e anche la maniera di soddisfare i propri bisogni spirituali in armonia con questa esigenza.
===Citazioni===
*[...] per primitive intendiamo quelle popolazioni e quelle culture che non rientrano nel processo storico o nei processi storici delle cosiddette «alte culture», caratterizzate tra l'altro, come è noto, dalla [[scrittura]], la quale permette l'accumulazione di un patrimonio culturale destinato a moltiplicarsi e ad approfondirsi in breve tempo, in maniera inconsueta rispetto alle culture «illetterate»; delle quali invece spicca, per contrasto, una più o meno apparente staticità culturale, che si manifesta anzitutto negli aspetti della vita spirituale. (p. 20)
*[...] la [[religione]] e la «[[magia]]» esprimono in maniera primaria la vita spirituale di una popolazione primitiva. Solitamente gli etnologi e gli storici delle religioni distinguono accuratamente e a buon diritto questi due fenomeni, implicando la religione un atteggiamento di sottomissione più o meno devota, da parte del singolo e del gruppo, verso le forze e gli esseri sovrumani, mentre la magia corrisponde piuttosto all'atteggiamento indipendente, se non aggressivo, dell'uomo che pensa di padroneggiare forze e nessi invisibili ma sovranamente efficaci. (p. 27)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Ugo Bianchi, ''[https://archive.org/details/ugo-bianchi-introduzione-alle-religioni-dei-primitivi-1967-edizioni-dell-ateneo/page/n1/mode/1up Introduzione alla religione dei primitivi]'', Edizioni dell'Ateneo, Roma, 1967.
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'''Ugo Bianchi''' (1922 – 1995), storico delle religioni e docente universitario italiano.
==''Introduzione alla religione dei primitivi''==
===[[Incipit]]===
In [[Etnologia|etnologia]], l'espressione «vita spirituale», presa in senso lato, equivarrebbe addirittura a «[[cultura]]», e comprenderebbe tutte le manifestazioni della vita dei primitivi, come di ogni altra popolazione, escluso, seppure in parte, il mero aspetto tecnico delle loro istituzioni e usanze, nei limiti in cui esso sia determinato dalle circostanze materiali. In senso più stretto, la vita spirituale comprende quegli aspetti della cultura che esprimono più immediatamente ed esplicitamente (il che non significa «in maniera più facile ad intendersi») le idee e i sentimenti che costituiscono il patrimonio di un popolo e il modo in cui essi si manifestano. In senso ancora più specifico, la<ref>Nel testo "le".</ref> vita spirituale comprende le concezioni religiose e gli atti che le esprimono, le credenze e le pratiche magiche, la maniera di vedere il mondo, di esprimerlo, di farlo corrispondere a una esigenza ideale, e anche la maniera di soddisfare i propri bisogni spirituali in armonia con questa esigenza.
===Citazioni===
*[...] per primitive intendiamo quelle popolazioni e quelle culture che non rientrano nel processo storico o nei processi storici delle cosiddette «alte culture», caratterizzate tra l'altro, come è noto, dalla [[scrittura]], la quale permette l'accumulazione di un patrimonio culturale destinato a moltiplicarsi e ad approfondirsi in breve tempo, in maniera inconsueta rispetto alle culture «illetterate»; delle quali invece spicca, per contrasto, una più o meno apparente staticità culturale, che si manifesta anzitutto negli aspetti della vita spirituale. (p. 20)
*[...] la [[religione]] e la «[[magia]]» esprimono in maniera primaria la vita spirituale di una popolazione primitiva. Solitamente gli etnologi e gli storici delle religioni distinguono accuratamente e a buon diritto questi due fenomeni, implicando la religione un atteggiamento di sottomissione più o meno devota, da parte del singolo e del gruppo, verso le forze e gli esseri sovrumani, mentre la magia corrisponde piuttosto all'atteggiamento indipendente, se non aggressivo, dell'uomo che pensa di padroneggiare forze e nessi invisibili ma sovranamente efficaci. (p. 27)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Ugo Bianchi, ''[https://archive.org/details/ugo-bianchi-introduzione-alle-religioni-dei-primitivi-1967-edizioni-dell-ateneo/page/n1/mode/1up Introduzione alla religione dei primitivi]'', Edizioni dell'Ateneo, Roma, 1967.
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'''Ugo Bianchi''' (1922 – 1995), storico delle religioni e docente universitario italiano.
==''Introduzione alla religione dei primitivi''==
===[[Incipit]]===
In [[Etnologia|etnologia]], l'espressione «vita spirituale», presa in senso lato, equivarrebbe addirittura a «[[cultura]]», e comprenderebbe tutte le manifestazioni della vita dei primitivi, come di ogni altra popolazione, escluso, seppure in parte, il mero aspetto tecnico delle loro istituzioni e usanze, nei limiti in cui esso sia determinato dalle circostanze materiali. In senso più stretto, la vita spirituale comprende quegli aspetti della cultura che esprimono più immediatamente ed esplicitamente (il che non significa «in maniera più facile ad intendersi») le idee e i sentimenti che costituiscono il patrimonio di un popolo e il modo in cui essi si manifestano. In senso ancora più specifico, la<ref>Nel testo "le".</ref> vita spirituale comprende le concezioni religiose e gli atti che le esprimono, le credenze e le pratiche magiche, la maniera di vedere il mondo, di esprimerlo, di farlo corrispondere a una esigenza ideale, e anche la maniera di soddisfare i propri bisogni spirituali in armonia con questa esigenza.
===Citazioni===
*[...] per primitive intendiamo quelle popolazioni e quelle culture che non rientrano nel processo storico o nei processi storici delle cosiddette «alte culture», caratterizzate tra l'altro, come è noto, dalla [[scrittura]], la quale permette l'accumulazione di un patrimonio culturale destinato a moltiplicarsi e ad approfondirsi in breve tempo, in maniera inconsueta rispetto alle culture «illetterate»; delle quali invece spicca, per contrasto, una più o meno apparente staticità culturale, che si manifesta anzitutto negli aspetti della vita spirituale. (p. 20)
*[...] la [[religione]] e la «[[magia]]» esprimono in maniera primaria la vita spirituale di una popolazione primitiva. Solitamente gli etnologi e gli storici delle religioni distinguono accuratamente e a buon diritto questi due fenomeni, implicando la religione un atteggiamento di sottomissione più o meno devota, da parte del singolo e del gruppo, verso le forze e gli esseri sovrumani, mentre la magia corrisponde piuttosto all'atteggiamento indipendente, se non aggressivo, dell'uomo che pensa di padroneggiare forze e nessi invisibili ma sovranamente efficaci. (p. 27)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Ugo Bianchi, ''[https://archive.org/details/ugo-bianchi-introduzione-alle-religioni-dei-primitivi-1967-edizioni-dell-ateneo/page/n1/mode/1up Introduzione alla religione dei primitivi]'', Edizioni dell'Ateneo, Roma, 1967.
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riferimenti bibliografici
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text/x-wiki
'''Ugo Bianchi''' (1922 – 1995), storico delle religioni e docente universitario italiano.
==Citazioni di Ugo Bianchi==
*Una definizione della disciplina che chiamiamo storia delle religioni è la seguente: scienza storica – e più precisamente storico-comparativa – che ha come oggetto le manifestazioni, nell'universalità del tempo e dello spazio, di quell'atteggiamento umano che chiamiamo «religioso». Naturalmente, questa definizione sarebbe in parte tautologica se non implicasse una problematizzazione scientifica e una chiarificazione metodologica concernente il termine «religioso». Infatti, questo termine compare nel definiendum, il religioso, le religioni, e ricorre allo stesso tempo nella definizione.<br>Ciò che salva la definizione dall'essere tautologica è l'accentuazione del carattere storico, anzi storico-comparativo della disciplina in questione; in altre parole, l'accento posto sul metodo che di essa è proprio.<ref>Da ''Storia delle religioni'', in AA. VV., ''Le scienze della religione oggi'', 1983, p. 145.</ref>
==''Introduzione alla religione dei primitivi''==
===[[Incipit]]===
In [[Etnologia|etnologia]], l'espressione «vita spirituale», presa in senso lato, equivarrebbe addirittura a «[[cultura]]», e comprenderebbe tutte le manifestazioni della vita dei primitivi, come di ogni altra popolazione, escluso, seppure in parte, il mero aspetto tecnico delle loro istituzioni e usanze, nei limiti in cui esso sia determinato dalle circostanze materiali. In senso più stretto, la vita spirituale comprende quegli aspetti della cultura che esprimono più immediatamente ed esplicitamente (il che non significa «in maniera più facile ad intendersi») le idee e i sentimenti che costituiscono il patrimonio di un popolo e il modo in cui essi si manifestano. In senso ancora più specifico, la<ref>Nel testo "le".</ref> vita spirituale comprende le concezioni religiose e gli atti che le esprimono, le credenze e le pratiche magiche, la maniera di vedere il mondo, di esprimerlo, di farlo corrispondere a una esigenza ideale, e anche la maniera di soddisfare i propri bisogni spirituali in armonia con questa esigenza.
===Citazioni===
*[...] per primitive intendiamo quelle popolazioni e quelle culture che non rientrano nel processo storico o nei processi storici delle cosiddette «alte culture», caratterizzate tra l'altro, come è noto, dalla [[scrittura]], la quale permette l'accumulazione di un patrimonio culturale destinato a moltiplicarsi e ad approfondirsi in breve tempo, in maniera inconsueta rispetto alle culture «illetterate»; delle quali invece spicca, per contrasto, una più o meno apparente staticità culturale, che si manifesta anzitutto negli aspetti della vita spirituale. (p. 20)
*[...] la [[religione]] e la «[[magia]]» esprimono in maniera primaria la vita spirituale di una popolazione primitiva. Solitamente gli etnologi e gli storici delle religioni distinguono accuratamente e a buon diritto questi due fenomeni, implicando la religione un atteggiamento di sottomissione più o meno devota, da parte del singolo e del gruppo, verso le forze e gli esseri sovrumani, mentre la magia corrisponde piuttosto all'atteggiamento indipendente, se non aggressivo, dell'uomo che pensa di padroneggiare forze e nessi invisibili ma sovranamente efficaci. (p. 27)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Ugo Bianchi, ''[https://archive.org/details/ugo-bianchi-introduzione-alle-religioni-dei-primitivi-1967-edizioni-dell-ateneo/page/n1/mode/1up Introduzione alla religione dei primitivi]'', Edizioni dell'Ateneo, Roma, 1967.
==Altri progetti==
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riferimenti bibliografici
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text/x-wiki
'''Ugo Bianchi''' (1922 – 1995), storico delle religioni e docente universitario italiano.
==Citazioni di Ugo Bianchi==
*Una definizione della disciplina che chiamiamo storia delle religioni è la seguente: scienza storica – e più precisamente storico-comparativa – che ha come oggetto le manifestazioni, nell'universalità del tempo e dello spazio, di quell'atteggiamento umano che chiamiamo «religioso». Naturalmente, questa definizione sarebbe in parte tautologica se non implicasse una problematizzazione scientifica e una chiarificazione metodologica concernente il termine «religioso». Infatti, questo termine compare nel definiendum, il religioso, le religioni, e ricorre allo stesso tempo nella definizione.<br>Ciò che salva la definizione dall'essere tautologica è l'accentuazione del carattere storico, anzi storico-comparativo della disciplina in questione; in altre parole, l'accento posto sul metodo che di essa è proprio.<ref>Da ''[https://archive.org/details/BIBLIOFBK-ISR-991000668879706186/page/145/mode/1up Storia delle religioni]'', in AA. VV., ''Le scienze della religione oggi'', Atti del Convegno tenuto a Trento il 20-21 maggio 1981 a cura di Luigi Sartori, Centro editoriale dehoniano, Bologna, 1983, p. 145.</ref>
==''Introduzione alla religione dei primitivi''==
===[[Incipit]]===
In [[Etnologia|etnologia]], l'espressione «vita spirituale», presa in senso lato, equivarrebbe addirittura a «[[cultura]]», e comprenderebbe tutte le manifestazioni della vita dei primitivi, come di ogni altra popolazione, escluso, seppure in parte, il mero aspetto tecnico delle loro istituzioni e usanze, nei limiti in cui esso sia determinato dalle circostanze materiali. In senso più stretto, la vita spirituale comprende quegli aspetti della cultura che esprimono più immediatamente ed esplicitamente (il che non significa «in maniera più facile ad intendersi») le idee e i sentimenti che costituiscono il patrimonio di un popolo e il modo in cui essi si manifestano. In senso ancora più specifico, la<ref>Nel testo "le".</ref> vita spirituale comprende le concezioni religiose e gli atti che le esprimono, le credenze e le pratiche magiche, la maniera di vedere il mondo, di esprimerlo, di farlo corrispondere a una esigenza ideale, e anche la maniera di soddisfare i propri bisogni spirituali in armonia con questa esigenza.
===Citazioni===
*[...] per primitive intendiamo quelle popolazioni e quelle culture che non rientrano nel processo storico o nei processi storici delle cosiddette «alte culture», caratterizzate tra l'altro, come è noto, dalla [[scrittura]], la quale permette l'accumulazione di un patrimonio culturale destinato a moltiplicarsi e ad approfondirsi in breve tempo, in maniera inconsueta rispetto alle culture «illetterate»; delle quali invece spicca, per contrasto, una più o meno apparente staticità culturale, che si manifesta anzitutto negli aspetti della vita spirituale. (p. 20)
*[...] la [[religione]] e la «[[magia]]» esprimono in maniera primaria la vita spirituale di una popolazione primitiva. Solitamente gli etnologi e gli storici delle religioni distinguono accuratamente e a buon diritto questi due fenomeni, implicando la religione un atteggiamento di sottomissione più o meno devota, da parte del singolo e del gruppo, verso le forze e gli esseri sovrumani, mentre la magia corrisponde piuttosto all'atteggiamento indipendente, se non aggressivo, dell'uomo che pensa di padroneggiare forze e nessi invisibili ma sovranamente efficaci. (p. 27)
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Ugo Bianchi, ''[https://archive.org/details/ugo-bianchi-introduzione-alle-religioni-dei-primitivi-1967-edizioni-dell-ateneo/page/n1/mode/1up Introduzione alla religione dei primitivi]'', Edizioni dell'Ateneo, Roma, 1967.
==Altri progetti==
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'''Ugo Bianchi''' (1922 – 1995), storico delle religioni e docente universitario italiano.
==Citazioni di Ugo Bianchi==
*Una definizione della disciplina che chiamiamo storia delle religioni è la seguente: scienza storica – e più precisamente storico-comparativa – che ha come oggetto le manifestazioni, nell'universalità del tempo e dello spazio, di quell'atteggiamento umano che chiamiamo «religioso». Naturalmente, questa definizione sarebbe in parte tautologica se non implicasse una problematizzazione scientifica e una chiarificazione metodologica concernente il termine «religioso». Infatti, questo termine compare nel ''definiendum'', il religioso, le religioni, e ricorre allo stesso tempo nella definizione.<br>Ciò che salva la definizione dall'essere tautologica è l'accentuazione del carattere storico, anzi storico-comparativo della disciplina in questione; in altre parole, l'accento posto sul metodo che di essa è proprio.<ref>Da ''[https://archive.org/details/BIBLIOFBK-ISR-991000668879706186/page/145/mode/1up Storia delle religioni]'', in AA. VV., ''Le scienze della religione oggi'', Atti del Convegno tenuto a Trento il 20-21 maggio 1981 a cura di Luigi Sartori, Centro editoriale dehoniano, Bologna, 1983, p. 145.</ref>
==''Introduzione alla religione dei primitivi''==
===[[Incipit]]===
In [[Etnologia|etnologia]], l'espressione «vita spirituale», presa in senso lato, equivarrebbe addirittura a «[[cultura]]», e comprenderebbe tutte le manifestazioni della vita dei primitivi, come di ogni altra popolazione, escluso, seppure in parte, il mero aspetto tecnico delle loro istituzioni e usanze, nei limiti in cui esso sia determinato dalle circostanze materiali. In senso più stretto, la vita spirituale comprende quegli aspetti della cultura che esprimono più immediatamente ed esplicitamente (il che non significa «in maniera più facile ad intendersi») le idee e i sentimenti che costituiscono il patrimonio di un popolo e il modo in cui essi si manifestano. In senso ancora più specifico, la<ref>Nel testo "le".</ref> vita spirituale comprende le concezioni religiose e gli atti che le esprimono, le credenze e le pratiche magiche, la maniera di vedere il mondo, di esprimerlo, di farlo corrispondere a una esigenza ideale, e anche la maniera di soddisfare i propri bisogni spirituali in armonia con questa esigenza.
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*[...] per primitive intendiamo quelle popolazioni e quelle culture che non rientrano nel processo storico o nei processi storici delle cosiddette «alte culture», caratterizzate tra l'altro, come è noto, dalla [[scrittura]], la quale permette l'accumulazione di un patrimonio culturale destinato a moltiplicarsi e ad approfondirsi in breve tempo, in maniera inconsueta rispetto alle culture «illetterate»; delle quali invece spicca, per contrasto, una più o meno apparente staticità culturale, che si manifesta anzitutto negli aspetti della vita spirituale. (p. 20)
*[...] la [[religione]] e la «[[magia]]» esprimono in maniera primaria la vita spirituale di una popolazione primitiva. Solitamente gli etnologi e gli storici delle religioni distinguono accuratamente e a buon diritto questi due fenomeni, implicando la religione un atteggiamento di sottomissione più o meno devota, da parte del singolo e del gruppo, verso le forze e gli esseri sovrumani, mentre la magia corrisponde piuttosto all'atteggiamento indipendente, se non aggressivo, dell'uomo che pensa di padroneggiare forze e nessi invisibili ma sovranamente efficaci. (p. 27)
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<references />
==Bibliografia==
*Ugo Bianchi, ''[https://archive.org/details/ugo-bianchi-introduzione-alle-religioni-dei-primitivi-1967-edizioni-dell-ateneo/page/n1/mode/1up Introduzione alla religione dei primitivi]'', Edizioni dell'Ateneo, Roma, 1967.
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[[File:1909 Società Ginnastica Pro Vercelli.jpg|thumb|Una formazione della Pro Vercelli nel 1909 con indosso la classica divisa bianca, da cui il soprannome di ''Bianche Casacche'']]
Citazioni sul '''Football Club Pro Vercelli 1892'''.
*Nel discorso calcistico contano tantissimo i capitali, e chi non ha i soldi fa una grandissima fatica. Io vivo a Vercelli, e lì il passato di grande calcio negli anni è stato spesso un peso. La gente vive ancora sugli scudetti degli anni '20 e '30 e quindi anche da squadre buone che giocavano in Serie C veniva avvertita la pressione di questo passato. ([[Paolo Sollier]])
==Voci correlate==
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Homer
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Fabio Casartelli
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Danyele
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Creata pagina con "[[File:Ariostea at the 1993 Paris–Nice - Fabio Casartelli (cropped).jpg|thumb|Fabio Casartelli nel 1993]] '''Fabio Casartelli''' (1970 – 1995), ciclista su strada italiano. ==Citazioni su Fabio Casartelli== *Fabio ha chiuso gli occhi. Per sempre. È lì disteso sotto un drappo nero, ha il volto raccolto dentro un rigido bendaggio, appena reclinato verso sinistra. Fuori c'è il caldo afoso dei Pirenei, dentro la "chapelle ardente", c'è il gelo. Non è l'aria condizi..."
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[[File:Ariostea at the 1993 Paris–Nice - Fabio Casartelli (cropped).jpg|thumb|Fabio Casartelli nel 1993]]
'''Fabio Casartelli''' (1970 – 1995), ciclista su strada italiano.
==Citazioni su Fabio Casartelli==
*Fabio ha chiuso gli occhi. Per sempre. È lì disteso sotto un drappo nero, ha il volto raccolto dentro un rigido bendaggio, appena reclinato verso sinistra. Fuori c'è il caldo afoso dei Pirenei, dentro la "chapelle ardente", c'è il gelo. Non è l'aria condizionata: è che vengono i brividi solo a pensarci. Le piastrelle in ceramica giallo e nocciola sembrano una lastra di ghiaccio, sopra di lui c'è un Cristo color oro più triste di un crocefisso. Guardi il volto di Fabio e pensi: no, non è vero, non può essere vero. Come si può morire in bici a 25 anni, in un tranquillo pomeriggio d'estate? Sono parole vuote, perché Fabio è morto davvero. ([[Pier Bergonzi]])
==Altri progetti==
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Danyele
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[[File:Ariostea at the 1993 Paris–Nice - Fabio Casartelli (cropped).jpg|thumb|Fabio Casartelli nel 1993]]
'''Fabio Casartelli''' (1970 – 1995), ciclista su strada italiano.
==Citazioni su Fabio Casartelli==
*C'è un Casartelli campione olimpico a Barcellona e promessa del ciclismo [...], ma soprattutto c'è Fabio, un figlio e un marito che sa da poco di diventare padre e che finisce la sua vita terrena sull'asfalto incandescente del Tour de France. Un tratto di strada in discesa, veloce come la vita di un ragazzo di talento che finisce la sua corsa contro un paracarro in cemento. [...] Fabio rimane lì, rannicchiato in posizione fetale, come un bimbo che sta per nascere e invece sta andando incontro alla morte. ([[Pier Augusto Stagi]])
*Fabio ha chiuso gli occhi. Per sempre. È lì disteso sotto un drappo nero, ha il volto raccolto dentro un rigido bendaggio, appena reclinato verso sinistra. Fuori c'è il caldo afoso dei Pirenei, dentro la "chapelle ardente", c'è il gelo. Non è l'aria condizionata: è che vengono i brividi solo a pensarci. Le piastrelle in ceramica giallo e nocciola sembrano una lastra di ghiaccio, sopra di lui c'è un Cristo color oro più triste di un crocefisso. Guardi il volto di Fabio e pensi: no, non è vero, non può essere vero. Come si può morire in bici a 25 anni, in un tranquillo pomeriggio d'estate? Sono parole vuote, perché Fabio è morto davvero. ([[Pier Bergonzi]])
*Lo rivedo così, bello come tutti i campioni olimpici che ci sembrano eroi, stracolmo di vita, con quella medaglia d'oro immersa nella sua felicità. Era poco più che un ragazzo, quando i Giochi di Barcellona lo incoronarono. Nella calura di uno studio televisivo dovevamo commentare insieme la grande emozione. Ma per lui ogni parola era di troppo: parlavano i suoi occhi, parlava l'orgoglio dei genitori, parlava lo sguardo innamorato della ragazza che sarebbe diventata sua moglie e che gli ha dato [...] la fuggevole gioia di essere padre. Lo rivedo nel suo giorno più intenso [...]. Ma davanti a me c'è adesso una foto crudele: Fabio Casartelli ha la testa ripiegata in una pozza di sangue, si capisce che la vita gli scivola via con una fretta spietata. Sta morendo, a 25 anni. ([[Candido Cannavò]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Ciclisti italiani]]
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Gran Premio Capodarco
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Danyele
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Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:Curva del Gran Premio Capodarco.jpg|thumb|Scatto sul famoso curvone del Gran Premio Capodarco, prima di affrontare i muri fermani]] Citazioni sul '''Gran Premio Capodarco''', corsa ciclistica su strada in linea. *È una salita, che è diventata un traguardo, è un traguardo che si è impossessato di una corsa, è una corsa che si è impadronita di un borgo. Capodarco, anzi, il Gran premio di Capodarco. ([[Marco Pastonesi]]) ==Voci correlate== *..."
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{{voce tematica}}
[[File:Curva del Gran Premio Capodarco.jpg|thumb|Scatto sul famoso curvone del Gran Premio Capodarco, prima di affrontare i muri fermani]]
Citazioni sul '''Gran Premio Capodarco''', corsa ciclistica su strada in linea.
*È una salita, che è diventata un traguardo, è un traguardo che si è impossessato di una corsa, è una corsa che si è impadronita di un borgo. Capodarco, anzi, il Gran premio di Capodarco. ([[Marco Pastonesi]])
==Voci correlate==
*[[Fermo]]
==Altri progetti==
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Discussioni utente:NicolaM28
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J ansari
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Homer
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I fuorilegge della valle solitaria
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Spinoziano
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Creata pagina con "{{Film |titolo italiano= I fuorilegge della valle solitaria |titolo alfabetico= Fuorilegge della valle solitaria |paese= Regno Unito/Spagna |genere= western |regista= [[Michael Carreras]] |soggetto= [[Peter R. Newman]] |sceneggiatore= [[Edmund Morris]] |attori= *[[Richard Basehart]]: Steve Fallon *[[Paquita Rico]]: Franchea *[[Don Taylor]]: Mike Summers *[[Alex Nicol]]: Danny Pose *[[Fernando Rey]]: Hernán *[[María Granada]]: Juana *[[José Nieto (attore)|José Nieto]..."
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'''''I fuorilegge della valle solitaria''''', del 1961 con [[Richard Basehart]], regia di [[Michael Carreras]].
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Bandito''': Steve Fallon? È un gran tiratore.<br>'''Ortega''': Ho capito chi era non appena l'ho veduto.<br>'''Danny''': La fama poggia spesso sulle chiacchiere. Basta una pallottola per fugarle.
*'''Franchea''': Se non è il [[Forza e debolezza|forte]] a proteggere il debole, ditemi chi altro lo dovrebbe fare.<br>'''Steve''': Se il debole cerca sempre protezione, non sarà mai forte.<br>'''Franchea''': Allora non ci darete una mano?<br>'''Steve''': Sì, quando non ne avrete bisogno.
*'''Mike''': Avete ucciso a sangue freddo.<br>'''Steve''': Si uccide forse in altro modo?
==Citazioni su ''I fuorilegge della valle solitaria''==
*Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[Il Morandini]]'')
==Altri progetti==
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Spinoziano
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'''''I fuorilegge della valle solitaria''''', film del 1961 con [[Richard Basehart]], regia di [[Michael Carreras]].
==Dialoghi==
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*'''Bandito''': Steve Fallon? È un gran tiratore.<br>'''Ortega''': Ho capito chi era non appena l'ho veduto.<br>'''Danny''': La fama poggia spesso sulle chiacchiere. Basta una pallottola per fugarle.
*'''Franchea''': Se non è il [[Forza e debolezza|forte]] a proteggere il debole, ditemi chi altro lo dovrebbe fare.<br>'''Steve''': Se il debole cerca sempre protezione, non sarà mai forte.<br>'''Franchea''': Allora non ci darete una mano?<br>'''Steve''': Sì, quando non ne avrete bisogno.
*'''Mike''': Avete ucciso a sangue freddo.<br>'''Steve''': Si uccide forse in altro modo?
==Citazioni su ''I fuorilegge della valle solitaria''==
*Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[Il Morandini]]'')
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Spinoziano
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{{Film
|titolo italiano = It Comes at Night
|genere = horror
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*[[Alessio Cigliano]]: Paul
*[[Davide Albano]]: Will
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*[[Mirko Cannella]]: Travis
}}
'''''It Comes at Night''''', film statunitense del 2017 con [[Joel Edgerton]], regia di [[Trey Edward Shults]].
==Dialoghi==
*'''Paul''': Sono brave persone.<br>'''Travis''': Sì. Sono felice che siano qui.<br>'''Paul''': Ricordati di essere sempre obiettivo, ok? Non serve che io te lo dica, ma puoi fidarti solo della tua famiglia, per quanto siano bravi. Non dimenticarlo, capito?
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film horror]]
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Spinoziano
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Annullata la modifica [[Special:Diff/1416967|1416967]] di [[Special:Contributions/Spinoziano|Spinoziano]] ([[User talk:Spinoziano|discussione]])
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*[[Richard Basehart]]: Steve Fallon
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*[[Giuseppe Rinaldi]]: Mike Summers
}}
'''''I fuorilegge della valle solitaria''''', film del 1961 con [[Richard Basehart]], regia di [[Michael Carreras]].
==Dialoghi==
{{cronologico}}
*'''Bandito''': Steve Fallon? È un gran tiratore.<br>'''Ortega''': Ho capito chi era non appena l'ho veduto.<br>'''Danny''': La fama poggia spesso sulle chiacchiere. Basta una pallottola per fugarle.
*'''Franchea''': Se non è il [[Forza e debolezza|forte]] a proteggere il debole, ditemi chi altro lo dovrebbe fare.<br>'''Steve''': Se il debole cerca sempre protezione, non sarà mai forte.<br>'''Franchea''': Allora non ci darete una mano?<br>'''Steve''': Sì, quando non ne avrete bisogno.
*'''Mike''': Avete ucciso a sangue freddo.<br>'''Steve''': Si uccide forse in altro modo?
==Citazioni su ''I fuorilegge della valle solitaria''==
*Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[Il Morandini]]'')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film western]]
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Tierra brutal
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Spinoziano
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Redirect alla pagina [[I fuorilegge della valle solitaria]]
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text/x-wiki
#RINVIA [[I fuorilegge della valle solitaria]]
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It Comes at Night
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Spinoziano
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'''''It Comes at Night''''', film statunitense del 2017 con [[Joel Edgerton]], regia di [[Trey Edward Shults]].
==Dialoghi==
*'''Paul''': Sono brave persone.<br>'''Travis''': Sì. Sono felice che siano qui.<br>'''Paul''': Ricordati di essere sempre obiettivo, ok? Non serve che io te lo dica, ma puoi fidarti solo della tua famiglia, per quanto siano bravi. Non dimenticarlo, capito?
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[[Categoria:Film horror]]
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Discussione:Ken il guerriero
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2026-06-15T11:25:39Z
Skekzilla
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/* Separazione */ nuova sezione
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text/x-wiki
== Separazione ==
Che ne dite @[[Utente:Udiki|Udiki]] e @[[Utente:Superchilum|Superchilum]]? Va bene così o separiamo l'anime dal manga in voci separate? [[Utente:Skekzilla|Skekzilla]] ([[Discussioni utente:Skekzilla|scrivimi]]) 13:25, 15 giu 2026 (CEST)
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2026-06-15T11:38:08Z
Superchilum
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== Separazione ==
Che ne dite @[[Utente:Udiki|Udiki]] e @[[Utente:Superchilum|Superchilum]]? Va bene così o separiamo l'anime dal manga in voci separate? [[Utente:Skekzilla|Skekzilla]] ([[Discussioni utente:Skekzilla|scrivimi]]) 13:25, 15 giu 2026 (CEST)
:Io separerei :-) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 13:38, 15 giu 2026 (CEST)
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